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Timestamp: 2020-04-02 13:08:09+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11821 del 12/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11821 del 12/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 12/05/2017, (ud. 19/12/2016, dep.12/05/2017), n. 11821
Dott. FILIPPINI Stefano – Consigliere –
sul ricorso 23718/2010 proposto da:
C.T.;
avverso la sentenza n. 522/2009 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di
LATINA, depositata il 15/07/2009;
19/12/2016 dal Consigliere Dott. MARIA ENZA LA TORRE;
DEL CORE Sergio, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.
L’Agenzia delle Entrate ricorre, sulla base di tre motivi, per la cassazione della sentenza della C.T.R. del Lazio, n. 522/39/09 dep. il 15 luglio 2009, che su impugnazione di avviso di accertamento per Irpef anno 1999 proposto da C.T., ha respinto l’appello dell’Ufficio.
In particolare la C.T.R. ha confermato la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso della contribuente, ritenendo violato il suo diritto di difesa, stante la mancata allegazione all’atto impositivo del verbale di constatazione della società partecipata Arcasa s.a.s..
Il Collegio autorizza la redazione della sentenza con motivazione semplificata.
1. Col primo motivo del ricorso l’Agenzia delle entrate deduce nullità della sentenza per violazione dell’art. 112 c.p.c., sul rilievo che in appello all’avviso di accertamento era stato allegato il distinto atto accertativo emesso nei confronti della società partecipata e che la contribuente era comunque al corrente del processo verbale di constatazione, avendone ricevuto copia in qualità di legale rappresentante della società.
La C.T.R. ha rigettato l’appello perchè l’Ufficio non aveva adempiuto all’onere di provare l’allegazione del verbale relativo alla società, posto a base dell’accertamento e da questo richiamato.
Con l’anzidetto motivo non risulta peraltro esplicitato sotto quale profilo la pronuncia in questione violerebbe il principio di corrispondenza fra chiesto e pronunciato, posto che la stessa ricorrente ha premesso che l’avviso si basava su un diverso atto emesso nei confronti della società partecipata. La motivazione della C.T.R. in ordine al difetto di prova, per quanto sintetica, si rivela quindi esplicita e pertinente a quanto ad essa devoluto.
2. Col secondo motivo si deduce insufficiente motivazione sul medesimo fatto controverso e decisivo.
Il motivo è inammissibile per genericità, atteso che la Commissione tributaria ha negato validità alla tesi dell’Ufficio, ritenendo inadempiuto l’onere della prova.
3. Col terzo motivo si deduce violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7 e del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, in quanto, essendo pacifico che la contribuente era a conoscenza del verbale di constatazione, questo non doveva essere allegato all’avviso di accertamento.
Anche questo motivo è infondato, poichè dà per presupposto un fatto – ricezione da parte della C. del processo verbale di constatazione – che la sentenza ha ritenuto non provato.
4. In conclusione il ricorso, in parte inammissibile in parte infondato, va rigettato.
5. Nulla sulle spese, non avendo l’intimata svolto attività difensiva in questa sede.
Così deciso in Roma, con motivazione semplificata, nella Camera di consiglio, il 19 dicembre 2016.

References: Sentenza 
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 art. 7
 art. 42
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