Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2008&numero=443
Timestamp: 2020-02-21 11:58:40+00:00

Document:
Sentenza 443/2008 (ECLI:IT:COST:2008:443)
Presidente: FLICK - Redattore: MADDALENA
Udienza Pubblica del 18/11/2008; Decisione del 17/12/2008
Deposito del 29/12/2008; Pubblicazione in G. U. 07/01/2009 n. 1
Norme impugnate: Deliberazione della Provincia autonoma di Bolzano 26/11/2007, n. 4025.
Massime: 33099 33100
Atti decisi: confl. enti 1/2008
Massima n. 33099 Massima successiva
Giudizio per conflitto di attribuzione tra Enti - Concessioni di grandi derivazioni d'acqua pubblica a scopo idroelettrico - Ricorso della Provincia autonoma di Trento avverso deliberazione della Provincia autonoma di Bolzano - Costituzione in giudizio della Provincia di Bolzano - Tardività - Inammissibilità.
Nel giudizio per conflitto di attribuzione promosso dalla Provincia autonoma di Trento nei confronti della Provincia autonoma di Bolzano in relazione alla deliberazione di quest'ultima n. 4025 del 26 novembre 2007, recante «Preavviso ai sensi dell'art. 25 del R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 ai concessionari di grandi derivazioni per la produzione di energia elettrica», è inammissibile la costituzione della resistente Provincia di Bolzano, in quanto effettuata oltre il termine stabilito dagli artt. 41 e 25, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e dagli articoli 3 e 26 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale vigenti alla data della costituzione stessa (20 febbraio 2008).
26/11/2007 n. 4025
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 3
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 5
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 6
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 13
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 15
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 21
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 22
statuto regione Trentino Alto Adige art. 9 n. 10
decreto del Presidente della Repubblica 22/03/1974 n. false art. 14
decreto del Presidente della Repubblica 26/03/1977 n. false art. 1 bis) co. 16
legge 11/03/1953 n. false art. 41
legge 11/03/1953 n. false art. 25
norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale (16/3/1956 e s.m.) art. 3
norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale (16/3/1956 e s.m.) art. 26
Massima n. 33100 Massima precedente
Energia - Concessioni di grandi derivazioni d'acqua pubblica a scopo idroelettrico - Deliberazione della Provincia autonoma di Bolzano recante preavviso ai concessionari di grandi derivazioni per la produzione di energia elettrica di immettersi, alla scadenza delle concessioni, nel possesso dei beni, tra cui quelli relativi all'impianto di San Floriano d'Egna - Ricorso per conflitto di attribuzione proposto dalla Provincia autonoma di Trento - Denunciata lesione delle proprie attribuzioni nonché del principio di leale collaborazione - Controversia vertente sulla titolarità di beni (' rei vindicatio' ) - Inammissibilità del conflitto.
È inammissibile il conflitto di attribuzione promosso dalla Provincia autonoma di Trento nei confronti della Provincia autonoma di Bolzano in relazione alla deliberazione di quest'ultima n. 4025 del 26 novembre 2007, recante «Preavviso ai sensi dell'art. 25 del R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 ai concessionari di grandi derivazioni per la produzione di energia elettrica». Nella specie, infatti, non è ravvisabile alcun conflitto di attribuzione, bensì soltanto una controversia di natura "patrimoniale" tra i due enti provinciali coinvolti ('rei vindicatio'), trattandosi di una mera rivendicazione di beni che non coinvolge, neppure mediamente, l'accertamento della violazione di norme attributive di competenza di rango costituzionale.
- Sulla estraneità alla materia dei conflitti di attribuzione tra Stato e regione, e tra regioni, della mera 'rei vindicatio' che non coinvolge l'accertamento della violazione di norme attributive di competenza di rango costituzionale v., citate, sentenze n. 302/2005, n. 179/2004, n. 95/2003, n. 213/2001, n. 444/1994, n. 211/1994, n. 309/1993, n. 111/1976.
SENTENZA N. 443 ANNO 2008
nel giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito della deliberazione n. 4025 del 26 novembre 2007 della Provincia autonoma di Bolzano, recante «Preavviso ai sensi dell'art. 25 del R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 ai concessionari di grandi derivazioni per la produzione di energia elettrica», promosso con ricorso della Provincia autonoma di Trento notificato il 28 gennaio 2008, depositato in cancelleria il 29 gennaio 2008 ed iscritto al n. 1 del registro conflitti tra enti 2008.
Udito nell'udienza pubblica del 18 novembre 2008 il Giudice relatore Paolo Maddalena;
uditi gli avvocati Franco Mastragostino e Luigi Manzi per la Provincia autonoma di Trento.
1. – Con ricorso notificato il 28 gennaio 2008 e depositato il successivo 29 gennaio la Provincia autonoma di Trento propone conflitto di attribuzione in relazione alla deliberazione n. 4025 del 26 novembre 2007 della Provincia autonoma di Bolzano, recante «Preavviso ai sensi dell'art. 25 del R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 ai concessionari di grandi derivazioni per la produzione di energia elettrica», perché sia dichiarato che «non spetta alla Provincia di Bolzano emanare provvedimenti amministrativi ed atti dispositivi attinenti alla concessione di grande derivazione d'acqua pubblica a scopo idroelettrico, relativi all'impianto di San Floriano d'Egna» e conseguentemente sia dichiarata la nullità ovvero sia annullata tale deliberazione.
1.1. – Con la delibera impugnata la Provincia autonoma di Bolzano preannuncia l'intenzione di immettersi nel possesso dei beni inerenti le concessioni rilasciate ad Enel S.p.a, in scadenza al 31 dicembre 2010, ricadenti nel proprio territorio e tra di esse la concessione di San Floriano d'Egna, posta a scavalco fra le due Province autonome.
1.2. – La ricorrente Provincia autonoma di Trento contesta tale deliberazione, assumendo la propria competenza in ordine alla concessione in questione ai sensi dell'art. 8, numeri 3), 5), 6), 13), 15), 21) e 22) e dell'art. 9, numeri 9) e 10) del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), dell'art. 14 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di urbanistica ed opere pubbliche), del decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1977, n. 235 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige in materia di energia), degli artt. 117 e 118 della Costituzione, in combinato disposto con l'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), e rilevando il contrasto della deliberazione censurata con il principio di leale collaborazione e con l'art. 44 della legge della Provincia di Bolzano 21 dicembre 2007, n. 23 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2008 e pluriennale 2008-2010 della Provincia autonoma di Trento – legge finanziaria 2008), che ha disposto la proroga di dieci anni in capo agli attuali concessionari delle concessioni in scadenza al 31 dicembre 2010.
2. – La difesa della ricorrente Provincia autonoma di Trento, dopo avere richiamato il decreto legislativo 7 novembre 2006, n. 289 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, recanti modifiche al D.P.R. 26 marzo 1977, n. 235 in materia di concessioni di grandi derivazioni di acqua a scopo idroelettrico), il quale, alla luce dell'art. 117, terzo comma, Cost., come novellato dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, ha previsto che le grandi derivazioni di acqua a scopo idroelettrico sono disciplinate con legge provinciale, nel rispetto degli obblighi derivanti dall'ordinamento comunitario e dei principi fondamentali delle leggi dello Stato, ricostruisce il regime normativo vigente nel proprio territorio in materia di concessioni di grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico.
2.1. – La ricorrente Provincia di Trento, rilevata la assoluta diversità delle discipline provinciali in materia, rimarca come la individuazione della autorità competente in ordine alla concessione di San Floriano d'Egna sia necessaria al fine di identificare quale sia il regime giuridico applicabile alla concessione in questione.
2.2. – La lesione dei parametri costituzionali, statutari e delle norme di attuazione statutaria sopra richiamati si paleserebbe, specificamente, in ragione della violazione dell'art. 14 del decreto del Presidente della Repubblica n. 381 del 1974, come modificato dal decreto legislativo 11 novembre 1999, n. 463 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige in materia di demanio idrico, di opere idrauliche e di concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico, produzione e distribuzione di energia elettrica), in quanto da tale disposizione si evincerebbe la competenza amministrativa della sola Provincia autonoma di Trento, essendo la Provincia autonoma di Bolzano (ai sensi del secondo comma dello stesso art. 14) unicamente destinataria di un terzo dei proventi economici della concessione, in ragione del suo cointeressamento all'impianto in questione.
3. – La Provincia autonoma di Bolzano si è costituita tardivamente, con un controricorso nel quale chiede che il ricorso sia dichiarato inammissibile, improcedibile e, comunque, infondato nel merito.
4. – In prossimità dell'udienza pubblica la Provincia autonoma di Bolzano ha depositato una memoria, nella quale argomenta la inammissibilità e la infondatezza del ricorso.
4.1. – Per la resistente, il ricorso sarebbe inammissibile, anzitutto, in quanto teso a censurare non una lesione delle attribuzioni costituzionali della Provincia ricorrente, ma solo una falsa ed erronea applicazione di una norma di legge. Per la difesa provinciale di Bolzano, in particolare, «la lesione lamentata si esaurisce nella presunta erronea interpretazione ed applicazione della legge nella delibera impugnata, senza che quest'ultima, per il suo contenuto, appaia idonea ad arrecare da sola (e non già in quanto esecuzione errata della legge) pregiudizio alla sfera di competenza costituzionale della Provincia Autonoma di Trento».
4.2. – Il ricorso sarebbe, poi, inammissibile o improcedibile, in quanto la lesione lamentata dalla ricorrente Provincia autonoma di Trento sarebbe già insita nella pubblicazione in data 24 febbraio 2006 sul Bollettino Ufficiale della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol n. 8, parte III (annunzi legali), ai sensi e per gli effetti di cui alla citata legge provinciale n. 1 del 2005, della domanda di rinnovo presentata dalla società SEL s.p.a. per l'impianto di San Floriano d'Egna.
4.3. – Il ricorso sarebbe, infine, inammissibile per carenza di interesse, in quanto con convenzione del 12 maggio 1986 le due Province autonome avrebbero concordato per l'applicazione del solo criterio della opera di presa per determinare l'autorità competente in via amministrativa e normativa in ordine alle derivazioni di acqua di interesse comune.
4.4. – Nel merito la Provincia autonoma di Bolzano, che condivide la tesi della ricorrente sulla necessaria unicità della autorità amministrativa competente e che dubita della legittimità costituzionale e della conformità al diritto comunitario della disciplina legislativa della Provincia di Trento in materia di grandi derivazioni idroelettriche, argomenta la infondatezza del ricorso, sostenendo una diversa interpretazione dell'art. 14 del d.P.R. n. 381 del 1977.
4.5. – La difesa della Provincia autonoma di Bolzano assume, poi, la infondatezza del ricorso, sostenendo che sarebbe in contrasto con «i più basilari principi» che la Provincia autonoma di Trento possa regolare una concessione relativa ad un impianto idroelettrico sito nel territorio alto atesino e sostiene che la posizione della ricorrente sarebbe, infine, «ingiustificata», su un piano più generale, in quanto il territorio e la popolazione della Provincia autonoma di Bolzano sarebbero quelli che sopporterebbero le conseguenze negative dell'impianto.
5. – In prossimità dell'udienza pubblica anche la ricorrente Provincia autonoma di Trento ha depositato una memoria, nella quale, in via preliminare rileva la tardività della costituzione della resistente Provincia autonoma di Bolzano e specifica che tra le stesse parti e in ordine alla stessa vicenda pende giudizio davanti al Tribunale regionale delle acque pubbliche.
5.1. – La difesa della Provincia autonoma di Trento sostiene, anzitutto, che il ricorso sarebbe teso a tutelare una competenza amministrativa e normativa e non solo a denunciare un errore di diritto.
5.2. – La ricorrente afferma, poi, che il ricorso non sarebbe tardivo, in quanto la lesione lamentata si sarebbe concretata solo con la adozione della impugnata delibera n. 4025 del 26 novembre 2007, essendo l'elenco delle domande pubblicato dalla Provincia di Bolzano nel febbraio 2006 accompagnato dalla precisazione che si trattava di istanze di soggetti privati non ancora vagliate dalla amministrazione provinciale di Bolzano e, come tale, del tutto privo di lesività.
5.3. – La Provincia autonoma di Trento sostiene, inoltre, che la convenzione del 12 maggio 1986 non sarebbe in alcun modo riferibile alle grandi concessioni di acqua a scopo idroelettrico. E ciò per varie ragioni.
5.4 – Nel merito la Provincia autonoma di Trento ribadisce la sua interpretazione dell'art. 14 del d.P.R. n. 381 del 1977, ma sostiene che, anche qualora si ritenesse che i due criteri previsti da tale disposizione fossero non alternativi (come da essa proposto) ma successivi (come sostenuto dalla resistente), dovrebbe da riconoscersi la propria competenza amministrativa e normativa. Ciò in quanto in un impianto a diga, quale quello in questione, l'opera di presa non sarebbe la bocca di derivazione dell'acqua nella condotta forzata, bensì la diga stessa. Ed essendo la linea di confine tra le due Province autonome proprio a metà della diga, questo imporrebbe l'applicazione quantomeno in via successiva (ma comunque) del criterio del massimo rigurgito (che avviene completamente in territorio trentino).
1. – La Provincia autonoma di Trento propone conflitto di attribuzione in relazione alla deliberazione n. 4025 del 26 novembre 2007 della Provincia autonoma di Bolzano, recante «Preavviso ai sensi dell'art. 25 del R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 ai concessionari di grandi derivazioni per la produzione di energia elettrica», perché sia dichiarato che «non spetta alla Provincia di Bolzano emanare provvedimenti amministrativi ed atti dispositivi attinenti alla concessione di grande derivazione d'acqua pubblica a scopo idroelettrico, relativi all'impianto di San Floriano d'Egna» e conseguentemente sia dichiarata la nullità ovvero sia annullata tale deliberazione.
2. – Deve preliminarmente essere rilevata la tardività e, conseguentemente, dichiarata la inammissibilità della costituzione della resistente Provincia di Bolzano, in quanto effettuata con memoria depositata il 20 febbraio 2008, oltre il termine stabilito dagli artt. 41 e 25, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione ed il funzionamento della Corte), e dagli articoli 3 e 26 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale vigenti a quella data.
3. – Il ricorso è inammissibile, non essendo ravvisabile nel caso di specie alcun conflitto di attribuzioni, bensì soltanto una controversia di natura "patrimoniale" tra i due enti provinciali coinvolti.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 dicembre 2008.
Depositata in Cancelleria il 29 dicembre 2008.

References: art. 8
 art. 8
 art. 8
 art. 8
 art. 8
 art. 8
 art. 8
 art. 9
 art. 14
 art. 1
 art. 41
 art. 25
 art. 3
 art. 26

SENTENZA 
 art. 14