Source: http://pensieribanali.blogspot.ch/2014/06/alessandrini-alla-corte-del-re-sole-cap.html
Timestamp: 2017-06-22 20:20:59+00:00

Document:
Pensieri banali: Alessandrini alla corte del Re Sole cap. 6
Alessandrini alla corte del Re Sole cap. 6
(continua dal cap. 5)
A questo punto le dichiarazioni dell'esperto di sette rag. Maurizio Alessandrini si fanno sempre più ardite, a cominciare dalla prossima: [0:23:35] Inoltre, se in questo sparuto manipolo di ignoranti, incompetenti, così come veniamo puntualmente definiti da certi nostri detrattori, avessi il potere di coordinare non solo l’azione delle forze di polizia ma anche, come dirò in seguito, manipolare i media, influenzare la magistratura, i parlamentari, l’opinione pubblica, non si comprenderebbe come mai da anni starebbe portando avanti strenuamente una battaglia, purtroppo con risultati… non molto buoni, affinché lo stato italiano recepisca quantomeno quelle disposizioni a tutela dei soggetti più vulnerabili, in particolare dei minori. Alcuni stati membri del Consiglio d’Europa sono stati sollecitati già con raccomandazione N. 1412 del 1999 e successive raccomandazioni.
Ecco un nuovo esempio di quel mesto velleitarismo di Alessandrini che abbiamo già incontrato nel quarto e nel quinto capitolo, col quale mostra di crede che qualcuno possa attribuirgli la capacità di disporre della Polizia. Qui però s'è fatto prendere la mano, aggiungendo la capacità di influenzare, oltre alla Polizia, addirittura: la magistratura, i politici, l'opinione pubblica e infine i media. Evidentemente è una fantasia che lo conforta, per cui lasciamo perdere, anche perché è ben più rovinosa la questione dello "sparuto manipolo di ignoranti". Vediamone il motivo.
Nel quarto capitolo abbiamo visto che Alessandrini ha dimestichezza con le teorie del complotto, ma anche con un'argomentazione falsa sembra trovarsi a suo agio: il termine "ignorante" (o un aggettivo simile) non è mai stato usato da nessuno di coloro che Alessandrini chiama "certi nostri detrattori". Quella di Alessandrini è un'affermazione che evidenzia fin dove può spingersi a distorcere i fatti, perché è proprio il piagnone Alessandrini che ha dimostrato di usarlo con sorprendente disinvoltura (e acrimonia) addirittura su una TV nazionale. Bisogna aggiungere che Alessandrini non è il solo della sua conventicola a usare termini offensivi. Ignorante è un termine che è stato usato anche dal suo collega antisette, il vice presidente del CeSAP dr. Luigi Corvaglia, che in uno sfogo imbarazzante per uno studioso, lo ripete ossessivamente insieme a una sfilza di astiosi "utili idioti", "cavalier servente", "eminenti studiosi", "confusione mentale", ecc. Se invece cerchiamo tra le critiche rivolte agli antisette, si trovano unicamente delle disamine del loro operato, debitamente argomentate e mai offensive. E se il giudizio risultante da quelle analisi è negativo, non è certo colpa dell'esaminatore. Sono critiche a cui una persona ragionevole avrebbe il dovere di rispondere in modo altrettanto argomentato, non facendo delle denunce pretestuose o correndo dalla "maestra". A tutti è capitato di reagire piagnucolando "non è vero che sono brutto", poi però si cresce, le scuole elementari diventano un ricordo, e una disputa la si affronta in modo più maturo e strutturato.
In merito invece a "incompetenti", non saprei dire se è stato usato o meno, ma qui la questione è diversa: come vogliamo definire il sedicente esperto di sette Maurizio Alessandrini, che ripetendo meccanicamente le scelleratezze della sua leader, rilascia ai media dichiarazioni come: "potrebbero essere decine e decine le vittime della setta Arkeon nella Provincia di Fermo [vittime che] sono rimaste nell’ombra, nonostante abbiano subito abusi di ogni tipo"? A scanso di equivoci, ricordo che una sentenza definitiva ha stabilito che:
era addirittura "palese" che Arkeon non fosse una setta (ma Alessandrini la definisce "setta");
in merito al reato di induzione in stato di incapacità - in sostanza il "plagio" - la sentenza ha sancito che "le circostanze sono idonee ad escludere l'esistenza del fatto e la sua rilevanza penale in modo assolutamente non contestabile"; quindi nessun allievo ne è rimasto vittima (ma Alessandrini parla di "vittime");
la sentenza ha appurato che gli allievi non hanno subito alcun danno, perché il metodo Arkeon "non é stato oggettivamente dannoso" (ma Alessandrini sostiene che gli adepti avrebbero "subito abusi di ogni tipo");
nessuno degli allievi era della provincia di Fermo (ma Alessandrini parla di "decine e decine" solo in quella provincia).
E ora che una sentenza definitiva ha rilevato "la palese insussistenza della visione della psicosetta", come definire l'ispiratrice di Alessandrini, la dr.ssa Lorita Tinelli, che dopo aver studiato il movimento Arkeon per 12 anni l'ha definito "un caso esemplare di ‘psicosetta’ in Italia"? Ma cos'ha studiato, i fondi del caffè?
Si consideri che in base al suo "studio scientifico" horribilis, la dr.ssa Lorita Tinelli sosteneva di aver appurato che:
Arkeon era responsabile di maltrattamenti su minori e addirittura di abusi sessuali su minori [1], neanche fosse il marito dell'on. Mussolini che si ingroppava una quindicenne; in merito ai maltrattamenti la sentenza ha stabilito che è da "escludere categoricamente la sussistenza del reato" (motivazione sentenza, pag. 848), mentre gli abusi sessuali sui minori non sono stati presi in considerazione nemmeno dal PM;
in Arkeon i genitori "non hanno più contatti con i propri figli" (qui), quando la sentenza ha stabilito che "i partecipanti non venivano esclusi dalla famiglia o dagli amici" (Motivazione sentenza pag. 582);
sempre secondo la dr.ssa Lorita Tinelli, in Arkeon si consumavano "abusi di natura sessuale", quando sarà lo stesso PM a scrivere già nel rinvio a giudizio che "I reati di violenza sessuale sono addebitabili esclusivamente al comportamento del *** ritenendo l’associazione capeggiata dal Moccia del tutto estranea a questi comportamenti";
e che i maestri di Arkeon "assicuravano assolutamente la guarigione, non solo psicologica ma anche fisica" ("Tutte le mattine", 20/01/2006), quando il tribunale ha sentenziato che "non appare neanche ragionevole quindi ritenere che alcuni frequentatori si fossero recati ai seminari ed agli intensivi [di Arkeon] per risolvere problematiche fisiche".
L'elenco potrebbe continuare ma sarebbe una ripetizione dei capitoli "Il teorema Tinelli: come creare una psicosetta". Fatto sta che ogni singola accusa rivolta ad Arkeon dall'abusologa "esperta a livello nazionale" è risultata una fandonia quando addirittura "non ragionevole", con il tribunale che ha sentenziato che "è ovvio che la pratica Arkeon lasciasse libera scelta nell’utente di andare e tornare, di avere o meno fiducia nella relativa efficacia" (motivazione sentenza, pag. 161).
Come definire degli "esperti" così che prendono cantonate di questa portata o travisano la realtà in questo modo? Ancora una volta Alessandrini dovrebbe essere grato a chi ha usato un termine, "incompetente", che in effetti un difetto ce l'ha, ma è quello di apparire inadeguato a definire chi ha sostenuto degli spropositi così rovinosi (mentre lui non si fa scrupolo di affibbiare un sonoro "ignorante" a chi non condivide le sue estremistiche posizioni).
Altra scorrettezza sta nel riportare dei singoli vocaboli senza riportare - e confutare - le argomentazioni di cui quei vocaboli rappresentano la conclusione. Appellare qualcuno con un secco "incompetente", in certi contesti potrebbe essere offensivo, ma concludere che una persona è incompetente dopo che si è rilevato quanto abbiamo appena visto, non è un'ingiuria, è un'inferenza logica (oltre che indulgente).
Veniamo ora a una distorsione dei fatti così marchiana da scadere nel grottesco: la frase "Alcuni stati membri del Consiglio d’Europa sono stati sollecitati già con raccomandazione N. 1412 del 1999 e successive raccomandazioni". Una frase che richiede un bella spudoratezza, quando l'avremo capita, perché la forma espositiva è claudicante. Non si comprende su che cosa gli stati siano stati sollecitati, ma se rileggiamo l'intero brano, riusciamo a intuire cosa Alessandrini cercava faticosamente di comunicare:
Alessandrini ricorda che il "Forum antisette" è impegnato a portare "avanti strenuamente una battaglia" per la reintroduzione del reato di plagio; questa battaglia ha dato esiti "non molto buoni": non si è riusciti a far sì che "lo stato italiano recepisca quantomeno quelle disposizioni a tutela dei soggetti più vulnerabili";
"Alcuni stati membri del Consiglio d’Europa sono stati sollecitati già con raccomandazione ecc."
In pratica si tratta di un rimprovero per la nostra classe politica, la quale - secondo Alessandrini - non avrebbe ancora recepito una disposizione emanata nel lontano 1999, in merito al sogno degli antisette: la reintroduzione del reato di plagio. Già che c'è, Alessandrini ne approfitta per una nuova auto-glorificazione: davanti a uno Stato colpevolmente inerte, "da anni" loro si battono per portare "avanti strenuamente una battaglia", affinché l'Italia faccia il suo dovere e reintroduca la legge sul plagio. Ho parlato prima di spudoratezza perché la "raccomandazione N. 1412 del 1999" (qui) afferma l'esatto contrario. Vediamo quindi la raccomandazione evocata da Alessandrini, cominciando giusto dalla prima frase con cui si apre quel documento:
1. L'Assemblea ricorda la sua Raccomandazione n° 1178 (1992) su sette e nuovi movimenti religiosi, in cui riteneva indesiderabile una più significativa legislazione in materia di sette [2]
L'Assemblea del Consiglio d'Europa ritiene indesiderabile la promulgazione di leggi ad hoc come sarebbe appunto la legge sul plagio. Si obietterà che questa frase fa parte delle premesse, e ha il solo scopo di ricordare che nel 1992 l'Assemblea esprimeva questa contrarietà; potrebbe essere che nel 1999 l'Assemblea abbia cambiato opinione. Giusto. Per cui vediamo cosa "l'Assemblea richiede ai governi degli stati membri" nel 1999:
iii. Usare le normali procedure della legislazione penale e civile contro le pratiche illegali ... [3]
Ci vuole una bella faccia per spacciare questa raccomandazione per un invito a promulgare una legge specifica per contrastare le sette. Dopo tutto quello che abbiamo visto, è una mistificazione che non sorprende neanche più: da quando in qua chi è impegnato in una "vera e propria battaglia" si interessa di questioni oziose come la verità? Teniamo inoltre presente che a compiere questa "manipolazione dell'informazione" sono quelle associazioni antiplagio che sostengo che "Il controllo dell'informazione" è uno dei "quattro fattori" del plagio. Serve "per piegare le persone" e "ha un impatto drammatico e devastante" [4], come premurosamente ci informano Dino Potenza di Assotutor e Lorita Tinelli del CeSAP.
Ciò che invece desta sorpresa, almeno a chi scrive, è che si menta anche là dove è del tutto inutile, perché raccontare la verità non comporterebbe alcuno svantaggio. Vediamo un esempio. In risposta a delle gravi (e circostanziate) accuse rivolte al "Forum antisette", Alessandrini ha pubblicato una lettera (che non staremo ad analizzare perché anche la mia sopportazione ha un limite) dove si legge:
Peraltro la stessa Associazione ARIS Italia fondata dal sig. Ennio Malatesta, e disciolta negli anni ’90, non ha mai aderito al Forum, costituitosi solo nel gennaio 2010.
Sorvoliamo sul fatto che l'ARIS si sarebbe disciolta negli anni 90, che come al solito non corrisponde al vero, ma qui non ci interessa. Soffermiamoci invece sul fatto che il "Forum degli antisette" si sarebbe costituito "nel gennaio 2010". Esiste un'altra lettera, intestata "Forum delle associazioni italiane di ricerca informazione contrasto dei movimenti settari nocivi", che porta la data del 2007:
Poiché pare improbabile che gli antisette possano viaggiare nel tempo e scrivere una lettera a nome del "Forum" tre anni prima della nascita della loro congrega, e dato che non esiste necessità di mentire sulla sua data di costituzione (ammettendo che nacque nel 2007 l'argomentazione sarebbe rimasta invariata), viene da chiedersi cosa spinga a dover mentire sempre e comunque [5]. Ma la questione più importante è che se si mente anche quando non comporta alcun vantaggio, figuriamoci cosa si fa quando può tornare utile. Ora che abbiamo visto con quanta disinvoltura Alessandrini altera i fatti secondo il suo tornaconto, torniamo alla raccomandazione del Consiglio d'Europa. Sono contento che Alessandrini l'abbia tirata in ballo, per di più facendo appello all'autorevolezza dell'istituzione, perché abbiamo l'opportunità di vedere quale sia la considerazione del Consiglio d'Europa per organizzazioni come la FAVIS di Alessandrini o il CeSAP della Tinelli. Un dispregio messo nero su bianco in diversi enunciati di quel documento (adottato all'unanimità [6]). In primo luogo in merito all'attendibilità, dove le associazioni antisette vengono parificate nientemeno che alle sette. Proprio quelle sette che Alessandrini considera un "cancro":
7. È di primaria importanza avere informazioni attendibili su questi gruppi che non siano emanate né dalle sette stesse né da associazioni fondate per difendere le vittime delle sette [7]
Esprimendo un'ovvietà, il Consiglio d'Europa ritiene indispensabile "l'obiettività di tali informazioni" ("the objectivity of such information"), per cui quelle fornite dalle sette le considera inaffidabili perché finalizzate alla propaganda, ma considera altrettanto farlocche quelle diffuse da associazioni "fondate per difendere le vittime delle sette", come appunto la FAVIS di Alessandrini, il CeSAP della Tinelli e il resto della banda. Una bocciatura senza appello: sette e antisette pari sono.
La scomunica dell'istituzione europea, che Alessandrini ha disonestamente citato a suo sostegno, non deriva solo da una questione di inattendibilità (che comunque già da sola rappresenta una censura definitiva). È l'intera dottrina antisette che viene condannata. Dottrina che è efficacemente rappresentata da un sostantivo usato nel nome della loro combriccola: "contrasto" ("Forum delle Associazioni Italiane di Ricerca Informazione e Contrasto dei Movimenti Settari ecc.").
Entriamo più nel dettaglio. Poiché considerano le "sette" un "cancro sociale", quando non addirittura "manifestazioni diaboliche" [8], lo scopo delle associazioni antisette non può che essere quello di promuovere "una vera e propria battaglia" (Alessandrini) contro un nemico da annientare. E non sono solo Alessandrini e Buonaiuto a parlare in questi termini, bensì l'intero spettro delle associazioni che aderiscono al "Forum antisette". Abbiamo infatti: Maria P. Gardini dell'ARIS, che di Scientology si definiva il "nemico pubblico numero uno";
Aldo Verdecchia di "Giù le mani dai bambini" impegnato a "combattere" la sua "battaglia" fino "alle estreme conseguenze";
Lorita Tinelli che invita le vittime a contattarla non per avere assistenza o consiglio, ma al solo scopo di "dar seguito ad ulteriori azioni legali".
Contrariamente a quanto riportato in modo ingannevole da Alessandrini, l'approccio del Consiglio d'Europa non ha niente a che vedere con questo furore iconoclasta. Anzi è l'esatto opposto: richiede ai governi degli Stati membri che venga concesso lo status di ente morale "a tutte le sette e nuovi movimenti religiosi" [9]. È quindi una sconfessione completa dei bellicosi centri che si propongono la distruzione di un ipotetico "cancro". Il Consiglio d'Europa ritiene infatti che sia da:
V. incoraggiare un approccio ai nuovi gruppi religiosi che favorisca comprensione, tolleranza, dialogo e risoluzione dei conflitti; [10]
Comprensione, tolleranza, dialogo, risoluzione dei conflitti. Proporlo agli antisette, per loro natura integralisti, è come parlare di accoglienza all'ex sindaco xenofobo di Treviso Gentilini, secondo cui gli immigrati "Bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile" (mentre per i "culattoni" proponeva la "pulizia etnica").
Dopo aver espresso un giudizio di inattendibilità, e aver ripudiato la dottrina intollerante degli antisette, la raccomandazione del Consiglio spazza via perfino il presupposto su cui si fondano le loro associazioni:
11. Oggi al mondo esistono decine, forse anche centinaia di gruppi più o meno grandi con credenze e osservanze di varia natura, che non sono necessariamente pericolose o pregiudizievoli alla libertà. È vero che tra questi gruppi ne esistono alcuni che hanno commesso azioni criminali. Ciononostante l'esistenza di alcuni movimenti pericolosi non è sufficiente a condannare tutti gli altri.
Sembra quasi uno sberleffo, dato che per gli antisette:
"Le sette per loro natura e struttura sono sempre ‘diaboliche’ e nocive per il singolo e la collettività" (don A. Buonaiuto);
"quella miriade di associazioni culturali [che propongono] le cosiddette terapie energetiche, alternative, olistiche [sono delle] vere e proprie sette manipolatrici e plagianti" (comunicato stampa firmato da: Maurizio Alessandrini per la FAVIS, Lorita Tinelli per il CeSAP, Mario Pienotti per l'ARIS Toscana, Mario Martini per l'ARIS Veneto, Aldo Verdecchia per "Giù le mani dai bambini", Giovanni Ristuccia per SOS Antiplagio); Dietro alle "sette" si cela il "demonio" (Alessandrini, convegno "San Michele lotta contro il demonio: le sette").
Si noti che là dove la raccomandazione rileva l'esistenza di "alcuni" gruppi responsabili di atti illeciti, si parla di "azioni criminali", quindi da perseguire con le leggi ordinarie, e non di "plagio", da perseguire con una legge specifica contro le sette.
L'aver citato questa raccomandazione a suo sostegno, quando era suo interesse fingere che non esistesse, evidenzia i metodi di Alessandrini e del resto della congrega di cui è il portavoce, con cui si intende perseguire gli obiettivi. Si potrebbe quindi interrompere qui la disamina della sua relazione, ma non lo farò, perché le affermazioni di Alessandrini sono un crescendo rossiniano che nei prossimi capitoli riusciranno ancora a sbalordirci
1) Dal verbale di SIT di L. Tinelli del 28/2/2006, Questura di Bari: "durante tale attività, durante la quale ai soggetti coinvolti viene chiesto dal "maestro", dopo essere stati bendati, di relazionarsi con gli altri presenti senza limiti ovvero anche avendo veri e propri rapporti sessuali. Durante tali "lavori" vi è stata la partecipazione attiva sia di soggetti minori, sia addirittura di persone affette da sieropositività
un ragazzo residente a Bari, affetto da asma bronchiale, ha interrotto le cure previste dalla medicina ufficiale"
Benché sia probabilmente superfluo, per sicurezza ricordo che oltre ai maltrattamenti su minori, anche tutto il resto dichiarato dalla dr.ssa L. Tinelli è risultato completamente falso (vedi qui).
2) Il testo originale: "1. The Assembly recalls its Recommendation 1178 (1992) on sects and new religious movements, in which it considered that major legislation on sects was undesirable".
3) Il testo originale: "iii. to use the normal procedures of criminal and civil law against illegal practices carried out in the name of groups of a religious, esoteric or spiritual nature;"
4) "Il controllo dell'informazione è l'ultima componente del controllo mentale. Se a una persona viene negata l'informazione necessaria a formulare giudizi fondati, non sarà più in grado di formarsi opinioni proprie. Tale controllo dell'informazione ha un impatto drammatico e devastante. In molte sette le persone hanno un accesso limitato ai mezzi d'informazione (giornali, riviste, televisione o radio) che non siano di pertinenza del gruppo." (Dal sito di Assotutor, associazione partner del CeSAP e della FAVIS)
"Gruppi tossici esistono per piegare le persone alla dipendenza attraverso l’obbedienza a un leader.Il controllo dall’alto avviene attaverso (sic) quattro fattori come indicato dal modello BITE Steven Hassan: Comportamento, Informazione, Pensiero ed Emozione" (Dal blog della presidente del CeSAP Lorita Tinelli)
5) Non appare ipotizzabile che si tratti di un refuso: la lettera è a nome dell'intero "Forum antisette" e non è credibile che gli esponenti delle altre quattro associazioni non ne abbiano preso visione prima della pubblicazione.
6) La raccomandazione è stata emessa dalla Commissione per gli Affari Legali e i Diritti Umani il 13 aprile 1999, e adottata all'unanimità dal Consiglio d'Europa il 22 giugno dello stesso anno.
7) Questo il testo originale: "7. It is of prime importance to have reliable information on these groups that emanates neither exclusively from the sects themselves nor from associations set up to defend the victims of sects"
8) "Le sette per propria natura e struttura sono da considerarsi sempre ‘diaboliche’ e nocive per il singolo e la collettività" (don A. Buonaiuto); "Non tutte le sette sono sataniche, ma tutte sono diaboliche. Culti distruttivi che separano la persona dagli affetti, dalla religione, dalla società, spersonalizzandola attraverso abusi o crimini psicologici, fisici o patrimoniali" (don A. Buonaiuto)
9) "3. In Recommendation 1178 (1992), it simply recommended that the Committee of Ministers take measures to inform and educate young people and the general public and requested that corporate status be granted to all sects and new religious movements which had been registered."
10) La raccomandazione richiede anche di "incoraggiare l'istituzione di organizzazioni non-governative per le vittime, o le famiglie delle vittime" ("iv. where necessary, to encourage the setting up of non-governmental organisations for the victims, or the families of victims, of religious, esoteric or spiritual groups, particularly in eastern and central European countries;"), ma organizzazioni che rispettino "un approccio ai nuovi gruppi religiosi che favorisca comprensione, tolleranza dialogo e risoluzione dei conflitti"; niente a che vedere con il fine di associazioni come la FAVIS o il CeSAP.

References: sentenza 
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