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Timestamp: 2019-08-23 23:57:31+00:00

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DIRITTO D'ANTENNA - IZ8XLS DOM'S BLOG
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 MARZO 1973, N. 156 ( Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni ).
I proprietari di immobili o di porzioni di immobili non possono opporsi alla installazione sulla loro proprietà di antenne destinate alla ricezione dei servizi di radiodiffusione appartenenti agli abitanti dell'immobile stesso. Le antenne non devono in alcun modo impedire il libero uso della proprietà , secondo la sua destinazione, ne arrecare danno a terzi. Si applicano all'installazione delle antenne l'art. 232, nonché‚ il secondo comma dell'art. 237. Gli impianti devono essere realizzati secondo le norme tecniche emanate con decreto del Ministero per le Poste e Telecomunicazioni. Il regolamento può prevedere i casi in cui le disposizioni di cui al presente articolo si applicano in favore dei concessionari dei servizi radioelettrici a uso privato. In tale ipotesi è dovuta al proprietario una equa indennità , che in mancanza di accordo fra le parti, sarà determinata dall'Autorità Giudiziaria.
Art. 232 - Limitazioni Legali
Nei casi previsti del presente articolo al proprietario non è dovuta alcuna indennità .
Art. 237 - Innovazioni sul fondo
La servitù deve essere costituita in modo da riuscire la più conveniente allo scopo e la meno pregiudizievole al fondo servente, avuto riguardo alle condizioni delle proprietà vicine.Il proprietario ha sempre facoltà di fare sul suo fondo qualunque innovazione, ancorchè‚ essa importi la rimozione o il diverso collocamento degli impianti, dei fili e dei cavi, ne per questi deve alcuna indennità, salvo che sia diversamente stabilito nell'atto convenzionale o nel decreto prefettizio che costituisce la servitù e salva, in ogni caso, l'applicazione dell'art. 45 della legge 25 giugno 1965, n. 2359.
Il proprietario che ha ricevuto una indennità per la servitù impostagli, nel momento in cui ottiene di essere liberato dalla medesima, è tenuto al rimborso della somma ricevuta detratto l'equo compenso per l'onere già subito. Da tale obbligo è esente lo Stato per i beni di sua proprietà .
IN ELENCO NORME DI LEGGI, DISPOSIZIONI MINISTERIALI, SENTENZE DICASSAZIONI CHE REGOLANO IN MATERIA DI DIRITTO D'INSTALLAZIONE D'AEREO ESTERNO.
- Legge 6.5.1940 n.554 artt. 1,2,3,11, e art.179 R.D. 29.2.1936 n.645;
- Decreto Leg. Luogotenenziale 5.5.1946 n.382 artt. 1 e 2 ultimo comma;
- Decreto del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni - Radiocorriere n.11-14 del 20 Marzo 1954;
- Decreto Presidente della Repubblica n. 156 del 29.03.1973 artt. 231-232-233 e 315-397, (Ed altri articoli dello stesso Codice P.T.). G.U. 3/5/1973 n.113;- Corte di Cassazione a sezioni unite sentenza n.3728 del 22/10/76.In sede di regolamento preventivo di giurisdizione la questione di legittimità costituzionale di una norma sostanziale o processuale è ammissibile unicamente nei limiti in cui l'eventuale dichiarazione di illegittimità costituzionale si rifletta sulla determinazione della giurisdizione, e cioè conduca alla modificazione della consistenza della posizione giuridica soggettiva fatta valere in giudizio. L'art. 1 della l. 6 maggio 1940 n. 554, recante la disciplina dell'uso degli aerei esterni per le audizioni radiofoniche e che, per analogia, può essere applicata anche per le antenne destinate alla ricezione televisiva o al funzionamento di apparati radioriceventi e trasmittenti da amatori con lo stabilire che i proprietari di uno stabile o di un appartamento non possono opporsi all'installazione, nella loro proprietà, di aerei esterni destinati al funzionamento di apparecchi radiofonici (o televisivi, o radioriceventi e trasmittenti ), appartenenti agli abitanti dello stabile o dell'appartamento stesso, configura a favore del titolare dell'utenza radiofonica o televisiva un vero e proprio diritto soggettivo perfetto . Tale diritto è condizionato solo nei riguardi degli interessi generali, talché le installazioni devono essere eseguite in conformità delle norme contenute nell'art. 78 del r.d. 3 agosto 1928 n. 2295, ma non mai nei confronti, dei proprietari obbligati, rispetto ai quali la legge si limita a imporre al titolare del diritto di impianto che tali installazioni non debbono impedire in alcun modo il libero uso della proprietà secondo la sua destinazione, ne arrecare danni alla proprietà medesima. Conseguentemente, la posizione giuridica di chi agisce per il riconoscimento del diritto all'installazione o chi, nel resistere, pretende che l'impianto risponda ai requisiti di legge, è tutelabile, per i principi generali sui limiti esterni della giurisdizione ordinaria e per l'espressa previsione di cui al primo inciso del capoverso dell'art. 11 della legge citata dinanzi al giudice ordinario.- Cassazione seconda sezione civile, sentenza n.7418 dell'16 Dicembre 1983.
Il dovere dei comproprietari o coabitanti di un fabbricato di non opporsi a che altro comproprietario o coabitante, in qualità di radioamatore munito della prescritta autorizzazione amministrativa, installi un'antenna ricetrasmittente su porzione di proprietà altrui o condominiale, nei limiti in cui ciò non si traduca in una apprezzabile menomazione dei loro diritti o della loro possibilità di procedere ad analoga installazione, deve essere riconosciuto, anche in difetto di un'espressa regolamentazione della antenna da radioamatore nella disciplina della l.6 maggio 1940 n.554 e del d.P.R. 29 marzo 1973 n. 156, dettata a proposito delle antenne per la ricezione radiotelevisiva, tenuto conto che tale dovere, anche per le antenne radiotelevisive, non si ricollega ad un diritto dell'installatore costituito dalla citata normativa, ma ad una facoltà compresa nel diritto primario alla libera manifestazione del proprio pensiero e ricezione del pensiero altrui, contemplato dall'art. 21 Cost., pertanto, un pari dovere ed una pari facoltà vanno riconosciuti anche nell'analogo caso delle antenne da radioamatore.
La Corte di Cassazione Sezione II civile con la sentenza 31.12.1983 n.7418 ha ribadito la possibilità per l'inquilino di uno stabile di installare antenne riceventi sul tetto.Gli interessati a leggere per esteso la sentenza possono trovarla sulla Giurisprudenza Italiana (una delle riviste tecniche per gli operatori del diritto) del 1984, parte I sezione prima, colonna 1267.
Queste norme stabiliscono che il proprietario di un edificio o di un appartamento non possa opporsi alla richiesta di installazione sulle sue proprietà , di antenne destinate alla ricezione dei servizi radio e televisione. La legge impone quindi al proprietario l'obbligo di consentire il passaggio di condutture, fili o qualsiasi altro impianto nell'immobile che occorra per soddisfare le richieste di utenza radio-televisiva degli inquilini.
[La Suprema Corte ha deciso, pertanto, che se vengono rispettate queste condizioni, e ogni altra regola contenuta negli articoli prima citati, il "diritto d'antenna è riconosciuto non solo a favore dei radio e tele-utenti ma anche a favore dei radio-amatori che installano impianti per trasmettere. Del resto il diritto alla "diffusione", così ribadito, è un aspetto di quella più ampia e generica libertà di manifestare il proprio pensiero, con ogni mezzo di diffusione, cheè enunciata dalla Costituzione nell'art. 21. In proposito ha affermato testualmente la decisione, "la possibilità " di installare su immobili antenne di ricezione dei servizi radio-diffusione, prevista dall'art.397 D.P.R. 29 Marzo 1973 n.156, spetta anche a chi voglia installare antenne rice-trasmittenti da radio-amatore e si configura, in questo caso, come facoltà compresa nel diritto di manifestazione del pensiero (art.21 della Costituzione)].

References: Art. 232

Art. 237
 art.179
 sentenza 
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