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Timestamp: 2013-05-24 10:54:53+00:00

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ANNO LX - 2009 - N3 | Rivista giuridica del lavoro
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ANNO LX - 2009 - N3
lavoro subordinato Lavoro a termine contrattazione collettiva rapporto di lavoro contratto a termine risarcimento del danno legge e autonomia collettiva Lavoro pubblico corte costituzionale contratto collettivo discriminazione subordinazione retribuzione Licenziamento individuale lavoro condotta antisindacale osservatorio giurisprudenza licenziamento sicurezza sociale ANNO LX - 2009 - N3 Trimestrale Luglio - Settembre2009
Il tema: ricordando D'AntonaPiergiovanni Alleva, Bruno Veneziani, Amos Andreoni:
A mo' di introduzione: Ricordando...
Massimo D'Antona:
L'anomalia post positivista del...
Oronzo Mazzotta:
Lavoro e diritto secondo Massimo...
Massimo D'Antona e la questione...
Umberto Romagnoli:
In ricordo di Massimo D'Antona nel...
SaggiLauralba Bellardi:
Concertazione e contrattazione dal...
Maria Dolores Ferrara:
La sicurezza dei lavoratori...
GiurisprudenzaLuigi Menghini:
Direttive sociali e clausole di non...
La Corte Costituzionale decisioni...
Amos Andreoni, Vittorio Angiolini:
Lavoro a termine, processi pendenti e...
Marinella Colucci:
Il diritto di accesso agli atti...
Licenziamento orale, dimissioni e onere...
Raffaele Garofalo:
Risarcimento del danno ex art. 18 della...
Delega di funzioni e obbligo di...
Barbara Caponetti:
Diritto di critica e lesione del...
Gli effetti della nullità del...
Marco Lozito:
Illegittima apposizione del termine e...
Lorenzo Giasanti:
Licenziamenti collettivi e momento di...
Vincenzo Lombardi:
La riduzione in schiavitù e la...
Alessandro Di Meglio:
Estensione e limiti del principio...
L’inversione di rotta della Suprema...
Madia D'Onghia:
Indennità di disoccupazione per i...
Il tema: ricordando D'Antona
A mo' di introduzione: Ricordando D'Antona Scritto da: Piergiovanni Alleva Bruno Veneziani Amos Andreoni
L'anomalia post positivista del diritto del lavoro e la questione del metodo Scritto da: Massimo D'Antona
L’estendersi, tra i giusprivatisti, di una discussione sul metodo,
si presta ad alcune rapide annotazioni di carattere generale (per esprimere
le quali prenderò a prestito da Thomas Kuhn qualcuna delle
sue brillanti figurazioni) e ad un discorso più approfondito sulle
non trascurabili difficoltà di una scienza giuridica che si ponga consapevolmente
sulla via del «post positivismo»
Lavoro e diritto secondo Massimo D'Antona Scritto da: Oronzo Mazzotta
Un equilibrista sul filo, uno
straordinario equilibrista sul filo: è così che mi raffiguro Massimo
Vedo la Sua figura agile ed elegante muoversi con levità e disinvoltura
sul magma incandescente – ahi quanto! – del conflitto sociale, delle
contraddizioni del sistema, delle difficoltà creative e attuative interne all’universo
Ricordando D'Antona
Massimo D'Antona e la questione del metodo Scritto da: Amos Andreoni
Ricordare Massimo non è mai opera rituale.
Non lo era allora, e non lo è oggi, a distanza di 10 anni dalla Sua
scomparsa. Un tempo lungo che, al ricordo, ritorna improvvisamente
come un tempo breve.
In ricordo di Massimo D'Antona nel decimo anniversario della sua morte Scritto da: Umberto Romagnoli
In questi dieci anni, siamo andati spesso a trovare Massimo perché
avevamo ancora tanto da chiedergli.
In questi dieci anni, abbiamo saputo onorarne la memoria perché
l’abbiamo custodita con rispetto nei luoghi in cui essa ha stabilito la sua
dimora. Luoghi in cui si produce cultura e si trasmette il sapere. Luoghi
in cui si è storicamente formato un diritto, come quello del lavoro, di
matrice prevalentemente extra-legislativa.
Concertazione e contrattazione dal Protocollo Giugni agli accordi separati del 2009 Scritto da: Lauralba Bellardi
Il negoziato sulla riforma del sistema contrattuale
ha formalmente origine dalla vertenza avviata dalle confederazioni sindacali
nell’autunno 2007 per rivendicare, approfittando della ripresa
economica allora in atto, una «nuova politica dei redditi» che avesse
«come asse centrale la crescita e lo sviluppo delle capacità produttive e
competitive del paese, con un marcato segno redistributivo verso il lavoro
dipendente», per sostenere «le fasce sociali più esposte attraverso i
salari e una stabile e buona occupazione»
La sicurezza dei lavoratori nell’impresa flessibile: somministrazione di lavoro e contratto di appalto Scritto da: Maria Dolores Ferrara
Il tema della salute e sicurezza
nei luoghi di lavoro figura costantemente nell’agenda politica delle
compagini governative: anche se con esiti e contenuti diversi non è
mancato in Italia un processo di produzione normativa, culminato con
l’approvazione del Testo Unico della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
in attuazione della legge delega n. 123/2007
Osservatorio europeoOsservatorio: la Corte CostituzionaleRapporto di lavoroControversie di lavoroSicurezza socialeOsservatorio europeo
Direttive sociali e clausole di non regresso: il variabile ruolo del diritto comunitario nelle decisioni delle Corti superiori	Sentenza:
Corte di Giustizia, Terza Sezione, N.da C-378 a C-380/07-23 Aprile 2009
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: direttive sociali clausole di non regresso Negli ultimi
anni si è diffusa la convinzione che la disciplina del contratto di lavoro a tempo
determinato abbia assunto una specifica importanza per il fatto di costituire
un esempio paradigmatico di alcuni tratti generali del diritto del lavoro
italiano. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Giustizia, Terza Sezione, N.da C-378 a C-380/07-23 Aprile 2009
(Corte di Giustizia, Terza Sezione
N:da C-378 a C-380/07 - 23 Aprile 2009)
Pres. Rosas; Est.
Caoimh; Avv. Gen. Kokott – K. Angelidaki e al. c. Organismos
Nomarchiakis Autodioikisis Rethymnis e C. Giannoudi e al. c. Dimos
Geropotamou.
Note: Direttive sociali e clausole di non regresso: il variabile ruolo del diritto comunitario nelle decisioni delle Corti superioriParole chiave: contratto a termine :: settore pubblico :: conversione :: Contratto a termine – Clausole 5 e 8 dell’Accordo quadro sul
lavoro a tempo determinato – Contratti a termine nel settore pubblico – Primo o unico contratto – Contratti successivi – Norma equivalente – Reformatio in peius del livello generale di tutela dei lavoratori – Misure di prevenzione degli abusi – Sanzioni – Divieto assoluto di conversione di contratti di lavoro a
tempo determinato in contratti a tempo indeterminato nel settore
pubblico – Conseguenze di una scorretta trasposizione di una direttiva
– Interpretazione conforme
La clausola 5, n. 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla direttiva 1999/70 deve essere interpretata nel senso che essa non osta all’adozione, da parte di uno Stato, di una normativa che, al fine di trasporre la detta direttiva specificamente nel settore pubblico, prevede l’applicazione delle misure volte a prevenire l’utilizzo abusivo di contratti di lavoro a termine successivi indicate al n. 1, lett. a)‑c), di detta clausola, qualora nel diritto interno esista già una «norma equivalente» ai sensi della medesima clausola, circostanza che compete al giudice verificare, a condizione che detta normativa non comprometta l’effettività della prevenzione dell’utilizzo abusivo di contratti di lavoro a termine ed inoltre rispetti la clausola 8, n. 3, di detto accordo
La Corte Costituzionale decisioni aprile - giugno 2009	Articolo scritto da:
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: osservatorio corte costituzionale Il termine prescrizionale applicabile all’azione di recupero delle agevolazioni
La Corte Costituzionale decisioni aprile - giugno 2009: sicurezza sociale	Articolo scritto da:
ANNO LX - 2009 - N3	1. Indennità una tantum per forze armate. — 2. Pignorabilità pensioni
Enasarco. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Rapporto di lavoro
Lavoro a termine, processi pendenti e Corte Costituzionale	Sentenza:
AmosAndreoni - VittorioAngiolini Nel numero
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: corte costituzionale contratto a termine La Corte Costituzionale, per la seconda volta è stata investita dello spinoso tema
tre questioni e ne lascia insolute svariate altre. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte costituzionale, N.214-14 Luglio 2009
Il diritto di accesso agli atti dell’ispezione del lavoro: interessi a confronto	(Consiglio di Stato
9 Febbraio 2009, n.736)
Sez. VI – Pres. Marrone;
Est. De Michele – Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali
– Direzione provinciale del lavoro di La Spezia (Avvocatura Generale
dello Stato) c. G.&G. Costruzioni Edili (non costituito).
Marinella Colucci Nel numero
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: accesso agli atti ispezioni Al capo V della legge 7 agosto 1990, n. 241 (artt. 22 ss.), così come
modificata dalla legge 11 febbraio 2005, n. 15, è disciplinato l’accesso agli atti amministrativi,
definito dalla stessa legge quale «il diritto degli interessati di prendere visione
e di estrarre copia di documenti amministrativi», dove per documento amministrativo
si intende «ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica
o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi a uno
specifico procedimento articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
Licenziamento orale, dimissioni e onere della prova	(corte di Cassazione
8 Gennaio 2009, n.155)
Pres. Mercurio, Est.
Nobile, P.M. Riello (conf.) – Spa Co. 3. Di. (avv.ti Della Chiesa D’Isasca,
Scialpi) c. Ze. Yo. (avv. Bellotti).
Corte d’Appello Firenze n. 1642/03.
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: onere della prova licenziamento orale L’evento che ha dato origine alla sentenza in commento, consiste
nella risoluzione di un rapporto di lavoro diversamente prospettata dalle parti nel processo.
Dal testo della sentenza si evince che «lo Ze. aveva dedotto di essere stato verbalmente
allontanato dal posto di lavoro» e che «La società, dal canto suo, aveva sostenuto
che, al contrario, era stato lo Ze. ad allontanarsi spontaneamente dal cantiere
senza farvi più ritorno». articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
Delega di funzioni e obbligo di vigilanza	(Corte di Cassazione
15 Dicembre 2008, n.29323)
Sez. lav. – Pres. Picone, Est.
De Matteis, P.M. Finocchi Ghersi (conf.) – B. M. (avv. Ponte) c.
Alcatel Italia Spa (avv. Manca).
Corte d’Appello Brescia 6 novembre 2004.
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: Sicurezza sul lavoro infortunio responsabilità Il caso deciso dalla sentenza in commento riguarda un caposquadra, che assommava
le funzioni di responsabile della sicurezza, il quale, mentre era impegnato nella
posa in opera di tubi, si poneva all’interno di una intercapedine usando come camminamento
travi e tubi; il cedimento di uno di questi assi ne causa la caduta, facendolo
precipitare per circa sette metri. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
Diritto di critica e lesione del vincolo fiduciario	(Corte di Cassazione
10 Dicembre 2008, n.29008)
Sez. lav. – Pres. Ianniruberto; Est.
Stile; P.M. Nardi (conf.) – A. F. (avv. Borgona) c. Conservco (avv. Scacchi).
Corte d’Appello Torino 29 novembre 2004.
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: licenziamento diritto di critica Con la sentenza in epigrafe i giudici
di legittimità tornano a occuparsi delle problematiche inerenti la libertà di manifestazione
del pensiero nei luoghi di lavoro e, in particolare, della possibile interferenza tra
l’esercizio del diritto di critica e gli obblighi che il rapporto di lavoro pone a carico del
lavoratore. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
Gli effetti della nullità del licenziamento intimato al lavoratore che si rifiuta di aderire a un trasferimento illegittimo	(Corte di Cassazione
10 Novembre 2008, n.26920)
Pres. Senese; Rel. Stile; P.M.
Pivetti (diff.) – Haschette Rusconi Pubblicità Spa (avv. Amadesi) c. G. A.
(avv.ti Salvago, Antonucci).
Corte d’Appello Roma 3 novembre 2004
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: licenziamento trasferimento illegittimo Nella sentenza che si commenta la Suprema Corte, conformemente al precedente
orientamento, ritiene nullo il licenziamento intimato a un lavoratore a seguito del rifiuto
di ottemperare alle disposizioni datoriali rispetto a un trasferimento dichiarato
poi illegittimo. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
Illegittima apposizione del termine e applicabilità dell’art. 4-bis, d.lgs. n. 368/2001	Sentenza:
Tribunale Foggia, N.6107-10 Marzo 2009
Marco Lozito Nel numero
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: contratto a termine sanzione illegittimità art. 4-bis d.lgs. 368/01 Le 2 pronunce affermano l’inapplicabilità alle fattispecie concrete dell’art. 4-bis, d.lgs. 368/01. L’A. concorda con la soluzione adottata da Cass. 26935/08, in quanto, nella specie, il contratto a termine era stato stipulato nella vigenza del precedente quadro normativo e, pertanto, non sussisteva alcuna violazione degli art. 1, 2, 4, d.lgs. 368/01, unico presupposto di applicazione dell’art. 4-bis. Viene criticata, invece, la soluzione adottata dal Trib. di Foggia con la sentenza del 10.3.09. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Foggia, N.6107-10 Marzo 2009
(Tribunale Foggia
N:6107 - 10 Marzo 2009)
Est. Colucci – C. M. R. A. (avv.
De Michele) c. Poste Italiane Spa (avv. Maresca).
Note: Illegittima apposizione del termine e applicabilità dell’art. 4-bis, d.lgs. n. 368/2001Parole chiave: contratto a termine :: poste italiane :: illegittima apposizione :: sanzioni :: Contratto a termine – Apposizione del termine in attuazione
dell’art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 368/2001 – Inapplicabilità
dell’art. 4-bis, d.lgs. n. 368/2001, per insussistenza violazione art.
2, comma 1-bis – Interpretazione dell’art. 2, comma 1-bis, secondo
i princìpi del diritto comunitario – Complementarietà e non
alternatività rispetto all’art. 1, d.lgs. n. 368/2001 – Conseguente
illegittimità della clausola di apposizione del termine per mancata
indicazione della causale ex art. 1 – Permanenza del rapporto di
lavoro dopo la scadenza del termine illegittimamente apposto.
Se sussistono i requisiti previsti dall’art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 368/2001,
non vi è violazione di tale norma e quindi non si applica l’art. 4-bis del decreto stesso. L’art. 2, comma 1-bis, va interpretato alla luce del rapporto tra diritto
comunitario e diritto nazionale. I princìpi del diritto comunitario impongono
– a modifica dell’interpretazione adottata in precedenti sentenze – di qualificare
tale norma quale disciplina complementare e non alternativa rispetto
all’art. 1, d.lgs. n. 368/2001. Pertanto, anche le «imprese concessionarie di servizi
nei settori delle poste» devono giustificare l’apposizione del termine secondo
quanto previsto dall’art. 1. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
Licenziamenti collettivi e momento di verifica dei presupposti applicativi	Sentenza:
Corte di Appello Milano, N.1229-7 Novembre 2008
LorenzoGiasanti Nel numero
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: licenziamento collettivo Con la decisione in commento la Corte d’Appello di Milano ha modo di
pronunciarsi sul momento in cui sorge l’obbligo di applicare la disciplina di cui all’art.
24, legge n. 223 del 1991. Il caso concerneva un’industria metalmeccanica che aveva
provveduto a comunicare a tutte le Oo.Ss. l’apertura di una procedura di mobilità per
7 lavoratori che si concludeva però con un mancato accordo e con la successiva espulsione
da parte dell’azienda di soli 3 lavoratori, mediante licenziamenti intimati per giustificato
motivo oggettivo. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Appello Milano, N.1229-7 Novembre 2008
La riduzione in schiavitù e la Convenzione di Palermo	Sentenza:
, N.198-22 Mag 2008
Vincenzo Lombardi Nel numero
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: lavoro schiavile sfruttamento reato Rilevante e attuale interesse giuridico riveste la sentenza di condanna
emessa dal Tribunale penale di Bari, confermata dalla Corte d’Appello, per le ipotesi
delittuose di «tratta di esseri umani» e «riduzione in schiavitù». Le figure delittuose
indicate erano state commesse a opera di un’organizzazione criminale, con movimenti
tra Italia e Polonia, con l’ulteriore connotazione del carattere di «transnazionalità
», conformemente ai requisiti stabiliti dalla cd. «Convenzione di Palermo». articolo completo visibile solo da utenti abbonati	, N.198-22 Mag 2008
N:198 - 22 Mag 2008)
Gup Lovecchio; P.M. Lerario – Imp.
Z. L. e al.; Parti civili: Cgil Regionale Puglia e al.
Note: La riduzione in schiavitù e la Convenzione di PalermoParole chiave: lavoro schiavile :: sfruttamento :: reato :: Lavoro schiavile – Tratta di esseri umani – Reati transnazionali –
Convenzione di Palermo – Sussistono
L’antigiuridicità penale delle condotte di sfruttamento del lavoratore, così come previste dall’art. 600 cod. pen. e ss., integra la nozione di «condizione analoga alla schiavitù» o «servitù» intesa come condizione di «soggezione continuativa» e cioè una subordinazione alla volontà e agli ordini altrui. Le «prestazioni» illecitamente pretese – «lavorative o sessuali […] accattonaggio […] che ne comportino lo sfruttamento» – non rappresentano un elemento ulteriore della condotta di riduzione in schiavitù, ma inquadrano e definiscono lo stato di soggezione che non può ridursi a una condizione meramente passiva di privazione di libertà, ma deve tradursi in un agere del soggetto passivo che, attraverso le forme coercitive tipizzate, viene costretto a compiere un’attività lavorativa...
Il ramo d’azienda e gli indici di genuinità del trasferimento	Sentenza:
Tribunale La Spezia, N.579-14 Ottobre 2008
Daniele Bordigoni Nel numero
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: ramo d'azienda cessione Il caso in esame verte in materia di illegittimità del trasferimento
di ramo aziendale secondo il dettato di cui all’art. 2112 cod. civ. Come noto detta disposizione,
più volte modificata anche in epoca recente, disciplina il fenomeno dell’esternalizzazione
produttiva di parti aziendali, statuendo, fra l’altro, che la parallela cessione
dei contratti di lavoro degli occupati nel comparto trasferito non richiede il consenso
del lavoratore ceduto, con ciò ponendo in essere una rilevante deroga rispetto alle
più generali norme codicistiche di cui agli artt. 1406 ss. cod. civ.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale La Spezia, N.579-14 Ottobre 2008
(Tribunale La Spezia
N:579 - 14 Ottobre 2008)
﻿TRIBUNALE LA SPEZIA, 14 ottobre 2008, Sez. lav. – Giudice Panico – C. E. e al. (avv.ti Lamma, Bordigoni) c. Acam Spa, Acam Impianti e Reti Srl (avv.ti Nanni, Benifei)	Note: Il ramo d’azienda e gli indici di genuinità del trasferimentoParole chiave: trasferimento di ramo d'azienda :: art. 2112 c.c. :: indici genuinità :: Trasferimento ramo d’azienda – Nozione – Art. 2112 cod. civ. – Illegittimità
– Requisiti di autonomia e preesistenza del ramo – Indici di
genuinità del trasferimento – Rilevanza probatoria – Trasferimento
Non costituisce autonomo ramo aziendale un reparto in cui non si realizza
un’attività finale dell’azienda ma una mera attività strumentale o ausiliaria del
più generale core business aziendale. La modifica dell’art. 2112 cod. civ. operata
dal d.lgs. n. 276/03 non muta, infatti, i requisiti di autonomia e di preesistenza
del complesso trasferito, necessari perché possa legittimamente realizzarsi il
trasferimento. Ai fini dell’indagine in ordine alla non autenticità del ramo possono
assumere rilievo probatorio talune circostanze concrete quali l’assenza, nell’oggetto
sociale dell’azienda cedente, dell’indicazione dell’attività specificatamente
esercitata dal comparto che si intende trasferire, l’eterogeneità e non circoscrivibilità
delle attività nello stesso esercitate.
Estensione e limiti del principio dell’autodichia – Il caso dei gruppi parlamentari	(Corte di Cassazione
24 Novembre 2008, n.27863)
Sezioni Unite – Pres.
Carbone; Est. Balletti; P.M. Iannelli (diff.) – T. G. (avv.ti Fontana, Fonzo)
c. P. G. detto M., R. F., C. G. (avv. Conti).
Corte d’Appello Roma 24 luglio 2004.
Alessandro Di Meglio Nel numero
ANNO LX - 2009 - N3	Parole chiave: autodichia gruppi parlamentari Non è configurabile un’estensione dell’ambito dell’autodichia parlamentare –
che, costituendo un’eccezione al principio cardine dell’indefettibilità della tutela
giurisdizionale davanti ai giudici comuni, è insuscettibile di applicazione fuori
dei casi previsti – a tutte quelle attività del gruppo parlamentare che, fuoriuscendo
dal campo applicativo del diritto parlamentare, non siano immediatamente
collegabili con specifiche forme di esercizio di funzioni parlamentari. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Sicurezza sociale
sia previsto da convenzioni bilaterali di sicurezza sociale. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	home

References: art. 18
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 Cass. 
 art. 1
 sentenza 
 art.
2
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2112
 Art. 2112