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Timestamp: 2020-07-05 00:11:13+00:00

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Studio Legale Locatelli - Newsletter - 03.2020
Presunzione di responsabilità nel sinistro stradale privo di scontro fra veicoli.
Cassazione Civile, sez. III, ordinanza n. 5433 del 27 febbraio 2020 (rel. Sestini)
Con la pronuncia in commento, la Suprema Corte ha chiarito la portata applicativa dell’articolo 2054 c.c. nei sinistri stradali in cui non si sia verificato alcuno scontro tra veicoli.
Secondo la Corte la circostanza che non vi sia stato scontro tra veicoli impedisce l’applicazione della presunzione di ugual concorso di colpa di cui all’art. 2054 c.c., comma 2, ma non la presunzione di responsabilità prevista nel comma 1 del citato articolo, poiché tale presunzione sorge a carico del conducente sempre che sia stato accertato il nesso di causalità tra la circolazione di un veicolo e il danno all’altro veicolo.
La prova di tale nesso, secondo la Corte, si risolve nella prova – che grava sull’attore - di un comportamento del conducente contrario alle norme, generiche e specifiche, che regolano la circolazione stradale, causativo del danno posto a fondamento della domanda.
Contemperamento tra diritto di accesso agli atti e diritto di difesa della P.A.
Consiglio di Stato, sez. III, sentenza n. 808 del 31 gennaio 2020
Con la pronuncia in esame il Consiglio di Stato si è espresso per dirimere il conflitto tra il diritto di accesso dei cittadini agli atti della pubblica amministrazione, quali i verbali del Comitato Valutazione Sinistri e le perizie medico legali, richieste in vista dell’instaurazione di un contenzioso per responsabilità sanitaria, e l’art. 1, comma 539, lett. a), della Legge n. 208 del 2015 così come modificato da all'art. 16, comma 1, L. n. 24 del 2017, ai sensi del quale i verbali e gli atti conseguenti all’attività di gestione del rischio clinico non possono essere acquisiti o utilizzati nei procedimenti giudiziari.
- il CVS assolve anche a funzioni di risk management, soggette al divieto di acquisizione o utilizzazione dei relativi atti e verbali nell’ambito dei procedimenti giudiziari;
- gli atti del CVS, insieme alle propedeutiche perizie medico-legali, si inseriscono nel procedimento funzionale alla individuazione di una soluzione compositiva della potenziale controversia e possono pertanto effettivamente contenere valutazioni di ordine strategico-difensivo,
il Consiglio di Stato, considerando che l'accesso soddisfa una finalità più ampia rispetto a quella consistente nella produzione e/o utilizzazione in giudizio dei documenti de quibus, ha ritenuto di accogliere la domanda del richiedente stabilendo che l’esibizione dei documenti in oggetto dovrà avvenire mediante l’impiego degli opportuni accorgimenti (stralcio, omissis ecc.), atti ad assicurare la salvaguardia del diritto di difesa dell’Amministrazione, accompagnati dalla attestazione da parte del responsabile del procedimento che le parti omesse o stralciate contengono effettivamente valutazioni di carattere difensivo dell’Amministrazione elaborate in funzione del contenzioso instaurato in sede civile.
Salvaguardia del diritto al risarcimento del terzo trasportato
Cassazione Civile, sez. III, sentenza n. 1161 del 21 gennaio 2020 (rel. D’Arrigo)
La Corte di Cassazione, nella sentenza in commento, si è pronunciata sul problema relativo all’applicabilità della procedura di risarcimento diretto, di cui all’art. 141 del decreto legislativo n. 209 del 2005, quando nel sinistro sia coinvolto un veicolo immatricolato all’estero la cui compagnia assicurativa non abbia sottoscritto la CTT, Convenzione Terzi Trasportati.
La Corte afferma che in tema di risarcimento del danno da incidente stradale, la persona trasportata può avvalersi dell’azione diretta nei confronti dell’impresa di assicurazioni del veicolo sul quale viaggiava al momento del sinistro anche se quest’ultimo sia stato determinato da uno scontro in cui sia rimasto coinvolto un veicolo assicurato con una compagnia che non abbia aderito alla convenzione tra assicuratori per il risarcimento diretto, c.d. CARD.
La scelta di far traslare il rischio di causa dal terzo trasportato, vittima del sinistro, sulla compagnia assicurativa del veicolo trasportante è dettata da ragioni di tutela sociale al fine di privilegiare il diritto del trasportato ad ottenere prontamente il risarcimento, agendo nei confronti del soggetto a lui sicuramente noto (la compagnia di assicurazioni del veicolo sul quale è trasportato), senza dover né attendere l’accertamento delle relative responsabilità, né tanto meno dover procedere alle ricerche della compagnia assicuratrice del veicolo investitore.
L’ammissibilità in giudizio della perizia espletata in un diverso giudizio quale prova atipica
Tribunale Reggio Emilia, sez. II, sentenza n. 229 del 6 febbraio 2020
Il Tribunale di Reggio Emilia, nella sentenza in commento, decidendo sulla possibilità di definire la causa sulla base di una perizia medico-legale espletata in un diverso giudizio tra le stesse parti, pur considerato che nell’ordinamento civilistico manca una norma generale, quale quella prevista dall’articolo 189 c.p.p. nel processo penale, che legittima espressamente l’ammissibilità delle prove atipiche, ovvero quelle che non si trovano comprese nel catalogo dei mezzi di prova specificamente regolati dalla legge, ha ritenuto che l’assenza di una norma di chiusura nel senso dell’indicazione del numerus clausus delle prove, l’oggettiva estensibilità contenutistica del concetto di prova documentale, l’affermazione del diritto alla prova e il correlativo principio del libero convincimento del Giudice, inducono ad escludere che l’elencazione delle prove nel processo civile sia tassativa e a ritenere quindi ammissibili le prove atipiche, quale, nel caso di specie, la perizia disposta dal Pubblico Ministero nell’ambito del procedimento penale instaurato tra le stesse parti per il medesimo fatto.
Rilevabilità d’ufficio del concorso colposo del danneggiato
Cassazione Civile, sez. VI, ordinanza n. 6387 del 6 marzo 2020 (rel. Gorgoni)
Nella sentenza in commento, la Corte di Cassazione si pronuncia sulla tematica della rilevabilità d’ufficio del fatto colposo del danneggiato ex art. 1227, comma primo, c.c..
In proposito, la Corte opera una distinzione tra l’ipotesi di cui al primo e al secondo comma della norma stabilendo che il fatto colposo del creditore che abbia contribuito al verificarsi dell’evento dannoso sia rilevabile d’ufficio, per cui la sua prospettazione non richiede la proposizione di una eccezione in senso proprio, costituendo una mera difesa. Di conseguenza, il giudice deve proporsi d’ufficio l’indagine riguardo al concorso di colpa del danneggiato e ciò nella considerazione che tale indagine sia intrinseca alla ricostruzione del fatto. Diversamente, invece, l’ipotesi di cui al secondo comma dell’articolo 1227, c.c. introduce un’ipotesi di eccezione in senso stretto con la quale si fa valere un contro-diritto e riguarda il caso in cui il comportamento del creditore abbia prodotto soltanto un aggravamento delle conseguenze dannose.
Efficacia della scrittura privata proveniente da terzi estranei alla lite
Cassazione Civile, sez. III, ordinanza n. 6650 del 9 marzo 2020 (rel. Cigna)
Nell’ordinanza in commento, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul valore probatorio della scrittura privata proveniente da un terzo estraneo alla lite quale si configura, nel caso di specie, una polizza sottoscritta da un agente mai registrata e non risultante nel registri della Compagnia.
La Corte ha richiamato il proprio orientamento secondo cui le scritture private provenienti da terzi estranei alla lite possono essere liberamente contestate dalle parti, non applicandosi alle stesse né la disciplina sostanziale di cui all’art. 2702 c.c., né quella processuale di cui all’art. 214 c.p.c., atteso che esse costituiscono prove atipiche, il cui valore probatorio è meramente indiziario, e che possono, quindi, contribuire a fondare il convincimento del Giudice unitamente agli altri dati probatori acquisiti al processo.
La Corte di Cassazione ha, dunque, affermato che nel processo civile le scritture private provenienti da terzi estranei alla lite costituiscono meri indizi, liberamente valutabili dal giudice e contestabili dalle parti senza necessità di ricorrere alla disciplina prevista in tema di querela di falso o disconoscimento di scrittura privata autenticata. Ne consegue che, sorta controversia sulla autenticità di tali documenti, in applicazione del generale principio di cui all’art. 2697 c.c., l’onere di provarne la genuinità grava su chi la invoca.
Mancata ammissione dei mezzi istruttori quale vizio della sentenza e principio del più probabile che non
Cassazione Civile, sez. III, sentenza n. 6167 del 5 marzo 2020 (rel. Scarano)
La Corte di Cassazione, nella sentenza in commento, ha affermato l'erroneità del riferimento operato dalla Corte di merito ai concetti di certezza e univocità della prova, nell’ambito dell'accertamento della sussistenza del nesso di causalità che astringa il danno-evento alla condotta e il danno-conseguenza al danno evento, ribadendo che in ambito civile vige il criterio del più probabile che non.
La Suprema Corte si è poi soffermata sulla tematica delle conseguenze derivanti dalla mancata ammissione dei mezzi istruttori richiesti da una parte, sottolineando il principio secondo cui la mancata ammissione di un mezzo istruttorio si traduce in un vizio della sentenza se il giudice trae conseguenze dalla mancata osservanza dell'onere sancito all'art. 2697 c.c., benchè la parte avesse offerto di adempierlo.
Assicurazione per conto altrui e interpretazione del contratto.
Cassazione Civile, sez. VI, ordinanza n. 7062 del 12 marzo 2020 (rel. Scoditti)
Nella pronuncia in commento, la Corte di Cassazione, pronunciandosi in una causa di risarcimento, a seguito di un infortunio avvenuto all’interno di un istituto scolastico, azionata direttamente dal danneggiato nei confronti della compagnia assicurativa, ha ritenuto che l'assicurazione fosse stata stipulata per conto altrui sul presupposto che non una sola volta nella polizza il termine "assicurato" veniva riferito all'istituto scolastico, mentre era ripetutamente riferito per indicare lo scolaro.
La Suprema Corte ha, dunque, chiarito che per la stipula di un’assicurazione per conto altrui non possa ritenersi indispensabile una esplicita definizione nel contratto di assicurazione per conto altrui ed ha, altresì, evidenziato come in tema di interpretazione del contratto, ai fini della ricerca della comune intenzione dei contraenti, il principale strumento è rappresentato dal senso letterale delle parole e delle espressioni utilizzate nel contratto; il rilievo da assegnare alla formulazione letterale deve essere verificato alla luce dell'intero contesto contrattuale.
Cass. civ., sez. III, 28 febbraio 2020 n. 5433.pdf
Consiglio di Stato 808_2020.pdf
Cass. 1161_2020.pdf
Trib. Reggio Emilia 229_2020.pdf
6387_2020.pdf
6650_2020.pdf
6167_2020.pdf
7062_2020.pdf
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References: e contrario
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 art. 1227
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