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Timestamp: 2020-01-18 00:01:13+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12663 del 19/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12663 del 19/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 19/05/2017, (ud. 28/04/2017, dep.19/05/2017), n. 12663
sul ricorso 23278-2013 proposto da:
ORTOFRUTTICOLA VALLE DEL RENO OVR SOCIETA’ COOPERATIVA, elettivamente
domiciliata in ROMA VIA DEI GRACCHI 126, presso lo studio
dell’avvocato ROBERTA BORATTO, rappresentata e difesa dall’avvocato
GIANNI RICCIUTI;
COMUNE DI SANT’AGOSTINO, elettivamente domiciliato in ROMA VIALE
GIULIO CESARE 21, presso lo studio dell’avvocato LORENZO SCIUBBA,
rappresentato e difeso dagli avvocati RUGGERO MOLLO, ANTONIO MOLLO;
avverso la sentenza n. 64/2013 della COMM.TRIB.REG. di BOLOGNA,
28/04/2017 dal Consigliere Dott. GIACOMO MARIA STALLA.
p. 1. La Ortofrutticola Valle del Reno soc.coop. propone un motivo di ricorso per la cassazione della sentenza n. 64/02/13 del 27 marzo 2013 con la quale la commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, a conferma della prima decisione, ha ritenuto legittimo l’avviso di accertamento per Ici 2007 notificatole dal Comune di Sant’Agostino (FE) in relazione a taluni fabbricati strumentali da essa posseduti.
La commissione tributaria regionale, in particolare, ha ritenuto che gli immobili in oggetto – iscritti in categoria catastale D1 – non fossero esenti da Ici; posto che tale esenzione non derivava dal loro concreto asservimento all’esercizio dell’agricoltura bensì, come stabilito da Cass. SSUU 18565/09, dal classamento catastale nelle categorie proprie di ruralità A6 o D10.
Resiste con controricorso il Comune di Sant’Agostino.
p. 2.1 Con l’unico motivo di ricorso si lamenta – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – violazione o falsa applicazione della normativa Ici di riferimento D.L. n. 557 del 1993, (- art. 9, comma 3 bis, lett. i) conv. L. n. 133 del 1994 e succ.mod.; – D.Lgs. n. 504 del 1992, (art. 2, comma 1, lett. a), come mod. dal D.L. n. 207 del 2008, art. 23, comma 1 bis, conv. L. n. 14 del 2009). Contrariamente a quanto sostenuto dalla CTR, ciò che rilevava ai fini dell’esenzione Ici non era il classamento catastale, bensì il rapporto di strumentalità – nella specie pacifico – in concreto svolto dagli immobili nell’attività di produzione agricola della cooperativa. Ciò doveva desumersi, in particolare, D.L. n. 207 del 2008, art. 23, comma 1 bis, conv. L. n. 14 del 2009 cit., secondo cui ai fini Ici non dovevano “considerarsi fabbricati” le unità immobiliari, anche iscritte o iscrivibili nel catasto, connotate da requisiti di ruralità D.L. n. 557 del 1993, ex art. 9 conv. L. n. 133 del 1994, cit., e succ.mod..
Non vi sono infatti ragioni per discostarsi da quanto stabilito da Cass. SSUU n. 18565/09, secondo cui (in motiv.): “in tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l’immobile che sia stato iscritto nel catasto fabbricati come rurale, con l’attribuzione della relativa categoria (A/6 o D/10), in conseguenza della riconosciuta ricorrenza dei requisiti previsti dal D.L. n. 557 del 1993, art. 9, conv. con L. n. 133 del 1994, e successive modificazioni, non è soggetto all’imposta ai sensi del combinato disposto del D.L. n. 207 del 2008, art. 23, comma 1 bis, convertito con modificazioni dalla L. n. 14 del 2009, e del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. a). L’attribuzione all’immobile di una diversa categoria catastale deve essere impugnata specificamente dal contribuente che pretenda la non soggezione all’imposta per la ritenuta ruralità del fabbricato, restando altrimenti quest’ultimo assoggettato ad ICI: allo stesso modo il Comune dovrà impugnare l’attribuzione della categoria catastale A/6 o D/10 al fine di potere legittimamente pretendere l’assoggettamento del fabbricato all’imposta”. A tale orientamento hanno fatto seguito innumerevoli pronunce di legittimità (tra cui, Cass. nn. 7102/10; 8845/10; 20001/11; 19872/12; 5167/14), più recentemente confermate – nel senso della ininfluenza dello svolgimento o meno, nel fabbricato, di attività diretta alla manipolazione o alla trasformazione di prodotti agricoli, rilevando unicamente il suo classamento – tra le altre, da Cass. n. 16737/15 e da Cass. n. 7930/16.
Va altresì osservato come quanto stabilito dalle SSUU nella sentenza cit. si sia fatto carico anche dei profili di jus superveniens riconducibili all’emanazione sia D.L. n. 557 del 1993, art. 9, comma 3 bis conv. in L. n. 222 del 2007, come introdotto dal D.L. n. 159 del 2007, art. 42 bis conv. in L. n. 222 del 2007; sia del D.L. n. 207 del 2008, art. 23, comma 1 bis conv. in L. n. 14 del 2009.
Nel caso di specie, costituisce elemento incontroverso di causa che gli immobili della cooperativa ricorrente fossero iscritti, nell’annualità impositiva di riferimento, in categoria diversa da A6 o D10; con conseguente non spettanza dell’esenzione Ici.
Quanto, poi, alla variazione catastale che la società assume di aver chiesto ed ottenuto, per due immobili, presso l’agenzia del territorio, correttamente la CTR non ne ha tenuto conto. Si tratta infatti di istanza che non è stata presentata ai sensi e secondo le modalità del D.L. n. 70 del 2011 cit. ed i cui effetti, pertanto, non erano assistiti dall’efficacia retroattiva quinquennale da quest’ultima normativa prevista.
Le spese del presente procedimento vengono compensate in ragione della complessa evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia; in parte sopravvenuta in corso di causa.
compensa le spese di lite;
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della sezione quinta civile, il 28 aprile 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 360
 art. 9
 art. 23
 art. 23
 art. 9
 Cass. 
 art. 9
 art. 23
 art. 2
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 9
 art. 42
 art. 23