Source: https://www.abruzzoitalia.it/blog/aristocrazia-contadina/81-l-asino-e-la-natura-umana.html
Timestamp: 2019-02-21 17:03:21+00:00

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La sentenza racchiudeva in poche parole concetti lunghi a esprimersi altrimenti e in alcuni casi il tono di voce e il contesto ne scandivano il valore positivo o negativo esimendo chi parlava anche dall'emettere un giudizio perché con la sentenza si ricordava un dato di fatto presente nell'immaginario collettivo. La sapienza nell'uso delle sentenze come inciso nei discorsi accreditava la persona che ne faceva uso, piùerano appropriate le sentenze piùriscuoteva stima.
Ciucce e presentose
Asino e presuntuoso
Questa è una diade che non trova mai smentita. E' usata con competenza da tutti anche quelli che non conoscono il mondo contadino e purtroppo non viene mai disattesa. Certo racchiude aspetti umani duri a morire perché le persone ottuse o poco preparate non avendo strumenti per comprendere sottovalutano il problema e pretendono anche di avere la soluzione.
Li porta a capezze gne l'asine
Lo conduce con la cavezza come fa con l'asino
Questa sentenza ha una duplice veste lusinghiera o dispregiativa per ambedue i due soggetti e lo si desume solo dal contesto, il positivo racconta una persona docile e pronta ad imparare che si lascia condurre senza opporre resistenza e chi lo accompagna è una persona intelligente e generosa che si preoccupa dell'altro tanto da dargli indicazioni minuziose come lo accompagnasse legato a sé. Il negativo racconta uno sciocco che per pigrizia o per incapacità si lascia condurre come un animale con la cavezza senza percepire la malafede dell'altro che certo non per buon cuore lo conduce.
Lu vove dice cornute all'asine
E' facile leggere nell'altro i propri difetti accusandolo magari anche ingiustamente, anche questa sentenza viene usata sovente. Mentre i tori sono allevati per la riproduzione i buoi sono castrati per poter essere allevati per i lavori in campagna o per la macellazione perciòsono cornuti di fatto perché comunque hanno il palco delle corna e di nome perché non piùvirili. La metafora è che molti fanno pettegolezzi sulla vita privata altrui non sapendo della propria.
Raje d'asine nnarrive 'nciele
Raglio d'asino non arriva in cielo
Questa sentenza è metafora del reale valore di ciascuno che non basta raccontarle le cose perché siano vere, ma ci vogliono i fatti quindi è un invito alla concretezza.
Mejie n'asine vive che nu duttore morte
Meglio un asino vivo che un dottore morto
Fare bene il proprio mestiere non è cosa da poco, il titolo, in questo caso "dottore", se non trova corrispondenza nel saper fare relativo diventa inutile perciò meglio un mestiere umile fatto bene che un mestiere altisonante fatto male perché anche dopo morto si ricorderà l'incapacità dimostrata.
Quande mai l'asine ha sunate la trombe
Quando mai l'asino ha saputo suonare la tromba
L'argomento è sempre lo stesso conoscere a fondo il lavoro che si svolge, millantare di saper fare non crea la competenza, la metafora è che bisogna avere il senso del proprio limite nel dire oltre che nel fare.
A la vellegne s'accioppeche l'asine
Alla vendemmia l'asino si azzoppa
In questa sentenza si ode l'eco lontana della sorte avversa di Ignazio Silone e di Giovanni Verga per i quali i poveri "cafoni" devono affrontare il duro lavoro nei campi senza neanche l'aiuto degli animali domestici ma c'è anche la metafora che per non lavorare si fa finta di avere un malanno e restare a casa a farsi curare.

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