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Timestamp: 2019-05-23 14:47:23+00:00

Document:
Palazzone e Zanchetta, Fusignano, 23.04.1944
Località Palazzone, Fusignano, Fusignano, Ravenna, Emilia-Romagna
Data 23 aprile 1944
Descrizione: Nonostante le difficoltà iniziali, nella primavera del 1944 le azioni partigiane aumentano considerevolmente. Grande successo viene riscosso dalle giornate Gap, ideate dai partigiani anche «per collaudare la volontà popolare [poiché] in quel giorno tutti coloro che erano legati all’organizzazione […] dovevano passare all’azione». Nell’aprile del 1944 si registra un inasprimento dello scontro da parte di tutti i contendenti. Le disposizioni partigiane parlano di «sterminio» dei fascisti, ma già a fine mese si comprende la necessità di regolamentare gli attacchi a questi ultimi perché «ognuno che uccida si senta un giustiziere e non un assassino». Secondo tale prospettiva, i fascisti di grado minore, prima di essere assaliti, devono essere “giudicati” dal comitato provinciale di Liberazione o dai tribunali partigiani per atti quali lo spionaggio, l’accaparramento e per le violenze e i crimini commessi contro antifascisti e civili. Nel frattempo, il 7 aprile Kesselring dirama una serie di ordini che prevedono azioni pianificate contro le bande, garantiscono l’impunità per interventi «troppo decisi» e indicano alcune procedure da seguire come l’arresto, senza distinzioni sociali o personali, di civili presenti sul luogo dell’azione partigiana. Il 18 aprile, anche il Comando Provinciale di Novara della Gnr invia una circolare a tutti gli uffici dipendenti relativa alla conduzione della lotta contro i banditi in cui si riafferma il concetto di “responsabilità collettiva” definita però sulla base delle appartenenze politiche piuttosto che sulla base dell’effettiva partecipazione alle azioni partigiane. In seguito all’introduzione di questo concetto, unitamente al mancato riconoscimento dei partigiani come combattenti regolari, la lotta antipartigiana diviene anche lotta contro i civili. Lo scontro viene riportato tra “fascisti” e “non-fascisti”, ovvero tra “italiani” e “traditori”. Questa strategia ha i suoi effetti, visibili anche attraverso l’aumento, nei mesi successivi, del fenomeno della delazione.
Questo è lo scenario in cui avvengono le stragi di Palazzone e Zanchetta.
Una lettera anonima, scritta a mano, è spedita, “in un giorno senza data”, al «signor segretario del fascio di Alfonsine»:
«Vengo avvertitlo [sic] che un certo Balotta che sta dietro al corso Garibaldi vicino al Teatro del corso; quello a la lista dei fascisti che devono uccidere, e [sic] lui che spicca le bolette [sic] di morte quel vigliacco tutti i suoi fratelli sono vigliacchi comunisti anche il padre e la madre brutta razza. Le dirò anche che giovani comunisti, che sono quelli che vanno lontano ad uccidere i fascisti, che stanno di casa sul crocevia via Borse e Stropata, dove fa angolo la via per andare a Lugo, lì ce ne sono che si chiama per sopra nome Squarzena e quell’altro è suo Cognato [sic]; mi raccomando di acciuffarli presto, e fare Caput tutti e tre il Balotta sparatigli [sic] quando affissa [sic] i manifesti al muro, è quel biondo, che è sempre i[sic] piazza, il suo mestiere è quello di affissare i manifesti al muro, le darò più avantisciarimenti [sic] sopra ad altri comunisti, povero Draghi e povero Bassura, vendicateli fino che siete in tempo. La saluto tanto. Evviva il fascio Repubblicano».
Nella seconda metà dell’aprile 1944 il capo della provincia di Ravenna, il dottor Franco Bogazzi, dispone un’operazione di polizia nella zona compresa tra i comuni di Fusignano e Alfonsine. Ordina che carabinieri, guardie repubblicane, alpini e soldati tedeschi ai comandi del tenente colonnello Ansalone Ferdinando, comandante il gruppo dei carabinieri, e di un ufficiale tedesco si rechino ad eseguire un rastrellamento in quella zona poiché vi è stata segnalata la presenza di partigiani, renitenti di leva e disertori. La delazione ha delimitato anche la località, Palazzone e Zanchetta dove sarà ucciso Ballotta Alfredo. Il questore Neri Arturo invia anche un nucleo di agenti di pubblica sicurezza. Dopodiché, insieme al maresciallo Di Russo Stefano, si reca a Fusignano a bordo di una Fiat 1100.
Il rastrellamento inizia nella notte sul 23 aprile. Non vi prendono parte gli agenti di pubblica sicurezza perché arrivano in ritardo. Ad eseguirlo, sotto il comando dell’ufficiale tedesco dipendente dall’Armee-Abteilung von Zangen, sono dieci militari tedeschi, numerosi militi della GNR e alpini portati sul posto con autocorriere e autocarri. Ridolfi Giulio è l’autista di uno degli autocarri e come gli altri si reca presso i vari presidi della GNR per caricare alcuni militi. Questi sono tutti raccolti a Lugo e da qui avviati a Fusignano per eseguire il rastrellamento.
Calderoni Giuseppe fa parte di un gruppo di militi giovani, al comando di un caporale. Questa squadra non partecipa al rastrellamento ma si ferma alle prime case del paese mentre l’azione contro i partigiani è condotta da tedeschi, militi anziani ed alpini. I giovani sono fatti avvicinare a rastrellamento finito.
Ulisse Ballotta si nasconde in un fosso quando vede, alle 4.00 del mattino, a circa 500 metri dalla casa dove è nascosto un gruppo di partigiani, tra i quali il fratello Alfredo, una colonna di macchine che trasportano militari tedeschi e fascisti. In quel punto la colonna si divide. Una parte degli autocarri con a bordo anche i tedeschi si dirige verso Palazzone, mentre un’altra si ferma alla casa Lanconelli nella frazione di Fiumazzo.
La questura di Ravenna ricostruisce le dinamiche del rastrellamento in una relazione stilata il medesimo giorno:
«Stamane in località Palazzone del comune di Fusignano è stata eseguita azione di polizia con il concorso di alcuni militari germanici per catturare gruppi di partigiani e comunisti della brigata Garibaldi che dopo le azioni di rastrellamento svoltesi nelle limitrofe province si erano infiltrati in questa. In seguito ad azione di fuoco tre partigiani sono stati uccisi in conflitto e due feriti e catturati unitamente ad altri due arresisi incolumi. Questi ultimi quattro insieme al colono che li aveva favoriti sono stati passati per le armi sul posto. Contemporaneamente veniva eseguita un’altra azione in località Fiumazzo del comune di Alfonsine dove venivano ucciso in un conflitto un comunista ed altro ferito, non ché [sic] catturato certo Repar Giovanni nato a Stugenez (Lubiana) fuggito da un campo di concentramento della provincia di Arezzo, senza alcuna perdita da parte delle forze operanti. Tanto il ferito che lo slavo Repar venivano passati per le armi»
A Palazzone le squadre dei rastrellatori riescono ad accerchiare la casa di Zalambani Ettore, il colono che sta ospitando sei partigiani: Argelli Giulio di 20 anni, Ballardini Giuseppe di 21 anni, Faccani Serafino di 30 anni, Ferri Giovanni di 53 anni, Fiorentini Bruno di 19 anni, Martelli Francesco di 22 anni. Nasce un conflitto a fuoco che si protrae dalle 5.00 alle 10.00 del mattino, ovvero fino a quando i partigiani non esauriscono le munizioni. Nello scontro sono uccisi tre dei sei partigiani. Gli altri tre sono fucilati sul posto. Il plotone di esecuzione è comandato dall’ufficiale tedesco ed è composto da soldati tedeschi e italiani, da guardie repubblicane e da uomini del fascio repubblicano di Ravenna. Zalambani è condotto insieme allo slavo catturato alla Zanchetta, prima a Lugo, poi a Ravenna dove sono entrambi passati per le armi.
I militi che hanno rastrellato la frazione di Fiumazzo, dopo aver ucciso sul luogo Ballotta Alfredo e interrogato e torturato Tarroni Aurelio, si ricongiungono con le squadre che hanno proceduto verso Palazzone. Secondo la ricostruzione dell’ANPI di Ravenna Tarroni è sottoposto ad atroci torture. Ferito, viene prima legato poi calato nell’acqua di un pozzo, successivamente viene appeso ad una finestra e toltegli le scarpe, viene acceso il fuoco sotto i suoi piedi. Non sarebbe stato ucciso sul posto, ma sarebbe stato finito a colpi di pistola presso il cimitero di Ravenna.
Nel rapporto tedesco le cifre degli esiti del rastrellamento divergono da quelle fasciste. Ai tedeschi risultano otto partigiani morti e otto prigionieri.
La strage impressiona considerevolmente non solo la popolazione ma anche l’organizzazione partigiana. Bulow non riesce a spiegarsi come sia potuta accadere. Erano infatti stati avvertiti del rastrellamento.
Iniziano immediatamente le ricerche per individuare la spia che ha fatto la delazione. Il 7 ottobre 1944:
«dopo sette mesi di indagini si è venuti ufficialmente a conoscenza che il Marconi Francesco detto “Urtlanaz” abitante in Palazzone (Fusignano) è complice del crimine avvenuto il 23/04/44 nel Palazzone a carico di nostri sette gappisti. I gappisti di Fusignano si recano alla casa della nota spia, la conducono sul luogo ove è avvenuto il crimine. I membri del tribunale del distaccamento gap Sauro Babini hanno processato il Marconi dopo aver interrogato a lungo il suddetto ed aver strappato a questo informazioni importantissime. Il tribunale condanna il Marconi alla pena capitale. La sentenza di morte è stata immediatamente eseguita».
Estremi e note penali: Nell'ambito delle sentenze considerate, sono stati individuati i seguenti procedimenti.
Andreotti Walter, Bondoli Bruno, Gatti Edilio, Benedetti Attilio, Nanni Giudo, Pirazzoli Guido, Ricci Silvio, Bartolomeolli Ezio sono tutti accusati di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver causato volontariamente la morte dei partigiani di Palazzone. Con sentenza del 14/05/46 Andreotti Walter, Bondoli Bruno, Benedetti Attilio, Pirazzoli Guido, Ricci Silvio, Bartolomeolli Ezio sono giudicati colpevoli del reato loro ascritto di collaborazione e l’Andreotti altresì di correità nell’omicidio di cui alla lett. b) del capo d’imputazione e perciò la corte condanna l’Andreotti a trenta anni di reclusione, il Bondoli, il Ricci a venti anni della stessa pena, il Benedetti e il Bartolomeolli a quindici anni della stessa pena ciascuno, il Pirazzoli, in concorso della diminuente dell’età e delle attenuanti generiche a otto anni della stessa pena, tutti alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge con il vincolo della solidarietà per le spese comuni. Ordina la confisca di un quarto dei beni dei condannati.
Visto l’art. 479 cp assolve Nanni Guido per non aver commesso il fatto e Pirazzoli Guido dal tentato omicidio in persona di Salti Luigi pure per non aver commesso il fatto, ordinando che il Nanni sia scarcerato, se non detenuto per altra causa.
Ordina la sospensione del processo nei riguardi di Gatti Edilio per gli opportuni accertamenti in ordine al suo decesso.
-Declaratoria 16.7.46 per il Pirazzoli estinto il reato per amnistia.
-Declaratoria 17.7.46 per Bondoli, Ricci, Bartolomeolli, estinto per amnistia
-Con sentenza in data 29.4.47 la Corte di Cassazione annulla senza rinvio per non avere l’imputato Benedetti Attilio commesso il fatto. Ordina la scarcerazione se non detenuto per altra causa.
-Riabilitato Pirazzoli Guido con sentenza 18.5.62 della corte d’appello di Bologna
Calderoni Giuseppe, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a diciotto anni di reclusione con sentenza del 10/07/45 n. 7. Il 2/07/1946 ottiene la declaratoria di amnistia.
Ridolfi Giulio Giuseppe, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a otto anni di reclusione con sentenza del 18/10/45 n. 129. Con sentenza 27.8.46, la Corte di Cassazione dichiara estinto il reato per amnistia ed annulla senza rinvio la sentenza.
Cavallazzi Angelo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a sette anni e sei mesi di reclusione con sentenza del 27/11/45 n. 163. Il 9/07/1946 ottiene la declaratoria amnistia e con sentenza della Corte di appello di Bologna 21.8.52 viene riabilitato dalle conseguenze giuridiche della condanna di cui sopra.
Capineri Severino, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a ventiquattro anni di reclusione con sentenza del 4/12/1945 n. 170. Con sentenza 8.12.1946 la Corte di Cassazione rigetta il ricorso e condona 1/3 della pena, condanna alle spese ed al pagamento di £. 2000 alla cassa delle ammende. Con declaratoria 12.7.48 la Corte d’assise di Bologna condona altro terzo di pena pel reato 9.2.48. Con declaratoria C. d’appello 27.2.50 ulteriormente condonato un anno di reclusione pel decreto 23.12.49 n.230.
Vistoli Antonio, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento a Palazzone. Con sentenza dell'11/02/1947 è giudicato colpevole del delitto di collaborazionismo politico ed in particolare di omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi determinanti, di Isola Alfiero, Dalle Vacche Ettore e Dalle Vacche Leo, ma non dei fatti di Palazzone. La corte lo condanna alla pena dell’ergastolo con le conseguenze di legge ivi compreso il pagamento delle spese processuali.
Con sentenza del 20 maggio 1949 la corte di cassazione accogliendo il ricorso prodotto nell’interesse del condannato dal difensore annulla la sentenza che precede e rinvia per un nuovo esame alla corte d’assise di Macerata.
Ronchi Antonio, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a vent'anni di reclusione con sentenza del 26/02/1947 n. 206.
Con sentenza in data 5.6.48 la Cassazione annulla senza rinvio la sentenza dichiarando inesistente il concorso di Ronchi in fatti di omicidio e il fine di lucro nel reato di collaborazionismo politico a lui ascritto e conseguentemente estinto il reato stesso per amnistia. Revoca il mandato di cattura emesso a carico del Ronchi.
Pasini Vitaliano, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui di aver partecipato al rastrellamento a Palazzone, è giudicato colpevole di collaborazionismo politico e di concorso nell’omicidio dei fratelli Montanari con le attenuanti della minima importanza del concorso e di essere stato determinato dal superiore in grado. È condannato alla reclusione per anni 9 e mesi 4 con sentenza dell'11/03/1947. Con sentenza in data 23.2.48 la Corte di cassazione annulla senza rinvio la sentenza ed ordina la scarcerazione se non detenuto per altra causa.
Bartoletti Innocente, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a cinque anni, sei mesi e venti giorni di reclusione con sentenza del 18/10/1945 n. 127. Ottiene la declaratoria di amnistia il 9/07/1946.
Gasperoni Giovanni, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a dodici anni di reclusione con sentenza del 20/09/1945 n. 78. La Corte di Cassazione, con sentenza 28.5.46 annulla per mancanza di motivazione e rinvia alla Corte di Assise di Bologna.
Sangiorgi Elviro Lino, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui di aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole del reato ascrittogli il tribunale lo condanna ad anni 20 di reclusione, ad anni tre di libertà vigilata, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, compresa la confisca di metà dei beni. Con provvedimento in data 2.1.54 il Tribunale di Ravenna dichiara interamente condonata la pena di anni 20 di reclusione inflitta a Sangiorgi Elviro Lino inflitta con la suestesa sentenza e ordina la revoca del mandato di cattura emesso in esecuzione della citata condanna. Con declaratoria 6.10.59 a favore di Sangiorgi Elviro Lino, il Tribunale di Ravenna, veduto il decreto del PR 11.7.59 n.460 art. 1 lett. a dichiara estinto il reato per amnistia.
Saviotti Serafino, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui di aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Con sentenza del 30/07/1946, Saviotti Serafino è giudicato colpevole del reato ascrittogli nei limiti di cui alla sentenza e con le circostanze indicate nell’art. 62 bis CP e perciò il tribunale lo condanna ad anni trenta di reclusione, a cinque anni di libertà vigilata, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge compresa la confisca della totalità dei beni. Il tribunale dichiara condonato un terzo della pena detentiva. Con declaratoria 4.2.50 la Corte d’Appello di Bologna dichiara condonato a favore del Saviotti un anno della pena detentiva, determinando la sentenza della nuova pena al 10.7.54. Con declaratoria di questo Tribunale in data 10.4.54 sono stati condonati anni due della pena inflitta. Riabilitato Saviotti Serafino con sentenza in data 16.11.60 della Corte d’Appello di Bologna.
Santucci Ercole, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver diretto il rastrellamento è assolto per non aver commesso il fatto con sentenza del 25/09/46 n. 138
Reggi Libero, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato all'eccidio di Palazzone è condannato a quindi anni di reclusione con sentenza dell'8/10/1946 n. 146. Con declaratoria del Tribunale di Ravenna in data 12.1.54 è stata interamente condonata la pena inflitta.
Ferretti Guglielmo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Palazzone è condannato a quindici anni di reclusione con sentenza del 22/10/1946 n. 154. Con sentenza 10.5.47 la Corte di Cassazione annulla e rinvia a Corte d'assise speciale Modena.
Sciottola Gaetano Ruggero, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato al plotone di esecuzione che fucilò i partigiani rastrellati è condannato a trent'anni di reclusione e a quattro di libertà vigilata con sentenza del 18/06/1946 n. 101. Con sentenza 13.9.48 la Corte d’Appello di Bologna ha dichiarato condonati nei confronti dello Sciottola, anni 10 per il decreto 22.6.46 n.4 ed altri anni 10 in data 9.2.48 n.32, determinando la pena residua ad anni 10.
Con declaratoria 13.9.48 la Corte di Appello di Bologna dichiara condonati anni 10 di reclusione nei confronti dello Sciottola per il decreto 22.6.46 e altri anni 10 per il decreto 9.2.48 n.32, determinando la pena residua scontabile in anni 10 di reclusione. Estratto conforme per uso di liberazione condizionale.
Con declaratoria 27.2.50 della Corte d’Appello a favore dello Sciottola, dichiarato ulteriormente condonato un anno di reclusione della pena inflitta allo Sciottola. Concessa liberazione condizionale a Sciottola Ruggero con decreto (…) Guardasigilli in data 28.3.51 n.39 F e sottoposto a libertà vigilata con decreto del giudice di sorveglianza Ravenna del 6.4.51 fino al 29.8.52. Con decreto del Tribunale di Ravenna in data 28.11.52 è stata dichiarata estinta la pena inflitta allo Sciottola e revocata la misura di sicurezza della libertà vigilata e le altre misure di sicurezza personali ordinate in sentenza.
Della Cava Giovanni, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Palazzone. Con sentenza del 23/04/1946 il tribunale lo giudica colpevole dei reati ascrittigli nei limiti di cui alla sentenza e perciò condanna il Della Cava a venti anni di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca della metà dei beni del condannato.
Giacometti Clemente, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Palazzone. Con sentenza del 23/04/1946 il tribunale lo giudica colpevole dei reati ascrittigli nei limiti di cui alla sentenza e perciò condanna il Giacometti a trenta anni di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca della metà dei beni del condannato.
Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): L\'episodio è sovente ricordato come “eccidio Palazzone e Zanchetta”, malgrado i partigiani catturati a Zanchetta non siano stati fucliati sul posto, bensì a Ravenna, insieme a Zalambani Ettore, catturato invece al termine dei fatti di Palazzone.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-03-25 11:13:00
Tre partigiani tra i seguenti 6 (gli altri 3 sono uccisi in combattimento)
1. Argelli Giulio di 20 anni, nato il 13/08/1923 a Fusignano, bracciante, risulta partigiano volontario nella 28ª Brigata Garibaldi dal 15/11/1943 al 01/03/1944.
2. Ballardini Giuseppe di 20 anni, 10 maggio 1924 a Fusignano, mugnaio, risulta partigiano volontario nella 28ª Brigata Garibaldi dal 02/11/1943 al 23/04/1944.
3. Faccani Serafino (nella scheda ANPI il nome è Severino) di 32 anni, nato il 02/11/1907 a Fusignano, autista, risulta partigiano volontario nella 28ª Brigata Garibaldi dal 10/09/1943 al 23/04/1944.
4. Ferri Giovanni di 53 anni, nato il 30/04/1891 a Fusignano, bracciante, risulta partigiano volontario nella 28ª Brigata Garibaldi dal 02/11/1943 al 23/04/1944.
5. Fiorentini Bruno di 19 anni, nato l\'11/07/1923 ad Alfonsine, risulta partigiano volontario nella 28ª Brigata Garibaldi dal 01/10/1943 al 23/04/1944.
6. Martelli Francesco di 21 anni, nato il 28/08/1922 a Fusignano, operaio, risulta partigiano volontario nella 28ª Brigata Garibaldi dal 17/11/1943 al 23/04/1944.
Argelli Giulio,
Ballardini Giuseppe,
Faccani Serafino,
Ferri Giovanni,
Fiorentini Bruno,
Carabinieri della GNR
Reparto alpino non precisato
Armeeabteilung von Zangen
Angelo Cavallazzi
Note responsabile Cavallazzi Angelo, imputato di procedimento.
Note procedimento Cavallazzi Angelo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a sette anni e sei mesi di reclusione con sentenza del 27/11/45 n. 163. Il 9/07/1946 ottiene la declaratoria amnistia e con sentenza della Corte di appello di Bologna 21.8.52 viene riabilitato dalle conseguenze giuridiche della condanna di cui sopra.
Cognome Ronchi
Note responsabile Ronchi Antonio, imputato di procedimento.
Note procedimento Ronchi Antonio, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a vent\'anni di reclusione con sentenza del 26/02/1947 n. 206. Con sentenza in data 5.6.48 la Cassazione annulla senza rinvio la sentenza dichiarando inesistente il concorso di Ronchi in fatti di omicidio e il fine di lucro nel reato di collaborazionismo politico a lui ascritto e conseguentemente estinto il reato stesso per amnistia. Revoca il mandato di cattura emesso a carico del Ronchi.
Attilio Benedetti
Nome Attilio
Cognome Benedetti
Note responsabile Benedetti Attilio, imputato di procedimento e capitano faentino della milizia.
Note procedimento Andreotti Walter, Bondoli Bruno, Gatti Edilio, Benedetti Attilio, Nanni Giudo, Pirazzoli Guido, Ricci Silvio, Bartolomeolli Ezio sono tutti accusati di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver causato volontariamente la morte dei partigiani di Palazzone. Con sentenza del 14/05/46 Andreotti Walter, Bondoli Bruno, Benedetti Attilio, Pirazzoli Guido, Ricci Silvio, Bartolomeolli Ezio sono giudicati colpevoli del reato loro ascritto di collaborazione e l’Andreotti altresì di correità nell’omicidio di cui alla lett. b) del capo d’imputazione e perciò la corte condanna l’Andreotti a trenta anni di reclusione, il Bondoli, il Ricci a venti anni della stessa pena, il Benedetti e il Bartolomeolli a quindici anni della stessa pena ciascuno, il Pirazzoli, in concorso della diminuente dell’età e delle attenuanti generiche a otto anni della stessa pena, tutti alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge con il vincolo della solidarietà per le spese comuni. Ordina la confisca di un quarto dei beni dei condannati. Visto l’art. 479 cp assolve Nanni Guido per non aver commesso il fatto e Pirazzoli Guido dal tentato omicidio in persona di Salti Luigi pure per non aver commesso il fatto, ordinando che il Nanni sia scarcerato, se non detenuto per altra causa. Ordina la sospensione del processo nei riguardi di Gatti Edilio per gli opportuni accertamenti in ordine al suo decesso. -Declaratoria 16.7.46 per il Pirazzoli estinto il reato per amnistia. -Declaratoria 17.7.46 per Bondoli, Ricci, Bartolomeolli, estinto per amnistia -Con sentenza in data 29.4.47 la Corte di Cassazione annulla senza rinvio per non avere l’imputato Benedetti Attilio commesso il fatto. Ordina la scarcerazione se non detenuto per altra causa. -Riabilitato Pirazzoli Guido con sentenza 18.5.62 della corte d’appello di Bologna
Bruno Bondoli
Cognome Bondoli
Note responsabile Bondoli Bruno, imputato di procedimento.
Note procedimento Giacometti Clemente, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Palazzone. Con sentenza del 23/04/1946 il tribunale lo giudica colpevole dei reati ascrittigli nei limiti di cui alla sentenza e perciò condanna il Giacometti a trenta anni di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca della metà dei beni del condannato.
Edilio Gatti
Nome Edilio
Note responsabile Gatti Edilio, imputato di procedimento, ma la corte non si pronuncia perché deceduto.
Note procedimento Sangiorgi Elviro Lino, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui di aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole del reato ascrittogli il tribunale lo condanna ad anni 20 di reclusione, ad anni tre di libertà vigilata, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, compresa la confisca di metà dei beni. Con provvedimento in data 2.1.54 il Tribunale di Ravenna dichiara interamente condonata la pena di anni 20 di reclusione inflitta a Sangiorgi Elviro Lino inflitta con la suestesa sentenza e ordina la revoca del mandato di cattura emesso in esecuzione della citata condanna. Con declaratoria 6.10.59 a favore di Sangiorgi Elviro Lino, il Tribunale di Ravenna, veduto il decreto del PR 11.7.59 n.460 art. 1 lett. a dichiara estinto il reato per amnistia.
Ezio Bartolomeolli
Nome Ezio
Cognome Bartolomeolli
Note responsabile Bartolomeolli Ezio, imputato di procedimento.
Gaetano Nanni
Cognome Nanni
Note responsabile Nanni Gaetano, citato nella sentenza del 14/05/1946
Gaetano Ruggero Sciottola
Nome Gaetano Ruggero
Cognome Sciottola
Note responsabile Sciottola Gaetano Ruggero, imputato di procedimento.
Note procedimento Sciottola Gaetano Ruggero, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato al plotone di esecuzione che fucilò i partigiani rastrellati è condannato a trent\'anni di reclusione e a quattro di libertà vigilata con sentenza del 18/06/1946 n. 101. Con sentenza 13.9.48 la Corte d’Appello di Bologna ha dichiarato condonati nei confronti dello Sciottola, anni 10 per il decreto 22.6.46 n.4 ed altri anni 10 in data 9.2.48 n.32, determinando la pena residua ad anni 10. Con declaratoria 13.9.48 la Corte di Appello di Bologna dichiara condonati anni 10 di reclusione nei confronti dello Sciottola per il decreto 22.6.46 e altri anni 10 per il decreto 9.2.48 n.32, determinando la pena residua scontabile in anni 10 di reclusione. Estratto conforme per uso di liberazione condizionale. Con declaratoria 27.2.50 della Corte d’Appello a favore dello Sciottola, dichiarato ulteriormente condonato un anno di reclusione della pena inflitta allo Sciottola. Concessa liberazione condizionale a Sciottola Ruggero con decreto (…) Guardasigilli in data 28.3.51 n.39 F e sottoposto a libertà vigilata con decreto del giudice di sorveglianza Ravenna del 6.4.51 fino al 29.8.52. Con decreto del Tribunale di Ravenna in data 28.11.52 è stata dichiarata estinta la pena inflitta allo Sciottola e revocata la misura di sicurezza della libertà vigilata e le altre misure di sicurezza personali ordinate in sentenza.
Note procedimento Della Cava Giovanni, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Palazzone. Con sentenza del 23/04/1946 il tribunale lo giudica colpevole dei reati ascrittigli nei limiti di cui alla sentenza e perciò condanna il Della Cava a venti anni di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca della metà dei beni del condannato.
Giovanni Gasperoni
Cognome Gasperoni
Note responsabile Gasperoni Giovanni, imputato di procedimento.
Note procedimento Gasperoni Giovanni, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a dodici anni di reclusione con sentenza del 20/09/1945 n. 78. La Corte di Cassazione, con sentenza 28.5.46 annulla per mancanza di motivazione e rinvia alla Corte di Assise di Bologna.
Giulio Ridolfi
Cognome Ridolfi
Note responsabile Ridolfi Giulio, imputato di procedimento.
Note procedimento Ridolfi Giulio Giuseppe, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a otto anni di reclusione con sentenza del 18/10/45 n. 129. Con sentenza 27.8.46, la Corte di Cassazione dichiara estinto il reato per amnistia ed annulla senza rinvio la sentenza.
Giuseppe Calderoni
Cognome Calderoni
Note responsabile Calderoni Giuseppe, imputato di procedimento.
Note procedimento Calderoni Giuseppe, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a diciotto anni di reclusione con sentenza del 10/07/45 n. 7. Il 2/07/1946 ottiene la declaratoria di amnistia.
Guglielmo Ferretti
Nome Guglielmo
Cognome Ferretti
Note responsabile Ferretti Guglielmo, imputato di procedimento.
Note procedimento Ferretti Guglielmo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Palazzone è condannato a quindici anni di reclusione con sentenza del 22/10/1946 n. 154. Con sentenza 10.5.47 la Corte di Cassazione annulla e rinvia a Corte d\'assise speciale Modena.
Guido Pirazzoli
Cognome Pirazzoli
Note responsabile Pirazzoli Guido, imputato di procedimento.
Innocente Bartoletti
Nome Innocente
Cognome Bartoletti
Note responsabile Bartoletti Innocente, imputato di procedimento.
Note procedimento Bartoletti Innocente, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a cinque anni, sei mesi e venti giorni di reclusione con sentenza del 18/10/1945 n. 127. Ottiene la declaratoria di amnistia il 9/07/1946.
Libero Reggi
Nome Libero
Note responsabile Reggi Libero, imputato di procedimento.
Note procedimento Reggi Libero, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato all\'eccidio di Palazzone è condannato a quindi anni di reclusione con sentenza dell\'8/10/1946 n. 146. Con declaratoria del Tribunale di Ravenna in data 12.1.54 è stata interamente condonata la pena inflitta.
Note procedimento Saviotti Serafino, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui di aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Con sentenza del 30/07/1946, Saviotti Serafino è giudicato colpevole del reato ascrittogli nei limiti di cui alla sentenza e con le circostanze indicate nell’art. 62 bis CP e perciò il tribunale lo condanna ad anni trenta di reclusione, a cinque anni di libertà vigilata, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge compresa la confisca della totalità dei beni. Il tribunale dichiara condonato un terzo della pena detentiva. Con declaratoria 4.2.50 la Corte d’Appello di Bologna dichiara condonato a favore del Saviotti un anno della pena detentiva, determinando la sentenza della nuova pena al 10.7.54. Con declaratoria di questo Tribunale in data 10.4.54 sono stati condonati anni due della pena inflitta. Riabilitato Saviotti Serafino con sentenza in data 16.11.60 della Corte d’Appello di Bologna.
Severino Capineri
Nome Severino
Cognome Capineri
Note responsabile Capineri Severino, imputato di procedimento.
Note procedimento Capineri Severino, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato al rastrellamento a Palazzone. Giudicato colpevole, viene condannato a ventiquattro anni di reclusione con sentenza del 4/12/1945 n. 170. Con sentenza 8.12.1946 la Corte di Cassazione rigetta il ricorso e condona 1/3 della pena, condanna alle spese ed al pagamento di £. 2000 alla cassa delle ammende. Con declaratoria 12.7.48 la Corte d’assise di Bologna condona altro terzo di pena pel reato 9.2.48. Con declaratoria C. d’appello 27.2.50 ulteriormente condonato un anno di reclusione pel decreto 23.12.49 n.230.
Cognome Ricci
Note responsabile Ricci Silvio, imputato di procedimento.
Note procedimento Pasini Vitaliano, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui di aver partecipato al rastrellamento a Palazzone, è giudicato colpevole di collaborazionismo politico e di concorso nell’omicidio dei fratelli Montanari con le attenuanti della minima importanza del concorso e di essere stato determinato dal superiore in grado. È condannato alla reclusione per anni 9 e mesi 4 con sentenza dell\'11/03/1947. Con sentenza in data 23.2.48 la Corte di cassazione annulla senza rinvio la sentenza ed ordina la scarcerazione se non detenuto per altra causa.
Walter Andreotti
Cognome Andreotti
Note responsabile Andreotti Walter, imputato di procedimento.
cippo a località Palazzone, Fusignano
Ubicazione: località Palazzone, Fusignano
Descrizione: Cippi a Fusignano, località Palazzone e ad Alfonsine in via Nuova.
cippo a via Nuova, Alfonsine
Ubicazione: via Nuova, Alfonsine
commemorazione a località Palazzone, Fusignano
Descrizione: Commemorazione annuale
La condanna dei rastrellatori di Fusignano in «Democrazia», 14 luglio 1945.
L. Casali, Appunti sull’antifascismo e la Resistenza armata nel Ravennate, in «Il movimento di Liberazione in Italia. Rassegna dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia», 1964, n. 77, p. 72.
L. Casali, Diario dell'attività partigiana nel Ravennate dal luglio 1943 alla Liberazione del capoluogo, in La Resistenza in Emilia-Romagna. Numero unico della Deputazione Emilia-Romagna per la Storia della Resistenza e del movimento di Liberazione, Galeati, Imola, 1966, p. 56.
P. Scalini, La notte più buia é prima dell’alba (Ravenna 1944-1945), Galeati, Imola, 1975, pp. 91-94.
R. Liverani, Squarci fra i loppi: 25 luglio 1943 – 25 aprile 1945: frammenti di diario fra cronaca e storia nella bassa Romagna, Edizioni CID, Bologna, 1975, p. 67.
ANPI di Ravenna (a cura di), Albo d’oro. Salvaste l’Italia non morirete mai 1943-1945, 1976.
A. F. Babini, Giovecca, anche qui è nata la Resistenza, Comitato Antifascista Giovecca, Bologna, aprile 1980, pp. 270 – 271.
A. Boldrini, Diario di Bulow. Pagine di lotta partigiana 1943-1945, Vangelista, Milano, 1985, p. 63.
CGIL – Ravenna, Cinquantesimo anniversario della Resistenza e della Liberazione 1944 – 1945/1994 – 1995. La storia nella memoria, Ravenna, luglio 1994, p. 20.
G. Casadio, La memoria della Resistenza nelle iscrizioni dei cippi, lapidi e monumenti della provincia di Ravenna, Longo Editore, Ravenna, 1995, vol. 2, p. 18, p. 167.
G. Fugattini, A. Calgarini, Sul Senio in attesa dell’alba, Grafiche Morandi, Fusignano (Ra), dicembre 1998, p. 18.
E. Cavina, Crimini di guerra e violenza nazifascista nella provincia di Ravenna tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, tesi di dottorato di ricerca in Storia e Informatica - XVI Ciclo, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, a.a. 2003-2004, seconda parte pp. 26-28.
http://www.anpiravenna.it/?page_id=840
http://www.comune.alfonsine.ra.it/Citta-e-territorio/Eventi-e-Manifestazioni/Calendario-Eventi/23-Aprile-2014-70-Anniversario-dell-eccidio-del-Palazzone-e-di-Zanchetta
ISRRA, b. Repubblica sociale italiana. Documenti, lettera manoscritta s.d., anonima; 28ª BG, b. LXXXI, fasc. d, f. 3, rapporto del 22 aprile 1944 scritto a mano ma non firmato. La data non è corretta perché riporta informazioni del giorno successivo; b. XXXVIII, fasc. l, f. 5, rapporto dattiloscritto del mese di ottobre 1944 del distaccamento gap Sauro Babini.
ATRA, Sentenze Csa e Ca Sez. Speciale 1945-1947, sent. 14/05/46 n. 82, a carico di Andreotti Walter, Bondoli Bruno, Benedetti Attilio, Gatti Edilio, Nanni Guido, Pirazzoli Guido, Ricci Silvio e Bartolomeolli Ezio; sent. 10/07/45 n. 7, a carico di Calderoni Giuseppe; sent. 18/10/45 n. 129, a carico di Ridolfi Giulio; sent. 27/11/45 n. 163, a carico di Cavallazzi Angelo; sent. del 4/12/1945 n. 170, a carico di Capineri Severino; sent. del l\'11/02/1947 n. 197, a carico di Vistoli Antonio; sent. del 26/02/1947 n. 206, a carico di Ronchi Antonio; sent. del 11/03/1947 n. 209, a carico di Pasini Vitaliano; sent. del 18/10/1945 n. 127, a carico di Bartoletti Innocente; sent.del 20/09/1945 n. 78, a carico di Gasperoni Giovanni; sent. del 17/07/1946 n. 125, a carico di Sangiorgi Elviro Lino; sent. del 30/07/1946, n. 132, a carico di Saviotti Serafino; sent. dell\'8/10/1946 n. 146 a carico di Reggi Libero; sent. del 22/10/1946 n. 154, a carico di Ferretti Guglielmo; sent. del 18/06/1946 n. 101, a carico di Scottola Gaetano Ruggero; sent. del 26/02/1946 n. 206, a carico di Ronchi Antonio; sent. 23/04/46 n. 70 a carico di Della Cava Giovanni e di Giacometti Clemente; sent. 14/05/46 n. 70 a carico di Andreotti Walter, Bondolini Bruno, Benedetti Attilio, Gatti Edilio, Nanni Guido, Pirazzoli Guido, Ricci Silvio, Bartolomeolli Ezio.
ACS, MI, DGPS, DAG, AG, RSI, b. 6, fasc. 52, relazione del 23 aprile 1944 della questura di Ravenna.
BA-MA, RH 24-87/61, 28/04/44.

References: sentenza 
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