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XII COMMISSIONE PERIVI AN E NTE - PDF
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1 502 - Bollettino Conimissioni Giovedì 5 dicembre 1985 XII COMMISSIONE PERIVI AN E NTE (Industria) GIOVEDi 5 DICEMBRE 1985, ORE 9,15. - Presidenza del Presidente Severino CI- PERMANENTE PER I PARERI. I1 Comitato permanente per i pareri procede all elezione del suo presidente, mediante votazione. Risulta eletto il Cherchi. deputato Salvatore LA SEDUTA TERMINA ALLE 9,25. G1O-t 5 DICEMBRE 1985, ORE 9,25. - Presidenza del Presidente Swerino CI- TARISTI. ELEZIONE DEL PRESIDENTE DEL PERMANENTE PER LE RELAZIONI ECONOMICHE INTERNAZIONALI. 11 Comitato permanente per le relazioni economiche internazionali procede all elezione del suo presidente mediante votazione... Risulta eletto il deputato Vito Napoli. LA SEDUTA TERMINA ALLE 9,40. IN SEDE CONSULTIVA TARISTI. GIOVEDi 5 DICEMBRE 1985, ORE 9,40. - Presidenza del Presidente Severino CITA- RISTI. - Intervengono il sottosegretario ELEZIONE DEL PRESIDENTE DEL COMITATO di Stato per l industria, commercio e ar- tigianato Sisinio Zito e il sottosegretario di Stato per il commercio con l estero Giovanni Prandini. Disegni di legge: Disposizionl per la fomone del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1986) (Atto Senato n. 1904); Bilancio di previsione dello Stato per l anno i% nanziario 1986 e bilancio pluriennale per il Me& nio (Atto Senato n. 1505); Stato di previsione del Ministero dell industria, del commercio e dell artigianato per l anno finanziario 1986 (Tabella 14). Stato di previsione del Ministero del commercio con l estero per l anno finandario 1986 (Tabel- COMITATO la 16). (Seguito dell esame, ai sensi dell articolo 120, quinto comma, del regolamento, e rinvio). La Commissione riprende la discussione sulla tabella deputato Massimo SERAFINI nel ribadire il giudizio critico del gruppo comunista sui disegni di legge all esame si2 502 - Bollettino Commissioni Giovedì 5 dicembre 1985 sofferma sui temi dell ambiente: problemi che devono essere affrontati in una prospettiva che non può essere antagonista rispetto a quelli più generali dello sviluppo economico. Ricorda quindi le iniziative già avviate della XII Commissione su alcuni temi estremamente qualificanti a dimostrazione che è possibile coniugare il tema dello sviluppo economico e della tutela dell ambiente. I1 limite di fondo della manovra finanziaria, che traspare dai provvedimenti all esame, è proprio quello di non saper prospettare una,ipotesi di sviluppo capace di interagire con i.1 tema della sdvaguardia ambienta1.e. La mancata iniziativa governativa ha quindi come conseguenza quella di favorire una tendenza culturale, che vede essenzialmente la tutela dell ambiente come vincolo allo sviluppo industriale. Conclude il suo intervento ribadendo il suo giudizio negativo. 11 seguito dalml esame della tabella 14 è quindi rinviato ad altra seduta. I1 deputato Gabriele SALERNO, relatore per la tabella 16, illustrando il provvedimento osserva che: nonostante l esiguità delle risorse finanziarie direttamente gestite dal Ministero del commercio con l estero, l esame della tabella 16 costituisce tradizionalmente l occasione per una valutazione di insieme da parte del Parlamento delle politiche di commercio con l estero e dello scenario economico internazionale sul quale le relative opzioni incidono oltre che delle interrelazioni tra legge di bilancio ed altri disegni di legge, all esame del Parlamento, in tema di commercio estero. Aggiornato con i dati provvisori del mese di settembre, l andamento della bilancia commerciale del Paese conferma i sintomi di miglioramento emersi nel precedente bimestre, ciò che permette di ridimensionare notevolmente l allarme suscitato dai dati dei primi sei mesi. Nel mese di settembre, in particolare, il valore complessivo delle importazioni si è accresciuto, rispetto d settembre 1984, soltanto de11 1,7 per cento, a fron- te di un rafforzamento delle correnti esportative pari al 13,4 per cento. I1 saldo passivo del mese, determinato dalla somma algebrica tra un deficit - energetico di miliardi e da un saldo attivo di per le restanti merci, si colloca così su valori decisamente inferiori a quelli del saldo passivo del settembre 1984 (705 miliardi, a fronte di 1982 miliardi). I dati del terzo trimestre 1985 (lugliosettembre) espongono d altronde un saldo passivo di soli 549 miliarcli, che pub essere raffrontato da un lato con i miliardi dei deficit accumulato nel corrispondente periodo del1 anno precedente, e, dall altro, con gli milliardi cui era giunto a commisurarsi il saldo passivo del secondo trimestre L inversione di rotta, determinata da una consistente flessione delle importazioni e del mantenimento di un soddisfacente ritmo di crescita delle esportazioni, non può peraltro far dimentica= il peso che sull economia italiana è esercltato dal vincolo estero e l importanza strategica che le scelte di politica commerciale estera rivestono per un Paese il cui livello di intemazionalizzazione de1- l economia ha da tempo superato il 50 per cento. Nel periodo gennaio-settembre, la bilancia commerciale continua pur sempre ad evidenziare un saldo passivo di miliardi, che peggiora di oltre miliardi $1 dato del corrispondente periodo E se le esportazioni, nei nove mesi a riferimento, risultano essersi accresciute del 16,2 per cento, al livello del 18,s per cento resta ancorato il tasso di incremento delle importazioni. Le analisi e previsioni dei centri di osservazione internazionali evidenziano una decelerazione del tasso di crescita economica dell area OCSE determinata dal ridimensionamento della crescita dell economia USA non compensato dall impulso dei Paesi, in primis il Giappone, caratterizzati dall equilibrio della situazione finanziaria inte,qa. Pur a fronte dei progressi realizzati sul fronte dell inflazione, grazie alla fles-3 502 - Bollettino Commissioni Giovedì 5 dicembre 1985 sione dei prezzi delle materie prime, e pur scontando i favorevoli effetti sui mercati dei Cambi conseguenti al ridimensionamento del dollaro, elementi di incertezza minacciano ancora di indebolire, nell area OCSE, qualsiasi azione di rilanci0 dello sviluppo. Cita in particolare la elevatezza dei tassi reali di interesse, che rallentano gli investimenti produttivi, agli squilibri delle bilance dei pagamenti, alle crescenti tensioni protezionistiche, all indebitamento dei paesi sottosviluppati. In mancanza di politiche strutturali che, nel medio periodo accompagnino ed integrino le politiche espansive di breve periodo (fiscali e monetarie) nel senso di una rimozione dei fattori di rallentamento, le prospettive potrebbero essere quelle di una prolungata stagnazione dell economia internazionale. Le stime più recenti depongono per una crescita del commerci,o mondimale del 5,2 per cento nel 1985 e del 5 per cento nel 1986, a fronte del 9,7 per cento del In tale contesto, e nel quadro, interno, di una complessiva manovra restrittiva del bilancio imposta dal piano di rientro e necessitata dalle attuali dimensioni del deficit pubblico, il compito di sostegno all espansione e di perseguimento degli obiettivi di sviluppo sul medio periodo pub solo essere affidato ad una decisa azione di sostegno e impulso delle esportazioni. Resta confermato,.in ogni caso, che le politiche di commercio estero devono essere raccordate con gli indirizzi di politica economica generale: il contenimento dell inflazione, l adeguamento selettivo del sistema di produzione, la finalizzazione delle scelte strutturali di politica industriale agli obiettivi della occupazione e dell innovazione tecnologica e la rimodulazione della politica energetica restano i fattori principali con i quali va perseguito il ridimensionamento del vincolo estero e l affermazione, in termini competitivi, delle nostre esportazioni sui mercati internazionali. Non meno importanti sono tuttavia le azioni che più direttamente attengono al- la politica commerciale e che, secondo quanto il Ministro del commercio con l estero ha avuto occasione di sintetizzare recentemente, si sviluppano lungo tre direttrici sostanziali: il coordinamento dea interventi, in atto ripartiti tra vari centri di riferimento pubblici; la progressiva attenuazione dei vincolmi che sono d ostacolo alla competitività delle imprese esportatrici, il potenziamento degli strumenti di sostegno diretto. Passando quindi ad esaminare la &ibella 16 ricorda che il bilancio del Ministero del commercio con l estero & per il 99,9 per cento di parte corrente. Esso poi è in massima parte un bilancio di trasferimenti i quali ammontmano nelle previsioni per il 1986 a 189,3 miliardi sul totale della spesa di 204,l miliard,i. Deve tuttavia precisare che non tutta la spesa per il sostegno alle esportazioni transita per il Ministero del commercio con l estero. Infatti, gli stanziamenti per i crediti alle esportazioni e per l assicurazione - per i quali sono competenti il Mediocredito centrale e la SACE - sono iscritti nello stato di previsione del Ministero del tesoro. La riduzione di competenza tra il 1985 e il 1986, pari a miliardi k dovuta per la massima parte alla scadenza degli stanziamenti, fissati nella finanziaria dello scorso anno, relativi alla legge n. 240 del. 1981: Prowidenze in favore dei consorzi: - 12,s miliardi; e alla variazione negativa sul capitolo n (Contributo annuale ai consorzi con scopo esclusivo di esportazione di prodotti agroalimentari) - 2 miliardi. Come già detto, la maggior parte del bilancio del Ministero è costituita dai trasferimenti. L area principale di destinazione degli stanziamenti è costituita dall Istituto del commercio estero. Gli stanziamenti in competenza sono articolati in quattro capitoli, dei quali uno - soppresso - sarh utilizzato solo per lo smantellamento dei residui, pari a 30 miliardi (si tratta delle assegnazioni all ICE per le spese relative alle convenzioni con aziende agricole per realizzazione di programmi promozionali in paesi diversi dalla CEE).4 502 - Bollettiiio Contrriissioiii Giovedì 5 dicenzbre ~ I trasferimenti a!l ICE per il 1986 ammontano a 181,4 miliardi suddivisi come segue: 62,4 miliardi per contributo alle spese di funzionamento dell ente (34,4 per cento); 65 miliardi per il funzionamento degli uffici all estero (35,8 per cento): 54 miliardi per le attività promozionali (29,8 per cento). Rispetto alle previsioni assestate per il 1985 risultano ridotte di 406 milioni le assegnazioni di competenza per le spese relative al funzionamento degli uffici all estero, mentre incrementate di 2,3 miliardi sono le assegnazioni di competenza per le attività promozionaii. Quanto alla cassa, questa viene ridotta di 1,4 miliardi per le spese di funzionamento degli uffici all estero, ed incrementata di 2,3 miliardi per le attività promozionali. Numerosi sono gli interventi che il disegno di legge della finanziaria dispone in materia di commercio con l estero. In primo luogo, alcune variazioni sul bilancio a legislazione vigente sono apportate dagli stanziamenti relativi alle disposizioni di legge la cui quantificazione è demandata alla legge finanziaria. Gli stanziamenti di competenza relativi alla legge n. 185 del 1975, relativa al potenziamento e razionalizzazione delle attività di promozione delle esportazioni sono incrementati per ccmplessivi 24,3 miliardi, dei quali 9,3 incidono sui contributi per le spese di funzionamento dell ICE (capitolo n. 1606); e 15 miliardi incidono sul capitolo n relativo alle spese di funzionamento degli uffici all estero dello stesso ente. Ulteriori intementi sono disposti nell articolato. I1 Fondo di dotazione della SACE viene incrementato di 200 miliardi, interamente utilizzabili per il pagamento desli indennizzi. Infine il contributo alle piccole imprese per il sostegno alle esportazioni è fissato per il 1986 in 1 miliardo. I1 primo intervento in materia di esportazioni è previsto al punto 1 dell articolo 8, che prevede l incremento di 200 miliardi del fondo di dotazione della SACE, interamente utilizzabili per il pagamento degli indennizzi. Tale misura era prevista, negli stessi termini, nella legge finanziaria dello scorso anno. La finalità di tale norma è quella di allargare le fonti di finanziamento in un settore di grandissima importapza per le finanze della SACE, nella misura in cui il rifinanziamento dei debiti evita il pagamento degli indennizzi e ne consente un rapido recupero. Si possono quantificare gli interventi che recentemente hanno incrementato le disponibilità finanziarie della sezione. I1 Fondo di dotazione, aumentato, come si è accennato, di 200 miliardi già con la finanziaria dello scorso anno, ha avuto nel corso dell anno un ulteriore stanziamento di 100 miliardi in base alla legge 2 marzo 1985, n. 59. I1 Fondo rotativo istituito con la le?- ge finanziaria del 1983 e destinato ad indennizzi da accordi intergovemativi di ristrutturazione dei debiti, è stato aumentato da 100 a 200 miliardi con la legge 11 ottobre 1954, n. 662 ed elevato di 200 miliardi con la legge di bilancio per il La quantificazione dello stanziamento relativo al fondo anzidetto è rinviata per l esercizio 1986 alla legge finanziaria, che ne fissa l ammontare in 200 miliardi. Un altro intervento è quello disposto dal punto 3 dello stesso articolo 8, nel quale si prevede il limite di 375 miliardi per l utilizzo delle disponibilith di cui all articolo 2 del decreto-legge n. 251 del I1 punto 5 dell articolo 8 disciplina gli stanziamenti in favore della corresponsione dei contributi in conto interesse sulle operazioni di finanziamento all esportazionc cx lcggc n. 227 del 1977 al mcdio credito centrale. La lesge finanziaria dello scorso anno aveva già incrementato il Fondo contributi per queste operazioni di miliardi per gli anni Le quote per il erano state fissate rispettivamente in 150 e 390 miliardi. La proposta attuale è costituita da un incremento del Fondo pari a miliardi per il periodo Le tranches relative agli5 502 - Bollettino Commissioni Giovedì 5 dicembre 1985 anni 1987 e 1988 sono fissate rkpettivamente in 150 e 100 miliardi. Ove approvata la legge finanziaria, immutato lo stanziamento per iml 1986 pari a 150 miliardi, la quota per il 1987 è costituita da 390 miliardi stabiliti dalla finanziaria per il 1985 e,dai 50 miliardi previsti dalla proposta per il Un intervento aggiuntivo rispetto alla legge finanziaria per il 1985 è quello previsto dal punto 6 dell articolo 8 nel quale si integra lo stesso fondo di cui al precedente comma di 150 miliardi da destinare integralmente per le finalità della legge cc Sabatini D concernente l acquisto di nuove macchine utensili. Questa la manovra prevista dall articolato del disegno di legge finanziaria. A tali interventi vanno aggiunti quelli costituiti dalla quantificazione determinata nella legge finanziaria per la legge 31 maggio 1975, n. 185, che incide sui capitoli 1606 e 1610 del Ministero del commercio con l estero. L incremento che la finanziaria prevede per questa legge è pari a 24 miliardi e 360 milioni. Infine, è interessante rilevare come nei fondi speciali per il 1986 sono inclusi stanziamenti pari a 315 miliardi relativi al prowedimento di riforma dell ICE e 10 miliardi per il prowedimento relativo al controllo all esportazione e dei transiti di materiali di armamento. Conclude il suo intervento dichiarandosi disponibile a cogliere tutti gli spunti positivi che potranno emergere nel corso del dibattito. I1 deputato Michele GRADUATA si chiede preliminarmente se i gruppi della maggioranza sono realmente interessati ad un confronto reale con l opposizione. I disegni di legge all esame della Commissione, nonchc gli atti più qualificanti del Governo stanno a dimostrare che la politica portata avanti mira a colpire i meno abbienti e favorire le posizioni di rendita. Sono colpiti i ceti più deboli mentre vengono ignorati i suggerimenti di illustri economisti, che ipotizzano una tassazione dei BOT. La legge finanziaria poteva costituire l occasione per un inversione di tendenza, ma questa eventualith sembra essere pregiudizialmente esclusa ddl Esecutivo, che invece si muove lungo l asse di un impostazione tradizionale e inconcludente, rispetto ai reali problemi del paese. Si considerino ad esempio i temi del commercio con l estero. La sottovalutazione di questo comparto, di cui dipende un terzo dei posti di lavoro, è evidente. Manca innanzitutto una correlazione tra politica industriale e quella del commercio intemazionale. Lo stesso relatore non ha speso una parola sul pericolo di un crescente protezionismo, destinato a penalizzare duramente alcune produzioni italiane, quali le paste alimentari o le calzature. In uno scenario internazionale sempm più difficile l Italia rischia di pagare due volte: nei confronti della CEE nel campo della politica agricola, nei confronti degli USA per altre produzioni. I1 Governo dovrebbe pertanto elaborare una linea concreta in vista di importanti impegni internazionali, quali la rinegoziazione del GATT. Altro tema su cui riflettere è quello del vincolo estero. I1 deficit che si manifesta in comparti così importanti per la economia nazionale deve esse= attentamente analizzata, al fine di cogliere aspetti che non sono più di natura congiunturale, ma strutturali. Si deve avere consapevolezza del fatto che la situazione complessiva, appena richiamata, penalizza essenzialmente il Mezzogiorno, nonostante i riferimenti puramente retorici all esigenza di un suo sviluppo. Nel medio periodo, i dati disponibili dimostrano il grado di incertezza che caratterizza le strutture operative del commercio estero. Esso si qualifica per la presenza di piccolissime imprese che hanno con la realth internazionale contatti sempre più episodici e non certo strutturali. Si aggiunga che la loro dislocazione geografica è quasi tutta concentrata nel Nord, avendo il Mezzogiorno una pura posizione di risulta. La loro classificazione per area geografica di esportazione e per comparti merceologici evidenzia ulteriormente l estrema fragilith di una presenza che può6 502 - Bollettiizo C'oiiii1tissioiii Giovedì 5 dicembre 1985 vcnir meno al minimo cambiamento congiun turale. Di fronte ad una realtà così complessa, la legge finanziaria non riesce a decollare da una posizione tradizionale che, come negli anni passati, non riuscirà certo a produrre quei mutamenti, che pure sono necessari. Da qui il rischio di un ulteriore ristagno del commercio estero e quindi il voto contrario, che fin da ora preannuncia, del gruppo comunista. I1 deputato Lelio GRASSU.CCI, nel concordare con il deputato Graduata, sottolinea l'esigenza di accompagnare il dibattito sul prowedimento all'esame con un forte impegno tematico. Ricorda in proposito che il filo rosso, che lega i temi dello sviluppo dell'apparato produttivo a quelli del commercio internazionale, noil può essere assolutamente trascurato. Si chiede quindi se la struttura del CIPES non vada adeguata a questa prospettiva, prevedendo una presenza attiva e partecipe del Ministro per il commercio con l'estero, come del resto più volte rimarcato. Dubbi deve esprimere su una sorta di passività del Ministro nell'affrontare un problema cosi delicato, nonché sul quadro macro-economico che accompagna il disegno di legge della finanziaria. Si chiede se il problema di una qualificazione tanto del comparto dell'intport che dell'e-tpoit, in termini di valore aggiunto, non debba essere riproposto con grande forza. Nello stesso tempo una riflessione più attenta dovrebbe essere condotta sugli effetti prodotti dalla recente svalutazione monetaria, per verificare se essa ha favorito le produiioni tecnologiche pih cvolute o quelle pih tradizionali. Una simile tematica, che trova un preciso riscontro nel dibattito scientifico sull'argomento, consentirebbe un chiarimento necessario, su cui impostare correttamente la linea futura di sviluppo del commercio con l'estero. L'E altro prsb!ema da affrontrre P quello del coordinamento dei vari soggetti, che, a vario titolo, si occupano della materia. Una razionalizzazione è quanto mai necessaria al fine di trovare linee di efficienza complessiva, in una situazione che, altrimenti, rischia di non produrre gli effetti sperati. La soluzione dei problemi prospettati potrebbe comportare un forte momento di razionalizzazione quale presupposto di una strategia che affronti in modo unitario il problema della presenza estera del pacse. Si chiede in proposito quale sia la posizione del Governo sui temi della trding company. I1 Governo dovrebbe inoltre fornire maggiori elementi di informazione sull'attuazione della legge n. 240 del 1982, nonché sulla gestione più complessiva dei graiits. Il deputato Vito NAPOLI, nel ripercorrere le tappe di un dibattito che vede da anni impegnata la XII Commissione, sui problemi del commercio con l'estero. dichiara di concordare con il taglio della re1 azione. I1 relatore ha presentato un quadro della congiuntura internazionale che non è certo tranquillizzante. La domanda internazionale ha assunto un andamento meno brillante. La bilancia commerciale italiana mostra sintomi di crisi specie nel comparto delle esportazioni, nonostante un clima valutario favorevole. 11 deficit persistente in alcuni grandi comparti sta a dimostrare il connotato di carattere strutturale di un fenomeno che non può essere aggredito con misure di natura consiunturale. Naturalmente non mancano aspetti positivi, come nel caso del comparto tessile e meccanico; ma questi elementi non debbono spingere ad un eccessivo ottimismo. Esso farebbe perdere di vista la valeimt dei mutamenti che si sono prodotti iiesli equilibri più complessivi della divisione internazionale del paese. In una prospettiva di medio termine ci& che diverrà sempre più importante è la qualificazione delle singole produzioni nazionali. Obiettivo che, nella realtà italima, potrà essere conseguito solo grazie ad una profonda riforma di tutti i soggetti che operano a favore del commercio con l'estero. Si deve infatti tener conto7 j02 - Bollettino Coniiizissiorii Giovedì 5 dicciiibre 1985 che la concorrenza internazionale non si manifesta solo nel campo della produzione, ma investe ormai gli aspetti di natura commerciale e l assistenza finanziaria. Le considerazioni esposte lo portano pertanto a giudicare del tutto insufficienti gli stanziamenti recati dalla N legge finamiaria )) a favore di organismi, quali la SACE o il Mediocredito, specie se si tiene conto dell esigenza di un forte sviluppo dell economia italiana nel contesto intemazionalc. In questa seconda prospettiva le stesse strutture burocratiche del Ministero del commercio con l estero risultano insufficienti ed andrebbero potenziate al fine di offrire, se non altro, un quadro più complessivo delle problematiche connesse con questa materia. Altro tema da affrontare è la riforma dell ICE, la cui struttura futura dovrà essere coordinata con gli altri enti che, in Italia, si occupano del commercio con l estero. Awiandosi alla conclusione non può non esprimere perplessità sui contenuti normativi della (( legge finanziaria )) che si muove sul solco di una posizione,tradizionale, non più all altezza dei problemi da affrontare. I1 deputato Elio GIOVANNINI, nello esprimere le più forti riserve sulla tabella 16, fa osservare che i dati più recenti sulla dinamica del commercio con l estero inducono ad un minore pessimismo. Ad una riduzione del coefficiente di elasticith delle importazioni nei confronti del PIL si accompagna una crescita delle esportazioni in linea con gli andamenti passati. La stessa situxione valutaria deponc a favore dell economia italiana, creando forti occasioni di sviluppo. Cib che manca, in un quadro così positivo, è proprio una politica del commercio estero che sia degna di questo nome. Da qui uno scarto crescente tra potcnzialità ed efficacia operativa ed il senso di insoddisfazione che deve accompagnare la discussione sul bilancio. Dopo breve intervento del sottosegretario di Stato per il commercio con l estero Giovanni PRANDINI. che si impegna a fornire la documentazione richiesta, il seguito dell esame è rinviato ad altra seduta. LA SEDUTA TERMINA ALLE 11. Documenti analoghi
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