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Rischio stress lavoro correlato - PDF
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1 MASTER SICUREZZA Rischio stress lavoro correlato Bruno Salvador Trento 30 giugno 2010
2 Indice Parte prima Parte seconda Parte terza 1 Parte terza 2 Parte quarta Parte quinta contesto europeo e nazionale definizioni proposta ISPELS documento Coordinamento strumenti salute e malattia
3 Parte Prima contesto europeo e nazionale Direttiva madre n. 89/391/CE prevedeva l obbligo per il DdL di assicurare la sicurezza e la salute dei lavoratori in tutti gli aspetti legati al lavoro e d adattare il lavoro all uomo uomo
4 Accordo Europeo sullo stress sul lavoro (8/10/2004) L obiettivo di questo accordo, composto di 7 articoli è di offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un modello che consenta di individuare e di prevenire o gestire i problemi di stress da lavoro.
5 Accordo Europeo sullo stress sul lavoro Art. 1 Introduzione Lo stress da lavoro è considerato, a livello internazionale, europeo e nazionale, un problema sia dai datori di lavoro che dai lavoratori.. Lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere dalla dimensione dell azienda, dal campo di attività,, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro...
6 Accordo Europeo sullo stress sul lavoro Art. 2 Scopo Lo scopo dell accordo è migliorare la consapevolezza e la comprensione dello stress da lavoro da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei loro rappresentanti, attirando la loro attenzione sui sintomi che possono indicare l insorgenza di problemi di stress da lavoro. L obiettivo di questo accordo è di offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un modello che consenta di individuare e di prevenire o gestire i problemi di stress da lavoro..
7 Accordo Europeo sullo stress sul lavoro Art. 3 Descrizione dello stress e dello stress da lavoro correlato Lo stress è uno stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali e che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti
8 Accordo Europeo sullo stress sul lavoro Art. 4 Identificare i problemi di stress lavoro correlato Data la complessità del fenomeno stress, questo accordo non intende fornire una lista esaustiva dei potenziali indicatori di stress. Tuttavia, un alto assenteismo o un elevata rotazione del personale, conflitti interpersonali o lamentele frequenti da parte dei lavoratori sono alcuni dei sintomi che possono rivelare la presenza di stress da lavoro
9 Accordo Europeo sullo stress sul lavoro Art. 5 Responsabilità dei datori di lavoro e dei lavoratori In base alla direttiva quadro 89/391 (quella 626/94), tutti i datori di lavoro sono obbligati per legge a tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori. Questo dovere riguarda anche i problemi di stress da lavoro in quanto costituiscono un rischio per la salute e la sicurezza che ha originato il D.L.vo. 626/94),
10 Accordo Europeo sullo stress sul lavoro Art. 6 Impedire, eliminare o ridurre i problemi dello stress lavoro correlato Una volta definite, le misure anti-stress dovrebbero essere riesaminate regolarmente per valutarne l efficacia l e stabilire se utilizzano in modo ottimale le risorse disponibili e se sono ancora appropriate o necessarie.
11 Accordo Europeo sullo stress sul lavoro Art. 6 Impedire, eliminare o ridurre i problemi dello stress lavoro correlato misure di gestione e di comunicazione in grado di chiarire gli obiettivi aziendali e il ruolo di ciascun lavoratore, di assicurare un sostegno adeguato da parte della direzione ai singoli individui e ai team di lavoro, di portare a coerenza responsabilità e controllo sul lavoro, di migliorare l organizzazione, i processi, le condizioni e l ambiente di lavoro.
12 Accordo Europeo sullo stress sul lavoro Art. 6 Impedire, eliminare o ridurre i problemi dello stress lavoro correlato la formazione dei dirigenti e dei lavoratori per migliorare la loro consapevolezza e la loro comprensione nei confronti dello stress, delle sue possibili cause e del modo in cui affrontarlo, e/o per adattarsi al cambiamento l informazione e la consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti, in conformità alla legislazione europea e nazionale, ai contratti collettivi e alle prassi.
13 Accordo Europeo sullo stress sul lavoro Art. 7 Esecuzione ed aggiornamento L esecuzione di questo accordo dovrà essere messo in atto entro tre anni dalla data della firma. Il Comitato del Dialogo Sociale preparerà schede e rapporti.
14 Organizzazione Mondiale della Sanità OMS A livello europeo la salute viene tutelata nell ampia definizione dell OMS: Stato di completo benessere fisico, mentale e sociale non consistente solo in un assenza di malattia o d infermità à.
15 Italia Recepimento specifiche direttive comunitarie con il D.Lgs 626/94 e successiva modifica operata dalla L. 39/02 di richiamo tutti i rischi ivi compreso quello stress lavoro correlato. Circolare INAIL n. 71 del 17 dicembre 2003 Disturbi psichici da costrittività organizzativa sul lavoro. Rischio tutelato e diagnosi di malattia professionale
16 Italia Direttiva 24 marzo 2004 (Presidenza Consiglio dei Ministri (Presidenza Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica) Misure finalizzate al miglioramento del benessere organizzativo nelle pubbliche amministrazioni)
17 TESTO UNICO Decreto Legislativo 81/08 Testo coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 Art. 28 Oggetto della valutazione dei rischi. comma 1.La valutazione.. Deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi comprese quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell accordo europeo dell 8 8 ottobre 2004
18 TESTO UNICO Decreto Legislativo 81/08 art.1 1 bis. La valutazione dello stress lavoro-correlato di cui al comma 1 è effettuata nel rispetto delle indicazioni di cui all artico artico 6 (Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro),, comma 8 (compiti della Commissione), lettera, lettera m-quarter (elaborare le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio o da stress lavoro-correlato) correlato),, e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni e comunque, anche in difetto di tale elaborazione, a far data dal 1 1 agosto 2010
19 proroghe Una prima proroga al 16/5/2009, Decreto Legge 30/12/08 Una seconda proroga al 1 agosto 2010, Decreto Legislativo 106/09
20 ISPELS La valutazione dello stress lavoro-correlato Proposta metodologica La valutazione dello stress lavoro-correlato PROPOSTA METODOLOGICA Frutto di un Network Nazionale per la Prevenzione del Disagio Psicosociale nei Luoghi di Lavoro, istituito da ISPELS nel 2007 (due anni di attività)
21 Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei luoghi di lavoro Ha prodotto il documento VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO GUIDA OPERATIVA Marzo 2010
22 Parte Seconda Definizioni L autore che ha dedicato la quasi totalità della sua vita di ricerca allo stress, il medico austriaco Hans Selye,, definiva lo stress come una risposta aspecifica dell organismo per ogni richiesta effettuata su di esso dall ambiente ambiente esterno Hans Selye ( )
23 Sindrome generale di adattamento Selye introdusse il termine sindrome generale di adattamento per descrivere la risposta biologica a uno stress fisico intenso e prolungato. Il modello di Selye,, che si trova diffusamente in letteratura sulla sicurezza sul lavoro, si articola in tre fasi: Nella prima fase, detta di allarme, il sistema nervoso autonomo viene attivato dallo stress. (aumento del battito cardiaco, sudorazione fredda, i riflessi sono in stato di allerta)
24 Sindrome generale di adattamento Nella seconda fase, detta di resistenza, l organismo cerca di adattarsi allo stress mediante i vari meccanismi di coping di cui dispone (il corpo resiste ma attiva anche altri meccanismi neuro- ormonali). Se il fattore di stress persiste o se l organismo non è in grado di adattarsi, subentra la terza fase, o fase dell esaurimento, esaurimento, in cui l organismo muore o soffre danni irreversibili.
25 Immagine del semaforo Verde: eustress,, abbiamo le risorse per affrontare gli stimoli con risultati positivi Giallo: : livello di attenzione: malesseri vaghi quali il nervosismo, l ansia, l la stanchezza, sensazione di non controllo, essere travolti dagli eventi. Si mangia o si fuma di più,, caffè ecc. si deve intervenire sullo stile di vita. Rosso: : vengono superati i valori di guardia, subentrano disturbi veri e propri: tachicardie, gastriti, acne, mal di testa. Manifestazioni di origine psicosomatica: il corpo prende la parola
26 Selye Eustress (deriva dal suffisso greco eu = bene): rappresenta la parte positiva e costruttiav di attivazione che l organismo mette in funzione per adattarsi in modo positivo ai variati stimoli ambientali, è indispensabile alla vita. Distress (deriva dal suffisso dys = peggiorativo): rappresentano gli stress nocivi che possono portare ad un abbassamento delle difese immunitarie oltre ai primi campanelli di allarme per lo sviluppo di patologie quali l insonnia, l l ansia, l tensioni.
27 Rischi psicosociali L Organizzazione Internazionale del Lavoro (1986) ha definito i rischi psicosociali in termini di interazione tra contenuto del lavoro, gestione ed organizzazione del lavoro, condizioni ambientali e organizzative da un lato, competenze ed esigenze dei lavoratori dipendenti dall altro. altro.
28 I rischi psicosociali possono incidere sia sulla salute fisica che psichica in modo diretto ed indiretto, attraverso l esperienza di stress. Infatti, gli effetti dei rischi psicosociali possono essere identificati comunemente nelle seguenti situazioni: stress, burnout,, mobbing. Burnout e mobbing hanno caratteristiche specifiche e peculiari ma riconoscono come matrice comune la presenza dello stress.[1] [1] Regione Veneto, Note sui rischi psicosociali e loro effetti sulla salute in ambienti di lavoro,, Venezia, 2006.
29 Stress Circa un terzo dei lavoratori europei, ossia oltre 40 milioni di persone, dichiara di soffrire di stress sul lavoro, troppe sono le vittime che soffrono in silenzio e troppe sono le imprese che non si rendono conto dell enorme enorme ripercussione che lo stress può avere sul loro rendimento economico.[2] [2] osha.europa.eu/it/campaigns/ew2002/ /ew2002/index_html
30 Stress Per stress lavorativo si intende la reazione emotiva, cognitiva, comportamentale e fisiologica ad aspetti avversi e nocivi del contenuto e dell organizzazione del lavoro.. E E uno stato caratterizzato da livelli elevati di eccitazione e ansia, spesso accompagnati da senso di inadeguatezza (Commissione Europea. Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali)
31 Stress / Ansia Se lo STRESS rappresenta una risposta dell intero organismo ad una serie di stimoli che lo pongono in una condizione di allarme, di attenzione, di vigilanza e più in generale, di necessità d azione L ANSIA è una delle possibili manifestazioni patologiche dello stress. Le capacità razionali, pur essendo in genere sviluppate, possono essere schiacciate letteralmente dall ansia, ansia, seguendo modalità non più lineari ma contorte ed irrigidite (Farn( Farnè,, 1999)
32 La risposta allo stress Gli aspetti della risposta soggettiva allo stress comprende: Le caratteristiche di personalità Il livello culturale Le capacità cognitive Le condizioni socio-economiche Le capacità di coping La risonanza soggettiva all evento
33 Coping IL COPING È L INSIEME DEI MECCANISMI CHE SI METTONO IN ATTO PER CONTROLLARE EVENTI CHE VENGONO RITENUTI DIFFICILI. IL COPING È LO SVOLGIMENTO, LA GESTIONE DI UN PROCESSO, IL TENTATIVO, NON IL RISULTATO DI TALE PROCESSO.
34 Coping RISORSE DI COPING : fanno parte delle risorse di coping l immagine di se stessi in termini di forza dell io, di autostima, di fiducia nelle proprie capacità,, flessibilità cognitiva, l efficacia l nel linguaggio, la capacità di interazione con gli altri STILI DI COPING: : strategia di tipo cognitivo tese ad avvicinare, fronteggiare, risolvere il problema. Propensioni generalizzate di un individuo ad affrontare un problema indipendentemente dal contenuto specifico del problema stesso TENDENZE COMPORTAMENTALI: : comportamenti specifici che vengono adattati per arginare i potenziali effetti negativi di una situazione di distress.. Questi sforzi comportamentali tendono ad essere specifici rispetto al tipo di attività,, per cui esisteranno tendenze comportamentali di coping orientate a eventi singoli.
35 Parte Terza ISPELS La valutazione dello stress lavoro-correlato proposta metodologica 1) descrizione dello stress occupazionale e varie fasi del percorso valutativo 2) modalità operative 3) strumenti
36 ISPELS Proposta metodologica: due categorie Categoria del Contesto lavorativo: cultura organizzativa; ruolo nell organizzazione; sviluppo di carriera; autonomia decisionale/controllo; relazioni interpersonali sul lavoro; interfaccia famiglia /lavoro
37 ISPELS Proposta metodologica: due categorie Categoria dei Contenuti lavorativi: ambiente di lavoro e attrezzature; pianificazione dei compiti; carico/ritmi di lavoro; orario di lavoro
38 ISPELS Proposta metodologica Procedere alla valutazione dello stress correlato al lavoro significa valutare il peso che detti elementi hanno nell impatto con le persone e la loro ricaduta nella condizione lavorativa
39 ISPELS Il percorso metodologico A Raccolta dati organizzativi B Informazione dei lavoratori C Indagine D Pianificazione interventi E Attuazione interventi D Pianificazione interventi F Verifica / Aggiornamento DVR A Raccolta dati organizzativi
40 ISPELS l Indagine Imprese fino a 10 dipendenti (autocertificazione, 81/08 art. 29 comma 5) Imprese con oltre 10 dipendenti Primo livello Secondo livello (autocertificazione, D.Lgs
41 ISPELS Imprese fino a 10 dipendenti (autocertificazione, D.Lgs 81/08 art. 29 comma 5) Coinvolgere i dipendenti, il Rappresentante dei Lavoratori per la territoriale Check list orientativa (10 domande su misure obiettive) se punteggio superiore a 20 approfondire la valutazione In caso di istanze giudiziarie, molestie, segnalazioni al medico competente da parte di centri clinici specializzati si deve procedere al secondo livello.
42 ISPELS Imprese con oltre 10 dipendenti Si procede a due livelli con un ottica di equipe (DdL,, RSPP, MC,, RLS e altri) Primo livello: : Valutazione con approccio verificabile (oggettivo) Secondo livello: : Valutazione con coinvolgimento diretto dei lavoratori (soggettivo)
43 ISPELS Primo livello: : Valutazione con approccio verificabile (oggettivo) (vedere anche Coordinamento Guida Operativa p. 32) Check list indicatori aziendali Area A (dieci indicatori riferiti negli ultimi tre anni). Indici infortunistici,. assenze per malattia,. ricambio del personale,. procedimenti e sanzioni,. segnalazioni del medico competente,. funzione e cultura organizzativa,. ruolo nell ambito dell organizzazione,
44 ISPELS Primo livello: : Valutazione con approccio verificabile (oggettivo) (vedere anche Coordinamento Guida Operativa p. 32) Check list analisi del contesto Area B - funzione e cultura organizzativa - ruolo nell ambito dell organizzazione - evoluzione della carriera - autonomia decisionale controllo del lavoro - rapporti interpersonali sul lavoro - interfaccia casa lavoro conciliazione vita/lavoro
45 ISPELS Primo livello: : Valutazione con approccio verificabile (oggettivo) (vedere anche Coordinamento Guida Operativa p. 32) Check list contenuto lavorativi Area C - ambiente di lavoro ed attrezzature di lavoro - pianificazione dei compiti - carico di lavoro ritmo di lavoro - orario di lavoro - identificazione della condizione
46 ISPELS Identificazione della condizione di rischio Rischio basso 25% Rischio medio 50% Rischio alto + 50%
47 ISPELS Legenda indicatori organizzativi (area A indicatori aziendali) % Assenze dal lavoro % Ferie non godute % Trasferimenti interni richiesti dal personale % Rotazione del personale
48 PARTE TERZA 2 Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei luoghi di lavoro. Guida Operativa, punto 1 p. 4 5 AREE (European Agency for Safety and Health at Work) 1. nuove forme di contratti, incertezza e l insicurezza 2. forze di lavoro vecchia, mancanza turn-over 3. alti carichi di lavoro, pressioni 4. tensione emotiva elevata per violenze e molestie 5. interferenze squilibrio fra lavoro e vita privata
49 Guida Operativa, punto 3 p. 6 Ambito di applicazione Lavoratori e datori di lavoro. Ogni luogo di lavoro. Non sono oggetto specifico molestie e violenze. In linea generale lo stress è una incapacità di rispondere all ambiente, ambiente, nel lavoro alle richieste lavorative. Indicatori predittivi: alto tasso di assenteismo, elevata rotazione del personale, conflitti.
50 Guida Operativa, punto f) p. 7 Ambito di applicazione L analisi da condurre: Gestione dell organizzazione e dei processi di lavoro Condizioni di lavoro e ambientali Comunicazione Fattori soggettivi
51 Guida Operativa, punto g p. 7 Le misure sia collettive, sia individuali Chiarezza nella comunicazione Sostegno dalla dirigenza Adeguati livelli di responsabilità e controllo Miglioramento nella gestione Miglioramento ambienti Adeguata formazione, informazione e consultazione
52 Guida Operativa, punto 4 p. 8 Aspetti generali della Valutazione rischio Identificazione dei pericoli Stima del rischio 1) valutazione preliminare / valutazione semplificata 2) Valutazione approfondita interventi
53 Guida Operativa, punto 4 p. 9 Il Il pericolo stress lavoro-corellato potenziale esiste sempre; Valutazione su elementi oggettivi; Il Il fine è la prevenzione; Processo Processo promosso dal vertice; Strumenti gestiti in casa; Partecipazione effettiva; Azioni Azioni informative; Azioni Azioni formative; Orientarsi alle soluzioni Gestione Gestione dei singoli casi VerificaVerifica
54 Guida Operativa, punto 4 p. 10 Il percorso di valutazione e gestione del rischio
55 Guida Operativa, punto 5.1 p. 11 Il percorso di valutazione Azioni comunicative ed informative Sensibilizzazione di tutti i lavoratori Impegno del management
56 Guida Operativa, punto 5.2 p. 11 Analisi documentale Organizzazione del lavoro (organigramma, flussi produttivi, flussi comunicativi, gestione risorse umane, ) Indicatori (assenze per malattie, infortuni, turn- over, richieste cambio mansioni, ) Informazioni su gestione, salute e sicurezza (verbali, piani, relazioni)
57 Guida Operativa, punto 5.3 p. 12 Azioni formative Corsi per dirigenti-preposti Corsi per i lavoratori Corsi per RLS la formazione va ripetuta periodicamente
58 Guida Operativa, punto 5.4 p. 12 Valutazione del rischio Valutazione oggettiva Metodi di osservazione diretta Check-list Valutazione soggettiva Analisi della percezione dei lavoratori Gruppi omogenei Questionari, interviste Livello di rischio: basso, medio, alto A livello aziendale o per gruppo omogeneo
59 Guida Operativa, punto 5.5 p. 13 Gestione del rischio Soluzioni di prevenzione collettiva Soluzioni rivolte agli individui Piani di monitoraggio
60 Guida Operativa, punto 5.6 p. 14 Il documento di valutazione dei rischi Deve documentare l effettuazione l degli interventi: a)azioni di sensibilizzazione, informazione, formazione b)analisi documentale c)processo valutativo d)programma delle misure e)sorveglianza monitoraggio
61 Guida Operativa, punto 6 p. 14 Criteri e metodi di valutazione Non esistono criteri che possono escludere a priori un azienda dalla valutazione dello stress lavoro - correlato. I metodi devono prendere in esame elementi oggettivi (verificabili) elementi soggettivi (percezione del gruppo)
62 Guida Operativa, punto 6 p. 15 Fattori di rischio stressogeni (European Agency for Safety and Health at Work-2000) Contesto lavorativo: cultura organizzativa; ruolo nell organizzazione; sviluppo di carriera; autonomia decisionale/controllo; relazioni interpersonali sul lavoro; interfaccia famiglia /lavoro
63 Guida Operativa, punto 6 p. 15 Fattori di rischio stressogeni (European Agency for Safety and Health at Work-2000) Contenuti lavorativi: ambiente di lavoro e attrezzature; pianificazione dei compiti; carico/ritmi di lavoro; orario di lavoro
64 Guida Operativa, punto 6.1 p. 16 Due fasi della Valutazione dei rischi Prima fase,, indicatori oggettivi di rischio: lista degli elementi da considerare. Indici infortunistici,. assenze per malattia,. ricambio del personale,. procedimenti e sanzioni,. segnalazioni del medico competente,. funzione e cultura organizzativa,. ruolo nell ambito dell organizzazione,
65 Guida Operativa, punto 6.1 p. 16 Due fasi della Valutazione dei rischi (continua prima fase) l evoluzione e lo sviluppo di carriera, autonomia decisionale e controllo, rapporti interpersonali al lavoro, interfaccia casa- lavoro, ambiente di lavoro e attrezzature; pianificazione dei compiti, carichi ritmi di lavoro, orario di lavoro - turni
66 Guida Operativa, punto 6.2 p. 17 Seconda fase,, indagine della soggettività Fase da effettuare quando dall esame degli elementi oggettivi il rischio non risulta basso. Metodi: questionari, focus group,, interviste semistrutturate
67 Guida Operativa, punto 6.3 p. 19 Aziende con meno di 10 lavoratori Dopo la Prima fase se il rischi non risulta basso si passa direttamente agli interventi di prevenzione Diagramma a pag. 20
68 PARTE QUARTA Quali strumenti e a che fine 1) Misure della percezione ambientale 2) Misure del clima organizzativo 3) Misure dello stato di ansia, stress e disturbi psicosomatici 4) Misure sulle strategie di coping
69 Strumenti che si possono utilizzare nella indagine della soggettività (Guida Operativa, p. 17/19) Questionari: strumenti di rilevazione dei vissuti e della percezione soggettiva del gruppo dei lavoratori, permettono di fotografare lo stato di salute/malessere dei lavoratori in relazione all organizzazione Focus group: è una tecnica che serve a raccogliere, in un gruppo ristretto, informazioni su temi multidimensionali e complessi (aspetti stressanti del lavoro) Interviste semi-strutturate strutturate l intervistatore stabilisce una traccia di domande (aperte, semi-aperte, indirette..) e le adegua all intervistato favorendo un dialogo attivo.
70 OSI Occupational Stress Indicator L OSI[1] è articolato in sette parti: un questionario biografico e sei sezioni raggruppate in un unico questionario. Il Questionario biografico è suddiviso in sette sezioni: 1. Lei e la Sua famiglia; 2. I Suoi studi; 3. Le Sue esperienze di lavoro; 4. I Suoi impegni; 5. Le Sue abitudini; 6. I Suoi interessi; 7. Recenti eventi di vita. [1] L.CARY,, S. COOPER, S.J. SLOAN, S. WILLIAMS, OSI Occupational Stress Indicator,, Adattamento italiano a cura di Saulo SIRIGATTI e Cristina STEFANILE, Giunti O.S. Firenze, Organizzazioni Speciali, 2008.
71 OSI Occupational Stress Indicator I test vero e proprio è costituito da sei sezioni raccolte in un libretto a sé. s. Ciascuna sezione, descritta di seguito, è divisa in una serie di sottoscale che misurano differenti dimensioni dello stress. 1. Che cosa pensa, come si sente nei confronti del Suo lavoro. a) Soddisfazione per la carriera b) Soddisfazione per il lavoro stesso c) Soddisfazione per l impostazione l e la struttura organizzativa d) Soddisfazione per i processi organizzativi e) Soddisfazione per le relazioni interpersonali
72 OSI Occupational Stress Indicator 2.Come giudica il Suo attuale stato di salute. A) Come si sente e si comporta (Salute psicologica) B) La Sua salute fisica (Salute fisica) 3. Come si comporta di solito. a) Atteggiamento verso la vita b) Stile di comportamento c) Ambizione 4. Come interpreta gli eventi che accadono intorno a Lei. a) Forze organizzative b) Processi di gestione c) Influenze individuali
73 OSI Occupational Stress Indicator 5. Fonti di pressione nel Suo lavoro. a) Fattori intrinseci al lavoro b) Ruolo manageriale c) Relazione con altre persone d) Carriera e riuscita e) Clima e struttura organizzativa f) Interfaccia casa-lavoro 6. Il Suo modo di affrontare lo stress. a) Supporto sociale b) Orientamento al compito c) Logica d) Relazione casa-lavoro e) Tempo f) Coinvolgimento
74 Il Questionario di Percezione delle proprie Competenze e Convinzioni QPCC Si tratta di uno strumento[1] utile per aiutare soggetti adulti a riflettere sull immagine che essi hanno di se stessi circa la qualità di alcune competenze e convinzioni nell ambito lavorativo. Il questionario è composto di 63 quesiti che permettono di individuare 10 fattori o caratteristiche che misurano le seguenti aree: la dimensione affettivo-emozionale emozionale la dimensione volitiva la dimensione cognitiva la dimensione motivazionale [1] M. PELLEREY, F. ORIO in: Teoria e Tecniche dei test strutturati, a cura di S. DE PIERI, C. DEPIETRI Venezia-Mestre Mestre,, SISF, 2007/2008
75 La scala di valutazione VRS Gli autori[1] hanno scelto uno strumento in grado di valutare l'aspetto soggettivo dello stress, si sono concentrati sulla autovalutazione e la percezione da parte dei soggetti del danno subito a causa di un'esperienza ambientale, senza occuparsi della tipologia di quest'ultima. [1] L. TARSITANI, M. BIONDI, III Clinica Psichiatrica, Università degli Studi di Roma La Sapienza Sviluppo e validazione della scala VRS (Valutazione Rapida dello Stress), Pubblicato su: Medicina Psicosomatica, Vol.44, n.3, pp , 177, Roma, Società Editrice Universo, 1999.
76 La scala di valutazione VRS Nella costruzione, si sono individuate delle dimensioni psicopatologiche al fine di dividere la risposta di stress in diverse aree che sommate avrebbero quantificato un punteggio di stress. Il questionario scompone quindi la valutazione nelle cinque seguenti aree: Ansia, Depressione Somatizzazione, Aggressività,, Supporto Sociale.
77 QMSL Questionario multiscala delle cause di stress da lavoro (N. Magnavita,, vers. 02/1) 140 item
78 ITAPI-G Inventario Italiano di personalità o Italia Personality Inventory G forma Generale ITAPI è il Programma italiano (ed europeo) di ricerca scientifica sulla Personalità,, tra le sue caratteristiche: Essere freeware e open source tutto il materiale è soggetto a copyright ma in uso libero a scopi no-profit
79 PARTE QUINTA SALUTE e MALATTIA UNI EN ISO Principi ergonomici relativi al carico di lavoro mentale Termini generali e definizioni UNI EN ISO Principi ergonomici relativi al carico di lavoro mentale Principi di progettazione UNI EN ISO Principi ergonomici relativi al carico di lavoro mentale Principi e requisiti riguardante i metodi per la misurazione e la valutazione del carico di lavoro mentale
80 Strain mentale L insieme di tutte le influenze esterne esercitate su una persona, al punto di condizionarla mentalmente Concetto di saturazione mentale (rifiuto emotivo nei confronti di mansioni )) come se si segnasse il passo e si approdasse a nulla
81 Ergonomia Termine derivante dal greco ergon,, lavoro, azione, e nomos,legge, governo, coniato nel 1949 dallo psicologo gallese K.F.H. Murrell per descrivere una disciplina che persegue la progettazione di prodotti, ambienti e servizi rispondenti alle necessità dell Utente, migliorando la, la Salute, il Comfort, il Benessere e la prestazione umana.
82 Ergonomia La sottovalutazione dell approccio ergonomico è fonte in particolare di patologie muscolo- scheletriche che sono classificate come correlate al lavoro e causa di disturbi psicosociali. I fattori di rischio ergonomici sono analizzati attraverso vari metodi, più o meno validati ed unanimemente riconosciuti: metodo ACGIH, Check-List OCRA, Check-List Osha,, OREGE, RULA e Job Strain Index.
83 Mobbing Il termine indica l assalto l di un gruppo a un individuo Dal latino mobile vulgus che indica il movimento della gentaglia Dall inglese to mob aggredire violentemente Termine mutuato dall etologia
84 Mobbing Si sviluppa idealmente dove c èc una disfunzione organizzativa, sono considerati FATTORI DI FACILITAZIONE: - Il cambiamento organizzativo in peius; - Una cultura organizzativa tollerante - L insicurezza del posto di lavoro; - Una politica del personale aziendale carente; - Stile di gestione inadeguato ecc. (Stress da lavoro e mobbing, De Falco, Messineo, Vescuso EPC 2008)
85 Burn out 1 La sindrome caratterizzata da una costellazione di sintomi quali: somatizzazione, apatia, eccessiva stanchezza, perdita di controllo, esaurimento emotivo, depersonalizzazione, inadeguatezza, sensi di colpa, ansia, depressione e malattie psicosomatiche in generale. Piu semplicemente l operatore l si sente bruciato, fuso, in cortocircuito a seguito di una prolungata esposizione a livelli di stress lavorativo che esauriscono lentamente l operatore. l
86 Burn out 2 In particolare, le donne, rispetto agli uomini, risultano più vulnerabili. Si tratta di un fenomeno complesso che coinvolge direttamente l organizzazione l del lavoro. Infatti, come riportano alcuni autori il burn-out non è solo una patologia individuale, è sempre anche un problema delle organizzazioni di lavoro, in quanto mette a nudo uno squilibrio tra le richieste che vengono poste alle persone che lavorano e le risorse messe loro a disposizione.
87 Coping e salute Studi che si avvalgono dell ADE (resoconti di fine giornata) affermano che gli eventi negativi dell esistenza esistenza hanno un ruolo causale nell accrescere la vulnerabilità alle malattie infettive.
88 Assessment of Daily Experience ADE Anni 80: Stone e Neale: : anziché riferire retrospettivamente fatti accaduti molto tempo prima, nell ADE i soggetti devono registrare le proprie esperienze giornaliere, assegnando ad esse un punteggio; ciò consente ai ricercatori d individuare se i fattori stressanti quotidiani hanno potere predittivo rispetto al successivo sviluppo di patologie.
89 Il corpo Il sistema corpo funziona con i suoi apparati:. Circolatorio. Respiratorio. Digestivo. Muscolo scheletrico. Endocrino. Nervoso
90 Il comportamento di Tipo A 1958 I cardiologi Meyer Friedman e Ray Rosenman identificarono un modello di comportamento chiamato di Tipo A con i tratti della:. Tensione al successo/competitività. Urgenza/impazienza. Ostilità predittivi della cardiopatia ischemica e dell ipertensione
91 Apparato circolatorio Le cause di una Cardiopatia Ischemia Può essere cercata nello stile di vita: fumo cibo, alcolici, poco movimento... Quale è il ruolo svolto dallo stress nella salute?

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 6
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 28
 art.1
 art. 29
 art. 29