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Timestamp: 2020-08-09 17:12:10+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 31924 del 06/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31924 del 06/12/2019
Cassazione civile sez. I, 06/12/2019, (ud. 24/09/2019, dep. 06/12/2019), n.31924
sul ricorso 28795/2015 proposto da:
Alessandria n. 208, presso lo studio dell’avvocato Cardarelli
Massimiliano che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato
Stringhini Sergio, giusta procura a margine del ricorso;
P.A., elettivamente domiciliato in Roma, Via Bernardo
Blumenstihl n. 71, presso lo studio dell’avvocato Martinelli
Stefano, che lo rappresenta e difende, giusta procura a margine del
AXA Assicurazioni S.p.a., in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Via Vespasiano, n. 17/a
presso lo studio dell’avvocato Incannò Giuseppe che la rappresenta
avverso la sentenza n. 5583/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
dell’08/10/2015;
24/09/2019 dal Cons. Dott. TRICOMI LAURA.
La Banca Popolare di Bergamo SPA ha proposto ricorso per cassazione con un mezzo corroborato da memoria avverso la sentenza della Corte di appello di Roma, in epigrafe indicata, nei confronti di P.A. e di AXA Assicurazioni SPA, garante, che hanno replicato con controricorso. P. ha depositato memoria.
La Corte territoriale ha dichiarato inammissibile l’appello proposto dalla banca perchè notificato oltre i termini di legge.
1. L’unico motivo censura la statuizione con cui è stato dichiarato inammissibile l’atto di appello sotto il profilo della violazione e/o falsa applicazione degli artt. 160 e 348 c.p.c. e dell’art. 291 c.p.c., nonchè dell’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio.
Nella specie, emerge dalla decisione impugnata che: la sentenza di primo grado venne notificata alla banca appellante, a mezzo PEC, il 3/3/2015; la banca notificò l’atto di appello al procuratore costituito presso uno studio oramai non più in uso (sito in (OMISSIS)) entro il termine breve di cui all’art. 325 c.p.c., in data 26/3/2015; la notifica – sarebbe stata tempestiva se fosse andata a buon fine, ma – non era andata a buon fine perchè il difensore della controparte era risultato trasferito presso lo studio già indicato nell’atto di notifica della sentenza di primo grado; la banca aveva riattivato autonomamente il procedimento notificatorio, consegnando l’atto all’ufficiale giudiziario il 20/4/2015, e questi aveva effettuato la notifica in data 23/4/2015 con esito positivo presso lo studio professionale del difensore (sito in (OMISSIS)), ma tale notifica era avvenuta certamente ben oltre il termine di trenta giorni previsto dall’art. 325 c.c., comma 1.
La Corte territoriale ha accertato che non ricorreva il requisito dell’assenza di negligenza della banca notificante, valutando una serie di circostanze di fatto (l’aggiornamento tempestivo presso l’ordine professionale dell’indirizzo dello studio e l’indicazione dello stesso contenuta nella sentenza d’appello notificata); la ricorrente lamenta l’omesso esame di alcuni fatti (timbri con il vecchio indirizzo sugli atti processuali, mancanza di indicazione del nuovo indirizzo in alcuni atti) che non risultano decisivi giacchè non viene illustrato in che modo sarebbero stati idonei a porre nel nulla gli elementi valutati dalla Corte romana e, in realtà, sollecitano il riesame del merito.
L’accertamento della negligenza inescusabile ha reso inapplicabile anche la riattivazione del procedimento notificatorio entro il termine fissato dalle Sezioni Unite, consentito solo in caso di notifica di atti processuali non andata a buon fine per ragioni non imputabili al notificante (Cass. n. 14594 del 15/7/2016).
Condanna la ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 7.000,00, a favore di P. ed in Euro 5.5000,00, a favore di AXA, oltre, per ciascuno, Euro 200,00 per esborsi, spese generali liquidate forfettariamente nella misura del 15% ed accessori di legge;

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