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⭐Roma, 27 gennaio 2005 CIRCOLARE N. 1255
Roma, 27 gennaio 2005 CIRCOLARE N. 1255
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1 società per azioni Roma, 27 gennaio 2005 CIRCOLARE N e, p.c.: - Ai Comuni - Alle Unioni di Comuni - Alle Comunità montane, isolane e di arcipelago - Alle Città metropolitane - Alle Province - Alle Province Autonome di Trento e di Bolzano - Alle Regioni - Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Alla Conferenza Stato-Città ed autonomie locali - Alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome - Alla Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano - All'Associazione Nazionale Comuni Italiani (A.N.C.I.) - All'Unione Province Italiane (U.P.I.) - All'Unione Nazionale Comuni Montani (U.N.C.E.M.) OGGETTO: Accesso al credito della gestione separata della Cassa depositi e prestiti società per azioni da parte di enti locali e regioni. Condizioni generali dei prestiti di scopo ordinari di cui agli articoli 11, 12 e 13 del D.M. Economia e Finanze 6 ottobre 2004.2 23 INDICE INDICE pag. PARTE I LA NUOVA DISCIPLINA DEI FINANZIAMENTI Cap. 1. IL CONTESTO GENERALE Sez. 1. La trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni 9 Sez. 2. Le principali novità nelle attività di finanziamento 10 Sez. 3. Definizione ambito applicativo 11 Sez. 4. Successive circolari 12 Cap. 2. DISPOSIZIONI COMUNI Sez. 1. Procedura di finanziamento 15 Par. 1. Istruttoria Schema di domanda di prestito Documentazione istruttoria Opere e lavori pubblici Immobili (acquisto, acquisto e ristrutturazione) Acquisto beni mobili (impianti, macchinari, attrezzature tecnico scientifiche, mezzi di trasporto, altri beni mobili ad utilizzo pluriennale) Programmi di investimento per il recupero e la valorizzazione del territorio Trasferimenti in conto capitale Conferimenti di capitale e partecipazioni azionarie Incarichi professionali esterni e beni immateriali ad utilizzo pluriennale Programmi di investimento 35 Par. 2. Perfezionamento del contratto 37 Par. 3. Codice Unico di Progetto Ambito di applicazione Riferimenti informativi Adempimenti istruttori nelle procedure di finanziamento 41 Sez. 2. Formale impegno 43 Sez. 3. Rete Nazionale Interbancaria 45 Cap. 3. DECORRENZA DELLA DISCIPLINA Sez. 1. Disciplina transitoria 47 Sez. 2. Disciplina dei finanziamenti in essere 47 Sez. 3. Procedimenti in corso 47 Sez. 4. Avvio a regime della nuova procedura 48 Sez. 5. Supporto agli enti sulla nuova procedura 48 PARTE II CONDIZIONI GENERALI E CONTRATTI Cap. 1. PRESTITI A TASSO FISSO A CARICO DI ENTE LOCALE Sez. 1. Ambito oggettivo 49 Sez. 2. Ammortamento 52 Sez. 3. Durate dell ammortamento superiori a 20 anni 53 Sez. 4. Tassi fissi di interesse 54 Sez. 5. Finanziamenti agevolati: associazionismo intercomunale 55 Sez. 6. Pubblicità dei tassi di interesse 56 Sez. 7. Interessi di pre-ammortamento 57 Sez. 8. Interessi di mora 58 34 INDICE Sez. 9. Interessi sulle somme non erogate 59 Sez. 10. Garanzie: delegazione di pagamento 60 Sez. 11. Erogazione 61 Sez. 12. Pubblicità 62 Sez. 13. Variazioni post-concessione 63 Par. 1. Rimborso anticipato 63 Par. 2. Riduzione 64 Par. 3. Diverso utilizzo 65 Par. 4. Cessione, totale o parziale, del contratto 66 Par. 5. Risoluzione del contratto 67 Allegato A. Contratto di prestito di scopo ordinario a tasso fisso a carico di ente Allegato A.1. locale 69 Condizioni generali di contratto di prestito di scopo ordinario a tasso fisso a carico di ente locale 75 Allegato A.2. Modelli 81 A.2.1. R.I.D. - AUTORIZZAZIONE PERMANENTE DI ADDEBITO IN C/C 83 A.2.2. Delega di pagamento prestiti a tasso fisso 85 A.2.3. Domanda/Dichiarazione ai fini dell erogazione 87 A.2.4. Domanda/Dichiarazione ai fini dell erogazione (programmi di investimento) 89 pag. Cap. 2. PRESTITI A TASSO VARIABILE A CARICO DI ENTE LOCALE Sez. 1. Rinvio 91 Sez. 2. Ammortamento 92 Sez. 3. Tassi variabili di interesse 93 Sez. 4. Interessi di pre-ammortamento 94 Sez. 5. Garanzie: delegazione di pagamento 95 Sez. 6. Variazioni post-concessione: rimborso anticipato 96 Allegato B. Contratto di prestito di scopo ordinario a tasso variabile a carico di ente Cap. 3. Allegato B.1. locale 97 Condizioni generali di contratto di prestito di scopo ordinario a tasso variabile a carico di ente locale 103 Allegato B.2. Modelli e rinvio 109 B.2.1. Delega di pagamento prestiti a tasso variabile 111 PRESTITI A TASSO FISSO A CARICO DI ENTE LOCALE DIVERSO DAL BENEFICIARIO Sez. 1. Rinvio 113 Sez. 2. Interessi di pre-ammortamento 114 Sez. 3. Interessi di mora 115 Sez. 4. Garanzie in favore di altro ente locale 116 Sez. 5. Erogazione 117 Sez. 6. Pubblicità 118 Sez. 7. Variazioni post-concessione: rimborso anticipato 119 Sez. 8. Variazioni post-concessione: riduzione 121 Sez. 9. Variazioni post-concessione: diverso utilizzo 122 Sez. 10. Variazioni post-concessione: cessione, totale o parziale, del contratto 123 Sez. 11. Variazioni post-concessione: risoluzione del contratto 124 Allegato C. Contratto di prestito di scopo ordinario a tasso fisso a carico di ente locale diverso dal beneficiario 127 Allegato C.1. Condizioni generali di contratto di prestito di scopo ordinario a tasso fisso a carico di ente locale diverso dal beneficiario 135 Allegato C.2. Modelli: rinvio 141 Cap. 4. PRESTITI A TASSO VARIABILE A CARICO DI ENTE LOCALE DIVERSO DAL BENEFICIARIO Sez. 1. Rinvio 143 Sez. 2. Interessi di pre-ammortamento 144 Sez. 3. Variazioni post-concessione: rimborso anticipato 145 45 INDICE Allegato D. Contratto di prestito di scopo ordinario a tasso variabile a carico di ente locale diverso dal beneficiario 147 Allegato D.1. Condizioni generali di contratto di prestito di scopo ordinario a tasso variabile a carico di ente locale diverso dal beneficiario 155 Allegato D.2. Modelli: rinvio 161 pag. Cap. 5. PRESTITI A TASSO FISSO A CARICO DI REGIONE Sez. 1. Rinvio 163 Sez. 2. Ammortamento 164 Sez. 3. Interessi di pre-ammortamento 165 Sez. 4. Adempimenti in materia di rimborso 166 Sez. 5. Variazioni post-concessione: rimborso anticipato 167 Sez. 6. Variazioni post-concessione: risoluzione del contratto 168 Allegato E. Contratto di prestito di scopo ordinario a tasso fisso a carico di regione o provincia autonoma 171 Allegato E.1. Condizioni generali di contratto di prestito di scopo ordinario a tasso fisso a carico di regione o provincia autonoma 177 Allegato E.2. Modelli: rinvio 183 Cap. 6. PRESTITI A TASSO VARIABILE A CARICO DI REGIONE Sez. 1. Rinvio 185 Sez. 2. Interessi di pre-ammortamento 186 Sez. 3. Variazioni post-concessione: rimborso anticipato 187 Allegato F. Contratto di prestito di scopo ordinario a tasso variabile a carico di regione o provincia autonoma 189 Allegato F.1. Condizioni generali di contratto di prestito di scopo ordinario a tasso variabile a carico di regione o provincia autonoma 195 Allegato F.2. Modelli: rinvio 201 Cap. 7. PRESTITI A TASSO FISSO CON CONTRIBUTO REGIONALE IN CONTO RATA Sez. 1. Rinvio 203 Sez. 2. Garanzie: contributo regionale 204 Sez. 3. Interessi di pre-ammortamento 206 Sez. 4. Interessi di mora 207 Sez. 5. Erogazione 208 Sez. 6. Pubblicità 209 Sez. 7. Variazioni post-concessione: rimborso anticipato 210 Sez. 8. Variazioni post-concessione: riduzione 211 Sez. 9. Variazioni post-concessione: diverso utilizzo 212 Sez. 10. Variazioni post-concessione: cessione, totale o parziale, del contratto 213 Sez. 11. Variazioni post-concessione: risoluzione del contratto 214 Allegato G. Contratto di prestito di scopo ordinario a tasso fisso con contributo Allegato G.1. regionale 217 Condizioni generali di contratto di prestito di scopo ordinario a tasso fisso con contributo regionale 223 Allegato G.2. Modelli e rinvio 229 G.2.1. Lettera di impegno regione 231 G.2.2. Domanda/Dichiarazione ai fini dell erogazione (contributo regionale) 233 PARTE III PRESTITI PER DEBITI FUORI BILANCIO Cap. 1. DISCIPLINA Sez. 1. Quadro normativo 235 Sez. 2. Documentazione istruttoria 241 56 INDICE pag. Cap. 2. PRESTITI A TASSO FISSO PER DEBITI FUORI BILANCIO Sez. 1 Rinvio 243 Sez. 2. Erogazione: debiti fuori bilancio ex co. 1, lett. a), art. 194 TUEL 244 Sez. 3. Variazioni post-concessione: riduzione 245 Allegato H. Contratto di prestito di scopo ordinario a tasso fisso a carico di ente locale per debiti fuori bilancio 247 Allegato H.1. Condizioni generali di contratto di prestito di scopo ordinario a tasso fisso a carico di ente locale per debiti fuori bilancio 253 Allegato H.2. Modelli e rinvio 259 H.2.1. Domanda/Dichiarazione ai fini dell erogazione (prestiti concessi per debiti fuori bilancio riconosciuti ai sensi del co. 1, lett. a), art. 194 TUEL) 261 Cap. 3. PRESTITI A TASSO VARIABILE PER DEBITI FUORI BILANCIO Sez. 1. Rinvio 263 Allegato I. Contratto di prestito di scopo ordinario a tasso variabile a carico di ente locale per debiti fuori bilancio 265 Allegato I.1. Condizioni generali di contratto di prestito di scopo ordinario a tasso variabile a carico di ente locale per debiti fuori bilancio 271 Allegato I.2. Modelli: rinvio 277 PARTE IV APPENDICE NORMATIVA Decreto-legge 30 settembre 2003, n D.M. Economia e Finanze 5 dicembre D.M. Economia e Finanze 6 ottobre7 Abbreviazioni Abbreviazioni Cassa depositi e prestiti società per azioni CDP Ministero dell economia e delle finanze MEF Regioni a statuto ordinario, Regioni a statuto speciale e Province autonome di Trento e Bolzano regione / regioni Codice Unico di Progetto di investimento pubblico CUP Rapporto Interbancario Diretto R.I.D. Rete Nazionale Interbancaria R.N.I. Legge 11 febbraio 1994, n. 109 (Legge quadro in materia di lavori pubblici) L. n. 109/94 Decreto legislativo 28 marzo 2000, n. 76 (Principi fondamentali e norme di coordinamento in materia di bilancio e di contabilità delle regioni, in attuazione dell articolo 1, comma 4, della L. 25 giugno 1999, n. 208) D.Lgs. n. 76/00 Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali) TUEL Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione) L. Cost. n. 3/01 Legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003) L. n. 289/02 Decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 D.L. n. 269/03 Legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria 2004) L. n. 350/03 D.M. Economia e Finanze 5 dicembre 2003 D.M D.M. Economia e Finanze 6 ottobre 2004 D.M Legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005) L. n. 311/04 78 89 PARTE I - Cap. 1. IL CONTESTO GENERALE PARTE I: LA NUOVA DISCIPLINA DEI FINANZIAMENTI Cap. 1. IL CONTESTO GENERALE Sez. 1. La trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni L anno 2003 si è concluso con una grande novità per la Cassa depositi e prestiti e i suoi tradizionali interlocutori, la trasformazione in società per azioni a prevalente capitale pubblico. Con l articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326, il legislatore ha inteso rafforzare la CDP, facendole assumere un ruolo ancor più rilevante di solido e affidabile partner per la valorizzazione del territorio. La missione della CDP è pertanto ancora quella di favorire lo sviluppo degli investimenti pubblici, delle opere infrastrutturali destinate alla fornitura dei servizi pubblici a carattere locale e delle grandi opere di interesse nazionale. Per svolgere questi compiti, preservando al contempo e in modo durevole l equilibrio economico-finanziario-patrimoniale della nascente società, l articolo 5, comma 8 del citato decreto di trasformazione ha disposto - a tutela della trasparenza e della parità concorrenziale - la separazione organizzativa e contabile dell attività della CDP, che si articola oggi in una gestione separata, che beneficia della garanzia dello Stato sulla raccolta, e in una gestione ordinaria. La gestione separata, cui si riferisce la presente circolare, costituisce la continuità con la tradizionale attività di finanziamento delle pubbliche amministrazioni tramite la raccolta del risparmio postale e di altri strumenti di finanziamento eventualmente assistiti dalla garanzia dello Stato, nel rispetto dei principi di accessibilità, uniformità di trattamento, predeterminazione delle condizioni e non discriminazione. Il cambiamento della veste giuridica della CDP ha comportato la necessità di procedere alla revisione della procedura di concessione del credito, mediante l introduzione di schemi contrattuali che disciplinano il rapporto di finanziamento. Il decreto del Ministro dell economia e delle finanze del 6 ottobre 2004 ha dato attuazione alla legge di trasformazione della CDP in società per azioni e ha dettato, tra gli altri, i criteri per la definizione delle condizioni generali ed economiche degli impieghi. In particolare, agli articoli 10, 11, 12 e 13, ha sancito alcuni principi in materia di prestiti di scopo: 910 PARTE I - Cap. 1. IL CONTESTO GENERALE i finanziamenti della gestione separata della CDP costituiscono servizio di interesse economico generale; la forma dei finanziamenti è quella dei prestiti di scopo, da destinare agli investimenti di interesse pubblico dello Stato, delle regioni, degli enti locali, degli enti pubblici e degli organismi di diritto pubblico, nonché ad altre finalità per le quali è consentito, agli stessi soggetti, ricorrere all indebitamento; l istruttoria è volta all accertamento della sussistenza dei requisiti imposti dalla legge e/o dalla CDP, al fine di garantire i principi di accessibilità, uniformità di trattamento, predeterminazione e non discriminazione; i prestiti vengono concessi a tasso fisso o variabile, predeterminato e reso noto mediante pubblicazione su almeno un quotidiano; il contratto di prestito è redatto per iscritto, non nella forma pubblica, e una copia dello stesso, unitamente alle condizioni generali di contratto, è consegnata al soggetto finanziato; le condizioni generali sono rese note tramite circolari della CDP, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale nonché nel sito web della stessa; tutti gli atti, contratti, trasferimenti, prestazioni e formalità relativi ai prestiti di scopo, alla loro esecuzione, modificazione ed estinzione sono esenti dall imposta di registro, dall imposta di bollo, dalle imposte ipotecarie e catastali e da ogni altra imposta indiretta, nonché da ogni altro tributo o diritto. Sez. 2. Le principali novità nelle attività di finanziamento Dal quadro appena delineato emergono dunque importanti innovazioni nella gestione delle attività di finanziamento dell Istituto. Tra queste, di immediato rilievo è l introduzione di schemi contrattuali che regolano il rapporto di prestito, accordato non più con provvedimento amministrativo, bensì con un contratto, a conclusione di apposita istruttoria. La nuova disciplina lega dunque la CDP e i suoi interlocutori in un rapporto avente fonte negoziale, modificabile attraverso il mutuo consenso delle parti. Il contratto può concludersi attraverso il semplice scambio di corrispondenza via telefax, e con ciò restano confermate le tradizionali modalità semplificate prescelte dall Istituto nelle comunicazioni con i suoi enti beneficiari. Anche sull operatività il rinnovato assetto normativo ha consentito di apportare 1011 PARTE I - Cap. 1. IL CONTESTO GENERALE ulteriori miglioramenti al servizio reso alle autonomie locali e alle regioni; ci si riferisce alla fissazione settimanale dei tassi di interesse - che permette l adeguamento dell offerta economica all andamento del mercato - nonché al sistema di deleghe interne per l affidamento e la sottoscrizione dei contratti, che assicura un ciclo di concessioni pressoché costante nell arco del tempo e non più legato alle sedute mensili del Consiglio di Amministrazione. Il nuovo scenario, è importante ribadirlo, non modifica la natura di servizio di interesse economico generale con cui il legislatore ha qualificato le attività di finanziamento della CDP anche a seguito della sua trasformazione in società. Sez. 3. Definizione ambito applicativo La presente circolare rende note le condizioni generali dei prestiti di scopo della gestione separata della CDP, ai sensi dell articolo 13, comma 4, del D.M In particolare, essa è dedicata ai prestiti di scopo ordinari, di cui agli articoli 11, 12 e 13 del citato decreto, in favore di enti locali e regioni nella loro qualità di soggetti debitori. Al momento, sono due le tipologie dei prestiti di scopo offerti dalla CDP: quelli ordinari e quelli speciali. I prestiti di scopo ordinari presentano le seguenti caratteristiche generali: finalizzati agli investimenti dei soggetti ammessi al credito della CDP, ai sensi dell articolo 5, comma 7, lett. a) del D.L. n. 269/03 o alle altre operazioni per le quali è consentito ai medesimi soggetti ricorrere all indebitamento; durata massima trentennale; decorrenza dell ammortamento, indipendentemente dalle erogazioni, dal 1 gennaio del primo/secondo anno solare successivo a quello della data di perfezionamento del contratto di prestito o altre decorrenze consentite all ente prenditore; erogabili, in una o più soluzioni, subordinatamente alla effettuazione della spesa; rimborsabili anticipatamente, previa corresponsione di un indennizzo idoneo a ristorare la CDP dalle conseguenze del disinvestimento; interessi di ammortamento e di pre-ammortamento (questi ultimi dovuti sulle somme erogate prima dell inizio dell ammortamento) regolati a tasso fisso e variabile nella medesima misura per tutti gli 1112 PARTE I - Cap. 1. IL CONTESTO GENERALE enti di cui all articolo 5, comma 7, lett. a) del D.L. n. 269/03, salvo quanto previsto al punto successivo; possibilità di riduzione di 0,15 punti percentuali annui del tasso di interesse per: (i) spese di investimento dei comuni con popolazione fino a abitanti destinate all esercizio coordinato, tramite convenzione ex articolo 30 TUEL, di funzioni o servizi; (ii) spese di investimento destinate all esercizio associato o congiunto di funzioni o servizi, tramite comunità montane, isolane o di arcipelago, unioni di comuni o associazioni intercomunali costituite in attuazione dei programmi regionali di riordino territoriale di cui all articolo 33, comma 3 TUEL; corresponsione di un interesse sulle somme non erogate, sui prestiti in ammortamento, a fronte delle quali l ente debitore corrisponde l interesse pattuito; garanzie differenziate in ragione della diversa disciplina legislativa o regolamentare sottostante all indebitamento dell ente. Sez. 4. Successive circolari Si preannuncia che in seguito saranno diramate ulteriori circolari, relative ai prestiti di scopo ordinari in favore di soggetti beneficiari del credito CDP diversi dagli enti territoriali, ed ai prestiti di scopo speciali. Questi ultimi presentano le seguenti caratteristiche generali: accordabili in forza di una legislazione che autorizza l assunzione, diretta o indiretta, degli oneri di ammortamento dei prestiti a carico dello Stato, delle regioni o comunque di enti pubblici diversi dal beneficiario ovvero da una legislazione che autorizza la concessione da parte della CDP di finanziamenti per finalità speciali (legislazione di riferimento); finalizzati agli investimenti dei soggetti ammessi al credito della CDP, ai sensi dell articolo 5, comma 7, lett. a) del D.L. n. 269/03, o alle altre operazioni per le quali è consentito ai medesimi soggetti ricorrere all indebitamento; offerti alle stesse condizioni dei prestiti di scopo ordinari, fatti salvi i necessari adeguamenti delle condizioni in accordo con la legislazione di riferimento. 1213 PARTE I - Cap. 1. IL CONTESTO GENERALE In questa sede, sembra utile infine chiarire che, accanto ai prestiti di scopo (ordinari e speciali), il citato decreto del 6 ottobre 2004 prevede, all articolo 14, che la CDP possa offrire, sempre nell ambito della gestione separata, altri finanziamenti per interventi di interesse pubblico, strutturati per categorie omogenee di soggetti o di finalità. Per le specifiche condizioni di questi finanziamenti si fa rimando ad eventuali successive comunicazioni. 1314 1415 PARTE I - Cap. 2. DISPOSIZIONI COMUNI Sez. 1. Procedura di finanziamento - Par. 1. Cap. 2. DISPOSIZIONI COMUNI Sez. 1. Procedura di finanziamento Par. 1. Istruttoria La procedura di finanziamento della CDP si articola in due fasi: 1. Istruttoria 2. Perfezionamento del contratto La fase istruttoria è funzionale all accertamento della sussistenza dei requisiti imposti dalla legge per le operazioni di indebitamento dei soggetti richiedenti, nonché di eventuali altre condizioni fissate dalla CDP S.p.a. per categorie omogenee (articolo 11, comma 3, D.M ). La fase istruttoria ha inizio con la presentazione da parte dell ente della domanda di prestito, contenente la quantificazione del fabbisogno finanziario, nonché l indicazione dell investimento da finanziare e delle caratteristiche del prestito richiesto (tipologia e durata). La fase istruttoria si conclude con la deliberazione del prestito da parte del Consiglio di Amministrazione della CDP ovvero dell Organo della CDP delegato dal Consiglio medesimo (affidamento). Per ottenere l affidamento, l ente deve presentare la documentazione richiesta per l accesso al credito, specificata di seguito in dettaglio con riferimento alla natura giuridica dell ente e alla tipologia dell investimento da finanziare. L affidamento è comunicato all ente mediante l invio, via telefax, da parte della CDP, della Comunicazione di fine istruttoria, con la quale l Istituto richiede la documentazione necessaria per il perfezionamento del contratto di prestito, che consiste nella proposta contrattuale e nel documento di garanzia. 1516 1617 PARTE I - Cap. 2. DISPOSIZIONI COMUNI Sez. 1. Procedura di finanziamento - Par Schema di domanda di prestito (da prodursi su carta intestata) Cassa depositi e prestiti società per azioni Via Goito, ROMA Oggetto: Richiesta di prestito. CUP Il sottoscritto nella sua qualità di (1) C H I E D E a codesta società di contrarre un prestito di (euro ) occorrente per (2). Al riguardo precisa che il prestito è richiesto con le seguenti caratteristiche: tasso Fisso ٱ Variabile ٱ durata ammortamento (anni) ; differimento (3) SI ٱ NO ٱ oneri di ammortamento a carico di (4) ; assistito da contributo regionale in conto rata (5). Allega la seguente documentazione (6) : ;. (luogo e data) (timbro) (firma) Referente (7) TELEFAX cui inoltrare qualsiasi comunicazione relativa al prestito. (1) Specificare se trattasi del dirigente, del responsabile del servizio, del responsabile del procedimento o di altro soggetto abilitato dalla legge. (2) Specificare dettagliatamente la tipologia dell investimento e, ove richiesto, gli estremi di approvazione del progetto definitivo/esecutivo. (3) Indicare se si intende o meno richiedere il differimento dell inizio dell ammortamento al secondo anno successivo alla contrazione del prestito. Per le sole regioni: indicare anche la data di inizio ammortamento prescelta. (4) Nel caso in cui la garanzia del prestito sia assunta, in tutto o in parte, da un ente locale diverso dal beneficiario, indicare i relativi riferimenti. (5) Indicare gli estremi della legge regionale di contributo e le caratteristiche della contribuzione. (6) Ove già disponibile al momento della domanda di prestito, può essere allegata la documentazione istruttoria richiesta dalla CDP. (7) Indicare nominativo, telefono ed . 1718 1819 PARTE I - Cap. 2. DISPOSIZIONI COMUNI Sez. 1. Procedura di finanziamento - Par Documentazione istruttoria Nei successivi Paragrafi è riportata in sintesi la documentazione da produrre nella fase istruttoria del prestito. La CDP si riserva comunque la facoltà di richiedere eventuali ulteriori documenti o attestazioni che si rendessero necessari al fine di verificare i presupposti di legittimità delle operazioni di indebitamento. In sede introduttiva, sembra opportuno evidenziare due importanti novità recate dalla recente legge finanziaria per l anno 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311). a) A conferma di precedenti disposizioni la L. n. 311/04 prevede per gli enti locali, ai commi 33, lett. c) e 34 dell articolo 1, il divieto di ricorrere all indebitamento per gli investimenti che non rispettino gli obiettivi del patto di stabilità interno, stabilendo altresì una specifica attestazione istruttoria nelle procedure di finanziamento (comma 35). Tale attestazione - da cui deve risultare il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità interno per l anno precedente - deve essere resa in fase istruttoria già per l anno 2005 dalle province e dai comuni con popolazione superiore a abitanti. A decorrere dall anno 2006 l adempimento avrà un applicazione più ampia e riguarderà le regioni, le province, i comuni con popolazione superiore a abitanti, nonché le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni con popolazione superiore a abitanti. Per quanto riguarda le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano il comma 38 della L. 311/04 dispone che, per gli esercizi 2005, 2006 e 2007, le stesse concordino con il Ministero dell'economia e delle finanze, entro il 31 marzo di ciascun anno, il livello delle spese correnti e in conto capitale, nonché dei relativi pagamenti, in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica per lo stesso triennio; solo in caso di mancato accordo si applicano a questi enti le disposizioni di cui ai commi da 21 a 53. Il successivo comma 39 prevede che per gli enti locali dei rispettivi territori, alle finalità delle disposizioni statali sul patto di stabilità interno provvedano le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, in base alle rispettive competenze statutarie. Anche in tal caso, solo ove le predette regioni e province autonome non provvedano entro il 31 marzo di ciascun anno, si applicano, per gli enti locali dei rispettivi territori, le disposizioni di cui ai commi da 21 a 53. b) Il comma 44 dell articolo 1 della stessa L. n. 311/04 modifica la disposizione di cui all articolo 204 TUEL, riducendo dal 25 al 12 per cento il limite alla capacità di indebitamento degli enti locali, rapportata ai primi tre (due, per le comunità montane) titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno 1920 PARTE I - Cap. 2. DISPOSIZIONI COMUNI Sez. 1. Procedura di finanziamento - Par. 1. precedente quello in cui viene prevista l assunzione dei prestiti. Il successivo comma 45 introduce l obbligo di graduale riduzione del livello di indebitamento alla predetta percentuale massima del 12 per cento entro la fine dell esercizio 2013, per gli enti locali che al 1 gennaio 2005 superavano tale nuovo tetto. 2021 PARTE I - Cap. 2. DISPOSIZIONI COMUNI Sez. 1. Procedura di finanziamento - Par Opere e lavori pubblici a) domanda di prestito b) codice unico progetto (CUP) c) progetto definitivo/esecutivo: - dichiarazione da cui risulti che il progetto definitivo/esecutivo dell opera di da finanziare con il prestito richiesto è stato approvato con provvedimento n.. del. d) autorizzazione permanente di addebito: - modulo R.I.D. e) condizioni per il ricorso all indebitamento (per gli enti locali): - dichiarazione da cui risulti che sono rispettate le condizioni previste dall art. 203 TUEL. (per le regioni): - dichiarazione da cui risulti che sono rispettate le condizioni previste dall art. 23 del D.Lgs. n. 76/00. f) capacità d indebitamento (per gli enti locali): - dichiarazione da cui risulti che con il rilascio della delegazione di pagamento per il prestito in oggetto risulta rispettato il limite stabilito dall art. 204 TUEL e dalla ulteriore vigente legislazione in tema di limiti alla capacità di indebitamento (art. 1, co. 45, L. n. 311/04). (per le regioni): - dichiarazione da cui risulti che con la contrazione del prestito in oggetto è rispettato il limite di indebitamento di cui all art. 10, comma 2, della legge 16 maggio 1970, n. 281 e successive modifiche. g) determinazione a contrattare h) patto di stabilità interno (solo per gli enti soggetti): - attestazione da cui risulti il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità interno per l anno precedente posti dalla vigente normativa. 2122 2223 PARTE I - Cap. 2. DISPOSIZIONI COMUNI Sez. 1. Procedura di finanziamento - Par Immobili (acquisto, acquisto e ristrutturazione) a) domanda di prestito b) codice unico di progetto (CUP) c) progetto definitivo/esecutivo (nel caso di acquisto e contestuale ristrutturazione): - dichiarazione da cui risulti che il progetto definitivo/esecutivo dell opera di... da finanziare con il prestito richiesto è stato approvato con provvedimento n. del d) attestazione: - da cui risulti che gli immobili da acquisire al patrimonio dell ente non hanno formato oggetto di operazioni di cartolarizzazione ai sensi del decreto-legge , n. 351, convertito dalla legge , n. 410, ovvero che gli immobili che si intendono acquistare sono ad uso non residenziale da destinare a finalità istituzionali dell ente. e) autorizzazione permanente di addebito: - modulo R.I.D. f) condizioni per il ricorso all indebitamento (per gli enti locali): - dichiarazione da cui risulti che sono rispettate le condizioni previste dall art. 203 TUEL. (per le regioni): - dichiarazione da cui risulti che sono rispettate le condizioni previste dall art. 23 del D.Lgs. n. 76/00. g) capacità d indebitamento (per gli enti locali): - dichiarazione da cui risulti che con il rilascio della delegazione di pagamento per il prestito in oggetto risulta rispettato il limite stabilito dall art. 204 TUEL e dalla ulteriore vigente legislazione in tema di limiti alla capacità di indebitamento (art. 1, co. 45, L. n. 311/04). (per le regioni): - dichiarazione da cui risulti che con la contrazione del prestito in oggetto è 2324 PARTE I - Cap. 2. DISPOSIZIONI COMUNI Sez. 1. Procedura di finanziamento - Par. 1. rispettato il limite di indebitamento di cui all art. 10, comma 2, della legge 16 maggio 1970, n. 281 e successive modifiche. h) determinazione a contrattare i) patto di stabilità interno (solo per gli enti soggetti): - attestazione da cui risulti il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità interno per l anno precedente posti dalla vigente normativa. 24 Vedere altro
Capitolo Settimo Il finanziamento degli investimenti Sommario: 1. Introduzione. - 2. L assunzione di mutui. - 3. I prestiti obbligazionari. - 4. I prodotti derivati. - 5. Le aperture di credito. - 6. La Dettagli Tesoreria Unica per le Istituzioni Scolastiche. Ottobre 2012
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