Source: https://zeldawasawriter.com/2016/10/5-consigli-che-darei-alla-me-sedicenne/
Timestamp: 2019-04-21 04:12:45+00:00

Document:
5 consigli che darei alla me sedicenne | Zelda was a writer
In questi giorni, lo sapete, ho buttato via un sacco di cose. Visto che ho comunque tentato di operare una selezione, mi sono trovata a leggere pile e pile di bigliettini e lettere di una Camilla sedicenne che ricordavo solo vagamente.
Se oggi sono qui, è per fare quello che moltissimi corsi di scrittura creativa propongono ai propri allievi: scrivere a quella me stessa, darmi cinque consigli, visto che una vaga idea di come siano andate le cose fino a qui ce l’ho.
SULLO SCRIVERE (o forse SULLA SENSIBILITA’)
Camilla, te lo chiedo senza ironia: ma quanto hai scritto da ragazza?!
Ho qui davanti pacchi di lettere infinite, un eloquio che francamente non va di pari passo con la tua condizione anagrafica e pure delle questioni che, sebbene un goccino machiavelliche, rivelano una sensibilità non comune.
Dimmelo sinceramente, tanto non ci sentono i nostri genitori: non hai mai seguito una lezione, hai sempre scritto sempre e solo lettere. Non sbaglio, vero?
Ho una brutta notizia e una bella. Parto dalla prima per togliermi il peso.
La sensibilità è una brutta bestia: in pratica, sarai sempre condannata a soffrire pure per la foglia che cade dall’albero. Anche se è una cosa naturale, democratica, anche se capita a tantissime foglie, ogni sacrosanto autunno.
Però – questa è la notizia bella – questa condizione ti regalerà un paio di occhiali utili per guardare più in profondità, per vedere oltre, per sentire, entrare in contatto.
Consideralo il tuo superpotere, difendilo ed educalo: è il tuo legame più forte con la gioia bambina dell’essere al mondo.
Fidati, non sei sola o sfigata come scrivi tu: sei solo destinata a guardare le cose con più occhi, con più cuore, con più colore. Alcune volte è più faticoso, lo so bene, ma posso giurarti che alla lunga ti piacerà.
(Foto fatta perché mi piaceva quel ragazzo dietro)
Non ti voglio mentire: il per sempre è un gran casino (cerco di parlare giovane ma so già che tu starai pensando: “Ma come parla questa?!”).
Il per sempre di cui scrivi nelle tue lettere, quello che giuri e ti viene giurato – croce sul cuore – è solo una frazione di tempo.
Non saprei dirti se sia limitato davvero, se inizi e finisca per caso o per volontà, o se invece percorra la sua corsa su rette parallele, invisibili al tuo adesso ma non per questo meno convinte, meno presenti. Magari è vero che ogni per sempre procede con noi, anche se chi ce lo ha giurato è scomparso dalla sera alla mattina… Su questo, mi devi scusare, non ho ancora certezze.
Una cosa, però, te la devo dire: è matematicamente impossibile avere la stessa idea per tutta la vita, essere gli stessi, amare nello stesso modo, avere medesimi desideri, amici e speranze. Non giurerai amore eterno neppure al tuo rossetto preferito o alle tinte per i capelli che lasciano più colore sul tuo cuscino che in testa!
Tutto cambia. E non ti porre il problema se questo tutto migliora o peggiora: più cresci e più sarai altrove.
Alcune volte, le persone che ti sono vicine cambieranno rotta e vi allontanerete, altre volte sarete in sintonia come una squadra di nuoto sincronizzato. Capita. Crucciatene il giusto, poi continua a credere alle tue promesse di eternità. Sognala, l’eternità, e pontifica su un tempo infinito ma poi cambia quando vuoi e non vergognarti mai di farlo.
L’ESSERCI SEMPRE PER TUTTI
Passerà questa cosa che – per insicurezza o per DNA – tu sia sempre presente, la migliore amica che si possa desiderare, la dispensatrice di consigli scritti (si veda il punto 1.) più saggia dell’universo. Cambierà perché il tempo si restringe e l’amore inizia a diventare talmente importante che non si può disperdere.
Cambierà dolcemente, anche se certe insicurezze non ti lasceranno mai.
La buona notizia è che saprai lavorare sulle tue fragilità e, senza che ti sia chiaro come e perché, diventeranno la tua forza.
Ricorda che quando dai non devi mai chiederti se e quanto riceverai. Dai quando e quanto ti senti: l’amore non è un baratto.
Non ti disperare per tutte le volte in cui ti sembrerà di avere perso tempo ed energia, credimi se ti dico che un giorno sarai nel centro perfetto di un circolo virtuoso, un ristretto cerchio di anime affini, da cui riceverai moltissimo senza pretenderlo, che torneranno da te ogni volta e non perché tu sia la migliore amica di tutti i tempi che regala, scrive, scrive, scrive (sempre punto 1.), e si prodiga. Torneranno solo perché sei tu.
QUANDO SARO’ GRANDE…
Hai sempre sperato di diventare grande. Quando sarò grande… Quando sarò grande... Ricordi quante volte l’hai detto e l’hai scritto (sì, punto 1.)?
A un tratto, hai avuto 18 anni e per un bel pezzo di vita hai finto di avere capito tutto. Non fraintendermi, non ti prendo in giro: secondo me sei stata esemplare, hai fatto bene, sei stata una roccia. Eri davvero diligente nel tuo sforzo di interpretare la vita, di trovare le parole giuste, di capire le persone, di mettercela tutta per individuare una strada tutta tua. Trovo che questa condotta racconti tanto di te e della tua generazione di coetanei. Racconta tanto di tutti i giovani, che – a dispetto di quanto si è soliti dire – a un certo punto iniziano a camminare da soli e provano con determinazione a percorrere una strada propria.
Devo farti una confidenza: anche io continuo a perdermi nei Quando sarò grande…
Potrebbe sembrarti una disfatta o un desiderio di non crescere mai ma io la considero una naturale evoluzione. Il punto si sposta sempre e la cosa meravigliosa è che non avrai mai la sensazione di avere capito tutto, di conoscere a memoria la lezione, di annoiarti terribilmente.
La cosa meravigliosa è che continuerai sempre a sperare, a vederti in prospettiva, a lavorare per crescere.
Camilla, sono in difficoltà nel porti questa domanda: ma perché quando scrivi piove sempre?! In ogni stagione dei tuoi diari piove. E non parlo di fatti metaforici: piove davvero e tu, mai sazia di queste sciagure meteorologiche, descrivi con perizia ogni singolo nembo che ti passa sulla testa, associandolo – chissà poi perché – alla cattiveria umana.
Scrivi quando piove perché quando c’è il sole esci, sorridi e vivi? Se ti conosco come ti conosco, credo proprio che la risposta sia sì.
Ti saluto, cara sedicenne. Annulla la saccenza delle mie parole e portati via solo il buono, quello che davvero ti serve. Cerca di volerti bene e di scusarti. Sii sempre solare come ti ricordo e mangia meno cioccolata calda con i biscotti… Forse mi regalerai meno cellulite.
Outing letterario (anzi due) e un libro
← Calendario 2016 e una collaborazione! Al centro del mio cuore →
16 pensieri su “5 consigli che darei alla me sedicenne”
Martolarem 5 Ottobre 2016 alle 12:37 pm
Cara Camilla, questo post e’ la lettera che tutte le sedicenni vorrebbero ricevere, credo. La leggo ora, a 23 anni appena compiuti, ma è ancora grave se mi ritrovo nei primi quattro punti? Ed è stato come ricevere le parole giuste per questa stagione della vita, per questa sensibilità che va maneggiata con gentilezza – perché secondo me, al giorno d’oggi, per essere fragili e sensibili ci vuole coraggio – per quella serie di domande che mi affollano la testa e poi basta una giornata come quella di oggi, con le foglie che stanno cambiando colore, per farmi dimenticare di tutto e solamente sorridere davanti a tanta meraviglia. Sarà lunga la strada, ma aver letto queste parole riempie di fiducia, e’ come quando ti dicono “quando si chiude una porta si apre un portone” o “succederà quando meno te lo aspetti”. E allora io ci spero, e ci credo, in tutte le cose che hai scritto alla te sedicenne anche se dai miei sedici anni qualche tempo e’ passato. Un grazie sincero Camilla.
Zelda was a writer Autore articolo 5 Ottobre 2016 alle 8:01 pm
Sei sempre tanto tenera, cara Marta!
Ti auguro tutto il meglio a cui ambisci e tanto, tanto di più!
Giulia 5 Ottobre 2016 alle 5:17 pm
Bellissimo. Alcune cose le avrei scritto anche io alla me sedicenne, specie la prima. Le avrei anche detto che quando si chiudeva in camera ed ascoltava a tutto volume canzoni che parlavano di disperazione ma a volte anche di speranza, e non capiva la parte relativa alla speranza… che col tempo avrebbe capito. E avrebbe continuato ad ascoltare le stesse canzoni ma con una consapevolezza diversa.
Zelda was a writer Autore articolo 5 Ottobre 2016 alle 8:00 pm
Vero!!! Le canzoni a tutto volume e la disperazione densa che si portavano dietro! Che momenti meravigliosamente strazianti! :)
mimma 5 Ottobre 2016 alle 7:10 pm
Posso dire che mi sono commossa?? davvero un post bellissimo. Struggenti. Siamo stati tutti quei sedicenni, o almeno lo ero io. grafomana e con ansia di esserci sempre per tutto , cosa dalla quale non sono del tutto guarita. Come il per sempre. Ci abitueremo mai che non esiste?
ti abbraccio cara sedicenne, che dire per fortuna che eri così.
Zelda was a writer Autore articolo 5 Ottobre 2016 alle 7:59 pm
Non ci abitueremo mai, cara Mimma, ma forse saremo più facilitati a farcene una ragione!
Aury 6 Ottobre 2016 alle 3:51 pm
Cara Camilla, eri a champoluc nelle foto? Sei venuta su una bellissima persona!
Zelda was a writer Autore articolo 6 Ottobre 2016 alle 4:17 pm
Grazie di cuore, cara Aury! Era Livigno <3
Alessia 25 Ottobre 2016 alle 11:03 pm
Ho riconosciuto subito livigno!!! Ue con la borsa del louis vuitton te capì la sciura ?
Zelda was a writer Autore articolo 28 Ottobre 2016 alle 4:29 pm
Ahahah, non era mia ;)
Magda 6 Ottobre 2016 alle 11:08 pm
Mi hai fatto ricordare di quando ero sedicenne, quanto mi sarebbe piaciuto ricevere questa lettera! É davvero bello quello che hai scritto, ognuno riesce a fare un tuffo indietro nel tempo, con un sorriso grande stampato in faccia!
Elena Valli 11 Ottobre 2016 alle 11:24 pm
Questa lettera ora la stampo e la conservo da qualche parte, e la farò leggere a mio figlio, che come ti ho già detto una volta, ha una sensibilità come la tua, e come la mia, che piangiamo per le foglie che cadono, e anche lui si rifugia nei libri. Bella lettera grazie
Mara 21 Ottobre 2016 alle 10:02 am
Ciao Camilla,mi chiamo Mara e ho scoperto questo post ieri per caso. Ti faccio i miei complimenti,hai scritto delle cose bellissime. Mi è sembrato di sentir parlare me che, a 12anni di distanza avrei davvero tante di cose da dire alla me di allora, continuerò a seguirti senz’altro;)
Zelda was a writer Autore articolo 21 Ottobre 2016 alle 12:09 pm
benvenuta qui, cara Mara! <3
Gaia 21 Ottobre 2016 alle 5:58 pm
Uno splendido “esercizio”, anzi, un atto psicologico, direi…compierlo sarebbe nutriente per ognuno di noi :)
Gaia 21 Ottobre 2016 alle 6:00 pm
…volevo dire atto”psicomagico”, non psicologico! !! Ahhhh….che disastro la tastiera del telefono! :D

References: articolo 5
 articolo 5
 articolo 5
 articolo 6
 articolo 28
 articolo 21