Source: http://www.appaltiesanita.it/contributo-unificato-appalti-le-conclusioni-dellavvocato-generale/
Timestamp: 2019-12-07 08:46:56+00:00

Document:
“La direttiva 89/665/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all’applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori, come modificata, interpretata alla luce dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dei principi di equivalenza e di effettività, non osta ad una normativa nazionale che stabilisce un tariffario di contributi unificati applicabile solo ai procedimenti amministrativi in materia di contratti pubblici, purché l’importo del tributo giudiziario non costituisca un ostacolo all’accesso alla giustizia né renda l’esercizio del diritto al sindacato giurisdizionale in materia di appalti pubblici eccessivamente difficile. Non è compatibile con la direttiva 89/665, interpretata alla luce dell’articolo 47 della Carta, la riscossione di più tributi giudiziari cumulativi in procedimenti giurisdizionali in cui un’impresa impugna la legittimità di un’unica procedura di aggiudicazione di un appalto ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 89/665, a meno che ciò possa essere giustificato ai sensi dell’articolo 52, paragrafo 1, della Carta, il che deve essere valutato dal giudice nazionale del rinvio”
Sono queste le conclusioni presentate dall’Avvocato Generale nell’udienza svolta ieri (7 maggio 2015 ndr).
In sintesi, dunque, dalle conclusioni emerge come il contributo unificato appalti non sia, in sé, contrario al diritto comunitario, ma lo diventa se, e nella misura in cui, diventi un ostacolo significativo all’esercizio del diritto di difesa, e ciò avviene nel momento in cui il tributo venga richiesto cumulativamente per l’impugnazione di atti della stessa procedura. Si tratta di un varco importante, che consentirebbe alle imprese di conoscere in anticipo il costo di un’eventuale azione giudiziaria che intendano intraprendere.
Si rimane in attesa della decisione della Corte e delle successive determinazioni del giudice nazionale del rinvio (il Tar Trento), cui viene demandata la valutazione circa la natura sproporzionata e dissuasiva del contributo unificato.
Per ulteriori approfondimenti, si veda anche l’intervista agli Avvocati Patrizio Menchetti e Carmelo Giurdanella, rappresentanti dell’associazione di consumatori Cittadini Europei, parte in causa
Di seguito il testo integrale delle Conclusioni dell’ Avvocato Generale Niilo Jääskinen
Causa C-61/14
6. L’articolo 2 della direttiva 89/665, rubricato «[r]equisiti per le procedure di ricorso», dispone:
8 Sentenza Kamberaj (C 571/10, EU:C:2012:233, punto 41).
9 Sentenze Pohotovosť (C 470/12, EU:C:2014:101, punto 29) e García Blanco (C 225/02, EU:C:2005:34, punto 28).
10 Sentenza Universale-Bau e a. (C 470/99, EU:C:2002:746, punto 71).
12 Sentenza Universale-Bau e a. (C 470/99, EU:C:2002:746, punto 72).
13 Per contro v. sentenza Edwards (C 260/11, EU:C:2013:221), che riguardava una situazione in cui atti dell’Unione in materia di diritto dell’ambiente impongono nello specifico che i procedimenti giurisdizionali non siano «eccessivamente onerosi».
15 V. le mie conclusioni nella causa Liivimaa Lihaveis (C 562/12, EU:C:2014:155) e le conclusioni dell’avvocato generale Bot nella causa Agrokonsulting (C 93/12, EU:C:2013:172). Per un esempio recente in cui la Corte ha considerato i principi di effettività e di equivalenza nell’ambito dei mezzi di ricorso volti ad assicurare l’attuazione delle norme dell’Unione in materia di appalti pubblici, v. sentenza eVigilo (C 538/13, EU:C:2015:166).
16 Sentenza Surgicare – Unidades de Saúde (C 662/13, EU:C:2015:89, punto 30).
17 V. sentenza Érsekcsanádi Mezőgazdasági (C 56/13, EU:C:2014:352, punto 64).
18 Per esempi recenti di controversie in cui le azioni fondate sul diritto dell’Unione e quelle fondate sul diritto nazionale dello Stato membro in questione non sono state considerate «analoghe», v. sentenze Agrokonsulting (C 93/12, EU:C:2013:432, in particolare punti da 40 a 42) nonché Baczó e Vizsnyiczai (C 567/13, EU:C:2015:88, in particolare punto 47).
19 V. per analogia le mie conclusioni nella causa Târșia (C 69/14, EU:C:2015:269, paragrafi 50 e 51).
22 Sentenza van Schijndel e van Veen (C 430/93, EU:C:1995:441), punto 19.
23 Sentenza DEB (C 279/09, EU:C:2010:811). Ricordo che nella sentenza DEB (C 279/09, EU:C:2010:811) il giudice nazionale del rinvio aveva formulato la questione pregiudiziale in termini di principio di effettività ma la Corte ha risposto sulla base dell’articolo 47 della Carta. Ricordo altresì che nelle mie conclusioni nella causa Dona Chemie e a. (C 536/11, EU:C:2013:67), al paragrafo 47, ho osservato che «occorre tenere in debito conto l’articolo 19, paragrafo 1, TUE, e i limiti in cui esso fornisce una garanzia supplementare al principio di effettività. Ai sensi del citato articolo, gli Stati membri sono tenuti a mettere a disposizione i rimedi giurisdizionali “necessari per assicurare una tutela giurisdizionale effettiva nei settori disciplinati dal diritto dell’Unione”. In altri termini, alla luce di tale disposizione del Trattato, i requisiti di tutela giurisdizionale effettiva per i diritti derivanti dal diritto dell’Unione sembrano andare oltre la formula classica che menziona l’impossibilità pratica o l’eccessiva difficoltà. A mio giudizio, ciò significa che i mezzi di ricorso nazionali devono essere accessibili, rapidi e avere costi contenuti».
36 V., in particolare, sentenze DEB (C 279/09, EU:C:2010:811) e Alassini e a. (da C 317/08 a C 320/08, EU:C:2010:146).
37 Rilevo, tuttavia, che la Corte ha statuito che «[p]er valutare la proporzionalità il giudice nazionale può tener presente (…) l’entità delle spese giudiziali che devono essere anticipate e la natura dell’ostacolo all’accesso alla giustizia che esse potrebbero costituire, se sormontabile o insormontabile». V. sentenza DEB (C 279/09, EU:C:2010:811, punto 61).

References: Sentenza 
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