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Timestamp: 2019-06-20 09:48:21+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^ 29/05/2019, Sentenza n.23818 | AmbienteDiritto.it
RIFIUTI - Illecito trasporto di rifiuti effettuato con il mezzo del coniuge - Confisca obbligatoria del mezzo - Proprietario del mezzo terzo estraneo - Onere di provare la buona fede - Non collegabile ad un comportamento negligente - Artt. 183, 208, 209, 211, 212, 214, 215, 216 ,256, 259 d.lgs n.152/2006 - Attività di gestione dei rifiuti - Assenza di valido titolo abilitativo - Natura di reato istantaneo - Esclusione dell'occasionalità della condotta - Dati significativi - Effetti della sentenza di condanna - Art. 444 cod. proc. pen. - Configurabilità del reato di gestione abusiva di rifiuti - Concreta attività posta in essere in assenza dei prescritti titoli abilitativi - Non occasionalità della condotta - Indicazione di alcuni elementi significativi non esaustivi - Giurisprudenza - Confisca dei mezzi di trasporto appartenenti ad un terzo estraneo al reato - Buona fede - Violazione di obblighi di diligenza - Addebito di negligenza - Terzo proprietario estraneo al reato - Onere della prova.
RIFIUTI - Illecito trasporto di rifiuti effettuato con il mezzo del coniuge - Confisca obbligatoria del mezzo - Proprietario del mezzo terzo estraneo - Onere di provare la buona fede - Non collegabile ad un comportamento negligente - Artt. 183, 208, 209, 211, 212, 214, 215, 216 ,256, 259 d.lgs n.152/2006.
In tema di illecita gestione dei rifiuti, al fine di evitare la confisca obbligatoria del mezzo prevista per il trasporto in assenza di valido titolo abilitativo dall'art. 259, comma secondo, d.lgs. 152/06, incombe al terzo estraneo al reato, individuabile in colui che non ha partecipato alla commissione dell'illecito ovvero ai profitti che ne sono derivati, l'onere di provare la sua buona fede, ovvero che l'uso illecito del mezzo gli era ignoto e non collegabile ad un suo comportamento negligente.
RIFIUTI - Attività di gestione dei rifiuti - Assenza di valido titolo abilitativo - Natura di reato istantaneo - Esclusione dell'occasionalità della condotta - Dati significativi - Effetti della sentenza di condanna - Art. 444 cod. proc. pen..
Il trasporto dei rifiuti rientra tra le attività di gestione, come espressamente previsto dall'art. 183, lett. n) d.lgs. 152\06 e la sua effettuazione in assenza di valido titolo abilitativo configura un'ipotesi di illecita gestione sanzionata dall'art. 256 d.lgs. 152/06. Trattandosi, nel caso dell'art. 256, comma 1, d.lgs. 152\06, di reato istantaneo, è sufficiente anche una sola condotta integrante una delle ipotesi alternative previste dalla norma, potendosi tuttavia escludere l'occasionalità della condotta da dati significativi, quali l'ingente quantità di rifiuti, denotanti lo svolgimento di un'attività implicante un "minimum" di organizzazione necessaria alla preliminare raccolta e cernita dei materiali. Alla sentenza di condanna per tale reato (o a quella emessa ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen.) consegue, come stabilito dall'art. 259, ultimo comma, d.lgs. 152/06, la confisca obbligatoria del mezzo di trasporto.
RIFIUTI - Configurabilità del reato di gestione abusiva di rifiuti - Concreta attività posta in essere in assenza dei prescritti titoli abilitativi - Non occasionalità della condotta - Indicazione di alcuni elementi significativi non esaustivi - Giurisprudenza.
Ai fini della configurabilità del reato di gestione abusiva di rifiuti, (art. 256, d.lgs. 152\06) non rileva la qualifica soggettiva dell'agente, bensì la concreta attività posta in essere in assenza dei prescritti titoli abilitativi, che può essere svolta anche di fatto o in modo secondario, purché non sia caratterizzata da assoluta occasionalità, da escludersi in ragione dell'esistenza di una minima organizzazione dell'attività, del quantitativo dei rifiuti gestiti, della predisposizione di un veicolo adeguato e funzionale al loro trasporto, dello svolgimento in più occasioni delle operazioni preliminari di raccolta, raggruppamento e cernita dei soli metalli, della successiva vendita e del fine di profitto perseguito dall'imputato. Agli elementi significativi, indicativi lo svolgimento di un'attività implicante un "minimum" di organizzazione necessaria alla preliminare raccolta e cernita dei materiali, per individuare la natura non occasionale dell'attività di trasporto, vanno considerati, anche alternativamente, altri elementi univocamente sintomatici, quali, ad esempio, la provenienza del rifiuto da una determinata attività imprenditoriale esercitata da colui che effettua o dispone l'abusiva gestione, la eterogeneità dei rifiuti gestiti, la loro quantità, le caratteristiche del rifiuto quando risultino indicative di precedenti attività preliminari, quali prelievo, raggruppamento, cernita, deposito (Sez. 3, n. 36819 del 4/7/2017, Ricevuti). Tuttavia, l'indicazione dei dati significativi della non occasionalità della condotta precedentemente elencati non sono, ovviamente, esaustivi, ben potendo il giudice far ricorso ad altri elementi obiettivamente significativi in relazione al caso concreto.
RIFIUTI - Confisca dei mezzi di trasporto appartenenti ad un terzo estraneo al reato - Buona fede - Violazione di obblighi di diligenza - Addebito di negligenza - Terzo proprietario estraneo al reato - Onere della prova.
In materia di rifiuti, la confisca dei mezzi di trasporto appartenenti ad un terzo estraneo al reato non possa essere ordinata, sempre che nei suoi confronti non sia individuata la violazione di obblighi di diligenza e che risulti la buona fede, intesa quale assenza di condizioni che rendano probabile a suo carico un qualsivoglia addebito di negligenza da cui sia derivata la possibilità dell'uso illecito della cosa e senza che esistano collegamenti, diretti o indiretti, ancorché non punibili, con la consumazione del reato. Pertanto, grava sul terzo proprietario estraneo al reato l'onere di una rigorosa dimostrazione del necessario presupposto della buona fede, ovvero di non essere stato a conoscenza dell'uso illecito del mezzo o che tale uso non era collegabile ad un proprio comportamento negligente, al fine di ottenere la restituzione del mezzo ed evitare la confisca, rilevando anche che, in tali casi, la dimostrazione richiesta la terzo proprietario non configura un'ipotesi di inversione di onere della prova che la legge penale non consente, poiché non riguarda l'accertamento della responsabilità penale (Sez. III n. 22026 del 29/4/2010, Grisetti; Conformi, Sez. 3, n. 46012 del 4/11/2008, Castellano; Sez. 3, n. 26529 del 20/5/2008, Torre; Sez. 3, n. 33281 del 24/6/2004, Datola).
(dich. inammissibile il ricorso avverso ordinanza del 31/10/2018 del TRIB. LIBERTA' di AGRIGENTO) Pres. IZZO, Rel. RAMACCI, Ric. Dapi
avverso l'ordinanza del 31/10/2018 del TRIB. LIBERTA' di AGRIGENTO;
Il Proc. Gen. conclude per l'inammissibilita' del ricorso.
1. Il Tribunale di Agrigento, con ordinanza del 31 ottobre 2018 ha rigettato la richiesta di riesame avanzata nell'interesse di Valbona DAPI avverso il decreto di convalida di sequestro del Pubblico Ministero in data 4 ottobre 2018 avente ad oggetto un motoveicolo Ape Piaggio, di proprietà della stessa, in relazione al reato di cui all'art. 256, comma 1 lett. b) d.lgs. 152/2006, per illecito trasporto di rifiuti effettuato dal di lei coniuge.
2. Con un unico motivo di ricorso deduce "mancanza di motivazione, contraddittorietà e manifesta illogicità della stessa ex art. 606 lett. e) c.p.p. in relazione all'art. 240 c.p.", osservando che il Tribunale avrebbe erroneamente escluso la sua buona fede e non avrebbe considerato che l'attività posta in essere utilizzando il mezzo non sarebbe idonea concretare la fattispecie contravvenzionale ipotizzata, trattandosi di condotta caratterizzata da assoluta occasionalità.
2. La ricorrente, come indicato in premessa, ha indicato quale motivo di impugnazione il vizio di motivazione, con espresso richiamo all'art. 606, lett. e) cod. proc. pen., deducendo censure in tal senso.
4. Tali principi sono pienamente condivisi dal Collegio e vanno qui ribaditi, precisando che l'indicazione dei dati indicativi della non occasionalità della condotta precedentemente elencati non sono, ovviamente, esaustivi, ben potendo il giudice far ricorso ad altri elementi obiettivamente significativi in relazione al caso concreto. Nel caso di specie la mera descrizione dei fatti risultante dall'ordinanza impugnata evidenzia la non occasionalità della condotta, considerando la eterogeneità dei rifiuti trasportati, tutti costituiti rottami ferrosi, che presuppone la preventiva selezione e cernita antecedente al trasporto, effettuato mediante veicolo commerciale ("Ape Piaggio") specificamente adibito a tale uso da soggetto gravato da precedenti condanne definitive per violazioni ambientali.
6. Sussistendo, dunque, il fumus del reato ipotizzato, si pone l'ulteriore questione, posta in luce dalla ricorrente, della confisca del mezzo di sua proprietà, stante la sua posizione di terzo estraneo al reato.
7. Va conseguentemente ribadito che, in tema di illecita gestione dei rifiuti, al fine di evitare la confisca obbligatoria del mezzo prevista per il trasporto in assenza di valido titolo abilitativo dall'art. 259, comma secondo, d.lgs. 152/06, incombe al terzo estraneo al reato, individuabile in colui che non ha partecipato alla commissione dell'illecito ovvero ai profitti che ne sono derivati, l'onere di provare la sua buona fede, ovvero che l'uso illecito del mezzo gli era ignoto e non collegabile ad un suo comportamento negligente.
8. Ritiene il Collegio che dei richiamati principi il Tribunale abbia fatto buon uso, richiamando testualmente uno dei precedenti giurisprudenziali menzionati ed osservando come, allo stato, la ricorrente non avesse assolto all'onere di dimostrare la propria buona fede, aggiungendo che, al contrario, essendo il coniuge affidatario del mezzo gravato da plurimi precedenti penali specifici, tale circostanza rendeva verosimile la conoscenza, da parte della donna, dell'uso che del mezzo sarebbe stato fatto ed, in ogni caso, ne evidenzia la negligenza.
9. Il ricorso, conseguentemente, deve essere dichiarato inammissibile e alla declaratoria di inammissibilità consegue l'onere delle spese del procedimento, nonché quello del versamento, in favore della Cassa delle ammende, della somma, equitativamente fissata, di euro 2.000,00.
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References: Sentenza 
 sentenza 
 Art. 444
 sentenza 
 Art. 444
 sentenza 
 art. 606