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Timestamp: 2020-01-21 10:11:55+00:00

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RS 0.672.962.31 Convenzione del 21 marzo 2017 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Islamica del Pakistan per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito (con prot.)
tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Islamica del Pakistan per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito
Conclusa il 21 marzo 2017
Strumenti di ratifica scambiati il 29 novembre 2018
Entrata in vigore il 29 novembre 2018
(Stato 29 novembre 2018)
Il Consiglio federale svizzeroe il Governo della Repubblica Islamica del Pakistan,
2. Sono considerate imposte sul reddito le imposte riscosse sul reddito complessivo o su elementi del reddito, comprese le imposte sugli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili o immobili nonché le imposte sull’ammontare complessivo degli stipendi.
per quanto concerne il Pakistan:
le sovrimposte (super tax), e
le addizionali (surcharge)
(qui di seguito indicate come «imposta pakistana»);
le imposte federali, cantonali e comunali sul reddito (reddito complessivo, reddito del lavoro, reddito del patrimonio, utili industriali e commerciali, utili di capitale e altri redditi)
(qui di seguito indicate come «imposta svizzera»).
l. Ai fini della presente Convenzione, a meno che il contesto non richieda una diversa interpretazione:
il termine «Pakistan», in senso geografico, designa la Repubblica Islamica del Pakistan e comprende le zone al di fuori delle acque territoriali del Pakistan, le quali in base alla legislazione pakistana e conformemente al diritto internazionale costituiscono zone nelle quali il Pakistan può esercitare i diritti sovrani nonché l’esclusiva sovranità giurisdizionale con riguardo alle risorse naturali del fondo e del sottosuolo marino e delle acque soprastanti;
le espressioni «uno Stato contraente» e «l’altro Stato contraente», designano, secondo il contesto, il Pakistan o la Svizzera;
il termine «imposta» designa, secondo il contesto, un’imposta svizzera o pakistana;
per quanto concerne il Pakistan, l’autorità fiscale federale (Federal Board of Revenue) o il suo rappresentante autorizzato,
per quanto concerne la Svizzera, il capo del Dipartimento federale delle finanze o il suo rappresentante autorizzato.
2. Per l’applicazione delle disposizioni della Convenzione da parte di uno Stato contraente in qualsiasi momento, i termini ivi non definiti hanno il significato che ad essi è in quel momento attribuito dalla legislazione di detto Stato relativa alle imposte alle quali si applica la Convenzione, a meno che il contesto non richieda una diversa interpretazione, fermo restando che il significato attribuito dalle leggi fiscali prevarrà rispetto al significato attribuito da altre leggi dello Stato.
una miniera, un giacimento petrolifero o di gas, una cava o qualsiasi altro luogo di sfruttamento di risorse naturali.
un cantiere di costruzione o una catena di montaggio oppure un’attività di sorveglianza connessa, se la sua durata oltrepassa i nove mesi;
la prestazione di servizi, compresi i servizi di consulenza, da parte di un’impresa che agisce per mezzo dei suoi salariati o di altro personale assunto a tale scopo, ma unicamente quando tali attività si protraggono nello Stato contraente, per lo stesso progetto o per progetti collegati, per un periodo o periodi che oltrepassano in totale i 183 giorni nell’arco di 12 mesi che iniziano o terminano durante l’anno fiscale considerato;
un impianto o una struttura utilizzata per l’estrazione o lo sfruttamento delle risorse naturali per una durata che oltrepassa i 90 giorni.
4. Nonostante le disposizioni dei paragrafi precedenti, non si considera che vi sia «stabile organizzazione» se:
una sede fissa di affari è utilizzata, per l’impresa, ai soli fini di pubblicità, di fornire informazioni, di ricerche scientifiche o di altre attività che abbiano carattere preparatorio o ausiliario.
5. Una persona – diversa da un agente che goda di uno statuto indipendente di cui al paragrafo 7 – che agisce in uno Stato contraente per conto di un’impresa dell’altro Stato contraente è considerata «stabile organizzazione» nel primo Stato se:
dispone in questo Stato di poteri che esercita abitualmente e che le permettono di concludere contratti in nome dell’impresa, salvo che queste attività non siano limitate all’acquisto di merci per l’impresa; o
la persona non possiede tali poteri, ma essa o l’impresa dispone abitualmente nel primo Stato di un deposito di merci dal quale esegue regolarmente forniture per conto dell’impresa.
6. Nonostante le disposizioni dei paragrafi precedenti, un’impresa di assicurazione di uno Stato contraente, ad eccezione del settore riassicurativo, è considerata come se avesse una stabile organizzazione nell’altro Stato contraente nel caso in cui, sul territorio di questo altro Stato, percepisce premi o assicura rischi ivi esistenti per il tramite di una persona che non è un agente indipendente ai sensi del paragrafo 7.
7. Non si considera che un’impresa abbia una stabile organizzazione in uno Stato contraente per il solo fatto che essa vi eserciti la propria attività per mezzo di un mediatore, di un commissionario generale o di ogni altro agente che goda di uno statuto indipendente, a condizione che dette persone agiscano nell’ambito della loro ordinaria attività. Tuttavia, se le attività di detto intermediario sono esercitate esclusivamente o pressoché esclusivamente per conto di questa impresa, egli non sarà considerato un intermediario indipendente ai fini del presente paragrafo.
8. Il fatto che una società residente di uno Stato contraente controlli o sia controllata da una società residente dell’altro Stato contraente ovvero svolga la sua attività in quest’altro Stato (sia per mezzo di una stabile organizzazione che in altro modo) non costituisce di per sé motivo sufficiente per far considerare una qualsiasi delle dette società una stabile organizzazione dell’altra.
Capitolo III: Imposizione dei redditi
2. L’espressione «beni immobili» ha il significato attribuitole dal diritto dello Stato contraente in cui i beni stessi sono situati. L’espressione comprende in ogni caso gli accessori, le scorte vive o morte delle aziende agricole e forestali, i diritti ai quali si applicano le disposizioni del diritto privato riguardanti la proprietà fondiaria, l’usufrutto dei beni immobili e i diritti relativi a pagamenti variabili o fissi per lo sfruttamento o la concessione dello sfruttamento di giacimenti minerari, sorgenti e altre risorse naturali. Le navi e gli aeromobili non sono considerati beni immobili.
1. Gli utili di un’impresa di uno Stato contraente sono imponibili soltanto in tale Stato, a meno che l’impresa non eserciti la sua attività nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata. Se l’impresa svolge in tal modo la sua attività, gli utili dell’impresa sono imponibili nell’altro Stato ma soltanto nella misura in cui sono attribuibili direttamente o indirettamente a detta stabile organizzazione.
3. Nella determinazione degli utili di una stabile organizzazione sono ammesse in deduzione le spese sostenute dall’impresa, comprese le spese di direzione e le spese generali di amministrazione, che possono essere attribuite ragionevolmente alla stabile organizzazione e che sarebbero ammesse in deduzione qualora la stabile organizzazione fosse un’impresa indipendente, sia nello Stato in cui è situata la stabile organizzazione sia altrove.
4. Qualora uno degli Stati contraenti segua la prassi di determinare gli utili da attribuire a una stabile organizzazione in base al riparto degli utili complessivi dell’impresa fra le diverse parti di essa o la legislazione di uno degli Stati contraenti preveda un metodo analogo, le disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo non impediscono a detto Stato contraente di determinare gli utili imponibili secondo la ripartizione in uso; tuttavia, il metodo di riparto adottato dovrà essere tale che il risultato sia conforme ai principi contenuti nel presente articolo.
7. Qualora gli utili includano elementi di reddito disciplinati separatamente in altri articoli della presente Convenzione, le disposizioni di tali articoli non sono pregiudicate da quelle del presente articolo.
2. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, gli utili derivanti dall’esercizio di navi in traffico internazionale sono imponibili nello Stato contraente in cui le navi sono esercitate; l’imposta prelevata non può però eccedere il 50 per cento dell’imposta che si sarebbe altrimenti prelevata secondo il diritto interno di questo Stato;
3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 si applicano parimenti alla partecipazione a un fondo comune («pool»), a un esercizio in comune o a un organismo internazionale di esercizio di ogni natura, da parte di imprese che esercitano navi o aeromobili in traffico internazionale.
4. Se la sede della direzione effettiva di un’impresa di navigazione è situata a bordo di una nave, detta sede si considera situata nello Stato contraente in cui si trova il porto di immatricolazione della nave, oppure, in mancanza di un porto di immatricolazione, nello Stato contraente di cui è residente l’esercente della nave.
2. Tuttavia, tali dividendi possono essere tassati anche nello Stato contraente di cui la società che paga i dividendi è residente e in conformità alla legislazione di detto Stato, ma, se la persona che percepisce i dividendi ne è il beneficiario effettivo, l’imposta così applicata non può eccedere:
il 20 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi, in tutti gli altri casi.
Le autorità competenti degli Stati contraenti regolano di comune accordo le modalità di applicazione delle limitazioni di cui al presente paragrafo.
3. Ai fini del presente articolo il termine «dividendi» designa i redditi derivanti da azioni, azioni o diritti di godimento, da quote minerarie, da quote di fondazione o da altre quote di partecipazione agli utili, ad eccezione dei crediti, nonché i redditi di altre quote sociali assoggettati al medesimo regime fiscale dei redditi delle azioni secondo la legislazione dello Stato di cui è residente la società distributrice.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano se il beneficiario effettivo dei dividendi, residente di uno Stato contraente, esercita nell’altro Stato contraente, di cui è residente la società che paga i dividendi, un’attività commerciale o industriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata oppure una professione indipendente mediante una base fissa ivi situata, e la partecipazione generatrice dei dividendi si ricollega effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi, sono applicabili, a seconda dei casi, le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 15.
5. Qualora una società residente di uno Stato contraente ritragga utili o redditi dall’altro Stato contraente, detto altro Stato non può applicare alcuna imposta sui dividendi pagati dalla società, a meno che tali dividendi siano pagati a un residente di detto altro Stato o che la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi effettivamente a una stabile organizzazione o a una base fissa situata in detto altro Stato, né prelevare alcuna imposta, a titolo di imposizione degli utili non distribuiti, sugli utili non distribuiti della società, anche se i dividendi pagati o gli utili non distribuiti costituiscono in tutto o in parte utili o redditi realizzati in detto altro Stato.
2. Tuttavia, tali interessi possono essere tassati anche nello Stato contraente dal quale essi provengono e in conformità alla legislazione di detto Stato, ma, se il beneficiario degli interessi ne è il beneficiario effettivo, l’imposta così applicata non può eccedere il 10 per cento dell’ammontare lordo degli interessi.
3. Nonostante le disposizioni del paragrafo 2, gli interessi provenienti dal Pakistan pagati a un residente della Svizzera, sono esonerati dall’imposta pakistana, se nel caso del mutuo o del debito, per il quale vengono pagati gli interessi, si tratta di un credito approvato. L’espressione «credito approvato» comprende tutti i mutui o altri debiti che sono stati approvati dal Governo del Pakistan.
4. Ai fini del presente articolo il termine «interessi» designa i redditi derivanti da crediti di ogni tipo, corredati o no di diritti di pegno su fondi o di una clausola di partecipazione agli utili del debitore, e i redditi derivanti da prestiti pubblici e obbligazioni di prestiti, compresi i premi e altri frutti relativi a detti titoli. Le penali per pagamento tardivo non sono considerate interessi ai sensi del presente articolo.
5. Le disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano se il beneficiario effettivo degli interessi, residente di uno Stato contraente, esercita nell’altro Stato contraente, dal quale provengono gli interessi, un’attività commerciale o industriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata oppure una professione indipendente mediante una base fissa ivi situata, e il credito generatore degli interessi si ricollega effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi, sono applicabili, a seconda dei casi, le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 15.
6. Gli interessi si considerano provenienti da uno Stato contraente quando il debitore è un residente di detto Stato. Tuttavia, quando il debitore degli interessi, sia esso residente o no di uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione o una base fissa per la quale è stato contratto il debito sul quale sono pagati gli interessi e questi sono a carico della stabile organizzazione o della base fissa, gli interessi si considerano provenienti dallo Stato contraente in cui è situata la stabile organizzazione o la base fissa.
7. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra debitore e beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze persone, l’importo degli interessi, tenuto conto del credito per il quale sono pagati, eccede l’importo che sarebbe stato convenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di simili relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo importo. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti è imponibile in conformità alla legislazione di ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente Convenzione.
2. Tuttavia, tali canoni possono essere tassati anche nello Stato contraente dal quale essi provengono e in conformità alla legislazione di detto Stato, ma, se la persona che percepisce i canoni ne è il beneficiario effettivo, l’imposta così applicata non può eccedere il 10 per cento dell’importo lordo dei canoni.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano se il beneficiario effettivo dei canoni, residente di uno Stato contraente, esercita nell’altro Stato contraente, dal quale provengono i canoni, un’attività commerciale o industriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata oppure una professione indipendente mediante una base fissa ivi situata e i diritti o i beni generatori dei canoni si ricollegano effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi, si applicano, a seconda dei casi, le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 15.
5. I canoni si considerano provenienti da uno Stato contraente anche quando il debitore è un residente di detto Stato. Tuttavia, quando il debitore dei canoni, sia esso residente o no di uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione o una base fissa per le cui necessità è stato contratto l’obbligo al pagamento dei canoni e tali canoni sono a carico della stabile organizzazione o della base fissa, i canoni stessi si considerano provenienti dallo Stato contraente in cui è situata la stabile organizzazione o la base fissa.
6. Qualora, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra debitore e beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze persone, l’importo dei canoni pagati, tenuto conto della prestazione per la quale sono versati, ecceda l’importo che sarebbe stato convenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di dette relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo importo. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti è imponibile in conformità alla legislazione di ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente Convenzione.
Art. 13 Compensi per servizi tecnici
1. I compensi per servizi tecnici provenienti da uno Stato contraente e pagati a un residente dell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato.
2. Tuttavia, tali compensi per servizi tecnici possono essere tassati anche nello Stato contraente dal quale essi provengono ed in conformità alla legislazione di detto Stato, ma, se la persona che percepisce i compensi ne è il beneficiario effettivo, l’imposta così applicata non può eccedere il 10 per cento dell’ammontare lordo dei compensi.
3. Ai fini del presente articolo l’espressione «compensi per servizi tecnici» designa i compensi di qualsiasi natura (inclusi i compensi forfettari) corrisposti per lo svolgimento di compiti gestionali, di servizi tecnici o di servizi di consulenza (compresa la messa a disposizione del personale tecnico o altro personale da parte dell’impresa); tuttavia non comprende indennità per cantieri di costruzione, catene di montaggio o attività simili o compensi che rientrano nell’articolo 15.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo dei compensi, residente di uno Stato contraente, eserciti nell’altro Stato contraente, dal quale provengono i compensi, un’attività commerciale o industriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata oppure una professione indipendente per mezzo di una base fissa ivi situata, e l’attività generatrice dei compensi si ricolleghi effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi si applicano, a seconda dei casi, le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 15.
5. I compensi per servizi si considerano provenienti da uno Stato contraente anche quando il debitore è un residente di detto Stato. Tuttavia, quando il debitore dei compensi per servizi tecnici, sia esso residente o no di uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione o una base fissa per le cui necessità è stato contratto l’obbligo di fornire i servizi e i compensi sono a carico della stabile organizzazione o della base fissa, i compensi stessi si considerano provenienti dallo Stato contraente in cui è situata la stabile organizzazione o la base fissa.
6. Qualora, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra debitore e beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare dei compensi per servizi tecnici, tenuto conto della prestazione per la quale sono versati, ecceda l’ammontare che sarebbe stato convenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di dette relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti è imponibile in conformità alla legislazione di ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente Convenzione.
1. Gli utili che un residente di uno Stato contraente ritrae dall’alienazione di beni immobili secondo la definizione di cui all’articolo 6 e situati nell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato.
2. Gli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili facenti parte del patrimonio aziendale di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato contraente possiede nell’altro Stato contraente, oppure di beni mobili appartenenti a una base fissa di cui dispone un residente di uno Stato contraente nell’altro Stato contraente per l’esercizio di una professione indipendente, compresi gli utili derivanti dall’alienazione di detta stabile organizzazione (da sola o con l’intera impresa) o di detta base fissa, sono imponibili in detto altro Stato.
4. Gli utili che un residente di uno Stato contraente ritrae dall’alienazione di partecipazioni al capitale di un’impresa, il cui valore supera direttamente o indirettamente il 50 per cento dei beni immobili situati nell’altro Stato contraente, sono imponibili in detto altro Stato. Le disposizioni del periodo precedente non si applicano agli utili derivanti:
dall’alienazione di partecipazioni, quotate in una borsa di uno Stato contraente o in una borsa riconosciuta come tale in virtù di un accordo tra le autorità competenti degli Stati contraenti; o
dall’alienazione di partecipazioni a una società il cui valore consiste per oltre il 50 per cento in beni immobili in cui l’impresa esercita la propria attività commerciale o industriale.
Art. 15 Professioni indipendenti
1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae dall’esercizio di una libera professione o di altre attività indipendenti sono imponibili soltanto in detto Stato; essi sono imponibili anche nell’altro Stato contraente nei casi in cui è adempiuta una delle seguenti condizioni:
il residente dispone abitualmente di una base fissa nell’altro Stato contraente per l’esercizio della propria attività; in questo caso, i redditi sono imponibili nell’altro Stato contraente, ma unicamente nella misura in cui essi siano imputabili a detta base fissa; o
il residente soggiorna nell’altro Stato contraente per un periodo o periodi che raggiungono od oltrepassano in totale i 183 giorni nel corso dell’anno fiscale considerato; in tal caso, sono imponibili nell’altro Stato unicamente i redditi derivanti dall’attività ivi esercitata.
Art. 16 Lavoro subordinato
1. Fatte salve le disposizioni degli articoli 17, 19, 20 e 21, gli stipendi, i salari, e le altre rimunerazioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di un lavoro subordinato sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che l’attività non sia svolta nell’altro Stato contraente. Se l’attività è quivi svolta, le rimunerazioni percepite a tale titolo sono imponibili in detto altro Stato.
il beneficiario soggiorna nell’altro Stato per un periodo che non oltrepassa in totale i 183 giorni durante l’anno fiscale considerato; e
3. Nonostante le disposizioni dei precedenti paragrafi, le rimunerazioni percepite in corrispettivo di un lavoro subordinato svolto a bordo di navi o aeromobili impiegati nel traffico internazionale sono imponibili nello Stato contraente in cui è situata la sede della direzione effettiva dell’impresa.
Art. 17 Compensi per membri di consigli di amministrazione o di vigilanza
Art. 18 Artisti e sportivi
1. Nonostante le disposizioni degli articoli 15 e 16, i redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae dalle sue prestazioni personali esercitate nell’altro Stato contraente in qualità di artista dello spettacolo, come artista di teatro, del cinema, della radio o della televisione, o in qualità di musicista o di sportivo sono imponibili in detto altro Stato.
2. Quando il reddito proveniente da prestazioni personali esercitate da un artista o da uno sportivo in tale qualità è attribuito a una persona diversa dall’artista o dallo sportivo medesimo, detto reddito è imponibile nello Stato contraente dove tali prestazioni sono fornite, nonostante le disposizioni degli articoli 7, 15 e 16.
Art. 19 Pensioni
Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 20, le pensioni e altre rimunerazioni analoghe pagate a un residente di uno Stato contraente in corrispettivo di un impiego anteriore sono imponibili soltanto in detto Stato. Tuttavia, se tali pensioni e rimunerazioni analoghe provenienti dall’altro Stato contraente non sono tassate nello Stato di residenza, esse sono imponibili nell’altro Stato contraente.
Art. 20 Funzioni pubbliche
a) Stipendi, salari e rimunerazioni analoghe, fatte salve le pensioni, pagati da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale a una persona fisica, in corrispettivo di servizi resi a tale Stato, suddivisione o ente locale, sono imponibili soltanto in detto Stato.
Tuttavia, tali stipendi, salari e rimunerazioni analoghe sono imponibili soltanto nell’altro Stato contraente qualora i servizi siano resi in detto Stato e la persona fisica sia un residente di detto altro Stato contraente e:
Tuttavia, tali pensioni e rimunerazioni analoghe sono imponibili soltanto nell’altro Stato contraente qualora la persona fisica sia un residente di questo Stato e ne abbia la cittadinanza.
3. Le disposizioni degli articoli 16, 17 e 19 si applicano alle rimunerazioni e alle pensioni pagate in corrispettivo di servizi resi nell’ambito di un’attività commerciale o industriale esercitata da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale.
Art. 21 Studenti
1. Le somme che uno studente, un praticante o un apprendista, il quale è o era, immediatamente prima di recarsi in uno Stato contraente, residente dell’altro Stato contraente e che soggiorna nel primo Stato al solo scopo di compiervi i suoi studi o di attendere alla propria formazione professionale, riceve per sopperire alle spese di mantenimento, di studio o di formazione professionale non sono imponibili nel primo Stato.
2. Una persona fisica che è o era, immediatamente prima di recarsi in uno Stato contraente, residente dell’altro Stato contraente e che soggiorna nel primo Stato al solo scopo di proseguire gli studi, le ricerche o la formazione professionale oppure per acquisire un’esperienza tecnica, professionale o commerciale, è esente in questo Stato dall’imposta per le rimunerazioni a titolo di lavoro subordinato esercitato in tale Stato, durante un periodo o periodi non superiori complessivamente a 12 mesi, a condizione che tale lavoro sia direttamente connesso con lo studio, la ricerca, la formazione professionale o l’acquisizione di esperienza e che le rimunerazioni provenienti da tale lavoro non siano superiori a 18 000 franchi svizzeri o a una somma equivalente in valuta pakistana al tasso di cambio ufficiale.
Capitolo IV: Metodi per eliminare la doppia imposizione
1. Per quanto concerne il Pakistan, la doppia imposizione sarà evitata nel modo seguente:
conformemente al diritto del Pakistan concernente il computo nell’imposta pakistana, l’importo dell’imposta svizzera pagabile direttamente o in via di ritenuta, in virtù della legislazione svizzera e della presente Convezione, da un residente del Pakistan a titolo di redditi di fonte svizzera assoggettati all’imposta sia in Pakistan sia in Svizzera, è computato nell’imposta pakistana su tali redditi, ma per un ammontare che non ecceda la frazione dell’imposta pakistana corrispondente al rapporto esistente tra questo reddito e il reddito totale assoggettato all’imposta pakistana.
se un residente della Svizzera ritrae redditi che, giusta le disposizioni della presente Convenzione, sono imponibili in Pakistan, la Svizzera esenta da imposta detti redditi, salve le disposizioni della lettera b, ma può, per determinare l’imposta afferente al rimanente reddito di questo residente, applicare l’aliquota corrispondente all’intero reddito, senza tener conto dell’esenzione; per contro se un residente della Svizzera riceve utili provenienti da fonti situate in Pakistan, che, secondo le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 8, sono imponibili in Pakistan, l’imposta svizzera riscossa su questi utili sarà ridotta della metà. Tuttavia, questa esenzione si applica agli utili di cui al paragrafo 4 dell’articolo 14 unicamente se ne è comprovata l’effettiva imposizione in Pakistan;
se un residente della Svizzera percepisce dividendi, interessi, canoni o compensi per servizi tecnici che, secondo le disposizioni degli articoli 10, 11, 12 o 13, sono imponibili in Pakistan, la Svizzera concede, su specifica richiesta del residente, uno sgravio fiscale. Detto sgravio può assumere le seguenti forme:
computo dell’imposta pagata in Pakistan, secondo le disposizioni dell’articolo 10, 11, 12 o 13, sull’imposta svizzera sul reddito di suddetto residente; l’ammontare così computato non può tuttavia eccedere la frazione dell’imposta svizzera, calcolata prima del computo, che corrisponde al reddito imponibile in Pakistan,
riduzione globale dell’imposta svizzera, calcolata secondo norme prestabilite, che tenga conto dei principi di sgravio di cui al numero i precedente, o
esenzione parziale dall’imposta svizzera dei dividendi, degli interessi, dei canoni o dei compensi per servizi tecnici di cui si tratta, pari almeno all’imposta prelevata in Pakistan sull’ammontare lordo dei dividendi, degli interessi, dei canoni o dei compensi per servizi tecnici,
se riceve dividendi da una società residente del Pakistan, una società residente della Svizzera fruisce, per quanto riguarda la riscossione dell’imposta svizzera afferente a detti dividendi, dei medesimi vantaggi di cui beneficerebbe se la società che paga i dividendi fosse un residente della Svizzera.
Capitolo V: Disposizioni particolari
3. A meno che non siano applicabili le disposizioni dell’articolo 9, del paragrafo 7 dell’articolo 11, del paragrafo 6 dell’articolo 12 o del paragrafo 6 dell’articolo 13, gli interessi, i canoni, i compensi per servizi tecnici e altri compensi pagati da un’impresa di uno Stato contraente a un residente dell’altro Stato contraente sono deducibili, ai fini della determinazione degli utili imponibili di tale impresa, come se fossero pagati a un residente del primo Stato contraente.
4. Le imprese di uno Stato contraente, il cui capitale è, in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, posseduto o controllato da uno o più residenti dell’altro Stato contraente, non sono assoggettate nel primo Stato contraente ad alcuna imposizione o ad alcun obbligo a essa relativo, diversi o più onerosi di quelli cui sono o potranno essere assoggettate le altre imprese della stessa natura del primo Stato.
1. Quando ritiene che le misure adottate da uno o da entrambi gli Stati contraenti comportino o comporteranno per lei un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente Convenzione, una persona può, indipendentemente dai mezzi giuridici previsti dalla legislazione nazionale di detti Stati, sottoporre il suo caso all’autorità competente di uno Stato contraente. Il caso deve essere sottoposto entro i tre anni che seguono la prima notificazione del provvedimento che comporta un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente Convenzione.
4. Le autorità competenti degli Stati contraenti possono conferire direttamente fra loro per giungere a un accordo ai sensi dei paragrafi precedenti.
ogni questione irrisolta risultante dal caso deve essere sottoposta a procedura arbitrale se la persona lo richiede. A meno che una persona direttamente interessata dal caso rifiuti l’accordo amichevole che attua il lodo arbitrale o se le autorità competenti e le persone direttamente interessate non giungono a un’altra soluzione entro sei mesi dalla notifica del lodo arbitrale, tale lodo sarà vincolante per entrambi gli Stati contraenti e sarà attuato a prescindere dai termini previsti dalle loro legislazioni nazionali. Le autorità competenti degli Stati contraenti regolano di comune accordo le modalità di applicazione del presente paragrafo.
6. Gli Stati contraenti possono mettere a disposizione del tribunale arbitrale costituito secondo il paragrafo 5 le informazioni necessarie per l’esecuzione della procedura arbitrale. I membri di questo tribunale sono vincolati alle prescrizioni del segreto d’ufficio menzionate nel paragrafo 2 articolo 25.
1. Le autorità competenti degli Stati contraenti si scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per l’esecuzione della presente Convenzione oppure per l’applicazione o l’esecuzione del diritto interno relativo alle imposte di ogni natura e denominazione prelevate per conto degli Stati contraenti, delle loro suddivisioni politiche o dei loro enti locali nella misura in cui l’imposizione prevista da tale legislazione non sia contraria alla Convenzione. Lo scambio di informazioni non è limitato dagli articoli 1 e 2.
2. Le informazioni ottenute in virtù del paragrafo 1 da uno Stato contraente sono tenute segrete allo stesso modo di quelle ottenute in applicazione della legislazione di questo Stato e sono accessibili soltanto alle persone o autorità (comprese le autorità giudiziarie o gli organi amministrativi) incaricate dell’accertamento o della riscossione delle imposte di cui al paragrafo 1, dell’esecuzione o del perseguimento penale relativi a tali imposte oppure della decisione in merito a ricorsi concernenti tali imposte o della vigilanza di queste persone o autorità. Dette persone o autorità possono utilizzare le informazioni unicamente per questi fini. Possono rivelarle nell’ambito di una procedura giudiziaria pubblica o in una decisione giudiziaria. Nonostante le disposizioni precedenti, uno Stato contraente può utilizzare ad altri fini le informazioni ricevute, se ciò è previsto dalla legislazione di entrambi gli Stati e se l’autorità competente dello Stato richiesto ne ha approvato l’impiego.
Art. 26 Diritto ai benefici
1. Nonostante le altre disposizioni della presente Convenzione, un beneficio ai sensi della presente Convenzione non può essere concesso in relazione a redditi, se è ragionevole concludere, tenuti presenti tutti i fatti e tutte le circostanze determinanti, che l’ottenimento di tale beneficio era uno degli scopi principali di qualsiasi struttura od operazione che ha portato direttamente o indirettamente a tale beneficio, a meno che non sia provato che la concessione di tale beneficio in queste circostanze sarebbe conforme con l’oggetto e lo scopo delle pertinenti disposizioni della presente Convenzione.
2. Qualora in virtù del paragrafo 1 a una persona non è concesso un beneficio previsto dalla presente Convenzione, l’autorità competente dello Stato contraente che avrebbe altrimenti concesso tale beneficio deve considerare tale persona come avente diritto a questo o ad altri benefici in relazione a specifici redditi, se essa conclude, su richiesta della persona interessata e dopo aver valutato i fatti e le circostanze determinanti, che tali benefici sarebbero stati concessi a tale persona o a un’altra persona in assenza della struttura o dell’operazione di cui al paragrafo 1. L’autorità competente dello Stato contraente a cui è stata indirizzata la richiesta consulta l’autorità competente dell’altro Stato contraente prima di respingere una richiesta presentata da un residente di detto altro Stato in virtù del presente paragrafo.
Art. 27 Agenti diplomatici e funzionari consolari
1. La presente Convenzione deve essere ratificata e gli strumenti di ratifica saranno scambiati il più presto possibile.
2. La Convenzione entrerà in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica e le sue disposizioni saranno applicabili:
per quanto concerne il Pakistan, agli anni fiscali che iniziano il 1° luglio dell’anno civile successivo a quello nel corso del quale la presente Convenzione è entrata in vigore, o dopo tale data;
per quanto concerne la Svizzera, agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello nel corso del quale la presente Convenzione è entrata in vigore, o dopo tale data;
con riferimento all’articolo 25, alle informazioni sui fatti relativi agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno civile successivo alla firma della presente Convenzione, o dopo tale data;
con riferimento al paragrafo 5 dell’articolo 24, alle procedure amichevoli:
pendenti tra le autorità competenti degli Stati contraenti all’entrata in vigore del Protocollo (in questo caso si considera come inizio del termine di tre anni la data dell’entrata in vigore della presente Convenzione), o
avviate dopo tale data.
3. L’Accordo del 19 luglio 20051 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Islamica del Pakistan intesa a evitare la doppia imposizione in materia di imposte sul reddito, entrato in vigore il 24 novembre 2008, è abrogato con l’entrata in vigore della presente Convenzione e le sue disposizioni non saranno più applicabili a contare dall’anno fiscale successivo all’anno dell’entrata in vigore della presente Convenzione.
1 [RU 2009 307]
Art. 29 Denuncia Protocollo
per quanto concerne il Pakistan, agli anni fiscali che iniziano il 1° luglio dell’anno civile successivo a quello nel corso del quale è stata notificata la denuncia, o dopo tale data;
per quanto concerne la Svizzera, agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello nel corso del quale è stata notificata la denuncia, o dopo tale data.
Fatto in doppio esemplare a Islamabad, il 21 marzo 2017, in lingua tedesca e inglese, ciascun testo facente egualmente fede.
Per il Governo della Repubblica Islamica del Pakistan:
all’atto della firma della Convenzione fra i due Stati per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito hanno convenuto le seguenti disposizioni che formano parte integrante della presente Convenzione:
Con riferimento alle lettere a e b del paragrafo 4, resta inteso che le merci destinate alla consegna o le installazioni che servono alla consegna di merci non costituiscono una stabile organizzazione fintanto che non siano adempiute le condizioni di cui alla lettera b del paragrafo 5.
Fatte salve le disposizioni dell’articolo 26:
resta inteso che l’espressione «direttamente o indirettamente» di cui al paragrafo 1 dell’articolo 7 significa che nei casi in cui una stabile organizzazione partecipa attivamente alla negoziazione, alla conclusione o all’adempimento di contratti, stipulati dall’impresa, a detta stabile organizzazione è imputata la parte di utili dell’impresa conseguiti in ragione di detti contratti – anche qualora altre unità dell’impresa abbiano partecipato a tali operazioni – in base al rapporto tra le operazioni effettuate dalla stabile organizzazione e quelle effettuate dall’impresa nella sua totalità. Resta inoltre inteso che gli utili sono pure imputati alla stabile organizzazione, nella stessa misura di cui al periodo precedente, allorquando i contratti sono conclusi direttamente con la sede dell’impresa anziché con la stabile organizzazione;
nei casi di contratti di pianificazione, fornitura, montaggio o costruzione di equipaggiamenti o di impianti industriali, commerciali o scientifici, oppure di opere pubbliche, qualora l’impresa abbia una stabile organizzazione ai sensi del paragrafo 3 dell’articolo 5, gli utili di questa stabile organizzazione non sono determinati sulla base dell’importo complessivo del contratto, bensì unicamente sulla base della parte del contratto effettivamente eseguita dalla stabile organizzazione nello Stato contraente in cui essa è situata. Gli utili afferenti alla parte del contratto eseguita dalla sede principale dell’impresa sono imponibili soltanto nello Stato di cui quest’impresa è residente;
con riferimento al paragrafo 3 dell’articolo 7, resta inteso che gli Stati contraenti applicheranno i principi elencati nei numeri 17 e 18 del commentario relativo al Modello di convenzione dell’OCSE del 1977 e ripetuti nel Modello di convenzione dell’ONU del 1980.
3. Ad art. 9
Con riferimento all’articolo 9, resta inteso che le autorità competenti degli Stati contraenti possono consultarsi per raggiungere un accordo sugli adeguamenti da apportare agli utili in entrambi gli Stati contraenti, qualora in uno Stato contraente vengano imputati a un’impresa di detto Stato utili – e quindi tassati – sui quali un’impresa dell’altro Stato contraente è stata tassata in detto altro Stato e gli utili così inclusi sarebbero stati conseguiti dall’impresa del primo Stato se le condizioni convenute tra le due imprese fossero state quelle che sarebbero state convenute tra imprese indipendenti.
4. Ad art. 13
Fintanto che la Svizzera in base alla sua legislazione interna non preleva alcuna imposta alla fonte sui compensi per servizi tecnici, nonostante le disposizioni del paragrafo 2 l’imposta su tali compensi non può eccedere il 7 per cento.
5. Ad art. 19 e 20
Resta inteso che il termine «pensioni» di cui agli articoli 19 e 20 non comprende soltanto i pagamenti ricorrenti, ma anche prestazioni in capitale.
6. Ad art. 24 par. 5
Resta inteso che i costi della procedura arbitrale sono sostenuti in ogni caso dalla persona che ha richiesto la procedura.
Le autorità competenti degli Stati contraenti si adopereranno per concordare quanto prima le modalità di applicazione del paragrafo 5 mediante provvedimenti adeguati.
Resta inteso che lo Stato richiedente domanda uno scambio di informazioni solo dopo aver esaurito le fonti di informazione usuali secondo la sua procedura fiscale interna.
Resta inteso che nella domanda di assistenza amministrativa ai sensi dell’articolo 25 le autorità fiscali dello Stato richiedente forniscono le seguenti informazioni alle autorità fiscali dello Stato richiesto:
Resta inteso che il riferimento alle informazioni «verosimilmente rilevanti» ha lo scopo di garantire uno scambio di informazioni in materia fiscale il più ampio possibile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni («fishing expedition») o di domandare informazioni la cui rilevanza in merito agli affari fiscali di un determinato contribuente non è verosimile. Sebbene la lettera b contenga importanti requisiti procedurali volti a impedire la «fishing expedition», i numeri i–v devono essere interpretati in modo da non ostacolare lo scambio effettivo di informazioni.
Resta inteso che l’articolo 25 non impone agli Stati contraenti di procedere a uno scambio di informazioni spontaneo o automatico; non esclude nemmeno queste forme di scambio di informazioni se gli Stati contraenti dovessero adottarle mediante accordo successivo.
8. Ad art. 28
Resta inteso che l’espressione «fatti» di cui all’articolo 28 designa, ad esempio, un saldo contabilizzato a una data specifica, un trasferimento del reddito accumulato, pagato o accreditato, oppure dei beni alienati, che si riferiscono agli anni fiscali secondo la lettera c del paragrafo 2.
Fatto in duplice copia a Islamabad, il 21 marzo 2017, in lingua tedesca e inglese, ciascun testo facente egualmente fede.
RU 2018 5367; FF 2017 6411
1RU 2018 5365
RU 2018 5367
Convenzione del 21 marzo 2017 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Islamica del Pakistan per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito (con prot.)

References: Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21
 articolo 25

Art. 26

Art. 27

Art. 29
 art. 9
 art. 13
 art. 19
 art. 24
 art. 28