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1 Schema dell intervento Norme relative all inserimento di allievi-e stranieri-e Italiano Lingua Seconda 1
2 Obiettivi dell intervento Illustrare le norme relative all inserimento di alunni e alunne stranieri-e nelle scuole di ogni ordine e grado per quanto riguarda: iscrizioni; inserimento nelle classi; valutazione; BES; accennare ad alcuni nodi relativi all italiano lingua seconda 2
3 Principali norme di riferimento DPR.394/1999, art.45; Linee guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri CM 24/marzo 2006; La via italiana per la scuola interculturale e l integrazione degli alunni stranieri Ottobre 2007; Nota MIUR 465/gennaio
4 DPR.394/1999, art.45, c.1 Iscrizioni Diritto all'istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani; soggetti all'obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia; iscrizione nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani; in qualunque momento dell anno; I minori stranieri privi di documentazione anagrafica ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta sono iscritti con riserva. 4
5 DPR.394/1999, art.45, c.2 (segue) Iscrizioni L iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e grado. In mancanza di accertamenti negativi sull'identità dichiarata dell'alunno, il titolo viene rilasciato all'interessato con i dati identificativi acquisiti al momento dell'iscrizione. 5
6 DPR.394/1999, art.45, c.2 (segue) (segue) Iscrizioni I minori stranieri soggetti all'obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all'età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto: a) dell'ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell'alunno, che può determinare l'iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all'età anagrafica; b) dell'accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell alunno; c) del corso di studi eventualmente seguito dall alunno nel Paese di provenienza; d) del titolo di studio eventualmente posseduto dall alunno. 6
7 Nota MIUR 465/2012 (1) Se in età obbligo: classe corrispondente all età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto: a) dell ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell alunno, che può determinare l iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all età anagrafica; b) dell accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell alunno; c) del corso di studi eventualmente seguito dall alunno nel paese di provenienza; d) del titolo di studio eventualmente posseduto dall alunno. 7
8 Nota MIUR 465/2012 (2) Se fuori dall obbligo: il consiglio di classe può consentire l iscrizione ai percorsi di studio e alle classi richieste qualora gli studenti stranieri provino di possedere adeguata preparazione sull intero programma prescritto per l idoneità alla classe cui aspirano secondo le modalità previste dall art. 192, comma 3, d.lgs. 297/
9 DPR.394/1999, art.45, c.3 Il collegio dei docenti formula proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi; la ripartizione è effettuata evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri. 9
10 DPR.394/1999, art.45, c.4 Il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri, il necessario adattamento dei programmi di insegnamento; allo scopo possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni, per facilitare l'apprendimento della lingua italiana, utilizzando, ove possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento della conoscenza e della pratica della lingua italiana può essere realizzata altresì mediante l'attivazione di corsi intensivi di lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell'ambito delle attività aggiuntive di insegnamento per l'arricchimento dell'offerta formativa. 10
11 DPR.394/1999, art.45, c.5 Il collegio dei docenti formula proposte in ordine ai criteri e alle modalità per la comunicazione tra la scuola e le famiglie degli alunni stranieri. Ove necessario, anche attraverso intese con l'ente locale, l'istituzione scolastica si avvale dell'opera di mediatori culturali qualificati. 11
12 La valutazione Valgono le norme previste per gli studenti e le studentesse italiani-e Unica eccezione per gli studenti e le studentesse stranieri-e: prevista per l esame conclusivo del primo ciclo (CM 48/ circolare permanente); riguarda la seconda LS. Da usare cum grano salis! 12
13 Alunni-e stranieri-e e BES Nota 2563/novembre 2013 ribadisce la necessità di interventi didattici relativi all apprendimento dell italiano L2; invita a formalizzare solo eccezionalmente un PDP; affida alla discrezionalità del collegio docenti la decisione in merito alle scelte didattiche, ai percorsi da seguire e alle modalità di valutazione; sottolinea l importanza della coerenza tra POF e Piano Annuale per l Inclusività (PAI). 13
14 Le risorse per le scuole Primo ciclo i Poli Start a Milano; i cosiddetti facilitatori; i fondi per il diritto allo studio; l incerto destino delle risorse per le AFP; Secondo ciclo i cosiddetti facilitatori; i fondi per il diritto allo studio; l incerto destino delle risorse per le AFP. 14
15 Italiano Lingua Seconda 15
16 L insegnamento dell italiano L2 Non si improvvisa; richiede studio, ricerca, riflessione, competenze, consapevolezza Master: Promoitals; Ditals; Università Cattolica 16
17 L insegnamento delle lingue: luoghi comuni Il mito del parlante nativo; l inglese lingua universale; la padronanza di competenze linguistiche omogenee nelle diverse attività comunicative; il bilinguismo come fonte di confusione. 17
18 I documenti di riferimento europei per la glottodidattica Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione (QCER) Portfolio Europeo per la formazione iniziale degli insegnanti di lingue - Uno strumento di riflessione (PEFIL) 18
19 Lingua Seconda e Lingua Straniera: definizioni Lingua Seconda (L2) Qualunque lingua appresa dopo la prima, (anche terze, quarte lingue, ecc.) in un Paese o contesto dove essa è parlata abitualmente dalla maggior parte degli abitanti. Lingua Straniera (LS) Qualunque lingua che si impara in un Paese o contesto dove essa non è parlata abitualmente dalla maggior parte degli abitanti. 19
20 L2 vs LS (1) Perché si impara Come si impara L2 Circostanze esistenziali, come è il caso di famiglie di migranti che acquisiscono la seconda lingua per integrarsi in una nuova società e in una nuova cultura. L acquisizione della L2 procede in modo naturale, per immersione in un contesto naturale. LS Per esigenze di studio, di lavoro, di arricchimento culturale, L apprendimento è legato all insegnamento formale 20
21 Tempi per imparare L2 vs LS (2) L2 Basic Interpersonal Communication Skills (BICS): 2 anni Cognitive Academic Language Profiency (CALP): da 5 a 7 anni LS Variabili Livelli di competenza secondo il QCER: A = Livello elementare A1 = Contatto A2 = Sopravvivenza B = Livello intermedio B1 = Soglia B2 = Progresso C = Livello avanzato C1 = Efficacia C2 = Padronanza 21
22 L2 vs LS (3) L2 LS Fattori condizionanti Lingua d origine; età; Età; motivazione; motivazioni; aspettative sociali; possibilità di produrre la LS competenze cognitive; circostanze esistenziali 22
23 Quantità dell input Qualità dell input Alta L2 Ampia L input deve essere: LS Ridotta in termini di tempo Unico modello di riferimento è l insegnante comprensibile; graduale; coinvolgente; interessante; Interlingua Periodo di silenzio L2 vs LS (4) rilevante 23
24 Multilinguismo e plurilinguismo: definizioni Multilinguismo = Conoscenza di un certo numero di lingue o coesistenza di diverse lingue in una determinata società. Plurilinguismo = L accento è sull integrazione: man mano che l esperienza linguistica di un individuo si estende dal linguaggio domestico del suo contesto culturale a quello più ampio della società e poi alle lingue di altri popoli, queste lingue e queste culture non vengono classificate in compartimenti mentali rigidamente separati; anzi, conoscenze ed esperienze linguistiche contribuiscono a formare la competenza comunicativa, in cui le lingue stabiliscono rapporti reciproci e interagiscono. Quadro comune europeo di riferimento: apprendimento, insegnamento, valutazione 2002, trad. it. di F. Quartapelle e D. Bertocchi, Firenze, La Nuova Italia Oxford University Press, p.5 24
25 Multilinguismo e plurilinguismo (1) Società sempre più multilingue e multiculturale, caratterizzata da due processi: studio di una lingua come strumento di promozione sociale, culturale, professionale; migrazioni come ricerca di sicurezza e/o maggiore benessere 25
26 Multilinguismo e plurilinguismo (2) Nella scuola coesistono entrambi i processi: allievi che imparano le lingue straniere; allievi di origine migrante che imparano la nostra lingua: monolingue plurilingue, con diversi livelli di competenza e di frequenza di uso delle diverse lingue. Chi è plurilingue non ha lo stesso livello di competenze in tutte le sue lingue e neppure nelle diverse attività linguistico-comunicative 26
27 Multilinguismo e plurilinguismo (3) Modello linguistico della nostra scuola: fortemente monolingue; caratterizzato da insegnamento delle LS rigorosamente separato (scarsa collaborazione tra i docenti delle diverse lingue) 27
28 Multilinguismo e plurilinguismo (4) Il curricolo plurilingue favorirebbe: acquisizione e sviluppo di conoscenze, abilità, strategie e atteggiamenti trasferibili da una lingua all altra; maggiore coerenza all insegnamento delle diverse lingue, compresa la lingua madre; il plurilinguismo che fa parte del background culturale, più o meno consapevole, di ciascun allievo; Educazione linguistica 28
29 Il plurilinguismo come valore comune europeo (1) Importanza di: mantenere la lingua di origine; promuovere consapevolezza della trasversalità delle competenze plurilinguistiche; riconoscere i diversi livelli di competenza nelle diverse lingue; favorire il passaggio frequente da un codice all altro, associati a diverse occasioni; promuovere la costruzione di un curricolo plurilingue; sviluppare consapevolezza interculturale 29
30 Il plurilinguismo come valore comune europeo (2) Progetti europei CARAP; Lingue di scolarizzazione 30
31 L insegnamento dell italiano L2: alcuni punti di debolezza Assenza di una definizione chiara e misurabile dei risultati attesi / del profilo in uscita; scarsa collaborazione tra facilitatore e insegnanti di classe / delega del problema stranieri al all insegnante facilitatrice (i vincoli del programma); scarsa chiarezza su che cosa insegnare e su come insegnare; mancanza di rilevazione iniziale e in itinere; rigidità dei programmi e delle varie discipline; prolungata permanenza nei laboratori linguistici fuori dalla classe; mancanza di formazione adeguata per i docenti. G. Favaro, Lingua e comunicazione, in D. Demetrio, G. Favaro, Bambini stranieri a scuola, La Nuova Italia, Firenze,
32 Gli stereotipi sempre in agguato I cinesi sono motivati e disciplinati; i filippini sono disciplinati, ma non molto intuitivi; gli arabi sono problematici; i sudamericani sono esuberanti; ATTENZIONE! Le strategie di apprendimento non dipendono dall etnia!! 32
33 Grazie e buon lavoro! Clara Alemani
G. Marconi I.P.S.I.A. Via Trieste, n. 20- San Giovanni V.no Tel. 055.9122009 - Fax 055.9120156
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References: art.45
 art.45
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 art. 192
 art.45
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