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Timestamp: 2018-12-10 15:47:42+00:00

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News su Azione revocatoria fallimentare
Sezioni Unite: in pendenza di fallimento la revocatoria è inammissibile
26 Novembre 2018 | di La Redazione
L’azione revocatoria, ordinaria o fallimentare, è inammissibile nei confronti del convenuto dichiarato fallito.
La controversa questione della proponibilità dell'azione revocatoria da parte di un fallimento verso un altro fallimento
Con l’ordinanza interlocutoria n. 1894 del 2018 della prima sezione della Suprema Corte, viene rimessa al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite la controversa questione relativa alla possibilità per un fallimento di esperire azione revocatoria nei confronti di un altro fallimento.
Revocatoria fallimentare e prova della scientia decoctionis
10 Febbraio 2017 | di La Redazione
In tema di azione revocatoria fallimentare, le notizie a mezzo stampa costituiscono elemento idoneo a costituire indizio da cui, assieme ad altri, poter trarre la prova della sussistenza della scientia decoctionis.
Revocatoria degli atti tra coniugi, fallimento in estensione e prova della qualità d’imprenditore
09 Agosto 2016 | di La Redazione
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 16621/2016, riconferma il precedente indirizzo secondo cui nel caso di fallimento non è oggetto di revoca, ai sensi dell’art. 69 l. fall, la vendita di una quota di comproprietà immobiliare al coniuge da parte del socio illimitatamente responsabile, al quale sia esteso il fallimento della società in nome collettivo. Inoltre, la mancata risposta ad interrogatorio può essere valutata dal giudice solo se viene considerata insieme a tutte le altre prove raccolte e con determinati limiti.
28 Giugno 2016 | di La Redazione
L’azione revocatoria proposta nelle forme del rito camerale dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 169/07, deve essere dichiarata inammissibile non potendo trovare applicazione l’art. 24, comma 2, l. fall., vigente nel momento di dichiarazione del fallimento. Così si è espressa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13165 depositata il 24 giugno 2016.
Cessione d’azienda e successiva azione revocatoria: chi risponde dei debiti restitutori?
Con l’ordinanza interlocutoria n. 8090, la I Sezione Civile della Cassazione rinvia alle Sezioni Unite la questione relativa alla responsabilità per i debiti restitutori derivanti dall’esercizio dell’azione revocatoria fallimentare di pagamenti ricevuti dall’imprenditore alienante prima della cessione dell’azienda.
Solo le rimesse solutorie sono soggette alla revocatoria
La Corte di Cassazione ribadisce il principio per cui, in tema di revocatoria delle rimesse in conto corrente bancario, nel caso di plurime operazioni di segno opposto da cui risulti uno scoperto di conto, il fallimento può chiedere la revocatoria delle rimesse aventi carattere solutorio in relazione al saldo infra-giornaliero e non al saldo di giornata, previa dimostrazione della cronologia dei singoli movimenti.
Il giudice non può rilevare d’ufficio l’omessa trascrizione della domanda di revocatoria
12 Febbraio 2016 | di La Redazione
Quando il curatore si costituisce in un giudizio che era in corso contro il debitore fallito e che aveva ad oggetto una domanda soggetta a trascrizione, quali la simulazione e la revocatoria, il giudice non può rilevare d’ufficio l’inopponibilità dell’azione verso il fallimento, ex art. 45 l. fall.
Revocabile il pagamento del terzo con denaro del fallito o con denaro proprio recuperato con azione di rivalsa
29 Dicembre 2015 | di La Redazione
L'amministrazione straordinaria di una società in liquidazione ha proposto ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello territoriale che, confermando la sentenza del Tribunale, aveva rigettato la domanda di revocatoria ex art. 67, comma 1, l. fall., proposta nei confronti del pagamento effettuato dalla società Alfa a saldo di un debito maturato dalla società in liquidazione in bonis verso la società Beta.
Compenso da restituire al soggetto fallito: l’assicurazione non deve risarcire l’avvocato
02 Settembre 2015 | di La Redazione
Il rischio assicurato deve essere inteso come il danno che il professionista può cagionare a terzi o al proprio cliente per fatti colposi commessi nell’esercizio dell’attività forense, o ad essa connessi. Pertanto, l’obbligazione di restituzione del compenso percepito – conseguente all’accertamento del danno arrecato ai creditori concorsuali e della responsabilità per questo danno – non può ritenersi coperta dall’assicurazione professionale dell’avvocato. Lo ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 17346/15, depositata il 31 agosto.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 45
 sentenza 
 sentenza 
 art. 67
 sentenza