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Timestamp: 2017-12-17 02:21:22+00:00

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RDL n. 1578/1933 art. 40 | Codice Deontologico Forense
Archivi tag: RDL n. 1578/1933 art. 40
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/071, L. n. 247/2012 art. 52, L. n. 91/1971, RDL n. 1578/1933 art. 17, RDL n. 1578/1933 art. 40, RDL n. 1578/1933 art. 47, rel. Allorio
L’avvertimento non è una semplice misura correttiva sfornita di carattere sanzionatorio
L’avvertimento costituisce una pena disciplinare e non una semplice misura correttiva sfornita di carattere sanzionatorio. Pertanto, la decisione che la irroga, come qualsiasi altra decisione disciplinare, deve essere notificata sia ai fini della comunicazione formale del provvedimento che per la decorrenza del termine di impugnazione. La lettera del Presidente, ex art. 40 R.D.L. n. 1578/1933 (applicabile “ratione temporis”) è, invece, una modalità dell’avvertimento e andrà inoltrata allorché il provvedimento sanzionatorio sia divenuto definitivo (Nel caso di specie, il ricorrente aveva eccepito l’asserita nullità della decisione disciplinare in quanto -in thesi- ai sensi dell’art. 40 R.D.L. cit., la sanzione dell’avvertimento avrebbe dovuto essergli irrogata mercè lettera del Presidente e non con la sentenza collegiale. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato l’eccezione).
In senso conforme, tra le altre, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Damascelli), sentenza del 20 aprile 2015, n. 61.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/011, RDL n. 1578/1933 art. 40, rel. Secchieri
Le decisioni del Consiglio Nazionale Forense in materia disciplinare sono impugnabili dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, ai sensi dell’art. 56 R.D.L. n. 1578 del 1933, soltanto per incompetenza, eccesso di potere e violazione di legge, con la conseguenza che l’accertamento del fatto, l’apprezzamento della sua rilevanza rispetto alle imputazioni, la scelta della sanzione opportuna e, in generale, la valutazione delle risultanze processuali non possono essere oggetto del controllo di legittimità, salvo che si traducano in un palese sviamento di potere, ossia nell’uso del potere disciplinare per un fine diverso da quello per il quale è stato conferito.
Corte di Cassazione (pres. Canzio, rel. Ambrosio), SS.UU, sentenza n. 15203 del 22 luglio 2016
In senso conforme, tra le altre, Cassazione Civile, sentenza del 18 marzo 1999, n. 148, Cassazione Civile, sentenza del 13 aprile 1995, n. 4209.
Pubblicato in Giurisprudenza Cassazione	| Contrassegnato 1995/4209, 2016/15203, RD n. 37/1934 art. 64, RDL n. 1578/1933 art. 12, RDL n. 1578/1933 art. 40, RDL n. 1578/1933 art. 56
Cancellazione disciplinare dall’albo e domanda di reiscrizione
In presenza di una domanda di reiscrizione nell’albo degli avvocati di colui che abbia in precedenza subito la sanzione disciplinare della cancellazione, non trova applicazione, in via d’interpretazione analogica, l’art. 47 del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578 – secondo cui l’avvocato radiato dall’albo non può esservi nuovamente iscritto prima che siano trascorsi cinque anni dal provvedimento di radiazione – in quanto la cancellazione è sanzione meno grave della radiazione; tuttavia, il tempo decorso può essere autonomamente valutato ai fini dell’apprezzamento della sussistenza del requisito della condotta “specchiatissima ed illibata” (ora: irreprensibile), che la legge richiede per l’iscrizione nell’albo.
Corte di Cassazione (pres. Roselli, rel. Rordorf), SS.UU, sentenza n. 10921 del 19 maggio 2014
In senso conforme, Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. Piacci), sentenza del 17 luglio 2014, n. 99, nonché Cassazione Civile, sez. Unite, sentenza del 12 maggio 2008, n. 11653- Pres. CARBONE Vincenzo- Est. MIANI CANEVARI Fabrizio- P.M. MARTONE Antonio.
Pubblicato in Giurisprudenza Cassazione	| Contrassegnato 2014/10921, L. n. 247/2012 art. 52, L. n. 91/1971, RDL n. 1578/1933 art. 17, RDL n. 1578/1933 art. 40, RDL n. 1578/1933 art. 47
Le sanzioni disciplinari della radiazione e della sospensione dell’esercizio della professione non contrastano con la Costituzione
La previsione, fra le sanzioni disciplinari irrogabili a carico di avvocati e procuratori, ai sensi dell’art 40 del rdl 27 novembre 1933 n 1578, della radiazione dall’albo e della sospensione dallo esercizio della professione manifestamente non si pone in contrasto con gli artt 13 e 35 della costituzione, sulla inviolabilità della libertà personale e sulla tutela del diritto al lavoro, trattandosi di sanzioni che non incidono sulla libertà fisica della persona, cui esclusivamente si riferisce il predetto art 13 della costituzione, e che integrano una limitazione dell’attività lavorativa giustificata da interessi generali circa la difesa degli ordini professionali.
Cassazione Civile, sentenza del 13 aprile 1981, n. 02176, sez. U- Pres. NOVELLI T- Rel. CALECA G- P.M. SAJA F (CONF)
Pubblicato in Giurisprudenza Cassazione	| Contrassegnato 1981/2176, Cost. art. 013, Cost. art. 035, RDL n. 1578/1933 art. 40
La determinazione della sanzione disciplinare da parte del COA e del CNF non è censurabile in cassazione
La determinazione della sanzione inflitta all’incolpato dal Consiglio nazionale forense non è censurabile in sede di giudizio dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di cassazione, essendo riservato agli organi disciplinari il potere di applicare la sanzione più rispondente alla gravità e alla natura dell’offesa arrecata al prestigio dell’ordine professionale.
Cassazione Civile, sentenza del 13 gennaio 2003, n. 00326, sez. U- Pres. Corona R- Rel. Paolini G- P.M. Iannelli D (conf.)
Pubblicato in Giurisprudenza Cassazione	| Contrassegnato 2003/326, RDL n. 1578/1933 art. 40, RDL n. 1578/1933 art. 56
Motivazione delle sentenze del CNF e limiti di sindacato della Corte di Cassazione
Il sindacato delle sezioni unite della corte di cassazione, sulla motivazione delle pronunce del consiglio nazionale forense in materia disciplinare, se comprende i vizi di motivazione di cui all’art. 360 n. 5 Cod. proc. civ., non può essere esteso alla valutazione delle prove, né agli apprezzamenti sulla gravità dell’offesa arrecata dai fatti accertati al prestigio dell’ordine, ne alla adeguatezza della sanzione inflitta.
Cassazione Civile, sentenza del 25 ottobre 1979, n. 05573, sez. U- Pres. ROSSI G- Rel. ALIBRANDI A- P.M. SAJA F (CONF)
Pubblicato in Giurisprudenza Cassazione	| Contrassegnato 1979/5573, cpc art. 360, RDL n. 1578/1933 art. 40, RDL n. 1578/1933 art. 56
La sospensione dall’esercizio professionale disposta dal COA non viola il diritto al lavoro dell’incolpato
Il potere dei consigli dell’ordine degli avvocati e procuratori di infliggere, in esito a procedimento disciplinare ed a norma degli artt 40 e 43 del R.D.L. 27 novembre 1933 n. 1578, la grave sanzione della sospensione dall’esercizio professionale non implica, in relazione alla natura amministrativa dell’attività di detti consigli, alcuna violazione del diritto di difesa dell’incolpato, il quale può ricorrere al consiglio nazionale forense, che svolge attività giurisdizionale, e manifestamente non si pone in contrasto con l’art. 4 della costituzione, sul diritto al lavoro, vertendosi in tema di limitazioni, cui il diritto stesso soggiace in casi specifici e per espressa disposizione di legge, giustificate da esigenze di tutela di interessi generali.
Pubblicato in Giurisprudenza Cassazione	| Contrassegnato 1979/5573, Cost. art. 004, RDL n. 1578/1933 art. 40, RDL n. 1578/1933 art. 43, RDL n. 1578/1933 art. 50, RDL n. 1578/1933 art. 51

References: art. 40
 art. 40
 art. 52
 art. 17
 art. 40
 art. 47
 art. 40
 sentenza 
 sentenza 
 art. 40
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 64
 art. 12
 art. 40
 art. 56
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 52
 art. 17
 art. 40
 art. 47
 sentenza 
 art. 013
 art. 035
 art. 40
 sentenza 
 art. 40
 art. 56
 sentenza 
 art. 360
 art. 40
 art. 56
 art. 004
 art. 40
 art. 43
 art. 50
 art. 51