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Timestamp: 2020-08-14 16:10:03+00:00

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Leggi e norme sul gioco in Italia	Centro Informazione Gioco	2019-10-10T12:51:02+00:00
Un quadro normativo in attesa di un approccio sistematico
Nel diritto italiano, il gioco è regolato sia dal codice civile sia dal codice penale. Il codice civile tratta del gioco negli articoli dal 1933 al 1935, che regolano il pagamento delle vincite di gioco e stabiliscono che il pagamento della posta non può essere oggetto di un’azione legale in assenza di una frode, salvo che l’oggetto della scommessa sia una competizione sportiva, di corsa o di armi oppure una lotteria legalmente autorizzata.
Nel codice penale invece sono dedicati al gioco gli articoli dal 718 al 723, che dispongono le pene per chi organizza e per chi partecipa ad attività di gioco d’azzardo illegali o non autorizzate, che variano dall’arresto e la carcerazione a multe di natura pecuniaria. È di grande importanza l’articolo 721, che definisce legalmente cosa sia il gioco d’azzardo: “Agli effetti delle disposizioni precedenti: sono giuochi d’azzardo quelli nei quali ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o quasi interamente aleatoria; sono case da giuoco i luoghi di convegno destinati al giuoco d’azzardo, anche se privati, e anche se lo scopo del giuoco è sotto qualsiasi forma dissimulato” .
Il quadro normativo del gioco che comporta l’uso del denaro è in attesa di un approccio sistematico che consenta una equilibrata tutela del bene imprenditoriale degli operatori e del bene sociale. Questa attività è regolamentata dall’articolo 110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, varato nel 1926 e da allora più volte aggiornato. L’articolo stabilisce le autorizzazioni necessarie per esercitare legalmente un’attività connessa al gioco d’azzardo e impone gli obblighi relativi ai gestori, dall’esposizione della licenza in un luogo visibile alla possibilità o meno di installare apparecchi per il gioco in certi luoghi. Il TULPS è importante anche perché regola l’utilizzo di tutti gli apparecchi e i congegni come slot machine e video lottery, consentiti se autorizzati.
Numerosi interventi normativi nel corso dei decenni hanno di volta in volta disciplinato i diversi ambiti del gioco che comporta l’uso di denaro, stabilendo competenze e regolamenti. I giochi numerici a totalizzatore sono stati introdotti con la legge 296/06, poi ampliata con il DL 203/05, il DL 39/09 e il DL 98/11. Gli apparecchi da intrattenimento sono regolati invece dall’articolo 110 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza.
I regolamenti locali
Le amministrazioni comunali, provinciali e regionali, in virtù dell’autorità statale che detengono, possono emanare regolamenti aggiuntivi in materia di gioco d’azzardo nei propri territori di competenza. Queste disposizioni non possono però sostituire o invalidare le normative nazionali: si verificano perciò talvolta delle controversie legali tra operatori del settore e amministrazioni locali sulla corretta interpretazione di tali normative.
La legge di stabilità per il 2011, cioè la legge n. 220 del 2010, 1, al comma dell’Articolo 1 ha ribadito che è vietato consentire la partecipazione ai giochi pubblici con vincita in denaro ai minori di diciotto anni.
I trasgressori sono puniti con una sanzione pecuniaria e con la chiusura, temporanea o permanente, del proprio esercizio o locale.
Il comma 8 dell’articolo 110 del TULPS circostanzia il divieto per i minorenni di utilizzare qualsiasi apparecchio da gioco, anche lecito, stabilendo una sanzione simile a quella precedente per il gestore colpevole.
Focus: le sale da gioco
Il TULPS stabilisce all’articolo 88 che la licenza per l’esercizio delle scommesse può essere concessa esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti ai quali la legge riserva la facoltà di organizzazione e gestione delle scommesse, nonché a soggetti incaricati dal concessionario o dal titolare di autorizzazione in forza della stessa concessione o autorizzazione. Questo articolo regola anche l’attività delle sale gioco dove si gioca con apparecchi elettronici: New Slot (AWP) e Videolottery (VLT)
Il TULPS infatti limita le tipologie di apparecchi valide ai commi 6 e 7 dell’Articolo 110, regolando nei dettagli la tipologia di giocata, il costo e le vincite massime e anche la durata delle partite, nonché imponendone il collegamento alla rete telematica.
L’esercizio dell’attività può poi essere regolato da ulteriori disposizioni da parte delle amministrazioni locali, il cui orientamento è stato negli ultimi anni per lo più restrittivo: in particolare, si sono ridotti gli orari di esercizio dei locali e sono stati imposti vincoli riguardo la collocazione rispetto a luoghi sensibili, solitamente stabilendo una distanza minima di 500 metri.
Questo ha portato talvolta a contenziosi legali tra gli operatori e le amministrazioni locali, riflesso di diverse visioni del bilanciamento tra il diritto d’impresa e la tutela sociale. L’orientamento della giurisprudenza finora è stato tendenzialmente sfavorevole ai gestori, anche se vi sono stati casi in cui è stato riconosciuto che, disponendo di tutte le autorizzazioni necessarie, la sala da gioco non poteva essere soggetta a disposizioni arbitrarie da parte dell’autorità locale.
Alcune sentenze esemplificative sono disponibili di seguito per la consultazione:
TAR TOSCANA – Sentenza n. 397/2017 – FAVOREVOLE: ha dichiarato l’annullamento dell’ordinanza orari di Firenze poiché l’istruttoria alla base dell’emanazione del provvedimento era carente di motivazioni e non teneva in adeguata considerazione l’interesse della libertà di impresa, prevedendo solamente, a tutela della salute, azioni di prevenzione della ludopatia. Con tale disciplina, così limitativa, si correva il rischio di interdire totalmente l’attività sul territorio comunale.
TAR LOMBARDIA – Sentenza n. 1073/2016 – FAVOREVOLE: ha stabilito che un luogo sensibile, per essere definito tale, deve rispettare i requisiti urbanistici e deve altresì aver ottenuto il certificato di agibilità. In caso contrario, anche se la qualifica del luogo lo farebbe rientrare tra quelli individuati dalla L.R. lo stesso non può essere ritenuto “sensibile” e quindi non sarà necessario effettuare le misurazioni delle distanze prescritte dalle L.R. in tema di insediamento di attività di sala dedicata VLT.
TAR VENETO – Sentenza n. 606/2017 – FAVOREVOLE: ha dichiarato l’annullamento dell’ordinanza orari di Battaglia Terme in quanto il Sindaco aveva limitato l’orario di funzionamento degli apparecchi con ordinanza contingibile e urgente, al fine di fronteggiare l’emergenza sanitaria del gioco d’azzardo patologico. Tuttavia, rileva il Collegio, la caratteristica delle ordinanze emanate in casi di urgenza è la presenza di un termine finale di efficacia, mentre questa ordinanza orari è stata emanata sine die. Inoltre non si ravvisano emergenze sanitarie o “gravi pericoli che minacciano la sicurezza pubblica o l’incolumità urbana”, elementi necessari per l’emanazione di tale tipologia di ordinanze.
TAR LOMBARDIA – Sentenza n. 218/2017 – CONTRARIA: ha confermato l’ordinanza orari emanata dal Sindaco di Cinisello Balsamo dal momento che la stessa è stata predisposta seguendo un’istruttoria corretta, ampia ed adeguata, analizzando i dati del SERT e bilanciando le esigenze di tutela alla salute con la libertà di impresa. “Il contemperamento tra la libertà di impresa e la tutela della salute pubblica ha peraltro avuto luogo nel rispetto del principio di proporzionalità, consentendosi all’operatore economico la prosecuzione della sua attività, sebbene nell’ambito di una riduzione dell’orario di apertura”. (Sent. Conformi: TAR Veneto – Sent. 81/2018: conferma ordinanza orari Verona; TAR Piemonte – Sent. 829/2017: conferma ordinanza orari Alessandria)
TAR VENETO – Sentenza n. 81/2018 – CONTRARIA: ha stabilito che il distanziometro previsto dal regolamento comunale di Venezia vale non solo per le nuove installazioni di apparecchi ma anche qualora cambiasse il soggetto titolare di un’attività di sala giochi che risulta in sotto distanza a seguito dell’entrata in vigore della normativa. La motivazione consta nel fatto che la norma vuole tutelare i soggetti che hanno effettuato un investimento finanziario prima dell’entrata in vigore del regolamento e che sarebbero stati pregiudicati dall’applicazione indiscriminata della nuova disciplina. Il nuovo soggetto, difatti, secondo il TAR non deve essere tutelato al pari del precedente titolare perché non ha sopportato tale investimento.
TAR LAZIO – Sentenza n. 1460/2019 – FAVOREVOLE: ha stabilito che l’accordo trovato in Conferenza Unificata sul riordino dei giochi non può essere ignorato dalle Amministrazioni locali, anche se l’intesa non è mai stata resa operativa da un decreto ministeriale e che la distribuzione oraria delle fasce di interruzione va definita, d’intesa con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
TAR LAZIO- Sentenza n. 6260/2019 – FAVOREVOLE: ha ribadito che pur non rivestendo valore cogente – per non essere stata ancora recepita – l’intesa assume la valenza di norma di indirizzo per l’azione degli Enti locali, costituendo al contempo parametro per valutare la legittimità dei provvedimenti dagli stessi adottati in materia.
Videopoker? Non qui
Il termine videopoker viene spesso utilizzato come sinonimo di slot machine, ma così non è: in Italia i videopoker sono stati banditi dal 2004. Il comma 7 bis dell’articolo 110 del TULPS proibisce ogni apparecchio che simuli appunto il popolare gioco di carte.

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