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Timestamp: 2019-03-23 13:41:13+00:00

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Multe non pagate: quando vanno in prescrizione
> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Febbraio 2018
Termine di notifica e di prescrizione: quando scade una multa e come far valere la prescrizione con il ricorso o con l’autotutela.
Hai dimenticato una multa nel cassetto e ora, a causa del ritardo, ti è stato chiesto di versare un’importo di gran lunga più elevato. Se già avevi poca voglia di pagare la sanzione per l’infrazione stradale, adesso ne hai molta meno. Così l’unica tua speranza è sperare nella prescrizione ossia che il Comune o l’Agente della riscossione si “dimentichino” di te. Sai bene, infatti, che se entro un certo termine non ricevi alcun sollecito, nessuno potrà più chiederti alcun pagamento e tanto le sanzioni quanto gli interessi non saranno più dovuti. Affinché ciò accada, tuttavia, è bene fare un conteggio esatto dei giorni: spesso infatti le amministrazioni si riducono proprio all’ultimo prima di notificare una diffida, cosa che interromperebbe i termini di prescrizione per farli ripartire da capo. In questo articolo, quindi ti spiegheremo quando vanno in prescrizione le multe non pagate e, soprattutto, da quale momento parte e come si calcola il termine di prescrizione. Faremo riferimento sia all’ipotesi in cui tu abbia ricevuto solo il verbale con la multa, sia a quella in cui sia arrivata già la cartella di pagamento (anche detta cartella esattoriale). Ti spiegheremo anche come far valere la prescrizione per la multa. Ma procediamo con ordine.
1 Il termine per la notifica della multa
2 Quando cade in prescrizione una multa?
3 Da quando inizia a decorrere la prescrizione?
4 Quando si interrompe il termine di prescrizione?
5 Decadenza della multa
6 Come far valere la prescrizione
Il termine per la notifica della multa
Attento a non confondere il termine di prescrizione della multa con il diverso termine per la notifica della multa. Si tratta di due cose distinte ma collegate.
Il termine per la notifica della multa è quel numero di giorni entro cui, necessariamente, la multa deve essere spedita al conducente, pena la sua nullità. In particolare, la polizia deve inviare la contravvenzione entro 90 giorni da quando la sanzione è stata elevata. Ma è anche a partire da questo momento che inizia a calcolarsi la prescrizione.
Se la sanzione è stata contestata immediatamente sul posto, con l’alt intimato all’automobilista e la consegna a mani del verbale, non c’è bisogno dell’invio a casa della multa e la prescrizione parte da quella data. Attenzione però: nel caso del divieto di sosta, la velina lasciata sul parabrezza dell’auto non si considera come comunicazione del verbale e ad essa farà seguito una successiva raccomandata a casa; sarà quest’ultima a valere come notifica e, quindi, utile per verificare il rispetto dei 90 giorni.
Benché alcuni Comuni abbiano più volte tentato di far decorrere, a proprio piacimento, il termine di 90 giorni non dal momento dell’infrazione ma da quello della successiva attività in ufficio di constatazione e compilazione del verbale, la Cassazione ha bocciato questa interpretazione. Secondo i giudici, quindi, la notifica della multa deve avvenire sempre entro 90 giorni da quello in cui è stato violato il codice della strada, salvo vi sia la necessità di svolgere attività complesse nella ricerca del trasgressore (si pensi a una targa straniera).
Quando cade in prescrizione una multa?
In generale, il termine per la pubblica amministrazione a riscuotere le sanzioni amministrative cade in prescrizione dopo cinque anni. A prevederlo è una legge del 1981 che ha depenalizzato una serie di reati [1]. Queste stesse norme sono state estese anche alle infrazioni del codice della strada. Pertanto, a prescindere da quale sia l’autorità che ha elevato il verbale (sia che si tratti dei carabinieri, della polizia municipale, della polizia stradale, ecc.), la multa cade in prescrizione dopo cinque anni. È necessario che, in tale quinquennio, non venga notificato alcun sollecito o cartella esattoriale. Ad ogni modo, anche dopo la stessa cartella, se non viene intrapresa alcuna azione esecutiva, un fermo o altra intimazione, il debito si prescrive comunque dopo cinque anni. Insomma, se ti stai chiedendo come controllare se una multa è caduta in prescrizione è necessario che tu conti almeno cinque anni dall’ultimo avviso che hai ricevuto.
Da quando inizia a decorrere la prescrizione?
La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui hai ricevuto il verbale a casa o dalla contestazione immediata sul posto.
Se hai ricevuto la cartella di pagamento o altro sollecito, il termine di prescrizione decorre da quest’ultima notifica.
Nei cinque anni non si conta il giorno iniziale (quello cioè in cui hai ricevuto il verbale dalle mani del postino o della polizia), ma si conta quello finale. In pratica la prescrizione si verifica allo scadere dell’ultimo attimo dell’ultimo giorno [2].
Quando si interrompe il termine di prescrizione?
Il decorso del termine di prescrizione si interrompe – per poi ricominciare da capo, per un ulteriore periodo di altri cinque anni – ogni qual volta la pubblica amministrazione compie un atto di esercizio del proprio diritto. In termini pratici significa che tutte le volte in cui l’automobilista riceve un sollecito di pagamento, una cartella, un pignoramento o un preavviso di fermo auto, i cinque anni si interrompono e il conteggio parte nuovamente da capo.
Come abbiamo già detto, in caso di contestazione immediata del verbale, la prescrizione comincia a decorrere dal giorno successivo e si compie al quinto anno. Per esempio, una multa commessa e contestata il 30.4.2007, si prescrive alle ore 24 dell’1.5.2012.
Invece, in caso di mancata contestazione immediata, la prescrizione comincia ugualmente a decorrere dal giorno successivo a quello dell’illecito ma, la successiva notifica del verbale interrompe la prescrizione.
Se il trasgressore propone ricorso al Prefetto, la prescrizione è interrotta dalla notifica dell’ordinanza-ingiunzione del Prefetto stesso. Allo stesso modo, in caso di ricorso al giudice di Pace, la lettura del dispositivo della sentenza interrompe la prescrizione.
Altro atto che interrompe la prescrizione è la notifica della cartella di pagamento. Dunque è dal giorno successivo al suo ricevimento che decorrono nuovamente i cinque anni per la prescrizione; è necessario che in questi cinque anni l’Agente della riscossione non compia alcun tentativo di recupero del credito, che non notifichi intimazioni di pagamento, preavvisi di fermo o non avvii atti esecutivi come pignoramenti.
L’atto interruttivo della prescrizione effettuato nei confronti di uno dei condebitori solidali, produce effetti anche nei confronti degli altri obbligati, i quali restano tenuti al pagamento.
Decadenza della multa
L’amministrazione titolare del credito deve rispettare un ulteriore termine oltre a quello di prescrizione che è la cosiddetta decadenza. Per comprendere questo termine dobbiamo fare un passo indietro e spiegare cos’è «l’iscrizione a ruolo». Quando il Comune – così come ogni altra pubblica amministrazione – non riceve il pagamento che gli è dovuto al cittadino (a titolo di multa o di qualsiasi altra sanzione o imposta) delega l’Esattore alla riscossione coattiva del credito (oggi è, in gran parte dei Comuni, Agenzia Entrate Riscossione). Quest’atto di delega è preceduto da un atto interno che si chiama, appunto, «iscrizione a ruolo del credito». Ebbene, dalla data dell’iscrizione a ruolo sino alla data della notifica della cartella di pagamento non devono decorrere più di due anni. Questo è il termine di decadenza. In caso contrario la cartella è nulla. La data dell’iscrizione a ruolo è indicata nella cartella esattoriale.
Attenzione però: il Comune potrebbe procedere alla riscossione diretta, ossia mediante la cosiddetta ingiunzione fiscale. Anche questo è un atto che interrompe la prescrizione dei cinque anni.
Come far valere la prescrizione
Sono varie le ipotesi in cui il cittadino potrebbe aver interesse a far valere la prescrizione.
Distinguiamo innanzitutto il differente caso in cui il verbale arrivi dopo i fatidici 90 giorni dall’illecito. Abbiamo chiarito che, in tal caso, non si parla di prescrizione ma di decadenza. Ci sono tre rimedi:
presentare una domanda di sgravio alla polizia, inteso come ricorso in autotutela; attento però: tale istanza non fa interrompere i termini per presentare ricorso. Se scadono, in caso di silenzio o diniego la multa, per quanto tardiva, diventa definitiva. L’istanza, che consiste in un atto di informazione, può essere proposta in carta semplice, corredata da idonea documentazione comprovante il titolo dell’estraneità, con cui si chiede di essere sollevati da ogni responsabilità per la violazione. Ricevuta l’istanza, il comando accertatore, eseguiti gli opportuni accertamenti, trasmette (anche d’ufficio) gli atti al Prefetto per l’archiviazione d’ufficio del verbale;
fare ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica della multa;
fare ricorso al giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica della multa.
Se non si agisce, però, il verbale si autoconvalida e non c’è più modo di contestarlo, neanche dopo l’arrivo della cartella di pagamento (contro la quale potranno essere sollevate solo sanzioni per vizi inerenti alla formazione della cartella stessa).
Il primo caso in cui si può essere interessati a far valere la prescrizione della multa è quando arriva il verbale. Immaginiamo che la polizia ci notifichi una multa dopo cinque anni dal fatto. Difficile che avvenga. Ma se dovesse succedere, dovremmo impugnarla per come abbiamo appena indicato al punto precedente, ossia:
o con un’istanza in autotutela presentata allo stesso organo accertatore;
o con un ricorso al giudice di Pace;
o con un ricorso al Prefetto.
Il secondo caso in cui si può essere interessati a far valere la prescrizione della multa è dopo l’arrivo della cartella di pagamento. Anche in questo caso però bisognerebbe far ricorso al giudice di pace, ma sarà meglio attendere il successivo atto da parte dell’Esattore e impugnare quest’ultimo.
[1] Art. 28 L. 689/1981.
[2] Art. 2963 cod. civ.
Tribunale Lecce, Sezione 1 civile, Sentenza 17 novembre 2016, n. 4918
Circolazione stradale. Violazioni. Accertamento ed opposizione – Semaforo rosso – Divieto prosecuzione marcia – Violazione – Verbale di accertamento – Validità – Assenza attestazione della funzionalità del singolo strumento – Irrilevanza
Il verbale di accertamento della inosservanza del divieto di proseguire la marcia con impianto semaforico proiettante luce rossa è valido anche in assenza dell’attestazione della funzionalità del singolo strumento di rilevazione elettronica. Peraltro, la eventuale difformità di tale strumento rispetto ai requisiti previsti dal decreto di omologazione deve essere provata dall’opponente, atteso che elemento costitutivo della pretesa sanzionatoria è la sola documentazione fotografica dell’infrazione rilevata con l’apparecchiatura omologata. Nel caso concreto, la strumentazione utilizzata per l’accertamento dell’infrazione risulta correttamente sottoposta a taratura annuale, compiuta peraltro pochi mesi prima dell’accertamento in parola, di talché non assumono alcun rilievo le contestazioni a tal proposito svolte da parte del trasgressore.
Corte di Cassazione, Sezione 4 penale, Sentenza 18 agosto 2016, n. 34976
Circolazione stradale – Guida sotto l’influenza dell’alcool – Accertamento – Alcoltest – Verbale – Mancato deposito – Nullità – Esclusione – Mera irregolarità – Sussistenza. (Decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, articolo 186; Cpp, articoli 178 e seguenti, 354, 356)
In tema di guida in stato di ebbrezza, l’omesso deposito del verbale contenente gli esiti del cosiddetto alcoltest non integra alcuna nullità, costituendo una mera irregolarità che non incide sulla validità o sull’utilizzabilità dell’atto, rilevando solo ai fini della decorrenza del termine entro il quale è consentito l’esercizio delle attività difensive.
Corte di Cassazione, Sezione 6 civile, Ordinanza 10 giugno 2014, n. 13037
Circolazione stradale – Violazione – Verbale – Non precisa identificazione del luogo – Validità.
La non precisa identificazione del luogo in cui è stata commessa la violazione nel verbale notificato non sempre rende l’atto annullabile (nel caso di specie, nel verbale era indicata la strada e non l’incrocio attraversato con il semaforo rosso).
Corte di Cassazione, Sezione 6 civile, Ordinanza 14 marzo 2014, n. 5997
Circolazione stradale – Sanzioni amministrative – Verbale
Ai sensi della Legge n. 168 del 2002, articolo 4, da considerarsi norma imperativa, la P.A. proprietaria della strada è tenuta a dare idonea informazione, con l’apposizione “in loco” di cartelli indicanti la presenza di “autovelox”, dell’installazione e della conseguente utilizzazione dei dispositivi di rilevamento elettronico della velocità, configurandosi, in difetto, l’illegittimità del relativo verbale di contestazione. A tal riguardo si è puntualizzato che tale disposizione normativa non può essere considerata una norma priva di percettività’, tale da consentire all’interprete di disapplicarla in ragione di un’asserita, ma inespressa “ratio”, che ne limiterebbe l’efficacia nell’ambito dei rapporti organizzativi interni alla P.A. e la cui riscontrata inosservanza non inciderebbe sulla validità dell’atto di accertamento.
Corte d’Appello Trento, penale, Sentenza 10 aprile 2013, n. 93
Guida in stato di ebbrezza – Circolazione stradale – Guida in stato di ebbrezza – Circostanze del reato – Accertamento della responsabilità penale – Idoneità dell’apparecchiatura utilizzata per eseguire l’alcoltest – Verbale di polizia giudiziaria – Validità e caratteri
É imputabile per il reato di guida in stato di ebbrezza il prevenuto che guidava l’autovettura in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche, con tasso alcolemico di 1,10 e 1,17 gr/l, accertato con due successive prove tramite attrezzatura alcoltest, con l’aggravante di aver commesso il fatto dopo le ore 22 e prima delle 7. In tema di guida in stato di ebbrezza alcoolica, il verbale contenente gli esiti del c.d. alcoltest non è soggetto al deposito previsto dall’art. 366, comma 1° c.p.p., in quanto si tratta di un atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile, al quale il difensore, ai sensi dell’art. 356 c.p.p., può assistere senza che abbia diritto di preventivo avviso. Quanto all’idoneità dell’apparecchiatura utilizzata per eseguire l’alcoltest, è posto a carico della difesa che intenda eccepire l’inutilizzabilità dei dati di lettura, l’onere di fornire la dimostrazione dei vizi dello strumento utilizzato o della procedura seguita, non essendo previsto alcun onere a carico dell’accusa, oltre quello delle apparecchiature in dotazione alle autorità abilitate ai controlli.
Giudice di Pace Palermo, civile, Sentenza 23 novembre 2012
Impugnazione verbale di contestazione per violazione del codice della strada – Sanzione amministrativa – Violazione del codice della strada – Contestazione – Verbale – Mancata indicazione del luogo dell’infrazione – Illegittimità del verbale – Indicazione del luogo predetto nel preavviso di violazione – Irrilevanza
È illegittimo, e va conseguentemente annullato, il verbale di contestazione di sanzione amministrativa per violazione del Codice della Strada gravemente carente circa la esatta ubicazione del luogo della commessa violazione, seppure il predetto luogo dell’infrazione sia chiaramente e precisamente indicato nel preavviso di violazione. Tale avviso, invero, quale atto prodromico alla successiva emissione del verbale di contestazione, quantunque riproduca il contenuto di quest’ultimo atto, non può essere preso in considerazione al fine di attribuire e conferire, ex post, validità sanante al verbale di contestazione d’infrazione stradale, atteso che solamente quest’ultimo atto è ricorribile avanti all’Autorità Giudiziaria, in quanto direttamente lesivo della sfera giuridica del ricorrente, quale utente della strada, per la sua idoneità a costituire titolo esecutivo ai sensi dell’art. 203, terzo comma, del codice della strada (D.Lgs. n. 285 del 1992).
Giudice di Pace Lecce, Sentenza 18 gennaio 2010, n. 8190
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Validità della sottoscrizione.
Deve essere dichiarato nullo il verbale notificato al trasgressore qualora sia privo della sottoscrizione autentica da parte di chi lo ha redatto.
Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 21.08.2007, n. 17753
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Validità della sottoscrizione – Agente accertatore diverso dal rilevatore dell’infrazione – Irrilevanza – Componente del medesimo organo accertatore – Necessità.
In tema di violazioni amministrative di norme sulla circolazione stradale, il verbale di accertamento, può essere validamente sottoscritto da un agente diverso da quello che ha rilevato materialmente, mediante apparecchio di accertamento elettronico, l’infrazione, atteso che l’art. 383 del d.P.R. n. 495/1992 nel disciplinare le modalità della contestazione immediata richiede esclusivamente che l’atto sia redatto da “agente accertatore” ovvero da uno dei componenti dell’organo o della pattuglia abilitato a compiere gli accertamenti di competenza dell’organo stesso, senza distinzione tra chi abbia rilevato direttamente la violazione e chi non abbia partecipato direttamente a tale fase, essendo sufficiente che la sottoscrizione possa essere inequivocamente riferibile ad uno degli agenti della pattuglia. (Nel caso di specie è stato ritenuto pienamente valido il verbale sottoscritto da un agente diverso da quello che aveva rilevato l’eccesso di velocità mediante apparecchiatura elettronica “telelaser” secondo la distribuzione dei compiti datasi dalla pattuglia).
Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 23.01.2007, n. 1400
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Contestazione immediata – Nozione – Consegna di copia del verbale di accertamento – Necessità.
In tema di violazioni amministrative, ai fini della ritualità della “contestazione immediata”, prevista dai commi primo e quarto dell’art. 14 della legge n. 689 del 1981 non è sufficiente l’enunciazione orale dell’addebito ma è necessaria la consegna di una copia del verbale di accertamento, che costituisce il mezzo per porre il trasgressore nella condizione di conoscere gli esatti termini del fatto contestato, nonché le modalità della oblazione.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 14.09.2006, n. 19780
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Accertamento della violazione – Redazione del verbale con sistemi meccanizzati – Mancata sottoscrizione autografa del verbalizzante – Rilevanza ai fini della validità della notificazione – Esclusione – Fondamento.
In tema di sanzioni amministrative inflitte per violazioni del codice della strada, la notifica del verbale di accertamento privo della sottoscrizione autografa degli accertatori deve ritenersi legittima se il verbale risulta redatto “con sistema meccanizzato o di elaborazione dati”, giusta il disposto degli artt. 383, comma quarto, e 385, commi terzo e quarto, del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, e dell’art. 3, comma secondo, del d.lgs. n. 39 del 1993 (a mente del quale, nella redazione di atti amministrativi, la firma autografa è sostituita, a tutti gli effetti, “dall’indicazione a stampa, sul documento prodotto dal sistema automatizzato, del nominativo del soggetto responsabile”, e, quindi, nella specie, del verbalizzante).
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 27.01.2006, n. 1752
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Accertamento della violazione – Sottoscrizione – Agente accertatore – Necessità – Esclusione – Fondamento.
In tema di violazioni al codice della strada, anche ai sensi del generale disposto dell’art. 3 del d.lgs. 12 febbraio 1993 n.39, con riguardo ai verbali di accertamento delle infrazioni al codice della strada redatti tramite sistema meccanizzato o di elaborazione dati con la sola indicazione a stampa, sul documento prodotto dal sistema automatizzato, delle generalità dell’accertatore, la sottoscrizione autografa dell’agente non è configurabile quale elemento ontologicamente essenziale per la validità giuridica del verbale di accertamento, in quanto i dati estrinsecati nello stesso contesto del documento consentono di accertare “aliunde” la sicura attribuibilità dell’atto a chi deve esserne l’autore secondo le norme positive.
Giudice di Pace di Gallarate, Sentenza 07.10.2005, n. 1118
Infrazione – Accertamento – Verbale – Mancata indicazione della norma violata – Nullità – Sussistenza.
Ai fini della validità del verbale di accertamento di infrazione al CdS è necessaria la precisa indicazione della norma violata dal trasgressore non potendo considerarsi sufficiente la semplice indicazione della sanzione da irrogarsi. Invero, l’omissione in verbale dell’articolo violato dal ricorrente crea effettivamente incertezza ed indeterminatezza della norma violata. Tale errore lede conseguentemente il diritto alla difesa del ricorrente non edotto dell’effettivo articolo violato con il comportamento descritto in verbale. Ne deriva che in tale ipotesi il verbale è affetto da nullità ai sensi degli artt. 200 CdS e 383 del regolamento di esecuzione CdS.
Giudice di Pace Palermo, Sentenza 07.12.2005
Infrazioni – Accertamento – Verbale – Relata di notifica in bianco – Nullità.
In caso di verbale relativo all’accertamento di infrazione stradale notificato a mezzo del servizio postale, la mancata compilazione della relazione di notifica nello spazio ad essa riservato all’interno dell’atto, senza che siano riportati gli elementi essenziali quali il destinatario, l’agente notificatore e la sua sottoscrizione nonché la data delle operazioni di notifica, rende nullo l’atto stesso.
Giudice di Pace di Gallarate, Sentenza 07.02.2005, n. 882
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Verbale indicante la sola parte sanzionatoria della norma violata – Nullità.
Deve ritenersi nullo, per indeterminatezza ed incertezza della norma violata, il verbale di contestazione di violazione al C.d.S. nel caso in cui venga indicata la sola parte sanzionatoria della norma risultando carente l’indicazione dell’articolo che esprima la parte precettiva della norma stessa. (Nella fattispecie la contravvenzione impugnata faceva riferimento all’art. 79, comma quarto, del C.d.S. che riguarda la sola sanzione.)
Giudice di Pace La Spezia civile, Sentenza 31.12.2004, n. 1055
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Mancata indicazione o illeggibilità della sanzione accessoria inflitta – Nullità – Sussistenza.
In tema di accertamento delle infrazioni alle norme sulla circolazione stradale, la mancanza o l’illeggibilità nel verbale di contestazione dell’articolo di legge in base al quale viene inflitta al trasgressore una sanzione accessoria rende nullo il verbale stesso. In tale ipotesi, infatti, il ricorrente non ha la possibilità di ravvisare quale sia la sanzione accessoria applicata e, quindi, non può approntare la necessaria opportuna difesa sul punto.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 29.10.2004, n. 21007
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Contestazione differita – Verbale di contestazione – Modalità di redazione.
In tema di violazioni al codice della strada, qualora, nelle ipotesi previste dall’art. 384 del regolamento di esecuzione del predetto codice, non sia stata eseguita la contestazione immediata dell’infrazione l’organo accertatore non deve compilare due distinti verbali -uno di accertamento ed uno di contestazione dell’illecito- bensì, ai sensi dell’art. 385 dello stesso.
Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 29.10.2004, n. 4457
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Contestazione differita – Verbale di contestazione.
In tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, in caso di contestazione non immediata, al trasgressore o ai soggetti indicati nell’art. 196 C.d.S. deve essere notificato un verbale di contestazione che deve contenere le stesse indicazioni previste dall’art. 385, primo e secondo comma, reg. cod. strada ed inoltre (art. 201 C.d.S.) le ragioni per cui non si è proceduto a contestazione immediata. Tale verbale, provenendo dall’ufficio o comando destinatario del verbale di accertamento, è sottoscritto da persona appartenente a tale ufficio o comando, ancorché diversa dalla persona fisica che ha accertato la violazione. Esso potrà consistere, come previsto dalla prima parte del terzo comma dell’art. 385 cit., in uno degli originali, o in copia autentica del verbale di accertamento redatto ai sensi del primo comma, ai quali sia allegata la verbalizzazione, ai sensi del secondo comma, degli elementi ivi mancanti; ovvero in un’autonoma verbalizzazione, conforme al modello previsto dall’art. 383, quarto comma, regolamento cit., ma contenente gli elementi necessari per garantire la completezza della contestazione in relazione alle necessità di esercizio del diritto di difesa dell’interessato. In ogni caso, la validità della contestazione, quale che sia la forma usata, è condizionata unicamente dalla sua idoneità a garantire l’esercizio di detto diritto, al quale è preordinata, e solo la accertata inidoneità può essere causa di nullità del verbale e della successiva ordinanza-ingiunzione.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 04.07.2004, n. 11379
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Contestazione differita – Verbale di contestazione – Mancata identificazione della persona dell’accertatore – Validità.
Ai fini della validità della notificazione, l’identificazione del notificatore assume rilevanza solo quando sia in discussione la competenza dell’ufficio che ha eseguito la notificazione. Ne segue, pertanto, che è irrilevante, al fine di ritenere l’inidoneità della notificazione del verbale di contestazione a interrompere la prescrizione, la circostanza che è mancata l’identificazione del notificatore.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 09.01.2004, n. 114
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Contestazione differita – Verbale di contestazione – Redigente diverso dall’organo accertatore.
In tema di violazioni delle norme sulla circolazione stradale, e di relative sanzioni pecuniarie amministrative, il fatto che il verbale sia stato compilato da un agente diverso da quelli che avevano proceduto al rilevamento dell’infrazione si rende irrilevante, poiché l’ art. 385 del regolamento d’attuazione del nuovo codice della strada, nel disciplinare le modalità della contestazione non immediata, prevede che il verbale sia compilato dall'”organo accertatore”: espressione – questa – che rende legittima la compilazione del verbale da parte di qualsiasi soggetto che faccia parte di tale organo, e sia abilitato, in questa qualità, a compiere gli accertamenti di competenza dell’organo stesso, senza alcuna distinzione fra componenti dell’organo che abbiano assistito all’infrazione, e componenti che non vi abbiano assistito.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 08.01.2003, n. 59
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Contestazione differita – Verbale di contestazione – Mancata notificazione – Cartella esattoriale – Caducazione.
In tema di sanzioni amministrative per violazione delle norme sulla circolazione stradale il difetto di notifica del verbale di accertamento della contravvenzione, determinando l’inesistenza del credito azionato, comporta la caducazione della cartella esattoriale per inesistenza del titolo esecutivo posto a base dalla sua emissione.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 01.10.2002, n. 14097
In materia di sanzioni amministrative relative alla circolazione stradale l’ articolo 201 del codice della strada prevede che il verbale di accertamento, ove non abbia potuto aver luogo la contestazione immediata, deve essere notificato entro centocinquanta giorni dall’accertamento o dall’identificazione del trasgressore, provvedendosi con le modalità previste dal codice di procedura civile: in caso contrario l’obbligo di pagamento della somma dovuta la per violazione si estingue. Deriva, da quanto sopra, pertanto, che il giudice dell’opposizione, a fronte della deduzione dell’invalidità della notificazione dei verbali di accertamento, deve valutare la regolarità della loro notifica facendo applicazione della normativa quale risultante a seguito della sentenza n. 346 del 1998 della Corte Costituzionale (che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 8 della legge n. 890 del 1982, in tema di notificazione a mezzo del servizio postale) e ove la notificazione non sia stata eseguita in conformità al nuovo precetto deve dichiararne la nullità ed estinto il diritto dell’Amministrazione al pagamento della somma pretesa per la violazione, senza che rilevi, in senso contrario, né che la ricordata sentenza della Corte Costituzionale è successiva alla notificazione del verbale di accertamento, né la mancanza di responsabilità dell’Amministrazione per essersi verificata una nullità non emergente dalla normativa in vigore all’epoca della notifica.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 21.02.2002, n. 2475
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Contestazione differita – Verbale di contestazione – Sistemi meccanizzati di redazione.
In tema di violazione alle norme sulla circolazione stradale, i verbali di constatazione possono essere redatti anche con sistemi meccanizzati, dall’ufficio o comando da cui dipende l’accertatore, dopo che questo ha trasmesso il verbale di accertamento da lui redatto con l’indicazione degli elementi di tempo, di luogo e di fatto che ha potuto acquisire e con l’aggiunta della valutazione di altri elementi necessari per procedere. Il verbale dell’organo accertatore resta nell’ufficio o comando e quello di constatazione va notificato, con gli estremi del verbale di accertamento, a chi risulta proprietario dal pubblico registro automobilistico, senza che abbia alcun rilievo il fatto che il modulo meccanizzato non sia sottoscritto dall’agente rilevatore (Sommario).
Tribunale Amministrativo Regionale Lombardia, Milano, Sezione 3, Sentenza 7 giugno 2017, n. 1267
Circolazione stradale – Condotta dei veicoli – Infrazioni del codice della strada – Verbale di accertamento – Notifica – Autovelox – Verbale della polizia municipale
Ai sensi dell’articolo 201 del Codice della strada, il dies a quo del termine di 90 giorni per la notifica del verbale di accertamento delle infrazioni allo stesso Codice, elevati dalla Polizia Locale mediante autovelox, decorre dal giorno della commessa infrazione e non dalla lettura della foto da parte dell’agente della Polizia municipale, con la conseguenza che il verbale della Polizia municipale deve indicare o che il termine di notifica del verbale decorre dall’accertamento, come indicato dalla legge, oppure che i termini decorrono dalla commessa violazione, salva la necessità di acquisire informazioni indispensabili da altri organismi.
Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 16 giugno 2016, n. 12412
Circolazione stradale – Sanzioni – In genere – Esecuzione esattoriale – Crediti da mancato pagamento di sanzioni per violazioni del codice della strada – Omessa notifica del verbale di contestazione della violazione – Opposizione proposta ai sensi del d.lgs. n. 150 del 2011 – Necessità – Mancata osservanza del termine prescritto dall’art. 7 del medesimo d.lgs. – Conseguenze.
In materia di violazioni del codice della strada, l’opposizione, proposta dopo il 6 ottobre 2011 (data di entrata in vigore del d.lgs. n. 150 del 2011), con cui si deduca l’illegittimità della cartella esattoriale per sanzione amministrativa, per omessa notifica del verbale di contestazione della violazione, è soggetta al termine di trenta giorni stabilito dall’art. 7, comma 3, del medesimo d.lgs., perché l’impugnazione della cartella, in caso di omessa contestazione della violazione, ha funzione recuperatoria, venendo restituita al ricorrente la medesima posizione giuridica che avrebbe avuto se il verbale gli fosse stato notificato, sicché, se non impugnato nel predetto termine perentorio di trenta giorni dalla notifica della cartella di pagamento, l’accertamento contenuto nel verbale di contestazione della violazione, anche se non notificato, diviene definitivo.
Giudice di Pace Milano, Sezione 8 civile, Sentenza 12 febbraio 2015, n. 1287
Opposizione al verbale emesso per infrazione al codice della strada – Verbale emesso a seguito di un’infrazione stradale – Termine per la notifica – Casi espressamente previsti dalla legge – Termine decorrente dal giorno in cui l’infrazione è stata commessa – Effettivo trasgressore od altro dei soggetti obbligati – Soggetto identificato successivamente alla commissione della violazione – Notifica effettuata agli stessi entro novanta giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell’archivio nazionale dei veicoli – Altri casi – Veicoli intestati a società di leasing ed utilizzati dalla locataria del veicolo – Pubblica amministrazione in grado di procedere all’identificazione del trasgressore – Complessità della fattispecie – Necessità per la pubblica amministrazione di compiere indagini – Dies a quo eventualmente successivo al giorno della commessa violazione – Onere della pubblica amministrazione di provare quanto dalla stessa sostenuto – Ragioni legittimanti a superare i limiti dei 90 giorni – Fattispecie – Notifica effettuata ben oltre il termine de quo – Non necessità di svolgere ulteriori indagini – Data dell’accertamento della violazione – P.r.a. – Veicolo intestato all’opponente – Presenza di tutti gli elementi idonei all’identificabilità del trasgressore – Insussistenza di ragioni che imponessero indagini e/o valutazioni complesse – Necessità che la violazione ascritta all’opponente fosse notificata entro novanta giorni – Diversa opinione – Possibilità per la pubblica amministrazione di notificare i verbali anche dopo molti mesi dalla violazione – Conseguente danno per il diritto di difesa del presunto trasgressore – Accoglimento del ricorso – Annullamento del verbale oggetto di opposizione
Il termine per la notifica del verbale emesso a seguito di un’infrazione stradale, tranne nei casi espressamente previsti dalla legge, decorre dal giorno in cui l’infrazione è stata commessa e non dal giorno in cui l’infrazione è stata accertata o dal giorno in cui la Pubblica Amministrazione dichiara, a sua discrezione, di averla accertata. Qualora l’effettivo trasgressore od altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione, la notifica può (e deve) essere effettuata agli stessi entro novanta giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell’archivio nazionale dei veicoli, oppure, in altri casi, quali ad esempio, veicoli intestati a società di leasing ed utilizzati da locataria del veicolo, allorché la Pubblica Amministrazione sia in grado di procedere all’identificazione del trasgressore oppure, in relazione alla complessità della fattispecie, allorquando necessita da parte della Pubblica Amministrazione, il compimento di indagini, valutazioni necessarie e/o attività amministrativa per il riscontro degli elementi costitutivi dell’illecito il dies a quo, nel calcolo dei novanta giorni, potrebbe essere successivo al giorno della commessa violazione ed è onere della Pubblica Amministrazione provare quanto dalla stessa sostenuto. All’uopo, si evidenzia come le ragioni legittimanti gli Enti cui appartengono gli organi accertatori a superare i limiti dei 90 giorni dalla commessa violazione, non possono che dipendere da fattori esterni e non da prassi organizzative interne. Tutto ciò premesso, nella fattispecie, si è rilevato che la presunta infrazione era avvenuta in data 21 aprile 2014, mentre il relativo verbale era stato notificato in data 20 agosto 2014 e, dunque, ben oltre il termine di 90 giorni, pur non essendoci da parte dell’Amministrazione necessità di svolgere ulteriori indagini, atteso che, alla data dell’accertamento della violazione, dal P.R.A. era risultato che il veicolo era intestato all’opponente e, dunque, erano presenti tutti gli elementi idonei all’identificabilità del trasgressore. Conseguentemente, non essendo sussistenti ragioni che imponessero indagini e/o valutazioni complesse tali da non poter accertare e notificare nei termini di legge, la violazione ascritta all’opponente doveva essere notificata entro novanta giorni. Diversamente opinando, la Pubblica Amministrazione potrebbe notificare i verbali anche dopo molti mesi dalla violazione in modo del tutto svincolato dal tempo concreto occorso all’accertamento, con conseguente danno per il diritto di difesa del presunto trasgressore che ha l’esigenza di vedere concluso l’accertamento in tempi brevi e risolvere l’incertezza della propria posizione. Il ricorso, pertanto, è stato accolto con annullamento del verbale oggetto di opposizione.
Corte di Cassazione, Sezione 6 civile, Ordinanza 13 settembre 2013, n. 21043
Circolazione stradale – Sanzioni – In genere – Cartella esattoriale per sanzione amministrativa – Opposizione per omessa notifica del verbale di contestazione della violazione – Termine di sessanta giorni ex art. 204 bis cod. strada – Applicazione – Fondamento.
In materia di violazioni del codice della strada, l’opposizione con cui si deduca l’illegittimità della cartella esattoriale per sanzione amministrativa a ragione dell’omessa notifica del verbale di contestazione della violazione non è soggetta al termine di trenta giorni stabilito dall’art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ma al termine di sessanta giorni previsto dall’art. 204 bis cod. strada, atteso che, quando è mancata la contestazione della violazione, l’impugnazione della cartella esattoriale ha funzione “recuperatoria”, in consonanza ai valori costituzionali dell’effettività della tutela giurisdizionale e dell’uguaglianza, tenuto conto che al ricorrente viene, in tal modo, restituita la medesima posizione giuridica che avrebbe avuto se il verbale di contestazione gli fosse stato a suo tempo notificato.
Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 19 ottobre 2011, n. 21606
Circolazione stradale – Sanzioni – In genere – Violazioni del codice della strada – Abusiva installazione di cartelli pubblicitari – Diffida alla rimozione al proprietario (o possessore) del suolo – Sanzione prevista dall’art. 23, comma 13 – Bis cod. strada – Notifica al proprietario (o possessore) del suolo del verbale di contestazione della abusiva installazione – Necessità – Esclusione – Fondamento.
In tema di violazioni previste dal codice della strada, ai fini dell’applicazione, a carico del proprietario (o del possessore) del suolo su cui è avvenuta l’abusiva installazione di cartelli pubblicitari, della sanzione prevista dall’art. 23, comma 13-bis, per l’omessa rimozione di detti cartelli nel termine di legge nonostante la previa diffida dell’ente titolare della strada, non occorre che al proprietario (o possessore) venga, altresì, contestata o notificata, ai sensi dell’art. 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, la violazione amministrativa di abusiva installazione di detti cartelli, essendo questa prevista a carico di soggetti diversi da una autonoma fattispecie sanzionatoria (commi 7 e 13-bis del citato art. 23), ferma restando la possibilità per il proprietario (o il possessore) del suolo di dedurre, in sede di ricorso amministrativo o giurisdizionale, l’illegittimità derivata del verbale a lui rivolto per l’insussistenza della violazione presupposta, ossia per la mancata installazione dei cartelli pubblicitari o per la non abusività dei medesimi.
Corte di Cassazione, Sezione Unite civili, Sentenza 9 dicembre 2010, n. 24851
Circolazione stradale – Sanzioni – In genere – Violazioni del codice della strada – Termine per la notifica del verbale di contestazione – Decorrenza – Mutamento di residenza del destinatario – Dichiarazione resa solo all’anagrafe comunale e non anche al p.r.a. – Idoneità di tale circostanza a differire il “dies a quo” di decorrenza del termine per la notifica del verbale – Esclusione – Fondamento.
In tema di violazioni del codice della strada, il “dies a quo” del termine di 150 giorni per la notifica del verbale di contestazione dell’infrazione nel caso in cui il destinatario abbia mutato residenza provvedendo a far ritualmente annotare la relativa variazione (con l’indicazione dei dati relativi ai veicoli di appartenenza) soltanto negli atti dello stato civile e non anche nel Pubblico Registro Automobilistico, decorre dalla data di annotazione della variazione di residenza negli atti dello stato civile, a nulla rilevando che l’interessato non abbia provveduto a far annotare la variazione anche nel Pubblico Registro Automobilistico. Ne consegue che deve ritenersi intempestiva la notifica del predetto verbale quando siano trascorsi più di 150 giorni dalla annotazione all’anagrafe del cambio di residenza del trasgressore (corredata dell’indicazione dei dati relativi ai veicoli di appartenenza), ma meno di 150 dalla relativa annotazione nel P.R.A. o nell’Archivio Nazionale Veicoli.
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 20 gennaio 2010, n. 928
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Notificazione ad indirizzo non aggiornato – Validità – Esclusione.
A seguito della dichiarazione di illegittimità dell’art. 201 C.d.S., comma 1 (Corte cost. n. 198/1996), nella parte in cui, in caso d’identificazione del trasgressore successiva alla violazione, stabiliva che il termine di 150 giorni per la notificazione della contestazione decorresse dalla data dell’avvenuta identificazione, anziché da quella in cui risultava dai pubblici registri l’intestazione del veicolo o le altre qualifiche del soggetto responsabile, o comunque dalla data in cui la P.A. era posta in grado di provvedere all’identificazione, qualora l’interessato abbia provveduto alla tempestiva comunicazione della variazione anagrafica e l’amministrazione non abbia proceduto all’aggiornamento dei relativi archivi, la notifica effettuata al precedente indirizzo del contravventore risultante dagli archivi non aggiornati non può ritenersi correttamente eseguita, non potendo il ritardo dell’amministrazione nell’aggiornare i propri archivi produrre effetti negativi nella sfera giuridica del cittadino che abbia tempestivamente comunicato la variazione della propria residenza, altrimenti l’inerzia o le disfunzioni organizzative della P.A. verrebbero a gravare direttamente sul diritto di difesa del cittadino, il quale – a considerevole distanza di tempo dall’infrazione – potrebbe non essere in grado di esercitare le relative facoltà per salvaguardare i propri interessi.
Tribunale di Roma, sezione 12 civile, Sentenza 15 gennaio 2008 n. 1114
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Notifica – Termine dei 150 giorni – Decorrenza dalla data di spedizione postale – Validità – Esclusione.
Non può ritenersi valida la notifica del verbale che, pur se effettuata entro i 150 giorni dalla data di spedizione del plico postale contenente la contravvenzione, sia materialmente pervenuta al destinatario oltre il suddetto termine. In tale ipotesi, infatti, non può farsi decorrere la notifica dalla data di partenza del plico postale della contravvenzione, poiché tale data è valida solo per il notificante. E’ dunque preciso onere dell’amministrazione far ricevere l’atto contravvenzionale entro i 150 giorni previsti dal Codice della Strada, pena l’estinzione dell’obbligazione pecuniaria.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 5 agosto 2005, n. 16567
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Notificazione – Necessità – Esclusione – Sintesi contenente gli estremi dell’imputazione e del processo verbale – Sufficienza – Carattere dell’attività – Operazione amministrativa – Conseguenze.
In tema di violazioni del codice della strada, al trasgressore deve essere notificato, a norma dell’art. 201 del codice, non il processo verbale dell’infrazione o una copia dello stesso, ma una sintesi contenente gli estremi necessari ad individuare l’imputazione ed il processo verbale di riferimento, il che costituisce un’operazione amministrativa, per il cui compimento non è richiesto il rispetto di requisiti formali predeterminati, astrattamente suscettibile di sindacato soltanto con riferimento ad una eventuale lesione del diritto di difesa.
Giudice di Pace di Roma civile, Sentenza 20 febbraio 2004, n. 9624
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Notifica ex art. 139 c.p.c. – Mancata sottoscrizione da parte del ricevente l’atto – Rilevanza – Esclusione.
In tema di notifica del verbale di infrazione al codice della strada, qualora dalla relata risulti che l’atto sia stato ricevuto dallo stesso destinatario di persona ai sensi dell’art. 139 c.p.c., questi non può opporre un vizio di notifica adducendo la mancanza della propria sottoscrizione quale soggetto ricevente l’atto. L’art. 139 c.p.c. non prevede, in tal caso, la sottoscrizione del destinatario che riceve l’atto notificato. Ne deriva che, non avendo il ricorrente proposto querela di falso nei confronti del P.U. notificatore, la sua doglianza non può trovare accoglimento non risultando prova contraria alle risultanze della relata di notifica.
Giudice di Pace di Roma civile, Sentenza 14 febbraio 2005, n. 55357
Infrazioni – Accertamento – Verbale – Notifica al portiere per posta – Omessa indicazione del mancato rinvenimento delle persone indicate dall’art. 139 c.p.c. – Nullità del verbale – Fattispecie in tema di opposizione a cartella esattoriale.
In merito al giudizio di opposizione a cartella esattoriale per il pagamento di sanzioni stradali, deve ritenersi viziata la notifica dei relativi verbali di accertamento qualora la stessa sia avvenuta a mezzo posta al portiere e l’ufficiale giudiziario non abbia dato atto dei motivi che non hanno reso possibile la consegna degli atti al destinatario o alle persone indicate dall’art. 139 del cpc. Una tale omissione quindi, comportando la nullità dei verbali per difetto di notifica, determina l’accoglimento del ricorso contro l’atto impositivo.
Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 6 ottobre 2014, n. 20983
Circolazione stradale – Sanzioni – Sentenza di rigetto del ricorso – Titolo esecutivo – Somme eccedenti l’importo della cauzione. (Dlgs 30 aprile 1992 n. 285, articoli 203 e 204 – Bis)
A norma dell’articolo 204-bis, comma 6, del codice della strada, la sentenza con cui viene rigettato il ricorso di cui all’articolo 203 costituisce titolo esecutivo per la riscossione coatta delle somme inflitte dal giudice che superino l’importo della cauzione prestata all’atto del deposito del ricorso. (Nella specie, ha – per l’effetto – osservato la Suprema corte, a seguito del rigetto dell’opposizione il titolo esecutivo era costituito dalla sentenza di rigetto dell’opposizione e non dal verbale di accertamento, e la Pa non avrebbe potuto agire esecutivamente vantando un titolo costituito non dalla sentenza conclusiva del giudizio di opposizione, ma dal verbale opposto e mai utilizzati esecutivamente in corso di causa). (M.Fin.)
Corte di Cassazione, Sezione 6 civile, Ordinanza 21 maggio 2014, n. 11288
Circolazione stradale – Sanzioni – In genere – Violazioni che non ammettono pagamento in misura ridotta – Mancata impugnazione del verbale – Conseguenze. rnc.
In tema di violazioni del codice della strada, quando non sia possibile il pagamento in misura ridotta della sanzione pecuniaria ex art. 202 cod. strada, la mancata impugnazione del verbale non determina la formazione del titolo esecutivo, essendo impugnabile, in questa tipologia di sanzione, esclusivamente l’ordinanza ingiunzione, secondo la disciplina generale desumibile dagli artt. 18 e 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689. Ne consegue che l’emissione dell’ordinanza ingiunzione non è assoggettata ad alcun termine di decadenza, trovando come unico limite temporale il termine di prescrizione del diritto alla riscossione della sanzione.
Corte di Cassazione, Sezione 6 civile, Ordinanza 17 marzo 2014, n. 6095
Circolazione stradale – sanzioni – verbale di accertamento – impugnazione – l. 689/1981 art. 22 – procedimento amministrativo – provvedimento conclusivo – contravvenzioni – titolo esecutivo – ordinanza ingiunzione
Mentre in tema di sanzioni amministrative, il verbale di accertamento non può essere direttamente impugnato davanti al giudice ordinario da parte dell’interessato ai sensi della Legge 24 novembre 1981, n. 689, articolo 22, trattandosi di un atto a carattere procedimentale inidoneo a produrre alcun effetto sulla di lui situazione soggettiva, la quale viene invece incisa soltanto a seguito e per effetto dell’emanazione del provvedimento conclusivo del procedimento amministrativo, costituito dall’ordinanza-ingiunzione, unico atto contro cui è possibile proporre opposizione, a tale principio è fatta appunto eccezione solo per le contravvenzioni al codice della strada, relativamente alle quali il verbale di accertamento dell’infrazione, in forza di normativa speciale prevista al riguardo, possiede potenziale attitudine a divenire titolo esecutivo ed a porsi, pertanto, quale atto terminale del procedimento sanzionatorio in luogo dell’ordinanza-ingiunzione.
Giudice di Pace Palermo, Sezione 8 civile, Sentenza 28 settembre 2012, n. 3707
Opposizione al verbale di accertamento dell’infrazione al codice della strada – Circolazione stradale – Violazioni al cds – Pagamento in misura ridotta della sanzione – Presupposti e limiti di ammissibilità – Garanzia del diritto di difesa del contravventore
E’ infondata l’opposizione proposta avverso l’ingiunzione emessa a seguito del verbale di accertamento con il quale sia stata contestata la violazione degli artt. 192 e 171 del CdS per aver, il conducente, omesso di fermarsi all’invito rivoltogli dall’agente della Polizia Stradale con apposito segnale distintivo manuale e per essersi posto alla guida del motociclo omettendo di utilizzare l’apposito casco protettivo. Invero, mentre è ammesso il pagamento in misura ridotta relativamente all’infrazione all’art. 171 comma 2° CDS, facoltà di cui il conducente si è avvalso nel caso di specie, esso non è ammesso in relazione alla violazione dell’art. 192 CdS dal momento che il comportamento del trasgressore è stato contrario all’obbligo di diligenza e correttezza. In tal caso, infatti, il verbale di contestazione non costituisce titolo esecutivo per la riscossione di una somma pari alla metà del massimo edittale per cui, qualora non sia presentato ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace contro il verbale, il Prefetto emette l’ordinanza ingiunzione con la quale impone il pagamento di una somma variabile tra il minimo ed il massimo edittale. A tal riguardo non si configura alcuna violazione del diritto di difesa disponendo, il CdS, l’obbligo di indicare le modalità di pagamento nel verbale, obbligo che deve ritenersi assolto con l’indicazione del pagamento liberatorio ovvero della sanzione comminata e non sussistendo alcuna necessità o obbligo di indicare la possibilità di pagare in misura ridotta a condizione, però, che ciò sia specificamente indicato.
Tribunale Trieste, civile, Sentenza 19 luglio 2011
Ricorso avverso verbale di accertamento della direzione provinciale del lavoro – Inammissibilità.
Il destinatario di un verbale di una violazione amministrativa in materia diversa da quella della circolazione stradale, non può proporre, mediante l’impugnazione del verbale, l’azione di accertamento negativo del potere di infliggere la sanzione amministrativa, in quanto il verbale non è idoneo ad assumere l’efficacia di titolo esecutivo ed ha la funzione di contestare il fatto e di segnalare la facoltà di pagamento in misura ridotta, non esercitata la quale l’amministrazione valuterà se irrogare una sanzione ed in che misura, mediante l’ordinanza ingiunzione.
Sanzioni amministrative – Ricorso avverso verbale di accertamento della dpl – Ammissibilità – Esclusione
Tribunale Bari, Sezione 3 civile, Sentenza 13 gennaio 2011, n. 77
Violazione al codice della strada – Circolazione stradale – Infrazione al cds – Notifica del verbale di accertamento – Mancato pagamento della sanzione pecuniaria e notifica della cartella esattoriale – Nullità della cartella esattoriale per omessa notifica – Onere della prova incombente sull’ente accertatore
In tema di infrazione al codice della strada, il vizio di notifica del verbale di accertamento dell’infrazione comporta la nullità del verbale e di ogni atto dallo stesso conseguente, compresa la cartella di pagamento che ne discenda in caso di mancato pagamento della sanzione pecuniaria. Qualora infatti il destinatario della cartella esattoriale deduca la mancata notifica del verbale, è onere dell’ente accertatore provare l’avvenuta notifica unitamente alla mancata opposizione nel termine di sessanta giorni dalla stessa. La prova dei suddetti presupposti costituisce, infatti, requisito indefettibile affinchè il verbale di accertamento dell’infrazione al codice della strada acquisisca efficacia di titolo esecutivo e la sanzione pecuniaria in esso contenuta divenga esigibile mediante cartella esattoriale.
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 22 ottobre 2009, n. 22397
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Efficacia di titolo esecutivo – Condizioni e limiti – Iscrizione a ruolo del relativo importo nonostante tempestivo ricorso al prefetto – Conseguenza – Opposizione alla cartella esattoriale – Ammissibilità – Termini – Dalla notificazione della cartella esattoriale.
Il verbale di accertamento di una infrazione al codice della strada, quando sia stato contestato nell’immediatezza del fatto oppure notificato ai sensi dell’art. 201 cod. strada, acquista l’efficacia di titolo esecutivo, per una somma pari alla metà del massimo della sanzione edittale, solo una volta che sia spirato il termine per l’esecuzione del pagamento in misura ridotta o, alternativamente, per proporre ricorso al prefetto od opposizione dinanzi al giudice di pace. Ne consegue che, ove avverso il suddetto verbale venga proposto tempestivo ricorso al prefetto, alcuna somma può essere iscritta a ruolo a titolo di sanzione e, se ciò accada, l’interessato può proporre avverso la cartella esattoriale l’opposizione di cui agli artt. 22 e 23 della legge 24 novembre 1981 n. 689, nel termine decorrente dalla data della notifica di detta cartella.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 09.11.2007, n. 23380
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Opposizione – Termine – Trenta giorni – Esclusione – Sessanta giorni – Affermazione – Fondamento.
L’atto di opposizione contro il verbale di contravvenzione al codice della strada deve essere depositato, a pena di inammissibilità, nella cancelleria del giudice nel termine di sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione della contravvenzione stessa, e non già nel più breve termine di trenta giorni stabilito dall’art. 22 della legge n. 689 del 1981 essendo, fra l’altro, il termine di sessanta giorni esplicitamente recepito dall’art. 204 bis del codice della strada, così come introdotto dalla legge n. 214 del 2003.
Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 22.01.2007, n. 1280
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Notifica – Termini – Sospensione nel periodo feriale – Legge n.742 del 1969 – Applicabilità – Esclusione – Fondamento – Fattispecie.
In tema di sospensione dei termini feriali, con riferimento alle violazioni del codice della strada, la lettera e la “ratio” della normativa della legge 7 ottobre 1969 n. 742, che disciplina la detta sospensione e che si riconnette alla necessità della difesa tecnica in giudizio, non consentono di ampliarne l’applicabilità ai termini per la notifica dei verbali di accertamento delle menzionate infrazioni, i quali non sono termini processuali e non sono connessi con l’esercizio di un’azione giudiziale, ma attengono ad atti da compiersi nell’ambito di un procedimento amministrativo di carattere sanzionatorio. (Nella specie, poiché il verbale, redatto il 18 aprile 2002, era stato notificato il 19 settembre successivo, dunque in violazione del termine di 150 giorni previsto dall’articolo 201 dello stesso codice della strada, la S.C. ha cassato la sentenza del giudice di pace che, avendo ritenuto applicarsi la sospensione per il periodo feriale, aveva rigettato la relativa opposizione, e, decidendo nel merito, ha accolto la opposizione medesima).
Giudice di Pace di Treviso, Sentenza 15.11.2005, n. 1242
Infrazioni – Sanzioni – Ordinanza del prefetto che dichiara l’inammissibilità del ricorso per tardività dello stesso – Soggezione ai termini perentori previsti per l’ordinanza-ingiunzione – Esclusione.
Il provvedimento con cui il Prefetto dichiara l’inammissibilità del ricorso per tardività dello stesso, in quanto proposto oltre il termine stabilito dall’art. 203 CdS, non può essere equiparato all’ordinanza-ingiunzione che ha natura costitutiva dell’obbligo di pagamento, e, quindi, non deve essere emesso nei termini perentori stabiliti dalla legge (120 gg.). Pertanto deve respingersi il ricorso contro un tale provvedimento sul presupposto del mancato rispetto del suddetto termine e conseguentemente deve confermarsi il verbale impugnato.
Giudice di Pace di Castellamare dì Stabìa, Sentenza 03.01.2006
Sanzioni – Giudizio di opposizione – Pubblica Amministrazione resistente – Qualità di parte attrice in senso sostanziale – Conseguenze – Assolvimento dell’onere della prova in merito alla regolarità del procedimento amministrativo – Obbligo – Sussistenza – Fattispecie in tema di passaggio con semaforo rosso (infrazione accertata mediante Photored).
Nel procedimento di opposizione a sanzione amministrativa, regolato dalle norme del processo civile in seguito alla depenalizzazione delle infrazioni al CdS, il ricorrente e equiparato all’opponente, con la conseguenza che nel processo, attrice in senso sostanziale resta pur sempre la P.A. che ha – quindi – l’onere della prova. Ne consegue che la P.A. resistente è tenuta a fornire elementi certi ed univoci, atti a convincere il giudicante che il procedimento amministrativo che ha portato all’emanazione del verbale impugnato sia totalmente regolare e legittimo, sempre che in esso siano state rispettate tutte le norme dettate a tutela dell’utente. La legge n. 689/1981, nell’attribuire al giudice di pace la competenza in tema di opposizioni a sanzioni per infrazione al CdS l’ha espressamente onerato di verificare la regolarità non solo dell’atto finale, ma anche degli atti endoprocedimentali, che, interni al procedimento amministrativo, pur non avendo un’esecutorietà esterna, contribuiscono alla formazione della volontà sanzionatoria dell’ente, nelP emanando procedimento finale.
Giudice di Pace di Roma, Sentenza 15.06.2005
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Ricorso al Prefetto – Richiesta di accesso alla relazione tecnica dei verbalizzanti – Rifiuto – Illegittimità – Ricorso.
In tema di infrazioni alle norme sulla circolazione stradale, il trasgressore che abbia proposto ricorso amministrativo ha diritto di chiedere ed ottenere copia della relazione tecnica trasmessa dall’organo accertatore al Prefetto. Il ricorrente, infatti, risulta titolare di un interesse giuridicamente qualificato ad opporsi al verbale di contestazione elevato a suo carico e l’interesse all’accesso documentale si fonda proprio su tale posizione soggettiva. Ne consegue che, qualora l’Amministrazione non provveda alla richiesta regolarmente avanzata, la stessa deve essere condannata al rilascio in seguito al ricorso giurisdizionale all’uopo proposto.
Giudice di Pace di Milano civile, Sentenza 29.11.2004
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Ricorso amministrativo – Assoluta carenza dei motivi di contestazione del verbale – Dichiarazione di inammissibilità del Prefetto – Legittimità.
In tema di ricorso amministrativo contro verbale di accertamento di violazione del codice della strada, la totale mancanza nell’atto di ricorso dei motivi di contestazione del verbale, legittima il Prefetto ad adottare un provvedimento di rigetto rendendo del tutto irrilevante la mancata audizione personale della parte, da questa eventualmente richiesta. Invero, il presupposto processuale dell’azione, per l’ art. 18 della legge n. 689/81 è la presentazione di scritti difensivi e documenti, mentre la richiesta di audizione è prevista come atto successivo integrativo del ricorso.
Tribunale di Torino, Sezione 8 civile, Sentenza 30.09.2004, n. 34845
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Opposizione – Deposito degli atti relativi agli accertamenti e alle contestazioni effettuate – Onere della P.A. – Inosservanza – Accoglimento del ricorso.
Nell’ambito dei procedimenti disciplinati dalla legge n. 689/1981 è onere dell’ente amministrativo che provvede all’irrogazione della sanzione, dimostrare l’inosservanza delle disposizioni legislative, nonché la sussistenza degli elementi determinanti la violazione contestata. Pertanto, il mancato deposito da parte della P.A. convenuta della documentazione relativa agli accertamenti e alle contestazioni dalla stessa svolte, comporta l’impossibilità di effettuare una compiuta verifica sulla correttezza dell’operato dell’amministrazione con conseguente accoglimento delle pretese del ricorrente.
Tribunale di Torino, Sentenza 22.09.2004, n. 34672
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Opposizione – Mancata indicazione del giudice a cui proporre opposizione – Proposizione del ricorso al giudice competente – Motivo di nullità e/o annullabilità – Esclusione.
In tema di procedimento di depenalizzazione, l’omessa indicazione nell’atto impugnato della facoltà dell’interessato di proporre opposizione al giudice competente (nella fattispecie il Tribunale), non può costituire motivo di nullità insanabile e/o annullabilità del provvedimento sanzionatorio qualora venga comunque proposto il ricorso avanti il giudice competente ex lege e nel rispetto del contraddittorio tra le parti. In tal caso, infatti, il diritto di difesa del ricorrente non può ritenersi minimamente intaccato.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 17.09.2004, n. 18725
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Contestazione differita – Legittimazione passiva.
In tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, nel caso in cui venga proposta opposizione avverso il verbale di contestazione della violazione, la legittimazione passiva spetta alle singole amministrazioni centrali cui appartengono i vari corpi di polizia abilitati alla contestazione, con la conseguenza che, ove il processo verbale sia stato elevato dai Carabinieri, legittimato passivo a resistere all’opposizione (e legittimato a ricorrere o a resistere nell’eventuale successivo giudizio di cassazione) è il Ministro dell’Interno (da cui dipende, ai fini considerati, il personale dell’Arma dei Carabinieri) e non il prefetto.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 01.09.2004, n. 17525
Nell’ipotesi in cui venga proposta opposizione direttamente avverso il verbale di contestazione per violazione al codice della strada (non, dunque, avverso l’ordinanza-ingiunzione del Prefetto, il quale, in tal caso, è dotato di propria legittimazione processuale passiva ex art. 204 codice della strada), la legittimazione passiva va riconosciuta, alternativamente, sia alle singole amministrazioni centrali, cui appartengono i vari Corpi autorizzati alla contestazione (nella specie, i Carabinieri, e perciò il Ministro della Difesa) sia al Ministero dell’Interno, il quale, ai sensi dell’art. 11 codice della strada, possiede specifiche competenze in materia di circolazione stradale, ed ha il compito di coordinamento dei servizi di Polizia stradale (In applicazione di tale principio, la Corte ha respinto il ricorso dei Ministeri della Difesa e dell’Interno, proposto contro la sentenza del Giudice di Pace, e fondato sul presupposto che essa fosse stato inutiliter data in ragione della mancata presenza in giudizio della Prefettura; sentenza con la quale era stato annullato il verbale di fermo amministrativo e condannato il Ministero della Difesa al pagamento delle spese di custodia e giudizio).
Giudice di Pace di Milano, Sezione 7 civile, Sentenza 19.05.2004
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Contestazione differita – Opposizione.
Pur dopo l’avvenuta dichiarazione di inammissibilità, è riproponibile lo stesso ricorso contro il medesimo processo verbale ove non sia scaduto il termine fissato dalla legge. La norma di cui all’articolo 387 del codice di procedura civile, che prevede che: “Il ricorso dichiarato inammissibile o improponibile non può essere riproposto, anche se non è scaduto il termine fissato dalla legge”, non può trovare applicazione nel presente processo, regolato dalla legge 24 novembre 1981 n. 689 non solo perché da questa non richiamata ma anche perché trattasi di una norma concernente soltanto il ricorso per cassazione. Lo stesso codice di procedura civile, peraltro, contiene norme che non escludono, anzi che consentono espressamente la riproposizione della stessa domanda e dello stesso ricorso. L’ articolo 640, comma 3, del c.p.c., infatti, stabilisce che il decreto con il quale viene rigettato la domanda di un’ingiunzione di pagamento “non pregiudica la riproposizione della domanda”.
Giudice di Pace di Torino, Sentenza 23.06.2004
Infrazioni – Accertamento – Sosta vietata – Preavviso di multa – Natura di atto amministrativo – Ricorso al giudice di pace – Ammissibilità.
Contro il preavviso di multa è ammesso il ricorso al giudice di pace indipendentemente dalla preventiva proposizione di quello amministrativo. Invero, il tagliando che solitamente viene apposto sul parabrezza di un veicolo in sosta vietata, pur non rappresentando un vero e proprio verbale di contestazione immediata, costituisce tuttavia un atto amministrativo che, anche se avente il mero scopo di preavvisare l’inizio di una procedura di accertamento, può essere impugnato innanzi all’autorità giudiziaria.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 14.03.2004, n. 5875
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Contestazione differita – Opposizione – Inammissibilità – Riproposizione del ricorso.
In tema di sanzioni amministrative per violazione delle norme del codice della strada, è inammissibile il rimedio dell’opposizione di cui alla legge n. 689/1981 avverso il mero preavviso di contravvenzione (solitamente apposto sul parabrezza del veicolo del trasgressore), che è atto prodromico all’ordinanza-ingiunzione e non può essere equiparato né al verbale di contestazione immediata, né al verbale di accertamento notificato al trasgressore, in quanto, a differenza di essi, atto non idoneo -se non impugnato- a costituire titolo esecutivo ai sensi dell’art. 203, terzo comma, del codice della strada.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 18.03.2004, n. 5466
Circolazione stradale – Infrazioni amministrative – Verbale di contestazione – Contestazione differita – Opposizione – Procedimento in sede amministrativa – Contemporanea instaurazione del giudizio – Sospensione del procedimento prefettizio.
In tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, qualora contro il verbale di contestazione dell’infrazione l’interessato abbia proposto sia ricorso al Prefetto, ai sensi dell’art. 203 del codice della strada, sia direttamente ricorso in opposizione dinanzi al giudice ordinario, ex art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (come gli è consentito, non costituendo il ricorso al Prefetto presupposto processuale per poter adire l’autorità giudiziaria ordinaria), ed il prefetto abbia dichiarato l’improcedibilità del ricorso a lui diretto in ragione del contestuale esperimento del rimedio giurisdizionale -che si pone in termini di alternatività con il ricorso amministrativo-, è inammissibile l’opposizione, ai sensi del citato art. 22 della legge n. 689 del 1981, avverso il detto decreto prefettizio di improcedibilità, che non rientra tra gli atti nei confronti dei quali tale opposizione è esperibile, non essendo suscettibile di acquisire efficacia di titolo esecutivo
02/08/2018 @ 18:58
E se il trasgressore è deceduto senza pagare le multe in atto l’erede viene caricato della incombenza? Grazie della risposta.

References: sentenza 
 Art. 28
 Art. 2963
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 articolo 186
 articolo 4
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 art. 385
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 articolo 201
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 art. 204
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 art. 23
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 art. 139
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 art. 202
 art. 22
 articolo 22
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 art. 18
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 art. 204
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 articolo 640
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 art. 22
 art. 22