Source: https://www.exeo.it/free/sanzione-abuso-paesaggistico
Timestamp: 2019-05-19 07:21:41+00:00

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Abuso paesaggistico: sanzione, sequestro o demolizione?
Al provvedimento della P.A. che fissa l'ammontare della sanzione da pagare per l'abuso edilizio commesso, il privato può: 1) aderire per iscritto al quantum determinato dalla P.A. entro 3 mesi dalla notifica; 2) non aderire, nel qual caso il provvedimento diventerà esecutivo dopo 90 giorni dalla comunicazione; 3) dichiarare di volersi rimettere al giudizio del collegio arbitrale, depositando le spese relative alla procedura.
L'art. 167 del d. lgs. n. 42/2004 (già art. 15 l. n. 1497/1939, divenuto poi art. 164 d. lgs. n. 490/1999) va interpretato nel senso che l'indennità prevista per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici costituisce vera e propria sanzione amministrativa (e non una forma di risarcimento del danno), che, come tale, prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale.
Il potere di applicare le sanzioni previste dall'art. 15 della l. n. 1497 del 1939, compresa quella pecuniaria, per costruzione edilizia realizzata senza nulla-osta in zona soggetta a vincolo paesistico è esercitabile finché perdura l'illecito, che ha natura permanente e cessa soltanto con la rimessione in pristino o con il pagamento della sanzione irrogata.
L'art. 167, comma 5, del Codice dei Beni Culturali si limita a stabilire che il danno ambientale e il profitto conseguito vanno determinati mediante perizia di stima, ma senza indicare importi minimi o massimi o altri parametri di calcolo che possano far sorgere legittimi affidamenti circa le sanzioni che ciascuna amministrazione potrà determinare.
Le sanzioni paesaggistiche sono sogget... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ipio di legalità, secondo il quale nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione.
Diversamente dalle sanzioni in materia edilizia, l'ordinanza di rimessione nel pristino stato emessa ai sensi dell'art. 167 del D.Lgs. n. 42/2004 (a mente del quale "il trasgressore è sempre tenuto alla rimessione in pristino a proprie spese") non richiede alcun accertamento circa la possibilità di ripristino dello stato dei luoghi senza pregiudizio per la parte di costruzione regolarmente assentita.
Posto che gli incrementi superficiari in un territorio protetto, sono sottoposti ad un più severo regime autorizzatorio complessivamente volto a garantire che ogni trasformazione del territorio urbano avvenga nel rispetto dei vincoli posti a presidio di beni superindividuali, quand'anche i manufatti abusivi si configurassero come opere pertinenziali o precarie e, quindi, assentibili con mera D.I.A., l'applicazione della sanzione demolitoria è, comunque, doverosa ove non sia stata ottenuta alcuna previa autorizzazione paesistica.<... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] .../> È illegittimo il provvedimento che ordina la rimozione di strutture relative ad uno stabilimento balneare qualora la P.A. avesse in precedenza sollecitato il destinatario a produrre documentazione tecnica attestante la compatibilità delle opere con l'intorno circostante e il provvedimento sia stato emanato pochi giorni dopo tale invito, senza attendere nemmeno l'integrazione della documentazione e senza alcuna motivazione su tale revirement.
La sanzione demolitoria costituisce l'ordinaria e legittima reazione ordinamentale all'accertata abusività di un'opera in un territorio sottoposto al vincolo paesaggistico sicché è l'applicazione della sanzione pecuniaria a costituire l'eccezione.
In caso di abuso edilizio in area vincolata, l'estinzione del reato urbanistico preclude al giudice di ordinare la demolizione prevista dall'art. 31, co. 9, D.P.R. 380/2001, ma non di adottare l'ordine di remissione in pristino previsto dall'art. 181, co. 2, d. lgs. 42/2004.
In relazione al tempo trascorso dalla commissione dell'abuso su area vincolata o dall'accertamento del medesimo non ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...nfigurabile alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di illecito permanente, che il tempo non può legittimare in via di fatto, ciò, soprattutto ove l'intervento sanzionato incida su di un territorio particolarmente protetto in cui presenza l'interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi è in re ipsa.
In presenza di un affidamento legittimo del privato il Comune è tenuto a far precedere l'annullamento del titolo edilizio, rilasciato in assenza del prescritto nulla osta paesaggistico, da una valutazione della possibilità di rilascio postumo del titolo abilitativo.
L'art. 27 d.P.R. n. 380 del 2001 riconosce all'amministrazione comunale un generale potere di vigilanza e controllo su tutta l'attività urbanistica ed edilizia, imponendo l'adozione di provvedimenti di demolizione in presenza di opere realizzate in zone vincolate in assenza dei relativi titoli abilitativi, al fine di ripris... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...egalità violata dall'intervento edilizio non autorizzato; e ciò, mediante l'esercizio di un potere-dovere del tutto privo di margini di discrezionalità, in quanto rivolto solo a reprimere gli abusi accertati, da esercitare anche in ipotesi di opere assentibili con d.i.a., prive di autorizzazione paesaggistica.
L'art. 27, d.P.R. n. 380 del 2001 riconosce all'Amministrazione Comunale un generale potere di vigilanza e controllo su tutte le attività urbanistico-edilizie del territorio, ivi comprese quelle riguardanti immobili sottoposti a vincolo storico-artistico.
L'art. 27 del D.P.R. 380/2001, riconosce al Comune un potere di vigilanza sull'attività edilizia, anche con riguardo agli immobili vincolati, in tutti i casi di difformità dalle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, conferendogli la competenza e imponendogli l'obbligo di provvedere alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi, indipendentemente dall'applicazione di altre sanzioni previste dall'ordinamento e dalla riconosciuta concorrente competenza sanzionatoria della Soprintendenza, quale autorità preposta alla vigilanza sul vincolo storico e artistico, in base alle specifiche norme di settore.
<... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...t. 27 del D.P.R. n. 380/2001, nel disporre la demolizione delle opere realizzate in assenza di titolo su aree vincolate non opera alcuna distinzione tra l'assenza del permesso di costruire e l'assenza di d.i.a. (oggi s.ci.a.).
La corretta interpretazione dell'art. 27 del D.P.R. n. 380/2001 postula che l'inizio dell'esecuzione dell'opera abusiva costituisca la condizione minima per l'adozione del provvedimento di demolizione, non potendosene inferire alcuna preclusione all'adozione di tale provvedimento nel caso in cui l'opera sia ultimata.
Per l'applicazione dello strumento sanzionatorio di cui all'art. 27 D.P.R. 380/2001, non rileva se l'opera sia o meno ultimata: la norma è applicabile tanto se venga accertato l'inizio quanto l'avvenuta esecuzione di opere abusive su area vincolata, per cui non può trovare accoglimento una richiesta di disapplicazione della norma a causa dell'avvenuto completamento dei lavori.
L'articolo 27 D.P.R. 380/2001 non distingue tra opere per cui è necessario il permesso di costruire e quelle per cui sarebbe necessaria la semplice D.I.A., in quanto impone di adottare un provvedimento di demolizione per tutte le opere che siano, comunque, costruite senza titolo in aree sottoposte a vincol... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...o.
L'art. 27 del d.P.R. n. 380 del 2001, in presenza di manufatto realizzato in zona sottoposta a vincolo ambientale, rende doverosa la demolizione d'ufficio tutti gli interventi realizzati sine titulo e non solamente gli interventi realizzati senza permesso di costruire.
Non è rilevente ai fini dell'applicazione dell'art. 27 D.P.R. 380/2001, se l'opera abusiva su area vincolata sia o meno ultimata. La norma in questione all'esito delle modifiche apportate con D.L. 269/2003, è applicabile tanto se venga accertato l'inizio quanto l'avvenuta esecuzione degli abusi paesaggistici.
L'ordinanza di demolizione di cui all'art. 27 del D.p.r. n. 380/2001 sanziona con la demolizione la realizzazione senza titolo di nuove opere in zone vincolate.
Negli interventi in area assoggettata a vincolo ambientale per i quali non risulta essere stata rilasciata l'autorizzazione paesaggistica, a prescindere dal titolo edilizio ritenuto più idoneo e corretto per realizzare l'intervento edilizio (DIA o permesso di costruire), ciò che rileva è il fatto che lo stesso è stato posto in essere in assoluta carenza di titolo abilitativo e, pertanto, ai sensi dell'art. 27, comma 2 del D.P.R. n. 380 del 2001 dev... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...nzionato con la demolizione.
A prescindere dal titolo edilizio ritenuto più idoneo e corretto per realizzare un intervento edilizio in zona vincolata (DIA o permesso di costruire), se esso è stato posto in essere in assoluta carenza di titolo abilitativo deve essere sanzionato con la demolizione e con il ripristino dello stato dei luoghi, ai sensi dell'art. 27, comma 2 del D.P.R. n. 380 del 2001.
L'art. 27 del D.P.R. n. 380 del 2001 riconosce all'amministrazione comunale un generale potere di vigilanza e controllo su tutta l'attività urbanistica ed edilizia, imponendo l'adozione di provvedimenti di demolizione in presenza di opere realizzate in zone vincolate in assenza dei relativi titoli abilitativi, al fine di ripristinare la legalità violata dall'intervento edilizio non autorizzato. E ciò mediante l'esercizio di un potere-dovere del tutto privo di margini di discrezionalità in quanto rivolto solo a reprimere gli abusi accertati, da esercitare anche in ipotesi di opere assentibili con DIA, prive di autorizzazione paesaggistica.
L'art. 27 D.P.R. 380/2001 si applica a prescindere dalla circostanza che le opere siano assentibili mediante semplice presentazione di una D.I.A. o, viceversa, del p... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...costruire.
L'ordine di demolizione in caso di edificio abusivo realizzato in zona vincolata non necessita di uno specifico onere motivazionale sul pubblico interesse.
L'ordine di immediata demolizione è possibile e dovuto anche ove sia scoperta un'opera abusiva già completata e non siano in esecuzione lavori abusivi.
Ai fini dell'adozione dell'ordine di demolizione è necessario e sufficiente che l'opera sia stata eseguita senza titolo e su una delle aree individuate dall'art. 27 D.P.R. 380/2001 qualunque sia lo stato della costruzione.
L'ordine di demolizione di cui all'art. 27 D.P.R. 380/2001 è applicabile sia che venga accertato l'inizio che l'avvenuta esecuzione di interventi abusivi.
La vigente formulazione dell'art. 27 d.P.R. 380/01 consente di procedere alla demolizione di ufficio per tutto il corso dell'esecuzione dell'opera abusiva e non soltanto nella fase iniziale di essa.
La disciplina di cui all'art. 27, commi 2 e 3, del d.P.R. n. 380/2001, risulta preordinata ad interventi connotati da ragioni di urgenza, stante la notevole gravità delle difformità delle opere in corso di esecuzione in presenza di vincoli (assoluti o relativi) che precl... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ficazione o di contrasti con le previsioni urbanistiche, e quindi con sicuro pregiudizio dell'integrità e dell'ordinato sviluppo del territorio.
L'art. 27 D.P.R. 380/2001 è applicabile tanto se venga accertato l'inizio quanto l'avvenuta esecuzione di opere abusive su area vincolata.
L'articolo 27 del dpr n. 380/2001 censura con la demolizione l'avvenuta realizzazione di opere senza titolo abilitativo (rientrando in tale fattispecie sia l'assenza dell'atto abilitativo sia la difformità da esso con riferimento tanto al permesso di costruire che alla d.i.a.) su aree destinate ad opere e spazi pubblici.
L'art. 27 D.P.R. 380/2001 è applicabile sia che venga accertato l'inizio che l'avvenuta esecuzione di interventi abusivi nelle aree in esso indicate; pertanto, in entrambi i casi il dirigente provvede alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi, senza bisogno di effettuare la preventiva diffida.
L'art. 27 del DPR 380/01, sia nella formulazione vigente che in quella anteriore alle modifiche del 2003, è applicabile anche in relazione ad opere abusive già completate.
TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANZIONI --> DEMOLIZIONE --> ART... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... 380/2001 --> COMUNICAZIONE ALLE AMMINISTRAZIONI COMPETENTI
La comunicazione ex art. 27 comma 2, d.P.R. n. 380 del 2001 è funzionale esclusivamente alle Amministrazioni interessate alla tutela dei luoghi di pregio paesaggistico e dalla sua effettuazione deriva l'ulteriore possibilità di intervento delle predette ai fini demolitori; pertanto, la sua omissione è ininfluente sulla legittimità dell'ordinanza di demolizione degli abusi edilizi realizzati.
I termini dettati dall'art. 27, comma 4, del d.P.R. n. 380/2001 per la comunicazione dell'abuso accertato sono termini ordinatori con funzione acceleratoria e non termini perentori.
La comunicazione alle amministrazioni competenti, imposta al dirigente dall'art. 27, comma 2, del DPR 380/01 prima di procedere alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi, è un adempimento procedurale la cui eventuale omissione non può determinare l'illegittimità del provvedimento di demolizione adottato, ma al massimo la sua irregolarità.
La necessari... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...zza dell'intervento repressivo previsto dall'art. 27 del d.P.R. 380/01 comporta che il provvedimento demolitorio non debba essere necessariamente preceduto da un atto monitorio.
L'art. 27 del DPR 3802001 non prevede spazio temporale alcuno perché il Comune, dopo la constatazione dell'abusività di un'opera, possa temporeggiare nell'irrogazione della sanzione prevista dalla legge, eventualmente consentendo ai contravventori di abbattere spontaneamente il manufatto abusivo.
Nel procedimento previsto dall'art. 27 D.P.R. 380/2001 l'ordine di demolizione deve seguire automaticamente l'accertamento dell'illecito, senza che sia necessaria la preventiva notifica della diffida a demolire e senza alcun margine per valutazioni discrezionali (anche in ordine alla scelta se procedere alla demolizione o unicamente alla acquisizione al patrimonio dell'ente).
La procedura dettata dall'art. 27 del DPR 380/01 non prevede la previa diffida a demolire, ma l'immediata demolizione d'ufficio, rispetto alla quale è consentito al privato attivarsi per procedere immediatamente alla spontanea rimozione delle opere abusive, evitando così di dover anche sostenere le spese per la demolizione dell'opera e per la rimozione dei materiali de... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] .../>
Nelle ipotesi di cui all'art. 27 DPR 380/01, l'ordine con cui il comune intima la demolizione ad horas delle opere abusive e fissa comunque la data dell'inizio delle operazioni di demolizione d'ufficio non può qualificarsi come diffida in senso tecnico.
In presenza di opere realizzate abusivamente in aree sottoposte a vincoli, il Comune è tenuto ad ordinare la loro demolizione, senza la previa diffida a sospendere i lavori.
L'amministrazione in caso di abusi realizzati in zona vincolata può scegliere se adottare un provvedimento di demolizione d'ufficio ai sensi dell'art. 27, co. 2, D.P.R. 380/2001 o disporre (in via cautelare) la sospensione dei lavori e successivamente adottare (in via definitiva) l'ordine di demolizione di cui all'art. 31, co. 2, D.P.R. cit..
L'ordine di demolizione ex art. 27 D.P.R. 380/2001 differisce da quello previsto dall'art. 31 D.P.R. cit. in quanto riguarda la localizzazione delle opere abusive su aree assoggettate a vincolo di inedificabilità, ovvero destinate ad opere e spazi pubblici o ad interventi di ediliz... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...iale pubblica e quindi nella necessità di reintegrare con immediatezza il bene protetto, pregiudicato dall'abusivo intervento edilizio: in tal caso si può prescindere dalla necessità di una preventiva diffida a demolire e non vi è alcun margine per valutazioni discrezionali.
L'unica differenza tra il procedimento sanzionatorio previsto dall'art. 31 del TU dell'edilizia e quello di cui all'art. 27 del medesimo testo normativo va rinvenuta nella localizzazione delle opere abusive su aree assoggettate a vincolo di in edificabilità - ovvero destinate ad opere e spazi pubblici o ad interventi di edilizia residenziale pubblica - e quindi nella necessità di reintegrare con immediatezza il bene protetto, pregiudicato dall'abusivo intervento edilizio.
Il procedimento sanzionatorio previsto dall'art. 27 D.P.R. 380/2001 si differenzia da quello previsto dall'art. 31 D.P.R. cit. per la particolare localizzazione delle opere abusive su aree assoggettate a vincolo di inedificabilità, ovvero destinate ad opere e spazi pubblici o ad interventi di edilizia residenziale pubblica e quindi per la necessità di reintegrare con immediatezza il bene protetto, pregiudicato dall'abusivo intervento edilizio.
[Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...a emanato il provvedimento di cui all'art. 27 DPR 380/01, il comune non è tenuto ad adottare un secondo provvedimento, come avviene invece nella procedura dettata dall'art. 31, nella quale alla intimazione di demolizione segue, in caso di inottemperanza, alternativamente la acquisizione gratuita delle opere al patrimonio comunale o la demolizione d'ufficio.
L'art. 27 del D.P.R. n. 380 del 2001 sanziona con la demolizione la realizzazione senza titolo di nuove opere in zone vincolate e siffatta misura resta applicabile sia che venga accertato l'inizio che l'avvenuta esecuzione di interventi abusivi e non vede la sua efficacia limitata alle sole zone di inedificabilità assoluta.
L'art. 27 del d.p.r. 380/2001 sanziona con la demolizione la realizzazione senza titolo di nuove opere in zone vincolate e siffatta misura resta applicabile sia che venga accertato l'inizio che l'avvenuta esecuzione di interventi abusivi e non vede la sua efficacia limitata alle sole zone di inedificabilità assoluta.
La previsione di un vincolo di inedificabilità asso... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...resupposto della demolizione di nuove opere senza titolo in zone vincolate ex art. 27 del d.p.r. 380/2001, comporterebbe un ingiustificato restringimento dei poteri di vigilanza attribuiti al Comune ponendosi in chiara distonia con la finalità perseguita dal legislatore di attribuire, laddove si tratti di aree meritevoli di una particolare e rafforzata tutela, all'Amministrazione il potere-dovere di ripristinare senza indugio la legalità violata, non operando distinzioni in relazione alla natura assoluta o relativa del vincolo.
L'art. 27 D.P.R. 380/2001 non distingue tra opere per cui è necessario il permesso di costruire e quelle per cui sarebbe necessaria la semplice D.I.A. in quanto impone di adottare un provvedimento di demolizione per tutte le opere che siano, comunque, costruite senza titolo in aree sottoposte a vincolo paesistico.
L'art. 27 del d.P.R. n. 380 del 2001 sanziona con la demolizione la realizzazione senza titolo di opere in zone vincolate, con disposizione applicabile sia che venga accertato l'inizio che l'avvenuta esecuzione di interventi abusivi e non vede la sua efficacia limitata alle sole zone di inedificabilità assoluta.
Dal testo del comma 2 dell'art. 27 del D.P.R. n. 380/2001 si e... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...amente che la misura della demolizione per la realizzazione senza titolo di nuove opere in zone vincolate è applicabile sia che venga accertato l'inizio, sia nel caso di avvenuta completa esecuzione di interventi abusivi.
L'efficacia dell'ordinanza di demolizione di cui all'art. 27 del D.p.r. n. 380/2001 non è limitata alle sole zone di inedificabilità assoluta.
Il riferimento al "vincolo di inedificabilità", contenuto all'art. 27, co. 2, D.P.R. n. 380/2001 ricomprende non solo i casi di inedificabilità assoluta, ma anche quelli di inedificabilità relativa.
L'ordine di demolizione di cui all'art. 27 D.P.R. 380/2001 è applicabile in presenza tanto di un vincolo di inedificabilità assoluta quanto in presenza di un vincolo di inedificabilità relativa.
Nelle zone vincolate la demolizione degli immobili abusivi si impone alla luce della straordinaria importanza della tutela «reale» dei beni paesaggistici ed ambientali.
Il "vincolo di inedificabilità" di cui all'art. 27 D.P.R. 380/2001 va riferito sia all'inedificabilità assoluta, sia all'inedificabilità relativa.
La demolizione di opere eseg... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...titolo su aree assoggettate a vincolo di inedificabilità, prevista dalla prima parte dell'art. 27, comma 2, DPR 380/01, può essere disposta anche in caso di inedificabilità relativa.
Nel caso di incrementi volumetrici realizzati in zona vincolata in modo abusivo, il provvedimento demolitorio è da ritenersi rigidamente vincolato con la conseguenza che deve essere ritenuta superflua e non dovuta una puntuale motivazione sull'interesse pubblico alla demolizione, sull'effettivo danno all'ambiente o al paesaggio (o, ancora, sulla proporzionalità in relazione al sacrificio imposto al privato); è, infatti, sufficiente evidenziare la violazione del regime vincolistico e l'avvenuta costruzione in assenza del titolo abilitativo.
In ragione della consistenza degli abusi contestati in area vincolata, la motivazione in ordine alla scelta tra sanzione pecuniaria e rimessione in pristino, richiesta dalla giurisprudenza ai fini dell'applicazione della sanzione ripristinatoria dall'art. 164 dell'abrogato d.lgs. n. 490/1999, può essere in re ipsa nell'interesse alla salvaguardia del bene ambiente tutelat... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...br /> La demolizione ex art. 167 del d lgs. n. 42 del 2004 ha carattere essenzialmente vincolato ed è priva di contenuti discrezionali, salvo per quanto riguarda la determinazione del termine per il ripristino dello stato dei luoghi e sul giudizio di compatibilità paesaggistica nei casi di cui all'articolo 167, co. 4 e 5, che comunque inibisce una valutazione postuma favorevole in caso di abusi che abbiano determinato creazione o aumento di superfici o volumi, ed è quindi sufficientemente motivata mediante la enunciazione dei presupposti di fatto e di diritto rilevanti ai fini della individuazione della fattispecie di illecito ed a sostegno della misura sanzionatoria.
Il mancato rilascio della necessaria autorizzazione paesistica rende doverosa l'applicazione della sanzione demolitoria anche in presenza di opere pertinenziali o precarie.
L'esercizio del potere repressivo mediante applicazione della misura ripristinatoria costituisce atto dovuto, per il quale è in re ipsa l'interesse pubblico alla sua rimozione.
La presenza di un vincolo paesaggistico rende superflua e non dovuta una puntuale motivazione sull'interesse pubblico alla demolizione, essendo sufficiente l'aver evidenziato la violazione del regim... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ico.
L'interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi è 'in re ipsa' poiché la straordinaria importanza della tutela reale dei beni paesaggistici ed ambientali elide, in radice, qualsivoglia doglianza circa la pretesa non proporzionalità della sanzione ablativa.
La straordinaria importanza della tutela «reale» dei beni paesaggistici ed ambientali elide, in radice, qualsivoglia doglianza circa la pretesa non proporzionalità della sanzione ablativa.
E' doverosa la demolizione di opere che, benché assentibili mediante DIA, siano state realizzate in difetto della prescritta autorizzazione paesistica.
Ove gli interventi edilizi ricadano in zona assoggettata a vincolo paesaggistico, stante l'alterazione dell'aspetto esteriore, gli stessi risultano soggetti alla previa acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica, con la conseguenza che, quand'anche si ritenessero le opere pertinenziali o precarie e, quindi, assentibili con mera D.I.A., l'applicazione della sanzione demolitoria è, comunque, doverosa ove non sia stata ottenuta alcuna autorizzazione ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...
In area assoggettata a vincolo paesaggistico, anche in caso di opere pertinenziali o precarie e, quindi, assentibili con mera D.I.A., l'applicazione della sanzione demolitoria è doverosa ove non sia stata ottenuta alcuna previa autorizzazione paesistica.
Fermo che in materia urbanistica, a differenza che nella materia civilistica, possono costituire pertinenza solo manufatti inidonei ad alterare in modo significativo l'assetto del territorio, ove vi sia alterazione dell'aspetto esteriore (cfr. art. 149 del d.l.vo n. 42 del 2004), le stesse risultano soggette alla previa acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica; il che comporta che quand'anche si ritenessero le opere pertinenziali o precarie e, quindi, assentibili con mera D.I.A., l'applicazione della sanzione demolitoria è, comunque, doverosa ove non sia stata ottenuta alcuna previa autorizzazione paesistica.
L'accertamento della realizzazione di lavori senza titolo in zona paesaggistica determina l'obbligo per l'autorità comunale di ripristino dell'interesse pubblico paesaggistico violato.
Gli interventi edilizi che ricadano in zona assoggettata a vincolo paesaggistico risultano soggetti alla previa acquisizione dell'autorizzazione paesaggis... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...n per cui l'applicazione della sanzione demolitoria è doverosa ove non sia stata ottenuta alcuna autorizzazione paesistica.
L'art. 27 D.P.R. 380/2001 consente l'immediata adozione del provvedimento ripristinatorio a prescindere dalla fase di realizzazione dell'opera.
E' illegittimo il provvedimento del Comune che, ritenendo che i lavori effettuati abbiano comportato la creazione di volume e superficie e che ciò sia preclusivo all'autorizzazione paesaggistica postuma, sanziona gli interventi realizzati senza acquisire il prescritto parere vincolante della Soprintendenza.
L'art. 27 D.P.R. 380/2001, in tutti i casi di inizio o di esecuzione di opere eseguite senza titolo su aree assoggettate a tutela paesaggistica, impone al dirigente di provvedere alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi, senza alcun margine di opinabilità.
Lo specifico presupposto che differenzia il procedimento sanzionatorio previsto dall'art. 31, D.P.R. 380/2001 rispetto a quello di cui all'art. 27 D.P.R. cit. va rinvenuto nella localizzazione delle opere abusive su aree assoggettate a vincolo di inedificabilità e, quindi, nella necessità di reintegrare con immediatezza il bene protetto, pregiudicato da... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...intervento edilizio. Ne consegue che, in tal caso, l'ordine di demolizione deve seguire automaticamente all'accertamento dell'illecito, senza la necessità di una preventiva notifica della diffida a demolire e senza alcun margine per valutazioni discrezionali, al fine di impedire che il trascorrere del tempo determini il consolidarsi di situazioni soggettive che potrebbero impedire l'applicazione della sanzione ripristinatoria.
L'ultimazione dell'opera non rileva ai fini dell'applicazione dell'art. 27 D.P.R. 380/2001, che è applicabile tanto se venga accertato l'inizio quanto l'avvenuta esecuzione di opere abusive su area vincolata.
L'applicazione della sanzione demolitoria non è subordinata ad alcun accertamento concreto in merito al danno ambientale o all'effettivo interesse pubblico alla demolizione la cui sussistenza è, evidentemente, presunta dal legislatore nel caso di realizzazione 'sine titulo' di opere in zone sottoposte a vincolo paesistico.
In presenza di interventi edilizi in zona paesaggisticamente vincolata, ai fini della loro qualificazione giuridica e dell'individuazione della sanzione penale ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ..., è indifferente la distinzione tra interventi eseguiti in difformità totale o parziale ovvero in variazione essenziale, in quanto il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 32, comma 3, prevede espressamente che tutti gli interventi realizzati in zona sottoposta a vincolo paesaggistico eseguiti in difformità dal titolo abilitativo, inclusi quelli eseguiti in parziale difformità, si considerano come variazioni essenziali e, quindi, quali difformità totali.
Diversamente dagli abusi edilizi, gli abusi paesaggistici sono assoggettati a sanzione penale senza distinzione tra la difformità totale o parziale o tra variazione essenziale o non essenziale.
L'indennità prevista per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici integra una sanzione amministrativa e non una forma di risarcimento del danno, che, come tale, prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale.
In ipotesi di interventi edilizi di impatto paesaggistico limitato non è richiesta l'autorizzazione paesaggistica e conseguentemente non è applicabile la sanzione dell'indennità risarcitoria ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...to al paesaggio.
L'indennità di cui all'art. 15 legge n. 1457 del 1939 è una sanzione amministrativa posta a presidio dell'interesse pubblico, di rango costituzionale, alla preservazione del paesaggio, interesse diverso da quello all'ordinato sviluppo urbanistico-edilizio del territorio rinvenibile nella disciplina della sanatoria edilizia ed applicabile nonostante che l'abuso edilizio, nell'ambito del procedimento di sanatoria edilizia, sia ritenuto regolarizzabile dall'autorità preposta alla tutela del vincolo e sia stata pagata l'oblazione di cui alla L. n. 47/1985.
La sanzione pecuniaria di cui all'art. 15 della legge n. 1497 del 1939, ha natura non personale ma reale sicché segue oggettivamente la cosa abusiva e il suo proprietario indipendentemente dalla addebitabilità della condotta abusiva su di essa realizzata.
Gli "obblighi di ripristino a proprie spese", di cui all'art. 167 del d.l.vo n. 42 del 2004, discendono direttamente dal Testo unico dell'edilizia il cui art. 27 la medesima sanzione prevede in presenza di esecuzione senza titolo di opere in territorio assoggettato a vincolo, anche ove eseguibili a mezzo di dia (o di scia), ed il cui art. 37 non esclude avuto conto che la sanzione pec... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...rave; prevista quale unica comminabile solo in presenza di interventi edilizi (minori) di cui all'art. 22, commi 1 e 2.
Non sussiste alcuna preclusione al ricorso a tecnici privati per la quantificazione della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 15 della L. n. 1497 del 1939: il ricorso all'ausilio tecnico di uffici statali, sebbene non precluso in linea generale, costituisce, infatti, solo una possibilità rimessa alla scelta dell'autorità delegata.
La sanzione prevista dall'art. 15 L. n. 1497 del 1939, non costituisce un'ipotesi di risarcimento del danno ambientale, ma rappresenta una sanzione amministrativa applicabile sia in caso di illeciti sostanziali (compromissione dell'integrità paesaggistica) sia nella ipotesi di illeciti formali (mancanza del titolo autorizzatorio).
L'art. 164 del d.lg. n. 490/1999 (già art. 15 della legge n. 1497/1939 e ora art. 167 del d.lg. n. 42/2004) va interpretato nel senso che l'indennità prevista per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici costituisce vera e propria sanzione amministrativa (e non una forma di risarcimento del danno), che come tale prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale.
Il pagamento dell'indenni... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...x art. 15 della legge n. 1497/1939 (la cui disciplina è ora trasfusa nell'art. 167 del d.l.vo n. 42/2004) non costituisce un'ipotesi di risarcimento del danno ambientale (per il quale l'ordinamento appresta il diverso strumento disciplinato dall'art. 18 della legge n. 349/1986), ma rappresenta una sanzione amministrativa applicabile sia nel caso di illeciti sostanziali che compromettano l'integrità paesaggistica, sia in ipotesi di illeciti formali in cui è stato violato l'obbligo di munirsi preventivamente dell'autorizzazione a fronte di un intervento riconosciuto a posteriori compatibile con il contesto paesaggistico.
La sanzione ex art. 15 della legge n. 1497/1939 (la cui disciplina è ora trasfusa nell'art. 167 del d.l.vo n. 42/2004) è applicabile anche qualora le opere abusive ricadano in zone sottoposte a vincolo paesaggistico per le quali l'autorità preposta alla tutela del vincolo stesso abbia espresso parere favorevole alla sanatoria dell'abuso ex art. 32 della legge n. 47/1985.
La natura sanzionatoria (e non risarcitoria) dell'indennità disciplinata in un primo tempo dall'art. 15 della legge n. 1497 del 29 giugno 1939 e poi dall'art. 164 del Testo Unico in materia di beni culturali ed ambienta... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...to con d.lgs. 29 ottobre 1999, n. 490, quale misura alternativa alla demolizione a carattere anche deterrente, senza distinzione fra violazioni sostanziali (produttive di effettivo danno ambientale) o soltanto formali (legate alla rilevata violazione di legge e indipendenti dal "vulnus" materiale al paesaggio) è ormai oggetto di giurisprudenza consolidata, senza distinzione fra sanatoria "a regime" e condono edilizio.
L'indennità prevista per gli abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici costituisce una vera e propria sanzione amministrativa che come tale prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale.
Non è possibile comminare la sola sanzione pecuniaria di cui all'art. 167 D. Lgs. n. 42/2004 qualora si accerti che l'opera necessita dei titoli abilitativi e non risulta rilasciabile a posteriori l'autorizzazione paesaggistica.
In caso di abuso paesaggistico, la scelta tra la misura ripristinatoria e quella pecuniaria è a discrezione dell'amministrazione, in quanto la via della demolizione è interdetta - lasciando residuare la strada della sanzione pecuniaria - nell'ipotesi in cui l'opera abusiva si armonizzi con il contesto ambientale, dovendosi in tal caso escludere un qua... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ilo di vulnus sostanziale, così come nel caso in cui il pregiudizio si presenti marginale al punto da rendere sovradimensionata la drastica misura della demolizione.
La sanzione pecuniaria di cui all'art. 167 D. Lgs. 42/2004 è trasmissibile agli eredi, in ragione della sua natura ripristinatoria e della conseguente inapplicabilità dell'art. 7 legge 681/1981.
La sanzione pecuniaria di cui all'art. 167 D. Lgs. 42/2004 ha carattere alternativo alla sanzione della demolizione ed è pertanto applicabile indipendentemente dal titolo di proprietà, di possesso, di detenzione, essendo conforme all'ordinamento che una costruzione abusiva, che altera l'assetto del territorio, venga demolita, chiunque ne sia il proprietario o l'occupante.
Per effetto dell'art. 2, co. 46, legge 662/1996, ai soli fini del condono edilizio è demandata al Ministro per i beni culturali e ambientali, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, la determinazione dei parametri e delle modalità per la qualificazione della indennità risarcitoria prevista dall'art. 15 legge 1497/1939, con riferimento alle singole tipologie di abuso ed alle zone territoriali oggetto del vincolo.
L'indennità pre... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...art. 15 della l. n. 1497/1939 (oggi art. 167 del D. Lgs. n. 42/2004) è una sanzione amministrativa da irrogare per abusi edilizi commessi in aree con vincolo paesaggistico e non una forma di risarcimento del danno per cui si concreta in un atto dovuto che prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale, il quale, unitamente al profitto conseguito, rileva solo come parametro alternativo per la commisurazione del "quantum" della sanzione, che deve essere effettuata in via sostanzialmente equitativa ed essere ricollegata ad una stima tecnica di carattere generale.
La sanzione amministrativa prevista dall'art. 15 L. n. 1497/1939 (oggi art. 167 del D. Lgs. n. 42/2004) è insuscettibile di una dimostrazione articolata ed analitica, sfuggendo il danno paesistico, per la sua intrinseca natura, ad una indagine dettagliata e minuta, per cui è considerato legittimo il provvedimento con il quale viene irrogata la sanzione pecuniaria per violazione degli obblighi in materia di tutela del paesaggio anche qualora sia accertata la mancanza di danno ambientale.
In caso di rilascio di un condono edilizio relativo opere realizzate in un'area di valore paesaggistico, l'applicazione della sanzione ambientale di cui all'art. 167 D.lgs. 22... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...04 n. 42 non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di procedimento ad istanza di parte che è avviato con la domanda di condono edilizio.
Per la determinazione del quantum della sanzione amministrativa ambientale di cui all'art. 167 del D. lgs. n. 42/2004 è sufficiente la valutazione del solo profitto, in quanto la funzione della citata norma è esclusivamente sanzionatoria della condotta dell'autore dell'illecito edilizio, non essendo pertanto necessario l'accertamento di un danno ambientale.
L'indennità prevista per abusi edilizi ambientali è applicabile sia nel caso di illeciti sostanziali, in presenza di una compromissione dell'integrità paesaggistica, sia nelle ipotesi di illeciti formali, quale la violazione dell'obbligo di conseguire l'autorizzazione preventiva a fronte di un intervento compatibile con il contesto paesistico oggetto della protezione.
La motivazione della sanzione di cui all'art. 167 del D. lgs .n 42/2004 è ricollegata ad una stima tecnica di carattere generale, sostanzialmente equitativa, insuscettibile di una dimostrazione articolata ed analitica.
La sanzione pecuniaria dell'art. 167, co. 5, D. Lgs. 42/2004... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ari al maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito mediante la trasgressione: pertanto, qualora non via sia danno paesaggistico, occorre verificare la consistenza del maggior valore conseguito dall'immobile a seguito dell'intervento abusivo realizzato.
Nella determinazione della sanzione pecuniaria ex art. 167, co. 5, D. Lgs. 42/2004 la P.A. gode di un ampia discrezionalità, dovendo formulare le proprie valutazioni applicando correttamente le regole tecniche proprie della scienza dell'estimo, onde addivenire ad una plausibile determinazione del valore economico del bene stimato.
Ai fini della determinazione della sanzione pecuniaria ex art. 167, co. 5, D. Lgs. 42/2004 non è necessaria la sussistenza di norme giuridiche che specifichino i criteri di stima ed autorizzino le amministrazioni a procedere secondo determinate modalità.
La valutazione operata dalla P.A. in sede di determinazione della sanzione pecuniaria ex art. 167, co. 5, D. Lgs. 42/2004 costituisce esercizio di discrezionalità tecnica che può essere sindacata dal giudice amministrativo solo in caso di errore di fatto ovvero di palese illogicità.
Ai fini della determinazione della sanzione pecuniar... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] .... 167, co. 5, D. Lgs. 42/2004 non assume alcun rilievo il D.M. 26 settembre 1997, in quanto la norma primaria non rinvia ad alcun atto di fonte secondaria.
L'indennità prevista dall'art. 15, l. 29 giugno 1939 n. 1497 è una sanzione amministrativa, e non una forma di risarcimento del danno e, come tale, si concreta in un atto dovuto, che prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale il quale, unitamente al profitto conseguito, rileva solo come parametro alternativo per la commisurazione del quantum della sanzione, che deve avvenire in via sostanzialmente equitativa ed essere ricollegata ad una stima tecnica di carattere generale, insuscettibile di una dimostrazione articolata ed analitica, sfuggendo il danno paesistico, per la sua intrinseca natura, ad una indagine dettagliata e minuta.
La sanzione prevista dall'art. 167 D. Lgs. 42/2004 è dovuta anche in mancanza di un concreto danno ambientale, dovendo, in tal caso, essere commisurata al profitto conseguito, ossia all'effettivo vantaggio economico (arricchimento) ottenuto dal proprietario per effetto della realizzazione dell'opera abusiva.
È illegittimo che determina la sanzione pecuniaria di cui all'art. 167 D. Lgs. 42/2004 facendo coincider... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...;profitto conseguito» con il costo dell'opera.
Il «profitto» a cui fa riferimento dall'art. 167 D. Lgs. 42/2004 non può essere individuato nel valore venale attuale dell'opera, senza detrarre il costo sostenuto per la sua realizzazione.
Il D.M. 26 settembre 1997, pur essendo stato emanato ai soli fini del condono edilizio, costituisce un riferimento normativo certo su scala nazionale per il calcolo dell'indennità di cui all'art. 15 legge n. 1497/1939, oggi sostanzialmente trasfuso nell'art. 167 D. Lgs. 42/2004.
Nel caso di realizzazione senza autorizzazione paesaggistica di una strada bianca a servizio di un'azienda agricola, la sanzione di cui all'art. 167 D. Lgs. 42/2004 deve essere commisurata sulla base dell'apprezzamento del valore dell'azienda prima e dopo l'esecuzione dell'opera necessaria per accedervi.
L'indennità prevista per interventi edilizi realizzati in zone soggette a vincolo paesaggistico in carenza della prescritta autorizzazione è una vera e propria sanzione amministrativa, che consegue alla violazione dell'obbligo di acquisire in via preventiva il titolo abilitativo necessario alla realizzazione di un intervento modificativo dell'assetto territoriale e ch... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... meno per effetto del rilascio dell'autorizzazione postuma.
Il danno ambientale e il profitto conseguito dal trasgressore costituiscono non già presupposti sostanziali indefettibili per l'applicazione della sanzione di cui all'art. 167, co. 5, D. Lgs. 42/2004, bensì esclusivamente parametri di commisurazione della sanzione stessa, tra loro alternativi.
La commisurazione della sanzione di cui all'art. 167, co. 5, D. Lgs. 42/2004 deve avvenire in via sostanzialmente equitativa ed essere ricollegata ad una stima tecnica di carattere generale, insuscettibile di una dimostrazione articolata ed analitica, sfuggendo il danno paesaggistico, per la sua intrinseca natura, ad una indagine dettagliata e minuta
L'indennità prevista dall'art. 167 D. Lgs. 42/2004 per gli abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici costituisce una vera e propria sanzione amministrativa e non una forma di risarcimento del danno.
L'indennità prevista dall'art. 167 D. Lgs. 42/2004 trova applicazione anche nelle ipotesi di abuso edilizio realizzato in zona vincolata prima dell'introduzione del vincolo ambientale.
L'illecito permanente, consistente nell'abuso edilizio, fa diventare illecito dal punto di ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ntale anche una costruzione, realizzata senza il previo rilascio del titolo edilizio prima dell'istituzione del vincolo ambientale.
Il pagamento dell'indennità ex art. 15 legge 1497/1939 non costituisce un'ipotesi di risarcimento del danno ambientale, ma rappresenta una sanzione amministrativa applicabile sia nel caso di illeciti sostanziali che compromettano l'integrità paesaggistica, sia in ipotesi di illeciti formali in cui è stato violato l'obbligo di munirsi preventivamente dell'autorizzazione a fronte di un intervento riconosciuto a posteriori compatibile con il contesto paesaggistico.
La sanzione ex art. 15 legge 1497/1939 è applicabile anche qualora le opere abusive ricadano in zone sottoposte a vincolo paesaggistico per le quali l'autorità preposta alla tutela del vincolo stesso abbia espresso parere favorevole alla sanatoria dell'abuso ex art. 32 della legge 47/1985.
L'art. 2, co. 46, legge 662/1996 va interpretato nel senso che la citata indennità costituisce sanzione amministrativa applicabile nonostante il rilascio dell'atto di condono edilizio: esso ha portata interpretativa e non innovativa, per cui si applica non solo al c.d."secondo condono" ma anche alle sanatorie e... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...1985.
Non sussistendo alcuna preclusione al ricorso a tecnici privati per la quantificazione della sanzione paesaggistica.
L'art. 167 del d.lgs. n. 42 del 2004 va interpretato nel senso che l'indennità prevista per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici costituisce vera e propria sanzione amministrativa (e non una forma di risarcimento del danno), che come tale prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale.
La condonabilità degli abusi, considerati compatibili con gli interessi paesaggistici, non impedisce l'applicazione dell'indennità ex art. 15 legge 1497/1939.
Di fronte al provvedimento dell'Amministrazione che liquida il quantum dell'indennità da pagare ex art. 15 legge 1497/1939 il trasgressore ha tre possibilità: a) o dà la sua adesione per iscritto al quantum come determinato dall'Amministrazione entro tre mesi dalla notificazione del provvedimento: in tal caso, il provvedimento diventa subito esecutivo (cioè suscettibile di riscossione secondo le norme sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato); b) o, entro i tre mesi successivi alla notificazione del provvedimento, non dà la sua adesione per iscritto al quantum... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...o dall'Amministrazione: nel qual caso il provvedimento diventa esecutivo alla scadenza dei tre mesi; c) o, infine, entro i tre mesi dalla notificazione del provvedimento, dichiara di voler provocare il giudizio del collegio arbitrale e tale dichiarazione manifesta attraverso il prescritto deposito delle spese relative alla procedura arbitrale: in tal caso diventerà immediatamente esecutivo il provvedimento che sarà emesso dall'Amministrazione in seguito alla pronuncia del collegio arbitrale.
L'indennità prevista dall'art. 15 legge 1497/1939 per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici costituisce una vera e propria sanzione amministrativa, che prescinde dalla sussistenza effettiva di un pregiudizio paesistico – ambientale, non rappresentando una forma di risarcimento del danno ed è altresì applicabile anche nel caso in cui sia intervenuto il nulla-osta previsto dall'art. 32 legge 47/1985 ai fini della condonabilità dell'abuso.
La possibilità della P.A. di rilasciare l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria lascia inalterato il potere di applicare la sanzione pecuniaria stabilita dall'art. 15 legge 1497/1939.
L'art. 167 d. lgs. 42/2004 va interpretato nel senso che... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...à prevista per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici costituisce vera e propria sanzione amministrativa (e non una forma di risarcimento del danno), che come tale prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale.
L'art. 15 legge 1497/1939 va interpretato nel senso che l'indennità prevista per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici costituisce una vera e propria sanzione amministrativa che prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale, non rappresentando una forma di risarcimento del danno.
Per abusi realizzati su immobili vincolati, il potere di applicare le sanzioni pecuniarie è concorrente e spetta sia al Comune sia all'Amministrazione preposta alla tutela del vincolo.
L'indennità prevista dall'art. 15, co. 1, legge 1497/1939 (oggi art. 167, co. 1, D. Lgs. 42/2004) va qualificata come una sanzione amministrativa alternativa alla demolizione e non come una forma di risarcimento del danno.
Alla sanzione pecuniaria prevista dall'art. 15, co. 1, legge 1497/1939 (oggi art. 167, co. 1, d. lgs. 42/2004) non si applica la disciplina della legge 689/1981.
La mancanza del visto del Dirigente Generale sulla determinazione con c... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ente Ufficio Urbanistica e Tutela del Paesaggio della Regione applica la sanzione pecuniaria di cui all'art. 15 legge 1497/1939 (oggi art. 167, co. 1, d. lgs. 42/2004) configura una causa di mera irregolarità del provvedimento.
Ai fini dell'applicazione della sanzione prevista dall'art. 15, co. 1, legge 1497/1939 (oggi art. 167, co. 1, d. lgs. 42/2004) si deve ritenere che il danno paesaggistico non possa essere proporzionato al prezzo di acquisto dell'immobile abusivamente realizzato.
In caso di sostituzione della sanzione demolitoria con quella pecuniaria ai sensi dell'art. 167 d. lgs. 42/2004 è legittima l'acquisizione del parere della C.E.C.
Il pagamento dell'indennità ex art. 167 d. lgs. 42/2004 (in passato art. 15 legge 497/1939) non costituisce un'ipotesi di risarcimento del danno ambientale, ma rappresenta una sanzione amministrativa applicabile sia nel caso di illeciti sostanziali che compromettano l'integrità paesaggistica, sia in ipotesi di illeciti formali in cui è stato violato l'obbligo di munirsi preventivamente dell'autorizzazione a fronte di un intervento riconosciuto a posteriori compatibile con il contesto paesaggistico.
La sanzione prevista dall'art. 167 d. lgs. 42/... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...e; applicabile anche qualora le opere abusive ricadano in zone sottoposte a vincolo paesaggistico per le quali l'autorità preposta alla tutela del vincolo stesso abbia espresso parere favorevole alla sanatoria dell'abuso ai sensi dell'art. 32 legge 47/1985.
L'art. 2, co. 46. legge 662/1996 ha portata interpretativa e non innovativa, e chiarisce che l'inapplicabilità a seguito del condono edilizio, delle sanzioni amministrative (art.38 legge 47/1985) non si estende alle sanzioni in materia paesaggistica ex art. 15 legge 1497/1939: di conseguenza esso si applica a tutti i casi di versamento dell'oblazione, anteriori e successivi all'entrata in vigore della legge.
È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 2, co. 46, legge 662/1996 per violazione del principio di uguaglianza, sotto il profilo dell'irragionevole assimilazione dei comportamenti pregiudizievoli e di quelli che non hanno causato alcun danno ambientale: la ratio di tale norma infatti è di prevenire qualsiasi intervento incidente su beni soggetti a vincolo che non sia stato preventivamente autorizzato.
La circostanza che l'amministrazione abbia verificato la compatibilità ambientale in via postuma se da un lato esclude la compromissione d... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...tà paesaggistica, dall'altro non cancella la violazione dell'obbligo, ex art. 7 legge 1497/1939 (oggi art. 146 d. lgs. 42/2004), di conseguire in via preventiva l'assenso: pertanto, non è irragionevole la previsione del D.M. 26 settembre 1997 che distingue, ai fini del calcolo del parametro del profitto, tra gli abusi conformi e non conformi alle norme di tutela.
La previsione della valutazione del danno mediante perizia, ai sensi dell'art. 2 D.M. 26 settembre 1997, non esclude che l'amministrazione possa determinare in via forfettaria importi minimi che tengano conto della tipologia dell'abuso.
L'art. 167 D. Lgs. 42/2004 va interpretato nel senso che l'indennità prevista per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici costituisce vera e propria sanzione amministrativa), che come tale prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale.
L'indennità prevista per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici costituisce vera e propria sanzione amministrativa, e non una forma di risarcimento del danno, e, come tale, prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale.
Il soggetto nel cui interesse il Comune abbia ottenuto il nulla osta paesaggistico in sanat... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...uò pretendere che il pagamento della sanzione pecuniaria di cui all'art. 167 d. lgs. 42/2004 sia posto a carico del Comune dolendosi della mancata indicazione del vincolo paesaggistico nella concessione edilizia, se il vincolo risulta già stabilito dalla legge.
La sanzione pecuniaria di cui all'articolo 167, comma 5, del decreto legislativo n. 42/2004 deve essere applicata anche in caso di condono edilizio di opere abusive realizzate in zone vincolate, per le quali l'Autorità preposta alla tutela del vincolo abbia espresso parere favorevole alla sanatoria, ai sensi dell'articolo 32 della legge n. 47/1985.
Il potere sanzionatorio previsto dall'articolo 167, comma 5, del decreto legislativo n. 42/2004, ha natura autoritativa e, quindi, non può estinguersi per prescrizione. Infatti solo un'espressa previsione normativa potrebbe fissare un termine di decadenza, ma una norma di tal genere attualmente non esiste.
Il credito dell'Amministrazione per le somme di cui all'articolo 167, comma 5, del decreto legislativo n. 42/2004 non sorge al momento della realizzazione dell'opera abusiva in zona sottoposta a vincolo, ma solo al momento del perfezionamento di una fattispecie complessa costituita dall'accertamento dell... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...mbientale e dalla conclusione dello specifico subprocedimento di quantificazione della sanzione da irrogare per tale illecito. Pertanto prima della conclusione di tale subprocedimento non sono configurabili né l'inadempimento del trasgressore, né l'inerzia dell'Amministrazione.
Il meccanismo della prescrizione di cui all'articolo 28 della legge n. 689/1981 non riguarda il potere sanzionatorio previsto dall'articolo 167, comma 5, del decreto legislativo n. 42/2004, bensì il diritto alla riscossione delle somma pari alla sanzione pecuniaria irrogata.
L'avvenuta creazione di nuovi volumi in violazione del vincolo paesaggistico impedisce l'accertamento di compatibilità ambientale di cui all'art. 167, co. 4, D. Lgs. 42/2004 e la sostituzione della sanzione ripristinatoria con quella pecuniaria ai sensi del successivo quinto comma del cit. art. 167.
È manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale dell'art. 167 D. Lgs. 42/2004 nella parte in cui permette la demolizione anche per gli abusi non costituenti aumento di volume, in quanto il danno ambientale, che rende logica la disciplina legislativa della demolizione, può derivare anche da interventi di tale tipologia.
[Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> REATI --> SEQUESTRO PENALE
In materia di sequestro preventivo per reati paesaggistici, il periculum in mora è in re ipsa per il solo fatto che è stata costruita un'opera abusiva senza autorizzazione in area protetta dal vincolo paesaggistico in quanto il danno all'ambiente è dato alla sola presenza e utilizzazione dell'opera, diversamente da quanto accade per il sequestro preventivo operato in relazione a reati edilizi per i quali, ai fini della valutazione del periculum in mora, occorre avere riguardo alla incidenza che l'opera ultimata ha sull'assetto del territorio.
In tema di sequestro preventivo per reati paesaggistici, la sola esistenza di una struttura abusiva integra il requisito... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...lità del pericolo indipendentemente dall'essere l'edificazione ultimata o meno, in quanto il rischio di offesa al territorio e all'equilibrio ambientale, a prescindere dall'effettivo danno al paesaggio e dall'incremento del carico urbanistico, perdura in stretta connessione con l'utilizzazione della costruzione ultimata.
In riferimento ai reati paesaggistici, ai fini della legittimità del provvedimento di sequestro preventivo, la sola esistenza di una struttura abusiva, realizzata senza autorizzazione in area sottoposta a vincolo paesaggistico, integra il requisito dell'attualità del pericolo, indipendentemente all'essere l'edificazione criminosa ultimata o meno, in quanto il rischio di offesa al territorio ed all'equilibrio ambientale (a prescindere dall'effettivo danno al paesaggio) perdura in stretta connessione all'utilizzazione della costruzione ultimata.
La natura permanente delle contravvenzioni previste a tutela del paesaggio legittima il sequestro preventivo delle opere edilizie eseguite in zona sottoposta a vincolo anche nel caso di ultimazione dei lavori, in quanto l'esecuzione di interventi edilizi in zona vincolata ne protrae nel tempo e ne aggrava le conseguenze, determinando e radicando il danno all'ambiente ed al... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...saggistico che il vincolo ambientale mira a salvaguardare.
In tema di sequestro preventivo per reati paesaggistici, la sola esistenza di opere abusive integra il requisito dell'attualità del pericolo, indipendentemente dall'essere la realizzazione di tali opere ultimata o meno, in quanto il rischio di offesa al territorio e all'equilibrio ambientale, a prescindere dall'effettivo danno al paesaggio, perdura in stretta connessione con l'utilizzazione del bene.
Ai fini della legittimità del provvedimento di sequestro preventivo, rileva la sola esistenza di una struttura abusiva che integra il requisito dell'attualità del pericolo, indipendentemente all'essere l'edificazione illecita ultimata o meno, in quanto il rischio di offesa al territorio ed all'equilibrio ambientale, a prescindere dall'effettivo danno al paesaggio, perdura in stretta connessione ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...azione della costruzione ultimata.
Se è vero che in linea astratta la semplice violazione della normativa a tutela del paesaggio può giustificare il mantenimento del sequestro in quanto l'attualità del pericolo ricorre in stretta connessione con l'utilizzazione della costruzione ultimata, in relazione al rischio di offesa al territorio ed all'equilibrio ambientale, indipendentemente all'essere l'edificazione illecita ultimata o meno ed a prescindere dall'effettivo danno al paesaggio, è del pari necessario che anche nella fase cautelare il giudice esprima in modo adeguato il giudizio sulla attualità e concretezza del pericolo, sicché la carenza di motivazione sul punto si risolve in violazione di legge, vizio deducibile in sede di legittimità per i provvedimenti di natura cautelare.
Sussiste il fumus del reato di cui al cit. D.Lgs., art. 181, idoneo a legittimare il sequestro preventivo, qualora, in zona sottoposta a vincolo storico e paesaggistico, siano realizzate opere prive dell'autorizzazione paesaggistica ovvero difformi rispetto ad essa senza che possa essere imposto al giudice della cautela un eventuale accertamento sulla idoneità astratta del comportamento a porre in pericolo il bene pr... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...dizio demandato al giudice chiamato ad accertare la responsabilità penale dell'imputato; ma laddove le contestazioni insorgano sulla attualità e concretezza delle esigenze, proprio perché possono ricorrere situazioni in presenza delle quali è da escludere il pericolo derivante dall'assenza della autorizzazione paesaggistica, è dovere del giudice offrire un'argomentazione adeguata atta a ribadire la sussistenza, o meno, di tale pericolo.
L'annullamento da parte del T.A.R. del provvedimento con cui è stata revocata l'autorizzazione paesaggistica non comporta che venga meno l'illegittimità ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... realizzate nonostante la revoca del nulla osta e pertanto da essa non consegue automaticamente anche il venir meno dei presupposti del sequestro preventivo.

References: art. 15
 art. 164
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 167
 art. 149
 art. 32
 art. 27
 art. 37
 art. 15
 art. 167
 art. 15
 art. 15
 art. 32
 art. 167
 art. 167
 art. 167
 art. 167
 art. 167
 art. 15
 art. 15
 art. 32
 art. 15
 art. 15
 art. 167
 art. 167
 art. 167
 art. 167
 art. 167
 art. 15
 art. 15
 art. 7
 art. 146
 art. 167
 art. 181