Source: http://www.movimentorete.org/speciale-polo-del-lusso/convenzione-polo-del-lusso/
Timestamp: 2018-04-22 08:41:38+00:00

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Convenzione "Polo del Lusso" | Movimento Rete
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Art.1 – finalità…ma quale lusso!
Non si parla di marchi di lusso (di nicchia) ma di centro commerciale, abbigliamento e accessori. In concorrenza con le realtà già esistenti a San Marino. Anche all’articolo 7 si stabilisce che si potrà commerciare “tutti i generi di beni e servizi, alimentari e non alimentari“.
Nell’allegato B menzionato non c’è un elenco di marchi di lusso, ma di altri gestori: i quali vendono anche marche di largo consumo come Intimissimi, Adidas, Elena Mirò, Benetton ecc…Molti di questi sono già presenti a San Marino, in imprese commerciali e famigliari che rischiano di non sopravvivere alla concorrenza.
Art.2 – caratteristiche generali dell’investimento
Investimento di 105 milioni diviso in due fasi temporali: la prima da 70 milioni entro il 2017, la seconda da 35 milioni entro il 2019. In realtà nella prima fase i promotori investono 30 milioni, e i restanti 40 milioni vengono concessi con credito agevolato (su cui lo Stato paga l’80% degli interessi).
Ogni fase è divisa in due fasi temporali e in due progetti. Perché?
La nostra legge IGR impedisce tassativamente ad uno stesso progetto di ottenere sia i benefici fiscali (articolo 4) sia il credito agevolato (articolo 8). Cosi si raggira questa incompatibilità. Solo il polo del lusso può accumulare credito agevolato, benefici fiscali enormi, monofase agevolata sulle opere edili.
Le due fasi temporali permettono alle società (che saranno più di una, vedi articolo 3) di decidere loro quando inizia la decorrenza dei benefici fiscali, che per legge dovrebbero durare al massimo 7 anni. Dunque se la prima società ne beneficerà dal 2016 al 2022, la seconda potrà beneficiarne dal 2020 al 2026 e così via, aggirando ed allungando il limite dei 7 anni stabilito dalla legge.
Inoltre la seconda fase verrà considerata un ampliamento della prima, dunque consentendo che ogni euro investito nella prima fase sia defiscalizzato sottraendolo dall’utile imponibile della seconda fase. (articolo 72 legge IGR).
Art.3 – promotori e società partecipanti
I promotori (Borletti-Lussemburgo e DEA-Milano, che si occupa di operazioni di tipo immobiliare ) costituiranno in San Marino, per il progetto, 2 o 3 società.
Una società- (The Market PropCo) per la costruzione dell’immobile è riconducibile ad uno scopo immobiliare.
Le altre una o due società – curano la gestione del centro commerciale. Per la fase 2 potranno venir costituite altre società, delle quali però non si sa nulla! Ci viene solo detto che saranno “società riconducibili agli attuali azionisti”.
Questi soggetti NON sono noti né verificabili.
Il 51 % potrà essere ceduto dai promotori ad altri soggetti già dopo 5 anni (mentre il 49% può essere ceduto sin da subito).
Se si crede che il progetto commerciale avrà successo, perché cedere tutto dopo 5 anni?
Se, da come si evince dalla convenzione, ci si concentra molto sull’operazione immobiliare, quale motivo hanno i promotori di creare sinergie col territorio se il loro interesse è rivendere tutto dopo 5 anni?
Art.4 – disciplina fiscale…privilegiata
Sono riconosciuti tutti i benefici fiscali dall’art.61 all’art.75 della Legge IGR.
a) 80% di reddito non imponibile (indipendentemente dai coefficienti previsti per legge).
b) ogni società partecipante gode dei benefici fiscali (detassazione degli utili, riduzione del reddito imponibile, incentivi per l’incremento dell’occupazione, riporto delle perdite fiscali negli esercizi successivi fino ad esaurimento, esenzione sul pagamento delle tasse sulla licenza, esenzione del 50% per i primi 6 anni ecc…vedi sotto).
Il fatto che la licenza commerciale sia unica, permette di godere dei benefici sulla nuova occupazione (abbattimento della base imponibile del 25% per 3 anni). Ma siccome, in deroga alle leggi, i requisiti occupazionali si danno già per soddisfatti, il polo ottiene i benefici senza alcuna garanzie per l’occupazione.
La somma che tramite i benefici fiscali potranno raggiungere coprirà ben oltre il totale dell’investimento: viene calcolata su 105 milioni + il 15% (per che motivo? boh…) 0vvero 120.750.000!
c) viene concessa l’esenzione fiscale dell’art.73 dell’IGR, derogando alla legge! L’esenzione fiscale del 50% del reddito imponibile per 6 anni, è in realtà riservata solo a società a forma individuale o libere professioni, e solo se chi le fonda nei 12 mesi precedenti era disoccupato. Una norma per rioccupare i disoccupati diviene una facilitazione fiscale per investitori milionari.
d) sono le società partecipanti a stabilire quando inizia la decorrenza dei benefici fiscali, aggirando il limite dei 7 anni stabilito dalla legge e potendo godere degli stessi per almeno 11 anni. Tutte le esenzioni valgono anche per la fase due dell’investimento.
e) la rivalutazione degli attivi delle società partecipanti non viene computata per il raggiungimento del recupero fiscale dei 120.750.000, e non viene computata per il calcolo degli acconti per le imposte dell’anno successivo. Tale rivalutazione sarà imponibile.
f) se non vengono rispettati i termini di fine lavoro (2017 la fase 1, 2019 la fase 2) lo Stato si impegna a salvaguardare l’investimento. invece di salvaguardare se stesso. Anche andando in deroga all’art.67 della legge IGR che prevede -in caso di inadempienze- la revoca ed i recupero degli incentivi fiscali concessi. In pratica in caso di inadempienze lo Stato rinuncia a recuperare gli incentivi fiscali concessi.
Art.5 – deroga alle imposte sulle importazioni
L’imposta sulle importazioni per opere edili è ridotta al 6%. In deroga alle nostre leggi, questo beneficio viene accumulato agli altri benefici fiscali e al credito agevolato.
Art.6 – deroga alle imposte di registro
L’imposta di registro sui i terreni al 3,9%. I contratti d’appalto per opere edili hanno imposta fissa di €2.000 invece che un’imposta pari all’1% (quale grande costruttore ne beneficia?). I contratti di subappalto €200.
Gli affitti di ramo d’azienda (cioè chi gestisce i negozi) avranno un’imposta di registro dello 0,50% fino al 2022.
Tale percentuale è prevista per legge solo a favore degli affitti di locali nei centri storici affittati a studenti!
Art.7 – la convenzione modifica la legge dello Stato sul commercio
Viene espresso che nel centro commerciale si venderanno non solo abbbigliamento, ma anche “tutti i generi di beni e servizi, alimentari e non alimentari”.
Vengono esentate le società partecipanti dall’obbligo, previsto dalla Legge 71/2013, di depositare una fideiussione di €150.000 in favore dello Stato alla luce dei benefici fiscali riconosciuti.
La fideiussione serve qualora le cose non vadano bene per tutelare lo Stato a livello patrimoniale ed occupazionale (in caso di mancato pagamento dei contributi dei lavoratori ad esempio).
Perchè il governo concede tutti i benefici ma rinuncia a tutte le tutele?
Art.8 – credito molto agevolato
Viene concesso un credito agevolato totale di 65 milioni: 40 per la fase 1, 25 per la fase 2.
Lo Stato contribuisce per l’80% sull’ammontare degli interessi.
Dal terzo anno in poi tale contributo è collegato alle imposte versate dal centro commerciale.
Il credito viene concesso da istituti finanziari sammarinesi in pool con esteri.
Si va in deroga alla Legge LISF che prevede che solo banche sammarinesi (su cui Banca Centrale può controllare) possano concedere il prestito. Non sappiamo se ci sono state manifestazioni di interesse.
La banca-tramite sammarinese, sarà il CIS?
C’è il rischio di un’operazione finanziaria che approfitti del differenziale del tasso tra banca estera e sammarinese su cui sarà lo Stato a pagare l’80% di interessi.
Quanto spende lo Stato sul contributo sul credito agevolato?
Si va in deroga alla legge che prevede un importo massimo di 500.000 € (qui si va a 65 milioni!), per 5 anni (con la convenzione si va a 9 anni, usando piu fasi temporali e piu società) con contributo del 70% (qui si va all’80%).
NEI 9 ANNI si tratta di oltre €10.000.000 (calcolo fatto su un tasso del 2015: il 4,3%)
Art.9 – impegni inesistenti degli investitori
Con la fase 1 circa 200 dipendenti di cui:
1) manager e direttori non sammarinesi;
2) gli altri “di preferenza” sammarinesi, purché in possesso dei titoli richiesti;
3) resta fermo il diritto di assumere personale forense specializzato.
Gli investitori diranno a sindacati e CFP i requisiti richiesti. Se poi saranno attivati corsi dovrà sostenerli lo Stato.
Gli investitori informeranno gli affittuari delle ulteriori agevolazioni per le assunzioni di sammarinesi.
Queste le dichiarazioni della Csdl del febbraio 2015 “…non c’è stata nessuna disponibilità da parte del gruppo di imprenditori e del Governo a definire e sottoscrivere uno specifico accordo: questo non può che far sorgere il sospetto che questo investimento possa essere funzionale ad altri interessi, piuttosto che a quello di produrre lavoro per i cittadini e benefici per l’intero paese in termini di ripresa dell’economia…”
Art.10 – fornitori/comparto edile
Per i fornitori si procede non con bandi pubblici ma con trattative private in base a requisiti decisi dai promotori. Verranno invitate anche imprese sammarinesi ma solo a parità di condizioni verranno assunte queste ultime (se una ditta forense offre condizioni migliori, vince).
Viene creata la figura del General Contractor, inesistente a San Marino quindi non regolamentata. Chi sarà?
Il 30 aprile sulla stampa lo Studio Grandoni ammette di essere la controparte che si occupa del coordinamento e del supporto tecnico alle imprese edili sammarinesi.
Art.11 – il contentino ai commercianti sammarinesi del centro storico
Quali sono gli impegni per creare una sinergia col centro storico? Riservando dentro il centro uno spazio gratuito (per volantinaggio ecc) a cura degli uffici sammarinesi. L’Ufficio del Turismo al momento ha un solo addetto al front-office.
Art.12 – la svendita…dei debiti!
Se non vengono completate le opere edili lo Stato più subentrare comprando tutto a 1 euro, accollandosi però anche i diritti dei creditori nei confronti delle società partecipanti, quindi gli eventuali debiti accumulati!
Art.13 – permuta
Permuta delle aree. La permuta è stata realizzata con evidente sproporzione a svantaggio dello Stato per 465.000 euro. In cambio la società costruisce un parcheggio, che però servirà al loro centro commerciale e non certo alla collettività.
Art.14 – i tempi li dettano gli investitori
Gli investitori pretendono di avere il via libera entro il 10 settembre, altrimenti decade la convenzione. A causa di questo articolo (e dell’articolo 22) è stata convocata un’apposita seduta del Consiglio Grande e Generale ad AGOSTO (mai successo nella storia di San Marino se non con crisi di governo) e in pieno periodo di voluntary disclosure, obbligando le istituzioni a lavorare in modo straordinario per approvare NON una legge sugli investimenti ma una convenzione valida solo per il polo del lusso.
Art.15 – variante di PRG
Gli investitori realizzano a propria cura e spese lo spostamento della strada, le rotatorie, la pista pedonale, lo spostamento dei sotto-servizi stradali, di cui realizzeranno direttamente i progetti architettonici senza l’ausilio di professionisti sammarinesi.
Nella variante si è modificato a piacimento il PRG, creando una zona che a San Marino non esiste e valida solo per il polo: la zona a progetto speciale di sviluppo.
Art.16 – parcheggio (vedi poi articolo 18)
L’investitore realizza un parcheggio all’interno del centro commerciale, e circa 200 posti auto su terreno pubblico.
Art.17 – la bretella (se si fa) la paga pantalone
Gli investitori finanziano la rotonda sulla superstrada Rimini-San Marino fino a €2.050.000 (se costa di più chi la paga? Lo Stato?). In realtà nemmeno un centesimo uscirà dalle tasche degli investitori, perché avranno un credito d’imposta equivalente sull’importazione dei materiali edili, e in caso non siano sufficienti, un ulteriore rimborso sull’IGR. Non capiamo perchè lo Stato debba pagare un’opera urbanistica che serve solo all’investitore. Teniamo conto che la strada fondovalle è costata 10 anni di tempo e più di 16 milioni di euro! E’ addirittura ridicolo l’ultimo comma, dove si scrive che se per motivi vari non potrà venir fatta la rotonda dalla superstrada, si troveranno altre soluzioni per la viabilità. Cosa significa? E chi le paga queste soluzioni alternative? Considerando il posto non ci rimane che da pensare stiano ragionando sul teletrasporto!
L’Italia dovrà dare la propria approvazione per la bretella. Queste le dichiarazioni del sindaco di Rimini Gnassi del giugno 2015 in merito al polo del lusso:
“Io credo che il territorio riminese possa dire la sua sulla realizzazione del polo del lusso….bisogna che si valutino bene tutti gli impatti, sia quelli sulla mobilità che quelli sulla rete commerciale della costa e dell’entroterra” (…) “Io per ora sto raccogliendo la crescente preoccupazione dell’imprenditoria riminese”.
Il 7 maggio 2016 riceviamo una risposta ad una nostra richiesta dalla direzione dei lavori pubblici di Rimini
“Nei vari incontri tra Governo di San Marino, Anas, Regione Emilia Romagna, Provincia di Rimini, e i Comuni di Rimini e Coriano, per la messa in sicurezza e l’eliminazione degli impianti semaforici della S.S. n. 72, la Repubblica di San Marino ha segnalato la volontà di dare attuazione alla previsione urbanistica del loro Stato che consiste nella realizzazione di uno svincolo in prossimità dell’innesto della Via Montecieco e della Via Marignano sulla stessa S.S. n. 72, costituito da una rotatoria e da una nuova viabilità. Si tratta di opera di urbanizzazione di collegamento ad insediamento nella Repubblica di San Marino in carico al privato (in realtà verrà ripagata dallo stato al privato ndr) che dovrebbe realizzare il cosiddetto “Polo del lusso”.
Visto che il progetto in corso di elaborazione da parte di Anas prevede l’eliminazione degli impianti semaforici e di tutti gli innesti diretti sulla S.S. n. 72, con tutto un elenco di opere accessorie, l’importo complessivo è piuttosto elevato. Pertanto il Capo Compartimento Anas allora ritenne di non includere la nuova rotatoria per non appesantire il quadro economico del progetto e consentire alla Repubblica di San Marino, all’Amm.ne Comunale di Rimini e alla Provincia di Rimini di valutare gli impatti conseguenti all’opera.
In conclusione segnalo che il tavolo tecnico coordinato da Anas non è più stato convocato da diversi mesi e che comunque questa bretella di collegamento, di fatto, non è mai stato approfondita nei suoi aspetti tecnici, ma solo descritta secondo un approccio puramente urbanistico. Quindi non abbiamo informazioni in merito al fatto che la Repubblica di San Marino abbia provveduto successivamente ed in forma autonoma ad avviare la procedura finalizzata alla realizzazione delle opere. Dal momento, però, che il tracciato della nuova viabilità mostrato al tavolo tecnico di sviluppa in parte anche sul territorio del Comune di Rimini, ritengo che se la Repubblica di San Marino desiderasse attuare effettivamente le opere ad un certo punto del percorso amministrativo dovrà interagire necessariamente con la nostra Amministrazione Comunale”
Ing. Alberto Dellavalle
Art.18 – rinuncia agli oneri di concessione
Siccome l’investitore crea i 200 posti auto su terreno pubblico, non paga un euro per le concessioni edilizie. Si tratta di oneri di concessione sui primi 25.000 mq, corrispondenti in oltre 2 milioni di euro a cui lo Stato rinuncia. Inoltre gli investitori potranno costruire ulteriori immobili oltre i 25.000 mq.
Art.19 – la bonifica la paghiamo noi!
Lo Stato si impegna alla bonifica dell’area in cui c’è una discarica di inerti e dovrà passare la strada verso la rotonda sulla superstrada: se il privato non bonificherà di tasca sua l’intera area, dovrà farlo lo Stato a proprie spese.
Art.20 – anche il paesaggio deve adeguarsi
Prima si costruisce in un campo tra discariche, colorificio e sottostazioni elettriche…poi lo Stato si impegna a far sì che nuovi immobili che dovessero svilupparsi attorno alla zona, rispettino i “migliori standard visivi e paesaggistici”. Si stabilisce che il paesaggio di San Marino deve adattarsi al centro commerciale.
Art.21 – clausola di salvaguardia…per chi?
In caso di eventi straordinari che impediscano il rispetto delle scadenze, Stato e investitori si impegnano a rivedere l’intera convenzione a “beneficio di entrambe le parti”. Tali modifiche dovrà approvarle il Consiglio Grande e Generale. Sui termini di realizzazione c’è una tolleranza di 12 mesi (fase 1: 2017-2018; fase 2: 2019-2021).
Art.22 – approvazione in CGG
La convenzione impone i tempi delle istituzioni.
L’efficacia della convenzione è sottoposta a approvazione della stessa e della variante di PRG, da parte del Consiglio, entro il 10 settembre 2015.
Per questi motivi…vota SI!

References: Art.1

Art.2
 articolo 3

Art.3

Art.4

Art.5

Art.6

Art.7

Art.8

Art.9

Art.10

Art.11

Art.12

Art.13

Art.14

Art.15

Art.16
 articolo 18

Art.17

Art.18

Art.19

Art.20

Art.21

Art.22