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Timestamp: 2020-04-02 03:38:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 13915 del 05/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13915 del 05/06/2017
Cassazione civile, sez. un., 05/06/2017, (ud. 04/04/2017, dep.05/06/2017), n. 13915
sul ricorso 19344-2016 proposto da:
rappresentato e difeso dall’avvocato ANTONINO CAROLLO;
dell’Avvocato Generale Dott. FUZIO Riccardo, che ha concluso per il
– il Consiglio Nazionale Forense con decisione del 12 luglio 2016 ha inflitto all’avvocato P.D. la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per il periodo di tre anni;
– avverso la decisione l’avv. P. ha proposto ricorso a queste S.U., con contestuale richiesta di sospensione della provvisoria esecuzione;
– il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di (OMISSIS) ha resistito con deduzioni difensive;
– col primo motivo è dedotta nullità del capo di incolpazione modificato, violazione del diritto di difesa in relazione alla modifica e mancata rinnovazione istruttoria;
– col secondo motivo è dedotta violazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, del R.D. n. 1578 del 1933, art. 40, n. 4 e dell’obbligo di motivazione;
– col terzo motivo è dedotta violazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, del R.D. n. 1578 del 1933, art. 40, n. 3, dell’art. 1 c.p., art. 2 c.p., commi 1 e 4, art. 25Cost.;
– col quarto motivo è dedotta violazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3 e n. 5, del R.D. n. 1578 del 1933, art. 40, n. 3, dell’art. 1 c.p., art. 2 c.p., commi 1 e 4, art. 25Cost. e della L. n. 247 del 2012;
– il primo motivo attiene al merito ed all’attività istruttoria e procedimentale, mentre i restanti tre attengono ai criteri di determinazione e di applicazione della sanzione;
– rispetto al primo motivo, non sussiste il fumus boni iuris, considerato che, pur essendo stato modificato il capo di incolpazione, la modifica è stata tempestivamente portata a conoscenza dell’interessato, che questi ha potuto svolgere le proprie difese in udienza, che comunque frattanto era intervenuto il giudicato penale;
– rispetto al secondo ed al terzo motivo è parimenti insussistente il fumus boni iuris, poichè il CNF -nel modificare la sanzione disciplinare della cancellazione inflitta dal COA nella sanzione della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale- non ha svolto alcuna attività di “commutazione” non consentita all’organo di seconda istanza, ma ha determinato la sanzione applicando il principio del favor rei, in riferimento alla successione delle norme della legge professionale; ha così adottato una decisione più favorevole per l’incolpato rispetto a quella che sarebbe derivata dall’applicazione del principio del tempus regit actum (in quanto questo avrebbe comportato l’applicabilità della sanzione della cancellazione, in effetti comminata dal COA, con il provvedimento riformato dal CNF);
il quarto motivo pone, sempre rispetto alla successione delle norme della legge professionale, la questione -non ancora espressamente esaminata da queste Sezioni Unite- di quale sia la misura della sanzione applicabile, quando -individuato il tipo di sanzione in base alle norme vigenti (nel caso di specie, la sospensione)- per tale sanzione queste stabiliscano limiti massimi superiori a quelli fissati dalle norme oramai abrogate e l’organo disciplinare superi, in concreto (infliggendo la sospensione per tre anni, come accaduto nel caso di specie), il limite massimo irrogabile per quel tipo di sanzione nel regime previgente (da due mesi ad un anno);
– trattandosi di questione rilevante, da approfondire in sede di merito, e tenuto conto del periodo di sospensione già sofferto dal ricorrente, appare opportuno, allo stato degli atti, accogliere l’istanza cautelare.
La Corte di cassazione, a sezioni unite, sospende l’esecuzione del provvedimento adottato dal Consiglio Nazionale Forense nel confronti dell’avvocato P.D..
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio delle sezioni unite civili della Corte di Cassazione, il 4 aprile 2017.

References: Sentenza 
 art. 40
 art. 40
 art. 2
 art. 25
 art. 40
 art. 2
 art. 25