Source: http://www.slideshare.net/ghirardo/il-caso-tyssen-prevenzione-tecnica-road-show-torino-2012
Timestamp: 2015-07-31 07:31:05+00:00

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Intervento dell’Ing. Roberto MARTIN al Road Show Torino 2012 organizzato da EcoSafe S.r.l.
Transcript of "Il Caso Tyssen: Prevenzione Tecnica - Road Show Torino 2012"
D.Lgs. 231/01OHSAS 18001 TORINO - Giovedì 12 Aprile 2012 1 2.
D.Lgs. 231/01 – OHSAS 18001 TRACCIA DELL’INTERVENTO•Introduzione ai requisiti definiti dal D.lgs. 231/01 relativialla “Disciplina della responsabilità amministrativa dellepersone giuridiche”.•Illustrare le logiche che sottendono alla costruzione eimplementazione di un “Modello organizzativo, di gestionee di controllo” coerente ai requisiti espressi dalla legislazionevigente.•Presentare il sistema di gestione per la sicurezza aziendaleOHSAS 18001 come strumento per la costruzione di unmodello gestionale coerente con i requisiti espressi dal D.lgs.231/01 e dal Testo Unico D.lgs. 81/08. 2 3.
D.Lgs. 231/01 IL FONDAMENTO GIURIDICOIl D.Lgs. 231/01 istituisce la responsabilità amministrativadella società per reati posti in essere da amministratori,dirigenti e/o dipendenti nell’interesse o a vantaggio dell’entestesso.L’ampliamento della responsabilità mira a coinvolgere nellapunizione di taluni illeciti penali il patrimonio degli enti e, indefinitiva, gli interessi economici dei soci, i quali, finoall’entrata in vigore della legge in esame, non pativanoconseguenze dalla realizzazione di reati commessi, convantaggio della società, da amministratori e/o dipendenti. 3 4.
D.Lgs. 231/01Soggetti destinatari Soggetti esclusi dalla legge Società di persone  Stato Società di capitali  Enti pubblici territoriali (Regioni, Province, Associazioni con o senza Comuni) personalità giuridica  Enti pubblici non Enti pubblici economici economici Enti privati  Enti che svolgono concessionari di un funzioni di rilievo pubblico servizio costituzionale (Partiti politici, sindacati) Società cooperative  Professionisti 4 5.
D.Lgs. 231/01 L’AMPLIAMENTO DEI REATIIl decreto è stato pensato nel 2001 per le grandi aziende,quotate in borse, che si rapportano con la pubblicaamministrazione per prevenire i reati di corruzione,concussione, truffa ai danni dello Stato.Negli anni sono stati aggiunti altri reati dolosi, di tiposocietario, finanziario e contro la persona.Con la legge 123/07 vengono inseriti nella disciplina deldecreto i reati di omicidio colposo e lesioni colposepersonali gravi, commessi in violazione di norma in materiadi sicurezza del lavoro. 5 6.
D.Lgs. 231/01 LE SANZIONI•Pecuniaria, da Euro 64.500 a Euro 1.549.000 (in base al meccanismo delle quote)•Interdittiva, della durata compresa tra 3 mesi e 2 anni:•interdizione dall’esercizio dell’attività,•soppressione o revoca delle autorizzazioni, licenze oconcessioni,•divieto di contrattare con la PA,•esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidie revoca di quelli concessi,•divieto di pubblicizzare beni o servizi. Confisca 6 7.
D.Lgs. 231/01 MODELLO ORGANIZZATIVO 231L’Azienda, tuttavia, può esimersi dalla responsabilità per isuddetti reati se dimostra di possedere un modelloorganizzativo e gestionale rispondente a quanto indicatoall’art. 30 del D. Lgs. 81/08. 7 8.
D.Lgs. 231/01 MODELLO ORGANIZZATIVO 231 Il reato è previsto dal NO SI D.Lgs 231/2001? Azione penale a carico Azione penale a caricodell’individuo; non si procede del soggetto nei confronti dell’ente Accertamento del Accertamento Esiste vantaggio o dell’esistenza di Si procede nei interesse per l’ente efficaci modelli confronti dell’ente organizzativi Non Esiste Esiste Non Esiste Applicazione delle Termina o si attenua il Termina l’azione a carico sanzioni a carico procedimento nei dell’ente dell’ente confronti dell’ente 8 9.
D.Lgs. 231/01 INDAGINE SUL MODELLO ORGANIZZATIVO 231Il Giudice penale nella sua attività di indagine non si limiteràad una mera presa d’atto nell’adozione di un Sistema dicertificazione OHSAS 18001, ma andrà a verificarel’effettiva applicazione del modello organizzativo ancheattraverso acquisizioni documentali e testimonianze.Solo a seguito di un effettivo riscontro il Giudice potràapplicare l’esimente a carico dell’Ente. 9 10.
D.Lgs. 231/01 FASI PER L’IMPLEMENTAZIONE DI UN MODELLO ORGANIZZATIVO 231 Realizzazione del modello Adozione del modello tramite delibera di Consiglio Istituzione dell’Organismo di Vigilanza Diffusione del modello, tramite adeguata comunicazione eformazione 10 11.
D.Lgs. 231/01 MANTENIMENTO DEL MODELLO ORGANIZZATIVO 231Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneosistema di controllo sull’attuazione del medesimo modello esul mantenimento nel tempo delle condizioni diidoneità delle misure adottate.Il riesame e l’eventuale modifica del modelloorganizzativo devono essere adottati, quando sianoscoperte violazioni significative delle norme relative allaprevenzione degli infortuni e all’igiene sul lavoro, ovvero inoccasione di mutamenti nell’organizzazione e nell’attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. 11 12.
D.Lgs. 231/01 OBIETTIVI DEL MODELLO ORGANIZZATIVO 231•Individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi ireati.•Prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione el’attuazione delle decisioni dell’ente in relazione ai reati da prevenire.•Prevedere obblighi di informazione nei confronti dell’organismodeputato a vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli.•Introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancatorispetto delle misure indicate nel modello. 12 13.
D.Lgs. 231/01 COSA SERVE IN PRATICA PER IL MODELLO ORGANIZZATIVO 231 CODICE ETICO REGOLE GENERALI ORGANIGRAMMA E MANSIONARIO MANUALE DI SISTEMA VALUTAZIONE DEI RISCHI PROCEDURE DI GESTIONE DEI PROCESSI CRITICI PROCEDURE OPERATIVE VIGILANZA CONTROLLO DELLA ATTUAZIONE E MONITORAGGIO DEI RISULTATI (AUDIT DIPRIMA PARTE) IDONEI SISTEMI DI REGISTRAZIONE DELLA ATTUAZIONE (EVIDENZEOGGETTIVE – TRACCIABILITA’) ORGANISMO DI VIGILANZA (AUDIT DI SECONDA PARTE) SISTEMA DISCIPLINARE 13 14.
D.Lgs. 231/01 ORGANISMO DI VIGILANZANella scelta dei membri dell’OdV, oltre alle doveroseefficienze economiche, occorre porre particolare allecompetenze ed ai ruoli:•Le competenze devono essere adeguate alla natura dei rischied in materia di sicurezza sul lavoro presenti all’internodell’Ente.•Attenzione a situazioni in cui il controllore deve controllare ilproprio operato. 14 15.
D.Lgs. 231/01 FINALITÀ DEL MODELLO ORGANIZZATIVO 231La finalità del D.Lgs. 81/08 è quella di mappare e gestire ilrischio, e di prevenire gli infortuni.La finalità del modello organizzativo è di controllo sulsistema operativo, per garantire la continua verifica edeffettività. 15 16.
D.Lgs. 231/01 IL MODELLO ORGANIZZATIVO 231 COME OPPORTUNITÀ DI MIGLIORAMENTO Modello 231 come OBBLIGO Modello 231 come OPPORTUNITÀAggravio dei costi aziendali. Opportunità per il miglioramento della gestione aziendale.Appesantimento delle procedure Approccio per migliorare l’efficacia operative. operativa.Burocratizzazione dei flussi Implementazione di miglioramenti autorizzativi e decisionali. organizzativi, di processo e tecnologici.Esclusivo adeguamento normativo (effetto esimente ed interruzione Miglioramento di trasparenza, al giusto livello delle affidabilità, tempestività, accuratezza responsabilità penali). delle informazioni gestionale ed economico – finanziarie. 16 17.
Art. 30 D.Lgs. 81/08Il D.Lgs. 81/08 all’art. 30 fornisce delle indicazioni suirequisiti dei Modelli organizzativi, nel caso specifico dellasalute e sicurezza sul lavoro.Al momento, gli unici modelli ufficialmente riconosciuti comeesimenti e solo per le parti relative alla salute e la sicurezzasul lavoro sono:•le Linee Guida dell’INAIL del 2001•la norma OHSAS 18001 17 18.
OHSAS 18001Lo standard OHSAS 18001 (Occupational Health & SafetyAssessment Series), rappresenta lo sforzo congiunto didiversi enti di normazione nazionale, enti di certificazione econsulenti esperti in materia di sicurezza sul lavoro, teso araggiungere il risultato di fissare i requisiti utili allacostruzione di un efficiente sistema di gestione dellasicurezza.Lo standard OHSAS 18001 specifica i requisiti per un Sistemadi Gestione della Salute e della Sicurezza del Lavoro (SGSSL),per consentire ad una Organizzazione di controllare i suoirischi di SSL e a migliorare le sue performance. 18 19.
OHSAS 18001E’ uno standard di natura volontaria cui le organizzazioni siuniformano mediante la metodologia del PDCA ovvero delmiglioramento continuo delle loro analisi e comportamenti.Attualmente è in vigore l’edizione del 2007, revisionata alloscopo di essere coerente allo schema della ISO 9001 (qualità)e della ISO 14001 (ambiente).Permette la certificazione di conformità del sistemi digestione da parte di Ente terzo accreditato 19 20.
OHSAS 18001 VANTAGGI BENEFICI•Controllo e mantenimento della conformità •Riduzione del numero di infortunilegislativa e monitoraggio della sicurezza e attraverso la prevenzione e il controllo deisalute sui luoghi di lavoro. luoghi di lavoro classificati a rischio.•Garanzia di un approccio sistematico e •Riduzione del rischio di incidenti gravi.preordinato alle emergenze derivate da •Riduzione dei tassi INAIL.infortuni e incidenti. •Riduzione delle perdite materiali derivanti•Efficacia esimente della responsabilità da incidenti e interruzioni dellaamministrativa in caso di omicidio colposo e produzione.lesioni grave o gravissime. •Soddisfazione delle aspettative•Disporre di uno strumento di salvaguardia dellopinione pubblica sempre più sensibiledel patrimonio aziendale. nei confronti della sicurezza e della salute•Migliorare il rapporto e la comunicazione sul lavoro.con le Autorità. •Migliore definizione delle fonti di•Disporre di uno strumento di supporto nelle finanziamento.decisioni di investimento o di cambiamento •Accedere alle agevolazioni nelletecnologico. procedure di finanziamento e•Facilmente integrabile con altri sistemi di semplificazionigestione. burocratiche/amministrative. 20 21.
OHSAS 18001 DELEGA DI FUNZIONI (art. 16 D.Lgs. 81/08)Ove non espressamente esclusa, è ammessa con i seguentilimiti e condizioni:•che essa risulti da atto scritto recante data certa.•che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità edesperienza richiesti dalla specifica natura delle funzionidelegate.•che essa attribuisca al delegato tutti i poteri diorganizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specificanatura delle funzioni delegate.•che essa attribuisca al delegato l’autonomia di spesanecessaria allo svolgimento delle funzioni delegate.•che la delega sia accettata dal delegato per iscritto.•deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità. 21 22.
OHSAS 18001 DELEGA DI FUNZIONILa delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in ordine al corretto espletamento da parte del delegatodelle funzioni trasferite.L’obbligo di vigilanza si intende assolto in caso di adozione edefficace attuazione del modello di verifica e controllo (dicui all’art. 30) 22 23.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 1 – OHSAS 18001a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi aattrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici. OHSAS 18001 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica 4.3.1 Valutazione dei rischi 4.3.2 Requisiti legali 4.3.3 Obiettivi e programmi 4.4.4 Documentazione 4.4.6 Controllo operativo 4.5.2 Valutazione di conformità 23 24.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 1 – OHSAS 18001b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure diprevenzione e protezione conseguenti. OHSAS 18001 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica 4.3.1 Valutazione rischi 4.3.2 Prescrizioni legali 4.3.3 Obiettivi e programmi 4.4.6 controllo operativo 24 25.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 1 – OHSAS 18001c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso,gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni deirappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. OHSAS 18001 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica 4.3 Pianificazione 4.3.1 Valutazione dei rischi 4.4.1 Risorse, ruoli, responsabilità e autorità 4.4.3 Comunicazione e partecipazione 4.4.6 Controllo operativo 4.4.7 Gestione emergenze 25 26.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 1 – OHSAS 18001d) alle attività di sorveglianza sanitaria. OHSAS 18001 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica 4.4.6 controllo operativo 26 27.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 1 – OHSAS 18001e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori. OHSAS 18001 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica 4.4.2 Formazione e Addestramento 27 28.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 1 – OHSAS 18001f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delleistruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori. OHSAS 18001 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica 4.4.6 Controllo operativo 4.5.1 Sorveglianza e misurazioni 4.5.2 Valutazione della conformità 4.5.3 Analisi incidenti e non conformità 4.5.4 Controllo delle registrazioni 4.5.5 Audit interno 28 29.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 1 – OHSAS 18001g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge. OHSAS 18001 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica 4.3.2 Prescrizioni legali 4.4.4 Documentazione 4.4.5 Controllo dei documenti 4.5.2 Valutazione conformità 29 30.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 1 – OHSAS 18001h) alle periodiche verifiche dellapplicazione e dellefficacia delle procedureadottate. OHSAS 18001 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica 4.5.1 Sorveglianza e misurazioni 4.5.4 Controllo delle registrazioni 4.5.5 Audit interno 30 31.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 2 – OHSAS 18001Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idoneisistemi di registrazione dellavvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1 OHSAS 18001 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica 4.4.4 Documentazione 4.4.5 Controllo della documentazione 4.5.4 Controllo delle registrazioni 31 32.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 3 – OHSAS 18001Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, .., unarticolazione difunzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per laverifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, OHSAS 18001 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica 4.3 Pianificazione 4.3.1 Valutazione dei rischi 4.3.3 Obiettivi e programmi 4.4.1 Risorse, ruoli, responsabilità ed autorità 4.4.2 Formazione e addestramento 4.4.6 Controllo operativo 4.5.1 Sorveglianza e misurazioni 4.5.2 Valutazione conformità 4.5.3 Analisi incidenti e non conformità 32 33.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 4 – OHSAS 18001Il riesame e leventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati,quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzionedegli infortuni e alligiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamentinellorganizzazione e nellattività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. OHSAS 18001 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica 4.5.1 Sorveglianza e misurazioni 4.5.2 Valutazione conformità 4.5.3 Analisi incidenti e non conformità 4.5.5 Audit interno 4.6 Riesame della Direzione 33 34.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 3 – OHSAS 18001Un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misureindicate nel modello. Nessuna corrispondenza con la norma OHSAS 18001 34 35.
OHSAS 18001 Circolare 11/07/2011 ART. 30 COMMA 3 – OHSAS 18001Il tipo e l’entità dei provvedimenti disciplinari devono coerenti con i riferimentilegislativi e contrattuali applicabili e devono essere documentati.Il sistema disciplinare deve essere definito e formalizzato dall’Alta Direzione equindi diffuso a tutti i soggetti interessati:•Datore di lavoro•Dirigenti e preposti•Lavoratori•Organismo di Vigilanza•Auditor / Gruppo di audit•Collaboratori esterni, appaltatori e fornitoriLe sanzioni per gli esterni devono essere inserite nei contratti, in modo dagarantire l’applicabilità. 35 36.
OHSAS 18001 PLAN DO CHECK ACT •Risorse, • Misurazione e•Identificazione dei ruoli,responsabilità monitoraggio dei • Riesame da pericoli competenza e risultati parte della autorità Direzione•Valutazione dei • Valutazione della rischi •Competenze, conformità addestramento e•Definizione dei consapevolezza • Indagini sugli controlli incidenti,non •Comunicazione, conformità, azioni•Prescrizioni legali partecipazione e correttive e ed altre consultazione preventive•Obiettivi e •Documentazione • Gestione delle programmi registrazioni •Controllo dei documenti • Audit interni •Controllo operativo •Preparazione alle emergenze e risposte 36 37.
OHSAS 18001 STATISTICHE ACCREDIA Dati Accredia aggiornati a gennaio 2012 Norma Siti Produttivi Certificati OHSAS 18001 6’720 (+4’700%) 2’662 (+7’506%)UNI EN ISO 14001 16’113 (+814%) 9’162 (+575%)UNI EN ISO 9001 133’283 (+573%) 91’630 (+517%) Dati Accredia aggiornati a giugno 2002 Norma Siti Produttivi Certificati OHSAS 18001 140 35UNI EN ISO 14001 1’763 1’357UNI EN ISO 9001 19’792 14’856 37 38.
OHSAS 18001 STATISTICHE ACCREDIA Dati Accredia aggiornati a gennaio 2012 Norma Siti Produttivi Certificati OHSAS 18001 6’720 (+866%) 2’662 (+519%)UNI EN ISO 14001 16’113 (+60%) 9’162 (+41%)UNI EN ISO 9001 133’283 (+25%) 91’630 (+12%) Dati Accredia aggiornati a gennaio 2007 Norma Siti Produttivi Certificati OHSAS 18001 696 430UNI EN ISO 14001 10’086 6’501UNI EN ISO 9001 106’921 81’536 38 39.
OHSAS 18001 STATISTICHE ACCREDIA Dati Accredia OHSAS 18001 Periodo Siti Produttivi CertificatiGennaio 2012 6’720 2’662 (+866% dal 2007) (+519% dal 2007) (+4’700% dal 2002) (+7’506% dal 2002)Gennaio 2007 696 430 (+397% dal 2002) (+1’129% dal 2002)Giugno 2002 140 35 Andamento Tendenza esponenziale 39 40.
Case Study OHSAS 18001 COMAU S.p.A. GRAZIE PER L’ATTENZIONE Roberto MARTINTel. 011/9541201 – martin@ecosafe.it - www.ecosafe.it 40 Recommended
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