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III Rapporto Eures Legalità ed evasione fiscale in Italia viste dai cittadini
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1 CON EMBARGO A MERCOLEDI 3 OTTOBRE 2012 ALLE 0RE 11,00 III Rapporto Eures Legalità ed evasione fiscale in Italia viste dai cittadini Indagine istituzionale Ottobre Roma Via Col di Nava, 3 Tel Fax c.f P.Iva Internet:2 Direzione del rapporto: Fabio Piacenti Hanno collaborato: Francesca Coccia Alessandra Curti Matteo Valido Viviana Vassura L Eures ringrazia per la cortese collaborazione Trenitalia Spa Direzione Pianificazione Strategica Market Analysis - Ricerche di Customer e Carta dei Servizi 33 NOTA INFORMATIVA Autore: Eures Ricerche Economiche e Sociali Committente/Acquirente: Eures Ricerche Economiche e Sociali Tipo e oggetto del sondaggio: Indagine sul fenomeno dell evasione fiscale in Italia Universo di riferimento: Popolazione nazionale di 18+ anni (Fonte: ISTAT) Unità intervistate: residenti in Italia maggiorenni Campionamento: Campione casuale rappresentativo dell universo di riferimento, disaggregato per area geografica, sesso e fasce di età Estensione territoriale del campione: 19 regioni, 94 province, 367 comuni Data di realizzazione dell indagine: Dal 10/05/12 al 10/07/2012 Metodo di raccolta delle informazioni: Intervista diretta tramite questionario Rappresentatività del campione: Errore di campionamento pari al 2,8% al livello di fiducia del 95% 44 Indice Introduzione Caratteristiche e dimensioni dell evasione fiscale in Italia p. 6 Indagine campionaria Nota metodologica p. 12 Capitolo 1 Le dimensioni della domanda: i contatti del campione con commercianti, artigiani e professionisti p. 15 Capitolo 2 Artigiani e servizi alla persona p. 21 Capitolo 3 I liberi professionisti p. 32 Capitolo 4 Commercio e attività ricettive p. 38 Capitolo 5 Indicazioni quantitative sull evasione fiscale: le stime Eures p. 47 Capitolo 6 Il giudizio dei cittadini p Le azioni di contrasto del Governo p Le ragioni dell evasione fiscale p Le politiche di repressione e contrasto p Equitalia: valutazioni e prospettive p. 63 55 Introduzione Caratteristiche e dimensioni dell evasione fiscale in Italia La particolare congiuntura economica dell Italia, in presenza di una crisi ormai in corso dal 2008 e di una pressante situazione debitoria, si riflette inevitabilmente sulla capacità del Governo di attuare una politica fiscale espansiva, in grado di sostenere e stimolare la crescita. La correzione del disavanzo di bilancio ha imposto da un lato tagli alla spesa pubblica e dall altro aumenti delle imposte con l obiettivo prioritario della riduzione del rapporto debito/pil previsto dal Fiscal compact. È soprattutto in questo momento storico che l evasione fiscale e l economia sommersa in generale, vengono percepite dall opinione pubblica come ostacoli allo sviluppo del Paese, traducendosi in minori risorse per la spesa pubblica e in una maggiore pressione fiscale; ed è proprio all interno di questo scenario che la lotta all evasione fiscale si afferma come obiettivo prioritario, interessando una serie di misure e di interventi attuati e programmati dal Governo in carica. Vista la crescente importanza del fenomeno e l attenzione ricevuta dalle Istituzioni, dagli studiosi e dai media ai primi due Rapporti sull evasione fiscale realizzati dall Eures (2004 e 2007), il nostro Istituto ha deciso di replicare il lavoro di indagine, aggiornandone ed integrandone i contenuti, allo scopo di osservare sia l evoluzione dei comportamenti adottati dai professionisti, dagli artigiani e dai commercianti in materia di evasione fiscale, sia gli eventuali cambiamenti avvenuti nella percezione e valutazione del fenomeno da parte dell opinione pubblica italiana. In particolare, il lavoro di ricerca si propone di analizzare la diffusione ed il peso dell evasione fiscale all interno del lavoro autonomo e delle piccole realtà imprenditoriali: un fenomeno di grande rilevanza ma che rappresenta tuttavia soltanto un segmento minoritario del fenomeno dell evasione fiscale nel suo complesso, che trova quali principali attori le società di capitali, le big company, i lavoratori in nero e soprattutto le organizzazioni criminali. Secondo le stime prodotte da Krls Network of Business Ethics per conto dell associazione Contribuenti Italiani su dati del Ministero dell Economia e dell Istat, le grandi organizzazioni criminali sarebbero infatti responsabili del 34,8% dell evasione fiscale complessiva - stimata per un valore di 115 miliardi -, seguite delle big company (23,5%), dai lavoratori in nero (21,7%), dalle società di capitale (13%) e, per ultimo, dai lavoratori autonomi e dalle piccole imprese (7%). 66 Tra le pratiche maggiormente utilizzate per evadere le tasse vi è la falsa o mancata dichiarazione dei redditi da parte dei contribuenti, l emissione di fatture false, la sovra/sottofatturazione degli acquisti/vendite, i trasferimenti di denaro e imprese all estero e la mancata emissione di ricevute e scontrini fiscali. Alcuni fattori caratterizzanti aree significative del sistema economico-sociale italiano sono peraltro fortemente legati al fenomeno dell evasione: tra questi si trovano la corruzione, l alto tasso di illegalità, la presenza della criminalità organizzata e la prevalenza di piccole imprese che, data la struttura societaria meno complessa, la maggiore esposizione alle fluttuazioni del mercato e la forte proiezione sul cliente finale, sembrano immaginare di poter ricorrere all evasione come ammortizzatore delle difficoltà incontrate o comunque per adeguare i risultati dell impresa a quelli attesi. Le misure di lotta all evasione adottate dal governo Monti mirano a recuperare la parte di entrate sottratte alla Pubblica Amministrazione, qualificandosi come elementi di modernizzazione e riorganizzazione del sistema tributario. Tra le principali misure del pacchetto anti-evasione contenuto nella manovra Salva Italia vi sono il limite dei pagamenti in contanti fino a euro, gli incentivi e le agevolazioni per i professionisti e le piccole imprese che accettano la tracciabilità dei propri ricavi e l obbligo da parte delle PA di effettuare pagamenti superiori a 500 euro per via elettronica; al contempo sono state avviate una serie di strategie per recuperare gettito nel breve periodo, quali le riscossioni coattive di Equitalia e alcuni interventi di forte impatto mediatico (come il blitz di Cortina o nei locali della movida romana e milanese). L obiettivo di recupero dell evasione fiscale per il 2012 ammonta 15 miliardi di euro, una cifra molto modesta considerando che l ammontare annuo sottratto al fisco è stimato intorno ai miliardi di euro. Relativamente al livello di tassazione, in Italia la pressione fiscale, calcolata come il rapporto tra il prelievo fiscale (imposte dirette, indirette e in conto capitale), parafiscale (contributi sociali) e Pil, è sensibilmente aumentata nel corso degli ultimi decenni, passando dal 38,2% nel 1990 al 42,3% nel Tali valori, rappresentativi delle politiche fiscali adottate dai diversi Governi, sono riconducibili a una prevalenza delle imposte dirette negli anni novanta a cui è seguita una graduale evoluzione del peso delle imposte indirette fino al 2006, tornando a prevalere il peso delle prime su famiglie e imprese a partire dal 2007; l aumento della pressione fiscale nell ultimo ventennio è peraltro dovuto sia a misure di armonizzazione tese a ottenere l adesione alla moneta unica, sia alla necessità di contenere il rapporto deficit/pil entro i parametri dell Unione Europea. L alto livello di tassazione, data la diffusione dell evasione, grava in maniera particolarmente pesante su alcune categorie di reddito, colpendo 77 maggiormente quelli dei lavoratori dipendenti e dei pensionati (che rimangono tuttavia i principali beneficiari del welfare italiano), mettendo in luce la necessità di una modernizzazione del sistema tributario. Nel 2010 l Italia registra una pressione fiscale (42,3%) superiore alla media dei Paesi UE27 (39,5%), posizionandosi subito dopo i Paesi nordici, i quali pur avendo livelli di tassazione molto elevati, si distinguono storicamente per efficienti sistemi di welfare. Secondo le stime contenute nel Documento di Economia e Finanza del governo italiano la pressione fiscale apparente nel 2012 salirà al 44,7%, dal 42,5% del 2011, mentre nel 2013 arriverà al 45,3%. La pressione fiscale effettiva o legale cioè quella che esclude il sommerso dal denominatore nel 2012 supererà ampiamente il 50% raggiungendo il livello più alto nella storia economica recente. Pressione fiscale in Italia Anni Valori in percentuale del Pil 42,8 42,6 42,8 42,3 41,7 40,9 41,3 41,0 41,0 40,5 38,2 40,4 40, Fonte: Elaborazioni Eures Ricerche Economiche e Sociali su dati Istat, Conti economici nazionali La misurazione del fenomeno dell evasione fiscale si scontra con la difficoltà oggettiva di osservare la reale portata dell economia sommersa, ovvero tutte quelle attività legali svolte contravvenendo a norme fiscali e contributive; per questa ragione la ricchezza nascosta al fisco è indicata attraverso una stima della dimensione minima e massima del fenomeno: il livello inferiore è la parte di Pil sicuramente riconducibile all economia sommersa, mentre il livello superiore è la parte presumibilmente ascrivibile al sommerso. Gli ultimi dati disponibili, aggiornati al 2008, segnalano una misura del valore aggiunto prodotto evadendo il fisco compresa tra 255,4 e 275 miliardi di euro, pesando in termini di Pil rispettivamente per il 16,3% e 17,5%. Prendendo in considerazione l ipotesi massima, tale quota è ascrivibile per il 9,8% del Pil alla sottodichiarazione del fatturato ottenuto 88 con un occupazione regolarmente iscritta nei libri paga, al rigonfiamento dei costi intermedi, all attività edilizia abusiva e ai fitti in nero, per il 6,5% all utilizzo di lavoro non regolare e per l 1,3% alla riconciliazione delle stime dell offerta di beni e servizi con quelle della domanda. A livello settoriale il sommerso costituisce il 32,8% del valore aggiunto totale nel settore agricolo (9,2 miliardi di euro), il 12,4% in quello industriale (52,9 miliardi) e il 20,9% nel terziario (213 miliardi; pari al 27,1% se si considerano soltanto le attività svolte dalle imprese, escludendo quindi il settore pubblico in cui il fenomeno è assente). Rispetto al 2000, quando il peso minimo dell economia sommersa sul Pil era del 18,2% a fronte del 19,1% di quello massimo, si è registrata una graduale diminuzione del fenomeno, i cui risultati migliori si sono registrati nel 2007 (rispettivamente 15,9% e 17,2% del Pil); tuttavia in termini assoluti dal 2003 il valore del sommerso, pur evidenziando una dinamica meno sostenuta rispetto al Pil, è aumentato (+14,1% il valore minimo nell ultimo quinquennio, e +11,1% quello massimo). All evasione fiscale, in particolar modo in termini di mancato versamento di contributi sociali, è strettamente legata la diffusione del lavoro non regolare che nel 2009 conta 2,9 milioni di unità di lavoro interessate (ULA - unità che quantifica il volume di lavoro svolto, dato dalla somma delle posizioni lavorative a tempo pieno e quelle a tempo parziale trasformate in unità equivalenti a tempo pieno). Gli interventi normativi volti a regolarizzare il mercato del lavoro e l inserimento di forme di lavoro flessibile all inizio del 2000 hanno favorito un graduale aumento del lavoro regolare a fronte di una diminuzione di quello irregolare; la recente crisi ha tuttavia contributo a frenare tale dinamica determinando una ripresa del tasso di irregolarità, ovvero le unità di lavoro irregolare sull input di lavoro complessivo (12,2% nel 2009, a fronte dell 11,9% del 2008). Tabella 1 Ricchezza prodotta e nascosta al fisco. Anni Valori assoluti in milioni di euro e percentuali sul PIL (intervalli di confidenza) Milioni di euro % sul Pil Anni Livello minimo Livello massimo Livello minimo Livello massimo ,2 19, ,5 19, ,3 18, ,8 18, ,1 18, ,1 17, ,0 17, ,9 17, ,3 17,5 Fonte: Elaborazioni Eures Ricerche Economiche e Sociali su dati Istat, La misura dell economia sommersa secondo le statistiche ufficiali 99 L attività di contrasto all economia sommersa della Guardia di Finanza nel 2011 ha rilevato 50,6 miliardi di euro di imponibile non dichiarato (+2,7% rispetto all anno precedente), un aumento piuttosto contenuto rispetto al +46% registrato tra il 2009 e il L IVA dovuta non versata ammonta a 8,2 miliardi di euro (+28,5% rispetto al 2010), mentre è pari a 21 miliardi di euro l imponibile occultato dai evasori totali scoperti (soggetti completamente sconosciuti al fisco che non presentano la dichiarazione annuale obbligatoria ai fini della tassazione sui redditi e sull IVA). I lavoratori in nero individuati nel 2011 ammontano a (in diminuzione di unità rispetto ai del 2010) di cui di origine extracomunitaria. Relativamente alla lotta all evasione fiscale internazionale, uno degli obiettivi prioritari dell azione della Gdf, i redditi non dichiarati scoperti ammontano a 10,9 miliardi (+3,9% rispetto all anno precedente), posti in essere grazie a trasferimenti di residenze in paradisi fiscali e allo spostamento di capitali all estero. Tabella 2 Principali reati fiscali e tributari scoperti dalla Guardia di Finanza Anni Ricavi/compensi non dichiarati (milioni di euro) IVA dovuta non versata (milioni di euro) Evasori totali Evasione fiscale internazionale (milioni di euro) Lavoratori in nero Fonte: Elaborazioni Eures Ricerche Economiche e Sociali su dati GdF L indice di rischio-evasione elaborato dal Centro Studi Sintesi - pubblicato da Il Sole 24 Ore il 27 Agosto fornisce la possibilità di individuare la propensione al sommerso di ogni Regione italiana confrontando il reddito disponibile con il tenore di vita delle famiglie misurato sulla base di sette indicatori di benessere: i consumi alimentari (in euro), l energia elettrica per usi domestici (kwh procapite), il consumo di carburanti (litri procapite), la percentuale di auto superiori a 2 mila cc, il numero di auto circolanti per 100 abitanti, la variazione percentuale dei depositi bancari 2007/2010 e la percentuale di abitazioni di pregio sul totale delle abitazioni. Assumendo pari a 100 la media nazionale, un rapporto tra ricavi e spese maggiore indica che i redditi coprono i consumi, viceversa, se il valore è inferiore a 100, i consumi sono di più di quanto si dichiara al fisco, indicando dunque il rischio di utilizzo di denaro ottenuto nell ambito del sommerso. Tra le regioni italiane, quelle del Sud risultano più a rischio evasione occupando gli ultimi posti della classifica: in particolare la Sicilia ottiene un punteggio pari a 47, seguita da Sardegna (49), Calabria (50), 1010 Campania (54) e Puglia (58). Ognuna di queste regioni ha visto peraltro peggiorare il punteggio del rischio evasione rispetto al 2006, con il dato più allarmante in Sardegna (-31) e Calabria (-13). Rimangono meno esposte al fenomeno le regioni del Nord Italia, con l Emilia Romagna che si posiziona al primo posto con un punteggio pari a 147, seguita da Friuli Venezia Giulia (140 e +23 punti rispetto al 2006), Piemonte (132) e Marche (132 e +16 punti rispetto al 2006). Tabella 3 Rischio evasione nelle regioni italiane. Anno 2011 Numero indice (media Italia=100) e differenza di punteggio rispetto al 2006 Punteggio Differenza punteggio 2006 Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Piemonte Marche Trentino Alto Adige Lombardia Veneto Liguria Umbria Lazio Molise Toscana Valle d Aosta Basilicata 91-3 Abruzzo 82-7 Puglia 58-4 Campania 54-3 Calabria Sardegna Sicilia 47-3 Fonte: Elaborazioni Eures Ricerche Economiche e Sociali su Dati Centro studi Sintesi 1111 Indagine campionaria Nota metodologica L indagine analizza le dimensioni e le dinamiche dell evasione fiscale relativamente ai beni e servizi forniti da commercianti, artigiani e professionisti al cittadino-consumatore finale, concentrandosi cioè su un segmento parziale di un fenomeno di ben più ampia portata che vede nell economia illegale e nelle transazioni internazionali delle grandi imprese gli ambiti di maggiore consistenza. La metodologia adottata dall indagine, che attraverso l esperienza diretta del cittadino-consumatore offre una prospettiva di analisi credibile ed originale del fenomeno dell evasione fiscale (al di là degli inevitabili margini di errore statistico e campionario) e delle omissioni ancora presenti tra gli stessi intervistati, consente di osservare il segmento del fenomeno indicato, pur nella consapevolezza che questo non rappresenta che una quota minoritaria di quello complessivo. L indagine è stata realizzata attraverso la somministrazione diretta (o per auto-somministrazione, con l assistenza di un ricercatore dell Eures) di un questionario semi-strutturato ad un campione casuale di cittadini italiani, rappresentativo della popolazione residente maggiorenne, stratificato per area geografica di residenza, fascia di età e sesso. Agli intervistati, come sopra anticipato, è stato chiesto di raccontare la propria esperienza diretta relativamente al comportamento seguito da artigiani, commercianti, pubblici esercenti e liberi professionisti nell ultima occasione in cui hanno acquistato un bene o servizio da ciascuno di essi: ovvero di indicare se questi abbiano o meno rilasciato fattura, ricevute o scontrino a fronte del pagamento ricevuto. Per gli artigiani e gli esercenti l arco di tempo considerato nella rilevazione dei comportamenti riguarda l ultimo anno, mentre per i professionisti è stato esteso a tre anni. La composizione del campione finale, coerentemente con la struttura della popolazione italiana residente, è costituita per il 41,2% da residenti in una regione del Nord, per il 22,7% in una regione del Centro e per il 36,1% in una regione del Sud. In relazione alla fascia di età, il campione è costituito per il 19,6% da cittadini della fascia anni, salendo al 29,9% quelli della fascia anni (leggermente sovradimensionata rispetto al peso effettivo nell universo di riferimento), a fronte del 25% di intervistati della fascia anni e del 25,5% di età superiore (60+ anni). 1212 Infine la composizione del campione per genere vede una sostanziale sovrapponibilità del peso delle due componenti, con il 50,1% di intervistati uomini (614 in valori assoluti) ed il 49,9% di donne (611 le interviste raccolte). Tabella 1 Composizione del campione per età, sesso ed area geografica Valori assoluti e percentuali Fascia di età V.A. % anni , anni , anni ,0 60+ anni ,5 Sesso V.A. % Maschi ,1 Femmine ,9 Area geografica V.A. % Nord ,2 Centro ,7 Sud ,1 Totale ,0 Incrociando la variabile relativa alla provenienza geografica del campione con l appartenenza di genere, si rileva una eguale distribuzione geografica tra gli uomini e le donne, con scostamenti scarsamente significativi (compresi tra lo 0,1% e lo 0,5%) per le aree considerate. Tabella 2 Composizione del campione per area geografica di residenza e sesso Valori assoluti e percentuali Maschi Femmine Totale V.A. % V.A. % V.A. % Nord , , ,2 Centro , , ,7 Sud , , ,1 Totale , , ,0 Incrociando invece la variabile territoriale con quella anagrafica si conferma sostanzialmente un analoga distribuzione del campione per fascia di età nelle regioni del Nord e del Centro, mentre tra gli intervistati del Sud si rileva un peso maggiore della fascia anni (28,1% del totale, a fronte del 19,6% complessivo), ed un conseguente sottodimensionamento delle fasce anni e 60+ anni, superiore alle effettive differenze nella struttura anagrafica della popolazione nelle diverse aree. 1313 Tabella 3 Composizione del campione per area geografica di residenza ed età Valori assoluti e percentuali anni anni anni 60+ anni Totale V.A. % V.A. % V.A. % V.A. % V.A. % Nord 81 16, , , , ,0 Centro 35 12, , , , ,0 Sud , , , , ,0 Totale , , , , ,0 Considerando inoltre la distribuzione del campione intervistato per condizione professionale, variabile particolarmente significativa per l analisi del fenomeno dell evasione fiscale e degli atteggiamenti della pubblica opinione in merito al suo contrasto, si rileva una più alta presenza di lavoratori dipendenti (48,2% del campione), rispetto agli autonomi (23,4%) ed ai cosiddetti inattivi (24,4% i pensionati, gli studenti e le casalinghe), mentre più contenuto risulta il peso dei disoccupati (3,9%), peraltro fortemente concentrato nelle regioni del Sud dove raggiunge il 7%. Tabella 4 Composizione del campione per situazione lavorativa e area geografica di residenza Valori assoluti e percentuali Nord Centro Sud Totale V.A. % V.A. % V.A. % V.A. % Lavoratore autonomo , , , ,4 Lavoratore dipendente , , , ,2 Inattivo , , , ,4 Disoccupato 9 1,8 8 2,9 31 7,0 48 3,9 Totale , , , ,0 Più elevata tra le donne la quota dei disoccupati (5,1% contro il 2,8% tra gli uomini) e quella degli inattivi (29,3% contro 19,5%), mentre risulta più rappresentata tra gli uomini la componente del lavoro dipendente (49,8% del totale contro il 46,6% tra le donne) e, soprattutto, quella del lavoro autonomo (27,9% contro il 19% femminile), evidenziandosi una sostanziale coerenza con la struttura del lavoro per genere del nostro Paese. Tabella 5 Composizione del campione per situazione lavorativa e sesso Valori assoluti e percentuali Maschi Femmine Totale V.A. % V.A. % V.A. % Lavoratore autonomo , , ,4 Lavoratore dipendente , , ,2 Inattivo , , ,4 Disoccupato 17 2,8 31 5,1 48 3,9 Totale , , ,0 1414 Capitolo 1 Le dimensioni della domanda: i contatti del campione con commercianti, artigiani e liberi professionisti Un informazione preliminare e propedeutica all analisi del rispetto della normativa fiscale da parte dei commercianti, dei professionisti e degli artigiani nei rapporti economici con il campione intervistato è costituita dalla dimensione della domanda, ovvero dalla percentuale di popolazione servita (annualmente) da ciascuna categoria analizzata. Tale informazione consente, infatti, sia di poter pervenire a stime quantitative del fenomeno dell evasione fiscale per ciascuna categoria sia, soprattutto, di esplicitare la base numerica che sostiene le singole elaborazioni. L esigenza di poter disporre di un numero sufficiente di rapporti economici e/o di lavoro riferiti a ciascuna categoria, attraverso un campione di cittadini/consumatori, ha portato alla riconferma della metodologia adottata nelle precedenti edizioni del Rapporto (2004 e 2007), chiedendo agli intervistati di fare riferimento ai contatti intercorsi negli ultimi 12 mesi con gli artigiani e gli operatori dei servizi ala persona, ed a quelli intercorsi negli ultimi tre anni con i liberi professionisti, concentrando invece l attenzione sull ultima occasione di acquisto avvenuta nell ultimo anno per quanto riguarda le diverse attività del commercio. Iniziando ad osservare i dati relativi agli artigiani, nell ultimo anno la figura che presenta il maggior numero di contatti si conferma il parrucchiere/barbiere, cui si sono rivolti 2 intervistati su tre (66,4%); secondo in graduatoria risulta il meccanico, i cui servizi sono stati richiesti, nell ultimo anno, dal 43,3% del campione, precedendo significativamente i risultati relativi agli altri artigiani della filiera dell automobile, quali il gommista (32% dei contatti) e il carrozziere (17,9%). Frequenti risultano le occasioni di contatto nel corso dell ultimo anno tra gli intervistati e l offerta di alcuni servizi alla persona quali le lavanderie (37,5% del campione), i centri estetici (28,4%) e le collaborazioni domestiche (16,3%), mentre decisamente più contenuto, anche per la sua maggiore specializzazione, è il ricorso a babysitter o badanti (citato dal 6,2% del campione). Importante sia sotto il profilo quantitativo, sia in relazione all analisi dell evasione fiscale, risulta il ricorso del campione alle diverse figure professionali operanti nella filiera della manutenzione e/o ristrutturazione 1515 delle abitazioni, tra le quali il maggior numero di citazioni riguardano l idraulico (34,6%) e il tecnico del riscaldamento o condizionamento (26,4%), anche per le modificazioni climatiche che stanno interessando il nostro Paese; seguono il muratore/pittore (20,7%), l elettricista (19,4%), il falegname (10,5%), l antennista (10,3%), il tappezziere (9%), il giardiniere (8,5%), il fabbro (8%) e, in ultimo, il parchettista e/o il pavimentista (5,5%), figure più coinvolte dalle ristrutturazioni che non dalla manutenzione ordinaria. Chiudono la classifica gli insegnanti delle ripetizioni scolastiche (6%) o di altre arti e discipline quali la musica o il canto (7%), ambiti nei quali l evasione fiscale appare largamente come la via ordinaria nella gestione delle transazioni economiche, interessandone una fortissima maggioranza. Ricorso del campione nell'ultimo anno alle prestazione di artigiani e fornitori di servizi alla persona. Valori % Parrucchiere/Barbiere 66,4 Meccanico 43,3 Lavanderia Idraulico Gommista Palestra Estetista/Centro estetico Tecnico condizionamento 37,5 34,6 32,0 31,5 28,4 26,4 Muratore/Pittore Elettricista Carrozziere Colf Tecnico Informatico/Tel. 20,7 19,4 17,9 16,3 16,2 Falegname Antennista Tappezziere Giardiniere Fabbro Lezioni private (musica, ecc.) Babysitter / badante Ripetizioni Scolastiche Parchettista/Pavimentista 10,5 10,3 9,0 8,5 8,0 7,0 6,2 6,0 5,5 1616 Tabella 1 Ricorso del campione alle prestazioni di artigiani e fornitori di servizi alla persona nell ultimo anno. Valori assoluti e percentuali Contattati Nessun contatto Totale V.A. % V.A. % V.A. % Parrucchiere/Barbiere , , ,0 Meccanico , , ,0 Lavanderia , , ,0 Idraulico , , ,0 Gommista , , ,0 Palestra , , ,0 Estetista/Centro estetico , , ,0 Tecnico riscald./condizionamento , , ,0 Muratore/Pittore , , ,0 Elettricista , , ,0 Carrozziere , , ,0 Colf , , ,0 Tecnico Informatico/Telefonia , , ,0 Falegname , , ,0 Antennista , , ,0 Tappezziere 110 9, , ,0 Giardiniere 104 8, , ,0 Fabbro 98 8, , ,0 Lezioni private (musica, ecc.) 86 7, , ,0 Babysitter / badante 76 6, , ,0 Ripetizioni Scolastiche 73 6, , ,0 Parchettista/Pavimentista 67 5, , ,0 Relativamente ai liberi professionisti e agli specialisti oggetto di analisi, vista la minore frequenza con cui le famiglie vi ricorrono (rispetto a quanto avviene per l ordinaria manutenzione dell automobile o della casa o per la cura del corpo), il periodo di osservazione delle prestazioni fornite è stato esteso agli ultimi tre anni, allo scopo di pervenire, per ciascuna figura, ad un numero di casi/esperienze sufficiente ad un analisi empiricamente solida. Se, infatti, la dimensione del campione (1.225 famiglie) ed il relativo errore campionario (±2,8% ad un livello di fiducia del 95%) garantiscono complessivamente la rappresentatività delle opinioni espresse e delle esperienze riportate, il dettaglio relativo alle singole figure contattate riduce tale dimensione, tanto più laddove la percentuale delle famiglie che utilizzano annualmente le diverse prestazioni risulti inferiore al 2% (ciò avviene, in base ai dati campionari emersi, per l architetto, il geometra, lo psicologo/psichiatra e il dietologo/nutrizionista). Sulla base di quanto premesso, negli ultimi tre anni, il medico specialista e il dentista risultano essere i professionisti più richiesti dal campione (59% e 57,9%); inferiore, ma con valori ancora importanti, il ricorso al commercialista (27,8%), al notaio (22,4%) o all avvocato (18,9%). Il 1717 ricorso al veterinario ha riguardato negli ultimi tre anni il 16,2% delle famiglie, a conferma della fortissima diffusione degli animali domestici nel nostro Paese, mentre valori più contenuti riguardano i nutrizionisti/dietologi (8,8%), gli psicologi/psichiatri (8,6%), i geometri (7,1%) e gli architetti (6,1%), riconfermandosi complessivamente, pur con valori non sempre sovrapponibili, la gerarchia dei contatti emersa nei rapporti precedenti. Ricorso del campione alla prestazione di un libero professionista negli ultimi tre anni. Valori % Medico specialista 59,0 Dentista 57,9 Commercialista 27,8 Notaio 22,4 Avvocato 18,9 Veterinario 16,2 Nutrizionista/Dietologo 8,8 Psicologo/Psichiatra 8,6 Geometra 7,1 Architetto 6,1 Tabella 2 Ricorso del campione alle prestazioni di un libero professionista negli ultimi tre anni Valori assoluti e percentuali Contattati Nessun contatto Totale V.A. % V.A. % V.A. % Medico specialista , , ,0 Dentista , , ,0 Commercialista , , ,0 Notaio , , ,0 Avvocato , , ,0 Veterinario , , ,0 Nutrizionista/Dietologo 108 8, , ,0 Psicologo/Psichiatra 105 8, , ,0 Geometra 87 7, , ,0 Architetto 75 6, , ,0 18 Vedere altro
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