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LINEE GUIDA PER I PIANI DI ADEGUAMENTO - PDF
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1 LINEE GUIDA PER I PIANI DI ADEGUAMENTO Valido per il CRITERIO n. 1 e 2 (da consegnare entro il 7 agosto 2006) 1. DESCRIZIONE DELLA DERIVAZIONE IN ATTO 1.1 Inquadramento geografico della derivazione in atto - Comune o Comuni interessati; - Corpo idrico interessato dal prelievo e corpo idrico interessato dalla restituzione (la denominazione ufficiale è quella riportata sulla carta tecnica regionale, in assenza di questa è quella riportata sulle tavole di catasto); - Quota dell opera di presa e della restituzione; - Coordinate UTM del punto di prelievo e di restituzione in corrispondenza della sponda; - Planimetria in scala 1: con indicazione del/i bacino/i sotteso/i dalla derivazione su base CTR; - Planimetria in scala 1: o 1: 5000 su base CTR con indicazione della/e opera/e di presa, del percorso delle condotte forzate, dell ubicazione della/e centrale/i e di eventuali gronde. 1.2 Caratteristiche tecniche della derivazione in atto concessionata - Estremi degli atti autorizzativi con le principali caratteristiche della derivazione; - DMV rilasciato secondo la concessione in atto; - Utenze con diritti di derivazione irrigua sottesi dalla derivazione; - Numero di centrali di cui è costituito l impianto; - Caratteristiche dell opera di derivazione; - Caratteristiche della condotta di adduzione; - Caratteristiche delle centrali; - Caratteristiche delle opere di restituzione. 1.3 Descrizione degli strumenti di misura delle portate prelevate, restituite e fluenti in alveo installati 1.4 Dati statistici sul funzionamento delle derivazioni, sulle portate del corso d acqua ove disponibili, sul funzionamento dell impianto e sulla produzione elettrica su base mensile con riferimento agli ultimi 10 anni 2. DESCRIZIONE DELLO STATO AMBIENTALE E INDIVIDUAZIONE DELLE PRESSIONI NEL TRATTO SOTTESO DALLA DERIVAZIONE Per la descrizione del corso d acqua si considera il tratto compreso tra la sezione trasversale posta 100 metri a monte della derivazione fino alla sezione posta 100 metri a valle della 1
2 restituzione (ovvero il punto di sbocco del torrente in un corso d acqua d ordine superiore in caso di prelievi che non attuino la restituzione ovvero il confine regionale in quest ultimo caso quando il prelievo avviene nella Dora Baltea). 2.1 Classificazione del corpo idrico Deve essere specificata la classificazione del corpo idrico sul quale è ubicata la derivazione in base a quanto previsto dall art. 13 delle Norme di Attuazione (NTA)del PTA: o o o corpo idrico Significativo; corpo idrico a specifica tutela; corpo idrico non classificato dal PTA. Secondo il PTA sono considerati di particolare pregio anche i corpi idrici regionali, o parti di questi, nei quali sono presenti riserve di pesca e/o tratti no kill. Per la loro individuazione, pertanto, occorre fare riferimento al calendario ittico in vigore redatto annualmente dal Consorzio Regionale per la Tutela, l Incremento e l Esercizio della Pesca della Regione Autonoma Valle d Aosta. 2.2 Determinazione delle condizioni ambientali del tratto sotteso con riferimento agli indicatori del Piano di tutela delle acque Attraverso le monografie di bacino consultabili in internet è necessario risalire all Indicatore sintetico di valutazione delle condizioni ambientali riferito alle Unità Territoriali di Analisi (UTA) che interessano la derivazione. Tale indicatore deriva dalla combinazione dell indicatore di qualità ecosistemica e dell indicatore sintetico di pressione. INDICATORE SINTETICO DI VALUTAZIONE DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI INDICATORE DI QUALITÀ ECOSISTEMICA INDICATORE SINTETICO DI PRESSIONE Inquadramento generale delle condizioni ambientali del tratto in cui è sita la derivazione. Attraverso le componenti dell indicatore di qualità ecosistemica devono essere valutate le condizioni ambientali in modo da fornire un adeguata analisi del tratto interessato. Si ricorda che l indicatore di qualità ecosistemica è scomposto in: Qualità delle rive; Qualità delle acque. 2
3 INDICATORE DI QUALITÀ ECOSISTEMICA QUALITA DELLE RIVE QUALITA DELLE ACQUE TIPO VEGETAZIONE I.B.E. QUALITA VEGETAZIONE (giudizio di vulnerabilità ecologica) ITTIOFAUNA Per i corpi idrici non classificati dal PTA, le condizioni ambientali sono definite attraverso la descrizione dei medesimi fattori che concorrono a formare l indice di qualità ecosistemica e in particolare attraverso: La descrizione qualitativa delle condizioni delle rive dal punto di vista vegetazionale e delle condizioni spondali; La descrizione qualitativa delle condizioni dell alveo dal punto di vista morfologico; Le eventuali informazioni sull ittiofauna Individuazione dei fattori di pressione puntuale, diffusi e da opere nel tratto sotteso Attraverso le componenti dell indicatore sintetico di pressione devono essere valutate le criticità in modo da fornire un adeguata analisi del tratto interessato. Si ricorda che l indicatore sintetico di pressione è scomposto in: Indicatore sintetico di pressione puntuale; Indicatore sintetico di pressione diffusa; Indicatore di pressione dovuta alle modificazioni dell alveo. 3
4 INDICATORE SINTETICO DI PRESSIONE INDICATORE DI PRESSIONE PUNTUALE INDICATORE DI PRESSIONE DIFFUSA INDICATORE DI PRESSIONE DOVUTO A TRASFORMAZIONI IN ALVEO Scarichi fognari e livello di trattamento dei reflui Derivazioni irrigue, produttive, potabili Presenza di superfici insediate (urbano, industriale e insediamento agricolo) Superfici utilizzate per l agricoltura (serre, orti, colture legnose, prati, pascoli)* Opere di difesa spondale Briglie e sbarramenti Attraversamenti *Deve essere presa in considerazione una fascia di 300 m dalle sponde per la Dora Baltea e una fascia di 150 m dalle sponde per gli altri corsi d acqua. Per i corpi idrici non classificati dal PTA, i fattori di pressione sono definiti attraverso la descrizione dei medesimi fattori che concorrono a formare l indice sintetico di pressione e in particolare attraverso: scarichi presenti; altre derivazioni esistenti; opere di protezione, briglie e attraversamenti; uso del suolo con riferimento in particolare alla presenza di insediamenti e di usi agricoli. 4
5 3. ANALISI CRITICA DELLE RILEVAZIONI EFFETTUATE IN RELAZIONE ALLO STATO AMBIENTALE PER EVIDENZIARE I FATTORI DI CRITICITÀ PUNTUALI E DIFFUSI, LE ALTERAZIONI ANTROPICHE E LE FRAGILITÀ NATURALI Sulla base dei dati raccolti e dalle osservazioni effettuate in campo, devono essere individuati i fattori di criticità puntuali e diffusi, le alterazioni antropiche, le fragilità naturali nonché le aree a valenza paesaggistica. 4. INTERVENTI DI ADEGUAMENTO DELL OPERA DI DERIVAZIONE AZIONI DI TIPO MITIGATIVO E COMPENSATIVO PORTATE DI DMV 4.1 Individuazione degli interventi strutturali necessari per risolvere o mitigare le criticità riscontrate in relazione agli obiettivi fissati per il tratto sotteso. Sulla base dell analisi critica effettuata e sugli obiettivi del PTA riferiti al tratto considerato, devono essere indicate delle proposte di intervento per recuperare dove possibile le situazioni di criticità evidenziate rispetto agli obiettivi del Piano di tutela delle acque e le misure di mitigazione degli impatti. Nell allegato C alle norme di attuazione del PTA sono individuati gli strumenti attraverso i quali si intende conseguire gli obiettivi di tutela quantitativa e qualitativa della risorsa idrica e dell ecosistema come stabiliti dal piano descritti nella tabella seguente. 1. OBIETTIVI DI QUALITÀ AMBIENTALE E PER SPECIFICA DESTINAZIONE AZIONI A. Collettamento e trattamento dei reflui idrici del comparto civile e industriale INTERVENTI 1. Completamento del sistema di collettamento e di trattamento dei reflui idrici civili 2. OBIETTIVI DI TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DELL ECOSISTEMA FLUVIALE AZIONI INTERVENTI A. Tutela degli alvei e delle sponde dei corsi d acqua B. Riassetto ecologico e valorizzazione paesaggistico - fruitiva delle sponde e degli alvei dei corsi d acqua C. Tutela e valorizzazione dell ittiofauna 1. Disciplina degli interventi in alveo 2. Progetti di gestione degli invasi 1. Misure per la riqualificazione fluviale 1. Misure per la tutela e la valorizzazione dell ittiofauna 5
6 3. OBIETTIVI DI TUTELA QUANTITATIVA AZIONI A. Razionalizzazione degli usi nei comparti civile, irriguo e industriale INTERVENTI 1. Interventi per razionalizzare la gestione e l utilizzo delle risorse idriche nel settore del consumo umano 2. Interventi per razionalizzare la gestione e l utilizzo delle risorse idriche nel settore irriguo 3. Interventi per razionalizzare la gestione e l utilizzo delle risorse idriche nel settore industriale ed energetico B. Salvaguardia e recupero del regime idrologico 1. Determinazione delle portate di Deflusso Minimo Vitale DMV Per approfondire i singoli interventi si rimanda alle Schede Intervento dell allegato C e all allegato F delle Norme di Attuazione del PTA. 4.2 Individuazione portate DMV Sulla base dell analisi e delle considerazioni fin qui effettuate, deve essere determinato il DMV secondo il criterio 1 o secondo il criterio 2 (con particolare attenzione al parametro Z) e basandosi sull allegato G delle NTA del PTA. 4.3 Individuazione degli interventi di adeguamento dell opera di presa Si ricorda che gli interventi devono essere effettuati entro il 01/01/2007, data di inizio rilascio della portata di DMV calcolata. 4.4 Individuazione di azioni compensative nel caso di criticità non risolvibili 4.5 Individuazione misure di controllo e monitoraggio da porre in atto Sulla base degli interventi effettuati sarà necessario predisporre e mettere in atto misure di controllo e di monitoraggio per garantire il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal PTA, nonché l effettiva efficacia degli interventi. Se la Qmax derivata è inferiore al 30% della Qmedia annua del torrente, il progetto di monitoraggio deve essere consegnato entro il 30/09/2006 e deve prevedere le seguenti analisi minime, con modalità e frequenza da determinarsi nel progetto stesso, nel terzo anno di monitoraggio dalla data di rilascio del DMV per il tratto considerato: LIM; I.B.E.; IFF. Le portate di DMV rilasciate vanno invece monitorate in continuo sin dall inizio del rilascio. 6
7 Se la Qmax derivata è maggiore al 30% della Qmedia annua del torrente, il progetto di monitoraggio deve essere consegnato entro il 30/09/2006 e deve prevedere le seguenti analisi annuali minime, con modalità e frequenza da determinarsi nel progetto stesso, per il tratto considerato: LIM; IBE. Nel terzo anno di rilascio (cioè durante il terzo anno di monitoraggio) deve essere rilevato per il tratto sotteso l IFF. Le portate di DMV rilasciate vanno invece monitorate in continuo sin dall inizio del rilascio. 7
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References: art. 13
 art.8
 Art.1
 art.17
 ART. 22
 ART. 6
 ART.22
 articolo 14