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Timestamp: 2020-08-04 00:32:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26561 del 27/11/2013 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26561 del 27/11/2013
Civile Ord. Sez. 6 Num. 26561 Anno 2013
sul ricorso 23392-2011 proposto da:
VITALE DONATO;
– intimato avverso la sentenza n. 4862/2010 della CORTE D’APPELLO di
BARI del 27.9.2010, depositata il 04/10/2010;
Ric. 2011 n. 23392 sez. ML – ud. 24-10-2013
-r.g. n. 23392/2011 Inps c. Vitale Donato
‘Oggetto: disoccupazione agricola
“1. Con ricorso al Tribunale di Lucera Donato Vitale, operaio agricolo a tempo determinato, conveniva in giudizio l’Inps chiedendo venisse accertato il suo diritto alla differenza dell’indennità di
to corrisposto dall’Istituto sulla base del salario medio convenzionale congelato all’anno 1995 – sosteneva che il medesimo trattamento doveva essere invece calcolato, ai sensi del d.lgs. n. 146 del
Avverso detta sentenza l’Inps ricorre con due motivi;
2. Con i motivi di gravame l’Istituto ricorrente, lamentando violazione dell’art. 18, comma 18, del
d.l. n. 98/2011, conv. in legge n. 111/2011, nonché degli artt. 44, 49 e 53 del CCNL operai agricoli
e florovivaisti del 1998 in relazione all’art. 6, comma 4, lettera a), del d.lgs. n. 314/97, all’art. 3 d.l.
n. 318/96, conv. in legge n. 402/96, nonché in relazione agli artt. 1362 e ss., 2120 cod. civ. ed
all’art. 4, commi 10 e 11, della legge n. 297/82, censura la sentenza per avere incluso nella retribuzione da prendere a base per la liquidazione dell’indennità di disoccupazione, anche la voce denominata “quota di TFR”, la quale invece non dovrebbe esserlo, per avere – contrariamente a quanto
affermato la Corte territoriale – effettiva natura di retribuzione differita;
3. Il ricorso è manifestamente fondato, alla stregua di quanto deciso da ultimo dalla sentenza di questa Corte n. 202/2011 e da numerose altre conformi, con cui si è enunciato il seguente principio:
“Confermandosi quanto già ritenuto dalla precedente sentenza di questa Corte n. 10546/2007 per
cui “ai fini della liquidazione delle prestazioni temporanee in agricoltura, la nozione di retribuzione
– definita dalla contrattazione collettiva provinciale, da porre a confronto con il salario medio convenzionale ex art. 4 del D.lgs. 16 aprile 1997 n. 146 – non è comprensiva del trattamento di fine
rapporto”, va ulteriormente affermato che, sulla base del suddetto principio, la voce denominata
“quota di TFR” dai contratti collettivi vigenti a partire da quello del 27.11.1991, va esclusa dal
computo della indennità di disoccupazione, in considerazione della volontà espressa dalle parti sti1
disoccupazione dell’anno 2001; il ricorrente – premesso che il trattamento di disoccupazione era sta-
•pulanti, che è vietato disattendere in forza della disposizione di cui all’art. 3 D.L. 14 giugno 1996
n. 318 convertito in legge 29 luglio 1996 n. 402, a norma del quale, agli effetti previdenziali, la retribuzione dovuta in base agli accordi collettivi, non può essere individuata in difformità rispetto a
quanto definito negli accordi stessi. Dovendo escludersi che detta voce abbia natura diversa rispetto
a quella indicata dalle parti stipulanti, non è ravvisabile alcuna illegittima alterazione degli istituti
legali da parte dell’autonomia collettiva”;
con l’art. 18 comma 18 del DL n. 98/2011, convertito in legge 111/2011, ha stabilito che ” L’art. 4
5. Che ove si condividano i rilievi testé formulati, il ricorso può essere trattato in camera di consiglio ai sensi degli artt. 380 bis e 375 codice procedura civile e dichiarato manifestamente fondato”;
Atteso che il Collegio condivide e fa proprie le considerazioni che precedono e che, pertanto, il ricorso deve essere accolto, conseguendone la cassazione della sentenza impugnata e la decisione nel
merito (art. 384, secondo comma, c.p.c.), non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, con
il rigetto della domanda di inclusione nell’indennità di disoccupazione agricola della “quota di
t.f.r.”;
4. La interpretazione di cui alle citate pronunzie è stata da ultimo avallata dal legislatore, il quale,

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 art. 4
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