Source: http://www.sistriforum.com/t9700-pacchetto-crescita-per-le-imprese-le-novita
Timestamp: 2019-01-22 04:53:42+00:00

Document:
Pacchetto crescita per le imprese: le novità
Admin il Mar Giu 11, 2013 9:28 pm
Le proposte, nella forma di decreto legge, potrebbero essere approvate già nel prossimo CdM.
Rilevante la semplificazione su Valutazione di impatto ambientale e Autorizzazione integrata ambientale che mira a evitare che per una stessa opera il richiedente debba continuare a instaurare due diversi procedimenti presso due diversi uffici del ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. Pronti anche interventi sulla normativa relativa ai rifiuti. La procedura semplificata che prevede la comunicazione in luogo dell'autorizzazione viene estesa alle attività di recupero rifiuti effettuate senza impianti (per tutte le tipologie di rifiuti già individuate negli specifici decreti) per quantità pari al doppio di quelle previste oggi. Sembra invece destinata a saltare la revisione del Sistri (sistema di tracciabilità dei rifiuti) proposta dal ministero dello Sviluppo economico. L'idea di restringere il campo ai soli rifiuti pericolosi, come del resto indicato dalla normativa europea, non avrebbe riscosso il favore del ministero dell'Ambiente.
Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-11/macchinari-infrastrutture-credito-obiettivo-063734.shtml?uuid=AbbkFv3H
Re: Pacchetto crescita per le imprese: le novità
Admin il Mer Giu 12, 2013 4:21 pm
Bozza già pronta: 86 articoli divisi in XI capi.
PiazzaPulita il Mer Giu 12, 2013 4:43 pm
... già in rete???
Admin il Mer Giu 12, 2013 5:23 pm
Nel caso, la posto in questa discussione.
PiazzaPulita il Mer Giu 12, 2013 5:26 pm
riger il Mer Giu 12, 2013 5:43 pm
Admin ha scritto: ...Sembra invece destinata a saltare la revisione del Sistri (sistema di tracciabilità dei rifiuti) proposta dal ministero dello Sviluppo economico. L'idea di restringere il campo ai soli rifiuti pericolosi, come del resto indicato dalla normativa europea, non avrebbe riscosso il favore del ministero dell'Ambiente...
Ministro dell'ambiente che ben sa che ridurre il bacino di utenza del SISTRI equivale a ridurre il numero di contribuenti. Chi li paga gli appalti milionari regalati a Finmeccanica, poi?
In ambito di semplificazioni e sgravi alle PMI, si dovrebbe invece cercare di non imporre anche questo adempimento costoso e non richiesto. Per quale motivo, se non per far cassa, si ostinano?
Supremoanziano il Gio Giu 13, 2013 9:03 am
Personalmente sono dell'opinione che non ha senso tracciare soltanto i rifiuti pericolosi.
Se lo scopo è capire e conoscere dove vanno i rifiuti è giusto saperlo per tutti... oppure per nessuno.
PiazzaPulita il Gio Giu 13, 2013 9:45 am
L'idea di restringere il campo ai soli rifiuti pericolosi, come del resto indicato dalla normativa europea, non avrebbe riscosso il favore del ministero dell'Ambiente...
DIRETTIVA 2008/98/CE - Articolo 17 Controllo dei rifiuti pericolosi
Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché la pro­duzione, la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti pericolosi siano eseguiti in condizioni tali da garantire la protezione dell’ambiente e della salute umana, al fine di ottemperare le disposizioni di cui all’articolo 13, comprese mi­sure volte a garantire la tracciabilità dalla produzione alla de­stinazione finale e il controllo dei rifiuti pericolosi al fine di soddisfare i requisiti di cui agli articoli 35 e 36
questo dice la norma comunitaria... che poi al MATTM, per essere piu' realisti del re, abbiano pensato di estendere la tracciabilità anche ai rifiuti urbani.....
per la tracciabilità dalla produzione alla de­stinazione finale: ho sempre sostenuto che già da anni è possibile conoscere i flussi dei rifiuti dalla produzione all'impianto; i gestionali degli impianti e dei trasportatori possono fornire, anche in tempo reale, la situazione dei conferimenti
è evidente che se si vuole smaltire illecitamente non ci rivolge a trasportatori e impianti autorizzati; le autorizzazioni costano (quelle degli impianti cifre importanti) e, come è già stato detto, i ladri non hanno un albo professionale
Supremoanziano il Gio Giu 13, 2013 10:22 am
Quel che dice la Comunità Europea non è tutto oro colato...
Se si vuole fare un discorso serio sulla tracciabilità dei rifiuti, non si può prescindere dal fatto che anche un rifiuto non pericoloso può diventare pericoloso e quindi è giusto tracciare tutti i rifiuti, pericolosi e non.
E poi, se si vuole delinquere certamente non ci si iscrive al Sistri, non si compilano FIR e registri e non si va in impianti seri.
In ogni caso anche chi ha impianti con fior di autorizzazioni potrebbe non osservare le regole ed il loro costo è ampiamente ammortizzabile.
riger il Gio Giu 13, 2013 12:00 pm
Supremoanziano ha scritto: Personalmente sono dell'opinione che non ha senso tracciare soltanto i rifiuti pericolosi.
Sono anche io dell'opinione che se ci fosse una tracciabilità seria e puntuale sarebbe utile ed auspicabile estenderla anche al mozzicone di sigaretta.
Detto questo, SISTRI non è un sistema di tracciabilità serio. E il contesto scoio-economico è orrendo.
Vogliamo poi usarlo lo stesso per accontentare l'UE e cominciare a vedere come/dove cambiarlo? Quantomeno opinabile, per non dirlo in dialetto stretto, ma almeno facciamolo solo dove vi è più pressione, non a pioggia...
isamonfroni il Gio Giu 13, 2013 12:22 pm
Quto in pieno Piazza pulita.
Peraltro se si partisse da una tracciabilità seria del rifiuto "producibile" a partire dalle attività svolte (che non è neppure fantascienza), si scoprirebbe subito dov'è che il sistema fa acqua..........
Admin il Gio Giu 13, 2013 9:00 pm
Ecco la bozza: http://www.giurdanella.it/wp-content/uploads/2013/06/Ddl-semplificazione_giugno-2013.pdf
Admin il Sab Giu 15, 2013 3:33 pm
Il Consiglio dei ministri è convocato sabato 15 giugno 2013 alle ore 15.00 a Palazzo Chigi. Tra i provvedimenti in esame: un decreto legge recante misure urgenti per il rilancio economico del Paese, un disegno di legge in materia di semplificazioni, un disegno di legge sul contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato.
PiazzaPulita il Sab Giu 15, 2013 4:32 pm
... un disegno di legge in materia di semplificazioni...
DDL vuol dire che, tra i passaggi nelle varie commissioni (ambiente, industria, ecc), discussioni in aula (Camera/senato), se tutto va' bene ci vogliono non meno di sei mesi...
Nessun obbligo di tracciabilita' informatica
euclione il Dom Giu 16, 2013 8:58 pm
Premesso che sono d'accordo sull'assurdità di tracciare i soli rifiuti pericolosi (se il sistema funzionasse bene sarebbe vantaggioso per tutti) mi permetto di ricordare che, diversamente da quanto si sente spesso dire da pur autorevoli commentatori e governanti, non esiste alcun obbligo di tracciare "informaticamente" i rifiuti. Basta rileggere bene la norma comunitaria. Tanto è vero che nessuno dei 27 paesi UE si è inventato un Sistri. Germania e Austria hanno fatto qualcosa, dopo sei o sette anni di sperimentazioni, limitato ai rifiuti pericolosi e a costi, si dice, nulli. Se qualcuno ne sa di più sarebbe utile che lo raccontasse. La tracciabilità richiesta dalla direttiva è attuata in Italia dal 1997, per pericolosi e per non pericolosi, con registri e formulari. Nessun "obbligo" di inventarsi il Sistri.
Admin il Lun Lug 15, 2013 11:35 am
In corso l'iter di conversione in legge.
NOTA DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Si ritiene possibile escludere che le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 41 presentino elementi di incompatibilità con la normativa comunitaria per le seguenti ragioni.
La disposizione di cui al comma 1 detta infatti le condizioni e le cautele, finalizzate all'osservanza degli obiettivi generali di tutela, conservazione e risparmio delle risorse idriche di cui alla parte III del decreto legislativo n. 152 del 2006, che devono essere osservate perché le acque emunte possano essere considerate scarichi industriali e non rifiuti liquidi, tenendo presente quella che è la nozione comunitaria di rifiuto, nonché l'esclusione da tale nozione delle acque di scarico di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a) della direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE.
Analoga considerazione può farsi per quanto concerne la previsione del comma 2, atteso che la non applicazione delle disposizioni di cui al decreto ministeriale n. 161 del 10 agosto 2012 alle rocce e terre da scavo non provenienti da attività sottoposte a Via o ad Aia, in ragione del criterio di proporzionalità degli adempimenti alle dimensioni delle opere interessate, comporta che le terre e rocce escluse debbano essere gestite o come sottoprodotti, ove ricorrano le condizioni previste dall'articolo 184-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, corrispondenti alla condizioni previste dalla direttiva 2008/98/CE, o come rifiuti, laddove tali condizioni non ricorrano. In tale ultimo caso si dovrà procedere, a cura dell'operatore interessato, al loro avvio a smaltimento o recupero secondo la normativa vigente. In tale prospettiva devono quindi escludersi oneri indiretti per interventi di risanamento e bonifica.
Considerazioni non dissimili possono farsi anche per le disposizioni di cui al comma 3, atteso che l'introduzione della cautela della necessaria sottoposizione dei terreni di riporto al test di cessione, e la previsione della salvezza dell'applicazione delle norme relative ai procedimenti di bonifica dei siti contaminati, sono finalizzate a ricondurre complessivamente la gestione di tali terreni nell'ambito delle previsioni di cui alla citata direttiva 2008/98/CE.
Con riferimento invece alle previsioni di cui ai commi 6 e 7 si esclude che si possano determinare effetti negativi in termini di rispetto dei vincoli previsti dal patto di stabilità interno degli enti locali, atteso che l'intervento dei commissari ad acta avviene in via sostitutiva per l'inadempimento di attività che i predetti enti avrebbero obbligatoriamente dovuto porre in essere nell'esercizio delle loro competenze ordinarie («interventi già previsti e non realizzati») con le risorse a tal fine allocate.
sviluppo il Lun Lug 15, 2013 12:33 pm
Sul Sistri non trovo nulla, giusto?
Admin il Lun Lug 15, 2013 12:39 pm
No, le note del ministero riguardano gli articoli licenziati nel DL.
Poi arriveranno gli emendamenti all'atto.
euclione il Mar Lug 16, 2013 1:10 am
Admin ha scritto: No, le note del ministero riguardano gli articoli licenziati nel DL.
Per informazione: sul Sistri alcuni emendamenti alla legge di conversione del Decreto legge sono stati presentati. Inutilmente, perché sono stati giudicati inammissibili (era prevedibile): non sono attinenti alle disposizioni del decreto legge in discussione.
Non avremo novità da questo fronte. E, temo, neppure da altri fronti. Dobbiamo aspettare fine mese per capire che intenzioni ha il ministro. Sempre che finalmente parli chiaro.
Admin il Lun Ago 05, 2013 8:41 pm
«Art. 243. (Gestione delle acque sotterranee emunte) 1. Al fine di impedire e arrestare l'inquinamento delle acque sotterranee nei siti contaminati, oltre ad adottare le necessarie misure di messa in sicurezza e di prevenzione dell'inquinamento delle acque, anche tramite conterminazione idraulica con emungimento e trattamento, devono essere individuate e adottate le migliori tecniche disponibili per eliminare, anche mediante trattamento secondo quanto previsto dall'articolo 242, o isolare le fonti di contaminazione dirette o indirette; in caso di emungimento e trattamento delle acque sotterranee deve essere valutata la possibilità tecnica di utilizzazione delle acque emunte nei cicli produttivi in esercizio nel sito, in conformità alle finalità generali e agli obiettivi di conservazione e risparmio delle risorse idriche stabiliti nella parte terza.
6. Il trattamento delle acque emunte deve garantire un'effettiva riduzione della massa delle sostanze inquinanti scaricate in corpo ricettore, al fine di evitare il mero trasferimento della contaminazione presente nelle acque sotterranee ai corpi idrici superficiali».
«2-bis. Il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 10 agosto 2012, n. 161, adottato in attuazione delle previsioni di cui all'articolo 49 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, si applica solo alle terre e rocce da scavo che provengono da attività o opere soggette a valutazione d'impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale. Il decreto di cui al periodo precedente non si applica comunque alle ipotesi disciplinate dall'articolo 109 del presente decreto».
3. All'articolo 3 del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni:
5. All'articolo 1, comma 359, primo periodo, della legge 24 dicembre 2012 n. 228, dopo le parole «1, comma 2,» sono aggiunte le seguenti «ed agli articoli 2,», e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole «, se attribuiti, in tutto o in parte, con il decreto di nomina di cui al comma 358».
6. In relazione alla procedura di infrazione comunitaria n. 2007/2195, al fine di consentire la semplificazione e l'accelerazione nell'attuazione degli interventi di adeguamento del sistema dei rifiuti nella Regione Campania e di accelerare l'attuazione delle azioni in corso per il superamento delle criticità della gestione del sistema stesso, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nomina con propri decreti uno o più commissari ad acta per provvedere, in via sostitutiva degli Enti competenti in via ordinaria, alla realizzazione e all’avvio della gestione degli impianti nella Regione, già previsti e non ancora realizzati, e per le altre iniziative strettamente strumentali e necessarie. I decreti, adottati sentiti gli Enti interessati, specificano i compiti e la durata della nomina, per un periodo di sei mesi, salvo proroga o revoca.
7-bis. All'articolo 1, comma 3-bis, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Gli impianti geotermici pilota sono di competenza statale».
«7-quater). Impianti geotermici pilota di cui all'articolo 1, comma 3-bis, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22, e successive modificazioni»;
b) alla lettera v) dell'allegato III alla parte II, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, con esclusione degli impianti geotermici pilota di cui all'articolo 1, comma 3-bis, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22, e successive modificazioni»;
«e-bis) l'esplorazione e lo sfruttamento off shore di minerali, compresi gli idrocarburi nonché quelli previsti dall'articolo 1, comma 3-bis, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22, e successive modificazioni».
(Ulteriori disposizioni in materia di terre e rocce da scavo)
2. Il proponente o il produttore attesta il rispetto delle condizioni di cui al comma 1 tramite dichiarazione resa all'Agenzia regionale per la protezione ambientale ai sensi e per gli effetti del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, precisando le quantità destinate all'utilizzo, il sito di deposito e i tempi previsti per l'utilizzo, che non possono comunque superare un anno dalla data di produzione, salvo il caso in cui l'opera nella quale il materiale è destinato ad essere utilizzato preveda un termine di esecuzione superiore. Le attività di scavo e di utilizzo devono essere autorizzate in conformità alla vigente disciplina urbanistica e igienico-sanitaria. La modifica dei requisiti e delle condizioni indicate nella dichiarazione di cui al primo periodo è comunicata entro trenta giorni al comune del luogo di produzione.
Articolo 41-ter.
(Norme ambientali per gli impianti ad inquinamento scarsamente significativo).
«v-bis) impianti di essiccazione di materiali vegetali impiegati da imprese agricole o a servizio delle stesse con potenza termica nominale, per corpo essiccante, uguale o inferiore a 1 MW, se alimentati a biomasse o a biodiesel o a gasolio come tale o in emulsione con biodiesel, e uguale o inferiore a 3 MW, se alimentati a metano o a gpl o a biogas»;
c) alla lettera z), la parola: «potenzialmente» è soppressa;
«kk-bis) Cantine che trasformano fino a 600 tonnellate l'anno di uva nonché stabilimenti di produzione di aceto o altre bevande fermentate, con una produzione annua di 250 ettolitri per i distillati e di 1.000 ettolitri per gli altri prodotti. Sono comunque sempre escluse, indipendentemente dalla produzione annua, le fasi di fermentazione, movimentazione, travaso, addizione, trattamento meccanico, miscelazione, confezionamento e stoccaggio delle materie prime e dei residui effettuate negli stabilimenti di cui alla presente lettera.
kk-ter) Frantoi».
2. Alla parte II dell'allegato IV alla parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
«v-bis) Impianti di essiccazione di materiali vegetali impiegati o a servizio di imprese agricole non ricompresi nella parte I del presente allegato»;
«oo-bis) Stabilimenti di produzione di vino, aceto o altre bevande fermentate non ricompresi nella parte I del presente allegato».
Art. 41-quater. – (Disciplina dell'utilizzo del pastazzo).
1. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, emana entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, un decreto contenente disposizioni che consentano la produzione, la commercializzazione e l'uso del pastazzo quale sottoprodotto della lavorazione degli agrumi ad uso agricolo e zootecnico, sottraendolo in modo definitivo alla disciplina dei rifiuti. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è adottato un decreto ai sensi dell'articolo 184-bis, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per stabilire i criteri qualitativi e quantitativi per l'utilizzo delle sostanze prodotte nel corso della lavorazione degli agrumi, nel medesimo o in altri cicli di produzione».
Admin il Gio Ago 08, 2013 3:44 pm
In rosso le modifiche apportate al Senato.
Quest sarà la versione definitiva.

References: Articolo 17
in fine
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Articolo 41

Art. 41