Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-secondo/titolo-i/capo-ix/art533.html
Timestamp: 2019-11-18 03:39:50+00:00

Document:
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO SECONDO - Delle successioni > Titolo I - Disposizioni generali sulle successioni > Capo IX - Della petizione di eredità > Articolo 533
Articolo 533 Codice civile
L'erede (1) può chiedere il riconoscimento della sua qualità ereditaria contro chiunque possiede tutti o parte dei beni ereditari (2) a titolo di erede o senza titolo alcuno (3), allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi (4) [71, 73, 534, 535, 2652 n. 7 c.c., 22 c.p.c.].
L'azione è imprescrittibile [948, 2934 c.c.], salvi gli effetti dell'usucapione [1158 ss. c.c.] rispetto ai singoli beni (5).
(1) Legittimato attivo alla proposizione dell'azione di petizione di eredità è l'erede, sia legittimo che testamentario. Qualora vi siano più eredi, ciascuno può agire singolarmente, non essendovi litisconsorzio necessario con gli altri eredi. La proposizione di tale azione da parte del chiamato comporta l'accettazione tacita dell'eredità.
Non è legittimato attivo il curatore dell'eredità giacente (v. art. 528 ss. c.c.) o l'acquirente dell'eredità (v. art. 1542 del c.c.).
Chi agisce deve provare la morte del de cuius, la qualità di erede (se la vocazione è legittima basta provare il grado di parentela, se testamentaria è necessario produrre il testamento) e che i beni appartenevano all'asse ereditario al momento dell'apertura della successione.
(2) Oggetto dell'azione possono essere tutti i beni ereditari ma anche una parte o una quota di questi. L'azione è esperibile non solo nei confronti dei beni di cui il defunto era proprietario o possessore, ma anche verso beni che quest'ultimo deteneva soltanto.
(3) Legittimato passivo è:
- chi possiede a titolo di erede (c.d. possessio pro herede), cioè colui che ritiene di essere erede in base ad un titolo che invece non gli spetta;
- chi possiede senza titolo (c.d. possessio pro possessore), ossia colui che possiede senza alcun titolo giustificativo.
Se più persone possiedono i beni ereditari, l'azione deve essere esperita nei confronti di ciascuno di essi.
(4) Oltre alla condanna alla restituzione dei beni nei confronti di chi li possiede senza valido titolo giustificativo, l'azione accerta la qualità di erede in capo all'attore.
(5) L'azione è imprescrittibile perchè mira ad accertare la qualità di erede in capo all'attore, la quale una volta acquistata non viene meno ( v. semel heres semper heres). Il convenuto può, tuttavia, opporre l'intervenuta usucapione sui singoli beni.
L'azione di petizione consente all'erede di veder giudizialmente accertata la sua qualità di erede e, di conseguenza, di ottenere tutela nei confronti di terzi che si siano impossessati dei beni del defunto.
Massime relative all'art. 533 Codice civile
Cass. civ. n. 16409/2017
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 16409 del 4 luglio 2017)
Cass. civ. n. 22005/2016
L'accoglimento dell'azione di petizione ereditaria comporta non già la semplice restituzione alla massa dei beni oggetto della domanda, ma la reintegrazione delle quote lese, sicché, ove sia ordinata la restituzione di somme di denaro, sul relativo importo deve essere riconosciuta la rivalutazione, trattandosi di credito di valore. (Nella specie, il principio è stato affermato con riguardo al "quantum" in denaro, corrispondente alle somme portate da buoni fruttiferi incassati dal soggetto passivo della domanda di petizione ereditaria, del quale era stata ordinata la restituzione).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 22005 del 31 ottobre 2016)
Cass. civ. n. 22100/2015
L'imprescrittibilità della petizione di eredità, sancita dall'art. 533 c.c., non altera l'ordinario regime di prescrizione dei singoli diritti compresi nell'asse ereditario. (Principio affermato riguardo alla prescrizione di un credito ereditario).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 22100 del 29 ottobre 2015)
Cass. civ. n. 3181/2011
Con l'azione di petizione ereditaria l'erede può reclamare soltanto i beni nei quali egli è succeduto "mortis causa" al defunto, ossia i beni che, al tempo dell'apertura della successione, erano compresi nell'asse ereditario; ne consegue che tale azione non può essere esperita per far ricadere in successione somme di denaro che il "de cuius" abbia, prima della sua morte, rimesso a mezzo di assegni bancari, senza un'apparente causa di giustificazione, al futuro erede e che questi abbia o abbia avuto in disponibilità in forza di un titolo giuridico preesistente e indipendente rispetto alla morte del "de cuius".
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3181 del 9 febbraio 2011)
Cass. civ. n. 24034/2004
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 24034 del 28 dicembre 2004)
Cass. civ. n. 10557/2001
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 10557 del 2 agosto 2001)
Cass. civ. n. 954/1986
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 954 del 18 febbraio 1986)
Cass. civ. n. 1979/1974
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 1979 del 6 luglio 1974)

References: Articolo 533

Articolo 533
 art. 528
 art. 1542

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza