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Timestamp: 2019-03-19 22:47:27+00:00

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Art. 1140 - 1170 Libro III Codice Civile Vicolo Italia
Codice Civile -> Libro III -> 1140 - 1170
Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale [832 ss.; c.p.646].
Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa [1597, 1780].
Se alcuno ha cominciato ad avere la detenzione, non può acquistare il possesso finché il titolo non venga ad essere mutato per causa proveniente da un terzo o in forza di opposizione da lui fatta contro il possessore. Ciò vale anche per i successori a titolo universale [1146].
Tuttavia nei rapporti tra privati è concessa l'azione di spoglio [1168] rispetto ai beni appartenenti al pubblico demanio e ai beni delle province e dei comuni soggetti al regime proprio del demanio pubblico [822, 824].
Se trattasi di esercizio di facoltà, le quali possono formare oggetto di concessione da parte della pubblica amministrazione, e data altresì l'azione di manutenzione [1170].
Il possesso continua nell'erede con effetto dall'apertura della successione [456, 460].
Il successore a titolo particolare può unire al proprio possesso quello del suo autore per goderne gli effetti [1148 ss.].
È possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere l'altrui diritto [535 III].
Capo II - Degli effetti del possesso.
Sezione I - Dei diritti e degli obblighi del possessore nella restituzione della cosa.
Art. 1148 - Acquisto dei frutti.
Il possessore di buona fede [1147] fa suoi i frutti naturali separati fino al giorno della domanda giudiziale e i frutti civili maturati fino allo stesso giorno [820, 821]. Egli, fino alla restituzione della cosa, risponde verso il rivendicante [948] dei frutti percepiti dopo la domanda giudiziale e di quelli che avrebbe potuto percepire dopo tale data, usando la diligenza di un buon padre di famiglia [1176].
Art. 1149 - Rimborso delle spese per la produzione e il raccolto dei frutti.
Art. 1150 - Riparazioni, miglioramenti e addizioni.
Per le addizioni fatte dal possessore sulla cosa si applica il disposto dell'articolo 936. Tuttavia, se le addizioni costituiscono miglioramento e il possessore è di buona fede, è dovuta una indennità nella misura dell'aumento di valore conseguito dalla cosa [trans. 157].
Art. 1151 - Pagamento delle indennità.
L'autorità giudiziaria, avuto riguardo alle circostanze, può disporre che il pagamento delle indennità previste dall'articolo precedente sia fatto ratealmente, ordinando, in questo caso, le opportune garanzie [1179].
Art. 1152 - Ritenzione a favore del possessore di buona fede.
Il possessore di buona fede può ritenere la cosa finché non gli siano corrisposte le indennità dovute, purché queste siano state domandate nel corso del giudizio di rivendicazione [948] e sia stata fornita una prova generica della sussistenza delle riparazioni e dei miglioramenti [2756].
Sezione II - Del possesso di buona fede di beni mobili.
Art. 1153 - Effetti dell'acquisto del possesso.
Colui al quale sono alienati beni mobili da parte di chi non ne è proprietario, ne acquista la proprietà mediante il possesso, purché sia in buona fede [1147] al momento della consegna e sussista un titolo idoneo al trasferimento della proprietà [769, 1470, 1552, 2919].
Art. 1154 - Conoscenza dell'illegittima provenienza della cosa.
Art. 1155 - Acquisto di buona fede e precedente alienazione ad altri.
Se taluno con successivi contratti aliena a più persone un bene mobile, quella tra esse che ne ha acquistato in buona fede il possesso è preferita alle altre, anche se il suo titolo è di data posteriore [1153].
Art. 1156 - Universalità di mobili e mobili iscritti in pubblici registri.
Le disposizioni degli articoli precedenti non si applicano alle universalità di mobili [816] e ai beni mobili iscritti in pubblici registri [815, 2683 ss.; c. nav. 146 ss.,753 ss.].
Art. 1157 - Possesso di titoli di credito.
Gli effetti del possesso di buona fede dei titoli di credito sono regolati dal titolo V del libro IV [1944].
Sezione III - Dell'usucapione.
Art. 1158 - Usucapione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari.
La proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per venti anni [1166].
Art. 1159 - Usucapione decennale.
Colui che acquista in buona fede [1147] da chi non è proprietario un immobile, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia stato debitamente trascritto [2643 ss.], ne compie l'usucapione in suo favore col decorso di dieci anni dalla data della trascrizione.
Art. 1159 bis - Usucapione speciale per la piccola proprietà rurale.
Colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario, in forza di un titolo che sia idoneo al trasferimento della proprietà e che sia debitamente trascritto, un fondo rustico con annessi fabbricati, situati in comuni classificati montani dalla legge, ne compie l'usucapione in suo favore col decorso di cinque anni dalla data di trascrizione.
Art. 1160 - Usucapione delle universalità di mobili.
L'usucapione di un'universalità di mobili [816] o di diritti reali di godimento sopra la medesima si compie in virtù del possesso continuato per venti anni.
Nel caso di acquisto in buona fede [1147] da chi non è proprietario, in forza di titolo idoneo, l'usucapione si compie con il decorso di dieci anni.
Art. 1161 - Usucapione dei beni mobili.
In mancanza di titolo idoneo [1153], la proprietà dei beni mobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per dieci anni, qualora il possesso sia stato acquistato in buona fede [1147].
Art. 1162 - Usucapione di beni mobili iscritti in pubblici registri.
Colui che acquista in buona fede [1147] da chi non è proprietario un bene mobile iscritto in pubblici registri [815, 2683; c. nav. 146 ss., 753 ss.], in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia stato debitamente trascritto, ne compie in suo favore l'usucapione col decorso di tre anni dalla data della trascrizione.
Art. 1163 - Vizi del possesso.
Art. 1164 - Interversione del possesso.
Chi ha il possesso corrispondente all'esercizio di un diritto reale su cosa altrui non può usucapire la proprietà della cosa stessa, se il titolo del suo possesso non è mutato per causa proveniente da un terzo o in forza di opposizione da lui fatta contro il diritto del proprietario. Il tempo necessario per l'usucapione [1158 - 1162] decorre dalla data in cui il titolo del possesso è stato mutato.
Art. 1165 - Applicazione di norme sulla prescrizione.
Le disposizioni generali sulla prescrizione [2934 ss.], quelle relative alle cause di sospensione e d'interruzione [2941 ss.] e al computo dei termini [2962 ss.] si osservano, in quanto applicabili, rispetto all'usucapione.
Art. 1166 - Inefficacia delle cause di impedimento e di sospensione rispetto al terzo possessore.
Nell'usucapione ventennale [1158] non hanno luogo, riguardo al terzo possessore di un immobile o di un diritto reale sopra un immobile, né l'impedimento derivante da condizione o da termine [2935], né le cause di sospensione indicate dall'articolo 2942.
L'impedimento derivante da condizione o da termine e le cause di sospensione menzionate nel detto articolo non sono nemmeno opponibili al terzo possessore nella prescrizione per non uso dei diritti reali sui beni da lui posseduti [954 IV, 970, 1014, 1073].
Art. 1167 - Interruzione dell'usucapione per perdita di possesso.
L'usucapione è interrotta [2945] quando il possessore è stato privato del possesso per oltre un anno.
Capo III - Delle azioni a difesa del possesso.
Art. 1168 - Azione di reintegrazione.
[c.p.c. 8 n.1, 21 II] Chi è stato violentemente od occultamente spogliato del possesso può, entro l'anno dal sofferto spoglio, chiedere contro l'autore di esso la reintegrazione del possesso medesimo [c.p. 634].
l'azione è concessa altresì a chi ha la detenzione della cosa [1140 II, 1585 II], tranne il caso che l'abbia per ragioni di servizio o di ospitalità.
La reintegrazione deve ordinarsi dal giudice sulla semplice notorietà del fatto, senza dilazione (c.p.c. 8 n.1, 21 II, 703 ss.].
Art. 1169 - Reintegrazione contro l'acquirente consapevole dello spoglio.
Art. 1170 - Azione di manutenzione.
[c.p.c. 8 n.1, 21 II, 703 ss.] Chi è stato molestato nel possesso di un immobile, di un diritto reale sopra un immobile o di un'universalità di mobili [816] può, entro l'anno dalla turbativa, chiedere la manutenzione del possesso medesimo.

References: Art. 1148

Art. 1149

Art. 1150

Art. 1151

Art. 1152

Art. 1153

Art. 1154

Art. 1155

Art. 1156

Art. 1157

Art. 1158

Art. 1159

Art. 1159

Art. 1160

Art. 1161

Art. 1162

Art. 1163

Art. 1164

Art. 1165

Art. 1166

Art. 1167

Art. 1168

Art. 1169

Art. 1170