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Timestamp: 2018-10-19 13:42:08+00:00

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R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia. (Sezione Terza) SENTENZA - PDF
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1 N /2014 REG.PROV.COLL. N /2013 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2190 del 2013, proposto da: Azienda Ospedaliera Ospedale San Gerardo di Monza, in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dall'avv. Vincenzo Avolio, con domicilio eletto presso lo Studio dello stesso in Milano, viale Gian Galeazzo, n. 16; contro Azienda Sanitaria Locale di Monza e Brianza, in persona del legale rappresentante, rappresentato e difeso dall'avv. Leonardo Salvemini, con domicilio eletto presso lo Studio dello stesso in Milano, piazza Bertarelli, n. 1; Regione Lombardia, in persona del Presidente della Giunta pro tempore, non costituita; per l'annullamento - della deliberazione del Commissario Straordinario dell'asl Monza e Brianza n. 65 del 21 maggio 2013;
2 - della nota prot. n del 6 giugno 2013 con la quale comunicandosi la deliberazione n. 65/13 e preannunciando il recupero dell'importo preteso, si dava avviso all'avvio di procedimento di recupero; - della nota del 21 agosto 2013 del Commissario Straordinario dell'asl di Monza e Brianza che conferma l'inderogabilità del recupero indicandone le modalità; - per quanto occorrer possa, della DGR n. 943 del 3 agosto 2000, limitatamente alla parte in cui dispone che il recupero degli importi derivanti dalle verifiche NOC avvenga sul fatturato netto delle strutture quando il controllo ed il relativo accertamento si siano conclusi dopo il 31 marzo dell anno successivo a quello in cui la prestazione controllata è stata erogata; nonché per l accertamento dell insussistenza del diritto dell ASL di Monza e Brianza a disporre nei confronti della ricorrente il recupero delle somme indicate negli atti impugnati e per la condanna dell ASL intimata al risarcimento del danno. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell Azienda Sanitaria Locale di Monza e Brianza; Viste le memorie difensive; Visti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 7 ottobre 2014 la dott.ssa Valentina Mameli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO
3 Parte ricorrente impugna gli atti indicati in epigrafe concernenti, nella sostanza, un attività di ripetizione di somme erogate a titolo di compenso per prestazioni sanitarie, posta in essere dall Azienda sanitaria locale resistente. Nel corso dell udienza pubblica del giorno 7 ottobre 2014 il ricorso è stato chiamato e trattenuto per la decisione, previo avviso alle parti, ai sensi dell art. 73, comma 3, cpa, circa la sussistenza di profili di inammissibilità per difetto di giurisdizione. Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione, nel solco della giurisprudenza della Sezione in casi analoghi (TAR Lombardia Milano, Sez. III, 9 ottobre 2013, n. 2259; 8 gennaio 2014, n. 13; 31 gennaio 2014, n. 366; 4 aprile 2014, n. 899). Secondo l'articolo 133, comma 1, lettera c), cpa, esulano infatti dalla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi afferenti a rapporti di concessione di pubblici servizi. Tali controversie, secondo condivisibile giurisprudenza, possono rientrare nell ambito della generale giurisdizione di legittimità di questo Giudice Amministrativo solo nel caso in cui coinvolgano l esercizio di poteri autoritativi, restando attribuite alla giurisdizione del Giudice Ordinario quelle che abbiano contenuto meramente patrimoniale (ex plurimis, Cass. civ., SU, 12 ottobre 2011, n ). L attività di ripetizione in tale materia, ancorchè esercitata dall Amministrazione a mezzo di propri atti, non può essere ritenuta espressione di potere autoritativo. In proposito il Consiglio di Stato ha avuto condivisibilmente modo di affermare che nel disporre il recupero, la ASL non agisce come autorità ma si limita a dare esecuzione al rapporto convenzionale esistente con la struttura sanitaria, in modo strettamente vincolato rispetto a quanto stabilito dalle delibere regionali sul riconoscimento delle capacità operative massime (Cons. Stato, Sez. V, 16 febbraio 2010, n. 866).
4 Conseguentemente, deve essere declinata la giurisdizione di questo Giudice Amministrativo in favore di quella del Giudice Ordinario, avanti al quale, ai sensi dell art. 11, comma 2, cpa, è consentito alle parti di proseguire il giudizio entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente sentenza, con salvezza degli effetti già prodottisi all atto della proposizione dell azione avanti a questo giudice, secondo quanto stabilito dalla norma citata. Il Collegio è dell avviso che, in ragione dell evoluzione della vicenda e della pronuncia in rito, sussistano eccezionali motivi, ai sensi degli artt. 26, comma 1, c.p.a. e 92 c.p.c., per disporre l integrale compensazione delle spese del presente giudizio tra tutte le parti in causa. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 7 ottobre 2014 con l'intervento dei magistrati: Adriano Leo, Presidente Alberto Di Mario, Primo Referendario Valentina Santina Mameli, Referendario, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
5 DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 17/10/2014 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
N. 00293/2012 REG.PROV.COLL. N. 00088/2012 REG.RIC. N. 00126/2012 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 73
 Cass. 
 art. 11
 sentenza