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Timestamp: 2018-02-23 10:25:48+00:00

Document:
pubblica utilità, dichiarazione di p.u., termini
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI
La fissazione dei termini per l'inizio ed il compimento delle espropriazioni e dei lavori deve intervenire non solo nei casi di dichiarazione esplicita di pubblica utilità, ma anche nelle ipotesi in cui l'approvazione del progetto dell'opera ne comporti la dichiarazione implicita.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> COMPUTO
E' del tutto irrilevante, al fine del computo del termine di efficacia della pubblica utilità dichiarata da organo incompetente, il provvedimento di convalida, atteso che tale provvedimento è idoneo unicamente a sanare l'iniziale difetto di competenza, ma è insuscettibile di determinare un differimento del termine di validità della dichiarazione di pubblica utilità.
Il termine per il compimento della procedura espropriativa fissato in giorni e non in anni impone, a differenza della seconda ipotesi, di tenere conto di ogni singolo giorno presente nel calendario nell'arco di tempo in questione e, pertanto, anche dell'eventuale giorno in più legato ad anni bisestili; improprio pertanto la conversione di tale termine in corrispondenti anni.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...CA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> DECORRENZA
Il dies a quo del termine della pubblica utilità decorre dalla data di esecutività della delibera di approvazione del progetto definitivo, in quanto l'art. 12 d.p.r. n. 327/2001 prevede tassativamente le fattispecie che comportano dichiarazione implicita di pubblica utilità, tra cui l'approvazione del progetto definitivo dell'opera pubblica, non già del progetto esecutivo, non risultando possibile interpretare estensivamente la norma ed attribuire l'effetto di produrre dichiarazione di pubblica utilità all'approvazione del progetto esecutivo, anche alla luce del carattere accessorio di quest'ultima. Il dl n. 1/2012 che ha introdotto il comma 1 bis nel corpo dell'art. 97 dlgs n. 163/2006 che ha esteso la possibilità di disporre la p.u.con l'esecutivo, non ha effetto retroattivo, e ha ad oggetto l'ambito applicativo degli appalti pubblici.
Il termine per l'emanazione del decreto di esproprio deve essere individuato (ai sensi del comma 4 dell'art. 13 DPR 327/2001), alla scadenza del quinto anno "decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera". Come è dato osservare, la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oerenza con i principi generali, individua il dies a quo non già al momento della mera adozione dell'atto amministrativo (momento in cui quest'ultimo consegue, in via presuntiva, validità), bensì al momento del completamento della fattispecie tipica di esercizio del potere, e cioè al momento di conseguimento dell'efficacia, da parte dell'atto medesimo.
Ai sensi del combinato disposto degli articoli 13 e 17 del d.p.r. n.327 del 2001, la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera deriva dall'approvazione del progetto definitivo ed è solo dall'efficacia di quest'ultimo, e non del preliminare, che decorrono anche i termini per l'adozione del decreto di esproprio.
Ai fini del computo del termine quinquennale finale per la conclusione del procedimento ablatorio occorre fare riferimento al momento di approvazione del progetto definitivo, e non ad un momento caratterizzante la fase attuativa del progetto definitivo; se così fosse si arriverebbe all'irrazionale conclusione di rinviare sine die l'onere della P.A. di concludere la procedura ablatoria entro un determinato termine fissato dalla legge.
La scadenza dei termini della dichiarazione di pubblica utilità, determina la perdita del ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...opriativo, con conseguente venir meno dell'efficacia degli atti di occupazione dei terreni e la legittimità dell'occupazione delle aree.
In ipotesi in cui l'approvazione del progetto definitivo, contenente l'indicazione del termine per il completamento della procedura espropriativa, intervenga prima dell'apposizione del vincolo (nel caso di specie) mediante accordo di programma comportante anche dichiarazione di PU e mancante di indicazione dei termini, si può dissertare se il decreto di esproprio possa essere varato entro il termine di cinque anni ex art. 13.4 DPR 327/2001 ovvero entro il termine già fissato nel precedente atto, che inizierebbe a decorrere (divenendo efficace ex art. 12.3 TU.) solo dal momento dell'approvazione dell'atto (Accordo di programma), impositivo del vincolo.
La durata dell'occupazione d'urgenza non può essere sovrapposta a quella della dichiarazione di PU; ne consegue che i termini previsti per il compimento delle espropriazioni e dei lavori di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 13, non possono decorrere dalla data di immissione possesso, bensì dalla data della delibera dichiarativa della pubblica utilità dell'opera contenente la fissazione dei suddetti termini.
La ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o cui la decorrenza del termine di efficacia della dichiarazione di pu dovrebbe essere legata non all'adozione del provvedimento, bensì all'adempimento della pubblicazione non è accettabile in linea di principio; ciò, infatti, renderebbe incerta la stessa sorte del diritto di proprietà e lo affiderebbe alla mercé dell'Amministrazione, la quale potrebbe colpevolmente ritardare la pubblicazione stessa continuando ad eseguire atti della procedura aggirando così il termine fissato.
I termini di pubblica utilità iniziano a decorrere dalla data di esecutività della delibera di approvazione del progetto definitivo
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> DEROGABILITÀ
Il fatto che la dichiarazione di p.u. sia implicita nell'approvazione del progetto dell'opera pubblica, ai sensi della L. n. 1 del 1978, art. 1, non esonera l'Amministrazione dalla fissazione dei termini previsti dalla L. n. 2359 del 1865, art. 13, per l'inizio e il compimento dell'espropriazione e dei lavori e non esclude l'applicazione del termine triennale previsto per l'inizio dei lavori dall'art. 1 della medesima Legge del 1978 a pena di decadenza.
Le norme che re... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rocedure amministrative sono norme di diritto pubblico e tutt'altro che derogabili dalle parti; ne consegue che non ha alcuna efficacia l'affermazione inserita nei verbali di transazione in virtù della quale i proprietari rinunciano al termine finale della procedura espropriativa.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> DURATA
Non può asserirsi che la dichiarazione di pubblica utilità non potrebbe fissare, tra il termine iniziale del compimento delle procedure e quello finale, un periodo superiore a cinque anni; l'art. 13, L. 2359/1865 non impone alcun termine, quantomeno quinquennale. Legittimamente poi può essere fissato ex art. 13, comma 3, D.P.R. 327/2001, un termine finale di 6 anni delle espropriazioni, termine entro il quale deve essere emanato l'atto di esproprio, con la conseguenza che, in tale ipotesi, non trova applicazione la norma sussidiaria dell'art. 13 citato, comma 4.
Premesso che i quattro termini massimi (acceleratori quelli iniziali, perentori quelli finali) sono fissati sulla base di valutazioni presuntive e discrezionali dell'Amministrazione in ordine ai tempi di attivazione e di conclusione della procedura, non è illegittima la previsione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di tre anni per l'inizio dei lavori, che coincide con quello previsto dall'art.1 della L. 1/1978.
La dichiarazione di pubblica utilità può essere disposta entro i cinque anni dalla apposizione del vincolo e, se riguarda un singolo bene ha la durata da indicare ai sensi dell'art. 13 della legge fondamentale, pari generalmente a cinque anni; se deriva dall'approvazione di uno strumento urbanistico, ha la durata prevista dalla legge che è pari a 18 anni per i p.e.e.p. ed a 10 anni per i p.i.p.
La dichiarazione di pubblica utilità ha un'efficacia limitata nel tempo che deve essere espressamente indicata ovvero può, in taluni casi, derivare direttamente dalla legge.
Non è illegittimo indicare identici termini per l'inizio e la fine dei lavori e per l'inizio ed il compimento delle espropriazioni.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> EX LEGE
L'art. 13 l. 25 giugno 1865 n. 2359, in materia di fissazione di specifico termine, non si applica né alle espropriazioni relative all'attuazione di un piano per l'edilizia economica e popolare (in considerazione che la delimitazione temporale dell'efficacia del piano stesso è previ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mente dalla legge), né alle espropriazioni riguardanti aree incluse in una localizzazione assunta ai sensi dell'art. 51 l. 22 ottobre 1971 n. 865, sottoposte al regime giuridico proprio del piano di zona.
Con la L.R. Friuli Venezia Giulia n. 46/1986 art. 18 (applicabile ratione temporis), il legislatore regionale ha fissato i termini di inizio e fine dei lavori e delle espropriazione; ciò è divenuta la regola nel nuovo t.u., D.P.R. n. 327 del 2001, che, all'art. 13, ha unificato i due termini finali fissandone la durata massima.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> INDICAZIONE PER RELATIONEM
La circostanza che i termini di inizio e fine dei lavori e del procedimento espropriativo siano stati determinati non con un'indicazione diretta, bensì per relationem, attraverso il riferimento ad una circostanza esterna, quand'anche eventualmente censurabile sotto il profilo della conformità a norma, non equivale all'assenza di indicazione dei termini stessi, e perciò non integra un vizio idoneo a determinare la giuridica inesistenza (o la radicale nullità) dell'atto che quell'indicazione contiene.
Alla mancata fissazione dei termini di inizio e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vori e del procedimento espropriativo, equivale l'ipotesi in cui l'indicazione risulti in concreto così imprecisa ed aleatoria, da potersi considerare tamquam non esset, ma non anche l'ipotesi in cui l'indicazione stessa sia avvenuta per relationem, consentendo, seppur con modalità non conforme a norma, l'individuazione dei termini in discorso.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> RISPETTO A QUALE OPERA
La fissazione dei termini di inizio e di completamento dell'opera pubblica deve essere correlata all'opera pubblica concretamente prevista; con la possibilità di acquisire un terreno di proporzioni maggiori rispetto all'opera prevista, si verificherebbe una sostanziale elusione del precetto in esame, con sacrificio della posizione del proprietario, in funzione di opere la cui realizzazione, per "stralci" ancora incerti nell'"an" e nel "quando", non può certamente ritenersi compresa nei termini inerenti all'opera da eseguirsi.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> SCADENZA, EFFETTI
La scadenza del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità comporta la sua sopravvenut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ia e la conseguente trasformazione, in illecito, del possesso del terreno, a suo tempo occupato.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> VARIANTE DELL'OPERA
La declaratoria di pubblica utilità dei lavori in variante non può essere avulsa o prescindere da una valida ed efficace dichiarazione di pubblica utilità dell'opera principale su cui i primi intervengono; non depone a diversa conclusione l'art.12, comma 2, del D.P.R. n.327/2001.

References: art. 13
 art. 12
 art. 13
 art. 1
 art. 13
 art. 13
 art. 18