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Timestamp: 2017-12-14 07:58:00+00:00

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Corte di Cassazione – Sezione Lavoro, sentenza n. 27831 del 30 dicembre 2009, | Medicina Sociale
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Corte di Cassazione – Sezione Lavoro, sentenza n. 27831 del 30 dicembre 2009,
Si è, altresì, precisato che la predisposizione morbosa del lavoratore non esclude il nesso causale fra lo sforzo fisico (o le situazioni di stress emotivo ed ambientale) e l’evento infortunistico, anche in relazione al principio dell’equivalenza causale di cui all’art. 41 cp, che trova applicazione nella materia degli infortuni sul lavoro, dovendosi riconoscere un ruolo di concausa anche ad una minima accelerazione di una pregressa malattia (cfr. Cass. n. 19682/2003) e ben potendo, anzi, preesistenti fattori patologici rendere più gravose e rischiose per il lavoratore attività in genere non comportanti conseguenze negative, provocando la brusca rottura del preesistente, precario equilibrio organico, con conseguenze invalidanti (cosi già Cass. n. 4736/1994).Di tali principi la sentenza impugnata non ha fatto corretta applicazione, avendo attribuito rilievo all’inconfigurabilità nel caso di un atto di forza abnorme, caratterizzato da dispendio improvviso e accidentale di energia superiore a quella richiesta dall’esplicazione del normale ed abituale atto lavorativo”, trascurando di considerare che, per come si è detto, ai fini del riconoscimento dell’eziologia lavorativa dell’infortunio, non sì richiede uno sforzo fisico particolare, né tanto meno eccezionale o abnorme, che esuli dalle condizioni tipiche del lavoro cui l’infortunato sia addetto, sempreché esso si riveli come diretto a vincere una resistenza peculiare del lavoro medesimo e del relativo ambiente.

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 Cass. 
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