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Timestamp: 2019-03-25 09:35:49+00:00

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Domenico 20/04/2018 20/04/2018
Una giovane collega, da poco specializzata, mi ha telefonato e, con molto garbo e compostezza, mi ha raccontato che, terminata la specializzazione, si sentiva finalmente libera di esporre il proprio punto di vista senza condizionamenti. La affermazione mi ha colpito e, non perché non immaginassi il clima esistente in qualche posto della nostra bella e variegata penisola , ma perché ho ritrovato in quella giovane collega, un clima e sensazioni di passione ed uno sguardo rivolto al al futuro che una volta ci pervadeva tutti e che, di questi tempi sembra sempre piú appassito, disperso nella palude.
La collega mi ha chiesto, tra le tante informazioni, anche cosa bisognava fare per applicare la Sentenza del Consiglio di Stato dello scorso dicembre. Cara collega, le ho detto, la Sentenza si applica perché , come è stato subito detto, esistono adempimenti che devono essere svolti, in sua applicazione, entro il termine di dieci mesi dalla sua pubblicazione. Infatti la Sentenza cosí dispone: dichiara il dovere della Regione Sardegna di procedere alla emanazione, con effetti ex nunc, di una delibera sostitutiva – nei punti censurati nella presente motivazione – di quella annullata, e di concludere il relativo procedimento entro il termine di dieci mesi, decorrente dalla notificazione o dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza; ………
Ma questo , cara collega, è solo la parte che va lasciata agli avvocati ed alle forme di pressione consentite al sindacato od alla politica, nei modi piú liberi ed incisivi possibili.
Il vero problema è peró un altro: non aver neanche portato a discutere pubblicamente quello che è stato un risultato storico ottenuto dal massimo organo di giustizia amministrativa. Una Sentenza che sancisce in maniera inoppugnabile la distinzione tra uno studio professionale ed un Centro di medicina fisica e riabilitativa e che impone la presenza del medici fisiatra per poter utilizzare determinati elettromedicali. Ma soprattutto si determina uno scenario nuovo che apre prospettive di tutela della salute delle persone e garanzie per un pieno rispetto delle attribuzioni professionali dei singoli operatori. Difficile contestare, difficile inventarsi dubbi ed incertezze. Tutti ci saremmo aspettati una magnifica azioe sindacale nei quattro mesi che sono trascorsi ed invece niente. Nessuna assemblea per discutere della Sentenza, nessuna iniziativa per portare alla ribalta situazioni difformi ed ora illegali, nessuna azione.
Noi scriviamo articoli, niente di più, ma da un sindacato ci aspettiamo un valore aggiunto . Da qualunque sindacato ci aspettiamo una azione che guardi ad una prospettiva nuova, che definisca un percorso di garanzie e di tutele per le persone e per gli operatori sanitari. Una prospettiva che non generi false illusioni in quelle figure professionali, non mediche, a cui la propaganda di associazioni facinorose fá intendere di essere piú bravi dei medici e portatori di veritá sommerse, nella immaginifico delirio di essere diventati all’improvviso dei medici “bonsai “che , in tre anni, hanno imparato quello che un fisiatra impara in dieci o undici anni!
Magie delle nanotecnologie!
Purtroppo niente di tutto questo: i sindacalisti si sono offesi ed hanno a lungo dibattuto in estenuanti chat private, lanciando anatemi a fulmini contro fisiatriaitaliana.it .
Sarebbe invece il momento di raccogliere tutti i suggerimenti, di raccogliere consigli, di sentire gli iscritti, di aprire vertenze di FareQualcosaDiFisiatrico.
Abbiamo vissuto per tre anni un set cinematografico, adesso serve una seduta di autocoscienza,
23/04/2018 a 5:13 pm
recepisco (e, francamente, condivido) i tuoi dubbi con ancora maggior sdegno proprio a causa del tuo recente ingresso nella categoria dei Fisiatri. E ti dirò di più: ciò che più irrita e ferisce di questo totale astensionismo da qualsiasi iniziativa (sia semplicemente un tavolo di dibattito, sia qualche azione più decisa), è la sensazione, il sospetto, il dubbio che questa sentenza finalmente chiara ed inequivocabile su ruoli e competenze di Fisiatri e Fisioterapisti in realtà sia fonte …… come dire …. di fastidio in certi ambienti (e non mi sto certo riferendo agli ambienti AIFI), perché la sua stessa esistenza dovrebbe (in teoria, per l’amor del Cielo!) implicare una qualche azione da parte dei Fisiatri quale naturale conseguenza.
E allora sai cosa ti dico? Facciamola qui una bella proposta, proprio su queste pagine che, a quanto pare, hanno ricevuto “anatemi e fulmini” da parte di alcuni colleghi infastiditi (forse perché in queste pagine si leggono parole scomode???). Facciamola partire da qui una iniziativa sulla scia di questa sentenza. Da anni predico che non è utile perseguire la via della denuncia per abuso di professione, perché rischia di rivelarsi una selva oscura in cui perdersi. Il percorso da seguire è un altro, più subdolo, se vogliamo, ma comunque lecito e, magari, efficace. Tutti questi ambulatori di riabilitazione camuffati da studi professionali per poter iniziare l’attività devono aver effettuato richiesta di autorizzazione presso il Comune, sede dello studio. Ma l’autorizzazione concessa sarà relativa ad uno “Studio Professionale” e non ad un “Ambulatorio di Riabilitazione”, perché altrimenti i requisiti sarebbero altri ed implicherebbero, tra l’altro, la presenza di un Medico Fisiatra come Direttore Sanitario. Ora, dal momento che finalmente la Sentenza definisce e chiarisce le caratteristiche di uno Studio Professionale e, soprattutto, stabilisce che la presenza di un apparecchio Elettromedicale rende necessaria la presenza di un Medico Fisiatra, si tratterebbe di inondare i Comuni di lettere, magari scritte da Uffici Legali, in cui si invitano caldamente i Comuni affinchè richiedano un adeguamento alla nuova normativa da parte di tutti questi ambulatori di riabilitazione. Laddove la nobile iniziativa di tutelare la salute dei pazienti impedendo confusione nei ruoli e nelle diverse competenze di Medico Fisiatra e Fisioterapista non trovasse terreno fertile tra i vari colleghi, sono certa invece che gli Amministratori di tutti i Centri Ambulatoriali privati in regola, siano accreditati o meno, troverebbero interessante un’azione di questo genere e vi parteciperebbero molto volentieri.
Come sempre sostengo, lo scopo non deve essere quello di far chiudere queste strutture, ma semplicemente di mettere un Fisiatra in ciascuna di esse. Poi la naturale selezione provvederà in qualche modo.
Dopotutto, se Eliot Ness è riuscito a far condannare Al Capone per evasione fiscale, perché noi non dovremmo riuscire ad ottenere il nostro scopo denunciando il Comune e non l’individuo singolo?
L’idea è qui. Ora vediamo chi vorrà raccogliere lo spunto. Perché non si possa dire che da queste pagine escono solo critiche inutili ed inconcludenti. Da queste pagine escono tante voci diverse, che mettono a disposizione la propria esperienza, la propria saggezza o, semplicemente, la propria opinione. Su queste pagine trovano spazio dei perfetti sconosciuti (e personalmente mi annovero tra questi) ed alcuni tra i nomi più altisonanti della Fisiatria, colonne storiche, personaggi di indiscussa levatura professionale con le quali ho avuto il piacere ed il grande onore di relazionarmi. Queste pagine accolgono in modo assolutamente democratico i pensieri di chiunque voglia esprimersi sui temi della nostra professione, senza che la redazione si arroghi mai la presunzione di decidere se l’autore debba considerarsi un Paria o un Bramino. Ma probabilmente è proprio per questo che sono “Pagine fastidiose”.
24/04/2018 a 3:46 pm
Non c’è maggior sordo di chi non vuol sentire ! -In un intervento in un convegno ad Exposanità si è sostenuto che per risolvere i difetti del DPCM LEA, per valorizzare le attività di Fisioterapia e Riabilitazione, per migliorare appropriatezza, efficacia e tempestività delle prestazioni da garantire ai cittadini basta una sola cosa : garantire un “accesso diretto alla figura del Fisioterapista ” (???).
In un periodo in cui le evoluzioni sempre più critiche del SSN producono grande preoccupazione per tutti noi, ogni tanto fa piacere poter sorridere con soddisfazione su aspetti in qualche modo veramente comici
01/05/2018 a 3:03 pm
Carissime Neospecialista e Morena
sono stato sempre convinto sulle grandi capacità di equilibrio e disponibilità a risolvere i problemi dei maschi al punto che alle medie, in pieno femminismo, fondai a scuola il LEM ovvero la Lega Emancipazione Maschile ma con gli anni devo riconoscere le grandi capacità intellettuali ed ideative del sesso femminile e questo articolo di Domenico (meno male lui insieme a Giustini 2 maschi!!!!😀) ed il tuo commento me lo confermano assolutamente. Non entro nel merito della tematica che non conosco appieno ma certo nella mia vita non ho mai evitato le battaglie che ritenevo giuste e non mi sono mai (forse dovrei dire quasi mai) adattato alle teorie del quieto vivere per assicurare solo interessi o “affari” personali e lo dimostrano le cose che ho fatto e non ho fatto nella vita di ospedaliero e pubblica in generale. Penso, care Amiche, abbiate ragione e non so se questo sito dà fastidio ma certamente ha come unico obiettivo di dare spazio e voce a tutti i Fisiatri, augurandomi peró quello che ho già scritto ovvero FISIATRI SVEGLIATEVI.

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