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DAL REGNO D’ITALIA ALLA GLOBALIZZAZIONE VIAGGIANDO NELLA COSTITUZIONE.
PubblicatoGiachetta Piccolo
Presentazione sul tema: "DAL REGNO D’ITALIA ALLA GLOBALIZZAZIONE VIAGGIANDO NELLA COSTITUZIONE."— Transcript della presentazione:
DAL REGNO D’ITALIA ALLA GLOBALIZZAZIONE VIAGGIANDO NELLA COSTITUZIONE.suddito statuto albertino fascismo costituzione cittadino istruzione libertà lavoro
INDICE -REGNO D’ITALIA: Statuto Albertino FascismoIstruzione/Analfabetismo -GLOBALIZZAZIONE:Rivoluzione verde Cooperazione Internazionale ONU Lavoro minorile -Iqbal -Kumari “Il ladro di bambini” -VIAGGIANDO NELLA COSTITUZIONE: Partiti politici Costituzione della Repubblica italiana Statuto dei lavoratori La parola degli esperti Articoli della Costituzione Costituzione dell’ Unione Europea GLOSSARIO
REGNO D’ITALIA Statuto Albertino, sudditi, fascismo…Il testo dello Statuto Albertino fu scritto in pochi giorni da una commissione di giuristi che si ispirarono alla costituzione francese del Lo Statuto Albertino prevedeva la divisione dei poteri in: potere esecutivo che spettava al re, potere legislativo che spettava al Parlamento composto dalla Camera dei Deputati, eletti a suffragio maschile e dal Senato), potere giudiziario che spettava ai giudici nominati direttamente dal re.
Lo Stato italiano nel 1861 era un’espressione regia anziché una conquista ottenuta con la guerra del popolo. C’era la monarchia, ovvero il perno di tutto il sistema. Lo Stato si impersonava nel sovrano e lo Statuto dichiarava che la persona del re era sacra ed inviolabile. Il re aveva potere esecutivo e potere giudiziario. Le elezioni della camera dei Deputati erano a suffragio maschile, i senatori erano scelti dal re e la funzione di deputato o senatore non prevedeva alcuna retribuzione. I diritti dei sudditi erano molto lontani da quelli enunciati nella dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.Lo Statuto Albertino rimase lo statuto della monarchia fino alla nascita della Repubblica.
Statuto Albertino articoli principaliArt. 1=la Religione Cattolica, Apostolica Romana è la sola religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi. Art.2=lo Stato è retto da un governo monarchico rappresentativo. Il trono è ereditario. Art.3=il potere legislativo sarà collettivamente esercitato dal re e dalla camera del Senato e dei Deputati. Art.5=la persona del re è sacra ed inviolabile. Art.6=il re nomina tutte le cariche dello Stato. Art.7=il re solo sanziona le leggi e le promulga. Art.10=la proposizione delle leggi apparterrà al re e a ciascuna delle due Camere. Art.26=la libertà individuale è garantita. Niuno può essere arrestato o tradotto se non mai nei casi previsti dalla legge e nelle forme che essa prescrive. Art.27=il domicilio è inviolabile. Niuna visita domiciliare può avere luogo se non in forza della legge e delle norme che essa prescrive. …
…durante il ventennio del governo fascista, lo Statuto Albertino, era stato svuotato da un punto di vista giuridico e politico. Il passaggio dal sistema di governo monarchico al sistema fascista(totalitario e basato sulla volontà di una persona) si effettuò anche sotto la spinta di un episodio definito “secessione dell’Aventino” in cui i deputati dell’opposizione, per protesta contro i brogli elettorali e l’uccisione del deputato socialista Matteotti da parte di squadristi fascisti, abbandonarono il Parlamento chiedendo al re di riportare il paese alla legalità. Il re Vittorio Emanuele III non agì e la reazione fascista fu quella di abolire la pratica del governo parlamentare emanando una legge che instaurava un’ altra forma di governo. Unica istituzione dello Statuto che persisteva era la Corona; il re esercitava ancora le sue funzioni, ma il titolo di maresciallo dell’impero era stato condiviso anche dal Duce, quindi era stata intaccata anche la supremazia del sovrano. Con la seconda guerra mondiale questo sistema costituzionale crollò. Nel quinquennio 1943/48, i maggiori partiti politici italiani elaborarono studi e progetti per la riforma costituzionale dello stato italiano.
ANALFABETISMO All’indomani dell’ Unità d’Italia, un divario sensibile tra Nord e Sud si registrava anche nel campo dell’istruzione, in media 65 italiani su 100 erano analfabeti, ma questo dato calava al Nord mentre cresceva al Sud. L’analfabetismo veniva aggravato dalla scarsa conoscenza della lingua italiana, dato che ogni regione usava il proprio dialetto. Il nuovo Regno estese a tutto il territorio la Legge Casati del 1859, che istituiva la scuola elementare della durata di quattro anni con i primi due anni obbligatori anche se poi in effetti l’evasione scolastica era elevatissima. Poi si approvò la Legge Coppino che prolungava di un anno l’istruzione elementare e rendeva effettivamente obbligatoria la frequenza dei primi due anni.Questa legge prevedeva il proseguimento degli studi in tre indirizzi:classico umanistico(otto anni), tecnico(sei anni) “normale”(tre anni).L’applicazione della legge incontrò tre gravi ostacoli: la mancanza di aule(mancavano edifici scolastici la cui costruzione spettava ai singoli comuni), mancanza di maestri, e opposizione delle famiglie(i genitori non mandavano i bambini a scuola in quanto non potevano privarsi del loro lavoro).A poco a poco però l’idea della scuola si fece strada e molti bambini iniziarono a frequentarla regolarmente anche se all’inzio del ‘900 il 40% degli italiani era analfabeta.
Gli effetti positivi della GLOBALIZZAZIONELo sviluppo dei mercati
GLOBALIZZAZIONE “GLOBALIZZAZIONE” è un termine di origine anglosassone con il quale si definisce un cammino di unificazione politica, economica e culturale. Un percorso che mira a eliminare le barriere di qualsiasi tipo, creando un modello unico in tutti i settori chiave su cui si fonda una società. Questa parola è usata soprattutto in economia, e serve per indicare l’esistenza di un unico mercato di capitali che detta legge a livello universale e muove l’economia in base a una logica che deve essere comune a tutti gli stati. La globalizzazione agisce soprattutto sul mercato: sempre più spesso gli oggetti che acquistiamo hanno un marchio americano o europeo, ma sono stati prodotti nei paesi asiatici. Questo fa sì che i prodotti costino meno, ma le aziende europee o americane nelle aziende asiatiche trovano nuovi concorrenti. Anche il mercato del lavoro è stato globalizzato. I manufatti realizzati nell’Estremo Oriente costano meno perché là il lavoro costa meno. E il lavoro costa meno perché è meno tutelato, perché gli orari sono incontrollati e perché spesso vengono messi al lavoro i bambini. In un certo senso, quindi, i lavoratori europei e americani soffrono della concorrenza dei lavoratori dell’ Estremo Oriente perché le aziende europee e americane chiudono le loro fabbriche in occidente per trasferirle in Estremo Oriente, dove “assumono “ lavoratori che costano meno. Un ulteriore aspetto della globalizzazione è quello culturale: l’inglese è sempre più il linguaggio che consente di spostarsi, avere relazioni e fare affari in qualunque parte del pianeta. E’ la lingua della globalizzazione. La globalizzazione ha coinvolto anche il mondo dell’informazione: Mc Luhan, un sociologo canadese, ha inventato l’espressione “Villaggio Globale”. Intendeva dire che, grazie alla TV, miliardi di persone in tutte le regioni del globo possono essere testimoni o protagonisti del medesimo evento, nello stesso momento. In realtà, a veder bene, se c’è un merito della TV globalizzata è quello di metterci davanti agli occhi, ogni giorno, un mondo con differenze abissali e generi di vita tra loro non paragonabili.
rivoluzione verde, lavoro minorile, analfabetismo…Un aspetto molto importante per uscire dal sottosviluppo è quello di riuscire ad alimentare sufficientemente la popolazione. La Rivoluzione verde in agricoltura consiste nel seminare varietà di cereali(riso, mais, grano) ad alto rendimento e che consentono fino a tre raccolti all’anno. La produttività dei campi viene ulteriormente aumentata dall’uso intenso di macchinari e fertilizzanti. Grazie alla Rivoluzione verde le produzioni di alcuni Paesi in via di sviluppo sono molto cresciute, tanto da risolvere quasi del tutto il problema della fame. La produzione è cresciuta anche in Paesi sviluppati. La Rivoluzione Verde ha anche prodotto però la perdita di suoli coltivabili e alcuni terreni fertili sono diventati improduttivi per l’eccessivo sfruttamento, inoltre l’uso di fertilizzanti inquina le risorse di acque potabili.
…i Paesi in via di sviluppo pagano un alto prezzo per i benefici della rivoluzione verde, per esempio: le sementi dei cereali ad alto rendimento e i fertilizzanti chimici sono tutti prodotti nei Paesi sviluppati e gli Stati poveri hanno dovuto indebitarsi per comprarli…Anche dal punto di vista sociale all’interno di Paesi in via di sviluppo ci sono state conseguenze negative per esempio: i cereali ad alto rendimento vengono seminati da agricoltori che possono permettersi di pagare le granaglie e i fertilizzanti, mentre i contadini poveri non possono acquistarli e così negli stessi Paesi in via di sviluppo il divario tra contadini ricchi e poveri è cresciuto. Nel mondo la produzione di cerali ottenuta con la Rivoluzione Verde non ha garantito a tutti i Paesi l’autosufficienza alimentare;alcuni stati hanno potenziato il loro ruolo di produttori e controllano i prezzi a livello mondiale.Il mercato dei cereali è caratterizzato da un grande squilibrio:l’offerta è abbondante ma le persone non hanno il denaro per comprare, in sostanza ci sono molte scorte invendute nei grandi mercati che con il tempo si deteriorano e vengono gettate via, mentre la fame nel mondo non diminuisce.
Cooperazione InternazionaleLa cooperazione internazionale nasce alla fine della seconda guerra mondiale nel In principio si occupò di istituire nuovi organismi mondiali in grado di prevenire un altro conflitto a livello planetario. La nascita dell’ONU(organizzazione nazioni unite) e la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo costituiscono la base per la successiva cooperazione multilaterale(cioè tra tanti Paesi). Negli anni successivi i paesi più ricchi si fanno carico con più forza del problema della cooperazione tra Paesi, sotto la spinta di valori etico-sociali. Nascono negli anni ‘70 le prime organizzazioni non governative e la cooperazione internazionale viene vista anche come opportunità per i Paesi più ricchi che possono trovare nuovi mercati per le loro imprese, nuove zone dove investire e nuove aree da cui acquistare materie prime. Dagli anni ‘90 si cerca di raggiustare i rapporti tra il Nord e il Sud del mondo per raggiungere una più equa distribuzione delle ricchezze, e questa è la nuova sfida che ci aspetta.
Organizzazione delle Nazioni UniteL'ONU è la più estesa organizzazione internazionale, che ricopre la quasi totalità degli Stati del pianeta. Il 3 luglio 2006 gli stati membri diventano 192. Possono far parte delle Nazioni Unite tutti i paesi che accettano gli obblighi imposti dallo Statuto delle Nazioni Unite e che vengono considerati in grado di far fronte a questi obblighi. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite decide l'ammissione in base alle raccomandazioni del Consiglio di sicurezza. Organi principali dell’ONU:Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Consiglio Economico e Sociale, Segretariato delle Nazioni Unite, Corte Internazionale di Giustizia.La sede dell'organizzazione si trova a New York e l'attuale Segretario generale è Ban Ki-Moon, che ha sostituito il 1° gennaio 2007 Kofi Annan.Nel 2001 le Nazioni Unite e il segretario generale Kofi Annan, furono insigniti del Premio Nobel per la pace, ma già in precedenza altre organizzazioni dipendenti dall'ONU furono premiate con un Nobel per la pace: Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia, 1965 United Nations Peace-keeping Forces, 1988 Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, 1954 e 1981
SEDE ONU NEW YORK
XXI secolo Lavoro minorile & analfabetismoIn Brasile, in India, in Thailandia, negli Stati Uniti, e in parte anche in Italia ed in molti altri paesi del mondo moltissimi bambini vengono abbandonati, costretti a vivere di miseria e di stenti. Per milioni di bambini fame e violenza diventano condizione quotidiana, imparano a vivere di accattonaggio, di piccoli furti, di spaccio, di contrabbando…sono anche facile preda di adulti senza scrupoli organizzati per lo sfruttamento sistematico di minorenni. I più fortunati lavorano, ma sono costretti a tempi e sforzi disumani, al lavoro nero e sottopagato privo di qualsiasi garanzia o contributo. I governi spesso tacciono e non intraprendono azioni decisive per estirpare il fenomeno perché anche il lavoro di questi bambini serve a pagare il loro debito estero… Anche il nostro paese ha il suo posto in questo sfruttamento dell’infanzia, per il lavoro minorile,per l’arruolamento nelle file della mafia e della camorra.
La comprensione delle cause che stanno alla base del fenomeno del lavoro minorile è essenziale per poter delineare le possibili linee di intervento nel settore. Chiaramente, data la complessità del problema, la risposta precisa non può prescindere da un’analisi specifica realizzata Stato per Stato. Tuttavia uno sguardo generale su quelle che sono le principali cause può offrire spunti interessanti, seppure di carattere generale. E’ evidente che una delle cause principali del fenomeno del lavoro minorile sia lo stato di povertà in cui si trovano il minore e la sua famiglia. L’assenza di risorse economiche sufficienti per acquistare beni di prima necessità, come il cibo, spinge le famiglie ad incrementare le entrate con l’avvio precoce al lavoro dei minori. Può anche derivare da uno shock familiare: la perdita di un membro della famiglia economicamente attivo può generare una situazione tale per cui il minore deve lavorare per provvedere al sostentamento dell’intero nucleo. In generale, nei contesti più poveri il lavoro minorile viene visto come un modo per integrare le entrate familiari o comunque per generare redditi necessari per soddisfare i bisogni primari degli individui. In questo senso un minore lavoratore genera sicuramente maggiori benefici economici immediati per se stesso e per la sua famiglia, piuttosto che un minore che frequenta la scuola e quindi di fatto è improduttivo.
IQBAL Iqbal nasce nel 1983 nei pressi del Pakistan. A cinque anni è lavoratore schiavo, ceduto dai genitori ad un fabbricante di tappeti. A dieci anni partecipa ad un’ assemblea del “Fronte per la liberazione del lavoro schiavizzato” e diventa un esponente del Fronte. Partecipa ad un convegno negli Stati Uniti dove riceve un assegno e una promessa di borsa di studio. Iqbal ha la fortuna, la forza e il coraggio di uscire dalla condizione di bambino lavoratore-schiavo. Il caso dei tappeti fabbricati da bambini schiavi fa scandalo nel mondo ricco e il governo pakistano è costretto a chiudere varie fabbriche. Qualcuno spara a Iqbal mentre torna a casa dopo avere celebrato la Pasqua. Muore il 16 Aprile 1995, aveva 12 anni…
KUMARI Kumari è la bambina-manifesto che dice:”contro il lavoro dei minori che a questa età devono leggere e crescere”:.Kumari ha otto anni come anche i suoi due fratelli e sei sorelle non ha mai avuto occasione di andare a scuola e studiare. E’ costretta a lavorare dodici ore al giorno per aiutare i genitori, poveri e ignoranti,sempre in lotta per sopravvivere, a preparare il cibo, pulire i piatti ed i tavoli dove serve il riso per poche rupie… (da “La Repubblica” domenica 26 novembre 2006)
IL LADRO DI BAMBINI (di Gianni Amelio)Il “Ladro di bambini” è uscito nel 1992, e ha ricordato la verità nascosta dell’Italia nel suo male e, tramite il personaggio del buon carabiniere e dei bambini, ha offerto un modello e una speranza nonostante la durezza dell’analisi e la conclusione malinconica.Il film risulta diviso in parti abbastanza diverse:un prologo e il viaggio sino a Roma, la sosta a Roma, il ritorno a casa del protagonista sulla costa calabra e la lunga sosta sulla costa sicula.Per la sua professione il giovane carabiniere meridionale non può più distinguere tra il nord e il sud è “istituzionalmente italiano”.Il collegio centro-nordico che rifiuta i due bambini obbliga ad una seconda destinazione e “il ritorno a casa” è una sorta di breve vacanza nelle intenzioni del protagonista per rivedere i suoi e per dimostrare a Rosetta una fiducia che non la escluda.
Il sud è storicamente e geograficamente preciso nella scena familiare calabrese, ma anche la scena in cui i tre protagonisti finalmente si incontrano e si immergono nelle antiche acque del Mediterraneo(emblematico il bagno di Antonio e Luciano). La “vacanza” a Noto riporterà subito ad una triste realtà con la scena dello scippatore.Nel Ladro di bambini la coralità è negativa, c’è molta solitudine nei personaggi dei bambini e poi, il terzetto Rosetta, Luciano e Antonio che sa farsi bambino, forma un mondo a parte.
La scena madre del ristorante è esemplare di una realtà collettiva:nella casa non finita dove si confrontano tre generazioni (la vecchia nonna che parla il dialetto confinata nel sottoscala e nell’orticello, una sorella che mira a costruire ed avere e una giovane signora perfida che vive già di media e griffe).L’altra scena madre è di vacanza e di pulizia:il mare è bello e i sentimenti fioriscono.Il giovane carabiniere, la bambina e il suo fratellino non si difendono più, si lasciano andare, ritrovano un’infanzia di tutti, si capiscono e si vogliono bene.È molto bello il faticato accordo tra i tre bambini adulti o adulti bambini, come una famiglia strana, che la legge non può accettare.A Noto c’è il richiamo all’ordine, c’è il distacco e nella grigia alba dell’isola sul marciapiede lungo una strada di macchine resta solo la speranza di uno spazio di sopravvivenza, davvero minimo, una solidarietà di nuovo familiare. In un’Italia con un nord e un sud più simili di quanto possa sembrare, Amelio rappresenta l’utopia della nascita di una famiglia alternativa alla putrefazione dei legami tradizionali.Due bambini(lei ancora piccola, offesa nella sua dignità, perché costretta dalla madre a prostituirsi e lui piccolissimo, silenzioso e gonfio di dolore e di orgoglio offeso di fratello maschio costretto ad osservare impotente il dramma della sorella)e un carabiniere semplice e indifeso che deve portare i due piccoli da Milano ad un orfanotrofio del Sud.
VIAGGIANDO nelle costituzioni1848:Statuto Albertino 1849:Costituzione Repubblica romana 1861:proclamazione Unità d’Italia 1946:Referendum e proclamazione repubblica 1947:Costituzione italiana 1948:dichiarazione dei diritti umani universali dell’ ONU
I PARTITI ANTIFASCISTI DEL DOPOGUERRAPCI= PARTITO COMUNISTA ITALIANO
DC= DEMOCRAZIA CRISTIANA
Le donne votano!!
COSTITUZIONE La Costituzione italiana è in primo luogo una Costituzione repubblicana. Il referendum del 2 Giugno 1946 ha sancito la fine della monarchia dei Savoia che aveva regnato dal In secondo luogo è una Costituzione democratica, perché il popolo delega i suoi rappresentanti. Alla base dell’idea di democrazia che la nostra Costituzione propone c’è la libertà. I diritti di libertà, di parola, di pensiero, di riunione… sono fortemente sottolineati nel testo. I diritti di libertà non ammettono distinzioni fra le persone né discriminazioni.Ma la libertà di cui parla la costituzione non va intesa in senso puramente individualistico o egoistico, quasi che gli altri non avessero alcuna importanza. Secondo la costituzione , la libertà deve avere una dimensione sociale: deve aprirsi, cioè, alla solidarietà e alla responsabilità. La libertà, quindi, come opportunità data ad ognuno di essere se stesso e di concorrere al benessere altrui.
Gli organi dello Stato sono: il Parlamento, il Governo, la Magistratura e il Presidente della Repubblica. Il Parlamento emana le leggi. Al Governo spetta il potere esecutivo cioè di applicare quanto previsto dalle leggi. Alla Magistratura il potere giudiziario cioè il potere di cui godono i giudici, di risolvere secondo il diritto le controversie sorte tra i cittadini nonché di punire le violazioni della legge. A capo dello Stato vi è il Presidente della Repubblica che ha fondamentali poteri di rappresentanza, di controllo del funzionamento degli altri organi dello Stato e di garanzia costituzionale.
La nostra costituzione individua tre beni che devono essere garantiti a tutti per raggiungere l’uguaglianza; l’istruzione, il lavoro e la protezione sociale(sanità e assistenza). Istruzione: la Repubblica stabilisce i programmi ed istituisce scuole statali e per i primi otto anni la scuola è obbligatorie e gratuita. La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme. Infine la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo, garantendo cura gratuite a chi non può permettersele.
PARTITI POLITICI I partiti sono un elemento essenziale del sistema politico. La loro importanza deriva dal fatto che un popolo, composto da milioni di cittadini, è una realtà vasta e complessa. Le opinioni politiche sono tante e diverse tra loro e non è facile semplificarle, quindi milioni di persone devono essere rappresentate da poche centinaia di membri e da una sola maggioranza che deve formare un solo governo. Occorre un sistema ordinato che permetta a tante persone di trovare un accordo, i Partiti si operano perché questo risultato sia ottenuto nel rispetto della convivenza civile e democratica. Un partito politico è una associazione di cittadini uniti da opinioni politiche comuni che elabora un programma politico che i cittadini possono approvare o respingere votando alle elezioni. Il compito dei Partiti in una democrazia è molto importante perché è lo strumento di mediazione tra la massa di cittadini e le istituzioni.
STATUTO DEI LAVORATORI(art.1)L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione. Nel 1970 il Parlamento Italiano ha approvato una legge nota come “Statuto dei diritti e dei lavoratori” con la quale si è data attuazione legislativa a diversi principi costituzionali in materia di lavoro…
IL GIUDICE IN CLASSE! Incontro con Danila Indirli 4 Aprile 2007Durante l’incontro con la giudice Danila Indirli abbiamo affrontato diversi argomenti relativi ai problemi dei minori. -I bambini di alcuni Paesi del 3° e 4° mondo invece di andare a scuola sono costretti a lavorare in attività troppo monotone che non sviluppano la loro immaginazione e devono sopportare impegni troppo faticosi e non adatti alla loro età. -Abbiamo parlato anche del bullismo, un problema presente nelle scuole italiane cercando di definire il concetto di libertà discutendo sulla mancanza di responsabilità e sul rispetto delle regole. Solo rispettando le regole siamo liberi e abbiamo l’opportunità di scegliere. -In molti Paesi, non esclusa l’Italia, i minori subiscono da parte degli adulti abusi fisici, psicologici, sessuali. Nella questura c’è uno specifico “ufficio minori” con personale e strutture adatte a relazionarsi con le giovani vittime.
IL SINDACALISTA IN CLASSE!Incontro con Giorgio Graziani. Segretario provinciale CISL. Rappresentante consiglio istituto scuola Media Don Minzoni L’incontro con il sindacalista ha confermato gran parte delle nostre conoscenze che riguardano i diritti dei lavoratori. Inoltre ha approfondito alcuni aspetti più specifici e teorici dell’argomento. In sintesi abbiamo parlato dell’importanza dei sindacati per i lavoratori che sono liberi di scegliere a quale organizzazione associarsi. Un cittadino su due è iscritto al sindacato che tutela i diritti e la dignità dei lavoratori. I sindacati e gli scioperi sono previsti dalla Costituzione, ma devono attenersi alle leggi prestabilite. L’adesione al sindacato per discutere e rivendicare i propri diritti non è libera e non è permessa in tutti gli Stati come in alcuni Paesi dell’Asia o nei Paesi con governi totalitari dove c’è un sindacato unico cui è obbligatorio iscriversi, come in Italia durante il regime fascista. In particolare abbiamo approfondito il legame che esiste tra la Costituzione, il sindacato; lo Statuto dei lavoratori riconosce all’uomo piena dignità all’interno del luogo di lavoro oltre alla possibilità di dialogare con il datore di lavoro attraverso la legge.
IL SENATORE LI VIGNI IN CLASSE!Una lezione di democrazia Oggi in classe, è venuto in qualità di esperto Li Vigni Mario, che ha ricoperto la carica di senatore della Repubblica ed ha vissuto gli anni e gli episodi più significativi della nostra storia(fascismo, liberazione, Repubblica…). Quale fonte orale di quegli avvenimenti ed esperto di vita parlamentare ha approfondito alcune tematiche che avevamo affrontato in classe. In particolare riportiamo alcune sue affermazioni sulle quali è necessario soffermarsi: -Ogni testa un voto. -La democrazia è una cosa bellissima, è un grande sogno e una necessità per l’umanità. -Per rendere effettiva la democrazia è necessario una rappresentanza delegata. -In democrazia bisogna sapere accettare anche le sconfitte o le divergenze nei limiti della legalità. -Scontrarsi è un attentato alla democrazia. -La democrazia è la lotta per la vita. -Bisogna fare valere il peso della collettività. -Anche i parlamentari hanno bisogno di istruirsi continuamente per formulare giudizi competenti. -Essere se stessi, senza cedere a pressioni è il pilastro della democrazia.
LA LEZIONE DI ARISTIDE CANOSANI politica, economia e istituzioni democraticheNel discorso del signor Aristide Canosani ho rilevato alcuni punti per me importanti. Prima di tutto l’esigenza di partecipazione attiva dei cittadini che la costituzione richiede, essendo la legge fondamentale che nasce dal patrimonio culturale del paese. Altro punto fondamentale è la regolamentazione dei rapporti fra la Chiesa Cattolica, lo Stato e le altre confessioni religiose: argomenti che ancora oggi, a distanza di tanti anni, sono di grande attualità. Infatti sono molti gli episodi critici riportati dai mass media nei rapporti fra Stato, Chiesa e altre religioni: ad esempio il dibattito nella politica e nella società è molto forte riguardo le leggi sulla famiglia, l’eutanasia, il testamento biologico, i rapporti con la religione degli immigrati. L’autore poi nell’articolo sottolinea l’importanza negli anni ’70 dell’avvento dei Consigli delle regioni ordinarie, come tappa fondamentale di valorizzazione del ruolo delle regioni e quindi della partecipazione dei cittadini. Tale rinnovamento si è accentuato negli ultimi anni ed è la parte nella quale la nostra Costituzione ha subito una sostanziale revisione, attribuendo alle Regioni quel ruolo di guida (nella sanità, nei trasporti...) che in passato era stato del Governo centrale. Tutto questo alimenta il dibattito ancora in corso sulla eventuale trasformazione della forma di governo della nostra Repubblica. Questo processo ha fatto sì che la Costituzione si sia calata sempre di più nella vita della società civile per diventare “Costituzione di tutti i giorni” e accompagnare noi giovani lungo la strada, purtroppo forse ancora lunga, verso l’integrazione in un’Europa unita.
ARTICOLO 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
ARTICOLO 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
ARTICOLO 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
ARTICOLO 34 La scuola è aperta a tutti.L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
ARTICOLO 35 La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi a affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.
ARTICOLO 36 Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro, ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi.
ARTICOLO 37 La donna lavoratrice ha gli stessi diritti, e a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale e assicurata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme, e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.
ARTICOLO 38 Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in quest’articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera.
ARTICOLO 39 L’organizzazione sindacale è libera.Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscono un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.
ARTICOLO 48 Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che abbiano raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’ estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
ARTICOLO 49 Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
ARTICOLO 51 Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni d’eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra uomini e donne. La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica. Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
ARTICOLO 54 Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempirle, con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
ARTICOLO 56 La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto. Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno dell’elezione abbiamo compiuto i venticinque anni di età. La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
ARTICOLO 57 Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero. Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Nessuna regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno. La ripartizione dei seggi fra le Regioni, fatto salvo il numero di seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazioni delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti più interi e dei più alti resti.
ARTICOLO 60 La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.
ARTICOLO 83 Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato. L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
ARTICOLO 84 Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di età e goda dei diritti civili e politici. L’ufficio del Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica. L’assegno e la dotazione del Presidente sono determinati dalla legge.
ARTICOLO 85 Il presidente della Repubblica è eletto per sette anni.Trenta giorni prima che scada il termine il presidente della camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, l’elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.
ARTICOLO 87 Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Indice il Referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forza armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della magistratura. Può concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le onorificenze della Repubblica.
ARTICOLO 101 La giustizia è amministrata in nome del popolo.I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
ARTICOLO 104 La Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica. Ne fanno parte di diritto il primo Presidente e il Procuratore generale della Corte di cassazione. Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni idi esercizio. Il Consiglio elegge un vice presidente tra i componenti designati dal Parlamento. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili. Non possono, finche sono in carica, essere iscritti, negli albi professionali, né fare parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
ARTICOLO 134 La Corte costituzionale giudica: sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni; sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni; sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione.
IL CAMMINO DELL’UNIONE EUROPEA1957, 25 marzo= il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea(Cee). I sei Paesi fondatori sono:Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo, Olanda. 1973 1°gennaio=Danimarca, Gran Bretagna e Irlanda entrano nella Cee. 1973, 7-10 giungo=prime elezioni del parlamento europeo a suffragio universale diretto. 1981, 1°gennaio=adesione della Grecia. 1986, 1°gennaio=dopo il ritorno alla democrazia, aderiscono Portogallo e Spagna. 1990, 3 ottobre=riunificazione della Germania, che fa seguito alla caduta del Muro di Berlino dell’anno prima.
1992, 7 febbraio=firma del Trattato di Maastricht:nasce l’Unione Europea(Ue) e si decide la creazione della moneta unica. 1993, 1°gennaio=completamento del mercato interno che prevede la libera circolazione di persone, merci, capitali e servizi nel territorio dell’ Ue(le “quattro libertà”). 1995, 1°gennaio=con l’adesione di Austria, Finlandia e Svezia diventato 15 i Paesi dell’Ue. 1995, 26 marzo=entra in vigore l’accordo di Schengen che prevede l’abolizione dei passaporti per i Paesi che vi aderiscono. 2002, 1°gennaio=inizia la circolazione di banconote e monete in euro in 12 Paesi(Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna).
2004, 1°maggio=dieci Paesi dell’Est e del Sud Europa entrano nell’Ue:Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria. 2004, 29 ottobre=firma a Roma, in Campidoglio del Trattato che istituisce la Costituzione europea. 2005, 29 maggio e 1° giugno=Francia e Olanda respingono per referendum il Trattato costituzionale. 2007, 1°gennaio=Bulgaria e Romania entrano nell’Unione portando il totale dei Paesi membri a ventisette, la Slovenia adotta l’euro. 2007, 25 marzo=in una solenne celebrazione a Berlino dei 50 anni dell’ Europa, i capi dello Stato dell’Unione approvano una dichiarazione per sancire il rilancio dell’Ue e la fine dell’impasse della riforma istituzionale. Ad oggi infatti la Costituzione Europea è stata ratificata da 18 Paesi sui 27 dell’Unione Europea.
Dai trattati di Roma alla cittadinanza europeaL’Europa di 50 anni fa rispondeva a problemi e situazioni che apparentemente sembrano ormai molto lontani. Si trattava di un’Europa che doveva trovare una soluzione ai problemi derivanti dalla ricostruzione successiva alla seconda guerra mondiale. Occorreva cercare una soluzione per una ricostruzione che fosse materiale, economica e sociale, ma anche, e forse soprattutto, etico-morale. Occorreva creare dei vincoli in grado di impedirci di perseverare nella drammatica catena di guerre che avevano contraddistinto il nostro continente e nelle quali, durante l’ultimo conflitto mondiale, avevamo trascinato altri popoli e stati. La collaborazione fra stati europei parve ad alcuni governi la possibilità migliore per sviluppare i loro paesi su basi nuove. Ancora oggi rimane originale e unica la decisione dei Trattati di Roma del 1957 di stringere un patto fra eguali invece che un trattato che imponesse al paese sconfitto non solo gli oneri della sconfitta, ma anche una condizione di inferiorità. Cosa rimane valido oggi dei Trattati di Roma? Innanzitutto il loro carattere fondativo, la nascita di un patto che è cambiato e si è sedimentato nei 50 anni che sono passati dalla firma in Campidoglio, ma che mantiene inalterata la sua carica di profondo cambiamento sia interno al continente europeo che verso l’esterno.
…Celebrare i Trattati di Roma è anche e soprattutto riconfermare gli obiettivi fondamentali del primo nucleo di paesi che per primi credettero nell’ integrazione fra i paesi europei. Obiettivi: 1) mantenimento della pace nel continente e la capacità di intraprendere azioni positive nel sistema internazionale,tali da facilitare processi pacifici in tutti i paesi; 2) mantenere un modello europeo dell’economia e della società che si basa sul principio della solidarietà economica e politica fra stati e popolazioni; 3) miglioramento della qualità della vita degli europei; 4) riconoscimento e applicazione dei diritti dell’uomo; 5) sostenere lo sviluppo dei paesi più poveri.
UNA LEZIONE SUL PARLAMENTO!Il 23 Aprile una lezione speciale tenuta da due docenti di Punto Europa centro di documentazione e informazione sull’ UE. Il Parlamento Europeo ha tre sedi: - a Strasburgo, dove si svolgono le sedute plenarie - a Bruxelles, dove ci sono le sedi delle commissioni - a Lussemburgo, dove vi è il segretariato. Ora il Parlamento Europeo è eletto direttamente dal popolo, ma non è stato sempre così. Il 1°Gennaio 2007, Romania e Bulgaria entrano a fare parte dell’ Unione Europea, portando il totale dei Paesi membri a ventisette. Le “famiglie di partiti” sono delle organizzazioni che racchiudono al loro interno una serie di partiti. I più importanti sono ad esempio: -PARTITO POPOLARE EUROPEO. -PARTITO SOCIALISTA EUROPEO. -UNIONE PER L’ EUROPA DELLE NAZIONI. La carica di parlamentare dura cinque anni, è assolutamente necessario che vi sia un presidente in quanto come compiti più importanti ha quelli di: -decidere la composizione delle commissioni(che a loro volta si suddividono in commissioni parlamentari che possono essere permanenti o create per determinate materie) -mantenere l’ordine.
LA STORIA DELL’UNIONE EUROPEADopo la fine della Seconda Guerra Mondiale l’ Europa era devastata. È stata di rilevante importanza la “dichiarazione Schuman”(Francia e Germania si univano mettendo insieme il carbone e l’acciaio. A Francia e Germania si univano anche Italia, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi) Il padre fondamentale è stato Schuman. La bandiera con dodici stelle simboleggia la perfezione e l’armonia. L’inno ufficiale dell’ Unione Europea è l’Inno alla Gioia e il motto è “Unita nella diversità”. La festa dell’Europa è il nove Maggio.
Una delle più importanti commissioni creata appunto per una determinata materia è la P.A.C(Politica Agricola Comune). Le tre istituzioni del Parlamento Europeo sono appunto il Parlamento, la Commissione e il Consiglio dell’ Unione Europea. Ci sono varie procedure legislative per decidere le leggi. Abbiamo ad esempio la “consultazione”, la commissione decide da sola anche se chiede un’opinione al Parlamento. La “consultazione” si divide in COOPERAZIONE, cioè il Parlamento ha un potere maggiore, il Consiglio deve tenere conto dell’opinione del Parlamento e se il Parlamento non è d’accordo la legge non passa. La “consultazione” si divide anche in COODECISIONE, è cioè un organismo in cui si riuniscono i membri del Parlamento e del Consiglio dove si trova una soluzione comune nel caso ci sia disaccordo tra Parlamento e Consiglio.
GLOSSARIO Armamenti=l’armamento è l’insieme delle armi e dei mezzi in dotazione all’esercito. Verso la fine dell ‘800 e gli inizi del ‘900 la maggiore produzione di acciaio permise di fabbricare una quantità maggiore di armi e così ogni Stato potenziò il suo armamento. Antisemitismo=odio nei confronti del popolo ebreo maturatosi di volta in volta in fome di persecuzione dovute a un crollo di concetti storico-religiosi. Ariani=con questo termine si definivano le antiche popolazioni del gurppo linguistico indoeuropeo. Autarchia=il termine di origine greca autarchia significa “bastare a se stesso”. Una nazione è autarchica quando acquisisce un’ autosufficienza economica tale da produrre all’interno tutto ciò di cui necessità. Belle epoque=gli anni tra la fine dell ‘800 e i primi del ‘900 che costituirono il periodo d’oro della borghesia dal punto di vista economico,culturale e mondano. Comma=partizione di un articolo di legge o di un altro documento redatto in articoli, evidenziato dall’andare a capo. Colonialismo=direttiva di politica estera mirante alla conquista di territori oltremare ricchi di materie prime e di manodopera.
Democrazia=forma di governo fondata su una visione uguale dei rapporti sociali e politici, esercitata dal popolo. Dittatura=regime politico autoritario e totalitario. Etnico=si riferisce ad un gruppo unitario i cui appartenenti hanno in comune l’origine, la lingua, la cultura, gli usi… Imperialismo=la volontà di uno Stato di estendere il proprio dominio su territori sempre più vasti. Nazionalismo=un’ideologia ispirata al fatto di esaltare il concetto di nazione che si risolve nei valori che tralasciano le esigenze della realtà politica e sociale dei Paesi stranieri. Redigere=compilare nella forma prescritta o in forma ufficiale. Razzismo=ogni tendenza, psicologica, politica che assume una teoria di una falsa superiorità di una razza su altre oppure che su di una razza si determinino discriminazioni sociali e anche genocidi. Stato d’assedio=provvedimento straordinario, motivato da ragioni di ordine pubblico con cui si sospendono i diritti di libertà dei cittadini ed i poteri passano all’autorità civile o a quella militare.
Sovranità=la qualità giuridica pertinente allo Stato in quanto potere originario ed indipendente da ogni altro potere. Sionismo=movimento politico-religioso con lo scopo di ricostruire in Palestina uno Stato che offrisse agli Ebrei dispersi nel mondo una patria comune. Totalitarismo=il complesso dei fattori e delle istituzioni che caratterizzano il regime totalitario cioè che si riferisce ad un insieme considerato in tutti i suoi elementi.
Per concludere… È con questa lettera di ringraziamento che, tutta la classe 3°B della scuola Media Don Minzoni vuole fare capire quanto importante sia stato il progetto “Dal regno di’Italia alla globalizzazione viaggiando nella Costituzione” reso possibile grazie alla guida della professoressa Osiride Guerrini, e anche dai numerosi esperti che ci hanno aiutato a capire meglio, chi attraverso testimonianze storiche, chi attraverso esperienze di lavoro, alcune tematiche sviluppate nel progetto. Gli esperti che abbiamo incontrato nel cammino di questo progetto sono stati molti. Si è recata da noi, ad esempio, Paola Patuelli che ha parlato dell’importanza della Costituzione facendo riferimento allo Statuto Albertino e alla Costituzione della Repubblica Romana. È venuta la giudice Danila Indirli, con la quale abbiamo affrontato diverse tematiche. Le più significative sono state lo sfruttamento dei bambini nei Paesi del 3° e 4°mondo, il bullismo e per finire il rispetto delle regole, perché solo rispettando le regole si è veramente liberi.
È poi venuto il sindacalista Giorgio Graziani.In quell’ incontro abbiamo confermato gran parte delle nostre conoscenze che riguardano i diritti e i doveri dei lavoratori, inoltre abbiamo approfondito alcuni aspetti più teorici dell’argomento. In sintesi abbiamo parlato dell’importanza dei sindacati per i lavoratori, che in Italia sono liberi di scegliere a quale sindacato associarsi. L’adesione al sindacato per discutere e rivendicare i propri diritti non è libera e non è permessa in tutti gli Stati come in alcuni Paesi dell’Asia o nei Paesi con governi totalitari dove c’è un sindacato unico cui è obbligatorio iscriversi, come in Italia durante il regime fascista. Molto importante è stata la presenza di Giorgio Gaudenzi, l’attuale preside dell’istituto comprensivo S.Biagio che ha parlato in modo ampio ed approfondito dell’evoluzione delle scuole dal Regno d’Italia ad oggi. Mario Li Vigni è venuto in qualità di esperto di vita parlamentare, in quanto ha ricoperto la carica di senatore e in qualità di fonte orale degli avvenimenti più significativi della nostra storia(fascismo, liberazione e Repubblica).
Aristide Canosani già sindaco di Ravenna che è venuto dai noi per parlarci soprattutto degli aspetti più importanti della Costituzione, toccando in modo approfondito diversi altri punti, ma sempre riallacciandosi alla Costituzione e alla partecipazione attiva dei cittadini che essa richiede. Si è recata da noi anche Ida Camanzi, meglio conosciuta con il nome di Ilonka. Ilonka è una anziana partigiana che ha operato come staffetta in diversi luoghi(a Ravenna, a Savana, ad Alfonsine…ed ha anche partecipato alla liberazione di Ravenna). Ilonka, ha scelto l’impegno antifascista perchè lei era contro la guerra, lavorava dodici ore al giorno nei campi come contadina e non aveva i soldi per vivere, mentre lo Stato spendeva tantissimo e come dice lei “non avevo i soldi per comprare le calze con cui andare a ballare la Domenica, ma lo Stato spendeva i soldi per fare la guerra”. Infine non può mancare la nostra professoressa, Osiride Guerrini, è in gran parte sua l’iniziativa del progetto “Dal regno d’Italia alla Globalizzazione viaggiando nella Costituzione” ed è stato soprattutto merito suo la presenza di tutti gli esperti. Vorrei concludere con un vero grazie a tutte queste persone che non solo ci hanno aiutato nel nostro progetto, ma che ci hanno anche trasmesso informazioni utili per il corso della vita e che non verranno dimenticate. Penso anche, grazie a questi incontri di avere percepito un apporto maggiore per la conoscenza di molti fenomeni, passati, presenti e futuri.
di Giamboni Marta a.s. 2006/ (con la guida della prof.ssa Osiride Guerrini e la collaborazione del prof. G.Federico Zanchini)
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