Source: http://noiradiomobile.org/occupazione-di-bene-privato-per-ragioni-di-pubblica-utilita-non-esitata-in-espropriazione-legittima-consiglio-di-stato-sezione-iv-sentenza-24-maggio-2018-n-3105/
Timestamp: 2018-06-24 21:59:56+00:00

Document:
Occupazione di bene privato per ragioni di pubblica utilità, non esitata in espropriazione legittima (Consiglio di Stato, Sezione IV, Sentenza 24 maggio 2018, n. 3105). – Noi Radiomobile™
Home »Consiglio di Stato»Occupazione di bene privato per ragioni di pubblica utilità, non esitata in espropriazione legittima (Consiglio di Stato, Sezione IV, Sentenza 24 maggio 2018, n. 3105).
Occupazione di bene privato per ragioni di pubblica utilità, non esitata in espropriazione legittima (Consiglio di Stato, Sezione IV, Sentenza 24 maggio 2018, n. 3105).
Dott. Vito Poli – Presidente
Dott. Luigi Massimiliano Tarantino – Consigliere
Dott. Luca Lamberti – Consigliere
Dott.ssa Daniela Di Carlo – Consigliere, Estensore
Dott. Nicola D’Angelo – Consigliere
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, Bari, Sezione III, n. 2573 del 12 novembre 2008, resa tra le parti, concernente domanda di risarcimento dei danni da illegittima occupazione di bene privato per ragioni di pubblica utilità.
14.2.6. Il suddetto principio, applicabile in via generale a tutti i casi di illegittima occupazione per ragioni di pubblica utilità dell’opera, rende irrilevante l’approfondimento dell’ulteriore argomento (speso dagli appellati) concernente la previsione, nella specifica materia delle occupazioni per finalità di edilizia residenziale pubblica, dell’asserito (solo) diritto al risarcimento del danno con esclusione di ogni forma di retrocessione del bene (in base al combinato disposto di cui agli artt. 3 della legge n. 458/1988 e 58, comma 1, del d.P.R. n. 327/2001, in relazione ai progetti approvati prima del 30 giugno 2003).
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 22 febbraio 2018.
← Previous Previous post: Falso ideologico: la condotta di due medici, uno dei quali, libero professionista, sostituisca l’altro, medico convenzionato con la ASL, in visite non comunicate all’Azienda, apponendo una sigla illeggibile su ricette e prescrizioni redatte con i ricettari e con l’uso di timbri fornitigli dal medico convenzionato (Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza 7 maggio 2018, n. 19707).
Next → Next post: Circolazione stradale: violazione delle disposizioni sulla sosta limitata o regolamentata (Corte Costituzionale, Sentenza 30 maggio 2018, n. 111).

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza