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Timestamp: 2019-09-20 07:33:35+00:00

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Art 1182 cc | Codice Civile | Luogo dell'adempimento. | Lexscripta
Art. 1182 c.c. Luogo dell'adempimento.
Se il luogo nel quale la prestazione deve essere eseguita non è determinato dalla convenzione o dagli usi e non può desumersi dalla natura della prestazione o da altre circostanze, si osservano le norme che seguono. L'obbligazione di consegnare una cosa certa e determinata deve essere adempiuta nel luogo in cui si trovava la cosa quando l'obbligazione è sorta. L'obbligazione avente per oggetto una somma di danaro deve essere adempiuta al domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza. Se tale domicilio è diverso da quello che il creditore aveva quando è sorta l'obbligazione e ciò rende più gravoso l'adempimento, il debitore, previa dichiarazione al creditore, ha diritto di eseguire il pagamento al proprio domicilio. Negli altri casi l'obbligazione deve essere adempiuta al domicilio che il debitore ha al tempo della scadenza.
chevron_left Art. 1181
Art. 1183 chevron_right
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 03 giu 2013, n. 13900
Sussiste la giurisdizione del giudice italiano del luogo dove ha sede la società, che agisca per l'escussione di una garanzia a prima richiesta, prestata in suo favore da una banca austriaca, discutendosi dell'obbligazione derivante da un contratto autonomo di garanzia, in cui, assente il requisito dell'accessorietà, la prestazione del garante, qualitativamente diversa da quella del debitore principale, ha una funzione riparatoria del pregiudizio subito dal creditore a causa dell'inadempimento di quest'ultimo, attuandosi attraverso il pagamento di una somma di danaro sostitutiva della sua mancata o inesatta prestazione. Pertanto, alla stregua dell'art. 57 della legge n. 218 del 1995, nonché degli artt. 4 e 5 della Convenzione di Roma del 19 giugno 1980, resa esecutiva in Italia con la legge 18 dicembre 1984, n. 975, il collegamento più stretto della descritta obbligazione è con l'Italia, ivi avendo sede la società beneficiaria della garanzia, con conseguente sua regolamentazione, ai fini dell'individuazione del luogo della sua esecuzione, ai sensi dell'art. 1182, terzo comma, cod. civ., che lo indica nel domicilio del creditore.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 apr 2010, n. 9965
Ai fini dell'individuazione del giudice avente giurisdizione nei confronti dello straniero nelle controversie relative a rapporti obbligatori contrattuali, il foro speciale del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita, previsto dall'art. 5, n. 1, del Regolamento CE n. 44/01 del Consiglio, del 22 dicembre 2000 (c.d. "forum destinatae solutionis") in via alternativa rispetto al foro generale del domicilio del convenuto, previsto dall'art. 2, è applicabile anche se il convenuto sollevi contestazioni in ordine alla stessa esistenza del contratto ovvero alla sua efficacia (nella specie, in quanto concluso da persona non munita di poteri di rappresentanza), poiché tale disposizione opera anche nel caso in cui sia controversa la pretesa azionata in giudizio (cfr. Corte di giustizia CE, sentenza 4 marzo 1982, in causa 38-1981).
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 10 set 2009, n. 19445
In tema di obbligazioni contrattuali, il criterio di collegamento previsto dall'art. 5 n. 1 della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968, richiamato dall'art. 3, secondo comma, della legge 31 maggio 1995, n. 218, ai sensi del quale il convenuto domiciliato in uno Stato contraente può essere citato dinanzi al giudice del luogo in cui dev'essere eseguita l'obbligazione dedotta in giudizio, trova applicazione anche nel caso in cui il pagamento di una somma di denaro certa, liquida ed esigibile sia chiesto dall'assuntore del concordato di una società in amministrazione straordinaria o dal cessionario del credito, configurandosi, in entrambi i casi, una successione a titolo particolare nel credito, non riconducibile ad iniziative unilaterali volte ad incidere surrettiziamente sulle regole della giurisdizione, che lascia inalterato il rapporto obbligatorio in tutte le sue componenti oggettive, con la conseguenza che il debitore, avvertito dello spostamento del luogo di pagamento, deve adempiere al domicilio del cessionario, ancorchè diverso da quello del cedente, purchè non ne derivi un eccessivo aggravio, e non potendosi invocare in contrario l'anteriorità della scadenza del credito, avuto riguardoall'art. 1221 cod. civ., che addossa al debitore in mora le conseguenze dell'inadempimento.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 09 feb 2009, n. 3059
Qualora sia chiesto in giudizio l'adempimento di un'obbligazione nascente da vendita internazionale di beni mobili (nella specie, il pagamento di una fornitura di pomodori) da parte di un venditore italiano nei confronti di un acquirente danese, trova applicazione da un lato la Convenzione di Bruxelles (e non il Regolamento CE n. 44/2001 al quale la Danimarca non ha aderito), l'art. 5 della quale consente che il convenuto sia chiamato in giudizio davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione è stata o deve essere eseguita, dall'altro la Convenzione di Vienna (che, dettando la disciplina sostanziale uniforme della vendita internazionale, si sostituisce alle legislazioni dei singoli Stati e prevale sulla Convenzione di Roma, secondo l'art. 21 di quest'ultima), la quale individua quale luogo di adempimento la sede degli affari del venditore, salvo che le parti abbiano specificamente pattuito il pagamento in altro luogo, ovvero il pagamento debba avvenire al momento della consegna dei beni o dei documenti: pertanto, qualora non operino le predette deroghe, la giurisdizione appartiene al giudice italiano, mentre nessun rilievo assume, ai fini della giurisdizione, la circostanza che il credito sia illiquido (dovendo il prezzo determinarsi sulla base dell'andamento delle vendite), né la distinzione tra credito di importo certo e incerto, ai sensidell'art. 1182 cod. civ., trattandosi di profili attinenti al merito.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 27 feb 2008, n. 5091
In base all'art. 5 della Convenzione di Bruxelles 27 settembre 1968, resa esecutiva con la legge 21 giugno 1971, n. 804 (alla quale norma è identica quella dell'art. 5.1 del Regolamento CE n. 44 del 2001), il convenuto domiciliato nel territorio di uno Stato contraente può essere citato in un altro Stato contraente, in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita, luogo che va determinato in conformità della legge che disciplina l'obbligazione controversa secondo le norme di conflitto del giudice adito, nella specie italiano, e quindi in base all'art. 57 della legge 31 maggio 1995, n. 218; e poiché quest'ultimo fa rinvio alle norme della Convenzione di Roma del 19 giugno 1980, resa esecutiva con la legge 18 dicembre 1984, n. 975, ai sensi dell'art. 4, primo comma, della stessa il contratto è regolato dalla legge del Paese con il quale presenta il collegamento più stretto (nella specie, le S.U. hanno dichiarato che è devoluta alla giurisdizione del giudice italiano la controversia - promossa da una società italiana nei confronti di una società di diritto francese, a seguito dell'inadempimento di un'obbligazione contrattuale consistente nella presentazione di un'offerta per un appalto concorso, quale capogruppo di un'associazione temporanea di imprese - sul rilievo che, essendo il collegamento più stretto con l'Italia che con la Francia, il luogo dell'adempimento era da individuare secondo i principi di cui all'art. 1182 cod. civ., che consente di far riferimento al domicilio del debitore solo come criterio residuale, non operante in presenza di un'individuazione del luogo di adempimento risultante dalla natura stessa del contratto). (Regola giurisdizione)
Art. 159 disp. att. c.c.
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References: Art. 1182
 Art. 1181

Art. 1183
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 

Art. 159