Source: https://www.ilcommercialistainrete.com/search/label/Dichiarazione%20dei%20redditi
Timestamp: 2020-06-02 22:58:44+00:00

Document:
Il Commercialista in Rete: Dichiarazione dei redditi
Quesito: mancata presentazione dichiarazione dei redditi.
Ho una partita iva, e non ho mai presentato dichiarazione dei redditi. Se chiedo il pin a agenzie delle entrate, rischio di diventare "visibile"? E sopratutto, posso richiedere il fondo perduto per poter "riaprire"?
Ho una partita iva, e non ho mai presentato dichiarazione dei redditi. Se chiedo il pin a agenzie delle entrate, rischio di diventare "...
alle mercoledì, maggio 20, 2020
Salve, sono in affitto dal 2015 con regolare contratto 3 + 2 registrato. Scopro solo ora che avrei potuto scaricarmi le spese dell'affit...
Quesito: denuncia redditi per supplenza scuola.
mia moglie lo scorso anno ha effettuato pochi giorni di supplenza nella scuola percependo 800 euro di stipendio, con cud correlato, iodevo presentare 730 congiunto con il mio oppure lei non devve effettuare nessuna denuncia dei redditi ?
mia moglie lo scorso anno ha effettuato pochi giorni di supplenza nella scuola percependo 800 euro di stipendio, con cud correlato, iodevo ...
alle martedì, giugno 18, 2019
Quesito: modello redditi PF2019.
MIA MOGLIE DEVE COMPILARE COME EREDE IL MODELLO REDDITI PF2019.HA INSERITO TUTTI I DATI (CU 2019 DEL PADRE-SPESE MEDICHE,RETTA CASA DI RIPOSO,ECC....) NELL'APPLICATIVO DELL'AGENZIA DELL'ENTRATE QUANDO VA PER TRASMETTERE ED INVIARE LA DICHIARAZIONE ESCE QUESTO ERRORE :- Quadro RC, Rigo 10, Colonna 2 - Ritenute addizionale regionale (punto 22 del CU 2019): Campo assente MA
NEL CU 2019 DEL PADRE IL PUNTO 22 E' VUOTO.COSA DEVE FARE, PUO'
TRANQUILLAMENTE TRASMETTERE LA DICHIARAZIONE NON CONSIDERANDO L'AVVISO DI ERRORE OPPURE VI E' QUALCOSA CHE NON VA'.-
MIA MOGLIE DEVE COMPILARE COME EREDE IL MODELLO REDDITI PF2019.HA INSERITO TUTTI I DATI (CU 2019 DEL PADRE-SPESE MEDICHE,RETTA CASA DI RIPO...
alle lunedì, giugno 10, 2019
Quesito: spese mediche dichiarazione dei redditi.
sono un lavoratore dipendente ed ho l'abitazione in cui vivo di proprietà
senza mutuo. Nel 2018 ho acquistato un appartamento che possiedo al 50% con mia sorella.
Questo appartamento acquistato nel 2018 è dato in locazione con la soluzione degli affitti brevi gestiti da una società che mi ha rilasciato la Certificazione Unica per i proventi avuti dagli affitti e per le imposte che hanno versato nel 2018 (il 21% dei proventi).Il mio quesito è questo:
io che non ho spese mediche da scaricare o altre cose devo comunque presentare la dichiarazione dei redditi? Fino al 2017 non l'ho presentata perchè avevo solo il mio reddito da lavoro dipendente.
Buongiorno, sono un lavoratore dipendente ed ho l'abitazione in cui vivo di proprietà senza mutuo. Nel 2018 ho acquistato un appartam...
Etichette: Dichiarazione dei redditi, Quesiti, Spese mediche
alle lunedì, aprile 29, 2019
È esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (modello 730 e Redditi Pf) il contribuente che possiede esclusivamente redditi da lavoro dipendente corrisposti da un unico sostituto d’imposta obbligato a effettuare le ritenute di acconto o corrisposti da più sostituti purché certificati dall’ultimo che ha effettuato il conguaglio. Ai fini dell’esonero, peraltro, è richiesto che le detrazioni per familiari a carico riconosciute dal sostituto d'imposta siano effettivamente spettanti, che non debbano essere versate le addizionali regionale e comunale e che non vada restituito, in tutto o in parte, il "bonus Irpef" (cfr Istruzioni per la compilazione del modello 730 e del modello Redditi Pf).
È esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (modello 730 e Redditi Pf) il contribuente che possiede esclusivamente red...
alle venerdì, marzo 02, 2018
Invio telematico dichiarazione dei redditi. Gli errori bloccanti vanno rimossi e il modello ritrasmesso in 5 giorni.
Per stabilire se - come sostenuto dal contribuente - la prima fase telematica di invio della dichiarazione attestata dal messaggio di “avvenuta ricezione del file” sia sufficiente per considerare la dichiarazione inviata, la Corte di legittimità ha preso le mosse dalla normativa di riferimento. A questi effetti, è stato richiamato, da un canto, l’articolo 3, comma 11, del Dpr n. 322/1998 - che demanda al direttore dell’Agenzia delle Entrate l’emanazione di un provvedimento che regoli l’invio delle dichiarazioni - e, dall’altro, il Dm 31 luglio 1998 che, all’articolo 9, comma 1, stabilisce che “Le dichiarazioni inviate dai soggetti di cui alle lettere da a) a f) dell'art.2, si considerano presentate al momento in cui è completa la ricezione, da parte dell'Amministrazione finanziaria, del file che le contiene, salvo i casi previsti al comma 10. Le dichiarazioni per le quali è stata rilasciata ricevuta si considerano valide a tutti gli effetti di legge”.
La Corte ha poi precisato come, per un verso, lo stesso articolo 9 preveda, ai successivi commi 3 e 4, che l'Amministrazione finanziaria attesti l'avvenuta ricezione dei file di dichiarazioni oltre che delle dichiarazioni stesse mediante apposite ricevute - con esclusione delle tre ipotesi indicate al successivo comma 10, in cui è previsto che le ricevute non siano prodotte allorchè il file sia "scartato" per alcuni difetti di congruenza (ad es. rispetto a errori sui codici, specifiche tecniche) - e per altro verso, al comma 11, sancisca che “Tutte le dichiarazioni contenute nel file scartato per uno dei motivi di cui al comma precedente, vengono respinte. Tale circostanza viene comunicata tramite il servizio telematico all'utente che ha effettuato la trasmissione del file. L'utente è tenuto, in tale ipotesi, a ripetere la trasmissione, dopo aver rimosso la causa che ha provocato lo scarto”.
Dall’esame combinato di tali previsioni e, in particolare, dal contenuto dell’ultima richiamata disposizione (comma 11 dell’articolo 9 del Dm), il Collegio giudicante ha ritenuto che, a fronte del mero adempimento dell’invio - cui corrisponde una generica ricevuta di acquisizione generata dal sistema informativo - l’iter di acquisizione della dichiarazione non può ritenersi validamente concluso, essendo necessaria una effettiva e definitiva acquisizione del file, che risulta esclusa in ipotesi di “scarto” successivo all’invio.
Tale convincimento della Corte di legittimità si è andato consolidando anche alla luce della prassi dell’Amministrazione sul punto. Con circolare n. 35/E del 2002, l’Agenzia delle Entrate ha, infatti, fornito chiarimenti in merito al “Servizio di assistenza e informazione ai contribuenti per la presentazione delle dichiarazioni relative al periodo d'imposta 2001”, specificando - a integrazione di altra pregressa circolare ministeriale n. 195/1999 – che, con riferimento alla trasmissione della dichiarazione in via telematica e alla segnalazione di errori che determinano il blocco della trasmissione (“errori bloccanti”), “il servizio telematico restituisce dopo breve tempo, per ogni dichiarazione trasmessa, la ricevuta dell'avvenuta presentazione della dichiarazione e l'esito del primo controllo formale operato su di essa. Ciò comporta che gli uffici devono adottare idonee misure organizzative che permettano di restituire al contribuente la predetta attestazione di avvenuta presentazione della dichiarazione, al più tardi entro il giorno successivo a quello di consegna della stessa dichiarazione agli uffici medesimi”.
Se, quindi, una dichiarazione è trasmessa nei termini, ma viene scartata dal servizio telematico, essa potrà essere comunque “tempestiva”, qualora, dopo avere effettuato i dovuti controlli e la rimozione di eventuali errori, venga ritrasmessa entro i cinque giorni successivi dal ricevimento della comunicazione dell'Agenzia delle Entrate che ne motiva lo scarto.
Oltre a ciò, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che, con riguardo alla comunicazione di errori o di anomalie nelle dichiarazioni positivamente trasmesse, invece, “tutti i contribuenti che presenteranno la dichiarazione in via telematica riceveranno, tramite intermediario, un preavviso telematico, nel caso in cui dalla liquidazione della dichiarazione dovesse emergere un'anomalia, un errore o un omesso versamento”. Ciò, affinché il professionista abilitato possa provvedere, entro i sessanta giorni dal “preavviso telematico”, ove ritenga insussistente l'anomalia o l'errore, a fornire spiegazioni, così evitando l'invio della comunicazione di irregolarità al cliente.
Alla luce di tutto quanto sopra rappresentato e considerato, i Giudici supremi hanno concluso ribadendo il principio per cui, in caso di invio telematico, la dichiarazione “scartata” dal sistema telematico centrale dell'Amministrazione finanziaria, se non ritrasmessa nei termini dal contribuente onerato, deve equipararsi alla dichiarazione mai presentata.
A proposito dell’invio della dichiarazione dei redditi e degli effetti correlati alla stessa in caso di invio non telematico, bensì a mezzo raccomandata, si invita a esaminare Cassazione, n. 991/2015. La Corte suprema ha ivi statuito che, poiché l’articolo 12 (abrogato dal Dpr n. 322/1998) richiedeva la semplice spedizione della dichiarazione dei redditi mediante raccomandata e ricollegava l'avvenuta presentazione della dichiarazione alla ricevuta postale di spedizione e non alla ricezione del relativo plico, non essendo richiesto l'inoltro con avviso di ricevimento, spettasse alla parte pubblica dimostrare il mancato recapito, per causa addebitabile al mittente, attraverso opportune ricerche anche postali, non risultando sufficiente il dato della semplice assenza della dichiarazione nella banca-dati dell'Anagrafe tributaria.
La Corte di cassazione, nella sentenza 10599/2015, torna a occuparsi della procedura di invio telematico delle dichiarazioni dei redditi e, ...
Etichette: Dichiarazione dei redditi, Invio telematico
alle mercoledì, novembre 04, 2015
Sono pensionato Inps con regolare CU. Ho svolto nel 2014 un aatività per un Ente pubblico non economico di procacciatore d'affari con ri...
alle lunedì, giugno 29, 2015
È nulla la dichiarazione presentata su un modello non conforme a quello approvato ovvero trasmesso al Fisco con una modalità diversa da quel...
alle venerdì, giugno 12, 2015
Scadenze Dichiarazioni 2015.
Il modello 730 precompilato consente da quest'anno di presentare il modello 730 direttamente all'Agenzia delle Entrate, senza l'ausilio di Caf, intermediari o sostituto d'imposta.
Il modello Unico PF è l'unico modello che il contribuente, in certi casi può presentare con modalità cartacea, anziché telematica, presso gli uffici postali. In particolare ciò è possibile nei seguenti casi:
contribuente che pur possedendo redditi che possono essere dichiarati con il mod. 730, non può presentare il mod. 730;
contribuente che pur potendo presentare il mod. 730, deve dichiarare alcuni redditi o comunicare dati utilizzando i relativi quadri del modello UNICO (RM, RT, RW, AC);
contribuente che deve presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.
In tutti gli altri casi le dichiarazioni devono essere presentate telematicamente, direttamente o tramite intermediario abilitato.
Il modello 730 precompilato consente da quest'anno di presentare il modello 730 direttamente all'Agenzia delle Entrate, senza l'...
alle mercoledì, aprile 15, 2015
Se manca la relativa dichiarazione, non c’è credito riportabile a nuovo.
La pronuncia 22402/2014 della Corte di cassazione applica, a una fattispecie relativa all’omessa presentazione della precedente dichiarazione, il proprio consolidato indirizzo sull’esclusione di apposita motivazione della cartella di pagamento emessa a seguito dell’iscrizione a ruolo conseguente a un controllo automatizzato delle dichiarazioni dei redditi, ammesso ai sensi dell’articolo 36-bis del Dpr n. 600/1973 allorquando i dati emergano dalla dichiarazione stessa.
Più precisamente, nella controversia oggetto dell’intervento della Corte regolatrice del diritto in rassegna, il contribuente aveva contestato la carenza di detta motivazione, ma l'ufficio finanziario opponeva che il disconoscimento dei crediti di imposta emergente dalla successiva dichiarazione dei redditi era derivato dalla omessa presentazione della dichiarazione dei redditi dell'anno precedente risultante dall'Anagrafe tributaria.
La Commissione tributaria regionale aveva, invece, ritenuto decisiva, non tanto l’allegazione della copia del modello Unico per il periodo d’imposta omesso (attestante l'impegno alla presentazione telematica da parte del professionista incaricato, che era evidentemente restato inadempiente), ma l’impegno - poi realizzatosi - alla presentazione della dichiarazione omessa ai sensi dell’articolo 2 del Dpr n. 322/1998, entro i termini di decadenza dall'accertamento, la quale “quindi, avrebbe dovuto essere oggetto di accertamento in rettifica”.
Il disconoscimento dei crediti d’imposta riportati nella dichiarazione successiva a quella omessa, dalla quale i cennati crediti d’imposta scaturivano, risulta fondata - a opinione della decisione della Cassazione in commento - sul secondo comma dell’articolo 36-bis citato, ove si prevede che “sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni presentate e di quelli in possesso dell'anagrafe tributaria, l'Amministrazione finanziaria provvede a: … e) ridurre i crediti d'imposta esposti in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalla dichiarazione”.
Pertanto – e correttamente a nostro avviso – non assume alcuna rilevanza la tardiva presentazione della dichiarazione dei redditi dalla quale emergeva il credito d’imposta riportato nella successiva dichiarazione, in quanto, peraltro, essa era stata presentata soltanto nel corso del giudizio di primo grado.
A conforto di tale interpretazione, la sentenza del Supremo collegio che in annota evidenzia come il disconoscimento dei crediti d’imposta in esame era legittimato anche dalla disposizione contenuta nel quarto comma del citato articolo 36-bis, secondo la quale “i dati contabili risultanti dalla liquidazione prevista nel presente articolo si considerano, a tutti gli effetti, come dichiarati dal contribuente e dal sostituto d'imposta”.
La giurisprudenza della Corte di legittimità sull’esclusione di apposita motivazione da esporre nella cartella di pagamento a seguito del suddetto controllo automatizzato si rinviene nella sentenza citata da questa in commento - 7 giugno 2013, n. 14376 - laddove la rettifica dei risultati della dichiarazione non comporti una pretesa ulteriore da parte dell'Amministrazione finanziaria.
Peraltro, nella precedente pronuncia del Supremo collegio 23 maggio 2012, n. 8137, si era affermato che deve escludersi un particolare onere di motivazione, poiché il contribuente si trova già nella condizione di conoscere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa fiscale, con l'effetto che l'onere di motivazione può considerarsi assolto dall'ufficio mediante mero richiamo alla dichiarazione medesima.
La legittimità dell’emissione della cartella di pagamento non preclude il riconoscimento del rimborso dell’eccedenza fiscale azionabile col meccanismo della ripetizione dell'indebito come ammesso dalla sentenza in commento, che ritiene applicabile il principio espresso dalla giurisprudenza di legittimità riguardo all’Iva, con le decisioni - parimenti citate da questa in commento 12 gennaio 2012, n. 268, e 2 aprile 2014, n. 7600 - ove si è statuito che il venir meno del diritto alla detrazione non elide il diritto al rimborso.
La pronuncia 22402/2014 della Corte di cassazione applica, a una fattispecie relativa all’omessa presentazione della precedente dichiarazion...
Nessuna dichiarazione dei redditi Nessun ticket per la compensazione.
L’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi determina la perdita della facoltà del contribuente di utilizzare il credito maturato in questa annualità, poiché sia l’esistenza che l’entità di tale credito non sono state previamente verificate dall’Amministrazione.
Sentenza n. 1287 del 26 gennaio 2015 (udienza 26 novembre 2014)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Adamo Mario – Est. Federico Guido
Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi – Maturazione di un credito di imposta per l’anno in cui non è stata presentata la dichiarazione – Impossibilità per il contribuente di utilizzare il credito maturato
L’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi determina la perdita della facoltà del contribuente di utilizzare il credito maturato...
alle giovedì, febbraio 05, 2015
Il 730/2015, da oggi in anteprima sul sito delle Entrate con le relative istruzioni, è ricco di novità. La principale, senza dubbio, è l’introduzione del modello precompilato, che l’Agenzia metterà a disposizione dei contribuenti entro il 15 aprile (vedi “Riforma fiscale, atto I: è realtà la dichiarazione precompilata”), cui è strettamente legata anche la nuova certificazione unica (modello Cu) che, dall’anno prossimo, prenderà il posto del “vecchio” Cud (vedi “Cu, il modello più unico che mai, pronto in Rete per la prova collaudo”).
Ma le new entry, a seguito delle numerose recenti modifiche normative, sono tante. Vediamo le più rilevanti.
730 per chi e perché
È bene, innanzitutto, ricordare che presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 rappresenta un vantaggio per i lavoratori dipendenti e i pensionati che, in possesso di determinati redditi, possono avvalersene. Utilizzarlo è conveniente perché:
è più semplice di Unico, in quanto non si devono eseguire calcoli
si riscuote l’eventuale rimborso spettante in tempi rapidi, direttamente nella busta paga di luglio ovvero nella rata di pensione di agosto o settembre
in caso di imposte a debito, non occorre effettuare versamenti; provvede direttamente il sostituto a trattenere le relative somme dalla retribuzione o dalla pensione.
Il bonus Irpef di 80 euro
A partire dallo scorso maggio, ai lavoratori dipendenti, con reddito complessivo non superiore a 26mila euro, è stato erogato in busta paga, dal datore di lavoro, un credito per un importo massimo di 80 euro al mese.
In sede di presentazione del modello 730/2015, l’ammontare del credito dovrà essere ricalcolato, da chi presta l’assistenza fiscale, in base alla somma di tutti i redditi dichiarati.
Nel caso in cui non sia stato possibile percepire il bonus, ad esempio perché il datore di lavoro non riveste la qualifica di sostituto d’imposta (come nel caso dei lavoratori domestici) o perché il rapporto di lavoro si è chiuso prima del mese di maggio, il credito verrà riconosciuto direttamente con il modello 730.
Per consentire a chi presta l’assistenza fiscale di calcolare correttamente il bonus, tutti i lavoratori dipendenti dovranno compilare il rigo C14, per segnalare se il credito è stato o no erogato e, in caso affermativo, in che misura.
Inoltre, sempre per consentire la corretta determinazione del bonus Irpef, da quest’anno andranno indicate, nel rigo C4, le somme percepite per incremento della produttività.
Dal 1° ottobre 2014, per utilizzare in compensazione i crediti derivanti dalla dichiarazione, se il saldo finale è uguale a zero, il contribuente deve utilizzare, direttamente o tramite un intermediario abilitato, soltanto i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Invece, i modelli F24 contenenti compensazioni con saldo finale superiore a zero e quelli con saldo oltre i 1.000 euro possono viaggiare anche tramite i servizi di internet banking degli intermediari della riscossione.
Destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille
Dal 2015, i contribuenti avranno a disposizione un’unica scheda (modello 730-1) per esprimere le scelte relative all’8, al 5 e al 2 per mille dell’Irpef. Con essa, sarà possibile destinare:
l’otto per mille del gettito Irpef allo Stato oppure a una istituzione religiosa
il cinque per mille della propria Irpef per determinate finalità sociali
il due per mille della propria Irpef in favore di un partito politico.
Le scelte non sono alternative tra loro e possono, pertanto, essere tutte espresse, senza determinare maggiori imposte dovute.
La scheda va presentata integralmente anche nel caso in cui sia stata operata una soltanto delle scelte consentite.
uniformata all’1 gennaio la data di riferimento del domicilio fiscale per il calcolo delle addizionali regionale e comunale
previsto l’obbligo di indicare, nel prospetto dei familiari a carico, il codice fiscale anche dei figli a carico residenti all’estero
ridotta dal 15 al 10% l’aliquota agevolata per i canoni concordati nei comuni ad alta densità abitativa, nel caso di opzione per la cedolare secca
eliminata, nel quadro B, l’indicazione dell’Imu dovuta per ciascun fabbricato dichiarato
modificati gli importi delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente e assimilati
introdotte una detrazione a favore degli inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale (è pari a 900 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro, a 450 euro se il reddito non supera 30.987,41 euro) e, per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola con meno di 35 anni di età, una detrazione del 19% delle spese sostenute per i canoni di affitto dei terreni agricoli (massimo 80 euro per ettaro e fino a 1.200 euro annui)
riconosciuto un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni liberali a sostegno della cultura (“art bonus”), nel limite del 15% del reddito imponibile
in tema di oneri detraibili: prorogati il “bonus ristrutturazioni” nella misura del 50%, il “bonus arredi” (anch’esso nella misura del 50%), la detrazione al 65% per il risparmio energetico e quella - sempre al 65% - per l’adozione di misure antisismiche; elevata dal 24 al 26% la detrazione per le erogazioni liberali a favore delle Onlus e quelle a favore dei partiti politici; fissati a 530 euro e a 1.291,14 euro gli importi massimi detraibili dei premi per assicurazioni aventi per oggetto, rispettivamente, il rischio di morte o di invalidità non inferiore al 5% e il rischio di non autosufficienza
in tema di oneri deducibili: introdotta una deduzione pari al 20% delle spese sostenute – fino a un massimo di 300mila euro – per l’acquisto o la costruzione di immobili abitativi da dare in locazione per almeno otto anni; eliminata definitivamente la deducibilità dei contributi obbligatori versati al Servizio sanitario nazionale con la Rc auto.
Il 730/2015, da oggi in anteprima sul sito delle Entrate con le relative istruzioni, è ricco di novità. La principale, senza dubbio, è l’int...
alle martedì, dicembre 02, 2014
La Corte richiama il proprio orientamento in base al quale la dichiarazione dei redditi del contribuente è in linea di principio emendabile e ritrattabile, quando dalla medesima possa derivare l’assoggettamento del dichiarante ad oneri contributivi diversi e più gravosi di quelli che, sulla base della legge, devono restare a suo carico. Ciò in quanto la dichiarazione dei redditi non ha natura di atto negoziale e dispositivo, ma reca una mera esternazione di scienza e di giudizio, modificabile in ragione dell’acquisizione di nuovi elementi di conoscenza e di valutazione sui dati riferiti, e costituisce un momento dell’iter procedimentale volto all’accertamento dell’obbligazione tributaria (Cfr. Cass. S.U. 15063/02). Il principio valido in linea generale non lo è peraltro in senso assoluto, dal momento che esso non consente la riformulazione ex novo della dichiarazione, non attribuisce al contribuente un potere illimitato di modificare e financo di revocare e sostituire la precedente dichiarazione. Esso deve più correttamente circoscriversi alla indicazione di quei dati, relativi alla quantificazione delle poste reddituali positive o negative, che integrino errori tipicamente materiali (ad es. errori di calcolo od anche errata liquidazione degli importi), ovvero anche formali (concernenti la esatta individuazione della voce del modello da compilare nella quale collocare la posta) (cfr. Cass. 7294/14).
Sentenza n. 18757 del 5 settembre 2014 (udienza 10 giugno 2014)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Piccininni Carlo – Est. Marulli Marco
Emendabilità e ritrattabilità della dichiarazione dei redditi – Principio non valido in senso assoluto – Impossibilità di riformulare ex novo la dichiarazione – Individuazione dei limiti entro i quali è consentita l’emendabilità della dichiarazione
La Corte richiama il proprio orientamento in base al quale la dichiarazione dei redditi del contribuente è in linea di principio emendabile ...
alle venerdì, settembre 19, 2014
Controlli: documenti entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.
In caso di controllo formale delle dichiarazioni, i contribuenti, per presentare i documenti giustificativi di spese e oneri sostenuti per i quali è stata richiesta la deduzione dal reddito complessivo o la detrazione dall’imposta lorda, hanno trenta giorni di tempo a partire dalla data di effettivo ricevimento della comunicazione.
Si tratta di un termine ordinatorio e non perentorio, legato alla calendarizzazione delle attività degli uffici.
La precisazione arriva dall’Agenzia delle Entrate, a seguito dell’invio di comunicazioni relative al modello Unico 2012 Persone fisiche, che riportano, per mero errore informatico, una data inesatta.
I contribuenti, pertanto, sono invitati a tenere in considerazione esclusivamente la data di ricezione della comunicazione per calcolare il termine di trenta giorni.
In caso di controllo formale delle dichiarazioni, i contribuenti, per presentare i documenti giustificativi di spese e oneri sostenuti per i...
alle lunedì, giugno 16, 2014
Contribuenti Irpef, Faq dell'Agenzia delle Entrate.
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito Internet, il 16 maggio 2014, una serie di risposte alle domande più frequenti (FAQ) di natura fiscale. Tra i principali argomenti trattati nelle Faq vi sono quelli relativi alla presentazione del modello 730/2014 senza sostituto d’imposta, alle spese di iscrizione ad Università privata, alle erogazioni liberali ad ONLUS, all'acquisto di parafarmaci e farmaci omeopatici, alle spese per sedute da psicologo o di musicoterapia, alle spese per iscrizione a scuola materna, al pagamento del canone di locazione immobiliare con carta PostaPay, alla registrazione del contratto di locazione immobiliare ed APE.
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito Internet, il 16 maggio 2014, una serie di risposte alle domande più frequenti (FAQ) d...
alle venerdì, maggio 23, 2014
Dichiarazione e Irpef, alcuni chiarimenti.
L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 21 maggio la Circolare n. 11/E/2014, con cui ha fornito chiarimenti in merito a varie questioni interpretative in materia di IRPEF prospettate dal Coordinamento Nazionale dei Centri di Assistenza Fiscale e da altri soggetti, considerata la campagna dichiarativa in corso. Fra i chiarimenti più importanti vi sono quelli sul bonus mobili e sul bonus ristrutturazioni. Con riguardo al bonus mobili, ad esempio, viene precisato esso spetta anche a chi ha acquistato da un’impresa non residente tramite bonifico internazionale. Le spese per ristrutturazioni edilizie, poi, sono ammesse in detrazione anche quando sono effettuate tramite una società finanziaria. Inoltre, chi commette errori materiali nella compilazione del bonifico con scambi di riferimenti normativi (è il caso in cui nella causale del bonifico siano stati indicati i riferimenti normativi degli interventi di recupero del patrimonio edilizio in luogo di quelli della detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici), non perde in ogni caso il diritto alle detrazioni per interventi di recupero edilizio e risparmio energetico, a patto che siano rispettati tutti i presupposti previsti per la fruizione della detrazione.
L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 21 maggio la Circolare n. 11/E/2014, con cui ha fornito chiarimenti in merito a varie questioni...

References: articolo 9
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 36
 sentenza 
 sentenza 

Sentenza 
 Cass. 
 Cass. 

Sentenza