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Timestamp: 2019-12-11 06:09:32+00:00

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Art. 1163 codice civile - Vizi del possesso - Brocardi.it
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Articolo 1163 Codice civile
Vizi del possesso
Dispositivo dell'art. 1163 Codice civile
Fonti → Codice civile → LIBRO TERZO - Della proprietà → Titolo VIII - Del possesso → Capo II - Degli effetti del possesso → Sezione III - Dell'usucapione
Il possesso acquistato in modo violento (1) o clandestino (2) non giova per l'usucapione se non dal momento in cui la violenza o la clandestinità è cessata.
(1) La violenza consiste nella contrarietà alla volontà del possessore. Deve essere mirata all'acquisto del possesso. Se essa è, infatti, finalizzata a stravolgere il consenso altrui, con lo scopo di stipulare un accordo cui segua la consegna del bene e, quindi, il suo impossessamento, si utilizzano le disposizioni in materia di vizi della volontà sulla conclusione del contratto.
(2) Col termine «clandestinità» ci si vuole riferire al modo di agire di chi vuol celare all'interessato i propri comportamenti.
La disposizione prevede che il possesso, per essere efficace ai fini dell'usucapione, deve essere pacifico e pubblico; esso cioè non deve essere acquisito tramite violenza fisica o morale a scapito del precedente possessore o detentore, e non deve essere esercitato clandestinamente, palesando, cioè, la volontà di subordinare la cosa al proprio potere. Per realizzare lo scopo predetto, il possesso deve essere anche continuo e non interrotto.
“ Ad usucapionem ”
Ai fini dell'usucapione
“ Nec vi, nec clam, nec precario ”
Né con la violenza, né di nascosto, né a titolo provvisorio
“ Res vi possessae ”
Cose possedute con la violenza
Spiegazione dell'art. 1163 Codice civile
I vizi del possesso
In questo articolo (che riproduce, migliorata nella forma, la disposizione dell'art. 689 codice del 1865) viene dichiarata l’ esigenza di altri due degli elementi del possesso legittimo di quel codice, la pacificità e la pubblicità del possesso.
Il capoverso stabilisce che gli effetti del possesso, originariamente non atto all'usucapione, incominciano a verificarsi quando il vizio sia purgato, ossia quando siano cessate la violenza e la clandestinità.
La collocazione della norma in questa sezione e le espressioni in cui è redatta portano a ritenere che essa trovi applicazione solo nei riguardi dell'usucapione, perciò, ove occorra, conferma la circostanza che gli effetti della violenza o clandestinità dell'acquisto del possesso sono disciplinati ex novo nell' art. 1170 del c.c., con riferimento all'azione di manutenzione.
549 Coerentemente a un principio etico e di ordine pubblico, il possesso non conduce all'usucapione se non è immune dai vizi della violenza e della clandestinità. Qualora sia viziato, esso non produce effetti che dal momento in cui il vizio è purgato, e cioè dal momento in cui la violenza o la clandestinità è cessata (art. 1163 del c.c.).
Massime relative all'art. 1163 Codice civile
Cass. civ. n. 17881/2013
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 17881 del 23 luglio 2013)
Cass. civ. n. 1672/2012
A norma dell'art. 1163 c.c., il possesso è acquistato in modo violento - e, perciò, inutile ai fini dell'usucapione, se non dal momento in cui la violenza è cessata - qualora l'impossessamento sia avvenuto con l'esercizio di una violenza fisica o morale, sicché la legittimità del possesso può aversi anche se esso non abbia tratto origine da una consegna proveniente dal titolare del diritto. Ne consegue che, ove la P.A. abbia occupato "sine titulo" una particella di terreno al di fuori delle regole del procedimento ablatorio, ciò non implica che il possesso debba ritenersi solo per questo acquistato con violenza, così come va escluso che tale violenza possa identificarsi con la trasformazione del bene successivamente alla sua apprensione.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1672 del 3 febbraio 2012)
Cass. civ. n. 1549/2010
Nel caso di beni immobili acquistati dallo Stato, ex art. 586 c.c., a titolo di eredità, la mancata conoscenza da parte dell'Amministrazione dell'intervenuto acquisto non impedisce, ai sensi dell'art. 1163 c.c., nel testo (applicabile "ratione temporis") anteriore alla modifica di cui all'art. 1, comma 260, della L. n. 296 del 2006, il decorso del termine utile per l'usucapione del diritto da parte del terzo, dovendo escludersi in tal caso la natura clandestina del possesso continuato per venti anni ed esercitato pubblicamente e pacificamente.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1549 del 26 gennaio 2010)
Cass. civ. n. 1682/1982
Ai sensi dell'art. 1163 c.c., la violenza, quale elemento escludente l'esistenza di un possesso utile ai fini dell'usucapione, deve verificarsi al momento dell'acquisto del possesso, per cui la sopravvenienza di tale elemento non incide sull'inizio del termine per usucapione.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1682 del 15 marzo 1982)
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References: Articolo 1163

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