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Timestamp: 2020-04-08 03:30:09+00:00

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Cassazione, sez. III civile, sentenza 30.03.2005, n.6732 - testo integrale Sentenza
Cassazione, sez. III civile, sentenza 30.03.2005, n.6732
Assegno bancario - protestato per errore - danni. Fonte: http://www.iusetnorma.it/news_giurisprudenza/giurisprudenza/cass-IIIciv-30-03-2005n6732.htm
La III Sezione Civile
Con citazione del 20 gennaio 1992, S.S., quale ex correntista di un conto corrente aperto presso la Agenzia 27 della Banca Nazionale del lavoro di Roma, chiuso all'inizio del 1987, conveniva dinanzi al Tribunale di Roma la Banca Nazionale del Lavoro, per sentirla condannare, avendo riguardo alla sua qualità di imprenditore edile, alla rifusione dei danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti all'illegittimo protesto di tre assegni bancari, tratti su un carnet non richiesto né ritirato dal cliente e recanti una firma visibilmente artefatta. Assegni utilizzati dopo la chiusura del conto e protestati.
I danni patrimoniali erano indicati complessivamente in 500 milioni a titolo di lucro cessante e di danno emergente, e i danni non patrimoniali erano indicati in 400 milioni, tenendosi conto della gravità dei fatti e della qualità di imprenditore iscritto nel registro per gli appalti e gare pubbliche. Si costituiva la Banca Nazionale del lavoro e contestava il fondamento delle pretese. La lite era istruita documentalmente, ma la banca non ottemperava all'ordine di esibizione del cedolino di richiesta del carnet, che recava la firma del cliente e la data del rilascio. Erano poi escussi il Direttore della Banca dell'Etruria e del Lazio, agenzia di Roma, presso cui il S. aveva un conto affidato, ed il capo cantiere del S., in ordine alle difficoltà economiche dell'impresa conseguenti ai protesti ed alle vicende penali risolte in favore del S.
Con sentenza del 14 aprile 1997 il Tribunale di Roma accertava la falsità della firma di traenza "S.S." apposta sui tre assegni; dichiarava la responsabilità della Banca per la illegittima circolazione dei tre assegni nonché per il protesto degli stessi in danno dell'attore, ordinava la pubblicazione per estratto della sentenza sul quotidiano romano "Il Messaggero"; rigettava le altre domande risarcitorie del S. e compensava per la metà le spese del giudizio, ponendo il resto a carico della Banca.
Contro la decisione proponeva appello il S. sulla mancata liquidazione dei danni; resisteva la Banca e proponeva appello incidentale sul punto relativo all'accertamento della propria responsabilità per la illegittima circolazione degli assegni ed il relativo protesto.
Con sentenza del 16 gennaio 2001 la Corte di appello di Roma così decideva: accoglie parzialmente l'appello principale e rigetta quello incidentale; per l'effetto, in parziale riforma della sentenza impugnata, condanna la Banca a pagare al S. a titolo di risarcimento di danni non patrimoniali, la somma di lire tremilionicinquecentomila oltre interessi legali dalla pubblicazione della presente sentenza; conferma nel resto la sentenza impugnata; compensa per la metà le spese del grado, ponendo il resto a carico della Banca.
Contro la decisione ricorre il S. deducendo due motivi di censura illustrati da memoria, resiste la Banca con controricorso e ricorso incidentale, illustrato da memoria.

References: sentenza 
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