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ALLEGATO A SOMMARIO I. PREMESSA... 1 II. QUADRO NAZIONALE E INTERNAZIONALE DI RIFERIMENTO PDF
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1 ALLEGATO A SOMMARIO I. PREMESSA... 1 II. QUADRO NAZIONALE E INTERNAZIONALE DI RIFERIMENTO... 1 III. LA REGIONE DEL VENETO E LA PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI E DELLA CULTURA DI PACE... 3 IV. OBIETTIVI... 7 V. PRIORITÀ TEMATICHE... 8 VI. SELEZIONE DELLE INIZIATIVE... 9 VII. PROSPETTO FINANZIARIO PERIODO
2 I. PREMESSA La legge regionale n. 16 dicembre 1999, n. 55 Interventi regionali per la promozione dei diritti umani, la cultura di pace, la cooperazione allo sviluppo e la solidarietà afferma, all articolo 1, che la Regione del Veneto riconosce la pace e lo sviluppo quali diritti fondamentali della persona e dei popoli e si impegna pertanto a promuovere i diritti umani e la cultura di pace mediante iniziative culturali e di informazione, nonché di ricerca e di educazione. Il presente programma triennale, approvato con il concorso del Comitato regionale per i diritti umani e la cultura di pace secondo le previsioni dell articolo 3 della legge regionale n. 16 dicembre 1999, n. 55, intende fissare le linee guida per l azione della Regione del Veneto in materia di promozione dei diritti umani e della cultura di pace per il , in sintonia con gli orientamenti nazionali ed internazionali e prendendo atto degli esiti delle attività realizzate dalla Regione nel triennio II. QUADRO NAZIONALE E INTERNAZIONALE DI RIFERIMENTO Le iniziative della Regione del Veneto per la promozione dei diritti umani e della cultura di pace intendono contribuire all attuazione, a livello locale, delle strategie e degli obiettivi delineati, per tali tematiche, in sede nazionale, comunitaria ed internazionale. A livello internazionale, le Nazioni Unite costituiscono senza dubbio il più autorevole forum di elaborazione politica e normativa per la promozione dei diritti umani e della cultura di pace. Sono numerose, infatti, le Risoluzioni dell Assemblea Generale che hanno messo in luce l importanza delle attività di formazione e sensibilizzazione, in materia di diritti umani e di cultura di pace e che hanno sottolineato il diritto/dovere di ogni attore sociale di apportare il proprio contributo. In tale prospettiva le istituzioni locali, anche dando attuazione al principio di sussidiarietà, possono giocare un ruolo strategico, considerata la loro strutturale vicinanza alle esigenze dei rispettivi territori. È opportuno in questa sede richiamare alcuni documenti: - la Risoluzione dell Assemblea Generale n. 53/25 (1998) che proclama il periodo Decennio internazionale della promozione di una cultura della nonviolenza e della pace a beneficio dei bambini del mondo ; - la Risoluzione dell Assemblea Generale n. 53/243 (1999) Dichiarazione su una cultura di pace e il relativo Programma d azione;
3 - la Risoluzione dell Assemblea Generale n. 53/144 (1999) Dichiarazione sul diritto e la responsabilità degli individui, dei gruppi e degli organi della società di promuovere e proteggere le libertà fondamentali e i diritti umani universalmente riconosciuti ; - la Risoluzione dell Assemblea Generale n. 55/02 (2000) Dichiarazione del Millennio ; - la Risoluzione dell Assemblea Generale n. 56/06 (2001) Un agenda globale per il dialogo tra le civiltà e il relativo Piano d azione; - la Risoluzione n. 16/2003 della Sottocommissione sulla Promozione e protezione dei diritti umani Norme sulla responsabilità delle compagnie transnazionali e altre imprese riguardo ai diritti umani ; - il Rapporto del Segretario Generale Verso una libertà più grande. Sicurezza, sviluppo e diritti umani per tutti, presentato il 21 marzo 2005 in preparazione al World Summit del successivo mese di settembre, le cui conclusioni sono nella Risoluzione dell Assemblea Generale n. 60/01 (2005). Per quanto riguarda l Unione europea (UE), va ricordato che il Trattato istitutivo proclama, all articolo 6, che l Unione si fonda sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell uomo e delle libertà fondamentali, e dello Stato di diritto, principi che sono comuni agli Stati membri. La rilevanza fondativa del rispetto dei diritti umani nel processo di integrazione europea è confermata anche nel progetto di Trattato costituzionale adottato dalla Conferenza Intergovernativa il 18 giugno 2004 e recepito dall Italia con legge n. 57 del 7 aprile 2005: esso inserisce tra gli obiettivi dell Unione anche la promozione della pace e incorpora, conferendole valore giuridico, la Carta dei diritti fondamentali dell UE adottata dal Consiglio europeo di Nizza del 7 dicembre Tra gli altri documenti dell UE inerenti alla promozione dei diritti umani e della pace si segnala inoltre la Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo COM (2006) 123 del 25 gennaio 2006 sul Programma tematico per la promozione della democrazia e dei diritti umani nel mondo nel quadro delle prospettive finanziarie , che costituirà il quadro operativo e finanziario entro cui si collocheranno le attività di promozione dei diritti umani nelle relazioni dell UE con i Paesi terzi. Vengono individuati, in particolare, quattro obiettivi strategici: assicurare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali nei luoghi dove sono più a rischio e proteggere le vittime di abusi e repressione; rafforzare il ruolo della società civile nella promozione dei diritti umani e delle riforme democratiche; rafforzare il quadro internazionale di protezione dei diritti umani e promozione della democrazia e dello stato di diritto; costruire fiducia nei processi elettorali democratici attraverso un ulteriore sviluppo delle attività di monitoraggio elettorale. In questo ambito va ricordata, altresì, la Carta europea dei diritti dell uomo nelle città alla quale hanno aderito numerosi governi locali di tutta Europa e anche del territorio veneto. Nella definizione del presente documento programmatico si è altresì tenuto conto degli orientamenti assunti dallo Stato italiano in materia di promozione della pace e dei diritti umani, anche nel quadro delle linee nazionali di politica estera e in base a quanto definito nelle diverse norme di settore. Tra queste si ricordano:
4 - la legge n. 285/1997 Disposizioni per la promozione di diritti e opportunità per l infanzia e l adolescenza; - la legge n. 269/1998 Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori quali nuove forme di riduzione in schiavitù ; - il decreto legislativo n. 286/1998 (e successive modifiche e integrazioni) Testo Unico delle disposizione concernenti la disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione dello straniero ; - il decreto legislativo n. 198/2006 Codice delle Pari opportunità tra uomo donna. Lo scenario legislativo di riferimento, comprende, infine, gli strumenti di ratifica della normativa di settore internazionale ed europea e, in particolare: - la legge n. 176/1991 Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo (1989); - la legge n. 296/1997 Ratifica ed esecuzione del Protocollo n. 11 alla Convenzione di salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (1994); - la legge n. 467/1998 "Ratifica ed esecuzione dei Protocolli n. 1 e n. 2 alla Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (1993); - la legge n. 46/2002 "Ratifica ed esecuzione dei protocolli opzionali alla Convenzione dei diritti del fanciullo, concernenti rispettivamente la vendita dei bambini, la prostituzione dei bambini e la pornografia rappresentante bambini ed il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati (2000); - la legge n. 77/2003 "Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sull esercizio dei diritti dei fanciulli, (1996). III. LA REGIONE DEL VENETO E LA PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI E DELLA CULTURA DI PACE La legge regionale n. 55/1999 prevede che la Regione promuova i diritti umani e la cultura di pace attraverso la realizzazioni di interventi culturali, di informazione, di ricerca e di educazione. É interessante verificare nei seguenti grafici la sintesi dell attività realizzata nel precedente triennio di programmazione segnalando, peraltro, che alla data di stesura del presente documento gli interventi programmati per il 2006 sono ancora nella fase di avvio e, quindi, le informazioni di seguito riportate si riferiscono agli anni 2004 e Da questi dati emerge, in particolare, come nel triennio appena trascorso si siano consolidate efficaci collaborazioni con il mondo della scuola e dell università, per la realizzazione di programmi di educazione alla pace, ai diritti umani e all interculturalità.
5 Considerato che la Regione del Veneto, in attuazione della legge regionale n. 55/1999, opera sia mediante iniziative a realizzazione diretta sia attraverso la concessione di contributi, da un analisi più approfondita dei primi due grafici emerge una significativa difformità, tra le due tipologie di iniziative con riguardo ai settori di intervento. In particolare, le iniziative dirette - realizzate in stretta collaborazione con enti ed organismi pubblici - hanno interessato in maniera più significativa il settore di intervento Educazione alla pace e ai diritti umani, in considerazione della natura dei partenariati tra Enti pubblici, che pone attenzione prioritaria all educazione e formazione degli operatori pubblici, siano essi docenti, dirigenti scolastici o amministratori di enti locali, sempre più coinvolti nella gestione delle politiche di settore. Ricordiamo, al riguardo, la realizzazione di iniziative educative e formative in materia, attivate in stretta collaborazione con il Ministero dell Istruzione, con le Università venete, con le Istituzioni scolastiche, finalizzate prioritariamente alla educazione e formazione degli studenti e del personale docente e dirigenziale, al fine di promuovere l inserimento graduale e interdisciplinare dei diritti umani e della cultura di pace nei percorsi formativi delle scuole della nostra regione. Ulteriori iniziative dirette regionali nel settore di intervento Educazione alla pace e ai diritti umani sono le iniziative realizzate in stretta collaborazione con ANCI Veneto, finalizzate a formare, educare e coinvolgere gli amministratori degli enti locali veneti sulle tematiche di settore. Sul fronte degli interventi a contributo, emerge, invece, la prevalenza di iniziative realizzate nel settore di intervento Diritti dei bambini e delle bambine, in considerazione del significativo ruolo delle Organizzazioni non governative e delle Associazioni di volontariato attive sul fronte della tutela e del rispetto dei diritti dell infanzia, con riguardo anche alla valorizzazione dei diritti delle bambine, attraverso iniziative specificatamente rivolte alla sensibilizzazione e partecipazione dei minori.
6 Grafico 1 Anni 2004 e Iniziative Dirette Settori di intervento 12 Dialogo interculturale (4) 4 Diritti dei bambini e delle bambine (4) Educazione alla pace e ai diritti umani (12) 4 Totale Iniziative = 20 N.B. L individuazione dei settori di intervento è effettuata sulla base dell indicazione del settore prevalente, anche se l iniziativa può riguardare più settori. Esempio: un corso formativo in materia di diritti umani e cultura di pace (settore prevalente: Educazione alla pace e ai diritti umani ) può includere anche il settore Diritti dei bambini e delle bambine. Grafico 2 Anni 2004 e Iniziative a Contributo Settori di Intervento 1 5 Dialogo interculturale (8) 8 Diritti dei bambini e delle bambine (20) Diritti delle donne (1) 20 Educazione alla pace e ai diritti umani (5) Totale Iniziative = 34 N.B. L individuazione dei settori di intervento è effettuata sulla base dell indicazione del settore prevalente, anche se l iniziativa può riguardare più settori. Esempio: un corso formativo in materia di diritti umani e cultura di pace (settore prevalente: Educazione alla pace e ai diritti umani ) può includere anche il settore Diritti dei bambini e delle bambine. I grafici seguenti sono strettamente legati ai precedenti e correlati alla natura e alle competenze degli attori progettuali. In particolare, il terzo e quarto grafico evidenziano la natura dei soggetti attuatori, da cui emergono - per quanto attiene le iniziative dirette - consolidate ed efficaci collaborazioni con il mondo della scuola, dell università e delle Istituzioni locali, nonché - per quanto attiene le iniziative a contributo - la prevalenza di Organizzazioni non governative ed Onlus, nonché un crescente ruolo dell ente locale.
7 Conseguentemente a quanto sin qui evidenziato, il grafico attinente l ambito di intervento nelle iniziative dirette pone in evidenzia la significativa azione regionale in ambito scolastico, universitario ed istituzionale locale. Analogamente, sul fronte degli interventi a contributo, è prevalente l intervento in ambito scolastico, riconosciuto prioritario, nei relativi documenti programmatici. Grafico 3 2 Anni 2004 e Iniziative Dirette soggetti attuatori 9 Ente locale (2) Istituzione pubblica (9) 7 Organismi Internazionali (2) Università (7) 2 Totale Iniziative = 20 Grafico 4 8 Anni 2004 e Iniziative a Contributo soggetti attuatori Associazione di immigrati del Veneto (1) Associazione di volontariato (2) Ente Locale (10) Istituzione privata (4) 3 Istituzione pubblica (3) 4 Totale Iniziative = Onlus (8) Organizzazione non governativa (6)
8 Grafico 5 Anni 2004 e Iniziative Dirette Ambito di intervento 16 4 Istituzioni/Enti Locali (4) Scolastico e Universitario (16) Totale Iniziative = 20 Grafico 6 Anni 2004 e Iniziative a Contributo Ambito di intervento Associativo (1) Giovanile extrascolastico (4) Istituzioni/Enti Locali (1) Scolastico (28) Totale Iniziative = 34 IV. OBIETTIVI Le considerazioni esposte nei paragrafi precedenti portano a individuare, per la politica regionale di promozione dei diritti umani e della cultura di pace, i seguenti orientamenti: a) sarà perseguita la migliore integrazione tra gli interventi di promozione dei diritti umani e della cultura di pace, le iniziative di cooperazione decentrata allo sviluppo e le molteplici attività di relazioni internazionali della Regione del Veneto;
9 b) si tenderà a incrementare e qualificare la partecipazione della Regione del Veneto a programmi di promozione dei diritti umani e della cultura di pace promossi dal Governo italiano, dall Unione Europea o da altri organismi nazionali e internazionali, sviluppando a tal fine le opportune sinergie con idonei soggetti pubblici e privati presenti sul territorio veneto; c) anche attraverso il Comitato per i diritti umani e la cultura di pace, istituito in attuazione all articolo 13 della legge regionale n. 55/1999, si continuerà nell azione di recepimento, valorizzazione e, quando necessario, coordinamento delle istanze e competenze dei soggetti pubblici e privati veneti impegnati nel campo dei diritti umani e della cultura di pace; d) sarà promossa una informazione idonea a divulgare i risultati raggiunti dagli interventi regionali anche in termini di efficienza ed efficacia, tenuto conto delle risorse impiegate nei diversi periodi di programmazione. Quanto agli obiettivi generali che le azioni dovranno perseguire, essi vengono individuati in: 1. diffusione e radicamento della cultura dei diritti umani, nella convinzione che l educazione ai diritti umani costituisce il presupposto fondamentale per la costruzione di reali percorsi di pace e prevenzione dei conflitti; 2. promozione di una cultura della cittadinanza fondata sul rispetto dei diritti umani e sul dialogo interculturale; 3. promozione di una cultura della non discriminazione e delle pari opportunità, intese tanto come superamento di ogni forma di discriminazione basata sul genere, l appartenenza etnica, religiosa o linguistica, le opinioni politiche e le disabilità e, in genere, le condizioni personali e sociali, quanto come valorizzazione delle differenze, nel rispetto dei principi e valori sanciti dalla Costituzione italiana e dal Trattato istitutivo dell Unione Europea. V. PRIORITÀ TEMATICHE In coerenza con gli obiettivi individuati nel paragrafo precedente, le principali priorità tematiche per il triennio, in un ottica di coordinamento generale, riguarderanno: 1.a) il sostegno a iniziative di informazione, formazione e ricerca sul diritto internazionale dei diritti umani e sulle istituzioni internazionali, comunitarie e nazionali che si occupano della sua implementazione; 1.b) la diffusione della conoscenza delle istituzioni regionali e locali impegnate a favore della pace e dei diritti umani e la promozione delle loro attività, nonché il sostegno ad iniziative per la creazione delle Istituzioni nazionali per i diritti umani; 2.a) il sostegno a percorsi di educazione e partecipazione alla cittadinanza, con particolare attenzione ai diritti delle donne e delle nuove generazioni; 2.b) il sostegno a percorsi di sensibilizzazione e informazione sulla tematica della promozione dei diritti umani nell ambito della responsabilità sociale delle imprese e degli enti locali;
10 3.a) il sostegno a iniziative di sensibilizzazione, formazione, indagine e ricerca sul tema del dialogo culturale e interreligioso, evidenziando le specificità nel quadro di una adesione ai diritti internazionalmente riconosciuti; 3.b) la promozione di percorsi di informazione, formazione e ricerca sull eguaglianza di genere e sui diritti delle donne; 3.c) la promozione di percorsi di informazione, formazione e ricerca sui diritti dell infanzia, con particolare riferimento alla condizione dei bambini e dei giovani nel territorio veneto; 3.d) la promozione di percorsi di informazione, formazione e ricerca sui diritti, con particolare riferimento alle situazioni di marginalità e violazione dei diritti presenti nel territorio veneto. In considerazione della costante evoluzione delle questioni che riguardano i diritti umani e la cultura di pace, le priorità tematiche individuate nel presente documento programmatico potranno essere integrate nei piani annuali. VI. SELEZIONE DELLE INIZIATIVE L articolo 2 della legge regionale n. 55/1999 elenca le diverse tipologie di iniziative culturali, di informazione e di educazione che la Regione può promuovere e sostenere. Il successivo articolo 4, al secondo comma individua, quali modalità di attuazione di tali iniziative, la realizzazione diretta da parte della Regione e concessione di contributi nell ambito dei piani annuali di attuazione. La legge regionale n. 55/1999 prevede, altresì, i seguenti ulteriori adempimenti nella pianificazione degli interventi: - all articolo 2, primo comma, lettera c, il sostegno all Archivio regionale Pace, diritti umani, cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale ; - all articolo 17 l adesione alla Fondazione Venezia per la ricerca sulla pace; - all articolo 2 punto b) il conferimento del Premio regionale denominato Veneto per la pace e la solidarietà tra i popoli ; - all articolo 20 la realizzazione della Conferenza Regionale sulla Cooperazione allo Sviluppo. La legge regionale attribuisce al Programma triennale - articolo 3, secondo comma, lettera b) - la definizione dei criteri di selezione delle iniziative. Conseguentemente, sia le iniziative a realizzazione diretta, sia quelle sostenute attraverso la concessione di contributi, saranno individuate in base alla rispondenza agli obiettivi e alle priorità tematiche sopra evidenziati. Per quanto riguarda le iniziative dirette, analogamente a quanto sperimentato nel triennio di attuazione precedente, la Regione continuerà ad avvalersi della collaborazione di enti ed organismi pubblici. Particolare attenzione sarà rivolta ai progetti da realizzare nell ambito dei programmi di promozione dei diritti umani e della cultura di pace del Governo italiano, dell Unione Europea, delle Nazioni Unite o di altre istituzioni nazionali e internazionali attive in materia.
11 In esito all incremento registrato di proposte di partenariato da parte degli Enti pubblici veneti di durata pluriennale, si rende necessario assegnare alle iniziative dirette, una quota prevalente dello stanziamento disponibile. Si propone quindi di destinare a tali iniziative, per il triennio , fino ad un massimo dei 2/3 della disponibilità dello stanziamento regionale annuo, considerato al netto dello stanziamento per gli adempimenti di legge precedentemente richiamati. Per quanto riguarda le iniziative a contributo, sarà sviluppato il percorso positivamente avviato e finalizzato a un sempre maggiore coordinamento delle iniziative e degli attori sul territorio attraverso la promozione di partenariati tra soggetti pubblici e privati privilegiando, altresì, i progetti aventi maggiore rispondenza agli obiettivi e alle priorità definiti dal presente programma triennale, secondo modalità da individuarsi nei Piani annuali approvati dalla Giunta Regionale. VII. PROSPETTO FINANZIARIO PERIODO Gli interventi da realizzare in attuazione della legge regionale n. 55/1999 in materia di diritti umani e cultura di pace trovano la loro fonte finanziaria nel Bilancio pluriennale relativo al periodo 2007/2009 nei capitoli: Interventi regionali in materia di diritti umani e di cultura di pace ; Trasferimenti alle Amministrazioni Pubbliche per favorire la promozione dei diritti umani e della cultura di pace. Tabella prospetto finanziario periodo (Legge regionale 19 febbraio 2007, n. 3 Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2007 e pluriennale ") CAPITOLO n Interventi regionali in materia di diritti umani e di cultura di pace , , ,00 CAPITOLO N Trasferimenti alle Amministrazioni Pubbliche per favorire la promozione dei diritti umani e della cultura di pace , , ,00
ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/24 PROGRAMMA TRIENNALE 2010 2012 INTERVENTI DI PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI E DELLA CULTURA DI PACE Legge Regionale 16.12.1999 n. 55 ALLEGATO A Dgr n. del pag. 2/24 SOMMARIO

References: articolo 1
 articolo 3
 articolo 6
 articolo 13
 articolo 2
 articolo 4
 articolo 2
 articolo 17
 articolo 2
 articolo 20
 articolo 3