Source: http://escursionismo360.blogspot.com/2017/09/ferrata-al-monte-contrario-ritorno-dal.html
Timestamp: 2018-12-12 23:08:04+00:00

Document:
Escursionismo a 360°: Ferrata al monte Contrario (ritorno dal sentiero dei Pradacetti) EEA
Itinerario molto impegnativo e faticoso con la ferrata al monte Contrario nelle Alpi Apuane (Toscana) e ritorno con l'infido sentiero dei Pradacetti.
PARTENZA: Con l’autostrada A12 usciamo al casello di Massa (Toscana), attraversiamo il centro della città in direzione della montagna per intraprendere la “via Bassa Tambura” o SP.5 con cartello che indica il paese di Forno, lo raggiungiamo dopo circa 8 km dal centro di Massa, quindi proseguiamo per circa altri 2 km fino al termine della stradina asfaltata in località Biforco (sbarra e inizio della marmifera di servizio alle cave).
ITINERARIO: Biforco q.375 (Fine dell’asfaltata, segni CAI su un traliccio di cemento: dalla piazzola oltrepassiamo la sbarra e iniziamo a percorrere la marmifera che è CAI 167/CAI 168) – Bivio q.380 (Bivio della marmifera dopo pochi metri che siamo partiti, cartelli: dritto la marmifera segue il canale di Cerignano per Vettolina ed è CAI 36, prendiamo la marmifera CAI 167/CAI 168 a sinistra che segue in salita il canale del Fondone) – Incrocio q.487 (A destra la marmifera curva a gomito, dritto a sinistra la marmifera attraversa il canale del Fondone per poi risalirlo e sarebbe il CAI 168, noi la lasciamo e saliamo dritto per sentiero CAI 167 o via di lizza della valle degli Alberghi. Durante il percorso, il tracciato CAI non percorre sempre fedelmente la via di lizza, ma ogni tanto se ne allontana per addolcire l’ascesa) – Bivio q.835 (Al termine della ripida ascesa, il panorama del CAI 167 si è aperto sulla vallata degli Alberghi e sulla parete del monte Contrario, in alto sopra di noi è visibile il vecchio edificio degli Alberghi che dobbiamo raggiungere. Pochi metri prima di una targa a ricordo situata alla nostra destra, a sinistra scende per attraversare il fosso degli Alberghi l’abbandonato sentiero dei Pradacetti contrassegnato da bolli rossi, cartelli assenti, noi proseguiamo sulla via di lizza CAI 167 in falsopiano) – Deviazione q.850 (La via di lizza prosegue costeggiando il canale detritico, il CAI 167 sale a destra per traccia verso le mura di un vecchio rudere) - Rudere q.870 (Rimane in piedi solo un muro) – Bivio q.916 (Lasciamo il CAI 167 a destra, scritta per il bivacco Aronte sulla roccia, andiamo a sinistra per traccia fino al vicino edificio degli Alberghi, segni blu) – Alberghi q.973 (Grande edificio abbandonato ad uso della cava. Saliamo con la scala posta sul retro e si prosegue con direzione sud oltrepassando il rudere poco sopra dopo il quale iniziano alcuni cavi corrimano) - Bivio q.985 (Piccolo tubo con poca acqua in loco e cartelli assenti: dritto in piano verso il canale detritico ci sono indicazioni per una fonte, il nostro proseguo invece risale ripidamente a destra per traccia nel paleo, segni blu) – Casotto q.1041 (Si oltrepassa un piccolo casotto di sasso, in breve c’è ancora un piccolo tratto attrezzato) – Inizio ferrata q.1057 (Si arriva a una piccola cava con i ruderi di una teleferica, la ferrata inizia risalendo delle placche di marmo con modesta pendenza attrezzata solo con cavo d’acciaio) – Pianoro q.1145 (La ferrata si interrompe momentaneamente su un bel pianoro lastricato con alcuni rigagnoli d’acqua, lo attraversiamo a sinistra, direzione nord/ovest, e riprendiamo a salire tenendoci un canalone alla nostra destra, in breve si ritrovano i cavi d’acciaio) – Fine ferrata q.1645 (Sui 1550 metri e a circa 20 minuti prima del termine, incontriamo alcuni pioli metallici che aiutano nella salita fino le reti paramassi e al raggiungimento del crinale alla fine della ferrata. Sulla nostra destra e poco sotto di noi c’è il passo delle Pecore, raggiungibile in pochi minuti con l’aiuto di un cavo corrimano e sovrastato dalla mole del monte Contrario, noi iniziamo a percorrere il crinale a sinistra, ovest, stando integralmente sul filo di cresta o poco sotto sul versante dell’Orto di Donna che è meno esposto, segni assenti e deboli tracce di passaggio) – Sella dei Pradacetti q.1628 (Per la prima volta la traccia di crinale si sposta sul versante della valle degli Alberghi e arriviamo alla sella dei Pradacetti, cartelli assenti. Lasciamo la cresta e scendiamo ripidamente a sinistra, sud, iniziando a percorrere il sentiero dei Pradacetti contrassegnato da numerosi bolli rossi) – Bivio q.835 (Attraversato il canale degli Alberghi ci innestiamo sul CAI 167, andiamo a destra ripercorrendo la via di lizza già fatta all’andata) – Incrocio q.487 – Bivio q.380 – Biforco q.375.
QUOTA MASSIMA: Fine ferrata q.1645
- La ferrata è attrezzata solo con fune d’acciaio e nella parte finale sono presenti dei pioli metallici, di media difficoltà risale le placche rocciose del versante sud/ovest del monte Contrario, la roccia è liscia ma offre buona aderenza per le scarpe. Paradossalmente la ferrata non conduce alla vetta, ma sul promontorio di crinale sopra al passo delle Pecore, versante ovest del monte Contrario.
- Da prestare molta attenzione al tragitto di crinale che dalla fine della ferrata conduce alla sella dei Pradacetti (direzione per La Forbice), i segni sono assenti e la traccia è debole, se il versante verso la valle degli Alberghi precipita verticalmente, il versante verso l’Orto di Donna è più dolce ma non banale.
- Tutto l’itinerario si presenta molto lungo e faticoso, paradossalmente la vera difficoltà non è per l’ascesa della ferrata, ma nella discesa del sentiero dei Pradacetti, è percorribile solo grazie ai numerosi bolli rossi più che per l’esistenza di un vero tracciato. Ripido e molto sdrucciolevole, alcuni traversi su placche rocciose non sono da sottovalutare, dobbiamo percorrere questa via di ritorno solo con buona visibilità e terreno asciutto, con molta cautela perché le possibilità di scivolare sono alte.
- Fonte dopo avere oltrepassato l’edificio abbandonato degli Alberghi, indicazioni.
Bivio q.380
Incrocio q.487
Bivio q.835
Deviazione q.850
Rudere q.870
Bivio q.916
Bivio q.985
Casotto q.1041
Biforco q.375 (Fine dell’asfaltata, segni CAI su un traliccio di cemento: dalla piazzola oltrepassiamo la sbarra e iniziamo a percorrere la marmifera che è CAI 167/CAI 168)
La marmifera CAI 167/CAI 168
Incrocio q.487 (A destra la marmifera curva a gomito, dritto a sinistra la marmifera attraversa il canale del Fondone per poi risalirlo e sarebbe il CAI 168, noi la lasciamo e saliamo dritto per sentiero CAI 167 o via di lizza della valle degli Alberghi)
Una delle tante cave
CAI 167 o via di lizza della valle degli Alberghi
Foro nella roccia dove venivano inseriti i “piri”, cippi di legno usati per fare scorrere le corde nella faticosa discesa dei blocchi di marmo
Bivio q.835 (Pochi metri prima di una targa a ricordo situata alla nostra destra, a sinistra scende per attraversare il fosso degli Alberghi l’abbandonato sentiero dei Pradacetti contrassegnato da bolli rossi, cartelli assenti, noi proseguiamo sulla via di lizza CAI 167 in falsopiano)
Dopo il Bivio q.835, il panorama del CAI 167 si è aperto sulla vallata degli Alberghi e sulla parete del monte Contrario, in alto sopra di noi è visibile il vecchio edificio degli Alberghi che dobbiamo raggiungere
Rudere q.870 (Rimane in piedi solo un muro)
Il CAI 167 prima del Bivio q.916
Bivio q.916 (Lasciamo il CAI 167 a destra, scritta per il bivacco Aronte sulla roccia, andiamo a sinistra per traccia fino al vicino edificio degli Alberghi, segni blu)
Il vecchio edificio abbandonato degli Alberghi
Alberghi q.973 (Grande edificio abbandonato ad uso della cava. Saliamo con la scala posta sul retro e si prosegue con direzione sud oltrepassando il rudere poco sopra dopo il quale iniziano alcuni cavi corrimano)
Cavi corrimano dopo avere oltrepassato l’edificio degli Alberghi
Casotto q.1041 (Si oltrepassa un piccolo casotto di sasso, in breve c’è ancora un piccolo tratto attrezzato)
Piccolo tratto attrezzato dopo il Casotto q.1041
Ruderi di una teleferica in prossimità dell’inizio della ferrata
Inizio ferrata q.1057 (La ferrata inizia risalendo delle placche di marmo con modesta pendenza attrezzata solo con cavo d’acciaio)
Ferrata del monte Contrario (Sotto di noi si nota l’edificio degli Alberghi)
Pianoro q.1145 (La ferrata si interrompe momentaneamente su un bel pianoro lastricato con alcuni rigagnoli d’acqua, lo attraversiamo a sinistra, direzione nord/ovest, e riprendiamo a salire tenendoci un canalone alla nostra destra, in breve si ritrovano i cavi d’acciaio)
La valle degli Alberghi sotto di noi
Zoomata sull’edificio degli Alberghi visto dalla ferrata
La sagoma del Pizzone alla nostra sinistra
Alcuni pioli metallici aiutano nella salita fino le reti paramassi e al raggiungimento del crinale alla fine della ferrata.
Alcuni pioli metallici aiutano nella salita fino le reti paramassi e al raggiungimento del crinale alla fine della ferrata
La valle degli Alberghi sotto di noi vista verso la fine della ferrata
Le reti paramassi alla fine della ferrata
Fine ferrata q.1645
Fine ferrata q.1645 (Il monte Contrario alla nostra destra)
Fine ferrata q.1645 (Panorama sul Pisanino)
Dalla fine della ferrata q.1645, iniziamo a percorrere il crinale a sinistra, ovest, stando integralmente sul filo di cresta o poco sotto sul versante dell’Orto di Donna che è meno esposto, segni assenti e deboli tracce di passaggio
Sul crinale che dal passo delle Pecore conduce alla sella dei Pradacetti
Dalla sella dei Pradacetti q.1628, lasciamo la cresta e scendiamo ripidamente a sinistra, sud, iniziando a percorrere il sentiero dei Pradacetti contrassegnato da numerosi bolli rossi
Sentiero dei Pradacetti (Passaggi delicati nelle placche rocciose)
Sentiero dei Pradacetti (Canalino detritico)
Sentiero dei Pradacetti (Piccolo tratto con cavo d’acciaio dopo avere lasciato il canalino detritico)
Sentiero dei Pradacetti (Sulla cresta sud del Pizzone)
Sentiero dei Pradacetti (Sulla cresta sud del Pizzone, panorama sugli Alberghi poco sotto di noi)
Pubblicato da Christian Nannetti a 10:08
Etichette: Alberghi, Biforco, Contrario, passo delle Pecore, Pradacetti
Mauro Moscatelli 26 settembre 2017 22:35
Complimenti, gran bel giro. Pensi che la ferrata sia troppo difficile per un principiante come me? A giudicare dalle foto anche il sentiero Pradacetti mi sembra molto impegnativo forse anche più della ferrata.
Christian Nannetti 27 settembre 2017 16:52
Ciao Mauro, faccio fatica a darti una risposta perchè non ti conosco e non so quali siano le tue capacità, quali sono le ferrate che hai fatto fino adesso, che dislivello riesci affrontare,nelle alpi Apuane qual'è il giro più difficile che hai fatto ??? Come ho descritto nella relazione, la ferrata del monte Contrario è la più difficile delle Apuane, però in rapporto con le altre ferrate che ci sono in Italia la giudico una ferrata di media difficoltà, non comporta eccessivi sforzi di braccia, ma un discreto impegno fisico.E' da evitare assolutamente con le giornate estive perchè è completamente sotto il sole (se vedi io l'ho fatta ad aprile), un discorso a parte riguarda il sentiero dei Pradacetti, se sei molto pratico delle Alpi Apuane puoi capire cosa dico, questa discesa non è più difficile della ferrata, ma sicuramente più pericolosa. E' un sentiero "infido", dove la difficoltà non stà in tratti di arrampicata che non ve ne sono, ma è molto ripido in discesa, quindi da fare assolutamente con terreno asciutto, devi avere le gambe molto buone perchè in alcuni tratti non ti puoi permettere di scivolare. Eventualmente puoi spezzare il giro in 2 giorni, provare a fare la ferrata (magari non da solo) e pernottare al rifugio Orto di Donna, il secondo giorno eventualmente anzichè fare il sentiero dei Pradacetti, puoi salire fino alla Finestra del Grondilice e scendere con il CAI 186 fino alla Foce Rasori, poi con il CAI 168 per il canale del Fondone che riporta a Biforco. Spero di esserti stato d'aiuto !!!!
Mauro Moscatelli 27 settembre 2017 19:45
Grazie Christian per i consigli. In effetti per quanto riguarda le ferrate non ho esperienze. Ho fatto tantissimi anni fa quella del Procinto, ma allora ero un ragazzo e non fa testo. Più recentemente ho fatto la ferrata del Forato che non mi è sembrata difficile. Cosa diversa invece per i sentieri Apuani dove ho potuto fare qualche esperienza più recente. La più difficile fino ad ora il Pisanino dalla Bagola Bianca e discesa dal Canale delle Rose
Christian Nannetti 27 settembre 2017 20:12
Se hai salito il Pisanino dalla Bagola Bianca hai fatto un "signor" giro, tecnicamente non avrai problemi a fare la ferrata del monte Contrario anche se non hai esperienza (evitando i periodi più caldi), come pure il sentiero dei Pradacetti, forse il problema sarebbe la lunghezza e la fatica per fare i giro, ma questo lo devi valutare tu, i tempi di percorrenza che pubblico come al solito sono al netto di qualsiasi sosta e riferiti a persone in buone condizioni fisiche. Il sentiero dei Pradacetti ha numerosi bolli rossi, il consiglio è di farlo comunque con buona visibilità, se utilizzi il GPS puoi scaricare la mia traccia, se ti può interessare puoi prendere in cosiderazione un trek di 2 giorni (vedi i miei giri N°7 e 8 nell'indice delle Alpi Apuane)dove ho unito la ferrata del monte Contrario, alla salita del Pizzo d'Uccello e del Grondilice
Mauro Moscatelli 28 settembre 2017 18:47
Ti ringrazio, in effetti la traccia l’avevo già scaricata 😜

References: e Contrario
e Contrario
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