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CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE FUCCI, DISTASO, SISTO, CIRACÌ, LAFFRANCO - PDF
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Baldo Carella
1 Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI FUCCI, DISTASO, SISTO, CIRACÌ, LAFFRANCO Modifiche agli articoli 3-quinquies e 3-sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e altre disposizioni concernenti l istituzione e le competenze dell infermiere di famiglia Presentata l 11 luglio 2014 ONOREVOLI COLLEGHI! La legislazione vigente riconosce all infermiere un ruolo fondamentale nell assistenza domiciliare, familiare e di comunità con le norme del regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 739, concernente l individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell infermiere. Tale regolamento prevede già i percorsi formativi post-base di specializzazione per far acquisire agli infermieri di assistenza generale conoscenze cliniche avanzate e capacità che permettano loro di fornire specifiche prestazioni infermieristiche nelle seguenti aree: a) sanità pubblica: infermiere di sanità pubblica; b) pediatria: infermiere pediatrico; c) salute mentale-psichiatria: infermiere psichiatrico; d) geriatria: infermiere geriatrico; e) area critica: infermiere di area critica. Tale ruolo sembra essere confermato anche dalle successive norme della legge 10 agosto 2000, n. 251, recante «Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica». L articolo 1, comma 1,
2 Atti Parlamentari 2 Camera dei Deputati 2537 della legge n. 251 del 2000 stabilisce che «Gli operatori delle professioni sanitarie dell area delle scienze infermieristiche e della professione sanitaria ostetrica svolgono con autonomia professionale attività dirette alla prevenzione, alla cura e salvaguardia della salute individuale e collettiva, espletando le funzioni individuate dalle norme istitutive dei relativi profili professionali nonché dagli specifici codici deontologici e utilizzando metodologie di pianificazione per obiettivi dell assistenza». Ciononostante, tali disposizioni sembrano vanificate dall impostazione normativa del servizio sanitario nazionale di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante: «Riordino della disciplina in materia sanitaria a norma dell articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421», che: a) all articolo 3-quinquies stabilisce che l assistenza medica di base e specialistica sia erogata dai distretti sanitari delle aziende sanitarie locali (ASL) mediante rapporti di lavoro in convenzione o di subordinazione, confinando così l assistenza infermieristica tra le attività o i servizi di assistenza domiciliare integrata (ADI) che sono erogati direttamente dalle ASL con personale in regime di lavoro subordinato; b) all articolo 3-septies definisce prestazioni sociosanitarie tutte le attività atte a soddisfare, mediante percorsi assistenziali integrati, bisogni di salute della persona che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale in grado di garantire, anche nel lungo periodo, la continuità tra le azioni di cura e quelle di riabilitazione. Le prestazioni sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria sono assicurate dalle ASL e dalle aziende ospedaliere e sono comprese nei livelli essenziali di assistenza sanitaria; c) all articolo 8-bis prevede la possibilità per i medici di medicina generale e per i pediatri di aggregarsi in forme organizzative multiprofessionali, denominate unità complesse di cure primarie, che erogano prestazioni assistenziali tramite il coordinamento e l integrazione dei professionisti delle cure primarie e del sociale a rilevanza sanitaria tenuto conto della peculiarità delle aree territoriali quali aree metropolitane, aree a popolazione sparsa e isole minori. Le norme appena richiamate nulla dicono rispetto al ruolo dell infermiere di famiglia, pure delineato sin dal 1998 dal Comitato regionale dell Organizzazione mondiale della sanità per l Europa con il documento programmatico «Salute 21: la salute per tutti nel XXI secolo», approvato nel settembre 1998 a seguito di ampie consultazioni tra i 51 Stati membri e altre grandi organizzazioni. Esso definisce 21 obiettivi per il XXI secolo, che articolano le aspirazioni della politica regionale e intendono fornire un quadro di riferimento per l azione di ciascuno Stato membro, in modo che tutti possano definire le proprie politiche e strategie sanitarie in linea con quelle del documento. In tale documento il comitato regionale dell OMS per l Europa auspicava che i Paesi membri formassero, entro il 2010, un numero sufficiente di infermieri specializzati delineando la figura dell infermiere di famiglia. Molti Stati hanno sviluppato tale ruolo; altri, tra cui l Italia, non l hanno fatto. In particolare, l obiettivo 18 di tratta dello sviluppo delle risorse umane alla salute e recita: «Entro l anno 2000, tutti gli Stati membri dovranno garantire che i professionisti della sanità ed i professionisti di altri settori abbiano acquisito conoscenze, atteggiamenti e capacità adeguate a proteggere e promuovere la salute». In seno all équipe sanitaria multidisciplinare, il cui contributo sarà fondamentale per l erogazione dell assistenza e per il raggiungimento dei risultati indicati dagli obiettivi politici, vengono segnalate due figure in particolare: la professione medica e la professione infermieristica. Tali figure
3 Atti Parlamentari 3 Camera dei Deputati 2537 sono definite «il perno della rete di servizi» in ambito di comunità e necessitano di percorsi formativi specifici che lo stesso documento indica. Nel nostro Paese la figura del medico di famiglia è ben delineata da anni, mentre nessun passo è stato compiuto per la definizione dell infermiere di famiglia. Secondo l OMS, invece, gli infermieri di famiglia «aiuteranno gli individui ad adattarsi alla malattia e alla disabilità cronica o nei momenti di stress, trascorrendo buona parte del loro tempo a lavorare a domicilio dei pazienti e con le loro famiglie. Tali infermieri danno consigli riguardo agli stili di vita ed ai fattori comportamentali di rischio ed assistono le famiglie in materia di salute. Attraverso la diagnosi precoce, possono garantire che i problemi sanitari delle famiglie siano curati al loro insorgere. Con la loro conoscenza della salute pubblica, delle tematiche sociali e delle altre agenzie sociali, sono in grado di identificare gli effetti dei fattori socioeconomici sulla salute della famiglia e di indirizzarla alle strutture più adatte. Possono facilitare le dimissioni precoci dagli ospedali fornendo assistenza infermieristica a domicilio ed agire da tramite tra la famiglia ed il medico di base, sostituendosi a quest ultimo quando i bisogni identificati siano di carattere prevalentemente infermieristico». Questo ruolo poliedrico garantisce all infermiere di famiglia di contribuire in modo significativo al raggiungimento di 20 dei 21 obiettivi indicati dall OMS per l Europa, ovvero: obiettivo 1 Solidarietà a favore della salute nella Regione europea; obiettivo 2 Equità in salute; obiettivo 3 Un inizio di vita sano; obiettivo 4 La salute dei giovani; obiettivo 5 Invecchiare in salute; obiettivo 6 Migliorare la salute mentale; obiettivo 7 Ridurre le malattie trasmissibili; obiettivo 8 Ridurre le malattie non trasmissibili; obiettivo 9 Ridurre i traumi derivanti da atti violenti ed incidenti; obiettivo 10 Un ambiente fisico sano e sicuro; obiettivo 11 Stili di vita più sani; obiettivo 12 Ridurre i danni causati dall alcool, dalla droga e dal fumo; obiettivo 13 Ambiti per la salute; obiettivo 14 Responsabilità multisettoriali per la salute; obiettivo 15 Un settore sanitario integrato; obiettivo 16 Una gestione attenta alla qualità dell assistenza; obiettivo 18 Lo sviluppo delle risorse umane per la salute; obiettivo 19 Ricerca e conoscenza per la salute; obiettivo 20 Mobilitare i partner per la salute; obiettivo 21 Politiche e strategie a favore della salute per tutti. Nel medesimo documento emergono le componenti fondamentali del ruolo e le competenze richieste all infermiere di famiglia, che sono simili a quelle del «medico a cinque stelle» o dell «infermiere a cinque stelle», citati nei documenti della stessa OMS Doctors for Health. A WHO Global Strategy for Changing Medical Education and Medical Practice for Health for all Nurses and Midwives for Health e A WHO European Strategy for Nursing and Midwifery Education. All infermiere di famiglia è quindi richiesto di essere competente come erogatore di assistenza, decisionalista, comunicatore, leader di comunità e manager.
4 Atti Parlamentari 4 Camera dei Deputati 2537 La necessità di tale specialista emergerebbe anche da un analisi comparata della valutazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) dell anno 2012, cioè la verifica degli adempimenti, cui sono tenute le regioni, per l erogazione dei LEA in condizioni di appropriatezza ed efficacia nell utilizzo delle risorse. Tale verifica, con l intesa Stato-regioni 23 marzo 2005, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005, è stata affidata al Comitato permanente per la verifica dei LEA. Nello specifico, la certificazione dell adempimento relativo all area «mantenimento nell erogazione dei LEA» avviene attraverso l utilizzo di un set definito di indicatori ripartiti tra l attività di assistenza negli ambienti di vita e di lavoro (indicatori della griglia da 1 a 6), l assistenza distrettuale (indicatori della griglia da 7 a 14) e l assistenza ospedaliera (indicatori della griglia da 15 a 19), raccolti in una griglia (cosiddetta «griglia») che consente di conoscere e di cogliere nell insieme le diversità e il disomogeneo livello di erogazione dei LEA. Un indicatore a parte è rappresentato dal sistema di emergenza territoriale 118. Gli indicatori e i pesi di riferimento per il 2012 sono stati così ripartiti: Livello di assistenza Dimensioni del livello di assistenza Indicatori Peso complessivo del livello di assistenza Assistenza collettiva Assistenza distrettuale Assistenza ospedaliera Totale Come si può notare dalla griglia, il peso maggiore è attribuito all assistenza distrettuale. Se si considera che in sanità il livello di efficienza è inversamente proporzionale ai costi complessivi della spesa sanitaria, si comprende come un maggior livello di efficienza dell assistenza distrettuale possa determinare una sensibile riduzione dei costi complessivi. È inoltre utile considerare gli indicatori dell assistenza distrettuale da 7 a 11: «7. Distrettuale. Somma ponderata di tassi specifici per alcune condizioni/patologie evitabili in ricovero ordinario: asma pediatrico, complicanze del diabete, scompenso cardiaco, infezioni delle vie urinarie, polmonite batterica nell anziano, BPCO. (Indice pesato per fasce d età). 8. Distrettuale anziani. Percentuale di anziani 65 anni trattati in ADI. 9. Numero di posti equivalenti per assistenza agli anziani 65 anni in strutture residenziali per anziani residenti. 10. Distrettuale disabili. Numero di posti equivalenti residenziali in strutture che erogano assistenza ai disabili ogni residenti. Numero di posti equivalenti semiresidenziali in strutture che erogano assistenza ai disabili ogni residenti. 11. Distrettuale malati terminali. Posti letto attivi in hospice sul totale dei deceduti per tumore (per 100)». In relazione all adempimento sul mantenimento dell erogazione dei LEA attraverso gli indicatori della griglia, i risultati per il 2012 rivelano che nessuna delle regioni e delle province autonome, fatti salvi i dovuti distinguo, ha conseguito la piena valutazione su tutti gli indicatori da 7 a 11; solo tre hanno raggiunto il pieno punteggio sugli indicatori 7 e 8, ovvero sugli indicatori relativi all efficacia delle cure domiciliari, le uniche in grado di incidere riducendoli sui tassi di ospedalizzazione e quindi di ridurre i costi. La griglia seguente mostra nel dettaglio il punteggio conseguito da ciascuna regione e provincia autonoma in relazione agli indicatori 7 e 8.
5 Atti Parlamentari 5 Camera dei Deputati 2537 Regione Indicatore 7. Indicatore 8. Emilia-Romagna Scostamento rilevante Valore normale Toscana Valore normale Scostamento non accettabile Veneto Scostamento minimo Scostamento non accettabile Piemonte Valore normale Scostamento rilevante Lombardia Scostamento minimo Scostamento minimo Liguria Valore normale Scostamento minimo Umbria Scostamento rilevante Valore normale Basilicata Valore normale Valore normale Lazio Valore normale Valore normale Marche Valore normale Scostamento non accettabile Sicilia Valore normale Scostamento minimo Molise Valore normale Scostamento minimo Abruzzo Scostamento minimo Valore normale Puglia Scostamento rilevante Valore normale Calabria Scostamento minimo Scostamento rilevante Campania Valore normale Scostamento rilevante Valle d Aosta Scostamento non accettabile Scostamento rilevante Provincia autonoma di Bolzano Scostamento non accettabile Scostamento rilevante Provincia autonoma Valore normale Scostamento minimo di Trento Friuli Venezia Giulia Scostamento rilevante Valore normale Sardegna Valore normale Valore normale Sulla base di tali indicazioni viene quindi redatta la presente proposta di legge, che introduce l importante figura professionale dell infermiere di famiglia, modificando le citate norme del decreto legislativo n. 502 del 1992 prevedendo una serie di competenze per la nuova figura professionale.
6 Atti Parlamentari 6 Camera dei Deputati 2537 PROPOSTA DI LEGGE ART Al comma 1 dell articolo 3-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, sono apportate le seguenti modificazioni: la lettera a) è sostituita dalla seguente: «a) l assistenza primaria, compresa la continuità assistenziale, attraverso il necessario coordinamento e l approccio multidisciplinare, in ambulatorio e a domicilio, tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, infermieri di famiglia, servizi di guardia medica notturna e festiva e i presìdi specialistici ambulatoriali;»; b) la lettera b) del comma 1 è sostituita dalla seguente: «b) il coordinamento dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli infermieri di famiglia, con le strutture operative a gestione diretta, organizzate in base al modello dipartimentale, nonché con i servizi specialistici ambulatoriali e le strutture ospedaliere ed extraospedaliere accreditate;». ART Il comma 2 dell articolo 3-sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, è sostituito dal seguente: «2. Il direttore di distretto si avvale di un ufficio di coordinamento delle attività distrettuali, composto da rappresentanti delle figure professionali operanti nei servizi distrettuali. Sono membri di diritto di tale ufficio un rappresentante dei medici di medicina generale, uno dei pediatri di libera scelta, uno degli infermieri di famiglia e uno degli specialisti ambulatoriali convenzionati operanti nel distretto».
7 Atti Parlamentari 7 Camera dei Deputati 2537 ART È istituita la figura professionale dell infermiere di famiglia, che presta il primo servizio in regime convenzionale e al quale sono attribuite le seguenti competenze: a) identificare e valutare lo stato di salute e i bisogni dei soggetti e delle famiglie nel loro contesto culturale e di comunità; b) prendere decisioni basate sui princìpi etici delle professioni sanitarie; c) pianificare e fornire assistenza alle famiglie dei soggetti presi in carico; d) promuovere la salute dei soggetti, delle famiglie e delle comunità; e) applicare la conoscenza di diverse strategie di insegnamento e di apprendimento con i soggetti, con le famiglie e con le comunità; f) utilizzare e valutare diversi metodi di comunicazione; g) partecipare alle attività di prevenzione; h) coordinare e gestire l assistenza, compresa quella delegata ad altro personale; i) documentare sistematicamente la propria pratica; l) creare, gestire e utilizzare informazioni statistiche cliniche e basate sulla ricerca per pianificare l assistenza e per definire le priorità nelle attività relative alla salute e alla malattia; m) sostenere e incoraggiare i soggetti e le famiglie a influenzare e a partecipare alle decisioni relative alla loro salute; n) definire standard e valutare l efficacia delle attività infermieristiche di famiglia; o) lavorare da soli o in seno ad una équipe;
8 Atti Parlamentari 8 Camera dei Deputati 2537 p) partecipare alla definizione delle priorità nelle attività relative alla salute e alla malattia; q) gestire il cambiamento ed esserne agenti; r) mantenere relazioni professionali e un ruolo collegiale di sostegno con i colleghi; s) provvedere a un costante aggiornamento dello sviluppo professionale attraverso la formazione continua. 1,00 *17PDL * *17PDL *

References: articolo 1
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 articolo 3
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 articolo 8
 articolo 3
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