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Timestamp: 2019-04-23 14:39:50+00:00

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15 | Dicembre | 2018 | Edscuola
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sabato 15 Dicembre 2018 Edscuola
Chiara Saraceno interviene su “la Repubblica” di oggi sul possibile “smantellamento” dell’Invalsi previsto dal disegno di legge sulla semplificazione. In effetti, se l’Invalsi diventa un organo ministeriale, ne va di fatto della sua indipendenza.
Redattore Sociale del 15-12-2018
ROMA. Sono come una specie di coperta di Linus. Dodici prodotti diversi – dall’orologio che emette luci e suoni tranquillizzanti al gilet gonfiabile che simula un abbraccio, fino alle carte e all’app per organizzare il tempo –, pensati per aiutare le persone autistiche a gestire le proprie emozioni, le relazioni sociali, gli aspetti sensoriali o quelli di pianificazione quotidiana. Li racconta Michela Trigari, giornalista di Redattore sociale, sulle pagine di SuperAbile, la rivista di Inail sulla disabilità.Gli oggetti fanno parte di “A come Atipico! – Design per la neurodiversità”, un progetto di ricerca sviluppato dagli studenti di Product design dello Ied (Istituto europeo di design) di Roma sotto la guida di Marika Aakesson, coordinatrice del corso e docente di Design per l’impatto sociale.
Soluzioni che sono il frutto dei bisogni espressi da chi di autismo se ne intende davvero: infatti il progetto è stato realizzato con Chiara Mangione, 55 anni, ex architetto, ora traduttrice di libri sull’autismo, curatrice della pagina Facebook “Asperger Tribe” dopo una diagnosi arrivata da adulta, insieme a Maria Hillan e Salvatore Bianca, genitori di un diciannovenne autistico che frequenta il liceo linguistico, attivi nell’associazione romana Divento grande, “onlus nata nel 2010 su iniziativa di alcuni papà, che ora riunisce 200 famiglie di ragazzi con disabilità relazionale e si occupa di sostenere le attività per l’accrescimento delle autonomie e delle abilità di questi giovani, come lo sport, l’ippoterapia, l’aiuto nei compiti, i campi estivi”, dice Salvatore Bianca.
“Se qualcosa li disturba, i ragazzi autistici si agitano, urlano, perdono il controllo. Bisogna quindi insegnare loro a calmarsi, così come occorre che anche i genitori imparino a tranquillizzarli”, commenta la moglie. Più orientato alle “difficoltà non disabilitanti”, invece, il contributo di Chiara Mangione: “Con la giusta opera di informazione, sensibilizzazione e di lavoro su se stessi, una persona con Asperger o altra diagnosi di “funzionamento un po’ inconsueto” può riuscire a fare tutto”. Le interviste e gli incontri “hanno evidenziato alcune difficoltà legate alla sensibilità ai suoni, agli odori, al tatto, problemi a gestire gli stati d’ansia e i rapporti con gli altri, a seguire le attività di tutti i giorni. Nella progettazione degli oggetti, inoltre, gli studenti hanno tenuto conto del fatto che molte persone con disturbo dello spettro autistico sono visual thinker: cioè la loro memoria è visiva”, spiega la Aakesson.
Ecco allora i tappi per il naso, l’auricolare che regola il rumore esterno, il gioco da tavolo che aiuta i bambini autistici a imparare i comportamenti sociali. “L’idea è nata da una constatazione personale: tra tutte le mie amiche sparse in giro per l’Europa, tre hanno figli a cui è stata diagnosticata una qualche forma di autismo e una ha la sindrome di Asperger. Da qui la volontà di rendersi utili, anche perché il design per l’impatto sociale lavora proprio per la salute e il benessere delle persone o per la sostenibilità ambientale. Siamo partiti dunque dall’analisi dei prodotti user friendly già esistenti sul marcato per capire cosa c’era, cosa mancava e cosa poteva essere migliorato”.
Il risultato? Dodici soluzioni per la neurodiversità presentate in aprile a Bologna in occasione di Exposanità. “Per ora si tratta solo di prototipi ma, visto che abbiamo già ricevuto delle richieste, la volontà è quella di cercare dei finanziamenti, compreso il crowdfunding, magari in partnership con qualche associazione, per arrivare alla loro industrializzazione”, spera Aakesson.
L’iter del concorso straordinario procede mentre l’attesa sentenza del Consiglio di Stato in merito all’ennesimo ricorso è stata rinviata al 20 febbraio 2019: nel frattempo non sarà possibile nessun inserimento cautelare in graduatoria
Martedì 18 dicembre si sapranno le sedi del concorso per i diplomati magistrali, cioè quelle maestre e maestri che pur senza laurea potranno essere inserite in una graduatoria speciale per l’immissione in ruolo in virtù del tempo passato ad insegnare in questi ultimi anni. La fase delle candidature si è conclusa il 12 dicembre: sono 42.708 le domande di partecipazione presentate. La Lombardia la fa da padrona con 8.955 candidature, seguita da , Lazio e Piemonte con 3.815 e 3.747 candidati. In quella stessa data il Consiglio di Stato ha rinviato al prossimo 20 febbraio l’attesa sentenza di merito sull’ennesimo ricorso dei diplomati magistrali. Nelle more della decisione finale, non sarà possibile nessun inserimento cautelare nelle graduatorie a esaurimento .
Quasi cinquantamila domande
Le istanze totali, considerando chi ha presentato la propria candidatura sia per la scuola dell’infanzia che per la primaria, sia per i posti comuni che per il sostegno, sono 48.472. Il concorso per il reclutamento a tempo indeterminato di docenti per la scuola dell’infanzia e primaria porterà alla formazione di graduatorie di merito straordinarie su base regionale.
Il congedo parentale per dipendenti pubblici e privati, rappresenta il primo strumento di conciliazione vita privata-lavoro, esaurita la maternità obbligatoria.
Il congedo parentale nella scuola può essere richiesto dai docenti e personale ATA con figli entro i 12 anni, in qualsiasi momento dell’anno scolastico. Proprio il periodo natalizio è cruciale relativamente al numero di richieste di giorni di congedo parentale e non a caso è uno di quelli in cui aumenta la domanda di supplenti da parte degli istituti scolastici (anche tramite MAD).
Anche i docenti con contratto a tempo determinato possono prendere il congedo parentale. Per i supplenti quindi si applicano le stesse regole, e criteri di retribuzione, in caso di congedo parentale.
Bisogna sottolineare un ulteriore aspetto importante: in caso di congedo parentale, il lavoratore non è tenuto a recuperare le ore lavorative dovute.
Il congedo parentale (prima astensione facoltativa) è stato oggetto, nel d.lgs. 15.06.2015, n. 80, di alcune importanti revisioni normative. Che cosa è cambiato nel settore scuola? Quali novità per il congedo parentale insegnanti e personale ATA?
Congedo parentale scuola: chi ne ha diritto, quanti giorni e retribuzione
Il precedente regime accordava un periodo di congedo parentale pari, in totale, a 6 mesi, che la lavoratrice madre poteva utilizzare fino al compimento degli 8 anni di età del figlio, e che prevedeva le seguenti percentuali di retribuzione:
fino a 3 anni di età del minore, la retribuzione era del 100% per il primo mese e del 30% per i seguenti 5 mesi;
dai 6 agli 8 anni di età del minore, retribuzione non corrisposta.
Quali sono state le novità introdotte dal d.lgs. n. 80/2015?
La prima (confermata dal successivo d.lgs. n.148 dello stesso anno) ampia ai primi dodici anni di vita del minore la possibilità di sfruttare il congedo (di conseguenza le percentuali vengono livellate su periodi di indenizzabilità diverse, rispettivamente fino al sesto anno, da sei a otto anni e dall’ottavo al dodicesimo anno).
A tal proposito leggi la sentenza che ha confermato il diritto alla retribuzione al 100% per i primi trenta giorni di congedo utilizzati entro il 12simo anno del minore.
La seconda novità riguarda invece la possibilità di fruizione del congedo parentale ad ore anche per i dipendenti delle Pubbliche amministrazioni che, fino a quel momento, ne erano rimasti esclusi.
Come funziona il congedo ad ore insegnanti
Per quanto riguarda la scuola, occorre accordo con il dirigente scolastico onde evitare una fruizione del congedo “selvaggia” che crei problemi al sistema didattico.
Vige un limite di cumulabilità nel senso che la lavoratrice che utilizza il congedo parentale orario, non potrà contemporaneamente fruire:
Congedo parentale docenti, novità 2019: valide anche per la scuola?
Per quanto riguarda il congedo di maternità (ex astensione obbligatoria), la Legge di Bilancio ha previsto la possibilità di lavorare fino al nono mese di gravidanza, previa autorizzazione del medico. Questo permette alle lavoratrici che sono nelle condizioni di salute per farlo, di godere dei cinque mesi di congedo obbligatorio per intero dopo il parto (e non, come adesso, obbligatoriamente due mesi prima della data presunta e tre mesi dopo il parto o, alternativamente, con la formula flessibile 1+4 per chi sceglie di lavorare fino all’ottavo mese). La proposta va letta contestualmente all’incremento del bonus nido da 1000 a 1500 euro l’anno per le donne che tornano a lavorare.
L’altra grande novità del pacchetto famiglia per quanto riguarda il congedo parentale, è la proposta di riconoscere ai neo papà un giorno in più. Il congedo parentale papà durerebbe 5 giorni e non più 4. Tale misura però è a rischio e, se non verrà confermata, si potrebbe tornare ai due giorni di congedo per i neopapà. Per questo motivo è stata lanciata una petizione online.
Allo studio infine anche un emendamento che mira ad alzare l’età dei figli per i quali è possibile fruire del congedo, passando da 12 a 16 anni.
Per quanto riguarda queste tre novità in merito al congedo parentale 2019, seguiremo da vicino eventuali sviluppi e aggiornamenti.
Il CSPI, come riferito, ha espresso il parere relativo alla bozza di decreto che disciplinerà il corso di specializzazione su sostegno per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.
Specializzazione sostegno: requisiti partecipazione
Il requisito richiesto per partecipare ai corsi di specializzazione su sostegno è l’abilitazione all’insegnamento.
Secondo il CSPI, tenuto conto anche della legge di bilancio e delle modifiche che la stessa apporta al decreto 59/17, si devono far partecipare anche coloro i quali siano in possesso della sola laurea più 24 CFU o con 36 mesi di servizio.
Qui tutte le info sui titoli richiesti
Specializzazione sostegno: ammissioni in soprannumero
Per accedere ai corsi di specializzazione è necessario superare le prove di ammissione, pre-selettiva compresa.
L’articolo 4 della bozza di decreto, però, prevede delle eccezioni. Sono, infatti, ammessi in soprannumero i soggetti che nei precedenti cicli di specializzazione:
abbiano sospeso il percorso o, pur essendo in posizione utile, non si siano iscritti;
siano risultati vincitori in più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni;
Ritorniamo su una notizia fornita qualche giorno fa, per aggiungervi ulteriori particolari, ossia le modifiche che potrebbero riguardare l’Invalsi.
Il decreto semplificazione, come riferito, si occupa anche degli enti di valutazione riguardanti la Scuola e l’Università.
Il disegno di legge prevede quanto segue:
“razionalizzazione, eventualmente anche attraverso fusione o soppressione, di enti, agenzie, organismi comunque denominati, ivi compresi quelli preposti alla valutazione di scuola e università, ovvero attraverso al trasformazione degli stessi in ufficio dello stato o di altra amministrazione pubblica, salvo la necessità di preservarne l’autonomia, ovvero ancora liquidazione di quelli non più funzionali all’assolvimento dei compiti e delle funzioni cui sono preposti”
Gli Enti e le agenzie di valutazione, cui si riferisce il testo, sono l’ Invalsi e l’Anvur che potrebbero essere oggetto di soppressione o fusione oppure trasformati in uffici dello Stato.
Il Governo, scrive oggi Corrado Zunino su Repubblica, da tempo intende riportare le agenzie sotto il controllo del Ministero, in quanto oggi sono sì all’interno del Miur ma sono autonome.
Al fine suddetto, Bussetti, anticipando anche il decreto semplificazione, scrive ancora Zunino, ha fatto insediare una commissione il cui compito è verificare cosa può essere ” razionalizzato e soppresso” all’interno del Miur. In particolare, sui luoghi della valutazione.
La commissione è composta da 60 membri ed è presieduta dal magistrato di Corte dei conti Vito Tenore. Tra i membri, vi sono esponenti del mondo della scuola e tre rettori universitari: Remo Morzenti (Bergamo), Antonio Uricchio (Bari) e Massimo Carpinelli ( Sassari).
L’incarico dovrà essere espletato in un un anno.
Zunino afferma che il Ministro Bussetti ha mostrato, sin da subito, la propria avversione per l’Invalsi: Bussetti ha confidato l’avversione per il sistema Invalsi e il capo di gabinetto Giuseppe Chinè, l’uomo che costruisce ogni cacciata e ogni nomina, incontrando presidente e consiglio di amministrazione dell’istituto ha suggerito loro di presentarsi dimissionari al Miur: « Siete tecnici, dovete adeguarvi».
1) Buongiorno sono un prof. di scuola media e potrò andare in pensione con la quota 100, avendo 62+38, potrei sapere a quanto ammoterà la rata mensile netta?
Rispondiamo ai nostri lettori, con le ultime novità sulla pensione Quota 100 in riferimento al regime speciale nella scuola che, sottolineiamo, è ancora soltanto un’ipotesi.
Per i dipendenti della scuola, sia la pensione Quota 100 che la proroga Opzione donna, potrebbero avere un effetto differenziato. I dipendenti della scuola sono soggetti alla disciplina speciale, che definisce i termini di pensionamento in base al calendario scolastico.
Al momento le domande di pensionamento a partire dal 1° settembre 2019 sono state chiuse il 12 dicembre, senza Quota 100.
Se Quota 100 sarà approvata senza una speciale deroga per la scuola, i primi pensionamenti saranno rinviati al 2020.
L’allarme dei sindacati Gilda – Uil – Anief
La deroga – come anticipato dal Sole 24Ore – potrebbe riguardare ad es. chi maturerebbe i nuovi requisiti prima del 31 marzo 2019, con la riapertura dei termini di domanda, mentre chi li maturerebbe dopo il 31 marzo 2019, potrebbe andare in pensione da settembre 2020.
Allo studio anche ipotesi di tipo diverso.
La domanda di pensionamento per la Quota 100 con i requisiti di 62 anni di età e 38 anni di contributi o per l’Opzione donna con i requisiti di 58 anni di età e 35 anni di contributi, dovrebbe essere presentata, in base all’ipotesi, entro il 31 marzo. Questo vale anche per le altre forme pensionistiche, come la pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi (donne) e 42 e 10 mesi (uomini).
Per il pensionamento degli insegnanti un anno dopo, potrebbe andare in atto il trasferimento a servizio amministrativo, questo permetterebbe alla scuola la sostituzione del docente.Pensioni quota 100 scuola, ipotesi: docente spostato in segreteria
Bisogna attendere, in ogni caso, che la riforma diventi definitiva con la pubblicazione in G.U. per avere notizie certe.
Sono stati giorni di ansia quelli appena trascorsi, per le migliaia di diplomati magistrale che vedono le loro speranze lavorative appese ad filo sottile.
Difatti, dopo la nota sentenza (n.11/2017) dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato dello scorso anno, che sembrava aver messo fine alle speranze dei diplomati, ed il valzer di promesse elettorali avanzate in prossimità delle scorse elezioni politiche, con impegni vari a risolvere definitivamente il problema, ma sfociati poi in una vera e propria beffa, tale potendosi qualificare il concorso straordinario appena bandito, avevamo già detto del colpo di scena della nuova rimessione all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato.
La VI sezione del Consiglio di Stato presieduta dal Presidente Sergio Santoro infatti, ritenendo opportuna una nuova valutazione della questione, aveva rimesso nuovamente il giudizio al massimo consesso della Giustizia amministrativa.
A distanza di qualche giorno, il 20 novembre, anche il Presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi ha ritenuto necessario rimettere all’Adunanza plenaria un altro ricorso relativo ad un appello avverso una sentenza del Tar Latina, fissando l’udienza per il 12 dicembre.
Solo qualche giorno prima dell’udienza, è stata depositata l’ordinanza della VI sezione recante le motivazioni della rimessione all’Adunanza plenaria.
I motivi della VI Sezione che hanno rimesso tutto in discussione
Tenuto conto dell’estrema delicatezza della questione, dichiarando espressamente, anche per sopravvenuti provvedimenti normativi (vedi il DL 87/2018 che ha avviato il concorso straordinario), di non poter più condividere i principi di diritto indicati nella sentenza n. 11/2017, la VI Sezione ha rimesso la questione ponendo all’Adunanza plenaria i seguenti quesiti:
L’udienza in camera di consiglio del 12 dicembre
Sulla base di questi quesiti, il 12 dicembre si è quindi tenuta l’udienza in camera di consiglio innanzi all’Adunanza plenaria, con l’intervento in giudizio anche di altri ricorrenti, comunque interessati all’esito dello stesso.
In sede di discussione si sono alternati, oltre all’Avvocatura Generale dello Stato, gli avvocati Brunetti, Bonetti, Delia, Miceli, Zampieri (quest’ultimo anche in rappresentanza di Caudullo e Spataro), Galleano e Bortone.
Di particolare rilievo giuridico sono state le tesi sostenute a favore delle due parti contrapposte, ma di notevole interesse si pone, indubbiamente, quella che invoca l’applicazione dell’istituto della c.d. prospective overruling, secondo cui restano salvi gli effetti processuali compiuti dalla parte che abbia fatto incolpevole affidamento sulla stabilità di una previgente interpretazione giurisprudenziale.
L’avvocato Zampieri in particolare, ha richiamato una sentenza del Consiglio di Stato in Adunanza plenaria, alla luce della quale in questo giudizio potrebbe trovare applicazione il predetto istituto giuridico, facendo così salvi tutti i ricorsi proposti prima della pubblicazione della sentenza dell’Adunanza plenaria dello scorso anno (n.11/2017).
In esito alla discussione, con due distinte ordinanze (la n.1 e la n.2 del 2018), ritenendo che l’eventuale revisione del principio di diritto enunciato dalla sentenza n.11/2017 richiede un adeguato approfondimento in sede di merito, l’Adunanza plenaria ha quindi disposto la fissazione dell’udienza pubblica per il prossimo 20 febbraio 2019.
L’esito rimane incerto
Sebbene dai primi commenti dei legali protagonisti della discussione in udienza sia emerso un cauto ottimismo, la questione è ancora tutta da discutere e l’esito è quantomai incerto.
Sicuramente è suggestiva la tesi dell’applicabilità dell’istituto del prospective overruling che consentirebbe, ove condivisa dall’Adunanza plenaria, di limitare gli effetti della sentenza n.11/2017 ai soli ricorsi depositati successivamente, facendo salve tutte le posizioni antecedenti; e non sarebbe cosa di poco conto.
Tuttavia, solo in esito all’udienza di merito del prossimo 20 febbraio sapremo quale futuro si prospetta per i diplomati magistrale che, nelle more, in buona parte, dovranno cimentarsi con la prova del concorso straordinario.
La situazione drammatica delle mense scolastiche emersa a seguito del monitoraggio di controllo condotto dai carabinieri del Nas dall’inizio dell’anno scolastico ha suscitato molte altre reazioni politiche, oltre a quello della Ministra Grillo.
Salvatore Giuliano, sottosegretario all’Istruzione del MoVimento 5 Stelle, in una nota ha scritto: “Le ispezioni dei Nas nelle mense scolastiche hanno evidenziato un quadro a dir poco ripugnante e scandaloso. Una mensa su tre presenta irregolarità: dalle carenze igieniche alle omissioni di tracciabilità degli alimenti e agli illeciti penali, come la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. È gravissimo. I genitori devono poter mandare i propri figli a scuola con la sicurezza che ci siano persone e un sistema all’altezza di prendersi cura di loro. Il fatto che addirittura venga messa a rischio la salute dei più piccoli, così come dei docenti che mangiano a mensa, per inefficienze e mancanze di questo tipo è intollerabile. Bene hanno fatto i Nas a sospendere il servizio di 7 mense dove la situazione era particolarmente grave”.
Sempre il M5S, questa volta i parlamentari nelle commissioni Cultura di Camera e Senato, scrive: “La situazione di illegalità e degrado messa in luce dal monitoraggio avviato dal Comando per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, in 81 strutture scolastiche, delle 224 ispezionate, è allarmante e gravissima”.
“I controlli avviati da questo Governo ne testimoniano l’attenzione ai temi della salute delle persone più fragili tra le quali i bambini. I servizi di refezione all’interno delle scuole tuttavia sono prevalentemente di competenza comunale.”, proseguono. “È evidente quanto sia complesso garantire attraverso le procedure di appalto del servizio gli standard minimi così come previsti dai regolamenti comunali e dalle indicazioni regionali in merito. Inoltre i menù spesso non vengono vidimati dalle ASL e non prevedono cibi biologici, a km zero né stagionali; gli ambienti in cui i cibi vengono preparati dovrebbero essere sottoposti a norme igieniche stringenti e da ultimo si riscontra l’utilizzo generalizzato di stoviglie usa e getta non compostabili. È necessario prevedere una riorganizzazione del settore pretendendo il rispetto dei regolamenti e delle norme esistenti.”, concludono.
“Un vero e proprio “verminaio” quello scoperchiato dai Nas e dal Ministero della Salute, che preoccupa e indigna” scrive invece il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali. “Una situazione – prosegue il leader di SI – immorale e non degna di un Paese civile nel terzo Millennio e che mette a rischio la salute dei nostri bambini e ragazzi”. Ora ci aspettiamo che gli Enti locali e le autorità scolastiche intensifichino i controlli e non permettano più situazioni di questo genere.” Ma non sarà male – conclude Fratoianni – che anche il ministro “dell’istruzione leghista” invece di preoccuparsi del presepe o di partecipare al chiacchericcio sui compiti per le vacanze si attivi e attivi il Miur e gli Uffici Scolastici territoriali su questo fronte per evitare situazioni di questo genere in futuro .”
Tra le novità contenute nell’ipotesi di contratto del personale dirigente sottoscritta all’ARAN il 13 dicembre scorso segnaliamo alcune novità in materia di ferie, congedi e permessi.
Ferie e i riposi solidali
L’art 14 introduce, anche per i Dirigenti scolastici, le ferie e i riposi solidali (al momento non riguardano invece il restante personale della scuola).
Su base volontaria ed a titolo gratuito, i dirigenti possono cedere, in tutto o in parte, ad un altro dirigente che abbia esigenza di prestare assistenza a figli minori che necessitino di cure costanti, per particolari condizioni di salute:
a) le giornate di ferie, nella propria disponibilità, eccedenti le quattro settimane annuali di cui il lavoratore deve necessariamente fruire; tali giornate eccedenti sono quantificate in 8 giorni sia nel caso di articolazione dell’orario di lavoro su 5 giorni sia nel caso di articolazione su 6 giorni;
Il dirigente che si trovi nelle suddette condizioni di necessità può presentare specifica richiesta all’amministrazione, reiterabile, di utilizzo di ferie e giornate di riposo per un una misura massima di 30 giorni per ciascuna domanda, previa presentazione di adeguata certificazione, comprovante lo stato di necessità delle cure in questione, rilasciata esclusivamente da idonea struttura sanitaria pubblica o convenzionata.
Ricevuta la richiesta, l’amministrazione rende tempestivamente nota a tutti i dirigenti l’esigenza, garantendo l’anonimato del richiedente.
Coloro che intendono aderire alla richiesta, su base volontaria, formalizzano la propria decisione, indicando il numero di giorni di ferie o di riposo che intendono cedere.
L’art. 16 introduce invece i congedi per le donne vittime di violenza.
La lavoratrice, inserita nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati, ha diritto ad astenersi dal lavoro, per motivi connessi a tali percorsi, per un periodo massimo di congedo di 90 giorni lavorativi, da fruire su base giornaliera nell’arco temporale di tre anni, decorrenti dalla data di inizio del percorso di protezione certificato.
Il trattamento economico è quello previsto per il congedo di maternità. Il periodo è computato ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, non riduce le ferie ed è utile ai fini della tredicesima mensilità.
Tali congedi possono essere cumulati con l’aspettativa per motivi personali e familiari per un periodo di ulteriori trenta giorni.
Infine, segnaliamo un altro aggiornamento del Contratto alla normativa vigente.
L’art. 19 dice: “Al fine di assicurare l’effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall’unione civile tra persone dello stesso sesso di cui alla legge n. 76/2016, le disposizioni dei CCNL riferite al matrimonio, nonché le medesime disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile”.
A queste conclusioni è giunta la Corte Costituzionale, con sentenza n. 232 depositata il 7 dicembre 2018.
La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, per la parte in cui non prevede il diritto al congedo straordinario per l’assistenza al genitore anche al figlio non convivente per l’assistenza del padre.
Le informazioni relative all’adesione sindacale costituiscono dati sensibili. In particolare, nell´ambito della gestione del rapporto con il lavoratore, tali dati sono conosciuti da parte del datore di lavoro, il quale può lecitamente trattarli, in adempimento degli obblighi correlati alla gestione del rapporto di lavoro, al fine di effettuare il versamento delle quote di iscrizione ad associazioni od organizzazioni sindacali su delega e per conto del lavoratore. Tuttavia il datore di lavoro non può comunicare ad una organizzazione sindacale la nuova sigla alla quale ha aderito un suo ex iscritto.
Questo è quanto è accaduto ad alcuni lavoratori pubblici che si sono rivolti al Garante per la protezione dei dati personali: l’Amministrazione in questione non si è limitata a comunicare alla Rappresentanza sindacale interessata la revoca dell’affiliazione da parte di alcuni lavoratori ma ha inviato, a tutti i componenti della sigla sindacale, una e-mail recante in allegato documenti nei quali era espressamente indicata la contestuale iscrizione dei predetti ad altro sindacato.
Ciò ha determinato un’illecita comunicazione di dati personali sensibili dei reclamanti.
L’Autorità, pur ritenendo la condotta della P.A. difforme rispetto alla disciplina applicabile, ha comunque ritenuto non sussistenti i presupposti per promuovere l’adozione di un provvedimento prescrittivo o inibitorio da parte del Garante. Ha però concluso: “Impregiudicata la facoltà degli interessati di far valere, qualora ne ricorrano i presupposti, eventuali pretese risarcitorie avanti all’Autorità giudiziaria ordinaria (art. 15 del Codice) derivanti dal comportamento dell’Azienda, si informa che l’Autorità si riserva di avviare un autonomo procedimento in relazione all’eventuale sussistenza dei presupposti per la contestazione della violazione amministrativa derivante dall’illecita comunicazione di dati personali (art. 11, comma 1, lett. a) e 20 del Codice)”.
La maturità 2019 verrà sicuramente ricordata per le sue prime volte: la prima volta senza il quizzone, la prima volta dei nuovi punti di credito, dell’alternanza scuola lavoro al colloquio, della possibile doppia materia in seconda prova, dei quadri di riferimento, delle griglie di valutazione e ora anche degli esempi di tracce di prova di italiano. Fino a oggi, infatti, le simulazioni ufficiali pubblicate sul sito del Miur hanno riguardato sempre solo la seconda prova di maturità. Ora sono disponibili sul sito del Ministero dell’Istruzione i primi esempi di tracce per la prova di italiano della nuova Maturità che debutterà il 19 giugno 2019.
Nelle prossime settimane, secondo quanto riportato da una nota del Miur, seguirà la diffusione di ulteriori esempi, sia per la prima che per la seconda prova scritta, per accompagnare gli studenti e le scuole nel percorso di preparazione alla maturità 2019.
Una mensa scolastica su 3 presenta delle irregolarità e su 224 mense ispezionate sul territorio nazionale sette sono state chiuse per la grave situazione igienico-strutturale rilevata. Questi, secondo quanto riportato da Ansa.it, i primi risultati del monitoraggio di controllo condotto dai carabinieri del Nas dall’inizio di questo anno scolastico. Sono state erogate sanzioni pecuniarie per oltre 576mila euro e sequestrate oltre 2 tonnellate di alimenti. “Cibi scaduti, gravi carenze igieniche, perfino topi e parassiti: un film dell’orrore”, commenta il ministro della Salute, Giulia Grillo.
L’obiettivo del controllo condotto dai Nar è quello di accertare le condizioni d’igiene e strutturali dei locali, la rispondenza dei menù ai capitolati d’appalto, la corretta gestione e preparazione degli alimenti, anche in relazione alle esigenze nutrizionali dei ragazzi. Ad oggi, sono state ispezionate 224 mense presenti negli istituti scolastici del territorio nazionale, delle quali 81 hanno evidenziato irregolarità, tra queste 7 presentavano una grave situazione igienico-strutturale e ne è stata disposta la sospensione del servizio. Alle 81 irregolari sono state contestate 14 violazioni penali, 95 infrazioni amministrative alle normative nazionali e comunitarie con il deferimento di 15 persone alle competenti Autorità Giudiziarie oltre alla segnalazione di 67 soggetti alle Autorità Amministrative.
“La maggioranza delle violazioni rilevate in questo piano di controlli sono di tipo amministrativo come la mancata applicazione dei sistemi di autocontrollo e prevenzione del rischio, carenze igieniche e strutturali delle aree adibite alla lavorazione, irregolarità sull’etichettatura e sulla tracciabilità degli alimenti – precisa il Generale Adelmo Lusi, Comandante dei Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) generale del Nas – Gli illeciti penali hanno interessato reati quali la frode e le inadempienze nelle pubbliche forniture, dovute al mancato rispetto agli obblighi contrattuali assunti dalle aziende di catering all’atto dell’assegnazione delle gare di appalto, la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e l’omessa applicazione delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro ed a tutela degli operatori”.
Il 16 novembre 2018 è stato pubblicato in Gazzetta il nuovo “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107” (D.I. 129/2018). Si tratta di un punto di svolta importante nell’ottica di una semplificazione e modernizzazione della gestione amministrativo-contabile delle scuole ma anche nell’affermazione concreta di un nuovo modello di Amministrazione ministeriale sempre più orientato a dare un supporto reale alla solitudine dei DS e dei DSGA chiamati ad amministrare le scuole in un contesto normativo complesso e in continua evoluzione (si pensi, ad esempio, al settore degli appalti, della sicurezza degli edifici scolastici, della privacy…). Ne abbiamo parlato in un articolo presente all’interno del numero di dicembre di Tuttoscuola a firma di Jacopo Greco, direttore generale per le risorse umane e finanziarie del MIUR.
Il MIUR, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento, ha dato avvio in concreto ad un percorso di graduale evoluzione del sistema amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, finalizzato a dotare le scuole di processi e strumenti per gestire le spese in maniera semplificata e più efficiente, lavorare in modo standardizzato e omogeneo su tutto il territorio nazionale, migliorare i servizi verso alunni e famiglie. Al tempo stesso il nuovo regolamento ha segnato anche l’avvio, nel settore amministrativo-contabile, di un cambiamento di organizzazione del Ministero, trasformando quest’ultimo sempre più marcatamente in un’Amministrazione posta al servizio dei bisogni operativi di chi opera nelle scuole. Si leggano in proposito le innovative disposizioni contenute nell’art. 54 comma 2:“Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca fornisce assistenza e supporto in materia amministrativo-contabile, attraverso un canale permanente di comunicazione e informazione finalizzato a supportare, anche attraverso specifiche iniziative formative, la gestione di significativi processi di cambiamento nel mondo scolastico, fornire alle istituzioni scolastiche risposte tempestive ed efficaci su tematiche di natura amministrativa, contabile e gestionale, nonché sull’utilizzo delle procedure e delle applicazioni a queste correlate, rilevare e valorizzare la condivisione di buone pratiche amministrative tra le istituzioni scolastiche”.
Il nuovo testo, predisposto anche attraverso il significativo coinvolgimento delle diverse componenti del sistema scuola, recepisce le novità normative che sono state introdotte in questi anni e nello stesso tempo introduce una serie di elementi volti a ottimizzare il lavoro delle segreterie scolastiche.

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