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Timestamp: 2019-07-18 19:39:39+00:00

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D. Leg.vo 03/12/2010, n. 205 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN10418
G.U. Suppl. Ord. 10/12/2010, n. 269
Articoli 180, comma 1, lettera d); 181-bis; 182; 184, comma 3, lettere i), l) ed m); 186; 208, comma 20; 210; 212, comma 4, commi da 20 a 28; 213, comma 2; 216, commi da 11 a 15; 229; Parte quarta, allegati A, G, H
Articoli 177; 178; 178-bis; 179; 180, commi 1, lettere a), b), c), da 1-bis a 1-sexies; 180-bis; 181; 182, commi 2, 3, 4, 5; 182-bis; 182-ter; 183; 184, commi 3, lettere a), b), 4, 5, 5-ter, 5-quater; 184-bis; 184-ter; 185; 186, comma 7-ter; 187; 188; 188-bis; 188-ter; 189; 190; 193; 194; 195, commi 1, lettera b), b-bis), b-ter), h), i), m), n), o), r), q), 2, lettere da f) a s-bis), 3, 5-bis; 197, comma 5; 199; 205, commi 1, 1-bis, 1-ter; 208, commi 3, 4, lettera b), 6, 10, 11, lettere a), b), c), d), e), f) e g), 11-bis, 12, 14, 15, 17-bis, 17-ter, 18, 19; 209, commi 1, 6, 7, 7-bis; 211, commi 4, 5, 5-bis; 212, commi 2, da 5 a 19; 214; 214-bis; 215, comma 1; 216, commi 1, 7, 8, 8-bis, 8-ter; 216-bis; 216-ter; 228, commi 1, 3; 230, comma 5; 255, comma 1; 258, commi 1, 2, 3, 4, 5, 5-bis, 5-ter; 260-bis; 260-ter; 264-bis, 264-ter; 264-quater; 265, comma 2; Parte quarta, allegati B, C, D, I, L
Materiale da scavo riutilizzato nello stesso sito in cui è prodotto
Nota Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 14/11/2012, n. 36288
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Articolo 1 - (Modifiche all'articolo 177 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152)
L'articolo 177 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente:
“Articolo 177 - (Campo di applicazione e finalità)
1. La parte quarta del presente decreto disciplina la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati, anche in attuazione delle direttive comunitarie, in particolare della direttiva 2008/98/CE, prevedendo misure volte a proteggere l'ambiente e la salute umana, prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della g
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Articolo 2 - (Modifiche all'articolo 178 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. L'articolo 178 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
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Articolo 3 - (Responsabilità estesa del produttore)
1. Dopo l'articolo 178 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è inserito il seguente articolo:
“Articolo 178-bis - (Responsabilità estesa del produttore)
1. Al fine di rafforzare la prevenzione e facilitare l'utilizzo efficiente delle risorse durante l'intero ciclo di vita, comprese le fasi di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti, evitando di compromettere la libera circolazione delle merci sul mercato, possono essere adottati, previa consu
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Articolo 4 - (Modifiche all'articolo 179 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. L'articolo 179 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente:
“Articolo 179 - (Criteri di priorità nella gestione dei rifiuti)
d) recupero di altro t
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Articolo 5 - (Modifiche all'articolo 180 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 180 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, lettera a), dopo le parole: “certificazione ambientale,” sono inserite le seguenti: “utilizzo delle migliori tecniche disponibili,”;
b) al comma 1, lette
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Articolo 6 - (Riutilizzo di prodotti e preparazione per il riutilizzo di rifiuti)
1. Dopo l'articolo 180 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è inserito il seguente:
“Articolo 180-bis - (Riutilizzo di prodotti e preparazione per il riutilizzo dei rifiuti)
1. Le pubbliche amministrazioni promuovono, nell'esercizio delle rispettive competenze, iniziative dirette a favorire il riutilizzo dei prodotti e la preparazione per il riutilizzo dei rifiuti. Tali iniziative possono consistere anche in:
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Articolo 7 - (Modifiche all'articolo 181 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. L'articolo 181 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente:
“Articolo 181 - (Riciclaggio e recupero dei rifiuti)
1. Al fine di promuovere il riciclaggio di alta qualità e di soddisfare i necessari criteri qualitativi per i diversi settori del riciclaggio, sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, le regioni stabiliscono i criteri con i quali i comuni provvedono a realizzare la raccolta differenziata in conformità a quanto previsto dall'articolo 205. Le autorità competenti realizz
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Articolo 8 - (Modifiche all'articolo 182 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 182 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, dopo le parole: “e di recuper
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Articolo 9. - (Principi di autosufficienza e prossimità. Rifiuti organici)
1. Dopo l'articolo 182 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono inseriti i seguenti:
“Articolo 182-bis - (Principi di autosufficienza e prossimità)
1. Lo smaltimento dei rifiuti ed il recupero dei rifiuti urbani non differenziati sono attuati con il ricorso ad una rete integrata ed adeguata di impianti, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili e del rapporto tra i costi e i benefici complessivi, al fine di:
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Articolo 10 - (Modifiche all'articolo 183 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. L'articolo 183 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente:
“Articolo 183 - (Definizioni)
a) “rifiuto”: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi;
b) “rifiuto pericoloso”: rifiuto che presenta una o più caratteristiche di cui all'allegato I della parte quarta del presente decreto;
c) “oli usati”: qualsiasi olio industriale o lubrificante, minerale o sintetico, divenuto improprio all'uso cui era inizialmente destinato, quali gli oli usati dei motori a combustione e dei sistemi di trasmissione, nonché gli oli usati per turbine e comandi idraulici;
d) "rifiuto organico" rifiuti biodegradabili di giardini e parchi, rifiuti alimentari e di cucina prodotti da nuclei domestici, ristoranti, servizi di ristorazione e punti vendita al dettaglio e rifiuti simili prodotti dall'industria alimentare raccolti in modo differenziato;
e) “autocompostaggio”: compostaggio degli scarti organici dei propri rifiuti urbani, effettuato da utenze domestiche, ai fini dell'utilizzo in sito del materiale prodotto;
g): “produttore del prodotto“: qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratti, venda o importi prodotti;
i) "commerciante": qualsiasi impresa che agisce in qualità di committente, al fin
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Articolo 11 - (Modifiche all'articolo 184 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 184 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 3, lettera a), dopo la parola: “agro-industriali” sono inserite le seguenti: “, ai sensi e per gli effetti dell'art. 2135 c.c.”;
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Articolo 12 - (Sottoprodotto e cessazione della qualifica di rifiuto)
1. Dopo l'articolo 184 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 sono inseriti i seguenti:
“Articolo 184-bis - (Sottoprodotto)
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Articolo 13 - (Modifiche all'articolo 185 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. L'articolo 185 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente:
“Articolo 185 - (Esclusioni dall'ambito di applicazione)
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Articolo 14 - (Modifiche all'articolo 186 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 186, comma 7-ter, secondo periodo, del
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Articolo 15 - (Modifiche all'articolo 187 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. L'articolo 187 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente:
“Articolo 187 - (Divieto di miscelazione di rifiuti pericolosi)
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Articolo 16 - (Modifica degli articoli 188, 189, 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
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Articolo 17 - (Modifiche all'articolo 194 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. L'articolo 194 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente:
“Articolo 194 - (Spedizioni transfrontaliere)
2. Sono fatti salvi, ai sensi degli articoli 41 e 43 del regolamento (CE) n. 1013/2006 gl
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Articolo 18 - (Modifiche all'articolo 195 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 195 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
b) al comma 1, dopo la lettera b) sono inserite le seguenti: “b-bis): la definizione di linee guida, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sui contenuti minimi delle autorizzazioni rilasciate ai sensi degli artt. 208, 215 e 216; b-ter) la definizione di linee guida, sentita la Conferenza Unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, per le attività di recupero energetico dei rifiuti;";
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Articolo 19 - (Modifiche all'articolo 197 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 197 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
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Articolo 20 - (Modifiche all'articolo 199 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. L'articolo 199 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente:
“Articolo 199 - (Piani regionali)
1. Le regioni, sentite le province, i comuni e, per quanto riguarda i rifiuti urbani, le Autorità d'ambito di cui all'articolo 201, nel rispetto dei principi e delle finalità di cui agli articoli 177, 178, 179, 180, 181, 182 e 182-bis ed in conformità ai criteri generali stabiliti dall'articolo 195, comma 1, lettera m), ed a quelli previsti dal presente articolo, predispongono e adottano piani regionali di gestione dei rifiuti. Per l'approvazione dei piani regionali si applica la procedura di cui alla Parte II del presente decreto in materia di VAS. Presso i medesimi uffici sono inoltre rese disponibili informazioni relative alla partecipazione del pubblico al procedimento e alle motivazioni sulle quali si è fondata la decisione, anche in relazione alle osservazioni scritte presentate.
2. I piani di gestione dei rifiuti di cui al comma 1 comprendono l'analisi della gestione dei rifiuti esistente nell'ambito geografico interessato, le misure da adottare per migliorare l'efficacia ambientale delle diverse operazioni di gestione dei rifiuti, nonché una valutazione del modo in cui i piani contribuiscono all'attuazione degli obiettivi e delle disposizioni della parte quarta del presente decreto.
a) tipo, quantità e fonte dei rifiuti prodotti all'interno del territorio, suddivisi per ambito territoriale ottimale per quanto riguarda i rifiuti urbani, rifiuti che saranno prevedibilmente spediti da o verso il territorio nazionale e valutazione dell'evoluzione futura dei flussi di rifiuti, nonché la fissazione degli obiettivi di raccolta differenziata da raggiungere a livello regionale, fermo restando quanto disposto dall'articolo 205;
b) i sistemi di raccolta dei r
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Articolo 21 - (Modifiche all'articolo 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: In ogni ambito” sono sostituite dalle seguenti: “Fatto salvo quanto previsto al comma 1-bis, in ogni ambito”;
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Articolo 22 - (Modifiche all'articolo 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 3 è sostituito dal seguente: “3. Entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di cui al comma 1, la regione individua il responsabile del procedimento e convoca apposita conferenza di servizi. Alla conferenza dei servizi partecipano, con un preavviso di almeno 20 giorni, i responsabili degli uffici regionali competenti e i rappresentanti delle autorità d'ambito e degli enti locali sul cui territorio è realizzato l'impianto, nonché il richiedente l'autorizzazione o un suo rappresentante al fine di acquisire documenti, informazioni e chiarimenti. Nel medesimo termine di 20 giorni, la documentazione di cui al comma 1 è inviata ai componenti della conferenza di servizi. La decisione della conferenza dei servizi è assunta a maggioranza e le relative determinazioni devono fornire una adeguata motivazione rispetto alle opinioni dissenzienti espresse nel corso della conferenza”;
b) al comma 4, lettera b), le parole: “con le esigenze ambientali e territoriali” sono sostituite dalle seguenti: “con quanto previsto dall'articolo 177, comma 4”;
c) al comma 6, il primo periodo è sostituito dal seguente: “Entro 30 giorni dal ricevimento delle conclusioni de
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Articolo 23 - (Modifiche all'articolo 209 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 209 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modifiche:
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Articolo 24 - (Modifiche all'articolo 211 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 211 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
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Articolo 25 - (Modifiche all'articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, sono apportate le seguenti modificazioni:
“5. L'iscrizione all'Albo è requisito per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti, di bonifica dei siti, di bonifica dei beni contenenti amianto, di commercio ed intermediazione dei rifiuti sen
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Articolo 26 - (Modifiche all'articolo 213 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
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Articolo 27 - (Modifiche all'articolo 214 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. L'articolo 214 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente:
“Articolo 214 - (Determinazione delle attività e delle caratteristiche dei rifiuti per l'ammissione alle procedure semplificate)
3. Le norme e le condizioni di cui al comma 2 e le procedure semplificate devono garantire che i tipi o le quantità di rifiuti ed i procedimenti e metodi di smaltimento o di recupero siano tali da non costituire un pericolo per la salute dell'u
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Articolo 28 - (Attività di sgombero della neve)
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Articolo 29 - (Modifiche all'articolo 215 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
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Articolo 30 - (Modifiche all'articolo 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
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Articolo 31 - (Oli usati e comunicazioni alla Commissione europea)
1. Dopo l'articolo 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono inseriti i seguenti articoli:
“Articolo 216-bis - (Oli usati)
1. Fatti salvi gli obblighi riguardanti la gestione dei rifiuti pericolosi, gli oli usati sono gestiti in base alla classificazione attribuita ad essi ai sensi e per gli effetti dell´articolo 184, nel rispetto delle disposizioni della parte IV del presente decreto e, in particolare, secondo l´ordine di priorità di cui all'articolo 179, comma 1.
2. Fermo quanto previsto dall'articolo 187, il deposito temporaneo, la raccolta e il trasporto degli oli usati sono realizzati in modo da tenere costantemente separate, per quanto tecnicamente possibile, tipologie di oli usati da destinare, secondo l´ordine di priorità di cui all'articolo 179, comma 1, a processi di trattamento diversi fra loro. E’ fatto comunque divieto di miscellare gli oli minerali usati con altri tipi di rifiuti o di sostanze.
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Articolo 32 - (Modifiche all'articolo 228 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 228 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le
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Articolo 33 - (Modifiche all'articolo 230 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 230 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il comma 5 &eg
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Articolo 34 - (Modifiche all'articolo 255 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
1. All'articolo 255, comma 1, primo periodo del
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Articolo 35 - Articolo 36
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Articolo 37 - (Abrogazioni e modifiche di disposizioni concernenti comunicazioni in materia di rifiuti)
1. Dopo l'articolo 264 sono inseriti i seguenti articoli:
“Articolo 264-bis - (Abrogazioni e modifiche di disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 27 aprile 2010)
1. All'Allegato “Articolazione del MUD” del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 27 aprile 2010, pubblicato nel Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 2010, sono apportate le seguenti modificazioni:
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Articolo 38 - (Modifiche all'articolo 265 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)
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Articolo 39 - (Disposizioni transitorie e finali)
1 - 2-quater. N7
3. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati gli articoli 181-bis, 210 e 229 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché l'articolo 3 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173.
4. Dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di cui all’articolo 49 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, è abrogato l’articolo 186.
5. Gli allegati B, C, D ed I alla Parte
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D3 Iniezioni in profondità (ad esempio iniezioni dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o faglie geologiche naturali).
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R1 Utilizzazione principalmente come combustibile o come altro mezzo per produrre energia (3)
R3 Riciclaggio/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche) (4)
R5 Riciclaggio/recupero di altre sostanze inorganiche (5)
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ALLEGATO D - Elenco dei rifiuti istituito dalla Decisione della Commissione 2000/532/CE del 3 maggio 2000.
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Il presente elenco armonizzato di rifiuti verrà rivisto periodicamente, sulla base delle nuove conoscenze ed in particolare di quelle prodotte dall'attività di ricerca, e se necessario modificato in conformità dell'articolo 39 della direttiva 2008/98/CE. L'inclusione di una sostanza o di un oggetto nell'elenco non significa che esso sia un rifiuto in tutti i casi. Una sostanza o un oggetto è considerato un rifiuto solo se rientra nella definizione di cui all'articolo 3, punto 1 della direttiva 2008/98/CE.
1. Ai rifiuti inclusi nell'elenco si applicano le disposizioni di cui alla direttiva 2008/98/CE, a condizione che non trovino applicazione le disposizioni di cui agli articoli 2, 5 e 7 della direttiva 2008/98/CE.
3.4. I rifiuti contrassegnati nell'elenco con un asterisco "*" sono rifiuti pericolosi ai sensi della direttiva 2008/98/CE e ad essi si applicano le disposizioni della medesima direttiva, a condizione che non trovi applicazione l'articolo 20. Si ritiene che tali rifiuti presentino una o più caratteristiche indicate nell'Allegato III della direttiva 2008/98/CE e, in riferimento ai codici da H3 a H8, H10 e H11 del medesimo allegato, una o più delle seguenti caratteristiche:
- punto di infiammabilità < o = 55 °C,
- una o più sostanze classificate come molto tossiche in concentrazione totale > o = 0,1%,
- una o più sostanze classificate come tossiche in concentrazione totale > o = 3%,
- una o più sostanze classificate come nocive in concentrazione totale > o = 25%,
- una o più sostanze corrosive classificate come R35 in concentrazione totale > o = 1%,
- una o più sostanze corrosive classificate come R34 in concentrazione totale > o = 5%,
- una o più sostanze irritanti classificate come R41 in concentrazione totale > o = 10%,
- una o più sostanze irritanti classificate come R36, R37 e R38 in concentrazione totale > o = 20%,
- una sostanza riconosciuta come cancerogena (categorie 1 o 2) in concentrazione > o = 0,1%,
- una sostanza riconosciuta come cancerogena (categoria 3) in concentrazione > o = 1%,
- una sostanza riconosciuta come tossica per il ciclo riproduttivo (categorie 1 o 2) classificata come R60 o R61 in concentrazione > o = 0,5%,
- una sostanza riconosciuta come tossica per il ciclo riproduttivo (categoria 3) classificata come R62 o R63 in concentrazione > o = 5%,
- una sostanza mutagena della categoria 1 o 2 classificata come R46 in concentrazione > o = 0,1%,
- una sostanza mutagena della categoria 3 classificata come R40 in concentrazione > o = 1%;
5. Se un rifiuto è identificato come pericoloso mediante riferimento specifico o generico a sostanze pericolose, esso è classificato come pericoloso solo se le sostanze raggiungono determinate concentrazioni (ad esempio, percentuale in peso), tali da conferire al rifiuto in questione una o più delle proprietà di cui all'allegato I.
6. Uno Stato membro può considerare come pericolosi i rifiuti che, pur non figurando come tali nell'elenco dei rifiuti, presentano una o più caratteristiche fra quelle elencate nell'allegato III. Lo Stato membro notifica senza indugio tali casi alla Commissione. Esso li iscrive nella relazione di cui all'articolo 37, paragrafo 1, fornendole tutte le informazioni pertinenti. Alla luce delle notifiche ricevute, l'elenco è riesaminato per deciderne l'eventuale adeguamento.
7. Uno Stato membro può considerare come non pericoloso uno specifico rifiuto che nell'elenco è indicato come pericoloso se dispone di prove che dimostrano che esso non possiede nessuna delle caratteristiche elencate nell'allegato III. Lo Stato membro notifica senza indugio tali casi alla Commissione fornendole tutte le prove necessarie. Alla luce delle notifiche ricevute, l'elenco è riesaminato per deciderne l'eventuale adeguamento.
8. Come dichiarato in uno dei considerando della direttiva 99/45/CE, occorre riconoscere che le caratteristiche delle leghe sono tali che la determinazione precisa delle loro proprietà mediante i metodi convenzionali attualmente disponibili può risultare impossibile: le disposizioni di cui al punto 3.4 non trovano dunque applicazione per le leghe di metalli puri (ovvero non contaminati da sostanze pericolose). Ciò in attesa dei risultati di ulteriori attività che la Commissione e gli Stati membri si sono impegnati ad avviare per studiare uno specifico approccio di classificazione delle leghe. I rifiuti specificamente menzionati nel presente elenco continuano ad essere classificati come in esso indicato.
9. Indice Capitoli dell'elenco
08 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti, e inchiostri per stampa
02 Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti 02 01 rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca
02 03 rifiuti della preparazione e del trattamento di frutta, verdura, cereali, oli alimentari, cacao, caffé, té e tabacco; della produzione di conserve alimentari; della produzione di lievito ed estratto di lievito; della preparazione e fermentazione di melassa 02 03 01 fanghi prodotti da operazioni di lavaggio, pulizia, sbucciatura, centrifugazione e separazione di componenti
02 07 rifiuti della produzione di bevande alcoliche ed analcoliche (tranne caffé, té e cacao)
05 01 16 rifiuti contenenti zolfo prodotti d
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- liquidi il cui punto di infiammabilità è inferiore a 21° C (compresi i liquidi estremamente infiammabili), o - che a contatto con l'aria, a temperatura ambiente e senza apporto di energia, possono riscaldarsi e infiammarsi, o
- gassosi che si infiamman
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4. Promozione della progettazione ecologica (cioé

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 28

Articolo 29

Articolo 30

Articolo 31

Articolo 32

Articolo 33

Articolo 34

Articolo 35
 Articolo 36

Articolo 37

Articolo 38

Articolo 39