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Timestamp: 2017-12-17 08:19:18+00:00

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Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: marzo 2010
PROVE – TESTIMONIANZA – PERSONA OFFESA – INDAGATA IN PROCEDIMENTO CONNESSO O COLLEGATO – ARCHIVIAZIONE – REGOLE DI ASSUNZIONE
Le Sezioni unite hanno stabilito che la persona offesa, che sia al contempo indagata o imputata di un reato connesso ai sensi dell’art. 12, lett. c), cod. proc. pen. o di un reato collegato ai sensi dell’art. 371, comma 2, lett. b) cod. proc. pen., non può assumere l’ufficio di testimone senza che sia stata previamente avvertita a norma dell’art. 64, comma 3, lett. c), cod. proc. pen. e senza l’osservanza delle regole della c.d. testimonianza assistita, con l’ulteriore precisazione che può invece rendere testimonianza, senza il menzionato previo avviso ma con la necessaria osservanza delle regole della testimonianza assistita, dopo la pronuncia della senza irrevocabile di proscioglimento, che se pronunciata “per non aver commesso il fatto” rende possibile l’assunzione dell’ufficio di testimone senza alcun tipo di assistenza e di previo avviso. Detta disciplina, hanno poi aggiunto le Sezioni unite, non trova applicazione per la persona sottoposta ad indagine la cui posizione sia stata definita con pronuncia di archiviazione perché per essa sono assai meno pregnanti le esigenze di prevenire pregiudizi al diritto di difesa, comunque evitabili in forza delle garanzie apprestate dall’art. 198, comma 2, cod. proc. pen. – diritto del testimone a non autoincriminarsi – e dall’art. 63 cod. proc. pen. – inutilizzabilità radicale delle dichiarazioni autoindizianti del dichiarante non indagato o non imputato.
Testo Completo: Sentenza n. 12067 del 17 dicembre 2009 - depositata il 29 marzo 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Fazzioli, Relatore A. Cortese)
TRIBUTI – CONDONO FISCALE - LITI PENDENTI DEFINIBILI - LIMITI
In tema di condono fiscale, le Sezioni Unite hanno ritenuto definibile ex art. 16 l. n. 289 del 2002 la controversia nascente dall’impugnazione dell’avviso di liquidazione di imposta di registro per un immobile originariamente non accatastato, per il quale le parti avevano dichiarato, al momento della sua compravendita, di volersi avvalere delle disposizioni di cui all'art. 12 del d.l. n. 70 del 1988 nel caso in cui il ricorso investa anche il provvedimento di classamento; la definibilità, però, secondo la Suprema Corte riguarda la lite relativa alla sola imposta e non quella concernente il classamento.
Testo Completo: Sentenza n. 5289 del 5 marzo 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente O. Schettino, Relatore V. Mazzacane)
STRANIERO – RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE - CITTADINO ITALIANO - MINORE STRANIERO - "KAFAKAH"
Intervenendo nuovamente sul rilievo giuridico nel nostro ordinamento dell’istituto della “Kafalah”, ma con riferimento alla domanda proposta da un cittadino italiano (nella specie di origine marocchina) con un minore straniero, affidato al richiedente per effetto del vincolo della "kafalah" e residente in Marocco, la S.C. ha stabilito che non è applicabile il d.lgs n. 286 del 1998, per la parte relativa al diritto all'unità familiare, in quanto destinato ad operare esclusivamente per le domande di ricongiungimento familiare provenienti da cittadini extracomunitari. Ha ritenuto, invece, applicabile il d.lgs n. 30 del 2007, attuativo della Direttiva 2004/38/CE, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, ritenendolo disciplinante anche l'ingresso del "familiare" straniero rispetto al cittadino italiano o comunitario. Tuttavia, sulla base di un’articolata argomentazione, ha escluso che la nozione di "familiare" desumibile da tale nuovo sistema normativo ricomprenda il minore affidato in "kafalah", come, invece, aveva ritenuto possibile alla stregua dell’art. 29, secondo comma del D.lgs n. 386 del 1998 (Cass. n. 7472 del 2008 rv. 602591), per le domande proposte da cittadini extracomunitari.
Testo Completo: Sentenza n. 4868 del 1° marzo 2010
(Sezione Prima Civile, Presidente M. Adamo, Relatore L. Macioce)
FALLIMENTO - I.R.A.P DOVUTA DAL FALLITO - AMMISSIONE AL PASSIVO IN VIA PRIVILEGIATA
Il credito erariale da imposta regionale sulle attività produttive deve essere ammesso in via privilegiata al passivo fallimentare anche se sorto prima dell’entrata in vigore dell’art. 39 del d.l n. 159 del 2007 (conv. nella legge n. 222 del 2007) con il quale, tale imposta è stata espressamente inclusa tra i crediti privilegiati contenuti nell’art. 2752, primo comma, cod. civ..
FALLIMENTO – CONCESSIONARIO PER LA RISCOSSIONE DI TRIBUTI - SPESE D'INSINUAZIONE DEL CREDITO FISCALE - DOMANDA DI AMMISSIONE AL PASSIVO - FONDATEZZA
Il Concessionario per la riscossione dei tributi deve essere ammesso al passivo in ordine alle spese che ha sostenuto per poter procedere all’insinuazione del credito fiscale del debitore fallito.
Testo Completo: Sentenza n. 4861 del 5 marzo 2010
(Sezione Prima Civile, Presidente O. Schettino, Relatore V. Mazzacane)
PROPRIETA' - MULTIPROPRIETA' IMMOBILIARE - DETERMINAZIONE DELLA QUOTA - CONTRATTO PRELIMINARE
Il contratto preliminare avente ad oggetto una quota di multiproprietà deve contenere l'indicazione della quota nella sua effettiva misura o, comunque, i criteri per la sua determinazione millesimale, incidendo tali elementi sulla determinatezza o determinabilità dell'oggetto del contratto ai sensi dell'art. 1346 cod. civ.
Testo Completo: Sentenza n. 6352 del 16 marzo 2010
(Sezione Seconda Civile, Presidente R.M. Triola, Relatore V. Mazzacane)
RESPONSABILITA’ CIVILE - ART. 68 COST. - PREROGATIVA DELL'INSINDACABILITA' - CAUSA SOGGETTIVA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITA' - ESTENSIONE AD ALTR
RESPONSABILITA’ CIVILE - ART. 68 COST. - PREROGATIVA DELL'INSINDACABILITA' - CAUSA SOGGETTIVA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITA' - ESTENSIONE AD ALTRI SOGGETTI - ESCLUSIONE - EMITTENTE TELEVISIVA - RESPONSABILITA' EX ART. 2049 - CONFIGURABILITA'
La S.C. , configurando la prerogativa di cui all’art. 68 Cost., strumentale allo svolgimento della funzione parlamentare, come causa soggettiva di esclusione della punibilità, che mette al riparo il parlamentare da tutte le azioni civili (oltre che penali), sia dirette che in via di regresso, ne ha escluso l’estensione a persone diverse da coloro che tale funzione esercitano. Inoltre, ha ritenuto la responsabilità dell'emittente televisiva, ex art. 2049 cod. civ., per i danni arrecati a terzi dalle dichiarazioni di un onorevole nel corso di una trasmissione, non potendosi ravvisare l'esercizio del diritto di cronaca o di critica nella messa in onda di una trasmissione-spettacolo, affidata consapevolmente a persona nota per manifestazioni del pensiero a rischio dell'onore e della reputazione.
Testo Completo: Sentenza n. 6325 del 16 marzo 2010
(Sezione Terza Civile, Presidente M. Varrone, Relatore R. Lanzillo)
DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA - PENA PECUNIARIA - APPLICAZIONE AI REATI COMMESSI CON IL MEZZO TELEVISIVO - ESCLUSIONE
L'art. 12 della legge 8 febbraio 1948 n. 47, nel prevedere una ipotesi eccezionale di pena pecuniaria privata per la diffamazione a mezzo stampa, non è suscettibile di applicazione analogica a casi diversi; conseguentemente, in mancanza di un espresso richiamo alla suddetta disposizione da parte della legge 7 agosto 1990, n. 223, che disciplina i reati commessi con il mezzo televisivo, non è applicabile a questi ultimi.
Testo Completo: Sentenza n. 6490 del 17 marzo 2010
DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – RICETTAZIONE - DOLO EVENTUALE - CONFIGURABILITA' - SUSSISTENZA - CONDIZIONI
Le Sezioni Unite hanno affermato che la ricettazione può essere sorretta anche da un dolo eventuale, precisando che esso non può desumersi da semplici motivi di sospetto e non può consistere in un mero sospetto, configurandosi in termini di rappresentazione da parte dell’agente della concreta possibilità della provenienza della cosa da delitto.
Testo Completo: Sentenza n. 12433 del 26 novembre 2009 - depositata il 3 marzo 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore F. Fiandanese)
PREVIDENZA – DIVIETO DI CUMULO DELL'INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE CON I TRATTAMENTI PENSIONISTICI - ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITÀ (PARZIALE) - CUMULAB
PREVIDENZA – DIVIETO DI CUMULO DELL'INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE CON I TRATTAMENTI PENSIONISTICI - ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITÀ (PARZIALE) - CUMULABILITÀ CON I TRATTAMENTI DI DISOCCUPAZIONE - ESCLUSIONE
La S.C. ha affermato che il divieto di cumulo dell'indennità di disoccupazione con i trattamenti pensionistici a carico dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, introdotto dall'art. 6, comma 7, del d.l. 20 maggio 1993 n. 148, convertito in legge 19 luglio 1993 n. 236, trova applicazione anche in relazione all'assegno ordinario di invalidità (parziale), trattandosi di trattamento pensionistico.
Testo Completo: Sentenza n. 5544 dell'8 marzo 2010
(Sezione Lavoro, Presidente M. De Luca, Relatore A. Ianniello)
DELITTI CONTRO LA PERSONA – PORNOGRAFIA MINORILE - MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO - NOZIONE
Con la decisione in esame la Corte ha affermato che, ai fini dell’applicazione dell’art. 600 ter cod. pen., è necessario fare riferimento alla nozione di pedopornografia di cui all’art. 1 della Decisione Quadro 2004/68/GAI del 22/12/2003, dovendosi quindi intendere per “materiale pornografico”, oggetto materiale della condotta criminosa di cui al comma terzo della citata disposizione, quel materiale che ritrae o rappresenta visivamente un minore degli anni diciotto implicato o coinvolto in una condotta sessualmente esplicita, quale può essere anche la semplice esibizione lasciva dei genitali o della regione pubica. (In applicazione di tale principio è stata esclusa la configurabilità del reato nella condotta di un soggetto che, trovandosi sulla spiaggia, si era limitato a fotografare insistentemente alcuni minori in costume da bagno in assenza di esibizioni lascive o di atteggiamenti sessualmente allusivi).
Testo Completo: Sentenza n. 10981 del 4 marzo 2010 - depositata il 22 marzo 2010
(Sezione Terza Penale, Presidente e Relatore P. Onorato)
GIURISDIZIONE - AUTODICHIA DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA - SUSSISTENZA
Le S.U. hanno riconosciuto fondamento costituzionale indiretto al potere della Presidenza della Repubblica di riservare, mediante regolamento, alla propria cognizione interna le controversie di impiego del personale, e, valorizzando - sulla base della giurisprudenza della Corte di Strasburgo - la precostituzione, l’imparzialità e l’indipendenza assicurata, dai regolamenti del 1996, ai collegi previsti per la risoluzione delle suddette controversie, hanno dichiarato la carenza assoluta di giurisdizione.
Testo Completo: Ordinanza n. 6529 del 17 marzo 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore L. Macioce)
FAMIGLIA - COMUNIONE TRA CONIUGI - BENI DI SOSPETTA PROVENIENZA ILLECITA - ESCLUSIONE
In relazione a beni oggetto di confisca ai sensi dell'art. 2-ter della legge n. 575 del 1965, il regime della comunione legale di cui all'art. 177, primo comma, lettera a), cod. civ., non si applica, salvo che il coniuge dimostri di aver contribuito all'acquisto con proprie disponibilità frutto di attività lecite.
Testo Completo: Sentenza n. 5424 del 5 marzo 2010
(Sezione Seconda Civile, Presidente O. Schettino, Relatore V. Mazzacane)
RESPONSABILITA’ CIVILE – EVENTO DANNOSO - CONDOTTE COLPOSE DI SOGGETTI DIVERSI - TERZO CORRESPONSABILE CHIAMATO DAL CONVENUTO - ESTENSIONE AUTOMATICA
RESPONSABILITA’ CIVILE – EVENTO DANNOSO - CONDOTTE COLPOSE DI SOGGETTI DIVERSI - TERZO CORRESPONSABILE CHIAMATO DAL CONVENUTO - ESTENSIONE AUTOMATICA DELL'ORIGINARIA DOMANDA DELL'ATTORE
Nell’ipotesi in cui la parte convenuta in un giudizio di responsabilità civile chiami in causa un terzo in qualità di corresponsabile dell’evento dannoso, non è necessaria l’espressa estensione della domanda risarcitoria attorea nei confronti di tale parte, in quanto la diversità e pluralità delle condotte produttive del fatto dannoso non determina il mutamento dell’oggetto della domanda ma evidenzia una pluralità di autonome responsabilità riconducibili allo stesso titolo risarcitorio.
Testo Completo: Sentenza n. 5057 del 3 marzo 2010
(Sezione Terza Civile, Presidente M. Varrone, Relatore R. Vivaldi)
LAVORO PUBBLICO – DIRIGENZA – CONFLITTO D’INTERESSE – OBBLIGO DI COMUNICAZIONE
L’obbligo di comunicare per iscritto alla P.A., datore di lavoro, le potenziali situazioni di conflitto d’interesse, grava sul dirigente pubblico fin da prima di assumere le funzioni dirigenziali.
Testo Completo: Sentenza n. 5113 del 3 febbraio 2010
(Sezione Lavoro, Presidente M. De Luca, Relatore G. Amoroso)
IMPUGNAZIONI – DECRETO PENALE DI CONDANNA – RICORSO PER CASSAZIONE DELL’IMPUTATO – INAMMISSIBILITÀ- CONVERSIONE IN OPPOSIZIONE – ESCLUSIONE
La Corte ha chiarito, dichiarando l’inammissibilità del ricorso, che il decreto penale di condanna non può essere oggetto, per iniziativa dell’imputato, di ricorso per cassazione, che, ove proposto, non può essere convertito in opposizione, unico strumento possibile per l’imputato, perché l’opposizione è finalizzata all’instaurazione del giudizio e non è assimilabile alle impugnazioni in senso tecnico, intese queste nel senso di strumenti diretti a sottoporre alle valutazioni di un giudice le doglianze relative alla decisione.
Testo Completo: Sentenza n. 3599 del 16 dicembre 2009 - depositata il 28 gennaio 2010
(Sezione Quarta Penale, Presidente P. Mocali, Relatore V. Romis)
Testo Completo: Sentenza n. 6481 del 17 marzo 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente G. B. Petti, Relatore R. Lanzillo)
CONTRATTI – DEPOSITO – CONSEGNA DELLE CHIAVI DELLA MACCHINA AL VETTURIERE DELL'ALBERGO
Nell'ipotesi in cui un cliente consegna le chiavi della macchina al vetturiere dell'albergo dove alloggia, con la consegna, che integra l'affidamento del veicolo, si perfeziona l'ordinario contratto di deposito.
Testo Completo: Sentenza n. 6048 del 12 marzo 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore R. Vivaldi)
SENTENZA - CORRELAZIONE CON L'ACCUSA - DIVERSA QUALIFICAZIONE GIURIDICA - GARANZIA DEL CONTRADDITTORIO
La I Sezione Penale, sviluppando l’indirizzo interpretativo delineato dalle pronunce emesse dalla Corte europea dei diritti dell'uomo e dalla VI Sezione Penale della Corte di Cassazione nel caso Drassich - secondo cui la garanzia del contraddittorio deve essere assicurata all'imputato anche in ordine alla diversa definizione giuridica del fatto contestatogli - ha ritenuto che tale regola di sistema risulti rispettata quando l’imputato abbia comunque avuto modo di interloquire sull’argomento, e in particolare anche quando la diversa qualificazione giuridica abbia formato oggetto di discussione nel corso del procedimento incidentale “de libertate”. (Fattispecie relativa alla derubricazione del reato, ad opera del giudice di appello, dalla fattispecie di partecipazione ad associazione mafiosa in quella di favoreggiamento aggravato).
Testo Completo: Sentenza n. 9091 del 18 febbraio 2010 – depositata l’8 marzo 2010
(Sezione Prima Penale, Presidente S. Chieffi, Relatore P. Piraccini)
REATO - CIRCOSTANZE - CONCORSO DI CIRCOSTANZE - DI AGGRAVANTI E ATTENUANTI: GIUDIZIO DI COMPARAZIONE - CIRCOSTANZA ATTENUANTE AD EFFETTO SPECIALE
REATO - CIRCOSTANZE - CONCORSO DI CIRCOSTANZE - DI AGGRAVANTI E ATTENUANTI: GIUDIZIO DI COMPARAZIONE - CIRCOSTANZA ATTENUANTE AD EFFETTO SPECIALE PREVISTA DALL'ART. 8 D.L. N. 152 DEL 1991 - ASSOGGETTAMENTO - ESCLUSIONE
Con la decisione in epigrafe le Sezioni unite hanno ritenuto che la circostanza attenuante ad effetto speciale prevista dall’art. 8 d.l. 13 maggio 1991 n. 152, convertito in legge 12 luglio 1991 n. 203 (Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di trasparenza e buon andamento dell’attività amministrativa), cosiddetta della “dissociazione attuosa”, non è soggetta al giudizio di bilanciamento tra circostanze. Nell’occasione hanno anche avuto modo di precisarne i “tempi” di applicazione, allorché con essa concorrano altre circostanze eterogenee che non possono sfuggire al giudizio di comparazione, precisando che va dapprima determinata la pena effettuando tale giudizio e successivamente, sul risultato che ne consegue, va applicata l’attenuante ad effetto speciale.
Testo Completo: Sentenza n. 10713 del 25 febbraio 2010 - depositata il 18 marzo 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore R. Bricchetti)
PROCESSO CIVILE – PROVE ATIPICHE – AMMISSIBILITA’ - LIMITI
Pur non potendo escludersi, nel nostro ordinamento processuale, l’ammissibilità in generale delle prove "atipiche", la S.C, ha affermato che con esse, tuttavia, non si possono aggirare preclusioni o divieti dettati da disposizioni sostanziali o processuali, così introducendo surrettiziamente elementi di prova che non sarebbero altrimenti ammessi o la cui ammissione richieda il necessario ricorso ad adeguate garanzie formali.
Testo Completo: Sentenza n. 5440 del 5 marzo 2010
(Sezione Seconda Civile, Presidente A. Mensitieri, Relatore L. Piccialli)
FAMIGLIA – SEPARAZIONE DEI CONIUGI - GIUDICATO DELLA RELATIVA SENTENZA - CONDIZIONE DELL'AZIONE DELLA DOMANDA DI SCIOGLIMENTO DELLA COMUNIONE LEGALE
FAMIGLIA – SEPARAZIONE DEI CONIUGI - GIUDICATO DELLA RELATIVA SENTENZA - CONDIZIONE DELL'AZIONE DELLA DOMANDA DI SCIOGLIMENTO DELLA COMUNIONE LEGALE DEI BENI - CONFIGURABILITA' - CONSEGUENZE
La Corte, mutando il proprio precedente indirizzo, ha ritenuto che il passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale (o di omologa di quella consensuale) non è condizione di procedibilità della domanda giudiziaria di scioglimento della comunione legale e relativa divisione dei beni, ma condizione dell'azione; di conseguenza, è sufficiente che tale condizione sussista al momento della pronuncia.
Testo Completo: Sentenza n. 4757 del 26 febbraio 2010
(Sezione Prima Civile, Presidente P. Vittoria, Relatore M. Dogliotti)
SANZIONI AMMINISTRATIVE - OPPOSIZIONE - ORDINANZE EMESSE EX ART. 23, PRIMO COMMA, L. N. 689 DEL 1981 - IMPUGNAZIONE
SANZIONI AMMINISTRATIVE - OPPOSIZIONE - ORDINANZE EMESSE EX ART. 23, PRIMO COMMA, L. N. 689 DEL 1981 - IMPUGNAZIONE - REGIME SUCCESSIVO AL D. LGS. N. 40 DEL 2006 - RICORSO PER CASSAZIONE - ESCLUSIONE- APPELLO - AMMISSIBILITÀ
La S.C. ha affermato che, nei giudizi di opposizione avverso sanzioni amministrative, nel regime successivo al d.lgs. 2 febbraio 2006 n. 40, anche le ordinanze emesse ai sensi del primo comma dell'art. 23 della legge n. 689 del 24 novembre 1981 non sono ricorribili in cassazione ma sono impugnabili con l'appello, dovendosi ritenere, anche alla luce della sentenza della Corte Cost. n. 98 del 2008, che, con la disciplina dettata dal ricordato decreto legislativo, il legislatore ha inteso ridurre i casi di immediata ricorribilità per cassazione dei provvedimenti giurisdizionali, mediante l'introduzione dell'appello quale “filtro”, per rafforzare la funzione nomofilattica della Corte di Cassazione.
Testo Completo: Ordinanza n. 4355 del 23 febbraio 2010
(Sezione Lavoro, Presidente B. Battimiello, Relatore A. Lamorgese)
STRANIERI - MINORE SOGGIORNANTE IN ITALIA - GENITORE NON REGOLARMENTE SOGGIORNANTE - AUTORIZZAZIONE TEMPORANEA AL SOGGIORNO EX ART. 31 DLGS. N. 286/98
STRANIERI - MINORE SOGGIORNANTE IN ITALIA - GENITORE NON REGOLARMENTE SOGGIORNANTE - AUTORIZZAZIONE TEMPORANEA AL SOGGIORNO EX ART. 31 D.LGS. N. 286/1998 - CONDIZIONI
In consapevole contrasto con due recenti pronunce (n. 22080 del 2009 e n. 823 del 2010), ma in continuità con il precedente orientamento (S.U. n. 22216 del 2006 e n. 10135 del 2007), la prima sezione della Corte ha stabilito che, ai fini dell’autorizzazione temporanea all’ingresso od alla permanenza del genitore straniero di minore regolarmente soggiornante nel nostro paese, le condizioni previste dall’art. 31 del d.lgs n. 286 del 1998, consistenti nei gravi motivi connessi al suo sviluppo psicofisico, si riscontrano esclusivamente quando sia accertata l’esistenza di una situazione di emergenza, rappresentata come conseguenza della mancanza o dell’allontanamento improvviso del genitore, a carattere eccezionale e contingente. Al contrario, le suddette condizioni non possono ritenersi integrate in riferimento alle ordinarie necessità di accompagnare l’integrazione ed il processo educativo, formativo e scolastico del minore, non trattandosi di esigenze caratterizzate dalla temporaneità, come la natura peculiare della misura richiede.
Testo Completo: Sentenza n. 5856 del 26 febbraio 2010
(Sezione Prima Civile, Presidente M. G. Luccioli, Relatore M. R. Cultrera
APPALTO PRIVATO - OPERA COSTRUITA IN TOTALE DIFFORMITA' RISPETTO ALLA CONCESSIONE - ALIQUOTA I.V.A. - CONTROVERSIA
Nella controversia tra le parti di un appalto in ordine all'aliquota IVA (agevolata o meno) in concreto applicabile ai lavori eseguiti per la costruzione di un edificio, realizzato in difformità rispetto alla concessione edilizia, occorre aver riguardo non solo a tale concessione, ma anche agli accertamenti in seguito effettuati dall’autorità amministrativa e giurisdizionale e alla eventuale intervenuta sanatoria edilizia.
Testo Completo: Sentenza n. 4871 del 1° marzo 2010
(Sezione Seconda Civile, Presidente L. A. Rovelli, Relatore I. Parziale)
SUCCESSIONI E DONAZIONI - PETIZIONE EREDITARIA - DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO - ESCLUSIONE
Il principio della presunzione di buona fede di cui all'art. 1147 cod. civ. ha portata generale; pertanto chi agisce, con l'azione di petizione, per la rivendicazione dei beni ereditari - previo annullamento del testamento in base al quale è stato chiamato all'eredità il possessore di buona fede - non può pretendere da quest'ultimo il risarcimento dei danni, ma soltanto i frutti indebitamente percepiti, nei limiti fissati dall'art. 1148 cod. civ..
Testo Completo: Sentenza n. 5091 del 3 marzo 2010
(Sezione Seconda Civile, Presidente L. A. Rovelli, Relatore P. D'Ascola)
FIDEJUSSIONE – CONTRATTO AUTONOMO DI GARANZIA - CARATTERI - POLIZZA FIDEIUSSORIA IN MATERIA DI APPALTO
Le Sezioni Unite, pronunciandosi sulla natura delle polizze fideiussorie prestate a garanzia delle obbligazioni assunte dall’appaltatore, hanno ritenuto che l’inserimento nel contratto di una clausola “a prima richiesta e senza eccezioni” valga di per sé a qualificare il negozio come contratto autonomo di garanzia e che, in tal caso, non si applichi la norma di cui all’art. 1957 c.c. sull’onere del creditore garantito di far valere tempestivamente le sue ragioni nei confronti del debitore principale.
Testo Completo: Sentenza n. 3947 del 18 febbraio 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente e Relatore V. Carbone)
PROCESSO CIVILE - INTERVENTO IN CAUSA DI TERZI - NUOVA UDIENZA PER CONSENTIRE LA CHIAMATA DEL TERZO EX ART. 269 COD. PROC. CIV. - PROVVEDIMENTO DISCRE
PROCESSO CIVILE - INTERVENTO IN CAUSA DI TERZI - NUOVA UDIENZA PER CONSENTIRE LA CHIAMATA DEL TERZO EX ART. 269 COD. PROC. CIV. - PROVVEDIMENTO DISCREZIONALE DEL GIUDICE
In tema di chiamata di un terzo nel processo su istanza di parte, al di fuori delle ipotesi di litisconsorzio necessario, è discrezionale il provvedimento del giudice di fissazione di una nuova udienza per consentire la citazione del terzo, chiesta tempestivamente dal convenuto ai sensi dell'art. 269 cod. proc. civ.
Testo Completo: Sentenza n. 4309 del 23 febbraio 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore F. Forte)
CIRCOLAZIONE STRADALE – VERBALE DI ACCERTAMENTO DELLA VIOLAZIONI – RICORSO AL PREFETTO – APPLICABILITA’ DELLA SOSPENSIONE FERIALE DEI TERMINI – ESCLUS
CIRCOLAZIONE STRADALE – VERBALE DI ACCERTAMENTO DELLA VIOLAZIONI – RICORSO AL PREFETTO – APPLICABILITA’ DELLA SOSPENSIONE FERIALE DEI TERMINI – ESCLUSIONE
La disciplina sulla sospensione dei termini processuali dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno, posta dall’art. 1 della legge n. 742 del 1969, non può trovare applicazione al termine di sessanta giorni, dalla contestazione o dalla notificazione dell’accertamento della violazione del codice della strada, stabilito dall’art. 203 del d.lgs. n. 285 del 1992 per proporre ricorso in via amministrativa al prefetto, che ha riguardo ad attività da compiersi nell’ambito di un procedimento amministrativo.
Testo Completo: Sentenza n. 4170 del 22 febbraio 2010
(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore A. Giusti)
PROCESSO CIVILE – INAMMISSIBILITA’ DI INTERVENTO IN APPELLO PER RAGIONI MERAMENTE PROCESSUALI – COMPENSAZIONE DELLE SPESE
In tema di spese giudiziali, ove l’intervento effettuato in appello venga dichiarato inammissibile per ragioni meramente processuali, il provvedimento di compensazione delle spese assunto da parte dello stesso giudice del gravame va giustificato in riferimento al tipo di statuizione adottata, senza che si possa avere riguardo anche alle posizioni di carattere sostanziale implicate nella controversia.
Testo Completo: Sentenza n. 4251 del 22 febbraio 2010
(Sezione Seconda Civile, Presidente A. Mensitieri, Relatore S. Petitti)
Testo Completo: Sentenza n. 3599 del 16 dicembre 2009
(Sezione Quarta Civile, Presidente G. Sciarelli, Relatore M. La Terza)
GIUDIZIO DI CASSAZIONE – INTEMPESTIVO ADEMPIMENTO DELL’ONERE DI DEPOSITO DEL RICORSO
In caso di intempestivo adempimento dell’onere di deposito del ricorso per cassazione, a causa della sottrazione, ad opera di ignoti, del plico contenente l’atto notificato consegnato al vettore per la spedizione al domiciliatario (incaricato del deposito), la S.C. ha escluso l’applicabilità dell’istituto della rimessione in termini, ritenendo sussistente, in capo alla parte, il rischio derivante da eventuali ritardi subiti a causa della scelta di avvalersi di intermediari nell’invio dell’atto di impugnazione.
Testo Completo: Ordinanza n. 4356 del 23 febbraio 2010
LAVORO SUBORDINATO – LAVORATORE GENITORE DI PIÙ MINORI, DI ETÀ INFERIORE AI TRE ANNI, CON HANDICAP – DIRITTO AL PERMESSO GIORNALIERO PER CIASCUN FIGLI
LAVORO SUBORDINATO – LAVORATORE GENITORE DI PIÙ MINORI, DI ETÀ INFERIORE AI TRE ANNI, CON HANDICAP – DIRITTO AL PERMESSO GIORNALIERO PER CIASCUN FIGLIO
In tema di agevolazioni per i lavoratori genitori di minori con “handicap in situazione di gravità” di età inferiore ai tre anni e con riferimento al nucleo familiare composto da più minori con tali requisiti, la S.C., con decisione della quale non constano precedenti specifici, ha riconosciuto alla lavoratrice madre, o al lavoratore padre, il diritto a fruire di due ore di permesso giornaliero retribuito per ciascun minore (Nella specie si trattava di un nucleo familiare composto da due gemelli, entrambi affetti da grave handicap).
Testo Completo: Sentenza n. 4623 del 25 febbraio 2010
(Sezione Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore U. Morcavallo)
IMPUTATO - LEGITTIMAZIONE - ESCLUSIONE
IMPUGNAZIONI - CASSAZIONE - RICORSO STRAORDINARIO PER ERRORE DI FATTO - IMPUTATO - LEGITTIMAZIONE - ESCLUSIONE
E’ inammissibile il ricorso straordinario per errore di fatto proposto dall’ imputato avverso l’ordinanza con cui la Corte di Cassazione abbia dichiarato l’inammissibilità di un’istanza di rimessione del processo formulata ex art. 45 cod. proc. pen., atteso che i soggetti legittimati a proporre l’impugnazione straordinaria sono individuati dall’art. 625-bis, cod. proc. pen., nel procuratore generale e nel condannato.
Testo Completo: Sentenza n. 9015 del 18 febbraio 2010 - depositata il 5 marzo 2010
(Sezione Sesta Penale, Presidente A. S. Agrò, Relatore G. Fidelbo)
DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO – INTERRUZIONE DEL SERVIZIO ELETTORALE – REATO – SUSSISTENZA
La Corte ha affermato che l’interruzione delle operazioni elettorali presso i seggi in modo da turbarne la regolarità, integra il delitto di cui all’art. 340 cod. pen., atteso che il servizio elettorale è servizio pubblico nel senso inteso dalla norma incriminatrice citata. (Fattispecie in cui un candidato alle elezioni comunali ed alcuni suoi sostenitori erano penetrati nel seggio a scrutinio completato, contestando con veemenza al presidente dello stesso l’eccessivo numero di schede di cui aveva deciso l’annullamento, così interrompendo per alcuni minuti, fino all’intervento della forza pubblica, le operazioni di redazione dei verbali elettorali).
Testo Completo: Sentenza n. 9074 udienza del 5 febbraio 2010 - depositata il 6 marzo 2010
(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Cortese, Relatore G. Colla)
TRIBUTI – RIMBORSO DELL'ECCEDENZA DELL'IVA - RICHIESTA - EFFETTI INTERRUTTIVI E SOSPENSIVI SULLE POSTE NON CONTESTATE – ESCLUSIONE
In tema di rimborso dell'eccedenza dell'IVA, la sezione tributaria della Cassazione ha ritenuto che l'impugnazione giurisdizionale delle sole "poste" disconosciute dall'Ufficio non produce effetti interruttivi e sospensivi su quelle non contestate
Testo Completo: Sentenza n. 3827 del 18 febbraio 2010
(Quinta Sezione Tributaria, Presidente D. Plenteda e Relatore M. D’Alonzo)
TRIBUTI – RISCOSSIONE - IPOTECA - DEBITO DEL CONTRIBUENTE SUPERIORE AGLI OTTOMILA EURO – NECESSITÀ
In tema di riscossione delle imposte, le Sezioni Unite hanno affermato il principio secondo cui l'ipoteca prevista dall'art. 77 del d.P.R. n. 602 del 1973, rappresentando un atto preordinato e strumentale all'espropriazione immobiliare, soggiace agli stessi limiti per quest'ultima stabiliti dall'art. 76 del medesimo d.P.R., e non può, quindi, essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli ottomila euro.
Testo Completo: Sentenza n. 4077 del 22 febbraio 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone e Relatore F. Tirelli)
LAVORO – CONTROLLO DEL LAVORATORE CON PROGRAMMI INFORMATICI
Pronunciandosi per la prima volta sul tema, la S.C. ha affermato che i programmi informatici che consentono il monitoraggio della posta elettronica e degli accessi ad Internet dei dipendenti sono necessariamente apparecchiature di controllo, soggette alle condizioni di cui all’art. 4 dello Statuto dei lavoratori
Testo Completo: Sentenza n. 4375 del 23 febbraio 2010
(Sezione Lavoro, Presidente B. Battimiello , Relatore V. Nobile)
LAVORO – LAVORATORI ESPOSTI A RISCHIO DI RADIAZIONI IONIZZANTI – INDENNITÀ E CONGEDO STRAORDINARIO
La Corte, intervenendo in tema di lavoratori esposti a rischio di radiazioni ionizzanti, ha statuito che l’incremento legale dell’indennità di rischio riguarda solo i dipendenti del servizio sanitario nazionale e non anche i dipendenti del settore privato, ai quali compete, invece, esclusivamente il diritto al congedo straordinario.
Testo Completo: Sentenza n. 3882 del 18 febbraio 2010
(Sezione Lavoro, Presidente G. Sciarelli, Relatore P. Curzio)
LAVORO – DENEGATO DIRITTO DI RISCATTO E DI RICONGIUNZIONE PREVIDENZIALE - DANNO ESISTENZIALE
E’ risarcibile, quale danno non patrimoniale quello derivante al lavoratore dall’illegittimo disconoscimento del diritto di riscatto e ricongiunzione previdenziale, con conseguente necessità di protrazione dell'attività lavorativa e connessa compromissione delle scelte di vita del lavoratore.
Testo Completo: Sentenza n. 3023 del 10 febbraio 2010
(Sezione Lavoro, Presidente G. Sciarelli, Relatore P. Zappia)
PROCESSO CIVILE - INTERVENTO IN CAUSA DI TERZI - NUOVA UDIENZA PER CONSENTIRE LA CHIAMATA DEL TERZO EX ART. 269 COD. PROC. CIV. -
PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - GIUDIZIO DI DIVISIONE - ORDINANZA DI VENDITA - CONTESTAZIONI - IMPUGNAZIONE ESPERIBILE
A norma dell'art. 50-ter cod. proc. civ., il procedimento di scioglimento della comunione è trattato e deciso dal tribunale in composizione monocratica; pertanto, ove il giudice istruttore provveda con ordinanza sulla vendita, pur sorgendo contestazioni al riguardo, questo provvedimento ha il contenuto della sentenza ed è impugnabile con l'appello e non il ricorso straordinario per cassazione.
Testo Completo: Sentenza n. 4245 del 22 febbraio 2010
SOCIETA' – DI PERSONE – CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE – APPLICAZIONE DELL’ART. 2495 C.C. NOVELLATO
La S.C., dirimendo un contrasto sull'efficacia dichiarativa o costituiva della cancellazione della società semplice dal registro delle imprese, ha statuito che la modifica dell'art. 2495 cod. civ., ex art. 4 del d.lgs n. 6 del 2003, si applica anche alle società di persone, nonostante che la prescrizione normativa indichi esclusivamente quelle di capitali e quelle cooperative. Detta applicazione analogica è irretroattiva, non potendo trovare applicazione per le cancellazioni intervenute anteriormente al 1° gennaio 2004, data di entrata in vigore delle modifiche introdotte dal citato d.lgs n. 6 del 2003.
Testo Completo: Sentenza n. 4060 del 22 febbraio 2010
Testo Completo: Sentenza n. 4061 del 22 febbraio 2010
PROCEDIMENTO CIVILE – AZIONE EX ART. 2932 C.C. – SENTENZA - CAPO DI CONDANNA AL RILASCIO DELL’IMMOBILE – ESECUTIVITA’ PROVVISORIA - ESCLUSIONE
Le Sezioni unite hanno risolto la questione di massima di particolare importanza sull’inammissibilità dell’esecutività provvisoria dei capi di condanna conseguenti alla sentenza di primo grado resa ex art. 2932 c.c., con particolare riferimento a quello implicante la condanna del promittente venditore al rilascio dell’immobile oggetto del preliminare di vendita, sul presupposto che la produzione dell’efficacia di tale condanna è direttamente dipendente da quella della statuizione principale costitutiva, realizzabile solo con il giudicato.
Testo Completo: Sentenza n. 4059 del 22 febbraio 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore L. Mazziotti di Celso)
PROCEDIMENTO CIVILE – ESTINZIONE DEL GIUDIZIO DI RINVIO RELATIVO AD OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO – EFFETTI CONSEGUENTI
Le Sezioni unite hanno risolto il contrasto sul rapporto tra l’art. 393 c.p.c. e l’art. 653 c.p.c., con riferimento agli effetti conseguenti all’estinzione del giudizio di rinvio relativo ad un processo di opposizione a decreto ingiuntivo, statuendo la prevalenza del primo (con inefficacia definitiva del provvedimento monitorio) nel caso di cassazione riguardante sentenza di accoglimento (totale o parziale) dell’opposizione e la predominanza del secondo (con acquisto dell’esecutorietà definitiva da parte del decreto ingiuntivo) nell’ipotesi di intervenuta cassazione con rinvio concernente una sentenza di rigetto dell’opposizione ex art. 645 c.p.c.
Testo Completo: Sentenza n. 4071 del 22 febbraio 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore A. Nappi)
RESPONSABILITA' CIVILE - AMMINISTRAZIONE PUBBLICA - LESIONE DI INTERESSE PRETENSIVO - DINIEGO DI AUTORIZZAZIONE ALL INSTALLAZIONE DI UN CARTELLONE
RESPONSABILITA' CIVILE - AMMINISTRAZIONE PUBBLICA - LESIONE DI INTERESSE PRETENSIVO - DINIEGO DI AUTORIZZAZIONE ALL INSTALLAZIONE DI UN CARTELLONE PUBBLICITARIO
La S.C., facendo applicazione della propria giurisprudenza in materia di risarcimento da lesione di interessi pretensivi e sottolineando che, nella specie, non sussisteva l’oggettivo affidamento, ha confermato la sentenza di merito che aveva negato il risarcimento del danno, chiesto da una società pubblicitaria al Comune per l’illegittimo rifiuto dell’autorizzazione alla installazione di un cartellone pubblicitario
Testo Completo: Sentenza n. 4326 del 23 febbraio 2010

References: Sentenza 
 art. 16
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 ART. 68
 ART. 68
 ART. 2049
 art. 2049
 Sentenza 
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SENTENZA 
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 Sentenza 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 sentenza 
 Sentenza 
 ART. 23
 ART. 23
 sentenza 
 ART. 31
 ART. 31
 Sentenza 
 Sentenza 
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 ART. 269
 ART. 269
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 art. 45
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
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 Sentenza 
 ART. 269
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 4
 Sentenza 
 Sentenza 
 ART. 2932
 SENTENZA 
 sentenza 
 art. 2932
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 645
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza