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Timestamp: 2020-04-02 06:49:30+00:00

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Preconcordato e necessaria specificazione nella proposta della natura liquidatoria o in continuità aziendale
18 Marzo 2014 | di La Redazione
Il debitore che depositi una domanda di concordato con riserva, ex art. 161, comma 6, l. fall., è tenuto a specificare chiaramente l’oggetto della proposta e le previsioni del piano ad esso sotteso, e a indicare se il concordato avrà natura liquidatoria ovvero in continuità.
Contratti di vendita, fallimento dell’acquirente e competenza internazionale: le azioni del curatore sono strettamente connesse alla procedura fallimentare
17 Marzo 2014 | di La Redazione
In una causa avente ad oggetto un contratto di vendita con riserva da cui la curatela fallimentare dell’acquirente abbia deciso di sciogliersi, ex art. 72 l. fall., e dove la controparte sia una società avente sede in un altro Stato dell’Unione Europea, la competenza a decidere sulla domanda, formulata dalla curatela, di restituzione delle rate versate dall’acquirente e sull’accertamento dell’ammontare dell’equo compenso in favore del venditore, è in capo ai giudici dello Stato membro nel cui territorio è situato il centro degli interessi principali del debitore, secondo quanto stabilito dal Regolamento sull’insolvenza (Reg. CE n. 1346/2000).
Amministrazione straordinaria: estensione alle altre società del gruppo
L’assoggettamento di una società al controllo di un’altra e l’aver intrattenuto rapporti contrattuali sostanzialmente esclusivi con questa rappresentano degli indici indubbi dell’appartenenza ad un gruppo di società. Pertanto, qualora ricorrano le condizioni stabilite dall’art. 81, d.lgs. n. 270/99, può applicarsi ad essa il terzo comma dell’art. 3, d.l. n. 347/2003 secondo cui “il commissario giudiziale può richiedere al Ministro delle attività produttive l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria di altre imprese del gruppo”.
Inammissibile il piano concordatario che preveda tempi di realizzazione troppo lunghi
14 Marzo 2014 | di La Redazione
Un piano concordatario che richieda termini eccessivi per la sua realizzazione è da giudicarsi inammissibile. Questo in quanto va contro il principio di ragionevole durata delle procedure concorsuali, che secondo quanto stabilito dalla legge Pinto (l. n. 89/2001) è da individuarsi in sei anni, ed in quanto un suo protrarsi per dei termini eccessivamente lunghi comporterebbe una compromissione dei diritti dei creditori oltre quanto sia necessario per le finalità della procedura stessa.
Inammissibilità del concordato per pagamenti non autorizzati e abuso del diritto da parte del debitore
Deve essere dichiarata inammissibile, ex art. 162 l. fall., la proposta di concordato preventivo in presenza di un uso abusivo e distorto, da parte del debitore, dello strumento concordatario, concretizzatosi nel compimento di atti non autorizzati dal G.D. (Nella specie, il debitore ha effettuato pagamenti di debiti chirografari e/o privilegiati per prestazioni anteriori, senza autorizzazione del tribunale e in assenza dei presupposti di legge).
I creditori di un’impresa sottoposta ad amministrazione straordinaria e poi tornata in bonis non possono chiederne il fallimento
Dopo la chiusura di una procedura concorsuale, i creditori possono agire liberamente, ex art. 120 l. fall., nei confronti della società tornata in bonis, con le forme e modalità della cognizione ordinaria, o attraverso l’esercizio di azioni esecutive e cautelari, ma non possono richiederne il fallimento, in applicazione del principio di universalità delle procedure concorsuali. (Nella specie, i creditori di un’impresa in amministrazione straordinaria e poi tornata in bonis, ne chiedevano il fallimento per il pagamento degli interessi maturati negli anni in cui l’impresa è stata sottoposta alla procedura concorsuale. Il Giudice, pur qualificando i crediti per interessi come anteriori alla procedura di amministrazione straordinaria, perché accessori ai crediti insinuati al passivo di tale procedura, ha rigettato la domanda di fallimento).&nbsp;
Inammissibilità del concordato per atti in frode consistenti nel depauperamento del patrimonio
L’emersione, in sede di valutazione della domanda di concordato ai fini dell’ammissione, di atti fraudolenti che, se conosciuti dopo, potrebbero dar luogo alla revoca ex art. 173 l. fall., determina l’inammissibilità della proposta, se tali atti sono rilevanti e determinanti.
Preconcordato: inammissibile lo scioglimento di contratti pendenti, ex art. 169-bis, in assenza di un piano concordatario dettagliato
In una procedura di concordato in bianco può essere autorizzata la sospensione dei contratti in corso d’esecuzione, ex art. 169-bis l. fall., anche senza instaurazione del contraddittorio con il contraente in bonis, ove il Tribunale ritenga sufficienti le informazioni fornite dalla società ricorrente, attesa la natura ad effetti provvisori del provvedimento.
Non spetta la prededuzione al finanziatore che ha prestato del denaro (con mutuo di scopo) al soggetto che si accinge a chiedere il concordato preventivo, il quale, nella consapevolezza dello stesso finanziatore, utilizzi la somma ricevuta per pagare i professionisti del concordato, anticipando l’effetto prededuttivo voluto dalla legge, che non è però ancora riscontrabile all’atto del pagamento.
Individuazione del tribunale competente per la dichiarazione di fallimento
Al fine dell’individuazione della competenza territoriale del tribunale per la dichiarazione di fallimento, ex art. 9 l. fall., rileva la sede dell’impresa in cui si trova il centro direttivo e amministrativo dell’impresa stessa, il quale non coincide necessariamente con il luogo in cui è ubicato lo stabilimento.

References: art. 161
 art. 72
 art. 162
 art. 120
 art. 173
 art. 169
 art. 169
 art. 9