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Timestamp: 2020-07-06 21:49:41+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25248 del 09/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25248 del 09/10/2019
Cassazione civile sez. trib., 09/10/2019, (ud. 03/07/2019, dep. 09/10/2019), n.25248
sul ricorso 1221-2018 proposto da:
L.F., elettivamente domiciliata in ROMA VIA CARLO POMA 2,
presso lo studio dell’avvocato FABIO MASSIMO ORLANDO, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato ETTORE GINO BECCARI
COMUNE DI MASSA, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente
domiciliato in FIRENZE VIA DEI RONDINELLI 2, presso lo studio
dell’avvocato DOMENICO IARIA, rappresentato e difeso dagli avvocati
FRANCESCA PANESI, MANUELA PELLEGRINI giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 1443/2017 della COMM. TRIB. REG. di FIRENZE,
03/07/2019 dal Consigliere Dott. RITA RUSSO;
KATE TASSONE che ha concluso per l’inammissibilità e in subordine
udito per il ricorrente l’Avvocato BECCARI che si riporta e insiste
per l’accoglimento;
udito per il resistente l’Avvocato PANESI che si riporta agli atti.
1.- L.F. ha proposto ricorso avverso l’avviso di accertamento ICI per l’anno 2009 deducendo che il terreno di cui è proprietaria è stato erroneamente valutato come edificabile, perchè pur essendo qualificato come tale dal PRG, manca il piano particolareggiato e la zona è sottoposta a vincoli che ne vanificano in concreto la possibilità di edificazione; lamenta inoltre che non si è tenuto conto del fatto che si tratta di pertinenza.
2.- La CTP ha accolto parzialmente il ricorso, sotto il profilo del quantum, dichiarando illegittima l’applicazione del valore massimo di stima e ritenendo applicabili i valori minimi di cui alla delibera comunale adottata nel 2008. Ha proposto appello la contribuente, che la CTR della Regione Toscana ha respinto con sentenza del 6 giugno 2017.
3.- Avverso la predetta sentenza propone ricorso per cassazione la contribuente, affidandosi a due motivi. Si costituisce il Comune di Massa.
4.- Con il primo motivo del ricorso la parte lamenta la violazione e falsa applicazione di norme di diritto con riferimento al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. B), e del D.L. n. 203 del 1995, art. 11 quaterdecies, comma 16, anche con riguardo agli artt. 3 e 53 Cost..
La parte lamenta il mancato riconoscimento della inedificabilità dell’area sottoposta a tassazione. L’area, deduce la ricorrente, non è in concreto utilizzabile a tale scopo a causa del comportamento inerte del Comune, che non ha adottato il piano particolareggiato, e dei limiti e vincoli imposti dalla Regione. Il terreno in questione costituisce peraltro pertinenza della casa, anche se non è mai stato graffato. Con il secondo motivo di ricorso la parte lamenta la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n.. 504 del 1992, art. 5, comma 5, assumendo che nel determinare il valore venale dei beni non si è tenuto conto dei parametri normativi. I valori determinati dal Comune sui quali si è basato il giudice di merito, sono illegittimi perchè non riferiti al valore venale del bene, non essendovi stati, negli anni in questione, contratti di compravendita in quella zona perchè ritenuta non appetibile.
4.1- I motivi possono esaminarsi congiuntamente e sono entrambi infondati.
La CTR ha rilevato che il terreno di cui si tratta è qualificato come area edificabile dallo strumento urbanistico generale e che le norme evocate dalla contribuente impongo di valutare come edificabile – ai fini dell’imposta – l’area dotata di astratta attitudine ad essere utilizzata per scopi edificatori in base allo strumento urbanistico.
La sentenza della CTR è conforme ai consolidati principi di diritto enunciati da questa Corte. Deve qui richiamarsi l’orientamento costante espresso sin dalla sentenza a sezioni unite n. 25506/2006, (fondato sulle norme di interpretazione autentica del D.Lgs. 30 dicembre 1992 n. 504, art. 2, comma 1, lett. b), in virtù del quale un’area, ai fini dell’applicazione dell’ICI, è da considerarsi fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune indipendentemente dall’approvazione della regione e dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo; ciò determina quella che può considerarsi una vera e propria “impennata” di valore rilevante ai fini fiscali (cfr. Cass. s.u. n. 25506/2006; Cass. n. 4952/2018; n. 9202/2019; n. 27426/2018).
I giudici di merito, peraltro, hanno tenuto conto del fatto che la concreta utilizzabilità a scopo edificatorio è limitata, e hanno infatti ridotto il quantum, ritendendo che l’area debba essere valutata secondo i parametri minimi. L’assenza di contratti di compravendita nel periodo in questione non impedisce al Comune di valutare il terreno, essendo peraltro pacificamente dedotto dalla stessa ricorrente che all’avviso di accertamento sono state allegate schede tecniche estimative di cui invero si lamenta, ma solo in termini generici, la loro incomprensibilità, mentre di contro il giudice del merito, con accertamento in fatto qui insindacabile, ha applicato il valore ritenuto congruo (importo minimo). Infine, quanto alla dichiarata natura di pertinenza del terreno, la CTR ha rilevato che, ai fini fiscali, è necessario che le pertinenze siano indicate specificamente nella dichiarazione ICI, e ciò è conforme ai consolidati principi espressi da questa Corte, la quale in più occasioni ha rilevato che al contribuente che non abbia evidenziato nella dichiarazione l’esistenza di una pertinenza non è consentito contestare l’atto con cui l’area asseritamente pertinenziale viene assoggettata a tassazione, deducendo solo nel giudizio la sussistenza del vincolo di pertinenzialità (si veda, da ultimo Cass. 27573/2018; v. anche Cass. 13017/2012; Cass. 19639/2009).
La sentenza impugnata, resa in conformità ai principi sopra evidenziati, resiste pertanto alle censure della ricorrente.
Ne consegue il rigetto del ricorso. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 2.300,00 oltre rimborso spese forfetarie ed accessori di legge.
Così deciso in Roma, Camera di consiglio, il 3 luglio 2019.

References: Sentenza 
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 art. 2
 art. 11
 art. 5
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 art. 2
 Cass. 
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