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Timestamp: 2020-03-29 22:05:16+00:00

Document:
Art. 23 Disposizioni generali
1 Le disposizioni del presente Capo interessano tutte le Aree dei Sistemi Insediativi con riferimento alle seguenti Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Insediativi" in scala 1:2.000:
Tav. 1 Schignano Nord;
Tav. 2 Schignano Centro;
Tav. 3 Schignano Sud;
Tav. 4 Vaiano Nord - Moschignano;
Tav. 5 Vaiano Centro - Gabolana - Galletto;
Tav. 6 Vaiano Sud - Gabolana;
Tav. 7 Tignamica - Isola;
Tav. 8 Briglia - Briglia Camino - Cartaia;
Tav. 9 Cartaia - Gamberame;
Tav. 10 Sofignano;
Tav. 11 Galletto - Fornaci - Collisassi;
Tav. 12 Spicciano - Savignano;
Tav. 13 Fabio;
Tav. 14 Faltugnano Nord;
Tav. 15 Faltugnano Sud.
2 All'interno dei Sistemi Insediativi il RU, con riferimento alla destinazione d'uso prevalente, riconosce:
a) Aree della Residenza (R);
b) Aree del Terziario (T);
c) Aree della Ricettività (RT);
d) Aree della Produzione (P);
e) Aree di Verde Privato (VP);
f) Aree Aperte di uso pubblico (V);
g) Aree dei Servizi di uso pubblico (S).
Le aree suddette sono individuate nelle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Insediativi" in scala 1:2.000 da perimetrazione e sigla.
In caso di indicazioni particolari la sigla è seguita da un numero progressivo nell'ambito di ciascuna UTOE.
3 Con riferimento all'obiettivo della valorizzazione e riqualificazione degli assetti urbani il RU individua le seguenti aree di trasformazione:
PU Aree interessate da interventi di formazione e/o rafforzamento di polarità urbane; RU Aree interessate da interventi di riqualificazione urbana;
PT Aree interessate da formazione di poli turistico-ricettivi; poli sportivi e per il tempo libero;
RP Aree interessate da interventi di riqualificazione e/o rifunzionalizzazione di insediamenti produttivi;
ER Aree interessate da espansioni residenziali.
Gli interventi di trasformazione nei Sistemi Insediativi sono definiti e disciplinati all'interno delle UTOE di appartenenza.
Le aree interessate da tali interventi sono evidenziate da perimetrazione, retinatura e sigla seguita da numero progressivo nelle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Insediativi" in scala 1:2.000.
4 Per ciascuna delle aree di cui al precedente comma 2 gli Articoli del presente Capo IIº dettano regole generali per gli interventi. Eventuali disposizioni specifiche vengono indicate nelle singole UTOE.
5 Tutti gli interventi dovranno essere realizzati tenendo conto dei caratteri urbanistici, architettonici e paesistici del contesto circostante. Dovranno essere conservate le piante annose e gli alberi monumentali. Gli interventi dovranno privilegiare l'applicazione dei criteri della bioarchitettura e di utilizzazione di fonti energetiche alternative.
6 Gli edifici appartenenti al patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale sono specificamente disciplinati in riferimento alla classe di appartenenza.
7 Ai fini della riqualificazione e valorizzazione dell'immagine urbana l'AC potrà dotarsi di "Piano del Decoro Urbano" (Art. 14 comma 3 delle presenti NTA) esteso in particolare agli ambiti storici della "Città compatta" e della "città fabbrica e delle sue propaggini" nonché ai "nuclei originari" di Schignano e della Calvana come individuati dalla Tav. 0 "Zone omogenee, perimetro del centro a bitato, articolazione dei tessuti insediativi".
8 Gli interventi di trasformazione dovranno attenersi alle prescrizioni delle schede di fattibilità geologica , geomorfologica, idraulica e sismica e delle schede di valutazione integrata degli effetti.
9 In caso di prescrizioni relative alla fattibilità idrogeologica che comportino severe limitazioni tecniche alla realizzazione di parcheggi interrati, tali parcheggi potranno essere situati al piano terra degli edifici. In tal caso l'altezza massima degli edifici potrà essere aumentata di ml. 2,50.
Sempre all'interno di dette aree l'altezza degli edifici può altresì essere aumentata della quota del battente d'acqua, rispetto al piano di campagna, aumentata di un franco di 30 cm. Nel caso l'area di intervento sia interessata dalla costruzione di più edifici e i battenti d'acqua rilevati varino in funzione delle diverse quote del piano di campagna, è consentito individuare un'altezza costante degli edifici determinando quella che maggiormente assolve alla funzione idraulica e quella che persegue l'obiettivo di omogeneità urbanistico-edilizia nel rispetto dei parametri edilizi assegnati dal piano.
10 Per le dotazioni di standard vale quanto indicato all'Art. 11 delle presenti NTA. Nelle Aree di Trasformazione di cui al precedente comma 3, salvo diversa specifica indicazione, i parcheggi pubblici indicati sono riferiti alla destinazione residenziale.
11 Salvo diversa specifica prescrizione, nell'adeguamento degli edifici esistenti alle nuove destinazioni d'uso sono ammesse parziali demolizioni e aumenti di superficie utile con realizzazione di nuovi solai per poter realizzare idonee aree a parcheggio.
Art. 24 Aree della Residenza (R)
1 Sono le aree che all'interno delle diverse UTOE sono caratterizzate dalla presenza esclusiva o prevalente della funzione residenziale.
2 Sono evidenziati nelle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Insediativi" in scala 1:2.000 da perimetrazione e sigla R.
3 Ai soli fini della disciplina degli interventi, il RU ne riconosce l'articolazione nelle seguenti classi e sottoclassi
R1 Tessuto storico o di vecchio impianto; comprende edifici, nuclei o parti del continuum edilizio che hanno conservato sufficientemente integri i caratteri originari o mantengono un sufficiente grado di riconoscibilità tipo-morfologica e/o di interesse storico, architettonico o documentale.
All'interno della classe R1 il RU evidenzia le seguenti Sottoclassi:
R1a Aree che necessitano, nel loro complesso, di interventi di riordino, risanamento e/o riqualificazione. Le aree sono disciplinate all'interno del Titolo VI delle presenti norme.
R1.1 Aree sottoposte a norme specifiche che comunque necessitano, nel loro complesso, di interventi di riordino, risanamento e/o riqualificazione. Le aree evidenziate da numero progressivo ed eventualmente individuate tramite precisa ubicazione sono disciplinate all'interno del Titolo VI delle presenti norme.
R1.PA Aree originate da piani attuativi. La disciplina delle singole aree è individuata all'interno dell'UTOE di riferimento;
R2 Tessuto consolidato: comprende edifici, nuclei o parti del continuum edilizio di formazione relativamente recente ma ormai integrati nel tessuto di vecchio impianto e consolidati nell'immagine urbana.
La classe R2 è articolata nelle seguenti Sottoclassi
R2a Aree sature o per le quali, per ragioni ambientali o di contesto, il RU non prevede interventi di completamento;
R2b Aree nelle quali sono previsti interventi di riordino del tessuto edilizio esistente.
R3 Tessuto di formazione recente: comprende edifici isolati; complessi edilizi; insediamenti derivanti da Piani Attuativi.
La classe R3 è articolata nelle seguenti Sottoclassi
R3a Aree sature per le quali, in relazione alla situazione paesistico-ambientale, infrastrutturale o di contesto, il RU non consente ulteriori edificazioni salvo, quando specificamente indicato, limitati ampliamenti una tantum dei singoli edifici. Il RU nelle singole UTOE individua ulteriori articolazioni della classe R3a.n;
R3a.PA Aree originate da piani attuativi. La disciplina delle singole aree è individuata all'interno dell'UTOE di riferimento;
R3b Aree disponibili ad interventi di completamento, integrazione e/o densificazione del tessuto edilizio, sostituzione di manufatti impropri;
R3c Aree interessate da piani attuativi e progetti unitari di massima ancora in validità o da interventi diretti autorizzati la cui realizzazione non è ancora iniziata o ultimata alla data di adozione del RU.
R4 Residenza nelle aree di sostituzione: comprende aree occupate da manufatti produttivi in parte dismessi o impropriamente ubicati o da altri edifici specialistici per i quali il Piano prevede una destinazione residenziale.
R5 Residenza di nuovo impianto: comprende le aree destinate a nuovi insediamenti.
4 Le suddette Classi e Sottoclassi sono individuate dalle rispettive sigle nelle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Insediativi" in scala 1:2.000. Nel caso di indicazioni particolari, la sigla è seguita da un numero progressivo ed eventualmente precisate dal nome della via, le singole aree sono disciplinate nel Titolo V e VI delle presenti norme.
5 Destinazioni d'uso
Ai sensi dell'art. 8.1 "Distribuzione e localizzazione delle funzioni" per i tessuti insediativi individuati dalla Tav. 0 "Zone omogenee, perimetro del centro abitato, articolazione dei tessuti insediativi", salvo diversa specifica indicazione, gli usi consentiti (come definiti dall'Art. 8 delle presenti NTA) vengono articolati rispetto ai successivi punti. Per quanto riguarda i seguenti tessuti insediativi "Le aree produttive marginali" (UTOE 1); "L'area produttiva" (UTOE 2); "Le isole produttive in trasformazione" e "L'area produttiva marginale" (UTOE 3) gli usi consentiti sono esplicitate negli articoli che seguono del presente Capo e al Titolo VI. Ai sensi dell'Art. 58 comma 3 e) della LR 1/2005, il mutamento della destinazione d'uso degli immobili, senza opere edilizie è sottoposto a DIA qualora comporti incremento degli standard urbanistici.
a) il Capoluogo: la città compatta (UTOE 1):
a 1) non sono ammesse attività industriali e artigianali, salvo quanto previsto al punto seguente e al Titolo VI delle presenti norme;
a 2) è consentita, ai piani terra nei limiti delle leggi e dei regolamenti vigenti, l'introduzione di attività commerciali (limitatamente a negozi di vicinato), attività di somministrazione di alimenti e bevande, artigianato e artigianato di servizio (limitatamente ad attività non rumorose e non graveolenti), attività direzionali e pubbliche o di interesse pubblico.
Tali attività possono essere consentite ai piani superiori solo se ampliamenti di attività già esistenti al piano terra. Gli studi professionali e gli uffici privati sono sempre ammessi.
a 3) per i nuclei ex colonici inseriti all'interno delle classi residenziali è sempre ammessa la destinazione residenziale degli annessi;
b) il Capoluogo: la città in aggiunta (UTOE 1):
b1) non sono ammesse attività industriali e artigianali, commerciali e direzionali salvo quanto previsto al punto seguente e al Titolo VI delle presenti norme;
b2) sono ammesse attività direzionali limitatamente a sportelli bancari, assicurazioni, uffici privati e studi professionali;
b3) per le classi R2 e R4 è consentita, ai piani terra nei limiti delle leggi e dei regolamenti vigenti, l'introduzione di attività commerciali (limitatamente a negozi di vicinato), attività di somministrazione di alimenti e bevande, artigianato e artigianato di servizio (limitatamente ad attività non rumorose e non graveolenti), attività direzionali e pubbliche o di interesse pubblico. Tali attività possono essere consentite ai piani superiori solo se ampliamenti di attività già esistenti al piano terra. Gli studi professionali e gli uffici privati sono sempre ammessi;
b4) per i nuclei ex colonici inseriti all'interno delle classi residenziali è sempre ammessa la destinazione residenziale degli annessi;
c) la Città fabbrica e le sue propaggini: le aree della residenza e dei servizi (UTOE 3):
c1) non sono ammesse attività industriali e artigianali. Sono ammesse attività diverse come indicate al punto seguente; c2) per le classi R1, R2 e R4 è consentita, ai piani terra nei limiti delle leggi e dei regolamenti vigenti, l'introduzione di attività commerciali (limitatamente a negozi di vicinato), attività di somministrazione di alimenti e bevande, artigianato e artigianato di servizio (limitatamente ad attività non rumorose e non graveolenti), attività direzionali e pubbliche o di interesse pubblico. Tali attività possono essere consentite ai piani superiori solo se ampliamenti di attività già esistenti al piano terra. Gli studi professionali e gli uffici privati sono sempre ammessi;
c3) per i nuclei ex colonici inseriti all'interno delle classi residenziali è sempre ammessa la destinazione residenziale degli annessi;
d) la Città fabbrica e le sue propaggini: gli episodi urbani marginali e l'appendice residenziale di Popigliano (UTOE 3):
d1) non sono ammesse attività industriali e artigianali. Sono ammesse attività diverse come indicate al punto seguente;
d2) per le classi R1 e R2 è consentita, ai piani terra nei limiti delle leggi e dei regolamenti vigenti, l'introduzione di attività commerciali (limitatamente a negozi di vicinato), attività di somministrazione di alimenti e bevande, artigianato e artigianato di servizio (limitatamente ad attività non rumorose e non graveolenti), attività direzionali e pubbliche o di interesse pubblico. Tali attività possono essere consentite ai piani superiori solo se ampliamenti di attività già esistenti al piano terra. Gli studi professionali e gli uffici privati sono sempre ammessi;
d3) per i nuclei ex colonici inseriti all'interno delle classi residenziali è sempre ammessa la destinazione residenziale degli annessi;
e) Schignano: il nucleo originario (UTOE 4):
e1) non sono ammesse attività industriali e artigianali, salvo quanto previsto al punto seguente e al Titolo VI delle presenti norme;
e2) per tutte le classi è consentita, ai piani terra nei limiti delle leggi e dei regolamenti vigenti, l'introduzione di attività commerciali (limitatamente a negozi di vicinato), attività di somministrazione di alimenti e bevande, artigianato e artigianato di servizio
(limitatamente ad attività non rumorose e non graveolenti), attività direzionali e pubbliche o di interesse pubblico. Tali attività possono essere consentite ai piani superiori solo se ampliamenti di attività già esistenti al piano terra. Gli studi professionali e gli uffici privati sono sempre ammessi. Sono ammesse anche riferite all'intero edificio, attività turistico ricettive e agriturismo;
e3) per i nuclei ex colonici inseriti all'interno delle classi residenziali è sempre ammessa la destinazione residenziale degli annessi;
f) Schignano: la nuova residenza (UTOE 4):
f1) salvo diversa specifica indicazione è prevista per tutte le classi la destinazione esclusiva a residenza;
f2) per i nuclei ex colonici inseriti all'interno delle classi residenziali è sempre ammessa la destinazione residenziale degli annessi;
g) i borghi della Calvana: i nuclei originari (UTOE 5 - 6):
g1) non sono ammesse attività industriali e artigianali, salvo quanto previsto al punto seguente e al Titolo VI delle presenti norme; g2) per tutte le classi è consentita, ai piani terra nei limiti delle leggi e dei regolamenti vigenti, l'introduzione di attività commerciali (limitatamente a negozi di vicinato), attività di somministrazione di alimenti e bevande, artigianato e artigianato di servizio (limitatamente ad attività non rumorose e non graveolenti), attività direzionali e pubbliche o di interesse pubblico. Tali attività possono essere consentite ai piani superiori solo se ampliamenti di attività già esistenti al piano terra. Gli studi professionali e gli uffici privati sono sempre ammessi. Sono ammesse anche riferite all'intero edificio, attività turistico ricettive e agriturismo;
g3) per i nuclei ex colonici inseriti all'interno delle classi residenziali è sempre ammessa la destinazione residenziale degli annessi;
h) i borghi della Calvana: le appendici residenziali (UTOE 5 - 6):
h1) è prevista per tutte le classi la destinazione esclusiva a residenza;
h2) per i nuclei ex colonici inseriti all'interno delle classi residenziali è sempre ammessa la destinazione residenziale degli annessi;
Ai sensi dell'Art. 58 comma 3 e) della LR 1/2005, il mutamento della destinazione d'uso degli immobili, senza opere edilizie è sottoposto a DIA qualora comporti incremento degli standard urbanistici. In tutte le classi, le attività diverse dalla residenza dovranno risultare non nocive o moleste e comunque svolte in condizioni di assenza o completo controllo di ogni forma di inquinamento ed in particolare di quello acustico. Per le residenze di nuovo impianto (classe R5), salvo diversa specifica indicazione, è prevista in tutti i tessuti la destinazione esclusiva a residenza.
6 Categorie di intervento
Salvo diversa specifica prescrizione, per le diverse Classi e Sottoclassi sono ammessi gli interventi descritti al presente comma. All'interno delle classi residenziali individuate dal RU è previsto il recupero, con destinazione residenziale di ex fabbricati rurali e di manufatti produttivi, purché legittimi e privi di connotazione precaria. Gli interventi previsti per il riuso di tali edifici è la ristrutturazione edilizia di cui all'art. 5.2, comma 2.
a) R1 - Gli interventi previsti sono di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 5.2 delle presenti NTA e precisamente:
-comma 2 a). Gli interventi relativi al punto 2) sono ammessi qualora gli elementi eventualmente sostituiti o modificati non siano di pregio architettonico e/o decorativo; gli interventi relativi al punto 3) dovranno comunque rispettare il disegno complessivo della facciata interessata e quella degli edifici adiacenti; gli interventi relativi al punto 4) e al punto 6) non dovranno essere realizzati sui fronti principali; gli interventi relativi al punto 7) nel rispetto delle parti di pregio architettonico e/o decorativo;
-comma 2 b);
-comma 2 c);
-comma 2 d) con esclusione di edifici facenti parte di piani attuativi e di interventi unitari o comunque di schiere di edifici con prospetti progettati unitariamente;
-comma 2 e);
-comma 3) a) unicamente nel caso di edifici che presentino situazioni di fatiscenza e/o statiche tali da non consentire interventi di risanamento, la ricostruzione dovrà avvenire sulla base di a deguata documentazione storica, con lo stesso ingombro planivolumetrico, nella stessa collocazione e con materiali analoghi dell'edificio originario. L'intervento può anche essere effettuato su parte dell'edificio.
Per la classe R1 sono inoltre previsti interventi di addizioni volumetriche di cui all'art. 5.4, e precisamente:
-comma 5 d);
In tutti i casi l'altezza massima degli edifici non dovrà superare ml. 9.50.
Per la classe R1 sono infine previsti i seguenti interventi pertinenziali di cui all'art. 5.5, e precisamente:
-comma 2 d);
-comma 2 f);
-comma 2 g).
Per gli edifici appartenenti al patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale sono specificamente disciplinati in riferimento alla classe di appartenenza.
b) R1a - Gli interventi sono disciplinati all'interno delle UTOE di appartenenza;
c) R2a - Gli interventi previsti sono di ristrutturazione edilizia di cui all'Art. 5.2 delle presenti NTA e precisamente:
-comma 2 a) gli interventi relativi al punto 4) e non dovranno essere realizzati sui fronti principali;
-comma 3 a) unicamente nel caso di edifici che presentino situazioni di fatiscenza e/o statiche tali da non consentire interventi di risanamento, la ricostruzione dovrà avvenire sulla base di a deguata documentazione storica, con lo stesso ingombro planivolumetrico, nella stessa collocazione e con materiali analoghi dell'edificio originario. L'intervento può anche essere effettuato su parte dell'edificio.
Per la classe R2a sono inoltre previsti interventi di addizioni volumetriche di cui all'art. 5.4, e precisamente:
-comma 5 c);
-comma 5 d).
In tutti i casi l'altezza massima degli edifici non dovrà superare ml. 9.00.
Per la classe R2a sono infine previsti interventi pertinenziali di cui all'art. 5.5, e precisamente:
-comma 2 a);
-comma 2 d)
-comma 2 g);
-comma 2 h): limitatamente alla chiusura delle logge.
d) R2b - Gli interventi previsti sono singolarmente disciplinati all'interno delle UTOE di appartenenza. Per gli edifici esistenti vale quanto indicato per la Sottoclasse R2a;
e) R3a - Gli interventi previsti sono:
-ristrutturazione edilizia di cui all'art. 5.2 delle presenti NTA;
- addizioni volumetriche descritte all'art. 5.4, comma 4 a); nel caso di edifici residenziali ad un solo livello, se esistenti alla data di adozione del R.U. (2006) ed appartenenti a tessuti costituiti da edifici da due o più piani, è consentita la sopraelevazione al fine della realizzazione di un secondo livello (piano primo): in tale caso l'addizione volumetrica potrà comportare un ampliamento superiore a 30 mq. di Slp e costituire essa stessa una nuova unità immobiliare staccata ed autonoma rispetto all'edificio principale.
-sostituzione edilizia di cui all'art. 5.7, comma 1;
- interventi pertinenziali di cui all'art. 5.5.
In tutti i casi l'altezza massima degli edifici non dovrà superare ml. 9.00. Nel caso di sostituzione edilizia il rapporto di copertura non dovrà superare il 40% del lotto fondiario.
f) R3a.n - Gli interventi previsti sono:
- addizioni volumetriche descritte all'art. 5.4, comma 5 b). Le addizioni volumetriche sono quantificate nelle singole UTOE di appartenenza per le articolazioni della classe R3a.n. Tali addizioni volumetriche sono riferite all'intero edificio di riferimento e non alle singole unità immobiliari principali;
-interventi pertinenziali di cui all'art. 5.5.
-sostituzione edilizia di cui all'art. 5.7, comma 1. In tutti i casi l'altezza massima degli edifici non dovrà superare ml. 9.00.
Nel caso di sostituzione edilizia il rapporto di copertura non dovrà superare il 40% del lotto fondiario.
g) R3b - Gli interventi previsti sono singolarmente disciplinati all'interno delle UTOE di appartenenza.
h) R3c - È consentita la realizzazione o il completamento degli interventi come disciplinati nelle UTOE di appartenenza e discendenti da interventi edilizi diretti. Per le aree appartenenti a piani attuativi e progetti unitari di massima valgono le disposizioni di detti strumenti;
i) R4 - Gli interventi previsti sono singolarmente disciplinati all'interno delle UTOE di appartenenza. Salvo diversa specifica prescrizione per gli edifici esistenti per i quali è prevista la sostituzione, sono ammessi esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
l) R5 - Gli interventi previsti sono singolarmente disciplinati all'interno delle UTOE di appartenenza. Sono generalmente soggetti a Piano Attuativo.
7 Criteri per gli interventi
Di seguito vengono elencati i criteri utili per la progettazione e la realizzazione degli interventi, i quali dovranno essere realizzati nel rispetto delle norme regolamentari statali e regionali vigenti.
a) adeguamento tipologico: per le classi R1 e R2 gli interventi di ristrutturazione edilizia dovranno essere eseguiti nel rispetto delle caratteristiche tipologiche, formali e strutturali dell'organismo edilizio esistente, con l'impiego di appropriate tecniche costruttive che garantiscano la salvaguardia degli elementi architettonici e decorativi caratterizzanti l'edificio.
Per quanto riguarda la realizzazione di balconi o terrazze di cui all'art. 5.2, comma 2, punto 6) dovrà essere comunque dimostrata la coerenza con il prospetto interessato dall'intervento. Inoltre sempre per le classi R1 ed R2 gli interventi di ristrutturazione che interessino un intero edificio dovranno uniformarsi ai caratteri architettonici del tessuto edilizio di appartenenza prevedendo l'eliminazione degli elementi impropri e/o delle superfetazioni con particolare attenzione alle facciate prospicienti le strade pubbliche urbane.
Nella classe R4, in linea generale, gli interventi di recupero del tessuto edilizio esistente, dovranno tendere a conservare gli elementi strutturali caratterizzanti l'edificio in particolare le coperture e la scansione compositiva dei prospetti con particolare riguardo al mantenimento degli elementi tipici quali finestrature in ferro/vetro/cemento, pensiline, travi, pareti, colonne, balaustre, ringhiere, ecc.
b) interventi sulle facciate: per le classi R1 e R2 gli interventi dovranno rispettare i caratteri architettonici e tipologici dell'edificio anche attraverso l'uso di materiali coerenti. In particolare non è ammesso l'uso di intonaci plastici; rivestimenti ceramici; tinteggiature non riconducibili ai colori tradizionali; infissi e oscuramenti metallici e comunque estranei alla tradizione. I paramenti murari a faccia vista e gli elementi architettonici e decorativi dovranno essere conservati nei caratteri e nella finitura originaria. In particolare per le classi R1 ed R2 nell'ambito di interventi di ristrutturazione edilizia che interessino le facciate prospicienti le pubbliche vie, dovranno essere eliminate le superfetazioni, gli elementi incongrui e/o non coerenti con la tipologia e i caratteri architettonici dell'edificio. Fino all'entrata in vigore del Piano del Decoro Urbano (Art. 14 comma 3 delle presenti NTA), per la classe R1, gli interventi di finitura delle facciate dovranno essere concordati con l'Ufficio Tecnico comunale;
c) rialzamento della copertura finalizzato all'adeguamento sismico degli edifici. Tale intervento è consentito in deroga agli indici, è finalizzato alla realizzazione di nuove strutture quali cordoli in c.a.e solai di copertura senza che si ecceda la misura di 30 cm. nell'innalzamento della linea di gronda. Per le classi R1 e R2 tale intervento non è ammesso nel caso di unità edilizie facenti parte di interventi unitari e di aggregazioni lineari con linea di gronda costante, nel caso di fabbricati che presentino facciate progettate unitariamente con altri edifici e per gli edifici originati o recuperati tramite piano attuativo. Potrà essere preso in considerazione la possibilità di un intervento esteso a tutte le unità facenti l'aggregazione lineare unitaria e nel caso di interventi unitari, nel qual caso sarà sottoposto alla CETU. Nel caso l'intervento per le classi R1 e R2 sia ritenuto ammissibile, dovrà essere realizzato mantenendo l'inclinazione delle falde e la conformazione originaria del tetto. Sempre per le classi R1 e R2 le nuove coperture dovranno essere realizzate a falde con inclinazione tradizionale. Salvo diversa specifica indicazione, il rifacimento del manto dovrà essere effettuato in coppi e tegole, per la costruzione di terrazze nelle falde della copertura dovrà essere dimostrata la coerenza con la forma del tetto e l'inclinazione delle falde.
d) rialzamento del sottotetto. Per vano sottotetto si intendono i volumi sovrastanti l'ultimo piano degli edifici ed anche lo spazio non abitabile o non agibile di un edificio compreso tra l'ultimo orizzontamento e la falda della copertura. È possibile rialzare il vano sottotetto ed ottenere altezza massima in gronda interna di m. 2.20 ed altezza media di m. 2.70. Per le classi R1 e R2 il rialzamento del sottotetto può comportare la modifica del profilo della copertura, intesa come linea continua esterna della sezione del tetto (con esclusione degli abbaini, comignoli ed ogni altro elemento che fuoriesce), solo al fine di ricomporre la copertura nella tipologia a due falde o a padiglione. Per le classi R1 e R2 tale intervento non è ammesso nel caso di unità edilizie facenti parte di interventi unitari e di aggregazioni lineari con linea di gronda costante, nel caso di fabbricati che presentino facciate progettate unitariamente con altri edifici e per gli edifici originati da piani attuativi o facenti parte di piani attuativi vigenti. Il rialzamento del sottotetto dovrà comunque risultare compatibile con il contesto circostante.
e) demolizione di volumi secondari. La demolizione di volumi secondari e la loro ricostruzione in diversa collocazione sul lotto di pertinenza ha il fine prioritario di eliminare gli elementi di degrado architettonico e ambientale presenti nel lotto stesso. Tale intervento può prevedere l'accorpamento dei volumi ricostruiti all'edificio principale nel rispetto delle sue caratteristiche tipologiche ed in nessun caso sul fronte principale prospiciente spazi pubblici.
Per volumi secondari si intendono quelli facenti parte di un medesimo organismo edilizio che svolgono funzioni accessorie e/o pertinenziali dell'edificio principale e non abbiano caratteristiche proprie da poter essere autonomamente utilizzati. Tale intervento può inoltre prevedere la modifica della destinazione d'uso dei volumi secondari, purché non si tratti di garage pertinenziali, ex annessi rurali e stanzoni artigianali per i quali valgono altri tipi d'intervento.
f) realizzazione di portici/porticati. Si tratta della realizzazione di una tettoia poggiante su pilastri o colonne che definisce uno spazio coperto in aderenza all'edificio principale. Il portico può essere chiuso su due lati e può essere sviluppato anche su più livelli. Le dimensioni massime del portico sono di 20 mq. di Sc e 10 mq di Slp. La Slp così generata è finalizzata esclusivamente alla realizzazione di un portico con profondità superiore a m. 2.
g) realizzazione di autorimesse legate da vincolo pertinenziale. Le autorimesse legate da vincolo pertinenziale possono essere realizzate interrate, fuori terra o scoperte a seconda degli interventi attribuiti alle classi residenziali individuate dal RU. Nel caso di terreni in pendio è preferibile realizzare le autorimesse nel terrapieno esistente. Nel caso di realizzazione fuori terra le autorimesse dovranno essere preferibilmente ubicate in aderenza all'edificio principale e rese armoniche con esso attraverso un progetto di sistemazione complessiva dell'immobile.
h) realizzazione di servizi igienici. La realizzazione di servizi igienici è ammessa solo nel caso in cui l'intervento sia attuato mediante aggiunte architettoniche coerenti, non sulla pubblica via e sul prospetto principale e preferibilmente nella parte retrostante l'edificio e per una Slp che non superi 9 mq. e h max interna m. 2.70;
i) chiusura di terrazze e logge. La chiusura di terrazzi esistenti è consentita con tamponature leggere prevalentemente trasparenti finalizzata alla formazione di verande solo sui prospetti secondari. Le verande dovranno avere le seguenti caratteristiche: essere realizzate in struttura solida autoportante, corredata di elementi trasparenti completamente a pribili contemporaneamente almeno per il 30% della superficie del pavimento; dovranno realizzarsi solo in corrispondenza di vani a servizio dell'abitazione (cucinotti inferiori a mq. 9, servizi igienici, ripostigli ecc) ovvero vani con altra fonte di aerazione; vengano ricavati ambienti di superficie inferiore a mq. 9. La chiusura di logge può avvenire nel caso in cui la loggia sia inserita nel volume/sagoma del fabbricato. La chiusura della loggia dovrà essere inserita in un progetto di riorganizzazione degli spazi afferenti ad esso e mirato ad ottenere spazi organici senza che il volume ottenuto sia funzionale a fornire luce ad altri vani.
Dovranno inoltre essere ridefiniti i prospetti dell'edificio in maniera organica e coerente con gli elementi formali caratterizzanti l'edificio e con il contesto di riferimento. La nuova Slp ottenuta non dovrà superare 16 mq. Dimensioni lievemente superiori potranno essere consentite per il raggiungimento degli obiettivi elencati;
j) ampliamenti una tantum. Gli ampliamenti una tantum sono finalizzati a migliorare e/o razionalizzare l'utilizzo dell'immobile. Gli ampliamenti sono applicati alle unità immobiliari principali, non sono quindi applicabili a quei manufatti che si configurano come superficie accessoria al fine di ricavarvi unità immobiliari principali autonomamente utilizzabili. Gli ampliamenti una tantum sono concessi a condizione che la Slp aggiuntiva sia collocata in aderenza all'edificio ovvero in sopraelevazione interessando esclusivamente o prevalentemente la falda tergale di copertura. Sono ammessi interventi sulle falde frontali di copertura solo a condizione che le modifiche proposte non determinino alterazioni dell'equilibrio compositivo della facciata principale. Oltre a ciò l'intervento dovrà risultare compatibile con i caratteri formali ed architettonici dell'edificio preesistente e con i caratteri dell'edificato circostante. A tal fine la soluzione progettuale analizza in particolare i rapporti planoaltimetrici dell'intervento proposto con il tessuto edilizio circostante (allineamenti, profili, linee di gronda, prospetti sugli spazi pubblici, etc.). Ove consentito dalla disciplina del RU l'incremento di Slp può essere ricompreso in un intervento di sostituzione edilizia, nell'ambito di un progetto proposto da tutti gli aventi titolo che prenda in considerazione l'intero lotto urbanistico di riferimento e sia teso al miglioramento estetico, funzionale e prestazionale dell'organismo preesistente e garantisca un corretto inserimento dell'intervento nel contesto.
A tale scopo sono corredati da una ampia documentazione fotografica estesa all'intorno urbano di riferimento;
k) realizzazione di piscine ed altri impianti sportivi. La realizzazione di piscine è ammessa solo se non comporta rilevanti movimenti di terra né rilevante impatto visivo, le vasche non potranno avere superficie superiore a mq. 100, il colore del rivestimento interno dovrà essere chiaro e tale da minimizzarne l'impatto. L'approvvigionamento di acqua dovrà avvenire in modo autonomo. Nel caso non sia possibile l'approvvigionamento autonomo il progetto sarà corredato del parere favorevole dell'azienda erogatrice per l'utilizzo dell'acqua proveniente dall'acquedotto. Le attrezzature di supporto (spogliatoio, servizi igienici e deposito attrezzi, ecc) non potranno essere di dimensione superiore a mq. 16 e dovranno essere realizzate utilizzando materiali e tecniche tipici del contesto e dell'edificio di riferimento. Tali attrezzature saranno preferibilmente realizzate interrate o seminterrate utilizzando eventuali dislivelli esistenti e comunque senza comportare rilevanti movimenti di terra. Le attrezzature strettamente necessarie al funzionamento e manutenzione della piscina saranno consentite nella quota necessaria. Nel caso si tratti di edifici di interesse storico-architettonico-documentale, i volumi prima detti dovranno essere realizzate interrati, seminterrate utilizzando dislivelli esistenti e/o ricavate utilizzando vani esistenti, qualora non fosse possibile dovrà essere effettuata apposita valutazione di compatibilità paesistica. I criteri esplicitati valgono anche per la realizzazione di altri impianti sportivi ad uso familiare;
l) demolizione e fedele ricostruzione. Il riferimento all'utilizzazione di materiali analoghi deve essere inteso riferito all'uso di materiali che non comportino una sostanziale alterazione dei caratteri dell'edificio e del suo aspetto esteriore. È sempre ammessa la sostituzione dei materiali che costituiscono la struttura portante dell'edificio nonché l'innovazione dello schema statico necessario a conseguire il rispetto delle norme antisismiche;
m) realizzazione di soppalchi. La realizzazione di soppalchi può comportare incremento di Su.
Gli interventi sono ammissibili a condizione che il vano interessato abbia altezza non inferiore a ml. 5.00 ed altezza media non inferiore a ml. 4.50 e che l'inserimento del soppalco risulti - per le classi R1 e R2 - compatibile con la tutela degli elementi tipologici, formali e strutturali che qualificano il valore dell'immobile ed in particolare con gli eventuali elementi decorativi in esso presenti;
n) superamento barriere architettoniche e adeguamento degli edifici. Gli interventi per il superamento delle barriere architettoniche negli edifici esistenti dovranno privilegiare soluzioni coerenti con la tipologia e i caratteri architettonici degli edifici stessi sia per l'uso dei materiali che per le tecniche costruttive. La realizzazione di volumi per l'adeguamento degli edifici per le esigenze dei disabili è ammessa previa dimostrazione dell'impossibilità di risoluzione distributiva interna. Gli interventi dovranno essere effettuati attraverso aggiunte architettoniche coerenti, in relazione all'edificio principale ed al contesto. La dimensioni delle aggiunte volumetriche deve essere dimostrato attraverso appositi elaborati che certifichino la relazione tra i nuovi spazi e le effettive necessità delle persone cui sono destinati;
o) interventi volti al recupero di superfici non utilizzate a fini abitativi. Tale intervento può comportare l'adeguamento delle altezze interne dei vani, soprattutto per quelli ubicati al piano terreno o seminterrato. Tale adeguamento, nel rispetto di ogni altra norma regoalamentare, non potrà superare 20-30 cm;
p) volumi tecnici e cantine. Nelle zone R1 e R2 i volumi tecnici e le cantine dovranno essere realizzati in vani interrati, al di sotto dell'edificio principale, senza che questi debordino dall'ingombro massimo dell'edificio o nei terrapieni esistenti utilizzando il dislivello del terreno. Nelle zone R3, con esclusione delle aree R3a.PA, tali volumi possono essere realizzati nel lotto di pertinenza avendo cura di proporre un inserimento armonico nel contesto, evitando l'ubicazione sui fronti principali dell'edificio. I volumi tecnici e cantine possono avere una altezza massima interna di m. 2.40; qualora siano realizzati fuori terra e/o nei terrapieni dovranno avere Slp massima di 6 mq. per i volumi tecnici e 12 mq per le cantine. Dimensioni superiori saranno consentite se adeguatamente certificate;
q) parcheggi: valgono le disposizioni dell'Art. 11 delle presenti NTA;
r) costruzioni accessorie: sono consentiti una tantum negli spazi di pertinenza dei singoli edifici, piccoli manufatti ad uso deposito attrezzi, anche al di fuori degli indici urbanistici. Tali interventi sono regolati dal RE.
u) piani interrati e seminterrati: se consentiti dalle disposizioni riferite alla fattibilità geologica possono essere realizzati piani interrati per cantine e parcheggi. I piani interrati potranno fuoriuscire dal perimetro dell'edificio fino ad un massimo del 40% del lotto di riferimento, purché sia garantito il rispetto della superficie permeabile;
v) tutti gli interventi edilizi devono garantire il rispetto della superficie permeabile così come definita dal Regolamento Edilizio. Per gli interventi di ampliamento, anche afferenti alla ristrutturazione edilizia, non è consentito ridurre la superficie permeabile degli spazi scoperti di pertinenza nel caso in cui essa risulti inferiore alla percentuale stabilita.
Art. 25 Aree del Terziario (T) - Attività commerciali e direzionali
1 Comprendono aree o edifici con destinazione prevalente ad attività direzionali e commerciali. Le rispettive quantità vengono definite all'interno delle singole UTOE di appartenenza. Possono comprendere altre destinazioni quando specificamente indicato.
2 Il RU ne riconosce la seguente articolazione in Sottoclassi:
Aree di nuovo impianto con una quota di attività commerciali e direzionali ≥ 50% della Slp complessiva;
Aree già edificate per le quali il RU prevede la sostituzione dei fabbricati esistenti con edifici a destinazione ad attività commerciali e/o direzionali;
comprende edifici per i quali il RU prevede la conservazione parziale o totale e il recupero con introduzione di attività commerciali e/o direzionali.
Le suddette Sottoclassi sono individuate nelle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Insediativi" in scala 1:2.000 da perimetrazione e sigla T.
3 Gli interventi sono singolarmente disciplinati all'interno delle UTOE di appartenenza.
Art. 26 Aree della Ricettività (RT)
1 Comprendono aree, complessi immobiliari o edifici prevalentemente destinati ad attrezzature ricettive e servizi per il turismo. Possono comprendere altre destinazioni se specificamente indicato.
2 Il RU riconosce la seguente articolazione in Sottoclassi:
Aree di nuovo impianto;
edifici ricettivi già esistenti o aree edificate nelle quali viene prevista la sostituzione o il recupero degli edifici con destinazione ad attività ricettiva.
Le suddette Sottoclassi sono individuate nelle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Insediativi" in scala 1:2.000 da perimetrazione e sigla RT.
Art. 27 Aree della Produzione (P)
1 Comprendono aree specificamente destinate alle attività produttive industriali e/o artigianali.
Salvo diversa specifica indicazione sono ammessi uffici, servizi, residenza se strettamente connessa alle attività produttive.
2 Salvo diversa e specifica indicazione, la massima altezza ammessa per gli edifici a destinazione industriale e artigianale è di ml. 8,50; sulla base di dimostrata necessità produttiva, l'AC potrà consentire deroghe a tale limite. Sono esclusi dal calcolo dell'altezza impianti tecnologici, silos e ciminiere.
3 Il RU ne riconosce la seguente articolazione in Classi e Sottoclassi:
a) P1 - Aree produttive consolidate: comprende il Macrolotto di Gabolana. Onde agevolare il processo di riorganizzazione funzionale localizzativa l'area viene articolata nelle seguenti sottoclassi:
a1) P1a - Aree destinate ad attività industriali e artigianali comprensive degli uffici e dei servizi di supporto. L'artigianato di servizio è ammesso limitatamente ad attività con superficie aperta al pubblico non inferiore a 300 mq. Sono ammesse attività legate alla logistica, depositi e magazzini, attività direzionali, attività commerciali all'ingrosso o con esercizio congiunto di vendita all'ingrosso e al dettaglio, mercati, esposizioni merceologiche ed attività commerciali che necessitano di grandi superfici per esposizione dei prodotti, specializzate nella vendita esclusiva di merci ingombranti ed a consegna differita.
La residenza è ammessa solo se esistente o se direttamente connessa all'attività produttiva, con una Slp max di mq. 100 e comunque non superiore al 10% della Slp, in unità immobiliari della superficie non inferiore a mq. 500 di slp. Per gli edifici residenziali esistenti viene privilegiato il cambio di destinazione ad uffici o attività di supporto alla produzione. In tal caso non potrà essere concessa nuova Slp a destinazione residenziale. Qualora il rapporto di copertura sia ≥ 60% della Sf, sono ammessi una tantum esclusivamente limitati ampliamenti per la costruzione di volumi tecnici e nel rispetto della distanza minima di ml. 6,00 dai confini.
Categorie d'intervento: sono previsti interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 5.2, comma 4 e, limitatamente alle attività industriali ed artigianali, di ristrutturazione urbanistica. Nel caso si attuino interventi di ristrutturazione urbanistica dovranno essere rispettati i seguenti indici urbanistici:
Slp/Sf 0,70
Rc max 60%
Distanza dai confini ml. 6,00
Parcheggi privati: dovrà essere previsto almeno 1 posto auto ogni mq. 500 di Sc.
a2) P1b - Aree destinate ad attività miste industriali; artigianali; artigianato di servizio; commerciali; direzionali e di servizi di uso pubblico. La residenza è ammessa solo se esistente o se direttamente connessa all'attività produttiva, con una Slp max di mq. 100 e comunque non superiore al 10% della Slp, in unità immobiliari della superficie non inferiore a mq. 500 di slp. Per gli edifici residenziali esistenti viene privilegiato il cambio di destinazione ad uffici o attività di supporto alla produzione.
Categorie d'intervento: sono previsti interventi di ristrutturazione edilizia (Art. 5.2, comma 4 delle presenti NTA) finalizzata alla riorganizzazione funzionale anche con incremento della Slp interna. Sono previsti interventi di ristrutturazione urbanistica solo se finalizzati alla introduzione di attività commerciali, direzionali e di servizi di uso pubblico. Tali interventi dovranno essere subordinati a Piano di Recupero esteso all'intera singola area P1b. L'AC potrà consentire, per ragioni di fattibilità, una diversa estensione del Piano di Recupero. Salvo diversa specifica indicazione tali interventi dovranno rispettare i seguenti indici urbanistici:
Rc max 50%
Distanza minima dai confini ml. 6,00
Parcheggi: art. 11 delle presenti norme.
a3) P1c - Aree interessate da Rifunzionalizzazione Produttiva (RP) mediante interventi di riassetto urbanistico singolarmente definiti e disciplinati all'interno dell'UTOE 2 "Macrolotto di Gabolana". Ulteriori articolazioni sono disciplinate nel Titolo VI delle presenti norme;
b) P2 - Aree produttive localizzate in situazioni marginali. Comprendono le aree di Moschignano, Spicciano e La Tignamica. Oltre alle attività industriali e artigianali sono ammesse attività commerciali, direzionali, di servizio fino ad un massimo del 30% della Slp.
La residenza è ammessa solo se esistente.
Categorie d'intervento: sono previsti interventi di ristrutturazione edilizia (Art. 5.2, comma 4, delle presenti NTA) finalizzata alla riorganizzazione interna anche con aumento della Slp e/o frazionamento dell'immobile ma senza aumento della Sc. È consentito l'ampliamento una tantum unicamente per impianti tecnologici. Se finalizzati alla introduzione di attività terziarie o produttive innovative sono previsti interventi di ristrutturazione urbanistica con i seguenti indici:
Slp/Sf 0,65
Prescrizioni specifiche: quando tali interventi interessino più edifici dovranno essere subordinati a Piano Attuativo.
c) P3 - Aree produttive miste nelle quali è in atto un processo di introduzione di attività commerciali e direzionali miste alle attività artigianali o che presentano situazioni di parziale dismissione, sottoutilizzazione, prevalenza di depositi o magazzini. Comprendono l'area di Via Fattori in località La Briglia, parte dell'area di La Tignamica e Briglia Camino. Ai fini della articolazione degli interventi vengono riconosciute le seguenti Sottoclassi:
c1) P3a - Aree destinate ad attività miste artigianali, artigianato di servizio, direzionali, commerciali, servizi di uso pubblico;
c2) P3b - Aree destinate ad attività direzionali, commerciali, servizi di uso pubblico e residenza;
c3) P3c - Aree destinate alla realizzazione di parcheggi coperti e servizi di uso pubblico.
Le aree P3 sono interessate da interventi di Rifunzionalizzazione Produttiva (RP) singolarmente disciplinati all'interno dell'UTOE di appartenenza. Le suddette Classi e Sottoclassi sono individuate nelle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Insediativi" in scala 1:2.000 da perimetrazione e sigla P3.
Art. 28 Aree di Verde privato (VP)
1 Sono aree scoperte private che il RU vincola alla non edificabilità. È ammessa la realizzazione delle strutture specificamente indicate dalle presenti NTA per ogni tipologia di aree.
2 In base alle loro caratteristiche sono articolate in:
aree verdi e giardini;
aree verdi sportive;
pertinenze inedificabili;
aree boscate.
Le suddette aree sono individuate nelle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Insediativi" in scala 1:2.000 da perimetrazione e sigla VP.
3 Il verde esistente ad alto fusto dovrà essere mantenuto e reintegrato con specie dello stesso tipo in caso di morte e deperimento. Tutti gli interventi dovranno essere realizzati limitando l'alterazione dei luoghi e conservandone le peculiarità e non dovranno comunque costituire impatto negativo sul paesaggio. L'abbattimento di alberi dovrà essere autorizzato dall'AC che potrà stabilire le modalità di reimpianto.
4 Nell'ambito delle aree VP1 e VP4 tutti gli interventi che interessino aree di superficie superiore a mq. 1.500 dovranno essere corredati da progetto botanico a firma di tecnico abilitato che indichi le specie utilizzate e la disposizione degli individui.
5 Salvo diversa specifica indicazione per gli edifici esistenti sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria (Art. 5 delle presenti NTA).
6 Salvo diversa specifica indicazione per gli edifici esistenti si conferma la destinazione attuale.
Art. 29 Aree Aperte di uso pubblico (V)
1 Sono le aree aperte che presentano caratteri prevalentemente urbani e contribuiscono al soddisfacimento degli standard. Svolgono funzioni ornamentali, di riequilibrio atmosferico, di svago, di sport, di riposo. Dovranno essere realizzate tenendo conto della loro funzione.
2 In base agli usi specifici sono articolate in:
Piazze e aree pavimentate;
Aree verdi complesse;
Aree a Verde pubblico;
Aree a Verde attrezzato;
Aree Verdi per lo sport;
Aree Verdi a giardino;
Verde fluviale.
Le suddette aree sono individuate sulle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Insediativi" in scala 1:2.000 dalla specifica sigla e campitura colore verde. L'eventuale numero apposto alla sigla indica la presenza di norme specifiche.
3 Salvo diversa specifica disposizione, è vietata la costruzione di qualsiasi tipo di edificio, ad esclusione delle attrezzature di supporto alle diverse attività. L'AC potrà autorizzare in tali aree, per ragioni di pubblica utilità, la realizzazione di servizi tecnologici e impianti di distribuzione di a cqua, energia e gas.
4 Le sistemazioni dovranno osservare le eventuali prescrizioni specifiche contenute nelle presenti NTA Dovranno essere oggetto di progettazione unitaria eventualmente estesa ad aree verdi contigue a diversa caratterizzazione qualora si configurino sistemi organici.
5 Per la sistemazione a verde dovranno essere utilizzate specie tipiche dell'area e del contesto ambientale. Le specie arboree dovranno essere scelte tra quelle indicate dall'Allegato "C" alle presenti NTA.
6 Gli interventi relativi a recinzioni, muri a retta, parcheggi, piazzali dovranno essere realizzati limitando l'alterazione dei luoghi, conservandone le peculiarità e non dovranno comunque costituire impatto negativo sul paesaggio.
7 Nell'ambito delle aree Vp, Va, Vf tutti gli interventi che interessino aree di superficie superiore a mq. 1.500 dovranno essere corredati da progetto botanico a firma di tecnico abilitato che indichi le specie utilizzate e la disposizione degli individui.
8 Salvo diversa specifica indicazione per gli edifici esistenti sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria (Art. 5.1 comma 1 delle presenti NTA).
9 Gli interventi sono attuati per intervento diretto pubblico o privato convenzionato.
10 L'AC, senza procedere all'esproprio, potrà convenzionare con i proprietari l'uso pubblico delle aree e disciplinarne la gestione e la manutenzione.
Art. 29.1 Articolazione delle aree
1 Vpz - Piazze e aree pavimentate. Spazi a carattere unitario, per forma e funzioni, pavimentati e differenziati dalla viabilità. I parcheggi sono ammessi solo se specificamente indicati. L'AC potrà comunque destinare a parcheggio pubblico una quota dell'area non superiore al 30%. Potranno essere attrezzate con elementi di arredo urbano e chioschi realizzati secondo le caratteristiche e le dimensioni indicate dal Regolamento Edilizio. Dovranno essere adeguatamente illuminate.
Quando specificato le piazze saranno alberate. Per gli interventi sugli edifici che interessino i fronti prospicienti le piazze dovrà essere presentata una documentazione idonea a controllare gli esiti degli interventi sulle piazze stesse.
2 Vc - Aree verdi complesse. Sono aree destinate alla realizzazione di sistemi complessi di verdi, spazi pavimentati, attrezzature urbane situati su diversi livelli. Gli interventi sono singolarmente definiti e disciplinati all'interno delle UTOE di appartenenza.
3 Vp - Aree a Verde pubblico. Sono aree destinate allo svago e al riposo con attrezzature per la sosta ed eventuali piccole attrezzature per il gioco dei bambini. Le superfici devono essere in prevalenza erbose e attraversate da passaggi pedonali non asfaltati. Tutte le aree a verde pubblico devono contenere almeno le attrezzature per la sosta. Qualora l'AC lo ritenga opportuno potranno essere realizzate piazzole di compostaggio per il rifiuto verde. Sono ammessi, salvo prescrizioni contrarie, servizi igienici. Salvo diversa specifica indicazione, l'AC potrà consentire il cambio di destinazione a Vs per la realizzazione di strutture sportive di base.
4 Va - Aree a Verde attrezzato. Sono aree prevalentemente attrezzate per il gioco dei bambini e dei ragazzi, piccole attrezzature per lo spettacolo, campi liberi, spazi sosta. Salvo diversa specifica indicazione, in tali aree potranno essere sistemate piccole strutture di ristoro, edicole, chioschi realizzate con le caratteristiche e dimensioni indicate dal Regolamento Edilizio. Qualora l'AC lo ritenga opportuno potranno essere realizzate piccole strutture ricettive e piazzole per tende comunque da sottoporre a convenzione con l'AC.
5 Vs - Aree Verdi per lo sport. Sono aree destinate ad impianti sportivi all'aperto. Possono essere attrezzate con spazi per la sosta, piazzole, alberature, aree a prato, percorsi pedonali, elementi di a rredo in strutture leggere. Le recinzioni devono essere prevalentemente realizzate con siepi. I parcheggi, laddove non indicati, devono essere preferibilmente posizionati lungo le strade e possibilmente alberati. Salvo diversa e specifica indicazione, potranno essere realizzate coperture stagionali dei campi. In tali aree sono ammessi, oltre agli impianti e ai campi, solo le indispensabili attrezzature di supporto (spogliatoi, servizi igienici, ristoro e accettazione). Per l'attuazione e la gestione delle attrezzature e degli impianti l'AC potrà stipulare apposite convenzioni con privati che dovranno garantire l'uso pubblico delle attrezzature e la loro manutenzione.
6 Vg - Aree Verdi a giardino. Sono aree destinate alla formazione di giardini con impianto prevalentemente disegnato, sistemate con prati, zone pavimentate, alberature, viali, spazi di sosta ed elementi di arredo urbano. Non sono ammesse attrezzature per il gioco e lo sport. Il disegno e l'uso dei materiali dovranno risultare coerenti con il contesto circostante.
7 Vf - Verde fluviale. Sono le aree di sponda del Bisenzio che contribuiscono alla formazione di un continuum verde articolato in relazione a diverse modalità di fruizione. Salvo diversa specifica indicazione, è ammessa la realizzazione di:
- aree attrezzate per attività ricreative e per il gioco dei bambini;
- campi da gioco liberi e non recintati;
- aree per spettacoli e manifestazioni all'aperto;
- giardini e arboreti;
- strutture smontabili per chioschi, edicole, coperture di aree di sosta (realizzate con le caratteristiche e le dimensioni indicate dal Regolamento Edilizio);
- percorsi pedonali e ciclabili.
Le necessarie attrezzature di supporto alle attività previste dovranno essere realizzate con strutture smontabili. Gli interventi dovranno prevedere la riqualificazione o ricostituzione della flora riparia con le specie indicate all'Allegato "C" alle presenti NTA e comunque nelle sistemazioni a verde non é consentita l'introduzione di specie estranee a tale vegetazione. Eventuali edifici presenti all'interno delle aree potranno essere destinati ad attività di ristoro e tempo libero. Salvo diversa specifica indicazione, per tali edifici sono ammessi interventi fino alla ristrutturazione edilizia (Art. 5.2, comma 2, delle presenti NTA).
Art. 29.2 Interventi per il superamento delle barriere architettoniche
1 In tutte le Aree Aperte di uso pubblico esistenti o di nuovo impianto dovrà essere garantito il superamento delle barriere architettoniche onde consentirne un'adeguata fruibilità anche a persone con ridotta o nulla capacità motoria o sensoriale.
2 In particolare, con riferimento alle normative vigenti, dovranno essere realizzati:
- scivoli di raccordo tra marciapiedi e strada e/o tra marciapiedi a diverse quote;
- rampe di opportuna pendenza per il superamento di dislivelli;
- pavimentazioni antisdrucciolevoli dei percorsi pedonali;
- segnaletica facilmente leggibile e apparati di facilitazione dell'orientamento per i non vedenti;
- servizi igienici accessibili ai disabili.
Art. 30 Aree dei Servizi di uso pubblico (S)
1 Aree destinate a servizi di uso pubblico che contribuiscono al soddisfacimento degli standard.
Servizi per il culto;
Servizi ricreativi, culturali e per la formazione;
Servizi per l'istruzione di base;
Servizi sportivi;
Servizi per l'industria;
Servizi tecnologici e tecnico-amministrativi;
Le suddette aree sono individuate sulle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Insediativi" in scala 1:2.000 dalla specifica sigla. L'eventuale numero apposto alla sigla indica la presenza di norme specifiche.
3 Nell'ambito di ciascuna area è sempre ammessa la presenza di altri servizi di uso pubblico purché compatibili con la destinazione prevalente.
4 Il RU indica come aree di servizi aree già destinate a questo uso e altre di nuovo impianto.
5 Per le seguenti aree: Sl (servizi sociali); Sr (servizi ricreativi, culturali e per la formazione); Sh (servizi socio-sanitari); Sa (servizi di accoglienza) l'AC potrà consentire il cambio di destinazione dall'uno all'altro dei servizi sopra elencati senza che questo costituisca variante al presente RU.
6 Sono consentiti solo impianti e costruzioni necessari all'uso al quale le singole aree sono destinate. Le nuove costruzioni dovranno essere dimensionate tenendo conto dell'effettiva necessità e funzionalità nel rispetto dei valori ambientali e del contesto urbanistico. Dovrà essere posta particolare attenzione alla definizione delle sistemazioni esterne (pavimentazioni, piantumazioni, recinzioni, elementi di arredo urbano e illuminazione). L'A.C. potrà autorizzare in tali aree, per motivate ragioni di pubblica utilità, la realizzazione di servizi tecnologici e impianti per la distribuzione di acqua, energia e gas.
7 Per tutti gli edifici esistenti, salvo diversa specifica prescrizione, sono consentiti interventi fino alla ristrutturazione edilizia (Art. 5.2 delle presenti NTA). Gli edifici appartenenti al patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale sono specificamente disciplinati in riferimento alla classe di appartenenza.
8 Tutti gli edifici specialistici dovranno avere caratteristiche tipologiche riconoscibili e unitarie. Dovranno essere facilmente accessibili e dotati dei servizi necessari.
10 Gli edifici di proprietà di Enti o Associazioni che svolgono attività di interesse sociale sono a ssimilati ad edifici di interesse pubblico. Agli effetti dell'edificabilità gli interventi relativi a questa categoria di edifici sono condizionati solo al rispetto delle esigenze funzionali legate all'espletamento dell'attività di interesse sociale salvo comunque il rispetto dei valori storici ed ambientali dell'intorno.
11 Per l'attuazione e la gestione delle attrezzature e degli impianti, l'AC potrà stipulare con i soggetti attuatori apposite convenzioni che dovranno garantire l'uso pubblico delle attrezzature, le modalità di manutenzione degli edifici e delle aree di pertinenza.
12 L'A.C., senza procedere all'esproprio, potrà convenzionare con i proprietari l'uso pubblico degli edifici e delle aree e disciplinarne la gestione e la manutenzione.
Art. 30.1 Articolazione delle aree
1 Sl - Servizi sociali. Comprendono: centri sociali, residenze protette, case-famiglia, case per a nziani, case vacanza, centri di recupero comprensivi delle attrezzature di supporto necessarie allo svolgimento della funzione.
2 Sch - Servizi per il culto. Comprendono: luoghi per il culto di qualsiasi confessione e centri parrocchiali. Per le Chiese facenti parte del patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale ai sensi del D. Lgs. 42/2004 "Codice del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio" gli interventi ammessi sono quelli indicati dall'Art. 5.1, comma 5) delle presenti NTA per la classe a.
3 Sr - Servizi ricreativi, culturali e per la formazione. Comprendono: centri sociali, culturali e ricreativi, laboratori per la formazione professionale e ateliers, centri polivalenti, sale di spettacolo, musei, biblioteche, ludoteche; è consentita l'attività di somministrazione di alimenti e bevande a supporto delle attività di servizio.
4 Sh - Servizi socio-sanitari. Comprendono: ambulatori, poliambulatori, centri di analisi cliniche, sedi di associazioni di pubblica assistenza sanitaria, farmacie.
5 Si - Servizi per l'istruzione. Comprendono: asili nido, scuole materne, scuole dell'obbligo sia pubbliche che private. All'interno di tali aree si applicano le norme di legge sull'edilizia scolastica vigenti al momento dell'attuazione. Inoltre:
- i fabbricati esistenti potranno essere adibiti esclusivamente ad usi scolastici, parascolastici, culturali e sociali;
- le aree libere saranno destinate ad attività sportive, giardini e aree per attività parascolastiche e culturali.
Sono consentiti ampliamenti e nuove edificazioni che si rendano necessari per il raggiungimento delle finalità connesse alla destinazione d'uso.
6 Ss - Servizi sportivi. Comprendono: palestre, centri benessere, piscine, palazzi dello sport, campi da gioco coperti o copribili stagionalmente, stadio comunale, comprensivi delle attrezzature di supporto e dei parcheggi.
7 Sa - Servizi di accoglienza. Comprendono le attrezzature (servizi di accoglienza, ostelli, foresterie) dei Centri Visita delle ANPIL.
8 Sp - Servizi per l'industria. Comprendono: mense, asili nido, sedi di associazioni di categoria, sedi di corsi di aggiornamento, centri sociali, attrezzature sanitarie, attrezzature di ristoro, culturali, per il tempo libero e lo sport, nonché tutte le attrezzature specificamente destinate ad attività di supporto alle attività produttive.
9 St - Servizi tecnologici e tecnico-amministrativi. Comprendono: servizi tecnici, stazioni di trasporti, impianti per la distribuzione di acqua, energia elettrica e gas, impianti per il trattamento dei rifiuti, servizi postelegrafonici e telefonici, servizi amministrativi, servizi comunali compresi magazzini e depositi, servizi della protezione civile, attrezzature della finanza, per la pubblica sicurezza e militari. Per gli impianti di depurazione che trattino scarichi contenenti microrganismi patogeni o sostanze nocive per la salute dell'uomo è prescritta una fascia di rispetto di ml. 100 con vincolo di inedificabilità. Nelle aree destinate al lagunaggio e alla rinaturalizzazione di acque provenienti da cicli depurativi biologici o chimico-biologici sono ammessi limitati interventi di rimodellamento del terreno purché non in contrasto con la disciplina dell'Art. 10 delle NTA del PS.
10 Sc - Servizi cimiteriali. Comprendono tutte le aree e le attrezzature connesse con la sepoltura, le cremazioni e il commiato. Sono, inoltre, considerati servizi cimiteriali gli uffici cimiteriali, gli alloggi dei guardiani, i chioschi (realizzati secondo le dimensioni e le caratteristiche indicate dal Regolamento Edilizio) e gli altri servizi specifici. Sono sempre consentiti interventi fino al risanamento conservativo (Art. 5.1 delle presenti NTA). Le aree per eventuali ampliamenti, nel rispetto di quanto indicato all'Art. 13 delle presenti NTA, al di fuori delle aree specificamente indicate dal RU potranno essere reperite in adiacenza utilizzando anche aree indicate per altra destinazione purché di uso pubblico e non incidenti sulle previsioni del presente RU Gli interventi di ampliamento dovranno risultare coerenti con gli impianti originari ed essere sottoposti al parere della Commissione Edilizia Trasformazione Urbana (Art. 2 del Regolamento Edilizio).
Art. 30.2 Interventi per il superamento delle barriere architettoniche
1 Tutti i Servizi di uso pubblico esistenti o di nuovo impianto dovranno essere provvisti di elementi per il superamento delle barriere architettoniche in grado di garantire accessibilità e adeguata fruibilità anche a persone con ridotta o nulla capacità motoria o sensoriale.
2 In particolare:
- l'accessibilità ai diversi piani degli edifici dovrà essere garantita da ascensori o nel caso di dimostrata impossibile realizzazione di questi da montascale;
- i dislivelli tra esterno ed interno dell'edificio dovranno essere raccordati da rampe, piattaforme elevatrici o montascale;
- gli eventuali parcheggi interni all'area dovranno risultare complanari agli ingressi degli edifici o essere ad essi collegati da rampe. Dovranno prevedere posti auto per disabili posizionati più possibile in vicinanza degli accessi agli edifici;
- dovranno essere previsti servizi igienici accessibili ai disabili;
- dovranno essere rispettati nella progettazione i criteri indicati dal DL Ministero Lavori Pubblici n. 236/89 e Decreto Presidente della Repubblica 503/96.

References: Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27
 art. 11

Art. 28

Art. 29

Art. 29

Art. 29

Art. 30

Art. 30

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