Source: https://studiomarino.it/studiomarino_blacklist.htm
Timestamp: 2020-04-09 04:17:33+00:00

Document:
Black List San Marino fuori dalla black list dal 12/02/2014
Indice: 1.I costi indeducibili - 2. Sentenze sui costi Black List - 3. La Comunicazione Black list, modalità termini ed elenco nazioni rientranti nell'elenco
Attenzione: Dal 12/02/2014 San Marino è stata cancellata dalla Black List
Non sarà più necessario trasmettere l'elenco black list delle operazioni effettuate con San Marino ergo vengono meno gli obblighi di comunicazione previsti collegati con l’articolo 1 del D.L. 40/2010 . Non troverà più applicazione la presunzione relativa di cui all’articolo 2 comma 2 bis del Dpr 917/86 che, ai fini delle imposte sul reddito, prevede si presumano residenti, e quindi tassabili, in Italia anche quei soggetti che, salvo prova contraria, dopo essersi cancellati dalle anagrafe della popolazione residente si siano trasferiti in uno dei paradisi fiscali individuati, appunto, dal decreto ministeriale del 4 maggio 1999.
L'amministrazione finanziaria al fine di evitare operazioni di elusione fiscale, ha creato sostanzialmente due liste la white list e la black list, alla white list appartengono per esclusione tutte le nazioni che non rientrano nella black list, nella black list di seguito vengono elencate le nazioni a fiscalità privilegiata o che non consentono un adeguato scambio di informazioni in ogni caso non appartenenti alla Comunità europea
La normativa riguarda tutte le operazioni intercorse fra qualsiasi soggetto residente in italia e qualsiasi soggetto residente o domiciliato in un paese black list che eserciti attività commerciale o arti e professioni.
L'ufficio prima di emettere accertamento deve invitare il contribuente a presentare documentazione probatoria e se questa la ritiene insufficiente deve richiedere un supplemento di documentazione solo se all'ulteriore richiesta, il contribuente non ottempera puo' emettere accertamento.
1. I costi indeducibili
Tutti i costi sostenuti per attività connesse a operatori black list sono indeducibili, vige una presunzione legale relativa, che puo' essere vinta con circostanze esimienti.
Il contribuente italiano deve provare – in sede di controllo, oppure in via preventiva (sconsigliabile) con interpello inviando richiesta alla direzione Regionale delle Entrate ( che entro 120 gg deve rispondere altrimenti bisogna mandare diffida che entro 60 giorni deve trovare risposta dopo di che si forma il silenzio assenso) che:
1. i soggetti “paradisiaci” svolgono prevalentemente un’attività commerciale effettiva, Circolare Entrate n. 1/E del 26/01/2009,che rinvia alla circolare del 23 maggio 2003, n. 29, paragrafo B) sulla documentazione delle CFC rules dimenticando però che il contribuente italiano non è la Guardia di finanza e non ha un potere coercitivo sulla controparte ai fini della richiesta della documentazione.
ovvero (alternativamente)
2. le operazioni poste in essere rispondono a un effettivo interesse economico e le stesse hanno avuto concreta esecuzione, Un interesse economico, che non si limita al solo prezzo piu' conveniente, ma considerato nel complesso di regole contrattuali (consegna, tempi, quantità) Risoluzione del 16/03/2004, n. 46/E, ha chiarito che deve trattarsi di un’attività commerciale ai sensi dell’art. 2195, c.c., e che tale impresa deve essere realmente operativa, non essendo sufficiente, per la disapplicazione del regime in oggetto, la semplice predisposizione di meri “involucri” giuridici.
Il nuovo adempimento della comunicazione Black list e' stato introdotto dall'art. 1, commi 1-3, del D.L. 25 marzo 2010, n. 40 , convertito con modifiche dalla L. 22 maggio 2010, n. 73. La comunicazione telematica i cui termini (a seconda dei casi, mensili o trimestrali) e modalità sono stati fissati con D.M. 30 marzo 2010 . Le novità sono in vigore con riferimento alle operazioni effettuate dal 1° luglio 2010 (art. 5 del D.M. 30 marzo 2010)
Vanno comunicate, dice la  norma,  “tutte  le  cessioni  di  beni  e  le prestazioni di servizi  effettuate  e  ricevute,  registrate  o  soggette  a
registrazione nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza  o domicilio in Paesi c.d. black list.
1. Sentenze sui costi black List
L'amministrazione finanziaria prima di emettere un atto di accertamento ai sensi dell’art. 110 del TUIR, debba instaurare un contraddittorio con il contribuente al fine di dargli la possibilità di fornire le prove della correttezza dell’operazione svolta. Nel confronto, infatti, l'Amministrazione finanziaria è chiamata a esplicitare le proprie valutazioni al contribuente e a permettergli di produrre ulteriore documentazione probatoria prima di procedere all'accertamento. Contraddittorio preventivo ed effettivo obbligatorio Commissione Tributaria Regionale di Milano sentenza n. 175/44/11, depositata il 14 novembre 2011.
Un'operazione commerciale, non palesemente in perdita, se effettivamente compiuta, è più che idonea ad integrare il requisito richiesto dall'Amministrazione finanziaria. Tale considerazione è accolta dalla stessa Amministrazione finanziaria quando nella risoluzione n. 127/E del 2003 ha affermato che "sia possibile, in relazione a determinati settori, individuare in astratto specifiche operazioni tipicamente afferenti l'esercizio dell'attività di impresa, per le quali si ritiene in via generale ed astratta soddisfatto il predetto requisito, in ragione del loro obiettivo collegamento con l'oggetto dell'impresa che le pone in essere". Nel presente caso la società, in sede di ricorso, ha ampiamente dimostrato che ha perseguito un effettivo interesse economico, precisando qual è l'oggetto dell'impresa, le peculiarità delle proprie produzioni, la tipologia dei clienti fornitori che richiedono prodotti con specifici componenti, da loro stessi testati ed omologati, da reperire obbligatoriamente su ben determinati Paesi. Non possono essere, quindi, utilizzati parametri astratti nella comparazione tra imprese operanti nei paesi a regime fiscale privilegiato e quelle operanti in Italia o nella U.E. L'acquisto imposto dalla controparte con maggior potere contrattuale è sufficiente a dimostrare l'interesse economico Commissione Tributaria Regionale di Ancona Sentenza n.05/03/2010 depositata il 22 giugno 2010.
Nella propria attività di intermediazione nel commercio dei grani, la società ricorrente si avvale di ulteriori intermediari che ricercano la fornitura a seguito di vendite già prenotate e a prezzi già determinati, per cui l'interesse economico a concludere tali operazioni è sicuramente insita nella scelta che opererà l'intermediario incaricato nel paese estero di produzione dei grani. In relazione alla concreta esecuzione delle operazioni, il Collegio rileva che a pagina 89 del P.V. della G.d.F., che è alla base dell'accertamento, i verificatori non hanno riscontrato alcuna irregolarità, dopo la riconciliazione tra documenti doganali, banca dati M.E.R.C.E., fatture inerenti le stesse operazioni, registri IVA e Libro Giornale. Pertanto alla luce di queste due ultime considerazioni il ricorso merita l'accoglimento con il conseguente annullamento dell'avviso di accertamento impugnato in quanto illegittimo con quanto disposto nell'art. 76, ora art. 110, comma 11, che così recita: "Le disposizioni di cui al comma 10 non si applicano quando le imprese residenti in Italia forniscano la prova...omissis...che le operazioni poste in essere rispondono ad un effettivo interesse economico e che le stesse hanno avuto concreta esecuzione...omissis...".l'individuazione del fornitore da parte del mediatore che per quantità individuale preferisce il fornitore di un paese black list costituiscono la soddisfazione della prova di un effettivo interesse economico Commissione Tributaria Provinciale di Roma Sentenza 454/53/2009 depositata il 13/11/2009
3. La Comunicazione Black list, modalità termini ed elenco nazioni rientranti nell'elenco
La comunicazione va presentata entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento mensile o trimestrale; così prevede l’art.  3  del
D.M. 30 marzo 2010 e si effettua solo per via telematica tramite intermediari abilitati.
La comunicazione si deve effettuare a decorrere dalle operazioni effettuate dal 1° luglio 2010
Il decreto-legge n. 16/2012 ha escluso dall’obbligo di comunicazione le operazioni che non superano i 500 euro (norma in vigore dal 2 marzo 2012).
trimestrale dai soggetti che hanno realizzato, nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50mila euro mensile dai soggetti che non si trovano nelle condizioni richieste dalla lettera a).
Software gratuito dell'agenzia per la Comunicazione da parte dei soggetti Iva dei dati relativi alle operazioni con paesi Black list.
L'elenco dei paesi Black list è contenuto in due decreti Dm Finanze 4 maggio 1999 e il Dm Finanze 21 novembre 2001. Il primo si riferisce ai redditi ai fini Irpef, l'altro invece riguarda i redditi prodotti da società controllate in Paesi black list.
Elenco del Dm 4/05/1999
•Andorra (Principat d'Andorra)
•Emirati Arabi Uniti (Al-Imarat al-'Arabiya al Muttahida)
•Oman (Saltanat 'Oman)
•San Marino (Repubblica di San Marino) Cancellata dalla lista dal 12/02/2014
•Tonga (Pule'anga Tonga)
Elenco del Dm 21/11/2001
Andorra, Anguilla,
Saint Kitts e Nevis, Salomone,
Sant'Elena, Sark (Isole del Canale),
•Angola, con riferimento alle società petrolifere che hanno ottenuto l'esenzione dall'Oil Income Tax, alle società che godono di esenzioni o riduzioni d'imposta in settori fondamentali dell'economia angolana e per gli investimenti previsti dal Foreign Investment Code
decreto 4 maggio 1999 - pdf del ministro delle Finanze (per le persone fisiche) e dal decreto 21 novembre 2001 per le società
Art. 110, commi da 10 a 12-bis, D.P.R. 22/12/1986 n.917
Art.167, D.P.R. 22/12/1986 n.917
Art.168, D.P.R. 22/12/1986 n.917
Art.168-bis, D.P.R. 22/12/1986 n.917
Art.21, L. 30 dicembre 1991, n.413
Art.8, D.Lgs. 18 dicembre 1997, n.471
Art.1, comma 6, D.L. 3/10/2006, n.262
Circolare n.29/E del 23 maggio 2003
Risoluzione n.127/E del 6 giugno 2003
Risoluzione n.46/E del 16 marzo 2004
Risoluzione n.2/E del 3 gennaio 2005
Risoluzione n.12/E del 1 febbraio 2005
Circolare n.1/E del 19 gennaio 2007
Circolare n.50/E del 24 settembre 2008
Circolare n.1/E del 26 gennaio 2009
Circolare n.5/E del 24 febbraio 2009
Circolare n.19/E del 21 aprile 2009
Circolare 32/E del 14 giugno 2010
Circolare n.51/E del 6 ottobre 2010

References: sentenza 
 Sentenza 
 art. 110
 Sentenza 

Art. 110

Art.167

Art.168

Art.168

Art.21

Art.8

Art.1