Source: http://bronteinsieme.it/8not/News_2013-15/2018_19-02.htm
Timestamp: 2019-10-21 18:01:45+00:00

Document:
Bronte Insieme/Notizie ed eventi culturali - Gennaio 2019 / Agosto 2019
GENNAIO / AGOSTO 2019
Gaetano Saitta nuovo consigliere
Angelica Catania eletta vice presidente
Dopo le dimissioni del vicepresidente, Giuseppe Di Mulo è stata effettuata la surroga con il neoconsigliere Gaetano Saitta primo dei non eletti con 109 voti della lista “Pd – Udc – Futuro e Tradizione Insieme” che nell'elezioni comunali del 2015 sosteneva la candidatura del sindaco Calanna. Durante la stessa seduta il Consiglio comunale ha eletto vicepresidente Angelica Catania. «Ringrazio il presidente Galati per avermi ceduto il suo posto – ha affermato il neovicepresidente Catania – Ringrazio i colleghi consiglieri per la fiducia che hanno riposto nella mia persona. Spero che gli anni di esperienza politica trascorsi tra questi scranni mi permettano di essere all’altezza».
«Farò il possibile – afferma il neo consigliere Saitta – per essere il portavoce in Consiglio dei problemi della mia città. Non appartengo ad alcun partito e quindi farò parte del gruppo misto. In Consiglio sosterrò la maggioranza». (Fonte La Sicilia)
Il consigliere Russo chiede lo sportello antiracket
Il consigliere Davide Russo (M5S) con una nota ha comunicato che chiederà all'Amministrazione comunale di Bronte l'apertura di uno sportello antiracket è «di costituirsi parte civile al processo a carico dei due imputati che sono stati arrestati per estorsione qualche settimana fa, perché avrebbero chiesto denaro all'imprenditore che gestisce i lavori di ristrutturazione delle case di edilizia Popolare», in contrada Sciara Sant'Antonio a Bronte. Sulla vicenda Russo hai evidenziato il silenzio «del sindaco Calanna e della sua amministrazione» ed ha concluso: «Chiederò l’istituzione dello sportello antiracket». Vani i tentativi di raggiungere il sindaco Graziano Calanna per un commento. (Luigi Putrino, Giornale di Sicilia)
Pianta organica a Bronte, il caso finisce in Tribunale
Comune, la vicesegretaria cita il sindaco
Maria Teresa Sapia contro il primo cittadino Graziano Calanna
Il caso: non è stata reintegrata nella posizione di capo area Affari Generali ricoperta per 17 anni
La vice segretaria comunale, Maria Teresa Sapia (foto a destra), ha citato davanti al Tribunale del lavoro di Catania il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, perché non l’ha reintegrata nella posizione di capo area Affari generali ricoperta per 17 anni, preferendole un suo subordinato, da 9 mesi neo-funzionario, e per altre 2 aree due diplomati.
«Moralmente sono vicino alla Sapia, ma non entro nel merito della questione», ha commentato il presidente del consiglio comunale Nino Galati.
A dicembre 2015, insediatasi assessore al comune di Adrano, la Sapia lascia l’area (che non potrà dirigere fino a 12 mesi dopo la cessazione della carica), ma non può avere dubbi sul suo reintegro, perché Calanna ne nomina i funzionari sostituti «sino al completamento dell’incarico» d’assessore. Sempre con tale clausola, a settembre 2017 il sindaco designa capo area provvisorio un subalterno della Sapia (invertendone i rapporti gerarchici), Nunzio Lupo (categoria C), al quale attribuisce mansioni superiori e a ottobre 2018, transitato in categoria D, lo nomina titolare. Lupo entra al Comune in categoria B da «sorvegliante operatori ecologici» (1994-2001), passa in categoria C e diventa «istruttore contabile» (2001-2003), responsabile del «Servizio Provveditorato» (2003-2008) e del «Servizio Gestione del personale» (2008-2017); nel 2016 consegue la laurea magistrale in Direzione aziendale.
La dottoressa Sapia è al Comune da settembre del 1998, dopo aver vinto un concorso pubblico per funzionario (ottava qualifica, oggi categoria D) con qualifiche di vice segretaria e capo area Affari generali. Da gennaio 2008, per sette anni e mezzo, è vice segretaria e dirigente amministrativo e coordina cinque capi area. Laureatasi nel 1992 in economia e commercio con 110 e lode, la Sapia è abilitata alla professione di commercialista e iscritta al registro dei revisori contabili.
Curriculum a parte, fino a ottobre 2018 tutto fila liscio, perché la Sapia per altri 8 mesi non può tornare dirigente. A maggio scorso, Calanna conferma Lupo agli Affari generali e nomina altri 8 capi area (tra cui due diplomati) e a giugno, la settimana prima che la Sapia riacquisti la compatibilità, la esclude pure da capo area supplente. L’atto successivo è di luglio, ma porta la firma di Teresa Sapia e cita il sindaco Graziano Calanna in Tribunale.
«Ho ricevuto una nomina dal sindaco, quale capo Affari generali, in un momento in cui questa non era coperta da nessun dirigente», ha detto Lupo. «Confermo di essermi rivolta al Tribunale del lavoro per essere reintegrata a capo area, non intendo fare dichiarazioni», sono state le parole della Sapia. L’esclusione della Sapia dal novero dei dirigenti a molti è apparso inspiegabile, perché la Giunta può istituire anche più di 10 aree anziché 9, dotando il Comune di maggiori figure professionali senza aumento di costi per l’ente.
Nessuna replica è pervenuta da parte del sindaco Graziano Calanna, che abbiamo cercato di contattare più volte, sia tramite il suo staff del comune sia tramite suoi assessori. [Luigi Putrino]
NOVITA' DEL COMUNE DI BRONTE
Via libera alla rateizzazione delle tasse comunali
Nomine del quinto assessore e di un esperto in bandi comunitari, approvazione del bilancio di previsione 2019, avvisi per presentare progetti con il bilancio partecipato e rateizzazione di cartelle esattoriali, bando per la sagra del pistacchio e aggiudicazione dell’organizzazione dell’estate brontese, sono alcune delle novità del comune di Bronte, guidato dal sindaco Graziano Calanna.
Il neo assessore è Cristina Castiglione, giovane avvocato (foto a destra), che si occuperà di Servizi sociali e Centro anziani e libera il posto nel Cda dell’Ipab Collegio Maria, dov’era stata insediata da Calanna. «La sua nomina non è derivata solo dal fatto che oggi la legge lo permette – ha precisato il sindaco -, ma dalla consapevolezza che in questo momento servono tante forze, come quella degli altri miei assessori». Il sindaco ha nominato, inoltre, l’ingegnere Marco Meli esperto per la programmazione comunitaria.
Il consiglio comunale guidato da Nino Galati, con il soccorso del consigliere d’opposizione Massimo Castiglione, che per l’occasione ha indossato i panni della maggioranza, ha approvato un bilancio su cui il relativo assessore Chetti Liuzzo ha detto: «Nonostante le risorse siano sempre più esigue abbiamo mantenuto i servizi essenziali». Critici dall’opposizione Carlo Castiglione, Maria De Luca, Davide Russo, Giuseppina Ruocco e il presidente della commissione bilancio Rosario Liuzzo che ha parlato di un «bilancio tecnico, anonimo e senza prospettive di sviluppo» e ricordato la recente sentenza 627 del Cga che ha cancellato il recupero evasione Imu del 2015 sulle aree attrezzate e sportive, con riflessi negativi per 125mila euro. La sentenza ha annullato le delibere di giunta 58 e 76 del 2015 anche riguardo all’Imu sui terreni edificabili.
Dalla maggioranza, Samanta Longhitano ha sottolineato che il bilancio «non prevede ne aumenti ne nuovi tributi, anzi ha diminuito la Tari» mentre per Antonio Petronaci «i lavori realizzati ed i progetti intrapresi meritano il voto favorevole». Se per Giuseppe Di Mulo si tratta di «un bilancio sano» secondo Salvino Luca questo atto «rispecchia l’ottima linea dell’amministrazione Calanna». Favorevole «ma con mal di pancia» l’ex assessore Antonio Currao. Prima del bilancio è stato deliberato il piano delle alienazioni, ma col ritiro dalla vendita d’un rudere di 216 metri quadrati (in contrada Nave, zona B del Parco dell’Etna) la cui stima di 5 euro al metro, in un’aerea dov’è si può solo ricostruire, per l’opposizione era incongrua; utile dire che il comune potrebbe crearvi un rifugio anziché venderlo.
In tema di bilancio partecipato, i cittadini possono presentare progetti da far realizzare al comune, così come aderire alla definizione agevolata del pagamento di cartelle esattoriali, secondo i requisiti deliberati dal consiglio e disponibili sul sito internet del comune, dove si trova pure il bando per la trentesima sagra del pistacchio di fine settembre. Infine, l’aggiudicazione alla Pro loco, guidata da Dario Longhitano, della gara per l’organizzazione dell’estate brontese, che a breve vedrà allietare le serate estive con vari spettacoli. [Luigi Putrino]
Cristina Castiglione quinto assessore a Bronte
«Ho condiviso da elettrice il programma elettorale di Graziano Calanna»
Bronte da seguito alla legge regionale che permette di aumentare il numero degli assessori in Giunta, ed infoltisce le quote rosa nell’esecutivo. Il sindaco Calanna ha nominato, infatti, il quinto assessore. Si tratta del giovane avvocato Cristina Castiglione, brontese, alla sua prima esperienza nelle vesti di amministratore pubblico. Il neo assessore ha prestato giuramento nella sala della Giunta, alla presenza non solo del sindaco e del segretario comunale, Giuseppe Bartorilla, ma anche del resto della Giunta municipale (nella foto a sinistra la Giunta al completo), dei Capi area del Comune, di alcuni amici e familiari e di diversi consiglieri comunali.
“Do il benvenuto all’avvocato Castiglione. – ha affermato il sindaco subito dopo il giuramento – Dico subito che la sua nomina non è derivata solo dal fatto che oggi la legge lo permette, ma dalla consapevolezza che al Comune in questo momento servono tante forze. Le tante iniziative che stiamo affrontando, infatti, necessitano di energia e professionalità. E l’avvocato Castiglione ci aiuterà di certo a centrare gli obiettivi, grazie alla sua competenza ed alla qualità, caratteristiche che riconosco anche agli altri miei assessori. Io sono felicissimo della mia Giunta, – ha continuato – persone leali che mi hanno aiutato a trasformare il paese e che lavorano con competenza ed onesta senza risparmiarsi, servendosi di un apparato burocratico serio e certamente preparato. I mesi – ha concluso il sindaco rivolgendosi direttamente al neo assessore - che ci dividono dalla fine della sindacatura saranno faticosi per l’enorme mole di lavoro sul tavolo, ma stanne certa alla fine gratificante”.
“Ringrazio il sindaco per la nomina. – ha affermato il neo assessore Castiglione – Impegnarsi per la propria Città è certamente un onore, ed io che ho condiviso da elettrice il programma elettorale di Graziano Calanna, sono pronta a contribuire a realizzarne gli ultimi punti”. Si attende adesso di conoscere quali deleghe il sindaco le attribuirà.
11 voti favorevoli, 3 contrari ed un astenuto
Queste le dichiarazioni di voto dei consiglieri: “Se fosse cambiato qualcosa rispetto agli anni scorsi, – ha affermato il consigliere Carlo Castiglione - questo bilancio, che definisco tecnico, lo avrei votato. Invece no. Voto contro”. “Voto favorevole – ha aggiunto il consigliere Antonio Currao – anche se con qualche ma di pancia. Ho chiesto e non ottenuto delle risposte, mentre altre cose sono eccellenti”. “Voto favorevolmente come ho sempre fatto negli . – ha affermato il consigliere Massimo Castiglione – Riconosco che il bilancio è atteso da impiegati ed imprese. Va approvato”. “Il bilancio di previsione è esclusivamente frutto del lavoro tecnico contabile dei dirigenti comunali, - ha aggiunto il consigliere Rosario Liuzzo come da nota inviata all’Ufficio stampa del Comune - non è presente né tangibile alcuna impronta politica, prendiamo solo atto che sui servizi essenziali almeno non si siano fatti passi indietro, su giovani e sport viene messa dall'amministratore Calanna una pietra tombale, nulla è previsto per entrambe le poste e il tanto osannato tirocinio per giovani professionisti vede decurtato di 17 mila euro la propria dotazione. In sintesi un bilancio tecnico, anonimo e senza prospettive di sviluppo e crescita per la città”.
“I centristi esprimono parere favorevole – ha affermato il vice presidente Giuseppe Di Mulo – Questo è un bilancio sano. Ringrazio il collega Massimo Castiglione per il senso di responsabilità”. “Il bilancio rispecchia negli anni l’ottima linea dell’Amministrazione Calanna. – ha spiegato il consigliere Salvino Luca – Voto favorevole”. “I risultati sono sotto gli occhi di tutti. – ha aggiunto il consigliere Antonio Petronaci – I lavori realizzati ed i progetti intrapresi meritano il voto favorevole”. “Anche per il 2019 – ha affermato in una nota il consigliere Samanta Longhitano - abbiamo approvato un bilancio che non mette le mani nelle tasche dei cittadini brontesi, considerato che - in controtendenza a quanto accade in tanti altri Comuni - non prevede ne aumenti ne introduzione di nuovi tributi, anzi ha diminuito la Tari in linea con quanto sempre promesso ai Cittadini, pur garantendo tutti i servizi essenziali e non erogati in passato. Attraverso le somme stanziate in bilancio potranno essere completate importanti opere, frutto della progettazione dell’amministrazione Calanna, come i parchi gioco, la fognatura in via Maratona, la manutenzione delle strade, l’acquisto di uno scuolabus e la restituzione al paese del campetto sportivo di via Omero, ristrutturato e funzionante. I progetti di sviluppo del paese collegati al bilancio, dopo quattro di programmazione e progettazione, sono così tanti che con orgoglio abbiamo approvato il bilancio 2019 che consentirà di portare a compimento la gran parte del programma elettorale con il quale nel 2015 ci siamo presentati agli elettori. I giovani poi: l’intero gruppo di progettazione messo su da Calanna è fatto da giovani”.
“Se volevamo mettere in difficoltà l’Amministrazione avremmo presentato 100 emendamenti. – ha affermato il consigliere Davide Russo - Dispiace che i nostri non siano stati approvati voto contrario”. “Voto contrario – ha concluso il consigliere Giuseppina Ruocco – almeno quello sull’elisuperfice poteva essere approvato”.
Il vice sindaco Gaetano Messina però alla fine ha spiegato che prima di prevedere somme per l’elisuperfice è bene capire dall’ex Provincia, proprietaria dell’infrastruttura, cosa è stato vandalizzato e chi deve pagare. Alla fine 11 favorevoli, 3 contrari ed un astenuto.
L’elisuperficie dimenticata e vandalizzata
Il vice sindaco Messina scrive alla Città Metropolitana
Un sopralluogo urgente ed in contraddittorio per far si che presto l’elisuperfice notturna di Bronte, realizzata dalla Città metropolitana di Catania in contrada “Sciara Sant’Antonio”, venga consegnata al Comune e messa in funzione. A chiederlo è il vice sindaco, ing. Gaetano Messina, che ha inviato una lettera al sindaco metropolitano Salvo Pogliese ed ai dirigenti della Città metropolitana, chiedendo si la consegna dell’opera costata 487 mila euro di cui 400 mila finanziati dal fondo FESR Sicilia 2007/2013, ma solo dopo un’accurata perizia tecnica che attesti in quali condizioni l’impianto viene consegnato al Comune. La pista dell’elisoccorso, infatti, completati i lavori, ormai tanti anni fa, è rimasta abbandonata ed oggi, come dimostra il sopralluogo che Messina ha effettuato con l’assessore Di Mulo, sono evidenti i danni provocati dai vandali, che hanno sottratto lampade di illuminazione, forzato le aperture degli uffici di servizio e forse compromesso anche la funzionalità dell’impianto.
Nel settembre del 2017 l’allora sindaco metropolitano, Enzo Bianco, ha firmato il decreto di “concedibilità in comodato d’uso” dell’impianto al Comune, ma già lo stesso decreto evidenziava come questo non fosse agibile. Da allora non se ne seppe più nulla, ma oggi vista l’importanza dell’impianto il Comune ha deciso di forzare i tempi di consegna, chiedendo contemporaneamente una reale descrizione della struttura e della funzionalità degli impianti consegnati.
«Tutti noi abbiamo sempre saputo - evidenzia il vice sindaco Messina - che questa è una pista di elisoccorso notturna, come dimostra la spesa e le tracce degli impianti ancora presenti, ma l’Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) non ha ancora trasmesso all’ex provincia l’autorizzazione al volo notturno.» Anche per questo motivo il vice sindaco Messina nella missiva, oltre chiedere lumi «sulla funzionalità degli impianti elettrici, di illuminazione della piazzola di atterraggio e decollo», notizie certe sui «danni provocati dagli atti vandalici subiti dalla struttura», e capire di chi sono «le competenze per il rispristino della funzionalità dell’opera», chiede di sapere cosa fare per far si che questa venga realmente utilizzata anche durante la notte.
A Bronte, l’elisuperficie dell’ex Provincia di Catania, da quattro anni attende l’atterraggio degli elicotteri. Costata 311.942,72 euro, è stata collaudata ad agosto 2015 e vandalizzata l’anno dopo. Due anni fa il sindaco metropolitano Enzo Bianco ne ha autorizzata la cessione al Comune ma, danneggiata e senza autorizzazione per il volo notturno, il sindaco Graziano Calanna non la vuole.
Il primo progetto dell'elisuperficie in contrada Sciara Sant’Antonio risale a 15 anni fa (sindaco Turi Leanza). Il sito, più volte spostato, aveva ottenuto l’ok dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Catania nel 2011 (sindaco Pino Firrarello), poi il progetto lo ha portato avanti la Provincia di Catania (presidente Giuseppe Castiglione) che lo ha cofinanziato con 87.500,40 euro, gli altri 400mila arrivano a ottobre 2012 dai fondi europei gestiti dalla «Regione Siciliana - Dipartimento regionale di Protezione civile». Nel 2014, un altro passaggio in consiglio comunale a Bronte ha consentito alla Provincia (commissario il prefetto Giuseppe Romano) d’appaltare l’opera, che il 6 agosto 2015 è stata collaudata, resa pronta per il volo diurno e l’anno dopo rovinata da vandali e roditori. In queste condizioni, un decreto del sindaco metropolitano del 12 settembre 2017 ne ha proposto la cessione al comune di Bronte.
Di recente, il vice Gaetano Messina ha ricordato che «in quel periodo la custodia era compito dell’ex Provincia» e il sindaco Calanna ha precisato: «Il Comune non poteva prendere in consegna un’infrastruttura vandalizzata, non funzionante e senza autorizzazioni per il volo notturno».
Di questa struttura ha riparlato il 28 novembre 2018 in Consiglio l’allora consigliere Antonio Leanza, su input del presidente del «Centro studi azione sviluppo locale», Giuseppe Gullotta. Qui, il capo ufficio tecnico del Comune, Salvatore Caudullo, ha confermato la ricezione della proposta di comodato del 2017, due settimane dopo il vice sindaco ha precisato che prima servivano «pareri e collaudi che il Comune non può chiedere».
Trascorsi altri sei mesi, sull’argomento sono tornati i consiglieri Giuseppina Ruocco, Davide Russo e Rosario Liuzzo. Il vice sindaco Gaetano Messina, l’assessore Giuseppe Di Mulo e il geometra Angelo Spitaleri (ritratti nella foto da sinistra) si sono recati sull’elisuperficie, poi Messina ha chiesto un sopralluogo alla Città metropolitana, che di recente ha inviato l’ingegnere Salvatore Raciti. Sostiene Messina: «La Città metropolitana si è resa conto anche di una serie di infrastrutture, previste nel progetto, ancora da realizzare. Per farlo servono risorse che l’ingegnere Salvatore Raciti, dopo un colloquio con il responsabile dell’Ufficio Ragioneria del Comune, ha individuato nel 5% della Tari che ogni anno versiamo per legge alla Città metropolitana».
Il tributo, di circa 165mila euro, l’ex Provincia lo può spendere per lo «smaltimento dei rifiuti, il rilevamento, la disciplina ed il controllo degli scarichi e delle emissioni e la tutela, difesa e valorizzazione del suolo» (articolo 9, legge 504/1992). «Il Comune può solo anticipare le somme - ha concluso Calanna -. Adesso che sono certe procedure e competenze faremo il possibile per chiudere l’iter in tempi brevi». [Luigi Putrino]
Sarà completata dalla Città Metropolitana di Catania
La Città metropolitana di Catania consegnerà alla Città di Bronte l’elisuperfice notturna di contrada “Sciara Sant’Antonio” perfettamente funzionante e dotata di tutti i sistemi di sicurezza che la rendano idonea a svolgere i servizi di Protezione civile. Per farlo utilizzerà il 5% della Tari che ogni anno il Comune di Bronte è tenuto a versarle. Questo l’esito dell’incontro effettuato a Bronte fra i tecnici della Città metropolitana e la Giunta municipale di Bronte. Presenti all’incontro il sindaco Graziano Calanna con il vice sindaco, Gaetano Messina che hanno ospitato il dirigente della Città Metropolitana, ing. Salvatore Raciti.
«In occasione del sopralluogo – spiega in un comunicato il vice sindaco Messina - la Città metropolitana si è resa conto delle condizioni attuali dell’elisuperfice, carente non soltanto per tutto ciò che è stato vandalizzato, ma anche di una serie di infrastrutture previste nel progetto e non ancora realizzate. Opere che non può certo realizzare il Comune, ma l’ente che ha approvato il progetto e realizzato l’opera. Per farlo ovviamente sono necessarie delle risorse che l’ingegnere Raciti, dopo un breve colloquio con il responsabile dell’Ufficio Ragioneria del Comune, ha individuato nel 5% dei proventi della Tari che ogni anno noi dobbiamo versare per legge alla Città metropolitana”.
Giuseppe di Mulo si è dimesso dal Consiglio
«Continuerò con lo stesso spirito, oggi più di ieri, nel ruolo di assessore»
Il vice presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Di Mulo, lascia l’Assemblea consiliare. Eletto nel 2015 con 215 voti nella lista “Pd – Udc – Futuro e Tradizione Insieme”, in Consiglio faceva parte del gruppo “Centristi per Bronte”. Consigliere comunale da ben 9 anni essendo stato eletto anche nel 2010 ha annunciato le sue dimissioni con una missiva inviata al presidente del Consiglio comunale ed ai consiglieri, al sindaco ed al segretario comunale. “Con la presente – si legge nella lettera – si rassegnano le proprie dimissioni. Tengo a esprimere l’orgoglio di aver partecipato a questa Assemblea, per il profondo senso di appartenenza alla comunità. Sono certo che continuerò a operare per il bene della Città. Ho vissuto questa esperienza in maniera intensa e responsabile, senza mai far mancare il mio contribuito, nonostante le difficoltà. Non è mai mancata la mia indipendenza e autonomia di pensiero, pur nel rispetto della condivisione dei processi”.
Di Mulo ricopre per l’Amministrazione Calanna anche l’incarico di assessore alle Attività produttive. Per questo nella lettera aggiunge: “Continuerò con lo stesso spirito, oggi più di ieri, nel ruolo di assessore”. Poi passa ai ringraziamenti: “Ringrazio gli elettori ed ancora una volta il sindaco per la fiducia accordatami. Ringrazio il mio capo gruppo consiliare Angelica Catania”. A Di Mulo dovrebbe subentrare Gaetano Saitta, primo dei non eletti con 109 voti della lista “Pd – Udc – Futuro e Tradizione Insieme”. All’ex consigliere Di Mulo sono giunti i ringraziamenti e gli attestati di stima per il lavoro svolto da parte del sindaco, Graziano Calanna.
OPERA PIA «SCUOLE CALANNA»
Lettera del sac. Alfio Daquino
La "verità" dell'attuale direttore amministrativo delle Scuole Calanna
«La nostra amata terra brontese – al di là di ciò che affermano illustri personaggi che si presentano con uno spiccato interesse sociale e civile – è stata fucina di numerose vocazioni sacerdotali e religiose, per uomini e donne che, spinti da un amore profondo e viscerale per la propria terra, hanno desiderato occasioni di crescita per i figli di questa comunità, spendendosi totalmente per gli altri.
Il 31 ottobre del 1823, spinti da quest’amore fattivo, un folto gruppo di brontesi, capitanati dal sac. Pietro Calanna, dava origine ad un Istituto Scolastico: le scuole professionali femminili. Attraverso un atto di donazione di beni mobili e immobili, in once, in grano e in terreni, ci si affidava al sac. Calanna per il mantenimento delle fanciulle bisognose di istruzione scolastica e di apprendistato per imparare un mestiere. Difatti, la nostra cittadina può essere veramente orgogliosa, non solo per il suo rinomato collegio maschile, conosciuto in tutta la Sicilia, ma anche per le scuole professionali femminili.
Successivamente un altro sacerdote, Giovanni Artale, assegnò un’altra parte di terreno del fondo Boscia, per sostenere le scuole che senza questi fondi non avrebbero potuto svolgere la loro attività. Il bene che s’intende fare, ha bisogno di concretezza: non solo parole ma fatti.
Appurato come sostenere economicamente queste scuole, nel 1835, in modo ufficiale, il sac. Pietro Calanna creò l’«Opera Pia Scuole Pubbliche per le donzelle di Bronte». Scopo principale del Fondatore era: «Le qui aperte Scuole Pubbliche per le donzelle non sono e non devono essere altro che, come altrettante case di civile e cristiana educazione, quindi scopo esclusivamente educativo religioso formativo alla Missione in famiglia (…) Per raggiungere questi obiettivi le scuole sono affidate alla responsabilità di un prete che fa parte della congregazione degli ecclesiastici».
Tale “Scuole Pubbliche” non hanno mai avuto carattere assistenziale e come tali nessun rapporto con gli organi statali non essendo soggetto a vigilanza alcuna in base alla legge del 17/7/1890 N. 6972. Di conseguenza, non sono state mai finanziate dallo Stato, ma ogni attività è stata finanziata, con i fondi ricavati dall’asse ereditario. Per tale motivi, e per altri che all’occasione potranno essere documentati e notificati, l’Opera Pia è del tutto esclusa dalla possibilità di un trasferimento come della legge 382 e in particolare dal Decreto Presidenziale N 616/77.
In considerazione della bontà e delle finalità della Scuola per le fanciulle, il sac. Antonino Zappia nel suo testamento del 15 marzo 1888, pubblicato il 6 giugno 1889, così dispone dei suoi beni: «Voglio e stabilisco mio erede universale il fratello P. D. Antonino, nel secolo chiamato Salvatore […] voglio e stabilisco che tutti i miei beni […] servano dopo la morte del mio erede universale al mantenimento degli orfanelli […] ».
Il sac. Antonino Zappia, ex frate, erede universale, da Genova rientra a Bronte, prende possesso come erede universale dei beni del fratello, ma poi vi rinuncia a favore dei fratelli Bernardo, Giovanni e Vincenzo. E qui s’inserisce un particolare che, necessariamente, bisogna rilevare. ll fondo Loco Boscia, sciaroso e con poche piante di pistacchio, era un terreno demaniale che il sac. Antonino Zappia, aveva ottenuto dal Comune di Bronte, con l’obbligo di pagare un canone annuo. Questo canone non fu mai pagato dagli eredi che anzi si rifiutarono di pagare. Il Comune di Bronte, allora, prende possesso del fondo e lo assegna in proprietà alle Scuole Calanna, in seguito alla richiesta del sac. Giovanni Artale, direttore delle suddette scuole. Questo con sentenza di devoluzione dal pretore di Bronte del 22 agosto 1898; sentenza confermata dal Tribunale di Catania il 14 aprile 1899.
I fratelli Bernardo, Giovanni e Vincenzo, dopo trent’anni, fecero causa al Comune e alle Scuole Calanna. Causa perduta con sentenza del 12 aprile 1929 e confermata in appello dalla Corte il 23 aprile 1930. Quindi dovrebbe essere evidente per gente istruita, che è andata a scuola, sa leggere e scrivere, ed è capace di comprendere ciò che è scritto in un libro o in un documento, che i fondatori, la maggior parte dei quali sono sacerdoti, hanno messo insieme i loro beni, affinché potessero essere mantenute le Scuole sparse nel territorio di Bronte.
E a proposito della suddetta “Scuola”, oltre a richiamare ciò che già descritto sopra, i sacerdoti, proprio perché confacente al loro stile di vita che li spinge a lavorare alla luce del sole e senza cercare alcun tornaconto personale, e proprio perché ciò che intendono realizzare si attiene alle leggi dello Stato a cui sottostanno pienamente, nel 1835 chiedono, ottengono e pubblicano un regolamento: «Regolamenti delle Regie Pubbliche Scuole delle donzelle di Bronte, istituite dal Rev.do D. Pietro Calanna e dirette dal Sac. D. Gaetano Rizzo».
È un manuale pratico per come far funzionare in maniera efficace la Scuola, incluse le discipline da insegnare. E in quest’ambito s’inserisce la dolorosa questione che in quest’ultimo periodo è rimbalzata alla cronaca, forse spinti dal desiderio di voler confondere ancora di più le idee su quella verità che è davanti agli occhi di tutti, ma che non si riesce a ben interpretare.
Al parag. 34 del succitato regolamento si trova scritto: «A poter conseguire il fine preteso e provvedere insieme alla perpetuità dell’Opera, per tutte le scuole vi saranno stabilmente un solo prete direttore o un superiore che tutte le diriga e che ne sarà insieme l’Amministratore e da due preti catechisti (…). La superiore vigilanza cura e ispezione su tutte le scuole, sarà presso gli stessi Visitatori del Collegio Borbonico e del Sig. Sindaco uniti ai detti visitatori sotto la dipendenza della Commissione della Pubblica Istruzione e dei detti visitatori uniti al Sig. Sindaco sarà incombenza principale l’elezione del Direttore da presentarsi alla detta Commissione».
Da una prima lettura, è facile dedurre che le Scuole Pubbliche – e solamente le scuole pubbliche e non il patrimonio con cui le scuole pubbliche si sostenevano – fossero gestite da una stretta collaborazione tra l’autorità ecclesiastica e l’autorità civile. Ma da un’istanza della Prefettura (1935), inviata all’Amministrazione Comunale di Bronte, nella quale si chiede da chi fosse in atto amministrato l’Istituto Scolastico Pietro Calanna, non essendo esso compreso fra gli enti di pubblica beneficenza del Comune di Bronte, l’Amministrazione risponde: «la fondazione Calanna è un ente autonomo con finalità didascaliche alle dirette dipendenze dell’Autorità Ecclesiastica Diocesana».
Anche se le Scuole Pubbliche, dopo un periodo di splendore, cominciarono a decadere, fino alla scomparsa, il loro patrimonio terriero è stato sempre valorizzato e custodito. Ogni attività può avere momenti esaltanti e momenti di decadenza; tuttavia è indubbio che tanti sacerdoti abbiano dato il loro contributo in termini di tempo e di impegno concreto, anche di tutta una vita, per continuare l’opera intrapresa dai padri fondatori. Grande zelo hanno mostrato, in particolar modo il sac. Giuseppe Malaponte, il sac. Salvatore Politi e il sac. Biagio Calanna.
Rendiamo onore, dunque, a chi nel passato ha fatto tanto per la nostra comunità brontese, facendo nascere e consolidando importanti opere religiose, senza dare peso a chi afferma che nulla è stato fatto o che è stato abbandonato, togliendo così valore all’impegno profuso nel passato e che ancora oggi rappresenta un’opportunità di crescita.
Che quanti si considerano cultori della storia locale svolgano la loro ricerca con passione e sincerità, per far emergere la realtà dei fatti, nello spirito della verità. Anche noi, un giorno saremo consegnati al giudizio della storia, e chi verrà dopo di noi, potrà esprimere valutazioni obiettive per aver ripreso e valorizzato quell’ideale di bontà che ha animato i fondatori di opere di carattere sociale e religioso al servizio degli uomini e per la gloria di Dio.»
Bronte 12 luglio 2019
Sac. Alfio Daquino direttore amministrativo e vicario foraneo
Il Comune dispone le verifiche
Approfondimenti in corso, da parte del comune di Bronte, sull’Ipab «Scuole Donzelle Calanna» fondata nel 1823, con il sindaco Graziano Calanna, collaborato dal suo vice Gaetano Messina, che ha incaricato i legali del comune per la tutela degli interessi pubblici coinvolti e mercoledì prossimo è invitato a relazionare in commissione bilancio.
Il presidente del consiglio comunale, Nino Galati, ha «sollecitato l’amministrazione a intraprendere le necessarie iniziative in merito», il presidente della commissione bilancio Rosario Liuzzo, dal canto suo, ha ufficializzato la questione: «Nella prossima riunione di commissione, che si terrà mercoledì alla presenza dei revisori dei conti, il caso dell’esistenza di questa opera pia, emersa di recente, è stato inserito all’ordine del giorno e ho chiesto al sindaco di essere presente e relazionare, nella sua qualità di componente del cda dell’Ipab, come previsto dai regolamenti del 1831».
Il consigliere Davide Russo ha aggiunto: «Occorre fare chiarezza per restituire ai brontesi un interesse pubblico, salvaguardando memorie e volontà dei benefattori. Come M5s vigileremo su questa iniziativa e se a qualcuno fa gola o pensa di fare affari o speculare, già da adesso dichiariamo una battaglia aperta in quanto – conclude Russo – la storia e la memoria non sono in vendita».
Questa opera pia laica per l’istruzione femminile, fondata nel 1823, da quasi un secolo ha cessato l’attività didattica ma non la gestione patrimoniale, che i regolamenti del 1831 attribuiscono a un direttore vigilato dal sindaco di Bronte; tuttavia, nessuno degli ultimi sindaci, secondo quanto riferito dagli stessi, ne era a conoscenza. Fra il patrimonio dell’Ipab vi è un pistacchieto di oltre 50 ettari (in minima parte produttivo), che circa un secolo sarebbe stato al centro di vicende giudiziarie vinte dal comune. [Luigi Putrino]
A tutela degli interessi pubblici, accertamenti in corso del Comune
Approfondimenti in corso, da parte del comune di Bronte, per fare chiarezza sulle «Scuole Donzelle Calanna», l’opera pia laica per l’istruzione femminile fondata a Bronte nel 1823, dal sacerdote Pietro Graziano Calanna, sul modello del Collegio di Maria.
Alla fine dell’800, a Bronte esistevano quattro istituti di beneficenza pubblica: «Opera pia Piccinno», «Ospedale dei poveri», «Collegio di Maria» e «Scuole Calanna e Artale Boscia»; risale alla prima metà del ’900, invece, la fondazione dell’«Istituto Sara Rubino». Le attività istituzionali e la gestione dei patrimoni, da parte di tali istituti, erano e sono soggette a controllo pubblico.
I regolamenti delle «Regie pubbliche scuole delle donzelle di Bronte» (questa la prima denominazione giuridica dell’opera pia qui trattata), pubblicati nel 1835, furono approvati con decreto del 24 maggio 1831; con tale provvedimento (vedi immagine a destra), inoltre, il Governo borbonico autorizzò la Commissione comunale di pubblica beneficenza del comune di Bronte - composta dal sindaco e da due amministratori indicati dal decurionato (il consiglio comunale dell’epoca) - ad accettare le donazioni in favore della pubblica istituzione.
La gestione patrimoniale del pio istituto, secondo i predetti regolamenti, spetta a un direttore, sotto l’assidua vigilanza del sindaco di Bronte, componente del consiglio d’amministrazione addirittura quale presidente, secondo altri atti risalenti sempre al Regno delle Due Sicilie.
Questo istituto di beneficenza, da circa un secolo, ha cessato la funzione didattica ma non l’amministrazione dei beni, tra cui i fabbricati che furono sede delle scuole e il «Loco di Boscia» (pistacchieto di oltre 50 ettari, da valorizzare, per decenni ritenuto da molti erroneamente proprietà del Collegio Capizzi). Il fondo agricolo ricade in un’area del demanio lavico che fu oggetto di contenzioso fra il comune di Bronte e la Ducea Nelson.
Sulla conduzione di questa opera pia, la storia tramanda notizie poco lusinghiere, la prima di esse porta la firma dello storico Benedetto Radice (Memorie storiche di Bronte) mentre l’ultima, nel 1950, è apparsa sul periodico brontese Il Ciclope (l’articolo, con altre informazioni, è pubblicato sul sito www.bronteinsieme.it, nella pagina dedicata al fondatore della pia opera).
Questi i primi risultati, di una recente ricerca (ancora in corso) sul primo istituto d’istruzione femminile di Bronte. Dopo il 1950, delle «Scuole Calanna» non si è saputo più nulla, ma adesso la questione è all’esame del sindaco, Graziano Calanna, del vice sindaco, Gaetano Messina, del presidente del consiglio comunale, Nino Galati, e del presidente della commissione bilancio, Rosario Liuzzo.
L’attività di verifica dell’Amministrazione comunale e del Consiglio comunale, di cui si attendono gli esiti, sarà utile per fare chiarezza sul passato e sul futuro di questo istituto pubblico di beneficenza, sia per onorare la memoria del suo fondatore e dei suoi benefattori sia per la doverosa cura degli eventuali interessi pubblici coinvolti. [Luigi Putrino]
CHIUSO DAL 12 OTTOBRE 2016 PER LAVORI DI RESTAURO
Castello Nelson, strada in salita
I lavori sono ancora in alto mare
Il sindaco: «Soluzione oppure stop al contratto» - L’assessore: «Stiamo pulendo i giardini per rendere fruibile ai turisti almeno quella zona»
Interlocuzione intensa fra l'Amministrazione comunale di Bronte ed il Consorzio di imprese Ciro Menotti di Ravenna che nel luglio del 2016 si é aggiudicato i lavori di restauro, ristrutturazione e riuso del Castello Nelson. Gli appartamenti nobiliari del Castello, interessati dai lavori, rischiano di rimanere chiusi ancora a lungo. I lavori, infatti, sono fermi da oltre 2 mesi: il sindaco Graziano Calanna non sembra più disposto ad aspettare. Per questo ha richiesto al Consorzio un nuovo cronoprogramma dei lavori. «Capisco — afferma il sindaco Graziano Calanna – che il Consorzio di imprese ha delle difficoltà, ma é stato stipulato un contratto. Capisco anche che spesso non é conveniente scontrarsi con le imprese per non perdere ulteriore tempo, ma Bronte ha atteso abbastanza dei lavori di ristrutturazione che hanno già registrato diversi rallentamenti non dipendenti dalla nostra volontà».
E l'elenco dei rallentamenti li fornisce in dettaglio il vicesindaco, Gaetano Messina: «Precisiamo subito - afferma - che noi abbiamo ereditato il progetto finanziato di un milione e 700 mila euro per la ristrutturazione del castello. L’amministrazione Calanna, infatti, ha provveduto prontamente ad aggiudicare i lavori, ma subito sono iniziati i problemi. Prima l'Ordine degli Architetti ha contestato l'affidamento della direzione dei lavori al capo dell'Ufficio tecnico del Comune, poi ci siamo accorti di palesi lacune progettuali. Gli elaborati tecnici, infatti, prevedevano “lussi”, senza considerare che il tetto del Castello andava in malora. Insomma é stata necessaria una variante di progetto con le stesse somme a disposizione che é costata ulteriore tempo. Oggi - ribadisce - che tutte le carte sono in regola, problemi del Consorzio di imprese rischiano di prolungare ancora i tempi».
Per questo, il sindaco Graziano Calanna ha deciso di intervenire: «Incontreremo - spiega - il Consorzio imprese per capire come risolvere i problemi. Speriamo di trovare una soluzione altrimenti saremo costretti a risolvere il contratto».
Intanto l’assessore Giuseppe Di Mulo, insieme con il sindaco, ha deciso di rendere fruibile al pubblico una parte dell’area del Castello: «Se il cantiere - afferma — dovrà rimanere per tanto tempo é bene restituire ai turisti le aree esterne non interessate dai lavori. Per questo abbiamo già iniziato un imponente campagna di pulizia di tutti i giardini attorno al Castello. Il nostro augurio é che presto i lavori possano essere completati e che i turisti possano presto tornare. Per adesso però almeno, visto i ritardi non derivanti dalla nostra volontà, é importante che si visitino i giardini”. (Fonte La Sicilia)
Il Castello Nelson, chiuso da un'ordinanza sindacale «dal 17.10.2016 e fino al completamento dei lavori di restauro», rischia di rimanere interdetto ancora a lungo
2012, 13 Dicembre: Bronte ritrova i fondi, la Regione «sblocca» i 2 milioni e 800mila euro / 2014. 21 Marzo: Lavori per illuminare il Castello Nelson - 15 Luglio: Il Castello di Nelson riapre i battenti - 1 Ottobre: Dopo una lunga battaglia legale, il progetto del 2005 ha ottenuto il via libera / 2016, 28 Giugno: Al via l’appalto al Castello di Nelson - 28 luglio: Consegnati i lavori di ristrutturazione (fine lavori ad ottobre 2017) - 12 Ottobre: L'ordinanza del sindaco, chiude per un anno il Castello Nelson / 2017, 5 Marzo: Querelle risolta, la direzione dei lavori a un architetto / 2019, 28 Giugno: Castello ancora chiuso, i lavori sono ancora in alto mare
Per il Consorzio c’è stato allarmismo infondato
La produzione del pistacchio di Bronte quest’anno è salva
L’assessore Bandiera: sarà Roma a valutare lo stato di calamità naturale
Il «Consorzio di tutela del pistacchio verde di Bronte dop» sui danni causati ai pistacchieti, dalle raffiche di vento di domenica e dalla precedente grandine, denuncia «allarmismo infondato» e smentisce «le notizie di questi giorni, che hanno fatto passare il messaggio di danni del 70 per cento dell’intera produzione di pistacchio, anziché a una limitata parte», che altre fonti del settore stimano sotto il 10 per cento del totale. Con una nota, il Consorzio spiega: «I dati diffusi sui danni ai pistacchi di Bronte, da vari comunicati stampa e notizie giornalistiche, hanno creato allarmismo infondato, perché hanno lasciato intendere la compromissione della maggior parte del raccolto di quest’anno».
Il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, e l’assessore alle Politiche agricole, Giuseppe Di Mulo, da parte loro, lunedì avevano scritto alla Regione per avere aiuti, ma l’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, in sintesi, mercoledì ha risposto: «I risarcimenti da calamità naturale li elargisce lo Stato. I produttori segnalino i danni all’Ispettorato o alla Condotta agraria, per consentire agli ispettori di perimetrare il territorio danneggiato e al Ministero di far scattare lo stato di calamità naturale, riconosciuto in caso di danno superiore al 30 per cento della produzione. Diciamo subito - ha precisato Bandiera - che le risorse sono esigue e non vengono risarciti danni assicurabili, ma è possibile ottenere benefici contributivi. Vale la pena fare la segnalazione». Insomma, stessa procedura come per la grandine del 2015 e la siccità del 2017, che ai produttori danneggiati non portò un euro.
Tornando al Consorzio di tutela del pistacchio di Bronte, il direttivo spiega ancora: «Da un’indagine da noi eseguita, con vari tecnici, emerge una media di danni generale limitata. Per la grandine e per il vento, come Consorzio abbiamo accertato che ad essere colpite sono state poche zone, aree abbastanza ristrette del territorio, anche se in alcune ci sono stati danni più seri. Smentiamo i comunicati susseguitisi in questi giorni, che hanno fatto passare il messaggio di danni del 70 per cento su quasi l’intera produzione. In base alle nostre stime - conclude il Consorzio - possiamo affermare che il raccolto compromesso comprende una piccola percentuale di quello totale, quasi un calo fisiologico. Al momento è prevista una buona produzione, sia quantitativamente sia qualitativamente». [Luigi Putrino]
[Leggi pure: Danni al pistacchio di Bronte per il vento, chiesti aiuti alla Regione (Catania Today) - Chiesta la calamità naturale (Eco di Sicilia) - L’assessore Di Mulo a Palermo per tutelare il pistacchio di Bronte (Sicilia Oggi) - Fratelli D'Italia chiede soluzioni (Catania Today) - Barbagallo: subito stato di calamità (Ars)]
Calanna a giudizio con il rito immediato
Il sindaco Graziano Calanna, Pd - secondo quanto risulta a LiveSicilia - ha scelto il giudizio immediato, d'intesa con la Procura, per la presunta richiesta di una tangente a un imprenditore. (leggi tutto su Live Sicilia )
Soddisfazione del sindaco Calanna alla firma del verbale di apertura del cantiere
Restyling della chiesa San Vito
«Ringrazio i frati e la giunta»
Iniziano a Bronte anche i lavori per ristrutturare la chiesa di San Vito. Ieri la firma del verbale di apertura del cantiere, alla presenza dell'impresa del catanese che si è aggiudicata la gara d'appalto, del sindaco Graziano Calanna, dell'ingegner Salvatore Caudullo, responsabile dell'ufficio tecnico e del geometra Nino Saitta del comune. I lavori sono stati consegnati già da tempo, ma le suore che prestano la propria opera nell’adiacente convento, avevano chiesto di evitare di occupare la chiesa nel periodo delle celebrazioni pasquali. (…) Con i quasi 800 mila euro si dovrà totalmente rifare il tetto, eliminare le infiltrazioni, rifare la pavimentazione ed effettuare operazioni di restauro conservativo nel rispetto di quanto richiesto dalla Soprintendenza.
Don Alfio Daquino nuovo vicario foraneo
Don Alfio Daquino, arciprete della Chiesa Madre di Bronte, è il nuovo vicario foraneo ed è subentrato a don Vincenzo Bonanno, pure nel consiglio d’amministrazione delle «Scuole Donzelle Calanna», opera pia fondata nel 1823 con beni pubblici e privati. I relativi regolamenti, approvati con regio decreto del 1831, prevedono fra gli amministratori dell’istituto anche il sindaco di Bronte. L’opera pia possiede un pistacchieto da valorizzare, di oltre 50 ettari, denominato «loco di Boscia». [Luigi Putrino]
Dimissioni di Valeria Franco
la surroga di Russo sospesa
Rimane in sospeso nel Consiglio comunale la surroga del consigliere Valeria Franco che, «con una delle decisioni più importante e sofferta della sua vita» il 3 aprile 2019 si è dimessa. «A causa di impegni personali e improrogabili che mi portano a vivere fuori sede – ha scritto l’ex consigliere Franco – mi sto ritrovando a non poter più essere impegnata alla causa. Questa scelta giunge a seguito di una lunga riflessione che mi ha portato a mettere la primo posto le priorità dei cittadini brontesi, nonché del Comune stesso, che meritano più attenzioni di quelle che io sto riuscendo a dedicare a loro».
Il primo dei non eletti del Movimento 5 stelle (con 195 voti) è Davide Russo, già candidato sindaco, ma poi nominato vice sindaco nel Comune di Guidonia (Roma). Durante lo scorso Consiglio comunale il segretario generale Giuseppe Bartorilla ha spiegato: «L’ordinamento giuridico non permette ai consiglieri di svolgere il ruolo di assessore o consigliere in altri Comuni. In questa sede si sta sollevando la questione di incompatibilità, di conseguenza bisogna assegnare 10 giorni per permettere al surrogante di presentare osservazioni. Poi il Consiglio si riunirà per deliberare l’eventuale sussistenza dalla incompatibilità e chiederà al surrogante di eliminarla, scegliendo quale delle 2 cariche vorrà mantenere. In base alla decisione il Consiglio dovrà deliberare se completare la surroga o dichiarare Russo decaduto». (Fonte La Sicilia del 17 aprile 2019)
Dodici centesimi di euro per ogni metro quadrato
Diminuisce la tassa sui rifiuti
La raccolta differenziata raggiunge il 63%
Diminuisce a Bronte la Tari, ovvero la tassa sui rifiuti, ed in un momento in cui è più facile che le tasse ed i barzelli per i contribuenti aumentino è di per se una buona notizia. Il Consiglio comunale, infatti, ha approvato all’unanimità la proposta dell’amministrazione Calanna di ridurre per il 2019 la Tari del 5% rispetto allo scorso anno. Una diminuzione di 12 centesimi di euro per ogni metro quadrato di abitazione che per chi ha una casa di 100 metri quadrati vogliono dire un risparmio di 12 euro.
“Invertiamo un trend che dal 2005 ad oggi ha visto la tassa sui rifiuti aumentare quasi ogni anno. – ha affermato il sindaco Calanna – Nel 2005 si pagava appena 1.01 euro a metro quadro, poi nel 2007 la tassa è salita ad 1,51 e nel 2012 ad 1,88 euro a metro quadrato. Una escalation di aumenti che fece raggiungere nel 2013 la tassa a 2 euro e 29 centesimi, fino ai 2 euro e 85 del 2014. Da quando mi sono insediato nel 2015 – continua il sindaco – siamo riusciti a bloccare ogni aumento ed il costo della Tari è rimasto stabile per 4 anni, mentre adesso, grazie alla raccolta differenziata, ad una sana gestione del bilancio ed una politica protesa a tutelare le tasche dei Cittadini, fin troppo bersagliate dalle tasse, siano addirittura riusciti a diminuirla. Oggi – conclude – a Bronte per le abitazioni si paga 1,85 euro”.
Poi il sindaco ha voluto ringraziare i suoi concittadini per avergli permesso di raggiungere questo obiettivo. “Ai miei concittadini dico bravi. – infatti afferma – Il nuovo servizio è iniziato nel febbraio del 2018 ed in appena un anno la percentuale di raccolta differenziata è passata dall’11’ al 63%. Abbiamo dato inizio ad un trend che in futuro dovrà per forza migliorare ancora, perché superando il 65% di differenziata avremo benefici dalla Regione e perché presto passeremo alla pesatura dei rifiuti differenziati che garantirà ai cittadini virtuosi che differenziano bene di risparmiare ancora di più”.
Le dimissioni? «Non c’era motivo e non avrei fatto il bene della Città»
Dopo che la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio le ordinanze emesse dal Gip e dal Tribunale del riesame, il sindaco Graziano Calanna questa mattina ha nuovamente indossato la fascia tricolore, accolto come meglio non si potrebbe da tutti i dipendenti del Comune e da tantissimi cittadini. A riceverlo all’ingresso del Comune il picchetto d’onore del Corpo della Polizia municipale e lo straordinario affetto di tutti, con il vice sindaco Gaetano Messina che, in Consiglio comunale, gli ha restituito la fascia tricolore.
«Sono particolarmente emozionato e sinceramente commosso per l’affetto che mi state dimostrando. – ha affermato Calanna – E credo che sia normale dopo aver accumulato tensione per quasi 4 mesi. Che dirvi: nella vita a volte capitano delle cose che non ti saresti mai aspettato. Chi fa l’amministratore pubblico sa che, mettendo centinaia di firme, rischia di sbagliare qualcosa, ma mai avrei immaginato di essere arrestato. Ritenevo, infatti, che chi non ha rapporti con la mafia e chi non ruba non possa mai essere arrestato.
Da uomo di legge e delle istituzioni, però,- ribadisce - non ho mai smesso di avere fiducia nella Giustizia. E grazie alla mia famiglia, ai miei avvocati ed a tutti voi che, pur lontani, mi avete sempre sostenuto, sono riuscito a resistere. Non mi sono dimesso – spiega - perché non c’era motivo e perché sapevo che non avrei fatto il bene della Città. Ed oggi posso dire di essere orgoglioso della mia Giunta, del mio segretario comunale, dei consiglieri di maggioranza ed anche di qualche consigliere di opposizione che ha desistito alla tentazione di speculare sulla vicenda. E sono orgoglioso anche della burocrazia del Comune che nonostante il momento di incertezza ha continuato a svolgere il proprio lavoro con impegno e dedizione. Vi ringrazio tutti. In questi mesi non potevo parlare con nessuno, ma potevo leggere e ho visto nell’albo pretorio pubblicate le 40 gare d’appalto che insieme alla mia Giunta ed alla mia maggioranza avevo programmato, portando al termine il grande lavoro amministrativo svolto prima del 30 novembre dimostrando capacità e professionalità».
Poi rivolgendosi ai dipendenti del Comune ha affermato: «Non abbiate paura per quanto accaduto. Continuiamo ad agire sempre come abbiamo fatto fino ad oggi. Perché quando si è persone oneste e per bene e si agisce nel rispetto della legge, possono nascere degli equivoci, ma i fatti dimostrano che alla fine si chiariscono». Graziano Calanna, difeso dagli avvocati Carmelo Peluso e Mariella Mirenda, rimane comunque ancora indagato per istigazione alla corruzione. A Dicembre, davanti al giudice per le indagini preliminari, aveva rigettato ogni accusa negando decisamente di aver chiesto utilità illecite per se o per i propri amici. (Leggi pure su MeridioNews, vedi il video)
Torna libero il sindaco di Bronte
Cassazione annulla i domiciliari
Dopo oltre cento giorni torna in libertà il sindaco Graziano Calanna agli arresti domiciliari dalla fine di Novembre 2018 per istigazione alla corruzione nell’affidamento della gestione della manutenzione e sfruttamento dell’energia elettrica prodotta dall’acquedotto comunale. Lo ha deciso la Cassazione accogliendo la richiesta dei legali dell’indagato, gli avvocati Carmelo Peluso e Maria Mirenda. Con sentenza definitiva del 13 Marzo la Sesta Sezione ha annullato «senza rinvio l'ordinanza impugnata nonchè quella emessa dal Gip del Tribunale di Catania in data 26 Novembre 2018» ed ordinato «l'immediata liberazione di Calanna Graziano se non detenuto per altra causa».
Calanna ha sempre negato decisamente «di aver chiesto utilità illecite per se o per i propri amici e dimostrando come nel particolare caso di finanza di progetto, la ipotizzata condotta di istigazione alla corruzione sarebbe stata del tutto impraticabile». [La notizia su La Sicilia.it, MeridioNews]
SARANNO POSTE NEL CIMITERO LE OSSA RITROVATE
Riprendono i lavori nella Chiesa del Rosario
Niente stop ai lavori di ristrutturazione della Chiesa del Rosario dopo il ritrovamento di un cripta sotto il pavimento dell’unica navata. Questo l’esito di un sopralluogo effettuato dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Catania, alla presenza dell’Asp, dell’impresa che sta eseguendo i lavori di ristrutturazione e dell’Ufficio tecnico del Comune di Bronte. Al sopralluogo hanno partecipato anche il vice sindaco Messina, insieme con l’assessore Di Mulo ed il capo dell’Ufficio tecnico del Comune, ing. Salvatore Caudullo, che hanno ascoltato gli architetti della Soprintendenza di Catania, Nicola Neri e Salvatore Sorbello.
«Con i tecnici della Soprintendenza – ha affermato il vice sindaco - abbiamo effettuato un attento sopralluogo. Alla fine è stato deciso di continuare l’attività di scavo superficiale lungo l’intera pavimentazione della Chiesa, nel tentativo di trovare altre tombe. Poi le ossa ritrovate saranno conservate all’interno di apposite urne e poste al cimitero. Fatto questo – conclude Messina – i lavori di ristrutturazione della Chiesa riprenderanno secondo programma». «In un angolo della navata – aggiunge l’assessore Di Mulo – parte della pavimentazione sarà realizzata in vetro, lasciando una testimonianza della piccola cripta». Secondo gli architetti della Soprintendenza la cripta risalirebbe intorno al 1700, ma non ospiterebbe i resti di personaggi illustri, per i quali di solito veniva realizzato un monumento.
Se ne parla dal 2008
I lavori di via Maratona
“Adesso possiamo dire che il Comune esiste anche per noi”. E’ la voce di alcuni residenti della via Maratona a Bronte, una strada che fino a qualche anno fa era totalmente degradata e senza pavimentazione, fognatura ed illuminazione pubblica. Pensate che il selciato era in terra battuta e solo nel 2016 è stato posto l’asfalto e realizzata la rete fognaria. Fin da quando era consigliere comunale, infatti, il sindaco Calanna ha denunciato l’incapacità della istituzioni a risolvere i problemi dei residenti e cosi, appena diventato sindaco, via Maratona è diventato uno dei primi obiettivi da raggiungere. Nel 2016 è stata realizzata la fognatura e posto parte dell’asfalto, oggi si realizza l’illuminazione e si completa la pavimentazione.
I lavori sono già iniziati. Per questo l’assessore Ernesto Di Francesco, assieme al consigliere Antonio Currao, hanno effettuato un sopralluogo. “Appena insediato Graziano Calanna – afferma Di Francesco – ha subito pensato ai residenti di via Maratona. Non è stato facile, ma piano piano l’Amministrazione sta riuscendo a garantire ai residenti di via Maratona gli stessi servizi offerti nel resto della cittadina”. (Via Maratona: le notizie precedenti in archivio)
Surroga Meli-Currao in Consiglio
Antonio Currao nuovo consigliere comunale
Il Consiglio comunale il 22 Febbraio u.s. ha proceduto alla surroga del consigliere dimissionario Enza Meli con Antonio Currao. Pedagogista, laureato nella facoltà di Scienze pedagogiche dell’Università di Catania, Currao, primo dei non eletti (sesto con 117 voti) nella lista “Pd – Udc – Futuro e Tradizione Insieme” della coalizione che nelle ultime amministrative sosteneva la candidatura a sindaco di Graziano Calanna, il 18 novembre 2015 era stato nominato assessore dallo stesso Calanna, in sostituzione di Enza Meli che, quattro mesi prima, il 10 luglio, non aveva accettato la carica.
Successivamente, due anni dopo, il 19 Ottobre 2017, Currao era stato esonerato da Calanna dalla carica di assessore. «Mi sento uomo di maggioranza – ha affermato – ho iniziato un progetto con il sindaco Graziano Calanna e intendo sostenerlo. Rivolgo un plauso alla Giunta municipale per l’impegno e il lavoro svolto in questo momento di grande difficoltà».
E’ morto Nunzio Longhitano
Improvvisamente è venuto a mancare il prof. Nunzio Longhitano, socio della nostra associazione. Nato a Bronte nel 1937, fu alunno del Liceo-Ginnasio del Collegio Capizzi, quindi, nel novembre del 1960, si laureò in Scienze Naturali presso l’Università di Catania, discutendo la tesi di laurea «Osservazioni Geologiche sulle “Argille scagliose” della zona compresa a Nord di Bronte».
Presso la stessa Università, dopo aver compiuto diverse missioni all’estero per ricerche sui pascoli tropicali, sarà a lungo professore di botanica, specializzandosi anche nello studio e nella catalogazione dei mieli siciliani.
Giunto all’età della pensione, si è dedicato, con uguale interesse e professionale perizia, alla genealogia, ricostruendo in 10 anni di lavoro certosino e paziente la storia di gran parte delle famiglie del paese in cui era nato e al quale era legato da un affetto profondo e tenace.
Sul piano personale di lui ci resta, oltre ai risultati delle sue ricerche, che riguardano e onorano tutto il paese, il ricordo di un’amicizia sincera e cordiale, di una semplicità disarmante. Domani avrebbe compiuto 82 anni. Ci mancherai, Nunzio.
Scoperte tombe sotto il pavimento
Sospesi i lavori di ristrutturazione
I lavori di ristrutturazione cominciano a rivelare i segreti della Chiesa del Rosario. Appena l’impresa ha iniziato a scavare nel pavimento della navata, che era visibilmente avallato, ha portato alla luce una cavità che contiene una, ma forse anche diverse, antiche tombe di legno. Ovviamente gli operai si sono subito fermati, ed hanno informato i propri superiori. Così a verificare l’accaduto è arrivato l’assessore Giuseppe Di Mulo con il capo dell’Ufficio tecnico ed anche i carabinieri della Stazione di Bronte.
L’area dove è stata rinvenuta la cavità sotterranea è stata transennata, con i tecnici che insieme ai carabinieri, hanno tentato con l’ausilio di alcune torce di scorgere cosa realmente la cavità custodisse. Si vede chiaramente una bara antica semidistrutta probabilmente da qualche masso caduto adesso durante lo scavo ed in profondità è visibile un teschio. La cavità non è piccola, si spinge per qualche metro verso l’altare, dove si intravede forse un’altra bara.
Per padre Vincenzo Bonanno amministratore parrocchiale della Chiesa era tradizione un tempo seppellire le vittime di calamità o pestilenze non solo nel sagrato, ma anche all’interno delle chiese. Del resto, l’usanza della sepoltura nelle chiese o negli spazi ad essa consacrati era comune. La crescita demografica e l’insorgere di problemi igienici portò al divieto dell’usanza, ma il beneficio rimase per i facoltosi o i benefattori.
Uno di questi fu il barone di Pietra Bianca e di San Luigi, Lorenzo Castiglione-Pace, fondatore del nostro Ospedale, che nel 1679 nel suo testamento dispose di essere seppellito in una Cappella dentro la Chiesa del Rosario (iussit inumari et sepeliri in eius Ven. Cappella, intus ven. Ecclesia sanctae Mariae Rosarii). Sarà comunque adesso la Soprintendenza ai Beni culturali a stabilire il valore del ritrovamento. I lavori, infatti, sono stati sospesi.
La chiesa del Rosario è, per importanza, la seconda chiesa di Bronte dopo la Matrice. Se ne hanno notizie fin dal 1574 in occasione di una visita pastorale di monsignor Torres, vescovo di Monreale, dalla quale Bronte dipendeva. Di storia, quindi, può raccontarne tanta.
DA OGGI A BRONTE
Da oggi si differenzia anche l'olio domestico esausto
Bisogna recarsi al Centro di raccolta e versarlo in un apposito contenitore
Sembra un aspetto di poco conto, ma non lo è. Ogni volta che in casa smaltiamo nella rete fognaria l’olio con cui abbiamo cucinato, creiamo danni all’ambiente. Basti pensare che un chilo di olio vegetale inquina ben 1000 litri di acqua. Per questo il Comune si è dotato di un nuovo servizio. Grazie ad una convenzione totalmente gratuita, la “Sicilgrassi Spa”, da oggi permette a tutti di smaltire l’olio alimentare.
Una apposita stazione di conferimento è già stata sistemata presso il Centro di raccolta differenziata di contrada Santissimo Cristo. Il compito di ogni utente dovrebbe essere quello di raccogliere l’olio in una qualsiasi bottiglia di plastica, per poi recarsi al Centro di raccolta e versare l’olio nel grande contenitore. Ma non solo. Nei prossimi giorni la “Sicilgrassi” provvederà anche a sistemare dei contenitori più piccoli in tutte le scuole elementari e medie. In questi contenitori sarà anche più semplice differenziare, perché si potrà gettare direttamente la bottiglia di plastica con l’olio che contiene, senza bisogna di riversarlo.
«Il nostro progetto – afferma l’ing. Giovanni Pavone responsabile del progetto per la Siciligrassi – prevede anche azioni di sensibilizzazione nelle scuole elementari e medie. Ai bambini spiegheremo come si smaltisce l’olio ed il danno che creiamo all’ambiente quando lo versiamo nelle fognature. Ci saranno anche gare e concorsi per agevolare il programma ed invogliare i cittadini».
Feste di centenari (e ultra) a Bronte
Festeggiando i suoi 106 anni nonna Lucia Castiglione (foto a sinistra) supera tutti, è la brontese più longeva di sempre che, ancora una volta, conferma come nella nostra cittadina ci sia una comunità di persone particolarmente di lunga vita.
I 100 anni del Prof. Nicola Lupo
Oggi risiede a Bari, ma Bronte non lo ha mai dimenticato. Sono in tanti, infatti, i brontesi che il 2 febbraio scorso hanno voluto rivolgere al professore Nicola Lupo gli auguri per i suoi 100 anni. Ed a Bari è stata festa grande con il figlio Tony, la sorella Zina, i tanti nipoti arrivati in Puglia da tutta Italia e la tata Nina. Nicola Lupo è conosciutissimo a Bronte non solo per avere insegnato al Collegio Capizzi, ma anche perché uomo di notevole spessore culturale, custode della memoria storica locale. Ha scritto “Fantasmi”, un bellissimo libro di memorie ed è tra i fondatori del sito “Bronte insieme”, viva e fedele testimonianza della storia, della cultura, dell’economia e delle tradizioni brontesi. (Gaetano Guidotto, La Sicilia)
I 106 di nonna Lucia ed i 102 di nonna Sofia
Nicola Lupo ha spento le sue cento candeline, ma in altre due torte di compleanno le candeline accese hanno superato ampiamente questo numero: nonna Lucia Castiglione ha festeggiato infatti i suoi 106 anni e nonna Sofia Cannata 102 (foto a destra).
La prima, «ancora attiva nelle sue giornate trascorse al Residence San Vincenzo de’ Paoli, mangia da sola, si lava da sola, si veste da sola, chiacchiera con le sue compagne di stanza, tiene sempre stretta tra le mani una corona del Rosario e prega instancabilmente! È stata festeggiata da dipendenti, parenti, dagli altri anziani ospiti e da un gruppi di volontari e del Rotary» (La Sicilia, 03 febbraio). La seconda, la signora Fioretto, l’anziana e arzilla signora dai capelli bianchi che vive da sempre in via Messina, ha festeggiato con allegria e giovialità circondata dall’affetto dei suoi due figli, nuore e nipoti. Auguri da tutti noi anche a loro
Per i 100 anni di Nicola Lupo
Quando qualcuno festeggia il compleanno si usa la frase fatta: Auguri e cento di questi giorni. Raramente il festeggiato riesce per cento volte a spegnere le candeline sulla torta. Invece, sta succedendo al nostro caro amico Prof. Nicola Lupo che oggi festeggerà un secolo di vita e, fin da quando collabora col sito Bronte Insieme, ha arricchito piacevolmente le nostre conoscenze con le sue idee, il Vocabolario, gli Aforismi e, soprattutto con i suoi libri. Fantasmi – storiette paesane, il suo amarcord, ci ha commosso e fatto conoscere simpatici personaggi ed episodi inediti di cui non avremmo mai saputo l’esistenza.
Pur vivendo girovagando dalla Sicilia alla Calabria (per due anni), alla Puglia (per sedici anni) e a Roma (venticinque) il suo amore per Bronte non si è mai affievolito. Andato in pensione è ritornato in Puglia dove è vissuto tra Bari e Selva di Fasano nel Brindisino (per "non perdere la memoria delle proprie radici", quasi con nostalgia per il paese natale, ha chiamato la casa dove abita "Villa Bronte"). E’ rimasto, infatti, sempre con Bronte nel cuore e ce lo ha descritto sul filo della memoria con fine intelligenza e puntuale accuratezza.
La nostalgia e l’amore per le sue origini l’ha tenuto in vita per lui ma anche per noi e gliene siamo molto grati. I suoi cento anni non li deve solo alla sua forte tempra ma anche ai nostri auguri che fin da quando lo conosciamo sono stati e sono di grande affetto e mai per una formula convenevole.
Auguri professore, un abbraccio ed un affettuoso saluto da tutti noi.
Il Consiglio comunale "aperto" boccia il documento di programmazione già adottato dalla Regione
Il Piano paesaggistico non piace
«Si progettano soltanto vincoli»
“Il territorio è stufo di vincoli che impediscono tutto. La gente intende salvaguardare ambiente e paesaggio, ma vuole poter sviluppare agricoltura e turismo e strumenti come il Piano paesaggistico lo impediscono”.
E’ il messaggio che si può trarre alla fine del Consiglio comunale straordinario ed "aperto" convocato dal presidente Galati, all’interno della Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello” , sul Piano paesaggistico. “I vincoli imposti nel Piano – ha affermato in apertura il presidente Galati - finiranno per condizionare le scelte dei cittadini e delle attività economiche. Noi abbiamo l’obbligo di difendere pistacchieti e frutteti”. Il riferimento è certamente ai molti dubbi ed a tutti quei vincoli che impediscono qualsiasi attività edilizia soprattutto nelle fasce di rispetto di boschi e fiumi. “Un Piano è necessario per regolamentare il territorio – ha aggiunto il vice sindaco Messina – ma questo qualche criticità la evidenzia. Fra queste un centro storico troppo grande ed un bosco stranamente individuato nell’area del Castello Nelson che ci impedirebbe di ricostruire il Borgo Caracciolo. Non ci resta che presentare osservazioni ed invito i cittadini a farlo”.
Per l’architetto Luigi Longhitano, che ha fatto parte dell’ “Osservatorio regionale per la qualità del Paesaggio” che ha contribuito alla redazione del Piano “questo non inserisce nuovi vincoli, semmai li regola in maniera diversa”. Il capo dell’ufficio tecnico del Comune ing. Salvatore Caudullo, ha ricordato che i termini entro cui si possono presentare osservazioni (7 febbraio per tutti, 25 aprile per i territorio vicini ai corsi d’acqua) e mostrato aree e vincoli.
Salva l'autonomia del I° Circolo didattico
L’Assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, Roberto Lagalla, accogliendo la richiesta dell’Amministrazione comunale, nel redigere il “Piano di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica per l’anno 2019- 2020, ha mantenuto l’autonomia del Primo Circolo didattico “Nicola Spedalieri”. Per Bronte una bella notizia. C'era, infatti, che il I° Circolo perdesse l’autonomia. Un “decreto direttoriale” del Miur (Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca) aveva evidenziato come nello storico I Circolo didattico “Nicola Spedalieri” frequentavano meno alunni del previsto, con la conseguenza che, essendo sottodimensionato, avrebbe perso il dirigente scolastico.
Alla notizia seguirono incontri alla presenza dei Dirigenti dei due Circoli didattici di Bronte e la Scuola Media nel tentativo di individuare una soluzione interna. Si puntò a salvare l’autonomia dell’Istituto a Palermo. In casi estremi si sarebbe optato per un Istituto comprensivo che accorpasse il I Circolo didattico “Spedalieri” e la Scuola media “Castiglione”. L’interlocuzione con la Regione però ha dato i propri frutti e per un anno ancora la dirigenza del I Circolo è salva. Il mantenimento è subordinato alla presenza del numero degli alunni iscritti.
Avvenuta la surroga di Antonio Leanza
Giuseppina Ruocco nuovo consigliere comunale
Aderisce al gruppo misto e si colloca all'opposizione
Giuseppina Ruoco, 43 anni, imprenditrice agricola, madre di 3 figli e sposata con l’ex consigliere comunale Salvatore Catania è il nuovo consigliere comunale di Bronte. Eletta nella lista “Sicilia Democratica – Protagonista sei Tu Leanza”, una delle 4 liste che nel 2015 sosteneva la candidatura a sindaco di Graziano Calanna (quarta della lista con 95 voti), ha surrogato Antonio Leanza che nei giorni scorsi ha presentato le dimissioni.
La seduta del Consiglio comunale è iniziata con i ringraziamenti all’ex consigliere Leanza e l’invito a rivedere, se possibile, la sua decisione. Poi il polemico intervento del neo consigliere Ruocco: «La situazione politica attuale di Bronte mi rammarica. I cittadini hanno votato un sindaco ed una Giunta. Oggi ci ritroviamo con un sindaco sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e sospeso dall’incarico e una Giunta completamente nuova, non corrispondente alla volontà dei cittadini. Con grande umiltà penso che quest'amministrazione abbia trascurato: la viabilità, la fruibilità del centro storico, il verde pubblico, l’ospedale, la casa dell’acqua, la valorizzazione e la tutela del Pistacchio, la problematica degli edifici fatiscenti, l’applicazione della tariffa puntuale dei rifiuti, la progettazione e la realizzazione di bretelle stradali indispensabili per la sicurezza (vedi quartiere Sciara Sant'Antonio), la stabilizzazione dei precari liberandoli dalla schiavitù politica, il contrasto al gioco d'azzardo, all’alcolismo ed alla droga. Per la legalità e trasparenza chiederemo chiarimenti sulle transazioni che riguardano il Comune di Bronte ed il sindaco protempore Gaetano Messina e sempre il Comune di Bronte con il sig. Bonaventura, (suocero del Sindaco Calanna) e sui 400 mila euro che il Comune deve restituire alla Regione per la discarica di Margiogrande. Aderisco al gruppo misto e mi colloco all'opposizione. Voglio adoperarmi al massimo affinché i cittadini si avvicinino alla politica e si sentano orgogliosi di chi li rappresenta».
«Qando lei si è candidata nelle liste di Graziano Calanna – ha replicato il consigliere Samanta Longhitano mostrando il programma elettorale presentato agli elettori dal sindaco - ha sostenuto questo programma, non quello che ha letto adesso lei. Sappia che la stabilizzazione dei precari è stata avviata, come il potenziamento e la valorizzazione della zona artigianale. Insomma riprendendo il programma elettorale si accorgerà che il 70% è stato realizzato. Le basterà ricordare alcuni cavalli di battaglia della campagna elettorale come il depuratore della Serra, il finanziamento della Chiesa del Rosario, la partecipazione ai bandi europei e la raccolta differenziata oggi al 60%. Per la tariffazione puntuale della raccolta differenziata manca poco e tanti sono gli interventi nel sociale». «Gli attuali assessori – ha aggiunto Di Mulo – hanno tutti vinto le elezioni con Graziano Calanna. Fra noi non ci sono voltagabbana. Il Comune non deve restituire i 400 mila euro della discarica e sulle transazioni Messina e Bonaventura non torniamo indietro, ritenen­dole giuste, legittime e trasparenti». Il dibattito poi è continuato fra repliche, controrepliche e gli auguri di buon lavoro al neo consigliere.
Con l'ingresso di Giuseppina Ruocco nel Consiglio comunale di Bronte si è quasi raggiunta - cosa rara - la parità di genere: ora sono 8 su 20 le donne del Consiglio comunale.

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