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1589399756323 Decreto Rilancio 13 maggio 2020 da Elisa Quadraccia - File PDF .it
1589399756323 Decreto Rilancio 13 maggio 2020 .pdf
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Autore: Elisa Quadraccia
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13.05.2020 ore 17.00
SCHEMA DI DECRETO-LEGGE
1. Per l’anno 2020, al fine di rafforzare l’offerta sanitaria e sociosanitaria territoriale,
necessaria a fronteggiare l’emergenza epidemiologica conseguente alla diffusione del virus
SARS-Cov-2 soprattutto in una fase di progressivo allentamento delle misure di
distanziamento sociale, con l’obiettivo di implementare e rafforzare un solido sistema di
accertamento diagnostico, monitoraggio e sorveglianza della circolazione di SARS-CoV-2,
dei casi confermati e dei loro contatti al fine di intercettare tempestivamente eventuali focolai
di trasmissione del virus, oltre ad assicurare una presa in carico precoce dei pazienti
contagiati, dei pazienti in isolamento domiciliare obbligatorio, dimessi o paucisintomatici non
ricoverati e dei pazienti in isolamento fiduciario, le regioni e le province autonome adottano
piani di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale. I piani di assistenza
territoriale contengono specifiche misure di identificazione e gestione dei contatti, di
organizzazione dell’attività di sorveglianza attiva effettuata a cura dei Dipartimenti di
Prevenzione in collaborazione con i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e
medici di continuità assistenziale nonché con le Unità speciali di continuità assistenziale,
indirizzate a un monitoraggio costante e a un tracciamento precoce dei casi e dei contatti, al
fine della relativa identificazione, dell’isolamento e del trattamento. I predetti piani sono
recepiti nei programmi operativi richiamati dall’articolo 18, comma 1, del decreto legge 17
autonome organizzano inoltre le attività di sorveglianza attiva e di monitoraggio presso le
con le risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
alberghiere ovvero di altri immobili aventi analoghe caratteristiche di idoneità, con effetti
3. Le aziende sanitarie, tramite i distretti, provvedono ad implementare le attività di
assistenza domiciliare integrata o equivalenti, per i pazienti in isolamento anche ospitati
presso le strutture individuate ai sensi del comma 2, garantendo adeguato supporto sanitario
per il monitoraggio e l’assistenza dei pazienti, nonché il supporto per le attività logistiche di
ristorazione e di erogazione dei servizi essenziali, con effetti fino al 31 dicembre 2020.
4. Le regioni e le province autonome, per garantire il massimo livello di assistenza
compatibile con le esigenze di sanità pubblica e di sicurezza delle cure in favore dei soggetti
contagiati identificati attraverso le attività di monitoraggio del rischio sanitario, nonché di
tutte le persone fragili la cui condizione risulta aggravata dall’emergenza in corso,
incrementano e indirizzano le azioni terapeutiche e assistenziali a livello domiciliare, sia con
l’obiettivo di assicurare le accresciute attività di monitoraggio e assistenza connesse
all’emergenza epidemiologica, sia per rafforzare i servizi di assistenza domiciliare integrata
per i pazienti in isolamento domiciliare o quarantenati nonché per i soggetti cronici, disabili,
con disturbi mentali, con dipendenze patologiche, non autosufficienti, e in generale per le
situazioni di fragilità tutelate ai sensi del Capo IV del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 12 gennaio 2017 “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di
cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502”, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 65 del 18.03.2017 – S.O. n. 15. A tal fine, nel
rispetto dell’autonomia regionale in materia di organizzazione dei servizi domiciliari, le
regioni e le province autonome sono autorizzate ad incrementare la spesa del personale nei
limiti indicati al comma 10.
5. Al fine di rafforzare i servizi infermieristici, con l’introduzione altresì dell’infermiere di
famiglia o di comunità, per potenziare la presa in carico sul territorio dei soggetti infettati da
SARS-CoV-2 identificati COVID-19, anche supportando le Unità speciali di continuità
assistenziale e i servizi offerti dalle cure primarie, nonché di tutti i soggetti di cui al comma 4,
le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, in deroga all’articolo 7 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono, in relazione ai modelli organizzativi regionali,
utilizzare forme di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, con
decorrenza dal 15 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, con infermieri che non si trovino
in costanza di rapporto di lavoro subordinato con strutture sanitarie e socio-sanitarie
pubbliche e private accreditate, in numero non superiore a otto unità infermieristiche ogni
50.000 abitanti. Per le attività assistenziali svolte è riconosciuto agli infermieri un compenso
lordo di 30 euro ad ora, inclusivo degli oneri riflessi, per un monte ore settimanale massimo
di 35 ore. Per le medesime finalità, a decorrere dal 1° gennaio 2021, le aziende e gli enti del
Servizio Sanitario Nazionale, possono procedere al reclutamento di infermieri in numero non
superiore ad 8 unità ogni 50.000 abitanti, attraverso assunzioni a tempo indeterminato e
comunque nei limiti di cui al comma 10.
6. Al fine di garantire una più ampia funzionalità delle Unità speciali di continuità
assistenziale di cui all’articolo 4-bis del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con
modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, è autorizzata per l’anno 2020 l’ulteriore spesa
di 61 milioni di euro a valere sul finanziamento sanitario corrente stabilito per l’anno 2020.
Per la funzionalità delle Unità speciali di continuità assistenziale di cui al periodo precedente
è consentito anche ai medici specialisti ambulatoriali convenzionati interni di far parte delle
stesse. In considerazione del ruolo attribuito alle predette Unità speciali di continuità
assistenziali, ogni Unità è tenuta a redigere apposita rendicontazione trimestrale dell’attività
all’ente sanitario di competenza che la trasmette alla regione di appartenenza. Il Ministero
della salute e il Ministero dell’economia e finanze, in sede di monitoraggio dei Piani di cui al
comma 1, possono richiedere le relative relazioni.
7. Ai fini della valutazione multidimensionale dei bisogni dei pazienti e dell'integrazione con
i servizi sociali e socio sanitari territoriali, le aziende e gli enti del Servizio sanitario
nazionale a supporto delle Unità speciali di continuità assistenziale di cui all’articolo 4-bis
n. 165, con decorrenza dal 15 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, incarichi di lavoro
assistente sociale ogni due Unità per un monte ore settimanale massimo di 24 ore. Per le
attività svolte è riconosciuto agli assistenti sociali un compenso lordo orario di 30 euro,
inclusivo degli oneri riflessi.
implementate nei piani regionali, le regioni e le province autonome provvedono
all’attivazione di centrali operative regionali, che svolgano le funzioni in raccordo con tutti i
servizi e con il sistema di emergenza-urgenza, anche mediante strumenti informativi e di
corso, il fondo di cui all’articolo 46 dell’Accordo collettivo nazionale 23 marzo 2005 e
successive modificazioni e integrazioni per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina
generale è complessivamente incrementato nell’anno 2020 dell’importo di 10 milioni di euro
per la retribuzione dell’indennità di personale infermieristico di cui all’articolo 59, comma 1,
lettera b), del medesimo Accordo collettivo nazionale. A tal fine è autorizzata l’ulteriore
spesa di 10 milioni di euro a valere sul finanziamento sanitario corrente stabilito per l’anno
10. Le regioni e le province autonome sono autorizzate, anche in deroga ai vincoli previsti
dalla legislazione vigente, ad incrementare la spesa di personale, per l’anno 2020 per
l’attuazione dei commi 4, 5, 6, 7 e 8 e a decorrere dal 2021 per l’attuazione dei commi 4, 5 e
8 fino agli importi indicati nella tabella di cui all’allegato B, che forma parte integrante del
presente decreto, a valere sulle risorse di cui al comma 11.
11. Per l’attuazione dei commi 2, 3, 4, e 8 è autorizzata, per l’anno 2020, la spesa di
838.737.983 euro. Per l’attuazione dei commi 5, 6 e 7 è autorizzata, per l’anno 2020,
rispettivamente la spesa di 332.640.000 euro, 61.000.000 euro e di 14.256.000 euro, per un
totale di 407.896.000 euro. Per l’attuazione del comma 9 è autorizzata, per l’anno 2020, la
spesa di 10.000.000 euro. A tal fine è conseguentemente incrementato, per l'anno 2020, il
livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato
per un importo complessivo di 1.256.633.983 euro. Al finanziamento di cui al presente
articolo accedono tutte le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, in deroga alle
disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie speciali il concorso regionale e
provinciale al finanziamento sanitario corrente, sulla base delle quote di accesso al
fabbisogno sanitario indistinto corrente rilevate per l’anno 2020 per un importo pari a
1.184.362.779 euro, per dare attuazione a quanto previsto nei commi da 1 a 7 e 9 del presente
articolo e sulla base delle necessità legate alla distribuzione delle centrali operative a livello
regionale per un importo pari a 72.271.204 euro, ai sensi di quanto previsto dal comma 8 del
presente articolo. La ripartizione complessiva delle somme di cui al presente articolo pari a
1.256.633.983 euro è riportata nella tabella di cui all’allegato B, che costituisce parte
integrante del presente decreto. Per le finalità di cui al comma 5, dall’anno 2021, all’onere
regioni e le province autonome e gli enti dei rispettivi servizi sanitari regionali provvedono
alla rendicontazione delle spese sostenute nell’apposito centro di costo “COV-20”, di cui
all’art. 18 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge
24 aprile 2020, n. 27. Per le finalità di cui ai commi 4 e 8, a decorrere dall’anno 2021,
all’onere complessivo di 766.466.017 euro si provvede a valere sul livello finanziamento del
fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per l’anno di riferimento. Agli
oneri derivanti dal presente comma pari a 1.256.633.983 per l’anno 2020, si provvede ai sensi
dell’articolo XXX.
A piani di assistenza territoriale (comma 1)
Al fine di rafforzare l’offerta sanitaria e sociosanitaria territoriale, necessaria a fronteggiare
l’emergenza epidemiologica conseguente alla diffusione del virus SARS-Cov-2, per l’anno
2020, le regioni e le province autonome sono chiamate ad adottare piani di potenziamento e
riorganizzazione della rete assistenziale. Detti piani devono contenere, tra l’altro, specifiche
misure di identificazione e gestione dei contatti, di organizzazione dell’attività di
sorveglianza attiva effettuata a cura dei Dipartimenti di Prevenzione in collaborazione con i
medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale
nonché con le Unità speciali di continuità assistenziale, indirizzate a un monitoraggio
costante e a un tracciamento precoce dei casi e dei contatti, al fine della relativa
identificazione, dell’isolamento e del trattamento. I predetti piani sono monitorati
congiuntamente dal Ministero della salute e dal Ministero dell’economia e delle finanze in
sede di monitoraggio dei citati programmi operativi.
B. strutture territoriali COVID19 (comma 2)
Nei casi in cui occorra disporre temporaneamente di beni immobili per far fronte ad
improrogabili esigenze connesse con l’emergenza (oltre alle procedure dell’articolo 6,
comma 7, del d.l. 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge n. 27 del 2020) è necessario
individuare e rendere disponibili all’uso strutture alberghiere, ovvero altri immobili o
strutture aventi analoghe caratteristiche di idoneità, per ospitarvi le persone in sorveglianza
sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, laddove tali misure non
possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata.
C. Potenziamento dell’attività di assistenza domiciliare (comma 3)
Le misure di distanziamento sociale e di isolamento domiciliare determinano la necessità di
implementare e indirizzare le azioni terapeutiche e assistenziali sempre più a livello
domiciliare, anche al fine di decongestionare le strutture ospedaliere e favorirne un deflusso
D. Centrali operative regionali e kit di monitoraggio (comma 4)
Ai fini della gestione delle attività di sorveglianza attiva, di particolare utilità sarà la messa a
disposizione a domicilio, dei pazienti di apparecchiature per il monitoraggio della
saturimetria, anche attraverso le app di telefonia mobile, al fine di garantire un costante
monitoraggio della saturazione di ossigeno dell’emoglobina, parametro fondamentale per
definire il setting terapeutico assistenziale più adeguato, nel modo più tempestivo possibile.
Il percorso dovrebbe, quindi, consistere nel monitoraggio continuativo domiciliare, anche in
strutture alberghiere laddove si individuino convivenze a rischio, precoce riconoscimento del
peggioramento clinico e quindi tempestiva ospedalizzazione.
Per garantire il coordinamento delle attività sanitarie e socio sanitarie territoriali, le Regioni e
le Province autonome attivano centrali operative regionali che svolgono funzioni di raccordo
con tutti i servizi e con il sistema di emergenza urgenza, anche mediante strumenti
informativi e di telemedicina. Le citate centrali si collocano, ove non ancora attivate, nel
solco delle previsioni pattizie di cui all’Accordo Stato Regioni 7 febbraio 2013 rep. atti n.
36/CSR sul documento recante: “Linee di indirizzo per la riorganizzazione del sistema di
emergenza urgenza in rapporto alla continuità assistenziale” e nel successivo Accordo Stato
Regioni 24 novembre 2016 rep. atti n. 221/CSR sul documento recante: “Linee di indirizzo
sui criteri e le modalità di attivazione del numero europeo armonizzato 166-117”.
Le Regioni, in relazione alla propria organizzazione, attivano, quindi, questa funzione di
coordinamento e comunicazione unitaria, anche telefonica, a servizio dei MMG, PLS, MCA e
loro aggregazioni, il SISP e servizi territoriali, per individuare il percorso più appropriato dei
pazienti fra ospedale e territorio. Vista la crescente complessità gestionale e la necessità di
armonizzare e sistematizzare tutte le azioni in campo, è necessario assicurare un
coordinamento unitario, a servizio dell’immane sforzo organizzativo, che permetta di
condividere indicazioni, protocolli, indirizzi, dati e risorse anche strumentali in maniera
tempestiva e capillare da parte di tutti gli operatori, fornendo contestualmente informazioni e
orientando l’utenza verso i percorsi corretti.
E. Personale infermieristico (comma 5)
Al fine di implementare l’assistenza domiciliare per garantire la presa in carico delle persone
fragili e non autosufficienti, nonché affette da Covid-19, la cui condizione di vulnerabilità
risulta aggravata dall’emergenza in corso e dalla difficoltà di accedere alle ordinarie
prestazioni territoriali che sono state in larga parte rimodulate per fronteggiare l’emergenza, è
potenziato il servizio di assistenza infermieristica sul territorio
F. Unità speciali di continuità territoriale (comma 6)
Al fine di garantire una più ampia funzionalità delle Unità speciali di continuità assistenziale
di cui all’articolo 4-bis del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, è autorizzata per l’anno 2020
l’ulteriore spesa di 61 milioni di euro a valere sul finanziamento sanitario corrente stabilito
Possono far parte delle Unità speciali di continuità assistenziale anche ai medici specialisti
ambulatoriali convenzionati interni. Ogni Unità è tenuta a redigere apposita rendicontazione
trimestrale dell’attività all’ente sanitario di competenza che la trasmette alla regione di
appartenenza. Dette relazioni possono essere richieste, in sede di monitoraggio, dal Ministero
della salute e dal Ministero dell’economia e finanze
G. Potenziamento Unità speciali di continuità assistenziali (comma 7)
Ai fini della valutazione multidimensionale dei bisogni dei pazienti e dell'integrazione con i
servizi sociali e socio sanitari territoriali, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale
a supporto delle Unità speciali di continuità assistenziale possono conferire (in deroga
all’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165), incarichi di lavoro autonomo,
anche di collaborazione coordinata e continuativa, a professionisti del profilo di assistente
sociale, regolarmente iscritti all’albo professionale, in numero non superiore ad un assistente
sociale ogni due Unità per un monte ore settimanale massimo di 24 ore, con decorrenza dal
15 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020.
H. Centrali operative regionali (comma 8)
Al fine di garantire il coordinamento delle attività sanitarie e sociosanitarie territoriali
previste nei piani regionali, le regioni e le province autonome provvedono all’attivazione di
centrali operative regionali, che svolgano le proprie funzioni in raccordo con tutti i servizi e
con il sistema di emergenza-urgenza, anche mediante strumenti informativi e di telemedicina.
I. Indennità personale infermieristico (commi 9 e 10)
Per la presa in carico precoce dei pazienti affetti da COVID-19 e per garantire il massimo
livello di assistenza ai pazienti fragili, nell’anno 2020 è incrementata la spesa per la
retribuzione dell’indennità di personale infermieristico impegnato nelle suddette attività. A
tal fine è autorizzata l’ulteriore spesa di 10 milioni di euro a valere sul finanziamento
sanitario corrente stabilito per l’anno 2020.
L. Distribuzione delle risorse e copertura finanziaria (comma 11)
Si dispone la distruzione delle risorse finalizzate a finanziare le attività di cui ai commi
precedenti e si individua la relativa copertura finanziaria.
nazionale in ambito ospedaliero, tramite apposito piano di riorganizzazione volto a
fronteggiare adeguatamente le emergenze pandemiche, come quella da COVID-19 in corso,
garantiscono l’incremento di attività in regime di ricovero in Terapia Intensiva e in aree di
assistenza ad alta intensità di cure, rendendo strutturale la risposta all’aumento significativo
della domanda di assistenza in relazione alle successive fasi di gestione della situazione
epidemiologica correlata al virus Sars-CoV-2, ai suoi esiti e a eventuali accrescimenti
improvvisi della curva pandemica. I piani di riorganizzazione di cui al presente comma, come
approvati dal Ministero della salute secondo la metodologia di cui al comma 7, sono recepiti
nei programmi operativi di cui all’articolo 18, comma 1, del decreto legge 17 marzo 2020, n.
18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e sono monitorati
sede di monitoraggio dei citati programmi operativi. Ai fini del presente comma e nel rispetto
dei principi di separazione e sicurezza dei percorsi, è resa, altresì, strutturale sul territorio
nazionale la dotazione di almeno 3.500 posti letto di terapia intensiva. Per ciascuna regione e
provincia autonoma, tale incremento strutturale determina una dotazione pari a 0,14 posti
letto per mille abitanti.
area semi-intensiva, con relativa dotazione impiantistica idonea a supportare le
apparecchiature di ausilio alla ventilazione, mediante adeguamento e ristrutturazione di unità
di area medica, prevedendo che tali postazioni siano fruibili sia in regime ordinario, sia in
regime di trattamento infettivologico ad alta intensità di cure. In relazione all’andamento
della curva pandemica, per almeno il 50 per cento dei posti letto di cui al presente comma, si
prevede la possibilità di immediata conversione in posti letti di terapia intensiva, mediante
integrazione delle singole postazioni con la necessaria strumentazione di ventilazione e
monitoraggio. Al funzionamento dei predetti posti letto, a decorrere dal 2021, si provvede
con le risorse umane programmate a legislazione vigente.
ricovero per pazienti affetti dal COVID-19, nell’ambito delle strutture ospedaliere,
provvedono a consolidare la separazione dei percorsi rendendola strutturale e assicurano la
ristrutturazione dei Pronto Soccorso con l’individuazione di distinte aree di permanenza per i
pazienti sospetti COVID-19 o potenzialmente contagiosi, in attesa di diagnosi.
di trasporto, le regioni e le province autonome possono assumere personale dipendente
medico, infermieristico e operatore tecnico, con decorrenza 15 maggio 2020. A tal fine, il
limite di spesa regionale per l’anno 2020 è riportato nella colonna 3 della tabella di riparto di
“6. Al decreto legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile
a) all’articolo 1, comma 1, le parole: “destinate alla remunerazione delle prestazioni di lavoro
straordinario del personale sanitario dipendente delle aziende e degli enti del Servizio
sanitario nazionale” sono sostituite dalle seguenti: “da destinare prioritariamente alla
remunerazione delle prestazioni correlate alle particolari condizioni di lavoro del personale
dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale”; dopo le parole “del
personale del comparto sanità” sono inserite le seguenti: “nonché, per la restante parte, i
relativi fondi incentivanti”; dopo le parole: “in deroga all’art. 23, comma 2 del decreto
legislativo 25 maggio 2017, n. 75” sono inserite le seguenti: “e ai vincoli previsti dalla
legislazione vigente in materia di spesa di personale”;
b) all’articolo 1, comma 2, infine, sono aggiunte le seguenti le parole: “Tali importi possono
essere incrementati, fino al doppio degli stessi, dalle regioni e dalle province autonome, con
proprie risorse disponibili a legislazione vigente, fermo restando l'equilibrio economico del
sistema sanitario della regione e della provincia autonoma, per la remunerazione delle
prestazioni di cui al comma 1, ivi incluse le indennità previste dall’articolo 86, comma 6, del
CCNL 2016-2018 del 21 maggio 2018”.
7. Per le finalità di cui ai commi 1 e 5 del presente articolo e per le finalità di cui all’articolo
2-bis, commi 1, lettera a) e 5, e all’ articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020, n.18,
autonome sono autorizzate ad incrementare la spesa di personale, per l’anno 2020, anche in
deroga ai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia, nel limite massimo di
240.975.000 euro, da ripartirsi, per il medesimo anno 2020, a livello regionale come indicato
nelle colonne 3 e 5 della tabella di cui all’allegato C, che forma parte integrante del presente
decreto. All’onere di 240.975.000 euro si provvede a valere sul livello finanziamento del
fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per l’anno 2020. Nei piani di
cui al comma 1, le regioni e le province autonome indicano le unità di personale aggiuntive
rispetto alle vigenti dotazioni organiche da assumere o già assunte, ai sensi degli articoli 2-bis
e 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24
aprile 2020, n. 27. Per le finalità di cui ai commi 1 e 5 del presente articolo, a decorrere dal 1°
gennaio 2021, le Regioni e le province autonome sono autorizzate ad incrementare la spesa di
personale nel limite massimo di 347.060.000 euro, anche in deroga ai vincoli previsti dalla
legislazione vigente in materia di spesa di personale, da ripartirsi, a decorrere dall’anno 2021,
a livello regionale come indicato nelle colonne 6 e 7 della tabella di cui all’allegato C, che
autonome presentano il piano di cui al comma 1, comprensivo di tutte le misure di cui ai
commi successivi, al Ministero della salute, che provvede ad approvarlo entro trenta giorni
dalla ricezione. È ammessa per una sola volta la richiesta di chiarimenti o integrazioni da
parte del Ministero, cui la regione o la provincia autonoma dà riscontro entro i successivi
dieci giorni, durante i quali il termine di approvazione è sospeso. Decorso il termine di cui al
primo periodo, senza l’adozione di un provvedimento negativo espresso da parte del
Ministero, il piano si intende approvato. Nel caso di mancata presentazione del piano da parte
della regione o della provincia autonoma oppure nel caso di adozione di un provvedimento
negativo espresso da parte del Ministero, il piano è adottato dal Ministero della salute nel
successivo termine di trenta giorni, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome.
relazione a quanto previsto dai commi 1, 2, 4 e 5, primo periodo, 54.346.667 euro in
relazione a quanto previsto dal comma 3. Per far fronte ai successivi oneri di manutenzione
delle attrezzature per posto letto, dei pronto soccorso e dei mezzi di trasporto, a decorrere
dall’anno 2021 all’onere complessivo di 25.025.250 euro si provvede a valere sul livello
finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per l’anno di
riferimento. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri
10. Per l’attuazione dei commi 5, secondo periodo, 6, primo periodo, e 7 del presente
articolo, per l’anno 2020 è autorizzata la spesa complessiva di 430.975.000 euro, di cui
190.000.000 euro per il comma 6, primo periodo, e 240.975.000 euro per i commi 5, secondo
periodo, e 7. A tale fine, è conseguentemente incrementato, per l'anno 2020, il livello del
finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato. Al
finanziamento di cui al presente comma accedono tutte le regioni e province autonome di
Trento e di Bolzano, in deroga alle disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie
speciali il concorso regionale e provinciale al finanziamento sanitario corrente, sulla base
delle quote di accesso al fabbisogno sanitario indistinto corrente rilevate per l’anno 2020 e
per gli importi indicati nell’Allegato C, che costituisce parte integrante del presente decreto.
Le regioni e le province autonome e gli enti dei rispettivi servizi sanitari regionali
provvedono alla rendicontazione delle spese sostenute nell’anno 2020 nell’apposito centro di
costo “COV-20”, di cui all’art. 18 del decreto legge 18 del 2020 convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 27/2020. A decorrere dall’anno 2021, all’onere pari a
347.060.000 euro, relativo alla spesa per il personale aggiuntivo di cui al comma 7 del
delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
riorganizzazione di cui al comma 1, considerata l’urgenza, gli importi di cui al comma 9
relativi all’anno 2020, pari a complessivi 1.467.491.667 euro, sono trasferiti al Commissario
straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e
il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, e si compongono di 1.413.145.000
euro, da ripartire a livello regionale secondo la Tabella di cui all’Allegato D, e di 54.346.667
euro per le strutture movimentabili di cui al comma 3. Il Commissario Straordinario
procederà, nell’ambito dei poteri conferitigli dall’articolo 122 del decreto legge 17 marzo
2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, a dare attuazione
ai piani, garantendo la massima tempestività e l’omogeneità territoriale, in raccordo con
ciascuna regione e provincia autonoma.
delegare l’esercizio dei poteri a lui attribuiti ai sensi e per gli effetti dell’articolo 122 del
decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 a ciascun Presidente di regione o di provincia autonoma
che agisce conseguentemente in qualità di commissario delegato. L’incarico di commissario
delegato per l’attuazione del piano di cui al comma 1 è svolto a titolo gratuito, nel rispetto
delle direttive impartite e delle tempistiche stabilite dal Commissario straordinario.
13. Le opere edilizie strettamente necessarie a perseguire le finalità di cui al presente articolo
ministri in data 31 gennaio 2020 e delle successive eventuali proroghe, agli obblighi del
decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151. Il rispetto dei requisiti minimi
15. Agli oneri derivanti dai commi 8 e 9 pari a 1.898.466.667, si provvede ai sensi
1. Il comma 5 dell’articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, è sostituito dal seguente:
2018, n. 145, e in ragione del perdurare dello stato di emergenza, sino al 31 dicembre 2020.
Nei casi di cui al precedente periodo, l'accordo tiene conto delle eventuali e particolari
esigenze di recupero, all'interno della ordinaria durata legale del corso di studio, delle attività
formative teoriche e assistenziali necessarie al raggiungimento degli obiettivi formativi
previsti. Il periodo di attività svolto dai medici specializzandi esclusivamente durante lo stato
di emergenza è riconosciuto ai fini del ciclo di studi che conduce al conseguimento del
diploma di specializzazione. I medici specializzandi restano iscritti alla scuola di
specializzazione universitaria e continuano a percepire il trattamento economico previsto dal
contratto di formazione specialistica, integrato dagli emolumenti corrisposti in proporzione
all'attività lavorativa svolta.”.
1. Per far fronte all’emergenza epidemiologica COVID-19, limitatamente al periodo dello
stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, anche in
deroga al limite di spesa di cui all’articolo 45, comma 1-ter, del decreto legge 26 ottobre
2019, n. 124 convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, e in deroga
all’articolo 8-sexies, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, le
regioni, ivi comprese quelle in piano di rientro, e le province autonome di Trento e Bolzano
possono riconoscere alle strutture inserite nei piani adottati in attuazione dell’articolo 3,
comma 1, lettera b), del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, la remunerazione di una
specifica funzione assistenziale per i maggiori costi correlati all’allestimento dei reparti e alla
gestione dell’emergenza COVID 19 secondo le disposizioni dei predetti piani e un
incremento tariffario per le attività rese a pazienti COVID. Il riconoscimento avviene in sede
di rinegoziazione per l’anno 2020 degli accordi e dei contratti di cui all’articolo 8-quinquies
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, per le finalità emergenziali previste dai
predetti piani.
specifica funzione assistenziale e l’incremento tariffario di cui al comma 1 in modo da
garantire la compatibilità con il finanziamento per il Servizio sanitario nazionale per l’anno
2020 e con le risorse previste per l’attuazione dell’articolo 3, comma 6, del decreto legge 17
marzo 2020, n. 18.
e alla gestione dell’emergenza COVID-19 e l’incremento tariffario per le attività rese a
pazienti COVID, come individuati nel decreto di cui al comma 2, sono riconosciuti,
limitatamente al periodo dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei
ministri del 31 gennaio 2020, anche agli enti del Servizio sanitario nazionale di cui
all’articolo 19, lettera c), della legge n. 23 giugno 2011, n. 118, compatibilmente con il
fabbisogno sanitario riconosciuto per l’anno 2020.
apposito budget per l’anno 2020 e che vedono altresì una temporanea sospensione delle
attività ordinarie in funzione anche di quanto previsto dall’articolo 5-sexies, comma 1, del
decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, la remunerazione a titolo di acconto, su base mensile, e
salvo conguaglio a seguito di apposita rendicontazione delle attività da parte degli erogatori
privati, fino a un massimo del 90 per cento del volume di attività riconosciuto nell’ambito
degli accordi e dei contratti di cui all’articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502 stipulati per il 2020.
105 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 109,2 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024. A tale fine, è conseguentemente incrementato, per
l’anno 2020, il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui
concorre lo Stato. Agli oneri derivanti dal presente comma si provvede ai sensi dell’articolo
1. In considerazione delle funzioni che è chiamato ad assolvere per la gestione dello stato di
emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 e
dell’individuazione quale soggetto attuatore ai sensi dell’articolo 1 dell’ordinanza del Capo
del Dipartimento della protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630, al Ministero della salute non
si applicano, per l’anno 2020, le riduzioni di cui all’articolo 1, commi 610 e 611, della legge
27 dicembre 2019, n. 160.
La disposizione mira a ripristinare, per il solo esercizio finanziario 2020, la disponibilità delle
risorse finanziarie originariamente allocate in capo al Ministero della salute per la gestione
del settore informatico, in ragione dell’intervenuta emergenza sanitaria.
Anche in considerazione delle funzioni che è chiamato ad assolvere per la gestione
dell’emergenza in atto, il Ministero della salute deve fronteggiare notevoli spese di gestione
afferenti al settore informatico, che derivano, oltreché dall’incremento del servizio
informativo per lo smart working dei dipendenti, dall’incremento delle infrastrutture e degli
strumenti di cui si avvale, quali il portale internet istituzionale, il numero d’emergenza
“1500” (il cui pieno funzionamento anche in orari notturni e festivi richiede il potenziamento
del servizio di videoconferenza), eventuali applicazioni per telefonia mobile per l’adozione di
misure di contenimento e biosorveglianza, nonché sistemi di interconnessione dei dati
Pertanto, per l’anno 2020, si esclude l’applicazione dei commi 610 e 611 della legge di
bilancio per il 2020, che prevedono che le amministrazioni pubbliche (con esclusione delle
regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano, degli enti locali nonché' delle
società dagli stessi partecipate) per il triennio 2020-2022 un risparmio di spesa annuale per
la gestione del settore informatico, da attuare anche tramite il ricorso al riuso dei sistemi e
degli strumenti ICT (Information and Communication Technology), di cui all’articolo 69 del
2. Con decreto del Ministro della salute, avente natura regolamentare, da adottarsi previo
parere del Garante per la protezione dei dati personali, sono individuati i dati personali, anche
inerenti alle categorie particolari di dati di cui all’articolo 9 del Regolamento UE 2016/679,
che possono essere trattati, le operazioni eseguibili, le modalità di acquisizione dei dati dai
sistemi informativi dei soggetti che li detengono e le misure appropriate e specifiche per
tutelare i diritti degli interessati, nonché i tempi di conservazione dei dati trattati.
Modalità straordinarie di svolgimento dei concorsi pubblici presso il Ministero della salute e
1.Tenuto conto dell’emergenza sanitaria in atto e della necessità di assicurare
tempestivamente i controlli sanitari presso i principali porti e aeroporti del Paese, all’articolo
2, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 aprile 2020, n. 27, dopo le parole: “a tempo indeterminato” sono aggiunti i seguenti
periodi: “, ovvero mediante concorsi per titoli ed esame orale, da svolgersi anche in modalità
telematica. Al termine del periodo di prova, cui sono soggetti anche coloro che lo abbiano già
superato in medesima qualifica e profilo professionale presso altra amministrazione pubblica,
l’assunzione è condizionata alla valutazione con esito positivo di un esame teorico-pratico,
scritto od orale, sulle materie individuate dai relativi bandi di concorso”.
2. Le prove dei concorsi pubblici per il reclutamento di 40 dirigenti sanitari medici, 12
dirigenti sanitari veterinari e 91 funzionari tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei
luoghi di lavoro, avviati ai sensi dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e i cui
bandi sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - 4a serie speciale del 27 settembre 2019, n. 77, e del 4 febbraio 2020, n. 10, possono essere concluse, previa
riapertura dei termini per la presentazione delle domande di partecipazione, con la modalità
decentrata e digitale di cui all’articolo 2, comma 1, lettere a) e b), e mediante la valutazione
dei titoli ed un esame scritto e orale.
3. Per le medesime finalità di cui al comma 1, il Ministero della salute è autorizzato, altresì,
ad assumere, mediante concorso pubblico espletato con le modalità di cui all’articolo 237 e
ss., 7 ingegneri biomedici, appartenenti all’Area III, posizione economica F1, nell’ambito del
contingente di 80 unità già previsto dall’articolo 1, comma 355, della legge 30 dicembre
2018, n. 145.
30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8,
comma 1, lettere a) e b). Al termine del periodo di prova, cui sono soggetti anche coloro che
lo abbiano già superato in medesima qualifica e profilo professionale presso altra
classificati in fascia A soggetti a prescrizione medica limitativa ripetibile e non ripetibile
(RRL e RNRL), di cui agli articoli 91 e 93 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, non
sottoposti a Piano Terapeutico o Registro di monitoraggio AIFA, nei casi in cui sia prevista
dalla regione o dalla provincia autonoma competente una modalità di erogazione attraverso la
distribuzione per conto (DPC), su cui si indirizza per un uso il più possibile esteso, la validità
della ricetta è prorogata per una durata massima di ulteriori 30 giorni.
2. Per i pazienti già in trattamento con i medicinali di cui al comma 1, con ricetta scaduta e
non utilizzata, la validità è prorogata per una durata di 60 giorni dalla data di scadenza.
3. Per le nuove prescrizioni da parte del centro o dello specialista dei medicinali di cui al
comma 1, a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la validità della ricetta
è estesa a una durata massima di 60 giorni per un numero massimo di 6 pezzi per ricetta,
necessari a coprire l’intervallo temporale di 60 giorni e tenuto conto del fabbisogno
individuale, fatte salve le disposizioni più favorevoli già previste, tra cui quelle per le
patologie croniche e per le malattie rare, di cui all'articolo 26 del decreto legge 24 giugno
2014, n. 90, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n.114.
4. La proroga automatica della ricetta di cui al presente articolo non si applica nei casi in cui
il paziente presenta un peggioramento della patologia di base o un’intolleranza o nel caso in
cui il trattamento con medicinali di cui al comma 1 preveda il monitoraggio di parametri ai
fini della prescrizione; in tali casi deve essere contattato il centro o lo specialista di
riferimento, secondo le indicazioni fornite dalle singole regioni e dalle province autonome.
fascia A, in convenzionata e DPC, inclusi quelli classificati in A-PHT, con ricetta limitativa
di cui agli artt. 91 e 93 del decreto-legge n. 219/2006, escluse le fattispecie sottoposte a PT e
in questo periodo di emergenza e, ove possibile, limitare, in particolare, l'esposizione di
questi ultimi a possibile contagio dovuto all'accesso alle strutture ospedaliere/specialisti per il
rinnovo delle ricette.
ulteriori 60 giorni (rispetto, in via generale, ai 30 giorni previsti per le ricette a carico SSN),
si applica ai soli pazienti già in trattamento con medicinali classificati in fascia A soggetti a
prescrizione medica limitativa ripetibile e non ripetibile (RRL e RNRL), non sottoposti a
Piano Terapeutico o Registro di monitoraggio AIFA e distribuiti attraverso la distribuzione
per conto (DPC). Nello stesso comma si indirizza a tal proposito a un utilizzo il più possibile
esteso da parte delle regioni e delle province autonome di tale modalità di erogazione
(rispetto alla modalità della distribuzione diretta, ove possibile).
Al comma 2 è disposto che per i pazienti già in trattamento con ricetta scaduta e non
utilizzata, è estesa la validità della ricetta per ulteriori 60 giorni dalla scadenza.
settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405
Al comma 4 è previsto che nei casi in cui il paziente presenti un peggioramento della
patologia di base o un’intolleranza, o nel caso in cui il trattamento preveda il monitoraggio di
parametri che ne comporti la sospensione o l'aggiustamento della posologia, l’estensione di
validità non potrà essere automatica, ma dovrà essere contattato il centro o lo specialista di
riferimento con modalità che saranno definite dalle singole regioni o province autonome.
dispositivi protesici, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio
2017, per incontinenza, stomie e alimentazione speciale, laringectomizzati, per la
prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee, per patologie respiratorie e altri prodotti
correlati a qualsivoglia ospedalizzazione a domicilio, in scadenza durante lo stato di
emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, sono prorogati per
ulteriori 90 giorni. Le Regioni adottano procedure accelerate ai fini delle prime autorizzazioni
dei nuovi piani terapeutici.
fornitura di ausili e protesi per l’incontinenza, stomie, laringectomizzati e per la prevenzione
e trattamento delle lesioni cutanee e altri prodotti correlati a qualsivoglia ospedalizzazione a
1. In considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e della necessità e
urgenza di disporre di statistiche ufficiali tempestive, affidabili e complete sul sistema
economico e produttivo nazionale e sui fenomeni sociali, epidemiologici e ambientali, anche
a supporto degli interventi di contrasto all’emergenza sanitaria e di quelli finalizzati alla
gestione della fase di ripresa, l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) è autorizzato, previa
acquisizione del parere del Garante per la protezione dei dati personali, fino al termine dello
stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 e
per i dodici mesi successivi, a effettuare rilevazioni, anche longitudinali, elaborazioni e
analisi, per comprendere la situazione economica, sociale ed epidemiologica italiana, anche
mediante l’integrazione di dati provenienti da fonti amministrative e di Big - Data.
3. L’ISTAT fornisce agli interessati le informazioni di cui agli articoli 13 e 14 del
regolamento (UE) 2016/679 anche in forma semplificata e assicura, attraverso il proprio sito
istituzionale, adeguate forme di pubblicità sulle attività statistiche di cui al presente articolo e
sulla metodologia adottata.
5. L’ISTAT fa fronte alle attività di cui al presente articolo con le risorse umane, finanziarie e
Il presente articolo consente all’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) di effettuare
rilevazioni statistiche ufficiali non contemplate, né evidentemente prevedibili, nel Programma
Statistico Nazionale, che risultano necessarie a coprire il fabbisogno informativo derivante
funzionali alle scelte di policy necessarie per l’ingresso nella cosiddetta fase 2
dell’emergenza sanitaria in atto. Si pensi, a titolo esemplificativo, all’opportunità di valutare
il senso di isolamento degli anziani, l’interruzione delle cure da parte di soggetti con malattie
croniche a causa della paura del contagio, il ricorso straordinario a farmaci, i disturbi del
sonno, nonché eventuali problematiche di salute e/o sicurezza del lavoro riportate da un
campione di individui in età lavorativa. La norma autorizza l’Istat a condurre analisi integrate
e indagini statistiche consentendo l’utilizzo della più ampia gamma di fonti.
anche il trattamento dei dati personali rientranti tra le categorie particolari di cui agli articoli
9 e 10 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile
2016 (ad esempio, dati relativi alla salute). Per le finalità di cui al presente articolo è
autorizzata la comunicazione di tali dati personali tra l’ISTAT e altri soggetti pubblici,
nonché, quando risulti indispensabile ai fini dello svolgimento delle attività statistiche di cui
al comma 1, tra l’ISTAT e soggetti privati.
Modifiche al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge
24 aprile 2020 n. 27
1. Al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile
2020 n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 22-bis, comma 1, le parole: “di medici, personale infermieristico” sono
sostituite dalle seguenti: “degli esercenti le professioni sanitarie”; la rubrica è sostituita dalla
seguente: “Iniziativa di solidarietà in favore dei famigliari degli esercenti le professioni
sanitarie e operatori socio-sanitari.”;
b) all’articolo 47, comma 1, primo periodo, dopo le parole: “e socio – sanitario” sono
aggiunte le seguenti: “e nei Centri riabilitativi ambulatoriali del Servizio sanitario
nazionale.”;
c) all’articolo 71-bis, comma 1, lettera a), il capoverso d-bis) è sostituito dal seguente:
“d-bis) dei prodotti tessili e di abbigliamento, dei mobili e dei complementi di arredo, dei
giocattoli, dei materiali per l'edilizia inclusi i materiali per la pavimentazione, degli
elettrodomestici ad uso civile ed industriale, nonché dei televisori, personal computer, tablet,
e-reader e altri dispositivi per la lettura in formato elettronico, non più commercializzati o
non idonei alla commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne
modificano l'idoneità all'utilizzo o per altri motivi similari;”.
All’articolo 12 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono apportate le seguenti modifiche:
al comma 1, dopo le parole: “l’assistito” sono inserite le seguenti: “, riferiti anche
al comma 2, ultimo periodo, dopo le parole: “comma 7”, sono aggiunte le seguenti:
il comma 3 è sostituito dal seguente: “Il FSE è alimentato con i dati degli eventi
clinici presenti e trascorsi di cui al comma 1 in maniera continuativa e tempestiva, senza
ulteriori oneri per la finanza pubblica, dai soggetti e dagli esercenti le professioni sanitarie
che prendono in cura l'assistito sia nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e dei servizi
socio-sanitari regionali sia al di fuori degli stessi, nonché, su iniziativa dell’assistito, con i
dati medici in possesso dello stesso. Il sistema del FSE aggiorna contestualmente anche
l’indice di cui al comma 15-ter.”;
il comma 3-bis è abrogato;
al comma 4, dopo la parola “regionali”, sono inserite le seguenti: “e da tutti gli
esercenti le professioni sanitarie” e, dopo le parole “l’assistito”, sono aggiunte le seguenti:
“secondo le modalità di accesso da parte di ciascuno dei predetti soggetti e da parte degli
esercenti le professioni sanitarie, nonché nel rispetto delle misure di sicurezza definite ai
sensi del comma 7”;
al comma 15-ter, punto 3), sono apportate le seguenti modificazioni:
dopo le parole “per la trasmissione telematica”, sono inserite le seguenti: “, la
le parole: “alimentazione e consultazione” sono sostituite con le seguenti:
“alimentazione, consultazione e conservazione, di cui all’articolo 44 del decreto legislativo 7
marzo 2005, n. 82”;
al comma 15-ter, dopo il punto 4), sono aggiunti i seguenti:
“4-bis) l’istituzione dell’Anagrafe Nazionale dei consensi e relative revoche, da associarsi
agli assistiti risultanti in ANA, comprensiva delle informazioni relative all’eventuale soggetto
delegato dall’assistito secondo la normativa vigente in materia e nel rispetto delle modalità e
delle misure di sicurezza stabilite, previo parere del Garante per la protezione dei dati
personali, dal decreto di cui al punto 3) del presente comma;
4-ter) la realizzazione dell’Indice Nazionale dei documenti dei FSE, da associarsi agli
assistiti risultanti in ANA, al fine di assicurare in interoperabilità le funzioni del FSE,
secondo le modalità e le misure di sicurezza stabilite, previo parere del Garante per la
protezione dei dati personali, dal decreto di cui al punto 3) del presente comma;
4-quater) la realizzazione del Portale Nazionale FSE, secondo le modalità e le misure di
sicurezza stabilite, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, dal
decreto di cui al punto 3) del presente comma, anche attraverso l’interconnessione con i
corrispondenti portali delle regioni e province autonome, per consentire, tramite le funzioni
dell’Indice Nazionale, l'accesso on line al FSE da parte dell’assistito e degli operatori
sanitari autorizzati, secondo modalità determinate ai sensi del comma 7. Tale accesso è
fornito in modalità aggregata, secondo quanto disposto dalla Determinazione n. 80 del 2018
dell’Agenzia per l’Italia Digitale.”;
al comma 15-septies, dopo le parole: “di farmaceutica” sono inserite le seguenti: “,
comprensivi dei relativi piani terapeutici, “ e dopo le parole: “specialistica a carico del
Servizio sanitario nazionale,” sono aggiunte le seguenti: “nonché le ricette e le prestazioni
erogate non a carico del SSN,” e, dopo la parola “integrativa”, sono aggiunte le seguenti: “,
nonché i dati di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175,
comprensivi dei dati relativi alla prestazione erogata e al relativo referto, secondo le
modalità stabilite, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, dal decreto
di cui al punto 3) del comma 15-ter, che individuerà le misure tecniche e organizzative
necessarie a garantire la sicurezza del trattamento e i diritti e le libertà degli interessati,”;
dopo il comma 15-septies, sono aggiunti i seguenti commi:
“15-octies. Le specifiche tecniche dei documenti del FSE e del dossier farmaceutico, definiti
con i decreti attuativi del comma 7, sono pubblicate sul portale del nazionale FSE, previo
parere del Garante per la protezione dei dati personali.
15-nonies. Ai fini dell’alimentazione dei FSE attraverso l'infrastruttura nazionale di cui al
comma 15-ter, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, con il decreto
di cui al punto 3) del comma 15-ter, sono stabilite le modalità tecniche con le quali:
il Sistema Informativo Trapianti del Ministero della salute di cui alla legge 1 aprile
1999, n. 91, rende disponibile ai FSE i dati relativi al consenso o al diniego alla donazione
degli organi e tessuti;
le Anagrafi vaccinali regionali rendono disponibili ai FSE i dati relativi alla
il Centro Unico di prenotazione di ciascuna regione e provincia autonoma rende
disponibili ai FSE i dati relativi alle prenotazioni.”.
all’art. 12 del D.L. n. 179/2012 concernenti la realizzazione del Fascicolo sanitario
elettronico (FSE), finalizzato alla raccolta dei dati e dei documenti digitali di tipo sanitario e
socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l'assistito.
L’art. 12 del D.L. n. 179/2012 prevede l’istituzione (entro il 30 giugno 2015) del FSE da
parte di ciascuna regione/provincia autonoma, specificandone le finalità di cura, ricerca e
d’intesa con Ministero della salute, Agid, regioni e Garante per la protezione dei dati
personali, ha proceduto alla revisione ed ottimizzazione dell’intero progetto FSE le cui
funzionalità sono descritte nel decreto DM 4/8/2017. Successivamente, sono stati conseguiti i
è stata realizzata e resa operativa l’infrastruttura nazionale per l’interoperabilità (INI)
da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, tramite la Sogei, che consente il
regioni Abruzzo, Campania, Calabria, Sicilia hanno chiesto tutti i servizi in
sussidiarietà di INI e, solo alcuni servizi, le regioni Piemonte e Basilicata;
dell’assistito (art. 12, comma 3-bis, DL n. 179/2012). A tal fine è stata programmata
una campagna di comunicazione istituzionale coordinata fra livello nazionale e
regionale, per la diffusione presso gli operatori sanitari e i cittadini della disponibilità
del FSE.
per i FSE attivati tramite il consenso dell’assistito, risultano inseriti nel FSE almeno i
dati delle ricette elettroniche (farmaci e prestazioni specialistiche) del Sistema TS;
regioni, sono emerse alcune criticità che richiederebbero alcune modifiche dell’art. 12 DL n.
degli obiettivi di cui al FSE, attraverso la maggior esaustività delle informazioni del
Si prevede pertanto l’estensione alla generalità degli esercenti le professioni sanitarie
che prendono in cura l’assistito del novero dei soggetti abilitati a perseguire le finalità
di cui alla lettera a) del comma 2 dell’art. 12.
pagate del cittadino, attualmente utilizzato dall’Agenzia delle entrate per la
dichiarazione dei redditi precompilata (art. 3 d. lgs. n. 175/2014) e, per effetto delle
nuove disposizioni in materia fiscale (artt. 10-bis e 17 del DL n. 119/2018) anche per la
fatturazione elettronica e i corrispettivi telematici delle spese sanitarie. Le relative
modalità attuative, comprensive delle misure di sicurezza nonché di trattamento per le
sole finalità del FSE dei dati relativi in particolare alla prestazione erogata e al relativo
referto, sono da definirsi attraverso la modifica del decreto attuativo del punto 3) del
comma 15-ter. Il vigente DM 4/8/2017 (attuativo del comma 15-ter) prevede le
modalità di messa a disposizione per il FSE dei dati del Sistema TS di cui al comma 15septies.
autorizzati (medici) è consentita solo a fronte della esplicita manifestazione del
consenso da parte dell’assistito ai sensi del comma 5 dell’art. 12 DL. 179/2012.
modalità attuative, comprensive delle misure di sicurezza, sono da definirsi attraverso
la modifica del decreto attuativo di cui al punto 3) del comma 15-ter. Il vigente DM
4/8/2017 (attuativo del medesimo punto 3) del comma 15-ter) prevede le funzionalità e
i servizi “in sussidiarietà” per le regioni che ne fanno richiesta.
volto a garantire all’assistito continuità nell’accesso on-line al proprio FSE anche nei
casi di trasferimenti di assistenza in una regione diversa, come indicato all’art. 10 del
DM 4/8/2017 e successive modificazioni, secondo le modalità tecniche previste dalla
FSE. Ulteriore accelerazione è prevista con l’introduzione dell’art. 12, comma 15nonies, D.L. n. 179/2012, mediante l’alimentazione del FSE con i dati già disponibili
della donazione degli organi, vaccinazioni e prenotazioni, attraverso l’interconnessione
di INI con i Sistemi. Il previsto decreto dovrà definire le relative modalità attuative,
(Accelerazione dell’acquisizione delle informazioni relative alle nascite e ai decessi)
Ai fini dell’accelerazione dell’acquisizione delle informazioni relative alle nascite e ai
decessi di cui all’articolo 62, comma 6, lettera c), del Codice dell’amministrazione
digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le strutture sanitarie, i medici,
i medici necroscopi o altri sanitari delegati, inviano al Sistema Tessera Sanitaria (SAC)
del Ministero dell’economia e delle finanze i dati:
dell’avviso di decesso di cui all’articolo 72, comma 3 del decreto del Presidente
della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396;
del certificato necroscopico di cui all’ articolo 74, comma 2 del decreto del
Presidente della Repubblica, n. 396 del 2000;
della denuncia della causa di morte di cui all’ articolo 1 del regolamento di
polizia mortuaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre
1990, n. 285;
dell’attestazione di nascita di cui all’ articolo 30, comma 2 del decreto del
della dichiarazione di nascita di cui all’ articolo 30, comma 1 del decreto del
Presidente della Repubblica, n. 396 del 2000.
La trasmissione dei dati di cui al comma 1 esonera i soggetti interessati dall’ulteriore
invio ai Comuni di ulteriore attestazione cartacea (DA VERIFICARE CON MIN.
Il Sistema Tessera Sanitaria (SAC) rende immediatamente disponibili, senza registrarli,
i dati di cui al comma 1:
alla Banca Dati Nazionale Covid (BDN-Covid) di cui all’art. XXXX;
all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), per le finalità di cui
all’articolo 62, comma 6, lettera c), del Codice dell’amministrazione digitale di
cui al decreto legislativo n. 82 del 2005. L’ANPR comunica a BDN-Covid,
tramite il SAC, gli estremi di registrazione dei relativi documenti nell’Anagrafe
tramite posta elettronica certificata o altro servizio elettronico di recapito
certificato qualificato (PEC), ai Comuni non ancora collegati alla ANPR.
All’ISTAT.
Con uno o più decreti del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il
Ministero della salute e con il Ministero dell’interno, previo parere del Garante per la
protezione dei dati personali, sono definiti i dati di cui al presente articolo e le relative
modalità tecniche di trasmissione.
L’attuazione del presente articolo non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della
L’articolo prevede la trasmissione telematica dei dati di nascita/morte, attualmente effettuata
con modulistica cartacea, da compilare manualmente dai medici/strutture sanitarie e da
inviare al Comune per la registrazione e immissione nel sistema ANPR, laddove collegati.
Tale procedimento comporta un notevole ritardo nella registrazione dei dati, sia per i tempi
necessari per la loro trasmissione all’Istat sia per i tempi tecnici necessari all’Istituto di
statistica per il loro controllo e la loro trascrizione su supporto digitale ( si tratta di circa
600.000 moduli cartacee ). La norma accelera l’attuazione dell’art. 62, comma 6, lettera c)
del CAD - il cui decreto attuativo (si allega la bozza a suo tempo condivisa con Min. Interno
e Min. salute) non è stato ancora emanato – che prevede l’utilizzo dell’infrastruttura del
Sistema TS per la trasmissione dei dati delle dichiarazioni di nascita/morte.
a) il comma 1 prevede la trasmissione dei dati di tutte le tipologie di
attestazioni/certificati di nascita/morte, dai medici/strutture sanitarie al Sistema TS e
(al comma 3) la messa a disposizione dei dati acquisiti dal Sistema TS all’ANPR (e,
via PEC, ai Comuni non collegati all’ANPR) e all’Istat alla Banca Dati Covid
(secondo articolo);
b) il comma 2 (da verificare con il Min. interno) prevede che la trasmissione telematica
dei dati esonera ai soggetti invianti l’invio di ulteriore documentazione cartacea ai
c) il comma 4 prevede che la modalità tecnica della trasmissione telematica dei dati di
cui al primo e terzo comma siano stabiliti con uno o più decreti direttoriali.
all'articolo 44, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, è incrementato di 1.500 milioni di
del commissario straordinario di cui all’articolo 122 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e da trasferire sull’apposita
contabilità speciale ad esso intestata.
2. In relazione alle effettive esigenze di spesa connesse all’evolversi del contesto
emergenziale di cui al presente articolo, le risorse di cui comma 1, a seguito di apposito
monitoraggio effettuato dai soggetti interessati, comunicato al Ministero dell'economia e
delle finanze, possono essere rimodulate con decreto del Ragioniere generale dello Stato, su
richiesta congiunta del capo della protezione civile e del commissario straordinario di cui
all’articolo 122 del citato decreto-legge n. 18 del 2020. La rimodulazione può disporsi, previa
autorizzazione del Ministero dell’economia e delle finanze, anche mediante girofondi tra la
contabilità speciale di cui al comma 1 e quella del bilancio autonomo della Presidenza del
Consiglio dei ministri - Dipartimento della Protezione civile.
La disposizione in argomento è finalizzata a consentire al Dipartimento della protezione
civile ed al Commissario Straordinario di cui all’articolo 122 decreto-legge 17 marzo 2020, n.
18, la prosecuzione degli interventi finalizzati al superamento dell’emergenza epidemiologica
da COVID-19. A tal fine è disposto uno stanziamento di euro 1,5 miliardi sul Fondo per le
emergenze nazionali di cui all’articolo 44 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.1.
1. Per le attività di volontariato svolte in mesi per i quali sia percepita l'indennità di cui
all'articolo 89, comma 1 o agli articoli 27, 28, 29 e 30 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, le disposizioni di cui
all’articolo 39, comma 5 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, non si applicano ai
volontari lavoratori autonomi che, in ottemperanza alle misure adottate allo scopo di
percepiscono le suddette indennità.
La disposizione in esame è volta ad evitare il cumulo del rimborso per il mancato guadagno
giornaliero, di cui all’articolo 39, comma 5 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, dei
volontari lavoratori autonomi, impegnati nell’emergenza Covid-19, con l’indennità prevista
dal decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, perseguendo, tali misure, la medesima finalità.
1. I termini di scadenza degli stati di emergenza dichiarati ai sensi dell’articolo 24, del
decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, e delle contabilità speciali di cui all’articolo 27, del
medesimo decreto legislativo n. 1 del 2018, in scadenza entro il 31 luglio 2020 e non più
prorogabili ai sensi della normativa vigente, sono prorogati per ulteriori sei mesi.
2. Dal presente articolo non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Alle
attività connesse alle proroghe di cui al comma 1 si provvede nell’ambito delle risorse già
stanziate a legislazione vigente per i relativi stati di emergenza.
In considerazione dell’impegno profuso dalle regioni finalizzato al contrasto della diffusione
del virus Covid-19 e della conseguente impossibilità di operare per superamento dei contesti
emergenziali per i quali è intervenuta la dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi
dell’articolo 24 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, la disposizione in parola prevede
la proroga degli stati di emergenza e delle contabilità speciali in scadenza entro il 31 luglio
2020 e che non sono più prorogabili ai sensi della vigente normativa per ulteriori sei mesi.
Modifiche all’articolo 6, comma 10, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18
1. All’articolo 6, comma 10, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, dopo le parole “del presente articolo” sono
inserite le seguenti “e per l’acquisizione a diverso titolo da parte del Dipartimento della
protezione civile, del Commissario di cui all’articolo 122 e dei soggetti attuatori nominati ai
sensi dell’Ordinanza del Capo dipartimento della protezione civile n. 630 del 2020 di
strutture per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in
permanenza domiciliare. ”
La disposizione in oggetto, modificando l’articolo 6, comma 10, del decreto legge 17 marzo
2020, n. 18, mira a consentire al Dipartimento della protezione civile, al Commissario
straordinario e ai soggetti attuatori, di fronteggiare l’emergenza COVID-19 acquisendo
strutture per l’assistenza alla popolazione con strumenti ulteriori rispetto alla requisizione, nei
limiti dell’autorizzazione di spesa di cui al medesimo comma 10.
1. All’articolo 99, del decreto legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modifiche:
“2-bis. Il Dipartimento della protezione civile può destinare somme derivanti dalla raccolta
delle donazioni liberali acquisite nei conti correnti bancari di cui all’articolo 99, del decreto
legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,
al fine di provvedere al pagamento delle spese connesse alle acquisizioni di farmaci, delle
apparecchiature e dei dispositivi medici e di protezione individuale, previste dal comma 1,
dell’articolo 122 del medesimo decreto-legge n. 18 del 2020, da parte del Commissario
contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, in relazione allo stato di emergenza
deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020.”
b) al comma 3, dopo le parole “aziende, agenzie,” sono inserite le seguenti: “regioni e
province autonome e loro enti, società e fondazioni,”
2. Restano valide le destinazioni e le utilizzazioni già disposte ai fini suddetti effettuate a
decorrere dalla data di apertura dei citati conti correnti.
La disposizione apporta modifiche all’art. 99 del decreto legge n. 18 del 2020, che disciplina
l’utilizzo delle erogazioni liberali pervenute a sostegno del contrasto all’emergenza
Con il comma 1, lettera a), si intende coordinare quanto previsto dal citato articolo 99 e
dall’articolo 122 del decreto legge n. 18 del 2020. In particolare si tratta di consentire,
superando ogni eventuale incertezza interpretativa, l’utilizzo da parte del Dipartimento della
protezione civile delle risorse finanziarie disponibili sui conti correnti, previsti dal citato
articolo 99 e intestati al Dipartimento della protezione civile “dedicati in via esclusiva alla
raccolta ed utilizzo delle donazioni liberali di somme finalizzate a far fronte all'emergenza
epidemiologica del virus COVID-19”, al fine di far fronte alle spese sostenute dal
Commissario straordinario nominato ai sensi del menzionato articolo 122. Infatti, il
Commissario straordinario, come previsto dal comma 1 del medesimo articolo, per
l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto
dell’emergenza epidemiologica COVID-19, ha, fra le proprie competenze, quella di
provvedere “all’acquisizione e alla distribuzione di farmaci, delle apparecchiature e dei
dispositivi medici e di protezione individuale”. Si tratta, con ogni evidenza, dell’acquisizione
di beni destinati a far fronte all’emergenza “Covid 19” e dunque certamente rientranti nella
finalità che ha sostenuto la creazione dei conti correnti per la raccolta delle liberalità intestati
al Dipartimento della protezione civile. Pertanto, le risorse ivi esistenti possano essere
utilizzate dal medesimo Dipartimento per finanziare le acquisizioni poste in essere dal
Commissario ex art. 122, il quale opera in raccordo con il Capo del Dipartimento della
Il comma 1, lettera b) estende anche alle regioni e province autonome e ai loro enti, società e
fondazioni la disciplina sulle acquisizioni finanziate esclusivamente mediante erogazioni
liberali di cui all’art. 99 del decreto legge n. 18 del 2020.
Con il comma 1, lettera c) si consente alle Regioni che già hanno utilizzato per le donazioni il
conto corrente di tesoreria, garantendo la tracciabilità con una specifica causale, di proseguire
ad utilizzare tale conto senza aprirne uno nuovo dedicato.
Infine, il comma 2 fa salve le destinazioni e le utilizzazioni già disposte ai fini suddetti
effettuate a decorrere dalla data di apertura dei citati conti correnti, correlata all’entrata in
vigore del decreto legge n. 18 del 2020.
1. Per le finalità di cui all’articolo 7, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e nel rispetto di quanto ivi previsto in
materia di modalità, di requisiti, di procedure e di trattamento giuridico ed economico, per
l’anno 2020 è autorizzato l’arruolamento eccezionale, a domanda, di personale della Marina
militare, dell’Aeronautica militare e dell’Arma dei carabinieri in servizio temporaneo, con
una ferma eccezionale della durata di un anno, nelle misure di seguito stabilite per ciascuna
categoria e Forza armata:
a) 70 ufficiali medici con il grado di tenente o grado corrispondente, di cui 30 della
Marina militare, 30 dell’Aeronautica militare e 10 dell’Arma dei carabinieri;
b) 100 sottufficiali infermieri con il grado di maresciallo, di cui 50 della Marina
militare e 50 dell’Aeronautica militare.
2. Le domande di partecipazione sono presentate entro quindici giorni dalla data di
pubblicazione delle procedure di arruolamento da parte della Direzione generale del
personale militare sul portale on-line del sito internet del Ministero della difesa www.difesa.it
e gli arruolamenti sono perfezionati entro i successivi 20 giorni.
3. I periodi di servizio prestato ai sensi del presente articolo nonché quelli prestati ai sensi
dell’articolo 7, comma 1, del citato decreto-legge n. 18 del 2020, costituiscono titolo di
merito da valutare nelle procedure concorsuali per il reclutamento di personale militare in
servizio permanente appartenente ai medesimi ruoli delle Forze armate.
4. Per l’attuazione del comma 1 è autorizzata la spesa di euro 5.403.282 per l’anno 2020
e euro 3.241.969 per l’anno 2021
5. Allo scopo di sostenere le attività e l’ulteriore potenziamento dei servizi sanitari militari di
cui all’articolo 9, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 aprile 2020, n. 27, è autorizzata la spesa di euro 88.818.000 per l’anno 2020.
6. Agli oneri derivanti dai commi 4 e 5, pari a 94.221.282 euro per l’anno 2020 e 3.241.969
per l’anno 2021, si provvede, quanto a 94.221.282 euro per l’anno 2020, ai sensi
dell’articolo XXX e, quanto a 3.241.969 per l’anno 2021, mediante corrispondente riduzione
2020-2022, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da
ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno
2020, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della difesa.
Commi da 1 a 4. A seguito dell’evolversi della situazione emergenziale in atto, tali disposizioni
sono volte a rafforzare i presidi già apprestati dall’articolo 7 del decreto-legge 17 marzo 2020,
n. 18, che oggi già possono valutarsi non del tutto adeguati ad affrontare efficacemente la
situazione in molti nosocomi sul territorio nazionale e a supportare sinergicamente tutte le altre
strutture di qualsiasi livello del Servizio sanitario nazionale. Si tratta di affrontare una
situazione assolutamente straordinaria, non codificata, senza precedenti e in costante
evoluzione che, tenuta anche presente la ristrettissima tempistica a disposizione, già con il
citato articolo 7 del decreto-legge n. 18 del 2020 ha richiesto il ricorso a istituti e modalità con
carattere di eccezionalità e non ripetibilità (ancorché in linea con i principi generali
dell’ordinamento), in questa disposizione integralmente confermati. Dunque, per le medesime
finalità di cui al citato articolo 7 e nel rispetto di quanto ivi previsto in materia di modalità, di
requisiti, di procedure, di trattamento giuridico ed economico, si intende rafforzare gli
strumenti che hanno consentito e che vieppiù consentiranno alla Difesa e alle Forze armate di
fornire risposte adeguate, tempestive, flessibili e coerenti con l’ormai assodata necessità di
dislocare e (eventualmente all’insegna della massima flessibilità d’impiego garantita dal
personale militare) ri-dislocare contingenti di personale sanitario nei diversi presidi ospedalieri
potenzialmente in difficoltà situati sull’intero territorio nazionale. Per questo, risulta essenziale,
nella medesima logica di eccezionalità che connota il citato articolo 7 del decreto-legge n. 18
del 2020, incrementare il personale medico e infermieristico militare per ulteriori 170 unità, di
cui 70 medici (30 della Marina militare, 30 dell’Aeronautica militare e 10 dell’Arma dei
carabinieri) e 100 infermieri per metà della Marina e per metà dell’Aeronautica. Quanto sopra,
secondo le medesime forme di arruolamento straordinario, temporaneo e con ferma eccezionale
di un anno. A tale personale, coerentemente con le vigenti previsioni, verrà conferito il grado di
tenente per gli ufficiali medici e di maresciallo per i sottufficiali infermieri e verrà attribuito il
trattamento giuridico ed economico stabilito per i pari grado in servizio permanente.
Commi 5 e 6. Il rapido sviluppo e la durata dell’emergenza epidemiologica da COVID-19,
richiede un ulteriore potenziamento della Sanità militare, quale organizzazione presente sul
territorio in grado di supportare la gestione dei casi urgenti e per il contenimento degli effetti
negativi che l’epidemia sta producendo, per 88.818.000 per l’anno 2020.
Per realizzare l’efficiente potenziamento della Sanità militare occorrono una serie di interventi
volti soprattutto alla realizzazione di strutture sanitarie dedicate, all’adeguamento
infrastrutturale dei Poli ospedalieri militari esistenti, all’acquisto di tutti quei dispositivi e
presidi sanitari idonei a gestire in sicurezza l’emergenza, e soprattutto degli ulteriori assetti per
il trasporto in sicurezza e la gestione a terra, su unità navali, negli aeroporti militari e in volo di
pazienti con malattie infettive contagiose. Il comma 1 della disposizione prevede, infatti, per
elencare alcune esigenze, la spesa di 88.818.000 per:
acquisto di 2 ospedali da campo Role 1+ oltre a moduli aggiuntivi per incrementare la
capacità di risposta e di dispiegamento su ogni parte del territorio nazionale di altri ospedali da
campo già nella disponibilità delle Forze armate;
acquisto di materiale specifico e assetti per trasporti aerei in biocontenimento;
acquisito di materiali e dispositivi medici per gestione di pazienti sia in terapia intensiva
che in degenza ordinaria;
potenziamento di strutture ospedaliere militari, al fine di pervenire anche ad un
incremento dei posti letto degenza disponibili, con necessità di effettuare anche connesse opere
infrastrutturali. I lavori di adeguamento infrastrutturali riguarderanno principalmente le
strutture del Policlinico Militare del Celio, del polo Ospedaliero di Milano Baggio, del Centro
Ospedaliero Militare di Taranto;
costruzione di un APOD/ATOC nazionale (con relativo alternato), per garantire la
gestione di personale contagiato trasportato con assetti aerei all’interno o all’esterno del
potenziamento delle capacità di accoglienza di pazienti in biocontenimento
epidemiologico e di decontaminazione delle strutture.
Scopo dell’intervento è, pertanto, continuare ad assicurare il funzionamento efficiente
dell’apparato medico sanitario militare, la realizzazione di infermerie di accoglienza presso basi
aeree militari (cd. APOD - Aerial Port of Debarkation), l’approvvigionamento di assetti e di
ulteriore materiale per supportare l’esigenza straordinaria di approntamento delle misure di
gestione di pazienti in alto biocontenimento su tutto il territorio nazionale. In particolare, in
questo periodo e fino alla fine dello stato di emergenza è necessario incrementare le capacità di
ricovero sul territorio nazionale, sia nelle strutture sanitarie militari esistenti (come il citato
Centro ospedaliero militare di Taranto, il Polo ospedaliero militare di Milano Baggio e il
Policlinico militare del Celio di Roma), comprese quelle presenti sulle unità navali della
Marina militare, sia nelle strutture ospedaliere campali ad hoc (si pensi all’ospedale militare da
campo a Piacenza allestito dall’Esercito, capace di ospitare dai 40 ai 60 posti letto, o a quello
vicino all’Ospedale Carlo Urbani a Jesi nelle Marche allestito dalla Marina militare). Si
rafforza inoltre la capacità di trasporto aereo e terrestre di pazienti in alto biocontenimento
(anche in condizioni di assistenza intensiva), la capacità di diagnostica rapida per specifica
patologia nonché farmaci e dispostivi di protezione individuale per l’assistenza dei malati e dei
contagiati, e non per ultimo l’esigenza di sanificare le aree e le strutture. Tutto ciò consente di
assicurare una più incisiva partecipazione della Sanità militare alle operazioni di gestione e
contenimento dell’epidemia in atto, garantendo altresì supporto, cura e assistenza alla
«1. Ai fini dello svolgimento, da parte del personale medico e paramedico e delle sale
operative delle Forze armate, dei maggiori compiti connessi con il contrasto e il contenimento
della diffusione del virus COVID-19, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza
deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, è autorizzata, per l’anno 2020,
l’ulteriore spesa complessiva di euro 1.000.000 per il pagamento delle prestazioni di lavoro
2. Alla copertura degli oneri di cui al presente articolo si provvede … .».
L’intervento regolatorio permette di finanziare, fino al termine dello stato di emergenza
deliberato dal Consiglio dei Ministri in data 31 gennaio 2020, gli oneri di straordinario connessi
con i maggiori compiti assolti dal personale delle Forze armate delle sale operative, in funzioni
di coordinamento per tutte le attività svolte dal personale delle Forze armate sul territorio
(“Strade sicure”, attività di concorso, trasporto, logistico e infrastrutturale campale, etc.), e dal
personale medico e paramedico militare, assegnato alle strutture sanitarie sia della Difesa
(Centri ospedalieri militari, Policlinico militare del Celio e le diverse strutture medico-campali
dislocate sul territorio) e sia del Servizio sanitario nazionale, il cui impiego è stato
originariamente previsto, per 90 giorni, dall’articolo 74, comma 1, del decreto-legge 17 marzo
2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ai fini del
contrasto, della gestione e del contenimento della diffusione del virus COVID-19.
Prolungamento della ferma dei volontari in ferma prefissata e reclutamento straordinario di
infermieri militari in servizio permanente
1. I volontari in ferma prefissata di un anno, che negli anni 2020, 2021 e 2022 terminano il
periodo di rafferma ovvero di prolungamento della ferma, di cui agli articoli 954, comma 1,
e 2204, comma 1, possono essere ammessi, nei limiti delle consistenze organiche previste a
legislazione vigente, su proposta della Forza armata di appartenenza e previo consenso degli
interessati, al prolungamento della ferma per un periodo massimo di sei mesi, eventualmente
rinnovabile solo per una volta.
2. I volontari al termine del secondo periodo di rafferma biennale, di cui all’articolo 954,
comma 2, che negli anni 2020, 2021 e 2022 partecipano alle procedure per il transito in
servizio permanente, possono essere ammessi, nei limiti delle consistenze organiche previste
a legislazione vigente e previo consenso degli interessati, al prolungamento della rafferma
per il tempo strettamente necessario al completamento dell’iter concorsuale.”.
1. In deroga a quanto previsto dagli articoli 682 e 760 e nell’ambito delle consistenze del
personale di ciascuna Forza armata, come determinate per l’anno 2020 ai sensi dell’articolo
2207 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, è autorizzato, per il solo anno 2020, il
reclutamento, a nomina diretta con il grado di maresciallo o grado corrispondente, mediante
concorso per titoli, di n. 60 marescialli in servizio permanente, di cui n. 30 dell'Esercito
italiano, n. 15 della Marina militare e n. 15 dell'Aeronautica militare.
2. Il concorso di cui al comma 1 è riservato al personale in servizio appartenente ai ruoli dei
sergenti e dei volontari in servizio permanente, anche in deroga ai vigenti limiti di età, in
3. Le modalità di svolgimento del concorso, compresi la tipologia e i criteri di valutazione
dei titoli di merito ai fini della formazione della graduatoria, sono stabiliti dal bando di
concorso.”.
La disposizione apporta modifiche al Codice dell’ordinamento militare di cui decreto
Il comma 1, lett. a), introduce l’articolo 2204-ter. La disposizione è intesa a salvaguardare
l’operatività delle Forze armate e, altresì, le aspettative di carriera dei militari in ferma
prefissata, in presenza della sospensione dei concorsi per il reclutamento del personale
disposta per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, consentendo:
- al comma 1, il prolungamento, per un periodo massimo di sei mesi, eventualmente
rinnovabile solo per una volta, della ferma dei volontari in ferma prefissata di un anno, che
negli anni 2020, 2021 e 2022 terminano il periodo di rafferma annuale, ovvero di
prolungamento della ferma previsto ai fini della partecipazione ai concorsi per il reclutamento
dei volontari in ferma prefissata quadriennale (artt. 954, co. 1, e 2204 del codice ordinamento
- al comma 2, il prolungamento della ferma dei volontari al termine del secondo periodo di
rafferma biennale successivo alla ferma prefissata quadriennale (art. 954, co. 2, del codice
ordinamento militare), che negli anni 2020, 2021 e 2022 partecipano alle procedure per il
transito in servizio permanente, riservate al solo personale in servizio (art. 704 del codice
ordinamento militare), per il tempo strettamente necessario al completamento dell’iter
Il comma 1, lett. b), introduce l’articolo 2197-ter.1. La disposizione è intesa a consentire, in
via eccezionale per l’anno 2020, il reclutamento, a nomina diretta con il grado di maresciallo
o grado corrispondente, di n. 60 marescialli in servizio permanente, di cui n. 30 dell'Esercito
italiano, n. 15 della Marina militare e n. 15 dell'Aeronautica militare, mediante concorso per
titoli riservato al personale in servizio appartenente ai ruoli dei sergenti e dei volontari in
servizio permanente in possesso di laurea per la professione sanitaria infermieristica e relativa
«1. Al fine di garantire e sostenere la prosecuzione, da parte delle Forze armate, dello
svolgimento dei maggiori compiti connessi al contenimento della diffusione del COVID-19
fino alla data di cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31
gennaio 2020, si dispone che:
l’incremento delle 253 unità di personale di cui all’articolo 74, comma 01, del decretolegge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, è
ulteriormente prorogato fino al 31 luglio 2020;
l’intero contingente di cui all’articolo 74-ter, comma 1, del decreto-legge 17 marzo
2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, è integrato di
ulteriori 500 unità dalla data di effettivo impiego fino al 31 luglio 2020.
2. Allo scopo di soddisfare le esigenze di cui al comma 1, è autorizzata per l’anno 2020
l’ulteriore spesa complessiva di euro 9.404.210, di cui euro 5.154.191 per il pagamento delle
prestazioni di lavoro straordinario ed euro 4.250.019 per gli altri oneri connessi all’impiego del
3. Alla copertura degli oneri di cui al presente articolo si provvede … .».
L’intervento regolatorio permette di:
− prorogare fino al termine dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri in data
31 gennaio 2020, l’impiego del contingente incrementale di 253 unità di cui all’articolo 74,
comma 01, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge
24 aprile 2020, n. 27. Tale contingente, infatti, fin dall’insorgere dell’emergenza
epidemiologica è stato affiancato al “tradizionale” dispositivo di 7.050 unità e posto a
disposizione dei Prefetti in ragione delle incrementate esigenze di sostegno alle Forze di
polizia nell’ambito delle attività di contrasto alla diffusione del COVID-19, ed è, allo stato,
previsto e finanziato fino al 14 giugno p.v., in ragione di quanto stabilito all’articolo 74-ter,
comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge
24 aprile 2020, n. 27;
− integrare, a decorrere dalla data di effettivo impiego e fino al termine dello stato di emergenza
(31 luglio 2020), con ulteriori 500 unità – che si affiancano, quindi, alle 7.303 (7.050 + 253)
già autorizzate, il dispositivo delle Forze armate a disposizione dei Prefetti, in ragione delle
incrementate esigenze di sostegno alle Forze di polizia nell’ambito delle attività finalizzate ad
assicurare il rispetto delle misure di contenimento della diffusione del COVID-19;
− finanziare gli oneri connessi.
Ulteriori misure per la funzionalità del Ministero dell’interno, delle Forze di polizia e del
Al fine di adeguare le risorse necessarie al mantenimento, fino al 30 giugno 2020, del
dispositivo di contenimento della diffusione del COVID-19, predisposto sulla base delle
esigenze segnalate dai prefetti territorialmente competenti, è autorizzata, per l’anno 2020,
l’ulteriore spesa di euro 13.045.765 per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario
effettuate dalle Forze di polizia, nonché di euro 111.329.528 per la corresponsione
dell’indennità di ordine pubblico.
In considerazione del livello di esposizione al rischio di contagio da COVID-19,
connesso allo svolgimento dei compiti istituzionali delle Forze di polizia, al fine di far fronte,
fino al 31 luglio 2020 (in corso di verifica da parte di Ministero Interno), alle accresciute
esigenze di sanificazione e di disinfezione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei
mezzi in uso alle medesime Forze, nonché di assicurare l’adeguato rifornimento dei
dispositivi di protezione individuale e dell’equipaggiamento operativo e sanitario
d’emergenza, è autorizzata, per l’anno 2020, l’ulteriore spesa di euro 37.600.640.
Al fine di garantire, fino al 31 luglio 2020, lo svolgimento dei compiti demandati al
Corpo nazionale dei vigili del fuoco in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID19 e la sicurezza del personale impiegato, è autorizzata, per l’anno 2020, la spesa
complessiva di euro 1.391.200, di cui euro 693.120 per il pagamento delle prestazioni di
lavoro straordinario e di euro 698.080 per attrezzature e materiali dei nuclei specialistici per il
contrasto del rischio biologico, per incrementare i dispositivi di protezione individuali del
personale operativo e i dispositivi di protezione collettivi e individuali del personale nelle
Al fine di assicurare, fino al 31 luglio 2020, lo svolgimento dei compiti demandati al
Ministero dell’interno, anche nell'articolazione territoriale delle Prefetture – U.t.G., in
relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19, è autorizzata, per l’anno 2020,
l’ulteriore spesa di euro 4.516.312, di cui euro 838.612 per il pagamento delle prestazioni di
lavoro straordinario, euro 750.000 per spese sanitarie, di pulizia e per l’acquisto di dispositivi
di protezione individuale, euro 2.511.700 per acquisti di prodotti e licenze informatiche, ed
euro 416.000 per materiale per videoconferenze e altri materiali.
5. Alla copertura degli oneri di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, pari a euro 167.883.445 per l’anno
2020, si provvede ai sensi dell’articolo…..
6. L’autorizzazione di cui al comma 301, dell’articolo 1, della Legge 27 dicembre 2017, n.
205, relativa all’invio, da parte del Ministero dell’interno, di personale appartenente alla
carriera prefettizia presso organismi internazionali ed europei, è prorogata per gli anni 20212023, per un importo di spesa massima di 500 mila euro per ciascun anno dello stesso
triennio 2021-2023. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 20202022, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da
2020, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell’interno.
7. Il Ministero dell’interno è autorizzato, nel limite di euro 220.000 annui, per il biennio
2020-2021, a sottoscrivere un’apposita polizza assicurativa in favore del personale
appartenente all’Amministrazione civile dell’interno, per il rimborso delle spese mediche e
sanitarie, non coperte dall’INAIL, sostenute dai propri dipendenti a seguito della contrazione
del virus Covid-19.
8. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 7, pari a euro 220.000 annui, per ciascuno
degli anni 2020 e 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui
all’articolo 23, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, iscritto nello Stato di
previsione del Ministero dell’Interno.
Commi da 1 a 5. Le disposizioni mirano ad adeguare il quadro delle risorse finanziarie messe
a disposizione dell’Amministrazione della pubblica sicurezza e delle altre “componenti” del
Ministero dell’interno per fare fronte ai crescenti impegni, emersi in relazione alle complesse
attività preordinate al contenimento del COVID-19.
In questo senso, tali commi prevedono un “pacchetto” di misure riguardanti la corresponsione
del trattamento accessorio al personale delle Forze di polizia e di altri emolumenti spettanti al
suddetto personale e a quello delle polizie locali messo a disposizione dei Prefetti, nonché
l’acquisizione di materiali ed equipaggiamenti connessi all’espletamento dei servizi
demandati all’Amministrazione della pubblica sicurezza (commi 1 e 2). A questo si
aggiungono previsioni riguardanti l’adeguamento del quadro finanziario delle esigenze del
Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (comma 3), nonché di quelle delle Prefetture-Uffici
territoriali del Governo (comma 4).
Occorre premettere che, con i decreti legge n. 9/2020 e n. 18/2020, sono state stanziate
risorse per le Forze di polizia e le Forze Armate, volte a rafforzare l’azione di controllo del
territorio e di contenimento dell’esposizione a rischio nell’ambiente di lavoro, nonché per il
supporto specialistico demandato al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e per le maggiori
attività demandate al Ministero dell’interno.
In particolare, per le Forze di polizia il fabbisogno quantificato con il D.L. 18/2020 era stato
stimato per coprire l’impegno di circa 4.000 unità, per un periodo di tre mesi.
A fronte dell’espandersi dell’epidemia, tuttavia, il dispositivo effettivo è arrivato a contare
55.700 unità di personale impegnato nelle attività finalizzate ad assicurare l’osservanza delle
misure di contenimento della diffusione del contagio, cui vanno aggiunte ulteriori 1.000 unità
della Guardia di finanza destinate all’esecuzione di controlli e riscontri circa le attività
economiche consentite, fornendo al riguardo supporto ai Prefetti sul territorio.
Per effetto di ciò, le risorse stanziate si sono rivelate insufficienti a coprire gli accresciuti
fabbisogni connessi ai maggiori impegni. E’ utile precisare che il termine stabilito dall’art. 74
del ripetuto D.L. n. 18/2020 decorre dalla data di effettivo impiego delle Forze di polizia per
“l’emergenza COVID-19”, avvenuto il 24 febbraio u.s. La sua durata è data dalla somma dei
trenta giorni previsti dal comma 01 del citato art. 74, e degli ulteriori novanta giorni stabiliti
dal successivo comma 1. In sintesi, dunque, il termine in relazione al quale l’art. 74 del D.L.
n. 18/2020 ha previsto i cennati interventi viene a spirare con la data del 25 giugno 2020.
Ciò premesso, il comma 1 prevede due ordini di misure volte a garantire la prosecuzione, fino
al nuovo termine del 30 giugno 2020, dei compiti espletati dal personale delle Forze di
polizia – per un contingente che oggi assorbe un volume di circa 55.700 unità – nonché dagli
appartenenti ai Corpi e Servizi di polizia locale, messi a disposizione dei Prefetti, per
un’aliquota complessiva che a oggi assomma a circa 12.000 unità. A tali contingenti vanno
poi aggiunte le ulteriori 1.000 unità che la Guardia di finanza destina all’esecuzione di
controlli e riscontri circa le attività economiche consentite, fornendo al riguardo supporto alle
Autorità prefettizie sul territorio.
Il comma 2, in considerazione delle accresciute esigenze di sanificazione e di disinfezione
straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi in uso alle medesime Forze di polizia,
nonché della necessità di assicurare l’adeguato rifornimento dei dispositivi di protezione
individuale e dell’equipaggiamento operativo e sanitario d’emergenza, prevede un ulteriore
stanziamento, a integrazione di quello stimato, una tantum, nel comma 2 del citato articolo 74
del decreto legge 18/2020.
Il comma 3 prolunga fino al 31 luglio 2020 il già previsto potenziamento del dispositivo di
soccorso messo in atto dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco per far fronte all’emergenza
in corso. In particolare, le ulteriori risorse sono destinate, in parte, a garantire la copertura del
compenso per lavoro straordinario a favore del personale impiegato nell’emergenza Covid-19
e, in parte, a incrementare la spesa per l’acquisto di attrezzature e materiali dei nuclei
specialistici per il contrasto del rischio biologico, di dispositivi di protezione individuale del
personale operativo e di dispositivi di protezione collettiva e individuale del personale nelle
Il comma 4, al fine di assicurare l’azione del Ministero dell’interno e delle Prefetture -U.t.G
in particolare, nell’attuale situazione di emergenza e nella successiva fase di transizione,
autorizza, per l’anno 2020, l’ulteriore spesa, necessaria fino al 31 luglio, per prestazioni di
lavoro straordinario per circa 1.650 unità di personale in servizio presso le Prefetture-U.t.G..
Vengono, inoltre, assicurate le esigenze di pulizia, sanificazione e disinfezione degli
ambienti, di dispositivi igienico sanitari, ed integrate le dotazioni per smart working e
videoconferenze; si prevede inoltre, in una ottica di piena ripresa dell’attività lavorativa, di
dotare gli uffici di pannelli divisori al fine di affrontarne la prevista riapertura con le
Il comma 5 reca la copertura finanziaria dei commi da 1 a 4.
Il comma 6 dispone la proroga, per il triennio 2021-2023, della disposizione contenuta nel
comma 301 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018) in base alla
quale, il Ministero dell’interno, al fine di dare attuazione agli accordi internazionali in
materia di immigrazione e di rafforzare le iniziative internazionali di contrasto al terrorismo è
autorizzato ad inviare personale appartenente alla carriera prefettizia presso organismi
internazionali ed europei per il triennio 2018-2020.
Al momento sono in servizio tre unità di personale della carriera prefettizia, di cui due con
incarico di esperto del Ministero dell’interno alla rappresentanza d’Italia presso l’Unione
Europea in Bruxelles, con funzioni, nell’ambito del settore Giustizia e Affari Interni, di
raccordo per la definizione delle posizioni nazionali nelle materie della migrazione,
dell’asilo, delle frontiere e dei visti e delle iniziative a livello internazionale di prevenzione e
contrasto al terrorismo e uno con incarico di esperto del Ministero dell’interno alla
Rappresentanza d’Italia presso la NATO in Bruxelles, per seguire la trattazione delle
questioni attinenti le materie della difesa civile e le iniziative a livello internazionale di
prevenzione e contrasto al terrorismo.
A tale personale si applicano, in luogo del trattamento di missione, le indennità di lungo
servizio all’estero disciplinate dall’articolo 1808 del Codice dell’ordinamento militare
(D.Lgs. 10 marzo 2010, n. 66), salvi i casi in cui si tratti di esperti, per i quali è previsto un
diverso trattamento economico, corrispondente a quello di primo segretario, consigliere o
primo consigliere (DPR 5 gennaio 1967 n. 18, articolo 168).
L’intervento normativo assume il carattere dell’urgenza in quanto la disponibilità effettiva
delle somme è conseguente all’adozione di un decreto del Ministro dell’interno, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze. Occorre, pertanto, avviare il suddetto iter, al
fine di poter contare sulla disponibilità delle risorse, in vista della prosecuzione dell’attività di
raccordo svolta dal personale in atto in servizio all’estero.
Commi da 7 a 9. A seguito dell’emergenza sanitaria causata dal virus Covid-19, il personale
del Ministero dell’Interno (tutti gli appartenenti all’Amministrazione civile, compresa la
carriera prefettizia), è stato pesantemente coinvolto nella gestione emergenziale, sia in
periferia, per il delicato ruolo svolto dalle prefetture, che al centro e si sono verificati
numerosi casi di positività al virus Covid-19 ed anche alcuni decessi. Pertanto, similmente a
quanto hanno previsto numerose imprese private molto attive in questo particolare momento
per i loro dipendenti, ma anche istituzioni pubbliche come i Carabinieri, si ritiene necessario
garantire anche a questa categoria, eccezionalmente esposta al virus Covid-19, per debito
istituzionale, la copertura di eventuali spese per prestazioni quali, ad esempio trasporto
sanitario, assistenza medica e infermieristica, non coperte già dall’INAIL, attraverso una
polizza da sottoscrivere con una società assicurativa.
1. Non è dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale sulle attività produttive
relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento
dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta. Non è altresì dovuto il versamento
della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al
periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, nella misura prevista
dall’articolo 17, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica del 7 dicembre 2001,
n. 435.
2. Il comma 1 si applica esclusivamente ai soggetti, diversi da quelli che determinano il
valore della produzione netta secondo gli articoli 7 e 10-bis del decreto legislativo 15
dicembre 1997, n. 446, nonché dai soggetti di cui all’articolo 162-bis del testo unico delle
imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, con ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a) e b), dello stesso testo unico delle
imposte sui redditi, o compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del medesimo testo unico non
superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di
entrata in vigore del presente decreto-legge.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni
previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863
final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia
nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche.
In considerazione della situazione di crisi connessa all’emergenza epidemiologica da
COVID-19, la disposizione in commento prevede che le imprese, con un volume di ricavi
non superiore a 250 milioni, e i lavoratori autonomi, con un corrispondente volume di
compensi, non siano tenuti al versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il 2019 né della
prima rata, pari al 40 per cento, dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020. Rimane fermo
l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019.
L’applicazione della norma è esclusa per le banche e gli altri enti e società finanziari nonché
per le imprese di assicurazione, le Amministrazioni e gli enti pubblici.
Documento PDF 1589399756323 Decreto Rilancio 13 maggio 2020.pdf
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References: articolo 2
 articolo 74
 articolo 1
 articolo 30
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 articolo 7
 articolo 7
 articolo 7
 art. 74
 articolo 74
 articolo 168