Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2018-0043_IT.html
Timestamp: 2019-06-18 01:22:57+00:00

Document:
RELAZIONE sulla proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita di beni, che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2009/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
Procedura : 2015/0288(COD)
Ciclo del documento : A8-0043/2018
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sulla proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita di beni, che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2009/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
Relatore: Pascal Arimont
– viste la proposta della Commissione al Parlamento e al Consiglio (COM(2015)0635) e la proposta modificata (COM(2017)0637)),
– visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0379/2017),
– visti i pareri del Comitato economico e sociale europeo del 27 aprile 2016(1) e del 15 febbraio 2018(2),
– vista la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A8-0043/2018),
(1 bis) L'articolo 169, paragrafo 1, e l'articolo 169, paragrafo 2, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) stabiliscono che l'Unione deve contribuire ad assicurare un livello elevato di protezione dei consumatori mediante misure adottate a norma dell'articolo 114 TFUE.
(2) Ai fini del buon funzionamento del mercato interno, è necessario armonizzare determinati aspetti dei contratti di vendita di beni, prendendo come riferimento un livello elevato di protezione dei consumatori.
(2) Ai fini del buon funzionamento del mercato interno, è necessario armonizzare determinati aspetti dei contratti di vendita di beni, prendendo come riferimento un livello elevato di protezione dei consumatori e di certezza del diritto, garantendo nel contempo il conseguimento di un equilibrio tra i diritti e gli obblighi dei consumatori e quelli dei professionisti.
(3) Il commercio elettronico è uno dei principali motori di crescita nel mercato interno. Tuttavia il suo potenziale di crescita è lungi dall'essere pienamente sfruttato. Al fine di rafforzare la competitività dell'Unione e stimolare la crescita, l'Unione deve agire rapidamente e incoraggiare gli attori economici a sfruttare al massimo il potenziale offerto dal mercato interno. Il pieno potenziale del mercato interno può essere sfruttato soltanto se tutti gli operatori di mercato sono in grado di accedere agevolmente alle vendite transfrontaliere di beni, comprese le transazioni di commercio elettronico. Le norme di diritto contrattuale in base alle quali gli operatori di mercato concludono transazioni commerciali sono tra i fattori fondamentali della decisione delle imprese di offrire beni oltre frontiera. Tali norme influenzano anche la volontà dei consumatori di scegliere fiduciosamente questo tipo di acquisto.
(3) Il commercio elettronico è un motore essenziale di crescita nel mercato interno. Tuttavia il suo potenziale di crescita è lungi dall'essere pienamente sfruttato. Al fine di rafforzare la competitività dell'Unione e stimolare la crescita, l'Unione deve creare un ambiente trasparente con un mercato interno pienamente funzionante. Il pieno potenziale del mercato interno può essere sfruttato soltanto se tutti gli operatori di mercato sono in grado di accedere agevolmente alle vendite transfrontaliere di beni, comprese le transazioni di commercio elettronico. Le norme di diritto contrattuale in base alle quali gli operatori di mercato concludono transazioni commerciali sono tra i fattori fondamentali della decisione delle imprese di offrire beni oltre frontiera. Tali norme influenzano anche la volontà dei consumatori di scegliere fiduciosamente questo tipo di acquisto.
(4) Le norme dell'Unione applicabili alla vendita di beni sono ancora frammentate, benché le norme riguardanti gli obblighi di informativa precontrattuale, il diritto di recesso nei contratti a distanza e le condizioni di consegna siano già state pienamente armonizzate. Altri elementi contrattuali essenziali, quali i criteri di conformità, i rimedi e le modalità per il loro esercizio in caso di non conformità del bene al contratto, sono attualmente oggetto dell'armonizzazione minima prevista dalla direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio46. Gli Stati membri hanno avuto facoltà di andare oltre le norme dell'Unione e introdurre norme che garantiscano un livello ancora più elevato di protezione dei consumatori. Procedendo in tal senso sono intervenuti, in misura diversa, su vari elementi. Di conseguenza, oggi esistono divergenze significative tra le disposizioni nazionali che recepiscono la direttiva 1999/44/CE riguardo agli elementi essenziali , quali l'assenza o l'esistenza di una gerarchia di rimedi, il periodo di garanzia legale, il termine per l'inversione dell'onere della prova e la denuncia del difetto al venditore.
(4) Talune norme dell'Unione applicabili alla vendita di beni sono ancora frammentate, benché le norme riguardanti gli obblighi di informativa precontrattuale, il diritto di recesso e le condizioni di consegna siano già state pienamente armonizzate nella direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio. Le norme applicabili alle vendite offline sono state armonizzate in misura minore, come le norme riguardanti gli obblighi di informativa precontrattuale. Altri elementi contrattuali essenziali, quali i criteri di conformità, i rimedi e le modalità per il loro esercizio in caso di non conformità del bene al contratto, sono attualmente oggetto dell'armonizzazione minima prevista dalla direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio46. Gli Stati membri hanno avuto facoltà di andare oltre le norme dell'Unione e introdurre norme che garantiscano un livello ancora più elevato di protezione dei consumatori. Procedendo in tal senso sono intervenuti, in misura diversa, su vari elementi. Di conseguenza, oggi esistono divergenze significative tra le disposizioni nazionali che recepiscono la direttiva 1999/44/CE riguardo agli elementi essenziali, quali l'assenza o l'esistenza di una gerarchia di rimedi, il periodo di garanzia legale, il termine per l'inversione dell'onere della prova e la denuncia del difetto al professionista.
46 Direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, su taluni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo (GU L 171 del 7.7.1999, pag. 12).
(5) Le disparità esistenti possono ripercuotersi negativamente sulle imprese e sui consumatori. A norma del regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio47, le imprese che rivolgono la loro attività ai consumatori di altri Stati membri devono tener conto delle norme imperative di diritto contrattuale dei consumatori del paese di residenza abituale del consumatore. Poiché tali norme differiscono fra gli Stati membri, le imprese possono dover far fronte a costi aggiuntivi. Di conseguenza molte imprese preferiscono continuare a operare sul mercato interno o esportare solo in uno o due Stati membri. La scelta di ridurre al minimo l'esposizione ai costi e ai rischi associati agli scambi transfrontalieri si traduce in perdite di opportunità di espansione commerciale e di economie di scala. Questo fenomeno interessa soprattutto le piccole e medie imprese.
(5) Le disparità esistenti in materia di diritto contrattuale in Stati membri diversi possono ripercuotersi negativamente sulle imprese e sui consumatori, unitamente ad altre questioni regolamentari e non regolamentari fondamentali, quali le normative fiscali, le questioni connesse alle reti di consegna, i sistemi di pagamento e le barriere linguistiche. Tuttavia, le principali difficoltà incontrate dai consumatori e la principale fonte di controversia con i professionisti riguardano la non conformità dei beni al contratto. È necessario quindi aumentare la fiducia dei consumatori nel mercato interno e contribuire a creare condizioni di parità per i professionisti.
47 Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I), (GU L 177 del 4.7.2008, pag. 6).
(8) Per risolvere i problemi dovuti alla frammentazione delle norme nazionali, le imprese e i consumatori dovrebbero poter fare affidamento su un corpus di norme mirate pienamente armonizzate relative alla vendita di beni. Sono necessarie norme uniformi in relazione a quegli elementi essenziali del diritto contrattuale dei consumatori che con l'attuale approccio di armonizzazione minima hanno portato a differenze e barriere commerciali in tutta l'Unione. Pertanto la presente direttiva dovrebbe abrogare la direttiva 1999/44/CE di armonizzazione minima e introdurre norme pienamente armonizzate in materia di contratti di vendita di beni.
(8) Per risolvere i problemi dovuti alla frammentazione delle norme nazionali e altri problemi, le imprese e i consumatori dovrebbero poter fare affidamento su un corpus di norme mirate armonizzate relative a tutte le vendite di beni. Sono necessarie norme uniformi in relazione a quegli elementi essenziali del diritto contrattuale dei consumatori che con l'attuale approccio di armonizzazione minima hanno portato a differenze e barriere commerciali in tutta l'Unione. Pertanto la presente direttiva dovrebbe abrogare la direttiva 1999/44/CE di armonizzazione minima e introdurre un nuovo quadro di norme armonizzate in materia di contratti di vendita di beni. Tuttavia, gli Stati membri dovrebbero poter mantenere o introdurre nelle loro disposizioni legislative nazionali misure in materia di mezzi di ricorso per "vizi occulti" o di diritto di rifiuto a breve termine.
(9) Norme pienamente armonizzate in materia di diritto contrattuale dei consumatori renderanno più facile per i professionisti offrire i loro prodotti in altri Stati membri. Le imprese vedranno ridotti i propri costi, in quanto non dovranno più tenere conto di diverse norme imperative a tutela del consumatore. Godranno di una maggiore certezza giuridica in caso di vendita in altri Stati membri, grazie a un quadro stabile di diritto contrattuale.
(9) Ulteriori norme armonizzate in materia di diritto contrattuale dei consumatori renderanno più facile per i professionisti offrire i loro prodotti in altri Stati membri. Le imprese vedranno ridotti i propri costi, in quanto non dovranno più tenere conto di diverse norme imperative a tutela del consumatore. Godranno di una maggiore certezza giuridica in caso di vendita in altri Stati membri, grazie a un quadro stabile di diritto contrattuale.
(10) La maggiore concorrenza tra i dettaglianti probabilmente determinerà una scelta più ampia a prezzi più concorrenziali per i consumatori. Questi ultimi beneficeranno di un livello elevato di protezione e dei miglioramenti in termini di benessere garantiti dalle norme mirate pienamente armonizzate. Ciò permetterà a sua volta di aumentare la fiducia dei consumatori nel commercio transfrontaliero. Sapendo di godere degli stessi diritti in tutta l'Unione, i consumatori si sentiranno più sicuri nell'acquistare oltre frontiera.
(10) La maggiore concorrenza tra i dettaglianti probabilmente determinerà una scelta più ampia a prezzi più concorrenziali per i consumatori. Questi ultimi beneficeranno di un livello elevato di protezione e dei miglioramenti in termini di benessere garantiti dalle norme mirate. Ciò permetterà inoltre di aumentare la fiducia dei consumatori nel commercio transfrontaliero, anche a distanza e online.
(11) La presente direttiva riguarda le norme applicabili alla vendita di beni soltanto in relazione a quegli elementi contrattuali essenziali necessari per superare le barriere legate al diritto contrattuale nel mercato interno. A tal fine, è opportuno armonizzare pienamente le norme riguardanti i requisiti di conformità, i rimedi a disposizione del consumatore per non conformità del bene al contratto e le modalità per il loro esercizio, e aumentare il livello di protezione dei consumatori rispetto alla direttiva 1999/44/CE.
(11) La presente direttiva riguarda le norme applicabili alla vendita di beni soltanto in relazione a quegli elementi contrattuali essenziali necessari per superare le barriere legate al diritto contrattuale nel mercato interno. A tal fine, è opportuno armonizzare le norme riguardanti i requisiti di conformità, i rimedi a disposizione del consumatore per non conformità del bene al contratto e le modalità per il loro esercizio, in modo da garantire un livello elevato di protezione dei consumatori.
(13) La presente direttiva non dovrebbe applicarsi ai beni, quali DVD e CD, che incorporano contenuto digitale ma che fungono solo da vettore del contenuto digitale. Dovrebbe invece applicarsi ai beni, quali gli elettrodomestici o i giocattoli, in cui il contenuto digitale è incorporato in modo tale che le sue funzioni sono subordinate alle funzionalità principali del bene e che il contenuto digitale opera come parte integrante del bene.
(13) La presente direttiva non dovrebbe applicarsi al contenuto digitale e ai servizi digitali incorporati in beni quali DVD e CD o in beni intelligenti. Per quanto riguarda i beni con contenuto digitale incorporato o servizi digitali incorporati, il professionista dovrebbe essere responsabile, ai sensi della presente direttiva, nei confronti del consumatore per l'adempimento dei propri obblighi soltanto per quanto riguarda gli elementi dei beni che non riguardano il contenuto digitale o il servizio digitale incorporati. Le disposizioni della presente direttiva non dovrebbero pregiudicare la tutela concessa ai consumatori dalla normativa applicabile dell'Unione per quanto riguarda il contenuto digitale o il servizio digitale incorporati.
(13 bis) Date le circostanze specifiche e la natura dell'articolo, la presente direttiva non dovrebbe applicarsi alla vendita di animali vivi tra il professionista e il consumatore.
(14) La presente direttiva non dovrebbe incidere sul diritto contrattuale degli Stati membri nei settori che non disciplina. Inoltre, in determinati settori disciplinati dalla presente direttiva gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di fissare norme per quegli aspetti che non sono disciplinati dalla presente direttiva, ossia i termini di prescrizione per l'esercizio dei diritti del consumatore e le garanzie commerciali. Infine, per quanto riguarda il diritto di regresso del venditore, gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di prevedere condizioni più dettagliate per il suo esercizio.
(14) La presente direttiva non dovrebbe incidere sul diritto contrattuale degli Stati membri nei settori che non disciplina. Inoltre, in determinati settori disciplinati dalla presente direttiva gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di fissare norme per quegli aspetti che non sono disciplinati dalla presente direttiva, ossia i termini di prescrizione per l'esercizio dei diritti del consumatore. Infine, per quanto riguarda il diritto di regresso del professionista e le garanzie commerciali, gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di prevedere condizioni più dettagliate per l'esercizio di tali diritti.
(16 bis) La definizione di consumatore dovrebbe includere le persone fisiche che agiscono al di fuori della loro attività commerciale, industriale, artigianale o professionale. Tuttavia, nel caso di contratti con duplice scopo, qualora il contratto sia concluso per fini che rientrano parzialmente nel quadro delle attività commerciali della persona e ne restano parzialmente al di fuori e lo scopo commerciale sia talmente limitato da non risultare predominante nel contesto generale del contratto, la persona in questione dovrebbe altresì essere considerata un consumatore. Ciò riflette un approccio basato sul buon senso alle operazioni quotidiane e fornirebbe inoltre una maggiore certezza del diritto, in considerazione dell'ampia gamma di beni e dell'ambito di applicazione della proposta.
(17) A fini di chiarezza e certezza del diritto per i venditori e i consumatori, la presente direttiva dovrebbe definire la nozione di contratto. Questa definizione dovrebbe basarsi sulle tradizioni comuni di tutti gli Stati membri e richiedere, per l'esistenza di un contratto, un accordo diretto a creare obbligazioni o produrre altri effetti giuridici.
(18) Al fine di conciliare l'esigenza della certezza giuridica con un'adeguata flessibilità delle norme giuridiche, qualsiasi riferimento nella presente direttiva a ciò che ci si può aspettare da una persona o a ciò che una persona può aspettarsi dovrebbe intendersi fatto a quanto ci si può ragionevolmente aspettare. La ragionevolezza dovrebbe essere accertata obiettivamente, tenendo conto della natura e dello scopo del contratto, delle circostanze della fattispecie, degli usi e delle pratiche vigenti presso le parti interessate. In particolare, il termine ragionevole per completare la riparazione o la sostituzione dovrebbe essere accertato obiettivamente, tenendo conto della natura del bene e del difetto di conformità.
(18) Al fine di conciliare l'esigenza della certezza giuridica con un'adeguata flessibilità delle norme giuridiche, qualsiasi riferimento nella presente direttiva a ciò che ci si può aspettare da una parte del contratto o a ciò che una parte del contratto può aspettarsi dovrebbe intendersi fatto a quanto ci si può ragionevolmente aspettare. La ragionevolezza dovrebbe essere accertata obiettivamente, tenendo conto della natura e dello scopo del contratto, delle circostanze della fattispecie, degli usi e delle pratiche vigenti presso le parti del contratto. In particolare, il termine ragionevole per completare la riparazione o la sostituzione dovrebbe essere accertato obiettivamente, tenendo conto della natura del bene e del difetto di conformità.
(19) Al fine di garantire chiarezza su ciò che il consumatore può aspettarsi dal bene e ciò di cui il venditore è responsabile in caso di mancata consegna di quanto atteso, è essenziale armonizzare pienamente le norme sulla conformità al contratto. L'applicazione di una combinazione di criteri soggettivi e oggettivi dovrebbe salvaguardare i legittimi interessi di entrambe le parti di un contratto di vendita. La conformità al contratto dovrebbe essere valutata tenendo conto non solo dei requisiti che sono stati effettivamente stabiliti nel contratto, incluso nell'ambito delle informazioni precontrattuali che costituiscono parte integrante del contratto, ma anche di determinati requisiti oggettivi che costituiscono gli standard normalmente attesi da un bene, in particolare in termini di idoneità allo scopo, imballaggio, istruzioni di installazione e normale qualità e prestazioni.
(19) Al fine di garantire chiarezza su ciò che il consumatore può aspettarsi dal bene e ciò di cui il professionista è responsabile in caso di mancata consegna di quanto atteso, è essenziale armonizzare le norme sulla conformità al contratto. L'applicazione di una combinazione di criteri soggettivi e oggettivi dovrebbe salvaguardare i legittimi interessi di entrambe le parti di un contratto di vendita. La conformità al contratto dovrebbe essere valutata tenendo conto non solo dei requisiti che sono stati effettivamente stabiliti nel contratto, incluso nell'ambito delle informazioni precontrattuali che costituiscono parte integrante del contratto, ma anche di determinati requisiti oggettivi che costituiscono gli standard normalmente attesi da un bene, in particolare in termini di idoneità allo scopo, imballaggio, istruzioni di installazione e normale qualità e prestazioni.
(19 bis) È probabile che alcuni dei requisiti di conformità del contratto, in particolare per quanto riguarda la qualità, la durabilità e l'aspetto, si applichino in modo diverso in relazione alla vendita di beni di seconda mano. In molti casi, le ragionevoli aspettative del consumatore saranno inferiori per i beni di seconda mano rispetto a quelli nuovi di zecca. Di conseguenza, i consumatori devono avere idee più chiare in merito alla prevista finalità di tali beni nelle comunicazione con il professionista. In qualsiasi controversia tra professionista e consumatore in materia di difetto di conformità, questo fattore sarà spesso importante nel determinare se l'onere della prova sia stato o meno soddisfatto per quanto riguarda un presunto difetto dei beni. Tuttavia, qualora il consumatore abbia avuto l'opportunità di esaminare i beni personalmente prima della conclusione del contratto, gli Stati membri potrebbero in via derogatoria e in funzione dei loro particolari mercati e sistemi giuridici, scegliere di continuare a disporre che il professionista e il consumatore possano concordare espressamente per iscritto o su un mezzo durevole un periodo di garanzia legale più breve, non inferiore a un anno o, in alternativa, un periodo più breve per l'inversione dell'onere della prova a favore del consumatore non inferiore a sei mesi.
Considerando 19 ter (nuovo)
(19 ter) In conformità con la prassi consolidata e le norme specifiche in materia di responsabilità di una casa d'aste, risulta per il momento giustificato mantenere la possibilità che gli Stati membri escludano le aste pubbliche di beni di seconda mano qualora il consumatore abbia avuto la possibilità di assistere all'asta personalmente. Tuttavia, occorrerebbe prevedere che i consumatori siano informati attraverso una chiara dichiarazione per iscritto o su un supporto durevole prima dell'asta che tali norme non si applicano e che sia fatto esplicito riferimento ai pertinenti diritti legali o altri diritti applicabili. Inoltre, in linea con la direttiva 2011/83/UE, l'uso, a fini d'asta, di piattaforme online messe a disposizione di consumatori e professionisti non dovrebbe essere considerato un'asta pubblica ai sensi della presente direttiva.
(20) Un gran numero di beni di consumo è destinato ad essere installato prima di poter essere utilmente usato dal consumatore. Pertanto, qualsiasi difetto di conformità derivante dall'imperfetta installazione del bene dovrebbe essere considerato difetto di conformità al contratto quando l'installazione è stata effettuata dal venditore o sotto il suo controllo, o quando il bene è stato installato dal consumatore ma l'imperfetta installazione dipende da un errore delle istruzioni di installazione.
(20) Un gran numero di beni di consumo è destinato ad essere installato prima di poter essere utilmente usato dal consumatore. Pertanto, qualsiasi difetto di conformità derivante dall'imperfetta installazione del bene dovrebbe essere considerato difetto di conformità al contratto quando l'installazione è stata effettuata dal professionista o sotto il suo controllo, o quando il bene è stato installato dal consumatore ma l'imperfetta installazione dipende da un errore delle istruzioni di installazione.
(21) La conformità dovrebbe assicurare l'assenza sia di difetti materiali sia di vizi giuridici. I diritti dei terzi e altri vizi giuridici possono infatti impedire al consumatore di godere del bene conformemente al contratto qualora il titolare del diritto esiga legittimamente che il consumatore cessi di violare il suo diritto. Il venditore dovrebbe pertanto garantire che il bene è libero da qualsiasi diritto di terzi che preclude al consumatore di godere del bene conformemente al contratto.
(21) La conformità dovrebbe assicurare l'assenza sia di difetti materiali sia di vizi giuridici. I diritti dei terzi e altri vizi giuridici possono infatti impedire al consumatore di godere del bene conformemente al contratto qualora il titolare del diritto esiga legittimamente che il consumatore cessi di violare il suo diritto. Il professionista dovrebbe pertanto garantire che il bene sia libero da ogni restrizione risultante da qualsiasi diritto di terzi che preclude al consumatore di godere del bene conformemente a criteri soggettivi e oggettivi di conformità.
(23) Assicurare una maggiore durabilità dei beni di consumo è importante per raggiungere modelli di consumo più sostenibili e un'economia circolare. È inoltre essenziale impedire l'accesso al mercato dell'Unione ai beni non conformi, rafforzando la vigilanza del mercato e fornendo i giusti incentivi agli operatori economici, al fine di accrescere la fiducia nel funzionamento del mercato interno. Per raggiungere tali obiettivi, una legislazione dell'UE specifica per prodotto è l'approccio più appropriato per introdurre il requisito della durabilità e altri requisiti di prodotto, in relazione a tipi o gruppi specifici di prodotti, utilizzando criteri ad hoc. La presente direttiva dovrebbe pertanto essere complementare agli obiettivi perseguiti dalla legislazione specifica per prodotto dell'Unione. Nella misura in cui una dichiarazione precontrattuale che forma parte integrante del contratto contiene informazioni specifiche sulla durabilità, il consumatore dovrebbe potervi fare affidamento quale parte dei criteri di conformità.
(23) Assicurare una maggiore durabilità dei beni di consumo è importante per raggiungere modelli di consumo più sostenibili e un'economia circolare. È inoltre essenziale impedire l'accesso al mercato dell'Unione ai beni non conformi, rafforzando la vigilanza del mercato e fornendo i giusti incentivi agli operatori economici, al fine di accrescere la fiducia nel funzionamento del mercato interno. Per raggiungere tali obiettivi, una legislazione dell'UE specifica per prodotto, come la direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio o la direttiva 85/374/CEE del Consiglio, è l'approccio più appropriato per introdurre il requisito della durabilità e altri requisiti di prodotto, in relazione a tipi o gruppi specifici di prodotti, utilizzando criteri ad hoc. La presente direttiva dovrebbe pertanto essere complementare agli obiettivi perseguiti dalla legislazione specifica per prodotto dell'Unione. Nella misura in cui una dichiarazione precontrattuale che forma parte integrante del contratto contiene informazioni specifiche sulla durabilità, il consumatore dovrebbe potervi fare affidamento quale parte dei criteri di conformità.
Considerando 23 bis (nuovo)
(23 bis) La durabilità dovrebbe essere definita come la capacità di un prodotto di mantenere le sue prestazioni richieste nell'arco di un determinato o di un lungo periodo, sotto l'influsso di azioni prevedibili, ipotizzando un tasso normale o medio di utilizzo. Il presupposto di base è che le prestazioni del prodotto siano mantenute a un livello accettabile, rispetto alle sue prestazioni iniziali, per l'intera sua durata di funzionamento.
(24) Per rafforzare la certezza giuridica per i consumatori e i venditori occorre che sia chiaramente indicato il momento in cui la conformità del bene al contratto deve essere valutata. Al fine di garantire la coerenza tra la presente direttiva e la direttiva 2011/83/UE è opportuno che il momento del passaggio del rischio coincida con il momento della valutazione della conformità del bene. Tuttavia, qualora il bene debba essere installato tale momento rilevante dovrebbe essere adattato.
(24) Per rafforzare la certezza giuridica per i consumatori e i venditori occorre che sia chiaramente indicato il momento in cui la conformità del bene al contratto deve essere valutata, fatte salve le norme nazionali sulla decorrenza dei termini di prescrizione in casi eccezionali. Al fine di garantire la coerenza tra la presente direttiva e la direttiva 2011/83/UE è opportuno, in generale, che il momento del passaggio del rischio coincida con il momento della valutazione della conformità del bene. Tuttavia, qualora il bene debba essere installato tale momento rilevante dovrebbe essere adattato.
(26) Affinché le imprese possano avvalersi di un corpus unico di norme applicabili in tutta l'Unione, è necessario armonizzare pienamente il periodo di tempo durante il quale l'onere di provare il difetto di conformità è invertito a favore del consumatore. Nei primi due anni, per poter beneficiare della presunzione di difetto di conformità il consumatore dovrebbe dimostrare soltanto che il bene non è conforme, senza dover dimostrare anche che il difetto di conformità sussisteva effettivamente al momento rilevante per la determinazione della conformità. Al fine di rafforzare la certezza giuridica sui rimedi disponibili per difetto di conformità al contratto ed eliminare uno dei principali ostacoli al mercato interno è opportuno stabilire un ordine pienamente armonizzato per l'esercizio dei rimedi. In particolare, quale primo rimedio, il consumatore dovrebbe poter scegliere tra la riparazione e la sostituzione onde contribuire a mantenere la relazione contrattuale e la fiducia reciproca. Inoltre, il fatto di consentire al consumatore di chiedere la riparazione dovrebbe incoraggiare un consumo sostenibile e contribuire a una maggiore durabilità dei prodotti.
(26) Affinché le imprese possano avvalersi di un corpus unico di norme applicabili in tutta l'Unione, è necessario armonizzare pienamente il periodo di tempo durante il quale l'onere di provare il difetto di conformità è invertito a favore del consumatore. Nel primo anno, per poter beneficiare della presunzione di difetto di conformità il consumatore dovrebbe dimostrare soltanto che il bene non è conforme e che il difetto di conformità si è manifestato entro un anno dalla consegna del bene, senza dover dimostrare anche che il difetto di conformità sussisteva effettivamente al momento rilevante per la determinazione della conformità. Al fine di rafforzare la certezza giuridica sui rimedi disponibili per difetto di conformità al contratto ed eliminare uno dei principali ostacoli al mercato interno è opportuno stabilire un ordine pienamente armonizzato per l'esercizio dei rimedi.
(27) La scelta del consumatore tra riparazione e sostituzione dovrebbe essere limitata solo nei casi in cui l'opzione scelta sia sproporzionata rispetto all'altra opzione disponibile oppure sia impossibile o illecita. Ad esempio, sarebbe sproporzionato chiedere la sostituzione di un bene lievemente graffiato se la sostituzione comporta costi notevoli mentre, al tempo stesso, il graffio potrebbe essere facilmente riparato.
(27) La scelta del consumatore tra riparazione e sostituzione dovrebbe essere limitata solo nei casi in cui l'opzione scelta sia impossibile o sproporzionata rispetto all'altra opzione disponibile. Ad esempio, sarebbe sproporzionato chiedere la sostituzione di un bene lievemente graffiato se la sostituzione comporta costi notevoli per il professionista mentre, al tempo stesso, il graffio potrebbe essere facilmente riparato. Qualora, tuttavia, sia disponibile un solo rimedio e tale rimedio imponga al professionista costi sproporzionati rispetto al valore che il bene avrebbe in assenza del difetto di conformità e all'importanza del difetto di conformità, dovrebbe essere possibile limitare il diritto del consumatore al rimborso del costo sostenuto per la rimozione del bene non conforme e l'installazione del bene sostitutivo al pagamento di un importo proporzionato da parte del professionista.
(28) Qualora il venditore non abbia corretto il difetto di conformità mediante riparazione o sostituzione senza inconvenienti significativi per il consumatore entro un termine ragionevole, il consumatore dovrebbe avere diritto alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto. In particolare la riparazione o sostituzione dovrebbe essere effettuata entro un termine ragionevole. La ragionevolezza del termine dovrebbe essere accertata obiettivamente, tenendo conto della natura del bene e del difetto di conformità. Se allo scadere del termine ragionevole il venditore non ha corretto il difetto di conformità, il consumatore non dovrebbe essere tenuto ad accettare ulteriori tentativi del venditore in relazione allo stesso difetto di conformità.
(28) Qualora il professionista non abbia corretto il difetto di conformità mediante riparazione o sostituzione senza inconvenienti significativi per il consumatore entro un mese, il consumatore dovrebbe avere diritto alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto.
(29) Considerato che il diritto di risolvere il contratto per difetto di conformità è un importante rimedio applicabile qualora la riparazione o la sostituzione non sia possibile o non abbia avuto esito positivo, il consumatore dovrebbe godere di tale diritto anche nei casi in cui il difetto di conformità è di lieve entità. In tal modo si fornirebbe un forte incentivo a correggere tutti i difetti di conformità in una fase precoce. Al fine di rendere effettivo il diritto del consumatore di risolvere il contratto, qualora il consumatore acquisti beni multipli, alcuni dei quali accessori al bene principale e che il consumatore non avrebbe acquistato senza il bene principale, e il difetto di conformità riguardi il bene principale, il consumatore dovrebbe avere il diritto di risolvere il contratto anche in relazione ai beni accessori, anche se questi sono conformi al contratto.
(29) Considerato che il diritto di risolvere il contratto per difetto di conformità è un importante rimedio applicabile qualora la riparazione o la sostituzione non sia possibile o non abbia avuto esito positivo, il consumatore dovrebbe godere di tale diritto nei casi in cui il difetto di conformità non sia di lieve entità. Al fine di rendere effettivo il diritto del consumatore di risolvere il contratto, qualora il consumatore acquisti beni multipli, alcuni dei quali accessori al bene principale e che il consumatore non avrebbe acquistato senza il bene principale, e il difetto di conformità riguardi il bene principale, il consumatore dovrebbe avere il diritto di risolvere il contratto anche in relazione ai beni accessori, anche se questi sono conformi al contratto.
(32) Al fine di rafforzare la certezza giuridica per i venditori e, in generale, la fiducia dei consumatori negli acquisti transfrontalieri, è necessario armonizzare la durata del periodo durante il quale il venditore è responsabile di qualsiasi difetto di conformità sussistente al momento in cui il consumatore acquisisce il possesso fisico del bene. Considerato che nell'attuare la direttiva 1999/44/CE la grande maggioranza degli Stati membri ha previsto un periodo di due anni e che nella pratica gli operatori di mercato lo considerano un lasso di tempo ragionevole, tale periodo dovrebbe essere mantenuto.
(32) Al fine di rafforzare la certezza giuridica per i professionisti e, in generale, la fiducia dei consumatori negli acquisti transfrontalieri, è necessario armonizzare la durata del periodo durante il quale il professionista è responsabile di qualsiasi difetto di conformità sussistente al momento in cui il consumatore acquisisce il possesso fisico del bene. Considerato che nell'attuare la direttiva 1999/44/CE la grande maggioranza degli Stati membri ha previsto un periodo di due anni e che nella pratica gli operatori di mercato lo considerano un lasso di tempo ragionevole, tale periodo dovrebbe essere mantenuto. Tuttavia, al fine di salvaguardare il livello di protezione dei consumatori che i consumatori hanno acquisito nel corso degli anni a seguito dell'attuazione della direttiva 1999/44 CE, gli Stati membri possono mantenere periodi più lunghi, durante i quali il professionista è responsabile a norma della loro legislazione nazionale che sia già in vigore alla data di entrata in vigore della presente direttiva. Inoltre, durante un periodo di riparazione o di sostituzione dei beni, il periodo durante il quale il professionista è responsabile dovrebbe essere sospeso. Esso dovrebbe peraltro iniziare a decorrere ex novo per i componenti sostituiti e per i beni che il consumatore riceve in sostituzione di beni difettosi.
(33) Al fine di garantire una maggiore consapevolezza dei consumatori e facilitare l'osservanza delle norme dell'Unione sui diritti dei consumatori in caso di beni non conformi, la presente direttiva dovrebbe allineare il periodo di inversione dell'onere della prova a favore del consumatore al periodo di responsabilità del venditore per qualsiasi difetto di conformità.
(34) Onde assicurare la trasparenza, dovrebbero essere introdotti determinati obblighi di trasparenza per le garanzie commerciali. Inoltre, al fine di rafforzare la certezza giuridica ed evitare che i consumatori siano indotti in errore, la presente direttiva dovrebbe prevedere che, qualora le condizioni di garanzia commerciale figuranti nei messaggi pubblicitari o nelle informazioni precontrattuali siano più favorevoli al consumatore di quelle della dichiarazione di garanzia, prevalgano le condizioni più vantaggiose. Da ultimo, la presente direttiva dovrebbe prevedere norme sul contenuto della dichiarazione di garanzia e sul modo in cui questa dovrebbe essere messa a disposizione dei consumatori. Gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di prevedere norme sugli aspetti delle garanzie commerciali non disciplinati dalla presente direttiva, purché tali norme non privino il consumatore della protezione riconosciuta dalle disposizioni pienamente armonizzate della presente direttiva relative alle garanzie commerciali.
(34) Onde assicurare la trasparenza, dovrebbero essere introdotti determinati obblighi di trasparenza per le garanzie commerciali. Inoltre, al fine di rafforzare la certezza giuridica ed evitare che i consumatori siano indotti in errore, la presente direttiva dovrebbe prevedere che, qualora le condizioni di garanzia commerciale figuranti nei messaggi pubblicitari o nelle informazioni precontrattuali siano più favorevoli al consumatore di quelle della dichiarazione di garanzia, prevalgano le condizioni più vantaggiose. Da ultimo, la presente direttiva dovrebbe prevedere norme sul contenuto della dichiarazione di garanzia e sul modo in cui questa dovrebbe essere messa a disposizione dei consumatori. Gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di prevedere norme sugli aspetti delle garanzie commerciali non disciplinati dalla presente direttiva, purché tali norme non privino il consumatore della protezione riconosciuta dalle disposizioni pienamente armonizzate della presente direttiva relative alle garanzie commerciali. I messaggi pubblicitari dovrebbero essere intesi comprendere le dichiarazioni contenute nella pagina web o nelle pagine dei social media collegate al professionista.
(35) Considerato che il venditore è responsabile nei confronti del consumatore di qualsiasi difetto di conformità del bene risultante da un atto o da un'omissione del venditore o di un terzo, è giustificato che il venditore possa agire nei confronti della persona responsabile in un anello precedente della catena di transazioni commerciali. Tuttavia, la presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il principio della libertà contrattuale nei rapporti tra il venditore e le altre parti della catena di transazioni commerciali. Le precisazioni sull'esercizio di quel diritto, in particolare la persona nei cui confronti tali rimedi devono essere esercitati e le modalità di esercizio, dovrebbero essere indicate dagli Stati membri.
(35) Considerato che il professionista è responsabile nei confronti del consumatore di qualsiasi difetto di conformità del bene risultante da un atto o da un'omissione del professionista o di un terzo, il professionista dovrebbe poter agire nei confronti della persona responsabile negli anelli precedenti della catena di transazioni commerciali. Le precisazioni sull'esercizio di quel diritto, in particolare la persona nei cui confronti tali rimedi devono essere esercitati e le modalità di esercizio, dovrebbero essere indicate dagli Stati membri. Gli Stati membri dovrebbero garantire che la legislazione nazionale tuteli adeguatamente il professionista quando si tratti di determinare la persona nei confronti della quale il professionista può agire, le tempistiche, nonché le relative azioni e modalità di esercizio.
(36) Le persone o le organizzazioni che in base alla legislazione nazionale siano considerate titolari di un diritto o interesse legittimo nella tutela dei diritti contrattuali dei consumatori dovrebbero disporre del diritto di promuovere un'azione giudiziaria dinanzi a un tribunale o ad un'autorità amministrativa competente a decidere dei reclami oppure a promuovere un'adeguata azione giudiziaria.
(36) Le persone o le organizzazioni che in base alla legislazione nazionale siano considerate titolari di un diritto o interesse legittimo nella tutela dei diritti contrattuali dei consumatori dovrebbero disporre del diritto di promuovere un'azione giudiziaria dinanzi a un tribunale o ad un'autorità amministrativa competente a decidere dei reclami oppure a promuovere un'adeguata azione giudiziaria. Tali reclami o azioni dovrebbero avere un effetto dissuasivo sufficiente.
(42) Poiché l'obiettivo della presente direttiva, vale a dire contribuire al funzionamento del mercato interno affrontando in modo coerente gli ostacoli di diritto contrattuale alla vendita online e agli altri tipi di vendita a distanza di beni, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(42) Poiché l'obiettivo della presente direttiva, vale a dire migliorare le condizioni per la creazione e il funzionamento del mercato interno, garantire un livello elevato di protezione e fiducia dei consumatori e contribuire a fornire ai professionisti condizioni di parità, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
Considerando 42 bis (nuovo)
(42 bis) È opportuno che la Commissione riesamini la presente direttiva cinque anni dopo la sua entrata in vigore. Nel corso di tale riesame, la Commissione dovrebbe prestare particolare attenzione alle disposizioni della presente direttiva in materia di mezzi di ricorso e onere della prova — anche in riferimento ai beni di seconda mano e ai beni venduti nelle aste pubbliche –, alla garanzia commerciale e responsabilità del produttore nonché al rapporto della direttiva con determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali. Tale riesame potrebbe sfociare in una proposta della Commissione intesa a modificare la presente direttiva.
Articolo 1 – titolo
1. La presente direttiva stabilisce determinate prescrizioni concernenti i contratti di vendita conclusi tra venditori e consumatori, in particolare le norme sulla conformità dei beni, sui rimedi in caso di non conformità e sulle modalità di esercizio di tali rimedi.
1. Lo scopo della presente direttiva è quello di contribuire, mediante il conseguimento di un livello elevato di protezione dei consumatori, al corretto funzionamento del mercato interno, anche aumentando la fiducia dei consumatori e aiutando a creare condizioni di parità per i professionisti, stabilendo determinate prescrizioni concernenti i contratti di vendita conclusi tra professionisti e consumatori, in particolare le norme sulla conformità dei beni al contratto, sui rimedi in caso di non conformità e sulle modalità di esercizio di tali rimedi.
2. La presente direttiva non si applica ai contratti di fornitura di servizi. Tuttavia, qualora un contratto contempli sia la vendita di beni sia la fornitura di servizi, la presente direttiva si applica alla parte relativa alla vendita di beni.
3. La presente direttiva non si applica ai supporti materiali che incorporano contenuto digitale utilizzati esclusivamente come vettore per la fornitura del contenuto digitale al consumatore.
Articolo 1 – paragrafo 4
4. Gli Stati membri possono escludere dal campo di applicazione della presente direttiva i contratti di vendita di beni di seconda mano venduti a un'asta pubblica alla quale il consumatore abbia la possibilità di assistere personalmente.
5. La presente direttiva non pregiudica le disposizioni normative generali nazionali in materia contrattuale, quali le norme sulla formazione, validità o efficacia del contratto, comprese le conseguenze della risoluzione del contratto, nella misura in cui gli aspetti in questione non sono disciplinati dalla presente direttiva.
(a) "contratto di vendita": il contratto in base al quale il venditore trasferisce o si impegna a trasferire la proprietà di beni, compresi i beni da fabbricare o produrre, al consumatore e quest'ultimo ne paga o si impegna a pagarne il prezzo;
(a) "contratto di vendita": il contratto in base al quale il professionista trasferisce o si impegna a trasferire la proprietà di beni, compresi i beni da fabbricare o produrre, al consumatore e quest'ultimo ne paga o si impegna a pagarne il prezzo, incluso qualsiasi contratto avente per oggetto sia beni che servizi;
(b) "consumatore": qualsiasi persona fisica che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisca per fini che non rientrano nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale;
(b) "consumatore": qualsiasi persona fisica che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisca per fini che non rientrano nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale; qualora il contratto sia concluso per scopi che rientrano parzialmente nel quadro delle attività commerciale, industriale, artigianale o professionale della persona fisica e ne restano parzialmente al di fuori o uno scopo equivalente e tale scopo sia talmente limitato da non risultare predominante nel contesto generale del contratto, la persona in questione è altresì considerata un consumatore;
Articolo 2 – lettera c
(c) "venditore": qualsiasi persona fisica o giuridica che, indipendentemente dal fatto che si tratti di un soggetto pubblico o privato, agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale nei contratti oggetto della presente direttiva, anche tramite qualsiasi altra persona che agisca in suo nome o per suo conto;
(c) "professionista": qualsiasi persona fisica o giuridica che, indipendentemente dal fatto che si tratti di un soggetto pubblico o privato, agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale nei contratti oggetto della presente direttiva, anche tramite qualsiasi altra persona che agisca in suo nome o per suo conto o come intermediario per una persona fisica;
Articolo 2 – lettera d
(d) "produttore": il fabbricante di un bene, l'importatore di un bene nel territorio dell'Unione o qualsiasi altra persona che si presenta come produttore apponendo sul bene il suo nome, marchio o altro segno distintivo;
(d) "produttore": il fabbricante di un bene, l'importatore di un bene nel territorio dell'Unione, il produttore di materie prime o il fabbricante di un componente, o qualsiasi altra persona che si presenta come produttore apponendo sul bene il suo nome, marchio o altro segno distintivo;
Articolo 2 – lettera e bis (nuova)
(e bis) "contenuto digitale": i dati prodotti e forniti in formato digitale;
Articolo 2 – lettera e ter (nuova)
(e ter) "servizio digitale": un servizio che consente al consumatore la creazione, la trasformazione o l'accesso a dati in formato digitale, o la memorizzazione di dati in formato digitale, qualora tali dati siano caricati o creati dal consumatore;
Articolo 2 – lettera e quater (nuova)
(e quater) "contenuto digitale incorporato o servizio digitale incorporato": un contenuto digitale o un servizio digitale preinstallato in un bene;
Articolo 2 – lettera e quinquies (nuova)
(e quinquies) "supporto durevole": ogni strumento che permetta al consumatore o al professionista di conservare le informazioni che gli sono personalmente indirizzate in modo da potervi accedere in futuro per un periodo di tempo adeguato ai fini cui esse sono destinate e che permetta la riproduzione identica delle informazioni memorizzate;
(f) "garanzia": qualsiasi impegno di un venditore o di un produttore (il "garante"), assunto nei confronti del consumatore, in aggiunta agli obblighi di legge in merito alla garanzia di conformità, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene, qualora esso non corrisponda alle caratteristiche, o a qualsiasi altro requisito non relativo alla conformità, enunciati nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicità disponibile al momento o prima della conclusione del contratto;
(f) "garanzia" qualsiasi impegno di un professionista o di un produttore (il "garante"), assunto nei confronti del consumatore, in aggiunta agli obblighi di legge in merito alla garanzia di conformità, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene, qualora esso non corrisponda alle caratteristiche, o a qualsiasi altro requisito non relativo alla conformità, enunciati nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicità disponibile al momento o prima della conclusione del contratto;
Articolo 2 – lettera f bis (nuova)
(f bis) "durabilità": la capacità di un prodotto di mantenere le sue prestazioni richieste nell'arco di un determinato o di un lungo periodo, sotto l'influsso di azioni prevedibili, ipotizzando un tasso normale o medio di utilizzo;
(g) "contratto": l'accordo diretto a creare obbligazioni o produrre altri effetti giuridici;
Articolo 2 – lettera i
(i) "senza spese": senza i costi necessari per rendere conformi i beni, in particolar modo con riferimento alle spese di spedizione e per la mano d'opera e i materiali.
(i) "senza spese": senza i costi abituali per rendere conformi i beni, in particolar modo con riferimento alle spese di spedizione e per la mano d'opera e i materiali.
1. La presente direttiva si applica a qualsiasi contratto di vendita concluso tra un consumatore e un professionista.
2. La presente direttiva non si applica ai contratti di fornitura di servizi. Tuttavia, qualora un contratto contempli sia la vendita di beni che la fornitura di servizi, la presente direttiva si applica alla parte relativa alla vendita di beni.
3. La presente direttiva non si applica al contenuto digitale incorporato o ai servizi digitali incorporati.
4. La presente direttiva non si applica alla vendita di animali vivi tra il professionista e il consumatore.
5. Gli Stati membri possono escludere dall'ambito di applicazione della presente direttiva i contratti relativi alla vendita di beni di seconda mano, venduti nel corso di un'asta pubblica, qualora il consumatore abbia la possibilità di assistervi personalmente e sia informato attraverso una chiara dichiarazione per iscritto o su un supporto durevole prima dell'asta che i diritti derivanti dalla presente direttiva non si applicano e sia altresì informato attraverso tale dichiarazione in merito ai diritti applicabili. Inoltre, l'uso, a fini d'asta, di piattaforme online messe a disposizione di consumatori e professionisti non è considerato un'asta pubblica ai sensi della presente direttiva.
6. In caso di conflitto tra le disposizioni della presente direttiva e una disposizione di un altro atto dell'Unione che disciplina un settore o una materia specifici, la disposizione di quest'altro atto dell'Unione prevale e si applica a tali settori specifici.
7. La presente direttiva non pregiudica le disposizioni normative generali nazionali in materia contrattuale riguardanti i termini di limitazione o prescrizione, quali le norme sulla formazione, la validità o l'efficacia del contratto, comprese le conseguenze della risoluzione del contratto, nella misura in cui gli aspetti in questione non sono disciplinati dalla presente direttiva.
Gli Stati membri non mantengono o adottano disposizioni divergenti da quelle stabilite dalla presente direttiva, incluse le disposizioni più o meno severe per garantire al consumatore un livello di tutela diverso.
1. Gli Stati membri possono mantenere o adottare nelle loro normative nazionali disposizioni più rigorose, compatibili con il trattato, nel settore disciplinato dalla presente direttiva, al fine di garantire un livello più elevato di protezione del consumatore.
2. Fatto salvo il paragrafo 1, gli Stati membri non mantengono o adottano nelle loro normative nazionali disposizioni divergenti da quelle stabilite agli articoli 3bis, 4, 5, 6, 7, 8, 8bis, 9, 9bis, 10, 12, 13, 15 e 18, salvo quando diversamente previsto dalla presente direttiva.
3. Fatto salvo il paragrafo 2, gli Stati membri possono mantenere o introdurre nelle loro normative nazionali disposizioni in materia di mezzi di ricorso per "vizi occulti" o di diritto di rifiuto a breve termine per garantire al consumatore un livello di tutela più elevato. Per quanto riguarda l'articolo 8, paragrafo 2 bis), gli Stati membri possono mantenere nelle loro normative nazionali disposizioni più rigorose che siano già in vigore alla data di entrata in vigore della presente direttiva.
Il professionista fornisce al consumatore beni che soddisfano i requisiti di cui agli articoli 4, 5, 6 e 7, se del caso.
Requisiti soggettivi di conformità
1. Il venditore provvede a che, per essere conforme al contratto, il bene, se del caso:
1. Il venditore provvede in particolare a che, per essere conforme al contratto, il bene, se del caso:
(a) corrisponda alla quantità, qualità e descrizione contrattuale nonché alla qualità e descrizione del campione o modello eventualmente mostrato dal venditore al consumatore;
(a) corrisponda alla quantità, qualità e descrizione contrattuale; qualora un contratto sia concluso facendo riferimento a un campione o modello del bene visto o esaminato dal consumatore, il bene deve possedere la qualità e corrispondere alla descrizione di detto campione o modello, salvo qualora le eventuali discrepanze tra campione e modello e il bene siano state portate a conoscenza del consumatore prima della conclusione del contratto;
(b) sia idoneo ad ogni uso speciale voluto dal consumatore e che sia stato da questi portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato;
(b) sia idoneo ad ogni uso speciale voluto dal consumatore e che sia stato da questi portato a conoscenza del professionista al più tardi al momento della conclusione del contratto e che il professionista abbia accettato o che sia, nella fattispecie, un ragionevole uso;
(b bis) sia fornito assieme a tutti gli accessori, alle istruzioni, anche in materia di installazione, e assistenza ai clienti previsti dal contratto;
2. Per essere conforme al contratto, il bene deve inoltre soddisfare le prescrizioni degli articoli 5, 6 e 7.
3. Qualsiasi accordo che escluda quanto previsto agli articoli 5 e 6 oppure vi deroghi o ne modifichi gli effetti a danno del consumatore è valido solo se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza della specifica condizione del bene e l'ha accettata espressamente.
Requisiti di conformità del bene
Requisiti oggettivi di conformità
Articolo 5 – parte introduttiva
Il bene deve, se del caso:
1. Oltre a rispettare i requisiti di conformità previsti dal contratto, il bene deve, se del caso:
(a) essere idoneo a tutti gli scopi per i quali si impiegano di norma beni aventi le stesse caratteristiche;
(a) essere idoneo a tutti gli scopi per i quali si impiegano di norma beni dello stesso tipo, tenendo eventualmente conto delle eventuali disposizioni legislative nazionali e dell'Unione, delle norme tecniche o, in mancanza di tali norme tecniche, dei codici di condotta dell'industria specifici al settore applicabili;
Articolo 5 – lettera b
(b) essere consegnato con quegli accessori, compresi imballaggio, istruzioni per l'installazione o altre istruzioni, che il consumatore può aspettarsi di ricevere;
(b) essere consegnato con gli eventuali accessori, compresi imballaggio, istruzioni per l'installazione o eventuali altre istruzioni, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi di ricevere;
Articolo 5 – lettera c – parte introduttiva
(c) avere la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche fatte dal o per conto del venditore o altre persone nei precedenti anelli della catena di transazioni commerciali, compreso il produttore, a meno che il venditore non dimostri che:
(c) essere di quantità e avere la qualità e le caratteristiche di prestazione, anche in materia di aspetto, durabilità, funzionalità e sicurezza, che siano soddisfacenti e abitualmente reperibili in un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche fatte dal o per conto del professionista o del produttore, soprattutto nei messaggi pubblicitari e nell'etichettatura, a meno che il professionista non sia in grado di dimostrare che:
Articolo 5 – lettera c – punto i
i) non era a conoscenza e non poteva ragionevolmente essere a conoscenza della dichiarazione;
Articolo 5 – lettera c – punto ii
ii) la dichiarazione è stata corretta entro il momento della conclusione del contratto, oppure
ii) la dichiarazione è stata corretta entro il momento della conclusione del contratto e il consumatore non poteva ragionevolmente non essere a conoscenza di tale correzione; oppure
Articolo 5 – lettera c – punto iii
iii) la decisione di acquistare il bene non ha potuto essere influenzata dalla dichiarazione.
iii) la decisione di acquisire il bene non ha potuto essere influenzata dalla dichiarazione.
1 bis. Non vi è difetto di conformità ai sensi del paragrafo 1 se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era stato specificamente informato del fatto che una caratteristica particolare del bene si discostava dai requisiti di conformità previsti al paragrafo 1 e il consumatore ha espressamente e separatamente accettato tale scostamento al momento della conclusione del contratto.
(a) il bene è stato installato dal venditore o sotto la sua responsabilità, oppure
(a) il bene è stato installato dal professionista o sotto la sua responsabilità, oppure
Articolo 7 – comma unico
Al momento rilevante per la determinazione della conformità al contratto ai sensi dell'articolo 8, il bene è libero da qualsiasi diritto di terzi, anche in materia di proprietà intellettuale, in modo da poter essere utilizzato conformemente al contratto.
Al momento rilevante per la determinazione della conformità al contratto ai sensi dell'articolo 8, il bene è libero da ogni restrizione risultante da qualsiasi diritto di terzi, in particolare in materia di diritti di proprietà intellettuale, che impediscano di utilizzare il bene conformemente agli articoli 4 e 5.
Articolo 8 – titolo
Momento rilevante per la determinazione della conformità al contratto
1. Il venditore risponde di qualsiasi difetto di conformità al contratto sussistente al momento in cui:
1. Il professionista risponde di qualsiasi difetto di conformità sussistente al momento in cui:
(a) il consumatore o un terzo da lui designato e diverso dal vettore acquisisce il possesso fisico del bene, oppure
(b) il bene è consegnato al vettore scelto dal consumatore, qualora tale vettore non sia stato proposto dal venditore o il venditore non proponga alcun mezzo di trasporto.
(b) il bene è consegnato al vettore scelto dal consumatore, qualora tale vettore non sia stato proposto dal venditore o il venditore non proponga alcun mezzo di trasporto, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore,
e che si manifesti entro due anni dal momento sopra indicato, fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 3.
2. Qualora il bene sia installato dal venditore o sotto la sua responsabilità, il consumatore acquisisce il possesso fisico del bene nel momento in cui l'installazione è terminata. Qualora il bene sia concepito per essere installato dal consumatore, il consumatore acquisisce il possesso fisico del bene allo scadere di un lasso di tempo ragionevole per effettuare l'installazione, e comunque non oltre 30 giorni dal momento di cui al paragrafo 1.
2. Qualora il bene sia installato dal professionista o sotto la sua responsabilità ai sensi dell'articolo 6, lettera a), il consumatore acquisisce il possesso fisico del bene nel momento in cui l'installazione è terminata. Qualora il bene sia concepito per essere installato dal consumatore ai sensi dell'articolo 6, lettera a), il consumatore acquisisce il possesso fisico del bene allo scadere di un lasso di tempo ragionevole per effettuare l'installazione, e comunque non oltre 30 giorni dal momento di cui al paragrafo 1.
2 bis. Per quanto riguarda il periodo di cui al paragrafo 1, gli Stati membri possono mantenere nelle loro normative nazionali disposizioni più rigorose che siano già in vigore il ... [inserire la data di entrata in vigore della presente direttiva].
Articolo 8 – paragrafo 2 ter (nuovo)
2 ter. In caso di vendita di beni di seconda mano, qualora il consumatore abbia avuto l'opportunità di esaminare i beni personalmente prima della conclusione del contratto, gli Stati membri possono mantenere disposizioni che prevedano un periodo più breve rispetto a quello di cui al paragrafo 1, qualora il professionista e il consumatore interessato abbiano espressamente convenuto per iscritto o su un supporto durevole tale periodo più breve, che non deve essere inferiore a un anno.
3. Qualsiasi difetto di conformità al contratto che si manifesta entro due anni dal momento di cui ai paragrafi 1 e 2 si presume che fosse sussistente in tale momento, salvo che ciò sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto di conformità.
Articolo 8 bis (nuovo)
1. Qualsiasi difetto di conformità al contratto che si manifesti entro un anno dal momento rilevante per la determinazione della conformità al contratto di cui all'articolo 8, paragrafi 1 o 2, si presume che sussistesse in tale momento, salvo che ciò sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto di conformità.
2. In caso di vendita di beni di seconda mano, qualora il consumatore abbia avuto l'opportunità di esaminare i beni personalmente prima della conclusione del contratto, gli Stati membri possono mantenere disposizioni che prevedano un periodo più breve rispetto a quello di cui al paragrafo 1, qualora il professionista e il consumatore interessato abbiano espressamente convenuto per iscritto o su un supporto durevole tale periodo più breve, che non deve essere inferiore a sei mesi.
Rimedi del consumatore per difetto di conformità al contratto
1. In caso di difetto di conformità al contratto, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene da parte del venditore mediante riparazione o sostituzione, a norma dell'articolo 11.
1. In caso di difetto di conformità al contratto, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione ovvero riduzione adeguata del prezzo o risoluzione del contratto sulla base delle condizioni stabilite nel presente articolo.
1 bis. Il consumatore ha la possibilità di scegliere tra riparazione e sostituzione purché il rimedio prescelto non sia impossibile né gravi il professionista di costi sproporzionati, tenuto conto di tutte le circostanze, in particolare:
(a) il valore che i beni avrebbero in assenza del difetto di conformità;
(b) l'entità del difetto di conformità; e
(c) la possibilità di esperire il rimedio alternativo senza significativi inconvenienti per il consumatore.
In particolare, il rimedio della sostituzione è ritenuto sproporzionato per il professionista se i costi di riparazione sarebbero inferiori o pari ai costi per il rimedio alternativo di sostituzione.
1 ter. Durante il periodo di riparazione e sostituzione del bene, il periodo di cui all'articolo 8 è sospeso fino a quando il consumatore non riceve il bene sostituito o riparato.
Articolo 9 – paragrafo 1 quater (nuovo)
1 quater. Se nell'ambito della riparazione del bene un componente viene sostituito con uno nuovo, o nel caso in cui un bene difettoso sia stato sostituito da un nuovo bene, il professionista è responsabile per qualsiasi nuovo difetto di conformità del componente o del bene sostituiti che si manifesti entro due anni dal ricevimento del bene riparato o sostituito, in conformità con le condizioni di cui agli articoli 8 e 8 bis.
2. La riparazione o la sostituzione è effettuata entro un lasso di tempo ragionevole e senza notevoli inconvenienti per il consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha voluto il bene.
Articolo 9 – paragrafo 3 – parte introduttiva
3. Il consumatore ha diritto alla riduzione proporzionale del prezzo in conformità dell'articolo 12 o alla risoluzione del contratto ai sensi dell'articolo 13 quando:
3. Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 3, il consumatore ha diritto alla riduzione proporzionale del prezzo in conformità dell'articolo 12 o alla risoluzione del contratto ai sensi dell'articolo 13 in uno dei seguenti casi:
Articolo 9 – paragrafo 3 – lettera a
(a) la riparazione o la sostituzione è impossibile o illecita;
(a) la riparazione o la sostituzione è impossibile o sproporzionata ai sensi del paragrafo 1 bis;
Articolo 9 – paragrafo 3 – lettera b
(b) il venditore non ha effettuato la riparazione o la sostituzione entro un periodo ragionevole;
(b) il professionista non ha effettuato la riparazione o la sostituzione in conformità rispettivamente degli articoli 9 bis e 10;
Articolo 9 – paragrafo 3 – lettera b bis (nuova)
(b bis) si manifesti un difetto di conformità, nonostante il tentativo del professionista di ripristinare la conformità del bene;
Articolo 9 – paragrafo 3 – lettera c
(c) la riparazione o la sostituzione arrecherebbe notevoli inconvenienti al consumatore, oppure
Articolo 9 – paragrafo 3 – lettera c bis (nuova)
(c bis) il difetto di conformità è talmente grave da giustificare l'immediata riduzione del prezzo o risoluzione del contratto; oppure
Articolo 9 – paragrafo 3 – lettera d
(d) il venditore ha dichiarato, o risulta altrettanto chiaramente dalle circostanze, che non procederà al ripristino della conformità del bene al contratto entro un periodo ragionevole.
(d) il professionista ha dichiarato, o risulta chiaramente dalle circostanze, che non procederà al ripristino della conformità del bene entro un periodo ragionevole o senza notevoli inconvenienti per il consumatore.
Articolo 9 – paragrafo 4
4. Fintantoché il venditore non ripristina la conformità del bene al contratto il consumatore ha diritto di rifiutarsi di pagare qualsiasi parte di prezzo non ancora versata.
4. Fintantoché il professionista non ripristina la conformità del bene al contratto il consumatore ha diritto di rifiutarsi di pagare qualsiasi parte di prezzo non ancora versata.
Riparazione del bene
1. La riparazione ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1 bis è effettuata entro un mese e senza significativi inconvenienti per il consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha voluto il bene. Il professionista sostiene il rischio di distruzione o ulteriori danni al bene durante il periodo di riparazione o il trasporto di ritorno al consumatore.
2. Fintantoché il professionista non ripristina mediante riparazione la conformità del bene al contratto, il consumatore ha diritto di rifiutarsi di pagare qualsiasi parte di prezzo non ancora versata.
1. Il venditore che abbia corretto il difetto di conformità al contratto mediante sostituzione riprende possesso a proprie spese del bene sostituito, a meno che le parti non abbiano convenuto diversamente dopo che il difetto di conformità è stato portato all'attenzione del venditore da parte del consumatore.
1. Il professionista che abbia corretto il difetto di conformità al contratto mediante sostituzione riprende possesso a proprie spese del bene sostituito, a meno che le parti non abbiano convenuto diversamente dopo che il difetto di conformità è stato portato all'attenzione del professionista da parte del consumatore.
Articolo 10 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis. La sostituzione è effettuata entro un mese dal momento in cui il professionista ha ripreso il possesso fisico del bene e senza notevoli inconvenienti per il consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha voluto il bene.
Articolo 10 – paragrafo 3 ter (nuovo)
3 ter. Fintantoché il professionista non ripristina mediante sostituzione la conformità del bene al contratto, il consumatore ha diritto di rifiutarsi di pagare qualsiasi parte di prezzo non ancora versata.
Scelta del consumatore tra riparazione e sostituzione
Il consumatore può scegliere tra riparazione e sostituzione purché il rimedio prescelto non sia impossibile o illecito né gravi il venditore di costi sproporzionati rispetto al rimedio alternativo, tenuto conto di tutte le circostanze, in particolare:
(a) il valore che il bene avrebbe in assenza del difetto di conformità al contratto;
(b) l'entità del difetto di conformità al contratto;
(c) la possibilità di esperire il rimedio alternativo senza notevoli inconvenienti per il consumatore.
La riduzione del prezzo è proporzionale alla diminuzione di valore del bene ricevuto dal consumatore rispetto al valore del bene conforme al contratto.
Il consumatore esercita il diritto a una riduzione proporzionata del prezzo mediante una dichiarazione esplicita, notificata al professionista, in cui esprime la sua decisione. La riduzione del prezzo è proporzionale alla diminuzione di valore del bene ricevuto dal consumatore rispetto al valore del bene conforme al contratto.
Diritto del consumatore alla risoluzione del contratto
Risoluzione del contratto per difetto di conformità
1. Il consumatore esercita il diritto alla risoluzione del contratto mediante comunicazione al venditore effettuata con qualsiasi mezzo.
1. Il consumatore esercita il diritto alla risoluzione del contratto mediante una dichiarazione esplicita, notificata al professionista, in cui esprime la sua decisione di recedere dal contratto. Se i contratti sono conclusi per via digitale, il professionista fornisce al consumatore un agevole strumento digitale per risolvere il contratto. La risoluzione del contratto diventa effettiva 14 giorni dopo il ricevimento della comunicazione o a una data successiva indicata dal consumatore.
2. Se il difetto di conformità al contratto riguarda solo alcuni dei beni consegnati a norma del contratto e sussiste una causa di risoluzione del contratto ai sensi dell'articolo 9, il consumatore può risolvere il contratto solo in relazione ai beni non conformi e a quelli acquistati come accessori dei beni non conformi.
2. Se il difetto di conformità al contratto riguarda solo alcuni dei beni consegnati a norma del contratto che sono separabili dagli altri beni e sussiste una causa di risoluzione del contratto ai sensi dell'articolo 9 in relazione a tali beni non conformi, il consumatore può risolvere il contratto solo in relazione ai beni separabili e a quelli acquistati come accessori o in concomitanza con i beni non conformi, a meno che non si possa presumere che il consumatore accetti l'esecuzione della parte di contratto relativa ai beni conformi.
Articolo 13 – paragrafo 3 – lettera -a (nuova)
(-a) in primo luogo, il consumatore restituisce il bene al professionista, a spese di quest'ultimo, senza indebito ritardo e comunque entro 14 giorni dal momento in cui la risoluzione diventa effettiva;
Articolo 13 – paragrafo 3 – lettera a
(a) il venditore rimborsa, a proprie spese, al consumatore il prezzo da questi pagato, senza indebito ritardo e comunque entro 14 giorni dal ricevimento della comunicazione;
(a) in secondo luogo, il professionista rimborsa al consumatore tutte le somme pagate ai sensi del contratto, senza indebito ritardo e comunque entro 14 giorni dal ricevimento dei beni restituiti; il professionista esegue il rimborso utilizzando lo stesso mezzo di pagamento utilizzato dal consumatore per pagare i beni, a meno che il consumatore non abbia espressamente convenuto altrimenti; il professionista non impone al consumatore alcuna commissione in relazione al rimborso.
Articolo 13 – paragrafo 3 – lettera b
(b) il consumatore restituisce il bene al venditore, a spese di quest'ultimo, senza indebito ritardo e comunque entro 14 giorni dall'invio della comunicazione di risoluzione;
Articolo 13 – paragrafo 3 – lettera c
(c) qualora il bene sia andato distrutto o perso e non possa essere restituito, il consumatore paga al venditore il valore monetario che il bene non conforme avrebbe avuto alla data della supposta restituzione se fosse stato conservato dal consumatore senza distruzione o perdita fino a tale data, a meno che la distruzione o la perdita non sia stata causata dal difetto di conformità del bene al contratto;
(c) qualora il bene sia andato distrutto o perso e non possa essere restituito, il consumatore paga al professionista il valore monetario che il bene non conforme avrebbe avuto alla data della supposta restituzione se fosse stato conservato dal consumatore senza distruzione o perdita fino a tale data, a meno che la distruzione o la perdita non sia stata causata dal difetto di conformità del bene al contratto;
1. Il fornitore è responsabile nei confronti del consumatore di qualsiasi danno economico causato da un difetto di conformità al contratto o dalla mancata fornitura del bene. Nella misura del possibile, il risarcimento del danno ripristina la situazione in cui il consumatore si sarebbe trovato se il bene fosse stato conforme al contratto.
Gli Stati membri stabiliscono le modalità di esercizio del diritto al risarcimento del danno.
Il consumatore ha diritto ai rimedi per difetto di conformità del bene al contratto se il difetto di conformità si manifesta entro due anni dal momento rilevante per la determinazione della conformità. Se, a norma della legislazione nazionale, i diritti previsti all'articolo 9 sono soggetti a prescrizione, questa non può intervenire prima di due anni dal momento rilevante per la determinazione della conformità.
Articolo 15 – titolo
Garanzie commerciali e responsabilità dei produttori
Articolo 15 – paragrafo 2 – parte introduttiva
2. La dichiarazione di garanzia è messa a disposizione su supporto durevole ed è redatta in un linguaggio semplice e comprensibile. Essa comprende i seguenti elementi:
2. La dichiarazione di garanzia è messa a disposizione su supporto durevole e per iscritto ed è redatta in un linguaggio semplice e comprensibile. Su richiesta del consumatore, essa è messa a disposizione in formato cartaceo, a titolo gratuito. La dichiarazione di garanzia comprende i seguenti elementi:
Articolo 15 – paragrafo 2 – lettera a
(a) una dichiarazione chiara sui diritti legali del consumatore previsti dalla presente direttiva e una dichiarazione chiara sul fatto che tali diritti non sono pregiudicati dalla garanzia commerciale;
(a) una dichiarazione chiara sui diritti legali del consumatore previsti dalla presente direttiva e una dichiarazione chiara sul fatto che tali diritti devono essere soddisfatti senza ulteriori condizioni e non sono pregiudicati dalla garanzia commerciale;
3. Ai fini del presente articolo, per "supporto durevole" si intende ogni strumento che permetta alle parti di conservare le informazioni che sono loro personalmente indirizzate in modo da potervi accedere in futuro per un periodo di tempo adeguato alle finalità cui esse sono destinate e che permetta la riproduzione identica delle informazioni memorizzate.
Articolo 15 – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis. Fatti salvi i diritti di cui al presente articolo o qualsiasi altra disposizione applicabile dell'Unione o del diritto nazionale, il produttore che fornisce una garanzia di durabilità per un periodo di due anni o più per quanto riguarda taluni beni, fatte salve le condizioni di applicazione degli articoli 3, 8 e 8 bis e le relative disposizioni:
(a) è direttamente responsabile nei confronti del consumatore per la riparazione o la sostituzione di tali beni in caso di non conformità;
(b) ripara o sostituisce tali beni, entro un lasso di tempo ragionevole, e in ogni caso entro un mese dal momento in cui è entrato fisicamente in possesso dei beni o vi abbia avuto accesso a fini di riparazione o sostituzione.
Articolo 15 – paragrafo 5 ter (nuovo)
5 ter. Il produttore di beni che rientrano nel campo di applicazione del paragrafo 5 bis fornisce informazioni scritte chiare e comprensibili in merito ai diritti ivi previsti, nei materiali o negli imballaggi che accompagnano i beni, compresa la dichiarazione che non sono pregiudicati i diritti del consumatore in materia di responsabilità dei professionisti dai quali sono stati acquistati i beni;
Articolo 16 – comma 1
Quando è determinata la responsabilità del venditore nei confronti del consumatore a seguito di un difetto di conformità al contratto risultante da un atto o da un'omissione di una persona nei precedenti anelli della catena di transazioni commerciali, il venditore ha il diritto di agire nei confronti della persona o delle persone responsabili nella catena di transazioni commerciali. La persona nei cui confronti il venditore può agire nonché le relative azioni e modalità di esercizio sono determinati dal diritto nazionale.
Quando è determinata la responsabilità del professionista nei confronti del consumatore a seguito di un difetto di conformità al contratto risultante da un atto o da un'omissione di una persona nei precedenti anelli della catena di transazioni commerciali, il professionista ha il diritto di agire nei confronti della persona o delle persone responsabili nella catena di transazioni commerciali. La persona nei cui confronti il professionista può agire nonché le relative azioni e modalità di esercizio sono determinati dal diritto nazionale. Tuttavia, il professionista ha il diritto di esperire mezzi di ricorso per una durata non inferiore a quella di cui all'articolo 8.
Gli Stati membri incoraggiano i professionisti e i produttori a informare il consumatore in modo chiaro e comprensibile in merito all'esistenza di parti di ricambio o di accessori disponibili sul mercato e necessari per l'utilizzo dei beni venduti.
Articolo 17 – titolo
Controllo dell'osservanza
Controllo dell'osservanza e informazioni
1. Gli Stati membri garantiscono che esistano mezzi adeguati ed efficaci per assicurare il rispetto delle disposizioni della presente direttiva, tenendo conto in particolare della necessità che i consumatori siano informati e dotati degli strumenti necessari in relazione all'attuazione pratica dei propri diritti.
Articolo 17 – paragrafo 2 – parte introduttiva
2. I mezzi di cui al paragrafo 1 comprendono disposizioni che, secondo il diritto nazionale, permettano a uno o più dei seguenti organismi di adire gli organi giurisdizionali o amministrativi competenti per fare applicare le disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva:
2. I mezzi di cui al paragrafo 1 comprendono disposizioni che, secondo il diritto nazionale, permettano a uno o più dei seguenti organismi, in conformità di criteri giustificati e appropriati, di adire gli organi giurisdizionali o amministrativi competenti per fare applicare le disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva: Tali organismi includono, ma non si limitano a:
Articolo 18 – comma unico
Qualsiasi accordo contrattuale che, a danno del consumatore, escluda l'applicazione delle disposizioni nazionali che recepiscono la presente direttiva oppure vi deroghi o ne modifichi gli effetti prima che il difetto di conformità al contratto del bene sia portato all'attenzione del venditore da parte del consumatore non vincola il consumatore, a meno che le parti del contratto non escludano l'applicazione delle prescrizioni di cui agli articoli 5 e 6 oppure vi deroghino o ne modifichino gli effetti conformemente all'articolo 4, paragrafo 3.
Salvo altrimenti disposto dalla presente direttiva, qualsiasi accordo contrattuale che, a danno del consumatore, escluda l'applicazione delle disposizioni nazionali che recepiscono la presente direttiva oppure vi deroghi o ne modifichi gli effetti prima che il difetto di conformità al contratto del bene sia portato all'attenzione del professionista da parte del consumatore non vincola il consumatore.
La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva entro il ... [cinque anni dopo la sua entrata in vigore] e presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Tale processo include un'opportuna e dettagliata consultazione e la partecipazione degli Stati membri e delle organizzazioni dei consumatori, giuridiche e industriali a livello di Unione. La relazione include in particolare una valutazione delle disposizioni della presente direttiva in materia di mezzi di ricorso e onere della prova – anche in riferimento ai beni di seconda mano e ai beni venduti nelle aste pubbliche –, della garanzia commerciale e responsabilità del produttore e del rapporto della direttiva con determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali. La relazione è corredata, se del caso, di proposte legislative.
GU C 264 del 20.7.2016, pag. 57.
Al fine di eliminare gli attuali ostacoli giuridici al commercio elettronico transfrontaliero, un settore il cui potenziale è in gran parte non sfruttato, il 9 dicembre 2015 la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita online e di altri tipi di vendita a distanza di beni (di seguito "la proposta sulla vendita a distanza di beni"). Il relatore accoglie con favore questo nuovo tentativo di armonizzare ulteriormente il diritto contrattuale dei consumatori, in quanto non solo incoraggerà i consumatori e i venditori a ricorrere maggiormente al commercio transfrontaliero, ma consentirà inoltre a tutte le parti interessate di beneficiare dei vantaggi di un vero e proprio mercato unico (digitale).
A seguito dell'ampia e aperta consultazione con le numerose parti interessate, in rappresentanza dei consumatori, delle imprese nonché degli interessi europei e nazionali, il relatore trae i seguenti insegnamenti principali, seppure preliminari:
1. la piena armonizzazione è essenziale per eliminare i rimanenti ostacoli giuridici che si frappongono al completamento del mercato unico (digitale);
2. alla luce dell'acquis concernente i consumatori, già complesso e stratificato, la definizione di un'unica serie di norme per la vendita a distanza e "faccia a faccia" consentirebbe di alleggerire e semplificare notevolmente il diritto contrattuale dei consumatori;
3. non vi sono prove evidenti del fatto che gli attuali diritti dei consumatori, applicati dalla maggior parte degli Stati membri dell'UE, siano effettivamente inefficaci, in termini sia di ampiezza che di profondità, e che il loro potenziamento sia giustificato. Per tale motivo il relatore non ha introdotto alcuna modifica significativa al riguardo.
Il relatore ha redatto il progetto di relazione tenendo conto dei punti di cui sopra.
Tuttavia, prima di evidenziare i principali emendamenti alla proposta della Commissione, risulta opportuno richiamare l'attenzione del lettore sulle ragioni che hanno reso quanto mai necessario un approccio di piena armonizzazione.
II. Un appello per la piena armonizzazione
La proposta sulla vendita a distanza di beni si fonda sull'idea ricorrente che le disparità esistenti nella legislazione in materia di vendita al consumatore, dovute alla ridotta armonizzazione, continuano a creare considerevoli barriere al mercato interno, generando un impatto negativo sulle imprese e sui consumatori. In tale contesto, la Commissione propone di armonizzare pienamente gli elementi contrattuali essenziali per le vendite di beni tra imprese e consumatori, seppure in modo mirato. Il nuovo quadro giuridico non solo aumenterà la fiducia dei consumatori, i quali sarebbero ulteriormente incentivati ad acquistare online in altri paesi, ma ridurrà inoltre i costi di transazione e rafforzerà la certezza del diritto, consentendo di conseguenza alle imprese, in particolare le PMI, di vendere più facilmente in tutta l'UE.
Se si analizzano le modalità di attuazione dell'attuale quadro giuridico, segnatamente la direttiva 1999/44/CE sulla vendita e le garanzie dei beni di consumo (di seguito "la direttiva sui beni di consumo"), è innegabile che esistano tuttora forti frammentazioni. Nello specifico, le norme dell'Unione in materia di tutela dei consumatori presentano le seguenti differenze e variazioni principali:
• Quattro diverse gerarchie dei rimedi: secondo quanto previsto dalla direttiva sui beni di consumo, in presenza di un difetto di conformità il consumatore può in un primo momento chiedere al venditore di riparare o sostituire il bene non conforme; qualora tale richiesta non fosse appropriata, o se la riparazione o la sostituzione non avvenissero in tempi ragionevoli o arrecassero un notevole inconveniente al consumatore, in tal caso quest'ultimo ha il diritto a una riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto. Sedici Stati membri(1) hanno seguito tale approccio, mentre sei Stati membri(2) sono andati oltre il requisito minimo, offrendo sin dall'inizio al consumatore la libertà di scegliere tra riparazione, sostituzione, riduzione del prezzo o risoluzione del contratto. Dieci Stati membri(3) prevedono la libera scelta del rimedio, mentre quattro di essi(4) hanno limitato tale libertà in virtù del diritto di correzione del venditore o di altre condizioni, dando luogo a effetti pressoché simili a quelli della gerarchia dei rimedi. Infine, due Stati membri, il Regno Unito e l'Irlanda, hanno adottato la gerarchia dei rimedi, introducendo tuttavia un nuovo rimedio, il diritto di rifiutare un bene non conforme entro un breve termine.
• Tre diversi termini per l'inversione dell'onere della prova: fino a prova contraria da parte del venditore, si presume che i difetti di conformità che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene esistessero già a tale data, a meno che si riveli incompatibile con la natura del bene o del difetto di conformità. Venticinque Stati membri hanno optato per un periodo di sei mesi, mentre tre Stati membri hanno esteso tale termine (Polonia, un anno; Francia e Portogallo, due anni).
• Quattro diversi periodi di garanzia legale: in caso di difetto già presente al momento della consegna, il venditore può essere ritenuto responsabile per un periodo non inferiore a due anni. Ventitré Stati membri hanno adottato tale periodo biennale, mentre la Svezia ha introdotto una garanzia legale di tre anni e in Finlandia e nei Paesi Bassi la garanzia nazionale si basa sul ciclo di vita previsto del prodotto. In Irlanda e nel Regno Unito non esiste un periodo specifico di garanzia legale, ma i diritti del consumatore sono limitati da un termine di prescrizione.
• Otto diversi obblighi di notifica per il consumatore: gli Stati membri sono autorizzati a imporre al consumatore l'obbligo di denunciare al venditore il difetto di conformità entro due mesi dalla scoperta dello stesso affinché il consumatore possa beneficiare dei suoi diritti. In caso di mancata denuncia, il consumatore perde il diritto di avvalersi dei rimedi. Se da un lato sette Stati membri(5) non hanno introdotto tale obbligo di notifica, dall'altro quattordici Stati membri (6)hanno introdotto l'obbligo per i consumatori di notificare il difetto entro due mesi. Altri paesi dell'UE hanno imposto tale obbligo ai consumatori ma con tempistiche diverse, ad esempio "entro un termine ragionevole"(7),, "senza indebito ritardo"(8),, "rapidamente"(9),, "immediatamente"(10) o "entro sei mesi"(11).
In tale contesto, il relatore ritiene che la piena armonizzazione, sancita dall'articolo 3 della proposta sulla vendita a distanza di beni, costituisca l'approccio normativo da seguire nel mercato interno. Naturalmente il relatore è a conoscenza del fatto che tale approccio è contestato non solo in seno al Consiglio, ma anche all'interno e al di fuori della commissione IMCO. Benché la piena armonizzazione sia fortemente auspicabile, una decisione definitiva in merito alla sua attuabilità sarà adottata solo una volta raggiunto un accordo sulle norme sostanziali. Ad ogni modo, il relatore intende trovare il giusto equilibrio tra un elevato livello di tutela dei consumatori e una serie di norme contrattuali comuni, moderne e attuabili, sia nel suo progetto di relazione, sia nei futuri negoziati con gli Stati membri e la commissione IMCO, il che consentirebbe di trovare un accordo sulla piena armonizzazione.
III. Modifiche specifiche
1. Estensione dell'ambito di applicazione, articolo 1
Il relatore propone di estendere l'ambito di applicazione alle vendite offline, poiché è dell'opinione che una differenziazione tra vendite online e tradizionali provocherebbe un'ulteriore frammentazione dell'acquis. Tale frammentazione non solo potrebbe causare un incremento dei costi di transazione per le imprese, ma creerebbe confusione tra i consumatori poiché i loro diritti sarebbero diversi in caso di acquisto online od offline. L'estensione dell'ambito di applicazione è stata promossa dai membri della commissione IMCO di tutti i gruppi politici, oltre a essere sostenuta dai risultati dell'esercizio REFIT in relazione alla direttiva sui beni di consumo. Di conseguenza, occorre abrogare la direttiva 1999/44/CE (articolo 19 bis) e sopprimere le modifiche alla direttiva proposte all'articolo 19.
2. Relazione con l'acquis in materia di diritto dei consumatori
Il relatore riconosce che la presente proposta rappresenta un'altra pietra miliare nello sviluppo dell'acquis in materia di diritto dei consumatori e che le norme esistenti continuano a essere applicabili, inclusa la direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori. Unitamente ai correlatori della proposta relativa ai contratti per la fornitura di contenuto digitale, si è convenuto di allineare quanto più possibile le due proposte, pur rispettando le differenze insite nella loro diversa natura. Ad esempio, il nuovo articolo 2 bis, paragrafo 3, e il considerando 13 precisano che i beni materiali con contenuto digitale integrato rientrano nell'ambito di applicazione della proposta sul contenuto digitale.
3. Conformità al contratto, articoli da 3 bis a 5
Il nuovo articolo 3 bis specifica che i beni devono soddisfare i requisiti di conformità soggettivi e oggettivi definiti agli articoli 4 e 5. Il relatore non propone modifiche sostanziali alle norme di conformità.
4. Momento rilevante per la determinazione della conformità, articolo 8
Il relatore accoglie positivamente il fatto che la proposta della Commissione affronti la questione del momento rilevante per la determinazione della conformità nei casi di installazione. È stato tuttavia necessario operare una distinzione più netta tra i casi di installazione previsti dall'articolo 6 e quelli previsti dall'articolo 8 al fine di evitare confusione circa le esatte tempistiche.
5. Onere della prova, articolo 8 bis
Per quanto concerne l'onere della prova di difetto di conformità, il relatore propone di mantenere l'attuale regime della direttiva sui beni di consumo, pur seguendo un approccio di piena armonizzazione. Egli è a conoscenza dei diversi pareri esistenti all'interno della commissione IMCO in merito a questo argomento specifico e attende ulteriori discussioni ed emendamenti allo scopo di raggiungere un compromesso che risulti adeguato agli interessi sia dei consumatori sia dei venditori. Inoltre, al considerando 26 è introdotto un ulteriore chiarimento in modo da aggiornare la proposta alla luce della sentenza Faber(12).
6. Rimedi del consumatore, articoli da 9 a 13 ter
a. Rimedi del consumatore, articolo 9
Il relatore mantiene la gerarchia dei rimedi proposta dalla Commissione e, al paragrafo 3, precisa che il consumatore ha il diritto di risolvere il contratto nel caso in cui il difetto di conformità non sia di lieve entità. Quest'ultimo aspetto è ripreso dall'articolo 3, paragrafo 6, della direttiva sui beni di consumo. Inoltre, alcuni elementi dell'articolo 2, paragrafo 3, della direttiva sui beni di consumo sono introdotti nell'articolo 8, paragrafo 5. Si potrebbe obiettare che tale modifica potrebbe dare luogo a una sovrapposizione con l'articolo 4, paragrafo 3. Tuttavia, mentre quest'ultimo articolo prevede la possibilità di derogare, ad esempio, i requisiti di conformità oggettivi in virtù di un contratto, l'articolo 9, paragrafo 5, affronta la questione dei casi in cui il consumatore non ha diritto ad avvalersi dei rimedi. Ciò è particolarmente importante nei casi di cui all'articolo 10, paragrafo 2.
b. Sostituzione del bene, articolo 10
Le modifiche proposte dall'articolo 10 riguardano sostanzialmente alcuni chiarimenti in merito alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. Ad esempio, l'articolo 10, paragrafo 2, codifica alcune parti della giurisprudenza della causa Weber/Putz(13). .In tale contesto, dal momento che non è possibile ricorrere alla riparazione, è stato necessario chiarire che il venditore può scegliere la modalità di sostituzione del bene già installato ma non conforme al contratto. Inoltre, il considerando 27 ora precisa che, in caso di costi spropositati, il diritto del consumatore al rimborso del costo sostenuto per la rimozione del bene non conforme e l'installazione del bene di sostituzione può essere limitato al pagamento di un importo adeguato da parte del venditore.
c. Risoluzione del contratto, articoli 13-13 ter
Le norme previste per la risoluzione del contratto seguono la struttura delle norme di conformità, mentre l'articolo 13 introduce una norma preliminare. Il nuovo articolo 13 bis concerne gli obblighi del venditore in caso di risoluzione del contratto e riprende l'ex articolo 13, paragrafo 3, lettera a). Il nuovo articolo 13 bis, paragrafo 2, è necessario anche al fine di definire gli obblighi del venditore in caso di risoluzione parziale del contratto, come previsto dall'ex articolo 13, paragrafo 2. Il nuovo articolo 13 ter riprende senza modifiche l'ex articolo 13, paragrafo 3, lettere da b) a d).
7. Termini, articolo 14
Infine, il relatore reintroduce nella presente proposta le disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 1, comma 2, della direttiva sui beni di consumo relative ai termini previsti in caso di beni usati.
Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Spagna e Svezia.
Croazia, Ungheria, Grecia, Lituania, Portogallo e Slovenia.
Croazia, Danimarca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo e Slovenia.
Danimarca, Estonia, Lussemburgo e Polonia.
Austria, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Polonia e Regno Unito.
Bulgaria, Belgio, Croazia, Cipro, Estonia, Finlandia, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna.
Danimarca, Lituania e Svezia.
Sentenza nella causa Faber/Autobedrijf Hazet Octhen BV, C-497/13, ECLI:EU:C:2015:357, paragrafo 71.
Sentenze nella causa Gebr. Weber et al./Wittmer et al., C-65/09 e C-87/09, EU:C:2011:396, paragrafo 74.
Contratti di vendita online e altri tipi di vendita a distanza di beni
Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2018 Avviso legale

References: Articolo 1

Articolo 1

Articolo 2

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 articolo 14

Sentenza