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Timestamp: 2019-04-20 04:18:58+00:00

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Strage di Brescia, sentenza definitiva Ergastolo ai due terroristi neri - Corriere.it
21 Jun 2017 06:46:32 UTC
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Milano, 20 giugno 2017 - 23:36
Strage di Brescia, sentenza definitiva Ergastolo ai due terroristi neri
Dopo 43 anni e 11 processi sono stati riconosciuti colpevoli gli ordinovisti Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte. La bomba di piazza della Loggia uccise 8 persone
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La giustizia italiana mette la parola fine all’accertamento della verità sulla strage di Brescia. Dopo 11 processi, la Corte di Cassazione ha dichiarato colpevoli Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, i due appartenenti alla formazione neofascista Ordine Nuovo che erano accusati dell’esplosione del 28 maggio 1974 quando in piazza della Loggia morirono 8 persone e altre 100 rimasero ferite. L’attentato di Brescia era l’ultima pagina giudiziaria ancora aperta sugli anni di piombo e della strategia della tensione.
Il procuratore generale Alfredo Viola aveva chiesto la conferma degli ergastoli per Maggi e Tramonte . «E’ stato un processo arduo ma non impossibile da decidere, al quale siamo determinati a porre la parola fine» ha detto Viola. Si è trattato di un crimine, ha detto, «che ha dilaniato vittime e famiglie e che ha profondamente inciso il tessuto della democrazia, ma la magistratura italiana ha saputo concludere processi per fatti altrettanto gravi e inquietanti». Poi il riferimento alle «reticenze e ai depistaggi, troppi, che hanno percorso le indagini sulla strage, come se la coltre di fumo sollevata dall’esplosione della bomba, la mattina del 28 maggio di 43 anni fa, non si fosse dispersa ma si fosse invece propagata sull’Italia intera».
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Un processo indiziario
«Si tratta di un processo indiziario, complesso - ha proseguito, parlando davanti ad alcuni dei familiari delle vittime - ma non impossibile: anche se non c’è la pistola fumante, è lo stesso possibile accertare le responsabilità e in questa vicenda ci sono voluti anni per rimuovere gli effetti di indagini errate, o volutamente errate». È vero, sono passati anni, ma «se c’è una cosa buona in tutto questo tempo che è passato è che l’enorme distanza dai fatti consente di cogliere l’immagine di tutta la foresta e non quella delle singole foglie», ha proseguito il sostituto procuratore generale, chiedendo il rigetto del ricorso degli imputati e la conferma delle condanne inflitte nell’appello bis.
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I colpevoli morti
Secondo i giudici milanesi di secondo grado, quella strage è «sicuramente riconducibile» alla «Destra eversiva», che intendeva «bloccare con metodi violenti i fermenti progressisti in atto nella società civile e destabilizzare il sistema politico attraverso azioni terroristiche eclatanti». In questo quadro, un ruolo centrale viene attribuito al medico veneziano Maggi, all’epoca ispettore di Ordine Nuovo per il Triveneto, che «coniugava l’ideologia stragista» con la disponibilità di gelignite, il tipo di esplosivo usato nell’attentato. Ergastolo per lui, dunque, e per Tramonte, «mentre altri, parimenti responsabili - scrivono i giudici di secondo grado nella sentenza - hanno da tempo lasciato questo mondo o anche solo questo Paese, ponendo una pietra tombale sui troppi intrecci che hanno connotato la mala-vita, anche istituzionale, dell’epoca delle bombe». Il riferimento è a carlo Digilio, Ermano Buzzi e Marcello Soffiati, estremisti deceduti da tempo e che precedenti sentenze avevano dichiarato responsabili della strage.
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«Vinta la battaglia della legalità»
«È una battaglia che doveva svilupparsi nel pieno della legalità e alla fine, dopo tanti anni, possiamo rivendicare di averla vinta, stando nel processo». È il primo commento alla sentenza della Cassazione per la strage di Brescia di Manlio Milani, leader del Comitato dei familiari delle vittime. «Ringrazio i giudici - prosegue Milani - gli uomini del Ros, gli avvocati. C’è molto ancora da svelare, ma oggi ne sappiamo di più e possiamo dire che uomini dello Stato hanno sconfitto altri uomini dello Stato».
20 giugno 2017 (modifica il 21 giugno 2017 | 07:52)
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