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⭐LA PUBBLICITÀ STRADALE EXTRAURBANA
LA PUBBLICITÀ STRADALE EXTRAURBANA
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1 Quaderni/2 10 maggio 2010 LA PUBBLICITÀ STRADALE EXTRAURBANA UN FENOMENO DI ILLEGALITÀ DIFFUSA Campagna Spazio Libero : appunti per un azione nazionale di Italia Nostra2 3 LA PUBBLICITÀ STRADALE EXTRAURBANA UN FENOMENO DI ILLEGALITÀ DIFFUSA Campagna Spazio Libero : appunti per un azione nazionale di Italia Nostra a cura di Gianni Micheloni/ Spazio Libero-Italia Nostra Milano 06 Introduzione 07 La pubblicità stradale abusiva: situazione e possibili strategie 11 Proposte per una revisione del sistema 13 Vietare la pubblicità extraurbana? Una rivoluzione in Italia, la norma in Europa 16 Breviario delle norme vigenti in materia di pubblicità stradale Appendice 1 LE STRADE DI INTERESSE PANORAMICO E AMBIENTALE SECONDO IL PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE DELLA LOMBARDIA Appendice 2 DOCUMENTAZIONE DELLA CAMPAGNA SPAZIO LIBERO NELLA PROVINCIA DI MILANO Quaderni/2 10 maggio 20104 5 «Disposizione di ordine sussidiario devesi ritenere quella contenuta nell art. 5 contro gli abusi della pubblicità industriale e commerciale, che anche in Italia, sebbene in minor misura che all estero, deturpa paesaggi, e pur troppo, anche edifici monumentali. Da più tempo (prima della guerra) e da più parti si son levate voci di protesta sui giornali e alla Camera dei deputati contro il brutto andazzo di offendere ogni angolo sacro all arte e alla storia con una lebbra di quadri mastodontici e cartelloni di tutti i colori, e pitture murali e scritte luminose, diffondenti spesso una nota di volgarità, talvolta anche di disgusto, col ricordo di malattie e d imperfezioni umane. In tutte le Nazioni civili si è sentito il bisogno di provvedere energicamente contro codesti eccessi, e va segnalata sopra tutto la Francia, dove, pure esistendo sin dal 20 aprile 1910 una legge speciale che proibisce l affissione di avvisi commerciali sui monumenti e nei siti pittoreschi, si credette necessario di colpire con tasse proibitive la esposizione di cartelloni fuori del perimetro di 100 metri dai centri abitati, e il 9 luglio fu approvata con 530 voti su 3 contrari, la legge, che impone una tassa annua proporzionata alla dimensione dei cartelloni e che da 50 lire al metro quadrato si eleva sino a 400! Noi non si è voluto giungere tanto; ma si è voluto vietare semplicemente l uso di cartelli e di altri mezzi di pubblicità i quali danneggiano l aspetto e il pieno godimento delle bellezze naturali e di quelle panoramiche. E vogliamo sperare che il Parlamento approverà questa modesta disposizione, di cui da così lungo tempo si sente il bisogno, imperocché è davvero inammissibile che, per raggiungersi da una sola classe di cittadini una discutibile utilità, che, del resto, può essere raggiunta in vari altri modi, dall affissione in luoghi autorizzati alla distribuzione di fogli volanti, alla inserzione nei giornali e alla lettera circolare, si deturpi un monumento o si oltraggi una bella scena paesistica, destinati entrambi al godimento di tutti. E non è neppure ammissibile che chi possiede un edificio monumentale, una bella villa, un terreno di per sé di grande bellezza paesistica, o vicino a paesaggi e parchi e monumenti pregevoli, per un piccolo interesse quale può essere quello dell affitto per l esposizione di avvisi réclame, affitto che costituisce un uso contrario alla normale destinazione della cosa, sopprima o degradi la vista, che è poi un bene collettivo, di cose belle che sono l orgoglio del paese e spesso richiamano alla mente le glorie della nostra storia. A nessuno, insomma, può essere lecito anche nell esercizio di un suo diritto, di danneggiare» altrui, o tanto meno la collettività, senza un interesse veramente preponderante ed apprezzabile Ministro dell Istruzione Benedetto Croce: Discorso di presentazione del disegno di legge Per la tutela della bellezze naturali e degli immobili di particolare interesse storico presentato, in Senato, nella tornata del 25 settembre SPAZIO LIBERO 36 Gianni Micheloni/ Spazio Libero-Italia Nostra Milano Introduzione a maggior parte dei cartelli pubblicitari lungo le nostre strade sono abusivi. E una constatazione triste Le imbarazzante perché testimonia il livello impressionante di degrado del paesaggio, della coscienza civile e delle istituzioni nel nostro Paese. Dove c è un cartello abusivo c è una ditta che l ha installato; c è un Committente che l ha commissionato, c è un Comune che percepisce la tassa di occupazione (abusiva) del suolo pubblico; ci sono istituzioni che non controllano, che non sanzionano, che non rimuovono; ci sono cittadini assuefatti e omertosi che non protestano. Crediamo che Italia Nostra debba avere due obiettivi. Il primo, di minore portata è che rimangano soltanto i cartelli pubblicitari in regola. Il secondo obiettivo, ben più importante e ambizioso, è che tutti i cartelli pubblicitari al di fuori delle aree urbane e commerciali diventino abusivi. Si può fare: è già così in buona parte d Europa, dove la pubblicità stradale al di fuori delle aree urbanizzate è da tempo vietata. Questa dispensa, mirata principalmente al tema della pubblicità extraurbana, analizza il fenomeno dei cartelloni abusivi, descrive nel dettaglio la normativa vigente in Italia e riporta alcuni esempi della normativa, ben più restrittiva e ben più rispettata, vigente in altri Paesi. E ora di riportare alla ribalta il tema della pubblicità stradale e condurre fino in fondo una battaglia che Italia Nostra conduce da ormai quasi mezzo secolo. 4 SPAZIO LIBERO7 La pubblicità stradale abusiva: situazione e possibili strategie La situazione della pubblicità stradale extraurbana, a oltre 15 anni dall emanazione del Nuovo Codice della strada, che avrebbe dovuto mettere ordine nella materia, è preoccupante. Lungo le principali strade provinciali e le strade statali e regionali la densità di cartelloni pubblicitari è abnorme: specialmente lungo gli assi stradali storici che conducono ai grandi centri urbani, una sequenza pressoché ininterrotta di pubblicità di ogni forma e dimensione crea una cortina continua, accentuando l effetto dicontinuum urbano degradato e deturpando la visuale del paesaggio agricolo. Ne risulta un bombardamento visivo ai danni delle decine di migliaia di automobilisti che ogni giorno percorrono queste strade; un inaccettabile interferenza con la segnaletica stradale; un immagine di disordine ambientale e di illegalità che risulta ancora più desolante al ritorno da un viaggio all estero; perché questo deprimente spettacolo non ha eguale oltre confine. Italia Nostra Sezione di Milano ha costituito nel 2008 un Gruppo di attenzione sull argomento ed avviato una campagna denominata Spazio Libero con l obiettivo di: approfondire il quadro normativo vigente, valutare in modo diretto il livello attuale di abusivismo prendere conoscenza delle iniziative in corso e del grado di responsabilità dei diversi enti coinvolti stimolare un azione efficace di bonifica del paesaggio extraurbano dalla pubblicità stradale abusiva e invadente promuovere la revisione della regolamentazione vigente, a maggior tutela del paesaggio nonché delle (poche) aziende che operano legalmente nel settore. L iniziativa Spazio Libero è orientata in modo specifico al settore della pubblicità extraurbana. Il risultato delle indagini nella provincia di Milano Nel corso di due anni abbiamo effettuato numerosi ricognizioni, in particolare all interno dell ampia porzione di territorio provinciale rientrante nel Parco Agricolo Sud Milano, documentando fotograficamente lo stato della cartellonistica e identificando le installazioni abusive in base alla targhetta metallica obbligatoria che riporta gli estremii autorizzativi e la data di scadenza. E da notare che tutti i cartelli pubblicitari, regolari e non, riportano sempre e comunque gli estremi della ditta installatrice; in mancanza di tale indicazione infatti eventuali multe graverebbero sul cliente. Nei sopralluoghi effettuati abbiamo potuto constatare un livello di abusivismo impressionante, che stimiamo dell ordine del 70-80%. L abusivismo raggiunge livelli a tratti selvaggi lungo le strade statali gestite dall ANAS e lungo le strade ex statali recentemente passate in carico alla Provincia o alla Regione nel 2000 dopo anni di disastrosa gestione ANAS; tra queste ultime la ex SS 494 Vigevanese, la ex SS 35 (nord e sud) dei Giovi, la ex SS 233 Varesina, la ex SS 11 Padana superiore, la ex SS 415 Paullese. A titolo di esempio un paio di anni fa lungo la ex ss 35 nord Milano-Meda la Provincia in un importante operazione di bonifica ha rilevato e rimosso 465 cartelli abusivi su 500 presenti; cartelli che hanno ricominciato a spuntare in breve tempo. SPAZIO LIBERO 58 Elevato è anche l abusivismo lungo la viabilità stradale principale in uscita da Milano, all interno del confine comunale (p.es via Ripamonti, via Novara ecc), viabilità a tutti gli effetti extraurbana ma resa urbana per decreto dal Comune, che ha deliberato l estensione del centro abitato a tutto il territorio comunale. Dopo un anno di osservazioni abbiamo potuto constatare che le ditte responsabili dell abusivismo sono tutto sommato in numero ristretto e ricadono in tre categorie: Ditte specializzate in abusivismo operanti lungo la rete non autostradale. Sono ditte che hanno un altissima percentuale di installazioni abusive; hanno clientela variegata che comprende soprattutto piccoli clienti locali (ristoranti, officine, concessionari d auto), ma anche nomi importanti della grande distribuzione. Installano tipicamenti cartelli di media dimensione (dell ordine di 1,8 x 2,5 m) a bordo strada, in posizione generalmente non conforme col codice della strada. Tali ditte sono prevalentemente di dimensione medio/piccola (5-15 dipendenti) e tendono ad avere un attività maggiormente concentrata nei comuni circostanti la sede. Poche ditte, ben conosciute dagli addetti ai lavori, e dagli uffici concessioni pubblicitaria dei comuni, della Provincia e dell Anas, sono responsabili di una quota significativa delle pubblicità extraurbane abusive in provincia di Milano. Ditte che affiancano all attività legale prevalente una cospicua attività illegale. Si tratta di ditte di dimensione medio grande (da alcune decine ad oltre 100 dipendenti), talora di rilevanza nazionale, con clientela variegata, di livello prevalentemente medio alto. La tipologia di cartello installato è la stessa del punto precedente. Per alcune di queste ditte la percentuale di abusivismo appare particolarmente elevata. Appartengono a questa categoria alcune delle principali ditte del settore, i rappresentanti delle quali siedono ai vertici della principale associazione di categoria. Ditte specializzate in abusivismo autostradale. Si tratta di ditte che operano esclusivamente in modo illegale installando cartelloni pubblicitari di grande dimensione (tipicamente 6 x 3 m) lungo le autostrade e tangenziali, dove, ai sensi dell art.23 del codice della strada, è vietata ogni forma di pubblicità (ad eccezione delle aree di servizio, con cartelloni non visibili dalla strada). Si tratta di ditte di piccola dimensione che lavorano prevalentemente con la grande distribuzione organizzata. A differenza dei cartelli abusivi lungo la rete stradale ordinaria in questo caso i cartelloni sono installati prevalentemente su terreno agricolo privato, generalmente in posizione non facilmente accessibile. In provincia di Milano tale tipologia di abuso interessa in modo particolare la rete della Società Milano Serravalle Milano Tangenziali Spa, società concessionaria della gestione dell autostrada A7 e delle tre tangenziali Milanesi, nonché i tratti prossimi alla città della Milano-Torino e Milano-Laghi. E largamente probabile che il permanere della grande cartellonistica abusiva lungo tale rete stradale sia legato a fenomeni di corruzione. La situazione è dunque preoccupante e coinvolge diversi soggetti: chi rilascia le autorizzazioni difformi dalla normativa (gli enti titolari delle strade e cioè in primo luogo ANAS, Provincia, Comuni). In particolare in prossimità di beni paesaggistici e culturali tutelati viene sistematicamente eluso il divieto di installare pubblicità in assenza del nulla osta della Sopraintendenza o dell amministrazione individuata dalla Regione. Gli estremi e la data di scadenza dell autorizzazione paesaggistica devono essere riportati nella targhetta identificativa del cartello. Analogamente sono abusivi i cartelli autorizzati lungo i tratti tutelati del Naviglio grande, in assenza del nulla osta della Sopraintendenza. chi non vigila sulla regolarità dei cartelli e delle autorizzazioni. In primo luogo gli stessi enti competenti in materia di autorizzazione (i Comuni, per le strade comunali ed i tratti urbani delle strade provinciali, regionali e statali; Provincia e Regione, rispettivamente per le strade provinciali e regionali; Anas per le strade statali. In secondo luogo la Polizia Stradale e le polizie locali competenti per territorio; ma anche i Carabinieri, la Guardia di finanza, i Comuni e le Soprintendenze per quanto riguarda i cartelli autorizzati in prossimità di luoghi tutelati rispettivamente come bene paesaggistico o come bene culturale chi lucra sui cartelli abusivi e no: i Comuni. Ci risulta che la maggior parte dei Comuni siano estremamente tolleranti in materia di pubblicità extraurbana abusiva e che incassino senza problemi la tassa di occupazione di suolo pubblico anche per i cartelli non autorizzati. Non solo: dato che all interno dei centri abitati oltre i abitanti è il Comune l ente responsabile delle autorizzazioni, alcuni comuni hanno deliberato 6 SPAZIO LIBERO9 LA PUBBLICITÀ STRADALE ABUSIVA: SITUAZIONE E POSSIBILI STRATEGIE l estensione a dismisura del centro abitato, in modo da avere giurisdizione su tale interessante fonte di guadagno. Caso eclatante il Comune di Milano il cui centro abitato è stato esteso all intero territorio comunale! Ma il codice della strada definisce chiaramente (art. 3) il centro abitato: insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine. Per insieme di edifici si intende un raggruppamento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada ; tale estensione è dunque a nostro parere illegittima e arbitraria: basti pensare a tratti stradali come Viale Forlanini, o i tratti periferici di via Novara e via Ripamonti infestati di pubblicità abusiva e non: si tratta di strade all interno di parchi o aree agricole che nulla hanno a che vedere con la definizione di centro abitato. Considerato che il codice della strada fissa una distanza minima di 100 metri tra cartello e cartello quando il limite di velocità è superiore a 70 km/h, ma riduce tale distanza minima a 25 m quando il limite di velocità è inferiore a 70, ecco che molti comuni, oltre che estendere in modo abusivo il confine del centro abitato riducono 50 km/h il limite di velocità su tali strade, con motivazioni che non hanno nulla a che vedere con la sicurezza stradale; così facendo possono autorizzare una più densa e lucrosa sequenza di cartelloni pubblicitari, che attenua forse il rosso del bilancio comunale ma cancella il verde del paesaggio circostante. chi non interviene in modo sollecito ed efficace nella rimozione dei cartelli pubblicitari abusivi: ovverosia gli enti titolari delle autorizzazioni, il cui livello di inefficienza ci pare complessivamente in alcuni casi elevato. Per quanto riguarda il territorio milanese ci pare che la palma dell inefficienza spetti all ANAS e alla Società Serravalle Milano Tangenziali SpA: riteniamo che la magistratura dovrebbe indagare sulle cause di tale inefficienza. La Provincia di Milano ci risulta abbastanza attiva nelle rimozioni da un paio di anni, ma alcuni fattori fanno sì che il tasso di ricollocamento dei cartelli abusivi sia molto elevato. In particolare ci risulta che le ditte pubblicitarie ricorrano sistematicamente al Prefetto contro le pesanti sanzioni pecuniarie previste dal Codice della Strada e che il Prefetto lasci sistematicamente trascorrere i termini oltre il quale i ricorsi si intendono accolti. le ditte concessionarie di pubblicità che approfittano di un sistema inefficiente e di anni di tolleranza per installare centinaia di cartelli pubblicitari abusivi e difformi dal codice della strada con la compiacenza dei comuni e degli organi di vigilanza. le associazioni di categoria e in primo luogo l AICAP (Ass. aziende italiane cartelli e arredi pubblicitari) e la FISPE (Federazione Italiana sviluppo pubblicità esterna) che non sembrano mettere la dovuta energia nel controllare la tendenza all abusivismo delle proprie associate. SPAZIO LIBERO 710 infine i committenti delle pubblicità, tra cui i principali nomi della grande distribuzione organizzata, che si affidano a ditte specializzate in abusivismo ben sapendo che ne trarranno un notevole vantaggio in termini di numero e visibilità dei cartelli. Aiazzone, Auchan, Bennett, Carrefour, Castorama, Centro Veneto del Mobile, Coop, Decathlon, Fiordaliso, Ikea, Ipercoop, Leroy Merlin, Ma-Fra Cosmetici per auto, Mc Donald, Mondo Convenienza, Scarpe & Scarpe, Pittarello calzature, tutti insieme appassionatamente alleati con i professionisti dell illegalità: solo questi ultimi possono permettersi di collocare cartelloni 3 x 6 metri lungo autostrade e tangenziali dove vige il divieto assoluto di pubblicità; solo loro possono piazzare un cartello ogni venticinque metri dove il Codice della strada ne ammette al massimo un ogni cento E sufficiente una clausola liberatoria inserita nei contratti che elimini ogni responsabilità del committente sulla regolarità delle autorizzazioni ed il gioco è fatto. I cartelli spuntano dovunque e nessuno li rimuove. E largamente probabile che le società pubblicitarie sistematicamente e arrogantemente abusive, con tanto di nome e numero di telefono a caratteri cubitali a reclamare spazi liberi illegali al 100%, abbiano i loro santi in prefettura, nei comuni, in provincia, presso l Anas, la Società Serravalle ecc. Le cose vanno meno bene a quanto pare con Autostrade per l Italia SpA, che da qualche tempo, anche a seguito di una denuncia molto circostanziata presentata dalla trasmissione Le Iene, ci risulta rimuovere tempestivamente i cartelloni abusivi che di quando in quando spuntano alle porte di Milano. Ma se la grande distribuzione organizzata ha una tale disponibilità all illegalità per quanto riguarda gli appalti pubblicitari è più che probabile che abbia un analoga disponibilità all illegalità quando si tratta di ottenere concessioni e permessi; se è in grado di eludere sistematicamente i controlli sulle pubblicità abusiva sarà ugualmente in grado di eludere i controlli sulla qualità dei prodotti, sulla gestione del personale, sugli scarichi e la gestione dei rifiuti, sulla serietà delle ditte a cui affida la sicurezza e la logistica: un mondo tutto da scoprire ed in parte già scoperto. Le principali cause del degrado attuale e i possibili rimedi Tra la i motivi che ostacolano il processo di risanamento del settore della pubblicità stradale, abbiamo individuato i seguenti: il passaggio di competenze tra enti diversi: in particolare il declassamento di molte strade statali in provinciali, avvenuta nel 2000, ha comportato il passaggio di competenze dall ANAS, alla Provincia, settore viabilità e trasporti, di molte strade caratterizzate da un abusivismo pubblicitario selvaggio; è un problema comune a molte province, ma nella provincia di Milano ovviamente la complessità è tale che il processo di riordino è più faticoso e richiede più tempo. Dopo 10 anni il processo sembrerebbe in dirittura d arrivo. Il riordino consiste nel rivedere strada per strada la posizione e titolarità delle autorizzazioni e la compatibilità con il codice della strada e le norme vigenti, stabilendo la configurazione futura del sistema delle autorizzazioni provinciali. A seguito di tale riordino sarà possibile una più incisiva azione di controllo e di bonifica e dovrebbe calare significativamente la presenza di cartelli lungo la rete provinciale, in particolare ex ANAS: sempre che il meccanismo delle sanzioni cominci a funzionare, così attualmente non è. un sistema sanzionatorio insufficiente: sebbene le multe previste dall art. 23 del Codice della strada e inasprite nel 2003 siano piuttosto pesanti, da 389 a 1559 EUR per l installazione di cartelli abusivi, che crescono fino a euro nel caso l autore della violazione non intervenga nel termine di 10 giorni dalla diffida da parte dall ente proprietario della strada; ma gran parte del lavoro svolto dalla Provincia e dagli altri enti è troppo spesso vanificato, come già accennato, dalla Prefettura, che con frequenza lascia decorrere i termini oltre i quali i ricorsi automatici delle ditte installatrici si considerano accolti. la scarsa attenzione dei cittadini e delle forze dell ordine. E pacifico che l attenzione delle forze dell ordine e dei diversi enti è proporzionale alle segnalazioni dei cittadini e dei giornali. Dove i cittadini e gli organi di stampa si muovono e segnalano in modo preciso e documentato irregolarità ed eccessi le autorità finiscono presto o tardi con l intervenire. Da circa un anno la pagina milanese del Corriere della Sera, grazie soprattutto all impegno di un giornalista sensibile come Luigi Corvi, ha dato grande impulso e visibilità alla lotta alla pubblicità stradale abusiva. 8 SPAZIO LIBERO11 Proposte per una revisione del sistema Di seguito riportiamo alcune possibili innovazioni normative e regolamentari miranti alla revisione del sistema attuale di gestione della pubblicità stradale extraurbana. Un primo obiettivo è di far rispettare la legge vigente eliminando l abusivismo dilagante. Il secondo, più importante obiettivo, è di arrivare al divieto della cartellonistica stradale al di fuori dei centri abitati e delle aree commerciali. Far rispettare le regole Semplificare le modalità di rimozione degli impianti abusivi, inclusi quelli realizzati in aree private: una norma da riscrivere, sull esempio delle leggi francesi e inglesi. Le forze dell ordine devono poter accedere con formalità minime ai fondi che ospitano cartelloni abusivi. La rimozione degli impianti abusivi deve poter avvenire previa semplice comunicazione e con preavviso di pochi giorni. L obbligo di custodia del materiale rimosso deve essere ridotto a pochi giorni. La restituzione del materiale deve essere condizionata al pagamento della sanzione entro un termine fissato. Sanzioni: garantire l esecutività delle sanzioni e proporzionarle al guadagno illecito; seguire gli esempi francesi e inglesi che fanno crescere giornalmente le sanzioni a partire dalla data di ingiunzione alla rimozione dell impianto abusivo. Sospendere le autorizzazioni alle ditte reiteratamente abusive (norma da inserire nella revisioni dei regolamenti provinciali e regionali). I regolamenti per la gestione della pubblicità stradale dovrebbero comprendere una clausola che prevede la possibilità di sospendere tutte le autorizzazioni alle ditte che risultano superare un certo numero di installazioni abusive sul territorio di competenza (comune/provincia/regione). Vietare l accesso ai bandi pubblici alle ditte sistematicamente abusive. Rivedere le dimensioni al ribasso: dai contatti che abbiamo avuto con le associazioni di categoria sembra che le ditte sarebbero favorevoli a limiti dimensionali; meno cartelli, più piccoli, più belli, con sostegni unificati; ogni cartello isolato avrebbe maggiore visibilità e quindi maggior valore: è possibile attuare una significativa riduzione della cartellonistica senza penalizzare irrimediabilmente il settore. Intervenire sulla Grande Distribuzione con campagne mirate Spesso i grandi nomi della grande distribuzione sono tra i principali responsabili dell abusivismo. Si tratta di ditte come Coop e Ipercoop, Ikea, Decathlon ecc. con una certa immagien di responsabilità sociale, che si affidano senza problemi ai professionisti dell abusivismo. Loro rovinano il paesaggio: noi rovineremo la loro immagine! Una campagna stampa nazionale su questo argomento potrebbe avere grande risonanza. Cambiare le regole Le proposte di Italia Nostra Milano Attraverso le sue Sezioni, Italia Nostra dovrebbe farsi promotrice presso gli enti competenti di un processo di revisione generale del sistema attuale della pubblicità, con i seguenti obiettivi: SPAZIO LIBERO 912 Promuovere a livello locale (provinciale regionale) tavoli di concertazione tra associazioni di categoria e istituzioni al fine di attivare azioni concrete per il contrasto efficace delle affissioni abusive dentro e fuori le città. Fissare un termine ragionevoli e per il rientro del sistema entro i limiti della legalità e del decoro Individuare entro una certa data le direttrici stradali ove il livello di abusivismo permane ad un livello tale da rendere necessari specifici interventi di bonifica di emergenza Valutare l opportunità di un provvedimento di moratoria dei rinnovi e delle nuove autorizzazioni di cartelloni ed altri mezzi di pubblicità stradale extraurbana qualora il sistema permanga caratterizzato dal livello attuale di abusivismo Presentare a livello regionale e nazionale proposte di legge che facilitino il contrasto della pubblicità abusiva. Presentare a livello regionale e nazionale proposte di legge per l abolizione della pubblicità stradale extraurbana: un sogno lungo un secolo per l Italia, la norma in Europa. Organizzare un convegno nazionale sull argomento pubblicità e paesaggio in modo da definire linee d azione comuni. Trovare nei partiti, nei giornali, nelle altre associazioni supporto e forza per la causa abolizionista! Perseguire un primo obiettivo: abolire la pubblicità stradale extraurbana in Provincia di Milano entro l Expo 2015 sull esempio delle norme della Provincia di Bolzano e della Regione Sardegna. 10 SPAZIO LIBERO13 Vietare la pubblicità extraurbana? Una rivoluzione in Italia, la norma in Europa Regno Unito Principali riferimenti: Town and Country Planning (Control of Advertisements) (England) Regulations 2007 Clean Neighbourhoods and Environment Act 2005 Sintesi: l installazione di cartelloni pubblicitari in spazi pubblici è soggetta ad autorizzazione da parte delle autorità locali (Local planning authorities). L autorizzazione deve essere ispirata da criteri di protezione del paesaggio e sicurezza e tenere conto dei principi guida definiti dal Town and Country Planning del I cartelloni pubblicitari non sono consentiti nelle Aree di speciale controllo della pubblicità. Le aree rurali, le aree residenziali, le aree naturali protette, i siti di interesse culturali, i villaggi storici sono in generale aree di speciale controllo:ciò significa che sono proibiti i cartelloni pubblicitari lungo strade, autostrade e linee ferroviarie all interno di aree rurali, residenziali naturali e di interesse storico culturale. Il 45% del territorio dell Inghilterra e del Galles è costituito da aree di speciale controllo. Il regolamento invita in ogni caso a tenere conto opportunamente dell importanza vitale che hanno le preinsegne di alberghi, ristoranti e attività tipiche locali nelle aree rurali; nel caso di non autorizzazione le autorità locali devono collaborare nella ricerca di soluzioni alternative. Le autorità locali sono invitate a cooperare con gli uffici del turismo per l individuazione di forme di pubblicità stradale ambientalmente compatibile. E vietata la pubblicità lungo le autostrade (motorways). L installazione di cartelloni non autorizzati è un reato punibile con una multa fino a 2500 Sterline oltre a 250 sterline per ogni giorni in cui il cartello abusivo rimane in posto dopo l avvenuta istanza di rimozione da parte delle autorità locali. Nel definire la contravvenzione il magistrato tiene conto in ogni caso, anche su indicazione delle autorità locali del profitto illecito proveniente dall affissione abusiva, in modo da stabilire una penale non inferiore a tale profitto. Destinatari delle contravvenzioni sono i responsabili dell installazione o in caso non vengano individuati, i beneficiari della pubblicità. Le autorità locali hanno il diritto di entrare nelle proprietà private per rimuovere i cartelloni illegali, addebitando i relativi costi tramite un azione diretta verso i responsabili. Non sussiste obbligo di conservazione degli impianti pubblicitari rimossi. SPAZIO LIBERO 1114 Francia La normativa fondamentale in materia è costituita dagli articoli da L.581-1a L del codice dell ambiente. Una serie di regolamenti e decreti definisce in modo preciso caratteristiche, dimensioni e modalità di installazione dei cartelloni pubblicitari. In sintesi: L installazione di impianto pubblicitari è soggetta all autorizzazione del comune La pubblicità al di fuori degli agglomerati urbani è vietata salvo nelle zone definite zone di pubblicità autorizzata Le zone di pubblicità autorizzata sono istituite su iniziativa dei Comuni e consentite nelle immediate vicinanze di aree industriali, commerciali, artigianali, o di raggruppamenti di abitazioni. Nelle zona di pubblicità autorizzata possono essere definite regole più o meno severe di quelle nazionali, nel rispetto comunque degli obiettivi di tutela di seguito definiti. E vietata la pubblicità sugli immobili storici e in prossimità di beni culturali e paesaggistici tutelati, e all interno di parchi e riserve naturali. L installazione di supporti per la pubblicità non autorizzati è punita con una multa di 750 EUR. Nel caso questi non vengano rimossi entro 15 giorni è prevista una penale aggiuntiva di 84 EUR per giorno e per pubblicità (somme rivalutate su base anno 2000). L installazione di pubblicità non autorizzate è punita con una multa di 3750 EUR maggiorata del 50% a favore delle comunità locali. In caso di ritardo nella rimozione si applica una penale compresa tra 7,5 e 75 EUR per giorno e per pubblicità. Le autorità possono intervenire per la rimozione di impianti pubblicitari abusivi dando un avviso di 8 giorni al proprietario dei luoghi. I costi di rimozione sono addebitati all autorità responsabile dell installazione. Nel caso non sia chiaramente indicata sul cartellone la ditta installatrice le multe e i costi di rimozione sono addebitati al committente della pubblicità. Le caratteristiche dimensionali e le modalità di installazione dei cartelli pubblicitari sono definiti con una serie di regolamenti e circolari. Tra i principali punti è interessante richiamare i seguenti: La visibilità di un cartello è definita come una distanza pari a 30 volte la sua dimensione maggiore Le dimensioni massime ammesse per i cartelli pubblicitari variano a seconda della popolazione del centro abitato: 4 mq fino a 2000 abitanti; 12 mq fino a ,; 16 mq oltre abitanti. E vietato installare cartelli su pali della luce, alberi, muri non ciechi I cartelloni pubblicitari installati su struttura apposita sono ammessi solo nei centri oltre i abitanti e comunque non possono essere superare i 16 mq e un altezza di 6 m sul suolo; sono inoltre vietati lungo le autostrade e le strade di grande comunicazione. Sono previste deroghe per il posizionamento di pre-insegne di particolare interesse turistico (alberghi, hotel, officine, farmacie ospedali, prodotti tipici locali) fuori dagli agglomerati purché ad almeno 5 metri dal bordo stradale, con una dimensione massima di 1 metro di altezza e 1,5 metri di larghezza. Spagna Per quanto riguarda le strade statali il riferimento è costituito dall art. 24 della Ley de Carreteras.n. 25 del fuera de los tramos urbanos de las carreteras estatales queda prohibido realizar publicidad en cualquier lugar visible desde la zona de dominio publico de la carretera, sin que esta prohibición de en ningún caso derecho a indemnización Chiaro e semplice: fuori dai tratti urbani delle strade statali è vietata qualsiasi forma di pubblicità. Per quanto riguarda le strade di interesse locale esistono norme diverse per ogni comunità autonoma. In Catalogna la normativa relativa alla pubblicità stradale è stata recentemente inasprita con la legge de carreteras 11/2008. La legge precisa il divieto generale di pubblicità su una fascia di 100 m per lato delle strade ad eccezione dlle strade urbane con una sola carreggiata per entrambi i sensi di circolazione elimie inferiore 12 SPAZIO LIBERO Vedere altro
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 art.23
 art. 23
 art. 24
 ART. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 ART. 1
 Articolo 1