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Spese straordinarie dei figli: tribunale che vai, usanza che trovi * |
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May 6th, 2013 | Author: Patrizia D'Arcangelo
- assicurarsi che il minore abbia ricevuto tutte le informazioni pertinenti,
- nei casi che lo richiedono, consultare il minore personalmente, se necessario in privato, direttamente o tramite altre persone od organi, con una forma adeguata alla sua maturità, a meno che ciò non sia manifestamente contrario agli interessi superiori del minore, permettere al minore di esprimere la propria opinione;
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Spese straordinarie dei figli: tribunale che vai, usanza che trovi *
March 7th, 2013 | Author: Patrizia D'Arcangelo
Le caratteristiche delle spese straordinarie: imprevedibilità ed imponderabilità
Una delle annose questioni del diritto di famiglia riguarda la corretta individuazione delle spese straordinarie dei figli.
Gli operatori del diritto si trovano infatti spesso nella difficile situazione di dover comprendere quali spese rientrino nell’ordinario assegno di mantenimento mensile e quali, invece, debbano essere considerate straordinarie e vadano quindi rimborsate a parte.
Sussistendo un assoluto vuoto legislativo in proposito, non resta che cercare una risposta nella giurisprudenza.
Quanto all’assegno ordinario mensile, da sempre la Corte di legittimità sostiene che esso debba soddisfare una molteplicità di esigenze dei figli certamente non riconducibile soltanto all’obbligo alimentare ma inevitabilmente estese anche all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione – fin quando la loro età lo richieda – di una stabile organizzazione domestica, adeguata a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione (1).
Per quanto concerne, invece, le spese straordinarie, in una recente pronuncia della Suprema Corte vengono definite come quelle che “per la loro rilevanza, la loro imprevedibilità e la loro imponderabilità esulano dall’ordinario regime di vita dei figli” (Cass. Civ., 8 giugno 2012, n. 9372). Essendo quindi caratterizzate da imprevedibilità ed imponderabilità, puntualizzano gli Ermellini, le spese straordinarie non possono essere stabilite in via forfettaria ed aprioristica. Diversamente si violerebbe il principio logico secondo cui soltanto ciò che è determinabile può essere quantificato (2).
Una definizione maggiormente esaustiva è però giunta, come spesso avviene, dalla giurisprudenza di merito.
Meritevole di apprezzamento è, al riguardo, una sentenza del 22 novembre 2011 del Tribunale di Prato con la quale è stato chiarito che “nel concetto di spese straordinarie rientra (…) tutto ciò che è extra ordinem in senso soggettivo ed oggettivo. In senso soggettivo perché deve trattarsi di spese non prevedibili ex ante e pertanto non quantificabili al momento della determinazione giudiziale dell’assegno di mantenimento. In senso oggettivo, perché tali spese devono essere di ammontare tale da non poter essere coperte dall’assegno di mantenimento, il cui importo (…) deve essere parametrato non solo alle esigenze del beneficiario, ma anche alle possibilità economiche dell’obbligato” (3).
Va da sé che, alla luce dei suddetti requisiti, “le spese straordinarie non si prestano ad un’elencazione specifica da parte del Giudice, la quale non potrebbe che avere sempre e comunque carattere esemplificativo”.
Non solo. Nella stessa pronuncia il Tribunale di Prato ha colto l’occasione per precisare che anche nello stesso settore una spesa può essere ordinaria o straordinaria: “nel caso delle spese mediche, ad esempio, non possono rientrare fra le spese ordinarie quelle erogate per le medicine necessarie a curare, ad esempio, un’influenza, mentre sono straordinarie (…) quelle per un intervento chirurgico o per una terapia a seguito di un infortunio”.
E’ bene infine evidenziare che una risalente (e consolidata) sentenza della Suprema Corte ha precisato che il concetto di “spese straordinarie” non coincide con quello di “decisioni di maggiore interesse per i figli”. Ne consegue che soltanto le spese straordinarie che comportino decisioni di maggiore interesse devono essere concordate tra i genitori. Qualora, al contrario, le spese straordinarie non importino assunzioni di decisioni di maggior interesse per i figli non sussiste un preventivo obbligo di concertazione tra i genitori (4).
Stante quanto appena detto, laddove le spese straordinarie non siano diretta conseguenza di scelte di notevole rilevanza operate nell’interesse del minore, il genitore non affidatario ne è tenuto al pagamento, senza diritto di intervenire nel processo decisionale che ha portato alla formazione della spesa, sempre che le erogazioni non superino i limiti della necessità e della congruenza. Al contrario, ove le spese straordinarie trovino il proprio fondamento in decisioni di particolare importanza, il genitore non affidatario (o non collocatario) ha diritto ad essere coinvolto in tali scelte (5).
Nella materia de qua la casistica giurisprudenziale è tutt’altro che avara.
Percorrendo un breve tour nella prassi della giurisprudenza di merito a prima vista può sembrare che i Tribunali giungano spesso a soluzioni diametralmente opposte.
In realtà, dato che le spese straordinarie sono quelle che, per la loro imprevedibilità ed imponderabilità esulano dall’ordinario regime di vita dei figli, prima di qualificare una spesa come ordinaria o come straordinaria, occorre prendere in considerazione anche il particolare contesto socio-economico in cui sono inseriti i figli stessi.
In altre parole, non è possibile stabilire in via generale se una spesa è ordinaria o straordinaria: la sua collocazione nell’una o nell’altra categoria potrà infatti variare a seconda delle diverse circostanze del caso concreto.
Tra le varie sentenze che trattano l’argomento in esame, degna di nota è la n. 967/2011 del Tribunale di Perugia ove è stata ritenuta spesa straordinaria quella dell’acquisto dell’apparecchio ortodontico. Nel caso di specie, il suo costo elevato (pari a più assegni di mantenimento), escludeva che potesse trattarsi di una spesa ordinaria, diversamente avrebbe impedito la soddisfazione delle esigenze minimali di vita dei figli. Tuttavia lo stesso Tribunale ha chiarito che tale spesa, per essere rimborsabile, deve comunque essere concordata dai genitori, dato che non si tratta di spesa sanitaria urgente ma tranquillamente programmabile.
Sempre con riferimento alle spese di tipo sanitario, altra giurisprudenza di merito ha escluso che possa attribuirsi il carattere di straordinarietà a taluni farmaci affermando che “rientrano nell’assegno mensile di mantenimento le spese per medicinali come antibiotici, antipiretici, sciroppi espettoranti, necessari per fronteggiare situazioni che rientrano nella normale gestione di vita quotidiana di un minore che sono di uso frequentissimo”. (6)
Ancora in relazione alle spese mediche, il Tribunale di Catania ha precisato che si devono ritenere ordinarie le spese sanitarie relative ad una normale visita di controllo o all’acquisto di medicinali da banco. Sono invece da considerare straordinarie tutte le altre, connesse, per esempio, a visite e cure specialistiche (7).
Passando ora ad un altro genere di spese, merita attenzione una singolare richiesta di rimborso formulata innanzi al Tribunale di Piacenza. In questo caso la moglie aveva chiesto il rimborso dei premi pagati per la polizza RcA e delle spese del carburante dell’auto guidata dal figlio. Il collegio di prime cure ha rigettato tale richiesta essendo l’auto intestata alla madre e non sussistendo comunque la prova che fosse il figlio a farne uso. Parimenti ha provveduto a rigettare la richiesta di rimborso per le spese di abbigliamento, quelle per la frequenza ad un Club (trattandosi di una spesa voluttuaria che andava concordata tra i coniugi) e quelle per l’acquisto di un Personal Computer (8). Lo stesso Tribunale ha invece ritenuto che dovessero essere rimborsate le seguenti spese: quelle relativa all’iscrizione in palestra ed allo svolgimento di attività sportiva (9); le spese relative alla pensione completa ed al servizio di ombrellone in spiaggia usufruiti presso un hotel nel periodo estivo e quelle relative all’acquisto di testi universitari. (10).
Restando nell’ambito delle spese scolastiche, è significativo il Tribunale di Monza (11) il quale ritiene che debbano intendersi come spese straordinarie quelle relative alle tasse scolastiche ed universitarie, alle rette, alle gite scolastiche, al materiale didattico ed ai libri di testo (lo stesso orientamento si rinviene anche in altri Tribunali) (12).
Al riguardo è di diverso avviso il Tribunale di Como, il quale ha ritenuto che non siano spese straordinarie rimborsabili quelle relative alla retta scolastica di un Istituto Superiore Privato. Il Tribunale ha infatti affermato che “non possono definirsi straordinarie in senso logico-giuridico, poiché attengono ad esborsi ricorrenti su base annua nonché del tutto prevedibili sia nell’an, sia nel quantum una volta che si faccia la scelta di iscrivere il minore ad un istituto di istituzione privato” (13).
E’ interessante notare la giurisprudenza di merito che si è formata in ordine alla spesa della mensa scolastica. L’orientamento maggioritario (14) ritiene che non si tratti di spesa straordinaria in quanto meramente sostitutiva del pasto casalingo e comunque relativa al vitto quotidiano. Sussiste tuttavia l’opinione discordante del Tribunale di Bergamo ove la spesa della mensa scolastica viene ritenuta rimborsabile al di fuori dell’ordinario assegno mensile di mantenimento (15).
Protocolli significativi
Dato che spesso l’inquadramento di una spesa è motivo di contrasto tra i coniugi ed i loro difensori, alcuni Tribunali hanno stilato dei Protocolli con la collaborazione dei rispettivi Consigli dell’Ordine o di Associazioni Forensi presenti sul territorio.
Lo scopo perseguito è ovvio: ridurre ai minimi termini le conflittualità già inevitabilmente presenti all’interno di una coppia in crisi.
In questo senso è certamente emblematico il Protocollo d’intesa sottoscritto tra il Tribunale di Bergamo, l’AIAF (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e i Minori) e l’APF (Associazione Provinciale Forense) ove viene convenuto che le spese straordinarie siano ripartite tra i genitori al 50% tra loro e che le spese che si rendessero necessarie per la prole seguano il seguente schema:
spese mediche che non richiedono il preventivo accordo: a) visite specialistiche prescritte dal medico curante; b) cure dentistiche presso strutture pubbliche; c) accertamenti e trattamenti sanitari non erogati dal Servizio Sanitario Nazionale; d) tickets sanitari;
spese mediche che richiedono il preventivo accordo: a) cure dentistiche, ortodontiche e oculistiche; b) cure termali e fisioterapiche; c) accertamenti e trattamenti sanitari erogati anche dal Servizio Sanitario Nazionale; d) farmaci particolari;
spese scolastiche che non richiedono il preventivo accordo: a) tasse scolastiche e universitarie imposte da istituti pubblici; b) libri di testo e materiale di corredo scolastico di inizio anno; c) gite scolastiche senza pernottamento; d) trasposto pubblico; e) mensa;
spese scolastiche che richiedono il preventivo accordo: a) tasse scolastiche e universitarie imposte da istituti privati; b) corsi di specializzazione; c) gite scolastiche con pernottamento; d) corsi di recupero e lezioni private; e) alloggio presso la sede universitaria;
spese extrascolastiche che non richiedono il preventivo accordo: a) tempo prolungato, pre-scuola e dopo-scuola; b) centro ricreativo estivo e gruppo estivo;
spese extrascolastiche che richiedono il preventivo accordo: a) corsi di istruzione, attività sportive, ricreative e ludiche e pertinenti attrezzature; b) spese di custodia (baby sitter); c) viaggi e vacanze.
Nel protocollo viene comunque precisato che ogni spesa deve essere documentata.
Certamente apprezzabili sono anche i Protocolli elaborati presso il Tribunale di Firenze e presso il Tribunale di Lucca.
In entrambi i documenti vengono analiticamente elencate le spese nell’interesse dei figli da considerarsi straordinarie:
1. Spese mediche, sanitarie, odontoiatriche, farmaceutiche, psicoterapiche, ivi compresi i tickets (che dovranno essere comprovate da prescrizione medica e da indicazione del codice fiscale su ciascun scontrino);
2. Spese scolastiche come rette, tasse d’iscrizione, libri di testo, corredo d’inizio anno scolastico, scuolabus o altro mezzo di trasporto, gite scolastiche e viaggi d’istruzione, ripetizioni, alloggio e relative utenze nella sede universitaria frequentata dai figli;
3. Spese per attività sportive, artistiche, ricreative e si svago; spese di iscrizione e frequenza di corsi e relative attrezzature;
Singolare la disposizione dei Protocolli in questione laddove prevedono che rientrino tra le spese straordinarie anche le spese per il mantenimento e la cura di animali domestici già facenti parte del nucleo familiare e che restino presso il genitore collocatario dei figli.
Molto meno dettagliati ma comunque meritevoli di nota sono poi il Protocollo per il Processo di Famiglia elaborato presso il Tribunale di Verona ed il Protocollo per i Procedimenti di separazione e divorzio tra i coniugi predisposto presso il Tribunale di Milano.
Entrambi si limitano a dare alcuni brevi suggerimenti senza però fornire un elencazione minuziosa delle spese straordinarie.
In particolare, nei Protocolli in argomento, si auspica che i difensori delle parti non si limitino ad utilizzare il termine “spese straordinarie” e provvedano, invece, ad indicare in modo dettagliato quale siano le ulteriori spese, rispetto al contributo fisso mensile, che i coniugi dovranno corrispondere pro quota. Negli stessi protocolli viene inoltre auspicato che vengano indicate le modalità di pagamento fra i coniugi e specificato che, nel caso di spese medico-sanitarie, esse non necessitano di essere previamente concordate qualora urgenti, fermo restando il rispetto della reciproca tempestiva informazione.
In conclusione, possiamo validamente ritenere che, allo stato attuale, pur essendo impossibile determinare in via generale quali siano le spese straordinarie, l’ampia prassi giurisprudenziale ed i Protocolli studiati ed attuati presso i succitati Tribunali possono comunque essere un valido aiuto nella risoluzione di ogni singolo caso concreto.
(1) Cfr. Cass. Civ., Sez. I, 14 maggio 2010, n. 11772; Cass. Civ., Sez. I, 24 febbraio 2006, n. 4203; n. Cass. Civ., Sez. I, 14 febbraio 2003, n. 2196; Cass. Civ., Sez. I, 19 marzo 2002, n. 3974; Cass. Civ., Sez. I, 8 novembre 1997, n. 11025.
(2) In questo senso si veda anche Corte d’Appello di Napoli, 6 giugno 2008, n. 2201: “L’assegno concesso al coniuge per il mantenimento dei figli minori non può avere natura forfettaria, nel senso di includere comunque, anche eventuali spese straordinarie. Talune di queste spese, infatti, possono essere non solo imprevedibili ma anche imponderabili tanto che il fatto che vengano incluse comunque nell’assegno di mantenimento così come è quantificato, potrebbe determinare una compressione dei diritti del minore a vedere soddisfatte tutte quelle particolari esigenze che possono inaspettatamente presentarsi nel corso della vita e che necessitano di interventi economici straordinari”
(3) Una definizione analoga si rinviene in Tribunale di Messina, sez. I, 14 giugno 2005, ove si legge che “spese straordinarie sono le spese inerenti al mantenimento, all’istruzione o all’educazione dei figli, rese necessarie da avvenimenti o scelte che trascendono le loro normali e prevedibili esigenze di vita quotidiana, così come anche valutate dal giudicante al momento in cui stabilisce la misura dell’assegno di mantenimento”.
(4) Cass. Civ., Sez. I, 5 maggio 1999, n. 4459.
(5) In tal senso: Cass. Civ., Sez. I, 7 aprile 2005, n. 925.
(6) Corte d’Appello di Catania, 29 maggio 2008.
(7) Tribunale di Catania, 4 dicembre 2008.
(8) Diversamente il Tribunale di Ragusa, n. 278/2011 il quale ritiene che l’acquisto del computer (e quello del motorino) per un adolescente rappresenta oggi un atto doveroso per i genitori e va quindi considerato come spesa straordinaria.
(9) Di opinione in parte discordante è invece la Corte d’Appello di Firenze, Sez. I, 18 novembre 2004 la quale afferma che “Se lo sport non è praticato come una disciplina di tipo didattico, configurandosi come un di più rispetto all’attività di studio propria dei figli, è un lusso se esorbita dalle possibilità economiche familiari; e tale non può avere seguito viste le condizioni economiche delle parti”.
(10) Tribunale di Piacenza, 2 febbraio 2010, n. 82.
(11) Tribunale di Monza, 25 gennaio 2010, n. 295.
(12) Cfr Tribunale di Lamezia Terme, 10 maggio 2004, ove le spese per l’istruzione universitaria sono definite straordinarie.
(13) Tribunale di Como, 14 maggio 2007.
(14) Ad esempio Tribunale di Novara, 26 marzo 2009; Tribunale di Roma, Sez. I, 9 ottobre 2009; Corte d’Appello di Milano, Sezione delle Persone, dei Minori e della Famiglia, 22 maggio 2008.
(15) Tribunale di Bergamo, ordinanza del 7 gennaio 2011.
* Articolo dell’avv. Patrizia D’Arcangelo pubblicato sulla Rivista Questioni di Diritto di Famiglia -Maggioli Editore.
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