Source: http://www.lexform.it/author/admin/page/3/
Timestamp: 2019-04-18 20:51:33+00:00

Document:
Cassazione con rinvio: la domanda di restituzione di quanto pagato in forza della sentenza di appello non è domanda nuova
di Mirco Minardi 13 novembre 2018
La Corte di Cassazione (21969/2018) ha ribadito il principio di legittimità (cfr. Cass. 2.4.2013 n. 7978; Cass. 13.7.2004 n. 12905; Cass. 24.5.2004 n. 9917), secondo il quale, in caso di cassazione con rinvio, la domanda di restituzione delle somme pagate in esecuzione della sentenza di appello cassata non costituisce domanda nuova, in quanto la ripetizione… Continua la lettura »
Ancora sul giudizio di rinvio dopo la cassazione della sentenza
Va premesso che la soluzione delle questioni poste si ricollega alla natura del giudizio di rinvio, regolato dall’art. 394 c.p.c. (da leggersi unitamente all’art. 360 e soprattutto artt. 382 e 383 c.p.c.), “aperto” quanto all’attività del giudice di merito e “chiuso” quanto all’attività delle parti. I limiti dei poteri attribuiti al giudice di rinvio sono… Continua la lettura »
Il procedimento di rinvio è disciplinato dall’articolo 394 del codice di procedura civile. Innanzitutto, il primo comma stabilisce che in sede di rinvio si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti al giudice al quale la corte ha rinviato la causa. Questo significa che occorrerà fare riferimento alle regole processuali stabilite per i procedimenti… Continua la lettura »
di Mirco Minardi 5 novembre 2018
Nella recente ordinanza 28060/2018 la Corte ricorda che «i motivi del ricorso per cassaione devono investire, a pena d’inammissibilità, questioni che siano già comprese nel tema del decidere del giudzio d’appello, non essendo prospettabili per la prima volta in sede di legittimità questioni nuove o nuovi temi di contestnione non trattati nella fase di merito,… Continua la lettura »
L’identificazione delle parti nel ricorso per cassazione
L’articolo 366 c.p.c., al primo comma, stabilisce che il ricorso deve contenere l’indicazione delle parti. In mancanza il ricorso è inammissibile. Tuttavia, non ogni omissione determina l’inammissibilità, bensì solo quelle che provocano un’incertezza assoluta sulla identificazione della parte ricorrente o di quella contro cui l’impugnazione e diretta. Per tale ragione, il ricorso è certamente ammissibile… Continua la lettura »
Il ricorso per cassazione e l’interpretazione del contratto
Ancora una volta la Corte (20694/2018) ribadisce un principio che dovrebbe essere chiaro: non si può impugnare il modo in cui il giudice di merito ha interpretato il contratto se, quella fornita, è una delle interpretazioni possibili, magari anche quella meno condivisibile. Difatti, in questo caso non vi può essere violazione di legge e più… Continua la lettura »
di Mirco Minardi 2 novembre 2018
La S.C. (Cass. 26748/2018) ha ribadito che il termine lungo di sei mesi si applica soltanto ai giudizi introdotti (in primo grado) dopo il 4 luglio 2009. Per gli altri si applica il termine di un anno (al netto della sospensione feriale dei termini). – che dall’esame dei fascicoli dei giudizi di merito è emerso… Continua la lettura »
Ricorso per cassazione inammissibile se non viene data prova del perfezionamento della notifica
Nella recente ordinanza 18361/2018 la S.C. ha ribadito il principio secondo cui la produzione dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell’art. 149 c.p.c., o della raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuto compimento… Continua la lettura »
Ricorso per cassazione e jus superveniens
La Corte di Cassazione è certamente tenuta a valutare lo jus superveniens, ma solo a certe condizioni. Anzitutto, qualora la modifica normativa sia avvenuta prima della notifica del ricorso, occorre che il ricorrente ne abbia dato conto nel ricorso stesso, diversamente la Corte non potrà tenerne in considerazione. Qualora invece la modifica sopraggiunga alla notifica… Continua la lettura »
di Mirco Minardi 31 ottobre 2018
Molti colleghi continuano ad andare in Cassazione invocando la violazione dell’art. 116 c.p.c. in caso di cattivo uso del potere discrezionale del giudice di merito nella valutazione delle prove. Non è però questo il modo di invocare il 116 c.p.c., ne ho parlato diverse volte. Occorre infatti dimostrare che detto “cattivo uso” sia inaccettabile, insostenibile… Continua la lettura »

References: sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza