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Timestamp: 2020-08-03 12:17:11+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18163 del 05/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18163 del 05/07/2019
Cassazione civile sez. I, 05/07/2019, (ud. 26/02/2019, dep. 05/07/2019), n.18163
Sul ricorso n.26988/2017 proposto da:
J.B.K., elettivamente domiciliato in Roma Circonvallazione
Clodia 88 presso lo studio dell’Avv.to Giovanni Arilli rappresentato
e difeso dall’Avv.to Carla Pennetta con studio in Perugia giusta
avverso la sentenza n.379/2017 emessa dalla Corte di Appello di
Perugia in data 25/5/2017;
La Corte di Appello di Perugia con sentenza in data 25/5/2017, ha confermato l’ordinanza emessa dal Tribunale di Perugia in data 29/11/20176 che a sua volta rigettava le istanze avanzate da J.B.K. nato in (OMISSIS), volte, in via gradata, ad ottenere il riconoscimento del diritto dello status di rifugiato, alla protezione sussidiaria ed il riconoscimento del diritto alla protezione umanitaria.
Il ricorrente aveva riferito alla Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Perugia di essere fuggito dal proprio paese in quanto svolgeva la professione di giornalista free lance per un giornale on line con sede nel Regno Unite sul quale pubblicava articoli antigovernativi e sulla violazione dei diritti umani fondamentali in (OMISSIS). Per questo era stato arrestato dalla polizia e sottoposto a tortura tanto che lo zio per farlo liberare aveva dovuto cedere in cambio alcuni terreni di famiglia. Così non appena era stato liberato, in attesa del giudizio definitivo, era scappato.
Avverso la sentenza della Corte di Appello di Perugia il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione affidato a cinque motivi.
Con il primo motivo di ricorso il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto la Corte ha ritenuto che il racconto del ricorrente fosse scarsamente credibile e non sussistenti i requisiti per ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato violando il principio di cooperazione officiosa nell’accertamento dei fatti.
Con il terzo motivo di ricorso il ricorrente denuncia omesso esame di fatti decisivi in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in quanto il Giudice Territoriale non aveva ravvisato i presupposti per la concessione della protezione umanitaria.
Con il quarto motivo di ricorso il ricorrente denuncia la nullità della sentenza e del procedimento ex art. 112 c.p.c. in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, in quanto il Giudice Territoriale ha del tutto omesso di pronunciare su un motivo di gravame e cioè in ordine alla domanda tesa al riconoscimento del diritto di asilo costituzionale avanzata in via subordinata dal ricorrente.
Con il quinto motivo di ricorso il ricorrente denuncia la violazione della sentenza ARSLAN della Corte di Giustizia Europea e dell’art. 2 par. 1 Direttiva 115 del 2008 relativa al rimpatrio di cittadini extracomunitari il cui soggiorno è irregolare.
La censura riferita alla mancata cooperazione istruttoria officiosa circa la personale esposizione a rischio grave alla persona o alla vita, è infondata, dovendo darsi seguito alla condivisibile giurisprudenza di questa Corte (Cass. n. 5224 del 2013; n. 16925 del 2018) secondo cui la valutazione di credibilità soggettiva costituisce una premessa indispensabile perchè il giudice debba dispiegare il suo intervento: le dichiarazioni che siano intrinsecamente inattendibili, alla stregua degli indicatori di genuinità soggettiva di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3 non richiedono, infatti, alcun approfondimento istruttorio officioso, salvo che la mancanza di veridicità derivi esclusivamente dall’impossibilità di fornire riscontri probatori (Cass. n. 871 del 2017).”.
In riferimento alla disposizione dell’art. 10 Cost., questa Corte ha già avuto occasione di chiarire che il diritto di asilo è interamente attuato regolato attraverso la previsione delle situazioni finali previste dai tre istituti dello status di rifugiato, della protezione sussidiaria e del diritto al rilascio di un permesso umanitario, ad opera della esaustiva normativa di cui al D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251 e di cui al D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 5, comma 6; con la conseguenza che non vi è più alcun margine di residuale diretta applicazione del disposto di cui all’art. 10 Cost., comma 3, e consegue che non vi è più alcun margine di residuale diretta applicazione del disposto di cui all’art. 10 Cost., comma 3, in chiave processuale o strumentale, a tutela di chi abbia diritto all’esame della sua domanda di asilo alla stregua delle vigenti norme sulla protezione. (Cass. 10686 del 2012; n. 16362 del 2016).
In particolare con riferimento al quinto motivo di ricorso è vero che (Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 24415 del 30/11/2015)” In materia di immigrazione, la proposizione del ricorso del richiedente asilo avverso il provvedimento di diniego della protezione internazionale sospende l’efficacia esecutiva di tale provvedimento, con la conseguenza che, secondo l’interpretazione data dalla Corte di Giustizia all’art. 2, paragrafo 1, della Direttiva CEE n. 115 del 2008, non scatta l’obbligo per il richiedente di lasciare il territorio nazionale, permanendo la situazione di inespellibilità fino all’esito della decisione sul ricorso.” Tuttavia nella fattispecie non essendo stato emesso medio tempore alcun ordine di espulsione e stante il definitivo passaggio in giudicato della pronuncia a seguito del rigetto del ricorso da parte di questa Suprema Corte viene meno l’interesse alla censura.
Il ricorso deve pertanto essere respinto. Nulla per le spese in mancanza di attività difensiva.
Rigetta il ricorso. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 112
 sentenza 
 art. 3
 art. 5
 art. 13
 art. 1