Source: http://pepe-national-geographic.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/07/
Timestamp: 2017-02-24 05:51:21+00:00

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luglio » 2010 » QUI ITALIA - Blog - NATIONAL GEOGRAPHIC ITALIA
Era, ed è, un ospedale "scomodo". Ma era, ed è, soprattutto un ospedale che, grazie ai suoi operatori, è fondamentale in un Paese devastato dalla guerra. Sto parlando della struttura sanitaria di Lashkargah, in Afghanistan, gestita da Emergency.
Dopo alcuni mesi di chiusura, decisa dal governo afgano per motivi poco chiari, è stato dato l'annuncio della riapertura, voluta dalla stesso governo, dal presidente della Ong, Gino Strada.
Per chi crede che gli ospedali siano strutture particolarmente necessarie nelle zone dove la vita delle persone vale zero, per chi è convinto che il medico e l'infermiere siano in primo luogo professionisti umanitari, per chi sostiene che la cura e l'assistenza non vanno negate a nessuno, neppure nei fronti più estremi e cattivi della guerra, per chi pensa che Emergency sia una struttura che fa bene il proprio lavoro di intervento sanitario e una delle migliori Ong che opera su territori di forte conflitto, questa è una buona notizia.
Tanto più buona dopo aver saputo che il nome della Ong figura nei file resi pubblici dal sito Wikileaks, secondo il quale la guerra in Afghanistan è stata offuscata e occultata e manipolata da un catena impressionante di disinformazione e di notizie false. Ebbene Emergency - stando a Wikileaks - viene definita "insopportabile". Forse non è difficile immaginare chi ritiene la Ong "insopportabile" tra le forze presenti su quel terreno di guerra. D'altronde anche in Italia c'è chi vede la Ong con il fumo agli occhi.
A noi interessano di più gli aspetti umanitari del lavoro svolto da Emergency: chi cura una persona ferita, chi assiste un bambino al quale è stata amputata una gamba per colpa di una mina, chi salva una vita a prescindere se sia amico o nemico, salva se stesso, salva il mondo.
Ecco perché è giusto festeggiare la riapertura di Emergency. Come avverrà domani a Venezia, in piazza San Marco, durante il concerto della mitica Patti Smith. Buona festa, per chi ci andrà.
Pubblicato in Articolo Nessun commento » 28
Ancora un mese per partecipare. Dunque qui e ora (un mese e qualche giorno per essere più chiari), altrimenti dovrete aspettare il prossimo anno.
Ma perché rinunciare se si ha la possibilità e il desiderio di concorrere al nostro concorso fotografico? Nella vita si fanno progetti a breve, medio e lungo termine. Però a volte bisogna saper cogliere l'attimo: uno viene proposto da National Geographic.
I vincitori, come sapete, saranno pochissimi e ultra selezionati. Però per tanti altri ci sarà un momento di gloria quando avranno i loro scatti pubblicati sul nostro sito (seguito, nel mese di giugno, da mezzo milione di persone, con oltre otto milioni di pagine viste).
Perciò abbandonate qualsiasi scrupolo: andate in edicola, prendete il magazine, ritagliate il coupon e speditelo in redazione insieme alle sei foto. Come ho già scritto, sono decoubertiano (si dice così?): non è importante vincere ma partecipare. Se poi c'è anche la possibilità di vincere, tanto meglio.
Pubblicato in Articolo 11 commenti » 25
Ma c'è un popolo dei parchi?
Posso rendervi partecipi di un riflessione? Ero molto indeciso, prima di scrivere, ma tant'è.
Venerdì scorso era annunciata la manifestazione del "popolo dei parchi" davanti al ministero dell'Ambiente, su via Cristoforo Colombo, a Roma. Come sapete noi della rivista "National Geographic Italia" abbiamo dedicato molto spazio al problema del taglio dei finanziamenti alle aree protette: sul sito abbiamo pubblicato e messo in evidenza, molto materiale, molti numeri, molti appelli.
E venerdì mattina, approfittando del fatto che la nostra redazione è a due passi dal ministero, sono andato a vedere cosa succedesse, anche per portare la solidarietà della redazione: difendere i parchi nazionali è per noi un obbligo morale, innanzitutto.
Quando sono arrivato non mi aspettavo di vedere una protesta oceanica, ma almeno un bel numero di persone. Sono rimasto sorpreso: il "popolo dei parchi" era composto da qualche decina di persone. Molto rumorose, molto colorate, molto giustamente indignate. Però poche, pochissime.
Sicuramente ha influito il caldo tremendo, insopportabile, da svenimento. Subito dopo ho anche pensato che c'è qualcosa che non funziona. Non tanto e non solo nel movimento ambientalista - nel senso più ampio del termine - e nelle associazioni che lo animano, ma nella cosiddetta opinione pubblica. Che a parole si mostra sensibile alle tematiche che riguardano la salute ambientale, la natura, la vita delle altre specie, ma che poi nei fatti non si mobilita, non partecipa, non protesta. Perché?
Lascio a voi le risposte. Intanto ne dò una: in Italia, su questi argomenti, c'è un forte disimpegno. In altri paesi vedo personaggi pubblici, donne e uomini di cultura e di spettacolo, in prima fila. Qui da noi gli opinion leader sono pronti a firmare, a lanciare qualsiasi appello "contro" o "pro" purché dietro ci sia una valenza politico-ideologica, purché ci sia almeno un nemico (politico) da abbattere. Ma se si tratta di altro, restano a guardare alla finestra. Per la gente "comune" (anch'essa opinione pubblica) vale un analogo ragionamento: altrove su queste tematiche c'è una cultura radicata e le persone di mobilitano e si impegnano, in Italia sembrano questioni elitarie. Così però non è, perché la salvaguardia del Pianeta riguarda tutti, in tutto il mondo.
Sta di fatto che venerdì scorso il presunto popolo dei parchi è rimasto a casa.
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I fotografi, Bossi, Borghezio e Totti
I fotografi di cronaca fanno il loro lavoro, come tanti altri professionisti. Talvolta provocando, talaltra invadendo (e spesso rischiando l'incolumità, come accade ai fotoreporter di guerra e - con le debite differenze - ai paparazzi d'assalto).
Ma anche se sono indiscreti e sfrontati, meritano di essere offesi dai politici? Il politico di turno preso di mira dagli obiettivi fotografici, non sa che lo scatto rubato permette - ad una serie di persone - di lavorare e, quindi, di vivere?
Mi riferisco all'immagine del dito medio del signor Bossi rivolto all'indirizzo dei fotografi. E' qualcosa di più un insulto. Forse qualcuno avrà riso vedendo la foto. Però non c'è da ridere, perché mandare a quel paese gente che lavora (spesso guadagnando poco perché la concorrenza è spietata e le foto di cronaca si pagano due soldi), è solo una dimostrazione di arroganza del potere.
Domando: cosa accadrebbe ai fotografi che mostrassero il dito medio a Bossi? Sarebbero fermati dai cosiddetti "gorilla" (uso volutamente questa parola ricordando che è altrettanto offensiva, perché gli uomini e le donne di scorta sono lavoratori e lavoratrici) e denunciati?
Forse dovremmo far finta di nulla, sapendo in partenza che i leghisti sono fatti così. D'altronde basta leggere le parole pronunciate dall'eurodeputato Mauro Borghezio contro Francesco Totti: «E' un cretino con qualche lampo di imbecillità». Cosa aveva detto il capitano giallorosso di tanto scandaloso? Alle solite accuse contro la Capitale, Totti aveva replicato dicendo che «c'è sempre invidia tra Roma e Nord, quelli della Lega pensino all'Italia. Non posso rispondere a gente che non canta nemmeno l'inno nazionale».
Se resta qualche dubbio, chiarisco: sto con i fotografi, che difendono il loro diritto al lavoro, e sto con un giocatore che difende con orgoglio l'inno nazionale. Voi con chi state?
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Prestigiacomo, cosa fa per i Parchi?
Salviamo i parchi naturali italiani era l'appelllo lanciato da National Geographic Italia il 6 luglio, per scongiurare la riduzione dei finanziamenti di 25 milioni di euro: un taglio così ingente rischierebbe di farne chiudere alcuni e di ridimensionare l'attività di altri. Bene: questa settimana è probabilmente decisiva per evitare di arrecare un grave danno al nostro patrimonio ambientale e all'economia di diverse zone del Paese.
Il rischio è tanto più concreto perché il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, non sembra voler impegnarsi più di tanto per evitare questa sciagurata decisione. Tra l'altro proprio il suo ministero, in occasione dell'anno della biodiversità (ora in corso), ha finanziato una onerosa campagna pubblicitaria a sostegno dei parchi e delle oasi nazionali. Contraddittorio, no?
Ma c'è anche l'indifferenza delle tante persone interessate. Milioni di cittadini e migliaia di amministratori locali (un terzo dei comuni ha parte del territorio nelle aree protette) e decine di migliaia di dipendenti, sono coinvolti dai parchi nazionali: quando tutti questi si renderanno conto delle conseguenze dei tagli, forse sarà troppo tardi.
Comunque aspettiamo fiduciosi un ripensamento da parte del governo.
Pubblicato in Articolo 4 commenti » 16
Le date del nostro concorso
Devo correggere una informazione che ho dato sia nel blog "tutto per voi 2" che in qualche mail di risposta personale: riguarda le date di ammissione delle foto al concorso.
1) Come ho già scritto, e qui confermo, non saranno ammesse le foto scattate oltre due anni prima la data di inizio (quindi quelle precedenti maggio 2008 saranno escluse).
2) Saranno invece ammesse le foto scattate fino all'ultimo giorno utile per la partecipazione al concorso e cioè il 31 agosto 2010.
Perciò utilizzate il tempo che avete ancora a disposizione per dare il meglio. Per la nostra competizione siamo solo a metà del cammino.
Immagini, parole, testimonianza
Ho lasciato volutamente per alcuni giorni il blog dedicato alla legge bavaglio, sperando che i nostri lettori-estimatori si soffermassero a riflettere non sulle parole bensì sulle immagini che abbiamo dedicato alla fattoria degli animali. E in effetti molti hanno visto la nostra galleria "silenziosa". Pochi però hanno scritto una riflessione, un pensiero, una opinione.
A volte viene da credere che siamo davvero "malati di politica": quando ci sono lo scontro, l'avversario, lo schieramento, il partito, i movimenti, se scatta insomma un meccanismo di identificazione politica, allora prende il via anche la partecipazione, l'impegno, la voglia di esserci. Quando ci sono solo le idee e non la lotta di parte, c'è un diverso modo di reagire.
Tant'è. Noi di National Geographic restiamo comunque testimoni, attenti, partecipi, non faziosi, del tempo che viviamo. Lo potete capire guardando il sito. Tuttavia non rinunciamo alle opinioni, cerchiamo solo di esporle con equilibrio.
Anche se a volte l'equilibrio viene sovvertito dalla forza delle immagini che, come si dice, parlano da sole. Come le foto tedesche della montagna di scorie nucleari a rischio.. Oppure le immagini della Marea nera realizzate con tecniche particolari per trovare il petrolio che sta devastando le spiagge del Golfo del Messico.
Però National Geographic va oltre l'attualità, la cronaca, perché vuole, perché vogliamo far conoscere il mondo e ciò che contiene. Anche di bello. Date un'occhiata a i mille volti dell'India, guardate la luce dei sorrisi, degli occhi, dei capelli di donne, bambini, uomini, anziani. Cosa provate quando vedete queste immagini? Curiosità, ammirazione, solidarietà, vicinanza, comprensione' Quali sensazioni provate? E non vi viene voglia di andare a scoprire questo magnifico, grande, paese?
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La fattoria degli animali silenziosi
Anche noi, domani, resteremo in silenzio. Eppure sarà un silenzio molto, molto rumoroso.
Potrete vederci, cliccarci, consultarci, scriverci, giocare con il nostro sito. Ma noi faremo come voi: saremo soltanto spettatori. Muti.
Muti come gli animali che vedete nella particolare fotogalleria dedicata alla giornata di sciopero contro la legge sulle intercettazioni telefoniche. Oggi, ora, al momento in cui scrivo, sono in sciopero i colleghi della carta stampata che lavorano nei quotidiani. Domani la protesta riguarderà quasi tutti i siti, compreso dunque il nostro.
Ma vi lasciamo una testimonianza sulla quale meditare.
Berlusconi, che ancora oggi difende una brutta e insensata legge (quando capirà che nella vita esiste anche l'opinione altrui allora si renderà conto che può sbagliare perfino lui), vorrebbe intorno a sé dei giornalisti simili ai cani, obbedienti e scodinzolanti, simili alle tre scimmiette, che non sentono, non vedono, non parlano, simili ai pappagalli, che ripetono pari pari quello che sentono dai loro proprietari.
Noi giornalisti, anche se talvolta ci comportiamo in modo poco umano e poco rispettoso nei confronti degli altri, non siamo animali che si possono addomesticare o ridurre al silenzio. Abbiamo occhi, orecchie, testa, bocca e mani che ci servono per sentire, per capire, per far vedere e per raccontare quanto accade. E non siamo disposti per nulla a vivere nella fattoria degli animali silenziosi.
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Pubblico, come l'ho ricevuta, la dichiarazione del consigliere del Pdl del Veneto, Bond, che ci ringrazia per l'articolo sulle Dolomiti pubblicato sul numero del magazine in edicola. Mi fa piacere che un politico riconosca l'importanza del nostro lavoro di informazione, e mi fa ancora più piacere perché queste parole provengono da una parte politica che spesso fa scelte molto discutibili in merito alla difesa e alla valorizzazione delle bellezze italiane (come ho scritto nei blog Una vera schifezza e Una vera sciocchezza).
Pertanto ricambio volentieri i ringraziamenti.
DICHIARAZIONE DI DARIO BOND
DOLOMITI: UN GRAZIE AL NATIONAL GEOGRAPHIC, MENO GRAZIE AD ALTRI
"Le Dolomiti non hanno perso il loro fascino nonostante l'invasione di massa che subiscono oggigiorno." Così scrive il National Geographic Italia in lungo servizio di Ulrich Ladurner con splendide fotografie di Georg Tappeiner. Sento di dover ringraziare per questo servizio eccellente il National Geographic che con l'autorevolezza che lo distingue riconosce nelle nostre montagne-simbolo "una delle mete di vacanza più amate d'Europa" capace di ospitare ogni anno, con servizi qualificati, centinaia di migliaia di turisti. Le nostre Dolomiti, Monti Pallidi, sono state definite da Le Corbusier "la più bella opera architettonica al mondo" e lo sono tanto da diventare Patrimonio dell'Umanità. Un'opera della natura che, tra l'altro, mitiga le alte temperature estive e restituisce serenità spirituale e vigore fisico. Sulle Dolomiti, ricorda il National, hanno trovato ispirazione Goethe, Hemingway, Arthur Schnitzler per il quale l'aria che qui si respira è "inebriante come champagne".
Grazie quindi al National Geographic Italia che ha dedicato così ampio spazio alle Dolomiti. Un pochino meno grazie a chi nella Fondazione Dolomiti-Unesco ha cominciato il lavoro di promozione e valorizzazione di questo nostro immenso patrimonio con disaccordi e polemiche politiche.
Venezia, 4 luglio 2010
Uff. stampa Gruppo PdL - Consiglio regionale Veneto
335-5338549
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 Articolo 6
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 Articolo 4
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