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Timestamp: 2020-08-14 22:38:21+00:00

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L'indennità da rischio radiologico
Sentenza del Tribunale di Torre Annunziata n. 1379/2016 del 28/06/2016
Con ricorso di lavoro parte ricorrente esponeva di essere dipendente dell’ASL NA 3 SUD, in servizio con la qualifica di Dirigente Medico Cardiologo e che per l’esercizio delle proprie mansioni, a decorrere dal 2008, era stato esposto professionalmente a rischio radiologico, formalmente riconosciutogli con la corresponsione della relativa indennità e del congedo aggiuntivo, solo a decorrere dal maggio del 2013. Tanto premesso, parte ricorrente adiva il giudice del lavoro chiedendo che fosse accertato e dichiarato il diritto alla indennità con conseguente condanna dell’odierna resistente al pagamento della somme a tal titolo maturate in relazione al periodo precedente indicato in ricorso, nonché che fosse accertato e dichiarato il proprio diritto alla fruizione, ai sensi dell’art 5 CCNL Comparto Sanità II biennio economico 2000/2001, di 15 gg. di ferie aggiuntive all’anno, con il conseguente diritto alla corresponsione, in suo favore, della relativa indennità sostitutiva.
La Corte costituzionale, investita della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 2 e 3, della L. 27 ottobre 1988, n. 460 per disparità di trattamento tra le due categorie di lavoratori, ovvero tra il personale medico e tecnico di radiologia e il personale esposto a rischio in modo discontinuo, temporaneo o a rotazione, con la sentenza n. 343 del 1992 non vi ha ravvisato la violazione del canone di ragionevolezza, sulla base del rilievo secondo cui la presunzione assoluta di rischio prevista solo per il personale della prima categoria, non esclude che nell'ambito del restante personale siano presenti posizioni lavorative individuali pienamente assimilabili, per la continua esposizione al rischio radiologico, a quelle proprie dei medici e tecnici di radiologia. Muovendo, inoltre, dalla natura non risarcitoria ma preventiva dell' indennità di rischio, che rappresenta un concorso alle spese che l'operatore sanitario esposto al rischio deve affrontare, a scopo profilattico e terapeutico, il Giudice delle leggi ha escluso l'incostituzionalità della norma e riconosciuto anche agli operatori diversi da quelli indicati nella L. n. 460 del 1988, art. 1, comma 2, il diritto all'indennità di rischio in misura piena, ove sia accertata l'effettiva esposizione ad un rischio di radiazioni in misura non diversa, per continuità e intensità, da quella cui si trova normalmente esposto il personale di radiologia.
Il CCNL per il comparto sanità del 20.9.2001, I biennio economico 2000- 2001, all'art. 5, ha ,infatti, previsto che "1. L'indennità di rischio radiologico spettante ai tecnici sanitari di radiologia medica - ai sensi dell'art. 54 del D.P.R. 384 del 1990 (sulla base della L. 28 marzo 1968, n. 416, come modificata dalla L. 27 ottobre 1988, n. 460) e confermata dall'art. 4 del CCNL Il biennio parte economica 1996 - 1997 del 27 giugno 1996 - a decorrere dall'entrata in vigore del presente contratto è denominata indennità professionale specifica ed è corrisposta al medesimo personale, per 12 mensilità, nella stessa misura di L. 200.000 mensili lorde.
Analogamente, per l'area della dirigenza medico-veterinaria, l'art. 29 del CCNL del 10.2.2004, integrativo del CCNL dell'8.6.2000 ha previsto che "1. L'indennità di rischio radiologico prevista dall'art. 62, comma 4, primo alinea del CCNL 5 dicembre 1996, a decorrere dall'entrata in vigore del presente contratto è denominata indennità professionale specifica ed è corrisposta ai dirigenti ivi previsti per 12 mensilità, nella stessa misura di L. 200.000 lorde (pari a Euro 103,29).
La giurisprudenza della Suprema Corte ha interpretato il complesso normativo ora evocato nel senso che, al di là dalla più ampia sorveglianza fisica della radioprotezione, l'indennità di rischio radiologico, in quanto correlata alla specificità dell'ambiente e delle condizioni di lavoro, è dovuta soltanto per il rischio qualificato che vi è connesso e non spetta allorché, ad esempio, questo venga meno per apprezzabili periodi di tempo (v., in tal senso, Cass. 19178/2013).
Al di fuori del personale medico e tecnico di radiologia, per il quale soltanto opera la presunzione assoluta di rischio ex art. 1, comma 2 della L. n. 460 del 1988, l'indennità della quale si controverte presuppone, poi, la sussistenza del rischio effettivo, e non soltanto ipotetico, di un'esposizione non occasionale, né temporanea, analoga all'esposizione del personale di radiologia (v., ex multis, Cass. 19819/2013, 4795/2012, 6853/2010). Ne deriva che, indipendentemente dalla qualifica rivestita dal personale sanitario, l'indennità deve essere riconosciuta in relazione alle peculiari posizioni dei lavoratori esposti, per intensità e continuità, al rischio normalmente sostenuto dal personale di radiologia, restando il relativo accertamento, se congruamente e logicamente motivato dal giudice di merito, esente dal giudizio di legittimità (fra le altre, Cass. n. 11238 del 2014, n. 160 del 2014, n. 4525 del 2011; n. 19178 del 2013).
Nella specie, l'adibizione del ricorrente alla struttura esposta alle radiazioni "de quibus" anche per il periodo dal novembre del 2008 all’aprile del 2013 è stata ampiamente comprovata dalle dichiarazioni testimoniali rese dai testi escussi in corso di causa.
Deve, pertanto, ritenersi sufficientemente provata la sostanziale omogeneità, nel corso degli anni e, precisamente, fin dal 2008, della situazione ambientale in cui il ricorrente ha svolto e svolge la propria attività professionale, non avendo, tra l’altro, l’ASL convenuta dedotto l’esistenza di specifiche circostanze di fatto inerenti l’eventuale mutamento della situazione ambientale in cui l’istante avrebbe operato, idonee, quindi, a giustificare l’avvenuta corresponsione delle indennità di cui è causa solo a decorrere dal maggio del 2013.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 Cass. 
 art. 1
 Cass. 
 Cass.