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Timestamp: 2020-05-26 04:40:11+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 13118 del 24/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13118 del 24/06/2016
Cassazione civile sez. trib., 24/06/2016, (ud. 06/05/2016, dep. 24/06/2016), n.13118
sul ricorso R.G. n. 688/12 proposto da:
Delegazione di Roma, rappresentata e difesa dall’avv. Giovanni Sivo
Puglia (Bari), Sez. 1, n. 22/01/10 dell’11 ottobre 2010, depositata
V8 novembre 2010, non notificata;
La controversia concerne l’impugnazione di un atto di contestazione concernente due tardivi versamenti del tributo speciale per il deposito di rifiuti solidi in discarica per l’anno 2002, con irrogazione delle relative sanzioni. La società contribuente lamentava: a) l’inesistenza o nullità della notifica; b) difetto di motivazione dell’atto impugnato; c) violazione del principio di legalità D.Lgs. n. 472 del 1997, ex art. 3; d) non irrogabilità della sanzione D.Lgs. n. 472 del 1997, ex art. 5, comma 3 e art. 6, commi 5 e 5-bis, sanzione della quale si chiedeva comunque la riduzione ex art. 7, commi 1 e 4, del medesimo decreto.
La Commissione adita – Commissione Tributaria Provinciale di Taranto dichiarava la propria incompetenza territoriale indicando come giudice competente la Commissione Tributaria Provinciale di Bari, innanzi alla quale, nelle more della riassunzione, la società contribuente aveva impugnato, con identici motivi, un avviso di accertamento e irrogazione sanzioni per tardiva dichiarazione e tardivo versamento del medesimo tributo per l’anno 2003. Tale ricorso era poi riunito a quello originato dalla riassunzione del giudizio dapprima proposto al giudice territorialmente incompetente e al ricorso avverso la cartella di pagamento nel frattempo notificata dalla Regione in riferimento all’annualità 2002. La Commissione Provinciale di Bari, in parziale accoglimento dei ricorsi così riuniti, annullava la cartella contestata, disponeva la riduzione a metà delle sanzioni irrogate per ritardato pagamento e stabiliva che fossero dovuti gli interessi per il ritardato pagamento del tributo e la sanzione per tardiva presentazione della dichiarazione per l’anno 2003. L’appello della società contribuente era rigettato con la sentenza in epigrafe, la quale accoglieva, tuttavia, l’appello incidentale della Regione e confermava le sanzioni irrogate con gli atti di accertamento.
Avverso tale sentenza la società contribuente propone ricorso con due motivi. Resiste la Regione Puglia con controricorso.
1. Con il primo motivo la società contribuente lamenta che il giudice di merito abbia omesso di pronunciarsi – come pur avrebbe dovuto, in via incidentale (e non in via principale) – sulla natura giuridica di “organo indiretto della Pubblica Amministrazione” che la società contribuente pretenderebbe le fosse attribuito in ragione del rapporto di “immedesimazione organica” nascente dal contratto di concessione per la gestione della discarica: sul punto comunque il giudice di merito sarebbe incorso in vizio di omessa motivazione su fatto controverso e decisivo della controversia.
1.1. Il motivo non è fondato, in quanto il giudice d’appello si è espressamente pronunciato sul punto, motivando adeguatamente in ordine alle ragioni per le quali non ha ritenuto sussistere la pretesa natura giuridica di “impresa organo” per sè pretesa dalla società contribuente: il motivo, così, si traduce nel tentativo inammissibile di ottenere una revisione del merito, che tacere prevalere la valutazione dei fatti sostenuta dalla parte su quella argomentatamente data dal giudicante.
2. Con il secondo motivo, la società contribuente censura la sentenza impugnata per non aver considerato positivamente l’eccezione sollevata da essa ricorrente circa la supposta non conformità della normativa nazionale relativa all’ecotassa (e alle relative sanzioni) con le Direttive CEE nn. 31/1999, 35/2000 e 48/2011 e la subordinata eccezione di illegittimità costituzionale della medesima normativa per contrasto con tali direttive, ai sensi degli artt. 11 e 117 Cost., nonchè per contrasto con l’art. 97 Cost., “per la mancata previsione nella disciplina della sanzione della mora del Comune conferitore”.

References: Sentenza 
 art. 3
 art. 5
 art. 6
 art. 7
 sentenza 
 sentenza 
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