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Timestamp: 2020-08-09 16:59:40+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 16223 del 03/08/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16223 del 03/08/2016
Cassazione civile sez. VI, 03/08/2016, (ud. 23/06/2016, dep. 03/08/2016), n.16223
sul ricorso 20000-2014 proposto da:
S.A., E V.M., elettivamente domiciliate in
ROMA, VIALE DELLE MILIZIE, 22, presso lo studio dell’avvocato ROCCO
LUIGI GIROLAMO, rappresentate e difese dall’avvocato FERDINANDO DI
CERBO giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 654/2014 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del
24/01/2014, depositata i103/06/2014;
23/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. FABRIZIA GARBI.
La Corte d’appello di Napoli ha confermato la sentenza di primo grado che aveva condannato la Regione Campania al pagamento in favore di ciascuno degli odierni controricorrenti della somma di Euro 1.143,95, oltre interessi legali dalla maturazione al saldo, a titolo di reddito di cittadinanza ex L.R. n. 2 del 2004, spettante in relazione al periodo dedotto.
Per la cassazione della decisione ha proposto ricorso affidato ad un unico motivo la Regione Campania La S. e la V. si sono difese con controricorso e la S. ha depositato anche memoria illustrativa insistendo nelle conclusioni già prese.
Tanto premesso e sulle censure formulate alla sentenza dalla Regione Campania si osserva quanto segue.
Con l’unico motivo di ricorso è denunciata la violazione e falsa applicazione dell’art. 12 disp. gen., della L.R. Campania n. 2 del 2004, come interpretata dalla L. n. 4 del 2011, art. 1, comma 208 e del Regolamento n. 1/2004 del Consiglio regionale della Campania.
La Regione censura la decisione impugnata per avere, in sintesi, negato la natura interpretativa alla disposizione di cui alla L.R. n. 4 del 2011, art. 1, comma 208 che richiamando il regolamento n. 1 del 2004 e così conferendo, in parte qua, rango normativo primario allo stesso, avrebbe in ogni caso chiarito e ribadito, senza possibilità di deroga da parte del giudice – se non denunciandone l’eventuale illegittimità costituzionale – l’effettiva portata della originaria norma della L.R. n. 2 del 2004, nel senso, fatto chiaro dal tenore letterale della stessa, secondo cui il beneficio avrebbe dovuto essere erogato soltanto ai soggetti utilmente collocati nelle graduatorie d’ambito, fino all’esaurimento delle risorse.
Il motivo è manifestamente fondato alla luce della giurisprudenza di questa Corte la quale ha ripetutamente affermato che la L.R. Campania 15 marzo 2011, n. 4, nel riconoscere il reddito di cittadinanza ai soli richiedenti utilmente collocati in graduatoria, e nei limiti dello stanziamento per il relativo ambito, comporta una determinazione in misura fissa e non variabile della prestazione ed ha natura di legge di interpretazione autentica della L.R. Campania 19 febbraio 2004, n. 2, art. 2 e art. 3, comma 1, poichè predilige una delle interpretazioni possibili delle norme interpretate, senza che rilevi, in senso contrario, la pregressa diversa interpretazione delle Sezioni Unite e senza che, pertanto, sia elusiva dell’obbligo di osservanza delle norme sovranazionali in violazione dell’art. 117 Cost., comma 1, in relazione all’art. 6, par. 1, della CEDU. Nè, in tal modo, si realizza un’ingiustificata interferenza nell’amministrazione della giustizia, in quanto la sua efficacia retroattiva – comunque insuscettibile di incidere su diritti retributivi e previdenziali definitivamente acquisiti – è giustificata dalla necessità di tutelare interessi costituzionalmente protetti, quali la concretezza degli interventi assistenziali e il rispetto delle esigenze di bilancio dell’ente erogatore. (v. tra le altre, Cass. ss.uu. n. 12180 del 2015, ss.uu. n. 23291 del 2015, ss.uu. n. 12644 del 2014).

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 1
 art. 1
 art. 2
 art. 3
 Cass.