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per l'accertamento,con contestuale istanza cautelare, - PDF
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1 N /2012 REG.PROV.COLL. N /2012 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 1796 del 2012, proposto da: tutti rappresentati e difesi dall'avv. Luciano Quarta, con domicilio eletto presso il suo studio in Milano, via Santa Maria Segreta, 6 contro Ministero della Difesa, rappresentato e difeso dall'avvocatura distrettuale dello Stato, domiciliato in Milano, via Freguglia, 1 per l'accertamento,con contestuale istanza cautelare, del diritto alla cessazione dell'applicazione della ritenuta di somme in conto trattamento di fine servizio, nonché alla restituzione delle somme indebitamente trattenute dal 1 gennaio 2011 alla data di effettivo soddisfo, nonché, ove occorra, per l'annullamento, previa sospensiva, della circolare di cui alla nota in data del Ministero della Difesa, Direzione generale del personale militare, nonché di tutti i provvedimenti
2 presupposti, conseguenti ovvero comunque altrimenti connessi, ancorché non conosciuti allo stato. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero della Difesa; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 12 settembre 2012 il dott. Roberto Lombardi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Rilevato: che i ricorrenti, tutti appartenenti all Arma dei Carabinieri, hanno chiesto l accertamento del loro diritto a non subire l esercizio della rivalsa di cui all art. 37 del d.p.r. n. 1032/1973 da parte dell Amministrazione resistente, con conseguente sua condanna alla restituzione di quanto già illegittimamente riscosso; che la presente domanda processuale scaturisce dalle modifiche normative sul regime di trattamento di fine rapporto introdotte per i dipendenti pubblici dal comma 10 dell art. 12 del d.l. n. 78/2010, a fronte delle quali il Ministero della Difesa ha continuato ad operare la trattenuta del 2,5% sull 80% della retribuzione lorda già prevista dal precedente regime normativo regolante la cd. indennità di buonuscita; Ritenuto: che, effettivamente, la formulazione operata dall art. 12, comma 10, del d.l. n. 78/2010 nel testo coordinato con la legge di conversione n. 122 del appare inequivoca, stabilendo tale norma che, a decorrere dal 1 gennaio 2011, ai lavoratori alle dipendenze delle amministrazioni inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, per i quali il computo del trattamento di fine
3 servizio non fosse già regolato conformemente a quanto previsto nell art del codice civile, dovessero essere imposte, con riferimento al conteggio delle anzianità contributive, le stesse regole già stabilite (quanto a sistema di calcolo, base contributiva ed aliquote) per i dipendenti privati; che, operando la modifica normativa suddetta un vero e proprio cambiamento complessivo del regime del trattamento di fine rapporto applicabile alla categoria professionale degli odierni ricorrenti, la disposizione di cui all art. art. 37 del d.p.r. n. 1032/1973 deve ritenersi implicitamente abrogata, alla stregua di quanto previsto dall art. 15 delle disposizioni preliminari al codice civile, per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti e perché la nuova legge regola l intera materia già disciplinata dalla legge anteriore; che, peraltro, se così non fosse, l interpretazione fornita dall Amministrazione resistente alla nuova disciplina oggi in esame dovrebbe condurre ad una pronuncia di incostituzionalità del d.l. n. 78/2010, nella parte in cui salva indirettamente la disciplina previgente, in quanto il persistere del prelievo a carico del dipendente introdurrebbe un evidente e inaccettabile discriminazione, a parità di retribuzione, tra due categorie di lavoratori (dipendenti privati e dipendenti pubblici) che invece sono state espressamente e volutamente equiparate ai fini del trattamento economico di fine rapporto; che, ad ogni modo, essendo possibile un interpretazione opposta, come detto, rispetto a quella fornita dall amministrazione resistente, in linea con il dettato letterale e logico del d.l. n. 78/2010, e senz altro conforme a Costituzione, non vi è ragione di rimettere la questione della violazione del principio di uguaglianza alla Corte; che va dunque riconosciuto ai ricorrenti il diritto a non subire l esercizio della rivalsa di cui all art. 37 del d.p.r. n. 1032/1973 da parte dell Amministrazione resistente, per cui, accertata l assenza di base normativa, dall 1 gennaio 2011, del
4 perdurare del prelievo del 2,50% sull 80% della retribuzione, il Ministero della Difesa va condannato alla restituzione degli accantonamenti già eseguiti a decorrere dall 1 gennaio 2011, con rivalutazione ed interessi legali dalle singole scadenze mensili fino all effettivo soddisfo, da calcolarsi applicando i criteri di cui al D.M. 1 settembre 1998, n. 352; che le spese processuali seguono la soccombenza, e sono liquidate come da dispositivo. P.Q.M. il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione I), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie, e, per l effetto: - accerta l illegittimità, a decorrere dall 1 gennaio 2011, del perdurare del prelievo del 2,50% sull 80% della retribuzione dei ricorrenti (sin qui operato a titolo di rivalsa sull accantonamento per l indennità di buonuscita); - condanna l Amministrazione intimata a restituire ai ricorrenti gli accantonamenti già eseguiti a decorrere dalla suddetta data, con rivalutazione monetaria ed interessi legali, nella misura di cui in motivazione. Condanna l amministrazione resistente a rifondere le spese processuali, che liquida in complessivi 3.500,00. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 12 settembre 2012 con l'intervento dei magistrati: Francesco Mariuzzo, Presidente Roberto Lombardi, Referendario, Estensore Angelo Fanizza, Referendario L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
5 DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 13/09/2012 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

References: SENTENZA 
 art. 60
 art. 37
 art. 12
 art. 12
 art. 37
 art. 15
 art. 37
 sentenza