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d.lgs 31/2001 acqua potabile
SalvaSalva dlgs-31-2001 per dopo
Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla
qualita` delle acque destinate al consumo umano.
(G.U. 3 marzo 2001, n. 52)
vista la direttiva 98/83/CE del consiglio, del 3 novembre 1998
concernente la qualita` delle acque destinate al consumo umano;
vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, recante Disposizioni
per ladempimento di obblighi derivanti dallappartenenza dellItalia alle comunita` europee (legge comunitaria 1999), e in
particolare, gli artt. 1 e 2 e lallegato A;
visto il decreto del presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 236;
visto il decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive modiche;
adottata nella riunione del 26 gennaio 2001;
sentita la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, unicata, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la conferenza Stato-citta`
ed autonomie locali;
ministro della sanita`, di concerto con i ministri degli affari esteri, della giustizia, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, dei lavori pubblici, dellindustria, del
commercio e dellartigianato e del commercio con lestero, delle politiche agricole e forestali, dellambiente e per gli affari
Art. 1. Finalita`. Il presente decreto disciplina la qualita`
delle acque destinate al consumo umano al ne di proteggere
la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque, garantendone la salubrita` e la pulizia.
Art. 2. Denizioni. Ai ni del presente decreto, si intende
a) acque destinate al consumo umano:
1) le acque trattate o non trattate, destinate ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande, o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite
una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in
2) le acque utilizzate in unimpresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o limmissione sul
mercato di prodotti o di sostanze destinate al consumo umano,
escluse quelle, individuate ai sensi dellart. 11, comma 1, lettera e), la cui qualita` non puo` avere conseguenze sulla salubrita`
del prodotto alimentare nale;
b) impianto di distribuzione domestico: le condutture, i
raccordi, le apparecchiature installati tra i rubinetti normalmente utilizzati per lerogazione dellacqua destinata al consumo umano e la rete di distribuzione esterna. La delimitazione
tra impianto di distribuzione domestico e rete di distribuzione
2002 - Aggiornamento CT0602us30
esterna, di seguito denominata punto di consegna, e` costituita
dal contatore, salva diversa indicazione del contratto di somministrazione;
c) gestore: il gestore del servizio idrico integrato, cos`
come denito dallart. 2, comma 1, lettera o-bis) del decreto
legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (1), e successive modiche,
nonche chiunque fornisca acqua a terzi attraverso impianti idrici autonomi o cisterne, sse e mobili (2);
d) autorita` da`mbito: la forma di cooperazione tra comuni
e province ai sensi dellart. 9, comma 2, della legge 5 gennaio
1994, n. 36 (3), e, no alla piena operativita` del servizio idrico
integrato, lamministrazione pubblica titolare del servizio.
Art. 3. Esenzioni. La presente normativa non si applica:
b) alle acque destinate esclusivamente a quegli usi per i quali la qualita` delle stesse non ha ripercussioni, dirette od indirette, sulla salute dei consumatori interessati, individuate con decreto del Ministro della sanita`, di concerto con i Ministri dellindustria, del commercio e dellartigianato, dellambiente, dei
lavori pubblici e delle politiche agricole e forestali.
Art. 4. Obblighi generali. Le acque destinate al consumo
umano devono essere salubri e pulite.
2. Al ne di cui al comma 1, le acque destinate al consumo
a) non devono contenere microrganismi e parassiti, ne altre
sostanze, in qualita` o concentrazioni tali da rappresentare un
potenziale pericolo per la salute umana;
b) fatto salvo quanto previsto dagli artt. 13 e 16, devono soddisfare i requisiti minimi di cui alle parti A e B dellallegato 1;
c) devono essere conformi a quanto previsto nei provvedimenti adottati ai sensi dellart. 14, comma 1.
3. Lapplicazione delle disposizioni del presente decreto non
puo` avere leffetto di consentire un deterioramento del livello
esistente della qualita` delle acque destinate al consumo umano
tale da avere ripercussioni sulla tutela della salute umana, ne
laumento dellinquinamento delle acque destinate alla produzione di acqua potabile.
Art. 5. Punti di rispetto della conformita`. I valori di parametro ssati nellallegato I devono essere rispettati nei seguenti
a) per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione,
nel punto di consegna ovvero, ove sconsigliabile per difcolta`
tecniche o pericolo di inquinamento del campione, in un punto
prossimo della rete di distribuzione rappresentativo e nel punto in cui queste fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il consumo umano (2);
c) per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, rese
disponibili per il consumo umano, nel punto in cui sono imbottigliate o introdotte nei contenitori e nelle confezioni in fase
di commercializzazione o comunque di messa a disposizione
per il consumo (2);
(2) La lettera e` stata cos` modicata dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002,
(3) Sta in T 5.1.
VOCE T 6.2 LST/XXX,1
d) per le acque utilizzate nelle imprese alimentari, nel punto
in cui sono utilizzate nellimpresa.
2. Nellipotesi di cui al comma 1, lettera a), si considera che il
gestore abbia adempiuto agli obblighi di cui al presente decreto quando i valori di parametro ssati nellallegato I sono rispettati nel punto di consegna, indicato allart. 2, comma 1,
lettera b). Per gli edici e le strutture in cui lacqua e` fornita al
pubblico, il titolare ed il responsabile delledicio o della struttura devono assicurare che i valori di parametro ssati nellallegato I, rispettati nel punto di consegna, siano mantenuti nel
punto in cui lacqua fuoriesce dal rubinetto (4).
3. Fermo restando quanto stabilito al comma 2, qualora sussista il rischio che le acque di cui al comma 1, lettera a), pur
essendo nel punto di consegna rispondenti ai valori di parametro ssati nellallegato I, non siano conformi a tali valori al
rubinetto, lazienda sanitaria locale dispone che il gestore adotti misure appropriate per eliminare il rischio che le acque non
rispettino i valori di parametro dopo la fornitura. Lautorita`
sanitaria competente ed il gestore ciascuno per quanto di competenza, provvedono afnche i consumatori interessati siano
debitamente informati e consigliati sugli eventuali provvedimenti e sui comportamenti da adottare (4).
Art. 7. Controlli interni. Sono controlli interni i controlli
che il gestore e` tenuto ad effettuare per la verica della qualita`
dellacqua destinata al consumo umano (4).
2. I punti di prelievo e la frequenza dei controlli interni possono essere concordati con lazienda unita` sanitaria locale (4).
3. Per leffettuazione dei controlli il gestore si avvale di laboratori di analisi interni, ovvero stipula apposita convenzione con
altri gestori di servizi idrici (4).
4. I risultati dei controlli devono essere conservati per un periodo di almeno cinque anni per leventuale consultazione da
parte dellamministrazione che effettua i controlli esterni.
5. I controlli di cui al presente articolo non possono essere
effettuati dai laboratori di analisi di cui allart. 8, comma 7.
Art. 6. Controlli. I controlli interni ed esterni di cui agli
artt. 7 e 8 intesi a garantire che le acque destinate al consumo
umano soddisno, nei punti indicati nellart. 5, comma 1, i requisiti del presente decreto, devono essere effettuati:
a) ai punti di prelievo delle acque superciali e sotterranee
da destinare al consumo umano;
d) agli impianti di confezionamento di acqua in bottoglia o
g) sulle acque fornite mediante cisterna, ssa o mobile.
2. Per le acque destinate al consumo umano fornite mediante
cisterna i controlli di cui al comma 1 devono essere estesi anche allidoneita` del mezzo di trasporto.
3. Nei casi in cui la disinfezione rientra nel processo di preparazione o di distribuzione delle acque destinate al consumo
umano, i controlli di cui al comma 1 vericano lefcacia della
disinfezione e accertano che la contaminazione da presenza di
sottoprodotti di disinfezione sia mantenuta al livello piu` basso
possibile senza compromettere la disinfezione stessa.
4. In sede di controllo debbono essere utilizzate, per le analisi
dei parametri dellallegato I, le speciche indicate dallallegato
5. I laboratori di analisi di cui agli artt. 7 e 8 devono seguire
procedure di controllo analitico della qualita` sottoposte periodicamente al controllo del Ministero della sanita`, in collaborazione con Istituto superiore di sanita`. Il controllo e` svolto nella`mbito degli ordinari stanziamenti di bilancio.
5-bis. Il giudizio di idoneita` dellacqua destinata al consumo
umano spetta allazienda U.S.L. territorialmente competente (5).
Art. 8. Controlli esterni. I controlli esterni sono quelli
svolti dallazienda unita` sanitaria locale territorialmente competente, per vericare che le acque destinate al consumo umano soddisno i requisiti del presente decreto, sulla base di programmi elaborati secondo i criteri generali dettati dalle regioni
in ordine allispezione degli impianti, alla ssazione dei punti
di prelievo dei campioni da analizzare, anche con riferimento
agli impianti di distribuzione domestici, e alle frequenze dei
campionamenti, intesi a garantire la signicativa rappresentativita` della qualita` delle acque distribuite durante lanno, nel
rispetto di quanto stabilito dallallegato II.
2. Per quanto concerne i controlli di cui allart. 6, comma 1,
lettera a) lazienda unita` sanitaria locale tiene conto dei risultati del rilevamento dello stato di qualita` dei corpi di cui allart.
43 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (1), e successive modicazioni, e, in particolare per le acque superciali
destinate alla produzione di acqua potabile, dei risultati della
classicazione e del monitoraggio effettuati secondo le modalita` previste nellallegato 2, sezione A, del citato decreto legislativo n. 152 del 1999 (1) (6).
3. Lazienda unita` sanitaria locale assicura una ricerca supplementare, caso per caso, delle sostanze e dei microorganismi
per i quali non sono stati ssati valori di parametro a norma
dellallegato I, qualora vi sia motivo di sospettare la presenza in
quantita` o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale
pericolo per la salute umana. La ricerca dei parametri supplementari e` effettuata con metodiche predisposte dallIstituto superiore di sanita`.
4. Ove gli impianti di acquedotto ricadano nellarea di competenza territoriale di piu` aziende unita` sanitarie locali la regione
puo` individuare lazienda alla quale attribuire la competenza
in materia di controlli.
5. Per gli acquedotti interregionali lorgano sanitario di controllo e` individuato dintesa fra le regioni interessate.
6. Lazienda unita` sanitaria locale comunica i punti di prelievo
ssati per il controllo, le frequenze dei campionamenti e gli
eventuali aggiornamenti alla competente regione o provincia
autonoma ed al Ministero della sanita` secondo modalita` proposte dal Ministro della salute e sulle quali la Conferenza Stato-regioni esprime intesa entro il 31 dicembre 2001 e trasmette
gli eventuali aggiornamenti entro trenta giorni dalle variazioni
apportate (6).
7. Per le attivita` di laboratorio le aziende unita` sanitarie locali
(4) Il comma e` stato cos` modicato dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002,
(5) Il comma e` stato aggiunto dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(6) Il comma e` stato cos` modicato dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002,
VOCE T 6.2 LST/XXX,2
si avvalgono delle agenzie regionali per la protezione dellambiente, ai sensi dellart. 7-quinquies del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502 (7), e successive modicazioni o di propri laboratori secondo il rispettivo ordinamento. I risultati delle analisi eseguite sono trasmessi mensilmente alle competenti
regioni o province autonome ed al Ministero della sanita`, secondo le modalita` stabilite rispettivamente dalle regioni o province autonome e dal Ministero della sanita` (6).
Art. 9. Assicurazione di qualita` del trattamento, delle attrezzature e dei materiali (8). Nessuna sostanza o materiale utilizzati per i nuovi impianti o per ladeguamento di quelli esistenti,
per la preparazione o la distribuzione delle acque destinate al
consumo umano, o impurezze associate a tali sostanze o materiali, deve essere presente in acque destinate al consumo umano in concentrazioni superiori a quelle consentite per il ne
per cui sono impiegati e non debbono ridurre, direttamente o
indirettamente, la tutela della salute umana prevista dal presente decreto.
2. Con decreto del Ministro della sanita`, da emanare di concerto con i Ministri dellindustria, del commercio e dellartigianato e dellambiente, sono adottate le prescrizioni tecniche necessarie ai ni dellosservanza di quanto disposto dal comma
Art. 10. Provvedimenti e limitazioni delluso. Fatto salvo
quanto disposto dagli artt. 13, 14 e 16, nel caso in cui le acque
destinate al consumo umano non corrispondono ai valori di
parametro ssati a norma dellallegato I, lazienda unita` sanitaria locale interessata comunica al gestore lavvenuto superamento e, effettuate le valutazioni del caso, propone al sindaco ladozione degli eventuali provvedimenti cautelativi a tutela
della salute pubblica, tenuto conto dellentita` del superamento
del valore di parametro pertinente e dei potenziali rischi per
la salute umana nonche dei rischi che potrebbero derivare da
uninterruzione dellapprovvigionamento o da una limitazione
di uso delle acque erogate.
2. Il gestore, sentite lazienda unita` sanitaria locale e lAutorita`
da`mbito, individuate tempestivamente le cause della non conformita`, attua i correttivi gestionali di competenza necessari
allimmediato ripristino della qualita` delle acque erogate.
3. La procedura di cui al comma precedente deve essere posta
in atto anche in presenza di sostanze o agenti biologici in
quantita` tali che possono determinare un rischio per la salute
4. Il sindaco, lazienda unita` sanitaria locale, lAutorita` da`mbito ed il gestore informano i consumatori in ordine a provvedimenti adottati, ciascuno per quanto di propria competenza (9).
Art. 11. Competenze statali. E` di competenza statale la
determinazione di princ`pi fondamentali concernenti (10):
a) le modiche degli allegati I, II e III, in relazione allevolu-
zione delle conoscenze tecnico-scientiche o in esecuzione di
disposizioni adottate in materia in sede comunitaria;
b) la ssazione di valori per parametri aggiuntivi non riportati nellallegato I qualora cio` sia necessario per tutelare la salute umana in una parte od in tutto il territorio nazionale; i
valori ssati devono, al minimo, soddisfare i requisiti di cui
allart. 4, comma 2, lettera a);
c) ladozione di metodi analitici diversi da quelli indicati
nellallegato III, punto 1, previa verica, da parte dellIstituto
superiore di sanita`, che i risultati ottenuti siano afdabili almeno quanto quelli ottenuti con i metodi specicati; di tale riconoscimento deve esserne data completa informazione alla
d) ladozione, previa predisposizione da parte dellIstituto
superiore di sanita`, dei metodi analitici di riferimento da utilizzare per i parametri elencati nellallegato III, punto 2, nel
rispetto dei requisiti di cui allo stesso allegato (11);
e) lindividuazione di acque utilizzate in imprese alimentari
la cui qualita` non puo` avere conseguenze sulla salubrita` del
prodotto alimentare nale;
f) ladozione di norme tecniche per la potabilizzazione e la
disinfezione delle acque;
g) ladozione di norme tecniche per la installazione degli impianti di acquedotto nonche per lo scavo, la perforazione, la
trivellazione, la manutenzione, la chiusura e la riapertura dei
h) ladozione di prescrizioni tecniche concernenti il settore
delle acque destinate al consumo umano confezionate in bottiglie o in contenitori, nonche per il confezionamento di acque
per equipaggiamenti di emergenza (11);
i) adozione di prescrizioni tecniche concernenti limpiego
delle apparecchiature tendenti a migliorare le caratteristiche
dellacqua potabile distribuita sia in a`mbito domestico che nei
l) ladozione di prescrizioni tecniche concernenti il trasporto di acqua destinata al consumo umano.
2. Le funzioni di cui al comma 1, lettere a), b), c), d), e), f),
h), i), l), sono esercitate dal Ministero della sanita`, di concerto
con il Ministero dellambiente, per quanto concerne le competenze di cui alle lettere a) e b); sentiti i Ministeri dellambiente
e dei lavori pubblici, per quanto concerne la competenza di cui
alla lettera f); di concerto con il Ministero dei trasporti e della
navigazione per quanto concerne la competenza di cui alla lettera l). Le funzioni di cui al comma 1, lettera g), sono esercitate
dal Ministero dei lavori pubblici, di concerto con i Ministeri
della sanita` e dellambiente, sentiti i Ministeri dellindustria,
del commercio e dellartigianato e delle politiche agricole e forestali.
3. Gli oneri economici connessi alleventuale attivita` di sostituzione esercitata, ai sensi dellart. 5 del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112, in relazione alle funzioni e ai compiti spettanti a norma del presente decreto alle regioni e agli enti locali,
sono posti a carico dellente inadempiente.
Art. 12. Competenze delle regioni o province autonome.
a) previsione di misure atte a rendere possibile un approvvi-
(7) Sta in S 1.1.
(8) La rubrica e` stata cos` modicata dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002,
(9) Larticolo e` stato cos` sostituito dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002,
(10) Lalinea e` stato cos` sostituito dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002,
(11) La lettera e` stata cos` modicata dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002,
VOCE T 6.2 LST/XXX,3
gionamento idrico di emergenza per fornire acqua potabile rispondente ai requisiti previsti dallallegato I, per la quantita` ed
il periodo minimi necessari a far fronte a contingenti esigenze
b) esercizio dei poteri sostitutivi in casi di inerzia delle autorita` locali competenti nelladozione dei provvedimenti necessari alla tutela della salute umana nel settore dellapprovvigionamento idrico-potabile;
c) concessione delle deroghe ai valori di parametro ssati
allallegato I parte B o ssati ai sensi dellart. 11, comma 1,
lettera b), e gli ulteriori adempimenti di cui allart. 13;
d) adempimenti relativi allinosservanza dei valori di parametro o delle speciche contenute nellallegato I, parte C, di
cui allart. 14;
e) adempimenti relativi ai casi eccezionali per i quali e` necessaria particolare richiesta di proroga di cui allart. 16;
f) adozione di piani di intervento per il miglioramento della
qualita` delle acque destinate al consumo umano;
g) denizione delle competenze delle aziende unita` sanitarie
Art. 13. Deroghe. La regione o provincia autonoma puo`
stabilire deroghe ai valori di parametro ssati nellallegato I,
parte B, o ssati ai sensi dellart. 11, comma 1, lettera b), entro
i valori massimi ammissibili stabiliti dal Ministero della sanita`
con decreto da adottare di concerto con il Ministero dellambiente, purche nessuna deroga presenti potenziale pericolo per
la salute umana e sempreche lapprovvigionamento di acque
destinate al consumo umano conformi ai valori di parametro
non possa essere assicurato con nessun altro mezzo congruo.
2. Il valore massimo ammissibile di cui al comma 1 e` ssato
su motivata richiesta della regione o provincia autonoma, corredata dalle seguenti informazioni:
b) i parametri interessati, i risultati dei controlli effettuati
negli ultimi tre anni, il valore massimo ammissibile proposto
e la durata necessaria di deroga;
c) larea geograca, la quantita` di acqua fornita ogni giorno,
la popolazione interessata e gli eventuali effetti sulle industrie
alimentari interessate;
d) un opportuno programma di controllo che preveda, se
e) il piano relativo alla necessaria azione correttiva, compreso un calendario dei lavori, una stima dei costi, la relativa copertura nanziaria e le disposizioni per il riesame.
3. Le deroghe devono avere la durata piu` breve possibile, comunque non superiore ad un periodo di tre anni. Sei mesi prima della scadenza di tale periodo, la regione o la provincia
autonoma trasmette al Ministero della sanita` una circostanziata relazione sui risultati conseguiti, ai sensi di quanto disposto
al comma 2, nel periodo di deroga, in ordine alla qualita` delle
acque, comunicando e documentando altres` leventuale necessita` di un ulteriore periodo di deroga.
4. Il Ministero della sanita` con decreto da adottare di concerto
con il Ministero dellambiente, valutata la documentazione
pervenuta, stabilisce un valore massimo ammissibile per lulteriore periodo di deroga che potra` essere concesso dalla regione. Tale periodo non dovra`, comunque, avere durata superiore
ai tre anni.
5. Sei mesi prima della scadenza dellulteriore periodo di deroga, la regione o provincia autonoma trasmette al Ministero
della sanita` unaggiornata e circostanziata relazione sui risultati conseguiti. Qualora, per circostanze eccezionali, non sia
stato possibile dare completa attuazione ai provvedimenti necessari per ripristinare la qualita` dellacqua, la ragione o la provincia autonoma documenta adeguatamente la necessita` di
unulteriore periodo di deroga.
6. Il Ministero della sanita` con decreto di concerto con il Ministero dellambiente, valutata la documentazione pervenuta,
previa acquisizione del parere favorevole della Commissione
europea, stabilisce un valore massimo ammissibile per lulteriore periodo di deroga che non deve essere superiore a tre
b) i parametri interessati, i risultati del precedente controllo
pertinente ed il valore massimo ammissibile per la deroga per
ogni parametro;
e) una sintesi del piano relativo alla necessaria azione correttiva, compreso un calendario dei lavori, una stima dei costi,
la relativa copertura nanziaria e le disposizioni per il riesame;
8. I provvedimenti di deroga debbono essere trasmessi al Ministero della sanita` ed al Ministero dellambiente entro e non
oltre quindici giorni dalla loro adozione.
9. In deroga a quanto disposto dai commi da 1 a 8, se la regione o la provincia autonoma ritiene che linosservanza del valore di parametro sia trascurabile e se lazione correttiva intrapresa a norma dellart. 10, comma 1, e` sufciente a risolvere il
problema entro un periodo massimo di trenta giorni, ssa il
valore massimo ammissibile per il parametro interessato e stabilisce il periodo necessario per ripristinare la conformita` ai
valori di parametro. La regione o la provincia autonoma trasmette al Ministero della sanita`, entro il mese di gennaio di
ciascun anno, gli eventuali provvedimenti adottati ai sensi del
10. Il ricorso alla procedura di cui al comma 9 non e` consentito se linosservanza di uno stesso valore di parametro per un
determinato approvvigionamento dacqua si e` vericata per oltre trenta giorni complessivi nel corso dei dodici mesi precedenti.
11. La regione o provincia autonoma che si avvale delle deroghe di cui al presente articolo provvede afnche la popolazione
interessata sia tempestivamente e adeguatamente informata
delle deroghe applicate e delle condizioni che le disciplinano.
Ove occorra, la regione o provincia autonoma provvede inoltre
a fornire raccomandazioni a gruppi specici di popolazione
per i quali la deroga possa costituire un rischio particolare. Le
informazioni e raccomandazioni fornite alla popolazione fanno parte integrante del provvedimento di deroga. Gli obblighi
di cui al presente comma sono osservati anche nei casi di cui
al comma 9, qualora la regione o la provincia autonoma lo
12. La regione o la provincia autonoma tiene conto delle deroghe adottate a norma del presente articolo ai ni della redazione dei piani di tutela delle acque di cui agli artt. 42 e seguenti
VOCE T 6.2 LST/XXX,4
del decreto legislativo n. 152 del 1999 (1) e successive modiche.
13. Il Ministero della sanita`, entro due mesi dalla loro adozione, comunica alla Commissione europea i provvedimenti di deroga adottati ai sensi del presente articolo e, nei casi in cui ai
commi 3 e 4, i risultati conseguiti nei periodi di deroga.
14. Il presente articolo non si applica alle acque fornite mediante cisterne ed a quelle confezionate in bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano (12).
Art. 14. Conformita` ai parametri indicatori. In caso di non
conformita` ai valori di parametro o alle speciche di cui alla
parte C dellallegato I, lautorita` da`mbito, sentito il parere dellazienda unita` sanitaria locale in merito al possibile rischio
per la salute umana derivante dalla non conformita` ai valori
di parametro o alle speciche predetti, mette in atto i necessari
adempimenti di competenza e dispone che vengano presi provvedimenti intesi a ripristinare la qualita` delle acque ove cio` sia
necessario per tutelare la salute umana (12).
2. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, la regione o la provincia autonoma comunica al Ministero della sanita` e dellambiente le seguenti informazioni relative ai casi di non conformita` riscontrati nellanno precedente:
a) il parametro interessato ed il relativo valore, i risultati dei
controlli effettuati nel corso degli ultimi dodici mesi, la durata
delle situazioni di non conformita`;
b) larea geograca, la quantita` di acqua fornita ogni giorno,
la popolazione coinvolta e gli eventuali effetti sulle industrie
c) una sintesi delleventuale piano relativo allazione correttiva ritenuta necessaria, compreso un calendario dei lavori,
una stima dei costi e la relativa copertura nanziaria nonche
disposizioni in materia di riesame.
3. Nel caso di utenze inferiori a 500 abitanti, lobbligo di cui
al comma 2 e` assolto mediante la trasmissione di una relazione
contenente i parametri interessati con i relativi valori e la popolazione coinvolta.
4. Il presente articolo non si applica alle acque confezionate in
bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano e
a quelle fornite tramite cisterne (12).
Art. 15. Termini per la messa in conformita`. La qualita`
delle acque destinate al consumo umano deve essere resa conforme ai valori di parametro dellallegato I entro il 25 dicembre
2003, fatto salvo quanto disposto dalle note 2, 4, 10 e 11 dellallegato I, parte B (12).
Art. 16. Casi eccezionali. In casi eccezionali e per aree
geogracamente delimiate, qualora non sia possibile un approvvigionamento di acque destinate al consumo umano, conformi ai valori di parametro di cui allallegato I, con nessun
mezzo congruo, il Ministero della sanita`, su istanza della regione, o provincia autonoma, puo` chiedere alla Commissione europea la proroga del termine di cui allart. 15 per un periodo
2. Listanza di cui al comma 1 deve essere trasmessa al Ministero della sanita` entro il 31 marzo 2002 e deve essere debitamente motivata, deve indicare le difcolta` incontrate e deve
(12) Il comma e` stato cos` modicato dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002,
essere corredata almeno delle informazioni di cui allart. 13,
3. Sei mesi prima della scadenza del periodo di proroga concesso ai sensi del comma 1, la regione, o provincia autonoma
interessata trasmette al Ministero della sanita` unaggiornata e
circostanziata relazione sui progressi compiuti, comunicando
e documentando altres` leventuale necessita` di un ulteriore periodo di proroga in relazione alle difcolta` incontrate. Il Ministero della sanita` puo` chiedere alla Commissione europea la
concessione di una ulteriore proroga per un periodo non superiore a tre anni.
4. La regione, o provincia autonoma, provvede afnche la popolazione interessata dallistanza sia tempestivamente ed adeguatamente informata del suo esito. La regione, o provincia
autonoma, assicura, ove necessario, che siano forniti consigli
a gruppi specici di popolazione per i quali potrebbe sussistere
un rischio particolare. La regione, o provincia autonoma, informa tempestivamente il Ministero della sanita` delle iniziative
adottate ai sensi del presente comma.
5. Il presente articolo non si applica alle acque fornite mediante cisterna ed a quelle confezionate in bottiglie o contenitori
rese disponibili per il consumo umano (12).
Art. 17. Informazioni e relazioni. Il Ministero della sanita`
provvede allelaborazione ed alla pubblicazione di una relazione triennale sulla quantita` delle acque destinate al consumo
umano al ne di informare i consumatori.
2. La relazione di cui al comma 1 contiene le informazioni
relative alle forniture di acqua superiori a 1000 m3 al giorno
in media o destinate allapprovvigionamento di 5000 o piu` persone. La relazione, in particolare, deve rendere conto delle misure di cui agli artt. 3, comma 1, lettera b), 4; 8; 10; 11; 13,
commi 9 e 11; 14; 16 e allegato I, parte C, nota 10.
3. La relazione di cui al comma 1 viene pubblicata entro lanno successivo al triennio cui si riferisce e viene trasmessa alla
Commissione europea entro due mesi dalla pubblicazione. La
prima relazione dovra` riferirsi agli anni 2002, 2003 e 2004.
4. Il Ministero della sanita` provvede alla redazione di una relazione da trasmettere alla Commissione europea sulle misure
adottate e sui provvedimenti da prendere ai sensi dellart. 5,
comma 3, ed in relazione al valore parametrico dei trialometani di cui allallegato I, parte B, nota 10 (12).
5. Le informazioni elaborate dal Ministero della sanita` ai sensi
del presente decreto sono rese accessibili ai Ministeri interessati.
Art. 18. Competenze delle regioni speciali e province autonome. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto
Art. 19. Sanzioni. Chiunque fornisce acqua destinata al
consumo umano, in violazione delle disposizioni di cui allart.
4, comma 2, e` punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di lire venti milioni a lire centoventi milioni.
2. La violazione delle disposizioni di cui allart. 5, comma 2,
secondo periodo, e` punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire dieci milioni a lire sessanta milioni.
3. Si applica la stessa sanzione prevista al comma 2 a chiunque utilizza, in imprese alimentari, mediante incorporazione o
contatto per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione,
limmissione sul mercato di prodotti o sostanze destinate al
consumo umano, acqua che, pur conforme al punto di consegna alle disposizioni di cui allart. 4, comma 2, non lo sia al
VOCE T 6.2 LST/XXX,5
punto in cui essa fuoriesce dal rubinetto, se lacqua utilizzata
ha conseguenze per la salubrita` del prodotto alimentare nale.
4. Linosservanza delle prescrizioni imposte, ai sensi degli artt.
5, comma 3, o 10, commi 1 e 2, con i provvedimenti adottati
dalle competenti autorita` e` punita:
a) con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire cinquecentomila a lire tre milioni se i provvedimenti riguardano edici o strutture in cui lacqua non e` fornita al pubblico;
b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire dieci
milioni a lire sessanta milioni se i provvedimenti riguardano
edici o strutture in cui lacqua e` fonita al pubblico;
c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire venti
milioni a lire centoventi milioni se i provvedimenti riguardano
la fornitura di acqua destinata al consumo umano.
4-bis. La violazione degli adempimenti di cui allarticolo 7,
comma 4, e` punita con la sanzione amministrativa pecuniaria
da C 5.165 a C 30.987 (13).
5. La violazione delle disposizioni di cui allart. 9 e` punita con
la sanzione amministrativa pecuniaria da lire venti milioni a
lire centoventi milioni.
5-bis. Fatta salva lapplicazione delle sanzioni penali per i fatti
costituenti reato, la violazione delle disposizioni emanate ai
sensi dellarticolo 11, comma 1, lettere f), g), h), i) ed l) sono
punite con la sanzione amministrativa da C 5.165 a
C 30.987 (13).
Art. 19-bis. In relazione a quanto disposto dallarticolo 117,
comma quinto, della Costituzione e fatto salvo quanto previsto
dalla legge di procedura dello Stato di cui al medesimo articolo
117, nelle materie di competenze delle regioni e delle province
autonome, le disposizioni di cui agli articoli precedenti del presente decreto si applicano, per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che non abbiano ancora provveduto
al recepimento della direttiva 98/83/CE, sino alla data di entrata in vigore della normativa di attuazione di ciascuna regione
e provincia autonoma. Tale normativa e` adottata da ciascuna
regione e provincia nel rispetto dei princ`pi fondamentali desumibili dal presente decreto (14).
Conteggio delle colonie a 22 C
Conteggio delle colonie a 37 C
0/250 mlo
Art. 20. Norme transitorie e nali. Le disposizioni di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
236 (1), cessano di avere efcacia al momento della effettiva
vigenza delle disposizioni del presente decreto legislativo, conformemente a quanto previsto dallart. 15, fatte salve le proroghe concesse dalla Commissione europea ai sensi dellart. 16.
2. Le norme regolamentari e tecniche adottate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
236 (1), restano in vigore, ove compatibili, con le disposizioni
del presente decreto, no alladozione di diverse speciche tecniche in materia (15).
3. Dallattuazione del presente decreto non derivano nuovi o
(13) Il comma e` stato aggiunto dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002, n.
(14) Larticolo e` stato aggiunto dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002, n.
(15) Il comma e` stato cos` sostituito dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002,
VOCE T 6.2 LST/XXX,6
Nitrato (come NO )
Somma delle concentrazioni di composti specici:
Tetracloroetilene - Tricloroetilene
Somma delle concentrazioni di composti specici;
Somma delle concentrazioni dei parametri specici
Indipendentemente dalla sensibilita` del metodo analitico utilizzato, il risultato deve essere espresso indicando lo stesso numero di
decimali in tabella per il valore di parametro.
VOCE T 6.2 LST/XXX,7
Il valore di parametro si riferisce alla concentrazione monomerica residua nellacqua calcolata secondo le speciche di rilascio massimo del polimero corrispondente a contatto con lacqua.
Per le acque di cui allarticolo 5 comma 1, lettere a), b) e d), il valore deve essere soddisfatto al piu` tardi entro il
25 dicembre 2008. Il valore di parametro per il bromato nel periodo compreso tra il 25 dicembre 2003 ed il 25
dicembre 2008 e` pari a 25 mg/l.
Il valore si riferisce ad un campione di acqua destinata al consumo umano ottenuto dal rubinetto tramite un
metodo di campionamento adeguato e prelevato in modo da essere rappresentativo del valore medio dellacqua
ingerita settimanalmente dai consumatori. Le procedure di prelievo dei campioni e di controllo vanno applicate
se del caso, secondo metodi standardizzati da stabilire ai sensi dellart. 11 comma 1 lettera b). Lautorita` sanitaria
locale deve tener conto della presenza di livelli di picco che possono nuocere alla salute umana.
Per le acque di cui allart. 5, comma 1, lettere a), b) e d), questo valore deve essere soddisfatto al piu` tardi entro
il 25 dicembre 2013. Il valore di parametro del piombo nel periodo compreso tra il 25 dicembre 2003 ed il 25
dicembre 2013 e` pari a 25 mg/l.
Le regioni, le aziende sanitarie locali ed i gestori dacquedotto, ciascuno per quanto di competenza, devono
provvedere afnche venga ridotta al massimo la concentrazione di piombo nelle acque destinate al consumo
umano durante il periodo previsto per conformarsi al valore di parametro; nellattuazione delle misure intese a
garantire il raggiungimento del valore in questione deve darsi gradualmente priorita` ai punti in cui la concentrazione di piombo nelle acque destinate al consumo umano e` piu` elevata.
Deve essere soddisfatta la condizione: [(nitrato)/50+(nitrito)] /31, ove le parentesi quadre esprimono la concentrazione in mg/1 per il nitrato (NO3) e per il nitrito (NO2), e il valore di 0,10 mg/l per i nitriti sia rispettato nelle
acque provenienti da impianti di trattamento.
Per antiparassitari si intende:
prodotti connessi (tra laltro regolatori della crescita) e i pertinenti metaboliti, prodotti di degradazione e
Il controllo e` necessario solo per gli antiparassitari che hanno maggiore probabilita` di trovarsi in un determinato
approvvigionamento dacqua.
Il valore del parametro si riferisce ad ogni singolo antiparassitario. Nel caso di aldrina, dieldrina, eptacloro ed
eptacloro epossido, il valore parametrico e` pari a 0,030 mg/l.
Antiparassitari - Totale indica la somma dei singoli antiparassitari rilevati e quanticati nella procedura di
I composti specici sono i seguenti:
benzo(b)uorantene
benzo(k)uorantene
indeno(1, 2, 3-cd)pirene
I responsabili della disinfezione devono adoperarsi afnche il valore parametrico sia piu` basso possibile senza
compromettere la disinfezione stessa.
I composti specici sono: cloroformio, bromoformio, dibromoclorometano, bromodiclorometano.
il 25 dicembre 2006. Il valore di parametro clorito, nel periodo compreso tra il 25 dicembre 2003 e il 25 dicembre
2006, e` pari a 800 mg/l.
VOCE T 6.2 LST/XXX,8
Unita` di misura
Clostridium perfringens (spore com- 0
Accettabile per i consumatori e senza variazioni
Conduttivita`
mScm-1 a 20 C
6,5 e 9,5
Unita` pH
Ossidabilita`
Batteri coliformi a 37 C
Torbidita`
Il limite inferiore vale per le acque
sottoposte a trattamento di addolcimento o di dissalazione
Residuo secco a 180 C **
decimali riportato in tabella per il valore di parametro.
* valori consiglilati: 15-50 F
** valore massimo consigliato: 1500 mg/L
*** valore consigliato 0,2 mg/L (se impiegato) (16).
(16) Nota cos` modicata dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
VOCE T 6.2 LST/XXX,9
Lacqua non deve essere aggressiva.
Tale parametro non deve essere misurato a meno che le acque provengano o siano inuenzate da acque superciali. In caso di non conformita` con il valore parametrico, lazienda sanitaria locale competente al controllo
dellapprovvigionamento dacqua deve accertarsi che non sussistano potenziali pericoli per la salute umana derivanti dalla presenza di microrganismi patogeni quali ad esempio il cryptosporidium. I risultati di tutti questi
controlli debbono essere inseriti nelle relazioni che debbono essere predisposte ai sensi dellart. 18, comma 1.
Per le acque non frizzanti confezionate in bottiglie o contenitori il valore minimo puo` essere ridotto a 4,5 unita`
Per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, naturalmente ricche di anidride carbonica o arricchite articialmente, il valore minimo puo` essere inferiore.
Se si analizza il parametro TOC non e` necessario misurarequesto valore.
Per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, lunita` di misura e` Numero/250 ml.
Non e` necessario misurare questo parametro per approvvigionamenti dacqua inferiori a 10.000 m3 al giorno.
In caso di trattamento delle acque superciali si applica il valore di parametro: a 1,0 NTU (unita` nefelometriche di torbidita`) nelle acque provenienti da impianti di trattamento.
Frequenza nei controlli da denire successivamente nellallegato II.
Ad eccezione del trizio, potassio-40, radon e prodotti di decadimento del radon; frequenza dei controlli, metodi
di controllo e siti piu` importanti per i punti di controllo da denire successivamente nellallegato II.
La regione o la provincia autonoma puo` non fare effettuare controlli sullacqua potabile relativamente al trizio
ed alla radioattivita` al ne di stabilire la dose totale indicativa quando sia stato accertato che, sulla base di altri
controlli, i livelli del trizio o della dose iondicativa calcolata sono ben al di sotto del valore di parametro. In tal
caso essa comunica la motivazione della sua decisione al ministero della sanita`, compresi i risultati di questi
altri controlli effettuati.
Fermo restando quanto disposto dallart. 8, comma 3, a gioudizio dellautorita` sanitaria competente, potra` essere effettuata la
ricerca concernente i seguenti parametri accessori:
9) Stalococchi patogeni.
Tali parametri vanno ricercati con le metodiche di cui allart. 8, comma 3. Devono comunque essere costantemente assenti nelle
acque destinate al consumo umano gli enterovirus, i baterriofagi anti E.coli, gli enterobatteri patogeni e gli stalococchi patogeni.
(17) Nota cos` modicata dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
VOCE T 6.2 LST/XXX,10
Il controllo di routine mira a fornire ad intervalli regolari informazioni sulla qualita` organolettica e microbiologica delle acque
fornite per il consumo umano nonche informazioni sullefcacia degli eventuali trattamenti dellacqua potabile (in particolare la
disinfezione), per accertare se le acque destinate al consumo umano rispondano o no ai pertinenti valori di parametro ssati dal
Conteggio delle colonie a 22 C e 37 C (Nota 4)
Necessario solo se usato come occulante o presente, in concentrazione signicativa, nelle acque utilizzate ().
Necessario solo se le acque provengono o sono inuenzate da acque superciali ().
Necessario solo se si utilizza loa cloramina nel processo di disinfezione ().
In tutti gli altri casi i parametri sono contenuti nellelenco relativo al controllo di verica.
2. Controllo di verica
Il controllo di verica mira a fornire le informazioni necessarie per accertare se tutti i valori di parametro contenuti nel decreto
sono rispettati. Tutti i parametri ssati sono soggetti a controllo di verica, a meno che lazienda unita` sanitaria locale competente
al controllo non stabilisca che, per un periodo determinato, e` improbabile che un parametro si ritrovi in un dato approvvigionamento
dacqua in concentrazioni tali da far prevedere il rischio di un mancato rispetto del relativo valore di parametro.
Il presente punto non si applica ai parametri per la radioattivita`.
TABELLA B1 (18)
Frequenza minima di campionamento e analisi per le acque destinate al consumo umano fornite da una rete di distribuzione, da
cisterne, o utilizzate nelle imprese alimentari.
I campioni debbono essere prelevati nei punti individuati ai sensi dellart. 6, al ne di garantire che le acque destinate al consumo
umano soddisno i requisiti del presente decreto. Tuttavia, nel caso di una rete di distribuzione, i campioni possono essere prelevati
anche alle fonti di approvvigionamento o presso gli impianti di trattamento per particolari parametri se si puo` dimostrare che il
valore ottenuto per i parametri in questione non sarebbe modicato negativamente.
(18) La tabella B1 e` stata cos` modicata dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
VOCE T 6.2 LST/XXX,11
Volume dacqua distribuito o prodotto ogni Controllo di routine - Numero di campioni Controllo di verica - Numero di campioni
giorno in una zona di approvvigionamento allanno (Note 3, 4 e 5)
allanno (Note 3 e 5)
(Note 1 e 2) m3
10000 + 3 ogni 1000 m3/g del volume
+ 1 ogni 25000 m3/g del volume totale e
frazione di 10000
Una zona di approvvigionamento e` una zona geogracamente denita allinterna della quale le acque destinate
al consumo umano provengono da una o varie fonti e la loro qualita` puo` essere considerata sostanzialmente
I volumi calcolati rappresentano una media su un anno. Per determinare la frequenza minima in una zona di
approvvigionamento invece che sul volume dacqua si puo` fare riferimento alla popolazione servita calcolando
un consumo di 200 1 pro capite al giorno.
Nel corso di approvvigionamento intermittente di breve durata, la frequenza del controllo delle acque distribuite
con cisterna deve essere stabilita dallazienda unita` sanitaria locale.
Per i differenti parametri di cui allallegato 1 lazienda unita` sanitaria locale puo` ridurre il numero dei campioni
a) i valori dei risultati dei campioni prelevati in un periodo di almeno due anni consecutivi sono costanti e
signicativamente migliori dei limiti previsti dallallegato I e
b) non esiste alcun fattore capace di diminuire la qualita` dellacqua.
La frequenza minima non deve essere inferiore al 50% del numero di campioni indicato nella tabella, salvo il
caso specico di cui alla nota 6.
La frequenza deve essere stabilita dallazienda unita` sanitaria locale.
Frequenza minima di campionamento e analisi per le acque confezionate in bottiglie o contenitori e messe a disposizione per il
Volume dacqua prodotto ogni giorno (*) Controllo di routine - Numero di campioni Controllo di verica - Numero di campioni
messo in vendita in bottiglie o contenitori allanno
1 ogni 5 m3 del volume totale e frazione 1 ogni 100 m3 del valore totale e frazione
VOCE T 6.2 LST/XXX,12
Speciche per lanalisi dei parametri
1. Parametri per i quali sono specicati metodi di analisi
I seguenti metodi di analisi relativi ai parametri biologici sono forniti per riferimento, ogni qualvolta e` disponibile un metodo
CEN/ISO, o per orientamento, in attesa delleventuale futura adozione, conformemente alla procedura di cui allart. 12 della direttiva
98/83/CE, di ulteriori denizioni internazionali CEN/ISO dei metodi per tai parametri.
Enumerazione dei microrganismi coltivabili - conteggio delle colonie a 22 C (prEN ISO 6222)
Enumerazione dei microrganismi coltivabili - conteggio delle colonie a 37 C (prEN ISO 6222)
Filtrazione su membrana seguita da incubazione della membrana su agar m-CP (Nota 1) a 44 1 C per 213 ore in condizioni
anaerobiche. Conteggio delle colonie gialle opache che diventano rosa o rosse dopo un esposizione di 20 - 30 secondi a vapori di
idrossido di ammonio.
Il terreno di coltura m-CP agar e` cos` composto:
Triptosio: 30 g
Estratto di lievito: 20 g
Saccarosio: 5 g
Cloridrat di L-cisteina: 1 g
MgSO4 7 H2O: 0,1 g
Bromocresolo porpora: 40 mg
Dissolvere gli ingredienti ed adeguare il pH a 7,6. Sterilizzare in autoclave a 121 C per 15 minuti. Lasciare raffreddare e aggiungere:
D-cicloserina: 400 mg
B-solfatodi polimixina: 25 mg
Beta-D-glucoside di indossile da dissolvere in 8 ml di acqua sterile prima delladdizione: 60 mg
Soluzione di difosfato di fenolftaleina (allo 0,5%) ltrata - sterilizzata: 20 ml
FeCl3 6 H2O (al 4,5%) ltrata - sterilizzata: 2 ml
2. Parametri per i quali vengono specicate le caratteristiche di prestazione
2.1 Per i parametri indicati di seguito, per caratteristiche di prestazione specicate si intende che il metodo di analisi utilizzato
deve essere in grado, al minimo, di misurare concentrazioni uguali al valore di parametro con unesattezza, una precisione ed un
limite di rivelabilita` specicati. Detti metodi, se dissimili da quelli di riferimento di cui allart. 11, comma 1, lettera d), devono essere
trasmessi preventivamente allIstituto superiore di sanita` che si riserva di vericarli secondo quanto indicato nel decreto di approvazione dei metodi di riferimento. Indipendentemente dalla sensibilita` del metodo di analisi utilizzato, il risultato deve essere espresso
indicando lo stesso numero di decimali usato per il valore di parametro di cui allallegato I, parti B e C (19).
Limite di rilevazione in %
Esattezza in % del valore Precisione in % del valore
del valore di parametro Condizioni
di parametro (Nota 1)
di parametro (Nota 2)
Controllare secondo
le speciche del prodotto
(19) Il paragrafo e` stato cos` modicato dallart. 1 del D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
VOCE T 6.2 LST/XXX,13
Idrocarburi poli- 25
ciclici aromatici
Tetracloroetilene 25
Trialometani to- 25
2.2 Per la concentrazione di ioni idrogeno, le caratteristiche di prestazione specicate richiedono che il metodo di analisi impiegato
deve consentire di misurare concentrazioni pari al valore di parametro con unaccuratezza di 0,2 unita` pH ed una precisione di 0,2
unita` pH.
VOCE T 6.2 LST/XXX,14
Lesattezza e` la differenza fra il valore medio di un grande numero di misurazioni ripetute ed il valore vero;
la sua misura e` generalmente indicata come errore sistematico.
La precisione misura la dispersione dei risultati intorno alla media; essa e` generalmente espressa come la
deviazione standard allinterno di un gruppo omogeneo di campioni e dipende solo da errori casuali.
(*) Tali termini sono deniti nella norma ISO 5725.
Il limite di rilevamento e` pari a:
cinque volte la deviazione standard relativa, tra lotti di un bianco.
Lossidazione deve essere effettuata per 10 minuti a una temperatura di 100 C in ambiente acido con luso
di permanganato.
Le caratteristiche di prestazione si applicano ad ogni singolo antiparassitario e dipendono dallantiparassitario considerato. Attualmente il limite di rilevamento puo` non essere raggiungibile per tutti gli antiparassitari,
ma ci si deve adoperare per raggiungere tale obiettivo.
Le caratteristiche di prestazione si applicano alle singole sostanze specicate al 25% del valore parametrico
che gura nellallegato I.
Le caratteristiche di prestazione si applicano alle singole sostanze specicate al 50% del valore parametrico
VOCE T 6.2 LST/XXX,15
Documenti simili a dlgs-31-2001

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 7

Art. 6

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 19
 articolo
117

Art. 20