Source: http://www.federazionepagana.it/europacrocifisso.html
Timestamp: 2020-02-18 03:57:24+00:00

Document:
La sentenza sul crocifisso della Corte Europea per i diritti dell'uomo.
La sentenza sul crocifisso nelle aule scolastiche
Reazioni sociali ed implicazioni in Italia.
La Costituzione e il diritto civile
La questione della libertà religiosa e la protezione degli individui dalle aggressioni delle religioni è il fondamento della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
La Corte ONU e le carte dei diritti dei cittadini Europei, hanno lo scopo di proteggere i cittadini dalle violenze delle religioni e non quello di consentire alle religioni di far violenza ai cittadini imponendo la loro morale, le loro regole, i loro simboli.
Il crocifisso rappresenta valori estranei alla Carte dai diritti dei Cittadini dell’Europa.
Come può la monarchia assoluta essere un principio accettato dall’Europa?
Eppure il crocifisso rappresenta il diritto del dio padrone a crocifiggere chiunque non si metta in ginocchio davanti a lui.
Come può il razzismo essere un principio accolto dall’Europa?
Eppure il crocifisso, con l’odio di Gesù per i farisei, rappresenta un atto di violenza e odio nei confronti di altre razze (cosa fatta propria da Hitler nell’elaborazione della soluzione finale).
Come può essere accettato lo schiavismo nella carta dei diritti dell’Europa? Eppure il crocifisso rappresenta lo schiavismo e la riaffermazione del padrone: sia religioso che sociale, sui cittadini.
Il crocifisso fa parte della “tradizione” europea fatta di campi di sterminio, stragi, razzismo, disprezzo per l’uomo, negazione dei diritti civili, negazione della persona umana per sottometterla come una bestia al dio padrone. Ancor oggi il crocifisso è la negazione del diritto d’aborto, la negazione del diritto di scegliere come morire, della negazione del divorzio, la negazione della persone di disporre del proprio corpo e della propria sessualità.
Il crocifisso è la negazione della dignità morale dell’uomo garantita dalle Costituzioni occidentali.
Il crocifisso rappresenta quanto di più abietto si sia manifestato nella famiglia umana: rappresenta il colonialismo e milioni di individui macellati per metterli in ginocchio davanti ad un dio padrone!
Davvero qualcuno vorrebbe introdurre nazismo, razzismo, schiavismo, negazione dell’uomo, monarchia assoluta, fra i principi e i valori dell’Europa unita?
Fin da Teodosio la storia umana non è altro che un insieme di atti eroici, di individui e popoli, per uscire dall’orrore e dall’oscurantismo cristiano.
La sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel condannare lo Stato Italiano che impone il crocifisso nelle aule, ha emesso una sentenza coerente sia con la sentenza emessa dalla Corte Costituzionale che nel respingere il ricorso del Tar del Veneto ha sottolineato come non vi fosse nessuna legge che impone il crocifisso, ma solo una volontà criminale di apparati terroristici dello Stato, sia nei confronti della sentenza della Corte di Cassazione che ha sottolineato la serietà delle motivazioni adottate dal Giudice Tosti contro il crocifisso nel tribunale.
L’unica cosa che io mi auguro è che, effettivamente il governo Italiano, dopo aver dimostrato tanto disprezzo per le leggi e la Costituzione, faccia effettivamente ricorso alla Grande Camera contro questa sentenza.
Assistere alle dichiarazioni di Fini, Bersani, Gelmini, in un’ottica di ricostruzione dello stato fascista, da veramente il voltastomaco. Significa non solo non vedere l’orrore fascista della storia italiana, ma mette in luce una volontà di ricostruzione dell’Italia fascista in contrapposizione alla Costituzione.
Le reazioni. In attesa che vengano depositate le motivazioni della sentenza, l'Esecutivo, attraverso il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, ha fatto sapere che "il governo ha già fatto ricorso contro la sentenza". Un annuncio anticipato da una serie di prese di posizione. Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: "La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione". Sulla stessa linea il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli e quello della Giustizia Angelino Alfano. E' critico il presidente della Camera Gianfranco Fini: "Mi auguro che la sentenza non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni, che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del Cristianesimo nella società e nella identità italiana".
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/crocefissi-aule/crocefissi-aule/crocefissi-aule.html?rss
Il crocifisso è il simbolo con cui la chiesa cattolica si riserva il diritto di stuprare i bambini, nella psiche sempre, qualche volta anche nel fisico. E questo con la complicità di Istituzioni criminali (sia come complici che con comportamenti falsamente omissivi).
Non è che non abbiano capito nulla della Costituzione e della Democrazia: sono criminali in malafede che torturano i cittadini per questioni di propaganda! Fanno il pari con la stupidità e l’ignoranza democratica del Presidente Giorgio Napolitano che, davanti ad un’aberrazione nazista come il Lodo Alfano, non sa distinguere i principi democratici dai principi nazisti. Se chi amministra non rispetta i diritti Costituzionali dei cittadini, significa che sta ricostruendo la società nazifascista; significa che il suo fondamento ideale non è radicato nella Costituzione, ma si fonda nell’orrore dell’ideologia stragista cristiana al di là di come lui la interpreta.
Naturalmente, se dici a questi personaggi che le loro dichiarazioni, per il ruolo Istituzionale che ricoprono, rappresentano atti di terrorismo, incitamento al terrorismo attraverso la negazione dei diritti Costituzionali, si ergono offesi fingendo di aver espresso delle opinioni e non di aver sparato nei diritti civili dei cittadini; aver sparato nella loro vita.
Come fu un atto di terrorismo il Lodo Alfano, il cui scopo era quello di introdurre nella società civile forme di eversione nei confronti dell’articolo 3 della Costituzione; così l’esposizione del crocifisso nelle scuole è un atto di terrorismo che attenta all’articolo 19 della Costituzione.
Solo con la violenza e il terrore la Gelmini, Maroni, Scajola, Alfano, impongono il crocifisso e, con esso, i valori della monarchia assoluta, del razzismo e del nazismo, ai ragazzi come valori antitetici ai valori Costituzionali.
Riporto l’articolo del Corriere della Sera che da la notizia della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’uomo:
MILANO - La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana.
LA RICORRENTE - Lei è Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all'istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. Dalla direzione della scuola era arrivata risposta negativa e a nulla sono valsi i successivi ricorsi della Lautsi. A dicembre 2004 il verdetto della Corte Costituzionale, che ha bocciato il ricorso presentato dal Tar del Veneto. Il fascicolo è quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che nel 2005 ha a sua volta respinto il ricorso, sostenendo che il crocifisso è simbolo della storia e della cultura italiana e di conseguenza dell'identità del Paese, ed è il simbolo dei principi di eguaglianza, libertà e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa posizione. Ma ora la storia si ribalta: i giudici di Strasburgo, interpellati dalla Lautsi nel 2007, le hanno dato ragione, stabilendo inoltre che il governo italiano dovrà versarle un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. Si tratta della prima sentenza della Corte di Strasburgo in materia di simboli religiosi nelle aule scolastiche.
LA SENTENZA - «La presenza del crocifisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche - si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo - potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Tutto questo, proseguono, «potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei». Ancora, la Corte «non è in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana». I sette giudici autori della sentenza sono Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajò (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).
Se da un lato, alcune forze politiche, ritengono che col crocifisso sia loro concesso marchiare i ragazzi di religione musulmana, l’Europa, se vuole ricoprire un ruolo internazionale, deve contenere l’odio religioso dei cristiani (e dei cattolici in particolare) al fine di poter intrattenere rapporti politici e sociali con tutte le nazioni.
Appena la sentenza è stata resa nota si sono sprecate le affermazioni di apologia al nazismo in odio e disprezzo della Corte Europea da parte di personaggi che, pur di stuprare bambini ed esaltare i campi di sterminio, fingono di scordarsi l’ABC giuridico dell’Unione Europea. Da Fini a Bersani, da Cota a Zaia, è un coro di esaltazione dell’ideologia nazista che vede nella negazione dei diritti dell’uomo, del singolo individuo, l’apoteosi finale della loro ideologia di morte.
L’Italia ricorrerà contro la sentenza. E’ auspicabile.
E’ auspicabile che si riunisca la Grande Camera per deliberare sulla questione ed estendere, con una sentenza omogenea, comportamenti coerenti a tutti i paesi dell’Europa Unita.
Ciò che la Grande Camera deciderà non sarà più limitato all’Italia, ma sarà esteso come regola ad ogni paese dell’Europa.
Ammettendo che la Grande Camera bocci la sentenza della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo; che cosa dirà?
Che il crocefisso va messo in ogni scuola d’Europa?
Già perché, con le sue sentenza, la Grande Camera deve rendere uniti i cittadini europei. Non dividerli!
I cittadini Europei sono uniti nella Carta Fondamentale dei Diritti dei Cittadini. Se la Grande Camera non metterà quella carta a fondamento delle sue decisioni, non sarebbe più un organo di garanzia politica e sociale dell’Europa Unita.
E i giudici della Grande Camera, secondo voi, sono così stupidi da non sapere che la croce uncinata che costruì i campi di sterminio altro non era, nel suo significato ideologico, il crocifisso?
E cosa diranno ai musulmani? Che devono sottomettersi al crocifisso? E agli ebrei in Italia? E ai Pagani Politeisti italiani?
Può, la Grande Camera, affermare che ogni Stato faccia come vuole? Se lo facesse sottrarrebbe i cittadini di uno Stato dell’Unione alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e verrebbe meno al suo ruolo di garanzia europea. La Grande Camera, se adottasse una decisione diversa da quella adottata dal Tribunale europeo per i diritti dell’uomo, o costruirebbe divisione nell’Unione Europea o si appresterebbe a certificare uno stato di guerra religiosa contro i musulmani e le religioni non cristiane.
Si può ignorare le decisioni della Grande Camera? Ogni soggetto che lo farà, commetterà un crimine contro la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea: un atto di terrorismo eversivo!
Afferma la CEI:
Cei:è simbolo religioso e culturale in linea con Concordato 1984
Roma, 4 nov. (Apcom) - La sentenza della Corte europea di Strasburgo sul crocifisso, che ha stabilito che esporre il crocifisso nelle classi della scuola pubblica è contrario al diritto dei genitori di educare i loro figli secondo le proprie concezioni religiose, e al diritto degli alunni alla libertà di religione "è stata accolta in Vaticano con stupore e rammarico". Lo rende noto il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi, secondo il quale "non è per questa via che si viene attratti ad amare e condividere di più l'idea europea, che come cattolici italiani abbiamo fortemente sostenuto fin dalle sue origini". "Il Crocifisso - sostiene il portavoce vaticano - è stato sempre un segno di offerta di amore di Dio e di unione e accoglienza per tutta l'umanità. Dispiace che venga considerato come un segno di divisione, di esclusione o di limitazione della libertà. Non è questo, e non lo è nel sentire comune della nostra gente. In particolare - prosegue Lombardi - è grave voler emarginare dal mondo educativo un segno fondamentale dell'importanza dei valori religiosi nella storia e nella cultura italiana" Secondo la Conferenza Episcopale la decisione "suscita amarezze e non poche perplessità. Fatto salvo il necessario approfondimento delle motivazioni in base a una prima lettura, sembra possibile rilevare il sopravvento di una visione parziale e ideologica". "Avvenire", il quotidiano della Cei, scrive oggi che nel crocifisso "si condensa gran parte della storia italiana, in esso si riassume una sensibilità diffusa e presente non solo nei credenti, ma anche nei non credenti. In quanto icona dell'amore, della donazione gratuita di sé e della violenza estrema cui può soccombere l'innocente, quando le forze del male lo aggrediscono, il crocifisso è un simbolo universale, non confessionale". Il governo italiano ricorrerà contro la sentenza della Corte, ha annunciato il ministro Maria Stella Gelmini. Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, "la laicità delle istituzioni è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del Cristianesimo nella società e nella identità italiana". Per il leader del Pd Pierluigi Bersani in questo caso "il buonsenso ha finito per essere vittima del diritto. L'esposizione del Crocifisso non è offensiva per nessuno".
http://www.apcom.net/newscronaca/20091104_050858_48008e3_75194.html
Le farneticazioni della chiesa cattolica non hanno limiti.
Legittima è qualsiasi cosa una persona pensi di sé stessa o della propria ideologia; illegittimo è pretendere che tutto il mondo si pieghi alla sua interpretazione come se questa fosse emanazione di una verità di un dio pazzo, cretino e sanguinario.
Al Vaticano nessuno ha chiesto di “amare e condividere l’idea europea”. Il vaticano è un paese extracomunitario retto con un regime a monarchia assoluta e, dunque, sia giuridicamente che territorialmente. Al di là delle sue specifiche relazioni con l’Italia, non gli è mai stato chiesto di rinunciare all’orrore cristiano per diventare parte della famiglia europea. La DEMOCRAZIA dell’Europa Unita non ha nulla a che vedere con la monarchia assoluta del Vaticano: in Europa il dio cristiano sarebbe processato per strage e genocidio!
Ridicole e offensive sono le affermazioni di Lombardi dalle quali, appare evidente, perché l’Europa deve rifiutare il crocefisso.
Dice Lombardi: “Il Crocifisso è stato sempre un segno di offerta di amore di Dio e di unione e accoglienza per tutta l'umanità. Dispiace che venga considerato come un segno di divisione, di esclusione o di limitazione della libertà. Non è questo, e non lo è nel sentire comune della nostra gente. In particolare è grave voler emarginare dal mondo educativo un segno fondamentale dell'importanza dei valori religiosi nella storia e nella cultura italiana.”
Lombardi fa delle affermazioni farneticanti e criminali. Le stesse affermazioni che hanno giustificato stragi e genocidi, violenza sulle donne e sui popoli, dal 300 d. c. ad oggi. Lombardi, vigliaccamente, pretende di violentare le persone affinché diano “un segno di offerta di amore di Dio e di unione e accoglienza per tutta l'umanità”.
Era in questo modo che venivano macellate le persone. Venivano macellate affinché ogni ginocchio, e ogni sentimento, si piegasse all’odio del criminale crocifisso (Filippesi 2, 10-11). Ed è questo terrorismo che non può far parte dell’Unione Europea e dei suoi Sacri principi sociali.
Continua nelle farneticazioni criminali Lombardi affermando che gli “Dispiace che venga considerato come un segno di divisione, di esclusione o di limitazione della libertà.” . Naturalmente sa benissimo come Hitler usò il crocifisso nella sua soluzione finale:
“La vita [del giudeo] è solo di questo mondo, e il suo spirito è così intimamente estraneo al vero cristianesimo quanto duemila anni fa la sua natura fu estranea al grande fondatore della nuova dottrina. Naturalmente quest’ultimo non fece segreto del suo modo di considerare il popolo ebraico, e quando fu necessario impugnò la sferza per cacciare dal tempio del Signore questi nemici dell’umanità, che ora come allora, nella religione, non hanno mai visto altro che uno strumento per la loro esistenza fatta di affari.” Hitler, Mein Kampf.
E’ l’insegnamento del criminale Gesù in Giovanni 2, 13.
Torturare le persone affinché lo riconoscano come il padrone. Ma a Lombardo non interessano le stragi delle soluzioni finali del passato, interessa porre le basi per le soluzioni finali del prossimo futuro. Non è un caso che chi oggi si fa paladino del criminale in croce contro l’Unione Europea (qualcuno ha proclamato “siamo noi i nuovi crociati”), sono gli stessi personaggi che incitano al linciaggio e alla strage di persone emarginate.
Scrive il Tribunale di Venezia:
Treviso, 04 novembre 2009 - «Chiedere la pulizia di intere etnie dalle strade significa istigare la folla a determinare condizioni perché le stesse vengano rimosse, con dolo pienamente integrato e consapevole di risultato, forse con la sola attenuante della autosuggestione indotta dallo stesso oratore da tanto entusiasmo degli astanti; purtroppo, però, la condotta deve essere valutata in coerenza con la natura del reato in esame, in base alla sua oggettiva pericolosità a determinare la concreta realizzabilità di reazioni d’intolleranza e discriminazione, difficilmente arrestabili una volta scatenate da demagogo di turno».
Le motivazioni della sentenza, emessa lo scorso 26 ottobre, sono state depositate ieri: il gup ritiene che le parole pronunciate da Gentilini integrino pienamente il reato contestato dalla procura; reato che a suo avviso meriterebbe una pena detentiva per «la grave pericolosità della condotta assunta».
«L’intero discorso è rivolto al popolo come un’allocuzione d’impianto messianico, è presentata quale vangelo secondo Gentilini, decalogo dello Sceriffo - si legge nella sentenza -. Egli afferma la mia parola è rivoluzione, si traduce in un decalogo, prescrittivo di precise condotte che ci si attende dai militanti fedeli, scandito punto per punto dall’incipit io voglio».
Gentilini ha chiesto, tra l’altro, «la pulizia delle strade da tutte queste etnie, che distruggono il nostro Paese». In tal modo non ha invitato la folla a reagire contro il singolo straniero delinquente o irregolare, bensì «contro gli appartenenti ad intere categorie etniche e religiose». Comportamento che configura il reato di istigazione all’odio razziale.
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=79179&sez=NORDEST
Si tratta degli intendimenti di Federico Lombardi di incitare all’odio sociale, tant’è, che per aggredire le Istituzioni, Sindaci criminali hanno imposto il crocifisso con delle ordinanze scavalcando la legge, la magistratura, il diritto civile, in un progetto di ricostruzione dello stato nazista e fascista. Ed è ciò che vuole il Vaticano per poter meglio continuare a stuprare i bambini. Non dimentichiamo che quel criminale in croce fu arrestato con un bambino nudo (Marco 14, 51) cosa che “attizza” molto, sia i preti cattolici che i sindaci leghisti, legittimando, ideologicamente, lo stupro sui minori!
Ed è per legittimare lo stupro sui minori, la violenza su chi non si mette in ginocchio e i principi morali della monarchia assoluta (perché sa perfettamente che questi sono i valori morali rappresentati dal crocifisso), che uno come il sindaco Riccardo Roman trasforma i vigili urbani, di cui è responsabile, in una vera e propria banda criminale il cui compito è attentare ai principi della Costituzione in assoluto disprezzo della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo:
PADOVA (4 novembre) - Un'ordinanza che obbliga a esporre il crocifisso in tutti gli edifici pubblici «quale espressione dei fondamentali valori civili e culturali dello stato italiano»: ad emetterla è stato ieri il sindaco di Galzignano Terme (Padova), Riccardo Roman, dopo il clamore suscitato dalla sentenza della Corte europea sul caso di Abano Terme.
La Polizia Municipale farà i dovuti controlli e chi non provvederà all'esposizione del simbolo sacro si vedrà infliggere una multa di 500 euro. Secondo il primo cittadino di Galzignano, il crocifisso «ha una funzione simbolica, di espressione dei valori civili che hanno un'origine religiosa, pur nel rispetto della laicità dello stato».
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=79215&sez=NORDEST
Le farneticazioni di Riccardo Roman che scambia la sua patologia da dipendenza dal suo dio padrone come una realtà oggettiva da imporre, mediante la violenza dei vigili urbani, sui cittadini costituisce un attentato alla Costituzione e un’offesa a tutte le persone nella società civile. Appare evidente che a Riccardo Roman non frega niente che il suo Gesù fosse arrestato in presenza del bambino nudo. Per lui, probabilmente, Gesù aveva il diritto di stuprare bambini, come avviene nelle scuole che si costringono i bambini a pregare anziché fornire loro gli strumenti adatti per vivere nella società civile.
Se al signor Riccardo Roman, quand’era bambino, fosse stato insegnato il Codice Penale, il Codice di Procedura Penale, la Costituzione della Repubblica, non scambierebbe il proprio desiderio di distruggere la società sottomettendo i bambini con “l’amore del suo dio padrone”, né considererebbe questo un “valore”.
Ed è l’impedimento a violentare i bambini che Federico Lombardi teme. Una volta che viene allontanato Gesù che violenta i bambini dalle aule, i ragazzi diventano dei soggetti di diritto e non degli oggetti d’uso a disposizione di preti cattolici o di sindaci leghisti.
Da questo l’Europa deve difendere i suoi cittadini!
Altre farneticazioni, criminali ed offensive, arrivano da Bertone che vuole imporre il suo “diritto” di violentare l’articolo 3, 4, 10, 13, 17, 18, 19, 20, 21 e 28 della Costituzione della Repubblica:
ROMA - Il segretario di Stato Vaticano torna a criticare la sentenza della Corte di Strasburgo, che ha accolto l'istanza di un genitore contro il crocifisso in classe. Bertone, esprime apprezzamento per il ricorso presentato dal governo italiano, e si augura che altri esecutivi europei facciano altrettanto.
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/crocefissi-aule/bertone-su-sentenza/bertone-su-sentenza.html
Le farneticazioni di Bertone sono criminali ed offensive.
Le zucche non sono un simbolo religioso, di nessuna religione. Sono piuttosto una festa i uscita dall’orrore criminale imposto dai cristiani sulle emozioni e sulle aspettative dei cittadini. Un desiderio di uscire dalle minacce e dall’orrore con cui i cristiani hanno distrutto le antiche feste che portavano l’uomo alle relazioni con il mondo. Nessuno impone una zucca o i suoi significati a chi non li vuole, mentre, al contrario, la banda di Bertone ha stuprato milioni di bambini e bambine per imporre il suo crocifisso. Ha fatto violenza e ancor oggi predica contro la Costituzione della Repubblica. E’ talmente violenta l’attività della banda di Bertone che la Corte Costituzionale, in questi ultimi 10-12 anni ha dovuto agire per cancellare molte leggi criminali che favorivano la chiesa cattolica in contrasto con la Costituzione della Repubblica.
Bertone, con quel “Dobbiamo cercare con tutte le forze di conservare i segni della nostra fede per chi crede e per chi non crede.” Fa una dichiarazione di odio e di guerra contro la società civile. Quel “tutti i costi” suona come una minaccia contro tutti i cittadini italiani. Una minaccia di guerra, di strage, di genocidio e di roghi, come nelle tradizioni dei criminali cattolici prima che le leggi civili li fermassero.
Inoltre, quel “per chi non crede” è il motivo esatto per il quale il Tribunale Europeo per i diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per aver imposto ai suoi cittadini il crocifisso nelle scuole.
Il giorno 4 novembre 2009 è l’anniversario della ratifica ed esecuzione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Era il 4 novembre 1950 a Roma. Dopo 59 anni il terrorismo cattolico inizia una campagna per estromettere l’uomo dai suoi diritti e dare il diritto al dio padrone di stuprare l’uomo per sottometterlo.
La Carta Costituzionale separa il ruolo della religione dalla società civile, relegandola in un ambito circoscritto.
Politici che hanno agito da criminali hanno permesso alla chiesa cattolica di intervenire come una forza di distruzione della Costituzione nella società civile: la vicenda Eluana Englaro chiarisce il rapporto di dipendenza di politici con la chiesa cattolica. Una dipendenza che porta quei politici a sputare e a defecare sulla Costituzione della Repubblica.
La questione è semplice. O, esponendo il crocifisso si sposano i valori del cristianesimo che sono assassinio di chi è di una religione diversa, genocidio, strage, stupro di minori, distruzione della società civile e, in generale, i valori della monarchia assoluta come manifestazione della volontà del dio padrone; oppure, togliendo il crocifisso si impongono i principi della Costituzione della Repubblica che mette al centro dei doveri delle Istituzioni la salvaguardia dei diritti del singolo cittadino.
Dunque, ci apprestiamo ad affrontare una stagione di terrore in cui la volontà dei cristiani di legittimare lo stupro di minori, esponendo il crocifisso, tenta di travolgere i principi fondamentali della Costituzione Italiana e il cammino dell’Europa Unita.
Marghera, 05 novembre 2009

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