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Timestamp: 2017-06-27 11:22:11+00:00

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1 I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08 e s.m.i.: GLI OBBLGHI E LE RESPONSABILITA CIVILI E PENALI IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO NEL DIRITTO PENALE DEL LAVORO: CRITERI IDENTIFICATIVI, RUOLO, OBBLIGHI E RESPONSABILITA a cura del RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE del Centro ENEA di Brindisi tel fax Edizione settembre 20092 I N D I C E 1. I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.L.GS. 81/08 e s.m.i.: GLI OBBLIGHI E LE RESPONSABILITA CIVILI E PENALI 1.1 Il datore di lavoro, i dirigenti ed i preposti: la ripartizione degli oneri prevenzionistici all interno della gerarchia aziendale. 1.2 Il datore di lavoro L'obbligo del datore di lavoro di valutare tutti i rischi lavorativi ed elaborare il DVR ai sensi degli artt. 28 e 29 D.Lgs. 81/ Il lavoratore: ruolo e obblighi Profili e responsabilità IL DIRIGENTE E IL PREPOSTO NEL DIRITTO PENALE DEL LAVORO: CRITERI IDENTIFICATIVI, RUOLO, OBBLIGHI E RESPONSABILITA 2.1 Dirigenti e preposti: aspetti generali La figura del dirigente nel diritto penale del lavoro La posizione antinfortunistica del dirigente I criteri di identificazione del dirigente La figura del preposto nel diritto penale del lavoro L attività svolta dal preposto: il contenuto degli obblighi di sovrintendere e vigilare L applicazione del principio di affettività nell individuazione del preposto Le responsabilità del preposto 2.4 La formazione dei preposti ALLEGATI A CD rom contenente l intero Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) dell ENEA CR Brindisi - rev. 02 del 06 luglio 2009 I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 33 1. I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.L.GS. 81/08 e s.m.i.: GLI OBBLIGHI E LE RESPONSABILITA CIVILI E PENALI 1.1 Il datore di lavoro, i dirigenti ed i preposti: la ripartizione degli oneri prevenzionistici all interno della gerarchia aziendale La gestione programmata della sicurezza e igiene del lavoro (prescritta dagli articoli 15 comma 1 lett. b) e artt. 17c. 1 lett. a) e 28 c. 2 lett. d) del D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i.) richiede il coinvolgimento attivo e operante e la partecipazione continua e consapevole di tutti i soggetti presenti in azienda, che sono ritenuti ex lege responsabili della propria e altrui sicurezza, non solo nei termini di adesione alle norme stabilite e penalmente sanzionate, ma soprattutto, e in modo essenziale, nei termini di condivisione, interiorizzazione e soprattutto concreta attuazione dei principi tecnico-culturali della prevenzione, della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro. In questo contesto normativo la ripartizione degli oneri prevenzionistici (penalmente sanzionati) si modella sui ruoli effettivamente ricoperti all interno della gerarchia aziendale: l imputazione di quote decrescenti dell obbligazione di sicurezza avviene secondo una precisa scala gerarchica (che è quella aziendale). Gli articoli 2 c. 1 lett. b) e 18 del D.Lgs. 81/08 pongono come perno dell obbligo antinfortunistico il datore di lavoro, che può e se del caso deve (come frequentemente avviene nelle prassi aziendali), qualora lo richieda la dimensione dell azienda, strutturare l organizzazione in modo che i compiti siano distribuiti tra più persone, che incarnano le diverse funzioni aziendali dei dirigenti e dei preposti, affinché la divisione dei compiti possa rispondere ad effettive esigenze dell impresa anche finalizzate alla prevenzione degli infortuni e l attribuzione delle funzioni sia accompagnata da poteri reali ed affidata a persona idonea a quella particolare funzione (per un approfondimento sulle applicazioni del principio di effettività, si veda il cap. 2). Di conseguenza, se la persona incaricata di determinati compiti, corrispondenti agli obblighi che su essa gravano ex lege, si dimostra incapace di svolgere adeguatamente l'incarico o il compito strettamente connaturato alla sua funzione, il delegante (datore di lavoro: Presidente, Amministratore Delegato, ecc.) o comunque l'incaricante risponderà direttamente della mancata esecuzione di quanto delegato, per aver designato una persona inidonea (culpa in eligendo) o per non aver vigilato I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 44 sulla corretta esecuzione dei compiti delegati (culpa in vigilando - art. 16 c. 3 D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.). Ferma restando l'eventuale responsabilità concorsuale del delegato o incaricato negligente e/o inadempiente. Il dirigente al quale fosse stato delegato (o comunque incaricato nell'ambito delle normali funzioni dirigenziali) l'obbligo di attuare le misure di sicurezza risponderà solo nei limiti dell'incarico conferitogli, e se questo richiedeva un adeguato e autonomo potere di spesa, risponderà dei suoi obblighi nella misura dei mezzi economici di cui è dotato per attuarle, se l'attuazione degli obblighi richiedeva un intervento di tipo economico. Peraltro nella maggior parte dei casi pratici l'attuazione delle misure di sicurezza richiede solamente atti di tipo organizzativo, normalmente, per definizione, rientranti nei poteri ordinari dei dirigenti aziendali. In tali casi il dirigente risponde delle sue omissioni in ogni caso, a prescindere dalla disponibilità economica. In difetto di mezzi economici dunque risponderà per la parte che lo riguarda: non aver segnalato o individuato gli interventi necessari per rendere sicura l'attività lavorativa, qualora gli stessi prescindano da un potere di spesa o lo eccedano. I preposti hanno l'obbligo di esigere e controllare che i lavoratori usino i mezzi di sicurezza e di protezione individuale messi a loro disposizione e rispettino le regole aziendali di sicurezza, e devono segnalare le eventuali situazioni pericolose ai propri superiori. La mancata vigilanza o segnalazione possono rendere il preposto responsabile di un infortunio sul lavoro, anche in concorso con il dirigente e il datore di lavoro (v. oltre). L'obbligo di sicurezza riguarda tutto l'ambiente di lavoro, non solo l'attività lavorativa, quindi qualunque luogo cui possa accedere un lavoratore, anche non per ragioni collegate alla sua mansione (principio della sicurezza in sé dell'ambiente di lavoro). La ripartizione dei compiti antinfortunistici delle figure della linea gerarchica aziendale nel luogo di lavoro prevista dal legislatore è così articolata: I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 55 Parte dall'obbligo del datore di lavoro ("naturale" o di soggetto idoneo e validamente delegato, il c.d. "datore di lavoro delegato ) di predisporre mezzi e strutture che siano sicuri e rispondenti ai requisiti preventivi e protettivi, tecnici e igienici, previsti dalla legge ["ai sensi dell art c.c., il datore di lavoro è tenuto ad,adottare le misure necessarie per tutelare l'integrità fisica e morale dei lavoratori, rispettando non solo le specifiche norme prescritte dall'ordinamento in relazione al tipo specifico di attività imprenditoriale e lavor-ativa, ma anche quelle che si rivelino necessarie in base alla particolarità del lavoro, all'esperienza e alla tecnica. La previsione dell'obbligo contrattuale di sicurezza comporta che al lavoratore è sufficiente provare il danno e il nesso causale, spettando all'imprenditore provare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno" (Cass. pen , n )]; Prosegue attribuendo ai dirigenti l'onere di organizzare in modo adeguato e sicuro l'utilizzo delle strutture e i mezzi messi a disposizione dal datore di lavoro [anche a prescindere da eventuali, ma non strettamente necessari, poteri di spesa: "in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, (i dirigenti) non si sostituiscono, di regola, alle mansioni dell'imprenditore, del quale condividono, secondo le loro reali incombenze, oneri e responsabilità in materia di sicurezza del lavoro; salvo che, da parte del titolare dell'impresa, sia avvenuta, non soltanto la nomina nel suddetto ruolo (di dirigente) di persona qualificata e 'capace, ma anche il trasferimento alla stessa di tutti i compiti di natura tecnica, con le più ampie facoltà di iniziativa e di organizzazione anche in materia di prevenzione degli infortuni, con il conseguente esonero, in caso di incidente, da responsabilità penale del datore di lavoro" (Cass. penale, sez. IV, n. 4432, Fadda)]; Giunge all'anello finale della catena gerarchica, ovvero alle figure dei preposti (capi laboratorio, capireparto, capiturno, assistenti di linea, capi ufficio, supervisori, capomacchina ecc, tutte le figure dotate di una reale supremazia sui altri lavoratori) ai quali la legge attribuisce l'obbligo di vigilare sulla corretta osservanza da parte dei lavoratori delle misure e procedure di sicurezza predisposte dai vertici aziendali (e riferire ad essi sulle carenze delle misure di prevenzione riscontrate nei luoghi di lavoro): il preposto, privo del potere o dovere di predisporre mezzi e strutture, svolge compiti di controllo e sorveglianza, con corrispettivi poteri organizzativi e disciplinari" ed "è responsabile, tra l'altro, dell'attuazione delle misure di sicurezza decise dal datare di lavoro ed organizzate dai dirigenti per il concreto svolgimento dell'attività; I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 66 rende edotti i lavoratori dei rischi cui sono soggetti; vigila sull'uso dei dispositivi di sicurezza individuali; verifica se, nelle fasi di produzione, si presentino rischi imprevisti e prende le opportune cautele; deve attuare il piano di manutenzione delle macchine e predisporre verifiche e controlli sulle stesse per garantirne la perfetta efficienza : e dunque "... grava sul preposto, nell'alveo del suo compito fondamentale di vigilare sull'attuazione delle misure di sicurezza, l'obbligo di verificare la conformità dei macchinari alle prescrizioni di legge e di impedire l'utilizzazione di quelli che, per qualsiasi causa (inidoneità sopravvenuta od originaria), siano pericolosi per l'incolumità del lavoratore che li manovra" (Cass. Pen., Sez. III, sent. n del 27/01/1999); Coinvolge infine in maniera diretta e penalmente sanzionata gli stessi lavoratori che sono direttamente responsabili della sicurezza propria e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro conformemente alla formazione, alle istruzioni e ai mezzi loro forniti dal datore di lavoro: ad essi "non è riconosciuta alcuna autonomia decisionale o iniziativa personale in ordine alla prevenzione infortuni, ma solo il compito di attenersi fedelmente alle istruzioni e alle direttive che gli provengono dai soggetti indicati" dalla legge vigente, ovvero oggi l'articolo 20 comma 2 lett. b) del D.Lgs. n. 81/2008 (Cass. Pen., Sez. VI, sent. del 23 gennaio 1979, Morana) E'dunque vero che "in materia di sicurezza, la mentalità del non compete a me e comunque ci sta pensando qualcun altro è contraria a ciò che il legislatore pretende ponendo anche specifici precetti normativi" (Tribunale ordinano di Milano, Sez. IV Pen., sent. del 13 ottobre 1999, Pres. Martino): in tal senso la domanda fondamentale che ogni soggetto della gerarchia aziendale deve porsi in ogni momento della sua attività lavorativa è quali siano tutti i compiti prevenzionistici e di protezione della salute e sicurezza dei lavoratori riferibili in modo intrinseco alla sua mansione lavorativa, a prescindere da incarichi formali, che qualora siano presenti contribuiranno ad estendere le responsabilità, ma che non costituiscono il presupposto di una responsabilità connaturata alla funzione, per legge, fin dal La cassazione (Cass. Pen., Sez. IV, sent. n del 31 marzo 2006) è in tal senso esplicita: "la stessa formulazione della norma C,.) consente di ritenere che il legislatore abbia voluto rendere i dirigenti e i preposti destinatari delle norme antinfortunistiche iure proprio, prescindendo dalla eventuale delega". I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 77 Gli obblighi generali dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti sono dettati, oltre che dall'art. 2 comma 1 lettere b), d) e) e dagli articoli 17, 18 e 19 del D. Lgs. n. 81/2008, dall'art cod. civ. Il datore di lavoro, in particolare, deve innanzitutto aver cura del lavoratore, come fattore più nobile della produzione, fino al limite di prevedere e prevenire anche le probabili imprudenze dello stesso: "Ove si voglia considerare il lavoro - e, pertanto, il lavoratore - come uno dei fattori della produzione, questo fattore è indubbiamente il più nobile, nel senso che la integrità psicofisica del lavoratore, se è un valore che ha incontestabile importanza per il datore di lavoro, è, anzitutto, come vuole l'articolo 32 della Carta costituzionale, "un fondamentale diritto dell'individuo e uno degli interessi della collettività, il che importa che il datore di lavoro, nell'organizzare quei fattori, debba avere cura, sopra ogni cosa, di quella integrità, anche valutando, al di là delle eventuali certificazioni della rispondenza delle macchine alle previsioni antinfortunistiche, le possibili se non, addirittura, le probabili imprudenze del lavoratore nell'eseguire i compiti affidatigli". I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 88 LA RIPARTIZIONE DEGLI ONERI PREVENZIONALI DATORE DI LAVORO DIRIGENTE PREPOSTO ESERCITA TITOLARE O RESPONSABILE DELL IMPRESA DIRIGE ESERCITA AUTONOMIA DECISIONALE E POTERE DISCREZIONALE SOVRAINTENDE ESERCITA UNA SUPREMAZIA ATTRIBUZIONI E COMPETENZE (Art. 2 lett. b), d), e) del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) DATORE DI LAVORO garante strutturale della sicurezza DIRIGENTE garante organizzativo della sicurezza PREDISPONE LUOGHI, MEZZI, STRUMENTI, DPI SICURI MARCATI CE, MANUTENZIONE (POTERI DI DECISIONE, DI SPESA O GESTIONALI) COMPITI INDELEGABILI: VALUTAZIONE DI TUTTI I RISCHI LAVORATIVI E NOMINA DEL RSPP ATTUA GLI OBBLIGHI E GLI ADEMPIMENTI, ORGANIZZA E CONSENTE L USO SICURO DI LUOGHI E ATTREZZATURE, NOMINA PREPOSTI CAPACI, A PRESCINDERE DA DELEGHE E POTERI DI SPESA PREPOSTO garante del controllo della sicurezza LAVORATORE Collaboratore per la sicurezza VIGILA (I LAVORATORI SUL RISPETTO DI LEGGI E NORME AZIENDALI E SULL USO DEI DPI) E RIFERISCE (OGNI CARENZA DI PREVENZIONE, IN PARTICOLARE QUELLE IMPREVISTE E IMPROVISE RISCONTRATE), A PRESCINDERE DA DELEGHE E POTERI DI SPESA OSSERVA LE DISPOSIZIONI E LE ISTRUZIONI IMPARTITE DAL DATORE DI LAVORO, DAI DIRIGENTI E DAI PREPOSTI AI FINI DELLA PROTEZIONE COLLETTIVA E INDIVIDUALE I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 99 1.2 Il datore di lavoro Ai sensi dell'articolo 2, comma 1 lett. b) del D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, per "datore di lavoro" si intende "il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell'organizzazione stessa o dell'unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, esso è individuato dall'organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto-,dell ubicazione e dell'ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l'attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l'organo di vertice medesimo." Va premesso, in ogni caso, che è l'esercizio effettivo dell'impresa che consente di individuare la figura del datore di lavoro. In applicazione del principio di effettività, infatti, l'articolo 299 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 ("esercizio di fatto dei poteri direttivi ), inserito tra le disposizioni penali, ha esplicitato un principio da decenni affermato dalla giurisprudenza, prevedendo che le posizioni di garanzia relative a datore di lavoro, dirigente e preposto gravano altresì su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei soggetti ivi riferiti. Il datore di lavoro per la sicurezza, come si legge in numerose deleghe, non esiste, bensì esiste il massimo vertice aziendale, che ha il potere finale di decisione e spesa e che è l'autentico datore di lavoro. Al più vi sarà uno o più delegati del datore di lavoro ai sensi dell'articolo 16 D.Lgs. 81/08: e difatti "se la sicurezza non è oggetto di specifica delega, gli obblighi imposti ai datori di lavoro dalla normativa antinfortunistica [devono] ritenersi gravanti su tutti i componenti del Consiglio di amministrazione". I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 1010 La decisione è in linea con la giurisprudenza di questa Corte (v. tra le altre, Sez. 4^, 11 luglio 2002, Macola ed altro) secondo la quale nel caso di imprese gestite da società di capitali, gli obblighi concernenti l'igiene e la sicurezza del lavoro gravano sui tutti i componenti del Consiglio di amministrazione" (Cass. Pen., Sez. IV, sent. 11 dicembre 2007 n. 6280). La sentenza sopra citata sottolinea, altresì, che la delega di gestione, in proposito conferita ad uno o più amministratori, se specifica e comprensiva di poteri di deliberazione e spesa, può solo ridurre la portata della posizione di garanzia attribuita agli ulteriori componenti del Consiglio, ma non escluderla interamente, poiché non possono comunque essere trasferiti i doveri di controllo sul generale andamento della gestione e di intervento, soprattutto nel caso di mancato esercizio della delega. In presenza di imprese con pluralità di titolari, si è stabilito che "l'obbligo grava indiscriminatamente su tutti i titolari dell'impresa, salvo che preventivamente le attività per la sicurezza del lavoro vengano delegate ad uno di essi (Cass. Pen., Sez. IV, sent. 6 aprile 1979; Cass. Pen., Sez. IV, sent. 30 marzo 1965) L'obbligo del datore di lavoro di valutare tutti i rischi lavorativi ed elaborare il DVR ai sensi degli artt. 28 e 29 D.Lgs. 81/08 La valutazione dei rischi così come prevista e regolata dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i. allarga il campo: il datore di lavoro, per metterla a punto, dovrà considerare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, inclusi nuovi rischi oggi definiti normativamente. In particolare, dovrà tener conto dei rischi legati alle differenze di genere, all'età e alla provenienza da altri Paesi e, con decorrenza dell'obbligo a partire dal 16 maggio 2009, dovrà valutare i rischi da stress lavoro-correlato ed elaborare un documento avente data certa (articolo 28 C. 1 D.Lgs. 81/08 in comb. disp. art. 32 D.L. 30 dicembre 2008 n. 207). Tra le novità più rilevanti previste dal decreto n. 81/08 in materia di valutazione dei rischi vi sono indubbiamente le previsioni contenute nelle lettere d) ed f) del comma 2 dell'articolo 28. Ai sensi di tali disposizioni,infatti, il documento di valutazione dei rischi deve contenere: "l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri" (lett. d); I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 1111 "l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacita professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento" (lett. f). La lettera d) richiede in sostanza che dal documento emerga l'organigramma della sicurezza al completo, il "chi fa che cosa" per la concreta adozione e attuazione delle misure di prevenzione e protezione, laddove quel "chi" dovrà essere rappresentato unicamente da soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri. Si noti che il legislatore richiede qui il possesso in capo a tali soggetti - oltre che di poteri di adeguate "competenze"; dunque non richiede solo la formazione, l'addestramento, l'esperienza ecc..., ma direttamente il risultato di tali caratteristiche specifiche, che è l'acquisizione di una competenza, di un saper fare in maniera adeguata. La lettera f), poi, richiede che il datore di lavoro, ovviamente con la collaborazione dell'rspp (ex art. 33), faccia una sorta di "analisi delle competenze" (per usare un linguaggio mutuato dalla qualità) al fine di identificare il livello minimo di capacità professionale (riconosciuta), esperienza (specifica), formazione e addestramento (adeguati) che deve possedere un lavoratore esposto a rischi specifici derivanti da una certa mansione. Un'altra rilevante novità in materia di valutazione dei rischi è poi rappresentata dall'introduzione dell'articolo 29 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Esso introduce nuove modalità per svolgere la valutazione dei rischi, che variano in base al numero dei lavoratori. Le aziende che occupano fino a 50 dipendenti e che non presentano particolari profili di rischio potranno seguire una procedura standardizzata, che deve essere stabilita da un decreto interministeriale. Nell'attesa, per le aziende fino a 10 dipendenti è sufficiente l'autocertificazione e per le aziende fino a 50 dipendenti si applicano le regole ordinarie (articolo 29). Conclusivamente, ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, il datore di lavoro (che esercita le attività regolate da tale decreto, ovvero quelle alle quali sono addetti "lavoratori e lavoratrici, subordinati, nonché i soggetti ad essi equiparati" ai sensi dell'art. 2 c. 1 lett. a) dello stesso) deve valutare, "anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, "tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 1212 collegati allo stress lavoro correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all età, alla provenienza da altri paesi " ed elaborare un documento "avente data certa". Per quanto concerne la data certa (richiesta dal D.Lgs. 81/08, oltre che per il documento di valutazione dei rischi a partire dal 16 maggio 2009, anche per la delega ex art. 16 sin dall'entrata in vigore del decreto 81) occorre riferirsi all'articolo 2704 del codice civile ("Data della scrittura privata nei confronti dei terzi). Ai sensi del secondo comma dell'articolo 28, come già in parte anticipato, il documento di valutazione dei rischi deve contenere: "a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) l individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i Lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento". Nella Relazione di accompagnamento al D.Lgs. n. 81/2008 si chiarisce che "si è scelto di dedicare una specifica Sezione (la n. II) nell'ambito del Titolo I alla regolamentazione della valutazione dei rischi, adempimento di assoluta centralità per garantire l'effettività delle tutele in ogni ambiente di lavoro. L'articolo 28, pertanto, impone, al comma 1, al datore di lavoro di considerare "tutti i rischi" (in tal senso già l'articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626) per la salute e sicurezza dei lavoratori, compresi quelli collegati allo stress da lavoro, alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri paesi. I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 1313 Gli esiti di detta valutazione confluiscono nel documento di valutazione dei rischi di cui al comma 2; nel quale è contenuta l'eventuale individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici. Tale ultima previsione si impone in virtù della considerazione che talune lavorazioni particolarmente pericolose non possano essere affrontate se non da prestatori di lavoro esperti e inseriti stabilmente nell'ambiente di lavoro". In ogni caso la valutazione dei rischi lavorativi non può mai essere parziale e inadeguata, ma deve comprendere tutti. i rischi esistenti in azienda, siano o non siano normati legislativamente; in particolare la valutazione dei rischi ex artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (che ha sostituito l'analoga prescrizione dell'art. 4 D.Lgs. n. 626/94) è finalizzata alla "individuazione di tutti i fattori di rischio esistenti in azienda e delle loro reciproche interazioni, nonché la valutazione della loro entità, effettuata, ove necessario, mediante metodi analitici o strumentali (Circ. Min. Lav. prot. n. 102/95 del 7 agosto 1995). Il documento di valutazione dei rischi, conformemente alla più ampia funzione prevenzionistica e gestionale prevista dal nuovo art. 28 D.Lgs. n. 81/2008, dovrebbe svolgere le seguenti funzioni e quindi rappresentare: uno "strumento di pianificazione della prevenzione; un mezzo per favorire l'interazione tra i soggetti incaricati dell'attività di prevenzione e le funzioni aziendali; un mezzo per l esplicitazione, da parte del datore di lavoro nei confronti degli organi di vigilanza, delle misure di prevenzione adottate e/o previste per l'azienda in relazione ai rischi individuati". In particolare: - "Il documento non deve essere generico: deve indicare criteri e metodi adottati per l'analisi di ogni tipologia di rischio, contestualizzando tale analisi alle fasi di lavorazione, alle mansioni ed ai lavoratori esposti ai rischi; deve considerare i rischi specifici per le lavoratrici ed i lavoratori; deve contenere riferimenti alle specifiche valutazioni previste dalle norme (quali ad esempio lavoratrici gestanti, agenti chimici, agenti cancerogeni e mutageni, rischio incendio), in rapporto anche ad eventuali disposizioni contenute nel piano sanitario redatto dal medico competente. - Il documento indica gli "attori" coinvolti nel processo di valutazione; indica cioè come sono stati coinvolti i responsabili, i preposti, i lavoratori, R.S.P.P., R.L.S., Medico Competente; in quali fasi e con quali modalità queste figure hanno partecipato al processo di valutazione. - E'importante che il documento di valutazione descriva l'organizzazione aziendale per la gestione delle attività di prevenzione. I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 1414 - Nella fase di stima dell'esposizione ai rischi individuati, il documento deve considerare l'efficacia e l'efficienza delle misure di prevenzione e protezione già introdotte dal datore di lavoro. Si analizzeranno le cause e circostanze di ciascuno dei rischi indicando le misure tecniche, organizzative e procedurali per contenerli al livello più basso possibile e/o ridurli, con interventi programmabili nel tempo, in una logica di miglioramento continuo della sicurezza e salute dei lavoratori. Gli orientamenti comunitari indicano l'utilità di separare i rischi individuati in due categorie: - rischi ben noti peri quali si identificano prontamente le misure di controllo - rischi per i quali è necessario un esame più attento e dettagliato. Pertanto se si individua un rischio certo per la sicurezza e la salute dei lavoratori e/o quando tale rischio è riferibile alla mancata messa in atto di quanto previsto dalla normativa, le misure di tutela e di messa a norma dovranno essere attuate immediatamente senza acquisire ulteriori elementi valutativi. Per gli altri rischi invece si dovrà applicare un sistema più attento di valutazione per esprimere il giudizio di rilevanza e per definire gli interventi per la loro riduzione programmabili nel tempo. Il documento di valutazione deve indicare le azioni che il datore di lavoro intende attuare per migliorare i livelli di prevenzione in azienda in riferimento ai rischi individuati. Il documento deve contenere il programma di miglioramento, indicando i tempi di attuazione degli interventi programmati" (Indirizzi per la redazione del documento di valutazione del rischio del 16 luglio 2004, Regione Lombardia). I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 1515 PROSPETTO RIEPILOGATIVO DEI RUOLI E DELLE RESPONSABILITA PRESSO IL CR ENEA DI BRINDISI (e in generale c/o le aziende) POSIZIONE NELL ENTE RUOLO PER LA SICUREZZA OBIETTIVI DEL RUOLO IN MATERIA DI SSL MODALITA E RESPONSABILITA DI MONITORAGGIO (I LIVELLO) RESPONSABILITA PER LA SICUREZZA COMPITI IN MATERIA DI SSL Direttore di Centro Datore di lavoro Favorire le politiche di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Ottenere una riduzione degli infortuni in azienda. Dare attuazione agli interventi previsti nel documento di valutazione dei rischi (DVR). Effettua il monitoraggio sulle attribuzioni dei dirigenti ed ha il controllo sulle proprie. Utilizza il Piano di adeguamento del DVR. Ha la responsabilità della Valutazione dei Rischi e di tutte le altre che la normativa vigente gli attribuisce. Approvare tutte le decisioni in materia di sicurezza e salute e tutta la documentazione e le scelte relative al SGSL. Definire la Politica aziendale per la sicurezza, in collaborazione con le altre funzioni aziendali (dell ente) che decide di coinvolgere, e ne pianifica la realizzazione mediante obiettivi, attribuzioni e tempistica di intervento. Effettuare il riesame del sistema, con le altre funzioni aziendali (dell ente) preposte definendo il programma per la formazione e la pianificazione delle Verifiche interne di monitoraggio. I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 1616 POSIZIONE NELL ENTE RUOLO PER LA SICUREZZA OBIETTIVI DEL RUOLO IN MATERIA DI SSL MODALITA E RESPONSABILITA DI MONITORAGGIO (I LIVELLO) RESPONSABILITA PER LA SICUREZZA COMPITI IN MATERIA DI SSL Capi Dipartimento Responsabili di Sezione Responsabili uff. acquisti ecc Dirigenti Favorire le politiche di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Ottenere una riduzione degli infortuni in tutta l area di produzione. Dare attuazione agli interventi previsti nel documento di valutazione dei rischi (DVR). Acquistare macchine, attrezzature e prodotti conformi alle normative vigenti in materia di ssl e che garantiscano il minor rischio possibile per gli utilizzatori. Esegue il monitoraggio sulle attività dei preposti e dei lavoratori dell area di produzione. Utilizza il piano di adeguamento del DVR per gli obiettivi di sua competenza. Ha la responsabilità della programmazione, organizzazione, delle misure di prevenzione e protezione e della verifica dell efficacia degli interventi pianificati. Collaborare alla valutazione dei rischi. Promuovere l adozione delle misure di prevenzione e protezione. Pianificare le attività di formazione, informazione ed addestramento dei lavoratori ecc Consulta gli addetti al servizio di prevenzione e protezione e/o i consulenti esterni per accertare le conformità alle norme cogenti in materia di ssl degli acquisti. Reperire le schede di sicurezza dei prodotti prima dell acquisto ecc I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 1717 POSIZIONE NELL ENTE RUOLO PER LA SICUREZZA OBIETTIVI DEL RUOLO IN MATERIA DI SSL MODALITA E RESPONSABILITA DI MONITORAGGIO (I LIVELLO) RESPONSABILITA PER LA SICUREZZA COMPITI IN MATERIA DI SSL Responsabili o addetti di laboratorio ufficialmente incaricati Preposti Ottenere nel suo reparto (laboratorio/i) la riduzione degli infortuni, incidenti e dei comportamenti pericolosi. Dare attuazione agli interventi previsti nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Esegue il monitoraggio degli addetti del proprio reparto (laboratorio). Utilizza il piano di adeguamento del DVR per gli obiettivi di sua competenza. Ha la responsabilità del controllo, vigilanza e verifica delle attuazioni delle misure nel proprio reparto (laboratorio) su: comportamenti e/o situazioni pericolose, rilevazioni degli incidenti e/o degli infortuni. Collaborare alla definizione delle misure si prevenzione e protezione per i lavoratori del proprio reparto (laboratorio). Assegnare i compiti ai lavoratori del proprio reparto tenendo conto delle peculiarità in materia di ssl. Verificare e controllare il rispetto delle norme e delle istruzioni di sicurezza da parte dei lavoratori del proprio reparto ecc I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 1818 POSIZIONE NELL ENTE RUOLO PER LA SICUREZZA OBIETTIVI DEL RUOLO IN MATERIA DI SSL MODALITA E RESPONSABILITA DI MONITORAGGIO (I LIVELLO) RESPONSABILITA PER LA SICUREZZA COMPITI IN MATERIA DI SSL Ricercatore Tecnico _ impiegato ecc Lavoratori Non mettere in atto comportamenti pericolosi per la propria salute e sicurezza e per quella dei loro colleghi. Dare attuazione agli interventi previsti nel DVR. Monitoraggio in autocontrollo. Ha la responsabilità di tutelare la propria salute e sicurezza e quella dei propri colleghi. Fra di essi viene eletto il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Fra di essi vengono nominati gli addetti della squadra di emergenza. Rispettare le istruzioni ricevute e non operare di propria iniziativa. Utilizzare macchine, attrezzature e DPI conformemente alle informazioni e alla formazione ricevuta. Compiti previsti dalla normativa vigente per il ruolo di addetto al Primo soccorso ed alla prevenzione incendi. I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 1919 1.3 Il lavoratore: ruolo e obblighi La direttiva n. 391/89/CEE, che ha dato origine al D.Lgs. n. 626/1994 prima e al D.Lgs. n. 81/2008 poi (quali disposizioni legislative nazionali di recepimento) ritiene "indispensabile" che i lavoratori "siano in grado di contribuire, con una partecipazione equilibrata..., all'adozione delle necessarie misure di sicurezza" (art. 11 paragrafo 1). Le norme del "testo unico" sulla sicurezza e salute dei. lavoratori contenute nel D.Lgs. n. 81/2008 si applicano a tutti i lavoratori, anche autonomi e parasubordinati che, a prescindere dal tipo di contratto e dalla retribuzione, svolgono la propria prestazione all'interno dell'impresa. Sono esclusi i lavoratori domestici e familiari (articoli 2 e 3). L'articolo 2 comma 1 lett. a) del decreto definisce in modo ampio il lavoratore come persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore cosi definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell'ente stesso; l'associato in partecipazione di cui all'articolo 2549 e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196 e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l'allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l'allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; il volontario, come definito dalla legge I agosto 1991, n. 266; i volontari del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e della protezione civile; il volontario che effettua il servizio civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468 e successive modificazioni e integrazioni". I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 2020 Nella prima parte della definizione di lavoratore sono comprese tutte le figure incluse nella tutela prevenzionistica dall'abrogato articolo 2 del D.Lgs. 626/94 (ad es. "esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari ) e dall'altro è confluita la definizione contenuta nell'art. 3 dell'abrogato D.P.R ("con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione"). La norma prosegue poi con l'elencazione delle figure che vengono equiparate ai lavoratori - analogamente a quanto già previsto dall'articolo 2 del D.Lgs. 626/94 - tra le quali sono ora inseriti anche i volontari ("il volontario, come definito dalla legge l agosto 1991, n. 266; i volontari del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e della protezione civile; il volontario che effettua il servizio civile ). Rispetto al precedente articolo 5 del D.Lgs. 626/94, ora abrogato, l'articolo 20 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 contenente gli obblighi dei lavoratori non presenta novità sostanziali, fatta salva l'esplicitazione alla lettera h) dell'obbligo (prima implicito) del lavoratore di partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro nonché l'introduzione dell'obbligo, derivante dalla legge 123/2007 (ora in gran parte assorbita dal decreto n. 81/2008), di esporre la tessera di riconoscimento nei casi previsti dall'art. 26. Devono esporre la tessera di riconoscimento solo i lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto e i lavoratori autonomi che prestano la propria attività in azienda. In caso di violazione di questo obbligo, il lavoratore è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro (articolo 20 D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.). Il lavoratore deve partecipare ai programmi di formazione organizzati dal datore di lavoro, altrimenti rischia la sanzione penale dell'arresto fino a un mese o dell'ammenda da 200 a 600 euro. In termini di "gerarchia" nell'elencazione degli obblighi, rilievo prioritario assume ora la collaborazione prevenzionale, posto che i lavoratori devono "contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro" (Art. 20 c. 1 lett. a) D.Lgs. n. 81/2008, corrispondente alla lettera h) dell'art. 5 dell'ormai abrogato D.Lgs. 626/94). Si registra inoltre la novità contenuta nell'articolo 4 del D.Lgs. n.81/08, che prevede una particolare modalità di computo dei lavoratori in base alla quale, ai fini della determinazione del numero di lavoratori dal quale la normativa contenuta nel decreto fa discendere particolari obblighi (ad es.: SPP interno, obbligo di riunione periodica, numero degli RLS, svolgimento I SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE SECONDO IL D.LGS. 81/08: IL DIRIGENTE ED IL PREPOSTO 21 Vedere altro
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References: art. 16
 sentenza 
 Cass. 
 art. 32
 art. 33
 art. 16
 art. 28
 articolo 2
 articolo 5
 Articolo 3
 art. 30
 art. 1
 art. 2087
 Art. 2
 art. 1
 art. 51
 art. 37
 Art. 17
 art. 29
 art. 29
 art. 37
 art. 37
 art. 15
 art. 16