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DIRETTIVA 2009/22/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO - PDF
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1 L 110/30 Gazzetta ufficiale dell Unione europea DIRETTIVE DIRETTIVA 2009/22/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 aprile 2009 relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori (Versione codificata) (Testo rilevante ai fini del SEE) IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL UNIONE EURO- PEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l articolo 95, (4) Al fine di far cessare pratiche illecite in base alle disposizioni nazionali applicabili, l efficacia delle misure nazionali che recepiscono le direttive di cui trattasi, inclusi i provvedimenti di tutela che vanno oltre il livello prescritto dalle direttive stesse, purché siano compatibili con il trattato e autorizzati da tali direttive, può essere ostacolata allorché tali pratiche producono effetti in uno Stato membro diverso da quello in cui hanno origine. vista la proposta della Commissione, visto il parere del Comitato economico e sociale europeo ( 1 ), deliberando secondo la procedura di cui all articolo 251 del trattato ( 2 ), (5) Tali difficoltà possono nuocere al corretto funzionamento del mercato interno, in quanto basta trasferire il luogo d origine di una pratica illecita per essere al riparo da qualsiasi forma di applicazione della legge. Ciò costituisce una distorsione della concorrenza. considerando quanto segue: (1) La direttiva 98/27/CE del Parlamento europeo e del, del 19 maggio 1998, relativa a provvedimenti inibitori a tutela dei consumatori ( 3 ), ha subito diverse e sostanziali modificazioni ( 4 ). È opportuno, a fini di chiarezza e razionalizzazione procedere alla sua codificazione. (6) Queste stesse difficoltà sono tali da intaccare la fiducia dei consumatori nel mercato interno e possono limitare la portata dell azione delle organizzazioni rappresentative degli interessi collettivi dei consumatori o degli organismi pubblici indipendenti preposti alla tutela degli interessi collettivi dei consumatori lesi da pratiche che violano il diritto comunitario. (2) Alcune direttive, il cui elenco figura all allegato I alla presente direttiva, stabiliscono regole in materia di tutela degli interessi dei consumatori. (3) I meccanismi attualmente esistenti per assicurare il rispetto di tali direttive a livello sia nazionale che comunitario non sempre consentono di porre termine tempestivamente alle violazioni che ledono gli interessi collettivi dei consumatori. Per interessi collettivi si intendono gli interessi che non sono la mera somma degli interessi di singoli lesi da una violazione. Ciò non pregiudica i ricorsi e le azioni individuali proposti da privati lesi da una violazione. ( 1 ) GU C 161 del , pag. 39. ( 2 ) Parere del Parlamento europeo del 19 giugno 2007 (GU C 146 E del , pag. 73) e decisione del del 23 marzo ( 3 ) GU L 166 dell , pag. 51. ( 4 ) Cfr. allegato II, parte A. (7) Pratiche del genere travalicano spesso le frontiere tra gli Stati membri. È quindi necessario e urgente ravvicinare in una certa misura le disposizioni nazionali che consentono di far cessare dette pratiche illecite, a prescindere dallo Stato membro in cui la pratica illecita ha prodotto i suoi effetti. Per quanto riguarda la giurisdizione, l azione prevista non osta all applicazione delle regole del diritto internazionale privato e delle convenzioni in vigore tra gli Stati membri, nel rispetto tuttavia degli obblighi generali imposti agli Stati membri dal trattato, in particolare quelli connessi al corretto funzionamento del mercato interno. (8) L obiettivo dell iniziativa prevista può essere realizzato soltanto dalla Comunità. Spetta quindi ad essa agire.
2 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 110/31 (9) L articolo 5, terzo comma, del trattato impone al legislatore comunitario di non andare al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi del trattato. A norma di tale articolo, è importante tenere conto delle peculiarità dei sistemi giuridici nazionali, nei limiti del possibile, accordando agli Stati membri la possibilità di scegliere tra diverse alternative aventi effetti equivalenti. Gli organi giurisdizionali o le autorità amministrative competenti a pronunciarsi sui ricorsi o le azioni previsti dalla presente direttiva hanno il diritto di esaminare gli effetti delle decisioni precedenti. (10) Una di tali alternative dovrebbe prevedere che uno o più organismi pubblici indipendenti specificamente preposti alla tutela degli interessi collettivi dei consumatori esercitino i diritti di ricorso e di azione contemplati dalla presente direttiva. Un altra possibilità consisterebbe nel permettere l esercizio di tali diritti alle organizzazioni destinate a tutelare gli interessi collettivi dei consumatori secondo i criteri stabiliti dalla legislazione nazionale. (11) Gli Stati membri dovrebbero disporre della facoltà di scegliere una delle due alternative ovvero di combinarle, nel designare a livello nazionale gli organismi e/o le organizzazioni legittimati ai fini della presente direttiva. (16) È opportuno che la Commissione riferisca in merito al funzionamento della presente direttiva e, in particolare, sul suo ambito di applicazione e sullo svolgimento della consultazione preliminare. (17) L applicazione della presente direttiva fa salva l applicazione delle norme comunitarie in materia di concorrenza. (18) La presente direttiva dovrebbe far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale e di applicazione delle direttive elencate nell allegato II, parte B, HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1 Ambito d applicazione 1. La presente direttiva ha per oggetto il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative ai provvedimenti inibitori di cui all articolo 2, volti a tutelare gli interessi collettivi dei consumatori contemplati nelle direttive elencate nell allegato I, onde garantire il corretto funzionamento del mercato interno. (12) Ai fini della lotta alle violazioni intracomunitarie, il principio del riconoscimento reciproco dovrebbe essere applicato a tali organismi e organizzazioni. Gli Stati membri, su richiesta dei rispettivi enti nazionali, dovrebbero comunicare alla Commissione la denominazione e lo scopo degli enti nazionali legittimati a promuovere ricorsi o azioni nei rispettivi paesi, a norma della presente direttiva. (13) È compito della Commissione provvedere a pubblicare l elenco di questi enti legittimati nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea. Salvo pubblicazione di una dichiarazione contraria, si presume che un ente qualificato, il cui nome figuri in tale elenco, sia abilitato ad agire. (14) Gli Stati membri dovrebbero poter prevedere un obbligo di consultazione preliminare a carico della parte che intende chiedere un provvedimento inibitorio, onde consentire alla parte convenuta di porre termine alla violazione contestata. Gli Stati membri dovrebbero poter esigere che tale consultazione preliminare avvenga di concerto con un organismo pubblico indipendente da essi designato. (15) Qualora gli Stati membri abbiano stabilito che è necessaria una consultazione preliminare, occorre definire un termine massimo di due settimane successive al ricevimento della richiesta di consultazione, termine oltre il quale, ove non cessi la violazione, la parte richiedente ha il diritto di adire senza indugio l organo giurisdizionale o l autorità amministrativa competente. 2. Ai fini della presente direttiva, per violazione si intende qualsiasi atto contrario alle disposizioni delle direttive elencate nell allegato I, quali recepite negli ordinamenti nazionali degli Stati membri, che leda gli interessi collettivi di cui al paragrafo 1. Articolo 2 Azioni inibitorie 1. Gli Stati membri designano gli organi giurisdizionali o le autorità amministrative competenti a deliberare su ricorsi o azioni proposti dagli enti legittimati ai sensi dell articolo 3, onde: a) ordinare con la debita sollecitudine e, se del caso, con procedimento d urgenza, la cessazione o l interdizione di qualsiasi violazione; b) disporre, se del caso, provvedimenti quali la pubblicazione, integrale o parziale, della decisione, in una forma ritenuta consona e/o la pubblicazione di una dichiarazione rettificativa al fine di eliminare gli effetti perduranti della violazione; c) nella misura in cui l ordinamento giuridico dello Stato membro interessato lo permetta, condannare la parte soccombente a versare al Tesoro pubblico o ad altro beneficiario designato o previsto dalla legislazione nazionale, in caso di mancata esecuzione della decisione entro il termine fissato dagli organi giurisdizionali o dalle autorità amministrative, un importo determinato per ciascun giorno di ritardo o qualsiasi altro importo previsto dalla legislazione nazionale, al fine di garantire l esecuzione delle decisioni.
3 L 110/32 Gazzetta ufficiale dell Unione europea La presente direttiva non osta all applicazione delle regole di diritto internazionale privato sulla legge applicabile vale a dire, di norma, la legge dello Stato membro in cui ha origine la violazione o la legge dello Stato membro in cui la violazione produce i suoi effetti. Articolo 3 Enti legittimati a proporre ricorsi e azioni Ai fini della presente direttiva, per «ente legittimato» si intende qualsiasi organismo o organizzazione, debitamente costituito secondo la legislazione di uno Stato membro, che ha un legittimo interesse a far rispettare le disposizioni di cui all articolo 1 e in particolare: Articolo 5 Consultazione preliminare 1. Gli Stati membri possono prevedere o lasciare in vigore disposizioni in base alle quali la parte che intende proporre ricorso o intentare un azione inibitoria possa farlo unicamente dopo aver cercato di porre termine alla violazione di concerto con la parte convenuta oppure con la parte convenuta e con un ente legittimato a norma dell articolo 3, lettera a) dello Stato membro in cui viene proposto il ricorso o intentata l azione. Spetta allo Stato membro decidere se la parte che intende proporre ricorso o intentare un azione debba consultare o no l ente legittimato. Qualora non venga posto termine alla violazione entro le due settimane successive al ricevimento della richiesta di consultazione, la parte interessata può presentare senza indugio un ricorso o intentare un azione per provvedimento inibitorio. a) uno o più organismi pubblici indipendenti, specificamente preposti alla tutela degli interessi di cui all articolo 1, negli Stati membri in cui esistono simili organismi; e/o 2. Le modalità di consultazione preliminare decise dagli Stati membri sono notificate alla Commissione, che le pubblica nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea. b) le organizzazioni aventi lo scopo di tutelare gli interessi di cui all articolo 1, secondo i criteri stabiliti dal loro diritto nazionale. Articolo 6 Relazioni 1. Ogni tre anni e per la prima volta entro il 2 luglio 2003, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al una relazione sull applicazione della presente direttiva. Articolo 4 Violazioni intracomunitarie 1. Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie per garantire che, in caso di violazione avente origine nel proprio territorio, ogni ente legittimato di un altro Stato membro, qualora gli interessi che esso tutela risultino lesi da detta violazione, possa adire l organo giurisdizionale o l autorità amministrativa di cui all articolo 2, previa presentazione dell elenco di cui al paragrafo 3 del presente articolo. Gli organi giurisdizionali o le autorità amministrative riconoscono che gli enti figuranti su tale elenco sono abilitati ad agire, fermo restando il loro diritto di valutare se, nel caso di specie, l azione intentata risulti giustificata. 2. Nella prima relazione, la Commissione esamina in particolare: a) l ambito di applicazione della presente direttiva in relazione alla tutela degli interessi collettivi delle persone che esercitano un attività commerciale, industriale, artigianale o una professione liberale; b) l ambito di applicazione della presente direttiva come definito dalle direttive elencate nell allegato I; 2. Ai fini della lotta alle violazioni intracomunitarie, e fatti salvi i diritti riconosciuti dalla legislazione nazionale ad altri enti, gli Stati membri, su richiesta dei loro enti legittimati, comunicano alla Commissione che detti enti sono legittimati a proporre ricorsi e azioni a norma dell articolo 2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione la denominazione e lo scopo di tali enti nazionali legittimati. 3. La Commissione redige l elenco degli enti legittimati di cui al paragrafo 2, con l indicazione del loro scopo. Tale elenco è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea; le modifiche apportate a tale elenco sono pubblicate senza indugio; è pubblicato ogni sei mesi un elenco aggiornato. c) il ruolo svolto dalla consultazione preliminare di cui all articolo 5, al fine di tutelare efficacemente i consumatori. Se del caso, la relazione è corredata di proposte di modifica della presente direttiva. Articolo 7 Disposizioni relative a una più ampia legittimazione ad agire La presente direttiva non osta al mantenimento in vigore o all adozione da parte degli Stati membri di norme che conferiscano sul piano nazionale una più ampia legittimazione ad agire agli enti abilitati nonché a qualsiasi altro interessato.
4 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 110/33 Articolo 8 Attuazione Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. Articolo 9 Abrogazione La direttiva 98/27/CE modificata dalle direttive di cui all allegato II, parte A, è abrogata, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale e di applicazione delle direttive elencate nell allegato II, parte B. Articolo 10 Entrata in vigore La presente direttiva entra in vigore il 29 dicembre Articolo 11 Destinatari Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Strasburgo, addì 23 aprile I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva e si leggono secondo la tavola di concordanza dell allegato III. Per il Parlamento europeo Il presidente H.-G. PÖTTERING Per il Il presidente P. NEČAS
5 L 110/34 Gazzetta ufficiale dell Unione europea ALLEGATO I ELENCO DELLE DIRETTIVE DI CUI ALL ARTICOLO 1 ( 1 ) 1. Direttiva 85/577/CEE del, del 20 dicembre 1985, per la tutela dei consumatori in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali (GU L 372 del , pag. 31). 2. Direttiva 87/102/CEE del, del 22 dicembre 1986, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di credito al consumo (GU L 42 del , pag. 48) ( 2 ). 3. Direttiva 89/552/CEE del, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l esercizio delle attività televisive: articoli da 10 a 21 (GU L 298 del , pag. 23). 4. Direttiva 90/314/CEE del, del 13 giugno 1990, concernente viaggi, vacanze e circuiti «tutto compreso» (GU L 158 del , pag. 59). 5. Direttiva 93/13/CEE del, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori (GU L 95 del , pag. 29). 6. Direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del, del 20 maggio 1997, sulla tutela dei consumatori per quanto riguarda i contratti negoziati a distanza (GU L 144 del , pag. 19). 7. Direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del, del 25 maggio 1999, su taluni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo (GU L 171 del , pag. 12). 8. Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del, dell 8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («direttiva sul commercio elettronico») (GU L 178 del , pag. 1). 9. Direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano: articoli da 86 a 100 (GU L 311 del , pag. 67). 10. Direttiva 2002/65/CE del Parlamento europeo e del, del 23 settembre 2002, concernente la commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori (GU L 271 del , pag. 16). 11. Direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del, dell 11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno (GU L 149 dell , pag. 22). 12. Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del , pag. 36). 13. Direttiva 2008/122/CE del Parlamento europeo e del, del 14 gennaio 2009, sulla tutela dei consumatori per quanto riguarda taluni aspetti dei contratti di multiproprietà, dei contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine e dei contratti di rivendita e di cambio (GU L 33 del , pag. 10). ( 1 ) Le direttive di cui ai punti 5, 6, 9 e 11 contengono disposizioni specifiche in materia di ricorsi e azioni per provvedimenti inibitori. ( 2 ) Detta direttiva è stata abrogata e sostituita dalla direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori (GU L 133 del , pag. 66), con effetto dal 12 maggio 2010.
6 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 110/35 ALLEGATO II Direttiva 98/27/CE del Parlamento europeo e del (GU L 166 dell , pag. 51). PARTE A Direttiva abrogata e relative modifiche (di cui all articolo 9) Direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del (GU L 171 del , pag. 12). Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del (GU L 178 del , pag. 1). Direttiva 2002/65/CE del Parlamento europeo e del (GU L 271 del , pag. 16). Direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del (GU L 149 dell , pag. 22). Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del (GU L 376 del , pag. 36). limitatamente all articolo 10 limitatamente all articolo 18, paragrafo 2 limitatamente all articolo 19 limitatamente all articolo 16, paragrafo 1 limitatamente all articolo 42 PARTE B Termini di recepimento nel diritto nazionale e di applicazione (di cui all articolo 9) Direttive Termine di recepimento Data di applicazione 98/27/CE 1 o gennaio /44/CE 1 o gennaio /31/CE 16 gennaio /65/CE 9 ottobre /29/CE 12 giugno dicembre /123/CE 28 dicembre 2009
7 L 110/36 Gazzetta ufficiale dell Unione europea ALLEGATO III TAVOLA DI CONCORDANZA Direttiva 98/27/CE Presente direttiva Articoli da 1 a 5 Articoli da 1 a 5 Articolo 6, paragrafo 1 Articolo 6, paragrafo 1 Articolo 6, paragrafo 2, primo comma, primo trattino Articolo 6, paragrafo 2, primo comma, lettera a) Articolo 6, paragrafo 2, primo comma, secondo trattino Articolo 6, paragrafo 2, primo comma, lettera b) Articolo 6, paragrafo 2, primo comma, terzo trattino Articolo 6, paragrafo 2, primo comma, lettera c) Articolo 6, paragrafo 2, secondo comma Articolo 6, paragrafo 2, secondo comma Articolo 7 Articolo 7 Articolo 8, paragrafo 1 Articolo 8, paragrafo 2 Articolo 8 Articolo 9 Articolo 9 Articolo 10 Articolo 10 Articolo 11 Allegato Allegato I Allegato II Allegato III

References: articolo 95
 articolo 251
 articolo 5
 Articolo 1
 articolo 2
 Articolo 2
 articolo 3
 Articolo 3
 articolo 1
 Articolo 5
 articolo 3
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 articolo 1
 Articolo 6
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 articolo 2
 articolo 2
 articolo 5
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11
 ARTICOLO 1
 articolo 9
 articolo 10
 articolo 18
 articolo 19
 articolo 16
 articolo 42
 articolo 9
 Articolo 6
 Articolo 6
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 Articolo 11