Source: https://it.scribd.com/document/185808349/Disciplinare-Formaggio-Di-Fossa-Di-Sogliano-DOP
Timestamp: 2019-10-21 15:10:23+00:00

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Disciplinare Formaggio di Fossa di Sogliano DOP
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Art. 1 Denominazione La denominazione di origine protetta Formaggio di Fossa di Sogliano riservata al formaggio che risponde ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione. Art. 2 Caratteristiche del prodotto All'atto della sua immissione al consumo il Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P. si presenta con le seguenti caratteristiche. La parte esterna del prodotto finito varia dal colore bianco avorio al giallo ambrato. Alla fine della stagionatura il peso delle singole forme del Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P. varia da grammi 500 (cinquecento) a grammi 1.900 (millenovecento). I formaggi hanno forme irregolari, caratterizzate da arrotondamenti e depressioni, la superficie si presenta prevalentemente umida e grassa, in alcuni casi pu essere ricoperta di grasso condensato e muffe facilmente asportabili con leggera raschiatura. La presenza di piccole screpolature ed eventuali macchie giallo ocra, pi o meno intense, sulla superficie, rientra nelle caratteristiche del prodotto. La buccia assente o appena accennata. La pasta interna di consistenza semi dura, facilmente friabile, di colore bianco ambrato o leggermente paglierino. L'odore caratteristico e persistente, a volte intenso, ricco aromi che ricordano il sottobosco con sentori di muffa e di tartufo. Il sapore varia a seconda della composizione del formaggio stagionato, secondo le seguenti caratteristiche: il pecorino presenta un gusto aromatico e sapore fragrante, intenso e gradevole, leggermente piccante, in modo pi o meno accentuato; il vaccino fine e delicato, moderatamente salato e leggermente acidulo, con una punta di amaro; il misto presenta sapore gradevole ed equilibrato tra il saporito e l'amabile con sentori amarognoli. Il Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P, non presenta pi netta distinzione tra pasta e crosta, pertanto viene consumato nella sua totalit senza togliere la parte esterna della crosta, eventualmente se sono evidenti macchie o addensamenti di grasso questi vanno tolti con una leggera raschiatura della superficie. La quantit di grasso sulla sostanza secca superiore al 32 %. Art. 3 Zona di produzione La zona di produzione del Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P. comprende lintero territorio delle province di Forl-Cesena, Rimini, Ravenna, Pesaro-Urbino; Ancona; Macerata; Ascoli Piceno e parte del territorio della Provincia di Bologna, limitatamente ai Comuni di: Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Pianoro.
Art. 4 Prova dellorigine Ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando per ognuna gli input e gli output. In questo modo, e attraverso liscrizione in appositi elenchi gestiti dalla struttura di controllo delle fosse, degli allevatori, dei produttori, degli infossatori, dei porzionatori e dei confezionatori, nonch attraverso la dichiarazione tempestiva alla struttura di controllo delle quantit prodotte, garantita la tracciabilit del prodotto. Tutte le persone fisiche o giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, sono assoggettate al controllo da parte della struttura di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e dal relativo piano di controllo. Art. 5 Metodo di ottenimento Le razze bovine per la produzione del latte sono la Frisona Italiana, la Bruna Alpina, la Pezzata Rossa e relative meticcie, mentre le razze ovine sono la Sarda, la Comisana, la Massese, la Vissana, la Cornella Bianca, la Fabrianese la delle Langhe e la Pinzirita co relative meticcie. Il latte ovino e bovino utilizzato per la produzione del Formaggio di Fossa di Sogliano DOP deve provenire da allevamenti situati nella zona di produzione individuata allarticolo 3 del presente disciplinare. Gli animali possono effettuare sia la stabulazione, sia il pascolo. Lalimentazione base del bestiame stabulato deve essere costituita da foraggi composti da graminacee e leguminose raccolte da prati monofiti, oligofiti e polifiti dei territori regionali, individuati allart.3, che attraverso il clima e le caratteristiche del suolo determinano la qualit della produzione del latte. Gli animali al pascolo utilizzano le stesse essenze foraggere utilizzate per la fienagione ed i pascoli polifiti spontanei dei territori compresi nel disciplinare di produzione ricchi di flora con specie vegetali erbacee, arbustive e arboree. I foraggi affienati o verdi ed il pascolo possono essere integrati da mangimi semplici (un solo tipo di granaglie) o composti (pi tipi di granaglie), con eventuale aggiunta di prodotti minerali/vitaminici. Lintegrazione della dieta con mangimi, non deve superare il 30% della razione giornaliera totale. Non ammesso luso di insilati. Il latte impiegato proviene da 2 mungiture giornaliere. Il formaggio deve essere prodotto con limpiego esclusivo o la miscela delle seguenti tipologie di latte: latte ovino intero: PECORINO latte vaccino intero: VACCINO miscela di latte intero vaccino (massimo 80 %) e di latte intero ovino (minimo 20 %): MISTO Le caratteristiche del latte sono : LATTE BOVINO Grasso p/v % Proteine p/v % Carica batterica UF/ml Cellule somatiche / ml Sporigeni Anaerobi / litro Sostanze inibenti Punto crioscopico C LATTE OVINO Grasso p/v % Proteine p/v %
= > 3,4 = > 3,0 = < 100.000 = < 350.000 assenti assenti = < 0,520 = > 6,0 = > 5,4 2
Carica batterica UF/ml Cellule somatiche / ml Sostanze inibenti
= < 1.400.000 = < 1.400.000 assenti
Il latte deve essere riposto in recipienti idonei alluso Per la produzione viene utilizzato latte crudo o latte pastorizzato. La lavorazione del latte crudo deve avvenire entro 48 ore dalla prima munta e deve essere indicata nei documenti che accompagnano il prodotto. La lavorazione di latte pastorizzato deve avvenire dopo la pastorizzazione a 71,7C per 15 secondi, o a qualsiasi altra combinazione equivalente. Il latte va coagulato con caglio naturale. vietato luso di additivi. Il latte va quindi messo nelle polivalenti per la fermentazione e il coagulo, che avviene ad una temperatura compresa tra 30/38 C, con tempi di presa che possono variare da 7 a 20 minuti. Quindi avviene la rottura della cagliata, dopo la quale la pasta viene messa in forme idonee per lo spurgo del siero e sottoposta a pressatura manuale e/o a stufatura. La salatura viene effettuata a secco o in salamoia. La forma della caciotta fresca deve avere unaltezza variabile dai 6 ai 10 centimetri e un diametro variabile dai 12 ai 20 centimetri. Il peso sar compreso tra 600 e 2000 grammi allinfossatura. La maturazione del formaggio dovr avvenire per un periodo minimo di 60 giorni ed un massimo di 240, in ambienti provvisti di autorizzazione sanitaria. consentita la maturazione in cella ad una temperatura compresa tra i 6 C e i 14 C, ad una umidit relativa del 75-92 %. Alla fine della maturazione il formaggio deve presentare una bucciatura asciutta, grassa, ma priva di siero. I formaggi maturi per la stagionatura in fossa devono essere puliti e privi di muffa, racchiusi in sacchi di tela non colorata legati con spago naturale ed eventualmente bloccati con fascette o cinghie idonee alluso. I sacchi devono essere contraddistinti con il numero di riconoscimento dello stabilimento di infossatura (Codice Infossatore) e con il numero di identificazione del lotto per riconoscere le varie partite di prodotto e la loro origine. Queste diciture possono essere apposte direttamente sul sacco con coloranti ad uso alimentare e/o riportate su targhette fissate al sacco. Prima dellinfossatura del formaggio le fosse vanno adeguatamente preparate secondo la seguente metodologia: a) durante il periodo di riposo la fossa viene tenuta chiusa tramite copertura di legno, e aggiunta di sabbia o sassi; b) per lutilizzo viene aperta e aerata, poi sanificata con fuoco e fumo, incendiando al suo interno piccole quantit di paglia di grano. Spento il fuoco si procede alla pulizia, eliminando ogni residuo di cenere; c) si realizza sul fondo un pavimento sopra elevato, tramite lutilizzo di tavole di legno non trattato, questo consentir il deflusso dei liquidi grassi prodotti dalla fermentazione del formaggio, durante la stagionatura; d) viene fatto il rivestimento delle pareti con uno strato minimo di 10 cm. di paglia di grano sorretto da uno steccato verticale di canne; e) la fossa viene riempita accatastando i sacchi di formaggio, rispondenti ai requisiti del presente disciplinare, fino allimboccatura; dopo un periodo di assestamento, non superiore ai 10 giorni, la fossa pu essere rimboccata con aggiunta di prodotto analogo, nello spazio che si creato; f) riempita la fossa, la bocca viene coperta con teli non colorati e idonei alluso alimentare, e/o paglia, atti ad evitare la traspirazione. La fossa viene quindi chiusa tramite lapposizione di un coperchio di legno sigillato con gesso o malta di arenaria calcidrata. E ammessa lulteriore copertura con sassi, polvere di arenaria, sabbia e/o tavole. g) Da questo momento comincia la stagionatura. h) vietata lapertura delle fosse durante lintero periodo di stagionatura. i) Linfossatura varia da un minimo di 80 giorni ad un massimo di 100 giorni. La sfossatura deve avvenire secondo le seguenti modalit: con lo scalpello e la mazzetta, la bocca della fossa viene liberata dalla copertura e viene aperto il coperchio di legno. Prima di dare inizio alle operazioni di svuotamento della fossa, necessario aerare la stessa da un minimo di 30 minuti ad un 3
massimo di 6 ore al fine di favorire la discesa dello sfossatore. A tale scopo si utilizzano anche appositi ventilatori per permettere ai gas stagnanti allinterno della fossa di fuoriuscire e rendere lambiente pi sicuro per loperatore. Gli addetti entrano allinterno della fossa, vestito con un camice o tuta di colore bianco, scarpe igienicamente predisposte, guanti di lattice e copricapo bianco. I sacchi di formaggio vengono passati ad un altro operatore, sempre opportunamente abbigliato e posizionato ai bordi della fossa, e vengono predisposti su appositi teli, bancali, o contenitori, per evitare il contatto con qualsiasi tipo di pavimentazione. Entro 12 ore dalla fine della sfossatura, le forme verranno consegnate ai proprietari del formaggio, o depositate nei locali provvisti di autorizzazione sanitaria, per le successive operazioni previste dalla legge al fine dellimmissione al consumo del prodotto. Per ottemperare ai requisiti della tradizione e per assicurare le inimitabili qualit organolettiche che fanno di questo prodotto un formaggio unico e immediatamente riconoscibile, sono previsti due distinti periodi di infossatura da effettuarsi nel corso dello stesso anno solare: infossatura primaverile e infossatura estiva. Linfossatura primaverile (PRM) avr decorrenza dal 1 marzo e potr essere effettuata fino al limite massimo del 20 giugno di ciascun anno. Linfossatura estiva (EST) avr decorrenza dal 21 giugno e potr essere effettuata fino al limite massimo del 21 settembre di ciascun anno. Tra uninfossatura e laltra viene rispettato un periodo di ripristino della fossa per un minimo di 10 giorni, in modo da permettere le operazioni di pulitura ed asciugatura della fossa stessa. Alla fine dellinfossatura e conseguente stagionatura estiva, le fosse dovranno osservare un periodo di riposo invernale che avr una durata minima di tre mesi. Ogni fossa non potr effettuare pi di due infossature nel corso dello stesso anno solare. Le operazioni di produzione del latte, di caseificazione, di stagionatura e infossatura devono avvenire nella zona delimitata all'art. 3 del presente disciplinare di produzione, al fine di garantire la qualit, la tracciabilit ed il controllo del prodotto. Le operazioni di porzionamento e di confezionamento devono avvenire nella zona delimitata all'art. 3 del presente disciplinare di produzione in quanto i formaggi dopo il periodo di infossatura non presentano pi la netta distinzione tra la pasta e la crosta per leffetto della fermentazione anaerobica avvenuta in questa fase della lavorazione e le forme si presentano umide e unte ed indifese verso i processi di essiccazione e di indurimento. Occorre pertanto che il prodotto venga confezionato prima della distribuzione commerciale per evitare la formazione di crepe e fessure nella pasta e per proteggere le caratteristiche del prodotto.
Art. 6 Legame con lambiente Il processo produttivo del Formaggio di Fossa di SoglianoDOP, presenta caratteristiche del tutto uniche perch indissolubilmente correlate allo specifico ambiente geologico e climatico, nonch alla tradizione propriamente locale, leale e costante nel corso dei secoli, di cui sono abili detentori solo gli infossatori del luogo che si sono tramandati conoscenza e sensibilit di generazione in generazione. Larea di produzione si sviluppa lungo il crinale pedecollinare e collinare della dorsale appenninica tra Romagna e Marche. Le caratteristiche geomorfologiche sono: forme dolci e arrotondate dei rilievi, crinali ampi e versanti con pendenze pi o meno moderate, che degradano verso i fondovalle. Frequenti e di piccole dimensioni, tranne qualche eccezione, i franamenti inseriti allinterno delle aree colluviali dove la natura del substrato prevalentemente argillosa. Pi stabili sono i pendii a rocce madri arenacee che costituiscono la vera ossatura stabile dellintero ambito territoriale esaminato. Il territorio in oggetto formato da sedimenti argillosi, sabbiosi o alternanze di essi, appartenenti ai depositi del Pliocene inferiore e del Quaternario attuale. I siti dove lavorano 4
le fosse sono scavate in una formazione che composta da una serie di arenarie micaceofeldespatiche, in generale poco cementate, di colore giallo-bruno o giallastre, in strati dello spessore variabile dai 30/40 cm. a 1 m. circa, con alternanze di sottili livelli di argille marnose grigie e grigio-azzurre. Questa formazione, a luoghi puntiformi, a zolle, o placche di limitate dimensioni, lascia osservare delle laminazioni incrociate sulle rocce arenacee, talora anche delle convolute e/o dei locali fenomeni di franamento sottomarino. La tradizione di infossare si introdusse durante il Medioevo e divenne ben presto parte integrante della civilt contadina del territorio compreso tra le valli del Rubicone e del Marecchia, fino al fiume Esino, a cavallo della Romagna e delle Marche. Luso di infossare era naturalmente legato alle necessit di conservazione del prodotto, nonch al desiderio di proteggerlo dalle razzie delle trib ed eserciti che, nel corso dei secoli, cercarono di occupare il territorio. Le Fosse venivano scavate artificialmente nella roccia viva di arenaria e lasciate grezze. Tale operazione divenne poi cos frequente da essere soggetta a precise norme legislative. Le prime documentazioni riguardanti le fosse e le tecniche di infossatura, risalgono al XIV secolo e appartengono agli archivi della famiglia Malatesta, proprietaria del territorio. A partire dal 1350 la Signoria dei Malatesta istitu la Compagnia dellAbbondanza dentro la cinta muraria, nei castrum, e nelle tumbae, case coloniche sparse sul territorio. Le fosse erano usate per custodire, celare, preservare cereali, generi alimentari di varia natura e per stagionare il formaggio, in caso di assedio, epidemia, carestia e per sottrarlo alle durissime clausole dei contratti che regolavano le colone. Nel corso dei secoli lusanza si mantenuta costante e leale, secondo le regole stabilite dai codici malatestiani. In base alla tradizione, mantenuta storicamente costante nel corso dei secoli, le fosse devono possedere le seguenti caratteristiche: a) fosse scavate manualmente in roccia di arenaria, delle formazioni tipiche del distretto storico in oggetto; b) si prevede la possibilit di attivazione di altre fosse, allinterno della zona geografica individuata, che andranno cartografate e censite e che dovranno superare un periodo di prova della durata di un minimo di cinque infossature, nellarco di almeno 5 anni, teso a verificare la conformit al presente disciplinare delle caratteristiche geologiche, dellambiente interno alle fosse e del prodotto finale; c) unica apertura di accesso superiore, avente larghezza tra 70 cm. e 120 cm. La forma dovr essere tronco-conica o a fiasco, con una profondit ed una larghezza massima di tre metri. Verranno accettate forme e dimensioni diverse solo per fosse storiche gi esistenti (anche se non in uso). Si definisce storica la fossa recuperata allinterno di fabbricati in insediamenti di origine medioevale che evidenziano segni di precedenti utilizzi allo scopo della conservazione di derrate alimentari. La presenza di chiodi infissi sulle pareti irregolarmente levigate, la presenza sul fondo di un pozzetto per la raccolta di percolati, larenaria con tracce di grassi assorbiti e affumicata da precedenti sanificazioni con fuoco e fumo sono le caratteristiche delle fosse storiche. d) le pareti devono risultare prive di infiltrazioni; e) il fondo delle fosse deve essere fornito di incavo di scolo e raccolta dei grassi. f) in ottemperanza alla tradizione storica documentata e in coerenza con lo scopo di mantenere il delicato equilibrio tipico e caratteristico solo della zona in oggetto, tra ambiente interno e ambiente esterno alla fossa, le nuove fosse potranno essere create esclusivamente nei borghi, nei centri storici e al servizio delle case coloniche. Art. 7 Controlli Il controllo sulla conformit del prodotto al disciplinare, svolto, da una struttura di controllo, conformemente a quanto stabilito dagli artt. 10 e 11 del Reg. CE 510/2006.
Art. 8 Etichettatura Il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP viene distribuito confezionato per proteggere le caratteristiche del prodotto secondo le seguenti modalit di confezionamento: A. vendita nei sacchi di stagionatura; B. vendita delle forme intere o porzionate in confezioni sottovuoto C. vendita delle forme intere o porzionate in vaschette filmate D. vendita delle forme intere o porzionate in incarti con carta atta ad uso alimentare. Le confezioni suddette di Formaggio di Fossa di Sogliano DOP possono essere contenute in imballi costituiti da sacchetti di tessuto o incarti o da cassette di legno o di cartone. Sulla etichetta devono comparire a caratteri di stampa chiari e leggibili, oltre al logo della denominazione, al simbolo grafico comunitario e relative menzioni (in conformit, alle prescrizioni del Reg. CE 1898/2006 e successive modifiche) e alle informazioni corrispondenti ai requisiti di legge le seguenti ulteriori indicazioni: la tipologia di latte utilizzato ( Pecorino, Vaccino, Misto ); la dicitura da latte crudo per i formaggi prodotti senza pastorizzazione del latte; il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede del caseificatore o dellinfossatore la sede del confezionatore se il prodotto confezionato da azienda diversa dalle precedenti categorie; il numero di riconoscimento dello stabilimento di infossatura ( Codice infossatore ) ed il periodo di infossatura (indicando PRM per la stagionatura primaverile e EST quella per estiva). E' vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione non espressamente prevista. E' tuttavia ammesso l'utilizzo di indicazioni che facciano riferimento a marchi privati, purch questi non abbiano significato laudativo o siano tali da trarre in inganno il consumatore. Il logo della DOP Formaggio di Fossa di Sogliano costituito dalla forma stilizzata di una fossa, i cui contorni esterni, a forma di trapezio isoscele, rappresentano la pietra arenaria e i cui contorni interni, rappresentano le forme dei formaggi che fuoriescono dalla base minore aperta, del trapezio isoscele. Al centro della fossa situato il simbolo araldico della Signoria Malatesta, un elefantino. I disegni sono in rosso (pantone 221 CVU) su base giallo-paglierino (pantone Yellow Quadricromia retinato al 40 %). Sotto il semicerchio che delimita la base maggiore del trapezio, nella prima riga si trova la dicitura FORMAGGIO DI FOSSA e nella seconda riga la dicitura DI SOGLIANO D.O.P., tutto in carattere Franklin Gothic Extra Condensed grassetto, stampatello maiuscolo in rosso. Sempre con i caratteri Franklin Gothic Extra Condensed grassetto a semicerchio attorno alla parte laterale superiore della fossa stilizzata riportata la scritta Sogliano al Rubicone, Talamello e Terre Malatestiane a dimostrazione della continuit storica e del legame con il territorio. La superficie occupata dal logo di identificazione sopra specificato, non dovr essere inferiore al 25% della superficie totale dell'etichetta.
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 Art. 7

Art. 8