Source: https://www.scribd.com/doc/150895994/N-02580-2012-REG-RIC
Timestamp: 2017-02-19 14:53:30+00:00

Document:
BrowseInterestsBiography & MemoirBusiness & LeadershipFiction & LiteraturePolitics & EconomyHealth & WellnessSociety & CultureHappiness & Self-HelpMystery, Thriller & CrimeHistoryYoung AdultBrowse byBooksAudiobooksNews & MagazinesSheet MusicBrowse allUploadSign inJoin30/06/13N. 02580/2012 REG.RIC.
N. 00366/2013REG.PROV.COLL. N. 02580/2012 REG.RIC.
sul ricorso in appello n. 2580 del 2012, proposto da Fergos s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Giovanni Pellegrino, Gianluigi Pellegrino e Riccardo Marone, ed elettivamente domiciliata, unitamente ai difensori, presso l’avv. Luigi Napolitano in Roma, via Sicilia n. 50, come da mandato a margine del ricorso introduttivo; contro Ministero dei beni e delle attività culturali, in persona del ministro legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, e presso la stessa domiciliato ex lege in Roma, via dei Portoghesi n.12; Regione Campania, in persona del presidente legale rappresentante pro tempore, non costituita in giudizio; Comune di Torre Annunziata, in persona del sindaco legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio;
www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione 4/2012/201202580/Provvedimenti/201300366_11.XML 1/11
N. 02580/2012 REG.RIC.
nei confronti di Oplonti s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Marcello Fortunato, ed elettivamente domiciliata, unitamente al difensore, presso l’avv. Guido Lenza in Roma, via XX settembre 98/E, come da mandato a margine della comparsa di costituzione e risposta; per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per Campania, sezione terza, n. 6130 del 27 dicembre 2011; Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Oplonti s.r.l. e del Ministero dei beni e delle attività culturali; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 27 novembre 2012 il Cons. Diego Sabatino e uditi per le parti gli avvocati Marcello Fortunato, Riccardo Marone, Gianluigi Pellegrino e dall'avvocato dello Stato Federica Varrone.; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO Con ricorso iscritto al n. 2580 del 2012, Fergos s.r.l. propone appello avverso la sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sezione terza, n. 6130 del 27 dicembre 2011 con la quale è stato dichiarato in parte irricevibile e in parte respinto il ricorso proposto contro il Comune di Torre Annunziata, il Ministero dei beni e delle attività culturali, la Regione Campania e Oplonti s.r.l. per l'annullamento:
www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione 4/2012/201202580/Provvedimenti/201300366_11.XML 2/11
a) del provvedimento del 23 dicembre 2008 (prot. 4584) con il quale il Dirigente del VI Dipartimento Urbanistica e Politiche del Comune di Torre Annunziata ha rilasciato l’autorizzazione alla Oplonti s.r.l. per la realizzazione di un parco commerciale, con annesse infrastrutture, Prefabbricati); b) del permesso di costruire n. 34 del 23 dicembre 2008 rilasciato alla società Oplonti dal Dirigente del VI Dipartimento – Urbanistica e Politiche del Comune di Torre Annunziata per la realizzazione del parco commerciale sub a); c) della Conferenza di Servizi conclusasi in data 14 giugno 2007; d) della delibera n. 20 del 30 ottobre 2007 con la quale il Consiglio comunale di Torre Annunziata ha approvato ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 447/1998 la variante Urbanistica Puntuale – Traversa Adinolfi ex Area Prefabbricati; e) del decreto n. 60 del 22 gennaio 2007 con il quale il Dirigente del Settore urbanistica del Comune di Torre Annunziata ha rilasciato l’autorizzazione ambientale ai sensi dell’art. 159 del d.lg. n. 42/2004 al progetto della controinteressata, nonché, della conseguente nota della Soprintendenza BB.AA.PP. di Napoli del 18 aprile 2007 (prot. 10140); f) di ogni altro atto preordinato, connesso e conseguente. Dinanzi al giudice di prime cure, con il ricorso in epigrafe, notificato il 4 marzo 2011 e depositato il successivo giorno 11, la ricorrente Fergos s.r.l., titolare dei permessi per la realizzazione di un centro commerciale nel Comune di Pompei, impugnava i provvedimenti con i quali il Comune di Torre Annunziata aveva autorizzato la controinteressata società Oplonti a dare vita a un parco commerciale
www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione 4/2012/201202580/Provvedimenti/201300366_11.XML 3/11
alla via Traversa Adinolfi nel medesimo Comune. Esponeva la ricorrente: - di essere venuta a conoscenza dei titoli abilitativi gravati, nel corso del giudizio iscritto al n. di R.G. 6288/2010 instaurato dalla controinteressata Oplonti avente ad oggetto l’annullamento delle autorizzazioni concesse alla Fergos dal Comune di Pompei per la realizzazione di un centro commerciale; - che in data 8.8.2006 la Oplonti aveva fatto domanda per un intervento di ristrutturazione urbanistica e riuso funzionale dei volumi esistenti degli stabilimenti dismessi ex Aquila Edil prefabbricati, siti in Torre Annunziata in zona agricola per dare vita a un parco commerciale; - che in data 30 novembre 2006, pur avendo la controinteressata chiesto la sospensione dell’esame del progetto, sia il Comune, sia la Soprintendenza avevano rilasciato l’autorizzazione paesaggistica; - che in data 14.6.2007 si era conclusa la Conferenza di Servizi che ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 447/1998 ha approvato la proposta di variante allo strumento urbanistico, funzionale al progetto; - che in data 30.10.2007 il Consiglio comunale aveva approvato la proposta di variante (delibera di C.C. n. 20 del 30 ottobre 2007); - che, successivamente, le parti avevano sottoscritto la convenzione necessaria per l’esecuzione delle opere in questione e il dirigente comunale aveva rilasciato il permesso di costruire impugnato. A sostegno del gravame la ricorrente deduceva i seguenti motivi di ricorso: 1) incompetenza in quanto ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 447/1998 la materia delle autorizzazioni alla localizzazione, attivazione e ampliamento di impianti produttivi è di pertinenza del Sindaco e non
www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione 4/2012/201202580/Provvedimenti/201300366_11.XML 4/11
del dirigente; 2) violazione del giusto procedimento di legge, violazione dell’art. 5 del D.P.R. n. 447/1998 in quanto la delibera del Consiglio comunale è intervenuta oltre il termine di 60 gg. recato dal predetto art. 5; 3) violazione dell’art. 5 del D.P.R. n. 447/1998 sotto altro profilo, difetto di istruttoria e di motivazione e difetto dei presupposti in quanto il Comune ha indetto la Conferenza di Servizi senza prima verificare l’esistenza all’interno del PRG di aree dove poter collocare l’insediamento produttivo proposto; 4) violazione del giusto procedimento di legge, violazione dell’art. 5 del D.P.R. n. 447/1998 sotto altro profilo, perplessità in quanto l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal dirigente comunale è intervenuta prima della adozione della variante urbanistica ossia prima della verifica che il progetto della Oplonti s.r.l. fosse compatibile con la destinazione di zona; 5) perplessità sotto un ulteriore profilo in quanto il dirigente comunale ha espresso in data 22.1.2007 parere favorevole nonostante la controinteressata avesse richiesto in data 30.11.2006 la sospensione dell’esame del progetto; 6) violazione del giusto procedimento di legge, violazione dell’art. 3 del D.P.R. n. 380/2001 sotto un ulteriore profilo, perplessità in quanto il permesso di costruire non qualifica il progetto come di ristrutturazione urbanistica; 7) violazione del giusto procedimento di legge, violazione dell’art. 3 del D.P.R. n. 380/2001, difetto di istruttoria e di motivazione in quanto l’amministrazione nell’approvare il progetto di ristrutturazione urbanistica non ha dato conto del fatto che lo stesso non comporta alcun aumento volumetrico;
www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione 4/2012/201202580/Provvedimenti/201300366_11.XML 5/11
8) violazione del Decreto del Ministero dell’Ambiente del 27.12.2004 (pubblicato in G.U. n. 80 del 7.4.2005) violazione degli artt. 242 e ss. del d.lg. n. 152/2006 in quanto l’amministrazione non ha proceduto alla preventiva analisi del rischio per i lavoratori e futuri avventori del centro commerciale ricadente in un’area da bonificare; 9) eccesso di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei presupposti in fatto ed in diritto, contraddittorietà e perplessità sotto un ulteriore aspetto in quanto l’intervento è stato autorizzato nonostante la possibile interferenza con il piano di bonifica delle falde acquifere che il Ministero dell’ambiente ancora non ha adottato. Si sono costituiti per resistere al ricorso il Ministero per i beni e le attività culturali a mezzo dell’Avvocatura distrettuale dello Stato e la società controinteressata Oplonti. Quest’ultima ha eccepito in rito l’irricevibilità del gravame, l’inammissibilità dello stesso per omessa notifica del ricorso alla Provincia di Napoli, per mancata impugnazione degli atti presupposti e per carenza di interesse in caso di accoglimento del ricorso n. di R.G. 6288/2010 proposto dalla Oplonti. Il ricorso veniva deciso con la sentenza appellata. In essa, il T.A.R. riteneva infondate le censure proposte, ritenendo il ricorso irricevibile in relazione ai primi quattro motivi di ricorso, attinenti l’illegittimità della variante urbanistica adottata, e infondato riguardo il rilascio del permesso di costruire, sottolineando la correttezza dell’operato della pubblica amministrazione. Contestando le statuizioni del primo giudice, la parte appellante evidenzia l’errata ricostruzione in fatto e in diritto operata dal giudice di prime cure, riproponendo il proprio bagaglio di doglianze già evidenziate davanti al T.A.R..
www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione 4/2012/201202580/Provvedimenti/201300366_11.XML 6/11
Nel giudizio di appello, si è costituita l’Avvocatura dello Stato per il Ministero dei beni e delle attività culturali e la Oplonti s.r.l., chiedendo di dichiarare inammissibile o, in via gradata, rigettare il ricorso. All’udienza del 4 maggio 2012, l’istanza cautelare veniva rinunciata, e se ne dava atto con ordinanza n. 1680/2012. All’udienza del 27 novembre 2012, il ricorso è stato discusso e assunto in decisione. DIRITTO 1. - L’appello non è fondato e va respinto per i motivi di seguito precisati. 2. - Con il primo e il secondo motivo di diritto, viene dedotta la violazione dell’art. 65 del CPA, in relazione ai due profili della mancata istruttoria da parte del collegio giudicante e della consequenziale impossibilità di dedurre censure più articolate, stante la ridotta acquisizione documentale derivatane. In dettaglio, si fa presente che il T.A.R. non solo non avrebbe consentito alla richiesta istruttoria, ma avrebbe poi fondato il suo rigetto anche sulla considerazione atti necessari. 2.1. - La doglianza è infondata in fatto. Dalla lettura degli atti e dell’intero procedimento risulta che alla carenza documentale, dovuta anche alla mancata costituzione in giudizio delle amministrazioni locali evocate, ha supplito integralmente la difesa della controinteresssata Oplonti s.r.l.. Di fronte a tale produzione, più che idonea a consentire l’esercizio del diritto di difesa dell’attuale appellante, non viene neppure evidenziato quale
www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione 4/2012/201202580/Provvedimenti/201300366_11.XML 7/11
superficialità dovuta invece proprio alla mancata acquisizione degli
sarebbero stati gli atti mancanti e i generici rinvii ad ipotetiche possibilità di ulteriori impugnative appaiono oltremodo ingiustificati. 3. - Con il terzo motivo di diritto, viene censurata la sentenza nella parte in cui ha ritenuto irricevibili i primi quattro motivi del ricorso. In concreto, premesso che l’atto introduttivo era stato proposto ben oltre i sessanta giorni dalla pubblicazione sul BURC della delibera di approvazione della variante oggetto di contesa, l’appellante lamenta il mancato accoglimento della censura inerente un obbligo di comunicazione puntuale nei suoi confronti, stante la propria condizione di contro interessata. Nel prosieguo del motivo, confidando sul suo accoglimento, l’appellante ripropone i quattro motivi ritenuti irricevibili dal T.A.R.. 3.1. - La censura non ha pregio. Come bene evidenziato dal primo giudice, i primi quattro motivi del gravame sono effettivamente tardivi e quindi irricevibili, in quanto volti a censurare, direttamente o indirettamente, l’illegittimità della variante urbanistica adottata dall’amministrazione per consentire la realizzazione dell’avversato centro commerciale da parte della controinteressata società Oplonti e proposti dopo il termine decadenziale previsto. Infatti, la delibera di approvazione della variante urbanistica è stata pubblicata sul B.U.R.C. n. 64 del 10 dicembre 2007 mentre il ricorso è stato notificato in data 4 marzo 2011, ben oltre il termine decadenziale previsto dalla legge. In tale assunto, risulta del tutto fuori centro il richiamo alla giurisprudenza in tema di varianti puntuali allo strumento urbanistico operato dalla ricorrente per controbattere all’eccezione di irricevibilità sollevata, atteso che tale giurisprudenza ha la funzione di tutelare il soggetto inciso dalla variante in senso negativo. Al
www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione 4/2012/201202580/Provvedimenti/201300366_11.XML 8/11
contrario, in questa sede, l’appellante si dimostra soggetto esterno alla previsione urbanistica e quindi non ricadente nell’area tutelata da tale norma. Né peraltro si può giungere al risultato sperato costruendo un ipotetico, ma irrilevante, stato di soggetto contro interessato. Nel bilanciamento degli interessi voluto dal legislatore, la Fergos s.r.l. può solo giovarsi di un eventuale intervento nel procedimento di rilascio, ma non può essere neppure destinataria di un avviso di avvio del procedimento, non rientrando nella categoria di cui all’art. 7 comma 1 della legge sul procedimento, in quanto la sua identificazione come soggetto a cui possa derivare un pregiudizio non è né implicita nel procedimento né è facilmente individuabile. Peraltro, nel nostro sistema non esiste un procedimento di “enquête publique” (secondo il sistema introdotto nell’ordinamento francese dalla legge 83-630 del 12 luglio 1983), per cui la posizione giuridica della società ricorrente nei confronti della variante puntuale allo strumento urbanistico adottata dall’amministrazione non è assimilabile a quella del singolo proprietario, ma è del tutto omologa a quella di uno qualsiasi dei destinatari, ovviamente indeterminati, cui si rivolgono le disposizioni in materia di assetto del territorio. 4. - Con i successivi motivi, rubricato dal numero cinque al numero nove, vengono riproposti i motivi di primo grado “non esaminati dal primo giudice perché ritenuti generici”. Avverso tale mera riproposizione solleva eccezione la parte appellata, evidenziando come l’assunto della mancata disamina da parte del primo giudice sia infondata in fatto e quindi i motivi siano inammissibili perché non contenenti alcuna censura contro la sentenza impugnata. 4.1. - L’eccezione processuale dell’appellata è fondata e i motivi sono
www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione 4/2012/201202580/Provvedimenti/201300366_11.XML 9/11
inammissibili. Contrariamente a quanto dedotto in appello, il giudice di prime cure ha partitamente e convincentemente esaminato i motivi indicati. Pertanto, la mera riproposizione degli stessi senza alcun’altra censura sulla decisione impugnata conduce all’inammissibilità dei motivi stessi. Infatti, l’effetto devolutivo dell'appello non esclude affatto l'obbligo dell'appellante, affermato dall'art. 101 comma 1, c.p.a., di indicare nell'atto di appello le specifiche critiche rivolte alla sentenza impugnata, con conseguente inammissibilità di una mera riproduzione delle doglianze articolate nel ricorso introduttivo del giudizio, dovendo indicare la parte soccombente, quando adisce il giudice di appello, le ragioni per le quali le conclusioni cui il primo giudice è pervenuto non sono condivisibili (giurisprudenza del tutto pacifica, da ultimo Consiglio di Stato, sez. V, 17 settembre 2012 n. 4915). 5. - L’appello va quindi respinto. Le spese processuali seguono la soccombenza nei confronti dell’appellata Oplonti s.r.l., mentre possono essere integralmente compensate tra le altre parti del giudizio, stanti le oggettive difficoltà di accertamenti in fatto, idonee a incidere sull’esatta conoscibilità a priori delle rispettive ragioni delle parti. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunziando in merito al ricorso in epigrafe, così provvede: 1. Respinge l’appello n. 2580 del 2012; 2. Condanna Fergos s.r.l. a rifondere a Oplonti s.r.l. le spese del presente grado di giudizio, che liquida in €. 3.000,00 (euro tremila, comprensivi di spese, diritti di procuratore e onorari di avvocato)
www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione 4/2012/201202580/Provvedimenti/201300366_11.XML 10/11
oltre I.V.A., C.N.A.P. e rimborso spese generali, come per legge. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’autorità amministrativa. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 27 novembre 2012, dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale – Sezione Quarta - con la partecipazione dei signori: Sergio De Felice, Presidente FF Diego Sabatino, Consigliere, Estensore Raffaele Potenza, Consigliere Andrea Migliozzi, Consigliere Fulvio Rocco, Consigliere
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 22/01/2013 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione 4/2012/201202580/Provvedimenti/201300366_11.XML
More From This UserSkip carouselIl Comune boccia lo Stadio della AS RomaOrdinanza N 63 Del 07.09.2016Fiumicino e l'adesione allo SPRARTariffe Tabacco modificate aggiornate al 20/04/2016Giornalista gratis al Ministero, Giuseppe Brescia contro Angelino AlfanoIl consiglio comunale aquilano convocato per le scie chimicheLegge di stabilità Ordinanza anti-luccioleCaro Sindaco, lettera a NogarinM5S Lazio Stamina Lettera Boldrini Sentenza Tar StaminaPiano Paesaggistico Sardo Tavole d'Insieme (TAV. 2.1)Royal Family Tree Guardian Albero GenealogicoAnagni Paliano Valle Del SaccoSentenza Cassazione divorzio cambio di sessoLa lettera del noIl no a costituirsi parte civile Menu Capo Dan No
Sign up to vote on this titleUsefulNot usefulN. 02580_2012 REG.RIC by Stefania Fiosky Carboni0.0 (0)EmbedDownloadDescriptionSentenza Consiglio di StatoSentenza Consiglio di StatoRead on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.Copyright: Attribution Non-Commercial (BY-NC)Download as PDF, TXT or read online from ScribdFlag for inappropriate contentShow moreShow less
RelatedIl Comune boccia lo Stadio della AS Romaby Stefania Fiosky CarboniOrdinanza N 63 Del 07.09.2016by Stefania Fiosky CarboniFiumicino e l'adesione allo SPRARby Stefania Fiosky CarboniTariffe Tabacco modificate aggiornate al 20/04/2016by Stefania Fiosky CarboniGiornalista gratis al Ministero, Giuseppe Brescia contro Angelino Alfano: «Ritirate quel bando»by Stefania Fiosky CarboniIl consiglio comunale aquilano convocato per le scie chimicheby Stefania Fiosky CarboniLegge di stabilità by Stefania Fiosky CarboniOrdinanza anti-luccioleby Stefania Fiosky CarboniCaro Sindaco, lettera a Nogarinby Stefania Fiosky CarboniM5S Lazio Stamina by Stefania Fiosky CarboniLettera Boldrini by Stefania Fiosky CarboniSentenza Tar Staminaby Stefania Fiosky CarboniPiano Paesaggistico Sardo Tavole d'Insieme (TAV. 2.1)by Stefania Fiosky CarboniRoyal Family Tree Guardian Albero Genealogicoby Stefania Fiosky CarboniAnagni Paliano Valle Del Saccoby Stefania Fiosky CarboniSentenza Cassazione divorzio cambio di sessoby Stefania Fiosky CarboniMore from Stefania Fiosky CarboniSkip carouselIl Comune boccia lo Stadio della AS RomaOrdinanza N 63 Del 07.09.2016Fiumicino e l'adesione allo SPRARTariffe Tabacco modificate aggiornate al 20/04/2016Giornalista gratis al Ministero, Giuseppe Brescia contro Angelino AlfanoIl consiglio comunale aquilano convocato per le scie chimicheLegge di stabilità Ordinanza anti-luccioleCaro Sindaco, lettera a NogarinM5S Lazio Stamina Lettera Boldrini Sentenza Tar StaminaPiano Paesaggistico Sardo Tavole d'Insieme (TAV. 2.1)Royal Family Tree Guardian Albero GenealogicoAnagni Paliano Valle Del SaccoSentenza Cassazione divorzio cambio di sessoLa lettera del noIl no a costituirsi parte civile Menu Capo Dan No

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza