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Timestamp: 2017-02-23 13:52:41+00:00

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Anche un semplice scambio di sms con l’amante fa scattare l’addebito della separazione per infedeltà coniugale? Si, è sufficiente scambiarsi qualche sms da cui si denoti un rapporto affettuoso con un’altra persona per vedersi addebitare la causa della separazione.
Il così detto addebito viene posto a carico del coniuge che ha provocato la rottura del rapporto matrimoniale con una condotta tale da rendere intollerabile la convivenza. Tanto è che un uomo è stato accusato e incastrato dagli sms e dai file erotici che si scambiava con la sua nuova “amica” tramite il cellulare.
Non è necessario, ai fini dell’addebito, che la relazione sfoci in un rapporto carnale. Anche se l’adulterio non viene consumato, esso è comunque incompatibile con il dovere di fedeltà e lealtà derivante dal matrimonio ed è pertanto causa di addebito della separazione.
Trib. di Caltanissetta sent. n. 1018/2012.
Scegliere chi è legalmente autorizzato è una garanzia (1991/2013)
AGATA CHRISTIE INVESTIGATION è autorizzata con licenza per investigazioni private Art.134 TULPS; autorizzazione Art. 222 del D.L.vo 271/89 ed Art. 327 Bis del c.p.p. così come modificati dalla L.397/00 l'effettuazione di indagini difensive a favore della difesa rilasciate dalla Prefettura di Milano ed autorizzazione Agenzia Recupero Crediti cat.13/D Div. P.A.S. Questura Milano Presunta infedeltà Coniugale..l’uomo si giustifica cosi: E’ SOLO UN’AMICA.
Per la legge essere amico di una donna e frequentarla anche senza fare sesso equivale a un tradimento. Lo ha stabilito la Corte di Treviso, chiamata a risolvere una causa matrimoniale. Protagonisti della vicenda sono A e G. Lui stringe un legame d'amicizia con una collega, lei, gelosa, lo lascia e lo porta in tribunale. "Sebbene solo virtuale, si tratta sempre di tradimento con violazione del dovere di fedeltà", ha sancito il giudice.
Tutto è successo dopo che G. ha scoperto che il marito frequentava con assiduità e in gran segreto una collega di lavoro, con cui viaggiava e aveva anche condiviso una stanza d'albergo. Tra i due, stando ai diretti interessati, la relazione era soltanto amichevole, innocente e non implicava legami sentimentali né sessuali. Alla moglie di G però, le giustificazioni del marito non sono bastate e ha deciso di chiedere il divorzio, portando l'ex consorte in tribunale. "E' soltanto un'amicizia trasformata dall'immaginario e dalla gelosia di mia moglie in qualcos'altro", ha ripetuto più volte A al giudice. La sua spiegazione però, non ha convinto nemmeno la Corte. Secondo il magistrato infatti, viaggiando con un'altra donna, l'uomo ha comunque violato l'obbligo di fedeltà coniugale previsto dal contratto matrimoniale. Pertanto è stato condannato a pagare un assegno di mantenimento.
Nel dettaglio, stando alla sentenza, "Anche se il tradimento è stato solo virtuale, l'obbligo di fedeltà è da intendersi non solo come astensione da relazioni sessuali extraconiugali, ma come impegno di ogni coniuge di non tradire la fiducia reciproca, avvicinando la nozione di fedeltà coniugale a quella di lealtà, che impone di sacrificare gli interessi e le scelte di ciascun coniuge, che si rivelino in conflitto con gli impegni e le prospettive di vita comune". Ma non è tutto qui: con la sua condanna, il giudice ha infatti voluto ribadire che la vicenda ha dato luogo a "plausibili sospetti di infedeltà", comportando offesa alla dignità e all'onore dell'altro coniuge, indipendentemente dal fatto che non ci sia stata alcuna relazione sessuale fuori dal matrimonio. Infedeltà: è possibile richiedere la separazione con addebito per tradimento, in quanto l'umiliazione e la mancanza di rispetto, possono rendere problematica la convivenza. E' da precisare che con il termine "infedeltà" non si indica solamente avere rapporti sessuali con altre persone, ma anche tradire la fiducia del partner, nascondendo per esempio, verità importanti che condizionano la vita di coppia, venendo meno alle promesse. L’avvenuta separazione o il divorzio determinano una serie di cambiamenti tra i coniugi: andrà infatti a modificarsi l'assetto familiare, dal momento che i coniugi sicuramente non vivranno più insieme e, di conseguenza, si modificherà anche la loro situazione economica, poiché non vi sarà più la comunione dei beni che invece, era presente durante il matrimonio. Questi cambiamenti comportano che in presenza di un coniuge economicamente più debole, esso abbia un assegno di mantenimento da parte dell'altro coniuge che gode invece di una situazione economica più stabile e redditizia. Infedeltà Coniugale: sentenze, addebito, separazione giudiziale:
A volte sono proprio i figli i principali testimoni dei tradimenti e delle crisi dei genitori: vengono così coinvolti, loro malgrado, nelle guerre familiari e costretti a deporre al banco davanti al giudice.
Il figlio può testimoniare a favore di uno dei propri genitori nel giudizio di separazione e, dichiarando di conoscere la relazione extraconiugale dell’altro coniuge, fare condannare quest’ultimo all’addebito della separazione.
È quanto capitato in una causa portata davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, poi sfociata davanti alla Corte di Cassazione.
Se la crisi del matrimonio è dipesa esclusivamente da un comportamento consapevole e volontario di uno dei due coniugi, ed è stato proprio questo comportamento a generare la rottura della convivenza, per il coniuge responsabile scatta l’addebito e l’obbligo di mantenimento dell’ex. La prova di tale comportamento colpevole può essere fornita anche tramite la testimonianza del figlio delle parti in causa, chiamato dall’avvocato a deporre sulla “triste vicenda” della relazione extramatrimoniale del padre (o della madre) e del suo abbandono della casa coniugale.
Così il coniuge fedifrago, inchiodato dal proprio stesso figlio, viene obbligato dal giudice a garantire alla moglie, attraverso l’assegno di mantenimento, lo stesso tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio.
[Cass. sent. n. 2312 del 31.01.2013.
Cassazione: chi tradisce in pubblico perde l'assegno di mantenimento.
Tempi più difficili per chi tradisce! D'ora in avanti infatti, il coniuge infedele dovrà stare particolarmente attento a tenere nascosta la sua relazione adulterina. La Corte di Cassazione infatti considera più grave il tradimento di chi lo fa pubblicamente rispetto a chi tradisce di nascosto. Commentando la sentenza con la quale la Cassazione ha confermato il provvedimento della Corte di Appello di Ancona che ha negato il diritto all'assegno di mantenimento ad un'ex moglie, che non si preoccupò di nascondere la sua relazione extraconiugale, ha dichiarato: ''Negli ultimi anni l'infedeltà coniugale è stata interpretata dalla giurisprudenza con minore severità in quanto essa, di per se' non è stata considerata automaticamente motivo di addebito della separazione (con conseguente perdita del diritto al mantenimento). Oggi la Suprema Corte, confermando il provvedimento della Corte di Appello di Ancona ha ribadito il concetto che una infedeltà coniugale può configurarsi come un vero e proprio illecito se essa è la causa della crisi coniugale o se viene ostentata in pubblico, producendo offesa al decoro ed all'onore del coniuge tradito. Il danno all'immagine di chi subisce il tradimento è considerato, quindi, più grave del fatto in sé. Nel 50% dei casi le infedeltà coniugali non sono sanzionate dai giudici ,specie quando gli avvocati riescono a dimostrare che esse sono solo la conseguenza e non già “la causa della fine del matrimonio". Per la legge è più grave flirtare in pubblico piuttosto che tradire di nascosto ma si deve considerare che le infedeltà coniugali "non sono più la prima ragione delle separazioni in Italia. La prima ragione è quella legata alle incompatibilità di carattere tra i coniugi. Tuttavia emerge un dato che riguarda l'aumento degli incarichi ad investigatori privati finalizzati a portare agli avvocati le prove dell'infedeltà coniugale della controparte da utilizzare nel processo ''.
Cassazione: coniuge tradito ha diritto a risarcimento.
Cassazione civile , sez. I, sentenza 15.09.2011 n° 18853 Roma, 15 set - ''Finalmente la Suprema Corte di Cassazione precisa il principio della risarcibilità dei danni derivanti dall'infedeltà coniugale, che rappresenta una delle ragioni più frequenti delle crisi coniugali''. La sentenza della Cassazione n. 18853/2011 che riconosce al coniuge tradito il diritto al risarcimento.
La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 13431 del 2008 ha stabilito che "la dichiarazione di addebito della separazione richiede la prova che la irreversibilità della crisi coniugale sia collegabile al comportamento contrario ai doveri nascenti dal matrimonio di uno o di entrambi i coniugi, sussistendo un nesso di causalità fra di esso e il determinarsi dell'intollerabilità della convivenza".
In merito all'inosservanza dell'obbligo di fedeltà del coniuge, la Corte ha evidenziato che "rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale deve ritenersi, di regola, una circostanza sufficiente a determinare l'addebito della separazione a carico del coniuge responsabile, fermo restando che deve sussistere il nesso di causalità fra l'infedeltà e la crisi coniugale, il quale viene meno ove persista una crisi già irrimediabilmente in atto". Fonte internet
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