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Timestamp: 2019-09-19 02:48:24+00:00

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apparecchiatura alcol-blow: accertamenti - Avvocato a Bolognaapparecchiatura alcol-blow: accertamenti
apparecchiatura detta alcol-blow: accertamenti non invasivi non necessita il previo avvertimento all’assistenza difensiva, richiamando pertinente giurisprudenza di legittimità (Sez. U, n. 5396 del 29/01/2015, P.G. in proc. Bianchi, Rv. 263025
relazione agli accertamenti non invasivi con l’apparecchiatura detta alcol-blow, non necessita il previo avvertimento, richiamando pertinente giurisprudenza di legittimità (Sez. U, n. 5396 del 29/01/2015, P.G. in proc. Bianchi, Rv. 263025, secondo cui “In tema di disciplina della circolazione stradale, la polizia giudiziaria non ha l’obbligo di dare avviso della facoltà di nominare un difensore di fiducia alla persona sottoposta agli accertamenti qualitativi non invasivi e alle prove previsti dall’art. 186 C.d.S., comma 3, in quanto gli stessi hanno funzione meramente preliminare rispetto a quelli eseguiti mediante etilometro e, come tali, restano estranei alla categoria degli accertamenti di cui all’art. 354 cod. proc. pen.”), e che, quanto alla verifica successiva, essa è sicuramente avvenuta previo avviso delle facoltà difensive, come si desume dal contenuto del relativo verbale che, in effetti redatto dopo, “è tutto impostato con riferimento a quanto accaduto pochi minuti prima (accertamenti compresi)” (così alla p. 2 della sentenza di appello).
Sentenza 11 luglio – 19 ottobre 2018, n. 47761
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udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Dott. LIGNOLA Ferdinando, che ha concluso chiedendo l’inammissibilità del ricorso.
1.La Corte di appello di Catania il 27 marzo 2018 ha integralmente confermato la decisione emessa il 15 ottobre 2015 con cui il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Catania, all’esito del giudizio abbreviato, ha ritenuto P.P. responsabile del reato di guida in stato di ebbrezza (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 186, comma 2, lett. c), con l’aggravante dell’ora notturna, fatto commesso il (OMISSIS), condannando l’imputato alla pena ritenuta di giustizia.
2.1. Con il primo motivo, in particolare, censura violazione degli artt. 354 e 356 c.p.p. e art. 114 disp. att. c.p.p. e mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in relazione a quella parte della sentenza che disattende la eccezione, avanzata dalla difesa già sin dalla opposizione a decreto penale a suo tempo emesso e ribadita anche nei motivi di appello, circa la nullità / inutilizzabilità del risultato dell’alcooltest per mancanza del previo avviso circa il diritto all’assistenza difensiva,
avviso che deriva dall’avere segnato con una crocetta l’apposito spazio (“NO”) su di un mero verbale precompilato, redatto in orario successivo (ore 4.45) a quello dei due controlli sulla presenza di alcool nell’organismo (prima verifica ore 4.24, con esito 1,88 grammi / litro; seconda verifica alle ore 4.34, con esito 1.84 g / l): la irregolarità era talmente evidente – osserva il ricorrente – che P.P. si è rifiutato di firmare il terzo verbale in ordine cronologico.
2.2. Con il secondo motivo lamenta la mancata applicazione dell’art. 131-bis c.p., di cui ricorrerebbero, ad avviso del ricorrente, nel caso di specie i presupposti.
La Corte territoriale, infatti, ha adeguatamente spiegato (p. 2), in conformità alla decisione di primo grado (p. 2) che, in relazione agli accertamenti non invasivi con l’apparecchiatura detta alcol-blow, non necessita il previo avvertimento, richiamando pertinente giurisprudenza di legittimità (Sez. U, n. 5396 del 29/01/2015, P.G. in proc. Bianchi, Rv. 263025, secondo cui :
“In tema di disciplina della circolazione stradale, la polizia giudiziaria non ha l’obbligo di dare avviso della facoltà di nominare un difensore di fiducia alla persona sottoposta agli accertamenti qualitativi non invasivi e alle prove previsti dall’art. 186 C.d.S., comma 3,
in quanto gli stessi hanno funzione meramente preliminare rispetto a quelli eseguiti mediante etilometro e, come tali, restano estranei alla categoria degli accertamenti di cui all’art. 354 cod. proc. pen.”), e che, quanto alla verifica successiva, essa è sicuramente avvenuta previo avviso delle facoltà difensive, come si desume dal contenuto del relativo verbale che, in effetti redatto dopo, “è tutto impostato con riferimento a quanto accaduto pochi minuti prima (accertamenti compresi)” (così alla p. 2 della sentenza di appello).
1.2. Il secondo motivo è parimenti infondato, non risultando l’applicazione dell’art. 131-bis cod. pen. richiesta dalla difesa nè nelle conclusioni rassegnate in primo grado nè nell’atto di appello.
1.3. In relazione, infine, alla prescrizione, si osserva che, risalendo il fatto al (OMISSIS) e dovendosi calcolare anche la sospensione per due mesi e sedici giorni (rinvio disposto all’udienza dell’11 gennaio 2018), la prescrizione maturerà, ipoteticamente, il 21 luglio 2018 (infatti: (OMISSIS) + 5 anni = (OMISSIS) + 2 mesi e 16 giorni = (OMISSIS)).
By Sergio Armaroli|2019-06-17T11:15:54+02:00Giugno, 2019|AVVOCATO BOLOGNA, avvocato civilista bologna, avvocato penale, News|

References: sentenza 

Sentenza 
 art. 186
 art. 114
 sentenza 
 sentenza