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Timestamp: 2018-04-21 16:55:00+00:00

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Vignola (MO) sta per avere gli strumenti di democrazia diretta più avanzati d’Italia e non solo
Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini, quorum, rovereto
martedì 1 Marzo 2016, sono stato invitato a Vignola a parlare degli strumenti referendari. Presenti il Sindaco Mauro Smeraldi, l’ass. alla democrazia Monica Maisani, la responsabile ufficio partecipazione Elisa Quartieri, il Segretario Comunale ed altri dirigenti del comune. C’era una buona partecipazione di cittadini interessati.
L’incontro è avvenuto esattamente dopo un anno della Giornata della Democrazia che si era tenuta a Vignola, in cui i cittadini avevano discusso una intera domenica su quali strumenti di democrazia introdurre nello Statuto.
Volantino completo della serata 1 marzo su Referendum.pdf
Il percorso sta proseguendo veloce e l’amministrazione spera di approvare le modifiche per questa estate 2016 (sia lo statuto che il regolamento degli strumenti di democrazia diretta). I passaggi sono stati finora questi:
1. La giornata della democrazia 1 marzo 2015
2. Creazione di un gruppo di lavoro costituito da Assessore Democrazia, Segretario Comunale, resp. ufficio partecipazione, dirigenti del comune che hanno creato una bozza di nuovo statuto introducendo nuovi articoli per soddisfare le richieste più votate dai cittadini durante la giornata della democrazia. Questo gruppo ha lavorato tutto il 2015.
3. Nel dicembre 2015 la commissione consiliare competente ha approvato il calendario del percorso partecipato
4. Nel gennaio 2016 è stato creato il “Tavolo di negoziazione”. Questo è un gruppo di cittadini, aperto a tutti, volontari, che si ritrovano per discutere del nuovo statuto. Si sono anche creati un loro statuto interno per il loro funzionamento.
5. 1 Febbraio 2016 c’è stato il primo incontro pubblico con focus sullo statuto comunale
6. 9 Febbraio 2016 la Commissione Consiliare si è incontrata per iniziare a discutere la bozza dello statuto.
7. 15 Febbraio 2016 secondo incontro del tavolo di negoziazione, che inizia a lavorare sugli articoli discussi dalla commissione
8. 1 Marzo 2016 incontro sugli strumenti dei referendum
C’è quindi un lavoro molto approfondito sugli articoli dello statuto, che passano all’esame del gruppo di lavoro, della commissione consiliare e del tavolo di negoziazione, passo dopo passo.
La bozza di statuto che ne sta uscendo è eccezionalmente avanzata per quanto riguarda gli strumenti di democrazia diretta.
Si vuole introdurre nello statuto:
- la parola al cittadino (almeno 1 volta l’anno – prima volta in Italia);
- la giornata della democrazia (prima volta in Italia);
- bilancio partecipativo;
- istruttoria pubblica;
- consiglio comunale aperto (dove anche i cittadini possano votare con voto consultivo prima di quello dei consiglieri – prima volta in Italia)
- iniziativa popolare (a voto consiliare e a voto popolare – prima volta in Italia);
- referendum abrogativo
- referendum confermativo (con il quorum zero è la prima volta in Italia)
- quorum zero su tutti i referendum
- libretto informativo
- raccolta firme elettronica
- petizioni elettroniche
Dalle 18 alle 20 io e il gruppo di lavoro abbiamo discusso su vari dubbi dei vari articoli. Per esempio abbiamo discusso su come possa essere possibile introdurre il referendum consultivo revocatorio.
Dalle 20,30 è iniziato l’evento pubblico. Il sindaco ha salutato i cittadini e raccontato brevemente quali sono i suoi obiettivi. Poi l’ass. alla Democrazia Monica Maisani ha raccontato il percorso effettuato fino a quel momento.
Io poi ho presentato gli strumenti referendari come esistono nel mondo e quali potrebbero essere i miglioramenti da apportare a questa bella bozza per renderla ancora più meravigliosa. Ed infine c’è stata discussione con i cittadini. Su alcuni punti abbiamo anche realizzato delle votazioni per alzata di mano. Per esempio sulla mia proposta di introdurre in questa bozza anche il referendum propositivo stile californiano, oltre a quello con stile svizzero già introdotto, c’è stata una votazione di parità. Sulla proposta di introdurre un comitato di garanti composto da cittadini estratti a sorte c’è stata una maggioranza di favorevoli.
Questa è stata la mia presentazione:
presentazione-referendum-Vignola-01-03-16.odp
presentazione-referendum-Vignola-01-03-16.ppt
Queste le mie proposte di miglioramento:
- introdurre il voto postale come a Malles (BZ);
- Introdurre anche referendum propositivo diretto stile californiano con maggiore numero di firme;
- raccolta firme elettronica come previsto dal comune di Milano dal 2015;
- introdurre controproposta dei cittadini nel referendum confermativo (come Berna);
- comitato dei garanti svincolato dal consiglio comunale esempio di Parma, oppure meglio ancora con giuria dei cittadini estratta a sorte che ascoltano esperti nominati dall’amministrazione e dal comitato referendario e che alla fine emettono un giudizio di ammissibilità
Alla fine abbiamo discusso anche sugli argomenti su cui i referendum possono essere ammissibili. Il sindaco, il segretario e l’ass alla democrazia erano disposti a poter permettere i referendum anche su finanze e tributi. Questo fatto sarebbe una novità assoluta in Italia.
E a fine serata il sindaco ha voluto stupire tutti i presenti, dicendo che lui sarebbe favorevole anche a introdurre il referendum finanziario obbligatorio come ad esempio esiste a Zurigo sulle grosse spese del comune.
Cioè ha proposto qualcosa di così avanzato che io non avevo neppure avuto il coraggio di auspicare…
Fortunati i cittadini di Vignola. Se tutto procede in questa direzione, non solo Vignola diventerà un faro di democrazia per il resto dei comuni italiani, ma avrà probabilmente lo statuto più avanzato tra tutte le città che io conosca nel mondo.
Il sito del comune di Vignola su cui vengono riportati tutti i passaggi di questo percorso è:
http://www.partecipattiva.it/
Qui riporto gli articoli dello statuto riguardanti la democrazia diretta (ricordo che è ancora una bozza di lavoro in progress su cui si stanno confrontando amministrazione, cittadini e consiglieri). Di seguito c’è anche l’intero file.
ART. 7 – GLI ISTITUTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA
1. Il Comune considera gli istituti di democrazia diretta come fondamentali strumenti di partecipazione popolare all’attività dell’Amministrazione. A tal fine garantisce a tutti i titolari dei diritti di partecipazione di potersi avvalere dei seguenti istituti:
a) istanze e petizioni;
b) la parola al cittadino;
c) la giornata della democrazia;
d) bilancio partecipativo;
e) istruttoria pubblica;
f) consiglio comunale aperto
g) iniziativa popolare;
h) referendum
ART. 8 ISTANZE E PETIZIONI
1. I cittadini residenti, singoli o associati, possono rivolgere per iscritto
istanze e petizioni con riferimento a problemi di interesse personale o collettivo.
2. Le istanze riguardano singoli cittadini e problemi di interesse personale. Vengono rivolte al Sindaco che, sentiti gli uffici competenti, dà una risposta entro trenta giorni.
3. Le petizioni riguardano cittadini singoli o associati e problemi di interesse collettivo. Vengono rivolte al Sindaco che, sentito il primo firmatario dà una risposta entro sessanta giorni.
I cittadini hanno il diritto di presentare petizioni anche per via informatica. Su libera scelta di chi inizia la petizione, questa può essere pubblicata sull’apposito spazio del Sito Internet del Comune, affinché altri cittadini possano sostenerla, firmandola on line.
Decorsi 30 giorni, la petizione elettronica viene chiusa ed inoltrata al sindaco ai fini della risposta. Questi ha l’obbligo di comunicare la sua risposta entro 60 giorni, nonché di pubblicarla sul sito.
4. Il regolamento definisce le modalità dei rispettivi procedimenti
ART. 9 LA PAROLA AL CITTADINO
Almeno una volta all’anno su iniziativa dell’Amministrazione o su richiesta di 200 aventi diritto agli istituti di cui al presente titolo, viene convocata, entro 1 mese dal deposito delle firme, un’assemblea aperta al pubblico, La Parola al Cittadino, pubblicizzata in maniera adeguata dall’Amministrazione, con le seguenti caratteristiche:
orario e luoghi scelti in modo da agevolare la massima partecipazione dei cittadini;
tutti i residenti del Comune hanno facoltà di partecipare;
presenza del Sindaco e degli assessori;
viene stilato ad inizio serata un elenco delle proposte dei cittadini da discutere;
si discute la prima proposta scritta in ordine temporale e poi via via le altre con pari breve tempo massimo uguale per tutti gli interventi;
ogni proposta dopo breve discussione viene votata;
ogni presente può votare quante proposte ritiene opportuno sostenere;
le tre proposte più votate durante la serata vengono approfondite, discusse e votate nel primo Consiglio Comunale utile, invitando i cittadini proponenti a relazionare
ART. 10 LA GIORNATA DELLA DEMOCRAZIA
1. Una volta all’anno, su iniziativa dell’Amministrazione, viene convocata “La Giornata della Democrazia”, aperta a tutti i residenti. Sono inoltre invitati a partecipare 500 cittadini estratti a sorte dalle liste elettorali.
2. La Giornata della Democrazia ha le seguenti caratteristiche:
si utilizzano vari metodi partecipativi ai tavoli e in seduta plenaria per permettere a tutti di fare proposte, discuterle, scegliere insieme con votazione le proposte prioritarie, approfondirle e presentarle sotto forma di raccomandazioni finali;
le raccomandazioni finali de “La Giornata della democrazia” vengono approfondite, discusse e votate con urgenza nelle apposite commissioni del Consiglio Comunale, con invito ai cittadini proponenti a relazionare.
ART. 11 BILANCIO PARTECIPATIVO
Il bilancio partecipativo è introdotto come una forma pubblica di partecipazione relativa all’impostazione del bilancio di previsione comunale e alle sue priorità. Tramite tale forma di partecipazione l’amministrazione comunale promuove la trasparenza e l’assunzione di responsabilità tanto per le spese pubbliche quanto per le possibilità di risparmio. L’attuazione viene disciplinata con apposito regolamento comunale.
ART. 12 ISTRUTTORIA PUBBLICA
1. Nei procedimenti amministrativi concernenti la formazione di regolamenti o di atti amministrativi di carattere generale, l’adozione del provvedimento finale può essere preceduta da Istruttoria Pubblica, secondo le modalità stabilite dal regolamento.
2. Sull’indizione dell’istruttoria decide il Consiglio comunale se la richiesta è presentata dalla Giunta o da due capigruppo del Consiglio. L’istruttoria deve essere indetta altresì quando ne facciano richiesta almeno 250 residenti.
3. La richiesta deve essere presentata da un comitato promotore composto da non meno di 20 cittadini, che devono provvedere alla raccolta delle firme entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta di istruttoria alla Segreteria Generale. L’istruttoria deve essere indetta entro 30 giorni dal deposito presso la Segreteria Generale delle firme richieste.
4. L’istruttoria si svolge nella forma di pubblico contraddittorio, a cui possono partecipare, anche per il tramite di un esperto, oltre alla Giunta e ai gruppi consiliari, associazioni, comitati, gruppi di cittadini portatori di un interesse a carattere non individuale e singoli cittadini. Il documento finale dell’Istruttoria Pubblica diventa la base del dibattito relativo all’oggetto dell’istruttoria in Consiglio Comunale. Il provvedimento finale è motivato con riferimento alle risultanze istruttorie.
5. Il regolamento disciplina le modalità di raccolta delle firme per la richiesta, le forme di pubblicità, le modalità di svolgimento dell’istruttoria, che deve essere conclusa entro 30 giorni dall’inizio.
ART. 13 – CONSIGLIO COMUNALE APERTO
1. Qualora vengano iscritti all’ordine del giorno argomenti di particolare rilevanza politico sociale, il Consiglio può essere convocato in seduta aperta, alla quale possono prendere parte i cittadini, con diritto di parola.
2. Il Presidente del Consiglio convoca la seduta aperta ai cittadini:
di sua iniziativa, sentita la Conferenza dei capigruppo;
su richiesta di almeno 50 persone residenti
3. In tali particolari sedute il Presidente garantisce la piena libertà di espressione di tutti i presenti. I rappresentanti di coloro che hanno presentato istanza di partecipazione, possono illustrare le proprie richieste anche per orientare il Consiglio Comunale nel merito. Gli interventi non possono avere una durata superiore ai 3 minuti, salvo deroga consentita dal Presidente del Consiglio.
4. Durante le sedute aperte ai cittadini possono essere approvate mozioni, ordini del giorno e deliberazioni su argomenti di competenza del Consiglio Comunale. Il voto spetta ai soli Consiglieri comunali. Prima della votazione dei Consiglieri sullo stesso documento si può mettere al voto il parere dei cittadini presenti (parere consultivo).
ART. 14 – INIZIATIVA POPOLARE A VOTO CONSILIARE
1. I cittadini possono esercitare l’iniziativa degli atti amministrativi mediante la proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare a voto consiliare.
2. I promotori di una iniziativa popolare a voto consiliare devono costituirsi in comitato composto da almeno 20 cittadini elettori. Il comitato deve rendere conto pubblicamente, con criteri di massima trasparenza, di tutti i movimenti di denaro relativi all’iniziativa, pena la decadenza della stessa. Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una iniziativa popolare a voto consiliare deve essere almeno pari a 250 elettori del Comune. Il tempo per la raccolta di firme è di un periodo massimo di 90 giorni.
3. La proposta di iniziativa popolare a voto consiliare deve essere consegnato alla Segreteria Generale e, in seguito alla raccolta delle firme valide nei tempi prescritti, viene discussa nel primo Consiglio Comunale utile. La discussione deve avere un tempo massimo di 3 mesi dalla data di presentazione delle firme alla Segreteria Generale.
4. L’eventuale accoglimento o rigetto della proposta popolare deve essere motivato e comunicato ai presentatori, nei modi e nei tempi previsti dal regolamento. Il regolamento può altresì prevedere adeguate forme di pubblicità per rendere note a tutti i cittadini le determinazioni del Consiglio Comunale.
ART. 15 – REFERENDUM
1. I soggetti di cui all’art 4, comma 5 sono titolari del diritto alla consultazione referendaria in materie di esclusiva competenza locale e con modalità definite nel regolamento.
2. In particolare il Comune riconosce le seguenti forme di referendum:
referendum su iniziativa del Consiglio Comunale
3. I promotori devono costituirsi in comitato composto da almeno 30 persone. Il comitato deve rendere conto pubblicamente, con criteri di massima trasparenza, di tutti i movimenti di denaro relativi all’iniziativa, pena la decadenza della stessa. Il numero di firme da raccogliere deve essere almeno pari al 6% degli elettori.
4. Il tempo per la raccolta firme, ad eccezione del referendum confermativo, è di 90 giorni.
5. Il testo della proposta deve essere consegnato alla Segreteria Generale.
6. Se una proposta referendaria sottoposta a voto popolare non viene approvata non può essere ripresentata prima di 5 anni.
7. Il Regolamento determina le norme per la disciplina del referendum ed in particolare, i criteri di formulazione del quesito, le modalità per la raccolta e la autenticazione delle firme e per lo svolgimento delle operazioni di voto, nonché per la proclamazione del risultato.
ART. 16 – REFERENDUM PROPOSITIVO
1. I cittadini possono esercitare l’iniziativa degli atti amministrativi mediante la proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare a voto popolare.
2. L’iniziativa, in seguito alla raccolta delle firme valide nei tempi prescritti, viene discussa nel primo Consiglio Comunale utile. Il Consiglio Comunale può approvare la proposta oppure ha la possibilità di proporre al comitato emendamenti, nel rispetto dello spirito originario della proposta di atto amministrativo, che possono essere accettati o rifiutati dal comitato stesso.
3. Se il Consiglio Comunale approva l’atto amministrativo con gli eventuali emendamenti accettati dal comitato non si procede al voto popolare. Il Consiglio Comunale può inoltre elaborare una controproposta di atto amministrativo.
4. Se la proposta di atto amministrativo non è approvata dal Consiglio Comunale entro 3 mesi dalla presentazione alla Segreteria Generale, deve essere sottoposta, unitamente all’eventuale controproposta consiliare, a referendum, previa dichiarazione di ammissibilità da parte del Comitato dei Garanti, in una data da fissarsi non prima di 8 e non oltre 12 mesi dalla presentazione alla Segreteria Generale.
5. Se esiste una controproposta consiliare, gli elettori potranno votare a favore dell’iniziativa popolare o a favore della controproposta consiliare, oppure contro entrambe per mantenere lo status quo.
6. Nel caso in cui la proposta e la controproposta raccolgano insieme la maggioranza dei voti, viene approvata l’opzione delle due che ha ottenuto più voti.
7. Il Consiglio Comunale non può disattendere l’esito del referendum per tutta la durata del suo mandato.
ART. 17 – REFERENDUM CONFERMATIVO
1. I cittadini hanno il diritto al referendum confermativo facoltativo ai fini del controllo dell’operato degli organi eletti.
2. E’ sospesa l’entrata in vigore di una deliberazione del consiglio comunale, quando lo richieda, entro 10 giorni dall’avvenuta pubblicazione, il comitato promotore.
3. In seguito alla richiesta di sospensione è indetto il referendum confermativo se, entro 45 giorni dall’avvenuta pubblicazione in Consiglio Comunale dell’atto amministrativo, tale richiesta viene sostenuta dal 6% degli elettori.
4. La Delibera di Consiglio sottoposta a referendum confermativo entra comunque in vigore se la richiesta di referendum confermativo non raccoglie il numero minimo di firme.
5. L’atto amministrativo entra in vigore quando la maggioranza dei voti validamente espressi nel referendum confermativo si esprime a favore.
6. Se il referendum confermativo dà esito sfavorevole all’atto amministrativo, esso non entra in vigore e non può più essere ripresentato prima di 5 anni.
7. Gli atti amministrativi sottoposti a voto popolare e approvati dagli elettori entrano in vigore il giorno dopo l’esito favorevole del referendum.
ART. 18 – REFERENDUM ABROGATIVO
1. E’ indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una Delibera di Consiglio.
3. Il referendum non è indetto se, entro 30 giorni dalla dichiarazione di ammissibilità, il Consiglio abroga la Delibera o la parte di Delibera oggetto di referendum.
4. In caso di esito favorevole all’abrogazione dell’atto, il Consiglio Comunale non può riapprovare l’atto abrogato per tutta la durata del suo mandato.
ART. 19 – REFERENDUM SU INIZIATIVA DEL CONSIGLIO COMUNALE E DELLA GIUNTA COMUNALE
1. Sulle materie rientranti nelle rispettive competenze il Consiglio Comunale e la Giunta possono disporre un referendum consultivo.
2. Nel caso di un referendum su iniziativa del Consiglio è richiesto il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati.
ART. 20 – OGGETTO DEL REFERENDUM
1. Ciascun referendum deve avere per oggetto un solo quesito che deve essere formulato con chiarezza e in modo univoco.
2. I referendum possono essere richiesti su tutte le materie sulle quali il Consiglio Comunale ha competenza deliberativa, fatta eccezione per:
a) bilanci, finanze, tributi e relative tariffe;
b) attività vincolata di esecuzione di norme statali, regionali o statutarie e di convenzioni in essere;
c) atti di elezione, nomina, designazione, revoca;
d) disciplina del personale del Comune e delle sue Aziende ed Istituzioni;
e) gli atti inerenti la tutela dei diritti delle minoranze
3. I referendum non si possono svolgere nei tempi coincidenti con elezioni o referendum nazionali
ART. 21 – AMMISSIBILITA’ DEL REFERENDUM
La verifica dell’ammissibilità di una richiesta di referendum ad iniziativa popolare è rimessa al Difensore Civico. In assenza di convenzione per l’utilizzo del difensore civico di altra istituzione pubblica, il giudizio di ammissibilità è rimesso ad un Comitato di Garanti formato da tre esperti di diritto pubblico, di cui uno espresso dalle minoranze, nominati dal Consiglio Comunale, con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati.
Una volta ritenuto ammissibile, l’Amministrazione darà l’adeguata informazione sul referendum a tutti i cittadini, anche tramite un opuscolo informativo redatto in forma digitale
ART. 22 – EFFETTI DEL REFERENDUM
1. La proposta sottoposta a referendum si intende approvata se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.
2. Nel caso di referendum propositivo, il risultato è vincolante e l’Amministrazione, al fine di recepire la proposta approvata nella consultazione referendaria, predispone e sottopone al Consiglio Comunale gli atti conseguenti, entro 60 giorni dalla proclamazione del risultato.
3. Nel caso di referendum confermativo, con esito sfavorevole all’atto amministrativo, il Consiglio Comunale ne dispone la revoca entro 30 giorni dalla proclamazione del risultato.
4. Nel caso di referendum abrogativo, gli effetti dell’atto deliberativo si intendono cessati a partire dal giorno successivo alla proclamazione del risultato. L’Organo che ha adottato il provvedimento abrogato provvede, entro 60 giorni, a disciplinare e sanare rapporti e situazioni giuridiche o di fatto eventualmente sospesi, nel rispetto della volontà popolare espressa.
Qui il file completo in formato doc
statuto comune di Vignola (bozza di lavoro in progress)
Grazie Paolo! Ero presente anch’io come osservatore esterno (da Forlì) a quella bellissima giornata di un anno fa e già allora ringraziai sindaco ed assessore come cittadina italiana. Oggi faccio loro i miei complimenti e i miei migliori auguri per questo progetto.. che sia di esempio per tutti!
03/6/16 9:57 AM | Comment Link
23/04/2016 – La parola ai cittadini a Bisceglie e a Ruvo di Puglia | piudemocraziasestosg ha scritto
[...] Maggiori informazioni QUI e QUI [...]
04/18/16 1:16 PM | Comment Link

References: ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14

ART. 15

ART. 16

ART. 17

ART. 18

ART. 19

ART. 20

ART. 21

ART. 22