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⭐CODICE DELLE ASSICURAZIONI PRIVATE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI R. C. AUTO
CODICE DELLE ASSICURAZIONI PRIVATE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI R. C. AUTO
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Gilberto Capasso
1 CODICE DELLE ASSICURAZIONI PRIVATE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI R. C. AUTO INTRODUZIONE Il Codice delle assicurazioni private, recato dal decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, in S.O. n. 163 della Gazzetta Ufficiale 13 ottobre 2005, n. 239, ha effettuato un intervento di armonizzazione e semplificazione della normativa primaria di cui l ordinamento del settore assicurativo necessitava da tempo. L opera di riordino, infatti, interviene a circa cinquanta anni di distanza dall emanazione dell ultimo Testo Unico sull esercizio delle assicurazioni private (D.P.R. 13 febbraio 1959, n. 449) e si è resa indispensabile sia per il succedersi nel tempo di molteplici provvedimenti emanati dal legislatore italiano sia per la copiosa normativa di fonte comunitaria intervenuta, nel predetto intervallo di tempo, per attuare l unificazione dei mercati assicurativi europei. Per quanto concerne in particolare il settore r.c.auto, il nuovo Codice delle Assicurazioni, oltre ad operare l armonizzazione delle attuali molteplici fonti normative di rango primario, a partire dalla legge istitutiva n. 990 del 1969, ha introdotto anche significative, seppur non numerose, innovazioni soprattutto nelle procedure di liquidazione dei danni: l innovazione di maggior impatto per il settore, infatti, è costituita dall introduzione del risarcimento diretto da parte dell impresa nei confronti dei propri assicurati danneggiati, che rappresenta una reale rivoluzione nel campo delle procedure liquidative. Di pari tenore innovativo è la disciplina del risarcimento del trasportato danneggiato da parte dell assicuratore del veicolo su cui era a bordo, procedura che è stata introdotta per accogliere indicazioni provenienti dal Protocollo d Intesa sottoscritto nel 2003 da Governo, ANIA ed Associazioni dei Consumatori. Ciò premesso, nelle successive sezioni verranno analizzate tutte le novità di dettaglio relative anche ai profili assuntivi di rischio e agli aspetti concernenti la disciplina dell attività d impresa. Naturalmente, il commento che seguirà, seppure organico e sistematico, non ha l ambizione di esaurire tutte le possibili implicazioni derivanti dal nuovo assetto normativo, che verranno messe a fuoco a mano a mano che le disposizioni risulteranno metabolizzate nel corso della loro concreta applicazione. Su ulteriori profili interpretativi ed applicativi che, è scontato, emergeranno nella prassi quotidiana, sarà pertanto necessario ritornare con specifiche precisazioni. 12 1. ENTRATA IN VIGORE DELLE DISPOSIZIONI E ABROGAZIONI 1.1 CONSIDERAZIONI GENERALI Ai sensi dell articolo 355 il nuovo Codice entra in vigore dal 1 gennaio A partire da tale data sono espressamente abrogati e sostituiti dalle corrispondenti disposizioni del Codice tutti i provvedimenti citati dal comma 1 dell articolo 354, fra cui - per quanto riguarda specificamente l assicurazione r.c.auto ricordiamo in particolare: - la legge istitutiva dell assicurazione obbligatoria, n. 990/1969; - la legge n.39/1977, cosiddetta Miniriforma ; - il decreto legislativo n.175/1995 di recepimento della terza Direttiva Danni CEE; - la legge n. 137/2000, recante il cosiddetto blocco delle tariffe r.c.a. ; - la legge n. 57/2001, nella parte dedicata all assicurazione r.c. auto; - la legge n. 273/2002 cosiddetta riforma Marzano, anch essa per l assicurazione r.c.a.; - il decreto legislativo n. 190/2003 di recepimento della IV Direttiva Danni CE. Al fine di delineare con maggior chiarezza il quadro normativo r.c.auto che si presenterà dal prossimo 1 gennaio 2006, appaiono opportune alcune ulteriori precisazioni rispetto all entrata in vigore di singole disposizioni del Codice, nonché alle abrogazioni espressamente contemplate e alla sorte delle molteplici fonti regolamentari di secondo livello che disciplinano la materia. 1.2 DISPOSIZIONI CHE NECESSITANO DI DISCIPLINA ATTUATIVA Occorre, innanzi tutto, precisare che singole disposizioni contenute nel Codice che necessitano, per poter entrare in vigore, di una disciplina attuativa di natura regolamentare, naturalmente non saranno vigenti fino a detta emanazione. E il caso, ad esempio, del risarcimento diretto del danno di cui agli articoli 149 e 150 del Codice. L articolo 150, infatti, rinvia ad un Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro delle attività produttive, la disciplina di dettaglio del sistema, da emanarsi entro novanta giorni dall entrata in vigore del Codice, vale a dire entro il 1 aprile Il D.P.R. dovrà poi prevedere la data di entrata in vigore del sistema. Non dovrebbe essere il caso, viceversa, della procedura liquidativa speciale concernente il risarcimento del terzo trasportato, che non necessita a rigore di normativa di attuazione, se non per quanto riguarda l esercizio del diritto di rivalsa da parte dell assicuratore del vettore nei confronti dell impresa del responsabile, che ai sensi dell articolo 141, comma 4, dovrebbe svolgersi nei limiti e alle condizioni previste dall articolo 150. Sul punto, estremamente delicato poiché destinato ad impattare sull operatività aziendale, è da segnalare, peraltro, che in sede di confronto con il Ministero delle attività produttive per l emanazione del regolamento di attuazione del risarcimento diretto è stata anche discussa l ipotesi di prevedere un entrata in vigore contestuale dell indennizzo diretto e della procedura per il terzo trasportato. 23 Al riguardo, occorre tuttavia precisare che l argomento ex comma 4 dell articolo 141, vale a dire la necessità che, ai fini dell applicazione della procedura in questione, sia essenziale la predefinizione delle regole relative alle rivalse tra imprese, non appare estremamente convincente dal punto di vista interpretativo, considerate oltre tutto le nature del tutto diverse della procedura per il terzo trasportato e del risarcimento diretto. Sulla problematica e sulle iniziative già assunte in sede associativa per la probabile applicazione della procedura ex articolo 141 già a partire dal 1 gennaio 2006, si rinvia infra, in sede di commento specifico della disposizione in questione. 1.3 DISPOSIZIONI EFFETTIVAMENTE VIGENTI DAL 1 GENNAIO 2006 Per quanto riguarda, invece, le disposizioni che, pur rinviando a regolamenti applicativi la relativa disciplina di dettaglio, già dispongono di una normativa regolamentare tuttora in vigore, si continuerà ad applicare la predetta regolamentazione preesistente sino alla sua sostituzione con nuove fonti regolamentari, da realizzarsi, comunque, non oltre il 1 gennaio E il caso, ad esempio, del regolamento di esecuzione della legge n. 990/69, D.P. R. n. 973/1970, e del regolamento di esecuzione della legge n. 39/1977, D.P.R. n. 45/1981. In tal senso, l articolo 354, ai commi 3 e 4, contiene disposizioni di raccordo che rendono di fatto operativa la concorrenza tra fonti regolamentari nuove e fonti normative abrogate dal 1 gennaio In particolare, il comma 3 dell articolo 354, che detta il principio di carattere generale secondo cui dal 1 gennaio 2006 è abrogata ogni disposizione incompatibile con il Codice, stabilisce che il rinvio alle disposizioni abrogate fatto da leggi, regolamenti o altre norme si intende riferito alle corrispondenti disposizioni del Codice stesso o ai provvedimenti in esso previsti. Ancora, il comma 4 dell articolo 354 stabilisce che le disposizioni emanante in attuazione di norme abrogate o sostituite continueranno ad essere applicate, in quanto compatibili, fino alla data di entrata in vigore dei provvedimenti adottati ai sensi del Codice e, comunque, non oltre, come già precisato, il gennaio In considerazione della loro portata autonoma, infine, viene stabilito che i decreti istitutivi e regolativi dell U.C.I., nonché il decreto interministeriale recante la tabella dei valori medico legali delle lesioni di lieve entità continueranno a rimanere in vigore a tutti gli effetti, senza necessità di ulteriori provvedimenti esecutivi di modifica. In sede di esame delle singole disposizioni si formuleranno ulteriori indicazioni sui termini di efficacia di alcune specifiche previsioni. Da ultimo, per quanto concerne la specifica tecnica di regolamentazione, occorre segnalare in particolare, il comma 6 del citato articolo 354, in base al quale l ISVAP dovrà adottare nell ambito delle proprie competenze le disposizioni di attuazione con un unico regolamento per ciascun Titolo del codice, abrogando contemporaneamente ogni proprio precedente provvedimento a carattere generale. 34 2. COMMENTO ALLE DISPOSIZIONI DI MAGGIOR RILIEVO NELL ASSICURA- RAZIONE R.C. AUTO A seguire, si commentano le disposizioni che recano le novità di maggior rilievo, contenute in ognuno dei Capi in cui è suddiviso il Titolo X concernente l assicurazione r.c. auto e si richiamano alcune delle modifiche più significative alla normativa previgente contemplate da diverse parti del Codice, come, ad esempio, le norme relative a i contratti di assicurazione, contenute nel Titolo XII, le norme relative a sistemi di indennizzo di social security contenute nel Titolo XVII, e quelle relative alle sanzioni amministrative, contenute nel Titolo XVIII. TITOLO X ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA PER I VEICOLI A MOTORE E I NATANTI CAPO I - OBBLIGO DI ASSICURAZIONE ARTICOLO VEICOLI A MOTORE I primi tre commi riproducono, con modifiche, l articolo 1 della legge n. 990/69, mentre il quarto comma riprende, senza variazioni, l articolo 1-bis della legge citata. Comma 1: intervento di coordinamento di previsioni contenute in provvedimenti distinti. Riprende il corrispondente comma dell articolo 1 della legge n. 990/69, a differenza del quale richiama, oltre che l art del codice civile, anche l art. 91 del Codice della strada: in tal modo, il locatario in leasing del veicolo viene esplicitamente affiancato al conducente, quale responsabile solidale per i danni causati dalla circolazione del veicolo. Più significativa la variazione recata dalla seconda parte del comma, che demanda al regolamento da adottarsi dal Ministero delle Attività produttive, su proposta ISVAP, (vale a dire al regolamento generale di esecuzione del Titolo X) l individuazione delle tipologie di veicoli esclusi dall obbligo assicurativo e delle aree equiparate a quelle di uso pubblico, che - come noto - sono attualmente oggetto di interpretazione giurisprudenziale; Comma 2: riproduce il corrispondente comma dell articolo 1 della legge n. 990/69, che include nell assicurazione obbligatoria il risarcimento dei danni alla persona dei trasportati. Comma 3: reca la novità più significativa; contrariamente al corrispondente comma dell articolo 1 della legge n. 990/69, dispone che l assicurazione non ha effetto nel caso di circolazione avvenuta contro la volontà del proprietario (ovvero dell usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio, locatario in leasing), a partire dal giorno successivo alla denuncia (del furto) all autorità di polizia. 45 Parallelamente si prevede la restituzione pro rata temporis del premio di assicurazione residuo e l affidamento al Fondo di garanzia per le vittime della strada della liquidazione degli eventuali danni provocati dal veicolo a decorrere dal giorno successivo della denuncia di furto. Alle tre ipotesi storiche di intervento del Fondo, viene dunque aggiunto un nuovo caso, mediante l inserimento al comma 1 dell articolo 283 del Codice, della lettera d), che prevede la copertura sia dei danni alla persona che dei danni alle cose subiti dai terzi non trasportati o trasportati contro la propria volontà ovvero che non fossero consapevoli dell illecito uso del veicolo. Si segnala, al riguardo, che, pur trattandosi di un ipotesi assimilabile al quella del veicolo non assicurato, a differenza di quanto previsto da tale ultimo caso, non è prevista alcuna forma di franchigia per i danni alle cose. La predetta innovazione realizza un impegno previsto dal Protocollo d intesa r.c. auto del Naturalmente, tale innovazione comporta la necessità di variare le condizioni generali di assicurazione relative alla disciplina dell ipotesi di risoluzione del rapporto assicurativo a seguito di furto del veicolo. Ciò premesso, relativamente alla modifica in commento, una segnalazione specifica merita la precisazione del diritto dell assicurato al rimborso del rateo di premio non goduto, al netto, oltre che dell imposta, anche del contributo al Servizio Sanitario Nazionale. La non restituibilità del contributo SSN si pone in antitesi rispetto alla prassi attuale del settore, instauratasi a seguito di una interpretazione normativa risalente al recepimento della III Direttiva auto nel nostro ordinamento. Analoga osservazione si pone per il successivo articolo 171 comma 1) lettera a) di vendita del veicolo che avvenga senza sostituzione dello stesso o in assenza di cessione del contratto assicurativo all acquirente. Oltre ai due casi citati, che prevedono espressamente la non restituzione del contributo S.S.N., tale novità potrebbe riguardare, a ben vedere, anche tutte le altre vicende contrattuali che comportino la restituzione pro rata temporis del premio ( rottamazione, demolizione, consegna in conto vendita del veicolo, cessazione della sua circolazione). In argomento, sono state condotti approfondimenti con il Servizio legale associativo. Al riguardo, si è rilevato che le due norme appena citate non possano che trovare applicazione in tutte le fattispecie analoghe in cui si dia luogo al rimborso di parte del premio da parte dell'impresa assicuratrice, e ciò sia in virtù del criterio d'interpretazione logico-sistematica sia, e soprattutto, sulla base del principio dell'interpretazione conforme alla Costituzione: ed infatti, un'interpretazione che portasse a una diversa soluzione creerebbe una irragionevole ed ingiustificabile disparità di trattamento tra gli assicurati, in violazione dello stesso art. 3 della Costituzione. 56 ARTICOLO NATANTI Coordina il disposto del corrispondente comma dell articolo 2 della Legge n.990/69 con le successive disposizioni legislative emanate a fini di riordino della nautica da diporto. In tal modo, risultano individuati in un unica disposizione i natanti in senso lato soggetti all obbligo ed i motori marini attualmente assoggettati all obbligo stesso da diverse fonti normative. Comma 1: si segnala che - in parallelo con l analoga previsione introdotta per i veicoli dall articolo 122- il presente comma rimanda ad un regolamento da adottarsi dal Ministero delle Attività produttive, su proposta ISVAP, per l individuazione della tipologia di natanti esclusi dall obbligo assicurativo e delle acque equiparate a quelle di uso pubblico. Comma 2: si segnala che il permanere del riferimento al parametro cavalli fiscali ai fini dell obbligo assicurativo dei natanti adibiti ad uso privato diverso dal diporto e dei natanti adibiti ad uso pubblico, non è stato armonizzato con le ultime previsioni del Codice della nautica da diporto, recato dal decreto legislativo n. 171/2005. Il provvedimento in questione, infatti, nella documentazione obbligatoria in dotazione a tali natanti fa riferimento alla dichiarazione di potenza del motore marino, il cui parametro tecnico è rappresentato dalla potenza espressa in kilowatt. Su tale argomento si rinvia alla nostra comunicazione protocollo n. 272 del 6 settembre 2005, in cui le imprese sono state invitate ad aggiornare il parametro di riferimento (cavalli fiscali) in funzione delle più recenti tendenze tecniche recepite dal legislatore della nautica da diporto. ARTICOLI GARE E COMPETIZIONI SPORTIVE, VEICOLI E NATANTI IMMATRICOLATI O REGISTRATI IN STATI ESTERI, UFFICIO CENTRALE ITALIANO. Riproducono, rispettivamente, gli articoli 3 e 6 della legge n.990/69. ARTICOLO CERTIFICATO DI ASSICURAZIONE E CONTRASSEGNO Riproduce, con variazioni, l articolo 7 della legge n. 990/69. Nella versione definitiva del Codice è scomparsa la previsione, contemplata in una versione intermedia, che prevedeva la costituzione di una banca dati dei contratti r.c. auto gestita dall ISVAP, che si sarebbe di fatto aggiunta, con pesante duplicazione di oneri, a quella associativa già esistente. Si evidenzia, inoltre, che il comma 4 dell articolo demanda ad apposito regolamento ISVAP l aggiornamento delle attuali norme contenute nel capo II del D.P.R. n. 973/1970 relativamente al certificato e al contrassegno (modalità di rilascio, caratteristiche tecniche, duplicati), aggiungendo un riferimento ad eventuali documenti provvisoriamente equipollenti non contemplati nell attuale D.P.R. n7 Nelle more del nuovo regolamento ISVAP continueranno ad applicarsi le norme del citato decreto. Si ricorda, in particolare, che l articolo 16 del D.P.R. n. 973/70 stabilisce la possibilità di comprovare l avvenuta stipula dell assicurazione r.c.auto ed il pagamento del relativo premio mediante la provvisoria esposizione della quietanza di pagamento in luogo del contrassegno, che in ogni caso deve essere apposto sul veicolo entro il termine perentorio di 5 giorni successivi a quello del pagamento stesso (termine ribadito anche dall articolo 127 del Codice). ARTICOLO 128 -MASSIMALI DI GARANZIA Anche tale articolo demanda al Regolamento, da adottarsi con decreto del Ministero delle Attività Produttive sentito l ISVAP, la determinazione dei massimali minimi di copertura per la r.c.auto e l eventuale aggiornamento degli stessi in funzione dell indice ISTAT dei prezzi al consumo. E ribadito, ovviamente, il rispetto dei massimali minimi fissati dal legislatore comunitario. Nelle more di tale regolamento restano i vigore i massimali attualmente vigenti, indicati nell allegato A della legge n. 990/69 e successive modificazioni. Si ricorda, a questo proposito, che la V Direttiva auto (2005/14/CE) - recante, fra l altro, anche la previsione di significativi innalzamenti dei massimali minimi vigenti - è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'unione Europea n. L 149 dell'11 giugno 2005, ed è entrata in vigore da tale data. La V direttiva dispone che gli Stati UE debbano provvedere all'aumento delle coperture minime legali - che la seconda direttiva r.c. auto (84/5/CEE) aveva fissato nell importo di 600 mila euro per sinistro rispettivamente, fino ad un milione di euro per ciascuna vittima o a 5 milioni di euro per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime, per i danni alla persona, e fino ad un milione di euro per sinistro per i danni alle cose. E stabilito, inoltre, che ogni cinque anni detti importi saranno oggetto di revisione in linea con l'indice europeo dei prezzi al consumo. Gli Stati membri hanno due anni di tempo dalla pubblicazione della Direttiva per dare attuazione alla Direttiva. I Paesi U.E. dovranno pertanto adeguarsi entro l'11 giugno 2007, sciogliendo in sede di recepimento anche l opzione in merito ai massimali minimi per danni a persona (1 milione per ciascuna vittima del sinistro e senza limiti di natura catastrofale oppure 5 milioni complessivi indipendentemente dal numero di vittime del sinistro). Va tuttavia ricordato che è previsto un periodo transitorio di cinque anni, decorrente dall 11 giugno 2007, per adeguare le coperture minime legali vigenti ai nuovi importi prescelti, purché dette coperture minime siano elevate alla metà dei nuovi importi entro l'11 dicembre 2009 (30 mesi dalla pubblicazione della Direttiva). ARTICOLO SOGGETTI ESCLUSI DALL ASSICURAZIONE Comma 1: conferma il disposto del corrispondente comma dell articolo 4 della legge n.990/69, che individua nel solo conducente responsabile del sinistro il soggetto sempre escluso dai benefici dell assicurazione 78 Comma 2 lettera a): opera un intervento di coordinamento di previsioni contenute in provvedimenti distinti. Coerentemente con quanto disposto all art. 122, è stato inserito un espresso richiamo all art. 91 del Codice della strada. In tal modo viene esplicitamente aggiunto ai soggetti che non hanno diritto al risarcimento dei danni alle cose il locatario in leasing del veicolo. Comma 2 lettera b): all elenco dei soggetti che non hanno diritto ai benefici dell assicurazione limitatamente ai danni alle cose in forza dei rapporti di parentela, affiliazione o affinità con quelli di cui alla lettera a), è stato aggiunto ex novo il convivente more uxorio. Si segnala che l aggiunta del convivente more uxorio comporta l aggiornamento della sezione della nota informativa dedicata ai soggetti esclusi dalla copertura r.c.auto e l eventuale aggiornamento delle condizioni generali di assicurazione qualora l impresa elenchi in modo puntuale nelle c.g.a. tali soggetti, anziché operare un mero rinvio alle disposizioni vigenti. CAPO II - ESERCIZIO DELL ASSICURAZIONE ARTICOLO 130 IMPRESE AUTORIZZATE Coordina le disposizioni relative alle imprese autorizzate contenute nella legge n.990/69 (articolo 10) con quelle del decreto legislativo n. 190/2003 (IV Direttiva), con particolare riferimento all obbligo, per le imprese r.c.auto aventi sede legale nel nostro paese e quelle aventi sede legale in un paese terzo autorizzate ad operare in Italia, di nominare in ognuno dei paesi membri della UE un mandatario per la gestione dei sinistri. ARTICOLO 131 TRASPARENZA DEI PREMI E DELLE CONDIZIONI DI CONTRATTO Comma 1: conferma l obbligo di mettere a disposizione, presso ogni punto vendita e nei siti internet delle imprese, le condizioni di assicurazione r.c. dei veicoli e dei natanti e la nota informativa per il contraente. Detti obblighi sono già attualmente previsti, rispettivamente: - per quanto concerne le condizioni di assicurazione, dai commi 1 e 3 dell articolo 12 bis della legge n. 990/69, cui si aggiungono le previsioni recate da diverse Circolari ISVAP: da ultimo, citiamo ad esempio, la circolare 555 D/ 2005 sulla classe di Conversione Universale CU nei contratti stipulati con formule tariffarie bonus/malus; - per quel che riguarda la nota informativa, dall articolo 123 del decreto legislativo n. 175/1995 (Terza Direttiva), in applicazione del quale l ISVAP ha emanato nel tempo varie circolari che hanno integrato il contenuto della nota stessa (nell ordine n. 303/1997, n. 347 D/1998, n. 420 D/2000, n. 502 D/2003, n. 518 D/2003). Il nuovo Codice, inoltre, dedica alla nota informativa gli articoli da 185 a 187 del Titolo XIII. Comma 2: riprende il contenuto dei commi 1 e 3 dell articolo 12 bis della legge n. 990/69 per la pubblicizzazione obbligatoria dei premi, precisando con maggiore chiarezza che tale obbligo si adempie mediante il rilascio di preventivi personalizzati r.c.auto che il richiedente ha diritto di ottenere presso ogni punto vendita e consultando i siti internet delle imprese. 89 Non è stata riprodotta la parte del comma 3 dell articolo 12 bis citato, che individua espressamente la tipologia di veicoli per cui è obbligatoria la preventivazione r.c.auto. Il comma 2 dell articolo 131 rinvia, a tale riguardo, al Regolamento di attuazione l individuazione dei veicoli e dei natanti cui sarà applicabile l obbligo di preventivazione. In attesa del Regolamento, l obbligo continuerà a vigere per autoveicoli, motoveicoli e natanti. Comma 3: stabilisce che l ISVAP determinerà con regolamento di attuazione gli obblighi a carico delle imprese e degli intermediari per il rispetto delle finalità perseguite dall articolo in esame (trasparenza e concorrenzialità delle offerte delle imprese ed adeguata informativa ai soggetti obbligati ad assicurarsi). Fino all emanazione di tale regolamento restano in vigore tutte le norme attuative sulla pubblicizzazione dei premi, delle C.G.A e della nota informativa compatibili con il Codice. ARTICOLO OBBLIGO A CONTRARRE Comma 1: il legislatore del Codice ha confermato la discutibile disciplina del corrispondente comma 1 dell articolo 11 legge n. 990/69, concernente l obbligo a tariffare tutte le tipologie di rischi r.c. auto e a contrarre con chiunque ne faccia richiesta sulla base delle tariffe precedentemente stabilite. Tale scelta non ha tenuto conto delle forti perplessità già espresse lo scorso anno dalla Commissione Europea e riconfermate nei giorni scorsi con una messa in mora dello Stato italiano, cui è stato chiesto di modificare la formulazione dell obbligo a contrarre, ritenuto illegittimo per violazione del Trattato e della normativa speciale in materia di assicurazione non vita. Naturalmente, sul punto occorre attendere gli sviluppi della vicenda. Una nota positiva, comunque, è rappresentata dalla previsione che il rispetto dell obbligo a contrarre vada conciliato con i necessari controlli antifrode in sede di assunzione dei contratti. Disposto l obbligo a contrarre, il comma 1 prevede infatti che vada fatta salva la necessaria verifica della correttezza dei dati risultanti dall attestato di rischio, nonché l identità del contraente e dell intestatario del veicolo, se persona diversa. La novità non è di poco conto, poiché introduce senza ombra di dubbio una deroga al rigido meccanismo assuntivo vigente nel nostro sistema, che dovrebbe consentire di rifiutare la coperture in tutti i casi in cui si riscontri la non correttezza dei dati dell attestato di rischio o rispetto all identità del contraente e dell intestatario del veicolo. Ciò premesso, le previsioni dettate dalla circolare ISVAP n. 555/D del 17 maggio articolo 4, comma 5, lettere a) e b) - in senso di apparente maggior rigidità rispetto alla flessibilità recata dalla presente disposizione del Codice in funzione antifrode (la previsione dell assegnazione della classe CU più elevata nei casi di mancata presentazione della carta di circolazione e dell attestato di rischio prevista nella citata 910 circolare implicitamente esclude la possibilità di rifiutare la copertura) renderanno necessario un confronto con l Istituto per una definitiva soluzione del problema. Al riguardo, occorre nuovamente richiamare l attenzione delle imprese sull importanza di alimentare correttamente e tempestivamente la banca dati associativa SITA sia con i dati delle targhe assicurate sia con i dati relativi agli attestati di rischio, unico metodo per rendere realmente efficaci le verifiche di correttezza dei dati presenti e per combattere le frodi, oltre che per rispettare gli imminenti obblighi di alimentazione previsti dagli articoli 134, comma 2, (attestati di rischio) e 154, comma 4, (targhe assicurate per le esigenze del Centro di informazione italiano). Comma 2: introduce una variazione rispetto al dettato dell attuale art. 11 della legge 990/69, attribuendo alle imprese la possibilità di ottenere l autorizzazione ad esercitare l attività assicurativa r.c. auto limitatamente alle flotte di veicoli a motore o natanti. Si tratta indubbiamente di una deroga all obbligo di tariffare tutte le tipologie di rischi derivanti dalla circolazione, che, seppur rilevante come elemento di novità, non appare assolutamente sufficiente a recuperare la legittimità della disciplina nazionale rispetto ai rilievi mossi dalla Commissione Europea, costituendo, per certi versi, un aggravamento della posizione, a causa dell ambito estremamente circoscritto della deroga concessa, che non consente le prassi comuni a tutti gli altri mercati europei in termini di specializzazione e competizione sul prodotto r.c. auto. La disposizione in commento, tra l altro, non reca una definizione di flotta, per cui dovrà attendersi una disciplina esecutiva nell ambito del Regolamento di attuazione al Titolo X del Codice, risultando evidente che non può farsi utile riferimento alla disciplina tariffaria ex CIP, che recava una normativa specifica per i rischi a libro matricola, fissando il numero minimo di veicoli necessari per configurare detta tipologia assuntiva. Comma 3: a conferma che l adempimento dell obbligo a contrarre presuppone la preventiva verifica della correttezza dei dati di cui al comma 1, si prevede che le imprese possano accedere agli archivi telematici del P.R.A. e della Motorizzazione civile a condizioni economiche e tecniche correlate ai costi del servizio erogato a fini antifrode. Un apposito decreto ministeriale fisserà le condizioni in questione. ARTICOLO 133 FORMULE TARIFFARIE Comma 1: riprende il contenuto dei commi 1 e 2 dell articolo 12 legge n. 990/69, ribadendo che per i ciclomotori, i motocicli, le autovetture e le altre categorie di veicoli stabilite con regolamento dall ISVAP in base ad esigenze di prevenzione, i contratti di assicurazione devono prevedere clausole che correlano il premio r.c.auto alla sinistrosità registrata nel cosiddetto periodo di osservazione oppure clausole di franchigia. Viene espressamente prevista, rispetto all attuale disposizione, l ammissibilità di formule miste di bonus/malus in senso lato e franchigia. Comma 2: prevede il collegamento telematico da parte delle imprese all anagrafe nazionale delle persone abilitate alla guida, secondo condizioni strettamente collegate ai costi del servizio erogato, prevista dal codice della strada allo scopo di una tempestiva informativa sullo stato dell abilitazione alla guida dei conducenti. Il collegamento dovrà essere realizzato con le modalità previste da un apposito provvedimento interministeriale, sentito il Garante per la Privacy. 1011 Si tratta di una importante novità che consentirà alle imprese di verificare direttamente lo stato dei punti patente dei propri assicurati, ai fini delle eventuali personalizzazioni tariffarie realizzabili ricorrendo a tale parametro. Costituisce, inoltre, un ulteriore incentivo verso la valorizzazione di una condotta prudente di guida, secondo le indicazioni a suo tempo scaturite dal Protocollo d intesa Governo, ANIA e Associazioni dei consumatori del Si ricorda, in argomento, che l ANIA ha stipulato una convenzione con la Direzione Generale della Motorizzazione Civile per la consultazione della citata anagrafe (circolare protocollo n. 52 del 10 febbraio 2005), in base alla quale, secondo le consuete modalità di interscambio con i Sistemi Informativi dell associazione, possono essere effettuate interrogazioni cumulative alla banca dati con risposta nelle ventiquattro ore successive. La convenzione, tuttavia, non prevede la facoltà di accesso on line da parte di ciascuna impresa. ARTICOLO ATTESTAZIONE SULLO STATO DEL RISCHIO Sostituisce l articolo 2 della legge n. 39/77, rinviando ad un apposito regolamento dell ISVAP la determinazione delle informazioni da inserire nel documento. Fino all approvazione del regolamento, continuerà ad applicarsi, quanto ai contenuti dell attestato, la disciplina finora vigente. Comma 1: oltre preannunciare il citato regolamento dell ISVAP, dispone, con vigenza dal 1 gennaio 2006, che l attestato va consegnato al contraente o, se persona diversa, al proprietario del veicolo (ovvero all usufruttuario, all acquirente con patto di riservato dominio, al locatario in caso di leasing). La nuova formulazione elimina qualsiasi dubbio in merito alla consegna dell attestato in presenza di richieste concorrenti da parte del contraente e del proprietario, ovviamente in tutti i casi in cui le due qualifiche non insistano in capo alla medesima persona: l attestato dovrà essere consegnato al proprietario del veicolo. Comma 2: stabilisce per le imprese l obbligo di alimentare una banca dati elettronica riportante le informazioni da inserire nell attestato di rischio, allo scopo di rendere disponibile per il mercato l unico strumento che può consentire il contrasto alle frodi perpetrate attraverso la presentazione del documento artefatto. Rispetto ad una versione intermedia della disposizione, che prevedeva la gestione della banca dati da parte dell ISVAP, è stata prevista la possibilità del ricorso a banche dati private, come quella gestita dall ANIA. L obbligo di alimentazione consentirà ora di disporre di un archivio completo. Comma 3: a conferma della volontà di valorizzare il soggetto che vanta un rapporto giuridico con il veicolo, stabilisce che la classe di merito indicata nell attestato si riferisce, appunto, al proprietario del veicolo (e, obiter dictum, agli altri soggetti assimilabili). Prevede, inoltre, che il regolamento dell ISVAP stabilisca il periodo di validità dell attestato di rischio, comunque non inferiore a dodici mesi (ergo, anche superiore) e individui i termini relativi alla decorrenza e alla durata del periodo di osservazione. ARTICOLO 135 BANCA DATI SINISTRI 11 Vedere altro
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