Source: http://www.braccagni.info/2015/06/18/ci-sono-cose-che-non-riesco-a-capire-e-non-riesco-a-farmene-una-ragione/
Timestamp: 2020-07-12 09:04:36+00:00

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Autovelox: considerazioni finali, o quasi : Braccagni.info
Scritto da Granocchiaio il 18-Giu-2015 Totale commenti 13
C’è da perdere la strada di casa. Questo è un paese che non riesco più a capire e a seguire. Dove per Paese intendo lo Stato, le Istituzioni, dal Capo dello Stato al Parlamento e poi la Magistratura e giù giù fino ai Giudici di Pace. Ma anche i cittadini che si lamentano di tutto, salvo poi adeguarsi benissimo a questo stato di cose. È vero che la burocrazia, la giungla delle leggi, leggine, regolamenti, circolari e quant’altro incasinano il popolo. Ma il popolo tutto, in questa marasma, ci sguazza, ognuno a modo suo, ognuno con i propri interessi e tornaconti; ognuno che coltiva l’orto dell’amico, dell’amico, dell’amico suo.
Forse sono troppo vecchio, troppo stanco o forse solo consapevole che contro questo stato di cose io non ce la faccio più. Forse anche per una ragione di stomaco.
Avevo provato a dibattere sull’Autovelox. Cos’è, a cosa serve o meglio a cosa dovrebbe servire. Ma anche come viene usato da noi qui in Italia, con una legge che non ha pari in tutto il mondo. Ho cercato nei paesi affini al nostro, ma non ho mai trovato niente di simile.
La nostra legge prescrive che tali apparecchi siano posizionati in modo da essere ben visibili a chi viaggia. Se sono postazioni mobili, addirittura, un apposito bollettino avvisa settimana per settimana dove verranno posizionati. E in quale orario.
Io non le ho trovate, ma mi piacerebbe capire con quali motivazioni è stato approvata una assurda e ipocrita legge come questa. Ho segnalato che, per esempio, nella vicina Svizzera gli autovelox vengono messi in qualsiasi posizione. Ho segnalato anche che in Francia una legge vieta di indicare dove vengono posizionati : una recente condanna, in questo senso, è stata emessa per chi ha fatto questa segnalazione tramite Internet http://www.autoblog.it/post/350055/segnalano-via-facebook-la-posizione-dellautovelox-in-francia-puniti-con-multe-fino-a-1-500-euro. Cioè, esattamente, al contrario di quello che succede da noi.
Sono due paesi vicinissimi e confinanti con noi eppure, su un problema comune, sono agli antipodi.
Esaminando la cosa con un minimo di serenità e raziocinio, c’è da chiedersi come e chi ha concepito una legge assurda come la nostra.
E gli italiani? Come mai accettano tranquillamente questa legge?
Questa la so: perché nel marasma, nell’acqua torba, chi ha voglia di fare casino ci sguazza meglio.
Troppo facile sapere se hai ragione o torto, se una legge è logica e ben fatta. Allora qui c’è poco da discutere: se hai torto paghi, se non ce l’hai, non paghi.
Chi se ne avvantaggia di questo stato di cose? Anche questa la so: non tutti, ma in molti sì. Dalle varie amministrazioni che, da un giorno all’altro, vedono un ghiotto territorio di caccia dove predare un sacco di soldi, alla moltitudine dei cittadini che ricorrono a mille modi, a mille trucchi e a mille cavilli pur di non pagare.
Molti abusi commessi dalle amministrazioni sono stati scoperti, denunciati e condannati. Penso che molti altri non siano stati scoperti e, pur avendo commesso il reato superando il limite imposto, non avrebbero dovuto essere sanzionati a termine di legge.
Stesso discorso per i cittadini:spesso non vedono l’autovelox, sia stato ben posizionato o no, gli arriva la multa e non hanno altro mezzo se non quello di pagare. Ma se anche lo vedono e la multa scatta, il cittadino deve fare i conti sulla convenienza o meno di fare il ricorso che sicuramente gli costerà dei soldi. Per questo certe volte preferisce pagare e via.
Certo se poi il verbale è da 539 euro (e sei punti di decurtazione sulla patente) e per di più vedi che l’autovelox non era ben visibile ma inguattato, documenti tutto, non ti contestano niente; è comprensibile che tu faccia il ricorso che puoi solo vincere!
Meno comprensibile il fatto di farsi poi ritrarre, trionfante e sorridente, mostrare il verbale annullato in prima pagina dal giornale. Anche perché i colpevoli sono stati i vigili, ma chi non ha rispettato la velocità (quindi fuori legge) in maniera così sfacciata è pur sempre lui!
Nota: la foto di copertina ha un po’ poco a che vedere con l’articolo, ma anche qui succede come nelle riviste: se metto una bella donna l’articolo guadagna un 40% in più di lettori!
Ci sono delle cose che non riesco a capire e, dopo un certo numero di tentativi, me ne faccio una ragione. Ce ne sono altre che dopo innumerevoli vani tentativi non riesco a capire e non riesco a farmene una ragione.
Secondo il rapporto 2009 “European status report on road safety” dell’Oms Europa, ogni anno circa 120 mila persone muoiono a causa di incidenti stradali nella Regione europea dell’Oms, mentre 2,4 milioni rimangono infortunate.
Secondo il SINDACATO ITALIANO PERITI ASSICURATIVI le infrazioni più diffuse, causa di una percentuale altissima di sinistri stradali sono:
guida instato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze psicotrope;
inosservanza delladistanza di sicurezza
È abbastanza chiaro che la velocità risulta essere una delle prime cause di incidenti stradali. Logico pensare che sia una delle prime cose da combattere. Logico quindi che il controllo della velocità sia la prima e più importante cosa da fare. I limiti ci sono, conosciuti, generalmente ben segnalati. Logico che ognuno debba rispettarli tutti. A prescindere. Logico che si faccia educazione per moderare la velocità e comunque rispettarne i limiti.
E si sa pure che ogni legge ha delle prescrizioni e delle sanzioni per chi non le rispetta.
Quindi se si trova un ausilio per il controllo della velocità tutti dovremmo esserne felici! O no? Pare incredibile, ma è esattamente il contrario!
Se si cercano su Internet articoli sull’Autovelox su 100 se ne trovano 2 o 3 che spiegano cosa sono e a cosa servono e gli altri 97 come si fa ad evitarli o neutralizzarli o come cercare di invalidare il rilievo e la successiva sanzione.
Questo io non riesco a capirlo e non riesco a farmene una ragione.
E già qui ci sarebbe un primo problema da risolvere. Sono apparecchi utili o sono talmente dannosi da far prosperare così tanta letteratura, legislatura e apparecchiatura per combatterne uso ed efficacia? Sembra una domanda provocatoria, ma purtroppo non lo è.
Sapete cos’è l’Autovelox? è un marchio registrato dell’azienda fiorentina Sodi Scientifica ed è il nome commerciale di una famiglia di misuratori di velocità su strada dei veicoli. Nel tempo, per antonomasia, il nome commerciale Autovelox è divenuto genericamente un sinonimo di “misuratore di velocità dei veicoli” o “velocimetro”.
Uno dei più cretini, deleteri e falsi assiomi assunti, o fatti assumere, nei media è quello per cui se un Autovelox viene messo in un punto strategico, cioè dove si commettono tantissime infrazioni, questo e’ messo li per far fare cassa a chi lo ha messo!
Questo modo di ragionare è semplicemente criminale (o demenziale?). Il fatto che lo strumento rilevi una grande quantità di infrazioni e’ la prova lampante che e’ stato posizionato esattamente nel luogo dove i limiti non vengono rispettati !!! Cioè si vuol rovesciare la frittata, per cui non è colpevole chi infrange la legge, ma chi rileva e sanziona il trasgressore fuori legge!
Basta rispettare la velocità e nessuno ruba nulla, o “fa cassa”!
Va da se che i rilevamenti devono essere fatti secondo legge. Anche se assurda e controsenso: la legge è finchè è in vigore.
Dal WEB: Autovelox, perché la legge ne impone la segnalazione?
postato da ANTONIOEMME il 20/07/2012
Qualcuno può gentilmente spiegarmi perché in Italia vige l’ obbligo di segnalare la presenza degli autovelox fissi e mobili? E perché si permette ai vari dispositivi come i navigatori di segnalarne preventivamente la presenza? Che senso ha? Non avrebbe più senso segnalare in modo generico che in un dato comune o un dato tratto stradale c’ è la possibilità di un autovelox, ma impedire a chiunque di scoprirne l’ ubicazione? Se lo scopo principale dell’ autovelox non è la multa ma far si che venga ridotta la velocità, segnalandone la presenza l’ automobilista rallenta solo in quel tratto e poi riprende a correre come prima vanificando di fatto la ragione per cui si installano gli autovelox.
Elementare, Watson! Sottoscrivo al 100%
In pratica, a rigore, se uno trova un autovelox, ben posizionato, ben visibile, rallenta sotto il limite previsto e poi, appena superato la verifica gentilmente segnalata a termine di legge, può riprendere a correre a qualsiasi velocità, anche la più folle, con la garanzia che nessuno potrà multarlo!
Perché se è così si devono trarre delle conseguenze ben tristi riguardo al nostro paese! E cioè che siamo un paese ben poco serio se si riesce a fare leggi così assurde e inefficaci. Per dove sono riuscito ad arrivare non ho trovato un altro paese al mondo che abbia qualcosa del genere, però ho trovato l’esatto opposto!. Per darsi un’idea basta andare a vedere la legislazione al riguardo in Germania, in USA e meglio ancora nelle vicine Svizzera e Francia ! (*)
Naturalmente poi lo sport nazionale diviene quello di riuscire a gabbare la sostanza del problema (rispettare il limite di velocità), grazie al sistema di cavilli e bizantinismi che solo nella amata patria di Pulcinella si riesce a fare.
Di conseguenza altrettanto ovvio che chi riesce a gabbare l’infernale congegno, divenga un eroe da prima pagina. A riprova che da noi ha successo ed è ammirato il furbo e il guitto, non il probo.
Che messagi si danno ai nostri figli e più grave ancora ai nostri nipoti? Sono questi gli esempi, i campioni, le icone da ammirare e cercare di emulare?
Pensate forse che se qualcuno viene pizzicato mentre sfonda il limite di velocità, anche in maniera eclatante, ma poi l’infrazione viene invalidata perché l’Autovelox non era ben visibile come prescritto dalla legge, pensate che costui ammetta che sì, lui ha sbagliato, andava troppo forte, e che si è salvato solo grazie al fatto che chi di dovere non ha posizonato l’apparecchio a termine di legge? No, normalemnte non è così, anzi, se può se ne fa vanto, possibilmente in pubblcio.
Ganzo o guitto?
(*) cosa succede in alcuni paesi
http://bertola.eu/nearatree/2011/08/guidare-negli-stati-uniti-3-la-velocita/
I rilevatori fissi di velocità e le postazioni mobili della polizia sono piuttosto frequenti in Germania, anche all’interno delle città. Alcune macchine della polizia (anche in macchine “in borghese”), sono equipaggiate con dei rilevatori di velocità.
Le multe per infrazioni minori sono di solito un po’ meno salate rispetto all’Italia, per quelle più importanti sono uguali o superiori alle multe italiane. Ma i controlli della polizia sono più frequenti, sia per il rispetto dei limiti di velocità, sia per il divieto di sosta o per il tasso alcoolico del guidatore. Se vi ferma la polizia e vi chiede di pagare non c’è scampo. Quando vi fotografano perché superate i limiti di velocità o perché passate con il rosso (ci si accorge di solito dal flash del rilevatore) la multa vi arriva a casa vostra in Italia.
Qualcosa sulla Svizzera:
…. mentre da noi una multa per eccesso di velocità si può annullare con una sentenza del GdP se il radar mobile non è adeguatamente segnalato e visibile, altrove è del tutto normale nascondere il rilevatore di velocità alla vista degli automobilisti. In fondo, se un limite di velocità c’è va rispettato sempre e comunque per la sicurezza degli utenti della strada;…..(!)
…La Polizia cantonale ha in dotazione ben 900 rilevatori di velocità e a giudicare dalla genialità con cui riesce a nascondere autovelox e tele laser agli automobilisti, non è affatto difficile farsi beccare oltre il limite. In Svizzera l’eccesso di velocità non è roba da poco e a farne maggiormente le spese potrebbero essere proprio gli automobilisti di passaggio, abituati in patria a frenare poco prima della postazione autovelox. ………..
http://www.sicurauto.it/news/eccesso-di-velocita-la-svizzera-pullula-di-autovelox-nascosti.html
E poi per finire in bellezza ……………..
Le autorità francesi hanno di recente applicato la legge che proibisce ai cittadini di segnalare su internet le posizioni degli autovelox. La sanzione ha colpito quindici fra gli iscritti alla pagina Facebook Le groupe qui te dit ou est la police en Aveyron, a cui verrà sospesa la patente per trenta giorni. Fra questi c’è anche il fondatore del gruppo, Mathieu Chane.
Yves Delpérié, procuratore del dipartimento di Aveyron (in cui si verifica la vicenda), ha ammesso di non tollerare più chi utilizza Facebook o altri social network per rendere vani gli sforzi compiuti dalle forze di polizia nel tentativo di salvare vite. “Sto sveglio la notte perché persone continuano a rimanere uccise lungo le strade – il suo commento –. E’ spaventoso che alcuni utenti avvertano gli automobili sul luogo e sulla presenza di speed camera”.
Il provvedimento è stato firmato presso un tribunale di Rodez, nella Francia meridionale, in relazione ad una legge emanata al fine di perseguire comportamenti ritenuti non idonei: da quasi tre anni nell’Esagono è proibito indicare su internet il luogo in cui sono posizionati i rilevatori di velocità. Del caso avevamo già scritto lo scorso giugno. Torniamo oggi ad occuparcene perché le condanne sono passate in giudicato: le quindici persone ritenute colpevoli dovranno rinunciare alla patente per un mese, ma non saranno costrette a pagare la multa (1.500 euro) di cui abbiamo scritto nel precedente articolo
L’avvocato che difende i 10 ha plaudito alla severità del procuratore nell’inseguire l’obiettivo della sicurezza stradale, ma allo stesso tempo lo ha ammonito di non lasciarsi prevaricare dalle emozioni.
http://www.autoblog.it/post/350055/segnalano-via-facebook-la-posizione-dellautovelox-in-francia-puniti-con-multe-fino-a-1-500-euro
Tag: autovelox • controllo velocità • giudice di pace • limiti di velocità • ricorso
18 Giugno 2015 @ 19:32
445 foto autovelox
Non so se a causa di questo post o di acredine verso una persona che è di moda parlare di “autovelox”, fatto sta che da alcuni giorni sulla stampa locale e su FB (forse in questo ultimo, anche a seguito di questo post) da parte di un braccagnino nel mondo( meglio nel sud Italia)si discute su la giustezza o meno della famigerata macchinetta.
Come spesso succede mi trovo in posizione intermedia con il Granocchiaio. Per togliere ogni dubbio, ritengo che i vari enti facciano un uso improprio delle varie tipologie di controllo velocità (autovelox, telelaser, tutor etc.) cioè non per meri metodi di sicurezza stradale, ma solo per raccogliere gabelle. Non si spiegano altrimenti i limiti impropri su strade sicure (ad esempio quella dello Sbirro o del Polesine o della chiacchierata Barbaruta) dove la macchinetta infernale viene messa soprattutto nei mesi estivi, strade che sono utilizzate soprattutto dai FiArSi per recarsi al mare. Che dire poi dei 30 Km/h ( difficile rispettarlo se non spingendo l’auto, in prima ci si arriva senza imballare il motore)dei mesi scorsi sulla Barbaruta, messi in zona , sì con rischio dossi, ma non da essere pericolosa se percorsa a 60 Km/h, dove non solo il consigliere fotografo è incappato, ma molti altri con multe elevate e grossa decurtazione punti patente e sempre con la stessa modalità: macchinetta nascosta come nascosti erano gli agenti preposti. I più hanno dovuto pagare perché impossibilitati alla contestazione (non hanno visto il trucchetto ed il verbale arriva di norma entro i 90 gg, oppure come quell’automobilista che ha subito le stesse angherie del consigliere ma non aveva la macchina fotografica che dimostrasse la presenza di agenti come aveva riportato qualche giorno prima il Tirreno). Fra i più accusati di gabellaggio il comune di Campagnatico con la macchinetta fissa sulla vecchia Senese al Centro commerciale, soprattutto sempre per i FaArSi perché al massimo i grossetani, se ragionevoli, ci caddero una sola volta, mentre nelle strade interne, percorse soprattutto da locali (quindi elettori), pur molto più pericolose (la senese lì non presentava grossi rischi perché anche eventuali manovre d’ingresso al Centro avvenivano nel mezzo di un rettilineo che permetteva ampi margini di manovra) ma raramente si riscontravano limiti di velocità, quindi niente autovelox. Sembra strano poi che nella stessa zone sulla nuova Senese a 4 corsia ci sia l’unico limite a 90 dell’intero percorso grossetano. Fatto questo lungo anatema sulle macchinette, dico che sono d’accordo con il Granocchiaio: se esistono leggi è giusto rispettarle, al limite possiamo contestare i termini, ma se si se si sbaglia si deve pagare. Guardate lo dice uno che, purtroppo, ha preso quattro multe per le famigerate macchinette (due erano fisse)di cui una a soli 50m dal cartello limitatore, tutte multe, che con lo scarto, superavano sempre il limite di 12Km. Credo che superare il limite come me il rischio sia minimo (andare a 70 o a 85 non è la fine del mondo, ma lo sbaglio persiste) ma superarlo di 40 -50 km il rischio aumenta in modo esponenziale (anche di fronte a limiti barzellata di 30, addirittura ne esistono di più bassi).
Quindi secondo me di due una: o si toglie l’uso di macchine o si fanno rispettare sempre, giudici di pace o Cassazione inclusi. Anche perché il ricorso ha dei costi, compreso il raddoppio dell’ammenda in caso di respingimento e no tutti se lo possono permettere (costo minimo, il ricorso va fatto di persona presso la Prefettura o giudice di pace del luogo dove è stato emesso il verbale, quindi ulteriore rischi di eventuale nuova infrazione e conseguente multa).
Per legge poi gli introiti delle multe dovrebbero essere reinvestiti per il 50% nella manutenzione stradale, infatti tutte le strade statali, provinciali o comunali sono perfettamente asfaltate, l’erba ai margini è tagliata…insomma chi più né ha né metta.
Mentre scrivo al Tg dicono che la Cassazione ha dato l’ennesima stangata agli autovelox: se non sono tarati secondo le scadenze le multe non sono valide, domanda come faccio a sapere se l’autovelox x ha la taratura scaduta o meno, forse me lo scrivono sul verbale? nello stesso servizio si dice che le multe per autovelox nel comune di Milano sono di 430.000€ giornaliere, credo che o capito male o il giornalista ha fatto un refuso, forse saranno annuali comunque sempre una bella cifra, ma le strade a Milano sono come quelle di Grosseto e/o di tutte le province italiane: fanno schifo.
19 Giugno 2015 @ 19:37
Vedi caro ranocchio, il tuo post non fa una piega, moltissimi automobilisti italiani si sentono ferraristi in incognito, per di più alcuni (forse troppi) di questi sò anche convinti di essere furbissimi, sicché giocano alla roulette russa, questo è, dell’eccesso di velocità.
Per di più, per non farsi mancare niente, telefonando, aggiustandosi il trucco allo specchietto, con qualche aperitivo di vantaggio, ecc…
Caro Nello, capisco che andare a 30 all’ora con dei potenziali bolidi secca un pò, però la sicurezza propria e di chi ti incrocia sò più importanti.
Credimi, quello che non succede in vent’anni può accadere in un secondo, e spesso non c’è rimedio.
Un capitolo a parte se lo meriterebbero i fenomeni che fanno ricorso per un cavillo legale pur sapendo che hanno commesso un’infrazione grave.
Penso però che parlarne fa credere loro ( nelle loro testa c’è confusione…) di essere ancora più ganzi di tutti, sicché preferisco stendere un velo pietoso.
19 Giugno 2015 @ 23:08
Mi trovavo in Romania, paese con propri gravi problemi economici e membro dell’Unione Europea e con una Dacia presa a noleggio andavo in vacanza in montagna dalla pianura dalle parti di Galati, sulle sponde del Danubio. La Romania è fatta di strade statali e regionali che attraversano borghi agricoli, pittoreschi e con la gente che chiacchera amabilmente mentre un traffico pesante le passa sotto il naso. Dato che i paesi si susseguono uno dietro l’altro con l’auto passavo dai 50 ai 70 all’ora per poi ritornare ai 50, quando ad un certo punto vuoi per una dimenticanza o per un attimo di distrazione entro a 60 all’ora in un borgo agricolo abitato da galline e con mucche in strada. All’improvviso da una Dacia posteggiata esce fuori un poliziotto che mi fa segno di fermare. Grave reato: ho passato un paese a 60 all’ora; il poliziotto mi chiede i documenti e quando vede la mia nazionalità esclama: “ah! tu sei italiano!” Rientra nella sua auto e scrive per 10 minuti ed io, preoccupato penso che mi ritirerà la patente, quindi viaggio finito. Invece ritorna e mi dice: “Per il momento vai, ti faccio una ammonizione perchè sei straniero, però la prossima volta qui in Romania saremo molto più severi. In poche parole me la sono cavata, ma in un paese dove la primaria importanza è quella di arrivare in fondo alla giornata, la polizia è severissima con chi infrange le regole della velocità, fino a portarti davanti ad un giudice e farti passare un brutto quarto d’ora.
In Romania ben pochi (eccetto gli zingari) infrangono i limiti di velocità non tanto per la pena pecuniaria quanto per la severità con cui vieni giudicato senza possibilità di appello.
In Italia è facile che un cretino ti lampeggi per indicare che più avanti c’è la stradale con l’autovelox, spesso chi non rispetta i limiti si mette a discutere con gli agenti che ti contestano la contravvenzione e i più forti (economicamente) ricorrono al giudice di pace o al prefetto magari per mezzo di un avvocato. Ecco: l’Italia appare non solo economicamente, ma anche moralmente allo sfascio per questo senso comune di “me ne frego” di tutto, delle autorità, degli altri cittadini, del vivere civile e del rispetto delle regole della comunità.
Il limite di velocità non rispettato è una prassi comune: provate a percorrere a 90 all’ora una strada dove il limite è appunto 90, vi passano avanti i furgoni, gli autobus e i camion con rimorchio…
Allora, è bene che in Italia si instauri nei nostri politici la cultura dell’intervenire con le le leggi appropriate per sanzionare senza appello le mancanze degli automobilisti indisciplinati e nella magistratura si instauri il concetto di offrire una scappatoia a tutto specie a chi, con disponibilità economiche, può permettersi un legale; se hai superato i limiti, hai pur sempre infranto il codice della strada, e perchè lo hai fatto?
20 Giugno 2015 @ 08:35
Come era prevedibile l’argomento è scottante e si prendono posizioni, per ora, abbastanza in linea. Salvo alcune osservazioni che cercherò di fare.
Partiamo dall’osservazione di Nello che reputa i limiti impropri su strade sicure quelli che si trovano talvolta imposti e sono secondo lui inspiegabili. Qui ci sono due osservazione da fare:
1.	si presume che la decisone di imporre in una certa misura nella limitazione di velocità sia presa da un organo tecnico a ciò addetto, che lavora quindi per il bene comune, cioè la sicurezza nel viaggiare su strada, che ovviamente deve essere prudente e sicura per chi viaggia (proviamo a pensare a cosa porterebbe il caso contrario, cioè incidenti successi per velocità consentita troppo elevata)
2.	dal momento che questo è stabilito si può pensare cosa si vuole, anche che quella velocità è assurda, ma è legge e come tale va rispettata. E questo è un concetto che spesso pare sorpassato dalle proprio idee o comodità personali.
Questo detto a me risulta che il limite dei 30 km imposto nella strada di Barbaruta si rese necessario per lo stato disastroso del fondo stradale. Per diverse cause (anche il passaggio a livello di Braccagni che resta chiuso per tempi biblici) questa strada è stata da un po’ di anni a questa parte molto frequentata. Sia da locali che da turisti. (Nello si chiamano AR-FI-SI gli invasori vacanzieri). Io stesso partendo per Castiglioni vedendo o temendo il passaggio a livello chiuso dirottavo senz’altro per questa strada. Chi l’ha fatto l’anno scorso, per esempio, si ricorderà che oltre ad avere una carreggiata abbastanza stretta, aveva delle crepe e buche assai invalidanti. Ho fatto questa strada l’altra sera, dove è stato ripristinato il limite a 50 km/h e pare di essere in autostrada. E dico la verità, mi pare più duro restare nei 50 km/h attuali che allora a 30 quando era disastrata.
L’altra osservazione di Nello riguarda i “fattacci” del comune di Campagnatico. A me risulterebbe che la dove vi verificarono i deplorevoli abusi e negligenze si sia intervenuti per prendere le sanzionare adeguate. Certo è che se i soldi riscossi per superamento dei limiti di velocità non andassero né direttamente, né indirettamente, nelle mani di chi predispone gli apparecchi, credo che questo problema non si porrebbe più come ora. Un medico che alla porta accanto possiede una sua farmacia non da certo il massimo di garanzia di morigerazione nel prescrivere farmaci!
Per tornare un po’ sui famigerati 30 km orari. Nell’ambiente interessato mi dicano: è bene che la gente si prepari a queste limitazioni perchè in un momento di crisi finanziaria tragica come l’attuale (in specie per le provincie) di fronte a strade bisognose di interventi che non potranno essere fatti, bisognerà forzatamente ridurre la velocità su queste strade. Tanto per prepararsi.
Purtroppo questo atteggiamento di estrema insofferenza verso il controllo della velocità pare essere una eccelsa particolarità nel nostro Belpaese. Altrimenti non si spiega questo sentimento dominante in larghissima parte della popolazione. Qualche confronto con paesi a noi noti io l’ho portato, ma nessuno pare ne abbia fatto caso. Basterebbe riflettere su cosa è successo per esempio in Francia dove, in base ad una specifica legge, un giudice ha condannato alla sospensione della patente “per aver segnalato su Internet le posizioni degli autovelox” !!!
Illuminante l’osservazione del difensori dei 10 condannati che “ha plaudito alla severità del procuratore nell’inseguire l’obiettivo della sicurezza stradale, ma allo stesso tempo lo ha ammonito di non lasciarsi prevaricare dalle emozioni”
Verrebbe da dire: roba da matti, roba dell’altro mondo. Ma sono solo i nostri cugini d’oltralpe.
Iersera, alla televisione, notizie a proposito della recente sentenza della Corte costituzionale circa le periodiche verifiche a cui devono sottoporsi gli apparecchi per non “pregiudicare non solo l’affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale”.
Bene, un signore con gentilezza affettata ha indicato con altrettanto gentilezza affettata nei gesti della sua manina, che no, quei cattivoni dell’autovelox non ci devono infastidire troppo.
È talmente diffuso il malcostume che anche le associazioni di consumatori mi pare che tendano a cavalcare il malcontento per ragioni di cassa, piuttosto che cercare di educare i cittadini ad un comportamento più rispettoso della legge ed ad un uso sempre maggiore di strumenti per moderare la velocità nei limiti indicati.
20 Giugno 2015 @ 09:33
Mi ripeto, i limiti che io ritengo assurdi sono dettati, non tanto dai motivi di sicurezza che Granocchiaio e Mezzolitro predicano, ma soprattutto per evitare sicure condanne in caso di incidente per i vari enti preposti alla gestione. E credetemi sono tanti gli enti che hanno pagato. Stesso discorso vale soprattutto per i 30 di Barbaruta, non dico che la strada fosse un biliardo, addirittura prima dell’ultima curva a sinistra alla fine (verso la Castiglionese) a mia memoria, è sempre esistito il limite a 50, perché praticamente impossibile, causa il terreno palustre, mantenere il piano stradale in maniera decente. Comunque Mezzolitro io non ho la Ferrari, ma una sottospecie di SUV, capisco che a te, non portando auto, ti sembra assurda la mia obbiezione di mantenere la velocità di 30 Km/h, ma la realtà è questa. Poi se il limite di 30 (o similari), come dite, è soltanto per la sicurezza degli autisti, mi spiegate il perché della presenza massiccia degli “autovelox”? In quella strada da anni con il limite a 70 (e per un lungo periodo tratto a 30) la Provincia ha incassato tanti soldini (solo per i 30 so per certo che conoscenti hanno versato oltre tremila euro), ma dove è andato il 50% che per legge doveva reinvestire nella manutenzione? Pensatela come volete, ma non criticatemi quando dico che l’autovelox è soprattutto una gabella. Confermo però che sia sbagliato l’avviso della sua presenza e/o gli annullamenti per i motivi più strani, l’unica richiesta che reputo sacrosanta è che la sanzione sia subito ratificata, per poter fare eventualmente mente locale. Come mi successe a Grosseto che andando davanti alla Banca , ora spostata, in via Giusti, andavo oltre i 50, il tachimetro era intorno ai 60, all’altezza dell’attuale rondò una pattuglia mi fermò contestandomi il superamento del limite di oltre 10km. Io inc…., ma serafico in quanto l’auto era dell’ente per cui lavoravo e sì che ero tenuto al rispetto del CdS e al controllo dell’assetto dell’auto prima dell’uso, ma certo non potevo controllare la taratura del tachimetro, quindi (all’epoca non c’era la decurtazione dei punti) non avrei pagato io la sanzione…….peccato però che il vigile si era sbagliato e da verbale risultava che andavo a 62 (con comporto) quindi 57 Km/h e ….Nello ha pagato. Inoltre Mezzolitro mi sai dire che vuol dire 30Km/h=sicurezza?. E’ vero che noi stiamo a Braccagni e ciò ci fa un baffo, ma mi risulta che il nuovo CdS, ora in discussione, preveda fra i punti già votati la possibilità, con le biciclette, andare contromano nei sensi unici dove il limite è 30: sai un eventuale scontro camion-bici a quella velocità non crea problemi…….
21 Giugno 2015 @ 08:20
–	Che per te i limiti siano “dettati, non tanto dai motivi di sicurezza che Granocchiaio e Mezzolitro predicano, ma soprattutto per evitare sicure condanne in caso di incidente per i vari enti preposti alla gestione” è un’offesa gratuita nel processo alle intenzioni che fai alle amministrazioni. Tu dici che loro prendono le misure necessarie per evitare sicure condanne. Ma si può dire anche che ove non avessero messo quei limiti, in caso di incidente, sarebbero stati passibili di condanne in caso di incidenti. Forse vuoi dire che i tecnici mettano in atto le necessarie misure non perché credono nella giusta causa di metterli, ma solo per la paura che in caso di incidente sarebbero poi condannati. Scusa eh, ma che modo di ragionare è questo?
–	“Pensatela come volete, ma non criticatemi quando dico che l’autovelox è soprattutto una gabella” Mi dispiace ma io ti critico proprio per questa tua affermazione. È proprio per codesto modo di pensare che sto scrivendo questi articoli! Questo è un modo di pensare veramente curioso. Equivale a dire che ogni infrazione di legge non andrebbe punita con pena pecuniaria. E se no, con quale altra pena? Prova a farti questa domanda prima di tutto: vuoi o non vuoi rispettare la legge? Se la vuoi rispettare non hai problemi: nessuno ti potrà mai sanzionare e far pagare gabella. Se non ti va di rispettarla, perché non ti fa voglia, perché non ti sembra giusto, e altre mille ragioni, sei un fuorilegge potenziale. E a tutela della comunità e in rispetto della legge devi essere sanzionato. Il resto è aria fritta.
–	“Inoltre Mezzolitro mi sai dire che vuol dire 30Km/h=sicurezza?.” Nello mi sai dire secondo te qual è la giusta misura in km/h per avere sicurezza?
–	Infine, lasciamo perdere Braccagni. Forse ricorderai che già nel 2008 , proprio qui sul questo blog, portavo in evidenza il problema dell’autovelox a Braccagni, vedi:
http://www.braccagni.info/2008/11/09/autovelox-in-arrivo-le-multe/
mentre nel 2014 con
http://www.braccagni.info/2014/02/23/ancora-sullautovelox/
Figurati te se qualcuno mi rispose. Magari lo facesse oggi!
Recentemente ho pensato di proporre al Comune per Braccagni :
–	Il Comune mi versa 10 euro per ogni macchina che supera i 50 km/h nell’attraversamento del paese, ma anche per l’intera via dei Garibaldini
–	Io m’impegno a versare al Comune 100 euro per ogni macchina che attraversa il paese entro il limite di 50 Km/h
Che ne dici? Ti pare una proposta equa? Chi ci guadagnerebbe? Vuoi partecipare anche tu all’offerta?
Ah, dimenticavo: controllo con autovelox assolutamente camuffato e invisibile!
21 Giugno 2015 @ 18:37
Io non dico che non bisogna rispettare la legge, ci mancherebbe. Parlo di gabelle solo perchè spesso, purtroppo, le amministrazioni abusano dei mezzi di rilevamento. Sai che seguo da anni questo blog, sai anche che ho partecipato alle tue “inchieste” sulla velocità della via Aurelia in paese, ma l’ho fatto anche in dibattiti pubblici, a cui spesso tu non partecipi per cui ti può essere sfuggito quando alcuni paesani chiesero di installare l’autovelox. Bene il rappresentante del comune rispose che lo invitavano a nozze ed aggiunse che poi, i richiedenti, si sarebbero pentiti, mentre come comune no. Mi sembra che fu profeta, perchè alcuni dei richiedenti hanno versato l’obolo, mentre , di contro, il comune non ha pianto. Inoltre, anche se per legge (di nuovo sta benedetta parolina)è stato vietato, ma come si dice il vizio resta, fino a due anni fa, mi pare, i vari enti si affidavano a ditte esterne, che non noleggiavano le apparecchiature e/o i dipendenti, ma si facevano pagare un tanto a multa, ergo più le facevano più incassavano. Queste sono certezze, poi ci sono le chiacchiere di cui non ne faccio uso, ma se vuoi una era proprio quella dell’ultima decisione della Cassazione, cioè la non taratura delle apparecchiature. Per quanto riguarda poi i miei dubbi sui limiti “astrusi” per evitare contenziosi, non è una mossa contro le amministrazioni in sè, ma il loro metodo di operare. Se veramente usassero il 50% delle multe stradali come da legge per intervenire sulla manutenzione forse ci sarebbero meno incidenti e meno ricorsi, il fatto è che non si sa che strada percorrano i soldi delle multe (si parla di grossi numeri annui nei singoli comuni), le strade peggiorano sempre di qui trovata la quadratura: si pone il limite, ci mettiamo la macchinetta e si prende qualcosa, poi se succede un incidente, io, amministratore, mi sono parato. Mi sembra di aver scritto già in occasione della tua posizione sull’utilizzo dei visualizzatori posti sull’Aurelia (uno hai ragione in posizione sbagliata, anche se lì era posto il cartello del paese), comunque per me (ribadisco per me) è più efficente quello (anche se vado sotto il limite, che inizia circa duecento metri prima): mi viene istintivo staccare il piede dall’acceleratore. Per quanto riguarda poi il mio rispetto alla legge (ed in particolare sull’argomento) ho preso 4 multe per superamento limite (di max 15 km/h e non di oltre 40 Km/h come è successo ad amici sulla Barbaruta), una sicuramente la potevo contestare, stando sempre alla legge, in quanto mancava il cartello blu di avviso controllo velocità (che sempre per legge) deve essere posto almeno 400m prima del posizionamento dell’apparecchiatura senza che ci siano incroci nell’intermedio. Bene il tratto era limitato a 60Km/h, io non ho visto la segnalazione, ma ho visto la successiva dopo un incrocio che come sai, se è una continuazione, ha posto il segnale di doppia freccetta posta sotto. Dissi a mia suocera: se c’era un autovelox (chiaramente l’osservazione era indice di non visto) ho beccato la multa,andavo a 75. Puntualmente è arrivato il verbale, in tempo anche breve vista anche la distanza del luogo, ho pagato perchè sicuro di avere fatto l’inflazione, anche se ero quasi sicuro che il cartello blu non ci fosse, cosa che ho potuto appurare qualche giorno dopo perchè ho ripercorso la stessa e non c’era (c’erano sempre i cartelli del limite). Anche se non lo sei, da buon amministratore o direttore o cos’altro del blog, agisci da perfetto giornalista: il 30=sicurezza che ho scritto, non si riferisce all’intrinseco (non bisogna sapere l’algebra per arrivare alla conclusione che la maggior parte degli incidenti, più precisamente direi le maggiori conseguenze degli stessi, dipendono dalla velocità) io l’ho posto come provocazione, la legge (nuovo CdS) dirà (art. già approvato) che se in un senso unico a 30 Km/h si può andare contromano in bicicletta e, sempre provocatoriamente, ho parlato di urto con un camion. E L’accenno a Braccagni è legato all’imposizione di sensi unici (per ordinanza, in pratica legge comunale) che i più non rispettano (quindi non si segue la legge), ma quelli che dovrebbero farli rispettare, nonostante solleciti con tutti i mezzi, non lo fanno (quindi contro la legge)……e il mio pensiero ritorna a Campagnatico, che non poneva i misuratori in strade secondarie, si rischia di perdere i voti e questo è quello che conta. Ma per te sbaglia solo chi infrangendo la legge e utilizzando una legge (anche impropria) contesta e, qualche volta, vince. Se poi qualcuno che ha il potere di cambiare le cose (nel caso la vessazione da parte di agenti) fa solo bella mostra sorridente di una sentenza che gli dice hai sbagliato, ma ti hanno preso in giro quindi bravo non paghi( onestamente mi sembra un contentino, anche se ricco), e non fa niente di più affinchè gli altri “tapini” non siano buggerati, beh allora mi trovi sicuramente dalla tua parte (lo strano è che anche alcuni suoi paesani sono incappati nella rete barbarutina, chissà….. )
22 Giugno 2015 @ 08:00
Io non dico che non bisogna rispettare la legge, ci mancherebbe. Però………..però……
Questo è il modo di ragionare (male a mio giudizio) della maggioranza di noi italiani: dicono di voler rispettare la legge, ma……ma ci sono mille cavilli per tentare di non rispettarla. E magari cercando pure di aver ragione!
Ti avevo fatto delle domande precise in due o tre punti per essere chiaro, conciso, e non perdersi in parole, parole, parole. Qui non è questione di stile nello scrivere, ma tu mi rispondi con un sistema che fa apparire il miglior On. Moro, quello delle convergenze parallele, un esempio di chiarezza.
Ci riprovo, vediamo se stavolta riesci a rispondermi sinteticamente.
–	Sei favorevole o contrario a nascondere il rilevatore di velocità alla vista degli automobilisti? In fondo, se un limite di velocità c’è va rispettato sempre ovunque e comunque per la sicurezza degli utenti della strada.
–	O ti sembra più giusto il sistema attuale solo con controlli ben segnalati e bene in vista, solo in alcuni punti, per piccoli tratti e solo di tanto in tanto?
23 Giugno 2015 @ 07:32
Mi sembrava di avere risposto, anche se non in maniera secca, ai tuoi quesiti, comunque una volta per tutte (ma su una cosa sia ben chiara: certe amministrazioni ci marciano e sentenze passate in giudicato, quindi, caro Granocchiaio, assimilabili a legge) io sono per il rispetto della legge, quindi posizionino gli apparecchi dove e come vogliono, però lo facciano senza tranelli. Ho scritto che ho pagato una multa che sicuramente per LEGGE (ricorda) potevo contestare, perchè conscio di aver sgarrato, ma pagarne una perchè andavo a 86 Km/h fra 50-100m dal Cartello che indicava 70 dopo un tratto libero, cioè 90, beh permetti che, se pur sbagliando, mi senta defraudato? In generale: in Italia ci sono delle leggi super, che però o si sovrappongono a precedenti o ci sono mille e mille noticelle che le annullano, questo su tutti i campi, non solo in materia stradale. Prendendo l’argomento, mi sai dire quale sicurezza danno gli autovelox? Sia che siano segnalati sul posto, sia che siano da navigatore etc., chi viaggia sa dopo un pò dove incrociarli, quindi basta adeguarsi e viaggiare entro il limite in quel famigerato metro, esempio tipico quello fisso del bivio di Frontignano sulla Senese (fotografa su ambo i sensi): auto che ti sorpassano perchè vai a 70 (limite e presenza striscia continua) per poi vederle frenare bruscamente passando davanti alla colonnina, quindi riaccellerare. Al limite vanno bene nei centri abitati. Ripeto forse il più efficace sarebbe il visualizzatore di velocità, ma anche questo o è ripetuto spesso o se no , poi , ha la stessa efficacia degli altri apparecchi. Qualcosa meglio sono i tutor che rilevano la media su una tratta (anche per questi fatta la legge trovato l’inganno) di solito di qualche Km, anche se ultimamente ho visto sulle autostrade (ci sono anche su alcune vie ordinarie, vedi l’Aurelia alle porte di Roma) più installazioni che sembrano “civette”.
Pensierino dell’autista più o meno disciplinato: ma il problema sono solo gli autovelox? pensa quando vado a Trento (in pratica una volta al mese) ho problemi per il posteggio. L’unico libero (o strade libere) è a un paio di Km dal centro, gli altri sono a pagamento e/o a disco orario (uno a due passi dal centro però è libero, salvo festeggiamenti, ma lì ce ne sono spesso, in pratica dal venerdì alle 15.30 al lunedì alle 8.00), inoltre anche gli eventuali garage-posteggio stanno aperti dalle 6.00 alle 24.00. Se andiamo a Castiglione sempre a pagamento, Marina idem: o lasci la macchina a chilometri di distanza o paghi…..Non riprendere la litania della legge ecc. Ci vuole anche giudizio (per intendere la stesa legge dice che a fronte di posti a pagamento nella stessa zona occorre lo stesso numero di parcheggi liberi), ma con questo non voglio più riprendero o allargare la discussione alle leggi , dico soltanto che di argomenti ce ne sarebbe ad iosa e non solo a livello stradale (esempio gossip Corona per aver immortalato ,e forse anche qualcosina di plù, corna vip si è ritrovato con una condanna pesantissima, a norma di legge, oppure pensa a qualche pluriomicida o peggio madri-padrigida, che con pochissimi anni si ritrovano liberi)
A me, tempo fa, mi ha fatto una fotografia con l’autovelox la Polizia Provinciale sulla curva direzione nord dell’Aurelia nei pressi del bivio per Montiano. Andavo a 76 all’ora e lì ci sono i 70; con una cinquantina di euro (35 la multa e 15 la notifica) mi è passata la paura. Ora mi domando: ma a che serve la Polizia Provinciale? Secondo me a fare le multe agli automobilisti, tanto che è l’unica attività che svolge, visto che ne avrebbe altre ben più importanti quali polizia stradale ed antifortunistica (ma non c’è la polizia municipale o polizia stradale a compiere già questo compito?), vigilanza ittico-venatoria (ma non ci pensa la Guardia Forestale?), servizio cinofilo (ma non c’è la Polizia di Stato?), ecc. In poche parole io non vedo l’utilità della Polizia Provinciale la quale fa cassa alle varie Amministrazioni Provinciali che non ci sono più usando disinvoltamente l’autovelox contro gli automobilisti indisciplinati come me che passano 6 Km. al di sopra del limite sull’Aurelia. Esso in realtà è un corpo che duplica altri corpi di ben più provata affidabilità ed efficienza e che già qualcuno vorrebbe a sua volta accorpare: la Polizia Provinciale non serve a niente, salvo a fare le multe.
Quanto a forme di tutela e controllo della velocità sulle strade italiane, già ci sono – a mio avviso – le regole più efficaci e le modalità esecutive più imparziali, ma d’altra parte in Italia prevale il dovere dell’agente di polizia di rilevare ed il diritto del cittadino di conoscere quando e come questa rilevazione viene eseguita. Non so se avete sentito di una recente sentenza della Consulta che parla di obbligo (che non c’era) da parte della Polizia di eseguire tarature periodiche ed omologate dei mezzi di rilevamento di velocità; al che ne segue che deve essere organizzato un circuito di laboratori che forniscono tarature certificate (ce n’era solo uno in tutta Italia ed era a Firenze!). Inoltre la rilevazione delle velocità eseguito di nascosto, come succede negli Stati Uniti, non abbatte il numero degli automobilisti indisciplinati; anzi qua da noi tutti i GPS navigatori per auto forniscono le localizzazioni degli autovelox con allarme sonoro! I nostri quotidiani locali rendono noto settimanalmente le ubicazioni degli autovelox “mobili” perchè si tratta di una precisa disposizione legislativa e se il legislatore fa in modo di rendere noto la localizzazione degli autovelox, vuol dire che la pensa così: “io ti controllo in certi luoghi e ti faccio sapere dove in modo che tu sei avvertito in anticipo”.
In Spagna andai ad una festa privata e la polizia locale si mise fuori del locale controllando la velocità dell’auto di tutti coloro che uscivano. Risultato finale: fece una strage di patenti e diede lavoro ai giudici per diverse settimane per “irrogare” sanzioni (a migliaia di euro) verso gli automobilisti festaioli.
1 Luglio 2015 @ 10:21
Carissimo Granocchiaio, capisco il tuo disappunto ma ecco qua una sentenza della Cassazione in tema di autovelox da il Giornale.it del 13/03/2009: “La Cassazione dice “basta” agli autovelox utilizzati in maniera scorretta – solo al fine di rispondere alle esigenze di cassa dei comuni e delle società private che hanno in appalto il servizio di rilevamento della velocità – e sottolinea che gli apparecchi devono essere segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione. Altrimenti gli stessi autovelox possono venire sequestrati dall’Autorità Giudiziaria e i titolari della società di rilevamento rischiano l’incriminazione per truffa. La decisione della Cassazione Con la sentenza 11131 la Suprema Corte infatti ha confermato il sequestro di alcuni veicoli e autovelox della società Speed Control attiva nei comuni calabresi di Fiumefreddo Bruzio, Belmonte Calabro e Longobardi (Cosenza) senza che gli apparecchi fossero segnalati con chiarezza e in anticipo. Ad avviso dei giudici di Piazza Cavour è corretta la tesi accusatoria della Procura di Cosenza in base alla quale l’attività di rilevamento così svolta “era intenzionalmente preordinata a trarre in inganno gli automobilisti, in contrasto con lo spirito della normativa in materia diretta a reprimere incidenti più che a reprimere”. Le disposizioni del Viminale I supremi giudici ricordano che la circolare del ministero dell’Interno – del tre agosto 2007 – prescrive “la segnalazione almeno 400 metri prima del punto di collocamento” dell’autovelox. Invece il titolare della Speed control – Francesco L., che riceveva un compenso per ogni multa riscossa – occultava gli apparecchi a bordo di macchine di sua proprietà e, a tradimento, “incastrava” gli automobilisti”.
In poche parole la Legge si è preoccupata in Italia non tanto di controllare gli automobilisti, quanto coloro che dovevano controllare loro. E’ risaputo il contenzioso con la magistratura di un comune della provincia di Grosseto che metteva un’auto di una società di rilevamento della velocità (privata) e senza l’intervento dei Vigili Urbani del paese con l’unico scopo di fare cassa per il comune, cosa che gli riusciva benissimo visto che l’auto civetta era posteggiata contro la Grosseto – Siena. Chi controlla il controllore?
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