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Timestamp: 2020-08-06 20:14:36+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25653 del 14/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25653 del 14/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 14/12/2016, (ud. 26/10/2016, dep.14/12/2016), n. 25653
sul ricorso 6066-2012 proposto da:
B.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA A. FARNESE 7,
avverso la sentenza n. 21/22/2011 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del LAZIO, depositata il 28/01/2011;
26/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CRUCITTI ROBERTA;
udito l’Avvocato Maria N. Melchionna (delega Avvocato Berliri), per
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di G.E.C.B., revisore contabile e consulente aziendale, del silenzio rifiuto opposto ad istanza di rimborso dell’IRAP, versata negli anni dal 1998 e 2000, e di altra istanza relative alle annualità dal 2001 al 2005, la C.T.R. del Lazio, con la sentenza indicata in epigrafe, in accoglimento dell’appello proposto dal contribuente avverso le decisioni di primo grado sfavorevoli, affermava il diritto del contribuente al chiesto rimborso, rilevando che dall’esame degli atti non risultavano elementi di tale entità da configurare l’esistenza di una, sia pur minima, organizzazione ed aggiungendo che l’Ufficio, peraltro, non aveva fornito elementi che potessero dimostrare l’esistenza di una autonoma organizzazione.
1. Il primo motivo, con il quale si deduce, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, (nel testo vigente ratione temporis) l’insufficienza della motivazione, è fondato.
La motivazione posta dal giudice di appello, a fondamento della sua decisione, è, infatti, insufficiente laddove limitandosi ad affermare l’insussistenza di elementi (ammortamenti, spese relative agli immobili, compensi corrisposti a terzi, consumi etc) di tale entità da configurare l’esistenza di una, sia pur minima, autonoma considerazione non qualifica e non specifica, alla luce degli elementi fattuali emergenti in atti (quali quelli riportati, in ossequio al principio di autosufficienza, in ricorso) e della giurisprudenza di questa Corte (cfr. Cass. S.U. n. 9451/2016), l’entità delle spese al fine dell’esclusione del presupposto impositivo.
2. Anche il secondo motivo è fondato laddove è orientamento costante di questa Corte quello per cui in caso di istanza di rimborso l’onere probatorio grava sul contribuente.
3. Il terzo motivo, con il quale si deduce omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c., è, invece, inammissibile, trattandosi di eccezione sollevata per la prima volta in sede di controdeduzioni all’atto di appello, correttamente non esaminata dalla Commissione tributaria regionale (cfr. Cass. 14231/15).
4. Ne consegue, in accoglimento del primo e del secondo motivo di ricorso, inammissibile il terzo, la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio alla Commissione Tributaria Regionale affinchè provveda al riesame e regoli le spese processuali.
La Corte, in accoglimento del primo e del secondo motivo di ricorso, inammissibile il terzo, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per il regolamento delle spese alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, in diversa composizione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 Cass. 
 art. 112
 Cass. 
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