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Timestamp: 2019-03-25 08:34:45+00:00

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Pubblicato in GU il Decreto Romani: d.lgs. 15 marzo 2010, n. 44 sull'esercizio delle attivita' televisive | Studio Legale Avv. Paolo Alfano
Pubblicato in GU il Decreto Romani: d.lgs. 15 marzo 2010, n. 44 sull’esercizio delle attivita’ televisive
DECRETO LEGISLATIVO 15 marzo 2010 , n. 44 Attuazione della direttiva 2007/65/CE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attivita’ televisive.
Ai sensi del provvedimento, per servizio di media audiovisivo, ai fini del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, s’intende:
1) un servizio, quale definito agli articoli 56 e 57 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che e’ sotto la responsabilita’ editoriale di un fornitore di servizi media e il cui obiettivo principale e’ la fornitura di programmi al fine di informare, intrattenere o istruire il grande pubblico, attraverso reti di comunicazioni elettroniche.
Non rientrano nella definizione di “servizio di media audiovisivo”:
i servizi prestati nell’esercizio di attivita’ precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunita’ di interesse;
i servizi la cui finalita’ principale non e’ la fornitura di programmi;
i servizi nei quali il contenuto audiovisivo e’ meramente incidentale e non ne costituisce la finalita’ principale, quali, a titolo esemplificativo:
Per fornitore di servizi di media s’intende invece la persona fisica o giuridica cui e’ riconducibile la responsabilita’ editoriale della scelta del contenuto audiovisivo del servizio di media audiovisivo e ne determina le modalita’ di organizzazione;
sono escluse dalla definizione di “fornitore di servizi di media” le persone fisiche o giuridiche che si occupano unicamente della trasmissione di programmi per i quali la responsabilita’ editoriale incombe a terzi.
Attuazione della direttiva 2007/65/CE relativa  al  coordinamento  di
determinate disposizioni legislative, regolamentari e  amministrative
degli  Stati   membri   concernenti   l'esercizio   delle   attivita'
alle Comunita' europee - legge comunitaria 2008 ed,  in  particolare,
gli articoli 1, 2, 26 e l'Allegato B;
Vista  la  direttiva  89/552/CEE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio,  del  3  ottobre  1989  relativa   al   coordinamento   di
degli Stati membri concernenti  la  fornitura  di  servizi  di  media
Vista la direttiva 97/36/CE del Parlamento europeo e del  Consiglio
del 30 giugno 1997 che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio
relativa al coordinamento di  determinate  disposizioni  legislative,
regolamentari  e  amministrative  degli  Stati   membri   concernenti
l'esercizio delle attivita' televisive;
Vista  la  direttiva  2007/65/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, dell'11 dicembre 2007 che modifica la direttiva 89/552/CEE
del Consiglio relativa al coordinamento di  determinate  disposizioni
legislative,  regolamentari  e  amministrative  degli  Stati   membri
concernenti l'esercizio delle attivita' televisive;
l'articolo 14;
Visto il decreto-legge 23  gennaio  2001,  n.  5,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66;
Viste le direttive 2002/19/CE, 2002/20/CE, 2002/21/CE e  2002/22/CE
del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  7  marzo  2002  e  la
direttiva 2002/77/CE della Commissione, del 16 settembre 2002;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003,  n.  259,  recante  il
Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante  testo
unico della radiotelevisione e successive modificazioni;
Visto il decreto-legge  8  aprile  2008,  n.  59,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101;
riunione del 1° marzo 2010;
esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze;
1. Il titolo del decreto legislativo 31 luglio  2005,  n.  177,  e'
cosi' sostituito: «Testo unico dei servizi  di  media  audiovisivi  e
radiofonici».
2. La lettera a) del comma 1 dell'art. 1 del decreto legislativo 31
luglio 2005, n. 177, e' sostituita dalla  seguente:  «a)  i  principi
generali per  la  prestazione  di  servizi  di  media  audiovisivi  e
radiofonici, tenendo conto del processo di convergenza fra le diverse
forme  di  comunicazioni,  quali   le   comunicazioni   elettroniche,
l'editoria,  anche  elettronica  ed  internet   in   tutte   le   sue
applicazioni;».
3. All'art. 1, comma 1, lettera  b),  del  decreto  legislativo  31
luglio 2005, n. 177, la parola: «radiotelevisiva» e' sostituita dalla
seguente: «di servizi di media audiovisivi e radiofonici»; in fine le
parole: «ed alle Comunita' europee» sono soppresse.
4. All'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 31 luglio 2005,  n.
177,  le  parole:  «trasmissione  di  programmi   televisivi,»   sono
sostituite  dalle  seguenti:  «servizi  di  media  audiovisivi  e  di
radiofonia,  quali  la  trasmissione  di  programmi  televisivi,  sia
lineari che a richiesta,»; le parole: «su  frequenze  terrestri,  via
cavo o via satellite» sono sostituite dalle seguenti:  «su  qualsiasi
piattaforma di diffusione».
1. Dopo l'art. 1 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e'
«Art.  1-bis  (Ambito  di  applicazione).  -  1.  Fatte  salve   le
disposizioni di cui all'articolo 1-ter, il presente  testo  unico  si
applica a tutti i fornitori di servizi  di  media  audiovisivi  e  di
radiofonia in conformita' alle norme di cui ai commi 2 e seguenti.
2. Sono soggetti alla giurisdizione italiana i fornitori di servizi
di media audiovisivi e di radiofonia:
3. Un fornitore di servizi di media audiovisivi e di radiofonia  si
considera stabilito in Italia nei seguenti casi:
a) il fornitore  ha  la  sua  sede  principale  in  Italia  e  le
decisioni editoriali sul servizio di media audiovisivo sono prese nel
b) se un fornitore di servizi di media ha la sede  principale  in
Italia ma le decisioni editoriali sul servizio di  media  audiovisivo
sono prese in un altro Stato membro dell'Unione europea, o viceversa,
detto fornitore si considera stabilito in Italia nel caso in cui  sul
territorio italiano opera una parte significativa degli addetti  allo
svolgimento dell'attivita' di servizio di media audiovisivo.  Se  una
parte significativa degli addetti allo svolgimento dell'attivita'  di
servizio di media audiovisivo opera  sia  in  Italia  sia  nell'altro
Stato membro dell'Unione europea, il fornitore si considera stabilito
in Italia qualora sul  territorio  italiano  si  trovi  la  sua  sede
principale. Se una parte significativa degli addetti allo svolgimento
dell'attivita' di servizio di media  audiovisivo  non  opera  ne'  in
Italia ne' in un altro Stato membro dell'Unione europea, il fornitore
si considera stabilito in Italia se questo e' il primo  Stato  membro
in cui ha iniziato la sua  attivita'  nel  rispetto  dell'ordinamento
giuridico nazionale, purche' mantenga un legame stabile ed  effettivo
con l'economia italiana;
c)  se  un  fornitore  di  servizi  di  media  audiovisivi  e  di
radiofonia ha la sede  principale  in  Italia  ma  le  decisioni  sul
servizio di media  audiovisivo  sono  prese  in  un  Paese  terzo,  o
viceversa,  si  considera  stabilito  in  Italia  purche'  una  parte
significativa  degli  addetti  allo  svolgimento  dell'attivita'   di
servizio di media audiovisivo operi in Italia.
4. I fornitori  di  servizi  di  media  cui  non  si  applicano  le
disposizioni del comma 3 si considerano soggetti  alla  giurisdizione
italiana nei casi seguenti:
a) se si avvalgono di un collegamento  terra-satellite  (up-link)
situato in Italia;
b)  anche  se  non  utilizzano  un  collegamento  terra-satellite
situato in Italia, se si avvalgono di una capacita' via satellite  di
5. Qualora non sia  possibile  determinare  a  quale  Stato  membro
dell'Unione europea spetti la giurisdizione conformemente ai commi  3
e 4, si considera soggetto alla giurisdizione italiana  il  fornitore
di servizi di media stabilito sul territorio nazionale ai sensi degli
articoli da 49  a  54  del  Trattato  sul  funzionamento  dell'Unione
6. I fornitori di servizi media audiovisivi  appartenenti  a  Stati
membri dell'Unione europea sottoposti alla giurisdizione italiana  ai
sensi del presente articolo  sono  tenuti  al  rispetto  delle  norme
dell'ordinamento  giuridico  italiano  applicabili  ai  fornitori  di
servizi di media audiovisivi.».
1. L'articolo 36 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e'
2. Dopo l'articolo 1-bis del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.
177, e' inserito il seguente:
«Art. 1-ter (Trasmissioni transfrontaliere).  -  1.  Salvi  i  casi
previsti  dal  presente  articolo,  e'  assicurata  la  liberta'   di
ricezione e non viene ostacolata  la  ritrasmissione  di  servizi  di
media  audiovisivi  provenienti  da  Stati  dell'Unione  europea  per
ragioni attinenti ai settori coordinati  dalla  direttiva  89/552/CEE
del Parlamento europeo  e  del  Consiglio,  del  3  ottobre  1989,  e
2.  L'Autorita'  puo'  disporre  la  sospensione   provvisoria   di
ricezione o ritrasmissione di radiodiffusioni televisive  provenienti
da Stati dell'Unione europea nei seguenti casi  di  violazioni,  gia'
commesse per almeno due volte nel corso dei dodici mesi precedenti:
a)  violazione  manifesta,  seria  e   grave   del   divieto   di
trasmissione  di  programmi  che  possano  nuocere  gravemente   allo
sviluppo fisico, mentale o morale dei minorenni,  in  particolare  di
programmi che contengano scene pornografiche o di violenza gratuita;
b)  violazione  manifesta,  seria  e   grave   del   divieto   di
trasmissione di programmi che possano nuocere allo  sviluppo  fisico,
mentale o morale dei minorenni, a meno  che  la  scelta  dell'ora  di
trasmissione o qualsiasi altro accorgimento tecnico escludano  che  i
minorenni  che  si  trovano   nell'area   di   diffusione   assistano
normalmente a tali programmi;
c)  violazione  manifesta,  seria  e   grave   del   divieto   di
trasmissione di programmi che contengano incitamento all'odio  basato
su differenza di razza, sesso, religione o nazionalita'.
a) previa notifica scritta da parte dell'Autorita'  al  fornitore
di servizi di media  audiovisivi  ed  alla  Commissione  europea.  La
notifica deve contenere una indicazione delle violazioni  rilevate  e
dei provvedimenti che l'Autorita' intende adottare in caso  di  nuove
b)  qualora  le  consultazioni  con  lo  Stato  che  effettua  la
trasmissione  e  con  la  Commissione  non  abbiano   consentito   di
raggiungere una soluzione amichevole entro  un  termine  di  quindici
giorni dalla notifica di cui  alla  lettera  a)  e  ove  persista  la
pretesa violazione.
4. L'Autorita' puo' disporre la sospensione della ricezione o della
trasmissione di servizi di media audiovisivi a richiesta  provenienti
da Stati dell'Unione europea qualora ritenga tali provvedimenti sono:
1) ordine pubblico, in particolare per l'opera di  prevenzione,
investigazione, individuazione e perseguimento  di  reati,  anche  in
vista della tutela dei minori  e  della  lotta  contro  l'incitamento
all'odio basato su razza, sesso, religione  o  nazionalita',  nonche'
contro violazioni della dignita' umana dei singoli individui;
2) tutela della sanita' pubblica;
3) pubblica sicurezza, compresa la salvaguardia della sicurezza
e della difesa nazionale;
b) relativi a un servizio di media audiovisivi a richiesta lesivo
degli obiettivi di cui alla lettera a) o che costituisca  un  rischio
serio e grave di pregiudizio a tali obiettivi;
5. Fatti salvi i procedimenti giurisdizionali, anche istruttori,  e
gli  atti  compiuti  in  un'indagine  penale,  l'Autorita'  adotta  i
provvedimenti di cui al comma 4 dopo aver:
a) chiesto allo Stato membro alla cui giurisdizione  e'  soggetto
il  fornitore  di  servizi   di   media   audiovisivi   di   prendere
provvedimenti e questo non li ha presi o essi non erano adeguati;
b) notificato alla Commissione e allo  Stato  membro  dell'Unione
europea alla cui giurisdizione e' soggetto il fornitore di servizi di
media audiovisivi la sua intenzione di prendere tali provvedimenti.
6. In caso di urgenza, l'Autorita' puo' derogare alle condizioni di
cui al comma 5. In tale caso, i provvedimenti  sono  notificati  alla
Commissione  e  allo  Stato  membro  dell'Unione  europea  alla   cui
giurisdizione e' soggetto il fornitore di servizi di  media,  insieme
ai motivi dell'urgenza.
7. L'Autorita' e' altresi' competente  ad  applicare  l'articolo  3
della direttiva 89/552/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio del
3 ottobre 1989, come da ultimo modificata dalla direttiva  2007/65/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007,  e  ad
adottare le misure appropriate a norma di tale articolo.
8. In ipotesi di violazione dei principi fondamentali  del  sistema
dei  servizi  di  media  audiovisivi  e  della   radiofonia   e,   in
particolare, di violazioni rilevanti ai sensi delle  disposizioni  di
cui ai commi 2, lettere da a) a c), e 4, lettera  a),  nonche'  degli
articoli 32 e 32-bis, l'Autorita' puo'  disporre  la  sospensione  di
ricezione  o  ritrasmissione  di  servizi  di  media  soggetti   alla
giurisdizione italiana ai sensi dell'articolo 1-bis, comma 4,  ovvero
non soggetti alla giurisdizione di alcuno  Stato  membro  dell'Unione
europea, ma i cui contenuti o cataloghi, sono ricevuti direttamente o
indirettamente dal pubblico italiano.  A  tale  fine,  ed  a  seguito
dell'adozione di  un  formale  richiamo,  l'Autorita'  puo'  altresi'
ordinare al fornitore di servizi interattivi associati o  di  servizi
di accesso condizionato o all'operatore di rete o  di  servizi  sulla
cui  piattaforma  o  infrastruttura  sono  veicolati  programmi,   di
adottare ogni misura necessaria ad  inibire  la  diffusione  di  tali
programmi o cataloghi al pubblico italiano. In caso  di  inosservanza
dell'ordine, l'Autorita' irroga al fornitore di  servizi  interattivi
associati o di servizi di accesso  condizionato  o  all'operatore  di
rete o di servizi una  sanzione  amministrativa  pecuniaria  da  euro
150,00 ad euro 150.000,00.
9. Le disposizioni  del  presente  articolo  si  applicano,  con  i
necessari adattamenti, alle trasmissioni  televisive  provenienti  da
Stati  parti  della  Convenzione  di  Strasburgo  sulla   televisione
transfrontaliera del 5 maggio 1989, ratificata con  legge  5  ottobre
1991 n. 327, che non sono anche Stati membri dell'Unione europea.».
1. L'articolo 2 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177,  e'
«Art. 2 (Definizioni). - 1. Ai fini del  presente  testo  unico  si
1) un servizio, quale  definito  agli  articoli  56  e  57  del
Trattato sul funzionamento  dell'Unione  europea,  che  e'  sotto  la
responsabilita' editoriale di un fornitore di servizi media e il  cui
obiettivo  principale  e'  la  fornitura  di  programmi  al  fine  di
informare, intrattenere o istruire  il  grande  pubblico,  attraverso
reti di comunicazioni elettroniche. Per siffatto  servizio  di  media
audiovisivo si intende o la radiodiffusione televisiva, come definita
alla  lettera  i)  del  presente  articolo  e,  in  particolare,   la
televisione analogica e digitale, la trasmissione continua in diretta
quale il live streaming, la trasmissione televisiva su Internet quale
il webcasting e il video quasi su domanda  quale  il  near  video  on
demand, o un servizio di media audiovisivo a richiesta, come definito
dalla lettera m) del presente articolo.
i servizi prestati nell'esercizio di attivita' precipuamente  non
economiche e che non  sono  in  concorrenza  con  la  radiodiffusione
televisiva, quali i siti Internet privati  e  i  servizi  consistenti
nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati  da
utenti privati a fini di condivisione o  di  scambio  nell'ambito  di
comunita' di interesse;
ogni forma di corrispondenza  privata,  compresi  i  messaggi  di
i servizi la cui finalita' principale  non  e'  la  fornitura  di
i  servizi  nei  quali  il  contenuto  audiovisivo  e'  meramente
incidentale e non ne costituisce la finalita'  principale,  quali,  a
a)  i  siti  internet  che  contengono   elementi   audiovisivi
puramente  accessori,  come  elementi  grafici  animati,  brevi  spot
pubblicitari o informazioni relative a un prodotto o  a  un  servizio
non audiovisivo;,
f) i giochi d'azzardo con posta in denaro, ad esclusione  delle
trasmissioni dedicate a giochi d'azzardo e di fortuna; ovvero
b) "fornitore di servizi di media", la persona fisica o giuridica
cui e' riconducibile la responsabilita' editoriale della  scelta  del
contenuto  audiovisivo  del  servizio  di  media  audiovisivo  e   ne
determina  le  modalita'  di  organizzazione;  sono   escluse   dalla
definizione di "fornitore di servizi di media" le persone  fisiche  o
giuridiche che si occupano unicamente della trasmissione di programmi
per i quali la responsabilita' editoriale incombe a terzi;
c)  "reti  di   comunicazioni   elettroniche",   i   sistemi   di
trasmissione e, se del caso, le apparecchiature di commutazione o  di
instradamento e altre risorse che consentono di  trasmettere  segnali
via cavo, via radio, a mezzo di  fibre  ottiche  o  con  altri  mezzi
elettromagnetici, comprese le  reti  satellitari,  le  reti  terresti
mobili e fisse, a  commutazione  di  circuito  e  a  commutazione  di
pacchetto, compresa Internet, le reti utilizzate  per  la  diffusione
circolare dei  programmi  sonori  e  televisivi,  i  sistemi  per  il
trasporto  della  corrente  elettrica,  nella  misura  in  cui  siano
d) "operatore di rete",  il  soggetto  titolare  del  diritto  di
installazione, esercizio e fornitura di  una  rete  di  comunicazione
elettronica su frequenze terrestri in tecnica digitale,  via  cavo  o
via satellite,  e  di  impianti  di  messa  in  onda,  multiplazione,
distribuzione e diffusione delle risorse frequenziali che  consentono
la trasmissione dei programmi agli utenti;
e) "programma", una serie di immagini animate, sonore o non,  che
costituiscono un singolo elemento nell'ambito di un palinsesto  o  di
un catalogo stabilito da un fornitore di servizi  di  media,  la  cui
forma ed il cui contenuto sono comparabili alla forma ed al contenuto
della radiodiffusione televisiva. Non  si  considerano  programmi  le
trasmissioni meramente ripetitive o consistenti in immagini fisse.
f) "programmi-dati", i  servizi  di  informazione  costituiti  da
prodotti editoriali elettronici, trasmessi da reti radiotelevisive  e
diversi dai programmi  radiotelevisivi,  non  prestati  su  richiesta
individuale, incluse le pagine informative teletext e  le  pagine  di
g) "palinsesto televisivo" e "palinsesto radiofonico", l'insieme,
predisposto da un'emittente televisiva  o  radiofonica,  analogica  o
digitale, di una serie di programmi unificati da un medesimo  marchio
editoriale e destinato alla fruizione  del  pubblico,  diverso  dalla
trasmissione differita dello stesso  palinsesto,  dalle  trasmissioni
meramente ripetitive,  ovvero  dalla  prestazione,  a  pagamento,  di
singoli programmi, o pacchetti di programmi, audiovisivi lineari, con
possibilita' di acquisto  da  parte  dell'utente  anche  nei  momenti
immediatamente antecedenti all'inizio della trasmissione del  singolo
programma, o del primo programma, nel caso si tratti di un  pacchetto
di programmi;
h) "responsabilita'  editoriale",  l'esercizio  di  un  controllo
effettivo  sia  sulla  selezione  dei  programmi,   ivi   inclusi   i
programmi-dati,  sia  sulla  loro  organizzazione  in  un  palinsesto
cronologico,   nel   caso   delle   radiodiffusioni   televisive    o
radiofoniche, o in  un  catalogo,  nel  caso  dei  servizi  di  media
audiovisivi  a  richiesta.  All'interno  del  presente  testo  unico,
l'espressione "programmi televisivi" deve  intendersi  equivalente  a
quella "palinsesti televisivi" di cui alla lettera g);
i) "servizio di media  audiovisivo  lineare"  o  "radiodiffusione
televisiva", un servizio di media audiovisivo fornito da un fornitore
di servizi di media per la visione simultanea di programmi sulla base
di un palinsesto di programmi;
l) "emittente", un fornitore  di  servizi  di  media  audiovisivi
lineari, diverso da quelli individuati alle lettere aa) e bb);
m) "servizio di media audiovisivo non lineare", ovvero  "servizio
di media audiovisivo a richiesta", un servizio di  media  audiovisivo
fornito da un fornitore  di  servizi  di  media  per  la  visione  di
programmi al momento scelto dall'utente e su sua richiesta sulla base
di un catalogo di programmi selezionati dal fornitore di  servizi  di
n) "emittente a carattere comunitario",  l'emittente  che  ha  la
responsabilita'  editoriale  nella  predisposizione   dei   programmi
destinati alla radiodiffusione televisiva in  ambito  locale  che  si
impegna: a non trasmettere piu' del 5 per cento  di  pubblicita'  per
ogni  ora  di   diffusione;   a   trasmettere   programmi   originali
autoprodotti per almeno il 50 per cento dell'orario di programmazione
giornaliero compreso dalle 7 alle 21;
o) "programmi originali autoprodotti", i programmi realizzati  in
proprio dall'emittente, anche analogica, o dalla sua  controllante  o
da sue controllate, ovvero  in  co-produzione  con  altra  emittente,
anche analogica;
p) "produttori  indipendenti",  gli  operatori  di  comunicazione
europei che svolgono attivita' di produzioni audiovisive  e  che  non
sono controllati da o collegati a emittenti, anche analogiche, o  che
per un periodo di tre anni non destinino almeno il 90 per cento della
propria produzione ad una sola emittente, anche analogica;
q) "fornitore di servizi interattivi associati o  di  servizi  di
accesso condizionato", il soggetto che  fornisce,  al  pubblico  o  a
terzi operatori, servizi di accesso condizionato, compresa la pay per
view, mediante distribuzione di chiavi numeriche  per  l'abilitazione
alla  visione  dei  programmi,  alla  fatturazione  dei  servizi   ed
eventualmente alla fornitura di apparati, ovvero che fornisce servizi
della societa' dell'informazione ai sensi dall'articolo 2 del decreto
legislativo  9  aprile  2003,  n.  70,  ovvero  fornisce  una   guida
elettronica ai programmi;
r) "accesso condizionato", ogni misura e sistema tecnico in  base
ai quali l'accesso in forma intelligibile al  servizio  protetto  sia
subordinato a preventiva e individuale autorizzazione  da  parte  del
fornitore del servizio di accesso condizionato;
s) "sistema integrato delle comunicazioni", il settore  economico
che comprende le seguenti attivita': stampa quotidiana  e  periodica;
editoria  annuaristica  ed  elettronica  anche  per  il  tramite   di
Internet; radio e servizi di media audiovisivi;  cinema;  pubblicita'
esterna;  iniziative  di  comunicazione  di   prodotti   e   servizi;
t) "servizio  pubblico  generale  radiotelevisivo",  il  pubblico
servizio  esercitato  su  concessione  nel  settore   radiotelevisivo
mediante la complessiva programmazione, anche non informativa,  della
societa' concessionaria, secondo le modalita' e nei  limiti  indicati
dal presente testo unico e dalle altre norme di riferimento;
u)   "ambito   nazionale",    l'esercizio    dell'attivita'    di
radiodiffusione televisiva o sonora non limitata all'ambito locale;
v) "ambito locale  radiofonico",  l'esercizio  dell'attivita'  di
radiodiffusione sonora, con  irradiazione  del  segnale  fino  a  una
copertura massima di quindici milioni di abitanti;
z) "ambito  locale  televisivo",  l'esercizio  dell'attivita'  di
radiodiffusione  televisiva  in  uno  o  piu'  bacini,  comunque  non
superiori  a  dieci,  anche  non  limitrofi,  purche'  con  copertura
inferiore al 50 per cento della popolazione  nazionale;  l'ambito  e'
denominato "regionale" o "provinciale" quando il bacino di  esercizio
dell'attivita' di radiodiffusione televisiva e' unico  e  ricade  nel
territorio  di  una  sola  regione  o  di  una  sola   provincia,   e
l'emittente,  anche  analogica,  non  trasmette  in   altri   bacini;
l'espressione   "ambito   locale    televisivo"    riportata    senza
specificazioni si intende riferita anche alle trasmissioni in  ambito
regionale o provinciale;
aa) "emittente televisiva analogica", il titolare di concessione  o
autorizzazione su frequenze terrestri in tecnica analogica, che ha la
responsabilita' editoriale dei palinsesti dei programmi televisivi  e
li trasmette secondo le seguenti tipologie:
1) "emittente  televisiva  analogica  a  carattere  informativo",
l'emittente per la radiodiffusione televisiva su frequenze  terrestri
in   ambito   locale,   che   trasmette,   in   tecnica    analogica,
quotidianamente, nelle ore comprese tra le ore 7 e le ore 23 per  non
meno di due ore, programmi informativi, di cui  almeno  il  cinquanta
per  cento  autoprodotti,   su   avvenimenti   politici,   religiosi,
economici, sociali, sindacali o culturali; tali programmi, per almeno
la meta' del tempo, devono riguardare temi e argomenti  di  interesse
locale e devono comprendere telegiornali  diffusi  per  non  meno  di
cinque giorni alla settimana o, in alternativa, per centoventi giorni
a semestre;
2) "emittente  televisiva  analogica  a  carattere  commerciale",
in ambito locale ed in tecnica analogica, senza specifici obblighi di
3) "emittente  televisiva  analogica  a  carattere  comunitario",
l'emittente  per  la  radiodiffusione  televisiva  in  ambito  locale
costituita  da  associazione   riconosciuta   o   non   riconosciuta,
fondazione o cooperativa priva di scopo di lucro,  che  trasmette  in
tecnica  analogica  programmi  originali  autoprodotti  a   carattere
culturale,  etnico,  politico  e  religioso,  e  si  impegna:  a  non
trasmettere piu' del 5 per cento  di  pubblicita'  per  ogni  ora  di
diffusione; a trasmettere i predetti programmi per almeno il  50  per
cento dell'orario di trasmissione giornaliero compreso tra le ore 7 e
le ore 21;
4)  "emittente  televisiva  analogica  monotematica  a  carattere
sociale", l'emittente per la  radiodiffusione  televisiva  in  ambito
locale che trasmette in tecnica analogica e dedica almeno il  70  per
cento della programmazione monotematica quotidiana a temi  di  chiara
utilita'  sociale,  quali  salute,   sanita'   e   servizi   sociali,
classificabile come vera e propria emittente di servizio;
5)  "emittente  televisiva  analogica   commerciale   nazionale",
l'emittente  che  trasmette  in  chiaro  ed  in   tecnica   analogica
prevalentemente   programmi   di   tipo   generalista   con   obbligo
d'informazione;
6)  "emittente  analogica  di   televendite",   l'emittente   che
trasmette in tecnica analogica  prevalentemente  offerte  dirette  al
pubblico allo scopo di fornire, dietro  pagamento,  beni  o  servizi,
compresi i beni immobili, i diritti e le obbligazioni;
bb)  "emittente  radiofonica",  il  titolare   di   concessione   o
autorizzazione  su  frequenze  terrestri  in  tecnica   analogica   o
digitale, che ha la responsabilita' dei palinsesti radiofonici e,  se
emittente radiofonica analogica, li  trasmette  secondo  le  seguenti
1) "emittente radiofonica a carattere comunitario",  nazionale  o
locale, l'emittente caratterizzata dall'assenza dello scopo di lucro,
che trasmette programmi originali autoprodotti per almeno il  30  per
le ore 21, che puo' avvalersi di sponsorizzazioni e che non trasmette
piu' del 10 per cento di pubblicita' per ogni ora di diffusione;  non
sono considerati programmi originali autoprodotti le trasmissioni  di
brani musicali intervallate  da  messaggi  pubblicitari  o  da  brevi
commenti del conduttore della stessa trasmissione;
2)  "emittente  radiofonica  a  carattere  commerciale   locale",
l'emittente senza specifici  obblighi  di  palinsesto,  che  comunque
destina almeno il  20  per  cento  della  programmazione  settimanale
all'informazione, di cui almeno  il  50  per  cento  all'informazione
locale, notizie e servizi, e a programmi; tale limite si  calcola  su
non meno di sessantaquattro ore settimanali;
3)   "emittente   radiofonica   nazionale",   l'emittente   senza
particolari obblighi, salvo la trasmissione  quotidiana  di  giornali
1.2) le opere originarie di Stati terzi europei che siano parti
della convenzione  europea  sulla  televisione  transfrontaliera  del
Consiglio  d'Europa,  firmata  a  Strasburgo  il  5  maggio  1989   e
ratificata  dalla  legge  5  ottobre  1991,  n.  327  rispondenti  ai
requisiti del punto 2);
1.3) le opere co-prodotte nell'ambito di accordi  conclusi  nel
settore  audiovisivo  tra  l'Unione  europea  e  paesi  terzi  e  che
rispettano le condizioni definite in ognuno di tali accordi;
1.4) le disposizioni di cui ai numeri 1.2) e 1.3) si  applicano
a condizione che le opere originarie degli  Stati  membri  non  siano
soggette a misure discriminatorie nel paese terzo interessato;
2) le opere di cui ai numeri 1.1) e 1.2)  sono  opere  realizzate
essenzialmente con il contributo di autori e lavoratori residenti  in
uno o piu' degli Stati di cui ai numeri 1.1) e 1.2) rispondenti a una
delle tre condizioni seguenti:
2.1) esse sono realizzate da uno o piu' produttori stabiliti in
uno o piu' di tali Stati;
2.2) la produzione delle opere avviene sotto la supervisione  e
il controllo effettivo di uno o piu' produttori stabiliti  in  uno  o
piu' di tali Stati;
2.3)  il  contributo  dei  co-produttori  di  tali   Stati   e'
prevalente nel costo  totale  della  coproduzione  e  questa  non  e'
controllata da uno o piu' produttori stabiliti al di  fuori  di  tali
3) le opere che non sono opere europee ai sensi del numero 1)  ma
che sono prodotte nel quadro di accordi  bilaterali  di  coproduzione
conclusi tra Stati  membri  e  paesi  terzi  sono  considerate  opere
europee a condizione che la quota a carico dei produttori dell'Unione
europea nel costo complessivo della produzione  sia  maggioritaria  e
che la produzione non  sia  controllata  da  uno  o  piu'  produttori
stabiliti fuori del territorio degli Stati membri;
dd) "comunicazione commerciale audiovisiva", immagini,  siano  esse
sonore o  non,  che  sono  destinate  a  promuovere,  direttamente  o
indirettamente, le merci, i  servizi  o  l'immagine  di  una  persona
fisica o giuridica che esercita un'attivita' economica e comprendenti
la pubblicita' televisiva,  la  sponsorizzazione,  la  televendita  e
l'inserimento di prodotti. Tali immagini accompagnano o sono inserite
in un programma dietro  pagamento  o  altro  compenso  o  a  fini  di
autopromozione;
ee) "pubblicita' televisiva", ogni forma  di  messaggio  televisivo
trasmesso dietro  pagamento  o  altro  compenso,  ovvero  a  fini  di
autopromozione, da un'impresa pubblica o privata  o  da  una  persona
fisica  nell'ambito   di   un'attivita'   commerciale,   industriale,
artigiana o di una libera professione, allo scopo  di  promuovere  la
fornitura, dietro pagamento, di beni o di servizi,  compresi  i  beni
ff) "spot pubblicitario", una forma  di  pubblicita'  televisiva  a
contenuto predeterminato, trasmessa dalle  emittenti  radiofoniche  e
televisive, sia analogiche che digitali;
gg)   "comunicazione   commerciale   audiovisiva    occulta",    la
presentazione orale o visiva di  beni,  di  servizi,  del  nome,  del
marchio o delle attivita' di un produttore di beni o di un  fornitore
di servizi in un programma, qualora tale presentazione sia fatta  dal
fornitore di servizi di media per  perseguire  scopi  pubblicitari  e
possa ingannare il pubblico circa la sua natura.  Tale  presentazione
si considera intenzionale, in particolare,  quando  e'  fatta  dietro
pagamento o altro compenso;
hh) "sponsorizzazione", ogni contributo di  un'impresa  pubblica  o
privata o di una persona fisica, non  impegnata  nella  fornitura  di
servizi di media audiovisivi o nella produzione di opere audiovisive,
al finanziamento di servizi o programmi di media audiovisivi al  fine
di promuovere  il  proprio  nome,  il  proprio  marchio,  la  propria
immagine, le proprie attivita' o i propri prodotti;
ii) "televendita", le offerte dirette trasmesse  al  pubblico  allo
scopo di fornire, dietro pagamento, beni o servizi, compresi  i  beni
ll)  "inserimento  di  prodotti",  ogni  forma   di   comunicazione
commerciale  audiovisiva  che  consiste  nell'inserire  o  nel   fare
riferimento a un prodotto, a un servizio o a  un  marchio  cosi'  che
appaia all'interno di un programma dietro pagamento o altro compenso;
mm)  "telepromozione",  ogni  forma  di   pubblicita'   consistente
nell'esibizione di prodotti, presentazione verbale e visiva di beni o
servizi di un produttore di beni o di un fornitore di servizi,  fatta
dall'emittente televisiva o radiofonica, sia analogica che  digitale,
nell'ambito di un programma, al  fine  di  promuovere  la  fornitura,
dietro compenso, dei beni o dei servizi presentati o esibiti;
nn) "Autorita'", l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni;
2. Le definizioni di cui al comma 1 si applicano  per  analogia  ai
servizi   radiofonici.   Laddove   non   diversamente    specificato,
sponsorizzazione e televendita comprendono anche le attivita'  svolte
a mezzo della radiodiffusione sonora.».
1. La rubrica del Titolo IV del decreto legislativo 31 luglio 2005,
n. 177, e' sostituita dalla  seguente:  «Disciplina  dei  servizi  di
media audiovisivi e radiofonici». La rubrica del Capo I,  del  Titolo
IV, del decreto legislativo 31 luglio 2005,  n.  177,  e'  sostituita
dalla seguente: «Disposizioni applicabili a tutti i servizi di  media
audiovisivi e radiofonici - Norme a tutela dell'utenza».
2. L'articolo 32 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e'
«Art. 32 (Disposizioni generali). - 1. I fornitori  di  servizi  di
media audiovisivi soggetti alla  giurisdizione  italiana  offrono  ai
destinatari di un servizio un accesso facile,  diretto  e  permanente
almeno alle seguenti informazioni:
b)  l'indirizzo  geografico  di  stabilimento  del  fornitore  di
servizi di media;
c) gli estremi  del  fornitore  di  servizi  di  media,  compresi
l'indirizzo di posta elettronica o il sito Internet,  che  permettono
di contattarlo rapidamente, direttamente ed efficacemente;
d) il  recapito  degli  uffici  dell'Autorita'  e  dell'Autorita'
garante della concorrenza e del mercato, preposti alla  tutela  degli
2. Fermo il diritto  di  ciascun  utente  di  riordinare  i  canali
offerti sulla televisione digitale nonche' la  possibilita'  per  gli
operatori di offerta televisiva a pagamento di introdurre ulteriori e
aggiuntivi servizi di guida ai programmi  e  di  ordinamento  canali,
l'Autorita', al fine di assicurare condizioni eque, trasparenti e non
discriminatorie, adotta un apposito piano di  numerazione  automatica
dei canali della  televisione  digitale  terrestre,  in  chiaro  e  a
pagamento, e stabilisce  con  proprio  regolamento  le  modalita'  di
attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media  audiovisivi
autorizzati alla  diffusione  di  contenuti  audiovisivi  in  tecnica
digitale terrestre,  sulla  base  dei  seguenti  principi  e  criteri
direttivi in ordine di priorita':
a) garanzia della semplicita' d'uso del  sistema  di  ordinamento
automatico dei canali;
b) rispetto  delle  abitudini  e  preferenze  degli  utenti,  con
particolare  riferimento  ai  canali  generalisti  nazionali  e  alle
emittenti locali;
c)  suddivisione  delle  numerazioni  dei  canali  a   diffusione
nazionale, sulla base del criterio della  programmazione  prevalente,
in  relazione  ai  seguenti  generi   di   programmazione   tematici:
semigeneralisti, bambini e  ragazzi,  informazione,  cultura,  sport,
musica, televendite. Nel primo arco di numeri si  dovranno  prevedere
adeguati spazi nella numerazione che  valorizzino  la  programmazione
delle emittenti locali di qualita' e  quella  legata  al  territorio.
Nello stesso arco di numeri non dovranno essere  irradiati  programmi
rivolti a un pubblico di soli adulti. Al fine di  garantire  il  piu'
ampio pluralismo in condizioni di parita' tra i soggetti operanti nel
mercato, dovra' essere riservata per  ciascun  genere  una  serie  di
numeri a disposizione per soggetti nuovi entranti;
d) individuazione di numerazioni  specifiche  per  i  servizi  di
media audiovisivi a pagamento;
e) definizione delle condizioni di  utilizzo  della  numerazione,
prevedendo la possibilita', sulla base di accordi,  di  scambi  della
numerazione all'interno di uno stesso  genere,  previa  comunicazione
alle autorita' amministrative competenti;
f) revisione del piano di numerazione in base allo  sviluppo  del
mercato, sentiti i soggetti interessati.
3. Il Ministero, nell'ambito del titolo abilitativo rilasciato  per
l'esercizio della  radiodiffusione  televisiva  in  tecnica  digitale
terrestre, attribuisce a  ciascun  canale  la  numerazione  spettante
sulla base del piano di numerazione e della regolamentazione adottata
dall'Autorita' ai sensi del comma 2 e  stabilisce  le  condizioni  di
utilizzo del numero assegnato. L'attribuzione dei numeri ai  soggetti
gia' abilitati  all'esercizio  della  radiodiffusione  televisiva  in
tecnica digitale terrestre e' effettuata con  separato  provvedimento
integrativo dell'autorizzazione.
4.  In  caso  di  mancato  rispetto   della   disciplina   adottata
dall'Autorita' ai sensi del comma 2 o delle  condizioni  di  utilizzo
del numero assegnato stabilite ai sensi del  comma  3,  il  Ministero
dispone  la   sospensione   dell'autorizzazione   a   trasmettere   e
dell'utilizzazione del numero assegnato per un  periodo  fino  a  due
anni. La sospensione e' adottata  qualora  il  soggetto  interessato,
dopo aver  ricevuto  comunicazione  dell'avvio  del  procedimento  ed
essere stato invitato a regolarizzare la propria  posizione,  non  vi
provveda entro il termine di  sette  giorni.  In  caso  di  reiterata
violazione, nei tre anni successivi all'adozione di un  provvedimento
di sospensione, il Ministero dispone la revoca dell'autorizzazione  a
trasmettere e dell'utilizzazione del numero assegnato.
5. I servizi di media audiovisivi prestati dai fornitori di servizi
di media soggetti alla giurisdizione italiana rispettano la  dignita'
umana e non contengono alcun incitamento all'odio  basato  su  razza,
sesso, religione o nazionalita'.
6. E' favorita la ricezione da parte dei cittadini con  disabilita'
sensoriali dei servizi di media audiovisivi da parte dei fornitori di
tali servizi. I fornitori di servizi  di  media  audiovisivi,  a  tal
fine, prevedono l'adozione di idonee misure, sentite le  associazioni
7. Le disposizioni del presente articolo si  applicano  anche  alle
emittenti radiofoniche ed ai servizi dalle stesse forniti.».
1. Dopo l'articolo 32 del decreto legislativo 31  luglio  2005,  n.
«Art.  32-bis  (Protezione  dei  diritti   d'autore).   -   1.   Le
disposizioni del presente testo unico non  sono  in  pregiudizio  dei
principi e dei diritti di cui al decreto legislativo 9  aprile  2003,
n.   68,   recante    attuazione    della    direttiva    2001/29/CE,
sull'armonizzazione di taluni aspetti  del  diritto  d'autore  e  dei
diritti connessi  nella  societa'  dell'informazione,  e  al  decreto
legislativo 16 marzo 2006, n. 140, recante attuazione della direttiva
2004/48/CE, sul rispetto dei diritti di proprieta'  intellettuale.  I
fornitori  di  servizi  di  media  audiovisivi  assicurano  il  pieno
rispetto dei principi e dei diritti di cui alla legge 22 aprile 1941,
n.  633,  e   successive   modificazioni,   indipendentemente   dalla
piattaforma utilizzata per la trasmissione di contenuti audiovisivi.
2. I fornitori di servizi di media audiovisivi operano nel rispetto
dei diritti d'autore e dei diritti connessi, ed in particolare:
a) trasmettono le opere cinematografiche nel rispetto dei termini
temporali e delle condizioni concordate con i titolari dei diritti;
b) si astengono  dal  trasmettere  o  ri-trasmettere,  o  mettere
comunque a disposizione degli  utenti,  su  qualsiasi  piattaforma  e
qualunque sia la tipologia di servizio offerto, programmi oggetto  di
diritti di  proprieta'  intellettuale  di  terzi,  o  parti  di  tali
programmi, senza il consenso di titolari  dei  diritti,  e  salve  le
disposizioni in materia di brevi estratti di cronaca.
3. L'Autorita' emana le disposizioni regolamentari  necessarie  per
rendere effettiva  l'osservanza  dei  limiti  e  divieti  di  cui  al
1. Dopo l'articolo 32-bis del decreto legislativo 31  luglio  2005,
n. 177, e' inserito il seguente:
«Art.  32-ter  (Eventi  di  particolare  rilevanza).   -   1.   Con
deliberazione dell'Autorita' e' compilata  una  lista  degli  eventi,
nazionali e non, considerati di particolare rilevanza per la societa'
di cui e' assicurata  la  diffusione  su  palinsesti  in  chiaro,  in
diretta  o  in  differita.  L'Autorita'  determina  altresi'  se   le
trasmissioni televisive di tali eventi debbano essere in diretta o in
differita, in forma integrale ovvero parziale. La lista e' comunicata
alla  Commissione  europea  secondo  quanto  previsto   dall'articolo
3-undecies  della  direttiva  89/552/CEE  del  3  ottobre  1989,  del
Consiglio, come da ultimo modificata dalla direttiva 2007/65/CE,  del
Parlamento europeo e del Consiglio.».
1. Dopo l'articolo 32-ter del decreto legislativo 31  luglio  2005,
«Art. 32-quater (Brevi estratti di cronaca). - 1.  Con  regolamento
dell'Autorita' sono individuate le modalita' attraverso le quali ogni
emittente  televisiva,  anche  analogica,  possa   realizzare   brevi
estratti di cronaca di eventi di grande interesse pubblico  trasmessi
in esclusiva da una emittente televisiva, anche  analogica,  soggetta
al presente testo unico.
2. Il regolamento dovra' prevedere, fra l'altro, che:
a) le emittenti televisive, anche analogiche,  possano  scegliere
liberamente i brevi estratti a  partire  dal  segnale  dell'emittente
televisiva, anche analogica, di trasmissione;
c)  l'accesso  avvenga  a  condizioni  eque,  ragionevoli  e  non
discriminatorie;
d) gli estratti siano utilizzati esclusivamente per  i  notiziari
di carattere generale, con esclusione di quelli di intrattenimento;
e) l'accesso dei fornitori di  servizi  di  media  audiovisivi  a
richiesta possa essere esercitato solo  se  lo  stesso  programma  e'
offerto in differita dallo stesso fornitore;
f) la lunghezza massima dei brevi estratti e i  limiti  di  tempo
per la loro trasmissione;
g) l'eventuale  compenso  pattuito  non  deve  superare  i  costi
supplementari direttamente sostenuti per la fornitura dell'accesso.».
1. La rubrica del Capo II, del Titolo IV, del  decreto  legislativo
31 luglio 2005, n. 177, e' sostituita  dalla  seguente:  «Tutela  dei
minori nella programmazione audiovisiva».
2. L'articolo 34 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e'
«Art. 34 (Disposizioni a tutela dei minori). - 1. Sono  vietate  le
trasmissioni  che,  anche  in  relazione  all'orario  di  diffusione,
possono nuocere gravemente allo sviluppo fisico,  psichico  o  morale
dei minori o che presentano scene di violenza gratuita o insistita  o
efferata  ovvero  pornografiche,  salve  le  norme  speciali  per  le
trasmissioni ad accesso condizionato, comprese quelle di cui al comma
5, che comunque impongano  l'adozione  di  un  sistema  di  controllo
specifico e selettivo che vincoli alla introduzione  del  sistema  di
protezione tutti i contenuti  di  cui  al  comma  3.  Il  sistema  di
classificazione dei contenuti ad accesso condizionato e' adottato  da
ciascun fornitore di servizi di  media  audiovisivi  o  fornitore  di
servizi ad accesso condizionato, sulla base dei criteri proposti  dal
Comitato di applicazione del Codice  media  e  minori,  d'intesa  con
l'Autorita', e  approvati  con  decreto  ministeriale.  Entro  trenta
giorni  dall'entrata  in  vigore  della  presente  disposizione,   il
Comitato di applicazione  del  Codice  media  e  minori  sottopone  i
criteri  all'autorita'  ministeriale  competente  che,  apportate  le
eventuali modifiche e integrazioni, li  approva  entro  i  successivi
trenta giorni. Entro ulteriori trenta giorni, i fornitori di  servizi
di media audiovisivi o i fornitori di  servizi  adottano  il  proprio
sistema di classificazione, nel rispetto dei  criteri  approvati  con
2. Le trasmissioni delle emittenti  televisive,  anche  analogiche,
diffuse su qualsiasi piattaforma di trasmissione, e  delle  emittenti
radiofoniche, non  contengono  programmi  che  possono  nuocere  allo
sviluppo fisico, mentale o morale dei minorenni, a meno che la scelta
dell'ora di  trasmissione  o  qualsiasi  altro  accorgimento  tecnico
escludano che i minorenni che  si  trovano  nell'area  di  diffusione
assistano normalmente a tali programmi; qualora tali programmi  siano
trasmessi,  sia  in  chiaro  che  a  pagamento,  essi  devono  essere
preceduti   da   un'avvertenza   acustica   ovvero   devono    essere
identificati, all'inizio e nel corso della trasmissione, mediante  la
presenza di un simbolo visivo.
3. Fermo il rispetto delle norme dell'Unione europea a  tutela  dei
minori e di quanto previsto dai commi 1 e 2  del  presente  articolo,
dall'articolo 3, nonche' dall'articolo 32, comma 5,  e  dall'articolo
36-bis, la trasmissione, anche a pagamento, dei  film  ai  quali  sia
stato negato il nulla osta per la proiezione o la rappresentazione in
pubblico o che siano stati vietati ai minori di anni diciotto nonche'
dei programmi classificabili a visione per soli adulti sulla base del
sistema di classificazione di cui al comma  1,  ivi  compresi  quelli
forniti a richiesta, e' comunque vietata  dalle  ore  7,00  alle  ore
23,00 su tutte le piattaforme di trasmissione.
4. I film vietati ai minori di anni quattordici non possono  essere
trasmessi, sia in chiaro che a pagamento, ne'  forniti  a  richiesta,
sia integralmente che parzialmente, prima delle ore 22,30 e  dopo  le
5. L'Autorita', al fine di garantire un adeguato livello di  tutela
della dignita' umana e dello sviluppo fisico, mentale  e  morale  dei
minori, adotta, con procedure di co-regolamentazione,  la  disciplina
di dettaglio contenente l'indicazione degli accorgimenti tecnicamente
realizzabili idonei ad escludere che  i  minori  vedano  o  ascoltino
normalmente i programmi di cui al comma 3, fra cui l'uso di numeri di
identificazione   personale   e   sistemi   di   filtraggio   o    di
identificazione, nel rispetto dei seguenti criteri generali:
a) il contenuto classificabile a visione non  libera  sulla  base
del sistema di classificazione di cui al comma 1 e' offerto  con  una
funzione di controllo parentale che inibisce l'accesso  al  contenuto
stesso, salva la possibilita' per l'utente di disattivare la predetta
funzione tramite la digitazione di uno specifico codice  segreto  che
ne renda possibile la visione;
b) il codice  segreto  dovra'  essere  comunicato  con  modalita'
riservate, corredato dalle avvertenze in merito alla  responsabilita'
nell'utilizzo  e  nella  custodia   del   medesimo,   al   contraente
maggiorenne che stipula il  contratto  relativo  alla  fornitura  del
contenuto o del servizio.
6. Le emittenti televisive, anche analogiche, diffuse su  qualsiasi
piattaforma di trasmissione, sono tenute ad osservare le disposizioni
a tutela dei minori previste dal Codice di autoregolamentazione media
e minori approvato il 29 novembre 2002, e  successive  modificazioni.
Le eventuali modificazioni del Codice o l'adozione di nuovi  atti  di
autoregolamentazione sono recepiti con  decreto  del  Ministro  dello
sviluppo economico, adottato ai  sensi  dell'articolo  17,  comma  3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere  della  Commissione
parlamentare di cui alla legge 23 dicembre 1997, n. 451 e  successive
7. Le emittenti televisive, anche analogiche, sono altresi'  tenute
a garantire, anche secondo quanto stabilito  nel  Codice  di  cui  al
comma 6, l'applicazione di specifiche  misure  a  tutela  dei  minori
nella fascia oraria di programmazione dalle ore 16,00 alle ore  19,00
e all'interno dei  programmi  direttamente  rivolti  ai  minori,  con
particolare riguardo ai messaggi pubblicitari, alle promozioni e ogni
altra forma di comunicazione commerciale audiovisiva.
8.  L'impiego  di  minori  di   anni   quattordici   in   programmi
radiotelevisivi e' disciplinato con regolamento  del  Ministro  dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro del  lavoro  e  delle
politiche sociali, con il Ministro della salute e con il Ministro per
le pari opportunita'.
9. Il Ministro dello sviluppo economico, d'intesa con  il  Ministro
dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,   dispone   la
realizzazione  di  campagne  scolastiche  per  un  uso   corretto   e
consapevole del mezzo televisivo,  nonche'  di  trasmissioni  con  le
stesse finalita' rivolte ai genitori, utilizzando a tale  fine  anche
la diffusione sugli stessi mezzi radiotelevisivi  in  orari  di  buon
ascolto, con particolare  riferimento  alle  trasmissioni  effettuate
dalla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.
10. Le quote di riserva  per  la  trasmissione  di  opere  europee,
previste   dall'articolo   44   devono   comprendere   anche    opere
cinematografiche o per la televisione, comprese quelle di animazione,
specificamente rivolte ai minori, nonche' a  produzioni  e  programmi
adatti ai minori ovvero idonei alla visione da  parte  dei  minori  e
degli adulti. Il tempo minimo di trasmissione riservato a tali  opere
e programmi e' determinato dall'Autorita'.
11. L'Autorita' stabilisce  con  proprio  regolamento  da  adottare
entro il 30 giugno 2010, la  disciplina  di  dettaglio  prevista  dal
comma 5. I fornitori di servizi di media audiovisivi o di servizi  si
conformano alla  menzionata  disciplina  di  dettaglio  entro  trenta
giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  regolamento  della
Autorita', comunque garantendo che i contenuti di cui trattasi  siano
ricevibili  e  fruibili  unicamente  nel  rispetto  delle  condizioni
fissate dall'Autorita' ai sensi del comma 5.».
1. La rubrica del Capo IV, del Titolo IV, del  decreto  legislativo
31 luglio 2005, n. 177, e' sostituita dalla  seguente:  «Disposizioni
sulla pubblicita', le sponsorizzazioni e l'inserimento di prodotti».
2. Dopo l'articolo 36 decreto legislativo 31 luglio 2005,  n.  177,
«Art.  36-bis  (Principi  generali  in  materia  di   comunicazioni
commerciali  audiovisive  e  radiofoniche).  -  1.  Le  comunicazioni
commerciali audiovisive fornite dai fornitori  di  servizi  di  media
soggetti  alla  giurisdizione   italiana   rispettano   le   seguenti
a) le  comunicazioni  commerciali  audiovisive  sono  prontamente
riconoscibili come tali; sono proibite le  comunicazioni  commerciali
audiovisive occulte;
b)  le  comunicazioni  commerciali  audiovisive  non   utilizzano
tecniche subliminali;
1) non pregiudicano il rispetto della dignita' umana;
2) non comportano ne'  promuovono  discriminazioni  fondate  su
sesso, razza o origine etnica, nazionalita', religione o  convinzioni
personali, disabilita', eta' o orientamento sessuale;
3) non incoraggiano comportamenti pregiudizievoli per la salute
o la sicurezza;
4) non incoraggiano  comportamenti  gravemente  pregiudizievoli
per la protezione dell'ambiente;
d)  e'  vietata  qualsiasi  forma  di  comunicazione  commerciale
audiovisiva per le sigarette e gli altri prodotti a base di  tabacco;
le  comunicazioni  commerciali  audiovisive  sono  vietate  anche  se
effettuate in forma indiretta mediante utilizzazione di nomi, marchi,
simboli o di altri elementi caratteristici di prodotti del tabacco  o
di aziende la cui attivita' principale consiste  nella  produzione  o
nella vendita di tali prodotti, quando per forme, modalita'  e  mezzi
impiegati ovvero in base a  qualsiasi  altro  univoco  elemento  tale
utilizzazione sia idonea a perseguire una finalita' pubblicitaria dei
prodotti  stessi.  Al  fine  di  determinare  quale  sia  l'attivita'
principale dell'azienda  deve  farsi  riferimento  all'incidenza  del
fatturato delle singole attivita' di modo che quella  principale  sia
comunque prevalente rispetto a  ciascuna  delle  altre  attivita'  di
impresa nell'ambito del territorio nazionale;
e)  le  comunicazioni  commerciali  audiovisive  per  le  bevande
alcoliche  non  si   rivolgono   specificatamente   ai   minori   ne'
incoraggiano il consumo smodato di tali bevande;
f) sono vietate  le  comunicazioni  commerciali  audiovisive  dei
medicinali  e  delle   cure   mediche   che   si   possono   ottenere
esclusivamente su prescrizione medica;
g)  le  comunicazioni  commerciali   audiovisive   non   arrecano
pregiudizio fisico o morale ai minori. Non esortano pertanto i minori
ad acquistare o locare un prodotto o un servizio sfruttando  la  loro
inesperienza o credulita', ne' li incoraggiano a  persuadere  i  loro
genitori o altri ad acquistare i beni o i servizi pubblicizzati,  ne'
sfruttano la particolare fiducia che i minori ripongono nei genitori,
negli insegnanti o in altre persone, ne' mostrano senza motivo minori
che si trovano in situazioni pericolose.
2. Il Ministero, d'intesa con l'Autorita' e  sentito  il  Ministero
della salute, incoraggia i fornitori di servizi di media ad elaborare
codici  di  condotta   concernenti   le   comunicazioni   audiovisive
commerciali non appropriate che accompagnano i programmi per  bambini
o vi sono incluse, relative  a  prodotti  alimentari  o  bevande  che
contengono sostanze nutritive e sostanze con un effetto  nutrizionale
o fisiologico, in particolare quelle come i grassi, gli acidi  grassi
trans, gli zuccheri, il sodio o il sale, la cui assunzione  eccessiva
nella dieta generale non e' raccomandata.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano altresi' alle
1. L'articolo 37 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e'
«Art.  37  (Interruzioni  pubblicitarie).  -  1.   La   pubblicita'
televisiva e le televendite devono essere chiaramente riconoscibili e
distinguibili dal contenuto editoriale. Senza pregiudicare  l'uso  di
nuove  tecniche  pubblicitarie,  la  pubblicita'  televisiva   e   le
televendite devono essere tenute nettamente distinte  dal  resto  del
programma con mezzi ottici ovvero acustici o spaziali.
2. Gli  spot  pubblicitari  e  di  televendita  isolati,  salvo  se
inseriti  in  trasmissioni  di  eventi  sportivi,  devono  costituire
eccezioni. La  pubblicita'  televisiva  e  gli  spot  di  televendita
possono essere inseriti anche nel corso di un programma in modo  tale
che  non  ne  sia  pregiudicata  l'integrita',  tenuto  conto   degli
intervalli naturali dello stesso nonche' della sua durata  e  natura,
nonche' i diritti dei titolari.
3. L'inserimento di messaggi pubblicitari durante  la  trasmissione
di opere teatrali, liriche e musicali e' consentito nel rispetto  dei
principi di cui ai  commi  precedenti  e  comunque  negli  intervalli
abitualmente effettuati nelle sale teatrali.
4.  La  trasmissione   di   notiziari   televisivi,   lungometraggi
cinematografici, film prodotti per la televisione, ad  esclusione  di
serie,  seriali,  romanzi  a  puntate  e  documentari,  puo'   essere
interrotta da pubblicita' televisiva ovvero televendite soltanto  una
volta per ogni periodo programmato di almeno trenta minuti.
5. La pubblicita' e la  televendita  non  possono  essere  inserite
durante la trasmissione di funzioni  religiose.  La  trasmissione  di
programmi  per  bambini  puo'  essere   interrotta   da   pubblicita'
televisiva ovvero televendite soltanto una  volta  per  ogni  periodo
programmato di almeno trenta minuti, purche'  la  durata  programmata
della trasmissione sia superiore a trenta minuti.
6. Alle emittenti televisive, anche analogiche, in ambito locale le
cui trasmissioni siano destinate unicamente al territorio  nazionale,
ad eccezione delle trasmissioni effettuate  in  interconnessione,  in
deroga  alle  disposizioni  di  cui  alla  direttiva  89/552/CEE,   e
successive modificazioni, in tema di messaggi pubblicitari durante la
trasmissione di opere teatrali, cinematografiche, liriche e musicali,
sono consentite, oltre a quelle inserite nelle pause  naturali  delle
opere medesime, due interruzioni pubblicitarie per ogni atto o  tempo
indipendentemente dalla durata delle opere stesse; per  le  opere  di
durata programmata compresa  tra  novanta  e  centonove  minuti  sono
consentite analogamente due interruzioni pubblicitarie per ogni  atto
o tempo; per le opere di durata  programmata  uguale  o  superiore  a
centodieci minuti sono consentite tre interruzioni pubblicitarie piu'
una  interruzione  supplementare  ogni  trenta   minuti   di   durata
programmata ulteriore rispetto a centodieci minuti.
7. Ai fini del presente articolo, per durata programmata si intende
il tempo  di  trasmissione  compreso  tra  l'inizio  della  sigla  di
apertura e la fine della sigla di chiusura del  programma,  al  lordo
della pubblicita' inserita, come previsto  nella  programmazione  del
8. Fermo restando il divieto di televendita  di  cure  mediche,  la
pubblicita'  radiofonica  e  televisiva  di  strutture  sanitarie  e'
regolata  dalla  apposita  disciplina  in  materia   di   pubblicita'
sanitaria di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 175, come  modificata
dalla legge 26 febbraio 1999, n. 42, dalla legge 14 ottobre 1999,  n.
362, nonche' dall'articolo 7, comma 8, della legge 3 maggio 2004,  n.
112, e successive modificazioni.
9.  La  pubblicita'  televisiva  e  la  televendita  delle  bevande
alcoliche devono conformarsi ai seguenti criteri:
a) non rivolgersi espressamente ai minori, ne',  in  particolare,
presentare minori intenti a consumare tali bevande;
b) non collegare il consumo di alcolici con  prestazioni  fisiche
di particolare rilievo o con la guida di automobili;
c)  non  creare  l'impressione  che  il   consumo   di   alcolici
contribuisca al successo sociale o sessuale;
d) non indurre a credere  che  le  bevande  alcoliche  possiedano
qualita' terapeutiche stimolanti o calmanti o  che  contribuiscano  a
risolvere situazioni di conflitto psicologico;
e) non incoraggiare un uso eccessivo e incontrollato  di  bevande
alcoliche  o  presentare  in  una  luce  negativa  l'astinenza  o  la
sobrieta';
f) non usare l'indicazione  del  rilevante  grado  alcolico  come
qualita' positiva delle bevande.
10. La trasmissione di dati e di  informazioni  all'utenza  di  cui
all'articolo 26, comma 3, puo' comprendere  anche  la  diffusione  di
inserzioni pubblicitarie.
11. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano  altresi'
alla  pubblicita'  ed  alle  televendite  trasmesse  dalle  emittenti
radiofoniche.».
1. L'articolo 38 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e'
«Art. 38 (Limiti di affollamento). - 1. La trasmissione di messaggi
pubblicitari da parte  della  concessionaria  del  servizio  pubblico
generale radiotelevisivo non puo' eccedere il 4 per cento dell'orario
settimanale di programmazione  ed  il  12  per  cento  di  ogni  ora;
un'eventuale eccedenza, comunque non superiore al  2  per  cento  nel
corso di  un'ora,  deve  essere  recuperata  nell'ora  antecedente  o
2. La trasmissione di spot pubblicitari televisivi da  parte  delle
emittenti in chiaro, anche analogiche, in ambito  nazionale,  diverse
dalla concessionaria del servizio pubblico generale  radiotelevisivo,
non  puo'  eccedere  il  15  per  cento  dell'orario  giornaliero  di
programmazione ed il 18 per cento di una determinata e  distinta  ora
d'orologio; un'eventuale eccedenza, comunque non superiore al  2  per
cento nel corso dell'ora, deve essere recuperata nell'ora antecedente
o  successiva.  Un  identico  limite  e'  fissato  per   i   soggetti
autorizzati,  ai   sensi   dell'articolo   29,   a   trasmettere   in
contemporanea su almeno dodici bacini di utenza, con  riferimento  al
tempo di programmazione in contemporanea.
3. Il  tempo  massimo  di  trasmissione  quotidiana  dedicato  alla
pubblicita' da parte delle emittenti radiofoniche e televisive, anche
analogiche, in ambito nazionale,  diverse  dalla  concessionaria  del
servizio pubblico generale radiotelevisivo,  e'  portato  al  20  per
cento  se  comprende  forme  di  pubblicita'   diverse   dagli   spot
pubblicitari come le telepromozioni, fermi restando per le  emittenti
televisive i limiti di affollamento giornaliero e orario  di  cui  al
comma 2 per gli spot pubblicitari. Per i medesimi soggetti  il  tempo
di trasmissione dedicato a tali forme di  pubblicita'  diverse  dagli
spot pubblicitari non deve comunque superare un'ora e  dodici  minuti
4. In ogni caso la proporzione di spot televisivi pubblicitari e di
spot di televendita in una determinata e distinta ora d'orologio  non
deve superare il 20 per cento.
5. La trasmissione di spot  pubblicitari  televisivi  da  parte  di
emittenti a pagamento, anche analogiche, non puo' eccedere per l'anno
2010 il 16 per cento, per l'anno 2011 il 14 per cento, e, a decorrere
dall'anno 2012, il 12 per cento di una  determinata  e  distinta  ora
o successiva.
6. Le disposizioni di cui ai commi da 2 a 5 non si  applicano  agli
annunci  delle  emittenti,  anche  analogiche,  relativi  ai   propri
programmi e ai prodotti collaterali da questi direttamente  derivati,
agli annunci di sponsorizzazione e agli inserimenti di prodotti.
7. La trasmissione di messaggi pubblicitari  radiofonici  da  parte
delle  emittenti  radiofoniche  diverse  dalla   concessionaria   del
servizio pubblico generale radiotelevisivo  non  puo'  eccedere,  per
ogni ora di programmazione, rispettivamente il 20 per  cento  per  la
radiodiffusione sonora in ambito nazionale, il 25 per  cento  per  la
radiodiffusione sonora in ambito locale,  il  10  per  cento  per  la
radiodiffusione sonora nazionale  o  locale  da  parte  di  emittente
radiofonica analogica a carattere comunitario. Un'eventuale eccedenza
di messaggi pubblicitari, comunque non superiore al 2 per  cento  nel
corso di un'ora, deve essere recuperata  nell'ora  antecedente  o  in
8. Fermo restando il limite di affollamento orario di cui al  comma
7, per le emittenti radiofoniche operanti in ambito locale  il  tempo
massimo di trasmissione quotidiana  dedicato  alla  pubblicita',  ove
siano comprese forme di pubblicita' diverse dagli spot, e' del 35 per
9. La trasmissione di messaggi  pubblicitari  televisivi  da  parte
delle emittenti, anche analogiche, operanti in ambito locale non puo'
eccedere  il  25  per  cento  di  ogni  ora  e  di  ogni  giorno   di
programmazione. Un'eventuale eccedenza, comunque non superiore  al  2
per cento nel  corso  di  un'ora,  deve  essere  recuperata  nell'ora
antecedente o successiva.
10. La  pubblicita'  locale  e'  riservata  alle  emittenti,  anche
analogiche, e alle emittenti radiofoniche operanti in ambito  locale.
I  soggetti  diversi  dalle  emittenti,  anche   analogiche,e   dalle
emittenti radiofoniche operanti in  ambito  locale,  ivi  inclusa  la
concessionaria del servizio pubblico generale  radiotelevisivo,  sono
tenuti a trasmettere messaggi pubblicitari contemporaneamente, e  con
identico contenuto su tutti i bacini serviti. Le emittenti televisive
e radiofoniche, sia analogiche  che  digitali,  autorizzate  in  base
all'articolo  29  possono   trasmettere,   oltre   alla   pubblicita'
nazionale, pubblicita' locale diversificata per ciascuna zona oggetto
della       autorizzazione,       interrompendo       temporaneamente
l'interconnessione.
11. Sono nulle e si hanno per non apposte le clausole dei contratti
di  pubblicita'  che   impongono   alle   emittenti,   televisive   o
radiofoniche, sia analogiche che digitali, di  trasmettere  programmi
diversi o aggiuntivi rispetto ai messaggi pubblicitari.
12. I messaggi pubblicitari, facenti parte di  iniziative  promosse
da  istituzioni,  enti,   associazioni   di   categoria,   produttori
editoriali e librai, volte a sensibilizzare l'opinione  pubblica  nei
confronti del libro e della  lettura,  trasmessi  gratuitamente  o  a
condizioni di favore da emittenti,  anche  analogiche,  da  emittenti
radiofoniche, pubbliche e  private,  e  brevi  messaggi  pubblicitari
rappresentati da anteprime  di  opere  cinematografiche  di  prossima
programmazione di nazionalita' europea, non sono considerati ai  fini
del calcolo dei limiti massimi di cui al presente articolo.
13. Ai fini del presente  articolo,  l'ora  d'orologio  si  computa
partendo, per ciascuna giornata di  programmazione,  dall'ora  e  dal
minuto di inizio delle  trasmissioni  di  ciascuna  emittente,  anche
analogica; per "orario giornaliero di programmazione" si  intende  il
tempo che intercorre, per ciascun giorno solare, tra l'inizio  ed  il
termine effettivi delle trasmissioni  di  ciascuna  emittente,  anche
analogica.».
1. L'articolo 39 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e'
«Art.  39  (Disposizioni  sui  servizi  di  media   audiovisivi   e
radiofonici e sulle  sponsorizzazioni).  -  1.  I  servizi  di  media
audiovisivi o i programmi sponsorizzati devono rispondere ai seguenti
a) il contenuto e, nel caso di trasmissioni  radiotelevisive,  la
programmazione di  una  trasmissione  sponsorizzata  non  possono  in
nessun caso essere influenzati  dallo  sponsor  in  maniera  tale  da
ledere la responsabilita' e l'autonomia editoriale dei  fornitori  di
servizi di media audiovisivi  o  della  concessionaria  pubblica  nei
confronti delle trasmissioni;
b)  devono  essere  chiaramente  riconoscibili   come   programmi
sponsorizzati  e  indicare  il  nome  o  il  logotipo  dello  sponsor
all'inizio o alla fine del programma;
c) non devono stimolare all'acquisto o al noleggio dei prodotti o
servizi dello sponsor o di un terzo, specialmente facendo riferimenti
specifici di carattere promozionale a detti prodotti o servizi.
2. I servizi di media audiovisivi o i programmi non possono  essere
sponsorizzati da  persone  fisiche  o  giuridiche  la  cui  attivita'
principale consista nella fabbricazione  o  vendita  di  sigarette  o
altri prodotti del tabacco ovvero nella fabbricazione  o  vendita  di
3. La  sponsorizzazione  di  servizi  di  media  audiovisivi  o  di
programmi da  parte  di  imprese  le  cui  attivita'  comprendano  la
produzione o  la  vendita  di  medicinali  e  di  cure  mediche  puo'
riguardare la promozione del nome o  dell'immagine  dell'impresa,  ma
non puo' promuovere  specifici  medicinali  o  cure  mediche  che  si
possono ottenere esclusivamente su prescrizione medica.
4. Le sponsorizzazioni di emittenti, anche  analogiche,  in  ambito
locale puo' esprimersi anche  mediante  segnali  acustici  e  visivi,
trasmessi in occasione delle interruzioni dei programmi  accompagnati
dalla citazione del nome e del marchio dello sponsor e  in  tutte  le
forme   consentite   dalla   direttiva   89/552/CEE,   e   successive
5. E' vietata la sponsorizzazione di telegiornali e radiogiornali e
di notiziari di carattere politico.
6. E' vietato mostrare il logo di una  sponsorizzazione  durante  i
programmi per bambini, i documentari e i programmi religiosi.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano altresi' alle
1. All'articolo 40, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177,
«2-bis. Le finestre di televendita non concorrono  al  computo  dei
limiti di cui all'articolo 38,  sono  chiaramente  identificate  come
tali  con  mezzi  ottici  e  acustici  e  hanno  una  durata   minima
ininterrotta di quindici minuti. Nel caso della radiofonia la  durata
minima e' ridotta a tre minuti.
2-ter. Ai palinsesti dedicati esclusivamente alla pubblicita', alle
televendite, ovvero all'autopromozione non  si  applicano  l'articolo
37, commi da 1 a 7, l'articolo 38, comma 2, e l'articolo 44.».
1. Dopo l'articolo 40 del decreto legislativo 31  luglio  2005,  n.
«Art. 40-bis (Inserimento  di  prodotti).  -  1.  L'inserimento  di
prodotti e' consentito nelle opere cinematografiche, in film e  serie
prodotti per i servizi di media audiovisivi, in programmi sportivi  e
in programmi di intrattenimento leggero, con esclusione dei programmi
per bambini. L'inserimento puo'  avvenire  sia  dietro  corrispettivo
monetario ovvero dietro fornitura  gratuita  di  determinati  beni  e
servizi, quali aiuti alla produzione e premi,  in  vista  della  loro
inclusione all'interno di un programma.
2. I programmi nei  quali  sono  inseriti  prodotti  devono  essere
conformi ai seguenti requisiti:
a) il loro contenuto e, nel caso di trasmissioni  televisive,  la
loro programmazione non devono essere in alcun  caso  influenzati  in
modo da compromettere la responsabilita' e l'indipendenza  editoriale
del fornitore di servizi di media;
b) non incoraggiano direttamente l'acquisto  o  la  locazione  di
beni  o  servizi,  in  particolare  facendo   specifici   riferimenti
promozionali a tali beni o servizi;
3. Qualora  il  programma  nel  quale  sono  inseriti  prodotti  e'
prodotto ovvero commissionato  dal  fornitore  di  servizi  di  media
audiovisivi ovvero da societa' da esso controllata  i  telespettatori
devono essere chiaramente informati  dell'esistenza  dell'inserimento
di  prodotti  medianti  avvisi   all'inizio   e   alla   fine   della
trasmissione,   nonche'    alla    ripresa    dopo    un'interruzione
4. E' vietato l'inserimento di prodotti a  base  di  tabacco  o  di
sigarette, ovvero di prodotti di imprese la cui principale  attivita'
e' costituita dalla produzione  o  vendita  di  prodotti  a  base  di
tabacco. E' altresi' vietato l'inserimento di prodotti  medicinali  o
di  cure  mediche  che  si   possono   ottenere   esclusivamente   su
5. I produttori, le emittenti, anche analogiche, le  concessionarie
di pubblicita'  e  gli  altri  soggetti  interessati,  adottano,  con
procedure di auto-regolamentazione,  la  disciplina  applicativa  dei
principi  enunciati   nei   commi   precedenti.   Le   procedure   di
auto-regolamentazione sono comunicate all'Autorita' che  ne  verifica
l'attuazione.».
2. Le disposizioni del presente articolo si applicano unicamente ai
programmi prodotti successivamente alla data di entrata in vigore del
1. L'articolo 44 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e'
«Art. 44 (Promozione della  distribuzione  e  della  produzione  di
opere europee). - 1. I fornitori di servizi di media audiovisivi, sia
lineari che non lineari, favoriscono  lo  sviluppo  e  la  diffusione
della produzione audiovisiva europea.
2.  Le  emittenti  televisive,  anche  analogiche,   su   qualsiasi
piattaforma di trasmissione, indipendentemente dalla  codifica  delle
trasmissioni, riservano alle opere europee la maggior parte del  loro
tempo di  trasmissione,  escluso  il  tempo  destinato  a  notiziari,
manifestazioni sportive, giochi televisivi, pubblicita',  servizi  di
teletext e televendite. Le emittenti televisive, anche analogiche, su
qualsiasi piattaforma di trasmissione,  compresa  la  pay  per  view,
indipendentemente dalla codifica delle trasmissioni,  riservano  ogni
anno almeno il 10 per  cento  del  tempo  di  diffusione  alle  opere
europee degli ultimi cinque anni, incluse le  opere  cinematografiche
di espressione originale italiana ovunque prodotte. La concessionaria
del servizio  pubblico  generale  radiotelevisivo,  indipendentemente
dalla codifica delle trasmissioni, riserva una quota  minima  del  20
per cento del tempo di trasmissione alle opere europee  degli  ultimi
cinque  anni,  incluse  le  opere  cinematografiche  di   espressione
originale italiana ovunque prodotte.
3.  Le  emittenti  televisive,  anche  analogiche,   su   qualsiasi
piattaforma   di   trasmissione,   compresa   la   pay   per    view,
indipendentemente dalla codifica delle trasmissioni, riservano il  10
per cento almeno dei propri introiti netti annui, cosi' come indicati
nel conto economico dell'ultimo bilancio  di  esercizio  disponibile,
alla produzione, al finanziamento, al pre-acquisto e all'acquisto  di
opere europee realizzate da produttori  indipendenti.  Tali  introiti
sono quelli che il  soggetto  obbligato  ricava  da  pubblicita',  da
televendite, da sponsorizzazioni,  da  contratti  e  convenzioni  con
soggetti pubblici e privati, da provvidenze pubbliche  e  da  offerte
televisive a pagamento di programmi di carattere non sportivo di  cui
esso ha la responsabilita' editoriale, inclusi i palinsesti diffusi o
distribuiti  attraverso  piattaforme  diffusive  o  distributive   di
soggetti terzi. La percentuale di cui al primo  periodo  deve  essere
raggiunta assegnando una quota adeguata ad opere recenti, vale a dire
quelle diffuse entro un termine di cinque anni dalla loro produzione,
incluse le opere cinematografiche di espressione  originale  italiana
ovunque prodotte. La concessionaria del  servizio  pubblico  generale
radiotelevisivo destina alle opere europee realizzate  da  produttori
indipendenti una quota non inferiore  al  15  per  cento  dei  ricavi
complessivi annui derivanti dagli  abbonamenti  relativi  all'offerta
radiotelevisiva nonche' i ricavi pubblicitari connessi  alla  stessa,
al netto degli introiti derivanti  da  convenzioni  con  la  pubblica
amministrazione e dalla vendita di beni  e  servizi;  all'interno  di
questa quota, nel contratto di servizio e' stabilita una riserva  non
inferiore  al  20  per  cento  da  destinare  alla   produzione,   al
finanziamento,   al   pre-acquisto   o    all'acquisto    di    opere
cinematografiche di espressione originale italiana ovunque prodotte e
una riserva non inferiore al 5 per cento  da  destinare  a  opere  di
animazione appositamente prodotte per  la  formazione  dell'infanzia.
i beni e le attivita' culturali,  di  natura  non  regolamentare,  da
adottare,  sentite  le  competenti  Commissioni  parlamentari,   sono
stabiliti   i   criteri   per   la   qualificazione    delle    opere
cinematografiche di espressione originale italiana ovunque  prodotte,
nonche' le quote percentuali da riservare a queste ultime nell'ambito
delle percentuali indicate al secondo e al terzo periodo del comma  2
e al primo periodo del presente comma, tenendo conto  dello  sviluppo
del mercato e della disponibilita' delle stesse.
4. I fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti
alla giurisdizione italiana promuovono, gradualmente e  tenuto  conto
delle condizioni  di  mercato,  la  produzione  di  opere  europee  e
l'accesso alle stesse, secondo le modalita'  definite  dall'Autorita'
con proprio regolamento da adottare entro tre mesi.
5. L'Autorita' stabilisce con proprio regolamento i criteri per  la
limitazione temporale di utilizzo dei diritti secondari acquisiti dai
fornitori di servizi di media  audiovisivi,  indipendentemente  dalla
codifica delle  trasmissioni,  in  misura  proporzionale  e  comunque
connessa alla partecipazione finanziaria delle  fasi  di  sviluppo  e
realizzazione dell'opera da parte dei  produttori  indipendenti.  Gli
operatori  adottano  le  procedure  di  autoregolamentazione  per  la
disciplina dei rapporti tra emittenti televisive,  anche  analogiche,
su qualsiasi piattaforma di trasmissione, e produttori televisivi, da
comunicare alla Autorita', che ne verifica la  rispondenza  a  quanto
stabilito dal presente comma.
6. Le disposizioni del presente  articolo  non  si  applicano  alle
emittenti televisive, anche analogiche, operanti in ambito locale.
7. L'Autorita' provvede, mediante procedure di co-regolamentazione,
alla predisposizione di una disciplina di dettaglio,  sostitutiva  di
quella  esistente,  coerente  con  i  principi  di  cui  al  presente
articolo, a quelli  di  cui  all'articolo  3-decies  della  direttiva
89/552/CEE  del  3  ottobre  1989   del   Consiglio,   e   successive
modificazioni, secondo cui con riferimento ai servizi  audiovisivi  a
richiesta la promozione puo' riguardare, fra l'altro,  il  contributo
finanziario che tali  servizi  apportano  alla  produzione  di  opere
europee e all'acquisizione di diritti sulle stesse o  la  percentuale
ovvero il rilievo delle opere europee  nei  cataloghi  dei  programmi
offerti dal servizio di media audiovisivo a richiesta, fermo restando
quanto previsto dall'articolo 40-bis.
8. I vincoli di cui al presente articolo sono  verificati  su  base
annua dall'Autorita'. Ai fini della verifica annuale  dell'osservanza
delle disposizioni di cui al presente  articolo,  svolta  sulla  base
delle  comunicazioni  inviate  da  parte  dei   soggetti   obbligati,
l'Autorita' stabilisce con  proprio  regolamento  i  criteri  per  la
valutazione delle richieste di concessione  di  deroghe  per  singoli
palinsesti o cataloghi dei fornitori di servizi di media audiovisivi,
indipendentemente dalla codifica delle trasmissioni, che in  ciascuno
degli ultimi due anni di esercizio non abbiano realizzato utili o che
abbiano una quota di mercato, riferita ai ricavi da  pubblicita',  da
televisive a pagamento, inferiore  all'1  per  cento  o  che  abbiano
natura di canali tematici, in quest'ultima ipotesi nonche'  nel  caso
di canali generalisti che superano la predetta  soglia  dell'  1  per
cento, anche tenendo conto dell'effettiva disponibilita' delle  opere
in questione sul mercato.  Il  regolamento  dell'Autorita'  definisce
altresi'  le  modalita'  di  comunicazione   dell'adempimento   degli
obblighi di cui al presente articolo nel  rispetto  dei  principi  di
riservatezza previsti dal codice di cui  al  decreto  legislativo  30
giugno 2003, n. 196, e le sanzioni in caso di inadempienza.».
2. Il decreto interministeriale di cui al comma 3 dell'articolo  44
del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come  sostituito  dal
comma 1 del presente articolo, e' adottato entro sei mesi dalla  data
NORME DI COORDINAMENTO DEL TESTO UNICO
1. Al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, sono apportate le
a) all'articolo 3  la  parola:  «radiotelevisivo»  e'  sostituita
dalle  seguenti:  «dei  servizi  di   media   audiovisivi   e   della
radiofonia»; dopo le parole:  «dell'informazione»  sono  aggiunte  le
seguenti:  «,  la  tutela  dei  diritti  d'autore  e  di   proprieta'
intellettuale»; la parola comunitario e'  sostituita  dalle  seguenti
«dell'Unione europea»;
«Art. 4  (Principi  generali  del  sistema  dei  servizi  di  media
audiovisivi e della radiofonia a garanzia  degli  utenti).  -  1.  La
disciplina  del  sistema  dei  servizi   di   media   audiovisivi   e
radiofonici, a tutela degli utenti, garantisce:
a) l'accesso dell'utente, secondo criteri di non discriminazione,
ad un'ampia varieta' di informazioni e di contenuti  offerti  da  una
pluralita' di operatori nazionali e locali, favorendo a tale fine  la
fruizione e lo sviluppo, in condizioni di pluralismo e di liberta' di
concorrenza, delle opportunita' offerte  dall'evoluzione  tecnologica
da parte dei soggetti che svolgono o intendono svolgere attivita' nel
sistema delle comunicazioni;
b)  la   diffusione   di   un   congruo   numero   di   programmi
radiotelevisivi nazionali e locali in chiaro,  garantendo  l'adeguata
copertura del territorio nazionale o locale.
2. Il trattamento dei dati personali delle persone fisiche e  degli
enti nel settore  radiotelevisivo  e'  effettuato  nel  rispetto  dei
diritti, delle liberta' fondamentali, nonche' della  dignita'  umana,
con  particolare  riferimento  alla  riservatezza   e   all'identita'
personale, in conformita' alla legislazione vigente in materia.»;
c) la rubrica  dell'articolo  5  e'  sostituita  dalla  seguente:
«Principi generali del sistema dei servizi  di  media  audiovisivi  e
della radiofonia a salvaguardia del pluralismo e della concorrenza»;
d) all' articolo 5, comma  1,  la  parola:  «radiotelevisivo»  e'
sostituita dalle seguenti: «dei servizi di media audiovisivi e  della
radiofonia»; alla lettera a), le  parole:  «mercato  radiotelevisivo»
sono  sostituite  dalle  seguenti:  «sistema  dei  servizi  di  media
audiovisivi  e  della  radiofonia»;  alla  lettera  b)   le   parole:
«fornitore di  contenuti  televisivi  o  di  fornitore  di  contenuti
radiofonici» sono sostituite  dalle  seguenti:  «di  emittente  o  di
fornitore di servizi di media audiovisivi a richiesta o di  emittente
radiofonica digitale»; e le  parole:  «l'attivita'  di  operatore  di
rete, per le attivita' di fornitore  di  contenuti  televisivi  o  di
fornitore di contenuti radiofonici oppure  di  fornitore  di  servizi
interattivi associati o di  servizi  di  accesso  condizionato»  sono
sostituite dalle  seguenti:  «le  attivita'  dianzi  menzionate»;  le
parole: «in applicazione della delibera  dell'Autorita'  15  novembre
2001, n. 435/01/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 284  del
6  dicembre  2001»  sono  soppresse;  le  parole:   «l'autorizzazione
all'attivita'  di  fornitore  di  contenuti»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «l'autorizzazione all'attivita' di emittente o di fornitore
di  servizi  di  media  audiovisivi  a  richiesta  o   di   emittente
radiofonica digitale» e, in fine,  le  parole:  «o  di  fornitore  di
contenuti» sono sostituite dalle seguenti:  «o  di  emittente,  anche
radiofonica  digitale,  o  di  fornitore  di  servizi  di   media   a
richiesta»; alla lettera d) le parole: «per la fornitura di contenuti
televisivi» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «per  emittente»;  la
parola:  «radiofonici»  e'  sostituita  dalle  seguenti:   «emittente
radiofonica  digitale»;  e,  in  fine,  le  parole:   «fornitore   di
contenuti»  sono  sostituite  dalla   seguente:   «emittente,   anche
radiofonica digitale,»; alla lettera e), il numero 1)  e'  sostituito
dal seguente: «1) di non  effettuare  discriminazioni  nei  confronti
delle emittenti, anche radiofoniche  digitali,  o  dei  fornitori  di
servizi di media audiovisivi a richiesta non riconducibili a societa'
collegate e controllate, rendendo  disponibili  a  queste  ultime  le
stesse informazioni tecniche messe a  disposizione  delle  emittenti,
anche radiofoniche digitali, o  dei  fornitori  di  servizi  media  a
richiesta riconducibili a societa' collegate  e  controllate;»;  alla
lettera e), numero 2), le parole:  «soggetti  autorizzati  a  fornire
contenuti»  sono  sostituite  dalle   seguenti:   «emittenti,   anche
radiofoniche  digitali,  o  fra  fornitori  di  servizi  di  media  a
richiesta»; le parole:  «e  fornitori  indipendenti  di  contenuti  e
servizi,»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «ed  emittenti,  anche
radiofoniche digitali, fornitori di servizi di media  a  richiesta  e
fornitore di servizi interattivi associati o di  servizi  di  accesso
condizionato indipendenti,»; alla lettera e), numero 3),  le  parole:
«dai fornitori di contenuti» sono sostituite dalle  seguenti:  «dalle
emittenti, anche radiofoniche digitali, o dai  fornitori  di  servizi
media a richiesta»; alla  lettera  f)  le  parole:  «i  fornitori  di
contenuti» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «le  emittenti,  anche
radiofoniche digitali, e per  i  fornitori  di  servizi  di  media  a
richiesta»;  e  le  parole:  «degli  stessi»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «di programmi»; alla lettera g) le  parole:  «operanti  nel
settore delle comunicazioni radiotelevisive in tecnica digitale» sono
sostituite dalle seguenti: «, diverse da quelle  che  trasmettono  in
tecnica  analogica,  operanti  nei  settori  dei  servizi  di   media
audiovisivi o della emittenza radiofonica o dei  servizi  interattivi
associati o di servizi di accesso condizionato»; il numero  1)  della
lettera  g)  e'  sostituito  dal  seguente:  «1)  l'emittente,  anche
radiofonica digitale, o il fornitore di servizi di media a  richiesta
che sia anche fornitore di servizi, sia tenuto ad adottare un sistema
di contabilita' separata per ciascuna autorizzazione»; il  numero  2)
della lettera g) e' sostituito dal seguente « 2)  l'emittente,  anche
radiofonica digitale, che sia  anche  operatore  di  rete  in  ambito
televisivo  nazionale,  ovvero  fornitore  di   servizi   interattivi
associati o di servizi  di  accesso  condizionato,  sia  tenuto  alla
separazione societaria. »; alla lettera g), dopo  il  numero  2),  e'
aggiunto il seguente: «2-bis) le disposizioni di cui ai numeri  1)  e
2) non si applicano ai soggetti operanti unicamente in ambito  locale
su frequenze terrestri»; alla lettera h) le parole: «del fornitore di
contenuti radiotelevisivi» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «delle
emittenti, anche radiofoniche digitali,»; alla lettera i) le  parole:
«per le emittenti radiofoniche e televisive private, per i  fornitori
di contenuti in ambito nazionale»  sono  sostituite  dalle  seguenti:
«per le emittenti, anche analogiche, per le  emittenti  radiofoniche,
operanti in ambito nazionale»; al numero 1) della lettera i) dopo  le
parole:   «radiotelevisive   locali»   e'   aggiunta   la   seguente:
«analogiche»;
f) la rubrica  dell'articolo  7  e'  sostituita  dalla  seguente:
«Principi generali in materia di informazione e di ulteriori  compiti
di pubblico servizio nel settore dei servizi di media  audiovisivi  e
radiofonici»;
g) all'articolo 7,  comma  1,  le  parole:  «radiotelevisiva,  da
qualsiasi  emittente  o  fornitore  di  contenuti  esercitata,»  sono
sostituite dalle seguenti: «mediante servizio di media audiovisivo  o
radiofonico»; al comma 2, lettera a), dopo la parola:  «opinioni»  le
parole «, comunque non consentendo la sponsorizzazione dei notiziari»
sono soppresse; al comma 3 le parole: «radiotelevisive ed i fornitori
di contenuti in ambito nazionale» sono sostituite dalle seguenti:  «,
anche analogiche e per le emittenti radiofoniche, diverse  da  quelle
operanti in ambito locale,»; al comma 5 le parole:  «nella  Comunita'
europea» sono sostituite dalle seguenti: «nell'Unione europea»;
h) all'articolo  8,  comma  2,  le  parole:  «di  radiodiffusione
televisiva» sono sostituite dalle seguenti:  «dei  servizi  di  media
audiovisivi»; le parole: « titolari di autorizzazione alla  fornitura
di  contenuti  destinati  alla  diffusione»  sono  sostituite   dalle
seguenti: «abilitati a diffondere i propri contenuti»;
i) la rubrica  dell'articolo  9  e'  sostituita  dalla  seguente:
«Ministero dello sviluppo economico»;
l)  all'articolo  9,  comma  2,  le   parole:   «Ministro   delle
comunicazioni per il settore radiotelevisivo» sono  sostituite  dalle
seguenti: «Ministro  dello  sviluppo  economico  per  i  settori  dei
servizi di media audiovisivi e della  radiofonia»;  al  comma  3,  le
parole: «nel settore radiotelevisivo» sono sostituite dalle seguenti:
«nei settori dei servizi di media audiovisivi e della radiofonia»;
m) la rubrica dell'articolo  10  e'  sostituita  dalla  seguente:
«Competenze  in  materia  di   servizi   di   media   audiovisivi   e
radiodiffusione dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni»;
n) all'articolo 10, comma 1, le parole:  «anche  radiotelevisive»
sono sostituite dalle seguenti:  «anche  mediante  servizi  di  media
audiovisivi o radiofonici»; al comma 2  le  parole:  «in  materia  di
radiotelevisione» sono sostituite  dalle  seguenti:  «in  materia  di
servizi di media audiovisivi e radiofonici»;
o) all'articolo 11, comma 1, le parole: «materia radiotelevisiva»
sono sostituite dalle seguenti:  «in  materia  di  servizi  di  media
audiovisivi e radiofonici»;
p)  all'articolo  12,  comma  1,  lettera  c),  le  parole:  «per
fornitore  di  contenuti»  sono  sostituite  dalle   seguenti:   «per
emittente, anche radiofonica digitale,»; alla lettera d)  la  parola:
«licenza» e' sostituita dalla seguente: «autorizzazione»;
q) all'articolo 15, comma 5, e' aggiunto, in  fine,  il  seguente
periodo: «Il Ministero dello sviluppo economico provvede a uniformare
la durata delle autorizzazioni degli operatori di rete rilasciate  ai
sensi del presente testo unico con quelle  rilasciate  ai  sensi  del
decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259.»;
r) la rubrica del Capo II, del Titolo III,  e'  sostituita  dalla
seguente: «Disciplina  dell'emittente  su  frequenze  terrestri»;  la
rubrica   dell'articolo   16   e'    sostituita    dalla    seguente:
s) all'articolo 16, comma 1, la parola «televisivi» e' sostituita
da quella «audiovisivi». Il comma 3 e' soppresso;
t) all'articolo 17, comma 1, la parola: «contenuti» e' sostituita
dalle seguenti: «programmi audiovisivi». Dopo il comma 2 e'  aggiunto
il seguente: «2-bis. Con proprio regolamento, l'Autorita' provvede ad
uniformare i contributi  previsti  per  le  diffusioni  su  frequenze
terrestri in tecnica analogica a quelli previsti per le diffusioni in
tecnica digitale. Con il medesimo regolamento,  l'Autorita'  provvede
ad uniformare i contributi dovuti dai fornitori di servizi  di  media
audiovisivi,   indipendentemente   dalla   rete   di    comunicazione
elettronica impiegata.»;
u) nella rubrica dell'  articolo  18  le  parole:  «fornitore  di
contenuti televisivi» sono sostituite dalla seguente: «emittente»; al
comma 1 dello stesso articolo le parole: «contenuti televisivi»  sono
sostituite dalle seguenti: «servizi di media audiovisivi»; al comma 2
le parole: «lettera p)» sono sostituite dalle seguenti: «lettera z)»;
al comma 5 le parole: «fornitore di contenuti» sono sostituite  dalla
seguente: «emittente»;
v) nella  rubrica  dell'articolo  19  le  parole:  «fornitore  di
contenuti radiofonici» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «emittente
radiofonica digitale»; al comma 1 dello stesso  articolo  le  parole:
«fornitura di contenuti» sono sostituite dalle seguenti: «prestazione
di servizi»;
z) la rubrica del Capo III, del Titolo III, e'  sostituita  dalla
seguente: «Disciplina dell'emittente via satellite e  via  cavo».  La
rubrica   dell'articolo   20   e'    sostituita    dalla    seguente:
«Autorizzazioni alla  prestazione  di  servizi  media  audiovisivi  o
radiofonici via satellite»;
aa) l'articolo 20, comma  1,  e'  sostituito  dal  seguente:  «1.
L'autorizzazione  alla  prestazione  di  servizi  media   audiovisivi
lineari o radiofonici via satellite  e'  rilasciata  dalla  Autorita'
sulla base della disciplina stabilita con proprio regolamento.»;
bb) la rubrica dell' articolo 21 e'  sostituita  dalla  seguente:
«Autorizzazioni alla prestazione di servizi di  media  audiovisivi  o
radiofonici via cavo»;
cc) all'articolo 21, comma 1, le parole: «diffusione di contenuti
radiotelevisivi» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «prestazione  di
servizi di media audiovisivi lineari o radiofonici»; dopo il comma  1
e' aggiunto, in fine,  il  seguente:  «1-bis.  L'autorizzazione  alla
prestazione di servizi di media audiovisivi lineari o radiofonici  su
altri mezzi di comunicazione elettronica e' rilasciata dall'Autorita'
sulla base della disciplina stabilita  con  proprio  regolamento,  da
adottare entro il 30 giugno 2010»;
dd) all'articolo  22,  comma  1,  le  parole:  «ai  fornitori  di
contenuti» sono sostituite dalle  seguenti:  «alle  emittenti,  anche
radiofoniche digitali, che diffondono»;
«Titolo III (Attivita'). - Capo III-bis (Disciplina  del  fornitore
di  servizi  di  media  audiovisivi  a  richiesta).  -  Art.   22-bis
(Autorizzazione alla fornitura di  servizi  di  media  audiovisivi  a
richiesta). -  1.  L'attivita'  di  fornitore  di  servizi  di  media
audiovisivi a richiesta e'  soggetta  al  regime  dell'autorizzazione
generale. A tal  fine,  il  richiedente  presenta  all'Autorita'  una
dichiarazione di  inizio  attivita'  nel  rispetto  della  disciplina
stabilita dalla Autorita' stessa con proprio regolamento.
2. Nel rispetto del presente testo  unico,  l'Autorita'  adotta  il
regolamento di cui al comma 1 entro il 30 giugno 2010. Il regolamento
individua gli elementi della dichiarazione di inizio  attivita',  con
riferimento a qualita' e requisiti del  soggetto,  persona  fisica  o
giuridica,  che  svolge  l'attivita',  escluso  ogni  riferimento  ai
contenuti dei servizi oggetto dell'attivita' medesima e stabilisce  i
modelli  per  la  presentazione   della   dichiarazione   di   inizio
ff) all'articolo 23, comma 1, secondo  periodo,  dopo  la  parola
«emittenti» e' inserita la seguente:  «analogiche»;  al  comma  3  le
parole «lettera p)» sono sostituite dalle seguenti: «lettera z)»;  al
comma  4  dopo  la  parola:  «emittenti»  e'  inserita  la  seguente:
«analogiche»  e  le  parole:  «lettera  p)»  sono  sostituite   dalle
seguenti: «lettera z)»;
gg) all'articolo 25, comma 1, le  parole:  «le  licenze  e»  sono
hh)  all'articolo  26,  ai  commi  1  e  2,   dopo   la   parola:
«radiotelevisive» e' inserita la seguente: «analogiche»; al  comma  1
le parole:  «alla  fornitura  di  contenuti»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «per emittente, anche radiofonica digitale,»;
ii)  all'articolo  27,  comma  1,  dopo  le  parole:   «emittenti
televisive» e' inserita la seguente: «analogiche»; al comma  5,  dopo
le parole  «radiodiffusione  sonora  e  televisiva»  e'  aggiunta  la
seguente «analogica»;  dopo  le  parole:  «emittenti  televisive»  e'
aggiunta  la  seguente  «analogiche»;  e  in  fine,  dopo  la  parola
«emittenti» sono aggiunte le seguenti « radiofoniche analogiche»;  al
comma  6  dopo  le  parole  «emittenti»  sono  aggiunte  le  seguenti
«analogiche».
ll) all'articolo 28, comma 2, dopo le parole «ciascuna emittente»
e' inserita la parola «analogica»;
mm) all'articolo 29, comma 1, dopo la parola «radiotelevisive» e'
inserita la seguente: «analogiche»;  al  comma  2,  dopo  la  parola:
«locali» e' aggiunta la seguente: «analogiche»; e, in fine,  dopo  la
parola: «emittenti» e' aggiunta la seguente: «analogiche»; al comma 3
dopo la parola «radiofoniche» e' aggiunta la seguente:  «analogiche»;
e dopo la parola «televisive» e' aggiunta la seguente:  «analogiche»;
al comma 6, dopo la parola: «emittenti» sono  aggiunte  le  seguenti:
«analogiche, televisive o radiofoniche,»; al comma 7, dopo la parola:
«locali»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «analogiche,  televisive   o
radiofoniche,»; al comma 8,  dopo  le  parole:  «  interconnesse  tra
emittenti» e' aggiunta la seguente: «analogiche»; in fine,  al  comma
8, dopo le parole: «limiti previsti per le emittenti» e' aggiunta  la
seguente: «analogiche»;
nn) la rubrica dell'articolo 30  e'  sostituita  dalla  seguente:
«Ripetizione di palinsesti radiotelevisivi»; al primo periodo  ed  al
terzo periodo del comma 2 del  medesimo  articolo,  dopo  le  parole:
«emittenti televisive» e'  aggiunta  la  seguente:  «analogiche»;  in
fine, al comma 2, le  parole:  «lettera  q)»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «lettera aa)»;
oo) la rubrica del Capo V del  Titolo  III  e'  sostituita  dalla
seguente: «Disciplina del fornitore di servizi interattivi  associati
o di servizi di accesso condizionato»;
«Art. 32-quinquies (Telegiornali e giornali radio. Rettifica). - 1.
Ai telegiornali e ai giornali  radio  si  applicano  le  norme  sulla
registrazione dei giornali e periodici, contenute negli articoli 5  e
6 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive  modificazioni;  i
direttori dei telegiornali e dei giornali radio sono, a questo  fine,
considerati direttori responsabili.
2. Chiunque si ritenga leso nei suoi  interessi  morali,  quali  in
particolare l'onore e la reputazione,  o  materiali  da  trasmissioni
contrarie a verita' ha diritto di chiedere al fornitore di servizi di
media audiovisivi lineari, incluse  la  concessionaria  del  servizio
pubblico generale radiotelevisivo, all'emittente  radiofonica  ovvero
alle persone da loro delegate al controllo  della  trasmissione,  che
sia trasmessa apposita rettifica, purche'  questa  ultima  non  abbia
contenuto che possa dar luogo a responsabilita' penali.
3. La rettifica e' effettuata entro quarantotto ore dalla  data  di
ricezione della relativa richiesta, in fascia oraria e con il rilievo
corrispondenti a quelli della trasmissione che ha dato  origine  alla
lesione  degli  interessi.  Trascorso  detto  termine  senza  che  la
rettifica sia stata effettuata,  l'interessato  puo'  trasmettere  la
richiesta all'Autorita', che provvede ai sensi del comma 4.
4. Fatta salva la competenza dell'autorita' giudiziaria ordinaria a
tutela  dei  diritti  soggettivi,  nel  caso  in   cui   l'emittente,
televisiva o radiofonica, analogica o digitale, o  la  concessionaria
del servizio pubblico  generale  radiotelevisivo  ritengano  che  non
ricorrono  le  condizioni  per  la  trasmissione   della   rettifica,
sottopongono entro il giorno successivo alla richiesta  la  questione
all'Autorita', che si pronuncia nel  termine  di  cinque  giorni.  Se
l'Autorita' ritiene fondata la richiesta di rettifica,  quest'ultima,
preceduta dall'indicazione  della  pronuncia  dell'Autorita'  stessa,
deve essere trasmessa  entro  le  ventiquattro  ore  successive  alla
pronuncia medesima.
5. Sono abrogati gli articoli da 5 a 9 del decreto  del  Presidente
della Repubblica 27 marzo 1992, n. 255,  attuativi  dell'articolo  10
della legge 6 agosto 1990, n. 223.»;
qq) all'articolo  33,  comma  1,  le  parole:  «ai  fornitori  di
contenuti»   sono   sostituite   dalle   seguenti:   «televisive    o
radiofoniche, sia digitali che analogiche,»; in fine,  sono  aggiunte
le parole: «Analoga richiesta potra' essere effettuata  ai  fornitori
di servizi di media a richiesta, che  dovranno  inserire  i  predetti
comunicati nel loro catalogo, dandone adeguato rilievo.»;
rr) all'articolo 35, comma 2, le parole: «all'articolo  4,  comma
1, lettere b) e c)» sono sostituite  dalle  seguenti:  «dell'articolo
32, comma 2, e dell'articolo 36-bis»; al comma 3 le parole «di cui al
comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «di  cui  al  comma  3»;  al
comma 4 le parole: «dell'emittente sanzionata» sono sostituite  dalle
seguenti: « del soggetto sanzionato»; al comma 4-bis le parole:  «del
comma  6-bis  dell'articolo  34»  sono  sostituite  dalle   seguenti:
«dell'articolo 35-bis»;
«Art. 35-bis  (Valori  dello  sport).  -  1.  Le  emittenti,  anche
analogiche,  e  le  emittenti  radiofoniche,  nelle  trasmissioni  di
commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici,  sono
tenute all'osservanza di specifiche misure, individuate con codice di
autoregolamentazione recepito con decreto del Ministro dello sviluppo
economico di concerto con il Ministro  per  la  gioventu'  e  con  il
Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo  17,  comma
3,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  previo  parere   delle
Commissioni parlamentari competenti, anche  al  fine  di  contribuire
alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva
leale  e  rispettosa  dell'avversario,  per  prevenire  fenomeni   di
violenza o di turbativa dell'ordine pubblico legati allo  svolgimento
di manifestazioni sportive.»;
tt) all'articolo 43, comma  10,  le  parole:  «lettera  l)»  sono
sostituite dalle seguenti: «lettera s)»;
uu)  all'articolo  45,  comma   2,   lettera   q),   le   parole:
«dell'articolo  4,  comma  2»   sono   sostituite   dalle   seguenti:
«dell'articolo 32, comma 3»;
vv) all'articolo 51, comma  1,  lettera  c),  le  parole:  «sulla
pubblicita', sponsorizzazioni e televendite di cui agli  articoli  4,
comma 1, lettere c) e d), 37, 38, 39  e  40»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «sulle comunicazioni commerciali  audiovisive,  pubblicita'
televisiva   e   radiofonica,   sponsorizzazioni,   televendite    ed
inserimento di prodotti di cui agli articoli 36-bis, 37, 38, 39, 40 e
40-bis»; alla lettera h) le parole: «all'articolo 32» sono sostituite
dalle seguenti: «all'articolo 32-bis»; alla lettera i) le parole: «4,
comma 1, lettera b)» sono sostituite dalle seguenti: «32,  comma  2»;
al comma 4 e al comma 9 le parole: «o  del  fornitore  di  contenuti»
sono sostituite dalle seguenti «, anche analogica,  o  dell'emittente
radiofonica»;
zz) all'articolo 53, comma  1,  le  parole:  «per  la  diffusione
circolare dei programmi» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «per  la
diffusione di servizi di media audiovisivi e radiofonici».
1. Entro 180 giorni dalla data di entrata in  vigore  del  presente
decreto, il Ministero dello sviluppo economico e l'Autorita'  per  le
garanzie nelle comunicazioni, per quanto di rispettiva competenza,  e
nel rispetto delle competenze di cui agli articoli 12, 13  e  14  del
decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, provvedono ad  allineare,
secondo  criteri  di  semplificazione  ed  unificazione,   i   titoli
abilitativi rilasciati in forza delle delibere dell'Autorita' per  le
garanzie nelle comunicazioni 15 novembre 2001, n.  435/01/CONS  e  1°
marzo 2000, n. 127/00/CONS a quanto previsto dal presente decreto.
2. Laddove non diversamente previsto, entro 180 giorni  dalla  data
di entrata in vigore del presente decreto l'Autorita' adegua i propri
regolamenti alla disciplina contenuta nel presente decreto.
2. Le amministrazioni interessate  provvedono  all'adempimento  dei
Dato a Roma, addi' 15 marzo 2010
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 articolo 5
in fine
 articolo  18
 articolo 21
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 Art.   22
in fine
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in fine