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Timestamp: 2019-02-23 17:04:47+00:00

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Progetto porto turistico nel Mediceo: tutte le perplessità del Consorzio Nautico
By La redazione | 5 dicembre 2018
Alla luce di quanto emerso nel corso dell’incontro tenutosi negli uffici della sede dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Tirreno Settentrionale tra una delegazione del Consiglio Direttivo, intervenuta in rappresentanza del Consorzio Nautico di Livorno e il Responsabile dell’Area Demanio Dott. Gabriele Lami, riteniamo doveroso richiedere con urgenza un incontro al Sindaco di Livorno Filippo Nogarin.
Attraverso questo intervento, siamo a richiamare quanto prima l’attenzione del Primo Cittadino sul tema della prossima riorganizzazione degli specchi acquei del Porto Mediceo e della Darsena Nuova, finalizzata alla realizzazione del nuovo porto turistico. Un tema delicato, che tocca l’interesse della città tutta e non soltanto degli appassionati della piccola nautica; una questione che, non più tardi del febbraio scorso, aveva già visto il Sindaco schierarsi pubblicamente in prima linea, con competenza e efficacia, nella difesa di un’area che rappresenta un patrimonio imprescindibile nella storia e nella cultura della città dei Quattro Mori.
A dir poco negative difatti ci sono sembrate le condizioni intrinseche alla soluzione che, nel corso della citata occasione, ci è stata prospettata da Palazzo Rosciano. Il progetto si articolerebbe in primis nel rilascio di un’unica concessione dalla durata ventennale a un singolo interlocutore, individuato specificatamente nel soggetto Porta a Mare Spa (la società di trasformazione urbana nata nel 2003 e partecipata dal Comune di Livorno e da Azimut-Benetti S.p.A.).
Pur a fronte della garanzia che nei termini del rilascio della concessione sarà contemplato l’obbligo formale per la concessionaria a contrarre con tutti i circoli nautici forzati al trasloco e a garantire quindi una ricollocazione per tutti i diportisti che oggi trovano ormeggio nell’area interessata dalla trasformazione, tale clausola non ci appare una rassicurazione sufficiente.
Per quel che concerne l’aspetto economico, l’intervento prevede un investimento iniziale da parte della società concessionaria, chiamata a realizzare pontili e opere di urbanizzazione per una spesa complessiva che si stima essere intorno ai 450mila euro. Ma a fronte di questo esborso iniziale, la concessionaria rientrerebbe completamente già sin dal primo anno, attraverso il canone annuale richiesto ai vari circoli e, in maniera proporzionale, alla lunghezza dell’imbarcazione posseduta ai loro iscritti.
Una spesa che, conti alla mano, per i singoli privati risulterebbe assolutamente sproporzionata: il pagamento di tale cifra si dovrebbe difatti ripetere puntuale anche nei 19 anni a seguire, per l’intera durata della concessione. Tutte entrate che per la Porta a Mare Spa rappresenterebbero puro guadagno, ad esclusione soltanto delle uscite dovute alla straordinaria manutenzione di sua competenza. Chiare condizioni capestro, alle quali i diportisti dovrebbero aggiungere le uscite relative ai costi per la fruizione delle utenze di luce e acqua, in base al consumo effettuato. Al danno del trasloco forzoso, non certo richiesto, si andrebbe a aggiungere pure la beffa di vedere il conto in banca prosciugato. Questo soltanto per riuscire a conservare la barca ormeggiata.
Come se ciò non fosse sufficiente poi, la nuova organizzazione degli specchi acquei lungo i pontili dovrebbe svilupparsi nel rispetto delle norme di sicurezza, in maniera omogenea: vale a dire ospitando ciascuno barche delle medesime dimensioni. Ciò costringerebbe nel concreto i circoli nautici a smembrarsi, perdendo la possibilità di riunirsi fisicamente presso una sede e finendo per sdoganare un nuovo modello di circolo ‘diffuso’, utile in soldoni soltanto al concessionario per facilitarne la gestione sotto il profilo burocratico-finanziario. I circoli, al contrario, perderebbero completamente e in maniera irreparabile la loro tanto peculiare, quanto storica e virtuosa caratteristica di forte collante sociale.
Il Consiglio Direttivo del Consorzio Nautico di Livorno
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Un provvedimento illogico e dannoso: i nuovi termini trimestrali per il rinnovo delle concessioni demaniali ai circoli del Mediceo
By La redazione | 7 febbraio 2017
Il Consorzio Nautico di Livorno intende esprimere alcune perplessità in merito alla comunicazione ufficiale inviata da parte dell’Autorità Portuale di Livorno all’indirizzo di tutti i circoli nautici che oggi trovano sede e ormeggi all’interno dell’area del Porto Mediceo.
Tale avviso, riguardante il cambio di disposizioni nelle modalità e nelle tempistiche per l’ottenimento del rilascio delle concessioni demaniali da parte degli uffici tecnici di Palazzo Rosciano, ha sollevato giustificate preoccupazioni tra gli interessati.
Alla luce di queste importanti novità, in data giovedì 2 febbraio 2017 il Consorzio ha quindi appositamente convocato un’assemblea per dibattere della questione assieme a tutti i presidenti dei circoli nautici coinvolti dal sopra menzionato provvedimento.
Mentre siamo ancora oggi in attesa dell’insediamento ufficiale da parte del nuovo Presidente Corsini, al fine di richiedere ufficialmente quanto prima un incontro chiarificatore a tutto tondo sul tema della futura riorganizzazione della nautica da diporto cittadina, teniamo a formulare un sincero disappunto per le pesanti e penalizzanti limitazioni imposte dall’Autorità Portuale nei confronti di un settore che coinvolge una larga percentuale di livornesi e vanta, proprio alla luce di ciò, una forte valenza per il tessuto sociale del nostro territorio.
Ci riferiamo in primis alla direttiva che, dallo scorso primo gennaio 2017, impone ai circoli la presentazione della domanda di rinnovo della concessione con cadenza trimestrale, una parentesi peraltro già in precedenza fortemente ridotta da quadriennale ad annuale. Questa limitazione temporale, definita ‘in relazione (…) all’approvazione della Delibera n°2 da parte del Comitato Portuale in data 23.3.2016 con la quale è stata individuata la proposta della Soc. Porta a Mare S.p.A. per l’attuazione dell’approdo turistico all’interno del Porto Mediceo e della Darsena Nuova’ come espressamente menzionato nella missiva, creerà inevitabilmente forti disagi alla gestione dei circoli nautici interessati.
Tale modifica provocherà giocoforza un maggior disbrigo di formalità, con conseguenti sacrifici in termini di impiego di tempo e spese (ci risulta che il corrispettivo della tassa per il rilascio della concessione abbia subito un incremento di oltre il 30%) da parte di chi fino ad oggi ha contribuito volontariamente e per puro spirito associativo al mantenimento ed alla crescita di tali spazi ricreativi.
Un moltiplicarsi intollerabile ed ingiustificato di atti e di burocrazia da affrontare (tra cui la richiesta per ogni circolo di una fideiussione non più collettiva sotto l’egida del Consorzio come avvenuto sino ad oggi bensì da sottoscrivere singolarmente, anche prima del termine di scadenza di quella attualmente valida). Tutto ciò proprio in tempi in cui i principi di spending review e semplificazione delle procedure più farraginose vengono al contrario ritenuti capisaldi imprescindibili nella riorganizzazione del settore della Pubblica Amministrazione e sono ormai invocati da chiunque come i rimedi più efficaci per limitarne i disservizi.
Ci chiediamo quindi allora quali siano le reali motivazioni che hanno portato il Comitato Portuale, qualora la questione sia stata opportunamente discussa in tale sede preposta, a pronunciarsi a favore di una scelta apparentemente così priva di logica.
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Porto turistico nel Mediceo: un progetto messo a rischio dai ritardi burocratici?
By La redazione | 1 dicembre 2016
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Futuro del Porto Mediceo: il dibattito in Comune alimenta le divergenze
By La redazione | 25 febbraio 2016
Una veloce rassegna stampa tratta dai quotidiani locali per comprendere come la discussione tenutasi nella mattina di mercoledì 24 febbraio in Consiglio Comunale e vertente sulla futura destinazione del Porto Mediceo (un dibattito le cui premesse avevamo anticipato in questo articolo), non abbia affatto contribuito a fare la necessaria chiarezza. Anzi, se possibile, pare essersi acuito il gap tra le posizioni divergenti degli attori direttamente interessati alla questione: schieramenti che ormai vedono contrapposte Autorità Portuale e Azimut Benetti da una parte, Amministrazione Comunale e Yacht Club, a capo della cordata composta anche dai restanti circoli nautici attualmente ospitati nell’area interessata, dall’altra.
Questo il pezzo de Il Tirreno che sintetizza l’attuale situazione di sostanziale stallo:
Di seguito, le posizioni riassunte tra le due opposte posizioni in campo:
In Terza Commisione poi, a seguito del dibattito in Consiglio e come riporta la cronaca de Il Tirreno a firma di Enrico Paradisi, si è continuato a parlare dei due progetti alternativi a quello definito da Azimut Benetti.
Qui si può leggere meglio l’articolo di Antonio Fulvi (di fianco vedete la pagina dell’edizione cartacea de La Nazione interamente dedicata all’argomento):
A questo link invece si può leggere il resoconto del dibattito fatto dalla redazione di quilivorno.it .
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Nuovo Mediceo: lo Yacht Club perde i ricorsi al TAR ma non si arrende al trasloco forzato
By La redazione | 23 febbraio 2016
Brutte notizie per lo storico Yacht Club e i molti circoli nautici che si trovano interessati dal sempre più probabile trasloco forzato, finalizzato a liberare la zona attualmente occupata in concessione all’interno del Mediceo. E’ infatti di questi giorni la notizia del ‘semaforo verde’ acceso da parte del Tribunale Amministrativo di Firenze e che lascerebbe strada libera alla prossima realizzazione del progetto di un porto turistico, proprio in quella stessa area dalla quale dovrebbero sgombrare ben cento imbarcazioni solo per quanto concerne quelle iscritte ed ormeggiate presso il Club presieduto dall’Avvocato Gian Luca Conti.
La settimana scorsa però il TAR ha depositato la sentenza nella quale ha riunito i ben due ricorsi (composti, complessivamente, di sette punti cardine) presentati dai legali dello Yacht Club Livorno nel periodo compreso tra il 2009 e il 2011: entrambi sono stati dichiarati «parzialmente inammissibili» e quindi, di conseguenza, respinti. Per chiunque fosse interessato, può studiarsi le carte nella loro totalità, scaricandole e visionandole da qui:
sentenza TAR ricorsi Yacht Club
Invece, per chiunque si fosse perso qualche precedente episodio della saga legale-amministrativa che, ormai da sette anni, si protrae in maniera estenuante senza aver raggiunto ancora una definizione certa, può aggiornarsi leggendo questo articolo.
Attraverso l’articolo pubblicato da Il Tirreno nei giorni scorsi (e che si può leggere in forma integrale a questo collegamento) si comprendono le motivazioni che hanno fatto propendere il giudice per il respingimento dei ricorsi. Tra cui, in primis:
nella sentenza firmata dal presidente della prima sezione del collegio, Armando Pozzi, il circolo ha denunciato sotto diversi profili «l’irragionevolezza della scelta delle amministrazioni di procedere a una positiva valutazione di impatto ambientale del progetto del nuovo porto turistico pur in assenza della preventiva bonifica dell’area interessata dall’intervento», area – va detto – che ricade all’interno di un sito di interesse turistico. L’impugnazione – e, in particolare, le censure dedotte – scrive la Corte – «attiene tuttavia a un interesse rispetto al quale nessuna legittimazione può riconoscersi in capo a un soggetto, come lo Yacht Club, che non esercita attività di difesa dell’ambiente e che invoca strumentalmente l’osservanza della disciplina in materia di bonifica e ripristino dei siti inquinati per finalità ad essa del tutto estranee, dal momento che l’azione è dichiaratamente proposta a tutela dell’interesse, essenzialmente patrimoniale, alla salvaguardia della disponibilità di posti barca originata dalla concessione demaniale in atto».
Incassata la battuta d’arresto, la marcia dello Yacht Club in direzione ostinata e contraria a quello che pare un epilogo sempre più probabile comunque non si arresta.
Oltre alla petizione popolare indetta la scorsa primavera anche in occasione dell’ultima edizione del Trofeo Accademia Navale (vedi questo link per maggiori dettagli), tra le iniziative messe in campo dal prestigioso circolo che trova sede accanto ai Piloti, dalle stesse pagine dell’edizione locale de Il Tirreno emerge un ulteriore, prossimo capitolo ancora tutto da scrivere in questa storia infinita fatta di carte bollate.
Il retroscena infatti è stato svelato in questo box che vedete sotto:
Ma anche dallo stesso intervento pubblicato sul sito ufficiale all’indomani dell’uscita della notizia sui quotidiani locali, si può intuire come per lo Yacht Club una battaglia persa non equivalga ad aver ancora perso la guerra.
Il Tirreno di domenica – il Tirreno pubblica sempre di domenica le notizie alle quali vuol dare risalto e negli altri giorni i commenti di chi è stato investito dal suo articolo come un gatto può essere investito sull’Aurelia – dice che lo Yacht Club è KO.
Ovvero che il Porto Turistico sarà regolarmente realizzato e che lo Yacht Club, il Circolo Nautico di Livorno e la Lega Navale insieme a tutti gli altri circoli che si sono uniti per resistere insieme dovranno abbandonare il luogo in cui sono nati e in cui hanno sinora vissuto.
Sopra, per chi ha voglia di leggerla, la sentenza del Tar Toscana che sicuramente non accoglie i ricorsi dello Yacht Club ma contiene alcune precisazioni importanti.
La prima precisazione riguarda la bonifica del porto mediceo: il Porto Turistico non potrà essere realizzato sino a che l’area non sarà completamente bonificata e non pare una precisazione da poco.
La seconda precisazione riguarda la scelta del concessionario: la sentenza dice in più circostanze che questa scelta non riguarda gli atti impugnati, che assomiglia molto a dire che questa scelta non è né legittima né illegittima, ma che deve ancora essere considerata dal giudice amministrativo.
La terza precisazione riguarda il contenuto della sentenza: un giudice, per chi scrive, ha sempre ragione fino al momento in cui i suoi provvedimenti non vengono riformati. Però è difficile dire che sia corretto un ragionamento giuridico per cui il procedimento amministrativo è stato svolto legittimamente perché il piano regolatore portuale nella parte che prevede il Porto Turistico è coerente con il piano regolatore comunale che – pacificamente – non prevede alcun porto turistico.
Un porto turistico realizzato nel centro esatto di una città è una scelta che non può essere coerente con un piano regolatore che non la prevede e non la considera fra le sue invarianti.
La conclusione di questo ragionamento è che questa sentenza merita di essere appellata e sarà appellata.
Ma soprattutto è che il Porto Turistico non si può fare fino a che la bonifica del porto mediceo non è stata completata e questa bonifica deve ancora iniziare.
Insomma, dispiace per il Tirreno, ma forse c’è ancora tempo per continuare le nostre attività e affermare il nostro diritto a sopravvivere.
Anche se piacerebbe che uno, uno solo, dei nostri tanti tentativi di dialogo potesse essere raccolto e fosse possibile abbandonare le vie del contenzioso per concentrarci sulle cose che davvero ci interessano…
Nel frattempo, (come riportato anche da questo sito locale) domani mercoledì 24 febbraio alle ore 9, presso la Sala Consiliare di Palazzo Civico è convocata la Terza Commissione (quella relativa agli argomenti di Economia e Lavoro, la cui composizione si può leggere qui).
L’ordine del giorno sarà vertente proprio sul tema dei circoli nautici e del Porto Mediceo. La commissione è stata convocata dal presidente Daniele Galli e sarà visibile in diretta streaming a questo indirizzo internet.
In agenda, è prevista l’audizione dei rappresentanti dei circoli nautici sulla situazione del Porto Mediceo, alla presenza dell’Assessore Nicola Perullo, del Sindaco Filippo Nogarin e del Segretario dell’Autorità Portuale Massimo Provinciali.
Alle ore 11 i lavori della Commissione proseguiranno con l’esame della “situazione portualità” e della “situazione Porto Mediceo”.
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Zighe a vela: una regata per rivendicare la socialità del Porto Mediceo
By La redazione | 13 ottobre 2015
Zighe a Vela è stato un evento che ha coinvolto l’intero panorama di attori presenti ad oggi all’interno dell’area del Porto Mediceo: una veleggiata alla quale hanno preso parte molte imbarcazioni e dove anche quelle a motore sono state le benvenute.
Una lenta sfilata partita dalla Terrazza Mascagni e arrivata al giro di boa all’altezza dei Bagni Rex in località Antignano, con lo stesso percorso poi coperto dalle barche in direzione inversa.
La manifestazione che ha portato in mare centinaia di persone, era promossa dallo Yacht Club di Livorno di concerto con la Lega Navale, con il Circolo Nautico e gli altri circoli che trovano la propria sede nel Mediceo (nello specifico: YCL – CNL – LNI – CN IL MOLO – CN MURO DEL PIANTO – CN ARCI LA VELA – CN LA VELA LIBERTAS – CN IL PASSATEMPO – CN CALATA DELLE ANCORE – CN ORLANDO – MORINAUTICA).
L’evento ha fornito l’occasione ideale per protestare contro la controversa ipotesi di ‘sfratto’ forzoso per i circoli, chiamati a lasciare spazio al porto turistico che dovrebbe sorgere nel prossimo futuro proprio in quell’area (per approfondire la questione, leggete questo articolo e visionate questa video intervista ).
Insieme le associazioni ricordano che “non si può togliere il porto alla sua città, il porto deve essere di tutti. Un porto che includa le diversità e non escluda.”
Dopo la veleggiata, i diportisti si sono poi ritrovati allo Yacht club per pranzare con un’ottima pastasciutta alle zighe, un piatto semplice ma radicato nella tradizione culinaria livornese.
“Con denaro pubblico si è realizzato un molo per delimitare un’area che si vorrebbe destinare alla gestione privata, escludendo circoli che sono lì da sempre.
In città non c’è pieno accordo. Se ne parlerà di nuovo.”
Questa la bella giornata documentata attraverso le foto di Beata Moczydlowska per l’edizione online de Il Tirreno e gli scatti di Alberto Vincenzoni per il reportage web che trovate su FotoNewsLivorno.blogspot.it .
A questo link potete vedere il video racconto realizzato da un collaboratore de Il Tirreno nonché membro storico del Consiglio Direttivo del Consorzio, Luciano De Nigris.
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