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Timestamp: 2020-08-09 15:40:52+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 4666 del 25/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4666 del 25/02/2011
Cassazione civile sez. lav., 25/02/2011, (ud. 19/01/2011, dep. 25/02/2011), n.4666
sul ricorso 2193-2009 proposto da:
B.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LIVORNO 42,
presso lo studio dell’avvocato LONETTI PEPPINO, che lo rappresenta e
RONCEVAUX S.P.A. (già EGIDIO GALBANI S.P.A.), in persona del legale
la rappresenta e difende unitamente all’avvocato CAMOZZI FEDERICO
avverso la sentenza n. 7816/2006 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 18/03/2008 r.g.n. 7009/02;
udita la, relazione della causa svolta nella pubblica udienza del
19/01/2011 dal Consigliere Dott. ARIENZO Rosa;
udito l’Avvocato LONETTI ROSSELLA per delega LONETTI PEPPINO;
MATERA Marcello, che ha concluso per estinzione del procedimento.
La Corte di Appello di Roma, con sentenza in data 18.3.2008, accoglieva parzialmente il gravame proposto dalla spa Egidio Galbani, ora Roncevaux spa, avverso la sentenza del Tribunale di Roma, con la quale era stata accolta la domanda proposta da B.P. intesa ad ottenere il riconoscimento del diritto ai compensi non percepiti per lavoro straordinario svolto oltre il limite di legge, nonchè al computo dello stesso nella determinazione di quanto dovuto per tfr, oltre l’accertamento del diritto all’indennità di maneggio denaro e la condanna della società alle somme analiticamente determinate.
Sosteneva la corte territoriale che al lavoro dei piazzisti non erano applicabili le limitazioni dell’orario di lavoro previste dal R.D.L., art. 1, essendo il lavoro da essi svolto riconducibile, quanto alla disciplina dell’orario di lavoro, alla previsione di cui al comma 2 del medesimo articolo. Riformava, dunque, sul punto la sentenza di primo grado, confermata con riguardo all’indennità di maneggio denaro.
Avverso questa sentenza propone ricorso per cassazione il B., con quattro motivi di impugnazione.
Posto quanto sopra, rileva il Collegio che il ricorrente, con atto in data 14.12.2010, sottoscritto dallo stesso e dal proprio legale, ha rinunciato al ricorso proposto e che la società ha proceduto all’accettazione di tale rinunzia – con sottoscrizione dell’atto anche da parte del proprio difensore – pure ai sensi e per l’effetto di cui all’art. 391 c.p.c., comma 4, relativamente alle spese di lite.
In definitiva, deve dichiararsi l’estinzione del giudizio, per effetto delle intervenuta rinunzia e della conseguente accettazione, ricorrendo le condizioni di cui agli artt. 390 e 391 c.p.c.; non va adottata alcuna statuizione sulle spese, atteso il richiamo espresso, contenuto nell’atto, all’art. 391 c.p.c., comma 4, che prevede l’esonero dalla condanna alle spese della parte che abbia dato causa all’estinzione del processo, in caso di adesione della controparte alla rinunzia.

References: Sentenza 
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 art. 1
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