Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Civile/ultime_pubblicate
Timestamp: 2020-04-01 08:10:59+00:00

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Per il patto fiduciario con oggetto immobiliare che si innesta su un acquisto effettuato dal fiduciario per conto del fiduciante non è richiesta la forma scritta ad substantiam.
"Pactum Fiduciae" riguardante beni immobili - Forma scritta "Ad Substantiam" - Necessità - Esclusione - Conseguenze sulla domanda di esecuzione in forma specifica dell'obbligo di ritrasferimento - Dichiarazione scritta del fiduciario ricognitiva del patto fiduciario e promissiva del ritrasferimento al fiduciante - Natura di promessa di pagamento - Configurabilità - Conseguenze - Art. 1888 c.c. - Applicabilità.
La dichiarazione unilaterale scritta dal fiduciario, ricognitiva dell’intestazione fiduciaria dell’immobile e promissiva del suo ritrasferimento al fiduciante, non costituisce autonoma fonte di obbligazione, ma, rappresentando una promessa di pagamento, ha soltanto effetto confermativo del preesistente rapporto nascente dal patto fiduciario, realizzando, ai sensi dell’art. 1888 c.c., una astrazione processuale della causa, con conseguente esonero a favore del fiduciante, destinatario della contra se pronuntiatio, dell’onere della prova del rapporto fondamentale, che si presume fino a prova contraria. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 06 March 2020, n. 6459.
Natura della garanzia con clausole ‘a prima richiesta’, ‘a semplice richiesta’ o ‘senza eccezioni’.
Garanzia – Clausola “a prima richiesta”, “a semplice richiesta” o “senza eccezioni” – Natura di contratto autonomo di garanzia.
La garanzia che contiene la clausola con cui il garante si impegna al pagamento di quanto richiesto “a prima richiesta”, “a semplice richiesta” o “senza eccezioni” ha natura di contratto autonomo di garanzia, salvo che dal contesto contrattuale risulti una diversa volontà delle parti. (Carmine Volpe) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 05 March 2020.
Fallimento dell'appaltatore di opera pubblica e credito del subappaltatore, intervengono le Sezioni Unite.
Appalto di opere pubbliche – Fallimento dell'appaltatore di opera pubblica – Effetti sul credito dell’appaltatore.
Alla luce del principio secondo cui, in caso di fallimento dell'appaltatore di opera pubblica, il meccanismo delineato dal D.Lgs. n. 163 del 2006, art. 118, comma 3 - che consente alla stazione appaltante di sospendere i pagamenti in favore dell'appaltatore, in attesa delle fatture dei pagamenti effettuati da quest'ultimo al subappaltatore deve ritenersi riferito all'ipotesi in cui il rapporto di appalto sia in corso con un'impresa in bonis e, dunque, non è applicabile nel caso in cui, con la dichiarazione di fallimento, il contratto di appalto si scioglie; ne consegue che al curatore è dovuto dalla stazione appaltante il corrispettivo delle prestazioni eseguite fino all'intervenuto scioglimento del contratto e che il subappaltatore deve essere considerato un creditore concorsuale dell'appaltatore come gli altri, da soddisfare nel rispetto della par condicio creditorum e dell'ordine delle cause di prelazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 02 March 2020, n. 5685.
Legittimazione attiva del cessionario di credito bancario.
Cessione di credito bancario - Legittimazione del presunto cessionario - Prova.
Conseguentemente, in difetto di produzione del contratto di cessione, deve essere sospesa la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo. (Federico Gambini) (Luca Zamagni) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27 February 2020.
In tema di illecito anticoncorrenziale, nelle azioni risarcitorie proposte prima del 26 novembre 2014 non trovano applicazione le norme sulla sospensione della prescrizione.
Illecito anticoncorrenziale - Risarcimento del danno - Nuove norme sulla sospensione della prescrizione - Applicazione retroattiva - Esclusione - Prescrizione quinquennale - Decorrenza - Pubblicità dell'avvio del procedimento.
In tema di illecito anticoncorrenziale, nelle azioni risarcitorie proposte prima del 26 novembre 2014 non trovano applicazione le norme sulla sospensione della prescrizione del relativo diritto previste dall’art. 8 del d.lgs. n. 3 del 2017, sicchè nelle dette azioni il termine di prescrizione quinquennale comincia a decorrere dal momento in cui sia stato avviato, con pubblicità legale, il procedimento innanzi all’AGCOM per l’accertamento dell’abuso di posizione dominante. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 February 2020, n. 5381.
Responsabilità della compagnia di assicurazioni e della banca per l’invio a mezzo posta degli assegni di traenza.
In sede di accertamento della responsabilità della banca negoziatrice, per l’incasso di assegni di traenza da soggetti a ciò non legittimati, vi è concorso di colpa ex art. 1227 c.c. nel comportamento imprudente della compagnia assicurativa che, pur conoscendo il rischio che siano commessi illeciti con gli assegni di traenza, in quanto fenomeno non nuovo e ben noto agli operatori del settore, continui ad inviare via posta ordinaria gli assegni, invece di prediligere altre forme di pagamento o consegna dell’assegno. (Maria Maddalena Giungato) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 February 2020.
Effetto interruttivo della prescrizione istantaneo e non permanente quando la procedura esecutiva si arresta per causa ascrivibile al creditore procedente.
Opposizione all’esecuzione – Eccezione di prescrizione – Effetto istantaneo della prescrizione – Richiesta di sospensiva – Ammissibilità.
Nel caso in cui venga sollevata l’eccezione di prescrizione delle somme, portate da un contratto di mutuo ipotecario, e la banca deduce l’effetto interruttivo della prescrizione, perché in danno ai debitori esecutati era pendente un'altra procedura di espropriazione immobiliare, l’effetto interruttivo della prescrizione è da considerarsi istantaneo e non permanente, se la procedura esecutiva si è arrestata per un comportamento ascrivibile al creditore procedente.
L’eccezione di prescrizione, giustifica l’accoglimento della richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva del contratto di mutuo ipotecario. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 20 February 2020.
La nullità della fideiussione a fondamento dell'azione revocatoria è rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità, ma non può essere accertata sulla base di una 'nuda' eccezione sollevata per la prima volta in cassazione.
Responsabilità patrimoniale - Conservazione della garanzia patrimoniale - Revocatoria ordinaria (azione pauliana) - Rapporti con la simulazione - Condizioni e presupposti (esistenza del credito, "eventus damni, consilium fraudis et scientia damni".
La nullità della fideiussione posta a fondamento dell'azione revocatoria è rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità, ma non può essere accertata sulla base di una "nuda" eccezione, sollevata per la prima volta con il ricorso per cassazione, basata su contestazioni in fatto in precedenza mai effettuate, a fronte della quale l'intimato sarebbe costretto a subire il "vulnus" delle maturate preclusioni processuali. (Nella specie, un istituto di credito ha esercitato l'azione revocatoria nei confronti di alcuni fideiussori e questi ultimi hanno eccepito, solo davanti alla S.C., la nullità della garanzia da loro prestata perché conforme ad uno schema contrattuale elaborato dall'ABI, in tema di clausole da apporre alle fideiussioni, dichiarato illegittimo dall'Autorità competente in quanto conseguente ad un'intesa fra imprese restrittiva della concorrenza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 February 2020, n. 4175.
Il danno all'immagine ed alla reputazione inteso come danno conseguenza non sussiste 'in re ipsa'.
Il danno all'immagine ed alla reputazione (nella specie, per un articolo asseritamente diffamatorio), inteso come "danno conseguenza", non sussiste "in re ipsa", dovendo essere allegato e provato da chi ne domanda il risarcimento. Pertanto, la sua liquidazione deve essere compiuta dal giudice, con accertamento in fatto non sindacabile in sede di legittimità, sulla base non di valutazioni astratte, bensì del concreto pregiudizio presumibilmente patito dalla vittima, per come da questa dedotto e dimostrato, anche attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti, che siano fondate, però, su elementi indiziari diversi dal fatto in sé, ed assumendo quali parametri di riferimento la diffusione dello scritto, la rilevanza dell'offesa e la posizione sociale della vittima. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 18 February 2020, n. 4005.
Il danno cagionato dalla fauna selvatica è risarcibile dalla P.A. ex art. 2043 c.c..
Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. - Fondamento - Entrata in vigore della l. n. 157 del 1992 - Irrilevanza - Onere probatorio - Contenuto - Obbligo di predisporre dispositivi specifici - Sussistenza - Presupposti.
In tema di responsabilità extracontrattuale, il danno cagionato dalla fauna selvatica in circolazione è risarcibile dalla P.A. non ex art. 2052 c.c., essendo lo stato di libertà della selvaggina incompatibile con qualsiasi obbligo di custodia, ma, anche dopo l'entrata in vigore della l. n. 157 del 1992, in forza dell'art. 2043 c.c., con la conseguenza che spetta al danneggiato provare la condotta colposa causalmente efficiente dell'ente pubblico. In particolare, il dovere della P.A. di predisporre dispositivi specifici per avvisare dei rischi o scoraggiare l'attraversamento degli animali può trovare fondamento solo in norme particolari poste a tutela di chi si trovi ad attraversare un certo territorio in una situazione di concreto pericolo, da valutare "ex ante", quale è, con riguardo all'utilizzo della rete viaria, l'art. 84, comma 2, reg. es. c.d.s., che impone, a fini general-preventivi e sulla base di un principio di precauzione, l'installazione di segnali "quando esiste una reale situazione di pericolo sulla strada, non percepibile con tempestività da un conducente che osservi le normali regole di prudenza". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 18 February 2020, n. 4004.
L'atto di destinazione di un bene ex art. 2645 ter c.c. ha normalmente natura unilaterale e gratuita.
L'atto di semplice destinazione di un bene (senza il trasferimento della proprietà dello stesso) alla soddisfazione di determinate esigenze, ai sensi dell'art. 2645 ter c.c., costituisce, di regola, un negozio unilaterale - non perfezionandosi con l'incontro delle volontà di due o più soggetti, ma essendo sufficiente la sola dichiarazione di volontà del disponente - e a titolo gratuito, in quanto di per sé determina un sacrificio patrimoniale da parte del disponente, che non trova contropartita in una attribuzione in suo favore; esso resta tale anche se, nel contesto di un atto pubblico dal contenuto più ampio, ciascuno dei beneficiari del vincolo abbia a sua volta destinato propri beni in favore delle esigenze di tutti gli altri - risultando in tal caso i diversi negozi di destinazione solo occasionalmente contenuti nel medesimo atto pubblico notarile -, salvo che risulti diversamente, sulla base di una puntuale ricostruzione del contenuto effettivo della volontà delle parti e della causa concreta del complessivo negozio dalle stesse posto in essere. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 13 February 2020, n. 3697.
La notificazione della cartella di pagamento quale pre-condizione della conversione delle pene pecuniarie non pagate.
Esecuzione - Pena pecuniaria - Riscossione coattiva a mezzo ruolo - Omessa notificazione della cartella di pagamento - Conversione per insolvibilità del condannato - Inammissibilità.
In mancanza della notificazione al debitore della cartella di pagamento non può essere attivata dal pubblico ministero la procedura di conversione della pena pecuniaria: e ciò, neppure nell’ipotesi di cui all’art. 238-bis, comma 3, d.p.r. 115/2002, che prevede l’attivazione della procedura di conversione se, decorsi 24 mesi dalla presa in carico del ruolo da parte dell’agente di riscossione, non risulti esperita alcuna attività esecutiva. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 11 February 2020.
Sottoscrizione di assegno da parte di amministratore di s.p.a. e illegittimo addebito sul conto personale della persona fisica.
Assegno – Sottoscrizione amministratore s.p.a. – Timbro sociale – Assunzione obbligazione cartolare nel nome della società – Legittimità
Assegno – Sottoscrizione amministratore s.p.a. – Timbro sociale – Assunzione obbligazione cartolare in nome altrui – Addebito della banca sul conto personale dell’amministratore – Illegittimità.
Dal combinato disposto degli artt. 11 e 14 della legge assegni si trae il principio per cui l’assegno sottoscritto dall’amministratore di una s.p.a., con espressa indicazione della relativa carica, nonché il timbro della società, comporta la legittima assunzione dell’obbligazione cartolare da parte della società, dal momento che emerge dal contesto letterale il collegamento tra il firmatario e l’ente.
In presenza di un assegno emesso dall’amministratore di una s.p.a. contenente la sua sottoscrizione, l’indicazione della carica ricoperta e il timbro della società, risulta illegittimo il comportamento della banca che, onorando l’assegno, addebiti la somma sul conto personale dell’amministratore. (Benedetta Bonfanti) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 10 February 2020, n. 3070.
Quando la vendita sottoscosto o comunque a prezzi non immediatamente remunerativi è contraria ai doveri di correttezza.
Vendita di prodotti sottoscosto – Atto di concorrenza sleale – Configurabilità – Condizioni.
La vendita sottoscosto o comunque a prezzi non immediatamente remunerativi, è contraria ai doveri di correttezza ex art. 2598, comma 1, n. 3), c.c. solo se si connota come "illecito antitrust", in quanto posta in essere da un'impresa in posizione dominante e praticata con finalità predatorie di soppressione della concorrenza, traducendosi così in un danno per i consumatori ed il mercato, realizzandosi in tale ipotesi l'illecito concorrenziale da "dumping" interno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 February 2020, n. 2980.
La decorrenza degli effetti della risoluzione conseguente a diffida ad adempiere non è nella disponibilità del creditore.
Titoletti (cd.neretti): diffida ad adempiere – Operatività ex lege – Effetto risolutivo – Modificabilità – Interesse – Creditore – Indisponibilità.
Il creditore che ha assegnato al debitore il termine per l’adempimento mediante diffida ad adempiere non può modificare la data dell’effetto risolutivo del contratto, che si produce automaticamente trascorso il termine ivi indicato. Difatti, se pur l’istituto della diffida ad adempiere realizza il fine di soddisfare l’interesse del creditore a fronte dell’inadempimento del debitore, non può tuttavia rappresentare uno strumento di alterazione della certezza contrattuale posta a tutela di entrambi i contraenti, stante la natura essenziale e perentoria del termine intimato con la diffida. (Laura Rizzi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 29 January 2020.
Legittimazione attiva della banca cessionaria per risarcimento danni cagionati dal professionista nel rapporto con il cedente.
Legittimazione attiva – Cessione di ramo d’azienda – Risarcimento danni per responsabilità professionale – Contratto a favore di terzi.
La banca cessionaria nella cessione di ramo di azienda comprendente un contratto di mutuo è legittimata ad agire nei confronti del professionista per il risarcimento del danno patrimoniale subito in conseguenza del comportamento negligente tenuto dal perito dell’immobile sul quale viene iscritta ipoteca a garanzia del mutuo stesso.
Trova applicazione la disciplina del contratto a favore di terzi anche in assenza di un’espressa dichiarazione delle parti, qualora si evinca dalla volontà negoziale delle parti contraenti di voler attribuire al terzo la prestazione oggetto dell’accordo. (Enrico Scoccini) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 27 January 2020.
Il giudice può fare ricorso al criterio della liquidazione equitativa del danno anche senza domanda di parte.
Il giudice può fare ricorso al criterio della liquidazione equitativa del danno ex art. 1226 c.c., ove ne sussistano le condizioni, anche senza domanda di parte, trattandosi di criterio rimesso al suo prudente apprezzamento. Tale facoltà può essere esercitata d'ufficio pure dal giudice di appello. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 24 January 2020, n. 1636.
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References: Art. 1888
 art. 118
 art. 1227
 art. 2043
 art. 2052
 art. 2645
 art. 2598
 art. 1226