Source: https://certifico.com/sicurezza-lavoro/documenti-sicurezza/67-documenti-riservati-sicurezza/8223-autocertificazione-rischio-rumore-inferiore-a-80-db-a
Timestamp: 2019-07-16 00:41:09+00:00

Document:
Autocertificazione rischio rumore inferiore a 80 dB(A) - Certifico Srl
Autocertificazione rischio rumore inferiore a 80 dB(A)
ID 8223 | 20 Maggio 2019 | Visite: 2458 | Documenti Riservati Sicurezza Permalink: https://www.certifico.com/id/8223
Temi: Sicurezza lavoro , Rischio rumore , Abbonati Sicurezza
ID 8223 | 22.04.2019 | Modello doc allegato
L'Autocertificazione rischio rumore sui luoghi di lavoro inferiore a 80 dB(A) (valore limite basso-soglia) è in effetti un documento previsto dalla norma secondo il principio della "giustificazione" (Art. 181. c.3 del D.Lgs. n. 81/2008 - agenti fisici, tra i quali il rumore), infatti in numerosi casi è ragionevole una autocertificazione livello "basso" rumore (Art. 190 c.1) senza procedere alla misura dei livelli (valutazione dettagliata Art. 190 c.2).
Tale Autocertificazione, rientra sempre in un processo valutativo (giustificato), e dovrà essere sottoscritta dal Datore di Lavoro e da eventuali altri soggetti partecipi alla valutazione ed allegata al Documento di Valutazione dei Rischi di cui Art. 28 c.2. (Fig. 1).
Se ai sensi dell'Art. 181 c.3 il Datore di Lavoro può ritenere che non si debba procedere alle prescrizioni dell'Art. 190 c.2, la Valutazione del rischio rumore “dettagliata” (misurata) può non essere effettuata.
L'autocertificazione può essere "giustificata" in tutte quelle attività che sono prive/scarse di sorgenti di rumore a cui possono essere esposti i lavoratori.
Potrebbe essere questo il caso di attività in negozi, uffici, ristoranti, e simili, per le quali risultano assenti, in particolar modo, esposizioni a sorgenti di rumore derivate da macchine (ed escludibili tutte le lettere di cui all'Art. 190 c.1).
Fig. 1 - Valutazione rischio rumore
(Non verificato Artt. 181 c. 3 e 190 c.1):
Art. 190 c. 2. Se, a seguito della valutazione di cui al comma 1, può fondatamente ritenersi che i valori inferiori di azione possono essere superati, il datore di lavoro misura i livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti, i cui risultati sono riportati nel documento di valutazione.
Classe di rischio: BASSA
- LEX,8h ≤ 80 dB(A)
- ppeak ≤ 135 dB(C)
Sintesi delle misure: valutazione del rischio senza misurazioni, adottando tutte le misure per eliminare o ridurre il rischio
Vedi tabella obblighi D.Lgs. n. 81/2008 in relazione ai livelli di esposizione
b) livello di esposizione giornaliera al rumore (LEX,8h): [dB(A) riferito a 20 µPa]: valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di otto ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999: 1990 punto 3.6. Si riferisce a tutti i rumori sul lavoro, incluso il rumore impulsivo;
c) livello di esposizione settimanale al rumore (LEX,w): valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per una settimana nominale di cinque giornate lavorative di otto ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999: 1990 punto 3.6, nota 2.
a) valori limite di esposizione rispettivamente LEX = 87 dB(A) e ppeak = 200 Pa (140 dB(C) riferito a 20 µPa);
b) valori superiori di azione: rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20 µPa);
c) valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80 dB(A) e ppeak = 112 Pa (135 dB(C) riferito a 20 µPa).
5-bis. L'emissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine e impianti può essere stimata in fase preventiva facendo riferimento alle banche dati sul rumore approvate dalla Commissione consultiva permanente di cui all'articolo 6, riportando la fonte documentale cui si è fatto riferimento.(1)
(1) Comma sostituito dall'art. 20, comma 1 lett. p del d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 - Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183
NOTE: Vedi Banca dati PAF
2. Il datore di lavoro tiene conto dell'attenuazione prodotta dai dispositivi di protezione individuale dell'udito indossati dal lavoratore solo ai fini di valutare l'efficienza dei DPI uditivi e il rispetto del valore limite di esposizione. I mezzi individuali di protezione dell'udito sono considerati adeguati ai fini delle presenti norme se, correttamente usati, e comunque rispettano le prestazioni richieste dalle normative tecniche.
La linea guida INAIL sul Rischio Rumore distingue situazioni nelle quali è evidente che “l'esposizione al rumore risulti trascurabile” dalle altre in cui sono necessarie delle valutazioni con misurazioni.
Nel primo caso il documento ricorda che “si può ricorrere alla cosiddetta ‘giustificazione’ e, in tal caso, non sarà necessario approfondire oltre la Valutazione del Rischio”. (vedi Art. 181 c. 3). Nell'ipotesi, quindi, di una valutazione senza misurazioni, la relazione tecnica deve indicare:
- il layout (planimetria e indicazione delle macchine, attrezzature, lavoratori esposti, ecc.);
- l'individuazione di eventuali fattori potenzianti il rischio (ad es.: vibrazioni, rumori impulsivi, ecc.);
- l'indicazione delle motivazioni che escludono il superamento dei valori di azione inferiori nella giornata/settimana/settimana ricorrente a massimo rischio;
- le conclusioni con le eventuali indicazioni specifiche per la riduzione del rischio.
Nel secondo caso invece, laddove non si possa “fondatamente escludere che siano superati i valori inferiori di azione (livello di esposizione giornaliera al rumore > 80dB(A) o livello di picco > 135dB(C)), la valutazione deve prevedere anche misurazioni”, la relazione tecnica deve contenere:
- la descrizione del ciclo lavorativo (almeno di quelle fasi, in relazione alle quali, non è possibile ritenere la presenza di un rischio trascurabile);
- i risultati delle misurazioni di rumore;
- l'individuazione delle aree e delle macchine a forte rischio;
- la valutazione del rispetto dei valori limite di esposizione;
- il calcolo dei livelli di esposizione giornaliera/settimanale e di picco degli esposti oltre gli 80 dB(A) e i 135 dB(C);
- la valutazione dell'efficienza e dell'efficacia dei DPI uditivi, se ed in quanto forniti ai lavoratori;
- la definizione delle misure tecniche e organizzative di contenimento del rischio;
- le conclusioni.
La valutazione del rischio rumore - INAIL 2015
Tabella obblighi D.Lgs. n. 81/2008 in relazione ai livelli di esposizione
Livelli di esposizione rumore e obblighi.pdf Abbonati Sicurezza lavoro 229
Autocertificazione rischio rumore inf. 80 db(A) senza misure Rev. 00 2019.pdf Abbonati Sicurezza lavoro 238
Modello Autocertificazione rischio rumore inf 80 db(A) - Senza Misure Rev. 00 2019.docx Abbonati Sicurezza lavoro 160
Tags: Sicurezza lavoro Rischio rumore Abbonati Sicurezza
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