Source: https://www.diritto.it/lannullabilita-degli-atti/
Timestamp: 2018-10-23 22:35:15+00:00

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Annullabilità degli atti civilistici: contratto e dimissioni
Sommario: 1. Premessa – 2. Definizione della figura giuridica – 3. Il fondamento giuridico dell’incapacità naturale – 4. La differenza con altre figure giuridiche affini: incapacità legale, circonvenzione d’incapace – 5. Le conseguenze dell’incapacità naturale – 6. Ambito applicativo – 7. Concetto d’incapacità naturale e sua configurabilità – 8. Il regime delle prove – 9. Applicazione dei medesimi principi alle dimissioni del lavoratore – 10. La soluzione adottata dalla giurisprudenza – 11. Conclusioni –
2. Definizione della figura giuridica
3. Il fondamento giuridico dell’incapacità naturale
4. La differenza con altre figure giuridiche affini: incapacità legale, circonvenzione d’incapace
5. Le conseguenze dell’incapacità naturale
6. Ambito applicativo
7. Concetto di incapacità naturale e sua configurabilità
8. Il regime delle prove
9. Applicazione dei medesimi principi alle dimissioni del lavoratore
10. La soluzione adottata dalla giurisprudenza.
[6] A tal proposito la giurisprudenza, Cass. civ., sez. lav., 7 giugno 2003, n. 9147, ha sostenuto che l’art. 75 c.p.c., nell’escludere la capacità processuale delle persone che non hanno il libero esercizio dei propri diritti, si riferisce solo a quelle che siano state legalmente private della capacità di agire con una sentenza di interdizione o di inabilitazione o con provvedimento di nomina di un tutore o di un curatore provvisorio, e non alle persone colpite da incapacità naturale. Infatti, l’incapacità processuale è collegata alla incapacità di agire di diritto sostanziale e non alla mera incapacità naturale, cosicché l’incapace naturale conserva la piena capacità processuale sino a quando non sia stata pronunciata nei suoi confronti una sentenza di interdizione, ovvero non gli sia stato nominato, durante il giudizio che fa capo a tale pronunzia, il tutore provvisorio ai sensi dell’art. 419 c.p.c.; anche secondo Cass. civ., sez. lav., 27 settembre 2002, n. 14034 l’art. 75 c.p.c., nell’escludere la capacità processuale delle persone che non hanno il libero esercizio dei propri diritti, si riferisce solo a quelle che siano state legalmente private della capacità di agire con una sentenza di interdizione o di inabilitazione o con provvedimento di nomina di un tutore o di un curatore provvisorio, e non alle persone colpite da incapacità naturale; pertanto, l’incapacità naturale di un soggetto non basta a causare la perdita della capacità processuale, finché non sia intervenuta una sentenza di interdizione o non sia stato nominato un rappresentante provvisorio, onde essa non può esser fatta valere dalla controparte quale ragione di invalidità e di inammissibilità delle iniziative processuali di chi è asseritamente affetto da incapacità naturale.

References: Cass. 
 sentenza 
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 Cass. 
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