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La centrale operativa nell organizzazione del nuovo Distretto. Incontro CARD San Bonifacio 13 XII PDF
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Dorotea Rocco
1 La centrale operativa nell organizzazione del nuovo Distretto Incontro CARD San Bonifacio 13 XII 20132 Dalla multidimensionalità al Riconoscimento di Interdipendenze.interconnessioni Nodi e non solo RISOLVERLI nella Centrale Operativa Territoriale3 Lo scenario cronicità diffusa comorbidità fragilità sociale divario risorse/costo dei servizi aspettative delle persone rischio non sostenibilità4 CRITICITA Integrazione interconnessione Interdipendenza Presa in carico appropriata equità e l uniformità nel territorio dell organizzazione dell assistenza Partecipazione dei cittadini5 VENETO:3 aspetti responsabilità del medico di famiglia, centrale operativa unica: integra tutti i percorsi assistenziali, organizzazione per percorsi assistenziali Individuazione proattiva della complessità6 percorsi assistenziali strumento efficace per una visione complessiva del problema: dalla prevenzione, alla diagnosi, alla curariabilitazione, alla verifica e monitoraggio dei risultati affrontare la cronicità governare la domanda ottimizzare l uso delle risorse7 Bisogni ed organizzazione PALLIAZIONE COORDINAMENT O CURE CASE MANAGEMENT COORDINAMENT O CURE DISEASE/CASE MANAGEMENT PDTA, DISEASE MANAGEMENT Terminalità =1% CENTRALE OPERATIVA Multimorbidità e complessità = 4 % Patologia singola complessa Patologie multiple = 17 % Una singola patologia o condizione non complessa = 16 % Carico 10,2 Carico 5,1 Carico 2,4 Carico 0,9 DIAGNOSTICA DIFFERENZIALE Sviluppo dei sintomi = 44 % Carico 0,3 PROMOZIONE SALUTE SCREENING In salute = 18% Carico 0 STRUMENTI DI GESTIONE CARICO ASSISTENZIALE STIMATO8 Tutela della salute Monitoraggio Appropriatezza Equità Sostenibilità Programmazione percorso cura intensità di cura Alta integrazione specializzazioni Alta Specializzazione Integrazione servizi Programmazione nella rete servizi Intensità presa in carico CURE Cure nella Medicina Generale CARE acuti cronicità9 La dimensione del problema Pazienti complessi gestiti in forte integrazione con l ospedale: ca Pazienti complessi gestiti nella rete dei servizi (ADI, cdr, ambulatori specialistici): ca Pazienti cronici relativamente complessi: ca Pazienti con una qualche patologia cronica: ca Assistiti : Fabbisogno prevalentemente amministrativo: organizzazione dell ambulatorio, gestione chiamate, agenda.. Dove e come investire le risorse 10 La diverse azioni Pazienti complessi gestiti in forte integrazione con l ospedale: ca V M D Pazienti complessi gestiti nella rete dei servizi (ADI, cdr, ambulatori specialistici): ca Pazienti cronici relativamente complessi: ca Fabbisogno infermieristico: monitoraggio Pazienti con una qualche patologia cronica: ca Assistiti : Fabbisogno prevalentemente infermieristico: educazione e supporto all autocura Fabbisogno prevalentemente amministrativo: organizzazione dell ambulatorio, gestione chiamate, agenda.. Dove e come investire le risorse 11 La centrale operativa del Pazienti complessi gestiti in forte integrazione con l ospedale: ca distretto Pazienti complessi gestiti nella rete dei servizi (ADI, cdr, ambulatori specialistici): ca Centrale Operativ a Pazienti cronici relativamente complessi: ca Fabbisogno infermieristico: monitoraggio Pazienti con una qualche patologia cronica: ca Assistiti : Fabbisogno prevalentemente infermieristico: educazione e supporto all autocura Fabbisogno prevalentemente amministrativo: organizzazione dell ambulatorio, gestione chiamate, agenda.. Dove e come investire le risorse12 La Centrale Operativa nel Nuovo Distretto da una articolazione per aree-problemi si passa ad un modello per complessità assistenziale e per percorsi, la centrale operativa diventa il luogo regolarmente frequentato dai responsabili dei percorsi13 Nella centrale operativa Conoscere/registrare i malati stratificarli per complessità accoglienza bisogni utente (dal medico di famiglia, assistente sociale, da UO...) valutazione e definizione del progetto assistenziale affidamento alla rete dei servizi monitoraggio14 UN LAVORO CONTINUO PER Stratificazione della popolazione sulla base delle criticità effettive (case-mix), decodificare i bisogni e valutare la domanda di servizi, definire i livelli di complessità assistenziale Identificare i modelli organizzativi e setting assistenziali (efficaci/efficienti ) Misurare outcome (indicatori)15 LA CENTRALE OPERATIVA organizzazione Gruppo Unico Dimissioni (GUD) con la funzione di realizzare la continuità assistenziale del paziente fragile conosciuto e non conosciuto ricoverato in UUOO ospedaliere per la definizione del progetto assistenziale individualizzato (PAI) in relazione ai bisogni clinico socio-assistenziali dell utente stesso definiti con l equipe del reparto ospedaliero e coinvolgendo il Medico di Medicina Generale Residenzialità con la funzione di presa in carico di tutta la domanda di residenzialità sia essa definitiva e/o temporanea e di semiresidenzialità Domiciliarità sociale con la funzione di monitoraggio e di presa in carico delle situazioni domiciliari fragili dal punto di vista sociale, promuovendo la collaborazione e la sinergia fra Azienda ULSS e Comuni Domiciliarità sanitaria ( cure domiciliari) con la funzione di presa in carico e monitoraggio dell utente fragile dal punto di vista clinicoassistenziale in stretta collaborazione con il Medico di Medicina Generale e le equipe domicilari.16 COMPETENZE su Passaggio dei malati complessi da Ospedale verso altri setting assistenziali presa in carico appropriata in assistenza domiciliare protetta e altri luoghi di cura o altri livelli assistenziali; transizione (ammissione/dimissione) presso strutture di ricovero intermedie.17 Quali malati? oncologici SLA, m.motoneurone m.alzheimer Nefropatie in dialisi con scompenso cardiaco III-IV grandi anziani Broncopneumopatie18 Indicatori di peggioramento generale Riduzione dell autonomia, difficoltà alla cura di sé, permanenza a letto o in poltrona per più del 50% della giornata, sempre maggiore dipendenza dagli altri per le attività della vita quotidiana Co-morbidità significative, con un declino fisico generale Malattia in fase avanzata/instabile, con sintomi complessi causa di sofferenza Ridotta efficacia dei trattamenti eziologici Scelta di non essere più sottoposto a trattamenti attivi Progressiva perdita di peso (>10%) negli ultimi 6 mesi Ripetuti ricoveri in ospedale, con accesso a PS Albumina serica <25g/l19 Indicatori clinici specifici di peggioramento - Fragilità Persone che presentano numerose co-morbidità con un significativo peggioramento dell autonomia nelle attività quotidiane, oltre a: Deterioramento funzionale, misurato ad es. con le Scale Barthel/ECOG/Karnofsky Combinazione di almeno 3 dei seguenti sintomi: Astenia Marcia rallentata Significativa perdita di peso Facile affaticamento Modesta attività fisica Depressione20 Indicatori clinici specifici di peggioramento Cancro Neoplasia metastatica Possibile utilizzo di indicatori prognostici specifici per cancro riduzione dell autonomia ( PS Karnofshy)21 Indicatori clinici specifici di peggioramento - BPCO Almeno due dei seguenti indicatori: Malattia classificata come severa (es. FEV1 <30%) Ripetuti ricoveri in ospedale (almeno 3 negli ultimi 12 mesi dovuti a riacutizzazioni della BPCO) Necessità di O2 terapia continua Dispnea anche per sforzi modesti Segni e sintomi di uno scompenso di cuore destro Combinazione di:anoressia, infezioni Utilizzo di steroidi a causa di BPCO per più di 6 settimane22 Indicatori clinici specifici di peggioramento - Cardiopatie Almeno 2 dei seguenti indicatori: Insufficienza cardiaca NYHA 3 o 4 dispnea a riposo o dopo sforzi minimi ricoveri ospedalieri ripetuti per sintomi legati a scompenso cardiaco sintomi non controllati malgrado una terapia ottimale23 Indicatori clinici specifici di peggioramento - Nefropatie Insufficienza renale cronica, Classe 4 o 5, in peggioramento, con almeno due dei seguenti indicatori: Malati che scelgono di interrompere la dialisi, di non iniziarla o che non optano per la dialisi nel caso il trapianto fallito Malati con sintomi mal controllati malgrado sia in corso una appropriata terapia renale sostitutiva Insufficienza renale sintomatica: nausea e vomito, anoressia, prurito, ridotta funzionalità renale, sovraccarico idrico intrattabile24 Indicatori clinici specifici di peggioramento - Patologie neurologiche Peggioramento progressivo nelle funzioni fisiche e cognitive Sintomi complessi e di difficile controllo disfagia che provoca frequenti polmoniti da aspirazione, sepsi,insufficienza respiratoria Problemi nel linguaggio: difficoltà alla comunicazione25 Indicatori clinici specifici di peggioramento - Stroke Stato vegetativo persistente o condizione di minima coscienza Frequenti complicazioni cliniche Assenza di miglioramento nei primi 3 mesi dopo l evento Difficoltà cognitive / demenza poststroke26 Indicatori clinici specifici di peggioramento in malattie neurologiche - Malattie del motoneurone Rapido peggioramento delle condizioni cliniche Un primo episodio di polmonite da aspirazione Peggioramento delle difficoltà cognitive perdita di peso Presenza di sintomi complessi Capacità vitale ridotta (< 70% con l utilizzo della spirometria standard) Problemi alla mobilità e cadute Difficoltà nella comunicazione27 Indicatori clinici specifici di peggioramento in malattie neurologiche - Sclerosi Multipla Presenza di sintomi complessi Disfagia e deficit nutrizionale Difficoltà nella comunicazione, ad es. disartria ed affaticamento Difficoltà cognitive, Es:iniziale demenza28 Indicatori clinici specifici di peggioramento in malattie neurologiche - M. di Parkinson Ridotta efficacia dei trattamenti o necessità di un regime farmacologico sempre più complesso Autonomia ridotta, con necessità di aiuto per le funzioni fondamentali Condizioni cliniche sempre meno controllate, con periodi più frequenti di peggioramento Difficoltà nel movimento e cadute Sintomi psichiatrici (depressione, allucinazioni, psicosi)29 Dalla multidimensionalità al Riconoscimento di Interdipendenze.interconnessioni Nodi e non solo RISOLVERLI nella Centrale Operativa Territoriale Documenti analoghi
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