Source: http://www.guglielmovaccaro.it/newscommento.php?nid=551
Timestamp: 2018-06-18 17:05:25+00:00

Document:
27/02/2010 - Credito d’imposta per chi investe in formazione qualificata, stage e tirocini all’estero e torna in Italia
Finalità e natura dell’intervento
1.	La presente legge intende contribuire allo sviluppo del Paese mediante la valorizzazione delle esperienze umane, culturali e professionali maturate da cittadini italiani che - dopo aver effettuato un periodo di studi all’estero - decidono di fare rientro in Italia. A tal fine, essa definisce incentivi fiscali, sotto forma di crediti d’imposta, parametrati ai costi sostenuti per la frequenza del corso di studi all'estero.
2.	I benefici di cui alla presente legge sono attribuibili dalla data di entrata in vigore e sino all’esercizio finanziario in corso al 31 dicembre 2013. I benefici sono retroattivamente applicabili anche alle fattispecie ammissibili alla data del 20 gennaio 2009.
1.	Ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, ai soggetti individuati nel successivo articolo 3 che hanno sostenuto spese - a titolo di tasse, quote d’iscrizione e contributi - per la frequenza di corsi d’istruzione universitaria e post universitaria all’estero, è attribuito, dietro presentazione di apposita istanza, un credito d’imposta nella misura del 75 per cento delle spese sostenute, per come individuate nel successivo articolo 4, purché effettivamente risultanti a carico dei soggetti stessi e nel limite di 10.000 euro di beneficio annuo massimo.
2.	Al credito d’imposta di cui al primo comma è aggiunto, per i medesimi soggetti, un ulteriore credito d’imposta - per le altre spese sostenute all’estero per la frequenza dei predetti corsi - in misura di euro mille per singola mensilità, o parte della stessa, di frequenza all’estero.
3.	I bonus di cui alla presente legge sono utilizzabili esclusivamente in compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a partire dal primo giorno successivo al termine del corso frequentato o, se successivo, a quello di accoglimento dell’istanza di cui al successivo articolo 5. La compensazione può avvenire solo per imposte dirette, indirette e contributi previdenziali dovuti in ragione dell’esercizio di attività d’impresa, di lavoro autonomo e di lavoro dipendente, così come individuati dagli articoli 49, 53, 55 e 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Essi non concorrono alla formazione del reddito e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rilevano ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
4.	I crediti d’imposta sono attribuiti seguendo le regole per l’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti d’importanza minore stabilite nel Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006. Essi devono essere utilizzati, a pena di decadenza, entro 8 anni successivi all’assegnazione.
1.	Hanno diritto ai benefici di cui alla presente legge i cittadini comunitari che, in possesso di diploma di laurea specialistica o equivalente, frequentino, al di fuori del proprio paese d’origine e fuori dall’Italia, un corso avente le caratteristiche indicate nel successivo articolo 3 e, successivamente ed entro tre mesi dal termine del corso, confermino o trasferiscano residenza e domicilio in Italia.
Articolo 4 Caratteristiche dei corsi e costi ammissibili
1.	I bonus della presente legge sono attribuiti esclusivamente per la frequenza di corsi di specializzazione post universitaria all’estero in materie tecniche, scientifiche, economiche e giuridiche. Detti corsi dovranno essere organizzati da Università, enti ed istituti di ricerca internazionalmente riconosciuti e operanti senza scopo di lucro. La loro durata dovrà essere di almeno 6 mesi, anche non continuativi.
2.	Un’apposita commissione di 7 esperti, presieduta dal Presidente del CNR e da 3 professori universitari presso università italiane e 3 professori universitari presso università estere, è istituita presso il Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica, su nomina del Ministro. Essa avrà il compito di redigere apposito regolamento, da approvare con successivo Decreto Ministeriale, per determinare tipologia, natura e quantità dei costi ammissibili nonché per individuare le caratteristiche specifiche dei corsi che danno diritto al beneficio.
3.	La commissione di cui al precedente comma 2 dovrà, in occasione della ricezione delle istanze di assegnazione del beneficio di cui al successivo articolo 5, determinare l’ammissibilità o l’esclusione del corso proposto, tenendo conto dei requisiti stabiliti col regolamento di cui al precedente comma 2.
CAPO II MODALITA' DI RICHIESTA DEI BENEFICI FISCALI E CAUSE DI DECADENZA
1.	1. Per fruire degli incentivi fiscali previsti dalla presente legge, i potenziali beneficiari inoltrano al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate, in via telematica, un’istanza contenente gli elementi stabiliti dalle singole disposizioni agevolative, per come meglio definiti con provvedimento del direttore della medesima Agenzia. Le domande dovranno indicare il livello massimo presunto delle spese ammesse, di cui all’articolo 1 della presente legge.
2.	Le istanze possono essere presentate prima dell’iscrizione al corso o durante e dopo la sua frequenza. Nei primi due casi, e nell’eventualità di accoglimento dell’istanza, devono essere seguite, a pena di decadenza, da apposita conferma dell'effettiva frequenza del corso e di spettanza del beneficio. Questa deve essere inviata da parte dell’assegnatario dell’incentivo, entro un anno dall’assegnazione del medesimo.
3.	L’Agenzia delle entrate rilascia, in via telematica e con procedura automatizzata, certificazione della data e del protocollo di avvenuta presentazione della domanda. Successivamente, esamina le istanze dando precedenza, secondo l’ordine cronologico di presentazione, alle domande presentate negli anni precedenti, non accolte per esaurimento dei fondi stanziati e, quindi, ripresentate e, solo dopo e sempre secondo l’ordine di presentazione, alle altre domande presentate per la prima volta.
4.	L’Agenzia delle entrate comunica in via telematica, entro 30 giorni dalla data di presentazione delle domande, il diniego del contributo per la mancanza di uno degli elementi previsti, ovvero per l’esaurimento dei fondi stanziati. Il beneficio si intende concesso decorsi 30 giorni dalla presentazione dell’istanza e senza comunicazione di diniego da parte dell’Agenzia delle entrate.
5.	I soggetti non ammessi al beneficio per esaurimento dei fondi stanziati possono presentare, negli anni successivi, una nuova istanza telematica, che avrà priorità su quelle presentate per la prima volta. Le nuove istanze sono ammesse al beneficio secondo l’ordine cronologico di presentazione di quelle originarie e nei limiti delle risorse del nuovo esercizio e di quelle divenute disponibili a seguito di rinunce al credito richiesto, di mancato invio della comunicazione di cui ai commi precedenti, e di indicazione nella comunicazione presentata di minori crediti rispetto a quelli teoricamente spettanti.
6.	L’Agenzia delle entrate provvede a pubblicare, con cadenza mensile, sul proprio sito internet, il numero delle istanze pervenute e di quelle accolte, il nominativo dei beneficiari, l’ammontare totale dei contributi concessi e quello delle risorse finanziarie residue nonché i dati delle eventuali revoche, rinunce o decadenze, per ogni specifica agevolazione stabilita dalla presente legge.
7.	La data dell’accertato esaurimento dei fondi disponibili per i singoli interventi è tempestivamente comunicata con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate da pubblicarsi, con evidenza, sul sito internet della stessa Agenzia.
8.	Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, adottato entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le specifiche tecniche per la trasmissione dei dati e degli elementi stabiliti dalle singole disposizioni agevolative.
Cause di decadenza e di rideterminazione
1.	Il diritto a fruire del credito d’imposta decade: a)	se i costi effettivamente sostenuti e rendicontati, per come agevolabili ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della presente legge, sono inferiori al 75% di quanto richiesto con l’istanza di cui al precedente articolo 5; b)	se il soggetto incentivato trasferisce la sua residenza e/o il suo domicilio all’estero prima del decorso di tre anni dalla prima fruizione del beneficio.
2.	In entrambi i casi di cui al comma 1, la decadenza dal beneficio comporta il divieto di fruizione del credito d’imposta già maturato sino alla data in cui si verifica la decadenza nonché l’eventuale recupero del credito d’imposta già utilizzato in precedenza, con l’applicazione delle relative sanzioni e interessi.
1.	I benefici di cui alla presente legge possono essere concessi nei limiti massimi di spesa pari a 10 milioni di euro per l’anno 2009 e pari a 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2010.

References: articolo 3
 articolo 4
 articolo 5
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Articolo 4
 articolo 5
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