Source: https://torino.repubblica.it/cronaca/2018/09/03/news/mense_scolastiche_prima_sentenza_del_consiglio_di_stato_non_si_puo_vietare_il_panino_da_casa_-205519905/?ref=fbpr
Timestamp: 2019-05-23 23:45:12+00:00

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Mense scolastiche, dal Consiglio di Stato sì al panino da casa. L'avvocato Vecchione: "Sentenza di respiro nazionale" - Repubblica.it
Mense scolastiche, dal Consiglio di Stato sì al panino da casa. L'avvocato Vecchione: "Sentenza di respiro nazionale"
Dopo numerosi pronunciamenti del Tar, il massimo organo di giustizia amministrativa dà ragione alle famgilie. Il legale: "Affermato il principio del diritto alla libertà di scelta alimentare"
Il Consiglio di Stato dice sì al diritto al pasto da casa al posto della refezione scolastica e nega alle amministrazioni comunali il potere di impedire l'introduzione in mensa di cibo fatto dalle famiglie. La battaglia per “il panino libero”, partita da un gruppo di genitori che protestavano contro il costo eccessivo delle mense a Torino, riceve per la prima volta una legittimazione nazionale, dopo le tante sentenze di tribunali civili e amministrativi in giro per l'Italia. Questa mattina l'organo supremo della giustizia amministrativa ha respinto l'appello che il comune di Benevento aveva proposto contro la sentenza del Tar Campania che aveva dato già il via libera.
“Questa sentenza è destinata ad avere un respiro nazionale” spiega l'avvocato torinese Giorgio Vecchione, che da anni difende le famiglie che si sono rivolte ai giudici per permettere ai figli di portarsi il pasto da casa. “Il supremo giudice della Giustizia Amministrativa non solo ha confermato la propria competenza, ma anche riconosciuto il diritto dei genitori ad agire in giudizio – esulta il legale – Nella sentenza si spiega come i Comuni non possano approvare regolamenti che impongano prescrizioni ai dirigenti scolastici, limitando la loro autonomia con vincoli in ordine all’uso della struttura scolastica e alla gestione del servizio mensa”.
La prima sentenza era arrivata nel 2016 dalla Corte d'Appello di Torino, ma mai un giudice supremo si era pronunciato sul caso: “Da marzo 2017 c'è anche una circolare del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca che impone ai direttori degli Uffici scolastici regionali l’obbligo di rispettare le sentenze che riconoscevano la possibilità di consumare cibi portati da casa all’interno delle scuole – aggiunge Vecchione – In più la scelta del Comune di vietare l'uso dei locali scolastici a chi si porta il pranzo da casa è stata giudicata non supportata da concrete e dimostrate ragioni di pubblica salute o igiene”. Nel testo della sentenza infatti i giudici del Consiglio di Stato scrivono che il divieto “limita una naturale facoltà dell’individuo - afferente alla sua libertà personale - e, se minore, della famiglia mediante i genitori, vale a dire la scelta alimentare: scelta che - salvo non ricorrano dimostrate e proporzionali ragioni particolari di varia sicurezza o decoro - è per sua natura e in principio libera, e si esplica vuoi all’interno delle mura domestiche vuoi al loro esterno: in luoghi altrui, in luoghi aperti al pubblico, in luoghi pubblici”.
Secondo i giudici “la restrizione praticata con l’impugnato regolamento – che nemmeno si preoccupa di ricercare un bilanciamento degli interessi - manifestamente non corrisponde ai canoni di idoneità, coerenza, proporzionalità e necessarietà rispetto all’obiettivo - dichiaratamente perseguito - di prevenire il rischio igienico-sanitario”. Insomma non ci sarebbero rischi igienico-sanitari per dire no al panino: “L’assunto che il consumo di parti confezionati a domicilio o comunque acquistati autonomamente potrebbe rappresentare un comportamento non corretto dal punto di vista nutrizionale si manifesta irrispettoso delle rammentate libertà” aggiungono i giudici amministrativi. L'avvocato Vecchione spera che questa sentenza convinca anche i sindaci e i presidi ancora contrari a cambiare idea: “L’orientamento del supremo giudice amministrativo si aggiunge alla consolidata giurisprudenza civile ed amministrativa già formatasi – dice – Questa sentenza dovrà orientare le scelte di dirigenti scolastici ed amministratori locali”.
panino in mensa
20 dicembre 2018 - Aggiornato alle 00.40

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