Source: https://www.in-safety.it/ambienti-confinati/
Timestamp: 2019-07-18 05:13:43+00:00

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Ambienti Confinati: la normativa e…
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Sono meglio noti come spazi confinati ma la normativa parla di ambienti confinati o sospetti di inquinamento.
Il termine “spazi confinati” al posto di ambienti confinati, comunemente utilizzato sul mercato, è l’errata traslitterazione dall’inglese “confined spaces”.
Quindi usiamo il termine giusto: ambienti confinati O sospetti di inquinamento …e vediamo come sono definiti.
Ambienti confinati: procediamo per gradi
Gli “ambienti confinati o sospetti d’inquinamento” sono definiti dal D.Lgs. 81/08 al Titolo II con gli art. 65 (Locali sotterranei o semi-sotterranei) e l’art. 66 (Lavori in ambienti sospetti d’inquinamento ) ai quali si aggiunge quanto riportato dal Titolo IV – art. 121 (Presenza di gas negli scavi) e gli allegati IV, comma 3 (requisiti dei luoghi di lavoro) e VIII (dispositivi di protezione individuale).
Le definizioni “ufficiali” degli spazi confinati.
Come cita anche l’INAIL, una definizione generica la fornisce l’Encyclopedia of occupational health and safety (Geneva. 2011):
“Una definizione universale di uno spazio confinato è sfuggente. In generale, comunque, uno spazio confinato è una zona con mezzi limitati di ingresso e uscita che non è stato progettato per la permanenza delle persone e che non ha una ventilazione adeguata.”
Ma questa definizione è un po’ troppo generica e rischia di far passare “ambiente confinato” anche un bagno chimico o un ripostiglio di casa.
La Guida operativa ISPESL del 2008 intende per ambiente confinato uno spazio circoscritto, caratterizzato da:
limitate aperture di accesso e da una ventilazione naturale sfavorevole,
in cui può verificarsi un evento incidentale importante,
che può portare ad un infortunio grave o mortale,
in presenza di agenti chimici pericolosi (es. gas, vapori, polveri) o in carenza di ossigeno.
Come diceva il mio istruttore, stando alla definizione ISPESL, “anche questa aula, se ci porto una bottiglia di alcool, potrebbe essere un ambiente confinato”.
La definizione OSHA (Occupational Safety and Health Administration) è un po’ più precisa e dice:
Un ambiente confinato è uno spazio abbastanza grande e configurato affinché un lavoratore possa accedervi interamente per eseguire un lavoro assegnato,
ha limitati o ristretti accessi per l’entrata e uscita,
non è progettato per un’attività (lavorativa) continua”
Nella definizione base della OSHA non si fa menzione ai rischi legati all’atmosfera anche se poi suddivide ulteriormente gli spazi confinati in tre categorie, A, B, C in cui la A corrisponde a:
“Uno spazio confinato che presenta un alto e immediato rischio per la salute e la vita del lavoratore. Include la mancanza di ossigeno, presenza di atmosfere infiammabili o esplosive, alte concentrazioni di sostanze tossiche”
Ad aggiungere il fattore atmosfera è la definizione del NIOSH (National Institute for Occupational Safety and Health) la quale dice che:
“Un ambiente confinato si riferisce a uno spazio che, per progettazione,
ha aperture limitate per l’ingresso e l’uscita,
una ventilazione naturale sfavorevole che potrebbe contenere o produrre pericolosi inquinanti dell’aria
e che non è destinato all’occupazione continua dei lavoratori.
Le caratteristiche degli ambienti confinati sono, in sintesi:
Qualsiasi ambiente di lavoro con spazi limitati di ingresso e uscita, non adibiti ad un’occupazione continua;
Ambiente con presenza di sostanze pericolose come gas tossici o infiammabili, carenza di ossigeno (sotto il 21%), atmosfera calda o umida o la combinazione di ognuna delle precedenti.
Come da definizione art. 66: pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili e in generale ove sia possibile il rilascio di gas deleteri.
Quindi, i possibili rischi negli ambienti confinati sono:
Scarsità di ossigeno;
Presenza di materiali infiammabili, combustibili o piroforici (es. fosforo);
Presenza di gas tossici, materiali corrosivi o pericolosi;
Scarsità d’illuminazione, ventilazione o comunicazione;
Limitazione d’ingresso e uscita, accessi ristretti;
Caduta e inciampo;
Presenza di materiali reattivi o auto-innescanti;
Rischi derivanti dall’utilizzo di utensili elettrici o in movimento;
Rischi derivanti dalla presenza di fluidi in pressione;
Rischi derivanti dalla tipologia di lavoro se operato all’interno di spazi limitati;
Statistiche di morte:
La tragedia della nave cisterna ELISABETTA MONTANARI avvenuta nel porto di Ravenna oltre 30 anni fa. Il più grande incidente sul lavoro avvenuto dopo la II Guerra Mondiale
Vi è stata un’indagine, effettuata da alcuni esperti INAIL relativamente agli anni 2005-2010, che ha fornito informazioni utili sulle dimensioni e sulle circostanze determinanti degli incidenti mortali in ambienti confinati.
Complessivamente, in suddetto periodo, si sono verificati 29 incidenti mortali in ambienti confinati che hanno causato la morte di 43 lavoratori: ogni episodio ha portato in media alla morte di 1,5 persone.
Si tratta per lo più di incidenti che avvengono all’interno di cisterne, serbatoi o vasche di deposito, dove si sprigionano, a volte, gas venefici.
La causa del decesso, infatti, è dovuta in prevalenza alla presenza di gas asfissianti nell’ambiente confinato teatro dell’evento: il 53,5% delle morti avviene per questo motivo; mentre 1/4 dei decessi avviene per caduta della vittima.
Sulla base di queste statistiche ed anche sui più recenti eventi avvenuti nel Paese, si può affermare che mediamente ogni anno si verificano 5 eventi che causano la morte di oltre 7 lavoratori.
30 anni dopo, ancora si muore negli ambienti confinati:
16 gennaio 2018: Milano, tre operai morti intossicati dal gas nell’azienda Lamina.
In Italia, se c’è un problema, si fa una legge.
A tentare di porre rimedio a tale situazione, è intervenuto il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 settembre 2011, n. 177 entrato in vigore il 23/11/2011
Non privo di polemiche e critiche da parte di esperti del settore, tale decreto conta solo 4 articoli (qui il testo completo) la cui analisi di dettagli la lascio agli esperti.
Giusto un piccolo sommario:
Art. 1 – Finalità e ambito di applicazione;
Art. 2 – Qualificazione nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati;
Art. 3 – Procedure di sicurezza nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati;
Art. 4 – Clausola di invarianza finanziaria;
Se nel tuo DVR sono stati individuati degli ambienti confinati o sospetti di inquinamento, potresti risolvere la situazione con il giusto impiego delle giuste tecnologie, senza spreco di tempo e risorse.
Come farlo, te lo possiamo suggerire noi, chiedici maggiori informazioni>>
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References: art. 65
 art. 121
 art. 66

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4