Source: https://renatodisa.com/corte-di-cassazione-sezione-prima-penale-sentenza-3-aprile-2018-n-14783/
Timestamp: 2019-01-16 04:43:24+00:00

Document:
Il delitto di bancarotta fraudolenta impropria nel caso di fallimento di società di capitali derivato anche da operazioni dolose, protrattesi nel tempo, in danno di soggetto diverso da una pubblica amministrazione o da un ente pubblico, determinanti nel breve periodo un arricchimento del patrimonio sociale - Renato D'Isa
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2.2 Premesso, poi, che la sentenza di appello era da confermare quanto all’accertamento di esistenza dei, contestati, fatti determinanti distrazione dal patrimonio di (OMISSIS) di almeno Euro 617.000, la relativa motivazione era invece realmente inidonea a rappresentare le ragioni alla base della decisione di condanna di (OMISSIS), (OMISSIS) ed (OMISSIS) per concorso nella commissione del delitto di cui alla L. Fall., articolo 223, comma 1, articolo 216, comma 1, n. 1), in quanto: il rilievo secondo cui tali persone “dovevano conoscere” i conti della societa’ fallita in ragione della loro collocazione nel consiglio di amministrazione della societa’ sembrava evocare (con riguardo alle posizioni di (OMISSIS) e di (OMISSIS)) un concorso ex articolo 40 c.p. (rispetto al quale non erano verificati i presupposti della responsabilita’ per omesso impedimento); i riferimenti alla conoscenza diretta degli ammanchi e alla partecipazione ad un complessivo disegno di spoliazione del patrimonio sociale sembravano invece delineare un concorso fondato sulla conoscenza del fatturato illecito della societa’ e del conseguente spazio per condotte distrattive; tale modo di argomentare instaurava una relazione fra la partecipazione al reato di truffa ai danni di (OMISSIS) e quella ai fatti distrattivi che, in assenza di indicazione dei dati dimostrativi di tale relazione, risultava inidoneo a costituire congrua argomentazione alla statuizione di condanna; sotto altro profilo, non era poi stato chiarito il rapporto fra fatti distrattivi ed i ruoli di tali persone nel consiglio di amministrazione della societa’ e, in piu’ in generale, nel concreto funzionamento della stessa, dal momento che la sentenza di appello attribuiva a tutti gli imputati un ruolo operativo, mentre nella sentenza di primo grado era evidenziato che solo (OMISSIS) ed (OMISSIS) facevano parte (unitamente a (OMISSIS)) del comitato di gestione della societa’ (articolazione interna di cui sfuggivano le caratteristiche in seno all’assetto organizzativo della societa’); non erano dunque ricostruite in termini univoci la posizione dei ricorrenti e le relative attribuzioni (necessarie per individuare eventuali posizioni di garanzia) e, comunque, la natura e la portata dell’operativita'” a ciascuno riconosciuta; non era pero’, prima ancora, stato ricostruito il rapporto fra fatti distrattivi ed attribuzioni esercitate dal consiglio di amministrazione e dai suoi componenti e, dunque, non era chiaro se i fatti distrattivi fossero riconducibili al concreto esercizio delle attribuzioni del consiglio di amministrazione ovvero si collocassero fuori di queste e, in tale ipotesi, in quali termini si configurava il concorso di tali tre persone.

References: sentenza 
 articolo 223
 articolo 216
 articolo 40
 sentenza 
 sentenza