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Timestamp: 2020-07-04 15:58:45+00:00

Document:
Question Time 8 febbraio 2019
Question Time del 8 febbraio 2019
2 - Legislazione in materia urbanistica
3 - Problematiche inerenti l'ammissione delle pratiche e l'erogazione dei fondi Psr Programma 2014/2020
4 - Società American Laundry
5 - Stadio Collana
6 - Chiusura Punto di Primo Intervento dell' Ospedale "Apicella" di Pollena Trocchia
7 - Attuazione L.R. 1/2018 "Norme in materia di informazione e comunicazione
8 - Attivazione delle procedure per richiesta di risarcimento danni farmaci Avastin e Lucentis
Buongiorno, signori Consiglieri. È aperta la seduta di Question Time. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 129 del Regolamento interno, il Consigliere proponente ha la facoltà di illustrare l'interrogazione per non più di un minuto; a ciascuna delle interrogazioni presentate risponde il rappresentante della Giunta per non più di tre minuti; successivamente l'interrogante, o altro Consigliere del medesimo Gruppo, ha il diritto di replica per non più di due minuti. Ricordo, inoltre, che le interrogazioni all'ordine del giorno dell'odierna seduta di Question Time sono state elencate nell'ordine di presentazione. Comunico altresì che, per improrogabili impegni istituzionali assunti in precedenza, l'assessore Lucia Fortini non potrà essere presente all'odierna seduta di Question Time, pertanto l'interrogazione Reg. Gen. N. 266/2, a firma del consigliere Luigi Cirillo, è rinviata alla prossima seduta di Question Time. Passiamo alla prima interrogazione.
SOMMESE (NDC-Gruppo Misto)
Assessore Discepolo, lei sa bene che negli ultimi anni l'urbanistica è diventata solo parolaia, ma non può essere solo parlare di urbanistica, ha bisogno di regole certe la Campania, e chiare, e soprattutto di avviare da oggi degli strumenti di pianificazione previsti da tutti gli ordinamenti che noi abbiamo come Regione Campania. Questo significa che i Comuni sono dotati di strumenti ormai datati, i cui vincoli per opere pubbliche sono decaduti, con grave ripercussione sulla tutela del territorio, esposto alla mercé di interventi più disparati e spontanei. Se si considera lo stato della pianificazione di area vasta, è ancora peggio; soprattutto nella Provincia di Napoli la situazione del territorio è in grande difficoltà. A lei non sfugge che la legge 16/2004 prevedeva l'approvazione del PTCP e del Piano territoriale regionale la 13/2008. Io ero Presidente della Commissione e posso ritenermi veramente soddisfatto di quella grande stagione legislativa e pianificatoria della Regione Campania. Approvammo e dotammo, per nostra fortuna, la Regione Campania del Piano territoriale regionale. Dopo circa undici anni dobbiamo registrare che su cinque Province della Regione Campania, solo quattro Province, ad eccezione di Napoli, si sono dotate del Piano territoriale di coordinamento provinciale, un elemento fondamentale per la redazione dei PUC da parte dei Comuni. La verità è che la situazione è diventata ancora più grave quando i Comuni, in base all'accelerazione che ha chiesto loro la Regione e le Province, sono stati invitati a dotarsi dei PUC e si stanno accingendo a redigere la pianificazione all'interno del perimetro dei vari paesi della provincia di Napoli in assenza di normative di area vasta, quale il Piano territoriale di coordinamento provinciale, perché purtroppo, a undici anni dall'approvazione del Piano territoriale regionale (la 13/2008) e a quindici, sedici anni dall'approvazione della legge 16/2004 (la Di Lello), pochi sono i Comuni che si sono dotati di questo strumento e lo fanno in assenza di norme superiori e lei può immaginare cosa sta succedendo sui territori gravati dalle varie leggi che poi noi abbiamo inserito nelle finanziarie, le semplificazioni, le deroghe, i rinvii: siamo in perfetta anarchia sui territori. Intanto pervengono alla Provincia di Napoli una serie di programmazioni che individuano la redazione dei PUC senza linee superiori. Io ritengo che questo si sia aggravato ancora di più quando con la legge 26/2008, la legge di semplificazione: invece di andare nella Commissione preposta, così come io avevo proposto, la IV Commissione Urbanistica e Governo del Territorio, noi abbiamo inserito norme edilizie nella legge di semplificazione, che è qualcosa di diverso. Ci può pure stare, ma non possiamo noi affrontare un tema così complesso in un territorio dove, a lei non sfugge, il 60 per cento del nostro territorio è vincolato dal punto di vista paesaggistico, e portare delle norme all'interno di una legge di semplificazione, con la frettolosità di approvare, di dare il parere, come se parliamo di cose così. Assessore, in quell'approvazione della legge, le ricordo, in Commissione, nell'inconsapevolezza... perché l'abbiamo registrato in Commissione che non tutti avevano compreso che noi abbiamo messo mano a una variante di approvazione al PTR e ad una serie di norme che mettono in discussione proprio l'assetto normativo della legislazione regionale. Per nostra fortuna, e veramente io feci un appello veramente di grande disponibilità al Presidente De Luca, ma anche sulla sponda delle associazioni che vi erano in Aula, ambientaliste ed altre, riuscimmo a far comprendere che doveva stralciare gli articoli 2 e 3 dove vi era una serie di norme che potevano variare e peggiorare il governo del territorio della nostra regione. Ora io non so, ripeto, dopo quella legge dove la Provincia di Napoli, dopo undici anni, si era ormai convinta a presentare il PTCP, avendo noi, con la norma della legge 26, inserito e recepito la Legge Delrio, che prevedeva, diversamente, non più la redazione dei PTCP, ma dei piani strategici metropolitani. Pertanto io credo che lei ha avuto contatti con la Provincia di Napoli per far capire a che punto stanno, se si sono attrezzati a presentare il Piano strategico metropolitano atteso che loro avevano lavorato per undici anni sul PTCP. Quindi aspetterei innanzitutto di sapere se questo incontro c'è stato, se sta accompagnando questa fase, se c'è un dialogo tra lei e la Provincia di Napoli. Poi io credo che oggi dovremmo comprendere, visto che siamo a un anno dalla prossima Legislatura, quindi dalle elezioni, e visto che l'Assessore tuo predecessore, Bonavitacola, si era impegnato nell'anno successivo, in un anno, a redigere una legge quadro sul governo del territorio, e mi riferisco alla legge 16/2004, a rivisitare, vedere un attimo che cosa andava cambiato, quali erano stati i limiti di quella legge che era ampiamente superata da una serie di legislazioni europee e nazionali, ma anche lo stato dei luoghi della Campania, dove, tra legge sui piani casa, tra utilizzo dei sottotetti, tra utilizzo degli interrati e dei seminterrati, insomma, un censimento dei vani, cosa era avvenuto sui territori, cosa era avvenuto di città che erano di 30 mila abitanti e diventano di 50 mila, come si pensava di mettere in campo una rivisitazione della legge 16, e stiamo ancora aspettando dopo quattro anni, ripeto, di sapere. Si prenda pure qualche mese in più, ma ci dica se ritiene che questa legge sia pronta e noi finalmente possiamo andare in Commissione a vedere quali modifiche vogliamo portare, perché, l'avverto, Assessore, non arriviamo a portare leggi nella seduta della legge sulla semplificazione, andiamo nella Commissione ordinaria, la IV Commissione sull'urbanistica, con l'associazionismo, gli enti locali e i supporti tecnici e vediamo come possiamo migliorare la vita dei cittadini perché a lei non sfugge che questa problematica sta producendo contenziosi, che nella migliore delle ipotesi sono di tipo civile. Conosce bene i nostri territori e che cosa possono produrre gli interessi e gli appetiti su queste materie. Molto spesso i veri colpevoli non passano i guai e i cittadini più limpidi e più puliti che ci possono essere sono trascinati in delle cose per interpretazione o per difficoltà che i territori manifestano. Penso che sia arrivato con urgenza, aspetto una parola chiara, definita e certa su quando lei pensa di portare la legge quadro sul governo del territorio dopo quattro anni e se la porta in questa legislatura perché, altrimenti, ci attrezziamo e iniziamo a comunicare ai territori che tutto questo non è stato possibile nei cinque anni e guardiamo al futuro. Vi è, poi, un altro aspetto, il Piano paesistico. Assessore, io ho vissuto il primo protocollo d'intesa con il Ministero dei Beni Culturali come Assessore ai Beni culturali e l'Assessore all'Urbanistica (il Presidente della seduta odierna ha avuto anche la delega) sa bene che noi avevamo sottoscritto quel protocollo già nel 2010, individuando quali erano i comportamenti da tenere per la realizzazione del Piano paesistico. Eravamo quasi pronti per l'approvazione, almeno per quanto riguarda gli indirizzi strategici. Il suo predecessore nel 2016 ha sottoscritto un nuovo protocollo nel quale si sono individuate le macro aree e le aree omogenee. In che modo vi state muovendo? Tra gli impegni con la Sovrintendenza ministeriale e la Sovrintendenza regionale state dialogando solo con il Ministero o anche con le Sovrintendenze di livello regionale? Penso che tutte queste materie debbano essere recepite e affrontate nella sede giusta, che sia o una seduta monotematica del Consiglio Regionale oppure venga in Commissione e ci dica un attimo sulle macroaree che cosa ha scelto, quale priorità ha dato, come si sta muovendo, chi sta lavorando e a che punto sta e, soprattutto, prendere gli indirizzi dalla sede naturale. Purtroppo gli indirizzi politici per chi governa provengono sempre dal Consiglio Regionale, dalle Commissioni, dai tecnici delle Commissioni e dai funzionari del Consiglio Regionale. Io aspetto una risposta.
Ringrazio il Presidente e, soprattutto, il consigliere Sommese che mi dà la possibilità di aggiornare il Consiglio sull'avanzamento del lavoro in seno all'assessorato e alla Direzione del Governo del Territorio. L'ha ricordato lo stesso interrogante, ancorché io ho assunto questa carica da pochi mesi e, quindi, sto seguendo questo lavoro, c'è stata più di un'occasione nella quale, in coincidenza con alcune discussioni sulle norme di semplificazione e sulla norma finanziaria, erano emerse richieste e sollecitazioni da parte di più Consiglieri regionali e gruppi politici per alcune modifiche parziali all'interno del quadro di riferimento normativo che regola il settore del governo del territorio della Regione Campania. In più di un'occasione ho dovuto richiedere ai Consiglieri di recedere da queste istanze di modifiche puntuali perché stiamo provando a sviluppare un ragionamento che va nella direzione auspicata dal consigliere Sommese, ovvero una revisione organica della legislazione che in questo momento naturalmente vede in primo piano la modifica e l'aggiornamento della legge 16/2004, che è la legge fondamentale in materia di governo del territorio della Regione Campania, ma che a cascata si porta dietro una serie di ulteriori norme a gradazione, a livello di normazione, dal regolamento 5/2011, che sono le modalità di attuazione di quanto previsto nella legge 16, ma anche quell'insieme di norme che via via sono state varate, la legge 19/2009, la legge 19/2001, la legge 15/2000, per ricordare i titoli, il "Piano Casa", la questione dei sottotetti, dei parcheggi e quant'altro, anche a cavallo tra materia edilizia e urbanistica, ma che in fondo incidono sulle questioni di cui parliamo. Ecco, noi ci stiamo muovendo all'interno di una rilettura, oggi, dell'intero quadro di riferimento, dentro evidentemente anche quegli elementi di novità che sono stati acquisiti in questi anni come nuovi paradigmi della cultura e delle pratiche amministrative in campo di governo del territorio, le questioni della centralità della rigenerazione urbana così come della necessità della riduzione del consumo di suolo e, dentro questo, rivedere anche e fondamentalmente il ruolo della pianificazione comunale, all'insegna di uno sforzo che io proverò a portare avanti in maniera significativa in termini di semplificazione delle procedure e dei percorsi che devono consentire alla gran parte dei Comuni della Campania di superare quel ritardo che ancora oggi registriamo, come veniva detto giustamente dal consigliere Sommese. Noi oggi abbiamo ancora un quadro di criticità che si manifesta nel fatto che a distanza di quindici anni dall'obbligo della redazione dei PUC imposto con la legge 16, solo il 14 per cento dei Comuni, dei 550 Comuni della Campania, è dotato di un PUC. Il 7 per cento riguarda i Comuni dell'area provinciale napoletana, su base regionale siamo tra il 13,8 e il 14 per cento, sono 71 Comuni su 550, dove il dramma maggiore si registra sul territorio metropolitano napoletano dove la percentuale si dimezza. Naturalmente qui vi è un problema nel problema che è rappresentato - questo veniva giustamente ricordato - dal fatto che almeno quattro Province si sono dotate faticosamente, ma positivamente, in questi anni, del Piano territoriale di coordinamento provinciale, portando avanti un processo riformatore avviato con il Piano territoriale regionale, ma la nascita della Città metropolitana di Napoli in sostituzione della Provincia di Napoli, piuttosto che avere favorito processi ulteriori di adeguamento della strutturazione nel campo della pianificazione di area vasta, ha addirittura costituito un elemento di freno, tanto che oggi noi abbiamo l'unico territorio di dimensione sovracomunale che è completamente sprovvisto di un piano e rispetto al quale vi è ancora una difficoltà oggi a capire come recuperare questo gap. Io mi sono incontrato naturalmente con i responsabili, ma sapendo anche qui che vi è un livello... cioè, non vi è neanche un Assessore, vi è un Consigliere che ha una delega, un Consigliere rispetto al quale le stesse materie dell'urbanistica, del piano territoriale metropolitano e del piano strategico, sono state a loro volta suddivise tra più Consiglieri e quindi vi è un'incertezza anche dal punto di vista degli orientamenti che esprime politicamente in questo momento la Città metropolitana, ma stiamo lavorando per verificare delle strade possibili che ci consentano di superare in tempi accettabili i ritardi che si sono registrati. Stiamo lavorando, dicevo, rispetto a una semplificazione e a una diversa definizione dello stesso ruolo del Piano urbanistico comunale nelle sue componenti Strutturale e Operativo, che potrà significare un avanzamento notevole in termini di semplificazione per quanto riguarda il ruolo degli enti locali da questo punto di vista, così come alla definizione di un nuovo schema di regolamento urbanistico edilizio comunale che, recependo quello che è stato il RET (Regolamento edilizio tipo) varato a livello nazionale, sancito nella Conferenza Unificata nell'ottobre 2016 e recepito da una delibera regionale nel maggio 2017, diventa ugualmente un nuovo punto di riferimento nella regolamentazione dei comuni della Campania. Infine il tempo non mi consente di entrare ancora di più nel merito delle altre questioni. Dico soltanto, per alcuni degli accenni che sono stati fatti nell'interrogazione, che si sta portando avanti il lavoro nell'ambito della redazione del Piano paesaggistico regionale. Noi nel dicembre scorso abbiamo già trasferito al MIBAC, al Ministero che insieme al Segretariato regionale svolge il lavoro di co-pianificazione nell'ambito del Piano paesaggistico così come previsto dal Codice dei beni culturali, la bozza di preliminare del Piano paesaggistico per la sua approvazione. Lunedì prossimo avremo la nuova riunione del tavolo insieme ai rappresentanti del MIBAC e io mi auguro che si possa pervenire in tempi rapidi, coerentemente con quanto avevo già dichiarato, all'approvazione del preliminare che ci consentirà ulteriormente di portare avanti l'attività di redazione del progetto definitivo. Stiamo lavorando su un'altra serie di questioni, di cui vi dico solo i titoli, che sono dal PUAD (Piano per l'utilizzazione delle aree demaniali ai fini turistici) al PUAT (Piano di utilizzazione e valorizzazione, insieme all'Agenzia del demanio, dei beni del patrimonio pubblico), stiamo redigendo una proposta di legge sulla qualità dell'architettura. Stiamo, cioè, lavorando su uno spettro ampio di questioni che, seppure a volte possono sembrare di natura differente, in realtà concorrono tutte a definire oggi una capacità ordinata di interventi e di programmazione di uno sviluppo sostenibile dei nostri territori e comunità. Lo stiamo facendo naturalmente all'interno delle nostre strutture per quanto riguarda la definizione di una proposta. Nel caso di specie della legge urbanistica, dal mese di luglio abbiamo avviato un'interlocuzione con i soggetti, gli stakeholders, le associazioni, le Università. Stiamo approntando un sito nel quale sarà possibile recepire l'insieme delle proposte e delle osservazioni e favorire il dialogo e la partecipazione, perché siamo convinti, e lo sono personalmente da tempo, che queste materie o sono materie condivise sul territorio o non sono materie che possono essere imposte dalla politica. Da questo punto di vista, il mio personale convincimento è che entro la fine del mese di marzo avremo la possibilità di avere un testo con il quale iniziare un'interlocuzione ampia sia da un punto di vista della comunità regionale, sia naturalmente nelle sedi istituzionali della Commissione e del Consiglio, perché si possa pervenire nei tempi utili del completamento di questa Legislatura a una condivisione, a un confronto e possibilmente a un'adesione la più ampia possibile per varare oggi un aggiornamento della nostra legislazione in materia di governo del territorio. Grazie.
Assessore, devo essere sincero e lo sarò: mi aspettavo risposte più puntuali e poi le dirò. Comunque complimenti perché ha acquisito in breve tempo il linguaggio di un politico esperto, anzi, è da invidiare come in poco tempo si è caratterizzato nell'affrontare i temi, registro molti "stiamo lavorando", molti "stiamo valutando", "stiamo approntando il sito". Sono termini che noi in gergo politico per troppo tempo abbiamo prodotto come linguaggio e siamo stati anche penalizzati per questo perché, evidentemente, le persone non vogliono più sentire "stiamo lavorando, stiamo affrontando, stiamo vedendo, stiamo valutando". La gente vuole le certezze e le puntualità dei temi. Lei ha incontrato (della Provincia la mia obiezione) un Consigliere Delegato. Le ricordo che c'è il Presidente della Città metropolitana che ha qualche responsabilità in più, se non il legislatore, di fatto, nella norma ha inserito il Presidente della Città metropolitana come unico vero grande riferimento e poi lei afferma che sta valutando e mettendo in campo delle proposte per semplificare la redazione dei PUC con la pianificazione e l'accompagnamento. Abbiamo detto che, non avendo la Provincia di Napoli il Piano territoriale di coordinamento provinciale e dovendo redigere in base alla Delrio e alla legge n. 26, che nel 2018 ha recepito il Piano strategico, gli ambiti, un altro modello di semplificazione del territorio della provincia di Napoli. In assenza di questo Piano superiore di cui alla legge n. 16, mi dite questi poveri comuni (poveri per le collettività) come redigono i PUC? Oppure voi, come Regione, vi sostituite alla Provincia? Potevate farlo. Assessore, lei è arrivata da poco tempo, quindi ha una piccola parte di responsabilità. Lei sa bene che le regioni non nascono per gestire, ma per pianificare, legiferare e controllare. In questo caso specifico può commissariare, redigere i PTCP e sostituirsi alla provincia, ma non l'ha fatto. Se lei lavora a semplificare i PUC senza un riferimento superiore, ovvero l'approvazione del Piano strategico metropolitano, non sta facendo una cosa buona. Io ho domandato che cosa è successo dopo l'approvazione della legge n. 26. Vi siete incontrati con De Magistris? Non con il Consigliere che, poverino, è arrivato e sta cercando di capire qualcosa, bensì capire che cosa vuole fare la Provincia di Napoli rispetto al Piano territoriale di coordinamento provinciale che faticosamente, con enorme ritardo, si accingeva a presentare e che noi abbiamo annullato con l'approvazione della legge. Purtroppo questi punti non hanno avuto risposta, per non parlare del Piano paesistico rispetto al quale so che si è messo in campo un organismo e che si è partito dall'area flegrea come ambito omogeneo. Le ricordo che qualche Consigliere qui, ad esempio Longobardi, presentò addirittura la variante al PUT della penisola sorrentina amalfitana con la n. 35 del 1987. Tutto questo tra Aula e Governo. Comunichiamo almeno tra noi rispetto alle cose che stiamo facendo, non registriamo soltanto anarchia dai territori. Questo è il motivo per il quale le dicevo che non sono soddisfatta della risposta e la inviterei quanto prima a venire in IV Commissione per far comprendere anche al Presidente della stessa che è bravo nella gestione dei trasporti, ma non ha compreso fino in fondo che l'urbanistica è partecipata dagli enti locali e dalle associazioni. Venite e fateci capire qualcosa in modo tale che noi possiamo concorrere a dare una mano.
Problematiche inerenti l'ammissione delle pratiche e l'erogazione dei fondi Psr Programma 2014/2020
Interrogazione "Problematiche inerenti l'ammissione delle pratiche e l'erogazione dei fondi Psr Programma 2014/2020", Reg. Gen. n. 276/2, a firma del consigliere Alfonso Longobardi (De Luca Presidente). La parola al consigliere Longobardi per l'illustrazione dell'interrogazione
L'interrogazione riguarda le problematiche relative all'erogazione dei fondi del Programma PSR 2014/2020. Il PSR 2014/2020 (Il Programma di Sviluppo rurale) rappresenta uno strumento cruciale di investimento e lavoro per il settore dell'agricoltura, soprattutto per gli operatori campani. La programmazione dell'Amministrazione regionale sta determinando l'impiego di cospicue risorse a beneficio del territorio e dei cittadini della Campania. Per il periodo 2014 - 2020 è stato calcolato in un miliardo e 800 milioni di euro lo stanziamento complessivo disponibile delle risorse comunitarie che si unisce alle risorse in compartecipazione provenienti da altri fondi di finanziamento e che dovrebbero determinare investimenti per complessivi 3 miliardi di euro. Sono molti gli operatori di settore, i professionisti e le aziende agricole che sperano in questi finanziamenti per migliorare e aumentare l'attività esistente e crearne di nuove. Vengono segnalate alcune problematiche inerenti le pratiche collegate alla presentazione delle istanze per accedere alle varie linee di finanziamento previste nel PSR, proprio relativamente al periodo 2014 - 2020. In particolare, gli operatori segnalano numerose difficoltà relative al rilascio di permessi e autorizzazioni e anche pareri da parte degli enti pubblici preposti, le cui funzioni afferiscono alle attività agricole. Come mero esempio, ma di fatto così segnalato, si rappresentano le difficoltà evidenziate dall'interrogante in numerosi operatori agricoli e professionisti di settore che segnalano il presunto mancato rilascio del parere da parte Parco regionale dei Monti Lattari. Le suddette problematiche, se realmente confermate, rischierebbero di mettere in grande difficoltà agli operatori dell'area interessata, quindi il comprensorio stabile, Monti Lattari, Penisola Sorrentina e Amalfitana, determinando l'impossibilità di accedere alle risorse comunitarie previste nella programmazione 2014 - 2020. Pertanto si interroga la Giunta regionale di verificare se quanto segnalato corrisponde al vero e verificare con l'Ente parco regionale dei Monti Lattari quali siano le effettive difficoltà o gli eventuali impedimenti che determinerebbero da parte dello stesso il mancato rilascio dei pareri afferenti le pratiche di accesso alle risorse del PSR. Si chiede, inoltre, di verificare anche le eventuali soluzioni adottate o adottabili per evitare che una vasta area della Campania rischi di non beneficiare di risorse economiche che oggi risultano strategiche e di incentivo per gli agricoltori.
In merito a quanto richiesto dal Consigliere Longobardi, la Direzione Generale per le politiche agricole, alimentari e forestali e l'Ente Parco regionale (è allegato un elenco di nomi) dei Monti Lattari, per il tramite della Direzione Generale per la difesa del suolo e dell'ecosistema, ha fornito questi elementi: la Direzione Generale ha rappresentato che, per quanto attiene alle tipologie di Intervento 4.1.1 e Progetto integrato giovani, i bandi pubblicati nel 2017 sono stati chiusi rispettivamente il 18 maggio 2018 e il 9 luglio del 2018. Nel corso della degenza dei bandi non è stata rappresentata alcuna criticità. Relativamente a questi bandi la citata Direzione ha fornito, quindi, i seguenti dati: la disponibilità finanziaria messa a bando, che residuava dagli esiti del primo bando del 2016, è risultata pari a 64 milioni di euro per la tipologia di intervento 4.1.1 e a 160.763.711,00 per la tipologia di intervento Progetto integrato giovani. Agli uffici competenti sono pervenute 1.842 domande di sostegno per la tipologia 4.1.1 per un contributo complessivo di richieste di 535.415.965,00 e numero domande di sostegno 2.723 per la tipologia di intervento Progetto integrato giovani per un contributo richiesto complessivo di 692.238.450,00. Riguardo agli aspetti relativi all'Ente Parco regionale dei Monti Lattari, l'Ente ha poi precisato che, a valere sui fondi PRS, Piano Regionale Rurale 2014 - 2020, misura 8.3.1, sono state presentate due istanze: la prima con interventi previsti nel Comune di Agerola e la seconda con interventi previsti nel Comune di Cava dei Tirreni. Per entrambe le pratiche si sono concluse con il rilascio del sentito parere di cui all'articolo 5, comma 7, del DPR 357/1997 e dell'articolo 1, comma 4, della legge regionale 16 /2014 "Provvedimenti Ente Parco regionale dei Monti Lattari n. 17 e n. 18 del 28 gennaio 2019". Questi pareri sono stati resi nell'ambito della procedura di valutazione di incidenza verifica provinciale attivata ai sensi del regolamento regionale 1/2010. Il procedimento di valutazione di incidenza verrà definito dall'ufficio comune fra le amministrazioni comunali che insistono nel territorio dell'Ente e l'Ente Parco medesimo, in ragione dell'esercizio in forma associata previsto dalla legge regionale n. 16 del 7 agosto 2014. Esaurita questa fase, l'Ente Parco provvederà alla definizione dell'istruttoria. La seconda istanza ha richiesto, inoltre, il rilascio di nulla osta di conformità alle norme di salvaguardia. A valere, poi, sui fondi del medesimo PSR 2014-2020, misura 8.4.1, sono state presentate all'Ente due istanze relative ad interventi nel Comune di Pimonte. Per entrambe si è nella fase finale di istruttoria per il rilascio del sentito parere. Anche in questo caso si procederà alla valutazione di incidenza secondo le procedure previste dal regolamento e successivamente si provvederà alla definizione mediante ricorso all'ufficio comune fra le amministrazioni comunali che insistono nel territorio dell'Ente e lo stesso Ente Parco. In entrambi i casi è stato richiesto il rilascio di nulla osta di conformità alle norme di salvaguardia. Conclusivamente, l'Ente Parco in merito alle criticità evidenziate ha rappresentato che l'attuale dotazione organica è costituita da personale regionale in posizione di distacco e precisamente: responsabile amministrativo che è a part-time al 40 per cento, 1 unità di personale di categoria D a tempo pieno e 3 unità di personale di categoria C al 100 per cento e ancora 1 unità di categoria B al 100 per cento, quindi poco personale. È in corso la definizione della costituzione di un'apposita short list da cui attingere professionisti per la costituzione di commissioni per lo svolgimento delle istruttorie relative al rilascio del sentito parere e delle determinazioni in merito alla valutazione di incidenza in modo da accelerare la definizione dell'iter istruttorio. È stata messa in campo un'opera di informazione e divulgazione costante al pubblico sulla corretta presentazione delle istanze. Infine, la definizione dell'istruttoria delle richieste di contributi a valere sul PSR è stata individuata come prioritaria. Ovviamente io ho qui anche i nomi delle ditte di cui parlavamo, se eventualmente il Consigliere volesse avere elementi.
Grazie Presidente. Sostanzialmente mi fa piacere che poi, a seguito dell'interrogazione, erano arrivate anche delle notizie informali sul fatto che si stesse procedendo per dare risposte sulle pratiche per completare l'iter sia per quanto riguarda le domande provenienti dal Comune di Agerola, sia le aree interessate di Pimonte, e che si stiano completando gli iter di istruttoria proprio per dare risposte agli operatori agricoli nonché ai professionisti che hanno presentato ovviamente apposite richieste per attingere a questi fondi. Diciamo che mi fa piacere anche lo spunto fondamentale, positivo che ha avuto modo di un confronto con l'Assessore, che ha risposto all'interrogazione, e il motivo dell'interrogazione era proprio questo: avere una maggiore sinergia con gli enti preposti per dare questo tipo di risposta agli operatori, evitare che ci siano spaccature, ovviamente in senso buono del termine, sui territori e avere una risposta nei tempi necessari per evitare che le risorse, che oggi sono rimaste quasi le uniche da cui attingere per dare risposta agli operatori, potessero portare ad andare fuori tempo massimo, per poter dare, come dire, funzione a un settore che è fondamentale come quello dell'agricoltura. Ascolto anche la nota relativamente al fatto che si vuole mettere in campo anche una squadra di tecnici proprio per accelerare questo iter. Mi fa piacere poter uscire da quest'Aula a seguito dell'interrogazione per dire che saranno certamente accelerati i tempi per evitare che ci possano essere delle differenze sia territoriali, sia ovviamente nella predisposizione dei pareri che servono proprio per dare funzione a ciò che stiamo dicendo. Mi fa piacere avere anche ovviamente copia, come è sempre avvenuto, della risposta che ha dato correttamente l'assessore Marchiello, e quindi verificheremo poi che tutto ciò che è stato elencato in Aula possa portare in cantiere ciò che gli operatori e gli imprenditori agricoli possano avere come risposta da questa amministrazione e dai fondi europei. Grazie della risposta all'interrogazione e rimaniamo soddisfatti.
Società American Laundry
Passiamo all'interrogazione Registro Generale n. 277/2. L'interrogazione è a firma del consigliere Luciano Passariello. Prego, consigliere Passariello.
Grazie, Presidente. Premesso che sono venuto a conoscenza attraverso i mezzi di stampa, che la Società American Laundry (lavanderia industriale operante nel settore Ospedaliero) stata colpita dall'interdittiva antimafia; che con determinazioni del Direttore Generale della So.Re.Sa. n. 57 del 24 marzo 2017, n. 82 del 21 aprile 2017 e n. 134 del 20 giugno 2017, sono stati aggiudicati i lotti 1, 2, 3 e 4 della procedura aperta, indetta in vigenza del D.Lgs. n. 163/2006, per la conclusione di una convenzione per l'affidamento dei servizi integrati di lavanoleggio presso le Aziende sanitarie della Regione Campania di durata quinquennale; che, in particolare, i lotti n. 2 e 3 venivano aggiudicati ad un raggruppamento temporaneo d'imprese con mandataria la società American Laundry; che in data 19/11/2018 la Prefettura di Napoli, con nota prot. n. 0303281, ha comunicato alla So.Re.Sa. 'intervenuta adozione di interdittiva antimafia nei riguardi della società American Laundry, mandataria del raggruppamento risultato primo in graduatoria per i lotti 2 e 3; Premo atto che la misura interdittiva, da cui è stata nel frattempo attinta American Laundry, esclude che il raggruppamento possa in ogni caso - e sottolineo, in ogni caso - conservare il ruolo di aggiudicatario e di contraente con la Pubblica Amministrazione, anche - e sottolineo, anche - nel caso in cui fossero accolti gli appelli presentati e pendenti; Pertanto si chiede al Presidente della Giunta regionale della Campania e Commissario della Sanità Campana di conoscere: 1. secondo quale norma/legge o disposizione vigente la So.Re.Sa. ha inteso sospendere la gara; 2. a tale provvedimento, come intende procedere per il prosieguo delle attività. Assessore, devo aggiungere, perché tutte le notizie che io ho fino adesso letto sono chiaramente notizie che io ho in modo ufficiale in quanto ho interrogato la So.Re.Sa. e la So.Re.Sa. mi ha inviato tutta una serie di documentazioni. In effetti, il giorno in cui ho presentato il question time, o lo stesso giorno o il giorno dopo, mi è arrivato un ulteriore documento che io avevo richiesto alla So.Re.Sa., che teoricamente mi risponde già all'interrogazione fatta, quindi, teoricamente, oggi, anzi, praticamente la questione diventa di tutt'altra natura perché la So.Re.Sa. mi trasmette la determinazione del Direttore generale n. 224 del 19 novembre 2018 - quindi parliamo di novembre - che ripercorre tutta la vicenda e alla fine della determinazione, dopo i vari "preso atto" e i vari "rilevato", c'è una determina che dice: di prendere atto del provvedimento - di cui abbiamo già parlato - di estromettere il suddetto raggruppamento temporaneo d'impresa - così come ho già preannunciato - di procedere per effetto con la conseguente aggiudicazione dei lotti 2 e 3 a favore - non mi interessa chi è l'azienda - n. 2 risultata aggiudicataria, di dare comunicazione ai sensi eccetera agli operatori economici che il presente atto è immediatamente esecutivo il 29 novembre, quindi il 30 novembre questa determina era esecutiva. La mia domanda, pertanto, cambia: visto che non c'entra nulla la vicenda del personale e la prefettura perché si è semplicemente limitata a fare una trasmissione di atti di cui la  doveva prendere atto, perché questa aggiudicazione non è avvenuta? Chi si è presa la responsabilità di sospendere la gara e per quale motivo? A norma di quale legge? Teoricamente la gara. Se c'è un aggiudicatario, quest'aggiudicatario è estromesso e non c'è possibilità di riammetterlo, è fatta una determina in cui si aggiudica al successivo e poi tutto muore. Qual è il motivo? Il pensiero va subito a chi sta avendo le proroghe e ciò è aberrante perché in luogo di una gara espletata vi è un affidatario e noi stiamo operando in proroga. O si sta aspettando che arrivi il miracolo, ad esempio che l'American Laundry possa essere tolta da quel momento di interdetti, ma anche fosse non cambia perché nel momento della gara ha avuto un'interdittiva, quindi è già stata esclusa, oppure la mia domanda è: che cosa sta succedendo? Assessore, poiché so che lei viene qui per nome e per conto della Giunta, non vorrei che gli hanno dato un compitino sbagliato. Non dico questo per mancanza di rispetto nella sua persona, ma perché so che non è il suo Assessorato e per questo motivo mi sono permesso.
Leggiamo insieme, però ritengo che sia pendente qualcosa davanti al giudice amministrativo. Questa è la risposta che Soresa dà per il tramite della Direzione, quindi più o meno siamo in linea. Ricostruisco: L'affidamento dei servizi integrati di lava e noleggio per le aziende sanitarie nella Regione, come ricostruito dal Consigliere, è stato affidato nei suoi cinque lotti con determinazioni del Direttore Generale (e le citiamo tutte: 57, 82, 134, tutte del 2017). Il raggruppamento temporaneo di imprese facente capo ad American Laundry Spa e SAF è risultato aggiudicatario dei lotti 2 e 3. In data 20 settembre del 2017 ha stipulato le convenzioni con Soresa. In data 19 novembre del 2018 la ditta American Laudry era raggiunta da misura interdittiva da parte della Prefettura di Napoli che imponeva al Direttore Generale l'adozione del provvedimento n. 29 del 29 novembre 2018 di estromissione di American Laudry dai lotti 2 e 3 con conseguente aggiudicazione all'operatore economico secondo graduato Hospital Service srl. A seguito dell'aggiudicazione operatore economico Hospital Service venivano proposti ulteriori ricorsi dinanzi al TAR Campania, tuttora pendenti. Alla luce di queste premesse Soresa chiarisce che, in relazione ai lotti 1 e 5, i servizi aggiudicati sono regolarmente attivi. In relazione al lotto 4 si è in attesa della decisione del Consiglio di Stato sull'appello proposto da Soresa. Per quanto riguarda i lotti 2 e 3, invece, si è in attesa della pronuncia sull'istanza cautelare all'esito della Camera di Consiglio fissata per il 6 febbraio dinanzi al TAR Campania Napoli. Conclusivamente, le vicende dei singoli lotti della procedura Soresa hanno avuto questo esito. Faccio un momento di sintesi: i lotti 1, Ruggi ASL Salerno, ASL Napoli 3 e Sud e 5, Moscati, ASL Avellino, Rummo e ASL Benevento sono stati aggiudicati rispettivamente al raggruppamento Pacifico srl, Gruppo industriale di Giacomo srl, e all'ATI Servizi Sanitari Integrati srl, Lavanderia D'Alessio srl, e le rispettive convenzioni sono state sottoscritte con l'adesione di tutti e sono attive. I servizi sono partiti e risultano regolarmente attivi. L'aggiudicazione di che trattasi è stata definitivamente confermata dal Consiglio di Stato. Per quanto riguarda il lotto 4, Sant'Anna e San Sebastiano ASL Caserta, ASL Napoli 2 Nord, aggiudicato all'ATI Servizi Sanitari Integrati srl, Lavanderia D'Alessio srl, si è in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato sull'appello proposto da Soresa avverso la pronuncia con la quale il TAR ha annullato l'aggiudicazione. La decisione si prevede presumibilmente favorevole all'appellante, che sarebbe Soresa, giacché la vicenda è la medesima avutasi in relazione al lotto 1, oggetto di identico contenzioso definito più celermente dal Consiglio di Stato che ha visto prevalere le analoghe ragioni sostenute da Soresa in appello. Per quanto attiene ai lotti 2, Caldarelli Ospedale dei Colli, Federico II, Santobono Pascale, e 3, Napoli 1 e Sun, avverso il provvedimento di aggiudicazione all'operatore economico, secondo graduato Hospital Service srl, American Laundry ospedaliera ha proposto ricorso dinanzi al TAR Campania, tuttora pendente, in particolare, sull'istanza cautelare che si è tenuta in Camera di Consiglio il 6 febbraio, per il cui esame il TAR ha rinviato al 3 aprile 2019, avendo riunito il ricorso in argomento con quello autonomamente proposto da American Laundry ospedaliera avverso il provvedimento interdittiva del Ministero dell'Interno. Ci sono due giudizi pendenti che il TAR ha deciso di unificare, sia quello contro il Ministero dell'Interno per l'interdittiva sia quello contro il decreto del Direttore di Soresa. Soresa, dunque, è in attesa per i lotti in parola dell'esito dei ricorsi riuniti per la decisione il 3 aprile 2019, avendo già provveduto alla loro aggiudicazione al secondo graduato Hospital Service.
PASSARIELLO (Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale)
Assessore, io penso che ci sia un'interpretazione sbagliata. Il ricorso è avverso la misura interdittiva. Alla data dell'aggiudicazione è intervenuta la misura interdittiva. Quando interviene una misura interdittiva la misura c'è, a quella data c'è e deve essere fatto quello che ha fatto il Direttore di Soresa, ovvero estrometterla e a giudicare. Non c'è altro da fare. Il fatto che poi io, azienda American Laundry, faccio un ricorso verso l'interdittiva è tutt'altra cosa. Che cosa vuol dire? Il TAR si pronuncia tra sette, otto mesi e noi aspettiamo sette mesi? Non mi sembra che il ricorso fatto dall'American Laundry sia contro la determina del Direttore Generale. Il ricorso è contro l'interdittiva. Assessore, questo non c'entra, l'interdittiva c'è, punto! Ci può essere un eventuale ricorso avverso l'aggiudicazione, ma non esiste un ricorso, anche perché è lo stesso Direttore Generale che dice che, al di là dei ricorsi, l'aggiudicazione non può avvenire e dobbiamo procedere all'aggiudicazione al successivo. Nel momento in cui si procede all'aggiudicazione si deve iniziare e poi si può ragionare se, eventualmente, l'American Laudry presenta un ricorso avverso l'aggiudicazione, ma l'aggiudicazione alla seconda è già avvenuta. Il problema è che qualcuno si sta prendendo la responsabilità di sospendere una gara quando non l'ha chiesto nessuno. Il TAR non vi ha detto di non aggiudicare perché sta decidendo, lo state inventando voi, se lo sta inventando qualcuno! Il TAR non ha sospeso la gara, ma sta aggiudicando il ricorso fatto dall'American Laudry! A me non risulta che vi hanno notificato una nota in cui vi hanno detto di sospendere la gara perché stanno decidendo. Credo che il Direttore Generale stia agendo in modo sbagliato perché quello che succede al TAR non riguarda il Direttore Generale della Soresa. Il Direttore Generale della Soresa ha avuto una comunicazione interdittiva dalla Prefettura. La norma che cosa dice? All'arrivo dell'interdittiva estrometti l'azienda, affidi alla seconda e quella inizia, ma non ci sono ricorsi oppure sentenze del TAR che dicono sospendete l'aggiudicazione in attesa del giudizio, ma chi lo ha chiesto? Allora dico, caro Assessore io l'ho detto all'inizio, c'è qualcuno che sta facendo una cosa sbagliata, perché non si può dire se poi quella esce bene noi gliela ridiamo, ma di che state parlando? Questo non si può fare, è come se io durante una gara ho un problema, io in quel momento sono sospeso, sono estromesso, e uno che è estromesso poi può fare solo ricorso. Assessore io credo che le carte vanno riguardate, che vada suggerito al Presidente De Luca di intervenire su questa vicenda, diversamente io sarò costretto a trasmettere la documentazione alla Procura della Repubblica, grazie.
Grazie Consigliere Passariello. Interrogazione numero 283 presentata dal Consigliere Francesco Emilio Borrelli, oggetto: "Stadio Collana". Prego Consigliere.
Grazie Presidente. In data 11 gennaio 2019 è stata sottoscritta la convenzione tra la Regione Campania e la Società Giano s.r.l. presieduta dall'83enne ex rettore del Navale Gennaro Ferrara per l'affidamento e l'utilizzo dello stadio Collana per i prossimi quindici anni. Contestualmente sono consegnate le chiavi alla predetta società. Al termine dei dieci giorni dalla sottoscrizione l'agenzia avrebbe dovuto ricevere dalla Giano s.r.l. area oggetto degli interventi, nello specifico la piscina lato via Rossini, l'area del campo di calcio e della pista di atletica, nonché l'area denominata blocco A, cioè la tribuna lato Vico Acitillo destinata alla riqualificazione. Considerato che nella predetta convenzione è stato modificato il piano economico finanziario chiedo al Presidente della Giunta regionale, per quale motivo non si è ritenuto possibile procedere alla realizzazione originariamente prevista della copertura delle due tribune con la conseguente impossibilità di installare pannelli fotovoltaici. Per quale motivo la Regione Campania avrebbe richiesto al concessionario di non utilizzare le superfici e la tribuna lato Piazza Quattro Giornate per attività che comunque avrebbero richiesto un'apposita convenzione urbanistica con il Comune di Napoli e per la quale comunque la società non ha mai presentato istanza al Comune, come ha recentemente dichiarato l'Assessore comunale Ciro Borriello sul quotidiano Il Mattino. Se sia stata fatta analisi di congruità in sede di rimodulazione del piano economico finanziario a dei valori presentati unilateralmente dal soggetto concessionario, e che di fatto sono valsi come compensazione dei canoni dovuti per la durata della convenzione con i presunti maggiori costi. Il concessionario inoltre non dovrà pagare nemmeno un euro per l'intera durata della concessione, l'investimento a suo carico infatti prevede peraltro il ricorso al credito sportivo, come dichiarato e ribadito dalla predetta convenzione di fatto con zero euro di investimento proprio un soggetto privato si accinge a gestire la struttura regionale. Noi chiediamo se si ritiene, come hanno chiesto le associazioni sportive del territorio, di favorire, al fine di una trasparente operatività, la costituzione di una commissione di vigilanza che abbia il compito di seguire il cronoprogramma e di rispetto rigoroso nell'esecutività delle opere previste per tipologia e qualità. Se si ritiene altresì importante che venga garantito, per il futuro l'impossibilità del privato di operare un cambio di destinazione d'uso e che nell'esecuzione dei lavori vengano previste le opportune fideiussioni e penalità. Se si sia mai posto il dubbio che il PEF presentato in sede di gara fosse errato e che i lavori fatti dall'ARU, consistenti in opere di demolizione finalizzata alla ricostruzione andassero poste a risparmio e non ad aggravio di quelli che il concessionario avrebbe dovuto fare. L'eliminazione infatti delle torri faro, ad esempio, pericolose, non possono certo essere considerate opere distruttive. Se si ritenga che non sussistano più i requisiti sportivi del concessionario stante la mutata componente sportiva e conseguentemente la convenzione non più adeguata alle finalità messe a bando di gara nel 2014.
In merito a quanto richiesto dal Consigliere Borrelli la direzione generale per le risorse strumentali ha così riferito: il mancato rispetto del progetto originario di cui ai primi due quesiti, quindi perché non si è ritenuto possibile realizzare la copertura delle due tribune e perché la Regione avrebbe richiesto al concessionario di non utilizzare le superfici della tribuna lato Quatto Giornate per attività che avrebbe richiesto apposita con convenzione con il Comune è derivato dalla necessità di utilizzare i progetti definitivi predisposti dall'ARU 2019 al fine di rendere immediatamente fruibile la struttura in vista dell'evento sportivo Universiadi 2019, perché noi ricordiamo che entro fine giugno quantomeno dobbiamo aprire una parte della struttura per avviare le Universiadi per quella parte che si potrà fare. In merito al punto 3 dell'interrogazione l'analisi di congruità sulla compensazione è stata ampiamente valutata alla riunione indetta fra tutti i soggetti coinvolti anche alla luce dei mancati guadagni derivanti dall'inattuabilità dell'esercizio di un bar ristoro come comunicato dall'Amministrazione comunale. Inoltre dalla lettura dell'atto aggiuntivo si evince chiaramente che l'investimento della società concessionaria è confermato e non subirà diminuzioni. Questa è una precisazione, noi parliamo di 1.600 metri quadri che avrebbero dovuto avere come destinazione un bar ristorante, dare questi spazi invece ad attività sportive significa che probabilmente è inutile cercare di lucrare ma dare spazi ai cittadini, e quindi alle società mi sembra abbastanza utile e importante. Dico queste cose perché ho letto tutte le carte insieme al Consigliere. Il ricorso del concessionario al credito sportivo comporta esclusivamente delle agevolazioni sulle modalità di concessione del finanziamento, quale ad esempio la possibilità di non prestare garanzie fideiussorie personali, il che non esclude tuttavia la restituzione del finanziamento ricevuto. Per quanto riguarda il quarto punto dell'interrogazione relativo alla vigilanza sul cronoprogramma, il predetto atto aggiuntivo dell'undici prevede, a cura della Regione, la nomina di un referente tecnico che avrà proprio il compito di vigilare sulla corretta realizzazione del progetto. Riguardo alla garanzia circa l'impossibilità di un cambio di destinazione d'uso di cui al punto cinque, va precisato che la natura del complesso sportivo e la sua destinazione urbanistica ne impediscono sia in fatto che in diritto un arbitrario cambio di destinazione. Inoltre sia nella convenzione sottoscritta il 23 luglio 2018 sia nell'atto aggiuntivo dell'11 gennaio, sono stabilite le condizioni a garanzia dell'esatto adempimento delle prestazioni. Atti che credo siano stati richiesti e ottenuti un po' da tutti. Per quello che concerne i dubbi sul piano economico finanziario, il punto sei, presentato in sede di gara, si può facilmente rilevare alla luce delle vicende che interessato lo stadio Collana che esso non poteva prevedere ab origine una condivisione progettuale strategica con ARU 2019, e che è stata necessaria una considerevole revisione degli interventi a farsi in ragione della sopravvenuta e rilevante manifestazione sportiva delle Universiadi. Infine in relazione all'ultimo quesito si deve precisare che la società concessionaria ha sempre avuto la connotazione di società di capitali a nulla rilevando la compagine dei soci e la loro qualificazione. Questo per sfatare il fatto che sono andati via i due campioni mondiali.
: Premesso che ovviamente sappiamo benissimo che l'evoluzione della vicenda dello stadio Collana e il bando iniziale non sono attribuibili a scelte dell'attuale Amministrazione, sappiamo benissimo che si è cercato anche di rescindere il contratto dall'attuale Giunta e sappiamo benissimo che ovviamente chi all'epoca fece questo progetto non era a conoscenza, non poteva essere a conoscenza della possibilità delle Universiadi. Per quanto mi riguarda quindi io levo di mezzo, per una volta, tutte le scelte e le valutazioni di carattere politico, che per quanto mi riguarda sono tutte legittime. Io ringrazio l'Assessore perché so, e ho avuto modo di verificare di persona con quanta attenzione, passione e dedizione sta seguendo questa vicenda. Proprio per questo motivo voglio sottolineare solo due aspetti, il primo, ho chiamato in modo informale il credito sportivo per sapere se è stata fatta la richiesta, mi scriveranno, quindi potrebbe essere che la notizia che ho avuto qualche settimana fa sia cambiata ad oggi. Ad oggi non risulta, mi hanno comunicato informalmente che il credito sportivo ha dato nessun okay alla Giano. Seconda cosa, ho chiesto le carte per sapere dal Comune di Napoli se è stata fatta una richiesta di SCIA, perché ovviamente i lavori della Giano prevedono una SCIA al Comune, non ho ancora la risposta ufficiale però informalmente stanno verificando perché non ricordavano, quando ho chiamato, che era stata fatta richiesta, eppure è una richiesta che non passa inosservata. È evidente che qualora perché ad oggi l'unica cosa che ho potuto verificare qualche giorno fa è che la Giano ha portato un furgone all'interno dello stadio Collana, che non significa aver iniziato i lavori. Per giugno noi dobbiamo aprire parte dello stadio e l'unico motivo per cui oggi lo stadio Collana in parte è recuperabile, speriamo in toto, e che ci sono le Universiadi per cui sono dei fondi che all'epoca, nel 2014, non erano a disposizione, non erano ipotizzabili per ristrutturarlo. Adesso la mia unica, e penso che sia quella degli sportivi, degli abitanti della zona collinare, delle persone che amano lo sport e anche di chi chiede una sana amministrazione è che non ci si trovi davanti ad una situazione di carattere truffaldino. Per questo chiediamo di accelerare il più possibile le verifiche e i controlli, perché è evidente che qualora ci trovassimo davanti a una situazione non corretta e non in linea con tutte le valutazioni fatte dalla pubblica amministrazione, ci dovremmo rivalere in modo durissimo. Voglio completare il mio intervento ricordando a me stesso una cosa. La Giano non aveva vinto la gara del 2014, ha impegnato fior fiori di avvocati, è andata al TAR, al Consiglio di Stato per ottenere lo stadio Collana. È chiaro che io come cittadino ho un dubbio rispetto a chi fa una battaglia epocale per ottenere lo stadio Collana e passano mesi, mesi e mesi, come è successo, per ottenere, perché non l'hanno vinta a gennaio 2019 la causa nei confronti della Regione Campania, per entrare al suo interno e iniziare a fare dei lavori che ad oggi, l'ultimo sopralluogo che ho fatto, può essere che negli ultimi giorni è successo di tutto, non l'ho visto, l'ho visto la settimana scorsa, non è stato fatto nulla. Adesso mi domando, una società che ha a disposizione tutti questi ingenti capitali e che ha fatto una battaglia di questa portata per poter entrare e ottenere lo stadio Collana, mi immaginavo che era già pronta, tra l'altro se non sbaglio la Giano è di un soggetto, uno dei soci, il socio di maggioranza è un costruttore, quindi dovrebbe avere già tutto organizzato, e invece nulla. Io lo dico a noi stessi, compulserò la Giunta, compulserò il Consiglio ma lo dico anche ai titolari della società, non ci sarà nessuna possibilità che questa vicenda non si concluda con gli interessi legittimi dei cittadini, delle società sportive legittime e della pubblica amministrazione rispetto a un eventuale tentativo di truffa o di giochini che poi portano solo danni ai cittadini.
Chiusura Punto di Primo Intervento dell' Ospedale "Apicella" di Pollena Trocchia
Passiamo all'interrogazione numero 278 a firma del Consigliere Ermanno Russo, oggetto: "Chiusura punto di primo intervento presso ospedale Apicella di Pollena Trocchia". Prego Consigliere Russo.
Grazie Presidente. Premesso che con nota registro di protocollo interno del 22 gennaio 2019 il direttore generale, il direttore sanitario aziendale della A.S.L. Napoli 3SUD disponevano a far data dal primo febbraio 2019 l'interruzione delle attività del punto di primo intervento presso l'ospedale Apicella di Pollena. Che leggendo il medesimo atto di chiusura della A.S.L. tale decisione appariva motivata dal numero e dalla complessità degli accessi relativi all'anno 2018, come da nota del dottor Criscuolo numero 52 del 22/1/2019. Considerato che il su citato punto di primo intervento era già stato oggetto di provvedimento di chiusura notturna dalle ore 20.00 alle ore 8.00, questo da parte dell'A.S.L. Napoli 3SUD a decorrere dal 5 giugno 2018. Considerato ancora che il bacino di utenza a cui si rivolgeva il punto di primo soccorso era pari a circa 200 mila persone residenti in undici diversi comuni della fascia vesuviana. Considerato ancora che presso il punto di primo soccorso prestavano servizio quattro medici e quattro infermieri, che soltanto nell'ultimo anno avevano contribuito, con il loro intervento, a salvare sedici persone con infarto in corso e sottoposto a rete IMA 380 pazienti anche grazie ad una strumentazione all'avanguardia come l'elettrocardiografo in collegamento direttamente con l'ospedale Monaldi. Considerato altresì che il su citato punto di primo soccorso rappresentava a nostro parere un valido filtro sul territorio per ridurre drasticamente il ricorso improprio al pronto soccorso, specie nelle ore notturne, che la Commissione sanità del Consiglio regionale ha promosso, raccogliendo la sollecitazione del gruppo di Forza Italia, un'audizione sull'interruzione del servizio presso l'ospedale Apicella nella seduta del 31 gennaio ultimo sorso con tutti gli attori della vicenda, quindi il manager dell'A.S.L., i sindaci e i sindacati, pur senza però addivenire ad alcuna determinazione in grado di rimuovere le cause alla base dell'interruzione dell'attività del PSAUT Pollena Trocchia. Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella funzione di commissario straordinario alla sanità, per sapere se sia a conoscenza, se lui direttamente è a conoscenza delle azioni poste in essere da parte dell'A.S.L. in un territorio di fatto sguarnito da postazioni per il primo soccorso. Se tali azioni rientrino negli indirizzi strategici, non li abbiamo trovati da nessuna parte, declinati dagli interventi normativi regionali e nazionali. Se la determinazione dell'A.S.L. sia coerente con gli obiettivi del piano di rientro dal disavanzo sanitario cui è sottoposta al momento la nostra Regione Campania. Grazie.
Grazie Presidente. Questi sono gli elementi che ci ha fornito la Napoli 3 per il tramite della direzione generale tutela della salute e il coordinamento del servizio sanitario regionale. La decisione di interruzione delle attività del punto di primo intervento di Pollena Trocchia è stata adottata dalla direzione dell'A.S.L. Napoli 3 SUD in attuazione degli indirizzi posti dalla legge 11 gennaio '94 numero due dall'intesa Stato - Regioni numero 98 del 5 agosto 2014 e dal Decreto ministeriale numero 70 del 2015. La decisione di interrompere le attività è difesa dalla valutazione di molteplici fattori, in particolare dal numero esiguo degli accessi che hanno fatto registrare un trend discendente nell'ultimo trimestre del 2018 con una media, nel mese di dicembre 2018, pari a 5,3 prestazioni nell'arco delle dodici ore lavorative e di 7,2 prestazioni al giorno nell'intero anno 2018. La scarsa complessità delle prestazioni effettuate dal punto di primo intervento, dall'analisi trimestrale infatti è emerso che la quasi totalità delle prestazioni erogate è stata di bassa complessità. Dalla criticità della sopravvivenza del punto nell'attuale assetto organizzativo dovuta al fatto che nel tempo l'utilizzo del punto di primo intervento si è modificato e ha condotto all'erogazione di prestazioni sempre più inappropriate e non previste dalla normativa di riferimento. Dall'utilizzo per le attività del punto di quattro dirigenti medici e quattro infermieri. Dalla riassegnazione del personale infermieristico presso l'unità operativa di medicina e pneumologia ove afferiscono anche i pazienti stabilizzati trasferiti dal presidio ospedaliero di Nola, con conseguente ottimizzazione dei livelli di assistenza. Dalla riassegnazione dei quattro dirigenti medici che operavano presso il punto ai pronto soccorso dei presidi ospedalieri di Boscotrecase e Torre del Greco che risentono di gravi carenze organizzative nonostante le numerose procedure di reclutamento finora effettuate. In relazione agli assistiti dal punto di primo intervento e alle prestazioni riconducibili alla rete dell'infarto nel miocardio acuto IMA, l'A.S.L. Napoli 3 ha comunicato inoltre che nell'anno 2018 sono stati arruolati in rete IMA numero 287 pazienti con invio del tracciato ECG alla centrale cardiologica di cui 15 sono risultati ST STEMI e quindi trasportati al luogo di riferimento con un'ambulanza medicalizzata del 118. In proposito la medesima A.S.L. ha precisato che il numero di elettrocardiogrammi eseguiti non è significativo, perché la rete IMA si attiva con la chiamata del paziente o dei familiari alla centrale 118, che in caso di dolore toracico tipico lo iscrive alle procedure della rete IMA inviando al domicilio del paziente un'ambulanza medicalizzata che effettua il tracciato elettrocardiografico. Detto tracciato è poi trasmesso alla centrale cardiologica tramite un sistema telematico e in caso di refertazione di ST STEMI il paziente è trasportato direttamente all'hub di competenza per l'Angioplastica Coronarica Percutanea Transluminale PTCA nei tempi previsti, pari a 120 minuti del First Medical Contact. Da ultimo l'A.S.L. Napoli 3 SUD ha rappresentato che i cittadini dell'area geografica di riferimento trovano comunque risposta ai fabbisogni di salute poiché oltre all'Ospedale del Mare sono presenti nella medesima area due case di cura private accreditate e segnatamente si tratta della casa di cura Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano che nell'anno 2018 ha registrato 2 mila 431 accessi e della clinica Trusso di Ottaviano che l'anno 2018 ha registrato 5 mila 432 accessi. Entrambe queste strutture sono dotate di punti di prima assistenza.
Assessore l'interrogazione andava un po' letta meglio, vi abbiamo premesso che abbiamo fatto un'audizione, non sarei mai venuto qui a fare un'interrogazione se non fossi rimasto fortemente insoddisfatto delle risposte che altro non sono quelle che lei questo è il verbale della Commissione, quello che è venuto a dire il direttore generale. Il problema va inquadrato in tutt'altra fattispecie, cosa che abbiamo tentato di spiegare. Questa A.S.L. lungo il suo territorio, dalla penisola sorrentina, mi fermo a Gragnano, c'è un centro di pronto intervento, come questo, ce ne è un altro a San Giuseppe e ce ne è un altro a Pollena Trocchia. Noi come Giunta uscente così lo abbiamo lasciato, in virtù anche del fatto che fu chiuso il pronto soccorso dell'Apicella, quindi di Pollena Trocchia. Si è addivenuti a questa impostazione in quanto tutti sappiamo bene che i nostri pronto soccorso sono intasati perché non c'è una medicina del territorio che filtra, e quando dico filtra significa che fa quel lavoro, che va fatto specialmente nelle ore notturne, perché il paziente non è nella condizione, quando scatta l'ansia notturna di trovare la guardia medica, lo abbiamo letto stamattina sul giornale, la guardia medica è medicina del territorio, non c'è, medico di base alle 20.00 ha chiuso, non funziona, non c'è altro. Abbiamo tolto un pronto soccorso, che era quello dell'Apicella, lo abbiamo tolto, lo facemmo allora noi, ma abbiamo messo a disposizione del territorio dei centri, pur previsti da una legge, che non hanno questo eccessivo costo ma soprattutto danno una risposta nelle ore notturne dove accedono non quei pazienti che devono arrivare con l'ambulanza, perché vi è chiaro che arriva il paziente che autonomamente va al pronto soccorso, che se non va al PSAUT di Pollena andrà al pronto soccorso dell'Ospedale del Mare che anche oggi è con le barelle. Allora noi non filtriamo, non facciamo medicina del territorio, e mi arriva notizia che Gragnano è stato chiuso e quello di San Giuseppe sta per essere chiuso, quindi c'è una politica che sta facendo questa A.S.L. che non si inserisce nella logica complessiva. Vorrei sapere se ne è al corrente il Presidente. Quando non filtriamo e tutti i Codici Bianchi li facciamo arrivare al Cardarelli, non abbiamo fatto un buon lavoro. È questo il tema. Le ho sentite dire queste cose al Presidente della nostra Giunta, nonché commissario della Sanità, non capisco perché quest'A.S.L. non è in linea. La verità è che non ha personale. Quei dati non è un grande significato specialmente perché era aperto h24 quel presidio, ad un certo punto viene ridotto e guarda caso me lo riduci nelle ore notturne, quindi me lo tieni chiuso la notte e vuoi fare il Psaut di giorno, ma di giorno ci sono i medici di base, non c'è questa grande richiesta. Al limite, se volevi risparmiare, dovevi chiudere la mattina e tenerlo aperto solo di sera, perché è lì che si crea la criticità, è quello il momento. Sto rivedendo quello che ha sempre detto il commissario della Sanità, nostro Presidente. Ci è venuto a raccontare nella Commissione che l'Ospedale di Apicella grazie a questa Giunta e grazie a questa direzione generale non sarà chiuso, menomale, però ne faremo un grande centro di eccellenza per le malattie respiratorie, per le malattie gastroenterologiche e quant'altro. Va tutto bene, ma abbiamo un'emergenza immediata che è quella di far fronte, nell'entroterra, a una richiesta di quei soggetti che non trovano di notte rispondenza se non andando direttamente ad un Pronto Soccorso dove intasano, stanno ore e ore lì e alla fine scopri che è un semplice Codice Bianco e dopo che lo hai tenuto quattro ore là, lo mandi indietro. Intanto la gente va lì e fa le fotografie e che ci sono le barelle. Non la state facendo la medicina del territorio. I Lea così non li raggiungerete mai perché questo è un tema che riguarda i Lea. Mi fermo qua. Ringrazio l'Assessore, perché si deve far carico di dirlo al Presidente e di entrare su questa partita. Questo passaggio di carte lo conosciamo, abbiamo interrogato il direttore, ci ha risposti quasi infastiditi e intanto sta per chiudere anche San Giuseppe. Abbiamo l'Ospedale di Nola, gli ospedali che stanno nella penisola sorrentina e la notte la medicina di base non funziona, i giornali li leggete, anche il Loreto è intasato. È tutto intasato.
Attuazione L.R. 1/2018 "Norme in materia di informazione e comunicazione
Interrogazione: attuazione L.R. 1/2018 "Norme in materia di informazione e comunicazione" Reg. Gen. 279/2 a firma del consigliere Ermanno Russo (Forza Italia), già distribuita in Aula
Premesso che la Regione Campania si è dotata di una legge, la n. 1 del 6 febbraio 2018, per normare in materia di informazione e comunicazione; che tale legge, nel rispetto degli articoli 9 e 21 della Costituzione e dell'articolo 8 dello Statuto della Campania, riconosce il sistema dell'informazione e della comunicazione quale condizione preliminare per l'attuazione ad ogni livello della forma propria dello stato democratico e si pone in attuazione delle previsioni normative di cui alla legge 150 del 2000. Considerato che la succitata norma, in coerenza con quanto previsto dalla legge n. 198 del 2016 (istituzione di un Fondo per il pluralismo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri), riconosce e promuove il pluralismo dell'informazione e della comunicazione quale strumento di crescita sociale e culturale, nonché quale diffusore di conoscenza della realtà territoriale regionale. Considerato ancora che lo spirito della legge regionale va nella direzione di sostenere il pluralismo informativo locale al fine di scongiurare l'impoverimento del panorama dell'informazione locale, quindi per sostenere l'innovazione organizzativa e tecnologica e contrastare la precarizzazione del lavoro giornalistico, tutelandone la qualità e la professionalità. Considerato ancora che la Giunta Regionale avrebbe dovuto adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge in questione una deliberazione attraverso la quale determinare modalità e termini per la presentazione delle domande di ammissione al contributo per i progetti finanziati mediante il fondo regionale per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione locale; che l'articolo 15 della legge regionale n. 1 del 2018, rubricato come norma finanziaria, prevede uno stanziamento pari a 500 mila euro per il 2018 e un milione per l'annualità 2019 - 2020; che dalle informazioni desunte dal bilancio gestionale 2019 - 2021, approvato lo scorso 22 gennaio, figura una sola risorsa di 250 mila euro alla missione 1, programma 1, titolo 1, a fronte dei 2 milioni e mezzo di euro previsti dalla legge. Tutto quanto premesso, si interroga il Presidente della Giunta Regionale per conoscere a che punto sia l'attuazione della legge regionale n. 1 del mila 18, se sia stata adottata e con quali effetti la deliberazione di Giunta regionale di cui al comma 2, articolo 12, del titolo IV della legge regionale, se ancora lo stanziamento previsto per l'attuazione della legge sia quello contenuto nel bilancio gestionale 2019 - 2021 o se si ritiene di incrementare le risorse nelle prossime variazioni di bilancio per rendere davvero efficace questa legge.
Questa risposta è stata presentata dagli uffici del Presidente perché la comunicazione è di diretta pertinenza del Presidente. La legge regionale n. 1 del 2018 ha trovato applicazione, in primo luogo, con la delibera di Giunta regionale n. 912 del 28 dicembre 2018 con la quale è stata approvata e trasmessa al Consiglio, a norma di statuto, la proposta di Regolamento regionale "Norme per l'attuazione della legge regionale in materia di stampa e informazione istituzionale". La proposta di Regolamento approvata in sede di Giunta ha recepito nell'ambito dell'ordinamento regionale le disposizioni normative statali di disciplina delle attività di informazione e comunicazione degli uffici preposti e del personale addetto e, in particolare, è stato operato un rinvio alle fonti statali costituite dalla legge n. 150 del 2000 e dal DPR n. 422 del 2001. Inoltre, all'esito della nota del Presidente, Protocollo UDCP del 22 gennaio 2019, si è provveduto a istituire il capitolo di spesa n. 273 denominato "Fondo regionale per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione locale". In riferimento alla dotazione finanziaria della legge regionale n. 1 del 2018 si conferma che con il bilancio gestionale n. 19 del 2021 sono stati appostati 250 mila euro. La dotazione finanziaria risulta inferiore rispetto al dettato normativo per effetto della ridotta capacità di spazi di manovra nel bilancio regionale e risente delle applicazioni delle quote di disavanzo degli anni pregressi e della riduzione dei trasferimenti statali, per cui alcune spese sono sostenute con risorse libere regionali, e per effetto della riduzione delle entrate libere regionali. Il contenimento della spesa ha inciso, altresì, sull'adozione della deliberazione di individuazione dei criteri per l'erogazione dei contributi regionali previsti dall'articolo 12, comma 2, della legge citata in favore del pluralismo, dell'innovazione e dell'informazione locale, attesa la necessità di garantire la più ampia partecipazione e un elevato numero di progetti finanziabili. È intenzione del governo regionale quanto prima provvedere a verificare se sussistono condizioni per accrescere ulteriormente le dotazioni finanziarie volte all'attuazione della legge regionale n. 1/2018 e, agli esiti di detta verifica, provvedere tempestivamente all'approvazione della deliberazione che detterà i criteri di assegnazione dei contributi previsti dal richiamato articolo 12, comma 2.
Grazie, Assessore. Mi è chiaro, ho capito che non ci sono risorse e ci sono difficoltà. Dall'altronde quando qualcuno ha appostato 2,5 milioni su questa legge, credo che il dato ci è stato dato dalla Giunta, no? Poi qualche cosa sarà veramente sopravvenuta per riportarli altrove, non lo so. Mi pare di capire, però, che c'è un'attenzione, perché qual era la volontà? Era quella di stimolare a non perdere questa risorsa che è utile per il pluralismo, l'abbiamo detto, ve l'abbiamo raccontato, perché altrimenti qui la democrazia incomincia a fare acqua da tutte le parti. Questa vicenda non è che la possiamo gestire sul sistema Facebook o quant'altro. Parliamo di una materia delicata perché democrazia e pluralismo devono camminare insieme. Quindi, voglio dire, capisco la risposta, ma capirei ancora meglio se ci fosse quell'attenzione che nelle ultime parole ho colto dell'Assessore, cioè che si è alla ricerca di tentare di andare verso l'ipotesi iniziale di 2,5 milioni e quindi, con questo augurio, staremo a vedere. Grazie.
Attivazione delle procedure per richiesta di risarcimento danni farmaci Avastin e Lucentis
Passiamo all'ultima interrogazione, la n. 281. L'interrogazione è presentata dalla consigliera Valeria Ciarambino, ma la presenta il consigliere Viglione. Prego, consigliere Viglione.
Il tema in realtà è quello che già abbiamo avuto modo di sollevare proprio in sede di Consiglio regionale nell'ultima seduta, proprio da parte della consigliera Ciarambino, appunto firmataria della presente interrogazione. Riguarda un provvedimento emanato dall'Antitrust che viene richiamato in premessa, con il quale viene ritenuto sussistere attività anticoncorrenziali tra le Case Roche e Novartis rispettivamente distributrici dei farmaci Avastin per quanto riguarda la Roche e Lucentis per quanto riguarda Novartis. L'elemento essenziale è che Avastin ha un costo di 40 euro e Lucentis ha un costo di 900 euro. Ora il punto era che il Consiglio Superiore di Sanità e l'OMS hanno attestato l'equivalenza di questi due farmaci per efficacia e quindi potrebbero essere tranquillamente utilizzati entrambi, tuttavia però Roche, che distribuisce Avastin, ha deciso, d'intesa con Novartis, di non registrare Avastin nonostante fosse inserito all'interno dei farmaci che hanno le specifiche per poter essere utilizzati in materia oculistica, e addirittura ha deciso di non impegnarsi nel pubblicizzare il proprio farmaco ritenendolo addirittura pericoloso rispetto al Lucentis. Ora questo ha generato una situazione di attenzione da parte dell'Antitrust, che è arrivato con un provvedimento, appunto richiamato poc'anzi, attraverso il quale ha assegnato una sanzione alle case farmaceutiche da 182 milioni di euro e ha quantificato un danno addirittura di 1,2 miliardi, che in buona parte è assunto dalle varie Regioni che hanno distribuito il farmaco, e in questo caso dovrebbero presentare una richiesta di risarcimento pena, se non attivano questo tipo di procedura, il riconoscimento di un danno erariale. Sappiamo che c'era la possibilità di utilizzare un farmaco piuttosto che un altro e questo non è stato fatto. Siccome il Tar del Lazio ha confermato quel provvedimento dell'Antitrust e ha dato in qualche modo, come termine di scadenza per poter presentare, da parte delle Regioni, il termine per avere accesso al risarcimento che nel frattempo avevano utilizzato l'altro farmaco, il 27 febbraio. Chiaramente tutto questo ci ha portati a chiedere alla Regione, quindi mi rivolgo in questo caso all'assessore Marchiello, se sono stati posti in essere gli atti necessari per interrompere la prescrizione, quindi quantificare il danno occorso al servizio sanitario regionale, in ragione del numero di somministrazioni del farmaco più costoso e, in caso contrario, se si provvederà a breve con gli atti necessari a chiedere questo tipo di risarcimento, quindi a bloccare questo tipo di prescrizione perché in caso contrario andremmo incontro alla configurazione di un danno erariale da parte della Regione.
Grazie Presidente. La vicenda, come correttamente esposta dal Consigliere interrogante, prende avvio dall'accordo che ha coinvolto Roche e Novartis, titolari dei diritti di commercializzazione dei farmaci Avastin, principio attivo bevacizumab, e Lucentis, principio attivo ranibizumab. Dei due farmaci Lucentis è l'unico farmaco registrato per il trattamento di patologie oculari riferibili alla categoria delle maculopatie degenerative, mentre Avastin trova indicazione per terapie oncologiche specifiche, calcinoma del colon retto, mammario, metastatico e ovarico. La direzione generale della Salute, negli anni ha vigilato in meriti o alle pratiche conseguenze di detto accordo sia dettando specifiche indicazioni alle aziende sanitarie circa l'utilizzo del farmaco Avastin, nelle condizioni d'uso dettate dalla norma, generando quindi economicità per il servizio sanitario regionale sia monitorando l'evoluzione degli eventi giudiziari che hanno interessato la validità di quest'accordo. In virtù delle peculiari caratteristiche biotecnologiche, l'autorizzazione all'immissione in commercio dei medicinali in questione è stata sottoposta alla procedura centralizzata nell'Unione Europea, come previsto dal Regolamento 726 del 2004. Nello specifico, lo spostamento delle prescrizioni mediche per il trattamento di patologie oftalmiche, da Avastin a Lucentis, ha generato un incremento dei costi a carico del servizio sanitario. Secondo la decisione dell'autorità garante per il commercio, i gruppi Roche e Novartis hanno concluso un accordo di ripartizione del mercato, costitutivo di una restrizione della concorrenza per oggetto, in particolare, ai sensi del punto 177 di tale decisione Avastin e Lucentis sarebbero del tutto equivalenti per il trattamento di malattie oftalmiche. L'intesa avrebbe avuto lo scopo di produrre e diffondere notizie in grado di ingenerare preoccupazioni pubbliche sulla sicurezza degli usi oftalmici di Avastin e di svalutare le contrarie acquisizioni scientifiche. Tale intesa avrebbe altresì riguardato la procedura di modifica del riassunto delle caratteristiche dell'Avastin in corso Lema e il successivo invio di una comunicazione formale agli operatori sanitari provocati dalla Roche. Il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre il caso alla Corte di giustizia europea che con sentenza del 23 gennaio 2019 ha sostanzialmente confermato i rilievi effettuati da parte dell'autorità garante del caso in questione. A breve pertanto è attesa la sentenza del Consiglio di Stato nel merito di tale complesso contenzioso. Sulla base di quanto sopra esposto si sta procedendo alla stima del danno economico per la Regione Campania al fine di fornire supporto istruttorio all'avvocatura regionale per la valutazione di avvio di una richiesta risarcitoria nei confronti delle suddette aziende farmacologiche. Per il calcolo si è proceduto come di seguito descritto. Dall'analisi degli atti giudiziari riferibili alla sentenza del 28 gennaio 2019, della Corte di giustizia europea, si evince che le imprese di cui al procedimento principale sono state sanzionate dall'autorità garante per il commercio ed il mercato, per aver violato il diritto della concorrenza dell'unione nel periodo compreso tra l'1 giugno 2011 e il 27 febbraio 2014 e che, pertanto, eventuali valutazioni sui maggiori costi sostenuti in ambito regionale per l'acquisto di Lucentis in luogo di Avastin dovranno essere riferite a questo periodo temporale. Dovendo far riferimento al periodo compreso dall'1 giugno 2011 e il 27 febbraio 2014, si sta procedendo a un'analisi dei dati di spesa regionale per l'acquisto dei due farmaci registrati nel sistema nazionale. Dall'analisi degli atti giudiziari riferibili alla sentenza del 27 febbraio 2014 dell'Autorità Garante si evince che il costo per singola dose di somministrazione intravitreale di Avastin, effettuata in osservanza dei criteri di sicurezza clinica, ammonta a euro 81,61. Il costo per singola dose di somministrazione intravitreale di Lucentis ammonta, in media, a 902,00 euro, precisamente 1045,00 fino al 2012, 736,00 nel 2013 e nel 2014. Il maggior costo risultante dall'utilizzo di Lucentis in luogo di Avastin per ogni singola dose di somministrazione intravitreale ammonta a una media di euro 820,00. I pazienti avviati al trattamento con Avastin o Lucentis, in base ai dati di letteratura scientifica, sono sottoposti a un numero medio di sei somministrazione del farmaco. Sulla base di quanto sopra, il maggior costo risultante dall'utilizzo di Lucentis in luogo di Avastin per ogni singolo paziente mediamente sottoposto alle sei somministrazioni ammonta a euro 820,00 per sei, pari a 4 mila 922 euro. L'analisi dei dati rilevati dalla piattaforma AIFA dei registri dei farmaci sottoposti al monitoraggio, cui è soggetto il farmaco Lucentis, ma non Avastin, rileva che nel periodo giugno 2011 a febbraio 2014 risultano essere stati avviati al trattamento con Lucentis 1613 pazienti nella Regione Campania. Ipotizzando, pertanto, di voler calcolare i maggiori oneri di spesa rinvenienti dal trattamento con Lucentis in luogo di Avastin per tutti i 1613 pazienti arruolati nella Regione Campania nel periodo di contenzioso, giugno 2011 - febbraio 2014, gli stessi risulterebbero pari a euro 7.939.734,42. Il calcolo sarà confermato dai dati rilevati dai flussi del Ministero. La Direzione Generale per la tutela della salute evidenzia ancora: i maggiori oneri stimati per 7.900.000,00 euro hanno gravato per gli anni in questione sui bilanci delle aziende pubbliche del servizio sanitario regionale e, di conseguenza, sul bilancio consolidato del Servizio sanitario regionale. Da una prima ricognizione informale non risultano avviate azioni legali per il recupero dei maggiori oneri a carico del Servizio sanitario regionale da parte del Ministero della Salute né da parte dell'Agenzia AIFA. Sempre da interlocuzioni per le vie brevi con i referenti dei servizi farmaceutici regionali della Regione Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Calabria e Puglia non risultano essere state avviate ancora azioni da parte di tali regioni in quanto si è in attesa della risoluzione del contenzioso e, cioè, la sentenza del Consiglio di Stato. La Direzione Generale Salute ha comunicato conclusivamente che fornirà debita relazione tecnica agli uffici dell'avvocatura regionale per la richiesta risarcitoria riportante gli importi come sopra stimati. In quella sede l'avvocatura regionale sarà anche investita del compito di valutare se sussiste il termine di prescrizione quinquennale previsto per il 27 febbraio prossimo o se lo stesso non decorra dalla data di emissione della sentenza del Consiglio di Stato di prossima pronuncia. Nell'uno o nell'altro caso si procede.
Ringrazio il Presidente e l'Assessore. Chiaramente i timori sono confermati nelle cifre che l'Assessore ci ha elencato. Ci fa piacere sentire che sono state avviate alcune procedure per il recupero. Noi auspichiamo che le cose siano fatte nel minor tempo possibile, anche in luogo del non attivamento del percorso da parte delle altre regioni, abbiamo la necessità di cercare di recuperare una cifra che è abbastanza sostanziosa in virtù del fatto che lei ci ha parlato del bilancio consolidato e in questo periodo stiamo facendo le corse su questi tipi di atti in Consiglio Regionale, quindi potrebbe essere un elemento per poter stimolare un ulteriore attenzione alle future spese, non solo legate al periodo che è stato indagato dal 2011 al 2014, ma anche quello che è successo dopo, magari allargando una possibile indagine da questo punto di vista su altri tipi di farmaci. Chiaramente mi permetto di chiedere copia formale della risposta all'interrogazione. Nel momento in cui fossero attivate tutte le procedure, se è possibile, possiamo essere inseriti tra i recapiti per ottenere man mano le documentazioni che ci permettano di seguire l'evolversi di questo percorso.
Ringrazio il consigliere Viglione. La seduta è sciolta.
ResocontoIX_20190208.pdf [Resoconto Integrale del Question Time dell'8 febbraio 2019] 359 kB

References: provvedimento n. 
 articolo 12
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 sentenza 
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