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Timestamp: 2018-04-22 16:04:11+00:00

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Novità fiscali del 18 maggio 2010: modello 730/2010: entro il 31 maggio la presentazione del modello tramite professionisti abilitati e Caf; commercialista: nei rapporti con il cliente risponde penalmente solo in presenza di dolo; nelle Srl per le gravi irregolarità il collegio sindacale può chiedere il controllo giudiziario; assenza autocertificazione e benefici contributivi; compensazioni: utilizzo del credito riattribuito ai soci; avviso di accertamento fiscale non preceduto dal contraddittorio con il contribuente è nullo; metodi di controllo fiscale: modifiche per 4 settori di attività
1) Modello 730/2010: Entro il 31 maggio la presentazione del modello tramite professionisti abilitati e Caf
2) Nelle Srl per le gravi irregolarità il collegio sindacale può chiedere il controllo giudiziario
3) Cartella di pagamento in caso di motivazione per relazione: Valida solo se completa
4) Le testimonianze e perizie, in ambito penale, favorevoli al contribuente rilevano anche in Commissione tributaria
5) Assenza autocertificazione: Non è causa ostativa alla fruizione dei benefici contributivi
6) Commercialista: Nei rapporti con il cliente risponde penalmente solo in presenza di dolo
7) Compensazioni: Utilizzo del credito riattribuito ai soci
8) L’avviso di accertamento fiscale non preceduto dal contraddittorio con il contribuente è nullo
9) L’INPS aggiorna la modulistica on-line per le prestazioni a sostegno del reddito
10) Iva ridotta su importazioni di opere d’arte, di antiquariato e da collezione: Dipende dalle norme doganali Ue
11) Metodi di controllo fiscale: Modifiche per 4 settori di attività
Si avvicina il termine ultimo per oltre 15 milioni di lavoratori e pensionati.
Il modello 730, da presentare nel 2010 per i redditi del 2009, presenta alcune particolarità.
Le date per la presentazione: Il prossimo 31 maggio per chi si affida a un Caf o a un professionista abilitato.
Anche nelle società a responsabilità limitata, in caso di gravi irregolarità degli amministratori, il controllo giudiziario è ammesso su richiesta del collegio sindacale.
Lo ha stabilito il Tribunale di Milano, con la sentenza del 26 marzo 2010, che, tuttavia, segue la decisione, contraria, della Corte di Cassazione (sentenza n. 403/2010).
Infatti, secondo la Suprema Corte (con una decisione che, tuttavia, precede quella del Tribunale di Milano) tale possibilità è negata dalla normativa (art. 2409 c.c. concerne solo le S.p.A.).
Gli atti impositivi devono contenere gli estremi di pubblicazione dell’atto a cui l’Amministrazione finanziaria rinvia.
E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 11722 del 14 maggio 2010 che pronunciandosi in materia di cartella esattoriale motivata per relationem ha respinto i motivi difensivi portati avanti dall’Amministrazione finanziaria.
Senza la prova della notifica della cartella il pignoramento mobiliare è da annullare
Lo ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Parma con la sentenza n. 39/01/10, come rilevato dalla seguente nota del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro del 17 maggio 2010:
“La CTP Parma ha accolto le ragioni della società ricorrente, nella fattispecie esaminata la mancata allegazione all’atto di pignoramento delle cartelle di pagamento e dei relativi avvisi di accertamento viola un obbligo di legge.
Deve quindi essere annullato l’atto di pignoramento mobiliare per il quale non si è a conoscenza, in quanto non dimostrato in atti, se gli atti prodromici (cartelle di pagamento) siano stati effettivamente notificati e se la procedura di notifica delle stesse sia avvenuta in conformità alla normativa vigente.
Infatti all’atto di pignoramento mobiliare impugnato non era stata allegata alcuna cartella di pagamento completa con la prova dell’avvenuta regolare notifica ancorché espressamente richiamata nell’atto impugnato e posto a base dello stesso.
L’atto di pignoramento mobiliare, rileva la parte ricorrente , deve essere sempre preceduto dalla notifica della prodromica cartella di pagamento la quale costituisce il presupposto per la notifica dell’atto medesimo e serve a portare a diretta conoscenza dell’interessato la pretesa tributaria iscritta nei ruoli; non facendo ciò, l’atto oggetto di impugnazione non può essere utilizzato come atto sostitutivo della cartella di pagamento.
Una mancanza di prova, questa, da cui discende la giuridica inesistenza delle cartelle stesse e conseguentemente dell’atto impugnato”.
Nel processo tributario è rilevante la documentazione che scagiona il contribuente individuata e analizzata dal giudice penale.
L’accertamento fiscale può dunque essere annullato grazie alle testimonianze e alle perizie che hanno portato all’assoluzione del contribuente dall’accusa di evasione.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 11785/2010, ha reintrodotto il principio secondo cui le testimonianze e le perizie del processo penale costituiscono validi indizi nel giudizio tributario.
E’ indispensabile la sussistenza dei requisiti alla data della fruizione.
In merito all’autocertificazione alla DPL per la concessione dei benefici contributivi, la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la nota 1472 del 12 maggio 2010, ha chiarito che la mancata o incompleta presentazione dell’autocertificazione, non è causa ostativa alla fruizione dei benefici, purché le condizioni di cui all’allegato A del D.M. 24 ottobre 2007 sussistano alla data di fruizione del beneficio stesso.
Gli Istituti dall’Inps e dall’Inail sono tenuti a richiedere la verifica dell’avvenuta presentazione dell’autocertificazione, nuove regole del Durc (dm 24 ottobre 2007), alla Direzione provinciale del lavoro (ex. art. 9 del D.M. 24 ottobre 2007), per tutti i datori di lavoro che fruiscono di benefici.
L’eventuale superamento del termine dei 30 giorni fissati per la risposta da parte della DPL non blocca la concessione dei benefici richiesti.
In caso di verifiche se è accertata la mancata o la incompleta presentazione dell’autocertificazione, le Dpl dovranno invitare il datore di lavoro alla regolarizzazione della loro posizione:
La presentazione tardiva dell’autocertificazione o la sua integrazione rappresentano un inadempimento formale che, di per sé, non è causa ostativa alla fruizione dei benefici, purché le condizioni (da autocertificare) siano sussistenti alla data della fruizione.
Nel caso di mancato diritto saranno attivate procedure per il recupero delle somme indebitamente percepite, oltre a sanzioni e interessi.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 15 maggio 2010)
Nei rapporti tra cliente e Commercialista, quest’ultimo risponde solo in presenza di dolo.
Con la recente decisione (9916/2010), la Corte di Cassazione, come è noto, ha condannato un Commercialista al pagamento del 50% delle sanzioni amministrative applicate ad un suo cliente per avere commesso una irregolarità fiscale in accordo con lo stesso cliente.
Tuttavia, affinché si possano applicare anche le sanzioni penali occorre pure il dolo. Quindi, le violazioni fiscali non si possono tradurre automaticamente in illeciti penali.
Il trattamento dei costi derivanti da comportamenti illeciti è uno degli aspetti da tenere in massima considerazione nella prossima compilazione del modello Unico.
L’eventuale indeducibilità degli stessi, infatti, ne determina la ripresa a tassazione tra le variazioni in aumento.
La problematica riguarda le sanzioni pecuniarie in generale ma, più in generale, i componenti negativi derivanti da condoni o anche tangenti il cui regime fiscale è talvolta incerto.
A riguardo dottrina e giurisprudenza non sempre hanno esposto posizioni univoche.
La deducibilità di questi costi dipende dal principio dell’inerenza. Secondo l’Agenzia delle Entrate il concetto di inerenza non è legato ai ricavi dell’impresa ma alla sua attività.
Ma vi sono poi anche tante altre problematiche, come per la disciplina fiscale delle prestazioni ultrannuali che presenta, particolarmente quest’anno, difficoltà operative, legate all’intervento dell’Agenzia delle Entrate che (con la risoluzione n. 290/E del 2009) ha provocato parecchi dubbi interpretativi.
Le contestazioni attivate sulla base di questa risoluzione, infatti, incrementano sensibilmente l’imponibile degli appaltatori.
Le prestazioni di servizi rese sulla base di appalti spesso non si concludono a fine esercizio, ciò comporta la rilevazione delle rimanenze per le opere in corso di esecuzione.
Al tal fine, in dottrina viene auspicata una nuova pronuncia dell’Agenzia delle Entrate.
Si ricorda che nei casi di incertezza interpretativa non è possibile applicare neppure le sanzioni fiscali (amministrative). Lo prevede lo statuto del contribuente.
E’ stata pubblicata su un quotidiano la circolare n. 18/2010 dell’Istituto di ricerca del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili.
Tale circolare fornisce chiarimenti su come utilizzare il credito frutto delle ritenute riattribuite dai socie e associati.
Si attende adesso la pubblicazione sul sito internet del CNDCEC.
L’avviso di accertamento fiscale non preceduto dal contraddittorio con il contribuente è nullo. Tuttavia tale fattispecie deve essere fatta presente nel ricorso introduttivo in primo grado. Altrimenti non può essere richiesta (nelle fasi successive del contenzioso tributario) la nullità dell’accertamento fiscale. E’ questo un nuovo principio stabilito dalla Cassazione.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 10802 del 05/05/2010)
Semplificazione della modulistica, l’INPS ha pubblicato le modifiche. L’Inps, con messaggio del 12 maggio n. 12909, ha reso note le modifiche apportate alla modulistica on line, ecco l’elenco:
Il modulo ANF/VAR (SR 31) è stato eliminato, ed è stata introdotta, nei moduli ANF/DIP (SR 16), ANF/GEST SEP (SR 27) e ANF/PREST (SR 32), l’opzione “Variazione situazione nucleo familiare”, da utilizzare per comunicare una variazione della situazione del nucleo familiare intervenuta durante il periodo di richiesta dell’assegno per il nucleo familiare.
I moduli ANF/DIP 559 (SR 56) e ANF/PREST 559 (SR 57) sono stati unificati in un unico modulo, denominato ANF/559 (SR 56), che deve essere presentato nel caso in cui il coniuge dell’avente diritto voglia chiedere, successivamente alla presentazione dei moduli di richiesta della prestazione, la corresponsione disgiunta dell’assegno per il nucleo familiare.
I moduli CL (SR 54) e CL Sost (SR 55) saranno eliminati; le informative contenute compariranno rispettivamente nei nuovi moduli TFR CL bis (SR52) e TFR CL ter sost (SR53) di prossima divulgazione.
G Str Aut (SR 41)
SR 78 Ant amm (SR 78) IG15-IND (SR 21)
(Messaggio Inps, 12 maggio 2010, n. 12909, nota del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro del 17 maggio 2010)
Apertura per l’Iva ridotta sulle importazioni di pitture, francobolli da collezione e oggetti d’antiquariato “ultracentenari” che non rientrano nello speciale regime di tutela previsto dal Codice dei beni culturali e per i quali non è di conseguenza previsto il rilascio di un apposito certificato da parte del ministero per i Beni e le Attività culturali (Mibac).
Con la circolare n. 24/E del 2010, l’Agenzia delle Entrate è tornata sul tema dell’applicazione dell’aliquota Iva ridotta del 10% sulle importazioni di oggetti d’arte, di antiquariato e da collezione, risolvendo le difficoltà operative segnalate in proposito dall’Agenzia delle Dogane.
In particolare, l’applicazione dell’Iva agevolata è subordinata, come chiarito da una circolare delle Entrate del 1995 (n. 177 del 22 giugno), al rilascio di una certificazione ad hoc da parte del Mibac dalla quale risulti, prima dell’importazione, il carattere di oggetto d’arte e di antiquariato. Tuttavia, in molti casi, l’ufficio esportazione del ministero per i Beni culturali non rilascia questo certificato perché il Codice dei beni culturali e del paesaggio, entrato in vigore successivamente (Dlgs 42/2004), prevede che la spedizione in Italia da uno stato Ue o l’importazione da un Paese terzo siano certificati solo relativamente ad alcuni beni dotati di interesse culturale ed espressamente individuati dallo stesso Codice.
Considerato che gli oggetti cui si applica l’Iva al 10% e quelli che il Codice dei beni culturali sottopone alla tutela e al controllo del Mibac non sempre coincidono, l’Agenzia spiega che la qualificazione di oggetto d’arte, di antiquariato o da collezione, ai fini dell’Iva ridotta sull’importazione di oggetti che non rientrano nella legge di tutela nazionale, dovrà essere fatta in base alle disposizioni comunitarie in materia doganale.
Naturalmente, riguardo ai beni che hanno l’attestazione di interesse culturale gli uffici doganali dovranno comunque verificare se rientrano o meno nelle categorie cui è accordata l’agevolazione Iva.
L’Agenzia delle Entrate ha rinnovo 4 metodologie di controllo. Sono state aggiornate le seguenti 4 metodologie:
– ingegneri, architetti e geometri
In particolare, è stato tenuto conto, nella descrizione dell’attività da svolgere nelle fasi preparatorie al controllo, dell’accesso, del controllo documentale e del controllo di merito, delle indicazioni contenute nella circolare 1/2008 del Comando generale della Guardia di Finanza.
Le guide sono pubblicate anche sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate.
(Agenzia delle Entrate, nota del 17 maggio 2010)

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 art. 9
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