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Timestamp: 2020-04-07 17:46:26+00:00

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Contributo ad uno studio sulle condizioni obiettive di punibilità - 2° edizione
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Autore: Masarone Valentina
In dottrina e in giurisprudenza si registra, da sempre, una grande disparità di opinioni a proposito dell’inquadramento dommatico e della funzione politicocriminale delle condizioni obiettive di punibilità. Le questioni sollevate e non risolte con l’introduzione dell’art. 44 nel codice penale del 1930 si sono complicate con l’avvento della Costituzione repubblicana. Sebbene la successiva giurisprudenza costituzionale abbia fortemente inciso in materia, esse non possono dirsi definitivamente chiarite. Il problema della configurazione dommatica delle c.o.p. si collega alla tematica dei rapporti tra punibilità e reato, per poi trovare espressione nell’interrogativo circa la possibilità di distinguere le condizioni ex art. 44 c.p. dagli elementi costitutivi del fatto, con quel che segue in ordine alla legittimità del differente regime d’imputazione ad esse riferito. In particolare, per verificare la potenziale violazione del principio di personalità della responsabilità penale è necessario considerare l’incidenza delle c.o.p. sulla dimensione offensiva del reato. Lo studio di parte generale, a ciò finalizzato, trova il suo naturale sviluppo nell’esame della parte speciale, perché è nelle singole norme in cui viene applicato il disposto dell’art. 44 c.p. che ne va ricercata la funzione e perché è in riferimento ad esse che sono destinati ad operare i criteri distintivi elaborati per identificare le c.o.p. Nonostante gli sforzi interpretativi profusi per contenere o eliminare i motivi di contrasto tra l’istituto in questione e i sopravvenuti principi costituzionali, questi continuano a manifestarsi, perché insiti nelle caratteristiche ad esso impresse nel contesto originario. Non basta disconoscere, in vario modo, l’applicabilità dell’art. 44 c.p. ad eventi condizionali di contenuto offensivo: occorre intervenire per attuare una riforma che elimini la discrasia tra l’istituto, così come concepito nel codice Rocco, e la Legge fondamentale. Quale futuro, allora, per le c.o.p.? Una riflessione de lege ferenda, consapevole delle scelte operate in altri ordinamenti e di quelle prospettate nei principali progetti di riforma del codice penale, induce a metterne in discussione lo stesso concetto.
Valentina Masarone insegna Diritto penale nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; ha insegnato Diritto penale europeo ed internazionale nello stesso Dipartimento. Ha pubblicato, tra l’altro: Riflessioni sulla natura giuridica della responsabilità penale per eccesso colposo, 2004; Il problema delle scusanti nel progetto Nordio, 2006; L’inappagante continuità del diritto penale dell’Unione dalla Costituzione europea al Trattato di Lisbona, 2008; Profili di rilevanza penale del trattamento medico-chirurgico arbitrario, 2010; Il minore come vittima, 2012; Politica criminale e diritto penale nel contrasto al terrorismo internazionale, 2013; L’incidenza del fattore culturale sul sistema penale tra scelte politico-criminali ed implicazioni dommatiche, 2014; Gender and culturally motivated crimes: the Italian perspective, 2016; Controlimiti e tutela dei diritti fondamentali, 2017; Tutela della vittima e funzione della pena, 2018; Il “diritto penale europeo” al vaglio dell’offensività, 2019.
Funzione politico-criminale e inquadramento dommatico
2. Alle origini dell’art. 44 c.p.: cenni alle condizioni obiettive di punibilità nel dibattito dottrinale contestuale all’emanazione del codice penale vigente e nell’ambito dei Lavori preparatori
3. Ratio politico-criminale e funzione dell’istituto alla luce del dato positivo
4. L’inquadramento dommatico delle condizioni obiettive di punibilità a partire dal principio nullum crimen sine poena
5. La problematica individuazione delle condizioni obiettive di punibilità
5.1. La tecnica di formulazione della fattispecie come indice diagnostico di tipo formale: il valore delle espressioni condizionanti
5.2. La dipendenza causale dalla condotta e la necessaria volontarietà dell’evento come criteri strutturali che ne escludono la natura ‘condizionale’: verifica
5.3. Il contenuto offensivo del fatto come irrinunciabile criterio sostanziale
La questione dei rapporti con la dimensione offensiva del reato e con la personalità della responsabilità penale
1. La distinzione tra condizioni di punibilità intrinseche e condizioni di punibilità estrinseche
1.1. Le condizioni obiettive di punibilità intrinseche come eventi marginalmente offensivi
1.2. Le condizioni di punibilità estrinseche
1.2.1. Condizioni di punibilità estrinseche e condizioni di procedibilità
2. Le condizioni obiettive di punibilità ex art. 44 c.p.: una categoria ‘bifronte’? Ammettere o negare la distinzione?
3. Gli orientamenti della giurisprudenza costituzionale: le sentenze n. 364 e n. 1085 del 1988
3.1. La sentenza n. 247 del 1989
4. I profili d’interferenza tra le condizioni obiettive di punibilità e la responsabilità oggettiva. Il possibile ‘punto di contatto’ sul piano dell’imputazione oggettiva
4.1. L’espressa irrilevanza del dolo e l’insostenibilità ex art. 44 c.p. di un’imputazione colposa delle condizioni ‘obiettive’ di punibilità
4.2. Le condizioni di punibilità intrinseche (o proprie) come ‘elementi più significativi’ della fattispecie
5. La perdurante illegittimità delle ipotesi di responsabilità oggettiva riconducibili all’(ancora) vigente art. 44 c.p.
Le condizioni obiettive di punibilità come problema di parte speciale: le ipotesi tradizionalmente controverse alla prova dei criteri diagnostici
1. Il «pubblico scandalo» nel delitto di incesto (art. 564 c.p.)
1.1. La dimensione offensiva del reato: l’obsolescenza del bene giuridico tutelato e il «pubblico scandalo» come condizione obiettiva di punibilità intrinseca
1.2. La qualificazione del «pubblico scandalo» come condizione intrinseca di punibilità al vaglio del criterio diagnostico formale e di quello strutturale
1.3. Abolire più che riformare
2. Le ipotesi in cui la condotta è punita «se dal fatto deriva…»: il valore indiziante del criterio formale
2.1. La verifica sul piano strutturale: l’efficacia dirimente del criterio strutturale di carattere soggettivo
2.2. L’applicazione del criterio sostanziale: la natura intrinseca o estrinseca degli eventi condizionanti ‘derivanti’ dal fatto
3. La sentenza dichiarativa di fallimento nei reati di bancarotta
3.1. Le ragioni ‘pratiche’ di un’annosa questione: l’individuazione del tempus e del locus commissi delicti nei reati condizionati
3.2. Le soluzioni giurisprudenziali al problema della qualificazione della sentenza dichiarativa di fallimento e gli orientamenti della dottrina
3.3. La sentenza dichiarativa di fallimento nella bancarotta prefallimentare come condizione intrinseca di punibilità: verifica
3.4. Ricadute pratiche e profili di illegittimità costituzionale
4. Il problema delle c.d. soglie di punibilità: una tecnica di tutela in bilico tra illegittimità ed ineffettività
Profili comparatistici e prospettive de lege ferenda
1. Le ragioni costituzionali di una riforma necessaria: legalità, personalità della responsabilità penale e funzione della pena
2. Le alternative de lege lata: negare o correggere la complessità
3. Uno sguardo oltre confine: premessa
3.1. Le condizioni obiettive di punibilità nel diritto penale tedesco
3.2. Le condizioni obiettive di punibilità nel diritto penale spagnolo
4. Le condizioni obiettive di punibilità nei Progetti di riforma del codice penale
5. Una possibile soluzione conforme ai principi

References: art. 44
de lege ferenda
 art. 44
 sentenza 
 art. 44
 art. 44
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
de lege ferenda
de lege lata