Source: https://www.canedifamiglia.it/forum/discussione/animali-in-condominio/
Timestamp: 2019-11-13 11:59:25+00:00

Document:
Marzo 6, 2012 alle 12:44 pm #6959
Marzo 6, 2012 alle 1:06 pm #6961
Ero a conoscenza del fatto che nessun regolamento condominiale può vietare di tenere cani in un condominio, ma non sapevo della seconda….una grande vittoria.
Grazie delle informazioni molto utili!
Marzo 6, 2012 alle 1:16 pm #6962
credo che dovremmo approfondire un attimino la questione, perchè:
– sino a pochi mesi fa, mi risultava che i Regolamenti di condominio A CARATTERE STATUTARIO non potessero vietare la detenzione di animali, in quanto limitativi della proprietà;
– i Regolamenti di condominio A CARATTERE CONTRATTUALE invece potevano vietarla, perchè aderendo al contratto ciascun condomino rinunciava al diritto di detenere animali (a differenza dell’altra forma, nella quale la limitazione si subisce, in questo caso si sceglie)
– ho sentito dire di recenti sentenze in senso contrario… magari le cerchiamo!
– riguardo al disturbo, deve trattarsi di “quiete PUBBLICA”, quindi il rumore dev’essere tale da arrecare fastidio a una pluralità indifferenziata (es. tutti gli abitanti del palazzo) e non soltanto a uno o pochi soggetti
ora in realtà Alessia ci aveva fornito questa immagine (nella sezione “Off Topic”) quasi come fosse un gadget, per stamparci un adesivo da affiggere sulla porta di casa…
prendendo spunto, però, vale la pena di andare a fondo della questione!
(interessante notare quanto disposto dalla legge sugli ascensori… ;-))
magari ci può aiutare anche Luca che è avvocato!
Giugno 29, 2012 alle 6:04 pm #11639
Leggi – Animali in Condominio
La Legge (La sentenza del 24-3-1972 n. 899 della Sezione II della Corte di Cassazione)
Cani: distrurbo alla quiete pubblica
Il cane può abbaiare per sentenza
Il cane può abbaiare- assolto meticcio
Giugno 29, 2012 alle 9:06 pm #11646
grazie per il contributo! ho rimesso in ordine il topic, con l’occasione
Luglio 2, 2012 alle 7:47 pm #11688
attenzione a dare troppo credito alle sentenze, anche se derivano dall’organo più alto, ovvero la cassazione.
a fronte di sentenze favorevoli ne troviamo altrettante di segno opposto.
Nel 2004 la Cass. Penale con la sentenza n. 36241 ha affermato che “La contravvenzione prevista dall’art. 659 c.p. non si realizza per l’effettivo raggiungimento di plurime persone, da parte della fonte rumorosa, idonea a realizzare la turbativa lamentata; ciò che rileva penalmente, infatti, è la “potenzialità diffusiva” della fonte stessa, che deve essere oggettivamente idonea – al di là delle caratteristiche soggettive della fattispecie concreta – a disturbare le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero della generalità dei soggetti che fossero attinti dai rumori fra queste premesse, in una fattispecie in cui la fonte rumorosa era rappresentata dai ” latrati ” di cani.
In pratica la Corte ha confermato la sentenza di condanna che, in fatto, aveva ritenuto sussistente la “diffusività” della condotta molesta, al di là del numero delle persone che in concreto risultavano raggiunte dai rumori molesti.
In un caso apparso sui giornali alcune persone vennero addirittura condannate a 2 mesi di reclusione senza il beneficio della sospensione condizionale della pena.
IL SONDAGGIO: sei d’accordo con la sentenza della Cassazione? Vota
(Reuters) ROMA – «A Regalbuto c’è un cane per ogni porta, perché i giudici se la sono presa con me?», si dispera Santo Fiorenza, 76 anni, operaio dell’Enel in pensione. Il signor Santo si proclama innocente: «I miei due bassotti, Nerone e Bracchina, non abbaiano mai, sono tranquilli di giorno e di notte, venite a vedere, venite a casa mia…». La Corte di Cassazione, però, è stata inflessibile con lui e con altri tre cittadini di Regalbuto, piccolo comune in provincia di Enna: respinto il ricorso dell’avvocato Vito Felici, due mesi di carcere per ciascuno e senza neppure la sospensione condizionale. Più le spese processuali e 500 euro di ammenda. Una mazzata.
La moglie di Santo, la signora Nunziata, sua legittima sposa da 54 anni, è allibita: «Ma vi rendete conto? Noi che non abbiamo una carta macchiata (sono cioè incensurati, ndr) e siamo pure anziani, adesso ci troviamo con la paura della prigione. Non è giustizia, questa». Sono allibiti, per la verità, anche gli altri tre proprietari, tutti incensurati come il signor Fiorenza: Francesco Pignarello Arcodia, 45 anni, barista del paese, col suo yorkshire «Lucky» molto educato; eppoi Giuseppe Cardaci, camionista, 55 anni, che ha 2 cani da caccia, abituati per mestiere alla discrezione; e infine Santo Granuzzo, 72 anni, col suo vecchio pastore tedesco a cui era affezionatissimo e che si era portato dalla Germania, dov’era emigrato da giovane in cerca di fortuna. «Poveraccio, Santuzzo, il cane gli è morto durante il processo», racconta commosso l’avvocato Felici. Adesso di sicuro non abbaia più.
Per evitare il carcere, poiché la pena è inferiore ai 3 anni, l’avvocato Felici ora ha 30 giorni di tempo per chiedere al Tribunale di sorveglianza la concessione di una misura alternativa: affidamento dei suoi 4 assistiti ai servizi sociali del Comune oppure in ultima istanza la detenzione domiciliare. «La storia cominciò nell’agosto 2006 – racconta il legale – con una raccolta di firme organizzata dai vicini. Quindi il reato non è neppure di quelli per cui c’è l’indulto perché successivo al marzo 2006…».
All’inizio furono 6 i padroni chiamati alla sbarra, ma due di loro accettarono di pagare subito i 45 euro di ammenda stabiliti dal decreto di condanna per «strepitio di animali» emesso dal giudice monocratico del tribunale di Nicosia. Così uscirono dal processo. Gli altri 4, invece, in nome del diritto dei propri cani ad esprimersi liberamente pur nel rispetto della quiete pubblica, decisero di fare appello. E si è arrivati fino in Cassazione.
«Sentenza sproporzionata – commenta amara Luisella Battaglia, docente all’università di Genova e membro del Comitato di bioetica -. Le persone non vanno in carcere per fatti molto più gravi…». Netto anche il giudizio di Pasqualino Santori, presidente del Comitato bioetico per la veterinaria (Cbv): «L’opinione pubblica e le istituzioni devono capire che il cane non è che si accende e si spegne a piacimento, anche lui ha un diritto di cittadinanza e le sue esigenze devono essere prese in considerazione». La signora Nunziata, la moglie di Santo Fiorenza, scuote la testa: «E pensare che i vicini che raccolsero le firme erano pure amici nostri. Invece, ci hanno portato alla rovina. Vatti a fidare. Io ormai mi fido più dei cani che delle persone».
fonte http://www.corriere.it/animali/11_febbraio_10/caccia-cani-abbaiano_bdd43e2a-34e4-11e0-b824-00144f486ba6.shtml
In pratica bisogna distinguere da caso a a caso, ma, tenendo sempre bene a mente, che è sempre meglio educare il proprio cane a non abbaiare continuamente quanto meno di notte.
Luglio 2, 2012 alle 7:57 pm #11690
concordo… ma ho imparato anche un’altra lezione:
… se l’ammenda è di modico importo, conviene sempre conciliarla piuttosto che contestarla!
Luglio 2, 2012 alle 7:57 pm #11691
quanto ai cani in condominio ha ragione Alessio.
Dipende se il regolamento ha natura contrattuale (ovvero è stato approvato all’unanimità da tutti i condomini) o meno.
nel caso in cui un solo condominio sia stato dissenziente, o semplicemente assente all’assemblea nella quale si votata il regolamento, il regolamento non avrà natura contrattuale e quindi il divieto di detenere animali domestici sarà nullo, in quanto simile divieto, lede un diritto costituzionalmente garantito (ma sarebbe lo stesso se ledesse un diritto di rango inferiore) e nessuno, senza il consenso di tutti, può limitare il diritto di possedere un animale da affezione.
Quindi, quando comprate casa, fatevi consegnare copia del regolamento condominiale (ed eventualmente anche copia del verbale assembleare se dal regolamento stesso non è possibile dedurre se sia stato approvato all’unanimità o meno) perché se le norme vietano la detenzione di animali allora meglio che cerchiate altrove, a meno che prima di acquistare fate modificare il vecchio regolamento.
Luglio 2, 2012 alle 8:03 pm #11693
spesso non è facile far digerire al cliente che è meglio accontentarsi di una pena minore ma a volte è la scelta migliore.
non ho seguito nel dettaglio quel processo, ma credo che chi scelse di non pagare la sanzione comminata dal PM con il decreto penale di condanna, fosse convinto che i suoi cani non abbaiavano. E magari è anche vero. Ad abbaiare, forse, erano solo i cani di chi, saggiamente, pago la sanzione, ma poi nel processo non sono riusciti a dimostrare che non erano i loro cani ad abbaiare ma quelli degli altri (rectius il PM ha dimostrato il contrario)
Settembre 28, 2012 alle 6:00 pm #14091
“Questo ‘vietato vietare’ è un nuovo, concreto passo per porre fine a una discriminazione contro chi vive con animali domestici, una battaglia che per il diritto di proprietà sulle case aveva già visto schierarsi la Giurisprudenza, ma che vedeva ancora ben organizzata un vera e proprio animalofobia da condominio – ha detto Gianluca Felicetti, presidente della LAV – di fatto questo nuovo principio legislativo assicura anche la fine delle cause per il passaggio nelle scale e l’utilizzo degli ascensori da parte dei quattro zampe, una pace sociale che dovrà essere rispettata da tutti, senza alcun dubbio interpretativo”. Naturalmente rimangono tutte le forme di tutela civile e penale che l’ordinamento già prevede a favore dei terzi che concretamente subiscano un danno dall’animale (inquinamento acustico, problemi igienico-sanitari certificati, per esempio).L’approvazione di questa nuova legge fa venir meno inutili controversie giuridiche, con grande vantaggio per la cosiddetta “macchina della giustizia”.Il nuovo articolo è stato approvato grazie alla presentazione, a inizio di questa Legislatura, nel 1998, della proposta di Legge della LAV per la riforma del Codice Civile sostenuta dalle parlamentari Gabriella Giammanco (Pdl) e Franca Chiaromonte (Pd), sostenuta nel passaggio della Camera dagli onorevoli Luigi Vitali, Michela Vittoria Brambilla, Gianni Mancuso del Pdl, Rodolfo Viola e Andrea Sarubbi del Pd e il relatore Salvatore Torrisi che la LAV ringrazia.La LAV pubblica anche la lista dei deputati che, come da verbali online della Camera, si sono opposti con interventi nelle Commissioni all’approvazione della nuova positiva norma a tutela di animali e famiglie: Anna Margherita Miotto, Luciana Pedoto, Gino Bucchino (Pd); Carla Castellani, Mariella Bocciardo, Carmelo Porcu (Pdl); Donato Renato Mosella (Api).
“Condominio degli edifici e Animali di Compagnia”
06 4461325 – 339 1742586
Giova premettere che nell’attuale codice civile nessuna norma regola espressamente e in modo chiaro il diritto del condomino al proprio animale da compagnia, così registrandosi una variegata e multiforme rassegna di regolamenti e iniziative condominiali che testimoniano una inopportuna assenza del Legislatore dalla materia. Assenza giudicata “inopportuna” poiché è in progressivo aumento il contenzioso legato proprio alle controversie tra condomini e condomini in relazione a norme regolamentari che vietano la detenzione dell’animale o lo disciplinano con limitazioni o preclusioni a contenuto discrezionale e differenziato sul territorio. Il risultato è una generale incertezza interpretativa che incide in modo diretto e immediato sull’interesse pubblico alla prevedibilità delle decisioni (elemento che, come noto, riduce il ricorso al Tribunale) ed alla “pace sociale”, valore particolarmente sentito nell’ambito dei condomini e in generale della comunione, già in epoca romana, ritenuta come mater rixarum. E’, quindi, necessario che all’opera disgregante e differenziata delle singole assemblee condominiali o all’intervento disseminato e non univoco delle pronunce giurisprudenziali, si sostituisca la volontà sovrana popolare mediante l’alveo parlamentare. In molti casi i regolamenti condominiali vietano non solo di detenere animali negli spazi comuni ma anche e soprattutto di tenerli negli spazi di proprietà esclusiva e, cioè, in appartamento. Sulla base dell’attuale assetto normativo, il divieto di tenere negli appartamenti i comuni animali domestici non può essere contenuto negli ordinari regolamenti condominiali, approvati dalla maggioranza dei partecipanti, non potendo detti regolamenti importare limitazioni delle facoltà comprese nel diritto di proprietà dei condomini sulle porzioni del fabbricato appartenenti ad essi individualmente in esclusiva (Cass. civ., sez. II, sentenza 15 febbraio 2011 n. 3705 che conferma la sentenza Cass. civ., sez. II, 4 dicembre 1993, n. 12028). In altri termini, l’assemblea non ha il potere di limitare l’uso o il godimento delle singole proprietà dei condomini e, conseguentemente, non può vietare la detenzione di un animale di compagnia (principio di diritto pacifico, oramai, nella giurisprudenza della Cassazione; si veda anche la sentenza n. 13164 dell’anno 2001; principio ricorrente anche nella giurisprudenza di merito: v. Trib. Piacenza, 10 aprile 2001 in Arch. Locazioni, 2001, 689). Nel solco tracciato dal diritto vivente contemporaneo, pertanto, la proposta di Legge 4168 è tesa a non creare movimenti tellurici negli assetti vigenti bensì a consolidare gli imperativi normativi in vigore, specificandone i contenuti ed integrando il regime giuridico positivo. E, invero, il fatto che non sia consentito all’assemblea condominiale di vietare la detenzione degli animali nell’abitazione del condomino, lascia privi di regolamentazione tutti gli aspetti connessi e pertinenziali e, comunque, non impedisce al condominio di introdurre comunque clausole di divieto – in mancanza di una norma ad hoc – così costringendo il proprietario dell’animale a dovere attivarsi per l’impugnativa e la macchina della Giustizia a mettersi in moto per riaffermare la volontà statale contraria alla delibera assunta.
Che esista un diritto all’animale di compagnia è certo alla luce dei più recenti interventi del Legislatore. In primo luogo, a tutela del “sentimento per gli animali”, il Legislatore, nel 2004 (Legge n. 189) , ha introdotto i delitti di cui agli artt. 544-bis – 544-sexies c.p., ritenendo che, in base all’evoluzione della coscienza sociale e dei costumi, tale sentimento costituisca oramai un interesse da trarsi dal tessuto connettivo della Charta Chartarum, in particolare dalla previsione sempre-viva dell’art. 2, aperto al soggiorno dei valori man mano riconosciuti, nel tempo, dalla Società, come diritti inviolabili (anche se “inespressi”). Sul fatto che si possano desumere “nuovi diritti costituzionali”, non vi è ragione per dubitare, se non altro richiamando gli scritti Autorevoli di chi, già in data risalente, affermava che si deve interpretare l’art. 2 cost. nel senso che si è voluto affermare “non già un diritto generale di libertà, ma piuttosto un principio che non si esaurisce interamente nelle singole fattispecie previste, e perciò consente all’interprete di desumerne dal sistema altre non contemplate specificamente”. Ve ne è conferma nell’art. 5 della legge 20 luglio 2004, n.189 in cui si prevede che “lo Stato e le regioni possono promuovere di intesa (..) l’integrazione dei programmi didattici delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, ai fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia comportamentale degli animali e del loro rispetto, anche mediante prove pratiche”. Ebbene: la norma scolpisce nel diritto positivo un principio che costituisce oramai patrimonio della coscienza sociale contemporanea ovvero “il rispetto degli animali”. In secondo luogo, la Legge 4 novembre 2010, n. 201, ha ratificato e dato esecuzione alla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987 dove si prevede “che l’uomo ha l’obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi”, e “in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l’uomo e gli animali da compagnia” si afferma “l’importanza degli animali da compagnia a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società”. Ecco, perché, la giurisprudenza di merito, in tempi recenti, ha affermato che, nell’attuale ordinamento, “il sentimento per gli animali ha protezione costituzionale e riconoscimento europeo cosicché deve essere riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo all’animale da compagnia” (Trib. Varese, sez. I civ., 7.12.2011 in http://www.dirittoegiustizia.it, http://www.cassazione.net). Già in passato, peraltro, i giudici avevano avuto modo di riconoscere “il coinvolgimento in termini affettivi che la relazione tra l’uomo e l’animale domestico comporta” e “l’efficacia di completamento e arricchimento della personalità dell’uomo” (Pret. Rovereto, 15 giugno 1994 in Nuova Giur. Civ., 1995, I, 133).
Novembre 21, 2012 alle 1:11 pm #16268
è stato approvato il testo definitivo della legge di riforma del condominio: L’articolo 16 della legge emananda stabilisce espressamente che “Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali da compagnia”.
Fine della querelle? speriamo di sì!
intanto attendiamo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale!
Novembre 21, 2012 alle 7:30 pm #16288
Speriamo di Si. Il problema, purtroppo, molte volte non è dato tanto dai regolamenti condominiali, ma dell’atteggiamento delel persone. Sia di chi non vorrebbe avere cani nel proprio condominio, sia di chi invece pur avendo cani è incurante del bene comune.
Tuttavia, un passo in avanti verso la civiltà .
Maggio 9, 2013 alle 6:07 pm #29050
ragazzi/e sono inca zzata nera…ho adottato una cagnolina che mi doveva arrivare a fine mese prima di avviare la pratica ho chiesto alla padrona di casa la quale mi ha risposto che non c’erano problemi. Io vivo in una villetta attaccata ad altre 3 ed e tutta della mia padrona di casa. oggi mi chiama dicendo che aveva cambiato idea e che non vuole animali in casa perché puzzano e abbaiano ( i suoi genitori tenevano un rott proprio nel giardino sotto la mia camera da letto che abbaiava di continuo e non mi sono mai mai lamentata ) io sono per vivi e lascia vivere.. le avrei detto che se ci fossero danni li avrei pagati io ma niente.. non vi nascondo che ci siamo insultate e praticamente mi vuole sfrattare vi sembra giusto?? nel 2013 avere problemi a prendere un cagnolino??? io la odio lo giuro .. intanto ho chiamato la volontaria e vede se trova una ragazza che me lo tiene ( pago io ) finche non cambio casa.. io non ci sto’ cavolo 1000 euro di affitto e gli devo dare pure conto????? ma dove viviamo che schifo
Maggio 9, 2013 alle 6:12 pm #29052
Ma guarda che non può obbligarti a non tenere il cane in casa. Tu paghi il fitto, tu sei la padrona!! Non c’è nessuna legge, nessun regolamento condominiale che te lo impedisce!!
Copio e incollo da Saphira che lo aveva già scritto qualche post più in giù :”Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali da compagnia”. http://www.altalex.com/index.php?idnot=13128.
Maggio 9, 2013 alle 6:19 pm #29060
quindi cosa faccio le dico tranquillamente che non mi puo’ vietare di tenere in casa animali ? sono distrutta veramente delusa…

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 Cass. 
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