Source: http://www.urantia.nyc/ita01/119.html
Timestamp: 2019-05-22 01:35:33+00:00

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Il Libro di Urantia, Fascicolo 119. I conferimenti di Cristo Micael
Il Libro di Urantia - Fascicolo 119. I conferimenti di Cristo Micael
Fascicolo 119. I conferimenti di Cristo Micael
§ 1. Il primo conferimento
§ 2. Il secondo conferimento
§ 3. Il terzo conferimento
§ 4. Il quarto conferimento
§ 5. Il quinto conferimento
§ 6. Il sesto conferimento
§ 7. Il settimo ed ultimo conferimento
§ 8. Lo status di Micael dopo i suoi conferimenti
119:0.1 (1308.1) QUALE capo degli Astri della Sera di Nebadon, io sono stato assegnato ad Urantia da Gabriele con la missione di rivelare la storia dei sette conferimenti di Micael di Nebadon, Sovrano dell’Universo; il mio nome è Gavalia. Nel fare questa presentazione io mi atterrò strettamente alle limitazioni imposte dal mio mandato.
119:0.2 (1308.2) L’attributo di conferimento è inerente ai Figli Paradisiaci del Padre Universale. Nel loro desiderio di venire a contatto con le esperienze di vita delle creature viventi loro subordinate, i vari ordini di Figli Paradisiaci riflettono la natura divina dei loro genitori del Paradiso. Il Figlio Eterno della Trinità del Paradiso ha aperto la via in questa pratica, essendosi autoconferito sette volte sui sette circuiti di Havona ai tempi dell’ascensione di Grandfanda e dei primi pellegrini provenienti dal tempo e dallo spazio. Ed il Figlio Eterno continuò a conferire se stesso negli universi locali dello spazio nelle persone dei suoi rappresentanti, i Figli Micael ed i Figli Avonal.
119:0.3 (1308.3) Quando il Figlio Eterno conferisce un Figlio Creatore ad un universo locale progettato, questo Figlio Creatore assume la piena responsabilità di completare, controllare e pacificare quel nuovo universo; egli fa inoltre il solenne giuramento alla Trinità eterna di non assumere la piena sovranità della nuova creazione prima che i suoi sette conferimenti sotto forma di creatura siano stati completati con successo e certificati dagli Antichi dei Giorni aventi giurisdizione sul superuniverso interessato. Questo obbligo è assunto da ogni Figlio Micael che si offre volontario per uscire dal Paradiso ed impegnarsi nella creazione e nell’organizzazione di un universo.
119:0.4 (1308.4) Il proposito di queste incarnazioni sotto forma di creatura è di permettere a questi Creatori di divenire dei sovrani saggi, affettuosi, giusti e comprensivi. Questi Figli divini sono per natura giusti, ma divengono di una comprensione misericordiosa in conseguenza di queste esperienze successive di conferimento. Essi sono misericordiosi per natura, ma queste esperienze li rendono misericordiosi in modo nuovo e maggiore. Tali conferimenti sono le ultime tappe della loro educazione e formazione per il compito sublime di governare gli universi locali in rettitudine divina e con giusto giudizio.
119:0.5 (1308.5) Sebbene questi conferimenti portino numerosi vantaggi accessori ai vari mondi, sistemi e costellazioni, come pure ai differenti ordini d’intelligenze universali interessati e beneficati, tuttavia essi sono principalmente destinati a completare la formazione personale e l’educazione universale di un Figlio Creatore stesso. Questi conferimenti non sono indispensabili alla conduzione saggia, giusta ed efficace di un universo locale, ma sono assolutamente necessari per un’equa, misericordiosa e comprensiva amministrazione di tale creazione, formicolante delle sue varie forme di vita e delle sue miriadi di creature intelligenti ma imperfette.
119:0.6 (1308.6) I Figli Micael cominciano il loro lavoro di organizzazione di un universo con una piena e giusta comprensione per i vari ordini di esseri che hanno creato. Essi hanno immense riserve di misericordia per tutte queste creature differenti, ed anche pietà per quelle che sbagliano e si dibattono nelle difficoltà da loro stesse prodotte. Ma tali dotazioni di giustizia e di rettitudine non basteranno nel giudizio degli Antichi dei Giorni. Questi dirigenti trini dei superuniversi non confermeranno mai un Figlio Creatore come Sovrano d’Universo prima che abbia realmente acquisito il punto di vista delle sue creature mediante un’esperienza effettiva nell’ambiente in cui esistono e nella forma di queste stesse creature. In tal modo questi Figli divengono dei sovrani avveduti e comprensivi; essi arrivano a conoscere i vari gruppi sui quali regnano ed esercitano un’autorità universale. Per mezzo di un’esperienza vivente essi acquisiscono una misericordia pratica, un giudizio equo e la pazienza nata da un’esistenza come creatura esperienziale.
119:0.7 (1309.1) L’universo locale di Nebadon è ora governato da un Figlio Creatore che ha completato il suo servizio di conferimento. Egli regna con una giusta e misericordiosa supremazia su tutti i vasti regni del suo universo in corso di evoluzione e di perfezionamento. Micael di Nebadon è il 611.121° conferimento del Figlio Eterno agli universi del tempo e dello spazio ed ha cominciato l’organizzazione del vostro universo locale circa quattrocento miliardi di anni fa. Micael si è preparato per la sua prima avventura di conferimento circa all’epoca in cui Urantia stava prendendo la sua forma attuale, un miliardo di anni fa. I suoi conferimenti sono avvenuti ad intervalli di circa centocinquanta milioni di anni; l’ultimo è avvenuto su Urantia millenovecento anni fa. Io procederò ora a descrivervi la natura ed il carattere di questi conferimenti nella misura in cui lo permette il mio incarico.
119:1.1 (1309.2) Fu un avvenimento solenne su Salvington, quasi un miliardo di anni fa, quando i direttori ed i capi riuniti dell’universo di Nebadon ascoltarono Micael annunciare che suo fratello maggiore, Emanuele, avrebbe assunto presto l’autorità in Nebadon, mentre lui (Micael) si sarebbe assentato per una missione non spiegata. Nessun altro annuncio fu fatto su questa operazione, eccetto il messaggio di commiato trasmesso ai Padri delle Costellazioni che, tra altre istruzioni, diceva: “E durante questo periodo vi pongo sotto la custodia e la cura di Emanuele, mentre io vado ad eseguire il mandato di mio Padre del Paradiso.”
119:1.2 (1309.3) Dopo aver inviato questi saluti di commiato, Micael apparve sul campo di partenza di Salvington, esattamente come aveva fatto in molte occasioni precedenti in cui si preparava a partire per Uversa o per il Paradiso, salvo che venne da solo. Egli concluse la sua allocuzione di partenza con queste parole: “Vi lascio solo per un breve periodo. Molti di voi, lo so, vorrebbero venire con me, ma dove vado io voi non potete venire. Quello che sto per fare, voi non potete farlo. Io vado a compiere la volontà delle Deità del Paradiso e quando avrò terminato la mia missione ed acquisito questa esperienza riprenderò il mio posto tra voi.” Dopo aver detto questo Micael di Nebadon scomparve dalla vista di tutti coloro che erano riuniti e non riapparve per vent’anni del tempo standard. In tutto Salvington soltanto la Divina Ministra ed Emanuele conoscevano quanto stava accadendo, e l’Unione dei Giorni partecipò il suo segreto solo al capo esecutivo dell’universo, Gabriele, il Radioso Astro del Mattino.
119:1.3 (1309.4) Tutti gli abitanti di Salvington e coloro che abitavano sui mondi capitale delle costellazioni e dei sistemi si riunirono attorno alle loro rispettive stazioni per la ricezione delle informazioni universali, sperando di ricevere qualche notizia sulla missione e sul luogo di soggiorno del Figlio Creatore. Non fu ricevuto alcun messaggio di qualche importanza fino al terzo giorno successivo alla partenza di Micael. In questo giorno fu registrata su Salvington una comunicazione proveniente dalla sfera Melchizedek, sede di quell’ordine in Nebadon, che descriveva semplicemente la seguente operazione straordinaria e senza precedenti: “Oggi a mezzogiorno è apparso sul campo d’arrivo di questo mondo uno strano Figlio Melchizedek, che non è del nostro gruppo, ma che è del tutto simile ai membri del nostro ordine. Egli era accompagnato da un onniafino solitario che portava credenziali da Uversa e che presentava istruzioni indirizzate al nostro capo da parte degli Antichi dei Giorni e concordate con Emanuele di Salvington. Esse ordinavano che questo nuovo Figlio Melchizedek fosse ricevuto nel nostro ordine ed assegnato al servizio d’emergenza dei Melchizedek di Nebadon. Così è stato ordinato e così è stato fatto.”
119:1.4 (1310.1) Questo è quasi tutto ciò che si trova negli archivi di Salvington circa il primo conferimento di Micael. Nient’altro vi appare per cento anni del tempo di Urantia, quando fu registrato il fatto del ritorno di Micael e della sua improvvisa riassunzione della direzione degli affari dell’universo. Si può tuttavia trovare sul mondo Melchizedek una strana iscrizione, un racconto del servizio di questo eccezionale Figlio Melchizedek del corpo d’emergenza di quell’era. Questo rapporto è conservato in un modesto tempio che occupa ora la posizione antistante la dimora del Padre Melchizedek, e comprende la narrazione del servizio di questo Figlio Melchizedek transitorio in relazione alla sua assegnazione a ventiquattro missioni d’emergenza nell’universo. Questo rapporto, che ho recentemente riletto, termina così:
119:1.5 (1310.2) “Oggi a mezzogiorno, senza preavviso ed in presenza di soli tre membri della nostra fratellanza, questo Figlio visitatore del nostro ordine è scomparso dal nostro mondo come era venuto, accompagnato soltanto da un onniafino solitario. E questo resoconto termina ora con l’attestazione che questo visitatore è vissuto come un Melchizedek, nelle sembianze di un Melchizedek, ha lavorato come un Melchizedek ed ha fedelmente compiuto tutte le sue missioni come Figlio d’emergenza del nostro ordine. Per consenso universale egli è divenuto capo dei Melchizedek, avendo guadagnato il nostro amore e la nostra adorazione con la sua incomparabile saggezza, il suo amore supremo e la sua splendida consacrazione al dovere. Egli ci ha amati, ci ha compresi ed ha servito con noi, e noi saremo per sempre i suoi leali e devoti compagni Melchizedek, perché questo straniero sul nostro mondo è ora divenuto per l’eternità un ministro universale di natura Melchizedek.”
119:1.6 (1310.3) Questo è tutto ciò che mi è permesso raccontarvi sul primo conferimento di Micael. Noi, beninteso, comprendiamo pienamente che questo strano Melchizedek, che ha servito così misteriosamente con i Melchizedek un miliardo di anni fa, non era altri che il Micael incarnato durante la missione del suo primo conferimento. Gli archivi non attestano specificamente che questo straordinario ed efficiente Melchizedek fosse Micael, ma si ritiene universalmente che lo fosse. Probabilmente il resoconto effettivo di questo fatto non può essere trovato fuori degli archivi di Sonarington, e gli archivi di quel mondo segreto non sono aperti a noi. Soltanto su questo mondo sacro dei Figli divini sono interamente conosciuti i misteri dell’incarnazione e del conferimento. Noi tutti conosciamo i fatti dei conferimenti di Micael, ma non comprendiamo come sono stati effettuati. Noi non sappiamo come il governatore di un universo, il creatore dei Melchizedek, possa così improvvisamente e misteriosamente divenire uno di loro e, come tale, vivere tra di loro e lavorare come un Figlio Melchizedek per cento anni. Ma così è avvenuto.
119:2.1 (1310.4) Per quasi centocinquanta milioni di anni dopo il conferimento Melchizedek di Micael tutto andò bene nell’universo di Nebadon, poi cominciarono ad insorgere dei disordini nel sistema 11 della costellazione 37. Questi disordini erano dovuti ad un malinteso da parte di un Figlio Lanonandek, un Sovrano di Sistema, che era stato giudicato dai Padri della Costellazione con l’approvazione del Fedele dei Giorni, il consigliere del Paradiso per quella costellazione, ma il Sovrano di Sistema protestatario non si era del tutto rassegnato al verdetto. Dopo più di cento anni di malcontento egli portò i suoi associati ad una delle ribellioni più estese e disastrose contro la sovranità del Figlio Creatore mai insorte nell’universo di Nebadon, una ribellione giudicata e terminata da lungo tempo grazie all’azione degli Antichi dei Giorni di Uversa.
119:2.2 (1311.1) Questo Sovrano di Sistema ribelle, Lutentia, regnò supremo sul suo pianeta sede per più di venti anni del tempo standard di Nebadon; dopo di che gli Altissimi, con l’approvazione di Uversa, ordinarono la sua segregazione e chiesero ai dirigenti di Salvington di designare un nuovo Sovrano di Sistema che assumesse la direzione di quel sistema di mondi abitati turbato e lacerato dai conflitti.
119:2.3 (1311.2) Simultaneamente al ricevimento di questa richiesta su Salvington, Micael fece la seconda di quelle straordinarie dichiarazioni d’intenzione di assentarsi dalla capitale dell’universo per il proposito di “eseguire gli ordini di mio Padre del Paradiso”, promettendo di “ritornare al momento dovuto” e concentrando ogni autorità nelle mani di suo fratello del Paradiso, Emanuele, l’Unione dei Giorni.
119:2.4 (1311.3) Poi, con la stessa tecnica seguita al momento della sua partenza per il conferimento Melchizedek, Micael prese di nuovo congedo dalla sua sfera capitale. Tre giorni dopo questo congedo inspiegato, un nuovo membro sconosciuto apparve in mezzo al corpo di riserva dei Figli Lanonandek primari di Nebadon. Questo nuovo Figlio apparve a mezzogiorno, senza preavviso ed accompagnato da un terziafino solitario latore di credenziali degli Antichi dei Giorni di Uversa, certificate da Emanuele di Salvington, le quali ordinavano che questo nuovo Figlio fosse assegnato al sistema 11 della costellazione 37 come successore del deposto Lutentia e con piena autorità quale Sovrano di Sistema facente funzioni, in attesa della nomina di un nuovo sovrano.
119:2.5 (1311.4) Per più di diciassette anni del tempo dell’universo questo strano e sconosciuto sovrano temporaneo amministrò gli affari e risolse saggiamente le contese di questo sistema locale turbato e demoralizzato. Nessun Sovrano di Sistema fu mai più ardentemente amato o più estesamente onorato e rispettato. Questo nuovo sovrano rimise in ordine con giustizia e misericordia il turbolento sistema, portando assiduamente il suo ministero a tutti i suoi sudditi, ed offrendo inoltre al suo predecessore ribelle il privilegio di condividere il trono dell’autorità del sistema se solo si fosse scusato con Emanuele per i suoi affronti. Ma Lutentia respinse queste offerte di misericordia, sapendo bene che questo nuovo e strano Sovrano di Sistema altri non era che Micael, il governatore stesso dell’universo che egli aveva così recentemente sfidato. Ma milioni di suoi seguaci ingannati e delusi accettarono il perdono di questo nuovo governatore, conosciuto in quell’epoca come il Sovrano Salvatore del sistema di Palonia.
119:2.6 (1311.5) E giunse poi il giorno memorabile in cui arrivò il nuovo Sovrano di Sistema titolare, designato dalle autorità dell’universo come successore permanente del deposto Lutentia, e tutto Palonia pianse la partenza del capo di Sistema più nobile e più benevolo che Nebadon avesse mai conosciuto. Egli era amato da tutto il sistema e adorato dai suoi compagni di tutti i gruppi di Figli Lanonandek. La sua partenza non avvenne senza cerimonie; fu organizzata una grande celebrazione quando egli lasciò la capitale del sistema. Anche il suo predecessore deviato gli inviò questo messaggio: “Tu sei giusto e retto in tutte le tue vie. Anche se io continuo a respingere il governo del Paradiso, sono costretto ad ammettere che tu sei un amministratore giusto e misericordioso.”
119:2.7 (1312.1) E poi questo sovrano temporaneo di un sistema ribelle si congedò dal pianeta del suo breve soggiorno amministrativo e tre giorni dopo Micael riapparve su Salvington e riprese la direzione dell’universo di Nebadon. Seguì subito il terzo proclama di Uversa che annunciava l’estensione giurisdizionale dell’autorità e della sovranità di Micael. Il primo proclama fu fatto al momento del suo arrivo in Nebadon, il secondo fu emanato subito dopo il completamento del conferimento Melchizedek, ed ora seguiva il terzo al termine della seconda missione, o missione Lanonandek.
119:3.1 (1312.2) Il consiglio supremo di Salvington aveva appena terminato l’esame di una richiesta dei Portatori di Vita del pianeta 217 nel sistema 87 della costellazione 61 per l’invio in loro aiuto di un Figlio Materiale. Ora questo pianeta era situato in un sistema di mondi abitati in cui un altro Sovrano di Sistema aveva deviato, la seconda ribellione di tal genere fino ad allora in tutto Nebadon.
119:3.2 (1312.3) Su richiesta di Micael l’intervento riguardante l’istanza dei Portatori di Vita di questo pianeta fu rimandato in attesa che Emanuele potesse esaminarla e riferire in merito. Questa era una procedura irregolare e mi ricordo bene che noi tutti ci aspettavamo qualcosa d’insolito, e non dovemmo attendere a lungo. Micael rimise la direzione dell’universo nelle mani di Emanuele, mentre affidava il comando delle forze celesti a Gabriele. Dopo aver disposto in questo modo delle sue responsabilità amministrative egli si congedò dallo Spirito Madre d’Universo e scomparve dal campo di partenza di Salvington esattamente come aveva fatto nelle due precedenti occasioni.
119:3.3 (1312.4) E come ci si poteva aspettare, tre giorni dopo apparve senza preavviso sul mondo capitale del sistema 87 nella costellazione 61 uno strano Figlio Materiale accompagnato da un seconafino solitario, accreditato dagli Antichi dei Giorni di Uversa e certificato da Emanuele di Salvington. Immediatamente il Sovrano di Sistema in funzione nominò questo nuovo e misterioso Figlio Materiale come Principe Planetario reggente del mondo 217, e questa designazione fu subito confermata dagli Altissimi della costellazione 61.
119:3.4 (1312.5) Così questo straordinario Figlio Materiale cominciò la sua difficile carriera su un mondo in quarantena, in secessione ed in ribellione, situato in un sistema assillato, senza alcuna comunicazione diretta con l’universo esterno, lavorando da solo per un’intera generazione del tempo planetario. Questo Figlio Materiale d’emergenza portò al pentimento e alla redenzione il Principe Planetario deviato e tutto il suo personale e vide il ritorno del pianeta al servizio leale del governo del Paradiso qual è stabilito negli universi locali. A tempo debito un Figlio ed una Figlia Materiali arrivarono su questo mondo ringiovanito e redento, e quando furono debitamente installati come governatori planetari visibili, il Principe Planetario provvisorio o d’emergenza si congedò ufficialmente, scomparendo un giorno a mezzodì. Tre giorni dopo Micael apparve al suo consueto posto su Salvington e subito le trasmissioni del superuniverso emisero il quarto proclama degli Antichi dei Giorni che annunciava l’ulteriore avanzamento della sovranità di Micael in Nebadon.
119:3.5 (1312.6) Mi rincresce di non avere il permesso di raccontarvi la pazienza, la forza d’animo e l’abilità con le quali questo Figlio Materiale affrontò le situazioni difficili su questo pianeta confuso. La riabilitazione di questo mondo isolato è uno dei capitoli più splendidamente toccanti degli annali della salvezza in tutto Nebadon. Alla fine di questa missione risultò evidente a tutto Nebadon perché il loro amato governatore avesse scelto d’impegnarsi in questi ripetuti conferimenti nelle sembianze di qualche ordine subordinato di esseri intelligenti.
119:3.6 (1313.1) I conferimenti di Micael come Figlio Melchizedek, poi come Figlio Lanonandek e poi come Figlio Materiale sono tutti ugualmente misteriosi ed inspiegabili. In ciascun caso egli è apparso improvvisamente e come un individuo pienamente sviluppato del gruppo di conferimento. Il mistero di queste incarnazioni non sarà mai conosciuto, tranne che da quelli che hanno accesso al cerchio interno degli archivi sulla sfera sacra di Sonarington.
119:3.7 (1313.2) Dopo questo conferimento meraviglioso come Principe Planetario di un mondo in isolamento ed in ribellione, mai nessuno dei Figli e delle Figlie Materiali di Nebadon è stato tentato di lamentarsi per la sua assegnazione o di trovare da ridire sulle difficoltà della sua missione planetaria. I Figli Materiali sanno una volta per tutte che nel Figlio Creatore dell’universo hanno un sovrano comprensivo ed un amico affettuoso, uno che è “stato tentato e provato sotto tutti i punti”, come anch’essi devono essere tentati e provati.
119:3.8 (1313.3) Ciascuna di queste missioni fu seguita da un’era di servizio e di lealtà accresciuti tra tutte le intelligenze celesti originarie dell’universo, ed ogni era successiva al conferimento fu caratterizzata da un progresso e da un miglioramento in tutti i metodi di amministrazione dell’universo ed in tutte le tecniche di governo. Dopo questo conferimento nessun Figlio o Figlia Materiali si è mai unito intenzionalmente ad una ribellione contro Micael; essi lo amano e lo onorano con troppa devozione per respingerlo coscientemente. Solo attraverso inganni e sofismi gli Adami dei tempi recenti sono stati sviati da personalità ribelli di tipo superiore.
119:4.1 (1313.4) Fu alla fine di uno dei periodici appelli nominali millenari di Uversa che Micael procedette a rimettere il governo di Nebadon nelle mani di Emanuele e di Gabriele. E naturalmente, ricordando ciò che era avvenuto in passato a seguito di una tale azione, ci preparammo tutti ad assistere alla scomparsa di Micael per la sua quarta missione di conferimento, e non dovemmo attendere a lungo, perché egli si recò presto sul campo di partenza di Salvington e scomparve dalla nostra vista.
119:4.2 (1313.5) Il terzo giorno dopo questa partenza per il conferimento, osservammo nelle trasmissioni universali destinate ad Uversa questa significativa notizia proveniente dal quartier generale serafico di Nebadon: “Riportiamo l’arrivo imprevisto di un serafino sconosciuto, accompagnato da un supernafino solitario e da Gabriele di Salvington. Questo serafino non registrato possiede i requisiti dell’ordine di Nebadon e porta credenziali degli Antichi dei Giorni di Uversa, certificate da Emanuele di Salvington. Detto serafino si rivela appartenere all’ordine supremo degli angeli di un universo locale ed è già stato assegnato al corpo dei consiglieri dell’insegnamento.”
119:4.3 (1313.6) Micael rimase assente da Salvington in questo conferimento serafico per un periodo di oltre quarant’anni del tempo standard dell’universo. Durante questo tempo egli fu assegnato come consigliere serafico dell’insegnamento, quello che si potrebbe definire un segretario particolare, a ventisei istruttori maestri successivi, lavorando su ventidue mondi differenti. Il suo ultimo incarico fu quello di consigliere ed assistente assegnato ad una missione di conferimento di un Figlio Istruttore Trinitario sul mondo 462 del sistema 84 della costellazione 3 nell’universo di Nebadon.
119:4.4 (1314.1) Nei sette anni di tale incarico, questo Figlio Istruttore Trinitario non fu mai del tutto persuaso dell’identità del suo associato serafico. In verità, durante quest’epoca, ogni serafino fu osservato con un interesse ed una cura particolari. Noi tutti sapevamo benissimo che il nostro amato Sovrano era fuori nell’universo, celato nelle sembianze di un serafino, ma non potemmo mai essere certi della sua identità. Egli non fu mai chiaramente identificato prima della sua assegnazione alla missione di conferimento di questo Figlio Istruttore Trinitario. Ma per tutto questo periodo i serafini supremi furono sempre trattati con sollecitudine speciale per timore che qualcuno di noi scoprisse che avevamo inconsapevolmente ospitato il Sovrano dell’universo in missione di conferimento sotto forma di creatura. E così è divenuto per sempre vero, per quanto concerne gli angeli, che il loro Creatore e Sovrano è stato “in tutti i punti tentato e provato nelle sembianze di una personalità serafica”.
119:4.5 (1314.2) Via via che questi conferimenti successivi parteciparono sempre più della natura delle forme inferiori di vita universale, Gabriele fu sempre più associato a queste avventure d’incarnazione, operando come agente di collegamento universale tra il Micael conferito ed Emanuele, il governatore interinale dell’universo.
119:4.6 (1314.3) Micael è ora passato per l’esperienza di conferimento di tre ordini di Figli universali da lui creati: i Melchizedek, i Lanonandek ed i Figli Materiali. Poi accondiscende a personalizzarsi nelle sembianze della vita angelica come serafino supremo, prima di rivolgere la sua attenzione alle varie fasi delle carriere ascendenti della forma più bassa delle sue creature dotate di volontà, i mortali evoluzionari del tempo e dello spazio.
119:5.1 (1314.4) Poco più di trecento milioni di anni fa, secondo la misurazione del tempo su Urantia, noi fummo testimoni di un altro trasferimento dell’autorità universale ad Emanuele ed osservammo i preparativi di Micael per la partenza. Questa occasione fu differente dalle precedenti, nel senso che egli annunciò che la sua destinazione era Uversa, capitale del superuniverso di Orvonton. A tempo debito il nostro Sovrano partì, ma le trasmissioni del superuniverso non fecero mai menzione dell’arrivo di Micael alla corte degli Antichi dei Giorni. Poco dopo la sua partenza da Salvington comparve nelle trasmissioni di Uversa questa significativa dichiarazione: “È arrivato oggi, senza preavviso e privo di numero, un pellegrino ascendente di origine mortale proveniente dall’universo di Nebadon, certificato da Emanuele di Salvington ed accompagnato da Gabriele di Nebadon. Questo essere non identificato presenta lo status di un vero spirito ed è stato accolto nella nostra comunità.”
119:5.2 (1314.5) Se voi visitaste oggi Uversa, ascoltereste il racconto del tempo in cui vi soggiornò Eventod, perché questo pellegrino particolare e sconosciuto del tempo e dello spazio fu conosciuto su Uversa con questo nome. E questo ascendente mortale, a dir poco una stupenda personalità nelle esatte sembianze dello stadio spirituale dei mortali ascendenti, visse e lavorò su Uversa per un periodo di undici anni del tempo standard di Orvonton. Questo essere ricevette gli incarichi ed assolse i compiti di un mortale spirituale assieme ai suoi simili provenienti dai vari universi locali di Orvonton. In “tutti i punti egli fu tentato e provato, come i suoi compagni”, ed in tutte le occasioni si mostrò degno della fiducia dei suoi superiori, meritandosi infallibilmente il rispetto e la leale ammirazione degli spiriti suoi compagni.
119:5.3 (1315.1) Su Salvington noi seguimmo la carriera di questo pellegrino spirituale con estremo interesse, sapendo perfettamente, per la presenza di Gabriele, che questo modesto spirito pellegrino senza numero non era altri che il governante conferitosi del nostro universo locale. Questa prima apparizione di Micael incarnato nel ruolo di uno stadio di evoluzione mortale fu un avvenimento che appassionò ed affascinò tutto Nebadon. Noi avevamo inteso parlare di queste cose, ma ora potevamo osservarle. Egli apparve su Uversa come un mortale spirituale pienamente sviluppato e perfettamente istruito, e come tale continuò la sua carriera fino al momento dell’avanzamento di un gruppo di ascendenti mortali ad Havona. Egli ebbe allora un colloquio con gli Antichi dei Giorni ed immediatamente, in compagnia di Gabriele, prese improvviso e discreto congedo da Uversa, apparendo poco dopo al suo posto consueto su Salvington.
119:5.4 (1315.2) Fu solo dopo il completamento di questo conferimento che noi cominciammo a sospettare che Micael si sarebbe probabilmente incarnato nelle sembianze dei suoi vari ordini di personalità universali, dai più alti Melchizedek fino all’ultimo gradino dei mortali di carne e sangue dei mondi evoluzionari del tempo e dello spazio. In quest’epoca i collegi Melchizedek cominciarono ad insegnare che era probabile che Micael s’incarnasse un giorno come un mortale della carne, e si formularono molte ipotesi sulla possibile tecnica di un tale conferimento inspiegabile. Il fatto che Micael abbia svolto di persona il ruolo di un mortale ascendente diede un nuovo ed accresciuto interesse all’intero piano di progressione delle creature lungo tutto il tragitto attraverso l’universo locale ed il superuniverso.
119:5.5 (1315.3) Tuttavia la tecnica di questi conferimenti successivi rimase un mistero. Gabriele stesso confessa che non comprende il metodo con il quale questo Figlio Paradisiaco e Creatore di un universo può, a volontà, assumere la personalità e vivere la vita di una delle sue creature subordinate.
119:6.1 (1315.4) Ora che tutta Salvington aveva familiarità con i preliminari di un conferimento imminente, Micael convocò coloro che risiedevano sul suo pianeta-sede e per la prima volta espose il resto del piano d’incarnazione, annunciando che avrebbe lasciato presto Salvington allo scopo di assumere la carriera di un mortale morontiale presso la corte degli Altissimi Padri sul pianeta capitale della quinta costellazione. Poi ascoltammo per la prima volta l’annuncio che il suo settimo ed ultimo conferimento avrebbe avuto luogo su un mondo evoluzionario nelle sembianze della carne mortale.
119:6.2 (1315.5) Prima di lasciare Salvington per il suo sesto conferimento, Micael parlò agli abitanti riuniti della sfera e partì sotto lo sguardo di tutti gli astanti, accompagnato da un serafino solitario e dal Radioso Astro del Mattino di Nebadon. Mentre la direzione dell’universo era stata di nuovo affidata ad Emanuele, vi fu una più ampia ripartizione delle responsabilità amministrative.
119:6.3 (1315.6) Micael apparve sulla capitale della quinta costellazione come un mortale morontiale di status ascendente nel pieno possesso dei suoi mezzi. Mi dispiace che mi sia proibito rivelare i dettagli di questa carriera di un mortale morontiale senza numero, perché fu una delle epoche più straordinarie e stupefacenti nell’esperienza di conferimento di Micael, non escluso il suo soggiorno drammatico e tragico su Urantia. Ma tra le molte restrizioni impostemi quando accettai questo incarico, ce n’è una che mi proibisce di rivelare i dettagli di questa meravigliosa carriera di Micael come mortale morontiale di Endantum.
119:6.4 (1316.1) Quando Micael ritornò da questo conferimento morontiale fu evidente a noi tutti che il nostro Creatore era divenuto una creatura simile a noi, che il Sovrano dell’Universo era anche l’amico e l’aiuto affettuoso persino delle forme più basse delle intelligenze create dei suoi regni. Noi avevamo già notato questa acquisizione progressiva del punto di vista delle creature nell’amministrazione dell’universo, perché essa era apparsa gradualmente; ma divenne più evidente dopo il completamento del suo conferimento come mortale morontiale ed ancora di più dopo il suo ritorno dalla carriera di figlio del carpentiere su Urantia.
119:6.5 (1316.2) Noi fummo informati in anticipo da Gabriele sul momento in cui Micael avrebbe terminato il conferimento morontiale, e di conseguenza preparammo un’accoglienza appropriata su Salvington. Milioni e milioni di esseri si erano riuniti dai mondi capitali delle costellazioni di Nebadon, e la maggior parte dei soggiornanti sui mondi adiacenti a Salvington fu riunita per dargli il benvenuto al suo ritorno al governo del suo universo. In risposta ai nostri numerosi indirizzi di benvenuto ed espressioni di apprezzamento per un Sovrano interessato in modo così vitale alle sue creature, egli si limitò a rispondere: “Mi sono semplicemente occupato degli affari di mio Padre. Sto solo facendo quello che piace ai Figli Paradisiaci che amano le loro creature e che anelano a comprenderle.”
119:6.6 (1316.3) Ma da quel giorno e fino al momento in cui Micael s’imbarcò per la sua avventura su Urantia in quanto Figlio dell’Uomo, tutto Nebadon continuò a discutere sulle numerose imprese del suo Governatore Sovrano mentre operava su Endantum incarnato, mediante il conferimento, come un mortale morontiale d’ascensione evoluzionaria, venendo sottoposto in tutti i punti a prove come i suoi compagni riuniti dai mondi materiali dell’intera costellazione in cui soggiornava.
119:7.1 (1316.4) Per decine di migliaia di anni noi tutti attendemmo con impazienza il settimo ed ultimo conferimento di Micael. Gabriele ci aveva informati che questo conferimento terminale sarebbe stato fatto nelle sembianze della carne mortale, ma noi ignoravamo totalmente il momento, il luogo ed il procedimento di questa avventura culminante.
119:7.2 (1316.5) L’annuncio pubblico che Micael aveva scelto Urantia come teatro del suo conferimento finale fu fatto poco dopo che avemmo notizia del fallimento di Adamo ed Eva. E così, per più di trentacinquemila anni, il vostro mondo ha occupato un posto molto rilevante nei consigli dell’intero universo. Non vi fu alcun segreto (a parte il mistero dell’incarnazione) relativo alle varie fasi del conferimento su Urantia. Dall’inizio alla fine, sino al ritorno finale e trionfale di Micael su Salvington come Sovrano supremo d’Universo, ci fu la pubblicità universale più completa di tutto ciò che avvenne sul vostro piccolo ma altamente onorato mondo.
119:7.3 (1316.6) Anche se ritenevamo che questo sarebbe stato il metodo impiegato, noi non abbiamo mai saputo, fino al momento dell’avvenimento stesso, che Micael sarebbe apparso sulla terra come un bambino inerme del regno. In precedenza egli era sempre apparso come un individuo pienamente sviluppato del gruppo di personalità scelto per il conferimento, e fu una notizia entusiasmante quella trasmessa da Salvington che annunciava che il bambino di Betlemme era nato su Urantia.
119:7.4 (1316.7) Noi allora non solo capimmo che il nostro Creatore ed amico stava facendo il passo più precario di tutta la sua carriera, rischiando apparentemente la sua posizione e la sua autorità in questo conferimento sotto forma di un bambino inerme, ma comprendemmo anche che la sua esperienza in questo conferimento finale in veste di mortale l’avrebbe insediato per l’eternità sul trono come sovrano indiscusso e supremo dell’universo di Nebadon. Per un terzo di secolo del tempo terrestre tutti gli sguardi in tutte le parti del nostro universo locale furono focalizzati su Urantia. Tutte le intelligenze si resero conto che era in corso l’ultimo conferimento, e poiché noi sapevamo da lungo tempo della ribellione di Lucifero in Satania e della disaffezione di Caligastia su Urantia, comprendevamo bene l’intensità della lotta che avrebbe avuto luogo quando il nostro governatore avesse accondisceso ad incarnarsi su Urantia nelle umili forme e sembianze della carne mortale.
119:7.5 (1317.1) Joshua ben Joseph, il bambino ebreo, fu concepito e venne al mondo esattamente come tutti gli altri bambini prima e dopo di lui, salvo che questo bambino particolare era l’incarnazione di Micael di Nebadon, un divino Figlio Paradisiaco ed il creatore di tutto questo universo locale di cose e di esseri. Questo mistero dell’incarnazione della Deità nella forma umana di Gesù, la cui origine era peraltro naturale nel mondo, resterà per sempre insoluto. Anche nell’eternità voi non conoscerete mai la tecnica ed il metodo dell’incarnazione del Creatore nella forma e nelle sembianze delle sue creature. Questo è il segreto di Sonarington, e tali misteri sono proprietà esclusiva dei Figli divini che sono passati per l’esperienza del conferimento.
119:7.6 (1317.2) Certi uomini saggi della terra sapevano dell’arrivo imminente di Micael. Mediante i contatti tra i mondi questi uomini saggi dotati d’intuizione spirituale ebbero notizia del prossimo conferimento di Micael su Urantia. Ed i serafini lo annunciarono, tramite le creature intermedie, ad un gruppo di sacerdoti caldei il cui capo era Ardnon. Questi uomini di Dio fecero visita al bambino appena nato. Il solo evento soprannaturale associato alla nascita di Gesù fu questo annuncio ad Ardnon ed ai suoi compagni da parte dei serafini in precedenza assegnati ad Adamo ed Eva nel primo giardino.
119:7.7 (1317.3) I genitori umani di Gesù erano persone comuni della loro epoca e della loro generazione, e questo Figlio di Dio incarnato nacque quindi da una donna e fu allevato alla maniera ordinaria dei bambini di quella razza e di quell’epoca.
119:7.8 (1317.4) La storia del soggiorno di Micael su Urantia, il racconto del conferimento umano del Figlio Creatore sul vostro mondo, è una questione che oltrepassa la portata e lo scopo di questa esposizione.
119:8.1 (1317.5) Dopo il conferimento finale di Micael su Urantia, coronato da successo, egli non solo fu accettato dagli Antichi dei Giorni come governante sovrano di Nebadon, ma fu anche riconosciuto dal Padre Universale come direttore stabile dell’universo locale che aveva creato. Al suo ritorno su Salvington questo Micael, Figlio dell’Uomo e Figlio di Dio, fu proclamato governatore permanente di Nebadon. Da Uversa giunse l’ottavo proclama della sovranità di Micael, mentre dal Paradiso arrivò una dichiarazione congiunta del Padre Universale e del Figlio Eterno che costituiva questa unione di Dio e di uomo come solo capo dell’universo, e che ordinava all’Unione dei Giorni stazionato su Salvington di comunicare la sua intenzione di ritirarsi in Paradiso. I Fedeli dei Giorni sulle capitali delle costellazioni ricevettero anch’essi istruzione di ritirarsi dai consigli degli Altissimi. Ma Micael non volle acconsentire che i Figli della Trinità lo privassero del loro consiglio e della loro collaborazione. Egli li riunì su Salvington e chiese loro personalmente di rimanere per sempre a servire in Nebadon. Essi espressero ai loro direttori in Paradiso il desiderio di aderire a questa richiesta, e poco dopo furono emessi i mandati di separazione dal Paradiso che assegnavano per sempre questi Figli dell’universo centrale alla corte di Micael di Nebadon.
119:8.2 (1318.1) C’era voluto quasi un miliardo di anni del tempo di Urantia per completare la carriera di conferimento di Micael e per effettuare l’instaurazione definitiva della sua autorità suprema nell’universo da lui creato. Micael era nato creatore, fu educato come amministratore, formato come dirigente, ma gli fu necessario conquistare la sua sovranità mediante l’esperienza. Così il vostro piccolo mondo fu conosciuto in tutto Nebadon come l’arena in cui Micael completò l’esperienza richiesta ad ogni Figlio Creatore Paradisiaco prima di ricevere il controllo e la direzione illimitata dell’universo di propria creazione. A mano a mano che vi eleverete nell’universo locale, apprenderete di più sugli ideali delle personalità coinvolte nei conferimenti precedenti di Micael.
119:8.3 (1318.2) Completando i suoi conferimenti come creatura, Micael non solo stabilì la sua sovranità, ma accrebbe anche la sovranità in evoluzione di Dio il Supremo. Nel corso di tali conferimenti il Figlio Creatore non solo s’impegnò in un’esplorazione discendente delle diverse nature della personalità delle creature, ma compì anche la rivelazione delle volontà variamente diversificate delle Deità del Paradiso, la cui unità sintetica, qual è svelata dai Creatori Supremi, è rivelativa della volontà dell’Essere Supremo.
119:8.4 (1318.3) Questi vari aspetti della volontà delle Deità sono eternamente personalizzati nelle differenti nature dei Sette Spiriti Maestri, e ciascuno dei conferimenti di Micael fu particolarmente rivelatore di una di queste manifestazioni della divinità. Nel suo conferimento come Melchizedek egli manifestò la volontà congiunta del Padre, del Figlio e dello Spirito. Nel suo conferimento come Lanonandek egli manifestò la volontà del Padre e del Figlio. Nel conferimento adamico egli rivelò la volontà del Padre e dello Spirito e nel conferimento serafico la volontà del Figlio e dello Spirito. Nel conferimento come mortale su Uversa egli presentò la volontà dell’Attore Congiunto, e nel conferimento come mortale morontiale presentò la volontà del Figlio Eterno. Infine nel conferimento materiale su Urantia egli visse la volontà del Padre Universale, proprio come un mortale di carne e di sangue.
119:8.5 (1318.4) Il completamento di questi sette conferimenti portò alla liberazione della sovranità suprema di Micael ed anche alla creazione della possibilità della sovranità del Supremo in Nebadon. In nessuno dei suoi conferimenti Micael rivelò Dio il Supremo, ma la somma dei suoi sette conferimenti è una nuova rivelazione dell’Essere Supremo in Nebadon.
119:8.6 (1318.5) Nell’esperienza della discesa da Dio all’uomo, Micael sperimentò contemporaneamente l’ascesa dalla parzialità della manifestabilità alla supremazia dell’azione finita e alla finalità della liberazione del suo potenziale per funzioni absonite. Micael, Figlio Creatore, è un creatore nel tempo-spazio, ma Micael, Figlio Maestro di conferimento settuplo, è un membro di uno dei corpi divini costituenti l’Ultimità della Trinità.
119:8.7 (1318.6) Facendo l’esperienza di rivelare le volontà dei Sette Spiriti Maestri della Trinità, il Figlio Creatore è passato per l’esperienza di rivelare la volontà del Supremo. Operando come rivelatore della volontà della Supremazia, Micael, insieme con tutti gli altri Figli Maestri, ha identificato se stesso con il Supremo per l’eternità. Durante quest’era dell’universo egli rivela il Supremo e partecipa all’attuazione della sovranità della Supremazia. Ma nella prossima era dell’universo noi crediamo che egli collaborerà con l’Essere Supremo nella prima Trinità esperienziale negli universi dello spazio esterno ed a favore di essi.
119:8.8 (1319.1) Urantia è il santuario sentimentale di tutto Nebadon, il più importante di dieci milioni di mondi abitati, la dimora mortale di Cristo Micael, sovrano di tutto Nebadon, ministro Melchizedek presso i regni, salvatore di un sistema, redentore adamico, compagno serafico, associato degli spiriti ascendenti, progressore morontiale, Figlio dell’Uomo nelle sembianze della carne mortale e Principe Planetario di Urantia. E le vostre Scritture dicono la verità quando affermano che questo stesso Gesù ha promesso di ritornare un giorno sul mondo del suo conferimento terminale, il Mondo della Croce.
119:8.9 (1319.2) Questo fascicolo, che descrive i sette conferimenti di Cristo Micael, è il sessantatreesimo di una serie di presentazioni patrocinate da numerose personalità, che narrano la storia di Urantia fino al tempo dell’apparizione di Micael sulla terra nelle sembianze della carne mortale. Questi fascicoli sono stati autorizzati da una commissione di Nebadon di dodici membri agenti sotto la direzione di Mantutia Melchizedek. Noi abbiamo redatto queste esposizioni e le abbiamo trascritte in lingua inglese, mediante una tecnica autorizzata dai nostri superiori, nell’anno 1935 d.C. del tempo di Urantia.

References: § 1

§ 2

§ 3

§ 4

§ 5

§ 6

§ 7

§ 8