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Timestamp: 2018-11-16 04:18:19+00:00

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1 Lombardia/189/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott.ssa Laura De Rentiis dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti dott. Paolo Bertozzi dott. Cristian Pettinari dott. Giovanni Guida dott.ssa Sara Raffaella Molinaro Presidente f.f. Primo referendario (relatore) nella camera di consiglio del 21 aprile 2015 Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; Vista la legge 21 marzo 1953, n. 161; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Vista la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000, che ha approvato il regolamento per l organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con le deliberazioni delle Sezioni riunite n. 2 del 3 luglio 2003 e n. 1 del 17 dicembre 2004; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il Testo unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; Vista la deliberazione n. 1/pareri/2004 del 3 novembre 2004 con la quale la Sezione ha stabilito i criteri sul procedimento e sulla formulazione dei pareri previsti dall articolo 7, 1
2 comma 8, della legge n. 131/2003; Vista la nota del 3 marzo 2015 con la quale il Sindaco del comune di Canneto Pavese (PV) ha chiesto un parere in materia di contabilità pubblica; Vista l ordinanza con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per la camera di consiglio odierna per deliberare sulla sopra indicata richiesta; Udito il relatore, dott. Donato Centrone Premesso che Il Sindaco del comune di Canneto Pavese, con nota del 3 marzo 2015, ha formulato una richiesta di parere avente ad oggetto l attribuzione dei diritti di rogito al segretario comunale. L istanza precisa che presso il Comune presta servizio un segretario comunale, di fascia C, in convezione con i comuni di Castana e Montescano. Al medesimo è stato attribuito il c.d. galleggiamento al fine di equiparare la retribuzione di posizione a quella del personale incaricato della più elevata posizione organizzativa, trattandosi di ente privo di dirigenti. Il Comune istante chiede se, alla luce delle recenti normative, possano essere riconosciuti al segretario i diritti di rogito, rispettando il limite del quinto dello stipendio in godimento. In merito all ammissibilità della richiesta La funzione consultiva delle Sezioni regionali è inserita nel quadro delle competenze che la legge n. 131 del 2003, recante adeguamento dell ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha attribuito alla Corte dei conti. In relazione allo specifico quesito formulato dal Sindaco del comune di Canneto Pavese, il primo punto da esaminare concerne la verifica in ordine alla circostanza se la richiesta rientri nell ambito delle funzioni attribuite alle Sezioni regionali della Corte dei conti dall art. 7, comma 8, della legge 6 giugno 2003, n. 131, norma in forza della quale Regioni, Province e Comuni possono chiedere a dette Sezioni pareri in materia di contabilità pubblica, nonché ulteriori forme di collaborazione, ai fini della regolare gestione finanziaria e dell efficienza ed efficacia dell azione amministrativa. I pareri e le altre forme di collaborazione si inseriscono nei procedimenti amministrativi degli enti 2
3 territoriali consentendo, nelle tematiche in relazione alle quali la collaborazione viene esercitata, scelte adeguate e ponderate nello svolgimento dei poteri che appartengono agli amministratori pubblici, restando peraltro esclusa qualsiasi forma di cogestione o coamministrazione con l organo di controllo esterno (si rinvia, per tutte, alla Delibera della Sezione del 11 febbraio 2009, n. 36). Infatti, deve essere messo in luce che il parere della Sezione attiene a profili di carattere generale anche se, ovviamente, la richiesta proveniente dall'ente pubblico è motivata, generalmente, dalla necessità di assumere specifiche decisioni in relazione ad una particolare situazione. L'esame e l'analisi svolta nel parere è limitata ad individuare l'interpretazione di disposizioni di legge e di principi generali dell'ordinamento in relazione alla materia prospettata dal richiedente, spettando, ovviamente, a quest'ultimo la decisione in ordine alle modalità applicative in relazione alla situazione che ha originato la domanda. Con specifico riferimento all ambito di legittimazione soggettiva per l'attivazione di questa particolare forma di collaborazione, è ormai consolidato l'orientamento che vede, nel caso del comune, il Sindaco quale organo istituzionalmente legittimato a richiedere il parere, in quanto riveste il ruolo di rappresentante dell Ente. Il presente presupposto soggettivo sussiste nel quesito richiesto dal Sindaco del comune di Canneto Pavese, con nota del 3 marzo Con riferimento alla verifica del profilo oggettivo, occorre rilevare che la disposizione contenuta nel comma 8 dell art. 7 della legge 131 deve essere raccordata con il precedente comma 7, norma che attribuisce alla Corte dei conti la funzione di verificare il rispetto degli equilibri di bilancio, il perseguimento degli obiettivi posti da leggi statali e regionali di principio e di programma, la sana gestione finanziaria degli enti locali. Lo svolgimento delle funzioni è qualificato dallo stesso legislatore come una forma di controllo collaborativo. Il raccordo tra le due disposizioni opera nel senso che il comma 8 prevede forme di collaborazione ulteriori rispetto a quelle del precedente comma, rese esplicite in particolare con l attribuzione agli enti della facoltà di chiedere pareri in materia di contabilità pubblica. Appare conseguentemente chiaro che le Sezioni regionali della Corte dei conti non svolgono una funzione consultiva a carattere generale in favore degli enti locali, ma che, anzi, le attribuzioni consultive si connotano sulle funzioni sostanziali di controllo collaborativo ad esse conferite dalla legislazione positiva. 3
4 Al riguardo, le Sezioni riunite della Corte dei conti, intervenendo con una pronuncia in sede di coordinamento della finanza pubblica ai sensi dell art. 17, comma 31 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, hanno delineato una nozione di contabilità pubblica incentrata sul sistema di principi e di norme che regolano l attività finanziaria e patrimoniale dello Stato e degli enti pubblici, da intendersi in senso dinamico anche in relazione alle materie che incidono sulla gestione del bilancio e sui suoi equilibri (deliberazione n. 54 del 17 novembre 2010). Il limite della funzione consultiva, come sopra delineato, fa escludere qualsiasi possibilità di intervento della Corte dei conti nella concreta attività gestionale ed amministrativa o nei casi di interferenza, in concreto, con competenze di altri organi giurisdizionali. Tanto premesso, l istanza del Sindaco di Canneto Pavese rientra nella materia della contabilità pubblica, poiché attiene al rispetto di limiti generali posti, dal legislatore nazionale, ai compensi incentivanti al personale dipendente da enti locali. Esame nel merito In via preliminare la Sezione precisa che la decisione circa l applicazione in concreto delle disposizioni in materia di contabilità pubblica è di esclusiva competenza dell ente locale, rientrando nella discrezionalità e responsabilità dell amministrazione. Quest ultimo, tuttavia, potrà orientare la sua decisione in base alle conclusioni contenute nel presente parere. L art. 10 del d.l. n. 90/2014, convertito con legge n. 114/2014, ha riformato la materia della corresponsione di diritti di rogito ai segretari comunali. Il primo comma della disposizione abroga l art. 41, comma 4, della legge n. 312/1908, che attribuiva ai segretari comunali e provinciali, che rogavano predeterminati atti (indicati ai numeri 1, 2, 3, 4 e 5 della tabella D allegata alla legge n. 604/1962), per conto dell ente presso cui prestavano servizio, una quota del provento, spettante al comune o alla provincia, ai sensi dell'art. 30, comma 2, della legge n. 734/1973 (in misura pari al 75 per cento e fino ad un massimo di un terzo dello stipendio in godimento). Il secondo comma dell art. 10 del ridetto d.l. n. 90/2014 riformula il citato art. 30, secondo comma, della legge n. 734/1973, statuendo che il provento annuale dei diritti di segreteria è attribuito integralmente al comune o alla provincia. Il comma 2-bis, oggetto dei dubbi posti dal comune istante, precisa, tuttavia, 4
5 che negli enti locali privi di dipendenti con qualifica dirigenziale, e comunque a tutti i segretari comunali che non hanno qualifica dirigenziale, una quota del provento annuale spettante al comune ai sensi dell'articolo 30, secondo comma, della legge 15 novembre 1973, n. 734, come sostituito dal comma 2 del presente articolo, per gli atti di cui ai numeri 1, 2, 3, 4 e 5 della tabella D allegata alla legge 8 giugno 1962, n. 604, e successive modificazioni, è attribuita al segretario comunale rogante, in misura non superiore a un quinto dello stipendio in godimento. Il comma 2-ter, infine, risolve problemi di diritto intertemporale, precisando che le norme di cui al presente articolo non si applicano per le quote già maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto. La norma si inserisce in un contesto di razionalizzazione dei compensi accessori attribuiti al personale che presta servizio presso le pubbliche amministrazioni, sia in regime di diritto privato che di diritto pubblico, che permea parte del decreto legge n. 90/2014, convertito con legge n. 114/2014. Circa la materia dei diritti di rogito ai segretari comunali e provinciali, la legge, dopo averne sancito la confluenza nel bilancio dell ente di riferimento (commi 1 e 2), permette l attribuzione di una quota del provento annuale previsto dall art. 30, comma 2, della legge n. 734/1973, come modificato dallo stesso decreto legge n. 90/2014, in misura non superiore al quinto dello stipendio in godimento e per i soli segretari che prestano servizio in enti locali privi di dipendenti con qualifica dirigenziale, e comunque per quelli che non hanno qualifica dirigenziale. Rinviando, per gli aspetti generali di analisi della nuova disciplina, alla deliberazione della Sezione n. 297/2014/PAR, si evidenzia come, nella deliberazione n. 275/2014/PAR, la Sezione ha già messo in luce che, alla luce della formulazione letterale della norma, nel caso di convenzione di segreteria fra comuni tutti privi di personale con qualifica dirigenziale, è possibile attribuire, ai sensi del citato art. 10, comma 2-bis, del d.l. n. 90/2014, quota dei diritti di rogito, a prescindere dalla fascia professionale in cui è inquadrato, in concreto, il segretario preposto. La norma, infatti, prevede e distingue due ipotesi legittimanti l erogazione di quota dei proventi. La prima, quella dei segretari preposti a comuni privi di personale con qualifica dirigenziale, fattispecie in cui non ritiene rilevante la fascia professionale in cui è inquadrato il segretario preposto. La seconda, quella dei segretari che non hanno qualifica dirigenziale, in cui àncora l attribuzione di quota dei diritti di rogito allo status professionale del segretario preposto, prescindendo dalla classe demografica del comune di assegnazione. 5
6 Nella fattispecie sottoposta all odierno esame della Sezione (segretario di fascia professionale non equiparata a quella dirigenziale, che presta servizio, a mezzo convenzione, in comuni privi di dirigenti) non rileva l istituto del galleggiamento previsto dall art. 41, comma 5, del CCNL di comparto, stipulato il 16 maggio 2001, in base al quale l indennità di posizione del segretario non deve essere inferiore a quella stabilita per la posizione dirigenziale più elevata nell ente in base al contratto collettivo dell area della dirigenza o, in assenza di dirigenti, a quello del personale incaricato della più elevata posizione organizzativa. Nel caso in esame, infatti, il segretario comunale usufruisce di un indennità parametrata a quella del funzionario incaricato della più elevata posizione organizzativa, non a quella dirigenziale, trattandosi di enti privi di dirigenti. Appare pertanto ammissibile l attribuzione, nei limiti previsti dalla legge, di quota parte dei diritti di rogito. Analogo orientamento, in fattispecie similare, è stato assunto dalle Sezioni regionali per la Sicilia (deliberazione n. 194/2014/PAR) e per il Lazio (deliberazione n. 21/2015/PAR). Non rileva, nel caso sottoposto all odierno esame, la differente situazione del segretario collocato in fascia non equiparata a quella dirigenziale, che, prestando la sua opera in comuni aventi dirigenti in servizio, fruisce di un indennità di posizione equiparata a quella del dirigente avente il trattamento economico più elevato in base al contratto collettivo. P.Q.M. nelle considerazioni esposte è il parere della Sezione Il relatore (Donato Centrone) Il Presidente f.f. (Gianluca Braghò) Depositata in Segreteria 5 maggio 2015 Il Direttore della Segreteria (dott.ssa Daniela Parisini) 6

References: articolo 7
 art. 7
 art. 7
 art. 17
 art. 10
 art. 41
 art. 10
 art. 30
 art. 30
 art. 10
 art. 41