Source: http://www.verginemontecarmelo.org/lettura-spirituale-semi.php?anno_semi=2017
Timestamp: 2019-07-16 10:19:55+00:00

Document:
Numero 198 - Dicembre 2017
Vera o falsa orazione?
Autore: Antoine de Molina
1. Nella vera contemplazione, sebbene le potenze dell’anima sembra che non facciano niente perché operano senza alcun loro sforzo, in realtà agiscono molto più di quando esse si affaticavano a produrne. Infatti, l’intelletto, con un semplice sguardo con cui non fa che vedere quello che c’è davanti a lui, ha più conoscenza di Dio, delle sue perfezioni e misteri, di quanto non potrebbe scoprire con le proprie analisi e considerazioni in molti anni…
L’AUTORE Cfr Semi n° 133
IL TESTO Questo passo del trattato più importante di A. de Molina precede e introduce quello commentato nel numero 133 di Semi, che mostra come si opera un capovolgimento della vita mentale quando l’anima entra in contemplazione. Ѐ sempre un momento di smarrimento per l’anima e Molina si adopera a rassicurarla, mostrandole che la sensazione di vuoto che accompagna questa fase di crescita spirituale, è dovuta al fatto che essa volge la schiena a Dio senza rendersene conto: ormai, Egli entra in essa direttamente alla sommità delle sue potenze, mentre era abituata a percepirne soltanto dei riflessi tramite il filtro delle sue stesse potenze.
§ 1. Nella contemplazione, quello che mette in azione le potenze superiori dell’anima (memoria che sa,intelletto che comprende, volontà che agisce) non proviene più da una sollecitazione esteriore tramite la mediazione delle potenze sensibili (la vista, l’udito, etc), ma interna, a partire…
IV,11. Il corpo di Cristo e la Sacra Scrittura sono estremamente necessari all’anima fedele
Il discepolo: O dolcissimo Signore Gesù, quale dolcezza prova l’anima devota, festeggiando con te al tuo banchetto! Lì, non le viene offerto alcun altro nutrimento che te stesso, mio unico Diletto, più desiderabile di tutto quello che il suo cuore può desiderare. Sì, mi sarebbe molto dolce versare alla tua presenza le lacrime di un’affezione tutta intima, e di bagnare i tuoi piedi come la devota Maddalena!
Ma dov’è questa devozione? Dove allora si versano abbondantemente queste lacrime sante? Certo davanti a te e ai tuoi santi angeli, il mio cuore tutto intero dovrebbe bruciare e piangere di gioia, perché tu mi sei veramente presente nel Santo Sacramento, anche se sei nascosto sotto altra apparenza.
Infatti, i miei occhi non possono sopportare di vederti nella tua luce divina tale quale è, e il mondo intero non resisterebbe al fulgore della gloria della tua maestà; così in considerazione della mia debolezza, hai deciso di nasconderti sotto questo sacramento. Io possiedo realmente e adoro colui che gli angeli adorano in cielo, ma per me questo è ancora a momenti e nella fede, mentre per loro, è nella visione e senza velo.
Il tema della rubrica è: “La necessità di un piano di vita guidato da un sapiente direttore”
Numero 197 - Novembre 2017
L’orazione per chi non cela fa
1. Riguardo alla tua malattia, aldilà di cosa ne dici, stai certa che la tua anima ne ha avuto profitto come di una liscivia spirituale, perché soffrire in pace è soffrire bene, anche se non si facessero taluni atti espressi e ben forti d’accettazione: il cuore sottomesso li offre senza che vi si pensi con questa umile e semplice non resistenza. Inoltre, sappi che soffrire debolmente e miseramente, cioè senza sentire molto coraggio, come se si fosse oppressi dal proprio male e sul punto di scoraggiarsi, di lamentarsene e di consegnarsi alle ribellioni della natura, sappi che è una grandissima grazia, perché allora si soffre con umiltà e povertà di cuore. Al contrario, se si sentisse un certo coraggio, una certa forza, una rassegnazione molto sensibile, il cuore si gonfierebbe: senza accorgersene si diventerebbe pieni di fiducia in se stessi, interiormente superbi e presuntuosi, invece di ritrovarsi deboli e piccoli davanti a Dio, umiliati e tutti confusi di soffrire così debolmente…
L’AUTORE Cfr.Semi n° 10
IL TESTO Gli scritti di Padre de Caussade pongono delicate questioni di edizione, poiché la loro trasmissione è stata fatta tramite delle copie, e copie di copia, dentro la Visitazione, come lo attesta la vicinanza della lettera qui presentata con quella pubblicata su Semi n°10. La sua data risale verosimilmente alla primavera del 1733, indirizzata a suor de Vioménil, allora convalescente. Questa visitandina di Nancy, di temperamento inquieto ma d’intensa vita interiore, fu una delle principali corrispondenti di De Caussade. La diresse sulla via di un radicale abbandono alla Provvidenza, molto direttamente riferita a s.Francesco di Sales e a Fénelon.
§ 1. Le nostre malattie e altre prove della vita non meritano generalmente di essere considerateatti eroici: ahimè provano spesso più la nostra pazienza che la nostra resistenza, senza nemmeno avere la consolazione di essere un caso interessante. “Soffrire debolmente e miseramente” perché si ha l’emicrania e si preferirebbe che finisse, “soffrire con umiltà e povertà di cuore” perché si è obbligati a fare un lavoro sgradevole, che non assomiglia agli atti dei martiri né alle estasi di Teresa d’Avila. Eppure è lì che l’amor proprio è chiaramente invitato a morire e si opera la vera spoliazione spirituale. Ѐ su questo piano molto ordinario che la maggior parte dei santi ha condotto un’esistenza nascosta ma non per questo meno sovrannaturale. E si può pensare che i più grandi contemplativi abbiano sperimentato l’unione con Dio in tutta trasparenza, senza per questo aver scritto dei grossi libri o lasciato delle tracce visibili…
Conosci te stesso (segue)
II,6 Sulla esultanza della buona coscienza (segue)
Se fai attenzione per te stesso a quello che veramente sei interiormente, non ti preoccuperai di quello che gli uomini dicono di te fuori: l’uomo vede il viso, Dio vede il cuore; l’uomo considera le azioni, ma Dio scruta le intenzioni.
Agire sempre secondo il bene e ritenersi poca cosa, è indice di un’anima umile. Non voler essere consolato da qualche creatura, è indice di una grande purezza e di grande affidamento interiore: colui che non cerca alcuna testimonianza in suo favore al di fuori di se stesso, mostra come si rimette totalmente a Dio. In effetti, non è riconosciuto buono chi si raccomanda da se stesso, dice s. Paolo (II Cor 10,18) ma chi è raccomandato da Dio.
Avanzare con Dio dentro, e non dipendere da qualche attaccamento esterno: questo è lo stato dell’uomo interiore.
II,1. Sulla parola interiore di Cristo all’anima fedele
Ascolterò cosa dice Dio, il Signore Dio in me (Sal 85,9). Felice, l’anima che ascolta il Signore che parla in lei e che riceve dalla sua bocca la parola di consolazione! Fortunati gli orecchi che ascoltano il mormorio del soffio divino e non fanno attenzione ai sussurri di questo mondo! . Sì, fortunati veramente, gli orecchi attenti alla verità che insegna dall’interno e non alle voci che risuonano dall’esterno! Beati, gli occhi chiusi alle cose dell’esterno, ma attenti a quelle interiori! Beati, coloro che penetrano le realtà interiori e si sforzano di disporsi negli esercizi quotidiani a ricevere sempre meglio i segreti divini! Beati, coloro la cui gioia è di dedicarsi a Dio , e che si ritirano da ogni ostacolo del mondo!...
Il tema della rubrica è “Io sono la risurrezione e la vita”.
Numero 196 - Ottobre 2017
Solo l'amore verifica l'amore
Autore: Nöel Courbon
Commento di padre max Hut de Longchamp:
L’AUTORE Vedere Semi n°171
IL TESTOAccanto alle sue Istruzioni familiari sull’orazione mentale, Courbon è l’autore di molte piccole opere sullo stesso tema, fra cui La felicità di un’anima che ha trovato Dio nell’orazione e che si riposa in lui, che sviluppa in dieci colloqui il modo di comportarsi nell’orazione di quiete. Come sempre Courbon mostra una notevole chiarezza e semplicità, e si inserisce nella tradizione di Teresa d’Avila e di Francesco di Sales (al punto da dare il nome di Teotimo al suo interlocutore, nome del destinatario del Trattato dell’Amore di Dio)...
Sul desiderio del cielo (segue)
III,49. Il desiderio della vita eterna (segue)
Adesso, allora, chinati umilmente sotto le mani di tutti, e non preoccuparti di chi ti dice o ti ordina questa o quella cosa. Ma fai grande attenzione a ciòche segue: che sia un superiore, o qualsiasi altro più giovane di te o della tua età, che ti domanda o ti comanda qualcosa, accettalo assolutamente come un bene, e applicati a compierlo con volontà sincera. L’uno cerca questo, l’altro cerca quello; questi pone la sua gloria in una tale cosa, quello in altro, e riceve mille e mille elogi: tu, invece, non mettere la tua gioia né in questo né in quello, ma nel disprezzo di te stesso, nel mio solo beneplacito e nel mio onore. Ecco quello che devi scegliere, perché nella vita come nella morte, Dio sia sempre glorificato in te...
Il tema della rubrica è La morte di Gesù
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Numero 195 - Settembre 2017
Sii Gesù
Autore: Charles Gay
L’AUTORE Cfr. Semi n.91
IL TESTO Le 124 Elevazioni sulla vita e la dottrina di Nostro Signore Gesù Cristo sono altrettante meditazioni nelle quali Charles Gay dà una sua visione d’insieme del mistero cristiano. La loro profondità fa collocare il loro autore come uno tra i più grandi teologi del XIX sec., ma di una teologia che non deve quasi niente ai libri e quasi tutto alla preghiera. Rifacendosi al realismo del Nuovo Testamento, Charles Gay vede il cristiano incorporato quasi fisicamente...
Sul desiderio del cielo(segue)
III,49. Il desiderio della vita eterna, e quanto belle sono le realtà promesse a quelli che combattono (segue).
[Il Signore]: In effetti, tu non ricevi ciò per il tuo pensiero oper il tuo sforzo, ma per la sola generosità della grazia sovrannaturale e perché Dio ti guarda, affinché tu cresca nelle virtù e guadagni in umiltà, e ti prepari ai futuri combattimenti e perché ti leghi a me con tutto l’ affetto del tuo cuore, e ti applichi a servirmi con volontà fervente...
Il teme della rubica è
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Numero 194 - Luglio agosto 2017
Nel torpore dell'estate
Autore: Fenelon (François de Salignac de la Mothe)
Anteprima del commento di P. max Huot de Longchamp:
La lettera presentata qui è rivolta a una persona del mondo non identificata. La corrispondenza di Fénelon è stato oggetto di molte edizioni, più spesso di antologie più o meno fedeli;solo recentemente si è iniziata una edizione scientifica. Fénelon, e con lui il meglio della spiritualità francese della fine del XVII sec., scontain questo modo le accuse di quietismo avanzate con scarso discernimento verso il circolo di Madame Guyon (cf. Semi n° 85); ciò ha privato il mondo religioso di testi molto più nutrienti di quelli degli avversari gallicani e più o meno giansenisti. Questa lettera è un buon esempio di direzione spirituale da parte di Fénelon, dolce e insieme ferma, molto salda nei suoi fondamenti spirituali e audace nella radicalità della fede alla quale invita...
Anteprima de L’IMITAZIONE DI GESÙ CRISTO
Tradottoe commentato per i lettori di Semi
Sulle sciagure dei tempipresenti (segue)
III,47. Bisogna sopportare tutte le prove in vista della vita eterna (segue)
Il Signore: (Oh! Se tu avessi visto nel cielo le corone immortali dei santi) tu non cercheresti tanto i giorni di festa in questa vita, ma gioiresti piuttosto di conoscere, per Dio, le tribolazioni, e tu considereresti come il più grande guadagno, quello di essere considerato un nulla tra gli uomini.
Oh! Se tu sentissi tutto questo! E se questo penetrasse profondamente nel tuo cuore, come oseresti lamentarti, anche per una sola volta? Tutte le prove non devono forse essere sopportate in vista della vita eterna? Non è cosa da niente perdere o guadagnare il regno di Dio!
Alza dunque la testa verso il cielo: tu vedi che io e tutti i miei santi con me, i quali hanno conosciuto grandi combattimenti in questo mondo, siamo adesso nella gioia e nella consolazione. Essi sono nella sicurezza e nel riposo, e dimoreranno per sempre con me nel regno di mio Padre.
Sul desiderio del cielo
III,48. Il giorno dell’eternità e le angosce di questa vita
Il tema della rubrica é:
Il Re Messia prende possesso del Regno del Padre.
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Numero 193 - Giugno 2017
Quando la preghiera dà l'emicrania
Autore: Aumont Jean
Commento di padre max Huot de Lonchamp: L’AUTORE cfr. Semi n. 169 IL TESTO. La prima metà dell’opera di Aumont è ricca di considerazioni diverse e di varia qualità sulla vita spirituale, di cui alcune costituiscono dei veri piccoli trattati sulla vita spirituale. Il titolo dell’eccellente capitolo qui citato pone molto bene la questione delicata che intende trattare, ovvero del passaggio con dolcezza da un’orazione soprattutto meditativa all’accoglienza molto semplice della contemplazione quando Dio vi conduce l’anima: così l’anima, tramite l’orazione del cuore, deve moderare e calmare l’attività della mente troppo frettolosa che agisce naturalmente nella sua testa, per abbassarla e ricondurla dolcemente a Gesù Cristo nel suo intimo, a lui che vuole attirarla lì tramite la segreta e intima mozione e attrazione della sua grazia... L’IMITAZIONE DI GESÙ CRISTO Tradotto e commentato per i lettori di Semi Sulle sciagure dei tempi presenti (segue) I,22. Riflessione sulla miseria umana (segue) Sciagura per coloro che non conoscono la propria miseria! E più ancora per coloro che amano questa vita misera e corrotta! In effetti, alcuni si attaccano tanto ad essa-quando lavorare ed elemosinare procura loro appena il necessario-che se potessero vivere in questo mondo per sempre, non si preoccuperebbero per niente del regno di Dio. Oh cuori insensati e infedeli! Sono così invischiati nelle cose terrene che hanno gusto solo per le cose della carne; ma quando verrà la loro fine, questi sventurati sentiranno la vacuità e la nullità di ciò che hanno amato.
Invece i santi di Dio e tutti gli amici devoti di Cristo non si sono curati di quello che potrebbe piacere alla carne, né di quello che potrebbe essere alla moda, ma tutta la loro speranza ed il loro intento tendevano ai beni eterni. Tutto il loro desiderio si elevava alle realtà durature e invisibili, per non essere trascinati verso il basso dall’amore di quelle che sono visibili... Il tema della rubrica è: Il discernimento vocazionale di un giovane.
Numero 192 - Maggio 2017
Autore: Louis Thomassin
L’AUTORE Nato ad Aix in Provenza, Louis Thomassin appartiene a una famiglia di parlamentari borgognoni. Brillante allievo degli Oratoriani di Marsiglia, entra nella loro congregazione all’età di 13 anni e passerà la sua vita ad insegnare, a Saumur, poi a Parigi...
IL TESTO Accanto a una produzione teologica molto ricca, il Trattato sull’Ufficio divino, pubblicato nel 1686, è l’unica opera specificamente spirituale diThomassin. In 500 pagine molto argomentate secondo la Tradizione, si impegna a mostrare che l’orazione mentale è l’anima di ogni preghiera e anche di ogni occupazione veramente cristiana...
§1. La preghiera è una relazione tra Dio e noi, ma essere in relazione con qualcuno non è tanto pensare costantemente a lui quanto vivere costantemente per lui. Pregare non è tanto riflettere su Dio, quanto «riferire alla sua gloria tutto ciò che facciamo e che siamo»...
§2. Noi procediamo nella vita solo tramite la forza del desiderio. Ora, tutti i nostri desideri si riconducono al desiderio di Dio, della vita eterna e senza limite, «desiderio di giustizia, di santità, di eternità»...
§3. Desiderio e orazione sono altri nomi dell’amore, così che tutto ciò che è fatto per amore ci unisce segretamente a Dio, perché è lui che vive allora in noi...
I, 21 Sulla compunzione del cuore
Se vuoi fare qualche progresso, mantieniti nel timor di Dio e non essere troppo libero; controlla tutti i tuoi sensi grazie alla disciplina e non lasciarti andare a una gioia insensata. Dedicati alla compunzione del cuore e troverai la devozione. La compunzione dona l’accesso a diversi beni che la dissipazione fa abitualmente perdere subito.
È cosa sorprendente che l’uomo si rallegri perfettamente in questa vita, pur vedendo e pensando che è in esilio e che la sua anima corre tanti pericoli! Infatti, davanti ai nostri difetti, per la nostra leggerezza di cuore e la nostra negligenza, non sentiamo i dolori della nostra anima, ma spesso ridiamo scioccamente quando avremmo di che piangere! Non c’è vera libertà né sana allegria, se non nel timor di Dio associato a una buona coscienza...
Le disgrazie dei tempi
I,22 Riflessione sull’umana miseria
Sarai sempre sventurato, dovunque tu sia o dovunque vada, se non ti volgi verso Dio.
Perché ti turbi quando le cose non accadono come tu le vorresti e le desideri? Chi dunque vedrà ogni cosa obbedire alla sua volontà? Né io, né tu, né alcun altro sulla terra! Nessuno, in questo mondo, è senza qualche tribolazione o angoscia, che sia re o papa! E chi è colui che se la cava meglio? Di sicuro, chi può sopportare qualcosa per Dio.
Molte delle persone deboli e limitate dichiarano: «Ah! Che bella vita è quella di quell’uomo! Quale ricchezza, quale grandezza, quale potenza, quale nobiltà!». Ma guarda i beni celesti e vedrai che tutte queste realtà temporali non sono niente, sono piene di incertezze e anzi sono degli ostacoli, perché non vengono mai possedute senza preoccupazione né senza timore. La felicità dell’uomo non risiede nell’abbondanza dei beni temporali: una giusta misura gli è sufficiente...
L’uomo trasformato dal Sangue di Cristo
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Numero 191 - Aprile 2017
Vero e falso abbandono
Autore: Bossuet Jacques-Bénigne
Commento di padre MaxHuot de Longchamp:
L’AUTORE Nato a Digione in una famiglia borghese, Bossuet studia presso i gesuiti e avrà tutti gli onori come predicatore, vescovo e uomo di corte, al punto da imporsi come il più ufficiale rappresentante della Chiesa di Francia sotto Luigi XVI.Questo implicò una forte tendenza gallicana e più pietà che misticismo, come...
IL TESTO Come i suoi contemporanei, Bossuet ha letto e venerato Francesco di Sales, e frequentato san Vincenzo de’ Paoli: dal primo, ha preso l’invito a una fiducia senza limiti nella Provvidenza; dal secondo, l’esigenza di una vita cristiana che si incarni nell’azione. Questi due aspettisi associano armoniosamente in questo opuscolo, di una decinadi pagine, rappresentativo delle meditazioni scritte da Bossuet per le numerose persone da lui dirette spiritualmente...
I,19 Gli esercizi del buon religioso (seguito)
Tuttavia, gli esercizi corporali sono da praticare con moderazione e non sono adatti a tutti nello stesso modo.
Gli esercizi non comunitari non devono essere mostrati all’esterno, perché è più sicuro praticare in segreto gli esercizi privati. Tuttavia, fa attenzione a non essere pigro nel praticare quelli comunitari,dando prova di maggiore zelo per quelli a te propri. Ma quando avrai assolto pienamente e fedelmente a quelli obbligatori e comandati, se ti resta del tempo, ritorna a quello che ti è proprio come la tua devozione desidera. Non tutti possono avere gli stessi esercizi: l’uno conviene a questi, l’altro a quegli. Così una varietà di esercizi si addice in tempi diversi: alcuni sono più gradevoli nei giorni di festa, altri nei giorni feriali; durante le tentazioni abbiamo bisogno di alcuni, di altri durante la pace e la quiete; nei momenti di tristezza ci piace pensare ad alcuni, ad altri quando siamo nella gioia del Signore...
Il titolo della rubrica è: La Pasqua di Cristo in noi.
Numero 190 - Marzo 2017
Il buon direttore spirituale
Autore: Jean Hugues Quarré
L’AUTORE Nato a Dôle,nel Giura, nel 1590, ordinato prete nel 1613, Jean HuguesQuarréentra nell’Oratorio di Francia, e su ordine di Condren (Semi n° 36), risponde all’appello di Giansenio e di Saint- Cyran che lo chiamano nelle Fiandre, dove succede al Padre Bourgoing (Semi 88) per...
IL TESTO Autore di diverse opere di storia religiosa e spirituale, Jean Hugues Quarré fu subito conosciuto per lasua opera Il Tesoro spirituale (Bruxelles 1632, spesso ripubblicato). In 500 paginette, Quarré sviluppa una spiritualità battesimale e una pratica della vita interiore fondate sull’ unione al Verbo incarnato, sulla linea del suo maestro Bérulle. Vi si trova questa presentazione molto rara della direzione spirituale come frutto dell’unione del direttore a Cristo tramite la sua vita di preghiera...
I,17 La vita monastica
Bisogna che impari a spezzare te stesso in molte cose se vuoi mantenere la pace e la concordia con gli altri.Non è cosa facile rimanere nei monasteri o in una congregazionee viverci senza lamentarsi, restandovi fedele fino alla morte. Felice colui che vi avrà vissuto come deve e vi si sarà speso felicemente fino alla fine!
Se vuoi tenere il tuo posto come occorre e progredire, considerati come un esiliato ed un pellegrino sulla terra. Occorre che tu diventi folle per Cristo, se vuoi condurre la vita religiosa. L’abito e la tonsura contano poco, ma sono la conversione dei costumi e la mortificazione completa delle passioni,a fare il vero religioso...
Il tema della rubrica è: Ritirarsi per esercitare lo spirito
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Numero 189 - Febbraio 2017
Verso la fede semplice
Autore: Catherine Ranquet
Commento di padre Max Huot de Lonchamp:
1 Ecco la mia opinione sulle modalità che possono condurre un’anima verso le vie di una fede semplice e delle più pure ed intime comunicazioni di Dio: […] la prima cosa è l’attrattiva di Dio. La si può conoscere tramite una difficoltà, se non addirittura una impossibilità, ad operare sensibilmente con le potenze dell’animacosì come tramite alcuni lumi divini.Questi,talvolta, sebbene raramente, penetrano l’anima e le dànno maggiorestima e percezione della magnificenza di Dio e del nulla di tutte le cose create, di quanta se ne possa acquisire mediante tutti i suoi ragionamenti. […]
2. La seconda consiste in una fedeltà assoluta che l’anima deve avere per lavorare sul distacco e lo spogliamento continuo da tutte le cose create, fino alle più piccole e minute che toccano il corpo e la mente, tramite una vera e propria rinuncia e un annientamento perpetuo di sé, per attaccarsi in tutte le cose naturali e sovrannaturali unicamente a Dio solo ed alla sua santissima e unica volontà; al fine di poter essere ridotta alla perfetta nudità e purezza, senza la quale non si può quasi avanzaresu questo cammino.
3. Ho incontrato molte anime nelle quali l’attrazione di Dio appare in modo sensibile e vantaggioso, ma confesso che ve ne sono poche che hanno abbastanza coraggio per arrivare a questa grande euniversale rinuncia. Alcunesi fermano per debolezza, altre per una certa ignoranza, altre ancora per non volersi convincere e persuadere quanto sia importanteaffrancarsi dalle cose così piccole elievi, e rendersi vittoriose sulle imperfezioni anche le più piccole.[…]
4. Così vorrei ridurre tutti gli altri mezzi, dai primi fino agli ultimi, più sublimi e potenti per elevare l’anima alla più alta e più perfetta unione con Dio, a questa via semplice,a questa generosa, delicata e assoluta rinuncia. Questa mi sembra l’unica e la sola cosa necessaria.
5. Ma vorrei che questa uscita e liberazione da se stessi, che è l’essenza di questa perfetta rinuncia, si facesse soltanto per andare dritto a Dio, dove l’anima trova il suo riposo e la sua felicità senza fermarsi, se possibile, né guardare la pena e la sofferenza, né altra difficoltà che incontra sul suo cammino, poiché è creata per godere del sommo bene e non per soffrire. La sofferenza e tutto quello che accade nella vita,sonosoltanto mezzi di cui bisogna servirsi per andare prontamente alla meta, pertanto non bisogna affatto fermarsi, ma guardare semplicemente Dio, senza volgere lo sguardo altrove e lasciarlo fare. Catherine Ranquet (1602-1651), Lettera del 12 marzo 1647 a P. Balthazar de Bus
L’AUTORE Seconda figlia di una famiglia di negozianti di Lione, Caterina entra all’età di 12 anni presso le Orsoline di quella città. A 21 anni è priora del monastero di Grenoble, poi di quello di Chambéry, prima di fondare a Gap e di ritornare a Lione che non lascerà più. La sua intensa vita interiore passerà dal fervore alla desolazione nei suoi primi anni…
IL TESTO Di Caterina ci restano un centinaio di pagine di note, raccolte dalla sua segretaria e delle lettere inserite nella sua biografia da Gaspard Augeri vent’anni dopo la sua morte. Redatte con eleganza, quasi tutte sono indirizzate al gesuita Balthazar de Bus, nipote del beato César de Bus, e mostrano in Caterina una padronanza spirituale profonda e sperimentata
§ 1. Quando Dio dona a un’anima di contemplarlo, ella entra “nelle vie di una fede semplice”, vedendo man mano i misteri svelarsi, come un paesaggio nascosto dalle nuvole si rivela nel momento in cui il sole riappare…
Sopportare il prossimo (segue)
I,16. Bisogna sopportare i difetti degli altri
Quello che l’uomo non riesce a correggere in se stesso o negli altri, bisogna sopportarlo con pazienza, finché Dio non disponga diversamente. Rifletti: forse è meglio che sia così per provarti e insegnarti la pazienza, senza la quale i nostri meriti non valgono molto. Però tu devi supplicare Dio quando ti trovi davanti a simili difficoltà, perché possa venire in tuo aiuto e perché possa sopportarle con bontà…
Il tema della rubrica è: L’universale chiamata alla santità.
189 singolo_verso_una _fede_semplice.pdf | Abbonati o richiedi questa edizione
Numero 188 - Gennaio 2017
Contemplativa suo malgrado!
Autore: Margherita Maria Alacoque
1. Mi sentivo così fortemente attratta dall’orazione, che mi faceva soffrire molto di non sapere né potere apprendere come bisognava farla, poiché non frequentavo alcuna persona spirituale e non avevo altro che quella parola d’orazione che rapiva il mio cuore. Essendomi rivolta al mio sovrano Maestro, egli m’istruì su come lui voleva che la facessi e ciò mi è servito per tutta la vita...
L’AUTORE Quinta figlia di una famiglia borghese di Borgogna, precocementeorfana, avrà un’ infanzia e un’adolescenza difficili, a causa della sua cattiva salute e delle vessazioni ricevute dal suo ambiente. Molto sensibile religiosamente, si consacra a Dio all’età di 5 anni, ma entrerà solo a 24 anni presso la Visitazione di Paray le Monial...
IL TESTO ... i due passi che citiamo, mostrano ancora una volta che la contemplazione è un dono di Dio che può essere vissuto da quelli che ne beneficiano senza che sappiano identificarla e senza che quelli che dovrebbero aiutarli, la identifichino...
§§ 1-2. ... la maggior parte dei principianti si mette allora a meditare, Margherita, invece, è portata immediatamente nella contemplazione del mistero stesso: “impegnava così fortemente il mio spirito, tenendo la mia anima e tutte le mie potenze inghiottite in lui, che non sentivo per niente le distrazioni”...
Dio è più forte di Margherita e la obbliga a tacere; a lasciarsi amare.Questo è il miglior modo di “rendergli amore per amore”...
Le tentazioni(segue)
III,35. In questa vita, non si può essere al sicuro dalle tentazioni
Il Signore: Figlio mio, in questa vita non sei mai al sicuro efinché tu vivrai, le armi spirituali ti saranno sempre necessarie . Avanzerai in mezzo ai nemici e sarai attaccato da ogni parte; allora se tu non ti proteggi ovunque con lo scudo della pazienza, non resterai per lungo tempo indenne.
Di più, se tu non fissi il tuo cuore in me, con la volontà piena di sopportare ogni cosa a causa mia, non potrai sopportare questo assalto, né ottenere la palma dei beati. Occorre, allora, attraversare con forza ogni cosa, e affrontare gli ostacoli con mano potente. In effetti, proprio al vincitore viene donata la manna...
Non impicciarsi degli affari degli altri
III,24. Bisogna evitare di curiosare sulla vita degli altri
Il Signore: Figlio mio, non essere curioso, e guardati dalle preoccupazioni vane. Cosa ti importa di questa o quell’altra cosa? Tu, segui me! (Gv 21,22).Cosa ti importa, effettivamente, se quella persona sia così o in altro modo? O che faccia o dica in certo modo piuttosto che in un altro? Non hai bisogno di rispondere per gli altri, ma renderai conto per te stesso; allora, di cosa ti immischi?
Ecco, io conosco ogni uomo e vedo tutto quello che accade sotto il sole; so la condizione di ciascuno: ciò che pensa, ciò che vuole e qual è il fine di ogni sua intenzione. Bisogna affidarsi a me per ogni cosa, mentre tu devi metterti il cuore in pace. E lascia agitarsifin tanto che vorrà colui che si agita: ricadrà su di lui tutto quello che farà o dirà, perché in ogni modo, non potrà ingannarmi ...
Il tema della rubrica è: L’amore folle dello Sposo.
188 singolo_contemplativa_suo_malgrado.pdf | Abbonati o richiedi questa edizione

References: § 1

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§1

§2

§3

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