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Timestamp: 2020-04-09 14:55:32+00:00

Document:
V Commissione - Resoconto di mercoledì 17 ottobre 2007
Mercoledì 17 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Antonangelo Casula.
Lino DUILIO, presidente, avverte che l'Assemblea ha trasmesso in data odierna il fascicolo n. 11 degli emendamenti riferiti al disegno di legge in oggetto.
Francesco PIRO (Ulivo), relatore, con riferimento alle proposte emendative che non sono state ancora esaminate dalla Commissione bilancio, rileva che i subemendamenti 0.10.0100.10, 0.10.0100.11, 0.10.0100.12 e l'emendamento 11.101 non sembrano presentare profili problematici dal punto di vista finanziario.
Rileva quindi che il fascicolo n. 11 contiene alcuni nuovi emendamenti.
Riguardo a tali emendamenti, segnala:
l'emendamento 7.100 prevede che le disposizioni della legge sul procedimento amministrativo si applichino anche alle società con totale o prevalente capitale pubblico, limitatamente all'esercizio delle funzioni amministrative. L'emendamento riproduce in parte il contenuto dell'emendamento 7.74 su cui la Commissione bilancio ha già espresso parere contrario. Al riguardo appare opportuno acquisire l'avviso del Governo in ordine alle eventuali conseguenze finanziarie con particolare riferimento alla possibilità di dedurre ai fini fiscali gli oneri che potrebbero derivare dagli ulteriori adempimenti posti in capo a tali società;
l'articolo aggiuntivo 10.0100 (nuova formulazione) recepisce una condizione formulata, con riferimento alla clausola di copertura, nel parere reso dalla Commissione bilancio nella seduta del 18 settembre 2007 e già tradottasi in un subemendamento della I Commissione che nel nuovo testo viene inserito direttamente nell'articolo aggiuntivo. La nuova formulazione dell'articolo aggiuntivo reca ai commi da 3 a 5, una delega al Governo riguardo alla quale si chiedono chiarimenti in ordine all'esclusione che dall'attuazione della delega stessa possano derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; in ogni caso rileva l'opportunità che sugli schemi dei decreti legislativi sia richiesto il parere delle Commissioni parlamentari competenti per il merito e per i profili finanziari;
l'emendamento 17.101 limita al 10 per cento la riduzione dei trasferimenti dal bilancio dello Stato all'ENAC disposta in relazione all'attribuzione all'ENAC medesimo degli introiti delle sanzioni. Ricorda che la Commissione, nella seduta del 18 settembre scorso, ha già espresso parere contrario sull'emendamento 17.72 che fissava tale percentuale al 50 per cento.
Avverte inoltre che la Commissione di merito ha richiesto il riesame dell'articolo aggiuntivo 2.031, il quale prevede che tutte le disposizioni previste dal codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005, si applicano anche ai soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative. Ricorda che su tale articolo aggiuntivo, nella seduta del 18 settembre 2007, la Commissione, con l'avviso conforme del rappresentante del Governo, ha espresso parere contrario. Infatti, come già segnalato con riferimento agli emendamenti 7.100 e 7.74, la previsione di ulteriori adempimenti a carico di soggetti privati preposti ad attività di pubblico interesse potrebbe comportare la possibilità, per tali soggetti, di dedurre, sotto il profilo fiscale, i relativi oneri, determinando minori entrate per l'erario. Sul punto ritiene che occorra acquisire l'avviso del Governo.
La I Commissione ha altresì richiesto il riesame dell'articolo aggiuntivo 18.031, che dispone che gli enti locali assicurino il trasferimento alle società incaricate della gestione delle reti e degli impianti relativi all'erogazione dei servizi pubblici locali del personale dipendente impiegato nell'erogazione di tali servizi. Al riguardo osserva che l'emendamento presenta evidenti profili problematici, in quanto pone a carico degli enti locali obblighi suscettibili di determinare maggiori oneri a carico della società. In proposito, osserva altresì che il trasferimento di per se stesso determinerebbe un minor onere a carico dell'ente locale, a condizione che vi sia una corrispondente riduzione dell'organico dell'ente. Peraltro, non è detto che ciò accada automaticamente. Al tempo stesso può verificarsi che i maggiori oneri a carico della società partecipata determinati dal personale trasferito producano oneri sulla gestione della società stessa che in definitiva possono gravare sull'ente locale. Rileva infine che l'emendamento rischia di interferire sulla disciplina definita in sede di contrattazione.
Antonio BORGHESI (IdV) ritiene che la mobilità rappresenti un aspetto essenziale per il buon funzionamento delle amministrazioni pubbliche. Per questo occorre che non sia ostacolata da considerazioni come l'interferenza sulla contrattazione.
Lino DUILIO, presidente, osserva che sarebbe in ogni caso necessario che, in relazione all'emendamento in esame, sarebbe in ogni caso necessaria una riformulazione che garantisse l'assenza di oneri a carico della finanza pubblica e, al tempo stesso, risultasse pienamente rispettosa della disciplina giuridica in materia di contrattazione.
Massimo VANNUCCI (Ulivo) condivide l'opportunità di una riformulazione che garantisca, contestualmente al trasferimento del personale, una riduzione della dotazione organica dell'ente ed eviti aggravi per la gestione delle società interamente partecipate.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA evidenzia l'esigenza di un approfondimento da parte del Governo per valutare le nuove proposte emendative e per fornire i chiarimenti richiesti dal relatore.
Lino DUILIO, presidente, rinvia quindi l'esame ad una successiva seduta, che sarà prevista prima della ripresa dei lavori dell'aula.
Mercoledì 17 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Antonangelo Casula e per i trasporti Raffaele Gentile.
Schema di decreto legislativo recante modifica al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo, nonché di altri combustibili liquidi.
Salvatore RAITI (IdV), relatore, osserva che lo schema di decreto in esame reca attuazione della direttiva 2005/33/CE, che modifica la direttiva 99/32/CE in materia di tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo, nonché di altri combustibili liquidi, al fine di ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana e sull'ambiente. In merito ai profili di copertura finanziaria, segnala che il comma 1 dispone che dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri, né minori entrate per la finanza pubblica. Il comma 2 prevede che alle istruttorie previste dall'articolo 293, comma 3, introdotto
dal comma 3 dell'articolo 1 del presente decreto, e all'articolo 295, commi 14, 15, 16, 19 e 20, introdotto dal comma 4 dell'articolo 1 del decreto, nonché alla tenuta del registro previsto all'articolo 295, comma 12, introdotto dal comma 4 dell'articolo 1 del presente decreto, ed alla redazione del rapporto di cui all'articolo 298, comma 3, introdotto dal comma 6 dell'articolo 1 del presente decreto, le competenti autorità provvedono entro i limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente. Al riguardo, segnala l'opportunità di acquisire l'avviso del Governo in ordine alla necessità di modificare la disposizione di cui al comma 2 al fine di prevedere che le competenti autorità facciano fronte ai compiti loro assegnati nell'ambito delle risorse umane e strumentali, oltre che finanziarie, disponibili a legislazione vigente. Tale integrazione oltre ad adeguare il testo al contenuto della relazione tecnica, che specifica che alle attività di cui al presente decreto, ad eccezione di quelle di cui ai commi 2 e 9 dell'articolo 296, come introdotto dal comma 5 dello schema di decreto in esame, si farà fronte con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, ritiene necessaria al fine di garantire l'effettività della clausola di invarianza di cui al comma 1 che prevede che dall'attuazione dello schema di decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Relativamente all'articolo 1, comma 5, e all'articolo 3, comma 3, ritiene opportuna una conferma da parte del Governo circa l'idoneità della procedura di fissazione delle tariffe a garantire l'effettiva ed integrale copertura dei costi connessi all'espletamento delle procedure di controllo e di irrogazione delle sanzioni, anche sotto il profilo della coerenza temporale fra l'insorgenza degli oneri - ivi compresi quelli connessi all'acquisizione dei mezzi e delle competenze necessari per le attività in questione - e l'acquisizione degli introiti da tariffa. Andrebbe inoltre chiarito se sulla compensazione dei predetti costi mediante le tariffe possa incidere il limite massimo alle rassegnazioni previsto dalla legge n. 266 del 2005.
Lino DUILIO, presidente, avverte che non è pervenuto il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome e conseguentemente la Commissione non può concludere l'esame del provvedimento. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2005, relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia.
Atto n. 140.
La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 16 ottobre 2007.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA conferma che i compiti e le attività posti a carico del Ministero dello sviluppo economico, dell'ENEA e dell'APAT saranno assicurati con le ordinarie strutture amministrative esistenti e mediante le risorse umane, strumentali e finanziarie loro assegnate e che il meccanismo tariffario previsto dall'articolo 7, comma 4, nel quale le spese relative ai controlli sono poste a carico dei fabbricanti o dei loro mandatari, ovvero degli importatori, secondo tariffe e modalità di versamento stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto del Ministero dell'economia e delle finanze, sulla base del costo effettivo delle prestazioni è idoneo ad assicurare che non sorgano maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Precisa inoltre che l'avvalimento eventuale della Guardia di finanza sarà effettuato nell'ambito degli accordi già in essere.
esaminato lo schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2005, relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia (atto n. 140),
le attività poste a carico del Ministero dello sviluppo economico, dell'ENEA e dell'APAT saranno assicurate con le ordinarie strutture amministrative esistenti e mediante le risorse umane, strumentali e finanziarie loro assegnate;
il meccanismo tariffario di cui all'articolo 7, comma 4, risulta idoneo ad assicurare che non sorgano maggiori oneri a carico della finanza pubblica in quanto le tariffe verranno stabilite sulla base del costo effettivo delle prestazioni;
Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2005/61/CE della Commissione, del 30 settembre 2005, che applica la direttiva 2002/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le prescrizioni in tema di rintracciabilità e la notifica di effetti indesiderati ed incidenti gravi.
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo, rinviato da ultimo nella seduta del 16 ottobre 2007.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA, ad integrazione delle chiarimenti forniti nella seduta di ieri, fa presente che l'esigenza di copertura finanziaria riguarda esclusivamente trecento strutture trasfusionali e non anche le ulteriori ventisei indicate nella relazione tecnica. Per quanto concerne poi la durata temporale dell'onere, segnala che lo stesso risulta a decorrere dall'anno 2009 per un ammontare di 1,5 milioni di euro, importo che, per mero errore materiale, risulta riferito al solo anno 2009. Ribadisce inoltre, per quanto concerne il ricorso al Fondo di rotazione per le politiche comunitarie a copertura degli oneri del provvedimento, che il Fondo risulta deputato all'adempimento di tutti gli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, a prescindere dalla natura della spesa. Conferma inoltre che l'utilizzo del Fondo non pregiudica l'attuazione degli altri interventi previsti a legislazione vigente.
Antonio MISIANI (Ulivo), relatore, alla luce dei chiarimenti forniti dal Governo, formula la seguente proposta di parere:
esaminato lo schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2005/61/CE della Commissione, del 30 settembre 2005, che applica la direttiva 2002/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le prescrizioni in tema di rintracciabilità e la notifica di effetti indesiderati ed incidenti gravi (atto n. 142),
i risparmi di spesa che, come indicato nella relazione tecnica, dovranno essere utilizzati per la copertura di una quota parte dell'onere complessivo di 15,2 milioni di euro, saranno ottenuti attraverso numerosi percorsi e processi di razionalizzazione delle reti ospedaliere volte alla loro esclusiva destinazione alle patologie per acuti;
la quantificazione dell'onere prevista dall'articolo 12 appare corretta in quanto il numero dei centri trasfusionali civili, sulla base della quale la stessa è stata formulata, è pari a 300;
la durata temporale dell'onere non è limitata al triennio 2007-2009, come risulta dall'articolo 12, ma ha carattere permanente, come indicato nella relazione tecnica;
l'utilizzo del fondo di rotazione per le politiche comunitarie non pregiudica l'attuazione di interventi già previsti dalla normativa vigente a valere sul medesimo fondo;
all'articolo 12, sostituire il comma 1 con il seguente: «1. Agli oneri di cui al presente decreto, al netto dei risparmi derivanti dalla razionalizzazione e dal consolidamento di attività già svolte dalle amministrazioni interessate, pari a 5 milioni di euro per l'anno 2007, 3 milioni di euro per l'anno 2008, e 1,5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009, si provvede a valere sulle disponibilità del Fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183 che, a tal fine, vengono versate allo stato di previsione dell'entrata per la successiva riassegnazione, in deroga, a decorrere dall'anno 2008, all'articolo 1, comma 46, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, quanto ad euro 67.000 annui, ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del ministero della difesa e, per i restanti importi ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del ministero della salute».
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo, rinviato, da ultimo, nella seduta del 16 ottobre 2007.
Salvatore IACOMINO (RC-SE) ricorda che nella precedente seduta sono stati richiesti chiarimenti al Governo su alcune disposizioni del decreto. Ricorda in particolare che la quantificazione di massima dei maggiori oneri relativi alle strutture civili fa riferimento a circa trecento strutture, mentre la stessa relazione tecnica fa riferimento ad un complesso di trecentoventisei strutture. Osserva che lo schema di decreto prefigura un processo di revisione complessiva del sistema di qualità per i servizi trasfusionali suscettibile di determinare un notevole impatto su tale sistema. Richiama in particolare i requisiti di qualità nella raccolta del sangue e nella sua lavorazione; segnala peraltro che l'allegato allo schema di decreto fa riferimento a specifici requisiti per il personale addetto ai servizi trasfusionali, per i locali in cui svolgere tali servizi, per le sale di eliminazione. Rileva che risulta pertanto indispensabile verificare attentamente la sostenibilità finanziaria del processo di revisione delineato.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA segnala che la quantificazione degli oneri è stata effettuata sulla base di trecento strutture trasfusionali, non tenendo conto delle ulteriori ventisei, in quanto tali ultime strutture non necessitano di modifiche per gli adeguamenti previsti dall'adeguamento alla normativa comunitaria.
Salvatore IACOMINO (RC-SE) ritiene singolare che le ventisei strutture cui si fa riferimento risultino già adeguate alle significative innovazioni previste dalla normativa comunitaria.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA, pur dichiarandosi disponibile ad un approfondimento, rileva che evidentemente le strutture in questione possiedono già i requisiti previsti dalla normativa comunitaria. Osserva inoltre, per quanto concerne la durata temporale dell'onere, che l'onere deve essere indicato come permanente, anziché riferito al solo anno 2009. Ribadisce inoltre, per quanto concerne il ricorso al Fondo di rotazione per le politiche comunitarie a copertura degli oneri del provvedimento, che il Fondo risulta deputato all'adempimento di tutti gli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, a prescindere dalla natura della spesa. Conferma inoltre che l'utilizzo del Fondo non pregiudica l'attuazione degli altri interventi previsti a legislazione vigente.
Salvatore IACOMINO (RC-SE) rileva la necessità di ulteriori chiarimenti anche con riferimento al personale da utilizzare nei servizi trasfusionali.
Lino DUILIO, presidente, invita il rappresentante del Governo a fornire ulteriori e circostanziati elementi di chiarimento sui profili richiamati dal relatore. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente la ricognizione delle strutture e delle risorse finanziarie ed umane trasferite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Ministero della solidarietà sociale per lo svolgimento delle funzioni in materia di servizio civile nazionale e di politiche antidroga.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA, in risposta alle richieste di chiarimento avanzate, richiama gli elementi di quantificazione finanziaria riportati nella relazione tecnica del DPCM 30 marzo 2007, concernente lo scorporo dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, per quel che concerne le attività precedentemente svolte da tale Ministero e poi trasferite al Ministero della solidarietà sociale. In relazione alle competenze trasferite in materia di politiche antidroga, segnala che le risorse finanziarie assegnate al Ministero della solidarietà sociale e già destinate al perseguimento delle medesime finalità istituzionali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, risultano quantificate nella relazione tecnica dello schema di DPCM in esame e consolidate per il corretto esercizio delle competenze, nonché per il funzionamento delle strutture. Con riferimento alla necessità di acquisire ulteriori dati in ordine agli organici ed alle risorse finanziarie già destinate nel precedente ordinamento all'espletamento delle funzioni trasferite, evidenzia che il decreto-legge n. 181 del 2006 ha soppresso il dipartimento per le politiche antidroga, senza prevedere il trasferimento del relativo personale alla Presidenza del Consiglio dei ministri al Ministero della solidarietà sociale. In tale contesto, per far fronte alle esigenze di immediata funzionalità dell'amministrazione destinataria, con il provvedimento in esame è stato disposto il passaggio di un contingente di posti in organico pari a due dirigenti di seconda fascia e a venti impiegati dell'Area seconda della Presidenza del Consiglio dei ministri. Al riguardo, fa presente che trattandosi di un numero esiguo di posti, la corrispondente riduzione della dotazione organica della Presidenza non appare suscettibile di incidere negativamente sul fabbisogno di personale.
Andrea RICCI (RC-SE), relatore, formula la seguente proposta di parere:
esaminato lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente
la ricognizione delle strutture e delle risorse finanziarie ed umane trasferite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Ministero della solidarietà sociale per lo svolgimento delle funzioni in materia di servizio civile nazionale e di politiche antidroga (atto n. 148),
preso atto dei chiarimenti del Governo secondo cui le procedure di mobilità previste per il trasferimento di personale ai sensi dell'articolo 2, avendo ad oggetto un numero esiguo di unità, non sono suscettibili di incidere negativamente sul fabbisogno di personale della Presidenza del Consiglio dei ministri;
Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF per il 2007.
Atto n. 175.
Lino DUILIO, presidente relatore, osserva che la legge n. 222 del 1985, «Disposizioni sugli enti ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi», ha stabilito che a decorrere dal 1990 una quota pari all'otto per mille del gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche liquidata dagli uffici sulla base delle dichiarazioni annuali, venga destinata, in parte, a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale e, in parte, a scopi di carattere religioso a diretta gestione della Chiesa cattolica.
Relativamente all'impiego dei fondi disponibili si prevede che tali quote vengano utilizzate dallo Stato, per interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione dei beni culturali e dalla Chiesa cattolica, per esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di Paesi del terzo mondo.
La ripartizione della quota dell'otto per mille IRPEF per l'anno 2007 è riferita alle scelte dei contribuenti sui redditi del 2003, dichiarati nel 2004, che hanno determinato l'attribuzione del 7,74 per cento delle risorse dello Stato, dell'89,81 per cento alla Chiesa Cattolica, dello 0,19 per cento alle Assemblee di Dio in Italia, dello 0,2 per cento all'Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7o giorno, dell'1,43 per cento all'Unione delle Chiese metodiste valdesi, dello 0,26 per cento alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia, e dello 0,37 per cento all'Unione delle comunità ebraiche italiane.
La quota dell'otto per mille di pertinenza statale posta a ripartizione dallo schema di decreto in esame risulta pari a 46.503.979,20 euro. Ricorda in proposito che nell'ambito della legge finanziaria per il 2007, le risorse per l'otto per mille sono state almeno parzialmente ricostituite.
Come indicato nel preambolo dello schema ai fini dell'ammissione alla ripartizione della quota dell'otto per mille IRPEF di pertinenza statale per il 2007, sono pervenute 1.142 domande. Sulla base della documentazione presentata in accompagnamento allo schema di decreto, 35 istanze risultano pervenute fuori termine, 14 sono risultate carenti dei requisiti previsti per i soggetti richiedenti diversi dalle pubbliche amministrazioni, 8 sono state escluse dall'istruttoria perché non rientranti nelle fattispecie previste, 7 sono risultate carenti dei requisiti soggettivi previsti, in quanto presentate da persone giuridiche operanti per fini di lucro, 329 istanze hanno ottenuto parere sfavorevole, 749 istanze sono state valutate favorevolmente per un importo complessivo di 566.716.572,92 euro. Di tali istanze, 666 sono relative alla conservazione di beni culturali (per un importo complessivo richiesto di 500.446.762,95 euro), 50 relative
alle calamità naturali (per un importo complessivo richiesto di 41.668.847,96 euro), 8 relative all'assistenza ai rifugiati (per un importo complessivo di 20.098.491,13 euro), e 25 relative alla fame nel mondo (per un importo complessivo richiesto di 4.502.470,88 euro). In base al piano di ripartizione contenuto nello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in esame, rispetto al complesso di 749 istanze che hanno ricevuto una valutazione favorevole, sono ammessi al contributo 102 interventi, di cui 7 per calamità naturali, 2 per la fame nel mondo, 3 per l'assistenza ai rifugiati, e 90 per la conservazione dei beni culturali, suddivisi in tre aree geografiche. I finanziamenti per interventi concernenti la conservazione dei beni culturali nell'Italia settentrionale ammontano complessivamente a 13.829.000 euro, nell'Italia centrale ammontano complessivamente a 10.539.000 euro e nell'Italia meridionale ammontano complessivamente a 8.437.209 euro.
In conclusione, ritiene che, a fronte delle numerose domande presentate e valutate favorevolmente, si presenta il problema della determinazione dei criteri per individuare gli interventi che saranno finanziati. A tal fine reputa opportuno un coinvolgimento del Parlamento nella scelta delle domande ammesse al finanziamento. Osserva altresì che, sulla base dello schema di decreto presentato, risultano destinatari di finanziamenti numerose domande presentate da enti religiosi. Ritiene che anche questo aspetto sia meritevole di una riflessione da parte della Commissione, dal momento che la Chiesa cattolica è direttamente destinataria di gran parte delle risorse dell'otto per mille.
Lello DI GIOIA (RosanelPugno) evidenzia la rilevanza degli interventi a favore dei piccoli comuni, che sono, tra l'altro, oggetto di apposite iniziative legislative attualmente all'esame del Parlamento, rispetto alle quali è emerso il problema della esiguità delle risorse finanziarie disponibili. Osserva in proposito che molti enti locali di ridotte dimensioni non hanno la possibilità di provvedere al recupero dei beni culturali di cui sono proprietari a causa dell'assenza di specifici finanziamenti; anche le risorse provenienti dai fondi strutturali del bilancio comunitario soltanto in minima misura possono essere destinate al settore dei beni culturali. Richiamando le considerazioni svolte dal Presidente, sottolinea che la Chiesa cattolica è direttamente beneficiaria di oltre l'89 per cento delle risorse dell'otto per mille e che sicuramente una parte di tali finanziamenti viene destinata anche ai beni di proprietà delle parrocchie. Ritiene pertanto che i finanziamenti ad enti religiosi anche a valere sulla quota statale, prospettati dall'atto in esame, potrebbero esser più opportunamente destinati agli enti locali, in particolare a quelli di piccole dimensioni. In secondo luogo, rileva che molte richieste provenienti da comuni, seppur valutate favorevolmente, non sono state ammesse ai finanziamenti, senza che siano indicate le ragioni in base alle quali è stata decisa tale esclusione. Auspica pertanto che la Commissione svolga un esame approfondito, senza limitarsi ad approvare scelte assunte secondo criteri che rimangono ignoti.
Maria LEDDI MAIOLA (Ulivo) in primo luogo sottolinea che il patrimonio religioso costituisce gran parte del patrimonio artistico del paese. In secondo luogo, osserva che il parere della Commissione sullo schema di decreto in esame deve verificare la conformità della procedura seguita rispetto alla normativa vigente in materia. Ritiene infatti che la Commissione non sia in condizione di esprimere una valutazione di merito sulle singole proposte, anche in considerazione del loro numero, per cui, per quanto concerne la scelta degli interventi, non possa che assumere le conclusioni alle quali è pervenuta l'istruttoria dei ministeri competenti. Ritiene infine che sarebbe compito della Commissione valutare l'effettiva attuazione degli interventi finanziati; a tal fine, sollecita il governo a fornire i dati relativi al monitoraggio sulla realizzazione degli interventi. Osserva infatti che è previsto per i beneficiari dei finanziamenti l'obbligo di presentare una relazione analitica sull'utilizzo
dei finanziamenti ricevuti. Ritiene pertanto che la Commissione dovrebbe conoscere tale documentazione e disporre di un elenco completo degli interventi realizzati.
Andrea RICCI (RC-SE) dichiara di condividere le considerazioni svolte dal Presidente. Giudica infatti che il parere della Commissione non possa limitarsi a verificare la regolarità formale dell'atto, ma debba affrontare il merito delle scelte relative agli interventi finanziati. L'esame dello schema di decreto richiede a suo avviso una riflessione su alcuni profili problematici. In primo luogo, rileva che la legge finanziaria per il 2007 ha ripristinato solo in misura parziale, rispetto alle decurtazioni previste da precedenti disposizioni, il finanziamento dell'otto per mille, stabilendo un completo reintegro soltanto a partire dal 2010. Ritiene che si tratti di un aspetto assai rilevante e delicato, in quanto viene in questione la trasparenza nei rapporti con il contribuente, che ha destinato tali risorse a finalità ben determinate, mentre, con la legge finanziaria per il 2004, esse sono state utilizzate per il miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Auspica pertanto che si possa pervenire più rapidamente all'integrale ripristino dello stanziamento relativo all'otto per mille. In secondo luogo, alla luce del fatto che la Chiesa cattolica è uno dei soggetti beneficiari dei finanziamenti dell'otto per mille, non ritiene opportuno che, nell'ambito della quota di pertinenza dello Stato, una parte rilevante, pari circa ad un terzo, sia destinata a finanziare opere di enti religiosi. Tale considerazione è, a suo avviso, avvalorata dal fatto che anche il sistema previsto per le ripartizioni delle risorse dell'otto per mille avvantaggia la Chiesa cattolica. Ritiene pertanto che la Commissione debba svolgere un esame approfondito, che permetta di individuare con chiarezza criteri generali di assegnazione dei finanziamenti a valere sulla quota statale, nell'ambito dei quali, a suo giudizio, occorre prevedere che destinatari siano esclusivamente enti ed istituzioni pubbliche. In questo modo sarà possibile, almeno in parte, soddisfare l'esigenza evidenziata dal collega Di Gioia, di provvedere ai beni culturali di proprietà di comuni di piccole dimensioni, che non hanno proprie disponibilità da dedicare a tale scopo. Più in generale, reputa che la determinazione di criteri di massima sia necessaria per evitare che la scelta delle opere da finanziare avvenga in modo arbitrario. A tal fine, ritiene opportuno prendere in considerazione se i soggetti che hanno presentato domanda siano già stati destinatari di finanziamenti sulla base dei decreti di riparto adottati negli anni precedenti e, viceversa, se vi siano domande che sono state già presentate negli anni passati e che sono ancora in attesa di finanziamento.
Antonio MISIANI (Ulivo) concorda sul rilievo già espresso da diversi colleghi, per il quale l'integrità delle risorse relative all'otto per mille rappresenta un elemento di rispetto della volontà dei contribuenti. Ritiene pertanto che bisognerebbe valutare la possibilità di provvedere ad un completo reintegro di tali risorse già nell'ambito del decreto-legge n. 159 del 2007, recante interventi urgenti in materia economico finanziaria. In secondo luogo, rileva che anche da un sommario esame dell'elenco degli interventi che, sulla base dello schema di decreto in esame, dovrebbero esser finanziati, emerge una forte sperequazione territoriale, senza che sia indicato alcun criterio di scelta tra le domande. Sollecita pertanto la predisposizione di una documentazione che indichi distintamente la ripartizione di finanziamenti tra le singole province, in assenza della quale ritiene che la Commissione non sia in condizione di esprimere un parere motivato.
Massimo VANNUCCI (Ulivo) condivide il giudizio per cui il reintegro delle risorse per l'otto per mille rappresenta un atto di rispetto nei confronti della volontà dei cittadini. Rispetto alle questioni emerse dal dibattito, giudica che esse evidenzino l'esigenza di una modifica della normativa vigente e auspica una iniziativa della Commissione
in tal senso. In particolare, osserva che con le risorse dell'otto per mille vengono finanziati interventi che possono disporre anche di proprie fonti di finanziamento; ritiene altresì condivisibile la richiesta di fissare criteri di ripartizione territoriale e di tenere conto anche della dimensione degli enti beneficiari. Osserva quindi che, nell'ambito dei novanta interventi per la conservazione dei beni culturali che sono ammessi al finanziamento, ben tredici sono gestiti direttamente dal Ministero dei beni culturali, per un importo complessivo di circa 5,5 milioni di euro. Rileva in proposito che tali interventi possono avvalersi di altri strumenti di finanziamento; osserva altresì che non sembra opportuno che risulti destinatario dei finanziamenti il Ministero dei beni culturali, quando il Ministero stesso è incaricato di svolgere l'istruttoria relativa al riparto delle risorse. Propone per questo che i finanziamenti destinati al Ministero siano utilizzati per soddisfare altre domande.
Francesco PIRO (Ulivo) osserva che lo schema di decreto presentato non sembra conforme agli indirizzi previsti; sottolinea in particolare che la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 20 luglio 2000 prevedeva un'equa distribuzione territoriale. La destinazione dei finanziamenti proposta con lo schema di decreto, al contrario, determina forti disparità tra regione e regione. Più in generale, rileva che vi è una assoluta opacità in merito ai criteri seguiti per individuare gli interventi da finanziare. Auspica pertanto che la Commissione voglia prendere posizione su questo aspetto fondamentale.
Lino DUILIO, presidente, in relazione alle numerose questioni emerse dal dibattito, osserva in primo luogo che il disegno di legge finanziaria per il 2008 presentato dal Governo prevede, all'articolo 84, l'incremento delle risorse per l'otto per mille di 60 milioni di euro per l'anno 2008. Segnala che in passato il parer espresso dalla Commissione indicava interventi aggiuntivi rispetto a quelli proposti nello schema di decreto, sollecitando da parte del Governo i reperimento di ulteriori risorse da destinare a tali interventi. Ritiene che quest'anno sia opportuno procede ad un esame più approfondito, in modo da verificare quale sia l'effettivo contenuto degli interventi di cui è proposto il finanziamento, ad esempio per quanto concerne gli interventi di accoglienza ai rifugiati, e da definire criteri generali di ripartizione delle disponibilità.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA, anche in relazione alle richieste di dati e di chiarimenti formulate nel corso del dibattito, si riserva di intervenire in una fase successiva dell'esame.
Mercoledì 17 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso. Ne dispone, pertanto l'attivazione.
Pietro CIUCCI, presidente dell'ANAS, svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.
Intervengono quindi, per porre domande e richieste di chiarimento, i deputati Lello DI GIOIA (RosanelPugno), Luana ZANELLA (Verdi), Massimo VANNUCCI (Ulivo), Francesco PIRO (Ulivo), ai quali replica il presidente dell'ANAS Pietro CIUCCI.
Dopo ulteriori interventi dei deputati Massimo GARAVAGLIA (LNP) e del presidente Lino DUILIO, ai quali replica Pietro CIUCCI, presidente dell'ANAS, Lino DUILIO, presidente, ringrazia il presidente Pietro CIUCCI per il suo intervento e dichiara quindi conclusa l'audizione.
La Commissione prosegue l'esame delle proposte emendative, rinviato nella seduta antimeridiana.
Francesco PIRO (Ulivo), relatore, avverte che l'Assemblea ha trasmesso i subemendamenti 0.10.0100.13, 0.10.0100.14 e 0.10.0100.15 i quali tuttavia, interessando aspetti ordinamentali, non recano conseguenze finanziarie.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA rileva che l'emendamento 11.101 e i subemendamenti 0.10.0100.10, 0.10.0100.11 e 0.10.0100.12 non presentano profili problematici dal punto di vista finanziario. Osserva poi che l'emendamento 7.100 non presenta effetti finanziari diretti. Con riferimento all'articolo aggiuntivo 10.0100, nel segnalare che l'istituzione di una nuova commissione risulta in controtendenza con un rigoroso contenimento della spesa, rileva la carenza della relazione tecnica, volta a quantificare gli oneri dell'emendamento, con evidenti difficoltà di verificare la congruità della copertura finanziaria indicata. Ciò premesso, rileva che, poiché la quantificazione appare comunque in grado di garantire la copertura degli oneri, l'articolo aggiuntivo non appare presentare profili problematici purché la clausola di copertura venga modificata, nel senso di sostituire alle parole «pari a» le parole «nel limite massimo di», al fine di esplicitare che si tratta di un tetto di spesa. Esprime parere contrario sull'emendamento 17.101, in quanto la proposta emendativa, prevedendo la riduzione dei trasferimenti statali all'ENAC solo nella misura del 10 per cento dell'ammontare delle sanzioni già di spettanza dello Stato risulta onerosa per il bilancio statale. Rileva poi che l'articolo aggiuntivo 2.031 non presenta effetti finanziari diretti. Esprime infine parere contrario sull'articolo aggiuntivo 18.031 in quanto la proposta difetta di coordinamento con i contratti e gli accordi collettivi di lavoro. Concorda in fine con il relatore per quel che concerne l'assenza di profili finanziari con riferimento ai subemendamenti 0.10.0100.13, 0.10.0100.14 e 0.10.0100.15.
Lino DUILIO, presidente, sospende brevemente la seduta al fine di consentire al relatore di predisporre la proposta di parere.
La seduta, sospesa alle 16.20, riprende alle 16.25.
Francesco PIRO (Ulivo), relatore, alla luce delle valutazioni del rappresentante
sull'emendamento 17.101 e sull'articolo aggiuntivo 18.031, in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura;
sull'articolo aggiuntivo 10.0100 (nuova formulazione) con la seguente condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione:
nella parte consequenziale, all'articolo 19, comma 2, sostituire le parole: «pari a» con le seguenti: «nel limite massimo di»;
al medesimo articolo aggiuntivo 10.0100, al comma 3, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Gli schemi dei decreti legislativi di cui al presente comma sono trasmessi, corredati di relazione tecnica di cui all'articolo 11-ter, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, al Parlamento per l'espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari»;
conseguentemente, al comma 5, dopo la parola: «emanare» aggiungere le seguenti: «, con la procedura di cui al comma 3,».
sull'emendamento 7.74;
sugli emendamenti 7.100, 11.101, 12.100, 17.100 e sui subemendamenti 0.10.0100.10, 0.10.0100.11, 0.10.0100.12, 0.10.0100.13, 0.10.0100.14, 0.10.0100.15, 0.11.101.100, 0.11.101.101.
Conseguentemente, si intendono revocati i pareri contrari sull'emendamento 7.74 e sull'articolo aggiuntivo 2.031, espressi nella seduta del 18 settembre 2007.».
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.30 alle 16.35.
Schema di regolamento di organizzazione del Ministero dei trasporti. Atto n. 167.

References: e contrario
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