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COMMISSIONE EUROPEA COMITATO DELLE REGIONI
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Valerio Lentini
1 C 102/6 Gazzetta ufficiale dell Unione europea COMMISSIONE EUROPEA COMITATO DELLE REGIONI Protocollo sulle modalità di cooperazione tra la Commissione europea e il Comitato delle regioni (2012/C 102/02) PREAMBOLO La Commissione europea (di seguito «Commissione») e il Comitato delle regioni (di seguito «CdR»), visto il trattato sull'unione europea (TUE) e il trattato sul funzionamento dell'unione europea (TFUE), in particolare gli articoli da 305 a 307 e l'articolo 263, nonché l'articolo 8 del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato ai trattati, visto il protocollo sulle modalità di cooperazione tra la Commissione europea e il Comitato delle regioni firmato il 17 novembre 2005 e l'addendum a tale protocollo firmato il 5 giugno 2007, A. considerando che il trattato di Lisbona rafforza la dimensione territoriale dell'unione europea facendo riferimento al principio dell'autonomia, introducendo l'obiettivo della coesione territoriale e inserendo la dimensione regionale e locale nel rispetto del principio di sussidiarietà; B. considerando che, qualora lo prevedano i trattati, la consultazione del Comitato delle regioni è obbligatoria per la Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio; C. considerando che l'approccio basato sulla governance multilivello è uno strumento importante per la definizione e attuazione delle politiche UE, la Commissione europea e il Comitato delle regioni convengono quanto segue: I. COOPERAZIONE NELL'AMBITO DELLE PROCEDURE LEGISLATIVE E DELLA PROGRAMMAZIONE i) Programma di lavoro della Commissione 1. Nel primo semestre di ogni anno il Comitato delle regioni adotta una risoluzione indirizzata alla Commissione in cui presenta le proprie posizioni essenziali in merito al programma di lavoro della Commissione per l'anno successivo. La risoluzione si basa sulle priorità politiche del CdR e su una valutazione del seguito dato ai precedenti pareri del CdR. 2. Una volta l'anno, durante il periodo di elaborazione del programma di lavoro della Commissione, viene organizzato un incontro fra il presidente della Commissione o il suo vicepresidente incaricato delle relazioni con il CdR e il presidente del CdR per valutare l'applicazione del presente protocollo di cooperazione, in special modo l'impatto dei pareri del CdR. 3. Il presidente della Commissione o il suo vicepresidente incaricato delle relazioni con il CdR presenta ogni anno al CdR le priorità strategiche per l'anno successivo. A questo fine il CdR organizza un dibattito sul futuro dell Unione. Il CdR tiene conto delle priorità e delle scadenze della Commissione al momento di stabilire le proprie priorità politiche annuali e di organizzare i propri lavori. 4. Una volta l'anno si può eventualmente organizzare una riunione tra i servizi della Commissione e il CdR con l'obiettivo di passare in rassegna le iniziative a medio termine della Commissione alle quali il CdR potrebbe fornire un contributo sostanziale, nonché di seguire da vicino la loro attuazione.
2 Gazzetta ufficiale dell Unione europea C 102/7 ii) Procedure nel quadro del processo legislativo Scambio di informazioni e presenza della Commissione alle riunioni del CdR 5. La Commissione e il Comitato delle regioni si scambiano, ogni documento e informazione necessari il più rapidamente possibile. 6. I membri della Commissione sono invitati dal presidente del Comitato a partecipare ai lavori del CdR, specialmente nell'ambito delle sessioni plenarie, delle riunioni dell'ufficio di presidenza e delle attività straordinarie organizzate di comune accordo. I membri della Commissione possono prendere la parola alla sessione plenaria del CdR qualora vengano discusse proposte legislative che rientrano nella loro sfera di competenze. 7. In casi eccezionali, alti funzionari della Commissione possono essere ascoltati dall'ufficio di presidenza del CdR. I funzionari della Commissione responsabili dei dossier all'esame del CdR partecipano, nella misura del possibile, alle riunioni a cui sono stati invitati per chiarire le proposte della Commissione e prendere atto delle posizioni espresse dai membri del CdR. Elenco delle consultazioni 8. In base al programma di lavoro annuale della Commissione, il segretario generale della Commissione trasmette al Comitato delle regioni l'elenco delle proposte per le quali la consultazione è obbligatoria, nonché di quelle che possono formare oggetto di una consultazione facoltativa, compresi i pareri di prospettiva. Nell'elenco figurano anche i documenti di natura non legislativa sui quali la Commissione intende chiedere il parere del CdR e le proposte di collaborazione in materia di rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Consultazioni facoltative 9. Una consultazione facoltativa può essere considerata se è rispettato almeno uno dei seguenti criteri: la materia trattata rientra nelle competenze legislative o esecutive attribuite ad enti decentrati, siano essi regionali, locali o intermedi, la proposta di normativa dell'ue o le misure nazionali da adottare per la sua attuazione possono influenzare direttamente i bilanci locali o regionali e/o il funzionamento dell'amministrazione regionale o locale, l'azione dell'ue in questione può avere un impatto sulla coesione economica, sociale e territoriale, il futuro atto legislativo riveste una particolare importanza per la sussidiarietà, le misure previste riguardano l'informazione e la sensibilizzazione dei cittadini europei sulle politiche dell'unione europea negli ambiti di competenza del CdR. Pareri di prospettiva 10. La Commissione accoglie con favore un ruolo più proattivo del Comitato delle regioni, a monte dell'azione dell'ue, mediante pareri di prospettiva concernenti le future politiche dell'ue nei settori in cui il CdR dispone di adeguate fonti di informazione sul campo. Le relative consultazioni sono comunicate al CdR dal vicepresidente incaricato delle relazioni con il CdR, e recano l'indicazione precisa dell'oggetto del parere di prospettiva richiesto al CdR e di un quadro di azioni coerente da stabilire di comune accordo. Il termine previsto per questo genere di consultazione non può essere inferiore a un mese a decorrere dalla data della comunicazione inviata a tal fine al Presidente. Il programma di lavoro della Commissione, integrato laddove necessario dal programma rinnovabile (Rolling Programme), costituisce lo strumento principale per individuare gli argomenti per questo tipo di consultazione. Il seguito politico di detti pareri potrebbe essere assicurato dalla presenza di un membro della Commissione alla sessione plenaria del CdR o dalla presenza di un alto funzionario della Commissione alla relativa riunione della commissione competente del CdR. Nuova consultazione 11. La Commissione può invitare il Comitato delle regioni a elaborare un nuovo parere sulle ripercussioni per gli enti regionali e locali di un risultato che sta emergendo dal processo legislativo.
3 C 102/8 Gazzetta ufficiale dell Unione europea Qualora la Commissione apporti delle modifiche sostanziali alla sua proposta successivamente alla consultazione iniziale del CdR e laddove i trattati prescrivano la consultazione obbligatoria, la Commissione garantisce che il CdR venga consultato nuovamente. Seguito riservato ai pareri 12. Nei propri pareri il Comitato delle regioni pone in evidenza, laddove possibile, le modifiche che desidera apportare alle proposte di natura legislativa tramite l'adozione di emendamenti specifici ai testi della Commissione. Inoltre, in ciascuno dei suoi pareri, il CdR inserisce una sintesi. 13. Il CdR comunica quanto prima al segretariato generale della Commissione i verbali delle riunioni e delle sessioni plenarie del CdR il cui contenuto presenti un interesse specifico per la Commissione, soprattutto in relazione all attuazione del principio di sussidiarietà. 14. Per consentire al CdR di preparare periodicamente un rapporto sull'impatto dei suoi lavori, i servizi della Commissione gli forniscono due volte l'anno risposte circostanziate in cui spiegano le ragioni per cui si è deciso di tener conto delle osservazioni contenute nei pareri del CdR. In tale occasione la Commissione replica alle istanze in materia di sussidiarietà espresse dal CdR nei suoi pareri. II. COOPERAZIONE NELLE ATTIVITÀ 15. La Commissione e il Comitato delle regioni concordano sulla necessità di intensificare la cooperazione allo scopo di incrementare le sinergie tra le rispettive attività, in particolare nel quadro della strategia Europa 2020, della coesione economica, sociale e territoriale, e segnatamente della cooperazione transfrontaliera, interregionale e transnazionale. Consultazione degli enti regionali e locali 16. La Commissione riconosce il ruolo privilegiato del Comitato delle regioni nelle relazioni tra istituzioni, organi, organismi e agenzie dell'unione europea e gli enti regionali e locali degli Stati membri. 17. In cooperazione con la Commissione, il CdR sviluppa un'autentica strategia di consultazione degli enti regionali e locali, nel rispetto delle prerogative di ciascuno e secondo una procedura di consultazione che si collochi il più possibile a monte del processo decisionale. In questa ottica, il CdR anima un dialogo territoriale nel quadro del nuovo ciclo di governance della strategia Europa 2020 e in vista del Consiglio europeo di primavera. 18. In applicazione del principio di una sana governance, il CdR svolge a pieno titolo un ruolo di collegamento nel dialogo con le associazioni degli enti territoriali. La Commissione garantisce il pieno coinvolgimento del CdR nella preparazione delle riunioni organizzate congiuntamente. Dialogo strutturato con le associazioni 19. La Commissione e il Comitato delle regioni organizzano congiuntamente il dialogo strutturato con le associazioni degli enti regionali e locali. Una volta l'anno si tiene una riunione di dialogo strutturato in presenza del CdR e dei servizi del Segretariato generale della Commissione allo scopo di esaminare il programma di lavoro adottato dalla Commissione. Nel corso dell'anno si tengono altri incontri di dialogo strutturato con la partecipazione dei commissari europei responsabili, in occasione delle riunioni delle commissioni competenti del CdR. Il semestre europeo 20. Il Comitato delle regioni presenta ogni anno una relazione che valuta il coinvolgimento delle amministrazioni regionali e locali nella strategia Europa 2020, di cui la Commissione terrà conto al momento di elaborare la sua Analisi annuale della crescita. Il CdR invita il commissario europeo responsabile in materia a presentare tale Analisi nel corso di una sessione plenaria. In vista del Consiglio europeo di primavera il CdR organizza un dialogo territoriale. Per preparare tale dialogo il CdR consulta la propria rete Europa 2020 e redige una relazione da presentare alla Commissione e al Consiglio europeo.
4 Gazzetta ufficiale dell Unione europea C 102/9 Gruppo europeo di cooperazione territoriale 21. Con l'ausilio del CdR, la Commissione intende far conoscere meglio il gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) tra gli enti regionali e locali e i servizi delle istituzioni dell'unione. Il CdR, incaricato di compilare il registro di tutti i GECT esistenti, si adopera affinché la Commissione sia informata riguardo a tutti i nuovi GECT e affinché queste informazioni siano pubblicate nella serie C della Gazzetta ufficiale dell'unione europea a norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1082/2006. III. APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ E GOVERNANCE MULTILIVELLO Un'assemblea composta di rappresentanti politici degli enti regionali e locali. 22. La Commissione riconosce il ruolo privilegiato del CdR in quanto assemblea composta di rappresentanti politici degli enti regionali e locali dell'unione. Essa coopera strettamente con il CdR nell'attuazione dell'articolo 2 del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità che stabilisce lo svolgimento di consultazioni prelegislative per tener conto della dimensione regionale e locale delle azioni previste. 23. Durante l'intero processo legislativo il CdR presta un'attenzione particolare al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità nelle proposte legislative dell'ue, tenuto conto delle disposizioni in vigore e delle modifiche previste. A questo scopo il CdR ricorre alla propria rete di controllo della sussidiarietà e trasmette i risultati delle consultazioni alla Commissione. La Commissione e il CdR cooperano per rafforzare il principio del partenariato adottando un approccio di governance multilivello per le politiche dell'unione in cui la consultazione del CdR è obbligatoria. La Commissione e il CdR condividono periodicamente informazioni in materia di controllo del principio di sussidiarietà soprattutto nel caso di pareri pertinenti dei parlamenti nazionali e regionali. Se, durante lo svolgimento di una procedura legislativa, il CdR nutre forti preoccupazioni riguardo al rispetto del principio di sussidiarietà, ne informa immediatamente i colegislatori. L'azione del CdR si sviluppa nell'ambito di una collaborazione con la Commissione volta a dar vita ad una cultura della sussidiarietà. La Commissione e il CdR concordano sul fatto che le decisioni devono essere prese al livello più vicino ai cittadini e con lo strumento più appropriato per conseguire i loro obiettivi nel modo più efficace possibile. La Commissione e il CdR individuano di comune accordo le priorità per le quali è richiesto un controllo specifico del rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. I servizi della Commissione possono chiedere il sostegno del CdR nell'elaborazione delle loro valutazioni d'impatto. Le piattaforme e le reti del CdR possono fornire un buon punto di accesso agli enti regionali e locali e potrebbero pertanto consentire alla Commissione di consolidare, nelle valutazioni d'impatto, l'analisi degli aspetti regionali e locali, qualora lo si ritenga necessario. Il CdR riassume le proprie attività in questo campo in una relazione annuale che poi inoltra alla Commissione. 24. Il CdR trasmette alla Commissione la propria relazione annuale sulla sussidiarietà quale contributo alla sua relazione Legiferare meglio. IV. LA DIMENSIONE ESTERNA DELL'UNIONE 25. Il Comitato delle regioni svolge alcune attività soprattutto su richiesta della Commissione per quanto riguarda la dimensione esterna delle politiche dell'ue in cui gli enti regionali e locali hanno una competenza riconosciuta sul piano istituzionale. La sua cooperazione con la Commissione si concentra in particolare nei seguenti ambiti: a) accompagnamento del processo di allargamento e partecipazione alla politica di preadesione dell'unione; b) sostegno alla politica di vicinato, tramite soprattutto le sue piattaforme istituzionali come ARLEM (Assemblea regionale e locale euromediterranea) e Corleap (Conferenza degli enti regionali e locali del partenariato orientale); c) promozione della democrazia regionale e locale nei paesi terzi, soprattutto nei paesi candidati all'adesione e nei paesi vicini, tramite in particolare il monitoraggio elettorale a livello regionale e locale;
5 C 102/10 Gazzetta ufficiale dell Unione europea d) sostegno delle politiche e delle posizioni dell'ue, in qualità di osservatore alle conferenze internazionali, in riferimento a settori d'intervento in cui la consultazione del CdR è obbligatoria; e) sviluppo e valorizzazione della cooperazione decentrata, soprattutto tramite il sostegno costante dell'atlante, del Portale e delle Assise della cooperazione decentrata; f) cooperazione transfrontaliera tra l'unione e i paesi confinanti. V. POLITICA DI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE 26. La Commissione europea e il Comitato delle regioni operano a stretto contatto nel settore della comunicazione e dell'informazione e collaborano per attuare una vera politica di comunicazione decentrata a livello regionale e locale. A questo proposito essi riconoscono il ruolo svolto dagli enti regionali e locali per informare i cittadini sulle politiche dell'ue. 27. La Commissione e il CdR collaborano in particolare per organizzare forum ed altri eventi su tematiche che presentano un interesse per gli enti regionali e locali. Contribuiscono inoltre congiuntamente a garantire la massima copertura mediatica a tali eventi. 28. Le iniziative comuni nel campo della comunicazione, che vengono avviate e aggiornate periodicamente, privilegiano i seguenti aspetti: cooperazione tra gli uffici di rappresentanza dell'unione europea negli Stati membri e membri del CdR a sostegno delle loro attività di comunicazione a livello nazionale, regionale e locale, rafforzamento della cooperazione e del sostegno per sviluppare attività mirate ai media regionali e locali nonché aumento delle sinergie con le associazioni nazionali dei rappresentanti politici eletti a livello regionale e locale, cooperazione per quanto riguarda l'opinione pubblica mediante lo scambio di informazioni e feedback sulle indagini di Eurobarometro d'interesse per il CdR e/o tramite indagini di Eurobarometro che presentano una dimensione regionale e/o locale, ove ciò sia possibile, cooperazione in materia di sviluppo di strumenti come siti web e newsletter, nel quadro del Comitato editoriale interistituzionale per Internet, allo scopo di mettere a punto canali di informazione e comunicazione con il pubblico. Fatto a Bruxelles, il 16 febbraio 2012 Per la Commissione europea José Manuel BARROSO Il presidente Per il Comitato delle regioni Mercedes BRESSO La presidente
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