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Timestamp: 2018-01-17 11:12:23+00:00

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Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 (BUR n. 51/2013 ) [sommario] [RTF]
2. Nell’ambito di quanto previsto dal comma 1, la Regione del Veneto disciplina, indirizza e organizza lo svolgimento delle attività economiche del turismo, con le seguenti finalità:
a) promozione dello sviluppo economico sostenibile, nell’ambito della valorizzazione delle risorse turistiche, e garanzia della fruizione del patrimonio culturale, storico, artistico, territoriale ed ambientale;
b) accrescimento della qualità dell’accoglienza turistica e incremento dell’accessibilità, della tutela dei diritti e del rispetto dei doveri degli operatori e degli utenti;
c) crescita della competitività delle singole imprese e della complessiva attrattività del Veneto quale meta turistica, anche avvalendosi di società a partecipazione o controllo regionale ai sensi della vigente normativa; (1)
d) innalzamento degli standard organizzativi dei servizi e delle infrastrutture connesse all’attività turistica e del livello della formazione e della qualificazione degli operatori e dei lavoratori;
e) elaborazione di nuovi prodotti, sviluppo della gamma di prodotti, di attività ed aree turistiche e miglioramento della qualità delle destinazioni turistiche;
f) promozione del Veneto quale marchio turistico a livello nazionale e del marchio “Veneto/Italia” a livello internazionale e sviluppo di una politica di marchio regionale;
g) sostegno alle imprese turistiche, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese;
h) sviluppo della qualità e dell’innovazione di processo e di prodotto e delle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
i) sviluppo di una gamma completa ed efficiente di strumenti economico finanziari a supporto dello sviluppo delle imprese del settore.
3. La Regione, nella realizzazione delle iniziative in materia di turismo, adotta e applica il principio della sussidiarietà e attua il confronto con gli enti locali, le autonomie funzionali e con le parti economiche e sociali.
c) destinazione turistica: la località o l’ambito territoriale nel quale ha sede un complesso di risorse, infrastrutture e servizi connesse con un prodotto turistico o una gamma di prodotti di cui all’articolo 4;
d) aree di montagna: il territorio montano, così come individuato dalla normativa regionale vigente;
e) imprese turistiche: le imprese così definite dalla vigente legislazione statale;
f) associazioni di rappresentanza: le organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori regionali aderenti alle organizzazioni nazionali che sottoscrivono il contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti di imprese del settore turismo, o loro organismi a livello regionale delegati dalle medesime;
g) attività ricettiva: la fornitura, a pagamento, al turista di alloggio temporaneo e di servizi durante il soggiorno del cliente nelle strutture ricettive;
h) struttura ricettiva: struttura aperta al pubblico, dotata dei requisiti minimi previsti dalla presente legge, per fornire ai turisti, a pagamento, alloggio temporaneo non residenziale ed altri servizi durante il soggiorno del cliente; ai limitati fini di cui all’articolo 27 bis, sono, altresì, strutture ricettive, non aperte al pubblico, gli alloggi dati in locazione esclusivamente per finalità turistiche ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo”, senza prestazione di servizi; (2)
i) sede operativa: l’immobile ove vengono forniti beni o prestati servizi a favore dei turisti;
l) sede secondaria dell’agenzia di viaggio: qualunque filiale, succursale, punto vendita o luogo in cui si svolge, anche temporaneamente, attività di agenzia di viaggio, diversa dalla sede principale;
m) case per villeggiatura: gli edifici a destinazione abitativa non aperti al pubblico, destinati al soggiorno temporaneo di persone aventi stabile residenza in altro comune;
n) titolare della struttura ricettiva: il titolare dell’impresa che organizza, nella struttura ricettiva, l’offerta di alloggio temporaneo e di servizi durante il soggiorno del cliente, con facoltà di affidare la gestione di uno o più servizi durante il soggiorno del cliente a terzi;
o) promozione turistica: l’attività e le iniziative destinate ad accrescere nei turisti la conoscenza e la notorietà dei prodotti delle destinazioni turistiche;
p) commercializzazione turistica: l’attività e le iniziative in grado di incrementare la vendita di attività turistiche sia in termini di ricettività che di fornitura di beni e servizi ai turisti.
Art. 3 - Risorse turistiche.
1. Sono risorse turistiche del territorio veneto: il mare, la montagna, i laghi, i fiumi, le terme, le città d’arte, i beni e i luoghi culturali, storici, religiosi ed enogastronomici, le aree protette e quelle di interesse naturalistico, nonché ogni altro bene, manifestazione e servizio in grado di generare flussi turistici a livello locale nonché di provenienza nazionale o estera.
2. Chiunque utilizzi o usufruisca delle risorse turistiche del Veneto è tenuto ad atti e comportamenti che consentano la preservazione e il mantenimento fisico, naturale, storico e patrimoniale delle risorse stesse.
Art. 4 - Prodotto turistico e gamma di prodotti. (3)
1. Il prodotto turistico è costituito dall’organizzazione dell’insieme delle risorse turistiche e dal coordinamento dell’insieme delle offerte culturali, sia strutturali sia per eventi, che avranno effetto sul territorio regionale secondo le modalità e i criteri stabiliti dalla Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare.
2. La gamma di prodotti è costituita dalla preparazione, organizzazione ed offerta sul mercato e sui segmenti di utenza nazionale ed internazionale di più prodotti turistici tra loro coerenti.
3. La promozione e la comunicazione in Italia e all’estero delle risorse turistiche e culturali del Veneto hanno come obiettivo la valorizzazione unitaria del prodotto turistico, della gamma dei prodotti e delle connesse destinazioni.
4. La Regione concorre, con gli altri enti pubblici e le imprese, allo sviluppo dei club di prodotto e delle destinazioni nell’ambito della gamma di prodotti turistici del territorio regionale.
5. La Giunta regionale, in relazione ad eventi e manifestazioni di carattere internazionale o di particolare rilievo nazionale, può stipulare con enti e istituzioni, pubblici e privati, accordi di collaborazione finalizzati alla realizzazione di azioni per la valorizzazione turistica del territorio regionale.
Art. 5 - “Veneto” marchio turistico.
2. Nei mercati esteri il marchio “Veneto” di cui al comma 1 è sempre affiancato dalla indicazione “Italia”.
3. Le amministrazioni pubbliche e i soggetti privati, nella promozione e commercializzazione in Italia e all’estero dell’offerta turistica veneta, promuovono il Veneto come marchio turistico che integra, rispettandone il valore e il ruolo, la pluralità delle destinazioni e dell’offerta turistica regionale.
4. La Giunta regionale stabilisce le modalità, i criteri e le condizioni per l’utilizzo del marchio turistico regionale e per il suo inserimento nelle campagne di promozione e commercializzazione, nonché nel materiale di interesse turistico, pubblicitario, illustrativo, segnaletico e di comunicazione al pubblico.
5. La Giunta regionale attua altresì le procedure di registrazione del marchio “Veneto”, in conformità alle previsioni di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 “Codice della proprietà industriale, a norma dell’articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273” e successive modificazioni.
6. La Giunta regionale verifica periodicamente l’utilizzazione e la diffusione del marchio turistico della regione e il suo grado di riconoscibilità da parte del turista.
Art. 6 - Programma regionale per il turismo.
a) il quadro dell’offerta turistica, delle risorse turistiche regionali e l’analisi della domanda e delle previsioni sull’evoluzione delle potenzialità turistiche;
b) gli obiettivi e le strategie dell’attività regionale, da attuarsi anche mediante piani strategici;
c) le linee di intervento in relazione alle risorse per lo sviluppo dell’offerta turistica regionale e l’incremento dei flussi di domanda turistica in Italia e all’estero;
d) la definizione delle misure necessarie a migliorare la qualità e la competitività delle imprese e dei prodotti turistici;
e) i criteri per la valutazione dell’impatto sulle risorse e le misure per la protezione delle stesse;
f) gli strumenti per la valutazione dei risultati economici, sia in termini qualitativi che quantitativi;
g) gli strumenti per la valutazione dei risultati occupazionali, sia in termini qualitativi che quantitativi.
3. Il programma regionale per il turismo è predisposto dalla Giunta regionale ed approvato dal Consiglio regionale.
4. La Giunta regionale può apportare modifiche e integrazioni al programma regionale per il turismo, se le condizioni economiche e sociali, interne ed internazionali, le rendono opportune, previo parere della competente commissione consiliare.
Art. 7 - Piano turistico annuale.
a) gli interventi regionali per incrementare la conoscenza della domanda e dell’offerta turistica;
b) le azioni per la promozione, valorizzazione e qualificazione delle risorse turistiche;
c) le iniziative per lo sviluppo dei prodotti turistici e della gamma di offerta delle destinazioni turistiche;
d) le disponibilità complessive di spesa per l’attuazione del piano e i criteri di allocazione delle risorse;
e) il monitoraggio delle attività svolte e la valutazione della loro efficacia;
f) la verifica dell’andamento occupazionale del settore.
3. Il piano turistico annuale individua altresì le linee di azione, i riferimenti programmatici e gli ambiti di operatività a cui devono fare riferimento gli enti locali.
4. Nel corso di validità del piano turistico annuale, la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, può apportare modificazioni ed integrazioni al piano stesso.
Art. 8 - Elenco regionale delle località turistiche.
1. Sono comuni turistici, ai fini dell’articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 “Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale” e successive modificazioni, tutti i comuni del Veneto.
Art. 9 - Destinazioni turistiche.
1. La Regione del Veneto riconosce, valorizza e favorisce il governo delle destinazioni turistiche così come definite all’articolo 2, comma 1, lettera c). A tal fine la Giunta regionale riconosce per ciascuna destinazione turistica un’unica organizzazione della gestione.
2. Ciascuna organizzazione di gestione della destinazione opererà secondo le moderne forme di presidio delle destinazioni per creare sinergie e forme di cooperazione tra soggetti pubblici e privati coinvolti nel governo delle stesse e nello sviluppo dei prodotti turistici, al fine di un rafforzamento del sistema di offerta e per la gestione unitaria delle funzioni di informazione, accoglienza turistica, promozione e commercializzazione dei prodotti turistici della destinazione, nel rispetto della normativa e della programmazione regionale.
3. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, definisce entro novanta giorni dalla entrata in vigore della presente legge, criteri e parametri per la costituzione delle organizzazioni di gestione della destinazione turistica. La Giunta regionale, tenuto conto del necessario raccordo con i sistemi turistici tematici di cui all’articolo 11, favorisce l’istituzione delle organizzazioni di gestione delle destinazioni anche attraverso confronti con gli enti locali e camerali e con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore.
Art. 10 - Comitato regionale per le politiche turistiche.
1. È istituito presso la Giunta regionale il Comitato regionale per le politiche turistiche, al fine di contribuire alla definizione delle scelte programmatiche ed operative di maggior valore strategico per il turismo, nell’ambito della programmazione regionale di cui all’articolo 6 e della pianificazione annuale di cui all’articolo 7
2. Il Comitato regionale per le politiche turistiche è convocato dall’Assessore regionale competente in materia di turismo ed è composto da:
a) l’Assessore regionale competente in materia di turismo o un suo delegato, che lo presiede;
b) il Presidente dell’unione regionale delle province venete (UPI Veneto) o un suo delegato;
c) un rappresentante dei comuni designato dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), sezione regionale, per ciascun sistema turistico tematico, di cui all’articolo 11;
d) il Presidente dell’Unione regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (Unioncamere del Veneto) o un suo delegato;
e) un rappresentante per ciascuna delle associazioni di rappresentanza, come individuate alla lettera f) del comma 1 dell’articolo 2;
f) un rappresentante dei consorzi di imprese turistiche di cui all’articolo 18, per ciascun sistema turistico tematico;
g) il Presidente dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI), sezione regionale o un suo delegato.
3. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, con il provvedimento di costituzione, determina le regole di funzionamento del Comitato regionale per le politiche turistiche e le modalità di partecipazione di rappresentanti di altre pubbliche amministrazioni su specifici temi, nonché di altri Enti (4) e di esperti del settore turismo o di problematiche connesse al turismo.
Art. 11 - Sistema turistico tematico.
2. La Regione riconosce i seguenti sistemi turistici tematici e territoriali:
f) Pedemontana e colli;
3. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, determina, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge e successivamente modifica gli ambiti territoriali dei sistemi turistici tematici di cui al comma 2 e può istituirne ulteriori, in conformità al programma regionale per il turismo di cui all’articolo 6.
Art. 12 - Coordinamento tematico.
1. Il coordinamento tematico è l’organizzazione di coordinamento delle attività finalizzate allo sviluppo del sistema turistico tematico, in coerenza con gli indirizzi regionali del programma regionale del turismo e con le attività del piano turistico annuale.
2. L’attività del coordinamento tematico è finalizzata a favorire la cooperazione fra i soggetti pubblici e privati responsabili della promozione e dello sviluppo dell’offerta del sistema turistico tematico.
3. La Giunta regionale determina le modalità, le regole di costituzione e di funzionamento di ciascun coordinamento tematico.
Art. 13 - Sistema informativo regionale del turismo.
b) al sostegno dell’attività regionale di pianificazione, indirizzo, controllo e valutazione e al conseguimento degli obiettivi di sviluppo del turismo regionale;
c) al supporto dell’attività amministrativa regionale. (5)
3. La Regione e gli enti locali concorrono all’implementazione e all’aggiornamento del SIRT, assicurando la disponibilità e la comunicazione dei dati amministrativi e statistici per le finalità di cui al comma 2, secondo le forme e le modalità previste dalla Giunta regionale.
4. I dati in materia di turismo previsti per le rilevazioni statistiche comprese nel programma statistico nazionale e regionale sono raccolti e trattati nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 “Norme sul Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell’Istituto nazionale di statistica, ai sensi dell’art. 24 della L. 23 agosto 1988, n. 400” e successive modificazioni e dalla legge regionale 29 marzo 2002, n. 8 “Norme sul sistema statistico regionale”.
5. I titolari di strutture ricettive, di sedi ed attività congressuali, di agenzie immobiliari o immobiliari turistiche per le unità abitative ammobiliate ad uso turistico oggetto del loro mandato o di sublocazione, comunicano direttamente alla Regione, esclusivamente per via telematica, tutti i dati turistici richiesti dalla Regione per le finalità del presente articolo, secondo le procedure stabilite dal provvedimento della Giunta regionale di cui al comma 3.
6. I comuni comunicano alla Regione, esclusivamente per via telematica, le presenze turistiche relative alle case per villeggiatura (6) secondo le indicazioni della Giunta regionale.
7. La Regione e gli enti locali possono diffondere, con le modalità e i criteri definiti dalla Giunta regionale, le informazioni relative all’offerta turistica del territorio di competenza, ivi compresi gli eventi e le manifestazioni, finalizzate alla promozione e valorizzazione del turismo veneto.
Art. 14 - Osservatorio regionale per il turismo.
1. La Giunta regionale, anche tramite accordi di collaborazione con le università, i centri di ricerca, Unioncamere del Veneto ed altre istituzioni pubbliche e private competenti in materia di turismo, istituisce l’Osservatorio regionale per il turismo e ne disciplina il funzionamento, anche quale punto di scambio, sintesi e divulgazione di informazioni, al fine in particolare di:
a) valutare l’attrattività del Veneto quale meta turistica in un contesto europeo e mondiale;
b) conoscere le dinamiche della domanda, con attenzione anche a quella di turismo accessibile e le propensioni dei turisti;
c) analizzare i mercati di riferimento attuali e potenziali;
d) valutare l’andamento economico, sociale ed occupazionale delle imprese e del settore del turismo, con particolare attenzione al valore economico delle attività turistiche, ad integrazione delle rilevazioni statistiche svolte dalla Regione, anche con riferimento agli indirizzi della programmazione comunitaria e all’evoluzione della qualità e dell’offerta turistica regionale in relazione ai moderni strumenti di comunicazione;
e) misurare l’efficacia delle azioni realizzate.
Art. 15 - Informazione e accoglienza turistica.
1. Le attività di informazione e accoglienza turistica nei confronti dei turisti sono svolte secondo criteri di imparzialità, omogeneità, trasparenza, qualità, professionalità e pari rappresentatività di tutto il territorio e della sua offerta, fornendo informazioni e servizi, finalizzati alla migliore fruizione delle strutture ricettive, dei trasporti e dell’offerta complessiva delle risorse e dei prodotti del territorio.
2. Le funzioni di indirizzo, programmazione e coordinamento in materia di informazione e accoglienza turistica spettano alla Giunta regionale, che disciplina, sentita la competente commissione consiliare:
a) gli standard minimi di informazione e di accoglienza turistica, le caratteristiche e i segni distintivi, anche in relazione alla tipologia dei servizi offerti;
c) l’eventuale concessione di contributi;
d) i requisiti e le caratteristiche dei soggetti anche associati, pubblici e privati, che possono gestire le attività di informazione e di accoglienza turistica.
3. Le attività di informazione ed accoglienza turistica sono svolte nelle singole località in via prioritaria, ove esistenti, dalle organizzazioni di gestione della destinazione turistica e dai soggetti rientranti nelle tipologie individuate con il provvedimento di cui al comma 2, lettera d).
Art. 16 - Diritti del turista.
1. I turisti sono le persone fisiche che fruiscono delle risorse turistiche e dei prodotti turistici del territorio regionale, sia in forma individuale che collettiva od organizzata, con i diritti riconosciuti dal decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante il codice del consumo, nonché dal decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 “Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno” e successive modificazioni e dal decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, recante il codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, nonché i diritti riconosciuti dalla legge 3 marzo 2009, n. 18 di ratifica della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
Art. 17 - Le imprese turistiche.
a) essere incluse nei cataloghi, annuari, guide e ogni altro servizio telematico di informazione e comunicazione forniti dalla Regione e dagli enti locali;
b) partecipare, per il tramite delle associazioni di rappresentanza, alla pianificazione e programmazione turistica della Regione in sede di Comitato regionale per le politiche turistiche di cui all’articolo 10;
c) richiedere gli aiuti, le sovvenzioni, i contributi e gli incentivi economici previsti dalle vigenti normative comunitarie, statali e regionali per le proprie strutture e per la partecipazione, in forma aggregata, a programmi di sviluppo delle attività turistiche.
2. Le imprese turistiche sono tenute a:
a) informare i turisti sulle condizioni di fornitura dei servizi offerti e di prezzo dei medesimi;
b) collaborare con la Regione e gli enti locali per la fornitura delle informazioni statistiche di cui all’articolo 13 e per la realizzazione di iniziative di informazione e di comunicazione di qualità e ad alta tecnologia;
c) curare la formazione e l’aggiornamento del personale, in conformità alle leggi statali e ai contratti collettivi.
Art. 18 - I consorzi di imprese turistiche.
Art. 19 - Funzioni della Regione.
1. La Regione è titolare delle politiche e della programmazione in materia di turismo (7) ed esercita tali funzioni nel rispetto della normativa comunitaria e in coordinamento con le iniziative nazionali di settore.
2. Alla Giunta regionale (8) in particolare competono:
a) (9) la pianificazione annuale dello sviluppo turistico, adottando strumenti di coordinamento, indirizzo e concertazione ispirati al principio di sussidiarietà;
b) il miglioramento delle condizioni di conservazione delle risorse turistiche esistenti e la creazione e la valorizzazione di nuove risorse turistiche del territorio regionale;
c) il coordinamento della raccolta, l’elaborazione, la validazione e la diffusione delle rilevazioni e delle informazioni statistiche del turismo, coerentemente con le esigenze e le politiche di promozione e commercializzazione dei sistemi turistici tematici;
d) la concessione di agevolazioni a soggetti pubblici o privati per lo sviluppo dell’offerta turistica e per il sostegno alle attività promozionali e delle iniziative di commercializzazione turistica;
e) la promozione e valorizzazione, in Italia e all’estero, dell’immagine unitaria e complessiva del turismo, dei prodotti turistici e della gamma di prodotti turistici;
e bis) l’approvazione dei provvedimenti previsti dalla legislazione turistica regionale, disciplinanti i procedimenti amministrativi in materia di classificazione e anagrafe delle strutture ricettive e sedi congressuali, nonché in materia di agenzie di viaggi, professioni turistiche e relativa vigilanza. (10)
3. La Giunta regionale, per lo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, può avvalersi di enti, aziende, agenzie e società a partecipazione pubblica e svolgere altresì le funzioni di indirizzo, di coordinamento e di armonizzazione delle funzioni attribuite agli enti locali dalla presente legge e già disciplinate dalla legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e successive modificazioni.
4. La Giunta regionale, per specifiche iniziative di interesse turistico, può operare, attraverso specifiche intese, congiuntamente con gli enti locali o affidare agli enti locali funzioni di gestione di interventi e di procedimenti relativi anche allo sviluppo e qualificazione dell’offerta turistica.
Art. 20 - Funzioni delle province.
omissis (11) (12)
Art. 21 - Funzioni della Provincia di Belluno.
Art. 22 - Le associazioni Pro Loco.
Art. 23 - Strutture ricettive. (15) (16)
2. Le strutture ricettive disciplinate dal presente capo devono essere conformi alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti previste dalle specifiche normative.
3. I locali per il pernottamento dei turisti possono essere:
a) camera: il locale per il pernottamento nella struttura ricettiva alberghiera e complementare, composto da un vano allestito con uno o più posti letto per i turisti, dotato di un bagno privato o comune;
b) junior suite: il locale per il pernottamento nella struttura ricettiva alberghiera, composto da un unico vano avente una parte allestita a posti letto e una parte allestita a salotto, nonché da almeno un bagno privato;
c) suite: il locale per il pernottamento nella struttura ricettiva alberghiera, composto da almeno una camera, da un salotto e da almeno un bagno privato;
d) unità abitativa: il locale per il pernottamento nella struttura ricettiva alberghiera, complementare e all’aperto, dotato di un servizio autonomo di cucina e di almeno un bagno privato e inoltre composto da almeno una camera e almeno un vano destinato a soggiorno, oppure da almeno una camera destinata in parte anche ad uso di soggiorno e che abbia requisiti dimensionali maggiori di quelli minimi di cui al comma 6;
e) piazzola: area attrezzata per l’installazione degli allestimenti mobili di pernottamento di cui all’articolo 26, comma 2.
4. Si definisce capacità ricettiva:
a) totale: il numero di posti letto autorizzati nella struttura ricettiva ad uso dei turisti;
b) prevalente: la situazione in cui il numero di posti letto autorizzati nei locali per il pernottamento di cui al comma 3, è superiore alla metà della capacità ricettiva totale;
c) residuale: la differenza tra capacità ricettiva totale e la capacità ricettiva prevalente.
5. Nelle strutture ricettive all’aperto la capacità ricettiva prevalente è determinata dal rapporto tra il numero di posti letto predisposti dal gestore, in unità abitative fisse o allestimenti mobili di pernottamento ed il numero di turisti ospitabili nelle piazzole, purché muniti di proprio allestimento mobile di pernottamento.
6. Il numero di posti letto nei locali di pernottamento rispetta i limiti minimi di superficie e di cubatura dei locali stabiliti dal provvedimento di cui all’articolo 31.
Art. 24 - Strutture ricettive alberghiere.
a) gli alberghi o hotel;
b) i villaggi-albergo;
c) le residenze turistico-alberghiere;
d) gli alberghi diffusi.
3. Nelle strutture ricettive alberghiere con più edifici, si distinguono:
a) l’edificio principale, ove è ubicato il locale comune destinato al servizio di portineria;
b) la dipendenza, edificio con ingresso autonomo, composto da uno o più locali per il pernottamento dei turisti.
4. La dipendenza può essere ubicata ad una distanza non superiore a duecento metri in linea d’aria dall’edificio principale ovvero ad una distanza superiore, qualora la dipendenza sia ubicata all’interno dell’area recintata su cui insiste l’edificio principale, fatta salva la peculiare disciplina relativa agli alberghi diffusi di cui al comma 4 dell’articolo 25.
Art. 25 - Tipologie di strutture ricettive alberghiere.
3. Sono residenze turistico-alberghiere le strutture ricettive alberghiere con capacità ricettiva totale o prevalente in unità abitative e con eventuale capacità ricettiva residuale in camere, suite e junior suite. (17)
4. Sono alberghi diffusi gli alberghi dotati di un edificio principale, dove si trovano l’ufficio di portineria e le aree ad uso comune degli ospiti e di due o più dipendenze alberghiere, ubicate ad una distanza, in linea d’aria, non superiore a quattrocento metri dall’edificio principale, con capacità ricettiva totale o prevalente nelle dipendenze e con eventuale capacità ricettiva residuale nell’edificio principale alberghiero e ubicati:
5. La Giunta regionale, su motivata richiesta del comune e al fine di contrastare il fenomeno dello spopolamento, può consentire l’albergo diffuso in borghi o centri storici siti in comuni con popolazione superiore a cinquemila residenti in deroga al limite di cui alla lettera b).
6. Le unità immobiliari che compongono l’albergo diffuso possono essere situate solo in edifici già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge.
7. Nelle strutture ricettive alberghiere il locale di pernottamento può disporre sino a quattro posti letto ed è consentito aggiungere, in via temporanea e solo su richiesta del cliente, un ulteriore posto letto in deroga ai limiti dimensionali stabiliti dalla legislazione in materia, con obbligo di ripristino del numero dei posti letto autorizzato al momento della partenza del cliente.
8. Nelle strutture ricettive complementari è consentito aggiungere nel locale di pernottamento, in via temporanea e solo su richiesta del cliente, un ulteriore posto letto, in deroga ai limiti dimensionali stabiliti dalla legislazione in materia, con obbligo di ripristino alla partenza del cliente del numero di posti letto autorizzato.
Art. 26 - Strutture ricettive all’aperto.
1. Le strutture ricettive all’aperto sono strutture ricettive aperte al pubblico, a gestione unitaria, che offrono ai turisti, in un’area recintata, alloggio in allestimenti mobili o in unità abitative e si distinguono in villaggi turistici, campeggi e marina resort. (18)
2. Sono allestimenti mobili gli allestimenti per il pernottamento nella struttura ricettiva all’aperto, installati sulle apposite piazzole dal titolare della struttura ricettiva o dai turisti, quali tende, roulotte, camper, caravan e case mobili.
3. Sono villaggi turistici le strutture ricettive all’aperto con capacità ricettiva totale o prevalente in unità abitative o allestimenti mobili installati dal titolare e con eventuale capacità ricettiva residuale in allestimenti mobili installati dai turisti.
4. Sono campeggi o camping le strutture ricettive all’aperto con capacità ricettiva totale o prevalente in allestimenti mobili installati dai turisti e con eventuale capacità ricettiva residuale in unità abitative o allestimenti mobili installati dal titolare.
4 bis. Sono marina resort le strutture organizzate per la sosta e il pernottamento di turisti all’interno delle proprie unità da diporto, ormeggiate nello specchio acqueo appositamente attrezzato, che posseggano i requisiti individuati dalla Giunta regionale con apposita deliberazione che ne definisce altresì modalità di apertura e di esercizio, nonché la relativa classificazione; nella definizione dei requisiti, la Giunta regionale è tenuta a conformarsi a quanto stabilito in materia dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. (19) (20)
5. Le strutture ricettive all’aperto sono tenute ad assicurare:
b) la presenza, in via continuativa, all’interno della struttura ricettiva, del titolare o di un suo delegato.
Art. 27 - Strutture ricettive complementari.
d) i bed & breakfast, che sono composti da una a tre camere per i turisti, ciascuna dotata di un massimo di quattro posti letto; il titolare deve risiedere nell’unità immobiliare sede del bed & breakfast e deve ivi alloggiare, in una camera a lui riservata, durante il periodo di apertura della struttura. Il servizio di prima colazione è servito ai clienti direttamente dal titolare o dai suoi familiari. Ai fini della presente legge, i bed & breakfast ubicati nei territori dei comuni a bassa presenza turistica, così come individuati dalla Giunta regionale (21) (22) non costituiscono attività d’impresa;
e) i rifugi alpini, che sono ubicati in aree di montagna a quota non inferiore a mille metri e sono predisposti per il ricovero e il ristoro di turisti ed escursionisti e per il soccorso alpino. I rifugi, che devono essere custoditi per il periodo di apertura al pubblico, sono composti da camere che per più della metà sono dotate di due o più posti letto ed inoltre da una camera per l’alloggio del titolare durante il periodo di apertura ai turisti. I rifugi alpini, esclusi quelli già classificati come rifugi escursionistici in vigenza della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e successive modificazioni, dispongono, durante i periodi di chiusura, di un locale per il ricovero di fortuna, convenientemente dotato, sempre aperto e accessibile dall’esterno anche in caso di abbondanti nevicate e durante il periodo di apertura stagionale il servizio di ricovero deve essere comunque garantito per l’intero arco della giornata.
3. I rifugi già classificati come rifugi escursionistici in vigenza della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e successive modificazioni, devono modificare la denominazione in rifugio alpino secondo le disposizioni del comma 8 dell’articolo 50.
Art. 27 bis - Locazioni turistiche. (23)
1. Gli alloggi dati in locazione esclusivamente per finalità turistiche, ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, senza prestazione di servizi, sono strutture ricettive alle quali, ai fini della presente legge, si applicano solo le disposizioni di cui al presente articolo.
2. Coloro che intendono locare gli alloggi ai sensi del comma 1, sono tenuti a comunicare alla Giunta regionale secondo le procedure definite dalla stessa: (24)
a) il periodo durante il quale si intende locare l’alloggio, il numero di camere e di posti letto;
b) gli arrivi e le presenze turistiche, per provenienza.
3. Sono attribuiti al comune la vigilanza, anche mediante l’accesso di propri incaricati alle strutture ricettive di cui al comma 1, e l’accertamento della violazione degli obblighi previsti dal presente articolo, anche su segnalazione della Giunta regionale (25) nonché l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie e il diritto ad introitare le relative somme.
4. Chiunque dia in locazione gli alloggi ai sensi del comma 1 è soggetto, previa diffida amministrativa ai sensi dell’articolo 2 bis della legge regionale 28 gennaio 1977, n. 10 “Disciplina e delega delle funzioni inerenti all'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale” e successive modificazioni, per ciascun alloggio:
a) in caso di incompleta o omessa comunicazione ai sensi del comma 2, lettera a), alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 a euro 3.000,00;
b) in caso di incompleta o omessa comunicazione ai sensi del comma 2, lettera b), alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250,00 a euro 1.000,00 per ciascun mese di omessa o incompleta comunicazione;
c) in caso di ingiustificato rifiuto di accesso all’alloggio, opposto agli incaricati del comune per l’esercizio delle funzioni di vigilanza di cui al comma 3, alla sanzione amministrativa pecuniaria di euro 250,00 per ciascun ingiustificato rifiuto di accesso.
Art. 27 ter - Strutture ricettive in ambienti naturali. (26)
1. Sono strutture ricettive in ambienti naturali, avendone i requisiti di cui al presente articolo, le attività ricettive in edifici o manufatti, anche adattati con elementi facilmente rimovibili, aventi particolari aspetti costruttivi e collocati in ambienti naturali del paesaggio veneto, con capacità ricettiva non superiore a otto posti letto e non riconducibili ad una delle tipologie ricettive di cui agli articoli 24, 25, 26 e 27 della presente legge regionale e agli articoli 6 e 7 della legge regionale 10 agosto 2012, n. 28 “Disciplina delle attività turistiche connesse al settore primario”.
2. Possono essere, in particolare, avendone i requisiti di cui al presente articolo, strutture ricettive in ambienti naturali:
3. Le strutture ricettive di cui al presente articolo soggiacciono alle disposizioni previste per le altre strutture ricettive della presente legge regionale, ovvero alle disposizioni della legge regionale 8 agosto 2012, n. 28 , fatto salvo quanto previsto dal presente articolo.
4. Per le strutture ricettive di cui al presente articolo, la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare:
a) detta direttive e specifiche prescrizioni edilizie ed urbanistiche anche in deroga alle prescrizioni degli strumenti urbanistici e territoriali;
b) definisce i requisiti igienico-sanitari, le disposizioni per la sicurezza degli impianti e ogni altra prescrizione tecnica necessaria per la realizzazione degli interventi anche in deroga ai requisiti e ai parametri previsti dalla presente legge;
c) individua il numero massimo delle strutture ricettive in ambienti naturali, compatibile con la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale;
d) stabilisce le modalità di apertura e di esercizio nonché gli eventuali requisiti di classificazione delle strutture ricettive in ambienti naturali, anche in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 31.
5. Alle strutture ricettive di cui al presente articolo non si applicano i limiti minimi di superficie e di cubatura dei locali per il pernottamento in relazione ai posti letto di cui all’articolo 23, comma 6.
6. La progettazione architettonica, ambientale e paesaggistica, le caratteristiche costruttive e i materiali usati per le strutture ricettive in ambienti naturali dovranno essere compatibili e adattabili con l’ambiente nel quale sono collocate.
7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano agli alberi monumentali in conformità con la tutela prevista dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” e successive modificazioni.
Art. 28 - Ospitalità diffusa.
1. Nelle aree di montagna e del sistema turistico tematico “Pedemontana e colli” e del sistema turistico tematico “Po e suo Delta” (27) le strutture ricettive e le strutture che offrono servizi di interesse turistico possono utilizzare la denominazione aggiuntiva di “ospitalità diffusa”, secondo le disposizioni attuative della Giunta regionale, anche al fine di potenziare l’offerta turistica favorendo le sinergie tra imprese turistiche di aree omogenee.
2. Le imprese che compongono l’ospitalità diffusa, ove le stesse non facciano capo ad un unico soggetto giuridico, devono costituirsi in consorzio, o altra forma associativa, che assume la responsabilità della conduzione dell’ospitalità diffusa e del relativo centro di ricevimento per i turisti.
3. Ogni singola struttura ricettiva appartenente all’ospitalità diffusa rimane disciplinata dalla legislazione regionale vigente e i titolari delle singole strutture ricettive rimangono responsabili della conduzione dei servizi forniti dalle stesse.
Art. 28 bis - Alloggio turistico diffuso. (28)
1. Qualora l’ospitalità diffusa di cui all’articolo 28 riguardi una pluralità di alloggi turistici o di altre strutture ricettive complementari, è consentita in alternativa la denominazione di alloggio turistico diffuso.
Art. 29 - Denominazioni diverse delle strutture ricettive.
1. Le strutture ricettive che hanno i requisiti previsti per la propria tipologia dalla presente legge, in aggiunta o in sostituzione alla denominazione assegnata dagli articoli da 24 a 27 possono essere definiti con altre denominazioni, per tenere conto altresì dei vari sistemi e mezzi di comunicazione commerciale, secondo le modalità individuate con deliberazione della Giunta regionale.
Art. 30 - Sedi e attività congressuale.
1. Le sedi congressuali sono strutture aperte al pubblico che dispongono di sale appositamente predisposte per lo svolgimento di riunioni ed eventi, dotate di idonei spazi ed installazioni tecniche ed in grado di offrire personale specializzato.
2. Le sedi congressuali sono centri congressi o sedi congressuali alberghiere:
a) sono centri congressi gli edifici destinati ad ospitare riunioni, eventi e congressi;
b) sono sedi congressuali alberghiere le strutture ricettive alberghiere che dispongono di sale appositamente predisposte per lo svolgimento di riunioni, convegni e congressi.
Art. 31 - Classificazione delle strutture ricettive e delle sedi congressuali. (29) (30) (31) (32) (33) (34)
1 bis. Con il provvedimento di cui al comma 1 la Giunta regionale definisce una specifica disciplina per la classificazione delle strutture ricettive alberghiere o complementari situate in Ville venete o in altri edifici di pregio storico oggetto dei vincoli del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” e successive modificazioni. (35)
1 ter. La Giunta regionale, anche in deroga alle prescrizioni dettate per le strutture turistico ricettive di cui alla presente legge regionale, detta i parametri di carattere urbanistico, edilizio, igienico sanitario e di sicurezza degli impianti delle strutture ricettive alberghiere o complementari situate nelle Ville venete, negli altri edifici di pregio storico di cui al comma 1 bis nonché in ogni altro edificio soggetto a specifiche forme di tutela, nel rispetto della vigente normativa statale. (36)
2. In sede di prima applicazione, il provvedimento di cui al comma 1 è approvato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge; successivamente, i requisiti possono essere modificati ed adattati in relazione all’evoluzione del settore e, se necessario, aumentati.
3. Il provvedimento della Giunta regionale di cui al comma 1 definisce, secondo criteri di semplificazione e trasparenza e nel rispetto delle finalità di cui all’articolo 1:
a) i livelli di classificazione delle strutture ricettive e delle sedi congressuali, fino a un massimo di cinque classi contrassegnate da uno, due, tre, quattro e cinque segni distintivi, rappresentati da stelle per le strutture ricettive alberghiere, a seconda degli spazi, delle attrezzature, delle installazioni tecniche e dei servizi forniti;
b) le superfici e le cubature minime dei locali per il pernottamento in relazione ai posti letto, nonché le altezze minime dei locali di servizio, tecnici ed accessori all’attività alberghiera, anche in deroga alle altezze minime previste dalla normativa vigente; (37)
c) le attrezzature, le dotazioni, le aree comuni ed i servizi di interesse turistico;
d) i documenti da allegare alla domanda di classificazione attestanti i requisiti sanitari, urbanistici, edilizi, di prevenzione incendi e di destinazione d’uso dei locali e degli edifici;
e) il modello regionale della simbologia da utilizzare per esporre il segno distintivo della classificazione delle altre strutture ricettive e delle sedi congressuali.
4. Fatta salva la destinazione abitativa dei bed & breakfast, nonché delle case per villeggiatura e degli alloggi locati per finalità esclusivamente turistiche di cui all’articolo 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo” e successive modificazioni, l’apertura di nuove strutture ricettive è consentita solo in immobili o parti di essi aventi destinazione d’uso turistico-ricettiva conformemente a quanto stabilito dallo strumento urbanistico comunale.
5. Le strutture ricettive e le sedi congressuali espongono, in modo visibile all’esterno, il segno distintivo della classe assegnata, compreso quello realizzato in conformità al modello regionale di cui al comma 3, lettera e).
Art. 32 - Procedimento di classificazione.
1. Il titolare di una struttura ricettiva o di una sede congressuale presenta alla Giunta regionale (38) domanda, su modello regionale, di:
b) modifica della classificazione, a seguito di mutamento dei requisiti di classificazione;
c) rinnovo di classificazione, almeno sessanta giorni prima della scadenza della classificazione in corso.
2. La Giunta regionale (39) procede al rilascio, modifica o rinnovo della classificazione, entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda, completa della documentazione prevista.
3. Entro il termine di cui al comma 2, la Giunta regionale (40) verifica la completezza della domanda e la coerenza della documentazione allegata e che la denominazione della struttura ricettiva oggetto della domanda eviti omonimie nell’ambito territoriale dello stesso comune, anche in relazione a diverse tipologie di strutture ricettive.
4. Decorso il termine di cui al comma 2, si applica il silenzio-assenso di cui all’articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” e successive modificazioni.
5. La classificazione ottenuta ai sensi del presente articolo è successivamente confermata o modificata con provvedimento dalla Giunta regionale(41) sulla base di una verifica della documentazione prodotta dall’istante e con sopralluoghi a campione.
6. La classificazione ha validità per un quinquennio decorrente dal suo rilascio, e, nell’ipotesi di modifica di cui al comma 5, dalla data del relativo provvedimento.
Art. 33 - Esercizio dell’attività ricettiva. (42)
2. La segnalazione certificata di cui al comma 1 abilita, esclusivamente a favore di persone ivi alloggiate, ai loro ospiti o a persone ospitate in occasione di manifestazioni e convegni organizzati, ad effettuare:
a) la vendita di prodotti al dettaglio di cui alla legge regionale 28 dicembre 2012, n. 50 “Politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione del Veneto”;
b) la somministrazione di alimenti e bevande di cui alla legge regionale 21 settembre 2007, n. 29 “Disciplina dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande” e successive modificazioni;
c) l’installazione di attrezzature e strutture a carattere ricreativo, per le quali è fatta salva la vigente disciplina in materia di sicurezza, di igiene e sanità.
3. Il titolare della struttura ricettiva comunica alla Giunta regionale (43) e al comune:
a) immediatamente dopo l’evento determinato da causa di forza maggiore, la chiusura temporanea della struttura per un periodo da otto giorni a sei mesi; può altresì comunicare un prolungamento della chiusura temporanea per ulteriori sei mesi con adeguata motivazione;
b) in via preventiva, la chiusura temporanea della struttura per motivi preventivabili e per un periodo massimo di centottanta giorni, anche non consecutivi, nello stesso anno solare.
4. La chiusura definitiva della struttura deve essere comunicata entro tre giorni dalla chiusura alla Giunta regionale (44) e al comune.
Art. 34 - Informazioni su prezzi, orari e periodi di apertura.
2. Nelle strutture ricettive il prezzo giornaliero della camera, della suite, delle junior suite e dell’unità abitativa è corrisposto per intero anche per un soggiorno inferiore alle ventiquattro ore.
3. Nelle strutture ricettive all’aperto le tariffe per piazzola e per unità abitativa, possono essere differenziate nell’ambito della stessa struttura ricettiva, sulla base delle dotazioni delle piazzole e delle unità abitative.
4. I prezzi delle strutture ricettive praticati nell’anno sono riepilogati in una tabella esposta in modo ben visibile al pubblico nel luogo di ricevimento, secondo un modulo approvato dalla Giunta regionale.(45)
5. Il prezzo della struttura ricettiva è riportato su un cartellino prezzi esposto in modo ben visibile al pubblico, in ogni camera, unità abitativa o suite, secondo un modulo approvato dalla Giunta regionale.(46)
6. Nei campeggi, in luogo dei cartellini dei prezzi di cui al comma 5, è possibile fornire agli ospiti un prospetto riepilogativo dei prezzi praticati, mentre per le unità abitative rimane l’obbligo di cui al comma 5.
7. Il titolare delle strutture ricettive ha facoltà di determinare l’ora entro cui il cliente deve lasciare disponibile l’alloggio, comunque non prima delle ore nove antimeridiane per le strutture ricettive all’aperto e non prima delle ore dieci antimeridiane per tutte le altre strutture ricettive.
8. Le strutture ricettive possono avere apertura annuale, per l’intero anno solare, o stagionale, con una apertura non inferiore a tre mesi consecutivi nell’arco dell’anno.
9. Le strutture ricettive ad apertura stagionale possono inoltre essere aperte per ulteriori periodi temporanei nello stesso arco dell’anno solare, senza un limite minimo di durata e comunque per un periodo complessivo non superiore a nove mesi.
10. I periodi di apertura della struttura ricettiva e l’ora di rilascio dell’alloggio sono indicati nella tabella di cui al comma 4 e nel cartellino di cui al comma 5.
11. La copia della segnalazione certificata di inizio attività di cui all’articolo 33 è esposta in modo visibile al pubblico nella struttura ricettiva.
Art. 35 - Vigilanza e controllo.
1. Le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di cui al presente titolo sono esercitate dai comuni e dalla Giunta regionale(47) nell’ambito delle rispettive competenze.
2. I turisti possono presentare alla Giunta regionale(48) reclami circostanziati e pertinenti in ordine a eventuali carenze dei servizi e requisiti dichiarati e a inadempienze delle strutture ricettive e delle sedi congressuali.
3. La Giunta regionale,(49) d’ufficio o su reclamo dei turisti e, previa verifica degli elementi contestati, procede al declassamento delle strutture ricettive o delle sedi congressuali che hanno perso uno o più requisiti di classificazione o all’annullamento della classificazione.
4. La Giunta regionale effettua annualmente verifiche a campione sulle strutture ricettive e sulle sedi congressuali in una percentuale minima significati da essa stabilita per ogni tipologia(50) definendo per ciascuna i criteri di selezione, le modalità di verifica, anche tramite sopralluogo e i tempi di attuazione dei controlli.
5. Ai fini della vigilanza sull’osservanza delle norme della presente legge, gli incaricati della Giunta regionale(51) e del comune hanno accesso alle strutture ricettive, ivi compresi i locali di pernottamento nella piena disponibilità del gestore, nonché alle sedi congressuali.
5 bis. I comuni e la Giunta regionale(52) effettuano i controlli sulle strutture ricettive anche attraverso la verifica delle informazioni pubblicate sui siti internet di prenotazione ricettiva la cui risultanza deve essere pertanto considerata a tutti gli effetti atto di accertamento di cui all’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689”Modifiche al sistema penale”. (53)
6. Il titolare di strutture ricettive è tenuto a comunicare preventivamente al comune ogni variazione degli elementi dichiarati in sede di segnalazione certificata di inizio attività.
7. Al fine di migliorare e ottimizzare le attività di verifica e controllo, i comuni e la Giunta regionale sono tenuti a fornirsi reciprocamente le informazioni acquisite nell’esercizio delle rispettive funzioni di vigilanza.(54)
8. Qualora la Giunta regionale(55) rilevi la mancanza di presenze turistiche per un anno consecutivo in una struttura ricettiva, il comune, su segnalazione della provincia, verifica il rispetto del periodo di apertura della struttura con apposito sopralluogo.
Art. 36 - Aree attrezzate per la sosta temporanea.
1. Le aree attrezzate per la sosta temporanea sono le aree, ubicate al di fuori delle strutture ricettive all’aperto di cui alla presente legge, riservate esclusivamente alla sosta occasionale, per un massimo di quarantotto ore consecutive, salva diversa decisione dei comuni, di camper, autocaravan, caravan e roulotte, ai sensi dell’articolo 185, comma 7, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 “Nuovo codice della strada” e successive modificazioni.
2. Le aree attrezzate di cui al comma 1 sono istituite dai comuni.
3. Le aree attrezzate per la sosta temporanea devono essere realizzate nel rispetto delle dotazioni specifiche e integrative individuate dalla Giunta regionale e delle disposizioni di cui all’articolo 185, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 “Nuovo codice della strada” e successive modificazioni e dell’articolo 378 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 “Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada” e successive modificazioni.
Art. 37 - Agenzie di viaggio e turismo.
2. Le agenzie di viaggio e turismo possono esercitare, in via non esclusiva e solo per i clienti dell’agenzia stessa, le funzioni di accompagnatore turistico, effettuate dal titolare, dal direttore tecnico o dai dipendenti qualificati dell’agenzia, aventi un livello pari o superiore al quarto ai sensi del vigente contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto.
3. Le agenzie di viaggio e turismo possono esercitare, in via non esclusiva, altre forme di prestazione turistica a servizio dei clienti, come ad esempio la vendita di biglietti per qualsiasi mezzo di trasporto terrestre, in tutte le forme d’uso, o la vendita di prodotti da viaggio, nel rispetto delle eventuali specifiche autorizzazioni o abilitazioni previste dalla legge.
d bis) le polizze assicurative o garanzie bancarie che, per i contratti di turismo organizzato relativi a viaggi all’estero e viaggi che si svolgono all’interno di un singolo Paese, garantiscono, nei casi di insolvenza o di fallimento dell’intermediario o dell’organizzatore, il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto turistico e il rientro immediato del turista; (56)
Art. 38 - Esercizio dell’attività.
1. Chiunque intende esercitare l’attività di agenzia di viaggio e turismo, aprendo la sede principale nel Veneto, presenta alla Giunta regionale (57) la segnalazione certificata di inizio attività, su modello regionale, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni.
2. Il titolare di agenzia di viaggio e turismo è tenuto a comunicare preventivamente alla Giunta regionale (58) a ogni variazione degli elementi dichiarati in sede di segnalazione certificata di inizio attività.
3. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, disciplina:
a) l’importo del massimale e il contenuto minimo obbligatorio dell’assicurazione a cui sono tenuti le agenzie di viaggio e gli organizzatori di viaggi, di cui all’articolo 40, diversi dalle agenzie di viaggio e turismo;
b) la pubblicità degli elenchi delle agenzie di viaggio e turismo, anche sul sito internet istituzionale della Regione (59) e gli obblighi informativi nei confronti degli enti pubblici.
4. Le agenzie di viaggio e turismo già legittimate a operare ed aventi la sede principale in Italia, che intendono aprire una sede secondaria nel Veneto, sono tenute a comunicare detta apertura sia alla Giunta regionale del Veneto sia alla amministrazione competente per l’apertura della sede principale.(60)
5. Il titolare dell’agenzia di viaggio e turismo deve esporre al pubblico, in ciascuna sede, copia della segnalazione di cui ai commi 1 e 2 nonché della comunicazione di cui al comma 4.
6. Le agenzie di viaggio e turismo inviano annualmente alla Giunta regionale(61) la documentazione comprovante l’avvenuta copertura assicurativa dell’attività esercitata, in coerenza con le direttive della Giunta regionale di cui al comma 3.
Art. 39 - Comunicazione di chiusura temporanea e definitiva.
1. Il titolare dell’agenzia di viaggio e turismo comunica alla Giunta regionale:(62)
a) immediatamente dopo l’evento determinato da causa di forza maggiore, la chiusura temporanea dell’agenzia per un periodo da otto giorni a sei mesi; può altresì comunicare un prolungamento della chiusura temporanea per ulteriori sei mesi con adeguata motivazione;
b) in via preventiva, la chiusura temporanea dell’agenzia di viaggio e turismo per motivi preventivabili e per un periodo massimo di centottanta giorni, anche non consecutivi, nello stesso anno solare.
2. La chiusura definitiva dell’agenzia di viaggio e turismo deve essere comunicata entro tre giorni dalla chiusura alla Giunta regionale(63) e al comune.
Art. 40 - Organizzatori di viaggi diversi da agenzie di viaggio e turismo. (64)
1. Le associazioni, comitati o enti senza scopo di lucro, il cui statuto o atto costitutivo prevede come finalità l’organizzazione di viaggi per i propri associati, possono organizzare i viaggi esclusivamente per i propri associati che risultino iscritti da almeno due mesi, nonché per gli associati appartenenti ad associazioni straniere, aventi finalità analoghe senza scopo di lucro e legate all’associazione organizzatrice da accordi di collaborazione.
2. Le associazioni, comitati o enti senza scopo di lucro, aventi finalità politiche, culturali, religiose, sportive e sociali, non rientranti nelle previsioni di cui al comma 1, possono organizzare viaggi occasionali esclusivamente a favore dei propri aderenti da almeno sei mesi e per non più di tre volte all’anno se di durata superiore a tre giorni.
3. Gli organizzatori di viaggi di cui ai commi 1 e 2 stipulano, in occasione dell’organizzazione di viaggi, una polizza assicurativa di responsabilità civile, a copertura dei rischi derivanti agli associati, agli assistiti o ai sottoscrittori, dalla partecipazione all’attività svolta, per il risarcimento dei danni, di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, con massimale e contenuto minimo definiti dalla Giunta regionale.
4. Gli organizzatori di viaggi di cui ai commi 1 e 2 esibiscono la polizza assicurativa di responsabilità civile ai controlli.
5. Gli enti locali devono avvalersi per l’organizzazione di viaggi di agenzie di viaggio e turismo autorizzate, fatti salvi i viaggi che rientrano nelle loro attività istituzionali svolte ad esclusivo favore di anziani, minori e disabili, nel qual caso devono essere regolarmente assicurati.
Art. 41 - Disposizioni generali in materia di interventi regionali.
2. La Giunta regionale finanzia iniziative, attività e progetti realizzati da soggetti pubblici e privati, i cui beni a finalità turistica oggetto di intervento sono ubicati nel territorio regionale, finalizzati allo sviluppo delle attività d’impresa e delle reti di imprese, dei prodotti turistici, delle attività di marketing e commercializzazione, alla qualificazione del territorio, alla valorizzazione delle risorse turistiche.
3. Per le finalità di cui al comma 2 la Giunta regionale utilizza le seguenti misure anche in forma congiunta: contributi in conto capitale, contributi in conto interessi, finanziamento agevolato tramite fondo di rotazione e partecipazione al capitale di rischio.
4. La Regione adotta il principio dell’integrazione e della combinazione degli strumenti comunitari, statali e regionali, prevedendo una finanza di territorio differenziata in grado di ampliare il numero delle imprese finanziate, di ridurre il costo del finanziamento e di accelerare i tempi di erogazione.
5. Gli interventi regionali della presente legge sono cumulabili con ulteriori interventi pubblici eventualmente ottenuti per la medesima finalità, nei limiti della vigente normativa comunitaria e statale.
6. Gli interventi di cui alla presente legge, ove configurino aiuti di stato, sono concessi nel rispetto delle condizioni previste dal regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d’importanza minore (“de minimis”) ovvero in applicazione del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria).
7. Gli stessi interventi possono altresì essere oggetto di notifica ai sensi della normativa comunitaria e subordinati all’acquisizione del parere di compatibilità da parte della Commissione europea, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo terzo, del trattato sul funzionamento della Unione europea e alla pubblicazione del relativo avviso nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.
8. La Giunta regionale provvede a definire, per ciascuno degli interventi previsti dal presente titolo, le procedure di selezione dei beneficiari, ivi compresi i criteri di assegnazione e le eventuali priorità, nonché le procedure di erogazione e le cause di eventuale riduzione o decadenza.
9. Gli enti locali e le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, nell’eventuale assegnazione di contributi, rispettano gli obiettivi, i principi e i limiti di intensità di aiuto di cui al presente titolo e sono tenuti a coordinare le loro iniziative con quelle analoghe attuate dalla Giunta regionale.
Art. 42 - Tipologie di interventi regionali.
d) il miglioramento delle condizioni di lavoro, l’adeguamento alle norme di sicurezza, il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie;
f) l’adeguamento degli impianti per l’introduzione di sistemi di controllo e di gestione della qualità;
g) operazioni finanziarie, tra loro alternative, riservate alle piccole e medie imprese alberghiere e finalizzate alla ricapitalizzazione aziendale, al consolidamento di passività bancarie a breve e al riequilibrio finanziario aziendale;
h) aggregazione, acquisizione e fusione di imprese, incorporazione e acquisizione di rami d’azienda;
i) accordi finalizzati all’integrazione dei processi e dei servizi attinenti la gestione delle strutture ricettive che generino recuperi di efficienza operativa;
l) accordi finalizzati allo sviluppo di prodotti turistici nuovi o innovativi;
m) misure e progetti in grado di creare e sviluppare reti di imprese orientate al presidio strategico dei mercati, alla diversificazione delle attività, all’innovazione di prodotto.
3. Agli effetti del comma 2, lettera m), si considerano le imprese turistiche costituite in rete mediante appositi contratti ai sensi dell’articolo 3, comma 4 ter, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, recante misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33 e successive modificazioni, che concorrono all’incremento dell’economia turistica, mediante:
a) la gestione dei mercati per garantire un rapporto diretto con i turisti, recuperare il valore aggiunto della fase di vendita, fidelizzare i clienti;
b) la gestione della produzione, organizzando le relazioni di filiera e di cooperazione fra imprese turistiche e le altre imprese del territorio cooperanti in termini di prodotti turistici, favorendo l’attività coordinata dalle organizzazioni di gestione della destinazione turistica;
c) la gestione dei meccanismi di rinnovo delle competenze al fine di garantire elevati e costanti livelli di innovazione e sostenibilità dell’attività turistica.
4. Sono finanziabili i consorzi di imprese turistiche di cui all’articolo 18 per i progetti, da selezionare mediante pubblici bandi, rivolti:
a) all’attuazione di interventi per lo sviluppo delle attività commerciali delle imprese associate, ivi compresa la fornitura di servizi di consulenza;
b) alla partecipazione a iniziative ed eventi nei mercati nazionali ed internazionali, nel rispetto della programmazione regionale in materia e in accordo con la Giunta regionale;
c) alla realizzazione di iniziative collettive di qualificazione e valorizzazione delle attività turistiche e dei servizi offerti dalle imprese associate.
5. Per le iniziative di cui al presente articolo, possono essere concesse le seguenti tipologie di agevolazioni:
a) contributi in conto capitale o in conto interessi o finanziamenti agevolati, tramite il fondo di rotazione di cui all’articolo 45, per le iniziative di cui al comma 2, lettere da a) ad f);
b) finanziamenti agevolati, tramite il fondo di rotazione di cui all’articolo 45, per le iniziative di cui al comma 2, lettera g);
c) contributi in conto capitale o in conto interessi, per le iniziative di cui al comma 2, lettere da h) a m);
d) contributi in conto capitale, nella misura massima del 50 per cento della spesa, per le iniziative di cui al comma 4.
6. Nella concessione dei contributi alle piccole e medie imprese sono considerate una o più delle seguenti priorità:
a) lo svolgimento di attività ricettiva;
b) la sede operativa nelle aree di montagna;
c) la gestione da parte di imprenditrici e giovani imprenditori;
d) il possesso di certificazioni ambientali e di qualità ai sensi della normativa comunitaria e nazionale;
e) altre priorità indicate nei piani strategici.
7. Sono, altresì, ammesse al fondo di rotazione di cui all’articolo 45 le reti di imprese e, cioè, le imprese che sottoscrivono un atto di associazione, anche a carattere temporaneo, di imprese ovvero le imprese aderenti ad un contratto di rete, ai sensi della vigente normativa, che realizzano progetti strategici di carattere strutturale ed infrastrutturale finalizzate ad attività di particolare interesse per lo sviluppo delle località turistiche, nel rispetto della vigente normativa. I progetti strategici devono, in particolare, creare:
8. Per le finalità operative di cui al comma 7 è istituita una apposita sezione del fondo di rotazione di cui all’articolo 45.
9. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, stabilisce le condizioni e i criteri per l’individuazione dei progetti strategici di cui al comma 7, fornendo indicazioni operative e applicative al soggetto gestore dei fondi di rotazione, ivi compresa l’eventuale variazione della disponibilità finanziaria delle singole sezioni del fondo di rotazione di cui all’articolo 45.
10. Al fine dell’accesso agli interventi descritti dal presente articolo, per i finanziamenti, agevolazioni e contributi, viene data priorità a quei soggetti economici e quelle imprese che applicano ai lavoratori condizioni contrattuali condivise dalle organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori del settore.
Art. 43 - Interventi per il turismo accessibile.
1. In attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con la legge 3 marzo 2009, n. 18, la Regione assicura che le persone con disabilità motorie, sensoriali e intellettive, possano fruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia, ricevendo servizi in condizioni di parità con gli altri fruitori senza aggravi di prezzo. Tali garanzie sono estese agli ospiti delle strutture ricettive che soffrono di temporanea mobilità ridotta.
4. Ai fini del presente articolo sono considerate offerta turistica anche le attività, iniziative e manifestazioni, indirizzate prevalentemente ai non residenti, finalizzate all’uso del tempo libero, al benessere della persona, all’arricchimento culturale, all’informazione, alla promozione e alla comunicazione turistica, fra le quali i parchi a tema e le strutture convegnistiche e congressuali.
5. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, per favorire l’abbattimento delle barriere architettoniche ed accrescere la fruibilità turistica ai soggetti di cui al presente articolo, disciplina la concessione di finanziamenti agevolati tramite il fondo di rotazione di cui all’articolo 45, nonché di contributi in conto capitale o in conto interessi, a favore di imprese turistiche per favorire l’accesso alle strutture ricettive e agli altri beni a finalità turistica.
6. Per attuare le finalità del presente articolo, la Giunta regionale si avvale del contributo di esperti.
Art. 44 - Interventi per il turismo sostenibile.
1. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, al fine di incrementare lo sviluppo sostenibile del turismo, migliorando l’integrità dell’ambiente naturale e valorizzandone le risorse, disciplina la concessione di finanziamenti agevolati tramite il fondo di rotazione di cui all’articolo 45, nonché di contributi in conto capitale o in conto interessi a favore di imprese turistiche, per gli interventi destinati a realizzare:
a) azioni che consentono alle imprese di ridurre il consumo idrico, di energia, ridurre o eliminare i rifiuti, le emissioni in atmosfera e l’inquinamento acustico;
c) misure che consentono la produzione di energia generata tramite processi che si avvalgono prevalentemente di fonti di energia rinnovabile;
e) azioni previste dalla vigente normativa comunitaria per un turismo sostenibile e competitivo.
CAPO III - Gli strumenti di sostegno (65)
Art. 45 - Fondo di rotazione del turismo. (66) (67)
1. Gli interventi di tipo strutturale e dotazionale di cui all’ articolo 42, comma 2, lettere da a) ad f), articolo 43 e articolo 44, nonché le operazioni finanziarie di cui all’articolo 42, comma 2, lettera g), sono finanziati tramite il fondo di rotazione del turismo destinato alle imprese turistiche.
2. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, ai fini della operatività del fondo di rotazione:
a) può affidare la gestione delle risorse del fondo ad un soggetto pubblico o privato con le modalità previste dalla vigente normativa;
b) definisce le condizioni di operatività del soggetto gestore del fondo, stabilendo le procedure, i termini e i criteri per la valutazione dei progetti in armonia con la programmazione turistica regionale.
Art. 46 - Sviluppo del sistema delle garanzie.
1. La Giunta regionale, al fine di favorire l’accesso al credito delle imprese turistiche, promuove e favorisce le attività degli organismi di garanzia collettiva fidi, nonché l’evoluzione organizzativa della rete territoriale degli organismi fidi per migliorare la qualità gestionale delle imprese.
2. Gli organismi di garanzia collettiva fidi devono:
c) essere autorizzati ad operare secondo le condizioni di cui all’articolo 106 e 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia” e successive modificazioni.
3. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, disciplina i criteri e la procedura per la concessione agli organismi di garanzia collettiva fidi di cui al comma 2 di contributi regionali in conto capitale destinati all’integrazione dei fondi rischi o del patrimonio di garanzia.
Art. 47 - Partecipazione al capitale delle imprese turistiche.
1. Al fine di promuovere nuove e più strutturate attività imprenditoriali, innovare i processi produttivi e di servizio al turista e valorizzare le risorse turistiche, è autorizzata la partecipazione di risorse finanziarie regionali al capitale di rischio delle imprese turistiche.
2. L’intervento partecipativo è attuato tramite l’assunzione di partecipazioni societarie alle imprese turistiche, costituite nella forma di società di capitali e iscritte ai pertinenti pubblici registri.
3. All’attuazione degli interventi di partecipazione societaria, la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, provvede attraverso la propria società finanziaria a cui indica termini, modalità e limiti della partecipazione al capitale.
Art. 48 - Progetti di interesse pubblico.
1. La Giunta regionale al fine di migliorare, qualificare e sviluppare iniziative di sostegno delle attività turistiche realizzate dai comuni e dagli altri enti pubblici,(68) concede contributi in conto capitale per programmi, progetti ed iniziative di investimento per la diversificazione e il potenziamento delle infrastrutture pubbliche destinate ad un utilizzo a fini turistici, in conformità ai piani strategici.
2. Sono ammissibili al contributo, disciplinato con provvedimento della Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, gli interventi strutturali, infrastrutturali e dotazionali dei beni in disponibilità di enti pubblici di supporto all’attività turistica.
3. Nella concessione del contributo è accordata priorità ai comuni in possesso di certificazioni ambientali, alla natura degli investimenti, al grado di innovazione degli stessi e all’incidenza proporzionata sui flussi turistici attuali e potenziali.
4. Il contributo può essere concesso nella misura massima del 70 per cento della spesa ammessa, elevabile di altri cinque punti percentuali nel caso di interventi realizzati da comuni ubicati in area di montagna.
Art. 48 bis - Turismo di montagna. (69)
c) “sentieri attrezzati”: i sentieri alpini lungo i quali, per tratti di lunghezza totale significativa, sono installati gli impianti fissi utilizzati per le ferrate;
d) “bivacchi fissi alpini”: le strutture di proprietà del CAI e di altri enti senza scopo di lucro, collocate in alta montagna a quote superiori ai 1.600 m, in genere di difficile accesso e non servite da strade aperte al pubblico transito di mezzi motorizzati, predisposte per il riparo e la sicurezza dei frequentatori della montagna, incustodite e aperte tutto l’anno;
e) “bivacchi-casere”: le strutture collocate in media-alta montagna, di proprietà pubblica, di uso civico o di proprietà delle Regole, predisposte per il riparo e la sicurezza dei frequentatori della montagna, incustodite e aperte tutto l’anno.
3. Le funzioni amministrative relative alla realizzazione e gestione dei sentieri alpini, nonché alla sorveglianza e manutenzione dei bivacchi fissi alpini spettano alle unioni montane, che si avvalgono del CAI il quale può provvedere, a norma dell’articolo 2, lettera b) della legge 26 gennaio 1963, n. 91 “Riordinamento del Club alpino italiano” e successive modificazioni, al tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione dei sentieri alpini. Le funzioni amministrative relative alla realizzazione e gestione delle vie ferrate, nonché delle opere e degli eventuali impianti fissi dei sentieri attrezzati, spettano ai comuni.
4. La Giunta regionale, al fine di garantire l’utilizzo efficiente e in sicurezza di un’adeguata rete di sentieri alpini, vie ferrate, sentieri attrezzati e bivacchi fissi alpini, disciplina i criteri e le modalità per sostenere interventi di sorveglianza e manutenzione, mediante trasferimenti alle unioni montane di risorse finanziarie annue per la concessione di contributi, nella misura massima del 100 per cento della spesa ammissibile, sulla base di programmi proposti dalle stesse. Gli interventi di sorveglianza e manutenzione di cui al presente comma sono svolti utilizzando preferibilmente personale di particolare esperienza e competenza disponibile presso le sezioni del CAI e, per le vie ferrate e la parte attrezzata dei sentieri alpini, le guide alpine e aspiranti guida alpina iscritte negli appositi albi professionali.
5. La Giunta regionale, al fine di garantire la manutenzione, l’adozione di tecnologie innovative, il risparmio energetico e la sicurezza dei rifugi alpini di proprietà di enti pubblici o senza scopo di lucro, disciplina i criteri e le modalità per la concessione di contributi, nella misura massima del 90 per cento della spesa ammissibile.
6. La Regione del Veneto individua nel CAI il principale soggetto di riferimento per la realizzazione di programmi e progetti finalizzati a promuovere la conoscenza, la conservazione e la frequentazione in sicurezza del territorio montano. A tal fine la Giunta regionale disciplina i criteri e le modalità per la concessione al CAI Veneto di contributi annui, nella misura massima dell’80 per cento delle spese ammissibili, finalizzati in particolare a:
a) incrementare la conoscenza presso la popolazione del Bene Dolomiti Unesco e delle attività svolte dall’uomo in alta montagna;
b) realizzare presso le Sezioni CAI corsi di formazione e di introduzione all’alpinismo, scialpinismo, escursionismo, speleologia, canyoning;
c) realizzare corsi di aggiornamento tecnico didattico per istruttori di alpinismo, anche attivando iniziative di studio delle tecniche e dei materiali collegati all’alpinismo e scialpinismo e dei problemi fisiopatologici riguardanti l’interazione dell’uomo con l’ambiente montano;
d) promuovere lo studio e la conoscenza del patrimonio socio-culturale, ambientale, storico ed artistico della montagna e delle sue comunità, attraverso l’organizzazione di corsi di formazione, convegni, mostre, rassegne ed altre manifestazioni ed eventi culturali;
e) favorire la diffusione delle cultura alpina e della montagna veneta negli istituti scolastici di ogni ordine e grado;
f) organizzare corsi giovanili di formazione per una corretta e sicura frequentazione dell’ambiente montano;
g) sostenere l’attività di studio, formazione, divulgazione e aggiornamento svolta presso il Centro di Formazione per la Montagna “Bruno Crepaz” al Passo Pordoi di proprietà del Club Alpino Italiano.
7. La Giunta regionale, d’intesa con il CAI Veneto ed il Collegio Veneto delle Guide alpine, istituisce e stabilisce i criteri per la redazione e la tenuta dell’elenco regionale dei sentieri alpini, dei sentieri attrezzati, delle vie ferrate, dei bivacchi fissi alpini e dei bivacchi-casere.
Art. 49 - Violazioni e sanzioni amministrative.
d) il titolare di struttura ricettiva o sede congressuale che, con scritti, stampati, internet ovvero pubblicamente con ogni altro mezzo, attribuisca alla propria struttura o sede congressuale dotazioni, impianti o attrezzature diversi da quelli esistenti o una denominazione o una classificazione diverse da quelle assentite ovvero attui pubblicità o commercializzazione ingannevole, ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 “Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229” e successive modificazioni, atta ad ingenerare erronea percezione sulla tipologia ricettiva offerta al turista;
e) il titolare di struttura ricettiva o sede congressuale che non esponga o esponga in modo non visibile al pubblico il segno distintivo della classe assegnata ai sensi del comma 5 dell’articolo 31;
f) il titolare di struttura ricettiva o sede congressuale che ometta di comunicare alla Giunta regionale(70) la perdita dei requisiti previsti dalla presente legge per la classificazione della struttura ricettiva o sede congressuale;
g) il titolare di struttura ricettiva o sede congressuale che rifiuti ingiustificatamente l’accesso alla propria struttura o sede congressuale agli incaricati del comune e della Regione(71) per l’esercizio delle funzioni di vigilanza, ai sensi del comma 5 dell’articolo 35;
h) il titolare di struttura ricettiva o di agenzia viaggio e turismo che non esponga o esponga in modo non visibile al pubblico la copia della segnalazione certificata di inizio attività della struttura ricettiva o agenzia di viaggio e turismo o la copia della comunicazione di apertura di sede secondaria di agenzia di viaggio e turismo, ai sensi del comma 11 dell’articolo 34 e del comma 5 dell’articolo 38;
i) il titolare di struttura ricettiva o di agenzia viaggio e turismo che non rispetti i periodi di apertura comunicati o ometta la comunicazione di chiusura temporanea o definitiva di cui all’articolo 33 e articolo 39;
l) il titolare di agenzia di viaggio e turismo che con scritti, stampati, internet ovvero pubblicamente con ogni altro mezzo, attribuisca alla propria agenzia una denominazione diversa da quella assentita;
m) il titolare di agenzia viaggio e turismo che ometta di comunicare preventivamente alla Giunta regionale(72) eventuali variazioni del contenuto della segnalazione certificata d’inizio attività di cui al comma 2 dell’articolo 38;
n) l’organizzatore di viaggio, l’intermediario ed il venditore di cui all’articolo 33 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, che omettano di comunicare e diffondere le informazioni obbligatorie sui viaggi ai sensi degli articoli 37 e 38 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79;
n bis) il titolare di struttura ricettiva, nonché il titolare di agenzia immobiliare o immobiliare turistica per le unità abitative ammobiliate ad uso turistico oggetto del suo mandato o di sublocazione, che ometta di comunicare alla Giunta regionale(73) i dati relativi al periodo di apertura, nonché al numero di camere totali, posti letto, arrivi, presenze turistiche e camere occupate. (74)
4. Fatto salvo quanto previsto dal comma 6 dell’articolo 50, è soggetto a sanzione amministrativa da euro 3.000,00 a euro 6.000,00:
a) chiunque gestisca una struttura ricettiva in mancanza di segnalazione certificata di inizio attività, ai sensi dell’articolo 33;
b) chiunque gestisca una struttura ricettiva o sede congressuale in mancanza di classificazione, ai sensi dell’articolo 32;
c) chiunque gestisca un’agenzia di viaggio e turismo in mancanza di segnalazione certificata di inizio attività od una sua sede secondaria in mancanza di comunicazione di apertura di sede secondaria, ai sensi dell’articolo 38;
d) gli organizzatori di viaggi diversi da agenzie di viaggio e turismo che violino le condizioni di organizzazione dei viaggi di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 40.
5. È soggetto a sanzione amministrativa da euro 7.000,00 a euro 14.000,00:
a) chiunque fornisca false informazioni al comune nella segnalazione certificata di inizio attività ricettiva ai sensi dell’articolo 33;
b) chiunque fornisca false informazioni alla Giunta regionale(75) nella domanda di rilascio, modifica o rinnovo di classificazione di struttura ricettiva o sede congressuale ai sensi dell’articolo 32;
c) il titolare di struttura ricettiva o sede congressuale che rifiuti in modo illegittimamente discriminatorio di accogliere nella propria struttura o sede i clienti;
d) il titolare di struttura ricettiva o sede congressuale che gestisca una struttura ricettiva o sede congressuale in mancanza dei requisiti necessari per la classificazione, ai sensi dell’articolo 31;
e) il titolare di agenzia di viaggio e turismo che fornisca false informazioni nella segnalazione certificata di inizio attività ai sensi dell’articolo 38;
f) il titolare di agenzia di viaggio e turismo e gli organizzatori di viaggi diversi da agenzie di viaggio e turismo che violino gli obblighi in materia di requisiti per l’apertura di agenzia di viaggio e turismo ai sensi dell’articolo 37, nonché gli obblighi in materia di assicurazione previsti dagli articoli 38 e 40.
6. L’accertamento delle violazioni degli obblighi, l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, il diritto ad introitare le relative somme e la competenza all’adozione dei provvedimenti di sospensione e cessazione dell’attività sanzionata nei casi di cui al presente articolo sono (76) attribuiti al comune competente per territorio.
7. Il Comune(77) che accerta le violazioni e commina le sanzioni può graduare le sanzioni inflitte tenendo conto delle seguenti circostanze:
a) l’entità del danno subito dal turista;
b) il numero di turisti danneggiati;
c) il beneficio ottenuto dal trasgressore a seguito della violazione;
d) il maggior livello di classificazione della struttura ricettiva;
e) la reiterazione della violazione entro un anno dalla data in cui si è verificata la prima violazione.
8. In caso di violazione di cui al comma 4 ed al comma 5 lettere a), b), d), e), f), oltre alla sanzione pecuniaria ivi prevista, si aggiunge la cessazione dell’attività sanzionata.
9. In caso di reiterazione della violazione di cui ai commi 1, 2, 3, nonché al comma 5 lettera c), alla sanzione pecuniaria ivi prevista si aggiunge la sospensione fino a un massimo di due anni dell’attività sanzionata.
10. Il mancato pagamento della sanzione pecuniaria di cui ai commi 1, 2, 3, nonché al comma 5 lettera c), nel termine di sessanta giorni, comporta la sospensione dell’attività sanzionata per un periodo sino a tre mesi e, decorso inutilmente tale termine, la cessazione dell’attività.
11. In caso di mancata ottemperanza al provvedimento di cessazione o sospensione dell’attività sanzionata, il Comune(78) applica l’articolo 17 ter, comma 5, del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 “Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza” e successive modificazioni.
11 bis. Le sanzioni previste dal presente articolo si applicano anche a tutte le strutture ricettive che si promuovono mediante le piattaforme digitali. (79)
Art. 50 - Disposizioni finali e transitorie.
c) le autorizzazioni all’apertura di agenzie di viaggi, già rilasciate o rinnovate prima della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 38;
d) l’elenco provinciale delle agenzie di viaggio e turismo e l’albo provinciale dei direttori tecnici, già disciplinati, rispettivamente, dagli articoli articoli74 e 78 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e successive modificazioni;
e) i provvedimenti di classificazione a residenza d’epoca, già rilasciati prima della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31;
f) limitatamente all’esclusivo ambito della disciplina turistica, la destinazione d’uso edilizia, la capacità ricettiva ed i requisiti dimensionali e strutturali delle strutture ricettive già autorizzati prima della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31;
g) limitatamente all’esclusivo ambito della disciplina turistica, la destinazione d’uso edilizia, i requisiti dimensionali e strutturali delle strutture ricettive con progetti di nuova costruzione o ristrutturazione edilizia presentati in comune prima della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31;
h) l’albo provinciale delle associazioni Pro Loco, già disciplinato dall’articolo 10 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 . (80)
5. Nel caso di progetti di nuova costruzione o ristrutturazione edilizia di strutture ricettive, presentati in comune a partire dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31, i requisiti dimensionali e strutturali previsti dal provvedimento si applicano limitatamente ai nuovi volumi delle strutture ricettive.
6. Le sedi congressuali già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge (81) devono ottenere la nuova classificazione, su domanda, ai sensi della presente legge, entro il termine di ventiquattro mesi, prorogabile di sei mesi con motivata richiesta, dalla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31; decorso inutilmente tale termine, il comune competente, su segnalazione della Giunta regionale,(82) procede alla chiusura delle (83) sedi congressuali non classificate ai sensi della presente legge. (84)
6 bis. Fatto salvo quanto previsto al comma 8 per i rifugi escursionistici, tutte le strutture ricettive previste dall’articolo 23 già regolarmente esercitate in vigenza della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 presentano domanda di classificazione ai sensi della presente legge alla Città metropolitana di Venezia o alla provincia territorialmente competente entro il termine perentorio del 31 marzo 2018 (85) ; decorso inutilmente tale termine, il comune territorialmente competente procede, su segnalazione della Città metropolitana di Venezia o della provincia territorialmente competente, alla chiusura delle suindicate strutture ricettive che non abbiano presentato né la domanda di classificazione, né la richiesta di proroga dei termini di presentazione della domanda di classificazione di cui al comma 7 bis (86) . (87)
6 ter. Alle strutture ricettive di cui al comma 6 bis è rilasciata la classificazione, valida esclusivamente ai fini della legislazione turistica; ove per dette strutture siano in corso, al momento della domanda di cui al comma 6 bis, procedimenti volti al rilascio di autorizzazioni, necessarie ai fini della classificazione, tra cui quelle relative a procedimenti in materia urbanistica, edilizia, paesaggistica, archeologica, culturale, sanitaria, ambientale o di prevenzione incendi, in presenza di tutti gli altri presupposti previsti dalla legge, la classificazione è rilasciata a titolo provvisorio. Tale classificazione provvisoria assume carattere definitivo nel caso di conclusione positiva dei procedimenti autorizzativi a seguito di comunicazione da parte delle strutture ricettive interessate, mentre è oggetto di riesame da parte della Città metropolitana di Venezia o della Provincia nel caso di conclusione negativa dei procedimenti autorizzativi. (88)
7. omissis (89) (90)
7 bis. Le strutture ricettive di cui al comma 6 bis possono, entro il termine perentorio del 31 marzo 2018, presentare motivata richiesta di proroga del termine di presentazione della domanda di classificazione ai sensi della presente legge per causa di forza maggiore fino a sei mesi. (91)
8. I rifugi escursionistici, già classificati in vigenza della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e successive modificazioni, devono ottenere la denominazione e la corrispondente classificazione, su domanda, di rifugio alpino, ai sensi della presente legge, entro il termine di dodici mesi, prorogabile di sei mesi con motivata richiesta, dalla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31; decorso inutilmente tale termine, il comune competente, su segnalazione della Giunta regionale,(92) procede alla chiusura del rifugio escursionistico.
9. Ai procedimenti amministrativi e di spesa in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e fino alla loro conclusione, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e successive modificazioni.
Art. 51 - Abrogazioni.
2. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, la legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo” e successive modificazioni, è abrogata, limitatamente all’articolo 1, all’articolo 2, all’articolo 3, comma 1, lettere a), b), e), f), g), i), all’articolo 6, agli articoli da 9 a 19, all’articolo 91, all’articolo 92, agli articoli da 95 a 108, all’articolo 129 e all’allegato U.
a) dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31 della presente legge, l’articolo 4, comma 1, lettera e) limitatamente al numero 41, gli articoli da 22 a 29, da 31 a 43 e gli allegati B, C, C bis, C ter, D, E, F, G, H, I, L, M, N, O, P, Q, R, della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e successive modificazioni;
b) dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 36 della presente legge, l’articolo 44 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 ;
c) dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 38 della presente legge, gli articoli da 62 a 76 e da 79 a 81 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e successive modificazioni;
d) dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 42 della presente legge, gli articoli 7 e 8 e l’allegato A della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e successive modificazioni;
e) decorsi diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’articolo 3, comma 1, lettere c), d), n), (93) nonché gli articoli 20 e 21 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 .
Art. 52 - Norma finanziaria.
2. Alle spese d’investimento derivanti dall’attuazione della presente legge, relative alle agevolazioni per progetti di interesse pubblico quantificate in euro 250.000,00 per l’esercizio 2013, si fa fronte mediante l’utilizzo delle risorse allocate nell’upb U0076 “Interventi di qualificazione, ammodernamento e potenziamento delle imprese turistiche e degli altri soggetti operanti nel comparto del turismo” del bilancio di previsione 2013.
(1) Lettera così modificata da comma 1 art. 13 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che ha sostituito le parole “anche avvalendosi della società consortile, denominata “Veneto Promozione Scpa” di cui all’articolo 5 della legge regionale 24 dicembre 2004, n. 33 “Disciplina delle attività regionali in materia di commercio estero, promozione economica e internazionalizzazione delle imprese venete” e successive modificazioni” con le parole: “anche avvalendosi di società a partecipazione o controllo regionale ai sensi della vigente normativa”.
(2) Lettera così modificata da comma 1 art. 1 legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 che ha aggiunto alla fine l’espressione “ai limitati fini di cui all’articolo 27 bis, sono, altresì, strutture ricettive, non aperte al pubblico, gli alloggi dati in locazione esclusivamente per finalità turistiche ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo”, senza prestazione di servizi;”.
(3) In materia vedi anche la legge regionale 7 febbraio 2014, n. 7 recante “Riconoscimento e valorizzazione del turismo naturista”.
(4) Comma così modificato da comma 1 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “nonché della società consortile denominata “Veneto Promozione Spa” di cui alla legge regionale 24 dicembre 2004, n. 33 e successive modificazioni” con le parole “nonché di altri Enti”.
(5) Lettera così modificata da comma 2 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha soppresso le parole “e provinciale”.
(6) Comma così modificato da comma 1 art. 14 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che ha soppresso le parole “e i dati delle locazioni turistiche di cui al comma 2 dell’articolo 27 bis”. Le parole erano state aggiunte da comma 1 art. 2 legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 .
(7) Comma così modificato da lett. a) comma 3 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “delle politiche del turismo” con le parole “delle politiche e della programmazione in materia di turismo”.
(8) Comma così modificato da lett. b) comma 3 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “Regione” con le parole “Giunta regionale”.
(9) Lettera così modificata da lett. c) comma 3 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha abrogato le parole “la programmazione pluriennale e”.
(10) Lettera inserita da lett. d) comma 3 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 .
(11) Articolo abrogato da comma 4 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 .
(12) In attuazione dell’articolo 20, comma 3, con DGR 26 aprile 2016, n. 556 recante “Direttive regionali alla Città metropolitana di Venezia e alle Province per l'organizzazione, il coordinamento e l'armonizzazione delle attività e funzioni in materia di turismo e di professione di guida turistica. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 , articolo 20 e Decreto del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali 11 dicembre 2015.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 39 del 29 aprile 2016, sono state approvate le direttive regionali alla Città metropolitana di Venezia e alle Province per il coordinamento e l'armonizzazione delle attività e funzioni in materia di turismo e di professione di guida turistica.
(13) Articolo abrogato da lett. b) comma 1 art. 19 legge regionale 8 agosto 2014, n. 25 .
(14) Articolo abrogato da lett. b) comma 1 art. 11 legge regionale 22 ottobre 2014, n. 34 .
(15) Ai sensi dell’art. 50 della legge regionale 2 aprile 2014, n. 11 la messa a disposizione, all’interno di strutture ricettive, di saune, bagni turchi, bagni a vapore, vasche con idromassaggio e servizi similari, a uso esclusivo degli ospiti e con funzione meramente accessoria e complementare rispetto all’attività principale della struttura ricettiva, non è subordinata alla presenza di soggetti in possesso della qualificazione professionale di estetista, né alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), salvo il possesso dei requisiti igienico sanitari dei locali. Resta fermo l’obbligo, in capo al titolare o gestore della struttura ricettiva, di fornire al cliente le necessarie informazioni sulle modalità di corretta fruizione delle attrezzature di cui al presente articolo, sulle controindicazioni al loro utilizzo, sulle precauzioni da adottare, anche attraverso l’esposizione di cartelli nei locali dove sono collocate le attrezzature stesse e assicurando ivi la presenza di personale addetto che eserciti la vigilanza.
(16) Il comma 2 dell’art. 10 della legge regionale 8 agosto 2017, n. 23 “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo” prevede che le strutture turistico-ricettive possano sottoscrivere convenzioni con le Aziende ULSS territorialmente competenti, al fine di garantire un maggior grado di protezione agli anziani fruitori delle strutture medesime, senza oneri a carico delle Aziende ULSS.
(17) Comma così modificato da comma 1 art. 15 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che ha aggiunto dopo le parole “in camere” le parole “, suite e junior suite”.
(18) Comma così modificato da comma 1 art. 16 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che ha sostituito le parole “e campeggi” con le parole “, suite e junior suite”.
(19) Comma inserito da comma 2 art. 16 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(20) Con DGR 21 ottobre 2016, n. 1662 recante “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto. Requisiti generali di prima classificazione unica dei marina resort. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 articolo 31, comma 1. Deliberazione n. 89/CR del 29 agosto 2016.” pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 103 del 28 ottobre 2016, si è provveduto, in sede di prima applicazione della legge, alla definizione dei requisiti generali di classificazione unica dei marina resort.
(21) Lettera così modificata da comma 4 art. 6 legge regionale 23 febbraio 2016, n. 7 che ha sostituito le parole “I bed & breakfast, se esercitati in via occasionale, anche nell’ambito di ricorrenti periodi stagionali” con le parole “Ai fini della presente legge, i bed & breakfast ubicati nei territori dei comuni a bassa presenza turistica, così come individuati dalla Giunta regionale”.
(22) In attuazione dell’articolo 27, comma 2, lettera d), con DGR 19 aprile 2016, n. 498 recante “Disciplina dell'attività ricettiva in Bed & Breakfast. Individuazione dei comuni di cui all'articolo 27, comma 2, lettera d) della L.r n. 11/2013 , come modificata dall'articolo 6 della legge regionale 23 febbraio 2016, n. 7 . Deliberazione N. 21/CR del 15 marzo 2016.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 37 del 19 aprile 2016, sono stati individuati i comuni a “bassa presenza turistica”.
(23) Articolo aggiunto da comma 1 art. 3 legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 .
(24) Comma così modificato da lett. a) comma 5 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “Città metropolitana di Venezia o alla provincia competente per territorio dove l’alloggio è situato, secondo le procedure definite dalla Giunta regionale” con le parole “Giunta regionale secondo le procedure definite dalla stessa”, in precedenza modificato da comma 1 art. 17 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(25) Comma così modificato da lett. b) comma 5 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “Città metropolitana di Venezia o alla provincia competente per territorio dove l’alloggio è situato, secondo le procedure definite dalla Giunta regionale” con le parole “Giunta regionale”, in precedenza modificato da comma 2 art. 17 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(26) Articolo aggiunto da comma 1 art. 91 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 .
(27) Comma così modificato da comma 1 art. 18 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che ha inserito dopo le parole “nelle aree di montagna” le parole “e del sistema turistico tematico “Pedemontana e colli” e del sistema turistico tematico “Po e suo Delta””.
(28) Articolo inserito da comma 1 art. 19 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(29) Relativamente alle sole strutture ricettive complementari e con espressa esclusione dei rifugi alpini e dei rifugi escursionistici per i quali la Giunta regionale rinvia a successivo e distinto provvedimento, vedi DGR 31 marzo 2015, n. 419 recante “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto. Requisiti, condizioni e criteri per la classificazione delle strutture ricettive complementari: alloggi turistici, case per vacanze, unità abitative ammobiliate a uso turistico e bed & breakfast. Deliberazione n.1/CR del 20 gennaio 2015. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 , articolo 31, comma 1”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 40 del 24 aprile 2015. Con DGR 19 aprile 2016, n. 498 recante “Disciplina dell'attività ricettiva in Bed & Breakfast. Individuazione dei comuni di cui all'articolo 27, comma 2, lettera d) della L.r n. 11/2013 , come modificata dall'articolo 6 della legge regionale 23 febbraio 2016, n. 7 . Deliberazione N. 21/CR del 15 marzo 2016.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 37 del 19 aprile 2016, relativamente ai bed and breakfast, sono stati modificati il punto 6 e l’articolo 8, comma 4 dell’Allegato A della DGR n. 419/2015. Con DGR 27 maggio 2016, n. 780 recante “Disciplina delle strutture ricettive complementari. Modificazioni ed integrazioni alla deliberazione della Giunta regionale n. 419 del 31 marzo 2015. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 . Deliberazione N. 24/CR del 7 aprile 2016.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 58 del 17 giugno 2016, sono stati modificati e integrati gli Allegati A, C e D della DGR n. 419/2015.
(30) Relativamente alle sole strutture ricettive alberghiere e con espressa esclusione degli alberghi diffusi per i quali la Giunta regionale rinvia a successivo e distinto provvedimento, vedi DGR 27 maggio 2014, n. 807 recante “Classificazione delle strutture ricettive alberghiere. Nuova disciplina per le procedure, la documentazione e i requisiti di attribuzione del livello e categoria ai sensi degli articoli 29, 31, 32, 33 e 34 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto". Deliberazione n.10/CR dell'11 febbraio 2014”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 59 del 13 giugno 2014, integrata con DGR 23 febbraio 2016, n. 184 recante “Disciplina regionale di classificazione delle strutture ricettive alberghiere. Modificazione ed integrazione della deliberazione n. 807/2014 e della deliberazione n. 1521/2014. Deliberazione n. 8/CR del 2 febbraio 2016. Legge regionale n. 11 del 4 giugno 2013.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 23 del 11 marzo 2016, con DGR 27 gennaio 2017, n. 69 “Requisiti di classificazione delle residenze turistico alberghiere. Modificazioni ed integrazioni all'Allegato C della deliberazione n. 807 del 27 maggio 2014. Deliberazione n. 123/CR del 23 dicembre 2016. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 articolo 31.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 19 del 21 febbraio 2017 e con DGR 22 marzo 2017, n. 343 “Modificazione ed integrazione della deliberazione n. 807 del 27 maggio 2014. Requisiti di classificazione degli alberghi. Deroga per le superfici minime in edifici qualificati come beni culturali. Deliberazione/CR N. 12 del 21/02/2017.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 33 del 31 marzo 2017.
(31) Relativamente alle sole strutture ricettive all’aperto, vedi DGR 17 giugno 2014, n. 1000 recante “Nuova disciplina di classificazione e attribuzione del livello e categoria delle strutture ricettive all'aperto ai sensi degli articoli 29, 31, 32, 33 e 34 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 : "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto". Deliberazione n. 37/CR del 15 aprile 2014.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 65 del 4 luglio 2014.
(32) Relativamente solo alla disciplina delle superfici e cubature delle unità abitative fisse e degli accessori e pertinenze egli allestimenti mobili delle strutture ricettive all’aperto, vedi DGR 17 giugno 2014, n. 1001 recante “Nuova disciplina di classificazione e attribuzione del livello e categoria delle strutture ricettive all'aperto ai sensi degli articoli 29, 31, 32, 33 e 34 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 : "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto". Deliberazione n. 37/CR del 15 aprile 2014.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 65 del 4 luglio 2014.
(33) Relativamente alla struttura ricettiva albergo diffuso, vedi DGR 12 agosto 2014, n. 1521 recante “Requisiti, condizioni e criteri per la classificazione della struttura ricettiva “Albergo diffuso”. Deliberazione/CR n. 101 del 15 luglio 2014. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto", articoli 24 e 25”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 85 del 29 agosto 2014, integrata con DGR 23 febbraio 2016, n. 184 recante “Disciplina regionale di classificazione delle strutture ricettive alberghiere. Modificazione ed integrazione della deliberazione n. 807/2014 e della deliberazione n. 1521/2014. Deliberazione n. 8/CR del 2 febbraio 2016. Legge regionale n. 11 del 4 giugno 2013.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 23 del 11 marzo 2016.
(34) Relativamente alla struttura ricettiva all’aperto “marina resort”, vedi DGR 21 ottobre 2016, n. 1662 recante “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto. Requisiti generali di prima classificazione unica dei marina resort. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 articolo 31, comma 1. Deliberazione n. 89/CR del 29 agosto 2016.” pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 103 del 28 ottobre 2016, con cui si è provveduto, in sede di prima applicazione della legge, alla definizione dei requisiti generali di classificazione unica dei marina resort.”
(35) Comma inserito da comma 1 art. 20 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(36) Comma inserito da comma 1 art. 92 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 .
(37) Lettera modificata da comma 2 art. 92 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 che ha inserito dopo la parola: “alberghiera” le seguenti: “, anche in deroga alle altezze minime previste dalla normativa vigente”.
(38) Comma così modificato da comma 6 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(39) Comma così modificato da comma 6 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(40) Comma così modificato da comma 6 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(41) Comma così modificato da comma 6 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(42) Ai sensi dell’art. 50 della legge regionale 2 aprile 2014, n. 11 la messa a disposizione, all’interno di strutture ricettive, di saune, bagni turchi, bagni a vapore, vasche con idromassaggio e servizi similari, a uso esclusivo degli ospiti e con funzione meramente accessoria e complementare rispetto all’attività principale della struttura ricettiva, non è subordinata alla presenza di soggetti in possesso della qualificazione professionale di estetista, né alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), salvo il possesso dei requisiti igienico sanitari dei locali. Resta fermo l’obbligo, in capo al titolare o gestore della struttura ricettiva, di fornire al cliente le necessarie informazioni sulle modalità di corretta fruizione delle attrezzature di cui al presente articolo, sulle controindicazioni al loro utilizzo, sulle precauzioni da adottare, anche attraverso l’esposizione di cartelli nei locali dove sono collocate le attrezzature stesse e assicurando ivi la presenza di personale addetto che eserciti la vigilanza.
(43) Comma così modificato da comma 7 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(44) Comma così modificato da comma 7 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(45) Comma così modificato da lett. a) comma 8 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “fornito dalla provincia, sulla base del modello regionale” con le parole “approvato dalla Giunta regionale”.
(46) Comma così modificato da lett. b) comma 8 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “fornito dalla provincia, sulla base del modello regionale” con le parole “approvato dalla Giunta regionale”.
(47) Comma così modificato da lett. a) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “dalle province” con le parole “dalla Giunta regionale”.
(48) Comma così modificato da lett. b) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(49) Comma così modificato da lett. b) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(50) Comma così modificato da lett. c) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “La provincia effettua annualmente verifiche a campione sulle strutture ricettive e sulle sedi congressuali in una percentuale minima di almeno il 10 per cento del totale di ogni tipologia,” con le parole “La Giunta regionale effettua annualmente verifiche a campione sulle strutture ricettive e sulle sedi congressuali in una percentuale minima significati da essa stabilita per ogni tipologia”.
(51) Comma così modificato da lett. b) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(52) Comma così modificato da lett. d) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “la Città metropolitana di Venezia e le province” con le parole “e la Giunta regionale”.
(53) Comma inserito da comma 1 art. 21 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(54) Comma così modificato da lett. e) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “e le province sono tenuti a fornire reciprocamente le informazioni acquisite nell’esercizio delle rispettive funzioni di vigilanza e a comunicarle, se richieste, alla Giunta regionale” con le parole “e la Giunta regionale sono tenuti a fornirsi reciprocamente le informazioni acquisite nell’esercizio delle rispettive funzioni di vigilanza”.
(55) Comma così modificato da lett. b) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(56) Lettera inserita da comma 1 art. 3 della legge regionale 8 agosto 2017, n. 22 .
(57) Comma così modificato da lett. a) comma 10 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “presenta alla provincia nel cui territorio è ubicata la sede principale” con le parole “aprendo la sede principale nel Veneto, presenta alla Giunta regionale”.
(58) Comma così modificato da lett. b) comma 10 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(59) Comma così modificato da lett. c) comma 10 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “anche sui siti internet istituzionali delle province” con le parole “anche sul sito internet istituzionale della Regione”.
(60) Comma così modificato da lett. d) comma 10 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “una sede secondaria, sono tenute a comunicare detta apertura sia alla provincia della sede secondaria sia alla provincia della sede principale” con le parole “una sede secondaria nel Veneto, sono tenute a comunicare detta apertura sia alla Giunta regionale del Veneto sia alla amministrazione competente per l’apertura della sede principale”.
(61) Comma così modificato da lett. b) comma 10 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(62) Comma così modificato da comma 11 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(63) Comma così modificato da comma 11 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(64) Vedi anche quanto previsto dall’art. 10 della legge regionale 8 agosto 2017, n. 23 “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo”.
(65) Vedi anche l’art. 32 della legge regionale 27 aprile 2015, n. 6 così come modificato dall’art. 6 della legge regionale 23 febbraio 2016, n. 7 che al fine di favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese turistiche, ha istituito il fondo di garanzia e controgaranzia per il settore turismo.
(66) Vedi art. 4 della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 recante disposizioni transitorie concernenti il fondo di rotazione in materia di turismo ed ai sensi del quale: “1. Nelle more dell’attuazione dell’articolo 45 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto” e comunque non oltre il 31 dicembre 2014, al solo fine di garantire continuità agli interventi a valere sul fondo di rotazione, è ripristinata la vigenza degli articoli 101 e 103 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo” e successive modificazioni, limitatamente alla loro applicazione al fondo di rotazione e a quanto conforme alla vigente normativa, con riferimento ai procedimenti amministrativi e di spesa definiti successivamente al 3 luglio 2013 o in corso di definizione alla data di entrata in vigore della presente legge, sempreché definiti entro la data del 31 dicembre 2014, nei limiti della capienza del fondo di rotazione.
2. Decorsa la data del 31 dicembre 2014, l’operatività del fondo di rotazione è limitata alla gestione delle posizioni definite ai sensi del comma 1, da parte del soggetto individuato in conformità all’articolo 45, comma 2, della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 .”.
(67) Il fondo di rotazione, per effetto dell’articolo 1 della legge regionale 17 giugno 2016, n. 17 “Norme relative all’unificazione dei fondi di rotazione regionali” confluisce nel fondo di rotazione per la concessione di finanziamenti agevolati alle piccole e medie imprese di cui all’articolo 23 della legge regionale 9 febbraio 2001, n. 5 “Provvedimento generale di rifinanziamento e di modifica di leggi regionali per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2001)”. Vedi altresì quanto previsto dall’art. 27 della legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che prevede come al fine di assicurare continuità agli interventi diretti a favorire l’accesso al credito delle imprese turistiche, la gestione del fondo, nelle more della individuazione del soggetto gestore con le modalità e i termini previsti dalla legge regionale 17 giugno 2016, n. 17 , è assicurata dal soggetto incaricato dalla gestione dei fondi di rotazione regionali alla data di entrata in vigore della presente legge.
(68) Comma così modificato da comma 12 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “La Regione al fine di migliorare, qualificare e sviluppare iniziative di sostegno delle attività turistiche realizzate dalle province, dai comuni e dagli altri enti pubblici” con le parole “La Giunta regionale al fine di migliorare, qualificare e sviluppare iniziative di sostegno delle attività turistiche realizzate dai comuni e dagli altri enti pubblici”.
(69) Articolo aggiunto da comma 1 art. 30 legge regionale 27 aprile 2015, n. 6 .
(70) Lettera così modificata da lett. a) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(71) Lettera così modificata da lett. b) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con la parola “Regione”.
(72) Lettera così modificata da lett. a) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(73) Lettera così modificata da lett. c) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “Regione” con le parole “Giunta regionale”.
(74) Lettera introdotta da comma 1 art. 14 legge regionale 24 febbraio 2015, n. 2 .
(75) Lettera così modificata da lett. a) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(76) Comma così modificato da lett. d) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha soppresso le parole “attribuiti alla provincia competente per territorio, ad eccezione dei casi di cui al comma 3 lettera a), al comma 4 lettera a) e al comma 5 lettera a),”.
(77) Comma così modificato da lett. e) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “L’ente locale” con le parole “Il Comune”.
(78) Comma così modificato da lett. f) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “l’ente locale” con le parole “il Comune”.
(79) Comma aggiunto da comma 1 art. 22 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(80) La lettera verrà abrogata da comma 2 art. 11 legge regionale 22 ottobre 2014, n. 34 a decorrere dall’istituzione dell’albo regionale di cui all’art. 4 della medesima L.R. 34/2014.
(81) Comma così modificato da comma 1 art. 23 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che ha sostituito le parole “Le strutture ricettive già classificate alla data di entrata in vigore della presente legge e le sedi congressuali già esistenti alla stessa data,” con le parole “Le sedi congressuali già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge”.
(82) Comma così modificato da comma 14 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(83) Comma così modificato da comma 2 art. 23 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che ha soppresso le parole “strutture ricettive o”.
(84) Comma così sostituito da comma 1 art. 31 legge regionale 27 aprile 2015, n. 6 .
(85) Comma modificato da comma 1 art. 1 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 49 che ha sostituito le parole “31 marzo 2017” con le parole “31 marzo 2018”.
(86) Comma modificato da comma 1 art. 1 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 49 che ha sostituito le parole “comma 7” con le parole “comma 7 bis”.
(87) Comma inserito da comma 3 art. 23 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(88) Comma inserito da comma 2 art. 1 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 49 .
(89) Comma abrogato da comma 3 art. 1 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 49 . In precedenza sostituito da comma 4 art. 23 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 . Il testo originario prevedera un termine di 12 mesi, prorogabile di 6 mesi con motivata richiesta, decorrente dalla pubblicazione nel BUR del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31 per il quale si rinvia alle note al relativo articolo.
(90) Con DGR 31 marzo 2017, n. 400 “Proroga del termine per la presentazione delle domande di classificazione delle strutture ricettive alberghiere, all'aperto e complementari. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 , articolo 19, comma 3 e articolo 50, comma 7, lett. b).”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 33 del 31 marzo 2017, è stato prorogato di mesi sei dal 31 marzo 2017, e pertanto fino al 30 settembre 2017, il termine per la presentazione delle domande di classificazione delle strutture ricettive alberghiere, all'aperto e complementari già regolarmente esercitate ai sensi della legge regionale 5 novembre 2002, n. 33 .
(91) Comma inserito da comma 4 art. 1 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 49 .
(92) Comma così modificato da comma 14 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(93) Il termine di diciotto mesi, limitatamente alla lett. n) – e quindi relativamente alla funzione provinciale di gestione degli uffici provinciali di informazione ed accoglienza – è differito di mesi nove per effetto dell’art. 5 della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 (vedi altresì comma 2 e comma 3 del succitato art. 5 in ordine a modalità di esercizio della funzione e a validità ed efficacia di atti di attuazione dell’art. 15 della legge regionale 11/2013 già assunti) e successivamente rideterminato al 31 gennaio 2016 per effetto dell’art. 6 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 17 .
Limitatamente alla funzione provinciale di gestione degli uffici provinciali IAT per la Città metropolitana di Venezia e per la provincia di Verona, il termine è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2016, al fine di consentire a tali enti il completamento del riassetto organizzativo previsto dall’articolo 15 della presente legge, senza oneri per la Regione.

References: Art. 3

Art. 4

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Art. 11

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Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45
 articolo 42
 articolo 43
 articolo 44

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 48

Art. 49
 articolo 39

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Art. 51

Art. 52
 art. 13
 art. 1
 art. 10
 art. 10
 art. 14
 art. 2
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 articolo 20
 art. 19
 art. 11
 art. 15
 art. 16
 art. 16
 articolo 31
 art. 6
 art. 3
 art. 10
 art. 17
 art. 10
 art. 17
 art. 91
 art. 18
 art. 19
 articolo 31
 articolo 31
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 art. 20
 art. 92
 art. 92
 art. 10
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 art. 10
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 art. 10
 art. 10
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 art. 10
 art. 21
 art. 10
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 art. 3
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 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 4
 art. 10
 art. 30
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 14
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 22
 art. 11
 art. 23
 art. 10
 art. 23
 art. 31
 art. 1
 art. 1
 art. 23
 art. 1
 art. 1
 art. 23
 articolo 19
 articolo 50
 art. 1
 art. 10
 art. 5