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Timestamp: 2017-05-27 01:55:47+00:00

Document:
LETTERA INFORMATIVA NOVEMBRE - DICEMBRE 2011 by Studio Legale Stefanelli - issuu
S T U DIO LE G ALE S TE F AN E LLILE T T ER A IN F OR M ATI V A N OV E MBR E - DI CE MBR E 2 01 1STUDIO LEGALESTEFANELLILettera Informativa
Per la prima volta e' chiarito come la richiesta della certificazione ISO
14001 in una gara di forniture sia un requisito sproporzionatoavv. Adriano ColombanModificazioni degli importi delle soglie comunitarie3
3L'omologazione e/o l’autorizzazione all'immissione in commercio di unavv. Alessandra Delli Pontiprodotto e’ requisito indefettibile ai fini partecipativi di una pubblica gara 3avv. Edoardo Di GioiaL'art. 46, comma 1-bis e la rivoluzione copernicanaavv. Valeria Fabbri
dott. Annamaria Cicerone
dott. Andrea Marinelli4Diritto delle Imprese
PAGAMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE5Quando il debitore e' una P.A. - giudizio di Ottemperanza – nomina del
Commissario ad acta5SILENZIO DELLA P.A.dott.ssa Claudia PattiNon basta l’indizione di una conferenza di servizi a sollevareDott. Federico Breschil’amministrazione dall’obbligo di concludere il procedimento nei termini di
legge.6DIRITTO DEI MARCHI
Quando la tutela dei diritti di proprietà intellettuale transita in dogana 6
tel 0039 051 6241209Le motivazioni della sentenza Thyssen7Diritto della Sanità
La consegna al paziente dei documenti sanitari è un obbligo9fax 0039 051 6241212Per la Toscana il punto prelievi non necessita di autorizzazione9www.studiolegalestefanelli.itE’ lecito per un professionista fare pubblicità relativa allo sconto applicato
agli onorari delle prestazioni erogate?
Comunicazioni9S T U DIO LE G ALE S TE F AN E LLILE T T ER A IN F OR M ATI V A N OV E MBR E E DI CE MBR E 2 01 1Convegni
La mediazione in responsabilità odontoiatrica è percorribile?
28 gennaio 2012 - Siola, Pisa,RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE IMPRESE
La scelta dell’Organismo di Vigilanza: non è solo una questione di
costi. Composizione, compiti e ruolo.
24 gennaio 2012 - BolognaRESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE IMPRESE
La responsabilità amministrativa degli enti, il nuovo ruolo del
Modello 231/2001, Analisi del rischio, Principi eticie Protocollidi controllo
24 gennaio 2012 - Bologna
La fase di esecuzione del contratto artt. 297 – 311 del regolamento
16 dicembre2011 MilanoAPPALTI
Il nuovo art. 46, comma 1°-bis e l'attuale sistema di esclusione
dalle pubbliche gare
23 febbraio 201240139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -FAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 2 di 11S T U DIO LE G ALE S TE F AN E LLILE T T ER A IN F OR M ATI V A N OV E MBR E E DI CE MBR E 2 01 1Diritto degli Appalti
Per la prima volta e' chiarito come la richiesta
della certificazione ISO 14001 in una gara di
forniture sia un requisito sproporzionato
Consiglio Stato, III°, 7/12/2011, n. 6466
Apriamo questa newsletter con un'interessantissima
sentenza del Consiglio di Stato che, affrontando la
questione relativa alla correttezza della richiesta del
possesso della certificazione di qualità aziendale ISO
14001 per la partecipazione ad una gara di pubbliche
forniture (dispositivi medici), con una motivazione
molto penetrante ha stabilito che “la certificazione ISO
14001 attiene esclusivamente ai processi produttivi utilizzati
nell'organizzazione imprenditoriale [.] pertanto non è una
certificazione del prodotto, o del suo uso, ma delle metodiche
utilizzate per la sua realizzazione, [e quindi] senza alcuna
ricaduta positiva sui territori e sugli enti destinatari della
fornitura ma, al piu', sui luoghi di produzione”. Partendo da
questa corretta considerazione è stato quindi ritenuto
incongruo e sproporzionato vincolare la partecipazione
ad una gara per la fornitura di beni ai soli produttori in
grado di dimostrare il possesso della certificazione ISO
14001 in quanto, secondo il Supremo Consesso, il
vantaggio (innegabile) di possedere una certificazione
ambientale, non ripercuotendosi comunque sul prodotto
venduto, non può comportare un vantaggio per
l'acquirente finale – e, piu' in generale, per il suo
territorio – di tal chè limitare la partecipazione ai soli
produttori dotati di detta certificazione, in quanto
requisito “inidoneo a generare ricadute virtuose durante
l'esecuzione del contratto”, è incongruo e sproporzionato.
comunitariedegliimportidellesoglieRegolamento CE n. 1251 del 30/11/2011- gli appalti per forniture e servizi indette da PP.AA.
statali passano dal valore di 125.000 a 130.000 €
- gli appalti per forniture e servizi indette da PP.AA.
non statali passano da 193.000 a 200.000 €
- gli appalti per lavori passano dal valore di 4.845.000
€ al valore di 5.000.000 €Avv. Andrea StefanelliL'omologazione
all'immissione in commercio di un prodotto e’
requisito indefettibile ai fini partecipativi di
una pubblica gara.
Consiglio Stato, IV°, 2/12/2011, n. 6376
Per poter legittimamente concorrere ad un procedura di
gara il prodotto offerto deve già possedere
l'omologazione (se richiesta) oppure, il produttore
all'immissione in commercio del medesimo prodotto
(sempre se necessaria), non potendo dette risultare
“eventuali” (ovvero successive) all'aggiudicazione stessa
perché, se così fosse, detta aggiudicazione risulterebbe
condizionata dall'ottenimento di tali autorizzazioni. Ciò
significa, da un lato, che la Pubblica Amministrazione
non può, nel definire l'oggetto di una gara, indicare
prodotti che non siano ancora commercializzati così
come, dall'altra parte, un operatore economico non può
concorrere ad un pubblico incanto offrendo prodotti che
non siano stati ancora autorizzati all'immissione in
commercio, in quanto l'incommerciabilità ne impedisce
l'offerta stessa; da tali considerazioni discende pertanto
l'assunto che “laddove la documentazione di gara prescrive che
i prodotti devono essere omologati, essa richiede che il prodotto
considerato nell'offerta sia già omologato (e quindi
commerciabile) al momento di presentazione dell'offerta
medesima”.Con il citato Regolamento la Comunità Europea ha
previsto che, a far data dal 1/1/2012, gli importi di cui
all'art. 7 della direttiva 2004/18/CE (recepito poi
nell'art. 28 D.Lgs.n. 163/2006), subiscano i seguenti
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -Avv. Andrea StefanelliFAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 3 di 11S T U DIO LE G ALE S TE F AN E LLILE T T ER A IN F OR M ATI V A N OV E MBR E E DI CE MBR E 2 01 1L'art. 46, comma 1-bis e la rivoluzione
T.A.R. Latina, I°, 1/12/2011, n. 991
T.A.R. Roma, I°bis, 6/12/2011, n. 9597
T.A.R. Venezia, I°, 2/12/2011, n. 1791
Come immaginabile, dopo i primi mesi di “pallida”
applicazione ecco che lentamente – ma non meno
“prepotentemente” – s’assiste con sempre maggior
frequenza a pronunce che affrontano il portato del
recente art. 46, comma 1°bis del D.Lgs.n. 163/2006
(come introdotto dal D.L.n. 70/2011, poi convertito in
L.n. 106/2011), che recita “La stazione appaltante esclude i
candidati o i concorrenti in caso di mancato adempimento alle
prescrizioni previste dal presente codice e dal regolamento e da
altre disposizioni di legge vigenti, nonché nei casi di incertezza
assoluta sul contenuto o sulla provenienza dell'offerta, per
difetto di sottoscrizione o di altri elementi essenziali ovvero in
caso di non integrità del plico contenente l'offerta o la domanda
di partecipazione o altre irregolarità relative alla chiusura dei
sia stato violato il principio di segretezza delle offerte; i bandi e
le lettere di invito non possono contenere ulteriori prescrizioni a
pena di esclusione. Dette prescrizioni sono comunque nulle”.
Dopo il TAR Venezia – che risulta esser stato il primo,
con la sentenza 13/9/2011, n. 1376 (poi confermata dal
Consiglio di Stato, anche se solo in sede cautelare, con
l’Ordinanza n. 4666/2011) - ecco che anche altri
Tribunali Amministrativi Regionali hanno iniziato pian
piano ad assumere pronunce applicative del nuovo40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -disposto normativo che, di fatto, ha depotenziato la
portata della “lex specialis”.
Cosi, in ordine temporale, prima il TAR Latina ha
ritenuto illegittima l'esclusione comminata ai danni di
una concorrente che non aveva provveduto al deposito,
in sede di gara, del “verbale di sopralluogo” (ancorchè
richiesto a pena d'esclusione”), in quanto non esiste
alcuna disposizione di legge che preveda tale obbligo
documentale (che pertanto deve ritenersi nullo), mentre
la seconda sentenza è del TAR Roma, che invece
respinge il ricorso di un concorrente escluso per non
aver allegato la fotocopia della carta d'identità del
sottoscrittore ai fini dell'autocertificazione, ritenendo - al
contrario - che il D.P.R. n. 445/2000 (art. 38) imponga
invece ex lege l'obbligo di detta allegazione (e proprio ai
fini della validità dell'autocertificazione medesima).
Infine ancora una sentenza del TAR Venezia,
che ribadisce come l'art. 75 codice appalti disponga
l'obbligatorietà solo al comma 8° - relativo all'impegno
del fideiussore a rilasciare cauzione definitiva in caso
d'aggiudicazione da parte del garantito – ma non di altri
adempimenti, ragion per cui il non corretto importo del
deposito cauzionale provvisorio depositato non può
essere valido motivo d'esclusione.
Vi è da credere che si continuerà a parlare molto di
questo art. 46, comma 1-bis.
Avv. Andrea StefanelliFAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 4 di 11S T U DIO LE G ALE S TE F AN E LLILE T T ER A IN F OR M ATI V A N OV E MBR E E DI CE MBR E 2 01 1Diritto delle Imprese
AMMINISTRAZIONEQuando il debitore e' una P.A. - giudizio di
Ottemperanza – nomina del Commissario
Torniamo ad occuparci della (annosa) questione relativa
ai ritardi nei pagamenti ad opera delle PA, in particolare
con riferimento a crediti pecuniari vantati da un
appaltatore privato nei confronti di una Stazione
Appaltante pubblica. Occorre premettere, a tal
proposito, che la P.A., al pari di qualsiasi altro soggetto,
nel momento in cui ritarda od omette un pagamento
dovuto diviene, a tutti gli effetti, un “debitore” vero e
proprio – senza alcuna differenza rispetto ad un debitore
privato - ed il nostro ordinamento prevede la possibilità,
a favore di qualunque creditore munito di un titolo
esecutivo, di procedere nei confronti del proprio
debitore – indipendentemente dal fatto che sia un
privato oppure una Pubblica Amministrazione – con le
procedure di espropriazione mobiliare, immobiliare o
con un pignoramento presso terzi soggetti. Nel caso in
cui il debitore sia un’Amministrazione “statale” oppure
un Ente pubblico economico, tuttavia, la legge prevede
una procedura per così dire “allungata”, nonché dispone
alcune limitazioni in ragione della qualità soggettiva del
creditore. Fra tutti merita menzione quanto disposto
dall'art. 14, comma 1 D.L. 669/96, secondo cui
“le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici economici
completano le procedure per l'esecuzione dei provvedimenti
giurisdizionali e dei lodi arbitrali [.] entro il termine di 120
giorni dalla notificazione del titolo esecutivo [.] prima di tale
termine il creditore non può procedere ad esecuzione forzata né
alla notifica del precetto”.
Strumento alternativo alle procedure esecutive civili
risultano essere i giudizi d’ottemperanza, che ogni
creditore può attivare avverso un debitore “Pubblica
Amministrazione” tramite ricorso da presentare ai
Tribunali Amministrativi Regionali La disciplina di tali
giudizi, prevista nel recente Codice del processo
amministrativo (artt. 112 e segg.), nulla ha a
che vedere con le espropriazioni di stampo civilistico,
prevedendo l'art. 112 comma 2 lett.d) del suddetto
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -codice la proponibilità di un ricorso da parte
dell'appaltatore-creditore munito di “sentenza passata in
giudicato [.] .o provvedimenti ad essa equiparabili [.] .con
finalità di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica
amministrazione”. Salvo alcuni aspetti formali (da valutare
“caso per caso”) il giudizio d’ottemperanza, se accolto
dal Giudice amministrativo, prevede la nomina coattiva
di un Commissario ad acta il quale, munito dei necessari
poteri, provvede “materialmente” ad obbligare la P.A.
debitrice al pagamento della somma dovuta;
il compito del Commissario ad acta consiste quindi,
essenzialmente, nell'adozione di quei provvedimenti
amministrativi che si rendano necessari o per riempire il
vuoto (conseguente all'inerzia) dell’Amministrazione
oppure per sostituire l'attività (illegittima) posta in
essere da quest'ultima. Di fatto, dunque, il Commissario
così nominato si “sostituisce” all’Amministrazione
inadempiente, evitando in tal modo al creditore
procedente il difficile onere d’individuare quei beni
pubblici da espropriare (attività, invece, assolutamente
necessaria nelle procedure esecutive di natura
“civilistica, come l’espropriazione o il pignoramento c/o
terzi), senza contare poi come un eventuale reiterato
inadempimento della Pubblica Amministrazione
potrebbe comportare, alla stessa P.A., possibili
problematiche e responsabilità da valutarsi innanzi alla
competente Corte dei Conti.
Per questo motivo si suggerisce a tutti i privati
creditori di somme (anche importanti) nei
confronti di Pubbliche Amministrazioni
inadempienti (magari da anni), di non “rinunciare a
priori” a pretendere le loro somme ma di valutare
attentamente l’opportunità di procedere - nei confronti
di dette P.A. debitrici - non con gli strumenti civilistici
del pignoramento o dell’espropriazione (molto spesso
lunghi, costosi ma, soprattutto, inadeguati ad
“obbligare” le PP.AA. al pagamento di quanto dovuto ma con un giudizio d’ottemperanza che vede la nomina
di un Commissario ad acta il quale, solitamente,
“spaventa” molto di più i funzionari pubblici di quanto
non possa fare l’Ufficiale Giudiziario pignorante.
FAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 5 di 11S T U DIO LE G ALE S TE F AN E LLILE T T ER A IN F OR M ATI V A N OV E MBR E E DI CE MBR E 2 01 1SILENZIO DELLA P.A.
Non basta l’indizione di una conferenza di
dall’obbligo di concludere il procedimento nei
Consiglio di Stato Sez. V 7/11/2011 n. 5878
Con la sentenza in questione il Consiglio di Stato
statuito come l’indizione di una Conferenza di servizi ai
sensi dell’art. 14 della L 241/1990, in quanto atto
infraprocedimentale, istruttorio per antonomasia, non
rappresenti idoneo atto d’adempimento da parte
dell’Amministrazione procedente all’obbligo di
concludere il procedimento entro i termini previsti
all’art. 2 della medesima legge sul procedimento
Questi i fatti oggetto del giudizio.
La società X, intendendo installare una centrale di
produzione di energia elettrica di fonte eolica,
richiedeva regolarmente l’autorizzazione ex art. 12
D.lgs. 387/2003 alla Regione Calabria ma
l’amministrazione tuttavia rimaneva inerte, non
adottando alcun provvedimento. Scaduti i termini
stabiliti per la conclusione del procedimento (90 gg.) la
società X ricorreva allora al TAR Calabria avverso il
Regionale, ma il giudice amministrativo adìto dichiarava
tuttavia il ricorso improcedibile, in quanto nel frattempo
la Regione aveva indetto la Conferenza di servizi volta a
completare l’iter istruttorio.
Avv. Edoardo Di GioiaDIRITTO DEI MARCHI
Quando la tutela dei diritti di proprietà
intellettuale transita in dogana
Corte Giustizia 1/12//2011, C– 446/09 e 495/09
Nel territorio dell’Unione Europea, i diritti di proprietà
intellettuale possono trovare tutela giuridica anche in
dogana. O meglio, anche le autorità doganali dei paesi
membri UE possono adottare misure contro i casi di
contraffazione di merci; in che modo lo ha stabilito
ultimamente la Corte di Giustizia dell’Unione con la
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -recentissima sentenza del 1° dicembre 2011, relativa ai
procedimenti riuniti C – 446/09 e C – 495/09.
Questi i casi da cui ha tratto origine la pronuncia della
Il caso C- 446/09 è nato in Belgio nel 2002, quando,
durante una ispezione, le autorità doganali belghe
rinvenivano un carico di rasoi elettrici provenienti dalla
Cina ed assai somiglianti ad alcuni modelli di rasoio
prodotti dalla società Philips.
In ragione della tutela esistente a carico dei modelli
Philips – registrati in vari paesi, compreso il Belgio - le
autorità doganali, sospettando un caso di contraffazione,
procedevano al blocco delle merci. La società Philips, a
sua volta, avviava un procedimento giudiziario avanti al
Tribunale civile di Anversa contro le società
responsabili, rispettivamente, della produzione,
commercializzazione e trasporto dei rasoi, chiedendo al
Giudice adito di dichiarare la violazione ad opera di tali
imprese dei propri diritti di esclusiva, nonchè di
disporre il risarcimento dei danni e la distruzione delle
merci rinvenute.
Il caso C – 495/09 aveva invece origine nel luglio 2008
presso l’areoporto di Heathrow (Regno Unito), ove le
autorità doganali, ispezionando una partita di merci,
avevano rinvenuto telefoni cellulari ed accessori
provenienti da Hong Kong e diretti in Colombia e
riportanti un segno identico al noto marchio Nokia.
Alla luce della scoperta del marchio, le autorità doganali
inviavano alcuni campioni alla Nokia, la quale, nel
confermare che si trattasse di un caso di contraffazione,
chiedeva loro di bloccare il carico in questione.
Poichè le autorità doganali non aveva accolto la richiesta
di blocco, la Nokia contestava il provvedimento della
Dogana inglese avanti alla giustizia inglese.
Le Corti adite nei casi esposti ritenevano di sottoporre le
questioni alla Corte di Giustizia dell’Unione, nelle
forme del seguente quesito: possono considerarsi
contraffatte e/o usurpative ai sensi del diritto
dell’Unione merci provenienti da uno stato terzo ed in
transito (o immagazzinate presso un deposito doganale
dell’Unione) per il solo fatto di essere state introdotte
presso dogane UE, anche se, concretamente, non
immesse in commercio sul territorio europeo?
Onde rispondere al quesito sottopostole, la Corte di
Giustizia ha preso in esame la normativa europea in
materia doganale, analizzando, in quanto applicabili ai
FAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 6 di 11S T U DIO LE G ALE S TE F AN E LLILE T T ER A IN F OR M ATI V A N OV E MBR E E DI CE MBR E 2 01 1casi in esame, le norme per il blocco provvisorio di
merci in condizioni di “transito esterno” (intendendosi
per quest’ultimo, ex art. 91 “Codice Doganale
Comunitario” - Reg. CE 23 aprile 2008 n. 450, i casi di
transito di merci non comunitarie “da una località
all’altra del territorio doganale della Comunità”)
Sulla base della normativa analizzata, la Corte di
Giustizia ha ritenuto che il mero passaggio di merce non
comunitaria nel territorio doganale dell’Unione – poi
destinata ad essere recapitata ad altri paesi non UE - non
possa di per sè configurare un caso di lesione dei diritti
di proprietà intellettuale altrui in base al diritto europeo.
Più precisamente, secondo quanto sancito dalla Corte,
affinchè possa configurarsi un caso di contraffazione,
occorre che la merce in questione formi oggetto di veri
e propri atti di immissione in commercio sul territorio
comunitario (vendita, messa in vendita, pubblicità
rivolta a consumatori comunitari, etc.)
Onde, poi, valutare quando sussistano – o,
semplicemente, quando esista il rischio che possano
sussistere - detti atti commerciali, secondo la Corte le
autorità doganali potranno fare riferimento a alla
ricorrenza di vari “indizi”, quali: assenza di informazioni
precise e/o affidabili sull’identità o indirizzo del
produttore o dello speditore delle merci, mancanza di
collaborazione con le autorità doganali, scoperta di
documenti sulle merci atti a far ritenere che tali merci
possano essere commercializzate a cittadini comunitari.
Pertanto, ricorrendo tali elementi, la Corte reputa che,
in caso di arrivo presso il territorio doganale di merci
“sospette”, le Autorità doganali ben possano adottare dei
provvedimenti di sequestro a loro carico, quando vi sia,
cioè, il fondato timore che gli operatori coinvolti nella
produzione/spedizione/distribuzione delle merci siano
sul punto di dirigere le merci stesse verso i consumatori
dell’Unione o dissimulino tale propria intenzione.
Avv. Valeria FabbriRESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE
IMPRESELe motivazioni della sentenza Thyssen
Corte d’assise Tribunale Torino 15/4/2011
Nel mese di novembre sono state pubblicate le
motivazioni alla oramai famosa sentenza Thyssen.
Per completezza si ricorda che, in materia di reati di cui
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -al Decreto legislativo 231/2001 sulla responsabilità
amministrativa degli Enti, la società ThyssenKrupp
Acciai Speciali Terni Spa è stata condannata:
al pagamento della sanzione di 1 milione di
all'esclusione da contributi e sovvenzioni
pubbliche per sei mesi,
al divieto di pubblicizzare i prodotti sempre per
alla confisca di 800.000 euro, con la
pubblicazione della sentenza sui quotidiani nazionali.
Delle complesse argomentazioni che la Corte ha con
chiarezza illustrato si ritiene doveroso qui evidenziare
alcuni punti evidenziati dalla stessa Corte in merito alle
sanzioni 231 applicate al caso.
AMMINISTRATIVA AI SENSI DEL D.LGS. 231/2001
La Corte è ritornata sulla natura giuridica della
Responsabilità introdotta dal D.lgs. 231/2001, tema
molto dibattuto in dottrina e in giurisprudenza,
riprendendo alcune pronunce della Corte di Cassazione
e ribadendo, che “la volontà del legislatore […] fosse quella
di introdurre una nuova forma di responsabilità, tipica degli
enti: di natura amministrativa, con garanzie procedurali che
richiamano quelle processualpenalistiche, con sanzioni
innovative in quanto non assimilabili né alle pene né alle
misure di sicurezza.”
Si tratta quindi di un “tertium genus” di responsabilità
nonostante contenga principi e concetti propri della
sfera penale (cft. Sentenza Suprema Corte, n. 26654/08
e n, 36083/09).
La Corte si è poi soffermata valutando l’interesse o
vantaggio della società nella mancata adozione delle
misure richieste per la salute e sicurezza dei lavoratori,
precisando che “le gravissime violazioni della normativa
antinfortunistica ed antincendio (v. i vari capitoli
precedenti), le colpevoli omissioni, sono caratterizzate
da un contenuto economico rispetto al quale l'azienda
non solo aveva interesse, ma se ne è anche sicuramente
avvantaggiata, sotto il profilo del considerevole
risparmio economico che ha tratto omettendo qualsiasi
intervento nello stabilimento di Torino; oltre che
dell'utile contemporaneamente ritratto dalla continuità
della produzione.”FAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 7 di 11S T U DIO LE G ALE S TE F AN E LLILE T T ER A IN F OR M ATI V A N OV E MBR E E DI CE MBR E 2 01 1La Corte ritiene che quanto appena esposto, consistente
nel collegare il requisito dell'interesse della persona
fisica, dell'interesse o del vantaggio dell'ente non
all'evento bensì alla condotta penalmente rilevante della
persona fisica corrisponda ad una corretta applicazione
della norma ai reati colposi, in particolare a quello di cui
all'art. 589 2° comma c.p..”
ADOZIONE, PRIMA DELLA COMMISSIONE DEL FATTO,
DI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE
IDONEI COME ESIMENTE DELLA PERSONA GIURIDICANel caso di specie l’Ente si era difesa sostenendo di avere
comunque adottato un Modello Organizzativo prima del
verificarsi dell’evento. La Corte ha, tuttavia, accertato
che tale Modello non era stato adottato prima
dell’incidente del 6/12/2007, infatti solo durante il
Consiglio di Amministrazione del 21/12/2007 erano
state approvate le modifiche del preesistente "modello
organizzativo" aggiungendovi le parti relative proprio
all'omicidio colposo aggravato dalla violazione delle
Secondo la Corte, l’assenza del modello sarebbe
dimostrata non solo da un punto di vista formale ma
anche da un punto di vista sostanziale, visto che il
membro dell’Organismo di Vigilanza di cui all’art. 6 lett
b) del D.lgs. 231/2001 esperto in materia di sicurezza
sia stato nominato nel dicembre 2007.40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -Vista, pertanto, l’assenza effettiva di un modello
organizzativo al momento dell’incidente la Corte non ha
ritenuto necessario esaminare nel merito il modello
La Corte ha, tuttavia, espresso il proprio parere in
merito al membro dell’OdV scelto quale esperto della
sicurezza. L’ente, infatti, aveva nominato il proprio
dirigente responsabile del settore sicurezza sul lavoro
membro dell’OdV.
Sul punto la Corte ha precisato che “questa circostanza, di
per sé sola, induca a ritenere che il modello adottato, nel
periodo preso in considerazione, non poteva essere stato
reso operativo, tanto meno in modo efficace,
sottolineando che tale organismo deve essere dotato,
secondo il citato art. 6, dì "autonomi poteri di
iniziativa e di controllo": non è necessario spendere
ulteriori parole sulla "autonomia" del controllore quando è la
stessa persona fisica del controllato.”Avv. Alessandra Delli PontiFAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 8 di 11S T U DIO LE G ALE S TE F AN E LLILE T T ER A IN F OR M ATI V A N OV E MBR E E DI CE MBR E 2 01 1Diritto della Sanità
La consegna al paziente dei documenti sanitari è
Tribunale Foggia 20 settembre 2011
Il tema è uno di quelli che si pone più frequentemente in
sanità: il paziente si fa curare, per qualsiasi motivo non è
contento e decide di cambiare sanitario e chiede la
Domanda: il sanitario è tenuto o meno a
consegnare tale documentazione?
La decisione del Tribunale di Foggia riguarda un
odontoiatra, ma reputo che il principio giuridico possa
trovare applicazione per tutte le altre branche.
Il caso è molto comune: un odontoiatra viene citato in
giudizio da una paziente perché insoddisfatto dei risultati:
tra i profili sollevati in causa vi è anche l’illiceità del rifiuto
di restituire alla paziente i documenti sanitari, alcuni
consegnati dalla paziente stessa all’inizio delle cure, altri
redatti dal dentista stesso.
Il Tribunale di Foggia, con sentenza citata ha dato ragione
alla paziente in forza dell’art. 2235 c.c. - Divieto di
Ritenzione che così sancisce: Il prestatore d'opera non può
ritenere le cose e i documenti ricevuti, se non per il
periodo strettamente necessario alla tutela dei propri diritti
secondo le leggi professionali
Trascorso tale periodo, ha affermato il Tribunale, la
richiesta del cliente deve essere soddisfatta.
Nel caso concreto, visto che il rapporto di cura era già stato
interrotto, la paziente aveva tutto il diritto di vedersi
restituire i documenti sanitari che la riguardavano e non
c'era motivo perché il dentista si rifiutasse di consegnarli.
Vi è poi un epilogo economico: per il suo comportamento
ingiustificato, il professionista è stato condannato a pagare
9.000 euro di risarcimento per danno non patrimoniale,
oltre alle spese di giudizio.
Per la Toscana il punto prelievi non necessita di
TAR Toscana – Sez. II; Sent. n. 1428 del 27.09.2011
Nel corso di un sopralluogo dell’autorità sanitaria veniva
riscontrato che la dottoressa titolare dello studio effettuava
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -presso lo stesso prelievi ematici, che venivano poi analizzati
in un distaccato laboratorio di analisi.
Con decreto dirigenziale del Comune veniva disposta la
chiusura del punto prelievi perché ritenuto privo della
il provvedimento veniva impugnato davanti al TAR
il tribunale rilevava che il Comune dirigente comunale
aveva accumunato, sotto il profilo della normativa
applicabile, l’attività di «prelievo del sangue» con quella di
«gabinetto di analisi».
al contrario un conto è l’attività di «prelievo del sangue»,
consentita senza autorizzazione regionale (come
confermato anche dalla possibilità di effettuare liberamente
prelievi presso domicili dei pazienti) un conto è quella di
«gabinetto di analisi», sottoposta ad autorizzazione in
quanto mediante la stessa si provvede anche a refertazione
degli esiti della processazione conseguente al prelievo
ematico, come infondo l’espressione «analisi» chiarisce
sotto un profilo puramente letterale.
Pertanto il Tar Toscana accoglieva il ricorso proposto
annullando il provvedimento impugnato con cui era stata
disposta la chiusura del punto prelievi.
E’ lecito per un professionista fare pubblicità
relativa allo sconto applicato agli onorari delle
prestazioni erogate?
Sentenza TAR Umbria n. 374/2011
Un interessante tema affrontato dal TAR Umbria con la
sentenza 374/2011 relativo alla applicazione del Decerto
Bersani circa lo sconto effettuato dai notai e pubblicizzato
La controversia nasce da una delibera del Consiglio
Notarile di Perugia con la quale, allo scopo di porre un
freno alla “progressiva diffusione di fenomeni di
reclutamento di lavoro attraverso “la pratica dello sconto”
accompagnata dalla sbrigatività (a dir poco) delle
prestazioni” ha ritenuto che “la sistematica riduzione degli
FAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 9 di 11S T U DIO LE G ALE S TE F AN E LLILE T T ER A IN F OR M ATI V A N OV E MBR E E DI CE MBR E 2 01 1onorari fissati dalla tariffa elaborata dal Consiglio per le
prestazioni pubbliche costituisce un’ipotesi di illecita
concorrenza sanzionabile ai sensi dell’art. 147 legge
notarile”; con l’obiettivo poi di verificare l’ampiezza del
fenomeno veniva stabilito che:
- l’obbligo di trasmissione dei preventivi alla segreteria del
- l’obbligo entro il 31 marzo di inviare sempre alla
segreteria del Consiglio copia della dichiarazione IVA
relativa all’anno precedente (II);
l’obbligo di inviare semestralmente il repertorio
tale decisione del Consiglio del Notariato viene impugnata
da due notai di Perugia che sostenegono:
a) la non sussistenza di un potere generalizzato del
Consiglio sui Repertori
l’illegittimità della previsione dello sconto come
Il Tar ha dato ragione ai due notai.
I giudici infatti hanno evidenziato che i Collegi notarili
hanno un potere di controllo sui comportamenti dei notai e
questi ultimi hanno un obbligo di collaborazione e
comunicazione; ma il nodo della questione sta nella finalità
per il cui perseguimento vengono imposti gli specifici
Ebbene, nel caso in esame, la finalità, esplicitata, è quella di
accertare (per poter eventualmente sanzionare) se, da parte
di chi ed in quali circostanze, si sia verificata la “sistematica
riduzione degli onorari fissati nella tariffa”, nella
convinzione che essa “costituisce un’ipotesi di concorrenza
illecita sanzionabile ai sensi dell’art. 147 l.n.”.
Tenuto però conto dei contenuti della intervenuta legge
248/2006 (decreto Bersani) e dell’abrogazione delle tariffe
(affermata anche dalla Corte di Cassazione III, 15 aprile
2008, n. 9878 e 18 marzo 2008, n. 7274), lo sconto
effettuato sulle tariffe non può più configurare ipotesi di
Inoltre i giudici, per rafforzare la loro tesi, hanno altresì
richiamato in sentenza la Manovra di agosto 2011 - DL
138/2011 il quale all’art. 3, comma 8 dispone che “Le
restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle attività
economiche previste dall'ordinamento vigente sono
abrogate quattro mesi dopo l'entrata in vigore del presente
decreto”, laddove, ai sensi del successivo comma 9, “Il
termine "restrizione", ai sensi del comma 8, comprende:
(…)h) l'imposizione di prezzi minimi o commissioni per la
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -fornitura di beni o servizi, indipendentemente dalla
determinazione, diretta o indiretta, mediante l'applicazione
di un coefficiente di profitto o di altro calcolo su base
percentuale; (…)”.
sull’inderogabilità dei minimi tariffari, non può ritenersi
più legittima l’affermazione, contenuta nelle premesse
della deliberazione del Consiglio Notarile, secondo cui “la
sistematica riduzione degli onorari fissati nella tariffa
elaborata dal Consiglio per le prestazioni pubbliche
costituisce un ipotesi di illecita concorrenza sanzionabile ai
sensi dell’art. 147 l.n.”.
Avv. Silvia StefanelliFAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 10 di 11S T U DIO LE G ALE S TE F AN E LLILE T T ER A IN F OR M ATI V A N OV E MBR E - DI CE MBR E 2 01 1CALENDARIO:
DICEMBRE16 : La fase di esecuzione del
contratto artt. 297 – 311 del
Regolamento, DPR n. 20/2010
GENNAIO24 : La responsabilità
amministrativa degli enti,
avv. Andrea Stefanelli e
28 : La mediazione in responsabilità
odontoiatrica è percorribile?,
FEBBRAIO23 : Il nuovo art. 46, comma 1°-bis
avv. Andrea StefanelliComunicazioni
Lo Studio Legale Stefanelli augura a tutti i propri clienti e lettoriB uone F este
È on line il nuovo sito dello Studio Legale Stefanelli.
può richiederle direttamente all’indirizzo s.stefanelli@studiolegastefanelli.itAll pages:1234567891011InfoSaveLikeShareDownloadMoreLETTERA INFORMATIVA NOVEMBRE - DICEMBRE 2011 Published on Oct 31, 2011 LETTERA INFORMATIVA NOVEMBRE - DICEMBRE 2011 - studio legale stefanellistudiostefanelliFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore

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