Source: https://www.scribd.com/document/46887221/Giornalismo-il-lato-emerso-della-professione
Timestamp: 2017-07-22 17:01:11+00:00

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Giornalismo: il lato emerso della professioneUploaded by Marco ToresiniRelated InterestsJournalistNewsroomTrade UnionItalyPublic SphereRating and Stats0.0 (0)Document ActionsDownloadShare or Embed DocumentEmbedView MoreCopyright: Attribution Non-Commercial (BY-NC)Download as PDF, TXT or read online from ScribdFlag for inappropriate contentGiornalismo: il lato emerso della professione Una ricerca sulla condizione dei giornalisti italiani a cura di Pino ReaGli ebook di giornalismo
Giornalismo: Il lato emerso della professione Una ricerca sulla condizione dei giornalisti italiani “visibili”, attraverso i dati di Inpgi, Ordine e Fnsi
Ricerca curata e realizzata da Pino Rea - LSDI
Progetto editoriale: Vittorio Pasteris - LSDI
Questo lavoro è dedicato ad Amedeo Vergani, amico appassionato di cui anche Lsdi aveva ancora grande bisogno.
Edizione elettronica a cura di Simplicissimus Book Farm ISBN 9788863690118
1. Note Introduttive 1.1 Garantiti, quasi garantiti, precari: una professione molto frammentata, di Pino Rea pag.8
1.2 Politiche innovative per il lavoro subordinato, di Andrea Camporese 1.3 Avanti con l’ “operazione verità”, di Enzo Iacopino pag.12 pag.14
1.4 Nebulosa su 110 mila giornalisti, ma la Fnsi è in campo per la dignità di tutti, di Franco Siddi pag.15
2. Quei mondi ancora distanti: un quadro d’insieme 2.1 I giornalisti attivi ‘visibili’ 2.2 Rapporti di lavoro 2.3 Reddito 2.4 Età 2.5 Genere 2.6 Disoccupazione 2.7 Pensioni 2.8 Sindacato 2.9 Segnali contrastanti fra il 2008 e il 2009 2.10 I limiti della ricerca pag.23 pag.26 pag.27 pag.28 pag.28 pag.29 pag.30 pag.31 pag.31 pag.32
3. I dati 3.1 Gli iscritti all’Ordine 3.2 Evoluzione degli iscritti all’ Ordine 3.2.1 La crescita percentuale delle donne 3.2.2 L’andamento a livello regionale 3.3 Le scuole 3.4 Composizione degli attivi / lavoro subordinato 3.5 Composizione degli attivi / lavoro autonomo 3.6 Il lavoro autonomo 3.6.1 Il lavoro autonomo: genere 3.6.2 Lavoro autonomo: divisione per categoria prof. 3.6.3 Lavoro autonomo: evoluzione per classi d' età pag.33 pag.38 pag.40 pag.42 pag.45 pag.45 pag.49 pag.50 pag.52 pag.53 pag.53
3.6.4 Lavoro autonomo: distribuzione in rapporto agli iscritti all’Ordine ed evoluzione per Regione 3.6.5 Lavoro autonomo: redditi/libera professione 3.6.6 Lavoro autonomo: redditi/Co.Co.Co 3.7 Lavoro dipendente 3.7.1 Lavoro dipendente: i rapporti contrattuali 3.7.2 Lavoro dipendente: l'evoluzione 3.7.3 Lavoro dipendente: andamento per Regione 3.7.4 Lavoro dipendente: i settori aziendali pag.55 pag.57 pag.58 pag.59 pag.59 pag.61 pag.63 pag.64
3.7.5 Lavoro dipendente: livelli di reddito 3.7.6 Lavoro dipendente: fasce d’ età 3.7.7 Lavoro dipendente: genere 3.8 "Doppio” lavoro 3.9 Il sindacato: un giornalista su quattro è nella Fnsi 3.10 Segnali contrastanti fra il 2008 e il 2009 3.11 Pensioni 3.11.1 Pensioni da lavoro dipendente 3.11.2 Pensioni da lavoro autonomo
pag.65 pag.67 pag.67 pag.68 pag.71 pag.73 pag.74 pag.74 pag.76
4. Appendice : note, dati e tabelle 4.1 Note al testo 4.2 Iscritti Odg anno per anno da 1975 al 2009 4.3 Iscritti Odg suddivisi per sesso dal 1991 al 2006 4.4 Le scuole 4.5 Lavoro dipendente 4.6 Lavoro autonomo 4.8 Disoccupati 4.8 Pensionati 4.9 Iscritti alla Fnsi pag.78 pag.79 pag.84 pag.90 pag.91 pag.93 pag.95 pag.96 pag.97
1. Note Introduttive 1.1 Garantiti, quasi garantiti, precari: una professione molto frammentata, di Pino Rea
Una professione frammentata, con status professionali ed economici molto vari e con differenze, a volte, molto profonde fra i vari segmenti che la compongono. Anche solo all’ interno del lato emerso del giornalismo in Italia – la professione ‘visibile’ perché svolta secondo le norme contrattuali e giuridiche -, l’ analisi che Lsdi propone mostra dei forti squilibri. Ma, soprattutto, conferma una vistosa spaccatura fra lavoro dipendente (il lavoro che vive prevalentemente dentro le redazioni) e lavoro autonomo, che nell’ industria editoriale cresce e diventa sempre più vitale per la macchina dell’ informazione, ma che non riesce ad acquisire una vera, concreta, dignità professionale. Una condizione che, nelle fasce più basse e meno protette, confina visibilmente e si intreccia col precariato dai 2,50 euro lordi a notizia e con tutto quel variegato mondo del lavoro sommerso che ruota all’ esterno delle redazioni - o è addirittura la base produttiva nei nuovi media – e che è ancora privo di una rappresentazione e, quindi, di una rappresentanza adeguate. Questa prima ‘fotografia’ della professione in Italia e della sua evoluzione nell’ ultimo decennio conferma dunque, attraverso un’ abbondante serie di dati, la debolezza del lavoro giornalistico autonomo. 8
Di fronte alla tenuta, e alla “crescita” – sulla spinta del forte impegno sindacale degli ultimi 25 anni -, del giornalismo garantito dai contratti e dagli istituti di categoria: buon sindacato, buona previdenza e buona assistenza sanitaria complementare, crescita che dai quotidiani si è allargata all’ emittenza locale, ai piccoli periodici e alla sfera pubblica, il giornalismo autonomo ancora annaspa, senza riuscire a trovare uno statuto – contrattuale e professionale - adeguato alla sua forza quantitativa, che ormai è pari a quella del lavoro dipendente. E senza riuscire ancora, nonostante gli sforzi degli organismi di categoria, ad entrare nell’ area (pesante, anche se a sua volta fortemente segmentata) del giornalismo “garantito”. Basti pensare che, nel 2009, mentre solo un lavoratore subordinato su 3 aveva un reddito annuo inferiore ai 30.000 euro lordi, più della metà degli autonomi (il 55,25%) dichiaravano un reddito annuo inferiore ai 5.000 euro. Il lavoro che Lsdi presenta è solo una prima ricerca sulla professione. I temi da affrontare sono tanti e alcuni di essi molto complessi: sarebbe interessante, ad esempio, riuscire a ricostruire la forma attuale del processo di produzione dei contenuti editoriali in Italia e i relativi rapporti di potere nelle redazioni e fra interno ed esterno alle redazioni. Potrebbe essere uno strumento molto importante, prima di tutto per la Fnsi, per mettere a fuoco la strategia della contrattazione con gli editori sul rapporto fra lavoro dipendente e lavoro autonomo. Che, immaginiamo, sarà il nodo centrale del prossimo rinnovo contrattuale. Sarebbe interessante, inoltre, approfondire come è articolato al suo interno il volto “oscuro” della professione, quello sommerso. 9
O, ancora, visto che lavoro autonomo e lavoro dipendente rappresentano insieme la metà di tutti gli iscritti all’ Ordine dei giornalisti, capire che cosa fa, ed è, l’ altra metà. L’ altro 49,24% degli iscritti agli albi professionali. E, infine (ma argomento non certo secondario) capire cosa bolle davvero nel pentolone dell’ informazione online, dove le diseguaglianze interne alle redazioni delle grandi testate sono probabilmente una piccolissima cosa rispetto alle condizioni di sfruttamento della maggior parte dei redattori dei vari aggregatori, portali, siti di informazione online ecc, cioè di tutti quelli che ormai vengono chiamati i produttori di contenuti. Sul fronte delle condizioni dei giornalisti online Lsdi ha già avviato una ricerca, presentando i primi risultati di questo lavoro nel corso di un incontro nella sede della Fnsi il 14 ottobre 2008 (“Giornalisti online: un primo identikit”). Ma si cercherà di approfondire la conoscenza di questo importante segmento emergente di professione. Anche in vista della creazione di una sua specifica rappresentanza collettiva. In generale, Lsdi ritiene che il lavoro di ricerca sulla professione possa essere un elemento importante di una strategia di sinergie fra i vari istituti del giornalismo italiano, un valore che viene continuamente affermato ma che stenta a realizzarsi concretamente. E si offre come uno dei possibili soggetti di questa strategia. Già questo lavoro in effetti è stato realizzato con il contributo di tre istituzioni di categoria: Fnsi, Ordine dei giornalisti e Inpgi. L’ Ordine - e ringraziamo per questo l' ex e l' attuale presidente, Lorenzo Del Boca ed Enzo Iacopino, e il direttore, Ennio Barto10
lotta – ha fornito tutti i dati relativi agli iscritti negli ultimi 35 anni, permettendo di avere il quadro generale dell’ andamento degli iscritti agli albi e le tendenze complessive degli appartenenti alla professione. Ma è soprattutto attraverso la vasta documentazione prodotta dall’ Inpgi che questo lavoro è stato possibile. Il presidente, Andrea Camporese, ci ha messo a disposizione tutti i dati di cui l’ istituto dispone, consentendoci di delineare questo primo abbozzo di fisionomia della professione in Italia e dei suoi sviluppi recenti, che mettiamo a disposizione di tutti i giornalisti italiani e di tutti i tecnici e studiosi che si occupano del settore. Gli diamo pubblica testimonianza di questa sua sensibilità. Un ringraziamento particolare va alla dottoressa Alessandra Contini, responsabile della sezione Programmazione e Controllo dell’ istituto, che ci ha assistito con grande entusiasmo, accompagnandoci con pazienza fra le pieghe dei numeri e dei dati e che è quindi di fatto una co-autrice della Ricerca.Infine un forte ringraziamento alla Fnsi, che in questi anni ha seguito con interesse (e aiutato) il lavoro di Lsdi, sperando che esso sia stato – e possa essere – di utilità. Pino Rea (coordinatore Lsdi)
1.2 Politiche innovative per il lavoro autonomo, di Andrea Camporese
Il mondo del lavoro non dipendente merita attenzione, merita politiche innovative e di lungo periodo, merita di essere protetto per la dignità delle persone e per il bene superiore della libertà di stampa. Nel ringraziare Lsdi per il complesso lavoro realizzato in collaborazione con l’Inpgi, vorrei che questo mio breve intervento non apparisse come un libro dei sogni. L’impianto normativo realizzato in questi anni nell’ambito delle Collaborazioni Coordinate e Continuative introduce una serie di tutele rilevanti, dal contributo per le degenze e per le malattie, a quello per le adozioni e i congedi parentali, agli assegni al nucleo familiare fino alla possibilità di riscatto e ricongiunzione. La sfida futura che si presenta è quella dello sviluppo di un impianto di welfare per tutti i non dipendenti, liberi professionisti compresi, che permetta di compensare almeno parzialmente la perdita di reddito derivante dalla mancanza di tutele sulla stabilità del lavoro. Si tratta di un tema che attraversa parte del dibattito politico che deve essere affrontato, pur nella grande difficoltà di reperimento di risorse. Di rilevanza è anche il tema della costante informazione verso gli iscritti. Il nuovo sito web dell’Istituto, la rivista cartacea, il nuovo estratto conto integrato (che raccoglie tutte le contribuzioni effettuate alla gestione principale e a quella separata) consulta12
bile on-line sono alcune delle iniziative messe in campo. Molto resta da fare nella consapevolezza che esistono “giornalismi” diversi, ma una sola dignità dei giornalisti. Andrea Camporese (presidente Inpgi)
1.3 Avanti con l’ “operazione verità”, di Enzo Iacopino
Eccoli altri “dati della vergogna”. Dopo quelle sulle retribuzioni dei collaboratori (non di rado circa due euro ad articolo), emerge ora la prova dello sfruttamento degli articolo 36 il cui numero esplode, crescendo in otto anni del 224,6 per cento. Redattori a tempo pieno in un numero impressionante di casi come chiunque abbia un rapporto con i colleghi è in grado di affermare. Sol che costano agli editori la metà o meno di un articolo 1.L’”operazione verità”, alla quale questa meritoria ricerca fornisce un contributo significativo, non deve fermarsi. Ci sono, accanto ai contrattualizzati a vario titolo, centinaia e centinaia di “invisibili”, colleghi che non esistono come giornalisti, colleghi che le aziende non riconoscono come tali ma usano per riempire di contenuti giornali ed emittenti. La fantasia dei contratti non conosce limiti: programmista regista, assistente ai programmi, cessione diritti d’autore. Scappatoie che la legge consente, ma che debbono essere contrastate da Ordine, Fnsi e Inpgi.E ci sono gli “ultimi”, i paria, quelli che sono costretti a subire la mortificazione di compensi da elemosina, che debbono essere lì sempre pronti a scattare al primo squillo d’ una chiamata. Il mandante è sempre l’ editore. Ma dall’ altro capo del telefono c’ è un esecutore. E’ triste scoprire che si tratta di un giornalista. Enzo Iacopino (Presidente Odg)
1.4 Nebulosa su 110 mila giornalisti, ma la Fnsi è in campo per la dignità di tutti, di Franco Siddi
Il ringraziamento che tutti dobbiamo a Lsdi (“Libertà di Stampa Diritto all’ Informazione”), e particolarmente a Pino Rea, per la pubblicazione di questa ricerca non è un atto puramente formale. Tutti coloro che operano nel mondo dell’informazione sanno quanto sia sempre stato difficile comprendere nelle sue reali dimensioni il fenomeno dell’evoluzione della professione giornalistica, per la mancanza, almeno sino ad ora, di una indagine accurata e meticolosa quale quella che abbiamo oggi finalmente a disposizione Viviamo una fase storica dell’evoluzione dei media fortemente accelerata nelle sue trasformazioni e congestionata da un irrefrenabile sviluppo tecnologico, di cui è sempre più difficile comprendere le prospettive, stante una precipitosa obsolescenza di ogni innovazione che rende definiti solo per poco tempo i nuovi confini. La rincorsa tecnologica e il tumultuoso cambiamento, i nuovi incerti assetti del sistema industriale dell’informazione, creano indeterminatezza e generano spesso incapacità di programmazione e di progettualità. Questa realtà nevrotica produce inevitabili effetti sulla professione giornalistica, modificandone i contenuti, alterandone i ruoli, riscrivendone in continuazione gli ambiti di espressione. Nell’arco del trentennio preso in esame da questa indagine ab15
biamo assistito ad un cambiamento dei modi di fare giornalismo e di essere giornalisti, che può essere paragonato ad una vera e propria rivoluzione epocale. Sono cambiati non solo i numeri complessivi di una categoria che è balzata dai quasi 30.000 iscritti complessivi (professionisti e pubblicisti) del 1975 ai quasi 110.000 del 2009, ma sono cambiate strutturalmente le condizioni del lavoro. Ciò nonostante la professione è ancora oggi regolata da una legge che risale al 1963 e che, non avendo subìto alcuna modifica per la colpevole incapacità del legislatore, dimostra tutti i segni del tempo. Basti pensare che per la legge del ’63 la pratica giornalistica può svolgersi soltanto presso un quotidiano, o un’agenzia quotidiana a diffusione nazionale o un periodico a diffusione nazionale o nel servizio pubblico radiotelevisivo. Se questa norma di legge non fosse stata interpretata in termini estensivi, tali da farvi rientrare tutti quei nuovi media che non erano inizialmente compresi, oggi avremmo uno scenario pauroso, nel quale la maggioranza di coloro che fanno informazione sarebbero esclusi dall’esercizio della professione giornalistica. La norma di legge è stata intelligentemente interpretata da chi è stato chiamato ad applicarla in modo che potessero essere riconosciuti come giornalisti anche coloro che svolgevano questa professione nelle televisioni private, nazionali e locali, negli uffici stampa di enti pubblici e privati, nei siti online e nel mondo del web oltre che ovviamente nelle agenzie di stampa e nei periodici anche di ambito territoriale. E ancora, non ci si è limitati a consi16
derare giornalisti soltanto coloro che avevano un rapporto di lavoro subordinato, ma si è esteso l’accesso all’albo anche a tutti coloro che svolgono attività giornalistica esclusiva di lavoro autonomo: qui c’è il mondo tumultuoso e crescente dei freelance. L’indagine di Lsdi fotografa questa evoluzione e fornisce elementi statistici di estremo interesse per quanti, come noi, sono quotidianamente impegnati nell’attività sindacale al fine di individuare gli strumenti più idonei per la tutela degli interessi dei lavoratori del settore. Se dal 1975 al 2009 il numero dei giornalisti professionisti è poco più che triplicato, mentre quello dei giornalisti pubblicisti è quasi quintuplicato, vuol dire con tutta evidenza che si sono sostanzialmente modificati gli equilibri all’interno della categoria a favore di prestazioni di lavoro più flessibili ma anche più friabili. Il che è dimostrato, inoltre, dall’alterazione dell’equilibrio tra lavoratori subordinati e lavoratori autonomi. Il lavoro subordinato copriva nel mondo dell’informazione quasi la totalità degli addetti, tanto è vero che la legge istitutiva dell’ordinamento professionale dei giornalisti aveva come anomalia e come obiettivo quello di regolare una prestazione professionale svolta integralmente in regime di lavoro subordinato. Oggi non è più cosi. Il numero dei giornalisti con rapporto di lavoro autonomo è cresciuto e continua a crescere, si tratta non solo di pubblicisti ma anche e sempre più di professionisti con le inevitabili conseguenze che tutto ciò comporta sul quadro complessivo della professione: maggiore flessibilità, ridotte garanzie sociali, minori livelli contributivi. Grazie ancora alla strumentazione tecnologica, il lavoro autonomo non è 17
più marginale o aggiuntivo ma è diventato sempre più concorrenziale al lavoro subordinato. Freelance non è solo il commentatore, l’analista o l’opinionista, il collaboratore esperto e affidabile che svolge un’attività integrativa a un’altra principale, ma è anche colui che raccoglie e fornisce informazione, occupando il campo e le mansioni che erano proprie delle redazioni. Assistiamo al fenomeno sempre più dilagante che i giornalisti lavoratori subordinati sono coloro che lavorano al desk nelle redazioni obbligati a rivedere testi provenienti dall’esterno e a gestire l’enorme flusso informativo che attraverso le agenzie e la rete invade quotidianamente le redazioni, mentre i freelance finiscono per essere i giornalisti che hanno un rapporto immediato e diretto con la notizia, che seguono i fatti e li raccontano. Assistiamo così ad un pericoloso fenomeno di divaricazione della professione che potrebbe avere conseguenze devastanti. Il Sindacato è stato consapevole sin dal primo momento di questo pericolo e ha voluto imporre, per esempio, nel testo contrattuale, sin dagli anni ’80, una norma che garantiva ai giornalisti addetti al desk il diritto di essere adibiti almeno un giorno a settimana ad altre mansioni che comportassero, appunto, la stesura di articoli e non la cucina redazionale. Ciò nonostante, ho la convinzione che questa norma non abbia mai trovato una seria applicazione, certo per responsabilità degli editori ma anche per acquiescenza dei giornalisti, che molto spesso preferiscono lavorare in redazione piuttosto che cercare all’esterno le notizie, favorendo la crescita di forme svariate di la18
voro autonomo, essenzialmente precarie. Questo è il problema più rilevante che il Sindacato di categoria è oggi chiamato ad affrontare. La ricerca di Lsdi ci documenta come nel 2009 poco più di 4.000 iscritti alla gestione separata dell’Inpgi hanno dichiarato un reddito pari a zero e come più del 55% degli iscritti abbia redditi dichiarati al di sotto dei € 5.000 all’anno. Si tratta di un dato terribile! Perché dimostra che una parte consistente della categoria è in una situazione di sofferenza economica. Se prima il freelance era soprattutto un pubblicista che svolgeva altra attività e che incrementava il suo reddito con collaborazioni e prestazioni giornalistiche, oggi è principalmente un professionista che non ha altri redditi e vive di solo giornalismo: in buona parte al di sotto dei limiti di sussistenza. E’ un problema enorme, che però non scopriamo ora. Da anni abbiamo chiesto alla nostra controparte editoriale di poter regolamentare contrattualmente anche il lavoro autonomo. Abbiamo trovato sempre porte sbarrate e nessun indirizzo normativo di sostegno ed è stata necessaria la mobilitazione di tutta la categoria e la perseveranza del Sindacato per ottenere i primi risultati, che non sarebbe però giusto considerare marginali o poca cosa. Oggi disponiamo di strumenti contrattuali che ci possono aiutare. Abbiamo un accordo collettivo con la Federazione Italiana Editori Giornali che stabilisce garanzie, sia pure minime, per i lavoratori autonomi. Abbiamo un accordo collettivo con Aeranti Corallo, che assicura trattamenti minimi ancora migliori per i freelance che lavorano nell’emittenza radiotelevisiva in ambito locale. Abbiamo – e questo è l’ultimo risultato sindacale – un accordo collettivo con 19
l’Unione della Stampa Periodica (Uspi) che regolamenta in modo organico le prestazioni dei lavoratori autonomi nelle testate periodiche e che ha introdotto per la prima volta un tariffario dei compensi minimi sia per le prestazioni occasionali sia per le collaborazioni coordinate e continuative. Si tratta di primi risultati, certo insufficienti, ma non disprezzabili. Il Sindacato è consapevole che su questa strada occorre andare avanti con la necessaria fermezza e con ostinazione. Fermezza e ostinazione che abbiamo messo anche nella ricerca delle tutele assistenziali e previdenziali. La gestione separata dell’Inpgi, nella quale confluiscono i contributi di tutti i giornalisti che prestano lavoro autonomo, è stata modificata in modo da consentire la separazione tra i prestatori di lavoro in regime di parasubordinazione (co.co.co.) e prestatori di lavoro freelance. Questa distinzione, contrattata a lungo con la controparte editoriale, ha consentito di elevare sensibilmente la contribuzione per i collaboratori coordinati e continuativi, accollando agli editori i due terzi del costo e impegnandoli ad aprire le posizioni previdenziali. Su questa strada stiamo lavorando insieme alla Casagit per individuare un percorso assistenziale sanitario anche per i lavoratori autonomi. Il Sindacato, perciò, non è stato fermo in tutti questi anni, né è stato miope, ma anzi ha cercato, pur con povertà di mezzi e strumenti, di prevedere i mutamenti della professione. La crescita smisurata del numero dei giornalisti deve però indurci anche ad una riflessione e all’obbligo della sincerità nei confronti di tutti i 20
colleghi iscritti all’albo. Se oggi gli iscritti all’albo sono quasi 110.000 bisogna con chiarezza saper dire a tutti i nuovi colleghi che il sistema complessivo dell’informazione, per quanto si sia dilatato, non consente di assorbire una massa cosi elevata di addetti (come evidenzia anche la circostanza che poco più del 49% degli iscritti all’Ordine non figuri nella realtà professionale certificata presente nel mondo del lavoro: cioè né titolari di rapporto di lavoro dipendente, né pensionati giornalisti, né iscritti alla gestione separata Inpgi). Una forza lavoro cosi smisurata rispetto alle richieste di mercato si risolve ineluttabilmente nel precariato, nella marginalizzazione, nella disoccupazione. E’ bene non farsi illusioni né demagogicamente illudere tutti coloro, soprattutto i giovani, che sono ammaliati dal fascino della nostra professione. Fatta questa doverosa quanto ineludibile precisazione, non vi è dubbio che il Sindacato unitario dei giornalisti debba perseguire tutte le vie per garantire le migliori condizioni di lavoro anche a questo segmento sempre più rilevante della professione. Lo stiamo facendo sul piano della struttura sindacale: abbiamo modificato il regolamento federale costituendo una assemblea nazionale dei giornalisti free lance, una commissione nazionale sul lavoro autonomo e affidando ad un membro della Giunta Esecutiva e un coordinatore eletto le responsabilità del settore. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo sul piano contrattuale, previdenziale e assistenziale. Ma è necessario anche stimolare il legislatore perché prenda atto di questa nuova realtà del mondo del lavoro che non riguarda soltanto i giornalisti, come è neces21
sario riportare in testi legislativi nazionali e comunitari le osservazioni dell’ ILO (Organizzazione Internazionale Onu per il Lavoro) sulla opportunità che la questione del precariato sia affrontata anche nell’ambito della tutela dei diritti umani e di una dichiarazione universale di diritti e dignità. Lavoriamo, perciò, intensamente con la Federazione Europea e quella internazionale dei giornalisti e ancora di più sul piano nazionale. Abbiamo un grande lavoro che ci attende. Ma troveremo le soluzioni adeguate alla complessità dei problemi che abbiamo di fronte soltanto se continueremo a conservare il senso dell’unitarietà della categoria e della sua rappresentanza sindacale, così come la vollero i padri fondatori della nostra organizzazione nel lontano 1908, senza cedere alle suggestioni della settorializzazione. Per il nostro lavoro di oggi e di domani questa indagine di Lsdi è, perciò, uno strumento altamente prezioso. Franco Siddi (Segretario generale Fnsi)
2. Quei mondi ancora distanti: un quadro d’insieme 2.1 I giornalisti attivi ‘visibili’
I giornalisti attivi “visibili” in Italia alla fine del 2009(1) erano 49.239 e rappresentavano la metà degli iscritti all’ Ordine (il 50,16% di 98.155 iscritti (2)). Di questi, 26.026 (il 52,86%) facevano capo alla gestione principale dell’ Inpgi (relativa alle posizioni di lavoro subordinato) e 23.213 (il 47,14%) erano invece free lance e collaboratori autonomi, iscritti alla Gestione separata dell’ istituto di previdenza, costituita per la previdenza obbligatoria nel settore del lavoro autonomo. Presso la Gestione separata – la cosiddetta Inpgi2 - risultavano attive altre 6.957 posizioni (30.170 erano infatti le iscrizioni complessive), che facevano riferimento però a giornalisti che svolgevano contemporaneamente lavoro subordinato e lavoro autonomo, risultando iscritti a entrambe le gestioni. Oltre 6.000 posizioni della gestione principale (6.257 per la precisione, pari al 24%) erano però "ferme" (congelate) per mancanza di contributi da almeno un anno (ma in quasi la metà dei casi anche da più di 5 anni). Gli attivi effettivi nel campo del lavoro subordinato, nel 2009, si riducevano così a 20.087 giornalisti. Nel 2000 (l’ Inpgi2 era nata nel 1996) i giornalisti attivi erano complessivamente 24.108 (di cui 16.466 con posizioni di lavoro subordinato (3) e 7.642 autonomi ‘puri’ – senza cioè posizioni anche in Inpgi1 -), pari al 30,4% degli iscritti all’ Ordine, con un in23
cremento globale del 103,6% (4). Da parte sua, globalmente, l’ Ordine ha registrato in 35 anni (fra il 1975 e il 2009) un quadruplicamento dei suoi iscritti: da 27.800 a 108.437. L’ incremento complessivo degli iscritti è stato per la precisione del 390%, con la crescita più forte fra il 1985 e il 1995 – più 65,34% -, che si è attenuata nel periodo fra il 1995 e il 2005 (più 30,6%) e negli ultimi cinque anni (dove l’ incremento è stato delle stesse dimensioni (14,9% per il quinquennio). Due mondi ancora distanti I giornalisti Inpgi1 sono cresciuti dal 2000 al 2009 da 16.466 a 26.026, con un aumento pari al 58,06%. I giornalisti autonomi “puri” sono passati nello stesso arco di tempo da 7.642 a 23.213 al netto delle doppie iscrizioni, con un “balzo” di oltre il 208%. Ma fra le due categorie è rimasta una netta frattura, confermata pienamente dai dati dell’ Inpgi: sempre nel 2009, mentre solo un lavoratore subordinato su 3 aveva un reddito annuo inferiore ai 30.000 euro lordi, più della metà degli autonomi (il 55,25%) dichiaravano un reddito annuo inferiore ai 5.000 euro! Un divario che il passare degli anni non riesce a colmare e che rappresenta probabilmente il problema più complesso che il sindacato dei giornalisti e lo stesso ente di previdenza, l’ Inpgi, si trova a dover affrontare. Anche perché i dati sulle prime pensioni da lavoro autonomo, pur essendo ancora del tutto marginali, non sono rassicuranti, visto che il 63% dei trattamenti pensionistici da Inpgi2 non superano i 500 (cinquecento) euro lordi annui e solo il 17,4% (124 pensioni dirette) sono superiori ai 1.000 euro Accanto a questo elemento di fondo, si profilano altre caratteristi24
che dell’ evoluzione della professione: - un “impoverimento” delle fasce di reddito intermedie a vantaggio di quelle medio-alte nel campo del lavoro subordinato; - un progressivo “invecchiamento” della popolazione giornalistica, in entrambe i campi; - e infine una progressiva avanzata delle donne, mitigata dalla persistenza di un relativo gap di carattere economico. Sul piano del lavoro subordinato, ad esempio, nel 2009 le donne erano il 40,71% - contro il 9,3% del 1975! -, ma rappresentavano il 43,02% dei rapporti di lavoro nelle fasce di reddito più basse (entro i 30.000 euro annui) e soltanto il 15,08% dei salari nelle fasce di reddito alte, sopra gli 80.000 euro annui. Un divario che nasconde probabilmente analoghe difficoltà a livello di carriera. Per quanto riguarda invece la popolazione globale dei giornalisti iscritti all' Ordine, cresce la percentuale relativa alle Regioni del sud (dal 16,9% al 24,8% in 25 anni, dal 1985 al 2009) e vengono relativamente ‘ridimensionate’ Roma e Milano (che passano dal 46% al 42,3% di tutti gli iscritti). Intanto, quasi un giornalista su due (il 47,8%) è al nord. Resta costante la prevalenza dei pubblicisti nell’ insieme degli iscritti: nel 1975 erano il 64,33% contro il 32,53% dei professionisti; nel 2009 erano il 63,32% contro il 23,05%. In pratica i pubblicisti sono due volte e mezzo di più dei professionisti. Una prevalenza che viene confermata nel campo del lavoro autonomo, dove i pubblicisti rappresentano il 65% di tutti gli iscritti all' Inpgi2 rispetto al 32,2% dei professionisti (nel 1997 erano il 59%, contro il 40,1% dei professionisti). 25
A livello di lavoro subordinato, però, i pubblicisti rappresentano solo il 15,7% degli attivi Inpgi1 (erano comunque solo il 6,23% nel 2001, quando passarono dall' Inps all' Inpgi).
Per quanto riguarda il lavoro subordinato, i rapporti sulla base dell’ art. 1 del Contratto nazionale di lavoro giornalistico sono cresciuti fra il 2000 e il 2009 del 22,27%, passando da 14.776 a 18.067. Un incremento relativamente modesto se confrontato all’ aumento generale dei rapporti di lavoro subordinato, pari nel decennio a 42,94%. E mentre si registrano lievi oscillazioni per gli art. 2 (collaboratori fissi subordinati) e 12 (corrispondenti), crescono in maniera notevole i rapporti ex art. 36 (pubblicisti part-time nelle redazioni decentrate), passando da 891 del 2001 (5) a 2.892 del 2009, con una progressione del 224,6%. Un aumento che farebbe pensare a un uso sempre più ampio degli articoli 36 da parte degli editori come surrogato dell’ articolo 1 (ovviamente più costoso) per redattori utilizzati di fatto a tempo pieno. Lo sviluppo (anche se relativo rispetto alla crescita contrattuale complessiva) dei contratti ex articolo 1 in ogni caso si snoda contestualmente alla strategia della Fnsi di applicazione contrattuale diversificata per i vari settori editoriali, come nel caso dell’ emittenza locale e del settore enti pubblici. Così, a parte il dato particolare del Comparto pubblico (dove fra il 2001 e il 2003 passano all’ Inpgi anche gli addetti agli uffici stampa della pubblica amministrazione che non hanno il Contratto nazionale di lavoro gior26
nalistico), i dati registrano un fortissimo incremento nel campo dell’ emittenza locale (da 127 a 2.020 posizioni contrattuali, + 1.490%), negli enti pubblici (da 211 a 548; +160%). Aumenti più contenuti, ma pur sempre rilevanti, anche nell’ emittenza nazionale (da 1.214 a 2.029; +67,13%), mentre i periodici crescono del 28,5% e i quotidiani del 18,4% (da 6.618 a 7.836). La carta stampata copre sempre però la maggioranza del corpo giornalistico con rapporti di lavoro subordinato: 11.773 su 22.121, il 53,22% (contro il 62,55% del 2000). Per quanto riguarda il lavoro autonomo, nel 2009 i professionisti iscritti all’ Inpgi2 erano il 32,81% (contro il 40,1% del 1997), i pubblicisti il 65,05% (contro il 59%) e i praticanti (compresi quelli pubblicisti) il 2,13% (contro lo 0,9%).
2.3 Reddito
Più di un lavoratore subordinato su tre (il 35,43%) aveva nel 2009 un reddito annuo inferiore ai 30.000 euro lordi. Una percentuale analoga a quella che si registrava nel 2000 (35,74%). Ma nel frattempo si sono “impoverite” le fasce intermedie: da 10,13% a 7,77% per la fascia da 50 a 60.000 euro, da 9,6% a 6,8% per quella da 60 a 70.000 euro e da 7,39% a 6,24% per quella da 70 a 80.000 euro. Mentre sono cresciuti in percentuale gli stipendi più "ricchi": dal 9,54% al 12,5% nella fascia da 90 a 130.000 euro e da 2,8% a 6,22% per i guadagni superiori ai 130.000 euro. Nel campo del lavoro autonomo, il 55,25% dei giornalisti iscritti dichiara complessivamente entrate sotto il 5.000 euro lordi annui, la stessa percentuale (55,01%) del 2000. 27
I dati mostrano un relativo "invecchiamento" sia dei giornalisti subordinati che di quelli autonomi. Nel primo settore, le posizioni relative a redattori con meno di 40 anni, che nel 2000 erano oltre la metà (il 50,67%), sono scesi al 40%. Intanto le posizioni relative a redattori con oltre 50 anni sono passate invece dal 17,3% del 2000 al 25,77% del 2009. Per quanto riguarda l’ Inpgi2 si registra una netta diminuzione percentuale, fra il 1997 e il 2009, degli iscritti con meno di 30 anni (dal 20,2 al 12,18%) e di quelli fra i 30 e i 40 anni (dal 42,37 al 35,19%), accompagnata invece da un aumento degli iscritti fra i 40 e i 50 anni (dal 22,9 al 29,9%), di quelli fra i 50 e i 60 anni (dal 12,3 al 16,34%) e di quelli con 61 anni e oltre (dal 2,4 al 6,39%).
2.5 Genere
Dei 26.026 attivi con contratti di lavoro subordinato nel 2009 le donne erano 10.594 (pari al 40,71%, contro il 9,3% del 1975), ma rappresentavano il 43,05% dei rapporti di lavoro nelle fasce di reddito più basse (entro i 30.000 euro annui) e soltanto il 15,08% dei salari nelle fasce di reddito alte, sopra gli 80.000 euro annui. Nel 2000 le due percentuali erano pari rispettivamente al 46,85% e all’ 8,09%. Rispetto alla percentuale complessiva di genere (40,71%), fra i praticanti le donne erano il 49%, fra i professionisti il 39,26%, fra i pubblicisti il 42,46% e fra i pubblicisti/praticanti il 46,57%. 28
Per quanto riguarda l’ età alle donne facevano capo nel 2009 il 48,3% delle posizioni di lavoro sotto i 30 anni e il 21% di quelle sopra i 56 anni. Erano il 29% nei quotidiani, contro il 23,43% del 2000 e il 50,16% nei periodici, rispetto al 48,04% del 2000. Nel campo del lavoro autonomo, la percentuale complessiva delle donne iscritte all’ Inpgi2 è passata dal 31% del 1997 al 41% nel 2009 (ma erano il 42% nel 2007-2008).
2.6 Disoccupazione
Nel 2009 i giornalisti che hanno beneficiato dell’ assegno di disoccupazione erogato dall’ Inpgi erano 1.528, pari al 3,1% dei giornalisti attivi. Ma i disoccupati ‘effettivi’, a settembre di quest’ anno, sono quasi il doppio se si fa riferimento all’ elenco nazionale previsto dal Contratto di lavoro Fieg-Fnsi. Complessivamente, al 15 settembre 2010, in quest’ ultimo elenco sono iscritti 4.768 giornalisti (pari al 9,68% degli attivi), di cui 2.930 disoccupati ‘pieni’ e 1.838 occupati con contratti a tempo determinato. Dall’aprile 2002 al 15 settembre 2010 il numero dei giornalisti iscritti all’elenco Fieg-Fnsi è salito da 3.309 a 4.768, con un incremento del 44,1%.
Iscritti all’elenco nazionale dei disoccupati previsto dal Contratto nazionale di lavoro Fieg-Fnsi Fonte dati: Fnsi
Giornalisti beneficiari dell’assegno di disoccupazione: 2003-2009 (6) Fonte dati: Inpgi
All’ interno dell’ elenco, i giornalisti con contratti a tempo determinato passano dai 1.028 dell’ aprile 2002 ai 1.838 del settembre 2010, con una progressione del 78,8%. Per quanto riguarda il trattamento Inpgi, il tetto massimo di assegni erogati in questi ultimi anni è stato raggiunto nel 2007, con 1.662 beneficiari, pari allo 0,68% degli attivi.
2.7 Pensioni
Nel 2009 le pensioni Inpgi1 erano 6.495 (5.023 nel 2000, + 29,32%). Quelle da lavoro autonomo 794. Un terzo delle pensioni Inpgi1 - dirette e indirette - (il 34,26%) erano di importo superiore ai 65.000 euro lordi l’ anno, mentre nel 2000 solo il 14,59 % superavano i 100 milioni di lire. Per quanto riguarda le pensioni da Inpgi2, il 63% non superano i 500 (cinquecento) euro lordi annui e solo il 17,4% (124 pensioni dirette) sono superiori ai 1.000 euro.
2.8 Sindacato
Alla fine del 2009 i giornalisti iscritti alla Fnsi erano 25.171. Il 23,1% dei 108.437 iscritti all' Ordine. Fra di loro, i giornalisti professionali (quelli che, professionisti o pubblicisti, vivono di giornalismo) sono il 68,3%. Nel 1999 erano il 63,5%. In 25 anni, dal 1985 al 2009, gli aderenti al sindacato sono cresciuti del 37,1% (nell' 85 erano 18.360), mentre, come si è visto, nello stesso periodo l' incremento degli iscritti all' Ordine è stato del 148,28%.
2.9 Segnali contrastanti fra il 2008 e il 2009
A parte il settore dell' emittenza locale e il comparto pubblico che vedono crescere l' occupazione anche fra il 2008 e l' anno scorso rispettivamente del 10,56 e del 7,3% - e la Rai, che registra un piccolissimo aumento (+0,23%), gli altri settori vedono un leggero calo dei contratti. Nei quotidiani le posizioni contrattuali relative a lavoro subordinato calano lievemente (solo -1,5%), da 7.957 a 7.836: escludendo un calo fra il 2001 e il 2003 (da 7.349 a 7.216 contratti), il numero di posizioni era andato costantemente crescendo fra il 2004 (7.508 contratti) al 2008 (7.957), con una crescita del 6%. Sia le agenzie di stampa che il settore Enti pubblici calano del 4,8%. Calano anche il settore 'altre aziende', -2,5%. Le Radio e tv nazionali registrano un calo dell' 1,7% e i periodici scendono dell' 1,57%.
2.10 I limiti della ricerca
Il quadro che emerge da questa prima ricerca condotta da Lsdi con la collaborazione dell’ Inpgi (a cui fanno capo tutti i dati relativi alla situazione contrattuale e previdenziale) e dell’ Ordine dei giornalisti (che ha fornito i dati relativi all’ andamento degli iscritti) è naturalmente parziale perché copre solo l' attività professionale regolata secondo i contratti di lavoro e le norme previdenziali, e quindi rappresenta solo la fetta del giornalismo professionale emerso. Tra l’ altro, i dati dell’ Inpgi coprono il lavoro contrattualizzato dei pubblicisti solo a partire dal 2001 quando entrano nell’ Inpgi1 1.526 posizioni (da 3 del 2000). Si tratta di un numero consistente di giornalisti con contratti Fieg/Fnsi che però fino ad allora facevano capo dal punto di vista previdenziale all’ Inps. E per quanto riguarda il lavoro autonomo, nel 1997 (quando l’ Inpgi2 va a regime) le posizioni dei pubblicisti erano già 2.823 su 4.788 (il 59%). Restano fuori da questo quadro inoltre anche vari altri segmenti: le partite Iva (una parte del fotogiornalismo, ad esempio), i compensi con diritti d’ autore, il lavoro totalmente nero e/o sommerso, che è difficilmente ricostruibile e quantificabile.
3. I dati 3.1 Gli iscritti all’Ordine
L’ Ordine ha registrato in 35 anni (fra il 1975 e il 2009) un quadruplicamento dei suoi iscritti: da 27.800 a 108.437. L’ incremento complessivo degli iscritti è stato per la precisione del 390%, con la crescita più forte fra il 1985 e il 1995 – più 65,34% -, che si è attenuata nel periodo fra il 1996 e il 2005 (più 30,6%) e negli ultimi cinque anni (dove l’ incremento è stato delle stesse dimensioni, 14,9% per il quinquennio). Questo l’ andamento: 1975-1985: +57,1% 1985-1995: +65,34% 1995-2005: +30,6% 2005-2009: +14,9%
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti 1975-2009 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
TORINO MILANO VENEZIA TRENTO TRIESTE GENOVA BOLOGNA FIRENZE ROMA NAPOLI BARI PALERMO CAGLIARI TOTALE
PROFESS. 405 1.525 222 127 146 219 316 241 2.854 262 98 205 74 6.694
PRATICANTI 32 204 9 9 23 18 43 16 122 20 5 22 20 543
PUBBLICISTI 1.112 1.959 718 226 471 562 759 626 4.321 965 465 772 281 13.237
EL. SPECIALE STRANIERI 895 2.042 13 329 1 51 3 157 8 355 1 731 431 1.405 40 361 157 303 43 7.260 66
TOTALE 2.444 5.743 1.279 416 805 1.155 1.849 1.314 8.742 1.608 725 1.302 418 27.800
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti al 30/09/1975 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
I giornalisti professionisti iscritti all’ Ordine (escludendo elenchi speciali e stranieri) erano nel 2009 il 23,05% del totale degli iscritti, contro il 32,53% del 1975. Quest’ ultima percentuale (leggermente enfatizzata in quanto conteneva allora anche i pensionati) era scesa al 22,08% nel 1995, un livello rimasto più o meno stabile fino ad ora, con una lievissima crescita: a 22,72% nel 2000 e, come si è visto, a 23,05% nel 2009. Per quanto riguarda i pubblicisti, fra il 1975 e il 2009 la loro presenza in percentuale (escludendo sempre elenchi speciali e stranieri) rimane pressoché invariata: dal 64,33% al 63,32% degli iscritti. Ma con dei notevoli picchi nel 1995 e 2000 (rispettivamente il 70,94% e il 70,0%). Lieve diminuzione della percentuale dei praticanti, passata dal 2,63% del 1975 all’ 1,96% del 2009. Infine stabile anche la percentuale dei pensionati (nel 1975 non erano conteggiati dall’ Ordine come segmento a se stante), con lievi oscillazioni fra il 4,1% del 1985 al 4,74% del 1995, al 4,8% del 2000 fino a tornare al 4,1% del 2009. Ecco l’ evoluzione. 34
TORINO MILANO VENEZIA TRENTO TRIESTE GENOVA BOLOGNA FIRENZE PERUGIA ROMA L'AQUILA NAPOLI CATANZARO BARI PALERMO CAGLIARI TOTALE
PROFESS. 525 2.305 341 184 204 278 423 313 57 2.953 62 299 94 182 295 170 8.685
PENS. 90 352 30 22 43 46 75 72 5 595 2 40 4 12 25 6 1.419
PRATICANTI 44 290 34 12 27 20 57 36 14 170 5 36 8 6 37 11 807
PUBBLICISTI 1.898 4.650 1.751 467 980 783 1.782 1.287 248 4.737 433 1.357 449 988 1.299 505 23.614
EL. SPECIALE 980 2.562 356 147 203 335 1.195 746 93 1.410 76 300 80 180 324 80 9.067
STRANIERI 23 3 8 4 1 1 42
TOTALE 3.537 10.182 2.515 840 1.461 1.463 3.532 2.454 418 9.907 578 2.032 635 1.368 1.980 772 43.674
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti al 30/09/1985 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
Nel 1975 : 27.800 iscritti (compresi 7.260 dell' elenco speciale e 66 stranieri), di cui: - 6.694 professionisti (27,04%) - 543 praticanti (1,95%) - 13.237 pubblicisti (47,61%) Senza elenco speciale e stranieri le percentuali (su 20.574 iscritti) erano: - professionisti 32,53%; - praticanti il 2,63% ; - pubblicisti il 64,33%. Nel 1985: 43.674 iscritti (+57,10% sul 1975) (compresi 9.067 nell’ elenco speciale e 82 stranieri), di cui: - 8.685 professionisti (19,88%) - 807 praticanti (1,84%) - 23.614 pubblicisti (54,06%) - 1.419 pensionati (3,25%) Senza elenco speciale e stranieri le percentuali (su 34.525 iscritti) 35
TORINO MILANO VENEZIA TRENTO TRIESTE GENOVA BOLOGNA FIRENZE ANCONA PERUGIA ROMA L'AQUILA NAPOLI BARI CATANZARO PALERMO CAGLIARI POTENZA TOTALE
PROFESS. 547 4.287 519 322 315 329 725 525 210 104 3.792 179 500 250 121 430 227 37 13.419
PENS. PRATICANTI PUBBLICISTI EL. SPECIALE 153 96 3.627 975 665 385 8.748 3.499 113 42 2.808 442 44 40 945 243 74 15 1.337 210 107 25 1.079 348 142 77 3.019 1.226 131 50 2.451 940 19 40 889 257 12 33 554 62 1.141 355 7.803 1.370 13 34 923 110 95 75 3.336 510 49 33 1.515 347 13 4 690 159 81 37 2.294 460 28 10 870 136 2 1 211 17 2.882 1.352 43.099 11.311
STRA3 36 3 11
5 1 90 1 1 151
TOTALE 5.401 17.620 3.927 1.605 1.951 1.888 5.189 4.102 1.415 766 14.551 1.259 4.516 2.195 987 3.303 1.271 268 72.214
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti al 30/09/1995 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
erano: professionisti 24,86% ; praticanti il 2,33% ; pubblicisti 68,11%; pensionati il 4,11%. Nel 1995: 72.214 iscritti (+159,76% sul 1975; + 65,34% sul 1985) (compresi 11.311 negli elenchi speciali e 151 stranieri) di cui: - 13.419 professionisti (18,58%) - 1352 praticanti (1,87%) - 43.099 pubblicisti (59,68%) - 2.822 pensionati (1,96%). Senza elenco speciale e stranieri le percentuali (su 60.752 iscritti) erano: professionisti 22,08%; praticanti il 2,22%; pubblicisti il 70,94%; pensionati il 4,74%. 36
ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE
PROFESS. 214 50 322 878 241 145 575 401 236 4.737 606 516 150 43 4.439 626 402 335 593 15.509
PENS. PRATICANTI PUBBLICISTI EL. SPECIALE 26 48 1.028 238 6 12 236 26 52 41 1.761 304 154 121 3.376 1.255 48 34 993 181 23 4 703 140 151 48 2.825 923 110 43 1.039 310 24 8 1.090 90 790 490 9.083 3.544 108 69 3.891 551 81 72 2.677 388 15 38 726 104 6 7 244 27 1.281 445 8.807 1.252 154 132 4.101 635 68 25 1.095 222 70 29 1.287 192 113 49 2.787 3 3.280 1.715 47.749 10.385
STRA2 3 11 2 40 2 1 122 5 11 425 624
TOTALE 1.554 330 2.482 5.787 1.497 1.015 4.533 1.903 1.450 18.684 5.225 3.736 1.034 327 16.346 5.653 1.823 1.913 3.970 79.262
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti al 30/09/2000 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
Nel 2000: 79.262 iscritti (+185.11% sul 1975; +81% sul 1985; +9,75% sul 1995) (compresi 10.385 elenco speciale, e 624 stranieri), di cui: - 15.509 professionisti (19,56%) - 1.715 praticanti (4,13%) - 47.749 pubblicisti(60,24%) - 3.280 pensionati (4,13%). Senza elenco speciale e stranieri le percentuali (su 68.253 iscritti) erano: professionisti 22,72%; praticanti 2,51%; pubblicisti il 70,0%; pensionati il 4,8%. Nel 2009: 108.437 iscritti (+290,06% sul 1975; +148,28 sul 1985; +50,16% sul 1995; + 36,80% sul 2000) (compresi 9.992 elenco 37
ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOCATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE
PRO400 67 479 1.305 454 44 221 834 415 290 6.623 1.235 897 266 154 6.107 938 556 452 892 22.629
PENS. 34 14 62 198 72 7 46 164 160 43 1.091 62 92 15 6 1.411 205 93 96 151 4.022
PRATI- PUBBLICI- PUBBL.PE 63 1.385 126 2 196 50 68 2.930 343 108 3.865 540 64 1.299 8 378 30 6 1.610 310 70 3.426 436 18 1.073 178 47 1.321 218 602 11.682 1.565 103 7.335 473 77 2.707 1.250 24 972 62 32 500 55 419 10.853 425 108 5.117 299 33 1.041 148 24 1.490 284 52 2.975 616 1.928 62.155 7.408
EL. SPE227 29 244 1.079 159 12 270 650 240 107 3.717 352 332 62 26 1.136 591 162 203 394 9.992
STRA- STR.PE 1 1 7
15 57 2 1 166 17 15 2 6 290 13
TOTALE 2.236 358 4.127 7.102 2.048 479 2.463 5.595 2.084 2.026 25.337 9.560 5.357 1.402 773 20.530 7.275 2.048 2.551 5.086 108.437
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti al 30/09/2009 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
speciale e 290 stranieri), di cui: - 22.629 professionisti (20,86%) - 1.928 praticanti (1,77%) - 62.155 pubblicisti (57,31%) - 4.022 pensionati (3,7%) - 7.408 pubblicisti pensionati (6,8%) (8) Senza elenco speciale e stranieri le percentuali (su 98.155 iscritti) erano: professionisti 23,05%; i praticanti 1,96%; pubblicisti 63,32%%; pensionati 4,1%;
3.2 Evoluzione degli iscritti all’ Ordine
Crescono le donne e il sud (dal 16,9% al 24,8% in 25 anni), ridimensionate Roma e Milano, ma quasi un giornalista su due è al 38
ORDINI REGIOANCONA BARI BOLOGNA CAGLIARI CATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE GENE-
proM 104 215 492 198 106 399 254 115 2622 322 369 81 2990 451 236 226 355 9535
F TOT 25 129 19 234 71 563 17 215 17 123 54 453 46 300 10 125 1266 3888 48 370 28 397 10 91 613 3603 50 501 32 268 40 266 35 390 2381 11916
pub% M 19 605 8 1206 13 1686 8 709 8 485 12 1709 15 850 8 697 33 5140 13 2083 7 1601 11 355 17 4860 10 2348 12 654 15 962 9 2107 20 28057
F TOT 141 746 164 1370 471 2157 80 789 45 530 325 2034 204 1054 113 810 1940 7080 311 2394 218 1819 58 413 1452 6312 515 2863 115 769 171 1133 432 2539 6755 34812
% 19 12 22 10 8 16 19 14 27 13 12 14 23 18 15 15 17 19
pratiM 27 28 82 7 5 46 26 16 311 60 50 12 217 63 38 29 70 1087
F 34 10 52 4 2 16 7 6 357 28 8 4 122 20 7 13 17 707
TOT 61 38 134 11 7 62 33 22 668 88 58 16 339 83 45 42 87 1794
totale % TOTALE 56 936 26 1642 39 2854 36 1015 29 660 26 2549 21 1387 27 957 53 11636 32 2852 14 2274 25 520 36 10254 24 3447 16 1082 31 1441 20 3016 39 48522
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti suddivisi per sesso al 31/12/1991 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
nord. Quasi la metà dei giornalisti iscritti alla fine del 2009 – 51.841 su 108.437 (il 47,8%) - fanno capo alle regioni del nord del paese; sono 29.763 (27,4%) quelli iscritti agli Ordini dell’ Italia centrale; e 26.883 (24,8%) a quelli delle regioni del sud. Gli iscritti a Lazio e Lombardia (45.867 giornalisti) rappresentano da soli il 42,3% di tutti gli iscritti. Nel 1985 i giornalisti delle regioni settentrionali (23.530 su 43.674) rappresentavano invece il 53,9% di tutti gli iscritti (7) , mentre quelli delle regioni centrali (12.779) erano il 29,2% e quelli degli Ordini del sud dell’ Italia (7.365) erano appena il 16,9% di tutti gli iscritti. Gli iscritti a Lazio e Lombardia (20.089 giornalisti) coprivano da soli il 46% di tutto l’ Ordine.
ORDINI REANCONA BARI BOLOGNA CAGLIARI CATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE GE-
proM F TOT 154 53 207 278 38 316 675 142 817 216 31 247 121 18 139 520 121 641 362 69 431 146 22 168 303 170 473 461 91 552 488 59 547 87 17 104 375 101 476 586 89 675 283 53 336 313 61 374 513 80 593 119 365 156
% 26 12 17 12 13 19 16 13 36 16 11 16 21 13 16 16 13 23
pub M F TOT 689 173 862 135 251 160 223 649 288 753 104 857 529 64 593 181 576 239 860 241 110 760 193 953 595 254 850 254 590 313 181 387 220 429 98 527 548 214 762 264 828 347 747 155 902 101 274 129 216 589 275 317 986 416
% 20 16 22 12 11 24 22 20 30 19 17 18 28 24 17 21 21 24
pr M 21 36 62 12 1 18 23 20 20 54 26 27 12 59 35 15 40 77
F TO 22 43 7 43 31 93 3 15 4 5 14 32 2 25 6 26 23 440 15 69 9 35 11 38 15 280 25 84 11 46 10 25 21 61 58 136
% 51 16 33 20 80 41 8 23 53 22 26 29 56 30 24 40 34 43
totale TO1112 1964 3791 1119 737 3066 1557 1147 13677 3758 2783 669 12671 4231 1284 1692 3404 58662
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti suddivisi per sesso al 31/12/1996 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
3.2.1 La crescita percentuale delle donne
Nel 1991 le donne all’ Ordine erano il 20,1% (9.843 su 38.779), nel 2006* la presenza femminile era salita al 31,25%, con una incidenza del 30,86% fra i professionisti, del 30,28% fra i pubblicisti e del 49,09% fra i praticanti. Occorre ricordare che 1991 e 2006 sono il primo e l’ ultimo anno per cui l’ Odg nazionale ha i dati globali suddivisi per genere. Iscritti all’ Ordine per genere: Nel 1991: iscritti 48.522 (uomini 38.779; donne 9.843; pari al 20,1%); di cui: - 11.916 professionisti (uomini 9.535; donne 2.381; pari al 20%) - 34.812 pubblicisti (uomini 28.057; donne 6.755; pari al 19%) - 1794 praticanti (uomini 1.087; donne 707; pari al 39%) Nel 1996: iscritti 62.846 (uomini 46.639; donne 16.207; pari al 40
proORDINI REGIOM AOSTA 47 ANCONA 176 BARI 282 BOLOGNA 822 CAGLIARI 251 CATANZARO 137 FIRENZE 563 GENOVA 408 L'AQUILA 198 MILANO 3390 NAPOLI 582 PALERMO 505 PERUGIA 123 POTENZA 42 ROMA 4172 TORINO 618 TRENTO 372 TRIESTE 336 VENEZIA 565 TOTALE GENE- 13589
F TOT 8 55 63 239 66 348 227 1049 37 288 31 168 157 720 107 515 68 266 2216 5606 177 759 103 608 39 162 6 48 1622 5794 178 796 102 474 71 407 139 704 5417 19006
pub% M F TOT 15 168 85 253 27 772 267 1039 19 1340 417 1757 22 2440 912 3352 13 847 167 1014 19 815 195 1010 22 1972 704 2676 21 797 268 1065 26 821 277 1098 40 6233 3253 9486 24 3183 1117 4300 17 2045 667 2712 25 633 229 862 13 198 51 249 28 6006 2851 8857 23 2961 1279 4240 22 854 236 1090 18 958 361 1319 20 2085 724 2809 29 35128 14060 49188
% 34 26 24 28 17 20 27 26 26 35 26 25 27 21 33 31 22 28 26 29
pratiM 7 20 24 51 29 14 35 24 17 304 33 34 11 7 229 81 29 13 20 982
F 5 33 19 64 13 12 20 16 18 344 16 43 24 3 215 45 21 15 22 948
TOT 12 53 43 115 42 26 55 40 35 648 49 77 35 10 444 126 50 28 42 1930
totale % TOTALE 42 320 63 1331 45 2148 56 4516 31 1344 47 1204 37 3451 40 1620 52 1399 54 15740 33 5108 56 3397 69 1059 30 307 49 15095 36 5162 42 1614 54 1754 46 3555 50 70124
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti suddivisi per sesso al 31/12/2000 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
25,8%); di cui: - 16.788 professionisti (uomini 12.485; donne 4.303; pari al 26%) - 44.669 pubblicisti (uomini 33.345; donne 11.324; pari al 25%) - 1389 praticanti (uomini 809; donne 580; pari al 42%) Nel 2000: iscritti 70124 (uomini 50.699 ; donne 20.425; pari al 29,1%); di cui: -19.006 professionisti (uomini 13.589; donne 5.417; pari al 29%) - 49.188 pubblicisti (uomini 35128 ; donne 14.060; pari al 29%) - 1930 praticanti (uomini 982; donne 948; pari al 50%) Nel 2006*;: Iscritti 80.099 (uomini 55.165 ; donne 25.034 ; pari al 31,25%) di cui: - 21.594 professionisti (uomini 14.930; donne 6.664; pari al 30,86%) - 55.545 pubblicisti (uomini 38.728; donne 16.817; pari al 30,28%) 41
propubpraORDINI REGIOM F TOT % donne M F TOT % donne M F AOSTA 50 16 66 24,24 156 68 224 30,36 9 3 ANCONA 225 109 334 32,63 918 384 1302 29,49 27 22 BARI 312 89 401 22,19 1489 563 2052 27,44 31 20 BOLOGNA 843 311 1154 26,95 2574 1091 3665 29,77 87 67 CAGLIARI 299 57 356 16,01 866 212 1078 19,67 25 20 CATANZARO 162 41 203 20,2 1027 312 1339 23,30 31 16 FIRENZE 765 57 822 6,93 2686 550 3236 17 64 41 GENOVA 438 135 573 23,56 826 325 1151 28,24 13 12 L'AQUILA 220 81 301 26,91 929 371 1300 28,54 17 16 MILANO 3714 2551 6265 40,72 6640 3732 10372 35,98 635 666 NAPOLI 606 191 797 23,96 3995 1477 5472 26,99 25 14 PALERMO 581 172 753 22,84 2199 844 3043 27,74 54 45 PERUGIA 148 71 219 32,42 631 271 902 30,04 27 26 POTENZA 70 14 84 16,67 302 116 418 27,75 21 25 ROMA 4444 2133 6577 32,43 6241 3469 9710 35,73 264 316 TORINO 694 228 922 24,73 3238 1547 4785 32,33 88 71 TRENTO 409 129 538 23,98 848 257 1105 23,26 21 21 TRIESTE 348 94 442 21,27 1032 423 1455 29,07 19 17 VENEZIA 602 185 787 23,51 2131 805 2936 27,42 49 35 TOTALE GENE- 14930 6664 21594 30,86 38728 16817 55545 30,28 1507 1453
TOT % donne 12 25 49 44,90 51 39,22 154 43,51 45 44,44 47 34,04 105 39,05 25 48 33 48,48 1301 51,19 39 35,90 99 45,45 53 49,06 46 54,35 580 54,48 159 44,65 42 50 36 47,22 84 41,67 2960 49,09
totale TOTALE 302 1685 2504 4973 1479 1589 4163 1749 1634 17938 6308 3895 1174 548 16867 5866 1685 1933 3807 80099
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti suddivisi per sesso al 31/12/2006 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
- 2.960 praticanti (uomini 1.507; donne 1.453; pari al 49,09%) (L’ ultimo dato degli iscritti per genere disponibile presso l’ Odg nazionale è relativo all’ 11 settembre 2006)
3.2.2 L’andamento a livello regionale
L' Ordine regionale che ha registrato il maggior incremento di iscritti in percentuale negli ultimi 25 anni è stato quello della Campania, passato dal 4,65% di tutti gli iscritti del 1985 all' 8,81% del 2009. Nel 1975 esistevano solo 13 ordini regionali. Dieci anni dopo erano diventati 16. Ora sono 20. Discreto incremento anche per la Calabria (da 1,45%, a 2,27%) e la Puglia (dal 3,13% al 3,80%). Crescita più lieve per Emilia-Romagna (da 8,08% a 8,61%), Umbria (da 0,95% a 1,29%), Sicilia (da 4,53% a 4,94%), Abruzzo (da 1,32% a 1,86%) e Sardegna (da 1,76% a 1,88%). 42
PROFESS. PENS. PRATICANTI PUBBLICISTI EL. SPECIALE STRANIERI TOTALE 525 90 44 1.898 980 3.537 2.305 352 290 4.650 2.562 23 10.182 341 30 34 1.751 356 3 2.515 184 22 12 467 147 8 840 204 43 27 980 203 4 1.461 278 46 20 783 335 1 1.463 423 75 57 1.782 1.195 3.532 313 72 36 1.287 746 2.454 57 5 14 248 93 1 418 2.953 595 170 4.737 1.410 42 9.907 62 2 5 433 76 578 299 40 36 1.357 300 2.032 94 4 8 449 80 635 182 12 6 988 180 1.368 295 25 37 1.299 324 1.980 170 6 11 505 80 772 8.685 1.419 807 23.614 9.067 82 43.674
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti suddivisi per regione al 1985 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
Gli Ordini regionali in calo in percentuale sono la Liguria (dal 3,32% all' 1,92%), il Lazio (da 22,68% a 19,37%, compreso il Molise), il Friuli Venezia Giulia (da 3,34% a 2,35%), il Piemonte (dall' 8,1% al 7,03%, compresa Aosta), Veneto (da 5,78% a 4,69%), la Toscana (da 5,61% a 5,15%), il Trentino Alto-Adige (da1,92% a 1,88%). Stabile quello della Lombardia (dal 23,31% a 23,36%). Il dato che impressiona maggiormente è il vistoso calo della percentuale di iscritti all’ Ordine della Liguria, che passa dal 3,2% all’ 1,8% del numero di professionisti iscritti fra il 1985 e il 2009 e dal 3,3% all’ 1,7% nel numero di pubblicisti (complessivamente dal 3,34% all’ 1,92%; nel 1975 era al 4,15%). Con un incremento in termini assoluti nei 25 anni del 49,3% per i professionisti e del 37% per i pubblicisti, contro un aumento generale degli iscritti del 148,3% fra l’ 85 e il 2009. L’ Ordine che nel 1985 aveva la maggiore percentuale di professionisti era quello del Lazio e Molise, con il 34% di tutti gli iscritti, contro il 27,02% (inclusi quelli del Molise) del 2009, che vede invece in testa l’ Ordine della Lombardia con il 29,3% di tutti gli 43
PROANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOCATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE 400 67 479 1.305 454 44 221 834 415 290 6.623 1.235 897 266 154 6.107 938 556 452 892 22.629
PUBBLICI- PUBBL.PE EL. SPESTRA- STR.PE TOTALE 63 1.385 126 227 1 2.236 2 196 50 29 358 68 2.930 343 244 1 4.127 108 3.865 540 1.079 7 7.102 64 1.299 159 2.048 8 378 30 12 479 6 1.610 310 270 2.463 70 3.426 436 650 15 5.595 18 1.073 178 240 2.084 47 1.321 218 107 2.026 602 11.682 1.565 3.717 57 25.337 103 7.335 473 352 9.560 77 2.707 1.250 332 2 5.357 24 972 62 62 1 1.402 32 500 55 26 773 419 10.853 425 1.136 166 13 20.530 108 5.117 299 591 17 7.275 33 1.041 148 162 15 2.048 24 1.490 284 203 2 2.551 52 2.975 616 394 6 5.086 1.928 62.155 7.408 9.992 290 13 108.437
Iscritti all’Ordine dei Giornalisti suddivisi per regione al 2009 Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
iscritti professionisti (il 26,05% nell’ 85). Complessivamente 6.623 su 22.629, mentre nel Lazio sono 6.107. Anche per quanto riguarda i pubblicisti è al primo posto come numero di iscritti la Lombardia, col 18,8% (erano il 19,7% nel 1985) (11.682 su 62.155), mentre l’ Ordine del Lazio è sceso al secondo posto, col 17,5%, contro il 20% del 1985. Alla fine del 2009 erano 10.853. Al terzo posto come iscritti pubblicisti c’ è ora la Campania con l’ 11,8% di tutti i pubblicisti iscritti in Italia (più del doppio rispetto a 25 anni fa, quando erano il 5,7%). Il numero di pubblicisti iscritti in Campania è balzato da 1.357 a 7.335, con un incremento del 442%. Resta sempre molto forte la presenza dei pubblicisti in Piemonte (8,5%, rispetto all’ 8% del 1985), passati da 1.898 a 5.117 iscritti, con un incremento del 169,6%. Fortemente indebolita invece la percentuale dei pubblicisti in Veneto (dal 7,4% dell’ 85 al 4,8% del 2009) , nel Friuli-Venezia Giulia (da 4,2% a 2,4%) e in Emilia44
Romagna (da 7,5% a 5,2%). L’ Emilia-Romagna è però al terzo posto dopo Lombardia e Lazio per percentuale di professionisti (5,8% rispetto al 4,9% del 1985), seguita dalla Campania (5,4% contro 3,4%), dal Piemonte (che registra un vistoso calo, attestandosi al 4,4% contro il 6% dell’ 85), dal Veneto (3,9%, invariata rispetto all’ 85) e dalla Toscana (3,6%, invariata).
3.3 Le scuole
Dal 2004 al 2009 la percentuale di giornalisti provenienti dalle scuole di giornalismo rispetto all’ insieme di quelli che hanno superato l’ esame di idoneità professionale è stata pari al 18,46%. Oscillando fra il minimo del 12,27% del 2004 e il massimo del 25% del 2008.
Anno 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Candidati Scuole 141 190 269 % sul totale idonei 12,27% 15,96% 21,53% 19,43% 24,98% 16,59%
Giornalisti provenienti
Giornalisti provenienti dalle scuole di giornalismo che hanno superato l’esame di idoneità Fonte dati: Ordine Nazionale dei Giornalisti
3.4 Composizione degli attivi - lavoro subordinato
Fino al 2001 le posizioni contributive dei pubblicisti contrattualizzati erano nella stragrande maggioranza in carico all’ Inps,presso cui non è stato per ora possibile ricostruire dei dati specifici. Si può ipotizzare comunque che alla fine degli anni Novanta i pubblicisti con contratti Fieg-Fnsi (rapporti di lavoro subordinato) 45
fossero attorno al migliaio, visto che nel 2001 alla gestione principale dell’ Inpgi risultavano 1169 posizioni previdenziali ascrivibili a pubblicisti. Questo numero è salito a 4.086 nel 2009, con un incremento del 250% (rispetto a un aumento complessivo dei contrattualizzati, fra il 2000 e il 2009, del 58,05%). Sempre fra il 2001 e il 2009, i praticanti sono saliti del 465% (da 143 a 809) e i pubblicisti/praticanti del 195% (da 197 a 582). Ecco nei dettagli la composizione dei giornalisti con rapporti di lavoro subordinato, anche in rapporto agli iscritti all’ Ordine per ciascun anno. Nel 1975: 4.881 giornalisti attivi (con almeno un contribuito obbligatorio INPGI accreditato al 31/12) Percentuale su iscritti all' Ordine: 17,55% (23,72% senza elenco speciale e stranieri) - 4.428 uomini (90,71%) - 453 donne (9,29%) di cui:
Giornalisti attivi con posizioni contributive con almeno un contributo obbligatorio ogni anno Fonte dati: Archivio Inpgi Posizioni Contributive
- 4.767 professionisti (4.322 uomini; 445 donne – pari al 9,33%) - 113 posizioni “indefinite” (106 uomini, 7 donne – pari al 6,2%) Nel 1985: 6.952 giornalisti attivi (+42,42% sul 1975) Percentuale su iscritti Ordine: 15,91% (20,13% senza elenco speciale e stranieri) -5.791 uomini (83,29%) -1.161 donne (16,71%) di cui: - 6.943 professionisti (5.786 uomini; 1157 donne – pari al 16,66%) - 8 posizioni indefinite (4 uomini, 4 donne) - 1 pubblicista Nel 1995: 13.674 giornalisti attivi (+180,14% sul 1975; +96,69% sul 1985) Percentuale su iscritti Ordine: 18,93% (22,5% senza elenco speciale e stranieri) 47
- 9.576 uomini (70,03%) - 4.098 donne (29,97%) di cui: - 118 praticanti (66 uomini; 52 donne – pari al 44,06%) - 13457 professionisti (9.453 uomini; 4004 donne – pari al 29,75%) - 14 pubblicisti (8 uomini; 6 donne) - 7 posizioni “indefinite” (5 uomini; 2 donne) Nel 2000: 16.466 giornalisti attivi (+237,34% sul 1975; +136,85% sul 1985; +20,41% sul 1995) Percentuale su iscritti all’ Ordine: 20,32% (24,12% senza elenco speciale e stranieri) - 10.874 uomini (66,03%) - 5.592 donne (34%) di cui: - 133 praticanti (76 uomini, 57 donne – il 42,85%) - 16.116 professionisti (10.679, 5437 – il 33,73%) - 47 pubblicisti (26 , 21 pari al 44,68%) - 163 pubblicisti/praticanti (88,75 pari al 46%) Nel 2005: 22.505 giornalisti attivi (+361% sul 1975; + 223% sul 1985; +64% sul 1995; +36,7% sul 2000). Percentuale su iscritti all’ Ordine: 23,85% (26,85 senza elenco speciale e stranieri) - 13.997 uomini (62,2%) - 8.508 donne (37,8%) di cui: 48
- 248 praticanti (130 uomini, 118 donne – pari al 47,6%) - 19.564 professionisti (12.255 uomini, 7.309 donne – il 37,3%) - 2.394 pubblicisti (1447 uomini, 947 donne – il 39,5%) - 292 pubblicisti/praticanti (160 uomini, 132 donne – il 45,2%) Nel 2009: 26.026 giornalisti attivi (+433,21% sul 1975; +274,36% sul 1985; + 90,33% sul 1995; + 58,05 sul 2000) Percentuale su iscritti all’ Ordine: 18,46% (26,5% senza elenco speciale e stranieri) - 15.432 uomini (59,29%) - 10.594 donne (40,71%) di cui: - 809 praticanti (uomini 410, donne 399 – il 49,3%) - 20.542 professionisti (12372 , 8170 – il 39,77%) - 4086 pubblicisti (2120 , 1757 – 43,00%) - 511 Pubblicisti/praticanti (316, 266 – pari al 45,70%)
3.5 Composizione degli attivi/lavoro autonomo
Dai 4788 iscritti all’Inpgi2 nel 1997 (nel 1996, anno di costituzione della Gestione separata, erano solo 9 e non ha senso partire da quel dato per un confronto) ai 30.170 iscritti nel 2009 alla gestione separata. Una crescita annua media del 16,92%, con un picco fra il 2002 e il 2003 (+30,52%) dovuto alle adesioni a un condono di emersione per chi aveva omesso di iscriversi all’ Inpgi2, e una progressione complessiva – fra il ’97 e il 2009 - del 530,11%. Le iscrizioni all’ Inpgi 2 hanno registrato un forte aumento nei 49
Iscritti alla Gestione Previdenziale Separata 1996 - 2009 Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
primi anni, scendendo sotto il 10% di tasso di crescita annuale solo dopo il 2005 ma registrando nel 2009 una nuova impennata (+17,02%) per l’ introduzione dei Co.co.co in seguito all’ entrata in vigore del nuovo Regolamento.
3.6 Il lavoro autonomo
Per valutare in maniera più esatta la crescita del segmento professionale del lavoro autonomo, bisogna analizzare i dati degli iscritti depurati dal numero di doppie posizioni (che sono già inserite nel campo del lavoro dipendente). Nel 2002, quando la situazione della gestione separata si era definitivamente assestata, erano 3.263 le doppie posizioni; nel 2009 erano diventate 7.764 (+137,94%). Sottraendo quindi dal numero degli iscritti all’ Inpgi2 i giornalisti 50
Iscritti alla Gestione Previdenziale Separata 1996 - 2009 distribuiti per genere Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
con doppia posizione, si registra questo andamento: - 2002: 12.636 – 3.263 = 9.373 - 2003: 16.493 – 4.139 = 12.354 (+33,72%) - 2004: 18.848 – 4.584 = 13.994 (+11,64%) - 2005: 20.984 – 5.559 = 15.425 (+10,22%) - 2006: 22.841 - 6.224 = 16.617 (+7,72%) - 2007: 24.240 – 6.618 = 17.802 (+ 6,05%) - 2008: 25.781 - 7.052 = 18.729 (+5,20%) - 2009: 30.170 - 7.764 = 22.406 (+19,63%) (9) 51
Iscritti alla Gestione Previdenziale Separata 1996 - 2009 distribuiti per categorie professionali Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
3.6.1 Il lavoro autonomo: genere
Per quanto riguarda il genere, la percentuale complessiva delle donne iscritte all’ Inpgi2 è passata dal 31% nel 1997 (il dato del 1996 non è, evidentemente, indicativo) al 41% nel 2009 (era il 42% nel 2007 e nel 2008) Anno per anno, questa la percentuale femminile nel campo del lavoro autonomo “puro” - 2002: 39,05% (3.661 donne) - 2003: 38,87% (4.802) - 2004: 40,18% (5.623) 52
- 2005: 41,14% (6.346) - 2006: 41,81% (6.949) - 2007: 42,52% (7.492) - 2008: 43,00% (8.054) - 2009: 42,12% (9.439)
3.6.2 Lavoro autonomo: divisione per categoria professionale
Nel 1997 su 4.788 iscritti all’ Inpgi2, 1920 erano professionisti, 2.823 pubblicisti e 45 praticanti (di cui 39 praticanti-pubblicisti). Rispettivamente il 40,1%, 59% e lo 0,9%. Nel 2000 su 9.374 iscritti i professionisti erano 3.876 (41,34%), i pubblicisti 5.383 (57,42%) e i praticanti 115 (di cui 107 praticantipubblicisti), pari all' 1,23% Nel 2005 i professionisti erano 7.652 su 20.984 (36,46%), i pubblicisti 12.980 (61,85%) e i praticanti 352 (di cui 332 già praticanti-pubblicisti), pari all' 1,67% Nel 2009, infine, su 30.170 iscritti, 9.901 erano professionisti (32,08%), 19.626 i pubblicisti (65,05%) e 643 i praticanti (di cui 535 praticanti-pubblicisti), cioè il 2,13%. Complessivamente, fra il 1997 e il 2009, i professionisti iscritti all’ Inpgi2 sono cresciuti di oltre quattro volte (415,7%), mentre i pubblicisti sono aumentati quasi sei volte (+595,2%) e i praticanti (diversi dei quali pubblicisti) di oltre 13 volte (1329%).
3.6.3 Lavoro autonomo: evoluzione per classi d' età
Nel 1997 su 4.788 iscritti, 959 avevano meno di 30 anni 53
Iscritti alla Gestione Previdenziale Separata 1996 - 2009 distribuiti per classi di età Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
(20,02%); 2.029 (il 42,37%) avevano un' età compresa fra i 30 e i 40 anni; 1.096 (22,9%) erano fra i 40 e i 50; 589 (12,3%) fra i 50 e i 60 anni e infine 115 (2,4%) sopra i 60 anni. Nel 2000, su 9374 iscritti, 1.676 avevano meno di 30 anni (17,87%), 4.060 erano fra i 30 e i 40 anni (43,31), 2.214 (23,62%) fra i 40 e i 50 anni, 1133 (12,08%) fra i 50 e i 60 e 291 (3,1%) oltre i 60 anni. Nel 2005 la situazione per fasce d' età era la seguente: 2.999 con meno di 30 anni (14,28%), 8.225 fra i 30 e i 40 anni (39,19%), 5940 (28,3%) fra i 40 e i 50 anni, 3.090 (14,72%) nella fascia fra i 50 e i 60 e infine 730 iscritti (3,47%) erano ultrasessantenni. Nel 2009 questa l' evoluzione: 3.675 iscritti sotto i 30 anni (12,18%), 10.618 fra i 30 e i 40 anni (35,19%), 9.017 (29,88%) fra i 40 e i 50 anni, 4.931 (16,34%) fra i 50 e i 60 anni e infine 1.929 oltre i 60 anni (6,39%). Da sottolineare, in conclusione, una netta tendenza all' "invecchiamento" degli iscritti. Con una chiara diminuzione percentuale, fra il 1997 e il 2009, degli iscritti con meno di 30 anni (dal 20,2 al 12,18%) e di quelli fra i 30 e i 40 anni (dal 42,37 al 35,19%), ac54
compagnata invece da un aumento degli iscritti fra i 40 e i 50 anni (dal 22,9 al 29,9%), di quelli fra i 50 e i 60 anni (dal 12,3 al 16,34%) e di quelli con 61 anni e oltre (dal 2,4 al 6,39%).
3.6.4 Lavoro autonomo: distribuzione in rapporto agli iscritti all’Ordine ed evoluzione per regione
La Regione con la maggior percentuale di lavoratori autonomi (Inpgi2) rispetto agli iscritti all' Ordine è il Veneto (43,7% nel 2009; 2.223 posizioni contro 5.086 iscritti all’ Ordine), seguito da Val d' Aosta (42,45%), Toscana (40,9%) e Friuli Venezia-Giulia (39,27%). Quella con la percentuale minore è la Campania, col 15,4% di 'autonomi' fra gli iscritti all' Ordine, preceduta da Puglia (22,54%), Abruzzo (23,4%), Lazio-Molise (24,37%) e Lombardia (25,43%). Nel 2000 invece le Regioni con la maggiore percentuale di lavoratori autonomi rispetto agli iscritti all' Ordine erano il Veneto e la Val d' Aosta (entrambe col 20,6%), seguite dalla Calabria
Iscritti alla Gestione Previdenziale Separata 1996 - 2009 distribuiti per circoscrizione Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
(20,3%). Le percentuale minori erano di Puglia (7,6%), Marche (8,2%) e Campania (8,6%). 3.6.2 - A livello di macrozone, nel 1997 il 60,6% dei lavoratori autonomi era del nord Italia; il 26,7% delle regioni del centro e il 12,7% di quelle del sud del paese. Nel 2009 quelli del nord erano scesi al 51,47%, mentre i giornalisti autonomi del centro erano saliti al 28,6% e quelli delle regioni del sud Italia toccavano il 20,26%. Nel 1997 gli autonomi di Lazio e Lombardia coprivano il 42,35% del totale, mentre nel 2009 quella percentuale era scesa al 38,3%. Rispetto all’ insieme dei lavoratori autonomi, le Regioni che hanno registrato i maggiori aumenti in percentuale di lavoratori autonomi sono la Calabria, passata dallo 0,94% di tutti gli iscritti all’ Inpgi2 del 1997 al 2,32% del 2009 (+146%); e la Campania, che dal 2,04% è balzata al 4,92 (+141%). Forti incrementi anche per le altre regioni meridionali, la Basilicata, dallo 0,5% allo 0,84% (+68%), l’ Abruzzo, dallo 0,98% all’ 1,59% (+62%), alla Puglia, dall’ 1,92% al 3,11% (+62%) e infine la Sicilia, dal 3,61% al 4,5% (+24,6%). Fra le regioni del sud l’ unica in calo è la Sardegna, passata dal 2,63% al 2,08% (con un decremento generale del 20,9%). A parte il Lazio, crescono tutte le regioni del centro Italia. Le Marche passano dall’ 1,6% al 2,25% (+ 37,5%); la Toscana dal 6,3% al 7,65% (+20,6%) e l’ Umbria, da 1,33% a 1,6% (+20,3%). Più o meno stabili risultano invece il Friuli-Venezia Giulia, passata dal 3,23% al 3,35% e l’ Emilia-Romagna, dal 6,93% al 6,8%. Lievemente in calo in Trentino-Alto Adige, dal 2,61% al 2,2%. 56
Iscritti alla Gestione Previdenziale Separata 1996 - 2009 distribuiti per anno di denuncia e redditi Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
Diminuzioni più accentuate invece per il Lazio, che passa dal 17,46% del 1997 al 16,74% del 2009(meno 4%), ma soprattutto per il Veneto, dal 9,33% al 7,43% (meno 20,36%) e il Piemonte, dall’ 8,33% al 6,94% (meno 16,7%). In calo anche la Lombardia, che passa dal 24,9% al 21,5% (meno 13,65%).
3.6.5 Lavoro autonomo: redditi/libera professione
Sul piano economico, nel 2009 4.095 iscritti all’ Inpgi2 hanno dichiarato (su un totale di 20425 denunce relative a lavoro autonomo svolto nel 2008, l’ anno precedente) un reddito pari a zero. Si tratta del 20,04%. Un free lance su 5. Nella fascia da zero a 5.000 euro le denunce sono 7.193 (35,21%). Complessivamente quindi il 55,25% dei redditi dichiarati è sotto i 5.000 euro. Sono 6.642 (pari al 32,5%) quelle relative ai redditi da 5.001 a 25,000 euro. Sono state 1.809 quelle per redditi da 25.000 a 50.000 (8,85%). Mentre solo 686 (il 3,35%) denunciano redditi oltre i 50.000 euro (545 fino a 100.000; 81 da 100.000 a 150.000 e 60 oltre i 150.000). Nel 2000 gli iscritti che avevano 57
dichiarato un reddito pari a zero euro erano stati invece 889 (su un totale di 12.273), pari al 7,24%. Nella fascia da zero a 5.000 euro le denunce erano state 5.870 (il 47,82%). Anche in questo caso, complessivamente il 55,06% delle dichiarazioni si riferivano a redditi sotto i 5.000 euro. Erano state 4.432 (36,11%) quelle per redditi da 5.001 e 25.000 euro; e 837 (6,81%) quelle nella fascia da 25.001 a 50.000 euro. Mentre solo 245 iscritti (il 2%) avevano denunciato redditi sopra i 50.000 euro (194 fino a 100.000, 27 fra 100 e 150.000 e 24 oltre i 150.000).
3.6.6 Lavoro autonomo: redditi/Co.Co.Co
Nel 2009 risultavano iscritti all' INPGI 9.902 Co.co.co ( per 11.410 Rapporti di lavoro /alcuni hanno più rapporti). Di questi, un po’ più della metà - 5.501 (pari al 55,5%) - erano compresi nella fascia di reddito fra zero e 5.000 euro annui, mentre 3.684 (37,2%) erano nella fascia fra 5.000 e 25.000 euro, e 533 (5,38%) si riferivano a redditi fra i 25.000 e i 50.000 euro, con solo 184 posizioni (l' 1,85%) nella fascia fra i 50 e i 150.000 euro.
3.7 Lavoro dipendente
Analisi reddituale delle Posizioni riferite ai Co.co.co. - Anno denuncia 2009 Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
3.7.1 Lavoro dipendente: i rapporti contrattuali
Rispetto alle 26.026 posizioni contributive Inpgi1 registrate al 31 dicembre 2009 (cioè posizioni di giornalisti con almeno un contributo accreditato entro il 2009 - e quindi anche negli anni precedenti -), gli attivi effettivi erano 20.087, in quanto 6.257 posizioni (il 24% di tutte le posizioni) erano "ferme" (congelate) per mancanza di contributi da almeno un anno (ma in quasi la metà dei casi anche da più di 5 anni). Dei 20.087 attivi, 16.447 (81,87%) avevano un contratto ex art. 1 (redattore a tempo pieno); 2.419 (12,04%) un contratto ex art. 36 (pubblicisti part-time nelle redazioni decentrate) e 317 (1,57%) nel corso del 2009 erano stati sia art. 1 che art. 36, passando dall' una all' altra posizione contrattuale durante l' anno. In più risultavano 336 giornalisti attivi (1,67%) con contratto ex art. 12 (corrispondenti) - di cui 70 con doppia posizione (anche art. 1 o art. 2) -; 563 (2,8%) art. 2 - di cui 108 con doppia posi-
Rapporti di lavoro dipendente anni 2000 - 2009 e distribuzione fra uomini e donne Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
Rapporti di lavoro dipendente anni 2000 - 2009, distribuiti fra uomini e donne Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
zione (anche art. 12 o art. 1); e infine 5 (0,02%) con contratti sia ex art. 2 che ex art. 12. Considerando il dato globale dei contratti di lavoro, comunque, nel 2009 si registravano 22.121 rapporti di lavoro , rispetto ai 15.476 rapporti del 2000 (con un incremento globale del 42,94% e un aumento medio del 4,77% (42,94%) annuo- ma con una flessione dello 0,34% sul 2008, quando erano 22.197). I dati dell’ Inpgi mostrano comunque un aumento progressivo della percentuale di contratti di lavoro intestati a donne dal 32,5% del 2000 al 38,8% del 2009: da 5.031 rapporti del 2000 agli 8.593 del 2009. Un aumento complessivo, dal 2000 al 2009, pari al 70,8% (molto superiore a quello globale, che è pari, come visto prima, al 42,94%). I rapporti di lavoro, nel 2009, riguardavano in particolare: 17.287 professionisti (78,15%), 1.381 praticanti (6,23%) e 3.453 pubblicisti (15,61%). Mentre nel 2001 (come detto è dal primo gennaio di quell’ anno che i pubblicisti passano all’ Inpgi) i rapporti di lavoro a tempo indeterminato relativi a professionisti erano una percentuale leg60
germente inferiore (77,66%) (13.509), i praticantati erano più del doppio (2.359, il 13,56%) e quelli relativi ai pubblicisti quasi la metà (8,77%). A livello numerico, fra il 2001 e il 2009 i rapporti di lavoro relativi a professionisti sono aumentati del 28%, mentre quelli relativi ai pubblicisti hanno registrato una progressione del 126,7% e il numero di praticanti presenti durante l’ anno è sceso del 41,46%.
3.7.2 Lavoro dipendente: l’ evoluzione
I rapporti di lavoro ex articolo 1 crescono del 22,27%, passando da 14.776 del 2000 ai 18.067 del 2009 (meno 0,8% sul 2008, quando erano 18.204), mentre i rapporti ex articolo 12 (corrispondenti) scendono da 479 del 2001 (nel 2000 erano 198 ma, come
Rapporti di lavoro dipendente anni 2000 - 2009 distribuiti pert categorie professionali Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
Rapporti di lavoro dipendente anni 2000 - 2009 distribuiti per articolo contrattuale Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
già segnalato, si trattava solo dei corrispondenti professionisti perché i pubblicisti erano ancora fuori dell' INPGI) a 438, con una diminuzione dell' 8,5%. Scendono anche (ma con un andamento del tutto incerto e privo di caratteristiche particolari, come dimostra la tabella) i rapporti ex articolo 2, relativi ai collaboratori fissi, passando da 825 del 2001 (nel 2000 erano 499) a 724 del 2009, con un -12,24%. Crescono invece nettamente i rapporti ex articoli 36, pubblicisti62
redattori part time nelle redazioni decentrate, passando da 891 del 2001 a 2.892 (+224,6%).
3.7.3 Lavoro dipendente: andamento per regione
La Regione in cui fra il 2000 e il 2009 è stato registrato l' aumento maggiore di rapporti di lavoro ex CNLG è la Basilicata con un incremento del 255,31% (da 47 a 167 rapporti), seguita da Umbria (+127,92%, da 154 a 351), Puglia (+121,4%, da 313 a 693), Calabria (+115,7%, da 153 a 330), Campania (+113%, da 547 a 1165) e Toscana (+96,5%, da 521 a 1.024). Le Regioni con minori incrementi sono la Lombardia (+18,75%, da 5.038 a 5.983), il Trentino Alto-Adige (+21,46%, da 410 a 498), il Friuli Venezia-Giulia (+25,39%, da 315 a 395), Veneto (+33,3%, da 679 a 905), Lazio (+34,17%, da 4.135 a 5.548), e Liguria (+39,8%, da 402 a 562).
Rapporti di lavoro dipendente anni 2000 - 2009 distribuiti per circoscrizione di appartenenza Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
Rapporti di lavoro dipendente anni 2000 - 2009, distribuiti per tipologia aziendale Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
La percentuale di contratti di lavoro esistenti nelle regioni del nord Italia, fra il 2000 e il 2009, è scesa dal 54% al 48,5%, mentre è cresciuta dal 13,2% al 18,5% nelle regioni meridionali. Stabile invece nel centro Italia, passando dal 32,8% al 33%. La percentuale di contratti di lavoro nelle sole Lazio e Lombardia nel 2000 era pari al 60%, mentre nel 2009 era scesa al 52,13%.
3.7.4 Lavoro dipendente: i settori aziendali
Per quanto riguarda i settori aziendali (strettamente editoriali e non) - a parte il dato eccentrico del Comparto pubblico (dove fra il 2001 e il 2003 passano all’ Inpgi anche gli addetti agli uffici stampa della pubblica amministrazione che non hanno il Contratto nazionale di lavoro giornalistico), con un incremento da 8 a 1030 rapporti di lavoro (+12.775%) - , è il settore dell' emittenza locale, con l' entrata in vigore del Contrato Aer-Anti-Corallo, che registra l' aumento più significativo di contratti fra il 2000 e il 2009 - +1.490%, da 127 a 2.020 posizioni contrattuali). Notevole crescita di contratti anche negli Enti Pubblici (+160%), che passano da 211 a 548 (erano 576 nel 2008), e fra le Radio e 64
tv nazionali (+67,13%, da 1214 a 2029 contratti (erano 2064 però nel 2008). I periodici crescono del 28,5%, con 3.937 contratti di lavoro (erano 4.000 nel 2008) rispetto ai 3064 del 2000, mentre nei quotidiani la crescita è del 18,4% (da 6618 a 7836, erano 7.957 nel 2008) e nelle agenzie di stampa è dell' 8% (da 1109 a 1197). Stabile la Rai (+2,25%, da 2085 a 2132 contratti.
3.7.5 Lavoro dipendente: livelli di reddito
Il 35,43% (7.839) Delle 22.121 posizioni contrattuali del 2009 rientravano nella fascia di reddito fino a 30.000 euro lorde. Una percentuale pressoché identica a quella del 2000, che era pari a 35,74%. Così come stabile è più o meno stabile la situazione nelle due classi di reddito successive: da 30 a 40.000 euro (10,2% contro 9,71%) e da 40 a 50.000 euro (9,35% contro 9,37%). E' stabile anche la fascia medio-alta, da 80 a 90.000 euro, che era del 5,45% nel 2009 contro il 5,67% nel 2000. Si "impoveriscono" invece le fasce di mezzo: da 10,13% a 7,77% per la fascia da 50 a 60.000, da 9,60 a 6,8% per quella da 60 a
Rapporti di lavoro dipendente anni 2000 - 2009, distribuiti per classi di reddito Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
70.000 euro e da 7,39 a 6,24% per quella da 70 a 80.000 euro. Mentre crescono in percentuale gli stipendi più "ricchi": dal 9,54% al 12,5% nella fascia da 90 a 130.000 euro e da 2,8% a 6,22% per i guadagni superiori ai 130.000 euro. In pratica il 55% delle posizioni contrattuali risultano nel 2009 inferiori ai 50.000 euro lordi annui (erano ugualmente 55,82% nel 2000), mentre salgono dal 12,34% al 18,72% le posizioni con entrate annue superiori ai 90.000 euro annui.
3.7.6 Lavoro dipendente: fasce d’età
I dati mostrano un relativo "invecchiamento" dei giornalisti subordinati. Le posizioni relative a redattori con meno di 40 anni, che nel 2000 erano oltre la metà (il 50,67%) sono scesi al 40%. Le posizioni relative invece a redattori con oltre 50 anni sono passate invece dal 17,3% del 2000 al 25,77% del 2009. In particolare, nelle fasce 56-60 si è passati dal 5,53% all' 8,56% e in quella 61-65 dall' 1,56 al 3,72%.
3.7.7 Lavoro dipendente: genere(10)
Rapporti di lavoro dipendente anni 2000 - 2009, distribuiti per classe d’età Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
Nel 2000 i rapporti di lavoro relativi a donne erano 5.031 su 15.476 (pari al 32,50%), mentre nel 2009 erano 8.593 su 22.121 (salendo al 38,8%). Ma le donne rappresentano il 43,05% (3.699) nella fascia di reddito più bassa (sotto i 30.000 euro), e il 21,45% nelle fasce medio-basse (da 30 a 50.000 euro annui). Mentre raccolgono solo il 15,08% degli stipendi nelle fasce alte, sopra gli 80.000 euro annui. Per quanto riguarda l' età, le donne rappresentano il 48,33% delle posizioni di lavoro sotto i 30 anni e il 47,65% nelle tre fasce sotto i 40 anni. Mentre costituiscono solo il 21% delle posizioni di lavoro delle fasce sopra i 56 anni. Per quanto riguarda il tipo di posizione contrattuale, su 18.067 art. 1, le donne sono 6.872, pari al 38%, mentre rappresentano 42% degli articoli 2 (304 su 724), il 30,82% degli arti. 12 (135 su 438) e il 44,33% degli art. 36 (1282 su 2892). Per quanto riguarda i settori editoriali, le donne nel 2009 rappresentavano il 29% delle posizioni nei quotidiani, ma il 50,16% nei periodici, il 47,87% nell' emittenza locale e il 42,5% nell' emittenza nazionale, mentre erano il 37,57% nella Rai e il 37,34% nelle agenzie di stampa. Nel 2000, rispetto al 32,50% globale, le donne rappresentavano invece il 42% delle posizioni nella fascia di reddito sotto i 30.000 euro e il 40,81% in tutte le fasce medio-basse (fino a 50.000 euro) e solo l' 11,00 % degli stipendi nelle fasce alte, sopra gli 80.000 euro. Età: nel 2000 le donne rappresentavano il 48,11% delle posizioni contrattuali della fascia sotto i 30 anni e il 40,70% delle posizioni 67
Rapporti di Lavoro Inpgi 1 con posizione anche Inpgi 2 distribuiti per tipologia articolo C.N.L.G Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
sotto i 40 anni. Mentre costituivano solo il 13,86% delle posizioni sopra i 56 anni. Posizione contrattuale: nel 2000 su 14.776 posizioni da art. 1 le donne erano 4.797, pari al 32,46%, mentre erano il 21,21% per gli art. 2 e il 38,07% per gli art. 12. Quanto alla tipologia aziendale, le donne nel 2000 rappresentavano il 23,43% delle posizioni nei quotidiani, contro il 48,04% dei periodici, il 47,24% nell' emittenza locale e il 33,29 in quella nazionale, mentre erano il 30,07% in Rai e il 34,17% nelle agenzie.
3.8 "Doppio” lavoro
La percentuale delle doppie posizioni sul numero complessivo degli iscritti alla Gestione Separata oscilla fra un minimo del 25,75% del 2004 a un massimo del 27,35% del 2008. Nel 2009 era pari a 25,73%. Nel 2000 i giornalisti con una doppia posizione Inpgi (coloro cioè che facevano contemporaneamente lavoro subordinato e collaborazioni occasionali o a tempo determinato ed erano quindi obbligati ad iscriversi alla Gestione separata dell' Istituto) erano 68
Rapporti di Lavoro Inpgi 1 con posizione anche Inpgi 2 distribuiti per classe di reddito Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
1.732, saliti nel 2009 a 6.957, con un incremento del 301 %. In particolare, nel 2009 questa doppia posizione riguardava 6.000 giornalisti con contratti ex articolo 1 (erano 1889 nel 2000), 1.162 art. 36 (1 nel 2000, ma 222 nel 2001, dopo le modifiche contrattuali e previdenziali), 251 articoli 12 (54 nel 2000)e 351 articoli 2 (contro i 159 del 2000). La maggior parte dei giornalisti con doppia posizione è nel settore dei quotidiani e dei periodici, con il 50,77% nel 2009, ma è diffusa in tutti gli altri settori, compresi enti e comparto pubblico,
Rapporti di Lavoro Inpgi 1 con posizione anche Inpgi 2 distribuiti per tipologia di azienda Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
Rapporti di Lavoro Inpgi 1 con posizione anche Inpgi 2 distribuiti per reddito inpgi1+ Inpgi2 Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
col 9,64%. Per quanto riguarda il reddito, la maggior parte è concentrata nella fascia più bassa, quella con reddito - da INPGI1 - sotto i 30.000 euro lordi annui, con il 45,5% delle posizioni. Mentre era il 67,18% nel 2000. Considerando l' insieme dei due redditi (da INPGI1 e INPGI2), la percentuale di doppie posizioni nella fascia sotto i 30.000 euro (dati sul 2008, perché quelli relativi al 2009, per la gestione separata, vengono registrati l' anno successivo) scende al 32,63%. Nelle fasce alte, sopra gli 80.000 euro di reddito annuo, le doppie
Rapporti di Lavoro Inpgi 1 con posizione anche Inpgi 2 distribuiti per reddito inpgi1 Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
posizioni sono il 12,29% (962, di cui 261 oltre i 130.000 euro), mentre erano solo il 5,84% nel 2000 (123 posizioni di cui solo 19 oltre i 130.000 euro). Ma, considerando l' insieme dei due redditi (da INPGI1 e INPGI2), nelle fasce sopra gli 80.000 euro la percentuale di doppie posizioni sale al 14,26%. Le donne con doppia posizione rappresentano il 38,67%, contro il 34,04% del 2000.
3.9 Il sindacato: un giornalista su quattro è nella Fnsi
Alla fine del 2009 i giornalisti iscritti alla Fnsi erano 25.171. Il 23,1% dei 108.437 iscritti all' Ordine. Fra di loro, i giornalisti professionali (quelli che, professionisti o pubblicisti, vivono di giornalismo) sono il 68,3%. Nel 1999 erano il 63,5%. In 25 anni, dal 1985 al 2009, gli aderenti al sindacato sono cresciuti del 37,1% (nell' 85 erano 18.360), mentre, come si è visto, nello stesso periodo l' incremento degli iscritti all' Ordine è stato del 148,28%. Nel 1985 erano nel sindacato l' 89,3% dei giornalisti professionisti e praticanti iscritti all' Ordine (7.967 su 9.492), mentre i pubblicisti erano solo il 44,1% del totale (10.393 su 23.614). Dieci anni dopo, nel 1995 erano nella Federazione l' 83% dei professionisti e praticanti iscritti all' Ordine (14.650 su 17.653), mentre i pubblicisti erano diventati il 30,25% (13.039 su 43.099). Nel '98 (l' ultimo anno in cui gli iscritti al sindacato si dividono an71
Iscritti alla Fnsi dal 1985 al 1998 (11) Fonte dati: Fnsi
cora fra professionisti e pubblicisti, prima del Congresso di Riccione - gennaio 1998 - che segnerà la nuova ripartizione degli iscritti fra 'professionali' e 'collaboratori' a partire dall' anno successivo) professionisti e praticanti con la tessera Fnsi sono il 79% di quelli iscritti all' Ordine (15.150 su 19.176), mentre i pubblicisti sono il 22,03% (10.357 su 47.010). Professionali e collaboratori Dal 1999 in poi è quindi impossibile fare una comparazione con gli iscritti all' Ordine. Fra il 1999 e il 2009 comunque gli iscritti fra i professionali salgono da 15.725 a 17.194 (+9,34%), mentre quelli fra i collaboratori diminuiscono da 9.035 a 7.977 (meno 11,7%). Nell’ arco degli ultimi 25 anni il tetto massimo di aderenti alla Fnsi è stato registrato nel 1994, con 28.141 iscritti. A partire da quell' anno si registra un calo lieve ma costante degli iscritti, che scendono fino ai 22.550 del 2003, per poi risalire gra72
Iscritti alla Fnsi dal 1999 al 2009 Fonte dati: Fnsi
datamente fino ai 25.171 del 2009. Nell' ambito del sindacato, i professionisti e i praticanti nell' 85 erano il 43,4% (7.967 su 18.360). Mentre nel 1998 erano saliti al 59,4% (15.150 su 25.507 iscritti complessivi alla Fnsi). Dal 1999 al 2009 la percentuale dei professionali sull' insieme degli iscritti è aumentata dal 63,5% (15.725 su 24.760) al 68,3% (17.194 su 25.171). Mentre quella dei collaboratori è scesa dal 36,5% (9.035 su 24.760) al 31,7% (7.977 su 25.171).
3.10 Segnali contrastanti fra il 2008 e il 2009
A parte il settore dell' emittenza locale e il comparto pubblico che vedono crescere l' occupazione anche fra il 2008 e l' anno scorso rispettivamente del 10,56 e del 7,3% - e la Rai, che registra un piccolissimo aumento (+0,23%), gli altri settori vedono un leggero calo dei contratti. Nei quotidiani le posizioni contrattuali relative a lavoro subordinato calano lievemente (solo -1,5%), da 7.957 a 7.836: escludendo un calo fra il 2001 e il 2003 (da 7.349 a 7.216 contratti), il 73
numero di posizioni era andato costantemente crescendo fra il 2004 (7.508 contratti) al 2008 (7.957), con una crescita del 6%. Sia le agenzie di stampa che il settore Enti pubblici calano del 4,8%. Calano anche il settore 'altre aziende', -2,5%. Le Radio e tv nazionali registrano un calo dell' 1,7% e i periodici scendono dell' 1,57%. - La carta stampata, in termini di occupazione giornalistica subordinata, copre la maggioranza del corpo giornalistico con 11.773 rapporti di lavoro su 22.121: il 53,22% dei rapporti di lavoro (35,42% i quotidiani e 17,80% i periodici), mentre la Rai occupa il 9,63% (2.132), poco più dell' emittenza nazionale (9,17%; 2.029) e di quella locale (9,13%; 2.020 contratti). Complessivamente il settore pubblico registra nel 2009 il 7,13% dei rapporti di lavoro, con 1578 contratti. Nel 2000 la carta stampata rappresentava invece il 62,55% dei rapporti di lavoro fissi (42,6% i quotidiani e 19,8% i periodici) e la Rai il 13,47%, mentre l' emittenza nazionale e quella locale coprivano rispettivamente il 7,84 e lo 0,8%. Ancora su livelli molto bassi l' occupazione nel settore pubblico, con l' 1,4% dei rapporti di lavoro.
3.11 Pensioni 3.11.1 Pensioni da lavoro dipendente
Nel 2000 si contavano 5.023 pensionati Inpgi, diventati 6.495 nel 2009 (+ 29,32%). Le pensioni dirette sono salite da 3.374 a 4.485 (+32,93%) mentre quelle indirette sono cresciute da 1649 a 2010 (+21,89%). 74
Pensioni da lavoro dipendente 2000-2009 Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
Nel 2000, il 4,98% delle pensioni dirette (168) erano di importo inferiore ai 30 milioni di lire, mentre quellle di importo compreso fra i 30 e i 70 milioni di lire erano 695 (20,6%) e quelle fra i 70 e i 130 milioni lordi erano 1.871, pari al 55,46%, mentre le pensioni oltre i 130 milioni erano 640 (42 delle quali sopra i 200 milioni), pari al 18,96% del totale. Nel 2002, con l' euro, le pensioni dirette inferiori ai 15.000 euro erano 158 (il 4,52%), mentre quelle da 15 a 35.000 euro erano 588 (16,85%), quelle fra i 35 e i 65.000 euro erano 1726 (pari al 49,47%), mentre nella fascia medio-alta, oltre 65.000 euro c' erano 1017 pensioni (29,15%). Nel 2009: - fino a 15.000 euro: 268, 5,97% - da 15 a 35.000 euro: 513, 11,44% 75
- da 35 a 65.000 euro: 1.560, 34,78% - oltre 65.000 euro: 2.144, 47,80%. Nel 2000 le pensioni basse e medio.basse costituivano il 25,57% del totale, mentre nel 2009 tale percentuale era scesa al 17,41% Quelle di fascia media nel 2000 erano il 55,46%, contro il 37,48% del 2009. Quelle medio alte e alte erano il 18,97% contro il 47,80% del 2009. In pratica si registra in dieci anni un sensibile miglioramento globale delle pensioni dirette.
3.11.2 - Pensioni da lavoro autonomo
Ad appena 15 anni dalla sua costituzione, l' INPGI2 alla fine del 2009 corrispondeva 794 pensioni (714 dirette e 80 indirette; + 18,33% rispetto al 2008), di importo piuttosto modesto. Fra le 714 pensioni dirette 450 (il 63%) non superano i 500 euro lordi annui (180 sono anzi di importo inferiore a 150 euro annue), mentre 140 trattamenti vanno da 500 a 1000 euro annui (19,6%) e solo 124 pensioni (17,4%) sono superiori ai 1.000 euro lordi annui. Nel 2007 il numero complessivo di pensioni erogate erano 529 (484 dirette) e nel 2008 erano salite a 671 (609 dirette) (+26,84%).
Pensioni da lavoro autonomo 2007-2009 Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
Numero dei trattamenti pensionistici per classe di reddito Fonte dati: Archivio Inpgi posizioni contributive
Nel 2007 l' entità delle pensioni dirette erano le seguenti: 315 (65,1%) sotto i 500 euro; 89 (18,38%) fra i 500 e i 1.000 euro; e 80 (16,52%) sopra i 1.000 euro. Nel 2008 erano 394 (64,7%) le pensioni in atto non che superavano i 500 euro; 111 (18,22%) quelle comprese fra i 500 e i 1.000 euro lordi annui; e 104 (17,07%) quelle oltre i 1.000 euro.
4. Appendice : note, dati e tabelle 4.1 Note al testo
Titolari cioè di una posizione contributiva con l’ Istituto di previdenza dei giornalisti, l’ Inpgi. (2) Esclusi i 9.992 dell’ elenco speciale e i 290 stranieri. (3) Mancano però le posizioni dei pubblicisti contrattualizzati, che facevano ancora capo per la previdenza all’ Inps. (4) Nel 1995, nel 1985 e nel 1975 i giornalisti attivi iscritti all’ Istituto di previdenza (“INPGI1” anche in questo caso) erano 13.674, 6.952 e 4.881, pari rispettivamente al 17,55%, 15,91% e 18,93% degli iscritti all’ Ordine. (5) Prima del 2001 i pubblicisti con contratti di lavoro subordinato facevano capo all’ Inps. (6) A partire dal 1° gennaio 2006, il giornalista disoccupato ha diritto al trattamento di disoccupazione qualora risulti iscritto all’Istituto da almeno un biennio rispetto alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Il requisito non si applica nei casi di rapporto di lavoro iniziato anteriormente al 24 aprile 2007. (7) Con pensioni non Inpgi. (8) Compresi quelli delle Marche, il cui Ordine è nato in seguito e i cui iscritti per il 2009 abbiamo inserito in quelli dell’ Italia centrale. (9) Anche in questo caso, il balzo è dovuto all’ ingresso dei Co.co.co fra gli iscritti (10) Dati estrapolati dalle tabelle delle pagine precedenti. (11) Dopo il Congresso straordinario di Riccione la Statuto delle Fnsi viene modificato: cambiano tipologie degli iscritti professionali e collaboratori invece di professionisti e pubblicisti.
4.2 Iscritti Odg dal 1975 al 2009
4.2.1 Iscritti Odg al 30.09.1975
TORINO MILANO VENEZIA TRENTO TRIESTE GENOVA BOLOGNA FIRENZE ROMA NAPOLI BARI PALERMO CAGLIARI TOTALE PROFESS. PRATICANTI PUBBLICISTI EL. SPECIALE STRANIERI TOTALE 405 32 1.112 895 2.444 1.525 204 1.959 2.042 13 5.743 222 9 718 329 1 1.279 127 9 226 51 3 416 146 23 471 157 8 805 219 18 562 355 1 1.155 316 43 759 731 1.849 241 16 626 431 1.314 2.854 122 4.321 1.405 40 8.742 262 20 965 361 1.608 98 5 465 157 725 205 22 772 303 1.302 74 20 281 43 418 6.694 543 13.237 7.260 66 27.800
4.2.2 Iscritti Odg al 31.12.1980
TORINO MILANO VENEZIA TRENTO TRIESTE GENOVA BOLOGNA FIRENZE PERUGIA ROMA L'AQUILA NAPOLI CATANZARO BARI PALERMO CAGLIARI TOTALE PROFESS. PENSIONATI PRATIPUBBLICI- EL. SPESTRANIERI TOTALE 415 55 54 1.535 967 3.026 1.996 269 369 3.471 2.135 28 8.268 282 52 62 1.329 346 1 2.072 156 18 25 300 93 8 600 183 27 34 773 200 4 1.221 250 40 38 652 255 1.235 367 49 60 1.259 944 2.679 265 61 34 934 649 1.943 49 4 9 186 60 1 309 2.868 412 177 4.650 1.373 65 9.545 34 4 14 276 57 385 238 35 56 1.102 265 1.696 83 4 326 54 467 137 6 17 735 174 1.069 235 30 61 1.145 440 1.911 131 4 12 437 60 644 7.689 1.066 1.026 19.110 8.072 107 37.070
4.2.3 Iscritti Odg al 30.09.1985
TORINO MILANO VENEZIA TRENTO TRIESTE GENOVA BOLOGNA FIRENZE PERUGIA ROMA L'AQUILA NAPOLI CATANZARO BARI PALERMO CAGLIARI TOTALE PROFESS. PENS. PRATICANTI PUBBLICISTI EL. SPECIALE STRANIERI TOTALE 525 90 44 1.898 980 3.537 2.305 352 290 4.650 2.562 23 10.182 341 30 34 1.751 356 3 2.515 184 22 12 467 147 8 840 204 43 27 980 203 4 1.461 278 46 20 783 335 1 1.463 423 75 57 1.782 1.195 3.532 313 72 36 1.287 746 2.454 57 5 14 248 93 1 418 2.953 595 170 4.737 1.410 42 9.907 62 2 5 433 76 578 299 40 36 1.357 300 2.032 94 4 8 449 80 635 182 12 6 988 180 1.368 295 25 37 1.299 324 1.980 170 6 11 505 80 772 8.685 1.419 807 23.614 9.067 82 43.674
4.2.4 Iscritti Odg al 30.09.1990
TORINO MILANO VENEZIA TRENTO TRIESTE GENOVA BOLOGNA FIRENZE ANCONA PERUGIA ROMA L'AQUILA NAPOLI BARI CATANZARO PALERMO CAGLIARI TOTALE PROFESS. PENS. PRATICANTI PUBBLICISTI EL. SPESTANIERI TOTALE 467 106 88 2.645 1.081 3.127 451 803 6.622 3.133 38 371 73 73 2.389 421 3 241 26 51 659 214 8 248 56 44 1.072 211 3 281 68 47 974 380 476 87 134 2.157 1.233 373 102 113 1.817 916 3 111 14 49 678 288 91 8 26 393 134 3.449 600 334 6.066 1.322 63 111 3 22 751 103 360 45 60 2.170 398 222 16 39 1.310 295 122 7 5 527 119 367 37 68 1.698 454 211 12 15 731 99 10.628 1.711 1.971 32.659 10.801 118 4.387 14.174 3.330 1.199 1.634 1.750 4.087 3.324 1.140 652 11.834 990 3.033 1.882 780 2.624 1.068 57.888
4.2.5 Iscritti Odg al 30.09.1995
TORINO MILANO VENEZIA TRENTO TRIESTE GENOVA BOLOGNA FIRENZE ANCONA PERUGIA ROMA L'AQUILA NAPOLI BARI CATANZARO PALERMO CAGLIARI POTENZA TOTALE PROFESS. PENS. PRATICANTI PUBBLICISTI EL. SPECIALE STRATOTALE 547 153 96 3.627 975 3 5.401 4.287 665 385 8.748 3.499 36 17.620 519 113 42 2.808 442 3 3.927 322 44 40 945 243 11 1.605 315 74 15 1.337 210 1.951 329 107 25 1.079 348 1.888 725 142 77 3.019 1.226 5.189 525 131 50 2.451 940 5 4.102 210 19 40 889 257 1.415 104 12 33 554 62 1 766 3.792 1.141 355 7.803 1.370 90 14.551 179 13 34 923 110 1.259 500 95 75 3.336 510 4.516 250 49 33 1.515 347 1 2.195 121 13 4 690 159 987 430 81 37 2.294 460 1 3.303 227 28 10 870 136 1.271 37 2 1 211 17 268 13.419 2.882 1.352 43.099 11.311 151 72.214
4.2.6 Iscritti Odg al 30.09.1999
ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE PROFESS. PENS. PRATICANTI PUBBLICISTI EL. SPECIALE STRATOTALE 218 26 45 1.013 244 1.546 40 6 15 248 27 336 313 51 31 1.692 314 1 2.402 849 141 84 3.324 1.227 2 5.627 283 43 15 952 178 1.471 145 23 4 703 140 1.015 576 138 9 2.780 915 9 4.427 378 105 37 1.043 308 1.871 231 24 11 1.090 92 2 1.450 4.583 799 213 9.029 3.519 36 18.179 606 108 69 3.891 551 5.225 473 88 70 2.596 379 2 3.608 144 15 33 663 120 1 976 38 5 6 228 30 307 4.345 1.201 330 8.731 1.308 120 16.035 597 150 93 3.990 639 4 5.473 396 54 57 1.053 246 12 1.818 330 75 12 1.263 200 1.880 571 113 42 2.721 436 2 3.885 15.116 3.165 1.176 47.010 10.873 191 77.531
4.2.7 Iscritti Odg al 30.09.2000
ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE PROFESS. PENS. PRATICANTI PUBBLICISTI EL. SPECIALE STRATOTALE 214 26 48 1.028 238 1.554 50 6 12 236 26 330 322 52 41 1.761 304 2 2.482 878 154 121 3.376 1.255 3 5.787 241 48 34 993 181 1.497 145 23 4 703 140 1.015 575 151 48 2.825 923 11 4.533 401 110 43 1.039 310 1.903 236 24 8 1.090 90 2 1.450 4.737 790 490 9.083 3.544 40 18.684 606 108 69 3.891 551 5.225 516 81 72 2.677 388 2 3.736 150 15 38 726 104 1 1.034 43 6 7 244 27 327 4.439 1.281 445 8.807 1.252 122 16.346 626 154 132 4.101 635 5 5.653 402 68 25 1.095 222 11 1.823 335 70 29 1.287 192 1.913 593 113 49 2.787 3 425 3.970 15.509 3.280 1.715 47.749 10.385 624 79.262
4.2.8 Iscritti Odg al 30.09.2001
ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE PROFESS. PENS. PRATICANTI PUBBLICISTI EL. SPECIALE STRATOTALE 229 24 66 1.076 229 1.624 53 6 8 247 31 345 308 52 47 1.811 309 2 2.529 899 158 126 3.439 1.261 2 5.885 238 50 61 1.016 192 1.557 145 23 4 703 140 1.015 570 155 65 2.717 900 11 4.418 414 112 41 1.042 312 1.921 250 20 20 1.082 106 1.478 4.824 825 814 9.389 3.506 42 19.400 662 103 60 4.545 564 5.934 635 84 95 2.718 394 2 3.928 161 15 57 746 104 1 1.084 43 6 7 244 27 327 4.623 1.278 494 9.113 1.283 129 16.920 671 153 122 4.276 669 8 5.899 418 73 50 1.089 214 13 1.857 335 73 30 1.330 196 1.964 601 109 63 2.771 438 4 3.986 16.079 3.319 2.230 49.354 10.875 214 82.071
4.2.9 Iscritti Odg al 30.09.2002
ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE PROFESS. PENS. PRATICANTI PUBBLICISTI EL. SPECIALE STRATOTALE 239 23 55 1.098 235 1.650 58 5 6 255 37 361 332 48 34 1.915 288 2 2.619 935 153 147 3.533 1.272 3 6.043 268 51 47 1.023 178 1.567 145 23 4 703 140 1.015 588 156 17 2.890 916 13 4.580 418 122 41 1.002 302 1.885 245 20 25 1.110 110 1.510 5.084 858 474 9.960 3.512 49 19.937 678 107 103 4.911 392 6.191 599 79 92 2.826 380 2 3.978 158 20 59 755 104 2 1.098 54 5 8 281 25 373 4.810 1.343 520 9.414 1.302 145 17.534 699 161 121 4.372 677 12 6.042 436 78 44 1.089 209 15 1.871 346 69 29 1.375 207 2.026 629 109 69 2.804 429 5 4.045 16.721 3.430 1.895 51.316 10.715 248 84.325
4.2.10 Iscritti Odg al 30.09.2002
ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE PROFESS. PENS. PRATIPUBBLICI- PUBBL.PEN EL. SPESTRATOTALE 268 22 34 1.045 95 238 1.702 58 7 10 185 32 36 328 348 49 43 1.898 129 267 2 2.736 971 163 163 3.337 280 1.279 3 6.196 293 54 48 1.047 181 1.623 204 23 1.254 200 1.681 628 155 68 2.618 306 826 15 4.616 428 128 31 896 132 299 1.914 241 26 28 1.106 27 112 1.540 5.430 854 665 8.953 1.028 3.474 46 20.450 678 107 103 4.911 392 6.191 648 91 80 2.601 300 362 2 4.084 185 14 60 774 4 91 2 1.130 62 6 5 278 10 28 389 4.952 1.278 506 9.044 185 1.215 140 17.320 722 171 145 4.316 147 703 12 6.216 457 81 39 1.028 70 204 15 1.894 368 72 37 1.195 229 209 2.110 659 125 28 2.613 311 434 6 4.176 17.600 3.426 2.093 49.099 3.285 10.550 243 86.296
4.2.11 Iscritti Odg al 30.09.2004
ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO CATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA ** POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE PROFESS. PENS. PRATIPUBBLICI- PUBBL.PEN EL. SPESTRATOTALE 271 24 29 1.111 103 229 1.767 54 6 3 192 41 37 333 367 55 42 1.974 232 264 2 2.936 1.053 164 156 3.323 358 1.266 5 6.325 322 58 64 1.103 170 1.717 31 6 3 224 13 9 286 200 10 60 1.357 25 140 1.792 648 156 81 2.787 326 812 16 4.826 429 131 25 934 144 291 1.954 252 23 30 1.106 87 114 1.612 5.589 923 402 9.639 1.203 3.359 53 21.168 754 112 117 5.230 207 311 6.731 672 99 104 2.732 300 364 2 4.273 215 45 44 762 54 2 1.122 68 6 14 312 30 28 458 5.195 1.250 574 9.281 245 1.234 161 17.940 762 178 149 4.534 170 712 16 6.521 484 83 37 1.005 92 206 12 1.919 394 78 27 1.305 221 222 2.247 675 129 93 2.556 408 424 6 4.291 18.435 3.536 2.054 51.467 4.205 10.246 275 90.218
4.2.12 Iscritti Odg al 30.09.2005
ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOCATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE PRO301 68 382 1.130 345 32 220 691 437 259 5.772 830 722 218 72 5.385 796 496 402 701 19.259 PENS. 26 6 55 169 61 4 20 158 129 25 945 111 102 PRATI61 4 53 144 76 5 20 77 15 32 663 217 103 25 13 585 153 40 26 124 2.436 PUBBLICI- PUBBL.PE EL. SPESTRA- STR.PE TOTALE 1.153 113 230 1.884 197 44 34 353 2.142 254 266 2 3.154 3.442 382 1.256 6 6.529 1.163 171 1.816 248 14 12 315 1.300 50 150 1.760 3.015 353 779 16 5.089 957 170 279 1.987 1.181 102 110 1.709 9.926 1.310 3.394 57 22.067 5.590 615 318 7.681 3.011 120 345 2 4.405 876 64 2 1.185 317 37 27 472 9.448 290 1.278 161 10 18.433 4.403 536 719 22 6.810 1.021 101 208 13 1.960 1.327 254 231 2.326 2.613 459 386 6 4.421 53.330 5.204 10.257 271 26 94.356
6 1.276 181 81 86 132 3.573
4.2.13 Iscritti Odg al 30.09.2006
PRO316 68 396 1.162 378 33 194 713 440 264 5.990 830 751 220 81 5.550 814 513 408 749 19.870 PENS. PRATICANTI PUBBLICISTI PUBBL.PEN EL. SPESTRA53 1.218 130 226 3 198 44 29 57 2.332 280 268 151 3.577 401 1.129 93 1.195 170 10 287 10 12 65 1.550 200 260 113 3.130 378 737 14 993 180 278 27 1.175 163 102 666 10.713 1.373 3.363 217 5.590 615 318 131 1.830 1.500 361 25 846 63 67 6 46 382 39 29 1.318 598 10.179 316 1.265 185 144 4.770 194 661 81 40 1.044 114 205 88 40 1.366 266 225 134 55 2.757 493 385 3.717 2.548 55.132 6.759 10.090 33 8 54 173 65 4 50 163 130 32 968 111 114 PENS. PRATISTR.PEN TOTALE 1.976 350 2 3.389 6 6.599 1.901 356 2.319 17 5.251 2.035 1.763 59 23.132 7.681 2 4.689 1 1.222 583 180 19.406 23 6.791 13 2.010 2.393 7 4.580 310 98.426
4.2.14 Iscritti Odg al 30.09.2007
ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOCATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE PRO338 70 426 1.200 408 36 198 738 431 238 6.122 929 799 227 113 5.766 873 521 428 787 20.648 32 7 54 179 67 7 50 162 129 66 996 110 93 17 6 1.352 191 85 94 142 3.839 71 7 75 146 76 9 62 118 24 25 747 230 117 26 67 365 123 50 39 55 2.432
PUBBLICI- PUBBL.PE EL. SPESTRA- STR.PE TOTALE 1.286 126 229 2.082 191 45 29 349 2.543 291 260 1 3.650 3.683 440 1.120 9 6.777 1.247 167 1.965 307 15 13 387 1.570 200 264 2.344 3.227 398 712 13 5.368 1.020 182 260 2.046 1.225 198 98 1.850 10.905 1.388 3.364 56 23.578 5.558 678 330 7.835 1.295 2.100 341 2 4.747 908 53 66 1 1.298 455 46 26 713 10.594 365 1.239 174 12 19.867 5.086 231 668 22 7.194 995 125 179 14 1.969 1.440 249 224 2 2.476 2.819 525 390 8 4.726 56.354 7.655 9.979 302 12 101.221
4.2.15 Iscritti Odg al 30.09.2008
ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOCATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE PRO368 71 445 1.272 442 43 198 800 420 286 6.440 1.071 845 240 129 6.021 894 544 448 855 21.832 PENS. 33 10 53 181 71 7 50 162 151 38 1.061 115 97 18 6 1.369 201 87 96 146 3.952 PRATI60 3 71 139 75 4 62 63 21 48 664 182 112 24 51 439 101 45 21 112 2.297 PUBBLICI- PUBBL.PE EL. SPESTRA- STR.PE TOTALE 1.361 121 234 2.177 197 48 26 355 2.710 318 250 2 3.849 3.715 499 17 1.128 9 6.960 1.260 155 2.003 332 25 13 424 1.570 200 264 2.344 3.355 413 688 14 1 5.496 1.059 186 254 2.091 1.270 210 108 1.960 11.463 1.475 3.326 55 24.484 6.912 227 345 8.852 1.288 1.200 337 2 3.881 940 58 65 1 1.346 457 53 26 722 10.714 419 1.193 185 20.340 5.108 288 621 20 7.233 1.025 136 190 14 2.041 1.437 289 209 2 2.502 2.876 570 394 6 4.959 59.049 6.735 8.715 1.429 10 104.019
4.2.16 Iscritti Odg al 30.09.2009
PROANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOCATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE 400 67 479 1.305 454 44 221 834 415 290 6.623 1.235 897 266 154 6.107 938 556 452 892 22.629 PENS. 34 14 62 198 72 7 46 164 160 43 1.091 62 92 15 6 1.411 205 93 96 151 4.022 PRATI63 2 68 108 64 8 6 70 18 47 602 103 77 24 32 419 108 33 24 52 1.928 PUBBLICI- PUBBL.PE EL. SPESTRA- STR.PE TOTALE 1.385 126 227 1 2.236 196 50 29 358 2.930 343 244 1 4.127 3.865 540 1.079 7 7.102 1.299 159 2.048 378 30 12 479 1.610 310 270 2.463 3.426 436 650 15 5.595 1.073 178 240 2.084 1.321 218 107 2.026 11.682 1.565 3.717 57 25.337 7.335 473 352 9.560 2.707 1.250 332 2 5.357 972 62 62 1 1.402 500 55 26 773 10.853 425 1.136 166 13 20.530 5.117 299 591 17 7.275 1.041 148 162 15 2.048 1.490 284 203 2 2.551 2.975 616 394 6 5.086 62.155 7.408 9.992 290 13 108.437
4.3 Iscritti Odg divisi per sesso 1991- 2009
4.3.1 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.1991
proORDINI REGIOM ANCONA 104 BARI 215 BOLOGNA 492 CAGLIARI 198 CATANZARO 106 FIRENZE 399 GENOVA 254 L'AQUILA 115 MILANO 2622 NAPOLI 322 PALERMO 369 PERUGIA 81 ROMA 2990 TORINO 451 TRENTO 236 TRIESTE 226 VENEZIA 355 TOTALE GENE- 9535 F TOT 25 129 19 234 71 563 17 215 17 123 54 453 46 300 10 125 1266 3888 48 370 28 397 10 91 613 3603 50 501 32 268 40 266 35 390 2381 11916 % 19 8 13 8 8 12 15 8 33 13 7 11 17 10 12 15 9 20 pubM F TOT 605 141 746 1206 164 1370 1686 471 2157 709 80 789 485 45 530 1709 325 2034 850 204 1054 697 113 810 5140 1940 7080 2083 311 2394 1601 218 1819 355 58 413 4860 1452 6312 2348 515 2863 654 115 769 962 171 1133 2107 432 2539 28057 6755 34812 % 19 12 22 10 8 16 19 14 27 13 12 14 23 18 15 15 17 19 pratiM 27 28 82 7 5 46 26 16 311 60 50 12 217 63 38 29 70 1087 F 34 10 52 4 2 16 7 6 357 28 8 4 122 20 7 13 17 707 TOT 61 38 134 11 7 62 33 22 668 88 58 16 339 83 45 42 87 1794 % 56 26 39 36 29 26 21 27 53 32 14 25 36 24 16 31 20 39 totale TOTALE 936 1642 2854 1015 660 2549 1387 957 11636 2852 2274 520 10254 3447 1082 1441 3016 48522
4.3.2 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.1994
ORDINI REANCONA BARI BOLOGNA CAGLIARI CATANZARO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA TOTALE GEproM F TOT 154 53 207 278 38 316 675 142 817 216 31 247 121 18 139 520 121 641 362 69 431 146 22 168 303 170 473 461 91 552 488 59 547 87 17 104 375 101 476 586 89 675 283 53 336 313 61 374 513 80 593 119 365 156 % 26 12 17 12 13 19 16 13 36 16 11 16 21 13 16 16 13 23 pub M F TOT 689 173 862 135 251 160 223 649 288 753 104 857 529 64 593 181 576 239 860 241 110 760 193 953 595 254 850 254 590 313 181 387 220 429 98 527 548 214 762 264 828 347 747 155 902 101 274 129 216 589 275 317 986 416 % 20 16 22 12 11 24 22 20 30 19 17 18 28 24 17 21 21 24 pr M 21 36 62 12 1 18 23 20 20 54 26 27 12 59 35 15 40 77 F TO 22 43 7 43 31 93 3 15 4 5 14 32 2 25 6 26 23 440 15 69 9 35 11 38 15 280 25 84 11 46 10 25 21 61 58 136 % 51 16 33 20 80 41 8 23 53 22 26 29 56 30 24 40 34 43 totale TO1112 1964 3791 1119 737 3066 1557 1147 13677 3758 2783 669 12671 4231 1284 1692 3404 58662
4.3.3 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.1996
proORDINI RE- M F TOT ANCONA 170 58 228 BARI 270 42 312 BOLOGNA 738 167 905 CAGLIARI 225 34 259 CATAN122 22 144 FIRENZE 525 128 653 GENOVA 367 72 439 L'AQUILA 159 38 197 MILANO 3203 189 5098 NAPOLI 520 123 643 PALERMO 442 75 517 PERUGIA 101 20 121 POTENZA 35 5 40 ROMA 3819 127 5091 TORINO 596 118 714 TRENTO 314 63 377 TRIESTE 326 66 392 VENEZIA 553 105 658 TOTALE GE- 1248 430 1678 % 25 13 18 13 15 20 16 19 37 19 14 16 12 25 16 17 17 16 26 pubM F TOT 810 98 908 1235 282 1517 2347 734 3081 779 116 895 692 99 791 1994 457 2451 824 246 1070 785 203 988 6368 3018 9386 2663 765 3428 1923 474 2397 460 131 591 185 38 223 5332 2489 7821 2871 1043 3914 826 186 1012 1073 300 1373 2178 645 2823 3334 1132 4466 % 11 19 24 13 12 19 23 21 32 22 20 22 17 32 27 18 22 23 25 pra M 13 34 41 10 3 33 15 24 18 55 29 13 2 17 86 49 12 31 80 F 24 10 31 2 4 13 11 11 19 35 7 17 13 52 23 2 14 58 TO 37 44 72 12 7 46 26 35 379 90 36 30 2 304 138 72 14 45 138 % 65 28 43 17 57 28 42 31 51 39 19 57 43 38 32 14 31 42 totale TO1173 1873 4058 1166 942 3150 1535 1220 14863 4161 2950 742 265 13216 4766 1461 1779 3526 62846
4.3.4 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.1997
proORDINI RE- M F TOT ANCONA 172 68 240 BARI 281 45 326 BOLOGNA 763 188 951 CAGLIARI 231 36 267 CATANZARO 126 24 150 FIRENZE 548 144 692 GENOVA 375 78 453 L'AQUILA 167 43 210 MILANO 324 195 519 NAPOLI 520 123 643 PALERMO 462 81 543 PERUGIA 92 29 121 POTENZA 36 5 41 ROMA 391 137 528 TORINO 624 140 764 TRENTO 327 70 397 TRIESTE 267 67 334 VENEZIA 546 112 658 TOTALE GE- 126 457 172 % 28 14 20 13 16 21 17 20 38 19 15 24 12 26 18 18 20 17 26 pub M 759 125 279 789 651 199 806 811 548 266 195 475 190 547 286 809 764 209 319 F 208 324 782 126 114 648 248 224 262 765 546 134 41 259 112 201 315 645 116 TOT 967 157 357 915 765 263 105 103 810 342 249 609 231 806 399 101 107 274 442 % 22 21 22 14 15 25 24 22 32 22 22 22 18 32 28 20 29 24 26 pr M 15 34 33 19 8 28 21 27 14 55 22 16 4 16 41 39 15 26 71 F TO 22 37 13 47 26 59 3 22 4 12 7 35 13 34 14 41 18 331 35 90 9 31 15 31 / 4 11 281 25 66 18 57 4 19 16 42 52 123 % 59 28 44 14 33 20 38 34 56 39 29 48 / 41 38 32 21 38 42 totale TO1244 1952 4584 1204 927 3366 1541 1286 13628 4161 3071 761 276 13635 4824 1464 1432 3443 62799
4.3.5 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.1999
proORDINI REGIOM F TOT AOSTA 39 7 46 ANCONA 178 68 246 BARI 300 69 369 BOLOGNA 796 211 1007 CAGLIARI 249 36 285 CATANZARO 126 27 153 FIRENZE 571 152 723 GENOVA 396 90 486 L'AQUILA 197 66 263 MILANO 3312 2126 5438 NAPOLI 555 168 723 PALERMO 481 82 563 PERUGIA 136 42 178 POTENZA 39 5 44 ROMA 4059 1534 5593 TORINO 601 160 761 TRENTO 364 91 455 TRIESTE 338 72 410 VENEZIA 561 134 695 TOTALE GENE- 13298 5140 18438 % 15 28 19 21 13 18 21 18 25 39 23 14 23 11 27 21 20 17 19 28 pubM 180 767 1314 2448 825 742 2054 809 811 6066 3119 2053 624 197 5734 2760 840 955 2042 34340 F 84 249 394 886 153 152 729 263 257 3062 1030 646 171 42 2774 1173 226 333 688 13312 TOT 264 1016 1708 3334 978 894 2783 1072 1068 9128 4149 2699 795 239 8508 3933 1066 1288 2730 47652 % 32 24 23 26 16 17 26 24 24 33 25 24 21 17 33 30 21 26 25 28 pratiM 19 17 22 54 13 22 12 22 17 199 35 37 17 7 184 57 26 10 18 788 F 7 28 18 47 7 7 12 14 16 244 22 34 36 1 159 40 23 9 24 748 TOT 26 45 40 101 20 29 24 36 33 443 57 71 53 8 343 97 49 19 42 1536 % 27 62 45 46 35 24 50 39 48 55 38 48 68 12 46 41 47 47 57 49 totale TOTALE 336 1307 2117 4442 1283 1076 3530 1594 1364 15009 4929 3333 1026 291 14444 4791 1570 1717 3467 67626
4.3.6 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.2000
proORDINI REGIOM F TOT AOSTA 47 8 55 ANCONA 176 63 239 BARI 282 66 348 BOLOGNA 822 227 1049 CAGLIARI 251 37 288 CATANZARO 137 31 168 FIRENZE 563 157 720 GENOVA 408 107 515 L'AQUILA 198 68 266 MILANO 3390 2216 5606 NAPOLI 582 177 759 PALERMO 505 103 608 PERUGIA 123 39 162 POTENZA 42 6 48 ROMA 4172 1622 5794 TORINO 618 178 796 TRENTO 372 102 474 TRIESTE 336 71 407 VENEZIA 565 139 704 TOTALE GENE- 13589 5417 19006 % 15 27 19 22 13 19 22 21 26 40 24 17 25 13 28 23 22 18 20 29 pubM 168 772 1340 2440 847 815 1972 797 821 6233 3183 2045 633 198 6006 2961 854 958 2085 35128 F 85 267 417 912 167 195 704 268 277 3253 1117 667 229 51 2851 1279 236 361 724 14060 TOT 253 1039 1757 3352 1014 1010 2676 1065 1098 9486 4300 2712 862 249 8857 4240 1090 1319 2809 49188 % 34 26 24 28 17 20 27 26 26 35 26 25 27 21 33 31 22 28 26 29 pratiM 7 20 24 51 29 14 35 24 17 304 33 34 11 7 229 81 29 13 20 982 F 5 33 19 64 13 12 20 16 18 344 16 43 24 3 215 45 21 15 22 948 TOT 12 53 43 115 42 26 55 40 35 648 49 77 35 10 444 126 50 28 42 1930 % 42 63 45 56 31 47 37 40 52 54 33 56 69 30 49 36 42 54 46 50 totale TOTALE 320 1331 2148 4516 1344 1204 3451 1620 1399 15740 5108 3397 1059 307 15095 5162 1614 1754 3555 70124
4.3.7 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.2001
proORDINI RE- M F TOT AOSTA 46 8 54 ANCONA 173 60 233 BARI 284 66 350 BOLOGNA 811 224 103 CAGLIARI 252 37 289 CATANZARO 139 30 169 FIRENZE 694 27 721 GENOVA 412 108 520 L'AQUILA 198 69 267 MILANO 339 217 556 NAPOLI 604 179 783 PALERMO 512 112 624 PERUGIA 124 39 163 POTENZA 42 6 48 ROMA 419 162 582 TORINO 622 176 798 TRENTO 373 106 479 TRIESTE 334 71 405 VENEZIA 563 145 708 TOTALE GE- 137 526 190 % 14,81 25,75 18,86 21,64 12,8 17,75 3,74 20,77 25,84 39,03 22,86 17,95 23,93 12,5 27,94 22,06 22,13 17,53 20,48 27,64 pub M 168 781 134 248 852 834 244 797 822 624 341 207 562 218 603 295 857 957 204 358 F 85 270 421 924 170 210 236 266 275 320 111 681 192 51 287 128 238 365 721 135 TOT 253 105 176 341 102 104 268 106 109 944 453 275 754 269 891 424 109 132 277 494 % 33,6 25,69 23,91 27,09 16,63 20,11 8,81 25,02 25,07 33,92 24,67 24,74 25,46 18,96 32,27 30,35 21,74 27,61 26,03 27,47 pra M F TO 7 5 12 22 32 54 26 18 44 60 75 135 31 16 47 11 9 20 40 9 49 23 15 38 17 17 34 582 625 120 12 2 14 33 28 61 15 24 39 12 3 15 183 180 363 66 40 106 36 20 56 14 14 28 28 23 51 121 115 237 % 41,67 59,26 40,91 55,56 34,04 45 18,37 39,47 50 51,78 14,29 45,90 61,54 20 49,59 37,74 35,71 50 45,10 48,67 totale TO319 1338 2155 4581 1358 1233 3450 1621 1398 16214 5332 3438 956 332 15101 5148 1630 1755 3529 70888
4.3.8 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.2002
proORDINI RE- M F TOT AOSTA 48 10 58 ANCONA 177 72 249 BARI 284 69 353 BOLOGNA 817 242 105 CAGLIARI 250 39 289 CATANZARO 147 34 181 FIRENZE 694 31 725 GENOVA 418 113 531 L'AQUILA 205 70 275 MILANO 337 216 554 NAPOLI 602 179 781 PALERMO 516 115 631 PERUGIA 121 38 159 POTENZA 43 7 50 ROMA 418 168 587 TORINO 637 184 821 TRENTO 380 109 489 TRIESTE 333 75 408 VENEZIA 563 148 711 % 17,24 28,92 19,55 22,85 13,49 18,78 4,28 21,28 25,45 39,04 22,92 18,23 23,9 14 28,71 22,41 22,29 18,38 20,82 pub M 168 798 137 250 862 861 248 794 820 624 343 208 563 221 610 304 854 974 207 F 84 276 442 940 180 228 276 282 272 321 113 684 192 53 300 134 245 384 743 TOT 252 107 181 344 104 108 276 107 109 946 456 276 755 274 911 438 109 135 281 % 33,33 25,70 24,39 27,30 17,27 20,94 9,99 26,21 24,91 33,99 24,78 24,73 25,43 19,34 32,98 30,60 22,29 28,28 26,38 pra M F TO 2 2 4 39 29 68 34 19 53 56 64 120 41 18 59 14 7 21 43 10 53 26 16 42 9 9 18 620666128 11 6 17 43 38 81 15 21 36 11 3 14 244 211 455 65 44 109 33 23 56 17 14 31 34 24 58 % 50 42,65 35,85 53,33 30,51 33,33 18,87 38,10 50 51,79 35,29 46,91 58,33 21,43 46,37 40,37 41,07 45,16 41,38 totale TO314 1391 2218 4622 1390 1291 3540 1649 1385 16289 5359 3478 950 338 15442 5319 1644 1797 3586
4.3.9 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.2003
proORDINI RE- M F TOT AOSTA 47 10 57 ANCONA 178 70 248 BARI 304 79 383 BOLOGNA 813 240 105 CAGLIARI 251 39 290 CATANZARO 159 40 199 FIRENZE 695 31 726 GENOVA 418 113 531 L'AQUILA 204 67 271 MILANO 344 228 572 NAPOLI 604 187 791 PALERMO 536 133 669 PERUGIA 121 39 160 POTENZA 44 8 52 ROMA 421 172 594 TORINO 635 183 818 TRENTO 380 109 489 TRIESTE 335 77 412 VENEZIA 562 149 711 TOTALE GE- 139 558 195 % 17,54 28,23 20,63 22,79 13,45 20,1 4,27 21,28 24,72 39,86 23,64 19,88 24,38 15,38 29,03 22,37 22,29 18,69 20,96 28,58 pub M 168 797 146 249 861 970 248 793 824 647 365 202 562 217 612 304 855 978 207 368 F 84 276 552 932 180 290 276 281 280 344 127 656 194 53 302 134 242 386 744 145 TOT 252 107 201 342 104 126 275 107 110 991 493 268 756 270 914 438 109 136 281 513 % 33,33 25,72 27,41 27,23 17,29 23,02 10,01 26,16 25,36 34,73 25,88 24,48 25,66 19,63 33,11 30,63 22,06 28,30 26,44 28,27 pra M F TO 2 2 4 38 28 66 27 23 50 55 64 119 40 18 58 25 12 37 44 10 54 26 16 42 11 10 21 773 768 154 28 11 39 47 43 90 17 22 39 12 3 15 244 211 455 73 47 120 32 21 53 15 11 26 38 26 64 154 134 289 % 50 42,42 46 53,78 31,03 32,43 18,52 38,10 47,62 49,84 28,21 47,78 56,41 20 46,37 39,17 39,62 42,31 40,63 46,53 totale TO313 1387 2447 4595 1389 1496 3538 1647 1396 17183 5765 3439 955 337 15549 5322 1639 1802 3589 73788
4.3.9 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.2004
proORDINI RE- M F TOT AOSTA 51 15 66 ANCONA 203 81 284 BARI 311 87 398 BOLOGNA 813 264 107 CAGLIARI 274 51 325 CATANZARO 160 41 201 FIRENZE 713 37 750 GENOVA 433 118 551 L'AQUILA 206 63 269 MILANO 348 235 583 NAPOLI 603 185 788 PALERMO 581 170 751 PERUGIA 93 43 136 POTENZA 57 14 71 ROMA 428 193 622 TORINO 668 204 872 TRENTO 396 118 514 TRIESTE 339 82 421 VENEZIA 582 163 745 TOTALE GE- 142 602 202 % 22,73 28,52 21,86 24,51 15,69 20,4 4,93 21,42 23,42 40,31 23,48 22,64 31,62 19,72 31,13 23,39 22,96 19,48 21,88 29,72 pub M 156 831 148 248 880 972 250 767 846 642 401 218 67 243 599 301 826 100 208 367 F TOT 68 224 323 115 568 205 927 341 193 107 289 126 329 283 274 104 295 114 350 993 148 549 841 302 27 94 68 311 314 913 140 441 244 107 408 140 763 284 151 519 % 30,36 27,99 27,67 27,14 17,99 22,92 11,63 26,32 25,85 35,29 27,01 27,76 28,72 21,86 34,42 31,76 22,80 28,98 26,79 29,18 pra M F TO 9 4 13 21 21 42 30 21 51 51 47 98 33 13 46 25 12 37 56 15 71 20 18 38 10 13 23 741741 148 26 13 39 57 46 103 16 15 31 12 2 14 261234 495 75 55 130 26 26 52 14 10 24 38 36 74 152134 286 % 30,77 50 41,18 47,96 28,26 32,43 21,13 47,37 56,52 50 33,33 44,66 48,39 14,29 47,27 42,31 50 41,67 48,65 46,87 totale TO303 1480 2502 4591 1444 1499 3651 1630 1433 17251 6321 3883 261 396 15862 5416 1636 1853 3667 75079
4.3.10 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.2005
proORDINI REGIOM F TOT AOSTA 51 16 67 ANCONA 203 83 286 BARI 312 89 401 BOLOGNA 830 290 1120 CAGLIARI 296 57 353 CATANZARO 161 40 201 FIRENZE 739 49 788 GENOVA 437 127 564 L'AQUILA 209 64 273 MILANO 3713 2553 6266 NAPOLI 606 190 796 PALERMO 582 172 754 PERUGIA 144 72 216 POTENZA 57 14 71 ROMA 4407 2068 6475 TORINO 669 212 881 TRENTO 409 128 537 TRIESTE 347 92 439 VENEZIA 585 175 760 TOTALE GENE- 14757 6491 21248 % 23,88 29,02 22,19 25,89 16,15 19,9 6,22 22,52 23,44 40,74 23,87 22,81 33,33 19,72 31,94 24,06 23,84 20,96 23,03 30,55 pubM 156 830 1486 2545 872 1027 2551 795 867 6640 4004 2199 603 243 6215 3109 849 1021 2098 38110 F 68 322 566 1019 207 316 413 294 301 3729 1475 844 256 68 3363 1453 257 418 774 16143 TOT 224 1152 2052 3564 1079 1343 2964 1089 1168 10369 5479 3043 859 311 9578 4562 1106 1439 2872 54253 % 30,36 27,95 27,58 28,59 19,18 23,53 13,93 27 25,77 35,96 26,92 27,74 29,80 21,86 35,11 31,85 23,24 29,05 26,95 29,76 pratiM F 9 3 22 21 30 20 73 57 25 14 31 17 50 21 12 17 17 15 638 671 25 14 54 45 25 20 12 2 248 276 93 57 21 21 19 16 48 32 1452 1339 TOT 12 43 50 130 39 48 71 29 32 1309 39 99 45 14 524 150 42 35 80 2791 % 25 48,84 40 43,85 35,90 35,42 29,58 58,62 46,88 51,26 35,90 45,45 44,44 14,29 52,67 38 50 45,71 40 47,98 totale TOTALE 303 1481 2503 4814 1471 1592 3823 1682 1473 17944 6314 3896 1120 396 16577 5593 1685 1913 3712 78292
4.3.11 Iscritti Odg suddivisi per sesso al 31.12.2006
proORDINI RE- M F TOT AOSTA 50 16 66 ANCONA 225 109 334 BARI 312 89 401 BOLOGNA 843 311 115 CAGLIARI 299 57 356 CATANZARO 162 41 203 FIRENZE 765 57 822 GENOVA 438 135 573 L'AQUILA 220 81 301 MILANO 371 255 626 NAPOLI 606 191 797 PALERMO 581 172 753 PERUGIA 148 71 219 POTENZA 70 14 84 ROMA 444 213 657 TORINO 694 228 922 TRENTO 409 129 538 TRIESTE 348 94 442 VENEZIA 602 185 787 TOTALE GE- 149 666 215 % 24,24 32,63 22,19 26,95 16,01 20,2 6,93 23,56 26,91 40,72 23,96 22,84 32,42 16,67 32,43 24,73 23,98 21,27 23,51 30,86 pub M 156 918 148 257 866 102 268 826 929 664 399 219 631 302 624 323 848 103 213 387 F 68 384 563 109 212 312 550 325 371 373 147 844 271 116 346 154 257 423 805 168 TOT 224 130 205 366 107 133 323 115 130 103 547 304 902 418 971 478 110 145 293 555 % 30,36 29,49 27,44 29,77 19,67 23,30 17 28,24 28,54 35,98 26,99 27,74 30,04 27,75 35,73 32,33 23,26 29,07 27,42 30,28 pra M F TO 9 3 12 27 22 49 31 20 51 87 67 154 25 20 45 31 16 47 64 41 105 13 12 25 17 16 33 635 666 130 25 14 39 54 45 99 27 26 53 21 25 46 264 316 580 88 71 159 21 21 42 19 17 36 49 35 84 150 145 296 % 25 44,90 39,22 43,51 44,44 34,04 39,05 48 48,48 51,19 35,90 45,45 49,06 54,35 54,48 44,65 50 47,22 41,67 49,09 totale TO302 1685 2504 4973 1479 1589 4163 1749 1634 17938 6308 3895 1174 548 16867 5866 1685 1933 3807 80099
4.4 Le scuole
4.4.1 Giornalisti provenienti dalle scuole di giornalismo che hanno superato l’esame di idoneità
4.5 Lavoro dipendente
4.5.1 Giornalisti attivi con posizioni contributive con almeno un contributo obbligatorio ogni anno
4.5.2 Rapporti di lavoro 4.5.2.1 Rapporti di lavoro distribuiti per uomini e donne
4.5.2.2 Rapporti di lavoro distribuiti per categoria prof.
4.5.2.3 Rapporti di lavoro distribuiti per articolo contrattuale
4.5.2.4 Rapporti di lavoro distribuiti per circ.geografica
4.5.2.5 Rapporti di lavoro distribuiti per tipologia aziendale
4.5.2.6 Rapporti di lavoro distribuiti per classe di reddito
4.5.2.7 Rapporti di lavoro distribuiti per classe di età
4.5.2.8 Rapporti di lavoro Doppie posizioni ex art.1 e 36 con contratti anche ex art. 2,
riferiti a posizioni attive
4.6 Lavoro autonomo
4.6.1 Iscritti alla Gestione Previdenziale Separata 1996 - 2009 distribuiti per genere
4.6.2 Iscritti alla Gestione Previdenziale Separata 1996 - 2009 distribuiti per categorie professionali
4.6.3 Iscritti alla Gestione Previdenziale Separata 1996 - 2009 distribuiti per classi d’età
4.6.4 Iscritti alla Gestione Previdenziale Separata 1996 - 2009 distribuiti per circoscrizione
4.6.5 Iscritti alla Gestione Previdenziale Separata 1996 - 2009 distribuiti per anno di denuncia e redditi
4.7 Disoccupati
4.7.1 Iscritti all’elenco nazionale dei disoccupati previsto dal Contratto nazionale di lavoro Fieg-Fnsi
4.7.2 Giornalisti beneficiari dell’assegno di disoccupazione:
4.8 Pensionati
4.8.1 Pensioni da lavoro dipendente 2000-2009
4.8.2 Pensioni da lavoro autonomo 2007-2009
4.8.3 Trattamenti pensionistici per classe di reddito
4.9 Iscritti alla Fnsi
4.9.1 Iscritti alla Fnsi dal 1985 al 1998
4.9.2 Iscritti alla Fnsi dal 1999 al 2009
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References: articolo 36
 articolo 1
 art. 1
 art. 2
 art. 36
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 art. 1
 art. 36
 art. 1
 art. 36
 art. 12
 art. 1
 art. 2
 art. 2
 art. 12
 art. 1
 art. 2
 art. 12
 articolo 1
 articolo 12
 articolo 2
 art. 1
 art. 36
 art. 1
 art. 2
 art. 12
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 art.1
 art. 2