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Timestamp: 2020-08-15 00:02:17+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26558 del 21/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26558 del 21/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 21/12/2016, (ud. 20/10/2016, dep.21/12/2016), n. 26558
sul ricorso 26611/2015 proposto da:
ENTE AUTONOMO VOLTURNO SRL, in proprio e nella qualità di saocietà
incorporante la Circumvesuviana Srl, la Metrocampania Nordest Srl,
la Sepsa Spa, in persona dell’Amministratore Unico e legale
DEGLI AVIGNONESI 5, presso lo studio dell’avvocato ENRICO SOPRANO,
avverso la sentenza n. 7078/2014 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
20/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROSSANA MANCINO.
2. L’attuale intimato, dipendente della s.r.l. Circumvesuviana, azienda concessionaria del servizio di trasporto regionale, con mansioni di conducente di autobus addetto sia alla guida che al rilascio dei biglietti con incasso (agente unico) ha agito, per quanto in questa sede rileva, per il riconoscimento del diritto alle differenze economiche per avere svolto, nella medesima giornata lavorativa, il doppio turno di servizio nelle mansioni di agente unico.
3. La controversia riguarda esclusivamente il criterio di calcolo di tale indennità: il datore di lavoro sostiene la correttezza del proprio comportamento, quanto alla commisurazione dell’indennità, per la giornata nella quale il singolo agente abbia fornito la prestazione, alla stregua degli accordi aziendali 18.11.1988 e 17.12.2003.
4. La tesi del lavoratore, accolta dal primo giudice, ravvisa nelle disposizioni negoziali collettive (accordi collettivi 12.12.1972, 29.2.1980, 18.11.1988 e 17.12.2003) la volontà delle parti collettive di vincolare il compenso non alla qualifica o alla presenza in servizio, sibbene alla gravosità della prestazione resa, onde il diritto alla doppia indennità per le prestazioni lavorative rese con le modalità del doppio turno e, comunque, alla commisurazione dell’indennità ai turni di lavoro prestati nella giornata.
5. La Corte territoriale, decidendo sul gravame svolto da entrambe le parti, pur svolgendo la disamina degli accordi sopra menzionati nel senso dell’attribuzione dell’indennità di agente unico per ogni giornata di presenza e non già per ciascun turno di lavoro, confermava la sentenza impugnata (nel senso preteso, invece, dal lavoratore) ritenendo formato il giudicato interno.
6. Avverso tale sentenza la società ha proposto ricorso per Cassazione, deducendo, con unico motivo, violazione dell’art. 2909 c.c..
7. Il lavoratore è rimasto intimato.
8. Il ricorso è qualificabile come manifestamente fondato per avere la società ricorrente, come adeguatamente dimostrato in questa sede di legittimità, devoluto al giudice d’appello, e motivatamente prospettato, i rilievi critici avverso l’interpretazione abbracciata dal giudice di prime cure in ordine alla ritenuta identificazione, ai fini delle differenze retributive pretese, della giornata lavorativa con i turni lavorativi.
9. Non si è formato, pertanto, il giudicato interno sulla questione e all’accoglimento del ricorso segue la cassazione della sentenza impugnata in parte qua, e, per non essere necessari ulteriori accertamenti, la decisione nel merito con il rigetto dell’originaria domanda per differenze retributive per prestazione ad agente unico in doppio turno, in conformità con il principio dell’attribuzione dell’indennità di agente unico per ogni giornata di presenza, e non già per ciascun turno di lavoro, ripetutamente affermato da questa Corte di legittimità (da ultimo, fra le tante, v. Cass. n. 20338/2016 e, in precedenza, Cass. sez. sesta-L, sent. nn. 11792, 12372, 12440, 12441, 18052 del 2015 ed altre numerose conformi).
10. Le spese dei gradi di merito, in considerazione del diverso esito, vanno compensate.
11. Le spese del giudizio di legittimità, liquidate come in dispositivo, seguono soccombenza.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito, rigetta l’originaria domanda per differenze retributive per prestazione ad agente unico in doppio turno; compensa le spese dei gradi di merito; condanna la parte intimata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 100,00 per esborsi, Euro 2.000,00 per compensi professionali, oltre accessori di legge.

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