Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2013/12/12/05/comunic.htm
Timestamp: 2019-06-16 11:00:54+00:00

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﻿V Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - giovedì 12 dicembre 2013
TESTO AGGIORNATO AL 13 DICEMBRE 2013
Giovedì 12 dicembre 2013. — Presidenza del presidente Francesco BOCCIA. – Interviene il viceministro dell'economia e delle finanze Stefano Fassina.
La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'11 dicembre 2013.
Ricorda che, come convenuto nella scorsa riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, al fine di assicurare l'esame delle numerose proposte emendative segnalate dai gruppi in tempi compatibili con quelli previsti per la conclusione in sede referente dell'esame del provvedimento in Commissione, sarà consentito, di regola, oltre all'intervento del presentatore dell'emendamento, un intervento per gruppo diverso da quello del presentatore.
Segnala che l'emendamento Latronico 1.2653 è sottoscritto dall'onorevole Liuzzi; l'emendamento Crimì 1.2886 è sottoscritto dall'onorevole D'Uva; L'onorevole Crimì ritira la propria firma dall'emendamento Gigli 1.1797; l'emendamento Bellanova 1.710 è sottoscritto dall'onorevole Manfredi; Pag. 206l'emendamento Giulietti 1.434 è sottoscritto dall'onorevole Catalano; gli emendamenti De Micheli 1.1888, De Micheli 1.1912, Crimi 1.2886, Speranza 1.2109, Speranza 1.2115, Fiano 1.2126, Fiano 1.2129, Fiano 1.2131, Speranza 1.2119, Guerra 1.2231, Rughetti 1.3424, De Micheli 1.1918, De Micheli 1.1896 sono sottoscritti dall'onorevole Carra; l'emendamento Di Gioia 1.3034 è sottoscritto dall'onorevole Leone; l'emendamento Tullo 1.1013 è sottoscritto dall'onorevole Catalano; l'emendamento Salvatore Piccolo 1.1535 è sottoscritto dall'onorevole Amendola; l'emendamento Di Gioia 1.3130 è sottoscritto dagli onorevoli Galperti e Petitti; l'emendamento Di Gioia 1.3038 è sottoscritto dall'onorevole Attaguile; l'emendamento Scuvera Tab.A.8 è sottoscritto dall'onorevole Decaro; l'emendamento De Menech 1.2587 è sottoscritto dall'onorevole Crimì; l'emendamento Pagani 1.259 è sottoscritto dall'onorevole Caruso; l'emendamento Palese 1.3273 è sottoscritto dall'onorevole Fabrizio Di Stefano; l'emendamento Zampa 1.2503 è sottoscritto dall'onorevole Mariano; l'emendamento Fratoianni 1.2909 è sottoscritto dall'onorevole Nicchi.
Avverte altresì che la Commissione passerà ora all'esame delle proposte emendative riferite al disegno di legge di stabilità.
Rocco PALESE (FI-PdL) interviene sull'organizzazione dei lavori, lamentando il ritardo con il quale è stata avviata la seduta rispetto alle previsioni iniziali e chiedendo che sia definito un programma di massima delle prossime sedute.
Francesco BOCCIA, presidente, fa presente che il relatore ha acquisito il parere del Governo sulle proposte emendative relative a numerosi commi del provvedimento in esame. Evidenzia tuttavia la necessità che il relatore proceda ad un attento esame ed ad una accurata valutazione di tali pareri. Con riferimento all'esigenza rappresentata dall'onorevole Palese di una puntuale organizzazione dei lavori della Commissione, fa presente che nel corso della giornata odierna sarà convocato l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, relativamente alle proposte emendative riferite al comma 4 dell'articolo unico, formula invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, dell'emendamento Faenzi 1.1429, ritenendo non idonee le modalità di copertura ivi previste. Al riguardo, fa infatti presente che l'emendamento in questione effettua una riduzione lineare delle dotazioni relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C, per un importo di 300 milioni di euro per l'anno 2014.
Rocco PALESE (FI-PdL), dichiarandosi in disaccordo con il relatore, non accede all'invito al ritiro dell'emendamento Faenzi 1.1429.
La Commissione respinge l'emendamento Faenzi 1.1429.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, relativamente alle proposte emendative riferite al comma 5, esprime parere contrario sull'emendamento Distaso 1.263, diretto a modificare le attuali quote di ripartizione del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Al riguardo, fa presente, infatti, che le attuali modalità di ripartizione sono conformi alla disciplina, nazionale e comunitaria, vigente in materia. Propone inoltre l'accantonamento dell'emendamento De Micheli 1.1888, volto a prevedere la destinazione di una quota delle risorse del predetto Fondo a interventi di messa in sicurezza del territorio, in deroga alle percentuali di riparto specificamente previste.
Il viceministro Stefano FASSINA concorda con il parere del relatore in merito all'emendamento Distaso 1.263. Concorda altresì con il relatore in ordine alla proposta di accantonamento dell'emendamento De Micheli 1.1888.
Rocco PALESE (FI-PdL), nel manifestare sorpresa in merito alla posizione assunta dal rappresentante del Governo sull'emendamento Distaso 1.263, osserva come la ripartizione dei fondi strutturali sia in passato sempre stata effettuata, attribuendo una quota delle relative risorse nella misura dell'85 per cento alle aree del Mezzogiorno e del restante 15 per cento a quelle del Centro-Nord. Rileva, inoltre, come i fondi strutturali rappresentino l'unico strumento in grado di rilanciare l'economia del Paese, in particolare delle regioni rientranti nell'Obiettivo 1. Invita pertanto il rappresentante del Governo ed il relatore ad avviare una riflessione su tale tema. Osserva infine che tali risorse andrebbero escluse dal calcolo dei vincoli derivanti dal Patto di stabilità interno.
Angelo RUGHETTI (PD), con riferimento all'emendamento Distaso 1.263, evidenzia che la necessità di modificare le attuali quote di ripartizione del Fondo per lo sviluppo e la coesione va individuata nell'incapacità di alcune regioni di impiegare le risorse secondo le modalità previste dalla normativa comunitaria. Relativamente all'emendamento De Micheli 1.1888, osserva che le risorse destinate agli interventi di messa in sicurezza del territorio andrebbero escluse dai vincoli del Patto di stabilità, per consentire alle regioni il loro effettivo utilizzo.
La Commissione respinge l'emendamento Distaso 1.263.
Rocco PALESE (FI-PdL), contestando quanto affermato dal collega Rughetti, ribadisce che le quote di ripartizione del Fondo per lo sviluppo e la coesione, previste dal comma 5 del provvedimento, penalizzano le regioni del Mezzogiorno rientranti nell'Obiettivo 1, che sono, di fatto, impossibilitate ad investire risorse per promuovere la crescita.
Francesco BOCCIA, presidente, fa presente che l'emendamento De Micheli 1.1888, non essendovi obiezioni, deve ritenersi accantonato.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, relativamente alle proposte emendative riferite al comma 8, esprime parere contrario sull'emendamento Busin 1.1898, in quanto suscettibile di determinare maggiori oneri per la finanza pubblica. Esprime inoltre parere favorevole sull'emendamento De Mita 1.1587.
Guido GUIDESI (LNA) chiede al relatore e al rappresentante del Governo di riconsiderare il parere contrario espresso sull'emendamento Busin 1.1898, volto a prevedere che le risorse finanziarie relative alla realizzazione dell'autostrada Pedemontana Veneta siano erogate direttamente al Commissario delegato per l'emergenza, determinatasi nel settore del traffico e della mobilità, nel territorio delle province di Treviso e Vicenza. Evidenzia infatti come l'approvazione della predetta proposta emendativa sia di fondamentale importanza ai fini del rispetto dei tempi previsti per la realizzazione di tale opera, che potrebbe peraltro determinare positivi effetti sull'indotto dell'area territoriale specificamente interessata.
Rocco PALESE (FI-PdL) preannuncia il voto favorevole dei deputati del suo gruppo sull'emendamento Busin 1.1898, ritenendone condivisibili le finalità.
Il viceministro Stefano FASSINA fa presente che l'emendamento Busin 1.1898 presenta profili di criticità relativamente alla copertura finanziaria, determinando maggiori oneri in termini di fabbisogno ed indebitamento netto. Ribadisce pertanto il suo parere contrario.
La Commissione respinge l'emendamento Busin 1.1898.
Giuseppe DE MITA (PI) illustra le finalità della proposta emendativa a sua firma 1.1587, volta a meglio specificare le modalità di definizione dei criteri generali per l'individuazione delle aree interne del Paese interessate dai progetti pilota per il riequilibrio dell'offerta dei servizi di base, raccomandandone l'approvazione.
La Commissione approva l'emendamento De Mita 1.1587 (vedi allegato 1).
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, nel passare all'esame delle proposte emendative riferite al comma 9, invita al ritiro dell'emendamento Ribaudo 1.2775, riguardante la proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato degli enti territoriali, facendo presente che la questione sarà oggetto di approfondimento da parte del Governo attraverso la predisposizione di una specifica proposta emendativa.
Francesco RIBAUDO (PD) ritira l'emendamento a sua firma 1.2775.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, passando all'esame delle proposte emendative riferite al comma 10, esprime parere contrario sulle proposte emendative Fedriga 1.2346 e 1.2360, limitatamente alle parti ammissibili, in quanto provvedono alla copertura dei relativi oneri anche mediante una riduzione, di rilevante entità, delle spese per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi delle pubbliche amministrazioni. Esprime inoltre parere contrario sull'emendamento Polidori 1.1464 nel merito e sull'emendamento Palese 1.1662 che prevede, quale modalità di copertura, una ulteriore riduzione delle spese per consumi intermedi delle pubbliche amministrazioni. Esprime infine parere contrario sull'emendamento 1.3340 della XIII Commissione, non ritenendo idonee le modalità di copertura specificamente previste.
Guido GUIDESI (LNA), in relazione agli emendamenti Fedriga 1.2346 e 1.2360, osserva come la Commissione abbia di recente approvato un atto di indirizzo volto a prevedere uno specifico vincolo di destinazione delle risorse derivanti dal processo di revisione della spesa pubblica. Manifesta quindi perplessità in ordine al parere contrario espresso dal relatore sulle predette proposte emendative.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Fedriga 1.2346 e 1.2360.
Rocco PALESE (FI-PdL) chiede che venga riconsiderato il parere contrario sull'emendamento 1.1662 a sua prima firma, che prevede un ulteriore stanziamento, nella misura di complessivi 285 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014-2016, in favore delle scuole paritarie e sottoscrive l'emendamento Polidori 1.1464.
Cosimo LATRONICO (FI-PdL) osserva come l'emendamento Palese 1.1662 sia finalizzato a sostenere il ruolo delle scuole paritarie private, le quali svolgono funzioni di interesse pubblico con conseguenti positivi riflessi sulla finanza dello Stato, che sarebbe altrimenti chiamato ad erogare i predetti servizi in forma diretta.
Simonetta RUBINATO (PD), nel ritenere di fondamentale importanza il tema affrontato dall'emendamento Palese 1.1662, ne propone l'accantonamento, al fine di consentirne l'esame congiuntamente alle ulteriori proposte emendative vertenti su analoga materia, tra cui l'emendamento a sua prima firma 1.2338.
Giuseppe BRESCIA (M5S) preannuncia il voto contrario del suo gruppo sull'emendamento Palese 1.1662, invitando altresì il Governo a confermare il parere contrario precedentemente espresso. Ritiene infatti Pag. 209opportuno destinare prioritariamente le risorse disponibili in favore delle scuole e delle università pubbliche.
Giuseppe DE MITA (SCpI), nel condividere le finalità perseguite dall'emendamento Palese 1.1662, concorda con la proposta di accantonamento avanzata dalla collega Rubinato.
Guido GUIDESI (LNA) si associa alla richiesta di accantonamento dell'emendamento Palese 1.1662, tenuto conto della particolare rilevanza delle funzioni svolte dalle scuole paritarie private.
Raffaello VIGNALI (NCD), con riferimento all'emendamento Palese 1.1662, sottolinea che anche le scuole paritarie fanno parte del sistema pubblico di istruzione, come previsto dalla vigente normativa.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, ritiene che si possa procedere all'accantonamento dell'emendamento Palese 1.1662, sebbene lo stesso abbia finalità in parte differenti rispetto a quelle perseguite dalle ulteriori proposte emendative presentate sulla medesima materia.
Francesco BOCCIA, presidente, fa presente che l'emendamento Palese 1.1662, non essendovi obiezioni, deve ritenersi accantonato.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Polidori 1.1464.
Francesco BOCCIA, presidente, fa presente che l'emendamento 1.3340 della XIII Commissione, non essendovi obiezioni, deve ritenersi accantonato.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative riferite al comma 13, esprime parere favorevole sull'emendamento Mongiello 1.221, volto a sostenere lo sviluppo dei prodotti agricoli tipici, e formula invito al ritiro sull'emendamento Mongiello 1.245.
La Commissione approva quindi l'emendamento Mongiello 1.221 (vedi allegato 1).
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'emendamento Mongiello 1.245 è stato ritirato dai presentatori.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative riferite al comma 14, esprime parere favorevole sull'emendamento Palese 1.1656 e parere contrario sull'emendamento Boccadutri 1.2170.
La Commissione approva quindi l'emendamento Palese 1.1656 (vedi allegato 1).
Sergio BOCCADUTRI (SEL), nel rilevare come l'emendamento 1.2170 a sua prima firma sia volto a sopprimere l'articolo 6-decies del decreto-legge n. 43 del 2013, recante modifiche alla disciplina dell'albo delle camere di commercio italo-estere od estere in Italia, ricorda come ulteriori proposte emendative segnalate dai gruppi si muovano in analoga direzione e ne chiede pertanto l'accantonamento.
La Commissione respinge l'emendamento Boccadutri 1.2170.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative riferite al comma 15, esprime parere favorevole sull'emendamento Marcon 1.2111.
La Commissione approva quindi l'emendamento Marcon 1.2111 (vedi allegato 1).
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative riferite al comma 16, esprime parere contrario sull'emendamento Faenzi 1.1441, le cui disposizioni appaiono prive del necessario coordinamento con quelle di cui all'articolo 66 del decreto-legge n. 1 del 2012.
Rocco PALESE (FI-PdL) propone l'accantonamento della proposta emendativa Faenzi 1.1441, al fine di procedere ad una sua eventuale riformulazione. Fa presente peraltro che la stessa prevede l'alienazione in favore dei giovani imprenditori agricoli dei terreni, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato, allo scopo di sostenere un settore produttivo assai rilevante per l'economia del Paese.
Adriano ZACCAGNINI (Misto) preannunzia il proprio voto contrario sull'emendamento Faenzi 1.1441, anche in considerazione del fatto che talune proposte emendative approvate dalla XIII Commissione già prevedono specifiche misure in favore dei giovani imprenditori agricoli.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Faenzi 1.1441.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative riferite al comma 17, esprime parere contrario sugli emendamenti 1.3342 della XIII Commissione e Monchiero 1.3258, che, sebbene ispirati da finalità condivisibili, prevedono tuttavia una riduzione delle dotazioni di cui alla tabella A del disegno di legge di stabilità, destinate a programmi ritenuti prioritari dal Governo. Propone altresì l'accantonamento dell'emendamento Fanucci 1.1702.
La Commissione respinge l'emendamento 1.3342 della XIII Commissione.
Andrea ROMANO (SCpI) segnala come l'emendamento Monchiero 1.3258 disponga agevolazioni fiscali in favore dei raccoglitori occasionali di tartufi, a suo avviso, meritevoli di sostegno, in quanto rappresentativi di un'antica tradizione particolarmente radicata in talune regioni italiane.
La Commissione respinge l'emendamento Monchiero 1.3258.
Edoardo FANUCCI (PD) illustra l'emendamento a sua firma 1.1702, concernente l'introduzione della cosiddetta web tax a carico delle multinazionali per il fatturato relativo al nostro Paese. In particolare, rileva che la proposta emendativa è volta a contrastare i fenomeni di elusione fiscale dei soggetti sopra richiamati, obbligandoli ad operare per mezzo di partita IVA italiana, nonché a prevedere la tracciabilità di tutti i pagamenti business to business, con conseguente maggior gettito per lo Stato da destinare alla ulteriore riduzione del cuneo fiscale. Ciò consentirebbe altresì, a suo parere, di garantire maggiore giustizia fiscale e di contrastare fenomeni di concorrenza sleale a danno degli operatori europei.
Francesco BOCCIA, presidente, segnala che l'accantonamento dell'emendamento Fanucci 1.1702, proposto dal relatore, è volto a consentire un ulteriore approfondimento delle problematiche affrontate e a discuterlo insieme ad altri emendamenti riguardanti la stessa materia.
Giampaolo GALLI (PD), concordando con la proposta di accantonamento del relatore, ritiene che l'emendamento Fanucci 1.1702 non appare coerente con le regole stabilite in materia dall'Unione europea e dal World Trade Organization, né sembra Pag. 211suscettibile di assicurare maggior gettito per lo Stato, considerato che le richiamate società multinazionali sono già soggette al meccanismo del cosiddetto reverse charge. Auspica pertanto che sul punto possa pervenirsi all'individuazione di una soluzione idonea a risolvere il problema della tracciabilità dei pagamenti, nel pieno rispetto delle regole dianzi evidenziate.
La Commissione accantona l'emendamento Fanucci 1.1702.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative riferite al comma 18, volte a favorire l'imprenditoria agricola giovanile attraverso un'apposita disciplina della alienazione e della locazione dei terreni agricoli, esprime parere favorevole sull'emendamento 1.3388 della XIII Commissione e invito al ritiro sull'emendamento Zaccagnini 1.120. Fa presente che l'invito al ritiro formulato in merito all'emendamento Zaccagnini 1.120 trova giustificazione nel fatto che tale proposta emendativa determina un minore impatto sulla riduzione del debito pubblico rispetto all'analogo emendamento della XIII Commissione.
Adriano ZACCAGNINI (Misto) chiede che l'emendamento 1.120 a sua firma venga accantonato, al fine di consentire una più approfondita riflessione da parte del relatore e del Governo con riguardo alle percentuali dei terreni agricoli da dare in locazione. In particolare, rileva che sarebbe opportuno aumentare tale percentuale, rispetto a quella del 20 per cento prevista dall'emendamento 1.3388 della XIII Commissione, in quanto la locazione di detti terreni è da preferire alla loro alienazione, a causa della difficoltà per i giovani imprenditori agricoli di accedere al credito, anche in considerazione del fatto che, in alcune zone d'Italia, la liquidità è nella disponibilità della criminalità organizzata. Ricorda che esistono già diverse esperienze di incentivazione alla locazione dei terreni agricoli, tra cui quella realizzata in Toscana dalla Banca della Terra. Infine, evidenzia che, a suo avviso, la destinazione dei proventi derivanti dall'alienazione dei terreni dello Stato alla riduzione del debito pubblico non sia di particolare efficacia.
Rocco PALESE (FI) fa presente che, pur non escludendo la possibilità che siano previsti regimi di locazione dei terreni agricoli, non condivide la tesi secondo cui sarebbe preferibile non incentivare la alienazione di tali terreni, in quanto potrebbe dar luogo a fenomeni di corruzione. Segnala che tale approccio determina uno stallo completo del sistema e che, invece, è opportuno agire al fine di risolvere eventuali fenomeni corruttivi e patologici, laddove si verifichino. Ritiene, quindi, opportuno, l'accantonamento di entrambe le proposte emendative riferite al comma 18 del provvedimento in esame, al fine di consentire un ulteriore approfondimento della questione.
Francesco BOCCIA, presidente, ricorda che il relatore e il Governo hanno formulato parere favorevole sull'emendamento 1.3388 della XIII Commissione. Chiede, altresì, all'onorevole Zaccagnini se accede all'invito al ritiro dell'emendamento a sua firma 1.120, formulato dal relatore.
Adriano ZACCAGNINI (Misto), dopo aver rilevato come l'intervento dell'onorevole Palese sia stato, a suo avviso, di carattere ideologico, ribadisce che il suo intento è quello di sottolineare i rischi derivanti dalla difficoltà di accesso al credito, in particolare per le giovani generazioni, e dal fatto che, in alcune parti del Paese, la liquidità è concentrata nelle mani di organizzazioni criminali. Segnala di essere disposto ad accedere all'invito al ritiro dell'emendamento a sua firma 1.120, a condizione che nell'emendamento 1.3388 della XIII Commissione, di analogo contenuto, venga incrementata la percentuale dei terreni da destinare alla locazione.
Francesco BOCCIA, presidente, ricorda all'onorevole Zaccagnini che, qualora intenda ritirare l'emendamento a sua firma, non potrà ripresentarlo in Assemblea.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, manifesta la propria contrarietà ad apportare eventuali modificazioni all'emendamento 1.3388 della XIII Commissione, come richiesto dall'onorevole Zaccagnini.
Bruno TABACCI (Misto-CD) evidenzia come sia fondamentale destinare i proventi derivanti dalla alienazione del patrimonio dello Stato alla riduzione del debito pubblico.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Zaccagnini 1.120 e approva l'emendamento 1.3388 della XIII Commissione (vedi allegato 1).
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative riferite al comma 20, esprime parere contrario sugli identici emendamenti 1.3345 della XIII Commissione, Pelillo 1.1180 e Bosco 1.3071, nonché sull'emendamento 1.3347 della XIII Commissione.
Luca SANI (PD) chiede che le proposte emendative riferite al comma 20 del provvedimento in esame siano accantonate, al fine di consentire al Governo di valutare l'introduzione di agevolazioni fiscali in favore delle aziende agricole. Sottolinea l'importanza della questione trattata dagli emendamenti in oggetto e rileva come sia necessario intervenire, considerato che l'esclusione di tale disciplina dalla legge di stabilità per il 2013 abbia già creato rilevanti problemi al settore agricolo.
Francesco BOCCIA, presidente, non essendovi obiezioni, avverte che gli identici emendamenti 1.3345 della XIII Commissione, Pelillo 1.1180 e Bosco 1.3071 si intendono accantonati. Non essendovi obiezioni, fa presente, inoltre, che l'emendamento 1.3347 della XIII Commissione si intende respinto per l'Assemblea.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative riferite al comma 21, esprime parere contrario sull'emendamento Corda 1.1273 e propone l'accantonamento dell'emendamento Sereni 1.2578.
La Commissione respinge l'emendamento Corda 1.1273 e accantona l'emendamento Sereni 1.2578.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, passa all'esame del comma 22 e dei relativi emendamenti. Esprime quindi parere contrario sull'emendamento Daga 1.609, sugli identici emendamenti Pisicchio 1.379 e Salvatore Piccolo 1.575 e sull'emendamento Salvatore Piccolo 1.570.
Federica DAGA (M5S) illustra il suo emendamento 1.609, auspicandone l'approvazione.
Rocco PALESE (FI-PdL) manifesta un orientamento favorevole, a nome del proprio gruppo, sull'emendamento Daga 1.609, auspicando che il relatore e il Governo possano riconsiderare il parere espresso.
Giulio MARCON (SEL) dichiara, a nome del proprio gruppo, voto favorevole sull'emendamento Daga 1.609.
Girgis Giorgio SORIAL (M5S) chiede l'accantonamento dell'emendamento Daga 1.609.
Bruno TABACCI (Misto-CD) segnala come anche le successive proposte emendative identiche Pisicchio 1.379 e Salvatore Piccolo 1.575 siano sostanzialmente analoghe all'emendamento Daga 1.609. Reputa quindi necessario accantonare anche i predetti emendamenti identici Pisicchio 1.379 e Salvatore Piccolo 1.575, nel caso in cui si decidesse di accantonare l'emendamento Daga 1.609.
Francesco BOCCIA, presidente, condivide la valutazione del deputato Tabacci. Osserva tuttavia che il problema relativo agli identici emendamenti Pisicchio 1.379 e Salvatore Piccolo 1.575 risiede nella copertura finanziaria e non in una questione di merito.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Daga 1.609 e gli identici Pisicchio 1.379 e Salvatore Piccolo 1.575.
Francesco BOCCIA, presidente, comunica che l'emendamento Salvatore Piccolo 1.1570 è stato ritirato.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, passando all'esame del comma 23 e degli emendamenti ad esso riferiti, esprime parere favorevole sugli identici emendamenti 1.3305 della IV Commissione e Scanu 1.2319, purché riformulati nel senso di inserire, dopo le parole: «ai commi 21 e 22», le seguenti: «, primo periodo,».
Angelo RUGHETTI (PD) dichiara di aver sottoscritto gli identici emendamenti Scanu 1.2319 e 1.3305 della IV Commissione e accetta la proposta di riformulazione testé illustrata dal relatore.
La Commissione approva l'emendamento Scanu 1.2319, come riformulato (vedi allegato 1).
Francesco BOCCIA, presidente, per effetto dell'approvazione dell'emendamento Scanu 1.2319 come riformulato, dichiara conseguentemente assorbito l'emendamento 1.3305 della IV Commissione.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, passando all'esame del comma 26 e dei relativi emendamenti, invita quindi al ritiro degli identici emendamenti 1.3348 della XIII Commissione e Oliverio 1.1114, esprimendo altrimenti parere contrario.
Luca SANI (PD) dopo aver illustrato, in qualità di cofirmatario, l'emendamento Oliverio 1.1114, lo ritira.
Francesco BOCCIA, presidente, non essendovi obiezioni, dichiara respinto per l'Assemblea l'emendamento 1.3348 della XIII Commissione.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, passando all'esame del comma 29 e dei relativi emendamenti, esprime parere contrario sugli identici emendamenti soppressivi Corsaro 1.1131 e Marco Di Maio 1.2294.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Corsaro 1.1131 e Marco Di Maio 1.2294.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, passando all'esame del comma 30 e dei relativi emendamenti, esprime parere contrario sull'emendamento Causi 1.2316.
Marco CAUSI (PD) illustra la sua proposta emendativa, invitando il relatore e il rappresentante del Governo a riconsiderare il parere espresso.
Rocco PALESE (FI-PdL) dichiara voto favorevole sulla proposta emendativa Causi 1.2316.
Sergio BOCCADUTRI (SEL) dichiara, a nome del proprio gruppo, voto favorevole sull'emendamento Causi 1.2316.
Bruno TABACCI (Misto-CD) manifesta un orientamento contrario all'emendamento Causi 1.2316, sottolineando che la sua approvazione segnerebbe il fallimento della politica finanziaria. Chiede, inoltre, per quali motivi la medesima operazione di ristrutturazione delle operazioni di indebitamento, aventi come controparte le regioni, non sia applicata anche ai comuni.
Il viceministro Stefano FASSINA dichiara di apprezzare lo spirito dell'intervento del deputato Tabacci. Rileva poi che la materia della ristrutturazione del debito delle regioni, come presentata nell'emendamento in esame, oltre a precorrere un intervento sistematico allo studio del Governo, rischia di complicare il problema di classificazione di Cassa depositi e prestiti, perché il secondo periodo dell'emendamento dà indicazioni prescrittive ad un soggetto che è fuori del perimetro della pubblica amministrazione.
Giuseppe DE MITA (SCpI) dichiara voto favorevole sull'emendamento Causi 1.2316, non condividendo la posizione del Governo. Precisa, quindi, che la proposta emendativa è volta ad affrontare una situazione di emergenza. Ne chiede quindi l'accantonamento.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, invita al ritiro dell'emendamento Causi 1.2536 vertente sulla medesima materia della proposta emendativa Causi 1.2316.
Marco CAUSI (PD) chiede l'accantonamento del suo emendamento 1.2316.
Francesco BOCCIA, presidente, fa presente che potrebbe risultare opportuno trasfondere il contenuto dell'emendamento Causi 1.2316 in un ordine del giorno da presentare nel corso dell'esame in Assemblea.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, precisa che non vi sono le condizioni per un ulteriore intervento sul tema affrontato dalla proposta emendativa Causi 1.2316, oltre a quanto già fatto nell'esame presso il Senato.
Il viceministro Stefano FASSINA sottolinea che Cassa depositi e prestiti può, a legislazione vigente, ristrutturare i debiti contratti. Con riferimento alla disposizione recata dell'emendamento Causi 1.2316, concernente la non applicazione di penali a carico delle regioni, osserva che Cassa depositi e prestiti è un soggetto autonomo, e la disposizione recata dall'emendamento in esame non sarebbe accolta favorevolmente dalle competenti istituzioni comunitarie. Precisa poi che, sul piano tecnico, il Governo è pronto a predisporre una norma per la ristrutturazione dei debiti delle regioni, ma che la questione non può essere affrontata nell'ambito dell'esame della legge di stabilità.
Angelo RUGHETTI (PD), nel condividere le osservazioni del viceministro Fassina, ricorda che Cassa depositi e prestiti è una società per azioni nel cui consiglio di amministrazione siedono rappresentanti del Governo. Invita quindi l'Esecutivo a formulare indirizzi in tal senso ai propri rappresentanti presso la Cassa depositi e prestiti.
Il viceministro Stefano FASSINA ritiene che la questione testé prospettata possa costituire oggetto di uno specifico ordine del giorno.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, ribadisce l'invito al ritiro della presente proposta emendativa; in caso contrario sarebbe confermato il parere contrario.
Marco CAUSI (PD) ritira gli emendamenti a sua firma 1.2536 e 1.2316.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, passa all'esame degli emendamenti riferiti al comma 31. Invita al ritiro dell'emendamento Causi 1.2003, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Bonomo 1.2032; chiede, quindi, l'accantonamento degli identici emendamenti Causi 1.1982 e Zanetti 1.2386, sui quali, in ogni caso, preannuncia un suo orientamento favorevole, purché siano riformulati dai presentatori coordinandoli con il testo, in modo da rimuovere taluni vizi formali. Esprime, quindi parere favorevole sull'emendamento Causi 1.1964, mentre esprime parere contrario sull'emendamento Causi 1.1968, a fronte della mancanza di un'adeguata copertura. Chiede poi di accantonare l'emendamento Vignali 1.3061, esprimendo, quindi, parere favorevole sull'emendamento Causi 1.1978. Invita al ritiro degli identici emendamenti 1.3322 della VIII Commissione e Braga 1.954, esprimendo, infine, parere contrario sull'emendamento Della Valle 1.1482.
Marco CAUSI (PD), intervenendo sul suo emendamento 1.2003, chiede al relatore e al Governo la motivazione del loro parere contrario. Nell'illustrare tale proposta emendativa, auspica che il Consiglio di gestione del Fondo di garanzia possa essere integrato con membri di derivazione ministeriale, in modo da garantire un'adeguata tutela del settore pubblico. Rileva, infatti, che, al momento, si registra, al contrario, una preponderanza delle associazioni rappresentative dei soggetti privati.
Il viceministro Stefano FASSINA ritiene che la questione posta dal deputato Causi non sia fondata, considerato che il Consiglio di gestione è stato sostituito da un Comitato con una composizione più ristretta.
Marco CAUSI (PD) fa notare che esiste uno specifico provvedimento ministeriale che è intervenuto sulla composizione di tale organismo.
Il viceministro Stefano FASSINA fa presente che l'atto testé citato è stato successivamente modificato da ulteriori provvedimenti che hanno ristretto la composizione del Consiglio (ora Comitato), che non ha più compiti di consulenza, ma di gestione. Ritiene pertanto equa e coerente con le sue funzioni l'attuale composizione.
Massimo Enrico CORSARO (FdI) chiede al relatore e al Governo un'interpretazione del comma 31, lettera c), laddove sembrerebbe che, allo stato, il testo ridurrebbe le risorse del Fondo di garanzia per la prima casa e sopprimerebbe, contestualmente – a differenza di quanto accade per altri fondi – il fondo di cui all'articolo 13, comma 3-bis, del decreto-legge n. 112 del 2008. Ritiene che tali disposizioni pregiudichino il sostegno all'acquisto della casa da parte delle giovani coppie.
Rocco PALESE (FI-PdL) ritiene che le questioni recate dal comma 31, lettera a), siano molto delicate, riguardando l'esigenza di assicurare la maggioranza dei soggetti pubblici nell'ambito della gestione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, tenuto conto, peraltro, anche del coinvolgimento delle regioni.
Raffaello VIGNALI (NCD) si dichiara stupito della predilezione per il pubblico testé manifestata dal deputato Palese, ritenendo che per una ottimale funzionalità di tale Fondo sia giusto garantire una congrua presenza di soggetti rappresentanti delle imprese.
Marco CAUSI (PD), verificato che il Consiglio di gestione è stato recentemente modificato nel senso indicato dal viceministro Fassina, ritira il proprio emendamento 1.2003.
Il viceministro Stefano FASSINA, rispondendo al deputato Corsaro, sottolinea che il testo del comma 31 è volto a «mettere a sistema» gli strumenti di garanzia, accrescendo le risorse destinate agli obiettivi di tutela per l'acquisto della prima casa, tra cui è compresa anche la salvaguardia delle giovani coppie.
Massimo Enrico CORSARO (FdI) osserva che nel Fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa soppresso dal comma 31 era prevista una specifica destinazione connessa al dato generazionale, mentre ora, con il presente intervento normativo, che si riferisce a generici elementi di garanzia, si rischia di mettere in discussione la salvaguardia delle giovani coppie.
Il viceministro Stefano FASSINA dà lettura della lettera c) del comma 31, evidenziando come in esso vi sia un riferimento specifico al sostegno alle giovani coppie, ai nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, nonché ai giovani di età inferiore ai trentacinque anni titolari di un determinato rapporto di lavoro atipico.
Bruno TABACCI (Misto-CD), intervenendo sull'emendamento Bonomo 1.2032, sottolinea che la previsione di plurime forme di concertazione tra i diversi dicasteri non fa altro che rendere più farraginosa l'azione amministrativa, con il rischio, peraltro, di rendere difficile l'individuazione dei centri di responsabilità e meno snella la catena di comando.
Rocco PALESE (FI-PdL) ritiene necessario assicurare una congrua presenza di soggetti pubblici nell'amministrazione del Fondo di cui alla lettera a) del comma 31. Considerate la funzione di vigilanza dell'organismo coinvolto e la natura pubblica delle risorse stanziate, ritiene che sarebbe plausibile prevedere la presenza anche di rappresentanti della Corte dei conti.
Giudica, quindi, condivisibili gli obiettivi di liberalizzazione, purché essi siano perseguiti secondo norme certe e coerenti.
La Commissione approva l'emendamento Bonomo 1.2032.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, fa presente che sugli identici emendamenti Causi 1.1982 e Zanetti 1.2386 si è in attesa di una riformulazione dei presentatori che soddisfi talune esigenze di coordinamento del testo.
Andrea ROMANO (SCpI), relatore per il disegno di legge di bilancio, preannuncia una riformulazione a breve degli identici emendamenti accantonati, testé citati.
La Commissione, quindi, approva l'emendamento Causi 1.1964.
Federica DAGA (M5S), intervenendo sull'emendamento Causi 1.1968, chiede al relatore e al Governo se vi sia la disponibilità a riconsiderare il parere contrario espresso, nel caso in cui venisse riformulato l'intervento in modo da ridurre gli oneri da esso recati. Evidenzia che questo emendamento mira ad affrontare l'emergenza abitativa in atto, riferendosi in particolare al settore degli affitti.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, conferma il parere contrario sul presente emendamento, tenuto conto che sulla materia oggetto dell'emendamento sono già intervenuti con efficacia precedenti provvedimenti legislativi.
Marco CAUSI (PD) invita il relatore e il Governo a riflettere sulla questione posta dal proprio emendamento 1.1968, a fronte dello svantaggioso regime fiscale cui sono stati sottoposti anche gli inquilini, in virtù Pag. 217di un precedente intervento normativo in tema di finanza locale. Giudica doveroso, quindi, lanciare un segnale positivo anche nei confronti di cinque milioni di famiglie che non possiedono una casa di proprietà, considerato, peraltro, che per i proprietari sono già state previste diverse misure di tutela.
Il viceministro Stefano FASSINA conferma il parere contrario espresso sull'emendamento 1.1968.
Marco CAUSI (PD) ritira il proprio emendamento 1.1968.
Francesco BOCCIA, presidente, non essendovi obiezioni, fa presente che l'emendamento Vignali 1.3061 si intende accantonato.
La Commissione, quindi, approva l'emendamento Causi 1.1978.
Federica DAGA (M5S), intervenendo sugli identici emendamenti 1.3322 della VIII Commissione e Braga 1.954, chiede al relatore e al Governo di riconsiderare il parere contrario espresso anche a fronte di una possibile riformulazione.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, ribadisce l'invito al ritiro dell'emendamento Braga 1.954
Federica DAGA (M5S) ritira il proprio emendamento 1.954.
Francesco BOCCIA, presidente, non essendovi obiezioni, dichiara respinto per l'Assemblea l'emendamento 1.332 della VIII Commissione.
Ivan DELLA VALLE (M5S) illustra il proprio emendamento 1.1482, volto a stanziare risorse per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e a dare attuazione ad una significativa direttiva comunitaria in materia di riqualificazione energetica degli edifici pubblici, in linea con gli atti d'indirizzo approvati in materia di recente presso la X Commissione.
Auspica, pertanto, l'approvazione di tale proposta emendativa, che giudica importante in chiave di prevenzione e sicurezza e in grado di produrre positivi risvolti di natura occupazionale.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, rilevato che è interesse di tutti perseguire obiettivi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, osserva che in tale delicata materia sono già state previste importanti misure contenute in provvedimenti legislativi recentemente approvati. Fa notare, in ogni caso, che qualsiasi ulteriore misura di sostegno al settore dovrebbe essere valutata tra quegli interventi che presume verranno assunti nell'ambito dell'allentamento del patto di stabilità interno, in relazione alla spesa per gli investimenti. In proposito, ricordando che taluni emendamenti sono stati accantonati proprio per consentire un approfondimento a tale riguardo, ritiene utile riflettere sulla possibilità di realizzare investimenti a tutela dell'assetto idrogeologico del territorio.
La Commissione respinge l'emendamento Della Valle 1.1482.
Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, propone di riformulare gli identici emendamenti Causi 1.1982 e Zanetti 1.2386, per un migliore coordinamento con il testo.
Marco CAUSI (PD) accetta la riformulazione proposta del suo emendamento 1.1982.
Andrea ROMANO (SCpI) accetta la riformulazione proposta dell'emendamento Zanetti 1.2386, di cui è cofirmatario.
La Commissione, quindi, approva gli identici emendamenti Causi 1.1982 e Zanetti 1.2386, nel testo riformulato (vedi allegato 1).
Francesco BOCCIA, presidente avverte che sono stati presentati gli emendamenti 1.3440, 1.3439, 1.3438, e 1.3437 del relatore (vedi allegato 2). Fissa il termine per la presentazione dei relativi submendamenti per le ore 20 della giornata odierna.
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 137 del 10 dicembre 2013:
a pagina 111, seconda colonna, ventiquattresima riga, sostituire la cifra: «1.1570» con la seguente: «1.1535».

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