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Timestamp: 2020-08-06 10:26:11+00:00

Document:
Vigente al 24/05/2008
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ARTICOLO 6-bis - (Ambito funzionale e soggetti della programmazione della rete scolastica regionale)
ARTICOLO 6-ter - (Conferenza zonale per l'istruzione)
ARTICOLO 6-quater - Intese Stato-Regione per la continuità del diritto all'istruzione
ARTICOLO 10 - (Azienda regionale per il diritto allo studio universitario)
ARTICOLO 10-bis - (Consiglio di amministrazione dell'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario)
ARTICOLO 10-ter - (Collegio dei revisori)
ARTICOLO 10-quater - (Poteri di vigilanza)
ARTICOLO 10-quinquies - (Istituzione della Conferenza regionale per il diritto allo studio universitario)
ARTICOLO 10-sexies - (Consiglio territoriale degli studenti per il controllo della qualità)
ARTICOLO 10-septies - (Consiglio regionale degli studenti)
ARTICOLO 16 - (Formazione professionale)
ARTICOLO 18-bis - (Obiettivi della formazione nell'apprendistato)
ARTICOLO 18-ter - (Disciplina dell'apprendistato)
ARTICOLO 20-bis - (Istituzione dell'albo regionale delle agenzie per il lavoro)
ARTICOLO 20-ter - (Istituzione dell'elenco regionale dei soggetti accreditati a svolgere servizi al lavoro)
ARTICOLO 21-bis - (Convenzioni per l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei disabili)
i-bis) promuovere il rafforzamento delle politiche di sostegno alla continuità lavorativa al fine di favorire condizioni lavorative stabili;[1]
i-ter) promuovere azioni di pari opportunità e qualità delle condizioni lavorative dei cittadini immigrati.[2]
(Ambito funzionale e soggetti della programmazione della rete scolastica regionale)
1. Nell'ambito delle procedure programmatorie nonché dei criteri e modalità di distribuzione delle risorse umane e finanziarie disponibili stabilite dal regolamento di cui all' articolo 32 , sono soggetti della programmazione:
a) le istituzioni scolastiche autonome;
b) i comuni delle zone socio-sanitarie;
(Conferenza zonale per l'istruzione)
1. La conferenza zonale per l'istruzione è formata da tutti i sindaci o assessori delegati di ciascuna zona socio-sanitaria.
2. La conferenza zonale disciplina con regolamento interno il proprio funzionamento.
3. La conferenza zonale è convocata per la prima volta dal sindaco o assessore delegato del comune della zona socio-sanitaria con maggior numero di abitanti; fino all'adozione del regolamento di cui al comma 2 , la conferenza approva i propri atti con il voto favorevole dei sindaci o assessori delegati che rappresentano la metà più uno degli abitanti della zona.
4. Secondo quanto previsto dai rispettivi regolamenti, ciascuna conferenza garantisce la partecipazione delle province nonché modalità continuative di confronto con le rappresentanze espressive delle componenti delle istituzioni scolastiche autonome per tutto ciò che concerne lo sviluppo a livello locale del sistema di educazione e istruzione.
5. Le modalità continuative di confronto di cui al comma 4 assicurano il ruolo delle parti sociali con particolare riferimento alle organizzazioni sindacali di categoria per ciò che concerne le modalità di assegnazione e mobilità del personale.
Intese Stato-Regione per la continuità del diritto all'istruzione
[ 5. ] [14]
5. I benefici di cui al comma 3 non possono essere cumulati con altre erogazioni finanziarie a qualsiasi titolo attribuite, salvo il caso di erogazioni concesse da istituzioni nazionali o straniere volte a integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di formazione o di ricerca dei borsisti e salvo il caso di erogazione di provvidenze da parte dell'Azienda di cui all' articolo 10 individuate dal regolamento regionale di cui all' articolo 32, comma 3 . [15]
[ 6. ] [16]
6. Il servizio abitativo dell'Azienda di cui all' articolo 10 , utilizzato per i propri fini istituzionali e per quelli delle Università, non costituisce esercizio di struttura ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera. [17]
[ ARTICOLO 10 ] [18]
(Azienda regionale per il diritto allo studio universitario)
1. E' istituita, a far data dal 1° luglio 2008, l'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (di seguito Azienda), ente dipendente dalla Regione, dotato di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale, di proprio patrimonio e di proprio personale, con sede a Firenze.
2. L'Azienda, in collaborazione con le Università degli Studi di Firenze, Pisa e Siena, la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Scuola Superiore di Studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna di Pisa, l'Università per Stranieri di Siena, l'Istituto Italiano di Scienze Umane, l'Institution Markets Technologies di Lucca, l'Accademia di Belle Arti di Firenze, l'Accademia di Belle Arti di Carrara e con gli enti locali, realizza gli interventi di cui all' articolo 9 rivolti agli iscritti ai corsi di studio delle Università degli studi e degli istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale con sede in Toscana.
3. L'Azienda realizza gli interventi di cui all' articolo 9 , nei comuni dove hanno la sede legale le Università della Toscana e gli istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale con sede in Toscana e nei comuni che ospitano le sedi decentrate.
4. Sono organi dell'Azienda il Consiglio di amministrazione, il Presidente e il Collegio dei revisori; le modalità di funzionamento e le competenze rispettive sono stabilite dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 3 .
5. Il funzionamento dell'Azienda è disciplinato da un regolamento, approvato dal Consiglio di amministrazione della stessa, che prevede una articolazione organizzativa per ognuna delle sedi territoriali di Firenze, Pisa e Siena tenendo conto dei servizi per gli studenti e delle loro specificità.
6. Tale articolazione organizzativa territoriale garantisce i necessari raccordi tra l'organizzazione dei servizi e l'organizzazione didattica dell'ateneo, secondo le modalità previste dal regolamento organizzativo dell'azienda.
7. L'articolazione organizzativa territoriale promuove incontri periodici con le rappresentanze territoriali degli studenti e dell'ateneo per monitorare lo stato dei servizi ed il raccordo con l'organizzazione didattica.
8. Sono soggetti all'approvazione della Giunta regionale:
a) il regolamento organizzativo dell'Azienda, di cui al comma 5;
b) il bilancio previsionale economico dell'Azienda con l'allegato piano di attività annuale, previa espressione del parere del Consiglio regionale;
9. Il finanziamento dell'Azienda è assicurato mediante:
10. Il patrimonio dell'Azienda è vincolato nell'uso all'attuazione degli interventi del diritto allo studio universitario di cui all' articolo 9 .
11. L'Azienda predispone il piano degli investimenti per il diritto allo studio universitario, previa consultazione con i comuni dove hanno sede legale le Università della Toscana e con i comuni che ospitano le sedi decentrate.
(Consiglio di amministrazione dell'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario)
1. Il Consiglio di amministrazione dell'Azienda è composto da:
b) il Presidente del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Toscane (CORECO), di cui all' articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25 (Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi allo sviluppo ed alla programmazione del sistema universitario, nonché ai comitati regionali di coordinamento, a norma dell' art. 20, comma 8, lettere a) e b), della legge 15 marzo 1997 n. 59 ) o suo delegato permanente;
c) i tre Presidenti dei Consigli territoriali degli studenti, di cui all' articolo 10 sexies, comma 7 .
3. Fermo restando il disposto del comma 2, i componenti nominati ai sensi del comma 1, lettera c) restano in carica nel Consiglio di amministrazione dell'Azienda:
a) dopo la scadenza di cui al comma 4 dell'articolo 10 sexies , fino alla loro sostituzione a seguito delle elezioni delle rappresentanze studentesche negli organi universitari;
5. Il Consiglio di amministrazione si riunisce con il Consiglio regionale degli studenti almeno due volte all'anno per la definizione del piano annuale degli interventi e per il consuntivo del piano dell'anno precedente.
6. Il Consiglio di amministrazione dell'Azienda definisce gli obiettivi ed i programmi da attuare, indica le priorità ed emana le direttive generali per l'azione amministrativa e la gestione, verifica la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite.
7. Qualora il Consiglio di amministrazione nell'assumere le proprie determinazioni non ritenga di accogliere il parere del Consiglio regionale degli studenti, ne dà atto fornendo espressa motivazione e riferendo in una successiva riunione del Consiglio regionale degli studenti.
1. Il Collegio dei revisori è composto da tre membri effettivi, di cui uno con funzioni di Presidente, nominati dal Consiglio regionale, scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili, di cui al decreto legislativo 27 gennaio
1992, n. 88 (Attuazione della direttiva 84/253/CEE , relativa all'abilitazione delle persone incaricate del controllo di legge di documenti contabili) [28]
4. Il Collegio dei revisori esamina tutti gli atti approvati dall'Azienda ai fini del controllo di legittimità contabile e amministrativa.
(Poteri di vigilanza)
1. La Giunta regionale esercita la vigilanza sull'amministrazione dell'Azienda e può disporre ispezioni mediante la nomina di uno o più ispettori scelti tra il personale regionale dirigente al fine di verificare il regolare funzionamento dell'Azienda.
2. I poteri sostitutivi regionali nei confronti degli organi dell'Azienda sono esercitati ai sensi della normativa regionale vigente in materia di commissari nominati dalla Regione.
(Istituzione della Conferenza regionale per il diritto allo studio universitario)
b) il Presidente dell'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario;
e) i Presidenti dei Consigli territoriali degli studenti, di cui all' articolo 10 sexies ;
3. Qualora gli argomenti all'ordine del giorno riguardino questioni relative alle sedi decentrate delle Università, sono invitati a partecipare alle sedute anche i sindaci, o loro delegati, dei comuni sedi di decentramento universitario.
a) sugli atti di programmazione regionale in materia di diritto allo studio universitario;
b) sul piano degli investimenti;
c) sulle proposte di sviluppo universitario in Toscana per gli aspetti, anche programmatici, inerenti il diritto allo studio universitario;
d) sul piano annuale delle attività e sul bilancio di esercizio dell'Azienda.
5. La Conferenza si riunisce almeno due volte l'anno: le sedute della Conferenza sono valide con la presenza della maggioranza assoluta dei componenti
(Consiglio territoriale degli studenti per il controllo della qualità)
a) acquisire dati e informazioni sui servizi offerti dall'Azienda nel proprio ambito territoriale;
b) verificare l'organizzazione, la qualità e la gestione dei servizi erogati nell'area territoriale dall'Azienda attraverso il controllo degli standard di qualità definiti nella carta dei servizi nel rispetto dei criteri di qualità, efficienza ed economicità;
d) proporre all'Azienda soluzioni in grado di innovare i servizi sul territorio e di migliorarne la qualità.
4. I membri del Consiglio durano in carica due anni, decadono qualora venga meno il requisito dell'appartenenza all'Università e possono essere rinnovati una sola volta.
5. L'articolazione organizzativa territoriale dell'Azienda, di cui all' articolo 10 comma 5 , garantisce il pieno svolgimento dei compiti del Consiglio territoriale degli studenti e ne costituisce il riferimento per l'adozione delle misure organizzative di funzionamento dei servizi.
(Consiglio regionale degli studenti)
1. Al fine di garantire il coinvolgimento e l'effettiva partecipazione degli studenti alla realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi di cui alla presente legge, è istituito il Consiglio regionale degli studenti, composto dagli studenti membri dei Consigli territoriali, di cui al all' articolo 10 sexies .
3. Il Presidente del Consiglio regionale degli studenti è individuato dal Consiglio fra i tre Presidenti dei Consigli territoriali, di cui all' articolo 10-sexies , garantendo l'alternanza annuale di ciascun ambito territoriale alla presidenza.
a) esprime pareri e formula proposte in merito al piano di indirizzo generale integrato, di cui all' articolo 31 ;
b) esprime pareri e formula proposte sul piano annuale degli interventi, sul bilancio preventivo e di esercizio, sui criteri di erogazione dei servizi in materia di diritto allo studio universitario.
d) indica i rappresentanti degli studenti nelle Commissioni istituite dall'Azienda.
6. I membri del Consiglio regionale degli studenti durano in carica due anni, decadono qualora venga meno il requisito dell'appartenenza all'Università e possono essere rinnovati una sola volta.
Disposizioni relative al personale[44]
[ 1. ] [45]
1. Al personale dell'Azienda di cui all' articolo 10 si applica il contratto collettivo di lavoro del comparto Regioni - Autonomie locali. [46]
[ 3. ] [47]
3. Le disposizioni di cui all' articolo 7 della legge regionale 3 maggio 2007 n. 27 (Misure di razionalizzazione delle spese per il personale. Modifiche alla legge 5 agosto 2003, n. 44 "Ordinamento della dirigenza e della struttura operativa della regione. Modifiche alla legge regionale 17 marzo 2000, n. 26 (Riordino della legislazione regionale in materia di organizzazione e personale)" ) trovano applicazione anche nei confronti dell'Azienda regionale e del relativo personale. [48]
4. Le modifiche della dotazione organica dell'Azienda sono approvate dalla Giunta regionale entro sessanta giorni dalla presentazione della stessa.[50]
4-bis. Le disposizioni regionali in materia di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dei dirigenti del ruolo unico regionale si applicano al personale dirigenziale di ruolo dell'Azienda.[51]
[ ARTICOLO 16 ] [57]
o contratto[59]
svolte mediante la convenzione[61]
(Obiettivi della formazione nell'apprendistato)
e) garantire la formazione a tutti gli apprendisti.
(Disciplina dell'apprendistato)
1. La Regione, con il regolamento di cui all' articolo 32 , sentita la Commissione regionale permanente tripartita, di cui all' articolo 23 , disciplina i profili formativi, le modalità organizzative e di erogazione dell'attività formativa esterna per l'apprendistato per l'espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione, per l'apprendistato professionalizzante e per l'apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione.
[ 4. ] [74]
4. La Regione promuove e favorisce il raccordo del sistema regionale per l'impiego, anche tramite convenzioni e misure finanziarie, con soggetti pubblici e privati accreditati ai sensi dell' articolo 20 ter , secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità. [75]
(Istituzione dell'albo regionale delle agenzie per il lavoro)
1. È istituito l'albo regionale delle agenzie per il lavoro che operano nel territorio della Regione.
3. L'iscrizione delle agenzie all'albo regionale è subordinata alla verifica della sussistenza dei requisiti giuridici e finanziari previsti dagli articoli 5 e 6 deldecreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30 ) come modificato dal d.lgs. 6 ottobre 2004, n. 251 .
ARTICOLO 20-ter
(Istituzione dell'elenco regionale dei soggetti accreditati a svolgere servizi al lavoro)
1. È istituito l'elenco regionale dei soggetti pubblici e privati accreditati a svolgere servizi al lavoro nel territorio della Regione.
2. Il regolamento regionale di cui all' articolo 32 disciplina l'articolazione e la tenuta dell'elenco, le modalità e le procedure per l'iscrizione, i requisiti per l'accreditamento dei soggetti pubblici e privati con particolare riferimento alle competenze professionali e ai requisiti dei locali ove viene svolta l'attività, la sospensione e la revoca dell'accreditamento.
favorendo la stabilità del lavoro,[78]
d-bis) promuove la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, anche con incentivi per l'occupazione[80]
d-ter) interviene finanziariamente al fine di assicurare la continuità delle erogazioni ai lavoratori posti in cassa integrazione guadagni straordinaria.[81]
2 bis. La Regione valorizza la bilateralità fra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori come libera forma di collaborazione tra le parti.[84]
(Convenzioni per l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei disabili)
[ 2. ] [86]
2. Le province possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati accreditati, ai sensi dell' articolo 20 ter , secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità. [87]
[ ARTICOLO 22-bis ] [90]
[ ... ] [93]
escluse[94]
3-bis. Tutti i dati diretti alla borsa continua nazionale del lavoro di cui all' articolo 15 del d.lgs. 276/2003 confluiscono nel sistema informativo regionale. La Regione provvede alla interconnessione del sistema regionale con la borsa continua nazionale del lavoro. [97]
[ ... ] [102]
la Regione[103]
[ 3. ] [104]
3. Il regolamento regionale definisce, relativamente al diritto allo studio universitario, le modalità di funzionamento dell'Azienda, gli atti di competenza del Consiglio di amministrazione, le procedure di controllo degli atti dell'Azienda da parte del Collegio dei revisori nonché i criteri di organizzazione e di funzionamento dell'Azienda stessa, le linee per l'articolazione territoriale dei servizi agli studenti, ivi comprese le modalità e le forme di controllo degli utenti sulla qualità dei servizi e delle attività sulla base della carta dei servizi, i compensi degli organi dell'Azienda.[105]
[ 5. ] [109]
c) i criteri per l'individuazione delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle associazioni dei disabili più rappresentative a livello regionale;
d) le procedure, le garanzie a tutela dei lavoratori svantaggiati per la stipula delle convenzioni di cui all' articolo 21 bis, comma 2 , con particolare riferimento al valore minimo del coefficiente di calcolo che può essere adottato dalle stesse;
e) i criteri e le procedure per la stipula delle convenzioni, di cui all' articolo 21 bis, comma 1 , con particolare riferimento agli standard minimi degli interventi formativi che devono essere erogati ed ai requisiti professionali dei tutori aziendali;
h) le modalità per la concessione a soggetti pubblici e privati dell'autorizzazione a svolgere nel territorio regionale l'attività di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione del personale.
5-bis. Il regolamento regionale disciplina i profili formativi e le modalità organizzative e di erogazione dell'attività formativa esterna del contratto di apprendistato.[111]

References: ARTICOLO 6

ARTICOLO 6

ARTICOLO 6

ARTICOLO 10

ARTICOLO 10

ARTICOLO 10

ARTICOLO 10

ARTICOLO 10

ARTICOLO 10

ARTICOLO 10

ARTICOLO 16

ARTICOLO 18

ARTICOLO 18

ARTICOLO 20

ARTICOLO 20

ARTICOLO 21
 articolo 32
 articolo 10
 articolo 32
 articolo 10
 ARTICOLO 10
 articolo 9
 articolo 9
 articolo 32
 articolo 9
 articolo 3
 art. 20
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 31
 articolo 10
 articolo 7
 ARTICOLO 16
 articolo 32
 articolo 23
 articolo 20

ARTICOLO 20
 articolo 32
 articolo 20
 ARTICOLO 22
 articolo 15
 articolo 21
 articolo 21