Source: https://sconfinamento.wordpress.com/2015/09/04/balla-coi-pupi/
Timestamp: 2018-06-18 23:09:20+00:00

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Balla coi Pupi | direfarebaciare
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Un passo della Sentenza di Cassazione
certifica il “voto mafioso” di Pino Neri Al Cattaneo
La Sentenza di Cassazione che il 30 aprile 2015 ha ratificato la condanna a 18 anni di reclusione a Pino Neri, a pagina 145 si sofferma sui rapporti tra il mafioso e la sfera politica pavese alle elezioni Amministrative 2009: un rapporto, si sottolinea, che «prescinde dall’accordo mafioso, o dal voto di scambio» e la conseguente «promessa di una qualche utilità»: no, come si legge il voto alla coalizione guidata da Alessandro Cattaneo si colloca entro l’orizzonte di più generali «interessi del gruppo mafioso», mira al futuribile «perseguimento di vantaggi illeciti» da coltivare entro un medesimo blocco sociale, facendo sistema con esponenti della classe dirigente locale, “blocco” cementato dai rapporti di reciproca convenienza.
Come scrivono i giudici, «La rilevanza penale della sua [di Neri] condotta “politica” risiede nel fatto che egli si sia avvalso della forza derivante dal gruppo mafioso che ha alle spalle, e di cui è esponente di rilievo, per condizionare il libero esercizio del voto e alterare il meccanismo democratico della competizione elettorale».
E il candidato sindaco Cattaneo fu più volte grato ospite a casa e in studio del capo bastone: come è ormai noto, nel maggio-giugno 2009 il futuro capo dell’esecutivo comunale si è visto almeno quattro volte con la figura apicale della ’Ndrangheta lombarda, per cene o sobri aperitivi elettorali accompagnati dal tradizionale nonché benaugurante “taglio della caciotta”. All’incontro con gli amici degli amici, Cattaneo si recò insieme al comune conoscente Francesco Rocco Del Prete, candidato di Neri, uno tra i più solerti fiancheggiatori del giovane sindaco “antimafia”.
Cinque mesi dopo aver brindato insieme all’imberbe candidato – eletto a sua insaputa con i voti della mafia – il 31 ottobre 2009 Pino Neri innalzerà di nuovo alto il suo calice al Circolo “Falcone e Borsellino” di Paderno Dugnano, per festeggiare la ritrovata concordia tra le “Locali” padane e la terra madre dopo l’omicidio di Novella.
Sentenza penale della Corte di Cassazione n. 34147/2015
presidente, Antonio Esposito. Relatore, Sergio Beltrani
pp. 145-46
Nell’ambito del sodalizio criminoso de quo, al Neri è stata correttamente attribuita la qualifica di capo e organizzatore: «egli ha riorganizzato la struttura e le regole dell’associazione secondo canoni decisi con i capi cosca calabri, ha un carisma; attorno a sé coagula il consenso generale riuscendo a perseguire quello che scopo di riequilibrio e pacificazione richiesto anche dalla casa madre Calabria, che lo pone su un piano sovraordinato persino ai capi delle locali lombarde».
Hanno successivamente costituito oggetto di dettagliata disamina i rapporti del Neri con gli esponenti politici locali (f. 392 ss.), in ordine ai quali la Corte di appello ha osservato, dopo avere ancora una volta espressamente esaminato e puntualmente confutato le obiezioni difensive di rilievo (f. 392 ss. della sentenza impugnata) che «la rilevanza penale della sua condotta prescinde dall’accordo mafioso, o dal voto di scambio, dalla promessa di una qualche utilità, di un ritorno affaristico o di un qualsiasi vantaggio perché non è nel sinallagma “promessa di voto – qualunque utilità” che si fonda la fattispecie che gli viene contestata. Egli non è imputato del reato di cui all’art. 416 ter c.p. – lo si è specificato varie volte – ma di associazione di tipo mafioso “anche” finalizzata al condizionamento del voto per procurare voti al proprio candidato, così alterando il libero esercizio del voto e la regolare competizione elettorale. La rilevanza penale della sua condotta – per la parte “politica” descritta in imputazione – risiede nel fatto che egli si sia avvalso della forza derivante dal gruppo mafioso che ha alle spalle, e di cui è, come si è già visto, esponente di rilievo, per condizionare il libero esercizio del voto e alterare il meccanismo democratico della competizione elettorale», richiamando a sostegno di tale assunto una serie di conversazioni incensurabilmente valorizzate (f. 393 ss.), concludendo che «l’indicazione di voto che Neri mette a disposizione dei suoi interlocutori politici è molto più che un suggerimento fornito ad amici e conoscenti: è una richiesta precisa fornita ai suoi sottoposti, a sodali sensibili alla sua supremazia proprio in virtù del vincolo associativo che li assoggetta al capo». Significative, nel medesimo senso, appaiono le plurime conversazioni riportate a f. 394 ss. della sentenza impugnata.
Sono state, infine, ricostruite le condotte riconducibili ad attività del Neri finalizzata al reinvestimento di capitali di origine illecita: la Corte di appello, dopo avere osservato che tali condotte costituiscono «una ulteriore modalità della messa a disposizione degli interessi del gruppo mafioso, finalizzata al perseguimento di vantaggi illeciti», ha riepilogato le principali operazioni in contestazione, esaminando e confutando, ancora una volta, per ciascuna, le obiezioni difensive (f. 396 ss.), in plurimi casi smentite per tabulas, e comunque sempre prive di apprezzabile fondamento, così incensurabilmente concludendo sul punto: «Per concludere, e nel merito di tutte le vicende “affaristiche” imputate al Neri» la Sentenza di Cassazione chiarisce «che tale parte della imputazione costituisce una delle modalità in cui si articola la condotta di partecipazione al sodalizio a lui imputato, che non la esaurisce, anzi ne costituisce un aspetto secondario: egli risponde, a differenza del Chiariaco, quale intraneus nell’associazione ed agisce nell’interesse della conservazione e riequilibrio della Lombardia nel suo insieme, anche attraverso l’intermediazione di affari che possano rivelarsi utili per i sodali».
Il Presidente della Commissione comunale Territorio Dante Labate era tra i soci dell’Immobiliare Vittoria, riconducibile a Pino Neri. L’assessore alla Mobilità della Giunta Cattaneo Antonio Bobbio Pallavicini lo si ricorda nei migliori ristoranti della Locride in compagnia del capo bastone lombardo-calabrese. Il consigliere comunale Valerio Gimigliano lo ritroveremo tra i suoi amici e frequentatori. (G. G.)
This entry was posted on 4 settembre 2015 at 13:05 and is filed under direfarebaciare.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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