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Timestamp: 2019-01-18 19:10:57+00:00

Document:
Olivia Di Giacomo
1 N /2015 REG.PROV.COLL. N /2005 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1106 del 2005, proposto da: Pinelli Sandro, rappresentato e difeso dall'avv. Domenico Bezzi, con domicilio eletto in Brescia presso lo studio dello stesso, via Diaz, 13/C; contro Comune di Montichiari, rappresentato e difeso dall'avv. Mauro Ballerini, con domicilio eletto in Brescia presso lo studio dello stesso, viale Stazione, 37; per l'annullamento - del bando di concorso pubblico per copertura di un posto di dirigente indetto dal Comune di Montichiari in data 18 maggio 2005, limitatamente alla parte in cui richiede il possesso del diploma di ragioneria; - della nota dell 1 luglio 2005, con la quale è stata comunicata l esclusione del ricorrente dalla suddetta procedura concorsuale; - di ogni atto presupposto, tra i quali la deliberazione della giunta comunale n. 248 del 29 ottobre 2004, concomitante e connesso. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Montichiari;
2 Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 17 dicembre 2014 la dott.ssa Mara Bertagnolli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO Con un unico motivo di ricorso, il dott. Pinelli ha impugnato il bando di concorso pubblicato dal Comune di Montichiari per l assunzione di un dirigente di ruolo a tempo pieno del dipartimento risorse economico-finanziarie e il successivo provvedimento di esclusione dallo stesso, scaturito da una puntuale applicazione della prescrizione con cui si richiedeva il possesso, oltre che della laurea, del diploma di ragioneria. Prescrizione, quest ultima, che secondo il ricorrente si porrebbe in contrasto con l art. 28 del d. lgs. 165/2001, che, con riferimento alla qualifica in questione, richiederebbe il possesso del solo diploma di laurea e con l art. 34 del Regolamento Organico del Personale approvato con DPR 487/1994, il quale non prevedrebbe la possibilità di integrare i titoli di studio da esso richiesti con ulteriori titoli, specie di livello inferiore, ma anche con l art. 34 del Regolamento di organizzazione del Comune stesso che, in nessuna parte, dispone che requisiti ulteriori rispetto a quelli previsti dalla legge possano essere richiesti ai candidati. Del resto, secondo la tesi di parte ricorrente, se fosse possibile pretendere il possesso di un titolo di studio inferiore alla laurea si configurerebbe una violazione del principio di equipollenza tra i diplomi di laurea, così come prevista dal legislatore. Ciò, in particolare, considerato che le materie di esame erano tanto più afferenti al programma di laurea, che non a quello degli studi della scuola superiore e,
3 comunque, tra le materie di studio nel corso di laurea e nel corso scolastico vi sarebbe una sostanziale sovrapposizione. La previsione del diploma di scuola media superiore, dunque, avrebbe, di fatto, determinato una ridotta partecipazione, in contrasto con i principi comunitari di massima partecipazione e con i principi di logicità e parità di trattamento, integrando un sostanziale sviamento dalla funzione tipica della causa, derivante dall elusione del principio di equipollenza tra titoli di studio. L istanza cautelare è stata respinta, escludendo la sussistenza del fumus boni iuris in quanto dedotto nel ricorso. Successivamente, il Comune si è costituito in giudizio, sostenendo la legittimità della pretesa di particolari competenze oltre il diploma di laurea richiesto per legge, nonché la non equiparabilità del diploma di laurea in economia e commercio e del diploma di ragioniere, così come espressamente affermato dal TAR Emilia Romagna nella sentenza n. 596/05, secondo cui il diploma di ragioniere non può ritenersi assorbito dal diploma di laurea in economia e commercio. Di segno opposto sarebbe, però, come evidenziato dal ricorrente, la sentenza del TAR Catania, 4 marzo 2013, n. 687, nella quale si è affermato che atteso che la laurea in economia e commercio presuppone il possesso di cognizioni prevalenti ed assorbenti rispetto a quelle fornite dal possesso del diploma di ragioniere e perito commerciale, è illogico richiedere al laureato in economia e commercio il congiunto possesso del diploma di ragioniere e perito commerciale. La giurisprudenza appare, dunque, divisa sul punto. Peraltro, il caso di specie risulta caratterizzato anche da un profilo in rito incidente sull attualità dell interesse alla pronuncia. Il ricorrente, infatti, non ha impugnato gli atti conclusivi del procedimento concorsuale ed in particolare l approvazione della relativa graduatoria e l individuazione del vincitore, rendendo così improcedibile il ricorso. A tale proposito, la giurisprudenza ha affermato il principio secondo cui:
4 << l impugnazione inizialmente proposta avverso il provvedimento di esclusione o di non ammissione alla prova orale, deve successivamente essere estesa agli ulteriori atti pregiudizievoli, quali l approvazione della graduatoria (TAR Toscana, 19 aprile 2013, n. 647). Diversamente, l atto viziato da invalidità derivata si consolida e non è più impugnabile. >> (Consiglio di Stato 23 marzo 2004, n. 1519). Dopo aver evidenziato i suddetti profili di irritualità che ne comportano l improcedibilità (cfr. T.A.R. Palermo, sez. III, 19/06/2012 n. 1271), il Collegio ritiene, peraltro, rispondente ai principi di giustizia sostanziale proseguire nella disamina del merito, ribadendo la linea interpretativa di cui alla già citata ordinanza cautelare (nr. 1127/2005), qui da intendersi integralmente richiamata, anche perché sulla stessa si è formato - in difetto di sua impugnativa - il giudicato cautelare. Precisato, infatti, che la previsione del congiunto possesso di un diploma di scuola media superiore può risultare legittima e ragionevole qualora - oltre che essere giustificata dalle peculiarità del posto messo a concorso - le competenze presupposte dal titolo inferiore non siano implicite nel possesso del titolo superiore (come affermato dal Consiglio di Stato, nella pronuncia della Sezione IV, n. 762/1993, in relazione al congiunto possesso del diploma di ragioniere e perito commerciale e del diploma di laurea in giurisprudenza), il ricorso in esame non può trovare positivo apprezzamento, non essendo stata dimostrata l illogicità in concreto della scelta operata dal Comune. Le spese di giudizio possono, peraltro, trovare compensazione tra le parti in causa, attesa la particolarità della materia in cui si controverte. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile e, comunque, infondato nel merito.
5 Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 17 dicembre 2014 con l'intervento dei magistrati: Giorgio Calderoni, Presidente Stefano Tenca, Consigliere Mara Bertagnolli, Consigliere, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 09/01/2015 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

References: SENTENZA 
 art. 28
 art. 34
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 sentenza 
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