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Timestamp: 2018-08-18 04:15:53+00:00

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Chiave di ricerca: pubblica
Sentenza T.A.R. Toscana, Sez. I^, 23 ottobre 2012, n° 1707
Nell´ambito dei procedimenti di espropriazione per pubblica utilità, qualora vengano a crearsi i presupposti per l´occupazione usurpativa, il proprietario del bene illecitamente occupato può esercitare l´azione reale di restituzione dell´immobile appreso dalla P.A., cui si accompagna la richiesta di riduzione in pristino se sono state realizzate costruzioni, senza che a ciò possano essere di ostacolo nè il concetto di eccessiva onerosità di cui all´art. 2058, comma 2, Cod. Civ., nè quello di pregiudizio all´economia del Paese recato all´art. 2933, comma 2, Cod. Civ..
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REVOCA DI UNA GARA, RISARCIMENTO ED INDENNIZZO
Sentenza Cons. Stato, Sez. VI^, 27 novembre 2012, n° 5993
La P.A. può revocare una gara d´appalto o l´aggiudicazione di essa qualora sopravvengano motivi di pubblico interesse, muti la situazione di fatto o intervenga una nuova valutazione dell´interesse pubblico originario. Questa revoca si distingue dal recesso di cui all´art. 134 Codice, che invece presuppone l´intervenuto avvio dell´esecuzione del contratto. Nel caso di revoca, anche legittima, però, è dovuto alla parte l´indennizzo di cui all´art. 21 quinquies L. 241/1990 e non può farsi applicazione della responsabilità precontrattuale ex art. 1337 Cod. Civ..
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DECRETO DI ESPROPRIO E DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITA´
Sentenza T.A.R. Veneto, Sez. I^, 27 novembre 2012, n° 1451
Il Decreto di Esproprio emanato oltre il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità è illegittimo e va annullato a seguito di impugnazione tempestiva, sulla base della precisa disposizione di norme imperative contenute nel Testo Unico Espropriazioni. La detenzione dell´area privata da parte della P.A. è, pertanto, sine titulo ed il privato ha il diritto di vedersi restituire la proprietà anche se su di essa insistono opere realizzate dall´Amministrazione, come peraltro si ricava anche dal principio fondamentale contenuto all´art. 6 del Trattato dell´Unione Europea, recentemente riformato.
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SIGILLATURA DELLE OFFERTE
Sentenza Cons. Stato, Sez. VI^, 21 gennaio 2013, n° 319
Con la sentenza che qui pubblichiamo, il Consiglio di Stato ha annullato la decisione del T.A.R. Veneto che, su ricorso proposto dalla seconda classificata in una gara pubblica, aveva accolto il motivo con cui era stata impugnata la mancata esclusione della Ditta aggiudicataria, avendo questa fatto pervenire un plico, contenente l´offerta, non sigillato sui lembi di chiusura con la ceralacca prescritta ma solo mediante l´utilizzo dello scotch. Il Giudice di appello ha reso un´interpretazione non formalistica dell´obbligo di segretezza sancito dalla legge, affermando che per garantire tale segretezza e sufficiente una modalità di sigillatura del plico che consenta la non manomissione e la non apertura del medesimo senza che ne rimanga traccia visibile.
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SOTTOSCRIZIONE DELL´OFFERTA DI GARA
Sentenza T.A.R. Campania – Napoli, Sez. VIII^, 17 gennaio 2013, n° 368
La clausola della lex specialis che impone la sottoscrizione dell´offerta da parte del proponente è soddisfatta solo se detta sottoscrizione sia impressa in calce all´offerta stessa, cioè a chiusura della medesima, per attestarne la completa paternità e condivisione. Qualora, invece, la firma sia apposta in apertura dell´offerta -ovverosia |in testa|- questa paternità non può essere accertata e l´offerta deve essere dichiarata inammissibile, con la conseguente esclusione dalla gara.
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References: Sentenza 

Sentenza 
 art. 1337

Sentenza 

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