Source: http://museocivicopolironiano.it/index.php?language=ita&page=museum&section=regulation
Timestamp: 2017-09-19 15:04:25+00:00

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d13c Museo Civico Polironiano - Museo - Regolamento
Museo Civico Polironiano - Museo - Regolamento
Art. 1 Istituzione e finalità
Il Museo Civico Polironiano costituito nel 1975 attraverso il deposito di oggetti di proprietà del Comune e le donazioni di privati benemeriti, è un istituto museale ubicato presso i locali dell'ex monastero benedettino di Polirone messi a disposizione del comune di San Benedetto Po. Esso ha come proprie finalità di raccogliere, conservare, studiare e valorizzare le testimonianze materiali e immateriali della cultura, degli usi e costumi della gente che ha vissuto e vive nell'aera di riferimento del Museo: il bassopiano fluviale Mantovano-Emiliano che sottostà alle colline moreniche del Garda e si spinge sino alle prime propaggini dell'Appennino.
Il Museo Civico Polironiano è amministrato e gestito dal Comune di San Benedetto Po.
Al mantenimento e funzionamento del museo provvede il Comune stesso, stanziando, nel proprio bilancio annuale, somme adeguate per le spese relative al personale, ai locali, alle attrezzature, alla amministrazione, alla organizzazione e all'attuazione dei programmi dell'attività culturale.
Secondo gli orientamenti assegnati al Museo dall'International Council Of Museums (ICOM) e le indicazioni contenute nella D.G.R. n. 7/11643 del 20/12/2002 della Regione Lombardia, il Museo Civico Polironiano è un centro di ricerca, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, che mette a disposizione del pubblico ed espone a fini di studio, educazione e diletto, i beni materiali e immateriali, gli oggetti e le testimonianze, acquisiti mediante la ricerca.
Più in particolare il Museo Civico Polironiano intende:
a) conservare, valorizzare, ordinare le testimonianze materiali e immateriali presenti nel territorio che si riferiscono alla storia, all'economia, al lavoro, alla vita quotidiana, al folklore, ai dialetti, ai costumi e agli usi della gente che ha vissuto e vive nell'ambito geografico di riferimento del museo;
b) promuovere la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e architettonico dell'antico complesso monastico di San Benedetto Polirone;
c) contribuire alla diffusione della conoscenza e dello studio delle collezioni museali in collaborazione con i comuni, le province, le istituzioni interessate e le scuole di ogni ordine e grado;
d) realizzare attività dirette alla educazione permanente dei cittadini promuovendo l'incontro tra le generazioni, favorendo il contatto diretto tra i portatori della cultura tradizionale;
e) promuovere la catalogazione e lo studio delle proprie collezioni e curarne l'ampliamento tramite una oculata politica di acquisizioni;
f) assicurare la conservazione ed il restauro dei propri beni deperibili;
g) svolgere, anche tramite apposite convenzioni con l'esterno, compiti di censimento, monitoraggio, studio e valorizzazione di beni culturali, del paesaggio ed ecomuseali presenti nell'area padana;
h) valorizzare il proprio patrimonio anche attraverso la programmazione di eventi espositivi temporanei;
i) essere per il visitatore un luogo privilegiato di incontro con la storia e la società padana di oggi e di ieri, còlte non solo attraverso l'esposizione di una serie di oggetti che la caratterizzano e tramite immagini, rumori, suoni, movimenti, gesti, testimonianze orali e documenti scritti, che illustrino efficacemente pratiche, conoscenze, rapporti sociali, valori, visioni del mondo popolare.
Art. 2 Le articolazioni funzionali del museo.
Le articolazioni funzionali del Museo, orientate al perseguimento delle finalità di cui all'art. 1, saranno pertanto:
o Il Percorso espositivo concepito allo scopo di offrire ai visitatori un chiaro e sintetico approccio allo specifico discorso museale, tramite l'accurata selezione di materiali tratti dalle proprie collezioni. Il percorso prevede al suo interno anche la presenza di alcuni "spazi aperti" in costante divenire (quali, ad es., il salone dell'ex biblioteca monastica, la "stanza delle fiabe" e la galleria d'arte), ove verranno allestite esposizioni e/o installazioni temporanee a tema, strettamente pertinenti con la mission del Museo.
o	Il Deposito attrezzato, visitabile a richiesta degli utenti, nel quale la parte maggiore delle collezioni troverà ordinata collocazione. Da qui lo staff del Museo potrà attingere i materiali necessari per la realizzazione di mostre temporanee e di esposizioni a rotazione. Annesso al Deposito funzionerà un laboratorio per la manutenzione ordinaria dei pezzi.
o	La Mediateca che metterà a disposizione degli utenti le schede di catalogazione informatica Sirbec di tutti i beni appartenenti alle collezioni, e che amplierà il patrimonio documentario del Museo mediante l'impiego di supporti digitali, informatici, audiovisivi di ogni tipo, promuovendo l'applicazione a questi beni delle nuove tecnologie e di adeguati servizi finalizzati alla loro pubblica fruizione.
o	La Fototeca finalizzata alla ordinata conservazione e pubblica consultazione di raccolte fotografiche (stampe e lastre in positivo e negativo) sulla vita, il costume, la storia sociale e le trasformazioni dell'ampio territorio di riferimento del Museo.
o	L'Archivio destinato a raccogliere e ad organizzare per la consultazione e la ricerca documenti scritti, opere autografe, trascrizioni di testimonianze orali e altro materiale "grigio" di proprietà del Museo.
o	La Biblioteca (specializzata sulla storia del Monastero di Polirone, sulle trasformazioni socio-economiche dell'intera area padana e sullo stato attuale delle discipline demo-etno-antropologiche) che fa proprie le direttive legislative contenute nella Legge Regionale n. 81 del 14.12.1985 e le linee contenute nel Manifesto Unesco sulle Biblioteche di Pubblica lettura.
o	Il Laboratorio didattico che cura e promuove l'organizzazione all'interno e all'esterno del Museo delle iniziative educative e divulgative rivolte sia al mondo della scuola che alla terza età. Per lo svolgimento delle proprie attività specifiche questa sezione si avvale anche della presenza di un idoneo spazio all'interno del Museo.
Il patrimonio del Museo, affidato in consegna dal Comune al Conservatore, comprende due collezioni:
- una etnografica comprendente strumenti del lavoro contadino, beni della cultura materiale padana, opere d'arte contemporanea, materiali e documenti del teatro popolare e la donazione di Antonio Ruggero Giorgi;
-	ed una artistico – archeologica che espone materiali di scavo, reperti archeologici e opere d'arte del monastero benedettino di Polirone.
-	documenti fotografici, registrazioni sonore, filmati di interesse etnografico;
-	un archivio documentario;
- una biblioteca specializzata.
Art. 4 Disposizioni generali sulla gestione delle raccolte
A)	Inventari e schedari. Ogni oggetto ed ogni documento utilizzabile per mostre ed esposizioni, che entrino nel Museo debbono immediatamente essere registrati con i principali dati di riconoscimento (nome dialettale e italiano dell'oggetto, data di consegna, nome del donatore e del possessore, epoca e luogo d'uso) nell'Inventario generale di ingresso del Museo o, se depositati temporaneamente, nell'Inventario dei Depositi, e contrassegnati con un numero distintivo che non sarà più mutato. Nel più breve tempo possibile saranno poi fotografati e schedati.
B)	Prestiti e trasferimenti temporanei. Nessun oggetto e nessun documento inventariato può essere portato fuori dal Museo senza l'autorizzazione del Conservatore del Museo. Per quanto riguarda il prestito di opere e oggetti del Museo a mostre o manifestazioni, sia in Italia che all'estero limitatamente ai Musei ed Enti di riconosciuto nome e per manifestazioni di carattere scientifico, l'Amministrazione Comunale può concedere il prestito di oggetti e di opere, sentito il parere della Soprintendenza competente sullo stato dell'opera e della Commissione di Gestione del Museo.
Le opere e gli oggetti concessi in prestito debbono essere assicurati a cura del richiedente per il valore che sarà stabilito secondo le indicazioni della Soprintendenza competente, nella formula più ampia, "da chiodo a chiodo"; la spedizione potrà avere luogo solo dopo la consegna al Museo della polizza relativa.
C) Acquisti, donazioni, cessioni, depositi. Per quanto concerne il deposito dei beni il depositante conserva la proprietà dei beni depositati, ma non potrà ritirarli senza l'autorizzazione della Commissione. Il Comune ha verso il depositante i soli obblighi e diritti determinati dal Codice Civile sul deposito volontario. Ogni deposito dovrà essere registrato su apposito registro.
Ogni opera ed ogni oggetto che entra definitivamente o per acquisto, o per dono, o per legato nel Museo deve essere registrata negli inventari e schedata con i principali elementi di riconoscimento: soggetto, dimensioni, materia, tecnica, datazione, provenienza, autore.
Gli inventari sono costituiti secondo le norme contenute nel Regolamento del 26 agosto 1927, n. 1917; essi saranno trasmessi in copia alla ragioneria del Comune e alla Soprintendenza competente, ai quali il Conservatore dovrà comunicare gli aggiornamenti.
Nessuna opera del Museo, una volta accettata e inventariata, può essere venduta o alienata.
D) Riproduzioni, fotografie, riprese sonore e in video. Sono vietate le riprese fotografiche, sonore e videofilmate all'interno del Museo e nei suoi spazi espositivi. E' indispensabile l'autorizzazione scritta del conservatore nel caso tali riprese fotografiche, sonore e videofilmate siano destinate a qualche forma di pubblicazione. Il Museo ha diritto a due copie di ogni pubblicazione realizzata.
Per la acquisizione in copia di documenti scritti, fotografici, sonori e videofilmati conservati dal Museo sono previste apposite tariffe e comunque è possibile procedere alla riproduzione solo con l'autorizzazione scritta del Direttore e dell'autore della ricerca documentaria (fotografo, intervistatore, operatore ecc.).
Art. 5 Accesso al Museo
Il Museo ha il dovere di aprire le proprie sale al pubblico per almeno 25 ore a settimana, compresa la domenica.
Il Museo deve assicurare la sicurezza degli oggetti custoditi e dei visitatori.
La Commissione di Gestione del Museo propone le modalità di ingresso al Museo, il prezzo del biglietto e le facilitazioni relative a particolari categorie di visitatori alla Giunta Comunale, che ne valuterà la convenienza e l'applicabilità; la Commissione suddetta propone altresì gli orari di apertura del museo al sindaco che ne valuterà la fattibilità tenuto conto delle risorse umane e delle esigenze tecnico-organizzative
Il museo ha facoltà di rilasciare tessere permanenti o annuali di libero ingresso ai donatori.
Per il pieno adempimento degli scopi propri ad istituti di cultura e di educazione quali sono i musei, tutte le raccolte debbono essere visibili e consultabili. Per quelle conservate nei depositi, che dovranno essere facilmente accessibili e modernamente organizzati, la direzione stabilisce le cautele e le prescrizioni da osservarsi per la consultazione, l'esame e lo studio. Oggetti di particolare pregio, delicatezza e fragilità potranno essere esaminati e studiati su richiesta adottando dovute cautele ed esclusivamente alla presenza del conservatore o di un suo delegato.
Ogni oggetto deve essere corredato singolarmente dai seguenti dati: nome dialettale e italiano dell'oggetto, data di acquisizione, nome del donatore e del possessore, nome del costruttore (se conosciuto), epoca e luogo d'uso, e nel caso di legati o depositi, con l'indicazione del legatario e del depositario.
Premesso che il Museo non svolge alcuna attività d'impresa e che eventuali attività commerciali hanno carattere meramente accessorio o strumentale dell'attività istituzionale, il Museo può gestire un punto di vendita al pubblico di libri, cartoline, guide, cataloghi, prodotti multimediali, ed altri materiali che abbiano evidente riferimento al Museo stesso, al territorio e ad altre realtà museali ad esso collegate.
In base agli art. 2 e 7 del Regolamento Comunale per l'utilizzo delle sale, alcuni ambienti del Museo sono disponibili ad ospitare manifestazioni culturali, autorizzate dall'Amministrazione, nello specifico:
-	l'ex biblioteca monastica: può essere concessa in uso a Enti, Associazioni o privati come sala di rappresentanza e per ospitare premiazioni, convegni, meeting, corsi didattici, concerti ed eventi culturali sempre previo autorizzazione; potrà altresì essere utilizzata per tutte quelle attività che enti, Associazioni o privati svolgano in collaborazione con il comune o per eventi patrocinati dal comune stesso.
-	il corridoio dell'ala sud: può essere utilizzato, in via eccezionale, per l'esposizione di opere di pittura, scultura, grafica e di fotografia e manifestazioni di carattere culturale.
Il nome il logo e l'immagine intera del Museo non sono in vendita e possono essere concessi in uso a benefattori e mecenati che contribuiscono in modo rilevante all'attività istituzionale del Museo, in particolare all'incremento, alla gestione, alla manutenzione delle raccolte e delle sale di esposizione.
Art. 6 Personale del Museo
La gestione del Museo rientra nel Settore Affari Generali e cultura individuato dall'organigramma dell'Ente; le competenze gestionali spettano in linea generale al responsabile di tale unità organizzativa, secondo il vigente regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, fatti salvi i compiti specifici affidati alle singole figure professionali, di seguito elencate:
a) il Conservatore
b) il Responsabile ai servizi educativi
c) il Responsabile della biblioteca
d) il Responsabile della sicurezza
e) l'addetto ai servizi di custodia
Art. 7 Il conservatore
Il conservatore del Museo è in possesso della laurea in discipline attinenti la missione del Museo e di una specifica competenza professionale svolge le seguenti mansioni:
a.	è il custode dell'identità del Museo;
b.	sovrintende alla conservazione delle collezioni, alla inventariazione e catalogazione;
c.	elabora i programmi annuali e pluriennali di sviluppo del Museo, in riferimento all'attività di ricerca, alla gestione delle collezioni, agli allestimenti e alle esposizioni del patrimonio, nonché ai rapporti del Museo con il pubblico mediante i servizi di comunicazione, di promozione e di educazione;
d.	dirige il Museo e prepara l'annuale relazione sull'attività del Museo proponendo il relativo programma alla Commissione di Gestione del Museo e all'Amministrazione comunale, eseguendone le deliberazioni in merito al funzionamento del Museo sotto l'aspetto didattico, scientifico e culturale;
e.	predispone annualmente con il Responsabile del Settore Affari Generali e Cultura il bilancio preventivo del Museo, che deve essere contenuto nei limiti di spesa previsti nel bilancio generale del Comune di San Benedetto Po;
f.	promuove e realizza progetti integrati di ricerca e di valorizzazione del patrimonio culturale anche mediante accordi con istituzioni pubbliche e private;
g.	è consegnatario delle collezioni del Museo e dà disposizioni per collocare e conservare il materiale documentario fotografico, il materiale audio, video, multimediale e ne ha la responsabilità nei confronti dell'ente proprietario, agli organi di controllo e di tutela competenti;
h.	sovrintende al funzionamento della biblioteca, dell'archivio fotografico e dell'archivio storico del Museo e autorizza il prestito dei materiali ivi conservati;
i.	provvede alla organizzazione e alla gestione delle risorse umane, tecniche e strumentali, ripartendo il lavoro fra i collaboratori volontari e il personale di ruolo o incaricato messo a disposizione dal Comune;
j.	cura i rapporti con istituti, enti e studiosi italiani e stranieri;
k.	propone, conduce e coordina attività di ricerca scientifica, di esposizione temporanea e di editoria;
l.	promuove e coordina le attività culturali, di didattica e di divulgazione scientifica;
Art. 8 Il Responsabile dei servizi educativi
Il Responsabile dei servizi educativi è in possesso della laurea in discipline attinenti la missione del Museo e di una specifica competenza professionale riguardo ai processi di educazione, divulgazione e comunicazione ed opera in collaborazione con il conservatore del Museo, nella riflessione e nella definizione dell'identità e delle finalità del Museo.
In particolare il Responsabile dei servizi educativi:
a.	svolge attività di ricerca per rendere esplicita la valenza comunicativa e didattica degli oggetti o dei documenti del patrimonio culturale utilizzato con le scuole o con i destinatari delle attività educative;
b.	coordina le attività degli operatori didattici;
c.	è il referente privilegiato del Museo per il mondo della scuola e per gli altri soggetti che usufruiscono dei servizi e delle attività educative;
d.	si occupa della documentazione, della verifica e della valutazione di dette attività.
e.	esprime le sue proposte sui contenuti della comunicazione ai visitatori del Museo, e sui media più opportuni;
Art. 9 Il Responsabile della biblioteca
Il responsabile della biblioteca è in possesso della laurea in discipline attinenti e di una specifica competenza professionale.
Nel rispetto delle funzioni d'indirizzo e controllo dell'amministrazione, è curatore dello sviluppo e dell'attuazione del progetto biblioteconomico e culturale della biblioteca, della sua gestione complessiva, dell'acquisizione, organizzazione, produzione, conservazione, valorizzazione e pubblica fruizione del patrimonio informativo e documentario. In particolare:
a.	ricerca, acquisisce e organizza il materiale documentario sulla storia del museo e sulle collezioni;
b.	propone le procedure e il regolamento per l'accesso alla documentazione;
c.	organizza il servizio di consulenza e/o assistenza per la consultazione diretta dei documenti da parte del personale interno del museo e del pubblico esterno;
d.	coordina i progetti di ricerca in collaborazione con altri enti/istituzioni d'accordo con il Conservatore del museo;
e.	garantisce il raccordo con il sistema bibliotecario di riferimento;
f.	collabora alla definizione della programmazione pluriennale delle attività e del piano annuale esecutivo di gestione della biblioteca; collabora all'organizzazione e allo svolgimento di attività ed eventi rivolti a specifiche fasce di utenza;
g.	gestisce la rilevazione analitica e quantitativa e l'analisi dei dati d'uso della biblioteca.
Art. 10 Il Responsabile della sicurezza
Il Responsabile della sicurezza è in possesso di una laurea ad indirizzo tecnico e di una specifica competenza professionale ed interviene in tutti i processi del Museo inerenti la sicurezza delle persone, del patrimonio mobile e immobile. In particolare:
a.	è responsabile del corretto funzionamento degli impianti, ne garantisce lo stato di efficienza e ne assicura la manutenzione a cadenze periodiche secondo la normativa vigente;
b.	conserva e aggiorna il fascicolo con gli schemi degli impianti esistenti nell'edificio e ne mantiene il registro dei controlli;
c.	controlla e monitora lo stato di conservazione delle strutture edilizie;
d.	collabora con la direzione del Museo nell'analisi, nella valutazione e nella gestione dei rischi rispetto a persone, beni mobili e immobili;
e.	elabora programmi di prevenzione e protezione, nonché alla redazione delle relative procedure e sistemi di controllo;
f.	elabora programmi di formazione, informazione e aggiornamento del personale.
Art. 11 L'addetto ai servizi di custodia
Al servizio di custodia si deve provvedere con personale appositamente incaricato, anche a mezzo di convenzioni con associazioni di volontariato, con l'obbligo di vigilare sulla zona espositiva. Gli addetti ai servizi di custodia esercitano la loro opera nell'ambito della sorveglianza degli ambienti e delle collezioni e del primo contatto con l'utenza.
In particolare, in conformità alle disposizioni del conservatore e del responsabile della sicurezza, provvedono:
a.	alla vigilanza e alla sicurezza delle persone, dei beni immobili e mobili, dei locali espositivi e dei depositi del Museo;
b.	all'accoglienza e prima informazione al pubblico;
c.	a garantire il rispetto del corretto comportamento degli utenti del Museo;
d.	alla registrazione degli ingressi dei visitatori, alla distribuzione dei biglietti e alla vendita delle pubblicazioni del Museo;
e.	alla pulizia delle sale e delle vetrine, a lavori di riordino;
f.	a controllare l'efficienza delle apparecchiature tecniche e degli impianti del Museo;
g. a segnalare le anomalie al personale competente e avvisando, in caso di pericolo, il Responsabile della sicurezza;
h.	all'apertura e alla chiusura del Museo.
Art. 12 La Commissione di Gestione del Museo
Per la cura ed il funzionamento del Museo Civico Polironiano il Comune si avvale della Commissione di Gestione nominata dal Sindaco a titolo onorario, ai sensi e con le modalità di cui all'art. 23 dello Statuto Comunale, ed è composta da 11 membri con diritto di voto:
- due persone designate dagli organismi scolastici statali del Comune di San Benedetto Po (uno dall'Istituto comprensivo e uno dall'Istituto Professionale per l'agricoltura - IPAA)
- 8 membri nominati dalla Giunta Comunale: 5 dalla maggioranza, 3 dalla minoranza
- il conservatore anche con funzioni di verbalizzante.
Il Sindaco o l'Assessore delegato sono invitati a partecipare a tutte le riunioni della commissione di Gestione.
I membri nominati rimangono in carica per l'intero arco della legislatura amministrativa e sono rieleggibili.
La Commissione esercita una mera funzione consultiva, in particolare per quanto riguarda:
a.	l' esame di tutti i provvedimenti d'ordine generale concernenti il Museo;
b.	la presentazione alla Giunta, entro il mese di settembre di ogni anno, delle proposte in merito al programma da attuarsi nell'anno successivo;
c.	la proposta di impiego dei contributi regionali;
d.	la proposta degli orari di apertura al pubblico del Museo al Sindaco, che ne valuterà la fattibilità tenuto conto delle risorse umane e delle esigenze tecnico-organizzative;
e.	la proposta del prezzo del biglietto di ingresso e delle facilitazioni relative a particolari categorie di visitatori alla Giunta che ne valuterà la convenienza e l'applicabilità.
La Commissione elegge al suo interno un Presidente. La carica di membro della Commissione è gratuita.
Le riunioni della Commissione sono indette mediante comunicazione scritta inviata almeno 5 giorni prima, salvo casi d'urgenza, e sono presiedute dal Presidente; esse sono ritenute valide se è presente la metà dei componenti più uno. In mancanza del numero legale si procederà ad indire una seconda convocazione che verrà ritenuta valida indipendentemente dal numero degli intervenuti (almeno 1/3). La redazione dei verbali spetta al Conservatore. La votazione è a maggioranza assoluta.
In caso di tre assenze continuate e ingiustificate da parte di uno dei membri della Commissione il Presidente deve darne comunicazione all'Amministrazione Comunale, affinché il Consiglio Comunale sancisca formalmente la decadenza e provveda ad una nuova nomina.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 4

Art. 5
 art. 2

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12