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Timestamp: 2019-09-20 18:04:58+00:00

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Più inerzia termica e maggiore sfasamento | espertoCasaClima
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56 pensieri su “Cosa è lo sfasamento?”
Federico Sampaoli Autore articolo 2 Aprile 2019 alle 21:53
grazie per sostenere il blog!
Francesco Gerardi 2 Aprile 2019 alle 16:01
Grazie per la risposta. Mi rincuora.
rispondo alla sua domanda circa la diversa stratigrafia.
Ho messo dall’interno un pannello di 2,5 cm di gesso fibrato, lasciando uno spazio di 8 cm per gli impianti, vuoto che ho riempito con fibra di vetro per non lasciare il vuoto e mettere ulteriore materiale isolante. Fibra di vetro tenera in modo che fosse facile da posizionare tra gli spazi coperti in parte dai tubi, ed ho scelto la fibra di vetro perchè, ma forse una mia fissazione, è ignifuga e siccome da li ci passano i fili elettrici volevo stare tranquillo anche in caso di un eventuale corto circuito.
poi il pannello OSB e subito dopo il telo. A seguire ho coperto gli spazi tra i pilastri (la mia è una casa a telaio) di fibra di legno alta densità di 25 cm. I 3 cm di lana di vetro tenera mi sono serviti per compensare la mancanza di perpendicolartà del pilastri. erano e sono fuori squadro, facendo la parete perimetrale verticale si è creato un vuoto di 3 cm che ho riempito con un isolante tenero. Poi il telo, il pannello OSB di chiusura ed infine esternamente poi il cappotto vero e proprio di soli 6 cm di fibra di legno.
Concordo per il tetto che dovrebbe essere SEMPRE l’elemento maggiormente isolato ma ha una superficie doppia rispetto alle pareti e proprio non ci stavo con la spesa. Col senno di poi avrei fatto meglio a gare una media ed avere prestazioni simili. Ma credo che vada già bene così la mia casa. Grazie mille
Federico Sampaoli Autore articolo 2 Aprile 2019 alle 15:35
dissipiamo dissipiamo.
meglio avere 100 ore di sfasamento, pensiamo ai trulli non certo edifici certificati. ma testati contro il surriscaldamento estivo.
quello che mi appare un po’ strano, ma probabilmente presto spiegato dai suoi particolari disegni costruttivi, è la varietà dei pannelli impiegati nelle porzioni verticali: un po’ di lana di vetro.. un po’ di fibra di legno.. un po’ di lana di roccia.. altra fibra di legno con spessore diverso..
certamente c’è una spiegazione, ma è sempre una complicazione cantierizzare tante forniture diverse. e non parliamo degli sfridi.
credo anche che il telo, non meglio specificato, venga prima dell’osb e non dopo.
se ho ben capito il suo progetto riguarda una casa monopiano, quindi con non favorevole rapporto superficie / volume: è quindi corretto spingere sui valori di trasmittanza termica.
non è corretto penalizzare la copertura.
Francesco Gerardi 2 Aprile 2019 alle 15:23
mi sono progettato e costruito una casa anche grazie a quello che ho imparato qui ma ho un solo dubbio che vorrei dissipare.
La mia casa ha le pareti fatte con questa stratigrafia da interno ad esterno:
fibragesso interno di 2,5 cm
Lana di vetro 8 cm
osb 2 cm
fibra legno 25 cm densità 150 Kg/mc
Lana di roccia spessore 3 cm densità 60 Kg/mc
fibra legno 6 cm densità 150 Kg/mc
dai miei calcoli ho una trasmittanza di 0,08 W/m2 K
un fattore di smorzamento di 0,001
uno sfasamento di 27 ore.
un dubbio: ma è meglio uno sfasamento minore per avere il picco di calore all’interno in corrispondenza della sera (e quindi ho sbagliato a progettare l’involucro) o va bene cosi?
Il tetto ha dall’interno
Strato di perline spessone 3 cm
Fibra di legno 26 cm densità 150 Kg/mc
ventilazione di 8 cm
Trasmittanza tetto: 0,14 W/m2K
un fattore di smorzamento di 0,10
uno sfasamento di 16,6 ore.
Il tetto ha prestazioni termiche inferiori alle pareti perchè, avendo il doppio di mq del tetto rispetto alle pareti avrei dovuto sostenere un costo troppo eccessivi per il mio Budget.
Il mio unico dubbio: ho sbagliato a ricercare 27 ore di sfasamento termico? non vorrei aver speso i soldi inutilmente ed alla mia prossima estate (la mia prima nella nuova casa) trovarmi pentito?
Federico Sampaoli Autore articolo 22 Febbraio 2019 alle 19:17
questo commento merita un nuovo articolo. perchè l’argomento mi sta a cuore, perchè molti committenti come lei rischiano stratigrafie sbagliate, perchè spesso la proposta leggermente più conveniente viene approvata senza pensare che l’estate è il vero problema dei sottotetti.
a presto con il nuovo articolo “la coibentazione di un tetto che ho realizzato 10 anni fa“
Mauro 22 Febbraio 2019 alle 18:21
Buonasera, gradirei un vostro parere in merito al miglioramento della coibentazione di un tetto che ho realizzato 10 anni fa.
Abito a Verona e quando ho realizzato il tetto in legno ho usato sopra ai travi e conventini:
-Assito da 2 cm
-xps, polistirene estruso 3cm
-pannello ventilato (ape wind-OSB): con 5 cm di Neopor® tipo 150 (?= 0,031)+5 cm ventilazione+ 1cm di OSB
-Tegole in cemento
Purtroppo quando ho progettato il mio tetto non conoscevo l’importanza dello sfasamento.
Infatti, mi sono reso conto che se durante l’inverno l’isolamento non è abbastanza soddisfacente, durante l’estate va male.
Ora volevo aggiungere internamente sotto l’assito:
-20 cm di fibra di legno. Il mio fornitore mi ha proposto un prodotto con le seguenti caratteristiche ?= 0,040; c= 2400 j/kgk; densità= 150 kg/m3
eventualmente per chiudere il tutto realizzare un nuovo assito da 2 cm (o consigliate un pannello di cartongesso?).
Gradirei ricevere un vostro consiglio, sapere se ritenete un intervento valido ed, eventualmente a quanto salirebbe lo sfasamento.
Attendendo una vostra risposta vi ringrazio anticipatamente e complimenti per il sito.
Federico Sampaoli Autore articolo 19 Febbraio 2019 alle 21:38
isolare è importante perchè le dispersioni invernali saranno contenute e d’estate sarà protetto dal surriscaldamento.
certamente dovrà fare dei sopralluoghi nel sottotetto regolarmente per accorgersi di eventuali infiltrazioni dalla copertura.
è ovvio che anch’io le consiglio fibre naturali invece che fibre minerali (meno adatte contro il caldo, ottime per il freddo e per l’acustica).
quello che manca è però la gestione del vapore e la tenuta all’aria del volume riscaldato (il suo appartamento), quindi si deve prevedere un freno al vapore sul lato caldo con perfette nastrature.
non ho il disegno dell’appartamento ma la tenuta all’aria deve essere garantita ovunque, dividendo ambiente caldo da sottotetto freddo. quindi attenzione ad eventuali passaggi impiantistici che raggiungono il sottotetto e viceversa.
Alessandro 19 Febbraio 2019 alle 18:39
ho ereditato un appartamento all’ultimo piano di una palazzina d’epoca ed ho un grosso problema di isolamento termico, facendo un sopralluogo ho constatato che di fatto l’appartamento non ha il soffitto in massetto o laterizio, ma é composto da una lastra di cartongesso, sopra di esso è stata messo della lana di vetro (meno di 10 cm.) poi ci sono delle travi (alte 20 cm. e larghe 10cm.) che di fatto sorreggono ed assi di legno che fungono da pavimento al sottotetto che é calpestabile ma non abitabile, lo spazio tra il cartongesso (il mio soffitto) e le assi di legno che fanno il pavimento al sottotetto ci sono circa 40 cm.
Purtroppo il della palazzina è di vecchia fattura ed il tetto non è coibentato e difatti il sottotetto è caldissimo in estate e freddissimo in inverno ed ovvimente il caldo o il freddo arriva senza troppi “ostacoli” nel mio appartamento che è un forno in estate ed un frigo in inverno.
Il sottotetto ha circa una superfice di circa 140 mq. ma io andrei a fare questo intervento solo sulla metà del che è sopra il mio appartamento, circa 70 mq.
Stavo guardano le varie tipologie di isolazione e mi sono fatto fare dei preventivi di insufflaggio tramite cellulosa, oppure pensavo di mettere altri strati di lana di roccia ad alta densità da mettere direttamente sopra le assi di legno che sarebbero il pavimento del sottotetto, oppure stavo guardando dei pannelli in fibra di legno che mi sembra di capire abbiano il miglior coefficente di sfasamento termico, che poi è quello che mi interessa visto che l’unica cosa che mi interessa è proteggermi dal caldo che in estate è insopportabile!
Federico Sampaoli Autore articolo 23 Giugno 2018 alle 15:09
pur dedicando del tempo a lasciare dei commenti tecnici su materiali edili ben precisi, come tutti i lettori sanno, questo blog cerca di evitare in ogni modo di consigliare marche specifiche o codici prodotti per non somigliare ad altri forum “giustizialisti”.
posso invece ripetere e ricordare l’importanza del progetto esecutivo della tenuta all’aria del tetto in legno!
dunque, prima i dettagli esecutivi, poi i materiali!
prima “come fare”, poi “con cosa fare”.
circa la qualità del pannello in fibra di legno posso assicurarvi che:
entrambi i pannelli hanno la stessa resistenza alla compressione e la stessa Capacità termica specifica pari a 2100 J/(kg * K), quindi in clima caldo è preferibile optare per stEICO therm che offre 160kg/mc di densità rispetto al più leggero steico therm dry.
Circa il ciclo produttivo di pannelli a secco o a umido c’è da dire che in effetti c’è inevitabilmente questa piccola percentuale di aggregati in entrambi i processi produttivi della fibra di legno:
in quello a secco viene aggiunto il 4% di legante (resina PUR)
in quello a umido si aggiunge colla bianca (4%) per l’incollaggio degli strati e lattice per migliorare la resistenza.
Potete approfondire il tema leggendo il mio articolo “Fibra di legno a umido e fibra di legno a secco, cosa c’è da sapere”
Chiedete al vostro tecnico il calcolo della prestazione estiva prima di ordinare pannelli e spessori. Altrimenti posso aiutarvi io.
Federico Sampaoli Autore articolo 23 Giugno 2018 alle 08:20
il valore del telo traspirante che è interessante per voi è il valore sD pari a 0,03 metri. non si conosce la resistenza ai raggi UV: meglio chiederla o coprire in fretta il tetto.
Enzo 22 Giugno 2018 alle 22:39
Invio SCHEDA Tecnica ECOTECH 180sk2
Membrana traspirante a 3 strati in polipropilene.
Dimensione rotolo Superficie complessiva Peso rotolo
Resistenza alla trazione Resistenza alla lacerazione Valore Sd
Fattore di resistenza al vapore Colonna d’acqua (impermeabilità)
Resistenza alla penetrazione d’acqua
Reazione al fuoco Spessore Membrana Resistenza passaggio aria Conducibilità termica Capacità termica Resistenza alla temperatura Confezione
1,50 x 50 m
75 m2/rotolo
13,50 kg (180 g/m2)
long. 300 N/5cm, trasv. 270 N/5cm long. 180 N, trasv. 190 N
?=38
? 4.000 mm W1
0,8 mm <0,3m3/m2h50Pa ?=0,22
1.400J/kg/K
-40 ÷ +80°C
20 rotoli per bancale 1.500 m2 per bancale
(EN 1849-2) (EN 12311-1) (EN 12310-1) (EN 12572) (EN 12572)
(EN 20811)
(EN 1928) (EN 13501-1) (EN 1849-2) (EN 12114)
ECOTECH 180
NOTA: Tutti i valori indicati sono testati secondo la norma europea EN 13859-1: 2005 (Membrane flessibili per impermeabilizzazione
Enzo 22 Giugno 2018 alle 22:22
Buonasera.Grazie per essermi di aiuto . Mi sembra di capire che il telo da 180 gr vada bene ma mi farebbe piacere che mi consigliasse delle Marche specifiche per semplificarmi le cose o almeno a quali specifiche fare riferimento per il telo igrovariabile .Per quanto riguarda la fibra sono riuscito a trovare la STEICO TERM da 160 kg m3 con molta difficoltà . Visto che in commercio e’ più semplice trovare la STEICO thermal dry ,mi domando per quale motivo si trova più semplicemente nonostante ha un peso minore a costi Maggiori.? Può darmi se è possibile spiegazione? La prego di essermi ancora una volta di aiuto , infinitamente grazie.Buona serata.
Federico Sampaoli Autore articolo 22 Giugno 2018 alle 12:29
per quanto riguarda il primo telo VAPOTECH S da 160 gr direi che, specialmente se si prevede l’utilizzo di un impianto di climatizzazione in periodo estivo, e visto che l’edificio sorge in clima caldo, il suo valore sD pari a 3m è un freno al vapore troppo forte e proporrei di sostituirlo con un freno al vapore a diffusione igrovariabile.
per quanto riguarda il telo ECOTECH 180 SK2 da 180 gr non sono riuscito a trovare la scheda tecnica ma dal sito francese sembra che questa famiglia di teli sia adatta come traspirazione e impermeabilizzazione.
Federico Sampaoli Autore articolo 21 Giugno 2018 alle 21:44
la prestazione dei 20cm dei pannelli da 110kg/mc forse l’ha calcolata il vostro tecnico. in caso posso calcolarla io per voi.
l’idoneità dei teli è da verificare.
la tenuta all’aria va progettata, disegni alla mano. senza il nodo parete – tetto verificato meglio fermarsi e risolverlo prima della cantierizzazione.
Enzo 21 Giugno 2018 alle 21:04
Grazie mille per aver risposto non solo a me ma anche a mia moglie. È da un po’ che parlo con la mia ditta per la tenuta di aria del primo telo e spero che il sistema sia buono anche perché gli sto con il fiato sul collo. I teli sono di marca Monier , ECOTECH 180 SK2 da 180 gr mq e l altro VAPOTECH S da 160 gr mq . Il 160 gr sul perlinato e il 180gr su lato ventilazione Spero tutto giusto.il tavolato in osb sta solo sopra la ventilazione ed è solo di supporto all ondulina . La mia più grande preoccupazione era che potessero essere pochi lo spessore 20cm x peso 110 kg m3 disponibili dal rivenditorei . In attesa di consigli , rinnovo saluti
Federico Sampaoli Autore articolo 21 Giugno 2018 alle 08:13
forse c’è bisogno di aiuto per il montaggio?
la scelta per un isolamento del tetto in legno con fibra di legno è senza dubbio la migliore possibile. se lo spessore aumentasse ancora non farebbe male.
l’unico argomento dove forse lei avrà bisogno di aiuto è la tenuta all’aria:
si intende per tenuta all’aria la soluzione che sigilla ermeticamente l’ambiente sottotetto con corretta posa e corrette nastrature del freno al vapore che si posa sotto l’isolante.
non è sufficiente stenderlo sopra le perline da 2cm perchè sì frenerebbe il vapore, ma non potrebbe garantire la tenuta all’aria: di fatto, tra muratura perimetrale e perlina possono verificarsi passaggi d’aria incontrollati con rischio di condense interstiziali.
si deve progettare perfettamente il nodo tetto-parete e poi si può proseguire con l’intervento di isolamento.
Enzo 20 Giugno 2018 alle 23:00
Buonasera. Chiedo aiuto per copertura ventilata con: perlinato 2 cm, freno vapore 160 gr 20 cm fibra di legno 110 kg m3 telo 180 gr listello da5 cm per ventilaz osb 15 mm insulina e in fine coppo: la zona è cento sud a 4 km dal mare . Accetto consigli spero che la fibra di legno 110 kg m3 possa andare bene visto che il rivenditore ha questa a buon prezzo pronta consegna
Federico Sampaoli Autore articolo 27 Maggio 2016 alle 16:45
se la copertura inclinata è il soffitto di tutta la casa l’unica buona soluzione è progettare un ottimo tetto traspirante ventilato che offra il massimo sfasamento estivo (e di conseguenza garantirà un ottimo contenimento delle dispersioni in regime invernale).
le soddisfazioni di aver rifatto il tetto sarranno garantite 12 mesi all’anno
Massimo 27 Maggio 2016 alle 14:17
Sotto alla falda vi sono tutti i locali abitabili della casa.
Federico Sampaoli Autore articolo 27 Maggio 2016 alle 11:55
della protezione al fuoco parliamo dopo.
certamente la protezione estiva è scarsa, a dirla tutta non rispetta nemmeno la normativa attuale per una zona climatica E (che non è F).
sotto a questa unica falda c’è un ambiente abitabile oppure un sottotetto non abitabile?
Massimo 27 Maggio 2016 alle 11:33
sto per ristrutturare il tetto di casa, e cercando informazioni online ho scoperto il suo blog: complimenti per la completezza di informazioni e per la passione che traspare anche dalla cortesia con cui risponde a tutti i suoi lettori: ne approfitterei anch’io ponendole il mio quesito.
L’intervento nel mio caso è rivolto al rifacimento della copertura di abitazione ad un piano con copertura ad una falda inclinata, rivolta a Sud, zona climatica E.
La stratigrafia, dall’interno all’esterno, prevede:
– Cemento armato, spessore 15cm
– Freno al vapore SD=2m
– Styrodur 3035CS, 35kg/mc, spessore 20cm (2x10cm)
– Guaina microforata, SD=0.02
– Ventilazione, 4cm
– Pannello OSB, spessore 2 o 3cm
– Membrana bituminosa
– Guaina ardesiata
– Pannelli fotovoltaici (5kW)
Ho fatto fare un calcolo del pacchetto, e ne risultano:
– Trasmittanza 0.17 W/mqK
– Sfasamento invernare 10h 17′
– Sfasamento estivo 11h 3′
In tutta sincerità non riesco a capire se questi valori di sfasamento siano buoni o appena sufficienti. Pensavo, per non sforare il budget, ma cercare di migliorare lo sfasamento, ed allo stesso tempo di posizionare un materiale ignufugo sotto una copertura di pannelli fotovoltaici, di sotituire gli ultimi 4cm di XPS con 4cm di lana di roccia ad alta densità: lei cosa ne pensa? Sarebbe un errore?
Federico Sampaoli Autore articolo 19 Maggio 2016 alle 16:33
sì, per lato caldo si intende il lato interno.
migrerà anche poco vapore attraverso la stratigrafia e magari alla consegna dei pannelli in fibra di legno l’umidità contenuta sarà assai limitata (magari grazie alle condizioni meteo favorevoli durante il trasporto e la posa anche inferiore al 10%) ma è un errore non permettere la traspirazione del pacchetto.
consiglio di posare le nuove tegole direttamente sui listelli porta tegola dello strato di ventilazione.
Alessandro 19 Maggio 2016 alle 11:02
Il mio obiettivo è raggiungere un buon risultato senza sforare il budget. Ritengo che la soluzione da lei gentilmente proposta rappresenti l’ottimo, ma credo di non potermela permettere …
Allora mi chiedo se sia ragionevole limitare l’itervento aggiungendo comunque uno strato di fibra di legno evitando lo strato di ventilazione (e la guaina traspirante che in assenza di intercapedini ventilate credo sia meno necessaria … ma la mia ignoranza potrebbe indurmi a considerazioni errate).
In questo caso avrei questi strati in ordine dal basso verso l’alto:
1) EPS
2) fibre di legno
3) guaina ardesiata
4) osb
5) manto di copertura
Per lato caldo intende la base in cemento?
Federico Sampaoli Autore articolo 18 Maggio 2016 alle 20:45
con questo materiale già ordinato lei potrebbe proporre di posare sul lato caldo l’eps e poi
telo traspirante e impermeabile
si dovranno anche progettare tutti i fissaggi meccanici
Alessandro 18 Maggio 2016 alle 16:48
ho letto con molto interesse i suoi post e volevo sottoporle un quesito che mi sto ponendo dopo aver confrontato la mia situazione attuale con quanto appreso su questo sito.
In pratica sto per avviare dei lavori di ristrutturazione della mia abitazione e, tra le varie cose, metterò dell’isolante sul tetto che, al momento ne è sprovvisto. Il tetto è stato realizzato circa 35 anni fa con struttura in cemento armato. le tegole sono posate direttamente sul cemento senza neanche una guaina protettiva. L’intervento che verrà eseguito prevede l’applicazione di pannelli di 10 cm di EPS con grafite + 1 cm di OBS 3 e in aggiunta una guaina ardesiata per l’impermeabilizzazione. Ho appreso con ritardo che l’EPS non è adatto all’isolamento termico estivo e quindi mi sto chiedendo se sia possibile un intervento integrativo per migliorare lo sfasamento termico. Purtroppo i pannelli sono stati gia ordinati, ma i lavori non sono ancora iniziati. La ringrazio anticipatamente.
Federico Sampaoli Autore articolo 31 Dicembre 2015 alle 13:55
di certo anche la ventilazione degli ambienti è fatta in modo poco corretto, e probabilmente l’uso o le impostazione del riscaldamento (leggi http://espertocasaclima.com/category/impianti/riscaldamento-tips/ )
per la copertura posso dire che uno spessore di coibentazione interna insufficiente darà certamente delle soddisfazioni in inverno (la situazione migliora per forza) ma non in estate se non si ottiene un numero di ore di sfasamento ottimale.
ecco perché non suggerirei di intervenire così un po’ a casaccio con questo o quel materiale.
il calcolo della prestazione estiva va fatto, che si faccia un isolamento interno o esterno.
ovviamente se non utilizzo il materiale che offre le massime prestazioni contro il surriscaldamento devo per forza aumentare lo spessore dell’isolante poco adatto.
ma lei ha già scoperto sulla sua pelle il risultato di un isolamento non idoneo….
Carmelo 31 Dicembre 2015 alle 12:00
Buongiorno e complimenti per il sito,dopo ore e ore di lettura su diversi forum e siti web ho deciso di esporre a lei la mia situazione per chiarire i miei ultimi dubbi.
Vivo in una mansarda di 15 anni di vita acquistata 5 anni fa,ci troviamo in Sicilia,zona climatica B.
Il tetto è in laterocemento, spessore 20 cm,diviso in due falde,una esposta a ovest e un ad est.
La situazione è insostenibile,sia in estate che inverno.Il costruttore avrà risparmiato alla grande sulla coibentazione,sollevando alcune tegole ho visto che sul cemento vi è steso un telo blu che non so cosa sia,sopra ci sono inchiodati i listelli in legno in orizzontale e in verticale a formare dei quadrati su cui sono poggiate le tegole.Dentro questi quedrati vi sono stati messi dei pannelli in Eps dello spessore di circa 3cm
Il problema principale sarebbe il caldo estivo insopportabile,a partire dalle prime ore pomeridiane fino a tarda notte vi sono sempre più di 30 gradi dentro casa.Poi va rinfrescando fino a ritornare alla stessa situazione il giorno dopo.
In inverno invece da qualche anno ho iniziato a monitorare la situazione perchè ho avuto problemi continui con la muffa,sia su pareti e tetto e sia nei vestiti,coperte e scatoloni riposti negli armadi.Tutto dipende dalla molta consensa che si viene a formare.
L’anno scorso per migliorare un po la situazione ho fatto una pittura termica antimuffa su tutta la casa e ho insufflato le pareti a nord e a est con polistirolo a palline per isolare dal freddo ma facendo traspirare.La parete a sud confina con le scale condominiali e quelle a ovest hanno una veranda sul balcone.
Ho quindi risolto la muffa su pareti e tetto,il calore generato dai termosifoni si mantiene in casa anche per 3-4 ore, mentre prima solo un ora.Ma resta la continua formazione di muffa sugli oggetti,perfino su l divano.
Da allora ho iniziato a monitorare la percentuale di umidità nell’aria,si aggira sempre intorno al 70%, e oscilla da 60 a 80 in base alle giornate.Addirittura quando fuori c’è molto sole durante la mattina se non apriamo tutte le porte si sale anche a 85%. Mi sono attrezzato comprando un deumidificatore ma riesce a fare poco.
Pertanto vorrei migliorare la coibentazione sul tetto,ma non vorrei alzare il livello perchè il mio tetto sarebbe una porzione del tetto condominiale.
Ho letto molto sui panneli in fibra di legno per l’elevato sfasamento termico ma non credo di poter fare 10-12cm di spessore.Avevo anche qualche idea sulla lana di roccia per attenuare un po il caldo,magari mista a dei pannelli di eps più spessi,oppure a dei pannelli di fibra di legno o sughero.
Federico Sampaoli Autore articolo 15 Settembre 2013 alle 10:39
se si tratta di una mansarda, probabilmente ci sono problemi di altezza e un intervento dall’interno porterebbe via cm preziosi.
proteggere la copertura con fibra di legno dall’esterno sarebbe l’intervento più efficace, ma certamente anche il più costoso (ci sono molte spese accessorie in più da tener conto: ponteggio, sicurezza, membrane, lattonerie ecc)
francesco 14 Settembre 2013 alle 09:08
Buongiorno e complimenti per il sito. Vorrei un consiglio: vivo in una mansarda con solaio a falda in laterocemento il cui unico isolante è costituito da uno strato di argilla espansa (ma non ne conosco lo spessore). L’intera abitazione è stata costruita 30 anni fa senza particolari attenzioni all’aspetto climatico. Vivo in zona climatica C. Il problema dell’isolamento termico sussiste sia in estate che in inverno: vorrei però concentrarmi maggiormente sull’isolamento estivo. Cosa mi consiglia, vista la sua esperienza? Grazie
davide testa 25 Maggio 2013 alle 18:00
Grazie per la risposta. A questo punto pannello di fibra di legno e poi per ridurre il peso pensavo ad un ulteriore strato di lana di pecora in modo da avere 12 – 15 cm di materiale isolante.
Federico Sampaoli Autore articolo 24 Maggio 2013 alle 08:53
Fibra di legno o lana di roccia?
Più il materiale ha densità e più sfasamento darà: allora diamo la precedenza ai materiali coibenti NON artificiali che hanno sempre + densità e + calore specifico!
Ogni scheda materiale indica sempre:
– il calore specifico, J/kgK ( che dividendo per 3600 il valore diventa in Watt ora)
– la densità, kg/metro cubo
calore specifico	densità
fibra di legno	2.100 J/kgK (0,583 Wh/kgK)	200 kg/metro cubo
EPS	1.400 J/kgK (0,389 Wh/kgK)	30 kg/metro cubo
se otteniamo alta capacità termica volumica abbiamo un materiale adatto alla protezione estiva,
se il valore è basso il materiale non è adatto e proteggerà solamente dal freddo.
Calcolare la capacità termica volumica è facilissimo: calore specifico x densità!
fibra di legno: 0,583 x 200 = 117 Wh/metrocubo
EPS: 0,389 x 30 = 12 Wh/metrocubo
per evitare condense è indispensabile un freno al vapore igrovariabile
davide testa 23 Maggio 2013 alle 23:54
Vorrei un consiglio. Mansarda da coibentare soprattutto dal caldo estivo e solo dall’interno. Il tetto, di 20 anni fa, non ha praticamente coibentazione: tegola, pannello polistirene 4 cm., perlina da 2-3cm.
Pensavo di aggiungere un pannello di fibra di legno o lana di roccia 9-10cm direttamente sulle perline esistenti e finirlo con altre perline. Può essere la scelta giusta? Non c’e’ il rischio di creare condensa?
Federico Sampaoli Autore articolo 1 Maggio 2013 alle 11:24
se ho capito bene state commissionando una coibentazione interna in xps e cartongesso su muratura di pietra.
l’idea di far eseguire la coibentazione interna su una sola facciata non capisco da cosa sia dettata.
questo materiale per isolamento termico che vi hanno proposto è il peggiore che potreste posare.
se volete leggere sull’argomento vi consiglio i miei articoli http://espertocasaclima.com/temi/coibentazione-dall-interno/
Pa 29 Aprile 2013 alle 23:32
Salve sono a roma e mi accingo a fare una ristrutturazione e ho appena firmato un contratto ove prevedono di isolare le pareti perimetrali usando un XPS ovvero un pannello in cartongesso accopiato ad un XPS. L’isolamento e da decidere se farlo su tutto il perimetro o solo sulla facciata esterna (esposta ad OVEST ) , ma leggendo i suoi post e visto che a roma e molto caldo se val la pena fare quanto descritto . Consideri che le murature verso l’esterno sono in pietra.
maurizio 19 Marzo 2013 alle 14:57
salve cortesemente avrei bisogno di un suo parere,le spiego:devo ristrutturare il tetto in legno e sto aspettando i preventivi di alcune ditte solo che durante i colloqui mi vengono proposti vari materiali tipo lana di roccia(spessore 20 cm) o fibra di legno ecc.Considerando che la zona e’ Civitanova Marche (MC)e che il tetto copre una futura mansarda vivibile sia d’inverno che d’estate secondo lei x avere un ottimo sfasamento su che tipo di materiali dovrei puntare?se la scelta ricade sulla fibra di legno(come credo)x un tetto di 120 mq la differenza di costi e’ cosi elevata? La ringrazio anticipatamente
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Federico Sampaoli Autore articolo 25 Febbraio 2012 alle 18:29
Avete un capitolato o una fattura dei lavori già eseguiti? Se volete intervenire sul tetto dovete prima ben conoscere la situazione attuale e poi progettare il nuovo intervento. Avete già scelto una nuova ditta esecutrice?
filandro 23 Febbraio 2012 alle 18:53
Grazie per aver preso in considerazione la mia richiesta.
Ventilato nel sottotegola. (era una battuta, purtroppo circola aria anche dentro casa).
Il manto verde è posato solo all’esterno sopra l’isolante in fibra di legno ed è un impermeabilizzante (tra l’altro forato dalle viti passanti per fermare i listelli da 3,5 cm).Non riesco a fotografare ne ad individuare i punti delle infiltrazioni d’aria (si ha l’impressione di un movimento d’aria generalizzato soprattutto quando le temperature sono molto basse e c’è vento forte).(esternamente presenza di cappotto?non ho capito la domanda.) Le perline sono passanti da dentro a fuori.Sig.r Sampaoli se Lei ha bisogno di foto specifiche per un suggerimento tecnico mi dice cosa fotografare e come inviarle.
La struttura è stata realizzata come caratteristiche inviate con la prima mail.La casa è ubicata a Vasto (chieti).Cosa mi suggerisce di fare visto che in estate penso di smantellare una prima falda di tetto per metterla a norma? Grazie anticipatamente cordiali saluti.
Federico Sampaoli Autore articolo 22 Febbraio 2012 alle 21:30
immagino ventilato nel sottotegola, non dentro. (o era una battuta?)
dai documenti forse potete risalire a che tipo di manto verde si tratta e se è posato solo all’esterno.
potete fotografare i punti dove avvertite le infiltrazioni?
esternamente presenza di cappotto? foto esterne?
le perline sono passanti da dentro a fuori?
filandro 22 Febbraio 2012 alle 20:32
Ho realizzato circa 4 anni fa un tetto in legno ventilato dentro? di 200 mq.
Non avevo esperienza in merito e mi sono fidato di chi ha fatto il progetto e il lavoro.
Ho da subito avvertito infiltrazione di polvere e aria.
Il web mi ha aiutato a capire che la struttura non è stata realizzata ad opera d’arte.
Le caratteristiche sono le seguenti: travi in legno massello – perline da 2,5 cm – 5 cm di isolante fibra di legno – telo verde impermeabilizzante – listello 3,5 cm e controlistello 3,5 – tegole.
cosa fare per renderlo + isolante e non avere in filtrazioni d’aria e polvere .
Certo di una Vostra risposta invio distinti saluti.
Pingback: come si comportano alcuni materiali termoisolanti di 10cm di spessore quando assorbono umidità: | esperto Casa Clima
Marco 10 Ottobre 2011 alle 14:01
No, non ho fretta, i lavori penso di iniziali la prossima primavera…
Federico Sampaoli Autore articolo 7 Ottobre 2011 alle 20:12
se non c’è frettissima farò qualche ricerca in germania. lì la sanno veramente lunga
Marco 7 Ottobre 2011 alle 19:32
Seguirò il suo consiglio, all’umidità non ci avevo pensato…
Federico Sampaoli Autore articolo 7 Ottobre 2011 alle 16:44
Se il sottotetto non viene riscaldato e usato come ripostiglio, bisonga isolare il solaio dell’ultimo piano e mai l’intradosso di falda del tetto.
E isolare in parte l’intradosso e in parte l’ultimo solaio non mi pare offra molta continuità. Già i muretti di sostenimento sono delle interruzioni!
Ricordate che questa è anche la soluzione più efficace (il piano di sotto resta veramente al caldo), più semplice e meno costosa.
Per non sbagliare materiali farei una cosa semplice: chiederi un preventivo alla Rockwool che propone anche un efficace fai da te: pannelli soffici con lato pre incollato ad un freno al vapore.
Sta a voi ingegnarvi per poi anche utilizzare lo spazio per ripostiglio! Passerelle o scaffalature tipo biblioteca!
Se sfrutterete solo i corridoi alti potreste predisporre tutto a parete in modo da essere libero di isolare il pavimento comodamente.
Farete zone morbide dove non andrete più a camminare e zone pedonabili dove avrete fatto le scaffalature.
http://www.rockwool.it/faidate/sottotetti+non+abitabili
Certamente non vi ho risolto il problema della calura estiva degli scaffali. Ma è veramente indispensabile?
Isolare il tetto dall’interno e poi in inverno non riscaldare il sottotetto può creare umidità incontrollate.
Marco 7 Ottobre 2011 alle 16:04
Buongiorno, abito a Leno (BS) e vorrei realizzare un isolamento interno del tetto che mi permetta di usare il solaio come ripostiglio. Il tetto e’ composto da coppi+guaina catramata+tavelloni forati da 8cm. I tavelloni sono sorretti da pareti di mattoni che poggiano sul solaio (larghezza dei corridoi creati di circa 90cm). Almeno nei corridoi centrali piu’ alti vorrei creare uno spazio al riparo dalla calura estiva, senza pero’ perdere troppi centimetri dato che l’altezza massima e’ 1.8m…
Avevo in mente di usare della fibra di legno incollata alla falda del tetto piu’ qualche centimetro di materiale con lamba=0.024 (o prima l’isolante e poi la fibra di legno?). Poi, nei corridoi piu’ bassi non utilizzabili l’isolante lo potrei appoggiare direttamente sul solaio.
Questa soluzione potrebbe andare?
Nicola 26 Settembre 2011 alle 13:53
Scusate. Il tetto è in legno, con perlinato in abete da 20mm. Poi parte la barriera vapore con il pacchetto scritto sopra. Spero vi possa bastare questo, perchè al momento non ho un disegno a riguardo
Federico Sampaoli Autore articolo 26 Settembre 2011 alle 10:11
in realtà ero a chiedervi la stratigrafia a capitolato del tetto, che se ho capito bene non è ancora ultimato. meglio se con disegni.
Nicola 26 Settembre 2011 alle 08:43
L’immobile si trova in provincia di Venezia. La stratigrafia delle pareti è la seguente: (da dentro a fuori) muratura in mattoni modulari 20*20*24; cappotto isolante eps con grafite cm16 lambda 0.031; rasatura superficiale e finitura ad intonachino.
Federico Sampaoli Autore articolo 24 Settembre 2011 alle 14:03
posso avere la stratigrafia precisa da dentro a fuori o da fuori a dentro? dove si trova l’immobile?
Nicola 24 Settembre 2011 alle 10:03
Salve. Trovo molto interessante questo blog, mi ha messo qualche pulce di troppo nell’orecchio.
Il mio tetto probabilmente sarà così composto:
Isolamento del manto di copertura mediante sistema di ventilazione composto da barriera vapore, isolante in polistirene spessore cm 10,
sovrastante strato di isolante novoliot celenit spess. cm 7,5 +2.5 cm,
isolante in fibra di legno densità kg/mc 150 spess cm 4, listello in
abete con camera di ventilazione 4*6 cm, strato di tavolato grezzo
spess mm 23, membrana impermeabilizzante spess mm 4.5 poliestere
ardesiata tipo GUAINA A FREDDO ADESIVA. L’onere è da
intendersi comprensivo di fornitura e posa in opera di griglia di
partenza (antipassero) e di Aercolmo ventilato.
Posso andar tranquillo? O devo supporre che l’isolante da capitolato nn mi permetterà una buona coibentazione?
Federico Sampaoli Autore articolo 3 Luglio 2011 alle 20:52
non ho capito se siete la persona che vivrà sotto il tetto oppure il progettista del tetto. in ogni caso avete scelto bene: la fibra di legno è la migliore garanzia per ottenere un buon sfasamento. se volete, inviatemi spessori e materiali della stratigrafia per controllo. saluti cordiali
irene 3 Luglio 2011 alle 19:43
Buonasera, gradirei ricevere un vostro parere in merito alla coibentazione di un tetto.
Io devo realizzare un tetto ventilato e coibentato in legno, la mia residenza si trova a Cagliari purtroppo ho problemi di pesi e pendenze, pertanto avevo pensato di fare il tetto in legno e sopra il perlinato mettere un coibentante in fibra di legno per le proprietà di maggior sfasamento. In realta brancolo nel buio, gradirei ricvere un vostro consiglio.
Federico Sampaoli Autore articolo 25 Aprile 2011 alle 10:02
Capisco la tentazione di usare Tegostil (a prova di errore, e all’apparenza semplice), ma credo che a Bari in zona climatica C con 1.185 Gradi Giorno sia importante lo sfasamento. Il valore limite di trasmittanza lo rispetterete facilmente (0,32). Il problema del peso: bisogna prima vedere il pacchetto scelto quanto peserà. Per avere trasmittanza U [W/mq·K]0,25 e il minimo sfasamento indispensabile (>8ore) bastano:
PERLINATO 22mm	0,13	600kg/mc
INTELLO (0,2mm)	0,18	425kg/mc
PAVATHERM	0,038	140kg/mc
NATURAISOLANT (19mm)	0,046	220kg/mc
STAMISOL PACK 500 (0,7 mm)	0,18	714kg/mc
Intercapedine sp.65 mm F. Ascendente	0,625
Più spessore di fibra di legno potrete aggiungere (economicamente e rispetto al peso possibile) più gli ambienti sottostanti saranno indipendenti dal surriscaldamento.
Filippo 22 Aprile 2011 alle 20:54
Io devo realizzare un tetto ventilato e coibentato in legno, la mia residenza si trova a Bari e purtroppo ho problemi di pesi e pendenze, pertanto avevo pensato di fare il tetto in legno e sopra il perlinato mettere un coibentante in fibra di legno per le proprietà di maggior sfasamento. Poi ho pensato di utilizzare Tegostil sia per il vantaggio che offre in termini di peso e pendenze sia per il fatto che è già coibentato e ventilato.
Ora questa è la mia idea, gradirei ricvere un vostro parere.
La traspirabilità, il valore µ (che si legge mu) e il valore Sd (6.825)
Meglio un cappotto di pochi centimetri o meglio non intervenire? (6.427)
Coefficienti di resistenza termica R e di trasmittanza termica U (6.153)
sistema Bim (new) (5.627)
EPS e XPS. Dove sta la differenza? (4.533)
Quando applicare l’IVA al 10% e quando al 22% (4.530)
Coefficiente di trasmittanza termica U (4.056)
La VMC puntuale a doppio flusso è costosa (3.909)
Isolare dall’interno con lastre di silicato di calcio (3.732)
Calcolare la classe energetica della propria casa (3.575)

References: articolo 2
 articolo 2
 articolo 22
 articolo 19
 articolo 23
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 articolo 22
 articolo 21
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in fine
 articolo 27
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 articolo 18
 articolo 31
 articolo 15
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 articolo 1
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 articolo 7
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 articolo 26
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 articolo 3
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