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Timestamp: 2020-05-29 13:11:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25816 del 14/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25816 del 14/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 14/12/2016, (ud. 10/11/2016, dep.14/12/2016), n. 25816
sul ricorso 2463/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 258/2013 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONAIT, di POTENZA, depositata il 26/11/2013;
udito l’Avvocato Laura Cherubini (Avv. Gen. Stato) difensore della
ricorrente che rinuncia al ricorso.
La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., Delib. di procedere con motivazione sintetica cd osserva quanto segue.
L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Basilicata, che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Potenza. Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto l’impugnazione di S.A., medico di base convenzionato col SSN, avverso il silenzio rigetto sull’istanza di rimborso dell’IRAP, dal contribuente versata per gli anni 2002 – 2005.
Nella decisione impugnata, la CTR ha affermato che gli elementi caratterizzanti l’attività professionale del medico di base non sarebbero stati idonei a concretizzare il presupposto di autonoma organizzazione richiesto dalla normativa IRAP, svolgendosi fra l’altro con l’impiego di capitali minimi e beni strumentali di esiguo valore.
Il ricorso è affidato ad un unico, complesso motivo, col quale si denuncia violazione del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, comma 1 e art. 3 e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3.
Sostiene la ricorrente che, nella specie, l’impiego di un collaboratore nell’esercizio dell’attività professionale, seppure part-time, (al quale sarebbero stati versati importi di entità non esigua) sarebbe sicuro indice della sussistenza di un’autonoma organizzazione, consentendo al medico di dedicarsi esclusivamente alla visita dei pazienti, riducendo i tempi di attesa ed aumentando la produttività e l’efficienza complessiva del servizio offerto.
L’intimato non si è costituito.
La Corte deve dare atto che, nelle more della discussione, la ricorrente ha dichiarato di rinunciare al ricorso.
Come è noto, la rinuncia al ricorso per cassazione produce l’estinzione del processo anche in assenza di accettazione, in quanto tale atto non ha carattere “accettizio” (non richiede, cioè, l’accettazione della controparte per essere produttivo di effetti processuali), e, determinando il passaggio in giudicato della sentenza impugnata, comporta il venir meno dell’interesse a contrastare l’impugnazione, rimanendo, comunque, salva la condanna del rinunciante alle spese del giudizio (Sez. 6-L, n. 3971 del 26/02/2015; Sez. U, n. 7378 del 25/03/2013).
Nella specie, peraltro, l’intimato non si è costituito.
Dichiara estinto il giudizio. Nulla per le spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 2
 art. 3
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