Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_societario/2304
Timestamp: 2019-03-18 21:54:23+00:00

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I. I creditori sociali, anche se la società è in liquidazione, non possono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l'escussione del patrimonio sociale.
L'iscrizione a ruolo avvenuta in violazione del "beneficium excussionis", conformando l'attività di riscossione, è illegittima e tale illegittimità, riguardando il presupposto indefettibile della predisposizione e della notificazione della cartella, si riverbera su quest'ultima quale vizio proprio della stessa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 27 Settembre 2018, n. 23260. Segue...
Debiti assunti dalla società di persone - Natura - Debiti personali dei soci illimitatamente responsabili - Esclusione - Garanzia ex lege - Fondamento.
I debiti assunti da una società di persone non possono essere considerati debiti personali dei suoi soci illimitatamente responsabili, essendo riconducibili esclusivamente alla società, nei confronti dei quali i soci illimitatamente responsabili assumono piuttosto la posizione e il trattamento di garanti "ex lege", come è dimostrato dalla possibilità che i soci prestino fideiussione per le obbligazioni della società ai sensi dell'art. 1936 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Marzo 2018, n. 6650. Segue...
Azione revocatoria ordinaria contro socio solidalmente responsabile - Beneficio preventiva escussione patrimonio sociale - Non osta.
L’azione revocatoria ordinaria non ha natura di azione esecutiva e non ha alcuna efficacia restitutoria ma consente solo di rendere inopponibile al creditore gli atti di disposizione patrimoniale compiuti dal debitore; l’utile esperimento della stessa nei confronti del socio solidalmente e illimitatamente responsabile di una snc non è, pertanto, ostacolato dal beneficio della preventiva escussione del patrimonio sociale rispetto a quello dei singoli soci che non può essere invocato in quanto opera sul piano prettamente esecutivo. (Carmela Ruggeri) (riproduzione riservata) Tribunale Tempio Pausania, 20 Novembre 2014. Segue...
Società in nome collettivo - Beneficium excussionis - Esecuzione diretta nei confronti degli ex soci - Ammissibilità.
Il titolo esecutivo formato nei confronti di una società in nome collettivo legittima l'esecuzione forzata direttamente nei confronti degli ex soci illimitatamente responsabili delle obbligazioni sociali. La ratio deve essere identificata nell'esigenza di tutelare i terzi che hanno acquistato diritti verso la società facendo affidamento sul patrimonio di tutti i soci e dunque anche del socio fuoriuscito dalla compagine sociale, ciò in quanto al momento dell' assunzione dell'obbligo i terzi potevano fare affidamento soltanto sulla responsabilità dei soci allora esistenti. (Gianluigi Passarelli) (riproduzione riservata)
Non è necessaria una procedura esecutiva contro la società quando circostanze oggettive dimostrino l' inutilità della stessa. (Gianluigi Passarelli) (riproduzione riservata)
La sanatoria del precetto nullo per raggiungimento dello scopo a seguito dell'opposizione trova applicazione solo ove la notificazione è pur sempre esistente (benché nulla). (Gianluigi Passarelli) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 29 Ottobre 2014. Segue...
Possibilità del creditore sociale di agire nei confronti del socio illimitatamente responsabile - Necessità della preventiva escussione del patrimonio sociale ex art. 2304 - Non necessità di sperimentare l’azione esecutiva se risulta l’impossibilità di soddisfare almeno parzialmente il credito.
La preventiva escussione del patrimonio sociale, richiesta dall’art. 2304 c.c. perché il creditore di una società in nome collettivo possa pretendere il pagamento dei singoli soci illimitatamente responsabili, non comporta la necessità per il creditore di sperimentare in ogni caso l’azione esecutiva sul patrimonio della società, tale necessità venendo meno quando risulti aliunde dimostrata in modo certo l’insufficienza di quel patrimonio per la realizzazione, almeno parziale, del credito. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 10 Settembre 2014. Segue...
Azione esecutiva promossa nei confronti del socio illimitatamente responsabile - Principio del beneficium excussionis - Sentenza definitiva che ne accerta la violazione - Effetti sul diritto del creditore di agire nei confronti del socio mediante altre azioni esecutive.
La sentenza passata in giudicato che accerti l’impossibilità del creditore di agire nei confronti dei singoli soci illimitatamente responsabili per violazione del beneficium excussionis di cui all’articolo 2304 c.c. non impedisce al creditore di proporre nei confronti del socio eventuali altre future azioni esecutive. La norma contenuta nell’articolo 2304 citato, infatti, è una condizione di procedibilità della singola azione esecutiva e la sentenza che ne accerta la mancanza spiega i suoi effetti sulla singola azione esecutiva e non sul diritto del creditore di far valere la responsabilità sussidiaria dei soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 12 Giugno 2014. Segue...
Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti con i terzi - Responsabilità dei soci - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Pignoramento presso terzi dei diritti di società in nome collettivo - Esito negativo - Incapienza del patrimonio societario - Prova - Inidoneità - Azione esecutiva nei confronti del socio - Esclusione. .
L'esito negativo del pignoramento presso terzi dei diritti di una società in nome collettivo è inidoneo a far ritenere certa l'incapienza del patrimonio societario, potendo la società disporre di altri beni sufficienti a garantire il soddisfacimento del credito, e non giustifica l'esecuzione nei confronti del socio che gode del "beneficium excussionis" ex art. 2304 cod. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 03 Marzo 2011, n. 5136. Segue...
Società di persone - Responsabilità del socio per i debiti sociali - Beneficio della preventiva escussione del patrimonio della società - Prova della incapienza del patrimonio sociale - Onere a carico del creditore procedente..
In tema di preventiva escussione del patrimonio sociale (art. 2304, codice civile), il creditore che, sulla base di titolo esecutivo ottenuto nei confronti della società, intende escutere il patrimonio del singolo socio illimitatamente responsabile, ha l'onere di provare l'incapienza del patrimonio della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 20 Maggio 2010. Segue...
Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - In genere - Domanda di liquidazione della quota - Legittimazione passiva dei singoli soci - Sussistenza - Limiti..
Anche i soci superstiti, qualora siano solidalmente e illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali, possono essere convenuti nel giudizio intrapreso dal socio uscente o dagli eredi per la liquidazione della quota sociale, sebbene non siano in esso litisconsorti necessari. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 16 Gennaio 2009, n. 1040. Segue...
Fidejussione - Validità - Causa - Allargamento della base soggettiva passiva - Necessità - Sussistenza - Fattispecie della garanzia del socio di società in nome collettivo - Prestazione di fidejussione per debito della società - Configurabilità - Fondamento. .
È valida la fidejussione prestata dal socio illimitatamente responsabile in favore della società di persone che, pur se sprovvista di personalità giuridica, costituisce un distinto centro di interessi e di imputazione di situazioni sostanziali e processuali, dotato di una propria autonomia e capacità rispetto ai soci stessi; ne consegue che la predetta garanzia rientra tra quelle prestate per le obbligazioni altrui secondo l'art. 1936 cod. civ., non sovrapponendosi alla garanzia fissata "ex lege" dalle disposizioni sulla responsabilità illimitata e solidale, potendo invero sussistere altri interessi che ne giustificano l'ottenimento - alla stregua di garanzia ulteriore - in capo al creditore sociale ed essendo lo stesso "beneficium excussionis", di cui all'art. 2304 cod. civ., posto a tutela dei soci ma disponibile, senza alterazioni del tipo legale di società. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Dicembre 2007, n. 26012. Segue...
Riscossione delle imposte - Riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - Modalità di riscossione - Riscossione coattiva - Espropriazione forzata - Avviso di mora - Funzione secondaria - Atto equivalente a quelli di imposizione - Conseguenze - Soci di società di persone - Responsabilità solidale e illimitata per le obbligazioni sociali - Notificazione dell'avviso di mora - Sufficienza - Condizioni - Inutile escussione del patrimonio della società - Impugnazione congiunta degli atti presupposti - Ammissibilità. .
La responsabilità solidale ed illimitata del socio, prevista dall'art. 2291, primo comma, cod. civ. per i debiti della società in nome collettivo, opera, in assenza di un'espressa previsione derogativa, anche per i rapporti tributari, con riguardo alle obbligazioni dagli stessi derivanti. Il socio, quindi, pur essendo privo della qualità di obbligato, e come tale estraneo agli atti impositivi rivolti alla formazione del titolo nei confronti della società, resta sottoposto, a seguito dell'iscrizione a ruolo a carico di quest'ultima, all'esazione del debito, alla condizione, posta dall'art. 2304 cod. civ., che il creditore non abbia potuto soddisfarsi sul patrimonio della società. Pertanto, una volta escusso inutilmente il patrimonio sociale, legittimamente può essere chiamato a rispondere il socio, senza che risulti necessaria la notificazione dell'avviso di accertamento, rimasto inoppugnato, né quella della cartella di pagamento, rimasta inadempiuta, bastando la notificazione del solo avviso di mora, il quale svolge in tal caso una funzione secondaria di atto equivalente a quelli d'imposizione, oltre a quella primaria di atto equivalente al precetto nell'esecuzione forzata, con la conseguenza che contro di esso il socio può ricorrere ai sensi dell'art. 19, terzo comma, ultimo periodo, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, impugnando congiuntamente gli atti presupposti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 09 Maggio 2007, n. 10584. Segue...
Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti con i terzi - Responsabilità dei soci - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Pagamento da parte di un socio di un debito sociale - Rivalsa nei confronti del consocio - Ammissibilità - Condizioni - Insufficienza del patrimonio sociale al soddisfacimento dei creditori - Necessità - Esclusione. .
Il socio di una società in nome collettivo che, per effetto della responsabilità solidale e illimitata stabilita dall'art. 2291 cod. civ., abbia pagato un debito sociale, può direttamente rivalersi nei confronti del consocio, tenuto in via di regresso a rifondere la parte di debito sociale su di lui gravante, senza che tale rivalsa resti condizionata all'insufficienza del patrimonio sociale al soddisfacimento dei creditori, dato che il beneficio di previa escussione di detto patrimonio, previsto dall'art. 2304 cod. civ., opera solo nei confronti dei creditori e non dei soci che abbiano pagato i debiti sociali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Agosto 2006, n. 18185. Segue...
Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti tra soci - In genere - Debiti della società - Pagamento - Responsabilità del socio - Configurabilità - Condizioni - Evocazione in giudizio non nella qualità di socio ma in proprio - Difetto di legittimazione passiva - Eccezione - Ammissibilità - Fondamento.
Procedimento civile - Legittimazione - Passiva - Società in nome collettivo - Debiti della società - Pagamento - Socio - Evocazione in giudizio non nella qualità di socio ma in proprio - Difetto di legittimazione passiva - Eccezione - Ammissibilità - Fondamento. .
Il socio di una società in nome collettivo, che risponde solidalmente ed illimitatamente delle obbligazioni sociali, fondatamente eccepisce il proprio difetto di legittimazione passiva laddove, per il pagamento di debiti della società, venga convenuto in giudizio non nella qualità di socio ma in proprio, non potendo in tal caso far valere in sede esecutiva il beneficio della previa escussione del patrimonio sociale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 18 Aprile 2006, n. 8956. Segue...
Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti con i terzi - Responsabilità dei soci - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Rapporto di sussidiarietà tra la responsabilità del socio e del patrimonio sociale - Compatibilità con la natura solidale delle relative obbligazioni - Configurabilità. .
Il rapporto di sussidiarietà che lega la responsabilità dei soci di società di persone rispetto alla responsabilità della società, che per prima può essere chiamata a rispondere dei debiti sociali, non esclude che sia i soci che la società possano essere debitori solidali rispetto alla stessa obbligazione, seppure in grado diverso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 16 Settembre 2004, n. 18653. Segue...
Procedimenti speciali - Procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - Impugnazioni - Appello - In genere - Rapporto di lavoro relativo a società in nome collettivo - Azione in giudizio proposta contro il socio quale titolare di una ditta individuale - Eccezione di difetto di legittimazione passiva - Proposizione in appello - Ammissibilità - Responsabilità personale del socio - Accertamento - Chiamata in giudizio del medesimo quale socio - Necessità - Fattispecie. .
Il socio accomandatario di una società in accomandita semplice che, in relazione ad un rapporto di lavoro subordinato di cui sia parte la società, venga convenuto in giudizio quale titolare di un'inesistente ditta individuale, indicata quale parte di tale rapporto obbligatorio, può eccepire anche in appello, nonostante il regime di decadenze e preclusioni vigente nel rito del lavoro, il proprio difetto di legittimazione passiva, poiché è in discussione, in tal caso, il merito della controversia, e la presenza di tutti gli elementi costitutivi della domanda vanno accertati anche d'ufficio; ne', ai fini del rigetto della deduzione difensiva in questione, può rilevare la responsabilità illimitata del socio accomandatario per i debiti della società, poiché l'accertamento di tale responsabilità presuppone pur sempre la chiamata in giudizio del socio come tale, anche per consentirgli di far valere in sede esecutiva il beneficio della previa escussione del patrimonio sociale. (In applicazione del principio sopra riportato, la S.C. ha cassato per vizi di motivazione la sentenza di merito che aveva affermato la responsabilità per oneri previdenziali relativi a un dipendente di un soggetto, sul presupposto che questi fosse socio di una snc, presso cui il dipendente aveva lavorato per alcuni mesi in un periodo successivo, benché il convenuto datore di lavoro fosse stato evocato in giudizio dall'ente previdenziale quale titolare di ditta individuale, riferibile invece esclusivamente al padre). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 11 Agosto 2004, n. 15612. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Per i creditori - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Credito verso una società di persone - Ammissione in via privilegiata nel fallimento in proprio del socio illimitatamente responsabile - Legittimità. .
Il credito assistito da privilegio generale e vantato nei confronti di una società di persone conserva la prelazione anche qualora venga fatto valere nel fallimento in proprio del socio illimitatamente responsabile, non sussistendo diversità di causa tra le pretese azionabili nei confronti della società debitrice e dei soci della stessa illimitatamente responsabili, ne' sul piano oggettivo - trattandosi del medesimo credito -, ne' su quello soggettivo, in quanto l'obbligazione della società di persone rappresenta anche l'obbligazione diretta del socio della stessa illimitatamente e personalmente responsabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Luglio 2004, n. 14646. Segue...

References: art. 2304
 Sentenza 
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 art. 2304
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