Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2013/09/23/01/comunic.htm
Timestamp: 2019-08-21 10:11:08+00:00

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﻿I Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - lunedì 23 settembre 2013
Lunedì 23 settembre 2013. — Presidenza del presidente Francesco Paolo SISTO. – Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, Sesa Amici.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo, nella seduta del 19 settembre 2013.
Francesco Paolo SISTO, presidente, comunica che è stata avanzata la richiesta che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione. Ricorda che l'esame riprende dall'emendamento Gigli 9.12. Ricorda che i relatori e il Governo hanno già espresso il parere sulle proposte emendative riferite all'articolo 9. Quindi, con riferimento all'emendamento Gigli 9.12, fa presente che, in assenza del presentatore, lo stesso è fatto proprio dai deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia.
La Commissione respinge la proposta emendativa Gigli 9.12.
Emanuele COZZOLINO (M5S) illustra la proposta emendativa 9.56, a sua prima firma, volta a prevedere limiti alle erogazioni liberali ai partiti, nonché divieti e sanzioni pecuniarie a carico dei trasgressori. Pag. 5Evidenzia il rischio che la democrazia possa essere condizionata e influenzata dai grandi patrimoni.
La Commissione respinge, quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Cozzolino 9.56 e Nuti 9.51.
Emanuele COZZOLINO (M5S) illustra le finalità della proposta emendativa 9.52, a sua prima firma, volta a prevedere la possibilità di detrarre dall'imposta sul reddito delle persone fisiche un importo delle erogazioni liberali pari al 19 per cento per importi ricompresi tra 50 e 50.000 euro annui.
La Commissione respinge l'emendamento Cozzolino 9.52.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che l'emendamento Gitti 9.14, in assenza del presentatore, è stato fatto proprio dal deputato Bressa.
Riccardo FRACCARO (M5S) dichiara che il suo gruppo è contrario alle detrazioni al 100 per cento e chiede se i relatori intendano adottare iniziative volte ad evitare disparità di trattamento in materia di detrazioni tra i partiti e le onlus, che, a suo avviso, risultano ingiustificatamente penalizzate dalle disposizioni del provvedimento in esame rispetto ai partiti ed ai movimenti politici.
Emanuele FIANO (PD), relatore, ricorda che la questione è stata affrontata nell'ambito della legge n. 96 del 2012. Fa presente comunque che sul tema i relatori si riservano di presentare un apposito emendamento.
Gianclaudio BRESSA (PD) dichiara che la sua parte politica è contraria ad un trattamento fiscale differenziato per le erogazioni ai partiti e alle onlus. Osserva come sia in ogni caso di fondamentale importanza che non venga superato il limite massimo del 52 per cento, previsto per la detraibilità dell'importo delle erogazioni liberali dall'imposta sul reddito delle persone fisiche.
Matteo BRAGANTINI (LNA) non è contrario a prevedere agevolazioni fiscali di maggior favore per i partiti e i movimenti politici, ma ritiene che le stesse, per ragioni di equità, vadano estese anche alle onlus.
Sergio BOCCADUTRI (SEL) fa presente che, a suo avviso, accostare le onlus ai partiti politici è fuorviante, dal momento che le funzioni svolte sono profondamente diverse. Rileva, inoltre, che le onlus ricevono altri tipi di contributi e di finanziamenti da parte dello Stato, oltre alle detrazioni sulle erogazioni liberali.
Francesco SANNA (PD), nel concordare con il collega Boccadutri, osserva come le onlus già beneficino di un regime di consistenti agevolazioni fiscali. In proposito, fa presente che, a parte le detrazioni, è prevista la possibilità di deduzione dall'imposta dei redditi delle erogazioni liberali in favore delle predette organizzazioni per importi sino a 70.000 euro annui. Ricorda altresì che le onlus beneficiano altresì delle risorse relative al 5 per mille. Rileva, quindi, come le agevolazioni che la normativa vigente prevede per tali organizzazioni siano, di fatto, per importo complessivo, di gran lunga superiori rispetto a quelle che si intende riservare ai partiti ed ai movimenti politici.
Riccardo FRACCARO (M5S), con riferimento all'intervento del deputato Bragantini sull'emendamento Gitti 9.14, fa notare che, prima di prevedere particolari benefici in relazione alle detrazioni per le erogazioni in denaro in favore di partiti politici, sarebbe opportuno rivedere il regime delle detrazioni in favore delle onlus, dal momento che i partiti, in generale, non si sono comportati in modo tale da meritare trattamenti privilegiati.
Danilo TONINELLI (M5S) dichiara il voto contrario da parte del suo gruppo sull'emendamento Gitti 9.14 in quanto, come già rilevato dal deputato Fraccaro, ritiene ingiustificata la previsione di sgravi Pag. 6fiscali ancora maggiori per le erogazioni liberali in favore dei partiti.
A questo proposito, fa notare come l'aspetto della detrazione dall'imposta delle erogazioni liberali ai partiti fosse già stato considerato dalla legge n. 96 del 2012, che ha modificato il sistema di contribuzione pubblica alla politica. Si domanda, pertanto, per quale ragione il Parlamento debba nuovamente intervenire su questa materia a così breve distanza.
Rileva, inoltre, come non sia adeguatamente considerata la questione dei tetti, ritenendo che il finanziamento dei partiti dovrebbe basarsi su molteplici donazioni, ciascuna delle quali di piccola entità, per scongiurare il rischio che l'attività politica sia di fatto controllata, attraverso i finanziamenti, da gruppi di imprese e da lobbies.
Nazzareno PILOZZI (SEL), replicando all'intervento svolto dal deputato Toninelli, fa notare come la richiamata legge n. 96 del 2012 abbia mantenuto, sia pur riducendone l'ammontare, il sistema dei contributi pubblici ai partiti, ed è per questa ragione che oggi si discute il provvedimento in oggetto che tende al definitivo superamento del precedente sistema.
A suo avviso, l'obiettivo comune dovrebbe però essere, a questo punto, l'introduzione di un sistema che comunque consenta ai partiti di svolgere la propria attività. Rileva infatti che, se alcuni partiti hanno attirato l'astio dell'opinione pubblica sul finanziamento pubblico, non tutti i partiti si sono comportati allo stesso modo nel corso degli anni, in quanto alcuni di essi hanno utilizzato i contributi pubblici per svolgere attività volte alla tutela dei soggetti più deboli.
Osserva, poi, come onlus e partiti siano organizzazioni con finalità diverse e sottolinea come sia stato raggiunto un punto di equilibrio ragionevole tra le detrazioni per le erogazioni liberali effettuate in favore dei partiti e quelle in favore delle onlus.
Pur ritenendo che nella fase attuale sia oggettivamente difficile per i partiti, a causa della loro scarsa credibilità, attrarre finanziamenti da parte dei cittadini, rileva che occorre comunque predisporre agevolazioni che vadano incontro a coloro i quali, avendo a cuore il sistema democratico, intendano dare il proprio contributo alla politica.
Si dichiara pertanto favorevole a detrazioni alte sulle erogazioni liberali per i partiti, sottolineando l'esigenza di apportare al testo di un provvedimento criticabile sotto molti aspetti quelle modifiche che consentano di migliorarlo e di renderlo meno orientato nella direzione della tutela degli interessi forti.
La Commissione respinge l'emendamento Gitti 9.14, fatto proprio dal deputato Bressa.
Sergio BOCCADUTRI (SEL) ritira il suo emendamento 9.16.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ricorda che gli emendamenti Roberta Agostini 9.5 e Bianconi 9.1 sono stati accantonati.
Roberta LOMBARDI (M5S) illustra il suo emendamento 9.28, evidenziandone le finalità, connesse all'esigenza di evitare che per le erogazioni volontarie in favore dei partiti politici si applichi un sistema di detrazioni più favorevole rispetto a quello concernente le spese che i cittadini devono sostenere per la salute, gli asili ed altri servizi essenziali. Reputa, dunque, contraddittoria e ingiustificata la sperequazione che si verrebbe a creare.
Gianclaudio BRESSA (PD), con riferimento all'obiezione formulata dal deputato Lombardi, fa presente che l'intento che si intende perseguire attraverso il provvedimento in titolo è quello di consentire il passaggio verso un sistema basato sul meccanismo del finanziamento indiretto.
Ritiene che il punto di equilibrio sia stato raggiunto, evitando che si vengano a creare sperequazioni tra le detrazioni legate alle erogazioni in favore dei partiti e quelle che hanno come destinatarie le Pag. 7onlus. Rileva inoltre come non si possano penalizzare le onlus nel momento in cui si elimina il sistema del finanziamento pubblico per i partiti.
La Commissione respinge l'emendamento Lombardi 9.28.
Francesco Paolo SISTO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento pastorelli 9.11: si intende vi abbia rinunciato.
Roberta LOMBARDI (M5S) illustra il suo emendamento 9.19, volto a limitare l'entità delle donazioni in favore dei partiti politici. Ritiene infatti che occorra perseguire l'obiettivo di creare un sistema costituito da tanti contributi privati, di media e piccola entità, al fine di evitare che i grandi gruppi di potere possano condizionare, di fatto, l'attività dei partiti, facendo in modo al tempo stesso che le donazioni dei cittadini siano dirette anche verso altri obiettivi.
La Commissione respinge l'emendamento Lombardi 9.19.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ricorda che gli emendamenti Giorgis 9.300, Roberta Agostini 9.4 e Pilozzi 9.15 sono stati accantonati. Constata altresì l'assenza dei presentatori degli emendamenti Formisano 9.50 e Gigli 9.13.
Danilo TONINELLI (M5S), in assenza dei presentatori, fa propri gli emendamenti Formisano 9.50 e Gigli 9.13.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Formisano 9.50 e Gigli 9.13.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ricorda che l'emendamento Formisano 9.54 è stato accantonato.
Fabiana DADONE (M5S) illustra l'emendamento 9.24, di cui è prima firmataria, teso a sopprimere il comma 3 dell'articolo 9 del provvedimento in oggetto, che estende la detrazione dal reddito IRPEF, per un importo pari al 52 per cento, anche alle quote di iscrizione a scuole o corsi di formazione politica organizzati da partiti iscritti al registro.
Sergio BOCCADUTRI (SEL) dichiara il voto favorevole del suo gruppo all'emendamento Dadone 9.24.
La Commissione respinge l'emendamento Dadone 9.24.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ricorda che l'emendamento Bianconi 9.10 è stato accantonato.
Riccardo FRACCARO (M5S) illustra il suo emendamento 9.25, teso a sopprimere il comma 3 dell'articolo 9 del provvedimento in esame, concernente le detrazioni spettanti ai finanziamenti erogati da società. Ritiene infatti che, come più volte ricordato da parte di altri deputati appartenenti al suo gruppo, si debba favorire la nascita di un sistema costituito da una pluralità di donazioni volontarie, di piccola e media entità.
Precisa altresì che, se non si verranno a creare le condizioni sopra descritte, si darà origine a un tipo di sistema destinato, a suo avviso, a non funzionare e che richiederà, pertanto, di essere modificato nel breve termine.
Emanuele FIANO (PD), relatore, non comprende la ratio dell'emendamento Fraccaro 9.25, anche dal punto di vista della coerenza interna alle proposte emendative del gruppo del Movimento 5 Stelle, il quale ha espresso critiche nei confronti del sistema delle detrazioni che si viene a delineare, facendo riferimento alle detrazioni per le erogazioni in favore delle onlus. In proposito, rileva che per le onlus esiste una regolamentazione specifica e che altrettanto si sta facendo con l'articolo 9, prevedendo il comma 4 un tetto delle erogazioni entro il quale sono concesse le detrazioni per le persone giuridiche.
Sergio BOCCADUTRI (SEL) fa notare che l'obiettivo che il gruppo del Movimento 5 Stelle intende perseguire attraverso l'emendamento Fraccaro 9.25 sarebbe comunque vanificato dal fatto che resterebbe in vigore l'articolo 7, comma 4, della legge n. 195 del 1974, che disciplina i finanziamenti erogati alla politica da parte di società.
La Commissione respinge l'emendamento Fraccaro 9.25.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ricorda che l'emendamento Lombardi 9.53 è stato accantonato.
Sergio BOCCADUTRI (SEL) ritira il suo emendamento 9.17.
La Commissione respinge l'emendamento D'Ambrosio 9.27.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ricorda che gli emendamenti Losacco 9.3, Cozzolino 9.26 e Lombardi 9.29 sono stati accantonati.
Sergio BOCCADUTRI (SEL) chiede ai relatori un ripensamento circa il parere contrario espresso nei confronti del suo emendamento 9.153, in quanto volto a limitare i finanziamenti provenienti dall'estero, ad eccezione dei contributi erogati da parte dei cittadini italiani iscritti all'AIRE.
Danilo TONINELLI (M5S) condivide le finalità dell'emendamento Boccadutri 9.153.
Emanuele FIANO (PD), relatore, fa presente che l'emendamento in questione appare dubbio dal punto di vista costituzionale.
Nazzareno PILOZZI (SEL) non concorda con l'obiezione formulata dal relatore, ritenendo che nel caso di specie l'esigenza, che condivide pienamente, sia quella di evitare che la politica italiana sia influenzata da gruppi di potere stranieri. Chiede quindi l'accantonamento della proposta emendativa.
Emanuele FIANO (PD), relatore, d'intesa con la relatrice Gelmini, chiede l'accantonamento dell'emendamento Boccadutri 9.153.
Matteo BRAGANTINI (LNA) evidenzia che sarebbe opportuna una riformulazione dell'emendamento Boccadutri 9.153, per prestare attenzione all'espressione ivi utilizzata dove si prevede il divieto per i partiti di ricevere finanziamenti da parte di «persone fisiche residenti all'estero». Evidenzia infatti che le lobbies potrebbero facilmente aggirare l'ostacolo.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che l'emendamento Boccadutri 9.153, non essendovi obiezioni, si intende accantonato. Ricorda che gli emendamenti Boccadutri 9.252 e Roberta Agostini 9.45 sono stati accantonati.
La Commissione approva l'emendamento Francesco Sanna 9.60.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ricorda che gli identici articoli aggiuntivi Boccadutri 9.02 e Lombardi 9.060 sono stati accantonati.
Sergio BOCCADUTRI (SEL), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 9.03, di cui è cofirmatario, osserva che la legislazione sulle donazioni ai partiti già prevede uno specifico esonero dall'imposta. Precisa che la proposta emendativa intende stabilire, nel quadro di un tendenziale sistema di finanziamento privato, che anche altre tipologie di trasferimenti ai partiti siano libere da imposte.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Pilozzi 9.03.
Sergio BOCCADUTRI (SEL), illustrando l'articolo aggiuntivo a sua firma 9.054, ricorda che in Italia esistono fondazioni politiche e che le fondazioni rappresentano solitamente uno strumento attraverso Pag. 9cui agevolmente si può aggirare la legge n. 195 del 1974, che pone il divieto del finanziamento pubblico ai partiti. Ravvisa l'esigenza di approntare specifiche misure per arginare la diffusa prassi delle società partecipate che finanziano fondazioni che svolgono attività politica.
Emanuele FIANO (PD), relatore, precisa che il tema delle fondazioni viene contemplato in diverse proposte emendative e pone delle questioni delicate e complesse che vanno esaminate ma che devono essere affrontate in modo più organico. Rammenta che in molti Stati esiste una chiara regolamentazione delle fondazioni; rileva tuttavia che non appare opportuno circoscrivere il tema alle sole fondazioni che hanno come ragione sociale lo svolgimento di attività politica, in quanto anche le fondazioni di altra natura instaurano rapporti a diverso titolo con i partiti. Occorre pertanto una disciplina complessiva, mentre l'articolo aggiuntivo in oggetto non risulta affatto esaustivo rispetto alle diverse criticità; conferma pertanto il parere contrario dei relatori. Ricorda quindi che l'emendamento Francesco Sanna 5.300 reca più estesi riferimenti alla possibile interazione tra fondazioni e attività dei partiti.
Danilo TONINELLI (M5S) sostiene che il disegno di legge in esame non rappresenta la sede opportuna in cui intervenire sulla regolamentazione delle fondazioni. Rileva, tuttavia, che l'articolo aggiuntivo in oggetto delinea delle limitazioni per le fondazioni che svolgono attività politica ed in tal senso è particolarmente apprezzabile. Preannuncia pertanto il proprio voto favorevole sull'articolo aggiuntivo Pilozzi 9.054.
Matteo BRAGANTINI (LNA) rileva che la proposta emendativa in esame pone una questione delicata e di particolare rilievo sul rapporto tra fondazioni e partiti; tale tema, sottolinea, non può essere però affrontato attraverso l'articolo aggiuntivo in oggetto, che appare del tutto insufficiente nei contenuti rispetto all'esigenza di una complessiva regolamentazione della materia. Infatti si fa riferimento alle fondazioni politiche, ma il finanziamento della politica può venire anche da altre fondazioni.
Nazzareno PILOZZI (SEL) esprime stupore per l'orientamento contrario rispetto ad una proposta emendativa che, seppure forse non risolve il complesso tema dei rapporti tra fondazioni e partiti politici nella sua interezza, tuttavia risponde all'esigenza di arginare il fenomeno del finanziamento di fondazioni politiche ad opera di società pubbliche. Ritiene paradossale che in un'ottica di riduzione del finanziamento pubblico ai partiti si favorisca, di fatto, la posizione delle fondazioni e la possibilità di essere finanziate con risorse pubbliche.
Mariastella GELMINI (PdL), relatore, nel rilevare che il testo presentato dal Governo non considera il tema delle fondazioni, che pure assume un importante rilievo, evidenzia che la proposta emendativa in esame appare condivisibile sotto taluni profili di merito e chiede pertanto che ne sia accantonato l'esame.
Emanuele FIANO (PD), relatore, condivide la proposta di accantonamento.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Pilozzi 9.054, non essendovi obiezioni, si intende accantonato. Passando agli articoli aggiuntivi Pilozzi 9.052, 9.050 e 9.051, ricorda che i relatori hanno espresso parere favorevole su tutti e tre. Rilevato peraltro come le proposte emendative in questione si sovrappongano in parte e non possono quindi essere approvate tutte, invita i relatori a precisare il loro parere.
Emanuele FIANO (PD), relatore, d'intesa con la relatrice Gelmini, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Pilozzi 9.051, a condizione che sia riformulato come comma aggiuntivo finale nell'articolo 9, e invita i presentatori al ritiro Pag. 10degli articoli aggiuntivi Pilozzi 9.052 e 9.050.
Sergio BOCCADUTRI (SEL) aderisce alla richiesta di riformulazione dell'articolo aggiuntivo Pilozzi 9.051, di cui è cofirmatario.
Nazzareno PILOZZI (SEL) ritira quindi gli articoli aggiuntivi a sua firma 9.052 e 9.050.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che nella nuova formulazione l'articolo aggiuntivo Pilozzi 9.051 diventa l'emendamento Pilozzi 9.310 (vedi allegato 1).
Il sottosegretario Sesa AMICI esprime parere favorevole sull'emendamento Pilozzi 9.310.
La Commissione approva l'emendamento Pilozzi 9.310.
Mariastella GELMINI (PdL), relatore, passando all'esame delle proposte emendative presentate all'articolo 10, esprime parere contrario sull'emendamento Cozzolino 10.7. Raccomanda l'approvazione dell'emendamento 10.100 dei relatori. Esprime parere contrario sugli emendamenti Formisano 10.50 e Gigli 10.3. Esprime parere favorevole sull'emendamento Cozzolino 10.13. Esprime parere contrario sugli emendamenti Pastorelli 10.8, Formisano 10.53 e 10.51 e Cozzolino 10.11. Esprime parere favorevole sull'emendamento Roberta Agostini 10.300. Chiede l'accantonamento dell'emendamento D'Attorre 10.301. Esprime parere contrario sugli emendamenti Dadone 10.10 e Cozzolino 10.16. Chiede l'accantonamento degli emendamenti 10.101 dei relatori, Lombardi 10.12 e Balduzzi 10.2. Esprime parere contrario sugli emendamenti D'Ambrosio 10.6, Nuti 10.9 e Boccadutri 10.302, nonché sugli articoli aggiuntivi Gitti 10.02, Pilozzi 10.055, Losacco 10.07 e Formisano 10.050.
Emanuele COZZOLINO (M5S), intervenendo sul suo emendamento 10.7, osserva che far partire dal 2014 il sistema del finanziamento tramite il due per mille e al tempo stesso mantenere in vita per tre esercizi il vecchio sistema di finanziamento, ancorché in forma ridotta, è il classico caso in cui si vuole tenere il piede in due scarpe, per cercare di massimizzare al massimo le risorse pubbliche disponibili a favore dei partiti. Il Governo e lo stesso Presidente del Consiglio hanno più volte sostenuto che per realizzare la riforma del finanziamento pubblico ai partiti è necessario procedere per gradi prevedendo fasi in cui si sovrapponga il nuovo sistema a quello precedente che sta andando in dismissione.
Si tratta di una tesi che il suo gruppo non condivide affatto e ritiene che non sia altro che un paravento dietro al quale nascondere l'esigenza dei partiti di privarsi del minor volume di risorse possibile nella speranza di poter tornare presto ad allargare i rubinetti del finanziamento.
Il suo gruppo ritiene che ci voglia coerenza e soprattutto misura a fronte delle cifre ricevute in passato e ancora nel presente, perché – è bene ricordarlo – anche per il 2013 lo Stato ha elargito 91 milioni di euro ai partiti e ne erogherà altri 91 milioni se questa legge non entrerà in vigore entro il 31 dicembre 2013.
Per questo motivo il suo gruppo propone di avviare il sistema di finanziamento tramite il due per mille solo a partire dal 2016 per limitare al minimo la sovrapposizione con quel che resta della vecchia forma di finanziamento pubblico. La questione che si pone con questo emendamento è quella di prevedere misure per cui questi fatti non si possano più ripetere.
Emanuele FIANO (PD), relatore, fa notare che il sistema di finanziamento ai partiti che si sta delineando comporta una incertezza sulla componente del 2 per mille che andrà ai partiti, in quanto non è possibile prevedere quale sarà la risposta dei cittadini rispetto al tale nuovo meccanismo di finanziamento.
Roberta LOMBARDI (M5S) ritiene utile approfondire il tema, in quanto la diffusa disaffezione dei cittadini nei confronti della politica induce a ritenere che lo strumento del 2 per mille sarà poco incisivo.
La Commissione respinge l'emendamento Cozzolino 10.7. Approva quindi l'emendamento 10.100 dei relatori.
Francesco Paolo SISTO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Formisano 10.50 e Gigli 10.3: s'intendono quindi decaduti.
Emanuele COZZOLINO (M5S) esprime apprezzamento per il parere favorevole del Governo sul proprio emendamento 10.13, che illustra.
La Commissione approva l'emendamento Cozzolino 10.13.
Danilo TONINELLI (M5S) chiede chiarimenti in ordine al parere contrario dei relatori e del Governo sull'emendamento Pastorelli 10.8.
Emanuele FIANO (PD), relatore, precisa che la legge attualmente già contempla quanto previsto dall'emendamento in oggetto.
Danilo TONINELLI (M5S) ritiene in ogni caso opportuno ribadire la previsione.
Sergio BOCCADUTRI (SEL) preannuncia il proprio volto contrario sull'emendamento Pastorelli 10.8, in quanto in altre proposte emendative vengono più compiutamente disciplinate le modalità di utilizzo del fondo ivi richiamato al comma 2 dell'articolo 10.
Francesco Paolo SISTO, presidente, rileva che l'emendamento Cozzolino 10.13, approvato dalla Commissione, attraverso il riferimento al termine «esclusivamente» preclude di fatto il verificarsi delle ipotesi richiamate dall'emendamento Pastorelli 10.8.
Emanuele COZZOLINO (M5S) ritiene che possa essere utile, a fini chiarificatori, precisare che la quota di risorse torni all'erario in caso di opzioni non espresse.
Maria Elena BOSCHI (PD) rileva che l'emendamento appare pleonastico, in quanto reca una previsione già contenuta nell'articolo 10, comma 6, del disegno di legge.
Francesco SANNA (PD) reputa la proposta emendativa tendenzialmente preclusa dall'approvazione del suo emendamento 9.60, per effetto del quale l'ipotesi di due per mille «non optato» dal contribuente è stata esclusa. Precisa che il regime delineato con il predetto emendamento comporta che, qualora vi sia una notevole dimensione di erogazioni liberali, l'operatività dello strumento del due per mille si affievolisce ed in tal modo si delinea un sistema equilibrato e ben coordinato, rispetto al quale l'emendamento Pastorelli 10.8 potrebbe indurre ad incertezze in fase di attuazione.
Danilo TONINELLI (M5S) osserva che l'emendamento Pastorelli 10.8 è volto a meglio specificare la destinazione delle somme, in modo che il due per mille del contribuente che non opta per alcun partito sia destinato all'erario, e non ridiviso tra i partiti.
La Commissione respinge l'emendamento Pastorelli 10.8.
Francesco Paolo SISTO, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Formisano 10.53 e 10.51: si intende che vi abbia rinunciato.
Emanuele COZZOLINO (M5S) illustra il proprio emendamento 10.11. Espressa contrarietà al meccanismo del due per mille, sottolinea che, in un'ottica di riduzione del danno, l'emendamento è volto a diminuire gli stanziamenti previsti nel testo del Governo.
Matteo BRAGANTINI (LNA) auspica che il due mille sia destinato unicamente al partito scelto dai cittadini. Per questo motivo è contrario a prevedere un limite.
Riccardo FRACCARO (M5S) osserva che, se le somme eccedenti sono destinate all'anno successivo, si produce comunque un danno all'erario.
La Commissione respinge l'emendamento Cozzolino 10.11
Sergio BOCCADUTRI (SEL), con riferimento all'emendamento Roberta Agostini 10.300, pur ritenendo che ai dipendenti dei partiti debbano essere riservate le medesime tutele previste per gli altri lavoratori, ritiene che la norma ad hoc prevista dall'emendamento rappresenti un errore. Aggiunge che ridurre i fondi del due per mille per destinarli alla cassa integrazione in deroga per i dipendenti dei partiti favorisce in realtà solo i partiti maggiori.
La Commissione approva l'emendamento Roberta Agostini 10.300.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che l'emendamento 10.301, sul quale i relatori hanno espresso parere favorevole, è formalmente precluso dall'approvazione dell'emendamento 10.300 ed invita quindi i relatori a presentare un proprio emendamento per adeguare il testo dell'emendamento 10.301 alle modifiche introdotte al testo con l'emendamento 10.300.
Emanuele FIANO (PD), relatore, dichiara che i relatori si riservano di presentare un emendamento nel senso indicato dal presidente.
Fabiana DADONE (M5S) illustra le finalità del proprio emendamento 10.10.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Dadone 10.10 e Cozzolino 10.16.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ricorda che gli emendamenti 10.101 dei relatori, Lombardi 10.12 e Balduzzi 10.2 sono stati accantonati.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti D'Ambrosio 10.6, Nuti 10.9 e Boccadutri 10.302, nonché l'articolo aggiuntivo Gitti 10.02, fatto proprio dal deputato Piepoli, e l'articolo aggiuntivo Pilozzi 10.055.
Sergio BOCCADUTRI (SEL) chiede ai relatori di valutare l'ultimo periodo dell'articolo aggiuntivo Losacco 10.07, che pure condivide nel complesso, in quanto ritiene che sia molto complicato risalire all'identità del soggetto donante attraverso un sms e che sia quindi impossibile applicare a queste donazioni le detrazioni previste per le erogazioni liberali ai partiti.
Emanuele FIANO (PD), relatore, sottolinea che i relatori proporranno che la detrazione fiscale si applichi ad erogazioni liberali superiori ai 25 euro e che le somme che si possono donare con sms sono inferiori. Si dichiara comunque disponibile ad accantonare l'articolo aggiuntivo Losacco 10.07.
Matteo BRAGANTINI (LNA) osserva che la detrazione è da riferirsi complessivamente alla somma di tutte le erogazioni effettuate in un anno e che non rileva quindi l'ammontare della donazione effettuata con il singolo sms, dal momento che in un anno si possono fare molte donazioni per sms.
Riccardo FRACCARO (M5S) chiede l'accantonamento dell'emendamento Losaccco 10.07.
Emanuele FIANO (PD) osserva che in ogni caso il comma 5 dell'articolo 9 delega al Ministero dell'economia e delle finanze di definire le modalità di applicazione delle detrazioni assicurando anche la tracciabilità delle erogazioni liberali.
Danilo TONINELLI (M5S) chiede se la formulazione dell'articolo aggiuntivo Losacco 10.07 possa comunque favorire benefici economici per i gestori delle compagnie telefoniche.
Emanuele FIANO (PD) si riserva di approfondire la questione e, d'intesa con la relatrice Gelmini, si dichiara in ogni caso disponibile all'accantonamento dell'articolo aggiuntivo.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Losacco 10.07 si intende accantonato. Quindi, constata l'assenza del deputato Formisano presentatore dell'articolo aggiuntivo 10.050: si intende che vi abbia rinunciato.
Emanuele FIANO (PD), relatore, chiede di sospendere brevemente la seduta per approfondire il contenuto di alcune proposte emendative con la collega relatrice Gelmini.
Francesco Paolo SISTO, presidente, accedendo alla richiesta dei relatori, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle 18.55, riprende alle 19.40.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ricorda che gli articoli 11, 12 e 13 sono stati soppressi rispettivamente dagli identici emendamenti Boschi 8.41, Gregorio Fontana 8.42, Matteo Bragantini 8.43 e Vitelli 8.47 e dall'emendamento Roberta Agostini 10.30. Sono conseguentemente preclusi gli emendamenti riferiti ai predetti articoli. L'esame riprende, pertanto, dall'articolo aggiuntivo Boccadutri 12.0300.
Emanuele FIANO (PD), relatore, d'intesa con la relatrice Gelmini, chiede l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Boccadutri 12.0300
Francesco Paolo SISTO, presidente, non essendovi obiezioni avverte che l'articolo aggiuntivo Boccadutri 12.0300 si intende accantonato.
Emanuele FIANO (PD), relatore, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 14, esprime parere contrario sugli emendamenti Di Lello 14.1, Cozzolino 14.5, Dadone 14.4, Cozzolino 14.3 e 14.6, Dadone 14.7, Polverini 14.300 e 14.301, Cozzolino 14.8 e Merlo 14.50.
Emanuele FIANO (PD), relatore, avverte che i relatori hanno presentato la proposta emendativa 14.500 (vedi allegato 2), che riprende l'emendamento D'Attorre 10.301, precluso a seguito dell'approvazione dell'emendamento Roberta Agostini 10.300. Fa presente che la predetta proposta emendativa riguarda specificamente il comma 1, lettera b), dell'articolo 14.
Francesco Paolo SISTO, presidente, comunica che il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti all'emendamento 14.500 dei relatori è di un'ora. Con riferimento all'emendamento Di Lello 14.1, fa presente che, in assenza del presentatore, lo stesso è da considerarsi decaduto.
Fabiana DADONE (M5S) illustra le finalità della proposta emendativa Cozzolino 14.5, della quale è cofirmataria, volta alla soppressione dei commi 1, 2, 3 dell'articolo 14 del provvedimento in esame, auspicandone l'approvazione.
Matteo BRAGANTINI (LNA) annuncia il voto favorevole dei deputati del suo gruppo sull'emendamento Cozzolino 14.5.
La Commissione respinge l'emendamento Cozzolino 14.5.
Fabiana DADONE (M5S) illustra la proposta emendativa 14.4, a sua prima firma, precisando che la stessa è volta a prevedere il mantenimento dell'attuale sistema di finanziamento pubblico ai partiti limitatamente all'anno in corso, prevedendone invece l'abrogazione a decorrere dagli anni successivi.
La Commissione respinge la proposta emendativa Dadone 14.4. Respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Cozzolino 14.3 e 14.6.
Fabiana DADONE (M5S) illustra la proposta emendativa 14.7, a sua prima firma, specificando che la stessa è volta a prevedere, alla data di entrata in vigore della nuova disciplina, la riduzione del finanziamento pubblico ai partiti di un importo pari al 40 per cento.
La Commissione respinge l'emendamento Dadone 14.7.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che, in assenza del presentatore, gli emendamenti Polverini 14.300 e 14.301 sono da ritenersi decaduti.
Fabiana DADONE (M5S) illustra le finalità dell'emendamento Cozzolino 14.8, della quale è cofirmataria, auspicandone l'approvazione.
Riccardo FRACCARO (M5S) osserva come il provvedimento in esame, contrariamente a quanto dichiarato in più occasioni dal Governo, non è diretto a sopprimere il finanziamento pubblico ai partiti. In proposito, rileva che tale soppressione è, invece, prevista dalle proposte emendative presentate dai deputati del suo gruppo.
La Commissione respinge l'emendamento Cozzolino 14.8.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che, in assenza del presentatore, l'emendamento Merlo 14.50 è da considerarsi decaduto.
Emanuele FIANO (PD), relatore, avverte che i relatori hanno presentato la proposta emendativa 7.500 (vedi allegato 2), volta a prevedere, all'articolo 7, una serie di commi aggiuntivi dopo il comma 2. Al riguardo, precisa che la proposta emendativa è volta a ripristinare, adattandolo, il sistema sanzionatorio previsto dalla legge n. 96 del 2012 e abrogato dal disegno di legge del Governo.
Fa presente, inoltre, che i relatori al fine di effettuare i necessari approfondimenti, si riservano di esprimere il parere sulla proposta emendativa Lombardi 6.3, riguardante i bilanci delle articolazioni territoriali dei partiti e dei movimenti politici.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti riferiti all'emendamento dei relatori 7.500, è di un'ora.
Emanuele FIANO (PD), relatore, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 16, esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Lombardi 16.01 e 16.02.
Roberta LOMBARDI (M5S) illustra le finalità dell'articolo aggiuntivo, a sua prima firma, 16.01, precisando che lo stesso è volto a reintrodurre le sanzioni previste dalla legge n. 96 del 2012. Chiede, tuttavia, che il predetto articolo aggiuntivo venga accantonato, in quanto relativo alla medesima materia su cui interviene la proposta emendativa presentata dai relatori 7.500, della quale si riserva di effettuare un approfondimento.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte, quindi, che l'articolo aggiuntivo Lombardi 16.01 si intende accantonato.
Roberta LOMBARDI (M5S) illustra l'articolo aggiuntivo, a sua prima firma, 16.02, volto a reintrodurre l'imposta sulle successioni e donazioni in favore di partiti e movimenti politici, auspicandone l'approvazione.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Lombardi 16.02.
Francesco Paolo SISTO, presidente, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 17, avverte che su richiesta dei relatori, l'emendamento Bianconi 17.1, non essendovi obiezioni, si intende accantonato. Fa presente altresì che, l'onorevole Piepoli, in assenza del presentatore, ha fatto proprio l'emendamento Gitti Tit. 1.
Emanuele FIANO (PD), relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Gitti Tit. 1.
Il sottosegretario Sesa AMICI, esprime parere conforme a quello del relatore.
La Commissione respinge l'emendamento Gitti Tit. 1.
La seduta, sospesa alle 20, è ripresa alle 21.15.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che è stato presentato il nuovo emendamento 4.500 dei relatori (vedi allegato 2): comunica quindi che è fissato alle ore 21.50 il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti.
Avverte inoltre che è stato presentato il subemendamento Lombardi 0.7.500.1 (vedi allegato 2) riferito all'emendamento 7.500 dei relatori. Al riguardo, comunica che il subemendamento Lombardi 0.7.500.1 è da ritenersi ammissibile ad eccezione del capoverso 2-undecies, che si riferisce, nella sostanza, a quanto disposto dal comma 2 dell'articolo 7, su cui non interviene l'emendamento 7.500 dei relatori.
Sospende, quindi, la seduta per consentire ai relatori di proseguire gli approfondimenti sugli emendamenti accantonati.
La seduta, sospesa alle 21.20 è ripresa alle 21.50.
Francesco Paolo SISTO, presidente, chiede ai relatori se abbiano concluso gli approfondimenti relativi agli emendamenti accantonati.
Mariastella GELMINI (PdL), relatore, anche a nome del relatore Fiano, fa presente che sono stati compiuti alcuni passi in avanti ma restano ancora punti nodali da risolvere. Vi è dunque l'esigenza di poter disporre di un ulteriore lasso di tempo per completare l'istruttoria in corso.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ritiene importante consentire ai relatori di proseguire gli approfondimenti in atto ma ricorda come non sia prorogabile in alcun modo il termine previsto per la discussione del provvedimento in Assemblea, avendo assunto un impegno in tal senso nell'ambito della Conferenza dei presidenti dei gruppi.
Ritiene dunque che la Commissione possa proseguire i propri lavori nella mattina di domani, a partire dalle ore 10, purché a quel punto si proceda celermente nel rispetto dei tempi previsti. In tale modo, i relatori potranno utilizzare questo tempo per completare il lavoro in atto, ricercando un consenso sui punti nodali.
Emanuele FIANO (PD), relatore, concordando sulla proposta del presidente, preannuncia che i relatori intendono proporre la seguente riformulazione dell'emendamento Lombardi 6.3, a cui aveva fatto riferimento in precedenza: «dopo il comma 1, aggiungere il seguente: “1-bis. Le medesime disposizioni si applicano alle articolazioni territoriali di livello regionale dei partiti politici iscritti nella seconda sezione del registro di cui all'articolo 4 della presente legge, le quali abbiano ricevuto, nell'anno precedente, un'entrata complessiva pari o superiore a 150.000 euro. Le suddette articolazioni possono avvalersi facoltativamente di una società di revisione o di un revisore contabile. Quest'ultimo soggiace alle prescrizioni contenute nell'articolo 9, comma 1, della legge 6 luglio 2012, n. 96, relative alle società di revisione”».
Danilo TONINELLI (M5S) rileva come, di intesa tra i gruppi, si fosse convenuto di poter disporre di un maggiore lasso di Pag. 16tempo per concludere il lavoro della Commissione, soprattutto per affrontare alcuni punti ancora irrisolti. Tale rinvio deve però consentire non solo ai relatori di trovare punti di incontro ma anche a tutti i gruppi di poter discutere adeguatamente sulle suddette questioni.
Francesco Paolo SISTO, presidente, fa presente che nella seduta di domani si dovrà consentire alla Commissione di procedere celermente nelle votazioni degli emendamenti accantonati per rispettare i tempi previsti per la discussione in Assemblea dei progetti di legge ma sempre assicurando un dibattito approfondito, seppure meno ampio e diffuso nei tempi.
Matteo BRAGANTINI (LNA) ritiene che il tempo residuo per il lavoro della Commissione, secondo quanto testè prospettato dal presidente, sia esiguo soprattutto rispetto al numero elevato degli emendamenti che devono essere ancora discussi e votati. Ritiene dunque più opportuno svolgere nella seduta odierna un dibattito sulle questioni ancora aperte in modo che i relatori possano disporre di maggiori elementi istruttori.
Francesco Paolo SISTO, presidente, preso atto della necessità, manifestata dai relatori, di proseguire il lavoro istruttorio in atto, valutando possibili nuove formulazioni degli emendamenti presentati, auspica che il tempo residuo possa essere utilizzato proficuamente per raggiungere punti di incontro sulle questioni ancora aperte.
Rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta di domani, a partire dalle ore 10.
La seduta termina alle 22.10.
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 83 del 17 settembre 2013, a pagina novantasei, seconda colonna, quarta riga, le parole: «lettera d)» sono sostituite dalle seguenti «lettera b)»; a pagina novantasei, seconda colonna, quinta riga, le parole «*13.11» sono sostituite dalle parole «13.11».

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