Source: http://teknostampa.it/codice-deontologico.html
Timestamp: 2018-05-26 11:40:07+00:00

Document:
Codice Deontologico - A.B.A.B.I. - OFFICIAL WEB SITE
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Amministratore è colui che in qualità di mandatario, cura in modo abituale quale attività primaria, per conto terzi la gestione di beni immobiliari o di diritti immobiliari o di rappresentante di beni immobiliari in condominio ed in comunione
L’Associato A.B.A.B.I. esercita l’attività di cui in precedenza in piena libertà, autonomia ed indipendenza, per tutelare i diritti e gli interessi del cliente, applicando la conoscenza delle norme e delle Leggi in materia di condominio.
Le norme deontologiche, nel rispetto dei rapporti tra colleghi, sono essenziali per la tutela, dei valori e degli scopi dell’Associazione di categoria a salvaguardia dell’ immagine Associativa.
– Il rispetto delle norme deontologiche é obbligatorio per tutti gli associati A.B.A.B.I. nei loro reciproci rapporti e nei confronti dei terzi.
- Spetta agli organi disciplinari la potestà di determinare le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione delle norme deontologiche.
– L’associato deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro.
3.4 - L’associato che abbia riportato condanne per reati contro il patrimonio non può essere iscritto all’Associazione o se già iscritto verrà cancellato.
ART. 4. - Doveri di lealtà fedeltà e correttezza.
– L’Associato A.B.A.B.I. deve svolgere la propria attività professionale con lealtà correttezza e trasparenza.
4.2 - Costituisce infrazione disciplinare il comportamento dell’Associato che compia atti contrari all’interesse del proprio cliente e che possa danneggiare in alcun modo l’immagine dell’Associazione.
ART. 5. - Dovere di diligenza.
– L’Associato deve adempiere ai propri doveri professionali con la massima diligenzae trasparenza.
ART. 6. - Dovere di riservatezza.
– È dovere fondamentale dell’Associato mantenere la riservatezza sull’attività prestata su tutte le informazioni che siano a lui pervenute nell’ambito dello svolgimento dell’incarico.
ART. 7. - Dovere di competenza.
– L’Associato non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza ed organizzazione di mezzi e persone.
ART.8. – Dovere di osservanza delle disposizioni associative.
Ogni associato è tenuto ad osservare tutte le emanazioni degli organi direttivi e gestionale dell’associazione, facendosi carico di far rispettare ai i propri collaboratori tali disposizioni.
ART. 9. - Dovere di aggiornamento professionale.
– E dovere dell’Associato curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando ed accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori nei quali svolge l’attività.
8.1 - L’Associato è tenuto a mantenersi aggiornato sulle normative in vigore e nel rispetto del regolamento e se previsti ,dei crediti formativi approvato dall’associazione .
ART. 10. - Informazioni sull’esercizio professionale.
– All’Associato è consentito dare informazioni sulla propria attività professionale, secondo verità e correttezza, nel rispetto degli obblighi di riservatezza della dignità e del decoro professionale.
10.1 - Quanto ai mezzi di informazione, devono ritenersi vietati i mezzi di divulgazione contrari alla dignità professionale considerando previa approvazione associativa, lecite le sponsorizzazioni.
10.2 - Quanto ai contenuti della informazione deve attenersi a ciò che è stabilito dalle norme procedurali in materia di sicurezza e tutela dei dati, cosi dette, norme sulla privacy .
ART. 11. – Dovere di correttezza professionale.
- All’associato è vietato, ricorrere a mezzi incompatibili con la dignità professionale per ottenere nuovi incarichi.
Gli è altresì preclusa la possibilità di esaltare le proprie qualità a scapito degli altri associati o fornire vantaggi o assicurazioni esterne al rapporto professionale.
Deve comportarsi con i colleghi secondo i principi e le regole generali della libera concorrenza con particolare attenzione a che non abbiano a crearsi motivi di contrasto personale.
ART. 12. - Divieto di uso di espressioni sconvenienti ed offensive.
– Indipendentemente dalle disposizioni civili e penali, l’Associato deve evitare di usare espressioni sconvenienti ed offensive nei confronti dei colleghi anche estranei all’A.B.A.B.I..
ART. 13. - Uso del logo.
– L’Associato potrà inserire sulla propria targa professionale il logo dell’A.B.A.B.I. con la relativa denominazione rispettando le forme e i contenuti nonché i colori che lo compongono tassativamente secondo il modello depositato nella sede provinciale.
ART. 14. – Regolamentazione dell’ attività professionale.
– L’Associato dovrà garantire alla propria clientela una disponibilità minima della propria organizzazione almeno per tre giorni settimanali e/o secondo le consuetudini locali.
ART. 15. Utilizzo e divulgazione dell’elenco Associati.
All’associato non è consentito divulgare ad uso e scopo personale o ad altro titolo l’elenco degli iscritti all’A.B.A.B.I. ogni deroga dovrà essere espressamente autorizzata dal Presidente dell’Associazione col parere favorevole congiunto della Giunta Esecutiva e della Commissione Tecnica; l’inosservanza comporterà le adeguate sanzioni disciplinari.
ART. 16. – Ubicazione della propria attività professionale.
- E’ fatto obbligo all’Associato di comunicare tempestivamente alla segreteria provinciale i dati originari e le variazione in merito a quanto di seguito: indirizzo; numeri telefonici; denominazioni del proprio studio, profilo professionale completo.
Inoltre dovrà comunicare l’indirizzo E-MAIL, al fine di poter inviare e ricevere notizie anche di interesse associativo come ad esempio le informazioni, gli aggiornamenti e i programmi della sede provinciale oltre alle convocazioni per le assemblee provinciali e quelle dirigenziali.
ART. 17. - Rapporto di colleganza in genere.
– L’Associato deve mantenere sempre nei confronti dei colleghi un comportamento ispirato al rispetto, correttezza e lealtà.
17.1 - L’Associato al quale viene richiesta un’offerta per il compenso professionale per amministrare stabili od immobili deve interpellare il collega in carica, a maggior ragione se si tratta di un iscritto A.B.A.B.I.
In questo caso prima di presentare l’offerta oltre a chiedere notizie al collega in carica dovrà tenere un comportamento conforme alle regole associative.
17.2 - Nel caso di consegne per cessato incarico l’associato dovrà attenersi a quanto previsto dalla normativa vigente.
17.3 - E’ fatto divieto all’associato verificare e controllare l’operato del collega negli esercizi di sua competenza in assenza di contestazioni salvo eventuale mandato deliberato e autorizzato dal cliente e comunque previa comunicazione al collega stesso.
17.4 - L’Associato sottoposto a verifica potrà chiedere supporto all’organo provinciale territoriale.
ART. 18. - Rapporti con l’Associazione.
– L’Associato ha il dovere di collaborare con la sede provinciale di appartenenza per l’attuazione delle finalità istituzionali e aver rispetto delle cariche dirigenziali.
18.1 - L’Associato chiamato a far parte del gruppo dirigenziale dell’Associazione deve adempiere all’incarico con diligenza, imparzialità e nell’interesse della stessa.
18.2 - I rapporti con i dirigenti devono essere improntati alla dignità e al reciproco rispetto.
ART. 19. - Rapporti con i collaboratori dello studio.
– L’Associato deve consentire ai propri collaboratori di studio di migliorare la preparazione professionale.
ART. 20. - Notizie riguardanti il collega.
- L’Associato deve astenersi dall’esprimere apprezzamenti negativi sull’attività professionale di un collega ed in particolare sulla sua condotta e suoi presunti errori o incapacità.
ART. 21. – Consulenze a terzi.
– L’Associato ha il diritto/ dovere di effettuare consulenza a terzi previa corresponsione di un compenso adeguato .
Qualora nell’espletamento dell’incarico professionale l’associato si trovasse a dover criticare l’operato di un collega dovrà tenere un comportamento improntato ai principi di equità correttezza e trasparenza.
ART.22. - Provvedimenti alle violazioni.
- E’ a discrezione del collegio dei probi viri regionale comminare le sanzioni in caso di violazione anche ad uno solo degli articoli che formano il presente codice deontologico.
In caso di gravi violazioni o di recidività nelle trasgressione delle norme l’Organismo di sorveglianza competente potrà proporre al Presidente Provinciale la sospensione temporanea e/o l’espulsione dall’associazione.
ART. 23. - Norma di chiusura.
– Le disposizioni specifiche di questo codice deontologico costituiscono esemplificazioni dei comportamenti più ricorrenti e non limitano l’ambito di applicazione dei principi generali espressi.
La conoscenza ed il rispetto delle norme stesse rappresentano un obbligo per tutti gli associati.
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References: ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART.8

ART. 9

ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14

ART. 15

ART. 16

ART. 17

ART. 18

ART. 19

ART. 20

ART. 21

ART.22

ART. 23