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Timestamp: 2020-05-30 19:05:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3349 del 05/02/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3349 del 05/02/2019
Cassazione civile sez. I, 05/02/2019, (ud. 23/01/2019, dep. 05/02/2019), n.3349
sul ricorso 13114/2018 proposto da:
K.O., domiciliato in Roma, Piazza Cavour, presso la
avverso il decreto del TRIBUNALE di NAPOLI, del 21/03/2018;
PATRONE IGNAZIO, che ha concluso per l’accoglimento con rinvio.
Il Tribunale di Napoli, con il decreto n. 2226 del 2018 (pubblicato il 21 marzo 2018), ha respinto il ricorso proposto dal sig. K.O., cittadino del Gambia, avverso il provvedimento negativo del Ministero dell’Interno – Commissione territoriale di Caserta che aveva disatteso le sue richieste di protezione internazionale e di rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Nel merito, il Collegio ha condiviso la decisione della Commissione territoriale ed escluso la ricorrenza di motivi di carattere umanitario. In particolare, il Tribunale, ha ritenuto estranea, ai presupposti per il riconoscimento delle protezioni richieste, la narrazione del ricorrente, riconducibile ad una lite familiare, secondo la quale egli, amando una donna di fede cristiana, era stato costretto dal padre a sposare una ragazza di religione musulmana sicchè, percossa la sposa, era fuggito dal Paese per il timore dell’ira paterna. Narrazione, peraltro, ritenuta inveritiera o implausibile.
Inoltre, il Gambia (un Paese che aveva registrato importanti e positivi cambiamenti) non era interessato da conflitti armati diffusi, sicchè andava esclusa la ricorrenza dell’ipotesi di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14; nè erano rilevabili stati patologici di rilievo e profili di vulnerabilità dell’istante tali da giustificare l’applicazione della misura residuale di cui al D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6.
Esso ha, altresì, escluso anche la ricorrenza di ipotesi di asilo al di fuori delle ipotesi normativamente stabilite dalla speciale disciplina.
Il richiedente asilo ha proposto ricorso per cassazione articolato in quattro motivi, che lamentano:
1) la mancata fissazione dell’udienza, in violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35, commi 10 e 11, (come introdotto dal D.L. n. 13 del 2017, convertito con modificazioni nella L. n. 46 del 2017), art. 111 Cost., comma 2 e art. 24, comma 2, (art. 360 c.p.c., n. 4), richiesta e non concessa nonostante la mancata disponibilità della videoregistrazione del colloquio davanti alla Commissione amministrativa;
2) il mancato riconoscimento dello status di rifugiato, negato in violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 3,5 e 8 anche per mezzo dell’onere probatorio agevolato;
3) il diniego del diritto alla protezione sussidiaria internazionale, mediante cooperazione istruttoria relativa ai Paesi di transito, in ragione del rischio corso di subire un danno grave (D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 3 e 14; D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8);
4) il mancato riconoscimento del diritto alla protezione umanitaria (D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 34 e art. 5, comma 6 TU e art. 10 Cost.).
Di conseguenza, in accoglimento del detto primo motivo di ricorso (assorbiti i restanti), deve essere cassato il decreto impugnato e la causa rinviata, anche per le spese di questa fase processuale, al Tribunale di Napoli che, in diversa composizione, deciderà nuovamente la controversia tenendo conto del principio riportato.
Accoglie il primo motivo di ricorso (assorbiti i restanti), cassa il decreto impugnato e rinvia la causa, anche per le spese di questa fase, al Tribunale di Napoli, in diversa composizione.

References: Sentenza 
 art. 14
 art. 5
 art. 35
 art. 111
 art. 24
 art. 8
 art. 34
 art. 5
 art. 10