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Timestamp: 2020-01-18 06:04:38+00:00

Document:
PDL 1468
DE PASQUALE, COSCIA, DE BIASI, DE TORRE, D'INCECCO, GATTI, GHIZZONI, LEVI, LOLLI, MATTESINI, MAZZARELLA, NICOLAIS, PES, ROSSA, ANTONINO RUSSO, SIRAGUSA
Presentata il 9 luglio 2008
Le domande che nascono prepotenti nella società in relazione alle sfide educative delle nuove generazioni mettono in luce innanzitutto la necessità di un nuovo patto tra scuola e famiglia, da riformulare sulla base della comune corresponsabilità educativa; anche questo obiettivo può trovare piena realizzazione solo nella compiuta autonomia delle istituzioni scolastiche. La condivisione di responsabilità induce, inoltre, ad ampliare la sfera di partecipazione dei genitori all'indirizzo e alla programmazione della vita scolastica, in piena condivisione con tutti i soggetti che vi concorrono: dirigente, docenti, studenti e altro personale, in un quadro di chiara definizione dei ruoli e dei compiti.
Infine, anche per dotare l'istituzione scolastica di un organismo snello che soccorra alle difficoltà di gestione derivanti dall'accresciuto bilancio scolastico, a seguito dei trasferimenti operati dalla legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007) e da altre innovazioni legislative, si prevede che lo statuto possa disciplinare l'istituzione di una giunta esecutiva cui attribuire funzioni di supporto e di collaborazione nella gestione delle risorse, nell'ambito dell'indirizzo e della programmazione scolastici.
Nel dettaglio, l'articolo 1 definisce le finalità della proposta di legge, che sono quelle di creare un nuovo modello di formazione iniziale e di reclutamento degli insegnanti che contemperi: la responsabilità del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca nel reclutamento del suo personale docente; la responsabilità delle università nel formare gli insegnanti in termini di contenuti e di metodi disciplinari, di competenze educative generali e di abilità didattiche; l'interesse reciproco della scuola e dell'università ad avere spazi di collaborazione continua e strutturata per la formazione iniziale e in servizio degli insegnanti, per la loro attività di ricerca (didattica e non) e per l'orientamento degli studenti; la disponibilità di giovani insegnanti abilitati per tutte le supplenze; la necessità di rendere attrattiva e competitiva la professione di insegnante, anche in termini di tempi e di costi per la formazione iniziale; l'opportunità di dare spazio al talento personale (più che all'accumulo di punteggi) nel reclutamento degli insegnanti, anche per attrarre le migliori intelligenze all'insegnamento.
c) l'interesse reciproco della scuola e dell'università ad avere spazi di collaborazione continua e strutturata per la formazione iniziale e obbligatoria in servizio per tutta la durata della vita lavorativa degli insegnanti, per la loro attività di ricerca e per le competenze dei docenti all'orientamento degli studenti;
3. L'attuazione del piano dell'offerta formativa è soggetta a verifiche periodiche anche con la partecipazione di quanti lo hanno sottoscritto ai sensi del comma 2.
Art. 3. (Collegialità nella programmazione dell'attività didattica).
1. L'indirizzo e la programmazione dell'organizzazione e della gestione competono a un organo elettivo, presieduto da un genitore, denominato «consiglio dell'istituzione scolastica», al quale partecipano docenti, genitori, alunni e personale amministrativo, tecnico e ausiliario; nella scuola primaria e secondaria di primo grado, al consiglio partecipano in modo paritario docenti e genitori; nella scuola secondaria di secondo grado, al consiglio partecipano in modo paritario docenti, alunni e genitori.
4. La durata del consiglio di cui al comma 1 è annuale. Lo statuto stabilisce la sua organizzazione interna, la possibilità di eventuali saltuari confronti con entità territoriali esterne quali rappresentanze delle autonomie locali, dell'università, delle associazioni, delle fondazioni e delle organizzazioni rappresentative del mondo economico, del terzo settore, del lavoro e delle realtà sociali e culturali presenti nel territorio.
7. La prima elezione del consiglio dell'istituzione scolastica è effettuata con le modalità stabilite con ordinanza del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca; il consiglio eletto ha il compito di indire il processo partecipativo per la stesura dello statuto, che è approvato dal consiglio stesso ai sensi di quanto disposto dal comma 3, lettera a).
Art. 5. (Valutazione dell'istituzione scolastica).
1. Lo statuto disciplina l'istituzione e il funzionamento degli organi di valutazione e di autovalutazione partecipata dell'andamento didattico e organizzativo dell'istituzione scolastica, sulla base di criteri dettati dal regolamento della scuola, prevedendo che ad essi partecipino anche specifiche professionalità esterne nella misura di almeno un terzo.
2. Le modalità organizzative e l'effettività della partecipazione di cui al comma 1 costituiscono indicatori per la valutazione ai fini della certificazione di qualità dell'istituzione scolastica.
Art. 6. (Consulte e altri organismi di partecipazione).
1. I consigli scolastici territoriali eleggono al loro interno due rappresentanti, un presidente di consiglio dell'istituzione scolastica e un dirigente scolastico, che fanno parte del consiglio regionale dell'autonomia scolastica.
3. Il Consiglio nazionale della scuola dell'autonomia si dota di un proprio regolamento che prevede un comitato ristretto composto da tre rappresentanti eletti all'interno di ciascuna delle componenti di cui alle lettere c), f) e g) del comma 2, oltre che da tutti gli altri componenti. Nella sua composizione plenaria il Consiglio si riunisce almeno due volte l'anno, a giugno e a ottobre.
6. Il numero dei posti messi a concorso territorialmente su base regionale è programmato sulla proiezione della necessità di insegnanti a tempo indeterminato al termine del successivo quadriennio.
Art. 14. (Primo biennio di specializzazione).
2. Nel biennio di specializzazione di cui al comma 1 gli aspiranti insegnanti completano la loro formazione disciplinare, collegata in particolare alla dimensione didattica della materia, comprese la didattica speciale e quella connessa alle difficoltà specifiche di apprendimento. Essi acquisiscono, altresì, la professionalità docente passando gradualmente dalla formazione in aula con laboratorio a quella sul campo, mediante tirocini nelle scuole sotto la guida di insegnanti tutor. Nel percorso è inclusa la formazione di base all'accoglienza di alunni stranieri e all'integrazione degli alunni disabili.
6. Il superamento dell'esame finale del biennio di specializzazione consente l'assunzione come insegnante in formazione.
Art. 15. (Secondo biennio di specializzazione).
1. La seconda fase di specializzazione si svolge presso le scuole o le reti di scuole, cui gli insegnanti abilitati ai sensi dell'articolo 14 sono provvisoriamente assegnati, con decreto dell'ufficio scolastico regionale che tiene conto prioritariamente delle esigenze delle istituzioni scolastiche oltre che delle richieste espresse dai candidati in ordine di graduatoria, formata sulla base dei risultati ottenuti nelle prime due fasi formative. Il secondo biennio di specializzazione ha una durata biennale. Tale fase è caratterizzata da una formazione più strettamente educativa, pedagogica e professionale, anche tramite tirocini ed esperienze prolungati e diretti di insegnamento in supplenze.
5. Al termine del biennio di cui al presente articolo la trasformazione del contratto di lavoro in formazione in contratto a tempo indeterminato avviene sulla base di una valutazione personale, non comparativa, dell'effettiva e provata maturità professionale raggiunta, ai sensi dell'articolo 16.
Art. 16. (Nomina a tempo indeterminato).
1. Al termine del secondo biennio di cui all'articolo 15 ciascun insegnante in formazione è sottoposto alla valutazione di una commissione nominata dai responsabili degli uffici scolastici regionali, comprendente docenti della scuola e dell'università esperti nel campo delle didattiche disciplinari, della formazione degli insegnanti e della pedagogia dell'apprendimento. La valutazione concerne sia il giudizio dei dirigenti scolastici delle scuole ove il docente ha prestato servizio e dell'insegnante tutor, sia le qualità personali culturali e professionali maturate dal candidato, giudicate dalla commissione sulla base di un esame scritto ed orale e di una tesi redatta dal candidato che tratti espressamente e concretamente delle esperienze pedagogiche e didattiche maturate nei due bienni di attività svolti ai sensi degli articoli 14 e 15.
4. La retribuzione iniziale prevista dopo la stipula del contratto a tempo indeterminato è adeguata in maniera progressiva a quella percepita dai docenti delle relative istituzioni scolastiche in base agli anni di servizio maturati, alla professionalità conseguita, alla formazione obbligatoria acquisita e ai risultati dimostrati. Il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola disciplina la progressione economica tenendo conto di quanto previsto dalla presente legge.
5. Anche successivamente alla stipula del contratto a tempo indeterminato gli insegnanti sono tenuti durante tutto l'arco della vita lavorativa alla formazione e all'aggiornamento istituzionalmente previsti.
Art. 17. (Norma transitoria).

References: Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17