Source: http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/html/2009/02/04/07/comunic.htm
Timestamp: 2019-06-18 09:09:25+00:00

Document:
﻿VII Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 4 febbraio 2009
Mercoledì 4 febbraio 2009. - Presidenza del presidente Valentina APREA. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, Giuseppe Pizza.
Proposte di nomina a componenti del consiglio di amministrazione dell'Istituto nazionale per il dramma antico: dottor Enza Signorelli Pupillo, con funzioni di consigliere delegato, dottor Pietrangelo Buttafuoco, dottor Monica Centanni e professore Antonino Portoghese.
Nomine nn. 25-26-27 e 28.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione - Pareri favorevoli).
La Commissione prosegue l'esame delle proposte di nomina all'ordine del giorno, rinviate, da ultimo, nella seduta del 28 gennaio 2009.
Valentina APREA, presidente, ricorda che nella scorsa seduta era stato iniziato l'esame delle proposte di nomine in oggetto e che il relatore aveva proposto l'espressione di un parere favorevole su tutte le proposte di nomina. Invita quindi i colleghi ad intervenire per dichiarazione di voto.
Antonino RUSSO (PD) ricorda che già era stata espressa insoddisfazione per vari motivi nella scorsa seduta da parte del gruppo del Partito democratico, in quanto nessuno candidato è adeguato alle funzioni da svolgere. In particolare, non è stato chiarito dal relatore se vi è stato il rispetto della legge in merito alla proposizione
delle candidature. Preannuncia quindi, anche a nome dei deputati del proprio gruppo, il voto contrario sulle proposte di nomina in esame.
Paola GOISIS (LNP) ricorda che nella scorsa seduta erano state sollevate delle obiezioni di merito e di metodo, ma che in questi giorni, molti aspetti sono stati chiariti anche con l'ausilio del Ministero competente. Preannuncia pertanto, anche a nome dei deputati del proprio gruppo, il voto favorevole sulle proposte di nomina in esame.
Gabriella CARLUCCI (PdL) preannuncia, anche a nome dei deputati del proprio gruppo, il voto favorevole sulle proposte di nomina in esame, rilevando che i bilanci del 2007 e 2008 sono stati registrati positivamente dalla Corte dei Conti, mentre i disavanzi degli anni precedenti a quelli indicati sono da imputare alle precedenti gestioni. Ricorda inoltre che sono stati attivati negli ultimi anni importanti contratti di sponsorizzazioni.
Valentina APREA, presidente, avverte che, come convenuto in Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi, se non vi sono obiezioni, la Commissione procederà contestualmente alle votazioni relative a ciascuna proposta di nomina.
Si procede quindi alle votazioni per scrutinio segreto sulle proposte di parere favorevole del relatore.
Valentina APREA, presidente, comunica il risultato della votazione sulla proposta di nomina della dottoressa Enza Signorelli Pupillo, con funzioni di consigliere delegato dell'Istituto nazionale per il dramma antico:
Hanno preso parte alla votazione i deputati: Aprea, Bachelet, Barbaro, Barbieri, Bitonci in sostituzione di Maccanti, Caldoro, Carlucci, Centemero, Coscia, De Biasi, De Pasquale, De Torre, Di Caterina in sostituzione di Murgia, Di Centa, Farina, Frassinetti, Foti in sostituzione di Lainati, Garagnani, Ghizzoni, Giammanco, Ginefra, Goisis, Granata, Grimoldi, Nicolais, Palmieri, Parisi, Perina, Pes, Picierno, Rampelli, Rivolta, Rossa, Russo Antonino, Siragusa e Zazzera.
Valentina APREA, presidente, comunica il risultato della votazione sulla proposta di nomina del dottor Pietrangelo Buttafuoco in qualità di consigliere dell'Istituto nazionale per il dramma antico:
Valentina APREA, presidente, comunica il risultato della votazione sulla proposta di nomina della dottoressa Monica Centanni, in qualità di consigliere dell'Istituto nazionale per il dramma antico:
Hanno votato no 14
Valentina APREA, presidente, del professor Antonino Portoghese, in qualità di consigliere dell'Istituto nazionale per il dramma antico:
Valentina APREA, presidente, avverte che comunicherà i pareri favorevoli testé espressi alla Presidenza della Camera, ai fini della trasmissione al Governo.
Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.
C. 2031 Governo, approvato dal Senato - rel. Barbieri.
(Parere alle Commissioni I e XI).
Emerenzio BARBIERI (PdL), relatore, ricorda che il disegno di legge C. 2031, già approvato dal Senato, reca una delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei conti. Più in particolare, ricorda che l'articolo 1 reca una delega al Governo, da esercitarsi entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge, per l'adozione di uno o più decreti legislativi volti a riformare, anche mediante modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e della relativa contrattazione collettiva per il raggiungimento di specifici obiettivi, quali il miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia della contrattazione collettiva, l'introduzione di sistemi, interni ed esterni, di valutazione, la valorizzazione del merito attraverso determinati meccanismi premiali, la definizione di un sistema di responsabilità dei dipendenti pubblici, il rafforzamento del principio di concorsualità per l'accesso al pubblico impiego e per le progressioni di carriera, il miglioramento del sistema di formazione dei dipendenti pubblici.
Aggiunge che rispetto al testo originario del provvedimento le Commissioni I e XI hanno introdotto, attraverso l'approvazione di un emendamento, un ulteriore obiettivo da raggiungere, ovvero «l'affermazione del principio di permanenza per almeno un quinquennio nella sede di prima destinazione anche per i vincitori delle procedure di progressione verticale, considerando titolo preferenziale nelle procedure di progressione verticale la permanenza nelle sedi carenti di organico». Sottolinea che l'articolo 2 reca una delega al Governo finalizzata a modificare la disciplina della contrattazione collettiva nel settore pubblico al fine di conseguire una migliore organizzazione del lavoro e ad assicurare il rispetto della ripartizione tra le materie sottoposte alla legge, ad atti organizzativi e alla determinazione autonoma dei dirigenti e quelle sottoposte alla contrattazione collettiva. Tra i principi e criteri direttivi vi sono il riordino delle procedure di contrattazione collettiva nazionale, in coerenza con il settore privato; e la riforma dell'ARAN, con particolare riguardo alle competenze, alla struttura ed agli organi della medesima Agenzia, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Segnala che due ulteriori criteri sono stati inoltre introdotti dalle Commissioni I e XI attraverso l'approvazione di specifici emendamenti. Si tratta dei principi di «n) prevedere, al fine di ridurre il ricorso a contratti di lavoro a termine, consulenze e collaborazioni, disposizioni dirette ad agevolare i processi di mobilità, anche volontaria, finalizzati a garantire lo svolgimento delle funzioni pubbliche di competenza da parte delle amministrazioni che presentino carenza di organico e di «o) prevedere, al fine di favorire i processi di mobilità intercompartimentale del personale delle pubbliche amministrazioni, criteri per la definizione mediante regolamento di una tabella di comparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazione».
Ricorda quindi che l'articolo 3 reca una delega al Governo finalizzata alla revisione della disciplina del sistema di valutazione delle prestazioni delle strutture pubbliche e del personale dipendente, in primo luogo prevedendo l'obbligo di predisporre un sistema di indicatori di produttività in ordine alla valutazione del rendimento del personale, correlati agli obiettivi assegnati e alla pianificazione strategica. Tra i principi e criteri direttivi vi è l'istituzione, nell'ambito della procedura di riordino dell'ARAN, di un organismo centrale autonomo e indipendente operante in collaborazione con Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell'economia e delle finanze e con il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, eventualmente in raccordo con altri enti o istituzioni pubbliche, avente il compito di indirizzare, coordinare e sovrintendere all'esercizio indipendente delle funzioni di valutazione, garantire la trasparenza dei sistemi di utilizzo delle forme informative e di controllo degli obiettivi raggiunti ed assicurare la comparabilità e la visibilità degli indici di andamento gestionale. Rileva che con riferimento al comma 1 dell'articolo 3 le Commissioni I e XI hanno provveduto a specificare attraverso appositi emendamenti i soggetti che determinano i parametri degli indicatori di produttività e le conseguenze del superamento di tali parametri. L'articolo 4 reca una delega al Governo per l'introduzione nell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni di strumenti volti alla valorizzazione del merito e di metodi finalizzati all'incentivazione della produttività e della qualità della prestazione lavorativa. Per il perseguimento di tali obiettivi, alla contrattazione collettiva viene attribuito un ruolo centrale, nel rispetto dei principi di selettività e di concorsualità nelle progressioni di carriera e nel riconoscimento degli incentivi. Tra principi e criteri direttivi per l'adozione dei decreti legislativi vi sono la fissazione di un ammontare minimo di risorse al merito e alla produttività, sulla base della valutazione del contributo e del rendimento del singolo dipendente in relazione al risultato, escludendo la corresponsione generalizzata ed indifferenziata di indennità e premi incentivanti a tutto il
personale; la destinazione al personale coinvolto nei processi di ristrutturazione e razionalizzazione di parte delle economie conseguite con risparmi sui costi di funzionamento; l'applicazione dei principi di selettività nelle progressioni meramente economiche; la previsione che le progressioni di carriera avvengano per concorso pubblico, limitando la riserva da destinare al personale interno ad una quota comunque non superiore al 50 per cento.
Sottolinea quindi che l'articolo 5 delinea i princìpi e criteri direttivi per l'esercizio della delega di cui al precedente articolo 1 nella materia della dirigenza pubblica, ai fini di una migliore organizzazione del lavoro, di un progressivo miglioramento della qualità delle prestazioni erogate al pubblico, mediante il ricorso anche ai criteri di gestione e di valutazione del settore privato, e della realizzazione di adeguati livelli di produttività del lavoro pubblico, favorendo il riconoscimento di meriti e demeriti. Tra i princìpi e criteri direttivi indicati vi sono l'introduzione di misure atte a rendere più stringente il rapporto tra valutazione del dirigente e corresponsione del trattamento economico accessorio; la revisione del regime delle incompatibilità e il rafforzamento dell'autonomia dei dirigenti; la valorizzazione della mobilità. Il comma 3 dell'articolo, che riguarda indirettamente le competenze della VII Commissione, non attiene invece alla delega, ma esclude i dirigenti responsabili di struttura complessa, ai sensi dell'articolo 15-terdecies, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni(nel testo originario del provvedimento si faceva riferimento ai «primari ospedalieri») dall'applicazione dell'articolo 72, comma 11, del decreto-legge n. 112 del 2008, che consente la risoluzione del rapporto di lavoro del personale dipendente con almeno 40 anni di anzianità contributiva. Specifica che l'articolo 72 del decreto-legge n. 112 in questione reca infatti disposizioni concernenti lo stato di servizio e il collocamento a riposo dei dipendenti pubblici. Il menzionato comma 11, in particolare, attribuisce alle amministrazioni la facoltà di risolvere il rapporto di lavoro del personale dipendente con almeno 40 anni di anzianità contributiva. Ai sensi del comma 11, le amministrazioni pubbliche, in caso di compimento dell'anzianità massima contributiva di 40 anni del personale dipendente, possono risolvere, fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici, il rapporto di lavoro con un preavviso di sei mesi. Per il personale dei comparti sicurezza e difesa, gli specifici criteri e le modalità applicative dei princìpi della disposizione in esame sono definiti con decreto del Presidente del Consiglio, da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, su proposta del ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze, sentiti i ministri dell'interno e della difesa. È esclusa l'applicazione del comma a magistrati e professori universitari.
Evidenzia quindi che la novella apportata ha quindi l'effetto di escludere dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma 11 (oltre che i magistrati e i professori universitari) anche i dirigenti responsabili di struttura complessa, ai sensi dell'articolo 15-terdecies, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. Inoltre viene previsto, sempre a seguito dell'approvazione di un emendamento in tal senso da parte delle Commissioni I e XI che le disposizioni di cui al comma 11 citato rimangono in vigore fino al 31 dicembre 2011. L'articolo 6 reca una delega al Governo in materia di sanzioni disciplinari e di responsabilità dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, con l'obiettivo di potenziare il livello di efficienza degli uffici pubblici e di contrastare i fenomeni di scarsa produttività e di assenteismo. Tra i vari criteri di delega - rapporti tra procedimento disciplinare e procedimento penale, tipologie delle infrazioni, obbligo del risarcimento del danno patrimoniale, e così via - uno ulteriore - «prevedere l'obbligo, per il personale a contatto con il pubblico, di un cartellino identificativo ovvero di esporre
sulla scrivania una targa indicante nome e cognome» - è stato aggiunto dalle Commissioni I e XI nel corso dell'esame del provvedimento.
Ricorda quindi che l'articolo 7 reca una norma di interpretazione autentica dell'articolo 17-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001, al fine di prevedere che la vicedirigenza possa essere istituita e disciplinata esclusivamente ad opera e nell'ambito della contrattazione collettiva nazionale del comparto di riferimento. Il successivo articolo 8 attribuisce invece nuove competenze al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), concernenti in particolare lo studio e la valutazione della qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni. Aggiunge che l'articolo 9 introduce invece alcune disposizioni relative all'organizzazione e al funzionamento della Corte dei conti. Le principali innovazioni riguardano tre aspetti specifici: i controlli, il Presidente della Corte e il Consiglio di Presidenza. In particolare, vengono previsti: l'introduzione di una nuova tipologia di controllo di gestione, avente per oggetto le «gestioni pubbliche statali in corso di svolgimento» (commi 2, 3 e 8); il rafforzamento dei poteri del Presidente della Corte (commi 5 e 6); la modifica della composizione e dell'organizzazione del Consiglio di presidenza (commi 6 e 7). Ricorda in particolare che con apposito emendamento approvato dalle Commissioni di merito è stato soppresso il comma 7 dell'articolo 9, che prevedeva che le disposizioni di cui al presente articolo entrassero in vigore il 1o gennaio 2009. Precisa infine che le Commissioni di merito hanno introdotto un articolo 8-bis, che prevede disposizioni relativamente alla relazione che ogni Ministro trasmette alle Camere sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse nelle amministrazioni di rispettiva competenza e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta, al comma 1 e, al comma 2, che con decreto emanato dal Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le misure idonee a rafforzare l'autonomia e ad accrescere le capacità di analisi conoscitiva e valutativa dei servizi per il controllo interno, anche mediante il potenziamento delle risorse umane e strumentali ad essi destinate.
Alla luce delle considerazioni esposte, come convenuto per le vie brevi con i rappresentanti della minoranza, propone di esprimere nel corso della seduta odierna il parere di competenza, dovendo la Commissione di merito licenziare il testo per l'Assemblea nel corso della giornata di oggi. Rileva che pur non essendoci aspetti di specifica competenza della Commissione il provvedimento indubbiamente affronta un tema molto rilevante che avrebbe meritato tempi congrui di trattazione presso questo ramo del Parlamento. Propone quindi di esprimere parere favorevole
Valentina APREA, presidente, ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta, ricordando che il comma 11 dell'articolo 72 del decreto-legge n. 112, disposizione di un certo rilievo, riguarda anche l'amministrazione scolastica e favorisce il turnover.
Dario GINEFRA (PD) ricorda che, anche se non vi è una competenza particolare della Commissione sul provvedimento, sarebbe opportuno un confronto di merito importante e approfondito sul provvedimento in esame, ricordando che il partito del gruppo democratico non ha partecipato ai lavori presso le Commissioni di merito nella giornata di ieri, proprio al fine di segnalare l'importanza di trattare temi così importanti in modi e tempi adeguati. Aggiunge che l'organizzazione dei lavori dell'Assemblea non può comprimere i tempi di lavoro della Commissione. Considera d'altra parte negativamente nel merito il provvedimento, segnalando che nelle Commissioni di merito sono state sollevate una serie di questioni, come ad esempio la riorganizzazione delle funzioni della Corte dei Conti, alle quali non si è data risposta; non si possono sminuire le funzioni di un organo di controllo importante. Sottolinea quindi che anche il Governo
precedente aveva rilevato l'importanza della riorganizzazione della pubblica amministrazione, anche se è convinto che essa debba avvenire attraverso l'approfondimento di tutti gli aspetti coinvolti.
Preannuncia quindi che nel prosieguo dell'esame il gruppo del Partito democratico segnalerà tutti gli aspetti negativi del provvedimento, per garantire pari dignità al lavoro parlamentare svolto dalla Camera rispetto a quello del Senato.
Preannuncia pertanto, anche a nome dei deputati del proprio gruppo, il voto contrario sulla proposta di parere presentata
Valentina APREA, presidente, rileva che in altre occasioni l'altro ramo del Parlamento si è trovato a dover licenziare provvedimenti approvati in prima lettura dalla Camera, senza fare modifiche. Non ci sono distinzioni tra le due Camere, alle quali è assegnata pari dignità, ma soltanto una coerente dialettica parlamentare.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) rileva che per parte sua non c'è stata alcuna intesa di concludere nella giornata odierna il provvedimento che merita invece un esame approfondito. Ancora una volta sono schiacciati i tempi per discutere un provvedimento importante, il cui contenuto è di estrema rilevanza per il Paese. Preannuncia quindi che non parteciperà al prosieguo della seduta.
Emerenzio BARBIERI (PdL), relatore, rileva che anche molti componenti della maggioranza sono consapevoli del fatto che effettivamente certi temi devono essere adeguatamente approfonditi. Ricorda però che è la Conferenza dei presidenti dei gruppi a definire i tempi di esame dei provvedimenti, attraverso la loro calendarizzazione in Assemblea. Aggiunge che correttamente la presidente Aprea aveva inizialmente previsto il seguito dell'esame del provvedimento per la giornata di domani, giovedì 5 febbraio 2009, modificando peraltro il proprio orientamento, in considerazione del fatto che la Commissione di merito ha ritenuto di anticipare la conclusione del provvedimento in esame, anche in relazione alla mancata previsione di votazioni in Assemblea per domani. Invita pertanto il collega Zazzera a riconsiderare la propria decisione di non partecipare al prosieguo della seduta, tenendo conto di queste circostanze. Rileva d'altro canto che anche nella scorsa legislatura si lavorava secondo le modalità seguite in quella attuale, dovendo seguire le decisioni assunte dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) precisa che non intende in alcun modo imputare l'accelerazione dei tempi di esame alla presidente Aprea, che si è sempre distinta per correttezza e imparzialità nella gestione della Commissione, ringraziandola per questo. Ribadisce peraltro, che per i motivi di metodo che ha già illustrato non parteciperà al seguito dei lavori della Commissione.
Dario GINEFRA (PD), intervenendo per una precisazione, ribadisce che il rappresentante del Governo nel corso dell'esame nelle Commissioni di merito non ha mostrato alcuna disponibilità ad accogliere emendamenti dell'opposizione. Ritiene opportuno quindi valutare se sussistano tutte le condizioni, anche procedurali, perché si possa procedere alla votazione della proposta di parere nel corso della seduta odierna.
Valentina APREA, presidente, precisa che la Commissione può procedere senz'altro alla votazione della proposta di parere nel corso della seduta odierna, essendo pienamente rispettate le condizioni procedurali per la sua espressione.
7-000109 Picierno: Sui ricordi relativi ai test di accesso a vari corsi di laurea per l'anno accademico 2008-2009.
La Commissione prosegue la discussione della risoluzione in titolo, rinviata nella seduta del 29 gennaio 2009.
Il sottosegretario Giuseppe PIZZA ricorda che il Consiglio di Stato ha sospeso l'efficacia della sentenza del TAR Lazio del 2008 e che pertanto non sussiste più l'urgenza di trovare una soluzione immediata al problema. Propone pertanto di rinviare la discussione della risoluzione, o al fine di ritirarla, presentando un nuove testo, o allo scopo di riformularla in modo da tenere conto del pronunciamento del Consiglio di Stato. Si dichiara in ogni caso disponibile a giungere ad una soluzione condivisa.
Pina PICIERNO (PD) ringrazia il sottosegretario per la disponibilità dimostrata. Ricorda peraltro che l'ordinanza del Consiglio di Stato è stata adottata in corso di causa ed era un provvedimento prevedibile, anche perché altrimenti si sarebbero dovuto ripetere i quiz già effettuati. Rileva d'altra parte che l'ordinanza non è ancora una sentenza definitiva. Auspica quindi che si possa trovare una rapida ed efficace soluzione politica al problema, riservandosi di valutare la possibilità di una riformulazione della risoluzione in discussione.
Emerenzio BARBIERI (PdL) ricorda che l'ordinanza del Consiglio di Stato accoglie l'istanza del Ministero, anche se ancora occorre attendere la sentenza di merito. Ringrazia il Governo che con il suo atteggiamento si mostra disponibile a fare in modo che si possa arrivare a una soluzione condivisa e che abbia senso. Aggiunge che il problema dell'immediatezza della soluzione del problema non esiste più, in quanto il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del Tar. Ritiene pertanto che si possa accedere alla proposta di buon senso del rappresentante del Governo, rinviando il seguito della discussione ad un'altra seduta con l'obiettivo di arrivare ad una formulazione che possa essere approvata da tutte le componenti della Commissione.
Valentina APREA, presidente, sottolinea che il rappresentante del Governo ha mostrato un'ampia disponibilità a raggiungere un accordo su un testo riformulato che deve essere tenuta in debita considerazione.
Alessandra SIRAGUSA (PD) ritiene che si possa procedere ad in rinvio della discussione, assicurando peraltro tempi brevi di approvazione di una risoluzione anche riformulata al fine di pervenire all'approvazione di un testo condiviso.
Paola GOISIS (LNP) ricorda che si tratta di un argomento molto importante che riguarda tutti gli studenti e visto che esiste la possibilità di trovare una soluzione condivisa, è meglio rinviare il seguito della discussione al fine di approdare ad una soluzione condivisa.
Pina PICIERNO (PD) rappresenta la propria disponibilità a riformulare la risoluzione in modo condiviso, ma non a ritirarla.
Valentina APREA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

References: articolo 1
 articolo 8
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