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Timestamp: 2018-12-10 09:15:50+00:00

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LA GESTIONE DEI RIFIUTI E LE RESPONSABILITA COLLEGATE. Dr. Gianluca Avanzi Direttore sanitario AO di Circolo e Fondazione Macchi-Varese - PDF
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1 LA GESTIONE DEI RIFIUTI E LE RESPONSABILITA COLLEGATE Dr. Gianluca Avanzi Direttore sanitario AO di Circolo e Fondazione Macchi-Varese Brescia, 13 dicembre
2 URBANI Domestici Da locali e luoghi adibiti a diversi usi, e assimilabili a quelli urbani per qualità e quantità Da spazzamento delle strade Vegetali Da esumazioni ed estumulazioni RIFIUTI SPECIALI Da attività agricole e agroindustriali Da attività di costruzione, demolizione e scavo Da lavorazioni industriali, artigianali e commerciali Da attività di servizio Da attività di recupero e smaltimento rifiuti Da potabilizzazione delle acque Da veicoli a motore e simili DA ATTIVITA SANITARIA Quali sono? 2
3 CLASSIFICAZIONE RIFIUTI SANITARI Pericolosi a rischio infettivo Provenienti da isolamento infettivo, nei quali si ha un rischio di trasmissione aerea; Contaminati da feci o urine, se a rischio trasmissione di patologie; Contaminati da sangue o liquidi biologici in quantità tale da essere visibili; Da attività veterinaria e che siano contaminati da agenti patogeni per uomo o animali Terreni di coltura o piastre contaminate da patogeni Taglienti e acuminati Reflui da apparecchiature di analisi contenenti residui biologici potenzialmente infettivi Fiale di vaccini ad antigene vivo, dopo l utilizzo 3
4 MA DI CHI E LA RESPONSABILITA DELLA PRODUZIONE DI RIFIUTI OSPEDALIERI??? sono un Dirigente, non ho tempo di occuparmi di rifiuti, e comunque non mi compete la loro gestione. 4
5 GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI PERICOLOSI A RISCHIO INFETTIVO INSIEME DI OPERAZIONI, IN RELAZIONE TRA LORO, VOLTE ALLA TUTELA DELL AMBIENTE E AL RISPETTO DELLA NORMATIVA VIGENTE SISTRI 5
6 DIRETTORE SANITARIO EPIDEMIOLOGIA E ACQUISIZIONE DI INFORMAZIONI PER LA VALUTAZIONE GESTIONE DELLE RISORSE, PROGRAMMMAZIONE E CONTROLLO GESTIONE IGIENE E PREVENZIONE, SICUREZZA, MEDICINA LEGALE E RISK MANAGEMENT RAPPORTI CON IL PUBBLICO, SODDISFAZIONE DEL PAZIENTE E DEL PERSONALE Compiti del direttore sanitario 6
7 Partecipa alla pianificazione strategica aziendale Promuove azioni finalizzate alla promozione della salute Collabora con il controllo gestione Partecipa all identificazione di bisogni di salute Elabora proposte e fornisce percorsi in merito alla programmazione sanitaria aziendale Ha un ruolo fondamentale in tema di tutela della salute, igiene e sicurezza Controlla la disinfezione e sterilizzazione Sorveglia lo smaltimento dei rifiuti sanitari Propone strategie per la prevenzione delle infezioni ospedaliere COMPITI DEL DIRETTORE SANITARIO 7
8 MA DI CHI E LA RESPONSABILITA DELLA PRODUZIONE DI RIFIUTI OSPEDALIERI??? La Direzione Sanitaria è responsabile della vigilanza su tutte le fasi del processo di gestione dei rifiuti: Raccolta nelle unità produttive Confezionamento e identificazione contenitori Movimentazione interna dei contenitori Gestione del deposito interno Gestione della documentazione Gestione deposito temporaneo e aree ecologiche Ritiro rifiuti dalle unità produttive 8
9 LA GESTIONE DEI RIFIUTI (D. Lgs. 17 dicembre 2009 Le Responsabilità nel campo della gestione dei rifiuti sono le seguenti: - Titolare degli insediamenti produttivi, - Responsabile degli insediamenti produttivi, - Direttori responsabili di struttura. Il Rappresentante legale dell'ente (Direttore Generale, Amministratore delegato), è il Titolare degli Insediamenti Produttivi. Ad esso compete: 1. di sottoscrivere, su richiesta del Responsabile dell'insediamento le schede di rilevamento annuali (MUD), le richieste di stoccaggio provvisorio. 2. di individuare, su conforme parere del Responsabile dell'insediamento, i Direttori Responsabili di struttura. 9
10 COMPITI DEL RESPONSABILE SANITARIO NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI Il Responsabile Sanitario è il Responsabile degli Insediamenti Produttivi. In particolare: 1) predispone le schede di rilevamento annuali (MUD) da trasmettere all Autorità competente, per il tramite dell' Amministrazione Centrale; 2) cura la regolare tenuta del registro di carico e scarico; 3) compilare i formulari di identificazione, al momento di conferimento dei rifiuti alla ditta trasportatrice. 4) tiene nota di tutti i conferimenti provenienti dalle strutture nonché la raccolta delle dichiarazioni sottoscritte da ciascun direttore di struttura per ogni conferimento; 10
11 COMPITI DEL RESPONSABILE SANITARIO NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI 5) sovrintende affinché le operazioni di trasporto ed eventualmente di travaso dei rifiuti nei contenitori del deposito avvengano correttamente e nel rispetto delle norme vigenti in materia di prevenzione infortuni, sicurezza ed igiene ambientale; 6) segnala tempestivamente al Legale Rappresentante dell Ente ogni problema che dovesse sorgere nella gestione dei depositi e che possa creare un pericolo per la sicurezza dell'ambiente e delle persone; 7) si avvale, per l'assolvimento dei suoi compiti, della collaborazione di personale strutturato che opera sotto le sue direttive e responsabilità 11
12 COMPITI DEL RESPONSABILE SANITARIO NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI Elaborazione di istruzioni operative semplici che identificano: Le figure di preposto e di direttore responsabile di struttura Le tipologie di rifiuto prodotte. Le modalità di raccolta, trasporto interno, stoccaggio provvisorio, pulizia del sito di stoccaggio per ogni tipologia di rifiuto (il maggior dettaglio favorisce la comprensione). La responsabilità delle singole azioni sopra descritte. Le modalità operative di sorveglianza del processo. Le responsabilità di approvvigionamento ovvero le responsabilità di controllo e di interfaccia con il fornitore di servizi esterno. 12
13 MODELLO UNICO DICHIARAZIONE AMBIENTALE (MUD) Il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD) è una dichiarazione annuale riepilogativa delle movimentazioni di rifiuti, effettuata dalle imprese ed enti che gestiscono rifiuti, che viene inoltrata alla Camera di Commercio. Attualmente vige l obbligo della compilazione del MUD entro il 30 aprile di ogni anno. 13
14 FORMULARIO Il Formulario o Scheda SISTRI è suddivisa in 2 parti: L area Registro Cronologico, in cui l impresa produttrice inserirà, soltanto al primo accesso, i dati della produzione del rifiuto; L area Movimentazione del rifiuto che verrà compilata soltanto al momento in cui un soggetto (produttore, trasportatore o gestore) andrà a movimentare il rifiuto; 14
15 Decreto L.g.s. del 17 dicembre 2009 Definisce l entrata in funzione del SISTRI, Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali Il SISTRI nasce con lo scopo di semplificare procedure e adempimenti riducendo i costi, e creare una gestione innovativa ed efficiente di un processo molto complesso, garantendo trasparenza, conoscenza e prevenzione dell illegalità. Utilizzo di sistemi elettronici per la gestione della fase finale di smaltimento dei rifiuti speciali Passaggio dal sistema cartaceo a soluzioni tecnologiche avanzate, allo scopo di semplificare le procedure e gestire il processo in modo innovativo ed efficiente. Vantaggi: Legalità, Prevenzione, Trasparenza, Efficienza, Modernizzazione, Semplificazione normativa. 15
16 A cosa serve il SISTRI? E lo strumento di una nuova strategia volta a garantire un maggior controllo della movimentazione dei rifiuti speciali lungo tutta la filiera. Vuole garantire una maggior efficacia all'azione di contrasto dei fenomeni di illegalità Vuole semplificare le procedure, attualmente vigenti, attraverso l'informatizzazione dei processi e l'eliminazione di taluni adempimenti, quali registro di carico/scarico, formulario di identificazione e modello unico di dichiarazione ambientale. La gestione informatica consente un inserimento più rapido dei dati e garantisce una sensibile riduzione degli errori commessi nella compilazione cartacea 16
17 COME FUNZIONA IL SISTRI: Ogni soggetto coinvolto COMPILA LA SCHEDA ELETTRONICA SISTRI IL PRODUTTORE CHE DEVE MOVIMENTARE IL RIFIUTO ACCEDE AL SISTRI E COMPILA REGISTRO CRONOLOGICO CON QUANTITA DI RIFIUTI DA MOVIMENTARE IL SISTEMA GENERA UNA SCHEDA DI MOVIMENTAZIONE CHE ACCOMPAGNERA IL CARICO DURANTE IL PERCORSO IL DELEGATO DELL AZIENDA DI TRASPORTO ACCEDE AL SISTRI, SI REGISTRA E INSEIRISCE I DATI DEL MEZZO CON CUI EFFETTUERA IL TRASPORTO Conducente, targa, data, percorso, eventuale tratta intermodale IL TRASPORTATORE PARTE DALL AZIENDA CON UN VEICOLO DOTATO DI BALCK BOX, DELL USB E DELLA COPIA DELLA SCHEDA SISTRI E SI DIRIGE VERSO LA PRODUZUONE PER CARICARE I RIFIUTI TERMINATO IL CARICO ìinserisce L USB NEL PC DEL PRODUTTORE E DA IL VIA ALLA TRACCIABILITA DEL PERCORSO ARRIVATO A DESTINAZIONE CONSEGNA IL MATERIALE IL DELEGATO DELL AZIENDA DI DESTINAZIONE ACCEDE AL SISTRI, SI REGISTRA E COMPILA LA SEZIONE DI PROPRIA COMPETENZA con accettazione del carico e quantitativo ricevuto IL SISTEMA GENERA AUTOMATICAMENTE UNA RIGA DI CARICO E SCARICO DEL REGISTRO CRONOLOGICO DEI RIFIUTI 17
18 Dotazione dei dispositivi elettronici Vengono distribuiti dalle Camere di Commercio e le Sezioni Regionali e provinciali dell Albo Nazionale Gestori Ambientali Agli utenti, a seconda che siano produttori, trasportatori o smaltitori vengono consegnati dispositivi elettronici diversi a seconda della categoria a cui appartengono 18
19 Dotazione dei dispositivi elettronici DISPOSITIVO ELETTRONICO USB accedere in sicurezza al sistema informatico trasmettere i dati memorizzare i dati sul dispositivo stesso. Permettere la generazione delle firme elettroniche delle persone fisiche individuate come delegati (possono essere fino ad un massimo di 3) Ciascun dispositivo contiene: username, password, PIN e PUK programma di navigazione internet browser per l accesso 19
20 Dotazione dei dispositivi elettronici DISPOSITIVO ELETTRONICO BLACK BOX Su ciascun veicolo che trasporta rifiuti Contiene un modulo di ricezione GPS Modulo di interfaccia con il dispositivo USB Serve per monitorare il percorso effettuato 20
21 Dotazione dei dispositivi elettronici All AO, in quanto produttore verranno consegnati dispositivi elettronici USB Per utilizzare il sistema SISTRI, è necessario dotarsi di un Personal Computer dotato di porta USB, di una stampante e di una connessione ad Internet 21
22 Dotazione dei dispositivi elettronici Il sistema SISTRI ha previsto un servizio di assistenza, in caso di malfunzionamento dei dispositivi dovuti a vizi dei dispositivi stessi, provvedendo, a proprie cure e spese, alla rimozione del malfunzionamento e/o alla sostituzione dei dispositivi. RETE DI ASSISTENZA: In tal caso gli operatori dovranno comunicare tempestivamente al SISTRI: entro 24 ore, se i vizi riguardano il software entro 72 ore, se i vizi riguardano l hardware 22
23 I Delegati I delegati dovranno utilizzare i dispositivi solo per le finalità previste e custodire i dispositivi medesimi con la dovuta diligenza, assumendo oneri e responsabilità in caso di furto, perdita, distruzione, manomissione o danneggiamento dei dispositivi stessi che ne impedisca l utilizzo e che non sia dovuto a vizio di funzionamento dei dispositivi predetti. In tutte le ipotesi sopraindicate, i delegati dovranno comunicare al Sistema SISTRI, entro 24 ore dall evento, la perdita, la manomissione o il danneggiamento dei dispositivi stessi. (Allegato 1A, art.5 DM ) 23
24 ASPETTI SANZIONATORI Articolo Omissione Sanzione prevista Art. 260-bis comma 1 DLgs 152/2006 Art.260-bis comma 2 DLgs 152/2006 omessa inscrizione al SISTRI da parte dei soggetti obbligati Omesso pagamento del contributo per l iscrizione al SISTRI da parte dei soggetti obbligati da 2.600,00 a ,00 in caso di rifiuti pericolosi fino a ,00 da 2.600,00 a ,00 in caso di rifiuti pericolosi fino a ,00 Art.260-bis commi 3-4 DLgs 152/2006 Omessa compilazione registro cronologico o del MUD da 2.600,00 a ,00 in caso di rifiuti pericolosi fino a ,00 24
25 ASPETTI SANZIONATORI Articolo Omissione Sanzione prevista Art.260-bis comma 5 DLgs 152/2006 Inadempimento di ulteriori obblighi sui soggetti obbligati ai sensi del SISTRI da 2.600,00 a ,00 in caso di rifiuti pericolosi fino a ,00 Art.260-bis comma 6 DLgs 152/2006 Omesso accompagnamento, da parte del trasportatore, dei rifiuti con la copia cartacea della scheda SISTRI AREA MOVIMENTAZIONE da 1600,00 a 9.300,00 Art.260-bis comma 8 DLgs 152/2006 Accompagnamento, da parte del trasportatore, del trasporto dei rifiuti con una copia cartacea della scheda SISTRI AREA MOVIMENTAZIONE fraudolentemente alterata Pena prevista dagli art. 477 e 482 c.p. con la reclusione da 2 mesi a 1 anno; Nel caso trattasi di rifiuti pericolosi la pena è aumentata fino ad un terzo; 25
26 LAVORI IN CORSO. SI APPLICA ANCHE ALLE ATTIVITA DOMICILIARI? E SEDE PRODUTTIVA OGNI SINGOLO AMBULATORIO? INIZIO DELL APPLICAZIONE INTEGRALE DEL SISTRI? INIZIO DEL REGIME SANZIONATORIO? 26
27 DOMANDE 27
28 I RIFIUTI 28
29 DIFFERENTI MODALITA DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI E OSPEDALIERI Classificazione tipologia rifiuti (D.M. n 219 del 26 Giugno 2000 Allegato I e II; D.P.R. 15/07/03 n 254) Rifiuti sanitari non pericolosi (RSNP); Rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani (RSAU); e fra questi i rifiuti assimilati oggetto di raccolta differenziata Rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo (RSP-nonI); Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo (RSP-I); Rifiuti sanitari che richiedono particolari modalità di smaltimento (RSparticolari) 29
30 RIFIUTI SANITARI NON PERICOLOSI. Il dettaglio dei rifiuti sanitari non pericolosi viene descritto nel capitolo dei rifiuti sanitari assimilati agli urbani RIFIUTI SANITARI ASSIMILATI AGLI URBANI (RSAU) DEFINIZIONE: Sono considerati RSAU i seguenti rifiuti destinati allo smaltimento: 1 I rifiuti derivanti dalla preparazione dei pasti, provenienti dalle cucine delle strutture sanitarie. 2 I rifiuti derivanti dall attività di ristorazione e i residui dei pasti provenienti dai reparti di degenza delle strutture sanitarie, esclusi quelli che provengono da pazienti affetti da malattie infettive per le quali sia ravvisata clinicamente, dal medico curante, una patologia trasmissibile attraverso tali residui. 3 La spazzatura. 30
31 4 I rifiuti costituiti da indumenti monouso. 5 I rifiuti provenienti da attività di giardinaggio, effettuata nell ambito delle strutture sanitarie. 6 Gessi ortopedici, assorbenti igienici, pannoloni. 7 Sono da conferire negli ordinari circuiti di raccolta differenziata, vetro, carta, cartone, metalli, imballaggi in genere, materiali ingombranti, nonché altri rifiuti non pericolosi che per qualità e per quantità siano assimilati agli urbani. ATTENZIONE: non introdurre assolutamente nei sacchi neri: parti anatomiche riconoscibili o non riconoscibili; rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo rifiuti assimilati agli urbani oggetto di raccolta differenziata (es: carta, vetro, ecc) rifiuti liquidi 31
32 CONFEZIONAMENTO: il sacco nero deve essere: - chiuso a cura del personale di reparto o della Ditta - non deve superare il peso di 10 kg DEPOSITO LOCALE : I sacchi neri devono essere inseriti all interno dei carrelli chiusi deputati al trasporto. I carrelli devono essere lavati e disinfettati quotidianamente 32
33 MOVIMENTAZIONE INTERNA: E effettuata a carico della personale addetto o dalla Ditta in appalto posizionando i sacchi nel punto di raccolta. RESPONSABILITA DEL PROCESSO: Tutti gli operatori sono tenuti ad osservare e a fare osservare le norme per il corretto smaltimento dei rifiuti. A.F.D. e I.P. sono i responsabili operativi del: - corretto confezionamento - deposito nel reparto - corretto conferimento del rifiuto devono pertanto disporre e verificare che tutte le operazioni siano svolte in maniera corretta. 33
34 RIFIUTI SANITARI OGGETTO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA Il D.M. n 219/2000 ha come obiettivo la riduzione di alcune categorie di rifiuti attraverso la raccolta differenziata. Questa permette di ridurre la quantità dei rifiuti smaltiti dalla struttura sanitaria, rendere possibile il recupero di alcune categorie di rifiuti con un minore impatto ambientale. Il recupero è possibile per le seguenti tipologie di rifiuti: VETRO DEFINIZIONE: comprende i contenitori in vetro di farmaci, alimenti, bevande, soluzioni per infusione senza cannule o aghi ed accessori per la somministrazione, esclusi i contenitori di soluzioni di farmaci antiblastici o visibilmente contaminati da materiale biologico, che non siano radioattivi ai sensi del D.Lgs. 230/95 (e successive modifiche ed integrazioni) e non provengano da pazienti in isolamento infettivo. CONFEZIONAMENTO: in apposito contenitore per il vetro in plastica rigido privo di sacco. 34
35 CARTA E CARTONE DA IMBALLAGGIO: DEFINIZIONE: comprende tutta la carta (non plastificata) da imballaggio, ad es. scatole di farmaci, fogli sparsi di carta prodotta da attività d ufficio, giornali e riviste (anche utilizzati dai pazienti), scatoloni in cartone (devono essere appiattiti e schiacciati) ESCLUSA: carta tipo medical grade (crespata verde), pellicole in plastica, carta carbone, carta cerata, carta per E.C.G., E.E.G., fax su carta chimica. CONFEZIONAMENTO: in apposito contenitore per la raccolta della carta privo di sacco, localizzato presso gli appositi locali di maggior produzione (uffici). 35
36 BATTERIE E PILE ESAUSTE DEFINIZIONE: comprende le pile e gli accumulatori utilizzati per il funzionamento delle diverse apparecchiature sanitarie e non sanitarie, pile e accumulatori utilizzati dai pazienti. ATTENZIONE: le pile non vanno abbandonate nell ambiente ospedaliero né collocate in contenitori per altri tipi di rifiuti CONFEZIONAMENTO: Utilizzare un qualsiasi contenitore nel quale inserire pile e/o accumulatori (sacchetto in plastica, scatola di cartone ecc.) e conferirlo al personale dell Ufficio Tecnico TONER, NASTRI E CARTUCCE PER STAMPANTI DEFINIZIONE: inchiostro in polvere pigmentato per stampanti, fotocopiatrici, fax ATTENZIONE: tali rifiuti non vanno abbandonati nell ambiente ospedaliero né collocati in contenitori per altri tipi di rifiuti CONFEZIONAMENTO: inserire all interno del loro involucro originale o all interno di sacchetti/buste di carta e conferirlo al personale dell Ufficio Tecnico 36
37 MERCURIO DEFINIZIONE: comprende il mercurio derivante dalla rottura di sfigmomanometro, termometri e da altre apparecchiature che eventualmente lo contengano MODALITÀ DI RACCOLTA E CONFEZIONAMENTO: - Indossare guanti monouso - Raccogliere il mercurio - Inserirlo all interno del contenitore in vetro (es. provette) - Chiudere ermeticamente la provetta - Non depositarlo vicino a fonti di calore - Conferire il tutto presso il Servizio Tecnico dopo aver avvisato il Direttore sanitario. ATTENZIONE: Il mercurio non deve essere abbandonato nell ambiente ospedaliero né collocato in contenitori per altri tipi di rifiuto 37
38 DOCUMENTAZIONE ICONOGRAFICA LASTRE RADIOLOGICHE DEFINIZIONE: comprende qualsiasi radiogramma prodotto dalla Radiologia; in riferimento al D.M. 14/02/1997 art. 4 comma 3: la disponibilità dei radiogrammi deve essere mantenuta per un periodo non inferiore a 10 anni. I referti vanno conservati a tempo indeterminato. CONFEZIONAMENTO: buste di carta e contenitori in cartone (cartoni da riciclare che abbiano contenuto materiale es. farmaci, cancelleria ecc.) DEPOSITO LOCALE E MOVIMENTAZIONE INTERNA: Nel caso in cui esita la necessità di smaltire radiogrammi, gli stessi devono essere inviati al Servizio Tecnico. 38
39 MATERIALE FUORI USO DEFINIZIONE: comprende il materiale da rottamare (arredi, apparecchiature elettromedicali) per quanto riguarda il materiale informatico (computer, stampanti, scanner). Per questi materiali rivolgersi al Servizio Tecnico. 39
40 RIFIUTI SANITARI PERICOLOSI NON A RISCHIO INFETTIVO ( RSP-nonI ) DEFINIZIONE: Sono considerati rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo i rifiuti in cui il rischio prevalente è quello chimico e sono costituiti da: bagni esausti di fissaggio della Radiologia bagni esausti di sviluppo della Radiologia liquidi di scarto delle UU.OO., (quali la glutaraldeide, ecc) CONTENITORI DA UTILIZZARE: Taniche e bidoni in materiale rigido forniti dalla Ditta autorizzata contrassegnati dalla lettera R (di colore nero su sfondo giallo) 40
41 CONFEZIONAMENTO: Nel caso in cui non sia presente un collegamento idraulico diretto con le vasche di raccolta i rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo devono essere immessi esclusivamente nei contenitori forniti dalla Ditta appaltatrice e nell effettuare il travaso è obbligatorio l utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI). I contenitori devono essere: - Ermeticamente chiusi per impedire fuoriuscita del contenuto - Conservati chiusi e lontano da fonti di calore -Raccolti separatamente per tipologia di rifiuto prodotto dalle diverse apparecchiature -Provvisti di etichette riportante la lettera R di colore nero su sfondo giallo DEPOSITO LOCALE E MOVIMENTAZIONE INTERNA: I bidoni vengono movimentati dal personale della ditta appaltata in un apposito locale di deposito temporaneo sito nel cortile del P.O. Periodicamente la Ditta appaltatrice provvede al loro ritiro I bidoni non devono essere assolutamente abbandonati presso corridoi o sotterranei. 41
42 RIFIUTI SANITARI PERICOLOSI A RISCHIO INFETTIVO (RSP-I) DPR 15/7/2003 N 254 Si definiscono rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo: - assorbenti igienici e pannoloni se evidentemente contaminati o provenienti da pazienti infetti; - bastoncini oculari non sterili,bastoncini oftalmici di TNT; - cannule e drenaggi; - cateteri( vescicali, venosi, arteriosi per drenaggi pleurici.); raccordi; sonde; circuiti per respiratori automatici; - deflussori - fleboclisi contaminate - guanti monouso; - materiale monouso contaminato da materiale biologico:pipette; provette; indumenti protettivi; mascherine; occhiali; telini; lenzuola; calzari; soprascarpe; copricapo; camici. 42
43 - materiale per medicazioni: garze, tamponi, bende, cerotti, lunghette, maglie tubolari; - sacche vuote per trasfusioni, urina, stomia, nutrizione parenterale; - set di infusione; - sonde rettali e gastriche; - sondini (nasografici per broncoaspirazione, per ossigenoterapia ); - suturatrici automatiche monouso; - gessi e bendaggi contaminati; - denti, tessuti, organi e parti anatomiche non riconoscibili. 43
44 Per quanto riguarda i rifiuti sopra elencati, questi andranno smaltiti secondo le modalità dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo nelle seguenti condizioni: 1. tutti i rifiuti provenienti da ambienti di isolamento infettivo, nei quali sussiste un rischio di trasmissione biologica aerea, nonché da ambienti dove soggiornano pazienti in isolamento infettivo affetti da patologie causate da agenti biologici da contatto. 2. nel caso non provengano da area di isolamento infettivo, sono da considerarsi rifiuti pericolosi a rischio infettivo quando presentino una delle seguenti condizioni: A. siano contaminati da: sangue o da liquidi biologici che contengono sangue; fanno eccezione: gli assorbenti igienici, che anche se contaminati da sangue, sono considerati pericolosi solo se provenienti da aree di isolamento infettivo o quando il medico curante dichiari la presenza di una patologia trasmissibile attraverso tali rifiuti; 44
45 A. siano contaminati dai seguenti liquidi biologici (anche se non contaminati da sangue): - liquido seminale - secrezioni vaginali - liquido cerebro-spinale - liquido sinoviale - liquido pleurico - liquido peritoneale - liquido pericardico - liquido amniotico B. in caso siano contaminati da feci e urine, solo quando sia dichiarata dal curante sulla cartella clinica, una patologia trasmissibile attraverso tali secreti. 45
46 ATTENZIONE: non vanno assolutamente inseriti nei contenitori per i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo: - parti anatomiche riconoscibili - rifiuti sanitari liquidi - rifiuti sanitari assimilati agli urbani (ad es. residui di pulizia, giornali, ecc.) - rifiuti sanitari oggetto di raccolta differenziata (ad es. vetro, carta, plastica, alluminio) 46
47 MODALITÀ DI RACCOLTA: Tali rifiuti dovranno essere raccolti nell apposito contenitore riutilizzabile, in cui sarà stato precedentemente inserito il sacco in polietilene, avendo cura di fissarlo ai bordi del contenitore. I rifiuti sanitari a rischio infettivo non devono essere più disinfettati! (art.15 D.M. 219/2000). Per prevenire eventuali spandimenti di liquidi biologici occorre inserire nel sacco una bustina di gel coagulante. I rifiuti verranno, pertanto, inseriti nel sacco di plastica fino a riempimento di quest ultimo, lasciando lo spazio per consentirne la chiusura. Si raccomanda di non riempire eccessivamente il contenitore (5-7 Kg al massimo). 47
48 CONFEZIONAMENTO: Il sacco dovrà essere sempre chiuso mediante apposita fascetta prima di apporre il coperchio del contenitore. L operatore provvederà, infine, a chiudere i contenitori rigidi sia in modo parziale che definitivo. Sul coperchio andrà poi posta l etichetta, indicante la data e il reparto e/o servizio. DEPOSITO LOCALE E MOVIMENTAZIONE INTERNA: Il contenitore chiuso verrà collocato dal personale del reparto nel punto dove avviene il ritiro da parte del servizio di raccolta interna, negli orari stabiliti in accordo con la Direzione Sanitaria. Si ricorda che, qualora il personale addetto al ritiro dovesse trovare contenitori in cattive condizioni (ad es. contenitori rotti o visibilmente sporchi) è tenuto a non ritirare il contenitore. Nel caso in cui i contenitori presentino alterazioni es: difficoltà alla chiusura o impedimenti vari all utilizzo il personale del reparto/servizio è tenuto ad avvisare tempestivamente il Direttore sanitario. 48
49 AGHI E TAGLIENTI DEFINIZIONE: Si considera materiale pungente o tagliente i rifiuti di seguito specificati: tutti i tipi di aghi; lame da bisturi; bisturi e rasoi monouso; lamette; lancette pungidito; tine-test mandrini; vetrini; provette rotte; siringhe; vacutainer; deflussori aghi fialette di vetro. 49
50 Questi rifiuti devono essere smaltiti nell apposito contenitore rigido monouso per aghi e taglienti (Multibox da 5 lt. e da 2 lt.) che, riempito per non oltre i ¾ della sua capacità, verrà chiuso definitivamente e conferito all interno del contenitore per rifiuti pericolosi a rischio infettivo. I contenitori per aghi e taglienti devono essere collocati nelle seguenti aree: in sala medicazione sui carrelli della terapia negli ambulatori medici in cui si esercitano attività con taglienti nelle sale prelievi dove si renda necessario, a seguito di valutazione ponderata del responsabile del presidio sanitario di riferimento Il contenitore non deve essere collocato nei luoghi di libero accesso al pubblico. Occorre inoltre nella manipolazione di questi rifiuti l utilizzo di idonei mezzi di protezione individuale (guanti). 50
51 RIFIUTI SANITARI CHE RICHIEDONO PARTICOLARI SISTEMI DI SMALTIMENTO (RS-particolari) FARMACI SCADUTI: Sono classificati come speciali non pericolosi. FARMACI NON SCADUTI: I farmaci non scaduti, dei quali non si prevede l utilizzo. Questo materiale, a cura delle caposala, deve essere restituito al Direttore sanitario corredato dell apposita modulistica 51
52 PARTI ANATOMICHE DEFINIZIONE: si tratta di residui anatomici di una certa consistenza che possono essere identificate come parti anatomiche e non dispersi nel materiale proveniente dalle sale operatorie. Le parti anatomiche non riconoscibili: intese come denti, organi o parti di essi ecc, vanno conferite al forno inceneritore e confezionate in sacchetti di plastica rinforzati da inserire come rifiuti infetti nei contenitori per rifiuti sanitari pericolosi; a cura del Direttore sanitario. 52

References: art.5
 Art. 260
 Art.260
 Art.260
 Art.260
 Art.260
 Art.260
 art. 477
 art. 4