Source: http://www.autoveloxericorsi.it/1/risultati_ottenuti_899328.html
Timestamp: 2018-08-18 14:35:33+00:00

Document:
RISULTATI OTTENUTI | LA MULTA ED IL RICORSO
RISULTATI FINORA RAGGIUNTI DA "LA MULTA ED IL RICORSO" LA STRAGE DEI SICVe TUTOR
A DUE ANNI DI VITA, IL SITO E' DIVENTATO IL PIU' VISITATO E LETTO D'ITALIA NELLA SUA MATERIA, TALE RISULTATO NON E' STATO OTTENUTO PER CASO O PER PUBBLICITA'. IL SITO E' ARRIVATO A TANTO SOLO E SOLTANTO PER LA SERIETA', PER LE SUE TARIFFE, PER LA SUA COMPENTENZA DIMOSTRATA PER I CONTENUTI NELLA REDAZIONE DEI RICORSI, APPREZZATI ANCHE DA NOTI ED ILLUSTRI AVVOCATI, CHE HANNO AVUTO MODO DI LEGGERE I RICORSI REDATTI. "LA MULTA ED IL RICORSO", REDIGE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE RICORSI ACCOGLIBILI CHE IN CASO DI RIGETTO, POSSONO FINIRE DIRETTAMENTE IN APPELLO E CASSAZIONE.
Tutti i ricorsi presentati da "LA MULTA ED IL RICORSO" ed arrivati a
sentenza, a due anni dalla costituzione e pubblicazione,
dalle notizie fino ad oggi ricevute sono stati ACCOLTI AL 95%.
Continuano ad arrivare solo accoglimenti, ricorsi avverso verbali per passaggio col semaforo rosso e parcheggio senza ticket, la maggior parte del comune di Giugliano in Campania (NA), TUTTI ACCOLTI !!
Giugliano in C., lì 29/06/2009.
Abbattuto anche l'autovelox TRAFFIPHOT III-SR di San Nicola La Strada (CE), con ricorso ben motivato e documentato.
Sentenza del Giudice di Pace di Caserta Dr. Martinelli, n. 4282/09 del 04/05/09
Giugliano in C. 09/07/2009.
ECCEZIONALE E STRAORDINARIO, TUTTI I RICORSI PER I VERBALI ELEVATI CON IL SISTEMA SICVe-TUTOR, ARRIVATI A SENTENZA, DALLA LOMBARDIA ALLA PUGLIA, PARLO DI DECINE E DECINE DI RICORSI, SONO STATI TUTTI ACCOLTI, TRANNE DUE, UNO A LODI ED UNA A VELLETRI, DOVE I GIUDICI HANNO CONFERMATO I VERBALI PER ASSENZA DEI RICORRENTI.
Giugliano in C., lì 06/01/2011.
Ancora un successo contro il misterioso sistema SICVe:
“Giudice di Pace di Codogno Dr. Giovanni Giuffrida, sentenza n. 391/2011 del 01/07/2011, depositata il 21/07/2011” “ …. Il ricorrente ha, inoltre, dedotto la mancata prova della corretta taratura (verifica periodica) dello strumento misuratore. Il motivo in esame deve trovare accoglimento. La documentazione irritualmente richiamata dalla Polizia resistente dimostra che in data 27/02/200 è stata eseguita la taratura avente – in generale – validità annuale ed ora da tempo scaduta. Il decreto di omologazione n. 3999/2004 prevede all’art. 3 che “le apparecchiature devono essere commercializzate unitamente al manuale per l’installazione ed uso nella versione allegata alla domanda di estensione di approvazione della Società Autostrade per l’Italia S.p.A.”. La taratura è richiesta espressamente nel manuale della ditta costruttrice (Cassazione Civile, sez. II, 14 giugno 2010, n. 14280). Detto controllo deve, inoltre, essere eseguito presso un centro S.I.T. autorizzato. Pertanto, sotto tale profilo, non può ritenersi provato il corretto utilizzo del sistema di misurazione ed il conseguente risultato riportato a verbale, non risultando sottoposti a periodica taratura i singoli componenti del sistema. A tal proposito, ritiene il Giudicante che – in caso di opposizione – l’onere della prova circa l’illiceità della condotta sanzionata spetti all’Amministrazione convenuta, siccome parte attrice sostanziale nel procedimento ex artt. 22 e ss. L. 689/81, e che se la stessa non dimostra l’esistenza dei fatti costitutivi dell’illecito l’opposizione deve essere accolta (Cass. Civ., sez. I, 26/05/99 n. 5095). Il ricorso deve, quindi, essere accolto ai sensi dell’ultimo comma dell’art 23 L. 689/81 mancando la prova certa della regolarità dell’accertamento. …….”.
GIUDICE DI PACE DI CECINA LA LEGGE UGUALE PER TUTTI SECONDO IL Dr. SERGIO COCO
Finora ho pubblicato solo sentenze di accoglimento, però ritengo giusto pubblicare anche qualche sentenza di rigetto, chiaramente le più significative!!!!!!!
RICORSO AL PREFETTO AVVERSO SANZIONE PER VIOLAZIONE DEL C.D.S.
Cassazione civile II sez., Sentenza 18.04.2000 “ …. Con sentenze nn. 6895/97, 2064/98
e, da ultimo, 8992/99 questa corte ha già affrontato il problema degli effetti, a seguito del ricorso dell'interessato avverso il verbale di accertamento, dell'emissione dell'ordinanza ingiunzione prefettizia oltre il termine di cui all'art. 204, comma 1, c.d.s. (sessanta giorni secondo l'originaria formulazione della norma, anteriore alla modifica di cui a decreto legge n. 391/99). Con la seconda e la terza delle menzionate sentenze si è in particolare affermato - e va qui ribadito - che il rispetto da parte del prefetto del termine di cui all'art. 204, comma 1, c.d.s. costituisce un requisito di legittimità della fattispecie tipica prefigurata dalla legge per la conclusione del procedimento sanzionatorio amministrativo relativo alle violazioni al codice della strada, con la conseguente annullabilità per violazione di legge dell'ordinanza ingiunzione tardivamente emessa (suscettibile tuttavia di divenire inoppugnabile se non impugnata dall'interessato in sede giudiziaria entro i termini previsti dalla legge). Benché, dunque, l'intempestività da parte del prefetto nell'emissione dell'ordinanza conclusiva del procedimento innanzi a lui non incida sull'attribuzione del potere riconosciutogli dalla legge ma solo sul suo concreto esercizio e benché l'inutile decorso del termine senza che sia stato emesso il provvedimento prefettizio non equivalga ad un silenzio significativo impugnabile in sede giurisdizionale, tuttavia l'invalidità del provvedimento tardivo deriva dai principi introdotti dalla legge n. 241 del 1990 (in diretta attuazione del principio di buona amministrazione posto dall'art. 97, primo comma, Cost.), le cui disposizioni prevedono che "ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza, e nei casi in cui la legge definisce per un certo tipo di procedimento il termine entro cui esso deve concludersi, la pubblica amministrazione ha il dovere di concluderlo, mediante l'adozione di un provvedimento espresso", entro quel termine” …...
Eb Ebbene, ecco come il Giudice di Pace di Cecina (LI) Sergio Coco, ha applicato la Legge ed il C.D.S.!!!!!!!, avendo la lingua lunga e senza peli, chiaramente, mi astengo dal fare commenti semplicemente per non essere arrestato!!!!!!!!!! i commenti li lascio ai lettori, giudicate voi:
Sentenza - Giudice di Pace di Cecina [135 Kb]
GIUDICE DI PACE DI PRIVERNO - LA GIUSTIZIA SECONDO IL GIUDICE LORENZO MORELLI
Ecco un'altra sentenza di rigetto, meritevole di essere pubblicata e giudicata dai lettori, io purtroppo, pur avendo la lingua lunga e senza peli, mi astengo dal fare commenti!!!!!!!!!!, sempre per evitare di essere arrestato, però, nella pagina successiva pubblico la diffida inviata al giudice Lorenzo Morelli, non so resistere, è più forte di me.
Sentenza - Giudice di Pace di Priverno [73 Kb]
GIUDICE DI PACE DI PRIVERNO - LORENZO MORELLI - LA DIFFIDA AD ADEMPIERE
Come promesso nella pagina precedente, ecco la diffida al Sig. Lorenzo Morelli, unico giudice di pace di Priverno (LT), che Dio me la mandi buona, comunque mi aspetto minim una denuncia per diffamazione.
Diffida al giudice di pace Lorenzo Morelli [43 Kb]
LA GIUSTIZIA ED IL C.D.S. SECONDO IL GIUDICE AVV. SABRINA PARENTELA A VELLETRI
Chie crede che in questo paese (o paes do sol), la giustizia è uguale e venga applicata in modo uguale per tutti, o è un credulone o è convinto di vivere in una qualsiasi parte del mondo. Come al solito è più forte di di me, non riesco assolutamente a tenere la bocca chiusa, non sono e non voglio essere assolutamente il paladino della giustizia o della corretta applicazione del Codice della Strada, però quando è troppo è troppo !!!!!!! Premesso che: L'ONERE DELLA PROVA, PER LE VIOLAZIONI AL C.D.S. E' TOTALMENTE A CARICO DELLE P.A. CHE EMETTONO I VERBALI, ecco cosa dice la Legge in merito:
La prova della legittimità della ordinanza di ingiunzione deve essere fornita dall’Ente emittente, giammai dall’ingiunto-opponente (Cass. 5/10/2009 n. 21272).
Prima della depenalizzazione ad opera della legge n. 689 del 1981, le trasgressioni sanzionate, oggi, con le ordinanze-ingiunzioni formavano oggetto di decreto penale. Da ciò deriva che regolamentare l’onere probatorio dell'opponente ad ordinanza-ingiunzione alla stregua dell’art. 2697 c.c. renderebbe più difficile la sua posizione rispetto a quella dell'opponente ad un decreto penale. In quest'ultima sede è infatti l'ufficio a dover ricercare la prova della colpevolezza, mentre nel giudizio di opposizione dinanzi al giudice civile per trasgressioni depenalizzate sarebbe stato l'opponente stesso, quale attore, il soggetto onerato dai doveri di prova. Proprio per questa differenza, verosimilmente, il legislatore si è, nella legge depenalizzatrice del 1981, indotto ad attribuire larghi poteri di iniziativa al giudice. L'oggetto dell'opposizione consiste non già nell'accertamento della legittimità dell'atto amministrativo, ma nella stessa pretesa sanzionatoria; cosi che il giudice dovrebbe pronunziarsi non tanto sull'operato della pubblica amministrazione, da presumersi lecito sino a prova contraria, ma sulla responsabilità dell'opponente, la quale gli va dimostrata nel giudizio. Ne consegue un notevole alleggerimento della posizione probatoria relativa alla veste di opponente: a costui è sufficiente fare opposizione per accollare all'amministrazione e al giudice gli oneri di prova. Inoltre, si è voluto introdurre un correttivo a favore del privato cittadino, per i casi in cui l'istruttoria esperita non abbia condotto ad un pieno risultato ai fini del convinci­mento e si è disposto che il giudice deve accogliere l'opposizione quando non si sono raggiunte prove sufficienti della responsabilità dell'opponente. In proposito la relazione ministeriale al progetto originario di legge (Camera dei Deputati. atti, 1977, n. 1799. Pag. 15) chiariva: “La norma è diretta ad eliminare una questione che trae origine dall'art. 2697 del codice civile. in base al quale, spettando al ricorrente l'onere di provare i fatti sui quali si fonda l’opposizione, potrebbe ritenersi che la mancanza di prove sufficienti di responsabilità non sia equiparabile alla prova della mancanza di responsabilità, e comporti quindi il rigetto della opposizione anziché una pronuncia assolutoria. Evidenti ragioni di civiltà giuridica impongono, invece, di affermare il principio che può essere assoggettato ad una sanzione amministrativa - non diversamente che a una sanzione penale - solo colui di cui sia pienamente provata la responsabilità per la violazione sanzionata”.
Ciò premesso, ecco come l'Avv. Sabrina Parentela, Giudice !!!!!!! di Pace !!!!!!! a Velletri (RM), applica la legge ed in partcolare il C.d.S.: con sentenze ciclostilate, praticamente prima di fare l'udienza ha già deciso di rigettare il ricorso, non bastasse, prima dichiara la Parte resistente CONTUMACE, poi scrive: "Letti gli atti di causa, allegati dall'opponente e dopositati dall'Amministrazione costituita (AL MASSIMO AVRA' LETTO QUALCHE GIORNALE DI GOSSIP O CRONACA ROSA !!!!!!!!)", praticamente prima dichiara CONTUMACE la parte resistente e poi dichiara di aver letto gli atti depositati dall'Amministrazione costituita. Io vorrei sapere semplicemente cosa abbia letto se poi emette sentenze già predisposte. A voi le considerazioni, io mi astengo altrimenti finisco fuori dal "seminato".
Sentenza - Giudice Avv. Sabrina Parentela [38 Kb]

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