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DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2010, n. 28 con novità legislative introdotte dalla L. 69 del 2013.
La mediazione è lo strumento per addivenire alla conciliazione con il supporto degli organismi ovvero enti pubblici o privati, abilitati a svolgere il procedimento di mediazione, iscritti in un registro istituito con decreto del Ministro della Giustizia.
Decreto legislativo 4 Marzo 2010, n. 28. Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69 in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali (come modificato dalla sentenza della Corte Costituzionale 272/2012 e dalle previsioni contenute nel Decreto del fare approvato dal Governo in data 15 giugno 2013)
1. La domanda di mediazione relativa alle controversie di cui all’articolo 2 è presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo. In caso di più domande relative alla stessa controversia, la mediazione si svolge davanti all’organismo presso il quale è stata presentata la prima domanda.
Per determinare il tempo della domanda si ha riguardo alla data della ricezione della comunicazione.
3. All’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato è tenuto a informare l’assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. (L’avvocato informa altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale1). L’avvocato informa altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale2. L’informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto è annullabile. Il documento che contiene l’informazione è sottoscritto dall’assistito e deve essere allegato all’atto introduttivo dell’eventuale giudizio. Il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, (se non provvede ai sensi dell’articolo 5, comma 13) se non provvede ai sensi dell’articolo 5, comma 14, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione.
1 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
2 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
3 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
4 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
"1. Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto preliminarmente ad esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui
all’articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni"5.
5 Comma dichiarato costituzionalmente illegittimo per effetto della sentenza della Corte Costituzionale 272/2012.
6 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
7 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
8 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
9 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
10 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
11 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
12 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
1. Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni6.
2. (Fermo quanto previsto dal comma 1 e7) Fermo quanto previsto dal comma 1 e8 salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può invitare le stesse a procedere alla disporre l’esperimento del procedimento di mediazione; il tal caso l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’invito deve essere rivolto alle parti Il provvedimento di cui al periodo precedente indica l’organismo di mediazione ed è adottato9 prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa. Se le parti aderiscono all’invito, Il giudice fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6 e, quando la mediazione non è già stata avviata, assegna contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione.
4. (I commi 1 e10) I commi 1 e11 2 non si applicano:
b-bis) nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all’articolo 696-bis del codice di procedura civile;12
5. (Fermo quanto previsto dal comma 1 e13) Fermo quanto previsto dal comma 1 e14 salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, se il contratto, lo statuto ovvero l’atto costitutivo dell’ente prevedono una clausola di mediazione o conciliazione e il tentativo non risulta esperito, il giudice o l’arbitro, su eccezione di parte, proposta nella prima difesa, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione e fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6. Allo stesso modo il giudice o l’arbitro fissa la successiva udienza quando la mediazione o il tentativo di conciliazione sono iniziati, ma non conclusi. La domanda è presentata davanti all’organismo indicato dalla clausola, se iscritto nel registro, ovvero, in mancanza, davanti a un altro organismo iscritto, fermo il rispetto del criterio di cui all’articolo 4, comma 1. In ogni caso, le parti possono concordare, successivamente al contratto o allo statuto o all’atto costitutivo, l’individuazione di un diverso organismo iscritto.
13 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
14 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
15 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
16 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
17 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
18 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
19 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
1. Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a quattro tre15 mesi.
2. Il termine di cui al comma 1 non ha natura processuale e decorre dalla data di deposito della domanda di mediazione, ovvero dalla scadenza di quello fissato dal giudice per il deposito della stessa (e, anche nei casi in cui il giudice dispone il rinvio della causa ai sensi del quarto o del quinto periodo del comma 1 dell’articolo 5,16) e, anche nei casi in cui il giudice dispone il rinvio della causa ai sensi del quarto o del quinto periodo del comma 1 dell’articolo 5 ovvero ai sensi del comma 2 dell’articolo 5,17 non è soggetto a sospensione feriale.
1. Il periodo di cui all’articolo 6 (e il periodo del rinvio disposto dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 1,18) non si computano ai fini di cui all’articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89 Il periodo di cui all’articolo 6 e il periodo del rinvio disposto dal giudice ai sensi dell’articolo 5, commi 1 e 2, non si computano ai fini di cui all’articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 8919.
1. All’atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell’organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre quindici un primo incontro di
programmazione, in cui il mediatore verifica con le parti le possibilità di proseguire il tentativo di mediazione, non oltre trenta20 giorni dal deposito della domanda. La domanda e la data del primo incontro sono comunicate all’altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante. Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l’organismo può nominare uno o più mediatori ausiliari.
20 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
21 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
22 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
(5. Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per giudizio.21) Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio22.
2. Il mediatore non può essere tenuto a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel procedimento di mediazione, né davanti all’autorità giudiziaria né davanti ad altra autorità. Al mediatore si applicano le disposizioni dell’articolo 200 del codice di
procedura penale e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell’articolo 103 del codice di procedura penale in quanto applicabili.
1. Se è raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma processo verbale al quale è allegato il testo dell’accordo medesimo. Quando l’accordo non è raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione. In ogni caso, il mediatore formula una proposta di conciliazione se le parti gliene fatto concorde richiesta in qualunque momento del procedimento. (Prima della formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui all’articolo 1323). Prima della formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui all’articolo 1324.
23 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
24 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
25 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
1. Il verbale di accordo, sottoscritto dagli avvocati che assistono tutte le parti e25 il cui contenuto non è contrario all’ordine pubblico o a norme imperative, è omologato, su istanza di parte e previo accertamento anche della regolarità formale, con decreto del presidente del tribunale nel cui circondario ha sede l’organismo. Nelle controversie transfrontaliere di cui all’articolo 2 della direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio, il verbale è omologato dal presidente del tribunale nel cui circondario l’accordo deve avere esecuzione.
(1. Quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, nonché al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di un’ulteriore somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto.26) Resta ferma l’applicabilità degli articoli 92 e 96 del codice di procedura civile. (Le disposizioni di cui al presente comma si applicano altresì alle spese per l’indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all’esperto di cui all’articolo 8, comma 4.
26 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
27 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
28 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
29 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
1. Quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, nonché al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di un’ulteriore somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto. Resta ferma l’applicabilità degli articoli 92 e 96 del codice di procedura civile. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano altresì alle spese per l’indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all’esperto di cui all’articolo 8, comma 427.
3. Salvo diverso accordo le disposizioni precedenti non si applicano ai procedimenti davanti agli arbitri28).
3. Salvo diverso accordo le disposizioni precedenti non si applicano ai procedimenti davanti agli arbitri29.
3. Su istanza di parte, il responsabile dell’organismo provvede alla eventuale sostituzione de mediatore. Il regolamento individua la diversa competenza a decidere sull’istanza, quando la mediazione è svolta dal responsabile dell’organismo.
4-bis. Gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori30.
30 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
5. Presso il Ministero della giustizia è istituito, con decreto ministeriale, l’elenco dei formatori per la mediazione. Il decreto stabilisce i criteri per l’iscrizione, la sospensione e la cancellazione degli iscritti, nonché per lo svolgimento dell’attività di formazione, in modo da garantire elevati livelli di formazione dei mediatori. Con lo stesso decreto, è stabilita la data a decorrere dalla quale la partecipazione
all’attività di formazione di cui al presente comma costituisce per il mediatore requisito di qualificazione professionale.
1. In attuazione dell’articolo 60, comma 3, lettera o), della legge 18 giugno 2009, n. 69, le agevolazioni fiscali previste dal presente articolo, commi 2 e 3, e dall’articolo 20, rientrano tra le finalità del Ministero della giustizia finanziabili con la parte delle risorse affluite al "Fondo Unico Giustizia" attribuite al predetto Ministero, ai sensi del comma 7 dell’articolo 2, lettera b), del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, e dei commi 3 e 4 dell’articolo 7 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri della giustizia e dell’interno, in data 30 luglio 2009, n. 127.
4. Fermo quanto previsto dai commi 5 e 5-bis del presente articolo,31 con il decreto di cui all’articolo 16, comma 2, sono determinati:
31 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
32 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
33 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
34 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
(d) le riduzioni minime delle indennità dovute nelle ipotesi in cui la mediazione è condizione di procedibilità ai sensi dell’articolo 5, comma 1.32)
d) le riduzioni minime delle indennità dovute nelle ipotesi in cui la mediazione è condizione di procedibilità ai sensi dell’articolo 5, comma 1, ovvero è prescritta dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 233.
(5. Quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’articolo 5, comma 1, all’organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002, n. 115. A tal fine la parte è tenuta a depositare presso l’organismo apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo mediatore, nonché a produrre, a pena di inammissibilità, se l’organismo lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato.34).
5. Quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’articolo 5, comma 1, ovvero è prescritta dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 2, all’organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica del
30 maggio 2002, n. 115. A tale fine la parte è tenuta a depositare presso l’organismo apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo mediatore, nonché a produrre, a pena di inammissibilità, se l’organismo lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato.
5-bis. Quando, all’esito del primo incontro di programmazione con il mediatore, il procedimento si conclude con un mancato accordo, l’importo massimo complessivo delle indennità di mediazione per ciascuna parte, comprensivo delle spese di avvio del procedimento, è di 80 euro, per le liti di valore sino a 1.000 euro; di 120 euro, per le liti di valore sino a 10.000 euro; di 200 euro, per le liti di valore sino a 50.000 euro; di 250 euro, per le liti di valore superiore35.
35 La parte in grassetto è stata introdotta dal Decreto legge approvato dal Governo il 15 giugno 2013.
8. Alla copertura degli oneri derivanti dalle disposizioni dei commi 2 e 3, valutati in 5,9 milioni di euro a decorrere dall’anno 2010 e 7,018 milioni di euro a decorrere dall’anno 2011, si provvede mediante corrispondente riduzione della quota delle risorse del "Fondo unico giustizia" di cui all’articolo 2, comma 7, lettera b) del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, che, a tal fine, resta acquisita all’entrata del bilancio dello Stato.
1. Alle parti che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta
commisurato all’indennità stessa, fino a concorrenza di euro cinquecento, determinato secondo quanto disposto dai commi 2 e 3. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà.
2. A decorrere dall’anno 2011, con decreto del Ministro della giustizia, entro il 30 aprile di ciascun anno, è determinato l’ammontare delle risorse a valere sulla quota del "Fondo unico giustizia" di cui all’articolo 2, comma 7, lettera b), del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, destinato alla copertura delle minori entrate derivanti dalla concessione del credito d’imposta di cui al comma 1 relativo alle mediazioni concluse nell’anno precedente. Con il medesimo decreto è individuato il credito d’imposta effettivamente spettante in relazione all’importo di ciascuna mediazione in misura proporzionale alle risorse stanziate e, comunque, nei limiti dell’importo indicato al comma 1.
5. Ai fini della copertura finanziaria delle minori entrate derivanti dal presente articolo il Ministero della giustizia provvede annualmente al versamento dell’importo corrispondente all’ammontare delle risorse destinate ai crediti d’imposta sulla contabilità speciale n. 1778 "Agenzia delle Entrate – Fondi di bilancio".
(Obblighi di segnalazione per la prevenzione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di
finanziamento del terrorismo)
1. All’articolo 10, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, dopo il numero 5) è aggiunto il seguente: "5-bis) mediazione, ai sensi dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69;".
2. Restano ferme le disposizioni che prevedono i procedimenti obbligatori di conciliazione e mediazione, comunque denominati, nonche’ le disposizioni concernenti i procedimenti di conciliazione relativi alle controversie di cui all’articolo 409 del codice di procedura civile.
I procedimenti di cui al periodo precedente sono esperiti in luogo di quelli previsti dal presente decreto.
(1. Le disposizioni di cui all’articolo 5, comma 1, acquistano efficacia decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e si applicano ai processi iniziati a decorrere dalla stessa data.36)
36 La parte in corsivo è stata dichiarata costituzionalmente illegittima per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012.
Alfano, Ministro della giustizia Visto, il Guardasigilli: Alfano
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