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Timestamp: 2019-04-22 00:21:35+00:00

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GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI ASSISTENZA PROTESICA - FIOTO
CONSIGLIO DI STATO (Sezione Terza) - SENT. N. 00759/2019
Il Consiglio di Stato in parziale riforma delle sentenze n. 4186/2018 e n. 4198/2018, rispettivamente con essi appellate, accoglie parzialmente i ricorsi introduttivi proposti in primo grado ed annulla gli atti della gara indetta dalla Regione Basilicata (SUA-RB) con essi impugnati, nei sensi indicati in motivazione.
CONSIGLIO DI STATO – SENT. 4877/2018
Con la sentenza in oggetto, il C. DI STATO ha in parte riconfermato quanto già espresso dal giudice di primo grado nella sent. n. 421/14; ovvero che la Regione, nel definire i requisiti di accreditamento delle strutture che erogano prestazioni audioprotesiche, non può imporre il divieto di espletamento delle attività dell’audioprotesista presso strutture in cui si svolgono differenti attività commerciali, sanitarie e non sanitarie (ad. es. farmacie, parafarmacie, sanitarie, studi medici e ambulatori).
Il C. Stato ha ribadito che - fermo restando che se la prestazione audio protesica è a carico del SSR, l'attività propria dell'audioprotesista (prova, adattamento, consegna degli apparecchi acustici) deve essere svolta solo nelle sedi per le quali le Aziende audioprotesiche hanno ottenuto specifica autorizzazione - poi l’ubicazione dell’attività di prova, adattamento e consegna degli ausili audiologici può avvenire anche presso centri polifunzionali, commerciali, supermercato, ecc. .
Il C. STATO ha inoltre chiarito l’ambito applicativo del divieto imposto dall’art. 102 del T.U. Leggi Sanitarie, per il quale "il conseguimento di più lauree o diplomi dà diritto all'esercizio cumulativo delle corrispondenti professioni o arti sanitarie, eccettuato l'esercizio della farmacia che non può essere cumulato con quello di altre professioni o arti sanitarie". Tale divieto non riguarda l’aspetto relativo alla ubicazione delle strutture nelle quali si può essere autorizzati ad espletare le attività di fornitura protesi. L’incompatibilità tra le professioni sanitarie e l’attività di farmacista attiene infatti esclusivamente ai profili deontologici delle relative attività, ed è manifestamente diretta ad evitare il rischio che, in casi di esercizio di entrambi i ruoli, si verifichino gravi distorsioni nel rapporto con i pazienti, o possibili di conflitti di interessi o comunque in ogni caso sospetti che il medico-farmacista faccia luogo ad eccessive prescrizioni di medicinali “pro domo sua”.
Quindi nel caso in esame, va osservato che non è vietata la possibilità per le aziende del settore di chiedere l’autorizzazione all’esercizio di un centro audiologico indicando locali di prova ubicati anche presso strutture ad uso promiscuo (come centri sanitari, farmacie, centri commerciali, ecc.) .
TAR Sicilia – SENT. N. 0280/2018
Il TAR Sicilia, con la sentenza in oggetto si è pronunciato sulla legittimità di un Accordo Quadro multifornitore per la fornitura full risk di ausili per la terapia respiratoria e altri ausili destinati agli assistiti delle ASL della Sicilia.
(…) Lo strumento dell’accordo quadro di cui all’art. 59 d.lgs. n. 163/2006 (.. ovvero, le parti dell'accordo quadro devono essere scelte applicando i criteri di aggiudicazione del criterio del prezzo più basso o criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa), quale modello negoziale, riconducibile, lato sensu, agli schemi del contratto normativo, che si sostanzia in un accordo, con efficacia limitata nel tempo, concluso con più operatori economici al fine di stabilire i termini e le condizioni dei futuri contratti da affidare e quindi utile a definire il perimetro generale delle obbligazioni contrattuali, poi destinate ad essere specificate in una successiva fase, mediante l'attivazione di specifici contratti di appalto (v. Cons. Stato, sez. V, 1/3/2017, n. 946; T.a.r. Campania – Napoli, sez. I, 13/9/2016, n. 4264), stante la previa determinazione dei requisiti tecnici essenziali dei dispositivi medici richiesti e dei servizi minimi di assistenza, è da ritenersi idoneo ad assicurare la possibilità per le ASP, nell’interesse del paziente, di avere accesso ad una più amplia platea di fornitori. … Tale strumento e quindi, in ossequio al disposto di cui all’art. 8 del DM 332/1999 garantisce, “il contemporaneo rispetto di standard di qualità e la disponibilità di una gamma di modelli idonea a soddisfare specifiche esigenze degli assistiti”. (…)
TAR PUGLIA - SENT. 79/2017
Il TAR ha respinto il ricorso presentato nel 2010 da un gruppo di aziende ortopediche pugliesi e dall’associazione CIDOS, per l’annullamento della DGR 1312/2010 con cui la regione Puglia fissava i requisiti di accreditamento nell’elenco regionale dei soggetti erogatori di prestazioni protesiche al SSR.
Il Collegio con la sentenza in oggetto ha confermato la legittimità della Delibera impugnata, in quanto coerente alle procedure richiamate dalla normativa nazionale di riferimento in tema di accreditamento istituzionale (ex DGLS 502/92) e di assistenza protesica (ex DM 332/99) ed ha ribadito che : (…) Nel processo di erogazione dei LEA e più specificamente in quello di assistenza protesica ai cittadini, esiste uno stretto vincolo tra la Regione, le AA.SS.LL. e i soggetti erogatori (detti anche fornitori), che concorrono a garantire sia la capillarità del servizio, che la qualità dell’assistenza fornita. In quanto prestazione ricompresa tra i livelli essenziali, l’assistenza protesica è garantita dalla Regioni anche attraverso il ricorso a strutture private, che però debbono essere prima autorizzate e poi accreditate. Lo svolgimento di tale attività con le risorse del Servizio sanitario regionale presuppone, infatti, l’osservanza dei requisiti di qualità e professionalità.
Ne consegue che il percorso di adeguamento normativo e di provvedimenti applicativi in sede nazionale e regionale volto a disciplinare il regime pubblico e privato per l’erogazione di prestazioni di assistenza protesica debba ritenersi necessario. Spetta anche alle Regioni assicurare i livelli essenziali ed uniformi di assistenza. (…)
La peculiarità dei servizi per l’erogazione dei dispositivi e delle prestazioni sia realizzati che su misura e, altresì, per quelli di serie la cui applicazione richiede modifiche e personalizzazioni eseguite da un professionista sanitario abilitato, impone la necessità di individuare una disciplina di accreditamento concernente i requisiti minimi tecnici, strutturali, strumentali, professionali ed organizzativi (standard minimi di riferimento) che le aziende fornitrici di protesi, ortesi e ausili devono possedere per operare in tale settore. (…)
TAR MOLISE – SENT. 408/2016
Con la sentenza in oggetto il TAR MOLISE ha respinto il ricorso presentato contro il provvedimento del D.G. della A.S.Re.M. n. 752 del 20.10.20105, avente a oggetto “approvazione del nuovo regolamento aziendale per la prescrizione di ausili, ortesi e protesi”, ed ha riconosciuto la legittimità della parte in cui lo stesso dispone che i medici di medicina generale (MMG) siano tenuti alla prescrizione di ausili per incontinenti.
Il TAR ha riconosciuto che (…) la disposizione prevista dal regolamento ASREM può essere interpretata nel senso che appare più corretto, vale a dire che il piano terapeutico lo rediga ab origine lo specialista, mentre le prescrizioni successive dell’ausilio (stante la reiterazione di esse, in relazione alla stabilità o all’irreversibilità della patologia) possano ordinariamente competere anche al medico di base. (…)
CONSIGLIO DI STATO - SENT. 2496/2016
IL CONSIGLIO DI STATO con la sent. In oggetto, ha accolto il ricorso dell’AMPLIFON contro la sentenza del TAR PUGLIA nella parte relativa all’individuazione del soggetto da riportare nell’elenco dei fornitori delle protesi acustiche. (…) L’art. 32 della L.R. n. 4/2010 non impedisce l’iscrizione nell’elenco regionale della società che fornisce la protesi e che quindi deve emettere fattura (e cioè, nella specie, della s.p.a. Amplifon con sede in Milano ed iscritta alla CCIAA di Milano): esso impone soltanto che venga individuata anche la ’succursale’ o la ‘filiale’ locale, nonché che questa sia iscritta alla CCIAA e sia titolare della licenza commerciale. (…) La questione dell’individuazione del soggetto da iscrivere nell’elenco si riduce, dunque, ad un mero formalismo, superabile consentendo l’iscrizione della s.p.a. Amplifon – che effettua la fornitura ed emette fattura per le prestazioni rese, con l’indicazione della sua iscrizione presso la CCIAA di Milano e con la sua partita IVA, con l’aggiunta del nominativo dell’agente locale: a sua volta questi deve risultare munito, e risulta munito, della necessaria iscrizione alla CCIAA e della licenza commerciale come richieste dalla normativa regionale, soddisfacendo in questo modo la finalità propria della legge regionale, di garantire per l’utente la facile identificazione della sede locale ove può farsi assistere dal personale specializzato.
Del resto, le disposizioni sopra riportate – come ha correttamente dedotto l’appellante – utilizzano termini atecnici, come ‘succursali’ o ‘filiali’, senza individuare un preciso rapporto intercorrente tra la ‘casa madre’ e la ‘sede locale’, senza richiedere l’iscrizione ad una determinata CCIAA collocata nella Regione.
Peraltro, l’opposta interpretazione imporrebbe una specifica forma organizzativa, in assenza di ragioni sostanziali, e comporterebbe una ingiustificata restrizione della concorrenza a livello regionale, a favore delle sole imprese iscritte alle CCIAA delle province pugliesi senza alcuna utilità per la Regione, che anzi si priverebbe della possibilità di acquisire la fornitura anche da parte di una ulteriore società specializzata nel settore, se non previa imposizione di una modifica della sua struttura commerciale. (…)
TAR CAMPANIA – SENT. 1509/2016
Il TAR CAMPANIA con la sentenza in oggetto ha respinto il ricorso di un medico prescrittore contro la ASL BENEVENTO con cui chiedeva l'annullamento della nota prot. 4883 del 27 marzo 2015, avente ad oggetto la ridefinizione della procedura di collaudo dei presidi protesici di cui al D.M. n. 332/1999;
Il TAR ha dichiarato legittimo il provvedimento della ASL nella parte in cui ha previsto due distinte modalità per l’effettuazione del collaudo (medico specialista prescrittore ovvero unità operativa); perché coerente con il disposto dell’art. 4, comma 10, del D.M. n. 332/1999 secondo cui: I) “Il collaudo accerta la congruenza clinica e la rispondenza del dispositivo ai termini dell'autorizzazione ed è effettuato, entro venti giorni dalla data di consegna, dallo specialista prescrittore o dalla sua unità operativa”; II) “…Il collaudo dei dispositivi erogati ad assistiti non deambulanti viene effettuato presso la struttura di ricovero o a domicilio”.
TAR SARDEGNA – SENT. N. 00233/2016
(…) Accolto il ricorso di una azienda ortopedica contro la Deliberazione del Commissario Straordinario dell'ASL di Sassari n. 867 del 23.10.2015, con la quale si era deciso di escludere la possibilità di conferire alle ditte fornitrici di presidi orto protesici la delega per la consegna dei documenti e/o il ritiro dell'autorizzazione per la concessione degli ausili; (…)Trattandosi di delega della sola attività materiale di consegna dei documenti e/o ritiro dell'autorizzazione per la concessione degli ausili, non è ravvisabile nella stessa alcuna interferenza nell'ambito dell'istruttoria per l'autorizzazione o meno dell'ausilio.
TAR PUGLIA – SENT. 1090/2015
Respinto il ricorso della soc. AMPLIFON contro la Regione Puglia, per l’annullamento, della determina regionale n. 3/2013 di esclusione di alcune sue filiali dall’elenco definitivo delle imprese che intendono fornire dispositivi protesici perché trovate sprovviste di requisiti considerati insanabili dalla normativa regionale di riferimento.
Ribadisce il TAR che ... “Le prestazioni di assistenza protesica rientrano tra le prestazioni sanitarie comprese nei livelli essenziali di assistenza e pertanto garantite dal Servizio sanitario nazionale a titolo gratuito o con partecipazione alla spesa, nelle forme e secondo le modalità previste dalla legislazione vigente. …». In particolare, il D.P.C.M. 29.11.2001, annovera tra i LEA le prestazioni di assistenza protesica, mediante la fornitura di protesi e ausili a favore di disabili fisici, psichici e sensoriali.
Lo svolgimento di tale attività con le risorse del Servizio sanitario regionale presuppone l’osservanza dei requisiti di qualità e professionalità che la regione PUGLIA ha regolamentato con l’art. 32 delle L.R. n. 4/2010 sulla scorta delle previsioni del D.M. n. 332/1999 che disciplina le modalità di erogazione e le tariffe delle prestazioni di assistenza protesica. In assenza di tali requisiti e conseguentemente dell’iscrizione nell’elenco, l’esercizio dell’attività economica in questione può comunque avvenire - senza, quindi, limitazioni contrastanti con l’art. 41 Cost. - con risorse proprie del singolo operatore e non già del Servizio sanitario regionale (per beneficiare del cui supporto finanziario è indispensabile il rispetto dei necessari requisiti strutturali e tecnologici stabiliti dalla normativa regionale vigente).
TAR CAMPANIA - SENT. 1792/2014
(...) Il Collegio ha respinto il ricorso delle Associazioni di utenti AISTOM-FINCO e AIMAR, dichiarando infine legittima la gara espletata da So.Re.Sa. per l’approvvigionamento di dispositivi inclusi nell’elenco n. 2 del DM n. 332/1999, avente per oggetto la “Procedura aperta, suddivisa in 41 lotti, per la conclusione di un accordo quadro con più operatori economici per la fornitura di dispositivi per stomie, dispositivi per incontinenza a raccolta e medicazioni per piaghe da decubito, con un importo a base d’asta di € 45.499.625,68”.
Il Collegio ha ritenuto che la disciplina di gara sia esente dai vizi coniugando in modo equilibrato le esigenze dei pazienti bisognosi di specifici dispositivi, l’interesse dell’amministrazione di assicurarsi una vasta gamma di prodotti realizzati da una pluralità di imprese con risparmio di spesa e quello degli stessi operatori economici ad ampliare la platea dei possibili aggiudicatari, consentendo loro di accedere, sia pure pro quota, alla commessa dei peculiari presidi sanitari oggetto della fornitura.
In tale prospettiva, oltre a giustificarsi pienamente la scelta del modulo dell’accordo quadro multi fornitore, senza ulteriore confronto concorrenziale tra gli aggiudicatari, trovano logica spiegazione anche i criteri individuati per assicurare “l’ordine di priorità” nella fase di esecuzione del rapporto contrattuale. Il criterio della “appropriatezza terapeutica assistenziale” è ancorato a precisi ed oggettivi presupposti di tipo clinico, la cui sussistenza – certificata dai medici prescrittori – permette di superare il criterio preferenziale del prezzo più basso, temperandolo adeguatamente con l’esigenza di adattare il trattamento terapeutico agli specifici bisogni dell’ammalato. (...)
CONSIGLIO DI STATO - SENT. 98/2014
Il C.STATO con questa sentenza riforma quasi completamente la sent. del TAR CAMPANIA 2297/2013 che aveva annullato la gara sul riutilizzo ausili indetta dalla ASL NA2. (...) Il riutilizzo è previsto direttamente dal regolamento di cui al DM 332/99; la norma che consente alle regioni la facoltà di prevedere che i dispositivi inclusi negli elenchi nn. 1 e 2 siano ceduti all’assistito in comodato, anziché in proprietà, non esclude l’iniziativa di riutilizzo da parte della ASL di quegli ausili di cui è già proprietaria , in quanto se ne era dotata per esigenze dirette ed ora giacenti inutilizzati presso di essa, ovvero dismessi e restituiti (id est ritirati a richiesta dell’utente presso il suo domicilio) dagli interessati per qualsiasi causa e quindi rientrati nella sua proprietà (non in quella del gestore del servizio). Quanto poi all’assegnazione del confacente ausilio “rimesso a nuovo” ad un assistito, in primo luogo ciò non può ritenersi vietato all’Azienda, dal momento che l’art. 26, co. 1 e 2, della legge 23 dicembre 1978 n. 833 ben le consente di erogare direttamente, attraverso i propri servizi, le prestazioni sia sanitarie che protesiche dirette al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, dipendenti da qualsiasi causa. (...) Il CdS non ritiene che siffatta assegnazione dell’ausilio non su misura come quello oggetto di gara (inteso ai sensi del d.lgs 46/97), una volta rimesso a nuovo leda la facoltà di “libera scelta” dell’assistito dell’ortopedìa a cui rivolgersi: com’è ben noto, nel sistema sanitario nazionale la facoltà di libera scelta, peraltro riferibile alle prestazioni prettamente sanitarie e non ai meri ausili, non costituisce principio di carattere assoluto, dovendo invece essere contemperato con altri principi rispondenti a valori pur costituzionalmente tutelati, quali appunto il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica (cfr. Corte cost., 26 maggio 2005 n. 200).
CONSIGLIO DI STATO - SENT. 5174/2013
(...) Il ricorso alla gara, anche nel mercato dei dispositivi (e in questo caso di quelli per i diabetici), non è un «dogma assoluto». Ma va interpretato di volta in volta. Soprattutto se la stazione appaltante è una Regione sottoposta a Piano di rientro per il deficit nei conti della sanità. ... «E' erroneo concepire la regola dell'evidenza pubblica in modo così assiomatico, come fa il primo giudice, il quale ha inteso ribadire il principio del ricorso alla gara, almeno ordinariamente, tutte le volte in cui le amministrazioni intendano ricorrere al mercato senza considerare che l'evidenza pubblica è finalizzata a consentire la scelta del miglior contraente e insieme l'apertura del mercato alla massima concorrenza, non a imporre un dogma al quale l'amministrazione non possa prescindere per oggettive ragioni connesse alla cura dell'interesse pubblico commessole». ... In altre parole la scelta del Commissario «è pienamente attuativa del Piano di rientro permettendo di contenere il disavanzo creato anche dalle decisioni, non sempre ben oculate, della precedente gestione regionale, tra le quali vi è quella di affidare la distribuzione del servizio tramite gara».
TAR PUGLIA – SENT. 1365/2013
(…) al fine di delineare i margini entro i quali è consentito fare ricorso alle procedure di evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi di consegna e ritiro dei dispositivi contenuti negli elenchi 1, 2 e 3 dell’allegato 1 al D.M. n. 332/99, si può operare in linea teorica la seguente distinzione:
a) dispositivi di cui all’elenco n. 1, per i quali deve essere esclusa la possibilità di ricorrere alla gara a tutela della libertà di scelta dell’assistito;
b) dispositivi contenuti nell’elenco n. 2, per i quali è possibile ricorrere alla gara in presenza di una normativa regionale specifica che disciplini la cessione in comodato dei dispositivi in parola;
c) dispositivi di cui all’elenco n. 3, per i quali la possibilità di ricorrere alla gara è sempre ammessa.
Nel quadro così delineato risulta dunque illegittima la scelta dell’Amministrazione intimata di indire la gara per l’affidamento del servizio di consegna e ritiro a domicilio degli ausilii protesici per disabili di cui agli elenchi 1, 2 e 3 del D.M. 332/99, nonché stoccaggio temporaneo, riparazione, manutenzione, sanificazione, inventario ed informatizzazione del servizio.
TAR CAMPANIA - SENT. 2297/2013
(...) E' illegittima la gara indetta dalla ASL NA2 sul servizio di riutilizzo, perchè in contrasto con l’art. 4, comma 12, del D.M. 332/1999; in assenza di normativa regionale in materia, l’A.S.L. non poteva di sua iniziativa obliterare la richiamata, superiore normativa nazionale. ... E' altresì illegittima l'attività di riassegnazione e consegna dei dispositivi riparati di cui all’allegato elenco 1 ad un nuovo disabile, perchè in contrasto con il principio generale di libera scelta da parte dell’assistito del soggetto erogatore della prestazione sanitaria richiesta.
TAR SICILIA - SENT. 325/2012
(...) E' legittimo il Decreto dirigenziale emanato dall’Assessorato della Salute regione SICILIA il 26 aprile 2010 nella parte in cui all’art. 3 prevede che “l'incremento del 9% 1 trova copertura nelle somme già assegnate alle aziende sanitari provinciali ..... e della nota prot. /serv. 9/n. 20715 del 30 luglio 2010 con cui l’Assessorato della Salute, ha comunicato ai Direttori Generali delle A.S.P. che “gli incrementi delle tariffe massime per al remunerazione delle prestazioni di assistenza protesica disposti dal Decreto dirigenziale 26 aprile 2010 sono da ricondurre solo ed esclusivamente ai dispositivi su misura”.
(...) Sulla definizione dei contorni normativi della nozione di protesi “su misura”, le tre condizioni previste dall’art. 1, comma 2, del d. lgs 46 del 1997 per la individuazione di tali dispositivi devono sussistere cumulativamente, e l’adattamento al singolo paziente di dispositivi costruiti per un uso non personalizzato esula dalla nozione in parola.
Dal che discende l’infondatezza della censura in esame, tendente ad includere fra i dispositivi soggetti ad incremento tariffario del 9% di cui al decreto regione Siciliana anche strumenti prodotti in serie e successivamente adattati quali le protesi acustiche.
Corte di Cassazione - sentenza 5663, sezione Lavoro, del 10-04-2012
((D.lgs. 19.06.1999, n. 229) (D.lgs. 30.12.1992, n. 502, art. 8))
Deve riconoscersi che la normativa vigente non riconosce ai cittadini le prestazioni protesiche per qualsiasi minorazione psico-fisica, ma limita, per esigenze di bilancio pubblico, l’assistenza protesica alle sole minorazioni gravi, salvaguardando i soggetti che presumibilmente possano avere necessità di essere recuperati da un punto di vista socio-economico. Deve tuttavia ritenersi garantita l’uniformità dell’assistenza protesica, i cui limiti nell’erogazione trovano ragionevole giustificazione nelle disponibilità finanziarie pubbliche, predefinite per il settore sanitario pubblico: il diritto alla salute, quale affermato dall’articolo 32 della Costituzione, non può essere inteso in senso assoluto, ma deve potersi conciliare con le esigenze del bilancio pubblico. Ne consegue che risulta corretta la decisione di merito secondo cui non compete agli utenti del servizio sanitario nazionale il rimborso del costo sostenuto per l’intervento ortodontico, laddove le prestazioni protesiche odontoiatriche non rientrano nei limiti fissati dai decreti del ministro della Salute
TAR SICILIA – SENT. 144/2012
(...) Le Regioni e le AUSL possono decidere di non acquistare direttamente ed in blocco l'intera quantità di dispositivi ed ausili tecnici per i loro assistiti, attraverso procedure ad evidenza pubblica, scegliendo di lasciare a ciascun assistito la possibilità di individuare il prodotto più congeniale, tra quelli riconosciuti omogenei, con addebito del relativo prezzo al S.S.N. nel limite fissato dalla Regione e pagamento dell'eventuale eccedenza a carico dell'assistito che abbia scelto una marca diversa.(…) Il sistema di assistenza indiretta delineato dal D.M. in parola, dunque, non richiede l’espletamento di una gara per l’acquisizione dei prodotti ma semplicemente di una procedura volta alla fissazione dei prezzi di rimborso massimi erogabili dall’Amministrazione in ipotesi di acquisto diretto da parte del privato (al “solo e unico scopo della determinazione del massimo prezzo di rimborso da parte della Regione di determinati ausili”, T.A.R. Lazio, Sez. III quater, 4.3.2009, n. 2229).
CENTRALE REGIONALE DI ACQUISTO REGIONE LIGURIA - DELIBERA n. 45 del 1/6/2011
(...) Con delibera n. 45 del 1/6/2011 la Centrale regionale di acquisto della regione Liguria ha annullato (in autotutela) la precedente delibera n. 36 del 11.5.2011 riguardante la gara per l’affidamento della fornitura di “Apparecchi acustici completi di accessori – di cui all’Elenco 1 del D. M. 332/1999” occorrenti alle AA.SS.LL., della Regione Liguria per un periodo di anni tre con opzione di rinnovo di anni due per un importo presunto di 22 milioni di euro circa. Tra i motivi della delibera di revoca vi sono anche quelli espressi nell’impugnativa proposta dalla Amplifon Spa contro la delibera di che trattasi, in cui vengono richiamati i principi di legge che precludono oggi alle aziende sanitarie del SSN di approvvigionarsi in via diretta e attraverso una procedura di selezione pubblica degli ausili compresi nell’elenco 1 allegato 1 al D.M. n. 332/1999. Tra i passaggi salienti, l'interpretazione fornita dal Consiglio di Stato (sez. V, sentenza n. 2818/2010), secondo cui … “le Amministrazioni appaltanti non hanno alcun potere di derogare alla disciplina prevista in via regolamentare, e questo ancorché : •i dispositivi posti in gara siano dispositivi “di serie” e non personalizzati e comunque la selezione di un fornitore attraverso procedura pubblica non osti ad eventuali personalizzazioni (i.e nel caso specifico “taratura”) dell’ausilio; •la facoltà di scelta dell’ausilio da parte del paziente consegua comunque a una prescrizione medica e pertanto non esiste alcun diritto alla cosiddetta “libera scelta” dell’ausilio e del fornitore da parte del paziente; •in ogni caso il paziente e i prescrittori sarebbero meglio tutelati da una pre-selezione degli ausili sulla base di procedure ad evidenza pubbliche basate su criteri di qualità e appropriatezza.
T.A.R. SARDEGNA - SENT. n. 2672/2010
L’affermazione dell’obbligo di espletamento della gara, anche nel peculiare settore dell’assistenza indiretta, implica la necessità di impugnare tutti gli atti essenziali che hanno composto e concorso a definire la procedura concorsuale, essendo inammissibile l’impugnazione del solo atto finale aziendale.
Non può ritenersi sussistente una lesione del principio comunitario di libera concorrenza qualora la scelta di ricorrere all’assistenza indiretta per l’erogazione di prestazioni assistenziali non si configuri come una trattativa privata, ma come un accordo economicamente migliorativo rispetto a condizioni già definite con una gara ad evidenza pubblica nazionale (gara Consip), con valorizzazione della rete farmaceutica.
CONSIGLIO DI STATO - SENT. 2818/2010
(...) E’ illegittima la gara pubblica indetta dalla ASL per i dispositivi di cui all’elenco 1, perché contraria alle norme di legge sulla corretta modalità di erogazione e tariffazione dei dispositivi inclusi nell’elenco 1 del DM 332/99; né può valere il motivo relativo al profilo del risparmio di risorse pubbliche, realizzabile con la gara pubblica perché per tutti i dispositivi indicati nell’elenco 1 del nomenclatore la tutela dell’aspetto finanziario è assicurato dalla fissazione da parte delle stesse regioni del livello massimo delle tariffe da corrispondere ai soggetti erogatori come disposto dall’articolo 8 comma 1 del D.M. n. 332 del 1999.
TAR UMBRIA – SENT. 444/2009
(…) E’ illegittima la scelta dell’A.S.L. di inserire (dichiaratamente, “in via sperimentale”) anche i dispositivi di cui all’elenco n. 1, tra quelli per la cui fornitura il contraente viene individuato mediante la procedura di evidenza pubblica.
Come ha evidenziato una pronuncia intervenuta in una controversia del tutto analoga a quella in esame (cfr. TAR Campania, Napoli, II, 25 luglio 2008, n. 9418 - passata in giudicato, in quanto l’appello è stato dichiarato improcedibile con sentenza Cons. Stato, V, 20 aprile 2009, n. 2717), dall’esame delle disposizioni del D.M. 332/1999: - «discende in modo evidente che per l’erogazione della fornitura degli ausili di cui all’elenco n. 1 non è consentita la preventiva individuazione di un solo e specifico fornitore cui i pazienti devono necessariamente rivolgersi nell’ambito del S.S.N. e quindi la possibilità di indizione di una gara pubblica a tal fine; deve quindi ritenersi corretta l’interpretazione del regolamento in questione resa sia dalla Regione Campania che dal Ministero della Salute che hanno posto la sostanziale distinzione tra modalità di approvvigionamento degli ausili di cui agli elenchi 2 e 3 mediante pubbliche gare con successiva individuazione del prezzo e facoltà di scelta da parte del paziente della sua ortopedia di fiducia tra tutte quelle ritenute idonee allo svolgimento dell’attività nell’ambito del S.S.N. e quindi iscritte in specifico elenco ed eroganti una prestazione personalizzata assoggettata non già ad un prezzo di mercato ma ad un più restrittivo regime tariffario;» Ne consegue il parziale annullamento della gara, nella parte in cui include i dispositivi inclusi nell’elenco n. 1 del D.M. 332/1999.
TAR LAZIO – SENT. 2229/2009
(…) E’ vietata la stipula di un contratto da parte della ASL con soggetto vincitore di una gara svolta da altre stazioni appaltanti senza la previa indizione di alcuna gara. (…) La possibilità di associarsi, effettivamente prevista dal comma 2 dell’articolo 8 del D.M. richiamato, è infatti da intendersi nel senso di svolgere una gara per la determinazione del prezzo rimborsabile ma prima che tale prezzo venga fissato e con l’apporto di tutti gli operatori interessati e non dopo che una gara è stata espletata da altri e fatta propria da chi vi ha interesse, mediante la via dell’adesione.
TAR CAMPANIA – SENT. 9466/2008
(...) E’ illegittima e quindi nulla la delibera 236 del 14 giugno 2007 con cui la ASL NA3 ha affidato in esclusiva alla : ORTOPEDIA RUGGIERO S.R.L., al CENTRO DI RIABILITAZIONE SAN CARLO S.R.L., al CENTRO GIEFFE, al prof. GIMIGLIANO RAFFAELE e alla COOPERATIVA A.D. FISIO ASSISTENCE SOC. COOP. O.N.L.U.S., la fornitura di dispositivi protesici per amputati di arto inferiore comprese le successive fasi di addestramento all’uso degli stessi e di rieducazione funzionale dell’assistito.
Il TAR, nel confermare l’impossibilità di mettere a gara gli ausili protesici di cui all’allegato 1 del d.m. 332/99, ha riconosciuto una atipicità del contenuto della delibera impugnata nella quale, non essendo motivato il pubblico interesse che con la stessa si intende perseguire, si traduce in una mera volontà di istituire un canale privilegiato di gestione delle esigenze di produzione e assistenza sugli ausili protesici di cui all’allegato 1 del d.m. 332 del 1999.
CONSIGLIO DI STATO – SENT. 1353/2008
(…) La norma di cui al DM 332/99 non prevede necessariamente l’obbligo delle AUSL di esperire procedure ad evidenza pubblica per l’erogazione di dispositivi protesici in forma indiretta, perché è da ritenere che le procedure pubbliche riguardino la sola determinazione del prezzo di acquisto dei dispositivi protesici, e non anche l’affidamento del servizio . (…) E’ ammessa, infatti, la possibilità, per l’amministrazione, di determinare, con propri atti, le modalità di determinazione del prezzo massimo di rimborso agli assistiti, anche mediante procedimenti diversi dalla gara; scegliendo di lasciare a ciascun assistito la possibilità di individuare il prodotto più congeniale, tra quelli riconosciuti omogenei, con addebito del relativo prezzo al S.S.N. nel limite fissato dalla Regione e pagamento dell’eventuale eccedenza a carico dell’assistito che abbia scelto una marca diversa. Tale sistema di assistenza indiretta permette, oltre che una maggiore soddisfazione dell’utente, anche una riduzione dei costi, sia perché l’assistito potrebbe orientarsi verso un prodotto con un prezzo inferiore a quello massimo rimborsabile, sia perché tale procedura fa venir meno la necessità di provvedere, attraverso una gara, ad un approvvigionamento di dispositivi ed apparecchi che potrebbero, in ipotesi, essere anche essere inutili.
TAR CAMPANIA – SENT. 9418/2008
(…) Per l’erogazione della fornitura degli ausili di cui all’elenco n. 1 non è consentita la preventiva individuazione di un solo e specifico fornitore cui i pazienti devono necessariamente rivolgersi nell’ambito del S.S.N. e quindi la possibilità di indizione di una gara pubblica a tal fine; è quindi nulla l’intera gara omnicomprensiva di tutti i presidi di cui agli elenchi n. 1,2 e 3 del D.M. 332/99.
TAR CAMPANIA – SENT. 5695/2007
Il TAR Campania ha riconosciuto corretto l’operato di una ASL in fase di autorizzazione di un montascale, in quanto rispettoso delle disposizioni regolamentari vigenti (art. 4 d.m. 332/99 e linee guida regionali sulla riabilitazione ex DGR 482/2004) . (..) L’autorizzazione della fornitura del dispositivo di che trattasi, avviene previa verifica dello stato di avente diritto del richiedente e della corrispondenza tra la prescrizione medica ed i dispositivi codificati del nomenclatore. In caso di prima fornitura l’Azienda deve pronunciarsi entro venti giorni dalla richiesta di autorizzazione e che “trascorso tale termine, l'autorizzazione alla prima fornitura si intende concessa” . Le Linee guida regionali per le attività di riabilitazione (dgr. 482/2004), dettagliano il procedimento per l’accesso all’assistenza protesica, prevedendo, che “le fasi per l’ottenimento di quanto richiesto sono le seguenti:
• richiesta di visita dello specialista competente per menomazione e disabilità (medico prescrittore) da parte del medico di medicina generale. […];
• il medico specialista effettua la visita e, se del caso, prescrive l’ausilio e compila in ogni sua parte lo specifico modulo;
• in base a tale prescrizione la ditta scelta dal paziente, tra quelle iscritte nell’Elenco regionale, dovrà stilare un preventivo [….];
• l’U.O. di riabilitazione di residenza dell’assistito, previa verifica della conformità del preventivo, autorizza in caso di esito positivo la fornitura dell’ausilio;
TAR PUGLIA – SENT. 4139/2005
(…) La fornitura dei presidi sanitari e' compito della ASL e si inquadra nella assistenza diretta. La fornitura dei presidi sanitari va inquadrata non già nell'assistenza farmaceutica (limitata alle sole specialità medicinali e preparazioni galeniche), sebbene nelle prestazioni sanitarie di cui all'art. 26 della legge n. 833/1978 ...dirette al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, dipendenti da qualsiasi causa, che ...sono erogate dalle Unità Sanitarie Locali attraverso i propri servizie, dunque, in forma diretta. Tali prestazioni (che comprendono anche la fornitura delle protesi ed altri ausili tecnici di cui al nomenclatore tariffario: cfr. art. 26 commi 2° e 3°) possono essere assicurate anche in forma indiretta ma solo ...quando (la U.S.L.) non sia in grado di fornire il servizio direttamente... e mediante apposite ...convenzioni con istituti esistenti nella Regione...o anche in altre Regioni..., stipulate in conformità ad uno schema tipo; e, quindi, giammai riconducibili alle convenzioni stipulate per l'assistenza farmaceutica.
TAR LAZIO SENT. 7894/2003
(…) Nel caso di rottura di un dispositivo medico, trattandosi di dispositivo munito di certificazione CE, è possibile verificare le modalità con cui tale attestato è stato rilasciato, accedendo alla certificazione di conformità (ovvero ai documenti necessari ad accertare la regolarità ed il rispetto delle procedure di legge) (…) .
TAR LAZIO – SENT. 4979/2003
(…) Sul profilo di illegittimità prospettato dai ricorrenti rispetto all’art. 3 c. 1 del DM 332/99: “E’ evidente che l’esigenza della presenza (espressamente richiesta) di un tecnico abilitato solo per quanto concerne la fornitura dei dispositivi “finiti” da “personalizzare” – e non anche per i “dispositivi su misura” – piuttosto che rappresentare un elemento di illegittimità del decreto, è legata essenzialmente alla tipologia di fornitori ai quali le Regioni e le Aziende U.S.L. possono rivolgersi per la fornitura dei dispositivi “di serie” che richiedono modifiche o allestimenti personalizzati, pure essi inclusi nell'elenco n. 1; nel caso della fornitura dei dispositivi “su misura” dimostrandosi pleonastica una previsione in tal senso, avuto riguardo all’evidente apporto che i tecnici ortopedici sono chiamati a fornire ai fini della realizzazione dei dispositivi su misura.
A conferma di quanto ora osservato, la disciplina dell’erogazione dei dispositivi “su misura” contenuta nell'elenco 1 del nomenclatore, oltre che individuare proprio nel tecnico ortopedico la figura professionale che applica e fornisce alla persona disabile i dispositivi ortopedici riportati nell'elenco n. 1, dedica ampio spazio alla previsione delle varie fasi attraverso le quali avvengono la costruzione e la fornitura di dispositivi “su misura”, inserendo fra queste anche la fase (cfr. fase 9) riguardante la “verifica e consegna dell'ausilio” e l’ “addestramento e spiegazione corretto utilizzo”.
Più specificamente, detta fase serve non solo per appurare che l’ortesi o la protesi finita (inclusa la personalizzazione, funzionalità ed estetica) è soddisfacente, ma anche per addestrare il disabile all’uso del dispositivo (infatti, “autonomamente, o in collaborazione con altre figure professionali unite in “équipe multidisciplinare”, il tecnico ortopedico addestra il disabile all'uso delle protesi, delle ortesi e altri ausili”).
TAR LAZIO – SENT. 4982/2003
(…) E’ illegittimo il IV comma dell’art. 3 del DM 332/99 laddove che limita a 90 gg. la proroga delle pregresse modalità di erogazione dei dispositivi di cui all’elenco 2, in attesa dell’espletamento delle procedure pubbliche di acquisto da parte della ASL (…).

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 sentenza 
 sentenza 
 art. 26