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Timestamp: 2017-11-19 06:58:30+00:00

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Giudiziaria | Telenova Ragusa | Pagina 3
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TRUFFA ALL’INPS, IL GIP DICE NO AGLI ARRESTI, E LA PROCURA DI MODICA SI APPELLA
Il Gip del Tribunale di Modica Maria Rabini, ha respinto le quattordici richieste di custodia cautelare avanzate dal procuratore Francesco Puleio per l’inchiesta su una presunta truffa all’Inps per istanze di invalidità in cui risultano indagate un centinaio di persone. Nell’elenco dei destinatari delle istanze restrittive c’erano gli ex parlamentari regionali Innocenzo Leontini, capogruppo del Pdl nella scorsa legislatura, e Riccardo Minardo dell’Mpa. Il procuratore si è appellato al tribunale della libertà di Ragusa per quanto riguarda gli aspetti di natura finanziaria della vicenda, per eventuali sequestri patrimoniali agli indagati, e al tribunale del Riesame di Catania per possibili restrizioni alla libertà personale. L’Inps sarebbe stata truffata in quanto ente erogatore delle indennità spettanti agli invalidi, o presunti tali. Maggiore è il grado di invalidità, più cospicuo è il sussidio mensile erogato dall’ente previdenziale. Il presunto meccanismo scoperto dalla Guardia di finanza sarebbe difatti consistito nell’inserimento di uomini “fidati” nelle commissioni mediche sanitarie preposte alle valutazioni del livello d’invalidità dei soggetti in graduatoria. La truffa ammonterebbe a svariate centinaia di migliaia di euro.
Spaccio di banconote false, chiesto rinvio a giudizio
In esito ad indagini dirette dal sostituto procuratore Gaetano Scollo e coordinate dal procuratore Francesco Puleio, la Procura della Repubblica di Modica ha chiesto al Giudice dell’udienza preliminare l’emissione del decreto di giudizio immediato nei confronti di Filippo Conduttore, 58 anni, residente a Vittoria, accusato di spaccio di banconote false.
Sentenza Cassazione: mutui, leasing, finanziamenti con tassi usurai possono essere annullati
Si apre una speranza concreta di rimborso per tutti i risparmiatori vessati dalle banche. La Corte di Cassazione, con la sentenza del 9 gennaio 2013 n. 350, pubblicata pochi giorni fa, ha sancito due nuovi e importanti principi a favore dei risparmiatori. Lo comunica la Confconsumatori iblea che sottolinea che i mutui con tassi usurai possono essere annullati interamente. “Il calcolo del tasso di usura si fa sommando tutte le somme addebitate dalla banca e non solo guardando agli interessi pattuiti per contratto. Se le penali, le commissioni, gli interessi di mora, le spese comunque denominate, sommate al tasso degli interessi, sforano la soglia dei tassi ufficiali fissati in base alla legge antiusura (n.108 del 1996), il mutuo – scrive la Confconsumatori – è invalido. I consumatori che stanno subendo una procedura espropriativa da parte di una banca possono chiedere l’annullabilitá del mutuo e questo sarà motivo molto forte per bloccare la procedura esecutiva in corso. “Confconsumatori mette a disposizione i propri consulenti specializzati per fornire assistenza a chi abbia stipulato un contratto di finanziamento e voglia verificare se la sua banca ha violato o meno – dice l’avvocato Samantha Nicosia della Confconsumatori – i principi stabiliti dalla Cassazione”.
Consegna la cucina in ritardo e non conforme: negozio di mobili condannato al risarcimento del danno
Aveva ordinato una cucina, ma la consegna è avvenuta con notevole ritardo, non completa e non conforme. La disavventura di una signora di Ragusa si è conclusa positivamente davanti al Giudice di Pace che ha riconosciuto l’inesatto e ritardato adempimento del venditore. La signora aveva scelto e ordinato su catalogo una cucina che avrebbe dovuto completare l’arredamento di una casa. La consegna della cucina era stata indicata dal venditore entro 40 giorni ma è avvenuta, dopo numerosi reclami e nonostante fosse stata integralmente pagata, parecchi mesi dopo. C’è da aggiungere che alcune parti della cucina consegnata non corrispondevano a quelle ordinate e che mancava un elettrodomestico. A quel punto la signora decideva di citare a giudizio il mobilificio per il risarcimento dei danni. Il Giudice di Pace di Ragusa, accertati i fatti, ha provveduto a dichiarare l’inadempimento contrattuale con la condanna al risarcimento del danno oltre le spese legali, stabilendo che “dal comprovato inadempimento del venditoreà discende l’obbligo al risarcimento dei danni subiti dalla signora e connessi al ritardo ed all’inesatta consegna della merce così come ordinata..”. A darne notizia è la Confconsumatori. “I comportamenti scorretti di venditori sono causa di ripetute richieste di aiuto. E’ importante ricordare a tutti i consumatori -afferma l’avv. Samantha Nicosia responsabile provinciale Confconsumatori Ragusache esistono precisi obblighi, a carico dei venditori, previsti dal Codice del Consumo e dal Codice Civile. E quando i venditori cercano di sottrarsi ai propri obblighi è bene non desistere ma cercare di far valere i propri diritti”.
Sono due i soggetti individuati dalla Guardia di Finanza di Modica ad aver truffato lo Stato. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Modica, hanno chiarito che a seguito della morte di un loro congiunto, gli indagati continuavano a percepire le pensioni a questi spettanti. Dopo la morte del parente, infatti, le pensioni continuavano ad essere erogate sui conti correnti, da dove poi venivano prelevate in contanti o a mezzo carta bancomat, dagli eredi, che avevano apposite deleghe per prelevare dai conti stessi. Nel primo caso, il soggetto nipote della defunta pensionata, e residente all’estero avrebbe prelevato in contanti, attraverso vari prelievi quasi quarantamila euro dei sessantamila circa indebitamente erogati. Nel secondo caso una donna modicana avrebbe prelevato dal conto corrente della defunta nonna, per il tramite di una carta bancomat 18.000 euro a fronte di circa 45 mila euro ingiustamente erogati. Le indagini si sono basate su un accurato sistema improntato sull’incrocio di dati dei trattamenti pensionistici erogati. I due soggetti sono stati denunciati per truffa ai danni dello Stato; i conti correnti sono stati sequestrati per il recupero delle somme indebitamente percepite.
INDIVIDUATO RESPONSABILE DI UN OMICIDIO COLPOSO
A un mese esatto dal tragico evento in cui perse la vita un motociclista modicano, a seguito di indagini dirette dal Sostituto Procuratore della Repubblica, D.ssa Alessia La Placa, è stato inviduato il presunto responsabile dell’incidente della strada, all’origine ritenuto autonomo, che ebbe come vittima F.I., 44 anni, in Contrada Santa RosaliaGraffetta, territorio di Modica. E’ stato deferito in stato di libertà S.I., 63 anni, nato a Modica ma residente a Pozzallo, con l’accusa di omicidio colposo. La polizia municipale aveva stabilito che il sinistro presentava dubbi circa la sua dinamica di incidente autonomo. L’automobilista ora individuato, dopo l’incidente non si era allontanato ma, aveva, addirittura, chiamato i soccorsi, anche se non aveva detto di essere coinvolto nel sinistro. La vittima era alla guida di un motociclo Yamaha 650.
IL PROFESSORE GIUSEPPE LICITRA RINVIATO A GIUDIZIO
Il gip del tribunale di Ragusa ha disposto il rinvio a giudizio per il professore Giuseppe Licitra, già presidente del Corfilac, per i reati di peculato, truffa aggravata e abuso d’ufficio. Le indagini, dirette dal procuratore capo Carmelo Petralia, svolte dalla guardia di finanza hanno interessato tutta la contabilità del consorzio per la ricerca sulla filiera lattiero casearia per gli anni 2005/2010. Licitra, che ha rivestito la carica di presidente per 10 anni, è accusato di un uso “disinvolto” della carta di credito consortile per spese non giustificate da ragioni di servizio ed estranee alle finalità istituzionali dell’ente. Dalle indagini della Guardia di Finanza è risultata “la distrazione di cospicue somme di denaro per cene in ristoranti, soggiorni in alberghi di lusso in Italia ed all’estero, noleggio autovetture, acquisto di carburante per autovetture, acquisto libri e prodotti informatici, il tutto senza preventiva autorizzazione da parte del comitato dei consorziati, e con una rendicontazione finale delle spese assolutamente approssimativa”. La Guardia di Finanza aveva concluso l’inchiesta nel luglio del 2011. Il processo inizierà il 1° ottobre.
Accorpamento Tribunali, la Procura di Modica chiede l’intervento della Corte Costituzionale
Nell’udienza di mercoledì, la Procura di Modica chiederà al giudice del Tribunale di sollevare la questione di legittimità costituzionale delle legge 148/2011 che ha disposto l’accorpamento dei Tribunali di Modica e Ragusa. A darne comunicazione è il Procuratore della Repubblica della Città della Contea, Francesco Puleio.
PROCESSO MODICA BENE, ANNULLATA SENTENZA DI PRIMO GRADO
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di primo grado nata a seguito dell’indagine “Modica Bene”, i cui 18 imputati furono assolti nel novembre 2011. La sentenza di annullamento riguarda undici persone, quelle che avevano scelto il rito ordinario. Gli altri sette imputati, invece, avevano scelto il rito abbreviato (tra questi l’onorevole Peppe Drago e l’ex sindaco di Modica Piero Torchi), e per questi non è previsto il nuovo procedimento. La decisione sarà della Corte d’Appello di Catania. La Cassazione ha annullato la sentenza assolutoria per Bruno e Massimo Arrabito, Gabriele Giannone, Carlo Fiore, Giuseppe Sammito, Giuseppe Zaccaria, Giancarlo Francione, Marcello Sarta, Rosario Vasile, Vincenzo Leone e Giuseppe Piluso. Adesso gli atti torneranno al Tribunale di Modica, ad un altro Gup che dovrà ripartire da zero. Era stata la Procura ad impugnare la decisione di primo grado dinanzi la Corte di Cassazione per gli undici che avevano scelto il rito ordinario e dinanzi la Corte d’Appello di Catania per i sette che avevano optato per il rito abbreviato.
Richiesta di rinvio a giudizio per Licitra, parlano i legali del presidente Corfilac
Nota dei legali del professore Giuseppe Licitra, presidente del Corfilac, per il quale la Procura ha richiesto il rinvio a giudizio. “Nei prossimi giorni – spiegano gli avvocati Luigi Piccione e Bartolo Iacono – depositeremo un corposo fascicolo contenente gli atti delle indagini difensive e tutti i documenti necessari a dimostrare non solo l’assoluta infondatezza di ogni singola accusa, ma anche la limpida correttezza nella gestione delle risorse da parte del Consorzio. Tale correttezza è inoltre incontrovertibile nelle procedure pubbliche adottate per le assunzioni avvenute secondo quanto previsto dalla legge e sulla base della natura giuridica del Consorzio, e all’esito di un complesso procedimento amministrativo. E’ appena il caso di ricordare che l’imputazione riguarderebbe spese effettuate dal Corfilac per un totale di euro 14.476 in 5 anni, (2005-2009) pari allo 0,06% del budget gestito dal Consorzio, e comunque tutte afferenti, per come dettagliatamente documentato e provato, all’acquisto di beni e servizi assunti in carico dal Consorzio stesso e connessi esclusivamente agli scopi dell’Ente. Pertanto confidiamo nel sereno apprezzamento degli organi giudicanti”.
Rapina a Modica, chiesto rinvio a giudizio per un acese
A seguito delle indagini dirette dal sostituto procuratore Gaetano Scollo e coordinate dal procuratore Francesco Puleio, la Procura della Repubblica di Modica ha chiesto al Giudice dell’udienza preliminare il rinvio a giudizio di Bombaci Giuseppe, 57 anni, di Acireale, al momento in carcere a Perugia. L’uomo è ritenuto responsabile di una tentata rapina in concorso, avvenuta il 18 maggio 2011 a Modica, ai danni della Monte Paschi di Siena di via Resistenza Partigiana. E’ accusato anche della rapina in concorso, avvenuta il giorno dopo, ai danni della Banca Intesa San Paolo, sempre di Modica, che fruttò appena 80 euro.
Rapina in banca a Modica, chiesto rinvio a giudizio per due etnei
In esito ad indagini dirette dal sostituto procuratore Gaetano Scollo e coordinate dal procuratore Francesco Puleio, la Procura della Repubblica di Modica ha chiesto al Giudice dell’udienza preliminare il rinvio a giudizio di Mario Cavallaro, 38 anni, di Aci Catena, e di Mauro Panè, 37 anni, di Catania. I due sono accusati del reato di rapina aggravata in concorso ai danni dell’agenzia n. 1 di Modica della Banca Monte Paschi di Siena. Il Cavallaro avrebbe puntato alla gola di un dipendente il taglierino che aveva in mano, causandogli ferite guaribili in sette giorni. Il “colpo”, avvenuto nello scorso mese di settembre, aveva fruttato quasi seimila euro. La stessa Procura ha richiesto il rinvio a giudizio di un 42enne ispicese accusato di stalking ai danni di una ragazza che rifiutava il fidanzamento.
QUARTA UDIENZA DEL PROCEDIMENTO NATO DALL’OPERAZIONE “ALPI IBLEE”
Contestualmente ai quattro rinvii a giudizio ed ai quattro prosciolgimenti davanti al Gup del Tribunale sono state definite le posizioni di tre medici chirurghi che hanno chiesto di essere giudicati col rito abbreviato. Questo in pillole il risultato della quarta udienza del procedimento nato dall’operazione “Alpi Iblee”, condotta dai Carabinieri del Nas, che il 13 gennaio dell’anno scorso portò agli arresti domiciliari il professore Ignazio Massimo Civello, 64 anni, all’epoca direttore della Chirurgia Generale dell’ospedale Civile di Ragusa. Secondo l’accusa sarebbero state chieste somme non dovute ai malati bisognosi di inteventi chirurgici per saltare le liste di attese. Il Gup Giovanni Giampiccolo ha emesso una sentenza di condanna (per uno solo dei capi di imputazione) per un medico chirurgo e due di assoluzioni. Per il professore Civello sono stati fissati due processi. Il primo per il 26 febbraio per un caso di tentata concussione. Il secondo per il 26 marzo per il troncone principale in cui compariranno anche altri due medici Vincenzo Antonacci, 60 anni, difeso dall’avvocato Enrico Platania, e Rosario Arestia, 50 anni, assistito dall’avvocato Michele Sbezzi. L’unica condanna con l’abbreviato è scattata per Carmelo Iozzia, 52, difeso dall’avvocato Francesco Zisa, condannato a 4 mesi per tentata truffa; il Pm aveva chiesto un anno ed 8 mesi ipotizzando, oltre alla truffa, riqualificata poi in tentata truffa, anche due casi di falsità ideologica ed uno di lesioni. Il Gup ha sospeso la pena per cinque anni, respingendo la domanda risarcitoria dell’Asp 7 costituita parte civile. Con l’abbreviato è stato assolto, come richiesto dall’avvocato Laura Migliore, il medico chirurgo Alfio Salvatore Nicosia, 50 anni, accusato di un caso di concussione, oltre che del reato associativo mentre il Pm Marco Rota aveva chiesto la condanna a 2 anni. Assolto anche Corrado Migliore, 59 anni, difeso dagli avvocati Francesco e Giovanni Pannuzzo. Era accusato del reato associativo, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e lesioni: il Pm aveva chiesto la condanna ad un anno e due mesi di reclusione.
RAGUSA, SEQUESTRATI DUE CONTI CORRENTI
Due conti correnti intestati a Domenico Caggegi, di 65 anni, arrestato il 16 novembre scorso per usura ed estorsione continuata nell’ambito dell’operazione denominata “No problem”, sono stati sequestrati, su disposizione della magistratura, dalla Squadra Mobile e dalla Guardia di Finanza di Ragusa. La somma di denaro sequestrata, su conti on-line di due banche, sarebbe pari al valore degli interessi usurai che sarebbero stati illecitamente incassati dall’indagato. Agenti di polizia e militari hanno eseguito nei suoi confronti un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Ragusa Claudio Maggioni su richiesta del sostituto procuratore Federica Messina.
ILLECITI FINANZIAMENTI COMUNITARI NEGLI AIUTI ALL’AGRICOLTURA, ARRESTATO PROFESSIONISTA DI MONTEROSSO
C’è anche un professionista di Monterosso Almo, Giovanni Morello, 55 anni, tra i cinque arrestati nell’operazione del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari – Nucleo Antifrodi – di Roma. Coinvolti anche i comandi provinciali di Roma, Catania e Ragusa. L’operazione è stata diretta contro il sistema degli illeciti finanziamenti comunitari nel comparto agro-alimentare, nel cui ambito è emersa una fitta rete di complicità tra operatori del settore e addetti di alcuni Centri di Assistenza Agricola. Sono state eseguite nelle prime ore del mattino di mercoledì cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta di quella Procura della Repubblica a carico di soggetti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, mediante l’accesso abusivo ad un sistema informatico. Le indagini sono state avviate nel 2010 e si sono sviluppate attraverso attività sia di natura tecnica (intercettazioni telefoniche) sia di tipo classico e hanno consentito di accertare la presenza di un gruppo affaristico – criminale ben organizzato che si avvaleva di una fitta rete di complicità di diversi operatori dei Centri di Assistenza Agricola. In particolare, le investigazioni intraprese si inseriscono nell’ambito dei controlli sulla corretta presentazione di Domande Uniche di pagamento. I militari hanno riscontrato la presenza di un’associazione per delinquere specializzata nella presentazione telematica di Domande Uniche di pagamento dirette all’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) che, attraverso diversi sportelli di Centri di Assistenza in Agricoltura (C. A.A.) sin dall’anno 2009, intestava a soggetti ignari o compiacenti la conduzione di terreni fittizi al fine di beneficiare del contributo erogato che finiva nella disponibilità degli indagati. Le indagini hanno fatto emergere che, tramite l’utilizzo di password detenute a vario titolo dagli indagati, venivano inseriti nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale (Sian) una notevole quantità di dati falsi che attestavano illecitamente la conduzione di terreni agricoli da parte di vari soggetti. Le attività hanno evidenziato, tra l’altro, che i terreni dichiarati “in conduzione” risultavano sia di proprietà di privati, sia di enti pubblici/demaniali, che in entrambi i casi non avevano mai concesso l’uso di tali fondi agricoli. L’azione del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari – Nucleo Antifrodi di Roma ha permesso di accertare una truffa di 6 milioni di euro di cui 4 milioni sono stati bloccati a seguito dell’intervento dei militari.
POZZALLO, SEQUESTRATA DISCARICA ABUSIVA CON RIFIUTI PERICOLOSI
Il sequestro di 100 mq. di terreno e la segnalazione alla Procura della Repubblica di Modica di una coppia di coniugi residenti ad Ispica, è il bilancio di un’operazione dei finanzieri di Pozzallo. I due soggetti hanno abbandonato, incautamente e illecitamente, su un terreno privato altrui, dei rifiuti pericolosi, dopo aver pagato per il loro trasporto anche cento euro ad un autista compiacente. Gli investigatori sono risaliti ai due coniugi attraverso l’analisi dei rifiuti speciali ritrovati che hanno dimostrato senza dubbio la loro provenienza. Probabilmente sarebbe stato più facile, oltre che corretto, sia legalmente sia eticamente, sfruttare gli ordinari canali previsti per lo smaltimento di rifiuti speciali. Se lo chiederanno senz’altro i due coniugi che ora, segnalati dai finanzieri della Tenenza di Pozzallo alle autorità competenti, dovranno pagare una salata sanzione pecuniaria, oltre che provvedere immediatamente al corretto smaltimento dei rifiuti, il tutto naturalmente a spese proprie.
Vittoria, esposto di Sel su un terreno acquistato dal Comune
Uno spreco di danaro pubblico ed un affare per pochi. Così i consiglieri comunali di Sel Vincenzo Cilia, Mariella Garofalo e Pippo Mustile, definiscono l’operazione di acquisto di un terreno in contrada Mendolilli da parte del Comune di Ragusa. I tre in una nota inviata alla Procura e alla Corte dei Conti scrivono: “Siamo venuti a conoscenza di una convenzione stipulata dall’Amministrazione Comunale di Vittoria in favore di una ditta privata, la Real Immobiliare Investiment. I fatti risalgono a qualche anno addietro ma si stanno concretizzando in tutta la loro portata in questi mesi. La convenzione stabilisce che in cambio di 7800 mq di terreno a Mendolilli, ceduti dalla ditta suddetta, l’amministrazione si impegna a soddisfare l’onere economico, che ammonta a circa 700 mila euro, attraverso lo scomputo di oneri di urbanizzazione. E’ stata effettuata – scrivono i tre consiglieri comunali di Sel – una rivalutazione dei terreni giungendo alla cifra di 90 euro a metro quadrato ( il valore iniziale era di 26 euro, ndr). Il Comune quindi compra attraverso la convezione circa 7850 mq di area di fatto non edificabile ad euro 90 al mq con un esborso di 706 mila euro, da scomputare annualmente attraverso la compravendita di oneri di urbanizzazione anche ai privati, operata dalla stessa Real Immobiliare, nella misura massima di 233 mila euro per gli anni 2011, 2012 e 2013”. Queste le domande che pongono i consiglieri comunali di Vittoria della lista Sel, Mustile, Cilia e Garofalo: “Quale interesse ha avuto il Comune nello stipulare questa convenzione? Come mai visto che si tratta di soldi pubblici, non si è fatto un bando pubblico per informare altri cittadini che volevano cedere aree alle stesse condizioni? Perché si decide di scomputare oneri di urbanizzazione quando la legge dice che sono oneri almeno in parte vincolati alla realizzazione di opere pubbliche proprio per rendere vivibili le periferie che invece risultano abbandonate? Con quali soldi e con quale progetto il Comune realizzerà le opere secondarie sulle aree che ha comprato?”. I tre consiglieri di Sel così concludono: “Dalla lettura di tutte le carte in nostro possesso ci sembra che questa operazione finanziaria abbia favorito i pochi per sfavorire gli interessi collettivi. Ecco perché riteniamo – scrivono Mustile, Garofalo e Cilia -, che si sono sprecati tanti soldi pubblici che in momenti di crisi come quelli che stiamo vivendo sarebbero stati vitali per il miglioramento della qualità della vita di tanti cittadini vittoriesi ed avrebbero consentito di avere periferie degne di una comunità civile e non quelle che sono sotto gli occhi di tutti”.
Evade dai domiciliari e viene arrestato dalla polizia
La Polizia ha arrestato, a Modica, Lofti Amara, 26 anni, tunisino. Nonostante fosse ai domiciliari per il reato di furto e spaccio di stupefacenti, è stato trovato fuori di casa. Il giudice ha già disposto la convalida dell’arresto del giovane, applicando la custodia cautelare in carcere.
SANTA CROCE, RIFIUTI E POLEMICHE
Le indagini della Procura proseguono. Non è da escludere l’iscrizione nel registro degli indagati di altri dirigenti e funzionari del Comune di Santa Croce che dovranno rispondere a vario titolo di sversamento di liquami in area pubblica e deposito di rifiuti non autorizzato. Intanto i partiti e i movimenti, all’indomani dell’avviso di garanzia all’assessore all’ecologia Rosario Pluchino, animano il dibattito politico. Il movimento “Insieme per la Sicilia” esprime solidarietà all’assessore all’ecologia. “Confidiamo nel buon esito delle indagini della magistratura – dice il presidente dell’Ips, Mario Coco -. Siamo convinti che l’assessore Pluchino è estraneo ai fatti. Si tratta di un uomo politico che ha dimostrato, in questi mesi, di essere sempre vicino ai problemi dei cittadini. Di ascoltare le istanze che provengono dalle borgate e dai territori decentrati”. Non usa mezzi termini l’ex assessore all’ecologia, Gioacchino Iozzia. “Questa è la conferma di una amministrazione priva di contenuti – aggiunge Iozzia – si sono catapultati in una missione difficile, in una materia così delicata come l’ambiente e la raccolta dei rifiuti, in modo assolutamente superficiale. Non sono riusciti neppure a pagare la ditta. E di contro hanno violato lo sciopero dei lavoratori raccogliendo i rifiuti in modo grossolano e senza alcun criterio creando una discarica abusiva nell’area di stoccaggio”, ha dichiarato Iozzia. Il coordinatore di Sel, Vitaliano Pollari, parla di una pagina vergognosa per la città di Santa Croce. “L’immagine per la nostra comunità è devastante – dice Pollari -, sarà la magistratura a chiarire i lati oscuri di tutta la vicenda. Gli operai hanno raccolto la spazzatura su input di qualche dirigente e funzionario comunale”. Il consigliere di minoranza, Luca Agnello, parla di incapacità politica. “L’assessore deve prendere atto dell’incapacità di saper gestire una piccola emergenza – afferma Agnello -. Il sindaco, di sinistra, poi, ha violato il sacrosanto diritto dei lavoratori a protestare con una giornata di sciopero organizzata da una organizzazione sindacale di sinistra come la Cgil”.
Giovanni Cabibbo, dai domiciliari finisce in carcere
I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ragusa hanno tradotto in carcere Giovanni Cabibbo, il trentaquattrenne di Santa Croce Camerina agli arresti domiciliari dal settembre scorso per le raffiche di mitra Kalashnikov che hanno attinto nello scorso inverno una ditta di legnami e un ristorante nel comune di Santa Croce. Fatti che risalgono alle notti del 21 e 24 di febbraio 2012. Le indagini dei carabinieri di Ragusa, inizialmente dirette nell’area degli usurai e del recupero crediti fai-da-te, s’erano presto spostate nel mondo del gioco e dei relativi debiti. Sembra infatti che il Cabibbo avesse sparato per far capire a un dipendente della ditta di legnami e a un parente del titolare del ristorante che meglio sarebbe stato se avessero reso quei debiti che avevano accumulato sul tavolo da gioco. Qualche giorno dopo i fatti i militari avevano rinvenuto, di fronte a un fondo utilizzato dal Cabibbo a Santa Croce, un caricatore, decine di proiettili e materiali di pulizia e accessori. L’aggravamento della misura è stato deciso perché nel corso del bimestre di domiciliari, l’uomo ha incotrato alcuni amici violando le prescrizioni imposte dal Gip nella misura cautelare. Si sono quindi per lui aperte le porte di via Giuseppe Di Vittorio e mercoledì mattina è stato accompagnato in carcere. L’indagine continua, alla ricerca dell’arma che ha sparato, sicuramente un fucile d’assalto di origine sovietica, un Kalashnikov o qualche sua successiva riproduzione e/o imitazione, come confermato con certezza dai Carabinieri del R.I.S. di Messina ch’erano stati chiamati ad analizzare e confrontare bossoli e ogive trovati nelle tre occasioni a Santa Croce. Tale arma, infatti, è di estrema pericolosità e si dovrà profondere il massimo sforzo al fine di trovarla e di levarla dalla circolazione.

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