Source: https://beta.e-justice.europa.eu/447/IT/insolvencybankruptcy?FRANCE&init=true&member=1
Timestamp: 2020-06-03 13:34:52+00:00

Document:
6 Quali effetti produce una procedura concorsuale sui procedimenti avviati da singoli creditori (escludendo le cause pendenti)?
7 Quali effetti producono le procedure concorsuali sulla prosecuzione delle cause pendenti al momento dell'apertura della procedura concorsuale?
8 Quali sono le caratteristiche principali della partecipazione dei creditori nella procedura concorsuale?
9 In che modo l'operatore incaricato di occuparsi della procedura concorsuale (liquidatore, amministratore ecc.) può utilizzare o disporre dei beni che fanno parte del patrimonio?
10 Quali istanze vanno depositate nei confronti del patrimonio del debitore coinvolto in una procedura concorsuale e come vengono trattate le istanze depositate dopo l'apertura della procedura concorsuale?
11 Quali sono le norme che regolano il deposito, la verifica e l'ammissione delle istanze?
12 Quali sono le norme che regolano la distribuzione dei ricavi? Come sono classificati diritti e istanze dei creditori?
13 Quali sono le condizioni e gli effetti della chiusura delle procedure concorsuali (in particolare per quanto riguarda il concordato fallimentare)?
14 Quali sono i diritti dei creditori dopo la chiusura delle procedure concorsuali?
15 Chi deve sostenere costi e spese della procedura concorsuale?
16 Quali sono le norme relative alla nullità, all'annullabilità o all'inapplicabilità degli atti giuridici a danno della massa fallimentare generale dei creditori?
Un imprenditore individuale può beneficiare di una procédure d'insolvabilité (procedura concorsuale).
Le persone giuridiche di diritto privato che possono essere oggetto di una procedura concorsuale sono le società commerciali, le società civili, i gruppi di interesse economico, le associazioni, i sindacati professionali e i comitati aziendali.
I gruppi di diritto privato non dotati di personalità giuridica, come le imprese in partecipazione o le società in formazione, non possono beneficiare di una procedura concorsuale.
La procedura di risanamento giudiziario viene avviata invece quando il debitore, nell'impossibilità di far fronte al passivo esigibile con l'attivo disponibile, si trova in stato di insolvenza per quanto riguarda i pagamenti.
La procedura di liquidazione giudiziaria viene aperta quando l'impresa non è in grado di provvedere ai pagamenti e il risanamento è palesemente impossibile.
Una procedura di risanamento giudiziario o di liquidazione giudiziaria può essere invece richiesta, oltre che dal debitore, da un creditore o dal ministère public (pubblico ministero), a condizione che non sia in corso una procedura di conciliazione (procedura preconcorsuale).
La sentenza di apertura della procedura concorsuale diventa effettiva dalla mezzanotte del giorno in cui è stata pronunciata.
La sentenza di apertura viene notificata al debitore entro otto giorni dal pronunciamento della sentenza e comunicata agli amministratori della procedura concorsuale e al pubblico ministero anche negli altri Stati membri in cui il debitore è presente con una sede.
Esistono anche procedure di salvaguardia accelerata e di salvaguardia finanziaria accelerata.
Il fatto che il debitore non sia in grado di provvedere ai pagamenti non impedisce l'apertura della procedura di salvaguardia accelerata se questa situazione non precede di oltre 45 giorni la data della richiesta di avvio della procedura di conciliazione.
L'intero patrimonio del debitore è oggetto della procedura concorsuale.
Nel caso di una persona giuridica, solo il patrimonio di quest'ultima è interessato da tale procedura.
Se invece il debitore è un imprenditore individuale, anche il suo patrimonio personale è oggetto di procedura concorsuale.
L'abitazione in cui ha la residenza principale un imprenditore individuale che eserciti un'attività commerciale, industriale, artigianale, agricola o libero-professionale è tuttavia impignorabile di diritto da parte dei creditori che vantano crediti professionali.
L'impignorabilità dell'abitazione in cui ha la residenza principale il debitore da parte dei creditori che vantano crediti professionali risponde a un obiettivo di tutela del debitore e della sua famiglia.
Nella procedura di salvaguardia il tribunale può nominare un administrateur judiciaire (amministratore giudiziario) per controllare o assistere il debitore nella gestione dell'impresa in base all'incarico stabilito nella sentenza del tribunale. In alcuni casi (impresa con almeno venti dipendenti e fatturato di almeno tre milioni di euro al netto delle imposte) la nomina dell'amministratore giudiziario è obbligatoria.
Anche nel caso del risanamento giudiziario il tribunale può nominare un amministratore giudiziario che assisterà il debitore nella gestione o che si occuperà personalmente, in tutto o in parte, della gestione al posto del debitore. Questa nomina è obbligatoria negli stessi casi in cui è obbligatoria per la salvaguardia.
Gli amministratori delle procedure concorsuali
Gli amministratori delle procedure concorsuali sono mandatari di giustizia posti sotto la vigilanza del pubblico ministero ed esercenti professioni regolamentate.
Gli amministratori delle procedure concorsuali sono nominati dal tribunale all'apertura della procedura.
Questi amministratori possono essere esposti a responsabilità civile e penale in condizioni di diritto comune.
Il loro compenso è determinato in base a un tariffario stabilito per decreto; è calcolato dal giudice e posto a carico del debitore.
I poteri degli amministratori delle procedure concorsuali e del debitore
Nel caso della procedura di salvaguardia accelerata e della procedura di salvaguardia finanziaria accelerata, la nomina dell'amministratore giudiziario è invece sempre obbligatoria.
Nella procedura di salvaguardia il debitore non è spossessato e, salvo diversa decisione del tribunale, continua a esercitare sul proprio patrimonio gli atti di disposizione e di amministrazione.
Ove nominato, l'amministratore giudiziario controlla o assiste il debitore nella gestione dell'impresa in base all'incarico definito dal tribunale.
Quest'ultimo ha il compito di verificare i crediti e di procedere alle operazioni di liquidazione dell'attivo del debitore al fine di soddisfare i creditori.
La compensazione esercita pertanto un duplice pagamento abbreviato tra crediti reciproci.
Il divieto di pagamento di crediti anteriori viene tuttavia abolito in caso di pagamento per compensazione di crediti connessi. Sono considerati "connessi" i crediti reciproci della stessa natura, sorti o derivanti dall'esecuzione o dalla mancata esecuzione dello stesso contratto o di un insieme contrattuale.
L'apertura della procedura concorsuale non mette in discussione l'esistenza dei contratti in corso tra il debitore e i suoi partner (fornitori, clienti) alla data dell'apertura della procedura.
Le disposizioni specifiche relative ai contratti in corso non si applicano ai contratti di lavoro.
Il contratto viene a priori automaticamente mantenuto.
La controparte deve quindi adempiere ai propri obblighi nonostante il mancato rispetto, da parte del debitore, di impegni antecedenti la sentenza di apertura.
Essa sarà pagata alla scadenza per i servizi forniti successivamente alla sentenza di apertura.
L'amministratore giudiziario dispone da solo di un'opzione di ordine pubblico che gli consente di esigere la prosecuzione del contratto con l'onere di pagare le prestazioni che gli saranno fornite.
In assenza di amministratore giudiziario, il debitore esercita la facoltà di esigere l'esecuzione dei contratti in corso, previo il consenso del rappresentante giudiziario.
L'amministratore giudiziario ha inoltre la facoltà di risolvere il contratto a esecuzione o a pagamento scaglionati, ove constati l'indisponibilità di fondi sufficienti per soddisfare gli obblighi del debitore.
La controparte può intimare all'amministratore giudiziario (o al debitore, in assenza dell'amministratore) di pronunciarsi sul futuro del contratto.
Il contratto in corso viene risolto di diritto se l'amministratore giudiziario (o il debitore) non ne avrà risposto all'intimazione entro il termine di un mese.
L'amministratore giudiziario (o il debitore, in assenza dell'amministratore giudiziario) può inoltre chiedere al giudice delegato di dichiarare la risoluzione del contratto in corso, se ciò è necessario ai fini della salvaguardia o del risanamento del debitore e se non reca eccessivo danno agli interessi della controparte.
Come nelle procedure di salvaguardia e di risanamento giudiziario, vengono di norma mantenuti tutti i contratti in corso. La controparte deve quindi adempiere ai propri obblighi nonostante il mancato rispetto, da parte del debitore, di impegni antecedenti la sentenza di apertura.
La controparte può intimare al liquidatore di pronunciarsi sul futuro del contratto.
Il contratto viene risolto di diritto se entro il termine di un mese il liquidatore non avrà risposto all'intimazione. Lo stesso ragionamento si applica quando la prestazione del debitore riguarda il pagamento di una somma di denaro nel giorno in cui la controparte viene informata della decisione del liquidatore di non mantenere il contratto, così come in assenza di pagamento, quando la controparte non è d'accordo a proseguire il rapporto contrattuale.
In materia di salvaguardia, risanamento giudiziario o liquidazione giudiziaria, se viene disposta una cessione totale o parziale dell'impresa, il tribunale può determinare i contratti che saranno ceduti in materia di leasing, locazione o fornitura di beni o servizi necessari al mantenimento dell'attività.
La controparte il cui contratto non sia stato oggetto di tale cessione può chiedere al giudice delegato di dichiararne la risoluzione, a meno che la prosecuzione della sua esecuzione non sia richiesta dall'amministratore, dal debitore in assenza dell'amministratore o dal liquidatore.
In caso di procedura concorsuale, i creditori sono tenuti a far valere i propri diritti nei confronti del debitore esclusivamente nell'ambito della procedura concorsuale e non possono promuovere azioni di pagamento individuali nei confronti del debitore.
il credito che trae origine da una violazione per la quale è stata accertata la colpevolezza del debitore o che riguarda diritti di natura strettamente personale del creditore;
il credito che trae origine da manovre fraudolente commesse a danno degli enti previdenziali. L'origine fraudolenta del credito è stabilita mediante decisione giudiziaria o con una sanzione pronunciata da un ente previdenziale.
dichiarazione di fallimento personale del debitore;
condanna del debitore alla bancarotta;
quando il debitore, per uno qualsiasi dei suoi patrimoni, o una persona giuridica di cui è stato dirigente è stato/a sottoposto/a a una procedura di liquidazione giudiziaria precedente, conclusasi per insufficienza dell'attivo meno di cinque anni prima dell'apertura della procedura considerata, oppure quando il debitore ha beneficiato di una cancellazione dei debiti nei cinque anni precedenti tale data;
la procedura è stata avviata come procedura d'insolvenza territoriale ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1346/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alle procedure di insolvenza.
La sentenza di apertura di una procedura concorsuale interrompe o vieta le azioni promosse contro il debitore e dirette al pagamento di una somma di denaro o alla risoluzione di un contratto per mancato pagamento di una somma di denaro.
L'interruzione e il divieto delle azioni giudiziarie si applicano a tutte le procedure concorsuali.
Le azioni giudiziarie e le procedure di esecuzione diverse da quelle summenzionate sono promosse durante il periodo di osservazione nei confronti del debitore a seguito della chiamata in causa del rappresentante giudiziario, ed eventualmente dell'amministratore giudiziario, quando quest'ultimo ha il compito di assistere o di rappresentare il debitore, o a seguito di una ripresa del procedimento per iniziativa del rappresentante giudiziario o dell'amministratore giudiziario.
Le proposte vengono trasmesse dall'amministratore giudiziario (o dal debitore in assenza dell'amministratore) al rappresentante giudiziario in rappresentanza dei creditori.
Il rappresentante giudiziario non è tenuto a consultare i creditori per i quali il progetto di piano non modifica le modalità di pagamento o quando prevede un pagamento integrale in numerario sin dalla definizione del piano o dall'ammissione dei crediti.
Quando un debitore presenta un numero di dipendenti superiore a 150 e il suo fatturato è superiore a 20 milioni di euro, vengono costituiti comitati dei creditori che hanno il compito di pronunciarsi sui progetti di piano di liquidazione del passivo. Il giudice può anche decidere di applicare queste disposizioni al di sotto di tali soglie.
Esiste un comitato degli istituti di credito, costituito dalle società di finanziamento e dagli istituti di credito o simili, e un comitato composto dai principali fornitori di beni e servizi. Quando esistono obbligazionisti, viene convocata un'assemblea generale costituita da tutti i creditori titolari di obbligazioni emesse in Francia o all'estero per deliberare sul progetto di piano adottato dai comitati dei creditori.
Il progetto di piano può quindi provenire dal debitore (eventualmente con la collaborazione dell'amministratore giudiziario) o, in caso di risanamento giudiziario, dall'amministratore assistito dal debitore, ma può anche scaturire da un'iniziativa dei creditori membri di questi comitati. La proposta adottata dai comitati e, se diversa, la proposta sostenuta dal debitore o dall'amministratore potranno essere sottoposte al tribunale l'una in concorrenza all'altra.
Nel caso dell'apertura di una procedura di salvaguardia accelerata, i comitati dei creditori, ovvero il comitato degli istituti di credito e il comitato dei fornitori di beni e servizi, vengono obbligatoriamente istituiti, oltre all'eventuale assemblea generale degli obbligazionisti.
L'attivo del debitore può essere liquidato nell'ambito della cessione totale o parziale dell'impresa oppure nell'ambito di cessioni isolate. Queste operazioni sono soggette a regimi diversi.
La cessione dell'impresa è disposta dal tribunale e non è effettuata dall'amministratore della procedura concorsuale.
Nella procedura di salvaguardia la cessione dell'impresa può essere solo parziale, mentre nel risanamento e nella liquidazione giudiziaria la cessione può essere parziale o totale.
In questo caso il tribunale emette una decisione in cui stabilisce il termine entro il quale le offerte di acquisto devono pervenire al rappresentante giudiziario, al liquidatore o eventualmente all'amministratore. Le offerte devono essere scritte e devono riportare alcune diciture obbligatorie.
Le cessioni isolate dell'attivo sono soggette a norme diverse.
Durante il periodo di salvaguardia e di risanamento giudiziario il debitore, che non è spossessato, può continuare a disporre da solo del proprio patrimonio, fatti salvi gli incarichi dell'amministratore.
Se l'atto di disposizione che comporta la liquidazione dell'attivo è estraneo alla gestione corrente dell'impresa, egli deve ottenere la preventiva autorizzazione del giudice delegato.
Nell'ambito del piano di salvaguardia o di risanamento giudiziario il debitore riacquista tutti i poteri sul proprio patrimonio.
Nella liquidazione giudiziaria il liquidatore deve ottenere l'autorizzazione del giudice delegato per procedere a cessioni dell'attivo.
La vendita di immobili avviene secondo la procedura dell'asta giudiziaria. Il giudice delegato determina il prezzo base e le condizioni fondamentali della vendita. Egli può inoltre autorizzare una vendita all'asta amichevole sul prezzo base che avrà stabilito. Il giudice delegato può infine autorizzare la vendita per trattativa privata ai prezzi e alle condizioni dallo stesso stabiliti.
Il liquidatore distribuisce poi il ricavato delle vendite in base al grado dei creditori.
Devono essere dichiarati tutti i crediti sorti prima della sentenza di apertura della procedura, indipendentemente dalla loro tipologia o natura - commerciale, civile, amministrativa (Erario, enti previdenziali) o penale (ammenda) - e a prescindere che il credito sia chirografario o privilegiato, esigibile o a termine, certo o condizionale. I dipendenti non sono interessati da queste disposizioni.
I crediti sorti regolarmente dopo la sentenza di apertura per le esigenze di svolgimento della procedura o in contropartita di una prestazione fornita al debitore per la sua attività professionale sono pagati alla scadenza.
Tutti i creditori che presentano un credito sorto prima della sentenza di apertura sono tenuti a dichiarare i loro crediti al rappresentante giudiziario, in caso di procedura di salvaguardia o di risanamento, oppure al liquidatore, in caso di procedura di liquidazione.
La dichiarazione riguarda anche alcuni crediti sorti dopo la sentenza di apertura, i crediti che non beneficiano del privilegio di pagamento relativo ai crediti utili all'impresa o legati alle necessità della procedura. Il credito dichiarato deve indicare l'importo delle somme maturate e maturande, le date di scadenza, la natura del privilegio o della garanzia esistente e le modalità di calcolo degli interessi.
Prima di accettare o rifiutare un credito, il giudice delegato ne verifica l'esistenza, l'importo e la natura in base agli elementi di prova presentati dall'autore della dichiarazione ed eventualmente agli elementi forniti da quanti sono stati ascoltati e dal rappresentante giudiziario.
Un creditore può essere privilegiato:
se dispone di una garanzia che gli è stata concessa dal suo debitore o che ha ottenuto in giudizio; oppure
se beneficia ai sensi della legge di un privilegio in ragione della sua stessa qualità.
1. Crediti "superprivilegiati" degli stipendi: pagamento della retribuzione degli ultimi sessanta giorni di lavoro prima della sentenza di apertura.
2. Spese legali dovute regolarmente in seguito alla sentenza di apertura per le necessità di svolgimento della procedura: spese relative alla conservazione, alla liquidazione dei beni e alla distribuzione del prezzo tra i creditori (spese di inventario e di pubblicità, compenso dei mandatari di giustizia, ecc.).
3. Crediti assistiti dal privilegio della conciliazione: per i creditori che effettuano un nuovo apporto di tesoreria o che forniscono un nuovo bene o un nuovo servizio per garantire la prosecuzione dell'attività dell'impresa e la sua continuità.
4. Privilegio dei crediti successivi alla sentenza di apertura: crediti sorti per le necessità di svolgimento della procedura o di mantenimento provvisorio dell'attività, oppure crediti sorti in contropartita di una prestazione fornita al debitore durante la prosecuzione dell'attività o per l'esecuzione di un contratto in corso mantenuto dal liquidatore, o ancora crediti sorti per le necessità della vita corrente del debitore persona fisica.
5. Crediti assistiti dal privilegio generale dei lavoratori dipendenti: pagamento della retribuzione dei sei mesi di lavoro precedenti la sentenza di apertura.
6. Crediti assistiti da un privilegio speciale o da un'ipoteca.
7. Crediti chirografari.
1. Crediti assistiti da una garanzia mobiliare speciale con diritto di ritenzione.
2. Crediti "superprivilegiati" degli stipendi: pagamento della retribuzione degli ultimi sessanta giorni di lavoro prima della sentenza di apertura.
3. Spese legali sorte regolarmente dopo la sentenza di apertura per le necessità di svolgimento della procedura: spese relative alla conservazione, alla liquidazione dei beni e alla distribuzione del prezzo tra i creditori (spese di inventario e di pubblicità, compenso dei mandatari di giustizia, ecc.).
4. Crediti assistiti dal privilegio della conciliazione: per i creditori che effettuano un nuovo apporto di tesoreria o che forniscono un nuovo bene o un nuovo servizio per garantire la prosecuzione dell'attività dell'impresa e la sua continuità.
5. Privilegio dei crediti successivi alla sentenza di apertura: crediti sorti per le necessità di svolgimento della procedura o di mantenimento provvisorio dell'attività, oppure crediti sorti in contropartita di una prestazione fornita al debitore durante la prosecuzione dell'attività o per l'esecuzione di un contratto in corso mantenuto dal liquidatore, o ancora crediti sorti per le necessità della vita corrente del debitore persona fisica.
6. Privilegio dell'Erario.
7. Crediti assistiti da un privilegio speciale mobiliare senza diritto di ritenzione.
8. Crediti assistiti da altri privilegi generali mobiliari.
9. Crediti chirografari.
1. Crediti salariali "superprivilegiati" degli stipendi: pagamento della retribuzione degli ultimi sessanta giorni di lavoro prima della sentenza di apertura.
2. Spese legali sorte regolarmente dopo la sentenza di apertura per le necessità di svolgimento della procedura: spese di inventario e di pubblicità, compenso dei mandatari di giustizia.
4. Crediti assistiti da garanzie immobiliari speciali.
6. Crediti chirografari.
2. Crediti salariali "superprivilegiati" degli stipendi: pagamento della retribuzione degli ultimi sessanta giorni di lavoro prima della sentenza di apertura.
3. Spese legali sorte regolarmente dopo la sentenza di apertura per le necessità di svolgimento della procedura: spese di inventario e di pubblicità, compenso dei mandatari di giustizia.
4. Crediti assistiti dal privilegio della conciliazione.
6. Crediti assistiti da un'ipoteca mobiliare o crediti assistiti da un pegno sull'attrezzatura o sull'apparecchiatura.
7. Privilegio dell'Erario.
8. Crediti assistiti da una garanzia mobiliare speciale senza diritto di ritenzione.
9. Altri privilegi mobiliari (articolo 2331 del codice civile) e privilegio generale dei lavoratori dipendenti.
10. Crediti chirografari.
Il debitore, in caso di procedura di salvaguardia, l'amministratore, in caso di risanamento giudiziario, o un creditore, in caso di costituzione di comitati di creditori, elabora il progetto di piano se esistono serie possibilità che l'impresa possa essere salvata. Questo progetto è diviso in tre parti:
una parte economica e finanziaria, che determina le prospettive di risanamento in base alle possibilità e alle modalità di attività, alle condizioni del mercato e ai mezzi di finanziamento disponibili;
una parte in cui sono definite le modalità di estinzione del passivo e le eventuali garanzie che l'imprenditore deve sottoscrivere per garantirne l'esecuzione;
una parte sociale, in cui sono esposti e giustificati il livello e le prospettive occupazionali, nonché le condizioni sociali previste per la prosecuzione dell'attività. Quando il progetto prevede licenziamenti per motivi economici, esso deve riportare i provvedimenti già adottati e definire le azioni da intraprendere al fine di agevolare il ricollocamento e l'indennizzo dei dipendenti il cui posto di lavoro è a rischio.
Il piano ricorda tutti gli impegni sottoscritti dalle persone tenute all'esecuzione e necessari al risanamento dell’impresa.
La durata del piano non può superare dieci anni, o quindici anni nel caso degli agricoltori.
Il tribunale nomina per la durata del piano l'amministratore o il rappresentante giudiziario come commissario all'esecuzione del piano al fine di vigilare sull'esecuzione dello stesso.
La liquidazione giudiziaria può essere pronunciata nel corso o al termine del periodo di osservazione avviato con una sentenza di salvaguardia o con una sentenza di risanamento giudiziario.
Termine degli obblighi del debitore persona fisica nella liquidazione giudiziaria
Lo spossessamento del debitore decorre dal giorno del pronunciamento della liquidazione giudiziaria e si conclude con la chiusura della liquidazione. Da quel momento il debitore recupera i propri diritti e può nuovamente essere operativo.
Momento in cui la procedura concorsuale è considerata conclusa
Il periodo di osservazione è il periodo compreso tra il giorno della sentenza di apertura e il giorno della sentenza con cui viene stabilito il piano di salvaguardia o di risanamento giudiziario o con cui viene pronunciata la liquidazione giudiziaria.
Sia nella procedura di salvaguardia che in quella di risanamento giudiziario l'attività prosegue durante il periodo di osservazione e il debitore continua di norma a gestire la propria impresa, seppure con alcune restrizioni.
Le spese della procedura sono a carico dell'impresa oggetto della procedura concorsuale.
Il tribunale ha tuttavia la possibilità di fissare la data di cessazione dei pagamenti a una data che può essere antecedente fino a 18 mesi a quella dell'apertura della procedura concorsuale.
Il periodo compreso tra la data di cessazione dei pagamenti e la data di apertura di una procedura di risanamento giudiziario o di liquidazione giudiziaria è in questo caso detto "periodo sospetto".
L'azione di nullità degli atti effettuati durante il periodo sospetto è di competenza esclusiva del tribunale investito della procedura.
I creditori possono esercitare a titolo individuale o collettivo, tramite il rappresentante giudiziario, un'azione di nullità degli atti effettuati dal debitore.
Qualsiasi pagamento per debiti scaduti effettuato con modalità diverse da contanti, titoli di credito, bonifici, disposizioni di cessione oppure con ogni altra modalità di pagamento comunemente accettata nei rapporti commerciali.
Qualsiasi trasferimento di beni o di diritti in un patrimonio fiduciario, a meno che tale trasferimento non sia effettuato a garanzia di un debito contratto in concomitanza.
Qualsiasi clausola aggiuntiva a un contratto fiduciario relativo a diritti o a beni già trasferiti in un patrimonio fiduciario a garanzia dei debiti contratti prima della suddetta clausola aggiuntiva.
Questi atti devono essere annullati dal tribunale a prescindere che le parti siano in buona o in cattiva fede.
Il tribunale può inoltre annullare sia gli atti effettuati a titolo gratuito in materia di traslazione di proprietà mobiliare o immobiliare sia la dichiarazione di impignorabilità effettuati nei sei mesi precedenti la data di cessazione dei pagamenti. Questi casi sono soggetti a nullità facoltativa.

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