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Timestamp: 2017-06-27 19:10:45+00:00

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Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: aprile 2015
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA LIBERTÀ INDIVIDUALE - IN GENERE - ATTI PERSECUTORI - TERMINE PER LA PROPOSIZIONE DELLA QUERELA - MOMENTO CONSUMATIVO - INDIVIDUAZIONE
La S.C. ha affermato che il termine utile ai fini della proposizione della querela per il delitto di atti persecutori inizia a decorrere dalla consumazione del reato, che coincide con “l’evento di danno” consistente nella alterazione delle proprie abitudini di vita o in un perdurante stato di ansia o di paura, ovvero con “l’evento di pericolo” consistente nel fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto.
Presidente: P. Dubolino
Relatore: A. Guardiano
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Sentenza n. 17082 ud. 05/12/2014 - deposito del 23/04/2015
MALTRATTAMENTO DI ANIMALI – LESIONI PROCURATE AL CANE DI PROPRIETÀ DURANTE L’ESERCIZIO ABUSIVO DELLA CACCIA – CONFIGURABILITÀ DEL REATO – SUSSISTENZA
La Prima Sezione della Corte di Cassazione, ha affermato che integra il reato di maltrattamento di animali, previsto dall’art. 544 ter cod.pen., la condotta dell’agente che, esercitando in modo abusivo la caccia ed installando, in particolare, trappole illegali, provochi lesioni ad un animale.
Presidente: U.Giordano
Relatore: L.P.Caiazzo
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Sentenza n. 17012 ud. 08/04/2015 - deposito del 23/04/2015
ESECUZIONE – GIUDICE DELL’ESECUZIONE - CONFISCA DI PREVENZIONE – ISTANZA DEL TERZO PER IL RICONOSCIMENTO DEL CREDITO GARANTITO DA IPOTECA SUL BENE CONFISCATO – UTILIZZABILITÀ DELLE RISULTANZE ISTRUTTORIE CONTENUTE NEL FASCICOLO DELLA MISURA DI PREVENZIONE – LEGITTIMITÀ.
Sentenza n. 17015 ud. 12/12/2014 - deposito del 23/04/2015
La Prima Sezione della Corte di Cassazione, pronunciandosi in tema di misure di prevenzione patrimoniali, ha affermato che il giudice adito in sede di esecuzione con istanza di riconoscimento del credito a norma dell’art. 52 d.lgs. n. 159 del 2011 dal creditore assistito da garanzia reale sul bene oggetto di confisca, e rimasto terzo estraneo al procedimento di cognizione all’esito del quale é stato emesso provvedimento ablatorio, può legittimamente utilizzare, ai fini della decisione, gli atti dell’indicata procedura cognitiva senza necessità di adottare un formale provvedimento ammissivo degli stessi.
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ISTITUTI DI PREVENZIONE E DI PENA (ORDINAMENTO PENITENZIARIO) – RECLAMO GIURISDIZIONALE PROPOSTO A TUTELA DEI DIRITTI DEI DETENUTI – DISCIPLINA PROCESSUALE DETTATA DAGLI ARTT. 35-BIS E 69, COMMA 6, ORD. PEN., COME INTRODOTTI O MODIFICATI PER EFFETTO DEL D.L. N. 146 DEL 2013 – IMMEDIATA OPERATIVITÀ – PROVVEDIMENTO DECISORIO DEL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA – QUALIFICAZIONE COME DECRETO O COME ORDINANZA – CRITERI DISTINTIVI – RICORSO IMMEDIATO PER CASSAZIONE AVVERSO L’ORDINANZA – AMMISSIBILITÀ – ESCLUSIONE – CONSEGUENZE.
Sentenza n. 16375 ud. 20/03/2015 - deposito del 20/04/2015
La Corte di cassazione, pronunciandosi su un reclamo giurisdizionale concernente l’asserita inosservanza da parte dell’amministrazione penitenziaria di disposizioni dalle quali deriva al detenuto o all’internato un attuale e grave pregiudizio all’esercizio dei diritti, ha affermato che:
- le disposizioni processuali di cui agli art. 35-bis e 69, comma 6, ord. pen., come introdotti o modificati per effetto del d.l. n. 146 del 2013, convertito in legge n. 10 del 2014, in carenza di norme di diritto intertemporale, trovano immediata applicazione anche nei procedimenti attivati dai detenuti nella vigenza della precedente disciplina;
- i provvedimenti emessi dal Magistrato di Sorveglianza all’esito del procedimento ex artt. 35-bis e 69, comma 6, ord. pen. sono qualificabili come decreto o, invece, come ordinanza, in considerazione del loro contenuto obiettivo e della loro collocazione nella sequenza procedimentale;
- avverso l’ordinanza del Magistrato di Sorveglianza è proponibile il reclamo al Tribunale di sorveglianza e non il ricorso diretto per cassazione, ma l’immediata presentazione di quest’ultimo non determina l’inammissibilità dell’impugnazione, bensì, in virtù del principio di conversione, ex art. 568, comma 5, cod. proc. pen., la trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza, previa qualificazione del ricorso come reclamo.
(Fattispecie in cui i detenuti si erano doluti della installazione di reti metalliche, fissate alle inferriate delle celle, ritenendo che esse impedissero l’entrata di luce e aria nelle celle).
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LIBERAZIONE ANTICIPATA – LIBERAZIONE ANTICIPATA SPECIALE EX ART. 4 D.L. N. 146 DEL 2013, CONV. CON MOD. IN L. N. 10 DEL 2014 – APPLICABILITÀ AI CONDANNATI AMMESSI ALLA DETENZIONE DOMICILIARE AI SENSI DELLE DISPOSIZIONI SUI COLLABORATORI DI GIUSTIZIA - ESCLUSIONE.
Sentenza n. 16656 ud. 16/01/2015 - deposito del 21/04/2015
In tema di liberazione anticipata “speciale”, di cui all’art. 4 d.l. 23 dicembre 2013, n. 146 (convertito, con modificazioni, in l. 21 febbraio 2014, n. 10), la Prima sezione della Corte di cassazione ha affermato che tale istituto non si applica ai condannati ammessi alla detenzione domiciliare, anche nelle ipotesi in cui la misura alternativa alla detenzione sia stata disposta, ai sensi dell’art. 16 nonies d.l. 15 gennaio 1991, n. 8 (convertito, con modificazioni, in l. 15 marzo 1991, n. 82), in favore di condannati che hanno collaborato con la giustizia.
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REATI CONTRO LA PERSONA – ATTI SESSUALI CON MINORENNE – ATTENUANTE DELLA MINORE GRAVITÀ – ATTI COMPIUTI MEDIANTE COMUNICAZIONE TELEMATICA – CONFIGURABILITÀ DELL’ATTENUANTE PER LA SOLA ASSENZA DI CONTATTI FISICI CON IL MINORE - ESCLUSIONE.
Sentenza n. 16616 ud. 25/03/2015 - deposito del 21/04/2015
In tema di atti sessuali con minorenne, la Terza sezione della Corte di cassazione ha affermato che le condotte poste in essere mediante comunicazione telematica non presentano – per il solo fatto di svolgersi in assenza di contatto fisico con la vittima - connotazioni di minore lesività sulla sfera psichica del minore tali da rendere applicabile, in ogni caso, l’attenuante prevista dall’art. 609-quater, quarto comma, cod. pen., per i casi di minore gravità.
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GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - CUSTODIA DI VEICOLI SOTTOPOSTI A SEQUESTRO AMMINISTRATIVO - COMPENSO DEL CUSTODE - RICHIESTA DI ACCONTI PRIMA DELLA CONFISCA O RESTITUZIONE DEFINITIVA DEL BENE - GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO O AMMINISTRATIVO
Ordinanza interlocutoria n. 8010 del 20/04/2015
La Sezione Sesta civile - 2 ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione se, in tema di custodia di beni sottoposti a sequestro amministrativo, la controversia avente ad oggetto la pretesa del custode di pagamento di acconti sul compenso finale anteriormente alla confisca o alla definitiva restituzione del bene appartenga alla giurisdizione del giudice ordinario o del giudice amministrativo.
Presidente: B. Bianchini
Relatore: B. Bianchini
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RETTIFICA DEL SESSO DA PARTE DI PERSONA CONIUGATA – CONSEGUENZE – MANTENIMENTO IN VITA DEL MATRIMONIO – SUSSISTENZA.
Sentenza n. 8097 del 21/04/2015
La prima sezione civile ha accolto il ricorso, proposto da una coppia unita in matrimonio e in cui uno dei coniugi aveva ottenuto la rettificazione dell’attribuzione di sesso, contro l’annotazione – avvenuta proprio a seguito di tale rettifica - a margine dell’atto di matrimonio dell’intervenuta cessazione dei suoi effetti. La Suprema Corte ha ritenuto che la sentenza n. 170 del 2014 della Corte costituzionale – con la quale ha dichiarato l’illegittimità delle norme in tema di rettifica del sesso nella parte in cui non prevedono la possibilità di mantenere in vita il rapporto di coppia con altra forma di convivenza giuridicamente riconosciuta, con modalità da statuire dal legislatore - fosse non di mero monito ma autoapplicativa, con la conseguenza che è costituzionalmente necessario conservare alla coppia il riconoscimento dei diritti e doveri conseguenti al matrimonio fino a quando il legislatore non intervenga.
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CONTRATTI AGRARI - PRELAZIONE E RISCATTO AGRARIO - SPETTANZA AL CONFINANTE NUDO PROPRIETARIO - ESCLUSIONE
Sentenza n. 6904 del 07/04/2015
Il diritto di prelazione e riscatto agrario, costituendo oggetto di previsioni legali tassative, non spetta, a norma dell’art. 7 della legge n. 817 del 1971, al confinante che sia solo nudo proprietario del terreno.
Presidente: A. Segreto
Estensore: F.M. Cirillo
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Sentenza n. 6855 del 03/04/2015
Relatore: M. Dogliotti
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References: Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 
 art. 35
 art. 568
 ART. 4

Sentenza 

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