Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2018-0363_IT.html
Timestamp: 2019-07-24 05:27:51+00:00

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sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'informativa in materia di investimenti sostenibili e rischi per la sostenibilità recante modifica della direttiva (UE) 2016/2341
– vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0354),
– visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0208/2018),
– visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del [data del parere](1),
– visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A8-0363/2018),
sull'informativa in materia di ▌rischi per la sostenibilità e di risultati in termini di sostenibilità degli investimenti recante modifica della direttiva (UE) 2016/2341
(1) La transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, più sostenibile, efficiente in termini di risorse e circolare è fondamentale per assicurare la competitività a lungo termine dell'economia dell'Unione. L'accordo di Parigi sul clima (COP21), ratificato dall'Unione il 5 ottobre 2016(5) ed entrato in vigore il 4 novembre 2016, si propone di rafforzare la risposta al cambiamento climatico, tra l'altro rendendo i flussi finanziari compatibili con un percorso che conduca a uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente dal punto di vista climatico.
(1 bis) L'integrazione di fattori ambientali, sociali e di governance nel processo decisionale in materia di investimenti può produrre vantaggi che non si limitano ai mercati finanziari. Pertanto, è essenziale che i partecipanti ai mercati finanziari forniscano le informazioni necessarie per consentire la comparabilità degli investimenti e l'adozione di decisioni di investimento informate. Inoltre, al fine di ottemperare ai loro obblighi di dovuta diligenza relativi all'impatto e ai rischi in termini di sostenibilità e di fornire informazioni utili agli investitori finali, i partecipanti ai mercati finanziari necessitano di una comunicazione delle informazioni affidabile, comparabile e armonizzata da parte delle società partecipate. Questo processo può riuscire soltanto in presenza di definizioni concordate a livello giuridico.
(2) La direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(6), la direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(7), la direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(8), la direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(9), la direttiva (UE) 2016/97 del Parlamento europeo e del Consiglio(10), la direttiva (UE) 2016/2341 del Parlamento europeo e del Consiglio(11), il regolamento (UE) n. 345/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(12) e il regolamento (UE) n. 346/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(13) hanno l'obiettivo comune di agevolare l'accesso alle attività degli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), dei gestori di fondi di investimento alternativi (GEFIA), delle imprese di assicurazione, delle imprese di investimento, degli intermediari assicurativi, degli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP), dei gestori di fondi per il venture capital qualificati (gestori di EuVECA) e dei gestori dei fondi qualificati per l'imprenditoria sociale (gestori di EuSEF), nonché l'esercizio di tali attività. Tali direttive e regolamenti assicurano una protezione più uniforme degli investitori finali e facilitano l'accesso di questi ultimi a un'ampia gamma di prodotti e servizi finanziari, prevedendo nel contempo norme che consentono loro di prendere decisioni di investimento consapevoli. Anche se tali obiettivi sono stati ampiamente realizzati, l'informativa destinata agli investitori finali e agli investitori sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità, dei risultati in termini di sostenibilità e degli obiettivi di investimento sostenibile nel processo decisionale relativo agli investimenti da parte delle società di gestione degli OICVM, dei GEFIA, delle imprese di assicurazione, delle imprese di investimento che forniscono servizi di gestione del portafoglio, degli EPAP, degli enti pensionistici, degli istituti di credito, dei gestori di EuVECA e dei gestori di EuSEF (partecipanti ai mercati finanziari) e l'informativa destinata agli investitori finali e agli investitori sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità e sui risultati in termini di sostenibilità nei processi di consulenza da parte degli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda i prodotti di investimento assicurativi (IBIP) e delle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti (consulenti finanziari) non sono sufficientemente sviluppate perché tali informative e l'integrazione dei rischi per la sostenibilità nel processo decisionale in materia di investimenti non sono ancora soggette a obblighi e a indicatori di risultato in termini di sostenibilità armonizzati. Al fine di ottemperare ai loro obblighi di dovuta diligenza relativi alla considerazione dei rischi rilevanti per la sostenibilità e all'integrazione degli indicatori di risultato in termini di sostenibilità, i partecipanti ai mercati finanziari stessi necessitano di una comunicazione delle informazioni affidabile, comparabile e armonizzata da parte delle società partecipate e di principi contabili armonizzati sugli indicatori di sostenibilità.
(2 bis) Il regolamento prende in esame le norme in materia di informativa per i partecipanti ai mercati finanziari relativamente ai prodotti o servizi finanziari e alla consulenza in materia di investimenti. Al fine di assicurare condizioni di parità per i partecipanti ai mercati finanziari e consentire la comparabilità dei prodotti finanziari, è importante creare un quadro armonizzato per l'informativa in materia di rischi per la sostenibilità e di risultati in termini di dovuta diligenza e nei processi di gestione dei rischi legati agli investimenti e al credito dei partecipanti ai mercati finanziari. Gli obblighi di informativa dovrebbero essere proporzionati alle dimensioni e all'importanza sistemica dell'entità e garantire la protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali).
(2 ter) L'ABE dovrebbe indagare sulla fattibilità e sull'adeguatezza dell'introduzione di criteri tecnici per il processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP) dei rischi relativi alle esposizioni ad attività associate in modo sostanziale a obiettivi ambientali, sociali e di governance, al fine di valutare, tra l'altro, le possibili origini e i possibili effetti di tali rischi sulle istituzioni, tenendo conto delle relazioni di sostenibilità esistenti elaborate da queste ultime.
(3) In mancanza di norme dell'Unione armonizzate in materia di informativa sulla sostenibilità destinata agli investitori e agli investitori finali da parte degli investitori e delle società partecipate, in tutta probabilità continueranno a essere adottate misure divergenti a livello nazionale e potrebbero persistere approcci differenti nei diversi settori dei servizi finanziari. Tali misure e approcci divergenti continuerebbero a causare significative distorsioni della concorrenza, dando origine a importanti differenze delle norme in materia di informativa. Inoltre, lo sviluppo parallelo di prassi basate sul mercato che si fondano su priorità di natura commerciale in grado di produrre risultati divergenti, sta attualmente generando un'ulteriore e inutile frammentazione del mercato e potrebbe addirittura compromettere ulteriormente il funzionamento del mercato interno in futuro. La divergenza degli standard di informativa e delle prassi basate sul mercato e l'assenza di un insieme armonizzato di indicatori di risultato in termini di sostenibilità rendono estremamente difficile comparare prodotti e servizi finanziari differenti, creando condizioni non eque tra tali prodotti e servizi e tra i canali di distribuzione, oltre a innalzare ulteriori barriere al mercato interno. Tali divergenze possono inoltre creare confusione per gli investitori finali e distorcerne le decisioni di investimento. Vi è il rischio che gli Stati membri, al fine di rispettare l'accordo di Parigi sul clima, adottino misure nazionali divergenti che potrebbero creare ostacoli al buon funzionamento del mercato interno e danneggiare i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari Inoltre, la mancanza di norme armonizzate e di indicatori di risultato in termini di sostenibilità in materia di trasparenza rende difficoltoso per gli investitori finali comparare con efficacia prodotti e servizi finanziari diversi nei vari Stati membri dal punto di vista dei rischi ambientali, sociali e di governance, dei risultati in termini di sostenibilità, nonché degli obiettivi di investimento sostenibile dei prodotti finanziari e delle società sottostanti. Pertanto è necessario esaminare gli ostacoli esistenti al funzionamento del mercato interno e consentire la comparabilità dei prodotti finanziari al fine di prevenire l'insorgenza di nuovi ostacoli.
(4) Per assicurare un'applicazione coerente del presente regolamento, nonché l'applicazione chiara e uniforme degli obblighi di informativa che esso stabilisce da parte dei partecipanti ai mercati finanziari, è necessario stabilire una definizione chiara e armonizzata di "investimenti sostenibili" e di "rischi per la sostenibilità", evitando qualsiasi sovrapposizione nel regolamento che non sia conforme ai principi di una migliore regolamentazione e di proporzionalità. La definizione di investimenti sostenibili garantisce un livello minimo di coerenza tra i prodotti e i servizi finanziari e garantisce altresì che tali investimenti abbiano un impatto netto positivo sui risultati in termini di sostenibilità. A causa della natura multidimensionale della sostenibilità – con riferimento alle tre dimensioni della sostenibilità ambientale, sociale e di governance –, è probabile che gli impatti positivi in una dimensione non siano sempre accompagnati da impatti positivi in un'altra, ma i risultati netti in termini di sostenibilità, quali misurati mediante indicatori di sostenibilità armonizzati, devono sempre essere ampiamente positivi. La definizione dei rischi per la sostenibilità è necessaria per garantire un livello minimo di coerenza degli esiti normativi, ma rappresenta anche uno strumento dinamico e in continua evoluzione per integrare i rischi emergenti e identificare gli effetti negativi reali e potenziali. La definizione comprende l'impatto finanziario e non finanziario della mancata considerazione dei rischi ambientali, sociali e di governance. Essa dovrebbe essere orientata al futuro in modo da comprendere i rischi concreti e i rischi suscettibili di concretizzarsi a breve, medio e lungo termine. I partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero integrare l'identificazione, la prevenzione e l'attenuazione dei rischi per la sostenibilità e identificare gli effetti negativi nelle loro procedure di dovuta diligenza, per le quali dovrebbero tener conto dei rischi per la sostenibilità elencati nell'allegato I bis del presente regolamento. I risultati in termini di sostenibilità devono essere misurati sulla base di indicatori di sostenibilità armonizzati che devono essere definiti con urgenza dalla Commissione avvalendosi delle iniziative esistenti a livello europeo e internazionale. Una serie di indicatori armonizzati contribuirà a incentivare i partecipanti ai mercati finanziari ad adottare misure graduali e proporzionate per una transizione sostenibile attraverso una maggiore trasparenza, garantendo al contempo la coerenza tra le altre proposte sulla finanza sostenibile, inclusi [UP: inserire il riferimento al regolamento relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili] e [UP: inserire il riferimento al regolamento per quanto riguarda gli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e gli indici di riferimento di impatto positivo].
(5) Le politiche di remunerazione dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti finanziari dovrebbero essere coerenti con l'integrazione dei rischi per la sostenibilità e, ove pertinente, con gli obiettivi di investimento sostenibile, e dovrebbero essere concepite per contribuire alla crescita sostenibile a lungo termine. L'informativa precontrattuale dovrebbe quindi comprendere informazioni sul modo in cui le politiche di remunerazione dei soggetti interessati sono coerenti con l'integrazione dei rischi per la sostenibilità e la direttiva (UE) 2017/828 e seguono i criteri relativi ai risultati operativi interni a livello ambientale, sociale e di governance dei partecipanti ai mercati finanziari, e sono allineate, se del caso, con gli obiettivi di investimento sostenibile dei prodotti e servizi finanziari che i partecipanti ai mercati finanziari mettono a disposizione o in merito ai quali i consulenti finanziari forniscono consulenza.
(6) Poiché i parametri di riferimento della sostenibilità servono come punti di riferimento standard rispetto ai quali misurare gli investimenti sostenibili, gli investitori finali dovrebbero essere informati per mezzo dell'informativa precontrattuale sull'adeguatezza dell'indice designato, nello specifico sull'allineamento di tale indice all'obiettivo di investimento sostenibile. I partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero inoltre comunicare le ragioni delle differenze in termini di ponderazione e componenti dell'indice designato rispetto a un indice generale di mercato, distinguendo al contempo tra un prodotto che riproduce un indice e un prodotto che utilizza un indice per misurare o comparare i suoi risultati. Per promuovere ulteriormente la trasparenza, i partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero inoltre indicare dove è possibile reperire la metodologia utilizzata per il calcolo dell'indice designato e dell'indice generale di mercato, affinché gli investitori finali possano disporre delle necessarie informazioni su come le attività sottostanti sono state selezionate e ponderate, su quali attività sono state escluse e per quale ragione, su come gli impatti correlati alla sostenibilità delle attività sottostanti sono stati misurati oppure su quali fonti di dati sono state impiegate. Se un prodotto finanziario è espressamente concepito per essere conforme all'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici o punta a ridurre le emissioni di carbonio, i fornitori di indici di riferimento devono indicare anche il grado di conformità all'accordo di Parigi sulla base di dati scientifici. Tale informativa dovrebbe essere basata su una serie armonizzata di indicatori di risultato, di modo da consentire una comparazione effettiva e contribuire allo sviluppo di una corretta percezione dei rischi per la sostenibilità, dei risultati in termini di sostenibilità e degli investimenti orientati alla sostenibilità. Qualora non sia stato designato un indice come parametro di riferimento, i partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero spiegare in che modo sono conseguiti gli obiettivi di investimento sostenibile o in che modo sono stati integrati i rischi per la sostenibilità e gli indicatori di risultato in termini di sostenibilità.
(7) Qualora un prodotto o un servizio finanziario abbia come obiettivo la riduzione delle emissioni di carbonio, l'informativa precontrattuale dovrebbe comprendere l'esposizione a basse emissioni di carbonio da conseguire come obiettivo, incluse informazioni sulla sua conformità all'accordo di Parigi e agli obiettivi dell'UE in materia.
(8) Per migliorare la trasparenza e informare gli investitori e gli investitori finali, l'accesso alle informazioni sul modo in cui i risultati in termini di sostenibilità sono tenuti in considerazione e sul modo in cui i rischi per la sostenibilità che sono concreti o sono suscettibili di concretizzarsi sono incorporati dai partecipanti ai mercati finanziari nei processi decisionali relativi agli investimenti, inclusi gli aspetti organizzativi, di gestione del rischio e di governance, e dai consulenti finanziari nei processi di consulenza e dalle società partecipate sottostanti nelle loro strategie e operazioni, dovrebbe essere regolamentato imponendo ai partecipanti ai mercati finanziari di pubblicare una breve sintesi di tali misure sui rispettivi siti web.
(9) Gli attuali obblighi di informativa stabiliti dalla normativa dell'Unione non prevedono l'obbligo di comunicare tutte le informazioni necessarie per informare correttamente gli investitori finali in merito all'impatto dei loro investimenti correlato alla sostenibilità. È quindi opportuno stabilire obblighi di informativa standardizzati più specifici al fine di consentire la comparabilità riguardo agli investimenti sostenibili. Ad esempio, i risultati complessivi dei prodotti finanziari correlati alla sostenibilità dovrebbero essere comunicati regolarmente in una forma standardizzata tramite una serie armonizzata di indicatori pertinenti per misurare e comparare i risultati in termini di sostenibilità. Qualora sia stato designato un indice appropriato come parametro di riferimento, tali informazioni dovrebbero essere fornite anche per l'indice designato e un indice generale di mercato per consentire il raffronto, distinguendo al contempo tra un prodotto che riproduce un indice e un prodotto che utilizza un indice per misurare o comparare i suoi risultati. Si dovrebbero comunicare anche le informazioni su tutti i componenti dell'indice designato e dell'indice generale di mercato, insieme alle rispettive ponderazioni, per fornire ulteriori informazioni comparabili sul modo in cui sono conseguiti gli obiettivi di investimento sostenibile. Qualora rendano disponibili informazioni sull'impatto sociale positivo assunto come obiettivo da un determinato fondo, sull'esito sociale complessivo realizzato e sui metodi correlati impiegati in conformità al regolamento (UE) n. 346/2013, i gestori di EuSEF possono, se del caso, utilizzare tali informazioni ai fini dell'informativa di cui al presente regolamento.
(10) La direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(14) impone obblighi di trasparenza riguardo agli aspetti sociali, ambientali e di governo societario nelle relazioni di carattere non finanziario. La forma e la presentazione richieste, stabilite da tali direttive, non sono però idonee all'impiego diretto da parte dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti finanziari nelle loro interazioni con gli investitori finali. I partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari dovrebbero avere la possibilità di utilizzare le informazioni nelle relazioni sulla gestione e nelle dichiarazioni di carattere non finanziario in conformità alla direttiva 2013/34/UE ai fini del presente regolamento, ove appropriato. Per garantire che agli investitori siano forniti dati di qualità comparabile, si dovrebbero aggiornare gli obblighi di trasparenza previsti dalla direttiva 2013/34/UE, per includere i rischi concreti per la sostenibilità e i risultati in termini di sostenibilità sulla base di indicatori armonizzati, da comunicare in relazioni periodiche e integrate che comprendano informazioni sia finanziarie che non finanziarie.
(11) Per assicurare l'affidabilità delle informazioni pubblicate sui siti web dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti finanziari, tali informazioni dovrebbero essere aggiornate ed eventuali riesami o modifiche dovrebbero essere spiegati con chiarezza.
(12) Per specificare come gli EPAP prendono le decisioni di investimento e valutano i rischi al fine di tenere conto dei rischi ambientali, sociali e di governance, il potere di adottare atti in conformità all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea dovrebbe essere delegato alla Commissione nella direttiva (UE) 2016/2341. Le norme in materia di governance e di gestione del rischio già si applicano alle decisioni di investimento e alle valutazioni dei rischi per assicurare la continuità e la regolarità nell'esecuzione delle attività degli EPAP. L'adozione delle decisioni di investimento e la valutazione dei rischi pertinenti, compresi i rischi ambientali, sociali e di governance, dovrebbero garantire la conformità agli interessi degli aderenti e dei beneficiari. Le attività e i processi sottostanti degli EPAP dovrebbero assicurare la realizzazione dello scopo degli atti delegati. Gli atti delegati dovrebbero assicurare la coerenza, ove pertinente, con gli atti delegati adottati a norma delle direttive 2009/65/CE, 2009/138/CE e 2011/61/UE. Inoltre, è di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni pubbliche, ▌nel rispetto dei principi dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire una partecipazione paritaria alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero ricevere tutti i documenti contestualmente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti dovrebbero avere sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione degli atti delegati.
(13) L'Autorità bancaria europea ("ABE"), l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali ("EIOPA") e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati ("ESMA") (note collettivamente come "AEV") istituite rispettivamente con il regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(15), il regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(16) e il regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(17) dovrebbero sviluppare, tramite il comitato congiunto, norme tecniche di regolamentazione che specifichino ulteriormente i dettagli della presentazione e del contenuto delle informazioni in merito ai rischi per la sostenibilità e ai risultati in termini di sostenibilità da comunicare nei documenti precontrattuali, nelle relazioni periodiche pubblicate almeno con cadenza annuale e sui siti web dei partecipanti ai mercati finanziari in conformità agli articoli da 10 a 14 del regolamento n. 1093/2010, del regolamento n. 1094/2010 e del regolamento (UE) n. 1095/2010. La Commissione dovrebbe avere la facoltà di adottare tali norme tecniche di regolamentazione.
(14) La Commissione dovrebbe avere la facoltà di adottare norme tecniche di attuazione sviluppate dalle AEV tramite il comitato congiunto, attraverso atti di esecuzione a norma dell'articolo 291 TFUE e in conformità all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1093/2010, all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1094/2010 e all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010, per stabilire la presentazione standard degli investimenti sostenibili nelle comunicazioni di marketing.
(15) Poiché le relazioni periodiche riassumono in teoria i risultati commerciali per interi anni di calendario, l'applicazione delle disposizioni sugli obblighi di trasparenza nelle relazioni periodiche dovrebbe essere posticipata al [UP: inserire la data corrispondente al 1° gennaio dell'anno successivo alla data di cui all'articolo 12, secondo comma].
(16) Le norme in materia di informativa contenute nel presente regolamento dovrebbero integrare le disposizioni delle direttive 2009/65/CE, 2009/138/CE, 2011/61/UE e (UE) 2016/2341 del Parlamento europeo e del Consiglio(18) e dei regolamenti (UE) n. 345/2013 e (UE) n. 346/2013 e applicarsi in aggiunta ad esse.
(16 bis) Le norme in materia di informativa stabilite dal presente regolamento integrano l'introduzione di un quadro di dovuta diligenza generale e obbligatorio per tutti i partecipanti ai mercati finanziari, che comprenda la piena introduzione progressiva di una componente relativa al dovere di sollecitudine entro un periodo transitorio e la presa in considerazione dei principi di proporzionalità, tenendo conto in particolare della proporzionalità in termini di dimensioni e importanza sistemica dell'entità, e che garantisca la protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali). Per esercizio di dovuta diligenza s'intende una ragionevole considerazione e indagine dei rischi ESG sulla base degli indicatori ESG. Esercitando la dovuta diligenza gli investitori saranno in grado di evitare non solo le conseguenze negative dei loro investimenti sulla società e sull'ambiente ma anche i rischi finanziari e per la reputazione, di rispondere alle attese dei loro clienti e beneficiari e di contribuire agli obiettivi globali in materia di clima e sviluppo sostenibile. Così facendo, i partecipanti ai mercati finanziari saranno obbligati ad andare oltre la mera conoscenza finanziaria dei loro doveri di investitori. Inoltre, il quadro si ispira alla richiesta del Parlamento europeo relativa all'introduzione di un quadro di dovuta diligenza obbligatorio, formulata nella sua relazione d'iniziativa sulla finanza sostenibile (2018/2007(INI)), alle Linee guida dell'OCSE – Condotta aziendale responsabile per gli investitori istituzionali – Considerazioni principali sul dovere di diligenza conformemente alla guida OCSE per gli investitori multinazionali (2017), e alla legge francese del 27 marzo 2017 sul dovere di diligenza per le imprese, in particolare gli articoli 1 e 2.
(17) Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
(18) Poiché gli obiettivi del presente regolamento, vale a dire rafforzare la protezione per gli investitori finali e le informazioni per gli investitori, migliorare l'informativa e la scelta degli investimenti a loro destinate e aiutare i partecipanti ai mercati finanziari, i consulenti finanziari e le società quotate a integrare i rischi ambientali, sociali e di governance nelle loro decisioni di investimento, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma possono essere conseguiti meglio a livello di Unione in ragione della necessità di stabilire obblighi di informativa uniformi a livello dell'Unione, l'Unione può adottare provvedimenti, dopo un periodo transitorio per dare ai partecipanti ai mercati il tempo sufficiente per adeguarsi, in conformità al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,
Il presente regolamento stabilisce norme armonizzate sulla trasparenza che devono essere applicate dai partecipanti ai mercati finanziari, dagli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda gli IBIP e dalle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti nonché dalle società partecipate per quanto riguarda l'integrazione dei rischi per la sostenibilità e dei risultati nel processo decisionale o nel processo di consulenza relativi agli investimenti e la trasparenza dei prodotti o servizi finanziari, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno un impatto mirato in materia di sostenibilità.
(a) "partecipante ai mercati finanziari":
i) un'impresa di assicurazione ▐, un GEFIA, un'impresa di investimento che fornisce servizi di gestione del portafoglio, un EPAP o un fornitore di un prodotto pensionistico;
ii) un gestore di un fondo per il venture capital qualificato registrato conformemente all’articolo 14 del regolamento (UE) n. 345/2013;
iii) un gestore di un fondo qualificato per l’imprenditoria sociale registrato conformemente all’articolo 15 del regolamento (UE) n. 346/2013;
iv) una società di gestione di OICVM;
iv bis) un ente creditizio come definito all'articolo 4, paragrafo 1, punto 1), del regolamento (UE) n. 575/2013, che fornisce processi di investimento o di gestione del rischio di credito, ad eccezione degli enti di piccole dimensioni e non complessi definiti [UP: inserire il riferimento all'articolo pertinente] del regolamento (UE) n. 575/2013];
(b) "impresa di assicurazione": un’impresa di assicurazione autorizzata conformemente all’articolo 18 della direttiva 2009/138/CE;
b bis) "società partecipate": le imprese quotate e non quotate definite all'articolo 1 della direttiva 2013/34;
b ter) "risultati in termini di sostenibilità": la coerenza del prodotto o del servizio finanziario con i rischi ESG e i fattori che riflettono l'impatto degli indicatori di sostenibilità armonizzati;
(c) "IBIP":
i) un prodotto di investimento assicurativo come definito all’articolo 4, punto 2, del regolamento (UE) n. 1286/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio(19);
ii) un prodotto assicurativo, reso disponibile a un investitore professionale, che presenta una scadenza o un valore di riscatto che è esposto in tutto o in parte, in modo diretto o indiretto, alle fluttuazioni del mercato;
(d) "GEFIA": un GEFIA come definito all’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2011/61/UE;
(e) "impresa di investimento": un'impresa di investimento come definita all'articolo 4, paragrafo 1, punto 1), della direttiva 2014/65/UE, con l'eccezione dei piccoli enti non interconnessi definiti all'articolo 12 del regolamento [UP: inserire il riferimento al regolamento relativo ai requisiti prudenziali per le imprese di investimento];
(f) "gestione del portafoglio": la gestione del portafoglio come definita all’articolo 4, paragrafo 1, punto 8, della direttiva 2014/65/UE;
(g) "EPAP": un ente pensionistico aziendale o professionale autorizzato o registrato conformemente all’articolo 9 della direttiva (UE) 2016/2341;
(h) "prodotto pensionistico":
i) un prodotto pensionistico individuale di cui all’articolo 2, paragrafo 2, lettera g), del regolamento (UE) n. 1286/2014;
ii) un prodotto pensionistico individuale di cui all’articolo 2, paragrafo 2, lettera g), del regolamento (UE) n. 1286/2014;
ii bis) un "prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP)" come definito all'articolo 2, paragrafo 2, del [UP: inserire il riferimento al regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP)];
(i) "società di gestione di OICVM": una società di gestione come definita all’articolo 2, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/65/CE o una società di investimento di cui all’articolo 1, paragrafo 2, della medesima direttiva;
(j) “prodotto o servizio finanziario”: una gestione di portafoglio, un FIA, un IBIP, un prodotto pensionistico, uno schema pensionistico o un OICVM;
(k) "FIA": un FIA come definito all’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2011/61/UE;
(l) "schema pensionistico": uno schema pensionistico come definito all’articolo 6, punto 2, della direttiva (UE) 2016/2341;
(m) "OICVM": un organismo d’investimento collettivo in valori mobiliari autorizzato conformemente all’articolo 5 della direttiva 2009/65/CE;
(n) "consulenza in materia di investimenti": la consulenza in materia di investimenti come definita all’articolo 4, paragrafo 1, punto 4, della direttiva 2014/65/UE;
(n bis) "autorità competenti pertinenti": le autorità competenti o le autorità designate preposte alla vigilanza dei partecipanti ai mercati finanziari di cui alla lettera a) del presente articolo;
(o) "investimenti sostenibili": prodotti associati a strategie che mirano al conseguimento di un impatto ambientale, sociale e di governance, compresi uno o più dei seguenti investimenti o una loro combinazione:
i) gli investimenti in un'attività economica che contribuisce in maniera significativa a un obiettivo ambientale, compresi gli indicatori chiave di efficienza delle risorse, quali l'impiego di energia, l'impiego di energie rinnovabili, l'utilizzo di materie prime, la produzione di rifiuti, le emissioni, le emissioni di CO2, l'utilizzo di risorse idriche, l'uso del suolo e l'impatto sulla biodiversità, come disposto nel quadro di monitoraggio della Commissione sull'economia circolare. Tali obiettivi non pregiudicano in modo sostanziale gli obiettivi degli investimenti di cui ai punti ii) e iii);
ii) gli investimenti in un'attività economica che contribuisce in modo sostanziale a un obiettivo sociale, in particolare gli investimenti che contribuiscono alla lotta contro la disuguaglianza, gli investimenti che promuovono la coesione sociale, l'integrazione sociale e le relazioni industriali e gli investimenti in capitale umano o in comunità economicamente o socialmente svantaggiate e che non pregiudicano in modo sostanziale gli obiettivi degli investimenti di cui ai punti i) e iii);
iii) gli investimenti che promuovono o sostengono le prassi di buona governance nelle imprese▐, in particolare le imprese le cui strutture di gestione, procedure di dovuta diligenza, relazioni con il personale e politiche trasparenti di remunerazione del personale e il cui comportamento in termini di adempimento degli obblighi fiscali sono solidi e trasparenti, e che non pregiudicano in modo sostanziale gli obiettivi degli investimenti di cui ai punti i) e iii);
(o bis) "approccio di investimento sostenibile": un approccio o una strategia di investimento a sostegno di prodotti e servizi che mirano al conseguimento di risultati connessi alle ESG;
(p) "investitore al dettaglio": un investitore che non è un investitore professionale;
(p bis) "dovuta diligenza": il processo continuo di ragionevole considerazione e indagine attraverso il quale un investitore o un fornitore di servizi di investimento identifica, evita o attenua, contabilizza e comunica i fattori ESG avversi e i rischi per la sostenibilità, effettivi o potenziali, prima di effettuare un investimento e fino alla vendita o alla scadenza dell'investimento;
(p ter) "preferenze ESG": le preferenze di un cliente o di un potenziale cliente per gli investimenti ecosostenibili, gli investimenti sociali o gli investimenti che favoriscono la buona governance;
(q) "investitore professionale": un cliente che soddisfa i criteri stabiliti nell’allegato II della direttiva 2014/65/UE;
(r) "intermediario assicurativo": un intermediario assicurativo come definito all’articolo 2, paragrafo 1, punto 3, della direttiva (UE) 2016/97;
(s) "consulenza in materia di assicurazioni": la consulenza come definita all’articolo 2, paragrafo 1, punto 15, della direttiva (UE) 2016/97.
(s bis) "rischi per la sostenibilità": i rischi finanziari e non finanziari, concreti o suscettibili di concretizzarsi, legati a rischi e fattori ambientali, sociali e di governance, ove siano rilevanti ai fini di un particolare approccio di investimento;
i "rischi per la sostenibilità" comprendono:
(a) i rischi a breve e/o a lungo termine sul rendimento di un prodotto finanziario o pensionistico che derivano dalla sua esposizione ad attività economiche che possono avere un impatto ambientale o sociale negativo, o dall'esposizione del prodotto a enti partecipati caratterizzati da una cattiva governance;
(b) il rischio a breve e/o a lungo termine che le attività economiche a cui il prodotto finanziario o pensionistico è esposto abbiano impatti negativi sull'ambiente naturale, sulla forza lavoro e le comunità o sulla governance di enti partecipati, compreso, ma non solo, quando è legato ai rischi finanziari di cui alla lettera a);
I partecipanti ai mercati finanziari devono considerare i fattori e gli indicatori ambientali, sociali e di governance elencati nell'allegato I bis del presente regolamento.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 9 bis al fine di specificare ulteriormente alcuni elementi delle definizioni di cui al paragrafo 1, punti b ter), o), b ter) e s bis) del presente articolo, per tenere conto degli sviluppi del mercato, dell'esperienza nell'applicazione delle norme in materia di informativa e di definizioni nuove o in evoluzione a livello europeo.
Nel redigere gli atti delegati di cui al paragrafo 2, la Commissione tiene conto dei principi elencati nell'allegato II bis.
Articolo 3Trasparenza delle politiche in materia di rischio per la sostenibilità
1. I partecipanti ai mercati finanziari dispongono di politiche di dovuta diligenza per valutare i rischi per la sostenibilità e comunicarli annualmente alle autorità competenti, tenendo conto del principio di proporzionalità. Come minimo, queste politiche riguardano l'integrazione dei rischi per la sostenibilità concreti o suscettibili di concretizzarsi e dei risultati in base a indicatori di sostenibilità nei settori della governance, delle condizioni operative, in particolare la strategia di investimento e la ripartizione delle attività, dei requisiti organizzativi delle imprese comprese le procedure di gestione del rischio, dell'esercizio del diritto di voto degli azionisti e dell'impegno con le società. Una breve sintesi di tali politiche sarà resa pubblica, garantendo nel contempo la riservatezza e la protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) come definiti dalla direttiva UE 2016/943.
2. Gli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda gli IBIP e le imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti dispongono di politiche scritte di dovuta diligenza per valutare i rischi per la sostenibilità e comunicarli annualmente alle autorità competenti, tenendo conto del principio di proporzionalità. Come minimo, queste politiche riguardano l'integrazione dei rischi per la sostenibilità concreti o suscettibili di concretizzarsi e dei risultati in base a indicatori di sostenibilità nei settori della governance, della ripartizione delle attività, della consulenza in materia di investimenti, della gestione del rischio, dell'esercizio del diritto di voto degli azionisti e dell'impegno con le società. Una breve sintesi di tali politiche sarà resa pubblica, garantendo nel contempo la riservatezza e la protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) come definiti dalla direttiva UE 2016/943.
2 bis. Gli enti creditizi e le imprese di assicurazione dispongono di politiche sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità nei loro processi relativi agli investimenti e alla gestione del rischio di credito. Una breve sintesi di tali politiche sarà resa pubblica, garantendo nel contempo la riservatezza e la protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) come definiti dalla direttiva UE 2016/943.
2 ter. I partecipanti ai mercati finanziari e gli intermediari assicurativi garantiscono che l'identificazione e la gestione dei rischi per la sostenibilità siano sufficientemente integrate nei loro processi di dovuta diligenza e nelle decisioni in materia di investimenti, richiedendo agli investitori di evitare o attenuare i fattori ESG, di renderne conto e di pubblicarli in forma scritta sui loro siti web.
2 quater. La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 9 bis per specificare:
(a) un quadro globale e obbligatorio con norme minime concernenti le politiche scritte e i processi di dovuta diligenza che i partecipanti ai mercati finanziari e gli intermediari assicurativi devono attuare per garantire che i rischi negativi per la sostenibilità generati dal partecipante ai mercati finanziari siano integrati nelle decisioni in materia di investimenti, compresa l'integrazione di una gamma completa di indicatori ESG;
(b) gli orientamenti sugli obblighi di informativa di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo;
(c) gli orientamenti sulle modalità di applicazione del principio di proporzionalità di cui ai paragrafi 1 e 2 dell'articolo, tenendo conto in particolare della proporzionalità in termini di dimensioni e importanza sistemica dell'entità.
2 quinquies. Nel redigere gli atti delegati di cui al paragrafo 2 quater, la Commissione tiene conto dei principi elencati nell'allegato II bis.
Articolo 4Trasparenza dell'integrazione dei rischi per la sostenibilità
e dei risultati in termini di sostenibilità
1. I partecipanti ai mercati finanziari includono la descrizione di quanto segue nelle informazioni precontrattuali, garantendo nel contempo la riservatezza e la protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) come definiti dalla direttiva UE 2016/943:
(a) le procedure di dovuta diligenza e le condizioni applicate per integrare i rischi per la sostenibilità concreti o suscettibili di concretizzarsi nel processo decisionale relativo all'investimento in quello specifico prodotto e il modo in cui sono applicate; nonché le procedure per misurare i risultati in termini di sostenibilità;
(b) in che misura i rischi per la sostenibilità avranno secondo le previsioni un impatto significativo ▌sui prodotti o i servizi finanziari resi disponibili e in quale parte del portafoglio sono stati identificati tali rischi per la sostenibilità;
(c) in che modo le politiche di remunerazione dei partecipanti ai mercati finanziari sono coerenti con la direttiva (UE) 2017/828 e con l'integrazione dei rischi per la sostenibilità e seguono i criteri ESG relativi ai risultati operativi interni, pur realizzando obiettivi di crescita sostenibile a lungo termine; e sono in linea, se del caso, con l'obiettivo di investimento sostenibile del prodotto o servizio finanziario.
(c bis) per quanto riguarda i voti degli azionisti sui risultati in termini di sostenibilità e l'attenuazione dei rischi per la sostenibilità, le istruzioni di voto e le motivazioni dei voti contrari alla direzione, le astensioni e i voti contestati.
Le informazioni di cui alla lettera c bis) sono conformi alla direttiva (UE) 2017/828.
2. Gli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda gli IBIP e le imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti includono la descrizione di quanto segue nelle informazioni precontrattuali:
(a) le procedure di dovuta diligenza e le condizioni applicate per integrare i rischi per la sostenibilità concreti o suscettibili di concretizzarsi nella consulenza in materia di investimenti e nella consulenza in materia di assicurazioni nonché le procedure per misurare i risultati in termini di sostenibilità;
(b) in che misura i rischi per la sostenibilità avranno secondo le previsioni un impatto significativo sui prodotti o i servizi finanziari resi disponibili e in quale parte del portafoglio sono stati identificati tali rischi per la sostenibilità;
(c) in che modo le politiche di remunerazione delle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti e degli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda gli IBIP sono coerenti con la direttiva (UE) 2017/828, rispecchiano l'integrazione dei rischi per la sostenibilità e seguono i criteri ESG relativi ai risultati operativi interni, pur realizzando obiettivi di crescita sostenibile a lungo termine e sono in linea, se del caso, con l'obiettivo di investimento sostenibile del prodotto o servizio finanziario per il quale viene fornita la consulenza.
(c bis) per quanto riguarda i voti degli azionisti sui risultati in termini di sostenibilità e l'attenuazione dei rischi per la sostenibilità, le istruzioni di voto e le motivazioni dei voti contrari alla direzione, le astensioni e i voti contestati;
Le informazioni di cui al paragrafo 2, lettera c bis) sono conformi alla direttiva (UE) 2017/828.
3. I riferimenti alle informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 sono introdotti nel modo seguente:
(a) per i GEFIA, nelle informazioni agli investitori di cui all’articolo 23, paragrafo 1, della direttiva 2011/61/UE;
(b) per le imprese di assicurazione, nella comunicazione delle informazioni di cui all’articolo 185, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE;
(c) per gli EPAP, nelle informazioni da fornire di cui all’articolo 41 della direttiva (UE) 2016/2341;
(d) per i gestori di fondi per il venture capital qualificati, nella comunicazione delle informazioni di cui all’articolo 13, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 345/2013;
(e) per i gestori di fondi qualificati per l’imprenditoria sociale, nella comunicazione delle informazioni di cui all’articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 346/2013;
(f) per i fornitori di prodotti pensionistici, per iscritto in tempo utile prima che un investitore al dettaglio sia vincolato da un contratto relativo a un prodotto pensionistico;
(g) per le società di gestione degli OICVM, nel prospetto di cui all’articolo 69 della direttiva 2009/65/CE;
(h) per le imprese d’investimento che forniscono servizi di gestione del portafoglio o consulenza in materia di investimenti, conformemente all’articolo 24, paragrafo 4, della direttiva 2014/65/UE le informazioni possono essere fornite in un formato standardizzato, come indicato all'articolo 24, paragrafo 5, della direttiva 2014/65/UE;
(i) per gli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda gli IBIP, conformemente all’articolo 29, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/97.
3 bis. L'Autorità bancaria europea (ABE), l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) elaborano, tramite il comitato congiunto delle autorità europee di vigilanza ("comitato congiunto"), progetti di norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente l'allineamento delle disposizioni di cui al paragrafo 3 ai requisiti di cui ai paragrafi 1 e 2 relativamente ai dettagli della presentazione e del contenuto delle informazioni da comunicare a norma del presente articolo.
L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA trasmettono alla Commissione detti progetti di norme tecniche di regolamentazione entro il [12 mesi dopo la data di entrata in vigore].
Articolo 5Trasparenza
dei rischi per la sostenibilità e dei risultati in termini di sostenibilità degli investimenti ▌nelle informazioni precontrattuali
1. Se un prodotto o un servizio finanziario è immesso sul mercato e a tale fine è stato designato un indice ▌di riferimento, le informazioni da comunicare a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, sono accompagnate:
(a) dalla descrizione dell'obiettivo di investimento sostenibile e da informazioni che indicano in che modo l'indice designato è in linea con l'obiettivo;
(a bis) dalla spiegazione del modo in cui gli indicatori elencati all'articolo 2, primo comma, lettera s bis), sono presi in considerazione nella metodologia dell'indice;
(b) dalla spiegazione del perché la ponderazione e i componenti dell'indice designato in linea con l'obiettivo differiscono da un indice generale di mercato.
Occorre operare una distinzione tra un prodotto che replica un indice e un indice utilizzato per misurare o confrontare le prestazioni del prodotto.
2. Se per un prodotto o un servizio finanziario ▌non è stato designato alcun indice ▌di riferimento, le informazioni di cui all'articolo 4, paragrafo 1, includono la descrizione del suo impatto in termini di sostenibilità sulla base degli indicatori del rischio per la sostenibilità di cui all'articolo 2.
3. Se un prodotto o un servizio finanziario è espressamente destinato a essere conforme all'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici o punta a ridurre le emissioni di carbonio, le informazioni standardizzate da comunicare a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, includono informazioni scientificamente fondate sul grado di conformità all'accordo di Parigi o sull'esposizione a basse emissioni di carbonio da conseguire come obiettivi.
In deroga al paragrafo 2, se non è disponibile un [indice dell'UE di basse emissioni di carbonio] o un [indice di impatto positivo in termini di carbonio] in conformità del regolamento (UE) 2016/1011, le informazioni di cui all'articolo 4 includono una spiegazione dettagliata del modo in cui è assicurato ▌l'obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio e/o di raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi.
4. Nelle informazioni da comunicare a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, i partecipanti ai mercati finanziari indicano dove trovare la metodologia utilizzata per il calcolo degli indici di cui al paragrafo 1 e i parametri di riferimento di cui al paragrafo 3, secondo comma.
5. L'Autorità bancaria europea (ABE), l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) elaborano, tramite il comitato congiunto delle autorità europee di vigilanza ("comitato congiunto"), progetti di norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente i dettagli della presentazione e del contenuto delle informazioni da comunicare a norma del presente articolo.
6. L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA trasmettono alla Commissione detti progetti di norme tecniche di regolamentazione entro il [UP: inserire la data corrispondente a 18 mesi dopo la data di entrata in vigore].
Articolo 6Trasparenza
dei rischi per la sostenibilità e dei risultati in termini di sostenibilità degli investimenti ▌sui siti web
1. Per ciascun prodotto o servizio finanziario di cui all'articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3, i partecipanti ai mercati finanziari pubblicano e aggiornano sui propri siti web le seguenti informazioni:
(a) la descrizione dell'obiettivo di investimento sostenibile;
(b) le informazioni sulle metodologie utilizzate per valutare, misurare e monitorare i risultati in termini di sostenibilità degli investimenti ▌selezionati per il prodotto o servizio finanziario, compresi le fonti dei dati, i criteri di vaglio per le attività sottostanti e i pertinenti indicatori di sostenibilità utilizzati per misurare l'impatto sostenibile complessivo del prodotto o servizio finanziario;
(c) le informazioni di cui all'articolo 5;
(d) le informazioni di cui all'articolo 7.
Le informazioni da comunicare a norma del primo comma sono chiare, sintetiche e comprensibili per gli investitori al dettaglio e il pubblico. Tali informazioni sono pubblicate in modo chiaro e in una sezione ben visibile del sito web, sono agevolmente accessibili e facilmente comprensibili e utilizzano un linguaggio chiaro e semplice. Il sito web fornisce inoltre informazioni più dettagliate rivolte agli investitori professionali e ad altri esperti.
2. L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA elaborano, tramite il comitato congiunto, progetti di norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente i dettagli del contenuto e della presentazione ▌delle informazioni di cui al paragrafo 1, specificando che le disposizioni di cui al paragrafo 2 sono allineate ai requisiti del paragrafo 1 per quanto riguarda i dettagli del contenuto e della presentazione delle informazioni di cui al presente paragrafo.
L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA tengono conto delle definizioni nuove o modificate a livello europeo.
L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA trasmettono alla Commissione detti progetti di norme tecniche di regolamentazione entro il [UP: inserire la data corrispondente a 12 mesi dopo la data di entrata in vigore].
La Commissione adotta atti delegati in conformità degli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1093/2010, del regolamento (UE) n. 1094/2010 e del regolamento (UE) n. 1095/2010 riguardo alle norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma.
Articolo 7Trasparenza dei
rischi per la sostenibilità e dei risultati in termini di sostenibilità degli investimenti ▌nelle relazioni periodiche
1. Se rendono disponibile un prodotto o un servizio finanziario di cui all'articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3, i partecipanti ai mercati finanziari includono nelle relazioni periodiche integrate, che sono sottoposte a revisione contabile, sono elaborate almeno su base annua e contengono informazioni di carattere finanziario e non finanziario, la descrizione di quanto segue:
(a) l'impatto e i risultati complessivi del prodotto o servizio finanziario in relazione alla sostenibilità, mediante indicatori armonizzati e comparabili del rischio per la sostenibilità ▌;
(b) se è stato designato un indice come parametro di riferimento, il raffronto tra l'impatto complessivo del prodotto o servizio finanziario con l'indice designato e un indice generale di mercato in termini di ponderazione, componenti e indicatori di sostenibilità;
(b bis) nel caso delle società quotate, la descrizione, all'interno dei bilanci d'esercizio e dei bilanci consolidati di cui alla direttiva 2013/34/UE, del modo in cui i risultati in termini di sostenibilità e i rischi per la sostenibilità sono stati integrati nei processi di gestione e nella strategia di investimento.
2. Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono comunicate nel modo seguente:
(a) per i GEFIA nella relazione annuale di cui all'articolo 22 della direttiva 2011/61/UE;
(b) per le imprese di assicurazione, ogni anno per iscritto in conformità dell'articolo 185, paragrafo 6, della direttiva 2009/138/CE;
(c) per gli EPAP, nel prospetto delle prestazioni pensionistiche di cui all'articolo 38 della direttiva (UE) 2016/2341 e nella comunicazione delle informazioni di cui all'articolo 43 della direttiva (UE) 2016/2341;
(d) per i gestori di fondi per il venture capital qualificati, nella relazione annuale di cui all'articolo 12 del regolamento (UE) n. 345/2013;
(e) per i gestori di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale, nella relazione annuale di cui all'articolo 13 del regolamento (UE) n. 346/2013;
(f) per i fornitori di prodotti pensionistici, per iscritto almeno nelle relazioni annuali o nelle relazioni presentate in conformità del diritto nazionale;
(g) per le società di gestione degli OICVM o le società di investimento OICVM, nelle relazioni semestrali e annuali di cui all'articolo 69 della direttiva 2009/65/CE;
(h) per le imprese di investimento che forniscono servizi di gestione del portafoglio, nelle relazioni periodiche di cui all'articolo 25, paragrafo 6, della direttiva 2014/65/UE;
(h bis) per le società quotate e non quotate, in conformità delle dichiarazioni periodiche di cui agli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34.
3. Ai fini del paragrafo 1, i partecipanti ai mercati finanziari utilizzano le informazioni contenute nelle relazioni sulla gestione di cui all'articolo 19 della direttiva 2013/34/UE o le informazioni contenute nelle dichiarazioni di carattere non finanziario di cui all'articolo 19 bis della predetta direttiva, se del caso, garantendo nel contempo che le informazioni per gli investitori finali siano presentate in modo chiaro e siano facilmente comprensibili e accessibili.
4. L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA elaborano, tramite il comitato congiunto, progetti di norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente i dettagli del contenuto e della presentazione delle informazioni di cui al paragrafo 1, specificando che le disposizioni di cui al paragrafo 2 sono allineate ai requisiti del paragrafo 1 per quanto concerne i dettagli del contenuto e della presentazione delle informazioni di cui al presente paragrafo.
Articolo 8 Riesame delle informazioni comunicate
1. I partecipanti ai mercati finanziari provvedono affinché le informazioni pubblicate in conformità dell'articolo 3 o dell'articolo 6 siano aggiornate. Se un partecipante ai mercati finanziari modifica dette informazioni, sullo stesso sito web è pubblicata una spiegazione chiara della modifica apportata.
2. Il paragrafo 1 si applica, mutatis mutandis, agli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda gli IBIP e alle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti per quanto riguarda le informazioni pubblicate in conformità dell'articolo 3.
Articolo 9Comunicazioni di marketing
1. Fatta salva la normativa settoriale più stringente, in particolare la direttiva 2009/65/CE, la direttiva 2014/65/UE, la direttiva (UE) 2016/97 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1286/2014, i partecipanti ai mercati finanziari, gli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda gli IBIP e le imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti fanno in modo che le loro comunicazioni di marketing non contraddicano le informazioni comunicate a norma del presente regolamento.
2. L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA possono elaborare, tramite il comitato congiunto, progetti di norme tecniche di attuazione per determinare la presentazione standard delle informazioni sugli investimenti sostenibili.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare le norme tecniche di attuazione conformemente all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1093/2010, del regolamento (UE) n. 1094/2010 e del regolamento (UE) n. 1095/2010.
1. La Commissione adotta atti delegati alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 3 è conferito alla Commissione per un periodo di 5 anni. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
5. L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 2, paragrafo (...) e dell'articolo 3, paragrafo 2 ter, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Articolo 9 terModifiche della direttiva (UE) 2013/34
La direttiva (UE) 2013/34 è così modificata:
(1) all'articolo 19 bis, paragrafo 1, e all'articolo 29 bis, paragrafo 1, sono aggiunti i seguenti commi:
"(f) i rischi per la sostenibilità legati all'attività specifica di cui all'articolo 2, lettera a), del [UP: inserire il riferimento al regolamento sull'informativa in materia di investimenti sostenibili e rischi per la sostenibilità recante modifica della direttiva (UE) 2016/2341 e della direttiva 2013/34/UE], per consentire ai partecipanti ai mercati finanziari di cui all'articolo 2, lettera s bis), di tale regolamento di adempiere ai loro obblighi in materia di informativa sui rischi per la sostenibilità e di attenuazione di tali rischi quali definiti agli articoli 4 e 5 di tale regolamento;
(g) "i risultati misurati rispetto agli indicatori di sostenibilità pertinenti per l'impresa e il settore specifici, sulla base di un elenco di indicatori armonizzati di sostenibilità che dovrà essere sviluppato e aggiornato dalla Commissione, conformemente al [UP: inserire il riferimento al regolamento sull'istituzione di un quadro che faciliti gli investimenti sostenibili];".
Articolo 10Modifiche della direttiva (UE) 2016/2341
La direttiva (UE) 2016/2341 è così modificata:
(1) all'articolo 19 è inserito il seguente paragrafo 9:
"9. Alla Commissione è conferito il potere di adottare, mediante atti delegati in conformità dell'articolo 60 bis, misure volte ad assicurare che:
a) si tenga conto del principio della "persona prudente" in relazione alla considerazione dei rischi ambientali, sociali e di governance;
b) le decisioni di investimento interne e i processi di gestione del rischio includano i fattori ambientali, sociali e di governance.
Detti atti delegati tengono conto delle dimensioni, della natura, della portata e della complessità delle attività degli EPAP e dei rischi inerenti a tali attività e garantiscono la coerenza con l'articolo 14 della direttiva 2009/65/CE, l'articolo 132 della direttiva 2009/138/CE e l'articolo 12 della direttiva 2011/61/UE.";
(2) è inserito il seguente articolo 60 bis:
2. Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 19, paragrafo 9, è conferito alla Commissione per un periodo di tempo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
3. La delega di potere di cui all'articolo 19, paragrafo 9, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
5. L'atto delegato adottato a norma dell'articolo 19, paragrafo 9, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di tre mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine può essere prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.";
Entro il [UP: Entro il [UP: inserire la data corrispondente a 36 mesi dopo la data di entrata in vigore], la Commissione effettua una valutazione dell'applicazione del presente regolamento, in particolare riguardo ai fattori e agli indicatori sociali e di governance, alla loro integrazione nelle decisioni di investimento e alle informazioni precontrattuali. Tale valutazione comprende una valutazione dell'impatto della disponibilità e qualità dei dati dell'emittente sulla capacità dei partecipanti ai mercati finanziari di integrare il rischio per la sostenibilità nelle informazioni sui prodotti e nelle decisioni di investimento.
La Commissione valuta l'opportunità di rivedere la direttiva 2013/34/UE al fine di migliorare l'informativa aziendale sui rischi per la sostenibilità.
Articolo 12Entrata in vigore e applicazione
Esso si applica a decorrere dal [UP: inserire la data corrispondente a 12 mesi dopo la data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea]. Qualsiasi futuro riesame o aggiornamento del presente regolamento è preceduto da una valutazione d'impatto volta a determinarne la fattibilità.
Tuttavia, l'articolo 5, paragrafo 5, l'articolo 6, paragrafo 2, l'articolo 7, paragrafo 4, l'articolo 9, paragrafo 2, e l'articolo 10 si applicano a decorrere dal [UP: inserire la data di entrata in vigore] e l'articolo 7, paragrafi da 1 a 3, si applica a decorrere dal [UP: inserire la data corrispondente al 1° gennaio dell'anno successivo alla data di cui al secondo comma].
In base alle definizioni principali 2018 relative al quadro in materia di obblighi informativi enunciate nell'iniziativa sui principi di investimento responsabile promossa dalle Nazioni Unite (PRI Reporting Framework - Main definitions 2018), del novembre 2017, e al quadro di monitoraggio per l'economia circolare della Commissione, i rischi per la sostenibilità possono includere i seguenti fattori e indicatori ambientali, sociali e di governance:
i) aspetti relativi alla qualità e al funzionamento dell'ambiente naturale e dei sistemi naturali. Vi rientrano: la perdita di biodiversità; le emissioni di gas a effetto serra, i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili, l'efficienza energetica, l'inquinamento dell'aria, dell'acqua o delle risorse o il loro impoverimento, la gestione dei rifiuti, la riduzione dell'ozono stratosferico, i cambiamenti nell'uso del suolo;
ii) aspetti relativi ai diritti, al benessere e agli interessi delle persone e delle comunità. Vi rientrano: i diritti umani, le norme del lavoro lungo la catena di approvvigionamento, il lavoro minorile, il lavoro in stato di schiavitù e il lavoro forzato, la salute e la sicurezza sul lavoro, la libertà di associazione e la libertà di espressione, una società civile libera e indipendente, la possibilità per i difensori dei diritti umani di svolgere le loro attività, la gestione del capitale umano e i rapporti con il personale; la diversità; i rapporti con le comunità locali, incluso il previo consenso libero e informato, le attività nelle zone di conflitto, la salute e l'accesso ai farmaci, l'HIV/AIDS, la protezione dei consumatori; le armi controverse; nonché
iii) aspetti relativi al governo delle imprese e di altri enti partecipati. Nel contesto degli strumenti di capitale quotati vi rientrano: la struttura, le dimensioni, la diversità, le qualifiche e l'indipendenza del consiglio di amministrazione, la retribuzione dei dirigenti, i diritti degli azionisti, l'interazione con i portatori di interessi, la comunicazione di informazioni, l'etica aziendale, la corruzione attiva e passiva, l'adempimento degli obblighi fiscali, la tutela della vita privata e la protezione dei dati, i controlli interni e la gestione del rischio e, in generale, gli aspetti che attengono al rapporto tra i dirigenti di un'impresa, il suo consiglio di amministrazione, i suoi azionisti e gli altri portatori di interessi. In tale categoria possono rientrare anche le questioni inerenti alla strategia aziendale, che comprendono sia i risvolti ambientali e sociali della strategia aziendale che le modalità di attuazione di quest'ultima. Per le classi di attività non quotate, gli aspetti di governance includono anche i temi della gestione dei fondi, ad esempio i poteri dei comitati consultivi, le questioni connesse alla determinazione del valore, la struttura delle commissioni, ecc.
Principi di investimento responsabile - quadro in materia di obblighi informativi - https://www.unpri.org/
Linee guida dell'OCSE – Condotta aziendale responsabile per gli investitori istituzionali – Considerazioni principali sul dovere di diligenza conformemente alla guida OCSE per gli investitori multinazionali (2017) - https://mneguidelines.oecd.org/RBC-for-Institutional-Investors.pdf
Decisione (UE) 2016/1841 del Consiglio, del 5 ottobre 2016, relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo di Parigi adottato nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (GU L 282 del 19.10.2016, pag. 1).
Direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2011, sui gestori di fondi di investimento alternativi (GU L 174 del 1.7.2011, pag. 1).
Direttiva (UE) 2016/97 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 gennaio 2016, sulla distribuzione assicurativa (GU L 26 del 2.2.2016, pag. 19).
Regolamento (UE) n. 1286/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 novembre 2014, relativo ai documenti contenenti le informazioni chiave per i prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati (GU L 352 del 9.12.2014, pag. 1);
PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (11.10.2018)
sull'informativa in materia di investimenti sostenibili e rischi per la sostenibilità recante modifica della direttiva (UE) 2016/2341
sull'informativa di impatto e rischi per la sostenibilità degli investimenti e recante modifica della direttiva (UE) 2016/2341
(2) La direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio32, la direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio33, la direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio34, la direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio35, la direttiva (UE) 2016/97 del Parlamento europeo e del Consiglio36, la direttiva (UE) 2016/2341 del Parlamento europeo e del Consiglio37, il regolamento (UE) n. 345/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio38 e il regolamento (UE) n. 346/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio39 hanno l'obiettivo comune di agevolare l'accesso alle attività degli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), dei gestori di fondi di investimento alternativi (GEFIA), delle imprese di assicurazione, delle imprese di investimento, degli intermediari assicurativi, degli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP), dei gestori di fondi per il venture capital qualificati (gestori di EuVECA) e dei gestori dei fondi qualificati per l'imprenditoria sociale (gestori di EuSEF), nonché l'esercizio di tali attività. Tali direttive e regolamenti assicurano una protezione più uniforme degli investitori finali e facilitano l'accesso di questi ultimi a un'ampia gamma di prodotti e servizi finanziari, prevedendo nel contempo norme che consentono loro di prendere decisioni di investimento consapevoli. Anche se tali obiettivi sono stati ampiamente realizzati, l'informativa destinata agli investitori finali sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità e degli obiettivi di investimento sostenibile nel processo decisionale relativo agli investimenti da parte delle società di gestione degli OICVM, dei GEFIA, delle imprese di assicurazione, delle imprese di investimento che forniscono servizi di gestione del portafoglio, degli EPAP, degli enti pensionistici, dei gestori di EuVECA e dei gestori di EuSEF (partecipanti ai mercati finanziari) e l'informativa destinata agli investitori finali sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità nei processi di consulenza da parte degli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda i prodotti di investimento assicurativi (IBIP) e delle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti (consulenti finanziari) non sono sufficientemente sviluppate perché non ancora soggette a obblighi armonizzati.
(2) La direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio32, la direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio33, la direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio34, la direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio35, la direttiva (UE) 2016/97 del Parlamento europeo e del Consiglio36, la direttiva (UE) 2016/2341 del Parlamento europeo e del Consiglio37, il regolamento (UE) n. 345/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio38 e il regolamento (UE) n. 346/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio39 hanno l'obiettivo comune di agevolare l'accesso alle attività degli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), dei gestori di fondi di investimento alternativi (GEFIA), delle imprese di assicurazione, delle imprese di investimento, degli intermediari assicurativi, degli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP), dei gestori di fondi per il venture capital qualificati (gestori di EuVECA) e dei gestori dei fondi qualificati per l'imprenditoria sociale (gestori di EuSEF), nonché l'esercizio di tali attività. Tali direttive e regolamenti assicurano una protezione più uniforme degli investitori finali e facilitano l'accesso di questi ultimi a un'ampia gamma di prodotti e servizi finanziari, prevedendo nel contempo norme che consentono loro di prendere decisioni di investimento consapevoli. Anche se tali obiettivi sono stati ampiamente realizzati, l'informativa sull'impatto in termini di sostenibilità e sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità e degli obiettivi di investimento sostenibile nel processo decisionale relativo agli investimenti da parte delle società di gestione degli OICVM, dei GEFIA, delle imprese di assicurazione, delle imprese di investimento che forniscono servizi di gestione del portafoglio, degli EPAP, degli enti pensionistici, dei gestori di EuVECA e dei gestori di EuSEF (partecipanti ai mercati finanziari) e l'informativa destinata agli investitori finali sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità nei processi di consulenza da parte degli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda i prodotti di investimento assicurativi (IBIP) e delle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti (consulenti finanziari) non sono sufficientemente sviluppate perché non ancora soggette a indicatori e obblighi armonizzati. Al fine di ottemperare ai loro obblighi di dovuta diligenza relativi all'impatto e ai rischi in termini di sostenibilità, gli stessi partecipanti ai mercati finanziari necessitano di una comunicazione delle informazioni affidabile, comparabile e armonizzata da parte delle società partecipate. La direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio39bis stabilisce obblighi relativi ai requisiti contabili e di informativa delle imprese. Pertanto, è opportuno aggiornare tale direttiva per comprendere relazioni integrate e sottoposte a revisione contabile sui rischi e sull'impatto in termini di sostenibilità, al fine rispondere alla crescente esigenza di integrare considerazioni relative alla sostenibilità nelle strategie e nella gestione del rischio delle imprese.
32 Direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) (GU L 302 del 17.11.2009, pag. 32).
33 Direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (solvibilità II) (GU L 335 del 17.12.2009, pag. 1).
34 Direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2011, sui gestori di fondi di investimento alternativi (GU L 174 dell'1.7.2011, pag. 1).
35 Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 349).
36 Direttiva (UE) 2016/97 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 gennaio 2016, sulla distribuzione assicurativa (GU L 26 del 2.2.2016, pag. 19).
37 Direttiva (UE) 2016/2341 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP) (GU L 354 del 23.12.2016, pag. 37).
38 Regolamento (UE) n. 345/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, relativo ai fondi europei per il venture capital (GU L 115 del 25.4.2013, pag. 1).
39 Regolamento (UE) n. 346/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale (GU L 115 del 25.4.2013, pag. 18).
49bis Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio (GU L 182 del 29.6.2013, pag. 19).
(3) In mancanza di norme dell'Unione armonizzate in materia di informativa sulla sostenibilità destinata agli investitori finali, in tutta probabilità continueranno a essere adottate misure divergenti a livello nazionale e potrebbero persistere approcci differenti nei diversi settori dei servizi finanziari. Tali misure e approcci divergenti continuerebbero a causare significative distorsioni della concorrenza, dando origine a importanti differenze delle norme in materia di informativa. Inoltre, lo sviluppo parallelo di prassi basate sul mercato che si fondano su priorità di natura commerciale in grado di produrre risultati divergenti, sta attualmente generando un'ulteriore e inutile frammentazione del mercato e potrebbe addirittura compromettere ulteriormente il funzionamento del mercato interno in futuro. La divergenza degli standard di informativa e delle prassi basate sul mercato rende estremamente difficile comparare prodotti e servizi finanziari differenti, creando condizioni non eque tra tali prodotti e servizi e tra i canali di distribuzione, oltre a innalzare ulteriori barriere al mercato interno. Tali divergenze possono inoltre creare confusione per gli investitori finali e distorcerne le decisioni di investimento. È probabile che gli Stati membri, al fine di rispettare l'accordo di Parigi sul clima, adottino misure nazionali divergenti che potrebbero creare ostacoli al buon funzionamento del mercato interno e danneggiare i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari. Inoltre, la mancanza di norme armonizzate in materia di trasparenza rende difficoltoso per gli investitori finali comparare con efficacia prodotti e servizi finanziari diversi nei vari Stati membri dal punto di vista dei rischi ambientali, sociali e di governance, nonché degli obiettivi di investimento sostenibile. Pertanto è necessario rimuovere gli ostacoli esistenti al funzionamento del mercato interno e prevenire l'insorgenza di nuovi ostacoli.
(3) In mancanza di norme dell'Unione armonizzate in materia di informativa sulla sostenibilità da parte di emittenti e investitori, in tutta probabilità continueranno a essere adottate misure divergenti a livello nazionale e potrebbero persistere approcci differenti nei diversi settori dei servizi finanziari. Tali misure e approcci divergenti continuerebbero a causare significative distorsioni della concorrenza, dando origine a importanti differenze delle norme in materia di informativa. Inoltre, lo sviluppo parallelo di prassi basate sul mercato che si fondano su priorità di natura commerciale in grado di produrre risultati divergenti, sta attualmente generando un'ulteriore e inutile frammentazione del mercato e potrebbe addirittura compromettere ulteriormente il funzionamento del mercato interno in futuro. La divergenza degli standard di informativa e delle prassi basate sul mercato e l'assenza di una serie armonizzata di indicatori rendono estremamente difficile comparare prodotti e servizi finanziari differenti, creando condizioni non eque tra tali prodotti e servizi e tra i canali di distribuzione, oltre a innalzare ulteriori barriere al mercato interno. Tali divergenze possono inoltre creare confusione per gli investitori finali e distorcerne le decisioni di investimento. È probabile che gli Stati membri, al fine di rispettare l'accordo di Parigi sul clima, adottino misure nazionali divergenti che potrebbero creare ostacoli al buon funzionamento del mercato interno e danneggiare i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari. Inoltre, la mancanza di norme e indicatori armonizzati in materia di trasparenza rende difficoltoso per gli investitori comparare con efficacia società partecipate sottostanti e prodotti e servizi finanziari diversi nei vari Stati membri dal punto di vista dell'impatto e dei rischi ambientali, sociali e di governance, nonché degli obiettivi di investimento sostenibile. Pertanto è necessario rimuovere gli ostacoli esistenti al funzionamento del mercato interno e prevenire l'insorgenza di nuovi ostacoli.
(4) Per assicurare un'applicazione coerente del presente regolamento, nonché l'applicazione chiara e uniforme degli obblighi di informativa che esso stabilisce da parte dei partecipanti ai mercati finanziari, è necessario stabilire una definizione armonizzata di "investimenti sostenibili".
(4) Per assicurare un'applicazione coerente del presente regolamento, nonché l'applicazione chiara e uniforme degli obblighi di informativa che esso stabilisce da parte dei partecipanti ai mercati finanziari, è necessario stabilire una definizione armonizzata di "investimenti sostenibili" e di "rischi per la sostenibilità" in base a una serie armonizzata di indicatori. Pur concentrandosi sui rischi rilevanti, tale definizione dovrebbe essere lungimirante al fine di tenere debito conto dei rischi emergenti.
Sono necessari indicatori armonizzati e definizioni chiare per garantire la certezza del diritto e un livello minimo di coerenza tra le autorità nazionali e i partecipanti ai mercati, nonché per evitare la frammentazione del mercato.
(6) Poiché i parametri di riferimento della sostenibilità servono come punti di riferimento standard rispetto ai quali misurare gli investimenti sostenibili, gli investitori finali dovrebbero essere informati per mezzo dell'informativa precontrattuale sull'adeguatezza dell'indice designato, nello specifico sull'allineamento di tale indice all'obiettivo di investimento sostenibile. I partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero inoltre comunicare le ragioni delle differenze in termini di ponderazione e componenti dell'indice designato rispetto a un indice generale di mercato. Per promuovere ulteriormente la trasparenza, i partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero inoltre indicare dove è possibile reperire la metodologia utilizzata per il calcolo dell'indice designato e dell'indice generale di mercato, affinché gli investitori finali possano disporre delle necessarie informazioni su come le attività sottostanti sono state selezionate e ponderate, su quali attività sono state escluse e per quale ragione, su come gli impatti correlati alla sostenibilità delle attività sottostanti sono stati misurati oppure su quali fonti di dati sono state impiegate. Tale informativa deve consentire una comparazione effettiva e contribuire allo sviluppo di una corretta percezione degli investimenti orientati alla sostenibilità. Qualora non sia stato designato un indice come parametro di riferimento, i partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero spiegare in che modo sono conseguiti gli obiettivi di investimento sostenibile.
(6) Poiché i parametri di riferimento della sostenibilità servono come punti di riferimento standard rispetto ai quali misurare gli investimenti sostenibili, gli investitori finali dovrebbero essere informati per mezzo dell'informativa precontrattuale sull'adeguatezza dell'indice designato, nello specifico sull'allineamento di tale indice all'obiettivo di investimento sostenibile. I partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero inoltre comunicare le ragioni delle differenze in termini di ponderazione e componenti dell'indice designato rispetto a un indice generale di mercato. Per promuovere ulteriormente la trasparenza, i partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero inoltre indicare dove è possibile reperire la metodologia utilizzata per il calcolo dell'indice designato e dell'indice generale di mercato, affinché gli investitori finali possano disporre delle necessarie informazioni su come le attività sottostanti sono state selezionate e ponderate, su quali attività sono state escluse e per quale ragione, su come gli impatti correlati alla sostenibilità delle attività sottostanti sono stati misurati oppure su quali fonti di dati sono state impiegate. Tale informativa, basata su una serie armonizzata di indicatori, deve consentire una comparazione effettiva e contribuire allo sviluppo di una corretta percezione degli investimenti orientati alla sostenibilità. Qualora non sia stato designato un indice come parametro di riferimento, i partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero spiegare in che modo sono conseguiti gli obiettivi di investimento sostenibile.
(7 bis) Qualora il prodotto o il servizio finanziario sia costituito da obbligazioni, contratti per differenza, derivati o altri strumenti basati sul valore di attività sottostanti, è opportuno che l'informativa specifichi in modo chiaro il nesso tra il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e il valore delle attività.
(8) Per migliorare la trasparenza e informare gli investitori finali, l'accesso alle informazioni sul modo in cui i rischi per la sostenibilità sono integrati dai partecipanti ai mercati finanziari nei processi decisionali relativi agli investimenti e dai consulenti finanziari nei processi di consulenza dovrebbe essere regolamentato imponendo a tali soggetti di pubblicare tali informazioni sui rispettivi siti web.
(8) Per migliorare la trasparenza e la comparabilità e informare gli investitori, l'accesso alle informazioni sul modo in cui è considerato l'impatto in termini di sostenibilità e sul modo in cui i rischi per la sostenibilità sono integrati dai partecipanti ai mercati finanziari nei processi decisionali relativi agli investimenti e dai consulenti finanziari nei processi di consulenza dovrebbe essere regolamentato imponendo a tali soggetti di pubblicare tali informazioni sui rispettivi siti web.
(9) Gli attuali obblighi di informativa stabiliti dalla normativa dell'Unione non prevedono l'obbligo di comunicare tutte le informazioni necessarie per informare correttamente gli investitori finali in merito all'impatto dei loro investimenti correlato alla sostenibilità. È quindi opportuno stabilire obblighi di informativa più specifici riguardo agli investimenti sostenibili. Ad esempio, l'impatto complessivo dei prodotti finanziari correlato alla sostenibilità dovrebbe essere comunicato regolarmente tramite indicatori pertinenti per l'obiettivo di investimento sostenibile prescelto. Qualora sia stato designato un indice appropriato come parametro di riferimento, tali informazioni dovrebbero essere fornite anche per l'indice designato e un indice generale di mercato per consentire il raffronto. Si dovrebbero comunicare anche le informazioni su tutti i componenti dell'indice designato e dell'indice generale di mercato, insieme alle rispettive ponderazioni, per fornire ulteriori informazioni sul modo in cui sono conseguiti gli obiettivi di investimento sostenibile. Qualora rendano disponibili informazioni sull'impatto sociale positivo assunto come obiettivo da un determinato fondo, sull'esito sociale complessivo realizzato e sui metodi correlati impiegati in conformità al regolamento (UE) n. 346/2013, i gestori di EuSEF possono, se del caso, utilizzare tali informazioni ai fini dell'informativa di cui al presente regolamento.
(9) Gli attuali obblighi di informativa stabiliti dalla normativa dell'Unione non prevedono l'obbligo di comunicare tutte le informazioni necessarie per informare correttamente gli investitori finali in merito all'impatto dei loro investimenti correlato alla sostenibilità. È quindi opportuno stabilire obblighi di informativa più specifici riguardo agli investimenti sostenibili. Ad esempio, l'impatto complessivo dei prodotti finanziari correlato alla sostenibilità dovrebbe essere comunicato regolarmente tramite una serie armonizzata di indicatori pertinenti per l'obiettivo di investimento sostenibile prescelto. Qualora sia stato designato un indice appropriato come parametro di riferimento, tali informazioni dovrebbero essere fornite anche per l'indice designato e un indice generale di mercato per consentire il raffronto. Si dovrebbero comunicare anche le informazioni su tutti i componenti dell'indice designato e dell'indice generale di mercato, insieme alle rispettive ponderazioni, per fornire ulteriori informazioni sul modo in cui sono conseguiti gli obiettivi di investimento sostenibile. Qualora rendano disponibili informazioni sull'impatto sociale positivo assunto come obiettivo da un determinato fondo, sull'esito sociale complessivo realizzato e sui metodi correlati impiegati in conformità al regolamento (UE) n. 346/2013, i gestori di EuSEF possono, se del caso, utilizzare tali informazioni ai fini dell'informativa di cui al presente regolamento.
(10) La direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio40 impone obblighi di trasparenza riguardo agli aspetti sociali, ambientali e di governo societario nelle relazioni di carattere non finanziario. La forma e la presentazione richieste, stabilite da tali direttive, non sono però idonee all'impiego diretto da parte dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti finanziari nelle loro interazioni con gli investitori finali. I partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari dovrebbero avere la possibilità di utilizzare le informazioni nelle relazioni sulla gestione e nelle dichiarazioni di carattere non finanziario in conformità alla direttiva 2013/34/UE ai fini del presente regolamento, ove appropriato.
(10) La direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio40 impone obblighi di trasparenza riguardo agli aspetti sociali, ambientali e di governo societario nelle relazioni di carattere non finanziario. La forma e la presentazione richieste, stabilite da tali direttive, non sono però idonee all'impiego diretto da parte dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti finanziari nelle loro interazioni con gli investitori finali. I partecipanti ai mercati finanziari, i consulenti finanziari e le società quotate dovrebbero divulgare le informazioni sull'impatto e sui rischi ambientali, sociali e di governo societario nelle relazioni annuali sulla gestione e nelle dichiarazioni di carattere non finanziario in conformità alla direttiva 2013/34/UE ai fini del presente regolamento.
40 Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio (GU L 182 del 29.6.2013, pag. 19).
(13) L'Autorità bancaria europea (“ABE”), l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (“EIOPA”) e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (“ESMA”) (note collettivamente come “AEV”) istituite rispettivamente con il regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio41, il regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio42 e il regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio43 dovrebbero sviluppare, tramite il comitato congiunto, norme tecniche di regolamentazione che specifichino ulteriormente i dettagli della presentazione e del contenuto delle informazioni in merito agli obiettivi di investimento sostenibile da comunicare nei documenti precontrattuali, nelle relazioni periodiche e sui siti web dei partecipanti ai mercati finanziari in conformità agli articoli da 10 a 14 del regolamento n. 1093/2010, del regolamento n. 1094/2010 e del regolamento (UE) n. 1095/2010. La Commissione dovrebbe avere la facoltà di adottare tali norme tecniche di regolamentazione.
(13) L'Autorità bancaria europea (“ABE”), l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (“EIOPA”) e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (“ESMA”) (note collettivamente come “AEV”) istituite rispettivamente con il regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio41, il regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio42 e il regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio43 dovrebbero sviluppare, tramite il comitato congiunto, norme tecniche di regolamentazione che specifichino ulteriormente i dettagli della presentazione e del contenuto delle informazioni in merito all'impatto e ai rischi in termini di sostenibilità degli investimenti da comunicare nei documenti precontrattuali, nelle relazioni periodiche e annuali integrate e sui siti web dei partecipanti ai mercati finanziari in conformità agli articoli da 10 a 14 del regolamento n. 1093/2010, del regolamento n. 1094/2010 e del regolamento (UE) n. 1095/2010. La Commissione dovrebbe avere la facoltà di adottare tali norme tecniche di regolamentazione.
41 Regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/78/CE della Commissione (GU L 331 del 15.12.2010, pag. 12).
42 Regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/79/CE della Commissione (GU L 331 del 15.12.2010, pag. 48).
43 Regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione (GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84).
(16 bis) Le norme in materia di informativa stabilite dal presente regolamento integrano l'introduzione di un quadro di dovuta diligenza generale e obbligatorio per tutti i partecipanti ai mercati, sia per le società di investimento che per le società partecipate, che comprenda la piena introduzione progressiva di un dovere di diligenza entro un periodo transitorio, tenendo conto del principio di proporzionalità, conformemente alle linee guida dell'OCSE sulla dovuta diligenza e in base alla risoluzione del Parlamento europeo del 29 maggio 2018 sulla finanza sostenibile, dove si caldeggia un quadro di dovuta diligenza obbligatorio.
Il rafforzamento del quadro di dovuta diligenza per i partecipanti ai mercati finanziari aiuta gli investitori a evitare possibili conseguenze negative dei loro investimenti sulla società e sull'ambiente, a scongiurare rischi finanziari e di immagine, a rispondere alle attese dei loro clienti e beneficiari e a considerare i rischi al di là della conoscenza finanziaria dei loro doveri di investitori.
(18) Poiché gli obiettivi del presente regolamento, vale a dire rafforzare la protezione per gli investitori finali e migliorare l'informativa a loro destinata, incluso nel caso di acquisti transfrontalieri per gli investitori finali, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma possono essere conseguiti meglio a livello di Unione in ragione della necessità di stabilire obblighi di informativa uniformi a livello dell'Unione, l'Unione può adottare provvedimenti, in conformità al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,
(18) Poiché gli obiettivi del presente regolamento, vale a dire rafforzare le informazioni per gli investitori e migliorare l'informativa a loro destinata e aiutare i partecipanti ai mercati finanziari, i consulenti in materia di investimenti e le società quotate a integrare i rischi ambientali, sociali e di governance nelle loro strategie di investimento e nelle decisioni a livello di consiglio di amministrazione, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma possono essere conseguiti meglio a livello di Unione in ragione della necessità di stabilire obblighi di informativa uniformi a livello dell'Unione, l'Unione può adottare provvedimenti, in conformità al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,
(18 bis) Al fine di ottemperare ai loro obblighi di dovuta diligenza relativi all'impatto e ai rischi in termini di sostenibilità, i partecipanti ai mercati finanziari necessitano di una comunicazione delle informazioni affidabile, comparabile e armonizzata da parte delle società partecipate. Gli obblighi di informativa previsti dal presente regolamento dovrebbero pertanto applicarsi alle società quotate dopo un periodo transitorio di 18 mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. Di conseguenza, la Commissione dovrebbe esaminare l'opportunità di proporre modifiche corrispondenti alla direttiva 2013/34/UE,
Il presente regolamento stabilisce norme armonizzate sulla trasparenza che devono essere applicate dai partecipanti ai mercati finanziari, dagli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda gli IBIP e dalle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti per quanto riguarda l'integrazione dei rischi per la sostenibilità nel processo decisionale o nel processo di consulenza relativi agli investimenti e la trasparenza dei prodotti finanziari che hanno come obiettivo investimenti sostenibili, compresa la riduzione delle emissioni di carbonio.
Il presente regolamento stabilisce norme armonizzate sulla trasparenza che devono essere applicate dai partecipanti ai mercati finanziari, dagli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda gli IBIP e dalle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti e dalle società quotate per quanto riguarda le modalità di integrazione dei rischi e dell'impatto in termini di sostenibilità nel processo decisionale o nel processo di consulenza relativi agli investimenti e la trasparenza dell'impatto e dei rischi in termini di sostenibilità dei prodotti di investimento, compresi i prodotti finanziari, laddove siano rilevanti e appropriati.
Nel testo giuridico dovrebbe essere chiaro che gli obblighi di trasparenza previsti dal regolamento si applicano a tutti i prodotti finanziari.
Articolo 2 – comma 1 – lettera b bis (nuova)
(b bis) "società quotata": un'impresa che rientra nell'ambito di applicazione della direttiva 2013/34/UE;
Articolo 2 – comma 1 – lettera h – punto ii bis (nuovo)
ii bis) un prodotto pensionistico paneuropeo, come proposto dal regolamento 201X/XXX1bis del Parlamento europeo e del Consiglio;
1bis Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP), 2017/0143 (COD).
Articolo 2 – comma 1 – lettera o – parte introduttiva
(o) "investimenti sostenibili": tutti i seguenti investimenti o una combinazione dei seguenti investimenti:
(o) "investimenti sostenibili": prodotti associati a strategie che mirano al conseguimento di un impatto ambientale, sociale e di governance, compresa qualsiasi combinazione dei seguenti investimenti, nella misura in cui gli obiettivi di ogni categoria rispettino e non pregiudichino significativamente uno o più obiettivi delle altre categorie di seguito indicate:
Articolo 2 – comma 1 – lettera o – punto i
(i) gli investimenti in un'attività economica che contribuisce a un obiettivo ambientale, compresi gli investimenti ecosostenibili come definiti all'articolo 2 del [UP: inserire il riferimento al regolamento sull'istituzione di un quadro che faciliti gli investimenti sostenibili;
(i) gli investimenti in un'attività economica che contribuisce a un obiettivo ambientale, compresi gli investimenti ecosostenibili come definiti all'articolo 2 del [UP: inserire il riferimento al regolamento sull'istituzione di un quadro che faciliti gli investimenti sostenibili] e basati su indicatori chiave di efficienza delle risorse, quali l'impiego di energia, l'impiego di energie rinnovabili, l'utilizzo di materie prime, la produzione di rifiuti, le emissioni, le emissioni di CO2, l'utilizzo di risorse idriche, l'uso del suolo e l'impatto sulla biodiversità;
Articolo 2 – comma 1 – lettera o – punto iii
iii) gli investimenti in imprese che rispettano prassi di buona governance, in particolare le imprese le cui strutture di gestione, relazioni con il personale e remunerazioni del personale e il cui comportamento in termini di adempimento degli obblighi fiscali sono solidi;
iii) gli investimenti in imprese che rispettano prassi di buona governance, in particolare le imprese le cui strutture di gestione e di dovuta diligenza, relazioni con il personale e remunerazioni del personale e il cui comportamento in termini di adempimento degli obblighi fiscali sono solidi;
Articolo 2 – comma 1 – lettera s bis (nuova)
(s bis) "rischi per la sostenibilità": i rischi finanziari e non finanziari, rilevanti o probabilmente rilevanti a lungo termine, legati a fattori ambientali, sociali e di governance, se pertinenti per un particolare approccio di investimento;
Trasparenza delle politiche in materia di rischio per la sostenibilità
Trasparenza delle politiche in materia di rischio per la sostenibilità e di impatto sulla stessa
1. I partecipanti ai mercati finanziari pubblicano sui loro siti web politiche scritte sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità nel processo decisionale relativo agli investimenti.
1. I partecipanti ai mercati finanziari dispongono di politiche scritte sull'integrazione dei rischi e dell'impatto in termini di sostenibilità nel processo decisionale relativo agli investimenti, ad esempio nei settori della governance, della ripartizione delle attività, della strategia di investimento, della gestione del rischio, dell'esercizio del diritto di voto degli azionisti e dell'impegno aziendale, e ne pubblicano una sintesi in forma scritta sui loro siti web.
2. Gli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda gli IBIP e le imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti pubblicano sui loro siti web politiche scritte sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità nella consulenza in materia di investimenti o nella consulenza in materia di assicurazioni.
2. Gli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni per quanto riguarda gli IBIP e le imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti dispongono di politiche scritte sull'integrazione dei rischi e dell'impatto in termini di sostenibilità nella consulenza in materia di investimenti o nella consulenza in materia di assicurazioni, ad esempio nei settori della governance, della ripartizione delle attività, della strategia di investimento, della gestione del rischio, dell'esercizio del diritto di voto degli azionisti e dell'impegno aziendale, e ne pubblicano una sintesi in forma scritta sui loro siti web.
2 bis. I partecipanti ai mercati finanziari e gli intermediari assicurativi dispongono di procedure di dovuta diligenza che garantiscano una sufficiente integrazione dell'individuazione e della gestione dei rischi per la sostenibilità nelle decisioni in materia di investimenti e che impongano agli investitori di individuare, prevenire, mitigare e prendere in considerazione i fattori ESG, tenendo conto delle linee guida dell'OCSE del 2017 sul tema "Condotta responsabile delle imprese per gli investitori istituzionali: considerazioni chiave sulla dovuta diligenza a norma delle linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali", e pubblicano in forma scritta tali procedure sui loro siti web.
2 ter. Le politiche scritte di cui ai paragrafi 1 e 2 comprendono tra l'altro:
(a) l'integrazione dei rischi relativi agli effetti dei cambiamenti climatici, compresi i rischi acuti e cronici per gli investimenti;
(b) l'integrazione dei rischi e delle opportunità relativi alla transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio, compresi i limiti regolamentari alle emissioni di gas a effetto serra, la fissazione del prezzo del carbonio, i rischi di contenzioso, i rischi di immagine, i rischi tecnologici e di mercato.
Il Comitato europeo per il rischio sistemico, la Banca centrale olandese, la Banca d'Inghilterra e molti altri istituti finanziari e organismi di consulenza riconoscono il rischio sistemico legato ai cambiamenti climatici per il sistema finanziario e l'economia. Pertanto, i rischi integrati per la sostenibilità devono contemplare chiaramente i rischi posti dai cambiamenti climatici.
2 quater. Le politiche scritte di cui ai paragrafi 1 e 2 comprendono, tra l'altro, informazioni sul processo di individuazione dei rischi per la sostenibilità, sulla metodologia e sulle metriche impiegate per valutarli, sulla vigilanza da parte del consiglio di amministrazione relativa all'individuazione e alla gestione dei rischi per la sostenibilità e un quadro d'insieme dei rischi per la sostenibilità individuati dall'organizzazione.
Articolo 3 – paragrafo 2 quinquies (nuovo)
2 quinquies. La Commissione adotta, entro il 30 giugno 2019, atti delegati conformemente all'articolo [...] al fine di integrare il presente regolamento specificando più dettagliatamente i requisiti per valutare l'attuazione delle politiche scritte e delle procedure di dovuta diligenza.
Trasparenza dell'integrazione dei rischi per la sostenibilità
Trasparenza dell'integrazione dei rischi e dell'impatto in termini di sostenibilità
(a) le procedure e le condizioni applicate per integrare i rischi per la sostenibilità nelle decisioni di investimento;
(a) le procedure e le condizioni di dovuta diligenza applicate per integrare i rischi per la sostenibilità, tra cui i rischi relativi agli effetti dei cambiamenti climatici e i rischi e le opportunità legati alla transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio, nelle decisioni di investimento;
(b) in che misura i rischi per la sostenibilità avranno secondo le previsioni un impatto significativo sul rendimento dei prodotti finanziari resi disponibili;
(b) in che misura i rischi per la sostenibilità, tra cui i rischi relativi agli effetti dei cambiamenti climatici e i rischi e le opportunità legati alla transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio, avranno secondo le previsioni un impatto significativo sugli aspetti ambientali, sociali o di governance e sul rendimento dei prodotti finanziari resi disponibili;
(b bis) scenari e costi previsti legati alla fissazione del prezzo del carbonio, derivanti dallo scambio di quote di emissione, dalla tassazione e da altri requisiti normativi in materia, che sono stati considerati nelle valutazioni dei rischi per la sostenibilità;
La fissazione del prezzo del carbonio, ad es. tramite il sistema di scambio di quote di emissione dell'UE o il sistema nazionale di scambio di quote di emissione della Cina, è un costo chiaramente definito. Tuttavia gli investitori, gli erogatori di prestiti, i sottoscrittori di assicurazioni e altri portatori di interessi non dispongono spesso di informazioni chiare sui possibili costi del carbonio connessi agli investimenti. Dato che l'entità e il livello della fissazione dei prezzi del carbonio potrebbero mutare in modo significativo in ragione della transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio, una maggiore trasparenza sui costi del carbonio aiuterebbe a ridurre i rischi sistemici.
Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera b ter (nuova)
(b ter) i risultati della prova di stress climatico facendo ricorso all'analisi di scenario per la valutazione di alcuni possibili sviluppi futuri, compresi i seguenti scenari:
i) uno scenario di "rapida decarbonizzazione", caratterizzato da una transizione globale della durata di 15 anni in tutti i settori economici ai fini dell'azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra nell'Unione;
ii) uno scenario di "riscaldamento incontrollato" con gli effetti di un aumento della temperatura globale di 4 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali;
(c bis) le informazioni sul voto degli azionisti relativamente agli investimenti sostenibili e alla mitigazione dei rischi per la sostenibilità, le istruzioni di voto e le motivazioni alla base di voti contrari alla gestione, astensioni e voti controversi.
(a) le procedure e le condizioni applicate per integrare i rischi per la sostenibilità nella consulenza in materia di investimenti e nella consulenza in materia di assicurazioni;
(a) le procedure e le condizioni applicate per integrare i rischi per la sostenibilità, tra cui i rischi relativi agli effetti dei cambiamenti climatici e i rischi e le opportunità legati alla transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio, nella consulenza in materia di investimenti e nella consulenza in materia di assicurazioni;
(b) in che misura i rischi per la sostenibilità avranno secondo le previsioni un impatto significativo sul rendimento dei prodotti finanziari per i quali viene fornita la consulenza;
(b) in che misura i rischi per la sostenibilità, tra cui i rischi relativi agli effetti dei cambiamenti climatici e i rischi e le opportunità legati alla transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio, avranno secondo le previsioni un impatto significativo sugli aspetti ambientali, sociali o di governance e sul rendimento dei prodotti finanziari per i quali viene fornita la consulenza;
(b bis) scenari e costi previsti legati alla fissazione del prezzo del carbonio, derivanti dallo scambio di quote di emissione, dalla tassazione e da altri requisiti normativi in materia, che sono stati considerati nelle valutazioni quantitative dei rischi per la sostenibilità;
Articolo 4 – paragrafo 3 – lettera i bis (nuova)
i bis) per le società quotate, in conformità alla direttiva 2013/34/UE.
3 bis. L'informativa di cui ai paragrafi 1 e 2 contiene tutte le informazioni che potrebbero essere rilevanti per le decisioni di investimento degli investitori. Le informazioni sono presentate in modo equo, non sono fuorvianti o ingannevoli e non presentano omissioni rilevanti.
Trasparenza degli investimenti sostenibili nelle informazioni precontrattuali
Trasparenza dell'impatto e dei rischi in termini di sostenibilità degli investimenti nelle informazioni precontrattuali
Articolo 6 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera b
(b) le informazioni sulle metodologie utilizzate per valutare, misurare e monitorare l'impatto degli investimenti sostenibili selezionati per il prodotto finanziario, compresi le fonti dei dati, i criteri di vaglio per le attività sottostanti e i pertinenti indicatori di sostenibilità utilizzati per misurare l'impatto sostenibile complessivo del prodotto finanziario;
(b) le informazioni sulle metodologie utilizzate per valutare, misurare e monitorare l'impatto in termini di sostenibilità degli investimenti selezionati per il prodotto finanziario, compresi le fonti dei dati, i criteri di vaglio per le attività sottostanti e i pertinenti indicatori di sostenibilità utilizzati per misurare l'impatto sostenibile complessivo del prodotto finanziario;
Le informazioni da comunicare a norma del primo comma sono pubblicate in modo chiaro e in una sezione ben visibile del sito web.
Le informazioni da comunicare a norma del primo comma sono pubblicate in modo chiaro e in una sezione ben visibile del sito web, in modo comprensibile ai diversi azionisti, compreso un pubblico non specializzato con diversi livelli di alfabetizzazione finanziaria.
1. Se rendono disponibile un prodotto finanziario di cui all'articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3, i partecipanti ai mercati finanziari includono nelle relazioni periodiche la descrizione di quanto segue:
1. Se rendono disponibile un prodotto finanziario di cui all'articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3, i partecipanti ai mercati finanziari includono nelle relazioni periodiche, integrate, sottoposte ad audit ed elaborate almeno ogni anno, la descrizione di quanto segue:
(a) l'impatto complessivo del prodotto finanziario in relazione alla sostenibilità mediante indicatori di sostenibilità pertinenti;
(a) l'impatto complessivo del prodotto finanziario in relazione alla sostenibilità mediante indicatori di sostenibilità armonizzati e comparabili;
(b bis) le società quotate includono una descrizione delle modalità con cui l'impatto e i rischi in termini di sostenibilità sono stati integrati nei processi di gestione e nella strategia di investimento all'interno dei bilanci d'esercizio e dei bilanci consolidati di cui alla direttiva 2013/34/UE.
Articolo 7 – paragrafo 2 – lettera h bis (nuova)
(h bis) per le società quotate, in conformità ai bilanci periodici di cui alla direttiva 2013/34/UE.
Entro il [UP: inserire la data corrispondente a 60 mesi dopo la data di entrata in vigore], la Commissione effettua una valutazione dell'applicazione del presente regolamento.
Entro il [UP: inserire la data corrispondente a 24 mesi dopo la data di entrata in vigore], la Commissione effettua una valutazione dell'applicazione del presente regolamento.
In considerazione del carattere di novità della politica in oggetto e dei rapidi sviluppi nel campo della finanza sostenibile, è più opportuno procedere a una valutazione dopo 24 mesi.
Informativa in materia di investimenti sostenibili e rischi per la sostenibilità
Informazioni sugli investimenti sostenibili e i rischi per la sostenibilità

References: Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 9

Articolo 10
 articolo 60

Articolo 12

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 4

Articolo 6

Articolo 7