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Timestamp: 2016-10-27 05:17:33+00:00

Document:
2A.97/2004 (24.02.2004)
2A.97/2004 /bom
revoca dell'autorizzazione ad esercitare la professione
di fiduciario immobiliare,
del 14 gennaio 2004 del Tribunale amministrativo del Cantone Ticino.
L'11 giugno 2003 l'Ufficio di esecuzione e fallimenti di Locarno ha segnalato al Consiglio di Stato del Cantone Ticino che a carico di A.________, titolare dell'autorizzazione per l'esercizio della professione di fiduciario immobiliare, erano stati emessi 42 attestati di carenza beni per complessivi fr. 168'356.75. Il 12 giugno 2003 l'interessato � stato avvisato che era prospettata la revoca dell'autorizzazione e, il 9 luglio successivo, � stato informato che la stessa poteva essere evitata soltanto se estingueva integralmente i suoi debiti. Ci� che non � stato fatto. Il 14 ottobre 2003 il Governo cantonale ha quindi revocato ad A.________ l'autorizzazione quale fiduciario immobiliare per decadenza delle condizioni che ne avevano determinato il rilascio. Il provvedimento � stato pronunciato sulla base dei combinati art. 8 cpv. 1 lett. d e 20 cpv. 1 della legge ticinese del 18 giugno 1984 sull'esercizio delle professioni di fiduciario (LFid).
La decisione � stata confermata su ricorso dal Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 14 gennaio 2004.
Il 12 febbraio 2004 A.________ ha presentato dinanzi al Tribunale federale un ricorso di diritto amministrativo con cui chiede che la sentenza cantonale sia annullata e che sia conferito effetto sospensivo al gravame. Lamenta una lesione dell'art. 27 Cost. (ex art. 31 Cost.).
1.1 Oggetto del contendere � una decisione fondata sugli art. 8 cpv. 1 lett. d e 20 cpv. 1 LFid, ossia sul diritto cantonale, pronunciata da un'autorit� cantonale di ultima istanza (art. 8a LFid combinato con l'art. 60 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966): la stessa va quindi contestata con ricorso di diritto pubblico (cfr. art. 84 OG). Il fatto che il ricorrente abbia esperito un ricorso di diritto amministrativo non gli nuoce, dato che il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sull'ammissibilit� del rimedio sottopostogli (DTF 129 III 107 consid. 1 e rinvii) e che al riguardo � irrilevante come sia stato intitolato il gravame (DTF 125 I 7 consid. 2a).
1.2 Nel caso concreto, si pone il quesito di sapere se il ricorso sia ammissibile giusta l'art. 90 OG: in effetti, la motivazione dello stesso, largamente di natura appellatoria, non sembra adempire le esigenze formali di cui al menzionato disposto (sul cosiddetto principio dell'allegazione, cfr. DTF 117 Ia 393 consid. 1c e rinvii). La questione pu� tuttavia rimanere irrisolta, poich� l'impugnativa, come verr� esposto di seguito, � comunque infondata e in quanto tale va respinta.
2.1 Secondo il ricorrente, l'art. 8 cpv. 1 lett. d LFid sarebbe incostituzionale, poich� in evidente contrasto con la libert� economica garantita dall'art. 27 Cost. (ex art. 31 Cost.). A suo avviso, detto disposto violerebbe il principio della proporzionalit� e non sarebbe giustificato da un interesse pubblico prevalente.
2.2 Secondo l'art. 20 cpv. 1 LFid, l'autorizzazione all'esercizio della professione � revocata quando non sono pi� adempiuti i presupposti per il suo rilascio. Giusta l'art. 8 cpv. 1 lett. d LFid, quest'ultimo � subordinato alla condizione che il richiedente non si trovi in stato d'insolvenza comprovato da attestati di carenza beni. Nel caso concreto, � pacifico che sono adempiuti i requisiti per poter revocare l'autorizzazione di cui disponeva il ricorrente. Vagliando poi, liberamente (cfr. DTF 122 I 236 consid. 4a, 120 Ia 67 consid. 3b con rinvii), la compatibilit� della norma querelata con la garanzia della libert� economica invocata dall'insorgente, va rilevato innanzitutto che questi non mette in dubbio l'esistenza di una base legale sufficiente. Va poi osservato che l'esigenza di cui alla norma contestata appare sorretta da un interesse pubblico evidente nonch� rispettosa del principio della proporzionalit�. In effetti, prevedere che l'autorizzazione all'esercizio della professione viene revocata quando il titolare si trova in uno stato d'insolvenza comprovato da attestati di carenza beni costituisce un provvedimento volto ad evitare che il fiduciario confrontato a serie difficolt� finanziarie sia tentato di abusare della situazione, ad esempio utilizzando i beni affidatigli per sanare le proprie finanze. In altre parole, vi � un interesse pubblico preponderante a tutelare e proteggere gli interessi dei clienti di un fiduciario che si ritrova oberato di debiti. Al riguardo va osservato che la circostanza che, come affermato dal ricorrente, egli abbia sempre avuto sin dall'inizio della sua attivit� un comportamento irreprensibile, non offre una garanzia sufficiente che non commetter� mai un atto illecito. Infine, va constatato che all'interessato � stato concesso sufficientemente tempo per sanare la propria situazione finanziaria e che questi, malgrado le assicurazioni fornite, non vi ha rimediato. La decisione impugnata appare dunque sorretta da pertinenti interessi pubblici e non risulta lesiva del principio della proporzionalit�. La stessa dev'essere pertanto considerata rispettosa della libert� economica invocata dal ricorrente. La critica, infondata, va respinta.
2.3 Il ricorrente lamenta una disparit� di trattamento rispetto ad altre professioni che non sarebbero sottoposte a simili limitazioni. La censura non adempie tuttavia le esigenze di motivazioni di cui all'art. 90 OG e sfugge pertanto ad un esame di merito.
3.1 Il ricorso, manifestamente infondato nella misura in cui � ammissibile, pu� essere deciso secondo la procedura semplificata di cui all'art. 36a OG. Le spese seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1, 153 e 153a OG). Non si assegnano ripetibili ad autorit� vincenti (art. 159 cpv. 2 OG).
3.2 Con l'evasione del gravame, la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo � divenuta priva d'oggetto.

References: art. 8
 sentenza 
 sentenza 
 art. 31
 art. 8
 art. 84
 DTF 
 art. 31
 DTF