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C BANCA INTESA/SANPAOLO IMI Provvedimento n L AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO - PDF
C BANCA INTESA/SANPAOLO IMI Provvedimento n L AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
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1 C BANCA INTESA/SANPAOLO IMI Provvedimento n L AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO NELLA SUA ADUNANZA del 20 dicembre 2006; SENTITO il Relatore Professor Nicola Occhiocupo; VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287; VISTA la legge 28 dicembre 2005, n. 262; VISTA la comunicazione di Banca Intesa S.p.A. e San Paolo IMI S.p.A. pervenuta in data 6 ottobre 2006; VISTA la propria delibera del 19 ottobre 2006 con la quale ha avviato, ai sensi dell articolo 16, comma 4, della n. 287/90, il procedimento nei confronti di Banca Intesa S.p.A. e SanPaolo IMI S.p.A.; VISTO l atto pervenuto in data 30 ottobre 2006 con cui la società Assicurazioni Generali S.p.A. ha chiesto di intervenire nel procedimento in qualità di soggetto portatore di interessi rilevanti in ordine agli esiti dell istruttoria; SENTITI i rappresentati delle società Banca Intesa S.p.A. e SanPaolo IMI S.p.A. in data 30 ottobre e 9 novembre 2006; VISTA la Comunicazione delle Risultanze Istruttorie, inviata alle Parti in data 22 novembre 2006; VISTO il parere dell ISVAP pervenuto in data 20 dicembre 2006; VISTI gli atti del procedimento; CONSIDERATO quanto segue: I. LE PARTI 1. Banca Intesa S.p.A. (di seguito anche Banca Intesa) è la capogruppo dell omonimo gruppo bancario (di seguito anche gruppo Intesa). Il gruppo Intesa, nato dall integrazione di Banco Ambrosiano Veneto, Banca Commerciale Italiana e Cassa di Risparmio delle Province Lombarde (Cariplo), è uno dei principali gruppi bancari operanti in Italia, attivo nell offerta dei servizi bancari, finanziari ed assicurativi. Il Gruppo Intesa, anche attraverso le banche controllate, è presente con circa filiali distribuite in tutte le regioni italiane, nonché 750 filiali all estero. Il gruppo Banca Intesa opera sui mercati finanziari e assicurativi anche attraverso partnership con i gruppi Crédit Agricole e Generali. In particolare, Banca Intesa e il gruppo Crédit Agricole operano in partnership, attraverso l impresa comune CAAM SGR S.p.A., nel risparmio gestito e, attraverso AGOS S.p.A., nel credito al consumo; Banca Intesa e il gruppo Generali operano in partnership, attraverso l impresa comune Intesa Vita S.p.A. nel settore assicurativo 1. Le azioni di Banca Intesa sono quotate presso il Mercato Telematico di Borsa Italiana. I principali azionisti di Banca Intesa sono: Crédit Agricole S.A. (17,84), Fondazione Cariplo (9,22), Gruppo Generali (7,54), Fondazione Cariparma (4,33) e Gruppo Banca Lombarda e Piemontese (4,88) 2. In data 3 maggio 2005, i predetti azionisti hanno stipulato un patto di sindacato, in scadenza in data 15 aprile 2008, ed avente ad oggetto il 43,51 delle azioni ordinarie di Banca Intesa, volto ad assicurare continuità e stabilità nell attività della società. Nessuno dei soci, singolarmente e congiuntamente, controlla Banca Intesa. 2. Il gruppo Intesa ha sviluppato, nel 2005, un fatturato complessivo a livello mondiale pari a milioni di euro, di cui milioni nell Unione Europea. In Italia, il gruppo Intesa ha sviluppato, nel 2005, un fatturato, da considerarsi ai sensi dell articolo 16, commi 1 e 2 della legge n. 287/90, pari a milioni di euro. Il gruppo Intesa sviluppa più di due terzi del proprio fatturato in Italia. 3. SanPaolo IMI S.p.A. (di seguito anche SanPaolo IMI) è la capogruppo dell omonimo gruppo bancario (di seguito anche gruppo SanPaolo), nato dalla fusione, nel 1998, con l Istituto Mobiliare Italiano e successivamente integrato con il Banco di Napoli (2000) e il gruppo Cardine (2001). Il gruppo SanPaolo è uno dei principali gruppi bancari operanti in Italia, attivo nell offerta dei servizi bancari, finanziari ed assicurativi. Il gruppo SanPaolo è presente in Italia con circa 3000 filiali. Le attività di risparmio gestito e previdenza relative al gruppo SanPaolo sono concentrate nelle società controllate dalla sub holding Eurizon Financial Group S.p.A., a sua volta controllata da SanPaolo IMI. Le azioni di SanPaolo IMI sono quotate presso il Mercato Telematico di Borsa Italiana e il New York Stock Exchange. 1 [Cfr. decisione della Commone del 14 dicembre 2005, M.4006, relativa alla joint venture Banca Intesa/Credit Agricole/Nextra (CAAM) e del 15 dicembre 2003, M.2768, Generali/Banca Intesa/JV. 2 [Altri azionisti che hanno quote di capitale in Banca Intesa superiore al 2 sono: Mondrian Investment Partners Limited (2,87) e Capitalia S.p.A. (2,01).
2 I principali azionisti di SanPaolo IMI sono: Compagnia di San Paolo (14,19), Banco Santander Central Hispano S.A. (8,43), Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo (7,02), Fondazione di Cassa di Risparmio in Bologna (5,54), Giovanni Agnelli & Co. Sapa (4,96), Assicurazioni Generali S.p.A. (2,11). Compagnia di San Paolo, Fondazione C.R. Padova e Rovigo e Fondazione C.R. Bologna hanno stipulato, in data 19 aprile 2004 e per la durata di tre anni, un patto di unità d intenti al fine di gestire in base ad orientamenti condivisi le rispettive partecipazioni nella Banca. Questo patto aggrega il 13,66 del capitale sociale di SanPaolo Imi. Inoltre, Compagnia di San Paolo, Fondazione C.R. Padova e Rovigo e Fondazione C.R. Bologna (unitamente considerate le Fondazioni), Banco Santander Central Hispano S.A. e CDC IXIS Italia Holding S.A. (oggi Caisse Nazionale des Caisses d Epargne) hanno stipulato, in data 25 aprile 2004, con scadenza il 15 giorno precedente la data di prima convocazione dell assemblea di SanPaolo IMI chiamata ad approvare il bilancio di esercizio relativo al 2006, un patto di consultazione e coordinamento. Nessuno dei soci, singolarmente o congiuntamente, controlla SanPaolo. 4. Il gruppo SanPaolo ha sviluppato, nel 2005, un fatturato complessivo a livello mondiale pari a [ milioni di euro, di cui [ milioni di euro nell Unione europea. In Italia, il gruppo SanPaolo ha sviluppato, nel 2005, un fatturato, da considerarsi ai sensi dell articolo 16, commi 1 e 2, della legge n. 287/90, pari a [ milioni di euro. Il gruppo SanPaolo sviluppa più di due terzi del proprio fatturato in Italia. II. DESCRIZIONE DELL'OPERAZIONE a) L operazione di fusione 5. L operazione prevede la fusione per incorporazione di SanPaolo IMI in Banca Intesa 4. Dall operazione di fusione per incorporazione nascerà la capogruppo del nuovo gruppo bancario, che avrà responsabilità di gestione sul nuovo gruppo integrato e svolgerà altresì funzioni direttamente operative. Attraverso la fusione, le parti perseguono l obiettivo di incrementare le proprie dimensioni e creare un grande gruppo bancario e finanziario in grado di competere anche a livello internazionale. 6. L operazione di fusione è principalmente regolata dall accordo quadro che Banca Intesa e SanPaolo hanno sottoscritto in data 26 agosto Inoltre, in data 12 ottobre 2006, i rispettivi consigli di amministrazione delle imprese interessate hanno approvato il progetto di fusione, il piano di integrazione e la bozza di statuto della società post merger che saranno successivamente sottoposti alle rispettive assemblee dei soci. L accordo quadro è stato modificato dal successivo atto aggiuntivo stipulato tra le stesse parti in data 17 ottobre In base al rapporto di concambio concordato fra le parti, la composizione azionaria della società post merger sarà così strutturata 6 : Azionista Percentuale sul capitale sociale Crédit Agricole 9,1 Compagnia San Paolo 7 Gruppo Assicurazioni Generali 4,9 Fondazione Cariplo 4,7 Banco Santander Central Hispano 4,2 Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo 3,5 Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna 2,7 Gruppo Lombardo 2,5 Giovanni Agnelli & C. 2,4 Fondazione Cassa di Risparmio di Parma 2,2 Capitalia 1 Mediobanca 0,8 3 [Nella presente versione alcuni dati sono omessi, in quanto si sono ritenuti sussistenti elementi di riservatezza o di segretezza delle informazioni. 4 [In particolare, l operazione sarà realizzata ai sensi degli articoli 2501 e ss. c.c. 5 [In data 26 agosto 2006, i rispettivi consigli di amministrazione delle imprese interessate hanno approvato le linee guida della fusione. 6 [Il rapporto di concambio relativo all operazione è stato concordato come segue: 3,115 azioni di Banca Intesa per una azione ordinaria di San Paolo IMI (post conversione in azioni ordinarie delle attuali azioni privilegiate di quest ultima).
3 Monte Paschi di Siena 0,7 Reale Mutua 0,7 Caisse Nationale des Caisses d Epargne 0,7 Come si evince, allo stato, Crédit Agricole, già primo azionista di Banca Intesa, diverrebbe il primo azionista della nuova banca. Altri azionisti di rilievo sarebbero Compagnia SanPaolo, il gruppo Generali, Fondazione Cariplo e Banco Santander. Secondo le parti, in base alla descritta struttura azionaria, non vi sarà alcun azionista che individualmente, o congiuntamente con altri azionisti, eserciterà forme di controllo sull entità post merger. Merita osservare che Crédit Agricole ha già annunciato al mercato che ridurrà la propria partecipazione nella banca post merger, almeno al 5. Pertanto, la struttura azionaria sopra descritta della nuova banca è suscettibile di modifiche in tempi ragionevolmente brevi 7. Inoltre, nel corso dell istruttoria è stato confermato quanto rilevato in sede di avvio del presente procedimento, vale a dire che, sebbene l operazione di fusione non abbia l effetto automatico di risolvere i patti di sindacato attualmente vigenti sia relativamente a Banca Intesa che a SanPaolo IMI, verranno verosimilmente superati per effetto della fusione, essendo profondamente mutati gli equilibri della compagine azionaria su cui gli stessi si fondavano 8. b) La governance della banca post merger 8. Sulla governance della società post merger, le parti intendono adottare il modello di gestione c.d. dualistico, caratterizzato, in particolare, dalla presenza del Consiglio di Sorveglianza, organo intermedio tra l assemblea dei soci e l organo di amministrazione, denominato Consiglio di Gestione 9. i) Il Consiglio di Sorveglianza 9. Il Consiglio di Sorveglianza è nominato, mediante voto di lista, dall assemblea dei soci e sarà composto da un minimo di 15 a un massimo di 21 membri. I componenti del Consiglio di Sorveglianza durano in carica per tre anni. Con apposita delibera, l assemblea dei soci nomina, nell ambito dei consiglieri di sorveglianza, il Presidente e i due Vice-Presidenti del Consiglio di Sorveglianza. L assemblea dei soci ha altresì il potere di revoca dei consiglieri di sorveglianza. Nell ambito del Consiglio di Sorveglianza verranno altresì costituiti i seguenti specifici comitati: Comitato Nomine, con funzioni selettive e propositive in merito alle nomine dei componenti del Consiglio di Gestione, il Comitato Remunerazioni e il Comitato di Controllo Interno. 10. Le parti hanno deciso di avvalersi della possibilità, prevista dalla normativa vigente, di attribuire al Consiglio di Sorveglianza poteri di c.d. alta amministrazione. In particolare, l approvazione, su proposta del Consiglio di Gestione, degli indirizzi strategici e programmatici, dei piani industriali e finanziari, dei budget sia della società post merger sia del nuovo gruppo bancario complessivamente inteso, delle operazioni strategiche e di maggiore rilievo economico-finanziario. Il Consiglio di Sorveglianza partecipa pertanto alla gestione dell entità post merger e non si limita a mere funzioni di controllo, paragonabili alle funzioni del collegio sindacale tipico del modello di governance tradizionale. Il Consiglio di Sorveglianza determina il numero, nomina e, se del caso, revoca i componenti del Consiglio di Gestione, il Presidente nonché uno o due Vice-Presidenti del Consiglio di Gestione. Al riguardo si rileva che i componenti del Consiglio di Sorveglianza non possono essere nominati componenti del Consiglio di Gestione per tutto il periodo di durata della carica loro assegnata dall assemblea (articolo 13.2, ultimo periodo dello statuto). Come previsto dalla normativa vigente, il Consiglio di Sorveglianza - oltre ad assolvere alle funzioni appena richiamate -, svolgerà altresì le attività tipicamente poste in essere, nel modello tradizionale, dal collegio sindacale, nonché alcuni compiti altrimenti attribuiti all assemblea dei soci, quali l approvazione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato. 11. In base all articolo 24.7 dello statuto della società post merger, per la validità delle deliberazioni del Consiglio di Sorveglianza è necessario che alla riunione sia presente la maggioranza dei componenti in carica. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti; in caso di parità, prevale il voto di chi presiede. Tuttavia, è richiesta la maggioranza dei componenti in carica del Consiglio di Sorveglianza, per le deliberazioni concernenti la nomina del Presidente e di uno o due Vice-Presidenti del Consiglio di Gestione (articolo 24.8). 12. Per quanto riguarda il primo Consiglio di Sorveglianza dell entità post merger, è stata concordata una disciplina specifica. In base ad un norma ad hoc dello Statuto, l Assemblea Ordinaria dei soci dell incorporante Banca Intesa 7 [Cfr. comunicato stampa di Crédit Agricole dell 11 ottobre 2006 (doc. 36.1). 8 [Cfr. verbale di Assicurazioni Generali (doc. 177) e risposta delle parti a richiesta di informazioni (doc. 152). Si veda inoltre, al riguardo, il documento informativo sull operazione di fusione e il comunicato stampa rilasciato da Banca Intesa all esito delle assemblee svoltesi in data 1 dicembre 2006, entrambi disponibili sul sito internet di Banca Intesa s.p.a. 9 [Cfr. la disciplina del codice civile (spec. art octies e ss.) e la disciplina del Decreto Legislativo n. 58/98, e successive modifiche (TUF, spec. art. 147 e ss.).
4 nominerà, con il meccanismo del voto di lista, 19 membri del Comitato di Sorveglianza, membri che rimarranno in carica tre anni. La nomina dei predetti membri sarà efficace dal momento dell efficacia della fusione. L Atto Aggiuntivo stipulato tra le parti in data 17 ottobre 2006 prevede un impegno delle stesse 10. Inoltre, successivamente all efficacia della fusione, il Consiglio di Sorveglianza verrà integrato con la nomina di altri due membri, che scadranno insieme ai predetti consiglieri. La nomina di questi due membri avverrà anch essa con il voto di lista ed è effettuata al fine di consentire anche alle minoranze della compagine sociale ex SanPaolo Imi di avere propri rappresentanti. Al riguardo, si rileva che, in data 1 dicembre 2006, si è svolta l assemblea ordinaria di Banca Intesa che ha nominato il primo Consiglio di Sorveglianza dell entità post-merger, costituito da 19 membri, tra i quali si richiamano Giovanni Bazoli, Presidente del Consiglio di Sorveglianza, Antoine Bernheim e Rodolfo Zich, Vicepresidenti del Consiglio di Sorveglianza. Una volta entrato in carica, il Consiglio di Sorveglianza nominerà il primo Consiglio di Gestione. ii) Il Consiglio di Gestione 13. Il Consiglio di Gestione è composto da un minimo di 7 a un massimo di 11 membri, a seconda delle determinazioni del Consiglio di Sorveglianza di cui sopra. I componenti del Consiglio di Gestione durano in carica per tre anni. Il Consiglio di Gestione è l organo deputato all amministrazione della società e ricalca in larga misura le funzioni del consiglio di amministrazione del modello di governance tradizionale. In particolare, al Consiglio di Gestione spetta la gestione dell impresa conformemente con gli indirizzi strategici approvati dal Consiglio di Sorveglianza. 14. Il Consiglio di Gestione nomina tra i suoi membri un Consigliere Delegato che è Capo dell Esecutivo (CEO, Chief Executive Officer) e sovrintende alla gestione aziendale nell ambito dei poteri allo stesso attribuiti e secondo gli indirizzi generali decisi dagli altri organi sociali. 15. In base all articolo 16.4 dello Statuto della società post-merger, per la validità delle deliberazioni del Consiglio di Gestione è necessario che alla riunione sia presente la maggioranza dei suoi componenti in carica. le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti dei presenti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede. Per alcune delibere è comunque richiesta la maggioranza qualificata consistente nella maggioranza dei componenti in carica del Consiglio di Gestione; tali delibere riguardano: la nomina, la revoca nonché il conferimento, la modificazione e la revoca dei poteri del Consigliere Delegato; la nomina, la revoca e la determinazione delle funzioni dei Direttori Generali; il conferimento di particolari incarichi, deleghe e poteri a uno o più Consiglieri. III. QUALIFICAZIONE DELL'OPERAZIONE 16. L'operazione in esame, in quanto comporta la fusione di due imprese, costituisce una concentrazione ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge n. 287/90. Essa rientra nell'ambito di applicazione della legge n. 287/90, non ricorrendo le condizioni di cui all'articolo 1 del Regolamento CE n. 139/04, ed è soggetta all'obbligo di comunicazione preventiva disposto dall'articolo 16, commi 1 e 2, della medesima legge, in quanto il fatturato totale realizzato nell'ultimo esercizio a livello nazionale dall insieme delle imprese interessate è stato superiore a 432 milioni di euro. IV. L AVVIO DELL ISTRUTTORIA 17. In data 19 ottobre 2006, l Autorità ha deliberato l avvio dell istruttoria sulla presente operazione, ai sensi dell articolo 16 comma 4 della legge n. 287/90. In particolare, in sede di avvio, è stato evidenziato che vi sono diversi mercati nei quali la realizzazione dell operazione di fusione in esame determina il rischio di costituzione o rafforzamento di una posizione dominante; si tratta dei mercati rilevanti connessi a: raccolta bancaria, impieghi, credito al consumo, leasing, factoring, carte di credito, carte di debito, fondi comuni di investimento, gestioni individuali di patrimoni (GPM e GPF), prodotti di previdenza complementare, risparmio amministrato, nonché i rami assicurativi vita I, III e V. V. L ATTIVITA ISTRUTTORIA SVOLTA 18. Nel corso del procedimento, oltre che alle parti, sono state inviate richieste di informazioni a: numerose banche 11, le più importanti società di gestione del risparmio 12, imprese di assicurazioni 13, Poste Italiane S.p.A., associazioni di categoria (Assogestioni e Assifact). 10 [Cfr. documento [Unicredit Banca, Capitalia, Monte dei Paschi di Siena, Banca Antoniana Popolare Veneta, Banca di Piacenza, Banca Monte Parma, Banca Sella, Banca Popolare di Milano, Banca Polare dell Emilia Romagna, Banca Popolare dell'etruria e del Lazio, Banca Popolare di Cividale, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Spoleto, Banche Popolari Unite, Banca Carige, CR Firenze, BCC del Polesine, BCC dell'alta Padovana, BCC Padana Orientale San Marco, BCC Pordenonese, BCC Staranzano, BCC San Giorgio e Meduno, BCC Valdostana, Credito Valtellinese, Cassa Rurale e Artigiana di Cantù, Cassa Rurale e Artigiana di Lucinico, Farra e Capriva.
5 Inoltre, è stata demandata ad un soggetto terzo (Nielsen) l attività di raccolta dati attinente alla sostituibilità dei conti correnti bancari con i conti correnti postali. Nel corso dell istruttoria, sono state sentite in audizione le seguenti società: Banco Santander Central Hispano S. A., Unicredit Banca, Capitalia, Unipol, Crédit Agricole e Assicurazioni Generali. 19. Le parti sono state sentite più volte nel corso del procedimento (30 ottobre, 7, 9 e 16 novembre 2006) e, in data 16 e 22 novembre, hanno esercitato il diritto di accesso ai documenti. In data 31 ottobre 2006, a seguito di apposita istanza, la società Assicurazioni Generali S.p.A. è stata ammessa a partecipare al procedimento ed è stata ascoltata in audizione in data 20 novembre Nel corso dell istruttoria, l Autorità si è avvalsa di ampie forme di collaborazione, soprattutto mediante lo scambio di informazioni, con le seguenti istituzioni: Banca d Italia, Isvap e Covip. 21. In data 22 novembre 2006, è stata presentata alle parti la comunicazione delle risultanze istruttorie. VI. I MERCATI RILEVANTI 22. L operazione in oggetto ha un impatto potenziale su diversi mercati ricompresi nel settore bancario tradizionale, in altri settori del credito (non solo strettamente bancario), nel settore del risparmio gestito e del risparmio amministrato, nonché in quello assicurativo. 1) ATTIVITÀ BANCARIA TRADIZIONALE Mercato della raccolta 1) Definizione del mercato 23. Per consolidato orientamento della Banca d Italia e dell Autorità, il mercato della raccolta identifica l insieme della raccolta diretta bancaria da clientela ordinaria mediante: conti correnti liberi e vincolati, depositi a risparmio, buoni fruttiferi, nonché i certificati di deposito 14. La definizione del mercato della raccolta, sino ad oggi adottata, non comprende la raccolta postale, in particolare, la raccolta attraverso conto corrente Bancoposta, buoni e libretti postali. 24. Le parti hanno, invece, affermato una definizione del mercato rilevante della raccolta che superasse la delimitazione sino ad oggi adottata, includendovi anche la raccolta postale (al riguardo, si rinvia alla sezione dedicata alla posizione delle parti) Nel corso dell istruttoria, è stato, quindi, approfondito se tale definizione del mercato rilevante sia corretta oppure non debba essere modificata, includendovi la raccolta postale, in considerazione dell attuale fase di evoluzione dei mercati bancari. Al riguardo, sono state esaminate, in termini comparativi rispetto alla raccolta bancaria, le caratteristiche di Poste Italiane S.p.A. (di seguito anche Poste), dei prodotti Bancoposta e della clientela soddisfatta da questi ultimi. In particolare, come evidenziano le risultanze istruttorie di seguito descritte, al fine di definire la sostituibilità o meno tra raccolta bancaria e raccolta postale, appare determinante l approfondimento del prodotto bancario centrale nell attività di raccolta - il conto corrente bancario - rispetto al conto corrente Bancoposta e i risultati di analisi economica sulla propensione allo spostamento della clientela bancaria verso i servizi di Bancoposta. i) le caratteristiche di Poste Italiane 26. In primo luogo, rileva osservare che Poste Italiane è soggetta ad una stringente normativa che le attribuisce caratteristiche del tutto peculiari rispetto alle banche. In particolare, con specifico riferimento alle attività di Bancoposta, si deve evidenziare che la prestazione dei suddetti servizi da parte di Poste è essenzialmente disciplinata dalle norme contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica del 14 marzo 2001, n. 144 (i.e. Regolamento recante norme sui servizi di bancoposta ). Al riguardo, in primo luogo, si rileva che Poste, diversamente dalle banche, non svolge l attività bancaria, vale a dire l attività di raccolta svolta unitamente all esercizio del credito [Arca SGR, Pioneer Investment Management SGR e Capitalia Asset Managament S.p.A. 13 [Unipol, Lloyd s, MontePaschi Vita e RAS. 14 [Si veda, al riguardo, la definizione dei mercati rilevanti strettamente bancari di cui all accordo tra la Banca d Italia e l Autorità relativo alle procedure applicative relative all art. 20 commi 2 e 3 della legge n. 287/90, allora vigenti (l accordo è pubblicato in Bollettino 10/1996), nonché, ad esempio, i provvedimenti C5146B Banca di Roma/Bipop-Carire (in Bollettino n /2002); C3597B Banca Intesa/Banca Commerciale Italiana (in Bollettino n. 48/1999). Si rileva che l Autorità ha acquisito la piena competenza antitrust sui mercati strettamente bancari a seguito della legge del 28 dicembre 2005, n. 262, contenente disposizioni a tutela del risparmio. 15 [La questione è stata accennata in alcuni precedenti richiamati dalle stesse parti v. ad esempio il provvedimento della Banca d Italia del 5 luglio 2004, n. 5, Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Piemonte, Liguria e Val D Aosta (Boll. 28/2004) e il provvedimento della Banca d Italia del 7 agosto 2003, n , Banca Popolare Commercio e Industria/Banca Popolare di Bergamo (in Boll /2003). 16 [Cfr. art. 10 del d.lgs n. 385 del 1 settembre 1993 (i.e. Testo Unico Bancario ).
6 Infatti, a differenza di quanto avviene per gli istituti bancari, Poste non può esercitare attività di concessione di finanziamenti nei confronti del pubblico 17. Da ciò ne consegue che Poste opera nell erogazione di servizi finanziari con un modello organizzativo e di costi sostenuti molto diverso rispetto a quello del sistema bancario; Poste, infatti, in conformità al citato d.p.r. 144/2001, non è autorizzata ad assumere rischi creditizi e di mercato 18 e, in particolare, non è assoggettata ai ratios patrimoniali ed alle regole sulle concentrazioni di rischio stabiliti dalle Istruzioni di Vigilanza della Banca d Italia per le banche. 27. Inoltre, da punto di vista economico, quanto appena esposto implica che, nei rapporti con la clientela, Poste non agisce, diversamente dagli operatori bancari, offrendo direttamente l intera gamma di servizi bancari. La stessa si pone come soggetto attivo sul lato della raccolta, attraverso un unica tipologia di conto corrente e alcuni servizi di movimentazione ad esso tipicamente connessi, quali, assegni, carte di credito e debito, bonifici, domiciliazione utenze, e non sul lato impieghi. Infatti, a titolo esemplificativo, per lo scoperto di conto e l erogazione di mutui, Poste si limita a collocare prodotti di terzi (si tratta di Deutsche Bank) sulla base di un istruttoria da questi ultimi condotta. Inoltre, Poste, seppure indirettamente, offre servizi di finanziamento ad esempio mutui soltanto in una parte delle sedi aperte al pubblico (non più di 1500 uffici) 19. Non vi è, quindi, il tipico rapporto banca/correntista, nell ambito del quale il secondo ricorre allo sportello bancario per il soddisfacimento tanto di esigenze di deposito e operazioni di incasso e pagamenti (tipiche nell utilizzo del conto corrente), quanto per la disponibilità di una molteplicità di forme di impieghi ed investimento definite dall operatore bancario sulla base delle specifiche esigenze del cliente. 28. Anche l attività di raccolta svolta da Poste è soggetta a dei vincoli normativi che attribuiscono alla stessa un carattere molto peculiare rispetto alla raccolta bancaria. Innanzitutto, si rileva che l attività di raccolta di fondi attraverso libretti di risparmio postale e buoni fruttiferi è svolta da Poste Italiane per conto di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (di seguito anche CDP). Al riguardo, Poste Italiane non definisce le caratteristiche dei prodotti di risparmio postale appena menzionati e che colloca presso la clientela. Tale attività di raccolta ha poi una precisa finalità del tutto estranea all attività di raccolta normalmente svolta dalle banche. I prodotti di risparmio postale servono infatti a CDP per svolgere l attività di finanziamento nel settore pubblico 20. Ciò fa sì che l equiparazione tra Poste Italiane e le banche, anche ai fini dell applicazione della normativa di vigilanza sia piuttosto limitata, come sopra già rilevato. Per altro verso, Poste è soggetta a degli obblighi di separazione contabile, anche rispetto alle attività svolte nel settore postale non rilevanti per la generalità delle banche. Tale contiguità con l attività postale, del tutto estranea al sistema bancario, emerge, anche in questo caso, per quanto riguarda la destinazione della raccolta postale tramite conto corrente, raccolta che è utilizzata, almeno in parte, per lo svolgimento di servizi postali. ii) le caratteristiche del conto corrente postale 29. Anche considerando il solo lato della raccolta (precisamente quella diretta via conto corrente), rileva notare che Poste offre un unico tipo di conto e non una gamma tale da consentire alla clientela la scelta del prodotto più idoneo a soddisfare la propria domanda. Diversamente, l offerta bancaria distingue tra conti a canone e conti senza canone/standard e, nell ambito dei primi, offre una pluralità di soluzioni in funzione del numero e tipologia di operazioni comprese nel canone e/o da esso escluse. 30. Inoltre, l istruttoria svolta ha portato ad evidenza un dato quantitativo molto significativo in ordine all assenza di una piena sostituibilità tra c/c bancario e bancoposta per la generalità della domanda. Tale dato è rappresentato dalla differente incidenza dei conti correnti nella raccolta bancaria, rispetto ai conti correnti Bancoposta rispetto alla raccolta postale. Infatti, mentre per il complesso delle banche i conti correnti rappresentano oltre l della raccolta complessiva (composta da conti correnti, depositi a risparmio, certificati di deposito e buoni fruttiferi), per Poste la raccolta tramite conto Bancoposta pesa meno del 10 del totale della sua raccolta (realizzata via libretti postali, buoni fruttiferi e conti correnti postali) [Sul punto rileva la risposta di Poste Italia S.p.A., doc [Sul punto rileva la risposta di Poste Italia SpA, doc. 90: Il sistema di offerta di BancoPosta nel segmento retail oramai è ampio ed articolato e mantiene un modello di business significativamente differente da quello del sistema bancario in quanto Poste Italiane in conformità al d.pr. 144/2001 non è autorizzata come sopra evidenziato ad assumere rischi creditizi e di mercato. 19 [Cfr. doc. 90 risposta di Poste Italiane a richiesta informazioni dell Autorità. 20 [Sull attività di CDP e sulle caratteristiche dei prodotti di risparmio postale vedi il decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, coordinato con la legge di conversione 24 novembre 2006, n. 326, recante Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell andamento dei conti pubblici e il decreto del Ministero dell Economie e delle Finanze 6 ottobre [I dati sono elaborazioni AGCM su informazioni Banca d Italia, parti e Poste Italiane.
7 iii) le caratteristiche della clientela del conto corrente bancario rispetto a quella del conto corrente Bancoposta 31. Ulteriore elemento di differenziazione si riscontra in base alle caratteristiche della domanda. In primo luogo, si osservi che i titolari di solo conto corrente bancario risultano essere, anno 2005, oltre 28 milioni 22, i titolari di conto corrente bancario e conto Bancoposta sono oltre 3 milioni e meno di 2,3 milioni i titolari di solo conto corrente Bancoposta. Questi ultimi, pur essendo aumentati dal 2002 al 2005 (nella misura del ), registrano un tasso di crescita ben inferiore a quello realizzato da coloro che hanno deciso di detenere il doppio conto - bancario e postale (cresciuti nel medesimo periodo per circa il 63) - e che vanno in gran parte a compensare la riduzione, di circa il 10, nel numero di coloro che, tra il 2002 e il 2005, risultano detentori del solo conto corrente bancario. 32. I citati dati aggregati richiedono, inoltre, una attenta analisi delle caratteristiche dei correntisti postali e bancari. La Tabella 1 illustra la distribuzione per classi di età dei correntisti che hanno un conto corrente presso Bancoposta, ma non un conto corrente bancario e viceversa 23. E immediato constatare che la clientela postale ha un età più avanzata della clientela bancaria, con più del 70 dei correntisti con un età superiore ai 55 anni. Tabella 1 - Distribuzione dei correntisti postali e bancari per classi di età Età correntisti che hanno un c/c postale ma non bancario correntisti che hanno un c/c bancario ma non postale Differenza ,3 4,5 2, ,6 47,4 21,8 oltre 55 72,1 48,2-23,9 Fonte: Elaborazioni AGCM su dati campionari raccolti dalla Banca d Italia per la pubblicazione di I bilanci delle famiglie italiane nell anno 2004 e disponibili sul sito Internet della Banca d Italia. 33. La diversità dei correntisti postali relativamente a quelli bancari appare evidente anche dall esame della distribuzione della clientela postale e bancaria per condizione professionale (Tabella 2). Più del 60 dei correntisti di Bancoposta sono infatti pensionati, mentre i correntisti bancari in questa categoria sono meno del 40. E inoltre interessante notare come le persone non occupate sono un segmento non trascurabile della clientela postale. Tabella 2 - Distribuzione dei correntisti postali e bancari per condizione professionale Condizione professionale correntisti che hanno un c/c postale ma non bancario correntisti che hanno un c/c bancario ma non postale Differenza operaio 10,0 14,2 4,3 impiegato 6,8 18,8 12,0 dirigente/direttivo 1,0 4,5 3,5 imprenditore/libero prof. 0,4 6,0 5,6 altro autonomo 2,2 7,5 5,3 pensionato 63,7 39,9-23,8 altri non occupati 16,0 9,3-6,7 Fonte: Elaborazioni AGCM su dati campionari raccolti dalla Banca d Italia per la pubblicazione di I bilanci delle famiglie italiane nell anno 2004 e disponibili sul sito Internet della Banca d Italia. 34. Ulteriori differenze tra la tipologia di correntista che è titolare di un conto Bancoposta rispetto al titolare di un conto corrente bancario emergono anche e soprattutto considerando l uso dei servizi bancari effettuato dai correntisti (esclusivamente) bancari e postali rispettivamente. Come emerge dalla tabella sottostante, infatti, il correntista bancario è caratterizzato dal ricorso ad un numero di servizi, direttamente o indirettamente connessi alla movimentazione del conto corrente, nettamente maggiore rispetto al correntista di Bancoposta. Sul punto la tabella 3 mostra, citando i casi di maggior rilievo, che oltre il 70 dei correntisti bancari ricorre al bancomat (contro il 14 dei soli correntisti Bancoposta), il 36 a carte di credito (contro l 1,2 dei soli correntisti Bancoposta), poco meno del 30 a scoperto di conto (contro meno del 3 dei soli correntisti Bancoposta), oltre l 11 a mutui, circa l 11 a custodia e amministrazione titoli (contro quote comprese tra meno dell 1 e il 2,5 dei soli correntisti Bancoposta), 22 [Fonte, elaborazioni AGCM da dati BI ed elaborazioni Eurisko forniti dalle parti (doc. 5 allegato F.5.15 allegato alla comunicazione dell operazione Parere Economico Prof. Luigi Prosperetti). 23 [I dati riportati sono rielaborazioni AGCM su dati Banca d Italia nella pubblicazione ultima disponibile I bilanci delle famiglie italiane nell anno 2004.
8 diversamente dai correntisti postali per i quali le percentuali sono, come visto, nettamente inferiori dimostrando un rapporto con Poste Italiane diverso, in termini di domanda espressa, rispetto alla banca 24. Tali differenze sono peraltro confermate dalle informazioni fornite da Bancoposta, basate su tutti i correntisti al 31 dicembre 2005 (dati non limitati ai soli correntisti di Bancoposta ma comprensivi di coloro che hanno anche un conto bancario) secondo cui, a titolo esemplificativo, soltanto il 2-3 dei correntisti postali avrebbe una carta di credito 25. Tabella 3 - Distribuzione dei correntisti postali e bancari per servizi bancari usati Servizi correntisti che hanno un c/c postale ma non bancario correntisti che hanno un c/c bancario ma non postale Differenza bancomat carta di credito scoperto di c/c pagamento bollette pagamento affitto, spese cond., etc pagamento spese effettuate con carta di credito mutui e altri pagamenti periodici accredito stipendio Custodia e amm. Titoli Negoziazione titoli Contratti di assicurazione Crediti al consumo - prestiti personali GPI Servizi dispositivi on line Fonte: Elaborazioni AGCM su dati campionari raccolti dalla Banca d Italia per la pubblicazione di I bilanci delle famiglie italiane nell anno 2004 e disponibili sul sito Internet della Banca d Italia. 35. In sintesi, al fine della valutazione della domanda e delle sue caratteristiche rileva evidenziare che, rispetto ai correntisti bancari, i soli correntisti postali risultano essere soggetti con una domanda circoscritta al conto corrente e a limitati servizi di base, quali pagamento delle bollette e accredito di stipendio/pensione (Tabelle 1, 2 e 3); si tratta di una tipologia di utente del conto corrente molto particolare, come, tra l altro, risulta anche dalle peculiarità per età (la percentuale nettamente superiore è over 55 anni) e professione (la percentuale maggiore è rappresentata dai pensionati). Diversamente, il correntista bancario ha una domanda più articolata su più servizi, come dimostrano chiaramente i dati in merito all utilizzo del conto corrente bancario insieme ad una gamma articolata di molti altri prodotti bancari non solo di movimentazione conto (per incassi e pagamenti), ma anche relativi a forme di impiego e di natura finanziaria, per i quali la banca, ma non Poste, opera direttamente come soggetto erogatore crediti (quali ricorso a scoperti, mutui, ecc). 36. Al fine di valutare la sostituibilità o meno tra conto corrente bancario e conto Bancoposta, oltre alle differenze della domanda sopra indicate e che già mostrano diversità nelle modalità di utilizzo tra le due tipologie di conto corrente, rilevanti risultano essere i dati forniti dall indagine campionaria svolta per conto dell Autorità da CRA/Nielsen 26. In dettaglio, l indagine poneva ai soli correntisti bancari uno specifico quesito finalizzato a testare la disponibilità del correntista bancario a chiudere il proprio conto corrente bancario e fare scelte alternative (aprire c/c Bancoposta, 24 [E bene evidenziare che tali specificità non sono diretta conseguenza delle limitazioni all operatività di Poste sul lato dei finanziamenti descritte nella sezione precedente poiché i servizi sopra indicati sono comunque disponibili - sebbene in forma indiretta - alla clientela di Poste. 25 [Elaborazioni AGCM su dati Poste Italiane. 26 [L indagine è stata svolta dalla società Customized Research & Analysis (Nielsen) utilizzando il sistema esclusivo TELEPANEL. In sintesi, il sistema Telepanel è un "Panel" (ovvero, un campione fisso nel tempo) di intervistati, rappresentativo dell'universo della popolazione italiana, a cui sono somministrati questionari specifici per via telematica. Gli intervistati, utilizzando il personal computer in dotazione, forniscono le risposte alle domande proposte; i risultati sono raccolti, sempre per via telematica, dal centro elaborazione dati. La base campionaria utilizzata è stata di 2000 nuclei familiari, per un totale di circa individui adulti di età > a 18 anni. Il campione dei nuclei familiari di Telepanel è costruito rispettando, in quota, la distribuzione nota (dati Istat) delle famiglie per regione (20), ampiezza del centro di residenza e dimensione del nucleo (numero di componenti). In fase di analisi, i casi sono inoltre ponderati per rendere il campione rappresentativo, sempre secondo i dati Istat, per sesso, classe d'età, scolarità, condizione professionale, distribuzione sul territorio (8 aree Nielsen). Si vedano i documenti 121 e 126 Nielsen.
9 limitarsi alla chiusura o altro) a fronte di un aumento dei prezzi dei servizi tipici di utilizzo del conto corrente del 5 (percentuale tipica nei test SSNIP) L esito di tale quesito ha evidenziato che il 36,6 dei correntisti bancari continuerebbe a tenere un conto corrente bancario a fronte del supposto aumento di prezzo e sempre in assenza di altri vincoli o impedimenti allo spostamento (ossia nell ipotesi migliore di assenza di switching costs per il correntista); l 11,2 chiuderebbe il conto corrente bancario e aprirebbe un conto corrente Bancoposta, l 11 si limiterebbe a chiudere il conto corrente bancario senza aprire altri conti e il restante 41,2 non ha fornito risposta. I risultati riportati evidenziano che i soggetti che continuerebbero a tenere il conto presso una banca sono oltre tre volte più numerosi di coloro che, a fronte del supposto aumento di prezzo, si sposterebbero a Bancoposta. 38. Tale risultato già sintetizza la non sostituibilità tra i conti per la gran parte della domanda. La sostituibilità ravvisata da circa l 11 della domanda risulta circoscrivibile, come di seguito evidenziato e coerentemente a quanto già sottolineato nei precedenti paragrafi, a una nicchia limitata di correntisti con esigenze di utilizzo del conto definibili di base e che non sono quelle tipiche del cliente di un conto bancario, normalmente consumatore di una gamma articolata di servizi sia dal lato raccolta che dal lato impieghi, sia tipicamente connessi alle operazioni di movimentazione/pagamento che di investimento. Nell ambito dei correntisti Bancoposta, inoltre, ciò che emerge è il chiaro prevalere di soggetti che tengono anche il conto corrente bancario, così dimostrando che la clientela Bancoposta si compone o di clienti con esigenze di base (per i quali il rapporto con la banca non è quello della maggioranza della clientela bancaria) o clienti per i quali i due conti sono complementari e non sostituti. 39. Analizzando in dettaglio il campione oggetto dell indagine per categorie socio economiche -, in particolare, età (18/24, 25/34, 35/44, 45/54, 55/64 e oltre 65), professione (lavoratore autonomo, lavoratore dipendente, condizione non professionale, disoccupati), livello di istruzione (licenza elementare, media inferiore, media superiore) area geografica (Nord Ovest, Nord Est, Centro più Sardegna e Sud più Sicilia) e grado di conoscenza di Bancoposta -, risulta che la percentuale di individui che non cambierebbe il conto corrente bancario è sempre nettamente superiore alla percentuale di coloro che sostituirebbero il conto corrente bancario con Bancoposta. 40. Osservando poi le peculiarità del correntista bancario in funzione dei servizi utilizzati emerge che la percentuale di coloro che non sono disposti a sostituire il conto corrente bancario, a fronte dell aumento dei prezzi, aumenta in funzione della gamma di servizi direttamente o indirettamente connessi. Infatti, la tabella che segue riporta, per i diversi servizi bancari utilizzabili da un correntista bancario, la percentuale di coloro che, a fronte di un aumento dei prezzi, sostituirebbe o non sostituirebbe il conto corrente bancario con il Bancoposta, nonché lo scarto tra i due. E immediato constatare che i correntisti che si servono di una gamma di vari servizi (dai prestiti personali, ai mutui, dai prestiti personalizzati alla negoziazione titoli) sono coloro che risultano i meno disposti a cambiare a favore di Bancoposta a seguito di un aumento di prezzo 28. Tabella 4 Disponibilità a sostituire il conto corrente a seguito di un aumento dei prezzi in funzione ai servizi bancari usati (dati ) Servizio usato Lo terrei Sostituirei con Bancoposta Scarto Domiciliazione utenze Pagamenti periodici (affitto, spese condominiali, etc.) Carta di credito Mutuo Accredito stipendio Custodia e amministrazione titoli Negoziazione titoli Contratti di assicurazione Prestiti personali [Più precisamente, il test è stato condotto formulando il seguente quesito: Quale sarebbe il suo comportamento nel caso ipotetico in cui la sua banca aumentasse del 5 il prezzo di uno o più dei seguenti servizi bancari e potesse cambiare conto corrente senza costi: - canone annuo (ad esempio, per un individuo che ha un conto corrente a canone basso il canone passerebbe da 40 a 42 euro all anno, oppure, per un individuo che ha un conto a canone alto, il canone passerebbe da 100 a 105 euro all anno), - bonifici (il costo del bonifico passerebbe da 5 a 5,25 euro l uno), - domiciliazione utenze (il costo della domiciliazione passerebbe da 2 a 2,1 euro l una), - quota annuale Bancomat (il costo della quota annuale del Bancomat passerebbe da 15 a 15,75 euro), - quota annuale carta di credito (il costo della quota annuale della sua carta di credito passerebbe da 31 a 32,5 euro). 28 [Si noti che il complemento a 100 per tutti i servizi è rappresentato da coloro che si limiterebbero a chiudere il conto corrente bancario senza sostituirlo con altro servizio e coloro che non sanno.
10 Scoperto di conto corrente Prestiti bancari fatti 'su misura' Gestioni patrimoniali individuali Banca via Internet Altro prodotto\servizio Fonte: indagine AGCM 41. I dati sopra riportati dimostrano che il correntista bancario tipo è un consumatore di vari servizi bancari e che l esistenza di un rapporto con la banca fondato su una gamma così articolata di prodotti connessi al conto corrente impedisce di avere una piena sostituibilità di tale conto con un conto Bancoposta. 42. In aggiunta a quanto sopra descritto, nell ambito dell indagine di cui sopra, sono state inserite alcune domande ai correntisti bancari volte a testare la percezione del conto Bancoposta rispetto al c/c bancario. Alla domanda Ha mai pensato di chiudere il conto corrente presso la sua banca ed aprirne uno presso Bancoposta? il 78,1 dei rispondenti ha risposto No e il 10,1 ha risposto Si, con uno scarto del 68. Tale scarto rimane positivo per tutte le variabili socio-economiche considerate (età, professione, area geografica, livello di istruzione, sesso, ecc). Il 46,9 di coloro che hanno fornito risposta negativa alla domanda hanno indicato, tra le motivazioni, che il conto Bancoposta è poco adatto alle mie esigenze. Ciò conferma ulteriormente che il correntista bancario tipo ha esigenze tali per cui il conto corrente bancario non è sostituibile con il conto Bancoposta. 43. In aggiunta alle citate differenze di profilo, che porta ad individuare ad una nicchia circoscritta i correntisti che valutano come sostituibili i due tipi di conto, vi è una serie di informazioni che indica piuttosto la loro complementarietà. Infatti, in base alla sopra citata indagine condotta da CRA/Nielsen, la percentuale di individui che ha mantenuto il conto corrente bancario a seguito dell apertura del conto presso Bancoposta risulta superiore a quella che lo ha estinto (37,5 contro 24,9; scarto uguale a 12,6). Lo scarto tra le due percentuali risulta sempre positivo per tutte le categorie socioeconomiche considerate con la sola eccezione dei non occupati (-13,8); tale scarto (positivo) raggiunge l ampiezza massima per i lavoratori autonomi (31,1) e minima per coloro con un età non inferiore ai 65 anni (16,3). Questi dati confermano che, al di là della quota prevalente di domanda per la quale non vi è sostituibilità tra i due tipi di conto corrente, la parte che risulta titolare di conto corrente Bancoposta evidenzia una chiara valutazione di complementarietà piuttosto che di sostituibilità tra i due. Infatti, la possibilità di scegliere di volta in volta quello più pratico/comodo e/o quello più conveniente/economico sono tra i motivi più frequentemente indicati per mantenere entrambi i conti. 44. La sintesi delle analisi condotte sembra quindi evidenziare che solo per una parte circoscritta di correntisti i conti correnti bancari appaiono sostituibili con quello Bancoposta; per la gran parte della domanda, invece, permangono differenze in termini di esigenze da soddisfare tali da non rendere sostituibili i due conti, al più, per un gruppo di questi, vi sarebbe complementarietà. La completezza della gamma di servizi offerti da una banca, direttamente o indirettamente connessi alla movimentazione e utilizzazione del conto corrente bancario, nonché la possibilità di selezionare tra numerose tipologie di conto corrente bancario e di instaurare con la banca un rapporto che non si limita al lato depositi, ma si estende anche ai servizi di finanziamento, sembrano escludere una piena sostituibilità, per l intera domanda della clientela, tra raccolta bancaria e raccolta postale. 45. Infine, dal punto di vista della delimitazione della raccolta a quella unicamente bancaria, rilevano sia la posizione di Poste che delle banche. Poste ha specificato che: Da alcuni anni si registra in effetti un aumento della sensibilità dei risparmiatori agli elementi di costo dei servizi bancari, tuttavia l esperienza sin qui condotta porta a ritenere che, al momento, un modesto aumento di prezzo (nella prospettata percentuale del 5) dei servizi offerti sui c/c bancari favorirebbe in misura assolutamente trascurabile la performance commerciale del conto BancoPosta. [sottolineatura aggiunta. 29 Quanto alle banche, la quasi totalità di quelle alle quali è stato sottoposto il quesito avente per oggetto la descrizione del grado di competitività dei mercati, sia nell attività di raccolta che degli impieghi, non ha indicato Poste come concorrente ed ha invece fornito indicazioni puntuali sulla posizione nei mercati provinciali (quote di mercato nella raccolta, analisi della competitività locale per definire i piani di sviluppo sportelli), escludendo Poste Il mercato della raccolta bancaria, come sopra definito, ha rilevanza territoriale provinciale in considerazione della scarsa mobilità dal lato della domanda. 2) Struttura del mercato della raccolta 47. Sebbene l analisi concorrenziale debba essere condotta nel dettaglio a livello provinciale, si richiama in primo luogo un dato di sistema. L entità post merger verrà a detenere, nella raccolta, a livello nazionale, una quota pari a [15-20, divenendo il primo gruppo bancario. 29 [Sul punto si veda la risposta di Poste Italiane - doc [Fa eccezione, ad esempio, la risposta BCC ALTAPadovana doc. 125.
11 48. Nel mercato della raccolta diretta bancaria, a livello provinciale, l assetto competitivo - in termini di operatori presenti, quota detenuta e grado di concentrazione -, risulta molto diversificata. La tabella n. 5, sottostante, fornisce una sintesi di tali mercati riportando, per le sole province in cui la quota post fusione supera il 25, la quota di mercato (dati dicembre 2005) del gruppo SanPaolo, del gruppo Intesa nonché la posizione dei principali concorrenti. Tabella 5 QUOTE DI M ERCATO - DEPOSITI 2005 CONCORRENTI BANCA INTESA SAN PAOLO Quote combined PARMA ROVIGO VENEZIA VERCELLI PAVIA PORDENONE PIACENZA TORINO RIETI <1 45 TERNI <1 45 IMPERIA NAPOLI PADOVA CASERTA COMO BIELLA GORIZIA CREMONA NOVARA AOSTA UDINE BRINDISI ALESSANDRIA VARESE VITERBO <1 30 MILANO PESARO E URBINO SAVONA VERBANO CUSIO OSSOLA LECCO REGGIO CALABRIA ASCOLI PICENO Fonte: elaborazioni AGCM su dati forniti dalle parti e da Banca d Italia (BI) 49. Rileva osservare che la correlazione tra raccolta e numero sportelli è molto elevata, oltre il 90; pertanto, un utile indicatore delle caratteristiche dei mercati provinciali viene sintetizzato anche considerando il numero di sportelli detenuti dagli operatori bancari sui vari mercati locali, come riportato nella tabella sottostante (tabella n. 6) 31 : 31 [Tabella che riporta tutte le province con quota aggregata di sportelli superiore al 20, in modo da ricomprendere tutte le aree individuate per la raccolta.
12 Tabella 6 QUOTE DI MERCATO SPORTELLI 2005 (dati ) CONCORRENTI BANCA INTESA SAN PAOLO QUOTA COMBINED VERCELLI CASERTA BIELLA NAPOLI VENEZIA PORDENONE PAVIA COMO TERNI AOSTA RIETI ROVIGO PARMA PIACENZA TORINO PADOVA GORIZIA UDINE LODI CREMONA IMPERIA BRINDISI TERAMO MILANO AVELLINO ASCOLI PICENO TRIESTE NOVARA REGGIO CALABRIA PESARO E URBINO VITERBO VARESE BARI LECCO SALERNO PERUGIA ALESSANDRIA VERBANO CUSIO OSSOLA SAVONA CAGLIARI Fonte: elaborazioni AGCM su dati pubblici Le quote riportate in termini di raccolta bancaria rilevano la presenza di numerose province caratterizzate da una posizione post fusione che rende la nuova entità primo operatore e, ivi, una differenza del primo concorrente e un grado di concentrazione molto elevati. Mercati degli impieghi Definizione dei singoli mercati e struttura degli stessi 50. Ad oggi, nel mercato degli impieghi sono tradizionalmente ricompresi, gli impieghi nelle diverse e possibili forme tecniche, il credito a breve, medio e a lungo termine. A livello geografico, l analisi è stata normalmente condotta facendo riferimento alla dimensione regionale 32. Nella tabella n. 7 che segue sono riportati i dati a livello regionale, relativamente alla posizione delle parti sul totale degli impieghi (distinta per gruppo SanPaolo e gruppo Intesa), alla quota aggregata post merger e alla quota dei principali concorrenti. Tabella 7 32 [Si vedano, ad esempio, i provvedimenti di BI, con parere conforme dell AGCM, C3597B Banca Intesa/Banca Commerciale italiana (in Bollettino 48/1999); C5196B Banca di Roma/Bipop Carire (in Bollettino 35-36/2002).
13 QUOTE MERCATO - IMPIEGHI TOTALI 2005 Fonte: elaborazioni AGCM su dati forniti da BI. 51. Alla luce dell attività istruttoria svolta, sembra tuttavia necessario procedere ad una diversa delimitazione dei mercati rilevanti. Infatti, considerando il lato della domanda, anche alla luce di quanto indicato delle banche interpellate, rileva osservare che gli impieghi, come sopra specificati, ricomprendono tipologie di soggetti differenziate, distinguibili almeno nelle quattro categorie seguenti: famiglie, imprese di piccola dimensione (c.d. PMI), imprese di medio grandi dimensioni e, infine, gli enti pubblici 33. Infatti, ciascuna di queste tipologie di soggetti appare esprimere esigenze di finanziamento diverse, per le quali le banche offrono prodotti/servizi differenziati. Peraltro, tale segmentazione appare maggiormente corrispondente alla definizione dei mercati bancari delineata in ambito comunitario, dove è frequentemente richiamata una segmentazione dei mercati che riflette le caratteristiche della domanda Le diverse forme di domanda espressa sembrano caratterizzate anche da differenze in termini di mobilità, quindi, da una disponibilità a sostituire l offerta attraverso la ricerca di altri impieghi su aree geografiche più o meno ampie. In particolare, l istruttoria svolta evidenzia le seguenti dimensioni geografiche: i mercati degli impieghi per le famiglie e le piccole imprese presentano una dimensione essenzialmente provinciale, il mercato degli impieghi destinati alle imprese medie-grandi e grandi delinea una dimensione geografica almeno regionale, e il mercato degli impieghi agli enti pubblici assume rilevanza tendenzialmente regionale. Nel seguito saranno descritte le peculiarità delle diverse caratteristiche di domanda, le ragioni che conducono a definire distinti mercati rilevanti (del prodotto e geografici), nonché i dati quantitativi descrittivi delle condizioni competitive di tali mercati. 53. La definizione dei mercati rilevanti nei termini appena prospettati è anche coerente con quanto indicato dalle parti nella comunicazione dell operazione in esame. Impieghi alle famiglie consumatrici CONCORRENTI BANCA INTESA quota combined REGIONI SAN PAOLO SARDEGNA VALLE D'AOSTA PIEMONTE CALABRIA FRIULI-VENEZIA GIULIA CAMPANIA LOMBARDIA VENETO PUGLIA LIGURIA UMBRIA LAZIO BASILICATA EMILIA-ROMAGNA MOLISE ABRUZZI SICILIA MARCHE TOSCANA TRENTINO-ALTO ADIGE Relativamente alla domanda espressa dalle famiglie, rileva osservare che essa esprime esigenze di finanziamento a medio/lungo termine, che viene soddisfatta con l erogazione di due tipiche forme di finanziamento 35 : 1) i mutui (acquisti casa), i quali rappresentano l erogazione con il peso percentuale maggiore sugli impieghi alle famiglie consumatrici da parte delle banche, con una durata tipica di circa 20 anni; 2) i prestiti personali, o la cessione di un quinto dello stipendio (oltre ad altre forme simili ai prestiti personalizzati), aventi durata media di circa 4 anni. 33 [Si vedano, ad esempio, le risposte di Unicredit (verbale audizione - doc. 103), Capitalia (verbale audizione - doc 134), MPS (doc.137), Banca Antonveneta (doc. 155), BPM (doc.139) e BNL (doc. 169). 34 [Cfr. al riguardo anche Interim Report II-current accounts and related services della Commone europea, 17 luglio 2006, anche se la Commone non ha dato una precisa definizione dei mercati rilevanti. 35 [In merito alle peculiarità di questa forma di impieghi si vedano, tra le altre, le risposte di Capitalia (doc.134), Unicredit (doc. 103), BPM (doc. 139), MPS (doc. 137).
14 Si rileva, inoltre, che il pricing dei finanziamenti per questa categoria di domanda, diversamente da quelle di seguito descritte, risulta riflettere prevalentemente le caratteristiche del prodotto più che la rischiosità del prenditore. 55. Le peculiarità appena richiamate evidenziano una domanda di impieghi distinta e ben definita in termini di prodotti ad essa offerti, non aggregabile con quella, di seguito specificata, espressa dalle PMI, imprese di medie/grandi dimensioni ed enti pubblici. Il mercato degli impieghi alle famiglie consumatrici, sempre secondo le informazioni acquisite dagli stessi operatori del mercato, avrebbe una dimensione geografica, in base alla disponibilità allo spostamento da parte dei clienti, certamente locale, al massimo provinciale. 56. Considerando, a titolo descrittivo, le province dove le parti post fusione supererebbero il 30 degli impieghi erogati (anno 2005), è possibile sintetizzare nella tabella seguente le caratteristiche dei vari mercati provinciali: Tabella 8 - Impieghi Famiglie Consumatrici - Dati per provincia di residenza della controparte, clientela residente in Italia (dicembre 2005) Province Gruppo Sanpaolo IMI Gruppo INTESA Combined Vercelli Biella Venezia Cagliari Pavia Cremona Parma Verbania Pordenone Piacenza Terni Como Lodi Rovigo Torino Padova Imperia Varese Sassari Novara Fonte: dati Parti 57. Si evidenzia sin da ora che i dati provinciali appena riportati, indicano chiaramente una forte correlazione tra la posizione delle parti sul mercato della raccolta con quella detenuta nel mercato qui in esame. Anticipando le risultanze istruttorie anche dei mercati di seguito descritti, si evidenzia che tale correlazione è sempre mantenuta in termini molto elevati. Impieghi alle famiglie produttrici PMI 58. La domanda, rappresentata dai piccoli operatori economici, si caratterizza per: una elevata esigenza di impieghi a breve (mediamente il 50 rispetto ad una media inferiore al 30 di tutta la domanda retail rappresentata dalle famiglie consumatrici e produttrici); ricorso a forme tecniche di finanziamento c.d. autoliquidanti (ossia impieghi funzionali all attività commerciale della piccola impresa) quali, più frequentemente, il portafoglio salvo buon fine (SBF) e anticipi fatture; più in generale si tratta di forme di credito in conto corrente per avere maggiore elasticità nella gestione dei flussi di liquidità, in funzione delle attività circolanti di business non prevedibile ex-ante. L utilizzo di impieghi a medio lungo termine di questa tipologia di cliente si concentra sui mutui fondiari e ipotecari. 59. Quanto sopra esposto evidenzia chiare differenze in termini di esigenze espresse, quindi di strumenti offerti dalle banche per soddisfare tale tipo di domanda, così confermando l esistenza di un mercato del prodotto distinto. Inoltre, le condizioni di offerta, diversamente da quanto accade per le famiglie consumatrici, riflettono tipicamente per le banche le caratteristiche di rischiosità dei clienti che sono differenziati normalmente per classi di rating. 60. In merito alla dimensione geografica, in modo analogo alla domanda di impieghi espressa dalle famiglie consumatrici, essa si può ritenere non superiore al confine provinciale: ciò in considerazione della limitata disponibilità allo spostamento e della particolare tendenza delle PMI a sviluppare rapporti con le banche in un ottica di vicinanza territoriale con la sede dell impresa La tabella n. 9 che segue riporta, al fine di evidenziare le caratteristiche di tale mercato, le province e le quote di mercato delle parti interessate alla presente operazione, dove il valore post fusione supera il 30: 36 [Sul punto si veda, ad esempio, il verbale Capitalia (doc. 134) laddove viene affermato che: Per le piccole imprese è centrale la vicinanza, come per la domanda degli individui, ma è altrettanto importante il prezzo espresso sostanzialmente dai tassi offerti sui finanziamenti. E chiaro che una grande banca è in grado di fare, nel breve periodo politiche aggressive per poi fidelizzare la clientela sulla quale esercitare il potere di mercato acquisito modificando le strategie commerciali iniziali (doc. 134).
15 Tabella 9 - Impieghi Famiglie Produttrici/ PMI - Dati per provincia di residenza della controparte, clientela residente in Italia (dicembre 2005). Gruppo Sanpaolo IMI Gruppo Intesa Combined Venezia Vercelli Pavia Parma Padova Pordenone Biella Rovigo Imperia Piacenza Cremona Torino Cagliari Napoli Milano Caserta Como Lodi Savona Sassari Novara Udine Fonte dati Parti Impieghi alle Imprese (medie e grandi dimensioni) 62. La domanda di credito di questa tipologia di clientela risulta fondata, prevalentemente, sulle esigenze di circolante (c.d. smobilizzo del working capital) e di investimento (tra l altro per ricerca e acquisizioni). Si tratta, per la dimensione e la struttura di tali imprese, di una domanda normalmente sofisticata, quanto a esigenze di finanziamento, alla quale le banche offrono soluzioni di impieghi differenziate e personalizzate per singolo cliente. Le forme tecniche relativamente a questa domanda di credito sono, per quelle a breve termine, basate su linee di credito, tipicamente a revoca e con rinnovo interno ogni determinato numero di mesi (spesso 12 mesi), mentre per quelle a medio lungo termine vi è una personalizzazione sul cliente. Per questa tipologia di clientela, il prezzo viene determinato in funzione del rating attribuito a ciascun cliente. Inoltre, proprio per la peculiarità di tali impieghi, frequentemente la gestione della relazione (soprattutto per le grandi imprese) avviene a livello centralizzato di banca. 63. In merito al mercato in termini geografici, rileva osservare che l attività istruttoria ha rilevato come, per la clientela corporate, la prossimità rimane un valore, sebbene la stretta vicinanza al punto vendita bancario non sia un fattore centrale di scelta. Gli impieghi alle imprese risultano quindi avere un area geografica, in termini di mercato rilevante, tendenzialmente regionale 37. La tabella n. 10 che segue riporta, per fornire indicazioni sul contesto competitivo di tale mercato, le quote di mercato delle parti, singole e post fusione, nonché quelle dei primi tre concorrenti a livello regionale: Tabella 10 - Impieghi imprese. Dati per regione di residenza della controparte, clientela residente in Italia (dicembre 2005) 37 [Cfr. ad esempio la risposta di BNL alla richiesta di informazioni dell Autorità (doc. 169).
16 BANCA QUOTA CONCORRENTI INTESA SAN PAOLO COMBINED SARDEGNA VALLE D'AOSTA PIEMONTE FRIULI-VENEZIA GIULIA VENETO CAMPANIA BASILICATA CALABRIA LOMBARDIA PUGLIA LIGURIA UMBRIA LAZIO EMILIA-ROMAGNA ABRUZZI MOLISE SICILIA MARCHE TOSCANA TRENTINO-ALTO ADIGE Fonte: elaborazioni AGCM su dati BI 64. Nell analisi del presente mercato residua la domanda espressa dalle c.d. imprese finanziarie per le quali, tuttavia, non rileva in questa sede formulare analisi più dettagliate sulla esistenza di un mercato distinto o di un mero segmento nell ambito degli impieghi alle imprese (medio, grandi) come appena definito. Impieghi agli enti pubblici 65. La domanda del c.d. segmento istituzionale si contraddistingue per una significativa diversificazione in termini di esigenze di finanziamento, in funzione delle specifiche caratteristiche di ciascuna clientela che rientra in tale comparto (amministrazione centrale ed enti locali, imprese pubbliche, enti religiosi e no profit, altre istituzioni a carattere locale, quali ospedali, scuole, università, tribunali, ecc). In termini generali, tale domanda di finanziamento è riconducibile a due forme di impieghi: anticipazioni a breve termine connesse allo svolgimento dei servizi di cassa/tesoreria, le quali sono tipicamente legate alle specifiche esigenze degli enti, con un massimale predeterminato e limitato al periodo di effettuazione del servizio (mediamente 3/5 anni); finanziamenti a medio/lungo termine destinati a spese di investimento, nella forma di mutui e prestiti obbligazionari, mediamente con durata 10/20 anni. Si tratta, evidentemente, di una tipologia di domanda molto diversa da quella espressa dalle famiglie, dalle PMI e dalle altre imprese, per la quale l erogazione di finanziamenti avviene, spesso, con regole ben definite sulla base di procedure di gara pubblica. 66. Le specificità sopra indicate conducono a ravvisare un mercato del prodotto distinto, rappresentato dagli impieghi agli enti pubblici, avente una dimensione geografica che può ritenersi non inferiore a quella regionale. La tabella n. 11 che segue riporta il contesto competitivo di questo mercato a livello regionale: Tabella 11 - Impieghi agli enti pubblici (anno 2005) CONCORRENTI BANCA INTESA SAN PAOLO QUOTA COMBINED VALLE D'AOSTA < PIEMONTE PUGLIA LAZIO VENETO CAMPANIA MOLISE CALABRIA LOMBARDIA BASILICATA FRIULI-VENEZIA GIULIA SARDEGNA UMBRIA TRENTINO-ALTO ADIGE < EMILIA-ROMAGNA LIGURIA MARCHE TOSCANA ABRUZZI SICILIA 1-5 <1 1-5
17 Fonte: elaborazioni AGCM dati BI 2) ALTRI MERCATI CREDITIZI E SISTEMI DI PAGAMENTO 67. Rilevanti, al fine della presente operazione, sono i mercati del credito al consumo, il mercato del leasing, il mercato del factoring, nonché i mercati delle carte di credito e delle carte di debito. Mercato del credito al consumo 68. Il mercato del credito al consumo individua la concessione di credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra analoga facilitazione a favore di una persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale svolta. 69. Il credito al consumo può essere distinto nelle categorie del credito finalizzato all acquisto di beni specifici (autoveicoli, motocicli, mobili, etc.) e del credito diretto, erogato nella forma di prestiti personali senza vincolo di destinazione. Si osservi che questa seconda forma di credito al consumo presenta una certa sovrapposizione con gli impieghi alle famiglie erogati dalle banche sopra definiti. Possono effettuare credito al consumo le banche, gli intermediari finanziari iscritti all'articolo 106 del T.U. in materia bancaria e creditizia e i soggetti autorizzati alla vendita di beni e servizi, limitatamente alla dilazione del pagamento del prezzo. I due tipi di credito al consumo inducono, anche in base ai precedenti dell Autorità, ad individuare due segmenti, se non addirittura, due mercati rilevanti differenti, in funzione del diverso servizio prestato e delle relative condizioni commerciali Dal punto di vista dell ambito geografico rilevante, centrale risulta essere, anche in base ai precedenti dell Autorità, l estensione territoriale dell operatività delle imprese che mettono a disposizione dei consumatori le varie forme di credito al consumo, nonché l omogeneità o meno delle condizioni offerte. In particolare, l estensione geografica del credito diretto, erogato in prevalenza da banche, risulta legata ad una dimensione locale tipicamente circoscritta ai confini regionali, mentre per il credito finalizzato essa è convenzionalmente ritenuta nazionale, in considerazione del fatto che le caratteristiche di produzione e di commercializzazione dei prodotti e servizi finanziari in questione risultano essere omogenee sull intero territorio nazionale. 71. Considerando l aggregato del settore del credito al consumo, sia finalizzato che diretto, risultano attive entrambe le parti interessate alla fusione, con quote stimate dalle parti (anno 2005), a livello nazionale, in circa il [5-10 Gruppo Intesa e oltre il [5-10 il Gruppo SanPaolo. L aggregato post fusione a livello nazionale supera il [10-15, derivante dalla somma delle quote appena riportate, in quanto a tale valore devono essere anche aggiunte le quote di Agos S.p.A. (di seguito Agos), che è una joint venture oggetto del controllo congiunto di Banca Intesa con Crédit Agricole, nonché della società Fidis Retail Italia S.p.A. (di seguito, Fidis), società attualmente controllata congiuntamente da Banca Intesa, SanPaolo IMI, Unicredito S.p.A. e Capitalia S.p.A. 39 ; in particolare, Agos risulta detenere, a livello nazionale una quota superiore al [5-10 nel credito al consumo. 72. Distinguendo tra credito al consumo diretto e credito finalizzato, le quote stimate dalle parti forniscono i seguenti dati: 1) Credito al consumo diretto - Gruppo Intesa detiene una quota nazionale di circa il [5-10, mentre Gruppo SanPaolo oltre il [10-15, quindi una quota complessiva di circa il [20-25 sull intero territorio nazionale. Tale valore è destinato ad aumentare, includendo Agos la cui quota risulta superiore al 5; inoltre, considerando una dimensione regionale, come dai numerosi precedenti dell Autorità, le quote risultano estremamente differenziate e vanno, in termini aggregati post-merger, dal [5-10 in Toscana a circa il [ in Emilia Romagna, sino a superare il [55-60 in Calabria 40. 2) Credito al consumo finalizzato il Gruppo SanPaolo risulta attivo con oltre il 5 a livello nazionale, mentre sembrerebbe marginale la posizione del Gruppo Intesa. Rileva però osservare che tali dati sono sottostimati, in quanto in essi devono essere incluse le quote di mercato delle già citate società Fidis e Agos. Da stime di mercato fornite dalle parti, la quota di Fidis dovrebbe essere rilevante, non inferiore al 10, e quella di Agos pari circa al [ Merita segnalare che in un arco temporale circoscritto la posizione degli operatori potrebbe essere oggetto di modifica. Infatti, Fidis è oggetto di una probabile acquisizione di controllo congiunto da parte di Fiat e Crèdit Agricole [Si vedano, a titolo esemplificativo, i provvedimenti C7652 Santander Consumer Finance/Unifin (in Bollettino 17/2006); C5078 San Paolo IMI/Cardine Banca (in Bollettino n.13/2002). 39 [Su Fidis si veda la decisione della Commone CE del 25 aprile 2003 Banca Intesa, Capitalia, IMI Investimenti, Unicredito/Fidis Retail Italia, Case n. M [Anche in questi casi, le quote delle parti sono sottostimate non tenendo conto della società Agos. 41 [Cfr. la comunicazione preventiva della concentrazione alla Commone europea, in C271 dell 8 novembre 2006 e autorizzata, mediante la procedura semplificata, in data 5 dicembre 2006.
18 Mercato del leasing 74. Il leasing, ovvero la locazione finanziaria di beni mobili ed immobili, consiste nella predisposizione di forme di prestito finalizzate all utilizzazione di un determinato bene e all eventuale acquisizione dello stesso al termine della locazione. Nell ambito di questa forma di locazione finanziaria, coerentemente con l orientamento dell Autorità, appare possibile distinguere il mercato del leasing finanziario dal mercato del leasing operativo 42. Infatti, considerando il profilo soggettivo, rileva osservare che il leasing finanziario è un attività regolamentata e riservata, oltre che alle banche, agli intermediari finanziari iscritti all elenco generale tenuto dall Ufficio Italiano Cambi, ai sensi dell articolo 106 del TUB. Quanto al mercato geografico sembra corretto definirlo, in considerazione delle modalità di offerta, a livello nazionale. 75. Con riferimento all operazione in esame, rileva soprattutto l analisi relativamente al leasing finanziario, data la stretta relazione con l attività svolta dalle banche. In tale ambito, stando ai dati forniti dalle parti, il Gruppo Intesa risulta detenere (dati 2005) circa il [5-10 in valore dei beni locati, mentre il Gruppo SanPaolo circa il [5-10, conseguentemente una quota aggregata post fusione complessiva di circa il [ La quota post merger appena riportata non tiene conto di Fidis che, tuttavia, detiene una quota di mercato di valore piuttosto marginale (da stime fornite dalle parti, non superiore all [1-5 e che, verosimilmente, è di prossima acquisizione da parte di Fiat e Crédit Agricole (v. al riguardo quanto osservato ai punti precedenti relativi al credito al consumo). Mercato del factoring 76. Il factoring è un contratto a titolo oneroso con cui una società trasferisce la titolarità dei propri crediti commerciali a un'altra società (la società di factoring), che ne garantisce o meno il buon fine (rispettivamente factoring prosolvendo o pro-soluto), provvede alla loro riscossione e corrisponde alla società cedente una somma di denaro commisurata al valore dei crediti ceduti. In virtù delle norme in vigore, legittimati a svolgere l'attività di factoring sono le banche e gli intermediari finanziari di cui all'articolo 106 del Decreto Legislativo n. 385/ Al superamento di determinate soglie dimensionali e d attività svolta da tali società queste ultime sono iscritte all elenco speciale ex articolo107 e sono sottoposte alla vigilanza di Banca d Italia. Secondo le ultime rilevazioni di Banca d Italia al 30 giugno 2006, le società finanziarie ex articolo 107 t.u. che svolgono attività di factoring sono Nell ambito dell attività istruttoria sono state acquisite varie informazioni in merito alle caratteristiche di tale mercato 44. Dal lato dell offerta, ne è emerso che, il mercato del factoring, è costituito da società specializzate, da intermediari finanziari non bancari pluri-prodotto (offrono factoring e leasing e/o credito al consumo) e dalle banche, specializzate e universali. Le società specializzate sono ulteriormente suddivisibili in factor bancari e factor finalizzati (c.d. captive operanti all interno di gruppi commerciali ed industriali). 78. Dal lato della domanda, la clientela è costituita essenzialmente da imprese (sia PMI che medie e grandi) generalmente già titolari di relazioni bancarie ampie e diversificate. 79. In termini di prodotto offerto, il factoring rappresenta un servizio gestionale e una tecnica finanziaria, volti a soddisfare le esigenze di gestione dei crediti e debiti di fornitura da parte delle imprese, ed è un prodotto ad elevato grado di personalizzazione. Il factoring risulta dall articolazione di tre componenti principali, combinate in diverse modalità anche in relazione alle caratteristiche e alle esigenze dell impresa che se ne avvale: gestionale, di garanzia (contro l insolvenza del debitore) e creditizia (il finanziamento si manifesta nel pagamento dei crediti prima della relativa scadenza). 80. Le principali tipologie di factoring diffuse in Italia, derivanti dalle possibili combinazioni dei servizi offerti, sono: - il full factoring o factoring completo che comprende tutte e tre le componenti citate; - il recourse factoring (factoring pro solvendo) che lascia al cliente il rischio di mancato pagamento dei crediti da parte del debitore ceduto; - il maturity factoring che prevede il pagamento dei crediti ceduti solo alla scadenza. La struttura dei costi del factoring è strettamente connessa alla articolazione del servizio offerto e dipende dalla configurazione delle operazioni poste in essere. In linea generale, il ricorso al factoring comporta il sostenimento di due principali ordini di costo: - il costo finanziario (interessi), relativo al finanziamento implicito nel pagamento del credito prima della scadenza; 42 [Si vedano, a titolo di esempio, i provvedimenti C7932 Banca Italease/Leasimpresa (in Bollettino n.33-34/2006); C5078 San Paolo IMI/Cardine Banca (in Bollettino n.13/2002). 43 [Si vedano, ad esempio, i provvedimenti C5078 San Paolo IMI/Cardine Banca (in Bollettino n.13/2002); C3597 Banca Intesa/Banca Commerciale Italiana (in Bollettino 48/1999). 44 [In particolare si veda la risposta alla richiesta di informazioni di Assifact (doc.150), associazione italiana per il factoring che rappresenta 35 associati, pari a circa l 85 degli operanti nel settore in termini di volume di crediti ceduti in essere al 31 dicembre 2005.
19 - il costo amministrativo (commone), relativo alla gestione ed eventualmente alla garanzia di buon fine del credito (la commone dipende dalla tipologia di servizi offerti e dalle caratteristiche - scadenze, importi, numero operazioni - dei crediti ceduti). 81. In linea generale, in base alle informazioni acquisite in fase istruttoria, le condizioni economiche massime sono definite dagli operatori a livello nazionale e sono rese pubbliche ai clienti e potenziali clienti, in applicazione della normativa sulla trasparenza. 82. In merito alla fase distributiva il servizio di factoring viene tipicamente distribuito dai factors attraverso proprie dipendenze (filiali dirette) e gli sportelli bancari delle banche del gruppo di appartenenza del factor, mentre la presenza di agenti e mediatori creditizi può essere considerata marginale. Il ruolo della rete distributiva (bancaria o diretta) riguarda essenzialmente la fase di originator della relazione commerciale e alcune fasi del rapporto di factoring, che viene comunque governato, specie per quanto riguarda le condizioni economiche, presso la sede centrale del factor. 83. Tenuto conto delle caratteristiche del servizio, della clientela di riferimento e della rete distributiva, non esistono condizioni economiche fissate a livello distributivo, in modo disgiunto da quelle unitariamente previste, in sede di produzione del servizio, per il singolo rapporto di factoring. 84. Alla luce delle analisi condotte, quindi, il mercato del prodotto rilevante sembra individuabile nell erogazione del servizio di factoring, ricomprendendo in esso sia la fase produttiva che distributiva. In merito al profilo geografico, gli elementi istruttori sopra evidenziati sembrano deporre per la dimensione nazionale. 85. Con riferimento al mercato del factoring, a livello nazionale, il Gruppo Intesa risulta essere il primo operatore, con una quota pari a circa il [20-25 (dati anno 2005 stimati dalle parti in termini di crediti ceduti), mentre il Gruppo SanPaolo risulta attivo, da stime delle parti, con una quota non superiore all [1-5. Mercati dei servizi di pagamento: mercato delle carte di debito e mercato delle carte di credito 86. Secondo il consolidato orientamento dell Autorità i sistemi di pagamento ricomprendono due mercati distinti: quello delle carte di credito e quello delle carte di debito. Con riferimento alle carte di credito, il mercato rilevante dal punto di vista merceologico è quello dell attività di emone delle carte di credito e di convenzionamento degli esercenti, comprensiva delle fasi tecniche di processing delle transazioni realizzate. 87. Quanto alle carte di debito, esse rientrano nei sistemi di pagamento con la peculiarità, però, di avere unicamente la funzione di pagamento, tra l altro con un limite di spesa di solito molto contenuto, e non quelle di credito, in quanto l'addebito sul conto corrente coincide di norma con la data in cui è avvenuta l'operazione di pagamento, e di garanzia di pagamenti futuri. 88. Per quanto riguarda la definizione geografica dei mercati, sia per le carte di credito che per quelle di debito, le condizioni di emone e convenzionamento appaiono sufficientemente uniformi all interno del territorio nazionale ed è nell ambito di tale area che viene pertanto delimitato il mercato geografico rilevante. 89. In termini di numero di carte di debito emesse, gruppo Intesa risulta detenere, a livello nazionale e su dati stimati dalle parti nell anno 2005, circa il [10-15, mentre il gruppo San Paolo circa il [ Nel mercato delle carte di credito, invece, gruppo Intesa risulta avere una quota di poco più del [5-10 e gruppo San Paolo circa [1-5. 3) ALTRE ATTIVITÀ FINANZIARIE Mercato del risparmio amministrato 90. L attività di raccolta, trasmone e negoziazione di ordini in strumenti finanziari consiste nella compravendita, ai fini di investimento, di strumenti finanziari per conto di un investitore che ha effettuato il conferimento di singoli ordini ai medesimi intermediari. Il servizio si compone, dunque, di due fasi: in una prima fase, avviene la raccolta degli ordini di investimento da parte dell intermediario e la loro eventuale trasmone ad un altro intermediario negoziatore; successivamente, avviene l effettiva esecuzione degli ordini, ovvero la negoziazione dei titoli sui mercati finanziari regolamentati e anche non regolamentati. L attività di raccolta e trasmone di ordini è qualificata come servizio di investimento ai sensi dell articolo 1, comma 5, lett. e) del T.U.F. e può essere svolta, tra l altro, da banche e SIM, purché dotati di apposita autorizzazione. Gli schemi tipici attraverso i quali si può realizzare l attività di negoziazione di strumenti finanziari sono essenzialmente due: la negoziazione in conto proprio e la negoziazione per conto di terzi. Le due modalità, nei limiti in cui sono finalizzate a soddisfare le esigenze della clientela che richiede l acquisto o la vendita di determinati titoli, ravvisano un unico mercato. Infatti, generalmente l investitore non esprime preferenze circa l operatività in conto proprio o conto terzi. Si tratta di una scelta che rientra tra le facoltà tipiche dell intermediario, il quale si orienta in un senso o in un altro al ricorrere di determinate condizioni relative al titolo da negoziare e alle proprie modalità organizzative. Nell ottica della domanda espressa dal consumatore finale, le attività di
20 ricezione e trasmone ordini e di negoziazione sono fasi di un attività finalizzata alla erogazione di un unico servizio La dimensione geografica, sempre in considerazione della disponibilità alla mobilità da parte della clientela finale, sembrerebbe essere provinciale. 92. L attività istruttoria condotta consente di rilevare uno stretto legame tra la tenuta di un conto titoli e la tenuta di conto corrente presso il medesimo intermediario. Infatti, i dati forniti dalle banche rilevano che: 1) una percentuale compresa tra il 40 dei cliente, tra coloro che sono titolari di un conto corrente, è anche titolare di un conto titoli; 2) di questa parte di domanda titolare di un conto titoli solo una percentuale compresa tra il 5-15 non è titolare anche di un conto corrente presso la medesima banca 46. Quanto sopra riportato consente di sostenere che tipicamente, qualora un soggetto necessiti di servizi di risparmio amministrato, come sopra definiti, e quindi debba aprire un conto titoli, egli ricorre alla banca presso la quale ha già un conto corrente bancario. La domanda che esprime la raccolta bancaria è quindi anche la proxy utilizzabile per l analisi del mercato del risparmio amministrato. 93. Ne consegue che, sebbene le stime delle parti (in termini di stock dei depositi titoli amministrati) sintetizzino la quota post merger in circa il [20-25 del mercato dei servizi del risparmio amministrato, la valutazione sembra più correttamente da condurre considerando i dati della raccolta bancaria. Valgono, quindi, per tale mercato, le analisi condotte, in un ottica di valutazione degli effetti potenziali derivanti dall operazione in esame, sul mercato della raccolta bancaria. 4) SETTORE DEL RISPARMIO GESTITO 94. Nell ambito di questo settore sono ricompresi diversi mercati. Al fine della valutazione degli impatti competitivi della presente operazione, sembrano rilevanti almeno tre tipi di servizi connessi alla gestione del risparmio: - i fondi comuni d investimento mobiliare, - la gestione su base individuale di patrimoni mobiliari (GPM) e in fondi (GPF), - i prodotti della previdenza complementare. I servizi offerti nell ambito del risparmio gestito sopra indicati hanno, tipicamente e secondo vari precedenti dell Autorità, una fase della gestione a monte e una fase della distribuzione a valle, ciascuna delle quali porta ad individuare mercati distinti lungo la filiera, sia in termini geografici che di prodotto, di seguito specificati Prima di procedere all analisi dei singoli mercati, si evidenzia che gli attuali gruppi Banca Intesa e SanPaolo hanno in corso alcuni accordi relativi al settore del risparmio gestito, accordi che delineano il contesto in cui la presente operazione si realizza. Dai dati disponibili, infatti, risulta che gli accordi di seguito richiamati continueranno ad essere efficaci anche a seguito del perfezionamento dell operazione di fusione. Inoltre, almeno per un periodo transitorio, la nuova banca opererà attraverso due network distributivi in una certa misura separati. Al riguardo, con nota dell 8 novembre u.s., le parti hanno chiarito che Per quanto riguarda Banca Intesa, merita rilevare l accordo stipulato, in data 22 dicembre 2005, tra Nextra Management Investment SGR S.p.A. e Banca Intesa. Tale accordo si inquadra nell ambito della creazione di una joint venture tra Banca Intesa e Crédit Agricole nel settore del risparmio gestito ed ha ad oggetto la distribuzione dei prodotti Nextra/CAAM attraverso gli sportelli di Banca Intesa 49. In base alla predetta joint venture, Banca Intesa e Crèdit Agricole operano congiuntamente nella produzione di prodotti di risparmio gestito CAAM/Nextra che sono distribuiti, grazie all accordo qui richiamato, attraverso gli sportelli del gruppo Banca Intesa; in particolare, sono interessati dall accordo di distribuzione, tra l altro, gli sportelli Banca Intesa, Banca di Trento e Bolzano, Banca Popolare di Friuladria, Cariparma, Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli, Cassa di Risparmio di Fano e Cassa di Risparmio di Terni e Narni. Per la durata dell accordo, Banca Intesa si è impegnata a promuovere e offrire i prodotti Nextra (oggi CAAM). Tali prodotti possono essere altresì distribuiti anche attraverso canali bancari diversi dagli sportelli menzionati. Per altro verso, in merito alla durata dell accordo, gli sportelli Banca Intesa possono essere utilizzati per offrire prodotti di risparmio gestito di società terze soltanto in una misura crescente stabilita nell accordo stesso. Ad esempio, per il primo anno contrattuale, tale quota è pari al del totale dei prodotti collocati da Banca Intesa; per ciascun anno successivo, la quota è incrementata di punti percentuali. 45 [Si veda, a titolo esemplificativo, il provvedimento I592 Associazione Bancaria Italiana (in Bollettino n.44/2004); C5078 San Paolo IMI/Cardine Banca (in Bollettino n.13/2002). 46 [Si vedano, in particolare, le risposte di Capitalia (doc 134), Unicredit (103), MPS (doc.137) e BPM (doc.139). 47 [Si veda, ad esempio, il provvedimento C5196B Banca di Roma/Bipop Carire (in Bollettino 35-36/2002); C5078 San Paolo IMI/Cardine Banca (in Bollettino n.13/2002); C3597 Banca Intesa/Banca Commerciale Italiana (in Bollettino 48/1999). 48 [Cfr. doc. 152 risposta delle parti a richiesta di informazioni dell Autorità; sul punto si veda anche il verbale Generali (doc. 177). 49 [Cfr. la decisione della Commone europea M.4006 cit. relativa all acquisizione del controllo congiunto di Crèdit Agricole e Banca Intesa su Nextra (precedentemente soggetta al controllo esclusivo di Banca Intesa), attraverso la società CAAM.
L'AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO. NELLA SUA ADUNANZA del 20 dicembre 2006; SENTITO il Relatore Professor Nicola Occhiocupo;
L'AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO NELLA SUA ADUNANZA del 20 dicembre 2006; SENTITO il Relatore Professor Nicola Occhiocupo; VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287; VISTA la legge 28 dicembre
C8027 - BANCA INTESA/SANPAOLO IMI Provvedimento n. 16016 L'AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO. NELLA SUA ADUNANZA del 19 ottobre 2006;
C8027 - BANCA INTESA/SANPAOLO IMI Provvedimento n. 16016 L'AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO NELLA SUA ADUNANZA del 19 ottobre 2006; SENTITO il Relatore Professor Nicola Occhiocupo; VISTA

References: Provvedimento n. 
 articolo 16
 articolo 16
 articolo 16
 articolo 24
 art. 147
 articolo 16
 articolo 16
 art. 20
 art. 10
 articolo 106
 articolo107
 articolo 107
 articolo 1
 Provvedimento n. 
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