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E’ un diritto la felicità? | sguardiepercorsi
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28 pensieri su “E’ un diritto la felicità?”
Luigi 15 gennaio 2018 alle 10:47
questo è un tema che mi sta molto a cuore Patrizia: ne ho parlato in questo post: http://lucesepolta.blogspot.it/2011/03/nostalgia.html
Grazie della sensibilità
sguardiepercorsi Autore articolo 15 gennaio 2018 alle 20:00
Io non sono credente. Felicità e infelicità, per me, hanno a che fare con questioni terrene, e col riuscire o meno a trovare senso in ciò che viviamo, a integrarlo nella nostra vita.
Certo parliamo entrambi di una dimensione spirituale, che però poi decliniamo in modi diversi.
Sono comunque argomenti molto complessi, in un post o una risposta si può giusto sfiorare qualche aspetto…
Luigi 16 gennaio 2018 alle 09:32
scusami Chiara, pensavo che Patrizia fosse anche l’autrice del blog (è stata lei a condividere su FB il tuo post). Se la tua prospettiva è solamente umana allora ritengo ancora più interessanti le tue considerazioni: devi essere davvero una persona speciale se riesci a dare conforto alle persone che soffrono senza ricorrere ad argomenti soprannaturali!!!
sguardiepercorsi Autore articolo 16 gennaio 2018 alle 09:56
Grazie per le tue parole! Buona giornata 🙂
yourcenar11 24 dicembre 2017 alle 13:07
Meno male che ci sei tu con le tue riflessioni. Proprio oggi un’amica mi ha detto (siamo al 24 dicembre, vigilia di Natale): Tu devi essere allegra… Le ho risposto che “No, non devo, accolgo l’allegria e la malinconia, la mancanza di mia sorella (è morta solo due anni fa…) e tutte le assenze che oggi si sono materializzate. Poi continuo il mio cammino, semplicemente, come tu dici, vivendo ogni momento.
sguardiepercorsi Autore articolo 24 dicembre 2017 alle 13:10
Un abbraccio a te! E che l’equilibrio delle forze ci possa sempre accompagnare… 😘😘
enantiodromici 17 luglio 2013 alle 19:03
sguardiepercorsi Autore articolo 17 luglio 2013 alle 21:12
Marco 17 luglio 2013 alle 14:14
Se fai un salto sul mio blog cè un pensiero per te 🙂 a presto
arthur 16 luglio 2013 alle 22:00
Ho riletto con più attenzione ciò che hai scritto e non fa una piega, impossibile da contestare il tuo ragionamento, è realistico e senz’altro condivisibile ma, come in tutte le cose credo ci sia un ma, o perlomeno, diciamo la visuale della cosa in sé vista da un’altra angolazione, forse meno realistica, ma senz’altro più serena.
Sul fatto che la vita bisogna viverla per come ci si presenta d’accordissimo, nella buona e nella cattiva sorte, per usare un termine strausato, ma viverla significa anche l’opportunità di non relegarci in ambiti troppo ristretti, dai quali è poi difficile uscire; la disperazione non offre alternative, è vero anche questo, ma una volta metabolizzato il dolore, l’unico modo per ricominciare è metterselo alle spalle e allora la ricerca anche se di una parvenza di felicità diventa indispensabile.
Insomma, non è tirandosi i capelli che si risolvono i problemi, anzi, anche nelle difficoltà più estreme può essere d’aiuto un attimo di pausa, magari con un bel respiro profondo, e provarci può aiutare a trovare quel famoso equilibrio che serve per sentirsi vivi e autenticamente artefici della propria vita.
Sì, il bicchiere amo vederlo mezzo pieno, e nel caso si svuotasse, farei di tutto per rimetterlo com’era prima, cioè mezzo pieno. 🙂
sguardiepercorsi Autore articolo 17 luglio 2013 alle 05:44
Sono d’accordo con te. È importante trovare una strada che ci faccia stare bene, che ci faccia uscire dal dolore.
Ma come scrivevo in risposta a Mr.Incredible, lavorando in ospedale vedo bicchieri quasi vuoti, e il percorso per riempirli un po’ è molto faticoso. D’altra parte il mio lavoro è proprio aiutare le persone a ritrovare un po’ di serenità, un po’ di equilibrio. Provarci, perlomeno.
Il mio è stato uno sfogo, anche un po’ provocatorio, perché vedo intorno a me una cultura che ha il terrore di non essere felice, che sfugge alle angosce, che è poco preparata ad accogliere i guai che possono capitare. E questo non è sano, non fa bene, perché poi le angosce che sbatti fuori dalla porta rientrano dalla finestra.
Dare un posto, dare senso, tenere in equilibrio… Poi, se riesco a riempire il bicchiere fino all’orlo, tanto meglio! È un’ottima risorsa la capacità di reagire, è fondamentale!
Grazie per il tuo commento… 🙂 Buona giornata! 🙂
arthur 16 luglio 2013 alle 16:46
Sì, lo scopo della vita è viverla, nel migliore dei modi aggiungo.
Adesso non ho tempo, ma torno stasera per completare il discorso.
sguardiepercorsi Autore articolo 16 luglio 2013 alle 16:49
Certo, nel migliore dei modi possibili… 🙂 Attendò il seguito… Ciao! 🙂
Mr. Incredible 15 luglio 2013 alle 15:21
Da simpatizzante (solo quello purtroppo) delle culture orientali mi ha sempre affascinato la tradizione dello Yin e dello Yang, i due OPPOSTI che devono essere equilibrati in ogni aspetto della nostra vita, cibo, salute, energia, sentimenti.
Anche la parola CRISI “Wej Ji”, è la somma di due ideogrammi, pericolo e opportunità.
Io pnso che esista la felicità e la tristezza. Nessuno dei due ha senso da solo, grazie alla seconda si affrontano pensieri che nella felicità mai potresti vivere. E nemmeno potresti apprezzare appieno la felicità.
Ma penso che sia un peccato, nel senso religioso del termine, non cercare di raggiungere quotidianamente la felicità che, però, considero come il raggiungimento del giusto equilibrio dei due opposti.
Non contano gli opposti , ma quello che sta nel mezzo.
Anzi Ni Hao …
Mr. Incredible 15 luglio 2013 alle 15:25
ma come ho scritto male….. spero si capisca.
Questo è Wei Ji: 危机
Mr. Incredible 15 luglio 2013 alle 15:26
[IMG]http://i44.tinypic.com/zvrf9y.jpg[/IMG]
sguardiepercorsi Autore articolo 15 luglio 2013 alle 17:49
Sono d’accordo. Mentre scrivevo il post avevo proprio in mente il simbolo del Tao.
Ho scritto perché in questo periodo sono particolarmente insofferente alle affermazioni stupide sulla felicità, a certe immagini pubblicitarie, ai discorsi superficiali sull’ottimismo. Mi fanno arrabbiare. Passo buona parte della mia giornata in mezzo a gente che felice non è, che fa i conti con disabilità più o meno gravi, con malattie croniche se non terminali: la vita passa anche da lì, e non tenerne conto mi sembra una mancanza di rispetto verso quelle persone, quelle vite. Poi da lì si deve andare avanti e cercare un equilibrio, provare anche a cercare la felicità. È vero che sarebbe un peccato non provarci. Ma è un percorso che deve portare con sé tutto, e accogliere tutto ciò che ci accade: felicità e tristezza, pericolo e opportunità, yin e yang… E uno ha in sé il suo opposto.
Porto sempre con me la frase di Castaneda che ho già citato nell’introduzione al mio blog: “si sopravvive sul sentiero della conoscenza vivendo come un guerriero, perché l’arte del guerriero consiste nel tenere in equilibrio il terrore di essere uomo con la meraviglia di essere uomo”. La trovo bellissima. E io sto bene quando ho in me quell’equilibrio. Allora sono felice, di una felicità grave che mi tiene ancorata a terra e aperta al cielo. Lì amo la vita appassionatamente.
Ciao! Grazie per il tuo commento e per gli ideogrammi… 🙂
Manuel Chiacchiararelli 15 luglio 2013 alle 10:32
Sembra paradossale ma per godere della felicità abbiamo bisogno della tristezza e del dolore
Non credo che potrei vivere una vita completamente felice, sarebbe noioso e impossibile
sguardiepercorsi Autore articolo 15 luglio 2013 alle 17:12
È così… E comunque ci pensa sempre la vita a non farci annoiare! 😉
arte64 15 luglio 2013 alle 09:38
Dimenticavo: la felicità non è neanche un merito.
sguardiepercorsi Autore articolo 15 luglio 2013 alle 17:11
La felicità non è un diritto. È qualcosa di fugace, aleatorio, che ci sfiora per un attimo e ci inebria. Dev’essere per forza così, altrimenti non sarebbe tale. Non è qualcosa che possiamo inseguire, o garantirci, o alla quale aspirare. Possiamo sperare che ci tocchi, e soprattutto possiamo cercare di essere in grado di saperla sentire quando si presenta. Altra cosa è l’atteggiamento di assenso, di apertura nei confronti dell’esistenza, che ci consente di affrontare anche i periodi difficili prendendoli per quello che sono: una parte necessaria del tutto.
Come scriveva Montale: “Felicità raggiunta, si cammina per te sul fil di lama…”
Aprirsi alla vita è la strada…
corvobianco213 14 luglio 2013 alle 23:26
Per me il tuo post più bello di sempre, non per forza positivo ma vero, sentito, sulla pelle viva.. o almeno per me…
sguardiepercorsi Autore articolo 15 luglio 2013 alle 05:34
Sì, sentito è sentito… 🙂 Grazie per le tue parole…
tramedipensieri 14 luglio 2013 alle 15:34
La felicità è dentro di noi….a volte sotto troppi strati di preoccupazioni, ansie, dolori anche…
…insomma abbiamo tutto dentro…
sguardiepercorsi Autore articolo 14 luglio 2013 alle 15:45
Già.. A volte è più semplice liberarsi di qualche strato, altre volte molto più difficile… Comunque, ci si lavora su…
Grazie, Marta, buona serata!

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