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Timestamp: 2020-08-14 05:32:18+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20462 del 28/08/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20462 del 28/08/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/08/2017, (ud. 26/04/2017, dep.28/08/2017), n. 20462
sul ricorso 4121/2016 proposto da:
M.D.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE
GARGANI, rappresentato e difeso dall’avvocato LUIGI SALICE;
avverso la sentenza n. 3618/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 18/08/2015.
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di M.D.V. di avvisi di accertamento, del D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, comma 4, relativi ad Irpef delle annulaità 2007 e 2008, la Commissione tributaria regionale, in parziale riforma della decisione di primo grado sfavorevole al contribuente, determinava per il 2007 un imponibile di 81.943,00 Euro e per il 2008 di Euro 84.456,00.
In particolare, il Giudice di appello, ribadito che agli accertamenti in oggetto, non andasse applicato il nuovo redditometro ai sensi del D.L. n. 78 del 2010, art. 22,comma 1, rilevava, nel merito, che l’incidenza della voce relativa ad immobile sito in (OMISSIS), appariva sproporzionata e, pertanto, riduceva nella misura del 40% il reddito accertato per entrambi gli anni.
Avverso la sentenza ricorre l’Agenzia delle Entrate affidandosi a due motivi.
1. Il primo motivo – con il quale si denunzia la nullità della sentenza impugnata per motivazione apparente – è infondato. Per giurisprudenza costante di questo Giudice di legittimità la motivazione è solo apparente e la sentenza è nulla perchè affetta da “error in procedendo”, quando, benchè graficamente esistente, non renda, tuttavia, percepibile il fondamento della decisione, perchè recante argomentazioni obbiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento seguito dal giudice per la formazione del proprio convincimento (cfr. di recente Cass. Sez. U. n. 22232/2016). E, nella specie, il Giudice di appello ha sufficientemente esplicitato le ragioni di fatto e giuridiche poste a base del suo convincimento.
2. Con il secondo motivo di ricorso si deduce la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38 e dei principi generali in materia di contenzioso tributario e del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 2 e 36, laddove il Giudice di appello nel ritenere il valore attribuito al bene immobile sproporzionato lo aveva ridotto, non sulla base di quanto obiettivamente risultante dagli atti di causa ma sulla base di una sorta di logica equitativa inesistente nel giudizio tributario.
2.1. La censura è infondata. Dal tenore testuale della sentenza impugnata appare, invero, evidente che il Giudice di appello non ha formulato il suo giudizio facendo ricorso ad equità ma valutando ed espressamente menzionando le circostanze di fatto sottoposte al suo esame (quali il tipo e la localizzazione dell’immobile).
4. Le particolari peculiarità della vicenda processuale inducono a compensare integralmente tra le parti le spese di questo giudizio.
Rigetta il ricorso. Compensa integralmente tra le parti le spese processuali.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 art. 22
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 art. 38
 sentenza