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Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro D.L. 81/08. Corso di. FORMAZIONE SPECIFICA (Modulo 2) - PDF
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1 Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro D.L. 81/08 1 Corso di FORMAZIONE SPECIFICA (Modulo 2)
2 Contenuti Formazione Specifica 2 2 Segnaletica Emergenze Procedure esodo ed incendi Procedure organizzative per il primo soccorso
3 3 Obblighi dei Lavoratori (Titolo I Capo III art. 20) 1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. 2. I lavoratori devono in particolare: a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
4 4 c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza; d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
5 5 1. I lavoratori sono puniti: Sanzioni per i lavoratori (Titolo I Capo IV art. 59) a) con l arresto fino a un mese o con l ammenda da 219,20 a 657,60 euro per la violazione degli articoli 20, comma 2, lettere b), c), d), e), f), g), h) e i), e 43, comma 3, primo periodo; b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 54,80 a 328,80 euro per la violazione dell articolo 20 comma 3.
6 6 SEGNALETICA
7 7 Segnaletica di Sicurezza (Titolo V Capo I art ) Le norme di sicurezza prevedono una segnaletica standardizzata per la sicurezza. I colori, i cartelli, la segnaletica gestuale, la segnaletica acustica, sono regolate da direttive CE e uniformi tra i paesi membri che le hanno recepite
8 Divieto 8 I cartelli di divieto sono rotondi, realizzati con pittogramma nero su sfondo bianco e bande rosse
9 Avvertimento e altri 9 Avvertimento: triangolo nero-giallo Prescrizione: rotondi bianco-azzurro Salvataggio: rettangolari o quadrati bianco-verde Antincendio: rettangolari o quadrati bianco-rosso
10 Gestuale 10 Segnali standardizzati Procedure scritte Importanza dell addestramento
11 11 EMERGENZE
12 SEZIONE VI GESTIONE DELLE EMERGENZE Art Disposizioni generali 1. Ai fini degli adempimenti di cui all articolo 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro: a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell emergenza; b) designa preventivamente i lavoratori di cui all articolo 18, comma 1, lettera b); c) informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave e immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare; 12
13 13 d) programma gli interventi, prende i provvedimenti e da istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro; e) adotta i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili.
14 14 e-bis) garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio ed al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati. L obbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi. 2. Ai fini delle designazioni di cui al comma 1, lettera b), il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dell azienda e dei rischi specifici dell azienda o della unità produttiva secondo i criteri previsti nei Decreti di cui all articolo 46.
15 15 3. I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Essi devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell azienda o dell unità produttiva. 4. Il datore di lavoro deve, salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato.
16 16 CHE COSA SI INTENDE PER EMERGENZA? Per Emergenza s intende tutto ciò che appare condizione insolita e pericolosa che può presentarsi in modi e tempi non completamente prevedibili.
17 17 GESTIRE LE EMERGENZE Definire e adottare le necessarie misure organizzative e procedurali allo scopo di: Attivare tempestivamente le Squadre Antincendio e di Primo Soccorso (Squadre di Emergenza); Utilizzare correttamente le attrezzature disponibili per le operazioni di primo intervento;
18 18 Richiedere telefonicamente gli interventi dei Soccorsi esterni ( 115 e 118 ); Attivare l evacuazione dei presenti nell edificio.
19 19 Il Piano di EMERGENZA è l insieme delle misure da attuare per: affrontare la situazione in modo da prevenire ulteriori incidenti, evitare o limitare i danni per l integrità e la salute dei lavoratori o delle persone eventualmente coinvolte nell ambiente di lavoro, arrivando ad attuare, se necessario, il relativo PIANO di EVACUAZIONE.
20 RIDURRE IL RISCHIO DI MANIFESTAZIONI INCONTROLLATE: PANICO Il panico si manifesta con varie reazioni emotive: timore e paura, oppressione, ansia fino ad emozioni convulse e manifestazioni isteriche, assieme a particolari reazioni dell organismo; 20 le persone reagiscono in modo non controllato ed irrazionale.
21 ORGANIZZAZIONE DELLE EMERGENZE Il Dirigente scolastico, unitamente al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell Istituto (RSPP), dispone le seguenti PROGRAMMAZIONI all interno della scuola per la GESTIONE DELL EMERGENZA: 21 a) vengono tenuti costantemente i rapporti con i SERVIZI PUBBLICI, con gli addetti alla lotta antincendio, i sistemi di gestione dell emergenza, il salvataggio; b) vengono designati gli ADDETTI delle EMERGENZE, in relazione alle competenze e alla caratteristiche dell istituto;
22 22 c) vengono INFORMATI i lavoratori e gli studenti in merito alle eventuali esposizioni al pericolo e alla misure da adottare per l abbattimento del pericolo stesso; d) vengono predisposti i programmi di intervento per il PIANO DI EVACUAZIONE e per il deflusso delle persone dagli edifici scolastici e programmare le relative prove (almeno 2 all anno); e) i lavoratori PARTECIPANO all abbattimento del pericolo e PARTECIPANO fattivamente alla sua riduzione.
23 PIANO DELLE EMERGENZE AFFRONTARE l emergenza fin dal primo insorgere per contenerne gli effetti sulla popolazione scolastica; 2. PIANIFICARE le azioni necessarie per proteggere le persone sia da eventi interni che esterni; 3. COORDINARE i servizi di emergenza; 4. FORNIRE una base INFORMATIVA al Personale ATA, ai Docenti e agli studenti. 5. DEFINIRE LE PROCEDURE da attuare in caso di emergenza da parte dei docenti, di servizio e degli alunni per la messa al sicuro delle persone e la salvaguardia dei beni;
24 24 6. INDIVIDUARE LE FIGURE che si occupano della gestione delle emergenze; 7. PREDISPORRE PIANI DI EVACUAZIONE con l indicazione dei percorsi d esodo, dei presidi antincendio, dei dispositivi di arresto degli impianti di distribuzione dell energia elettrica, del gas e degli impianti di riscaldamento/condizionamento; 8. DEFINIRE le ISTRUZIONI per l attivazione dei SOCCORSI ESTERNI.
25 OPERATIVITA NELLE EMERGENZE Considerati i lunghi tempi di attesa degli interventi esterni, l evoluzione positiva dell emergenza dipenderà in gran parte dal corretto e tempestivo intervento dell organizzazione locale. 25 Per intervenire utilmente, occorrerà almeno essere in grado di: CONOSCERE L EVENTO SAPERE COSA IMPLICA DECIDERE COSA FARE ATTUARE L INTERVENTO
26 26 CONOSCERE L EVENTO: Venire a conoscenza dell evento in maniera dettagliata ed in tempi rapidi (tramite un sistema di allarme e reporting interno, da predisporre e provare periodicamente: almeno due volte all anno) SAPERE COSA IMPLICA: Conoscere i pericoli ed i rischi tipici dei possibili eventi e le modalità di approccio all intervento (tramite precedenti esperienze, letteratura specifica, ecc.)
27 27 DECIDERE COSA FARE: Saper decidere se attivare subito il sistema di evacuazione e salvataggio delle persone presenti (stimando la possibile evoluzione negativa dell emergenza) ATTUARE L INTERVENTO: Attivare le modalità operative di intervento (interne e esterne) secondo i modelli predefiniti.
28 SQUADRA DI EVACUAZIONE 28 A) COORDINATORE DELLE EMERGENZE : La mansione del Coordinatore delle Emergenze normalmente viene svolta dal Dirigente scolastico, dal vicario, collaboratore del Dirigente scolastico o da altri sostituti. La presenza del Coordinatore dell Emergenza dovrà essere garantita costantemente durante l attività scolastica.
29 29 COORDINATORE DELL EMERGENZA ISTRUZIONI GENERALI: 1. Alla segnalazione di un Emergenza, attivare gli Addetti del caso e recarsi sul posto dell evento 2. Valutare la situazione di Emergenza e la necessità di Evacuare l edificio 3. Se necessario dare il segnale di Evacuazione generale ed ordinare all Addetto alle comunicazioni di Emergenza di agire secondo le procedure codificate 4. Se necessario ordinare agli addetti al sezionamento degli impianti di agire secondo le procedure codificate
30 30 5. Se necessario recarsi sul punto di raccolta e controllare che tutte le persone abbiano evacuato l edificio, quindi attendere i soccorsi esterni 6. Sovraintendere a tutte le operazioni della Squadra di Emergenza 7. In caso di feriti o mancanti all appello, raccogliere tutte le informazioni necessarie e comunicarle alle Squadre di Soccorso esterne 8. All arrivo dei Soccorsi esterni, cedere il coordinamento e restare a disposizione 9. Al termine della situazione di pericolo, segnalare la fine dell Emergenza
31 31 B) RESPONSABILE PUNTO DI RACCOLTA : All ordine di evacuazione dell edificio; 1. Per i NON DOCENTI: - si dirigono verso il Punto di Raccolta percorrendo le vie di esodo previste dalla Planimetria di Piano; - acquisiscono dai docenti i moduli di evacuazione e li consegnano al Capo di Istituto
32 32 2. Per i DOCENTI: - effettuano l evacuazione della classe, come previsto dalla procedura di Emergenza - arrivati all Area di Raccolta, acquisiscono la presenza dei loro studenti e la trascrivono nell apposito modulo (Verbale di Evacuazione); - nel caso qualche persona non risulti presente alla verifica, prendono tutte le informazioni necessarie e le trasmettono al capo di Istituto.
33 33 C) RESPONSABILE DELLA CHIAMATA DI SOCCORSO ADDETTI ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA - La mansione di Addetto alle comunicazioni potrà essere svolta dal Personale di Segreteria o, in mancanza, dal Collaboratore scolastico - La presenza degli Addetti alle comunicazioni di emergenza dovrà essere garantita costantemente durante l attività scolastica - Su richiesta del Coordinatore dell Emergenza effettuare la chiamata dei soccorsi esterni utilizzando il telefono più vicino - Effettuare la telefonata fornendo le seguenti informazioni:
34 34 NOME DELL ISTITUTO NOME PROPRIO INDIRIZZO DELL ISTITUTO E N TELEFONICO MOTIVO DELLA RICHIESTA LOCALI OGGETTO DELL EVENTO STATO DI AVANZAMENTO DELL EVENTO INDICAZIONI DEL PERCORSO
35 35 D) RESPONSABILE DI CLASSE : - La mansione di RESPONSABILE DI CLASSE viene svolta dal DOCENTE che nel momento dell Emergenza ha in carico una classe. NOTE Nel caso di presenza di disabili deve intervenire la persona designata per l assistenza di tali alunni. I docenti facenti parte della Squadra di Emergenza verranno immediatamente sostituiti nelle procedure di evacuazione della classe.
36 36 All ascolto del segnale di allarme e/o all insorgere di un EMERGENZA: 1. mantiene la calma in tutta la classe; 2. in base al tipo di emergenza esegue le rispettive norme comportamentali previste. All ordine di EVACUAZIONE DELL EDIFICIO: 1. Verifica l accessibilità del percorso da seguire secondo il PIANO DI EVACUAZIONE esposto. 2. Preleva il Registro di classe.
37 3. Fa uscire gli alunni ordinatamente senza spingersi e senza correre, preceduti dagli studenti apri-fila e seguiti da quelli chiudi-fila. 4. Accerta che le persone incaricate assistano eventuali disabili. 5. Se il percorso non è agibile ne sceglie uno alternativo. 6. In caso non sia possibile evacuare, ritorna in classe e dalla finestra chiama i soccorsi esterni. 7. Una volta raggiunto il Punto di Raccolta fa l appello, compila il modulo di ricognizione e lo consegna al Coordinatore dell Emergenza comunicando eventuali dispersi o feriti. 37
38 38 D) RESPONSABILE DI PIANO : - La mansione di Responsabile di Piano viene svolta dal Personale Collaboratore scolastico presente in ciascun Piano. - La presenza dei Responsabili di Piano dovrà essere garantita costantemente durante l attività scolastica. All insorgere di una emergenza: - Individua la fonte del pericolo, ne valuta l entità. - Avverte immediatamente il Coordinatore dell Emergenza e si attiene alle disposizioni impartite.
39 39 1. Verifica la percorribilità dei percorsi d esodo. 2. Favorisce il deflusso ordinato dal piano. 3. Vietare l uso dell ascensore 4. Controlla che tutti i locali del piano siano stati sfollati (bagni, archivi, ecc.). Al termine dell evacuazione si dirige sul Punto di Raccolta e resta a disposizione del Coordinatore dell Emergenza segnalando eventuali persone in difficoltà o locali non accessibili.
40 40 E) STUDENTI APRI-FILA E CHIUDI-FILA : Gli studenti apri e chiudi fila dovranno essere individuati in ciascuna classe. - La presenza degli alunni apri e chiudi fila dovrà essere garantita costantemente durante l attività scolastica. - All ascolto del segnale d allarme e comunque su indicazione del docente responsabile di classe: 1. Mantenere la calma 2. Seguire le istruzioni del docente responsabile di classe e le procedure stabilite.
41 41 All ordine di evacuazione dell edificio: 1. Gli apri-fila incaricati devono seguire il docente responsabile nella via di fuga stabilita, guidando i compagni al Punto di Raccolta. 2. I chiudi-fila hanno il compito di verificare da ultimi la completa assenza di compagni nell aula evacuata e di chiudere la porta. 3. Gli studenti incaricati dovranno assistere eventuali disabili. 4. Una volta raggiunto il Punto di raccolta non disperdersi e restare in gruppo a disposizione del docente responsabile della classe in modo da facilitare le operazioni di ricognizione.
42 42 EMERGENZA INCENDIO
43 43 Chiunque si accorga dell incendio: - avverte la persona addestrata all uso dell estintore che interviene immediatamente - avverte il Coordinatore dell emergenza che si reca sul luogo dell incendio e dispone lo stato di preallarme
44 44 EMERGENZA SISMICA
45 45 Il Coordinatore dell Emergenza in relazione alla dimensione del terremoto deve: - valutare la necessità dell evacuazione immediata ed eventualmente dare il segnale di stato di allarme - interrompere immediatamente l erogazione del gas e dell energia elettrica - avvertire i responsabili di piano che si tengano pronti ad organizzare l evacuazione - coordinare tutte le operazioni attinenti
46 I docenti devono: - mantenersi in continuo contatto con il Coordinatore attendendo disposizioni sull eventuale evacuazione (nel frattempo si proteggono sotto la cattedra, dopo aver ordinato agli alunni di ripararsi sotto i banchi) Gli studenti devono: - Posizionarsi ordinatamente nelle zone sicure individuate dal Piano di Emergenza - Proteggersi, durante il sisma, dalla caduta di oggetti riparandosi sotto i banchi o in corrispondenza di architravi individuate - Nel caso si proceda alla evacuazione seguire le norme specifiche di evacuazione 46
47 I docenti di sostegno devono: - con l aiuto di alunni predisposti e, se necessario, supportati da operatori scolastici, curare la protezione degli alunni disabili. 47
48 48 PRIMO SOCCORSO
49 SEZIONE VI GESTIONE DELLE EMERGENZE Art Primo Soccorso 1. Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dell azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati. 49
50 50 DECRETO 15 luglio 2003, n Le aziende ovvero le unità produttive sono classificate, tenuto conto della tipologia di attività svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio, in tre gruppi. Gruppo A Rischio ALTO Gruppo B Rischio MEDIO Gruppo C Rischio BASSO
51 51 1. Nelle aziende o unità produttive di gruppo A e di gruppo B, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: a) cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodita in un luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata, contenente la dotazione minima indicata nell allegato 1, che fa parte del presente decreto, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e della quale sia costantemente assicurata, la completezza ed il corretto stato d uso dei presidi ivi contenuti; b) un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del S.S.N.
52 DECRETO n. 388/2003 Allegato 1 Contenuto minimo Cassetta Pronto Soccorso Guanti sterili monouso (5 paia). Visiera paraschizzi Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1). Flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro - 0, 9%) da 500 ml (3). Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10). Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2). Teli sterili monouso (2). Pinzette da medicazione sterili monouso (2). 52
53 53 Confezione di rete elastica di misura media (1). Confezione di cotone idrofilo (1). Confezioni di cerotti di varie misure pronti all uso (2). Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2). Un paio di forbici. Lacci emostatici (3). Ghiaccio pronto uso (due confezioni). Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2). Termometro. Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.
54 DECRETO n. 388/2003 Allegato 4 54 Formazione dei lavoratori designati al Primo Soccorso Obiettivi Didattici Contenuti Minimi
55 Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro D.L. 81/08 55 Corso di FORMAZIONE SPECIFICA Modulo 2 Grazie per l attenzione

References: art. 20
 art. 59
 articolo 20
 articolo 18
 articolo 18
 articolo 46