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Timestamp: 2017-10-18 18:33:37+00:00

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza n. 17995 dell’1 settembre 2011. L’accertamento dei presupposti per l’azione revocatoria fallimentare va compiuto al momento del contratto definitivo di vendita del bene e non a quello di sottoscrizione del preliminare.
By Avv. Renato D'Isa on 1 settembre 2011 • ( Lascia un commento )
Corte di cassazione – Sezione I civile – Sentenza 1 settembre 2011 n. 17995. L’accertamento dei presupposti per l’azione revocatoria fallimentare va compiuto al momento del contratto definitivo di vendita del bene e non a quello di sottoscrizione del preliminare.
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza n. 17995 dell’1.9.2011
Cosi deciso dalla I sezione civile della Cassazione, la quale ha confermato la decisione emessa dalla Corte d’appello di Firenze che aveva dichiarato, in accoglimento della domanda svolta dal Fallimento, inefficace , ex art. 67 l.f.[2], nei confronti del fallimento di un imprenditore la vendita, alla società convenuta, di un opificio industriale con annessi terreni agricoli, aderendo al consolidato indirizzo giurisprudenziale di legittimità e di merito secondo cui, nel caso di revocatoria fallimentare di una compravendita stipulata in adempimento di un contratto preliminare, l’accertamento dei presupposti dell’azione va compiuto con riferimento alla data del contratto definitivo.
Solo con la stipula del contratto di trasferimento, infatti, l’immobile esce dal patrimonio del fallito ed è così sottratto alla garanzia dei creditori.
Nel caso de quo le parti con un preliminare sottoscritto in data anteriore al periodo sospetto avevano regolato gli assetti sostanziali dell’operazione e non li avevano più modificati.
Per questo motivo la società acquirente aveva chiesto di considerare il valore del complesso al momento del preliminare avente valore di definitivo, ma già la Corte d’Appello aveva inteso di escludere che a tale scrittura potesse essere attribuita tale natura.
La tesi non ha trovato seguito neanche in Cassazione.
[2] Art. 67. Atti a titolo oneroso, pagamenti, garanzie.
Sono altresì’ revocati, se il curatore prova che l’altra parte conosceva lo stato d’insolvenza del debitore, i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili, gli atti a titolo oneroso e quelli costitutivi di un diritto di prelazione per debiti, anche di terzi, contestualmente creati, se compiuti entro sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento.
c) le vendite ed i preliminari di vendita trascritti ai sensi dell’art. 2645-bis del codice civile, i cui effetti non siano cessati ai sensi del comma terzo della suddetta disposizione, conclusi a giusto prezzo ed aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo, destinati a costituire l’abitazione principale dell’acquirente o di suoi parenti e affini entro il terzo grado; (1)
d) gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse su beni del debitore purché posti in essere in esecuzione di un piano che appaia idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria dell’impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria e la cui ragionevolezza sia attestata da un professionista iscritto nel registro dei revisori contabili e che abbia i requisiti previsti dall’art. 28, lettere a) e b) ai sensi dell’art. 2501-bis, quarto comma, del codice civile; (1)
e) gli atti, i pagamenti e le garanzie posti in essere in esecuzione del concordato preventivo, dell’amministrazione controllata, nonché dell’accordo omologato ai sensi dell’art. 182-bis;
(1) Questo comma è stato così modificato dal D.Lgs. 12 Settembre 2007, n. 169.
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Corte di Cassazione, sezione VI, Sentenza 12 luglio 2011, n. 27128. Sostanze stupefacenti: in riferimento alla sostanza sequestrata pari a Kg. 7 di hashish, essendo il complessivo quantitativo di principio attivo pari a grammi 534,82, non si applica l’aggravante dell’ingente quantità.

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 art. 67
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