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⭐Bilancio 2014 Azimut Holding Spa
Bilancio 2014 Azimut Holding Spa
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Cornelia Colella
1 Bilancio 2014 Azimut Holding Spa2 3 Bilancio 2014 Azimut Holding Spa4 G r u p p o A z i m u t5 Sommario Lettera agli azionisti I I principali indicatori III Gli organi sociali IV Gruppo Azimut Relazione sulla gestione al bilancio consolidato al 31 dicembre Prospetti contabili al bilancio consolidato al 31 dicembre Nota integrativa al bilancio consolidato al 31 dicembre Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell art. 154-bis 131 del D.Lgs 58/98 Azimut Holding Spa Relazione sulla gestione al bilancio d esercizio al 31 dicembre Prospetti contabili al 31 dicembre Nota integrativa al 31 dicembre Allegati 221 Attestazione del bilancio d esercizio ai sensi dell art. 154-bis 225 del D.Lgs 58/98 Relazione annuale in materia di corporate governance 227 Relazione del Collegio Sindacale 263 Relazioni della società di revisione 2706 6 G r u p p o A z i m u t7 Lettera agli azionisti Il 2014 ha superato su molti piani i risultati record segnalati nel La raccolta netta, prima di tutto, che con 5,6 miliardi di euro risulta la maggiore mai realizzata nella storia del Gruppo. Il dato è certamente influenzato dal buon andamento dei mercati, ma esprime anche la fiducia dei clienti che nel 2014 hanno beneficiato di una performance netta ponderata pari al 4,8% in una fase di tassi vicino allo zero. Ugualmente eccezionale il risultato economico che registra un utile netto consolidato normalizzato di 174,3 milioni e un effettivo di 92,1 milioni in conseguenza della conclusione di una vertenza con l Agenzia delle Entrate. Fiducia premiata I primi mesi del 2015 confermano il trend eccezionalmente positivo dell anno passato. Il patrimonio totale affidato dai clienti è arrivato a fine 2014 a 30 miliardi, superando gli obiettivi del piano industriale redatto nel 2009 che prevedevano, per la fine del 2014, il raddoppio del patrimonio. Anche il nuovo piano industriale, che prende avvio nel 2015, prevede sostanzialmente il raddoppio del portafoglio affidato ad Azimut entro il 2019 e questo significa consolidare il proprio posizionamento tra i primi operatori del settore: un risultato di grande importanza per un Gruppo indipendente da banche e assicurazioni, cresciuto in virtù della sua specializzazione e della qualità della gestione. Il titolo Azimut Holding, a dieci anni dalla quotazione del luglio 2004, ha ampiamente premiato gli azionisti che hanno avuto fiducia nella società e nel suo management: dai 4 euro della quotazione è arrivato ai 18 euro di fine 2014 e nei primi mesi del 2015 ha toccato una quotazione record di 28,87 euro (13 aprile). Ing. Pietro Giuliani Presidente e Amministratore Delegato Azimut Holding Spa Semplificazione societaria Dopo lo sforzo di riorganizzazione delle attività in outsourcing e di selezione dei fornitori che ha caratterizzato il 2013, il 2014 ha visto un particolare impegno nel ripensare la struttura societaria al fine di contenere i costi e migliorare l efficienza complessiva. In questa direzione va la decisione di fondere le tre sim di distribuzione (Azimut Consulenza, AzInvestimenti, Apogeo Consulting), fusione effettiva dal 31 dicembre 2014, e la richiesta formulata a Banca d Italia nei primi mesi del 2015 di far confluire l attività di collocamento e di consulenza direttamente in Azimut Capital Management Sgr così come consente oggi la normativa. Si tratta di processi riorganizzativi tesi a liberare risorse destinate allo sviluppo e che, ci auguriamo, avranno riscontri significativi nella crescita del Gruppo e nella sua capacità di produrre risultati per i clienti, gli azionisti, i collaboratori. Diversificazione delle attività Tra le novità principali del 2014 vanno segnalate diverse iniziative nell area del private equity e del finanziamento alle imprese che, sotto la definizione di Libera Impresa, comprendono la costituzione di una società (Azimut Enterprises Holding srl) nella quale sono confluite le partecipazioni in Programma 101 spa e in Siamosoci srl, l acquisizione del 55% di Futurimpresa sgr nella quale è confluito Antares AZ1, fondo destinato a promuovere l emissione di minibond da parte delle piccole I8 e medie imprese italiane. Si tratta di un area di intervento che il Gruppo intende sviluppare, a fianco della storica specializzazione nel risparmio gestito, per dare risposte a clienti imprenditori e per ampliare la propria presenza nella parte produttiva dell economia nazionale. Anche in questo caso si manifesta la volontà di impegnarsi direttamente nel promuovere la nascita di nuove imprese, nel finanziare imprese ai primi passi, nel contribuire insomma a far uscire il paese dalla lunga depressione che ha segnato gli anni passati. Espansione internazionale È continuata nel 2014 la ricerca di partner in Paesi interessanti per il risparmio gestito. Nuovi accordi sono stati sottoscritti per lo sviluppo in Messico dove, tramite AZ International Holding SA, il Gruppo ha acquisito l 82,14% della Holding messicana Profie SA che controlla l intero capitale sociale di Mas Fondos SA, la principale società indipendente messicana di distribuzione nel settore del risparmio gestito. In Australia è stato siglato un accordo con una newco per lo sviluppo dell attività di consulenza finanziaria destinata a clientela retail, HNW e istituzionale. È continuato l impegno di consolidamento nei Paesi in cui si sono istaurate partecipazioni negli ultimi anni. In particolare in Turchia si sono ridefinite le strategie di sviluppo e i rapporti di partecipazione nelle partnership locali e in Brasile si è rafforzato il modello di business integrato. Lo sviluppo in diversi continenti procede con grande prudenza e con investimenti contenuti, come è possibile verificare dai numeri del bilancio, senza l assunzione di rischi che possano incidere sull andamento generale del Gruppo. L etica, oltre il business Il senso di responsabilità nazionale che guida molti dei nostri progetti, ci ha spinto a concentrare l attività della propria Fondazione, una onlus costituita nel 2011, sul tema della povertà finanziandone l attività con 1,8 milioni. È forte la convinzione del management di Azimut che chi produce ricchezza per i clienti, gli azionisti, i collaboratori debba anche essere attento alla situazione complessiva del paese in cui opera e fare la propria parte per contribuire al benessere generale. Per concludere Azimut è oggi uno dei principali operatori del risparmio gestito in Italia, con una dimensione internazionale che comincia a essere interessante. Ha fatto passi avanti nell area del Wealth Management creando servizi specifici per la clientela più abbiente (consulenza) e proseguendo nell innovazione di prodotto che è stata una delle chiavi del suo successo negli anni. Il bilancio 2014 presenta una situazione molto positiva, ricca di potenzialità per il futuro immediato e lontano. È una situazione frutto dell impegno e delle capacità di un team affiatato e competente al quale vanno i miei più sinceri ringraziamenti e l auspicio di continuare a crescere in dimensioni e qualità. II G r u p p o A z i m u t9 I principali indicatori (milioni di euro) Indicatori finanziari Totale ricavi: 433,6 472,1 552,3 di cui commissioni di gestione fisse 281,9 321,6 393,6 Reddito operativo 177,2 181,5 193,1 Utile netto 160,6 155,7 92,1 Indicatori di attività Promotori finanziari Clienti (in migliaia) Patrimonio in gestione fondi (milioni di euro) Raccolta netta fondi (milioni di euro) , ,6 Performance ponderata media netta al cliente 8,01% 4,22% 4,8% Ripartizione degli AuM Fondi comuni 72% Gestioni patrimoniali 15% Assicurazioni AZ Life 13% III10 Gli organi sociali Consiglio di Amministrazione Pietro Giuliani Presidente e Amministratore Delegato Marco Malcontenti Consigliere e Co-Amministratore Delegato Aldo Milanese Consigliere Paola Antonella Mungo Consigliere e Direttore Generale Franco Novelli Consigliere Andrea Aliberti Consigliere Stefano Gelatti Mach de Palmstein Consigliere Paolo Martini Consigliere dal 24/04/14 Monica Nani Consigliere dal 24/04/14 Aldo Alberto Mondonico Consigliere dal 24/04/14 Cesare Lafranconi Consigliere fino al 24/04/14 Paola Spando Consigliere fino al 24/04/14 Collegio Sindacale Giancarlo Strada Massimo Colli Fiorenza Dalla Rizza Luca Simone Fontanesi Daniela Elvira Bruno Presidente Sindaco Effettivo Sindaco Effettivo Sindaco Supplente Sindaco Supplente Società di Revisione PricewaterhouseCoopers Spa IV G r u p p o A z i m u t11 Aum EM Crescita masse in gestione Crescita promotori finanziari V12 Ripartizione dei fondi per categoria 43,7% 7,0% 7,1% 0,9% 34,5% 6,9% Hedge Flessibili Bilanciati Obbligazionari Monetari Azionari Andamento del titolo Azimut Holding nel Fonte: Bloomberg /12/13 31/01/14 28/02/14 31/03/14 30/04/14 31/05/14 30/06/14 31/07/14 31/08/14 30/09/14 31/10/14 30/11/14 31/12/14 VI G r u p p o A z i m u t13 Relazione sulla gestione al bilancio consolidato al 31 dicembre14 2 G r u p p o A z i m u t15 Relazione sulla gestione Il Gruppo Azimut chiude l anno 2014 con l utile netto consolidato del Gruppo pari a migliaia di euro (al 31 dicembre 2013 ammontava a migliaia di euro), mentre il reddito operativo consolidato è stato pari a migliaia di euro (al 31 dicembre 2013 ammontava a euro migliaia di euro). Il totale delle masse del risparmio gestito a fine anno 2014 raggiunge i 26,7 miliardi di euro in crescita di circa il 24,6% rispetto a fine anno Il patrimonio totale, comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato, si attesta a 30 miliardi di euro. La raccolta netta gestita totale di Gruppo al 31 dicembre 2014 è stata positiva per milioni di euro, record storico per il Gruppo. Positivo il saldo del reclutamento di promotori finanziari: nel 2014 le reti del Gruppo hanno registrato 128 nuovi ingressi che hanno portato il numero complessivo di promotori a 1524 unità. I risultati del Gruppo Patrimonio (valori in Euro/milioni) Dati in milioni di euro AUM AUM Variazioni 31/12/ /12/2013 Assoluta % Fondi comuni ,3% Gestioni patrimoniali e altre ,2% Assicurazioni AZ Life ,4% Double counting (4.154) (2.664) (1.490) 55,9% Totale gestito netto ,6% Titoli, fondi terzi e c/c ,8% Totale ,2% Il patrimonio e la raccolta netta La raccolta netta (valori in Euro/milioni) Dati in milioni di euro Assoluta Variazioni % Fondi ,3% Gestioni patrimoniali e altre ,4% Assicurazioni AZ Life ,5% Double counting (1.320) (963) (357) 37,1% Totale gestito netto ,7% Titoli, fondi terzi e c/c ,3% Patrimonio totale ,0% Per quanto riguarda le modalità di determinazione della posizione finanziaria netta si fa riferimento alla raccomandazione del CESR del 10 febbraio 2005, in particolare al paragrafo Fondi propri e indebitamento del capitolo II. La posizione finanziaria consolidata 316 Relazione sulla gestione Con riferimento ai crediti e debiti sono stati inclusi unicamente quelli di natura finanziaria ed esclusi quelli di natura commerciale; sono peraltro inclusi i crediti per commissioni verso i fondi gestiti e le gestioni patrimoniali che, essendo incassati dal Gruppo i primi giorni lavorativi dell esercizio successivo alla data di riferimento, sono assimilabili a disponibilità liquide. A Cassa B Altre disponibilità liquide: Crediti verso banche Crediti verso fondi gestiti C Attività finanziarie disponibili per la vendita D Liquidità A+B+C E Crediti finanziari correnti F Debiti bancari correnti - - G Parte corrente dell indebitamento non corrente: (10.815) (13.740) Obbligazioni (Azimut 09-16) - (354) Obbligazioni (Azimut Senior) (19) (19) Obbligazioni (Azimut Convertibile) (524) (52) Debiti verso banche (lease-back) (100) (3.123) Debiti verso banche (finanziamento Banco Popolare) (10.172) (10.192) H Altri debiti finanziari correnti I Indebitamento finanziario corrente F+G+H (10.815) (13.740) J Indebitamento finanziario corrente netto I-E-D K Debiti bancari non correnti: (30.000) (40.100) Debiti verso banche (finanziamento Banco Popolare) (30.000) (40.000) Debiti verso banche (lease-back) - (100) L Obbligazioni ( ) ( ) Prestito Obbligazionario Azimut (17.005) Prestito Obbligazionario Azimut Senior (821) (817) Prestito Obbligazionario Azimut Conv. ( ) ( ) M Altri debiti non correnti - - N Indebitamento finanziario non corrente K+L+M ( ) ( ) O Posizione finanziaria netta J+N Il saldo netto della posizione finanziaria al 31 dicembre 2014 è positivo per 312,4 milioni di euro (363,5 milioni di euro al 31 dicembre 2013). Il risultato, oltre alla liquidità generata dalla gestione operativa, sconta per 115 milioni di euro il pagamento dei dividendi agli azionisti e ai possessori di strumenti 4 G r u p p o A z i m u t17 finanziari partecipativi e il versamento a favore della Fondazione Azimut Onlus per 1,8 milioni euro eseguiti in esecuzione della delibera Assembleare del 24 Aprile 2014, oltre alle seguenti principali operazioni effettuate nel corso del periodo: in data 13 febbraio 2014 AZ International Holdings Sa tramite la sua controllata AZ Brazil Holdings Ltda ha acquistato il 50% del capitale delle società M&O Consultoria Ltda e FuturaInvest Gestao de Recursos Ltda con un versamento complessivo di euro/migliaia 3.850; in data 18 aprile 2014 conclusasi la fase di controllo relativa ai criteri di assegnazione degli strumenti finanziari partecipativi (sottoscritti sulla base della delibera assembleare del 29 aprile 2010 e successive delibere del CdA), si è reso necessario rivedere il numero complessivo degli strumenti che ha comportato la sottoscrizione, da parte dei cosiddetti Top key people, di n strumenti finanziari partecipativi ad un prezzo pari a 24 euro ciascuno, per un controvalore complessivo di euro ; in data 27 giugno 2014 Azimut Holding Spa ha acquistato il 51% del capitale della società Augustum Opus Sim Spa con un versamento complessivo di euro/migliaia ; nel corso dell esercizio Azimut Holding Spa ha effettuato versamenti in conto capitale nella società Programma 101 Spa per complessivi euro/migliaia 3.325; in data 25 luglio 2014 Azimut Enterprises Holding Srl ha acquistato il 20% del capitale della società Club Investimenti 2 con un versamento complessivo di euro/ migliaia 1.000: in data 9 dicembre 2014 le società Azimut Capital Management Sgr Spa, AZ Fund Management Sa e AZ Life Ltd hanno proceduto al pagamento complessivo di euro al netto di perdite fiscali pregresse e crediti d imposta a seguito dell accordo con l Agenzia delle Entrate raggiunto dal Gruppo Azimut in data 29 novembre Nel corso dell esercizio 2014 sono state effettuate operazioni sulle azioni proprie che hanno portato ad un decremento complessivo di n pari ad un controvalore di 0,8 milioni di euro. I dettagli delle operazioni sono spiegati nel paragrafo Azioni Proprie del presente bilancio consolidato. 518 Relazione sulla gestione Valori in migliaia Finanziamenti assunti e rimborsati nell esercizio Le variazioni dell esercizio 2014 nelle voci costituenti l indebitamento finanziario sono evidenziate in tabella. Tasso di interesse Valuta Nominale Effettivo Valore Valore Scadenza nominale contabile Saldo al 01/01/14 Euro Di Cui: Finanziamento BPN - Linea B Euro Euribor Euribor mesi +1,25 3 mesi +1,25 Prestito Obbligazionario Subordinato Azimut Euro 4% 4,95% Prestito Obbligazionario Azimut Senior Euro 2,5% 3,06% Prestito Obbligazionario Subordinato Azimut Euro 2,13% 4,91% Debito per Lease-Back Euro Euribor Euribor % anno+0,4% 1% anno+0,4% Rimborsi: Euro (28.124) Finanziamento BPN - Linea B Euro Euribor Euribor (10.000) (10.000) % mesi+1,25 3% mesi+1,25 Prestito Obbligazionario Subordinato Azimut Euro 4% 4,95% (17.691) (15.024) 2016 Debito per Lease-Back Euro Euribor+0,4% Euribor+0,4% (3.100) (3.100) 2015 Saldo al 31/12/14 Euro In data 30 giugno 2014 è stata rimborsata la rata del finanziamento concesso dal Banco Popolare relativa alla Linea B per euro/migliaia In data 1 luglio 2014, contestualmente al pagamento della cedola di interessi pari a euro/migliaia 708 e in attuazione della delibera del Consiglio di Amministrazione del 8 maggio 2014, Azimut Holding Spa ha proceduto al rimborso parziale anticipato del prestito obbligazionario subordinato ( Azimut subordinato 4% ) per un controvalore totale di euro/migliaia , pari al 20% del Valore Nominale originario estinguendo totalmente il prestito obbligazionario. 6 G r u p p o A z i m u t19 Il prospetto di raccordo tra il patrimonio netto e il risultato di esercizio di Azimut Holding Spa e il patrimonio netto e il risultato di esercizio consolidato. Patrimonio Netto Totale al 31/12/14 di cui Risultato di esercizio Saldi di bilancio Holding Rettifiche derivanti dal bilancio solare (*) Totale patrimonio netto Holding Rettifiche: Risultati conseguiti dalle società consolidate Effetto del consolidamento delle controllate Eliminazione dividendi Azimut Holding Spa ( ) ( ) Eliminazione dividendi Azimut Consulenza Sim Spa (97.723) (97.723) Eliminazione dividendi Gruppo AZ International Holdings Sa (3.522) (3.522) Valutazione al Patrimonio Netto delle Partecipazioni (25) Passività valutate a Fair Value (33.680) (199) Rettifiche fiscali (483) Totale Patrimonio del Gruppo Patrimonio di Terzi Totale patrimonio netto (*) La rettifica scaturisce dalla fusione tra Tumiza Spa e Azimut Holding Spa avvenuta nel corso del 2002, i cui esercizi chiedevano rispettivamente al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno. Al fine di fornire una rappresentazione più efficace dei risultati economici è stato redatto un conto economico riclassificato, più idoneo a rappresentare il contenuto delle voci secondo criteri gestionali. I principali interventi di riclassificazione hanno riguardato: i recuperi spese sulla gestione di portafogli compresi nella voce Commissioni attive del bilancio sono stati riallocati nella voce Altri ricavi del conto economico riclassificato; i premi netti e la rispettiva variazione delle riserve tecniche, le commissioni e i recuperi spese inerenti i prodotti assicurativi e quelli d investimento emessi da AZ Life Ltd, ricompresi nelle voci di bilancio Premi netti, Variazione delle riserve tecniche e Commissioni attive, sono stati riallocati nella voce Ricavi assicurativi ; le commissioni passive pagate alla rete di vendita, ricomprese nel bilancio nella voce Commissioni passive, sono state riallocate nella voce Costi di acquisizione ; analogamente i contributi Enasarco/Firr relative a tali commissioni passive e gli altri costi commerciali riferibili alla rete di vendita, ricomprese nel bilancio nella voce Spese amministrative, sono state riallocate nella voce Costi di acquisizione ; l accantonamento al fondo suppletivo di clientela (ISC) ricompreso nel bilancio nella Il conto economico consolidato riclassificato 720 Relazione sulla gestione voce Accantonamenti per rischi ed oneri è stato riallocato nella voce Costi di acquisizione ; i recuperi di costi amministrativi, ricompresi nel bilancio nella voce Altri proventi e oneri di gestione sono stati portati a riduzione della voce Costi generali/spese amministrative ; gli interessi passivi sui finanziamenti sono stati evidenziati nella specifica voce Interessi passivi del conto economico riclassificato. Valori in migliaia di euro 01/01/14 01/01/13 31/12/14 31/12/13 Commissioni di acquisizione Commissioni ricorrenti Commissioni di gestione variabili Altri ricavi Ricavi assicurativi Totale ricavi Costi di acquisizione ( ) ( ) Commissioni no load (4.718) (6.232) Costi generali/spese amministrative (87.309) (69.440) Ammortamenti/Accantonamenti (10.813) (6.830) Totale costi ( ) ( ) Reddito operativo Proventi finanziari netti Oneri netti non ricorrenti/svalutazioni (6.273) (5.101) Interessi passivi (12.051) (3.177) Utile (perdita) lordo Imposte sul reddito (93.761) (28.519) Imposte differite/anticipate Utile (perdita) netta Utile(perdita) di pertinenza di terzi Utile netto di pertinenza del gruppo Il reddito operativo consolidato e l utile netto consolidato di pertinenza del gruppo al 31 dicembre 2014 si attestano rispettivamente a euro/migliaia (euro/ migliaia al 31 dicembre 2013) e a euro/migliaia (euro/migliaia al 31 dicembre 2013). I costi generali nell esercizio 2014 rispetto all esercizio 2013 evidenziano un incremento anche legato anche al consolidamento delle partecipazioni estere. 8 G r u p p o A z i m u t21 L attività economica ha accelerato nettamente negli Stati Uniti, crescendo oltre le attese. Le prospettive a breve e a medio termine per l economia mondiale restano tuttavia incerte, per la persistente debolezza nell area dell euro e in Giappone, per il prolungarsi del rallentamento in Cina e per la brusca frenata in Russia. La forte caduta del prezzo del petrolio, determinata sia dall ampliamento dell offerta sia dalla debolezza della domanda, può contribuire a sostenere la crescita, ma non è priva di rischi per la stabilità finanziaria dei paesi esportatori. La volatilità sui mercati finanziari nell area dell euro è aumentata dopo l indizione, per la fine di gennaio, delle elezioni politiche in Grecia: le possibili ripercussioni di eventuali mutamenti negli orientamenti delle politiche economiche e nella gestione del debito pubblico del paese alimentano le preoccupazioni per la coesione dell area. I tassi di interesse sui titoli greci a tre anni hanno superato il 15 per cento; a una flessione delle borse europee si è accompagnata una sostanziale stabilità dei premi per il rischio dei titoli di Stato nei paesi periferici, verosimilmente per effetto del consolidarsi delle attese di ulteriori misure di politica monetaria da parte della BCE. In Italia il declassamento del debito sovrano, deciso in dicembre da Standard & Poors per le incerte prospettive di crescita, non ha avuto effetti significativi sui rendimenti dei titoli pubblici. Scenario economico mondiale e mercati finanziari Economia Europea Nel terzo trimestre del 2014 il PIL dell area è cresciuto dello 0,2 per cento, sostenuto dal rialzo dei consumi (0,5 e 0,3 per cento quelli delle famiglie e delle Amministrazioni pubbliche, rispettivamente). Tra le maggiori economie il prodotto è tornato ad aumentare in Francia (0,3 per cento) e molto lievemente in Germania (0,1 per cento), mentre è diminuito in Italia (-0,1 per cento). L economia francese ha beneficiato dell espansione dei consumi pubblici e privati e della variazione delle scorte. In Germania un modesto sostegno all attività è derivato dall accelerazione della spesa delle famiglie e delle Amministrazioni pubbliche. Nell area dell euro i prezzi al consumo sono scesi in dicembre. La flessione dei corsi petroliferi contribuirà a sostenere i consumi, ma potrebbe accrescere i rischi di un radicamento di aspettative di riduzione della dinamica dei prezzi e di un aumento dei tassi di interesse reali, aggravando gli oneri dei settori indebitati. Per contrastare questi rischi e ricondurre le aspettative verso la stabilità dei prezzi, il Consiglio direttivo della BCE ha ribadito l intenzione di ampliare la dimensione del bilancio dell Eurosistema, per riportarlo in prossimità dei livelli registrati nel marzo Il ricorso alle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine, finora inferiore a quanto inizialmente atteso, potrebbe risultare insufficiente; il Consiglio, che valuterà nuovamente la situazione alla fine di gennaio, è pronto ad ampliare la dimensione, la composizione e la frequenza degli interventi. In Italia negli ultimi trimestri i consumi hanno ripreso a crescere in misura contenuta, in linea con l andamento del reddito disponibile sostenuto dalle misure adottate dal Governo. Il loro contributo alla crescita dell economia è stato controbilanciato dalla flessione degli investimenti, frenati dagli ampi margini di capacità inutilizzata, dall elevata incertezza sulle prospettive della domanda e dalle difficoltà dell edilizia. 922 Relazione sulla gestione Dando seguito alle decisioni adottate il 2 ottobre dal Consiglio direttivo della BCE, sono stati avviati il programma di acquisti di titoli emessi a fronte della cartolarizzazione di crediti bancari a imprese e famiglie (Asset-Backed Securities Purchase Programme, ABSPP) e quello di obbligazioni bancarie garantite (Covered Bond Purchase Programme, CBPP3); alla data del 9 gennaio erano stati acquistati circa 1,8 miliardi di euro di asset-backed securities e 31,3 di covered bond. L 11 dicembre è stata condotta la seconda operazione mirata di rifinanziamento a più lungo termine. La richiesta complessiva di liquidità da parte del sistema bancario dell area in queste due operazioni è stata pari a poco più della metà dell ammontare massimo erogabile (circa 400 miliardi); ciò ha riflesso verosimilmente la fase di debolezza dell economia dell area, che ha inciso negativamente sulla domanda di credito. Mercati emergenti Il rallentamento dell attività registrato in Cina nel terzo trimestre (al 7,3, dal 7,5 per cento su base tendenziale) sarebbe proseguito nella parte finale dell anno; nel 2014 per la prima volta il PIL effettivo potrebbe risultare inferiore all obiettivo di crescita annuale dichiarato (7,5 per cento). La crescita è rimasta robusta in India (5,3 per cento su base tendenziale nel terzo trimestre) e, secondo alcuni sondaggi, avrebbe accelerato negli ultimi mesi del 2014; continua il ristagno in Brasile (0,2 per cento nel terzo trimestre), dove il PIL è frenato dalla debolezza degli investimenti che proseguirebbe anche nel quarto trimestre. È in rapido deterioramento la situazione economica e finanziaria Il deciso rafforzamento del commercio internazionale di beni nel terzo trimestre (8,4 per cento in ragione d anno) si sarebbe attenuato nel quarto, per via di un nuovo indebolimento della domanda da parte dell area dell euro e dell Asia. Nei principali paesi emergenti le politiche monetarie hanno seguito andamenti differenziati, dettati dalle divergenti condizioni macroeconomiche. La Banca centrale cinese ha, da un lato, accresciuto le azioni di vigilanza per limitare la leva finanziaria e ridimensionare il sistema bancario ombra, dall altro, ridotto i tassi di riferimento su prestiti e depositi bancari. La Banca centrale dell India ha confermato i propri orientamenti che, secondo le attese dei mercati, porterebbero nei primi mesi del 2015 a un allentamento di 100 punti base del tasso ufficiale di sconto. La Banca centrale del Brasile ha intrapreso un nuovo ciclo di restrizione monetaria volto a riconciliare le aspettative con gli obiettivi di inflazione. In novembre la Banca centrale russa ha annunciato l abbandono dell ancoraggio del rublo all euro e al dollaro; in dicembre ha attuato il più forte rialzo dei tassi mai deciso, portando quello di riferimento al livello massimo dalla crisi del 1998 (17 per cento). Mercati Obbligazionari I rendimenti dei titoli di Stato decennali delle economie avanzate hanno continuato a diminuire, a causa del calo delle aspettative di inflazione e, da dicembre, per effetto 10 G r u p p o A z i m u t23 della ricomposizione dei portafogli verso attività ritenute più sicure; possono avervi contribuito anche i timori di una prolungata fase di ristagno dell attività economica e di un connesso calo del potenziale di crescita. Alla fine dello scorso anno i rendimenti negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Giappone si collocavano a 2,0, 1,6, 0,5 e 0,3 per cento, rispettivamente, con una riduzione media di oltre 50 punti base dall inizio del trimestre. I mercati finanziari dell area dell euro hanno risentito dell indizione di nuove elezioni in Grecia. I tassi di interesse sui titoli greci a tre anni hanno superato il 15 per cento, livello raggiunto nel 2010 in occasione del primo programma di sostegno. A una flessione delle borse europee si è accompagnata però una sostanziale stabilità degli spread dei titoli di Stato nei paesi periferici, verosimilmente perché non sono state influenzate le attese di ulteriori misure di politica monetaria da parte della BCE. Nel complesso del periodo gli spread a dieci anni con la Germania sono rimasti sostanzialmente invariati in Italia, Portogallo e Spagna, mentre sono aumentati in misura marcata in Grecia. Dalla fine di settembre i premi per il rischio sulle obbligazioni investment grade delle imprese sono saliti per i titoli denominati in dollari (28 punti base), mentre sono rimasti invariati per quelli denominati in euro. Nel comparto dei titoli high yield in dollari, gli spread hanno registrato rialzi ben più consistenti (80 punti base), a causa principalmente delle obbligazioni delle imprese del settore energetico che hanno risentito del calo dei prezzi del petrolio. I premi per il rischio di credito delle banche, desumibili dagli spread sui credit default swap a cinque anni, sono aumentati nell area dell euro (di 11 punti base), mentre si sono ridotti negli Stati Uniti (di 5 punti base). Mercati Azionari Le quotazioni azionarie hanno registrato ampie oscillazioni nel quarto trimestre. Dalla fine di settembre gli indici di borsa sono cresciuti solo negli Stati Uniti e in Giappone, dove hanno beneficiato, rispettivamente, del buon andamento dell economia e della nuova fase espansiva di politica monetaria avviata dalla Banca del Giappone. Nella parte finale del 2014 le condizioni finanziarie nei mercati emergenti sono rapidamente peggiorate: la volatilità è tornata a crescere, pur mantenendosi sotto i valori di inizio trimestre; sono aumentati i deflussi di capitali nel comparto azionario e, in misura minore, nell obbligazionario. Gli indici azionari sono scesi soprattutto in Europa orientale e in America latina. Il brusco calo dei corsi petroliferi ha colpito le economie esportatrici di greggio; gli spread sovrani sono tornati sui livelli massimi dal 2011 e le valute si sono deprezzate. In Russia, dove pesano anche il forte rallentamento economico e le sanzioni imposte dall Occidente, il cambio ha perso oltre il 18 per cento rispetto al dollaro nel solo mese di dicembre, nonostante gli interventi a sostegno della valuta attuati dalla Banca centrale. 11 Vedere altro
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 articolo 102
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 articolo 114