Source: https://www.studiomattonai.it/circolari/novita-e-agevolazioni-103/
Timestamp: 2020-02-17 01:32:05+00:00

Document:
Approvati i modelli 730, 770, Certificazione Unica e Iva 2020
Agenzia delle Entrate, Provvedimenti 15 gennaio 2020, n. 8932 , n. 8938 , n. 8945 , n. 8963
Sono stati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate i modelli 730, 770, Certificazione Unica (CU) e Iva/2020.
Tra le principali novità del 730, si segnala in particolare:
l’estensione dell’utilizzo del modello all’erede: per la dichiarazione dei redditi relativa al 2019 delle persone decedute nel 2019 o entro il 23 luglio 2020, infatti, gli eredi potranno utilizzare il modello 730 per la dichiarazione per conto del contribuente deceduto avente i requisiti per utilizzare tale modello semplificato;
la detrazione per le spese di istruzione: per il 2019 l’importo massimo annuo delle spese per cui si può fruire della detrazione è pari a 800 euro.
Relativamente al modello Iva 2020, si segnala che:
il rigo VA11 quest’anno è denominato “Gruppo IVA art. 70-bis” ed è riservato ai contribuenti che a partire dal 1° gennaio 2020 partecipano a un Gruppo IVA di cui agli artt. 70-bis e seguenti del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. La casella 1 dev’essere barrata per comunicare che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale Iva precedente l’ingresso nel Gruppo IVA;
attraverso il nuovo Quadro VQ sarà possibile determinare il credito maturato a seguito di versamenti di Iva periodica non spontanei;
nel quadro VS, campo 8, il codice 3 dev’essere utilizzato se la controllata ha applicato gli ISA e, sulla base delle relative risultanze, è esonerata dall’apposizione del visto di conformità o dalla prestazione della garanzia per i rimborsi per un importo non superiore a 50mila euro annui.
Dichiarazione Termini di presentazione
770/2020 31 ottobre 2020 (che slitta al 2 novembre).
7 marzo 2020 (che slitta al 9 marzo), oppure
31 ottobre 2020 (che slitta al 2 novembre), per le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata.
La consegna ai contribuenti dovrà avvenire entro il 31 marzo 2020.
Iva 2020 Nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2020.
Mef, D.Dirett. 22 novembre 2019
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il Decreto direttoriale 22 novembre 2019 , ha disposto che i rimborsi di tasse e imposte dirette e indirette di propria competenza, risultanti dalla liquidazione delle dichiarazioni e delle istanze presentate dai contribuenti, avverrà in via prioritaria tramite bonifico su conto corrente bancario o postale. In caso di mancata comunicazione delle coordinate bancarie o postali da parte del contribuente il rimborso verrà effettuato tramite titoli di credito a copertura garantita emessi da Poste Italiane.
Al tal fine, per i pagamenti di cui sopra, sono valide le comunicazioni delle coordinate del conto corrente, bancario o postale, inviate prima dell’entrata in vigore del decreto in commento. Viene altresì disposto che, nel caso in cui il rimborso delle imposte tramite bonifico non vada a buon fine, l’Agenzia delle Entrate ne darà comunicazione al beneficiario indicando le relative cause.
Le nuove disposizioni hanno effetto per gli elenchi di rimborsi a favore delle persone fisiche emessi a decorrere dal 1° gennaio 2020.
Così come disposto dal D.M. 22 novembre 2019 del Mef, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 4 dicembre 2019, la trasmissione dei dati al sistema TS riguarda anche gli iscritti ai seguenti albi:
strutture della Sanità militare;
farmacia assistenziale ANMIG;
Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 679
La legge di Bilancio 2020 (legge n. 160/2019) ha imposto il pagamento attraverso mezzi tracciabili (bancomat, carte di credito, assegni o altri sistemi) al fine di usufruire in dichiarazione dei redditi delle detrazioni previste nella misura del 19%.
Sono coinvolte dalla modifica una quindicina di agevolazioni, ma la maggiore incertezza si avverte sul bonus per le spese mediche (farmaci, visite, esami).
Pertanto, ad esempio, una visita specialistica presso un libero professionista non può più essere saldata in contanti. Diversamente, la spesa non sarà detraibile.
Si è in attesa di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate in merito alle modalità di indicazione dello strumento di pagamento, anche alla luce dell’obbligo, già in vigore, di invio dei dati al sistema TS.
Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, commi da 185 a 197
La legge di Bilancio 2020, tra le tante novità, prevede l’introduzione, in sostituzione delle discipline dell’iper e del super ammortamento, di un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, compresi quelli immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0.
Presentazione mod. F24 contenenti crediti d’imposta utilizzati in compensazione
L’art. 3, commi da 1 a 3, del decreto fiscale collegato (D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157), ha introdotto importanti novità in relazione alle modalità e alle procedure da seguire per la presentazione dei modelli F24 che contengono crediti d’imposta utilizzati in compensazione:
il comma 1ha esteso ai crediti utilizzati in compensazione tramite modello F24 per importi superiori a 5.000 euro annui, relativi alle imposte sui redditi e all’IRAP (comprese le addizionali e le imposte sostitutive), l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito; obbligo che in precedenza era previsto solo per l’utilizzo in compensazione dei crediti IVA;
il comma 2ha ampliato il novero delle compensazioni di crediti d’imposta che devono essere effettuate presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia Entrate. In particolare dovrà essere obbligatoriamente adottata tale modalità di presentazione del modello F24 anche per:
l’utilizzo in compensazione dei crediti maturati in qualità di sostituti d’imposta;
per le compensazioni effettuate dai soggetti non titolari di partita IVA.
Con la risoluzione n. 110/E del 31 dicembre 2019 l’Agenzia Entrate ha fornito i primi chiarimenti.
Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 195
L’art. 1 comma 195 della legge n. 160/2019 prevede infatti che “ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194”.
In caso di acquisto occorre comunicare al fornitore del bene la richiesta di inserire in uno dei campi descrittivi della fattura elettronica di acquisto l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194 dell’art. 1 della legge n. 160/2019.
Dal 1° gennaio 2020 nuovi obblighi per le ritenute negli appalti
D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, art. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157
Bonus pubblicità: dichiarazione sostitutiva entro il 31 gennaio
Scade il 31 gennaio 2020 il termine per presentare la dichiarazione sostitutiva relativa a investimenti pubblicitari incrementali realizzati nel 2019.
A decorrere dall’anno 2019 il credito di imposta è previsto nella misura unica del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati (viene meno l’innalzamento al 90% previsto dalla norma istitutiva, in sede di prima applicazione, a favore delle piccole, medio e micro imprese e start-up).Possono accedere al beneficio i soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo e gli enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie, sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi di almeno l’1% gli analoghi investimenti effettuati nell’anno precedente sugli stessi mezzi di informazione.
Per accedere al bonus pubblicità è necessario inviare la domanda telematicamente tramite i servizi telematici dell’AgenziaEntrate, attraverso un’apposita procedura nella sezione dell’area riservata “Servizi per” alla voce “comunicare”, accessibile con le credenziali SPID, Entratel e Fisconline, o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
dal 1° al 31 marzo dell’anno per il quale si chiede l’agevolazione: è necessario inviare la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, che è una sorta di prenotazione delle risorse, contenente i dati degli investimenti già effettuati e/o da effettuare nell’anno agevolato; per il solo anno 2019, la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta” doveva essere presentata dal 1° al 31 ottobre 2019.
dal 1° al 31 gennaio dell’anno successivo, i soggetti che hanno inviato la “comunicazione per l’accesso” debbono inviare la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, resa ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, attestante gli investimenti effettivamente realizzati nell’anno agevolato.
Il credito di imposta è utilizzabile unicamente in compensazione, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, presentando il modello di pagamento F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (a partire da quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco dei soggetti ammessi). Ai fini della fruizione del credito è necessario indicare, in sede di compilazione del modello F24, il codice tributo 6900, istituito dall’Agenzia delle Entrate con Risoluzione n. 41/E dell’8 aprile 2019.
Associazioni sportive dilettantistiche: chiarimenti in tema di regime di vantaggio
Corte di Cassazione, Ordinanza 2 dicembre 2019, n. 31427
La Corte di Cassazione Civile, con l’Ordinanza 31427 del 2 dicembre 2019 , ha reso noto che “In tema di agevolazioni tributarie, l’esenzione d’imposta prevista dall’art. 148 del D.P.R. n. 917/1986 in favore delle associazioni non lucrative dipende non dall’elemento formale della veste giuridica assunta (nella specie, associazione sportiva dilettantistica), ma anche dall’effettivo svolgimento di attività senza fine di lucro, il cui onere probatorio incombe sulla contribuente e non può ritenersi soddisfatto dal dato, del tutto estrinseco e neutrale, dell’affiliazione al CONI“.
Inoltre, precisa ancora la Cassazione, le suddette agevolazioni tributarie di cui all’art. 148 TUIR in favore di enti di tipo associativo commerciale, come le associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro, “si applicano solo a condizione che le associazioni interessate si conformino alle clausole riguardanti la vita associativa, da inserire nell’atto costitutivo o nello statuto“.
Direttiva 2 dicembre 2019, n. 2019/1995 ; Regolamento 21 novembre 2019, n. 2019/2026
Sono recentemente state pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea due importanti novità nel campo del regime Iva delle vendite a distanza:
la Direttiva n. 2019/1995, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 2 dicembre, modifica la Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006 per quanto riguarda le disposizioni relative alle vendite a distanza di beni e ad alcune cessioni nazionali di beni;
il Regolamento di esecuzione del Consiglio n. 2019/2026 del 21 novembre 2019, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 4 dicembre 2019, che modifica il Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 (rego2011031500282), per quanto riguarda le cessioni di beni o le prestazioni di servizi che si svolgono su piattaforme elettroniche e i regimi speciali per gli operatori che prestano servizi a clienti finali, effettuano vendite a distanza di beni e alcune tipologie di cessioni nazionali di beni.
A decorrere dal 1° gennaio 2021 nelle vendite a distanza di beni fino a 150 euro importati con spedizioni da territori o Paesi terzi e realizzate tramite un’interfaccia elettronica – un marketplace o un portale sul web – i beni dovranno essere considerati ricevuti e poi ceduti dalla piattaforma. Stesso principio si applicherà per le cessioni tramite piattaforma web di prodotti all’interno dell’Ue da parte di un operatore economico non stabilito in Ue ad un privato consumatore.
la partenza della spedizione o il trasporto dei beni vanno imputati alla cessione effettuata dal soggetto che gestisce la piattaforma;
sia la cessione nei confronti del soggetto che gestisce la piattaforma, sia quella effettuata da quest’ultima verso il privato si devono considerare realizzate, ai fini dell’esigibilità dell’Iva, nel momento in cui il pagamento è stato accettato, facendo riferimento al primo evento tra il ricevimento del pagamento, da parte o per conto del fornitore che vende beni tramite l’interfaccia elettronica, la conferma di pagamento, il messaggio di autorizzazione del pagamento o un impegno di pagamento da parte dell’acquirente, a prescindere da quando sarà effettivamente versato l’importo.
Il regolamento di esecuzione n. 2019/2026 del 21 novembre 2019 chiarisce inoltre che nel caso di un soggetto passivo che faciliti una vendita a distanza tramite un’interfaccia elettronica, di beni importati da Paesi terzi con spedizioni fino a 150 euro, i beni devono essere considerati spediti o trasportati da o per conto del fornitore anche quando il fornitore interviene indirettamente nel trasporto o nella spedizione dei beni.
la spedizione o il trasporto dei beni sarà subappaltata dal fornitore a un terzo che consegna i beni all’acquirente;
la spedizione o il trasporto dei beni sarà effettuata da un terzo, ma il fornitore assumerà la responsabilità totale o parziale della consegna delle merci all’acquirente;
il fornitore fatturerà e riscuoterà le spese di trasporto dall’acquirente per poi trasferirle a un terzo che organizzerà la spedizione o il trasporto dei beni;
il fornitore promuoverà con ogni mezzo i servizi di consegna di un terzo presso l’acquirente, metterà in contatto l’acquirente e un terzo o comunicherà in altro modo a un terzo le informazioni necessarie per la consegna dei beni al consumatore.
I beni non si considereranno invece spediti o trasportati da o per conto del fornitore quando l’acquirente effettuerà da sé il trasporto dei beni o ne organizzerà la consegna con un terzo e il fornitore non interverrà direttamente o indirettamente per effettuare la spedizione o il trasporto dei beni o per coadiuvarne l’organizzazione.
Pene inasprite per i reati tributari
D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, art. 39 , convertito, con modificazioni, in legge 19 dicembre 2019, n. 157
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 (D.L. n. 124/2019) sono entrate in vigore numerose novità tra le quali spiccano la revisione delle norme sui reati penali tributari e le novità in tema di responsabilità degli enti e confisca allargata.
In particolare, la nuova legge:
inasprisce le pene per gran parte dei reati tributari (misure note con lo slogan “manette agli evasori”);
abbassa alcune soglie di punibilità;
introduce, in caso di condanna, la confisca dei beni di cui il condannato abbia disponibilità per un valore sproporzionato al proprio reddito (c.d. confisca allargata);
modifica la disciplina della responsabilità amministrativa degli enti, introducendo specifiche sanzioni amministrative per alcuni reati tributari commessi a vantaggio dell’ente (D.Lgs. n. 231/2001).
L’art. 39 del D.L. n. 124/2019, modifica molte delle fattispecie penali previste dal D.Lgs. n. 74/2000.
Per una miglior comprensione degli effetti, ricordiamo che l’art. 280 c.p.p., per i delitti per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a 5 anni, ammette la custodia cautelare in carcere.
La pena detentiva prevista per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti sale da 4 a 8 anni. Resta però immodificata (da un anno e 6 mesi fino a 6 anni), qualora l’ammontare del passivo fittizio sia inferiore a 100.000 euro.
Quando invece i passivi fittizi risultassero superiori a 200.000 euro, scatterà anche la confisca allargata e la responsabilità amministrativa dell’ente. La responsabilità amministrativa per questo reato è prevista anche sotto la soglia dei 200.000, con una sanzione minore
Per il parallelo delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti la pena detentiva sale da 4 a 8 anni per importi non veritieri uguali o superiori a 100.000 euro. La pena rimane quella attuale della reclusione da un anno e sei mesi a 6 anni quando l’importo indicato nelle fatture o nei documenti e relativo ad operazioni inesistenti è inferiore a 100.000 euro, per il periodo d’imposta considerato. La responsabilità amministrativa per questo reato è prevista anche sotto la soglia dei 100.000, con una sanzione minore.
Scatta la confisca allargata quando l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti è superiore a 200.000 euro.
Per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici la pena detentiva sale dai precedenti “da 1 anno e 6 mesi a 6 anni” a “da 3 a 8 anni”. Se l’imposta evasa risulta superiore a 100.000 euro è inoltre prevista la confisca allargata e la responsabilità amministrativa dell’ente. Anche in questo caso è prevista la responsabilità amministrativa a prescindere dall’importo.
In entrambi i casi, i delitti di dichiarazione fraudolenta possono estinguersi con l’integrale pagamento del debito tributario mediante ravvedimento, purché lo stesso intervenga prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di una indagine a suo carico.
La pena detentiva prevista per il delitto di dichiarazione infedele sale “da un minimo di 1 e un massimo di 3 anni” a “un minimo di 2 e un massimo di 4 anni e 6 sei mesi”. Sono ridotte le soglie di punibilità del reato che scatterà qualora il valore dell’imposta evasa sia superiore a 100.000 euro (invece di 150.000) e l’ammontare degli elementi attivi sottratti a imposizione sia superiore a 2 milioni di euro (invece di 3 milioni).
È esclusa la punibilità e non è consentita la confisca allargata quando le valutazioni complessivamente (e non più singolarmente) considerate differiscono da quelle corrette in misura inferiore al 10%. Per il reato di dichiarazione infedele non è contemplata la confisca allargata (a prescindere dall’importo).
La pena detentiva prevista per il delitto di omessa dichiarazione (sia del contribuente che del sostituto d’imposta) sale “da un anno e 6 mesi a 4 anni” a “da 2 a 5 anni”.
La pena detentiva prevista per il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili sale “da un anno e 6 mesi a 6 anni” a “da 3 a 7 anni”. Per questo delitto è prevista la responsabilità amministrativa dell’ente ma non anche la confisca allargata.
La cosiddetta “confisca allargata” di cui all’art. 240-bis del codice penale è la possibilità di confiscare denaro, beni o altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato 5 Bandi per la valorizzazione di brevetti, marchi, disegni e per il trasferimento tecnologico delle attività di ricerca e sviluppo con risorse finanziarie disponibili per circa 50 milioni di euro.
Micro, piccole e medie imprese potranno presentare la richiesta di accesso agli incentivi per l’acquisto di servizi, fino all’esaurimento delle risorse, a partire:
Le Università e gli enti pubblici di ricerca potranno invece presentare la richiesta a partire:
Dal 5 dicembre 2019 sono attivi il portale e la piattaforma dedicati alle iniziative di consultazione promosse dalle pubbliche amministrazioni. Sono infatti online il portale Consultazione.gov.it, che costituisce il punto unico di accesso per gli utenti che intendono partecipare alle iniziative di consultazione realizzate dalle amministrazioni pubbliche, e la piattaforma ParteciPA, una piattaforma open source dedicata ai processi di consultazione e partecipazione pubblica.
La consultazione pubblica è uno strumento essenziale di partecipazione e di trasparenza, che permette alle amministrazioni di raccogliere il contributo di cittadini, imprese, associazioni e organizzazioni nell’elaborazione e per il miglioramento delle decisioni pubbliche. Grazie alle consultazioni, le amministrazioni possono arricchire le informazioni a propria disposizione per prendere nuove decisione o per verificare gli effetti di quelle già prese.
Sono escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive (art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 231/2001) e quelle in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsualeprevista dalla legge fallimentare (R.D. n. 267/1942), dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) o da altre leggi speciali oppure che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di queste situazioni.
VERSAMENTI, AGEVOLAZIONI
L’articolo 3, commi da 1 a 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, ha introdotto importanti novità in relazione alle modalità e alle procedure da seguire per la presentazione dei modelli F24 che contengono crediti d’imposta utilizzati in compensazione:
Con riferimento al precedente punto 1, sono soggette all’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito le compensazioni identificate dai codici classificati nelle seguenti categorie:
e dettagliati nella tabella allegata alla risoluzione.
L’obbligo sussiste solo nel caso in cui il credito utilizzato in compensazione relativo a un certo periodo d’imposta (anno di riferimento), anche tenendo conto di quanto fruito nei modelli F24 già acquisiti, risulti di importo complessivamente superiore a 5 mila euro annui. Ai fini della verifica del superamento del limite sono considerate solo le compensazioni dei crediti che necessariamente devono essere esposte nel modello F24. Non si considerano pertanto le compensazioni di crediti utilizzati per il pagamento di debiti della medesima imposta, relativi a periodi successivi a quello di maturazione del credito.
Inoltre, tenuto conto che l’art. 3, comma 3, del D.L. n. 124 del 2019 prevede che le nuove disposizioni si applichino “ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019”, il nuovo obbligo non si applicherà ai crediti maturati in relazione al periodo d’imposta 2018 per imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive delle imposte sui redditi e IRAP. In particolare, i crediti del periodo d’imposta 2018 potranno essere compensati, senza l’obbligo di preventiva presentazione della relativa dichiarazione, fino alla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione del periodo d’imposta 2019, all’interno della quale gli eventuali crediti residui del periodo d’imposta precedente dovranno essere “rigenerati”.
Con riferimento a quanto descritto al precedente punto 2, il D.L. n. 124 del 2019 ha esteso alla generalità dei contribuenti l’obbligo di utilizzare i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni di crediti d’imposta.
Inoltre, visto il riferimento ai “crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta”, aggiunto espressamente al citato art. 37, comma 49-bis, del D.L. n. 223 del 2006, l’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia Entrate sussiste anche per la presentazione dei modelli F24 che espongono la compensazione dei crediti tipici dei sostituti d’imposta, finalizzati, ad esempio, al recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute, del “bonus 80 euro” e dei rimborsi da assistenza fiscale erogati ai dipendenti e pensionati. L’Agenzia rammenta inoltre che, per effetto di quanto previsto dall’art. 15 del D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, il recupero da parte dei sostituti d’imposta delle eccedenze di versamento delle ritenute e delle somme rimborsate ai dipendenti e pensionati deve necessariamente essere esposto in compensazione nel modello F24, non essendo più possibile scomputare direttamente tali crediti dai successivi pagamenti delle ritenute.
avvalendosi di un intermediario abilitato, di cui all’articolo 3, comma 3, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322.
Anche l’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia Entrate non sussiste qualora l’esposizione del credito nel modello F24 rappresenti una mera modalità alternativa allo scomputo diretto del credito medesimo dal debito d’imposta pagato nello stesso modello F24.
Ad esempio, se nello stesso modello F24 è utilizzato in compensazione il credito identificato dal codice 2003 (saldo IRES) per l’importo di 6.000 euro e, aggiungendo 1.000 euro di fondi propri, viene effettuato il pagamento dell’acconto IRES di 7.000 euro per il periodo d’imposta successivo (codici tributo 2001 e 2002), l’operazione potrà essere eseguita anche attraverso i servizi telematici offerti da banche, Poste e altri prestatori di servizi di pagamento.
Infine, a prescindere dalla tipologia di compensazione effettuata, resta fermo l’obbligo di presentare il modello F24 “a saldo zero” esclusivamente attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia Entrate, ai sensi dell’art. 11, comma 2, lettera a), del D.L. 24 aprile 2014, n. 66.
Alla Risoluzione n. 110/E del 31 dicembre 2019 sono indicati i codici da inserire nel modello F24 per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta.
Venerdì 31 gennaio 2020 Redditi di terreni – Denuncia variazioni Denuncia delle variazioni del reddito dominicale dei terreni. Titolari di redditi di terreni. Procedura Docfa.
Venerdì 31 gennaio 2020 Comunicazione mensile dati fatture transfrontaliere – Esterometro Comunicazione dei dati delle fatture transfrontaliere emesse e ricevute, delle note di variazione e delle bollette doganali, relative al mese precedente.
Entro la stessa data è possibile presentare la comunicazione relativa al mese di novembre 2019, senza alcuna sanzione. Sono obbligati alla trasmissione dei dati gli operatori IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica.
Venerdì 31 gennaio 2020 Comunicazione dati vendite a distanza Invio dei dati delle vendite a distanza, relativa al quarto trimestre dell’anno precedente, facilitate tramite l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi. Persone fisiche o enti, residenti o non residenti nel territorio dello Stato, che, agendo nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni, facilitano le vendite a distanza di beni importati o le vendite a distanza di beni all’interno dell’Unione europea, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica. Telematica
Lunedì 17 febbraio 2020 Artigiani e commercianti – Contribuzione Versamento della rata dei contributi dovuti sul minimale del reddito – Periodo contributivo 4° trimestre.
Artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS
Bientina lì, 22/01/2020

References: art. 70
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 4
 art. 39
 art. 37