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Timestamp: 2020-07-06 21:08:13+00:00

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4 | Gennaio | 2020 | Edscuola
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sabato 4 Gennaio 2020 Edscuola
La Cass. civ. Sez. lavoro, Ord., (ud. 12-11-2019) 17-12-2019, n. 33409 tratta il caso del riconoscimento dell’anzianità di servizio in caso di passaggio di ruolo, richiamandosi alla sentenza della Sezioni Unite, si pronuncia favorevolmente nei confronti del docente
La Corte di appello in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato il diritto della docente, come difesa dal proprio legale, alla rideterminazione dell’anzianità per ricostruzione della carriera. Richiamati i principi enunciati dalla Cassazione nella sentenza n. 2037 del 2013, ha ritenuto che la L. n. 312 del 1980, art. 57, ha generalizzato per il personale della scuola la possibilità di passaggio a un ruolo ad un altro consentendo, nel rispetto delle condizioni di cui al D.P.R. n. 417 del 1974, art. 77, la mobilità in senso orizzontale e verticale e che del citato art. 57, comma 2, ha previsto espressamente il passaggio da un ruolo inferiore ad un ruolo superiore anche al personale delle scuole materne, fermi in ogni caso i requisiti richiesti dal D.P.R. n. 417 del 1974, art. 77.
Per la cassazione di tale sentenza il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, ha proposto ricorso. Con l’unico motivo di ricorso l’Amministrazione invocava la necessità di rimeditazione dei principi espressi dalla Cassazione in materia sostenendo che tale diritto nei casi in cui vi sia stato un “salto” dalla scuola materna a quello della scuola secondaria può essere riconosciuto solo pro quota ai sensi del D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 485.
Passaggio di ruolo, va riconosciuta anzianità integrale
Per la Cassazione il ricorso è infondato alla luce del principio affermato dalle Sezioni Unite di questa Corte nella sentenza n. 9144/2016, secondo cui in tema di passaggi di ruolo del personale docente, per effetto del combinato disposto del D.P.R. n. 417 del 1974, artt. 77, 83 e della L. n. 312 del 1980, art. 57, all’insegnante che passi dalla scuola materna alla secondaria l’anzianità maturata nel ruolo della scuola materna deve essere riconosciuta in misura integrale, anzichè nei limiti della cd. Temporizzazione.
Il Collegio ritiene di dare continuità al principio innanzi richiamato, ribadito da questa Corte nelle decisioni nn. 29791/2018, 9397/2017, 8998/2017, 19779/2016, condividendone le ragioni esposte, da intendersi qui richiamate atteso che il ricorrente non apporta argomenti decisivi che impongano la rimeditazione dell’orientamento giurisprudenziale richiamato.
Concorso straordinario secondaria: con il servizio misto si partecipa solo per abilitazione
Concorso straordinario secondaria I e II grado: consulenza sui requisiti di accesso. Alcuni docenti concorreranno sia per ruolo che abilitazione, altri solo per il conseguimento dell’abilitazione in una classe di concorso.
“Avendo insegnato x 2 anni in una STATALE come itp su cdc B018 ideaz. E tecn. moda, mentre per l’a.s. 2019/2020 sto insegnando in una PARITARIA, però su cdc B003,
1) posso partecipare al concorso straordinario e se si posso su cdc B018 ?
Il collega ha il requisito di tre anni (si presuppone tra l’anno scolastico 2008/09 e il 2019/20) richiesti per l’accesso al concorso straordinario.
Può vantare anche l’anno di servizio specifico per richiedere l’accesso al concorso per la classe B018.
Tuttavia, poiché i tre anni verranno raggiunti con servizio misto (statale + paritaria) la partecipazione potrà avvenire solo esclusivamente a fini abilitanti.
Pertanto il docente dovrà partecipare alla prova scritta riservata a tale scopo e raggiungere comunque il punteggio di almeno 7/10 nella prova scritta computer based per accedere al percorso di abilitazione.
Percorso che si attiva nel caso in cui il docente ha una supplenza al 31 agosto o 30 giugno in una istituzione scolastica, quindi vale anche la supplenza nella scuola paritaria.
Ricordiamo che chi utilizza l’anno scolastico 2019/29 come requisito di accesso al concorso straordinario sarà ammesso con riserva (dovrà cioè conseguire l’annualità entro il 30 giugno 2020).
Abbiamo riferito che il bando del concorso ordinario infanzia e primaria per circa 17 mila posti potrebbe arrivare a breve. Non ci sono conferme ufficiali dal Ministero, ma la sensazione è che adesso non manchi molto alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Fra queste domande c’è: In quali casi è prevista la prova preselettiva?
Concorso ordinario infanzia e primaria: ci sarà la prova preselettiva?
Il decreto ministeriale chiarisce questo aspetto: “Lo svolgimento di un test di preselezione qualora il numero dei candidati sia superiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso”.
Ne consegue che la possibilità di avere la prova preselettiva sarà data proprio dal numero di istanze ricevute, ovvero se le domande supereranno quattro volte i posti disponibili messi a bando.
Il decreto, evidenziamo, accoglie “l’eliminazione dell’accertamento della lingua inglese nei test di preselezione”. Ciò vuol dire che nella prova preselettiva non ci saranno quesiti di accertamento della lingua inglese.
Prova preselettiva concorso scuola infanzia e primaria
Il mancato collocamento in posizione utile alla prova preselettiva comporta l’esclusione dalla procedura concorsuale.
Il decreto specifica che saranno ammessi a partecipare al concorso docenti infanzia e primaria i candidati in possesso di uno dei seguenti titoli:
Il concorso scuola infanzia e primaria 2020 sarà articolato in una prova scritta, in una prova orale e nella successiva valutazione dei titoli.
Sicurezza scuole: creazione di una Cabina di regia ristretta tra Miur, Upi e Anci
Qualche settimana fa l’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, e il presidente di Upi si sono incontrati per parlare di sicurezza degli edifici scolastici. A tal riguardo i rappresentanti delle Province hanno dichiarato: “Non vorremmo mai arrivare a dovere chiudere le scuole, ma vogliamo che tutti abbiano chiaro che se non si torna ad investire per la manutenzione e la sicurezza degli edifici scolastici delle superiori, che sono stati penalizzati per anni, c’è il rischio concreto che questo avvenga. Abbiamo due grandi emergenze che vanno risolte: da una parte, pochissime risorse, insufficienti a coprire il reale fabbisogno in termini di investimenti in messa in sicurezza e manutenzione. Basta guardare alla legge di Bilancio appena varata dal Governo, che riserva alle scuole superiori solo 450 milioni a fronte dei 2,5 miliardi di fabbisogno accertato. Dall’altra, procedure burocratiche talmente complesse che fanno passare anche 3 anni da quando i soldi sono stanziati a quando arrivano agli enti. Su questi fronti abbiamo ricevuto dal ministro Fioramonti (oggi sostituito dal ministro Lucia Azzolina) piena condivisione e la disponibilità a lavorare insieme, anche attraverso la creazione di una Cabina di regia ristretta tra Miur, Upi e Anci”.
Con il concorso Infanzia e Primaria che deve ancora partire sembra improbabile, se non impossibile, che al prossimo settembre possano esserci le nomine dei vincitori, prospettando, quindi, un altro anno di precarietà del sistema. Eppure nella primavera scorsa, quando l’allora ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti e la collega Giulia Bongiorno avevano annunciato il via libera dei posti da mettere a concorso Infanzia e Primaria, tutto sembrava in discesa e la prospettiva di concludere i concorsi in tempo utile per il 1° settembre 2020 era data per certa. Ma le cose sono andate diversamente.
Il 9 aprile 2019 era stato approvato il Regolamento concorso Infanzia e Primaria (DM 327), consentendo a Bussetti di annunciare la pubblicazione del bando concorso Infanzia e Primaria entro l’estate scorsa.
L’11 giugno 2019 il Consiglio dei Ministri aveva approvato il DPCM in cui si autorizzava l’avvio delle procedure per il reclutamento di 16.959 posti di docente, di cui 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021 e 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022.
Il 2 luglio scorso la Corte dei Conti registrava quel DPCM che pochi giorni dopo veniva pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 luglio 2019. Era metà estate e non c’era più, dunque, nessun ostacolo per pubblicare il bando concorso Infanzia e Primaria, come promesso.
Invece – e la crisi di Governo non era ancora alle porte – Bussetti si è poi fermato, soprassedendo alla pubblicazione del bando concorso ordinario Infanzia e Primaria per evitare – sembra anche su suggerimento dei sindacati (?) – un ingorgo delle operazioni d’inizio d’anno con coinvolgimento di molti docenti candidati ai concorsi.
Poi è arrivata la crisi di Governo e il nuovo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, succeduto a Bussetti, non ha messo mano ai bandi. Siamo arrivati al 2020. E non è finita.
Nel momento in cui, finalmente, i bandi verranno pubblicati, saranno trascorsi non meno di sei mesi da quel luglio 2019, quando i bandi potevano essere pubblicati.
A quest’ora avremmo avuto alle spalle l’eventuale prova preselettiva concorso Infanzia e Primaria e la prova scritta, in attesa di passare alla fase conclusiva della prova orale. Invece, nella migliore delle ipotesi, l’eventuale prova preselettiva non potrà che tenersi effettivamente non prima di metà marzo-aprile, e la prova scritta a fine aprile-primi di maggio. Le prove orali del concorso Infanzia e Primaria si svolgeranno, con tutta probabilità, in piena estate ed oltre.
Nomine dei vincitori a settembre addio. È d’obbligo, nell’interesse della scuola, sperare, comunque, nel miracolo.
Le iscrizioni alle scuole statali di ogni ordine e grado si effettuano dal prossimo 7 gennaio 2020 fino al 31 gennaio 2020.
Anche per gli istituti d’istruzione secondaria di II grado, così come per la primaria e per la secondaria di primo grado. le iscrizioni si effettuano on line, secondo modalità definite dalla circolare ministeriale, per tutte le classi iniziali.
Vuoi sapere come effettuare la registrazione necessaria per procedere poi con le iscrizioni scuola 2020? Clicca qui
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Iscrizioni online 2020: cosa bisogna fare per attivarle?
Dalle ore 9:00 del 27 dicembre scorso è possibile avviare la fase della registrazione sul sito web www.iscrizioni.istruzione.it.
Iscrizioni online 2020: l’ammissione
n° 3 del 04-01-2020

References: Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 57
 art. 77
 art. 57
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 sentenza 
 art. 485
 sentenza 
 art. 57