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Timestamp: 2020-08-11 16:40:05+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 31917 del 10/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31917 del 10/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 10/12/2018, (ud. 22/11/2018, dep. 10/12/2018), n.31917
sul ricorso 9449-2017 proposto da:
D.C.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA RENATO
avverso la sentenza n. 6169/13/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA, depositata il 18/10/2016;
L’Agenzia delle entrate impugna per cassazione, sulla base di due motivi, la sentenza in indicata epigrafe, di rigetto dell’appello erariale proposto contro l’annullamento del diniego di rimborso dell’IRPEF anno 2007, che il contribuente, dipendente della Banca Commerciale Italiana, aveva richiesto, sull’assunto della mancata applicazione della detrazione dall’imponibile lordo del quattro per cento dei contributi versati al fondo aziendale di previdenza complementare, prevista dall’art. 17, comma 2, TUIR (D.P.R. n. 917 del 1986), nella formulazione vigente ratione temporis.
D.C.E. resiste con controricorso e deposita memoria.
1. Il primo motivo di ricorso, con cui la difesa erariale, deducendo la violazione e falsa applicazione dell’art. 17, comma 2 e art. 48, comma 2, lett. a), (ora 19 e 51) TUIR (D.P.R. n. 917 del 1986), censura la sentenza impugnata per avere il giudice d’appello ritenuto che quella operata dalla banca in sede di liquidazione del fondo pensione integrativo al dipendente era una ritenuta eccedente rispetto a quanto previsto dalla normativa all’epoca vigente, è fondato e va accolto.
2. Va premesso che la determinazione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui all’art. 51, comma 2, lett. a), TUIR, vigente ratione temporis, prevede che “Non concorrono a formare il reddito i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge”. Invero, in tema di IRPEF, la base imponibile delle prestazioni erogate dai fondi di previdenza complementare per il personale degli istituti bancari non è imposta dalla legge, ma ha natura facoltativa, in base ad accordi contrattuali col datore di lavoro.
Pertanto i contributi versati dal dipendente, attesane la richiamata natura facoltativa, e posta la riferibilità dell’esenzione fiscale di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 51, comma 2, lett. a), ai soli contributi previdenziali obbligatori, concorrono a formare il reddito tassabile (Cass. n. 124 del 04/01/2018), essendone esclusi solo quelli versati “in ottemperanza a disposizioni di legge” (Cass. 11156 del 2010, n. 23030 del 2014, n. 124 e 2201 del 2018). La citata giurisprudenza, ancorchè riferita all’abrogato art. 48 TUIR, è applicabile alla fattispecie, regolata dall’art. 51 TUIR, che costituisce una semplice rinumerazione della precedente disposizione.
3. Col secondo motivo si deduce violazione dell’art. 47, comma 1, lett. h) bis, TUIR e art. 48, comma 7 bis, TUIR ed ex art. 360 c.p.c., n. 3.
Il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 48, comma 7 bis, nel testo risultante dalla L. n. 335 del 1995 (art. 11, comma 8), disponeva: “le prestazioni periodiche indicate all’art. 47, comma 1, lett. h) bis, costituiscono reddito per l’87,5 per cento dell’ammontare corrisposto”. A decorrere dal 1/1/2001, ai sensi del D.Lgs. n. 47 del 2000, art. 10, comma 1, lett. f) e art. 19 -“per le prestazioni pensionistiche di cui all’art. 47, comma 1, lett. h-bis) erogate in forma periodica non si applicano le disposizioni del richiamato art. 48. Le stesse si assumono al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati ad imposta e di quelli di cui all’art. 41, comma 1, lett. g-quinquies), se determinabili; ” .. Analoga disposizione è contenuta nel TUIR, art. 52, comma 1, lett. d) (così rinumerato art. 48 bis dal D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, art. 1) che, nella forma in vigore, dal 1/1/2004 e fino al 31/12/2006, disponeva: “d) per le prestazioni pensionistiche di cui all’art. 50, comma 1, lett. h-bis), erogate in forma periodica non si applicano le disposizioni del richiamato art. 51. Le stesse si assumono al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati ad imposta e di quelli di cui all’art. 44, comma 1, lett. g-quinquies), se determinabili”.
Ne consegue che le prestazioni pensionistiche di cui alla all’art. 47 cit., comma 1, lett. h- bis) erogate in forma periodica, per il periodo in oggetto, sono tassabili non già solo sull’87,5 per cento dell’ammontare lordo corrisposto, sebbene sull’intero (cfr. Cass. 11156/2010; n. 240/2015). Già dal 1 gennaio 2001 è stato infatti abrogato il riferimento all’imponibile sino al 87,5% con detrazione del 12,50% sulle prestazioni erogate dal Fondo pensioni, per cui ha errato la CTR a ritenere applicabile alla fattispecie in esame – relativa a ritenute operate nell’anno 2006 – una disciplina non più in vigore.
4. La sentenza va conseguentemente cassata, non avendo la C.T.R. applicato i suindicati principi; non occorrendo ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito (ex art. 384 c.p.c., comma 2), col rigetto del ricorso introduttivo del contribuente.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 48
 sentenza 
 art. 51
 art. 48
 art. 48
 art. 360
 art. 48
 art. 10
 art. 19
 art. 48
 art. 52
 art. 48
 art. 1
 art. 51
 Cass. 
 sentenza 
 art. 384