Source: http://docplayer.it/68460-Norme-ceremoniali-per-gli-eminentissimi-signori-cardinali.html
Timestamp: 2017-06-27 19:31:28+00:00

Document:
NORME CEREMONIALI PER GLI EMINENTISSIMI SIGNORI CARDINALI - PDF
NORME CEREMONIALI PER GLI EMINENTISSIMI SIGNORI CARDINALI
Download "NORME CEREMONIALI PER GLI EMINENTISSIMI SIGNORI CARDINALI"
1 1 SACRA CONGREGAZIONE CEREMONIALE NORME CEREMONIALI PER GLI EMINENTISSIMI SIGNORI CARDINALI TIPOGRAFIA POLIGLOTTA VATICANA 19432 2 SACRA CONGREGAZIONE CEREMONIALE NORME CEREMONIALI PER GLI EMINENTISSIMI SIGNORI CARDINALI I DEGLI ABITI DEGLI EM.MI SIGNORI CARDINALI 1. Due sono le foggie dell abito cardinalizio: abito cardinalizio propriamente detto, ed abito cardinalizio Pïano, cui si aggiunge un modo particolare di abito che può usarsi in occasioni straordinarie. 1. DELL ABITO CARDINALIZIO 2. L abito cardinalizio si compone: della sottana caudata, della fascia, della mozzetta e della mantelletta, ordinariamente sovrapposte al rocchetto; della cappa, che in circostanze speciali s indossa in luogo della mozzetta o della mantelletta e mozzetta; dello zucchetto, della berretta e del galero, che è il cappello cardinalizio vero e proprio e particolare distintivo dell altissima dignità, e del cappello usuale. Il collare, le calze, e le scarpe sono a norma delle prescrizioni che seguono (n. 5). 3. Per i Cardinali assunti dal clero secolare, dai Canonici regolari, dai Chierici regolari e dalle Congregazioni religiose, la sottana, la mozzetta, la mantelletta e la cappa sono, quanto alla stoffa e secondo i tempi e le circostanze, di seta ondata o di lana, con fodere sempre di seta non ondata, e, quanto ad colore, di rosso scarlatto o di violaceo, il quale ultimo dev essere conforme al Decreto della S. Congregazione Ceremoniale del 24 giugno Le fodere, le orlature, i bottoni e le asole nell abito rosso devono essere pure di color rosso; nell abito violaceo di color rubino o cremisi. 4. La cappa scende sul davanti a coprire tutta la sottana; a tergo si prolunga a strascico e misura in complesso più o meno di cinque metri, a seconda dei casi, ed è fornita di un cappuccio di cui la parte anteriore scende3 3 sul petto, e la posteriore, lunga circa un metro, abitualmente sta fissata con due bottoncini all altezza dello scollo. Nei tempi designati, al cappuccio della cappa si applica una pelle di ermellino, di cui la parte esterna del cappuccio stesso può essere anche semplicemente orlata. 5. La fascia è sempre di seta ondata, rossa o violacea, e termina con due fiocchi d oro alle estremità; lo zucchetto, di seta ondata o di lana, è sempre rosso; la berretta, pure di seta ondata o di lana, è sempre rossa, a tre creste, con piccolo torciglione di seta nel centro; il collare è di seta, rosso o violaceo; le calze rosse o violacee; le scarpe sono di pelle rossa, con fibbie d oro, oppure nere con orlatura, tacchi e suola di color rosso, o anche del tutto nere, con fibbie d argento. 6. Per i Cardinali assunti dagli Ordini monastici e mendicanti l abito cardinalizio è sempre di lana, fatta eccezione per la fascia, il collare, le fodere, le guarnizioni e gli altri accessori, che sono di seta. Quanto al colore, e salvo il prescritto del n. 39: a) Se l abito dell Ordine da cui il Cardinale proviene è tutto di un sol colore, l abito cardinalizio, compresa la cappa con l ermellino o la pelliccia, quando vi è, e le relative fodere, è pur tutto di questo medesimo colore, e così il collare, le calze, i fiocchi della fascia, - dai quali è escluso l oro, - le fodere, le orlature, le asole, i bottoni e gli altri accessori. b) Se l abito dell Ordine è bicolore, allora: la sottana, con fodere, orlature, bottoni, asole ed accessori, la fascia con i suoi fiocchi senza oro, il collare e le calze sono del colore della tonaca religiosa; invece, la mozzetta, la mantelletta e la cappa con l ermellino o la pelliccia, quando vi è, e le relative fodere ecc., come sopra, sono del colore della cocolla, o della cappa o mantello dell Ordine, salvo consuetudini speciali legittimamente introdotte. Nell uno e nell altro caso, lo zucchetto e la berretta sono sempre di color rosso: le scarpe sono sempre ed unicamente di pelle nera, con fibbie d argento. 7. Il rocchetto, di tela, con merletto, e che non deve oltrepassare. la mantelletta, è indossato indistintamente da tutti i Cardinali, e il trasparente4 4 di seta all estremità, delle maniche deve essere, quando vi sia, del colore delle mostre della sottana. 8. Il galero è insigne distintivo di tutti i Cardinali. Esso è di forma rotonda, piatta, con la calotta bassa, a larghissima falda bordata con nastro di seta, tutto di colore rosso cremisi, di lana nella parte superiore, di seta nel rovescio e nell interno. Un lungo cordone di seta, pure rosso cremisi, di cui due capi sono fissati superiormente ai lati della calotta a terminare con un fiocchetto per lato, scende da due parti di sotto al galero, mentre un passante corre lungo il cordone doppio, i cui capi inferiori terminano in un grosso fiocco frangiato. Il galero ha, come accessorio staccato, la così detta fioccatura, di seta cremisi, composta di ghiande, cannelli e quindici fiocchi sovrapposti, in numero crescente da uno a cinque per ciascuna parte e terminanti in lunghe frangia. Conviene che il galero sia conservato con decorosa proprietà. 9. Il cappello usuale, pure proprio di tutti i Cardinali, è rosso, e può essere di feltro, o di felpa, o di seta liscia, con la falda bordata d oro, sostenuta da tre lati da cordoncini d oro, e con la calotta contornata da fascia, a nappe rosse, ricamata in oro. 2. DELL ABITO PÏANO 10. L abito Pïano per i Cardinali assunti dal clero secolare, dai Canonici regolari, dai Chierici regolari e dalle Congregazioni religiose, è così composto: sottana, o zimarra, di lana nera, con fodere, orlature, bottoni ed asole di seta color rosso scarlatto; fascia di seta rossa ondata, terminante in frangia dello stesso colore, senza oro; collare di seta rossa, calze pure di color rosso; scarpe di pelle nera, con fibbie d oro, con orlature, tacchi e suola di color rosso; ferraiolone, quando si accompagna a questo abito, di seta ondata, in rosso od in violaceo, secondo i tempie le circostanze, o anche di seta liscia pure in rosso od in violaceo, con mostre di seta rossa per il ferraiolone rosso, e di seta cremisi per quello violaceo; zucchetto e berretta, se occorra, di color rosso e di seta ondata, o di lana, secondo il tempo; cappello nero, di feltro, o di felpa, o di seta liscia, con fascia e nappe rosse, tutto ricamato in oro, oppure con cordone a due giri e fiocchi di rosso e oro.5 5 11. Per i Cardinali assunti dagli Ordini monastici e mendicanti, l abito cardinalizio Pïano di cui al n. 10 ha queste differenze: che la sottana, con accessori, la fascia, il collare e le calze sono del colore della tonaca del rispettivo Ordine; le scarpe sono sempre di pelle nera, con fibbie d argento; il ferraiolone è di lana, del colore della cocolla o della cappa o mantello dell Ordine, con mostre di seta del medesimo colore, salvo consuetudini legittimamente introdotte; lo zucchetto e la berretta sono di lana. 3. DELL ABITO CARDINALIZIO PER OCCASIONI STRAORDINARIE 12. Quest abito cardinalizio per occasioni straordinarie è così composto: sottana caudata e fascia con fiocchi d oro per i Cardinali che li possono usare; mozzetta, senza rocchetto, e ferraiolone sopra la mozzetta, tutto di colore rosso o violaceo, o del colore proprio dei Cardinali assunti dagli Ordini monastici e mendicanti; collare rosso o del colore proprio prescritto; calze dei medesimi rispettivi colori; scarpe rosse o nere, filettate di rosso, eccezione fatta per i Cardinali assunti dagli Ordini monastici e mendicanti che le conservano semplicemente nere; zucchetto rosso; cappello usuale rosso. 4. INDUMENTI COMUNI ALLE VARIE FOGGIE DI ABITI DEGLI EM.MI SIGNORI CARDINALI 13. Tanto con l abito cardinalizio quanto con l abito Pïano e con l abito di occasioni straordinarie, si può usare, se la necessità lo richiede, il mantello, il quale per tutti i Cardinali, eccettuati quelli assunti dagli Ordini monastici e mendicanti, è di panno rosso o violaceo, secondo i rempi e le circostanze, con orlatura d oro ai bordi anteriori, alla mantellina ed al bavero. Il mantello rosso ha il bavero di velluto e le mostre di seta, tutto di color rosso; quello violaceo ha l uno e le altre di color cremisi. 14. I Cardinali assunti dagli Ordini monastici e mendicanti hanno il mantello di panno sempre del colore di quello dell Ordine, salvo consuetudini legittimamente introdotte, con bavero di velluto e mostre di seta dello stesso colore e senza l orlatura d oro di cui al numero precedente. 15. Accessorio facoltativo, sia dell abito cardinalizio propriamente detto, come dell abito Pïano e dell abito di cui sopra al n. 12, sono i guanti, i quali sono sempre di colore rosso per tutti i Cardinali, eccettuati quelli6 6 assunti dagli Ordini monastici e mendicanti che li usano del colore della tonaca religiosa, salvo diversa consuetudine legittimamente introdotta. II DELL USO DEGLI ABITI DEGLI EM.MI SIGNORI CARDINALI 16. L abito cardinalizio si usa nelle sacre funzioni, nelle Congregazioni coram Ss.mo o ed in quelle ceremonie ed occasioni nelle quali è, o viene, volta per volta, autorevolmente prescritto. 17. L abito Pïano è l abito da usarsi normalmente e perciò anche nel dare udienze di riguardo o di ufficio nella propria residenza. Si completa col ferraiolone di seta ondata per Udienze pontificie non solenni, le visite di formalità, i ricevimenti ed altre simili occasioni. Il ferraiolone di seta liscia si usa con questo abito nelle Congregazioni cardinalizie ordinarie, in circostanze di minore importanza ed in quelle riunioni alle quali i laici invitati non portano l abito da sera. 18. Le occasioni straordinarie nelle quali può indossarsi l abito di cui al n. 12 sono, p. es. quelle di visite ufficiali ai Capi di Stato, nonchè quelle di ceremonie che partecipano di ceremonia ecclesiatica e di ceremonia civile e che sono o introdotte da consuetudini locali, o designate da istruzioni autorevolmente date caso per caso. 19. L abito di seta e quello di lana si assumono e si depongono, rispettivamente, secondo l intimazione che de mandato Ss.mi dà Mons. Prefetto delle Ceremonie Apostoliche. In generale, nel mese di novembre si depone quello di seta per assumere quello di lana, e con questo nella Curia Romana si assume anche l ermellino o la pelliccia corrispondente sulla cappa, e nel mese di maggio si depone quello di lana con l ermellino o la pelliccia della cappa, per assumere di nuovo quello di seta. 20. a) Gli abiti di colore rosso si usano sempre nei giorni e nei tempi non eccettuati sotto la seguente lettera b), e anche, nei tempi eccettuati, nelle solennità che in quelli ricorrono, dell Immacolata Concezione della B. V., a cominciare dai primi Vespri, di S. Giuseppe, Sposo della B. V. e dell Annunziazione della B. V., o che in quelli potrebbero ricorrere, del Santo Titolare della Cattedrale, del Titolo o della Diaconia nella propria7 7 chiesa, o della chiesa in Commenda, nonchè delle altre chiese nelle quali abbia luogo una festa di 1 a classe o solennità equivalente; inoltre, nell Anniversario dell Elezione e della Coronazione del Sommo Pontefice, nella presa di possesso del Titolo o della Diaconia e della Diocesi; infine, nella vigilia di Pentecoste. b) Gli abiti di colore violaceo si usano, salvo le eccezioni di cui alla precedente lettera a), dai Vespri del sabato precedente la 1 a Domenica dell Avvento, ai primi Vespri del S. Natale; dai Vespri precedenti la Domenica di Settuagesima fino alla Messa del Sabato Santo; nei quattro Tempi di Settembre e nelle Vigilie: infine nelle funzioni e processioni di penitenza o ad esse equivalenti, in qualunque tempo dell anno, e nelle Cappelle, funzioni e ceremonie funebri. 21. In Roma e suo Distretto i Cardinali abitualmente portano la mantelletta sotto la mozzetta. Usano, invece, la sola mozzetta senza la mantelletta: 1 nella propria abitazione e nell abitazione di un altro Cardinale che inviti a deporre la mantelletta, purchè in ciascuna abitazione il Cardinale possa innalzare il baldacchino, a mente del n. 73; 2 nel proprio Titolo o Diaconia e nella chiesa che il Cardinale abbia in Commenda; 3 nei locali e nell oratorio interno delle Protettorie affidate al Cardinale, dove egli può alzare il baldacchino, rimanendo esclusa la chiesa pubblica, o la cappella aperta al pubblico, a meno che essa sia chiusa temporaneamente per uso esclusivo di un istituto; 4 a mente del n. 33 b). Fuori di Roma e suo Distretto i Cardinali portano sempre e dovunque la sola mozzetta, senza la mantelletta, anche dinanzi al Cardinale Legato a latere; portano invece la mozzetta con la mantelletta quando nel luogo è presente il Sommo Pontefice, nonchè nelle Cappelle, palazzi e luoghi papali, salve le speciali concessioni nei singoli casi. 22. a) La cappa rossa si usa in Roma, nei tempi e nelle circostanze nelle quali il Cardinale deve vestire l abito rosso: 1 in quelle Cappelle papali e cardinalizie che si tengono nelle maggiori solennità, secondo le prescrizioni che de mandato Ss.mi dà volta per volta Mons. Prefetto delle Ceremonie Apostoliche; 2 dal Cardinale Titolare e dal Cardinale Diacono rispettivamente nel proprio Titolo e nella propria Diaconia, dal Cardinale Commendatario nella chiesa che ha in Commenda,8 8 dal Cardinale che funziona pontificalmente al trono, con la licenza di cui al n. 60, in altra chiesa nella quale abbia luogo una festa di 1 a classe o solennità equivalente, e dai Cardinali Arcipreti nelle rispettive Basiliche Patriarcali; 3 dagli stessi Cardinali Arcipreti nelle rispettive Basiliche Patriarcali e dai Cardinali nel proprio Titolo, o nella propria Diaconia, o chiesa in Commenda, quando in dette chiese si celebri Cappella cardinalizia, per quanto gli altri Cardinali indossino la cappa violacea, purchè tutti abbiano l abito rosso; 4 nelle solennità: del S. Natale, con i due giorni seguenti, di S. Stefano Protomartire e di. S. Giovanni Ev., e di Pasqua di Resurrezione e di Pentecoste, con i lunedì e martedì rispettivamente seguenti, per qualunque funzione e circostanza, compresi eventuali Concistori che ne richiedano l uso; 5 nell Ottava del Corpus Domini e nelle funzioni e processioni col Ssmo Sacramento; 6 nei secondi Vespri della solennità dei Ss. Apostoli Pietro e Paolo nella Basilica Vaticana, qualora v intervengano gli Em.mi Cardinali; 7 nell Anniversario dell Elezione e della Coronazione del Sommo Pontefice; 8 in qualunque altra occasione straordinaria de mandato Ss.mi. Fuori di Roma la cappa rossa si usa sempre nelle funzioni nelle quali l uso della cappa è prescritto, come sopra, nei tempi e nelle circostanze nelle quali il Cardinale deve vestire l abito rosso. b) La cappa di seta violacea si usa in Roma: 1 nelle Cappelle papali quando si indossano gli abiti di colore violaceo; nei Concistori, anche con l abito di colore rosso, salva l eccezione di cui sopra. sotto la lettera a) n. 40; nelle Cappelle cardinalizie, non eccettuate sotto la precedente lettera a); 2 nelle Protettorie; 3 nelle processioni che non hanno principio dalla propria chiesa titolare o diaconale, o in Commenda, o dalla Basilica Patriarcale di cui un Cardinale è Arciprete; 4 assistendo da uno stallo parato a sacre funzioni in altre chiese di Roma. c) La cappa di lana violacea si usa: nel Venerdì Santo e a mente del n. 33 b), ferme le prescrizioni di cui al n a) La cappa normalmente s indossa o nella sala destinata per questo scopo nelle Cappelle, o all ingresso delle chiese nelle quali si ha da celebrare la solenne funzione pontificarle. b) La cappa si porta del tutto distesa e sorretta dal Cappellanocaudatario, nel Titolo, nella Diaconia, nella chiesa in Commenda, nelle9 9 Basiliche Patriarcali, dal Cardinale rispettivamente Titolare, Diacono, Commendatario e Arciprete, e da tutti i Cardinali fuori di Roma. c) Si lascia cadere distesa a terra per l «Obbedienza» nelle Cappelle papali (eccezione fatta per i Cardinali Diaconi assistenti al Trono), e per l adorazione della Croce nel Venerdì Santo. d) Si porta sciolta, sostenuta dal Cappellano-caudatario, ma non distesa, nel corteo e nelle Cappelle papali. I Cardinali Diaconi assistenti la portano invece raccolta. e) Si porta raccolta e con la coda sorretta dallo stesso Cardinale: 1 nelle Cappelle papali, quando il Sommo Pontefice non è presente; 2 nelle Cappelle cardinalizie; 3 nei Concistori segreti; 4 nelle chiese, aperte al pubblico, delle Protettorie; 5 nelle processioni per le vie di Roma, a meno che il Cardinale Titolare, Diacono, Commendatario e Arciprete non partecipi ad una processione iniziata nella sua chiesa o Basilica Patriarcale e proseguita al di fuori, nell ambito della stessa chiesa o Basilica, nel qual caso si continua ad osservare la prescrizione di cui alla precedente lettera b). f) Nelle Cappelle papali e cardinalizie i Cardinali, mentre stanno seduti, tengono la cappa spiegata e distesa fino ai piedi. Non conviene andare in vettura con la cappa indossata. 24. Il collare e le calze si usano sempre di color rosso, fuorchè nel Venerdì Santo e a mente del n. 33 b), nei quali tempi si usano di color violaceo, salvo quanto è prescritto al n I guanti di uso civile, essendo un accessorio facoltativo, sia dell abito cardinalizio, sia dell abito Pïano, sia dell abito di cui al n. 12. non si usano in chiesa, alla presenza del Sommo Pontefice e con la cappa. 26. Lo zucchetto viene portato abitualmente, salvi, di regola, i casi seguenti: a) Il Cardinale non vestito dei sacri paramenti lo toglie: 1 per fare inchino all altare ed al coro; 2 quando deve genuflettere dinanzi all altare dove si conserva il Ss.mo Sacramento, e dinanzi al Ssmo Sacramento esposto;10 10 3 al canto dei Vangelo; 4 quando viene incensato dopo l offertorio; 5 dal principio del Prefazio nella Messa fin dopo la Comunione; 6 ogni altra volta che, secondo le prescrizioni liturgiche, lo richieda il sacro rito. b) Al Cardinale vestito dei sacri paramenti per la Messa, o che dal Trono presta assistenza in cappa, si toglie lo zucchetto dal Ceremoniere: 1 quando deve genuflettere dinanzi all altare dove si conserva il Ss.mo Sacramento, e dinanzi al Ss.mo Sacramento esposto; 2 dal principio del Prefazio nella Messa fin dopo la Comunione. c) Nelle Cappelle papali, i Cardinali, sieno in cappa o vestiti dei sacri paramenti per l assistenza, tolgono lo zucchetto: 1 entrando nella quadratura, per fare l inchino all altare. Quindi, quando non sono in corteo, lo ripongono in testa durante la breve preghiera che fanno genuflessi, e lo tolgono di nuovo per rinnovare l inchino all altare e per fare l inchino al coro; 2 all ingresso, ai passaggi ed all uscita del Sommo Pontefice; 3 durante il «Confessione» che alternano col Cardinale loro vicino; 4 per fare l «Obbedienza», nel quale caso lo lasciano al Cappellano-caudatario, se sono in cappa; lo portano invece seco, posto dentro la mitra, se sono rivestiti di paramenti sacri; 5 al Kyrie, Gloria, Credo, sia che facciano circolo dinanzi al Sommo Pontefice, sia che non lo facciano; 6 durante i vari momenti della S. Messa, di cui sopra, sotto la lettera a) nn. 3, 4, 5; 7 alla Benedizione impartita dal Sommo Pontefice; 8 ogni altra volta che lo richieda il sacro rito. d) Per le Cappelle cardinalizie valgono le stesse norme di cui sopra, sotto le lettere precedenti, eccettuate quelle che si riferiscono alla presenza del Sommo Pontefice. e) Fuori di chiesa si toglie lo zucchetto per recitare alcune preci, secondo l uso, per es. l Angelus ecc.; e per riverire il Sommo Pontefice, nonchè gli altri Cardinali quando sieno riuniti almeno in numero di tre. 27. La berretta si porta sempre con l abito cardinalizio, non però in vettura, dovendosi allora usare il cappello usuale rosso. Nei cortei papali delle Cappelle i Cardinali la portano in mano; nelle Cappelle papali non la mettono in capo e la consegnano al Cappellano-caudatario; nelle Cappelle cardinalizie si possono coprire con la berretta secondo le regole consuete. La usano inoltre quando indossano sul rocchetto la mozzetta, o la mozzetta e la11 11 mantelletta, a meno che all aperto non convenga usare il cappello usuale rosso; non la pongono mai in capo alla presenza del Sommo Pontefice. 28. Il galero (quando, consigliandolo le circostanze, non si usa semplicemente la berretta) si usa con la cappa, nell accedere solennemente alla chiesa, all aperto, ed anche in altre particolari occasioni, e si pone sulla testa coperta dal cappuccio: il doppio cordone, poi, si stringe col passante sotto il mento. Il fiocco frangiato, con cui il cordone termina, si lascia pendere sul petto. Quanto alla fioccatura, essa non si usa mai quando si porta il galero; si applica invece al galero stesso quando questo si pone sulla cassa funebre e sul tumulo, nelle esequie; si applica, infine, al disotto del galero medesimo quando questo si appende al di sopra della sepoltura del Cardinale. 29. Il cappello usuale rosso si porta con l abito cardinalizio, sia questo rosso, o sia violaceo, e con l abito di cui al n Il cappello nero con fascia rosso-oro si usa con l abito Pïano, nelle circostanze maggiori, quali per esempio, le Udienze pontificie, le Congregazioni coram Ss.mo, o altrimenti particolarmente solenni, le visite di formalità, i ricevimenti ecc. Il cappello nero con cordone rosso-oro si usa invece, sempre con l abito Pïano in occasione delle consuete Congregazioni cardinalizie e abitualmente in ogni altro caso. 31. a) Le scarpe rosse si usano in Roma con l abito cardinalizio di color rosso, non già col violaceo: 1 nel proprio Titolo, Diaconia, nella chiesa che il Cardinale ha in Commenda; 2 nelle Messe e nei Vespri che il Cardinale celebri pontificalmente al trono, a mente del n. 60, anche in altre chiese che non sieno proprio Titolo o Commenda; nelle Basiliche Patriarcali dai rispettivi Cardinali Arcipreti, in occasione delle maggiori solennità; 4 nelle Cappelle papali quando i Cardinali devono indossare i sacri paramenti: 5 dai nuovi Cardinali nel Concistoro pubblico nel quale ricevono il cappello, qualora, come sopra, indossino le vesti rosse. b) Fuori di Roma si usano, sempre con l abito rosso, nelle circostanze solenni.12 12 c) Le scarpe nere filettate di rosso si usano: 1 con l abito rosso, fuori dei casi di cui alla precedente lettera a); 2 con l abito violaceo; 3 con l abito Pïano. d) Le scarpe del tutto nere e con fibbie d argento si usano nel Venerdì Santo e a mente del n. 33, b). 32. Il mantello si porta egualmente, tanto con l abito cardinalizio, quanto con l abito Pïano e con quello di cui al n. 12, con queste avvertenze: 1 che il mantello rosso non si porta che sull abito rosso e su quello Pïano nei giorni, nei tempi e nelle circostanze nelle quali è prescritto l uso del color rosso; 2 che il mantello violaceo si porta sull abito violaceo e su quello Pïano, quando è prescritto l uso dell abito violaceo; 3 che, per uso legittimamente invalso, il mantello violaceo si può portare anche sull abito rosso e sul Pïano nei tempi nei quali è prescritto l uso del color rosso; 4 che, però, quando i Cardinali intervengono collegialmente, o presumibilmente in un certo numero, a qualche atto o ceremonia solenne, devono uniformarsi alle prescrizioni di cui ai precedenti nn. 1 e 2 di questo n Durante la Sede vacante: a) Nessuna distinzione dovrà farsi, quanto al modo di vestire, tra i Cardinali creati dal Pontefice defunto e quelli creati dai suoi Antecessori; b) L abito cardinalizio da usarsi sarà quello violaceo di lana, con fascia pure violacea e fiocchi d oro; collare e calze di colore violaceo; scarpe del tutto nere con fibbie d argento; rocchetto liscio con merletto semplice, tanto alle maniche che nel giro, non più alto di tre centimetri; mozzetta sola, senza mantelletta; cappa violacea di lana, con o senza pelle di ermellino o pelliccia, secondo i tempi; zucchetto e berretta di lana; cappello rosso usuale. c) I Cardinali assunti dagli Ordini monastici e mendicanti conserveranno l abito loro proprio, a norma del n. 6, con rocchetto e mozzetta come alla precedente lettera b). d) L abito Pïano non ammette variazioni, nemmeno nel cappello nero, che, secondo le circostanze, sarà usato o con la fascia o col cordone rossooro.13 13 e) Nelle Congregazioni generali precedenti il Conclave, i Cardinali useranno rocchetto e mozzetta e porteranno la berretta; nelle Cappelle useranno la cappa; negli scrutini del Conclave, per ragioni di praticità, in luogo della cappa vestiranno rocchetto e mozzetta. III DEI DIRITTI, DEGLI ONORI, DEI PRIVILEGI 34. I Cardinali godono di tutti i diritti, onori e privilegi loro concessi dai sacri canoni e, in quanto occorra, secondo le norme di cui ai numeri che seguono. 35. I Cardinali hanno la precedenza su tutti i dignitari ecclesiastici, anche sopra i Patriarchi e gli stessi Legati Pontifici, a meno che il Legato non sia un Cardinale; e poichè sono Principi di Santa Romana Chiesa, in qualsiasi circostanza hanno pure la precedenza sopra ogni altro, ad eccezione dei Sovrani, dei Capi di Stato e dei Principi Ereditari. 36. I Cardinali collegialmente prendono posto tra di loro secondo l Ordine cui appartengono e secondo l anzianità conseguita nell Ordine stesso. 37. Un Cardinale appartenente a qualsiasi Ordine, nel suo Titolo, o Diaconia, o nella sua Diocesi anche in occasione di Cappella cardinalizia, e così nelle sue Protettorie, dà la precedenza agli altri Cardinali, tanto di Ordine inferiore, quanto di minore anzianità, e si pone ultimo fra tutti, in conformità di quello che è prescritto dal Cæremoniale Episcoporum. La stessa norma vale per i Cardinali che sono Arcivescovi e Vescovi residenziali a riguardo delle loro Diocesi e provincie ecclesiastiche, nelle quali, in presenza di altro Cardinale, il Cardinale Arcivescovo, o Vescovo che ne avesse il privilegio, si astiene dall uso della Croce, fuorchè nell atto della benedizione, e il Cardinale digniore benedice il popolo. Del resto per questi casi occorrenti si ha da stare al Cæremoniale Episcoporum, lib. I, cap. IV, n. 2 e segg. 38. Un Cardinale Diacono che passa per opzione all Ordine presbiterale dopo dieci anni di diaconato, o anche prima, per concessione14 14 particolare del Romano Pontefice, prende posto prima di tutti quei Cardinali Preti che furono assunti all onore della sacra Porpora dopo di lui, ma non prima del primo Prete. 39. Il Cardinale Legato a latere, nominato in Concistoro, o con Breve Apostolico che lo costituisce in questa qualità per una determinata missione, ha la precedenza, fuori di Roma, su tutti gli altri Cardinali. Egli indossa le vesti rosse, anche se proviene da un Ordine monastico o mendicante, e in ogni tempo liturgico; riceve gli onori speciali prescritti dal Cæremoniale Episcoporum; usa la Croce astile; è assistito da una Curia pontificia costituita da persone versate nelle scienze teologiche e giuridiche, ed è accompagnato, oltre che dalla sua anticamera, anche da una missione speciale composta di persone ecclesiastiche, civili e militari, designate dal Sommo Pontefice, nonchè da un Mæstro delle Ceremonie Apostoliche che dovrà tutto tempestivamente disporre ed ordinare. 40. I Cardinali Legati, deputati a rappresentare il Sommo Pontefice in qualche solennità o ceremonia religiosa o civile, sono nominati con Lettera Apostolica; hanno anch essi la precedenza, fuori di Roma, nel luogo e durante la celebrazione della solennità o della ceremonia, sugli altri Cardinali; possono ricevere speciali facoltà per la loro missione e sogliono anch essi essere accompagnati, oltre che dalla propria anticamera, da alcuni dignitari, con un Mæstro delle Ceremonie Apostoliche, designati dal Sommo Pontefice. 41. Alla presenza del Sommo Pontefice i Cardinali, vestiti in abito cardinalizio, qualora debbano stare seduti, se sono riuniti collegialmente, siedono sul banco o bancata, coperta da arazzi; se non lo sono, usano lo sgabello, con schienale, senza copertura. 42. Nelle funzioni corali, al Cardinale che assiste in coro, ma non usando Trono, deve essere assegnato il seggio corale più degno, il quale, servatis servandis, viene contraddistinto con dossello sulla spalliera, drappo sull inginocchiatoio e cuscini. 43. Qualsiasi invito ai Cardinali per sacre funzioni o per ceremonie e ritrovi civili, deve esser fatto mediante visita apposita, o, eccezionalmente, con lettera scritta in foglio di grande formato.15 Prima di accettare qualsiasi invito, il Cardinale deve assicurarsi che esso risponde a convenienza ed opportunità, e che, per le altre persone che fossero invitate, o per le circostanze, non potrà darsi al suo intervento una interpretazione diversa da quella per la quale egli ha ricevuto ed accettato l invito. In casi speciali, quando dall accettazione di qualsiasi invito si può presumere abbia a sorgere qualche difficoltà, il Cardinale è tenuto a rivolgersi al Santo Padre per le opportune istruzioni. 45. Volendosi invitare un Cardinale ad onorare di sua presenza un pranzo, si dovrà previamente informarlo delle persone che si desidererebbe pure intervenissero, a mente del precedente n. 44. Intervenendo, deve, a norma nel n. 35, presiedere la tavola, occupando il posto che ha da essergli ceduto, secondo le circostanze, dal padrone o dalla padrona di casa, o in ogni modo quel posto che metta il Cardinale in speciale distinzione fra tutti i convitati. A questa norma si fa eccezione per i pranzi presso le Corti, le quali si regolano secondo i propri protocolli e secondo accordi preventivi. 46. I Cardinali, ovunque si portino, devono essere ricevuti e trattati con tutti i riguardi dovuti alla loro altissima dignità. 47. Tutti i Cardinali portano l anello cardinalizio d oro, gemmato, ma in Roma non l usano nel Venerdì Santo. 48. Parimente tutti i Cardinali portano, more Episcoporum, la Croce pettorale, sostenuta sull abito cardinalizio da un cordone rosso-oro, con fiocco analogo; sull abito Pïano, sospesa ad una catena d oro. Indossando la cappa, la Croce deve portarsi al di sotto di essa. 49. Tutti i Cardinali nelle Cappelle papali usano la mitra di damasco bianco, raffigurante una pigna sulla parte anteriore. Fuori di Cappella portano tutti la mitra preziosa e quella aurifrigiata, secondo le Rubriche, riservando la mitra damascata per le funzioni funebri e per le altre circostanze contemplate dal Cæremoniale Episcoporum.16 16 I Cardinali con la mitra in testa non si scoprono che al Sommo Pontefice. 50. I Cardinali usano pure il pastorale, more Episcoporum, nel proprio Titolo ed anche nelle altre chiese di Roma, non però nelle Cappelle papali, anche se assente il Sommo Pontefice, e neppure nelle Cappelle cardinalizie e nelle Basiliche Patriarcali, salvi, in queste ultime, quei casi nei quali l uso del pastorale è prescritto dal Pontificale Romano. 51. Nelle Basiliche Patriarcali i Cardinali, anche se ne sono Arcipreti, non benedicono il popolo more Episcoporum, incedendo nella chiesa, nè possono concedere Indulgenze. 52. I Cardinali appartenenti all Ordine dei Vescovi si designano Vescovi della rispettiva Diocesi Suburbicaria, Miseratione divina; gli altri Cardinali, Patriarchi, Arcivescovi e Vescovi residenziali, si designano invece con la formula consueta: Dei et Apostolicæ Sedis gratia, salvo particolare privilegio della Sede. 53. I Cardinali appartenenti all Ordine dei Vescovi fanno sempre precedere dalla croce la loro firma; i Cardinali appartenenti all Ordine dei Preti, che sono Arcivescovi o Vescovi residenziali, fanno in egual modo, negli atti della loro Diocesi; negli atti, invece, della Curia Romana, sottoscrivendosi si uniformano agli altri Cardinali di Curia e non pongono la croce prima della firma. I Cardinali assunti dagli Ordini mendicanti alla loro firma antepongono la sigla «Fr.». 54. a) Lo stemma dei Cardinali porta sovrapposto il galero con quindici fiocchi per parte, e nessuna altra insegna di nobiltà è permessa. b) I Cardinali insigniti di carattere episcopale innalzano dietro lo scudo dello stemma la Croce astile: doppia, i Cardinali Vescovi Suburbicari; doppia o semplice gli altri, a seconda che furono o sono rispettivamente Arcivescovi o Vescovi. Fuori del Titolo possono rappresentare il pallio sullo stemma, osservate le regole araldiche, i Cardinali che sono Metropoliti o Arcivescovi o Vescovi con privilegio del pallio, e il Cardinale Decano.17 17 c) I Cardinali insigniti dell Ordine religioso di Malta hanno facoltà di rappresentarne il distintivo sullo stemma; i distintivi di altri Ordini cavallereschi non sono permessi, senza una speciale autorizzazione. 55. Offerta loro una decorazione di Ordine cavalleresco, i Cardinali debbono domandare, personalmente o per il tramite della Segreteria di Stato, l assenso del Sommo Pontefice, e non accettarla prima di averlo ottenuto. 56. I Cardinali ordinariamente non possono accettare che l Ordine Supremo di ciascuno Stato o il grado maggiore dell Ordine più alto dopo il Supremo. Se prima dell elevazione alla Porpora avessero ottenuto decorazioni di Ordini o di gradi inferiori, non potranno più fregiarsene. 57. Nelle funzioni religiose l abito cardinalizio esclude qualsiasi distintivo, insegna o decorazione. Tuttavia i Cardinali che sono insigniti dell Ordine religioso di Malta, in quelle funzioni nelle quali non intervengano collegialmente gli altri Cardinali, possono portare sulla mozzetta le insegne di stoffa di detto Ordine, purchè relative ad un grado non inferiore a quello di Baly. 58. Nelle ceremonie civili, se le circostanze lo consigliano, i Cardinali possono fregiarsi delle decorazioni cavalleresche, tanto sull abito cardinalizio, rosso o violaceo, quanto sull abito Pïano, notando che il Cordone di Gran Croce deve usarsi, com è prescritto per tutto il Clero, a modo di collare e non a tracolla. IV DELLE SACRE FUNZIONI E DEI DIRITTI PRIVILEGI ED ONORI CONNESSI 59. I Cardinali dell Ordine dei Vescovi prendono canonicamente possesso della loro Diocesi Suburbicaria nei modi prescritti dai sacri canoni e dal Cæremoniale Episcoporum; quelli dell Ordine dei Preti e dei Diaconi del loro Titolo e della loro Diaconia, secondo l apposito Ceremoniale, e a norma dei nn. 20 e Tutti i Cardinali nel loro Titolo e nella loro Diaconia innalzano il Trono con dossello e baldacchino di velluto rosso; non usano però la18 18 cattedra, ma la poltrona camerale, pure coperta di seta o di velluto rosso, a meno che nella chiesa non vi sia la cattedra fissa. In questo caso il dossello e il baldacchino rispondono al colore del giorno o dell uffizio. In altre chiese di Roma non possono usare del Trono e del baldacchino senza licenza del Sommo Pontefice, salvo il prescritto del seguente n Nel proprio Titolo i Cardinali dell Ordine presbiterale si comportano come i Vescovi nella propria Cattedrale e possono celebrarvi pontificalmente. Non usano però il settimo candeliere sull altare; dopo l omelia non danno la benedizione con l indulgenza, e in genere non sogliono fare assistenza in piviale, ma solo in cappa, nè il clero locale fa loro circolo per la recita del Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei. Nella propria Diaconia i Cardinali dell Ordine diaconale non possono compiere alcuna funzione di ordine o di attribuzione presbiterale, ma solamente assistono dal trono, in cappa, alla Messa, ai Vespri solenni e ad altre sacre funzioni, a norma delle prescrizioni liturgiche. 62. Un Cardinale dell Ordine dei Preti, che nel proprio Titolo assiste dal Trono alla Messa solenne, osserva lo stesso rito che è prescritto in tal caso per il Vescovo nella propria Diocesi. Se però la Messa è pontificata da un Vescovo, fa la confessione al Trono con i suoi assistenti, e se è in cappa può cedere al Vescovo celebrante tutte le benedizioni, compresa la benedizione solenne in fine; egli soltanto bacia il testo del Vangelo dopo che è stato cantato, e al momento prescritto fa promulgare l Indulgenza dal Ceremoniere. Se invece assiste in piviale, egli stesso, e non il Vescovo celebrante, deve dare le benedizioni prescritte. In ogni caso legge, al Trono, l introito, l epistola, ecc., e recita il Gloria, Credo, ecc. con i suoi assistenti. Un Cardinale dell Ordine dei Diaconi che nella propria Diaconia assiste pure dal Trono alla Messa solenne, non fa mai la confessione insieme col Celebrante, chiunque egli sia: però dà egli stesso tutte le benedizioni, anche la solenne con l Indulgenza, a meno che non pontifichi un Vescovo, nel qual caso a questo cede tutte le benedizioni, compresa la solenne finale, senza per questo omettere di pubblicare l Indulgenza.19 I Cardinali Vescovi Suburbicari e i Cardinali dell Ordine dei Preti e dei Diaconi possono cedere il loro Trono, rispettivamente, nella Diocesi, nel Titolo e nella Diaconia, soltanto ad altri Cardinali; conviene che ciò facciano anche i Cardinali Arcivescovi e Vescovi residenziali, non Suburbicari. 64. Un Cardinale dell Ordine dei Vescovi che abbia in Commenda una chiesa di Roma vi si comporta come un Cardinale Prete nel suo Titolo, a norma delle precedenti prescrizioni. 65. Per tutto ciò che riguarda l intervento dei Cardinali nelle chiese di Roma, fuori del proprio Titolo o Diaconia, per la celebrazione di sacre funzioni, come Messe pontificali e lette, benedizioni eucaristiche, processioni, assoluzioni dopo la Messa di Requiem, ecc., rimangono in pieno vigore tutte le disposizioni emanate con il Decreto Dignitatis eminentia della S. C. Ceremoniale del 30 maggio 1902, confermate il 2 dicembre 1930, che si riportano in Appendice. Per benedire matrimoni in Roma fuori della cappella della propria residenza, i Cardinali prenderanno licenza dal Sommo Pontefice e la delega dal Cardinale Vicario, se già non ottenuta con la licenza. 66. Quando i Cardinali intervengono in qualunque chiesa per assistere pubblicamente alle sacre funzioni in abito cardinalizio, devono godere degli onori che loro spettano. Se occorre, si prepara loro il genuflessorio con tappeto e cuscini, di seta o di velluto, rosso o violaceo, secondo i tempi e le circostanze. Se intervengono in forma privata, si prepara per loro, con ogni convenienza, un coretto o altro luogo separato, dove possano rimanere non veduti dai fedeli. 67. Fuori di Roma tutti i Cardinali godono degli onori soliti a prestarsi agli Ordinari dei luoghi e usano il Trono con baldacchino celebrando in pontificale, a norma dei sacri canoni, e secondo le prescrizioni delle leggi liturgiche. V DELLE CAPPELLE PAPALI E CARDINALIZIE 68. a) Per Cappelle papali s intendono le Messe e i Vespri o quelle altre solenni funzioni che celebra o alle quali assiste o di solito assisterebbe,20 20 anche se casualmente talvolta non intervenga, il Sommo Pontefice, nella cappella dei Palazzi Apostolici o nelle basiliche e chiese, con la partecipazione del Sacro Collegio dei Cardinali, dell Episcopato, della Prelatura e di quanti hanno luogo nella Cappella stessa, e quelle che si celebrano dal Sacro Collegio in tempo di Sede vacante. b) Per Cappelle cardinalizie s intendono le Messe solenni celebrate fuori delle cappelle Palatine in basiliche o chiese, alle quali assiste tutto il Sacro Collegio, o anche solo un particolare gruppo di Cardinali (come, per es., quelli componenti una Sacra Congregazione), con o senza intervento dell Episcopato e della Prelatura. Col nome medesimo di Cappella cardinalizia si suole indicare anche l intervento dei Cardinali, ove occorra, nelle Basiliche Patriarcali, dietro invito dei Cardinali Arcipreti, ai Vespri di alcune solennità, senza che vi prenda parte alcun altro della Cappella propriamente detta. 69. Quando non celebra il Sommo Pontefice, il celebrante, in una Cappella papale, è, per lo più, un Patriarca, o un Arcivescovo o Vescovo Assistente al Soglio, o anche, in circostanze speciali e straordinarie, un Cardinale dell Ordine dei Vescovi o dei Preti: che se alla Messa, sia prima o sia dopo, è annessa una funzione, il celebrante è sempre un Cardinale. Nelle Cappelle cardinalizie il celebrante è generalmente un Patriarca, o un Arcivescovo o Vescovo Assistente al Soglio, e in circostanze speciali e straordinarie, un Cardinale. VI DELL APPARTAMENTO CARDINALIZIO 70. In conformità di un antica consuetudine, prima di scegliere un appartamento ogni Cardinale non mancherà di farlo visitare dal Prefetto delle Ceremonie Apostoliche, affinchè questi possa verificare se risponda in tutto alle esigenze della dignità cardinalizia. 71. L appartamento, al quale conviene si acceda per una scala nobile, distinta da quella di servizio, dev essere così composto: sala d ingresso, sala d aspetto, sala delle Congregazioni, se possibile; sala del Trono, sala di Vedere altro
Corso Chierichetti Quarto incontro: Gli oggetti e gli abiti liturgici Abiti liturgici Per le liturgie, i sacerdoti e coloro che prestano servizio all altare indossano abiti speciali perché si sta svolgendo Dettagli REGOLAMENTO SULL USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLE BANDIERE, DEL DISTINTIVO DEL SINDACO E DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.
C O M U N E D I C A L A T A B I A N O PROVINCIA DI CATANIA REGOLAMENTO SULL USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLE BANDIERE, DEL DISTINTIVO DEL SINDACO E DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. I N D I C E CAPO Dettagli ORDINAMENTO GENERALE DEL MESSALE ROMANO
ORDINAMENTO GENERALE DEL MESSALE ROMANO Conferenza Episcopale Italiana - 2007 Messa con il diacono 171. Il diacono, quando è presente alla celebrazione eucaristica, rivestito delle sacre vesti, eserciti Dettagli PER LA CELEBRAZIONE DEI VESPRI. 3. L Ufficio che si celebra sia quello del giorno. 4. La celebrazione abbia luogo nelle ore vespertine.
SUSSIDIO LITURGICO PER LA CELEBRAZIONE DEI VESPRI Principî generali. 1. La celebrazione comunitaria dei Vespri può avere forma solenne o meno. Nella forma solenne il Celebrante sia parato di amitto, camice, Dettagli Provincia di Lecce REGOLAMENTO Per l uso dello Stemma, del Gonfalone, della fascia tricolore, delle bandiere e per il cerimoniale del Comune.
Città di Nardò Provincia di Lecce REGOLAMENTO Per l uso dello Stemma, del Gonfalone, della fascia tricolore, delle bandiere e per il cerimoniale del Comune. - 1 - Capo I CONTENUTO DEL REGOLAMENTO Art.1 Dettagli Comune di Rieti Provincia di Rieti REGOLAMENTO COMUNALE PER L USO DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DELLE BANDIERE
Comune di Rieti Provincia di Rieti REGOLAMENTO COMUNALE PER L USO DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DELLE BANDIERE Emendato ed approvato con delibera del Consiglio comunale n. 19 del 25/02/2009 1 Dettagli REGOLAMENTO SULL USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLE BANDIERE, DEL DISTINTIVO DEL SINDACO E DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
C O M U N E D I S C A L E T T A Z A N C L E A (PROVINCIA DI MESSINA) REGOLAMENTO SULL USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLE BANDIERE, DEL DISTINTIVO DEL SINDACO E DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO Approvato Dettagli REGOLAMENTO SULLE MODALITA' DI USO DEI SEGNI DISTINTIVI DEL COMUNE E DI ESPOSIZIONE DELLE BANDIERE ALL'ESTERNO DEGLI EDIFICI COMUNALI
COMUNE DI CESENA (Provincia di Forlì-Cesena) REGOLAMENTO SULLE MODALITA' DI USO DEI SEGNI DISTINTIVI DEL COMUNE E DI ESPOSIZIONE DELLE BANDIERE ALL'ESTERNO DEGLI EDIFICI COMUNALI TITOLO I DISPOSIZIONI Dettagli REGOLAMENTO per l uso dello stemma e del gonfalone.
REGOLAMENTO per l uso dello stemma e del gonfalone. Approvato con delibera della Commissione Straordinaria con i poteri del Consiglio Comunale n. 47 del 10/04/2014 Esecutivo dal 10 aprile 2014 INDICE CAPO Dettagli L ACQUASANTIERA LA PIANETA
L ACQUASANTIERA È un recipiente, di pietra o di marmo, posto all entrata della Chiesa, che contiene acqua benedetta. In esso intingi la mano destra, prima di farti il segno della croce. Segnarsi con l Dettagli ARREDI, OGGETTI E PARAMENTI SACRI
ARREDI, OGGETTI E PARAMENTI SACRI Altare Mensa a forma rettangolare. Ambone Luogo apposito, soprelevato, ai lati del presbiterio, dal quale si proclama la parola di Dio. Non tutte le Chiesa hanno un ambone. Dettagli Indice. 1 L organizzazione territoriale della Chiesa ---------------------------------------------------------- 3
INSEGNAMENTO DI DIRITTO DELLE RELIGIONI LEZIONE III L ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE DELLA CHIESA IN ITALIA PROF. MARCO SANTO ALAIA Indice 1 L organizzazione territoriale della Chiesa ---------------------------------------------------------- Dettagli VOCABOLARIETTO LITURGICO
VOCABOLARIETTO LITURGICO Immagine Nome Descrizione CAMICE Veste bianca lunga fino ai piedi, di solito fermata ai fianchi dai cingolo. La si mette per la S. Messa e per le celebrazioni liturgiche più importanti Dettagli STATUTO DELLA CONFRATERNITA MADONNA del ROSARIO di PERITO (SA)
STATUTO DELLA CONFRATERNITA MADONNA del ROSARIO di PERITO (SA) APPROVATO DA S.E. REV. MONS. GIUSEPPE ROCCO FAVALE, VESCOVO DI VALLO DELLA LUCANIA CON DECRETO VESCOVILE DEL 7 OTTOBRE 2009 Finalità Art. Dettagli Arcidiocesi di Reggio Calabria Bova
Prot. n. 486/15 Reggio Calabria, 26 ottobre 2015 Ai RR Parroci Alle Superiore Istituti Religiosi LL.SS. Oggetto: 1. Formazione degli Adoratori Eucaristici 2. Rinnovo/istituzione dei Ministri Straordinari Dettagli ASSOCIAZIONE NAZIONALE ARMA DI CAVALLERIA
ASSOCIAZIONE NAZIONALE ARMA DI CAVALLERIA SEZIONE DI VERCELLI E PROVINCIA Lodi s immola Ten.Mo.O.V.M. Paolo Solaroli di Briona Cap.M.O.V.M. Amedeo De Rege Thesauro Annesso al Regolamento Interno DISPOSIZIONI Dettagli Cavalieri di Malta ad honorem -Delegazione Campania -
COMUNE DI SAN FRANCESCO AL CAMPO REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI TORINO REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELL USO DELLO STEMMA DEL COMUNE, DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE, DELLE BANDIERE, DELLA CONCESSIONE Dettagli DECRETO circa le Esequie Religiose
Diocesi Oppido-Palmi DECRETO circa le Esequie Religiose Prot.n 417/08/DE Vista l opportunità emersa nel Consiglio Presbiterale dell 11 aprile 2008 di dare una nuova Regolamentazione diocesana alle Esequie Dettagli Comune di Cogoleto Provincia di Genova. REGOLAMENTO per l'uso dello stemma, del gonfalone, della fascia tricolore e delle bandiere
Comune di Cogoleto Provincia di Genova REGOLAMENTO per l'uso dello stemma, del gonfalone, della fascia tricolore e delle bandiere Articolo 1 Scopo CAPO I SCOPO DEL REGOLAMENTO Il presente Regolamento disciplina Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL USO DEL GONFALONE, DELLO STEMMA PROVINCIALE E DELLA BANDIERA NAZIONALE, DELL UNIONE EUROPEA E DELL ONU
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL USO DEL GONFALONE, DELLO STEMMA PROVINCIALE E DELLA BANDIERA NAZIONALE, DELL UNIONE EUROPEA E DELL ONU Approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 1 del Dettagli La santa casta della Chiesa (fonte: LA SANTA CASTA DELLA CHIESA di Claudio Rendina)
La santa casta della Chiesa (fonte: LA SANTA CASTA DELLA CHIESA di Claudio Rendina) I dati riportati nel libro si riferiscono alla data del 31 dicembre 2008 Quadro di sintesi della struttura organizzativa: Dettagli INDICAZIONI DIOCESANE PER IL MINISTERO STRAORDINARIO DELLA COMUNIONE
INDICAZIONI DIOCESANE PER IL MINISTERO STRAORDINARIO DELLA COMUNIONE Con l Istruzione della Congregazione per i Sacramenti ed il Culto divino Immensae caritatis del 23.01.1972, Paolo VI ha istituito il Dettagli Comune di incisa in Val d Arno (Provincia di Firenze) REGOLAMENTO
Comune di incisa in Val d Arno (Provincia di Firenze) REGOLAMENTO PER L USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLE BANDIERE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DI PARTECIPAZIONE AL LUTTO. Approvato con delibera C.C. Dettagli CITTA DI TAURISANO (Prov. Di Lecce) Regolamento di disciplina dello stemma, gonfalone, fascia tricolore e bandiere
CITTA DI TAURISANO (Prov. Di Lecce) Regolamento di disciplina dello stemma, gonfalone, fascia tricolore e bandiere (Approvato con delibera del Consiglio Comunale n.09 del 31.03.2005) CAPO I FINALITA DEL Dettagli ARCIDIOCESI DI MILANO. Solenne ingresso in Diocesi di Milano di Sua Eminenza Rev.ma il Signor Cardinale Arcivescovo ANGELO SCOLA
ARCIDIOCESI DI MILANO Solenne ingresso in Diocesi di Milano di Sua Eminenza Rev.ma il Signor Cardinale Arcivescovo ANGELO SCOLA Milano, Basilica di Sant Eustorgio 25 settembre 2011 ARCIDIOCESI DI MILANO Dettagli 1.3. Diocesi di Lugano. Direttive per il ministero pastorale. 1.3. L Eucaristia
1.3. Diocesi di Lugano Direttive per il ministero pastorale 1.3. L Eucaristia L Eucaristia 19 1.3.0. Norme generali sull Eucaristia Sommario I. Preparazione alla Prima Comunione II. La celebrazione dell Dettagli 1.5. Diocesi di Lugano. Direttive per il ministero pastorale. 1.5. Il Matrimonio
1.5. Diocesi di Lugano Direttive per il ministero pastorale 1.5. Il Matrimonio 34 Il Matrimonio 1.5.0. Norme generali sul Matrimonio Indice I. Responsabile della preparazione al Matrimonio II. Documenti Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI
REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI ( approvato con delibera consiliare n. 42 del 30/09/2014) Indice Art. 1 Oggetto e finalità del Regolamento. Art. 2 Luogo della celebrazione. Dettagli dal 1 dicembre al 10 gennaio
DICEMBRE ORARIO SANTE MESSE dal 1 dicembre al 10 gennaio In Basilica: Prefestiva : ore 18.00 Festive : ore 7.30-9.30-11.00-18.00 ore 17.45 Celebrazione dei Vespri Feriali: ore 7.00-9.00 tutti i giorni Dettagli BASILICA CATTEDRALE Di S.Pietro e S.Francesco MASSA STATUTI DEL CAPITOLO
BASILICA CATTEDRALE Di S.Pietro e S.Francesco MASSA STATUTI DEL CAPITOLO 2003 revisione 2005 EUGENIO BININI Per Grazia di Dio e designazione della Sede Apostolica Vescovo di Massa Carrara Pontremoli Prot.n.../01/05 Dettagli COMUNE DI SALO Provincia di Brescia
COMUNE DI SALO Provincia di Brescia Regolamento per la celebrazione dei matrimoni civili Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 28 del 04.05.2015 Pubblicato all Albo dal 18.06.2015 al 03.07.2015 Dettagli abside) ricoperto da una semicupola (catino
Il termine CHIESA ha due significati: Popolo di Dio: con il Battesimo, infatti, siamo diventati amici di Dio e siamo entrati a far parte di questa grande famiglia. Casa del Signore: tutta la terra appartiene Dettagli Il servizio fotografico e le videoriprese nella celebrazione dei Sacramenti
ARCIDIOCESI di TRENTO Ufficio per le Comunicazioni Sociali ASSOCIAZIONE ARTIGIANI E PICCOLE IMPRESE DELLA PROVINCIA DI TRENTO Categoria Fotografi e Cineoperatori Il servizio fotografico e le videoriprese Dettagli Apertura della Settimana delle Rogazioni
A TUTTE LE FAMIGLIE DI POGGIO - GAIANA e SANTUARIO Carissimi, MAGGIO GIUGNO LUGLIO 2015 il Cardinale Arcivescovo della nostra Chiesa bolognese quest anno verrà a sigillare la nostra festa della famiglia Dettagli come servire durante la Cresima
Ministranti OK Squinzano (LE) come servire durante la Cresima 2 Introduzione Il ministrante come ormai sappiamo è il ministro che si occupa del servizio liturgico. Per questo incarico molto importante Dettagli Settembre 2009. FESTA DELL ORATORIO Marta e Maria Contempl-azione di Gesù
Settembre 2009 dal 5 al 13 FESTA DELL ORATORIO Marta e Maria Contempl-azione di Gesù 8 Martedì 4 giorni catechisti (ore 15.00 al Palladium) Riscoprire l iniziazione cristiana Consiglio Pastorale Decanale Dettagli OPERA FRANCESCANA DELLA PIETÁ
OPERA FRANCESCANA DELLA PIETÁ Calendario Liturgico Ottobre 2013 Il mese di ottobre è dedicato alla devozione al SS. Rosario. Inoltre nelle Cappelle del Cuore Immacolato di Maria a Campi Bisenzio e della Dettagli IL SERVIZIO DEI FOTOGRAFI E VIDEO-OPERATORI NELLE CELEBRAZIONI DEI SACRAMENTI
DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE UFFICIO LITURGICO ASCOFOTO CONFCOMMERCIO PORDENONE GRUPPO PROVINCIALE FOTOGRAFI IL SERVIZIO DEI FOTOGRAFI E VIDEO-OPERATORI NELLE CELEBRAZIONI DEI SACRAMENTI Regolamento Dettagli IL CALENDARIO DELLA COMUNITÀ
Carissimi, A TUTTE LE FAMIGLIE DI POGGIO - GAIANA e SANTUARIO SETTEMBRE - OTTOBRE 2015 tutte le nostre feste comunitarie in questo tempo ci invitano a innalzare lo sguardo alla Madonna: al Santuario per Dettagli REGOLAMENTO PER L'USO DEL GONFALONE, DELLE BANDIERE E NECROLOGI DI PARTECIPAZIONE AL LUTTO
COMUNE DI SAN SECONDO DI PINEROLO C.A.P. 10060 Provincia di Torino REGOLAMENTO PER L'USO DEL GONFALONE, DELLE BANDIERE E NECROLOGI DI PARTECIPAZIONE AL LUTTO Approvato con deliberazione Consiliare n. 46 Dettagli LODI MATTUTINE E VESPRI Secondo il Rito Ambrosiano della Liturgia delle Ore
LODI MATTUTINE E VESPRI Secondo il Rito Ambrosiano della Liturgia delle Ore TABELLA DELLE PRECEDENZE DEI GIORNI LITURGICI (Revisione 2008) I 1. Triduo Pasquale della Passione e Risurrezione del Signore. Dettagli NATURA DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO
L ORDINAMENTO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO PROF. MARCO SANTO ALAIA Indice 1 NATURA DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO ------------------------------------------------------ 3 2 L ORDINAMENTO Dettagli A TUTTE LE FAMIGLIE DI POGGIO - GAIANA e SANTUARIO
A TUTTE LE FAMIGLIE DI POGGIO - GAIANA e SANTUARIO GENNAIO FEBBRAIO 2015 Carissimi, qualcuno sta dicendo che conoscendo bene i dieci comandamenti per tutto quest anno siamo a posto! A dire il vero altri Dettagli ECCLESIASTICAE REFORMATIONIS
-------------------------------------------------------------------------------------- BENEDETTO VESCOVO SERVO DEI SERVI DI DIO A PERPETUA MEMORIA RIFORMA N.1 ECCLESIASTICAE REFORMATIONIS CIRCA LA CORRETTA Dettagli IX Giornata Diocesana per Responsabili dei Gruppi Liturgici 6/11/2010. Due comunicazioni. (mons. Claudio Fontana)
IX Giornata Diocesana per Responsabili dei Gruppi Liturgici 6/11/2010 Due comunicazioni (mons. Claudio Fontana) 1. Il Rito del Matrimonio per le comunità ambrosiane Oggetto di questa prima comunicazione Dettagli 3. Rito della benedizione senza la Messa
3. Rito della benedizione senza la Messa INIZIO 500. Quando la comunità è già riunita, si può cantare il Salmo 33 (34) o eseguire un altro canto adatto. Terminato il canto, tutti si fanno il segno della Dettagli Provincia di Siena Area Affari Generali G.A. REGOLAMENTO PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI
COMUNE DI SINALUNGA Provincia di Siena Area Affari Generali G.A. REGOLAMENTO PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI Approvato con Deliberazione del Commissario Straordinario n. 41 del 7/10/2013 Modificato Dettagli OTTOBRE 2015. GIOVEDI 1 Comunione agli ammalati S.Filastro Festa degli angeli custodi e dei nonni
OTTOBRE 2015 GIOVEDI 1 Comunione agli ammalati VENERDI 2 Festa degli angeli custodi e dei nonni SABATO 3 DOMENICA 4 LUNEDI 5 MARTEDI 6 Adorazione Eucaristica nelle due parrocchie (8.30-20.00) Ore 21.00: Dettagli COMUNE DI GRESSONEY-SAINT
COMUNE DI GRESSONEY-SAINT SAINT-JEAN REGIONE AUTONOMA VALLE D AOSTA Regolamento comunale disciplinante l'uso del gonfalone e dello stemma del comune, nonché i necrologi di partecipazione al lutto Approvato Dettagli A G E N D A PASTORALE
AGENDA PASTORALE 2014 SETTEMBRE 2013 Domenica 1 Lunedì 2 Martedì 3 Sabato 7 Sabato 7 Domenica 8 Lunedì 9 Martedì 10 Venerdì 13 Sabato 14 Sabato 14 Domenica 15 Martedì 17 Sabato 21 Domenica 22 Martedì 24 Dettagli Parrocchia S. Maria Nuova
Parrocchia S. Maria Nuova Piazza Santa Maria Nuova, 4 01100 Viterbo Tel/Fax 0761.340700 - c/c postale n. 79886701 www.santamarianuova-viterbo.it - info@santamarianuova-viterbo.it Recapiti telefonici dei Dettagli BUON ANNO PASTORALE A TUTTA LA COMUNITÀ
All inizio del nuovo anno pastorale 2014-2015 viene distribuito alla comunità il Calendario Pastorale, segno del cammino comunitario e strumento utile per la programmazione delle diverse attività della Dettagli Canti per la Settimana Santa, Pasqua 2009
Canti per la Settimana Santa, Pasqua 2009 Domenica delle Palme Rito della benedizione delle palme (in fondo alla navata) Canto d inizio: Hosanna (Frisina) - n.42-1 semitono Benedizione dei rami e aspersione Dettagli REGOLAMENTO INTERNO PREMESSA FINALITA DEI CONFRATELLI
REGOLAMENTO INTERNO PREMESSA Nel comune di Tovo San Giacomo nella Frazione di Bardino Vecchio SV, nel territorio della Parrocchia di San Giovanni Battista esiste e opera la Confraternita Immacolata Concezione Dettagli REGOLAMENTO DEL CIMITERO DEL COMUNE DI GRANCIA ==========================
REGOLAMENTO DEL CIMITERO DEL COMUNE DI GRANCIA ========================== INDICE 1. Amministrazione e sorveglianza 2. Suddivisione e utilizzazione dell area del cimitero 3. Disposizioni per il campo comune Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DEI TRASPORTI FUNEBRI
Provincia di Cuneo REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DEI TRASPORTI FUNEBRI CAPO I CLASSIFICAZIONE DEL TRASPORTO FUNEBRE ART. 1 (Definizione di trasporto funebre) Per trasporto funebre si intende il Dettagli PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA: LE TENTAZIONI QUARESIMA
PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA: LE TENTAZIONI QUARESIMA PREGHIERA DIGIUNO tutto crede, tutto spera, tutto sopporta tutto copre, carita Esercizi spirituali sull Amore che possiamo vivere in famiglia Esercizi Dettagli CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è un organismo di comunione che, come immagine della Chiesa, esprime e realizza la corresponsabilità dei fedeli ( presbiteri, diaconi, Dettagli A G E N D A PASTORALE Settembre 2015 Novembre 2016
A G E N D A PASTORALE Settembre 2015 Novembre 2016 Aggiornata al 29 luglio 2015 SETTEMBRE 2015 Martedì 1 10 Giornata per la custodia del creato Chiesa Valmalenco Sabato 5 Assemblea vita consacrata Nuova Dettagli Comune di Lecce REGOLAMENTO PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI
Comune di Lecce REGOLAMENTO PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 15 DEL 15 FEBBRAIO 2013 Indice Art. 1 Oggetto e finalità del Regolamento Art 2 Dettagli CITTA' di CHERASCO. Provincia di Cuneo
CITTA' di CHERASCO Provincia di Cuneo UFFICIO DELLO STATO CIVILE tel. 0172 42 70 20 fax 0172 42 70 23 e-mail: anagrafe@comune.cherasco.cn.it REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI Dettagli 08-03-2015 All ombra dei campanili. L Eucaristia, cuore della Domenica
E chiedere il dono di nuove vocazioni anche nella nostra parrocchia di PARROCCHIA S. GIOVANNI OLTRONA DI SAN MAMETTE Comunità Appiano Gentile 08-03-2015 All ombra dei campanili L Eucaristia, cuore della Dettagli FASCICOLO 3 GLI AMBIENTI LITURGICI
ARCHIDIOCESI DI PERUGIA - CITTÀ DELLA PIEVE OGGI DEVO FERMARMI A CASA TUA! VISITA PASTORALE DELL ARCIVESCOVO MONS. GUALTIERO BASSETTI 2013-2017 FASCICOLO 3 GLI AMBIENTI LITURGICI ARCHIDIOCESI DI PERUGIA-CITTÀ Dettagli Eucaristia-Ministri Straordinari-Norme-1984
Eucaristia-Ministri Straordinari-Norme-1984 NORME PER I MINISTRI STRAORDINARI DELLA COMUNIONE L.V.D. LXXV (1984) pp. 373-380 L Eucaristia è sorgente e vertice di tutta la vita cristiana, ed è fonte dell Dettagli LA FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA
IL DECRETO DI ISTITUZIONE DELLA FESTA L'INDULGENZA PLENARIA LEGATA ALLA FESTA LA FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA E' la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò Dettagli EPIFANIA DEL SIGNORE Liturgia del 5 e 6 gennaio
EPIFANIA DEL SIGNORE Liturgia del 5 e 6 gennaio Grado della Celebrazione: Solennità' Colore liturgico: Bianco INTRODUZIONE (solo giorno 6) L Epifania è la manifestazione del Cristo nella carne dell uomo Dettagli Comune di San Polo dei Cavalieri
Comune di San Polo dei Cavalieri (Provincia di Roma) REGOLAMENTO PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI Approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n.5 del 4/2/2015 Indice Art. 1 Oggetto e finalità Dettagli REGOLAMENTO TRASPORTI FUNEBRI
Pagina 1 di 10 REGOLAMENTO TRASPORTI FUNEBRI APPROVATO CON DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 130 DEL 20 DICEMBRE 2011 ART. 1 DEFINIZIONI Ai fini della Legge Regionale 3 agosto 2011 n. 15 costituisce trasporto Dettagli Giovanni Paolo II. Il Santo di Wadowice
Giovanni Paolo II Il Santo di Wadowice Edmund Wojtyła con i genitori Emilia e Karol Foto dalla collezione del Museo Casa Natale di Santo Padre Giovanni Paolo II a Wadowice Le mani di mia madre mi insegnavano Dettagli STATUTO CON SEDE IN VENEZIA. Carattere, scopo, sede e mezzi della Deputazione. Art. 2. La Deputazione ha personalità giuridica e sede in Venezia.
STATUTO DELLA DEPUTAZIONE DI STORIA PATRIA PER LE VENEZIE CON SEDE IN VENEZIA Carattere, scopo, sede e mezzi della Deputazione Art. 1. La Deputazione di storia patria per le Venezie è un associazione che Dettagli C.R.I. - Ispettorato Provinciale Volontari del Soccorso di Udine aggiornato dall Ispettore Provinciale Roberto Not 335.6073800 robertonot@tin.
CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO CENTRALE Regolamento per l uso dell'uniforme dei Volontari del Soccorso Regolamento di applicazione dell art.7, comma 3, del Regolamento dei Volontari del Soccorso emanato Dettagli Diocesi di Teramo-Atri
Diocesi di Teramo-Atri CALENDARIO PASTORALE anno 2015-2016 Settembre 2015 1 Ma 10.ma Giornata per la custodia del creato 2 Me 3 G Teramo, Sala Convegni Palazzo Vescovile ore 19: Sessione Straordinaria Dettagli REGOLAMENTO ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI COMUNE DI ORISTANO PER LA. Comuni de Aristanis
COMUNE DI ORISTANO Comuni de Aristanis REGOLAMENTO ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI (APPROVATO CON DELIBERA C.C. NR. 039 DEL 28/03/2013) I N D I C E Art. 1 Oggetto e Dettagli S. E.R. Mons. Raffaello Martinelli Vescovo di Frascati
S. E.R. Mons. Raffaello Martinelli Vescovo di Frascati Prot. N. 24/11 Frascati, 1 marzo 2011 Con la mia potestà ordinaria, sentito il parere del Collegio dei Consultori, del Consiglio Pastorale Diocesano, Dettagli CHE COS È L INDULGENZA?
CHE COS È L INDULGENZA? La dottrina dell'indulgenza è un aspetto della fede cristiana, affermato dalla Chiesa cattolica, che si riferisce alla possibilità di cancellare una parte ben precisa delle conseguenze Dettagli COMUNE DI FRASSINORO - PROVINCIA DI MODENA Piazza Miani 16-41044 Frassinoro tel. 0536/971003-971015 fax 0536/971002
COMUNE DI FRASSINORO - PROVINCIA DI MODENA Piazza Miani 16-41044 Frassinoro tel. 0536/971003-971015 fax 0536/971002 Regolamento Comunale per l'uso dello stemma, del gonfalone, della fascia tricolore e Dettagli Cos'è e come si recita la Liturgia delle Ore
Cos'è e come si recita la Liturgia delle Ore Tante volte mi è stato chiesto come si recita l Ufficio delle Ore (Lodi, Vespri, ecc.). Quindi credo di fare cosa gradita a tutti, nel pubblicare questa spiegazione Dettagli Andrea Carlo Ferrari.
Per questo ammirabile esercizio di carità tutti vedevano in Lui il santo e lo dichiaravano apertamente.. Il Servo di Dio praticava le opere di misericordia sia spirituali che corporali.. Andrea Carlo Ferrari. Dettagli STATUTO. Della Veneranda CONFRATERNITA. sotto il titolo. di SAN MICHELE ARCANGELO
STATUTO Della Veneranda CONFRATERNITA sotto il titolo di SAN MICHELE ARCANGELO STATUTO CAPO I Istituzione Art. 1 E istituita presso la Chiesa del Purgatorio di Trapani la Confraternita di San Michele Arcangelo Dettagli COMUNE DI CALASCIBETTA PROVINCIA REGIONALE DI ENNA
COMUNE DI CALASCIBETTA PROVINCIA REGIONALE DI ENNA REGOLAMENTO COMUNALE DEL CERIMONIALE Approvato con delibera di C.C. n. 32 del 14/07/2005 ART.1 FINALITA E CONTENUTO Il cerimoniale contiene l insieme Dettagli Intesa per l insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche
NOTIZIARIO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA a cura della Segreteria Generale ANNO 46 - NUMERO 3 30 GIUGNO 2012 Intesa per l insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche Il 28 Giugno Dettagli CONCORSO NAZIONALE DI COMPOSIZIONE DI MUSICA SACRA. Santa Giulia 2015. Bando & Regolamento del Concorso
CONCORSO NAZIONALE DI COMPOSIZIONE DI MUSICA SACRA Santa Giulia 2015 P R I M A E D I Z I O N E Bando & Regolamento del Concorso CONCORSO NAZIONALE DI COMPOSIZIONE DI MUSICA SACRA SANTA GIULIA Prima edizione Dettagli Giubileo della Misericordia
SANTUARIO DELL AMORE MISERICORDIOSO Giubileo della Misericordia 8 Dicembre 2015-20 Novembre 2016 Misericordiosi come il Padre CALENDARIO della Chiesa Universale, della Diocesi di Orvieto-Todi e del Santuario Dettagli Occhi, naso, bocca, orecchie, mani... per pregare
Il Signore ci fa suoi messaggeri Abbiamo incontrato Gesù, ascoltato la sua Parola, ci siamo nutriti del suo Pane, ora portiamo Gesù con noi e viviamo nel suo amore. La gioia del Signore sia la vostra forza! Dettagli DICEMBRE 2012 VERSAMENTI ANNUALI DA EFFETTUARE IN CURIA
moduli fine anno 30-11-2012 10:14 Pagina I DICEMBRE 2012 VERSAMENTI ANNUALI DA EFFETTUARE IN CURIA PROSPETTI DA COMPILARE A Collette e versamenti parrocchiali D Centro Missionario E Seminario F Dati statistici Dettagli NORME DI COMPORTAMENTO DELLE REGGENZE DI CONTRADA E DEI SOCI DEL COLLEGIO DEI CAPITANI E DELLE CONTRADE
NORME DI COMPORTAMENTO DELLE REGGENZE DI CONTRADA E DEI SOCI DEL COLLEGIO DEI CAPITANI E DELLE CONTRADE Vengono di seguito definite le NORME COMPORTAMENTALI a cui le Reggenze di Contrada e i Soci del Dettagli Pellegrinaggio a Roma nell Anno della fede
DIOCESI DI PORDENONE Aprile 2013 3 giorni; 2 notti Pellegrinaggio a Roma nell Anno della fede Percorso catechistico-celebrativo Porta fidei semper nobis patet, quae in communionem cum Deo nos infert datque Dettagli www.russiacristiana.org
NOTE INTRODUTTIVE Il rito bizantino Bizantino si dice il rito che, derivato dalle usanze liturgiche già attestate ad Antiochia nel IV secolo, andò sviluppandosi a Bisanzio (Costantinopoli) sotto il duplice Dettagli REGOLAMENTO PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI
COMUNE DI CASTIGLIONE DEL LAGO PROVINCIA DI PERUGIA REGOLAMENTO PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI Approvato con Delibera di Consiglio n... del.. Indice Art. 1 Oggetto e finalità del Regolamento Dettagli Rivista Diocesana Vigevanese
Rivista 333 A n n o X C = N 9 = 3 0 N o v e m b r e 2 0 1 0 Lettera alla Diocesi per comunicare la nomina di S. E. Mons. Vincenzo Di Mauro Arcivescovo Titolare di Arpi a Vescovo Coadiutore di Vigevano Dettagli CAPO PRIMO Della Corte e dei Giudici. Art. 1
REGOLAMENTO GENERALE DELLA CORTE COSTITUZIONALE 20 gennaio 1966 e successive modificazioni (Gazzetta Ufficiale 19 febbraio 1966, n. 45, edizione speciale) 1 CAPO PRIMO Della Corte e dei Giudici Art. 1 Dettagli CELEBRAZIONE DI APERTURA DELL ANNO DELLA FEDE
CELEBRAZIONE DI APERTURA DELL ANNO DELLA FEDE RITI DI INTRODUZIONE DELLA CHIESA STAZIONALE 1. Quando il popolo si è riunito nella Chiesa stazionale il Vescovo saluta la comunità: Nel nome del Padre e del Dettagli COMUNE DI VIAREGGIO. Provincia di Lucca REGOLAMENTO PER L'USO DEL GONFALONE, DELLO STEMMA E DELLA BANDIERA COMUNALE
COMUNE DI VIAREGGIO Provincia di Lucca REGOLAMENTO PER L'USO DEL GONFALONE, DELLO STEMMA E DELLA BANDIERA COMUNALE INDICE ART. 1- OGGETTO ART. 2- IL GONFALONE ART. 3- CUSTODIA DEL GONFALONE ART. 4- USO Dettagli COMUNE DI CARUGATE Provincia di Milano
COMUNE DI CARUGATE Provincia di Milano SETTORE 7 - DEMOGRAFICO E STATISTICA REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI Approvato con deliberazione di C.C. n. 12 del 28/02/2007 ART. 1 Dettagli PARROCCHIA SACRO CUORE - MODICA
PARROCCHIA SACRO CUORE - MODICA PROGRAMMA RELIGIOSO LUNEDÌ 1 GIUGNO chiesa piccola chiesa grande Ore 19.00: Solenne apertura del mese del Sacro Cuore con S. Messa. Ore 19.45: Trasferimento dei fedeli nella Dettagli CAERIMONIALE EPISCOPORUM
CAERIMONIALE EPISCOPORUM Riportiamo qui le norme principali del Caerimoniale Episcoporum e che riguardano specificatamente il diacono e la sua funzione nel corso della Liturgia Eucaristica. La Santa Messa Dettagli Un nuovo anno pastorale è iniziato
Un nuovo anno pastorale è iniziato Nella lettera pastorale consegnata alla Diocesi all inizio dell anno pastorale il nostro Vescovo Enrico ci ha indicato alcune priorità che concretizzano il tema proposto Dettagli MESE DI MAGGIO SACRE QUARANTORE - PEREGRINATIO MARIÆ
PONTIFICIA BASILICA COLLEGIATA Santa Maria dell Elemosina DParrocchia Matrice - Santuario Mariano Biancavilla MESE DI MAGGIO SACRE QUARANTORE - PEREGRINATIO MARIÆ dall'1 al 31 maggio 2014 ore 08:00 19:00 Dettagli ASSOCIAZIONE ITALIANA SANTA CECILIA
ASSOCIAZIONE ITALIANA SANTA CECILIA TRE GIORNI DI FORMAZIONE LITURGICO MUSICALE convegno nazionale Cantare la speranza cristiana. Repertori per le celebrazioni rituali ASSISI 9 12 MARZO 2015 Lunedì 9 Marzo Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: in fine
 Art.1
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 2
 ART. 1
 Art. 1
 Art. 1
 ART. 1
 Art. 2
 Art. 1
 art.7
 Art. 1
 Art. 1
 ART.1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 1