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Timestamp: 2018-04-26 15:35:56+00:00

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Mutuo di scopo e fondiario: ultime sentenze
Lo sai che? Mutuo di scopo e fondiario: ultime sentenze
Banca e cliente: mutuo di scopo, mutuo fondiario, ipoteca, nullità, acquisto auto.
Il mutuo di scopo, siglato tra il cliente e la banca, è finalizzato alla realizzazione di una ben precisa attività, definita nel contratto stesso: attività che, appunto, deve essere compiuta con il denaro dato in prestito dall’istituto di credito.
Con una fondamentale conseguenza: se, nonostante tale clausola di destinazione, il progetto predeterminato non viene realizzato (ma i soldi vengono investiti in ulteriori e diversi scopi non programmati dalle parti) il contratto di mutuo è nullo. Risultato: il cliente non sarà neanche tenuto a restituire l’importo mutuato alla banca [1].
La figura, invece, del contratto di credito fondiario (o anche detto mutuo fondiario) è caratterizzata dalla concessione, da parte della banca, di finanziamenti a medio e lungo termine, garantiti da ipoteca di primo grado su immobili. L’ipoteca viene di norma concessa dallo stesso soggetto beneficiario del finanziamento o da un terzo garante.
In questo caso, a differenza del mutuo di scopo, la finalità perseguita dal cliente attraverso il finanziamento non viene indicata nel contratto. In buona sostanza, non è presente una clausola nel contratto che indica per quale scopo dovranno essere impiegate le somme. La banca si limita, infatti, a dare soltanto l’immediata disponibilità di denaro a fronte della concessione di garanzia ipotecaria immobiliare, dietro impegno di restituzione (da parte del consumatore) della somma oltre il breve termine.
La conseguenza è che – al contrario del mutuo di scopo – qui non si potrà mai parlare di nullità del mutuo se il cliente, cambiando idea, decide di investire il denaro in una finalità diversa da quella inizialmente prospettata alla banca [2].
Il mutuo di scopo è connotato dall’obbligo del mutuatario di realizzare l’attività programmata, sicché la destinazione delle somme mutuate è parte inscindibile del regolamento di interessi voluto dalle parti. Pertanto la presenza di tale clausola di destinazione all’interno del contratto comporta che, qualora non sia poi realizzato il progetto, il contratto è nullo [3].
Nel caso in cui l’acquisto di automobile venga effettuato con un contratto di finanziamento e il mutuante (la banca) paghi direttamente al venditore (la concessionaria auto), si ha che, nel caso di inadempimento del venditore che comporti la risoluzione del contratto (per esempio, qualora l’auto non venga consegnata o non abbia le caratteristiche richieste oppure sia difettosa), spetterà al venditore stesso del veicolo (e non dunque all’acquirente) restituire la somma alla banca. Ciò vale anche nell’ipotesi in cui il mutuatario sia una persona diversa dall’acquirente del mezzo [4].
Nel caso di mutuo (di scopo) finalizzato all’acquisto di un bene, è nulla la clausola che preveda l’obbligo per il mutuatario di corrispondere ugualmente i singoli pagamenti in favore del mutuante (la banca) anche in caso di inadempimento da parte del venditore, ivi compresa la mancata consegna del bene richiesto. Ciò perché una previsione di tal tipo si pone in contrasto con i principi di buona fede e correttezza [5].
[1] Cass. sent. n. 2409 del 09.02.2015.
[2] Cass. sent. n. 19282 del 12.09.2014.
[3] Cass. sent. n. 28662 del 27.12.2013.
[4] Cass. sent. n. 12454 del 19.07.2012.
[5] Cass. sent. n. 12454 del 19.07.2012. Cfr. anche Cass. sent. n. 3392 dell’11.02.2011.

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