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Timestamp: 2020-08-14 20:44:50+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 24849 del 05/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24849 del 05/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 05/12/2016, (ud. 06/10/2016, dep. 05/12/2016), n.24849
sul ricorso 28486/2014 proposto da:
C.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA TUSCOLANA 739,
presso lo studio dell’avvocato DOMENICO VANI, rappresentato e difeso
dall’avvocato ENZO CLEMENTE, giusta delega a margine del ricorso;
DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati ANTONELLA
PATTERI, LUIGI CALIULO, SERGIO PREDEN, LIDIA CARCAVALLO, giusta
avverso l’ordinanza n. 897/2013 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
udito l’Avvocato Ciano Dorodea (delega avvocato Clemente Enzo)
difensore del ricorrente che si riporta ai motivi scritti;
udito l’Avvocato Antonella Patteri difensore del controricorrente che
La causa e stata chiamata all’adunanza in camera di consiglio del 6 ottobre 2016, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., sulla base della seguente relazione redatta a norma dell’art. 380 bis c.p.c.:
“La Corte di Appello di L’Aquila, con ordinanza emessa ex artt. 348 bis e 348 ter c.p.c., in data 29 maggio 2014, dichiarava inammissibile l’appello proposto da C.L. avverso la sentenza del Tribunale di Avezzano del 21 maggio 2013 con la quale era stata dichiarata inammissibile la domanda del C. intesa ad ottenere il riconoscimento del diritto al beneficio – di cui alla L. n. 257 del 1992, art. 13, comma 8, e succ. modifiche – della maggiorazione contributiva per esposizione all’amianto nel periodo dal 26.8.1971 al 31.12 1998 quando aveva lavorato alle dipendenze di Fiat Group Automobiles s.p.a. presso lo stabilimento di (OMISSIS). Ad avviso della Corte territoriale il gravame proposto dal C. non poteva avere una ragionevole probabilità di essere accolto in quanto era maturata la decadenza prevista dal D.P.R. n. 639 del 1970, art. 47, come correttamente ritenuto dal primo giudice.
Avverso tale decisione propone ricorso per cassazione (notificato il 24 novembre 2014) il C. affidato a due motivi.
Con il primo motivo di ricorso si deduce violazione del D.P.R. n. 639 del 1970, art. 47 (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3) assumendosi che la menzionata norma non poteva trovare applicazione alle ipotesi in cui veniva richiesto l’adeguamento di un trattamento) pensionistico già riconosciuto, come nel caso in esame in cui l’attribuzione del diritto al beneficio, di cui alla L. n. 257 del 1992, art. 13, comma 8, e succ. modifiche, della maggiorazione contributiva per esposizione all’amianto era stato richiesto) da soggetto già pensionato ed era, quindi, finalizzato solo all’incremento della prestazione pensionistica già in godimento.
Con il secondo mezzo viene denunciata violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., in quanto erroneamente la Corte aveva applicato il principio della soccombenza laddove più corretto sarebbe stato disporre la compensazione delle spese di lite in considerazione delle oscillazioni della giurisprudenza sulla questione dell’applicabilità o meno, al caso in esame, della decadenza cit. D.P.R. n. 639 del 1970, ex art. 47.
Invero, non ricorre, nel caso all’esame, alcuna delle ipotesi in cui le Sezioni unite della Corte, con la recente sentenza n. 1914 del 2 febbraio 2016, hanno affermato la ricorribilità diretta – ai sensi dell’art. 111 Cost., comma 7 – dell’ordinanza ex art. 348 ter c.p.c., non avendo il ricorrente denunziato vizi di natura processuale dell’ordinanza impugnata.
Alla luce di quanto esposto, la declaratoria di inammissibilità del ricorso, con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 1”.
Le spese del presente giudizio vanno dichiarate compensate tra le parti in considerazione del fatto che l’intervento chiarificatore da parte delle sezioni unite di questa Corte in merito alla ricorribilità dell’ordinanza ex artt. 348 bis e 348 ter c.p.c., è successivo alla proposizione del ricorso in oggetto.
Sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dal D.P.R. 30 maggio, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (legge di stabilità 2013). Tale disposizione trova applicazione ai procedimenti iniziati in data successiva al 30 gennaio 2013, quale quello in esame, avuto riguardo al momento in cui la notifica del ricorso si è perfezionata, con la ricezione dell’atto da parte del destinatario (Sezioni Unite, sent. n. 3774 del 18 febbraio 2014). Inoltre, il presupposto di insorgenza dell’obbligo del versamento, per il ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, non è collegato alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo del rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l’impugnante, del gravame (Cass. n. 10306 del 13 maggio 2014).
1,a Corte dichiara inammissibile il ricorso e compensa le spese del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 47
 art. 47
 art. 13
 art. 47
 sentenza 
 art. 348
 art. 13
 art. 1
 art. 13
 art. 1