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Timestamp: 2015-03-31 23:49:11+00:00

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Codice Procedura Penale: Procedimento per decreto (artt. 459-464)
STUDIO AVVOCATO PENALE: Codice Procedura Penale
Art. 459. Casi di procedimento per decreto.
1. Nei procedimenti per reati perseguibili di ufficio ed in quelli perseguibili a querela se questa � stata validamente presentata e se il querelante non ha nella stessa dichiarato di opporvisi, il pubblico ministero, quando ritiene che si debba applicare soltanto una pena pecuniaria, anche se inflitta in sostituzione di una pena detentiva, pu� presentare al giudice per le indagini preliminari, entro sei mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale il reato � attribuito � iscritto nel registro delle notizie di reato e previa trasmissione del fascicolo, richiesta motivata di emissione del decreto penale di condanna, indicando la misura della pena.
2. Il pubblico ministero pu� chiedere l'applicazione di una pena diminuita sino alla met� rispetto al minimo edittale.
4. Del decreto penale � data comunicazione al querelante.
5. Il procedimento per decreto non � ammesso quando risulta la necessit� di applicare una misura di sicurezza personale.
Art. 460. Requisiti del decreto di condanna.
a) le generalit� dell'imputato o le altre indicazioni personali che valgano a identificarlo nonch�, quando occorre, quelle della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria;
c) la concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la decisione � fondata, comprese le ragioni dell'eventuale diminuzione della pena al di sotto del minimo edittale;
e) l'avviso che l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria possono proporre opposizione entro quindici giorni dalla notificazione del decreto e che l'imputato pu� chiedere mediante l'opposizione il giudizio immediato ovvero il giudizio abbreviato o l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444;
g) l'avviso che l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria hanno la facolt� di nominare un difensore;
2. Con il decreto di condanna il giudice applica la pena nella misura richiesta dal pubblico ministero indicando l'entit� dell'eventuale diminuzione della pena stessa al di sotto del minimo edittale; ordina la confisca, nei casi previsti dall'articolo 240, secondo comma, del codice penale, o la restituzione delle cose sequestrate; concede la sospensione condizionale della pena]. Nei casi previsti dagli articoli 196 e 197 del codice penale, dichiara altres� la responsabilit� della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria .
3. Copia del decreto � comunicata al pubblico ministero ed � notificata con il precetto al condannato, al difensore d'ufficio o al difensore di fiducia eventualmente nominato ed alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria.
4. Se non � possibile eseguire la notificazione per irreperibilit� dell'imputato, il giudice revoca il decreto penale di condanna e restituisce gli atti al pubblico ministero. (1)
5. Il decreto penale di condanna non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento, n� l'applicazione di pene accessorie. Anche se divenuto esecutivo non ha efficacia di giudicato nel giudizio civile o amministrativo. Il reato � estinto se nel termine di cinque anni, quando il decreto concerne un delitto, ovvero di due anni, quando il decreto concerne una contravvenzione, l'imputato non commette un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole. In questo caso si estingue ogni effetto penale e la condanna non � comunque di ostacolo alla concessione di una successiva sospensione condizionale della pena.
(1) La Corte costituzionale con sentenza 18 novembre 2000, n. 504 ha dichiarato l'illegittimit� del presente comma nella parte in cui non prevede la revoca del decreto penale di condanna e la restituzione degli atti al pubblico ministero anche nel caso in cui non sia possibile la notificazione nel domicilio dichiarato a norma dell'art. 161 c.p.p..
2. La dichiarazione di opposizione deve indicare, a pena di inammissibilit�, gli estremi del decreto di condanna, la data del medesimo e il giudice che lo ha emesso. Ove non abbia gi� provveduto in precedenza, nella dichiarazione l'opponente pu� nominare un difensore di fiducia.
3. Con l'atto di opposizione l'imputato pu� chiedere al giudice che ha emesso il decreto di condanna il giudizio immediato ovvero il giudizio abbreviato o l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444.
4. L'opposizione � inammissibile, oltre che nei casi indicati nel comma 2, quando � proposta fuori termine o da persona non legittimata.
5. Se non � proposta opposizione o se questa � dichiarata inammissibile, il giudice che ha emesso il decreto di condanna ne ordina l'esecuzione.
6. Contro l'ordinanza di inammissibilit� l'opponente pu� proporre ricorso per cassazione.
1. L'esecuzione del decreto di condanna pronunciato a carico di pi� persone imputate dello stesso reato rimane sospesa nei confronti di coloro che non hanno proposto opposizione fino a quando il giudizio conseguente all'opposizione proposta da altri coimputati non sia definito con pronuncia irrevocabile.
2. Se l'opposizione � proposta dal solo imputato o dalla sola persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria, gli effetti si estendono anche a quella fra le dette parti che non ha proposto opposizione.
Art. 464. Giudizio conseguente all'opposizione. (1)
2. Il giudice, se � presentata domanda di oblazione contestuale all'opposizione, decide sulla domanda stessa prima di emettere i provvedimenti a norma del comma 1.
3. Nel giudizio conseguente all'opposizione, l'imputato non pu� chiedere il giudizio abbreviato o l'applicazione della pena su richiesta, n� presentare domanda di oblazione. In ogni caso, il giudice revoca il decreto penale di condanna.
4. Il giudice pu� applicare in ogni caso una pena anche diversa e pi� grave di quella fissata nel decreto di condanna e revocare i benefici gi� concessi.
5. Con la sentenza che proscioglie l'imputato perch� il fatto non sussiste, non � previsto dalla legge come reato ovvero � commesso in presenza di una causa di giustificazione, il giudice revoca il decreto di condanna anche nei confronti degli imputati dello stesso reato che non hanno proposto opposizione.
(1) La Corte costituzionale con sentenza 15 febbraio 1991, n. 81 ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del primo e secondo comma del presente articolo nella parte in cui non prevedono che il pubblico ministero in caso di dissenso sia tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui non prevede che il giudice, quando, a dibattimento concluso, ritiene ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, possa applicare all'imputato la riduzione di pena contemplata dall'art. 442, secondo comma. (2) La Corte costituzionale con sentenza 31 gennaio 1992, n. 23 ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del presente comma nella parte in cui non prevede che il giudice all'esito del dibattimento, ritenendo che il processo poteva essere definito allo stato degli atti dal giudice per le indagini preliminari, possa applicare la riduzione di pena prevista dall'art. 442, secondo comma. (3) La Corte costituzionale con sentenza 23 maggio 2003, n. 169 ha dichiarato l'illegittimit� del presente comma, secondo periodo, nella parte in cui non prevede che in caso di rigetto della richiesta di giudizio abbreviato subordinata ad una integrazione probatoria l'imputato possa rinnovare la richiesta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado e il giudice possa disporre il giudizio abbreviato.
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References: Art. 459

Art. 460
 sentenza 

Art. 464
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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