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Timestamp: 2020-01-18 20:22:30+00:00

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Proposta di legge regionale n. 511 licenziata il 22 settembre 2008 Torna indietro
Proposta di legge regionale n. 511 licenziata il 22 settembre 2008
Testo unificato dei progetti di legge regionale n. 511, 345, 423 427 - Gestione e promozione economica delle foreste.
BELLION MARCO CESARE VIGNALE GIAN LUCA
BOETI ANTONINO BONIPERTI ROBERTO CAVALLERA UGO DUTTO CLAUDIO FERRARIS GIORGIO GUIDA FRANCESCO MOTTA ANGELA MULIERE ROCCHINO NOVERO GIANFRANCO RESCHIGNA ALDO TRAVAGLINI MARCO
Art. 3 (Bosco e foresta)
Art. 4 (Arboricoltura da legno)
Art. 5 (Vivaistica forestale)
Art. 6 (Interventi selvicolturali e tagli colturali)
Art. 7 (Viabilità silvo-pastorale e vie di esbosco)
Art. 8 (Pianificazione forestale)
Art. 9 (Piano forestale regionale)
Art. 10 (Piani forestali territoriali)
Art. 11 (Piano forestale aziendale)
Art. 12 (Pianificazione forestale nelle aree protette e nei siti della rete Natura 2000)
Art. 13 (Regolamento forestale)
Art. 14 (Procedure per la realizzazione degli interventi selvicolturali)
Art. 15 (Sportelli forestali)
Art. 16 (Amministrazione del patrimonio silvo-pastorale regionale)
Art. 17 (Iniziative per la tutela e lo sviluppo del patrimonio forestale)
Art. 18 (Forme di gestione forestale associata)
Art. 19 (Costituzione dei consorzi di gestione forestale)
Art. 20 (Trasformazione del bosco in altra destinazione d'uso)
Art. 21 (Carta delle superfici forestali)
Art. 22 (Divieti e deroghe)
Art. 23 (Difesa dalle avversità)
Art. 24 (Tutela della biodiversità)
Art. 25 (Attuazione della direttiva 99/105/CE del Consiglio del 22 dicembre 1999 relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione)
Art. 26 (Centri regionali per lo studio e la tutela della biodiversità vegetale forestale e per la castanicoltura)
Art. 27 (Azioni di sviluppo dei prodotti forestali)
Art. 28 (Iniziative di sviluppo territoriali e provinciali)
Art. 29 (Fondo regionale di sviluppo forestale)
Art. 30 (Attività di ricerca e sperimentazione)
Art. 31 (Attività di divulgazione e informazione)
Art. 32 (Formazione professionale e aggiornamento tecnico)
Art. 33 (Albo delle imprese forestali del Piemonte)
Art. 34 (Certificazione forestale)
Art. 35 (Comitato tecnico regionale per le foreste e il legno)
Art. 36 (Sistema informativo forestale regionale)
Art. 37 (Vigilanza)
Art. 39 (Modifiche all'articolo 12 della legge regionale 3 aprile 1989, n. 20)
Art. 40 (Modifiche agli articoli 1 e 11 della legge regionale 9 agosto 1989, n. 45)
Art. 41 (Modifica all'articolo 4 della legge regionale 3 aprile 1995, n. 50)
Art. 42 (Modifica all'articolo 63 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44)
Art. 43 (Deroghe)
Art. 44 (Notifica all'Unione europea)
Art. 45 (Clausola valutativa)
Art. 48 (Utilizzo dei proventi)
Art. 49 (Norma finanziaria)
Art. 50 (Norme finali)
La Regione Piemonte, nel quadro dei principi definiti dagli articoli 6 e 8 dello Statuto, considera le foreste come bene a carattere ambientale, culturale, economico e paesaggistico di irrinunciabile valore collettivo da utilizzare e preservare a vantaggio delle generazioni future.
Sono ritenute indispensabili la pianificazione degli interventi di gestione forestale, basata su un'approfondita conoscenza del territorio, e la programmazione degli stessi nel rispetto del ruolo delle autonomie locali, in applicazione dei principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione e leale collaborazione ai sensi dell'articolo 3 dello Statuto.
Agli effetti della presente legge e di ogni altra norma in vigore nella Regione è adottata la definizione di bosco di cui all'articolo 2, commi 1, 3 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227 (Orientamento e modernizzazione del settore forestale, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57). Sono inoltre considerati bosco i castagneti da frutto e le tartufaie controllate che soddisfano la medesima definizione.
Gli interventi di cui al comma 1 sono equiparati ai tagli colturali di cui all'articolo 149, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137).
attività antincendio, di vigilanza, di soccorso e altri compiti di interesse pubblico.
Le vie di esbosco sono tracciati temporanei connessi ai singoli interventi selvicolturali e utilizzati per il trasferimento dei prodotti forestali dal luogo di raccolta alla viabilità silvo-pastorale o alla viabilità ordinaria. La loro realizzazione non costituisce trasformazione d'uso del suolo.
(Piani forestali territoriali)
Per la redazione dei piani forestali territoriali, nel caso di inadempienza da parte delle comunità montane o delle province e trascorsi dodici mesi dalla data di approvazione delle norme tecnico-procedurali di cui al comma 2, la Giunta regionale esercita potere sostitutivo, ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli Enti locali).
La gestione delle superfici boscate nelle aree protette e nei siti della rete Natura 2000, siti di importanza comunitaria, zone speciali di conservazione, zone di protezione speciale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, è normata nell'ambito degli strumenti di pianificazione di cui queste sono dotate. In assenza di strumenti di pianificazione con valenza forestale specifici per queste aree e in presenza di superfici boscate significative, i soggetti gestori possono predisporre piani forestali aziendali da sottoporre alle procedure di approvazione di cui all'articolo 11, costituenti stralcio del piano di gestione del sito o dell'area protetta.
I piani forestali aziendali che interessano, in tutto o in parte, siti della rete Natura 2000, ne recepiscono gli strumenti specifici di gestione forestale. In assenza di tali strumenti di gestione forestale, i piani forestali aziendali assicurano la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, degli habitat di specie o delle specie di interesse comunitario ivi presenti e sono soggetti a valutazione di incidenza ai sensi dell'articolo 5 del d.p.r. 357/1997.
stabilisce le modalità di gestione dei boschi in situazioni speciali, comprendenti le foreste di protezione, i boschi situati in aree protette o siti della rete Natura 2000, quelli localizzati lungo i corpi idrici o interessati da reti tecnologiche, i rimboschimenti, i boschi da seme;
stabilisce le modalità di attuazione dell'articolo 14;
fissa, con cadenza quinquennale, i valori economici utilizzati per l'irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste all'articolo 38, comma 1, lettere b), c) ed e).
La Giunta regionale, sentita la competente commissione consigliare, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, approva il regolamento forestale.
Presso gli uffici regionali territoriali competenti in materia forestale sono costituiti gli sportelli forestali, al fine di favorire la diffusione sul territorio delle informazioni relative alla gestione e alla fruizione del patrimonio silvo-pastorale, migliorare l'efficacia delle procedure amministrative e rispondere alle necessità di rilevamento statistico).
Gli sportelli forestali possono essere altresì istituiti mediante convenzione, presso le province, le comunità montane singole o associate o presso altri soggetti istituzionali.
La gestione del patrimonio silvo-pastorale regionale può essere concessa a soggetti pubblici o privati per le finalità di cui al comma 2.
Per ragioni di pubblica utilità e urgenza, quali la prevenzione dei rischi di dissesto idrogeologico, caduta valanghe e incendio boschivo, e per motivi fitosanitari, la Giunta regionale, in coerenza con la pianificazione forestale, approva piani d'intervento straordinari aventi ad oggetto il miglioramento della stabilità del patrimonio forestale, il rafforzamento delle potenzialità protettive e ambientali e la creazione delle premesse per la sua valorizzazione economica.
La Giunta regionale, per le urgenti ragioni di cui al comma 2, può provvedere all'occupazione temporanea di aree ai sensi dell'articolo 49, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità).
La Regione favorisce e incentiva la costituzione e le attività di consorzi e di altre forme di gestione associata che assicurano la gestione sostenibile e multifunzionale delle superfici forestali, riconoscendo, in particolare, il ruolo dei consorzi di gestione forestale previsti dall'articolo 9, comma 3, della legge 31 gennaio 1994, n. 97 (Nuove disposizioni per le zone montane).
Le forme di gestione associata di cui al comma 2 assolvono a compiti di gestione delle superfici forestali dal punto di vista economico e ambientale, comprese le attività di manutenzione, conservazione, tutela, monitoraggio e vigilanza. A tali forme di gestione associata competono, inoltre, l'attuazione dei piani straordinari d'intervento di cui all'articolo 17, comma 2, nonché lo svolgimento di eventuali altre attività loro attribuite in convenzione dalla Regione o dagli enti locali.
Per accedere agli incentivi previsti dal comma 2, le forme associative diverse dai consorzi costituiti a norma dell'articolo 19 devono avere finalità statutarie coerenti con le finalità della presente legge. La coerenza è valutata dal competente ufficio regionale prima dell'assegnazione dell'incentivo.
(Costituzione dei consorzi di gestione forestale)
In assenza di forme di gestione associata o di iniziative dirette dei proprietari, le province e le comunità montane e collinari, anche di concerto tra loro per le superfici forestali contigue, individuano gli ambiti territoriali sui quali promuovere la costituzione dei consorzi di gestione forestale di cui all'articolo 18, comma 2.
L'ente procedente, a norma dell'articolo 55 del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215 (Nuove norme per la bonifica integrale) notifica a ciascun proprietario individuato la proposta di costituzione, comunicando contestualmente la data di convocazione dell'adunanza per la raccolta delle adesioni e la deliberazione dello statuto consortile.
In caso d'impossibilità o difficoltà di individuare uno o più proprietari, o di loro irreperibilità, la proposta di costituzione e l'atto d'indizione della prima adunanza sono affissi per quindici giorni consecutivi all'albo pretorio dei comuni e delle province sul cui territorio insistono i fondi e sono pubblicati per estratto nel Bollettino ufficiale della Regione. Della pubblicazione è dato avviso su manifesti da affiggersi davanti la casa comunale e nelle frazioni dei comuni suddetti.
La Giunta regionale definisce le linee guida cui si conformano gli statuti consortili, il cui contenuto deve in ogni caso:
contemplare quale causa del consorzio la gestione dei boschi ai sensi dell'articolo 18, comma 3;
prevedere che l'attività del consorzio venga esercitata sulla base di strumenti di pianificazione previsti dalla normativa regionale;
stabilire che gli eventuali utili d'esercizio, per una quota non superiore al 50%, possano essere percentualmente distribuiti tra i proprietari;
stabilire che gli utili spettanti ai proprietari irreperibili sono accantonati in un fondo speciale per un periodo non inferiore a cinque anni e che, trascorso tale termine senza che ne sia stata reclamata l'attribuzione, siano reinvestiti in opere di miglioramento forestale e di manutenzione del territorio consortile;
prevedere quali organi del consorzio il presidente, l'assemblea dei proprietari, l'amministratore unico oppure il consiglio di amministrazione nominato dall'assemblea, il revisore dei conti;
prevedere la figura del direttore tecnico.
I revisori dei conti sono nominati dalla Giunta regionale.
All'esito del procedimento di costituzione, l'approvazione dello statuto da parte della Giunta regionale conferisce al consorzio personalità giuridica.
Se non si perviene alla costituzione del consorzio entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge, trova applicazione l'articolo 862, comma 3, del codice civile. La costituzione d'ufficio avviene con decreto del Presidente della Giunta regionale.
La trasformazione del bosco è vietata, fatta salva l'eventuale autorizzazione rilasciata dalle amministrazioni competenti ai sensi dell'articolo 146 del d.lgs. 42/2004, e della legge regionale 9 agosto 1989, n. 45 (Nuove norme per gli interventi da eseguire in terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici - Abrogazione legge regionale 12 agosto 1981, n. 27).
Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale con proprio provvedimento definisce le modalità per il rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 2, sottoforma di autorizzazione integrata per i boschi gravati anche da vincolo idrogeologico.
Sono a carico del destinatario dell'autorizzazione la compensazione della superficie forestale trasformata e la mitigazione degli impatti sul paesaggio. Per i boschi gravati da vincolo idrogeologico, tale compensazione assolve anche alle finalità previste dall'articolo 9 della l.r. 45/1989.
La compensazione di cui al comma 6 non è dovuta per superfici inferiori ai 100 metri quadrati o per gli interventi di trasformazione delle aree boscate finalizzati al miglioramento del paesaggio e degli ecosistemi, purché coerenti con gli strumenti di pianificazione a valenza paesaggistica e naturalistica vigenti.
(Carta delle superfici forestali)
Gli strumenti urbanistici a livello locale, all'atto della loro redazione o revisione, sono corredati da una carta delle superfici forestali elaborata sulla base del piani forestali territoriali, in scala non inferiore a 1:10000.
La carta delle superfici forestali di cui al comma 1 reca la perimetrazione dei boschi e la loro classificazione in merito al valore ambientale attribuito sulla base delle metodologie di cui all'articolo 20, comma 10, ed è sottoposta ad aggiornamento almeno ogni dieci anni.
Ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del d.lgs. 227/2001 sono vietati:
la conversione a ceduo dei boschi governati a fustaia, dei boschi cedui avviati a fustaia e di quelli con età superiore ai quarant'anni, esclusi i cedui di castagno e robinia;
il taglio raso, inteso come taglio totale del soprassuolo forestale, fatti salvi gli interventi finalizzati al ripristino di habitat naturali elencati nell'allegato I della direttiva 92/43/CEE.
La Giunta regionale in via d'urgenza e per ragioni di pubblica utilità o di interesse generale, può eseguire in economia interventi di difesa fitosanitaria o di ripristino e ricostituzione di aree forestali danneggiate.
La Giunta regionale entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta, previo parere della competente commissione consiliare ai sensi dell'articolo 27, comma 4, dello Statuto, un regolamento attuativo per il recepimento della direttiva 99/105/CE.
le modalità con cui operano i centri di cui all'articolo 26.
La Giunta regionale, sentito il comitato tecnico regionale per le foreste e il legno e in armonia con i programmi provinciali di sviluppo per il settore forestale, definisce annualmente le linee di intervento per lo sviluppo dei prodotti forestali, destinando le risorse finanziarie disponibili alla realizzazione di interventi individuati mediante procedure a bando o sostenendo direttamente singole iniziative di enti locali realizzate anche per il tramite di forme di gestione associata o con le modalità di cui all'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali).
Le comunità montane, d'intesa con i comuni interessati, definiscono le scelte prioritarie d'intervento sul territorio finalizzate alla realizzazione delle azioni di cui all'articolo 27 nell'ambito dei piani di sviluppo socio-economico di cui agli articoli 26 e 27 della legge regionale 2 luglio 1999, n. 16 (Testo Unico delle leggi sulla montagna), da ultimo modificati dagli articoli 7 e 8 della legge regionale 1 luglio 2008, n. 19.
Al fine di promuovere la crescita delle imprese e qualificarne la professionalità, ai sensi dell'articolo 7 del d.lgs. 227/2001, è istituito l'albo delle imprese forestali del Piemonte.
Alle imprese iscritte si applicano i benefici previsti dall'articolo 7 del d.lgs. 227/2001.
La Giunta regionale disciplina le modalità di accesso e di tenuta dell'albo, i requisiti d'iscrizione, di rinnovo, sospensione e decadenza.
dell'eventuale commissione nell'ultimo triennio di violazioni delle norme in materia ambientale, forestale, del lavoro e di sicurezza dei cantieri, che abbiano comportato condanna penale o irrogazione di sanzioni amministrative;
della presenza delle situazioni ostative previste dall'articolo 3, comma 3 del Regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440 (Nuove disposizioni sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato).
assicura il raccordo con la commissione tecnica di cui all'articolo 14 del d.lgs. 386/2003 relativo alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione.
un rappresentante delle associazioni agricole;
un rappresentante dei soggetti gestori delle aree protette regionali e dei siti natura 2000.
dal Corpo forestale dello Stato nell'ambito delle competenze a esso attribuite dall'articolo 3 della legge 6 febbraio 2004, n. 36 (Nuovo ordinamento del Corpo forestale dello Stato) e nell'ambito di ulteriori funzioni individuate con apposita convenzione;
nel caso di violazione dei divieti previsti dall'articolo 22, l'importo della sanzione prevista alla lettera c) del presente articolo è raddoppiato;
da 100,00 euro a 300,00 euro ogni 10 metri quadri o frazione di superficie trasformata, nel caso di trasformazione del suolo forestale in altra destinazione d'uso senza la prescritta autorizzazione o in difformità dalla stessa.
Per le violazioni connesse all'attività vivaistica forestale, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 16 del d.lgs. 386/2003.
Il pagamento della sanzione di cui al comma 1, lettere a) e l) non esonera il trasgressore dall'obbligo di richiedere l'autorizzazione in sanatoria. Se l'autorizzazione non può essere rilasciata, e l'intervento sanato, il trasgressore è tenuto al ripristino ambientale dei luoghi che restano a tutti gli effetti classificati come bosco. A tal fine l'ente tenuto al rilascio dell'autorizzazione ordina il ripristino indicandone modalità e termini. Se il trasgressore non ottempera, il medesimo ente, previa diffida, dispone l'esecuzione degli interventi con onere a carico del trasgressore.
(Modifiche all'articolo 12 della legge regionale 3 aprile 1989, n. 20)
La lettera b) del comma 1 dell'articolo 12 legge regionale 3 aprile 1989, n. 20 (Norme in materia di tutela di beni culturali, ambientali e paesistici), è sostituita dalla seguente:
b) gli interventi in ambito forestale come di seguito individuati:
1) quelli eseguibili a norma del Regolamento forestale e quelli previsti dai Piani forestali aziendali;
2) l'arboricoltura da legno;
3) le opere antincendio;
4) gli interventi di sistemazione idraulico-forestale e dei versanti, compresi gli interventi di manutenzione del territorio eseguiti con tecniche di ingegneria naturalistica.
Alla lettera e) del comma 1 dell'articolo 12 della l.r. 20/1989, le parole "Piani di Assestamento forestale" sono sostituite dalle seguenti: "Piani forestali aziendali".
(Modifiche agli articoli 1 e 11 della legge regionale 9 agosto 1989, n. 45)
La lettera c) del comma 2 dell'articolo 1 della l.r. 45/1989, è sostituita dalla seguente:
" c) per 'modificazione d'uso del suolò si intende ogni intervento che, pur non alterando l'originaria destinazione del terreno, comporti una modifica dell'assetto idrogeologico del territorio;"
La lettera b) del comma 1 dell'articolo 11 della l.r. 45/1989 è sostituita dalla seguente:
" b ) i lavori di rimboschimento, la piantagione di alberi, i miglioramenti forestali, i lavori e le opere pubbliche di sistemazione di frane e versanti instabili, di sistemazione idraulica e idraulico-forestale;"
(Modifica all'articolo 4 della legge regionale 3 aprile 1995, n. 50)
Dopo la lettera b) del comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 3 aprile 1995, n. 50 (Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali, di alto pregio naturalistico e storico, del Piemonte) è inserita la seguente:
" b bis) Assessore alle foreste o suo delegato."
(Modifica all'articolo 63 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44)
Dopo la lettera b) del comma 2 dell'articolo 63 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 (Disposizioni normative per l'attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59") è inserita la seguente:
" b bis) rilascio di autorizzazioni limitatamente alle superfici forestali."
L'articolo 9 della l.r. 45/1989 non si applica nel caso in cui la superficie da modificare o trasformare sia forestale.
Gli articoli 64, comma 1, lettera a), e 65 comma 1, lettera a), della l.r. n. 44/2000 non si applicano nel caso in cui la superficie sottoposta a vincolo idrogeologico sia forestale.
Le procedure di rilascio delle autorizzazioni di cui all'articolo 20, comma 3, si applicano alle domande presentate dopo la pubblicazione del provvedimento previsto dalla stessa disposizione.
Restano validi fino allo loro scadenza i piani e i programmi adottati in applicazione delle disposizioni di legge vigenti prima della data di entrata in vigore di questa legge.
la lettera a) del quinto comma dell'articolo 30 della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 (Tutela ed uso del suolo), come sostituito dall'articolo 18 della legge regionale 20 maggio 1980, n. 50;
l'articolo 23 della legge regionale 12 ottobre 1978, n. 63 (Interventi regionali in materia di agricoltura e foreste), modificato dall'articolo 4 della legge regionale 2 maggio 1980, n. 33 e dall'articolo 4 della legge regionale 11 maggio 1984, n. 24;
l'articolo 25 della l.r. 63/1978, come modificato dall'articolo 4, comma 12 della l.r. 33/1980;
i commi da 1 a 8 e il comma 12 dell'articolo 4 della l.r. 33/1980, modificativi degli articoli 23 e 25 della l.r. 63/1978;
l'articolo 4 della l.r. 24/1984, modificativo dell'articolo 23 della l.r. 63/1978;
le lettere a) e b) del comma 2 dell'articolo 1 della l.r. 45/1989;
i commi 1 e 2 dell'articolo 24 della legge regionale 22 marzo 1990, n. 12 (Nuove norme in materia di aree protette (Parchi naturali, Riserve naturali, Aree attrezzate, Zone di preparco, Zone di salvaguardia).
Alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 69 della l.r. 56/1977, le parole: "di boschi", sono soppresse.
I fondi derivati dalle compensazioni ambientali di cui all'articolo 20, i proventi derivanti dall'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 38 e i proventi eventualmente derivanti dalla gestione del patrimonio forestale regionale, confluiscono nel Fondo regionale di sviluppo forestale e sono impiegati per la realizzazione di interventi selvicolturali di miglioramento, in particolare in aree di montagna e collina, per la creazione di boschi e popolamenti arborei con specie autoctone, in particolare in aree di pianura, e per interventi di riequilibrio idrogeologico, paesaggistico e ambientale in aree sensibili, in considerazione delle indicazioni contenute nei programmi pluriennali di sviluppo forestale di cui all'articolo 28.
Per la dotazione del fondo di cui all'articolo 29 è autorizzata per il biennio 2009-2010, nello stato di previsione della spesa del bilancio regionale, la spesa complessiva di 50 milioni di euro, in termini di competenza, così ripartita: 20 milioni per il 2009 e 30 milioni per il 2010.
Agli oneri di cui al comma 1, stanziati nell'unità previsionale previsionale di base (UPB) DA14171 (Op. pubbl.dif. del suolo economia montana e foreste Politiche forestali Titolo I spese correnti) del bilancio regionale si fa fronte con le risorse finanziarie individuate secondo le modalità previste dall'articolo 8 della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7 (Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall'articolo 30 della legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l'anno 2003).
I proventi derivanti dalle sanzioni di cui all'articolo 38 sono introitati nello stato di previsione dell'entrata del bilancio regionale nell'ambito dell'unità previsionale di base (UPB) DA0902 (Bilancio Ragioneria).
Le sanzioni di cui all'articolo 38, comma 1, lettere a), b), c), d) e) f) i) trovano applicazione dal giorno successivo all'entrata in vigore del regolamento forestale.
Le sanzioni di cui all'articolo 38, comma 1 lettera g) trovano applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale del provvedimento della Giunta regionale che definisce le caratteristiche tecniche costruttive della viabilità silvo-pastorale e delle vie di esbosco.
Le sanzioni di cui all'articolo 38, comma 1 lettera l) trovano applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale del provvedimento della Giunta regionale che definisce le modalità per il rilascio dell'autorizzazione prevista dall'articolo 20, comma 2.
Cessano di avere applicazione, dall'entrata in vigore del regolamento forestale, le parti seguenti delle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale per le province del Piemonte, di cui all'articolo 10 del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267 (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e terreni montani) come modificato dal regio decreto 12 settembre 1929, n. 1661, relativo, tra il resto, alla trasformazione del Ministero dell'economia nazionale in Ministero dell'agricoltura e delle foreste:
l'articolo 28, del paragrafo e) Tutela dagli incendi dal vento ed altre avversità meteoriche del Capo I del Titolo I;
i paragrafi a) Vincolo per la conversione e mutazione dei boschi, b) Taglio ed allestimento dei prodotti principali, c) Estrazione e raccolta dei prodotti secondari dei boschi, f) Tutela fitopatologica, g) Ricostituzione Boschiva, h) Piano di coltura e progetti di utilizzazione dei boschi del Capo I del Titolo I;
i Capi II e III;
i Titoli II, III, IV, V e VI.
L'articolo 39, comma 1 entra in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale regionale del regolamento forestale.

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 48

Art. 49

Art. 50