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Timestamp: 2020-07-08 06:03:28+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2587 del 03/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2587 del 03/02/2011
Cassazione civile sez. trib., 03/02/2011, (ud. 14/12/2010, dep. 03/02/2011), n.2587
L.N., elettivamente domiciliato in Roma, via Muzio
Clementi n. 70, presso l’avv. Proietti Marco, che lo rappresenta e
difende unitamente all’avv. Maurizio Murdaca, giusta delega in atti;
n. 141/27/07, depositata il 19 novembre 2007.
“1. L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio n. 141/27/07, depositata il 19 novembre 2007, con la quale è stato dichiarato inammissibile l’appello – notificato a mezzo posta – dell’Ufficio, in quanto la copia dell’atto era stata depositata presso la segreteria della commissione tributaria provinciale che aveva pronunciato la sentenza impugnata oltre il termine di trenta giorni dalla notifica, in violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2, come modificato dal D.L. n. 203 del 2005, art. 3 bis, comma 7, (convertito nella L. n. 248 del 2005).
Il contribuente L.N. resiste con controricorso.
2. Il ricorso, con i cui due motivi si censura l’anzidetto ratio decidendi, appare manifestamente infondato, avendo questa Corte già avuto occasione di affermare il principio secondo il quale l’omesso deposito di copia dell’appello presso la segreteria del giudice a quo comporta l’inammissibilità dell’appello e che la mancata indicazione del termine entro cui detto adempimento va eseguito non può che essere colmata mediante l’applicazione del termine di trenta giorni stabilito dal medesimo art. 53 – attraverso il rinvio all’art. 22 – per il deposito dell’appello presso la segreteria del giudice ad quem (Cass. n. 8388 de 2010).
Alle stesse conclusioni è, d’altronde, pervenuta anche la Corte costituzionale (sentenza n. 321 del 2009 e ordinanza n. 43 del 2010), la quale ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale della norma de qua in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost..
3. Pertanto, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio per manifesta infondatezza”;
che sussistono giusti motivi, in considerazione dell’epoca in cui si è formata la citata giurisprudenza, per disporre la compensazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 53
 art. 3
 art. 53