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Timestamp: 2020-05-29 01:02:21+00:00

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Art. 1 –L’avvocato
Art. 2 –Norme deontologiche e ambito di applicazione
1. Le norme deontologiche si applicano a tutti gli avvocati nella loro attività professionale, nei reciproci rapporti e in quelli con i terzi; si applicano anche ai comportamenti nella vita privata, quando ne risulti compromessa la reputazione personale o l’immagine della professioneforense.
Art. 3 –Attività all’estero e attività in Italia dello straniero
Art. 4 –Volontarietà dell’azione
Art. 5 –Condizione per l’esercizio dell’attività professionale
Art. 6 –Dovere di evitare incompatibilità
2. L'avvocato non deve svolgere attività comunque incompatibili con i doveri di indipendenza, dignità e decoro della professioneforense.
Art. 7 –Responsabilità disciplinare per atti di associati, collaboratori e sostituti
Art. 8 -Responsabilità disciplinare della società
Art. 9 –Doveri di probità, dignità, decoro e indipendenza
2. L’avvocato, anche al di fuori dell’attività professionale, deve osservare i doveri di probità, dignità e decoro, nella salvaguardia della propria reputazione e della immagine della professioneforense.
Art. 10 –Dovere di fedeltà
Art. 11 –Rapporto di fiducia e accettazione dell’incarico
Art. 12 –Dovere di diligenza
Art. 13 –Dovere di segretezza e riservatezza
Art. 14 –Dovere di competenza
Art. 15 –Dovere di aggiornamento professionale edi formazione continua
Art. 16 –Dovere di adempimento fiscale, previdenziale, assicurativo e contributivo
Art. 17 –Informazione sull’esercizio dell’attività professionale
Art. 18 –Doveri nei rapporti con gli organi di informazione
1. Nei rapporti con gli organi di informazione l’avvocato deve ispirarsi a criteri di equilibrio e misura, nel rispetto dei doveri di discrezione e riservatezza; con il consenso della parte assistita, e nell’esclusivo interesse di quest’ultima, può fornire agli organi di informazione notizie purché non coperte dal segreto d'indagine.
Art. 19 -Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le Istituzioni forensi
Art. 20 -Responsabilità disciplinare
Art. 21 -Potestà disciplinare
2. Oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato; la sanzione è unica anche quando siano contestati più addebiti nell’ambito del medesimoprocedimento.
4. Nella determinazione della sanzione si deve altresì tenere conto del pregiudizio eventualmente subito dalla parte assistita e dal cliente, della compromissione dell’immagine della professioneforense, della vita professionale, dei precedenti disciplinari.
Art. 22 –Sanzioni
b) Censura: consiste nel biasimo formale e si applica quando la gravitàdell’infrazione, il grado di responsabilità, i precedenti dell’incolpato e il suo comportamento successivo al fatto inducono a ritenere che egli non incorrerà in un’altra infrazione.
d) Radiazione: consiste nell’esclusione definitiva dall’albo, elenco o registro e impedisce l’iscrizione a qualsiasi altro albo, elenco o registro, fatto salvo quanto previsto dalla legge; è inflitta per violazioni molto gravi che rendono incompatibile la permanenza dell’incolpatonell’albo, elenco o registro.
c) alla sospensione dall’esercizio dell’attività professionale fino a due mesi nel caso sia prevista la sospensione dall’esercizio della professioneda uno a tre anni.
3. Costituisce violazione dei doveri professionali il mancato, ritardato o negligente compimento di
atti inerenti al mandato o alla nomina, quando derivi da non scusabile e rilevante trascuratezza degli interessi della parte assistita.
6. L’avvocato, ogni qualvolta ne venga richiesto, deve informare il cliente e la parte assistita sullo svolgimento del mandato a lui affidato e deve fornire loro copia di tutti gli atti e documenti, anche provenienti da terzi, concernenti l’oggetto del mandato e l’esecuzione dello stesso sia insede stragiudiziale che giudiziale, fermo restando il disposto di cui all’art. 48, terzo comma, del presente codice.
1. È dovere, oltre che diritto, primario e fondamentale dell’avvocato mantenere il segreto e il massimo riserbo sull’attività prestata e su tutte le informazioni che gli siano fornite dal cliente e dalla parte assistita, nonché suquelle delle quali sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato.
c) per allegare circostanze di fatto in unacontroversia tra avvocato e cliente o parte assistita;
2. L’avvocato nondeve trattenere oltre il tempo strettamente necessario le somme ricevute per conto
della parte assistita, senza il consenso di quest’ultima.
3. L’avvocato, nell’esercizio della propria attività professionale, deve rifiutare di ricevere o gestire fondi chenon siano riferibili ad un cliente.
Art. 35 –Dovere di corretta informazione
11. Le forme e le modalitàdelle informazioni devono comunque rispettare i principi di dignità e decoro della professione.
3. La violazione del comma 1 comporta l'applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dall'esercizio dell'attività professionale da sei mesia un anno. La violazione del comma 2 comporta l'applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dall'esercizio dell'attività professionale da due a sei mesi.
Art. 38 –Rapporto di colleganza
1. L’avvocato che intenda promuovere un giudizio nei confronti di un collega per fatti attinenti all’esercizio della professionedeve dargliene preventiva comunicazione per iscritto, salvo che l’avviso possa pregiudicareil diritto da tutelare.
Art. 39 –Rapporti con i collaboratori dello studio
Art. 40 –Rapporti con i praticanti
1. L’avvocato deve assicurare al praticante l’effettività e la proficuità della pratica forense, al fine di
consentirgli un’adeguata formazione.
5. La violazione dei doveri di cuiai commi 1, 2 e 3 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare dell’avvertimento. La violazione del divieto di cui al comma 4 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della censura.
Art. 41 –Rapporti con parte assistita da collega
2. L’avvocato, in ogni stato del procedimento e in ogni grado del giudizio, può avere contatti con le altre parti solo in presenza del loro difensoreo con il consenso di questi.
Art. 42 –Notizie riguardanti il collega
Art. 43 –Obbligo di soddisfare le prestazioni affidate ad altro collega
1. L’avvocato che incarichi direttamente altro collega di esercitare le funzioni di rappresentanza oassistenza deve provvedere a compensarlo, ove non adempia il cliente.
Art. 44 –Divieto di impugnazione della transazione raggiunta con il collega
1. L’avvocato che abbia raggiunto con il collega avversario un accordo transattivo, accettato dalle parti, deve astenersi dal proporne impugnazione, salvo che la stessa sia giustificata da fatti sopravvenuti o dei quali dimostri di non avereavuto conoscenza.
Art. 45 –Sostituzione del collega nell’attività di difesa
Art. 46 –Dovere di difesa nel processo e rapporto di colleganza
2. L’avvocato deve rispettare la puntualità sia in sede di udienza che in ogni altra occasione di incontro con colleghi;la ripetuta violazione del divieto costituisce illecito disciplinare.
4. Il difensore nominatodi fiducia deve comunicare tempestivamente al collega, già nominato d’ufficio, l’incarico ricevuto e, senza pregiudizio per il diritto di difesa, deve sollecitare la parte a provvedere al pagamento di quanto dovuto al difensore d’ufficio per l’attività svolta.
Art. 47 –Obbligo di dare istruzioni e informazioni al collega
Art. 48 –Divieto di produrre la corrispondenza scambiata con il collega
Art. 49 –Doveri del difensore
1. L’avvocato nominato difensored’ufficio deve comunicare alla parte assistita che ha facoltà di scegliersi un difensore di fiducia e informarla che anche il difensore d’ufficio ha diritto ad essere retribuito.
Art. 50 –Dovere di verità
8. La violazione dei divieti di cui al comma 1, 2, 3, 5 e 6 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale da uno a tre anni. La violazione del dovere di cui al comma 7comporta l’applicazione della sanzione disciplinare dell’avvertimento.
Art. 51 –La testimonianza dell’avvocato
Art. 52 –Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti
Art. 53 –Rapporti con i magistrati
2. L’avvocato, salvo casi particolari, non deve interloquire con il giudice inmerito al procedimento in corso senza la presenza del collega avversario.
Art. 54 –Rapporti conarbitri, conciliatori, mediatori, periti e consulenti tecnici
Art. 55 –Rapporti con i testimoni e persone informate
1. L’avvocato non deve intrattenersi con testimoni o personeinformate sui fatti oggetto della causa o del procedimento con forzature o suggestioni dirette a conseguire deposizioni compiacenti.
10. Il difensore devedocumentare in forma integrale le informazioni assunte; quando è disposta la riproduzione, anche fonografica, le informazioni possono essere documentate in forma riassuntiva.
Art. 56 –Ascolto del minore
Art. 57 –Rapporti con organi di informazione e attività di comunicazione
2. La violazione dei divieti di cui al comma precedente comporta l’applicazione della sanzione
disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale da due a sei mesi.
Art. 58 –Notifica in proprio
2. Il comportamento di cui al comma precedente comportal’applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale da due a sei mesi.
Art. 59 –Calendario del processo
Art. 60 –Astensione dalle udienze
Art. 61 –Arbitrato
6. L’avvocato che ha svolto l’incarico di arbitro non deve intrattenererapporti professionali con una delle parti:
Art. 62 –Mediazione
b) se l’oggettodell’attività non sia diverso da quello del procedimento stesso.
Art. 63 –Rapporti con i terzi
1. L’avvocato, anche al di fuori dell’esercizio del suo ministero, deve comportarsi, nei rapporti interpersonali, in modo tale da non compromettere la dignità della professionee l’affidamento dei terzi.
Art. 64 –Obbligo di provvedere all’adempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi
2. L’inadempimento ad obbligazioni estranee all’esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare quando, per modalità o gravità, sia tale da compromettere la dignità della professionee l’affidamento dei terzi.
Art. 65 –Minaccia di azioni alla controparte
Art. 66 –Pluralità di azioni nei confronti della controparte
Art. 67 –Richiesta di compenso professionale alla controparte
1. L’avvocato non deve richiedere alla controparte il pagamento del proprio compenso professionale, salvo che ciò sia oggetto di specifica pattuizione e vi sia l’accordo delproprio cliente, nonché in ogni altro caso previsto dalla legge.
Art. 68 –Assunzione di incarichi contro una parte già assistita
Art. 69 –Elezioni e rapporti con le Istituzioni forensi
Art. 70 –Rapporti con il Consiglio dell’Ordine
5. L’avvocato deve comunicare al proprio Consiglio dell’Ordine gli estremi delle polizze
Art. 71 –Dovere di collaborazione
Art. 72 –Esame di abilitazione
Art. 73 -Entrata in vigore

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 35

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73