Source: https://www.laleggepertutti.it/344150_autovelox-su-strada-a-doppia-carreggiata
Timestamp: 2020-01-24 19:59:26+00:00

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Autovelox su strada a doppia carreggiata
Autovelox nell’altro senso di marcia: c’è multa anche senza il sorpasso?
Finalmente, è arrivata la Cassazione a pronunciarsi sulle modalità di utilizzo dell’autovelox su strada a doppia carreggiata. La Corte ha risposto a un dubbio che spesso sorge tra dagli automobilisti: la postazione posizionata su un lato della strada a doppio senso di circolazione può fare le multe anche alle auto che circolano nel senso opposto di marcia? Ecco qual è stata la risposta dei giudici supremi [1].
Per comprendere meglio come stanno le cose, ricorriamo al consueto esempio pratico.
1 Autovelox sul lato opposto di marcia
2 Ricorso multa sul lato opposto della strada
3 Multa su strada e decreto del Prefetto che autorizza l’autovelox
4 Che succede se il Prefetto ha autorizzato la multa in entrambi i sensi di marcia?
Autovelox sul lato opposto di marcia
Immagina di guidare lungo una strada provinciale. Sei fuori il centro urbano e il tratto non presenta curve o restringimenti. Così, premi sull’acceleratore e superi i limiti consentiti dai cartelli che sfrecciano alla tua destra. D’un tratto, ti accorgi che, sul lato sinistro, c’è una pattuglia della polizia stradale accanto a un treppiedi sul quale è stato posizionato un autovelox. In quel frangente, osservi il tachimetro dell’auto: sei in contravvenzione. Troppo tardi per rallentare. Ti assale il dubbio: l’autovelox ti avrà fotografato? E se così dovesse essere, la multa sarebbe valida?
La memoria ritorna agli ultimi secondi che hai percorso e alla segnaletica: non c’era alcun avviso circa la possibilità di un controllo elettronico della velocità. Diversamente, avresti rallentato. Ed allora ti aggrappi alla speranza che anche l’autovelox posto su una strada a doppia carreggiata non sia autorizzato ad elevare una contravvenzione dal lato opposto di marcia. È davvero così?
Ricorso multa sul lato opposto della strada
La Cassazione parte dal principio secondo cui è nulla la multa elevata con l’autovelox se non è preceduta dal cartello stradale. La presenza della segnaletica è un presupposto indefettibile per la validità del verbale.
Pertanto, è nulla la multa per eccesso di velocità se l’autovelox – fisso o mobile che sia – è installato nell’altro senso di marcia senza che, sul proprio, sia presente l’avviso con la tradizionale scritta «Attenzione! Controllo elettronico della velocità». È, infatti, necessaria la segnalazione della presenza dell’apparecchio nella corsia percorsa dall’automobilista.
Multa su strada e decreto del Prefetto che autorizza l’autovelox
C’è un altro importante aspetto da osservare nel caso di multa elevata su strada non urbana.
La legge stabilisce che in città la polizia debba sempre fermare il conducente nell’immediatezza della contravvenzione. Quindi, l’autovelox deve essere in grado di consentire all’agente di accertare, in tempo reale, il superamento dei limiti. Ragion per cui, tra l’altro, è illegittimo nei centri urbani l’impiego di autovelox fissi.
Fuori dalle città, ossia sulle strade extraurbane secondarie o urbane a scorrimento rapido, è possibile l’impiego di autovelox fissi o comunque la constatazione dell’infrazione senza contestazione immediata. Ma ciò a una sola condizione: che quel tratto sia stato appositamente individuato dal Prefetto in un proprio provvedimento. L’autorità governativa deve cioè autorizzare i verbalizzanti a effettuare le contravvenzioni senza intimare prima lo stop al conducente.
Il decreto prefettizio, a tal fine, deve indicare l’esatta chilometrica dov’è possibile posizionare l’autovelox e, quindi, procedere mediate contestazione differita della multa. Gli estremi del provvedimento devono peraltro essere indicati all’interno della contravvenzione in modo che il trasgressore possa verificare la correttezza del procedimento.
Che succede se il Prefetto ha autorizzato la multa in entrambi i sensi di marcia?
Se il decreto del Prefetto autorizza l’elevazione della multa, fuori dal centro urbano, su un determinato senso di marcia, la polizia non può fotografare anche le auto che provengono dal senso opposto. E ciò anche se su entrambi i lati c’è il cartello che avvisa gli automobilisti del possibile controllo elettronico della velocità.
Allo stesso modo, nel caso inverso, se il Prefetto autorizza la contestazione differita della multa su entrambi i sensi di marcia, ma in uno dei due non è presente la segnaletica, la multa è illegittima. Del resto, se così fosse, l’automobilista sarebbe tratto in errore: egli non sarebbe in grado, infatti, di percepire la presenza, sul proprio senso di marcia, del box all’interno del quale è contenuto l’autovelox o della pattuglia della polizia. Gli strumenti di controllo elettronico della velocità, così come i relativi verbalizzati, non devono trarre in inganno i conducenti o giocare sull’equivoco: al contrario, vanno posizionati in modo che siano visibili, previa installazione della segnaletica stradale.
Ragion per cui, conclude la Cassazione, la multa elevata sul senso di marcia opposto a quello del conducente, seppur previa autorizzazione del Prefetto, è illegittima.
[1] Cass. sent. n. 31411 del 2.12.2019.
Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 13 giugno – 2 dicembre 2019, n. 31411
S.G. , con ricorso del 24.05.2013, interponeva opposizione dinanzi al Giudice di Pace di Isernia, avverso il processo verbale di contravvenzione n. (…) elevato dalla Polizia Municipale del Comune di Macchia d’Isernia, per violazione dell’art. 142 C.d.S., comma 8.
Il Comune di Macchia di Isernia si costituiva ritualmente in giudizio contestando la domanda, producendo documentazione a sostegno della propria tesi difensiva, formulando, altresì, richieste istruttorie e concludeva per il rigetto della opposizione con vittoria di spese e competenze del giudizio.
Il Giudice di Pace, con ordinanza resa fuori udienza disattendeva, la richiesta di prova testimoniale articolata dall’Ente Comunale e con sentenza n. 624 del 2013 accoglieva l’opposizione e annullava il verbale di contravvenzione impugnato.
Avverso questa sentenza interponeva appello il Comune di Macchia di Isernia ribadendo la legittimità del verbale di contestazione e chiedendo la riforma integrale della sentenza del Giudice di Pace.
Si costituiva S.G. chiedendo il rigetto del gravame.
Il Tribunale di Isernia con sentenza n. 759 del 2016 rigettava l’appello e confermava la sentenza impugnata. Secondo il Tribunale di Isernia era illegittima l’apposizione dell’autovelox “sul lato destro” della carreggiata nella direzione di marcia (omissis) (ossia da (omissis), anziché sul lato sinistro come invece autorizzato dall’Ente proprietario della strada.
La cassazione di questa sentenza è stata chiesta dal Comune di Macchia di Isernia con ricorso affidato a due motivi. S.G. in questa fase non ha svolto attività giudiziale.
1.- Con il primo motivo di ricorso il Comune di Macchia di Isernia lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione di norme di diritto, in relazione all’art. 2697 c.c., omessa o insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, ed in relazione all’art. 245 c.p.c..
Secondo il ricorrente sia il Giudice di Pace che il Tribunale avrebbero ritenuto di non ammettere la prova testimoniale tempestivamente richiesta senza alcuna motivazione.
1.1.- Il motivo è inammissibile sia perché il Tribunale ha motivato il rigetto della richiesta della prova testimoniale e, comunque, perché generico, posto che il ricorrente nel denunciare la mancata ammissione della prova testimoniale tempestivamente richiesta non indica il contenuto della dedotta prova e, soprattutto, non indica in che modo il capitolato della prova testimoniale, se espletato, avrebbe comportato una decisione, sicuramente, diversa da quella impugnata.
2.- Con il secondo motivo, il ricorrente lamenta “violazione e falsa applicazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione di norme di diritto, in relazione all’art. 2697 c.c., omessa o insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nonché in relazione al D.L. n. 121 del 2002, art. 4, convertito in L. n. 168 del 2002 e del D.M. 15 agosto 2007, art. 2, nonché in relazione al D.Lgs. n. 231 del 2001 e successive modifiche ed integrazioni”. Secondo il ricorrente il Tribunale avrebbe errato nel ritenere illegittimo il posizionamento dell’apparecchiatura sul lato destro anziché sul lato sinistro dir. di marcia (omissis) non tenendo presente che il D.L. n. 121 del 2002, art. 4, convertito con L. n. 168 del 2002, conferisce al Prefetto la competenza di individuare le strade o i tratti di strada in cui possono essere installati i dispositivi di controllo della velocità senza che sia specificato il senso di marcia. Nel caso specifico, poi, il Prefetto aveva autorizzato l’installazione di due manufatti prefabbricati contenenti strumenti fissi per la rilevazione della velocità degli autoveicoli in transito lungo il tratto di strada Statale n. (omissis) ricadente nel Comune di Macchia di Isernia e precisamente al Km. (…) lato sinistro direzione di marcia (…) e Km. (…) lato destro direzione di marcia (…).
2.1.- Il motivo è infondato perché, come lo stesso ricorrente riconosce, l’apposizione del prefabbricato contenente uno strumento per la rilevazione della velocità degli autoveicoli in transito, era stata autorizzata per entrambi i sensi di marcia ma veniva realizzata per un solo senso di marcia apponendo il prefabbricato di rilevazione in una carreggiata opposta al senso di marcia indicato nel provvedimento di autorizzazione. Il Comune di Macchia di Isernia, insomma, ha ritenuto di collocare un semplice prefabbricato considerandolo, e non lo avrebbe potuto fare, operativo per entrambi i sensi di marcia, senza tenere conto che il prefabbricato installato, per il senso stesso dell’autorizzazione, era legittimato a rilevare la velocità dei soli veicoli provenienti in quel senso di marcia ma non anche, come è avvenuto, nel caso in esame, per le autovetture che provenivano dalla direzione opposta. Piuttosto, era necessario che fosse installato altro rilevatore per il contrapposto senso di marcia corredato da ogni elemento di identificazione e preventivamente segnalato, con appositi cartelli, opportunamente collocati nello stesso senso di marcia.
La sentenza impugnata, pertanto, non merita la censura che le è stata rivolta, anzi correttamente afferma che l’autovelox in questione posto sul lato destro della careggiata nella direzione di marcia (omissis) non era idoneo a rilevare la velocità degli autoveicoli che percorrevano l’altro senso di marcia. Il che determina l’illegittimità derivata dall’impugnato verbale di contestazione essendovi (…) un rapporto di presupposizione – consequenzialità immediata tra l’atto autorizzato dall’A.N.A.S. illegittimamente seguito ed il verbale di accertamento de quo (…)”. In definitiva, il ricorso va rigettato. Non occorre liquidare le spese del presente giudizio di cassazione dato che S. , intimato, non ha svolto alcuna attività giudiziale. Sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
La Corte rigetta il ricorso; dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis.

References: Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 360
 art. 4
 art. 2
 art. 4
 sentenza 
 art. 13