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Timestamp: 2017-12-14 21:25:04+00:00

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Eloisa Negri
1 Ecco chi incasserà il bonus pensioni maggiore di Gianni Trovati19 maggio 2015 il sole 24 ore Un rimborso quasi integrale per le più basse fra le pensioni coinvolte dal blocco-monti appena bocciato dalla Consulta, e decrescente, in modo piuttosto rapido, man mano che l assegno cresce, in base a una progressione che azzera l arretrato quando il lordo mensile arriva a euro al mese. Il meccanismo pensato ieri dal Governo prova a modulare gli obblighi di rimborso sollevati dalla sentenza 70/2015 della Corte costituzionale coniugando i principi di progressività con le esigenze del bilancio pubblico. I primi producono l alleggerimento del rimborso che accompagna la crescita del reddito da pensione, i secondi spiegano il ritmo veloce della discesa. Per capire gli effetti dei provvedimenti decisi dal consiglio dei ministri, in attesa che veda la luce il testo definitivo del decreto da mandare al Parlamento, è utile prendere in esame le tre fasce di pensione richiamate ieri dal premier in conferenza stampa, e mettere a confronto l una tantum assicurata dal Governo con gli arretrati che il titolare dell assegno riceverebbe applicando in modo integrale le norme sopravvissute alla forbice dei giudici delle leggi. Con una pensione da euro lordi (poco più di netti, con qualche oscillazione in base alle addizionali locali) l assegno governativo in programma per il 1 agosto vale 750 euro. In quanto arretrati, gli importi dovrebbero essere soggetti a tassazione separata in base all aliquota media degli ultimi anni, ma le cifre indicate dal Governo dovrebbero essere al netto della tassazione. Il confronto va quindi effettuato con il beneficio netto che lo stesso pensionato avrebbe ottenuto se avesse ricevuto la rivalutazione piena, pagandoci ovviamente le tasse in base alla propria aliquota marginale dal momento che l indicizzazione alimenta ovviamente la fetta più alta del reddito. In base alle vecchie regole, il titolare della pensione da euro lordi al mese avrebbe dovuto ottenere euro netti (1.480 lordi, calcolando anche le addizionali), quindi l indennizzo approvato ieri dal Governo sarebbe del 71,4 per cento. Se l assegno è invece da euro, i 450 euro di bonus previsti dal nuovo provvedimento rappresentano il 35,2% dei euro che sarebbero stati dati con la rivalutazione integrale, e per una pensione da euro il rapporto fra la restituzione modello Renzi e quella piena si ferma al 25 per cento. Il dato si assottiglia ancora al crescere della pensione, fino ad azzerarsi a quota euro lordi (circa netti). È il caso di ricordare che il «salva-italia» del Governo Monti aveva bloccato ogni aggiornamento per le pensioni superiori a euro lordi, per cui una piramide come quella appena descritta dovrebbe prevedere un indennizzo più vicino all integrale per le fasce più basse coinvolte nel meccanismo.
2 I numeri in gioco In questo modo, il Governo prova a raggiungere tre obiettivi: allargare il più possibile la platea dei pensionati che riceveranno qualcosa (3,7 milioni su 4,3 secondo i calcoli dell Economia), ridurre l impatto sul bilancio pubblico (due miliardi contro i 18 che avrebbe prodotto il rimborso in formula piena) e ribattere alle critiche con un meccanismo che dà di più a chi ha meno. Lo stesso principio torna per le rivalutazioni del futuro: da settembre una quota della vecchia inflazione influirà sull assegno, assicurando circa 14 euro al mese alle pensioni da euro lordi e cifre più leggere a quelli un po più alti. Pensioni, rimborsi fino a 750 euro per 3,7 milioni, 650mila esclusi. Dal 2016 rivalutazioni più generose con articoli di Davide Colombo e Gianni Trovati 18 maggio 2015 Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan nel corso della conferenza stampa (Space24) Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge sulle pensioni dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco dell'indicizzazione delle pensioni deciso dal Governo Monti. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi. Il decreto contiene anche una misura che «consentirà dal primo di giugno di liquidare tutte le pensioni al primo giorno del mese». «Nessun pensionato perderà un centesimo», aveva detto ieri il premier dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco dell indicizzazione delle pensioni. «Noi scriveremo una nuova norma che restituirà in tasca a 4 milioni di italiani il 1 agosto 500 euro a testa». Il 1 agosto «bonus Poletti» a 3,7 milioni di pensionati «Il tesoretto, ebbene, c era - ha detto il premier - e lo utilizziamo per le pensioni. Sono milioni di euro. Andranno a 3,7 milioni di pensionati che riceveranno il primo di agosto un simpatico bonus, il bonus Poletti». Renzi esemplifica: «Se prendi lordi di pensioni, avrai 750 euro. Se prendi avrai 450 euro, se prendi lordi avrai 278 euro, una tantum». Non avranno il bonus «650mila pensionati, quelli sopra i euro lordi. Non riceveranno alcunché». Impossibile, ha ribadito Renzi, restituire tutto a tutti: «Se si dovesse semplicemente azzerare la norma dovremo trovare 18
3 miliardi di euro e dovremmo togliere denari ad altri, dagli asili alle infrastrutture». Dal 2016 saranno erogate le rivalutazioni Renzi ha poi precisato come saranno erogate le rivalutazioni a partire dal «C è anche il tema dell indicizzazione dal 2016: quello che guadagna euro di pensione avrà 180 euro di rivalutazione all anno, cioè 15 euro al mese», per gli assegni da «2.200 euro lordi sono 99 euro l anno e per quelli da sono 60 euro all anno, cioè 5 euro al mese». Un meccanismo di indicizzazione «più generoso rispetto a quello del passato», ha sottolineato il ministro dell Economia Pier Carlo Padoan. Nella legge di stabilità nuova riforma pensioni Un prossimo intervento sulle pensioni è comunque previsto nella legge di stabilità. «Le normative del passato sono intervenute in modo troppo rigido», ha osservato Renzi. È l ora di lasciare più flessibilità in uscita e «dare un pò più di spazio» a chi vuole andare in pensione prima rinunciando a parte dell assegno. Padoan: «Nostra risposta evita procedura di infrazione Ue» La risposta del governo alla sentenza della Consulta evita che scatti una procedura di infrazione per deficit eccessivo, ha spiegato il ministro Padoan al termine del Cdm, ricordando che «dover fronteggiare le conseguenze complete implicite alla sentenza con restituzione totale avrebbe portato l indebitamento al 3,6%» in rapporto al Pil. «Conseguenze di dimensioni che a mio avviso non sono state valutate correttamente nel dibattito». «Nessuno perde niente - ha assicurato Padoan -: il problema è chi ci guadagna e quanto». Quanto all ipotesi di una pioggia di ricorsi, «non so se ci saranno, se ci saranno vedremo ma i ricorsi dovranno tenere conto che con questo decreto le cose sono cambiate». Renzi: «Rimediamo ai danni fatti da chi ha votato la norma» Il premier ha replicato a chi ora lo accusa di rubare dalle tasche degli italiani, come il capogruppo di Fi Renato Brunetta. «Quando questa norma è stata votata - ha detto - noi facevamo un altro mestiere. È divertente che chi l ha votata ora dica che va restituito tutto. Noi stiamo rimediando ai danni fatti da costoro. Anche quei capigruppo dell opposizione che hanno votato la legge Fornero e che oggi vorrebbero far finta di niente ma ai cui danni stiamo rimediando». L Inps pagherà le pensioni il primo giorno di ogni mese
4 In materia pensionistica il decreto legge, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, prevede anche un intervento che consente all'inps di anticipare al primo giorno del mese il pagamento delle pensioni e un ulteriore intervento che protegge il montante contributivo, per il calcolo delle future pensioni, dalla caduta del Pil che si e' verificata negli anni passati. In materia di ammortizzatori sociali sono poi previsti il rifinanziamento per 1 miliardo di euro degli ammortizzatori in deroga per il 2015 (mobilità e cassa integrazione) e il rifinanziamento dei contratti di solidarietà per 70 milioni di euro. Gli altri provvedimenti al Cdm Nell odg invece sono presenti un decreto legislativo attuativo di una direttiva europea sul riutilizzo dell'informazione del settore pubblico, accanto all esame preliminare di quattro decreti legislativi (sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale, ma anche su bilanci d'esercizio e consolidati). Pensioni, le 6 cose da sapere sui rimborsi Ecco in sintesi le principali novità annunciate dal Governo sui rimborsi delle pensioni 1. PENSIONI/ Il 1 agosto arriva il bonus Il 1 agosto 3,7 milioni di pensionati riceveranno un bonus una tantum a titolo di rimborso per il blocco della rivalutazione decisa dal governo Monti nel La copertura da 2,18 miliardi di euro arriva in gran parte dal tesoretto di 1,6 miliardi ricavato dalla differenza tra deficit tendenziale e deficit programmato. 2. PENSIONI/ Gli esempi Sono tre gli esempi fatti dal premier nella conferenza stampa post Consiglio dei ministri per spiegare come funzionerà il rimborso, rigorosamente una tantum: chi percepisce una pensione di euro lordi avrà diritto a un bonus da 750 euro. Chi prende euro lordi avrà 450 euro. Chi percepisce euro lordi avrà 278 euro. La media dei rimborsi è pari a 500 euro, come annunciato ieri dal premier Matteo Renzi a L Arena su RaiUno. 3. PENSIONI/ Gli esclusi
5 Restano esclusi da ogni restituzione 650mila pensionati, quelli che hanno un assegno superiore a euro lordi. Restituire tutto a tutti - ovvero procedere alla totale integrazione degli assegni pensionistici superiori a tre volte il minimo (1.486 lordi al mese nel 2011, quelli a cui si è applicato il blocco delle indicizzazioni dal 2012) - sarebbe costato quasi 18 miliardi di euro. 4. PENSIONI/ Dal 2016 nuova indicizzazione Il governo ha anche definito come saranno erogate le rivalutazioni a partire dal Chi guadagna euro lordi di pensione avrà 180 euro di rivalutazione all anno, cioè 15 euro al mese. Per gli assegni da euro lordi ci saranno 99 euro l anno, ovvero 8 euro al mese. Per quelli da sono 60 euro all anno, cioè 5 euro al mese. 5. PENSIONI/ Nuova riforma nella legge di stabilità Renzi ha annunciato un intervento sulle pensioni nella prossima legge di stabilità. Obiettivo: lasciare più flessibilità in uscita e «dare un po più di spazio» a chi vuole andare in pensione prima rinunciando a parte dell'assegno. L esempio scelto da Renzi è quella di una nonna: «Se una donna a 62 anni preferisce stare con il nipotino rinunciando euro ma magari risparmiando di baby sitter bisognerà trovare le modalità per cui, sempre con attenzione ai denari, si possa permettere a questa nonna di andarsi a godere il nipotino». 6. PENSIONI/ Evitata la procedura d'infrazione Ue Il ministro dell Economia Padoan ha precisato che «dover fronteggiare tutti gli esborsi implicitamente previsti dalla sentenza della Consulta avrebbe impegnato, per il solo 2015, risorse che avrebbero portato l indebitamento al 3,6%», ben oltre il limite del 3 per cento, con un esborso di quasi 18 miliardi. «Questo - ha aggiunto Padoan - avrebbe comportato l ingresso dell Italia in una procedura di deficit eccessivo, l immediata rimozione della clausola delle riforme, che la Commissione ci aveva concesso, e il mancato rispetto della regola del debito con la conseguenza di un ulteriore esigenza di aggiustamento di finanza pubblica che avrebbe invertito la tendenza di crescita dell economia e di risanamento dei conti pubblici».

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