Source: http://www.comune.jesi.an.it/MV/leggi/leggebassanini.htm
Timestamp: 2018-10-18 11:25:27+00:00

Document:
Legge Bassanini aggiornata alla legge 191/98
L. 15 maggio 1997, n. 127 (1).
Misure urgenti per lo snellimento dell'attivit� amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo.
1. Semplificazione delle norme sulla documentazione amministrativa. - 1. Entro dodici mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, con uno o pi� regolamenti da adottarsi ai sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (2), previo parere delle competenti
Commissioni parlamentari, il Governo adotta misure per la semplificazione delle norme sulla
documentazione amministrativa. Le Commissioni si esprimono entro trenta giorni dalla data di
trasmissione. Decorso tale termine il decreto � emanato anche in mancanza del parere ed entra in
vigore novanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
2. Dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui al comma 1 sono abrogate le
disposizioni vigenti, anche di legge, con esse incompatibili.
3. Il regolamento si conforma, oltre che ai princ�pi contenuti nell'articolo 18 della legge 7 agosto
1990, n. 241 (3), ai seguenti criteri e princ�pi direttivi:
a) eliminazione o riduzione dei certificati o delle certificazioni richieste ai soggetti interessati
all'adozione di provvedimenti amministrativi o all'acquisizione di vantaggi, benef�ci economici o altre
utilit� erogati da soggetti pubblici o gestori o esercenti di pubblici servizi;
b) ampliamento delle categorie di stati, fatti, qualit� personali comprovabili dagli interessati con
dichiarazioni sostitutive di certificazioni;
c) modificazione delle disposizioni normative e regolamentari sui procedimenti amministrativi in
attuazione dei criteri di cui alle lettere a) e b), al fine di evitare che le misure di semplificazione
comportino oneri o ritardi nell'adozione dell'atto amministrativo;
2. Disposizioni in materia di stato civile e di certificazione anagrafica. - 1 (4).
3. I certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni attestanti stati e fatti personali non soggetti a
modificazioni hanno validit� illimitata. Le restanti certificazioni hanno validit� di sei mesi dalla data di
rilascio salvo che disposizioni di legge o regolamentari prevedano una validit� superiore (5/a).
4. I certificati anagrafici, le certificazioni dello stato civile, gli estratti e le copie integrali degli atti di
stato civile sono ammessi dalle pubbliche amministrazioni nonch� dai gestori o esercenti di pubblici
servizi anche oltre i termini di validit� nel caso in cui l'interessato dichiari, in fondo al documento, che
le informazioni contenute nel certificato stesso non hanno sub�to variazioni dalla data di rilascio. Il
procedimento per il quale gli atti certificativi sono richiesti deve avere comunque corso, una volta
acquisita la dichiarazione dell'interessato. Resta ferma la facolt� di verificare la veridicit� e la
autenticit� delle attestazioni prodotte. In caso di falsa dichiarazione si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 26 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 (6) (5/a).
5. I comuni favoriscono, per mezzo di intese o convenzioni, la trasmissione di dati o documenti tra
gli archivi anagrafici e dello stato civile, le altre pubbliche amministrazioni, nonch� i gestori o esercenti
di pubblici servizi, garantendo il diritto alla riservatezza delle persone. La trasmissione di dati pu�
avvenire anche attraverso sistemi informatici e telematici.
7. Le fotografie prescritte per il rilascio di documenti personali sono legalizzate dall'ufficio
ricevente, a richiesta dell'interessato, se presentate personalmente.
8. Le firme e le sottoscrizioni inerenti ai medesimi atti, e richieste a pi� soggetti dai pubblici uffici,
possono essere apposte anche disgiuntamente, purch� nei termini.
9. Nei documenti di riconoscimento non � necessaria l'indicazione o l'attestazione dello stato civile,
salvo specifica istanza del richiedente.
10. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di
concerto con il Ministro per la funzione pubblica, sono individuate le caratteristiche e le modalit� per il
rilascio della carta di identit� e di altri documenti di riconoscimento muniti di supporto magnetico o
informatico. La carta di identit� e i documenti di riconoscimento devono contenere i dati personali e il
codice fiscale e possono contenere anche l'indicazione del gruppo sanguigno, nonch� delle opzioni di
carattere sanitario previste dalla legge. Il documento, ovvero il supporto magnetico o informatico, pu�
contenere anche altri dati, al fine di razionalizzare e semplificare l'azione amministrativa e la
erogazione dei servizi al cittadino, nel rispetto della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive
modificazioni, nonch� le procedure informatiche e le informazioni, che possono o debbono essere
conosciute dalla pubblica amministrazione o da altri soggetti, ivi compresa la chiave biometrica,
occorrenti per la firma digitale ai sensi dell'articolo 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e
dei relativi regolamenti di attuazione; analogo documento contenente i medesimi dati � rilasciato a
seguito della dichiarazione di nascita. La carta di identit� potr� essere utilizzata anche per il
trasferimento elettronico dei pagamenti tra soggetti privati e pubbliche amministrazioni. Con decreto
del Ministro dell'interno, sentite l'Autorit� per l'informatica nella pubblica amministrazione e la
Conferenza Stato-citt� ed autonomie locali, sono dettate le regole tecniche e di sicurezza relative alle
tecnologie e ai materiali utilizzati per la produzione delle carte di identit� e dei documenti di
riconoscimento di cui al presente comma. Le predette regole sono adeguate con cadenza almeno
biennale in relazione alle esigenze dettate dall'evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche.
La carta di identit� pu� essere rinnovata a decorrere dal centottantesimo giorno precedente la
scadenza, ovvero, previo pagamento delle spese e dei diritti di segreteria, a decorrere dal terzo mese
successivo alla produzione di documenti con caratteristiche tecnologiche e funzionali innovative. Nel
rispetto della disciplina generale fissata dai decreti di cui al presente comma e nell'ambito dei rispettivi
ordinamenti, le pubbliche amministrazioni possono sperimentare modalit� di utilizzazione dei documenti
di cui al presente comma per l'erogazione di ulteriori servizi o utilit� (7/a).
11. E' abrogata la lettera f) dell'articolo 3 della legge 21 novembre 1967, n. 1185 (8), in materia di
rilascio del passaporto.
11-bis. Il terzo comma dell'articolo 17 della legge 21 novembre 1967, n. 1185 (8), � abrogato (8/a).
11-ter. (8/b).
12. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento da adottarsi
ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (8/c), previo parere delle
competenti Commissioni parlamentari, il Governo adotta misure per la revisione e la semplificazione
dell'ordinamento dello stato civile di cui al regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238 (9), sulla base dei
g) riduzione del numero di procedimenti amministrativi e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla medesima attivit�, anche riunendo in una unica fonte regolamentare, ove ci� non ostacoli la conoscibilit� normativa, disposizioni provenienti da fonti di rango diverso, ovvero che richiedano particolari procedure, fermo restando l'obbligo di porre in essere le procedure stesse.
13. Sullo schema di regolamento di cui al comma 12 le Commissioni parlamentari si esprimono entro trenta giorni dalla data di ricezione. Decorso tale termine il decreto � emanato anche in mancanza del parere ed entra in vigore novanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
15. I comuni che non versino nelle situazioni strutturalmente deficitarie di cui all'articolo 45 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504
(10), e successive modificazioni, possono prevedere la soppressione dei diritti di segreteria da corrispondere per il rilascio degli atti amministrativi previsti dall'articolo 10, comma 10, del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8 (11), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, nonch� del diritto fisso previsto dal comma 12-ter del citato articolo 10. Possono inoltre prevedere la soppressione o riduzione di diritti, tasse o contributi previsti per il rilascio di certificati, documenti e altri atti amministrativi, quando i relativi proventi sono destinati esclusivamente a vantaggio dell'ente locale, o limitatamente alla quota destinata esclusivamente a vantaggio dell'ente locale.
3. Disposizioni in materia di dichiarazioni sostitutive e di semplificazione delle domande di
ammissione agli impieghi. - 1. I dati relativi al cognome, nome, luogo e data di nascita, cittadinanza,
stato civile e residenza attestati in documenti di riconoscimento in corso di validit�, hanno lo stesso
valore probatorio dei corrispondenti certificati. E' fatto divieto alle amministrazioni pubbliche ed ai
gestori o esercenti di pubblici servizi, nel caso in cui all'atto della presentazione dell'istanza sia richiesta
l'esibizione di un documento di riconoscimento, di richiedere certificati attestanti stati o fatti contenuti
nel documento di riconoscimento esibito. E', comunque, fatta salva per le amministrazioni pubbliche ed
i gestori e gli esercenti di pubblici servizi la facolt� di verificare, nel corso del procedimento, la
veridicit� dei dati contenuti nel documento di identit�. Nel caso in cui i dati attestati in documenti di
riconoscimento abbiano sub�to variazioni dalla data di rilascio e ciononostante sia stato esibito il
documento ai fini del presente comma, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 489 del codice
4. Nei casi in cui le norme di legge o di regolamenti prevedono che in luogo della produzione di
certificati possa essere presentata una dichiarazione sostitutiva, la mancata accettazione della stessa
costituisce violazione dei doveri di ufficio.
5. E' fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (14), di richiedere l'autenticazione della sottoscrizione delle domande
per la partecipazione a selezioni per l'assunzione nelle pubbliche amministrazioni a qualsiasi titolo
nonch� ad esami per il conseguimento di abilitazioni, diplomi o titoli culturali (14/a).
6. La partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non � soggetta a limiti di et�,
salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o
ad oggettive necessit� dell'amministrazione.
7. Sono aboliti i titoli preferenziali relativi all'et� e restano fermi le altre limitazioni e i requisiti
previsti dalle leggi e dai regolamenti per l'ammissione ai concorsi pubblici. Se due o pi� candidati
ottengono, a conclusione delle operazioni di valutazione dei titoli e delle prove di esame, pari punteggio,
� preferito il candidato pi� giovane di et� (14/a).
8 (15).
9 (16).
10. Sono abrogati i commi 5 e 6 dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio
1994, n. 487 (14), e il secondo comma dell'articolo 2 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 (17), nonch�
ogni altra disposizione in contrasto con il divieto di cui al comma 5.
11. La sottoscrizione di istanze da produrre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o
esercenti di pubblici servizi non � soggetta ad autenticazione ove sia apposta in presenza del
dipendente addetto ovvero l'istanza sia presentata unitamente a copia fotostatica, ancorch� non
autenticata, di un documento di identit� del sottoscrittore. La copia fotostatica del documento � inserita
nel fascicolo. L'istanza e la copia fotostatica del documento di identit� possono essere inviate per via
telematica; nei procedimenti di aggiudicazione di contratti pubblici, detta facolt� � consentita nei limiti
stabiliti dal regolamento di cui all'articolo 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59 (17/a).
4. Giuramento del sindaco e del presidente della provincia. Distintivo del sindaco. - 1 (18).
5. Disposizioni in materia di funzionamento e di competenza dei consigli comunali, provinciali e
regionali. - 1 (20).
4 (23).
6. La lettera c) del comma 2 dell'articolo 32 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (25), � abrogata.
7. Al numero 7) del tredicesimo comma dell'articolo 15 della legge 17 febbraio 1968, n. 108 (26),
introdotto dall'articolo 3 della legge 23 febbraio 1995, n. 43 (26), le parole: "qualora tale seconda
verifica dia esito negativo, assegna alla lista regionale una quota aggiuntiva di seggi che, tenuti fermi i
seggi attribuiti ai sensi dei numeri 4) e 5) e quelli attribuiti in ambito provinciale, consenta di
raggiungere il 55 per cento del totale dei seggi del consiglio nella composizione cos� integrata con
arrotondamento all'unit� inferiore" devono interpretarsi nel senso che tale arrotondamento � da
riferirsi ai decimali da rapportarsi alla percentuale complessiva e non al numero dei seggi, che devono
pertanto comunque raggiungere o superare il 55 per cento del totale dei seggi del consiglio nella
composizione cos� integrata.
6. Disposizioni in materia di personale. - 1 (27).
3 (29).
4 (30).
5. Il rapporto di impiego del dipendente di una pubblica amministrazione � risolto di diritto con
effetto dalla data di decorrenza del contratto stipulato ai sensi del comma 4. L'amministrazione di
provenienza dispone, subordinatamente alla vacanza del posto in organico o dalla data in cui la
vacanza si verifica, la riassunzione del dipendente qualora lo stesso ne faccia richiesta entro i trenta
giorni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato o alla data di disponibilit�
del posto in organico.
6. Sono ammessi a presentare domanda di riammissione in servizio, anche in deroga ai limiti
temporali eventualmente previsti dai relativi ordinamenti, i dipendenti pubblici dimessisi per accedere a
cariche elettive a causa di situazioni di ineleggibilit� dichiarate incostituzionali con sentenza della Corte
costituzionale n. 388 del 9-17 ottobre 1991. Nel periodo intercorrente tra la data delle dimissioni e la
data della riammissione in servizio, i dipendenti pubblici stessi sono considerati ad ogni effetto di legge
in aspettativa senza assegni (30/a). La domanda deve essere presentata entro sei mesi dalla data di
7 (31).
8 (32).
9 (33).
11 (35).
12. Gli enti locali, che non versino nelle situazioni strutturalmente deficitarie di cui all'articolo 45 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (36), e successive modificazioni, possono prevedere
concorsi interamente riservati al personale dipendente, in relazione a particolari profili o figure
professionali caratterizzati da una professionalit� acquisita esclusivamente all'interno dell'ente. La
stessa disposizione si applica altres� alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, alle
aziende sanitarie locali e alle aziende ospedaliere (30/a).
13 (37).
14 (38).
15 (39).
16. Le disposizioni dell'articolo 3, commi da 47 a 52, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (40), non
si applicano agli enti locali che non versino nelle situazioni strutturalmente deficitarie di cui all'articolo
45 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (36), e successive modificazioni.
17. Entro il 30 settembre 1998 gli enti locali sono tenuti ad annullare i provvedimenti di
inquadramento del personale adottati in modo difforme dalle disposizioni del decreto del Presidente
della Repubblica 25 giugno 1983, n. 347 (41), e successive modificazioni ed integrazioni, e a bandire
contestualmente i concorsi per la copertura dei posti resisi vacanti per effetto dell'annullamento. Fino
alla data di copertura dei posti resisi disponibili per effetto del presente comma, il personale
destinatario dei provvedimenti di inquadramento ivi indicati continua a svolgere le mansioni
corrispondenti alla qualifica attribuita con detti provvedimenti, mantenendo il relativo trattamento
economico. Alla copertura dei posti resisi vacanti per effetto dell'annullamento si provvede mediante
concorsi interni per titoli integrati da colloquio ai quali sono ammessi a partecipare i dipendenti
appartenenti alla qualifica immediatamente inferiore che abbiano svolto almeno cinque anni di effettivo
servizio nella medesima qualifica, nonch� i dipendenti di cui al presente comma anche se provvisti del
titolo di studio immediatamente inferiore a quello prescritto per l'accesso alla qualifica corrispondente
(41/a) (41/b).
18 (42).
19. In caso di sospensione cautelare nei confronti di un impiegato di un ente locale sottoposto a
procedimento penale, la temporanea vacanza pu� essere coperta con una assunzione a tempo
determinato, anche in deroga alle disposizioni della presente legge. Tale disposizione non si applica per
gli enti locali che versino nelle situazioni strutturalmente deficitarie di cui all'articolo 45 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (43), e successive modificazioni, che abbiano personale in mobilit�.
20. Al comma 3-bis, primo periodo, dell'articolo 1 del decreto-legge 27 ottobre 1995, n. 444 (43),
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 1995, n. 539, sono aggiunte, in fine, le parole:
"vigente prima della data del 31 agosto 1993".
21. Per gli enti locali, in deroga a quanto previsto dall'articolo 3, comma 22, della legge 24 dicembre
1993, n. 537 (44), le graduatorie concorsuali rimangono efficaci per un termine di tre anni dalla data di
pubblicazione per l'eventuale copertura dei posti che si venissero a rendere successivamente vacanti e
disponibili, fatta eccezione per i posti istituiti o trasformati successivamente all'indizione del concorso
medesimo. La disposizione di cui al presente comma ha efficacia a decorrere dal 4 dicembre 1996
(44/a).
7. Modifiche alla legge 15 marzo 1997, n. 59 (45). - 1. Alla legge 15 marzo 1997, n. 59 (45), sono
a) (46);
b) (47);
c) (48);
d) (49);
e) (50);
f) (50);
g) (51);
h) (52);
i) (53);
l) (54);
m) la lettera h) del comma 5 dell'articolo 20 � ricollocata come lettera f), al termine del comma 1
dell'articolo 17;
n) (55);
o) (55);
p) (56);
q) (57);
r) (58);
s) alle leggi richiamate al n. 86 dell'allegato 1 sono aggiunte le seguenti: "legge 17 gennaio 1994,
n. 47; decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490.".
8. Disposizioni in materia di contrattazione collettiva. - 1 (59).
3 (61).
4. In attesa della riforma della procedura della contrattazione collettiva di cui all'articolo 45 del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (62), e dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle
pubbliche amministrazioni (ARAN), l'autorizzazione di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 27
marzo 1995, n. 89 (62), convertito dalla legge 17 maggio 1995, n. 186, pu� essere concessa sino al 31
9. Disposizioni in materia di equilibrio finanziario e contabilit� degli enti locali. - 1. Entro centoventi
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo � delegato ad emanare norme
legislative dirette ad integrare le disposizioni di cui al decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77 (43), e
successive modificazioni, relative alle conseguenze della dichiarazione di dissesto finanziario di cui
all'articolo 79 del medesimo decreto e dirette a rafforzare gli strumenti di verifica per garantire il
rispetto dell'equilibrio finanziario degli enti locali e la corretta gestione delle risorse finanziarie,
strumentali e umane, prevedendo:
a) sistemi di verifica dell'attendibilit� delle previsioni di bilancio da parte dei collegi dei revisori;
b) le sanzioni per gli amministratori, esclusa ogni limitazione ai diritti di elettorato attivo e passivo,
quando il dissesto finanziario sia diretta conseguenza di azioni od omissioni dolose o colpose accertate
secondo giusto procedimento;
c) procedure semplificate e celeri per la rilevazione e il pagamento dei debiti conseguenti al
dissesto finanziario;
d) disposizioni per garantire il rispetto dell'obbligo di idonea copertura finanziaria nelle deliberazioni
dei provvedimenti degli enti locali e per contenere il fenomeno dei debiti fuori bilancio (63).
2. Sullo schema di decreto legislativo � acquisito, entro trenta giorni dalla data di trasmissione, il
parere delle competenti Commissioni parlamentari, nonch� della Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e della Conferenza Stato-Citt� e
autonomie locali. In mancanza dei pareri nel termine prescritto, il Governo procede comunque
all'emanazione del decreto legislativo.
3. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a) e c), si applicano anche ai casi di dissesto in atto alla
data di entrata in vigore del decreto legislativo emanato ai sensi del medesimo comma 1.
3-bis. (63/a)
4 (64).
5. Fermo restando l'obbligo del sistema di codifica dei titoli di entrata e di spesa, la predisposizione
del modello di cui all'articolo 114, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77
(65), e successive modificazioni, da parte di comuni e province � facoltativa.
6. Sono abrogati l'articolo 50, comma 2, del D.Lgs. 25 febbraio 1995, n. 77 (65), il comma 5
dell'art. 32 del D.P.R. 28 gennaio 1988, n. 43 (66), nella parte in cui consente l'affidamento senza gara
del servizio di tesoreria al concessionario del servizio di riscossione, e, all'art. 27, comma 9, del D.Lgs.
25 febbraio 1995, n. 77 (65), e successive modificazioni, sono soppresse le parole: "all'articolo 53,
comma 1, ed". [All'art. 31, comma 2, lettera c), del D.Lgs. 25 febbraio 1995, n. 77 (65), e successive
modificazioni, le parole: "in sede di assestamento" sono sostituite dalle parole: "una tantum"] (66/a).
7. In prima applicazione il termine per l'adeguamento dei regolamenti di contabilit� di comuni e
province ai princ�pi del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77 (65), e successive modificazioni, �
fissato al 31 ottobre 1997.
7-bis. Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo emanato ai sensi del comma 1
possono essere adottate, con il rispetto dei medesimi princ�pi e criteri direttivi e con le stesse
procedure, entro un anno dalla data di entrata in vigore dello stesso (66/b).
10. Disposizioni in materia di giudizio di conto. - 1 (67).
2 (68).
11. Soppressione della commissione di cui all'articolo 19, secondo comma, del D.L. 15 marzo 1965,
n. 124 (69), convertito, con modificazioni, dalla L. 13 maggio 1965, n. 431. Competenze del Consiglio
superiore dei lavori pubblici. - 1. Il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici sostituisce il
parere della commissione di cui all'articolo 19, secondo comma, del D.L. 15 marzo 1965, n. 124 (69),
convertito, con modificazioni, dalla L. 13 maggio 1965, n. 431, e successive modificazioni. La
commissione predetta � soppressa.
12. Disposizioni in materia di alienazione degli immobili di propriet� pubblica. - 1 (71).
2. I comuni e le province possono procedere alle alienazioni del proprio patrimonio immobiliare
anche in deroga alle norme di cui alla L. 24 dicembre 1908, n. 783 (72), e successive modificazioni, ed
al regolamento approvato con R.D. 17 giugno 1909, n. 454 (73), e successive modificazioni, nonch�
alle norme sulla contabilit� generale degli enti locali, fermi restando i princ�pi generali dell'ordinamento
giuridico-contabile. A tal fine sono assicurati criteri di trasparenza e adeguate forme di pubblicit� per
acquisire e valutare concorrenti proposte di acquisto, da definire con regolamento dell'ente interessato.
3. [Alle alienazioni di beni immobili di interesse storico e artistico dello Stato, dei comuni e delle
province si applicano le disposizioni di cui agli articoli 24 e seguenti della L. 1� giugno 1939, n. 1089
(73/a). I beni immobili notificati ai sensi della L. 20 giugno 1909, n. 364, o della L. 11 giugno 1922, n.
778, per i quali non siano state in tutto o in parte rinnovate e trascritte le notifiche ai sensi dell'art. 2
della L. 1� giugno 1939, n. 1089 (73/a), sono, su domanda degli aventi diritto, da presentarsi entro un
anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, ricompresi a tutti gli effetti tra gli immobili
notificati e vincolati ai sensi della L. 1� giugno 1939, n. 1089 (73/b). Alle alienazioni, totali o parziali,
dei beni immobili di cui al periodo precedente, avvenute prima della data di entrata in vigore della
presente legge, non si applicano le disposizioni di cui al capo III, sezione II, della L. 1� giugno 1939, n.
1089 (73/b). Agli immobili per i quali non sia intervenuta la domanda degli aventi diritto continuano ad
applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 71, secondo comma, della legge 1� giugno 1939, n. 1089
(74)] (74/a).
4. [Le disposizioni del comma 3 e quelle da esse richiamate non si applicano alle alienazioni
deliberate prima del 31 dicembre 1996, da parte di enti ed istituti pubblici, aventi ad oggetto beni
immobili ricompresi nella tutela disposta con gli articoli 1 e 2 della legge 1� giugno 1939, n. 1089
(73/b), per i quali non siano intervenute, prima della deliberazione di alienazione, la notifica e la
trascrizione ai sensi dell'articolo 2 della predetta legge. In assenza di regolamento, i comuni e le
province non possono procedere alle alienazioni secondo le disposizioni di cui al comma 2] (74/a).
5. Le approvazioni e le autorizzazioni ai sensi della legge 1� giugno 1939, n. 1089 (73/b), relative ad
interventi in materia di edilizia pubblica e privata sui beni di interesse storico e artistico, sono rilasciate
entro il termine di novanta giorni dalla presentazione della richiesta alla competente soprintendenza. Il
termine � sospeso, fino a trenta giorni, per una sola volta, se la competente soprintendenza richiede
chiarimenti o elementi integrativi di giudizio ovvero procede ad accertamenti di natura tecnica,
dandone comunicazione al richiedente.
6. Decorso il termine di cui al comma 5, previa diffida a provvedere nel successivo termine di
trenta giorni, le richieste di approvazione e di autorizzazione si intendono accolte. [In tali casi, nei
confronti dei responsabili del ritardo � promosso il procedimento disciplinare mediante contestazione di
addebiti, in applicazione delle disposizioni vigenti] (74/b).
6-bis. I termini di cui al comma 1, al comma 2, lettera a), e al comma 3 dell'articolo 1 della legge 8
ottobre 1997, n. 352, sono prorogati di sei mesi (74/c).
13. Abrogazione delle disposizioni che prevedono autorizzazioni ad accettare lasciti e donazioni e
ad acquistare beni stabili. - 1. L'articolo 17 del codice civile e la legge 21 giugno 1896, n. 218 (75),
sono abrogati; sono altres� abrogate le altre disposizioni che prescrivono autorizzazioni per l'acquisto e
l'alienazione di immobili o per accettazione di donazioni, eredit� e legati da parte di persone giuridiche,
associazioni e fondazioni (75/a).
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle acquisizioni deliberate o verificatesi in
data anteriore a quella di entrata in vigore della presente legge.
14. Disposizioni in materia di pagamento dell'imposta mediante cessione di beni culturali. - 1 (76).
2 (77).
15. Disposizioni in materia di pagamento all'estero delle tasse di concessione governativa e
dell'imposta di bollo. - 1 (78).
2. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento da adottarsi
ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (79), il Governo adotta misure per
la semplificazione delle modalit� dei versamenti a favore della pubblica amministrazione, delle regioni,
delle amministrazioni locali e degli enti pubblici economici da parte dei cittadini italiani all'estero o
stranieri presso gli uffici diplomatici e consolari per altre imposte, tasse, ammende e servizi resi.
16. Difensori civici delle regioni e delle province autonome. - 1. A tutela dei cittadini residenti nei
comuni delle rispettive regioni e province autonome e degli altri soggetti aventi titolo secondo quanto
stabilito dagli ordinamenti di ciascuna regione e provincia autonoma, i difensori civici delle regioni e
delle province autonome, su sollecitazione di cittadini singoli o associati, esercitano, sino all'istituzione
del difensore civico nazionale, anche nei confronti delle amministrazioni periferiche dello Stato,
limitatamente agli ambiti territoriali di rispettiva competenza, con esclusione di quelle che operano nei
settori della difesa, della sicurezza pubblica e della giustizia, le medesime funzioni di richiesta, di
proposta, di sollecitazione e di informazione che i rispettivi ordinamenti attribuiscono agli stessi nei
confronti delle strutture regionali e provinciali (79/a).
2. I difensori civici inviano ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
entro il 31 marzo una relazione sull'attivit� svolta nell'anno precedente ai sensi del comma 1.
17. Ulteriori disposizioni in materia di semplificazione dell'attivit� amministrativa e di snellimento dei
procedimenti di decisione e di controllo. - 1 (80).
2 (81).
3 (82).
4 (83).
5 (84).
6 (85).
7 (86).
8 (87).
9 (88).
10. Le disposizioni di cui al comma 5-bis dell'art. 27 della L. 8 giugno 1990, n. 142 (89), introdotto
dal comma 8 del presente articolo, si applicano, in quanto compatibili, agli accordi di programma ed ai
patti territoriali di cui all'art. 1 del D.L. 8 febbraio 1995, n. 32 (90), convertito dalla L. 7 aprile 1995, n.
104, e successive modificazioni, agli accordi di programma relativi agli interventi previsti nei
programmi e nei piani approvati dalla Commissione di cui all'art. 2 della L. 15 dicembre 1990, n. 396
(89), nonch� alle sovvenzioni globali di cui alla normativa comunitaria.
11. Le disposizioni di cui ai commi 2-bis, 3-bis e 4 dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241
(91), introdotte dal presente articolo, si applicano anche alle altre conferenze di servizi previste dalle
vigenti disposizioni di legge.
12 (92).
13 (93).
14. Nel caso in cui disposizioni di legge o regolamentari dispongano l'utilizzazione presso le
amministrazioni pubbliche di un contingente di personale in posizione di fuori ruolo o di comando, le
amministrazioni di appartenenza sono tenute ad adottare il provvedimento di fuori ruolo o di comando
15 (94).
16 (95).
17 (96).
18. Fino alla trasformazione in societ� per azioni dell'Ente poste italiane, il personale dipendente
dell'Ente stesso pu� essere comandato presso le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma
2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (97). I dipendenti degli enti locali a tempo parziale,
purch� autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, possono prestare attivit� lavorativa presso altri
19. Presso l'Autorit� per l'informatica nella pubblica amministrazione � istituito un Centro tecnico,
operante con autonomia amministrativa e funzionale, sotto la direzione e il controllo dell'Autorit�, per
l'assistenza ai soggetti che utilizzano la Rete unitaria della pubblica amministrazione. Con regolamento
da emanarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge ai sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (98), sono disciplinati i compiti,
l'organizzazione ed il funzionamento del Centro medesimo. Il Centro si avvale di personale assunto con
contratto di diritto privato, anche a tempo determinato, in numero non superiore a cinquanta unit�. In
sede di prima applicazione i compiti del Centro sono svolti dall'Autorit� per l'informatica nella pubblica
amministrazione. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al presente comma, il Centro
subentra nei compiti dell'Autorit� inerenti l'assistenza ai soggetti che utilizzano la Rete unitaria della
pubblica amministrazione, ivi inclusi i procedimenti di gara ancora in corso. Gli oneri di funzionamento
del Centro gravano sulle disponibilit� gi� destinate al finanziamento del progetto intersettoriale "Rete
unitaria della pubblica amministrazione" di cui all'articolo 2 del D.L. 3 giugno 1996, n. 307 (97),
convertito dalla legge 30 luglio 1996, n. 400, da assegnare con le modalit� ivi indicate nella misura
ritenuta congrua dall'Autorit� per l'informatica nella pubblica amministrazione in relazione alla
progressiva assunzione dei compiti ad esso attribuiti.
20. Ai fini di quanto previsto dall'articolo 81, quarto comma, del R.D. 18 novembre 1923, n. 2440
(99), e dagli articoli 29, 33, 35 e 194 del R.D. 23 maggio 1924, n. 827 (99), nonch� dagli articoli 19 e
seguenti del regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1979, n.
718 (100), in materia di redazione e aggiornamento degli inventari, il valore dei beni e delle
apparecchiature di natura informatica, anche destinati al funzionamento di sistemi informativi
complessi, s'intende ammortizzato nel termine massimo di cinque anni dall'acquisto. Trascorso tale
termine, il valore d'inventario s'intende azzerato, anche se i beni stessi risultino ancora suscettibili di
21. I beni e le apparecchiature di cui al comma 20, qualora siano divenuti inadeguati per la funzione
a cui erano destinati, sono alienati, ove possibile, a cura del Provveditorato generale dello Stato,
secondo il procedimento previsto dall'articolo 35 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827 (99). In
caso di esito negativo del procedimento di alienazione, i beni e le apparecchiature stessi sono assegnati
in propriet�, a titolo gratuito, a istituzioni scolastiche o ad associazioni o altri soggetti non aventi fini di
lucro che ne abbiano fatto richiesta, ovvero sono distrutti, nel rispetto della vigente normativa in
22. Le disposizioni di cui all'articolo 12 della legge 5 luglio 1982, n. 441 (101), si applicano anche al
personale di livello dirigenziale od equiparato di cui all'articolo 2, commi 4 e 5, del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29 (101/a), e successive modificazioni, nonch� al personale dirigenziale delle
amministrazioni pubbliche. Per il personale delle magistrature ordinaria, amministrativa, contabile e
militare le competenze attribuite dalla legge 5 luglio 1982, n. 441 (101), alla Presidenza del Consiglio
dei ministri e al Presidente del Consiglio dei ministri sono esercitate dai rispettivi organi di governo.
23 (102).
24 (103).
25. Il parere del Consiglio di Stato � richiesto in via obbligatoria:
a) per l'emanazione degli atti normativi del Governo e dei singoli ministri, ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (103/a), nonch� per l'emanazione di testi unici;
c) sugli schemi generali di contratti-tipo, accordi e convenzioni predisposti da uno o pi� ministri.
26. E' abrogata ogni diversa disposizione di legge che preveda il parere del Consiglio di Stato in via obbligatoria. Resta fermo il combinato disposto dell'articolo 2, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (103/a), e dell'articolo 33 del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, approvato con regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054 (104).
27. Fatti salvi i termini pi� brevi previsti per legge, il parere del Consiglio di Stato � reso nel termine di quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta; decorso il termine, l'amministrazione pu� procedere indipendentemente dall'acquisizione del parere. Qualora, per esigenze istruttorie, non possa essere rispettato il termine di cui al presente comma, tale termine pu� essere interrotto per una sola volta e il parere deve essere reso definitivamente entro venti giorni dal ricevimento degli elementi istruttori da parte delle amministrazioni interessate.
28. E' istituita una sezione consultiva del Consiglio di Stato per l'esame degli schemi di atti normativi per i quali il parere del Consiglio di Stato � prescritto per legge o � comunque richiesto dall'amministrazione. La sezione esamina altres�, se richiesto dal Presidente del Consiglio dei ministri, gli schemi di atti normativi dell'Unione europea. Il parere del Consiglio di Stato � sempre reso in adunanza generale per gli schemi di atti legislativi e di regolamenti devoluti dalla sezione o dal presidente del Consiglio di Stato a causa della loro particolare importanza.
29 (105).
31. Sono abrogati gli articoli 1, 2 e 3, comma 5, del decreto legislativo 13 febbraio 1993, n. 40 (106), come modificati dal decreto legislativo 10 novembre 1993, n. 479, nonch� gli articoli 45, 46 e 48 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (107).
32. Il controllo di legittimit� sugli atti amministrativi della regione, esclusa ogni valutazione di merito, si esercita esclusivamente sui regolamenti, esclusi quelli attinenti all'autonomia organizzativa, funzionale e contabile dei consigli regionali, nonch� sugli atti costituenti adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea.
33. Il controllo preventivo di legittimit� sugli atti degli enti locali, ivi compresi gli atti delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB), si esercita esclusivamente sugli statuti dell'ente, sui regolamenti di competenza del consiglio, esclusi quelli attinenti all'autonomia organizzativa e contabile, sui bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, sul rendiconto della gestione, secondo le disposizioni dei commi da 34 a 45 (107/a).
34. Sono altres� soggette al controllo preventivo di legittimit� le deliberazioni che le giunte intendono di propria iniziativa sottoporre al comitato regionale di controllo.
35. Possono essere attivati nell'ambito dei comitati regionali di controllo servizi di consulenza ai quali gli enti locali possono rivolgersi al fine di ottenere preventivi elementi valutativi in ordine all'adozione di atti o provvedimenti di particolare complessit� o che attengano ad aspetti nuovi dell'attivit� deliberativa. La regione disciplina con propria normativa le modalit� organizzative e di espletamento dei servizi di consulenza.
38. Le deliberazioni della giunta e del consiglio sono sottoposte al controllo nei limiti delle illegittimit� denunziate, quando un quarto dei consiglieri provinciali o un quarto dei consiglieri nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti ovvero un quinto dei consiglieri nei comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti ne facciano richiesta scritta e motivata con l'indicazione delle norme violate, entro dieci giorni dall'affissione all'albo pretorio, quando le deliberazioni stesse riguardino:
39. Nei casi previsti dal comma 38, il controllo � esercitato, dalla data di rispettiva istituzione, dai difensori civici comunali e provinciali; il difensore civico, se ritiene che la deliberazione sia illegittima, ne d� comunicazione all'ente, entro quindici giorni dalla richiesta, e lo invita ad eliminare i vizi riscontrati. In tal caso, se l'ente non ritiene di modificare la delibera, essa acquista efficacia se viene confermata con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti il consiglio. Fino all'istituzione del difensore civico, il controllo � esercitato, con gli effetti predetti, dal comitato regionale di controllo.
40. La deliberazione soggetta al controllo preventivo di legittimit� diventa esecutiva se nel termine di trenta giorni dalla trasmissione della stessa, che deve comunque avvenire a pena di decadenza entro il quinto giorno successivo all'adozione, il comitato regionale di controllo non abbia adottato un provvedimento motivato di annullamento, trasmesso nello stesso termine di trenta giorni all'ente interessato. Le deliberazioni diventano esecutive prima del decorso del termine se il comitato regionale di controllo d� comunicazione di non aver riscontrato vizi di legittimit�.
41. Il controllo di legittimit� comporta la verifica della conformit� dell'atto alle norme vigenti ed alle norme statutarie specificamente indicate nel provvedimento di annullamento, per quanto riguarda la competenza, la forma e la procedura, e rimanendo esclusa ogni diversa valutazione dell'interesse pubblico perseguito. Nell'esame del bilancio preventivo e del rendiconto della gestione il controllo di legittimit� comprende la coerenza interna degli atti e la corrispondenza dei dati contabili con quelli delle deliberazioni, nonch� con i documenti giustificativi allegati alle stesse.
42. Il comitato regionale di controllo, entro dieci giorni dalla ricezione degli atti di cui al comma 33, pu� disporre l'audizione dei rappresentanti dell'ente deliberante o richiedere chiarimenti o elementi integrativi di giudizio in forma scritta. In tal caso il termine per l'esercizio del controllo viene sospeso e riprende a decorrere dalla data della trasmissione dei chiarimenti o elementi integrativi o dell'audizione dei rappresentanti.
43. Il comitato pu� indicare all'ente interessato le modificazioni da apportare alle risultanze del rendiconto della gestione con l'invito ad adottarle entro il termine massimo di trenta giorni.
44. Nel caso di mancata adozione delle modificazioni entro il termine di cui al comma 43, o di annullamento della deliberazione di adozione del rendiconto della gestione da parte del comitato di controllo, questo provvede alla nomina di uno o pi� commissari per la redazione del conto stesso.
46. Le associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale, individuate dal decreto 20 febbraio 1987 del Ministro dell'ambiente, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 1987, come modificato dal decreto 17 febbraio 1995 del Ministro dell'ambiente, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 1995, possono, nei casi previsti dall'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349 (108), impugnare davanti al giudice amministrativo gli atti di competenza delle regioni, delle province e dei comuni.
47 (109).
48 (110).
49. Agli enti locali che abbiano ottenuto, entro il 31 dicembre 1996, l'approvazione dell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, le disposizioni di cui all'articolo 6 e al comma 47 del presente articolo si applicano nei limiti stabiliti dall'articolo 1, comma 7, della legge 28 dicembre 1995, n. 549
51. I comuni, le province e gli altri enti locali possono, per atto unilaterale, trasformare le aziende speciali costituite ai sensi dell'articolo 22, comma 3, lettera c), della legge 8 giugno 1990, n. 142 (112), in societ� per azioni, di cui possono restare azionisti unici per un periodo comunque non superiore a due anni dalla trasformazione. Il capitale iniziale di tali societ� � determinato dalla deliberazione di trasformazione in misura non inferiore al fondo di dotazione delle aziende speciali risultante dall'ultimo bilancio di esercizio approvato e comunque in misura non inferiore all'importo minimo richiesto per la costituzione delle societ� medesime. L'eventuale residuo del patrimonio netto conferito � imputato a riserve e fondi, mantenendo ove possibile le denominazioni e le destinazioni previste nel bilancio delle aziende originarie. Le societ� conservano tutti i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione e subentrano pertanto in tutti i rapporti attivi e passivi delle aziende originarie.
52. La deliberazione di trasformazione tiene luogo di tutti gli adempimenti in materia di costituzione delle societ� previsti dalla normativa vigente, ferma l'applicazione delle disposizioni degli articoli 2330, commi terzo e quarto, e 2330-bis del codice civile.
53. Ai fini della definitiva determinazione dei valori patrimoniali conferiti, entro tre mesi dalla costituzione delle societ�, gli amministratori devono richiedere a un esperto designato dal presidente del tribunale una relazione giurata ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2343, primo comma, del codice civile. Entro sei mesi dal ricevimento di tale relazione gli amministratori e i sindaci determinano i valori definitivi di conferimento dopo avere controllato le valutazioni contenute nella relazione stessa e, se sussistono fondati motivi, aver proceduto alla revisione della stima. Fino a quando i valori di conferimento non sono stati determinati in via definitiva le azioni delle societ� sono inalienabili.
54. Le societ� di cui al comma 51 possono essere costituite anche ai fini dell'applicazione delle norme di cui al decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332 (113), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474.
55. Le partecipazioni nelle societ� di cui al comma 51 possono essere alienate anche ai fini e con le modalit� di cui all'articolo 12 della legge 23 dicembre 1992, n. 498 (113/a).
56. Il conferimento e l'assegnazione dei beni degli enti locali e delle aziende speciali alle societ� di cui al comma 51 sono esenti da imposizioni fiscali, dirette e indirette, statali e regionali.
57. La deliberazione di cui al comma 51 potr� anche prevedere la scissione dell'azienda speciale e la destinazione a societ� di nuova costituzione di un ramo aziendale di questa. Si applicano, in tal caso, per quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi da 51 a 56 e da 60 a 61 del presente articolo nonch� agli articoli 2504-septies e 2504-decies del codice civile.
58 (114).
58-bis. (114/a).
59. Le citt� metropolitane e i comuni, anche con la partecipazione della provincia e della regione,
possono costituire societ� per azioni per progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana, in
attuazione degli strumenti urbanistici vigenti. A tal fine le deliberazioni dovranno in ogni caso
prevedere che gli azionisti privati delle societ� per azioni siano scelti tramite procedura di evidenza
pubblica. Le societ� di trasformazione urbana provvedono alla preventiva acquisizione delle aree
interessate dall'intervento, alla trasformazione e alla commercializzazione delle stesse. Le acquisizioni
possono avvenire consensualmente o tramite ricorso alle procedure di esproprio da parte del comune.
Le aree interessate dall'intervento di trasformazione sono individuate con delibera del consiglio
comunale. L'individuazione delle aree di intervento equivale a dichiarazione di pubblica utilit�, anche
per le aree non interessate da opere pubbliche. Le aree di propriet� degli enti locali interessate
dall'intervento possono essere attribuite alla societ� a titolo di concessione. I rapporti tra gli enti locali
azionisti e la societ� per azioni di trasformazione urbana sono disciplinati da una convenzione
contenente, a pena di nullit�, gli obblighi e i diritti delle parti.
60. Il comma 6 dell'articolo 1 del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332 (115), convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, � abrogato.
61. L'articolo 1 della legge 1� ottobre 1951, n. 1084 (116), � abrogato.
62 (117).
63. Il consiglio comunale pu� determinare le agevolazioni, sino alla completa esenzione dal
pagamento della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, per le superfici e gli spazi gravati
da canoni concessori non ricognitori.
64. Fino all'entrata in vigore delle nuove disposizioni previste dall'articolo 3, comma 143, lettera e),
numero 1), della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (113/a), i comuni che non abbiano dichiarato il
dissesto e che non versino nelle situazioni strutturalmente deficitarie di cui all'articolo 45 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (118), e successive modificazioni, possono, con proprio
regolamento, non applicare le tasse sulle concessioni comunali di cui all'articolo 8 del decreto-legge 10
novembre 1978, n. 702 (118), convertito, con modificazioni, dalla legge 8 gennaio 1979, n. 3, o
modificarne le aliquote.
65. Con regolamento da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400 (119), sentite la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano e la Conferenza Stato-Citt� e autonomie locali, sono disciplinati i casi
e le modalit� con le quali, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i
Ministri delle finanze, del tesoro e della difesa, sono ceduti a titolo gratuito ai comuni, alle province e
alle regioni che ne facciano richiesta, beni immobili dello Stato, iscritti in catasto nel demanio civile e
militare che da almeno dieci anni risultino inutilizzati, quando non si tratti di beni inseriti nel programma
di dismissione di beni immobili di cui all'articolo 3, comma 112, della legge 23 dicembre 1996, n. 662
(120), n� di beni che siano stati conferiti nei fondi immobiliari istituiti ai sensi dell'articolo 14-bis della
legge 25 gennaio 1994, n. 86 (121), come sostituito dall'articolo 3, comma 111, della legge 23 dicembre
1996, n. 662 (120).
66. I beni ceduti ai sensi del comma 65 non possono essere alienati nei venti anni successivi alla
67. Il comune e la provincia hanno un segretario titolare dirigente o funzionario pubblico dipendente
da apposita Agenzia avente personalit� giuridica di diritto pubblico e iscritto all'albo di cui al comma 75.
68. Il segretario comunale e provinciale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza
giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformit� dell'azione
amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti. Il sindaco o il presidente della provincia, ove si
avvalgano della facolt� prevista dal comma 1 dell'articolo 51-bis della legge 8 giugno 1990, n. 142
(122), introdotto dall'articolo 6, comma 10, della presente legge, contestualmente al provvedimento di
nomina del direttore generale disciplinano, secondo l'ordinamento dell'ente e nel rispetto dei loro distinti
ed autonomi ruoli, i rapporti tra il segretario ed il direttore generale. Il segretario sovrintende allo
svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l'attivit�, salvo quando ai sensi e per gli effetti del
comma 1 del citato articolo 51-bis della legge n. 142 del 1990 (122), il sindaco o il presidente della
a) partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del consiglio e della
giunta e ne cura la verbalizzazione;
b) pu� rogare tutti i contratti nei quali l'ente � parte ed autenticare scritture private ed atti
unilaterali nell'interesse dell'ente;
69. Il regolamento di cui all'articolo 35, comma 2-bis, della legge 8 giugno 1990, n. 142 (122), introdotto dal comma 4 dell'articolo 5 della presente legge, pu� prevedere un vicesegretario per coadiuvare il segretario e sostituirlo nei casi di vacanza, assenza o impedimento.
70. Il sindaco e il presidente della provincia nominano il segretario, che dipende funzionalmente dal capo dell'amministrazione, scegliendolo tra gli iscritti all'albo di cui al comma 75. Salvo quanto disposto dal comma 71, la nomina avr� durata corrispondente a quella del mandato del sindaco o del presidente della provincia che lo ha nominato. Il segretario continua ad esercitare le proprie funzioni, dopo la cessazione del mandato, fino alla riconferma o alla nomina del nuovo segretario. La nomina � disposta non prima di sessanta giorni e non oltre centoventi giorni dalla data di insediamento del sindaco o del presidente della provincia, decorsi i quali il segretario � confermato.
71. Il segretario pu� essere revocato con provvedimento motivato del sindaco o del presidente della provincia, previa deliberazione della giunta, per violazione dei doveri d'ufficio.
72. Il segretario comunale o provinciale non confermato, revocato o comunque privo di incarico � collocato in posizione di disponibilit� per la durata massima di quattro anni. Durante il periodo di disponibilit� rimane iscritto all'albo ed � posto a disposizione dell'Agenzia autonoma per la gestione dell'albo per le attivit� dell'Agenzia stessa o per l'attivit� di consulenza, nonch� per incarichi di cui al comma 78 presso altre amministrazioni che lo richiedano con oneri a carico dell'ente presso cui presta servizio. Per il periodo di disponibilit� al segretario compete il trattamento economico in godimento in relazione agli incarichi conferiti. Nel caso di collocamento in disponibilit� per mancato raggiungimento di risultati imputabile al segretario oppure motivato da gravi e ricorrenti violazioni dei doveri d'ufficio, allo stesso, salvo diversa sanzione, compete il trattamento economico tabellare spettante per la sua qualifica detratti i compensi percepiti a titolo di indennit� per l'espletamento dei predetti incarichi. Decorsi quattro anni senza aver preso servizio in qualit� di titolare in altra sede il segretario viene collocato d'ufficio in mobilit� presso altre pubbliche amministrazioni nella piena salvaguardia della posizione giuridica ed economica.
73. Il regolamento di cui al comma 78 disciplina un fondo finanziario di mobilit� a carico degli enti locali e percentualmente determinato sul trattamento economico del segretario dell'ente, graduato in rapporto alla dimensione dell'ente, e definito in sede di accordo contrattuale e da attribuire all'Agenzia.
74. Il rapporto di lavoro dei segretari comunali e provinciali � disciplinato dai contratti collettivi ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29
(123), e successive modificazioni.
75. L'albo nazionale dei segretari comunali e provinciali, al quale si accede per concorso, � articolato in sezioni regionali.
76. E' istituita l'Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e provinciali avente personalit� giuridica di diritto pubblico e sottoposta alla vigilanza del Ministero dell'interno fino all'attuazione dei decreti legislativi in materia di riordino, accorpamento e soppressione dei Ministeri in attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59 (124). L'Agenzia � gestita da un consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e composto da due sindaci nominati dall'ANCI, da un presidente di provincia designato dall'UPI, da tre segretari comunali e provinciali eletti tra gli iscritti all'albo e da due esperti designati dalla Conferenza Stato-Citt� e autonomie locali. Il consiglio elegge nel proprio seno un presidente e un vicepresidente. Con la stessa composizione e con le stesse modalit� sono costituiti i consigli di amministrazione delle sezioni regionali.
77. Il numero complessivo degli iscritti all'albo non pu� essere superiore al numero dei comuni e delle province ridotto del numero delle sedi unificate, maggiorato di una percentuale determinata ogni due anni dal consiglio di amministrazione dell'Agenzia e funzionale all'esigenza di garantire una adeguata opportunit� di scelta da parte dei sindaci e dei presidenti di provincia. Resta ferma la facolt� dei comuni di stipulare convenzioni per l'ufficio di segretario comunale comunicandone l'avvenuta costituzione all'Agenzia regionale. L'iscrizione all'albo � subordinata al possesso dell'abilitazione concessa dalla Scuola superiore per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della pubblica amministrazione locale ovvero dalla sezione autonoma della Scuola superiore dell'amministrazione dell'interno di cui al comma 79. Al relativo corso si accede mediante concorso nazionale a cui possono partecipare i laureati in giurisprudenza, scienze politiche, economia e commercio.
78. Con regolamento da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (125), su proposta del Ministro competente sentite le organizzazioni sindacali e le rappresentanze degli enti locali e salvo quanto previsto dalla presente legge, sono disciplinati l'organizzazione, il funzionamento e l'ordinamento contabile dell'Agenzia, l'amministrazione dell'albo e la sua articolazione in sezioni e in fasce professionali, l'iscrizione all'albo degli iscritti all'albo provvisorio, le modalit� di svolgimento dei concorsi per l'iscrizione all'albo, il passaggio tra le fasce professionali, il procedimento disciplinare e le modalit� di utilizzazione dei segretari non chiamati a ricoprire sedi di segreteria. Le abrogazioni e le modificazioni previste dal regolamento hanno effetto decorsi centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento stesso. Il regolamento dovr� conformarsi ai seguenti princ�pi e criteri direttivi:
b) reclutamento del personale da destinare all'Agenzia mediante utilizzo delle procedure in materia di mobilit�, ricorrendo prioritariamente, anche in deroga alle disposizioni dell'ordinamento speciale, al personale dell'amministrazione civile dell'interno, utilizzando anche l'istituto del comando o del fuori ruolo;
c) previsione di un esame di idoneit� per l'iscrizione all'albo riservato ai frequentatori dei corsi promossi dalla Scuola superiore per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della pubblica amministrazione locale ovvero dalla sezione autonoma della Scuola superiore dell'amministrazione dell'interno di cui al comma 79;
d) disciplina dell'ordinamento contabile dell'Agenzia anche in deroga alle disposizioni sulla contabilit� generale dello Stato, fermo restando l'obbligo di sottoporre il rendiconto della gestione finanziaria al controllo della Corte dei conti;
e) utilizzazione in via prioritaria dei segretari non chiamati a ricoprire sedi di segreteria per le esigenze dell'Agenzia e per incarichi di supplenza e di reggenza, ovvero per l'espletamento di funzioni corrispondenti alla qualifica rivestita presso altre amministrazioni pubbliche con oneri retributivi a loro carico (125/a).
78-bis. L'Agenzia, con deliberazione del consiglio nazionale di amministrazione, pu� adeguare la dotazione organica stabilita ai sensi del comma 78 in relazione alle esigenze di funzionamento, entro i limiti derivanti dalle disponibilit� di bilancio (125/b).
79. L'Agenzia istituisce scuole regionali ed interregionali per la formazione e la specializzazione dei segretari comunali e provinciali e dei dirigenti della pubblica amministrazione locale ovvero pu� avvalersi, previa convenzione, della sezione autonoma della Scuola superiore dell'amministrazione dell'interno. Con regolamento da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le organizzazioni sindacali e le rappresentanze degli enti locali, sono disciplinati l'organizzazione, il funzionamento e l'ordinamento contabile delle scuole determinando i criteri per l'eventuale stipula di convenzioni per l'attivit� formativa anche in sede decentrata con istituti, enti, societ� di formazione e ricerca.
79-bis. Le somme dovute alla Scuola superiore dell'amministrazione dell'interno in esecuzione delle convenzioni stipulate ai sensi del presente articolo e di quelle stipulate con enti pubblici o privati, nonch� le somme derivanti dall'erogazione di prestazioni o di servizi forniti dalla Scuola stessa sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, all'unit� previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dell'interno relativa alle spese per il funzionamento della Scuola. Le medesime disposizioni si applicano, nel rispetto delle procedure previste dai rispettivi ordinamenti, alle somme derivanti da prestazioni fornite a terzi dalle altre scuole delle amministrazioni centrali
(125/b)
80. Per il proprio funzionamento e per quello della Scuola superiore, l'Agenzia si avvale del fondo di mobilit� di cui al comma 73 a cui sono attribuiti i proventi dei diritti di segreteria di cui all'articolo 42 della legge 8 giugno 1962, n. 604 (126), e successive modificazioni.
81. In sede di prima attuazione e comunque non oltre sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, � istituito, a cura del Ministro dell'interno, un albo provvisorio al quale sono iscritti, in via transitoria, i segretari comunali e provinciali
(126/a). Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge si applicano le disposizioni di cui all'articolo 51-bis della legge 8 giugno 1990, n. 142 (126), introdotto dall'articolo 6, comma 10, della presente legge, e di cui al comma 68 del presente articolo. A decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 78 il sindaco e il presidente della provincia possono nominare il segretario scegliendolo tra gli iscritti all'albo. In sede di prima attuazione della presente legge e fino all'entrata in vigore del regolamento di cui al comma 78 non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 2, decimo comma, del D.P.R. 23 giugno 1972, n. 749 (127), concernenti il divieto di trasferimento per almeno un anno dalla sede di prima assegnazione dei segretari comunali di qualifica iniziale.
82. Il regolamento di cui al comma 78 deve altres� stabilire una disciplina transitoria relativa a tutti gli istituti necessari all'attuazione del nuovo ordinamento dei segretari comunali e provinciali, nel rispetto delle posizioni giuridiche ed economiche acquisite dai segretari in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge. Le norme transitorie dovranno, altres�, prevedere disposizioni che garantiscano il trasferimento presso altre pubbliche amministrazioni dei segretari che ne facciano richiesta. Entro trenta giorni dall'emanazione del regolamento di cui al comma 78, � consentito ai segretari in servizio di ruolo di chiedere l'iscrizione ad apposita sezione speciale dell'albo. I segretari che richiedano l'iscrizione alla sezione speciale sono mantenuti nel ruolo statale e trasferiti presso altre pubbliche amministrazioni, con preferenza per quelle statali, mantenendo ad esaurimento qualifica e trattamento economico pensionabile in godimento. Le disposizioni di cui all'art. 22, comma 2, del D.P.R. 17 gennaio 1990, n. 44 (128), ed all'articolo 15 del D.L. 24 novembre 1990, n. 344 (128), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 gennaio 1991, n. 21, sono abrogate.
83. Sino all'espletamento dei corsi di formazione e reclutamento l'ammissione all'albo nel grado iniziale � disposta in favore dei vincitori e degli idonei dei concorsi in via di espletamento ovvero dei vicesegretari che ne facciano richiesta e che abbiano svolto per almeno quattro anni le relative funzioni.
84. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano la materia di cui ai commi da 67 a 86 del presente articolo con propria legislazione. Nel territorio della regione Trentino-Alto Adige, fino all'emanazione di apposita legge, rimane ferma l'applicazione del titolo VI della legge 11 marzo 1972, n. 118 (129).
85. All'articolo 53, comma 1, della legge 8 giugno 1990, n. 142 (126), sono soppresse le parole: "nonch� del segretario comunale o provinciale sotto il profilo di legittimit�".
86. L'articolo 52 e il comma 4 dell'articolo 53 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (126), sono abrogati.
87. Con decreto del Presidente della Repubblica da emanarsi, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(130), entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, nonch� delle associazioni nazionali delle autonomie locali, � disciplinata la procedura per consentire alle regioni e agli enti locali e ai loro consorzi di ricorrere a modalit� di riscossione dei tributi nonch� di sanzioni o prestazioni di natura pecuniaria in forma diretta, anche mediante strumenti elettronici o informatici, ovvero tramite il sistema bancario e postale.
88. Con proprio regolamento le regioni e gli enti locali potranno altres� stabilire limiti di esenzione per versamenti e rimborsi di importi valutati di modica entit� e dovuti all'ente interessato.
90 (131).
91. I regolamenti comunali e provinciali in materia di termine, di responsabile del procedimento e di diritto di accesso ai documenti, ove non gi� vigenti, sono adottati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Decorso tale termine il comitato regionale di controllo nomina un commissario per la loro adozione. Resta fermo quanto disposto dall'articolo 7 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (126), e dagli articoli 22 e 23 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (132).
92. Fino all'approvazione del regolamento previsto dall'art. 7, comma 4, della L. 8 giugno 1990, n. 142
(126), si applica la L. 7 agosto 1990, n. 241 (132).
93. Alla revisione e semplificazione delle disposizioni previste dalla legge 19 marzo 1980, n. 80
(133), in materia di disciplina delle vendite straordinarie e di liquidazione, e successive modificazioni ed
integrazioni, nonch� dal testo unico delle leggi sui pesi e sulle misure nel Regno d'Italia del 20 luglio
1890, n. 6991, approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088 (134), e dal relativo regolamento di
attuazione approvato con regio decreto 31 gennaio 1909, n. 242 (134), si provvede, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, secondo i criteri e le modalit� previsti dall'articolo 4 e
dall'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (135).
94. Nell'ambito dell'ulteriore semplificazione, prevista dall'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n.
59 (135), dei procedimenti amministrativi di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575 (136), alla legge 19
marzo 1990, n. 55 (136), alla legge 17 gennaio 1994, n. 47 (136), e al decreto legislativo 8 agosto 1994,
n. 490 (137), i regolamenti individuano le disposizioni che pongono a carico di persone fisiche,
associazioni, imprese, societ� e consorzi obblighi in materia di comunicazioni e certificazioni, che si
intendono abrogate ove gli obblighi da esse previsti non siano pi� rilevanti ai fini della lotta alla
criminalit� organizzata.
95. L'ordinamento degli studi dei corsi di diploma universitario, di laurea e di specializzazione di cui
agli articoli 2, 3 e 4 della legge 19 novembre 1990, n. 341 (138), � disciplinato dagli atenei, con le
modalit� di cui all'articolo 11, commi 1 e 2, della predetta legge, in conformit� a criteri generali definiti,
nel rispetto della normativa comunitaria vigente in materia, sentiti il Consiglio universitario nazionale e
le Commissioni parlamentari competenti, con uno o pi� decreti del Ministro dell'universit� e della
ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con altri Ministri interessati, limitatamente ai criteri
relativi agli ordinamenti per i quali il medesimo concerto � previsto alla data di entrata in vigore della
presente legge, ovvero da disposizioni dei commi da 96 a 119 del presente articolo. I decreti di cui al
presente comma determinano altres�:
a) la durata, il numero minimo di annualit� e i contenuti minimi qualificanti per ciascun corso di cui
al presente comma, con riferimento ai settori scientifico-disciplinari;
b) modalit� e strumenti per l'orientamento e per favorire la mobilit� degli studenti, nonch� la pi�
ampia informazione sugli ordinamenti degli studi, anche attraverso l'utilizzo di strumenti informatici e
c) modalit� di attivazione da parte di universit� italiane, in collaborazione con atenei stranieri, dei
corsi universitari di cui al presente comma, nonch� di dottorati di ricerca, anche in deroga alle
disposizioni di cui al Capo II del Titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n.
382 (139).
96. Con decreti del Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica, emanati sulla
base di criteri di semplificazione delle procedure e di armonizzazione con la revisione degli ordinamenti
di cui al comma 95, � altres� rideterminata la disciplina concernente:
a) il riconoscimento delle scuole di cui alla legge 11 ottobre 1986, n. 697 (138), l'attivazione dei
corsi, il rilascio e la valutazione dei relativi titoli;
b) il riconoscimento degli istituti di cui all'articolo 3, comma 1, della legge 18 febbraio 1989, n. 56
(140), e la valutazione dei titoli da essi rilasciati;
c) il differimento dei termini per la convalida dei titoli di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica 5 luglio 1989, n. 280 (139), e la valutazione dei diplomi rilasciati entro il 31
dicembre 1996 dalle scuole di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio
1987, n. 14 (139), anche ai fini dell'iscrizione al relativo albo professionale;
d) il riordino delle universit� per stranieri, prevedendo anche casi specifici in base ai quali �
consentito l'accesso a studenti italiani;
e) i professori a contratto di cui agli articoli 25 e 100 del decreto del Presidente della Repubblica
11 luglio 1980, n. 382 (139), prevedendo apposite disposizioni in materia di requisiti scientifici e
professionali dei predetti professori, di modalit� di impiego, nonch� di durata e di rinnovabilit� dei
97. Le materie di cui all'articolo 3, comma 6, e all'articolo 4, comma 4, della legge 19 novembre
1990, n. 341 (138), sono disciplinate con decreto del Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e
tecnologica, di concerto con altri Ministri interessati.
98. I decreti di cui al comma 95 contengono altres� norme per la formazione degli insegnanti delle
scuole della regione Valle d'Aosta, delle province autonome di Trento e di Bolzano, nonch� delle
scuole in lingua slovena ai fini di adeguarla alle particolari situazioni linguistiche. Ai predetti fini le
regioni Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia, nonch� le province autonome di Trento e di Bolzano
possono, sentiti i Ministeri dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica e della pubblica
istruzione, stipulare apposite convenzioni con universit� italiane e con quelle dei Paesi dell'area
linguistica francese, tedesca e slovena. Tali convenzioni disciplinano il rilascio di titoli di studio
universitari da parte delle universit� nonch� le modalit� di finanziamento. La stessa disciplina si applica
ai diplomi di cui agli articoli 2 e 4 della legge 19 novembre 1990, n. 341 (138).
99. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede, con uno o pi� decreti del Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica, su proposta del Consiglio universitario nazionale, secondo criteri di affinit� scientifica e didattica, all'accorpamento e al successivo aggiornamento dei settori scientifico-disciplinari, nell'ambito dei quali sono raggruppati gli insegnamenti, anche al fine di stabilire la pertinenza della titolarit� ai medesimi settori, nonch� i raggruppamenti concorsuali.
100. Il Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica presenta ogni tre anni al Parlamento una relazione sullo stato degli ordinamenti didattici universitari e sul loro rapporto con lo sviluppo economico e produttivo, nonch� con l'evoluzione degli indirizzi culturali e professionali.
101. In ogni universit� o istituto di istruzione universitaria, nelle more dell'attuazione della disciplina di cui al comma 95, si applicano gli ordinamenti didattici vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. I regolamenti didattici di ateneo disciplinano le modalit� e i criteri per il passaggio al nuovo ordinamento, ferma restando la facolt� degli studenti iscritti di completare i corsi di studio, ovvero di transitare ai nuovi corsi previo riconoscimento, da parte delle strutture didattiche competenti, degli esami sostenuti con esito positivo.
102. Il Consiglio universitario nazionale (CUN) � organo elettivo di rappresentanza delle istituzioni autonome universitarie. Esso formula pareri e proposte:
b) sui criteri per la utilizzazione della quota di riequilibrio del fondo per il finanziamento ordinario delle universit�;
c) sui decreti di cui ai commi 95 e 96, nonch� sull'approvazione dei regolamenti didattici d'ateneo;
e) sul reclutamento dei professori e dei ricercatori dell'universit�.
103. Oltre ai pareri obbligatori di cui al comma 102, il Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica pu� sentire il CUN su altre materie di interesse generale per l'universit�.
104. Il CUN � composto da:
a) tre membri eletti in rappresentanza di ciascuna delle grandi aree omogenee di settori scientifico-disciplinari individuate, in numero non superiore a quindici, con decreto del Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica;
b) otto studenti eletti dal Consiglio nazionale degli studenti, di cui all'articolo 20, comma 8, lettera b), della legge 15 marzo 1997, n. 59 (141), fra i componenti del medesimo;
c) quattro membri eletti in rappresentanza del personale tecnico e amministrativo delle universit�;
d) tre membri eletti dalla Conferenza permanente dei rettori delle universit� italiane (CRUI).
106. Le modalit� di elezione e di funzionamento del CUN sono determinate con decreti del Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica, sentite le competenti Commissioni parlamentari. L'elettorato attivo e passivo per l'elezione dei membri di cui al comma 104, lettera a), � comunque attribuito ai professori ordinari e associati e ai ricercatori afferenti a ciascuna area (141/a).
107. I componenti del CUN sono nominati con decreto del Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica, durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili. Detta disposizione si applica anche in sede di prima elezione del CUN in attuazione della presente legge (141/a).
108. In sede di prima applicazione della presente legge, gli schemi dei decreti di cui al comma 106 sono presentati al Parlamento entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa. Le elezioni per il rinnovo del CUN hanno luogo entro sessanta giorni dall'emanazione del decreto concernente le modalit� di elezione (141/a).
109. Nel rispetto dell'equilibrio finanziario del bilancio e dei princ�pi di una corretta ed efficiente gestione delle risorse economiche e strumentali, le materie di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), numeri 2), 3), 4) e 5), della legge 23 ottobre 1992, n. 421 (142), sono regolate dalle universit�, per quanto riguarda il personale tecnico e amministrativo, secondo i propri ordinamenti. I relativi atti regolamentari devono rispettare quanto stabilito dai contratti collettivi di lavoro e sono soggetti al procedimento di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (143).
110. Il contratto di lavoro del direttore amministrativo, scelto tra dirigenti delle universit�, di altre amministrazioni pubbliche, ovvero anche fra estranei alle amministrazioni pubbliche, � a tempo determinato di durata non superiore a cinque anni, rinnovabile. Si applicano l'articolo 3, comma 8, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (144), in quanto compatibile, e l'articolo 20 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (143), come sostituito dall'articolo 6 del decreto legislativo 18 novembre 1993, n. 470; la relazione di cui al comma 1 di detto articolo � presentata al rettore e da questi trasmessa al consiglio di amministrazione e al senato accademico. In prima applicazione il contratto di lavoro � stipulato con il direttore amministrativo in carica alla data di entrata in vigore della presente legge per la durata determinata dagli organi competenti dell'ateneo.
111. Le norme che disciplinano l'accesso al pubblico impiego sono integrate, in sede degli accordi di comparto previsti dall'articolo 51 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (143), e successive modificazioni, con le modalit� di cui all'articolo 50 del medesimo decreto legislativo, e successive modificazioni, al fine di tenere in considerazione le professionalit� prodotte dai diplomi universitari, dai dottorati di ricerca e dai diplomi delle scuole di specializzazione.
112. Fino al riordino della disciplina relativa allo stato giuridico dei professori universitari e del relativo reclutamento, il Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica, con proprio decreto, definisce i criteri per la chiamata diretta, da parte delle facolt�, di eminenti studiosi, non solo italiani, che occupino analoga posizione in universit� straniere o che siano insigniti di alti riconoscimenti scientifici in ambito internazionale. L'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (145), � abrogato dalla data di emanazione del predetto decreto (145/a).
113. Il Governo � delegato ad emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o pi� decreti legislativi, sentite le competenti Commissioni parlamentari, per modificare la disciplina del concorso per l'accesso alla magistratura ordinaria, sulla base dei seguenti princ�pi e criteri direttivi: semplificazione delle modalit� di svolgimento del concorso e introduzione graduale, come condizione per l'ammissione al concorso, dell'obbligo di conseguire un diploma biennale esclusivamente presso scuole di specializzazione istituite nelle universit�, sedi delle facolt� di giurisprudenza (145/b).
114. Anche in deroga alle vigenti disposizioni relative all'accesso alle professioni di avvocato e notaio, il diploma di specializzazione di cui al comma 113 costituisce, nei termini che saranno definiti con decreto del Ministro di grazia e giustizia, adottato di concerto con il Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica, titolo valutabile ai fini del compimento del relativo periodo di pratica. Con decreto del Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, sentiti i competenti ordini professionali, sono definiti i criteri per la istituzione ed organizzazione delle scuole di specializzazione di cui al comma 113, anche prevedendo l'affidamento annuale degli insegnamenti a contenuto professionale a magistrati, notai ed avvocati (145/b).
115. Il Governo, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, � delegato ad emanare, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o pi� decreti legislativi, finalizzati alla trasformazione degli attuali Istituti superiori di educazione fisica (ISEF), sulla base dei seguenti princ�pi e criteri direttivi
(145/c):
a) possibilit� di istituire facolt� o corsi di laurea e di diploma in scienze motorie, con il concorso di altre facolt� o dipartimenti, indicando i settori scientifico-disciplinari caratterizzanti;
b) determinazione delle procedure per l'individuazione sul territorio, in modo programmato e tenuto conto della localizzazione degli attuali ISEF, delle sedi delle facolt� di scienze motorie, anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia di programmazione universitaria;
c) possibilit� di attivare le facolt� anche mediante specifiche convenzioni con gli ISEF pareggiati per l'utilizzo delle strutture e del personale, nonch� per il mantenimento dei contributi finanziari dei soggetti promotori degli ISEF predetti;
d) trasformazione dell'ISEF statale di Roma in istituto universitario autonomo o in facolt� di uno degli atenei romani, con il conseguente subentro in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo al medesimo ISEF e con l'inquadramento del personale non docente nei ruoli e nelle qualifiche universitarie;
e) mantenimento, ad esaurimento e a domanda, delle funzioni didattiche e del trattamento economico complessivo in godimento per i docenti non universitari in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge presso l'ISEF di Roma e gli ISEF pareggiati, i quali abbiano svolto attivit� di insegnamento in posizione di comando, distacco o incarico per almeno un triennio, con esclusione dall'equiparazione ai professori universitari di ruolo anche ai fini della valutazione del servizio pregresso e senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato;
g) valutazione dei titoli conseguiti ai sensi dell'ordinamento vigente alla data di entrata in vigore della presente legge, nonch� previsione delle modalit� di passaggio dal medesimo ordinamento a quello previsto dai decreti legislativi di cui al presente comma;
h) previsione della possibilit�, per le facolt� universitarie di cui al presente comma, di sottoscrivere convenzioni con il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) per l'attuazione di programmi di ricerca scientifica per corsi di aggiornamento e di specializzazione, nonch� per l'uso di strutture e attrezzature.
116. All'articolo 9, comma 4, della legge 19 novembre 1990, n. 341 (146), le parole: "per i quali sia prevista" sono sostituite dalle seguenti: "universitari, anche a quelli per i quali l'atto emanato dal Ministro preveda".
117. Fino al riordino delle Accademie di belle arti, dei Conservatori di musica, degli Istituti musicali pareggiati, degli Istituti superiori di educazione fisica, i diplomi conseguiti presso le predette istituzioni costituiscono titolo valido per l'ammissione alla scuola di specializzazione di cui all'articolo 4, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341 (146), per gli indirizzi comprendenti le classi di abilitazione all'insegnamento cui gli stessi danno accesso in base alla normativa vigente. Nell'organizzazione delle corrispondenti attivit� didattiche, le universit� potranno stipulare apposite convenzioni con le predette istituzioni e, per quanto riguarda in particolare l'educazione musicale, con le scuole di didattica della musica.
118 (147).
119. Sono abrogate le disposizioni incompatibili con i commi da 95 a 118 del presente articolo ed in
particolare i commi 3, 4, 5 e 7 dell'articolo 3, il comma 3 dell'articolo 4, i commi 1, 2 e 3 dell'articolo 9,
l'articolo 10, ad eccezione del comma 9, e l'articolo 14 della legge 19 novembre 1990, n. 341 (148),
nonch� gli articoli 65 e 67 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (149). I
regolamenti di cui all'articolo 20, comma 8, lettere a) e c), della legge 15 marzo 1997, n. 59 (149),
entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
120. In deroga alle procedure di programmazione di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 245 (146), e
successive modificazioni e integrazioni, � consentita l'istituzione di una universit� non statale nel
territorio rispettivamente della provincia autonoma di Bolzano e della regione autonoma della Valle
d'Aosta, promosse o gestite da enti e da privati. L'autorizzazione, per le predette istituzioni, al rilascio
di titoli di studio universitari aventi valore legale, � concessa con decreto del Ministro dell'universit� e
della ricerca scientifica e tecnologica, previa intesa rispettivamente con la provincia autonoma di
Bolzano e con la regione autonoma della Valle d'Aosta. Tali decreti sono emanati sentito altres�
l'Osservatorio per la valutazione del sistema universitario in ordine alle dotazioni didattiche,
scientifiche, strumentali, finanziarie, edilizie, nonch� concernenti l'organico del personale docente,
ricercatore e non docente. Possono essere attivati, con modifica statutaria, nuovi corsi di studi al cui
termine sia previsto dagli ordinamenti vigenti il rilascio di titoli aventi valore legale, quando i corsi
vengano istituiti nel territorio della provincia di Bolzano e della regione autonoma della Valle d'Aosta. I
contributi dello Stato in relazione alle strutture didattiche e scientifiche sono determinati annualmente
con decreto del Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica, previa intesa
rispettivamente con la provincia autonoma di Bolzano e con la regione autonoma della Valle d'Aosta,
nell'ambito dell'apposito stanziamento di bilancio previsto per le universit� non statali, nello stato di
previsione della spesa del Ministero dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica. Le funzioni
amministrative, relative agli atenei di cui al presente comma, in particolare quelle concernenti gli statuti
e i regolamenti didattici, sono esercitate dal Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e
tecnologica, previa intesa rispettivamente con la provincia autonoma di Bolzano e con la regione
autonoma della Valle d'Aosta.
121. Ai sensi dell'articolo 17 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo Statuto speciale
per il Trentino-Alto Adige, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n.
670 (150), � attribuita alla provincia autonoma di Bolzano la potest� di emanare norme legislative in
materia di finanziamento all'ateneo di cui al comma 120 e di edilizia universitaria, ivi comprese la
scelta delle aree e l'acquisizione, anche mediante esproprio, degli immobili necessari. A seguito
dell'emanazione delle predette norme la provincia eserciter� le relative funzioni amministrative. Con
riferimento all'attribuzione alla regione autonoma della Valle d'Aosta della potest� legislativa nella
materia di cui al presente comma si proceder�, successivamente al decreto di autorizzazione di cui al
comma 120, secondo periodo, ai sensi dell'articolo 48-bis dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta,
approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (151), e successive modificazioni.
122. L'universit� degli studi di Trento e gli atenei di cui al comma 120 promuovono e sviluppano la
collaborazione scientifica con le universit� e con i centri di ricerca degli altri Stati ed in particolare
degli Stati membri dell'Unione europea per le esigenze sia della ricerca scientifica che
dell'insegnamento. I relativi accordi di collaborazione possono prevedere l'esecuzione di corsi integrati
di studio sia presso entrambe le universit�, sia presso una di esse, nonch� programmi di ricerca
congiunti. Le medesime universit� riconoscono la validit� dei corsi seguiti ovvero delle parti dei piani di
studio svolti dagli studenti presso le universit� e istituzioni universitarie estere, nonch� i titoli
accademici conseguiti al termine dei corsi integrati.
123. Gli accordi di collaborazione cui al comma 122, qualora abbiano ad oggetto l'istituzione di corsi
di laurea, di diploma e di dottorato di ricerca, sono comunicati al Ministro dell'universit� e della ricerca
scientifica e tecnologica entro trenta giorni dalla loro stipulazione. Ove il Ministro non si opponga entro
trenta giorni dal ricevimento degli accordi predetti per motivi di contrasto con la legge, con obblighi
internazionali dello Stato italiano o con i criteri contenuti nei decreti di cui al comma 95, gli accordi
medesimi divengono esecutivi.
124. Si applicano all'ateneo di cui al comma 120 istituito sul territorio della provincia autonoma di Bolzano le disposizioni di cui agli articoli 170 e 332 del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592 (152), e successive modificazioni ed integrazioni, con esclusivo riferimento ai gradi e ai titoli accademici rilasciati nei Paesi aderenti all'Unione europea la cui equipollenza � direttamente riconosciuta, senza esami integrativi, nel testo degli scambi di note in vigore tra la Repubblica italiana e ciascuno Stato membro dell'Unione europea, anche qualora nel predetto ateneo non siano attivate le corrispondenti facolt�. Nel caso in cui i medesimi scambi di note prevedano, per l'equipollenza di alcuni titoli e gradi, esami integrativi, l'applicazione delle disposizioni di cui al citato testo unico approvato con regio decreto n. 1592 del 1933 (152) � subordinata all'attivazione, presso l'ateneo di cui al presente comma, dei corsi universitari che fanno riferimento ai medesimi titoli e gradi.
125. I competenti organi dell'universit� degli studi di Trento possono disporre la nomina a professore di prima fascia, di associato ovvero di ricercatore, per chiamata diretta, di studiosi che rivestano presso universit� straniere qualifiche analoghe a quelle anzidette e previste dall'ordinamento universitario italiano, nella misura massima, per l'universit� di Trento, del trenta per cento delle rispettive dotazioni organiche previste per ciascun tipo di qualifica. La facolt� di nomina di cui al presente comma si applica anche, nella misura massima rispettivamente del cinquanta e del settanta per cento, all'universit� istituita nel territorio della regione autonoma della Valle d'Aosta e all'ateneo istituito nella provincia autonoma di Bolzano; tali misure possono essere ulteriormente derogate previa intesa con il Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica.
126. L'universit� degli studi di Trento e gli atenei di cui al comma 120 possono istituire la facolt� di scienza della formazione primaria. L'attivazione del corso di laurea � subordinata all'avvenuta soppressione dei corsi di studio ordinari triennali e quadriennali rispettivamente della scuola magistrale e degli istituti magistrali.
127. In sede di prima applicazione delle disposizioni di cui a comma 95, lettera c), al fine di favorire la realizzazione degli accordi di collaborazione internazionale dell'universit� di Trento, volti al conferimento del titolo di dottore di ricerca, nell'ambito di programmi dell'Unione europea, il medesimo titolo � rilasciato dalla universit� di cui al presente comma, limitatamente ai dottorati di cui � sede amministrativa. In tali casi la commissione di valutazione delle tesi di dottorato, di cui all'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (153), � sostituita da una commissione nominata dal rettore, composta da cinque esperti del settore, di cui almeno due professori ordinari e un professore associato. Almeno due componenti della commissione non devono appartenere alla predetta universit�.
128. La provincia autonoma di Trento pu� disporre con leggi provinciali, ai sensi dell'articolo 17 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (154), la concessione di contributi a favore dell'universit� degli studi di Trento per lo sviluppo della ricerca scientifica e per l'attuazione di specifici programmi e progetti formativi.
129. Al secondo comma dell'articolo 44 della legge 14 agosto 1982, n. 590 (155), la parola: "contestualmente" � sostituita dalle seguenti: "in correlazione".
130 (156).
131. Nell'esercizio della delega prevista dal capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 (157), e nel rispetto dei criteri da essa stabiliti il Governo pu� prevedere il trasferimento della gestione di musei statali alle regioni, alle province o ai comuni.
132. I comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle societ� di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. La procedura sanzionatoria amministrativa e l'organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ci� preposti. I gestori possono comunque esercitare tutte le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali.
133. Le funzioni di cui al comma 132 sono conferite anche al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone nelle forme previste dagli articoli 22 e 25 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (158), e successive modificazioni. A tale personale sono inoltre conferite, con le stesse modalit� di cui al primo periodo del comma 132, le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico ai sensi dell'articolo 6, comma 4, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (159).
133-bis. Con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono disciplinate le procedure per la autorizzazione alla installazione ed esercizio di impianti per la rilevazione degli accessi di veicoli ai centri storici e alle zone a traffico limitato delle citt� ai fini dell'accertamento delle violazioni delle disposizioni in tema di limitazione del traffico veicolare e della irrogazione delle relative sanzioni. Con lo stesso regolamento sono individuate le finalit� perseguibili nella rilevazione e nella utilizzazione dei dati, nonch� le categorie di soggetti che possono accedere ai dati personali rilevati a mezzo degli impianti (159/a).
134. Al comma 5 dell'articolo 5 della legge 7 marzo 1986, n. 65 (158), la parola: "portano" � sostituita dalle seguenti: "possono, previa deliberazione in tal senso del consiglio comunale, portare".
135. Per la stipula delle convenzioni di cui all'articolo 5 della legge 15 dicembre 1972, n. 772 (160), con i comuni per il Ministero della difesa provvede il rappresentante del Governo competente per territorio.
136. In attesa della nuova disciplina in materia di ordinamento degli enti locali e degli istituti di partecipazione popolare, � consentito il contemporaneo svolgimento delle consultazioni referendarie comunali con i referendum abrogativi nazionali che dovranno svolgersi nella primavera del 1997. Al fine di dare attuazione a tale disposizione, si applicano le norme relative alle consultazioni referendarie nazionali e quelle attuative che verranno stabilite, anche in deroga al disposto dell'articolo 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400 (161), con decreto del Ministro dell'interno. Con lo stesso decreto sono determinati i criteri di ripartizione delle spese tra gli enti interessati, in ragione del numero dei referendum di competenza di ciascun ente (162).
(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 17 maggio 1997, n. 113, S.O.
(1/circ) Vedi Circ. 1� agosto 1997, n. 1/50/FG40(97)1823, emanata da: Ministero di Grazia e
giustizia; Circ. 23 maggio 1997, n. 1/50-FG-40(97) 1823, emanata da: Ministero di Grazia e giustizia;
Circ. 15 luglio 1997, n. 1/1997, emanata da: Ministero dell'Interno; Circ. 15 luglio 1997, n. 11, emanata
da: Ministero dell'Interno; Circ. 15 luglio 1997, n. 18, emanata da: Ministero dell'Interno; Circ. 15 luglio
1997, n. 52, emanata da: Ministero dell'Interno; Circ. 18 luglio 1997, n. 19/97, emanata da: Ministero
dell'Interno; Circ. 14 agosto 1997, n. 2/1997, emanata da: Ministero dell'Interno; Circ. 1 ottobre 1997,
n. FL 25/97, emanata da: Ministero dell'Interno; Circ. 2 ottobre 1997, n. 60749, emanata da: Ministero
per le Politiche agricole; Circ. 14 novembre 1997, n. F.L. 28/97, emanata da: Ministero dell'Interno;
Circ. 3 novembre 1997, n. 1/50-FG-11/87/1075, emanata da: Ministero di Grazia e giustizia; Circ. 3
febbraio 1998, n. 2, emanata da: Ministero dell'Interno; Circ. 10 marzo 1998, n. 3/98, emanata da:
(2) Riportata al n. XXX.
(3) Riportata al n. XLI.
(4) Sostituisce l'art. 70, R.D. 9 luglio 1939, n. 1238, riportato alla voce STATO CIVILE.
(5) Sostituisce l'art. 195, R.D. 9 luglio 1939, n. 1238, riportato alla voce STATO CIVILE.
(5/a) Comma cos� modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(6) Riportata alla voce DOCUMENTAZIONI AMMINISTRATIVE E LEGALIZZAZIONE DI
(7) Aggiunge il comma 1-bis all'art. 15-quinquies, D.L. 28 dicembre 1989, n. 415, riportato alla voce
(7/a) Comma cos� sostituito dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Vedi, anche. Il
comma 5 dello stesso articolo 2.
(8) Riportata alla voce SICUREZZA PUBBLICA.
(8/a) Comma aggiunto dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(8/b) Comma aggiunto dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Esso, a sua volta,
aggiunge un comma all'art. 3, R.D. 18 giugno 1931, n. 773, riportato alla voce SICUREZZA
(8/c) Riportata al n. XXX.
(9) Riportato alla voce STATO CIVILE.
(10) Riportato alla voce FINANZA LOCALE.
(11) Riportato alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT�
(12) Comma modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Sostituisce il comma
1 dell'art. 3, L. 4 gennaio 1968, n. 15, riportata alla voce DOCUMENTAZIONI
AMMINISTRATIVE E LEGALIZZAZIONE DI FIRME.
(13) Sostituisce il comma 1 dell'art. 3, D.P.R. 25 gennaio 1994, n. 130, riportato alla voce
DOCUMENTAZIONI AMMINISTRATIVE E LEGALIZZAZIONE DI FIRME.
(14/a) Comma cos� modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(15) Aggiunge un periodo alla lett. e) del comma 1 dell'art. 12, L. 20 dicembre 1961, n. 1345,
riportata alla voce CORTE DEI CONTI.
(16) Aggiunge un comma all'art. 4, L. 4 gennaio 1968, n. 15, riportata alla voce
(17) Riportata alla voce DOCUMENTAZIONI AMMINISTRATIVE E LEGALIZZAZIONE DI
(17/a) Comma cos� sostituito dall'art. 2, comma 10, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Vedi,
inoltre, il comma 11 dello stesso articolo.
(18) Sostituisce il comma 6 dell'art. 36, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(19) Sostituisce il comma 7 dell'art. 36, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(20) Sostituisce il comma 2-bis all'art. 31, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(21) Sostituisce il n. 2 lett. b) al comma 1 dell'art. 39, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce
(22) Aggiunge il n. 2-bis alla lett. b) del comma 1 dell'art. 39, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla
voce COMUNI E PROVINCE.
(23) Aggiunge il comma 2-bis all'art. 35, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(24) Modifica la lett. b) del comma 2 dell'art. 32, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce
(25) Riportata alla voce COMUNI E PROVINCE.
(26) Riportata alla voce REGIONI.
(27) Sostituisce il comma 1 dell'art. 51, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(28) Comma modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Sostituisce il secondo
periodo del comma 3 dell'art. 51, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(29) Comma sostituito dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Aggiunge i commi 3-
bis, 3-ter e 3-quater all'art. 51, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E PROVINCE.
(30) Aggiunge il comma 5-bis all'art. 51, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(30/a) Periodo aggiunto dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(31) Sostituisce il comma 6 dell'art. 51, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(32) Comma modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Aggiunge un periodo
al comma 7 dell'art. 51, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E PROVINCE.
(33) Aggiunge i commi 3-bis e 3-ter all'art. 41, D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, riportato alla voce
IMPIEGATI CIVILI DELLO STATO.
(34) Aggiunge l'art. 51-bis alla L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E PROVINCE.
(35) Sostituisce il comma 5 dell'art. 55, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(36) Riportato alla voce FINANZA LOCALE.
(37) Comma modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Sostituisce il comma
1 e aggiunge il comma 1-bis all'art. 18, L. 11 febbraio 1994, n. 109, riportata alla voce OPERE
(38) Sostituisce il comma 11 dell'art. 3, L. 24 dicembre 1993, n. 537.
(39) Sostituisce l'art. 16-bis del D.L. 18 gennaio 1993, n. 8, riportato alla voce
AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT� GENERALE DELLO STATO.
(40) Riportata alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT�
(41) Riportato alla voce IMPIEGATI E SALARIATI DEGLI ENTI LOCALI.
(41/a) Vedi, anche, l'art. 32, comma 13, L. 27 dicembre 1997, n. 449, riportata alla voce
(41/b) Comma cos� modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(42) Modifica i commi 14, 15 e 18 dell'art. 1, L. 28 dicembre 1995, n. 549.
(43) Riportato alla voce FINANZA LOCALE.
(44) Riportata alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT�
(44/a) In deroga al presente comma vedi l'art. 14, comma 14-bis, D.L. 30 gennaio 1998, n. 6,
riportato alla voce TERREMOTI.
(45) Riportata al n. LXXXVII.
(46) Modifica il comma 1 dell'art. 1 L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(47) Modifica la lett. a) del comma 4 dell'art. 4, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(48) Modifica il comma 3 dell'art. 5, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(49) Modifica il comma 1 dell'art. 11, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(50) Modifica il comma 4 dell'art. 11, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(51) Modifica il comma 7 dell'art. 11, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(52) Modifica il comma 1, lett. c), dell'art. 12, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(53) Modifica il comma 1, lett. g), dell'art. 12, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(54) Sostituisce il comma 1, lett. t), dell'art. 12, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(55) Modifica il comma 1, dell'art. 22, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(56) Modifica il comma 2 dell'art. 22, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(57) Modifica il comma 3 dell'art. 22, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(58) Modifica il comma 4 dell'art. 22, L. 15 marzo 1997, n. 59, riportata al n. LXXXVII.
(59) Modifica il comma 4 dell'art. 50, D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, riportato alla voce IMPIEGATI
CIVILI DELLO STATO.
(60) Sostituisce l'ultimo periodo del comma 1 dell'art. 51, D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, riportato alla
voce IMPIEGATI CIVILI DELLO STATO.
(61) Sostituisce il comma 2 dell'art. 52, D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, riportato alla voce
(62) Riportato alla voce IMPIEGATI CIVILI DELLO STATO.
(63) In attuazione della delega contenuta nel presente comma, vedi il D.Lgs. 15 settembre 1997, n.
342, riportato alla voce FINANZA LOCALE.
(63/a) Comma aggiunto dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Esso a sua volta
sostituisce il secondo periodo della lett. b), comma 1, art. 105, D.Lgs. 25 febbraio 1995, n. 77, riportato
alla voce FINANZA LOCALE.
(64) Comma modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Sostituisce l'art. 108,
D.Lgs. 25 febbraio 1995, n. 77.
(65) Riportato alla voce FINANZA LOCALE.
(66) Riportato alla voce RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE DIRETTE.
(66/a) Periodo abrogato dall'art. 20, D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 342, riportato alla voce FINANZA
(66/b) Comma aggiunto dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(67) Aggiunge il comma 2-bis all'art. 58, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(68) Abroga i commi 3 e 4 dell'art. 67 e modifica il comma 1 dell'art. 75, D.Lgs. 25 febbraio 1995, n.
(69) Riportato alla voce ECONOMIA NAZIONALE (SVILUPPO DELLA).
(70) Comma modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Aggiunge il comma 5-
ter all'art. 6, L. 11 febbraio 1994, n. 109, riportata alla voce OPERE PUBBLICHE.
(71) Aggiunge il comma 2-bis all'art. 1, L. 24 dicembre 1993, n. 560.
(72) Riportata alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT�
(73) Riportato alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT�
(73/a) Riportata alla voce ANTICHIT� BELLE ARTI, MOSTRE D'ARTE E MUSEI.
(73/b) Riportata alla voce ANTICHIT� BELLE ARTI, MOSTRE D'ARTE E MUSEI.
(74) Periodo aggiunto dall'art. 6, L. 8 ottobre 1997, n. 352, riportata alla voce ANTICHIT�, BELLE
ARTI, MOSTRE D'ARTE E MUSEI.
(74/a) Comma abrogato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(74/b) Periodo soppresso dall'art. 6, L. 8 ottobre 1997, n. 352, riportata alla voce ANTICHIT�
BELLE ARTI, MOSTRE D'ARTE E MUSEI.
(74/c) Comma aggiunto dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(75) Riportata alla voce ASSISTENZA E BENEFICENZA PUBBLICA.
(75/a) Comma cos� modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(76) Sostituisce il terza comma e abroga il quinto comma dell'art. 28-bis, D.P.R. 29 settembre 1973,
n. 602.
(77) Sostituisce il terzo comma e abroga il quinto comma dell'art. 39, D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346.
(78) Modifica la denominazione della Sezione III, sostituisce l'art. 25 e aggiunge l'art. 25-bis nella
tabella (Sezione III) annesse alla L. 2 maggio 1983, n. 185.
(79) Riportata al n. XXX.
(79/a) Comma cos� modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(80) Sostituisce il comma 2-bis all'art. 14, L. 7 agosto 1990, n. 241, riportata al n. XLI.
(81) Comma modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Aggiunge il comma 3-
bis all'art. 14, L. 7 agosto 1990, n. 241, riportata al n. XLI.
(82) Sostituisce il comma 4 all'art. 14, L. 7 agosto 1990, n. 241, riportata al n. XLI.
(83) Aggiunge il comma 4-bis all'art. 14, L. 7 agosto 1990, n. 241, riportata al n. XLI.
(84) Aggiunge il comma 14-bis alla L. 7 agosto 1990, n. 241, riportata al n. XLI.
(85) Aggiunge l'art. 14-ter alla L. 7 agosto 1990, n. 241, riportata al n. XLI.
(86) Aggiunge l'art. 14-quater alla L. 7 agosto 1990, n. 241, riportata al n. XLI.
(87) Aggiunge il comma 5-bis all'art. 27, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(88) Modifica il comma 4 dell'art. 27, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce COMUNI E
(89) Riportata alla voce COMUNI E PROVINCE.
(90) Riportato alla voce CASSA PER IL MEZZOGIORNO.
(91) Riportata al n. XLI.
(92) Sostituisce il comma 5 dell'art. 12, L. 12 giugno 1990, n. 146, riportata alla voce LAVORO.
(93) Aggiunge due periodi al comma 2 dell'art, 12, L. 12 giugno 1990, n. 146, riportata alla voce
(94) Modifica il comma 3 dell'art. 56, D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, riportato alla voce IMPIEGATI
(95) Modifica il comma 3 dell'art. 58, D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, riportato alla voce IMPIEGATI
(96) Aggiunge un comma all'art. 56, D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, riportato alla voce IMPIEGATI
(97) Riportato alla voce IMPIEGATI CIVILI DELLO STATO.
(98) Riportata la n. XXX.
(99) Riportato alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT�
(100) Riportato alla voce PROVVEDITORATO GENERALE DELLO STATO.
(101) Riportata alla voce PARLAMENTO.
(101/a) Riportato alla voce IMPIEGATI CIVILI DELLO STATO.
(102) Sostituisce il primo periodo al comma 4 dell'art. 3, D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 479, riportato alla
voce PREVIDENZA SOCIALE.
(103) Sostituisce i commi da 1 a 4 dell'art. 16, L. 7 agosto 1990, n. 241, riportata al n. XLI.
(103/a) Riportata la n. XXX.
(104) Riportato alla voce CONSIGLIO DI STATO.
(105) Aggiunge il comma 3-bis all'art. 10, D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, riportato alla voce
(106) Riportato alla voce REGIONI.
(107) Riportata alla voce COMUNI E PROVINCE.
(107/a) Comma cos� modificato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(108) Riportata alla voce MINISTERO DELL'AMBIENTE.
(109) Modifica i commi 5 e 10 dell'art. 1, L. 28 dicembre 1995, n. 549, riportata alla voce
(110) Sostituisce l'ultimo periodo del comma 69 dell'art. 3, L. 28 dicembre 1995, n. 549, riportata alla
voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT� GENERALE DELLO
(111) Riportata alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT�
(112) Riportata alla voce COMUNI E PROVINCE.
(113) Riportato alla voce MINISTERO DELLE PARTECIPAZIONI STATALI.
(113/a) Riportata alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT�
(114) Sostituisce la lett. e) del comma 3 dell'art. 22, L. 8 giugno 1990, n. 142, riportata alla voce
(114/a) Comma aggiunto dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI. Esso a sua volta
aggiunge un periodo all'art. 4, comma 3, D.L. 31 gennaio 1995, n. 26, riportato alla voce
INDUSTRIALIZZAZIONE DEL MEZZOGIORNO.
(115) Riportato alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT�
(116) Riportata alla voce FARMACIE E FARMACISTI.
(117) Aggiunge il comma 4-bis all'art. 53, D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, riportato alla voce
AFFISSIONI PUBBLICHE.
(118) Riportato alla voce FINANZA LOCALE.
(119) Riportata al n. XXX.
(120) Riportata alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT�
(121) Riportata alla voce BORSE DI COMMERCIO.
(122) Riportata alla voce COMUNI E PROVINCE.
(123) Riportato alla voce IMPIEGATI CIVILI DELLO STATO.
(124) Riportata al n. LXXXVII.
(125) Riportata al n. XXX.
(125/a) Vedi, anche, il regolamento approvato con D.P.R. 4 dicembre 1997, n. 465, riportato alla
(125/b) Comma aggiunto dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(126) Riportata alla voce COMUNI E PROVINCE.
(126/a) L'albo provvisorio dei segretari comunali e provinciali � stato istituito con D.M. 14 giugno
1997 (Gazz. Uff. 6 settembre 1997, n. 208, S.O.), rettificato con D.M. 20 febbraio 1998 (Gazz. Uff.
18 aprile 1998, n. 90).
(127) Riportato alla voce COMUNI E PROVINCE.
(128) Riportato alla voce IMPIEGATI CIVILI DELLO STATO.
(129) Riportata alla voce TRENTINO-ALTO ADIGE.
(130) Riportata al n. XXX.
(131) Modifica i commi 1 e 3 dell'art. 9, L. 24 marzo 1989, n. 122, riportata alla voce
(132) Riportata al n. XLI.
(133) Riportata alla voce COMMERCIO DI VENDITA AL PUBBLICO.
(134) Riportato alla voce PESI E MISURE.
(135) Riportata al n. LXXXVII.
(136) Riportata alla voce SICUREZZA PUBBLICA.
(137) Riportato alla voce SICUREZZA PUBBLICA.
(138) Riportata alla voce ISTRUZIONE PUBBLICA: ISTRUZIONE SUPERIORE.
(139) Riportato alla voce ISTRUZIONE PUBBLICA: ISTRUZIONE SUPERIORE.
(140) Riportata alla voce PSICOLOGO.
(141) Riportata al n. LXXXVII.
(141/a) Per l'attuazione delle disposizioni contenute nel presente comma, vedi il D.M. 21 luglio 1997,
n. 278, riportato alla voce ISTRUZIONE PUBBLICA: ISTRUZIONE SUPERIORE e il D.M. 3
febbraio 1998, n. 21, riportato alla stessa voce.
(142) Riportata alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILIT�
(143) Riportato alla voce IMPIEGATI CIVILI DELLO STATO.
(144) Riportato alla voce SANIT� PUBBLICA.
(145) Riportato alla voce ISTRUZIONE PUBBLICA: ISTRUZIONE SUPERIORE.
(145/a) I criteri di cui al presente comma sono stati approvati con D.M. 25 luglio 1997, riportato alla
voce ISTRUZIONE PUBBLICA: ISTRUZIONE SUPERIORE.
(145/b) In attuazione della delega contenuta nel presente comma, vedi il D.Lgs. 17 novembre 1997,
n. 398, riportato alla voce ORDINAMENTO GIUDIZIARIO.
(145/c) In attuazione della delega contenuta nel presente comma vedi il D.Lgs. 8 maggio 1998, n.
178, riportato alla voce ISTRUZIONE PUBBLICA: ISTRUZIONE SECONDARIA.
(146) Riportata alla voce ISTRUZIONE PUBBLICA: ISTRUZIONE SUPERIORE.
(147) Sostituisce il comma 2 dell'art. 1, L. 12 febbraio 1992, n. 188, riportata alla voce ISTRUZIONE
PUBBLICA: ISTRUZIONE SUPERIORE.
(148) Riportato alla voce ISTRUZIONE PUBBLICA: ISTRUZIONE SUPERIORE.
(149) Riportata al n. LXXXVII.
(150) Riportato alla voce TRENTINO-ALTO ADIGE.
(151) Riportata alla voce VALLE D'AOSTA.
(152) Riportato alla voce ISTRUZIONE PUBBLICA: ISTRUZIONE SUPERIORE.
(153) Riportato alla voce ISTRUZIONE PUBBLICA: ISTRUZIONE SUPERIORE.
(154) Riportato alla voce TRENTINO-ALTO ADIGE.
(155) Riportata alla voce ISTRUZIONE PUBBLICA: ISTRUZIONE SUPERIORE.
(156) Sostituisce l'ultimo periodo del comma 14 dell'art. 8, L. 2 gennaio 1997, n. 2, riportata alla voce
(157) Riportata al n. LXXXVII.
(158) Riportata alla voce COMUNI E PROVINCE.
(159) Riportato alla voce CIRCOLAZIONE STRADALE.
(159/a) Comma aggiunto dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(160) Riportata alla voce FORZE ARMATE.
(161) Riportata al n. XXX.
(162) Per l'attuazione delle norme contenute nel presente comma, vedi il D.M. 19 maggio 1997,
riportato alla voce ELEZIONI.

References: articolo 10
 sentenza 
in fine
 articolo 51
 articolo 2
 art. 105