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Timestamp: 2017-06-27 00:42:51+00:00

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1 Comune di Castagneto Carducci Provincia di Livorno Pianificazione del Territorio Ufficio Demanio Marittimo REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL DEMANIO MARITTIMO APPROVATO CON DELIBERA CONSILIARE N. 14 DEL 13/03/03 MODIFICATO CON DELIBERA CONSILIARE N. 62 DEL 29/07/2005 E CON DELIBERA CONSILIARE N. 4 DEL 31/01/2007 ENTRATA IN VIGORE IN DATA 17/02/20072 INDICE Titolo I DISPOSIZIONI GENERALI...4 Art. 1 - Oggetto...4 Art. 2 - Definizioni...4 Titolo II CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME...4 Art.3 Concessione...4 Art.4 Contenuti dell atto di concessione...5 Art. 5 - Rilascio di concessioni per nuove strutture turistico - ricreative e ricreative....5 Art. 6 Rilascio di concessione per altri usi...6 Art. 7 Anticipata occupazione...7 Art. 8 Cauzioni....8 Titolo III CANONI DEMANIALI MARITTIMI...8 Art. 9 Canoni...8 Art. 10 Pagamento del Canone...9 Art Riduzione del canone....9 Art Canoni ricognitori....9 Titolo IV CESSAZIONE DEL TITOLO CONCESSORIO...10 Art Rinuncia alla concessione Art Decadenza del titolo concessorio Titolo V SUBINGRESSO E AFFIDAMENTO...11 Art.16 Subingresso...11 Art Affidamento in gestione...12 Titolo VI VARIAZIONI AL CONTENUTO DELLA CONCESSIONE DEMANIALE MARITTIMA...13 Art.18 - Variazioni al contenuto della concessione che non ne modifichino il titolo...13 Titolo VII SPESE DI ISTRUTTORIA...13 Art.19 Diritti di istruttoria...13 Titolo VIII ATTIVITA DI VIGILANZA...14 Art Vigilanza Titolo IX DISCIPLINA DEGLI STABILIMENTI BALNEARI...14 Art Stabilimenti balneari...14 Art Gestione...14 Art Pubblicità dei prezzi Titolo x BALNEAZIONE...15 Art. 24 Ambito riservato alla Capitaneria di Porto...15 Art. 25 Periodo di attività...15 Art. 26 Divieto di balneazione...15 Art. 27 Prescrizioni sull uso delle aree demaniali destinate all attività balneare...15 Art. 28 Disciplina delle aree in concessione per strutture balneari: disciplina generale degli arenili...17 Art 29 Disciplina delle aree in concessione per strutture balneari: disciplina particolare per gli stabilimenti balneari Art.30 Disciplina del commercio al dettaglio su aree demaniali marittime...18 Art. 31 Pulizia degli arenili...19 Art. 32 Disciplina manifestazioni turistico sportive...19 Art. 33 Disposizioni finali...19 Titolo XI NORMA FINALE...203 Art Rinvii...20 Allegati:...21 Allegato I...21 Allegato II...22 Allegato III...22 Allegato IV...234 Titolo I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Oggetto 1. Il presente regolamento disciplina lo svolgimento delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia di concessioni di beni del demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalità turistico-ricreative, situati sul territorio comunale, conferiti dallo Stato alle Regioni ai sensi dell art. 105 comma 2 lettera l) del decreto legislativo 112/98 e da queste ultime conferiti ai comuni, a decorrere dal 1 gennaio 2001, ai sensi della legge regionale toscana n 88/ Nella gestione del demanio marittimo l attività del comune è improntata ai principi di buon andamento e di pubblicità ed al perseguimento della tutela degli interessi pubblici e collettivi e per il perseguimento di pubblici usi del mare. Art. 2 - Definizioni 1. I beni e le pertinenze del demanio marittimo sono quelli individuati negli art.822 del codice civile e 2, 28 e 29 del codice della navigazione. Titolo II CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME Art.3 Concessione 1. La concessione è l atto unilaterale mediante il quale l Amministrazione Comunale attribuisce, per un periodo di tempo determinato, l utilizzazione di beni rientranti nel demanio marittimo per finalità conformi al piano di utilizzo del demanio marittimo ed agli altri strumenti urbanistici vigenti. 2. La concessione è rilasciata dal Responsabile del Servizio Demanio e sottoscritta per accettazione da parte del concessionario. 3. La concessione è soggetta a registrazione, previo pagamento della relativa imposta da porre a carico del concessionario, ed è iscritta al repertorio degli atti soggetti a registrazione tenuto dall Ufficio Servizio Legale del Comune. 4. Il pagamento dell imposta e la sottoscrizione per accettazione da parte del concessionario sono regolarizzati presso l Ufficio Servizio Legale. 2. L originale o copia conforme della concessione viene inviato all Ufficio Demanio per gli adempimenti necessari. 5. L'immissione del concessionario nel possesso del bene concesso viene effettuata dal Responsabile dell ufficio competente o suo delegato e risulta da processo verbale. Analogo processo verbale deve essere redatto all atto della riconsegna da parte del concessionario al momento della cessazione della concessione.5 6. Il procedimento per il rilascio di concessione demaniale marittima deve concludersi entro 120 giorni dalla data di presentazione della documentazione prevista dal comma 9 del successivo art 5. Art.4 Contenuti dell atto di concessione 1. Nell'atto di concessione devono essere indicati: a) L'ubicazione, l'estensione, i confini, ed un rilievo planimetrico delle aree e delle strutture oggetto della concessione, che indichi l esatta localizzazione degli stessi; b) Lo scopo e la durata della concessione; c) La natura, la forma, le dimensioni, la struttura delle opere da eseguire e i termini assegnati per tale esecuzione; d) Le modalità di esercizio della concessione e i periodi di sospensione dell'esercizio eventualmente consentiti; e) Il canone, la decorrenza e la scadenza dei pagamenti, nonché il numero di rate del canone il cui omesso pagamento comporti la decadenza della concessione; f) La cauzione; g) Le condizioni particolari alle quali è sottoposta la concessione, comprese le tariffe per l'uso da parte di terzi; h) Le genera lità e il domicilio del concessionario; i) Le eventuali ulteriori pattuizioni accessorie. 2. All atto di concessione devono essere allegati la modulistica prevista ed i progetti delle opere da realizzare. 3. Nelle concessioni di minore importanza sono omesse le indicazioni che non siano necessarie in relazione alla minore importanza della concessione. Art. 5 - Rilascio di concessioni per nuove strutture turistico - ricreative e ricreative. 1. L utilizzazione delle aree demaniali marittime è disciplinata dal piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo. 2. Le aree, i manufatti liberi, o che si dovessero rendere tali, per le quali il piano di cui al comma precedente preveda la concessione, saranno assegnate attraverso apposita procedura di evidenza pubblica. A tal proposito il Responsabile dell Ufficio Demanio Marittimo provvederà all emanazione, sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta Comunale, di un bando pubblico che definisca: le aree disponibili e le tipologie di intervento assentibili; le modalità di presentazione delle domande di concessione e la documentazione richiesta; il termine entro il quale devono essere presentate le domande;6 i criteri di selezione delle istanze e di scelta del concessionario, in base agli aspetti indicati in allegato IV ed in base a quanto stabilito dall art.37 del codice della navigazione; 3. Il suddetto bando dovrà essere pubblicato all albo pretorio del Comune, pubblicizzato sul sito internet del Comune e inviato alla Capitaneria di Porto con richiesta di pubblicazione al proprio albo albo (ed, su eventuale indicazioni della Giunta Comunale, per estratto nel BURT). 4. Le domande di concessione dovranno essere corredate dalla documentazione specificata nel bando. 5. Le domande presentate sono esaminate dall Ufficio competente che redige, in base ai criteri fissati dal bando, una graduatoria per ciascuna area messa a bando, che viene approvata in via provvisoria con provvedimento del Responsabile di detto ufficio. 6. La graduatoria è pubblicata per trenta giorni all Albo Pretorio del Comune. Entro il termine di scadenza della pubblicazione, gli interessati potranno presentare osservazioni scritte depositandole presso l ufficio del Demanio Marittimo. 7. Il Responsabile dell ufficio competente, previo esame delle osservazioni presentate, approva in via definitiva la graduatoria. 8. Il responsabile del procedimento comunica, nei successivi trenta giorni, l esito della graduatoria a tutti i richiedenti, dando atto della chiusura del procedimento. Nei confronti del primo classificato, la comunicazione comprenderà la richiesta, entro il termine assegnato, comunque non superiore a novanta giorni, della documentazione tecnica ad integrazione dell istanza di concessione. 9. La domanda del primo assegnatario, completa degli allegati, può essere sottoposta all esame della conferenza di servizi di cui all art.14 della legge 7 agosto 1990, n.241 e successive modifiche ed integrazioni, promossa dal responsabile del procedimento nei termini e nei modi indicati dall articolo 14/ter della legge n.241/1990 come modificato dall articolo 11 della legge n.340/2000, alla quale sono chiamati a partecipare tutti gli enti interessati al procedimento. 10. La Conferenza di servizi può disporre, per una sola volta, adeguamenti o integrazioni della documentazione allegata alla domanda. 11. Il provvedimento finale conforme alla determinazione favorevole della Conferenza di servizi sostituisce, a tutti gli effetti, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominati di competenza delle amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare, alla predetta conferenza. Art. 6 Rilascio di concessione per altri usi 1. Il rilascio di nuove concessioni avviene attraverso apposito procedimento di evidenza pubblica, secondo le procedure di cui all Art.5 2. Sono escluse dal procedimento di evidenza pubblica le concessioni necessarie per: Apertura di varchi d accesso al demanio con o senza realizzazione di piccole strutture;7 Realizzazione di impianti tecnologici; Adeguamenti igienico sanitari; Ampliamenti a qualsiasi titolo di concessioni esistenti (solo se previsti dai vigenti strumenti urbanistici); Adeguamenti delle strutture concessionate a norme settoriali o di legge; Standard urbanistici, passeggiate, camminamenti, piazze, aree verdi, aree di tutela ambientale, solarium, parcheggi, torrette di sorveglianza, aree di primo soccorso, opere pertinenziali e di arredo spazzi e strutture pubbliche, di uso pubblico da parte dell Amministrazione Comunale o da privati associazioni od enti in convenzione con la stessa; 3. Per le concessioni escluse dal procedimento di evidenza pubblica si applicano i commi da 2 a 5 del presente articolo. 4. Chiunque intenda occupare per qualsiasi uso zone del demanio marittimo o del mare territoriale o pertinenze demaniali marittime o apportarvi innovazioni deve presentare la documentazione specificata in allegato I. 5. Chiunque intenda estrarre e raccogliere arena o altri materiali nelle zone del demanio marittimo o del mare territoriale o nelle pertinenze demaniali marittime deve presentare la documentazione specificata in allegato I. 6. Le domande devono essere presentate all ufficio Demanio Marittimo il quale, entro 15 giorni, verificata la ricevibilità delle stesse, richiede l'eventuale documentazione integrativa e comunica al richiedente, o al suo delegato, il nominativo del Responsabile del Procedimento (art.4-5 della legge 241/90) nonché le altre informazioni ai sensi delle norme di legge vigenti. 7. L'esame delle domande risultate formalmente complete, si svolge secondo l'ordine di presentazione. Art. 7 Anticipata occupazione. 1. L anticipata occupazione ed il conseguente uso di beni del demanio marittimo possono essere consentiti, su richiesta dell avente titolo alla concessione, solo in caso di estrema urgenza e per finalità di pubblico interesse o di igiene e sicurezza. 2. L immediata occupazione, nei casi suddetti, può essere consentita, previa cauzione, a rischio del richiedente, purché questo si obblighi ad osservare le condizioni che saranno stabilite nell'atto di concessione. 3. Se la concessione è negata il richiedente deve demolire le opere e rimettere i beni nel pristino stato. 4. La richiesta di anticipata occupazione si intende respinta se l'amministrazione non comunica risposta positiva all istanza entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. 5. L anticipata occupazione è disposta con provvedimento del responsabile dell ufficio demanio e non sostituisce altre autorizzazioni o concessioni previste dalla normativa vigente.8 Art. 8 Cauzioni. 1. Il concessionario deve garantire l'osservanza degli obblighi assunti con l'atto di concessione mediante cauzione, da cointestarsi all Amministrazione Statale ed all Amministrazione Comunale, il cui ammontare è determinato dal Responsabile dell'ufficio Demanio Marittimo in relazione al contenuto, all'entità della concessione e al numero di rate del canone il cui omesso pagamento comporta la decadenza della concessione a norma dell articolo 47 lettera d) del codice della navigazione. 2. L ammontare minimo della cauzione non deve mai essere inferiore al 10% del valore delle opere da realizzare o a 2 annualità di canone per le concessioni che non prevedano la realizzazione di strutture o impianti. 3. La cauzione potrà essere prestata mediante polizza assicurativa fideiussoria o fideiussione bancaria senza beneficio della preventiva escussione del debitore ed a prima richiesta dell ente. Per gli associati ad una delle organizzazioni di categoria (S.I.B. F.I.B.A. FEDICOD F.A.B. etc.), la cauzione è prestata in via generale attraverso un unica polizza assicurativa fideiussoria stipulata da ciascuna delle citate organizzazioni per i propri associati. 4. L'Amministrazione concedente, in caso di inadempienza, può incamerare a suo giudizio discrezionale, in tutto o in parte, la cauzione o il deposito, oppure rivalersi su di essi per il soddisfacimento di crediti o per rimborso di spese, e ciò anche nel caso in cui l'amministrazione non si avvalga della facoltà di dichiarare la decadenza della concessione, restando il concessionario tenuto a reintegrare la cauzione o il deposito. 5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche alla fattispecie di cui al precedente art.7. In tale ipotesi la cauzione potrà essere utilizzata dall Amministrazione comunale in caso di inadempienza per l esecuzione delle opere di messa in pristino dell area. Titolo III CANONI DEMANIALI MARITTIMI Art. 9 Canoni. 1. Il canone è calcolato in conformità delle disposizioni del D.L. 5 ottobre 1993, n.400, convertito nella legge 4 dicembre 1993, n.494 e del relativo regolamento approvato con Decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione 5 agosto 1998, n.342 ed è aggiornato sulla base di apposito decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione in misura pari alla media degli indici nazionali generali calcolati dall'istat, fermo restando che i criteri e le misure unitarie possono essere adeguati o modificati con decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione. 2. La superficie da considerare ai fini del conteggio del canone è costituita dalle aree scoperte ovvero dalle aree coperte da impianti, manufatti ed opere considerando, in tale9 ultimo caso, la superficie utilizzabile di tutti i piani, compreso quello di copertura se praticabile, soprastanti o sottostanti il piano di campagna. 3. Gli impianti, i manufatti e le opere realizzati o da realizzare sul demanio marittimo o nel mare territoriale si considerano di difficile rimozione quando rientrano nelle tipologie contraddistinte dalle lettere A, B, ed E della tabella in allegato II) al presente regolamento; mentre si considerano di facile rimozione quelle contraddistinte dalle lettere C, D, F e G della stessa tabella. 4. Per le superfici per le quali non può farsi riferimento a superfici effettivamente utilizzate, si adottano i criteri dell'allegato III, salva l'applicazione delle misure minime previste dall art. 3 del D.M. n.342/1998. Art. 10 Pagamento del Canone 1. La prima rata del canone, da versare prima dell atto di concessione della zona di demanio marittimo, delle pertinenze e del mare territoriale, è commisurata al periodo intercorrente tra la data di rilascio dell'atto di concessione ed il 31 dicembre dello stesso anno. 2. Le rate annuali successive hanno tutte decorrenza dal l gennaio di ogni anno di validità dell'atto concessorio. 3. L'ultima rata è commisurata al periodo tra il l gennaio dell'ultimo anno di validità dell atto e la effettiva data di scadenza. 4. Il pagamento delle rate successive alla prima deve essere effettuato anticipatamente, entro 15 giorni dal ricevimento dell ordine di introito emesso dall Ufficio Demanio Marittimo. 5. Anche in mancanza della comunicazione dell ammontare del canone aggiornato da parte dell Ufficio Demanio Marittimo, il concessionario è comunque tenuto al versamento anticipato del canone in misura pari a quello dell anno precedente entro il 31 gennaio, salvo conguaglio. Art Riduzione del canone. 1. Le riduzioni del canone di concessione, applicabili solo relativamente alle concessioni turistico ricreative, sono quelle indicate dall art.2 del Regolamento approvato con D.M. 5 agosto 1998, n.342. Art Canoni ricognitori. 1. Ai sensi dell art. 39 del Codice della Navigazione nella concessione rilasciata a Enti Pubblici o a privati, per fini di beneficenza o per altri fini di pubblico interesse il canone viene fissato quale mero riconoscimento del carattere demaniale dei beni, fermi restando gli importi minimi stabiliti dal D.M n. 342.10 Titolo IV CESSAZIONE DEL TITOLO CONCESSORIO Art 13 - Revoca ed estinzione del titolo concessorio. 1. La concessione è revocabile in tutto o in parte, con provvedimento del Responsabile dell Ufficio Demanio Marittimo, per sopravvenute ragioni di preminente interesse pubblico risultanti da apposita deliberazione della Giunta Comunale. 2. Nel caso di revoca parziale il canone è ridotto, ferma restando la facoltà del concessionario di rinunciare alla concessione entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revoca. La stessa facoltà spetta al concessionario anche quando l'utilizzazione della concessione sia resa impossibile in parte, per fatto dell'amministrazione, in conseguenza di impianti, manufatti ed opere realizzati dallo Stato o da altri enti pubblici per fini di interesse pubblico, ovvero per cause naturali. 3. Nel caso in cui la concessione rilasciata per finalità turistico ricreativa, venga revocata per motivi di interesse pubblico o perché in contrasto con il piano di utilizzazione del Demanio Marittimo, i concessionari non hanno diritto ad indennizzi ma hanno la preferenza nell'assegnazione di nuove concessioni. 4. Se l'utilizzazione è resa totalmente impossibile sia per fatto dell'amministrazione che per cause naturali la concessione viene dichiarata estinta con provvedimento del Responsabile dell Ufficio Demanio. 5. In caso di revoca, gli impianti, i manufatti e le opere per i quali non è stata richiesta la rimessa in pristino, sono acquisiti allo Stato ed il concessionario ha diritto ad un indennizzo pari a tante quote parti del costo degli impianti, dei manufatti e delle opere quanti sono gli anni mancanti al termine di scadenza fissato. In ogni caso l'indennizzo non può essere superiore al valore delle opere al momento della revoca, detratto l'ammontare degli ammortamenti. Art Rinuncia alla concessione. 1. La dichiarazione di rinuncia alla concessione deve specificare i motivi della rinuncia e che della rinuncia sono stati informati gli eventuali affidatari. Art Decadenza del titolo concessorio. 1. L'Amministrazione Comunale può dichiarare la decadenza del concessionario: a) Per mancata esecuzione degli impianti, manufatti ed opere previsti nell'atto di concessione o per mancato inizio della gestione nei termini assegnati, per fatto del concessionario; b) Per non uso continuato durante il periodo fissato a questo effetto nell'atto di concessione o per cattivo uso; c) Per mutamento sostanziale non autorizzato allo scopo della concessione; d) Per omesso pagamento del canone per una annualità; e) Per abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione;11 f) Per inadempimenti agli obblighi derivanti dalla concessione o imposti da leggi o regolamenti sia statali che regionali che comunali 2. Per i casi a) e b) l'amministrazione può disporre, con provvedimento motivato del Responsabile dell Ufficio Demanio Marittimo, proroga al concessionario non superiore a trenta giorni, se questi ne abbia fatto richiesta prima della scadenza dei termini. 3. Prima di dichiarare la decadenza il Responsabile dell Ufficio Demanio Marittimo fissa un termine non inferiore a 15 giorni e non superiore a 30 giorni, entro il quale l'interessato può presentare le sue deduzioni, di cui il responsabile deve tenere conto. 4. La decadenza è disposta con provvedimento del Responsabile dell ufficio demanio. 5. Al concessionario decaduto non spetta alcun rimborso per opere eseguite nè per spese sostenute. 6. Il procedimento deve concludersi, con l'emanazione del provvedimento che dispone la decadenza del titolo concessorio, entro 120 giorni dal ricevimento dell atto di accertamento/contestazione dei casi che determinano la decadenza dalla concessione. Titolo V SUBINGRESSO E AFFIDAMENTO Art.16 Subingresso. 1. Quando il concessionario intenda farsi sostituire da altri nel godimento della concessione deve chiedere al Comune la preventiva autorizzazione, presentando domanda sull apposito modulo, corredata dalla documentazione necessaria. 2. In caso di vendita od esecuzione forzata l'acquirente o l'aggiudicatario di impianti, manufatti ed opere realizzati dal concessionario non può subentrare nella concessione senza l'autorizzazione del Comune. 3. In caso di morte del concessionario gli eredi subentrano nel godimento della concessione ma devono chiederne la conferma entro sei mesi a pena di decadenza. 4. Se, per ragioni attinenti all'idoneità tecnica o economica degli eredi, l'amministrazione non ritiene opportuno confermare la concessione ne dispone la revoca con provvedimento del Responsabile dell Ufficio Demanio Marittimo. 5. In entrambi i casi di cui al 1 e al 2 comma del presente articolo, l istruttoria è limitata all'acquisizione delle istanze del cedente e del subentrante ed all'accertamento delle condizioni soggettive di quest'ultimo. 6. La domanda deve essere presentata all ufficio Demanio Marittimo del Comune congiuntamente dal concessionario e dal subentrante. 7. L Ufficio demanio, con provvedimento del Responsabile, entro 30 giorni dal ricevimento della domanda, autorizza in via preventiva il subingresso richiedendo contestualmente la documentazione prevista nell allegato I della specifica fattispecie e provvede a comunicare ai richiedenti o ai loro delegati, il nominativo del responsabile del procedimento.12 8. Il procedimento per il rilascio della nuova concessione al subingresso deve concludersi entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione richiesta con l autorizzazione preventiva. 9. Copia dell autorizzazione preventiva e della nuova concessione al subingresso saranno trasmesse: a) Sportello Unico del Comune b) Comando di Polizia Municipale c) Capitaneria di Porto competente; d) Ufficio locale Marittimo; e) Agenzia del Demanio. Art Affidamento in gestione 1. Il concessionario, previa autorizzazione del Responsabile dell Ufficio Demanio Marittimo, può affidare ad altri soggetti la gestione delle attività oggetto di concessione. 2. Previa autorizzazione del Responsabile dell Ufficio Demanio Marittimo, può essere altresì affidata ad altri soggetti la gestione di attività secondarie nell'ambito della concessione. 3. Il Concessionario, congiuntamente ai terzi; deve presentare domanda all Ufficio Demanio Marittimo secondo quanto indicato in Allegato I. 4. L Ufficio Demanio Marittimo comunicherà entro 15 giorni ai richiedenti o a loro delegati, il nominativo del responsabile del procedimento e le eventuali integrazioni di documentazione della domanda. 5. Al termine della fase istruttoria il Responsabile dell Ufficio Demanio Marittimo provvederà ad emettere provvedimento di autorizzazione ove siano rispettati gli adempimenti richiesti, e risultino sussistenti i presupposti di legge. 6. Il procedimento per il rilascio di autorizzazione all affidamento in gestione a terzi dell'attività oggetto di concessione deve concludersi entro 45 giorni dal ricevimento dell'istanza. 7. Entro 30 giorni dalla stipulazione del contratto deve essere prodotta copia dello stesso all ufficio demanio marittimo a cura degli interessati. 8. Copia dell autorizzazione preventiva e della nuova concessione al subingresso saranno trasmesse: a) Sportello Unico del Comune b) Comando di Polizia Municipale c) Capitaneria di Porto competente; d) Ufficio locale Marittimo; e) Agenzia del Demanio.13 Titolo VI VARIAZIONI AL CONTENUTO DELLA CONCESSIONE DEMANIALE MARITTIMA Art.18 - Variazioni al contenuto della concessione che non ne modifichino il titolo. 1. Chiunque voglia effettuare variazioni al contenuto delle concessioni demaniali marittime che comunque non ne modifichino il titolo, deve preventivamente presentare domanda all'amministrazione Co munale con la documentazione indicata nell'allegato I. La domanda deve essere presentata all Ufficio Demanio Marittimo. 2. L'Ufficio Demanio Marittimo entro 15 giorni, verificata la ricevibilità della domanda, richiede l'eventuale documentazione integrativa e comunica al richiedente, o al suo delegato, il nominativo del responsabile del procedimento. 3. L'esame delle domande risultate complete si svolge secondo l'ordine di presentazione. Il provvedimento è rilasciato dal Responsabile dell Ufficio Demanio Marittimo a seguito di istruttoria. 4. Qualora non venga apportata alterazione sostanziale al complesso della concessione ( manutenzione ordinaria art.31 lettera a) della legge457/78 e L.R. 52/99) o non vi sia modifica nell'estensione della zona demaniale la variazione può essere autorizzata per scritto, senza previa istruttoria. 5. Il Responsabile del Procedimento cura l'istruttoria acquisendo i pareri necessari, e redige una relazione con le risultanze dell'istruttoria. 6. Qualora lo ritenga opportuno, anche per motivi di celerità, il Responsabile può altresì indire una conferenza di servizi alla quale sono chiamati a partecipare tutti gli enti interessati dal procedimento. 7. La Conferenza di servizi può disporre per una sola volta adeguamenti o integrazioni della documentazione allegata alla domanda. Il provvedimento finale conforme alla determinazione favorevole della conferenza di servizi sostituisce, a tutti gli effetti, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominati di competenza delle amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare, alla predetta conferenza. 8. Il procedimento per il rilascio di autorizzazione alla variazione del contenuto della concessione deve concludersi entro 120 giorni dal ricevimento dell'istanza. Titolo VII SPESE DI ISTRUTTORIA Art.19 Diritti di istruttoria 1. Le spese di istruttoria sono poste a carico del richiedente. 2. Ai fini della semplificazione dell azione amministrativa e della trasparenza dei rapporti con l utenza, le spese di istruttoria dei singoli procedimenti sono determinate, con atto della Giunta Comunale.14 3. Tali diritti sono dovuti al Comune sia nel caso di rilascio del provvedimento richiesto, sia nel caso di rigetto della domanda. Ad ogni domanda, pena la sua improcedibilità, deve essere allegata la ricevuta di versamento. 4. L ammontare dei diritti suddetti è rivalutato annualmente sulla base della variazione ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, con arrotondamento ad 1 euro superiore. 5. Oltre agli importi suddetti, relativi alle spese di istruttoria, sono dovute, per ogni contratto stipulato tra l Amministrazione Comunale ed il concessionario, le relative spese contrattuali, ivi compresi i diritti di segreteria e le altre imposte dovute ai sensi di legge. Art Vigilanza. Titolo VIII ATTIVITA DI VIGILANZA 1. Ferme restando le funzioni di polizia marittima disciplinate dal Codice della navigazione e dal relativo regolamento di esecuzione, le funzioni di vigilanza sull'uso in concessione delle aree del demanio marittimo destinato ad uso turistico ricreativo sono esercitate dal Comune che può effettuare sopralluoghi e controlli. 2. In casi di particolare gravità e di recidiva nelle violazioni, il Comune adotta rispettivamente i provvedimenti di sospensione da uno a sei mesi e di decadenza della concessione medesima. 3. Il comune, qualora accerti che sulle aree demaniali marittime in concessione sono state eseguite opere non autorizzate o accerti che le aree stesse siano utilizzate senza titolo o in difformità dal titolo concessorio, adotta i provvedimenti previsti dalla vigente normativa. Titolo IX DISCIPLINA DEGLI STABILIMENTI BALNEARI Art Stabilimenti balneari. 1. Ai fini del presente regolamento sono stabilimenti balneari le strutture poste sulla riva del mare, attrezzate per la balneazione di cabine, spogliatoi, servizi igienici e docce. 2. Gli stabilimenti balneari possono altresì essere dotati di altri impianti e attrezzature complementari per la somministrazione di alimenti e bevande e per l esercizio delle attività connesse alla balneazione. Art Gestione. 1. Chi intende esercitare l'attività di stabilimento balneare, oltre alla concessione dell'area demaniale, deve essere in possesso della relativa autorizzazione all esercizio. 2. La denuncia è presentata al Comune ove ha sede l'esercizio dell'attività, e deve indicare: la capacità ricettiva, il periodo di apertura e l'ubicazione della struttura,15 corredata dell'eventuale autocertificazione riguardante i requisiti soggettivi da parte del titolare dell'esercizio medesimo. Art Pubblicità dei prezzi. 1. È fatto obbligo di esporre, in modo ben visibile al pubblico, nella zona di ricevimento, una tabella con i prezzi conformi all'ultima regolare comunicazione Titolo x BALNEAZIONE Art. 24 Ambito riservato alla Capitaneria di Porto 1. Le norme specifiche per la disciplina dell esercizio delle attività balneari per gli aspetti connessi all apprestamento dei servizi di salvataggio e di primo soccorso, alla sicurezza per la balneazione dei fruitori delle spiagge, alla regolamentazione dell uso degli specchi acquei lungo il litorale del Circondario Marittimo di Livorno saranno emanate dalla Capitaneria di Porto del Compartimento Marittimo competente per territorio. Art. 25 Periodo di attività 1. L attività delle strutture balneari deve iniziare improrogabilmente entro il 1 giugno e terminare non prima del 15 settembre di ogni anno. Art. 26 Divieto di balneazione 1. La balneazione è vietata nelle zone che di anno in anno vengono definite inidonee dalle amministrazioni competenti. Art. 27 Prescrizioni sull uso delle aree demaniali destinate all attività balneare 1. Sulle aree demaniali marittime del comune è vietato: a) Alare e varare unità nautiche di qualsiasi genere ad eccezione dei natanti da diporto trainati a braccia. Per tali mezzi potranno essere utilizzati, per il tempo strettamente necessario al transito, le spiagge libere, i prolungamenti delle vie di accesso al mare non interrotte da giardini, marciapiedi, passeggiata a mare, aiuole e qualsiasi altra opera di urbanizzazione realizzata dall Amministrazione Comunale ovvero altri tratti di arenile eventualmente messi a disposizione dai concessionari; b) Lasciare unità in sosta qualora ciò comporti intralcio al sicuro svolgimento dell attività balneare, ad eccezione di quelle destinate alla locazione, purché i titolari siano provvisti di concessione demaniale marittima, o alle operazioni di assistenza e salvataggio; c) Lasciare, oltre il tramonto, sulle spiagge libere, ombrelloni, sedie a sdraio, tende e altre attrezzature comunque denominate;16 d) Occupare con ombrelloni, sdraio, sedie, sgabelli, teli, ecc.. nonché mezzi nautici, ad eccezione di quelli di soccorso, la fascia di metri lineari 5 dalla battigia, destinata esclusivamente al libero transito con divieto di permanenza esclusi i mezzi nautici di soccorso. Detto divieto si estende anche ai retrostanti arenili in concessione, appositamente attrezzati e riservati ai clienti degli stabilimenti balneari; e) Campeggiare, f) Transitare e/o sostare con qualsiasi tipo di veicolo compreso aeromobili, ad eccezione di quelli destinati alla pulizia delle spiagge; il divieto di sosta è esteso anche alle zone demaniali retrostanti qualora venga intralciata la viabilità o sia impedito l accesso al mare o agli stabilimenti balneari. Dal divieto sono esclusi i mezzi motorizzati utilizzati da portatori di handicap atti a consentire autonomia nei loro spostamenti; g) Praticare qualsiasi gioco (per esempio il gioco del pallone, tennis da spiaggia, pallavolo, basket, bocce, ecc..) se può derivarne danno o molestia alle persone, turbativa alla pubblica quiete nonché nocumento all igiene dei luoghi. Detto divieto è da intendersi esteso anche alle zone di mare frequentate dai bagnanti. Detti giochi possono essere praticati nelle zone appositamente attrezzate dai concessionari; h) Condurre o far permanere qualsiasi animale anche se munito di regolare museruola e/o guinzaglio, al di fuori delle zone opportunamente attrezzate e riservate. Sono esclusi dal divieto i cani guida per i non vedenti e previa autorizzazione, i cani brevettati da salvataggio al guinzaglio. L addestramento di questi ultimi non può essere effettuato sulle spiagge nel corso della stagione balneare; i) Tenere il volume della radio, juke -box, mangianastri ed in genere apparecchi a diffusione sonora, ad un livello tale da costituire disturbo per la quiete pubblica, detto divieto si estende anche alle discoteche esistenti sul demanio marittimo e comunque non superiore a 70 decibel; l) Esercitare attività (es. attività promozionale, scuole di nuoto, di vela, di windsurf, sci nautico ecc ), organizzare manifestazioni nautiche, senza le autorizzazioni previste dalle normative vigenti in materia; m) Gettare in mare o lasciare nelle cabine o sugli arenili rifiuti di qualsiasi genere; n) Distendere o tinteggiare reti; o) Introdurre ed usare bombole di gas o altre sostanze infiammabili senza l autorizzazione del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco; p) Effettuare pubblicità sia sulle spiagge che nello specchio acqueo riservato ai bagnanti, mediante distribuzione e/o lancio anche a mezzo di aerei, di manifestini ovvero altro materiale; q) Il danneggiamento, l estirpazione, la raccolta e la detenzione ingiustificata delle associazioni vegetazionali della prima duna; r) Il calpestio delle aree dunali recintate, nonché la rimozione del legname depositato dalle mareggiate; s) Il disturbo nelle zone di nidificazione del Fratino (charadrius alexandrinus);17 t) La balneazione in condizioni di mare mosso o agitato, segnalato dalla presenza della bandiera rossa issata sugli appositi pennoni posti in corrispondenza degli accessi alle spiagge libere o degli stabilimenti balneari; 2. Nelle aree destinate ad A.N.P.I.L. e Oasi di Protezione, possono essere introdotte dai relativi regolamenti di gestione ulteriori limitazioni. Art. 28 Disciplina delle aree in concessione per strutture balneari: disciplina generale degli arenili 1. Le strutture balneari sono aperte al pubblico almeno dalle ore alle ore I concessionari o gestori di strutture balneari devono esporre copia del presente titolo X del Regolamento per la gestione del Demanio Marittimo, in luoghi ben visibili agli utenti, dall apertura al pubblico e per tutta la durata della stessa. 3. Il concessionario o gestore dovrà curare la perfetta manutenzione e pulizia delle aree in concessione e dello specchio acqueo antistante. I materiali di risulta dovranno essere sistemati in appositi contenitori chiusi, in attesa dell asporto da parte degli incaricati del servizio dei rifiuti urbani. Non costituiscono rifiuti urbani i materiali provenienti dal mare quali alghe, tronchi ecc. per i quali l eventuale raccolta e smaltimento resta a carico del concessionario. 4. Il numero di ombrelloni da installare a qualsiasi titolo sull arenile, deve essere tale da non intralciare la circolazione dei bagnanti. Ove possibile, a titolo indicativo, le distanze tra i paletti degli ombrelloni devono essere di metri 3 tra le file e metri 2,50 tra ombrelloni della stessa fila. 5. Fermo restando l obbligo di garantire l accesso al mare da parte dei soggetti portatori di handicap con la predisposizione di idonei percorsi perpendicolari alla battigia, i concessionari o i gestori potranno altresì predisporre, al fine di consentire la loro mobilità all interno delle aree in concessione, altri percorsi da realizzarsi in materiale plastico o ligneo, da posizionare sulla spiaggia, anche se detti percorsi non risultino riportati nel titolo concessorio. Allo stesso fine detti percorsi potranno congiungere aree limitrofe in concessione, previa semplice comunicazione all amministrazione Comunale e dovranno comunque essere rimossi al termine della stagione balneare. 6. I concessionari possono, nell ambito della propria concessione, individuare aree debitamente attrezzate e recintate, per altezza non superiore a metri 1,30, da destinare al ricovero di animali domestici, salvaguardando comunque l incolumità e la tranquillità del pubblico ed assicurando le necessarie condizioni igieniche secondo le vigenti normative Art 29 Disciplina delle aree in concessione per strutture balneari: disciplina particolare per gli stabilimenti balneari. 1. Oltre a quanto previsto nel precedente art 28, gli stabilimenti balneari, prima dell apertura al pubblico, devono essere in possesso dell autorizzazione all ercizio e18 l autorizzazione sanitaria da parte della competente Autorità nonché certificazione asseverata da parte di un professionista abilitato con la quale si attesti l idoneità della struttura e dei relativi impianti all esercizio dell attività. 2. Ogni stabilimento balneare deve essere dotato di idonee sistemazioni antincendio nel rispetto della vigente normativa in materia. Dovrà essere garantita la presenza di un estintore portatile ogni venticinque metri lineari di fronte cabine e comunque in numero non inferiore a due. 3. I servizi igienici devono essere collegati alla rete fognante comunale ovvero essere dotati di sistema di smaltimento riconosciuto idoneo dalla competente autorità. 4. E vietato l uso di sapone e shampoo qualora siano utilizzate docce non dotate di idoneo sistema di scarico. 5. I servizi igienici per disabili di cui alla Legge n. 104/92, devono essere dotati di apposita segnaletica riportante il previsto simbolo internazionale ben visibile al fine di consentire la loro immediata identificazione. 6. E vietata l occupazione delle cabine per il pernottamento o per altre attività che non siano attinenti alla balneazione, quali, in particolare, cucinare ed accendere fuochi, con l esclusione di eventuali locali di servizio. I concessionari devono controllare le installazioni, prima della chiusura serale, per accertare l assenza di persone nelle cabine. 7. A parziale deroga del disposto dell articolo 30 l eventuale posizionamento di campi di pallanuoto, compatibilmente con le altre esigenze di sicurezza e di destinazione delle aree interessate ed ove non vi sia occupazione permanente degli specchi acquei, può essere autorizzato dall Amministrazione Comunale. 8. Con le stesse formalità indicate al punto precedente possono essere posizionate, in ore diurne, piattaforme galleggianti prendisole. 9. I concessionari devono attenersi alle disposizioni emanate dall Autorità Sanitaria in ordine alla manutenzione e l utilizzo delle piscine nell ambito della concessione. Art.30 Disciplina del commercio al dettaglio su aree demaniali marittime 1. La disciplina relativa al settore commercio è contenuta nel decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 e nella legge regionale 3 marzo 1999 n. 9. Per commercio sulle aree demaniali marittime si intende l attività di vendita di merci al dettaglio e la somministrazione di alimenti e bevande. 2. L esercizio del commercio in forma itinerante nelle aree demaniali marittime è consentito esclusivamente ai possessori di autorizzazione comunale per l esercizio di tale attività. 3. Per l esercizio del commercio itinerante su aree demaniali di prodotti del settore alimentare, è indispensabile allegare alla comunicazione di cui sopra una autocertificazione sul possesso dei requisiti igienico sanitari.19 4. Le modalità d accesso al Demanio Marittimo per l esercizio dell attività, sono disciplinate dalla Competente Autorità Marittima e dal vigente regolamento comunale per la disciplina dello svolgimento dell attività commerciale sulle aree pubbliche. 5. L accesso alle aree demaniali marittime per l esercizio del commercio in forma itinerante può avvenire, come previsto dal regolamento comunale per attività commerciali su aree pubbliche: (a) esclusivamente nel periodo 01/06 30/09 di ogni anno; (b) dalle ore alle ore 20.00; (c) esclusivamente a piedi, senza l ausilio di mezzi meccanici o manuali quali ad esempio bancarelle mobili, carretti, ecc.; (d) senza ausili musicali o di amplificazione e senza recare comunque disturbo alla quiete pubblica; (e) nel rispetto delle norme nazionali e regionali che regolano la salute pubblica. Sono escluse dall accesso: a) le aree demaniali marittime in concessione a terzi; b) gli ambiti dunali. E possibile l utilizzo di carrelli elettrici nelle zone sprovviste di servizi. Art. 31 Pulizia degli arenili 1. I gestori devono provvedere giornalmente alla perfetta manutenzione, sistemazione e pulizia delle spiagge in loro concessione, nonché delle zone di libero transito, di cui al precedente art.5 e degli specchi acquei antistanti al di fuori dell orario di balneazione; 2. La pulizia delle spiagge libere viene effettuata a cura delle Comune, secondo quanto previsto dal D.L.vo 22/97 citato in premessa, al di fuori dell orario di balneazione; Art. 32 Disciplina manifestazioni turistico sportive 1. Le manifestazioni turistico- sportive di qualsiasi genere che si volgono in aree di mare territoriale al di fuori della fascia riservata alla balneazione sono consentite nei limiti e nei modi disciplinati dall autorità marittima alla quale devono essere inviate le istante. 2. Negli altri casi le stesse dovranno essere autorizzate dall autorità comunale. Art. 33 Disposizioni finali 1. Il presente Titolo X del regolamento per la gestione del Demanio Marittimo deve essere esposto a cura dei concessionari o dei gestori, in un luogo visibile dagli utenti per tutta la durata della stagione estiva.20 2. E fatto l obbligo a chiunque di osservarla ai sensi degli articoli 1164 e 1174 del Codice della Navigazione. 3. Gli Ufficiali e gli Agenti di Polizia Giudiziaria, nonché le G.A.V. sono incaricati dell esecuzione delle presenti norme. 4. I contravventori alla presenti norme, salvo che il fatto non costituisca più grave illecito e salve, in tal caso, le eventuali maggiori responsabilità loro derivanti da tale comportamento, saranno perseguiti ai sensi degli articoli 1161, 1164, 1174, del Codice della Navigazione e dell art. 39 della Legge 11 febbraio 1971 n. 50 sulla navigazione da diporto ovvero dall articolo 650 del Codice Penale. 5. La contravvenzione alla previsione di cui all Art.27 punti h), p) q) e r) e s) è perseguibile ai sensi della Legge 24/11/1981 n. 689 per quanto applicabile con le sanzione amministrativa da un minimo di Euro ad un massimo di Euro Titolo XI NORMA FINALE Art Rinvii 1. Per gli aspetti non disciplinati dal presente regolamento si rimanda al Codice della Navigazione, al relativo Regolamento di esecuzione, nonché alle specifiche leggi in materia. 2. Per quanto riguarda la disciplina e l uso delle zone di demanio marittimo, si rimanda alle norme del Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo. Vedere altro
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