Source: http://diffusionecdd.blogspot.it/2016_01_01_archive.html
Timestamp: 2017-05-27 21:13:43+00:00

Document:
DIFFUSIONE CDD: gennaio 2016
COL TASTO SHARE A LATO CONDIVIDI SU QUALSIASI SOCIAL NETWORK A TUA SCELTA OVVERO COI TASTI ARTICOLO PER ARTICOLO, O COPIA INTEGRALMENTE GLI ARTICOLI, INCOLLALI ED INVIALI VIA MAIL. (INDIRIZZARIO SCARICABILE DALLA COLONNA DESTRA).SAPERE E' POTERE. INFORMARE E FORMARE TUTTI E' VINCERE E TOGLIERE IL VERO FONDAMENTO DEL POTERE ILLEGALE: LA SEGRETEZZA.CONDIVIDI LA RICOSTRUZIONE COMPLETA DEL TRUMAN SHOW CHE INCHIODA TUTTI MENO IL DESTINATARIO CHE L'HA SUBITO DAL BLOG WWW.CDD4.BLOGSPOT.IT venerdì 1 gennaio 2016
FILE VISUALIZZABILE SU PAGINA WEB E TASTO PER IL DOWNLOAD.
"IL CASO FERRARO IN CONSIGLIO DI STATO." Unificato il quadro giuridico, le prove storiche sulla Cecchignola e la analisi storico e geopolitiche. File pdf unico con link da diffondere e gestire, diffondendo questo post, il link o il file stesso scaricato in locale. https://www.evernote.com/shard/s207/nl/24235721/0883c70c-3e9d-4113-aa45-99e860be03d5/?csrfBusterToken=U%3D171cec9%3AP%3D%2F%3AE%3D15288c2567a%3AS%3D3df18a63d95c2a09bb74554730a2b8a6
IL CASO PAOLO FERRARO PORTATO AL CONSIGLIO DI STATO. A seguire il testo integrale dell'atto portato al CONSIGLIO DI STATO con link a banca dati e il link al blog che, in itinere, sta riorganizzando la intera grandediscovery (AVVERTENZA: l'intero blog è scaricabile in locale mediante file zip, da scompattare sul pc di casa e funziona OFF LINE semplicemente cliccando sul file index.html nella directory principale creata col nome del blog). DI seguito il link immagine a quattro video. Uno di ricostruzione globale della grandediscovery e uno costituente la diretta con cui è stato resa pubblica la conclusione della ulteriore fase della grandediscovery con l'appello al Consiglio di Stato. Gli ultimi due di "ulteriore" contestualizzazione dei fatti accertati e scoperti nel quartiere civil militare della CECCHIGNOLA e denunciati pubblicamente, con l'avvertenza che la questione relativa è un mero frammento di partenza (vicenda a monte) da cui è partita la grandediscovery.
(travisamento e vizi sintomatici di eccesso di potere) Una amputazione “ortopedica” dello spazio di cognizione del giudice amministrativo, che avrebbe forse stentato ad espandersi del tutto secondo le astratte possibilità, data la gigantesca mole di dati e fatti falsi, manipolati artefatti immessi o nascosti, quasi congegnata come l'ostacolo degli ostacoli, previsto e voluto, progettato, all'accertamento giudiziario. Ma una cosa è “l’espandersi”, una cosa è la pretermissione globale della realtà e del vaglio doveroso di dati e fatti “presunti” veri nella loro apparenza in realtà meramente artefatta e protocollare. Dopo aver copiato in premessa il “filo tenuto” nelle delibere e nella delibera finale del CSM, la motivazione TAR aveva formalizzato e “condensato” la valutazione su quattro punti selezionati, “esorcizzando” il vaglio dovuto e necessario.
IL CASO PAOLO FERRARO PORTATO AL CONSIGLIO DI STATO (clicca sulla scheda a destra: ora la diretta, ovviamente, è divenuta OFFLINE) " Oggi 29 dicembre 2015 alle ore 13 notificato l'atto presentato al Consiglio di Stato Live stream di CDD HANGOUT " ORE 22 SU BLOGS CDD finestre e SU WEB BREVE NOTIZIA COMUNICATO DIRETTA HANGOUT USTREAM
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§ GLI ALLEGATI INDICATI ED ELENCATI IN FONDO ANCHE SONO IN BANCA DATI PUBBLICA AL LINKhttp://ift.tt/1msBgj8
ATTO DUPLICEMENTE NOTIFICATO il 28 dicembre 2015.
Consiglio Superiore della Magistratura, in persona del Presidente pro tempore, e Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore,rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12; per la riforma
Una breve premessa di mero buon senso soccorre: se al dott. Paolo Ferraro è stato attribuito di avere una gamba di legno e di non essere idoneo a correre, nonostante corresse e corra serenamente e bene, trattandosi di persona con unapubblica immagine e pubblica attività verificabile altresì, la prova pubblica del suo saper camminare e il suo camminare stesso son già l'indizio grave di quel che è accaduto. Qui poi non si può prescindere dal dare o acquisire nell'ambito del ruolo affidato ex lege, la prova della finta gamba di legno, di come è stata costruita e di chi la ha fittiziamente giustapposta alla immagine e realtà di Paolo Ferraro, e sinanche di come si è operato. Lo stesso identico metro vale per il vaglio della discrezionalità tecnica, nell'ambito e nei limiti della quale si deve espletare una consulenza. Argomentando a contrario basterebbe una buona fattura della gamba ( e neanche è il caso di specie) od un abile inserto nella fotografia (consulenza) per far divenire reale ciò che non lo è, fittiziamente ed al solo scopo del raggiungimento del diverso e sviato fine perseguito, ed il vaglio del giudice amministrativo diverrebbe limitato alla convalida previa verifica formale e di congruità interna di consulenza e provvedimento ( congruità meramente apparente, perchè fondata in tesi provata su dati falsi manipolati od architettati e su una ridondanza e richiamo incrociato di dati, falsi a costruire artificialmente una coerenza interna e un rafforzamento formale di ciò che non appartiene al reale).
A fronte di una miriade atti e documenti, introdotti già in fase procedimentale ed acquisiti poi al processo, e di fatti notori di pubblico dominio che attingono strettamente al principio del libero convincimento del giudice come giusta ponderazione tra legalità, libertà ed arbitrio nell’applicazione della legge, ed infine dinanzi al dovere di approfondimento appositamente disciplinato (“1. Fermo restando l’onere della prova a loro carico, il giudice può chiedere alle parti anche d’ufficio chiarimenti o documenti” e seguito 2.Il giudice, anche d'ufficio, può ordinare anche a terzi di esibire in giudizio i documenti o quanto altro ritenga necessario, secondo il disposto degli articoli 210 e seguenti del codice di procedura civile; puo' altresì disporre l'ispezione ai sensi dell'articolo 118 dello stesso codice.3. Su istanza di parte il giudice può ammettere la prova testimoniale, che è sempre assunta in forma scritta ai sensi del codice di procedura civile.4. Qualora reputi necessario l'accertamento di fatti o l'acquisizione di valutazioni che richiedono particolari competenze tecniche, il giudice può ordinare l'esecuzione di una verificazione ovvero, se indispensabile, può disporre una consulenza tecnica.5. Il giudice può disporre anche l'assunzione degli altri mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile, esclusi l'interrogatorio formale e il giuramento), il giudice di primo grado ha solo argomentato sulla mera consecuzione logico formale esteriore ( ma illogico sostanziale) tenuta dall'organo amministrativo, pretermettendo tutto quanto non solo entrava in palese collisione frontale e distruttiva di tale “metro”, ma tutto quanto ne dimostrava la valenza di sviamento e finalizzazione illegale del provvedimento adottato. Un caso unico nel suo genere, non tanto e solo per i dati incontestabili sulla attività giudiziaria e professionale del magistrato, ma unico anche attese le prove pubblicamente fornite di una trama solo apparentemente complessa e meno credibile, divenuta chiara intellegibile e riconducibile ad evenienzecerto non ordinarie ma ben note secondo esperienza storica ed istituzionale, anche.
Ogni profilo verrà illustrato come specifica censure alla sentenza appellata ma si rinnova sin d'ora ed all'esito del primo vaglio degli elementi di giudizio e delle censure, la sostanza della istanza cautelare, già rinnovata nel ricorso di primo grado, richiedendo che siano realizzate prima possibile le condizioni di riammissione in ruolo e retroattiva agli effetti “anche” economici, del magistrato Paolo Ferraro, non solo con riguardo alla indiretta minima ma significante depauperazione professionale coartata dall'allontanamento dal lavoro, né solo con riguardo alla prevedibile ex ante progressione di ruolo ( che era uno degli “obiettivi”). Egli solo ( e non chi è sottoposto a procedimenti penali o a misure cautelari o per fatti gravi a procedimenti disciplinari) sta subendo il gravissimo pregiudizio di non percepire neanche lo stipendio necessario alla sua sopravvivenza e vita ordinaria, non per essersi “ribellato” illecitamente, non per aver sfidato il legittimo potere, non per essere stato indagato, aver commesso reati, commesso fatti ritenuti disciplinarmente rilevanti , ma solo per non essersi piegato a proposte e ad un potere direttamenteprospettatogli come “forte” e “sotterraneo”, ed illegittimo sol per questo.
Resta da sottolineare che tutto quanto introdotto con le argomentazioni e prove appresso specificate, era ex ante ricompreso nei motivi del ricorso introduttivo e memoria integrativa e che comunque il vaglio del fatto notorio, dei dati artefatti, delle nuove prove e fatti che dimostrano la costruzione artificiale, è da sempre l'oggetto di questo processo sub specie, se si vuole, anche di vaglio della consulenza. Ma nel caso de quo la stessa procedura per dispensa è stata avviata mediante una impalcatura artificiale costruita e ingegnerizzata secondo esperienza che non può essere totalmente ignota a codesto autorevole organo. E i precedenti due tentativi altrettanto. E' la pura ma anche evidente verità: non sempre la verità processuale riesce a coincidere con il reale ma nel caso di specie seguendo passo passo gli atti, i documenti e le prove dirette si assiste sub vitro alla ipostatizzazione chiara di una bolla artificiale, un fatto di una enorme gravitàche non può sfuggire ad una vera autorità giudiziaria della quale invochiamo la paziente diligenza.
E' in gioco la immagine dello Stato e la vita del diritto e la autonomia ed indipendenza stessa della funzione giudiziaria oltrechè l'interesse pubblico a non perdere un magistrato di grande valore. Poi vengono i diritti individuali lesi ed i valori maciullati. Ci permettiamo in questo caso di diversificare perciò anche un particolare accenno argomentativo dell'AVV. Lioi autore del ricorso introduttivo, secondo cui il provvedimento adottato avrebbe arrecato un danno, gravissimo perdipiù, alla immagine dignità e onorabilità e pubblica considerazione del dott. Paolo Ferraro. Attualmente è personaggio noto e stimato, intervistato e autore di un sistema di analisi informazioni e prove unico nel suo genere (ALL.TI 5)e non stupisca il numero degli articoli informazioni servizi video interviste e approfondimenti a lui dedicati, un dato obiettivo. La sua immagine travalica la sede nazionale, mentre lo si sarebbe voluto secondo aruspici ed auspici “protocollari” rinchiuso nel ghetto della distruzione e disperazione: anche il silenzio programmatico adottato ha poi totalmente fallito il suo compito del pari protocollare. Già solo questo , per chi abbia la esperienza o la intuizione di ciò che vi è sotteso, rappresenta prova della matrice e della assurdità di una dispensa per inettitudine che si svela palesemente come “legge del contrappasso”.
IL ricorso al TAR su questo aveva centrato una delle doglianze in modo sufficientemente chiaro, ma ovviamente equivocatadalla sentenza, come vedremo.
“Argomenta” la sentenza oggi appellata “Il CSM , sulla scorta di quanto rilevato in esito agli accertamenti sanitari (il dott. Cantelmi concludeva la sua ultima relazione sostenendo che il disturbodel quale è affetto il dott. Ferraro è tale dacompromettere “gravemente l’idoneità a svolgere coerentemente ed esaurientemente i doveri di ufficio del magistrato”) ha ritenuto, secondo un apprezzamento logico e congruamente motivato, che la condizione patologicadel ricorrente non sia priva di ricadute sullo svolgimento dell’attività lavorativa, essendo evidenteche la stessa si configura quale palesealterazione dell’equilibrio mentale dell’individuo, con incapacità di corretto apprezzamento dei fatti destinata a riverberarsi anche sul piano lavorativo”.
Orbene, a prescindere dal “palese” carattere duplicemente e reciprocamente tautologico del ragionamento (poichè il consulente dice che e il CSM ripete che è evidente che .. allora … ) al giudice è affidato il compito di vagliare criticamente ciò che è stato postulato, con criteri logici e di verifica della rispondenza a criteri scientificied ai dati reali, cosa che è profondamente diversa dall'emettere un astratto giudizio a priori di ”evidenza” e “corrispondenza”. L'obbligo della motivazione previsto nel nostro ordinamento non lascia spazio ad un procedere argomentativo apparente che ribadisce solo il contenti formale della determinazione e la presenza formale dei passaggi procedimentali e procedimenti logico formali e la loro astratta conseguenzialità. Qui non si intende evidenziare nuovamente , che il complesso delle valutazioni professionali argomentazioni testimonianze dirette e dati acquisiti, indicano solo, come già era stato ben illustrato in ricorso , che il magistrato Paolo Ferraro era (ed è) un magistrato ineccepibile, serio, professionale con pareri eccezionali e di alta e speciale capacità lavorativa e professionale nonché doti di elevata indipendenza.Tale giudizio risulta ancor più enfatizzato nel parere e trasfuso nella nomina poi a magistrato di cassazione di fascia ulteriore, avvenuta, si sottolinea, nel dicembre 2012 (ovviamente pacifica la totale assenza di qualsivoglia lamentela, anche solo strumentalementre accade, nel mondo delle aule del diritto per ragioni note ai giuristi e magistrati, ed è accaduto, ma a Paolo Ferraro solo “nelle particolari modalità” soffuse interne al e insufflate nel procedimento amministrativo di dispensa).
In questa sede si intende preliminarmente enucleare solo l' indice sintomatico di irragionevolezza della valutazione “parallela”e della illogicità e contradditorietà del giudiziosull'uomo e sul magistrato, cui si è voluto a tutti i costi pervenire. Si pensi alla contrapposta argomentazione, anche essa se astrattamente postulata, apodittica: la prova comunemente conferita della perfezione professionale del lavoro del magistrato e sino al 18 giugno del 2011, e della sua identità pubblica e nota, dimostra che l'illazione sulla inettitudine è priva di supporto reale e smentita dai fatti, e che si è voluta aggirare la realtà costruendo una impalcatura argomentativa fondata sul nulla o meglio sul falso la cui manipolazione ed artefazione, è provata prima di tutto per , logica e poi per fatti e prove concludenti.
Ma non si intendeva e non si intende però contrapporre, si badi bene, la argomentazione assiomatica di segno opposto, pur scandita da prove ed argomenti inoppugnabili, ma questa altra ben precisa contestazione: se il giudizio di inettitudine retroagisce alla storia (artefatta) del magistrato ed a caratteristiche e percorsi precedenti, come si spiega che mai sino all'operazione gestita nel 2009 e poi in fretta e furia nel 2011mai a nessuno era neanche venuto in mente niente altro che valutazioni positive e giudizi di equilibrio professionale ?!
La “inattendibile” pantomima si spiegaanche attraverso la semplice conoscenza di un interessantissimo precedente storico. che aveva definitivamente portato a miti consigli chi cercava di incastrare il magistrato eccellente. Il clamoroso totale fallimento, nel lontano ma vicino 1995, di un affatto diverso tentativo diartefattacostruzione di una mera ipotesi sgangherata di procedimento disciplinare che vide agire alcuni magistrati, tramutatosi in una sentenza che magnificava ruolo e capacità e geniale professionalitò del dott. Paolo Ferraro, a fronte del momento in cui il magistrato aveva costruito e realizzato una integrale procedura di integrale automazionedel lavoro del magistrato(studiata, all'insaputa del magistrato stesso addirittura dal CNR in settore di ricerca sull'intelligenza artificiale e cibernetica applicata). Varrebbe la pena che codesto organo autorevole ne richiedesse la documentazione al CSM, per inquadrare meglio il contesto storico intorno ad un magistrato di “combattuta sotterraneamente“ area vicina a FALCONE, e codesto collegio rimarrebbe trasecolato : fu avviata con un trucco palese . La rappresaglia ordita si concluse con un flop clamoroso.
E tutti si son ben guardati dal parlare del contenuto del MEMORIALE e prove annesse in faldone e DVD, mentre ben avrebbero in astratto potuto arzigogolare se non fosse che un po' la evidenza di prove, un po' il contenuto scottante, un po' i segreti che si celavano dentro e dietro ai fatti, hanno consigliato di montareunapantominaincentrata su“ Paolo Ferraro dice cose criptiche”.
Resta invece il “mistero ancor più assolutamente irresolubile” di come possa aver “detto cosecriptiche“ il magistrato Paolo Ferraro (e si noti il linguaggio prescelto e il termine “cose” adottato anche da parte di magistraticon un linguaggio “infantile”).
A tacere della circostanza ormai analizzata e resa nota che “la Prcura di Roma sapeva tutto e che le indagini FIORI nEL FANGO due all'epoca ignote al dott. Paolo Ferraro rivelano che non solo la Procura di Roma era perfettamente a conoscenza dei circuiti militar deviati per indagini dirette( Efebofilia, pedofilia e così via , cioè quanto oggetto delle denunce del dott. Ferraro ) ma vi erano addirittura intersezioni legate ad un personaggio chiave tra la indagine fiori nel fango, la Cecchignola ed il caso Marrazzo (ALL 6e vari articoli di approfondimento tutti contenuti nel sistema informativo ALL 9 ). Tutti dati fatti ma questa volta veri.
E resta l'ultima opzione “apparecchiabile”, la più indefinita confusionaria e plastica possibile. Il giudizio di inettitudine nel senso proprio inteso dal legislatore (configurato a “palla di vetro“ senza darne una ragione plausibile e senza più agganci concreti anche solo credibili ma legando al giudizio falso pregresso la considerazione “è evidente che” ) si riferiva prognosticamente al futuro poggiandosi a ipostatizzata patologia “esistente ma preesistente”, che non è patologia ma una triade di disturbi (sul merito delle “invenzioni” entreremo partitamente). UN pateracchio illogico costruito mediante una sequenza di target apposti sulla necessaria artefazione e manipolazione dei dati anche passati. Ma sorge la domanda perchè anche i dati tutti artefatti attesa la arrogante e tautologica esibizione di potere “diagnostico” ?! Semplicemente perchè chi ha anche solo disturbi del genere non potrebbe non avere “precedenti”, “ricoveri pregressi” e segnali chiari nella attività sociali, di vita e lavorative. Di qui, da questa affermazione ed obiezione che per chi sa di psicologia un minimo solo da formazione RAI educational, sarebbe insuperabile e di per sé concludente, la spiegazione deifalsi immessi direttamente od allusivamente a costruire un quadro artificialmente fabbricato, in varie forme, e del perchè tutti i fatti e dati veri palesi appaiono incontrovertibilmente nascosti. (una sfrontatezza umana e professionale ma ben altro: i membri di un organo pubblico in uno Stato di diritto non possono permettersi questo procedere arbitrario in quanto contitolari di un potere non “totalitario ed assolutistico“ suggestivamente autoreferenziale. Di ogni potere e di questo potere e del suo corretto uso esercizio e conformazione si deve rispondere, e non certo solo alla sola legge svuotata come formale intelaiatura di contorno ma intesa come sostanza e costituzionalmente orientata, nel nostro sistema, ancora vigente) .
E qui sovviene una specifica denuncia ( tra gli esposti e scritti in atti) depositata a polizia giudiziaria e presentata da Patrizia Foiani,convivente col ricorrente dal dicembre 2010. denuncia debitamente depositata a sua volta al CSM, chiara ed inequivoca ed agli atti del processo.
Silvia Canali, avvocato ex coniuge divorziato ( dopo sue vicende emerse anche quelle da prova certa pubblica fornita, e cognata di Lucio Caracciolo,geopolitico di fama e ruolo internazionale convocato a prestigiosi consessi, uno tra tutti IL BILDERBERG), ed una dei co-artefici del tutto, le aveva telefonato raccontandole tra tante ignobili menzogne frutto di manipolazione patologica che il dott. Paolo Ferraro (che non aveva mai usato neanche una aspirina sino al 2009) aveva “subito ricoveri a venti anni”. Questo il curriculum universitario dell'odierno ricorrente che in tredici mesi aveva all'epoca fatto tredici esami all'università, vinto un concorso pubblico ed era diventato impiegato pubblico a 20 anni, coltivando sport, vita affettiva, ed infine tra l'altro anche impegno anche sindacale. Ma quel che conta ora è la INVENZIONEe la finalizzazione della invenzione, non chi era ed è Paolo Ferraro,e solo attraverso l'esame degli incartamenti in atti si perviene senza ombra di dubbio alla certezza più amplia e generale che si andava manipolando e costruendo su più fronti, percorsi, episodi e fatti che dovevano creare un quadro artefatto. A conforto del ruolo in questa orchestrazione di una dei protagonisti, appena sopra citata, si allegano come FATTI E DOCUMENTI una sconvolgente memoria con allegati di prova che e denuncia per calunnia indiretta che parlano da soli (foto) (ALL7)e un video audio di registrazione tra presenti che illustra meglio di ogni altro quale macchinazione abbia apportato pezze giustificative artefatte alla procedura per dispensa aperta di corsa quando il dott. Ferraro predisponendo il MEMORIALE andava diritto per la strada della tutela della incompromessa indipendenzadel suo ruolo, e del resto. (ALL 7 bis video audio in DVD).
E solo le invenzioni, e tutte le invenzioni collegate e pacificamente false e smentite da logica fatti e prove, sono il substrato costruito sul quale si è poggiata la operazione volta ad impedire da ultimo la denuncia ad autorità giudiziaria di Paolo Ferraro ed il tentativo di eliminazione prima dalla magistratura e poi oltre. Ed è già ben grave, come vedremo, anche solo una chicca “palese”, l'uso mellifluo e falso della espressione“ricoveri” da uno psichiatra consulente di un organo pubblico, convinto di poter dire quel che vuole e di poter rimanere impunito. Ma l'argomento sopra introdotto della premeditata costruzione ed introduzione di falsi apre la porta alla tematica di un ordito costruito e preparato, da tempo. Con calma, che tutto diverrà chiaro e lampante attraverso l'esame paziente equilibrato e pacato di codesto autorevole organo di giustizia.
Il giorno 1° giugno 2011entrò al CSM nella audizione improvvisata in fretta e furia perchè si era “sparsa la voce” della esistenza di un dettagliato MEMORIALE con prove, l'allora Procuratore di Roma Giovanni Ferrara, che aveva proprio esibito e depositato, (appena stampato da file!) su carta, il MEMORIALE allegato agli atti del procedimento di dispensa e processo amministrativo. “Non si voleva” entrare o far entrare nel merito delle prove e dei dati relativi, e il MEMORIALE(ALL 8) sarebbe rimasto agli atti INVISIBILEal CSM , AL TAR , alla AVVOCATURA DI STATO con il relativo faldone di documenti e prove. Subito dopo, la stessa mattinata alcuni aggiunti, come il Procuratore, recitarono una parte che NON POTEVA NON ESSERE ARTEFATTA E CONCORDATAE NON POTEVA NON APPARIR TALEanche agli occhi della COMMISSIONE E POI DEL CSM. Come potesse Paolo Ferraro dire difatti “cose criptiche” dopo aver dettagliato novanta pagine chiare e di descrizione di fatti con prove correlate, rimane “un mistero irrisolvibile” ovvero meglio laprova di una falsità collettiva preordinata. ( ALL 8 bis pagine da a sull'audizione di “alcuni” magistrati semidirettivi della Procura di Roma)
Questa è la seconda delle innumerevoli “foto“ della gamba di legnoda sovrapporre alla immagine del dott. Paolo Ferraro. E se non le valuta il giudice amministrativo, e da per vero il falso, come può il ricorrente difendersi da una evidente attività di mobbingconcertata per fini che hanno una dimensione istituzionale (ovviamente) e spiegazione molto più amplia ?! ,
Nel ricorso introduttivo al TAR /redatto dall'AVV Lioi (che ha poi rinunciato al mandato ) erano state richiamate le “famose” dichiarazioni di “alcuni” Aggiunti su Paolo Ferraro, evidenziandone involontariamente in modo implicito la preordinazione e la “doppiezza” loro prudente. analizzata qui la loro illogicità ed incongruenza più che sintomatica da questo punto di vista. Ma occorre ancora dettagliare che, mentre nel MEMORIALE risultavano quali persone denunciate, furono sic et simpliciter ascoltati il Procuratore di Roma Giovanni Ferrara, e l'aggiunto Nello Rossi,ben direttamente coinvolto a sua volta, senza concedere alcun diretto contraddittorio al dott. Paolo Ferraro. A mero titolo di esempio Agnello Rossi, insufflò letteralmente con tono e frase studiata che i collaboratori del dott. Paolo Ferraro gli vogliono bene e “lo aiutano”. Già solo quella frase a confronto della immagine pubblica tenuta e della innumerevoli attività pubbliche espletate dal ricorrente da Paolo Ferraro nei quattro anni successivi rivela un intento criminalmente diffamatorio. Per non parlare delle inequivoche dichiarazioni scritte e sottoscrittedal personale unico in contatto diretto e continuo col dott. Paolo Ferraro col suo lavoro e sul luogo di lavoro. (tutte da sempre allegate agli atti).
Il TAR a fondamento della congruenza del provvedimento di dispensa e delle valutazioni del consulente, in più chiari termini detto, ha esibito le assurde e contraddittorie illogiche ed artefatte dichiarazioni accomunandole, e semplicemente “ripetendo”le giustificazioni apposte dal CSM.
Invitiamo codesto autorevole collegio ora a riflettere sul contenuto intrinseco delle dichiarazioni dell'AGGIUNTO della PROCURA di Roma per il gruppo REATI CONTRO LA PERSONALITA' DELLA STATO,deceduto per infarto per cause naturali da accertare il 7 gennaio del 2012.
“SAVIOTTI–Posso riferire che negli ultimi mesi, direi forse negli ultimi 5 -6 mesi, ha fatto riferimento a me, per venire ad esporre, io li chiamo dei suoi problemi personali, in realtà per venire ad esporre delle sue ipotesi o dei suoi timori su vicende che lo avrebbero coinvolto direttamente e sulla connessione tra queste vicende e altri fatti interni all’ufficio o di cronaca che potevano riguardare accadimenti, omicidi o altro che si verificavano e che venivano diffusi dalla stampa o portati comunque all’attenzione dell’ufficio per questioni di competenza. In questo contesto, quindi in queste occasioni, sarà venuto da me 5 o 6 volte, credo, a distanza di qualche settimana una dall’altra.
Non minore pregio ha il rilievo che nessuno mise in evidenza pècche professionali, perchè non era possibile indicarle ( vieppiù dopo il flop già del 1995) ma perchè la strategia adottata e concordatadella scissione tra personale e pubblico del dott. Ferraro accomunava certi magistrati, una certa psichiatria deviata e contorni. La comunanza di indicazioni esplicitetra Giovanni Ferrara e lo psichiatra criminologo e ben altro (servizi , servizi militari, legami geo internazionali e colleganze) Francesco Bruno, illustra plasticamene tutto.( indicazioni e spiegazioni più approfondite oltre).
Questa non è la sede per illustrare l'insieme delle prove pubbliche ascoltate da centinaia di migliaia di personesulla esistenza ed attività della psico-setta esoterica a basamento militare e copertura (anche) “satanista”. E il termine non evoca “esorcismi” ma semplicemente la analisi di condotte criminali come spiegato non da un quisque qualunque ma nella Circolare del Ministero dell'Interno he istituiva nel 2006 le S.A.S. ( Allegata da sempre al memoriale e qui solo per comodità ALL 9 bisda p 299 a p 309).
Nel frattempo dopo cinque anni vi è un sistema di analisi e prove concludenti implementato che ci permettiamo di allegare tutte (ALL 9, anche per il carattere di novità di molte). Ma se mai si trattasse di argomentazioni ed autorevoli valutazioni congruenti e chiare, ma non condivise, come mai si è impostata da subito una becera ed infantile caricatura personale ed una iniziativa volta a “distruggere “ il magistrato Paolo Ferraro ?! La risposta che è ovvia, come retorico l'interrogativo, deve tener conto anche dell'altro che è emerso e poteva emergere: tutto venne già inizialmente dettagliato al livello delle conoscenze dell'epoca dal dott. Paolo Ferraro in due distinti memoriali integrativi ed in ulteriore esposto al CSM. Lì tutto e lì anche il totale silenzio su considerazioni fatti e prove, che rimane a prova( ALL 9 in DVD già indicato ALL 10 A e 10 B Esposti memoria al CSM e 10 bis faldone depositato al CSM).
Eh già, perchè nel frattempo è stata resa pubblica la provae ricostruzione dettagliata che a muoversi per ottenere il risultato della immissione inconsapevole nella Cecchignola, era stato Roberto Amorosi, magistrato dell'ufficio legislativo del Ministero degli Esteri nel 2006. Ministro Massimo D'Alema, dei rapporti tra Massimo D'alema e Francesco Bruno(ALL 12 ) e degli intrecci e rapporti tra questi ed il citato Lucio Caracciolosinanche compresente e condividenti il Convegno A PAESTUM sulle attività di “intelligence e difesa nazionale” dell'ottobre 2008, a pochi giorni dalle attività ed iniziative della Cecchignola scoperte al volo dal dott. Paolo Ferraro .
E la registrazioni audio di conversazione tra presenti con il magistrato Agnello Rossi, coinvolto nelle vicende, che di fatto confessa che tutto era nato intorno alla difesa del segreto e dei segreti sottesi al caso CECCHIGNOLA (ALL 13 in DVD)completa il quadro, perfezionato dalla dichiarazione di appartenenza e vicinanza ad una area esoterico militare proprio del magistrato della Procura di Roma Stefano Pesci e sin dai tempi de suo essere avvocato a Bologna(ALLEGHIAMO - 14 - in DVD per mero zelo il video audio , ma in questo caso si tratta di documento equiparabile a testimonianza, a nostro stesso avviso non utilizzabile). Oggi neanche uno solo di quei segreti è rimasto tale.
Occorre ancora lasciare sul lastrico e privo della attività intellettuale ed impegno istituzionale che sempre ha meritato uno dei migliori magistrati italiani se il fine di nascondere ed occultare non ha più senso?!
E' proprio la lettura sbalordita da parte del dott. Paolo Ferraro di quelle righe sgrammaticate che fornì la prova logica definitiva di un ruolo attivo e concorrente di alcuni familiari ( come sempre accade, necessariamente, in vicende che siano caratterizzate da interventi “protocollari” di destabilizzazione mediante psicologia dinamico relazionale applicata e gestita in funzione dell'obiettivo e segnatamente di persone appartenenti o limitrofe per cerchia a certi ambienti di potere).
Si allega a contestazione prova e documentazione la puntuale ricostruzione delle falsificazioni (ALL 16 ) e si riporta di seguito uno stralcio, con una banale raccomandazione. Si impersonifichi il collegio con il magistrato dott. Paolo Ferraro costretto a ripristinare di fronte a tonnellate di menzogne costruite a tenaglia punto per punto la verità . Non è questa secondo logica e buona fede già una prova in sé di cosa si è mosso realmente e del perchè e di cosa si dovesse coprire, e non è evidente che anche il membri del CSM non potevano che sapere ?!
E' invece vero che verso la fine del 1996 (anno in cui egli denuncia pubblicamente la deriva della organizzazione che allora chiamava "Magistratura democratica" - si veda l'articolo linkato http://ift.tt/U8i0I4 ), si imbatté in due foto che rappresentavano il salone della abitazione di via Tilli, di sua proprietà, ed una donna mora a viso celato, in posa sensuale. Poiché l'ambiente interno era perfettamente identico in ogni minimo particolare, egli semplicemente segnalò la circostanza, senza aggiungere altro.
In quel periodo il Dott. Ferraro lavorava regolarmente e lavorava più che bene; vi è a tale riguardo una inequivoca dichiarazione del Procuratore Capo di Roma, Dott. Giovanni Ferrara, resa nel luglio del 2010 e riportata in delibera dal Consiglio Superiore della Magistratura (cfr. documento reperibile in rete all’indirizzo http://ift.tt/VGerIP , p. 39, penultimo paragrafo, ove si dichiara testualmente che il Procuratore Capo di Roma, Dott. Giovanni Ferrara, riferiva che “il Dott. Paolo Ferraro è un Magistrato preparato, attento, scrupoloso, molto affidabile. Ha sempre lavorato con attenzione, con scrupolo ed ha esaurito sempre bene i suoi compiti. Ho portato le statistiche comparate del 2009 e del 2010 che sono il periodo che interessa; insomma, lui lavora bene, esaurisce quello che gli si manda, e di lamentele, personalmente, non ne ho. Dopo un periodo di assenza per malattia è stato sempre presente in Ufficio, ha voluto continuare a fare i turni, le supplenze, le udienze; non è esonerato da niente”.
La dura lotta del dott. Ferraro contro la manovra a tenaglia parte consapevolmente dal 2009. Ed è questa, in conclusione, la quarta “gamba di legno”trattata.
Nella audizione del 1° giugno 2011 Giovanni Ferrara insuffla con aria paternalistica di aver sospeso dai turni esterni il dott. Paolo Ferraro ( ad avvio della procedura da lui stimolata di urgenza e ad implicito sostegno in realtà della stessa) e ammette che appena il dott. Paolo Ferraro se ne accorse (tutto come al solito fatto alle spalle ed all'insaputa, come è ovvio) e“protestò”. IL dott. Paolo Ferraro scrisse una precisa lettera interna chiara, dura e di contestazione dell'operato premeditatamente volto a precostituire un elemento (ALL 17). E valga la logica : Paolo Ferraro viene sottratto ai turni esterni nel solo 2011 quando il MEMORIALE su quello che era accaduto sino al 2010 stava per esser depositato ad autorità giudiziaria, e viene in fretta e furia avviata la procedura, ma Paolo Ferraro non solo non aveva mai avuto pécche nella gestione dei turni ma aveva risolto i più importanti casi a lui affidati sino al 2010 e praticamente tutti. Dall'esame contestuale di tutti fatti e dati falsi emerge una ed una sola spiegazione . Ed è questa la immagine a suggestionare creata della ”quinta gamba di legno”. Ma come poteva il CSM dare credito a questa “invenzione” neanche geniale, se aveva in mano il racconto dettagliato del ruolo di Giovani Ferrara ?! Ma mettiamo pure che il semplice essere un direttivo di un ufficio attesti la veridicità di una azione e racconto, il CSM non consentì le successive e necessarie repliche e spiegazionidel dott. Paolo Ferraro che sarebbero state ben approfondite ed amplie, e per questo anche si è tarpato in radice il suo diritto di difesa come si vedrà più oltre.
A tale livello di manipolazione è arrivata la artefatta costruzione posta in essere che si doveva obnubilare e si è NASCOSTO che il dott. Paolo Ferraro aveva dal 2010 una sua famiglia di fatto convivendo poi permanentemente da Gennaio 2011 con la dott.ssa Patrizia Foiani e i due figli, nel frattempo divenuti maggiorenni. La circostanza ha fatto esplodere istantaneamente una intera strategia di distruzione perchè occorreva creare una coerenza con la immagine costruita sulla figura artificiale dell'uomo isolato e solo, sofferente. A niente è valso lo scrivere direttamente della dott.ssa Patrizia Stefania Eugenia Foiani (ALL 18 A ) depositare dichiarazioni pro veritate ed esposti )ALL 18 B e la Foiani compare ufficialmente in chiara dichiarazione dell'11 gennaio 2011 ALL 18 C ) e dichiarare, inviare raccomandate dirette allo stesso consulente dott. Cantelmi. Per il CSM il consulente e per la cordata a monte, doveva esistere la sola “famiglia Ferraro” dalla quale il dott. Ferraro da decennio aveva di fatto tagliato i ponti e che frequentava solo per le feste natalizie. Colpisce alla mera lettura l'argomentare allusivo al “quadro familiare” ( riferito ad una realtà inesistente e ad “intrecci”allusi a evidente pressione e minaccia dei consapevoli, intrecci ignoti e dei quali tutto ignorava il dott. Paolo Ferraro). Questi sono dati obiettivi che emergono dai documenti e carteggi, che vedono certamente ìnformati CSM e consulente, e la simulazione e finzione emerge oltre ogni ragionevole dubbio. A cosa servisse e quale fosse il ruolo necessario dei parenti emerge dalla sequela di falsi a loro attribuiti e comunque in cattiva grafia immessi nella anamnesi della cartella clinica costruita dopo il sequestro di persona. Resta l'evidenza documentale di una premeditata simulazione persino sul quadro familiare e di vita del dott. Paolo Ferraro.
E vi è la chiara ed esplicita indicazione a riguardo del dott. Cantelmi “ “In particolare è apparso illuminanteper la comprensione del percorso di vita segnato dalla patologia psicologica del Dott. Ferraro, seguire la analisi dei dati anamnestici, che riproducono i precedenti ricoveri subiti dal Magistrato e ne tracciano storicamente le problematiche psicologiche intrecciate con quelle di ordine familiare, dando atto anche della loro risalenza e dell'attuale evoluzione”. IL dott. Cantelmi si è illuminato di un cumulo di falsi dati e fatti inventati e manipolati .
Quando si verta e non si possa che vertere in tema di travisamento totale dei fatti e artificiale costruzione degli stessi e necessario sviamento di potere, nascondere e non trattare gli elementi di fatto che smentiscono radicalmente tutti senza eccezione tutti gli assunti e dati, e provano falsi e manipolazioni, implica la morte della funzione del processo e quindi la morte del diritto, in un casoeclatante.
Eppure iTESTimmediatamente eseguiti dal dott. Paolo Ferraro dopo il sequestro di persona del 2009 erano in atti del CSM e del consulente presidente del Rotary club Roma sud e Sardegna. Dott Tonino Cantelmi, e sono agli atti del TAR. (ALL 20 “cartella clinica” ed esito TEST a pag 20).
Essi attestavano ed attestano non solo che il dott. Paolo Ferraro era perfettamente sano e privo di qualunque disturbo, ma che era rimasto tale ed equilibrato nonostante il sequestro di persona subìto e ricostruito in dettaglio nel MEMORIALE (capitolo terzo del memoriale), sempre e da semprein atti.
Essi, non solo, smentiscono radicalmente il dott. Cantelmi che “cita” sfacciatamente“i pregressi”. E non a casoin sede di richiesta di esibizione integrale della cartella clinica da parte di autorità giudiziaria i test, insieme alla consulenza criminale del Ferracuti, una invenzione del momento giustapposta al sequestro di persona, incompatibili tra loro e con la operazione realizzata, si tentò di non farli comparire “fatti sparire” (ALL 16 mail di contestazione della sottrazione della parte afferente i test nella cartella clinica inviata alla a.g.).. Si pensi che la cartella clinica è un documento unitario digitalizzatoalla cui stampa integrale si procede con un click: questo dimostra oltre ogni dubbio che di “stampa selettiva” si era trattato. La prova di questo ulteriore fatto che interferisce nella valutazione globale costituisce fatto nuovo emerso e pertinente e si produce a tale titolo.
La sola piana rilevazione dei dati correlati alle condotte successive indica il fumus di una macchinazione a più stadi congegnata, e la unica spiegazione possibile riposa in tutto quello che era stato analizzato capito e raccolto e contestualizzato dal magistrato Paolo Ferraro e nella necessità di coprire e nascondere a tutti i livelli tutto quello che poteva emergere soprattutto di rilievo generale, eche nonostante tutto e nonostante tutto quello che è stato fatto per distruggere Paolo Ferraro è già emerso.
Nel corso dell’incontro del 30 giugno 2011 ore 14 e 20 il consulente dott. Cantelmi ha sottoposto al dott. Ferraro un test definito di “valutazione dell“attitudine paranoica”, gestito con due sequenze di domande. La prima sequenza con domande generali, atte a valutare, la personalità generale, esattamente svoltosi come da allegata relazione e trascrizione e registrazione video audio allegate. La seconda serie di domande puntuali e concrete, con riferimento alla concreta situazione attuale svoltosi come da relazione e trascrizione puntualmente riportata. (ALL 22 su DVD video audio sulla registrazione dell'incontroALL 22 bis trascrizione utilizzata dal consulente Vannucci (ALL 23 valutazione tecnica e della condotta del Cantelmi a firma del dott. Vannucci ).
Non sappiamo immaginare altra prova più diretta degli “intenti” del consulente del CSM e la pretermissione dei TEST pregressi in atti che escludevano radicalmente qualsivoglia ipotesi su una attitudine paranoica sono stati fatti sparire concettualmente e definitivamente dal Cantelmi, e provvisoriamente “stralciati” con operazione apposita dall'autorità sanitaria dell'ospedale Sant'Andrea, poi “recuperati” alla attenzione del magistrato che ha disposto la esibizione della cartella clinica. La notazione conclusiva del dott. Cantelmi “lei è stato “abile”,immediatamente contestata dal dott. Ferraro parla da sola ma, se vi fossero orecchie distratte, rileva un pregiudizio artificiale ed una volontà valutativa programmaticamente orientata e persecutoria. E valga la vera registrazione del fatto vero.
Il linguaggio e le modalità espressive come volte contro un diretto contendente, lasciano esterrefatti: il dott. Ferraro non ha mai scritto “sublogs di varia matrice” (al più vi è una miriade di notizie ed analisi fiorita intorno al caso eclatante), ma ha solo portato a conoscenza dati e fatti, vicende, prove prendendosi integralmente la responsabilità della sua attività e usando strumenti di diffusione propri e ben noti E prova ne sia la circostanza che oggi si deposita come fatto nuovo ignoto al giudice il colloquio diffamato e di cui “sparla”il “dott. Cantelmi”, a prova diretta della totale invenzione ed artefazione di giudizi(ALL 30 VIDEO AUDIO IN DVD). D'altronde vi è un altro ragionevole modo per difendersi da tutto questo, e se si nega questa difesa come ci si può difendere da una attività criminale di tal fatta e “condivisa”, come ebbe a confessare/svelare il prof. Francesco Bruno ?!
Il coniglio dal cappello, concordato con Francesco Bruno, attraverso la invenzione di una diagnosi mista che introduce surrettiziamente un profilo “ossessivo” ed uno “narcisistico” lascia semplicemente senza spiegazione il trucco/tentativo esacerbato di interferire e bloccare/delegittimare/tamponare la denuncia pubblica che il dott. Ferraro con dovizia di dati e particolari si era trovato costretto a fare, riportata sinanche in servizio di TGSKY 24. Si noti che i dati audio e le analisi della Cecchignola furono portati in quella sede a conoscenza effettiva di vari giornalisti e insieme ad essi ascoltati ed analizzati(ALL 31 A, B, C, D, E solo alcuni articoli di terzi e giornalisti ALL 32 in DVDvideo audio sul servizio mandato in onda da TG SKY24). Ma nulla mai era stato né ipotizzato né criminalmente introdotto prima, a riguardo di tali inventati disturbi “di corredo”. La nostra esperienza mutuata dall' analisi delle vicende intende ora mettere in risalto il carattere dinamico a ambulante dei vari targets giustapposti ed adattati fase per fase al fine perseguito secondo il momento e l'oggetto di “attenzionamento”. E non possiamo che limitarci a dire il dott. Ferraro NON ha alcuno degli indizi diagnostico sintomaticiche consentano anche solo di ipotizzare il collegamento della sua persona ad un disturbo “narcisistico” nel senso tecnico psicologico. Lo rivelano ben tre intere consulenze. E' poi persona determinata seria serena e dotata di capacità di distacco e critica, altro che ossessivo, e questo la ha dimostrato non solo in quattro anni di pubblica attività (riscontrabile e pubblica) ma soprattutto restando fermo e sano dinanzi ad attacchi che avrebbero distrutto chiunque. Sopravvalutandolo e gestendone la tentata distruzione lo hanno anche un po' sottovalutato. Comunque si richiamano qui le varie relazioni dettagliate in atti e certificazioni non di parte, ma dalla parte della verità unitaria che emerge da tutto il quadro, se effettivamente vagliato ed analizzato secondo canoni di ragionevolezza e buona fede.
Richiamiamo per rinvio qui le iniziali considerazioni di PARTE PRIMA E SECONDA del presente appello e riportiamo di seguito solo le conclusioni a cui giunge l'autorevole pluricattedratico prof. Camerini, segnalando ancora che queste sono il frutto di una reale frequentazione attestata in varie certificazioni e che il dott. Tonino Cantelmi ha camuffatoe manipolato anche questa circostanza ed il perchè non può non apparire evidente algiudicante:
“Sostiene il ricorrente che il disturbo psichico dal quale è affetto (n.d.r. Il dott. Paolo Ferraro non ha mai asserito di essere affetto da alcun disturboe non lo è e se questo si è voluto far dire od intendere è erroneo), non gli impedirebbe di svolgere al meglio la propria attività lavorativa, estrinsecandosi esclusivamente nell’ambito affettivo e familiare, secondo quanto rilevato dal consulente di parte per il quale il soggetto tende a racchiudere e ad incistare tali problematiche in un ambito relativo ai rapporti personali ed affettivi conservando equilibrio ed autonomia nell’ambito delle proprie funzioni lavorative, e come pure riferito da alcuni magistrati, colleghi di lavoro,(n.d.r. non di colleghi si trattava ma di alcuni semidirettivilegati bene al Procuratore Capo) ascoltati nel corso del procedimento svoltosi dinanzi alla competente Commissione del CSM”.
Aldilà del già trattato tema della natura e patente falsità delle dichiarazioni di “alcuni” aggiunti della Procura di Roma, sembra invece utile argomentare qui ripartendo dalla notazione utile che il Procuratore di Roma Giovanni Ferrara denunciato per i fatti del 2008 e 2009 dal dott. Paolo Ferraro emette un “giudizio valutativo” in danno identico al passaggio contenuto della consulenza del “ben noto”psichiatra e criminologo Francesco Bruno. D'altronde è evidente che dopo che nel 2010 era stata ristabilita la verità sulle capacità e professionalità del dott. Ferraro si doveva infilare un altro pertugio. Proprio quello artificialmente costruito e che appare ex ante disegnatoin tutti i dichiaranti che sapevano cosa si stava combinando.
L'assunto che parte dal confronto tra due tesi entrambe infondate e contraddette dai fatti è comunque quindi una operazione logica destinata ad essere pretermessa senza esitazioni. D'altronde, solo secondo logica, se il dott. Ferraro non aveva rapporti per scelta di “autotutela” della sua immagine e ruolo, con i detti familiari, convivente con compagna da molto tempo ( e circostanza premeditatamente nascosta da tutti) da che cosa aveva tratto la “illazione”“scientifica” il prof. Francesco Bruno da sempre intraneo al mondo dei servizi e nazionale ed internazionale collegato ?!
L'argomentazione introdotta nel ricorso e ripresa dal TAR forzava un pertugio che celava (male) una PROGRAMMATICA TRAPPOLAstudiata a tavolino data la insindacabile qualità professionale e del lavoro del dott. Paolo Ferraro.
Ma sempre vagliata con buon senso essa poteva essere “necessariamente” interpretata così: da quando in qua nei confronti di un magistrato ottimo si usano tali argomenti per dedurne non un giudizio su una ipotetica particolare vicenda o profilo ma per arrivare alla legge del contrappasso applicata a chi era da sempre “oggetto di invidie” o di uno scontro istituzionale particolare ?! ( Si richiama qui espressamente un noto articolo paginone in cui il dott. Paolo Ferraro denunciò su quotidiano una pericolosa deriva di une certo apparato in Magistratura Democratica(ALL 33) un articolo che è “cartina al tornasole”, intermedia: una ulteriore chiave di lettura e spiegazione di molte vicende già radicate nei primi anni novanta e del perchè del suo venir “inseguito” sotterraneamente e da “lontano tempo”, come in effetti è.
E a titolo di ennesimo mero ennesimo esempio. agli atti del CSM, all'attenzione del consulente e poi agli atti del TAR il diario manoscritto di Gino Ferraro ( già funzionario del Ministero dell'Interno cavaliere e ben altro) che confessa ed indica la organizzazione del tutto a partire dal dicembre 2008 e svela il ruoli dell'altro grande coinvolto rimasto nell'ombra il dott. Luigi Cancrini che organizzò il blitz e “lo cercava” sin dal dicembre 2008, poi “surgelato” dalla perizia fonica del gennaio 2009 depositata dal dott. Ferraro sul ciò che emergeva dalla sola prima piccola porzione delle registrazioni della Cecchignola (ALL 34stralcio dal diario manoscritto e documento(lettera di analisi e contestazione dei fatti sottesi).
Ma in questa sede si deve poter giudicaresolo se il dott. Paolo Ferraro che ha in quattro anni con nessuno strumento di profonda investigazione, disvelato una realtà con prove dirette e pubbliche e tramite un lavoro unico nel suo genere, possa essere “inetto al lavoro di magistrato”. Che tutto converga univocamente a disegnare una attività concertata di distruzione programmata con metodologie e secondo protocolli fatti emergere è come dire “un accidente”. Lo rimanga. Eppure è un fatto o dato di pubblico dominio (poca conta se poche trasmissioni e pochi servizi sono filtrati nel circuito generalista, che sarebbe stato assurdo il contrario).
A supporto della necessaria prova delle integrali falsificazioni, manipolazioni, distorsioni già esistevano analizzati secondo logica quasi tutti dati acquisiti sin dai tempi e negli atti della procedura del CSM. Occorre ora per la prima volta solo valutarli,ponendo riparo ad una ”lacuna” che si appalesa cratere, certo alla luce delle censure debitamente precisate, ma tutto era già introdotto, segnalato ed inquadrabile “sintomaticamente”.
La totalità dei documenti ed indicazioni in essi contenute, facevano giù parte del materiale cognitivo cui estendere il vaglio probatorio, e il TAR godeva poi di unpotere dovere di acquisizione di prove che veniva vieppiù suggerito dalla gravità della vicenda.
La memoriaintegrativa, depositata a suo tempo in primo grado con gli allegati, indicava già tutti gli elementi valutativi, che oggi siamo stati nuovamente costretti a mettere in dettagliata e sintetica rassegna (molte altre considerazioni erano già in realtà contenute nella memoria integrativa di primo grado ed altre le abbiamo affidate fiduciosi alla giustizia, amministrativa) affinchè non venga eluso il tema unico di fondo dell'accertamento storico della verità, al fine di rendere conforme il più possibile ma necessariamente ad esso, l'accertamento e la delibazione processuale: ad una realtà artificialmente creata e falsamente edificata e/o travisata deve poter corrispondere secondo censura globale un processo che ripristini il vaglio sulla e della realtà. Il giudicante amministrativo investito della grave questione del totale travisamento e uso illegittimo di potere concorre al costituzionale e legittimo esercizio di un potere fondamentale dello Stato, e non può che farlo serenamente e con l'indipendente consapevolezza istituzionale che gli è propria.
Appare appena il caso di osservare che la condotta deontologica del dott. Ferraro è stata sempre specchiata sinanche sul piano della riservatezza delle indagini e i suoi rapporti con la stampa, sempre solo autorizzati e delegati lo testimoniano.Ciò che è accaduto dal 18 giugno 2011 e dall'immediato smantellamento di ufficio e ruolo di procedimenti ( “Carthago delenda est”) non è ascrivibile o imptabile a chi si difende da una vera e propria macchinazione resa EVIDENTE.
Deve premettersi che con la memoria integrativa in corso di causa, qui nuovamente allegata e relativa documentazione prodotta (ALL 02 B) il ricorrente aveva specificato e sollevato vari concreti profili di censura procedimentale tutti attinenti alla totale manipolazione dei fatti, al loro integrale travisamento ed alla creazione di fatti e dati completamente artefatti ed inventati. Ma quel che conta, è che le censure sollevate non si riferivano a fasi intranee o valutazioni intranee solo, ma puntualmente a ciascun passaggio del provvedimento di dispensa definitivo adottato:
la citazione stessa delle conclusioni della consulenza affetta da integrale falsità dei dati e travisamenti e manipolazioni vagliabili dalla somma dei vizi radicali di travisamento e falsificazione dei dati tutti trapiantati nel procedimento di cui alle considerazioni già richiamate in 7, ma più in particolare sulla scorta degli elementi argomenti, e prove contrarie che emergono dagli atti e meramente illustrati nella loro evidenza in PARTE QUARTAda A a C e da D-1 a D-7che viene qui integralmente richiamata. .
Non ci si può esimere qui dal far notare un tassellino minore: la delibera finale del CSM in nota (1) evidenzia dei passaggi di una lettera del dott. Ferraro, cadendo in un infortunio “forse” inconsapevolmente ma certo per eccesso di zelo distruttivo. Le elucubrazioni solo riferitedal dott. Ferraro riportavano testualmente dichiarazioni fatte dal prof. Francesco Bruno e per rinvio scritti di Edward Lutwack. La contestazione dell'uso strumentale dei passaggi nella delibera è ancora leggibile nella memoria del 3 novembre 2012 depositata dal dott. Ferraro, con la stretta necessaria ironia che non intendeva costituire dileggio dell'autorevole organo certo me dell'uso manipolato della citazione “artefatta”
Trattiamo ora delle censure dirette sui punti e questioni espressamente indicati nella motivazione della sentenzalasciando per ultima la questione, pur assorbente, della violazione del diritto di difesa del dott, Paolo Ferraro nel corso della procedura .
B.La sentenza afferma che non sia vero che il CSM ha AGGIRATO la espressa dizione e contenuto dell’art. 3 R.d.lgs. 511/46 nella parte in cui prevede che possa adottarsi la dispensa dal servizio a condizione che vi sia “sopravvenuta inettitudine” e che questa impediscaal magistrato di adempiere convenientemente ed efficacemente ai doveri del proprio ufficio”, previo un argomento che vorrebbe svuotare il contenuto concettuale di uno dei vari passaggi e motivi dedotti in ricorso, così formulato: “Con il terzo motivo di ricorso è censurato il provvedimento di dispensa dal servizio per violazione dell’art. 3 R.d.lgs. 511/46 nella parte in cui prevede che possa adottarsi la dispensa dal servizio solo a condizione che la “sopravvenuta inettitudine” impedisca al magistrato di adempiere convenientemente ed efficacemente ai doveri del proprio ufficio.
Il CSM a detta della sentenza “ha ritenuto, secondo un apprezzamento logico e congruamente motivato, che la condizione patologica del ricorrente non siapriva di ricadute sullo svolgimento dell’attività lavorativa, essendo evidente chela stessa si configura quale palese alterazione dell’equilibrio mentale dell’individuo, con incapacità di corretto apprezzamento dei fatti destinata a riverberarsi anche sul piano lavorativo.” e a supporto argomentativo afferma : “La conclusione raggiunta è suffragata, oltre che dalle conversazioni tenute con vari colleghiche hanno riferitodi affermazioni incomprensibili e racconti farneticanti avvenuti sul luogo di lavoro (come”si legge” nella motivazione della pregressa delibera del 16.06.2011), dalla lettera depositata presso il CSM in data 09.10.2012, nella quale il dott.-OMISSIS- espressamente ricollega episodi della vita personale e richiami a complotti a propri danni alla funzione di magistrato svolta”.
A. In via preliminare, rilevata anche ex officio la questione, riformare e quindi annullare la sentenza di rigetto impugnata in ragione della ritenuta violazione del diritto di difesa del ricorrente dott. Paolo Ferraro nel corso della procedura annullando la delibera di dispensa dal servizio del magistrato Paolo Ferraro e successivo pedissequo decreto ministeriale, ai fini della reimmissione in ruolo del dott. Paolo Ferraro,con decorrenza economica alla data di esecutività del provvedimento di dispensa ( 7 marzo 2013) ed ogni pronuncia consequenziale ;
GLI ALLEGATI DI SEGUITO ELENCATI SONO IN BANCA DATI PUBBLICA AL LINk http://ift.tt/1msBgj8
http://ift.tt/1NQwbw4
#‎rompereilsilenziosulcasoferraro‬ ‪#‎rompereilsilenzioglobale‬‪ #‎rompereilsilenziosullamagistraturadeviata‬‪ #‎rompereilsilenziosullasupergladioedapparatideviati‬ ‪
3. La grandediscovery brogliacci audio e video audio della Cecchignola http://www.paoloferrarocdd.eu/a3-la-grandediscovery-brogliacci-audio-e-video-audio-della-cecchignola/
QUESTA ULTIMA REVISIONE DEI BROGLIACCI DELLA CECCHIGNOLA CHIUDE DEFINITIVAMENTE QUESTO ASPETTO DELLA INFORMAZIONE ED ANALISI DELLA GRANDEDISCOVERY VICENDA A MONTE. ALCUNI VIDEO AUDIO PIU' INDICATIVI CON FONTI DI PROVA ED INFORMAZIONI DA PERSONE A CONOSCENZA DEI FATTI
LA GRANDEDISCOVERY VICENDA A MONTE. FINALE ANALISI E
CONTESTUALIZZAZIONE PROVE VICENDA A MONTE E A VALLE §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
ALCUNI VIDEO AUDIO ULTERIORI CON PROVE DIRETTE AUDIO VIDEO AUDIO REGISTRAZIONI TRA PRESENTI REGISTRAZIONI DI TELEFONATE REGISTRAZIONI AMBIENTALI
151. Sabrina la monarch "Irina". La trap destinata al magistrato Paolo Ferraro. Ulteriori ultime prove emerse. 149 UNA INTERA STRATEGIA EVERSIVA ALLO SCOPERTO dal CASO PAOLO FERRARO e DALLA GRANDEDISCOVERY 147. NELLA RETE GIUSTA SILVIA CANALI STEFANO PESCI E LA CORDATA ESOTERICO DEVIATA ROMANA 0109 STEFANO PESCI MONDI MILITARI MAGISTRATURA ROMANA DAL 1985 AD OGGI IL VELO SI SQUARCIA. REGISTRAZIONE A PROVA §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
111 COLLOQUIO INFORMATO REGISTRATO A PROVA. PAOLO FERRARO ATTENZIONATO DAL 1977 e dal 1985 §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
137 OGGI CHE E' TUTTO SCOPERTO E CHIARO 23 ottobre 2007 DA OIL FOR DRUG IN POI §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
VERSIONE CON ULTERIORE LETTORE PLAYER INCORPORATO E POSSIBILITA' DI DOWNLOAD DAL BLOG ALTERVISTA
IL CASO PAOLO FERRARO PORTATO AL CONSIGLIO DI STAT...

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza