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Timestamp: 2018-07-23 06:14:58+00:00

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Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: Consulta boccia in parte legge su legittimo impedimento
Consulta boccia in parte legge su legittimo impedimento
ROMA (Reuters) - La Corte costituzionale ha bocciato oggi in parte la legge sul legittimo impedimento, che congela i processi al premier Silvio Berlusconi fino al prossimo ottobre.
Lo hanno detto fonti giudiziarie.
Secondo le fonti, le parti della legge censurate dai 15 giudici della Consulta riguardano la possibilità per il premier e i ministri di avvelersi del legittimo impedimento per periodi continuativi fino a 6 mesi per bloccare i loro processi.
Inoltre, la Consulta avrebbe bocciato la parte che obbliga il giudice a rinviare l'udienza, ripristinando in parte il suo potere di valutare caso per caso se accogliere il legittimo impedimento.
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Il Pdl insorge: rovesciato ordine democratico
Il Pd: "Smontata la legge salva-premier"
ROMA - Per il Partito democratico è stata di fatto resa "inoffensiva" la legge. E anche dal Pdl, mentre il Popolo viola festeggia, trapela prima l'amarezza per uno scudo giudiziario di cui "resta poco o nulla". Poi arriva la rabbia, con il coordinatore del partito Bondi che parla di "stravolgimento dell'ordine democratico". E' questo il senso delle prime reazioni alla bocciatura parziale da parte della Consulta 1 della norma sul legittimo impedimento.Il PdL. Le parole più pesanti sono quelle di Sandro Bondi: "Siamo di fronte al rovesciamento dei cardini della nostra Costituzione e dei principi fondamentali di ogni ordine democratico", dice il ministro e coordinatore del PdL. "Oggi la Consulta ha stabilito la superiorità dell'ordine giudiziario rispetto a quello democratico, rimettendo nelle mani di un magistrato la decisione ultima in merito all'esercizio della responsabilità politica e istituzionale". Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia del Senato commenta così: "Mi pare che la Corte Costituzionale, pur avendo optato per una decisione di compromesso non rigettando ne' accogliendo integralmente il ricorso, abbia comunque fatto a pezzi il legittimo impedimento". E aggiunge: "Non ho la sfera di cristallo per individuare le conseguenze politiche che si possono trarre da questa decisoone. Di sicuro le avrà, anche se la Consulta ha deciso assolutamente in punto di diritto. In ogni caso, resta in piedi la possibilità del referendum, ma del legittimo impedimento resta poco o nulla". Gaetano Pecorella, ex legale di Silvio Berlusconi, dichiara: "Ormai le leggi le scrive la Corte Costituzionale".
La Lega. Giacomo Stucchi della Lega Nord commenta la sentenza: "La Consulta ha posto alcuni paletti all'applicazione della legge ma la decisione non deve essere strumentalizzata a fini politici. Guardando ai prossimi appuntamenti che impegneranno Governo e maggioranza nell'immediato futuro, conviene compiere un passo alla volta". E prosegue: "Il primo passo, sia per l'immediatezza delle scadenze sia per l'importanza della materia è certamente quello dell'approvazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale. Sullo sfondo rimane l'unica alternativa possibile ad un eventuale stallo: le elezioni anticipate".
Il Pd. "La Consulta smonta l'impianto della legge e ne mostra l'inutilità". Questo il commnento del capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti. "Le anticipazioni sulle motivazioni della Corte smontano sostanzialmente l'impianto della legge e confermano che non c'era alcun bisogno di un intervento legislativo sul legittimo impedimento. Il parlamento è stato quindi impegnato inutilmente per troppi mesi", dice Ferranti, che argomenta nel merito la decisione della Consulta: "Da quanto si apprende, tutto viene riportato nell'alveo dei principi costituzionali riattribuendo ai giudici la valutazione concreta del legittimo impedimento anche per chi ricopre incarichi di governo e bocciando il meccanismo di automatico di rinvio che era stato introdotto con questa legge e che mascherava forme di insostenibile immunità".
FLI. "Prendo atto della decisione della Corte costituzionale. Ora si dovrà vedere come i giudici, udienza per udienza, valuteranno le richieste di legittimo impedimento. Se vogliamo vederla così, dopo questa decisione esce vittorioso il ruolo dei giudici su quello dei politici". Giuseppe Consolo, deputato di Fli, interpellato telefonicamente, interviene così a proposito della sentenza della Corte costituzione sul legittimo impedimento. "Mi auguro - aggiunge l'avvocato romano - che non ora non si produca un continuo braccio di ferro tra i giudici e palazzo Chigi. In ogni caso, aspettiamo di leggere la sentenza per valutare meglio quello che ha deciso la Corte". Il Popolo Viola. Esultanza dei Viola davanti al palazzo della Consulta, dopo aver appreso la notizia della bocciatura parziale della legge sul legittimo impedimento. Una delegazione ha stappato una bottiglia di spumante e sventolato il Tricolore scandendo 'Viva la Costituzione italiana'. "La decisione della Consulta -ha sottolineato Gianfranco Mascia in rappresentanza del Popolo Viola- è una vittoria per gli italiani. Dobbiamo togliere il tappo dall'Italia: la legge -ha ribadito- è uguale per tutti".
http://www.repubblica.it/politica/2011/01/13/news/legittimo_impedimento_le_reazioni-11187816/
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Consulta in camera di consiglio su legittimo impedimento
giovedì 13 gennaio 2011 11:05
ROMA (Reuters) - I 15 giudici della Corte costituzionale sono riuniti da stamattina in camera di consiglio per decidere sulla costituzionalità del legittimo impedimento, la legge che congela i processi al premier Silvio Berlusconi fino al prossimo ottobre, e la sentenza è attesa nel tardo pomeriggio.
Lo ha detto l'ufficio stampa della Consulta.
"La decisione è complessa, sono previsti due giri di tavolo. I tempi saranno piuttosto lunghi, anche se la sentenza arriverà entro sera", ha detto un portavoce.
Ieri la Consulta ha ammesso il referendum abrogativo sulla legge, in una decisione che potrebbe essere superata oggi se il giudizio sarà di incostituzionalità. In questo caso riprenderebbero i tre processi in cui il premier è imputato a Milano -- Mills e diritti tv Mediaset in primo grado e Mediatrade in fase di udienza preliminare.
Se la Consulta riterrà infondati i ricorsi presentati contro la legge dallo stesso tribunale di Milano, il premier potrebbe continuare ad avvalersi dello speciale legittimo impedimento che di fatto sospende i suoi processi.
Berlusconi ha detto ieri di essere "totalmente indifferente" all'esito della decisione della Corte, " perché si tratta di processi ridicoli, basati - come ho giurato sui miei figli - su fatti inesistenti".
La legge impugnata dice che il giudice "rinvia il processo ad altra udienza" quando imputati sono il presidente del Consiglio e/o un ministro del suo governo, perché essi si intendono "legittimamente impediti" dalle loro funzioni a comparire in tribunale. Ogni singolo rinvio può estendersi fino a sei mesi.
Si tratta però di una "legge a tempo", perché il testo contiene anche il timer per la sua eliminazione: si applica per non oltre 18 mesi dalla sua entrata in vigore. L'effetto della legge dovrebbe avere termine nell'ottobre 2011 e fino ad allora i processi a Berlusconi sono di fatto sospesi.
Sul sito http://www.reuters.it/ le altre notizie Reuters in italiano.
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE70C06320110113
Legittimo impedimento: la sentenza attesa dopo le 16
Il destino giudiziario di Berlusconi legato alla decisione dei 15 giudici.
Clivio Baldori
Ci siamo. La decisione della Corte costituzionale sulle sorti giudiziarie del presidente del Consiglio sta per arrivare. È iniziata, poco dopo le 9,30, la riunione della camera di consiglio sullo scudo per Berlusconi.
La sentenza è attesa per oggi pomeriggio, probabilmente subito dopo la pausa pranzo, cioè dopo le 16.
Berlusconi si aspetta una bocciatura. Pronti a votare contro la norma sarebbero 8 giudici, 5 sarebbero i favorevoli, mentre 2 restano incerti. Ma è anche importante vedere quale forma prenderà il no al presidnete del Consiglio.
C'è chi parla, infatti, nell'immediata vigilia di una "terza via". La Corte non affosserebbe l'inero provvedimento, ma affiderebbe ai giudici dei tribunali di decidere "caso oper caso".
Lo scudo, insomma, formalmente cadrebbe, ma lascerebbe molte mani libere a Berlusconi.
Bisogna attendere la sentenza e leggere il dispositivo nel merito per capire.
Berlusconi: "Il governo va avanti lo stesso"
Un banco di prova fondamentale per la stabilità del governo. Ma Berlusconi, volato a Berlino per il vertice con Angela Merkel, ieri ha sminuito l'impatto della sentenza.
''Non c'è nessun pericolo per la stabilità di governo qualunque sia l'esito della decisione della Corte Costituzionale'', ha assicurato il presidente del Consiglio rispondendo alla domanda dei giornlisti in sala.
Le notizie precedenti: referendum
Del legittimo impedimento, comunque, la Corte costituzionale deve occuparsene anche oggi pomeriggio. La Consulta, infatti, in queste ore è in sala di consiglio per esprimersi sull'ammissibilità di 6 quesiti referendari, uno dei quali riguarda proprio lo scudo giudiziario.
Le sorti di Berlusconi
Intanto la scelta della Corte potrebbe influenzare anche le sorti politiche del paese.
Se il legittimo impedimentofosse bocciato, infatti, il premier Berlusconi rischierebbe la riapertura di 3 processi a suo carico e potrebbe quindi essere seriamente tentato di accelerare la crisi di governo puntando alle elezioni anticipate. Perché tra le condanne che rischia il Cavaliere nei 3 processi c'è anche l'interdizione dalle cariche pubbliche.
Verso la bocciatura
Secondo le indiscrezioni trapelate alla vigilia sembrerebbe che nella Consulta l'orientamento prevalente sia per la totale o parziale pronuncia di incostituzionalità.
Sarebbero 7, infatti, i giudici schierati contro la norma che, dall'aprile del 2010, ha congelato i tre processi di Berlusconi. Mentre sarebbero 5 le alte toghe pronte a promuoverla.
Ma cìè da tener conto che si conterebbero anche 3 giudici incerti, ancora oscillanti tra il primo e il secondo fronte, il cui parere - a questo punto - è decisivo.
Violato l'articolo 138 della Costituzione?
Il legittimo impedimento, infatti, secondo i giudici che hanno promosso il ricorso, viola l'art. 138 della Costituzione (come per il Lodo Alfano sarebbe necessaria una legge costituzionale) e l'articolo 3 della Carta "Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge).
La parte dell'accusa la interpreterà il giudice relatore della causa sul 'legittimo impedimento', Sabino Cassese, che nel suo intervento, atteso in apertura dell'udienza pubblica, sintetizzerà le ragioni dei tre diversi ricorsi presentetati da altrettanti magistrati. La parte della difesa della legge, invece, sarà interpetata dai legali di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, e dagli avvocati dello Stato, Michele Dipace e Maurizio Borgo, per conto della Presidenza del Consiglio.
Ma perché il legittimo impedimento è incostituzionale? Per i magistrati che hanno fatto ricorso alla Consulta la legge introduce una "presunzione assoluta" di impedimento che di fatto introduce un'immunità, per la quale sarebbe stata necessaria una norma costituzionale e non ordinaria (violazione dell'art. 138 della Costituzione). Inoltre, nel contemplare una serie amplia ed indeterminata di attività del premier e dei ministri sottrae al giudice "il potere-dovere di verificare l'effettiva sussistenza dell'impedimento".
Lo 'scudo' si traduce infine in una "causa automatica di rinvio del dibattimento sproporzionata rispetto alla tutela del diritto di difesa" (violazione dell'art.3).
Parziale bocciatura
La Corte costituzionale, presieduta da Ugo De Siervo, eletto solo poche settimane fa, potrebbe optare per una parziale illegittimità della norma. Secondo le indiscrezioni si va verso la bocciatura dell'automatisco del legittimo impedimento per premier e ministri. Questo significa che sarà lo stesso Tribunale a stabilire volta per volta le cause ostative al procedimento giudiziario a carico del presidente del Consiglio.
Ultimo aggiornamento: 13/01/11
http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Legittimo+impedimento%3A+la+sentenza+attesa+dopo+le+16&idSezione=9319
dello «scudo»
Via libera della Camera al legittimo impedimento
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Silvio Berlusconi: l’immunità garantita dal Parlamento potrebbe essere annullata dalla Corte Costituzionale
Pubblicato mercoledì 18 febbraio 2009 in Inghilterra
Dopo essere tornato al potere l’anno scorso, Silvio Berlusconi ha posto come priorità del proprio Governo l’approvazione di una legge che lo rendesse immune dai processi. Il verdetto di ieri ha mostrato quanto quella mossa sia stata importante.
Però il Presidente del Consiglio italiano non è ancora al sicuro. La legge, che è entrata in vigore lo scorso luglio, è sotto l’esame della Corte Costituzionale, che potrebbe ancora ribaltarla - così come accadde per una legge simile nel 2004 - durante il governo di Berlusconi.
La nuova legge estende la protezione al Presidente del Consiglio e ad altre quattro cariche dello Stato. Siccome la legge è stata approvata, il giudice che ieri ha pronunciato il verdetto, ha sospeso le accuse contro Berlusconi, ma ha proseguito con quelle contro il suo ex consulente legale, David Mills.
Se la legge sull’immunità verrà dichiarata incostituzionale, le accuse contro il Presidente del Consiglio potranno essere riprese. Ma considerata la lentezza della giustizia italiana, è improbabile che una condanna venga emessa velocemente - e il reato di cui Berlusconi è accusato cadrà in prescrizione il prossimo febbraio.
Nonostante ciò, il processo che si è concluso ieri non è l’unico in cui i due uomini sono co-imputati. Sono anche accusati di evasione fiscale e altri reati finanziari in un processo che coinvolge il commercio di diritti d’autore in ambiti televisivi. In quel processo, i giudici hanno considerato diversamente la legge sull’immunità e hanno sospeso il processo per tutti gli imputati - inclusi Berlusconi e il suo ex avvocato. Così facendo hanno anche sospeso l’orologio della prescrizione. Il risultato è che se la legge sull’immunità verrà considerata incostituzionale, i PM avranno più tempo per garantire le condanne.
Anche se risulterà colpevole, Berlusconi può riposare tranquillo perchè non dovrà mai andare in prigione. Può sembrare più giovane, ma ha superato i 70 anni. Quella è l’età limite nella per la quale l’imputato può essere incarcerato secondo la legge italiana.
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Pubblicato da isolapulita@gmail.com a 08:59
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