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Timestamp: 2018-09-21 10:49:38+00:00

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Termini per impugnare la sentenza del giudice di pace
2 febbraio 2018 | Autore: Sabina Coppola
Le sentenze del giudice di pace non sono tutte appellabili e, comunque, possono essere impugnate entro termini specifici.
Hai litigato con un tuo amico ferendolo lievemente e, per questo, il giudice di pace ti ha condannato ad una pena pecuniaria. Ti sembra incredibile che non abbia capito che eri stato provocato e ti abbia condannato per cui vuoi presentare subito appello. Ma si può fare? E quali sono i termini per impugnare la sentenza del giudice di pace? Innanzitutto la sentenza del giudice di pace penale può essere appellata solo se vi è condanna ad una pena diversa da quella pecuniaria o, in caso di pena pecuniaria, soltanto nella parte relativa al risarcimento del danno. Questo significa che se, ad esempio, sei stato condannato solo a 500 euro di multa, il tuo appello potrebbe essere dichiarato inammissibile a meno che tu non faccia attenzione ad incentrarlo sulla parte della sentenza nella quale il giudice ti ha condannato anche al risarcimento del danno in favore del ragazzo che hai ferito. Ma vediamo, nel dettaglio, quali sono i termini per impugnare la sentenza del giudice di pace.
L’appello delle sentenze del giudice di pace penale
Il giudice di pace penale può assolvere l’imputato oppure condannarlo applicando:
una pena pecuniaria (cioè una multa);
la permanenza domiciliare;
il lavoro di pubblica utilità.
In caso di condanna ad una pena pecuniaria la regola prevede che la sentenza non sia impugnabile con atto di appello ma solo ricorribile in cassazione. Fa eccezione, però, il caso in cui il giudice di pace, in sentenza, preveda anche il pagamento a carico dell’imputato condannato di una somma a titolo di risarcimento per la vittima del reato. Possono proporre impugnazione contro le sentenze del giudice di pace il pubblico ministero, l’imputato e la persona offesa che (invece di presentare una regolare querela alla procura della repubblica o ai carabinieri) ha presentato un ricorso immediato chiedendo la citazione a giudizio dell’imputato.
Il giudizio di appello (delle sentenze emesse dal giudice di pace) è di competenza del giudice monocratico che ha sede nel circondario del giudice di pace che ha pronunciato la sentenza impugnata [1]. Nel giudizio di appello si applicheranno tutte le norme previste dal codice di procedura penale per i giudizi ordinari di secondo grado. Ma quali sono i termini per impugnare la sentenza del giudice di pace?
Nel processo penale, le parti hanno un preciso termine per impugnare, decorso il quale l’impugnazione sarà dichiarata inammissibile.
in caso di sentenza con motivazione contestuale (cioè se il giudice legge la motivazione contestualmente alla decisione), il termine previsto per l’impugnazione è di 15 giorni;
negli atri casi, il termine è di 30 giorni dal momento della notifica dell’avvenuto deposito alle parti private a cui spetta il diritto di impugnazione.
Nei processi civili, il giudice di pace può decidere il merito della causa secondo equità quando essa riguardi diritti disponibili delle parti ed esse gliene facciano concorde richiesta [2], oppure decide secondo equità le cause il cui valore non eccede i 2.500,00 euro, salvo determinati casi inerenti ai contratti conclusi mediante formulari o moduli [3]. Come parametro bisogna tener presente che le controversie fino a 1.100,00 euro sono sempre da considerarsi secondo equità. Tra queste quelle pronunciate secondo equità su concorde richiesta delle parti sono appellabili esclusivamente per violazione delle norme sul procedimento, per violazione di norme costituzionali o comunitarie ovvero dei principi regolatori della materia [4]. Ma quali sono i termini per impugnare la sentenza del giudice di pace?
I termini per proporre appello avverso una sentenza civile di primo grado ovvero, nel caso del giudice di pace, sono di 30 giorni [5]. Questo termine è da considerarsi perentorio (nel senso che, una volta che il termine sia decorso, la sentenza diventa definitiva e non può più essere impugnata) e comincia a decorrere da quando la sentenza viene notificata. Ciò significa che il difensore del cittadino che non condivida la sentenza civile di primo grado può proporre appello entro trenta giorni dal giorno in cui la sentenza di primo grado gli viene recapitata al domicilio eletto per il giudizio di primo grado. Se il trentesimo giorno utile per proporre appello è giorno festivo o sabato, il termine è prorogato al primo giorno successivo non festivo.
Se la notifica non arriva, il termine (definito lungo) non può superare i sei mesi dalla pubblicazione della sentenza stessa. Fa eccezione l’ipotesi in cui la parte non si sia presentata al processo (sia rimasta contumace) per non averne avuto conoscenza per nullità della citazione o della notificazione.
[1] Art. 39 D.lvo. n. 274 del 28.8.2000.
[2] Art. 114 cod. proc. civ.
[3] Art. 113 cod. proc. civ.
[4] Art. 339 cod. proc.civ.
[5] Art. 325 cod. proc.civ.

References: sentenza 
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 Art. 39
 Art. 114
 Art. 113
 Art. 339
 Art. 325