Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2009&numero=164
Timestamp: 2020-02-18 02:56:03+00:00

Document:
Sentenza 164/2009 (ECLI:IT:COST:2009:164)
Udienza Pubblica del 10/03/2009; Decisione del 18/05/2009
Massime: 33455 33456
Massima n. 33455 Massima successiva
Paesaggio (tutela del) - Norme della Regione Valle d'Aosta - Zone contermini ai laghi artificiali - Sottrazione ai vincoli paesaggistici imposti dall'art. 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, nonché dalla disciplina regionale originaria - Ricorso del Governo - Sopravvenuta norma regionale sostanzialmente modificativa di quella censurata - Assenza di elementi per ritenere che quest'ultima non abbia avuto attuazione medio tempore - Impossibilità di dichiarare la cessazione della materia del contendere.
L'art. 6 della sopravvenuta legge regionale 24 dicembre 2007, n. 34, facendo salvi i vincoli paesaggistici stabiliti dalla normativa statale vigente, ha modificato sostanzialmente la disciplina dei laghi artificiali posta dal censurato art. 3 della Regione Valle d'Aosta 16 ottobre 2006, n. 22; tuttavia, in assenza di elementi tali da far ritenere che quest'ultimo non abbia avuto attuazione durante il periodo di oltre un anno in cui è rimasto in vigore, è da escludere la possibilità di una declaratoria di cessazione della materia del contendere, dovendosi procedere allo scrutinio nel merito delle censure avanzate con il ricorso statale.
legge della Regione autonoma Valle d'Aosta 16/10/2006 n. 22 art. 3 co. 1
legge della Regione autonoma Valle d'Aosta 16/10/2006 n. 22 art. 3 co. 2
legge della Regione autonoma Valle d'Aosta 16/10/2006 n. 22 art. 3 co. 3
legge della Regione autonoma Valle d'Aosta 16/10/2006 n. 22 art. 3 co. 5
legge della Regione autonoma Valle d'Aosta 16/10/2006 n. 22 art. 3 co. 7
legge regionale 06/04/1998 n. 11 art. 34
Massima n. 33456 Massima precedente
Paesaggio (tutela del) - Norme della Regione Valle d'Aosta - Zone contermini ai laghi artificiali - Sottrazione ai vincoli paesaggistici imposti dall'art. 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, nonché dalla disciplina regionale originaria - Esercizio della potestà legislativa regionale in contrasto con norma fondamentale di riforma economico-sociale - Illegittimità costituzionale.
È costituzionalmente illegittimo - per contrasto con una norma fondamentale di grande riforma economico-sociale - l'art. 3, commi 1, 2, 3, 5 e 7, della legge della Regione Valle d'Aosta 16 ottobre 2006, n. 22. Tale normativa, avendo sottratto le zone contermini ai laghi artificiali al regime di tutela ex lege imposta dall'art. 142 del Codice del paesaggio e dei beni culturali, nonché dall'originario articolo 34 della precedente legge regionale n. 11 del 1998, ha violato la norma statale di grande riforma economico-sociale che impone il vincolo paesaggistico ed elenca le aree tutelate per legge senza distinguere tra laghi naturali e laghi artificiali, l'equiparazione dei quali è del resto desumibile anche dall'art. 1 del d.P.R. 13 marzo 1976, n. 488, e dagli artt. 54 e 74 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
- Sulla qualificazione delle disposizioni della "legge Galasso" (d.l. 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1985, n. 431) come norme fondamentali di riforma economico-sociale, v., citata, sentenza n. 151 del 1986.
SENTENZA N. 164 ANNO 2009
1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha proposto questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge della Regione Valle d'Aosta 16 ottobre 2006, n. 22, recante «Ulteriori modificazioni alla legge regionale 6 aprile 1998 n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta)», pubblicata nel B.U.R. n. 45 del 31 ottobre 2006, denunciandone il contrasto con l'art. 2, primo comma, lettere g) e q), della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta) e con l'art. 9 della Costituzione.
2. – Si è costituita in giudizio la Regione Valle d'Aosta, la quale, riservandosi nel prosieguo di argomentare a sostegno delle proprie ragioni, ha chiesto «il rigetto del ricorso in quanto inammissibile ed infondato».
3. – In prossimità dell'udienza del 10 marzo 2009, la Regione autonoma Valle d'Aosta ha depositato memoria con la quale chiede che la questione dell'art. 3 della legge regionale n. 22 del 2006 venga dichiarata infondata.
1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l'art. 3 della legge della Regione Valle d'Aosta 16 ottobre 2006, n. 22, recante «Ulteriori modificazioni alla legge regionale 6 aprile 1998 n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta)».
2. – In via preliminare, occorre osservare che con l'art. 26, comma 4, della legge della Regione Valle d'Aosta 24 dicembre 2007, n. 34 (Manutenzione del sistema normativo regionale. Modificazioni di leggi regionali e altre disposizioni) – pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione autonoma della Valle d'Aosta 15 gennaio 2008, n. 3 – si è intervenuti nuovamente sull'art. 34 della legge regionale n. 11 del 1998, come modificato dalla legge regionale n. 22 del 2006, stabilendo: «Al comma 1-bis dell'articolo 34 della L.R. n. 11/1998, sono aggiunte, infine, le seguenti parole: “fermo restando il rispetto dei vincoli paesaggistici di cui alla normativa statale vigente”».
3.1. – Deve anzitutto rammentarsi che la Regione Valle d'Aosta è titolare, in forza dello statuto speciale, della potestà legislativa primaria in materia urbanistica e di tutela del paesaggio [art. 2, primo comma, lettere g) e q), della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta)]. Tale potestà deve, quindi, esercitarsi «in armonia con la Costituzione e con i principi dell'ordinamento, nonché delle norme fondamentali e di riforma economico-sociale».
3.2. – Con la norma impugnata – e, segnatamente, con i commi 1, 2, 3, 5 e 7 della norma medesima, su cui in realtà soltanto si appuntano le censure del ricorrente – la Regione Valle d'Aosta ha sottratto ai vincoli paesaggistici le zone contermini ai laghi artificiali. Ciò trovando ulteriore conferma nel fatto che, in base al comma 5 dell'art. 34 della legge regionale n. 11 del 1998, come modificato dal censurato art. 3, comma 7, della legge regionale n. 22 del 2006, «l'individuazione e la delimitazione delle zone umide e dei laghi naturali costituiscono parte integrante del PRG» (Piano Regolatore Generale), il quale, ai sensi dell'art. 12 della stessa legge regionale n. 11 del 1998, «tenuto conto del PTP [Piano Territoriale Paesistico] […] provvede alla tutela dei beni culturali, ambientali e naturali e possono essere sottoposte a periodiche revisioni, recependo le modificazioni verificatesi; sono fatte salve le individuazioni e le delimitazioni delle zone umide e dei laghi naturali effettuate e approvate ai sensi della normativa in materia urbanistica e di pianificazione territoriale previgente alla data di entrata in vigore della presente legge».

References: art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 34
 articolo 34
 sentenza 

SENTENZA 
 art. 3