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Timestamp: 2019-07-19 12:01:05+00:00

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Art. 141 bis codice di procedura penale - Modalità di documentazione dell'interrogatorio di persona in stato di detenzione - Brocardi.it
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Articolo 141 bis Codice di procedura penale
Modalità di documentazione dell'interrogatorio di persona in stato di detenzione
Dispositivo dell'art. 141 bis Codice di procedura penale
(1) 1. Ogni interrogatorio di persona che si trovi, a qualsiasi titolo, in stato di detenzione, e che non si svolga in udienza (2), deve essere documentato integralmente, a pena di inutilizzabilità, con mezzi di riproduzione fonografica o audiovisiva. Quando si verifica una indisponibilità di strumenti di riproduzione o di personale tecnico, si provvede con le forme della perizia ovvero della consulenza tecnica. Dell'interrogatorio è anche redatto verbale in forma riassuntiva. La trascrizione della riproduzione è disposta solo se richiesta dalle parti (3).
(1) Tale articolo è stato introdotto dall'art. 2, della l. 8 agosto 1995, n. 332.
(2) Affinchè possa applicarsi tale disciplina speciale devono concorrere tre condizioni. In primo luogo deve trattarsi di un interrogatorio, quindi non deve trattarsi di dichiarazioni spontanee rese dall'indagato di propria iniziativa. Poi la persona deve trovarsi in stato di detenzione, ovvero in carcere (art. 285) od in luogo di cura (art. 286) o agli arresti domiciliari. Infine, l'interrogatorio deve svolgersi al di fori del contesto spaziale e temporale dell'udienza, di conseguenza non vengono in rilievo quelli svoltisi in sede di convalida dell'arresto in flagranza o del fermo o nell'udienza preliminare.
(3) Deve intendersi che la richiesta può provenire da ciascuna parte, quindi anche da una soltanto.
La norma è stata introdotta al fine di considerare la maggiore valenza probatoria propria delle dichiarazioni rese in interrogatorio da soggetti detenuti.
Massime relative all'art. 141 bis Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 11514/2017
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 11514 del 9 marzo 2017)
Cass. pen. n. 41761/2013
Le particolari forme di documentazione prescritte a pena di inutilizzabilità dall'art. 141 bis c.p.p. riguardano l'interrogatorio reso fuori udienza da persona che si trovi in stato di "detenzione", per cui, data l'accezione che nel nostro ordinamento deve riconoscersi a tale locuzione, non può essere considerato detenuto il collaboratore di giustizia che, ammesso al programma di protezione previsto dall'art. 11 del d.l. 15 gennaio 1991 n. 8, sia trasferito in luogo protetto, dato che egli non perde la libertà personale ma, tutt'al più, subisce limitazioni della propria libertà di domicilio o di circolazione, in base a un programma predisposto a salvaguardia della sua incolumità, liberamente accettato e sottoscritto.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 41761 del 9 ottobre 2013)
Cass. pen. n. 39848/2013
La notifica di atti del procedimento penale ad una società, ancorchè priva di personalità giuridica, va effettuata secondo le forme stabilite dal codice di procedura civile atteso il richiamo contenuto nel comma terzo dell'art. 154 cod. proc. pen. e, in ipotesi di notifica indirizzata al legale rappresentante, è, di conseguenza, applicabile l'art. 140 cod. proc. civ. che presuppone, però, che sia individuato il luogo della notifica, ma non vi sia la presenza del destinatario. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso l'applicabilità dell'art. 140 cod. proc. civ. in quanto non era stato possibile individuare il luogo della notifica, per essere il destinatario sconosciuto).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 39848 del 25 settembre 2013)
Cass. pen. n. 4176/2013
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4176 del 28 gennaio 2013)
Cass. pen. n. 17422/2011
La regola dell'inutilizzabilità per l'omessa riproduzione fonografica o audiovisiva dell'interrogatorio, svolto fuori udienza, di persona detenuta è circoscritta al solo ambito cautelare, ma non ha alcuna rilevanza nell'ambito dell'accertamento giudiziale della responsabilità penale.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 17422 del 5 maggio 2011)
L'inutilizzabilità di atti processuali (nella specie, di dichiarazioni etero-accusatorie contenute in un verbale di interrogatorio) conseguente all'omissione di adempimenti formali è configurabile soltanto se quest'ultima risulti positivamente dimostrata e non anche quando essa sia meramente ipotizzabile per l'assenza di prova documentale degli adempimenti di cui si tratta, quando l'esistenza di una siffatta prova, nella fase procedimentale in cui la questione viene sollevata, non sia espressamente prevista dalla legge. (Fattispecie relativa ad asserita mancanza di registrazione fonografica di interrogatorio desunta dalla omessa trasmissione dei relativi nastri magnetici al tribunale del riesame).
L'inosservanza delle formalità di documentazione previste dall'art. 141 bis c.p.p. determina l'inutilizzabilità dell'interrogatorio solo nel caso in cui l'imputato si trovi in stato di detenzione, dovendosi intendere tale condizione nel senso di una materiale restrizione della libertà personale, per esecuzione di pena ovvero per applicazione di misura cautelare o di sicurezza o per provvedimenti custodiali temporanei (nel caso di specie la Corte ha escluso l'inutilizzabilità dell'interrogatorio reso dall'imputato a seguito della convocazione presso gli uffici della polizia giudiziaria, nei cui confronti non era stato ancora emesso alcun provvedimento coercitivo).
Cass. pen. n. 2143/2001
In tema di interrogatorio di persona in stato di detenzione che si svolga fuori udienza, l'obbligo di documentazione integrale previsto dall'art. 141 bis c.p.p. deve essere osservato, a pena di inutilizzabilità, quando si tratta di assumere dichiarazioni su fatti nei quali il dichiarante stesso sia coinvolto, atteso che la disposizione è diretta a garanzia dei diritti dell'indagato e non di altri soggetti, come i chiamati in correità, nei cui confronti, pertanto, non opera l'inutilizzabilità predetta.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2143 del 13 giugno 2001)
Cass. pen. n. 11313/2001
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 11313 del 21 marzo 2001)
Cass. pen. n. 10462/2001
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10462 del 14 marzo 2001)
Cass. pen. n. 403/2000
La disciplina in tema di documentazione dell'interrogatorio - che non si svolga in udienza - della persona in stato detenzione non si applica al soggetto agli arresti domiciliari, atteso che quest'ultimo non versa nella condizione psicologica e ambientale di minorata difesa in relazione alla quale va garantita in modo particolare la trasparenza dell'atto processuale al fine di scongiurare ogni rischio di coartazione della volontà del soggetto sottoposto all'interrogatorio.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 403 del 10 luglio 2000)
In tema di documentazione dell'interrogatorio di persona detenuta, la sanzione di inutilizzabilità ex art. 141 bis c.p.p. consegue alla mancata riproduzione fonografica o audiovisiva dell'atto, ovvero alla ipotesi in cui, pure avvenuta tale riproduzione, manchi sia la sua trascrizione, che la redazione del verbale in forma riassuntiva. La semplice mancata trascrizione del contenuto dell'interrogatorio registrato o filmato, in presenza della verbalizzazione riassuntiva, non implica inutilizzabilità, anche nel caso in cui la suddetta trascrizione, in quanto richiesta dalla parte, costituisca obbligo per il giudice.
Cass. pen. n. 1601/2000
La norma dell'art. 141 bis c.p.p., introdotta dall'art. 2 della L. 8 agosto 1995, n. 332 - secondo cui l'interrogatorio di persona che si trovi in stato di detenzione deve essere documentato integralmente con sistemi di riproduzione fonografica o audiovisiva-, attiene alla documentazione della prova e non alla sua valutazione, con la conseguenza che non possono non applicarsi le regole vigenti al momento della acquisizione. Ne discende che sono utilizzabili le dichiarazioni rese anteriormente alla entrata in vigore della predetta norma senza che l'interrogatorio sia stato assunto in mancanza dei predetti mezzi. Nè può porsi un problema di legittimità costituzionale tra indagati per violazione dell'art. 3 Cost., perché tale disparità trova giustificazione nella diversità delle norme al momento vigenti.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1601 del 10 febbraio 2000)
Cass. pen. n. 3021/1999
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3021 del 27 luglio 1999)
Cass. pen. n. 849/1999
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 849 del 27 aprile 1999)
Cass. pen. n. 10/1998
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 10 del 30 giugno 1998)
Cass. pen. n. 2958/1998
Il disposto di cui all'art. 141 bis c.p.p., relativo all'obbligo di documentazione integrale, a pena di inutilizzabilità, con mezzi di riproduzione fonografica o audiovisiva, di ogni interrogatorio di persona che si trovi in stato di detenzione, salvo che esso abbia luogo in udienza, trova applicazione, conformemente al testuale dettato normativo, con riguardo al solo «interrogatorio» in senso stretto, con esclusione, quindi, delle sommarie informazioni e delle dichiarazioni spontanee di cui all'art. 350, commi 1 e 7 c.p.p.; il che ha anche una riconoscibile ragione di ordine logico, atteso che, verificandosi le condizioni previste dagli artt. 503, comma 5, e 513, commi 1 e 2, c.p.p., solo l'interrogatorio, fra gli atti di assunzione fuori udienza delle dichiarazioni rese da imputati o indagati, appare suscettibile di assumere piena valenza probatoria nei confronti tanto del dichiarante quanto di terzi.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2958 del 11 giugno 1998)
Cass. pen. n. 2322/1997
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2322 del 21 aprile 1997)
Cass. pen. n. 1815/1996
Le disposizioni dell'art. 141 bis c.p.p. si riferiscono all'interrogatorio assunto dall'autorità giudiziaria e non sono applicabili alle dichiarazioni spontanee, fatte dall'indagato di propria iniziativa e non su richiesta della polizia giudiziaria.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 1815 del 14 agosto 1996)
Cass. pen. n. 6278/1996
L'art. 141 bis c.p.p. — introdotto con l'art. 2 della L. 8 agosto 1995 n. 332 — prevede, a pena di inutilizzabilità, che ogni interrogatorio, che non si svolga in udienza, di persona che si trovi a qualsiasi titolo in stato di detenzione, deve essere documentato integralmente con mezzi di riproduzione fonografica o audiovisiva. Per quel che concerne gli interrogatori resi precedentemente alla suddetta innovazione legislativa, la loro regolare documentazione, correttamente eseguita secondo le norme vigenti in quel momento, comporta automaticamente l'utilizzabilità del contenuto dei relativi atti, che non può venir meno, per il principio del tempus regit actum che vige di norma in materia processuale, a seguito di normativa intervenuta successivamente alla giuridica esistenza dell'atto, non potendosi trasformare — in tale situazione — il contenuto, legittimamente documentato al momento della sua formazione, in prova acquisita in violazione dei divieti stabiliti dalla legge successiva.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 6278 del 22 giugno 1996)
Cass. pen. n. 6194/1996
È manifestamente infondata, in relazione all'art. 3 Cost., la questione di legittimità costituzionale degli artt. 141 bis e 275, comma terzo, c.p.p., in quanto l'eventuale disparità di trattamento tra gli indagati determinata dal diverso momento del tempo di applicazione di dette norme è irrilevante, potendo essa dar luogo a illegittimità costituzionale solo quando non trovi giustificazione razionale nella diversità delle situazioni di fatto disciplinate, diversità che può consistere anche nel solo elemento temporale.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 6194 del 21 febbraio 1996)

References: Articolo 141

Articolo 141

Cass. 
 sentenza 

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