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Timestamp: 2016-10-27 21:03:42+00:00

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1 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI ai sensi degli artt. 17, 28, 29 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Azienda BLUCAR Data 07/03/2013 Datore di lavoro Rossi Paolo FIRMA.. RSPP Francesca De Santis Medico Competente Ferrara Anna RLS/RLST Verdi Antonio2 DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIENDA DATI AZIENDALI Dati anagrafici Ragione Sociale Attività economica Codice ATECO BLUCAR S.n.c. Riparazione impianti elettrici e di alimentazione per autoveicoli Riparazione di impianti elettrici e di alimentazione per autoveicoli Titolare/Rappresentante Legale Nominativo Rossi Paolo Sede Legale Comune Battipaglia Provincia SA CAP Indirizzo Via Rosa Jemma 2 Pagina 2 di 493 SISTEMA DI PREVENZIONE E PROTEZIONE AZIENDALE Datore di lavoro Nominativo Data nomina Rossi Paolo Responsabile del servizio di prevenzione e protezione Nominativo Francesca De Santis Data nomina 07/01/2013 Medico Competente Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Nominativo Ferrara Anna Data nomina 12/12/2012 Nominativo Verdi Antonio Data nomina 08/11/2012 Pagina 3 di 494 ORGANIGRAMMA AZIENDALE Pagina 4 di 495 ELENCO LUOGHI DI LAVORO Di seguito, viene riportato l'elenco dei luoghi di lavoro, dalla sede agli ambienti con i relativi dati caratteristici: Indirizzo: N Telefono: Via non definita SEDE: SEDE BATTIPAGLIA Denominazione EDIFICIO Edificio A/21 Denominazione LIVELLO Interrato Piano TERRA No Denominazione AMBIENTE Superficie Officina 70,00 mq Descrizione Ambiente in cui si svolgono tutte le attività di riparazione. Di seguito è riportato l elenco dei dipendenti presenti nell ambiente: Matricola Cognome Nome Rossi Paolo Verdi Antonio Bianchi Andrea Denominazione AMBIENTE Superficie Denominazione AMBIENTE Superficie Magazzino e deposito 50,00 mq Ufficio 15,00 mq6 RELAZIONE INTRODUTTIVA OBIETTIVI E SCOPI Il presente documento, redatto ai sensi del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., ha lo scopo di effettuare la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori e predisporre le adeguate misure di prevenzione e di protezione nonché di programmare le misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. CONTENUTI Ai sensi dell art. 28 del D.Lgs. n. 81/08, il presente documento, redatto a conclusione della valutazione, contiene: una relazione circa la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute a cui sono esposti i lavoratori; l indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuale adottati, a seguito della valutazione di cui all articolo 17, comma 1, lettera a); il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; l individuazione delle procedure per l attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; l indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; l individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. Il contenuto del documento rispetta le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nel D.Lgs. 81/08. In particolare, si è proceduto a: individuare i lavoratori così come definiti all art. 2, comma 1, lettera a) del D. Lgs. 81/08; individuare le singole fasi lavorative a cui ciascun lavoratore può essere addetto; individuare i rischi a cui sono soggetti i lavoratori in funzione delle fasi lavorative a cui possono essere addetti e dei luoghi in cui svolgono le lavorazioni; analizzare e valutare i rischi a cui è esposto ogni singolo lavoratore; ricercare le metodologie operative, gli accorgimenti tecnici, le procedure di sistema che, una volta attuate, porterebbero ad ottenere un grado di sicurezza accettabile; analizzare e valutare i rischi residui comunque presenti anche dopo l attuazione di quanto previsto per il raggiungimento di un grado di sicurezza accettabile; identificare eventuali D.P.I. necessari a garantire un grado di sicurezza accettabile OMISSIS VERSIONE DEMO7 DEFINIZIONI RICORRENTI Pericolo: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni; Rischio: probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione; Valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell ambito dell organizzazione, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza; Lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l assetto dell organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell organizzazione stessa o dell unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell ubicazione e dell ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l organo di vertice medesimo; Azienda: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato; Unità produttiva: stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale; Dirigente: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l attività lavorativa e vigilando su di essa; Preposto: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa; Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all articolo 32 del D.Lgs. 81/08 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi; OMISSIS VERSIONE DEMO8 min.28 cm) BLUCAR MISURE GENERALI DI TUTELA ED EMERGENZE MISURE GENERALI DI TUTELA Sono state osservate tutte le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, come definite all art. 15 del D.Lgs. 81/08, e precisamente: E stata effettuata la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, così come descritta nel presente DVR cm Si è provveduto all eliminazione dei rischi e, ove ciò non è risultato Schermo regolabile possibile, alla loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico. PUNTO DI APPOGGIO LIBERO Sono stati rispettati i principi ergonomici nell organizzazione del Tastiera separata lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in SPAZIO SUFFICIENTE particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono 90 e di quello ripetitivo. E stata prevista a sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non EVENTUALE lo è, o è meno pericoloso. POGGIAPIEDI E stato limitato al minimo il numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti a rischio. E stato previsto un utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro. E stata data la priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale. E stato previsto il controllo sanitario dei lavoratori. Si provvederà all allontanamento del lavoratore dall esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona, adibendolo, ove possibile, ad altra mansione. E effettuata l adeguata informazione e formazione per i lavoratori, per dirigenti, i preposti e per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. E prevista la partecipazione e la consultazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. E effettuata un attenta programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l adozione di codici di condotta e di buone prassi. Sono state dettagliate le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato, compreso l uso di segnali di avvertimento e di sicurezza. E stata programmata la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti. 5 RAZZE CON RUOTE Le misure relative alla sicurezza, all igiene ed alla salute durante il lavoro non comporteranno mai oneri finanziari per i lavoratori. PROCEDURE D'EMERGENZA COMPITI E PROCEDURE GENERALI Come previsto dall art. 43, comma 1, del D.Lgs. 81/08, sono stati organizzati i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell emergenza. Sono stati, infatti, designati preventivamente i lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell emergenza. Sono stati informati tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave ed immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare. Sono stati programmati gli interventi, presi i provvedimenti e date le istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro.9 Sono stati adottati i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili. Ai fini delle designazioni si è tenuto conto delle dimensioni dell azienda e dei rischi specifici dell azienda o della unità produttiva secondo i criteri previsti nei decreti di cui all articolo 46 del D.Lgs. 81/08. In azienda sono sempre presenti gli addetti al pronto soccorso, alla prevenzione incendi ed alla evacuazione. In azienda è esposta una tabella ben visibile riportante almeno i seguenti numeri telefonici: Vigili del Fuoco Pronto soccorso Vigili Urbani Carabinieri Polizia In situazione di emergenza (incendio, infortunio, calamità) il lavoratore dovrà chiamare l addetto all emergenza che si attiverà secondo le indicazioni sotto riportate. Solo in assenza dell addetto all emergenza, il lavoratore potrà attivare la procedura sotto elencata. CHIAMATA SOCCORSI ESTERNI In caso d incendio Chiamare i VIGILI DEL FUOCO componendo il numero telefonico 115. Rispondere con calma alle domande dell operatore dei vigili del fuoco che richiederà: indirizzo e telefono dell azienda, informazioni sull incendio. Non interrompere la comunicazione finché non lo decide l operatore. Attendere i soccorsi esterni al di fuori dell azienda OMISSIS VERSIONE DEMO10 PRESIDI DI PRIMO SOCCORSO In azienda, così come previsto dall art.45, commi 1 e 2 del D.Lgs. 81/08, sono presenti i presidi sanitari indispensabili per prestare le prime cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvviso. Detti presidi sono contenuti in una Cassetta di Pronto Soccorso. CONTENUTO MINIMO DELLA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO 1. Guanti sterili monouso (5 paia) 2. Visiera para schizzi 3. Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1) 4. Flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro - 0, 9%) da 500 ml (3) 5. Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10) 6. Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2) 7. Teli sterili monouso (2) 8. Pinzette da medicazione sterili monouso (2) 9. Confezione di rete elastica di misura media (1) 10. Confezione di cotone idrofilo (1) 11. Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2) 12. Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2) 13. Un paio di forbici 14. Lacci emostatici (3) 15. Ghiaccio pronto uso (due confezioni) 16. Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2) 17. Termometro 18. Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa REQUISITI ATTREZZATURE DI LAVORO Come indicato all art. 69 del D.Lgs. 81/08, si intende per attrezzatura di lavoro qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro, mentre si intende per uso di un attrezzatura di lavoro qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l'impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio Qualsiasi zona all'interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute o la sicurezza dello stesso viene definita zona pericolosa e qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa viene definito quale lavoratore esposto. Come indicato all art. 70 del D.Lgs. 81/08, le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto. Per le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari o messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente all emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto viene controllata la conformità ai requisiti generali di sicurezza riportati nell allegato V del D.Lgs. 81/ OMISSIS VERSIONE DEMO11 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (D.P.I.) Come indicato all art. 74 del D.Lgs. 81/08, si intende per Dispositivo di Protezione Individuale, di seguito denominato DPI, qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo. Ne è stato previsto l impiego obbligatorio dei DPI quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. I DPI utilizzati sono conformi alle norme di riferimento, adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore, adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro. In caso di rischi multipli che richiedono l'uso simultaneo di più DPI, come indicati nelle schede di sicurezza riportate nel seguito, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell'uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti. Ai fini della scelta dei DPI, il datore di lavoro: ha effettuato l'analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi; ha individuato le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi stessi, tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI; ha valutato, sulla base delle informazioni e delle norme d'uso fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e le ha raffrontate con le caratteristiche individuate nella scelta degli stessi; provvederà ad aggiornare la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione. E cura del Datore di lavoro: mantenere in efficienza i DPI e assicurarne le condizioni d igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante; provvedere a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante; fornire istruzioni dettagliate, ma comprensibili per i lavoratori; destinare ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l uso di uno stesso DPI da parte di più persone, prendere misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori; stabilire le procedure aziendali da seguire, al termine dell utilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI; assicurare una formazione adeguata e organizzare uno specifico addestramento circa l uso corretto e l utilizzo pratico dei DPI.12 AGENTI CHIMICI Ai sensi dell'art. 222 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. si intende per: a. agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato; b. agenti chimici pericolosi: 1. agenti chimici classificati come sostanze pericolose ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni, nonché gli agenti che corrispondono ai criteri di classificazione come sostanze pericolose di cui al predetto decreto. Sono escluse le sostanze pericolose solo per l ambiente; 2. agenti chimici classificati come miscele pericolose ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni, nonché gli agenti che rispondono ai criteri di classificazione come preparati pericolosi di cui al predetto decreto. Sono esclusi i preparati pericolosi solo per l ambiente; 3. agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi, in base ai numeri 1 e 2, possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà chimico-fisiche, chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui è stato assegnato un valore limite di esposizione professionale. VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO Nella valutazione dei rischi, il datore di lavoro ha determinato la presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro prendendo in considerazione in particolare: OMISSIS VERSIONE DEMO13 LAVORATRICI IN STATO DI GRAVIDANZA D.Lgs. 26 marzo 2001, n 151 La tutela della salute lavoratrici madri attraverso l eliminazione o riduzione dell esposizione a fattori di rischio professionali per le gravide, per l embrione ed il feto, con particolare attenzione a fattori di rischio abortigeni, mutageni e teratogeni, ha comportato la valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento fino a sette mesi dopo il parto, per le lavoratrici addette alle lavorazioni. A seguito della suddetta valutazione, sono state individuate le seguenti misure di prevenzione e protezione di ordine generale da adottare: sono modificati i ritmi lavorativi, in modo che essi non siano eccessivi e, che non comportino una posizione particolarmente affaticante. Se richiesto dal medico competente, o se obbligatorio per legge a causa di rischi specifici, si predispone che la lavoratrice venga adibita, in via provvisoria, ad altra mansione. Le lavoratrici addette alle rispettive mansioni ed il rappresentante per la sicurezza sono stati informati sui risultati della valutazione e sulle conseguenti misure adottate OMISSIS VERSIONE DEMO14 CRITERI DI VALUTAZIONE DEI RISCHI CONSIDERAZIONI GENERALI La valutazione dei rischi di cui all articolo 17, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 81/08, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e degli agenti chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, ha riguardato tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli relativi a gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell accordo europeo dell 8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all età, alla provenienza da altri Paesi. La valutazione dei rischi cui sono esposti i lavoratori ha richiesto un attenta analisi delle situazioni specifiche nelle quali gli addetti alle varie postazioni di lavoro vengono a trovarsi durante l espletamento delle proprie mansioni. La valutazione dei rischi è: correlata con le scelte circa attrezzature, sostanze e sistemazione dei luoghi di lavoro; finalizzata all individuazione e all attuazione di idonee misure e provvedimenti da attuare. Pertanto, la valutazione dei rischi è legata sia al tipo di fase lavorativa svolta nell unità produttiva sia a situazioni determinate da sistemi quali ambiente di lavoro, strutture ed impianti utilizzati, materiali e prodotti coinvolti nei processi. Gli orientamenti considerati sono basati sui seguenti aspetti: osservazione dell ambiente di lavoro (requisiti dei locali di lavoro, vie di accesso, sicurezza delle attrezzature, microclima, illuminazione, rumore, agenti fisici e nocivi); identificazione dei compiti eseguiti sul posto di lavoro (per individuare i pericoli derivanti dalle singole mansioni); osservazione delle modalità di esecuzione del lavoro (in modo da controllare il rispetto delle procedure e se queste comportano ulteriori pericoli); esame dell ambiente per rilevare i fattori esterni che possono avere effetti negativi sul posto di lavoro (microclima, aerazione); esame dell organizzazione del lavoro; rassegna dei fattori psicologici, sociali e fisici che possono contribuire a creare stress sul lavoro e studio del modo in cui essi interagiscono fra di loro e con altri fattori nell organizzazione e nell ambiente di lavoro. Le osservazioni compiute vengono confrontate con criteri stabiliti per garantire la sicurezza e la salute, soprattutto in base a: norme legali nazionali ed internazionali; norme tecniche; norme e orientamenti pubblicati.15 METODOLOGIA E CRITERI ADOTTATI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI La valutazione dei rischi è stata effettuata utilizzando le metodiche ed i criteri ritenuti più adeguati alle situazioni lavorative aziendali, tenendo conto dei principi generali di tutela previsti dall art. 15 del D.Lgs. 81/08. Laddove la legislazione fornisce indicazioni specifiche sulle modalità di valutazione, i descrittori di rischio sono stati individuati sulla base di norme tecniche e/o linee guida di riferimento, avvalendosi anche delle informazioni contenute in banche dati istituzionali, nazionali ed internazionali (Es.: Rumore, Vibrazioni. Movimentazione manuale dei carichi, ecc.). In assenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità di valutazione, sono stati adottati criteri basati sull esperienza e conoscenza delle effettive condizioni lavorative dell azienda e, ove disponibili, su strumenti di supporto, dati desumibili dal registro infortuni, profili di rischio, indici infortunistici, dinamiche infortunistiche, liste di controllo, norme tecniche, istruzioni di uso e manutenzione, ecc. In tal caso, l entità dei rischi viene ricavata assegnando un opportuno valore alla probabilità di accadimento (P) ed alla gravità del danno (D). Dalla combinazione di tali grandezze si ricava la matrice di rischio la cui entità è data dalla relazione: R = P X D Alla probabilità di accadimento dell'evento P è associato un indice numerico rappresentato nella seguente tabella: 1 Improbabile 2 Poco probabile 3 Probabile 4 M. Probabile PROBABILITA' DELL'EVENTO Non si ha notizia di infortuni verificatisi in analoghe condizioni di lavoro, per cui il verificarsi dell'evento susciterebbe stupore e incredulità. La deficienza riscontrata potrebbe provocare un danno agli addetti soltanto in concomitanza con altre situazioni sfavorevoli; si ha notizia che, in rarissime occasioni di lavoro, si sono verificati infortuni per condizioni di lavoro similari. La deficienza riscontrata potrebbe determinare un danno agli addetti, anche se non in maniera automatica, dalle statistiche si rileva che, in qualche caso, si sono verificati infortuni per analoghe condizioni di lavoro. Esiste una correlazione diretta tra l'anomalia rilevata e la possibilità che si verifichi un danno agli addetti; in analoghe condizioni di lavoro si sono verificati infortuni nella stessa azienda, per cui il verificarsi dell'infortunio non susciterebbe alcuno stupore nei vertici aziendali. La gravità del danno viene stimata analizzando la tipologia di danno, le parti del corpo che possono essere coinvolte e il numero di esposti presenti. Alla gravità del danno (D) è associato un indice numerico rappresentato nella seguente tabella: 1 Lieve GRAVITA' DEL DANNO L'evento potrebbe avere conseguenze di invalidità parziale, rapidamente reversibile, per non più di un addetto. 2 Modesto L evento potrebbe avere conseguenze di inabilità temporanea, per uno o più addetti. 3 Grave L'evento potrebbe avere conseguenze di invalidità, con postumi permanenti per uno o più addetti. 4 Gravissimo L evento potrebbe avere conseguenze di morte o di inabilità permanente, per uno o più addetti.16 MATRICE DEI RISCHI La matrice che scaturisce dalla combinazione di probabilità e danno è rappresentata in figura seguente: Entità Rischio Valori di riferimento Priorità intervento Tempi di attuazione in giorni Molto basso (1 R 1) Miglioramenti da valutare in fase di programmazione 180 Basso (2 R 4) miglioramenti da applicare a medio termine 60 Medio (6 R 9) Miglioramenti da applicare con urgenza 30 Alto (12 R 16) Miglioramenti da applicare immediatamente OMISSIS VERSIONE DEMO17 VALUTAZIONE RISCHI CICLI LAVORATIVI Di seguito, è riportata l identificazione dei pericoli e l analisi dei rischi per ogni fase di lavoro appartenente al ciclo lavorativo effettuato dall organizzazione. Per ogni fase di lavoro, attrezzatura, agente chimico e biologico sono state dettagliate le misure di prevenzione e protezione adottate. CICLO LAVORATIVO: Elettrauto L attività lavorativa comporta le attività di riparazione ordinaria e straordinaria delle parti elettriche degli autoveicoli in genere. DIAGRAMMA DI FLUSSO DELLE LAVORAZIONI18 LAY OUT VALUTAZIONE RISCHI19 FASE DI LAVORO: Accettazione L'attività è relativa al servizio accettazione delle autovetture che comporta anche il disbrigo di lavori d ufficio e l utilizzo di attrezzature d ufficio. LUOGHI DI LAVORO, ESPOSTI E MANSIONI Officina Luoghi di lavoro Mansioni/Postazioni Addetto Recupero di soccorso autovetture Elettrauto LAVORATORI ADDETTI Matricola Cognome Nome Mansioni Bianchi Andrea Addetto Recupero di soccorso autovetture Rossi Paolo Elettrauto Verdi Antonio Elettrauto MISURE GENERALI DI SICUREZZA A prescindere dai pericoli e rischi presenti, l organizzazione adotta le seguenti misure generali di sicurezza: Tipo Formazione Tecnica organizzativa Descrizione misura Corso Lavoratore_ Rischio medio Il datore di lavoro ha predisposto adeguati corsi di formazione ai lavoratori in base alla mansione ed ai rischi cui sono esposti. PERICOLI E RISCHI DELLA LAVORAZIONE La tabella che segue contiene l elenco dei rischi risultanti dall'analisi e dalla valutazione della fase di lavoro. PERICOLO: Lavori al videoterminale RISCHIO: Affaticamento visivo Probabilità di accadimento: 1 - Improbabile Gravità del danno: Entità: 3 - Grave 3 - Basso PERICOLO: Lavori al videoterminale; RISCHIO: Ergonomia Classe di Rischio: Classe di rischio 0 Entità: Rischio minimo MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA Di seguito, sono riportate le misure specifiche di sicurezza attuate in funzione dei rischi della fase di lavoro: Tipo Descrizione misura Rischio Il datore di lavoro ha correttamente progettato l'ergonomia del posto Tecnica organizzativa Ergonomia di lavoro al fine di minimizzare le rotazioni sul tronco. Il datore di lavoro ha individuato una organizzazione del lavoro che preveda pause e turnazione con altre mansioni che consentano un Ergonomia cambio della posizione eretta/seduta.20 ATTREZZATURE UTILIZZATE Di seguito, l analisi delle attrezzature utilizzate per la fase di lavoro in esame: ATTREZZATURA: Videoterminale Un videoterminale è "uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato", mentre il posto di lavoro in cui è presente un videoterminale è definito come "l'insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l'interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l'unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l'ambiente di lavoro immediatamente circostante". PERICOLI E RISCHI DELL'ATTREZZATURA La tabella che segue contiene l elenco di tutti i rischi residui risultanti dall'analisi e dalla valutazione dell'attrezzatura. Probabilità di accadimento: PERICOLO: Lavori al videoterminale; RISCHIO: Affaticamento visivo Gravità del danno: Entità: MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA 1 - Improbabile 3 - Grave 3 - Basso Di seguito, sono riportate le misure specifiche di sicurezza attuate in funzione dei rischi relativi all'attrezzatura: Tipo Descrizione misura Rischio Il datore di lavoro ha disposto che i videoterminalisti effettuino una interruzione della loro attività mediante pause ovvero cambiamento di attività Le modalità di tali interruzioni sono da Affaticamento visivo riferirsi a quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, anche aziendale. Il datore di lavoro ha predisposto che i videoterminalisti siano sottoposti a sorveglianza sanitaria con particolare riferimento:- ai rischi per la vista e per gli occhi;- ai rischi per l'apparato Affaticamento visivo muscolo-scheletrico. Il datore di lavoro ha verificato che l'illuminazione artificiale sia priva di sfarfallamenti ed effetti stroboscopici Affaticamento visivo La brillanza e/o il contrasto tra i caratteri e lo sfondo dello schermo sono facilmente regolabili Affaticamento visivo Vedere altro
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 art. 43
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 art. 69
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