Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/05/novita-fiscali-del-26-maggio-2011.html
Timestamp: 2018-02-24 00:08:44+00:00

Document:
in Diario quotidiano, Redditi immobiliari - imposte dirette
1) Verifica fiscale: caso in cui è possibile acquisire i documenti contabili dentro l’auto senza autorizzazione
2) I Ced non sono abilitati per la trasmissione all’Inail
3) Osservatorio sulle società di capitale: dati economico-finanziari 2006-2008
4) Rapporto sullo stato dell’informatizzazione negli studi dei Commercialisti
5) Cedolare secca affitti: arrivati i codici tributo per pagare l’acconto sulla sostitutiva
6) Diritti camerali 2011 dovuti da aziende ed enti
7) Emendata la Guida dell’IRES e dell’IRAP per le imprese IAS adopter
8) Elenchi definitivi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2011 aggiornati al 25 maggio
Se durante una verifica aziendale i documenti contabili vengono trasportati dal fratello del titolare nel proprio automezzo, questi possono essere acquisiti dai verificatori senza che occorra alcuna specifica autorizzazione per l’auto.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, all’interno del proprio notiziario del 25 maggio 2011, nel commentare la sentenza 10590 del 13 maggio 2011, con la quale la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo acquisire i documenti aziendali se il fratello dell’amministratore della società sottoposta a verifica li trasborda in modo sospetto nella propria autovettura.
Arriva la verifica della Guardia di Finanza all’interno di un night club con idonea autorizzazione giudiziaria all’accesso.
Nel frattempo, il fratello dell’amministratore viene colto in flagrante dai verificatori alle prime luci dell’alba durante il tentativo di portare in salvo nel proprio bagagliaio elementi compromettenti dalla casa di abitazione di questi.
Tuttavia, tali documenti si sono poi rilevati fondamentali per emettere avviso di accertamento di maggiore Iva per l’anno 1996 alla suddetta società.
La censura principale del ricorso in Cassazione del contribuente ha riguardato l’illegittimità dell’avviso dovuta ad asserite violazioni di ordine istruttorio per la mancanza di uno specifico provvedimento giudiziario che autorizzasse la perquisizione dell’autovettura del terzo.
Sul fatto, la Corte di Cassazione ha richiamato due pronunce di legittimità, emesse in materia di assenza di autorizzazione del procuratore della Repubblica: La sentenza 2804/2011, in cui la sezione tributaria ha dichiarato legittimo l’avviso di accertamento fondato su “brogliacci” rinvenuti nell’autovettura del contribuente, poiché la documentazione si trovava all’interno di automezzo utilizzato per l’esercizio dell’attività, e la sentenza 10489/2003, che ha ritenuto legittima la rettifica della dichiarazione della società fondata su documentazione extracontabile trovata all’interno dell’auto dell’amministratore, in quanto l’autovettura stessa non era in quel momento adibita a uso meramente personale o al trasporto per conto terzi, ma era da ritenersi, invece, un bene “appartenente” all’impresa.
La Corte Suprema, dunque, si è focalizzata sulla rilevanza che un veicolo di fatto e in quel particolare momento sia riferibile all’impresa e/o al suo amministratore.
La Cassazione ha, quindi, equiparato la vettura, e in particolare la sua struttura di abitacolo funzionalmente idoneo a custodire oggetti, alla struttura di qualsiasi altro luogo chiuso idoneo a ricevere e occultare cose, comunque, attinenti all’impresa stessa. Effettuato il collegamento vettura del fratello/contenitore di documenti dell’attività/luogo riferibile all’attività, la Suprema Corte è parsa volere prescindere da eventuali indagini sulla pertinenza dell’autoveicolo con il luogo di privata dimora.
Disattivate le utenze e nessun nuovo rilascio.
Dopo l’emissione della nota del ministero del Lavoro 7857/2011, in cui si esplicita che i Ced non sono abilitati per la trasmissione online della documentazione in ambito lavoristico e previdenziale, l’Inail, con la nota 3818/11 annuncia che saranno disattivate le utenze Inail provvisorie e non ne saranno rilasciate di nuove ai responsabili dei Ced.
Le utenze servivano alla trasmissione dei fogli salari (autoliquidazione annuale dei premi).
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 25 maggio 2011)
Il Centro Studi Unioncamere e l’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili hanno elaborato il primo rapporto statistico di sui bilanci 2006-2008 di tutte le società di capitali italiane.
Nell’ambito dell’accordo quadro tra Unioncamere e CNDCEC, il Centro Studi Unioncamere e l’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili hanno elaborato il primo rapporto statistico di sui bilanci 2006-2008 di tutte le società di capitali italiane. Si tratta, con riferimento al 2008, di circa 713 mila società operanti nei settori dell’industria e dei servizi (al netto di quelle appartenenti al settore dell’intermediazione finanziaria), che, nel complesso, contano poco meno di 9 milioni di addetti, generano un valore aggiunto totale di 510 miliardi di euro e hanno un giro d’affari pari in media a 3,5 milioni di euro.
L’accordo prevede l’istituzione di un osservatorio comune permanente in grado di fornire elaborazioni statistiche sui bilanci di tutte le società di capitali italiane Il rapporto con i dati completi dell’esercizio 2009 riporterà i conti economici e gli stati patrimoniali aggregati di quasi un milione di bilanci, grazie ai dati rivenienti dal primo utilizzo del formato XBRL, elaborati e presentati con approfondimenti settoriali e territoriali.
Tra i molteplici dati che saranno oggetto di approfondimento nei lavori futuri, vengono in questa sede evidenziati quelli relativi all’evoluzione della situazione finanziaria (calcolati in percentuale sul fatturato), in base a indicatori elaborati dal Centro studi Unioncamere nazionale con riferimento al triennio 2006-2008.
Si tratta di un esempio utile a evidenziare l’importanza di rendere disponibile ai professionisti e a tutti gli addetti ai lavori un patrimonio informativo pressoché in tempo reale.
L’Osservatorio, arricchito da indagini sugli indici generali e specifici, si propone di diventare un punto di riferimento dell’analisi economico-aziendale a livello aggregato, con l’elaborazione di medie di settore e di serie storiche triennali di volta in volta aggiornate.
Irdcec e Unioncamere si propongono poi di effettuare alcuni specifici approfondimenti sui dati relativi agli organi di controllo delle società, sulle procedure fallimentari e concorsuali, sui livelli di indebitamento, con l’intento di evidenziare aspetti di rilievo della professione dei commercialisti e di particolare interesse per lo studio dell’economia aziendale.
(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota del 25 maggio 2011)
Rapporto sullo stato dell’informatizzazione negli studi professionali di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile.
Si tratta del documento che il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato sul proprio sito (www.cndcec.it ) il 25 maggio 2011. Il lavoro ha lo scopo di far emergere il notevole impegno da parte dei Commercialisti in qualità di intermediari della Pubblica Amministrazione, nonché il costante investimento in nuove tecnologie ed in formazione degli operatori.
Come avverte l’introduzione di tale documento (che ai fini statistici si invita a leggere nella sua integrità: Consta di ben 57 pagine), i dati esposti nel Rapporto forniscono la documentazione necessaria per evidenziare l’opportunità di riconoscere anche ai professionisti che operano in qualità di intermediari delle imprese, adeguati contributi, agevolazioni e/o sgravi fiscali, che remunerino l’intensa attività di servizio per la raccolta, la gestione e la trasmissione di modulistica elettronica e documenti informatici nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Al fine di poter completare l’attività di ricerca e consentire quindi la presentazione di un rapporto rappresentativo della realtà professionale dell’intera nazione, è stata richiesta la collaborazione di tutti gli Ordini locali, ai quali è stato chiesto, con l’informativa n. 4 del 2011 di veicolare a tutti gli iscritti il questionario predisposto dalla Commissione.
Successivamente, il Consiglio Nazionale ha coinvolto nell’indagine e, soprattutto nella raccolta dei dati, l’Istituto di Ricerca, che ha veicolato direttamente e in via telematica il questionario agli iscritti.
Nel corso degli anni la figura professionale del commercialista ha assunto sempre di più un ruolo fondamentale per il trattamento dei dati, ponendosi quale intermediario tra cittadino e la Pubblica Amministrazione.
Grazie all’intenso lavoro del professionista oggi le Pubbliche Amministrazioni sono in grado di poter gestire l’attività amministrativa e l’attività di controllo senza dover più sostenere costi di inserimento dati, ottimizzando in tal modo sia le risorse umane, che le risorse economiche, conseguendo un efficienza sempre maggiore nel completamento dei processi.
Il professionista sin dal 1998 svolge tale attività gravando sulle proprie risorse di tempo, umane ed economiche, investendo continuamente per la formazione e l’aggiornamento tecnologico della propria struttura organizzativa.
L’area Tecnologie informatiche e innovazione studi del Consiglio Nazionale e specificatamente la Commissione protocolli telematici e rapporti istituzionali, ha avviato verso la fine dell’anno 2010 la predisposizione di un Rapporto sullo stato di informatizzazione degli studi professionali.
Cedolare secca: Istituiti i codici tributo per pagare l’acconto dell’imposta sostitutiva sugli affitti.
Si pagano con il Modello F24 i versamenti dell’imposta sostitutiva sugli affitti.
Al debutto, finalmente, i codici tributo per la cedolare secca. Con la risoluzione n. 59/E del 25 maggio 2011, l’Agenzia delle Entrate ha istituito tre codici tributo che dovranno essere usati per versare l’acconto e il saldo della nuova imposta sui contratti di locazione, che sostituisce l’Irpef, le relative addizionali, il registro e il bollo.
In particolare, la cedolare secca andrà pagata indicando nella sezione Erario del modello F24 i seguenti codici:
– “1840” per la prima rata dell’acconto;
– “1841” per la seconda rata dell’acconto o per l’acconto in un’unica soluzione;
– “1842” per il saldo.
L’art. 3, del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, recante disposizioni in materia di cedolare secca sugli affitti, prevede al comma 2 che “A decorrere dall’anno 2011, il canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione, può essere assoggettato, in base alla decisione del locatore, ad un’imposta, operata nella forma della cedolare secca, sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione; la cedolare secca sostituisce anche le imposte di registro e di bollo sulla risoluzione e sulle proroghe del contratto di locazione. Sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti la cedolare secca si applica in ragione di un’aliquota del 21%.
La cedolare secca può essere applicata anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l’obbligo di registrazione. Per i contratti stipulati secondo le disposizioni di cui agli artt. 2, comma 3, e 8 della Legge 9 dicembre 1998, n. 431, relativi ad abitazioni ubicate nei comuni di cui all’articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, e negli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, l’aliquota della cedolare secca calcolata sul canone pattuito dalle parti è ridotta al 19 per cento.”
Il comma 4 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, stabilisce che “La cedolare secca e’ versata entro il termine stabilito per il versamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche . …”.
Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 7 aprile 2011, emanato in attuazione della predetta disposizione normativa, sono stati stabiliti, tra l’altro, i termini e le modalità di versamento in acconto e a saldo della cedolare secca, per il periodo d’imposta 2011 e per i periodi successivi.
Per consentire ai soggetti interessati il versamento, tramite modello F24, delle somme dovute per l’imposta sostitutiva in parola, vengono istituiti i seguenti codici tributo:
“1840” – denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione – Art. 3, D.Lgs. n. 23/2011-ACCONTO PRIMA RATA”;
“1841” – denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate
congiuntamente all’abitazione – Art. 3, D.Lgs. n. 23/2011-ACCONTO SECONDA
RATA O ACCONTO IN UNICA SOLUZIONE”;
“1842” – denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione – Art. 3, D.Lgs. n. 23/2011- SALDO”;
In sede di compilazione del modello di versamento F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella “Sezione Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati” con evidenza, quale “anno di riferimento”, dell’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, espresso nella forma “AAAA”. Il codice tributo “1842” è utilizzabile anche in corrispondenza degli “importi a credito compensati”.
Per i codici tributo “1840” e “1842” in caso di versamento rateale, nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” è riportato il numero della rata nel formato “NNRR” dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate. In caso di pagamento in un’unica soluzione il suddetto campo è valorizzato con “0101”.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato la Nota del 30 dicembre 2010, Prot. n. 201046 con la quale ha individuato le misure del diritto annuale da applicare alle nuove imprese ed unità locali che si iscrivono al Registro delle imprese ed ai nuovi soggetti che si iscrivono al REA a decorrere dal 1° gennaio 2011.
Con tale provvedimento il Ministero ha ritenuto necessario, non solo di confermare in generale anche per l’anno 2011, salvo eventuali rideterminazioni, le stesse misure del diritto annuale già previste per l’anno 2010, ma di disciplinare la misura del diritto annuale per quei soggetti per i quali le modifiche normative introdotte dal D. Lgs. n. 23/2010 comportano un obbligo di pagamento in passato non previsto ovvero variazioni nel sistema di determinazione delle misure stesse.
La circolare del Ministero dello Sviluppo Economico ha, quindi, confermato gli importi dovuti da imprese individuali e imprese iscritte nella Sezione ordinaria del Registro imprese, mentre ha fissato dei nuovi importi provvisori (salvo conguaglio) per:
– i soggetti iscritti solo nel REA (Repertorio economico-amministrativo)
– le società semplici agricole/non agricole
– le società tra avvocati
Unità locale (UL) di impresa individuale
Unità locale (UL) di cooperativa o consorzio
Unità locale (UL) di società di persone (SNC, SAS)
Unità locale (UL) di società di capitali (SRL, SPA)
Unità locale (UL) di impresa individuale iscritta nella sezione ordinaria del Registro Imprese
Unità locale (UL) o sede secondaria di impresa con sede all’estero
Unità locale (UL) di società semplici agricole
Unità locali (UL) di società semplici non agricole
Unità locali (UL) di società tra avvocati
Nel caso dell’apertura di nuove Unità Locali di imprese iscritte in sezione speciale va eseguito un unico arrotondamento finale.
Esempio 2: apertura di due unità locali = euro 17.60 X 2= euro 35,20 arrotondato a 35.
(Camera di Commercio di Padova, nota di maggio 2011)
Assonime, con la nota del 25 maggio 2011, ha reso noto di avere aggiornato la Guida dell’IRES e dell’IRAP per le imprese IAS adopter emendata da alcuni refusi di stampa.
Peraltro, viene precisato che non è stata apportata alcuna sostanziale modifica rispetto al contenuto della precedente versione.
(Assonime, nota del 25 maggio 2011)
Gli elenchi degli Enti del volontariato e delle Associazioni sportive dilettantistiche sono stati aggiornati ed integrati rispetto a quelli pubblicati il 13 maggio 2011 per eliminare duplicazioni, correggere dati anagrafici errati e per inserire enti riammessi a seguito della verifica di errori di iscrizione.
L’elenco degli Enti della ricerca scientifica e dell’università e quello degli Enti della ricerca sanitaria, pubblicati il 13 maggio 2011 non hanno subito modifiche.
(Agenzia delle Entrate, nota del 25 maggio 2011)

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 3