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Timestamp: 2018-01-23 20:35:15+00:00

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1 1 OGGETTO ACCESSO ALL ORARIO RIDOTTO QUESITO (posto in data 23 febbraio 2015) Dal 2007 sono assunta con contratto a tempo indeterminato presso con un incarico di dirigente medico di primo livello. Ho tre figli aventi rispettivamente 8 anni, 6 anni e 7 mesi. A fine 2013 ho presentato richiesta di essere inserita in graduatoria per poter godere dell orario lavorativo ridotto per il periodo Nella graduatoria emessa dall amministrazione nel gennaio 2014 occupavo una posizione di rincalzo rispetto a quelli che avevano diritto da subito all orario ridotto tanto che, nel settembre 2014, a seguito della rinuncia dei colleghi che mi precedevano in graduatoria, l amministrazione mi ha confermato che avrei potuto usufruire dell orario ridotto. Essendo in quel momento in congedo obbligatorio di maternità, non ho usufruito del diritto acquisito. Attualmente sono in congedo facoltativo di maternità per la figlia nata il 30 giugno Su richiesta tramite dell amministrazione, ho comunicato che sicuramente fino al 30 giugno 2015 non avrei necessità di usufruire dell orario ridotto. Sto valutando, con il benestare del primario del mio reparto, di prolungare il congedo facoltativo sino a fine settembre o agli inizi di ottobre. L amministrazione mi ha anticipato che in caso di mio rientro al lavoro agli inizi di ottobre 2015 ci sarebbero delle difficoltà a formalizzare un contratto part-time della durata di soli 3 mesi. Tale asserzione ha un fondamento giuridico amministrativo? Chiedo infine se a un dirigente medico che ad orario di lavoro ridotto può essere conferito un incarico di alta specializzazione.
2 2 RISPOSTA (inviata in data 27 febbraio 2015) Le difficoltà poste dall amministrazione sono giustificate, e trovano il loro fondamento nel comma 4 dell articolo 3 del CCNL 22 febbraio 2001, integrativo del CCNL 1998_2001, che disciplina l accesso all orario ridotto della dirigenza medica. Il citato comma dispone infatti che L accesso al regime di impegno ridotto non può essere richiesto per periodi inferiori ad un anno. Lo stesso comma precisa peraltro che il rientro al regime pieno può essere anticipato su richiesta del dirigente o dell azienda al cessare delle ragioni che lo hanno determinato, previo accordo tra azienda e dirigente interessato, che deve tener conto delle esigenze organizzative dell azienda, e che deve essere formalizzato nel contratto individuale di lavoro, come indicato al comma 4 dell articolo 2 dello stesso CCNL. Questa formulazione non preclude in assoluto la possibilità di un periodo di servizio ad orario ridotto minore di un anno, richiedendo l accesso al periodo ridotto per un anno e concordando con l azienda successivamente il rientro anticipato al tempo pieno. Questa modalità costituisce di fatto una forzatura nell utilizzo dell istituto in questione laddove sia nota a priori la volontà di tornare al tempo pieno prima del termine concordato a seguito della richiesta iniziale, e questo spiega la generica formulazione utilizzata dagli interlocutori aziendali, che hanno accennato a difficoltà senza precisarne la natura. Per quanto concerne gli incarichi dirigenziali conferibili ad un dirigente ad orario ridotto il successivo comma 6 dello stesso articolo 2 del CCNL 22 febbraio 2001 precisa che Non è consentito l accesso al regime di impegno ridotto ai dirigenti che siano titolari di incarico di direzione di struttura complessa ovvero semplice che non sia articolazione interna di strutture complessa. Appare pertanto possibile per un dirigente che abbia un incarico di struttura semplice non dipartimentale o di alta specializzazione richiedere l accesso all orario ridotto.
3 3 Per quanto concerne invece il conferimento di incarichi dirigenziali ad un dirigente ad orario ridotto resta piena la discrezionalità aziendale nell attribuire determinate funzioni e responsabilità, fermo restando il vincolo di una coerenza tra quelle funzioni e quelle responsabilità e l effettiva prestazione lavorativa resa dal dirigente stesso. Sotto questo profilo il conferimento di un incarico di struttura semplice, che intrinsecamente comporta responsabilità di gestione di risorse appare improbabile, anche se non escluso dal richiamato comma 6 che pone in relazione orario ridotto e tipologie di incarichi dirigenziali con esso compatibili. Non dovrebbero invece sussistere problemi per un incarico di alta specializzazione, i cui contenuti attengono ad una dimensione meramente professionale, e si esprimono per certi versi in modo indipendente dalla durata della prestazione lavorativa. Proprio in relazione agli spazi di discrezionalità che possono essere esercitati nell applicazione delle norme contrattuali e legislative che disciplinano il rapporto lavorativo ad impegno ridotto, è essenziale che sia adottato un regolamento aziendale in cui siano definite in modo puntuale modalità applicative certe e il più possibile condivise non solo per quanto concerne il conferimento degli incarichi dirigenziali ai dirigenti con regime orario ridotto o l eventuale cambiamento conseguente al passaggio al part time, ma anche per quanto concerne il trattamento economico per le componenti non direttamente correlate alla durata della prestazione lavorativa.
4 4 CCNL 22 febbraio 2001 Integrativo del CCNL 1998_2001 articolo 2 Accesso al regime ad impegno ridotto 1. accesso all impegno orario ridotto Nei casi in cui risultino comprovate particolari esigenze familiari o sociali il dirigente con rapporto di lavoro esclusivo può chiedere l accesso ad un regime di impegno orario ridotto. 2. situazioni nelle quali si può chiedere l impegno orario ridotto In via indicativa i casi del comma 1 sono tutti riconducibili alle ipotesi di assistenza ai figli sino agli otto anni di età, a parenti nei confronti dei quali sia stata attestata, da una struttura sanitaria pubblica o da strutture associative convenzionate previste dalle leggi regionali vigenti, la condizione di soggetto ad effetti di tossicodipendenza, alcolismo cronico o grave debilitazione psicofisica la condizione di portatore di handicap e che debbano sottoporsi ad un progetto terapeutico di riabilitazione predisposto dalle strutture medesime (articoli 89 e 90, comma 2 del DPR ) ed ai gravi motivi individuati dal Regolamento interministeriale del 21 luglio 2000, n. 278, derivanti in particolare, dall assistenza a parenti indicati dall articolo 433 del codice civile (coniuge, figli, genitori, generi e nuore, suocero e suocera; fratelli e sorelle) affetti da: 1) patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell'autonomia personale; 2) patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali; 3) patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario; 4) patologie dell'infanzia e dell'età evolutiva aventi le caratteristiche di cui ai precedenti numeri 1, 2, e 3 o per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la potestà
5 5 CCNL 22 febbraio 2001 Integrativo del CCNL 1998_2001 articolo 2 Accesso al regime ad impegno ridotto 3. termini per accogliere la domanda di accesso all orario ridotto L accesso al regime di impegno ridotto, anche per quanto attiene la decorrenza, è concordato dall azienda con il dirigente interessato, entro quindici giorni dalla ricezione della domanda, nella quale deve essere specificato il mantenimento del rispetto al rapporto di lavoro esclusivo. Il dirigente informa il direttore o responsabile della struttura di appartenenza dell avvenuto accesso all impegno ridotto. La modifica dell impegno orario deve essere formalizzata nel contratto individuale di lavoro, ai sensi dell articolo 13, comma 12 del CCNL 1998_ numero di dirigenti che possono essere ammessi all orario ridotto L azienda ammette i dirigenti all impegno ridotto in misura non superiore al 3 % della dotazione organica complessiva dell area della dirigenza medica, incrementabile in presenza di idonee situazioni organizzative o gravi documentate situazioni familiari sopraggiunte dopo la copertura della percentuale di base, di un ulteriore 2% massimo. La percentuale è arrotondata per eccesso per arrivare comunque all unità e va ripartita dall azienda entro trenta giorni dall entrata in vigore del presente contratto, di norma, tra le varie discipline in modo equilibrato al fine di evitare disservizi dandone informazione ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali rappresentative in quanto ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei relativi contratti collettivi nazionali e in quanto tali componenti la delegazione sindacale alle trattative stesse.
6 6 CCNL 22 febbraio 2001 Integrativo del CCNL 1998_2001 articolo 2 Accesso al regime ad impegno ridotto 5. criteri di priorità nell accesso all orario ridotto Qualora il numero delle richieste ecceda i contingenti fissati, viene data la precedenza: - ai dirigenti che assistono il coniuge, o il proprio convivente, o parenti sino al 1 grado, portatori di handicap non inferiore al 70%, ovvero in particolari condizioni psico-fisiche o affetti dalle patologie più gravi o anziani dichiarati non autosufficienti ; - ai genitori con figli minori, in relazione al loro numero anche correlato allo stato di salute degli stessi e, in caso di parità, con riferimento alla minore età. Articolo 3 Orario di lavoro del dirigente con impegno ridotto 1. percentuali minima e massima di riduzione dell orario di lavoro L orario di lavoro settimanale del dirigente può essere ridotto da un minimo del 30% ad un massimo del 50% dell orario contrattuale. In ogni caso, la somma delle frazioni di posti ad impegno ridotto non può superare il numero complessivo dei posti di organico a tempo pieno. 2. modalità di realizzazione dell orario ridotto L impegno ridotto può essere realizzato: a) con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (tempo parziale orizzontale); b) con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese, o di determinati periodi dell'anno (tempo parziale verticale), in misura tale da rispettare la media della durata del lavoro settimanale prevista per il tempo parziale nell'arco temporale preso in considerazione (settimana, mese o anno); c) con combinazione delle due modalità indicate nelle lettere a) e b).
7 7 CCNL 22 febbraio 2001 Integrativo del CCNL 1998_2001 Articolo 3 Orario di lavoro del dirigente con impegno ridotto 3. ulteriori modalità di articolazione della prestazione lavorativa In presenza di particolari e motivate esigenze il dirigente può concordare con l azienda ulteriori modalità di articolazione della prestazione lavorativa che contemperino le reciproche esigenze nell ambito delle fasce orarie individuate con le procedure di cui all articolo 4, in base alle tipologie del regime orario giornaliero, settimanale, mensile o annuale praticabili presso ciascuna azienda tenuto conto della natura dell attività istituzionale, degli orari di servizio e di lavoro praticati e della situazione degli organici nelle diverse discipline. La modificazione delle tipologie di articolazione della prestazione del comma 2 e di quelle concordate in base al presente comma richiesta dall azienda o dal dirigente è concordato dall azienda con il dirigente interessato, e deve essere formalizzata nel contratto individuale di lavoro. 4. durata del periodo di servizio ad orario ridotto L accesso al regime di impegno ridotto non può essere richiesto per periodi inferiori ad un anno; il rientro al regime pieno può essere anticipato - su richiesta del dirigente o dell azienda - al cessare delle ragioni che lo hanno determinato, con le procedure di cui all articolo 2, comma 3 che devono tener conto delle esigenze organizzative dell azienda. 5. possibilità di far ricorso ad assunzioni a tempo determinato In rapporto alla durata dell impegno ridotto del dirigente, l azienda su richiesta del responsabile della struttura - valuta la possibilità di ricorrere ad assunzioni a tempo determinato, a condizione che la somma delle frazioni di orario rese utilizzabili e corrispondenti al completamento del tempo pieno, consentano la relativa disponibilità organica posto che i lavoratori a tempo parziale sono computati nel complesso del numero dei lavoratori dipendenti in proporzione all'orario svolto, rapportato al tempo pieno.
8 8 CCNL 22 febbraio 2001 Integrativo del CCNL 1998_2001 Articolo 3 Orario di lavoro del dirigente con impegno ridotto 6. dirigenti ai quali è precluso l accesso all orario ridotto Non è consentito l accesso al regime di impegno ridotto ai dirigenti che siano titolari di incarico di direzione di struttura complessa ovvero semplice che non sia articolazione interna di strutture complessa, ai sensi dell articolo 20, comma 1, lettera f) punto 18 bis della legge 488/1999, che dispone È consentito l'accesso ad un regime di impegno ridotto per il personale non sanitario con qualifica dirigenziale che non sia preposto alla titolarità di uffici, con conseguenti effetti sul trattamento economico secondo criteri definiti dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Articolo 4 Trattamento economico - normativo dei dirigenti ad impegno ridotto 1. diritti e prerogative del dirigente ad orario ridotto Nell applicazione degli istituti normativi previsti dal presente contratto, tenendo conto della ridotta durata della prestazione e della peculiarità del suo svolgimento, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di legge e contrattuali dettate per il rapporto di lavoro a tempo pieno, ivi compreso il diritto alla formazione. 2. condizioni e limiti di prestazioni di lavoro supplementare Il dirigente con rapporto di lavoro ad impegno ridotto di tipo orizzontale, previo suo consenso, può essere chiamato a svolgere prestazioni di lavoro supplementare, nella misura massima del 10% della durata di lavoro concordata riferita a periodi non superiori ad un mese e da utilizzare nell arco di più di una settimana. Il ricorso al lavoro supplementare è ammesso per specifiche e comprovate esigenze organizzative o in presenza di particolari situazioni di difficoltà organizzative derivanti da concomitanti assenze di personale non prevedibili ed improvvise.
9 9 CCNL 22 febbraio 2001 Integrativo del CCNL 1998_2001 Articolo 4 Trattamento economico - normativo dei dirigenti ad impegno ridotto 3. remunerazione dell eventuale lavoro supplementare Le ore di lavoro supplementare sono retribuite con un compenso pari alla retribuzione oraria maggiorata di una percentuale pari al 15%. I relativi oneri sono a carico del fondo per il trattamento accessorio legato alle condizioni di lavoro. 4. limitazioni al lavoro straordinario nell impegno ridotto verticale Il dirigente con rapporto di lavoro ad impegno ridotto di tipo verticale può effettuare prestazioni di lavoro straordinario nelle sole giornate di effettiva attività lavorativa entro il limite massimo individuale annuo di 20 ore. 5. ulteriori ore di lavoro supplementare o straordinario Le ore di lavoro supplementare o straordinario di cui l azienda, previo consenso del dirigente, chieda occasionalmente lo svolgimento in eccedenza rispetto ai commi 3 e 4 sono retribuite con un compenso pari alla retribuzione oraria maggiorata di una percentuale del 50%. Anche tali ore non possono superare il limite annuo di 20 ore. 6. trattamento economico del dirigente ad impegno ridotto Il trattamento economico, anche accessorio, dei dirigenti con rapporto di lavoro ad impegno ridotto è proporzionale alla prestazione lavorativa, con riferimento a tutte le competenze fisse e periodiche, ivi compresa l indennità integrativa speciale, la retribuzione individuale di anzianità, l indennità di specificità medica e l indennità di rischio radiologico ove spettante, corrisposte al dirigente con rapporto di lavoro ad impegno pieno appartenente alla stessa posizione di incarico. L indennità di esclusività è percepita per intero.
10 10 CCNL 22 febbraio 2001 Integrativo del CCNL 1998_2001 Articolo 4 Trattamento economico - normativo dei dirigenti ad impegno ridotto 7. rideterminazione della retribuzione di posizione La retribuzione di posizione, ferma restando la componente fissa e fermo restando il principio generale della proporzionalità della remunerazione rispetto alla prestazione lavorativa, è rideterminabile dalle parti, azienda e dirigente, in misura proporzionale all impegno ridotto e comunque in ragione dell eventuale mutamento dell incarico conseguentemente assegnato. 8. trattamento accessorio non correlato all orario di lavoro La contrattazione integrativa, nelle materie ad essa demandate, stabilisce i criteri per l attribuzione ai dirigenti ad impegno ridotto dei trattamenti accessori collegati al raggiungimento dei risultati nonché di altri istituti non collegati alla durata della prestazione lavorativa ed applicabili anche in misura non frazionata e non direttamente proporzionale al regime orario adottato. 9. assegni familiari Al ricorrere delle condizioni di legge, al dirigente ad impegno ridotto sono corrisposte per intero le aggiunte di famiglia. 10. disciplina delle ferie e delle altre assenze dal lavoro I dirigenti ad impegno ridotto di tipo orizzontale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie pari a quello dei dirigenti a tempo pieno. I dirigenti ad impegno ridotto di tipo verticale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie e di festività soppresse proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell'anno ed il relativo trattamento economico è commisurato alla durata della prestazione giornaliera. Per il tempo parziale verticale analogo criterio di proporzionalità si applica anche per le altre assenze dal servizio previste dalla legge e dai CCNL, ivi comprese le assenze per malattia.
11 11 CCNL 22 febbraio 2001 Integrativo del CCNL 1998_2001 Articolo 4 Trattamento economico - normativo dei dirigenti ad impegno ridotto 10. disciplina delle ferie e delle altre assenze dal lavoro In presenza di impegno ridotto verticale, è comunque riconosciuto per intero il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro previsto dalla normativa in materia di tutela della maternità, anche per la parte non cadente in periodo lavorativo ed il relativo trattamento economico, spettante per l intero periodo di astensione obbligatoria, è commisurato alla durata prevista per la prestazione giornaliera; il permesso per matrimonio, l astensione facoltativa, i permessi per maternità e i permessi per lutto, spettano per intero solo per i periodi coincidenti con quelli lavorativi, fermo restando che il relativo trattamento economico è commisurato alla durata prevista per la prestazione giornaliera. Nell impegno ridotto di tipo verticale il preavviso si calcola con riferimento ai periodi effettivamente lavorati. 11. impegno ridotto e periodo di prova I dirigenti possono accedere all impegno ridotto solo dopo i primi sei mesi dall assunzione. 12. pronta disponibilità e libera professione intramoenia I dirigenti ad impegno ridotto di tipo orizzontale o verticale non possono svolgere sevizio di pronta disponibilità. L attività libero professionale intramuraria, comunque classificata, è sospesa per tutta la durata dell impegno ad orario ridotto. 13. ripristino del trattamento economico al ritorno al tempo pieno Al dirigente che rientra dall impegno ridotto viene ripristinato l intero trattamento economico nonché la retribuzione di posizione minima contrattuale ove fosse stata oggetto di riduzione ed è, comunque, fatto salvo il ripristino da parte dell azienda dell incarico precedentemente ricoperto.
12 12 CCNL 22 febbraio 2001 Integrativo del CCNL 1998_2001 Articolo 4 Trattamento economico - normativo dei dirigenti ad impegno ridotto 14. rinvio al decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61 Per tutto quanto non disciplinato dalle clausole del presente contratto, in materia di rapporto di lavoro con impegno ridotto si applicano le disposizioni contenute nel decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61.
13 13 Articolo 1 Concetti di carattere generale 1. opzioni di esercizio della prestazione lavorativa Nel rapporto di lavoro subordinato l'assunzione può avvenire a tempo pieno o a tempo parziale. 2. definizioni dei termini di riferimento Ai fini del presente decreto legislativo si intende: a) per "tempo pieno" l'orario normale di lavoro di 40 ore settimanali di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, o l'eventuale minor orario normale fissato dai contratti collettivi applicati; b) per "tempo parziale" l'orario di lavoro, fissato dal contratto individuale, cui sia tenuto un lavoratore, che risulti comunque inferiore a quello indicato nella lettera a); c) per "rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale" quello in cui la riduzione di orario rispetto al tempo pieno è prevista in relazione all'orario normale giornaliero di lavoro; d) per "rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale" quello in relazione al quale risulti previsto che l'attività lavorativa sia svolta a tempo pieno, ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell'anno; d-bis) per "rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo misto quello che si svolge secondo una combinazione delle due modalità indicate nelle lettere c) e d); e) per "lavoro supplementare" quello corrispondente alle prestazioni lavorative svolte oltre l'orario di lavoro concordato fra le parti ai sensi dell'articolo 2, comma 2, ed entro il limite del tempo pieno.
14 14 Articolo 1 Concetti di carattere generale 3. ambiti riservati alla contrattazione collettiva I contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui all'articolo 19 dello statuto dei lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300), ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie possono determinare condizioni e modalità della prestazione lavorativa del rapporto di lavoro a tempo pieno o part time. I contratti collettivi nazionali possono, altresì, prevedere per specifiche figure o livelli professionali modalità particolari di attuazione delle discipline rimesse alla contrattazione collettiva ai sensi del presente decreto. 4. orario ridotto e assunzioni a tempo determinato Le assunzioni a termine, disciplinate in termini generali dal decreto legislativo 9 ottobre 2001, n. 368, d all'articolo 8 della legge 23 luglio 1991, n. 223 per quanto concerne i lavoratori in mobilità, e dall'articolo 4 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 per quanto concerne le sostituzioni di lavoratrici in congedo per maternità, possono essere effettuate anche con rapporto a tempo parziale, ai sensi dei commi 2 e 3.
15 15 Articolo 2 Forma e contenuti del contratto di lavoro a tempo parziale 1. vincoli ed obblighi informativi relativi all impegno ridotto Il contratto di lavoro a tempo parziale è stipulato in forma scritta ai fini e per gli effetti di cui all'articolo 8, comma 1. Fatte salve eventuali più favorevoli previsioni dei contratti collettivi, il datore di lavoro è altresì tenuto ad informare le rappresentanze sindacali aziendali, ove esistenti, con cadenza annuale, sull'andamento delle assunzioni a tempo parziale, la relativa tipologia ed il ricorso al lavoro supplementare. 2. precisazioni che devono essere contenute nel contratto di lavoro Nel contratto di lavoro a tempo parziale è contenuta puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell'orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all'anno. Clausole difformi sono ammissibili solo nei termini di cui all'articolo 3, comma 7. articolo 3 Modalità del rapporto di lavoro a tempo parziale. Lavoro supplementare, lavoro straordinario, clausole elastiche 1. possibilità di richiedere lavoro supplementare Nelle ipotesi di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, anche a tempo determinato, il datore di lavoro ha facoltà di richiedere lo svolgimento di prestazioni supplementari rispetto a quelle concordate con il lavoratore nel contratto di lavoro individuale, nel rispetto di quanto previsto dai commi 2, 3 e 4.
16 16 articolo 3 Modalità del rapporto di lavoro a tempo parziale. Lavoro supplementare, lavoro straordinario, clausole elastiche 2. aspetti che possono essere oggetto di contrattazione collettiva I contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali, stabiliscono il numero massimo delle ore di lavoro supplementare effettuabili e le relative causali in relazione alle quali si consente di richiedere ad un lavoratore a tempo parziale lo svolgimento di lavoro supplementare, nonché le conseguenze del superamento delle ore di lavoro supplementare consentite dai contratti collettivi stessi. 3. lavoro supplementare e consenso del lavoratore interessato L'effettuazione di prestazioni di lavoro supplementare richiede il consenso del lavoratore interessato ove non prevista e regolamentata dal contratto collettivo. Il rifiuto da parte del lavoratore non può integrare in nessun caso gli estremi del giustificato motivo di licenziamento. 4. maggiorazione del compenso per lavoro supplementare I contratti collettivi di cui al comma 2 possono prevedere una percentuale di maggiorazione sull'importo della retribuzione oraria globale di fatto, dovuta in relazione al lavoro supplementare. In alternativa a quanto previsto in proposito dall'articolo 4, comma 2, lettera a), i contratti collettivi di cui al comma 2 possono anche stabilire che l'incidenza della retribuzione delle ore supplementari sugli istituti retributivi indiretti e differiti sia determinata convenzionalmente mediante l'applicazione di una maggiorazione forfetaria sulla retribuzione dovuta per la singola ora di lavoro supplementare.
17 17 articolo 3 Modalità del rapporto di lavoro a tempo parziale. Lavoro supplementare, lavoro straordinario, clausole elastiche 5. possibilità di prestazioni lavorative straordinarie Nel rapporto di lavoro a tempo parziale verticale o misto, anche a tempo determinato, è consentito lo svolgimento di prestazioni lavorative straordinarie. A tali prestazioni si applica la disciplina legale e contrattuale vigente in materia di lavoro straordinario nei rapporti a tempo pieno. 7. flessibilità applicativa del rapporto di lavoro a tempo parziale Fermo restando che nei contratti di lavoro a tempo parziale deve essere contenuta puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell'orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all'anno, i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono, nel rispetto di quanto previsto dai commi 8 e 9, stabilire clausole flessibili relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione stessa. Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto possono essere stabilite anche clausole elastiche relative alla variazione in aumento della durata della prestazione lavorativa. I predetti contratti collettivi stabiliscono: 1) condizioni e modalità in relazione alle quali il datore di lavoro può modificare la collocazione temporale della prestazione lavorativa; 2) condizioni e modalità in relazioni alle quali il datore di lavoro può variare in aumento la durata della prestazione lavorativa; 3) i limiti massimi di variabilità in aumento della durata della prestazione lavorativa. 3-bis) condizioni e modalità che consentono al lavoratore di richiedere l'eliminazione ovvero la modifica delle clausole flessibili e delle clausole elastiche stabilite ai sensi del presente comma;
18 18 articolo 3 Modalità del rapporto di lavoro a tempo parziale. Lavoro supplementare, lavoro straordinario, clausole elastiche 8. vincoli per variare in aumento la durata della prestazione lavorativa L'esercizio, ove previsto dai contratti collettivi e nei termini, condizioni e modalità ivi stabiliti, da parte del datore di lavoro del potere di variare in aumento la durata della prestazione lavorativa, nonché di modificare la collocazione temporale della stessa, comporta in favore del prestatore di lavoro un preavviso, fatte salve le intese fra le parti, di almeno cinque giorni lavorativi, nonché il diritto a specifiche compensazioni nella misura ovvero nelle forme fissate dai contratti collettivi di lavoro. 9. garanzie e tutele per l applicazione di forme flessibili di part time La disponibilità allo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale caratterizzato dagli elementi di flessibilità indicati al comma 7 richiede il consenso del lavoratore formalizzato attraverso uno specifico patto scritto, anche contestuale al contratto di lavoro, reso, su richiesta del lavoratore, con l'assistenza di un componente della rappresentanza sindacale aziendale indicato dal lavoratore medesimo. L'eventuale rifiuto del lavoratore non integra gli estremi del giustificato motivo di licenziamento. Ferme restando le ulteriori condizioni individuate dai contratti collettivi ai sensi del comma 7, al lavoratore affetto da patologie oncologiche ovvero al lavoratore studente è riconosciuta la facoltà di revocare il predetto consenso. 10. applicazione di forme flessibili di part time nei contratti a termine L'inserzione nel contratto di lavoro a tempo parziale di clausole flessibili o elastiche previste dal comma 7 è possibile anche nelle ipotesi di contratto di lavoro a termine.
19 19 articolo 3 Modalità del rapporto di lavoro a tempo parziale. Lavoro supplementare, lavoro straordinario, clausole elastiche 14. obblighi informativi dei centri e delle agenzie per l impiego I centri per l'impiego e i soggetti autorizzati all'attività di mediazione fra domanda ed offerta di lavoro, sono tenuti a dare, ai lavoratori interessati ad offerte di lavoro a tempo parziale, puntuale informazione della disciplina prevista dai commi 3, 7, 8, 9, 10, preventivamente alla stipulazione del contratto di lavoro. Per i soggetti autorizzati all attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro la mancata fornitura di detta informazione costituisce comportamento valutabile ai fini della revoca dell autorizzazione.
20 20 Articolo 4. Principio di non discriminazione 1. equiparazione dei diritti rispetto ai lavoratori a tempo pieno Fermi restando i divieti di discriminazione diretta ed indiretta previsti dalla legislazione vigente, il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno comparabile, intendendosi per tale quello inquadrato nello stesso livello in forza dei criteri di classificazione stabiliti dai contratti collettivi di lavoro, per il solo motivo di lavorare a tempo parziale. 2. implicazioni concrete del principio di non discriminazione L'applicazione del principio di non discriminazione comporta che: a) il lavoratore a tempo parziale benefici dei medesimi diritti di un lavoratore a tempo pieno comparabile in particolare per quanto riguarda l'importo della retribuzione oraria; la durata del periodo di prova e delle ferie annuali; la durata del periodo di astensione obbligatoria e facoltativa per maternità; la durata del periodo di conservazione del posto di lavoro a fronte di malattia; infortuni sul lavoro, malattie professionali; l'applicazione delle norme di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro; l'accesso ad iniziative di formazione professionale organizzate dal datore di lavoro; l'accesso ai servizi sociali aziendali; i criteri di calcolo delle competenze indirette e differite previsti dai contratti collettivi di lavoro; i diritti sindacali, ivi compresi quelli direttamente connessi con l impegno sindacale. I contratti collettivi di lavoro possono provvedere a modulare la durata del periodo di prova e quella del periodo di conservazione del posto di lavoro in caso di malattia qualora l'assunzione avvenga con contratto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale;
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