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Timestamp: 2020-06-04 14:44:54+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21885 del 07/09/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21885 del 07/09/2018
Cassazione civile sez. VI, 07/09/2018, (ud. 05/07/2018, dep. 07/09/2018), n.21885
sul ricorso 20684-2017 proposto da:
A.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FEDERICO
CONFALONIERI n.3, presso lo studio dell’avvocato LUIGI MANZI, che lo
CESARE GLENDI;
avverso la sentenza n. 274/2/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di GENOVA, depositata il 23/02/2017;
Con ricorso in Cassazione affidato a un motivo, nei cui confronti il contribuente ha resistito con controricorso, l’Agenzia delle Entrate impugnava la sentenza della CTR della Liguria, in tema di accertamento sintetico del reddito, per una maggiore capacità contributiva accertata dall’ufficio per l’anno 2008, in ragione del possesso di una serie di beni indice.
L’ufficio lamenta la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38 commi 4, 5 e 6, e dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto erroneamente i giudici d’appello avrebbero ritenuto sufficiente la prova della disponibilità, da parte del contribuente, di redditi già tassati per 129.316,00, nell’anno in contestazione, laddove sarebbe necessario dimostrare il nesso eziologico tra spese effettuate e disponibilità finanziarie.
E’, infatti, insegnamento di questa Corte che “In tema di accertamento delle imposte sui redditi, qualora l’ufficio determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la prova documentale contraria ammessa per il contribuente dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 38, comma 6, nella versione vigente “ratione temporis”, non riguarda la sola disponibilità di redditi esenti o di redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, ma anche l’entità di tali redditi e la durata del loro possesso, che costituiscono circostante sintomatiche del fatto che la spera contestata sia stata sostenuta proprio con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta” (Sez. 5, Sentenza n. 25104 del 26/11/2014, Cass. ord. n. 22944/15).
Nel caso di specie, trattandosi di una controversia nella quale al contribuente viene contestata la capacità reddituale per il tenore di vita condotto (connesso all’abitazione principale e secondaria, al possesso di un’autovettura Porsche ed all’utilizzo di una collaboratrice domestica) sia per quanto riguarda gli incrementi patrimoniali che le connesse spese di gestione, i giudici d’appello hanno accertato che i maggiori redditi per Euro 129.316,00 documentati dal contribuente, (oltre a quelli già dichiarati), erano già stati assoggettati a ritenuta alla fonte, e di essi il contribuente ne ha avuto la disponibilità proprio nell’anno in contestazione, pertanto, alla stregua del principio di diritto enunciato, quest’ultimo non doveva dimostrare di aver sostenuto il tenore di vita contestato proprio con tali redditi, in quanto la durata e il possesso era tale da ritenere che fosse circostanza sintomatica del fatto che ciò potesse essere accaduto e, quindi, idonea a vincere la presunzione legale dell’accertamento sintetico disposto dall’ufficio.
Pertanto, la CTR fa una completa ricostruzione in fatto della formazione durata e disponibilità delle somme accertate, senza che la difesa erariale censuri detta ricostruzione per omesso esame di fatti decisivi (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), ma lamentando solo la mancanza del nesso eziologico tra il possesso di tali redditi e le spese contestate.
Poichè l’ufficio è un’amministrazione dello Stato, non paga il doppio del contributo unificato (Sez. 6 – 1,, Ordinanza n. 1778 del 29/01/2016, Rv. 638714; Sez. 3, Sentenza n. 5955 del 14/03/2014, Rv. 630550).
Condanna l’Agenzia delle Entrate a pagare a A.E. le spese di lite del presente giudizio che liquida nell’importo complessivi di Euro 4.100,00, oltre Euro 200,00 per esborsi, oltre il 15% per spese generali, oltre accessori di legge.

References: Sentenza 
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 art. 38
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 Cass. 
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