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Timestamp: 2020-08-05 08:29:20+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8448 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8448 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/03/2017, (ud. 22/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8448
sul ricorso 552-2016 proposto da:
CARLA D’ALOISIO, EMANUELE DE ROSE, LELIO MARITATO ed ANTONINO SGROI,
P.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA G.
AVEZZANA 1, presso lo studio dell’avvocato ORNELLA MANFREDINI,
rappresentata e difesa dall’avvocato TIZIANA IOVENE, giusta procura
avverso la sentenza n. 724/2014 del TRIBUNALE di FIRENZE, depositata
il 10/07/2014;
1. P.M. proponeva opposizione dinanzi al Tribunale di Firenze avverso l’avviso di addebito avente ad oggetto il pagamento di contribuzione alla gestione commercianti dell’Inps per il periodo dal 2006 al 2012.
2. Il Tribunale con la sentenza n. 724 del 2014 dichiarava insussistente l’obbligazione contributiva, sul presupposto che non risultavano i presupposti per l’iscrizione alla gestione commercianti in quanto l’oggetto sociale della Sasso Orlando s.a.s., di cui la P. era socio accomandatario, si esauriva nella gestione di due immobili di proprietà, di cui uno era la sede della società, ed i redditi erano di modesta entità.
4. L’Inps ha proposto ricorso ex art. 348 ter c.p.c., a sostegno del quale deduce la violazione o falsa applicazione della L. 27 novembre 1960, n. 1397, art. 1 così come modificato dalla L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203 e ss. della stessa L. n. 1397 del 1960, art. 2 e degli artt. 2313, 2318 e 2697 c.c. In sostanza contesta che l’attività svolta dalla P. sia esclusa da quelle per le quali è prevista l’iscrizione alla Gestione commercianti assumendo, al contrario, che la stessa possedeva carattere commerciale, così come si evince dalla visura camerale della società, della quale la P. era l’unico socio accomandatario, sussistendo peraltro una presunzione normativa che le società diverse dalla società semplice esercitino un’attività imprenditoriale.
5. Ha resistito con controricorso P.M., mentre Equitalia Centro s.p.a. (già Equitalia Cerit s.p.a.) è rimasta intimata.
2. Si è infatti ribadito che presupposto per 1′ iscrizione alla gestione commercianti, in forza della L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203, che ha modificato la L. n. 160 del 1975, art. 29 e della L. n. 45 del 1986, art. 3 è lo svolgimento da parte dell’interessato di attività commerciale.
5. L’accertamento della sussistenza (o meno) dei requisiti necessari per l’iscrizione è stato compiuto dal Tribunale, che, in coerenza con i suesposti principi regolatori della materia, ha argomentato il proprio convincimento con motivazione adeguata ed immune da vizi, nei termini sopra esposti. In concreto, secondo il ragionamento del giudice di merito, si trattava di un’attività che non era finalizzata alla prestazione di servizi in favore di terzi, nè ad atti di compravendita o di costruzione, per cui la stessa non esorbitava da quello che era il semplice godimento degli immobili.
6. Segue il rigetto del ricorso e la condanna della parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio in favore della controricorrente, liquidate come da dispositivo. Nulla per le spese nei confronti di Equitalia Centro s.p.a., rimasta intimata.
Rigetta il ricorso. Condanna l’Inps al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore della controricorrente, che liquida in Euro 1.500,00 per compensi, oltre ad Euro, 200,00 per esborsi, rimborso delle spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 348
 art. 1
 art. 1
 art. 2
 art. 1
 art. 29
 art. 3