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IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte. (Sezione Prima) SENTENZA - PDF
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1 N /2015 REG.PROV.COLL. N /2012 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1077 del 2012, proposto da:, rappresentato e difeso dall'avv. Andrea Fenoglio, con domicilio eletto presso il suo studio in Torino, Via Susa, 35; contro Ministero dell'interno, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso per legge dall'avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Torino, corso Stati Uniti, 45; per l'annullamento - del provvedimento prot. n /D area I/ter adottato in data , con il quale il Prefetto di Torino comunicava al ricorrente, in riferimento all'istanza di riesame del decreto prefettizio del con cui si vietava allo stesso la detenzione di armi e munizioni, che "esaminata l'istanza ed acquisito il parere della Questura di Torino non sono stati ravvisati sufficienti motivi di autotutela per procedere alla revoca del provvedimento di divieto"; - di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti
2 Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 9 luglio 2015 la dott.ssa Ofelia Fratamico e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO Con ricorso notificato il il sig.. ha chiesto al Tribunale di annullare l atto con il quale, l , il Prefetto di Torino, con riferimento alla sua istanza di riesame del decreto del di divieto di detenzione di armi e munizioni, gli aveva comunicato di non ravvisare sufficienti motivi di autotutela per procedere alla revoca del provvedimento di divieto. A sostegno della sua domanda il ricorrente ha dedotto 1) nullità e/o illegittimità dell atto impugnato per violazione di legge, violazione dell art. 21 quinquies della legge n. 241/1990; 2) illegittimità e/o invalidità e/o annullabilità e/o inefficacia e/o comunque revocabilità del provvedimento impugnato, ai sensi e per gli effetti dell art. 21 octies della l.n. 241/1990, eccesso di potere, difetto di motivazione, difetto di istruttoria. Il si è costituito in giudizio il Ministero dell Interno, chiedendo il rigetto del ricorso, in quanto infondato. All udienza pubblica del la causa è stata, infine, trattenuta in decisione. DIRITTO Con il ricorso in epigrafe il sig. ha lamentato l illegittimità, per violazione di legge e per difetto di istruttoria e di motivazione, del diniego di revoca del divieto di detenzione di armi e munizioni adottato nel 2004 nei suoi confronti dal Prefetto
3 di Torino per la pendenza a suo carico di un procedimento per i reati di cui agli artt. 612 e 339 c.p. A seguito dell intervenuta archiviazione di tale procedimento, nel 2007, su richiesta del Pubblico Ministero per insufficienza degli elementi acquisiti, il sig... aveva, infatti, chiesto all Amministrazione la revoca del divieto stesso ai sensi dell art. 21 quinquies della l.n. 241/1990 per mutamento della situazione di fatto, ma aveva visto la sua istanza respinta dalla Prefettura sulla base del semplice richiamo al parere sfavorevole della Questura di Torino, peraltro non allegato al provvedimento, né comunicatogli successivamente, nonostante sua precisa richiesta. Tali censure sono fondate e meritevoli di accoglimento. In conseguenza dell istanza di revoca, l Amministrazione - che non si è limitata ad emettere un atto meramente confermativo del divieto del 2004, ma ha adottato un nuovo provvedimento, preceduto dalla richiesta e dall acquisizione del parere della Questura avrebbe dovuto valutare tutti gli elementi del caso e bilanciare gli interessi coinvolti esponendo le ragioni per le quali anche un mutamento della situazione di fatto come l archiviazione del procedimento a carico del ricorrente per insufficienza degli elementi acquisiti - che poneva in dubbio la sussistenza stessa della condotta che aveva fatto ritenere l inaffidabilità del soggetto congiunto, in verità, al decorso di ben 10 anni dai fatti de quibus, non era, nell eventualità, reputato sufficiente a determinare la revoca del divieto in questione. Come evidenziato dalla giurisprudenza amministrativa, che pur riconosce un ampia discrezionalità all Amministrazione in materia ed attribuisce natura cautelare al divieto di detenzione di armi e munizioni, la sottoposizione a procedimenti penali, conclusa con provvedimenti di archiviazione, non è circostanza che da sola possa giustificare il divieto di autorizzazione di polizia per sopravvenuta
4 inaffidabilità del titolare della stessa per perdita del requisito della buona condotta, che può essere conseguente solo ad una valutazione complessiva della personalità del soggetto destinatario del diniego di rinnovo dell'autorizzazione di polizia (cfr. TAR Campania, Napoli, Sez. V, n. 5288). Per le argomentazioni che precedono, il ricorso deve essere, dunque, accolto, con annullamento dell atto impugnato, salvo il potere-dovere dell Amministrazione di riesaminarlo alla luce dei principi di cui in motivazione. Per la natura della controversia sussistono, infine, in ogni caso, giusti motivi per compensare tra le parti le spese di lite. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) definitivamente pronunciando, - accoglie il ricorso ai sensi di cui in motivazione e, per l effetto, annulla il provvedimento impugnato; - compensa le spese. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità Amministrativa. Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 9 luglio 2015 con l'intervento dei magistrati: Lanfranco Balucani, Presidente Ofelia Fratamico, Primo Referendario, Estensore Giovanni Pescatore, Referendario L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
5 DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 29/07/2015 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 21
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 sentenza