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Timestamp: 2020-07-08 05:03:31+00:00

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Art. 161 l.f. - Domanda di concordato | Valutazione Azienda in 24 ore
Art. 161 (Domanda di concordato) [1]
e) un piano contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta; in ogni caso, la proposta deve indicare l'utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare a ciascun creditore [2].
Il piano e la documentazione di cui ai commi precedenti devono essere accompagnati dalla relazione di un professionista, designato dal debitore, in possesso dei requisiti di cui all’ articolo 67, terzo comma, lett. d), che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano medesimo. Analoga relazione deve essere presentata nel caso di modifiche sostanziali della proposta o del piano. [3]
La domanda di concordato è comunicata al pubblico ministero ed è pubblicata, a cura del cancelliere, nel registro delle imprese entro il giorno successivo al deposito in cancelleria. Al pubblico ministero è trasmessa altresì copia degli atti e documenti depositati a norma del secondo e del terzo comma, nonché copia della relazione del commissario giudiziale prevista dall’articolo 172. [4]
L'imprenditore può depositare il ricorso contenente la domanda di concordato unitamente ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e all'elenco nominativo dei creditori con l'indicazione dei rispettivi crediti, riservandosi di presentare la proposta, il piano e la documentazione di cui ai commi secondo e terzo entro un termine fissato dal giudice, compreso fra sessanta e centoventi giorni e prorogabile, in presenza di giustificati motivi, di non oltre sessanta giorni. Nello stesso termine, in alternativa e con conservazione sino all'omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, il debitore può depositare domanda ai sensi dell'articolo 182-bis, primo comma. In mancanza, si applica l'articolo 162, commi secondo e terzo. Con decreto motivato che fissa il termine di cui al primo periodo, il tribunale può nominare il commissario giudiziale di cui all'articolo 163, secondo comma, n. 3; si applica l'articolo 170, secondo comma. Il commissario giudiziale, quando accerta che il debitore ha posto in essere una delle condotte previste dall'articolo 173, deve riferirne immediatamente al tribunale che, nelle forme del procedimento di cui all'articolo 15 e verificata la sussistenza delle condotte stesse, può, con decreto, dichiarare improcedibile la domanda e, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui agli articoli 1 e 5, dichiara il fallimento del debitore con contestuale sentenza reclamabile a norma dell'articolo 18. [5]
Dopo il deposito del ricorso e fino al decreto di cui all'articolo 163 il debitore può compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il quale può assumere sommarie informazioni e deve acquisire il parere del commissario giudiziale, se nominato. Nello stesso periodo e a decorrere dallo stesso termine il debitore può altresì compiere gli atti di ordinaria amministrazione. I crediti di terzi eventualmente sorti per effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore sono prededucibili ai sensi dell'articolo 111. [6]
Con il decreto che fissa il termine di cui al sesto comma, primo periodo, il tribunale deve disporre gli obblighi informativi periodici, anche relativi alla gestione finanziaria dell'impresa e all'attività compiuta ai fini della predisposizione della proposta e del piano, che il debitore deve assolvere, con periodicità almeno mensile e sotto la vigilanza del commissario giudiziale se nominato, sino alla scadenza del termine fissato. Il debitore, con periodicità mensile, deposita una situazione finanziaria dell'impresa che, entro il giorno successivo, è pubblicata nel registro delle imprese a cura del cancelliere. In caso di violazione di tali obblighi, si applica l'articolo 162, commi secondo e terzo. Quando risulta che l'attività compiuta dal debitore è manifestamente inidonea alla predisposizione della proposta e del piano, il tribunale, anche d'ufficio, sentito il debitore e il commissario giudiziale se nominato, abbrevia il termine fissato con il decreto di cui al sesto comma, primo periodo. Il tribunale può in ogni momento sentire i creditori. [7]
La domanda di cui al sesto comma è inammissibile quando il debitore, nei due anni precedenti, ha presentato altra domanda ai sensi del medesimo comma alla quale non abbia fatto seguito l'ammissione alla procedura di concordato preventivo o l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti. [8]
Fermo restando quanto disposto dall'articolo 22, primo comma, quando pende il procedimento per la dichiarazione di fallimento il termine di cui al sesto comma del presente articolo è di sessanta giorni, prorogabili, in presenza di giustificati motivi, di non oltre sessanta giorni. [8]
[1] Articolo così sostituito dall'art. 2, comma 1, lett. e), D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla L. 14 maggio 2005, n. 80. Le presenti disposizioni si applicano altresì ai procedimenti di concordato preventivo pendenti e non ancora omologati alla data di entrata in vigore del medesimo decreto.
[2] Lettera aggiunta dall'art. 33, comma 1, lett. b), n. 1), D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134; per l'applicazione di tale disposizione, vedi l'art. 33, comma 3 del medesimo D.L. 83/2012. Successivamente la presente lettera è stata così modificata dall’ art. 4, comma 1, lett. b), n. 1), D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015, n. 132; per l’applicazione di tale ultima disposizione vedi l’ art. 23, comma 1 del medesimo D.L. n. 83/2015.
[3] Comma sostituito dall'art. 12, comma 3, lett. a), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008 e, successivamente, così modificato dall'art. 33, comma 1, lett. b), n. 2), D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134; per l'applicazione di tale ultima disposizione, vedi l'art. 33, comma 3 del medesimo D.L. 83/2012.
[4] Comma aggiunto dall'art. 12, comma 3, lett. b), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008 e modificato dall'art. 33, comma 1, lett. b), n. 3), D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134; per l'applicazione di tale ultima disposizione, vedi l'art. 33, comma 3 del medesimo D.L. 83/2012. Successivamente il presente comma è stato così modificato dall’ art. 4, comma 1, lett. b), n. 2), D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015, n. 132; per l’applicazione di tale ultima disposizione vedi l’ art. 23, comma 1, del medesimo D.L. n. 83/2015.
[5] Comma aggiunto dall'art. 33, comma 1, lett. b), n. 4), D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134; per l'applicazione di tale disposizione, vedi l'art. 33, comma 3 del medesimo D.L. 83/2012. Successivamente il presente comma è stato così modificato dall’ art. 82, comma 1, lett. a) e b), D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98.
[6] Comma aggiunto dall'art. 33, comma 1, lett. b), n. 4), D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134; per l'applicazione di tale disposizione, vedi l'art. 33, comma 3 del medesimo D.L. 83/2012. Successivamente il presente comma è stato così modificato dall’ art. 82, comma 2, D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98.
[7] Comma aggiunto dall'art. 33, comma 1, lett. b), n. 4), D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134; per l'applicazione di tale disposizione, vedi l'art. 33, comma 3 del medesimo D.L. 83/2012. Successivamente il presente comma è stato così sostituito dall’ art. 82, comma 3, D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98.
[8] Comma aggiunto dall'art. 33, comma 1, lett. b), n. 4), D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134; per l'applicazione di tale disposizione, vedi l'art. 33, comma 3 del medesimo D.L. 83/2012.
Trib. Asti 11 febbraio 2016, decr. - Pres. Donato - Est. Francioso
Va considerata come nuova proposta e non come mera modificazione o integrazione la proposta che preveda, rispetto alla precedente, elementi del tutto nuovi quali la formazione di classi, l’ingresso di un garante, la soddisfazione mediante datio in solutum, la costituzione di una newco, l’assegnazione del bene in leasing, la diversa percentuale offerta ai chirografari; di conseguenza, alla nuova proposta presentata dopo l’introduzione delle disposizioni di cui al D.L. n. 83/2015 vanno applicate le nuove norme, anche se la domanda originaria sia stata depositata in epoca anteriore alla novella legislativa.
App. L’Aquila 25 novembre 2015 (data della decisione) - Pres. Fiore - Est. D’Orazio
L’incarico conferito ai professionisti, durante il concordato con riserva, per la redazione del piano e per la predisposizione dell’attestazione di fattibilità dello stesso e di veridicità dei dati aziendali, rientra nel novero degli atti di ordinaria amministrazione in quanto tali attività sono essenziali ed indefettibili per la corretta prosecuzione della procedura di concordato preventivo; rappresentano altresì atti di ordinaria amministrazione i pagamenti dei compensi ai professionisti stessi, qualora se ne ravvisi la proporzione economico-finanziaria in rapporto alla particolare situazione dell’impresa, nella misura in cui l’assunzione dell’opera professionale e la rilevanza dell’impegno di spesa possano pesare sulla sua precaria condizione economica.
Trib. Rovigo 24 novembre 2015 - Pres. D’Amico - Est. Martinelli - Grandi Molini Italiani S.p.a.
Ai fini della distinzione tra atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione nel concordato con riserva, le attività di gestione dell’impresa funzionali alla realizzazione del piano anticipato dal debitore ed in determinati limiti periodici di importi devono essere qualificate come atti di ordinaria amministrazione, non potendo venire in rilievo il valore assoluto delle singole operazioni, bensì dovendosi bilanciare il valore dell’atto ai valori della produzione, considerare la teologia dell’atto alla realizzazione dell’interesse della massa dei creditori e la produzione finale di attività (nella specie, il tribunale ha indicato gli atti di ordinaria amministrazione in € 20 milioni mensili per acquisti di materia prima ed imballi ed in € 4 milioni mensili per le altre tipologie di costi).
Trib. Rovigo 17 novembre 2015 - Pres. D’Amico - Est. Martinelli – Braida
Ai fini della concessione del termine di cui all’art. 161, comma 6, l.fall. non è necessaria, neppure in via sommaria, la previa determinazione degli aspetti essenziali della proposta e del connesso piano concordatario, atteso che, da un lato, il legislatore lascia all’imprenditore la facoltà di depositare, in via alternativa e con conservazione sino all’omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182 bis l.fall., dall’altro il tribunale può comunque assumere sommarie informazioni, ai sensi dell’art. 161, comma 7, l.fall., oltre al parere del commissario, al fine di autorizzare o meno gli atti urgenti di straordinaria amministrazione richiesti dal debitore, con la conseguenza che è in ogni caso attivabile un idoneo procedimento attraverso il quale fare emergere, laddove necessario, almeno i tratti essenziali della formulanda proposta, così da evitare il compimento di iniziative in contrasto con la medesima.
Trib. Trento 15 ottobre 2015 (data della decisione), decr. - Pres. Avolio - Est. Attanasio
Le nuove regole introdotte dalla L. n. 132/2015, che ha convertito il D.L. n. 83/2015, non si applicano alle procedure instaurate con domanda di concordato c.d. con riserva depositata in data anteriore alla sua entrata in vigore, anche se la proposta, il piano e l’ulteriore documentazione sono stati depositati in epoca successiva.
Cassazione, Sez. I, 18 maggio 2015, n. 10086 - Pres. Ceccherini - Est. Didone - ETR S.p.a. c. Trade Impex S.p.a. in liq. e in c.p. e al. (legge fallimentare artt. 161, 162, 177, 180, 183)
Nel concordato con cessione dei beni, fuoriesce dal controllo giudiziale sul giudizio di fattibilità un sindacato sull’aspetto pratico-economico sulla proposta, e dunque sulla correttezza della indicazione della misura del soddisfacimento percentuale offerto dal debitore ai creditori: la mancanza di un vincolo reagente sull’ammissibilità, rende invero la percentuale di pagamento una mera modalità dell’impegno assunto, esaurito con la messa a disposizione dei beni liberi da limitazioni ignote ai creditori ed impedienti una proficua liquidazione, se non è vi è stato uno specifico obbligo in tal senso. Così, se la società debitrice, nel corso del giudizio di omologazione, si limiti a condividere le osservazioni critiche del commissario giudiziale circa l’effettiva e dunque ridotta percentuale probabilmente distribuibile ai creditori, l’omologazione del concordato ciò nonostante non equivale ad un giudizio di ammissibilità di una proposta peggiorativa. Va invece escluso che il tribunale possa evitare il controllo del raggiungimento delle maggioranze, questione che costituisce oggetto - sia nel regime intermedio, proprio del caso che dopo il decreto n. 169 del 2007 - di un rilievo officioso, vi siano o meno state opposizioni e perciò non è configurabile alcuno sbarramento per eventuali censure svolte solo in sede di reclamo ex art. 177 l.fall.
Trib. Monza 18 luglio 2014, decr. - Pres Paluchowski - Est. Nardecchia - SDS S.p.A.
Nel concordato preventivo con riserva prospettato dal debitore come concordato liquidatorio e non in continuità, il pagamento dei crediti anteriori è possibile unicamente in forza dell’art. 161, settimo comma, l.fall., nella parte in cui consente il compimento di atti urgenti di straordinaria amministrazione con l’autorizzazione del tribunale, previo parere del commissario giudiziale, se nominato; tale autorizzazione può essere concessa soltanto in caso eccezionali ove la vantaggiosità dell’atto sia manifestamente evidente con riguardo a tutti i creditori concordatari, comportando un aumento dell’attivo e/o un decremento del passivo, e purché il pagamento avvenga nel rispetto dell’ordine delle cause legittime di prelazione e ciò in quanto tali pagamenti, legalmente posti in essere dopo il deposito del ricorso di cui all’art. 161 l.fall., in caso di successivo fallimento, non sono soggetti all’azione revocatoria ai sensi del novellato art. 67, comma 3, lett. e) l.fall.
Trib. Brescia 9 luglio 2014, decr. - Pres. Rosa - Est. Del Porto - Sanagens s.r.l.
La domanda di concordato preventivo con riserva presentata senza il bilancio dell’ultimo esercizio, anche se non ancora approvato (nella specie, per mancato raggiungimento del quorum), è inammissibile, atteso che la locuzione “unitamente ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi” di cui all’art. 161, sesto comma, l.fall., deve essere interpretata, quanto alle società di capitali, nel senso della necessaria produzione dei bilanci redatti, approvati e depositati nel rispetto delle norme codicistiche.
Trib. Palermo 4 giugno 2014, decr. - Pres. Novara - Est. Giammona - Vini del Sus S.a.s.
1. È ammissibile la domanda di concordato di gruppo ove il piano risponda all’interesse dei creditori, favorendo un’attività liquidatoria unitaria in virtù delle strette connessioni esistenti tra le società e/o imprese facenti parte del gruppo e prevedendo l’abbattimento dell’esposizione debitoria infragruppo, così da rendere possibile la prosecuzione dell’attività aziendale nel suo complesso, attraverso l’intervento di un assuntore appositamente costituito.
2. È ammissibile la domanda di concordato di gruppo qualora la proposta, il piano e la relazione degli esperti tengano adeguatamente distinte le attività e le passività di ogni singola impresa del gruppo e risultino, pertanto, idonee a consentire ad ogni singolo creditore di verificare la propria posizione creditoria e l’impatto della proposta concordataria sul soddisfacimento della stessa, nonché l’alternativa in caso di liquidazione fallimentare.
Trib. Bergamo 26 aprile 2014, decr. - Pres. ed Est. Vitiello
Durante il periodo di concordato con riserva, il Tribunale può autorizzare il debitore, ai sensi dell’art. 161 settimo comma l.fall., alla definizione di un accertamento con adesione con l’Agenzia delle entrate qualora la stessa comporti un considerevole vantaggio per la massa dei creditori e non implichi alcun rischio di alterazione dell’ordine della cause di prelazione.
Cassazione Civile, sez. VI - 1, 18 dicembre 2015, n. 25589 - V. Ragonesi - Est. G. Mercolino - Z.C. c. Fallimento
della Orange s.r.l.
(Vedi Cass. 7 marzo 2013, n. 5705; Cass. 9 settembre 2014, n. 18922; Cass. 4 novembre 2015, n. 22450)
1. Il credito relativo al compenso per prestazioni professionali rese anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell’imprenditore e riguardanti l’attività difensiva inerente ad una domanda di concordato preventivo ex art. 161, comma 6, l.fall. dichiarata inammissibile per mancato deposito della proposta, del piano e della relativa documentazione non è prededucibile ai sensi dell’art. 111, comma 2, l.fall., sia perché, non arrecando alla procedura concorsuale alcun beneficio in termini di accrescimento dell’attivo o salvaguardia della sua integrità, non può dirsi collegato occasionalmente o funzionalmente con la stessa, sia perché la prededucibilità è espressamente esclusa dall’art. 11, comma 3quater, del d.l. n. 145 del 2013, conv. con modif. dalla l. n. 9 del 2014, di natura interpretativa, per il quale i crediti relativi alle procedure di concordato sono prededucibili nel successivo fallimento alla duplice condizione che il deposito della proposta, del piano e della documentazione sia avvenuto nel termine fissato dal tribunale e che sia stato pronunciato senza soluzione di continuità il decreto di apertura di cui all’art. 163 l.fall.
App. Bologna 18 luglio 2016 - Pres. Salvatore - Est. Guidotti 1.
Il disposto dell’art. 161, comma 9, l.fall. non impedisce esplicitamente la riproposizione nel biennio di una proposta di concordato con riserva, ex art. 161, comma 6, l.fall., qualora una precedente proposta sia stata dichiarata ammissibile e la procedura si sia poi estinta; tale norma, però, presuppone la legittimità della ulteriore proposta concordataria, che deve essere valutata con riferimento alla precedente dinamica processuale ed in ossequio ai canoni generali di correttezza e buona fede (nel caso di specie, è stata ritenuta inammissibile, per abuso del diritto, la proposta di concordato con riserva presentata a fronte di numerose istanze di fallimento e preceduta da altra domanda dichiarata ammissibile poi rinunciata nell’imminenza dell’adunanza dei creditori).
Trib. Rovigo 23 giugno 2016 (data della decisione), decr. - Pres. Paulatti - Est. Martinelli - I.B.T.C. S.r.l.
Gli obblighi informativi previsti nel concordato con riserva dall’art. 161, comma 8, l.fall. sono essenziali e connaturati alla struttura della procedura, dal momento che rappresentano il contraltare degli effetti protettivi di cui all’art. 168 l.fall.; ne consegue che l’omissione degli adempimenti imposti dal tribunale implica ex se la dichiarazione di inammissibilità della procedura concordataria, senza alcuna possibilità di surroga o sanatoria tardiva e senza che rilevi il fatto che nel periodo non oggetto di informativa non siano stati posti in essere atti lesivi delle ragioni creditorie.

References: Art. 161
 articolo 67
 sentenza 
 art. 4
 art. 23
 art. 4
 art. 23
 art. 82
 art. 82
 art. 82
 art. 177
 art. 67
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 161
 art. 161