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Timestamp: 2019-12-14 15:23:24+00:00

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Facolt di Giurisprudenza Laboratorio di diritto dautore (In. Di. Co Informazione Diritto e Comunicazione)
Avv. Giulia Arangena
ADLP Studio 2012 All Rights Reserved
Tutela del diritto dautore e strumenti processuali lenforcement in ambito civile
ADLP Studio 2012 - All Rights Reserved
oggetto del diritto dautore
Facendo riferimento alle opere di ingegno di carattere creativo oggetto del diritto dautore, la legge (art. 2575 c.c. e art. 1 l.d.a.) menziona quelle attinenti ai settori delle scienze, letteratura, musica, arti figurative, teatro e cinematografia, qualunque ne sia il modo e la forma di espressione. Segue allart. 2 della l.d.a., una dettagliata esemplificazione delle opere annoverabili quali opere dellingegno.
oggetto del diritto dautore (segue): opere dellingegno
Tale elencazione si andata arricchendo nel tempo.
Vi stata infatti lindividuazione delle: opere fotografiche di carattere artistico (d.p.r. n. 19/79); programmi per elaboratore (d.lgs. n. 518/92); banche dati (d.lgs. n. 169/99), ed infine opere del disegno industriale che possiedano carattere creativo e valore artistico (d.lgs. 95/2001).
oggetto del diritto dautore (segue): i diritti connessi
E altres riconosciuta protezione specifica anche per talune prestazioni intellettuali, prevalentemente di natura organizzativo-imprenditoriale, definite dalla legge come connesse allesercizio del diritto dautore (artt. 72 ss. l.d.a.), fra le quali si annoverano quelle attribuite dei:
produttori di fonogrammi; produttori di opere cinematografiche o audiovisive; dei produttori di emissioni radiofoniche; degli attori, interpreti ed esecutori; ecc.
contenuto della tutela di diritto dautore
La legge protegge:
la personalit dellautore; e la sua sfera patrimoniale.
A tal fine sono riconosciuti allautore diritti morali e
diritti di sfruttamento economico.
requisiti per la protezione processuale
Ma non tutte le opere possono godere della tutela del diritto dautore accordata dalla legge.
E diritto-dovere del giudice qualificare, prima di tutto, un bene come bene giuridico meritevole di tutela, e, dunque, nel nostro ambito, come opera dellingegno.
Come stabilito dalla Cassazione (23 novembre 2005, n. 24594), prima ancora di verificare se unopera sia un plagio di unaltra, il Giudice deve controllare se questultima abbia o meno i requisiti per beneficiare della protezione richiesta. In breve, prima di verificare le eventuali violazioni di legge, il Giudice deve qualificare lopera portata alla sua attenzione quale opera protetta, cio meritevole della tutela del diritto dautore.
Il tutto seguendo la logica dei principi generali del diritto processuale civile che vedono il giudice quale unico titolare del compito di interpretare le norme giuridiche in applicazione al caso concreto, attribuendo l'esatta qualificazione giuridica di un bene o di una fattispecie concreta.
elementi costitutivi del diritto dautore su unopera di ingegno
Carattere creativo Novit
Oggetto del diritto d'autore sono, secondo l'art. 2575 del c.c. e l'art. 1 della l.d.a.: le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze (questo riferimento manca per all'art 1 della l.d.a.), alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
creativit e creazione di unopera
L'art. 1 l.d.a. stabilisce che sono protette le opere dell'ingegno di carattere creativo. All'art. 6 la l.d.a. dice che il titolo originario dell'acquisto del diritto di autore costituito dalla creazione dell'opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.
La legge quindi richiede, ai fini della tutela dell'opera:
il requisito della creativit; e che
l'attivit creativa si concretizzi in una forma percepibile, posto che il diritto dautore sorge allatto della creazione dellopera, allorquando lautore la esprima in una data forma.
la creativit secondo la giurisprudenza
La giurisprudenza ha sempre teso ad abbassare lo standard del concetto di creativit al fine di estendere, quanto pi possibile, lambito di protezione concesso alle opere dellingegno. La Suprema Corte ha chiarito che il concetto giuridico di creativit non coincide con quello di creazione, originalit e novit assoluta, ma si riferisce alla personale ed individuale espressione di un risultato esteriore appartenente alle categorie elencate nellart. 1 della l.d.a., di modo che sia sufficiente la sussistenza di un atto creativo, seppur minimo, suscettibile di estrinsecazione nel mondo esteriore (Cassazione, 12 marzo 2005, n. 5089).
applicazione da parte dei giudici di merito
La connotazione di creativit intesa, dalla giurisprudenza di merito, soprattutto come individualit della rappresentazione, talora collegata alla personalit dellautore, non rilevando tanto il grado di creativit, quanto piuttosto il contenuto ontologico della stessa.
E la individualit di rappresentazione di identifica nella capacit di esprimere in modo personale, un sentimento, unidea, un fatto, un qualsiasi aspetto della vita. Con la conseguenza che la creativit pu esservi anche nei casi in cui lopera consiste in idee e nozioni semplici. Che escludono la tutelabilit delle opere solo in presenza di evidente banalit
sentenze di merito rilevanti
Cos il Tribunale di Roma del 27 aprile 1981 nel caso de la rose au poing, nel quale luso della rosa nel pugno, disegnata dal Marc Bonnet, da parte del Partito Radicale Italiano fu ritenuto illegittimo. O come stato recentemente ribadito, sempre dal Tribunale di Roma, in unordinanza cautelare del 23 settembre del 2011, nel caso che ha che ha visto contrapposti i due format televisivi; luno, Ballando sotto le Stelle, di titolarit della Rai (Ballandi) e laltro, Baila, di titolarit di RTI S.p.A. Mediaset (Endemol). Tale ordinanza particolarmente interessante perch vi espresso il principio della tutelabilit del format televisivo quale opera dellingegno prima espresso in maniera non del tutto univoca.
violazioni del diritto dautore tutelabili
Una volta compiuta la valutazione generale di unopera come opera protetta ai sensi del diritto dautore, occorre verificare quali sono le violazioni per cui concessa la tutela legale attraverso lutilizzo degli strumenti processuali previsti dallordinamento. Tali violazioni sono essenzialmente: 1. il plagio e 2. la contraffazione
Tale violazione volta, non solo allappropriazione degli elementi creativi di unopera preesistente di altro autore, ma nellabusiva attribuzione della paternit di essa. Il plagio, quindi, al contempo, violazione del diritto morale che del diritto di utilizzazione economica. Con questa espressione, infatti, generalmente, si fa riferimento: a) sia alla riproduzione, totale o parziale, degli elementi creativi di unopera altrui con usurpazione della paternit (quandanche realizzata, a sua volta, con una elaborazione creativa ma abusiva);
b) sia alla contraffazione intesa quale sfruttamento dei diritti economici nascenti dallopera protetta senza il consenso dellautore.
E la violazione tipica del diritto dautore e consiste nellappropriazione degli elementi creativi di unopera preesistente.
La contraffazione consiste essenzialmente in una sostanziale riproduzione dellopera originale, con differenze di mero dettaglio che non sono frutto di apporto creativo.
natura delle violazioni del diritto dautore
Le violazioni del diritto dautore non comportano necessariamente limpossibilit per il titolare di disporre dei relativi diritti dautore (sia quelli morali che patrimoniali). Infatti, la natura immateriale dellopera, quale oggetto di tutela legale, consente una sua utilizzazione economica contemporanea e multipla che lasciano intatta la sua individualit. (fanno eccezione l opere in esemplare unico, naturalmente). Pertanto, le violazioni del diritto dautore limitano lampiezza e la qualit del titolare dellopera pi che impedirne lesercizio.
Contro tutte le violazioni del diritto dautore e dei diritti connessi, la legge speciale e le altre fonti prevedono sanzioni civili, penali ed amministrative capaci di contrastarle e misure cautelari con finalit anticipatoria della tutela e di istruzione preventiva. Le norme di legge attribuiscono il diritto dazione giudiziale per proteggere i diritti assoluti attribuiti allautore ed ai suoi aventi causa, nonch ai titolari dei diritti connessi ed ai loro cessionari e licenziatari, che vietano una specifica utilizzazione economica o non economica di unopera da parte di terzi non autorizzati.
strumenti processuali di tutela
Il Capo III (Difese e sanzioni giudiziarie) della l.d.a. si occupa degli strumenti processuali di tutela delle opere intellettuali. Tale parte della l.d.a. - che introduce norme processuali nellambito della disciplina del diritto dautore - stata interamente novellata a seguito della entrata in vigore della Direttiva Enforcement n. 2004/48/CE.
intento del legislatore europeo ed italiano
Reprimere con sempre maggiore decisione e fermezza il fenomeno della contraffazione e della pirateria con strumenti processuali pi incisivi ed efficienti.
interventi del legislatore italiano
La Direttiva enfrocement stata recepita in Italia con il D.Lgs. 16 marzo 2006/ n. 140 quale ultimo atto di un lungo processo di riforma del settore che si avuto nel nostro paese. Infatti, il legislatore italiano era gi intervenuto sul piano sostanziale e su quello processuale per rendere limpianto legislativo pi rapido, efficiente e vicino ai bisogni dei titolari dei diritti di propriet intellettuale e dellimpresa che protegge i propri diritti di P.I..
legge 12 2002 n. 273
Sono state dapprima concepite le 12 sezioni specializzate che hanno competenza non solo su marchi, brevetti, modelli, nuove variet vegetali e diritto dautore, ma anche per le indicazioni geografiche, denominazioni dorigine, topografie dei prodotti, informazioni aziendali riservate e segni distintivi diversi dai marchi (es. domain names).
legge 24 dicembre 2003 n. 350 (finanziaria 2004)
Ha introdotto misure urgenti per la tutela dellindicazione di provenienza Made in Italy;
Ha istituito un controllo pi severo alle dogane;
Ha previsto che limportazione e lesportazione e/o la commercializzazione di prodotti recanti false indicazioni di provenienza costituisce reato punibile ai sensi dellart. 517 del codice penale (vendita prodotti con segni mendaci, reclusione fino ad 1 anno).
d.lgs. 10 febbraio 2005 n. 30 (c.p.i.)
E stato varato il Codice della Propriet Industriale che riunifica e coordina in un unico testo la normativa relativa ai marchi, ai brevetti, ai modelli e alle informazioni riservate (non il diritto dautore che continua ad essere regolato dalla L. 633 del 1941 varie volte modificata nel corso degli anni).
d.lgs. n. 140/2006
Ultimo atto di questo percorso di riforma lattuazione della direttiva n. 2004/48 sul rispetto dei diritti di propriet intellettuale (comunemente nota come Direttiva enforcement). Predetta direttiva, oltre a recepire i principi degli accordi TRIPs del 1994 da pare della CE, contiene ulteriori norme dirette ad un generale rafforzamento e ampliamento dei diritti di propriet intellettuale e, in misura marginale, quelle di propriet intellettuale e si occupa, prevalentemente, degli aspetti processuali della tutela.
segue: d.lgs. n. 140/06
Le disposizioni del decreto n. 140 sono essenzialmente di carattere processuale e dirette soprattutto a rafforzare le garanzie e i rimedi messi a disposizione nel processo civile a favore dei titolari dei diritti.
Nel suo complesso, la disciplina derivante dal decreto n. 140 introduce:
maggiori tutele processuali; concessione agevolata del sequestro conservativo; e semplificazioni istruttorie.
Il legislatore, allinsegna della lotta alla contraffazione a alla pirateria (entrati in vigore il 22.4.2006), ha inteso conferire pi intensi poteri : ai magistrati, e alle parti offese/danneggiate
tanto in punto di adozione di misure cautelari che di esperimento di mezzi istruttori, al fine di disincentivare il fenomeno della contraffazione.
riforma delle tutele processuali
A seguito del decreto n. 140 sono stati inseriti degli strumenti di tutela processuale in ambito civile nella Sezione I (difese e sanzioni civili) che suddivide la protezione giudiziale dei diritti di sfruttamento economico (artt. 156 e ss. l.d.a.) da quella relativa ai diritti morali dellautore (artt. 168 e ss l.d.a.).
Tra le novit di rilievo si segnalano:
la c.d. discovery (infra);
il diritto di informazione (infra).
sistema dei rimedi giudiziali
Ma a parte la discovery, peraltro gi prevista allinterno del c.p.i., ed al diritto di informazione, il sistema dei rimedi giudiziali resta sostanzialmente invariato.
La tutela in giudizio si manifesta, sempre, attraverso la possibilit per gli autori di: - agire per far reprime un comportamento lesivo dei loro diritti patrimoniali (art. 156 l.d.a.) e morali (art. 168 l.d.a.); - ottenere una inibitoria di detto comportamento (art. 156, 1 comma, l.d.a.); - ottenere la distruzione o la rimozione dello stato di fatto da cui risulta la violazione del loro diritto (art. 158 l.d.a.) - ottenere la pubblicazione della sentenza (art. 166 l.d.a.);
- chiedere il risarcimento del danno ove ne sussistano i presupposti.
accertamento ed inibitoria preventiva di una violazione (art. 156 l.d.a.)
Secondo lart. 156 l.d.a.: chi ha ragione di temere la violazione di un diritto di utilizzazione economica a lui spettante oppure intende impedire la continuazione o la ripetizione di una violazione gi avvenuta, sia da parte dellautore della violazione che di un intermediario i cui servizi sono utilizzati per tale violazione, pu agire in giudizio per ottenere che il suo diritto sia accertato e sia vietato il perseguimento della violazione. Pronunciando linibitoria, il giudice pu fissare una somma dovuta per ogni violazione o inosservanza successivamente constatata o per ogni ritardo nellesecuzione del provvedimento.
legittimazione attiva ex art. 156 l.d.a.
Spetta ai tutti i titolari dei diritti in ordine ad una violazione dei loro diritti di utilizzazione economica dellopera. Questa conferisce agli autori il potere: di agire per linibitoria, qualora ancora non sia stata consumata una violazione ma vi sia il timore che possa compiersi; di azionare la cognizione piena per fare accertare il loro diritto, qualora la violazione sia gi avvenuta e se ne voglia impedire la continuazione o la ripetizione.
legittimazione passiva ex art. 156 l.d.a.
La legittimazione passiva a carico: dellautore della violazione; e dellintermediario i cui servizi sono utilizzati per porre in essere la violazione del diritto dautore. Tale ultima previsione, che rappresenta una specifica novit introdotta con il decreto 140, figlia di quanto previsto dalla Direttiva enforcement (32 considerando).
Lart. 156 l.d.a., circa la legittimazione passiva dellintermediario, a ben vedere, non afferma una responsabilit in capo esso, ma recepisce quanto emerso dalla giurisprudenza relativamente alla possibilit di un coinvolgimento del fornitore del servizio utilizzato dal contraffattore per compiere la violazione (cfr il caso di utilizzo di Internet si dovr necessariamente coinvolgere gli ISP. Del resto il secondo comma dellart. 156 l.d.a. fa espressamente salve le norme (di derivazione comunitaria) previste dal d.lgs. 9 aprile 2003 n. 70, con cui stata data attuazione alla direttiva n. 200/31/CE sul commercio elettronico, la quale fissa una serie di norme sulla responsabilit dellInternet service provider fino ad allora troppo frequentemente coinvolto in giudizi per violazioni compiute dai propri clienti.
penalit di mora ex art. 156 l.d.a.
Il decreto 140, nel novellare lart. 156 l.d.a., ha sancito il principio della penalit di mora, che pu essere imposta dal giudice, nel definire il giudizio cautelare, per ogni violazione o inosservanza constatata successivamente, ovvero per ogni ritardo nellesecuzione del provvedimento.
Tale istituto affonda le proprie radici dei TRIPs (art. 41.1.) e costitutiva gi una prassi diffusa nella giurisprudenza nazionale, la quale ne dava applicazione per rafforzare la tutela inibitoria (attraverso un deterrente), fornendo una misura che desse luogo ad una pi facile esecuzione.
presupposti linibitoria
fumus boni iuris; periculum in mora.
I presupposti sono quelli ordinari del:
Nel settore delle misure cautelari nellambito del dritto dautore, tuttavia, si afferma che, ai fini della concessione delle misure invocate, il requisito del periculum in mora sussisterebbe in re ipsa.
Tuttavia, di recente, si affermato che lo stesso andrebbe comunque accertato in concreto dal giudice.
regime delle prove: ordine di discovery
Il decreto 140 ha introdotto il nuovo art. 156 bis che individua la c.d. discovery.
Con la discovery, la parte che abbia fornito seri elementi dai quali si possa ragionevolmente desumere la fondatezza delle proprie domande ed abbia individuato documenti, elementi, informazioni detenuti dalla controparte che confermino tali indizi, pu ottenere che il giudice ne disponga lesibizione oppure che richieda le informazioni alla controparte.
effetti dellordine di
La discovery consente lacquisizione immediata ed in via durgenza della prova dellillecito nellambito della tutela del diritto dautore (e della propriet industriale ex art. 121, 2 comma, c.p.i.). Con lart. 156 bis, infatti, stabilito un particolare regime di acquisizione delle prove nel giudizio cautelare e di merito vertente sulla propriet intellettuale.
segue: ordine di
Tale regime, sebbene vincoli il giudice alla presenza di seri elementi addotti dalla parte che lamenta la violazione del diritto dautore (semiplena probatio), si discosta da quanto previsto dallart. 210 c.p.c. che delinea lordine di esibizione in termini di facolt discrezionale della parte, rimessa al prudente apprezzamento del giudice.
La discovery, invece, si connota invece da forti poteri inquisitori del giudice (pur sempre agganciati ad una richiesta di parte).
poteri del giudice nella discovery ex art. 156 bis l.d.a.
In caso di violazione commessa su scala commerciale il giudice - se richiesto dalla parte che subisce la violazione - pu disporre lesibizione della documentazione bancaria, finanziaria e commerciale che si trovi in possesso della controparte. (156 bis, secondo comma)
segue: poteri del giudice ex art. 156 bis l.d.a.
Ferma la discovery stabilita dallart.156 bis l.d.a.: cio quando la parte abbia fornito seri indizi (semiplena probatio) della fondatezza delle proprie ragioni, il giudice, su richiesta, pu porre a carico della controparte lonere di collaborare fornendo le informazioni necessarie per lidentificazione dei soggetti implicati nella contraffazione (nella produzione e nella distribuzione dei prodotti e dei servizi che costituiscono la violazione del diritto dautore).
temperamento dei poteri del giudice nella discovery
La discovery, come intuibile, pu essere altamente invasiva e penetrante, di talch la legge prevede (3 comma, art. 156 bis l.d.a.) che il giudice, nel pronunciare tale ordine, adotti tutte le misure idonee a garantire la tutela delle informazioni riservate, sentita la controparte.
La privacy, dunque, pu e deve costituire un criterio di bilanciamento nellapplicazione concreta della discovery. Un caso concreto in tal senso stato definito dal Tribunale di Roma, con sentenza del 17 marzo 2008 (Giur. It. 2008, fasc. 7, p. 1738), il quale, ribadendo lammissibilit in astratto della discovery, non lha concessa ai titolari dei diritti patrimoniali dautore che chiedevano che venisse ordinato al provider Tiscali di fornire i dati dei propri utenti che ponevano in essere attivit di p2p.
Il diritto allinformazione stabilito dal decreto sullenforcement autonomo rispetto alla discovery e si aziona indipendentemente dallassolvimento dellonere probatorio richiesto per accedere alla discovery (non richiesta alcuna semiplena probatio). Esso consiste nella possibilit per il titolare dei diritti di richiedere, in sede cautelare o di merito, che vengano fornite informazioni sullorigine delle reti di distribuzione delle merci o delle prestazioni dei servizi che siano in contraffazione con il proprio diritto.
natura e ambito del diritto di informazione
Il decreto 140, nel dare attuazione alla direttiva enforcement, ha introdotto il diritto di informazione sia nellambito della propriet industriale (art.121bis c.p.i.), che in quello del diritto dautore (art.156 ter l.d.a).
Tale istituto ricalca fedelmente la norma comunitaria che garantisce un diritto di informazione consentendo al giudice, di ordinare, su istanza giustificata e proporzionata del richiedente, che vengano fornite informazioni sullorigine e le reti di distribuzione di merci o di prestazioni di servizi che violano un diritto di propriet intellettuale, cio tutte le informazioni necessarie per comprendere ed accertare le dimensioni e la portata del fenomeno contraffattorio e consentire al soggetto leso di estendere lazione a terzi, oppure intentarne una nuova o chiedere la tutela in sede penale.
presupposti per lesercizio del diritto di informazione
Chi chiede lordine ex art. 156 ter l.d.a., pur non dovendo soggiacere allonere probatorio necessario per la doscovery (agganciata ad una semiplena probatio del fumus dei diritti dedotti), deve per dimostrare che la contraffazione subita avviene in modo sistematico (aggravata e continuata).
Chi si oppone dovr dimostrare leccezionalit del comportamento (ergo: linesistenza di unorganizzazione di base preordinata alla contraffazione).
finalit del diritto di informazione
Si tratta di una disposizione che consente al giudice di raccogliere, mediante interrogatorio, tutte le informazioni necessarie per comprendere ed accertare le dimensioni e la portata del fenomeno contraffattorio. Listituto autorizza il magistrato, sia nei procedimenti cautelari sia in quelli di merito volti ad accertare la contraffazione, ad ordinare che - mediante interrogatorio - vengano fornite informazioni sullorigine e sulle reti di distribuzione di merci o di prestazioni di servizi. Le informazioni da fornire possono comprendere: il nome e lindirizzo dei produttori, dei fabbricanti, dei distributori, e di altri precedenti detentori dei prodotti o dei servizi.
Chi chiede linterrogatorio deve indicare in maniera specifica i soggetti da interrogare e deve formulare le circostanze in precisi capitoli di prova (indicazione analitica delle circostanze di fatto sui quali ognuna delle persone da interrogare deve essere sentita)
Il giudice, una volta ammesso linterrogatorio, pu altres rivolgere, dufficio o su istanza di parte, tutte le domande utili per chiarire le circostanze sulle quali si svolge linterrogatorio. Si applicano talune norme processuali ordinarie sulla prova orale.
rimozione e distruzione
Ai sensi dellart. 158 l.d.a. chi viene leso in un proprio diritto dautore pu richiedere, oltre al risarcimento del danno, anche che lo stato di fatto da cui risulta la violazione sia distrutto o rimosso. La rimozione e la distruzione sono sanzioni che riguardano gli esemplari e le copie dellopera contraffatta, nonch gli apparecchi o macchinari utilizzati per la illecita riproduzione e diffusione.
A tali sanziono sono dedicate le disposizioni ex artt. 159 e 160 l.d.a..
limiti della rimozione e distruzione
Lordine del giudice di rimozione e distruzione deve: essere proporzionato alla gravit della violazione subita; e tener conto dellinteresse dei terzi (art. 159, 7 comma, l.d.a.);
sono fatti salvi gli esemplari delle copie contraffatte acquistate da terzi in buona fede per uso personale;
La rimozione e la distruzione, riguardando i diritti patrimoniali dautore, se aventi ad oggetto opere allultimo anno di protezione non pu essere domandata dalla parte interessata ma deve essere disposto il sequestro (conservativo) temporaneo fino alla scadenza della tutela del diritto dautore.
rimozione e distruzione a tutela del diritto morale
La sanzione della rimozione e distruzione pu essere concessa solo in specifici casi (art. 169 l.d.a.). Per la difesa del diritto di paternit, la rimozione o la distruzione ordinata dal giudice solo se la violazione non possa essere riparata con aggiunte o soppressioni sulle copie dellopera contraffatta, o con altri mezzi di pubblicit. Per la difesa del diritto allintegrit dellopera queste sanzioni sono ordinate solo quando non si pu ripristinare la forma originaria a spese di colui che ha compiuto la violazione del diritto dautore.
rimozione e distruzione e risarcimento del danno
La rimozione e la distruzione sono enunciate nellart. 158 l.d.a che disciplina il risarcimento del danno.
Ma a differenza della tutela risarcitoria, perch vi sia rimozione o distruzione non occorre che sia provato lelemento soggettivo, n il danno da risarcire.
Prima dellintervento riformatore del decreto 140, il vecchio art. 158 l.d.a. attribuiva a chi fosse stato leso nellesercizio di un diritto di utilizzazione economica a lui spettante la possibilit di agire in giudizio alternativamente per lottenimento del risarcimento del danno, ovvero della rimozione e distruzione della violazione.
rimozione e distruzione come reversione degli utili
Anche la distruzione o rimozione degli effetti positivi della violazione e dei suoi risultati (reversione degli utili conseguiti dal contraffattore) pu essere oggetto di azione giudiziale (nella tutela di diritto industriale c lapposito istituto previsto ex art. 125 c.p.i.). La reversione degli utili, infatti ha carattere restitutorio e ripristinatorio della situazione precedente. Pu essere richiesta con azione di arricchimento senza causa ex artt. 2041 e 2042 c.c..
La nuova norma considera le misure del risarcimento del danno e della reversione degli utili come operativamente e concettualmente distinte essendo riconducibili rispettivamente alla reintegrazione del patrimonio del soggetto leso e a quello dellarricchimento senza causa. Queste diverse possibilit devono condurre ad una particolare attenzione alla formulazione della domanda che condizioner lo svolgimento istruttorio della causa sulla base del principio dispositivo.
In base al principio dispositivo il giudice pu porre a fondamento della sua decisione solo i fatti provati dalle parti e quelli di comune esperienza. In base al principio inquisitorio il giudice, per un interesse pubblico coinvolto nel processo, deve ricercare egli stesso le prove.
Quindi, mentre per la prova della contraffazione il giudice dotato, in sede civile, di limitati poteri inquisitori (cfr discovery, diritto di informazione si istanza di parte), per la prova del danno, in sede di tutela risarcitoria, il giudice sottoposto al principio dispositivo e rimesso alle prove che verranno fornite dalle parti.
Lart.158 l.d.a. richiama le disposizioni del codice civile concernenti la determinazione del danno risarcibile e le sue voci del danno emergente e del lucro cessante, da valutarsi con equo apprezzamento, tenuto conto dei benefici realizzati dallautore della violazione.
Il danno risarcibile deve essere conseguenza immediata e diretta della lesione. Vi pu essere una valutazione equitativa o forfetaria da parte del giudice. La condotta del titolare del diritto dautore pu concorrere alla realizzazione del danno ed essere valutata ai sensi dellart. 1227 c.c.. Pu essere riconosciuto il danno non patrimoniale ai sensi degli ordinari criteri dellart. 2059 c.c., in presenza di una condotta illecita integrante reato.
Strumentalmente agli effetti dellesercizio delle azioni civili in ambito del diritto dautore, possono essere chieste e concesse le misure cautelari previste dagli artt. 161, 162, 162 bis, 162 ter e 163 l.d.a.. Queste sono:
laccertamento (tecnico); la perizia; il sequestro (giudiziario); e linibitoria.
descrizione, accertamento, perizia, sequestro e procedimenti di istruzione preventiva
Lart. 161 l.d.a. stato riscritto dalla novella di cui al decreto 140. Ora, oltre alla descrizione, allaccertamento (tecnico), alla perizia ed al sequestro (giudiziario, avente ad oggetto ci che si ritiene costituire la violazione del diritto), sono menzionati, in modo da poter essere ammessi, anche tutti i procedimenti di istruzione preventiva. Si ritenuto che le perdette tutele processuali tipiche della propriet intellettuale siano species dei provvedimenti ordinari di istruzione preventiva, il cui modello generale sarebbe costituito dallaccertamento tecnico preventivo previsto ex art. 696 c.p.c.. Infatti detti mezzi di tutela costituiscono una cautela del diritto processuale cosiddetto alla prova, e non sono posti a protezione del diritto sostanziale
provvisoriet dei mezzi di istruzione preventiva
Lart. 162 bis l.d.a. prevede che se il giudice, nel rilasciare il provvedimento cautelare non provvede a stabilire il termine entro cui deve essere iniziato il giudizio di merito, questultimo deve avviarsi entro 20 giorni lavorativi a decorrere dalla pronuncia dellordinanza (se avvenuta in udienza), o dalla sua comunicazione.
Se 20 giorni lavorativi rappresentano un periodo pi breve, si applica il termine massimo di 31 giorni di calendario. In difetto, il provvedimento cautelare si estingue e perde la sua efficacia.
esecuzione della descrizione e del sequestro giudiziario
La descrizione ed il sequestro si eseguono a mezzo di ufficiale giudiziario, con lassistenza, ove occorra di uno o pi periti e con limpiego di mezzi tecnici di accertamento, fotografici o altro.
In base allart. 162 ter l.d.a. il soggetto leso - che faccia valere circostanze idonee a pregiudicare il soddisfacimento del risarcimento del danno pu ottenere un provvedimento di sequestro dei beni mobili ed immobili del preteso autore della violazione ai sensi dellart.671 c.p.c.. Tale strumento cautelare , dunque, posto a presidio dellazione di risarcimento del danno oggetto dellart. 158 l.d.a..
oggetto del sequestro conservativo e poteri del giudice
Oggetto della misura cautelare possono essere:
beni mobili o immobili fino alla concorrenza del presunto ammontare del risarcimento del danno; blocco dei conti correnti bancari e di altri beni del presunto autore della violazione. Se trattasi di una violazione del diritto dautore su basi commerciali, il giudice dotato di poteri inquisitori in ordine allacquisizione delle prove della violazione, potendo ordinare la comunicazione di documentazione bancaria, finanziaria e commerciale ed avere accesso alle relative informazioni.
La norma di cui allart. 162 ter l.d.a fa riferimento alla disposizione del codice di procedura civile contenuta nellart. 671.
Lart. 671 c.p.c. prescrive il fondato timore di perdere la garanzia del credito, per cui il giudice dovrebbe riconoscere il sequestro solo in casi molto gravi di dissesto finanziario del contraffattore o a fronte di dimostrazioni di comportamenti idonei a sottrarre i propri beni alla garanzia generale del credito della controparte.
Con lart. 163 l.d.a., linibitoria nellambito del diritto dautore acquisisce carattere autonomo rispetto a quella atipica disciplinata dallart. 700 c.p.c.. Vi dunque la possibilit di richiedere, sia in sede di giudizio di merito, sia in via durgenza, linibitoria di qualsiasi attivit in violazione del diritto dautore e del perseguimento o della ripetizione delle violazioni gi in atto. Tale estensione a coprire qualsiasi attivit lesiva include anche le condotte costituenti servizi prestati dagli intermediari, cio ogni soggetto i cui servizi siano utilizzati per violare un diritto di propriet intellettuale. Si applicano le norme procedimenti cautelari. procedurali concernenti i
Lart. 157 l.d.a. prevede che il Prefetto della Provincia, su ricorso della parte interessata, possa proibire la rappresentazione o lesecuzione di unopera ogniqualvolta manchi la prova scritta del consenso prestato dal titolare del diritto di rappresentazione o di esecuzione di unpera di pubblico spettacolo (compresa lopera cinematografica). La richiesta deve essere presentata otto ore prima di quella annunciata come inizio dello spettacolo ed il richiedente deve rivolgersi subito dopo al giudice se vuole stabilizzare gli effetti del provvedimento ottenuto.
Limpronta data dal legislatore italiano dunque netta e si traduce in un sensibile rafforzamento della lotta alla contraffazione sul territorio nazionale, nella pi rigorosa osservanza degli standard comunitari stabiliti per la tutela della propriet intellettuale.
giulia.aranguena@adlpstudio.it
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References: art. 1
 sentenza 
 art. 156
 art. 156
 art. 156
 art. 156
 art. 121
 art. 156
 art. 156
 art. 156
 sentenza 
 art. 156
 art. 158
 art. 125
 art. 696