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⭐SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA
SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA
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1 FONDATA NEL GENOVA SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA Il presente Documento Informativo (di seguito per brevità anche Documento ), rivolto ai Clienti ed ai potenziali Clienti di Banca Passadore & C S.p.A. (di seguito, per brevità, anche Banca ) è redatto ai sensi del Regolamento Intermediari Consob n adottato con Delibera del e successive modifiche ed integrazioni. Ove necessario per il livello di approfondimento dell informativa, si farà rimando a quanto presente nei contratti degli specifici servizi di investimento o ad altra documentazione di maggiore dettaglio a disposizione del Cliente. Copia aggiornata del presente Documento è disponibile per la consultazione sul sito della Banca ed è inoltre disponibile presso i locali della Banca aperti al pubblico. La Banca porta a conoscenza di Clienti e potenziali Clienti le modifiche rilevanti del presente documento. INDICE pag. I - INFORMAZIONI SULLA BANCA E I SUOI SERVIZI DI INVESTIMENTO 2 II - INFORMAZIONI CONCERNENTI LA SALVAGUARDIA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DELLE SOMME DI DENARO DELLA CLIENTELA 5 III INFORMAZIONI SUGLI STRUMENTI FINANZIARI 6 IV INFORMAZIONE SUI COSTI E SUGLI ONERI 16 ALLEGATO A INFORMATIVA SULLA STRATEGIA DI CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA 18 ALLEGATO B - INFORMATIVA SULLA POLITICA DI GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE 19 ALLEGATO C - INFORMATIVA SULLA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI 21 ALLEGATO D - INFORMATIVA SUGLI INCENTIVI 24 ALLEGATO E - INFORMATIVA SULLA GESTIONE DEI RECLAMI 26 ALLEGATO F - COMUNICAZIONE INFORMATIVA SULLE PRINCIPALI REGOLE DI COMPORTAMENTO DEL PROMOTORE FINANZIARIO 27 NEI CONFRONTI DEI CLIENTI O DEI POTENZIALI CLIENTI ALLEGATO G - PARAMETRI CHE COSTITUISCONO IL BENCHMARK DELLE LINEE DI GESTIONE DI PORTAFOGLI 28 APPENDICE - GLOSSARIO 29 SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 1 di 302 I - INFORMAZIONI SULLA BANCA E I SUOI SERVIZI DI INVESTIMENTO A) DATI IDENTIFICATIVI DELLA BANCA Denominazione Banca Passadore & C. Forma giuridica: Società per azioni Sede legale ed amministrativa: Via E. Vernazza, GENOVA - ITALIA Numero di iscrizione all Albo delle banche presso la Banca d Italia: 1094 Codice fiscale numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Genova: Partita IVA: Codice ABI: 3332 Codice swift: PASBITGG Numero di telefono: Sito internet: B) AUTORIZZAZIONI Banca Passadore & C S.p.A. è autorizzata da Banca d Italia (Filiale competente per territorio Genova) alla prestazione dei Servizi di Investimento disciplinati dal Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Il Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria ) all art. 1 c. 5, così come modificato dal Decreto Legislativo 17 settembre 2007 n Recapito delle Autorità di Vigilanza BANCA D ITALIA Via Nazionale, Roma Tel (centralino) Sito internet: Filiale di Genova Via Dante, Genova Tel (centralino) CONSOB Via G.B. Martini, Roma Tel (centralino) Sito internet: Sede secondaria operativa Via Broletto, Milano Tel (centralino) In particolare, la Banca è autorizzata alla prestazione dei seguenti Servizi di Investimento: a) Negoziazione per conto proprio Il servizio consiste nell'attività svolta dalla Banca di acquisto e vendita di strumenti finanziari in contropartita diretta e in relazione a ordini dei Clienti, movimentando il proprio portafoglio titoli. Nello svolgimento dell attività di negoziazione di strumenti finanziari la Banca esegue in conto proprio la negoziazione alle migliori condizioni possibili, con riferimento al momento, alle dimensioni e alla natura delle operazioni stesse. La remunerazione della Banca è rappresentata dalla differenza ( spread ) tra il prezzo di carico del titolo ed il prezzo praticato al Cliente. b) Esecuzione di ordini per conto dei clienti Il servizio consiste nell'attività svolta dalla Banca che, a seguito dell'ordine ricevuto dal cliente, lo esegue ricercando una controparte sulle diverse sedi di esecuzione e facendo incontrare gli ordini. La remunerazione della Banca è rappresentata dalle commissioni applicate al cliente. c) Sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo ovvero con assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente; c-bis) Collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente Consiste nell'offerta agli investitori di strumenti finanziari, a condizioni standardizzate, sulla base di un accordo preventivo che intercorre tra l'intermediario collocatore e il soggetto che emette, vende od offre gli strumenti stessi. L'accordo tra il collocatore e l'emittente (od offerente) può prevedere che il collocatore si assuma il rischio del mancato collocamento degli strumenti finanziari, secondo due diverse modalità: (i) il collocatore si assume l'impegno di acquisire, al termine dell'offerta, gli strumenti finanziari non collocati (c.d. collocamento con assunzione di garanzia); (ii) il collocatore acquisisce immediatamente gli strumenti finanziari oggetto del collocamento, assumendo conseguentemente l'impegno di offrirli a terzi (c.d. collocamento con assunzione a fermo). L'attività dell'intermediario si sostanzia in un'attività promozionale presso la clientela finalizzata al collocamento degli strumenti finanziari per i quali l'intermediario abbia ricevuto apposito incarico da parte delle società emittenti. Il presente servizio comporta anche un'attività di assistenza al cliente successiva al collocamento iniziale. L'attività distributiva della Banca comprende, oltre che strumenti finanziari, anche prodotti finanziari emessi da Banche, nonché servizi di investimento propri e di terzi. d) Gestione di portafogli Il servizio consiste nella gestione, su base discrezionale ed individualizzata, di portafogli di investimento che includono uno o più strumenti finanziari e nell'ambito di un mandato conferito dai Clienti. L'obbligo di gestire, pertanto, comprende tanto l'obbligo di effettuare discrezionalmente valutazioni professionali circa le opportunità di investimento quanto l'obbligo di tradurre dette valutazioni in operazioni, salvo la facoltà del cliente di impartire istruzioni vincolanti. e) Ricezione e trasmissione di ordini Il servizio consiste nell'attività svolta dalla Banca che, in seguito ad un ordine di investimento/disinvestimento impartito dal cliente, non esegue direttamente tale ordine, ma lo trasmette ad un soggetto negoziatore, preventivamente selezionato, per la successiva esecuzione nelle relative sedi. A fronte della prestazione del servizio di ricezione e trasmissione di ordini la Banca riceve una commissione ad hoc dal Cliente. Mera esecuzione di ordini ( execution only ) I servizi di esecuzione di ordini per conto dei clienti e di ricezione e trasmissione di ordini, possono essere prestati, ad iniziativa del cliente, in modalità di mera esecuzione ; in questo caso, la Banca si limita ad eseguire disposizioni impartite di propria iniziativa dal cliente, il quale rinuncia a ricevere dalla Banca qualsiasi tipo di valutazione dell ordine. La modalità dell execution only è consentita esclusivamente al verificarsi di tutte le seguenti 4 condizioni: - l ordine sia impartito ad iniziativa del Cliente; - abbia ad oggetto esclusivamente strumenti finanziari non complessi, quali: - azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato o in un mercato equivalente di un paese terzo; - strumenti del mercato monetario (ad esempio buoni del tesoro, certificati di deposito, carte commerciali); - obbligazioni o altri titoli di debito (escluse le obbligazioni o i titoli di debito che incorporano uno strumento derivato); - altri strumenti finanziari non complessi, come definiti all art. 44 del Regolamento Intermediari Consob, ovvero strumenti finanziari diversi da (i) strumenti finanziari derivati; (ii) titoli normalmente negoziati che permettono di acquisire o vendere valori mobiliari; (iii) titoli che comportano un regolamento in contanti determinato con riferimento a valori mobiliari, a valute, a tassi di interessi, rendimenti, merci, indici o a misure; - il Cliente o potenziale Cliente è stato chiaramente informato che, nel prestare tale servizio, la Banca non è tenuta a valutare l appropriatezza e che pertanto l investitore non beneficia della protezione offerta dalle relative disposizioni; - la Banca rispetta gli obblighi in materia di conflitti di interesse. f) Consulenza in materia di investimenti Consiste nella prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. La raccomandazione è personalizzata quando è presentata come adatta per il cliente o è basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente. Una raccomandazione non è personalizzata se viene diffusa al pubblico mediante canali di distribuzione. La Banca presta, su richiesta e mediante la sottoscrizione di un apposito contratto con remunerazione ad hoc, un servizio di consulenza continuativa sui servizi di investimento. g) Servizi accessori Oltre ai predetti servizi, La Banca ha facoltà di svolgere anche i servizi accessori come definiti nel Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria all art. 1 c. 6, e in particolare: - la custodia e amministrazione di strumenti finanziari e relativi servizi connessi: si sostanzia nella custodia e/o amministrazione, per conto del cliente, di strumenti finanziari e titoli in genere, cartacei o dematerializzati (azioni, obbligazioni, titoli di Stato, ecc.). La Banca, in particolare, mantiene la registrazione contabile di tali strumenti, cura il rinnovo e l'incasso delle cedole, l'incasso degli interessi e dei dividendi, verifica i sorteggi per l'attribuzione dei premi o per il rimborso del capitale, procede, su incarico espresso del cliente, a specifiche operazioni (esercizio del diritto di opzione, conversione, versamento di decimi) e in generale alla tutela dei diritti inerenti i titoli stessi. Nello svolgimento del servizio la Banca, su autorizzazione del cliente medesimo, può subdepositare i titoli e gli strumenti finanziari presso organismi di deposito centralizzato ed altri depositari autorizzati; SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 2 di 303 - la concessione di finanziamenti agli investitori: consiste nella concessione di finanziamenti al cliente per consentirgli di effettuare un'operazione relativa a strumenti finanziari, nella quale interviene, in qualità di intermediario, il soggetto che concede il finanziamento; - la ricerca in materia di investimenti: si tratta dell analisi finanziaria o di altre forme di raccomandazione generale riguardanti operazioni relative a strumenti finanziari; - l'intermediazione in cambi, consiste nell'attività di negoziazione di una valuta contro un'altra, a pronti o a termine, nonché ogni altra forma di mediazione avente ad oggetto valuta, laddove collegata alla prestazione di servizi di investimento. - le attività e i servizi individuati con regolamento del Ministro dell Economia e delle Finanze, sentite la Banca d Italia e la Consob, e connessi alla prestazione di servizi di investimento o accessori aventi ad oggetto strumenti derivati. C) AGENTI COLLEGATI La Banca per l offerta fuori sede può avvalersi di Agenti collegati, quali definiti dall art. 31 d.lgs. n. 58/98, iscritti all apposito Albo tenuto ai sensi delle disposizioni Consob. Gli agenti collegati sono obbligati ad attenersi alle regole di cui agli artt del citato Regolamento Consob n /2007 di cui è riportato un estratto nell allegato F Comunicazione Informativa sulle principali regole di comportamento del promotore finanziario nei confronti dei clienti o dei potenziali clienti della presente Nota Informativa. D) LINGUE La lingua con la quale il cliente può comunicare con la Banca e ricevere da quest ultima documenti (contratti, rendiconti, comunicazioni) è la lingua italiana. E) COMUNICAZIONI Le comunicazioni dal Cliente alla Banca in relazione alla prestazione dei singoli servizi di investimento, ove non diversamente previsto, devono essere fatte pervenire alla Filiale presso la quale è aperto il deposito titoli, il diverso contratto o la posizione contabile sulla quale sono depositati/registrati/evidenziati/riconducibili i Prodotti Finanziari ai quali le comunicazioni si riferiscono ovvero presso la Filiale ove sono stati sottoscritti i servizi di investimento tramite la Banca. L invio della Documentazione delle operazioni eseguite e di lettere, le eventuali notifiche e qualunque dichiarazione o comunicazione della Banca è effettuata al Cliente con pieno effetto all indirizzo o recapito risultante dal contratto che disciplina il Deposito Titoli e strumenti finanziari a custodia e amministrazione o altro rapporto ovvero individuato nell ambito della posizione contabile al quale la comunicazione si riferisce ovvero all indirizzo fatto conoscere successivamente per iscritto. Qualora il Cliente abbia attivato la funzione Documenti on-line del servizio di Internet Banking, le comunicazioni della Banca relative al contratto previste nel servizio in oggetto sono effettuate nella sezione riservata del sito internet della Banca. Accedendo al sito sono inoltre disponibili gli indirizzi ed i recapiti telefonici di tutte le Filiali della Banca. F) CONFERIMENTO DEGLI ORDINI Gli ordini sono conferiti dal Cliente di norma per iscritto. Ai sensi della normativa vigente, gli ordini possono essere conferiti telefonicamente; in tale caso detti ordini saranno documentati dalle registrazioni su nastro magnetico o altro supporto equivalente operate dalla Banca. Gli ordini inoltre possono essere impartiti, da parte dei Clienti abilitati in virtù di apposito contratto, mediante la specifica funzione Trading on Line nell ambito del servizio di Internet Banking prestato dalla Banca. Le disposizioni che regolano le modalità di conferimento degli ordini sopra descritte sono riportate nei contratti relativi ai vari Servizi. G) DOCUMENTAZIONE FORNITA ALL INVESTITORE A RENDICONTO DELL ATTIVITÀ SVOLTA La Banca, all atto della ricezione di un ordine allo sportello, rilascia al Cliente - se del caso - un attestazione contenente, tra l altro, oltre ai dati identificativi dell ordine stesso, le eventuali avvertenze della Banca al Cliente in materia di conflitti di interesse, di non adeguatezza/ non appropriatezza dell operazione cui si riferisce l ordine e di eventuali incentivi. In caso di mancata esecuzione di un ordine la Banca ne darà comunicazione al Cliente entro il primo giorno lavorativo successivo a quello in cui la Banca stessa ne abbia preso notizia. La Banca quanto prima, e al più tardi il primo giorno lavorativo successivo a quello di esecuzione dell ordine, ovvero a quello in cui la Banca stessa ha ricevuto da parte dell intermediario cui è stato trasmesso la conferma dell esecuzione dell ordine, invia al Cliente un avviso di conferma scritto contenente le informazioni concernenti gli elementi identificativi dell operazione eseguita quali, tra l altro, giorno e orario di esecuzione, tipologia dell ordine, identificativo della sede di esecuzione, quantitativo, prezzo unitario, somma totale delle commissioni e spese. Nel caso di ordini relativi a quote o azioni emesse da organismi di investimento collettivo del risparmio, le informazioni sono fornite direttamente dalle SGR o dalle SICAV secondo le periodicità previste dalla normativa e dai regolamenti adottati dalle società stesse. Nel caso di operatività che possa determinare passività effettive o potenziali superiori al costo di acquisto degli strumenti finanziari, la Banca ed il Cliente predeterminano una specifica soglia e qualora eventuali perdite superino detta soglia la Banca né da comunicazione al Cliente. Tale comunicazione è effettuata entro la fine del giorno nel quale la soglia è superata (o del giorno successivo, se il superamento avviene in un giorno non lavorativo). La Banca invia al Cliente, con periodicità almeno semestrale, un rendiconto contenente le informazioni sugli strumenti finanziari depositati a nome del Cliente presso la Banca con riferimento alla fine del periodo oggetto del rendiconto. Nel caso di servizio di gestione di portafogli la Banca invia un rendiconto trimestrale. Nel caso in cui nella linea di investimento sia prevista una leva finanziaria superiore ad uno, la Banca invia al Cliente in ogni caso un rendiconto mensile. In alternativa ai rendiconti di cui sopra il Cliente può richiedere alla Banca l invio, entro il termine previsto dalla Normativa di riferimento, di informazioni sulle operazioni eseguite di volta in volta contenenti le informazioni richieste dalla normativa di riferimento. In tal caso in aggiunta a tali informazioni la Banca invia al Cliente un rendiconto con cadenza almeno annuale o qualora la linea di investimento preveda la possibilità che il patrimonio gestito sia investito in strumenti finanziari derivati o in strumenti negoziati che permettano di acquisire o vendere valori mobiliari (ad es. diritti di opzione), un rendiconto semestrale. Nel caso di servizio di consulenza continuativa sui servizi di investimento la Banca invia con periodicità almeno semestrale una specifica rendicontazione. H) SISTEMI DI INDENNIZZO/GARANZIA Per quanto riguarda la tutela delle somme di denaro depositate dai clienti, la Banca aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1996 n Il fondo è un consorzio obbligatorio di diritto privato, riconosciuto dalla Banca d Italia, la cui attività è disciplinata dallo Statuto e dal Regolamento. Scopo del Fondo è quello di garantire i depositanti delle Banche consorziate. Queste ultime si impegnano a fornire le risorse finanziarie necessarie per il perseguimento delle finalità del Fondo. Il limite massimo di copertura per depositante è pari a ,00 euro nel caso di liquidazione coatta amministrativa della Banca. La Banca aderisce al Fondo Nazionale di Garanzia di cui all art. 62, comma 1, del decreto legislativo 23 luglio 1996 n Il Fondo indennizza gli investitori, entro i limiti di importo e alle condizioni previste dal Regolamento Operativo del Fondo, per i crediti, rappresentati da strumenti finanziari e/o da denaro connesso con operazioni di investimento, nei confronti di intermediari aderenti al Fondo, come definiti dal predetto Regolamento e derivanti dalla prestazione dei principali servizi di investimento. I) SALVAGUARDIA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DELLE SOMME DI DENARO DELLA CLIENTELA La Banca adotta soluzioni organizzative e procedurali adeguate in relazione al tipo e all entità delle attività svolte e alla natura della Clientela e, più in generale, idonee a salvaguardare i diritti dei Clienti sui beni affidati e la separazione patrimoniale (tra i patrimoni dei singoli Clienti e tra questi e il patrimonio dell intermediario). A tal fine, la Banca adotta soluzioni in linea con tutte le disposizioni nazionali e gli standard internazionali in materia di custodia e amministrazione titoli e di gestione accentrata di strumenti finanziari. Per una descrizione delle misure adottate per assicurare la tutela e la salvaguardia degli strumenti finanziari e/o delle somme di denaro dei Clienti, si rimanda alla sezione II del presente documento. L) CONFLITTI DI INTERESSE La Banca ha identificato i conflitti di interesse che potrebbero insorgere nello svolgimento dei servizi di investimento tra la Banca stessa ed il Cliente ovvero tra i diversi clienti della Banca e gestisce detti conflitti in modo da evitare che incidano negativamente sugli interessi dei clienti. La politica seguita dalla Banca in materia di conflitti di interesse è contenuta in forma sintetica nell Allegato B Informativa sulla politica di gestione dei conflitti di interesse. Qualora il Cliente ne faccia richiesta, la Banca fornisce maggiori dettagli circa la politica seguita. SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 3 di 304 M) INFORMAZIONI RELATIVE AL SERVIZIO DI GESTIONE DI PORTAFOGLI Le caratteristiche di gestione, entro le quali la Banca è tenuta ad operare, il conferimento minimo iniziale, i tipi di strumenti finanziari, i tipi di operazioni che possono essere realizzate, il livello di rischio entro il quale la Banca può esercitare la propria discrezionalità, il parametro di riferimento ( benchmark ) adottato, la leva finanziaria, l obiettivo d investimento, nonché altri parametri significativi atti a delineare le caratteristiche proprie della linea di gestione sono specificatamente descritti nella normativa contrattuale. La Banca agisce conformemente alle caratteristiche della Linea di Gestione prescelta dal Cliente, con la più ampia discrezionalità ed autonomia operativa, senza necessità di autorizzazione o consenso per ogni atto gestorio e con la facoltà di compiere tutte le operazioni di investimento e/o disinvestimento utili alla gestione, nei limiti previsti nel Contratto e nella Normativa di Riferimento. Resta ferma la facoltà del Cliente di impartire ordini o istruzioni vincolanti. La Banca non può, salvo diversa previsione contenuta nella normativa contrattuale, compiere atti di gestione per conto del Cliente che lo impegnino oltre i limiti del patrimonio gestito. Il Cliente ha facoltà di impartire alla Banca, nell ambito della linea di investimento sottoscritta, ordini ed istruzioni vincolanti in relazione a singole operazioni da compiere, a condizione che siano conformi alla Linea di gestione prescelta. Tali istruzioni potranno pervenire alla Banca per iscritto, telefonicamente con successiva formalizzazione per iscritto e via telefax. La Banca sarà tenuta a conformarsi a tali disposizioni compatibilmente con i tempi tecnici delle operazioni eventualmente in corso, salva in ogni caso la facoltà di recesso dal Contratto ai sensi dell art c.c.. La Banca si asterrà dall eseguire le operazioni richieste dal Cliente che risultino non adeguate al suo profilo di rischio, dandone comunicazione immediata allo stesso ed esponendo le ragioni, restando la Banca sollevata da qualsiasi responsabilità per la mancata esecuzione dell istruzione. Criteri di valutazione del patrimonio gestito Il metodo e la frequenza di valutazione degli strumenti finanziari contenuti nel portafoglio del cliente sono rispondenti alla Normativa di riferimento. La valorizzazione degli stessi è effettuata secondo i seguenti criteri: a) per gli strumenti finanziari negoziati in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione (MTF), il prezzo è quello ivi rilevato nell'ultimo giorno di mercato aperto del periodo di riferimento. Nel caso di strumenti finanziari negoziati presso più mercati, il prezzo da prendere a riferimento è quello del mercato su cui i titoli risultano maggiormente trattati. Nel caso in cui nell'ultimo giorno di mercato aperto del periodo di riferimento non sia rilevato alcun prezzo, sono adottati i criteri di valutazione di cui al punto successivo; b) per gli strumenti finanziari non negoziati nei mercati di cui alla lettera a) il prezzo è determinato con riferimento al presumibile valore di realizzo sul mercato, individuato su un'ampia base di elementi di informazione, oggettivamente considerati dalla Banca, concernenti sia la situazione dell'emittente sia quella del mercato; per gli strumenti finanziari derivati non negoziati nei mercati (c.d. O.T.C.) la valutazione viene effettuata con riferimento alle condizioni di mercato (c.d. "mark to market"); c) per i titoli trattati al "corso secco" il prezzo è espresso al "corso secco" con separata evidenziazione del rateo di interesse maturato; d) per i titoli zero coupon il prezzo è comprensivo dei ratei di interesse maturati; e) per i titoli negoziati sui mercati di cui al punto a) e sospesi dalle negoziazioni in data successiva all'acquisto, l'ultimo prezzo rilevato è rettificato sulla base del minore tra tale prezzo e quello di presunto realizzo, calcolato secondo il motivato e prudente apprezzamento della Banca. Trascorso un anno dal provvedimento di sospensione i titoli sospesi sono valutati sulla base dei criteri previsti per quelli non negoziati in mercati regolamentati; analoga valutazione deve essere effettuata per i titoli sospesi acquisiti dopo la data di sospensione; f) per le quote e le azioni emesse da organismi di investimento collettivo il valore coincide con l'ultima valorizzazione rilevata nel periodo di riferimento; g) per gli strumenti finanziari denominati in valuta estera il prezzo, individuato per le diverse categorie secondo i criteri sopra indicati, è espresso in Euro applicando i relativi cambi rilevati nello stesso giorno di chiusura del rendiconto. Per i titoli espressi in valute diverse da quelle di conto valutario, il controvalore è determinato arbitrando sui cambi accertati in mercati aventi rilevanza e significatività internazionale; h) nel caso di operazioni in strumenti finanziari con regolamento differito, il prezzo deve essere attualizzato al tasso d'interesse di mercato, privo di rischio, corrispondente alla stessa scadenza di quella di regolamento. Parametri di riferimento Il parametro di riferimento rappresenta un valore al quale commisurare il risultato della gestione e non può essere, pertanto, ritenuto indicativo del rendimento minimo o comunque garantito della gestione stessa. Tale parametro non costituisce inoltre un indicatore di risultati futuri e non vi è alcun obbligo da parte della Banca di ottenere risultati in linea con quelli prodotti dal metodo di valutazione e comparazione. I parametri di riferimento che la Banca ha adottato per il raffronto del rendimento del portafoglio del Cliente sono disponibili con frequenza giornaliera sulle banche dati internazionali come Bloomberg e Reuters. Ad ogni linea di gestione può essere associato un parametro di riferimento (cosidetto benchmark ) o una combinazione di singoli parametri. Le caratteristiche degli stessi sono dettagliate nell allegato G- Parametri che costituiscono il benchmark delle linee di gestione di portafogli. Tipi di strumenti finanziari che possono essere inclusi nel portafoglio del Cliente I tipi di strumenti finanziari che possono essere inclusi nel portafoglio del Cliente sono: titoli rappresentativi del capitale di rischio o comunque convertibili in capitale di rischio titoli di debito OICR flessibili/bilanciati Hedge funds Ai fini dell operatività tali tipologie sono dettagliate in sede contrattuale. Nell ambito delle suddette categorie, costituiscono parametri generali di differenziazione degli strumenti finanziari: la valuta di denominazione la negoziazione in mercati regolamentati le aree geografiche di investimento le categorie di emittenti (emittenti sovrani, Enti Sovranazionali, emittenti societari) le caratteristiche di liquidità la diversificazione per settori industriali Gli strumenti finanziari derivati possono essere sia con finalità di copertura sia per una più efficiente gestione del patrimonio purché nei limiti della leva finanziaria prevista. Per il dettaglio dei pesi con cui tali strumenti finanziari sono inseriti nelle linee di gestione, si rimanda alla normativa contrattuale. Tipi di operazioni che possono essere realizzate su tali strumenti Ai fini della definizione delle caratteristiche della gestione, formano tipologie distinte di operazioni: le compravendite a pronti e a termine; i collocamenti le sottoscrizioni, rimborsi e switch di quote e/o azioni di OICR nonché acquisto e vendita per OICR ammessi a quotazione sui mercati operazioni che implichino rischio cambio i pronti contro termine. Per il dettaglio delle operazioni che possono essere realizzate sugli strumenti finanziari e per quanto riguarda la definizione puntuale dei limiti di investimento, si rimanda alla normativa contrattuale. Obiettivi principali delle linee, diversificati in base al grado di rischio: In generale le linee di gestione si prefiggono l obiettivo di conseguire un incremento del capitale conferito commisurato all'andamento dei mercati azionari, obbligazionari, monetari e valutari. Le informazioni di dettaglio relative agli obiettivi di gestione, il livello del rischio entro il quale il gestore può esercitare la sua discrezionalità ed eventuali specifiche restrizioni a tale discrezionalità sono inseriti nella normativa contrattuale. SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 4 di 305 II - INFORMAZIONI CONCERNENTI LA SALVAGUARDIA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DELLE SOMME DI DENARO DELLA CLIENTELA La Banca in relazione alla prestazione di servizi e attività di investimento riceve in deposito i beni della Clientela ovvero li deposita (disponibilità liquide) o subdeposita (strumenti finanziari) ovvero è abilitata a disporre dei conti di deposito intestati alla Clientela. Nel caso in cui i beni della Clientela siano depositati (o sub-depositati) presso soggetti terzi, la Banca seleziona i depositari delle disponibilità liquide e i subdepositari degli strumenti finanziari della Clientela sulla base delle competenze e della reputazione di mercato degli stessi, tenendo anche conto delle disposizioni legislative o regolamentari ovvero di prassi esistenti nei mercati in cui gli stessi La Banca procede con la periodicità stabilita dalla normativa alla verifica della congruità delle evidenze prodotte dai sub-depositari con la propria situazione contabile. La Banca, salvo indicazione contraria degli azionisti, comunica nei casi previsti: - - alle Società emittenti quotate, che ne facciano richiesta, i dati identificativi degli azionisti ed il relativo numero di azioni possedute; - - al promotore della sollecitazione di deleghe di voto, che ne faccia richiesta, i dati identificativi dei soggetti cui spetta il diritto di voto ed il relativo numero di azioni. operano. L attività svolta dai depositari e subdepositari è periodicamente - La Banca, salvo indicazione contraria degli obbligazionisti, comunica all emittente monitorata, al fine di riesaminare l efficienza e l affidabilità del servizio. La Banca obbligazioni, i dati identificativi degli obbligazionisti ed il relativo numero di mantiene evidenze contabili distinte degli strumenti finanziari e delle somme di obbligazioni possedute. denaro del Cliente che le sono affidati in custodia. Tali evidenze sono relative a E fatta salva la possibilità per i titolari degli strumenti finanziari di vietare ciascun Cliente e suddivise per tipologia di servizio e attività prestate. Le evidenze espressamente la comunicazione dei propri dati identificativi. Nei casi di non sono aggiornate in via continuativa e con tempestività in modo da poter ricostruire titolarità degli strumenti finanziari, il divieto di comunicazione dei dati identificativi in qualsiasi momento con certezza la posizione di ciascun Cliente. Esse sono da parte di uno solo dei contitolari non consente l identificazione della pluralità regolarmente riconciliate con gli estratti conto (liquidità e strumenti finanziari) degli stessi. ovvero con gli strumenti finanziari per i quali la Banca presta il Servizio di custodia Fermo restando la responsabilità della Banca nei confronti del Cliente, anche in ed amministrazione. caso di insolvenza dei soggetti di seguito indicati, gli strumenti finanziari possono Nella prestazione dei servizi di investimento e accessori, gli strumenti finanziari dei essere depositati, previo consenso del Cliente presso i soggetti di seguito elencati singoli clienti detenuti dalla Banca costituiscono patrimonio distinto a tutti gli effetti ovvero, se la Banca lo ritiene necessario, presso altre banche e/o organismi, da quello della Banca e da quello degli altri clienti. Su tale patrimonio non sono italiani ed esteri che ne consentano la custodia e l amministrazione accentrata, ammesse azioni dei creditori dell'intermediario o nell'interesse degli stessi, né indicati nelle comunicazioni e rendicontazioni che saranno periodicamente inviate quelle dei creditori dell'eventuale depositario o subdepositario o nell'interesse degli al Cliente. stessi. Le azioni dei creditori dei singoli clienti sono ammesse nei limiti del patrimonio di proprietà di questi ultimi. Le somme di denaro detenute dalla Banca seguono la disciplina del deposito ALLFUNDSBANK - Spagna bancario e pertanto, ai sensi dell art c.c., la Banca ne acquista la proprietà, BANCA POPOLARE DELL'EMILIA ROMAGNA - Italia salvo il diritto del Cliente depositante di richiederne la restituzione. BANCA POPOLARE DI SONDRIO - Italia Al fine di salvaguardarne l integrità fisica, gli strumenti finanziari rappresentati da certificati cartacei di pertinenza del Cliente sono di norma custoditi dalla Banca in BANCA POPOLARE DI VICENZA - Italia idonei locali di una specifica struttura centrale (ufficio Caveau ) protetta da porte BANCO POPOLARE S.C.R.L. - Italia blindate munite di apparecchiature meccaniche ed elettroniche che limitano BANQUE INTERN. A LUX - Lussemburgo l accesso, negli orari previsti, al solo personale autorizzato alla movimentazione e gestione di tali valori. BNP PARIBAS SECURITIES SERVICES - Francia Nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa applicabile, la Banca ha BNP PARIBAS-LUX - Lussemburgo facoltà di sub-depositare gli strumenti finanziari di pertinenza del Cliente presso CHASE MANHATTAN BANK AG - Germania organismi di deposito centralizzato ovvero presso depositari abilitati quali banche centrali, banche italiane o estere, società di intermediazione mobiliare, imprese di CLEARSTREAM BANKING LUXEMBOURG - Lussemburgo investimento comunitarie che possono detenere strumenti finanziari della clientela CREDIT AGRICOLE ISBL - Lussemburgo o comunque altri soggetti abilitati all attività di custodia di strumenti finanziari per CREDIT EUROPEEN S.A. (CEL) - Lussemburgo conto terzi. In caso di subdeposito degli strumenti finanziari di pertinenza del cliente presso i CREDITO EMILIANO - Italia soggetti sopra indicati, la Banca accende conti ad essa intestati presso ciascun ICBPI - ISTITUTO CENTRALE BANCHE POPOLARI ITALIANE - Italia subdepositario, rubricati "in conto terzi" (c.d. "conto omnibus"). Tali conti sono INTESA SANPAOLO - Italia tenuti distinti da quelli eventualmente accesi della Banca stessa presso il KREDIETRUST LUXEMBOURG S.A. - Lussemburgo medesimo subdepositario, nonché dai conti di proprietà del subdepositario. La Banca mantiene evidenze degli strumenti finanziari di pertinenza di ciascun cliente MONTE TITOLI - Italia subdepositati presso i subdepositari, e riporta in ciascun conto di deposito di ogni PICTET & CIE (EUROPE) S.A. - Lussemburgo cliente la denominazione del subdepositario. RASBANK SPA - Italia Nel caso di subdeposito degli strumenti finanziari, ed in specie nei casi in cui sia necessario subdepositarli, per la natura degli stessi ovvero dei servizi e delle SELLA BANK LUX - Lussemburgo attività di investimento prestate, presso soggetti insediati in paesi i cui ordinamenti SOC. EUROPEA BANQUE LUX - Lussemburgo non prevedono una regolamentazione del deposito di strumenti finanziari per SOCIETE GENERALE SECURITIES SERVICES -Italia conto di terzi, il cliente è esposto al rischio della confusione degli strumenti finanziari di sua pertinenza con quelli del subdepositario o dei clienti di STATE STREET BANK S.P.A. - Italia quest'ultimo, nonché dell'insolvenza o dell'assoggettamento a procedure UBS SA ZURIGO - Svizzera concorsuali o simili del subdepositario. Per alcuni OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio) non esiste alcun soggetto responsabile per la custodia delle quote o azioni emesse, pertanto la titolarità delle parti dell OICR può risultare da registrazioni extracontabili tenute da agenti incaricati dell OICR interessato che non rivestono la qualifica di intermediario depositario. In tali casi, le registrazioni della Banca nel Conto Titoli riflettono le evidenze rilasciate dall agente dell OICR. La Banca, tuttavia, mantiene nei confronti del cliente la piena ed assoluta responsabilità del deposito, neutralizzando quindi i rischi appena rappresentati. Nel caso in cui le operazioni effettuate per conto dei clienti prevedano la costituzione o il regolamento di margini presso terze parti, la Banca mantiene distinte le posizioni di ciascun cliente relative a tali margini in modo da evitare compensazioni tra margini incassati e dovuti relativi ad operazioni poste in essere per conto dei differenti clienti o per conto della banca medesima. SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 5 di 306 1. TIPOLOGIE DI STRUMENTI E PRODOTTI FINANZIARI III - INFORMAZIONI SUGLI STRUMENTI FINANZIARI Le tipologie di prodotti e strumenti finanziari che possono essere trattati dalla Banca nell ambito dei servizi di investimento prestati alla Clientela sono illustrate di seguito unitamente alle principali caratteristiche delle stesse. Laddove opportuno, ulteriore informativa verrà fornita in sede di specifica operazione. 1.1 TITOLI DI DEBITO L'emissione di titoli di debito rappresenta una delle forme di finanziamento cui ricorrono società ed enti. Tali titoli, che normalmente prevedono il pagamento periodico di interessi ed il rimborso del capitale a scadenza, attribuiscono al titolare un diritto di credito che deve essere soddisfatto dalla società emittente alla scadenza prevista e si differenziano sostanzialmente dai titoli di capitale (tra cui le azioni) che, come meglio più avanti specificato, attribuiscono al titolare la comproprietà dell impresa emittente ed il diritto di percepire periodicamente un dividendo subordinato a risultati positivi di gestione della società. Si riporta di seguito una descrizione dei principali titoli di debito: Certificati di deposito Sono certificati, nominativi o al portatore, rappresentativi di un deposito vincolato presso la Banca che acquisisce le somme depositate dal Cliente obbligandosi a restituirle alla scadenza del termine pattuito. Il certificato può prevedere il pagamento di interessi a tasso fisso o ad un tasso variabile indicizzato a parametri di mercato Obbligazioni Le obbligazioni rappresentano la tipologia più comune di titoli di debito. Le obbligazioni cosiddette Plain Vanilla esprimono la forma più semplice e tradizionale di obbligazioni: il sottoscrittore versa all'emittente una somma di denaro che produce interessi e, ad una scadenza prefissata, viene restituita. Gli interessi possono essere corrisposti periodicamente, durante la vita del titolo, oppure alla scadenza (zero coupon) e prevedere una misura fissa prefissata (obbligazioni a tasso fisso) oppure variabile in relazione all'andamento di parametri di riferimento di mercato (obbligazioni a tasso variabile). In relazione agli emittenti le obbligazioni si possono ricondurre principalmente a tre categorie: a) Titoli di Stato I governi dei singoli Stati emettono periodicamente titoli al fine di finanziare il fabbisogno statale; l insieme di tali emissioni, normalmente quotate sui rispettivi Mercati Regolamentati, costituisce il Debito Pubblico che è rappresentato in Italia principalmente da BOT, CCT, CTZ, BTP. BOT Buoni Ordinari del Tesoro: sono strumenti a breve termine con durata, di norma, di tre, sei o dodici mesi, privi di cedola ed emessi ad un prezzo inferiore a quello nominale di rimborso. Tale differenza di prezzo costituisce l unica remunerazione dell investimento. CCT Certificati di Credito del Tesoro: sono obbligazioni con scadenza, di norma, settennale, a tasso variabile con cedole semestrali posticipate indicizzate al rendimento dei BOT di nuova emissione maggiorato di un margine (spread). Il rendimento finale dell investimento è determinato dalla somma delle cedole incassate e dall eventuale differenza tra il prezzo di emissione o di acquisto ed il valore di rimborso finale del titolo sempre pari al suo valore nominale. CCTeu Certificati di Credito del Tesoro: sono obbligazioni con scadenza, di norma, settennale, a tasso variabile con cedole semestrali posticipate indicizzate all Euribor a sei mesi. Il rendimento finale dell investimento è determinato dalla somma delle cedole incassate e dall eventuale differenza tra il prezzo di emissione o di acquisto ed il valore di rimborso finale del titolo sempre pari al suo valore nominale. CTZ Certificati del Tesoro a Sconto: sono obbligazioni con durata, di norma, di 24 mesi, privi di cedola ed emessi, analogamente ai BOT, ad un prezzo inferiore a quello nominale di rimborso. Tale differenza di prezzo costituisce l unica remunerazione dell investimento. BTP Buoni del Tesoro Poliennali: sono obbligazioni, con durata da tre a trent anni, a tasso fisso, già prefissato in sede di emissione, con cedole semestrali posticipate. Il rendimento finale dell investimento è determinato dalla somma delle cedole incassate e dall eventuale differenza tra il prezzo di emissione ed il valore di rimborso finale del titolo pari al suo valore nominale. BTPi Buoni del Tesoro Poliennali Indicizzati all inflazione europea: sono obbligazioni con durata, di norma, quinquennale, in cui le cedole semestrali posticipate ed il capitale rimborsato a scadenza sono rivalutati sulla base dell inflazione dell area Euro che è misurata dall'indice Armonizzato dei prezzi al Consumo (IAPC) con esclusione del tabacco. Analogamente ai BTP e CCT, il rendimento finale dell investimento è determinato dalla somma delle cedole incassate e dall eventuale differenza tra il prezzo di emissione ed il valore di rimborso finale del titolo che non può essere comunque inferiore al suo valore nominale. BTP Italia Buoni del Tesoro Poliennali Indicizzati all inflazione italiana: sono obbligazioni in cui le cedole ed il capitale sono rivalutati semestralmente sulla base dell inflazione italiana misurata dall Indice nazionale dei prezzi al Consumo per le famiglie di operai ed impiegati - FOI, con esclusione del tabacco. A differenza del BTPi dove l eventuale rivalutazione del capitale è riconosciuta solo a scadenza, il BTP Italia corrisponde l eventuale rivalutazione semestrale del capitale ad ogni stacco cedola. Analogamente ai BTP e CCT, il rendimento finale dell investimento è determinato dalla somma delle cedole incassate inclusa l eventuale rivalutazione del capitale e dall eventuale differenza tra il prezzo di emissione ed il valore di rimborso finale del titolo che non può essere comunque inferiore al suo valore nominale. Anche gli Stati esteri finanziano, a loro volta, il fabbisogno statale con emissioni a breve e medio-lungo termine mediante utilizzo di strumenti finanziari che differiscono da Stato a Stato pur ricalcando, a grandi linee, le strutture sopra esposte. b) Obbligazioni sovranazionali Sono obbligazioni emesse da istituzioni ed entità internazionali che godono del massimo grado di affidabilità (Rating); i principali emittenti sono la Banca Mondiale (World Bank o BIRS), la Banca Europea degli investimenti (BEI), la Inter-American Development Bank (IADB). Tali obbligazioni possono essere, al pari dei titoli governativi, quotati su Mercati Regolamentati ovvero, e riguarda la principalità dei casi, sono comunemente trattate da operatori specializzati (cd. Dealers) che forniscono in via continuativa per tali titoli prezzi in acquisto e in vendita su piattaforme telematiche dedicate (tra le più conosciute, a titolo di esempio, la piattaforma multi-operatore Bloomberg). c) Obbligazioni societarie (corporate bond) Sono obbligazioni emesse da Società di diritto privato. Le principali emissioni sono soggette ad una valutazione, da parte delle principali agenzie internazionali di Rating, che mira ad esprimere un livello sintetico di affidabilità dell emittente in relazione alla sua possibilità di onorare, alle scadenze previste, gli impegni assunti con i sottoscrittori del prestito. Da tale giudizio discende anche il livello di extra rendimento che l emittente è tenuto ad offrire ai sottoscrittori rispetto ad analoghi titoli di emittenti considerati a basso rischio (sovranazionali, di Stati primari, emittenti con massimo Rating). In caso contrario, infatti, i sottoscrittori, in presenza di emissioni obbligazionarie di identiche caratteristiche e di pari rendimento effettivo, saranno portati a sottoscrivere il prestito obbligazionario dell emittente ritenuto più affidabile in base al citato parametro. Il livello di tale extra rendimento, che dovrà sopportare l emittente in funzione del rating di cui gode, si esplicita in sede di emissione: per i titoli a tasso fisso mediante la fissazione di cedole superiori a quelle offerte dai titoli di emittenti a basso rischio (cd. free risk) o con un prezzo di emissione inferiore alla pari; per i titoli a tasso variabile con l applicazione di un margine (spread) positivo rispetto ai tassi offerti dagli emittenti free risk. Le obbligazioni dei principali emittenti possono essere quotate sui rispettivi Mercati Regolamentati locali ovvero, come nel caso delle obbligazioni sovranazionali, regolano la maggior parte dei loro scambi su piattaforme telematiche dedicate ove si perfezionano scambi tra operatori autorizzati specializzati. Con riferimento invece alla nazionalità dell emittente possiamo distinguere tra: Obbligazioni domestiche: emesse sul mercato di un Paese in valuta locale da un soggetto ivi residente. Obbligazioni estere: emesse sul mercato di un Paese in valuta locale da un soggetto non residente in quel Paese. Eurobbligazioni: emesse sul mercato di un Paese da emittenti non residenti nel Paese ed espresse in valuta diversa da quella vigente nel Paese in cui sono collocate Obbligazioni Convertibili Queste obbligazioni, emesse normalmente da Società per Azioni quotate su Mercati Regolamentati, offrono al sottoscrittore la facoltà di rimanere creditore sino alla scadenza della società emittente, conservando quindi lo stato di obbligazionista sino al rimborso del valore nominale del titolo, o consentono la possibilità di essere convertite, in specifici periodi o poco prima della scadenza, in azioni (titoli di capitale) della società emittente o di altra società, diventandone così azionista Obbligazioni Subordinate Sono obbligazioni che, in caso di insolvenza dell emittente, vengono rimborsate solo dopo il rimborso delle altre obbligazioni non subordinate (definite anche Senior) emesse dall emittente. Per queste caratteristiche di particolare rischiosità SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 6 di 307 vengono emesse principalmente da emittenti solidi, in particolare in Italia da Banche. La struttura dell obbligazione può presentare cedole a tasso fisso o variabile, con rendimenti di consueto più elevati rispetto alle obbligazioni non subordinate dello stesso emittente, proprio per remunerarne la maggior rischiosità. A tale proposito è importante tenere conto anche del livello di subordinazione che implica, da livello a livello, caratteristiche nettamente diverse e rischiosità crescenti: infatti aumentando il livello di subordinazione possono variare sia la durata del prestito (da 2 anni a perpetua), sia la certezza dei tempi d incasso delle cedole (indifferibili o differibili nel tempo) o l ammontare delle cedole stesse (in taluni casi le cedole non pagate si cumulano nel tempo in attesa del pagamento mentre in altri casi gli interessi non corrisposti non sono cumulabili e sono quindi persi). I livelli di subordinazione di detti titoli (definiti anche Junior) sono così identificati: TIER III, Lower Tier II, Upper Tier II, TIER I. Nel rimborso dei titoli, dopo le obbligazioni Senior, vengono soddisfatte le obbligazioni in base ai citati livelli di subordinazione Obbligazioni Strutturate Sono titoli costituiti da una obbligazione e da una o più componenti definite derivative, cioè contratti di acquisto e/o vendita di strumenti finanziari (come indici, azioni, valute, quote o azioni di OICR, merci per le quali esiste un mercato di riferimento, etc.). Le obbligazioni strutturate hanno come caratteristica comune modalità particolari di calcolo della cedola o del valore di rimborso, a volte particolarmente complesse. Alla categoria delle strutturate appartengono varie tipologie di obbligazioni: alcune di queste mantengono la caratteristica tipica dell'obbligazione, e cioè la restituzione del capitale investito, presentando elementi di varia complessità per la determinazione degli interessi. Esempi di questo tipo sono le obbligazioni il cui rendimento, in quanto collegato ad eventi non conosciuti al momento dell'emissione, è incerto (ad esempio le obbligazioni reverse floater e quelle linked), ovvero quelle con cedole inizialmente determinate ma non costanti nel tempo (ad esempio, le cosiddette step down e step up). Altre obbligazioni strutturate, invece, presentano notevoli differenze rispetto al concetto tradizionale di obbligazione, poiché non garantiscono la integrale restituzione del capitale. Costituisce, questa, una caratteristica di assoluto rilievo per il risparmiatore, in quanto muta radicalmente il profilo di rischio dell'investimento. Appartengono a questo tipo le reverse convertible. Le obbligazioni strutturate possono essere ammesse alla quotazione ufficiale di borsa. In questo caso gli emittenti sono tenuti a pubblicare il prospetto di quotazione dove sono descritte, anche attraverso opportune esemplificazioni, le caratteristiche del prodotto, il potenziale rendimento a fronte di possibili scenari futuri ipotizzati e i particolari aspetti di rischiosità alle stesse connessi. Analogamente, nel caso in cui le obbligazioni strutturate siano oggetto di offerta al pubblico indistinto, vengono dotate di apposito prospetto e relativi documenti di sintesi: una lettura attenta di tali documenti consente di comprendere e valutare i rischi connessi e sottostanti a tali investimenti. Non tutte le obbligazioni strutturate sono quotate su mercati regolamentati e, qualora lo siano, i livelli di liquidità osservati non sono elevati. Questa circostanza può creare difficoltà nel caso in cui il sottoscrittore volesse vendere anticipatamente il proprio titolo, in quanto i prezzi potrebbero non riflettere il valore reale, anche perché il risparmiatore potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover vendere l'obbligazione allo stesso emittente in posizione di unico compratore presente sul mercato. Di seguito si riporta la descrizione delle principali tipologie di obbligazioni strutturate presenti oggi sul mercato italiano. Tutte le obbligazioni illustrate si caratterizzano per la presenza di elementi di varia complessità in relazione alla determinazione della cedola dovuta al sottoscrittore e va pertanto posta una particolare attenzione a tale struttura cedolare. a) Obbligazioni callable Si tratta di obbligazioni a tasso fisso munite di una clausola che attribuisce all'emittente la facoltà di rimborsare anticipatamente il prestito, a date o in periodi prefissati al momento dell emissione del titolo ed a valori prefissati (normalmente alla pari o con maggiorazioni decrescenti con il passare del tempo). Ovviamente l'emittente avrà interesse a rimborsare il prestito quando il tasso di mercato risulterà inferiore a quello fisso. Questo prodotto consente all'emittente una più facile gestione del rischio connesso ad una evoluzione a lui sfavorevole dei tassi di interesse. L'opzione che l'emittente si riserva deve evidentemente avere un valore per l'investitore che pertanto dovrebbe ricevere un tasso superiore a quelli correnti di mercato. Particolare attenzione va quindi posta nella fase di acquisto di tali titoli laddove in particolare il prezzo di mercato sia superiore alla pari o, comunque, al prezzo prefissato per il rimborso anticipato. Tale opzione viene talvolta applicata anche ad obbligazioni a cedola variabile: in tal caso, trattandosi di titoli con rendimenti sempre in linea con i tassi di mercato, l emittente sarà portato a rimborsare il prestito, oltre al caso in cui venga meno il motivo dell indebitamento, qualora sia in grado di emettere nuovi titoli con un margine (spread) positivo rispetto ad emittenti free risk meno ampio dei titoli oggetto del rimborso (ad esempio perché ha ottenuto dalle agenzie di Rating un miglioramento del proprio grado di affidabilità di emittente). b) Obbligazioni "step up" e "step down" In generale, tale tipo di obbligazione è caratterizzata da una struttura cedolare predeterminata (quindi non soggetta ad alcuna incertezza) ma comunque variabile nel tempo. Tali emissioni, pertanto, sono molto simili ai titoli a tasso fisso, sebbene con la particolarità di corrispondere un flusso cedolare a livelli variabili. In particolare, le "step down" sono obbligazioni con cedole decrescenti nel tempo: le prime cedole sono elevate, mentre le successive sono via via più basse. Nelle "step up" si ha una struttura inversa, dove le cedole iniziali crescono nel tempo a livelli prefissati in sede di emissione. c) Obbligazioni cap e floor Sono obbligazioni a tasso variabile che fissano al momento dell emissione un tetto massimo e/o minimo oltre cui o sotto cui le cedole successive a quella in corso non possono andare (ad esempio: cap 0,20% e floor 0,50% significa che la cedola successiva a quella corrente non potrà essere superiore dello 0,20 % né inferiore dello 0,50% rispetto a quella in corso). In alternativa l emittente potrebbe fissare dei livelli preidentificati oltre cui la cedola non può salire o scendere (ad esempio: un titolo con cedola cap 5% significa che ogni volta che il tasso della cedola variabile dovesse superare il 5% quella cedola sarà pari al 5%). d) Obbligazioni CMS Constant Maturity Swap Si tratta di obbligazioni a tasso variabile indicizzate ad un tasso di mercato a lungo termine, generalmente il tasso IRS (Interest Rate Swap). Normalmente viene fissato un parametro di partecipazione a tale tasso (ad esempio: cedola pari al 75% del tasso IRS a 10 anni). e) Obbligazioni steepener Presentano la particolarità di avere cedole, escluse le prime normalmente annuali e di importo elevato, variabili legate al differenziale tra i tassi a lungo termine e quelli a breve termine (esempio: cedola pari a quattro volte il differenziale tra il tasso IRS a 10 anni e quello IRS a 2 anni). Se non garantiscono un minimo garantito le cedole variabili potrebbero, in particolari condizioni di mercato in cui i tassi a breve termine risultano uguali o superiori a quelli a lungo termine, azzerarsi con pesanti ripercussioni sul prezzo del titolo e sulla sua liquidità. Spesso a tale struttura è abbinato un meccanismo di tipo TARN ( Target Redemption Note ) in cui il raggiungimento di un importo predefinito della somma delle cedole incassate genera il rimborso anticipato del titolo. f) Obbligazioni reverse floater Sono titoli normalmente a lungo termine che offrono per i primi anni di vita cedole a tasso fisso elevate: a partire dagli anni successivi le cedole diventano variabili e calcolate per differenza tra un tasso fisso prefissato ed un parametro di mercato (generalmente un tasso a breve, esempio Euribor). Di fatto, tanto più basso sarà in futuro il tasso di riferimento (es Euribor) tanto più conveniente si sarà rivelato l investimento; se, viceversa, tale tasso salisse, il valore della cedola diminuirebbe e potrebbe arrivare ad azzerarsi. Pertanto tale titolo è nettamente più rischioso di un titolo a tasso fisso di pari durata. Inoltre, qualora il tasso di riferimento per il calcolo delle cedole variabili, salisse sino ad azzerare l importo delle cedole future, il titolo si trasformerebbe, di fatto, in uno zero coupon con ripercussioni anche molto ampie sul prezzo di mercato del titolo e sulla relativa liquidità. g) Obbligazioni drop lock Sono obbligazioni assistite da una particolare clausola di garanzia che ha come scopo di proteggere il sottoscrittore da un eccessivo ribasso dei tassi d interesse: infatti, è stabilita all atto dell emissione una soglia minima di rendimento ( trigger rate ) sotto la quale scatta la clausola che converte automaticamente il prestito da variabile a tasso fisso, che viene fissato generalmente ad un livello di poco superiore al trigger rate. h) Obbligazioni linked Sono obbligazioni il cui rendimento è collegato all'andamento di determinati prodotti finanziari o reali, quali azioni o panieri di azioni (equity linked), indici (index linked), tasso di inflazione (inflation linked), tassi di cambio delle divise (forex linked), merci (commodities linked), fondi comuni di investimento (funds linked) o altro. Il tasso di interesse corrisposto é generalmente inferiore a quello di mercato. Alla scadenza è garantito il rimborso alla pari del prestito. Il risparmiatore ha però il vantaggio di poter ottenere alla scadenza un premio commisurato all'andamento del prodotto finanziario sottostante. Per esempio, il risparmiatore che sottoscrive un obbligazione index linked compra, di fatto, sia una obbligazione, sia un opzione call sull'indice sottostante. In realtà tale opzione non è gratuita, e l'emittente ne recupera il costo corrispondendo un tasso di interesse inferiore a quello di mercato. L'investitore sopporta il rischio tipico dell'acquirente di un'opzione: con il passare del tempo l'opzione perde valore e solo se l'andamento del titolo sottostante SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 7 di 308 supera il prezzo di esercizio fissato al momento dell'emissione percepirà un qualche flusso cedolare. Una versione più semplice di obbligazione di tipo linked, prevede la corresponsione del solo premio a scadenza, senza il pagamento di cedole di interesse. In questo caso il premio incorpora anche il flusso di cedole non corrisposte nel corso della vita del prestito. i) Obbligazioni reverse convertible Le reverse convertible sono strumenti finanziari che promettono al sottoscrittore una cedola particolarmente elevata. Comportano, però, il rischio per l'investitore di ricevere alla scadenza, in luogo del capitale inizialmente versato, un numero di azioni il cui controvalore è inferiore all'investimento originario. La reverse convertible è un prodotto finanziario strutturato in quanto presenta due componenti: una di tipo obbligazionario (nominale più cedola) e l'altra derivativa (opzione put). L'elevato rendimento deve essere valutato in rapporto al fatto che l'emittente della reverse convertible, con l'acquisto dell'opzione put, alla scadenza ha la facoltà di consegnare, in luogo del controvalore del titolo (e cioè di quanto ricevuto dall'investitore), un quantitativo di azioni prestabilito dal contratto (nel caso di reverse del tipo physical delivery) ovvero il loro equivalente in denaro (tipo cash). Ovviamente, l'emittente avrà interesse ad esercitare la facoltà solo se il valore dell'azione scenderà sotto un livello predeterminato. Pertanto chi acquista una reverse convertible confida che il valore dell'azione sottostante rimanga immutato o, anche, che aumenti. In conclusione, le reverse convertible non possono essere assimilate al tradizionale investimento obbligazionario; a differenza delle obbligazioni, infatti, non garantiscono la restituzione del capitale investito che può ridursi in funzione dell'andamento negativo dell'azione sottostante. In linea teorica ed in casi limite, il capitale investito può anche azzerarsi (ferma restando la percezione della cedola), se il valore dell'azione sottostante si annulla alla scadenza (o ad altra data prevista nel regolamento d emissione) Asset Backed Securities (ABS) Le asset backed securities (ABS) sono strumenti finanziari emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione da particolari intermediari, denominati special purpose vehicle (SPV), che emettono tali strumenti per finanziare l acquisto del portafoglio di attività oggetto dell operazione di cartolarizzazione. Il portafoglio sottostante l operazione di cartolarizzazione può essere costituito da obbligazioni, mutui ipotecari, prestiti, crediti commerciali, crediti derivanti da carte di credito. Tra le attività presenti nel portafoglio sottostante l operazione di cartolarizzazione (portafoglio segregato) e le ABS si viene a creare un legame diretto: i flussi di cassa provenienti dalle attività presenti nel portafoglio ceduto sono utilizzati per rimborsare interessi e valore nominale dei titoli emessi dallo SPV Covered bond (o obbligazioni garantite) I Covered bond sono obbligazione bancarie caratterizzate da un profilo di rischio contenuto, in quanto garantite da attività destinate, in caso di insolvenza dell emittente, al prioritario soddisfacimento dei diritti degli obbligazionisti e da una liquidità elevata. Operativamente consistono nella cessione da parte di una banca a una società veicolo di attivi di elevata qualità creditizia (crediti ipotecari e verso pubbliche amministrazioni) e l emissione da parte di una banca, anche diversa dalla cedente, di obbligazioni garantite dalla società veicolo a valere sugli attivi acquistati e costituiti in un patrimonio separato. 1.2 TITOLI DI CAPITALE Acquistando titoli di capitale (gli strumenti finanziari più diffusi di tale categoria sono le azioni) si diviene soci della società emittente, partecipando al rischio economico della medesima; chi investe in titoli azionari ha diritto a percepire annualmente il dividendo sugli utili, conseguiti nel periodo di riferimento, che l'assemblea dei soci deciderà di distribuire. L'assemblea dei soci può, anche in caso di risultato positivo d esercizio, stabilire di non distribuire alcun dividendo incrementando eventuali riserve Azioni Le azioni attribuiscono al possessore specifici diritti: diritti amministrativi (diritto di voto, diritto d impugnativa delle delibere assembleari, diritto di recesso, diritto d opzione) e diritti economico-patrimoniali (diritto al dividendo, diritto di rimborso). Le principali tipologie di azioni garantiscono il diritto di voto, ossia il diritto di partecipare ai fatti societari e alla formazione della volontà assembleare. L'ordinamento italiano vieta l'emissione di azioni a voto plurimo, ma ammette la possibilità di emettere categorie speciali di azioni caratterizzate da alcune differenze o limitazioni nell'esercizio del diritto di voto: azioni prive del diritto di voto, azioni con diritto di voto limitato oppure subordinato. Le principali categorie di azioni si distinguono in: a) Azioni ordinarie: nominative, conferiscono il diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie della Società e partecipano alla distribuzione del dividendo ed alla ripartizione del capitale in caso di scioglimento della società. b) Azioni privilegiate: nominative, assicurano all azionista la precedenza nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale all atto della ripartizione del patrimonio netto risultante dalla liquidazione della società a fronte, normalmente, di una limitazione del diritto di voto alle sole assemblee straordinarie. c) Azioni di risparmio: nominative o al portatore (se interamente liberate), emesse solo da società quotate assicurano all azionista maggiori diritti patrimoniali a fronte di una esclusione del diritto di voto sia in sede ordinaria, sia in sede straordinaria. Assicurano un dividendo minimo garantito e comunque percentualmente superiore a quello delle azioni ordinarie e, nel caso in cui non si producessero utili nell esercizio hanno un diritto di cumulo negli esercizi successivi. Hanno precedenza, rispetto alle azioni ordinarie, nella ripartizione del patrimonio netto risultante dalla liquidazione della società. Esistono inoltre altre tipologie di azioni, infrequenti e comunque non oggetto di scambio sul mercato. I titoli azionari devono essere di uguale valore e conferiscono ai loro possessori uguali diritti nell'ambito della medesima categoria. Le azioni delle principali società sono, di norma, quotate su mercati regolamentati. In tale contesto per blue chip s intende un titolo azionario emesso da una società ad elevata capitalizzazione, mentre per small cap e mid cap si intende, invece, rispettivamente azioni di società a bassa e media capitalizzazione di mercato Diritti di opzione Sono strumenti finanziari, riconducibili alla categoria dei prodotti derivati, ma strettamente connessi al capitale delle società, rappresentativi della facoltà, attribuita ai soci e ai possessori di obbligazioni convertibili, di sottoscrivere in sede d aumento di capitale o di emissione di un nuovo prestito obbligazionario convertibile, un numero di titoli proporzionale alle azioni già possedute o potenzialmente detenibili in base al rapporto di conversione relativo alle obbligazioni convertibili ancora in essere. I diritti sono scorporati dalle relative azioni in data stabilita dagli organi deliberanti delle singole Società e da tale data le relative azioni sono trattate prive di tale diritto che diventa autonomamente negoziabile. I diritti, relativi a società quotate su Mercati Regolamentati, che, a qualunque titolo, non vengono esercitati entro il previsto periodo, sono offerti dalla Società sul mercato in qualità di diritti inoptati per consentire ad investitori interessati di poterli acquistare e partecipare all aumento di capitale della Società. 1.3 ORGANISMI DI INVESTIMENTO COLLETTIVO DEL RISPARMIO Per organismi d investimento collettivo del risparmio (OICR) si intendono i fondi comuni di investimento e le società di investimento a capitale variabile (SICAV). Gli OICR si dividono in OICR armonizzati e OICR non armonizzati. Per OICR armonizzati si intendono i fondi comuni di investimento e le SICAV conformi alla direttiva comunitaria n. 85/611/CEE e successive modifiche. Con l'emanazione della suddetta disciplina comunitaria si è inteso prevedere una serie di requisiti minimi relativi alle procedure di autorizzazione, al controllo, alla struttura, alle attività ed alle informazioni ai quali un OICR deve uniformarsi. Il rispetto di tali requisiti d armonizzazione minimi consente, infatti, alla SGR o alla SICAV di offrire in un altro paese membro dell'unione europea rispettivamente le quote di propri fondi comuni e le proprie azioni in regime di libera commercializzazione, essendo assoggettate al controllo da parte dell'autorità di vigilanza del proprio paese d origine. Per fondi non armonizzati si intende, invece, una particolare categoria di fondi comuni di investimento caratterizzati da una maggiore libertà di investimento del patrimonio raccolto rispetto ai fondi armonizzati. Ad essi, infatti, non sono applicati i vincoli e le limitazioni previste dalla legge comunitaria per i fondi armonizzati. I fondi speculativi, per loro natura, sono fondi non armonizzati. a) Fondi comuni di investimento Per fondo comune di investimento s intende un patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte. Il patrimonio del fondo, sia esso aperto o chiuso, può essere raccolto mediante una o più emissioni. I fondi comuni di investimento sono istituiti e gestiti dalle società di gestione del risparmio (SGR). La SGR svolge un ruolo centrale nel funzionamento dei fondi comuni di investimento: essa gestisce il patrimonio affidatole dai risparmiatori. L'attività di gestione si svolge mediante operazioni di acquisto e di vendita e ogni altro atto d amministrazione che sia ritenuto opportuno o utile per incrementare il valore del fondo ed eventualmente distribuirne i proventi ai partecipanti e che non sia precluso dalle norme legislative, dalle disposizione emanate dagli organi di vigilanza e dalle clausole del regolamento del fondo. Una banca depositaria verifica l esistenza di taluni assets (liquidità e titoli) in cui ha formalmente investito il Fondo, provvede al regolamento contabile delle operazioni effettuate e vigila affinché gli investimenti siano coerenti con eventuali limiti imposti dal regolamento del fondo. Il patrimonio della SGR deve risultare nettamente distinto dal patrimonio del Fondo e non può, per alcun motivo, confondersi con esso. I fondi comuni di investimento possono essere aperti o chiusi. Per fondi aperti si intendono quei fondi i cui partecipanti hanno diritto di chiedere, in qualsiasi momento, il rimborso delle quote, secondo le modalità previste dalle regole di funzionamento del fondo. Per fondi chiusi s intendono quei fondi il cui diritto al rimborso delle quote viene riconosciuto ai partecipanti solo a scadenze predeterminate. SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 8 di 309 Ogni fondo si caratterizza per avere una composizione del portafoglio predefinita in termini di classi di beni. Sotto questo profilo, i fondi si dividono in fondi mobiliari e fondi immobiliari; alla categoria dei fondi mobiliari appartengono le seguenti macro categorie: (I) azionari, (II) bilanciati, (III) obbligazionari; (IV) di mercato monetario, (V) flessibili. I fondi immobiliari sono invece i fondi comuni che investono in immobili. b) Società di investimento a capitale variabile Le Società di investimento a capitale variabile (SICAV) raccolgono capitali tra i risparmiatori e li investono nei mercati finanziari. Si differenziano dai fondi comuni d'investimento principalmente per il fatto che il sottoscrittore non acquista quote di partecipazione ma azioni della società. Con l'investimento in SICAV, infatti, si diviene azionisti con la possibilità di esercitare il diritto di voto. Le SICAV sono spesso uno strumento multicomparto, che ripartisce il proprio patrimonio in diverse classi cui è possibile aderire. Una volta aderito ad un comparto si ha la possibilità di trasferire il proprio investimento convertendo le azioni di un comparto in quelle di un altro. Oltre alla natura giuridica differente dai fondi comuni d'investimento, la loro peculiarità consiste nell'elevata specializzazione dei singoli comparti su diverse aree di mercato e/o settori in grado di soddisfare tutte le esigenze d'investimento. c) Fondi speculativi I fondi speculativi (hedge fund) sono fondi comuni di investimento (possono essere anch essi aperti o chiusi) il cui patrimonio può essere investito in attività diverse, anche più rischiose, da quelle previste per i fondi aperti, in deroga ai divieti e alle norme prudenziali di contenimento e frazionamento del rischio stabilite dalla Banca d Italia. Le quote di un fondo speculativo possono essere sottoscritte in qualsiasi momento, il rimborso avviene invece con cadenza periodica (es. mensile, trimestrale). d) Exchange traded funds Gli Exchange Traded Fund (ETF) possono essere definiti, traducendo letteralmente dall'inglese, come "fondi quotati sul mercato". Questa definizione deriva dal fatto che gli ETF sono sostanzialmente dei fondi d investimento aperti indicizzati le cui azioni possono essere direttamente acquistate e vendute sul mercato azionario. La peculiarità degli Exchange Traded Fund consiste nel racchiudere, in un unico strumento finanziario, la trasparenza e la flessibilità di un titolo azionario, unite all'elevata diversificazione ottenibile attraverso un investimento in un fondo comune. Gli ETF replicano, infatti, con una gestione passiva, la composizione di un indice di mercato (geografico, settoriale, azionario od obbligazionario) e di conseguenza anche il loro rendimento e composizione sono vincolati ad un benchmark di riferimento, ossia il paniere di titoli che compone un determinato indice. Gli ETF strutturati, sono una particolare tipologia di ETF in quanto sono gestiti con tecniche volte a perseguire rendimenti che non sono solo in funzione dell andamento dell indice benchmark ma anche volte, ad esempio, a proteggere il valore del portafoglio pur partecipando agli eventuali rialzi del mercato di riferimento o a partecipare in maniera più che proporzionale all andamento di un indice ( ETF a leva ) o a partecipare inversamente ai movimenti del mercato di riferimento ( ETF short con o senza leva ). e) Exchange traded commodities Gli exchange traded commodities (ETC) sono strumenti finanziari emessi a fronte dell'investimento diretto dell'emittente o in materie prime fisiche (in questo caso sono definiti ETC physically-backed) o in contratti derivati su materie prime. Il valore degli ETC è, pertanto, legato direttamente o indirettamente all'andamento del sottostante. Sono negoziati di norma in borsa come delle azioni e replicano passivamente la performance della materia prima o degli indici di materie prime cui fanno riferimento. Le attività acquistate dall emittente con i proventi derivanti dalla sottoscrizione degli ETC costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti da quello dell emittente stesso e da quello di eventuali altre emissioni. f) Exchange traded notes Gli exchange traded notes (ETN) sono strumenti finanziari emessi a fronte dell'investimento diretto dell'emittente nel sottostante (diverso dalle commodities) o in contratti derivati sul medesimo. Il valore degli ETN è, pertanto, legato direttamente o indirettamente all'andamento del sottostante. Sono negoziati in borsa come delle azioni e replicano passivamente la performance del sottostante (tipicamente un indice). 1.4 STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI Il termine "derivati" indica la caratteristica principale di questi prodotti: il loro valore deriva dall'andamento di un attività ovvero dal verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente. L'attività, ovvero l'evento, che può essere di qualsiasi natura o genere, costituisce il "sottostante" del prodotto derivato. La relazione - determinabile attraverso funzioni matematiche - che lega il valore del derivato al sottostante costituisce il risultato finanziario del derivato, detto anche "pay-off". Gli strumenti finanziari derivati sono utilizzati principalmente per tre finalità: ridurre il rischio finanziario di un portafoglio preesistente (finalità di copertura); assumere esposizioni al rischio al fine di conseguire un profitto (finalità speculativa); conseguire un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul sottostante tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazione (finalità di arbitraggio). I derivati si distinguono inoltre in: derivati negoziati su mercati regolamentati; derivati negoziati su mercati non regolamentati, cd. "over the counter (OTC)". a) Contratti a termine Un contratto a termine è un accordo tra due soggetti per la consegna di una determinata quantità di un certo sottostante ad un prezzo (prezzo di consegna) e ad una data (data di scadenza o maturity date ) prefissati. Il sottostante può essere di vario tipo: - attività finanziarie, come azioni, obbligazioni, valute, strumenti finanziari derivati, ecc.; - merci, come petrolio, oro, grano, ecc.. L'acquirente del contratto a termine (vale a chi s impegna alla scadenza a corrispondere il prezzo di consegna per ricevere il sottostante) apre una posizione lunga ( long position ), mentre il venditore (vale a dire chi s impegna alla scadenza a consegnare il sottostante per ricevere il prezzo di consegna) apre una posizione corta ( short position ). I contratti a termine sono generalmente strutturati in modo che, al momento della loro conclusione, le due prestazioni siano equivalenti. Ciò è ottenuto ponendo il prezzo di consegna, vale a dire quello del contratto, pari al prezzo a termine. Questo ultimo è uguale al prezzo corrente del sottostante (c.d. prezzo a pronti o, anche, prezzo spot) maggiorato del valore finanziario del tempo intercorrente tra la data di stipula e la data di scadenza. Va da sé che, se inizialmente il prezzo a termine coincide con il prezzo di consegna, successivamente, durante la vita del contratto, si modificherà in ragione, essenzialmente, dei movimenti del prezzo corrente che il sottostante via via assume. Le variazioni del valore del sottostante determinano il profilo di rischio/rendimento di un contratto a termine, che può essere così riassunto: per l'acquirente del contratto, vale a dire chi deve comprare un certo bene ad una certa data e ad un prezzo già fissato nel contratto, il rischio è rappresentato dal deprezzamento del bene. In questo caso, infatti, egli sarebbe comunque costretto a pagare il prezzo già fissato nel contratto per un bene il cui valore di mercato è minore del prezzo da pagare: se l'acquirente non fosse vincolato dal contratto, potrebbe più vantaggiosamente acquistare il bene sul mercato ad un prezzo minore. Per la ragione opposta, in caso di apprezzamento del sottostante, egli maturerà un guadagno, in quanto acquisterà ad un certo prezzo ciò che vale di più; per il venditore del contratto, vale a dire chi deve vendere un certo bene ad una certa data e ad un prezzo già fissato nel contratto, il rischio è rappresentato dall'apprezzamento del bene. L'impegno contrattuale, infatti, lo costringe a vendere il bene ad un prezzo inferiore a quello che realizzerebbe sul mercato. Conseguirà invece un guadagno in caso di deprezzamento del sottostante, in quanto, grazie al contratto stipulato, venderà il bene ad un prezzo superiore a quello di mercato. L'esecuzione del contratto alla scadenza può realizzarsi con: l'effettiva consegna del bene sottostante da parte del venditore all'acquirente, dietro pagamento del prezzo di consegna: in questo caso si parla di consegna fisica o physical delivery ; il pagamento del differenziale in denaro tra il prezzo corrente del sottostante, al momento della scadenza, ed il prezzo di consegna indicato nel contratto. Tale differenza, se positiva, sarà dovuta dal venditore all'acquirente del contratto, e viceversa se negativa: in questo caso si parla di consegna per differenziale o cash settlement. Le principali tipologie di contratti a termine sono i contratti forward ed i contratti futures. - Contratti forward I contratti forward si caratterizzano per il fatto di essere stipulati fuori dei mercati regolamentati. Il prezzo di consegna è anche detto forward price. Per comprendere il funzionamento di questo strumento è utile analizzare i flussi di cassa che ne derivano, in altre parole i pagamenti che sono scambiati fra le due parti durante tutta la vita del contratto. Nel contratto forward, gli unici flussi di cassa si manifestano alla scadenza, quando l'acquirente riceve il bene sottostante in cambio del prezzo concordato nel contratto (physical delivery), ovvero le due parti si scambiano la differenza fra il prezzo di mercato dell'attività alla scadenza ed il prezzo di consegna indicato nel contratto che, se positiva, è dovuta dal venditore all'acquirente e viceversa se negativa (cash settlement). SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 9 di 3010 Non sono previsti, invece, flussi di cassa intermedi durante la vita del contratto, sebbene in questo periodo il prezzo a termine del bene sottostante sia soggetto a modifiche in funzione, essenzialmente, dell'andamento del relativo prezzo corrente di mercato. Di norma, non sono previsti flussi di cassa neanche alla data di stipula, considerato che, come tutti i contratti a termine, sono generalmente strutturati in modo da rendere equivalenti le due prestazioni. - Contratti future Anche i future sono contratti a termine. Si differenziano dai forward per essere standardizzati e negoziati sui mercati regolamentati. Il loro prezzo - che risulta, come per tutti i titoli quotati, dalle negoziazioni - è anche detto future price. Il future price corrisponde al prezzo di consegna dei contratti forward, ma, essendo quotato, non è propriamente contrattato fra le parti in quanto, come tutti i titoli quotati, è il risultato dell'incontro delle proposte di acquisto immesse da chi vuole acquistare con le proposte di vendita immesse da chi intende vendere. Viene, di norma, indicato in "punti indice". Riguardo all attività sottostante il contratto future assume diverse denominazioni: commodity future, se è una merce o financial future se è un'attività finanziaria. Ulteriore elemento distintivo rispetto ai forward, connesso alla loro negoziazione in mercati regolamentati, è la presenza di una controparte unica per tutte le transazioni, la clearing house, che per il mercato italiano è la Cassa di compensazione e garanzia. Suo compito è di assicurare il buon fine delle operazioni e la liquidazione (intesa come calcolo) e corresponsione giornaliera dei profitti e delle perdite conseguiti dalle parti. La clearing house s interpone in tutte le transazioni concluse sul mercato dei future: quando due soggetti compravendono un contratto, lo comunicano immediatamente alla clearing house che procede a comprare il future dalla parte che ha venduto e a cederlo alla parte che ha comprato. In tal modo, in caso di inadempimento di una delle due parti, la clearing house si sostituisce nei suoi obblighi, garantendo il buon esito della transazione, salvo poi rivalersi sul soggetto inadempiente. b) Swap La traduzione letterale di swap, cioè scambio, identifica la sostanza del contratto: due parti si accordano per scambiare tra di loro flussi di pagamenti (anche detti flussi di cassa) a date certe. I pagamenti possono essere espressi nella stessa valuta o in valute differenti ed il loro ammontare è determinato in relazione ad un sottostante. Gli swap sono contratti OTC (over the counter) e, quindi, non negoziati su mercati regolamentati. Il sottostante può essere di vario tipo e influenza notevolmente le caratteristiche del contratto che può assumere, nella prassi, svariate forme. I contratti swap sono generalmente costituiti in modo tale che, al momento della stipula, le prestazioni previste sono equivalenti. In altri termini, è reso nullo il valore iniziale del contratto, così da non generare alcun flusso di cassa iniziale per compensare la parte gravata dalla prestazione di maggior valore. Se al momento della stipula le due prestazioni sono equivalenti, non è detto che lo rimangano per tutta la vita del contratto. Anzi, è proprio la variazione del valore delle prestazioni che genera il profilo di rischio/rendimento: la parte che è tenuta ad una prestazione il cui valore si è deprezzato rispetto al valore iniziale (e, quindi, rispetto alla controprestazione) maturerà un guadagno e viceversa. La caratteristica essenziale delle operazioni di swap - cioè quella di scambiare dei flussi di cassa, connessi ad un'attività sottostante, con altri flussi di cassa di diverso tipo - determina la creazione di nuove opportunità finanziarie altrimenti non conseguibili. Queste opportunità possono essere sfruttate in funzione di molteplici esigenze, che possono essere di copertura, di speculazione o di arbitraggio, secondo le finalità che l'operatore si pone. c) Opzioni Un'opzione è un contratto che attribuisce il diritto, ma non l'obbligo, di comprare (opzione call) o vendere (opzione put) una data quantità di un bene (sottostante) ad un prezzo prefissato ( strike price o prezzo di esercizio) entro una certa data (scadenza o maturità), nel qual caso si parla di opzione americana, o al raggiungimento della stessa, nel qual caso si parla di opzione europea. Il bene sottostante al contratto di opzione può essere: un'attività finanziaria, come azioni, obbligazioni, valute, strumenti finanziari derivati, ecc.; una merce, come petrolio, oro, grano, ecc.; un evento di varia natura. In ogni caso il sottostante deve essere scambiato su un mercato con quotazioni ufficiali o pubblicamente riconosciute ovvero, nel caso di evento, oggettivamente riscontrabile. Le due parti del contratto di opzione sono chiamate compratore (c.d. holder) e venditore (c.d. writer) dell'opzione. Il compratore, dietro pagamento di una somma di denaro, detta premio, acquista il diritto di vendere o comprare l'attività sottostante. Il venditore percepisce il premio e, in cambio, è obbligato alla vendita o all'acquisto del bene sottostante su richiesta del compratore. Secondo la terminologia usata dagli operatori, il compratore apre una posizione lunga ( long position ), mentre il venditore apre una posizione corta ( short position ). Nel momento in cui il compratore dell'opzione esercita il diritto, cioè decide di acquistare (call) o vendere (put), si verificano i seguenti scenari: - nel caso di opzione call, il compratore dell'opzione call riceverà dal venditore la differenza fra il prezzo corrente del sottostante (c.d. prezzo spot) e prezzo di esercizio; - nel caso di put, il compratore dell'opzione riceverà la differenza tra prezzo di esercizio e prezzo spot. La differenza fra prezzo spot e prezzo di esercizio, nel caso della call, e prezzo di esercizio e prezzo spot, nel caso della put, è comunemente detta valore intrinseco. Il valore intrinseco non può assumere valori negativi in quanto il portatore ha il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare o vendere; pertanto, nel caso in cui il prezzo corrente del sottostante al momento dell'esercizio fosse inferiore al prezzo di esercizio della call (o viceversa per la put), eviterà semplicemente di esercitare il diritto, con una perdita limitata alle somme pagate per il premio. La relazione fra prezzo spot del sottostante e prezzo di esercizio determina anche la cosiddetta moneyness di un'opzione. Questo concetto esprime la distanza fra i due prezzi. La moneyness distingue le opzioni in: at-the-money quando il suo prezzo di esercizio è esattamente pari al prezzo corrente (il valore intrinseco è quindi nullo); in-the-money quando l'acquirente percepisce un profitto dall'esercizio (valore intrinseco positivo, cosiddetto pay-off positivo): pertanto, una call è in-the-money quando lo strike è inferiore allo spot, mentre, al contrario, una put è in-the-money, quando lo strike è superiore allo spot (quando questa differenza è molto ampia si parla di opzioni deep in-the-money); out-of-the-money quando all'esercizio del diritto non corrisponderebbe alcun pay-off positivo per l'acquirente (il valore intrinseco avrebbe valore negativo il che, peraltro, come già detto, non accade in quanto l'acquirente dell'opzione rinuncia all'esercizio): pertanto, una call è out-of-the- money quando lo strike è superiore allo spot, mentre una put è out-of-the-money quando lo strike è inferiore allo spot. Nel caso in cui la differenza è molto ampia si parla di opzione deep out-of-themoney. L'esecuzione del contratto, per le opzioni in-the-money, può realizzarsi: con l'effettiva consegna del bene sottostante, e allora si parla di consegna fisica o physical delivery; con la consegna del differenziale in denaro tra il prezzo corrente del sottostante e il prezzo di esercizio (cash settlement). d) Certificate Secondo la definizione di Borsa Italiana SpA, i certificates sono strumenti finanziari derivati negoziati sui mercati regolamentati che replicano, con o senza effetto leva, l'andamento dell'attività sottostante. Si distinguono i certificates senza effetto leva e i certificates con leva. I certificates senza effetto leva, anche detti investment certificates, costituiscono, sia in termini di capitale investito che in termini di rischio, un'alternativa all'investimento diretto nel sottostante. In questa categoria sono ricompresi: i certificates che replicano semplicemente la performance dell'underlying (detti comunemente benchmark) vantaggiosi in caso di sottostanti altrimenti difficilmente raggiungibili da investitori privati (quali ad esempio indici, valute, future sul petrolio, oro e argento) e i certificates che permettono, attraverso opzioni a carattere accessorio, la realizzazione di strategie di investimento più complesse (che mirano ad esempio alla protezione parziale o totale del capitale investito oppure all'ottenimento di performance migliori di quelle ottenute dal sottostante stesso in particolari condizioni di mercato). I primi sono ricompresi nel segmento investment certificates classe a) di SeDex, i secondi nel segmento investment certificates classe b). I certificates con leva, detti anche leverage certificates, possono essere sia bull che bear. I bull leverage certificates sono strumenti finanziari che consentono all'investitore di assumere una posizione rialzista (per l'appunto bull) sul sottostante impiegando solo una frazione del valore richiesto per l'acquisto dello stesso; acquistare un certificato con leva del tipo bull equivale infatti, dal punto di vista finanziario, ad acquistare il sottostante e contestualmente accendere un finanziamento con l'emittente per un importo pari al valore dello strike price. Su questo ammontare l'investitore paga anticipatamente (oppure giorno per giorno attraverso un meccanismo di aggiornamento giornaliero dello strike) una quota di interessi. Questi strumenti si caratterizzano inoltre per la presenza di un livello di stop loss (o barriera), posto al di sopra o allo stesso livello dello strike, al raggiungimento del quale lo strumento finanziario si estingue anticipatamente. Questo consente all'emittente di rientrare senza rischi del finanziamento concesso all'investitore. I bear leverage certificates sono strumenti finanziari che consentono all'investitore di assumere una posizione ribassista (per l'appunto bear) sul sottostante: acquistare un certificato con leva del tipo bear equivale SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 10 di 3011 finanziariamente a vendere il sottostante allo scoperto e contestualmente effettuare un deposito, presso l'emittente, pari ad un importo corrispondente allo strike price, per un periodo coincidente alla vita residua del certificato. Il deposito può essere sia fruttifero, e in tal caso gli interessi sono scontati dal prezzo del certificate anticipatamente (oppure corrisposti giornalmente attraverso un meccanismo di aggiornamento giornaliero dello strike), sia infruttifero. Questi strumenti, come i bull, si caratterizzano inoltre per la presenza di un livello di stop loss (o barriera), posto al di sotto o allo stesso livello dello strike, al raggiungimento del quale lo strumento finanziario si estingue anticipatamente. Sia i bull che i bear vengono ricompresi nel segmento "leverage certificates". Mentre i certificates con leva si adattano maggiormente ad investitori con una buona preparazione tecnico-finanziaria che tendono ad avere una strategia d investimento altamente speculativa ed un orizzonte temporale mediamente di breve periodo, i certificates senza leva rispondono a logiche di investimento più conservative e orientate al medio - lungo termine. e) Warrant I warrant sono strumenti finanziari derivati negoziabili che conferiscono al detentore il diritto di acquistare dall'emittente o di vendere a questo ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità. f) Covered warrant I covered warrant sono strumenti finanziari derivati emessi da un intermediario finanziario, che conferiscono all'acquirente il diritto di acquistare ( covered warrant call ) o di vendere ( covered warrant put ) un'attività sottostante a un prezzo prestabilito (prezzo di esercizio o strike price) a (o entro) una prefissata scadenza. Nonostante le numerose analogie con le opzioni, i covered warrant si differenziano per alcuni particolari: sono rappresentati da un titolo, ossia sono cartolarizzati, mentre le opzioni sono contratti; possono essere emessi soltanto da istituzioni bancarie (in genere banche d investimento); sono negoziati su un mercato a pronti e non sul mercato dei derivati; hanno una scadenza più elevata. 1.6 PRONTI CONTRO TERMINE L operazione di Pronti Contro Termine (PCT) si realizza attraverso l acquisto da parte del Cliente, in una certa data (a pronti), di strumenti finanziari di proprietà della Banca (sottostante); contestualmente la Banca riacquista dal Cliente, alla scadenza convenuta (a termine), i medesimi strumenti finanziari. Il Cliente concorda preventivamente con la Banca un tasso netto di remunerazione per l investimento che, normalmente, ha una durata prefissata breve (da poche settimane a tre quattro mesi circa). Il rendimento dell operazione risulta svincolato dall andamento dell attività finanziaria sottostante. Il rischio dipende, sostanzialmente, dall affidabilità dell intermediario che effettua l operazione. 2. RISCHI DEGLI INVESTIMENTI IN STRUMENTI FINANZIARI AVVERTENZE GENERALI Prima di effettuare un investimento in strumenti finanziari l investitore deve informarsi presso il proprio intermediario sulla natura e i rischi delle operazioni che si accinge a compiere. L investitore deve concludere un operazione solo se ha ben compreso la sua natura ed il grado d esposizione al rischio che essa comporta. Prima di concludere un operazione, una volta apprezzato il suo grado di rischio, l investitore e l intermediario devono valutare se l investimento è adeguato per l investitore, con particolare riferimento alla situazione patrimoniale, agli obiettivi di investimento ed alla esperienza nel campo degli investimenti in strumenti finanziari di quest ultimo. In relazione alle tipologie di strumenti e prodotti offerti sono illustrati i rischi propri di ciascuna tipologia affinché l investitore possa adottare decisioni d investimento informate. Per chiarezza espositiva saranno ripresi temi e caratteristiche degli strumenti finanziari già in precedenza trattati. 2.1 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI UN INVESTIMENTO IN STRUMENTI FINANZIARI Per apprezzare il rischio derivante da un investimento in strumenti finanziari è necessario tenere presenti i seguenti elementi: 1) la variabilità del prezzo dello strumento finanziario; 2) la sua liquidità; 3) la divisa in cui è denominato; 4) gli altri fattori fonte di rischi generali. Un discorso a parte deve essere condotto con riguardo agli strumenti finanziari derivati e alle obbligazioni strutturate, che constano di una parte derivata La variabilità del prezzo Il prezzo di ciascuno strumento finanziario dipende da numerose circostanze e può variare in modo più o meno accentuato secondo la sua natura. a) Titoli di capitale e titoli di debito Occorre distinguere innanzitutto tra titoli di capitale (ed in particolare le azioni) e i titoli di debito (tra cui obbligazioni, certificati di deposito e gli strumenti del mercato monetario) così come descritti in precedenza, tenendo conto che a parità d altre condizioni, un titolo di capitale è più rischioso di un titolo di debito, in quanto la remunerazione spettante a chi lo possiede è maggiormente legata all'andamento economico della società emittente. Il detentore di titoli di debito invece rischierà di non essere remunerato solo in caso di dissesto finanziario della società emittente. Inoltre, in caso di fallimento della società emittente, i detentori di titoli di debito potranno partecipare, con gli altri creditori, alla suddivisione che comunque si realizza in tempi solitamente molto lunghi, dei proventi derivanti dal realizzo delle attività della società, mentre è pressoché escluso che i detentori di titoli di capitale possano vedersi restituire una parte di quanto investito. b) Rischio specifico e rischio generico Sia per i titoli di capitale che per i titoli di debito, il rischio può essere idealmente scomposto in due componenti: il rischio specifico ed il rischio generico (o sistematico). Il rischio specifico dipende dalle caratteristiche peculiari dell'emittente e può essere diminuito sostanzialmente attraverso la suddivisione del proprio investimento tra titoli emessi da emittenti diversi (diversificazione del portafoglio), mentre il rischio sistematico rappresenta quella parte di variabilità del prezzo di ciascun titolo che dipende dalle fluttuazioni del mercato e non può essere eliminato per il tramite della diversificazione. Il rischio sistematico per i titoli di capitale trattati su un mercato organizzato si origina dalle variazioni del mercato in generale; variazioni che possono essere identificate nei movimenti dell'indice del mercato. Il rischio sistematico dei titoli di debito (vedi il successivo punto d) si origina dalle fluttuazioni dei tassi d'interesse di mercato che si ripercuotono sui prezzi (e quindi sui rendimenti) dei titoli in modo più accentuato quanto più lunga è la loro vita residua; la vita residua di un titolo ad una certa data è rappresentata dal periodo di tempo che deve trascorrere da tale data al momento del suo rimborso. c) Il rischio emittente Per gli investimenti in strumenti finanziari è fondamentale apprezzare la solidità patrimoniale delle società emittenti e le prospettive economiche delle medesime, tenuto conto delle caratteristiche dei settori in cui le stesse operano. Si deve considerare che i prezzi dei titoli di capitale riflettono in ogni momento una media delle aspettative che i partecipanti al mercato hanno circa le prospettive di guadagno delle imprese emittenti. Con riferimento ai titoli di debito, il rischio che le società o gli enti finanziari emittenti non siano in grado di pagare gli interessi o di rimborsare il capitale prestato si riflette nella misura degli interessi che tali obbligazioni garantiscono all'investitore. Quanto maggiore è la rischiosità percepita dall'emittente tanto maggiore è il tasso d'interesse che l'emittente dovrà corrispondere all'investitore. Per valutare la congruità del tasso d'interesse pagato da un titolo si devono tenere presenti i tassi d'interessi corrisposti dagli emittenti il cui rischio è considerato più basso, ed in particolare il rendimento offerto dai titoli di Stato, con riferimento ad emissioni con pari scadenza. Inoltre, al fine di valutare la rischiosità di uno strumento finanziario si deve tener presente il rating, ossia, secondo la definizione di Borsa Italiana S.p.A., il giudizio assegnato da un'agenzia specializzata indipendente, espresso da un codice alfanumerico, riguardante il merito di credito di una società emittente titoli o di una particolare emissione di titoli. Il rating fornisce un'informazione sul grado di rischio degli emittenti, ossia sulla capacità di assolvere puntualmente ai propri impegni di pagamento. L'assegnazione di un rating agevola anche gli emittenti nel processo di pricing e di collocamento dei titoli emessi. Le agenzie di rating assegnano un punteggio (il rating, appunto) sulla base di una graduatoria (o scala di valutazione). Il giudizio può anche differire in funzione dell'agenzia che ha condotto la valutazione. Nel fornire il proprio giudizio le agenzie di rating si basano su un'analisi dettagliata della situazione finanziaria della società da valutare (financial profile), sull'analisi del settore di appartenenza della società e sul posizionamento di questa all'interno del settore (business profile), su visite presso la società e incontri con il management. Il giudizio di rating è anche sottoposto a periodiche revisioni al fine di cogliere tempestivamente eventuali cambiamenti all'interno della società o del settore di appartenenza. Nel caso di miglioramento del giudizio si parla di upgrade, mentre nel caso di peggioramento di downgrade. Si distingue tra rating dell'emittente e rating di un'emissione. Il rating di un emittente (detto anche rating di controparte o issuer credit rating) fornisce una SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 11 di 3012 valutazione globale della solvibilità di un determinato soggetto. Il rating di un'emissione valuta la capacità dell'emittente di rimborsare il capitale e corrispondere gli interessi alla data stabilita. Il rating è uno strumento utile per un investitore, poiché gli consente di valutare il rischio di credito connesso all'investimento in un determinato strumento finanziario e, dunque, il rendimento atteso ad esso associato. Di norma, quanto maggiore è il rating di una società, tanto minore è il rischio per l'investitore di non vedersi remunerato il proprio credito e quindi tanto minore è il tasso di interesse pagato dall'emittente. Di seguito si riporta una tabella con le scale di rating delle tre principali agenzie specializzate (Fitch, Standard & Poor's e Moody's) riferite ai debiti ordinari con durata superiore a un anno. Titoli Investment grade Fitch e S&P AAA, AA+ e Moody's Aaa, Aa1: E' il rating più alto. Indica che la capacità di rimborso dell'emittente è estremamente garantita. Fitch e S&P AA, AA-, A+ e Moody's Aa2, Aa3, A1: Obbligazione più suscettibile alle condizioni di mercato. La capacità di rimborso dell'emittente è comunque ben garantita. Fitch e S&P A, A-, BBB+ e Moody's A2, A3, Baa1: Affidabilità creditizia comunque buona, ma, a fronte di particolari condizioni di mercato, l'emittente potrebbe avere qualche difficoltà in più a rimborsare. Fitch e S&P BBB, BBB- e Moody's Baa2, Baa3: Emittente in grado di provvedere al rimborso, ma con potenziali problemi di solvibilità a fronte di condizioni economiche avverse. Titoli Speculative grade Fitch e S&P BB+, BB, BB-, B+ e Moody's Ba1, Ba2, Ba3, B1: Titoli con significative caratteristiche speculative. Sono titoli maggiormente esposti alle fluttuazioni del mercato. Emittente in grado di rimborsare a fronte di condizioni economiche stabili. Fitch e S&P B, B- e Moody's B2, B3: Particolare incertezza sul rimborso del capitale a scadenza: Titoli molto speculativi. Fitch e S&P CCC+, CCC, CCC- e Moody's Caa: Titoli molto rischiosi, in quanto le caratteristiche patrimoniali dell'emittente non garantiscono nel medio/lungo periodo una sicura capacità di rimborso. Fitch e S&P CC e Moody's Ca: Possibilità di insolvenza del debitore: titoli molto rischiosi. Fitch e S&P C e Moody's C: Probabilità minima di rimborso a scadenza. Fitch DDD, DD, D e S&P D: Emittente in stato di insolvenza. d) Il rischio d'interesse Con riferimento ai titoli di debito, l'investitore deve tener presente che la misura effettiva degli interessi si adegua continuamente alle condizioni di mercato attraverso variazioni del prezzo dei titoli stessi. Il rendimento di un titolo di debito si avvicinerà a quello incorporato nel titolo stesso al momento dell'acquisto solo nel caso in cui il titolo stesso fosse detenuto dall'investitore fino alla scadenza. Qualora l'investitore avesse necessità di smobilizzare l'investimento prima della scadenza del titolo, il rendimento effettivo potrebbe rivelarsi diverso da quello garantito dal titolo al momento del suo acquisto. In particolare, per i titoli che prevedono il pagamento di interessi in modo predefinito e non modificabile nel corso della durata del prestito (titoli a tasso fisso), più lunga è la vita residua, maggiore è la variabilità del prezzo del titolo stesso rispetto a variazioni dei tassi d'interesse di mercato. Ad esempio, si consideri un titolo zero coupon - titolo a tasso fisso che prevede il pagamento degli interessi in un'unica soluzione alla fine del periodo - con vita residua 10 anni e rendimento del 10% l anno; l'aumento di un punto percentuale dei tassi di mercato determina, per il titolo suddetto, una diminuzione del prezzo del 8,6%. E dunque importante per l'investitore, al fine di valutare l'adeguatezza del proprio investimento in questa categoria di titoli, verificare entro quali tempi potrà avere necessità di smobilizzare l'investimento. e) L'effetto della diversificazione degli investimenti. Gli organismi di investimento collettivo Come si è accennato, il rischio specifico di un particolare strumento finanziario può essere eliminato attraverso la diversificazione, cioè suddividendo l'investimento tra più strumenti finanziari. La diversificazione può tuttavia risultare costosa e difficile da attuare per un investitore con un patrimonio limitato. L investitore può raggiungere un elevato grado di diversificazione a costi contenuti, investendo il proprio patrimonio in quote o azioni di organismi di investimento collettivo (fondi comuni d'investimento e società d'investimento a capitale variabile - SICAV). Questi organismi investono le disponibilità versate dai risparmiatori tra le diverse tipologie di titoli previsti dai regolamenti o programmi di investimento adottati. Con riferimento a fondi comuni aperti, ad esempio, i risparmiatori possono entrare o uscire dall'investimento acquistando o vendendo le quote del fondo sulla base del valore teorico (maggiorato o diminuito delle commissioni previste) della quota; valore che si ottiene dividendo il valore dell'intero portafoglio gestito del fondo, calcolato ai prezzi di mercato, per il numero delle quote in circolazione. Occorre rilevare che gli investimenti in queste tipologie di strumenti finanziari possono in ogni caso risultare rischiosi a causa delle caratteristiche degli strumenti finanziari in cui prevedono d'investire (ad esempio, fondi che investono solo in titoli emessi da società operanti in un particolare settore o in titoli emessi da società aventi sede in determinati Stati) oppure a causa di un insufficiente diversificazione degli investimenti La Liquidità La liquidità di uno strumento finanziario consiste nella sua attitudine a trasformarsi prontamente in moneta senza perdita di valore. Essa dipende in primo luogo dalle caratteristiche del mercato in cui il titolo é trattato. In generale, a parità di altre condizioni, i titoli trattati su mercati organizzati sono più liquidi dei titoli non trattati su detti mercati. Questo in quanto la domanda e l'offerta di titoli viene convogliata in gran parte su tali mercati e quindi i prezzi ivi rilevati sono più affidabili quali indicatori dell'effettivo valore degli strumenti finanziari. Occorre tuttavia considerare che lo smobilizzo di titoli trattati in mercati organizzati a cui è difficile accedere, perchè aventi sede in paesi lontani o per altri motivi, può comunque comportare per l'investitore difficoltà di liquidare i propri investimenti e la necessità di sostenere costi aggiuntivi La divisa Qualora uno strumento finanziario sia denominato in una divisa diversa da quella di riferimento per l'investitore, tipicamente l euro per l'investitore italiano, al fine di valutare la rischiosità complessiva dell'investimento, occorre tenere presente la volatilità del rapporto di cambio tra la divisa di riferimento (euro) e la divisa estera in cui è denominato l'investimento. L investitore deve considerare che i rapporti di cambio con le divise di molti paesi, in particolare di quelli in via di sviluppo, sono altamente volatili e che in ogni caso l'andamento dei tassi di cambio può condizionare il risultato complessivo dell'investimento Gli altri fattori fonte di rischi generali a) Denaro e valori depositati L investitore deve informarsi circa le salvaguardie previste per le somme di denaro ed i valori depositati per l esecuzione delle operazioni, in particolare, nel caso d insolvenza dell intermediario. La possibilità di rientrare in possesso del proprio denaro e dei valori depositati potrebbe essere condizionata da particolari disposizioni normative vigenti nei luoghi in cui ha sede il depositario e dagli orientamenti degli organi a cui, nei casi di insolvenza, vengono attribuiti i poteri di regolare i rapporti patrimoniali del soggetto dissestato. b) Commissioni ed altri oneri Prima di avviare l operatività, l investitore deve ottenere dettagliate informazioni a riguardo di tutte le commissioni, spese ed altri oneri che saranno dovute all intermediario. Tali informazioni devono essere comunque riportate nel contratto d intermediazione. L investitore deve sempre considerare che tali oneri andranno sottratti ai guadagni eventualmente ottenuti nelle operazioni effettuate, mentre si aggiungeranno alle perdite subite. c) Operazioni eseguite in mercati aventi sede in altre giurisdizioni Le operazioni eseguite su mercati aventi sede all'estero, incluse le operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari trattati anche in mercati nazionali, potrebbero esporre l'investitore a rischi aggiuntivi. Tali mercati potrebbero essere regolati in modo da offrire ridotte garanzie e protezioni agli investitori. Prima di eseguire qualsiasi operazione su tali mercati, l'investitore dovrebbe informarsi sulle regole che riguardano tali operazioni. Deve inoltre considerare che, in tali casi, l'autorità di controllo sarà impossibilitata ad assicurare il rispetto delle norme vigenti nelle giurisdizioni dove le operazioni sono eseguite. L investitore dovrebbe quindi informarsi circa le norme vigenti su tali mercati e le eventuali azioni che possono essere intraprese con riferimento a tali operazioni. d) Sistemi elettronici di supporto alle negoziazioni Gran parte dei sistemi di negoziazione elettronici o ad asta gridata sono supportati da sistemi computerizzati per le procedure di trasmissione degli ordini (order routing), per l incrocio, la registrazione e la compensazione delle operazioni. Come tutte le procedure automatizzate, i sistemi sopra descritti possono subire temporanei arresti o essere soggetti a malfunzionamenti. La possibilità per l investitore di essere risarcito per perdite derivanti direttamente o indirettamente dagli eventi sopra descritti potrebbe essere compromessa da limitazioni di responsabilità stabilite dai fornitori dei sistemi o dai mercati. L investitore dovrebbe informarsi presso il proprio intermediario circa le limitazioni di responsabilità suddette connesse alle operazioni che si accinge a porre in essere. e) Sistemi elettronici di negoziazione I sistemi di negoziazione computerizzati possono essere diversi tra loro oltre che differire dai sistemi di negoziazione gridati. Gli ordini da eseguirsi su mercati che si avvalgono di sistemi di negoziazione computerizzati potrebbero risultare non eseguiti secondo le modalità specificate dall investitore o risultare ineseguiti nel caso i sistemi di negoziazione suddetti subissero malfunzionamenti o arresti imputabili all hardware o al software dei sistemi medesimi. SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 12 di 3013 f) Operazioni eseguite fuori da mercati organizzati Gli intermediari possono eseguire operazioni fuori dai mercati organizzati. L intermediario a cui si rivolge l'investitore potrebbe anche porsi in diretta contropartita del cliente (agire, cioè, in conto proprio). Per le operazioni effettuate fuori dai mercati organizzati può risultare difficoltoso o impossibile liquidare uno strumento finanziario o apprezzarne il valore effettivo e valutare l'effettiva esposizione al rischio, in particolare qualora lo strumento finanziario non sia trattato su alcun mercato organizzato. Per questi motivi, tali operazioni comportano l'assunzione di rischi più elevati. Prima di effettuare tali tipologie d operazioni l'investitore deve assumere tutte le informazioni rilevanti sulle medesime, le norme applicabili ed i rischi conseguenti. 2.2 LA RISCHIOSITA DEGLI INVESTIMENTI IN STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI Gli strumenti finanziari derivati sono caratterizzati da una rischiosità molto elevata il cui apprezzamento da parte dell'investitore é ostacolato dalla loro complessità. E quindi necessario che l'investitore concluda un'operazione avente ad oggetto tali strumenti solo dopo averne compreso la natura ed il grado di esposizione al rischio che essa comporta. L investitore deve considerare che la complessità di tali strumenti può favorire l'esecuzione di operazioni non adeguate. Si consideri che, in generale, la negoziazione di strumenti finanziari derivati non è adatta per molti investitori. Gli strumenti finanziari derivati prevedono generalmente l'esposizione del patrimonio del cliente al rischio di perdite anche superiori al capitale inizialmente investito (c.d. "effetto leva"), e, a seconda del sottostante, l'esposizione al rischio di cambio (quando il sottostante è una valuta), al rischio d oscillazione dei tassi d interesse (quando il sottostante è, appunto, un tasso di interesse) o del valore di indici, merci o altri sottostanti. Nel caso degli strumenti finanziari non negoziati nei mercati regolamentati, a tali rischi si aggiunge quello dell affidabilità della controparte dei diversi contratti derivati. I rischi sopra illustrati sono comuni anche agli strumenti finanziari complessi che hanno una componente in derivati (es: obbligazioni strutturate). Relativamente alla finalità di impiego, i derivati si distinguono in: derivati di negoziazione o speculativi e derivati di copertura. Un derivato con finalità di copertura si propone di neutralizzare le conseguenze negative di variazioni sfavorevoli, ovvero inattese, di variabili finanziarie come: tassi di interesse, tassi di cambio, prezzi di azioni e merci, ecc. Quindi un operazione avente ad oggetto strumenti finanziari derivati si qualifica come di «copertura» quando ha la funzione di ridurre o trasferire l esposizione al rischio, con l obiettivo di proteggere il valore di singole attività o passività, ovvero di insiemi di attività e/o passività, da andamenti avversi di mercato. Un derivato può essere utilizzato anche con finalità di negoziazione o speculativa (trading). In tal caso l operatore agisce con lo scopo di ottenere profitti, basandosi sulle proprie previsioni circa l andamento di variabili finanziarie rilevanti. Differentemente dalle operazioni di copertura, nelle quali il rischio è preesistente e viene annullato, in quelle aventi finalità speculativa, il rischio viene a configurarsi proprio con l operazione stessa. S illustrano di seguito alcune caratteristiche di rischio dei più diffusi strumenti finanziari derivati Futures a) L'effetto "leva" Le operazioni su futures comportano un elevato grado di rischio. L ammontare del margine iniziale è ridotto (pochi punti percentuali) rispetto al valore dei contratti e ciò produce il così detto "effetto di leva". Questo significa che un movimento dei prezzi di mercato relativamente piccolo avrà un impatto proporzionalmente più elevato sui fondi depositati presso l'intermediario: tale effetto potrà risultare a sfavore o a favore dell'investitore. Il margine versato inizialmente, nonché gli ulteriori versamenti effettuati per mantenere la posizione, potranno di conseguenza andare perduti completamente. Nel caso i movimenti di mercato siano a sfavore dell'investitore, egli può essere chiamato a versare fondi ulteriori con breve preavviso al fine di mantenere aperta la propria posizione in futures. Se l'investitore non provvede ad effettuare i versamenti addizionali richiesti entro il termine comunicato, la posizione può essere liquidata in perdita e l'investitore debitore di ogni altra passività prodottasi. b) Ordini e strategie finalizzate alla riduzione del rischio Talune tipologie d ordini finalizzate a ridurre le perdite entro certi ammontari massimi predeterminati possono risultare inefficaci in quanto particolari condizioni di mercato potrebbero rendere impossibile l'esecuzione di tali ordini. Anche strategie d'investimento che utilizzano combinazioni di posizioni, quali le "proposte combinate standard" potrebbero avere la stessa rischiosità di singole posizioni "lunghe" o corte Opzioni Le operazioni in opzioni comportano un elevato livello di rischio. L investitore che intenda negoziare opzioni deve preliminarmente comprendere il funzionamento delle tipologie di contratti che intende negoziare (put e call). a) L'acquisto di un'opzione L acquisto di un'opzione è un investimento altamente volatile ed è molto elevata la probabilità che l'opzione giunga a scadenza senza alcun valore. In tal caso, l'investitore avrà perso l'intera somma utilizzata per l'acquisto del premio più le commissioni. A seguito dell'acquisto di un'opzione, l'investitore può mantenere la posizione fino a scadenza o effettuare un'operazione di segno inverso, oppure, per le opzioni di tipo "americano", esercitarla prima della scadenza. L esercizio dell'opzione può comportare o il regolamento in denaro di un differenziale oppure l'acquisto o la consegna dell'attività sottostante. Se l'opzione ha per oggetto contratti futures, l'esercizio della medesima determinerà l'assunzione di una posizione in futures e le connesse obbligazioni concernenti l'adeguamento dei margini di garanzia. Un investitore che si accingesse ad acquistare un'opzione relativa ad attività il cui prezzo di mercato fosse molto distante dal prezzo a cui risulterebbe conveniente esercitare l'opzione ( deep out of the money ), deve considerare che la possibilità che l'esercizio dell'opzione diventi profittevole è remota. b) La vendita di un'opzione La vendita di un'opzione comporta in generale l'assunzione di un rischio molto più elevato di quello relativo al suo acquisto. Infatti, anche se il premio ricevuto per l'opzione venduta è fisso, le perdite che possono prodursi in capo al venditore dell'opzione possono essere potenzialmente illimitate. Se il prezzo di mercato dell'attività sottostante si muove in modo sfavorevole, il venditore dell'opzione sarà obbligato a adeguare i margini di garanzia al fine di mantenere la posizione assunta. Se l'opzione venduta è di tipo "americano", il venditore potrà essere in qualsiasi momento chiamato a regolare l'operazione in denaro o ad acquistare o consegnare l'attività sottostante. Nel caso l'opzione venduta abbia ad oggetto contratti futures, il venditore assumerà una posizione in futures e le connesse obbligazioni concernenti l'adeguamento dei margini di garanzia. L esposizione al rischio del venditore può essere ridotta detenendo una posizione sul sottostante (titoli, indici o altro) corrispondente a quella con riferimento alla quale l'opzione è stata venduta Gli altri fattori fonte di rischio comuni alle operazioni in futures e opzioni Oltre ai fattori fonte di rischi generali già illustrati nella parte 2.1, l investitore deve considerare i seguenti ulteriori elementi. a) Termini e condizioni contrattuali L investitore deve informarsi presso il proprio intermediario circa i termini e le condizioni dei contratti derivati su cui ha intenzione di operare. Particolare attenzione deve essere prestata alle condizioni per le quali l'investitore può essere obbligato a consegnare o a ricevere l'attività sottostante il contratto futures e, con riferimento alle opzioni, alle date di scadenza e alle modalità di esercizio. In talune particolari circostanze le condizioni contrattuali potrebbero essere modificate con decisione dell'organo di vigilanza del mercato o della clearing house al fine di incorporare gli effetti di cambiamenti riguardanti le attività sottostanti. b) Sospensione o limitazione degli scambi e della relazione tra i prezzi Condizioni particolari d illiquidità del mercato e l'applicazione di talune regole vigenti su alcuni mercati (quali le sospensioni derivanti da movimenti di prezzo anomali c.d. circuit breakers ), possono accrescere il rischio di perdite, rendendo impossibile effettuare operazioni o liquidare o neutralizzare le posizioni. Nel caso di posizioni derivanti dalla vendita di opzioni, ciò potrebbe incrementare il rischio di subire delle perdite. Si aggiunga che le relazioni normalmente esistenti tra il prezzo dell'attività sottostante e lo strumento derivato potrebbero non tenere quando, ad esempio, un contratto futures sottostante ad un contratto d opzione fosse soggetto a limiti di prezzo mentre l'opzione non lo fosse. L assenza di un prezzo del sottostante potrebbe rendere difficoltoso il giudizio sulla significatività della valorizzazione del contratto derivato. c) Rischio di cambio I guadagni e le perdite relativi a contratti denominati in divise diverse da quella di riferimento per l'investitore (tipicamente l euro) potrebbero essere condizionati dalle variazioni dei tassi di cambio Rischi delle operazioni su strumenti derivati eseguite fuori dal mercati organizzati. Gli swaps Gli intermediari possono eseguire operazioni su strumenti derivati fuori da mercati organizzati. L intermediario a cui si rivolge l'investitore potrebbe anche porsi in diretta contropartita del cliente (agire, cioè, in conto proprio). Per le operazioni effettuate fuori dai mercati organizzati può risultare difficoltoso o impossibile liquidare una posizione o apprezzarne il valore effettivo e valutare l'effettiva SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 13 di 3014 esposizione al rischio. Per questi motivi, tali operazioni comportano l'assunzione di rischi più elevati. Le norme applicabili per tali tipologie di transazioni, poi, potrebbero risultare diverse e fornire una tutela minore all'investitore. Prima di effettuare tali tipologie di operazioni l'investitore deve assumere tutte le informazioni rilevanti sulle medesime, le norme applicabili ed i rischi conseguenti. a) I contratti di swaps I contratti di swaps comportano un elevato grado di rischio. Per questi contratti non esiste un mercato secondario e non esiste una forma standard. Esistono, al più, modelli standarizzati di contratto che sono solitamente adattati caso per caso nei dettagli. Per questi motivi potrebbe non essere possibile porre termine al contratto prima della scadenza concordata, se non sostenendo oneri elevati. Alla stipula del contratto, il valore di uno swaps è sempre nullo ma esso può assumere rapidamente un valore negativo (o positivo) a seconda di come si muove il parametro a cui è collegato il contratto. In determinate situazioni, l'investitore può essere chiamato dall'intermediario a versare margini di garanzia anche prima della data di regolamento dei differenziali. Prima di sottoscrivere un contratto in derivati, l investitore deve essere sicuro di avere ben compreso in quale modo e con quale rapidità le variazioni del parametro di riferimento si riflettono sulla determinazione dei differenziali che dovrà pagare o ricevere. Per questi contratti è particolarmente importante che la controparte dell'operazione sia solida patrimonialmente, poiché nel caso nel contratto si origini un differenziale a favore dell'investitore esso potrà essere effettivamente percepito solo se la controparte risulterà solvibile. Nel caso il contratto sia stipulato con una controparte terza, l'investitore deve informarsi della solidità della stessa e accertarsi che l'intermediario risponderà in proprio nel caso d insolvenza della controparte. Se il contratto è stipulato con una controparte estera, i rischi di corretta esecuzione del contratto possono aumentare a seconda delle norme applicabili nel caso di specie. 2.3 INVESTIMENTI IN ALTRI PRODOTTI E STRUMENTI FINANZIARI TRATTATI DALLA BANCA Certificati di Deposito I rischi connessi ai Certificati Deposito sono i seguenti: Rischio di tasso: in caso d oscillazione dei tassi di mercato, può variare il controvalore della cedola in corso e di tutte le cedole previste dal piano per i Certificati di deposito a tasso variabile, mentre tutte le cedole dei Certificati di deposito a tasso fisso rimangono costanti. Rischio di liquidità: è il rischio legato all impossibilità per l investitore di liquidare parzialmente o totalmente l investimento prima della scadenza stabilita Rischio di controparte: è rappresentato dalla possibilità che l'emittente non sia in grado di fare fronte alle obbligazioni assunte relativamente al pagamento delle cedole e/o del capitale. A fronte di questo rischio, per effetto dell'adesione della Banca al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, è prevista per i certificati di deposito nominativi la copertura per ciascun depositante con le modalità e nei limiti previsti dalla legislazione vigente Pronti Contro Termine Poiché come già illustrato il rendimento predeterminato dell operazione è svincolato dall andamento dell attività finanziaria sottostante, il rischio dell investimento dipende dall affidabilità dell intermediario che effettua l operazione di pronti contro termine Obbligazioni strutturate (titoli di debito con componente derivativa) In generale, le obbligazioni strutturate sono strumenti complessi e necessitano di una completa comprensione delle loro caratteristiche: uno dei rischi più frequenti è quello di non comprendere il loro funzionamento e dunque di fare una scelta non adatta alle proprie esigenze. Il loro acquisto è consigliato solo a chi ne ha compreso la natura e il grado di rischio. Sono titoli costituiti da una obbligazione e da una o più componenti definite derivative, cioè contratti di acquisto e/o vendita di strumenti finanziari La componente derivativa implicita nei titoli strutturati può essere rappresentata da un opzione o da una combinazione di opzioni con sottostanti strumenti finanziari (come indici, azioni, valute, quote di OICR ). Normalmente l emittente si impegna alla restituzione del capitale investito, ma il rendimento può variare e anche di molto, essendo quantificato sulla base di parametri collegati al verificarsi o meno di certi eventi, previsti nel regolamento dell emissione, e può essere superiore ma anche nettamente inferiore rispetto ai c.d. titoli plain vanilla. Il loro acquisto è consigliato solo a chi ne ha compreso la natura e il grado di rischio. Detti titoli presentano, oltre a strutture talvolta particolarmente complesse nel calcolo delle cedole e/o del valore di rimborso, tutte le caratteristiche e i rischi propri di un titolo di debito, come dettagliato nel presente documento alla parte 2.1 paragrafi da a) a d) e e Alla categoria delle strutturate appartengono (come dettagliatamente esposto nella precedente parte III INFORMAZIONI SUGLI STRUMENTI FINANZIARI al punto 1.1.5) varie tipologie di obbligazioni. Alcune di queste mantengono la caratteristica tipica dell'obbligazione e cioè la restituzione del capitale investito, presentando elementi di varia complessità per la determinazione degli interessi. Altre obbligazioni strutturate, invece, presentano notevoli differenze rispetto al concetto tradizionale di obbligazione, poiché non garantiscono l integrale restituzione del capitale. Costituisce, questa, una caratteristica di assoluto rilievo per il risparmiatore, in quanto muta radicalmente il profilo di rischio; appartengono a questo tipo le reverse convertible che espongono l investitore ai rischi tipici dei titoli di capitale (azioni). Inoltre non tutte le obbligazioni strutturate sono quotate su mercati regolamentati e, qualora lo siano, i livelli di liquidità osservati non sono elevati. Questa circostanza può creare difficoltà nel caso in cui il sottoscrittore volesse vendere anticipatamente il proprio titolo, in quanto i prezzi potrebbero non riflettere il valore reale, anche perché il risparmiatore potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover vendere l'obbligazione allo stesso emittente in posizione di unico compratore presente sul mercato. Le obbligazioni strutturate possono essere ammesse alla quotazione in mercati regolamentati. In questo caso gli emittenti sono tenuti a pubblicare il prospetto di quotazione dove sono descritte, anche attraverso opportune esemplificazioni, le caratteristiche del prodotto, il potenziale rendimento a fronte di possibili scenari futuri ipotizzati e i particolari aspetti di rischiosità alle stesse connessi. Analogamente, nel caso in cui le obbligazioni strutturate siano oggetto di offerta al pubblico indistinto, vengono dotate di apposito prospetto e relativi documenti di sintesi: una lettura attenta di tali documenti consente di comprendere e valutare i rischi connessi e sottostanti a tali investimenti. 2.4 RISCHI DELLE LINEE DI GESTIONE DI PORTAFOGLI Il Servizio di Gestione di Portafogli consente di avvalersi delle conoscenze e dell'esperienza di professionisti del settore nella scelta degli strumenti finanziari in cui investire e nell'esecuzione delle relative operazioni. La rischiosità della linea di gestione è espressa dalla variabilità dei risultati economici conseguiti dal gestore. Il Cliente può, nell ambito delle modalità preconcordate, intervenire direttamente nel corso dello svolgimento del Servizio di Gestione impartendo istruzioni vincolanti per il gestore. Nel caso di linea personalizzata il Cliente può orientare la rischiosità del servizio di gestione definendo contrattualmente i limiti entro cui devono essere effettuate le scelte di gestione. Tali limiti, complessivamente considerati, definiscono le caratteristiche di una linea di gestione e devono essere riportati obbligatoriamente nell'apposito contratto scritto. La rischiosità effettiva della linea di gestione, tuttavia, dipende dalle scelte operate dall'intermediario che, seppure debbano rimanere entro i limiti contrattuali, sono solitamente caratterizzate da ampi margini di discrezionalità circa i titoli da acquistare o vendere e il momento in cui eseguire le operazioni. L'intermediario deve comunque esplicitare il grado di rischio di ciascuna linea di gestione. L'investitore deve informarsi approfonditamente presso l'intermediario sulle caratteristiche e sul grado di rischio della linea di gestione che intende prescegliere e deve concludere il contratto solo se è ragionevolmente sicuro di aver compreso la natura della linea di gestione ed il grado di esposizione al rischio che essa comporta. Nella prestazione del Servizio di Gestione di Portafogli la Banca è tenuta a valutare l adeguatezza della linea di gestione prescelta dal Cliente al suo profilo, ossia che la Linea di gestione corrisponda agli obiettivi di investimento del Cliente, sia di natura tale che lo stesso sia finanziariamente in grado di sopportare qualsiasi rischio connesso all investimento compatibilmente con i suoi obiettivi di investimento e sia di natura tale per cui il Cliente possieda la necessaria esperienza e conoscenza per comprendere i relativi rischi. Qualora la Banca ritenga che una linea di gestione non sia adeguata per il Cliente si astiene da prestare il Servizio di Gestione. - La rischiosità di una linea di gestione L'investitore può orientare la rischiosità di una linea di gestione principalmente attraverso la definizione: a) dei tipi di strumenti finanziari in cui può essere investito il patrimonio del risparmiatore e dei limiti previsti per ciascuna categoria; b) del grado di leva finanziaria utilizzabile nell'ambito della linea di gestione. 1) Gli strumenti finanziari inseribili nella linea di gestione Con riferimento ai tipi di strumenti finanziari ed alla valutazione del rischio che tali strumenti comportano per l'investitore, si rimanda al punto 2.1 La valutazione del rischio di un investimento in strumenti finanziari. Le caratteristiche di rischio di una linea di gestione tenderanno a riflettere la rischiosità degli strumenti finanziari SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 14 di 3015 in cui esse possono investire, in relazione alla quota che tali strumenti rappresentano rispetto al patrimonio gestito. Ad esempio, una linea di gestione che preveda l'investimento di una percentuale rilevante del patrimonio in titoli a basso rischio, avrà caratteristiche di rischio similari; al contrario, ove la percentuale d'investimenti a basso rischio prevista fosse relativamente piccola, la rischiosità complessiva della linea di gestione sarà diversa e più elevata. 2) La leva finanziaria Nel contratto di gestione deve essere stabilita la misura massima della leva finanziaria della linea di gestione; la leva è rappresentata da un numero uguale o superiore all'unità. Si premette che per molti investitori deve considerarsi adeguata una leva finanziaria pari ad uno. In questo caso, infatti, essa non influisce sulla rischiosità della linea di gestione. La leva finanziaria, in sintesi, misura di quante volte l'intermediario può incrementare il controvalore degli strumenti finanziari detenuti in gestione per conto del Cliente rispetto al patrimonio di pertinenza del Cliente stesso. L'incremento della leva finanziaria utilizzata comporta un aumento della rischiosità della linea di gestione patrimoniale. L'intermediario può innalzare la misura della leva finanziaria facendo ricorso a finanziamenti oppure concordando con le controparti di regolare in modo differito le operazioni ovvero utilizzando strumenti finanziari derivati (ove previsti dalla linea di gestione - si rimanda alla descrizione delle peculiarità degli strumenti finanziari derivati ). L'investitore, prima di selezionare una misura massima della leva finanziaria superiore all'unità, oltre a valutarne con l'intermediario l'adeguatezza in relazione alle proprie caratteristiche personali, deve: a) comprendere che variazioni di modesta entità dei prezzi degli strumenti finanziari presenti nel patrimonio gestito possono determinare variazioni tanto più elevate quanto maggiore è la misura della leva finanziaria utilizzata e che, in caso di variazioni negative dei prezzi degli strumenti finanziari, il valore del patrimonio può diminuire notevolmente; b) comprendere che l'uso di una leva finanziaria superiore all'unità può provocare, in caso di risultati negativi della gestione, perdite anche eccedenti il patrimonio conferito in gestione e che pertanto l'investitore potrebbe trovarsi in una situazione di debito nei confronti dell'intermediario. - Gli altri rischi generali connessi al Servizio di Gestione di Portafogli 1) Richiamo alle Tipologie di strumenti e prodotti finanziari Nell'ambito del Servizio di Gestione di Portafogli sono effettuate dall'intermediario per conto del Cliente operazioni su strumenti finanziari. E' quindi opportuno che l'investitore prenda conoscenza di quanto riportato nel capitolo 1. Tipologie di strumenti e prodotti finanziari. 2) Commissioni ed altri oneri Prima di concludere il contratto di gestione, l'investitore deve ottenere dettagliate informazioni a riguardo di tutte le commissioni ed alle modalità di calcolo delle medesime, delle spese e degli altri oneri dovuti all'intermediario. Tali informazioni devono essere comunque riportate nel contratto di gestione. Nel valutare la congruità delle commissioni di gestione patrimoniale, l'investitore deve considerare che modalità di applicazione delle commissioni collegate, direttamente o indirettamente, al numero delle operazioni eseguite potrebbero aumentare il rischio che l'intermediario esegua operazioni non necessarie. Per ogni ulteriore informazione sui rischi legati agli investimenti che saranno effettuati nello svolgimento dei Servizi di Investimento di cui al presente contratto si rimanda alla documentazione integrativa che verrà consegnata, ove previsto, in occasione delle singole operazioni o all inizio di un ciclo d operazioni simili, nonché ai chiarimenti ed alle spiegazioni che verranno forniti dagli incaricati della Banca durante la fase consulenziale e di assistenza pre e post investimento SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 15 di 3016 Si riportano i principali costi ed oneri standard connessi allo svolgimento dei servizi di investimento. Per un informativa completa si rimanda ai Fogli Informativi Depositi di titoli a custodia ed amministrazione, Servizio di intermediazione in strumenti finanziari, disponibili presso tutti gli sportelli della Banca ed al seguente indirizzo internet: (Sezione Condizioni e Trasparenza nel menù Servizi ) ed alla disciplina delle condizioni economiche pattuita, prima della prestazione dei servizi di investimento, nell ambito dei contratti relativi ai servizi stessi. Per le informazioni sui costi ed oneri propri degli OICR aperti si rimanda al documento informativo (KIID) redatto in conformità alle disposizioni comunitarie. La Banca tiene a disposizione del Cliente una scheda riassuntiva della normativa tributaria vigente in materia di capital gain e di ritenute su interessi e dividendi. IV - INFORMAZIONE SUI COSTI E SUGLI ONERI La Banca in relazione alla prestazione dei servizi di investimento, nel rispetto della normativa di legge e regolamentare applicabile, potrebbe versare a o percepire da un soggetto diverso dal Cliente compensi, commissioni o prestazioni non monetarie. La Banca si è dotata di regole al fine di garantire che i predetti compensi, commissioni o prestazioni non monetarie siano volti ad accrescere la qualità del servizio d investimento reso al Cliente e non siano d ostacolo al dovere di servire al meglio l interesse del Cliente. L esistenza, la natura e l importo dei compensi, commissioni o prestazioni o, qualora l importo non sia accertato, il metodo di calcolo di tale importo sono comunicati al Cliente in via generale all atto dell acquisto/sottoscrizione dei Prodotti Finanziari o Servizi di Investimento. Servizi di investimento Strumenti finanziari Italiani Esteri Raccolta ordini Titoli di Stato ed Obbligazioni con vita residua inferiore all anno Raccolta ordini Titoli di Stato ed Obbligazioni con vita residua superiore all anno Raccolta ordini Azioni, Warrant, Covered Warrant, Diritti di opzione Raccolta ordini ETF/ETC/ETN e Max 0,30% con un minimo di Euro 10,00 per operazione Max 0,50% con un minimo di Euro 12,00 per operazione Max 0,30% con un minimo di Euro 10,00 per operazione Max 0,50% con un minimo di Euro 20,00 per operazione Max 0,70% con un minimo di Euro 15,00 per operazione Max 1,00% con un minimo di Euro 50,00 per operazione Max 0,70% con un minimo di Euro 15,00 per Max 1,00% con un minimo di Euro 30,00 per Certificates operazione operazione Sottoscrizione BOT in sede di asta (oltre - Vita residua fino a 40 giorni: 0,03% - Vita residua da 41 a 80 giorni: 0,03% al recupero spese per - Vita residua da 81 a 120 giorni: 0,05% - Vita residua da 121 a 170 giorni: 0,05% operazione) - Vita residua da 171 a 210 giorni: 0,10% - Vita residua da 211 a 250 giorni: 0,10% - Vita residua da 251 a 330 giorni: 0,10% - Vita residua da 331 a 366 giorni: 0,15% Negoziazione Il compenso per operazioni effettuate fuori borsa in contropartita diretta con la Banca è compreso nel prezzo segnalato ed accettato dal Cliente. Collocamento Nessuna commissione è prevista a carico del cliente, salvo quanto eventualmente riportato nel relativo documento di offerta Recupero spese per operazione Euro 6,00 Euro 9,00 Recupero spese per ordine ineseguito o Euro 3,00 revocato Consulenza (come da apposito contratto) Max 0,375% semestrale (oltre a IVA di legge) calcolato sulla media semestrale del portafoglio complessivo come rilevato ad ogni ultimo giorno lavorativo del mese (importo semestrale comunque non inferiore a Euro 5.000,00) Trading on line 0,195% con un minimo di Euro 5,00 per operazione Rec. Spese per operazione Euro 3,00 Rec. Spese per ordine ineseguito o revocato Euro 2,00 Servizio di deposito di strumenti finanziari a custodia ed amministrazione Diritti di custodia e spese di amministrazione - Euro 1,55 ogni 500 di controvalore o frazione con minimo di Euro 10,00 e massimo Euro 125,00 per semestre titoli presso la Banca o presso terzi - Deposito costituito solo da BOT, BTP e altri Titoli di Stato italiani: Euro 10,00 per semestre depositari - Certificati di deposito della Banca, Obbligazioni della Banca, Pronti contro termine e OICR non quotati: gratuito Commissioni forfetarie e recupero spese Euro 0,1500 per mille semestrali (obbligazioni estere) reclamate da subdepositari per titoli esteri Euro 0,2200 per mille semestrali (azioni/oicr quotati esteri) Recupero spese di produzione e invio Euro 3,00 (di cui Euro 1,00 per spese di invio) in forma cartacea posizione titoli Gratuito in forma elettronica (ove venga sottoscritta l opzione Documenti on line del Servizio IB) Recupero spese di produzione e invio Euro 1,00 in forma cartacea rendicontazione fiscale Gratuito in forma elettronica (ove venga sottoscritta l opzione Documenti on line del Servizio IB) Rimborso spese per accrediti cedole e Euro 3,00 per titoli italiani dividendi Euro 5,00 per titoli esteri Rimborso spese per produzione ed invio Euro 3,00 in forma cartacea contabile di accredito cedole e dividendi Gratuito in forma elettronica (ove venga sottoscritta l opzione Documenti on line del Servizio IB) Commissioni per operazioni sul capitale Euro 15,00 (minimo Euro 2,00 e max 1,5% del controvalore ovvero del valore teorico dei nuovi titoli) Lettera di avviso delle scadenze di cedole e Gratuito in forma cartacea di rimborso di titoli Gratuito in forma elettronica (ove venga sottoscritta l opzione Documenti on line del Servizio IB) Lettera di estinzione dossier Gratuito in forma cartacea Gratuito in forma elettronica (ove venga sottoscritta l opzione Documenti on line del Servizio IB) Trasferimenti, giri e ritiri titoli Giro titoli ad altro dossier presso la Banca: gratuito Trasferimento titoli ad altra banca: recupero forfettario a copertura costi vivi sostenuti di 4,00 per titolo trasferito Ritiro titoli non dematerializzati o trasferimento mediante assicurata: spese recuperate al costo oltre commissioni 60,00 SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 16 di 3017 Gestione di Portafogli Commissione trimestrale (oltre a IVA di legge) Linea GdP obbligazionaria euro 0,20% 10% Linea GdP obbligazionaria globale 0,20% 10% Linea GdP Obbligazionaria globale 0,20% 10% E.I.S. (Esente Imposta Successione) Linea GdP Flessibile 30 0,25% 10% Linea GdP Flessibile 60 0,3125% 10% Linee Personalizzate Max 0,375% 10% Spese di esecuzione e trasmissione ordini 0,07% per Titoli Di Stato e Obbligazioni italiani ed esteri 0,20% per Titoli azionari, Warrants, CW, ETF, ETC, Certificates italiani 0,25% per Titoli azionari, Warrants, CW, ETF, ETC, Certificates esteri Spese produzione e invio rendiconto trimestrale 7 Euro per rendiconto Commissione di performance annua (al lordo di imposte e tasse ed al netto delle commissioni di gestione) in caso di superamento del parametro di riferimento (oltre a IVA di legge) SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 17 di 3018 ALLEGATO A - INFORMATIVA SULLA STRATEGIA DI CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA PREMESSA, FONTI NORMATIVE ED OBIETTIVO DEL DOCUMENTO Le Direttive comunitarie 2004/39/CE e 2006/73/CE ed il relativo Regolamento 1287/2006/CE costituiscono, nel loro complesso, la disciplina MiFID (Markets in Financial Instruments Directive). Tale normativa ha trovato recepimento in Italia nel Decreto Legislativo n. 58 del (cd. Testo Unico della Finanza o TUF) e successive modifiche ed integrazioni e nella regolamentazione secondaria di attuazione. Uno degli obiettivi principali della normativa, volta alla costituzione di un mercato finanziario europeo integrato, è la migliore protezione degli investitori mediante la creazione di distinte categorie d investitori a cui si applicano differenti tutele, modalità d esecuzione dei servizi finanziari ed obblighi informativi. La Banca ha provveduto a formulare una strategia di classificazione della Clientela relativamente ai servizi di investimento offerti, contenuta nel documento Policy di classificazione della clientela reso disponibile all indirizzo internet della Banca. Il presente documento rappresenta una sintesi di tale policy. INFORMAZIONI SULLE CATEGORIE DI CLASSIFICAZIONE E SUL CONSEGUENTE LIVELLO DI TUTELA La Clientela è suddivisa in tre categorie: Cliente al dettaglio (detti anche Clienti Retail) Cliente Professionale Controparte Qualificata A ciascuna di tali categorie è accordato un diverso livello di protezione che si riflette in particolare sugli obblighi che ogni intermediario è tenuto a rispettare. I Clienti Retail sono tutti i Clienti che non sono classificati come controparti qualificate e come Clienti professionali. Ai Clienti Retail è riservata la massima tutela per quanto riguarda in particolare l ampiezza delle informazioni che la Banca deve loro fornire, l effettuazione delle verifiche di adeguatezza e di appropriatezza dei servizi richiesti/offerti e delle operazioni poste in essere, l esecuzione degli ordini in strumenti finanziari alle condizioni più favorevoli (c.d. best execution ). Al fine di garantire la tutela prevista, la Banca è fra l altro tenuta a richiedere agli investitori di cui trattasi specifiche informazioni circa: a) la loro conoscenza ed esperienza in materia di investimenti in strumenti finanziari; b) la loro situazione finanziaria; c) i loro obiettivi di investimento. Le informazioni di cui alla lettera a) servono alla Banca per poter valutare se il servizio/prodotto proposto o richiesto è appropriato per il Cliente; il rilascio delle informazioni di cui alle lettere a), b) e c) è presupposto necessario affinché il Cliente possa fruire del servizio di consulenza in materia di investimenti e del servizio di gestione di portafogli (nell ambito dei quali possono essere consigliate o effettuate soltanto operazioni adeguate alle caratteristiche del Cliente). I Clienti professionali sono soggetti in possesso dell esperienza, delle conoscenze e della competenza tali da far ritenere che essi siano in grado di assumere consapevolmente le proprie decisioni e di valutare correttamente i rischi che si assumono. Conseguentemente, per tali Clienti il procedimento per la valutazione d adeguatezza è semplificato, mentre la valutazione d appropriatezza può essere omessa (in quanto si presume abbia esito positivo). Le norme applicabili hanno identificato le categorie di soggetti che per loro natura sono da considerare Clienti professionali (c.d. Clienti professionali di diritto): si tratta ad esempio di banche, imprese di investimento, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio, fondi pensione, agenti di cambio, imprese di grandi dimensioni (quelle cioè che presentano almeno due dei seguenti requisiti dimensionali: a) totale di bilancio euro; b) fatturato netto euro; c) fondi propri euro), il Governo della Repubblica, la Banca d Italia. Alcuni Clienti Retail - anche persone fisiche - qualora risultino in possesso di determinati requisiti, possono richiedere di essere trattati come professionali (c.d. Clienti professionali su richiesta): cfr il successivo paragrafo Modifica della classificazione. Le controparti qualificate sono un sottoinsieme della categoria dei Clienti professionali (ad esempio banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio, fondi pensione) e s identificano con gli investitori ritenuti meno bisognosi di protezione, in assoluto, possedendo il più alto livello di esperienza, conoscenza e competenza in materia di investimenti. In particolare, la categoria delle controparti qualificate rappresenta quella parte di Clienti professionali che necessita del livello di protezione più basso con riferimento ai servizi di ricezione e trasmissione ordini, esecuzione di ordini, negoziazione in conto proprio e ai servizi accessori ad essi connessi. Classificazione iniziale La Banca, prima di procedere alla prestazione di servizi di investimento, comunica al Cliente la classificazione assegnatagli. In particolare la classificazione attribuita è comunicata al Cliente al momento dell apertura del rapporto con la Banca nell ambito del contratto. Modifica della classificazione La normativa prevede che la classificazione originariamente assegnata ai Clienti possa essere modificata, sia su iniziativa della Banca (solo con l effetto di attribuire una maggiore protezione), sia su richiesta del Cliente. Il Cliente, seguendo uno specifico iter procedurale, consultabile sul sito Internet della Banca e che gli verrà illustrato in Filiale, può chiedere alla Banca di passare ad una categoria più tutelata (da Cliente Professionale a Cliente Retail) oppure di passare ad una categoria meno tutelata (da Cliente Retail a Cliente Professionale su richiesta). La richiesta può essere formulata esclusivamente sul complesso delle attività e dei servizi di investimento prestati. Non sono accettate richieste di variazione della classificazione relativamente ad un singolo prodotto/strumento finanziario, la prestazione di un singolo servizio di investimento o di una operazione. In particolare, al fine di poter chiedere di essere riconosciuto come Cliente professionale su richiesta, - se trattasi di un Cliente Retail privato dovrà dimostrare il ricorrere di almeno due dei seguenti requisiti: 1) il Cliente ha effettuato operazioni di dimensioni significative sul mercato in questione con una frequenza media di 10 operazioni al trimestre nei quattro trimestri precedenti; 2) il valore del portafoglio in strumenti finanziari del Cliente, inclusi i depositi in contante, deve superare euro; 3) Il Cliente lavora o ha lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che presupponga la conoscenza delle operazioni o dei servizi previsti. In caso di persone giuridiche, la valutazione è condotta con riguardo alla persona autorizzata ad effettuare operazioni per loro conto e/o alla persona giuridica medesima. - se trattasi di un Cliente Retail pubblico (regioni, province autonome di Trento e Bolzano, comuni, province, città metropolitane, comunità montane, comunità isolane e unioni di comuni nonché gli enti pubblici nazionali e regionali) dovrà allegare alla comunicazione una dichiarazione del responsabile della gestione finanziaria attestante il possesso di un'adeguata qualificazione professionale in materia finanziaria, con indicazione dell'esperienza maturata nel settore finanziario e dimostrare che siano soddisfatti congiuntamente i seguenti requisiti: a) entrate finali accertate nell'ultimo rendiconto di gestione approvato superiori a 40 milioni di euro; b) aver effettuato operazioni sul mercato finanziario di valore nominale o nozionale complessivo superiore a 100 milioni di euro nel corso del triennio precedente la stipula del contratto; c) presenza in organico di personale addetto alla gestione finanziaria che abbia acquisito adeguate competenze, conoscenze ed esperienza in materia di servizi di investimento, ivi compresi quelli di gestione collettiva, e strumenti finanziari La Banca procede comunque ad un adeguata valutazione della competenza, dell esperienza e delle conoscenze del Cliente ed ha la facoltà di accettare o meno la sua richiesta; dell esito della propria valutazione, la Banca dà comunicazione al Cliente. Spetta ai Clienti professionali informare la Banca di eventuali cambiamenti che potrebbero incidere sulla loro classificazione. Modifica delle tutele Nel caso di passaggio di categoria da Cliente Retail a Cliente Professionale il minor livello di tutela si esplica nel fatto che la Banca non è tenuta all osservanza dei seguenti obblighi: 1. osservare specifiche condizioni di correttezza e trasparenza nelle informazioni, comprese le comunicazioni pubblicitarie o promozionali, fornite al Cliente; 2. fornire specifiche informazioni puntualmente identificate dalla normativa (quali ad esempio informazioni sull intermediario, sui costi ed oneri, ecc.); 3. concludere per iscritto i contratti con Il Cliente per la prestazione dei Servizi di Investimento; 4. fornire ai clienti, entro i termini definiti dalla normativa informazioni sugli ordini eseguiti per loro conto; 5. rendicontare, entro i termini definiti dalla normativa i risultati della gestione di portafogli e fornire informazioni su operazioni con passività potenziali. Si rammenta infine che nei confronti della categoria di Controparti Qualificate la Banca non è tenuta ad osservare le tutele previste a beneficio dei Clienti Retail e dei Clienti Professionali. In particolare non è tenuta ad osservare gli obblighi di ottenimento del miglior risultato possibile ( best execution ), le regole generali di condotta nella prestazione dei Servizi di Investimento tra cui le norme relative all appropriatezza e le regole sulla gestione degli ordini. SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 18 di 3019 ALLEGATO B - INFORMATIVA SULLA POLITICA DI GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE PREMESSA Secondo quanto stabilito dall art. 29 c. 1 lett. i) del Regolamento Intermediari CONSOB n , viene di seguito descritta, in forma sintetica, la politica seguita dalla Banca in materia di conflitti di interesse nella prestazione di servizi ed attività di investimento e servizi accessori. In particolare, si illustrano le circostanze che generano o potrebbero generare un conflitto di interessi che rischia di ledere in modo significativo gli interessi di uno o più clienti, al momento della prestazione di uno dei seguenti servizi ed attività di investimento: - Negoziazione per conto proprio - Esecuzione di ordini per conto dei clienti - Collocamento di strumenti finanziari (con o senza assunzione a fermo ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell emittente) - Gestione di portafogli - Ricezione e trasmissione di ordini - Consulenza in materia di investimenti Nonché dei seguenti servizi accessori: - concessione di finanziamenti agli investitori per consentire loro di effettuare un operazione relativa a strumenti finanziari Sono inoltre delineate le procedure e le misure adottate per evitare che i conflitti di interesse individuati incidano negativamente sugli interessi dei clienti. Qualora lo ritenga opportuno, il cliente può, ai sensi dell art. 29 c. 1 lett. l) del Regolamento Intermediari CONSOB n , richiedere maggiori dettagli circa la politica in materia di conflitti di interesse seguita dalla Banca. DEFINIZIONE DI CONFLITTO D INTERESSE Ai sensi dell art. 24 del Regolamento in materia di organizzazione e procedure degli intermediari che prestano servizi di investimento o di gestione collettiva del risparmio adottato dalla Banca d Italia e della Consob con provvedimento del 29 ottobre 2007 ( Regolamento Congiunto ), si ha conflitto di interesse se a seguito della prestazione di servizi, la Banca, un Soggetto Rilevante (come definito dall art. 2 comma 1 lett. p) del Regolamento Congiunto) o un soggetto avente con essi un legame di controllo, diretto o indiretto: a) possano realizzare un guadagno finanziario o evitare una perdita finanziaria, a danno del cliente; b) siano portatori di un interesse nel risultato del servizio prestato al cliente, distinto da quello del cliente medesimo; c) abbiano un incentivo a privilegiare gli interessi di clienti diversi da quello a cui il servizio è prestato; d) svolgano la medesima attività del cliente; e) ricevano o possano ricevere da una persona diversa dal cliente, in relazione con il servizio a questi prestato, un incentivo, sotto forma di denaro, beni o servizi, diverso dalle commissioni o dalle competenze normalmente percepite per tale servizio. Alla luce di quanto sopra, le situazioni di conflitto di interesse rappresentano quelle circostanze nelle quali, al momento della prestazione di servizi di investimento, o di una combinazione di essi, l interesse dell investitore potrebbe essere danneggiato a vantaggio della Banca stessa, dei dirigenti, dipendenti, agenti collegati di questa o a vantaggio di un altro cliente. TIPOLOGIE DI CONFLITTO DI INTERESSE Sono state individuate le seguenti tipologie di conflitto di interesse che potrebbero riguardare la Banca: (i) Conflitti di interesse connessi alla prestazione congiunta di più servizi Servizi di investimento in potenziale conflitto: Collocamento e consulenza Collocamento e gestione di portafogli Negoziazione in conto proprio e gestione di portafogli Negoziazione in conto proprio e consulenza In questa categoria sono compresi i conflitti di interesse che possono scaturire dalla circostanza che la Banca svolge nei confronti dei Clienti servizi e/o attività di investimento diversi. In particolare le principali tipologie di conflitti di interesse individuate sono relative a: - l operatività di trading proprietario svolta congiuntamente ad altri servizi, quali la gestione di portafogli o la consulenza; - l attività di collocamento di strumenti finanziari con assunzione di garanzia svolta congiuntamente alla gestione di portafogli o alla consulenza; - il collocamento di OICR per i quali la Banca ha in delega la gestione di determinati comparti svolta congiuntamente alla gestione di portafogli o alla consulenza; - l utilizzo del Servizio Negoziazione e Mercati quale negoziatore nell ambito del Servizio di gestione di portafogli. (ii) Conflitti di interesse connessi alla prestazione di servizi di investimento aventi ad oggetto strumenti e/o prodotti finanziari emessi dalla Banca o alla sussistenza di legami di tipo societario con l emittente dei prodotti o strumenti finanziari oggetto della prestazione del servizio Servizi di investimento in potenziale conflitto: Collocamento Negoziazione in conto proprio Gestione di portafogli Consulenza In questa categoria sono inclusi i conflitti di interesse derivanti dalla prestazione di servizi aventi ad oggetto strumenti o prodotti finanziari emessi dalla Banca o da altre società a questa collegate/partecipate. La Banca è portatore di un interesse distinto da quello del cliente, in quanto potrebbe trarre vantaggio dall inserimento di detti prodotti all interno dei portafogli della Clientela. (iii) Conflitti di interesse connessi alla esistenza di posizioni di rischio aperte sull emittente di prodotti o strumenti finanziari oggetto della prestazione del servizio Servizi di investimento in potenziale conflitto: Collocamento Negoziazione in conto proprio Gestione di portafogli Consulenza In tale ambito sono da annoverarsi le situazioni nelle quali il servizio di investimento prestato ha ad oggetto prodotti o strumenti finanziari emessi da Società per cui la Banca: - detiene posizioni direzionali rilevanti in titoli obbligazionari; - ha in essere una relazione creditizia di importo rilevante. In tale circostanza, infatti, la Banca potrebbe avere interesse a collocare presso il cliente gli strumenti finanziari in oggetto per assicurarsi il rimborso del finanziamento a discapito del cliente. (iv) Conflitti di interesse nell ambito dello stesso servizio Servizi di investimento in potenziale conflitto: Ricezione e trasmissione ordini Negoziazione in conto proprio In questa categoria sono compresi i conflitti di interesse derivanti da situazioni in cui la Banca, nella prestazione di un servizio di investimento, possa privilegiare l interesse di un cliente a discapito di un altro, ad esempio invertendo la priorità di esecuzione degli ordini dei medesimi ricevuti allo sportello o telefonicamente. (v) Conflitti di interessi connessi alla percezione di incentivi, in relazione al servizio prestato al cliente, diversi dalle commissioni o dalle competenze pagate direttamente alla Banca dalla clientela Servizi di investimento in potenziale conflitto: Collocamento Gestione di portafogli Consulenza Rientrano in tale casistica: - la retrocessione di commissioni; - i compensi non monetari da intermediari negoziatori, nell ambito della prestazione dei servizi di ricezione e trasmissione ordini o di gestione di portafogli (cd. soft commission); - gli aumenti delle retrocessioni, da parte delle società di gestione degli OICR, in funzione dei volumi raggiunti. (vi) Conflitti di interesse di carattere organizzativo Rientrano in tale ambito le situazioni in cui la partecipazione simultanea o consecutiva di un Soggetto Rilevante a servizi di investimento/accessori o attività di investimento distinti può nuocere agli interessi dei clienti o determinare un profitto per l intermediario. SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 19 di 3020 Ad esempio, nel caso di una mancata segregazione di ruoli tra soggetto proponente una pratica di fido e soggetto deliberante, si potrebbe verificare la circostanza in cui un cliente può essere privilegiato rispetto ad altri. (vii) Conflitti di interesse connessi all accesso ad informazioni privilegiate Ci si riferisce ai conflitti di interesse che potrebbero scaturire dall accesso a informazioni privilegiate in relazione all attività svolta per conto di emittenti quotati o che abbiano fatto richiesta di ammissione alle negoziazioni. La conoscenza di dette informazioni potrebbe influenzare la prestazione di servizi di investimento quali la negoziazione per conto proprio, creando un profitto per l intermediario e un potenziale danno a carico della clientela. MISURE DI GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE Al fine di prevenire e gestire i conflitti di interesse a rischio potenziale di danneggiamento degli interessi dei clienti sono state adottate le seguenti misure. Principi deontologici La Banca si è dotata di un complesso di principi deontologici destinati a regolare lo svolgimento di ogni attività aziendale e quindi anche la prestazione dei servizi ed attività di investimento e dei servizi accessori. Tali principi consistono nella rigorosa osservanza della legge, nella concorrenza leale, nella trasparenza, nel rispetto degli interessi legittimi dei clienti, dei fornitori, dei dipendenti, degli azionisti, delle istituzioni e della collettività. Più in dettaglio, la Banca ha adottato un Codice Etico, un Codice di Comportamento e un Codice di Autodisciplina per l operatività su strumenti finanziari, conformando il proprio comportamento nei confronti della Clientela ai seguenti principi e valori fondamentali: - centralità del cliente e sviluppo del servizio; - etica e trasparenza; - correttezza, lealtà e collaborazione;. rispetto del segreto professionale; - rispetto delle norme di legge e dei regolamenti emanati dagli organi di vigilanza. Al fine di consentire l attuazione e l osservanza di quanto previsto dal Codice Etico, dal Codice di Comportamento e dal Codice di Autodisciplina, la Banca ha predisposto e reso operativi gli opportuni strumenti conoscitivi, applicativi, esplicativi, formativi, di aggiornamento, di informazione e sensibilizzazione per tutti i dipendenti e collaboratori nonché previsto periodiche attività di verifica allo scopo di monitorare il grado di osservanza da parte dei dipendenti e collaboratori delle disposizioni contenute nei tre Codici. Separatezza ed indipendenza funzionale La struttura organizzativa adottata prevede la chiara definizione di compiti, responsabilità e regole di condotta, disponendo in particolare che le funzioni titolari di una fase di processo o di un intero processo potenzialmente idoneo alla generazione di conflitti siano attribuite a strutture (e quindi a responsabili) distinti. In tal senso opera la separazione fisica e organizzativa tra la struttura interna che presta il servizio di gestione di portafogli e la struttura interna che presta i servizi di esecuzione, negoziazione per conto proprio, ricezione e trasmissione ordini, collocamento di strumenti finanziari. Peraltro, in conseguenza delle proprie dimensioni e specificità operative non è prevista una completa segregazione funzionale ed operativa tra gli operatori addetti alla consulenza e ai servizi di investimento connessi. Misure operative La Banca ha adottato le seguenti misure: a) procedure organizzative, informatiche e regole di condotta per assicurare il corretto svolgimento dei servizi di investimento, nel rispetto dell interesse del cliente. Tali procedure, in particolare, disciplinano le modalità di offerta dei servizi di investimento e la gestione del rapporto con il cliente; b) procedure per la gestione delle informazioni privilegiate al fine di evitare comportamenti illeciti, in linea con la vigente normativa in tema di abusi di mercato; in particolare la Banca si è dotata di una procedura informatica per facilitare la selezione degli ordini inseriti sia relativamente ai singoli titoli sia relativamente al loro cumularsi nel tempo, enfatizzando l importanza dell attività di monitoraggio del market abuse svolta dagli operatori a contatto con la clientela e/o con le controparti e consentendo un attento e documentato approfondimento di eventuali operazioni sospette; c) una gestione dei reclami strutturata in modo da assicurare che l analisi delle contestazioni presentate dai clienti venga svolta da personale estraneo alle aree di business, assicurando in tal modo un giudizio indipendente; d) eliminazione di ogni connessione diretta tra le retribuzioni dei soggetti rilevanti che esercitano in modo prevalente attività idonee a generare tra loro situazioni di potenziale conflitto di interesse; e) divieto o limitazione dell esercizio di un influenza indebita sullo svolgimento, da parte di un soggetto rilevante, di servizi o attività di investimento o servizi accessori; f) divieto o controllo della partecipazione simultanea o conseguente di un soggetto rilevante a distinti servizi o attività di investimento o servizi accessori, quando tale partecipazione possa nuocere alla gestione corretta dei conflitti di interesse; g) adozione di specifiche policy volte ad inibire o limitare operatività suscettibili di generare potenziali conflitti di interesse, quale, ad esempio, quella di non includere le obbligazioni strutturate e i certificates oggetto di collocamento da parte della Banca nei portafogli gestiti o di consentire l inserimento di obbligazioni di propria emissione nei portafogli gestiti purchè presentino caratteristiche di rischio rendimento più convenienti rispetto ad analoghi investimenti già presenti nei portafogli gestiti; h) obbligo in capo al Servizio Coordinamento Rete Titoli coadiuvato dalla Direzione Finanza di analizzare preventivamente le convenzioni di collocamento di strumenti finanziari allo scopo di individuare e gestire i relativi conflitti di interesse. La Banca non sottoscrive con controparti terze accordi commerciali che implichino vincoli di budget. CONFLITTI DI INTERESSE OGGETTO DI SPECIFICA INFORMATIVA A compimento di ogni operazione per cui le misure di gestione adottate non risultino idonee ad assicurare, con ragionevole certezza, che con riferimento a fattispecie di conflitti di interesse il rischio di nuocere agli interessi dei clienti sia evitato, in quanto: - non è stato possibile individuare idonee misure organizzative o - le soluzioni organizzative e/o amministrative adottate non vengono giudicate sufficienti a eliminare il rischio in esame la Banca fornisce un ulteriore informativa resa in forma scritta su supporto duraturo, che peraltro non costituisce un autorizzazione a procedere, bensì una comunicazione preventiva di cui il cliente deve tenere conto per assumere una decisione informata sul servizio di investimento o accessorio richiesto. A richiesta dei clienti viene consegnata copia del documento Policy di gestione dei conflitti di interesse nella prestazione dei servizi di investimento e accessori. AGGIORNAMENTO DELLA POLITICA DI GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE La Policy di gestione dei conflitti di interesse nella prestazione dei servizi di investimento e accessori e il presente documento di sintesi per la clientela devono essere oggetto di verifica con cadenza almeno annuale. Qualora si evidenzino necessità di intervento, si provvederà ad effettuare le opportune modifiche alle modalità di gestione dei conflitti di interesse e, se del caso, alla Policy e al presente documento di sintesi. La Banca comunica alla propria Clientela qualsiasi modifica rilevante apportata alla politica di gestione dei conflitti di interesse adottata. SERVIZI DI INVESTIMENTO - NOTA INFORMATIVA (Versione 20) Pagina 20 di 30 Vedere altro
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References: art. 1
 art. 44
 art. 1
 art. 31
 art. 62
 art. 29
 art. 29
 art. 24
 art. 2