Source: https://renatodisa.com/cassazione-sentenza-28-giugno-2018-n-17015/
Timestamp: 2019-02-21 04:43:35+00:00

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Inoltre, la presa d’atto che i giornali nautici tacciano “due altri fatti pacifici ed assolutamente rilevanti” (ovvero, per un verso, l’ordine emesso dalla Capitaneria di Porto, a tutte le navi in entrata o in uscita dalle acque portuali, di attendere fuori di esse, a distanza di sicurezza, l’uscita del convoglio rimorchiato, nonche’, per altro verso, che il posto di Pilota sullo “(OMISSIS)” fu preso, in sostituzione dell’infortunato Com.te (OMISSIS), dall’allora Vice Capo Pilota Com.te (OMISSIS)) avrebbe dovuto essere esaminata dalla Corte capitolina per trarre la conclusione che il silenzio serbato dai giornali nautici, oltre che su tali fatti pure sul passaggio del “(OMISSIS)”, rivelerebbe vieppiu’ “l’assoluta arbitrarieta'” della presunzione operata.
Osserva, al riguardo, il ricorrente che il ruolo del Pilota, a bordo della nave, non e’ affatto quello di “determinare/dirigere la manovra, ma solo quello di fornire al Comandante della nave la propria consulenza quale esperto del luogo”. Difatti, l’articolo 92 c.n., comma 1, individua quali sue attribuzioni “suggerire la rotta” e “assistere il comandante”, e non gia’ quella di dirigere la manovra, mentre l’articolo 295 c.n., comma 1 e articolo 298 c.n., stabiliscono che al “comandante della nave, in modo esclusivo, spetta la direzione della manovra e della navigazione”, e che lo stesso, “anche quando sia obbligato ad avvalersi del pilota, deve dirigere personalmente la manovra della nave all’entrata e all’uscita dei porti (…) e in ogni circostanza in cui la navigazione presenti particolari difficolta'”.
9.2.1. Giova, sul punto, premettere che l’esito del procedimento di verificazione non e’ quello di conferire tout court efficacia probatoria alla relazione di eventi straordinari o alle annotazioni dei giornali nautici, bensi’ quella’ di determinare una “presunzione di verita'” (ovviamente, iuris tantum) dei fatti in essa attestati. Invero, come ha chiarito questa Corte “l’articolo 584 c.n., condiziona la efficacia probatoria, fino a prova contraria, della relazione del capitano, al particolare che la stessa sia confermata alle testimonianze o da prove raccolte” nel corso del procedimento da tale norma previsto (cosi’ gia’ Cass. Sez. 1, sent. 22 maggio. 1959, n. 1563).
10.1.5. Occorre, al riguardo, muovere dalla constatazione che – in tema di responsabilita’ aquiliana – “il nesso di causalita’ indica la derivazione di un evento dannoso da una condotta dolosa o (come nella specie) colposa in quanto il primo non si sarebbe verificato in assenza di quest’ultima” (cfr., in motivazione, Cass. Sez. 3, sent. 6 ottobre 2016, n. 19993, nonche’, nello stesso senso, Cass. Sez. 3, sent. 22 febbraio 2016, n. 3428; Cass. Sez. 3, sent., 6 maggio 2015, n. 9008), escludendo, nel contempo, che il contegno del danneggiato non “connotato da carattere di eccezionalita’ ed imprevedibilita'”, possa configurarsi come causa “interruttiva del nesso di causalita’ (cosi’, nuovamente in motivazione, Cass. Sez. 3, sent. n. 19993 del 2016, cit.).

References: articolo 298
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
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