Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150190
Timestamp: 2019-10-24 04:08:12+00:00

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Resoconto della seduta n.190 del 20/09/2016
Seduta n.190 del 20/09/2016
CXC Seduta
La seduta è aperta alle ore 17 e 04.
FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 2 agosto 2016 (186), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Ugo Cappellacci, Angelo Carta, Daniele Secondo Cocco, Giampietro Comandini, Mario Floris, Raimondo Perra e Christian Solinas hanno chiesto congedo per la seduta del 20 settembre 2016.
Comunico che la consigliera regionale Anna Maria Busia, con nota del 20 settembre 2016, ha reso noto di aver rassegnato le dimissioni dal Gruppo Sovranità, Democrazia e Lavoro e di aver aderito , nella medesima data, al Gruppo Misto.
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla interrogazioni numero 582, 639, 742, 761, 774, 777, 794, 797, 812.
836, 837, 838, 839, 840, 841, 842, 843, 844, 845, 846, 847.
256, 257.
Discussione dell'articolato del testo unificato: "Norme generali in materia di edilizia sociale e riforma dell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa" (110-181-207/A) del disegno di legge: "Misure urgenti e modifiche della legge regionale 8 agosto 2006, n. 12 inerenti l'organizzazione dell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa (AREA)" (110); della proposta di legge DESINI - BUSIA: "Organizzazione dell'intervento regionale nel settore abitativo e modifiche alla legge regionale 8 agosto 2006, n. 12" (181) e del disegno di legge: "Norme generali in materia di edilizia sociale e riforma dell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa" (207).
PRESIDENTE. Considerata l'imminente scadenza degli organi, riguardanti l'Ufficio di Presidenza, il secondo punto all'ordine del giorno, elezione del Vicepresidente del Consiglio regionale, è rinviata a data da destinarsi.
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Credo che l'argomento, anche se irrituale, debba avere l'attenzione dell'Aula, domani è una giornata cruciale per La Nuova Sardegna e mi richiamo anche ad un intervento recentemente fatto dal presidente Ganau, al quale va il mio saluto e quello dell'aula e gli auguri, l'intervento è relativo alle preoccupazioni che sono state manifestate non solo dal Presidente, ma dalla Sardegna intera, credo che la classe politica debba rappresentare questa preoccupazione anche in questa sede. Dicevo, domani è una giornata cruciale il CDR, il direttore, il consiglio di fabbrica avranno notizie dalla proprietà circa le procedure che il giornale intenderà, e la proprietà, intenderà assumere, se affitto o vendita del giornale, sono due percorsi che se non chiariti in maniera netta, chiara ed inequivocabile, possono rappresentare insidie…
PRESIDENTE. Onorevole Zanchetta, però si attenga all'ordine dei lavori.
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Lo so bene, mia attengo e finisco. Credo che dobbiamo pretendere massima trasparenza per questi passaggi, come è accaduto anche nell'80 e nel 2012 quando questo Consiglio approvò ordine del giorno unitari proprio rappresentando la prova preoccupazione circa le sorti di questo importante quotidiano.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Qui sotto il Consiglio regionale stasera c'è un piccolo comune della Sardegna, il comune di Goni, che sta manifestando per la chiusura del plesso scolastico del comune stesso. Una situazione gravissima che ancora una volta va rimarcata e soprattutto manifesta tutte quelle che sono le preoccupazioni dei piccoli centri perché, ancora una volta, vengono chiuse le scuole. Io chiedo a che a margine dei lavori del Consiglio vengano ricevuti gli amministratori con la delegazione dei genitori da parte dei Capigruppo per sentire quali sono le loro problematiche e le loro proposte.
PRESIDENTE. Ha domandato il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS PIETRO (FI). Perché l'intervento dell'onorevole Zanchetta, io vorrei che non passasse così come un intervento episodico, casuale, perché ha posto un problema di una gravità rilevante: La Nuova Sardegna sta per essere ceduta, c'è un problema che mina la libertà di informazione. E io voglio porre l'accento su un atteggiamento che denuncio come gravissimo: per la prima volta nella storia non si sente la voce della Giunta regionale che prenda posizione su questo tema, che si sia preoccupato di capire quali sono le cause che hanno portato e che portano alla cessione, chi sono i soggetti coinvolti, quali sono le dinamiche, cosa succederà; tutto questo nel silenzio assordante della politica e del governo regionale. Presidente, le chiediamo di intervenire, anzi lo chiedo all'Assessore che è presente, perché sensibilizzi il suo Presidente, se ancora un briciolo di sensibilità c'è l'ha, perché si faccia carico di questo grave problema, che bene ha fatto l'onorevole Zanchetta a sollevare, che mina davvero la libertà e la pluralità di informazione nella nostra regione.
COCCO DANIELE (SEL). Per chiedere, prima dell'inizio dei lavori, una Conferenza dei Capigruppo per calendarizzare gli stessi.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni alla richiesta sospendo la seduta e convoco una veloce Conferenza dei Capigruppo per la organizzazione dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 15, viene ripresa alle ore 17 e 33.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del testo unificato: "Norme generali in materia di edilizia sociale e riforma dell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa" (110-181-207/A) del disegno di legge: "Misure urgenti e modifiche della legge regionale 8 agosto 2006, n. 12 inerenti l'organizzazione dell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa (AREA)" (110); della proposta di legge Desini - Busia: "Organizzazione dell'intervento regionale nel settore abitativo e modifiche alla legge regionale 8 agosto 2006, n. 12" (181) e del disegno di legge: "Norme generali in materia di edilizia sociale e riforma dell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa" (207).
Allora, avevamo già votato il passaggio agli articoli.
3. La presente legge, inoltre, disciplina compiti e funzioni in capo alla Regione previsti dalla normativa in materia di edilizia pubblica e privata.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
7. I piani contengono l'elenco degli interventi da attuare nell'orizzonte temporale considerato e le risorse finanziarie per farvi fronte.)
L'onorevole Orrù ritira i suoi emendamenti.
Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.
SOLINAS ANTONIO (P.D.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 14 c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, e così anche sull'emendamento numero 52 e sull'emendamento aggiuntivo numero 16. Il parere è favorevole sull'emendamento numero 44.
PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANINCHEDDA PAOLO, Assessore dei lavori pubblici. Il parere è conforme a quello del relatore.
TEDDE MARCO (F.I.). Questo è un articolo importante perché va a sottolineare quali sono le funzioni della Regione in questo articolato che è sicuramente un articolato che va ad incidere su compiti della Regione importantissimi, parliamo di (…), parliamo di edilizia sociale, parliamo del diritto alla casa, del diritto ad abitare, e questo ci dà anche lo spunto per fare qualche riflessione sugli alloggi di edilizia pubblica, definiamoli così in modo generico. E' interessante capire che cosa succede in Italia, è interessante cercare di tratteggiare quello che accade in altre regioni. L'Italia in Europa è all'ultimo posto, con circa il 5 per cento degli alloggi, la Spagna ha il 15 per cento degli alloggi e l'Olanda il 38 per cento, e questo credo che sia un indice di civiltà, un indice di civiltà nel quale l'Italia purtroppo è agli ultimi posti. In Italia abbiamo un fabbisogno documentato di 1 milione e 880 mila alloggi e ne abbiamo invece 700 mila, ecco che emerge la necessità di fare politiche mirate e di mettere in campo risorse vere per cercare di alleviare questa piaga. Ma bisogna anche mettere in campo degli strumenti che siano più autonomi rispetto a quelli di cui stiamo discutendo oggi, che abbiano un taglio imprenditoriale, che abbiano la capacità di far muovere le aziende in modo efficace, efficiente e rapido, sempre con il controllo della mano pubblica, con le direttive del pubblico, però strutturandolo in modo diverso. Ebbene, in Italia le aziende più efficienti sono strutturate come società per azioni, e mi riferisco al Trentino Alto Adige e alla Toscana; hanno il patrimonio affidato ai Comuni, e quindi si risparmia anche sull'IMU, viene gestito con sagacia e con autonomia imprenditoriale, con la capacità quindi di fare impresa e di produrre risultati veri, concreti, efficienti a rapidi. La maggior parte delle Regioni poi prevedono enti pubblici economici, aziende, che sono però organizzate su dimensione provinciale e sono dotate di una completa autonomia gestionale ma anche di una completa autonomia economica, poi nel Sud, in Campania e in Sicilia, abbiamo gli IACP. Ecco quindi che questo modello del quale noi stiamo discutendo non è assolutamente in linea con i modelli che stanno ben funzionando nelle Regioni più evolute, in Trentino Alto Adige e in Toscana, noi invece stiamo ipotizzando un modello che è sotto il completo controllo della mano pubblica. Ecco perché noi siamo contrari a che venga fatta questa opera di accorciamento della catena di comando, siamo contrari a questa concentrazione di poteri che non dà buoni risultati. L'amministratore unico viene nominato dalla Giunta, quindi è sotto lo schiaffo alla Giunta (anche perché nella proposta ci sono delle norme che consentono alla Giunta di schiaffeggiare l'amministratore unico), il direttore generale viene nominato dall'amministratore unico, ecco che la politica mette entrambi i piedi in AREA, ecco che quindi viene a mancare quella possibilità di efficacia e di efficienza che invece in Toscana e in Trentino Alto Adige sono dei connotati essenziali dell'edilizia pubblica.
Io ho cercato di tirar fuori una tabella per capire che cosa succede nel resto dell'Italia e qual è la differenza, ebbene, in Valle d'Aosta abbiamo due enti, però la Valle d'Aosta ha 3200 chilometri quadrati, pochi abitanti e solo 800 alloggi, la Sardegna invece ha 25 mila chilometri quadrati, la terza estensione di territorio in Italia e un solo ente, contro i due della Valle d'Aosta, ma abbiamo anche 25 mila alloggi a fronte degli 800 alloggi della Valle d'Aosta, quindi c'è qualcosa che non funziona. E non dimentichiamo quali sono i problemi delle infrastrutture viarie, non dimentichiamoci qual è la difficoltà per raggiungere Cagliari, sede della direzione generale, per tutti i sindaci che dovranno fare una sorta di viaggio della speranza.
La Campania ha cinque enti, ma sono IACP. L'Umbria e le Marche, che sono le Regioni dalle quali questa legge trae spunto, hanno entrambe una sola azienda, però l'Umbria ha 8 mila e 700 alloggi e le marche ne ha 13 mila e 500, quindi c'è una differenza sostanziale, c'è una sottovalutazione dell'estensione territoriale della Sardegna, del numero degli alloggi e delle peculiarità della nostra Isola…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tedde. Il tempo a sua disposizione è terminato.
PIZZUTO LUCA (SEL). Per esporre e argomentare l'esigenza che sta dentro l'emendamento numero 52, su cui a me è dispiaciuto sentire il parere contrario, che spero possa cambiare. Noi ci siamo resi disponibile a ragionare e a lavorare sulla riforma dell'organizzazione dell'ente pubblico che si deve occupare dell'edilizia popolare, però con questo emendamento noi vorremmo introdurre degli organismi di partecipazione dei cittadini al controllo e alla verifica di ciò che succede dentro AREA, non sotto il profilo della legalità o cose di questo genere ma proprio in termini di efficienza dei servizi, cioè dare la possibilità ai cittadini, anche attraverso la loro organizzazioni - sindacati abitativi o piuttosto organizzazioni del sociale che si occupano del problema dell'edilizia pubblica -, di poter controllare e verificare come vengono organizzati e portati avanti i lavori all'interno della macchina amministrativa di AREA. E un passaggio di questo tipo lo reputiamo fondamentale soprattutto dentro una organizzazione dove noi stiamo andando, anche qui come abbiamo fatto anche con altre leggi, ad accentrare e ad accorpare funzioni. Per cui noi speriamo che questo emendamento possa essere condiviso dalla maggioranza e dal Consiglio, perché in questo emendamento c'è semplicemente la volontà di accogliere le istanze dei cittadini, le istanze delle persone, coinvolgere anche in un livello di partecipazione popolare alla gestione dei servizi di Area. Grazie.
LOCCI IGNAZIO (FI). Grazie Presidente, io mi rivolgo soprattutto ai colleghi della maggioranza per sottolineare, rispetto al cambio di rotta, rispetto agli obiettivi, le finalità. Questo disegno di legge, colleghi, sa proprio di vera e propria provocazione politica, una provocazione nei confronti delle classi più deboli di questa Regione che chiedono funzionalità, che chiedono anche più case, chiedono forse c'è bisogno di guardare un po' di più a queste categorie, forse c'è bisogno di guardare di più alle esigenze delle giovani coppie e alla esigenza che c'è nella nostra Regione di edilizia popolare.
Invece qua, colleghi, soprattutto nell'articolo 1, si fa una serie di enunciazione di principi che fanno veramente sorridere rispetto alla realtà delle modalità con cui si è gestita e si gestisce Area in questi momenti, dove veramente la trasparenza lascia parecchio a desiderare, dove i cittadini subiscono continue richieste di aumenti, adeguamenti, richiami, regolamenti, soprusi burocratici da parte di quest'azienda. Ebbene, adesso salvo rivolgersi ovviamente ai referenti locali importantissimi, quelli che hanno tutti i contatti e le amicizie dentro questi enti e sono quelli che poi risolvono i problemi degli inquilini a noi questo sistema ci piace poco… Prego?… Prego collega? Grazie… Questi sono sistemi che evidentemente non ci piacciono appartengono a un sistema un po' datato nel tempo e anche se l'assessore Maninchedda oggi rassicura sulla stampa rispetto a quello che non vuole fare con questa agenzia, che poi in realtà farà perché sia nella struttura di questo disegno di legge ma anche poi immaginiamo più concretamente con lo Statuto, quando di fatto spoglierà e di fatto eliminerà totalmente la funzione della legge del 1989, che è quella che riguarda l'edilizia abitativa popolare, quando verrà soppiantata da questo nuovo disegno da questa nuova architettura ovviamente di Area ma soprattutto della funzione sociale non rimarrà più nulla. Quindi è chiaro che questo è un buon disegno per i teorici dell'ambito unico, per i teorici dell'accentramento quella famosa semplificazione tanto richiamata ma che in realtà nasconde al suo interno la volontà di distruggere i servizi più vicini ai cittadini, la possibilità di raggiungerli facilmente, di raggiungere facilmente il governo per fare che cosa, per costruire mostri del genere ASL unica, del genere Abbanoa e quindi replicarli adesso anche con l'azienda regionale per l'edilizia abitativa perché così siamo sicuri che è più facile governare il potere. Governare il potere sopra la testa dei sardi, sopra la testa di chi deve usufruire di questi servizi e di chi invece chiede alla Regione, chiede a questa agenzia esclusivamente il diritto alla casa e il diritto ad avere un rapporto con il proprio locatore quanto meno di pari grado. Invece sapete benissimo in molti casi in quale situazione versa il patrimonio dell'edilizia pubblica della Regione Sardegna e questo al di là delle chiacchiere che si fanno e gli scarichi di responsabilità a questo o a quel governo attiene esclusivamente alla modalità di come si è governato e si governano i processi di questa Regione quindi compreso anche quello di Area.
Quindi su questo già nelle finalità non troviamo una rispondenza effettiva su quello che enunciate nei principi che poi è quello che poi volete approvare nella vera nuova organizzazione di questa agenzia che sarà davvero altra cosa. Probabilmente davvero i cittadini non dovranno più nemmeno confrontarsi con Area perché Area probabilmente non si occuperà più di alloggi si occuperà di ben altro e su questo ovviamente non potete trovarci d'accordo, perché pensiamo anche che non solo verrà meno il patto sociale tra la Regione, l'agenzia e i cittadini ma verrà proprio meno ogni principio ormai più elementare di trasparenza e di buona amministrazione. Lo diciamo oggi…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Locci… Ha chiesto la parola… onorevole Locci… ha chiesto la parola l'onorevole Tocco in qualità di Capogruppo però, scusi onorevole Tocco, si sono iscritti fuori tempo massimo l'onorevole Demontis e l'onorevole Solinas. Chiedo al Capogruppo del PD se… Quindi su delega del Capogruppo…
SOLINASANTONIO (PD). Io vorrei invitare i colleghi della minoranza ad evitare di svolgere solo d'esclusivamente il ruolo dei consiglieri di minoranza. Io credo che in questi mesi all'interno della Commissione maggioranza e minoranza abbiamo dimostrato di avere a cuore questa riforma che è una riforma che ha l'obiettivo di sburocratizzare la macchina dell'agenzia Area, che non ha certamente il disegno di smobilitare i servizi ai cittadini nei territori, non cambia niente per i cittadini, i cittadini non avranno più i vecchi distretti, i vecchi consigli di amministrazione pletorici a cui magari, onorevole Locci, nel passato ci si è rivolti un po' tutti, le vorrei ricordare e non vorrei sbagliarmi ma mi sembra che nel suo territorio mi sembra che siano ancora quelli che erano in carica dal 2009, quindi forse è il caso che andiamo a verificare meglio queste cose. Però in questa legge spariscono i distretti così come quest'Aula, questo Consiglio con la legge numero 24 del dicembre 2014 aveva deciso. Abbiamo concordato in Commissione di andare istituire un Cres regionale che fosse ampiamente rappresentativo, rappresentativo di tutti i territori. All'interno degli otto territori degli ex collegi elettorali per intenderci per capirci meglio non verrà modificato niente sulla base dell'organizzazione che l'amministrazione regionale ha nei territori, quindi avremmo dei direttori di servizio che saranno il punto di incontro tra quella che è la richiesta e le esigenze dei cittadini e quello che poi sarà il Cres regionale per dare risposte alle esigenze che i cittadini della Sardegna hanno.
Sul patrimonio, io credo che non possiamo entrare in polemica ogni volta su ogni questione, onorevole Locci. Il patrimonio, il patrimonio è anni che l'amministrazione regionale o meglio che l'agenzia Area non è in condizioni di manutentare o di intervenire come gli immobili richiedono e quindi se siamo in questa situazione, se oggi stiamo cercando di dare un'accelerazione a quella che può essere la burocratizzazione dell'agenzia Area credo che dobbiamo essere tutti ben felici di questa situazione. Nessuno, ma ripeto, nessuno ha intenzione di penalizzare i cittadini, anzi lo spirito di questa legge è quello di dare migliori servizi e soprattutto servizi più celeri ai cittadini della Sardegna.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco, su delega del Capogruppo. Ne ha facoltà.
TOCCO EDOARDO (FI). Il discorso dell'edilizia sociale chiaramente è un discorso che porta a diverse spiegazioni. Quando parliamo di edilizia sociale stiamo entrando in un'argomentazione molto delicata, delicata perché tocchiamo il vero tessuto, il nervo veramente della popolazione. Quindi, l'agenzia AREA molto spesso, soprattutto nelle città come Cagliari, come Sassari, trova anche spesso dei conflitti con l'edilizia residenziale pubblica comunale, e questo porta spesso ad avere delle problematiche proprio nel caso in cui, quando si parla proprio anche di edilizia residenziale, quando si parla di progettazione, di ingegneria edilizia abitativa, di patrimonio edilizio nell'attuazione dei piani e dei programmi regionali, è difficile anche certe volte fa combaciare i due enti, perché AREA si occupa prevalentemente, ovviamente, di un certo tipo di abitabilità, di costruzioni, mentre i comuni spesso si occupano anche della graduatorie. Quando si parla proprio di graduatorie, è lì, Assessore, che io credo lei debba un attimino metterci mano, perché si parla molto spesso di confusione. Io non so se a lei sia mai capitato di sentire e di sapere quello che accade quando per esempio ci sono delle problematiche relative ai conguagli, quando si parla di conguagli, anche l'ultima volta, l'anno scorso lei sa bene cosa è accaduto negli uffici di via Cesare Battisti - scusate, io parlo di Cagliari, perché mi è più vicino parlare in questo caso di Cagliari - è accaduto che purtroppo mancava la pianificazione all'interno degli uffici di AREA, perché ovviamente non c'è stato nessun tipo di convenzione con il Comune di Cagliari, parlo del Comune di Cagliari per dire Sassari, ovviamente voglio dire città grosse, hanno avuto delle problematiche nello stilare delle graduatorie, perché proprio non avevano assolutamente idea di quali fossero le pianificazioni fatte sia dall'uno che dall'altro. Faccio l'esempio di zone prettamente popolari cagliaritane, che hanno tutt'oggi delle difficoltà nelle ristrutturazioni, e i cittadini non sanno a chi rivolgersi, non sanno a chi rivolgersi, si trovano in uno stato confusionale pieno. Quindi, io credo che questo sia uno dei problemi più importanti da affrontare nell'edilizia sociale in questo momento, Assessore. Credo che gli uffici debbano avere delle indicazioni ben più precise, non soltanto per questo, ma soprattutto anche per quanto riguarda la progettazione dell'edilizia sociale, sia di AREA che del comune. Non può esserci una continua confusione, che è quella che sta creando assolutamente problemi tutti i santi giorni, e questo glielo dico perché gli uffici sono in tumulto continuo quando arrivano le scadenze. Ecco, quindi, Assessore, al di là del fatto che ci siano delle cose che poi vedremo andando avanti con la discussione del disegno, io credo che al momento sia importante avere chiarezza ben precisa su quello che si deve fare, e probabilmente queste sarebbero dovute essere molto più chiare, lo dico al collega Solinas, quando ci si è riuniti in Commissione. La Commissione avrebbe dovuto avere probabilmente delle nozioni mirate che forse non ha avuto nel momento e forse le vuol discutere in quest'aula. Io credo che la Commissione avrebbe dovuto avere un ruolo preminente in questo momento.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Giovanni Battista Tatti, su delega del Capogruppo. Ne ha facoltà.
Invito però i Gruppi a rispettare la consuetudine del Consiglio, che prevede che il penultimo Gruppo a parlare sia sempre il Gruppo più consistente di maggioranza, e l'ultimo Gruppo a parlare sia il Gruppo più consistente di minoranza.
TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Cari colleghi e colleghe, signor Presidente, Assessore, mi ricollego all'intervento in aula della scorsa seduta, precisando in primo luogo, Assessore, di non avere niente di personale contro di lei, e che lo stesso era quasi un voler sbottare, frutto di una situazione che ormai sta esasperando un po' tutti, ma soprattutto voleva essere un trasmettere a quest'aula quello che è l'umore dei cittadini amministrati, il morale della gente fuori del palazzo, dei nostri conterranei che tutti i giorni lavorano duro per portare a casa lo stipendio. Il compito della politica è quello di dare risposte concrete al settore produttivo e ai cittadini in crescente difficoltà economica e sociale, con scelte di ampio respiro in grado di creare le giuste condizioni per uno sviluppo economico e soprattutto sostenibile. Ora, senza voler rincarare la dose, però diciamola tutta, un provvedimento così come proposto va a danneggiare seriamente un intero settore produttivo, quello delle professioni tecniche, che ha origini lontane e che ha contribuito allo sviluppo del nostro Paese e della nostra Sardegna. Entrare a gamba tesa verso un settore produttivo consolidato nei decenni mi pare fuori luogo, ancorché poco corretto e controproducente. Ben vengano le riforme, la semplificazione e la sburocratizzazione della pubblica amministrazione, ma nel senso vero e corretto del termine, senza mascherare dietro a questo termine tanto decantato l'ennesimo tentativo di prendere la pubblica amministrazione come stipendificio. Difatti, qualora la riforma di AREA fosse licenziata così come proposta, ci troveremmo di fronte alla necessità di voler colmare il deficit interno della mancanza di professionalità nell'organico di AREA con l'ennesima infornata di assunzioni, appesantendo gli organici ed incrementando la spesa pubblica anziché ridurla. Perché questo si evince dalla lettura del novellato articolato e del funambolico articolo 13, e mi riferisco alla lettera b) del comma 1, con il quale si cerca di dare copertura finanziaria a questo incremento di personale, con i compensi per spese tecniche generali o altre attività per servizi di ingegneria e architettura. È inutile nascondersi dietro a un dito, ma è chiaro ed evidente che questo dispositivo altro non fa che togliere una grossa fetta di mercato a tutte le attività libero professionali del settore tecnico. Il compito della Regione nell'ambito dello sviluppo dei piani e programmi di opere pubbliche deve essere quello di curare i procedimenti e velocizzarli affinché i progetti e la realizzazione delle opere abbiano tempi certi e brevi, come non è corretto scaricare la responsabilità della lentezza dei procedimenti agli enti delegati. Risulta ormai prassi consolidata, specie con la spendita dei fondi POR e comunitari in genere, che i comuni siano costretti a fare gli straordinari per la realizzazione delle opere, in quanto la stessa amministrazione Regione pubblica i bandi e/o comunica, e/o trasmettere deleghe proprio a ridosso della scadenza, venendo da chiedersi cosa stesse a fare dapprima la stessa amministrazione regionale. Da qui, e concludo il mio appello, a rivedere la norma e a concentrare l'attenzione su quello che deve essere l'argomento chiave della riforma, ossia la materia inerente l'assegnazione degli alloggi e di tutta la problematica inerente l'emergenza abitativa dei nostri cittadini meno abbienti e dei problemi dell'accesso alla casa a chi una casa non può permettersela. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Per alcuni chiarimenti. Inizio dall'ultimo appello dell'onorevole Tatti. È stato già chiarito all'ordine degli ingegneri e degli architetti di Cagliari, non tanto in questa circostanza, quando iniziò l'iter legislativo della norma, che riconoscere ad AREA le spese generali e le spese tecniche per gli appalti delegati, significa riconoscere ad AREA ciò che viene riconosciuto a tutte le amministrazioni comunali o provinciali o ai consorzi di bonifica che hanno opere delegate, e che non hanno minimamente svolto al loro interno, se non in casi eccezionali, i lavori di ingegneria e di progettazione. Questo era stato ampiamente precisato, lo ribadiamo in questa sede, e rinnoviamo anche l'invito a verificare come sta funzionando l'albo fornitori della Regione Sardegna perché, col nuovo codice degli appalti, è sempre più frequente che rami dell'amministrazione, non ultimo proprio Abbanoa, si serva per tutti i lavori sotto soglia, con i meccanismi della rotazione, dell'albo fornitori della Regione Sardegna, come stanno facendo altri comuni per tutti i livelli di progettazione. Detto questo, è stimolante ciò che diceva l'onorevole Tedde circa la migliore struttura degli enti delegati a svolgere politiche abitative. È anche vero che in Italia la differenza e l'apprezzamento per la struttura societaria piuttosto che per la struttura invece da ente pubblico è oggetto di scontri più ideologici che pratici. E' vero che le S.p.A hanno avuto nella storia però della Repubblica italiana anche una grande storia di corruzione, cioè, usando…
… no, sto dicendo che la formula del S.p.A. interamente pubblica, parlo per esempio dei servizi regolati, ha dato vita anche a un abuso dell'uso privatistico che consente quella formula. Oggi AREA, è vero, amministra 25.000 alloggi, ma non è propriamente vero che sia inefficiente in questo senso. Abbiamo da migliorare molto il rapporto con i clienti. È verissimo ciò che è stato detto della Customer Satisfaction, che ci sia una difficoltà dell'utente rispetto al suo ente, come diceva l'onorevole Tocco, è verissimo, non è falso, occorre investire in personale, in procedure, in tecnologia. Tuttavia non è vero che si è fermi, perché questa Giunta in un biennio ha stanziato 40 milioni di euro, e sono tutte opere in fase di realizzazione, per mettere ordine, che vuol dire risanare, ristrutturare e quant'altro, in più di mille alloggi. Si può avere anche la mentalità e dire: "Sì, ma si poteva fare di più", però prima non è stato fatto, e 40 milioni, di cui alcuni proprio nel quartiere Sant'Elia, che ha visto le prime ristrutturazioni dai tempi, come dicevo la volta scorsa, della visita del Papa, forse significano qualcosa, e forse significa qualcosa che i 29 appalti generati sono stati vinti per il 90 per cento da imprese sarde. Allora, i rapporti con i comuni torneranno qui quando rifarete la legge numero 13, perché il patrimonio ERP su cui la Regione ha investito molti soldi, e che sta in capo al comune, non può essere gestito dalla Azienda Regionale per l'edilizia abitativa, non è gestito correttamente. Noi abbiamo molte sollecitazioni dalle associazioni di categoria a modificarlo, e questo Consiglio se ne dovrà occupare con certezza, e se ne dovrà occupare anche per risolvere problemi di tensione abitativa, che sono acutissimi a Cagliari e a Sassari, ma è argomento che tornerà qua. Quanto ai livelli di partecipazione, invocati dall'onorevole Pizzuto, la Giunta ritiene che la necessità di una partecipazione più ampia sia stata molto interpretata dalla Commissione con l'emendamento che ha cambiato il volto del CRES e lo ha fortemente legato ai territori. È una innovazione che noi guardiamo con assoluta convinzione, che crea un organo di partecipazione e di indirizzo che di fatto contempera il rischio paventato dall'onorevole Tedde, cioè l'amministratore unico che fa quello che vuole. Non è così, perché anche il Consiglio regionale si dovrà pronunciare sulle proposte: A) a inizio legislatura del DoPIES, B) avrà contezza dei piani attuativi annuali. Questo, con il rafforzamento che nasce dalle sollecitazioni dell'onorevole Pizzuto in Commissione di una maggiore partecipazione e di rendere quindi più articolato quell'organo, io credo che possa trovare, abbia trovato negli emendamenti della maggioranza una adeguata interpretazione che la Giunta intende sostenere.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Comandini. Poiché non ci sono altri iscritti a parlare, pongo in votazione l'emendamento numero 15. Sull'emendamento c'è un invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEMONTIS SALVATORE (PD). Sinceramente io non capisco i toni così accesi della minoranza in questo inizio di dibattito. Non devo difendere io l'Assessore Maninchedda, che si sa difendere bene, io però voglio rimarcare che invece stiamo discutendo una buona legge, che certamente AREA oggi funziona male, e non a caso la stiamo riformando, e che l'articolo 2, del quale si discute, tratta in realtà non dell'universo mondo, ma degli strumenti di programmazione dei quali si sta dotando il nuovo Ente. Sono strumenti di programmazione strategica, strumenti di programmazione operativa, e mi piacerebbe sapere qual è la proposta differente della minoranza su questo argomento. A me sembra che la Commissione e la Giunta evidentemente abbiamo lavorato bene, e che il primo passo importante nei confronti del nuovo Ente sia proprio quello di dotarlo di questi strumenti. Dopodiché, come dire, si introduce anche la questione della forma giuridica. Sì, non è una S.p.A., è un ente pubblico economico, che al pari di un S.p.A. o di una S.r.l. ha un amministratore unico, perché se avessimo trasformato AREA in una S.p.A. o in una S.r.l., avremmo avuto gli stessi strumenti di governance, un amministratore unico e un direttore generale, quindi non riesco a capire quale sia questa grande differenza che la minoranza esalta. Al pari di una S.p.A. per l'ente pubblico economico l'Iva è una partita di giro, al pari di un S.p.A. ha una contabilità economico gestionale, non una contabilità finanziaria, quindi, qual è l'ostacolo a che un ente pubblico economico possa funzionare altrettanto bene quanto una S.p.A. o una S.r.l.? Perché gli strumenti ci sono tutti, poi evidentemente si tratterà di qualità del management certamente, su questo siamo perfettamente d'accordo, ma noi non possiamo disegnare ora la qualità del management, noi dobbiamo disegnare la struttura dell'ente, e la struttura dell'ente da questo disegno di legge è ben disegnata. Peraltro si continua con questo "tormentone", perché a questo punto è un tormentone, dell'intromissione nel campo della libera professione, quindi della progettazione, della realizzazione delle opere pubbliche, della direzione dei lavori, io in questa sede volendo sarei anche l'unico ingegnere e non ci sono architetti, e devo dire che non c'è una modifica della mission di area, e non c'è perché in Commissione…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Demontis. Invito i colleghi, quando intervengono per dichiarazione di voto, a dichiarare lo stesso. Grazie. Non ci sono altri scritti per dichiarazione di voto, pongo quindi in votazione l'emendamento numero 15. È stata richiesta la votazione elettronica.
Metto in votazione l'emendamento numero 52.
PITTALIS PIETRO (FI). Sulla modalità di voto, per chiedere il voto a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 52.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Chiedo una sospensione di cinque minuti, per cortesia.
PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni, il Consiglio è sospeso per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 17, viene ripresa alle ore 18 e 50.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Metto in votazione l'emendamento numero 44.
Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento numero 17.
3. Oltre alle competenze assegnate dalla legge regionale 6 aprile 1989, n. 13 (Disciplina regionale delle assegnazioni e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica), e successive modifiche ed integrazioni, le autonomie locali concorrono con AREA all'attuazione degli interventi programmati e finanziati dalla Regione.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento numero 17 a firma dell'onorevole Busia. Da parte della Commissione c'è un invito al ritiro oppure parere contrario.
MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere è conforme.
Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati gli emendamenti numero 18 e numero 45.
6. La Giunta regionale, con propria deliberazione, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di lavori pubblici, provvede alla definizione e alla piena operatività dell'osservatorio avvalendosi di professionalità e competenze nell'ambito dell'Amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie appartenenti al sistema Regione.)
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. La Commissione ha fatto un invito al ritiro per l'emendamento numero 18 a firma dell'onorevole Busia, in caso contrario parere contrario e sull'emendamento aggiuntivo numero 45 parere favorevole.
MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere è conforme a quello relatore.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18.
ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori. Potrei chiedere che l'assessore Maninchedda si astenesse dal darci il consiglio di voto per cortesia?
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 4.
TUNIS STEFANO (FI). Sull'ordine dei lavori. Volevo sapere se è inibito a dare indicazioni solamente l'assessore Maninchedda o anche il Presidente e il vicepresidente Paci.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a intervenire effettivamente sull'ordine dei lavori.
In seguito all'approvazione dell'articolo 4 decade l'emendamento numero 24 a pagina 38.
All'articolo 5 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali numero 36, 66, i sostitutivi parziali numero 37, gli aggiuntivi numero 35, 3, 4, e 53 al quale è stato presentato un emendamento all'emendamento il numero 68, l'emendamento aggiuntivo numero 5 è trasferito all'articolo 15 e l'emendamento numero 54 che istituisce un nuovo organo è trasferito all'articolo 8 come articolo aggiuntivo.
PRESIDENTE. L'onorevole Orrù ritira gli emendamenti numero 3, 4 e 5.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore.
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. Sugli emendamenti soppressivi parziali il parere è contrario all'emendamento numero 36, parere favorevole all'emendamento numero 66, sui sostitutivi parziali parere contrario all'emendamento numero 37, sugli aggiuntivi parere contrario al numero 35, parere favorevole al numero 53 e un invito al ritiro sull'aggiuntivo numero 54, se non venisse ritirato il parere è contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Solinas, l'emendamento numero 54 è slittato all'articolo 8 e non ha dato il parere sull'emendamento all'emendamento numero 68 citato in precedenza.
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. Parere favorevole all'emendamento numero 68.
MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere è conforme a quello del relatore. Presidente, per onestà e rispetto al Regolamento, la Giunta per regolamento può esprimere il suo parere rispetto alla votazione in corso.
PRESIDENTE. In seguito all'approvazione dell'emendamento soppressivo parziale numero 66 decade l'emendamento numero 37.
Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 68.
Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali numero 41, 40, 57, 58 e 59; gli emendamenti sostitutivi parziali numero 60, 61 e 62; gli emendamenti aggiuntivi numero 38, 39, 6, 63e 55. L'emendamento numero 19 è inammissibile.
c) modalità di verifica e controllo dell'esercizio di tale ulteriore competenza.)
PRESIDENTE. E' stato ritirato l'emendamento numero 6 dell'onorevole Orrù.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti soppressivi parziali, sugli emendamenti sostitutivi parziali e sugli aggiuntivi il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l' Assessore tecnico dei lavori pubblici.
MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Parere conforme.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 58.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 60.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 61.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 62.
SOLINAS ANTONIO (PD). Intervengo sull'ordine dei lavori Presidente, chiedo scusa all'Aula ma ho dato parere contrario a tutti gli emendamenti aggiuntivi, non avevo visto che c'era ancora l'emendamento numero 55 e il numero 19, per il 55 la Commissione esprime parere favorevole, invece sull'emendamento numero 19 c'è l'invito al ritiro oppure parere contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore dei lavori pubblici
MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Parere conforme, anch'io ho sbagliato.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 63.
PRESIDENTE. Scusate, c'è stato un errore nell'esprimere il parere sull'articolo 19, è inammissibile.
Passiamo all'esame dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti.
5. AREA, con provvedimento dell'amministratore unico, approva la Carta dei servizi come previsto dall'articolo 9, comma 1, lettera f), che individua i diritti e i doveri dell'azienda e dell'utenza, anche allo scopo di favorire la gestione diretta dei servizi da parte dell'utenza stessa.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Per tutti e tre gli emendamenti c'è un invito al ritiro oppure parere contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore
MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 21.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 22.
PRESIDENTE. In seguito all'approvazione dell'articolo 7 decade l'emendamento numero 23.
Per accordi intercorsi tra i Capigruppo, sospendo la seduta che è riconvocata, su richiesta del Gruppo di Forza Italia, domani mattina alle ore 10 e 30 e convoco i Capigruppo per la delegazione con la scuola di Goni, in Presidenza.
La seduta è tolta alle ore 19 e 27.

References: e contrario
 articolo 13
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