Source: http://docplayer.it/2678433-Azienda-per-i-servizi-sanitari-n-1-triestina-regolamento-sul-procedimento-amministrativo-capo-i-principi-generali.html
Timestamp: 2018-02-20 15:44:14+00:00

Document:
AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N. 1 TRIESTINA REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO CAPO I PRINCIPI GENERALI - PDF
AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N. 1 TRIESTINA REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO CAPO I PRINCIPI GENERALI
Download "AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N. 1 TRIESTINA REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO CAPO I PRINCIPI GENERALI"
1 AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N. 1 TRIESTINA REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO CAPO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 - FINALITA, AMBITO E FONTI NORMATIVE Il presente Regolamento disciplina i procedimenti amministrativi di competenza dell Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 Triestina, secondo le disposizioni della legge , n. 241 e s.m. ed i. Il amministrativo si ispira ai principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, sanciti dall art. 97 della Costituzione nonché ai criteri di economicità, efficacia, efficienza, imparzialità, ragionevolezza, proporzionalità, semplificazione, pubblicità e trasparenza ai quali si riconduce l attività della pubblica amministrazione. Gli obblighi per l A.S.S.1 - di cui alla L. 241/1990 cit. - di garantire la cipazione dell interessato al, di individuarne un Responsabile, di concluderlo entro un termine prefissato, di fissare la durata massima dei procedimenti, di disciplinare il silenzio assenso e la conferenza di servizi attengono ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all art. 117, secondo comma, lett. m) della Costituzione. Le disposizioni del presente Regolamento si applicano a tutte le articolazioni organizzative dell Azienda. All interno di ciascuna Struttura viene individuato, secondo i criteri stabiliti nel presente Regolamento, il ciascun. A tal fine, i Responsabili individuati dovranno adottare tutte le misure organizzative e funzionali necessarie, senza maggiori oneri per l Azienda. ART. 2 DEFINIZIONI Si intende per: - Procedimento amministrativo il complesso di atti e operazioni tra loro collegati e preordinati all adozione di un atto, il cd. provvedimento amministrativo. - Istruttoria la fase del diretta ad acquisire ogni elemento necessario all adozione del provvedimento finale. - Provvedimento amministrativo ogni atto tipico e nominato posto in essere dall Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 Triestina, consistente in una manifestazione di volontà destinata produrre effetti sulla sfera giuridica dei soggetti ai quali è destinato, mediante la costituzione, modificazione o estinzione di situazioni giuridiche. - Silenzio assenso si forma quando, nei casi previsti dalla legge o dal presente Regolamento, l A.S.S. n. 1 non si pronuncia, entro termini predeterminati, su una determinata istanza di e il semplice silenzio è sufficiente a determinare un tacito assenso all istanza proposta. 1
2 - Interruzione dei termini si verifica quando, nei casi previsti dalla legge o dal presente Regolamento, il computo del termine di conclusione del viene azzerato. - Sospensione dei termini si verifica quando, nei casi previsti dalla legge o dal presente Regolamento, il Responsabile stabilisce il differimento della decorrenza dei termini. - Responsabile del è il Responsabile della Struttura Operativa o Complessa o Semplice, al quale afferisce la competenza per materia o altro dipendente dallo stesso delegato. - Dirigente è il Struttura Operativa, Complessa o Semplice o in cui si articola l organizzazione dell Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 Triestina. - Responsabile è il Titolare di Posizione Organizzativa, sia incardinata all interno di una qualche Struttura Operativa, Complessa o Semplice aziendale sia in posizione autonoma. - Azienda o A.S.S. n. 1 è l Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 Triestina. ART. 3 INDIVIDUAZIONE E DURATA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI I procedimenti amministrativi di competenza dell A.S.S. n. 1 Triestina e i relativi tempi di conclusione vengono individuati negli allegati, parti integranti e sostanziali del presente Regolamento. Per ciascun così individuato, viene individuato il Responsabile, al quale il afferisce per competenza ed il termine entro il quale ciascun deve trovare conclusione. L A.S.S. n. 1 si riserva, con successivi provvedimenti, d implementare e d integrare il citato elenco che se del caso - sarà revisionato ed aggiornato annualmente nonché formalmente adottato con provvedimento della Direzione Generale. La revisione dei procedimenti e la definizione della loro tempistica compete a ciascun Dirigente di Struttura aziendale o Posizione Organizzativa. In caso di necessità di modifiche agli allegati del presente Regolamento, questa deve essere comunicata - al fine dell adozione del conseguente atto di revisione di cui al precedente capoverso nei seguenti termini: il Posizione Organizzativa al Dirigente della Struttura in cui risulta incardinato; il Dirigente della Struttura Semplice al Dirigente della Struttura Complessa in cui risulta incardinato; il Dirigente della Struttura Complessa e il Posizione Organizzativa, non incardinato in alcuna Struttura, alla Direzione Strategica. La Direzione Generale, se del caso, individua la Struttura competente a raccogliere i dati dell eventuale revisione proposta da ciascun Dirigente/Responsabile. 2
3 Nei casi in cui, per disposizione di legge o con il presente Regolamento, non venga assegnato un termine per la conclusione di un, esso si deve intendere pari a. Il rispetto della tempistica costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, in quanto la mancata o tardiva adozione del provvedimento, se di competenza del Dirigente medesimo, oppure la mancata o tardiva presentazione della bozza di provvedimento, se di competenza della Direzione Generale, costituisce elemento di valutazione della performance individuale nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del Dirigente/Responsabile e del funzionario inadempiente. Il Responsabile del può assegnare a sé o ad altro dipendente della medesima Struttura/Ufficio la responsabilità dell istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il medesimo, secondo quanto previsto al successivo CAPO III del presente Regolamento. Nel caso di inerzia da del Dirigente/Responsabile nell adottare il provvedimento conclusivo del o nel presentare la bozza di provvedimento, come meglio specificato nel precedente capoverso, il Direttore Generale nomina, nell ambito delle figure apicali dell A.S.S. n. 1, il soggetto al quale attribuire il potere sostitutivo. Nell ipotesi di omessa individuazione, il potere sostitutivo si considera attribuito, nei rispettivi ambiti di competenza, al Direttore Sanitario ed al Direttore Amministrativo, perché servendosi delle Strutture competenti o tramite la nomina di un commissario garantiscano una rapida definizione della procedura, entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto. L A.S.S. n. 1 pubblica sul sito istituzionale, in formato tabellare e con collegamento ben visibile nella homepage - per ciascun - l indicazione del soggetto al quale è attribuito il potere sostitutivo e a cui l interessato può rivolgersi in caso di inerzia del Dirigente/Responsabile, con indicazione anche dell indirizzo di posta elettronica dedicata al quale il richiedente può scrivere per chiedere l intervento sostitutivo (Circolare n. 4/12 dd del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione). Il titolare del potere sostitutivo comunica senza indugio il nominativo del Dirigente/Responsabile, ai fini dell avvio del disciplinare e, in caso di mancata ottemperanza agli obblighi derivanti dall essere titolare del potere sostitutivo, assume, oltre alla propria, anche la responsabilità del Dirigente/Responsabile che ha sostituito. Il titolare del potere sostitutivo, entro il 30 gennaio di ogni anno, comunica alla Direzione Generale i procedimenti, suddivisi per tipologia e Strutture competenti, nei quali non è stato rispettato il termine di conclusione previsto dalla legge o dal presente Regolamento. Nei provvedimenti rilasciati, in ritardo,, sono espressamente indicati il termine previsto dalla legge o dal presente Regolamento e quello effettivamente impiegato. ART. 4 PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO TRAMITE USO DI TECNOLOGIE DELL INFORMZIONE E DELLACOMUNICAZIONE La cipazione ai procedimenti amministrativi di competenza dell A.S.S. n. 1 Triestina è esercitabile anche attraverso l uso delle tecnologie dell informazione e della comunicazione, ai sensi del D.P.R n. 445 e s.m. ed i. 3
4 Il Responsabile del indica, nella comunicazione di avvio del di cui all art. 6, che le istanze e le dichiarazioni sono valide ad ogni effetto di legge se pervenute all indirizzo di posta certificata dell Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 Triestina : I cittadini, le associazioni senza scopo di lucro e altre persone giuridiche a carattere cooperativo-sociale hanno facoltà di dichiarare e di accettare a tutti gli effetti di legge che le comunicazioni nonché lo stesso provvedimento finale siano trasmessi telematicamente al proprio indirizzo di posta elettronica certificata o, nei casi consentiti, ad altro indirizzo di posta elettronica. In mancanza della dichiarazione/accettazione di cui al precedente comma, le comunicazioni inerenti al amministrativo possono avvenire senza l utilizzo di mezzi informatici, salve le modalità previste all art. 3 bis, comma 4 bis, del D.Lgs , n. 82 (cd. Codice dell Amministrazione Digitale ). Nei confronti dei professionisti e delle società a carattere imprenditoriale valgono gli obblighi di utilizzo di indirizzi di posta elettronica certificata od altro tipo di procedura telematica prevista dal D.Lgs n. 82 cit. Tra Pubbliche Amministrazioni, la trasmissione di ogni comunicazione, certificato, atto infraprocedimentale e provvedimento conclusivo avviene, salvo specifica normativa che disponga in senso contrario, in forma digitale alle reciproche caselle di posta elettronica certificata istituzionali. ART. 5 - PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO TELEMATICO All interno dell A.S.S. n. 1 l avvio del, le comunicazioni relative alla fase istruttoria e la sua conclusione avvengono avvalendosi, dove possibile, degli strumenti telematici a disposizione. Il Responsabile del, nell adempimento delle attività istruttorie, si avvale degli strumenti a disposizione atti a verificare, in modo automatico, il possesso dei requisiti di diritto e di fatto, allo scopo di limitare il più possibile gli adempimenti istruttori a carico del cittadino e, contemporaneamente, di snellire, grazie alla semplificazione delle procedure, quelli a carico dell A.S.S. n. 1. CAPO II IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO ART. 6 AVVIO DEL PROCEDIMENTO Il amministrativo ha inizio oppure per impulso d ufficio, in tutti i casi previsti dalla normativa vigente e in presenza di circostanze dalla stessa previste. In caso di avvio, i termini per la conclusione decorrono dal momento in cui l istanza viene registrata al Protocollo, sia se prodotta a mano oppure tramite posta ordinaria o raccomandata, trasmessa a mezzo posta elettronica certificata all indirizzo PEC istituzionale o, ancora, con qualsiasi altro mezzo ammesso dall ordinamento. 4
5 Nel caso di avvio per impulso d ufficio, i termini decorrono dalla data dell atto propulsivo o dal momento in cui si sia manifestato chiaramente l obbligo o l intenzione di procedere. Le istanze, le dichiarazioni e le domande, comprensive della documentazione necessaria all istruttoria, devono essere redatte per iscritto e trasmesse con le modalità sopra indicate nonché tramite l uso delle tecnologie dell informazione e della comunicazione, se formate ed inviate nel rispetto della vigente normativa. Nell ipotesi in cui l istanza pervenga ad una Struttura non competente per l istruttoria, quest ultima deve: nel caso in cui abbia già protocollato l istanza, trasmetterla senza ritardo alla Struttura competente; nel dubbio circa la competenza e nel caso in cui non abbia già protocollato l istanza, trasmetterla senza ritardo al Protocollo Generale dell A.S.S. n. 1 Triestina, che provvederà allo smistamento. ART. 7 CONFLITTO D INTERESSE Il Responsabile del nonché i titolari degli uffici competenti ad adottare pareri, valutazioni tecniche, atti endoprocedimentali ed il provvedimento finale, qualora ravvisino un conflitto d interesse hanno l obbligo di astenersi e di segnalare ogni situazione di conflitto, anche potenziale, al diretto superiore che provvede ad affidare a se stesso oppure ad altri la responsabilità del medesimo. La segnalazione del conflitto d interesse non comporta interruzione né sospensione dei termini per la conclusione del. ART. 8 COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO Si considera comunicazione di avvio del il rilascio contestuale della relativa ricevuta della presentazione dell istanza, se corrispondente alle previsioni di legge. In caso contrario, essa è trasmessa agli interessati entro il termine di 10 giorni dall inizio del. Si prescinde dalla comunicazione, in caso di procedimenti ad istanza di che si concludano nel termine di 15 giorni. La comunicazione va eseguita nei confronti dei soggetti destinatari del provvedimento finale e di coloro che, per legge, devono intervenire nonché di tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili, nei cui confronti il provvedimento finale possa arrecare un pregiudizio. La comunicazione deve contenere le seguenti indicazioni: la Struttura/Ufficio competente; l oggetto del ; il nome del Responsabile del ; la data entro cui deve concludersi il nonché i rimedi esperibili in caso di inerzia; nei procedimenti ad iniziativa di, la data di presentazione della relativa istanza; la Struttura/Ufficio, ove si possa prendere visione degli atti; 5
6 il diritto all indennizzo - nei casi di cui all art. 26 del presente Regolamento e all art. 2 bis, comma 1 bis, della L. 241/90 cit. le modalità e i termini per conseguirlo, il soggetto cui è attribuito il potere sostitutivo (art. 3 del presente Regolamento) e i termini a questo assegnati per la conclusione del. ART. 9 INTERRUZIONE E SOSPENSIONE DEI TERMINI DEL PROCEDIMENTO Il Responsabile del qualora ravvisi che la dichiarazione, domanda o istanza presenti delle irregolarità di tipo sostanziale o risulti priva di uno o più degli elementi richiesti, prima di adottare/proporre un provvedimento negativo, interrompe i termini di conclusione del, dando comunicazione delle cause di irregolarità o incompletezza nonché i termini per le presentazione della documentazione eventualmente richiesta. A seguito dell interruzione, si possono verificare le seguenti ipotesi: 1. il riavvio dei termini del e, conseguentemente, del stesso, se la presentazione degli elementi richiesti sia risultata tempestiva; 2. la conclusione del con esito negativo, nel caso in cui non siano stati presentati gli elementi richiesti entro i termini prescritti. L A.S.S. n. 1 può sospendere una sola volta e per un periodo non superiore a 30 giorni la decorrenza dei termini del amministrativo quando è necessario acquisire informazioni o certificazioni concernenti fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell A.S.S. stessa o non direttamente acquisibile presso altre pubbliche amministrazioni. L A.S.S. n. 1 trasmette a tutti gli interessati una motivata comunicazione della sospensione del, con l indicazione dei termini per la presentazione della documentazione eventualmente richiesta. Nella comunicazione sono indicati il Responsabile del e il Dirigente della Struttura nonché il soggetto o i soggetti presso i quali acquisire le informazioni o le certificazioni di che trattasi. I termini riprendono a decorrere dalla data di presentazione degli elementi richiesti o dall acquisizione delle informazioni o certificazioni. Se il soggetto interessato non presenta la documentazione richiesta a titolo integrativo, il è dichiarato concluso senza la necessità dell adozione di un formale atto conclusivo. ART. 10 PARERI OBBLIGATORI E VALUTAZIONI TECNICHE Quando vi è necessità di acquisire obbligatoriamente il parere, facoltativo o obbligatorio, da di un organo consultivo e questo non si pronunci nei termini previsti dalla legge o, in assenza, entro il termine di 20 giorni, l A.S.S. 1 può procedere indipendentemente dall acquisizione del parere. Il termine previsto al precedente capoverso si intende interrotto, per una sola volta, nel caso in cui l organo consultivo rappresenti esigenze istruttorie. Il parere richiesto deve essere reso definitivamente entro i 15 giorni successivi alla ricezione degli elementi istruttori richiesti. Le valutazioni tecniche necessarie per l adozione del provvedimento devono essere rilasciate, dagli organi/enti appositi, entro i termini prescritti per legge ovvero, in assenza, 6
7 entro 90 giorni dal ricevimento della richiesta. In mancanza, il Responsabile del deve chiedere le medesime valutazioni tecniche ad altri enti o organi della Pubblica Amministrazione, tecnicamente qualificati e competenti, o ad istituti universitari. Le disposizioni di cui ai precedenti capoversi non si applicano quando pareri e valutazioni tecniche devono essere rilasciate da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica, territoriale e della salute dei cittadini. Il Responsabile del non risponde di eventuali danni derivanti dal mancato rispetto dei termini previsti nel presente articolo, se non nel caso in cui abbia omesso di richiedere il parere. ART. 11 COMUNICAZIONE DEI MOTIVI OSTATIVI ALL ACCOGLIMENTO DELL ISTANZA Nei procedimenti a istanza di, il Responsabile del, prima di adottare/proporre il provvedimento negativo, comunica ai richiedenti, per iscritto e senza indugio, i motivi che impediscono l accoglimento dell istanza. I richiedenti possono presentare, per iscritto ed entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al precedente capoverso, le loro osservazioni, accompagnate da documentazione ritenuta utile ad asseverare le deduzioni proposte. La comunicazione di cui al primo capoverso interrompe i termini per concludere il che decorreranno nuovamente dalla data di presentazione delle osservazioni ovvero, in assenza, dalla scadenza del termine indicato nel secondo capoverso (10 gg). L eventuale mancato accoglimento delle osservazioni proposte viene motivato nel provvedimento finale. Le disposizioni contenute nel presente articolo non trovano applicazione nell ambito delle procedure concorsuali aziendali. ART. 12 CONCLUSIONE E CHIUSURA DEL PROCEDIMENTO In tutti i casi in cui il consegue obbligatoriamente ad un istanza o debba essere iniziato d ufficio, è sempre concluso mediante l adozione di un provvedimento espresso. Il si può concludere in due modi: mediante l adozione/proposta di un provvedimento espresso, per i procedimenti che lo richiedono; al verificarsi della scadenza del termine previsto dalla legge o dal presente Regolamento. Il Responsabile chiude il e ne dà comunicazione agli interessati nei seguenti casi: 1. in caso di interruzione o sospensione del, nell ipotesi in cui l interessato non abbia prodotto in termini la documentazione integrativa necessaria; 2. l interessato abbia rinunciato al ; 3. nei casi in cui il Responsabile del ravvisi la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza della domanda. 7
8 Nella comunicazione suddetta, salva l ipotesi di cui al punto 2, devono essere indicati l autorità giudiziaria alla quale è possibile ricorrere ed il relativo termine. Nell ipotesi di cui al precedente punto 3, il si conclude con un provvedimento in forma semplificata e con una motivazione consistente in un sintetico alla questione di fatto o di diritto ritenuta risolutiva. ART. 13 MOTIVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO La motivazione è lo strumento attraverso il quale l A.S.S. n. 1 rende conto della propria attività. I provvedimenti amministrativi dell A.S.S. n. 1 che non abbiano contenuto generale e che non siano di natura regolamentare o programmatoria, devono contenere un adeguata motivazione in ordine ai seguenti punti: 1. circa i presupposti di fatto e di diritto sui quali è fondata la decisione; 2. circa l interesse pubblico perseguito e la valutazione degli interessi coinvolti; 3. circa i motivi a causa dei quali il provvedimento si discosta dagli esiti dell istruttoria, avuto speciale riguardo ai pareri emessi obbligatoriamente. CAPO III I DIRIGENTI E IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO ART. 14 COMPITI DEL DIRIGENTE Il Dirigente cui fa capo la Struttura: 1. ha la responsabilità dei procedimenti nelle materie di competenza diretta della Struttura; 2. può attribuire o delegare ad altro dipendente della propria Struttura la responsabilità del amministrativo o della sola istruttoria, in tutto o in ; 3. controlla e coordina l attività dei responsabili dei singoli procedimenti; 4. esercita attività di impulso e verifica in ordine al rispetto dei termini; 5. adotta tutti gli accorgimenti che possano comportare la semplificazione dei procedimenti; 6. al verificarsi di specifiche e temporanee esigenze, ha la facoltà di assegnare determinati procedimenti a unità organizzative diverse da quelle allegate al presente Regolamento. Il Direttore Amministrativo ed il Direttore Sanitario sovrintendono alla correttezza e celerità dei procedimenti amministrativi che rientrano nella sfera della loro competenza. Il Direttore Amministrativo ed il Direttore Sanitario, d ufficio o soggetti interessati, acquisiscono, nell ambito delle reciproche sfere di competenza, i dati che monitorino il rispetto dei principi di buon andamento e dei tempi di conclusione prestabiliti, proponendo le azioni opportune, nel rispetto dell autonomia di ogni singolo Dirigente. ART. 15 ATTRIBUZIONE DELLA RESPONSABILITA DELL ISTRUTTORIA L individuazione delle Strutture cui apngono per competenza i procedimenti amministrativi dell A.S.S. n. 1 avviene sulla base dello schema organizzativo vigente e 8
9 dell attribuzione delle materie e funzioni alle diverse Strutture, così come indicato nell Atto Aziendale dell A.S.S. n. 1 Triestina Rep. n dd Per i procedimenti che coinvolgono più Strutture, l individuazione del Responsabile del è in capo alla Struttura competente all emanazione o predisposizione dell atto finale. ART RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Il Responsabile del deve: 1. valutare, ai fini della conduzione dell istruttoria, le condizioni d ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti rilevanti per l adozione del provvedimento finale; 2. accertare, d ufficio, fatti e stati che riguardano lo svolgimento dell istruttoria; 3. curare le comunicazioni, le pubblicazioni e le notificazioni previste per legge o dal presente Regolamento; 4. monitorare il regolare svolgimento e avanzamento dell istruttoria; 5. adottare, se competente in tal senso, il provvedimento finale oppure trasmettere gli atti all organo competente per l adozione. Quest ultimo, previa adeguata e congrua motivazione, ha la facoltà di discostarsi dagli esiti dell istruttoria del Responsabile. Qualora un coinvolga più Strutture ovvero vi sia la necessità di passaggi istruttori presso altre Amministrazioni ed il Responsabile ravvisi difficoltà che possono sfociare nel mancato rispetto dei termini procedimentali, deve opportunamente sollecitare i soggetti competenti, indicando, se del caso, modalità (accordi, protocolli d intesa, conferenza di servizi) che possano garantire la conclusione del nella tempistica prevista. ART. 17 IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO A PIU FASI Nei procedimenti che si compongono di più fasi, il Responsabile della fase iniziale è responsabile dell intero, salvo che venga diversamente stabilito. Nulla osta all imputazione della responsabilità di eventuali ritardi, inadempimenti ed omissioni in capo ai responsabili delle singole fasi. Il Responsabile del a più fasi si fa carico delle comunicazioni ai soggetti interessati, informandoli anche delle Strutture e dei nominativi dei rispettivi Responsabili, che intervengono nel. ART INTERVENTO NEL PROCEDIMENTO Possono intervenire nei procedimenti di competenza dell A.S.S. n. 1: 1. i destinatari del provvedimento finale; 2. i portatori di interessi pubblici o privati, di interessi diffusi, costituiti in associazioni o comitati, nei cui confronti il provvedimento possa arrecare pregiudizio. La cipazione avviene tramite: 1. visione degli atti del, salvi i casi d esclusione al diritto d accesso per legge o per regolamento aziendale; 2. trasmissione al Responsabile del di memorie scritte, pareri osservazioni e proposte. 9
10 L istanza di intervento è sottoscritta dal diretto interessato se si tratta di persone fisiche, dal legale rappresentante in caso di persone giuridiche e dal procuratore/curatore negli specifici casi previsti dalla legge. In ogni caso, non è ammesso l intervento nell ipotesi che il si sia già concluso con l adozione del provvedimento finale. CAPO IV SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA ART. 19 AUTOCERTIFICAZIONE E DECERTIFICAZIONE L A.S.S. n. 1 persegue il principio dell autocertificazione e della decertificazione. E obbligo del dipendente dell A.S.S. n. 1 acquisire d ufficio dati e certificazioni, sulla base delle dichiarazioni rilasciate dai soggetti privati. Costituisce violazione dei doveri d ufficio chiedere e ricevere un documento quando questo possa essere autocertificato dall istante. Nei casi in cui la documentazione sia già in possesso dell A.S.S. 1, sarà sufficiente una dichiarazione del soggetto privato che la documentazione è depositata agli atti dell A.S.S. 1 e che nulla è variato alla data della presentazione dell istanza. In caso di eventuali variazioni, è invece necessaria una dichiarazione, ex D.P.R. n. 445/2000 e s.m. ed i., delle variazioni intervenute, rispetto al documento già depositato. ART. 20 CONFERENZA DI SERVIZI L A.S.S. 1 indice una conferenza di servizi quando deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi, comunque denominati, da di altre Amministrazioni Pubbliche e non li ottenga entro dalla ricezione della relativa richiesta. Può, inoltre, indire una conferenza di servizi, nelle seguenti ipotesi: per l opportunità di esaminare contestualmente vari interessi pubblici coinvolti in un amministrativo; quando, nel caso di cui al primo comma, entro, sia intervenuto il dissenso di una o più Amministrazioni interpellate; quando è consentito all A.S.S. 1 di provvedere direttamente in assenza delle determinazioni delle altre Amministrazioni competenti; per l esame contestuale di interessi coinvolti in più procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesime attività o risultati; quando l attività del privato sia subordinata ad atti di consenso di competenza di più Amministrazioni Pubbliche, anche su richiesta dell interessato e sempre che l A.S.S. 1 sia competente per l adozione del provvedimento finale. In tutti i casi, previo accordo fra le Amministrazioni interessate, la conferenza di servizi è convocata e svolta avvalendosi degli strumenti informatici disponibili. Per la disciplina della conferenza dei servizi, si rinvia alle disposizioni di cui alla L. 241/1990 cit. ART. 21 ACCORDI FRA PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI 10
11 Anche al di fuori delle ipotesi dall articolo precedente, L A.S.S. 1 può sempre concludere, con altre Pubbliche Amministrazioni, accordi per disciplinare lo svolgimento, in collaborazione, di attività d interesse comune, nei termini e con le modalità di cui all art. 15 della L. n. 241/1990 cit. Detti accordi devono, necessariamente, essere sottoscritti con firma digitale ai sensi dell art. 24 del D.Lgs. n. 82/2005 cit., con firma elettronica avanzata ex art. 1, comma 1, lett. q-bis), del D.Lgs. n. 82/2005 cit., ovvero con altra firma elettronica qualificata, pena la nullità degli stessi. ART. 22 SILENZIO ASSENSO Nei procedimenti ad istanza di per il rilascio di provvedimenti amministrativi, quando l A.S.S n. 1 non si esprime entro i termini prescritti, il silenzio equivale ad un provvedimento di accoglimento dell istanza, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se l A.S.S. n. 1 non comunica all interessato - entro i termini previsti per la durata del - il provvedimento di diniego, salva l ipotesi della conferenza di servizi. Nelle ipotesi di silenzio assenso, l A.S.S. n. 1 può assumere determinazioni, in via di autotutela, previste al successivo art. 25. ART. 23 MODULISTICA E CONTROLLI Le Strutture dell A.S.S. n. 1 indicano la documentazione necessaria per l avvio del rendendo accessibile, mediante pubblicazione sul sito internet istituzionale, anche la modulistica relativa ad ogni tipo di di competenza. Ove la verifica sulle dichiarazioni rese all Azienda non consegua ad un obbligo di legge, il Responsabile del esegue controlli nei casi di fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive di certificazione oppure a campione. CAPO V EFFICACIA E VALIDITA DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO ART. 24 EFFICACIA, ESECUTIVITA ED ESECUTORIETA DEL PROVVEDIMENTO Il provvedimento diviene efficace quando, adempiuti gli obblighi di comunicazione e/o pubblicazione, è produttivo di effetti giuridici. Quando un provvedimento limita la sfera giuridica dei privati, acquisisce efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la comunicazione allo stesso. Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati, privo di carattere sanzionatorio, può contenere una motivata clausola di immediata efficacia. I provvedimenti limitativi della sfera giuridica dei privati, a carattere cautelare ed urgente, sono immediatamente efficaci. All efficacia del provvedimento consegue anche la sua immediata esecutività. L organo che ha adottato l atto ha facoltà di sospenderne l efficacia e l esecutività, quando ricorrano gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario indicando nell atto che dispone la sospensione il termine comunque non superiore a 90 giorni - che può essere prorogato o differito, per una volta soltanto e ridotto, per sopravvenute esigenze. 11
12 Nei casi previsti e secondo le modalità previste dalla legge, l A.S.S. n. 1 può imporre coattivamente l adempimento degli obblighi nei propri confronti. I termini e le modalità di esecuzione sono resi noti, al soggetto obbligato, con il provvedimento medesimo. In ipotesi di inottemperanza, l A.S.S. n. 1, previa diffida ad adempiere, può provvedere all esecuzione coattiva, nei casi e modi previsti dalla legge. Per le obbligazioni aventi ad oggetto somme di denaro, si applicano le norme per l esecuzione coattiva dei crediti dello Stato. ART. 25 AUTOTUTELA All interno dell A.S.S. n. 1, i provvedimenti amministrativi possono essere revocati dall organo che li ha adottati, nei seguenti casi: 1. per sopravvenuti motivi di pubblico interesse; 2. nel caso di mutazione della situazione di fatto o di nuova valutazione dell interesse pubblico originario. Una volta revocato, il provvedimento non produce ulteriori effetti e, in caso abbia provocato danno ai soggetti direttamente interessati, sussiste, in capo all A.S.S. n. 1, l obbligo di indennizzo. Qualora l obbligo di indennizzo sorga dalla revoca di procedimenti che incidono su rapporti negoziali, esso si misura in base al solo danno emergente, tenendo conto sia dell eventuale conoscenza o conoscibilità da dei contraenti della contrarietà all interesse pubblico dell atto revocato sia dell eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l interesse pubblico. Quando il provvedimento è illegittimo, cioè adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o incompetenza, può essere annullato d ufficio dall organo che lo ha adottato - se ne sussistano ragioni di interesse pubblico - entro un termine ragionevole, tenuto conto anche degli interessi dei destinatari e dei controinteressati. E fatta salva la possibilità di convalida del provvedimento annullabile, sussistendone le ragioni d interesse pubblico ed entro un termine ragionevole. ART OBBLIGO DI INDENNIZZO PER DANNO DA RITARDO In materia di procedimenti, per i quali l A.S.S. n. 1 ha l obbligo di pronunciarsi, si deve corrispondere, a titolo d indennizzo, per mero ritardo, una somma pari ad Euro 30,00.- per ogni giorno di ritardo nell adozione del provvedimento, a decorrere dalla scadenza del termine per l adozione del medesimo, fino ad un massimo di Euro 2.000,00.- Sono escluse le ipotesi di silenzio qualificato e di concorsi pubblici. Al fine di ottenere l indennizzo, l istante dovrà rivolgersi al funzionario titolare del potere sostitutivo di cui all art. 3 del presente Regolamento, entro il termine di 20 giorni dalla scadenza del termine fissato per la conclusione del. Le disposizioni del presente articolo risultano applicabili nei limiti di cui all art. 28 del D.L n. 69, convertito il L n. 98. ART. 27 RINVIO AD ALTRE NORME 12
13 Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente regolamento, si applicano le disposizioni della L , n. 241 e s.m. ed i., del D.P.R n. 445 e s.m. ed i., del D.Lgs., n. 33, del D.Lgs , n. 104, della L n. 190, del D.Lgs , n. 82 e s.m. ed i., e di ogni altra norma comunque applicabile e non in contrasto con i principi sanciti dalla L. n. 241/1990. ART. 28 ENTRATA IN VIGORE Il presente regolamento diventa esecutivo dalla data di pubblicazione del provvedimento di approvazione dello stesso e potrà essere modificato e/o integrato in qualsiasi momento per ragioni di opportunità e/o a seguito dell intervento di eventuali e successive disposizioni normative nazionali o regionali. Il presente regolamento è liberamente consultabile sul sito istituzionale dell Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 Triestina. All.: elenchi dei procedimenti all interno dell A.S.S. n. 1 Triestina 13
14 Foglio1 Procedimento Responsabile Attivazione Durata Coordinamento Strutture Operative Distretti Provvedimento disciplinare per i dipendenti della Struttura Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto termini di legge/regolamento aziendale Rilascio copia conforme di cartella clinica o documentazione sanitaria Direttore di Distretto/Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto Accesso formale e informale agli atti amministrativi Direttore di Distretto o suo delegato Pagina 1
15 Foglio1 Attività correlate alla medicina generale (MMG-PLS): a)prestazioni di particolare impegno professionale (PPIP); b) assistenza programmata pazienti non ambulabili (ADI-ADP) e/o ospiti di residenze protette (ARP); c) prestazioni aggiuntive Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto nei termini di Contratto Accordo Collettivo Nazionale Medicina Generale/Pediatri di Libera Scelta (MMG/PLS) Autorizzazioni cure riabilitative (ex art. 26) Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto Responsabile della Struttura o suo Autorizzazioni cure termali Entro il 30 aprile di ogni anno LR n. 25/2001 delegato o incaricato da contratto Rimborsi cure termali Direttore di Distretto o suo delegato 60 giorni Autorizzazione e fornitura presidi incontinenza e medico chirurgici (AFIR) Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto Pagina 2
16 Foglio1 Autorizzazione di alimenti per celiachia e malattie metaboliche Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto Autorizzazione fornitura ausili, protesi e ortesi Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto Nei termini di legge, su presentazione documentazione completa DPR n. 332/1999 Rilascio nulla osta per l'inserimento di pazienti in RSA extra provincia / extra regione Direttore di Distretto o suo delegato su presentazione di documentazione completa Autorizzazione per prestazioni sanitarie per utenti residenti a Trieste e domiciliati fuori Provincia/Regione Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto su presentazione di documentazione completa Rimborsi all'utenza (visite occasionali fuori Provincia e Regione/vaccini desensibilizzanti) Direttore di Distretto o suo delegato Concessione indennità tubercolare Direttore di Distretto o suo delegato Iscrizione SSR, scelta / revoca medico di famiglia, registrazione esenzioni ticket per patologia / invalidità / gravidanza, variazione dati anagrafe sanitaria, rilascio attestati di diritto CEE e convenzioni bilaterali Direttore di Distretto o suo delegato A vista, su presentazione documentazione completa Pagina 3
17 Foglio1 Accoglimento richieste per cure mediche all'estero Responsabile struttura o suo delegato dal parere della Commissione Regionale Accoglimento richieste di rimborso costi sostenuti da degli utenti ASS 1 per prestazioni sanitarie urgenti e/o di ricovero ricevute all'estero Direttore di Distretto o suo delegato 90 giorni dalla risposta dell'istituzione estera Assunzione mobilità sanitaria internazionale attiva per recupero crediti dell'ambito ASS 1 Direttore di Distretto o suo delegato Termini di legge, su indicazioni periodiche del Ministero Assunzione mobilità sanitaria internazionale passiva per controllo legittimità addebiti dell'ambito ASS 1 Direttore di Distretto o suo delegato Termini di legge, su indicazioni periodiche del Ministero Procedura di convenzionamento con strutture pubbliche e private per contributi abbattimento retta e/o rimborso oneri assistenza sanitaria Direttore di Distretto o suo delegato entro 90 giorni pagamento contributi secondo convenzione Contributi per modifica strumenti di guida per utenti con problemi di deambulazione permanenti Direttore di Distretto o suo delegato 90 giorni dall'autorizzazione regionale Relazioni sociali, psicologiche, psicosociali richieste dal Tribunale dei minori e/o da altri Enti e/o dal Tribunale Ordinario Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto come da richiesta Autorità Giudiziaria Pagina 4
18 Foglio1 Certificazione di handicap scolastico Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto dalla data del certificato della Commissione Medica (se non già agli atti) L. 104/1992 Certificazione di diagnosi funzionale Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto dalla data del certificato della Commissione Medica (se non già agli atti) L. 104/1992 Studi di coppia per aspiranti all'adozione nazione ed internazionale Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto 120 giorni art. 19, comma 4, L.149/01 che modifica L.184/83 Impegno all'esecuzione della presa in carico post-adottiva e alla produzione relazioni tecniche sui risultati del controllo sulle condizioni di vita e di crescita del minore adottato da produrre allo Stato estero che ne fa richiesta secondo la legislazione interna Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto tempi stabiliti dall'autorità Giudiziaria dello Stato Estero in fase di abbinamento Relazioni tecniche relative al periodo di affidamento preadottivo Responsabile della Struttura o suo delegato o incaricato da contratto 1 anno dall'ingresso in Italia del minore per l'adozione internazionale e dall'affidamento preadottivo per quella nazionale Pagina 5
19 Responsabile Procedimento Attivazione Durata DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE Copia autentica della cartella clinica e/o documentazione sanitaria e/o documentazione sanitaria rilasciata su richiesta di avente diritto Rilascio certificazioni o relazioni ad utenti Relazioni mediche, psicologiche e valutazioni multidisciplinari (anche congiunte con altri Servizi) per Tribunale, Casa Circondariale, Enti Pubblici, Fondazioni benefiche, Ater, studi legali e altri Direttore Dipartimento delle Dipendenze Dirigente medico o dirigente psicologo certificante Responsabili di Struttura Semplice immediato immediato Certificati di ricovero Dirigente medico SSDL immediato Esenzioni al pagamento del ticket per patologia Giustificativi per gli assistiti e/o familari aventi diritto per assenza dal lavoro Dirigente medico Dirigente medico immediato immediato Relazioni mediche per Commissione Medica Locale Patente per revisione della patente di guida Dirigente medico la relazione viene redatta a conclusione del programma terapeutico previsto Pagina 1
20 Responsabile Procedimento Attivazione Durata Certificazione a conclusione di accertamenti di secondo livello per lavoratori con mansioni a rischio segnalati dal medico competente Relazioni alle Prefetture per inizio, andamento, interruzione, conclusione di programmi terapeutico-riabilitativi Dirigente medico Dirigente medico o dirigente psicologo certificante la relazione viene redatta a conclusione del programma terapeutico previsto la relazione viene redatta a conclusione del programma terapeutico previsto Relazioni di assenza di dipendenza per adozione, porto d'armi, carriera militare ecc. Dirigente medico o dirigente psicologo certificante Stipula di convenzioni con Pubbliche Direttore Dipartimento Amministrazioni e Agenzie varie, dove delle Dipendenze richiesta, per la realizzazione di progetti del DDD realizzati con fondi vincolati la relazione viene redatta a conclusione del programma terapeutico previsto le tempistiche per la conclusione del sono definite, di volta in volta, dal progetto Convenzioni con Cooperative, Direttore Dipartimento Comunità Terapeutiche, Associazioni di delle Dipendenze Volontariato o privato sociale per la gestione di attività attinenti i Servizi del DDD Invio rendicontazione finale delle attività e delle spese sostenute per progetti del DDD a valenza regionale, nazionale o europeo attivati con fondi vincolati Direttore Dipartimento delle Dipendenze il termine per la rendicontazione dipende da quanto previsto dal progetto Pagina 2

References: ART. 1
 art. 97
 art. 117
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 art. 6
 art. 3
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 art. 26
 art. 2
 ART. 9
 ART. 10
 ART. 11
 ART. 12
 ART. 13
 ART. 14
 ART. 15
 ART. 17
 ART. 19
 ART. 20
 ART. 21
 art. 15
 art. 24
 art. 1
 ART. 22
 art. 25
 ART. 23
 ART. 24
 ART. 25
 art. 3
 art. 28
 ART. 27
 ART. 28
 art. 26
 art. 19