Source: http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2014_05_28_archive.html
Timestamp: 2019-02-19 10:07:45+00:00

Document:
Rita Coltellese *** Scrivere: 28-mag-2014
Chiusura dei Manicomi Giudiziari, rinominati OPG
Situazione dei malati mentali che non hanno commesso reati:
La riforma del 1978
La riforma italiana nota come legge 180 o legge Franco Basaglia ha abolito il manicomio e ha eliminato la pericolosità come ragione della cura. Il Trattamento sanitario obbligatorio (TSO) doveva essere effettuato "se esistano alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici e se gli stessi non vengano accettati dall'infermo (art. 34)"[27]. La legge si costituisce di 11 articoli:
Art. 1 - Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori;
Art. 2 - Accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale;
Art. 3 - Procedimento relativo agli accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera per malattia mentale;
Art. 4 - Revoca e modifica del provvedimento di trattamento sanitario obbligatorio;
Art. 5 - Tutela giurisdizionale;
Art. 6 - Modalità relative agli accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera;
Art. 7 - Trasferimento alle regioni delle funzioni in materia di assistenza ospedaliera psichiatrica;
Art. 8 - Infermi già ricoverati negli ospedali psichiatrici;
Art. 9 - Attribuzioni del personale medico;
Art. 10 - Modifiche al codice penale;
I principi che la nuova legge afferma, cioè prevenzione e riabilitazione del malato, risultarono nuovi e i processi di adattamento molto lunghi. Tutto ciò che fino al 1978 era affidato alle province diventa responsabilità delle unità sanitarie locali e delle regioni. La legge 180 del maggio 1978 rappresentava l'anticipazione della più generale legge istitutiva del servizio sanitario nazionale del 23 dicembre 1978, n. 833.
Dopo l'approvazione della legge 180 si iniziò a modificare lentamente il disinteresse nei confronti dei bisogni di risocializzazione dei pazienti. In alcune realtà territoriali non vi furono delle modifiche sostanziali del carattere residenziale degli ospedali psichiatrici[28], mentre in altre si iniziò a costituire la rete dei servizi di salute mentale territoriali. Nel 1994 ilgoverno Berlusconi I introduce nella legge finanziaria un insieme di norme che impongono la chiusura definitiva dei manicomi e nel 1996 il governo Prodi I ne dà attuazione.
I 76 manicomi attivi nel 1978 sono stati sostituiti da:
320 SPDC (servizio psichiatrico diagnosi e cura);
1.341 strutture residenziali (C.T.R. comunità terapeutica riabilitativa - G.A. gruppo appartamento - C.A. comunità alloggio);
257 Strutture semiresidenziali (D.H. Day hospital);
433 imprese sociali (residenziali e semiresidenziali);
481 strutture semiresidenziali (C.D. centri diurni);
695 centri di salute mentale[29].
Situazione dei malati mentali che hanno commesso reati
Da: Il Mediano.it 19/07/2012
La chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari: primi effetti della scelta legislativa
Con il decreto legge n.211 del 2011 il Governo ha deciso per la progressiva e totale abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, con una popolazione che supera le 1500 unità, che dovranno essere conseguentemente ricollocate altrove. Ma dove?
Difficilmente chi non ha dimestichezza con il pianeta giustizia e le sue innumerevoli sfumature può comprendere, con sincera profondità, le sensazioni e le emozioni dell’uomo comune a contatto con la realtà di un ospedale psichiatrico giudiziario: un mondo irreale, chiuso alla società civile, volto a contenere una popolazione carceraria difficile, quella dei soggetti afflitti da patologie psichiatriche.
Persone spesso sole, abbandonate a loro stesse ed al loro destino, senza voce, costrette a rimanere recluse fintanto che il giudizio di pericolosità sociale a loro carico, presupposto per l’applicazione della misura di sicurezza, rimanga concreto ed attuale
Quella degli internati è una realtà non solo triste, ma difficile da districare e gestire, specie alla luce delle ultime riforme legislative intervenute in materia.
Con il decreto legge n.211 del 2011, difatti, il Governo ha deciso per la progressiva e totale abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari presenti sul territorio italiano, con una popolazione che conta e supera attualmente le millecinquecento unità, che dovranno essere conseguentemente ricollocate e ridistribuite altrove. Ma dove?
Il 1 febbraio 2013 tutte gli Opg dovranno necessariamente chiudere i battenti. Nel marzo 2012 era prevista la prima scadenza imposta dal decreto, ovvero lo stabilire requisiti strutturali ed organizzativi destinati ad accogliere gli internati; dal marzo 2013, successivamente alla chiusura degli stabilimenti, le misure dovranno essere scontate esclusivamente all’interno dei presidi sanitari, mentre per coloro la cui pericolosità sociale risulti esclusa non vi saranno che dimissioni e la previsione di presidi sanitari sul territorio.
In attesa che i provvedimenti governativi prendano forma la magistratura, allineandosi alla ratio della norma, sta già interrompendo l’invio di nuovi soggetti presso gli OPG, ai quali non resta che fare ritorno alle proprie abitazioni, con tutti gli inevitabili rischi in materia di tutela della collettività e degli stessi familiari conviventi.
Si tratta, nel caso concreto, proprio del caso di A.: afflitto da una grave forma di schizofrenia, stava scontando una condanna a una pena detentiva per reati commessi contro i propri familiari, con applicazione della misura di sicurezza del ricovero in OPG per i sei mesi successivi alla stessa.
Scontata la sua pena per intero, sarebbe stato almeno formalmente da ricollocare presso l’Ospedale Psichiatrico ove, tra le altre cose, avrebbe ricevuto un trattamento sanitario adeguato ed idoneo alle sue patologie: del tutto inaspettatamente, invece, oggi ha fatto ritorno presso la sua abitazione, seminando il panico tra i propri familiari, incapaci di arginare e gestire le sue complesse problematiche, già palesando atti di violenza estrema e di insofferenza.
Allo stato purtroppo nessuno, men che mai il legale, appare in grado di poter fornire una risposta concreta a questo ed altri casi, in attesa di chiare ed evidenti soluzioni legislative che, si spera, non arrivino in un momento di definitiva compromissione degli interessi in gioco e della vita delle stesse persone coinvolte.
Da: senato.it - Legislatura 16ª - Disegno di legge n. 2876
La XVI Legislatura della Repubblica Italiana è stata in carica dal 29 aprile2008[1] al 15 marzo 2013
....Dal 1978 appositi accordi col Ministero di grazia e giustizia conducono gli operatori del servizio di salute mentale di Trieste in carcere a salvaguardia del diritto alla cura del detenuto e della continuità terapeutica per il detenuto già malato di mente. Già oggi nella pratica è possibile non discriminare la possibilità di cura, il luogo della cura e la qualità della stessa per il cittadino detenuto. Spesso il servizio di salute mentale, il centro di salute mentale 24 ore, si è offerto come luogo di cura in corso di custodia cautelare e in attesa della fine del procedimento giudiziario. In alcuni casi modalità di alternativa alla detenzione per il detenuto al termine dei tre gradi di giudizio sono stati concordati dal servizio con i magistrati di sorveglianza e le autorità carcerarie. La persona che abbia commesso un reato grave e che presenti severi problemi psichiatrici, laddove tale condizione sia incompatibile con la detenzione, viene trattato, secondo un progetto terapeutico riabilitativo articolato e per un periodo di tempo prestabilito, ovvero fino al raggiungimento di un equilibrio psichico adeguato all'interno del centro di salute mentale 24 ore o di strutture residenziali comunitarie in regime di detenzione domiciliare, di libertà vigilata o di sospensione della pena.
In ogni caso le misure alternative alla detenzione e tutte le modalità di flessibilizzazione del regime detentivo (visite, lavoro in carcere, corsi di formazione) costituiscono un canale preferenziale attraverso il quale i servizi di salute mentale col magistrato di sorveglianza e con la direzione e gli operatori del carcere cercano di trattenere nel tessuto sociale (e cittadino) la persona che deve scontare una pena».
Deputata di Sinistra Ecologia Liberta'
"...attività volte a incrementare percorsi terapeutico-riabilitativi individuali, prevedendo anche la dimissione di tutti coloro per i quali l'autorità giudiziaria avesse escluso, o escludesse successivamente, la pericolosità sociale.
La ratio umana e sociale si capisce e si apprezza...
Ma chi pensa alle vittime?
Chi pensa ai familiari che di sovente sono le prime vittime?
In molte norme la Società, lo Stato, dimenticano le vittime, sembrando tesi più a salvaguardare chi, sia pure per malattia, infligge il male a qualcuno che chi senza colpa lo subisce.
Droga libera e danni agli altri
Riccardo Magherini morto a Firenze durante un arresto
Data pubblicazione:10/04/2014
La notte fra il 2 e il 3 marzo 2014 Riccardo Magherini, 40 anni, ex calciatore del Prato e delle giovanili della Fiorentina, è arrivato in arresto cardiaco al pronto soccorso di un ospedale di Firenze. Poco prima era stato immobilizzato a terra e ammanettato a faccia in giù sull’asfalto da due pattuglie dei carabinieri, accorse nelle strade di Borgo San Frediano. Intorno all’una l’uomo era entrato in una pizzeria molto agitato, sfondando una porta a vetri. Si sentiva inseguito, braccato, aveva paura che qualcuno potesse ucciderlo. Tornato in strada, terrorizzato e in preda al panico, ha fermato un’auto. Poi è arrivata una pattuglia dei carabinieri che sono riusciti a fermarlo solo dopo l’arrivo di rinforzi. Magherini era a terra, a torso nudo nel freddo. Un abitante del quartiere ha fatto con il cellulare una registrazione audio di quei momenti, che stata è pubblicata su Repubblica.it. Grazie ai tecnici esperti della Rai è stato possibile migliorare l’audio della registrazione. Si sente l’uomo gridare: “Aiutatemi… Mi sparano… Sto morendo…”. Poi la sirena dell’ambulanza, senza medico che arriva dopo, quando Magherini non si agita più perché è in arresto cardiaco. La procura di Firenze sta indagando. Dopo la diffusione della registrazione i familiari hanno dichiarato all’Ansa: “È davvero difficile darsi pace, perché è evidente che quella sera Ricky stava male. Aveva bisogno di aiuto, e lo chiedeva disperatamente, ben prima che intervenissero le forze dell'ordine e i soccorritori. Ed è morto, invece, nelle mani di costoro. Occorre fare piena luce sull'accaduto. Confermiamo la nostra fiducia nell'opera degli inquirenti”. “Chi l’ha visto” ha lanciato un appello a chiunque possa fornire elementi utili.
Non vorrei apparire come il difensore d'ufficio delle Forze dell'Ordine, anche perché conosco molti casi singoli di uomini che ne fanno parte che si comportano molto male, però per il ripetersi di casi di persone che, sotto l'effetto di droghe, danno in escandescenze perché presi da delirio, alterazione e sconvolgimento dovuto al brutto effetto di esse, sarebbe il caso di cambiare i protocolli di azione a cui tali Forze debbono attenersi.
Ad esempio: stendere a terra il soggetto a faccia in giù, mani dietro la schiena, eventuali manette. E' una posizione in cui anche chi sta bene potrebbe avere qualche difficoltà a respirare, figuriamoci chi è alterato da sostanze tossiche. Il cuore pulsa di più per l'agitazione psico-motoria, il respiro è dunque più corto, la pressione arteriosa sale... Il soggetto che si agita va fermato ma in modo che possa respirare. Certo non è facile il lavoro di chi deve fermare una persona in agitazione psico-motoria e parlo anche dei medici stessi che, però, forse capiscono qualcosa di più di come si trova l'organismo umano in tali frangenti. Tutto ciò detto però non si può nemmeno gettare la croce addosso a chi è costretto, suo malgrado, ad intervenire per evitare che il drogato causi danni a terzi.
Nel caso qui riportato, trattato più volte da "Chi l'ha Visto?", l'ex-calciatore si sentiva minacciato da qualcosa che esisteva solo nella sua mente alterata e, come ha raccontato un tassista in un servizio di "Chi l'ha Visto?", dentro il cui taxi era entrato Magherini agitatissimo dicendogli che volevano ucciderlo, il conducente ha provato a chiedergli chi mai.. ma il drogato nella sua agitazione psicomotoria fuori da ogni controllo gli ha dato un colpo sulla nuca, sicuramente senza l'intenzione di fargli male, ma il tassista si è spaventato ed è sceso dalla sua vettura, da cui è sceso anche l'agitato continuando a fuggire dai suoi fantasmi lungo la strada fino a colpire un vetro di una pizzeria rompendolo. Qualcuno ha chiamato le Forze dell'ordine, è ovvio, e chi ha ripreso con il cellulare ha ripreso le urla di una persona che già stava male ed il suo male non l'avevano certo creato i carabinieri né i medici che, mi sembra di aver letto, sono stati anche loro indagati.
Insomma bisogna, a mio avviso, cambiare qualcosa nei protocolli di intervento, ma non è nemmeno giusto che "la LIBERTA' di drogarsi" ricada su Carabinieri, Polizia e Medici.
Etichette: Costume, Cronache giudiziarie, Società, TV
Dietro le quinte dei Movimenti per l'Acqua
Da Barbara Grimaudo,
una donna in gamba, un'analisi lucida
Da: Barbara <cittadiniinvisibili@hotmail.it>
Data: 27 maggio 2014 19:38:48 CEST
A: COORDINAMENTO NAZIONALE ACQUA COORDINAMENTO NAZIONALE ACQUA <coordinamentonazionale@acquabenecomune.org>
Oggetto: RE: [Coord-Naz] R: [Coord-Naz] Il movimento/Forum è studiato in tutta Europa (e non solo). Questo è il frutto di un lavoro di approfondimento di un ricercatore europeo: Prof. Andreas Bieler
Rispondi a: coordinamentonazionale@acquabenecomune.org
Non so quanti comitati fossero stati a conoscenza del fatto che un Professore tedesco di un'università inglese e che attualmente sta lavorando presso un centro norvegese, ha soggiornato alcune settimane in Italia per conoscere ed approfondire le dinamiche e le relazioni interne al movimento/Forum.
Non so quanti comitati ne fossero stati a conoscenza in quanto a noi aretini, tale professore, ci ha contattato solo a seguito dell'incontro avuto con la Fondazione Basso. Solo qui gli avevano consigliato di incontrarci per approfondire certe tematiche:
Copio ed incollo in grassetto da una mail precedentemente inviata a chi so io:
Ha detto di aver incontrato nell'ordine:
1) Paolo Carsetti
2) Marco Bersani
3) Corrado Oddi
4) Severo Lutrario
5) un tale Minucci che mi sembra di ricordare che era del Crap
6) Poi e' andato a parlare con la fondazione Basso e loro gli hanno suggerito di venire a parlare con noi di Arezzo.
CARO LUCIO E CARI TUTTI, scusate se intervengo, da tanto tempo ormai lo faccio di rado, come non seguo più le diverse e-mail.
Ma questa discussione , unitamente a qualche risposta che ho letto, mi ha coinvolto particolarmente. Ho aspettato che qualcuno esprimesse nei confronti del povero Professore Bieler una forma di solidarietà oppure una benché minima forma di preoccupazione per il suo lavoro. Infatti se e è vero che il Professore tedesco di un’università inglese che attualmente lavora in Norvegia ha intervistato in ordine quelli che leggo, chissà cosa riporterà nel suo lavoro, che naturalmente ho la curiosità di leggere. Ad occhio e croce dovrebbe riportare un mare di enormi cavolate, ma talmente grosse che probabilmente qualche mal mostoso dopo la lettura del testo, magari lo contesterà alla grande.
Sul numero 4 e 5 non intervengo perché non mi costa personalmente, ma sui primi tre, accidenti, il povero Belier è riuscito ad intervistare parte delle persone responsabili della morte del forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, e la sua trasformazione in una struttura a metà tra un partito politico e un sindacato, di natura autoritaria e autoreferenziale. Ho avuto la possibilità di conoscere queste persone tanti anni fa e difficilmente avrei avuto la sorpresa di incontrare nel mio percorso di vita soggetti che in maniera scientifica riescono a riportare menzogne ad altissimo livello e a screditare gli altri solo per problemi di “acquisizione di potere”.
O con me o contro di me. Non posso dire che all’inizio i soggetti in questione fossero proprio così, ma hanno avuto il tempo di organizzarsi, compiacersi tra loro e seguire una loro strada. Accidenti se hanno avuto seguito. Naturalmente da noi in terronia vale un proverbio che dice così “nuddu si ppigghia si nnu’ si rassumigghia " (nessuno si prende se non si somiglia).
Ma sono veramente curiosa di sapere cosa hanno riportato al povero ed ignaro professore. Per esempio, mi chiedo. avranno mai parlato della nascita del Forum? Di come questo sia avvenuto? Dell’esistenza ai tempi di una certa Sara Giorlando (ex Attac un motivo ci sarà). Avvocato in gambissima da tutti i punti di vista, dal suo attivismo alla sua cultura e tanto altro ancora. Sara è stato il nostro primo collante in Sicilia,e la prima donna ad organizzare convegni internazionali sul tema acqua. Eppure non esiste più. E avranno detto come è nata la rete dei movimenti, con quali modalità e con quali principi e valori? E avranno mai riportato che la CGIL, quando Marco Bersani non prendeva più soldi da Rifondazione comunista, ha provveduto al sostentamento di quest’ultimo? (a detta di Corrado Oddi). E avranno mai riportato al prof. Belier che Corrado Oddi E Marco Bersani avevano deciso di “dividersi la zone per loro presenza in rappresentanza del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua ? Marco Bersani il nord e Corrado Oddi il Sud . (Detto a me e a mio marito a Roma in un bar)
Se avranno mai detto che con le loro menzogne sono riusciti, in maniera scientifica a rovinare il mio stupendo rapporto con Alex Zanotelli, esattamente l’uomo che mi ha fatto intraprendere la lotta contro la privatizzazione dell’acqua al suo rientro da Corococho. Lo hanno convinto che io insieme ad altri movimenti ed attivisti eravamo tanto cattivi e mal mostosi che come nostro unico obiettivo avevamo era di creare malmostosità all’interno del Forum. Alex persona che adoro e che mi ha messo in contatto con tutti quelli che avevano iniziato molti anni prima questa attività. E mi riferisco a Alberto De Monaco e poi ancora a Emilio Molinari e a Rosario Lembo, e ancora a Margherita Ciervo e altri ancora.
E Chissà se i tre intervistati avranno raccontato al professore Belier, di essere responsabili con la loro ingerenza in Sicilia dell’andamento e del pessimo risultato che abbiamo ottenuto con la legge di ripubblicizzazione dell’acqua. Secondo me non gli hanno riferito di essere stati complici e conniventi con parte di soggetti , Sindaci, politici e Antonella Leto (CGIL ) del famoso “refuso” introdotto nella legge, che ha avuto proprio, la storia più orribile di lotta.
Cioè nulla nessuna lotta. Bisognava ottenere il massimo possibile, quindi zitti e buoni, perché altrimenti si sarebbe potuto dire che il Forum Italiano di Movimenti per l’acqua, non era il più grande movimento di lotta mai esistito nella storia.
I tre intervistati, che potremmo definire il Consiglio d’amministrazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, hanno piuttosto bastonato chi voleva portare alla ribalta ed in maniera pesante questa orribile menzogna. Anche Padre Alex ha creduto che io insieme agli altri fossimo i mal mostosi della situazione. E mi chiedo ancora se il Consiglio d’amministrazione ha parlato del bluff e della vergogna del coordinamento nazionale svoltosi a Catania.
E se ancora avranno riportato al povero Belier le modalità di svolgimento e di come vengono prese le decisioni a livello nazionale?. Naturalmente sempre riempiendosi la bocca di sta’ parola “DEMOCRAZIA”. Aiuto.
Detto questo , per la felicità di tanti non riesco più a scrivere, sono stanca. Immagino quanto lo sarete voi, ma non credo tanto che la leggerete. Avrei tanto altro da dire, naturalmente vero, ma adesso vi saluto. Con grande tristezza saluto tutti, un bacio ad Astrid e ad Andrea Palladino, due persone che ingiustamente sono stati oggetto di fatti inenarrabili. Non so se è stato intervistato anche Valerio, sarebbe carino, soprattutto se presentava come il Forum tiene i Bilanci. Con la forma dei Bilanci di Cip e Ciop.
Buona strada a tutti, il Forum vero rinascerà perché quello non è mai morto, anzi è vivo e molto attivo.
Complimenti a tutti i movimenti e attivisti che faranno rinascere il Forum, anche se distante sono con voi. Con il mio cuore certamente.
Scusate gli errori di grammatica o altri errori similari.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10