Source: http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:progettodileggelicenziato:X;7337
Timestamp: 2019-06-18 21:59:30+00:00

Document:
Oggetto n. 7337
Licenziato in data: 20/11/2018
"Promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e prevenzione primaria". A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Boschini, Marchetti Daniele, Taruffi, Sassi, Sensoli, Prodi, Alleva, Calvano, Paruolo, Poli, Soncini, Cardinali, Molinari, Ravaioli, Pruccoli, Sabattini, Iotti, Bagnari, Rontini, Mumolo, Serri, Benati, Campedelli, Rossi, Tarasconi, Caliandro, Torri, Fabbri, Liverani, Bargi, Tagliaferri, Galli, Facci, Montalti, Lori, Zappaterra
Pubblicato sul Supplemento speciale del Bollettino Ufficiale n. 246 del 23/10/2018
(Relatore consigliere Giuseppe Boschini)
(Relatore consigliere di minoranza Daniele Marchetti)
Testo n. 3/2018 licenziato nella seduta del 20 novembre 2018 con il titolo:
"Promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e prevenzione primaria"
Art. 3Ambito di intervento
Art. 4Principi delle politiche regionali di promozione della salute e prevenzione
TITOLO IISistema regionale per la promozione della salute e la prevenzione
Capo ICoordinamento degli ambiti settoriali delle politiche di prevenzione
Art. 5Programmazione integrata delle politiche di prevenzione
Art. 6Tavolo multisettoriale di coordinamento delle politiche di promozione della salute e prevenzione
Capo IISistema regionale per la promozione della salute e la prevenzione
Art. 7Rete regionale per la promozione della salute e la prevenzione e “Accordi operativi per la salute di comunità”
Art. 8Partecipazione a reti e progetti sovraregionali
TITOLO IIIStrategia e politiche regionali per la prevenzione
Capo ICriteri, modalità e strumenti per la programmazione delle politiche
Art. 9Strategia regionale per la promozione della salute e la prevenzione (SRP)
Art. 10Piano regionale della prevenzione (PRP)
Capo IIPolitiche regionali per la promozione della salute, il benessere della persona e della comunità e la prevenzione primaria. Ambienti, ruoli e funzioni da valorizzare.
Art. 11Valorizzazione del ruolo della medicina generale e d’iniziativa ai fini della prevenzione
Art. 12Valorizzazione del ruolo degli ospedali e dei servizi sanitari ai fini della promozione della salute e della prevenzione
Art. 13Valorizzazione del ruolo del sistema formativo, scolastico e universitario ai fini della promozione della salute e della prevenzione
Art. 14Valorizzazione del ruolo dei luoghi di lavoro ai fini della promozione della salute e della prevenzione
Capo IIIPolitiche regionali per la promozione della salute, il benessere della persona e della comunità e la prevenzione primaria. Azioni specifiche, prioritarie o innovative.
Art. 15Prevenzione delle malattie del sistema cardiovascolare e della morte cardiaca improvvisa. Sistema di cardioprotezione regionale
Art. 16Prevenzione attraverso l’attività motoria e la pratica sportiva
Art. 17Prevenzione attraverso l’alimentazione sana e sicura
Art. 18Prevenzione del diabete dell’adulto
Art. 19Azioni di prevenzione e contrasto delle dipendenze da alcool e sostanze stupefacenti e psicotrope
Art. 20Azioni di prevenzione e contrasto delle dipendenze legate alle nuove tecnologie
Art. 21Azioni di prevenzione per la sicurezza del bambino e della bambina
Art. 22Azioni di prevenzione per la promozione dei determinanti del benessere psicofisico e della salute mentale
Art. 23Azioni di prevenzione in ambito oncologico
Art. 24Azioni rivolte alla comunicazione sociale e alla formazione diffusa della popolazione
TITOLO IVMonitoraggio del sistema e valutazione
Art. 25Monitoraggio e valutazione delle politiche per la prevenzione
Art. 26Clausola valutativa
TITOLO VNorme finanziarie e finali
Art. 27Disposizioni finanziarie
Art. 28Abrogazioni
Art. 29Entrata in vigore
1. Con la presente legge la Regione Emilia-Romagna istituisce, regola e sostiene un sistema regionale universalistico, accessibile ed equo di promozione della salute della persona e della comunità, in conformità alle proprie competenze in materia di tutela della salute di cui all’articolo 117, comma terzo della Costituzione, nel rispetto dei princìpi fondamentali determinati dalla legislazione dello Stato, dei Livelli essenziali di assistenza di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) e in attuazione dell’articolo 6, comma 1, lettera a) dello Statuto regionale.
2. Con la presente legge la Regione persegue altresì gli obiettivi fissati dalla Organizzazione mondiale della sanità (OMS) allo scopo di eliminare le malattie prevenibili, attuare politiche efficaci per l’invecchiamento sano, prolungare negli anni la qualità della vita, ridurre i bisogni di cura e realizzare il diritto di ciascun individuo al raggiungimento del più alto standard di salute fisica e psichica possibile.
a) “Promozione della salute della persona e della comunità”: processo sociale e politico che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e migliorarla. Comprende azioni volte sia a rafforzare le abilità e le capacità dei singoli individui, che a modificare le condizioni sociali, ambientali ed economiche, attraverso la politica pubblica per la salute, la creazione di ambienti favorevoli alla salute, il rafforzamento dell’azione della comunità, lo sviluppo delle abilità personali e il riorientamento dei servizi sanitari.
6. La Strategia regionale per la promozione della salute e la prevenzione (SRP), di cui all’articolo 9, si ispira ai seguenti principi:
1. La Giunta regionale istituisce un Tavolo multisettoriale di coordinamento delle politiche di promozione della salute e prevenzione, di seguito denominato Tavolo multisettoriale, presieduto dal Presidente della Regione o suo delegato, definendone la composizione, le funzioni e le modalità di funzionamento, ai sensi del presente articolo. L’istituzione del Tavolo multisettoriale avviene entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge. Contestualmente la Giunta regionale definisce altresì le modalità per l‘esercizio delle funzioni di Osservatorio di cui all’articolo 24, comma 7.
2. Il Tavolo multisettoriale opera per assicurare l’integrazione ed il coordinamento delle politiche previste dai singoli strumenti di programmazione settoriale di cui all’articolo 5, nonché per migliorare la cooperazione tra Direzioni generali, Agenzie e istituti regionali. In particolare, il Tavolo multisettoriale interviene per assicurare il coordinamento nella fase preparatoria della Strategia regionale per la promozione della salute e la prevenzione, di cui all’articolo 9, e per monitorarne e valutarne le fasi attuative. Il Tavolo multisettoriale può altresì essere coinvolto nella fase preparatoria del Piano regionale della prevenzione (PRP), di cui all’articolo 10.
3. Il Tavolo multisettoriale è composto dai rappresentanti di tutte le Direzioni generali regionali, dell'Agenzia regionale per la prevenzione, l'ambiente e l'energia (ARPAE) e delle altre Agenzie e istituti regionali che svolgono attività connesse alla promozione della salute della popolazione. Alle riunioni del Tavolo multisettoriale possono partecipare gli Assessori competenti o loro delegati. La partecipazione alle sedute del Tavolo non comporta l'erogazione di alcun compenso o rimborso.
Rete regionale per la promozione della salute e la prevenzione
e “Accordi operativi per la salute di comunità”
6. I contenuti degli “Accordi operativi per la salute di comunità” di livello locale, di cui al comma 5, sono definiti dai Comitati di distretto con il supporto tecnico degli Uffici di Piano e dei Dipartimenti di sanità pubblica, in coerenza con i Piani attuativi locali, di cui all’articolo 10, e avvalendosi delle indicazioni derivanti da Profili di Salute di Comunità elaborati territorialmente e congiuntamente dagli enti locali e dalle aziende sanitarie territoriali. Gli “Accordi operativi locali per la salute di comunità” contribuiscono alla appropriata attuazione locale della Strategia regionale per la promozione della salute e la prevenzione, di cui all’articolo 9, e del Piano regionale della prevenzione, di cui all’articolo 10. A tale scopo favoriscono l’integrazione delle programmazioni e delle azioni settoriali in capo alle Aziende sanitarie e ai diversi servizi delle amministrazioni locali, e valorizzano il contributo dei soggetti del territorio di cui ai commi 2 e 3.
8. Per la realizzazione delle attività di cui ai commi 5 e 6, in attuazione della Strategia regionale di cui all’articolo 9 e del Piano regionale della prevenzione di cui all’articolo 10, la Regione promuove e organizza adeguate attività formative e di aggiornamento per il personale e gli operatori dei diversi soggetti pubblici coinvolti negli “Accordi operativi per la salute di comunità”, e agisce a favore del rafforzamento operativo dei soggetti stessi.
1. Per le finalità di cui alla presente legge, la Regione promuove la partecipazione a programmi, reti, progetti e iniziative che coinvolgono altre Regioni, Ministeri, istituzioni europee ed altri soggetti, secondo le modalità previste dallo Statuto e dalle leggi vigenti. Può aderire altresì a protocolli, linee guida o direttive internazionali e nazionali finalizzate alla promozione della salute e alla prevenzione primaria.
Strategia regionale per la promozione della salute e la prevenzione (SRP)
2. La Giunta regionale, di norma ogni tre anni, sentito il Tavolo multisettoriale, di cui all’articolo 6, e attraverso il coinvolgimento dei soggetti partecipanti alla Rete regionale, di cui all’articolo 7, e delle Conferenze territoriali sociali e sanitarie, adotta la proposta di Strategia regionale e la sottopone all’Assemblea legislativa per l’approvazione.
Piano regionale della prevenzione (PRP)
Politiche regionali per la promozione della salute, il benessere della persona e della comunità e la prevenzione primaria. Ambienti, ruoli e funzioni da valorizzare.
1. La Regione valorizza il ruolo del Medico di medicina generale (MMG) e del Pediatra di libera scelta (PLS) e più complessivamente dei nuclei di cure primarie e delle Case della Salute per lo sviluppo della medicina d’iniziativa finalizzata alla promozione della salute e alla prevenzione primaria, allo scopo di informare, coinvolgere, accompagnare e responsabilizzare i cittadini nella adozione di stili di vita orientati al benessere e alla prevenzione delle malattie. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta possono inoltre collaborare per l’identificazione dei bisogni di salute della comunità, per l’implementazione di interventi rivolti alla popolazione o a gruppi specifici e per il monitoraggio dell’impatto di tali interventi.
1. La Regione individua nel sistema ospedaliero e dei servizi sanitari un ambiente organizzativo fondamentale per promuovere nei cittadini la cultura della prevenzione. A questo scopo, favorisce l’adozione di opportune scelte organizzative da parte delle aziende sanitarie territoriali e ospedaliere, al fine di garantirne collaborazione efficace alle azioni previste dal Piano regionale della prevenzione, facilitarne la cooperazione con gli enti locali e coi i soggetti della Rete regionale di cui all’articolo 7, valorizzare le competenze di tutte le professioni sanitarie per assicurare l’informazione dei cittadini e la promozione della salute.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione, in attuazione della Strategia regionale e del Piano regionale della prevenzione, programma, promuove e sostiene iniziative rivolte ai diversi soggetti del sistema educativo, da definirsi e realizzarsi anche tramite Protocolli d’intesa o “Accordi operativi per la salute di comunità” e da sottoscrivere con l’Ufficio scolastico regionale del Ministero della Istruzione, Università e Ricerca, con gli istituti scolastici autonomi, con le Università del territorio regionale o con gli organismi di formazione professionale accreditati ai sensi della legge regionale 30 giugno 2003, n.12 (Norme per l'uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il rafforzamento dell'istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro), e della legge regionale 30 giugno 2011, n. 5 (Disciplina del sistema regionale dell'istruzione e formazione professionale).
3. I Protocolli d’intesa o gli Accordi operativi, di cui al comma 2, coinvolgono gli enti locali disponibili, prevedendo la collaborazione dei soggetti della rete regionale di cui all’articolo 7 e dei Centri di riferimento regionale che svolgono interventi di tipo educativo in materia di prevenzione. I protocolli o gli accordi sono finalizzati, tra l’altro, ad assicurare il coordinamento delle iniziative di cui alla presente legge con le attività di educazione alla salute promosse dalla Regione e dai soggetti di cui al comma 2, ivi comprese le attività in materia di informazione ed educazione alla sostenibilità previste dalla legge regionale 29 dicembre 2009, n. 27 (Promozione, organizzazione e sviluppo delle attività di informazione e di educazione alla sostenibilità), e svolte in ambito scolastico o formativo, anche attraverso la collaborazione dei Centri di educazione alla sostenibilità istituiti dagli enti locali.
b) il contrasto alla sedentarietà, la promozione dell’attività motoria e della pratica sportiva, anche ai fini educativi, a partire dal contesto scolastico, in particolare con il coinvolgimento degli enti di promozione dell’attività sportiva, nonché del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), del Comitato italiano paralimpico (CIP), delle federazioni riconosciute, delle discipline sportive associate, aderenti alla Rete regionale di cui all’articolo 7;
e) il contrasto alle dipendenze, ai disturbi da gioco d’azzardo (DGA) e alle cyberdipendenze;
Valorizzazione del ruolo dei luoghi di lavoro
ai fini della promozione della salute e della prevenzione
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione programma, promuove e sostiene, in attuazione della Strategia regionale e del Piano regionale della prevenzione, iniziative rivolte ai diversi soggetti del sistema produttivo e del lavoro, da definirsi e realizzarsi anche tramite “Accordi operativi per la salute di comunità” che coinvolgano gli enti locali, le organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello regionale, e con il contributo del Comitato regionale di coordinamento, di cui all’articolo 7 del d.lgs. 9 aprile 2008, n.81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro). La Regione promuove e sostiene in particolare azioni e progetti per la promozione della salute negli ambienti di lavoro, per la prevenzione negli ambiti lavorativi a maggior rischio ed esposizione ambientale, per l’invecchiamento attivo al lavoro, per la prevenzione del mobbing, del disagio lavorativo e dello stress lavoro-correlato, valorizzando il ruolo degli ambienti lavorativi nella promozione del benessere fisico e mentale, anche incoraggiando i lavoratori alla adozione di stili di vita sani, alla partecipazione ad attività salutari, alla crescita della consapevolezza personale in materia di salute.
3. Ai fini dello sviluppo della cultura e dei programmi di promozione della salute e sicurezza sul lavoro, nonché per la prevenzione del disagio lavorativo, la Regione valorizza i Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spsal) dei Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende Usl e opera per rafforzarne la collaborazione con l’Istituto nazionale assicurazioni infortuni sul lavoro (INAIL), allo scopo di attuare in modo coordinato gli obiettivi del Piano regionale della prevenzione coinvolgenti i luoghi di lavoro. In particolare, la Regione interviene per rafforzare i servizi e i progetti specifici di prevenzione del disagio lavorativo, per favorire la valorizzazione dei dati dei registri delle malattie professionali a scopi preventivi e per lo scambio e la diffusione di buone pratiche. La Regione valorizza altresì il ruolo del Medico competente, di cui all’articolo 2, comma 1, lettera h), del d. lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro).
Politiche regionali per la promozione della salute, il benessere della persona e della comunità e la prevenzione primaria. Azioni specifiche, prioritarie o innovative.
a) la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE), in tutti i luoghi e mezzi collettivi prioritariamente previsti dalla disciplina statale vigente in materia di defibrillatori automatici esterni, oltre a quelli previsti dalle norme nazionali in materia di attività sportiva, per prevenire gli esiti dell’arresto cardiocircolatorio e la morte cardiaca improvvisa;
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione favorisce le iniziative volte a sensibilizzare e sostenere i cittadini, gli enti locali e i diversi attori sociali che operano per lo sviluppo della pratica dell’attività motoria e sportiva, nei diversi contesti sociali, tra cui in particolare gli enti di promozione dell’attività sportiva, nonché, il Comitato olimpico nazionale italiano e il Comitato italiano paralimpico, le federazioni riconosciute, le discipline sportive associate, le istituzioni scolastiche e i soggetti aderenti alla Rete regionale di cui all’articolo 7 o che gestiscono le palestre che promuovono salute e Attività motoria adattata (AMA).
2. Per le finalità di cui al comma 1, e per sostenere iniziative adeguate ai territori e alle loro specificità, la Regione valorizza il ruolo dei Servizi veterinari pubblici e dei Servizi igiene degli alimenti e della nutrizione, promuove l’adesione alla Rete regionale e agli “Accordi operativi per la salute di comunità”, di cui all’articolo 7, dei soggetti pubblici e privati che operano per la sicurezza degli alimenti e la sana alimentazione, nonché per la prevenzione delle malattie trasmissibili tramite gli alimenti di origine animale e vegetale, tra cui in particolare i soggetti appartenenti al sistema delle produzioni agricole e zootecniche, della trasformazione e distribuzione alimentare, della tutela dei consumatori, dell’educazione alla alimentazione, in una logica integrata lungo l’intera filiera.
3. La Regione, in attuazione della Strategia regionale e del Piano regionale della prevenzione, sostiene inoltre gli interventi di sensibilizzazione, informazione, educazione all’alimentazione che si realizzano nell’ambito degli “Accordi operativi per la salute di comunità”, di cui agli articoli 7 e 13, anche in coerenza con quanto previsto dall’articolo 4 della legge regionale 24 giugno 2003, n. 11 (Nuove misure per la prevenzione delle malattie trasmissibili attraverso gli alimenti. Abolizione del libretto di idoneità sanitaria) e dalla legge regionale 4 novembre 2002, n. 29 (Norme per l'orientamento dei consumi e l'educazione alimentare e per la qualificazione dei servizi di ristorazione collettiva). La Regione valorizza altresì la collaborazione dei Centri di riferimento regionale, di cui all’articolo 13, comma 3, che svolgono interventi di tipo educativo in materia.
Azioni di prevenzione e contrasto delle dipendenze da alcool
e sostanze stupefacenti e psicotrope
2. Le azioni di cui al comma 1 si integrano con quelle finalizzate alla prevenzione dei disturbi da gioco d’azzardo (DGA), previste dall’articolo 2 della legge regionale 4 luglio 2013, n. 5 (Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate) e sono realizzate valorizzando il ruolo del sistema formativo, scolastico e universitario di cui all’articolo 13, dei soggetti che promuovono attività motoria e pratica sportiva, nonché delle associazioni delle famiglie, in particolare per quanto attiene alla prevenzione delle dipendenze tecnologiche e della conseguente sedentarietà nei bambini e nei giovani, anche con attenzione specifica ai criteri della medicina di genere.
a) delle manovre di disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo;
3. Nell’ambito dei Protocolli d’intesa o degli accordi di cui all’articolo 13, comma 2, possono essere previste attività di formazione sulle manovre di disostruzione pediatrica e sulla sicurezza del bambino e della bambina, rivolte al personale e ai docenti dei diversi ordini e gradi del sistema di istruzione, nonché agli allievi dell’istruzione secondaria superiore e del sistema di formazione regionale, anche in attuazione dell’articolo 1, comma 10, della legge 13 luglio 2015, n. 107. La Regione promuove l’inserimento, tra i requisiti di partecipazione o tra i criteri di valutazione delle offerte nell’affidamento di servizi all’infanzia o di refezione scolastica, dei requisiti di adeguata formazione degli operatori alle tecniche di disostruzione in età pediatrica e sicurezza nelle comunità infantili. Tali requisiti sono introdotti gradualmente con specifici atti di Giunta anche nel sistema regionale di accreditamento dei servizi educativi per l’infanzia, previsto dalla legge regionale 25 novembre 2016, n. 19 (Servizi educativi per la prima infanzia. Abrogazione della l.r. n. 1 del 10 gennaio 2000).
Azioni di prevenzione per la promozione dei determinanti
del benessere psicofisico e della salute mentale
3. Le strutture regionali competenti, sulla base delle evidenze scientifiche, promuovono interventi mirati alle diverse fasce di popolazione volti a migliorare il benessere psicologico, la resilienza e la competenza della persona e della comunità nell’affrontare i fattori di stress e di rischio per la salute mentale, anche attraverso la promozione di processi di empowerment personali e sociali, la valorizzazione della medicina di genere, la creazione di positive condizioni di vita e di un ambiente supportivo nei principali luoghi dell’esistenza, tra cui, in particolare, i luoghi di lavoro, ai sensi dell’articolo 14, comma 3.
c) alla promozione di comportamenti di protezione individuale dai rischi oncologici di origine ambientale, ivi compreso la corretta esposizione alla radiazione ultravioletta nella prevenzione del melanoma e delle neoplasie cutanee;
1. In attuazione degli obiettivi della Strategia regionale, e del Piano regionale della prevenzione, la Regione promuove e sostiene, su tutto il territorio regionale e verso le diverse fasce di popolazione, in particolare verso quelle a maggior rischio di esclusione, le iniziative di comunicazione sociale e formazione diffusa idonee all’educazione alla salute e al conseguimento delle finalità della presente legge. Tali iniziative si realizzano anche attraverso il coinvolgimento dei soggetti della Rete regionale di cui all’articolo 7.
1. La Regione assicura il monitoraggio e la valutazione dei risultati del Sistema regionale per la promozione della salute e la prevenzione, di cui al titolo II, capo II, della Strategia regionale e del Piano regionale della prevenzione, con riferimento alle seguenti dimensioni:
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Strategia regionale e il Piano regionale della prevenzione definiscono un adeguato sistema regionale di monitoraggio e valutazione delle politiche per la promozione della salute e la prevenzione e, in particolare, per i rispettivi ambiti definiscono:
3. Il sistema regionale di monitoraggio e valutazione definito al comma 2 persegue i seguenti obiettivi:
7. Per le finalità di cui al presente articolo, la Regione svolge la funzione di Osservatorio permanente per l’analisi economica e progettuale delle politiche di prevenzione, con la collaborazione dei diversi servizi e agenzie partecipanti al Tavolo multisettoriale di coordinamento di cui all’articolo 6. Tale funzione è finalizzata a sviluppare, a partire dalle esperienze disponibili, indicatori e strumenti per l’analisi costo-beneficio delle politiche di promozione della salute e prevenzione, in particolare per contribuire alla definizione e valutazione della Strategia regionale. La funzione di Osservatorio può contribuire al monitoraggio dei bisogni di salute della comunità regionale e alla definizione dei profili di salute e dei piani attuativi locali. Per tali scopi, l’Osservatorio può collaborare con le Conferenze territoriali sociali e sanitarie, con gli enti locali e con i Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende sanitarie locali, nonché coi soggetti della Rete regionale di cui all’articolo 7. Nei casi in cui la Regione partecipi alle procedure di valutazione di impatto ambientale ai sensi della normativa vigente, e qualora si renda opportuno stimare anche l’impatto degli impianti, opere o interventi sulla salute della popolazione, l’Osservatorio può fornire alla Regione il necessario supporto tecnico, utilizzando a tale scopo anche i dati forniti dai registri di cui all’articolo 6, comma 1, lettera a), della legge regionale n. 9 del 2017.
2. Per le finalità di cui al comma 1, con cadenza triennale, la Giunta presenta alle Commissioni assembleari competenti una relazione sul Sistema regionale per la promozione della salute e la prevenzione, fornendo informazioni sulle attività svolte, i soggetti sociali coinvolti, la popolazione interessata, i risultati e gli impatti conseguiti, tenuto conto anche delle risultanze dell’Osservatorio permanente di cui all’articolo 24, comma 7. La relazione deve evidenziare la congruità delle politiche realizzate rispetto alle finalità della presente legge e i benefici conseguiti per la comunità regionale.
4. Le competenti strutture dell’Assemblea e della Giunta si raccordano operativamente per la migliore valutazione della presente legge, avvalendosi anche del supporto del Tavolo multisettoriale di coordinamento, di cui all’articolo 6, e dell’Osservatorio permanente di cui all’articolo 24, comma 7.
1. Per gli esercizi finanziari 2019, 2020 e 2021, agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, quantificati in Euro 3.500.000,00 per ciascun esercizio, si fa fronte con le risorse autorizzate nell’ambito della Missione 13 – Tutela della Salute, Programma 1 – Servizio sanitario regionale – finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA, nel Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021. La Giunta regionale, in sede di programmazione economico-finanziaria del Servizio sanitario regionale di cui all’articolo 2, comma 2 della legge regionale 16 luglio 2018, n. 9 (Norme in materia di finanziamento, programmazione, controllo delle Aziende sanitarie e gestione sanitaria accentrata) integra per tale importo la quota di finanziamento del Livello di assistenza “Prevenzione collettiva e sanità pubblica”. La Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle variazioni di bilancio che si rendessero necessarie per la modifica dei capitoli esistenti o l’istituzione e la dotazione di appositi capitoli.
3. Concorrono altresì al finanziamento degli interventi previsti dalla presente legge le eventuali risorse del fabbisogno del Fondo sanitario nazionale assegnate alla Regione, vincolate alla realizzazione di specifici obiettivi del Piano sanitario nazionale, con riferimento a progetti finalizzati alla prevenzione, ai sensi dell’articolo 1, comma 34, della Legge 7 dicembre 1996, n.662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica).
1. La legge regionale n. 18 del 2007 (Provvedimenti per promuovere l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambito regionale) è abrogata. Le disposizioni contenute all’articolo 2, comma 2 e all’articolo 3 della medesima legge continuano ad applicarsi con riferimento ai progetti e ai programmi in corso e non conclusi alla data di entrata in vigore della presente legge.

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29