Source: http://www.letteraturaitalia.it/4-autori-e-opere-ottocento/le-illusioni-di-leopardi/
Timestamp: 2018-01-16 19:09:19+00:00

Document:
Le illusioni di Leopardi | www.letteraturaitalia.it
Fotogramma da “The dreamers” di Bernardo Bertolucci tratto dal romanzo “The holy innocents” di Gilbert Adair
Leopardi afferma il dolore e la sofferenza di una vita priva di senso, svela il meccanismo indifferente all’uomo e al suo desiderio di felicità di cui l’uomo è prigioniero (testo 1 e testo2). Ma Leopardi afferma anche il bisogno vitale di lottare e non rassegnarsi al dolore e all’insensatezza a cui siamo condannati. Il suo pensiero e l’opera sono un monumento alla forza salvifica sempre risorgente delle illusioni (testo 3 e testo 4). Come scrisse Francesco De Sanctis in Saggi critici “Leopardi produce l’effetto contrario a quello che si propone: non crede al progresso e te lo fa desiderare non crede alla libertà e te la fa amare. Chiama illusioni l’amore, la gloria e la virtù e te ne accende in cuore un desiderio inesausto. Leopardi ricrea con il sentimento quello che ha distrutto con la ragione”.
Testo 1. L’esistenza non è per l’esistente, (…) l’esistente è per l’esistenza, tutto per l’esistenza, questa è il suo puro fine reale.
L’uomo (e così gli altri animali) non nasce per goder della vita, ma solo per perpetuare la vita, per comunicarla ad altri che gli succedano, per conservarla. Né esso, né la vita, né oggetto alcuno di questo mondo è propriamente per lui, ma al contrario esso è tutto per la vita. – Spaventevole, ma vera proposizione e conchiusione di tutta la metafisica. L’esistenza non è per l’esistente, non ha per suo fine l’esistente, né il bene dell’esistente; se anche egli vi prova alcun bene, ciò è un puro caso: l’esistente è per l’esistenza, tutto per l’esistenza, questa è il suo puro fine reale. Gli esistenti esistono perché si esista, l’individuo esistente nasce ed esiste perché si continui ad esistere e l’esistenza si conservi in lui e dopo di lui. Tutto ciò è manifesto dal vedere che il vero e solo fine della natura è la conservazione delle specie, e non la conservazione né la felicità degli individui; la qual felicità non esiste neppur punto al mondo, né per gli individui né per la specie. Da ciò necessariamente si dee venire in ultimo grado alla generale, sommaria, suprema e terribile conclusione detta di sopra. (Zibaldone, 4169, Bologna 11 marzo 1826)
Testo 2. Dunque la natura, la esistenza non ha in niun modo per fine il piacere né la felicità degli animali; piuttosto al contrario; (…) Contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose e nel modo della esistenza, contraddizione spaventevole
Bisogna distinguere tra il fine della natura generale e quello della umana, il fine dell’esistenza universale, e quello della esistenza umana, o per meglio dire, il fine naturale dell’uomo, e quello della sua esistenza. Il fine naturale dell’uomo e di ogni vivente, in ogni momento della sua esistenza sentita, non è né può essere altro che la felicità, e quindi il piacere, suo proprio; e questo è anche il fine unico del vivente in quanto a tutta la somma della sua vita, azione, pensiero. Ma il fine della sua esistenza, o vogliamo dire il fine della natura nel dargliela e nel modificargliela, come anche nel modificare l’esistenza degli altri enti, e in somma il fine dell’esistenza generale, e di quell’ordine e modo di essere che hanno le cose e per se, e nel loro rapporto alle altre, non è certamente in niun modo la felicità né il piacere dei viventi, non solo perché questa felicità è impossibile (Teoria del piacere), ma anche perché sebbene la natura nella modificazione di ciascuno animale e delle altre cose per rapporto a loro, ha provveduto e forse avuto la mira ad alcuni piaceri di essi animali, queste cose sono un nulla rispetto a quelle nelle quali il modo di essere di ciascun vivente, e delle altre cose rispetto a loro, risultano necessariamente e costantemente in loro dispiacere; sicché e la somma e la intensità del dispiacere nella vita intera di ogni animale, passa senza comparazione (4129) la somma e intensità del suo piacere. Dunque la natura, la esistenza non ha in niun modo per fine il piacere né la felicità degli animali; piuttosto al contrario; ma ciò non toglie che ogni animale abbia di sua natura per necessario, perpetuo e solo suo fine il suo piacere, e la sua felicità, e così ciascuna specie presa insieme, e così la università dei viventi. Contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose e nel modo della esistenza, contraddizione spaventevole; ma non perciò men vera: misterio grande, da non potersi mai spiegare, se non negando (giusta il mio sistema) ogni verità o falsità assoluta, e rinunziando in certo modo anche al principio di cognizione, non potest idem simul esse et non esse. ( Zibaldone, 4128-4129, 5-6 aprile 1825)
Testo 3. Il più solido piacere di questa vita è il piacer vano delle illusioni
Il più solido piacere di questa vita è il piacer vano delle illusioni. Io considero le illusioni come cosa in certo modo reale, stante ch’elle sono ingredienti essenziali del sistema della natura umana, e date dalla natura a tutti quanti gli uomini, in maniera che non è lecito spregiarle come sogni di un solo, ma propri veramente dell’uomo e voluti dalla natura e senza cui la vita nostra sarebbe la più misera e barbara cosa ec. Onde sono necessari ed entrano sostanzialmente nel composto ed ordine delle cose.(Zibaldone, 51, 1819)
Testo 4. Le illusioni (…) perdute una volta, né si perdono in modo che non ne resti una radice vigorosissima, e continuando a vivere, tornano a rifiorire in dispetto di tutta l’esperienza, e certezza acquistata.
Le illusioni per quanto sieno illanguidite e smascherate dalla ragione, tuttavia restano ancora nel mondo, e compongono la massima parte della nostra vita. E non basta conoscer tutto per perderle, ancorché sapute vane. E perdute una volta, né si perdono in modo che non ne resti [214]una radice vigorosissima, e continuando a vivere, tornano a rifiorire in dispetto di tutta l’esperienza, e certezza acquistata. (…) Ma le illusioni, come ho detto, durano ancora a dispetto della ragione e del sapere. È da sperare che durino anche in progresso: ma certo non c’è più dritta strada a quello che ho detto, di questa presente condizione degli uomini, dell’incremento e divulgamento della filosofia da una parte, la quale ci va assottigliando e disperdendo tutto quel poco che ci rimane; e dall’altra parte della mancanza positiva di quasi tutti gli oggetti d’illusione, e della mortificazione reale, uniformità, inattività, nullità ec. di tutta la vita. Le quali cose se ridurranno finalmente gli uomini a perder tutte le illusioni, e le dimenticanze, a perderle per sempre, ed avere avanti gli occhi continuamente e senza intervallo la pura e nuda verità, di questa razza umana non resteranno altro che le ossa, come di altri animali di cui si parlò nel secolo addietro. Tanto è possibile che l’uomo viva staccato affatto dalla natura, dalla quale sempre più ci andiamo allontanando, quanto che un albero tagliato dalla radice fiorisca e fruttifichi. Sogni [217] e visioni. A riparlarci di qui a cent’anni. Non abbiamo ancora esempio nelle passate età, dei progressi di un incivilimento smisurato, e di un snaturamento senza limiti. Ma se non torneremo indietro, i nostri discendenti lasceranno questo esempio ai loro posteri, se avranno posteri.(Zibaldone, 216-217, 18-20 Agosto 1820.)
43 pensieri su “Le illusioni di Leopardi”
cm Autore articolo 27 ottobre 2015 alle 07:56
Rispondi alle domande: leggi con attenzione i brani, formula le risposte e scrivile, quando ti sembra opportuno o ti viene richiesto utilizza le espressioni di Leopardi e spiegale, leggi e controlla le tue risposte, inviale come commento.
1.1. Spiega che cosa significa “L’esistenza non è per l’esistente, (…) l’esistente è per l’esistenza”. (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole)
2.1. Qual è la “contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose e nel modo della esistenza, contraddizione spaventevole” di cui parla Leopardi ?
2.2. Qual è “il fine della natura generale e quello della umana, il fine dell’esistenza universale, e quello della esistenza umana, o per meglio dire, il fine naturale dell’uomo” ?
3.1. Tra “inganni dell’intelletto e inganni dell’immaginazione” quali sono “positivi” e quali “negativi”.
3.2. Prova, cercando nel testo 4. “Cosa arcana e stupenda” e leggendo il brano 5. a capire che cosa sono gli inganni dell’immaginazione.
6.1. Perché Leopardi considera le illusioni “cosa reale”? (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole)
7.1. Che cosa fa perdere le illusioni?
7.2. A dispetto di che cosa le illusioni rinascono e durano?
7.3. “Tanto è possibile che l’uomo viva staccato affatto dalla natura, dalla quale sempre più ci andiamo allontanando, quanto che un albero tagliato dalla radice fiorisca e fruttifichi.” spiega la similitudine che Leopardi fa tra l’uomo e l’albero. In questa similitudine la “natura” assume un significato positivo o negativo? Prova a spiegare la tua affermazione.
8.1. Chi condanna e disprezza le illusioni, chi le ama e le predica?
9.1. Estrapola dal brano 9. una frase, spiega che cosa afferma la frase e perché l’hai scelta (motiva il perché; non basta dire mi interessa, mi piace, o il contrario, ma perché mi interessa, piace etc.)
12. Marta 3 novembre 2015 alle 18:19
1.1.Spiega che cosa significa “L’esistenza non è per l’esistente, (…) l’esistente è per l’esistenza”. (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole)
Gli esistenti sono perché devono essere, l’essere vivente è, nasce ed esiste perché si continui ad essere e l’esistenza si conservi in lui e dopo di lui. Tutto questo è verificabile constatando che il reale e unico fine della natura è la conservazione delle specie, e non la conservazione né la felicità degli individui; la quale felicità neanche esiste al mondo, né per gli individui né per la specie. Da ciò necessariamente si deve giungere in ultima analisi alla generale, sommaria, suprema e terribile conclusione detta precedentemente.
La natura non ha come suo fine la felicità dell’uomo, sia perché questa è impossibile, sia perché i dispiaceri che la natura stessa provoca ai viventi superano di molto i piaceri che essa concede loro. Il fine dell’uomo, del vivente, è invece proprio quello del raggiungimento del proprio piacere, della propria felicità. Ne risulta che l’esistenza ostacoli inevitabilmente la realizzazione dei viventi e questo è spaventoso per noi.
Il fine della natura è quello di preservare l’esistenza, mentre quello dei viventi è il raggiungimento della propria felicità.
Gli inganni dell’immaginazione sono positivi, mentre quelli dell’intelletto sono negativi.
Gli inganni dell’immaginazione sono l’unica fonte di felicità positiva di cui l’uomo dispone.
Io considero le illusioni come qualcosa che in qualche modo è reale, essendo che esse sono attributi necessari della natura umana, e sono date dalla natura a tutti gli uomini, in modo che non è corretto considerarle sogni di un solo, ma propri dell’uomo e voluti dalla natura e senza i quali la nostra vita sarebbe la piú misera e barbara ec. Per questo sono necessarie ed è naturale ritrovarle nell’ordine delle cose.
Mortificazione reale, uniformità, inattività, nullità ec. di tutta la vita sono ciò che fa perdere le illusioni all’uomo e che, se riuscissero davvero ad annullare le illusioni, lo costringerebbero ad avere avanti gli occhi continuamente e senza sosta la pura e nuda verità.
Le illusioni durano ancora a dispetto della ragione e del sapere e rinascono ogniqualvolta il vero sembrerebbe averle annullate.
Leopardi paragona l’uomo ad un albero, che non è in grado di fiorire e fruttificare se viene sradicato, così come l’uomo non può vivere completamente senza la natura. In questo caso pare che Leopardi esprima un giudizio positivo nei confronti della natura, che diventa unica speranza di sopravvivenza per l’uomo.
Il mezzo filosofo combatte le illusioni, le condanna e le disprezza perché si illude che il mondo possa essere qualcosa e qualcosa di bello, il vero filosofo le ama e predica, perché non è illuso.
“(…) ma rende tutti gli esseri possibili assolutamente perfetti, cioè perfetti per sé, aventi la ragione della loro perfezione in se stessi, e in questo, ch’essi esistono così, e sono così fatti; perfezione indipendente da qualunque ragione o necessità estrinseca, e da qualunque preesistenza (…)”
Questa frase descrive un sistema affascinante, secondo cui tutto ciò che esiste è assolutamente perfetto, ovvero perfetto in sé. Ciò presuppone che non ci sia nulla all’infuori di noi stessi (esseri umani), che ci possa rendere migliori di quanto già non siamo, o meglio, nulla di ciò che è estraneo a noi potrà renderci perfetti, semmai potrà aiutarci a riscoprire la perfezione in noi. Mi piace molto questo concetto, perché se preso per vero impedisce che abbia luogo qualsiasi forma di presunzione nei confronti dell’altro e incrementa considerevolmente la propria autostima, senza esaltarla, ma dandole le giuste motivazioni per impedire all’uomo di annullare la propria natura credendosi inadeguato.
cm Autore articolo 5 novembre 2015 alle 17:51
bene, oggi in classe abbiamo rivisto insieme le risposte 2.1, 2.2 e 7.1, interessante la riflessione proposta nella risposta 9.1
Greta 4 novembre 2015 alle 16:56
1.1 Spiega che cosa significa “L’esistenza non è per l’esistente, (…) l’esistente è per l’esistenza” (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole).
Gli esistenti sono in quanto devono essere, l’essere vivente è, nasce ed esiste perché si continui ad esistere e l’esistenza si conservi in lui e dopo di lui. Tutto questo può essere verificato stabilendo con certezza che il vero e solo fine della natura è la conservazione delle specie, e non la conservazione né della felicità né degli individui; la quale felicità non esiste al mondo, né per gli individui né per la specie. Da ciò necessariamente si deve giungere in ultima analisi alla generale, sommaria, suprema e terribile conclusione detta in precedenza.
2.1. Qual è la “contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose e nel modo della esistenza, contraddizione spaventevole” di cui parla Leopardi?
Ciò che noi troviamo spaventoso è che l’esistenza ostacoli la realizzazione dei viventi. Questo scaturisce dal differente fine della natura e dell’uomo: quello dell’uomo e dei viventi è il raggiungimento della propria felicità e del proprio piacere, mentre lo scopo della natura non è la felicità dell’uomo in quanto da un lato la felicità è impossibile, dall’altro i dispiaceri provocati dalla natura superano di gran lunga i piaceri concessi da essa.
2.2. Qual è “il fine della natura generale e quello della umana, il fine dell’esistenza universale, e quello della esistenza umana, o per meglio dire, il fine naturale dell’uomo”?
Il fine della natura è la preservazione dell’esistenza mentre quello dei viventi è il raggiungimento della propria felicità.
Gli inganni dell’intelletto sono negativi, invece quelli dell’immaginazione sono positivi.
Gli inganni dell’immaginazione l’unica fonte di felicità che l’uomo possiede.
Io considero le illusioni come qualcosa di reale, essendo esse attributi necessari della natura umana, sono date dalla natura a tutti gli uomini, quindi non è appropriato considerarle come sogni di un solo, ma propri dell’uomo e voluti dalla natura e senza i quali la nostra vita sarebbe la più misera e barbara cosa etc… Per questo sono necessarie ed è naturale trovarle nell’ordine delle cose.
La mortificazione reale, l’uniformità, l’inattività, la nullità etc. di tutta la vita sono le cause per cui l’uomo perde le illusioni e se esse riuscissero ad eliminare le illusioni, costringerebbero l’uomo ad avere avanti gli occhi sempre la pura e nuda verità. Questo provocherebbe la fine della razza umana.
Le illusioni durano a dispetto della ragione e del sapere e rinascono ogni volta che il vero sembrerebbe averle eliminate.
Leopardi paragona l’uomo ad una albero e afferma che: così come l’albero che dopo essere stato sradicato non ha più la capacità di fruttare e fiorire, così l’uomo non è in grado di vivere completamente senza la natura. In questa “similitudine” sembra che Leopardi attribuisca un significato positivo alla natura in quanto essa diventa l’unica speranza dell’uomo per la sopravvivenza.
Il mezzo filosofo combatte, disprezza, perseguita e condanna le illusioni perché si illude che il mondo possa essere veramente qualcosa e qualcosa di bello. Invece il vero filosofo le ama e predica, perché non è illuso.
“(…) ma rende tutti gli esseri possibili assolutamente perfetti, cioè perfetti per sé, aventi la ragione della loro perfezione in se stessi, e in questo, ch’essi esistono così, e sono così fatti; perfezione indipendente da qualunque ragione o necessità estrinseca, e da qualunque preesistenza (…)” In questa frase Leopardi afferma che tutto ciò che esiste è assolutamente perfetto, cioè perfetto in sé. Questo ammette necessariamente che non esista niente al di fuori degli esseri umani che li possa rendere migliori di quanto già non siano. Io non sono della stessa opinione di Leopardi e trovo che questo concetto sia molto discutibile. In primo luogo perché tutto ciò che è esiste non è perfetto, in particolare noi, essere umani, i quali siamo l’essere vivente più imperfetto e indecifrabile che esista. Inoltre non sono d’accordo con l’inesistenza di qualcosa che ci possa rendere migliori, perché molte delle esperienze che facciamo e degli errori che commettiamo possono in qualche modo migliorarci. Infine sono del parere che questo concetto tra gli uomini porti inevitabilmente alla superbia e al narcisismo, attributi di coloro che si considerano perfetti.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 19:30
bene, mi piace in particolare la presa di posizione autonoma dell’ultima risposta. Ne parleremo tutte insieme in classe. Sulla risposta 7.1 si può discutere e lo faremo insieme in classe.
Giulia 4 novembre 2015 alle 18:24
Classe 5 AL
Secondo Leopardi l’esistenza non ha come suo fine né l’esistente né il bene di quest’ultimo. Al contrario, è l’esistente che esiste e vive per l’esistenza, per la conservazione della sua specie, per alimentare il perpetuo meccanismo di vita e morte, creazione e distruzione, che è assolutamente indifferente alla sorte dei singoli individui. Citando leopardi: ‘’Gli esistenti esistono perché si esista (…).’’
La ‘’contraddizione spaventevole’’ a cui Leopardi si riferisce riguarda l’incompatibilità dei due diversi fini: quello dell’uomo e quello dell’esistenza dell’uomo e degli altri enti.
Il fine dell’uomo, intrinseco nella sua esistenza, è la felicità e quindi il piacere. Ma questo non è affatto in fine dell’esistenza, anzi il suo fine è contrario. Infatti il piacere, la felicità che tutti gli uomini desiderano, come Leopardi spiega nella teoria del piacere, sono irraggiungibili e ciò risulta in un costante dispiacere. Il fine unico dell’esistenza è la sua autoconservazione.
3.1. Tra “inganni dell’intelletto e inganni dell’immaginazione” quali sono “positivi” e quali “negativi”
Gli inganni dell’intelletto sono negativi mentre gli inganni dell’immaginazione sono positivi.
Gli inganni dell’immaginazione sono quelli di coloro che hanno visto la verità, ossia la nullità di tutte le cose, l’impossibilità del piacere, della felicità, il fatto che l’esistente sia per l’esistenza e non vice versa, ma riconoscono che le illusioni siano indispensabili per la vita. Un esempio è l’amore. Esse rifioriscono sempre e lo stesso Leopardi, pur avendo contemplato ‘’l’arido vero’’ cerca disperatamente di mantenerle vive perché si rende conto che senza di esse non si può vivere. La felicità umana può consistere sono nelle illusioni, è realizzabile solo nell’immaginazione.
Leopardi considera le illusioni ‘’cosa reale’’ poiché esse sono date dalla natura all’uomo in quanto vivente, perché sono necessarie per conservare la vita, e non sono creazioni, sogni di uno solo.
Le illusioni vengono smarcherete, si perdono a causa della ragione e del sapere, del riconoscimento della nullità di tutta la vita.
Le illusioni rinascono e durano a dispetto dell’aver fatto esperienza della verità.
Leopardi paragona un uomo che vive lontano dalla natura ad un albero reciso. Entrambi, nella loro condizione, non possono vivere. In questa similitudine la natura assume un significato positivo: essa è colei che protegge l’uomo dal ‘’avere avanti gli occhi continuamente e senza intervallo la pura e nuda verità’’, dà all’uomo le illusioni. Allo stesso tempo però non fa questo per ‘’amore’’ dell’uomo, ma perché ha bisogno che egli viva e alimenti il meccanismo dell’esistenza.
Condanna le illusioni il mezzo filosofo, l’illuso, colui che è soggetto agli inganni dell’intelletto e che crede cioè che ‘’ questo mondo sia o possa essere veramente qualcosa, e qualcosa di bello’’. Il vero filosofo invece le ama e le predica perché non è illuso, conosce la verità e per questo capisce la necessità delle illusioni.
‘’Distrugge l’idea astratta ed antecedente del bene e del male, del vero e del falso, del perfetto [1792] e imperfetto indipendente da tutto ciò che è; ma rende tutti gli esseri possibili assolutamente perfetti, cioè perfetti per sé, aventi la ragione della loro perfezione in se stessi, e in questo, ch’essi esistono così, e sono così fatti (…). Così tutte le perfezioni relative diventano assolute, e gli assoluti in luogo di svanire, si moltiplicano (…)’’. Leopardi spiega che le cose sono perfette perché così esistono e così sono fatte, e questo le rende perfette in modo assoluto. Sono le contraddizioni che noi individuiamo nell’affermare che due cose opposte sono perfette o imperfette indipendentemente da tutto ad essere relative, in quanto le due cose esistono entrambe, ed esistendo sono perfette. L’idea di bene e male, vero e falso indipendente da tutto non esiste. Questo estratto ha catturato la mia attenzione perché, essendo così, gli uomini non avrebbero in nessun caso il diritto di erigersi a giudici di altri uomini o esseri viventi. Allo stesso tempo però non mi trovo completamente d’accordo poiché ci sono casi in cui, per esempio considerando gli opposti giusto e sbagliato, mi risulta impossibile pensare che essi non si contraddicano assolutamente.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 19:23
4. Elena Bozhkova 4 novembre 2015 alle 18:33
1.1- Spiega che cosa significa “L’esistenza non è per l’esistente, (…) l’esistente è per l’esistenza”. (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole).
Gli esseri viventi non nascono per godere della vita, ma per conservarla e tramandarla agli altri. Nessuno vive propriamente per se stesso, ma è importante per la vita. Questa è la conclusione di tutta la metafisica. L’esistenza non è per l’esistente, non ha per suo fine l’esistente, né il bene dell’esistente; se anche egli vi prova alcun bene, ciò è un puro caso: l’esistente è per l’esistenza, tutto per l’esistenza, questa è il suo puro fine reale.
Gli esistenti esistono perché devono esistere, devono continuare la specie. Il vero ed unico fine della natura é soltanto questo, e non la conservazione e nemmeno la felicità degli INDIVIDUI, la quale non esiste per nessuno, né per la specie e tantomeno per gli individui. In base a tutto questo si giunge alla generale, sommaria, suprema e terribile conclusione detta precedentemente.
2.1- Qual è la “contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose e nel modo della esistenza, contraddizione spaventevole” di cui parla Leopardi ?
La “contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose e nel mondo della esistenza, contraddizione spaventevole” di cui parla Leopardi è la seguente: La natura, la esistenza non ha affatto come fine il piacere né la felicità degli animali; piuttosto al contrario; ma ciò non vuol dire che ogni animale non abbia necessariamente per natura come fine il suo piacere, e la sua felicità, e così tutti gli esseri viventi.
2.2- Qual è “il fine della natura generale e quello della umana, il fine dell’esistenza universale, e quello della esistenza umana, o per meglio dire, il fine naturale dell’uomo” ?
Il fine della natura generale è quello della conservazione della specie, invece quello della natura umana è il raggiungimento del proprio piacere e della propria felicità.
3.1-Tra “inganni dell’intelletto e inganni dell’immaginazione” quali sono “positivi” e quali “negativi”.
Gli inganni dell’intelletto sono quelli negativi, mentre quelli dell’immaginazione sono positivi.
3.2- Prova, cercando nel testo 4. “Cosa arcana e stupenda” e leggendo il brano 5. a capire che cosa sono gli inganni dell’immaginazione.
Gli inganni dell’immaginazione sono quelli che procurano all’uomo l’unica felicità positiva di cui egli è capace.
6.1- Perché Leopardi considera le illusioni “cosa reale”? (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole).
Leopardi considera le illusioni cosa reale, perché sono fondamentali per il sistema della natura umana, e date dalla natura a tutti gli uomini, in modo che non sia possibile disprezzarle, facendole proprie di una sola persona, ma facendo in modo che appartengano veramente all’uomo e che siano volute dalla natura e senza le quali la nostra vita sarebbe misera e barbara. Elle appaiono sostanzialmente nel composto ed ordine delle cose, soltanto lì dove sono necessarie.
7.1- Che cosa fa perdere le illusioni?
La ragione fa perdere le illusioni.
7.2- A dispetto di che cosa le illusioni rinascono e durano?
Le illusioni rinascono e durano a dispetto della ragione e del sapere.
7.3- “Tanto è possibile che l’uomo viva staccato affatto dalla natura, dalla quale sempre più ci andiamo allontanando, quanto che un albero tagliato dalla radice fiorisca e fruttifichi.” spiega la similitudine che Leopardi fa tra l’uomo e l’albero. In questa similitudine la “natura” assume un significato positivo o negativo? Prova a spiegare la tua affermazione.
Così come un albero non può fiorire senza avere le radici, così l’uomo non potrebbe vivere lontano dalla natura. In questa similitudine la “natura ” assume un significato negativo, perché va via via scomparendo, allontanandosi dall’uomo, limitando la continuità della specie.
8.1- Chi condanna e disprezza le illusioni, chi le ama e le predica?
Gli illusi e quelli che credono che questo mondo sia o possa essere veramente qualcosa, e qualcosa di bello, condannano e disprezzano le illusioni.
Invece, i veri filosofi le amano e le predicano.
9.1- Estrapola dal brano 9. una frase, spiega che cosa afferma la frase e perché l’hai scelta (motiva il perché; non basta dire mi interessa, mi piace, o il contrario, ma perché mi interessa, piace etc.).
“Ma rende tutti gli essere possibili assolutamente perfetti, cioè perfetti per sé, aventi la ragione della loro perfezione in se stessi, e in questo, ch’essi esistono così, e sono così fatti”.
Questa frase spiega come gli individui possano essere perfetti, anche senza necessariamente esserlo per tutti, ma solo per se stessi, per il modo in cui sono fatti, con la possibilità di pensare, avendo una ragione. Mi piace perché prende in considerazione i singoli e non parla di tutti come un’unità, esaltando i valori di ognuno. Ogni individuo è diverso dagli altri, ed è proprio per questo che è perfetto, perché riesce a distinguersi.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 19:19
bene, alcune risposte sono molto buone, per esempio la 7.1 in cui si hai riflettuto e ragionato da sola, la seconda parte della 7.3. è un po’ particolare se ne può discutere
21.Camilla 4 novembre 2015 alle 18:33
Lo scopo dell’esistenza non è l’esistente; l’esistente è tutto per l’esistenza, che è il suo puro scopo reale.
La contraddizione spaventevole di cui parla Leopardi è che lo scopo dell’esistenza non è la felicitá né il piacere dell’esistente, ma ciò non toglie che la totalitá dei viventi abbia di sua natura, perpetuo e solo suo fine necessariamente il suo piacere, e la sua felicitá.
3.1 Tra “inganni dell’intelletto e inganni dell’immaginazione” quali sono “positivi” e quali “negativi”.
Gli inganni dell’immaginazione sono positivi, gli inganni dell’intelletto sono negativi.
Gli inganni dell’immaginazione costituiscono l’unica via attraverso la quale gli uomini possono essere felici.
Le illusioni sono reali infatti per Leopardi queste sono parte essenziali del sistema della natura umana, date dalla natura agli uomini. Queste non possono essere svalutate in quanto sono dell’uomo. Senza queste la vita sarebbe la più misera e barbara.
Mortificazione reale, uniformità, inattività, nullità fanno perdere le illusioni all’uomo.
Le illusioni nascono e durano a dispetto della ragione e del sapere.
Così come l’uomo non può vivere lontano dalla natura, l’albero non può fiorire e fruttificare se lontano dalle sue radici. La natura ha un significato positivo perché senza di essa l’uomo non può vivere.
Gli illusi e coloro che credono che questo mondo possa essere qualcosa di buono condannano e disprezzano le illusioni. Il vero filosofo le ama e le predica.
“Così tutte le perfezioni relative diventano assolute, e gli assoluti in luogo di svanire, si moltiplicano, e in modo ch’essi ponno essere e diversi e contrari fra loro;”. Questa frase afferma che tutte le perfezioni del singolo diventano assolute, gli assoluti invece svaniscono, si moltiplicano in modo che siano diversi e contrari tra di loro. Ho scelto questa frase perché affermare che le perfezioni assolute svaniscono significa affermare che non esiste più un ideale di perfezione valido per tutti.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 19:17
Le risposte 2.2. e 7.1 meritano di essere riprese in considerazione, lo faremo domani insieme in classe
14. Veronica Pizzi 4 novembre 2015 alle 18:57
L’esistenza non ha come scopo l’esistente o il suo bene ma l’esistente è tutto per l’esistenza.
La contraddizione è la seguente: l’esistenza non ha come scopo la felicità o il piacere dell’esisente.
Il fatto che lo scopo dell’esistenza non sia la felicità non implica che non si possa essere felici.
Gli inganni dell’immaginazione sono positivi mentre l’inganni dell’intelletto sono negativi.
Gli inganni dell’ immaginazione rendono l’uomo felici.
Per Leopardi le illusioni sono reali perché parti essenziali del sistema della natura umana, date dalla natura a tutti quanti gli uomini. Queste illusioni non possono essere disprezzate. Non sono infatti sogni del singolo ma dell’uomo, voluti dalla natura. Senza queste la vita sarebbe la più misera e barbara.
La mortificazione reale, l’uniformità, l’inattività e la nullità fanno perdere le illusioni.
L’uomo non può vivere lontano dalla natura, dalla quale si sta però estraniando. Allo stesso modo un albero, tagliato alle radici, non può fiorire o fare frutti lontano da queste. La natura dunque assume un significato positivo perché l’uomo per vivere deve stare vicino a questa, l’uomo dipende da essa.
Gli illusi e coloro che credono che questo mondo sia o possa essere veramente qualcosa, qualcosa di bello condannano e disprezzano le illusioni.
Il vero filosofo ama e predica le illusioni.
9.1. Estrapola dal brano 9. una frase, spiega che cosa afferma la frase e perché l’hai scelta (motiva il perché; non basta dire mi interessa, mi piace, o il contrario, ma perché mi interessa, piace etc.) Distrugge l’idea astratta ed antecedente del bene e del male, del vero e del falso, del perfetto [1792] e imperfetto indipendente da tutto ciò che è; ma rende tutti gli esseri possibili assolutamente perfetti, cioè perfetti per sé, aventi la ragione della loro perfezione in se stessi, e in questo, ch’essi esistono così, e sono così fatti; perfezione indipendente da qualunque ragione o necessità estrinseca, e da qualunque preesistenza.
Leopardi afferma che il suo sistema distrugge l’idea astratta di bene e di male, di vero e di falso, di perfetto e di imperfetto. Perciò tutti gli esseri sono assolutamente perfetti, perfetti per sé. Ho scelto questa frase perché distrugge la comune idea di bene e di male, di perfezione. Ogni essere è perfetto, perfetto per sé, non per un astratto principio di perfezione.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 19:46
alcune risposte, 1.1, 2.1, 2.2, meritavano maggiore attenzione, di altre, per esempio la 7.1, ragioneremo insieme in classe.
8. Beatrice 4 novembre 2015 alle 19:10
1.1. Spiega che cosa significa “L’esistenza non è per l’esistente, (…) l’esistente è per l’esistenza”. (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole).
L’esistente esiste per l’esistenza, tutto esiste per l’esistenza, poiché l’esistenza è il puro fine reale. Gli esistenti esistono al fine di esistere, l’individuo nasce ed esiste perché l’esistenza continui e si conservi con lui e dopo di lui.
Il fine della natura non è in alcun modo il piacere o la felicità degli animali, bensì il contrario; ma ciò non toglie che il fine di ogni animale sia, per sua natura, il suo piacere e la sua felicità. Dunque questo crea una contraddizione evidente ed innegabile nell’ordine delle cose e nel modo della esistenza.
Il fine dell’esistenza umana è la felicita e quindi il piacere, mentre il fine della natura generale non è in alcun modo la felicità o il piacere dei viventi.
Gli inganni dell’immaginazione sono positivi e quelli dell’intelletto sono negativi.
Il compito degli inganni dell’immaginazione è di procurare all’uomo la sola specie di felicità positiva di cui egli sia capace.
Io considero le illusioni come cosa certa nel modo reale, sono ingredienti essenziali del sistema della natura umana e sono date dalla natura a tutti quanti gli uomini. Dunque sono necessarie ed entrano sostanzialmente nel composto di ordine delle cose.
L’uomo può ridursi a prendere le illusioni a causa della mancanza positiva di tutti gli oggetti d’illusione, della mortificazione reale, uniformità, inattività, nullità ecc.
Le illusioni durano ancora a dispetto della ragione e del sapere e rinascono a dispetto di tutta l’esperienza e certezza acquistata.
Leopardi fa una similitudine tra l’uomo e l’albero. Come l’albero non può fiorire o fruttare se tagliato dalla radice, così l’uomo non può affatto vivere staccato dalla natura. In questa similitudine la natura assume un significato positivo, in quanto assume un ruolo essenziale per l’esistenza dell’uomo.
Il mezzo filosofo combatte le illusioni perché è illuso, mentre il vero filosofo le ama e le predica, perché non è illuso.
“Così tutte le perfezioni relative diventano assolute, e gli assoluti in luogo di svanire, si moltiplicano…” Questa frase mi ha colpito perché spiega che secondo Leopardi l’assoluto non è uno, ma ogni ente è assoluto è compiuto ed assoluto in sé, dunque al mondo esistono e coesistono infiniti assoluti.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 19:38
bene, in particolare l’ultima risposta dove esprimi la tua opinione in modo chiaro e conciso, qualche risposta merita di essere ripresa in considerazione, per esempio la 2.2 e la 7.1 lo faremo insieme domani in classe
05.Laura 4 novembre 2015 alle 19:18
Secondo Leopardi, gli esseri viventi nascono e vivono non per poter godere dei piaceri della vita ma esistono poiché hanno una funzione ben precisa: procrearsi per la conservazione della specie, non del singolo individuo.
Secondo Leopardi la contraddizione sta nel fatto che uomo e natura hanno fini opposti.
Il fine naturale dell’uomo è la propria felicità, il proprio piacere; il fine della natura non è lo stesso di quello degli uomini, semmai proprio il contrario, ossia il dispiacere umano.
Gli inganni dell’intelletto sono “negativi” poiché con essi mistifichiamo la realtà; gli inganni dell’immaginazione invece sono “positivi”: si tratta di illusioni necessarie per vivere e che l’uomo si crea dopo che ha accettato il vero.
Secondo Leopardi gli inganni dell’immaginazione, o illusioni, sono ciò che tiene in vita l’uomo, ciò per cui vale la pena vivere nonostante egli abbia accettato il vero e quindi conosca l’assoluta irrilevante posizione del mondo e l’insensatezza della sua vita. le illusioni sono l’amore, l’amicizia, il desiderio di gloria, il desiderio di essere virtuosi, ecc. .
Leopardi considera le illusioni come cose reali, poiché esse sono parti essenziali del sistema della natura umana, e sono date dalla natura non al singolo ma a tutti gli uomini; senza di esse la vita sarebbe misera. Dunque le illusioni sono essenziali, ed esse devono essere ritenute parte del composto di ordine e cose.
Ciò che ci fa perdere le illusioni sono mortificazione reale, uniformità, inattività e nullità.
Le illusioni, a dispetto della ragione e del sapere, rinascono e durano.
Leopardi paragona l’uomo ad un albero: come l’albero non è in grado di dare fiori e frutti se staccato dalle sue radici, l’uomo non è in grado di vivere senza aver alcun contatto con la natura. In questa similitudine la natura assume un significato positivo, in quanto presentata come fonte vitale per l’uomo, senza la quale la sua esistenza sarebbe impossibile.
Gli illusi, come il mezzo filosofo, condannano e disprezzano le illusioni; invece i veri filosofi, che non sono illusi, le amano e predicano.
“Il mio sistema distrugge l’ idea astratta ed antecedente del bene e del male, del vero e del falso, del perfetto e imperfetto indipendentemente da tutto ciò che è”
Questa frase mi ha colpito molto. Leopardi afferma come le sue idee siano rivoluzionarie e differenti rispetto alle convinzioni della sua epoca. Egli nega i tradizionali concetti astratti di bene e male, vero e falso, perfetto ed imperfetto, e tutto ciò che fino ad allora era stato catalogato come tale. Egli propone una sua visione personale, e questo rappresenta un grande passo avanti nella storia.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 20:23
bene la 3.1 e 3.2, da rivedere la 2.1 e 2.2, da riconsiderare, lo faremo insieme in classe la 7.1, buona la 9.1
6. Camilla C. 4 novembre 2015 alle 19:33
1.1 Spiega che cosa significa “l’esistenza non è per l’esistente, (…) l’esistente è per l’esistenza”. (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione è riscrivile parafrasandole)
L’esistenza, dice Leopardi, non è per l’esistente, non ha come fine l’esistente bensì è l’esistente che è per l’esistenza. L’esistenza è quel ciclo continuo di produzione e distruzione mantenuto in vita dall’individuo stesso. Infatti ciascun individuo esistente nasce ed esiste perché si continui ad esistere e l’esistenza si conservi in lui e in quelli dopo di lui. Tutto ciò si può dimostrare dal fatto che l’unico e vero fine della natura è la conservazione della specie, e non la conservazione né la felicità degli individui.
2.1 Qual è la “contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose e nel modo della esistenza, contraddizione spaventevole” di cui parla Leopardi?
La contraddizione evidente e innegabile di cui parla Leopardi è il fatto che la natura non abbia in alcun modo come fine né il piacere né la felicità degli individui, i quali però di loro natura hanno come unico fine quello di essere felici e di provare piacere. È una contraddizione spaventosa perché esclude inevitabilmente il raggiungimento della felicità è quindi la realizzazione personale degli individui.
2.2 Qual è “il fine della natura generale e quello della umana, il fine dell’esistenza universale, e quello della esistenza umana, o per meglio dire, il fine naturale dell’uomo”?
Il fine della natura è quello della conservazione dell’esistenza mentre il fine naturale dell’uomo è quello di raggiungere la felicità.
3.1 Tra “inganni dell’intelletto e inganni dell’immaginazione” quali sono “positivi” e quali “negativi”?
Gli inganni positivi sono quelli dell’immaginazione, mentre quelli negativi sono gli inganni dell’intelletto.
3.2 Prova, cercando nel testo 4. “Cosa arcana e stupenda” e leggendo il brano 5. a capire che cosa sono gli inganni dell’immaginazione.
Gli inganni dell’immaginazione, che sono per Leopardi positivi, sono le illusioni che l’uomo crea e che sono in grado di far provare all’uomo la sola specie di felicità positiva che egli dispone.
6.1 Perché Leopardi considera le illusioni “cosa reale”? (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione è riscrivile parafrasandole).
Io considero le illusione come qualche cosa di reale, dal momento che esse sono caratteristiche essenziali della natura umana. Esse sono dunque proprie dell’uomo e senza le quali si vivrebbe la vita come una delle cose più infelici e crudeli. Le illusioni, dunque, sono necessarie ed essenziali nell’ordine delle cose.
7.1 Che cosa fa perdere le illusioni?
Ciò che fa perdere le illusioni all’uomo sono la mancanza positiva di quasi tutti gli oggetti d’illusione e della mortificazione reale, uniformità, inattività e nullità di tutta la vita.
7.2 A dispetto di che cosa le illusioni rinascono e durano?
Le illusioni rinascono e durano a dispetto della ragione e del sapere
7.3 “Tanto è possibile che l’uomo viva staccato affatto dalla natura, dalla quale sempre più ci andiamo allontanando, quanto che un albero tagliato dalla radice fiorisca e fruttifichi”. Spiega la similitudine che Leopardi fa tra l’uomo e l’albero. In questa similitudine la “natura” assume un significato positivo o negativo? Prova a spiegare la tua affermazione.
Leopardi paragona l’uomo ad un albero ed afferma che, come un albero strappato dalla propria radice non possa fiorire e dare frutti, anche l’uomo separato dalla natura non possa vivere. In questa similitudine la natura è vista da Leopardi come qualcosa di positivo, poiché l’uomo per sopravvivere deve essenzialmente affidarsi ad essa.
8.1 Chi condanna e disprezza le illusioni, chi le ama e le predica?
Il mezzo filosofo condanna e disprezza le illusioni ed è illuso perché crede che il mondo possa essere qualcosa di veramente bello. Invece il vero filosofo è colui che ama e predica le illusioni, e per questo non è illuso.
9.1 Estrapola dal brano 9. una frase, spiega che cosa afferma la frase e perché l’hai scelta (motiva il perché; non basta dire mi interessa, mi piace, o il contrario, ma perché mi interessa, piace, etc.)
“… Così tutte le perfezioni relative diventano assolute, e gli assoluti in luogo di svanire, si moltiplicano, e in modo ch’essi ponno essere e diversi e contrari fra loro”. Leopardi distrugge l’idea astratta dei concetti assoluti di bene e male, di vero e falso, e rende assolute le perfezioni relative di ciascun individuo. Così facendo gli assoluti non scompaiono bensì si moltiplicano e possono essere diversi e in contrasto fra loro. Mi piace pensare che non esista un concetto di perfezione valido per tutti e trovo molto giusto il fatto che ogni individuo è perfetto per sé stesso in quanto esiste così com’è.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 20:01
bene: ben formulata e interessante la risposta personale 9., in classe stai attenta alla 7.1 ne parleremo insieme
7. Valeria 4 novembre 2015 alle 19:42
Gli esseri umani esistono, perchè devono esistere. L’uomo nasce ed esiste, il suo scopo è quello di continuare ad esistere e di conservare l’esistenza in lui e dopo di lui. Ciò è dimostrazione del fatto che l’unico vero fine della natura è la conservazione della specie e non la felicità degli individui.
2.1. Qual è la “contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose e nel modo della esistenza, contraddizione spaventevole” di cui parla Leopardi ? La contraddizione di cui parla Leopardi si riferisce all’esistenza, la quale non ha come scopo nè il piacere, nè la felicita, e alla necessità naturale degli animali di avere come fine la soddisfazione del suo piacere e il raggiungimento della felicità.
Il fine naturale dell’uomo di cui racconta Leopardi è la felicità e, quindi, il proprio piacere.
Gli inganni dell’intelletto sono negativi, mentre quelli dell’immaginazione sono positivi.
3.2. Prova, cercando nel testo 4. “Cosa arcana e stupenda” e leggendo il brano 5. a capire che cosa sono gli inganni dell’immaginazione. Gli inganni dell’immaginazione sono gli unici mezzi attraverso i quali l’uomo può provare la felicità.
6.1. Perché Leopardi considera le illusioni “cosa reale”? (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole) Il piacere più solido della vita è il piacere indefinito delle illusioni. Considero le illusioni cosa reale, poichè esse sono elementi essenziali del sistema della natura umana e sono date a tutti gli uomini dalla natura, affinchè non si definiscano come sogni di un singolo individuo, ma come caratteristiche dell’uomo volute dalla natura senza le quali la vita umana sarebbe misera e barbara.
Le illusioni rinascono e durano a dispetto della ragione e dell’esperienza .
Così come un albero non può fiorire e fare frutti se viene tagliato, così l’uomo non può vivere completamente staccato dalla natura. Con questa similitudine la natura assume un significato positiva, perchè l’uomo ha bisogno della natura per rimanere vivo.
Gli illusi e coloro che credono che questo mondo sia o possa essere veramente qualcosa e qualcosa di bello condannano e disprezzano le illusioni, mentre i filosofi le amano e le predicano.
“ma rende tutti gli esseri possibili assolutamente perfetti, cioè perfetti per sé, aventi la ragione della loro perfezione in se stessi, e in questo, ch’essi esistono così, e sono così fatti ” Il sistema umano rende tutto ciò che esiste assolutamente perfetto, cioè perfetto per ciò che è avendo la consapevolezza di questa perfezione in sè, in quanto con essa sono fatti. Questa frase mi interessa, perchè Leopardi racconta di un sistema umano in grado di cogliore una parte di ciò che percepisce, in particolare la perfezione di cui è costituito.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 19:54
l’espressione nella risposta 1.1 “ciò è dimostrazione” traduce al contrario l’espressione di Leopardi che dice “Tutto ciò è manifesto” che significa che “è dimostrato” non che “è dimostrazione”.
bene la risposta 7.1, no la risposta 2.2, nella risposta 8.1 non i filosofi in generale ma il “vero filosofo” contrapposto al “mezzo filosofo”le vediamo domani insieme
18. Ilaria 4 novembre 2015 alle 19:53
Ilaria Tondi
Gli esistenti sono perché esistono, l’individuo esistente nasce ed esiste perché si continui a perpetuare l’esistenza e si continui a conservarla in lui e dopo di lui. Tutto ciò significa che il vero e unico fine della natura è la conservazione della specie, e non la conservazione né la felicità degli individui; la quale felicità non esiste neppure al mondo, né per gli individui né per la specie.
“La contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose e nel modo della esistenza, contraddizione spaventevole” di cui parla Leopardi è che il necessario, perpetuo e unico fine naturale di ogni vivente è la felicità ovvero il proprio piacere ma il fine della sua esistenza non è sicuramente la sua felicità né il piacere, sia perché è impossibile, sia perché provocano dispiaceri in loro.
Il fine naturale dell’uomo è la felicità e dunque il proprio piacere, mentre il fine della natura è di preservare l’esistenza.
3.1. Tra “inganni dell’intelletto e inganni dell’immaginazione” quali sono “positivi” e quali “negativi”?
Gli inganni dell’intelletto sono considerati da Leopardi negativi perché sono inganni che si costruiscono senza conoscere il vero, mentre gli inganni dell’immaginazione sono positivi e necessari perché affermano la verità.
Gli inganni dell’immaginazione sono necessari per l’uomo per essere felice.
Io considero le illusioni come qualcosa in un certo senso reale, essendo esse elementi essenziali del sistema della natura umana, e date dalla natura a tutti quanti gli uomini, in modo che è illecito spregiarle come sogni di uno solo ma sono veramente propri dell’uomo e voluti dalla natura senza cui la nostra vita sarebbe la più misera e barbara.
La mancanza positiva degli oggetti dell’illusione, la mortificazione reale, l’uniformità, l’inattività, la nullità fanno perdere le illusioni.
Le illusioni rinascono a dispetto di tutta l’esistenza e della certezza acquistata e durano ancora a dispetto della ragione e del sapere.
Leopardi paragona l’uomo a un albero sradicato dalle sue radici che per questo motivo non può fiorire. Ciò significa che l’uomo non è in grado di vivere senza natura nonostante l’uomo si stia allontanando da essa. In questo caso, la natura assume un significato positivo perché l’uomo ha bisogno di essa cosi come la natura ha bisogno dell’uomo per sopravvivere.
Il mezzo filosofo combatte le illusioni dunque le condanna e le disprezza perché è un illuso e crede che il mondo sia e possa essere qualcosa e qualcosa di bello, mentre il vero filosofo le ama e le predica perché non è illuso.
“…perfezione indipendente da qualunque ragione o necessità estrinseca, e da qualunque preesistenza.” . Questa frase mi ha colpito molto e secondo me significa che tutti gli esseri viventi sono esseri perfetti indipendentemente che siano stati predefiniti e che, soprattutto nell’uomo, la conoscenza e le necessità siano date dall’esterno. Secondo me questa frase può essere considerata come stimolo per incoraggiare l’individuo a non sottovalutarsi perché è un essere ricco di capacità che gli sono state offerte in modo che siano utili per un fine comune, ma anche del singolo, ovvero agire per il bene dell’individuo, e di non pretendere di esserlo solo perché possiede queste facoltà. Ogni essere vivente è perfetto e deve essere considerato come tale.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 20:10
bene la 3.1, soprattutto la prima parte, nella seconda parte è meglio dire che riconoscono la verità, nella risposta 7.3 l’espressione “la natura ha bisogna dell’uomo per sopravvivere” può essere fraintesa on non compresa, credo di aver capito cosa vuoi dire, ma la formulazione non va bene è da rivedere. Buona l’ultima, ma la parte ” e che, soprattutto nell’uomo, la conoscenza e le necessità siano date dall’esterno” non mi è chiara
Giorgia M 4 novembre 2015 alle 20:27
1.1. Spiega che cosa significa “L’esistenza non è per l’esistente, (…) l’esistente è per l’esistenza”. (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole) Gli esistenti esistono perché si esista, l’essere umano nasce ed esiste perché si continui ad esistere e l’esistenza si conservi in lui e dopo. Tutto ciò è chiaro dal vedere che il vero e solo fine della natura è la conservazione della specie, e non la conservazione né della felicità degli individui; la quale felicità non esiste in nessun luogo del mondo, né per gli individui né per la specie. Da ciò necessariamente si deve giungere in ultimo grado alla generale, sommaria, suprema e terribile conclusione detta di sopra.
2.1. Qual è la “contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose e nel modo della esistenza, contraddizione spaventevole” di cui parla Leopardi ? Al fine dell’ uomo, che consiste nel raggiungimento della felicità e quindi del piacere, si contrappone quello della natura, il cui fine non è certamente nè la felicità né il piacere dei viventi, non solo perché questa felicità è impossibile, ma anche perché i dispiaceri che causa agli esseri viventi superano senza comparazione i piaceri che essa concede loro.
2.2. Qual è “il fine della natura generale e quello della umana, il fine dell’esistenza universale, e quello della esistenza umana, o per meglio dire, il fine naturale dell’uomo” ? Il fine della natura generale è garantire l’esistenza, invece il fine naturale dell’uomo è il raggiungimento della felicità e quindi del piacere.
3.1. Tra “inganni dell’intelletto e inganni dell’immaginazione” quali sono “positivi” e quali “negativi”. Gli inganni dell’intelletto sono negativi perchè mistificano la realtà, mentre gli inganni dell’immaginazione sono positivi e necessari in quanto mantengono vive le illusioni.
3.2. Prova, cercando nel testo 4. “Cosa arcana e stupenda” e leggendo il brano 5. a capire che cosa sono gli inganni dell’immaginazione. Gli inganni dell’immaginazione sono le illusioni, un piacere che si trova solo nell’immaginazione. Essi sono tutto ciò che a dispetto dell’arido vero tengono in vita l’essere umano e appagano la sua volontà di essere felici.
6.1. Perché Leopardi considera le illusioni “cosa reale”? (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole) Io considero le illusioni come qualcosa in qualche modo reale, esse sono ingredienti essenziali del sistema della natura umana, e sono date in dono dalla natura a tutti quanti gli uomini, in modo che non è giusto considerarle come sogni di uno solo, ma veramente di proprietà dell’ uomo e volute dalla natura e senza di cui la vita nostra sarebbe la cosa più misera e barabara ec. Perciò sono necessarie ed entrano sostanzialmente nel composto ed ordine delle cose.
7.1. Che cosa fa perdere le illusioni? L’incremento e divulgamento della filosofia, la mortificazione reale, l’uniformità, l’inattività, la nullità etc di tutta la vita sono dei fattori che comportano alla perdita delle illusioni.
7.2. A dispetto di che cosa le illusioni rinascono e durano? Le illusioni durano a dispetto della ragione e del sapere e ritornano a rifiorire a dispetto di tutta l’esperienza, e certezza acquisita.
7.3. “Tanto è possibile che l’uomo viva staccato affatto dalla natura, dalla quale sempre più ci andiamo allontanando, quanto che un albero tagliato dalla radice fiorisca e fruttifichi.” spiega la similitudine che Leopardi fa tra l’uomo e l’albero. In questa similitudine la “natura” assume un significato positivo o negativo? Prova a spiegare la tua affermazione. Leopardi paragona l’uomo, che vive separato dalla natura, a un albero tagliato dalla radice, ma fiorito. In questa similitudine la natura assume una significato positivo. 8.1. Chi condanna e disprezza le illusioni, chi le ama e le predica? Le illusioni vengono condannate e criticate dal mezzo filosofo che crede che questo mondo sia o possa essere qualcosa di bello, invece vengono amate e predicate dal filosofo perché non è illuso.
9.1. Estrapola dal brano 9. una frase, spiega che cosa afferma la frase e perché l’hai scelta (motiva il perché; non basta dire mi interessa, mi piace, o il contrario, ma perché mi interessa, piace etc.) . “ Si può dire (ma è quistione di nomi) che il mio sistema non distrugge l’assoluto, ma lo moltiplica; cioè distrugge ciò che si ha per assoluto, e rende assoluto ciò che si chiama relativo.” Questa frase mi ha colpito particolarmente in quanto Leopardi valorizza l’uomo, che da ente relativo diventa assoluto in sé.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 20:52
bene la 3.1, domani in classe rivediamo alcune risposte, la 2.2, la 7.1,la più particolare mi sembra la 7.3, nella 8.1 Leopardi contrappone il “mezzo filosofo” al “vero filosofo”
19. Alessia 4 novembre 2015 alle 20:37
1.1. Spiega che cosa significa “L’esistenza non è per l’esistente, (…) l’esistente è per l’esistenza”. (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole) Il fine dell’esistente è l’esistenza stessa, infatti come scrive Leopardi: l’individuo esistente nasce ed esiste perché si continui ad esistere e l’esistenza si conservi in lui e dopo di lui.
La contraddizione evidente e spaventosa di cui parla Leopardi è il fatto che il fine dell’uomo e quello della natura stessa sono in netta contrapposizione: il fine dell’uomo infatti è quello di raggiungere la propria felicità intesa come piacere, al contrario il fine della natura non è quello della felicità dell’uomo dunque questa non può essere soddisfatta.
Il fine della natura generale è quello della sua esistenza, mentre il fine dell’uomo è quello del suo solo e perpetuo piacere.
Gli inganni dell’intelletto sono negativi, mentre gli inganni dell’immaginazione sono positivi.
Gli inganni dell’immaginazione sono il mezzo per raggiungere l’unica specie di felicità di cui l’uomo sia capace.
Io considero le illusioni in una certa maniera qualcosa di reale, essendo che esse sono alla base del sistema della natura umana e sono date dalla natura a tutti gli uomini, così che non le si può dire come sogni di un singolo, ma proprie veramente dell’uomo e volute dalla natura. Senza di esse la nostra vita sarebbe la cosa più misera e barbara ec.Dunque sono necessarie e rientrano sostanzialmente nel composto e nell’ordine delle cose,
L’incremento e divulgamento della filosofia da una parte, dall’altra parte la mancanza positiva di quasi tutti gli oggetti d’illusione, e della mortificazione reale, uniformità, inattività, nullità ec. di tutta la vita.
Le illusioni tornano a rifiorire a dispetto di tutta l’esperienza e certezza acquistata.
In questa similitudine la natura assume un significato positivo in quanto Leopardi evidenzia l’impossibilità dell’uomo di vivere senza di essa, così come un albero, tagliato dalle sue radici, non può fiorire e produrre frutti.
Il mezzo filosofo condanna e disprezza le illusioni, combattendole, in quanto è illuso. Al contrario il vero filosofo le ama e le predica.
“Così tutte le perfezioni relative diventano assolute, e gli assoluti in luogo di svanire, si moltiplicano, e in modo ch’essi ponno essere e diversi e contrari fra loro; laddove finora si è supposta impossibile la contrarietà in tutto ciò che assolutamente si negava o affermava, che si stimava assolutamente e indipendentemente buono o cattivo”. Leopardi con queste affermazioni introduce una nuova maniera di concepire il mondo, riconoscendo che la realtà si compone di perfezioni relative ma singolarmente assolute che pur essendo tra loro contraddittorie non si annullano. A mio parere si integrano e si completano moltiplicando infinitamente l’assoluto.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 20:48
domani vediamo insieme alcune risposte, bene la 9.1
2) Martina 4 novembre 2015 alle 20:38
Coloro che vivono, esistono solo perché continui il ciclo della vita, l’individuo nasce ed esiste perché la vita sulla terra continui e si conservi anche dopo di lui.
Secondo Leopardi, la contraddizione è che, nonostante la felicità non sia il fine ultimo dell’esistenza, lo è per gli esseri viventi.
Il fine naturale dell’uomo è il suo proprio piacere.
“[ingredienti] propri veramente dell’uomo […]. Onde sono necessari e entrano sostanzialmente nel composto delle cose.”
Leopardi fa un elenco di cose che fanno perdere le illusioni: “l’incremento e divulgamento della filosofia, la mancanza di quasi tutti gli oggetti d’illusione, la mortificazione reale, l’uniformità, l’inattività e la nullità di tutta la vita.
Rinascono e durano a dispetto della certezza e dell’esperienza acquisita, anche se sapute vane.
In questa similitudine Leopardi usa la parola “natura” con accezione positiva, poiché afferma che l’uomo senza illusioni non è in grado di sopravvivere, come un albero cui vengono amputate le radici. Con il termine generico natura, secondo me, l’autore vuole identificare la natura umana, cui la facoltà di creare illusioni è congenita.
“rende tutti gli esseri possibili assolutamente perfetti […] aventi la ragione della loro perfezione in sé stessi”
La frase afferma che ogni individuo ha in sé una ragione per essere ritenuto perfetto indipendentemente da qualsiasi fattore esterno (in modo assoluto).
Decontestualizzata questa affermazione assume un significato con sfumature differenti rispetto a quelle che presupponeva Leopardi, comunque personalmente, la trovo la vera perché nessuna persona di per sé è perfetta né potrà mai esserlo agli occhi di della collettività, ma trova dentro sé stesso, con la sua dimensione di illusioni, il suo piccolo universo di perfezione.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 20:46
domani in classe vediamo insieme le risposte che non hai dato, buona la 9, con la precisazione della decontestualizzazione: è vero quando si estrapola una frase a questa si possono dare significati diversi
VirginiaP 4 novembre 2015 alle 22:05
L’esistenza non ha suo fine nell’esistente, ma nell’esistenza stessa. L’esistente (l’uomo, così come gli altri animali) ha invece suo fine nell’esistenza: nasce e vive solo per preservarla e tramandarla alla discendenza. Nessun altro è lo scopo della vita dell’esistente, se mai dovesse godere questo sarà da attribuirsi solo al caso.
Il fine dell’uomo e quello dell’esistenza degli enti tutti sono incompatibili. Spaventoso è realizzare che non solo che la Natura non favorisca il fine umano (la felicità), ma lo ostacoli.
Fine della natura non è altro che l’autoconservazione, in alcun modo mira alla felicità e al piacere dell’uomo, mentre questa è per lui l’unica sua reale aspirazione.
Gli inganni dell’intelletto sono negativi, quelli dell’immaginazione positivi.
L’inganni dell’immaginazione sono l’unico strumento di cui l’uomo dispone per dare senso alla propria vita, avere esperienza del piacere e della felicità, seppur limitata.
Leopardi le considera cosa reale perchè elementi fondamentali della natura umana, date a tutti gli uomini dalla Natura, così che non è possibile sminuirle a sogni individuali, ma propri del genere umano e voluti dalla Natura, senza i quali la vita sarebbe incredibilmente misera.
La ragione smaschera e indebolisce le illusioni, che rischiano ancor più di perdersi di fronte alla consapevolezza dell’inutilità della vita umana.
A dispetto della ragione e del sapere le illusioni riescono tuttavia a rinascere e durare.
Considerando l’uomo come un albero, esso non è in grado di fiorire e fruttificare separato della natura. La natura viene quindi giudicata qui positivamente, ma è anche opportuno considerare il carattere di dipendenza che Leopardi vuole sottolineare: l’uomo esiste solo grazie alla Natura, è lei a tenerlo in vita.
Il mezzo filosofo le condanna, perchè ancora si illude che il mondo sia qualcosa, e anche qualcosa di bello, mentre le vero filosofo le ama e le predica, perchè non è illuso.
“… Così tutte le perfezioni relative diventano assolute, e gli assoluti in luogo di svanire, si moltiplicano, e in modo ch’essi possono essere e diversi e contrari fra loro”
L’idea di perfezione diventa ora per Leopardi somma di tanti assoluti, che un tempo avremmo chiamato relativi, ma già per il fatto di essere stati formulati e essere stati ritenuti, anche in un solo caso, perfetti, seppur in mancanza di una visione globale, sono da considerarsi perfetti in senso assoluto. Gli assoluti possono essere in contrasto tra di loro, tuttavia coesistono tutti. L’individuo, in quanto partecipe della perfezione dell’esistenza, è sempre assolutamente perfetto.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 22:31
1. GIORGIA 4 novembre 2015 alle 22:14
1.1.	Spiega che cosa significa “L’esistenza non è per l’esistente, (…) l’esistente è per l’esistenza”. (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole)
Gli esistenti sono perché devono essere, l’essere vivente è, nasce ed esiste affinché continui ad essere e l’esistenza si conservi in lui e dopo di lui. Tutto questo è spiegabile constatando che l’ unico vero fine della natura è la conservazione delle specie, e non la conservazione e la felicità degli individui, poiché la felicità non esiste al mondo, né per gli individui né per la specie. A questo punto si deve giungere necessariamente alla generale, sommaria, suprema e terribile conclusione detta precedentemente.
La “contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose e nel modo della esistenza, contraddizione spaventevole” di cui parla Leopardi è il desiderio di piacere e felicità che ogni essere vivente possiede e che ritiene necessari, ma che non rappresentano il fine dell’ esistenza dei viventi.
Il fine naturale dell’ uomo è l’ autoconservazione.
Gli inganni dell’ intelletto sono negativi, mentre gli inganni dell’ immaginazione sono positivi.
Gli inganni dell’ immaginazione sono quelli che ci permettono di conoscere la verità grazie all’ accettazione di questa. L’ uomo, una volta accettate la sua fragilità e debolezza, è in grado di comprendere la verità. Solo grazie a questi inganni infatti l’essere umano può andare alla ricerca della tanto desiderata felicità all’ interno dell’ ideale creato dall’ immaginazione.
Leopardi considera le illusioni ingredienti essenziali del sistema della natura umana; infatti le illusioni sono date a tutti gli uomini, così che non siano queste prodotti di un sogno di uno solo, ma caratteristica dell’uomo. La natura si cura che ogni uomo abbia la possibilità di creare illusioni, così da rendere la vita umana meno misera e barbara; le illusioni entrano così a far parte necessariamente dell’essere umano.
A causa dell’incremento e divulgamento della filosofia da una parte e, dall’altra parte, della mancanza positiva di quasi tutti gli oggetti dell’ illusione, e della mortificazione reale, uniformità, inattività, nullità di tutta la vita le illusioni vengono perdute: l’ allontanamento dalla natura è il motivo principale della perdita delle illusioni.
Anche quando le illusioni sembrano perdute, queste in realtà avendo una radice vigorosissima, sono in grado di riaffiorare e diventare più forti di prima.
Leopardi con questa similitudine paragona l’ uomo a un albero: l’ uomo infatti, allontanandosi sempre di più dalla natura recupererà le illusioni con la stessa probabilità che un albero sradicato fiorisca e produca frutti. In questo caso Leopardi attribuisce un significato positivo alla natura, la quale rappresenta l’ unica fonte di speranza che rimane all’ uomo.
Colui che disprezza le illusioni è l’ illuso, colui che crede che il mondo possa essere qualcosa di bello, mentre gli si contrappone il filosofo che ama e predica le illusioni.
La frase “ Il mio sistema distrugge l’idea astratta ed antecedente del bene e del male, del vero e del falso, del perfetto e imperfetto indipendente da tutto ciò che è; ma rende tutti gli esseri possibili assolutamente perfetti, cioè perfetti per sé, aventi la ragione della loro perfezione in se stessi, e in questo, ch’essi esistono così, e sono così fatti’’ significa che ognuno di noi, con il suo modo di essere, non è giudicabile sulla base di una differenziazione tra bene e male, vero e falso, perfetto ed imperfetto; noi abbiamo la perfezione già dentro di noi e per questo ci possiamo autodefinire unicamente perfetti, perché ognuno in modo diverso è perfetto. Questa frase la ritengo molto vera e al contempo difficile da applicare perché spesso ci convinciamo dell’ imperfezione in noi, dell’ inadeguatezza e non del contrario.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 22:36
è da rivedere la risposta 2.2, da discutere la risposta 3.2, che è buona, ma vorrei chiarire un punto, bene anche la 7.1, ma segui quello che diremo in classe su questo punto
Erika 4 novembre 2015 alle 22:30
Tutto ciò che esiste, esiste perché deve esistere, l’essere vivente nasce ed esiste perché si continui ad esistere e l’esistenza si conservi in lui e dopo di lui. Tutto questo è evidente notando che il reale ed unico fine della natura è la conservazione della specie, e non la conservazione né la felicità degli individui; la quale felicità non esiste proprio al mondo, né per gli individui né per la specie. Da ciò necessariamente si deve giungere in ultima fase alla generale, sommaria, suprema e terribile conclusione detta precedentemente.
L’unico fine naturale dell’uomo e di ogni essere vivente è di raggiungere la propria felicità, il proprio piacere. Al contrario il fine della natura non è la felicità dei viventi, non solo perché questa è impossibile, ma anche perché la natura provoca all’uomo molti più dispiaceri che piaceri. Si tratta quindi di una contraddizione che spaventa gli esseri umani in quanto non può essere negata.
Il fine dell’esistenza universale è la conservazione e la riproduzione degli esseri viventi, invece quello dell’uomo è il raggiungimento della propria felicità.
Gli inganni dell’intelletto sono negativi, mentre quelli dell’immaginazione sono positivi e necessari.
Gli inganni dell’immaginazione riconoscono il vero, perciò non illudono e non ingannano l’intelletto ma l’immaginazione. L’immaginazione procura all’uomo l’unica fonte di felicità positiva nella cui esistenza l’uomo necessariamente ha bisogno di credere.
6.1. Perché Leopardi considera le illusioni “cosa reale”? (individua nel brano selezionato le parole di Leopardi che spiegano l’affermazione e riscrivile parafrasandole).
Io considero le illusioni come qualcosa che in un certo modo è reale, tenendo conto che esse sono elementi fondamentali del sistema della natura umana, e sono date dalla natura a tutti gli uomini, in modo che è scorretto disprezzarle come sogni di uno solo, ma realmente propri dell’uomo e voluti dalla natura e senza i quali la nostra vita sarebbe la più infelice e la più rozza. Per questo motivo sono necessarie ed appartengono principalmente all’ordine delle cose.
La ragione e il sapere fanno perdere le illusioni.
Le illusioni rinascono e durano a dispetto della certezza e dell’esperienza.
Leopardi paragona l’uomo ad un albero sostenendo che così come un albero non può fiorire e fruttificare se viene tagliato dalla radice, così l’uomo non può vivere completamente separato dalla natura. In questa similitudine la “natura” assume un significato positivo perché è l’unica cosa che mantiene in vita l’essere umano.
Il mezzo filosofo condanna e disprezza le illusioni perché è illuso e crede che questo mondo possa essere qualcosa di bello. Il vero filosofo, invece, le ama e le predica perché non è illuso.
“rende tutti gli esseri possibili assolutamente perfetti, cioè perfetti per sé, aventi la ragione della loro perfezione in se stessi, e in questo, ch’essi esistono così, e sono così fatti; perfezione indipendente da qualunque ragione o necessità estrinseca, e da qualunque preesistenza. “
Secondo Leopardi tutti gli esseri umani sono assolutamente perfetti in sé e lo sono in quanto nascono perfetti. Con questa affermazione, egli distrugge una diffusa credenza secondo cui si è perfetti a prescindere da determinate caratteristiche. Questo pensiero di Leopardi è interessante anche perché potrebbe essere ricondotto al messaggio religioso cristiano, secondo cui tutti gli uomini indistintamente sono uguali.
cm Autore articolo 4 novembre 2015 alle 22:42
bene, alcune risposte sono molto buone la 3.1 e 3.2, vorrei rivedere con te la frase “Con questa affermazione, egli distrugge una diffusa credenza secondo cui si è perfetti a prescindere da determinate caratteristiche.” della risposta 9.1
22. Volontè Virginia 4 novembre 2015 alle 22:48
Le illusioni di Leopardi – VOLONTE’ VIRGINIA
Leopardi nel primo brano spiega che ‘L’esistenza non è per l’esistente, non ha per suo fine l’esistente, né il bene dell’esistente; se anche egli vi prova alcun bene, ciò è un puro caso: l’esistente è per l’esistenza, tutto per l’esistenza, questa è il suo puro fine reale.’, cioè l’esistenza non opera in funzione dell’esistente, non ha come obiettivo il bene dell’esistente; ed è un puro caso, se anche l’esistente prova un certo bene: l’esistente esiste in funzione dell’esistenza, esclusivamente ed interamente per l’esistenza, questo è il suo vero scopo. Leopardi sostiene infatti che l’uomo e tutti gli altri animali nascono non per essere felici e godersi la vita, ma solo per generare altri individui, proteggere la propria specie, mantenere il ciclo perpetuo dell’esistenza. La natura infatti non si cura né della conservazione né della felicità degli individui, ma solo della conservazione della specie.
La contraddizione evidente, innegabile e spaventevole nell’ordine delle cose e nel modo dell’esistenza è che la natura e l’esistenza non si curano minimamente del fine necessario di ogni ente, cioè la sua felicità, il suo piacere.
La natura generale e l’esistenza universale hanno come fine la continuità dell’esistenza, mentre il fine dell’esistenza umana, ovvero il fine naturale dell’uomo, è la sua felicità, il suo piacere.
Gli inganni dell’immaginazione, sono inganni in senso positivo, che l’uomo sviluppa di fronte alla crudele realtà. La realtà infatti è che la natura non si cura minimamente di appagare il bisogno di desiderio dell’uomo, il quale consapevole della ‘verità dura e triste’ trova nell’immaginazione il luogo in cui essere felice. Per questo l’infanzia è il periodo più felice della vita, infatti secondo Leopardi, è qui che l’immaginazione è più forte e viva, mentre con il passare degli anni si inaridisce. Questi inganni dell’immaginazione sono, non solo buoni, ma anche necessari: l’uomo cerca un desiderio di infinito che non può certamente trovare nella realtà finita e limitata, bensì nell’infinito dell’immaginazione. Un esempio di inganno dell’immaginazione è l’Amore, che per Leopardi è l’unica arma che rimane all’uomo dopo la caduta delle illusioni, all’apparir del vero.
Leopardi considera le illusioni “cosa reale” poiché esse sono ingredienti essenziali del sistema della natura umana e sono date dalla natura a tutti gli uomini, dunque non è appropriato sostenere che siano sogni di un solo uomo, bensì che sono proprie realmente dell’uomo e sono volute dalla Natura e senza essa la vita umana sarebbe la cosa più misera e barbara che esiste. Quindi sono necessari e fanno sostanzialmente parte dell’uomo e dell’ordine delle cose.
La ragione fa perdere le illusioni perché le smaschera; la conoscenza della realtà fa cadere le illusioni.
L’uomo si sta allontanando sempre più dalla natura, ma per Leopardi l’uomo non potrà mai vivere completamente staccato da essa, proprio come è impossibile che un albero tagliato alle radici possa rinascere e rifiorire. Secondo me Leopardi con questa affermazione attribuisce alla natura un significato positivo: la nostra esistenza dipende da essa e migliore sarà il rapporto tra uomo e natura, migliore sarà l’esistenza umana.
L’illuso, cioè il mezzo filosofo, condanna e disprezza le illusioni, perché credono che questo mondo sia bello, mentre il vero filosofo le ama e le predica proprio perché non è illuso.
9.1. Estrapola dal brano 9 una frase, spiega che cosa afferma la frase e perché l’hai scelta (motiva il perché; non basta dire mi interessa, mi piace, o il contrario, ma perché mi interessa, piace etc.).
La frase che più mi ha colpito in questo brano dello Zibaldone è quella centrale. Leopardi in questa affermazione vuole spiegare come il suo sistema non distrugga l’assoluto ma lo moltiplichi; sostiene infatti che il suo sistema distrugge l’idea astratta e precedente che assolutizza indipendentemente da ciò che esiste le idee del bene e del male, i concetti del vero e del falso, gli ideali di perfetto e di imperfetto, ma rende tutti gli enti possibili assolutamente perfetti, cioè “perfetti per sé”, perché la ragione della loro perfezione è contenuta in loro, nell’esistere ed essere fatti proprio come sono, perché la loro perfezione è indipendente da una ragione o una necessità esterna e nemmeno da una qualsiasi preesistenza.
Questa frase mi ha fatto riflettere sul fatto che tutti i nostri ideali, cioè i modelli a cui tendiamo e che cerchiamo di raggiungere e con i quali ci misuriamo quotidianamente, non sono nient’ altro che delle invenzioni. Invenzioni che abbiamo creato, attribuendole come caratteristiche di qualcosa che è altro da noi e migliore di noi. Invece Leopardi nell’uomo, per quanto fragile, debole e infelice, vede un ente che ha tutte le carte in regola per essere perfetto perché nel suo sistema l’uomo ha in sé un pezzo di assoluto, ed ora non deve confrontarsi con nessuna idea di perfezione altra da lui, ma scavare dentro di sé e trovare la sua perfezione, unica per ogni uomo.
cm Autore articolo 5 novembre 2015 alle 00:08
molto bene, buona la nove, ma anche la 3.2 e la 7.3, ne continueremo a parlare in classe insieme
15. Sabrina 5 novembre 2015 alle 00:01
5^AL a.s. 2015/16
L’esistenza non ha come fine ciò che esiste, né tantomeno il suo bene, se questi prova qualche beneficio, ciò si deve solo al caso. L’esistenza è il vero fine dell’essere vivente, esso nasce ed esiste perché l’esistenza si conservi, e continui anche dopo la sua morte.
La contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose è identificabile nel fine dei viventi, questi esseri hanno come fine il proprio piacere, la propria felicità, anche se questo non corrisponde assolutamente con il fine dell’esistenza, anzi, vi si oppone questo “ordine delle cose” genera quindi, secondo Leopardi, una contraddizione terrificante.
Il fine naturale dell’uomo è la propria felicità, il proprio piacere, mentre quello della natura in generale è conservare è proteggere l’esistenza.
Gli inganni dell’intelletto sono giudicati negativamente, mentre positivi sono gli inganni dell’immaginazione, le illusioni.
Gli inganni dell’immaginazione appagano la volontà dell’uomo di essere felice, sono valori come l’amore, l’amicizia ed è l’unica felicità positiva di cui possa godere l’uomo.
Il piacere più reale che abbiamo in questa vita è quello provocato dalle illusioni che Leopardi considera reali in quanto sono gli elementi essenziali della natura umana. Le illusioni sono date a tutti gli uomini e non a uno solo; siccome sono volute dalla natura, la nostra vita senza illusioni sarebbe la cosa più misera e barbara ed è naturale riconoscere che rientrano nell’ordine delle cose.
Il conoscere tutto, l’incremento e la divulgazione della filosofia, la mancanza positiva di quasi tutti gli oggetti d’illusione, la mortificazione reale, l’uniformità, l’inattività e la nullità ec. di tutta la vita ridurranno l’uomo a perdere le illusioni.
A causa della loro radice vigorosa le illusioni rinascono e durano a dispetto della conoscenza, della certezza e dell’esperienza acquisita.
Così come l’albero non può fiorire e dare frutti se viene tagliato dalla radice, così l’uomo non può vivere separato, allontanato, dalla natura. La natura assume un significato essenzialmente positivo perché è ciò che tiene in vita l’uomo e gli permette di “ fiorire e fruttificare”, così come l’albero può fare ciò grazie alla radice.
Il mezzo filosofo, che è un illuso, disprezza e condanna le illusioni, mentre il vero filosofo, non illuso, le ama e le predica.
“Distrugge l’idea astratta e antecedente del bene e del male, del vero e del falso, del perfetto [1792] e imperfetto indipendente da tutto ciò che è”.
Questa frase mi ha colpito perché in meno di due righe è in grado di accogliere e sintetizzare il vero significato del sistema di Leopardi. Questo distrugge l’idea astratta di bene, male, vero, falso, di perfetto e imperfetto, questo assolutizza ciò che è relativo, svincola l’esistente, ciò che è, da queste idee puramente astratte, che però hanno forti radici nel passato.
cm Autore articolo 5 novembre 2015 alle 00:10
bene, le risposte sono chiare e precise e tutte corrette, continueremo a parlarne in classe insieme
17.Alice 5 novembre 2015 alle 07:38
5ªAL a.s. 2015/16
Leopardi nello Zibaldone afferma che l’esistenza non ha come suo scopo l’esistente, non ne ricerca il bene e nel caso in cui l’esistente goda di alcun bene, l’esistenza non ne è responsabile in quanto l’unico vero effettivo obiettivo dell’esistente è l’esistenza stessa e non vice e versa.
La “contraddizione evidente e innegabile nell’ordine delle cose” è il fatto che l’esistenza non abbia come fine nè il piacere nè la felicità degli esistenti.
Il “fine naturale dell’uomo” è, e non può altri che essere, la felicità, ciò significa il piacere, suo proprio. Al contrario il “fine della natura generale” non è la felicità o il piacere degli animali.
Leopardi distingue ”inganni dell’intelletto” e “inganni dell’immaginazione”, i primi sono “negativi” i secondi “positivi”.
Gli inganni dell’immaginazione sono dolci oggetti che l’immaginazione si compiace di creare, i quali hanno il solo compito di procurare all’uomo la sola specie di felicità positiva di cui egli sia capace.
Leopardi considera le illusini come “cosa in certo modo reale” in quanto esse sono componenti fondamentali dell’indole umana date dalla natura a ogni uomo così da essere considerate dallo stesso caratteristica della specie umana, senza le quali la vita gli risulterebbe la più misera e barbara tra le vite.
Leopardi sostiene che ci sono vari motivi che fanno perdere le illusioni: la divulgazione della filosofia, la mancanza positiva di quasi tutti gli oggetti d’illusione, la modificazione reale e l’uniformità, l’inattività e la nullità di tutta la vita.
Le illusioni rinascono a dispetto della ragione e del sapere e durano anche in progresso.
Leopardi paragona la possibilità che l’uomo ha di vivere staccato dalla natura alla possibilità che un frutto tagliato dalla radice ha di fiorire e fruttificare, entrambi i casi, infatti, sono impossibili. In questa similitudine la natura asssume un significato positivo.
Le illusioni sono condannate e disprezzate dagli illusi e da coloro che credono che questo mondo sia o possa essere veramente qualcosa di bello, mentre sono amate e predicate dal vero filosofo.
“Distrugge l’idea astratta e antecedente del bene e del male, del vero e del falso, del perfetto e dell’imperfetto indipendentemente da tutto ció che è;”: ho scelto questa frase perchè mi trovo molto d’accordo, infatti leggendo i suoi componimenti riguardanti le illusioni, mi sono domandata anche io quale sia l’idea di bene e male, giusto e sbagliato che Leopardi propone, avendo lui attraverso questa “dottrina delle illusioni” messo in discussione le idee che noi possedevamo di questi concetti astratti.
cm Autore articolo 5 novembre 2015 alle 10:07
Bene la 3.2 , in classe vedremo insieme la 2.1 e 2.2 e 7.1, la 9 è tutta da spiegare
ioana 5 novembre 2015 alle 07:43
Gli esistenti esistono perché devono essere, l’essere vivente è, nasce ed esiste perché si continui ad essere e l’esistenza si conservi in lui e dopo di lui. Tutto si puo’ verificare constatando che il reale e unico fine della natura è la conservazione delle specie, e non la conservazione né la felicità degli individui; la quale neanche esiste al mondo, né per gli individui né per la specie. Da ciò necessariamente si deve giungere in ultima analisi alla generale, sommaria, suprema e terribile conclusione detta in precendeza.
La ‘’contraddizione evidente e … spaventevole’’ di cui Leopardi parla , riguarda i fini diversi dell’uomo e della natura.
ll fine della natura non è la felicita’ dell’uomo, invece il fine dell’essere umano e’ il raggiungimento della propria felicita’.
Gli inganni dell’immaginazione indicano all’uomo l’unica via attraverso la quale si puo’ raggiungere la felicita’.
Io considero le illusioni come cosa certa nel modo reale, tanto che esse sono ingredienti essenziali del sistema della natura umana e dalla natura sono date a tutti gli uomini. Dunque sono necessarie ed entrano sostanzialmente nel composto di ordine delle cose.
La mortificazione reale, l’uniformità, l’inattività, la nullità etc. di tutta la vita sono le cause che fanno perdere le illusioni e se esse riuscissero ad eliminarle, costringerebbero l’uomo ad avere avanti gli occhi sempre la pura e nuda verità.
Cosi come un albero tagliato dalla radice non puo’ fiorire e dare frutti, cosi anche l’uomo non potrebbe vivere lontano dalla natura. In questa similitudine la “natura ” assume un significato negativo, perché va via via scomparendo, allontanandosi dall’uomo, limitando la continuità della specie..
Gli illusi e coloro che credono che questo mondo possa essere veramente qualcosa di buono e di bello, condannano e disprezzano le illusioni. I veri filosofi invece amano e predicano le illusioni.
’’Così tutte le perfezioni relative diventano assolute, e gli assoluti in luogo di svanire, si moltiplicano, e in modo ch’essi ponno essere e diversi e contrari fra loro; laddove finora si è supposta impossibile la contrarietà in tutto ciò che assolutamente si negava o affermava, che si stimava assolutamente e indipendentemente buono o cattivo; restringendo la contrarietà, e la possibilità sua, a’ soli relativi, e loro idee.’’
Leopardi spiega che le cose sono perfette perché così esistono e così sono fatte, e quindi cio’ le rende perfette in modo assoluto. Noi individuiamo le contraddizioni nell’affermare che due cose opposte sono perfette o imperfette indipendentemente dall’ essere buone o cattive. Infatti l’idea di bene e male indipendentemente da tutto non esiste.
cm Autore articolo 5 novembre 2015 alle 17:50
oggi in classe abbiamo rivisto insieme la 2.1, la 2.2 e la 7.1, invece la 7.3 è praticamente uguale a quella di Elena, avete risposto insieme?

References: articolo 27
 articolo 5
 articolo 4
in fine
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 5
 articolo 5
 articolo 5
 articolo 5