Source: http://www.slideshare.net/AmmLibera/linee-guida-per-i-siti-web-della-pa-2011
Timestamp: 2016-02-08 12:31:13+00:00

Document:
Gli eventi della pubblica amministr...
Dipartimento per la Digitalizzazione
DIGITAL AGENDA ITALIA
web della PA
Questo documento è stato elaborato da un gruppo di lavoro composto da DigitPA,
dal Dipartimento per la funzione pubblica (PCM), dal Dipartimento per la digitalizzazione
e l’innovazione tecnologica (PCM) e da FormezPA.
Le presenti Linee guida per i siti web della PA sono previste dall’art. 4
della Direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione
del 26 novembre 2009, n. 8.
Edizioni FORUM PA
ISBN 9788897169109
Finito di stampare nell’ottobre 2011
|SOMMARIO|
Principi dell’Amministrazione digitale
TIPOLOGIA DEI SITI WEB DELLA PA E LIVELLI D’INTERATTIVITÀ
TIPOLOGIE DI INTERVENTO DA REALIZZARE
CRITERI D’INDIRIZZO PER LA RAZIONALIZZAZIONE DEI CONTENUTI
E PER LA RIDUZIONE DEI SITI WEB DELLA PA
RAZIONALIZZAZIONE DEI CONTENUTI DI UN SITO WEB PUBBLICO (CASO B)
RIDUZIONE DEI SITI WEB PUBBLICI (CASO C)
Effettuare un controllo dei contenuti pubblicati
Identificare i collegamenti chiave del sito web
Identificare e gestire i contenuti che non devono più essere raggiungibili via web
e i contenuti che devono essere spostati in un archivio storico
Migrare i contenuti da conservare on line
CRITERI DI INDIRIZZO E STRUMENTI PER GARANTIRE LA QUALITÀ
DEI SITI WEB DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
ISCRIZIONE AL DOMINIO “.GOV.IT”
Gestione della migrazione al dominio “.gov.it”
Contenuti minimi dei siti tematici delle PA
Requisiti per l’accessibilità
Indirizzi sull’usabilità
GESTIONE AUTOMATIZZATA DEI CONTENUTI: IL CONTENT MANAGEMENT
Strumenti di back end
Servizi di front end
CRITERI DI INDIRIZZO E STRUMENTI PER IL TRATTAMENTO DEI DATI,
DELLA DOCUMENTAZIONE PUBBLICA E PER LA LORO REPERIBILITÀ
DIGITAL AGENDA ITALIA |
METODI PER LA RILEVAZIONE E IL CONFRONTO DELLA QUALITÀ
DEI SERVIZI ON LINE E DEI SITI WEB DELLE PA
VALUTAZIONE DEGLI UTENTI SULLA QUALITÀ DEI SERVIZI ON LINE DELLE PA
ASSEGNAZIONE E GESTIONE DEI NOMI A DOMINIO NEL SLD “GOV.IT”
Nomi a dominio registrati
Adempimenti a carico del Registrante
SOGGETTI: COMPITI E FUNZIONI
Registro del “gov.it”: DigitPA
ORGANIZZAZIONE E STRUTTURA DEI NOMI ASSEGNABILI NEL SLD “GOV.IT”
Struttura dell’albero dei nomi
Struttura geografica predefinita
Nomi a dominio riservati ed assegnabili soltanto a specifiche pubbliche
VERIFICA, SOSPENSIONE E REVOCA
Su richiesta dell’Autorità competente
Per mancanza di requisiti soggettivi
Su richiesta dell’assegnatario
SCHEDA DI COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA
ELENCO DEI NOMI RISERVATI E NON ASSEGNABILI
MODALITÀ DI ISCRIZIONE AL DOMINIO “.GOV.IT”
| DIGITAL AGENDA ITALIA
MODALITÀ DI PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI NELL’ALBO ON LINE
Lo stato di realizzazione delle sezioni dedicate alla pubblicità legale sui
siti delle amministrazioni
Caratteristiche della pubblicazione on line
Criteri generali per la pubblicazione degli atti sull’Albo on line
Check list di orientamento
Rivisitazione dei regolamenti ed eventuale adeguamento
Individuazione dei ruoli e delle competenze
Adeguamento del sito istituzionale e uso di accorgimenti tecnici
Fruibilità e tempi di pubblicazione
QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO E DOMINIO DI APPLICABILITÀ
| PRESENTAZIONE E SINTESI |
Le Linee guida per i siti web delle Pubbliche Amministrazioni, previste dall’art. 4
della Direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione 26
novembre 2009, n. 8, intendono suggerire alle Pubbliche Amministrazioni criteri
e strumenti per la riduzione dei siti web pubblici obsoleti e per il miglioramento
di quelli attivi, in termini di principi generali, modalità di gestione e aggiornamento, contenuti minimi. A tal fine, le Linee guida sono finalizzate a delineare gli
aspetti fondamentali del processo di sviluppo progressivo dei servizi on line e di
offerta di informazioni di qualità rivolte al cittadino, che deve contraddistinguere ogni pubblica amministrazione.
Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel rispetto della loro autonomia organizzativa e comunque nel rispetto del riparto di competenza di cui all’art. 117
della Costituzione - le Linee guida intendono rappresentare uno strumento agile e
fruibile, ad uso non esclusivo degli “addetti ai lavori”. Secondo quanto previsto
dalla Direttiva n. 8/2009, le Linee guida sono oggetto di revisione almeno annuale, al fine di garantire alle PA un continuo aggiornamento normativo e un costante supporto tecnico-operativo.
Questo documento rappresenta la versione definitiva delle Linee guida aggiornate per il 2011, risultato della fase di consultazione pubblica, durata due mesi e
condotta attraverso un forum di discussione pubblicato sul sito web del Ministro
per la pubblica amministrazione e l’innovazione (www.innovazionepa.gov.it), con
l’obiettivo di coinvolgere tutti gli stakeholder interessati. I riscontri e le indicazioni pervenuti durante la fase di condivisione e confronto sono stati utilizzati per la
revisione del documento preliminare pubblicato a maggio.
I contenuti delle Linee guida siti web delle PA 2011, organizzati in sei capitoli
secondo la struttura adottata nell’edizione precedente e integrati con novità tecnico-operative e normative, sono di seguito descritti:
• il primo Capitolo definisce i destinatari delle Linee guida e illustra sinteticamente i riferimenti normativi più rilevanti. Questa sezione - modificata e integrata rispetto alle modifiche introdotte al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) dal Decreto Legislativo n. 235/2010, alle novità apportate dalle Linee guida per la predisposizione del Programma triennale per la trasparenza
e l’integrità della Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche-CiVIT (Delibera n. 105/2010),
dalle Linee guida emanate dal Garante della Privacy in materia di
trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web (Deliberazione del 2 marzo 2011), dal c.d. “Decreto sviluppo”
(Decreto Legge n. 70 del 13 maggio 2011, convertito nella Legge n. 106 del 12
luglio 2011) - richiama i principi generali ai quali devono attenersi le amministrazioni pubbliche nella attuazione degli indirizzi contenuti nella Direttiva n. 8/2009;
• il secondo Capitolo identifica i possibili interventi da realizzare, sulla base delle diverse tipologie di siti web pubblici (istituzionali o tematici);
• il terzo Capitolo è dedicato a descrivere i passi essenziali del processo di razionalizzazione dei contenuti e di riduzione dei siti web obsoleti, con lo scopo di fornire uno schema logico di partenza attraverso cui ogni pubblica amministrazione può pianificare le attività necessarie;
• il quarto Capitolo propone criteri di indirizzo per accompagnare le Pubbliche
Amministrazioni nel percorso di miglioramento costante della qualità dei propri siti web richiamando principi chiave, requisiti essenziali (aggiornati rispetto alle novità introdotte dalla Delibera CiVIT n. 105/2010) e processi fondamentali, con particolare attenzione all’iscrizione al dominio “.gov.it”, ai temi dell’accessibilità e alla gestione dei contenuti tramite Content Management System
(CMS);
• il quinto Capitolo indica criteri e strumenti per il trattamento dei dati e della
documentazione pubblica, offrendo esempi di sperimentazioni (ad esempio: Italian Open Data Licence – IODL);
• il sesto Capitolo illustra orientamenti e principi generali utili a offrire elementi di indirizzo per le Pubbliche Amministrazioni interessate a confrontarsi su temi innovativi come la valutazione da parte degli utenti, il benchmark tra amministrazioni, il confronto e l’interazione dei cittadini. Il testo aggiorna circa la
funzione di “accessibile.gov.it”, specifica alcuni aspetti metodologici di valutazione dei siti web della PA, rende conto dei principi sanciti nel testo del “nuovo
CAD”, richiamando inoltre gli elementi di novità introdotti in tema di partecipazione con le Delibere CiVIT n. 89/2010 e n. 105/2010.
Ad integrazione del documento, nell’Appendice “Contenuti minimi dei siti istituzionali pubblici” è descritto in dettaglio un insieme di contenuti minimi per un
sito istituzionale pubblico.
Coerentemente al dettato della Direttiva n. 8/2009, le Linee guida sono corredate
da Vademecum di approfondimento che verranno progressivamente pubblicati
e aggiornati, allo scopo di fornire alle Pubbliche Amministrazioni, con continuità
e dettaglio, indicazioni e criteri guida su specifici temi innovativi, aspetti tecnicooperativi, normativi e sulle modalità di razionalizzazione, dismissione, gestione,
sviluppo e diffusione dei siti web delle PA.
Gli approfondimenti proposti per il 2010 sono stati raccolti nel documento
Vademecum “Indicazioni operative per la costruzione, lo sviluppo e la
gestione dei siti web delle PA”:
• Componenti funzionali per la costruzione dei siti web delle PA - suggerisce un modello per la strutturazione dei siti web pubblici distinguendo tra le differenti tipologie di servizi, con lo scopo di fornire alle Pubbliche Amministrazioni criteri per l’individuazione delle categorie applicabili al proprio dominio;
• Criteri per lo sviluppo e la gestione dei siti web delle PA - fornisce raccomandazioni per la realizzazione e la gestione dei siti web delle Pubbliche Amministrazioni proponendo l’adozione di un approccio metodologico basato sul ciclo
di vita di un progetto;
• Ruoli coinvolti nello sviluppo e nella gestione dei siti web delle PA - specifica il ruolo della figura alla quale, all’interno dell’amministrazione, viene attribuita la responsabilità del procedimento di pubblicazione dei contenuti del
sito, delineandone funzioni e compiti, in coordinamento con altre risorse strategiche.
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Al momento della pubblicazione, le presenti Linee guida 2011 sono integrate dai
seguenti Vademecum:
• Assegnazione e gestione dei nomi nel dominio “.gov.it”;
• Modalità di pubblicazione dei documenti nell’Albo on line.
Infine, si segnala che è stata attivata sul sito web del Ministro per la pubblica
amministrazione e l’innovazione una sezione interamente dedicata alle Linee
http://www.innovazionepa.gov.it/lazione-del-ministro/linee-guida-siti-webpa/presentazione.aspx . A partire dal mese di settembre 2011 è stato attivato sul
sito del Ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione (www.innovazionepa.gov.it) uno “spazio forum” dedicato. Nel chiamare a raccolta le esperienze e la partecipazione dei soggetti protagonisti dell’attuazione delle Linee
guida, è attiva una community professionale con l’obiettivo di mettere a fattor
comune conoscenze e riflessioni, anche grazie alla realizzazione di momenti di
incontro “face to face”.
Lo Schema 1 descrive la struttura del presente volume, richiamando gli elementi
di novità introdotti quest’anno rispetto alla versione del 2010.
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NORMATIVA DI RIFERIMENTO; DESTINATARI; FIGURE CHIAVE
(IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO PUBBLICAZIONE
DEI CONTENUTI DEI SITI WEB PUBBLICI)
DEI SITI WEB ISTITUZIONALI
SPECIFICHE PER L’ISCRIZIONE AL DOMINIO “.GOV.IT”; INTEGRAZIONI IN TEMA DI ACCESSIBILITÀ E DI GESTIONE DEI
CONTENUTI TRAMITE CMS
PRINCIPALI NOVITÀ SEGNALATE: “NUOVO CAD” (D. LGS. N.
235/2010); DELIBERA CIVIT N. 105/2010; LINEE GUIDA
GARANTE DELLA PRIVACY (DELIBERAZIONE 2 MARZO
2011); CD “DECRETO SVILUPPO” (LEGGE N. 106 DEL 12
LUGLIO 2011, DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 70 DEL 13
PER LA RILEVAZIONE E IL CONFRONTO DELLA QUALITÀ DEI
ASSEGNAZIONE E
GESTIONE DEI NOMI NEL
DOMINIO “.GOV.IT”
NELL’ALBO ON LINE
SPECIFICHE SU ACCESSIBILE.GOV.IT, PARTECIPAZIONE E
WEB 2.0, TRASPARENZA (NUOVO CAD E DELIBERE CIVIT),
METODI DI VALUTAZIONE DEI SITI WEB PA
PER IL TRATTAMENTO DEI DATI E DELLA DOCUMENTAZIONE
PER LA QUALITÀ DEI SITI WEB DELLE PA
PER LA RAZIONALIZZAZIONE DEI CONTENUTI E PER LA
RIDUZIONE DEI SITI WEB DELLE PA
PER L’ANALISI E L’IDENTIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI
DA REALIZZARE IN BASE ALLA TIPOLOGIA DI SITO WEB
SEZIONE II - RACCOMANDAZIONI E ADEMPIMENTI
Schema 1 – Struttura delle Linee guida siti web delle PA
|CAP. 1| DESTINATARI DELLE LINEE GUIDA
DIRETTIVA DEL MINISTRO per la pubblica amministrazione e l’innovazione 26 novembre 2009, n. 8 per la riduzione dei siti web delle
Pubbliche Amministrazioni e per il miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni on line al cittadino e alle imprese prevede, all’art. 4, l’emanazione delle presenti Linee guida.
L’obiettivo è quello di suggerire alle Pubbliche Amministrazioni criteri e strumenti per la razionalizzazione dei contenuti on line, la riduzione dei siti web pubblici
obsoleti e il miglioramento di quelli attivi.
Destinatari delle Linee guida sono tutte le amministrazioni pubbliche di cui
all’art. 1, comma 2, del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel rispetto della loro autonomia organizzativa e comunque nel rispetto del riparto di competenza di cui all’articolo 117 della Costituzione, ovvero: tutte le amministrazioni dello Stato ivi compresi gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e
aziende e gli Enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al Decreto
Legislativo 30 luglio 1999, n. 3001.
Al fine di assicurare una gestione coordinata dei contenuti digitali, delle informazioni on line e dei processi redazionali dell’Amministrazione, la Direttiva n.
8/2009 introduce la figura del responsabile del procedimento di pubblicazione dei contenuti (vedi Vademecum 2010 “Indicazioni operative per la
costruzione, lo sviluppo e la gestione dei siti web delle PA”).
Si rammenta che le disposizioni qui richiamate sono rilevanti ai fini della misurazione e della valutazione della performance sia organizzativa sia individuale previste dagli articoli 8 e 9 del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, di attuazione della Legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività
Di seguito è sinteticamente indicata la normativa di riferimento.
Tra gli altri, il tema dell’applicazione delle Linee guida nei contesti territoriali sarà successivamente approfondito nel Vademecum “Modelli organizzativi per il dispiegamento e l'attuazione delle Linee Guida”, che tiene conto sia dei differenti ruoli di governo ed indirizzo dei diversi livelli amministrativi locali sia delle difficoltà che possono incontrare gli Enti di piccole dimensioni
nelle azioni di adeguamento dei propri siti istituzionali. Infatti, in molti casi l’azione delle amministrazioni locali si attua attraverso il coinvolgimento delle società in-house, sulla base di deleghe che possono riguardare più livelli dell’azione amministrativa
riguardante un sito web (progettazione, predisposizione della documentazione di gara, gestione tecnologica, redazione dei contenuti, pubblicazione dei contenuti).
|1.1| NORMATIVA
Nell’ambito della pubblica amministrazione, la progettazione e la realizzazione di
un sito web che intenda raggiungere gli obiettivi di efficacia, efficienza e customer satisfaction, che ogni amministrazione è chiamata a garantire, deve avvalersi di una metodologia che consenta la normalizzazione e la standardizzazione dei
processi sulla base di regole condivise, in relazione alle diverse finalità istituzionali.
La pubblicazione da parte dell’ente pubblico di informazioni e documenti, nonché
l’offerta di servizi on line, oltre alla conformità alla normativa regolamentare
nazionale ed internazionale, deve garantire la certezza istituzionale della fonte e
l’attualità delle relative informazioni.
Nel nostro ordinamento, le disposizioni legislative emanate nel corso degli ultimi
anni rafforzano il quadro di riferimento per la realizzazione di
un’Amministrazione Digitale (CAD), anche in tema di progettazione e sviluppo di
siti web. Nei paragrafi che seguono si evidenziano le più significative in termini
di impatto e complessità, offrendo al contempo una sintetica presentazione dei
principi fondamentali cui esse si ispirano.
|1.1.1| Principi dell’Amministrazione digitale
Il testo normativo che riunisce i principi alla base dell’Amministrazione digitale
è il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), considerato nella versione del
testo integrato che comprende:
• Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82, pubblicato in G.U. del 16 maggio 2005,
n. 112 - S.O. n. 93 “Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD)”;
• Decreto Legislativo 4 aprile 2006, n. 159, pubblicato in G.U. del 29 aprile 2006,
n. 99 - S.O. n. 105 “Disposizioni integrative e correttive al Decreto Legislativo 7
marzo 2005, n. 82 recante Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD)”;
• Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 aprile 2008 - “Regole tecniche e di sicurezza per il funzionamento del Sistema pubblico di connettività previste dall’art. 71, comma 1-bis del Decreto Legislativo 7 marzo 2005,
n. 82, recante il “Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD)”;
• Decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito in Legge 28 gennaio 2009,
n. 2 che ha introdotto modifiche al CAD;
• Legge 18 giugno 2009, n. 69, che ha introdotto il comma 2-ter e 2-quater all’art.
54 del CAD in materia di contenuto dei siti delle Pubbliche Amministrazioni
• Decreto Legislativo n. 235 del 30 dicembre 2010, che ha modificato e integrato il CAD.
Il CAD promuove e regola la disponibilità, la gestione, l’accesso, la trasmissione,
la conservazione e la fruibilità dell’informazione in modalità digitale, utilizzando
le tecnologie dell’informazione e della comunicazione all’interno della pubblica
amministrazione e nei rapporti tra amministrazione e privati.
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In relazione alla progettazione e allo sviluppo di siti web, il CAD ha espresso alcune indicazioni di carattere generale ed altre più specifiche riguardanti, tra l’altro,
i contenuti minimi che un sito di una pubblica amministrazione deve contenere
per garantire il livello minimo di servizio al cittadino.
In particolare, per gli aspetti riguardanti direttamente i siti web delle
Amministrazioni, si richiamano le seguenti disposizioni:
• art. 52: accesso telematico ai dati e documenti delle Pubbliche Amministrazioni;
• art. 53: caratteristiche dei siti;
• art. 54: contenuto dei siti delle Pubbliche Amministrazioni;
• art. 55: consultazione delle iniziative normative del Governo;
• art. 56: dati identificativi delle questioni pendenti dinanzi all’autorità giudiziaria di ogni ordine e grado;
• art. 57: moduli e formulari.
In attuazione della normativa contenuta nel CAD, la Direttiva del Ministro per
l’innovazione e le tecnologie 18 novembre 2005 “Linee guida per la Pubblica
Amministrazione Digitale (CAD)” ha definito i criteri e le azioni concrete da
attuare nelle Pubbliche Amministrazioni per realizzare i principi del “Codice
dell’Amministrazione Digitale (CAD)”. La Direttiva regolamenta diversi aspetti
dell’attività amministrativa ed in particolare:
• la comunicazione telematica tra pubblica amministrazione e cittadini:
– comunicazione esterna e posta elettronica;
– servizi telematici di informazione preventiva;
• la comunicazione interna alle Pubbliche Amministrazioni;
• la Carta Nazionale dei Servizi;
• le transazioni economiche on line;
• la conferenza di servizi on line;
• la sicurezza dei sistemi informativi;
• le strutture per l’organizzazione, l’innovazione e le tecnologie.
Schema 2 - Decreto Legislativo n. 235/2010: il nuovo CAD
Il nuovo CAD, il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) (Decreto
Legislativo n. 235/2010) entrato in vigore il 25 gennaio 2011, costituisce
insieme al Decreto Legislativo n. 150/2009 il secondo pilastro su cui si basa
il processo di rinnovamento delle amministrazioni pubbliche. Il nuovo CAD
rinnova il quadro normativo in materia di Amministrazione Digitale (CAD)
definito nel 2005 con il Decreto Legislativo n. 82, aggiornando le regole di
riferimento rispetto a un panorama tecnologico in evoluzione.
Il nuovo Codice introduce un insieme di innovazioni normative che incidono
concretamente sui comportamenti e sulle prassi delle amministrazioni e
sulla qualità dei servizi resi. La riforma rende così effettivi i diritti per cittadini e imprese, cogenti gli obblighi per la PA, dà sicurezza agli operatori circa
la validità, anche giuridica, dell’Amministrazione Digitale (CAD). In coerenza
con il Piano e-Gov, l’orizzonte temporale dell’intervento è il 2012.
Alcuni dei principali cambiamenti introdotti dalla riforma del CAD sono di
• Validità dei documenti informatici (art. 22, 23, 23-bis, 23-ter): il nuovo CAD
fornisce indicazioni sulla validità delle copie informatiche di documenti con
riferimento preciso circa le diverse possibilità (copia digitale del documento
cartaceo, duplicazione digitale, ecc.);
• Conservazione digitale dei documenti (artt. 43-44 bis): è prevista la gestione della conservazione dei documenti e del relativo processo da parte di un
Responsabile della conservazione che si può avvalere di soggetti pubblici o privati che offrono idonee garanzie;
• Posta elettronica certificata (artt. 6 e 65): la PEC diventa il mezzo più veloce, sicuro e valido per comunicare con le PA. I cittadini possono utilizzare
la PEC anche come strumento di identificazione, evitando l’uso della firma
• Siti pubblici e trasparenza (art. 54): il nuovo CAD arricchisce il contenuto
dei siti istituzionali delle amministrazioni, prevedendo che sugli stessi siano
pubblicati, in modo integrale, anche tutti i bandi di concorso. La norma obbliga le PA ad aggiornare i dati e le notizie che per legge devono essere pubblicati sul proprio sito istituzionale. Anche tale aspetto viene considerato ai
fini della valutazione dei dirigenti;
• Customer satisfaction dei cittadini su Internet (artt. 54 e 63): le PA sono
tenute ad adottare strumenti idonei alla rilevazione immediata, continua e
sicura del giudizio dei propri “clienti” sui servizi on line;
• Moduli on line (art. 57): le PA hanno l’obbligo di pubblicare on line l’elenco
dei documenti richiesti per procedimento (moduli e formulari validi) e non possono richiedere l’uso di moduli o formulari che non siano stati pubblicati sul
web. La mancata pubblicazione è rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili;
• Trasmissione delle informazioni via web (art. 58): le PA non possono richiedere informazioni di cui già dispongono. Per evitare che il cittadino debba fornire più volte gli stessi dati, le amministrazioni titolari di banche dati predisporranno apposite convenzioni aperte per assicurare l’accessibilità delle informazioni in proprio possesso da parte delle altre amministrazioni;
• Comunicazioni tra imprese e amministrazioni (art. 5 bis): la presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti (anche a fini statistici) tra imprese e PA (e viceversa) avviene solo utilizzando tecnologie ICT;
• Accesso ai servizi in rete (artt. 64 e 65): per l’accesso ai servizi erogati in rete dalle Pubbliche Amministrazioni è possibile utilizzare strumenti diversi dalla carta d’identità elettronica e dalla carta nazionale dei servizi, previa individuazione del soggetto che ne richiede il servizio;
• Firme (artt. 1, comma 1, lett. q-bis, e 28, comma 3-bis): si introduce il concetto di firma elettronica avanzata, con cui è possibile sottoscrivere un documento informatico con piena validità legale.
• Carta di identità elettronica e Carta nazionale dei servizi (art. 64): Car-
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te di identità elettronica e Carte nazionale dei servizi valgono ai fini dell’identificazione elettronica;
• Pagamenti elettronici (art. 5): il nuovo CAD introduce alcuni strumenti (carte di credito, di debito o prepagate e ogni altro strumento di pagamento elettronico disponibile) per consentire alle PA di riscuotere i pagamenti. Inoltre,
permette loro di avvalersi di soggetti anche privati per la riscossione;
• Protocollo informatico, fascicolo elettronico e tracciabilità (artt. 40-bis
e 41): è previsto che ogni comunicazione inviata tramite PEC tra le PA e tra
queste e i cittadini o le imprese sia protocollata in via informatica. L’amministrazione titolare del procedimento raccoglierà gli atti, i documenti e i dati del procedimento medesimo in un fascicolo elettronico, dotato di un apposito identificativo;
• Open data (artt. 52 e 68): il nuovo CAD mette in primo piano la responsabilità delle PA nell’aggiornare, divulgare e permettere la valorizzazione dei dati pubblici secondo principi di open government.
Per approfondimenti si veda il volume “Il nuovo CAD. Manuale d’uso” curato da DigitPA, DDI e FormezPA (aprile 2011).
Più recentemente, la Legge n. 106 del 12 luglio 2011 (di conversione del Decreto
legge n. 70 del 13 maggio 2011, il c.d. “Decreto sviluppo”) fornisce ulteriori
indicazioni e indica misure di semplificazione a “costo zero”, anche con riferimento alla trasparenza e alla certezza degli adempimenti burocratico-amministrativi
on line gravanti sulle PA. In particolare, all’art. 6 il “Decreto sviluppo” impone
alle amministrazioni l’obbligo di pubblicare sui propri siti istituzionali, per
ciascuna procedura, l’elenco degli adempimenti e la documentazione necessaria. In caso di inadempienza, la PA non può rifiutare l’istanza del cittadino o dell’impresa e può solo richiedere l’integrazione della documentazione.
Particolarmente rilevante è inoltre l’introduzione dell’obbligo per le amministrazioni di pubblicare sui loro siti web istituzionali l’elenco degli oneri introdotti o
eliminati per ogni singolo atto amministrativo.
Da ultimo, il Decreto legge del 6 luglio 2011, n. 98 recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” specifica all’art. 8 (“Obblighi di trasparenza
per le società a partecipazione pubblica”) che, entro tre mesi dall’entrata in vigore del Decreto, tutti gli enti e gli organismi pubblici devono “inserire e aggiornare periodicamente sul proprio sito istituzionale l’elenco delle società di cui detengono, direttamente o indirettamente, quote di partecipazione anche minoritaria
indicandone l’entità, nonché una rappresentazione grafica che evidenzia i collegamenti tra l’ente o l’organismo e le società ovvero tra le società controllate”,
indicando inoltre se, nell’ultimo triennio dalla pubblicazione, le singole società
hanno raggiunto il pareggio di bilancio.
|1.1.2| Accessibilità
Il tema dell’accessibilità è stato per la prima volta normato dalla Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (c.d. Legge Stanca), recante “Disposizioni per favorire l’accesso dei
soggetti disabili agli strumenti informatici” che ha introdotto l’obbligo per le
Pubbliche Amministrazioni di dotarsi di siti web accessibili.
In base a questa norma, l’accessibilità è definita come “la capacità dei sistemi
informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di
erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da
parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”.
• D.P 1 marzo 2005, n. 75 recante il regolamento di attuazione della Legge Stan.R.
ca per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici;
• Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 contenente i requisiti tecnici ed i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici; sono in corso di revisione i nuovi requisiti tecnici proposti dal gruppo di lavoro incaricato della revisione dell’Allegato A del D.M. 8 luglio 2005 (cfr. nota 17).
|1.1.3| Trasparenza e partecipazione attiva del cittadino
La partecipazione del cittadino alla vita democratica è un principio che discende
direttamente dal diritto di sovranità popolare e dal diritto di cittadinanza, riaffermato dalla normativa europea. Alcune azioni dell’Unione, quali la “Carta europea dei diritti dell’uomo nella città“ (2000) e l’Agenda della conferenza di
Fuerteventura, “Sviluppo della cittadinanza democratica e di una leadership
responsabile a livello locale“ (2002), sostengono la partecipazione diretta dei
cittadini e la massima trasparenza nelle comunicazioni tra pubblica amministrazione e cittadini.
Uno degli obiettivi fondamentali è trasformare, attraverso l’uso delle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione, le relazioni interne ed esterne del settore pubblico, con il fine di migliorare l’erogazione dei servizi e la partecipazione
della società civile alla vita democratica. L’impiego delle tecnologie costituisce lo
strumento principale per il mutamento delle relazioni fra soggetti, che richiede un
rilevante cambiamento culturale, in particolare per i soggetti pubblici, i quali
sono tenuti a rendere conoscibili e fruibili i dati in loro possesso, garantendone la
qualità e l’aggiornamento.
Il principio della partecipazione attiva e della trasparenza dell’azione amministrativa, ribadito dalla “Carta europea per i diritti del cittadino nella Società
dell’informazione e della conoscenza“, con particolare riferimento alle tecnologie informatiche, sancisce quattro diritti fondamentali: il diritto all’accesso,il
diritto all’informazione, il diritto alla formazione, il diritto alla partecipazione.
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La partecipazione viaggia, dunque, di pari passo con un altro concetto fondamentale: la “trasparenza”. La trasparenza intesa come “accessibilità totale” trova
naturale attuazione, nell’era digitale, attraverso la pubblicazione sui siti web istituzionali delle amministrazioni pubbliche delle informazioni concernenti ogni
aspetto dell’organizzazione. I curricula, le retribuzioni, i tassi di assenza e di presenza del personale, i risultati dell’attività di misurazione e valutazione svolta
dagli organi competenti sono solo alcuni degli elementi essenziali per favorire la
diffusione di forme di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e
imparzialità. La trasparenza costituisce, infatti, un livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’art. 117, secondo
Pubbliche Amministrazioni hanno l’onere di pubblicare in una apposita sezione
sui propri siti web istituzionali (cfr. paragrafo 4.2). In particolare, la Delibera
CiVIT n. 105/2010 “Linee guida per la predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità” specifica, fra le altre cose, i contenuti che
devono essere pubblicati sul sito istituzionale e le modalità di pubblicazione per
facilitarne la reperibilità e l’uso da parte dei cittadini.
La Legge 7 giugno 2000, n. 150, nel disciplinare le attività di informazione e di
comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni, ha riconosciuto il diritto di
|1.1.4| Privacy
Il rapporto di condivisione in modalità elettronica dell’informazione e della comunicazione tra cittadino e pubblica amministrazione non può prescindere dal
rispetto dei principi della privacy. L’istituzione del Garante per la protezione
dei dati personali, con il compito di intervenire nei settori pubblici e privati per
assicurare il corretto trattamento dei dati e la conformità dell’azione alla normativa vigente, attraverso l’esame dei reclami e delle segnalazioni in materia al fine
di adottare provvedimenti specifici2, ha aggiunto un ulteriore tassello alla regolamentazione della tutela dei dati personali.
La regolamentazione in materia di privacy è definita dal Decreto Legislativo 30
giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (c.d.
Codice della Privacy), in vigore dal 1 gennaio 2004 che, in materia informatica,
prevede il rispetto di alcune misure minime di sicurezza.
Le prescrizioni contenute nel Codice della Privacy sono state aggiornate dai
• Legge 6 agosto 2008 n. 133, di conversione, con modificazioni, del Decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 “Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo eco-
Informazioni sull’attività del Garante per la protezione dei dati personali sono disponibili sul sito http://www.garanteprivacy.it.
nomico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”;
• Decreto Legislativo 30 maggio 2008, n. 109, “Attuazione della Direttiva
2006/24/CE riguardante la conservazione dei dati generati o trattati nell’ambito della fornitura di servizi di capi”.
Inoltre, di più recente pubblicazione, si segnalano le Linee guida in materia di
trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato anche da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione
e diffusione sul web (Deliberazione 2 marzo 2011), che forniscono una serie di
misure ed accorgimenti a cui le amministrazioni si devono attenere quando comunicano o diffondono, tramite il proprio sito istituzionale, dati personali, quando
fanno pubblicità all’azione amministrativa, quando permettono la consultazione
di atti. In modo particolare tali Linee guida affrontano gli aspetti legati alla correttezza e all’aggiornamento dei dati pubblicati, alla reperibilità dei dati da parte
dei motori di ricerca interni ed esterni al sito, al limite temporale della pubblicazione di atti e dati, alle cautele rispetto alla possibilità di duplicazione massiva dei
dati da parte degli utenti.
|1.1.5| Qualità del web
Il tema della qualità del web è, insieme all’accessibilità, alla partecipazione e alla
comunicazione pubblica, direttamente connesso alla finalità di una pubblica
amministrazione al servizio dei cittadini e delle imprese.
La Direttiva 24 marzo 2004 sulla rilevazione della qualità percepita dai cittadini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione
Pubblica, introduce il tema delle indagini di customer satisfaction non solo
come strumenti per la rilevazione della qualità ex-post, ma anche come metodologia di rilevazione ex-ante delle esigenze dei cittadini, con lo scopo di migliorare
la performance dei servizi offerti.
Ancora più specifica è la Direttiva 27 luglio 2005 per la qualità dei servizi on
line e la misurazione della soddisfazione degli utenti dal Ministro per l’innovazione e le tecnologie e dal Ministro per la funzione pubblica, che prevede, tra i
compiti delle Pubbliche Amministrazioni, il miglioramento della comunicazione
istituzionale e la verifica della soddisfazione del pubblico nei confronti dell’utilizzo dei servizi on line (intendendo siti web, chioschi telematici, tv digitale, call center, telefoni cellulari).
• si tratti del canale più utilizzato per l’erogazione di servizi istituzionali;
• sfrutti pienamente le tecnologie disponibili;
• sia un “punto di accoglienza e di accesso per un bacino di utenza potenzialmente, e auspicabilmente, molto più esteso e diversificato di quello di qualunque
sportello tradizionale”;
22 | D I G I T A L
• possa diventare elemento di promozione per gli altri canali;
• consenta di effettuare rilevazioni sulla soddisfazione dell’utente direttamente
(tramite survey) e indirettamente, tramite l’analisi del suo comportamento.
Ulteriore provvedimento di riferimento è la Direttiva 24 ottobre 2005 del
Ministro per la funzione pubblica sulla semplificazione del linguaggio delle
Pubbliche Amministrazioni, che si è posta l’obiettivo di implementare nelle
Pubbliche Amministrazioni la semplificazione del linguaggio in linea con le disposizioni in materia di comunicazione pubblica.
Infine, la Direttiva del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione 19 dicembre 2006 per una pubblica Amministrazione
Digitale (CAD) fornisce alla amministrazioni le indicazioni per accogliere un
approccio organizzativo improntato sulla qualità, sulla autovalutazione e sul
miglioramento continuo nell’adozione del Piano di azione nazionale 2007-2010.
|1.1.6| Comunicazione pubblica
Il testo fondamentale che norma la materia della comunicazione pubblica è la
Legge 7 giugno 2000, n. 150, che disciplina le attività di informazione e comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni, ed il regolamento attuativo contenuto nella Direttiva P.C.M. 21 settembre 2000 sul programma delle iniziative di
informazione e comunicazione istituzionale delle amministrazioni dello Stato che,
nel definire i principi e le modalità cui devono attenersi le amministrazioni per il
perseguimento degli obiettivi di trasparenza, efficacia ed economicità dell’azione
amministrativa, prevede che le Pubbliche Amministrazioni siano dotate di uno
strumento essenziale per migliorare le relazioni con i cittadini, elevando gli standard qualitativi della comunicazione sia interna che esterna.
Gli strumenti previsti dalla Legge per la comunicazione istituzionale rivolta a cittadini ed imprese prevedono: l’Ufficio stampa, l’Ufficio relazioni con il pubblico
(URP) ed “analoghe strutture”. Le strutture analoghe previste richiamano i nuovi
mezzi di comunicazione messi a disposizione dalla tecnologia: siti web, portali,
|1.1.7| Normativa regionale
Molte sono le Regioni che hanno regolamentato normativamente i principi della
Società dell’informazione e gli aspetti organizzativi per garantire la disponibilità
e la qualità dei servizi on line, in particolar modo per quanto riguarda le relazioni con gli Enti locali sul territorio.
Alcune Leggi regionali dedicano particolare attenzione al tema del pluralismo
informatico e dell’utilizzo di standard e formati aperti.
Tab. 1 - Leggi regionali
L.R. del 14 marzo
2000, n. 25
Legge generale sulla società dellʼinformazione
L.R. del 4 , n. 53
L.R. del 24 maggio
2004, n. 11
• Regione Friuli
L.R. del 9 gennaio
L.R. del 18 maggio
2006, n. 8
L.R. del 3 agosto
2001, n. 20
L.R. del 18 Dicembre Legge generale sulla società dellʼinformazione
2006, n. 42
L.R. del 27 gennaio
1999, n. 3
L.R. del 26 marzo
Legge sul pluralismo informatico, software libero e
portabilità dei documenti informatici
L.R. del 3 maggio
2001, n. 6
L.R. del 27 aprile
1999, n. 10
L.R. 26 gennaio
2004, n. 1
Istituzione del sistema informativo e del sistema
statistico regionale
L.R. 5 ottobre
2009, n. 54
L.R. 31 luglio 1998,
Legge sul pluralismo informatico, software a sorgente
aperto e portabilità dei documenti informatici
L.R. 25 luglio 2006,
• Regione Valle
L.R. 12 luglio 1996,
L.R. del 14 novembre 2008, n. 19
Legge sul pluralismo informatico, riuso, formati aperti
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|CAP. 2| ANALISI E IDENTIFICAZIONE
DEGLI INTERVENTI DA REALIZZARE
I SITI WEB DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, in quanto emanazione e rappresentazione dell’Ente di riferimento che ne ha la responsabilità, devono porsi come obiettivo primario quello di concorrere ad affermare il diritto dei cittadini di poter disporre di un’efficace comunicazione, offrendo loro un canale permanente di dialogo con l’istituzione.
I siti rappresentano il mezzo primario di comunicazione, il più accessibile e meno
oneroso possibile, attraverso cui le Pubbliche Amministrazioni si impegnano: a
garantire un’informazione trasparente ed esauriente sul loro operato; a promuovere nuove relazioni con i cittadini, le imprese e le altre PA; a pubblicizzare e consentire l’accesso ai propri servizi; a consolidare la propria immagine. Devono
saper offrire all’utenza servizi - sia di tipo informativo che transazionale – in
grado di rispondere a caratteristiche di qualità che si possono sintetizzare così:
• accertata utilità;
• semplificazione dell’interazione tra amministrazione ed utenza;
• facile reperibilità e fruibilità dei contenuti;
• costante aggiornamento.
Nei paragrafi successivi verrà introdotta una classificazione delle categorie di siti
web delle PA evidenziando per ciascuno i diversi livelli di interazione con l’utente. Si tratta di una classificazione strumentale all’individuazione delle differenti
tipologie di intervento che le Pubbliche Amministrazioni sono chiamate a realizzare.
|2.1| TIPOLOGIA DEI SITI WEB DELLA PA E LIVELLI D’INTERATTIVITÀ
Per gli scopi di queste Linee guida - suggerire criteri e strumenti per la riduzione
dei siti web pubblici obsoleti ed il miglioramento di quelli attivi – qui distinguiamo due macrotipologie di contenuti riferibili a interi siti web delle PA o a sezioni
• istituzionali che si pongono come obiettivo prioritario quello di presentare
un’istituzione pubblica e promuoverne le attività verso un’utenza generalizzata, descrivendone l’organizzazione, i compiti, i servizi relativi ad atti e procedimenti amministrativi di competenza;
• tematici che vengono realizzati, anche in collaborazione tra più amministrazioni, con una specifica finalità come, a titolo esemplificativo:
- la promozione di una nuova iniziativa di policy;
Parte 1 - Capitolo 2
- la comunicazione mirata a specifici target;
Per entrambe le tipologie, l’impegno richiesto alla Pubblica Amministrazione è
quello di cercare di raggiungere, oltre agli obiettivi specifici del sito, il massimo
livello di funzionalità dei servizi offerti all’utenza, servizi che possono variare in
relazione alla finalità del sito che li ospita (istruzione, salute, ambiente, giustizia,
Regione, Comune, ASL, ecc.) ed al livello dell’interazione con l’utenza.
In via generale, distinguiamo cinque livelli d’interazione dei servizi messi a
disposizione su un sito pubblico (Tabella 2).
Tab. 2 - Livelli di interattività
Sono fornite allʼutente informazioni sul procedimento amministrativo (ad esempio: finalità, termini di richiesta, ecc.) ed
eventualmente sulle modalità di espletamento (sedi, orari di
sportello, ecc.)
Interazione a una via
Oltre alle informazioni, vengono resi disponibili allʼutente i
moduli per la richiesta dellʼatto/procedimento amministrativo
di interesse che dovrà poi essere inoltrata attraverso canali
tradizionali (modulo di variazione residenza o moduli di
Lʼutente può avviare lʼatto/procedimento amministrativo di
interesse (ad esempio, il modulo può essere compilato e
inviato on line) e viene garantita solo la presa in carico dei
dati immessi dallʼutente e non la loro contestuale elaborazione
interesse fornendo i dati necessari ed eseguire la transazione corrispondente interamente on line, incluso l'eventuale
pagamento dei costi previsti
L'utente, oltre ad eseguire on line l'intero ciclo del procedimento amministrativo di interesse, riceve informazioni (sono
ricordate le scadenze, viene restituito lʼesito del procedimento, ecc.) che gli sono inviate preventivamente, sulla
base del profilo collegato (la cosiddetta pro-attività)
Inoltre, vengono individuati, a fronte delle funzioni che potrebbero avere i differenti siti, i possibili obiettivi primari del sito e, in corrispondenza, i contenuti
caratterizzanti ed i livelli d’interazione prevedibili per i servizi (Tabella 3).
L’elenco dei contenuti che caratterizzano ciascuna tipologia di siti non è esaustivo, ma è utile a specificare gli obiettivi. Allo stesso modo, gli obiettivi primari dei
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Tab. 3 - Obiettivi primari dei siti web della PA
di sito web
Chi siamo, dove siamo, attività istituzionali e
correnti (news, comunicati stampa, ecc.),
organigramma, normativa, documentazione,
concorsi, gare e appalti (ecc.)
Dal 1° al 3 °
Erogare servizi di
Servizi informativi: modulistica, servizi di
interazione con lʼutente (“Scrivici”, risposte a
domande ricorrenti - Faq, ecc.), servizi transattivi e di pagamento
unʼiniziativa,
Interviste, interventi, sala stampa, comunicati stampa, speciali, approfondimenti (ecc.)
Forum, Wiki, bacheche, social navigation
Erogare specifici
servizi anche trasversali a più amministrazioni
Documenti formativi, didattica on line, corsi
siti tematici riportati nella Tabella 3 sono tra i più diffusi, ma non esauriscono la
gamma delle possibili finalità di un sito appartenente a tale tipologia.
Nonostante il livello d’interattività dei servizi offerti da un sito web sia un indice importante per la valutazione del sito stesso, l’efficienza, l’efficacia e la qualità di un sito web sono legate ad altri aspetti fondamentali ed imprescindibili:
l’usabilità, la soddisfazione d’uso, l’appropriatezza, la capacità di interpretare i
|2.2| TIPOLOGIE DI INTERVENTO DA REALIZZARE
Uno degli obiettivi fondamentali di queste Linee guida è quello di razionalizzare
le informazioni presenti in rete, ridurne i costi di gestione e offrire un servizio che
vada nella direzione di un miglioramento continuo.
Secondo stime effettuate, il tema impatta su oltre 40.000 siti web gestiti dalle
Pubbliche Amministrazioni, suddivisi tra istituzionali e tematici.
Per quanto riguarda la categoria dei siti istituzionali, gli interventi di razionalizzazione mirano quasi interamente ad una revisione dei contenuti e ad una eventuale cancellazione di pagine obsolete predisponendo un archivio storico che preservi,
nel tempo, il patrimonio informativo. Di norma, non è previsto procedere alla chiusura di un sito web istituzionale salvo che non sia la stessa amministrazione ad
essere accorpata o soppressa a seguito di interventi normativi o regolamentari.
Per quanto concerne invece la categoria dei siti tematici, oltre alla revisione dei
contenuti, si può giungere ad una vera e propria dismissione laddove si sia verificato il non sussistere delle condizioni minime di loro utilità.
Proprio in relazione ai siti tematici, le presenti Linee guida intendono proporre
una strategia di intervento che coinvolga principalmente i responsabili del procedimento di pubblicazione dei contenuti dei siti web (vedi Cap. 1). Comunque,
per migliorarne visibilità e raggiungibilità, è opportuno che ogni Amministrazione
renda disponibile l’elenco aggiornato di questi sul sito istituzionale, come specificato al successivo Cap. 4, Tabella 5.
A tali fini, è importante che le Pubbliche Amministrazioni conferiscano a questi
ultimi il compito di:
• porre in essere azioni continue di manutenzione dei contenuti web pubblicati
nel sito istituzionale e di rendere evidente la presenza di questa attività;
• valutare l’opportunità di avviare interventi di razionalizzazione dei contenuti on line e di riduzione dei siti tematici;
• promuovere una verifica dell’utilità riferita all’attivazione di un nuovo sito o servizio web.
Affinché ciascuna Amministrazione possa identificare quali azioni compiere per il
processo di miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni on line al
cittadino, è opportuno avviare un’analisi che comprende tre fasi fondamentali:
Per ogni sito web dell’amministrazione, l’attività di raccolta delle informazioni
deve essere finalizzata a:
• realizzare una mappa di tutti i siti web afferenti alla propria amministrazione;
• predisporre, per ogni sito web, una scheda che includa un insieme minimo di elementi conoscitivi:
• la descrizione degli obiettivi e della storia del sito;
• alcuni indicatori chiave quali:
- lo stato di aggiornamento dei contenuti;
- gli accessi unici e le pagine lette;
- la soddisfazione dell’utente3;
- i dati di costo (investimento, costi correnti, risorse umane).
Per quanto riguarda le modalità di rilevazione della customer satisfaction si rimanda al Capitolo 6.
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Tab. 4 - Checklist di base per l’individuazione della tipologia di intervento da realizzare
Identificare il numero dei siti tematici e quando sono stati realizzati
Individuare i siti coincidenti con progetti, iniziative, eventi conclusi già da tempo
Determinare lʼesistenza di altri siti tematici con contenuti ridondanti rispetto a altri siti, anche gestiti da
strutture o uffici differenti (della stessa Amministrazione o di altre), per i quali potrebbe essere attuata
una opera di consolidamento
Valutare la possibilità di ricomprendere nel sito istituzionale le tematiche trattate nei siti tematici
Effettuare la rilevazione e lʼanalisi degli accessi, con particolare riguardo alla soddisfazione degli utenti
Nel caso della gestione di una community, valutare la coerenza tra risultati attesi e risultati conseguiti,
in termini di numero di iscrizioni, discussioni avviate e messaggi ricevuti
Nel caso dei siti web tematici dedicati a specifici servizi, valutare la coerenza tra risultati attesi e risultati conseguiti, in termini di transazioni gestite e di visite degli utenti
Nel caso di siti web tematici relativi alla formazione, valutare lʼadeguatezza dellʼaggiornamento dei contenuti didattici, lʼadeguatezza del numero di utenti e del livello di utilizzo
Valutare quanto sia necessario rendere visibili contenuti che si considerano obsoleti
Analizzare lʼeffettiva utilità di un sito tematico creato per supportare una attività o un progetto ormai
Valutare se il sito è gestito con un numero congruo di persone
Individuare i costi di gestione del sito
Analizzare i contratti in essere legati al sito
Verificare lʼavvenuta registrazione del sito al dominio “.gov.it”
Valutare la chiarezza negli itinerari di navigazione del sito
Valutare la comprensibilità e la chiarezza dei contenuti
Sulla base delle informazioni raccolte e attraverso una autodiagnosi basata sugli
aspetti sintetizzati nella Tabella 4, ogni Amministrazione può effettuare una valutazione e individuare lo scenario di riferimento.
Una volta terminato il processo di analisi preliminare per ciascun sito,
l’Amministrazione può identificarsi in una delle seguenti situazioni:
• Caso A, sito da mantenere - il sito risponde positivamente alla valutazione e
non richiede interventi di riduzione;
• Caso B, sito da razionalizzare - il sito non risponde positivamente alla valutazione, ma sussistono gli obiettivi e le condizioni che hanno portato alla sua realizzazione ed è necessaria una revisione dei contenuti o dell’architettura informativa o del nome di dominio;
• Caso C, sito da dismettere - il sito non risponde positivamente alla valutazione e non sussistono gli obiettivi iniziali o le condizioni che hanno portato alla sua
realizzazione; conseguentemente, deve essere dismesso, trasferendo o archiviando i contenuti.
Il Caso A descrive il caso “ideale” a cui ogni amministrazione deve tendere: in
queste situazioni l’Amministrazione dovrà assicurare la manutenzione del livello
positivo raggiunto.
I Casi B e C sono oggetto di approfondimento nella sezione che segue e che descrive con maggior dettaglio le azioni da compiere per la razionalizzazione dei contenuti (B) e la riduzione dei siti web pubblici (C).
Vi è, infine, una quarta tipologia dinnanzi alla quale può trovarsi una pubblica
• Caso D, sito da realizzare - l’Amministrazione deve attivare un nuovo sito web
In questa situazione, è importante delineare una procedura - standardizzata
all’interno dell’amministrazione e condivisa con i vertici amministrativi - che
identifichi, a livello organizzativo e tecnologico, le azioni da intraprendere per la
realizzazione di un nuovo sito web tematico.
È raccomandabile seguire le fasi descritte nel Vademecum 2010 “Indicazioni
operative per la costruzione, lo sviluppo e la gestione dei siti web della PA”,
che suggerisce un approccio operativo basato sul ciclo di vita del progetto tenendo conto che, relativamente al caso di un sito web tematico, tale procedura dovrà
prima di tutto verificare che la nuova realizzazione sia realmente necessaria e non
riconducibile a sezioni o aree del sito istituzionale.
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|CAP. 3|CRITERI D’INDIRIZZO PER LA RAZIONALIZZAZIONE
DEI CONTENUTI E PER LA RIDUZIONE DEI SITI WEB
IN BASE AI CRITERI indicati nella sezione precedente, l’identificazione degli interventi da realizzare può condurre a definire differenti percorsi operativi.
Nei paragrafi che seguono sono sintetizzate le principali azioni consigliate,
nel caso in cui gli interventi da porre in essere riguardino:
1) la razionalizzazione dei contenuti on line - Caso B, sito da razionalizzare;
2) la riduzione dei siti web - Caso C, sito da dismettere.
|3.1| RAZIONALIZZAZIONE DEI CONTENUTI DI UN SITO WEB PUBBLICO
Nell’ipotesi in cui sia da ritenersi opportuna una revisione dei contenuti, si raccomanda di definire procedure di controllo dei contenuti (il cosiddetto content
audit) e di definizione dei bisogni, nonché di applicare regole di aggiornamento
continuo. In particolare, occorre:
• controllare e aggiornare periodicamente i contenuti soggetti a obsolescenza;
• evidenziare elementi informativi relativi alla effettiva validità del singolo contenuto (data di pubblicazione di una notizia, vigenza di una norma, scadenza di
un provvedimento, ecc.);
• evidenziare la data di pubblicazione e la data di ultimo aggiornamento sulla singola pagina, sezione del sito, banca dati;
• monitorare gli accessi e verificare la rispondenza dei contenuti/servizi alle aspettative degli utenti, anche attraverso strumenti semplici (come nel caso del progetto “Mettiamoci la faccia”);
• valutare la necessità di una revisione del nome di dominio e dell’architettura dell’informazione, eventualmente con l’integrazione del sito tematico nel proprio
|3.2| RIDUZIONE DEI SITI WEB PUBBLICI (CASO C)
È importante rilevare che l’azione da intraprendere è comparabile ad un vero e
proprio progetto: la sua pianificazione consentirà di coordinare le attività, gestire
il rischio, assicurare che le questioni critiche siano affrontate in modo appropriato e garantire la massima trasparenza verso i vari soggetti interessati.
Il piano da realizzare dovrebbe essere sviluppato con il contributo proveniente dai
vari uffici dell’amministrazione, tra cui quelli che hanno prodotto i contenuti e le
informazioni pubblicate e quelli dedicati all’ICT.
Alcune delle azioni fondamentali devo essere volte a:
• effettuare un controllo dei contenuti pubblicati;
• identificare i collegamenti chiave del sito web;
• identificare e gestire i contenuti che non devono più essere pubblicati on line;
• migrare i contenuti4.
|3.2.1| Effettuare un controllo dei contenuti pubblicati
Le amministrazioni devono effettuare comunque una revisione dei contenuti dei
siti web nelle prime fasi del progetto. L’audit dovrebbe identificare, per ciascun
contenuto, almeno:
1) il proprietario del contenuto;
2) la rilevanza del contenuto;
3) la data di ultimo aggiornamento;
4) l’accuratezza del contenuto.
La revisione è utile per determinare il contenuto che dovrebbe essere migrato
verso un altro sito web e per identificare quei contenuti che sono (o che dovrebbero essere) opportunamente archiviati.
I contenuti che si reputano rilevanti per qualche destinatario potrebbero essere
allocati su un altro sito web, suddivisi in più siti esistenti o trasferiti in un sistema di archiviazione.
Dovrebbero comunque essere identificati i contenuti di perenne utilità facendo in
modo di segnalarli, di conservarli e di renderli accessibili sul lungo periodo anche
attraverso forme di interoperabilità - tecnologica, semantica e organizzativa integrandoli all’interno di sezioni, banche dati del proprio sito istituzionale o di
siti di altre fonti pubbliche.
|3.2.2| Identificare i collegamenti chiave del sito web
Alcuni dei link presenti all’interno del sito web da dismettere potrebbero condurre ad un certo numero di siti/pagine chiave, sia all’interno che all’esterno
dell’Amministrazione. Affinché tali siti/pagine continuino ad essere raggiunti è
importante informare i loro gestori della eventuale operazione di dismissione.
Oltre a ciò, alcune pagine del sito web da dismettere potrebbero essere referenziate anche da siti esterni. In questo caso è importante informare i gestori di quei siti
della eventuale operazione di dismissione in modo da consentire una aggiornamento dei link. L’analisi degli accessi al sito può rivelarsi uno strumento efficace
per individuare questi collegamenti. Qualora si presenti il caso di collegamenti
molto diffusi e non risulti praticabile avvertire tutti i siti che li contengono, si
ritiene utile fornire una struttura di reindirizzamento che - in modo automatico -
Si raccomanda che l’Amministrazione conservi, inserendo apposite clausole nei contratti di sviluppo/gestione dei siti web, la
piena proprietà dei dati, anche prevedendo la possibilità di esportare tali dati al momento della dismissione del sito.
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ridiriga gli utenti verso il nuovo sito o avverta dell’avvenuta dismissione.
È importante verificare la necessità di mantenere la proprietà del dominio per
reindirizzarlo alla homepage del sito istituzionale.
|3.2.3| Identificare e gestire i contenuti che non devono più essere raggiungibili via web e i contenuti che devono essere spostati in un archivio storico
I siti web rappresentano una parte essenziale delle modalità rispetto alle quali le
Pubbliche Amministrazioni intendono comunicano con i cittadini e le imprese. I
siti web e i loro contenuti possono quindi continuare a rivelarsi essere utili anche
se non sono più strettamente legati alla funzione per cui erano stati creati: occorre quindi prestare molta attenzione ad individuare, a conservare e a preservare
I contenuti che non sono considerati più necessari on line devono essere comunque gestiti, identificando le procedure interne alla Pubblica Amministrazione più
adatte per la gestione delle informazioni e della documentazione.
In alcuni casi potrebbe risultare necessario archiviare l’intero sito, ed in tal senso
occorre attuare procedure il più possibile standardizzate per la conservazione dei
contenuti, evidenziando che si tratta di un archivio storico e collocando eventualmente le pagine in una area del sito istituzionale chiaramente identificabile come
tale (ad esempio: www.archivio.nomesito.gov.it).
|3.2.4| Migrare i contenuti da conservare on line
Il contenuto che deve essere mantenuto on line necessita di essere spostato su un
altro sito web. Le questioni fondamentali che le Pubbliche Amministrazioni possono prendere in considerazione prima della migrazione comprendono le seguenti azioni:
• rivedere i contenuti, al fine di garantire che la migrazione si riveli aggiornata e
• garantire che il contenuto risieda in un sistema di archiviazione;
• elaborare un documento contenente le procedure da adottare comprensive dei
dettagli per la migrazione dei contenuti;
• determinare come e quando i contenuti saranno migrati in modo che ne consegua il minimo impatto sugli utenti;
• utilizzare differenti sistemi di gestione dei contenuti per i vecchi e per i nuovi
siti web. Spesso i siti web da dismettere sono realizzati con tecnologie che non
sono aggiornate e, nel caso di siti gestiti da Content Management System (CMS),
possono richiedere infrastrutture di difficile manutenzione. Al fine di semplificare la gestione degli archivi di siti e in funzione dell’immutabilità legata alla loro natura di archivio, può essere conveniente utilizzare strumenti di “staticizzazione” delle pagine che li svincolino dai database e dagli application server che inizialmente li gestivano;
• verificare il completamento ed il buon esito della migrazione prima di dismettere il sito in via definitiva.
La migrazione comporta una serie di potenziali rischi che vanno analizzati al fine
di prevenire con anticipo eventuali problemi che possano compromettere la raggiungibilità di servizi al cittadino e l’immagine dell’Amministrazione. Nell’ambito
dell’analisi dei rischi è importante considerare quelli relativi:
• alla perdita o agli eventuali danni sui contenuti durante il processo di trasferimento;
• alla non disponibilità di contenuti importanti per un periodo di tempo;
• al caricamento di contenuti obsoleti;
• alla soddisfazione degli utenti nel periodo necessario alla migrazione.
Come previsto dall’art. 5 della Direttiva n. 8/2009, le amministrazioni pubbliche
che si iscrivono al dominio “.gov.it” dovranno altresì comunicare l’elenco dei siti
web tematici che si intendono dismettere al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: riduzionesitiweb@postacertificata.gov.it.
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|CAP 4| CRITERI DI INDIRIZZO E STRUMENTI
PER GARANTIRE LA QUALITÀ DEI SITI WEB
IL PROCESSO DI MIGLIORAMENTO dei siti web delle Pubbliche Amministrazioni
prende avvio da un insieme di fattori chiave: la riconoscibilità della natura
pubblica del sito; la chiara identificazione dell’amministrazione che lo gestisce; la concreta indicazione delle modalità per soddisfare i requisiti minimi derivanti dalle previsioni normative di cui al paragrafo 1.1.
1) iscrivere un sito al dominio “.gov.it”, condizione essenziale per l’immediata riconoscibilità della sua natura pubblica, e scegliere il nome del sito per identificare livello amministrativo, specificare l’amministrazione che lo gestisce ed il
responsabile incaricato;
2) soddisfare i principi di trasparenza dell’azione amministrativa, identificando i
contenuti minimi indispensabili di un sito web pubblico e le politiche di gestione in merito alla natura e all’utilizzo dei contenuti on line ed alle modalità di trattamento dei dati inseriti dall’utente;
Più in dettaglio, per le regole di gestione ed assegnazione dei nomi nel “.gov.it”, nonché per le modalità operative di iscrizione si rinvia al Vademecum “Assegnazione
e gestione dei nomi a dominio nel Second Level Domain (SLD) “gov.it”.
|4.1| ISCRIZIONE AL DOMINIO “.GOV.IT”
I siti web rappresentano ormai da tempo un consolidato strumento di comunicazione e diffusione di servizi dei quali anche la pubblica amministrazione fa largo
uso; ad essi deve essere riconosciuto un significativo contributo nella costruzione
di un rapporto aperto e proficuo con gli utenti (cittadini, imprese, istituzioni).
Per questo motivo è necessario che la PA caratterizzi la propria offerta di informazioni e servizi in modo che la si possa facilmente “distinguere” rispetto all’offerta complessiva propria del web, senza ambiguità né possibili fraintendimenti.
La Direttiva n. 8/2009 sancisce nelle Premesse l’ambito di applicazione e l’obbligatorietà dell’iscrizione al dominio “.gov.it”: “[…] le Pubbliche Amministrazioni
sono tenute a provvedere all’iscrizione al dominio .gov di tutti i siti che intendono mantenere attivi”5.
La registrazione al dominio “.gov.it” dei siti della pubblica amministrazione garantisce che, già a partire dall’indirizzo web (il più sintetico degli elementi rappresentativi di un sito), sia immediatamente percepita dagli utenti la natura pubblica
dell’informazione, ovvero l’appartenenza del sito alla Pubblica Amministrazione.
• registrare un nuovo sottodominio;
• variare gli attributi di un sottodominio già registrato;
• cessare l’utilizzo di un sottodominio;
• sostituire il referente amministrativo di un sottodominio già registrato.
Il documento “Dominio .gov.it - Procedura per la gestione dei sottodomini di terzo
livello gov.it”, pubblicato sul sito di DigitPA6, approfondisce gli scenari cui fare
riferimento per avviare correttamente le procedure descritte e fornisce in allegato la relativa modulistica.
Il responsabile del procedimento di pubblicazione, all’indirizzo e-mail indicato nel
sito, riceverà gli esiti delle verifiche periodiche per il mantenimento del nome a
dominio “.gov.it”.
Per quanto riguarda le modalità di assegnazione del nome e di gestione dei nomi a
dominio, ai sensi della Direttiva PCM del 30 maggio 2002 “[…] i nomi di dominio di
3° livello da utilizzare nell’ambito del dominio .gov.it dovranno essere il più possibile autoesplicativi e brevi; a tal fine è opportuno non inserire nel nome il suffisso
“ministero, ente, dipartimento […]” (es. innovazionepa.gov.it).” e “[…] La modalità
di assegnazione dei nomi nel dominio “.gov.it” è analoga a quanto ad oggi avviene
per la registrazione di nomi nel dominio “.it” o sotto la sua struttura geografica predefinita. […] Ogni altra attività relativa alla gestione dei domini, come cambio di
nome, cessazione, riassegnazione, cambio di provider/mantainer, modifica della
delega ecc. dovrà essere tempestivamente comunicata con lettera al Dipartimento”.
In analogia con quanto stabilito per il dominio “.it”, da parte dell’Ente delegato per
la sua gestione (CNR – Istituto di Informatica e Telematica di Pisa), anche per il
dominio “.gov.it” DigitPA ha redatto, un apposito Regolamento di assegnazione e
gestione dei nomi nel dominio “.gov.it”, disponibile nel Vademecum
“Assegnazione e gestione dei nomi a dominio nel SLD “gov.it””
In particolare, considerando che l’iscrizione al dominio al “.gov.it” deve essere
un’occasione per ripensare e riorganizzare in modo omogeneo il nome dei siti
dell’Ente, all’assegnazione e alla gestione dei nomi nel dominio gov.it sono applicate le seguenti regole:
Per le Regioni e gli Enti locali territoriali si applica nel rispetto della loro autonomia organizzativa e comunque nel rispetto del
riparto di competenza di cui all'art. 117 della Costituzione.
36 | D I G I T A L
• i nomi a dominio dei siti istituzionali delle Amministrazioni sono assegnati e gestiti, ove possibile, in analogia con quanto stabilito per il dominio “.it”, da parte dell’Ente delegato per la sua gestione, al fine di ridurre l’impatto organizzativo e comunicativo della migrazione;
• i siti tematici delle Amministrazioni devono avere dei nomi a dominio auto-esplicativi e di facile riconoscibilità, e devono preferibilmente risiedere all’interno
del dominio istituzionale dell’Ente, realizzando dei sottodomini ad hoc oppure
delle sottosezioni del dominio istituzionale.
La gestione del dominio “.gov.it” è centralizzata: non è quindi prevista l’assegnazione di domini di terzo livello (third level domain) a specifiche categorie preposte istituzionalmente alla gestione del settore di competenza, per una gestione
delegata ed autonoma.
Possono essere escluse dalla registrazione al dominio “.gov.it” le Università e gli
Enti di ricerca. A tali fini, sarà necessario darne esplicita comunicazione al
DigitPA. Tali amministrazioni dovranno comunque rispettare tutti gli altri requisiti dettati per i siti web e contenuti nelle presenti Linee guida.
|4.1.1|Gestione della migrazione al dominio “.gov.it”
Ferme restando le indicazioni date nel paragrafo precedente circa l’iscrizione
“.gov.it”, si consiglia di iscrivere contestualmente lo stesso nome anche sotto il
dominio “.it”.
Inoltre, si consiglia di mantenere attivi i nomi di dominio “.it” precedentemente
utilizzati, all’atto dell’iscrizione dei siti delle amministrazioni al dominio “.gov.it”.
Per garantire la raggiungibilità e la riconoscibilità dell’amministrazione nell’ambito del dominio “.gov.it” si dovrà effettuare un redirezionamento delle richieste
di accesso al sito, effettuate sull’indirizzo “.it” verso il nuovo indirizzo “.gov.it”6.
Se vengono registrati più domini commerciali associati al proprio sito, è consigliabile che tutti reindirizzino al dominio principale “.gov.it”7.
|4.2| TRASPARENZA E CONTENUTI MINIMI DEI SITI ISTITUZIONALI
L’art. 11 del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, definisce la trasparenza come “accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione
sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti
gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituziowww.digitpa.gov.it/sites/default/files/guida%20rapida%20gestione%20dominio%20gov%20it%20WEB.pdf.
Per una completa usabilità di tale procedura, il redirezionamento deve essere preferibilmente effettuato lato server, via protocollo HTTP. Qualora ciò non fosse possibile - e quindi il redirezionamento debba essere effettuato lato client, via HTML - è necessario realizzare una pagina che spieghi all’utente ciò che accade ed impostare dei tempi di redirezionamento sufficienti a
garantire all’utente il pieno controllo dell'operazione.
nali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi
competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità. Essa costituisce livello essenziale delle
prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’art. 117, secondo
comma, lettera m), della Costituzione”.
L’attività amministrativa deve ispirarsi al principio di trasparenza e i cittadini
hanno diritto ad una informazione completa e qualificata anche attraverso i siti
pubblici. È necessario quindi assicurare la massima circolazione possibile delle
informazioni - sia all’interno del sistema amministrativo sia fra quest’ultimo ed
il mondo esterno - in modo tale che l’operato delle amministrazioni pubbliche sia
garante della piena legalità.
L’art. 54 del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’Amministrazione
digitale” individua i dati minimi che devono essere necessariamente presenti nei
siti istituzionali pubblici.
Da ultimo, l’art. 32 della Legge 69/2009 introduce il tema della pubblicazione sui
siti istituzionali di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale, come assolvimento dell’obbligo di pubblicazione.
Al fine di favorire la ricerca delle informazioni essenziali contenute nei siti istituzionali, come approfondito anche nel successivo Capitolo 5, si consiglia di aggiungere al testo delle pagine web informazioni aggiuntive che ne descrivono determinate caratteristiche e i principali contenuti. Infatti, l’HTML permette di inserire
nei documenti delle parole-chiave – i metadati - per consentire ai motori di ricerca di ottimizzare il recupero dell’informazione.
I metadati, definiti secondo lo standard Dublin Core recepito come norma ISO
15836:200 , hanno infatti due funzioni principali: individuare e identificare un
documento e informare sulle sue caratteristiche.
Lo standard in questione prevede l’inserimento delle informazioni aggiuntive a
livello di intestazione (ovvero nella sezione HTML compresa fra <HEAD> e
<HEAD>), estendendo quindi la grammatica con nuovi9 possibili valori per gli
elementi <META> e, in generale, per l’intero documento .
La Tabella seguente schematizza i contenuti che devono essere presenti sui siti
istituzionali, collegandoli alle norme di riferimento e segnalando alla voce
“Indicazioni di reperibilità” i principali suggerimenti operativi per ciascuna voce.
Per una indicazione puntuale dell’organizzazione e dei contenuti della Sezione
Trasparenza, valutazione e merito si rimanda alla Delibera CiVIT n.105/2010.
Per approfondimenti sullo standard dei metadati Dublin Core: www.dublincore.org; http://www.iso.org/iso/iso_catalogue/catalogue_tc/catalogue_detail.htm?csnumber=37629.
Si ricorda che, per poter utilizzare lo standard Dublin Core (DC), è necessario aggiungere un profilo all’elemento <HEAD>: <HEAD profile=http://dublincore.org/documents/dcq-html/> e i collegamenti agli schemi utilizzati per gli elementi del Simple Dublin
Core (DC) e per il Qualified Dublin Core (DCTERMS) <LINK rel=”schema.DC” href=http://purl.org/dc/elements/1.1/” />; <LINK
rel=”schema.DCTERMS” href=http://purl.org/dc/terms/” /> .
38 | D I G I T A L
Tab. 5 - Contenuti minimi dei siti web istituzionali delle PA
reperibilità 10
allʼUfficio relazioni con il
pubblico (URP)
• Direttamente raggiungibili
dalla testata o dalla home
“DC.Description”
"URP">
• indirizzate dallʼetichetta
“URP” o “Ufficio Relazioni
con il Pubblico”
Indirizzo istituzionale di
posta elettronica certificata a cui il cittadino
possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del
CAD, con lʼindicazione al
pubblico dei tempi di
Art. 54 comma 2-ter
Legislativo 7 marzo
2005, n. 82 “Codice
dellʼAmministrazione
Costantemente disponibile
allʼinterno della testata,
ovvero collocato in posizione
privilegiata per visibilità della
"Posta elettronica
certificata CAD">
per la trasparenza e l'integrità ed il relativo stato
n. 150/2009
Allʼinterno della sezione
denominata “Trasparenza,
valutazione e merito”, raggiungibile da un link, chiaramente identificabile dallʼetichetta “Trasparenza,
valutazione e merito”, posto
nellʼhomepage del sito istituzionale
"Trasparenza">
"Il Piano e la
Delibera CiVIT n.
relative alla pubblicazione
e lʼintegrità)
In attesa della definizione di un Tesauro condiviso per i contenuti minimi dei siti istituzionali, si preferisce utilizzare il metadato Description.
Tab. 5 (segue) - Contenuti minimi dei siti web istituzionali delle PA
Lʼorganigramma e lʼarticolazione degli uffici, le
attribuzioni e lʼorganizzazione di ciascun ufficio
anche di livello dirigenziale non generale, i
nomi dei dirigenti responsabili dei singoli uffici,
nonché il settore dellʼordinamento giuridico riferibile allʼattività da essi
Art. 54 del Decreto
• Allʼinterno della sottosezione denominata “Dati informativi sullʼorganizzazione e i
procedimenti”, facente parte
della Sezione “Trasparenza,
valutazione e merito”
• Elemento chiaramente indirizzato da unʼetichetta esplicativa
• Informazioni costantemente
aggiornate e corrispondenti
a quanto indicato nellʼatto
normativo che regolamenta
lʼorganizzazione della amministrazione
"Organigramma">
Lʼelenco delle tipologie di
procedimento svolte da
ciascun ufficio di livello
dirigenziale non generale, i termini e le scadenze
per la conclusione di ciascun procedimento (*)
• Correlato alle sezioni informative sui procedimenti ed a
quelle di distribuzione della
modulistica e servizi on line
• Al fine di semplificare lʼaccesso da parte dei cittadini, lʼamministrazione deve inserire
un link denominato “Come
fare per” a partire dalla home
page del sito, che indirizza a
questi contenuti ed a quelli
loro correlati
"Procedimenti">
Il nome del responsabile
e lʼunità organizzativa
responsabile dellʼistruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale,
nonché dellʼadozione del
provvedimento finale,
come individuati ai sensi
degli articoli 2, 4 e 5 della
Legge 7 agosto 1990, n.
241 (*)
• Correlato alle sezioni informative sui procedimenti
• Al fine di semplificare lʼaccesso da parte dei cittadini,
lʼamministrazione deve inserire un link denominato
“come fare per” a partire
dalla home page del sito, che
indirizza a questi contenuti
procedimento">
40 | D I G I T A L
Le scadenze e le modalità di adempimento dei
procedimenti individuati
ai sensi degli articoli 2 e
4 della Legge 7 agosto
1990, n. 241 (*)
"Scadenze dei
adempimenti">
Lʼelenco delle documentazione richiesta per i
singoli procedimenti, i
moduli e i formulari validi,
anche ai fini delle dichiarazioni sostitutive di certificazione e delle dichiarazioni sostitutive di
notorietà11
Art. 57 del Decreto
• Indirizzata dalla etichetta
• Correlata alla sezione relativa ai procedimenti
"Modulistica">
Lʼelenco dei regolamenti
ministeriali o interministeriali, nonché dei provvedimenti amministrativi
adottati al fine di regolare
l'esercizio di poteri autorizzatori, concessori o
certificatori, nonché l'accesso ai servizi pubblici
ovvero la concessione di
benefici, completi dellʼelenco di tutti gli oneri
informativi gravanti sui
cittadini e le imprese
introdotti o eliminati con
gli atti medesimi12
Art. 6 del Decreto
legge 13 maggio
2011, n. 70
"Regolamenti
ministeriali">
Si ricorda che, ai sensi dell’art 57 del CAD, le pubbliche amministrazioni non possono richiedere ai cittadini l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati. In caso di mancata pubblicazione, i procedimenti possono essere avviati senza la presentazione del modulo/formulario. Inoltre, ai sensi dell’6 del Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70, per i procedimenti ad istanza di
parte, l’amministrazione procedente non può respingere l'istanza adducendo la mancata produzione di un atto o documento e
deve invitare l'istante a regolarizzare la documentazione in un termine congruo; il provvedimento di diniego non preceduto dall'invito di cui al periodo precedente è nullo.
I criteri e le modalità per la pubblicazione dei contenuti di cui all’articolo 6 del Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70, devono
essere definiti con regolamento emanato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa, entro il 13 ottobre 2011.
Lʼelenco delle caselle di
posta elettronica istituzionali attive
• Associate al nome e cognome del dipendente destinatario o titolo dellʼufficio destinatario o descrizione della
funzione cui la casella è
istituzionale">
Allʼinterno della sottosezione
denominata “Dati informativi
sullʼorganizzazione e i procedimenti”, facente parte della
Sezione “Trasparenza, valutazione e merito”
certificata PEC">
Informazioni circa la
"Qualità servizi">
Carta della qualità dei
servizi alla cui emanazione sia tenuto il soggetto
"Carta dei servizi">
I nominativi e i curricula
dei dirigenti e dei titolari
di posizioni organizzative, redatti in conformità
al vigente modello europeo
denominata “Dati relativi al
Personale”, facente parte
"Nominativi e CV
Dirigenti e titolari
organizzative">
variabili della retribuzione e delle componenti
legate alla valutazione di
"Retribuz
ioni Dirigenti">
42 | D I G I T A L
I curricula e le retribuzioni di coloro che rivestono
"Retribuzioni e CV
politici">
I nominativi ed i curricula
dei componenti degli
di valutazione e del
Responsabile delle funzioni di misurazione della
dei Valutatori">
I tassi di assenza e di
personale distinti per uffici di livello dirigenziale
2009 n. 69
"Assenze e
presenze">
Le retribuzioni annuali,
curricula, indirizzi di
posta elettronica, numeri
telefonici ad uso professionale di segretari provinciali e comunali
"Dati segretari
provinciali/
comunali">
L'ammontare complessivo dei premi collegati alla
performance stanziati e
l'ammontare dei premi
effettivamente distribuiti
"Premi e
compensi">
L'analisi dei dati relativi
al grado di differenziazione nell'utilizzo della premialità sia per i dirigenti,
sia per i dipendenti
"Premialità">
Art. 55, comma 2 del
30 marzo 2001, n.
165 così come modificato
dallʼart.68,
disciplinare">
Art.1, comma 7 del
DPR 23 aprile 2004,
"Ruolo dirigenti">
Art 47, comma 8 del
165/2001 così come
sostituito dallʼart. 59 del
"Contrattazione
nazionale">
Art. 3 Circolare
"Richieste
a bandire">
ad assumere">
"Rimodulazione
fabbisogno">
Gli incarichi, retribuiti e
non retribuiti, conferiti ai
dipendenti pubblici e a
denominata “Dati relativi a
incarichi e consulenze”,
facente parte della Sezione
“Trasparenza, valutazione e
merito”
"Incarichi
e soggetti privati">
La contabilizzazione dei
agli utenti finali e intermedi ed evidenziazione
dei costi effettivi e di
quelli imputati al personale per ogni servizio
erogato, nonché il monitoraggio del loro andamento
7 agosto 1997, n.
denominata “Dati sulla gestione economico finanziaria dei
servizi pubblici”, facente parte
"Contabilizzazione
servizi erogati">
44 | D I G I T A L
Art. 40 bis, comma 4
n. 165/2001, così
dallʼart.
"Contratti
integrativi">
Dati concernenti consorzi, enti e società di cui le
pubbliche amministrazioni facciano parte, con
indicazione - in caso di
società - della relativa
nonché dei dati concernenti lʼesternalizzazione
di servizi e delle attività
anche per il tramite di
"Consorzi Enti
e Società">
Indicatore dei tempi medi
di pagamento relativi agli
acquisti di beni, servizi e
forniture (indicatore di
tempestività dei pagamenti), nonché tempi
medi di definizione dei
procedimenti e di erogazione dei servizi con riferimento
allʼesercizio
finanziario precedente
denominata “Dati sulla gestione dei pagamenti”, facente
"Gestione dei
pagamenti">
Buone prassi in ordine ai
tempi per lʼadozione dei
provvedimenti e per
lʼerogazione dei servizi al
denominata “Dati relativi alle
buone prassi”, facente parte
"Buone prassi">
Istituzione e accessibilità
in via telematica di albi
dei beneficiari di provvidenze di natura economica
denominata “Dati su sovvenzioni, contributi, crediti, sussidi e benefici di natura economica”, facente parte della
"Albi beneficiari
provvidenze">
Art. 8, Decreto legge
6 luglio 2011, n. 98
“Disposizioni urgenti
Progettazione e Realizzazione di siti web nella Pubblica Amministrazione

References: art. 52
 art. 53
 art. 54
 art. 55
 art. 56
 art. 57

Art. 54

Art. 54

Art. 57

Art. 6

Art. 55

Art.1

Art. 3

Art. 40

Art. 8