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Timestamp: 2020-05-27 16:03:33+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 27267 del 28/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27267 del 28/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 28/12/2016, (ud. 09/11/2016, dep.28/12/2016), n. 27267
sul ricorso 12986/2015 proposto da:
C.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA VELLETRI 35,
presso lo studio dell’avvocato MARSILIO CASALE, che lo rappresenta e
avverso la sentenza n. 703/1/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE dell’UMBRIA depositata il 18/11/2014;
udito l’Avvocato Marsilio Casale, per il controricorrente, che chiede
Nella controversia avente origine dall’impugnazione da parte di C.M., medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, del silenzio rifiuto opposto all’istanza di rimborso dell’IRAP versata negli anni dal 2008 al 2010, la Commissione Tributaria Regionale dell’Umbria, rigettando l’appello proposto dall’Ufficio, confermava la decisione di primo grado di accoglimento del ricorso, ritenendo che, nel caso in esame, con specifico riguardo all’Associazione Sanitaria di cui fa parte il C. la stessa non aveva fini di lucro e che l’utilizzo di più studi era consentito oltre che dalla convenzione anche dall’Accordo collettivo nazionale.
1. Preliminarmente va disattesa, siccome infondata, l’eccezione di inammissibilità del ricorso, per tardività, sollevata dal controricorrente. Il ricorso, infatti, risulta essere stato presentato tempestivamente all’ufficiale giudiziario per la notificazione il 14 maggio 2015 e, quindi, tempestivamente, rispetto alla data di pubblicazione della sentenza impugnata (18.11.2014) e poi, nuovamente (a seguito del non buon fine del primo tentativo di notifica) in data 30 giugno 2015 (cfr. Cass. S.U. n. 14594/2016).
2. L’unico motivo, prospettante violazione di legge, è, però, infondato.
2.1. Sulla res controversa sono, di recente, intervenute le Sezioni Unite di questa Corte (sentenza n. 7291/16) le quali, risolvendo il contrasto giurisprudenziale, hanno statuito il principio così massimato: “in materia di imposta regionale sulle attività produttive, la medicina di gruppo, ai sensi del D.P.R. n. 270 del 2000, art. 40, non è un’associazione tra professionisti, ma un organismo promosso dal servizio sanitario nazionale, sicchè la, relativa attività integra il presupposto impositivo non per la forma associativa del suo esercizio, ma solo per l’eventuale sussistenza di un’autonoma organizzazione; per quest’ultima, è insufficiente l’erogazione della quota di spesa del personale infermieristico comune, giacchè essa costituisce il “minimo indispensabile” dell’attività professionale”.
La sentenza impugnata, nel ritenere irrilevanti ai fini che presenza di due dipendenti, non si è discostata da tali principi.
3. Ne consegue il rigetto del ricorso con compensazione delle novità della soluzione del contrasto giurisprudenziale in materia.

References: Sentenza 
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 Cass. 
 art. 40
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