Source: http://opinioneitalia.blogspot.it/2014/10/
Timestamp: 2017-09-22 13:32:45+00:00

Document:
Opinione Italia: ottobre 2014
#Marò in India: Mogherini saluta i marò come se fosse la Dea Spea.
Da cittadino Italiano, semplice e senza nessuna carica ne presunzione, leggo il penultimo post dell'ex Ministro degli Esteri Federica Mogherini, ormai nuova Rappresentante degli Esteri Europea (Pesc), il quale dice:
È stato un onore essere parlamentare della Repubblica. Grazie a tutti i compagni di strada di questi anni
Ora, se scorriamo la sua pagina Facebook, sfido chiunque a trovare una post relativo alla situazione Italiana (https://www.facebook.com/f.mogherini?ref=stream&hc_location=timeline). Vero è come lei sostiene "Sono stati otto mesi intensi. Forse mai prima di questo 2014 il mondo, e la nostra regione in particolare, aveva visto tante crisi tutte insieme e tutte di una gravita' eccezionale: dall'Ucraina alla Libia, da Gaza a Isil, dalla Siria all'Iraq al dramma di ebola". Ma non si trova un post per rilanciare l'Italia all'Estero. Un post che ricordi a tutti i suoi aderenti, che lei è.... stata la nostra Ministro della Farnesina.
Vero è che la vicenda dei due Fucilieri di Marina del Battaglione San Marco, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, l'ha ereditata, con tutte le pagliacciate annesse e connesse. Ma il messaggio-auspicio conclusivo del suo mandato è stato questo: "vedere tornare in Italia, definitivamente e insieme, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Abbiamo lavorato ogni giorno, nella riservatezza che la situazione ha imposto e impone, e che abbiamo rispettato anche nei momenti piu' difficili del dibattito politico su questa vicenda. E ancora non saranno risparmiati sforzi. Ai due fucilieri e alle loro straordinarie famiglie il mio piu' affettuoso pensiero".
Allo scrivente è sembrato solo un messaggio dovuto.... di circostanza....... quasi per lavarsi la coscienza, di non essere riuscita nel suo mandato, se pur di soli otto mesi, a cambiare la rotta del Low Profile in quella della determinazione e del raggiungimento dell'obiettivo. Si è cantata la vittoria quando Latorre è rientrato in Italia a settembre, ma è stato per motivi di salute non per un passo fatto dal Governo.
Mancano pochi giorni ai 1000 di detenzione illegale di due funzionari dello Stato Italiano e una settantina al rientro di Latorre in India. La Dea Spea è la più preziosa di tutte le cose, poichè senza Speranza gli uomini non possono vivere. Qualcuno forse spera nel suo nuovo incarico dal 1 Novembre in Europa. Ma la domanda che pongo io è molto semplice "Se non ha mosso un dito durante il suo incarico di Ministro degli Esteri Italiano (non è mai neppure andata in India), non si "comprometterà" proprio come Ministro degli Esteri Europeo?
Comunque sia.... Buon Lavoro Ministro!!!!!
Pubblicato da Nicola Marenzi a giovedì, ottobre 30, 2014 1 commento: Link a questo post
#Marò in India: chiediamo ad Alex Del Piero di giocare con il Nastro Giallo.
Pronti, via e Del Piero può già esultare. Non è passato nemmeno un minuto dal fischio d'inizio quando Alex batte corto un angolo, la palla viene scaricata su Raymaekers, difensore belga 29enne che esplode un sinistro a giro di gran qualità. Palla alle spalle di Bracigliano e Materazzi deve riordinare le idee ma non c'è tempo: al 21' il 33enne danese Junker la mette ancora dentro per il 2-0. Nella ripresa l'ex Inter - ancora una volta solo allenatore e non giocatore (finora nemmeno un minuto in campo) - torna a sperare col gol del 2-1 realizzato dal leader della squadra, il brasiliano Elano su punizione. Ma il finale è tutto dei padroni di casa: al 30' Del Piero esce tra gli applausi, due minuti dopo Arias su rigore la chiude realizzando il 3-1. Col Chennaiyin alla disperata ricerca di un'improbabile rimonta, nel recupero arriva anche il 4-1 finale a firma Dos Santos, brasiliano di 20 anni, appena entrato in campo (http://www.gazzetta.it/).
Dopo la polemica nei socialnetwork rispetto al contratto di Alex Del Piero con il Delhi Dynamos, il quale alcuni (a dire il vero, tanti), gli chiedevano di non firmarlo per solidarietà verso i due Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti illegalmente dal Governo Indiano, lo scrivente si era indignato rispetto a tale richiesta. Un Ambasciatore dello Calcio Italiano, non doveva assolutamente rinunciare alla propria carriera sportiva per una questione politico/diplomatica.
La richiesta che lo scrivente fa ora al Campione è molto semplice. Oltre a far visita nell'Ambasciata di New Dheli al nostro Sottufficiale Salvatore Girone (sarebbe cosa buona e giusta), potrebbe indossare il Fiocco Giallo durante le partite di campionato. Lo aveva fatto anche la Ferrari, durante il Gran Premio di Formula 1 corso in India, nel 2013.
Il momento di gran calore che i tifosi indiani stanno dimostrando verso il nostro connazionale, andrebbe sfruttato e sicuramente non comprometterebbe il suo contratto e la sua popolarità.
Dai Alex, siamo tutti con te!!!
Pubblicato da Nicola Marenzi a domenica, ottobre 26, 2014 Nessun commento: Link a questo post
#Marò in India: solidarietà della Gazzetta verso Salvatore Girone.
In un incontro privato con La Gazzetta dello Sport il marò trattenuto in India ha ricevuto le maglie di alcune società di serie A e B, inclusa quella del suo Bari. Solidarietà anche dagli arbitri.
Salvatore Girone versione calciatore da oggi avrà solo l’imbarazzo della scelta: la solidarietà verso il marò trattenuto in India da oltre due anni e mezzo ha i colori delle maglie che la Gazzetta dello Sport gli ha portato dall’Italia. Un gesto semplice, ma molto gradito dal fuciliere.
Nella sede della nostra ambasciata, dove Girone risiede e lavora nell'attesa di un possibile sblocco della controversa giudiziaria, c’è stato l’incontro in forma privata culminato nella consegna delle maglie: Atalanta, Lazio, Juventus per la A, più il Bari (la squadra del cuore di Girone) per la B.
Non solo, anche gli arbitri hanno fatto avere la loro casacca attraverso Nicola Rizzoli. E poi ancora: pallone ufficiale e cappellini dalla Lega di A, maglia della rappresentativa e lettera del presidente Abodi per la Lega di B. Domani sulla Gazzetta tutti i particolari di questa partita speciale.
Marò in India: ricordiamoci che non è ancora finita.
Mentre nei socialnetwork, così come in politica, già ci sono persone che si prendono il merito di essere in prima linea sin dal primo giorno, nella vicenda che vede ancora dopo quasi 1000 giorni, i due Fucilieri di Marina del Battaglione San Marco ancora sequestrati illegalmente dal Governo Indiano, nella speranza di riuscire in qualche modo a rimediare una posizione o a farsi un nome strumentalizzando due uomini d'onore, l'India ci fa sapere che un Avvocato ha presentato giorni fa alla Corte Suprema una istanza (petition) in cui si chiede di confermare l'utilizzazione della legge antiterrorismo Sua Act e di un altra legge, l'Admiralty Offences (Colonial) Act, nel caso che vede coinvolti i Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Secondo l'istanza, di cui l'ANSA ha una copia, si chiede anche di "dichiarare illegale" la decisione presa dal governo indiano di rinunciare all'applicazione del Sua Act.
In un colloquio telefonico con l'ANSA, l'avvocato Harshad V Hameed, promotore dell'istanza per conto di Kilsariyan, uno dei membri dell'equipaggio del peschereccio St.Antony coinvolto nell'incidente del 15 febbraio 2012 con la petroliera Enrica Lexie, ha confermato di averla presentata "circa un mese fa". "E' stata accettata dalla Cancelleria della Corte Suprema - ha aggiunto - e dovrebbe essere calendarizzata entro il mese di novembre".
Nella sintesi, si chiede in sostanza che la Corte Suprema ordini alle "autorità interessate di includere i capitoli piu' importanti del Sua Act e dell'Admiralty Offences (Colonial) Act del 1849 nella denuncia n.2 del 2012 depositata presso l'Additional Session Judge n.1 dei tribunali di Patiala House a New Delhi". E si chiede inoltre che "si dichiari illegale l'azione assunta dalle parti governative implicate di rinunciare all'utilizzazione del Sua Act (...) in quanto violazione degli art. 14 e 21 della Costituzione" (Ansa).
Non è ancora finita e l'india non si rivela certo un paese amico!!!!
Pubblicato da Nicola Marenzi a venerdì, ottobre 24, 2014 Nessun commento: Link a questo post
#Marò in India: continua la gara delle dichiarazioni
Il Governo italiano sta lavorando per raggiungere un accordo con il nuovo Governo indiano per la soluzione della questione legata ai due maro'. Lo ha riferito a Trieste il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, a margine della presentazione del Calendario 2015 dell'Esercito Italiano.
"Il Governo sta operando in qualsiasi modo possibile per cercare di portare a termine degli accordi con il governo indiano - ha detto Rossi -, un governo che non si e' insediato da molto". Il sottosegretario ha aggiunto che la seconda ipotesi e' che "contestualmente abbiamo gia' preparato e predisposto tutti gli atti tecnici per portare avanti laddove ce ne fosse bisogno, un arbitrato internazionale". (Ansa)
Di una cosa siamo veramente certi, che ormai è diventata un tumultuosa gara a chi riesce a spararla più grossa. Il sottosegretario alla Difesa, forse non sa che gli Italiani non credono più ad una loro esternazione di circostanza. Dichiarazioni che non possono non essere enunciate, per via delle contingenti uscite in pubblico. Tra le altre cose, dicendo "Il Governo sta operando in qualsiasi modo possibile", ci fa capire che ancora non si sa che linea adoperare con il Governo Indiano.
Aspettiamoci ora l'inevitabile Ansa da New Dheli, con la rituale smentita da parte delle autorità Indiane, in merito quest'ultima dichiarazione.
Pubblicato da Nicola Marenzi a mercoledì, ottobre 22, 2014 Nessun commento: Link a questo post
#Marò in India: un altro macigno sul Governo Renzi
Fermo restando che le illazioni, le congetture, ma pure le manipolazioni e strumentalizzazioni politiche sulla vicenda dei Due Fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, sono state all'ordine del giorno in tutti questi 975 giorni di sequestro illegale, anche oggi un'altra doccia fredda per il nostro Governo.
La notizia che il Governo indiano, al momento non è interessato a uno scambio tra i due marò e un gruppo di 18 marinai indiani arrestati dalla Guardia di Finanza italiana nel canale di Sicilia, sospettati di traffico di droga, è una gran bella cosa.
La vera doccia fredda è che ieri, da New Delhi, una fonte del governo ha fatto sapere in modo informale che «Il caso dei marò italiani è nelle mani della giustizia indiana e sarà condotto sulla base delle leggi indiane e il nostro governo intende impostare le relazioni politiche con l’Italia in modo che il vostro Paese certamente considererà giusti, amichevoli e costruttivi».
E' mancato comunque il solito ritornello del Ministro degli Esteri uscente, Federica Mogherini, con la sua solita cantilena "Pronta l'internazionalizzazione del caso". Neppure il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha detto nulla ma allo scrivente suonano ancora nelle sue orecchie le ultime parole dette ai due Fucilieri "Non sarete mai lasciati soli e tornerete con onore". Neppure il Premier Matteo Renzi ha rilasciato dichiarazioni, ma stiamo sereni che, come disse appena insediato a Palazzo Chigi, "La vicenda dei marò è la priorità del Governo".
Insomma dopo quasi tre anni, siamo sempre e solo al punto di partenza.
Pubblicato da Nicola Marenzi a martedì, ottobre 21, 2014 Nessun commento: Link a questo post
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa, liquida in due parole la vicenda #Marò.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha presieduto questa settimana al Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa alla quale ha preso parte anche il Ministro della Difesa Roberta Pinotti.
Alla riunione hanno partecipato: il Presidente del Consiglio dei Ministri, Dott. Matteo Renzi, il Ministro degli Affari Esteri, On. Federica Mogherini, il Ministro degli Interni, On. Angelino Alfano, il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Prof. Pier Carlo Padoan, il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti, il Ministro dello Sviluppo Economico, Dott.ssa Federica Guidi, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Amm. Luigi Binelli Mantelli.
Hanno inoltre presenziato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Prof. Graziano Delrio; il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Cons. Donato Marra; il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Gen. Rolando Mosca Moschini.
Il quadro della situazione internazionale mostra tensioni e instabilità crescenti. In Ucraina il conflitto appare tendenzialmente frenato dagli sforzi politici e diplomatici in atto che vedono il costante impegno del nostro Paese. E' indispensabile dare continuità e sbocchi risolutivi a questi sforzi. La pressione militare dell'ISIS in Siria e in Iraq implica rischi rilevanti per l'Europa e per l'Italia, anche per la forza attrattiva che il movimento sembra poter esercitare su altre formazioni jihadiste e dell'estremismo islamico in aree non contigue ai territori controllati. È quindi necessario che l'Italia, insieme a Nazioni Unite e Unione Europea, consideri con estrema attenzione gli eventi in corso ed eserciti ogni possibile sforzo per prevenire, in particolare, l'ulteriore destabilizzazione della Libia.
La minaccia costituita dai cosiddetti foreign fighters rende evidente l'esigenza di uno sforzo integrato e senza soluzione di continuità, sia sul fronte informativo sia su quello esecutivo, da parte dei dispositivi di sicurezza esterna e interna nazionali e internazionali.
La situazione in atto dimostra l'urgenza e l'importanza, pur nei limiti della ridotta disponibilità di risorse, di una rapida trasformazione delle nostre Forze Armate e dell'organizzazione europea della sicurezza. Se le prime dovranno essere rese più pronte ed efficaci rispetto ai compiti da assolvere nelle aree di prioritario interesse per il nostro Paese, il solo sforzo nazionale non potrà essere sufficiente a garantire l'Italia, come ciascuno degli altri Paesi europei, dalle minacce e dai rischi che si prospettano già nel breve termine.
Il Libro Bianco darà quindi indicazioni circa la strategia di integrazione politico-militare che il Governo intende realizzare in ambito UE e NATO. Pur se il contributo italiano agli obiettivi della sicurezza nazionale e comune non potrà che essere limitato in termini di uomini e mezzi, il nostro Paese dovrà essere in grado di fornire, nei consessi internazionali, un apporto qualificante e incisivo sul piano delle iniziative di prevenzione e di risoluzione delle crisi. A questo fine, il Consiglio auspica un rilancio delle istituzioni della global governance che operano in questo settore, a partire dalla Common Security and Defence Policy (CSDP). Il nuovo Alto Rappresentante potrà certamente sostenere le iniziative italiane e imprimere adeguato impulso alla rivitalizzazione del fondamentale settore della sicurezza.
Il Libro Bianco dovrà poi conferire massima priorità all'obiettivo dell'integrazione interforze e, più in generale, dell'integrazione interna delle nuove Forze Armate e del sistema Difesa nel suo complesso. Provvedimenti in questa direzione, insieme a quelli altrettanto urgenti volti a consentire un rapido deflusso o reimpiego del personale militare in esubero, sono essenziali per risolvere il fondamentale problema di efficienza e di economicità dell'apparato militare. La sfida più importante da vincere attraverso l'integrazione resta comunque quella dello sviluppo della massima sinergia tra le diverse componenti logistiche e amministrative, ma soprattutto operative e di comando delle Forze Armate rispetto agli effettivi compiti da assolvere.
Il successo del progetto di riorganizzazione delle Forze Armate che prende avvio con il Libro Bianco riveste grande importanza per il nostro Paese e si inserisce a pieno titolo, nel grande processo di riforma della Pubblica Amministrazione promosso dal Governo per la realizzazione di una struttura dello Stato meno onerosa ma, allo stesso tempo, in grado di servire più efficacemente il cittadino.
Il Consiglio ha infine ribadito la necessità di continuare a perseguire una rapida soluzione della vicenda dei nostri fanti di marina.
In una riga e mezza, viene liquidata la vicenda dei Marò, o comunque a noi cittadini, non è dato sapere queli siano le "nuove" strategie "diplomatiche" per perseguire ancora in maniera rapida...... la vicenda.
Il Governo, non appena possibile, non dovrebbe pubblicare sul caso dei marò un Libro Bianco? Vale a dire una raccolta di documenti ufficiali? Vorremmo sapere esattamente che cosa è accaduto e quali lezioni si debbano trarre da questa vicenda (lo scrivente).
Fonte: http://www.difesa.it/
Pubblicato da Nicola Marenzi a domenica, ottobre 19, 2014 Nessun commento: Link a questo post
#Marò in India: basta con il low profile, è solo un ricatto.
Ma chi vogliono prende in giro. Prima dicono che l'India sta valutando una proposta italiana, poi la smentiscono. L'ammiragio Mantelli invita tutti al silenzio, proprio in vista di quella valutazione. L'ultima Ansa ci spiega che l'India non sta valutando un bel niente e che cointinueranno per la loro strada.
Ancora una volta, se vogliamo saperne di più, aspettiamo altre notizie, non dall'Italia ovviamente.
Ecco le varie Agenzie uscite negli ultimi tre giorni...... da paura!!!!!
(ANSA) - NEW DELHI, 14 OTT - Il tribunale speciale di New Delhi che si occupa del processo dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ha aggiornato al prossimo 20 febbraio l'esame del caso. Lo ha appreso l'ANSA sul posto. Il procedimento penale è attualmente sospeso su ordine della Corte Suprema che a marzo aveva ammesso un ricorso sull'incompetenza della polizia anti terrorismo della Nia a condurre le indagini. La prossima scadenza resta l'udienza del ricorso fissata dalla Corte suprema per il 12 dicembre 2014.
(ANSA) - NEW DELHI, 15 OTT - L'India sta valutando una proposta dell'Italia per una "soluzione consensuale" della vicenda dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone accusati di aver ucciso due pescatori indiani nel 2012. Lo riferisce oggi il quotidiano The Economic Times.Secondo alte fonti governative, il governo ha deciso di tenere "presto" una riunione presieduta dal consigliere per la sicurezza Ajit Doval per studiare la soluzione offerta da Roma per risolvere la crisi.
(ANSA) - FIRENZE, 16 OTT - "Credo che sia opportuno mantenere un certo riserbo, perche' si stanno sviluppando azioni che richiedono riserbo". Lo ha affermato l'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa, riguardo alla vicenda dei Maro'.
"Certamente" quella "di gennaio e' una scadenza che portera' ad un'accelerazione del lavoro fra le diplomazie italiana e indiana", ha aggiunto Binelli Mantelli, riferendosi al ritorno in India di Massimiliano Latorre, a margine della riunione del Comitato Militare della Ue.
(ANSA) - NEW DELHI, 16 OTT - Il ministero dell'Interno indiano ha smentito oggi che a New Delhi si sia tenuta una riunione sulla questione dei maro' come sostenuto da notizie apparse sulla stampa indiana.
Ad una specifica domanda dell'ANSA, il direttore generale (joint secretary) per la sicurezza interna del ministero dell'Interno, M.A. Ganapathy ha, detto che ''si tratta di speculazioni di stampa e che al momento attuale non sono previste riunioni' sulla vicenda''. Ganapathy ha poi aggiunto che la posizione del ministero dell'Interno sui punti chiave del processo per i Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ''e' stata resa nota in un contro affidavit presentato giorni fa alla Corte Suprema''.
L'alto funzionario non ha voluto commentare l'ipotesi, anche questa trapelata sulla stampa, di una "proposta italiana" per una "soluzione consensuale" della vicenda. "In questi casi - ha detto - e' auspicabile che si mantenga il massimo riserbo nella fase in cui ci troviamo".
Alcuni giorni fa il portavoce governativo Syed Akbaruddin aveva negato l'esistenza di negoziati, senza pero' voler commentare l'esistenza di eventuali discussioni interministeriali fino ad una loro eventuale definizione.
Secondo la stampa indiana il ministero dell'Interno "starebbe esaminando una proposta italiana" e ieri avrebbe messo a punto delle "osservazioni" da presentare oggi ad una riunione che, ha indicato l'agenzia Pti, doveva coinvolgere il Consigliere della sicurezza nazionale, Ajit Doval.
Ma secondo Ganapathy, di recente promosso al delicato incarico di direttore generale per la Sicurezza interna, tale riunione non c'e' stata e per il momento non ci sara'.
Pubblicato da Nicola Marenzi a giovedì, ottobre 16, 2014 Nessun commento: Link a questo post
#Marò in India: tutto nelle mani di Ajit Doval
Il giornale indiano Economic Times ha pubblicato ieri l'indiscrezione che il governo indiano sarebbe disponibile a valutare una proposta italiana per un «soluzione consensuale» della vicenda dei due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La testata, con ottimi agganci al ministero dell'Interno, cita fonti governative anonime sottolineando che si profila «un ammorbidimento della posizione» indiana. Il nuovo premier, Modi, in campagna elettorale un mangia marò, potrebbe avere la forza di risolvere la spinosa crisi con l'Italia. Secondo il giornale ha affidato la patata bollente nelle mani di Aji Doval, ex capo dell'intelligente indiana nominato Consigliere per la sicurezza nazionale. Il ministero dell'Interno avrebbe preparato una risposta al governo italiano da sottoporre al dicastero della Giustizia.
Ma chi è Ajit Doval?
Figlio di un ufficiale dell'esercito, Ajit Doval è nato in una famiglia Garhwali nel villaggio di Ghiri Banelsyun, Pauri Garhwal, Uttarakhand nel 1945 ha ricevuto la sua prima educazione al Royal Military College indiano del Re Giorgio (ora Rashtriya Scuola Militare) in Ajmer. Si è laureato con una laurea in Economia presso l'Università di Agra nel 1967, ottenendo la prima posizione.
Doval è stato ufficiale IPS dal 1968 in Kerala. Egli è stato attivamente coinvolto nelle operazioni anti-insurrezionali in Mizoram, Punjab e il Kashmir.
Durante l'insurrezione Mizo National Front (MNF), Doval conquistò sei dei sette comandanti di Laldenga. Ha trascorso lunghi periodi di tempo incognito con il Mizo esercito nazionale in Arakan in Birmania e all'interno del territorio cinese. Dal Mizoram, Doval andò a Sikkim, dove svolse un ruolo durante la fusione dello stato con l'India.
Nel Punjab era dietro il salvataggio di diplomatico romeno Liviu Radu e il successo di Operazione Black Thunder. Doval era in realtà all'interno del Harimandir Sahib in Amritsar, Punjab, nel 1989, durante l'Operazione Black Thunder, quando le forze di sicurezza sono stati in carica per tirar fuori i terroristi da lì. Egli si dice che abbia pianificato le elezioni statali Punjab del 1992.
Doval trascorso sei anni in Pakistan. Si recò a Kashmir nel 1990 e convinse militanti (come Kuka Parray) a diventare anti-insurrezionalisti alle rivolte intransigenti dei terroristi anti-India. Questo insieme la strada per le elezioni statali in Jammu e Kashmir nel 1996 Più tardi, è stato pubblicato in l'Alto Commissariato indiano a Londra, Regno Unito come un ministro.
Doval era negoziatore principale dell'India con i dirottatori del volo Indian Airlines IC-814 a Kandahar nel 1999. A lui si deve riconoscere pure il merito di essere riuscito a fermare tutti e i 15 dirottamenti di aerei Indian Airlines dal 1971-1999. Nella sede, ha diretto le operazioni di ala di IB per oltre un decennio ed è stato fondatore presidente del Centro Multi Agency (MAC) e Joint Task Force on intelligence (JTFI).
Si ritirò dal servizio il 31 gennaio 2005 la carica di Direttore, Intelligenza Bureau. Egli è tenuto in alta considerazione come uno dei ben noti analisti e commentatori di questioni nazionali e internazionali strategici Foremost dell'India. I suoi scritti sono stati pubblicati ampiamente in riviste internazionali, i media nazionali e internazionali, ed è noto per la sua visione chiarezza e visione per questioni di sicurezza indiani e globali. Egli ha conoscenze molto ampie a livello nazionale e internazionale sul rafforzamento dell'apparato di sicurezza indiano e ha sempre spinto per una più stretta cooperazione tra le forze di sicurezza a livello globale.
Egli è il direttore fondatore della Fondazione Internazionale Vivekananda, un think tank istituito dal Vivekananda Kendra, una Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS) organizzazione affiliata, nel dicembre 2009 Doval è rimasto coinvolto attivamente nel discorso su sicurezza nazionale in India. Oltre a scrivere pezzi editoriali per diversi giornali e riviste importanti, ha tenuto conferenze in India di sfide alla sicurezza e gli obiettivi di politica estera presso diverse istituzioni di fama governative e non governative, think-tank di sicurezza in India e all'estero. Negli ultimi anni, ha consegnato conferenze ospite su questioni strategiche in IISS, Londra, Capitol Hill, Washington DC, Australia-India Institute, Università di Melbourne, difesa nazionale, Nuova Delhi e l'Accademia Nazionale di Lal Bahadur Shastri di Amministrazione, Mussoorie. Doval ha parlato anche a livello internazionale in occasione di eventi stimati a livello globale, citando la sempre crescente necessità di una cooperazione tra le grandi potenze emergenti e affermati del mondo.
Egli è stato nominato quinto consigliere della sicurezza nazionale dell'India (NSA) il Venerdì, 30 maggio 2014.
Pubblicato da Nicola Marenzi a mercoledì, ottobre 15, 2014 Nessun commento: Link a questo post
#Marò in India e i sonni tranquilli di Re Giorgio.
E' mai possibile che sia nuovamente calato il silenzio sulla vicenda dei Due Fucilieri di Marina del Battaglione San Marco. Massimiliano Latorre è rientrato da un mese in Italia, per "gentile concessione" del Governo Indiano, per ricevere le cure necessarie a riprendersi dall'ictus che lo ha colpito alla fine di Agosto. Mancano solo tre mesi al suo eventuale rientro in India. La riabilitazione è sicuramente lunga.
Salvatore Girone per ora sta bene fisicamente, ma il padre ci avvisa che psicologicamente è molto provato. Nessuna reazione anche dopo questo appello, da parte dei politici italiani. Tutti pronti a manifestare la loro solidarietà quando chiamati in causa, ma tutti zitti di fronte a una ormai insperata presa di posizione.
Giorgio Napolitano si è probabilmente dimenticato di loro, visto che sono mesi che non pronuncia una parola sulla vicenda. Eppure quando nel Marzo 2013, per motivi commerciali, si decise di rimandare i marò nel paese meno amico che l'Italia abbia avuto a che fare dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi, il nostro Presidente della Repubblica e Capo dell Forze Armate disse loro "tornerete in Italia con onore". Eppure ad imbarcarli su quella maledetta Nave Petroliera fu proprio una Legge firmata da lui (e altri). Ecco il testo:
1. Il decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, recante  proroga  degli
pace e di  stabilizzazione,  nonche'  delle  missioni  internazionali
delle forze armate e di polizia e disposizioni per l'attuazione delle
Risoluzioni 1970 (2011) e  1973  (2011)  adottate  dal  Consiglio  di
Sicurezza delle  Nazioni  Unite.  Misure  urgenti  antipirateria,  e'
Il  decreto-legge 12  luglio 2011,  n.  107, e'   stato
160 del 12 luglio 2011.
conversione e'  pubblicato  in   questa   stessa   Gazzetta
Ufficiale alla pag. 123. (gazzettaufficiale)
Che amarezza, che presa per i fondelli, per i due Fucilieri, per le loro Famiglie, per tutti gli italiani. Quando finirà questa farsa? Quando si risponderà all'arroganza indiana? Davvero finirà con la porcata dello scambio di prigionieri?
Pubblicato da Nicola Marenzi a lunedì, ottobre 13, 2014 Nessun commento: Link a questo post
Massimiliano Latorre, Salvatore Girone: Un fiocco per i #Marò 2014
Bella iniziativa di Bertilla Spoletto che ha creato questo originale video nell'ambito della campagna 'Un Fiocco per i Marò' lanciata dal Gruppo fb 'Siamo Tutti Marò'. Quando le iniziative partono dai cittadini, sono sempre nobili.
Pubblicato da Nicola Marenzi a lunedì, ottobre 13, 2014 1 commento: Link a questo post
Gli AMICI dei #Marò, una lotta ancora lunga.
In questi tre anni e più di DETENZIONE ILLEGALE dei nostri due Fucilieri di Marina del Battaglione San Marco, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ne abbiamo viste veramente di tutti i colori.
L'arroganza indiana, è ormai un dato di fatto. Ha superato ogni limite di comprensione e di accettazione. Ancora stanno capendo, quali capi d'imputazione rivolgere ai due sequestrati. Dopo decine di rinvii, le varie Corti, si sono passati la "patata bollente" e nessuno di loro è stato in grado di pronunciarsi. I nostri marò non sono ancora liberi. Nel frattempo, a complicare le loro conclusioni, sono arrivate in India, le schiaccianti Prove dell'Innocenza (http://www.seeninside.net/piracy). Diciamolo chiaramente, non sanno più come uscire da questo impasse.
La mancanza di una Diplomazia italiana e una politica che ha anteposto gli interessi commerciali e personali, hanno completato il disastro. I nostri due connazionali, erano in Missione Anti-pirateria per conto dello Stato Italiano (quindi "tutelati" dall'immunità funzionale) grazie alla conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, recante proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonche' delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia e disposizioni per l'attuazione delle Risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011) adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Gli organi d'informazione italiani hanno rispecchiato il modus operandi dei tre Governi che sino ad ora si sono susseguiti: Monti, Letta e Renzi. Silenzio e low profile. A parte qualche Testata giornalistica con qualche sporadico articolo di circostanza, nessun Editorialista o Direttore ha mai inviato un proprio reporter a New Delhi per un indagine. L'unico Giornalista che lo scrivente riconosce come tale in questa vicenda è Toni Capuozzo.
L'opinione pubblica italiana, è sostanzialmente divisa in due tra colpevolisti ed innocentisti.
I colpevolisti hanno dimostrato una grossissima "ingenuità" oltre che superficialità nell'affrontare questo argomento. Qualcuno, probabilmente spinto dal proprio "credo" politico; qualcuno perchè non ha voluto o potuto informarsi a 360 gradi; qualcun'altro ipnotizzato dai vari distrattori di massa. Di fatto, il colpevolista, è "determinato" nelle proprie idee..... a prescindere. Poi vi sono i colpevolisti per interesse: quelli che, per coprire le nefandezze delle Istituzioni (politica, diplomazia, apparato militare), ha messo in atto, soprattutto nella rete, delle azioni di disinformazione. La prima fra tutte, la teoria delle pallottole magiche (spiattellamento). Ancora oggi, possiamo trovare degli articoli di giornale italiani, che parlano dei marò come due assassini.
Tra i massimi colpevolisti incontrati nel percorso, la prima di tutte fu l'Ex Ministro degli Esteri Emma Bonino, la quale sulla sua Pagina di Facebook scrisse "non è accertata l'innocenza".
Gli innocentisti sono quelli che innanzitutto riconoscono ai due militari l'immunità funzionale: qualora avessero sparato ai due pescatori indiani Valentine Jalstine e Ajesh Binki, erano in Missione per conto dello Stato quindi, una volta rispettate le regole d'ingaggio, a risponderne sarebbe lo Stato stesso. Gli innocentisti credono nella Verità, nella Giustizia e nella Libertà. Trovano "perversa" l'idea che due professionisti della Marina Militare, si mettano a fare il tiro al bersaglio durante una missione internazionale, come se fossero al poligono di tiro, durante un'esercitazione.
Gli Amici dei Marò sono sicuramente innocentisti. Ma chi sono realmente? Tra i politici se ne possono contare veramente pochi e ne abbiamo avuto conferma vedendo i vari cambi della guardia a Palazzo Chigi. Tutti pronti ad urlare Marò Liberi Subito, ma una volta al Governo.....
Gli amici dei Marò seguono questa vicenda da ormai più di tre anni. Sono persone comuni, ex militari di carriera o di leva; persone che hanno un famigliare nelle FFAA e magari in missione da qualche parte del mondo; cittadini italiani qualunque ma che ancora credono "in certi valori"; sono pensionati, adolescenti, lavoratori o disoccupati; disabili o persone ammalate e terminali; sono padri, madri, fratelli o sorelle che, al di la della loro fede politica, hanno a cuore le sorti della Nazione; ancora.... sono militari in servizio, alcuni anche con account anonimi per ovvi motivi. La presenza di tutti loro è stata fondamentale in tutto questo oscuro periodo.
Hanno fatto di tutto: hanno seguito ogni momento del caso; hanno allestito gazebo nelle varie Piazze d'Italia, anche solo per una firma; hanno spronato le proprie Amministrazioni Comunali a tenere alta l'attenzione; hanno parlato della vicenda con i propri amici, talvolta anche discutendo, pur di far valere le ragioni dell'innocenza; hanno sfruttato eventi, fiere, manifestazioni con altri temi, per dare voce a due innocenti, ingiustamente e illegalmente trattenuti da uno Stato che tutto è, tranne che amico.
Si sono organizzati: creando petizioni; presentando esposti alla Procura; raccogliendo firme; organizzando manifestazioni ed eventi; dedicando manifestazioni sportive a favore di Max e Salvo; hanno litigato con alcuni giornalisti, pur di far arrivare il caso in televisione; hanno dialogato con i giornalisti e i cittadini indiani, utilizzando la rete; hanno creato video, foto, testi musicali. Hanno creato Gruppi di persone sin dall'inizio: voglio ricordare il Grandissimo Primo Gruppo formatosi qualche ora dopo l'arresto dei Fucilieri: RIDATECI I NOSTRI LEONI, fondato da un amico ed ex collega di Latorre, Andrea Lenoci. A lui va il merito di aver intuito immediatamente, l'importanza e il valore dei socialnetwork, per tenere alta l'attenzione sulla vicenda. Da questo Gruppo ne sono nati a decine e tutti, con i loro membri, hanno avuto e continuano ad avere un importanza fondamentale.
Persino un Italiano residente all'estero, ha creato un Gruppo, Giorgio Caruso. Uno degli ultimi Gruppi che si è costituito ha preso il nome della vicenda che ha visto protagonista l'Ambasciatore Italiano a New Delhi, Daniele Mancini. Il fondatore è Mirko Frigerio. Ovviamente tutti gli altri gruppi che non sto ad elencare solo per motivi di spazio, sono stati presenti e fondamentali, anche grazie all'impegno dei loro fondatori e amministratori, oltre ovviamente ai loro membri.
Hanno combattuto: alcuni membri dei gruppi, una volta capito che i socialnetwork non bastavano a tenere alta l'attenzione, si sono creati dei Blog personali e multipli, indicizzando notizie che i media tradizionali non hanno mai riportato. Hanno pubblicato frasi di politici e i loro nomi, talvolta sapendo di avere telefoni e computer sotto controllo dai servizi deviati. Le stesse pubblicazioni sono apparse sulle pagine dei politici in Twitter, Linkedin, Facebook..... alcuni Quotidiani o Editoriali, hanno utilizzato per alcuni articoli, proprio quelle pubblicazioni. Persino "qualcuno" (Commissione Esteri) che partì a Gennaio 2014 per New Delhi, chiese informazioni ai Bloggher, per arrivare in India conoscendo alcuni dettagli fondamentali. La persona a cui va il merito di aver avuto questo intuito à Alfredo d'Ecclesia.
I veri fini di tutte queste centinaia di migliaia di persone non sono certamente politici, ma nonostante questo dato sostanzialmente significativo, loro e i loro membri, sono sempre stati definiti dei nazisti o fascisti, solo perchè sensibili e consapevoli dell'importanza di difendere degli uomini dello Stato che hanno giurato sulla Nostra Bandiera e per questa sono pronti anche a morire. Nessuno li ha scalfiti. Continuano quotidianamente per la loro strada. Sanno benissimo che una volta rimpatriati i due marò e riconsegnati definitivamente alle loro famiglie, il loro lavoro non termina e continuerà fino a che giustizia sia fatta.
alentine Jalstine e Ajesh Binki
Pubblicato da Nicola Marenzi a sabato, ottobre 11, 2014 Nessun commento: Link a questo post
#Marò in India: Finmeccanica mette a rischio i marò?
In un momento delicato come questo: Latorre colpito da Ictus in una zona profonda del cervello alla fine di Agosto, in permesso di convalescenza in Italia fino a Gennaio 2015, concessogli dalla "bontà indiana", sta effettuando la fisioterapia e ogni giorno va in ospedale; Girone che fisicamente per adesso sta bene ma che è molto provato psicologicamente per la troppa durata di questa vicenda e (probabilmente si sente un vero e proprio ostaggio - ndr) come ha riferito suo padre ieri, chiedendo peraltro il massimo riserbo sulla vicenda; Finmeccanica tenta di "uscire dall'impasse" con l'India e, chiedendo un incontro con il Ministro della Difesa a Delhi, fa una proposta molto singolare. Praticamente una tangente per coprire le tangenti..... ma stavolta "legalizzata'', infatti si dice pronto a pagare una penale. Pagarla significherebbe ammettere l'illecito, questo a casa mia, s'intende.
Ma tutto ciò, non è un po' troppo pericoloso???
Finmeccanica "vuole uscire dall'impasse esistente e riguadagnare la fiducia del governo" dell'India dopo la crisi legata a presunte tangenti pagate nella fornitura di 12 elicotteri AW-101 all'aeronautica militare indiana. Lo ha dichiarato l'a.d. del gruppo, Mauro Moretti al quotidiano indiano Hindustan Times.
Rispondendo alle domande del giornale, Moretti ha detto che "sul tavolo c'è tutto, inclusa la possibilità di pagare una penale per risolvere la questione". Secondo quanto ha appreso l'ANSA a New Delhi, la natura di tale penale potrà emergere da un accordo fra le parti.
Ma questo, ha sottolineato l'amministratore delegato di Finmeccanica, "non deve significare una ammissione di colpevolezza. Si tratta solo della nostra volontà di mettere fine ad una impasse e di riguadagnare la fiducia del governo" indiano.
Moretti, hanno indicato fonti vicine alla vicenda, ha chiesto di poter incontrare a New Delhi il ministro della Difesa indiano Arun Jaitley. Per il momento non è stata fissata una data per l'incontro, dato anche che il ministro è convalescente dopo un intervento chirurgico.
Sono convinto, ha concluso Moretti, che "è possibile trovare una soluzione per evitare una discontinuità nelle nostre relazioni. Una limitazione delle opzioni di fornitura non è nell'interesse dell'India".
In gennaio il ministero della Difesa indiano ha interrotto la fornitura degli elicotteri da parte di AgustaWestland (dopo la consegna del terzo) nell'ambito di un contratto del valore di 560 milioni di euro, accusando Finmeccanica di essere responsabile del pagamento di tangenti. Una accusa sempre
respinta però dall'impresa.
Fonte: https://www.facebook.com/ansa.newdelhi
Pubblicato da Nicola Marenzi a mercoledì, ottobre 08, 2014 Nessun commento: Link a questo post
#Marò in India: Mogherini, un mandato da Ministro solo per vetrina.
Con questa nota, il Ministro degli Esteri Federica Mogherini, rivela con tutta la sua serenità, che anche questo Governo non ha ancora alzato un dito per i nostri Fucilieri di Marina sequestrati in India dal lontano 15 Febbraio 2012. Con tutta semplicità e con quel sorrisetto un po' così..... con quello sguardo un po' così..... ammette di non essere stata in grado, lei e i suoi colleghi del Governo, di fare qualcosa per Latorre e Girone.... e l'Internazionalizzazione è solo aria fritta!!!!
"Se sarò confermata prima di tutto valorizzerò il lavoro svolto finora. Poi conto di ricordare alle autorità indiane l'importanza di rispettare il diritto internazionale, questo anche nel loro interesse, e posso facilitare il dialogo tra Italia e India". Lo afferma la ministra degli Esteri e Alto rappresentante dell'Ue designato, Federica Mogherini, a proposito dei marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. "Una soluzione positiva della questione - ha aggiunto nel corso dell'interrogazione in commissione Affari esteri del Parlamento europeo - può aiutare il partenariato tra Ue e India"(http://www.lapresse.it/).
Non spiega a nessuno il perchè. A nessuno pensa di giustificare il suo fiasco come Ministro degli Esteri.Non deve di certo delle scuse ai suoi "elettori", visto che anche questo Governo è stato messo li da Napolitano in collaborazione con i poteri forti E NON C'è STATA ALCUNA ELEZIONE da parte del Popolo Italiano.
Il suo impegno, dal momento della suo nomina, è stato motivato dalle mire di Renzi, di portarla ad essere la designata n.1 a diventare la nuova Lady Pesc. Infatti in tutto il suo lavoro di questi pochi mesi, non troviamo altro che la promozione dell'Europa e non dell'Italia come Stato Europeo con le sue ambizioni e difficoltà.
Una mera tristezza che lascia l'amaro in bocca a tutti quegli Italiani che hanno creduto in lei, a tutte quelle persone che hanno speso due Euro per portarla in Parlamento (non i miei). Forse ci si aspettava, soprattutto in questo momento storico, una persona ITALIANA alla Farnesina, così non è stato..... e non nutro neppure più speranze nemmeno per il suo/a soccessore.
Pubblicato da Nicola Marenzi a martedì, ottobre 07, 2014 Nessun commento: Link a questo post
#Marò in India: il papà di Girone si sfoga con la stampa
Mentre i nostri Onoreoli portano in Parlamento il Campionato di Serie A, e addirittura fanno "selfie" con il Fiocco Giallo, dimenticandosi completamente quale sia il proprio ruolo nelle Istituzioni o, ancora peggio, restando in silenzio di fronte alle decisioni dei poteri forti, il padre di Salvatore Girone, rompe il silenzio assordante creato dalla politica e dai media, confidandosi con l'Agenzia di stampa Ansa.
"Sento mio figlio tutti i giorni. Posso solo dire che e' preoccupato: moralmente non sta bene, fisicamente regge ancora". Lo dice all'Ansa Michele Girone, papa' del fuciliere della Brigata Marina San Marco, Salvatore, trattenuto in India da oltre due anni e mezzo.
Girone, insieme con il commilitone tarantino Massimiliano Latorre, e' accusato di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati. Da circa un mese, pero', Salvatore e' rimasto da solo in India, nell'ambasciata italiana di Nuova Delhi, poiche' Massimiliano Latorre, dopo aver sofferto di una ischemia cerebrale, ha ottenuto dalla Corte Suprema indiana un permesso di 4 mesi per curarsi in Italia, e ora e' nella sua abitazione a Taranto. Il papa' di Salvatore chiede il massimo riserbo sulla vicenda e si "scusa perche' non si puo' aggiungere altro" sulle condizioni di Salvatore. "Come sempre - conclude - speriamo rientri presto a casa".
THE TWO ITALIAN MARINES UNDER TRIAL IN INDIA ARE INNOCENT – PETITION SUBMITTED TO THE EUROPEAN UNION
Please find hereunder the English translation of the petition recently submitted to the European Union with regard to the case of the two Italian Marines.
There are two simple ways to contribute to the success of the initiative:
1) by signing the petition (in Italian) via the following link: http://www.change.org/p/parlamento-europeo-attivare-gli-org…
2) by informing TV channels, newspapers, journalists, politicians, MPs, etc. about the initiative, particularly if they are based in Italy, in India or in Europe (via e-mail, via facebook, etc.).
Next week will be fully devoted to this communication effort. Thank you for any help.
Di seguito pubblico la traduzione inglese della petizione presentata pochi giorni fa all'Unione Europea in merito alla vicenda dei due fucilieri di marina.
Vi sono due semplici modi per contribuire al successo dell'iniziativa:
1) firmando la petizione attraverso il seguente link: http://www.change.org/p/parlamento-europeo-attivare-gli-org…
2) informando televisioni, giornali, giornalisti, politici, parlamentari, ecc. in merito all'iniziativa, particolarmente se questi hanno base in Italia, in India o in Europa (attraverso e-mails, pagine facebook, ecc.).
La prossima settimana sarà interamente dedicata a questo sforzo comunicativo. Ringrazio per qualsiasi aiuto.
----------------------------- TEXT of the PETITION in ENGLISH -------------------------------
Attn.: EUROPEAN PARLIAMENT
Rue Wiertz B-1047
(as per art. 227 of the Treaty on the Functioning of the European Union - TFEU)
Pertaining to the arrest and detention in India, on presumptive evidence, of the two Naval Non-Commissioned Officers, Massimiliano Latorre and Salvatore Girone.
INFORMATION CONCERNING THE PETITION:
Matters relating to the two italian citizens Massimiliano Latorre and Salvatore Girone. Non-Commissioned Officers of the Italian Navy, members of the 2° Reg. of the “San Marco” Brigade seconded to an anti-piracy mission in the framework of the EU NAVFOR Somalia – Operation Atalanta aboard the oil-tanker Enrica Lexie. Arrested in Kerala (India) and detained on presumptive evidence for allegedly killing two fishermen on February 15, 2012. Now waiting trial for longer than thirty months.
- Having regard to Art. 6 of the European Convention on Human Rights and Fundamental Freedoms (hereunder ECHR), protecting the right to a fair trial;
- Having regard to Art. 7 of the ECHR "Nulla Poena sine Lege", providing that no one may be held guilty "on account of any act or omission which did not constitute a criminal offence under national or international law at the time when it was committed. Nor shall a heavier penalty be imposed than the one that was applicable at the time the criminal offence was committed.”;
- Having regard to Art. 33.1 of the United Nations Convention on the Law of the Sea (hereunder UNCLOS), defininig the authority of a State in a zone contiguous to its territorial sea;
- Whereas the "EU NAVFOR Somalia – Operation Atalanta" is a military and diplomatic mission of the European Union to prevent and combat acts of piracy, in support of UN Resolutions 1814, 1816, 1838 and 1846 adopted in 2008 by the United Nations Security Council". Taking into account that the purpose of such mission is, among others, the protection of vessels transiting through the Red Sea, the Gulf of Aden and the Indian Ocean;
- Having regard to the European Parliament Resolution "P6_TA(2008)0519" (adopted on October 23, 2008) and the set of norms to which reference is made in the same Resolution, calling, on a voluntary basis, on the Union Member States to prevent, combat and suppress piracy and to which Italy has adhered by marshaling military ships, aircrafts and personnel;
- Having regard to the European Parliament Resolution "P7_TA(2012)0203" (adopted on May 10, 2012), expressly providing under point ‘Q’ for the deployment of armed guards aboard merchant ships in accordance with national rules; and under paragraph 30 “notes that, on the high seas, according to international law, in all cases, including actions taken in the fight against piracy, the national jurisdiction of the flag state applies on the ships concerned, as well as to the military staff deployed on board; notes, moreover, that no arrest or detention of a ship may be ordered, even as a measure of investigation, by any authorities other than those of the flag state”;
- Having regard to Law n.130 adopted on August 2, 2011 by the Republic of Italy: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge n. 107 del 12 luglio 2011, recante proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia e disposizioni per l'attuazione delle Risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011) adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Misure urgenti antipirateria", defining the rules for the deployment of 'Protection Military Teams' (hereunder PMTs) and armed guards aboard italian vessels;
- Whereas the PMTs seconded onto an anti-piracy mission aboard italian vessels are to all effects "members of the Armed Forces of the Republic of Italy"; they operate as a body of the State under national laws and in compliance with international resolutions; they enjoy therefore the protections of law extended by the customary norms governing the established principles of funcional immunity from foreign jurisdiction, falling their commanded activity under the full and exclusive responsibility of the State;
- Whereas the circumstances implicating the italian military personnel – whose responsibilities remain at the moment not ascertained - have taken place “at high seas”, well beyond 12 nautical miles off the coast, therefore outside indian territorial waters, as also acknowledged by the indian Supreme Court in its decision dated January 18, 2013, by which the jurisdiction of the State of Kerala was rejected and a special federal court was instituted;
- Whereas the italian vessel was merely in transit with no scheduled call into any indian port; India's authority in the contiguous zone (defined as between the 12th and the 24th nautical mile off the coast) where the alleged incident is claimed to have occurred, is limited to the control necessary to prevent infringement of its customs, fiscal, immigration or sanitary laws and regulations – and exclusively for vessels bound to or sailing from India, as per definition in the already mentioned Art. 33/1 of UNCLOS;
- Whereas the coercive action, put into effect by the indian officers and police, which has resulted into the arrest of the two italian soldiers – citizens of the European Union – has taken place aboard the ship Enrica Lexie, therefore on territory under the jurisdiction of the Republic of Italy. And taking into account the method of procedure, deeply prejudicial to the dignity and the principles of the Republic of Italy and of the European Union;
- Whereas the two italian soldiers have always maintained their innocence with respect to the death of the two indian fishermen;
- Whereas the public statements made by the owner and skipper of the St. Antony to the media in the immediate aftermath of the incident and in the presence of police officers place the shooting against the indian fishing boat at around 21.30, five hours later than the pirate encounter occurred to the Enrica Lexie;
- Having regard to the "Communication from the Commission to the Council, the European Parliament and the European Economic and Social Committee of 16 June 2004: An EU-India Strategic Partnership (COM(2004) 430) and to the"Cooperation Agreement between the European Community and the Republic of India on partnership and development (L 223/24, 27.08.94)" providing for a development in the partnership between the EU and India, being understood the need for greater fulfilment of legal and social norms related to the protection of human rights and the respect of international rules. Taking into account that to date, in disregard to any european and international standard on human rights, after more than thirty months, the indian investigative agencies have not yet filed any formal charges against the two italian soldiers, this being the result of a clear lack of evidence, and, in clear contempt of the most elementary rights of defence, they continue to deprive the two accused of their personal freedom;
- Whereas in India the death penalty is still in force for crimes of murder.
WE URGE THE EUROPEAN UNION, IN SO FAR AS IT CONCERNS, TO DEVISE A STRATEGY IN ORDER TO IDENTIFY THE INTERNAL ORGANS COMPETENT TO ACT AND TO PRESS THE INDIAN AUTHORITIES TOWARDS THE RE-ESTABLISHMENT OF THE EU REPUTATION AND OF THE ELEMENTARY LEGAL RIGHTS OF THE TWO SOLDIERS, WHO HAVE BEEN DENIED THEIR PERSONAL FREEDOM FOR OVER THIRTY MONTHS IN COMPLETE DISREGARD OF ANY RESPECT FOR HUMAN RIGHTS.
Please find hereunder a close technical examination of the events as they have occurred.
In February 2012 the oil-tanker Enrica Lexie was navigating with empty tanks and 24 crew-members (5 italians, 19 indians) from Singapore towards Egypt.
During a stop in the Sri Lankan port of Galle, before entering the section of the Indian Ocean defined by the International Maritime Organization (IMO) as 'High Risk Area' (HRA) for piracy, the ship embarked a Protection Military Team composed of six non-commissioned officers of the 2° Reg. “San Marco” under the command of Massimiliano Latorre (Warrant Officer Class One – NATO classif.: OR9) and left again.
“Team Latorre” is one of ten Protection Military Teams (PMTs) created within the Italian Navy, specifically trained and employed in the framework of the anti-piracy mission “EU NAVFOR Somalia – Operation Atalanta”. The PMTs act as armed guards aboard italian commercial and passenger ships in navigation through areas at risk of piracy on the basis of national legislation (L.130/2011), UN and EU resolutions and international maritime recommendations (BMP4).
On February 15 at around 16.00 hrs. local time the ship was in transit at more than 20 nautical miles off the coast of the indian State of Kerala when the officer on the pilot bridge noticed on the RADAR, at a distance of 2,8 NM (nautical miles), an unidentified boat approaching with course and speed deemed “aggressive”.
The Enrica Lexie increased her speed. However, observed that the unidentified boat persisted in its approach to the ship, the PMT was called into action for a defensive response. In particular, Latorre and Girone from the upper deck of the Lexie (blade at starboard) executed a number of visual and acoustic warnings (through a powerful searchlight and by firing warning shots in the air) with no visible effects on the unidentified boat which kept getting closer.
When sergeant Girone saw armed men on the boat through his binoculars, the two officers fired series of warning shots in the ocean, specifically in the wide section of water separating the two vessels at a gradually reduced distance of about 500, 300 and 100 metres. The barrage fire deterred the men on the small boat (described as of a blue color and about 12 metres long) who aborted their approach and moved away from the oil-tanker. According testimonies given by the two soldiers and by the Lexie's deputy ship master agreed: neither the boat nor the men aboard were hit.
Approximately at 17.00 hrs. (local time) the status of alert was called off and the ship resumed her course at normal route and speed (330°N/13kts). Immediately after the PMT sent out the report about the incident to the mission command headquarters in Gibuti.
At 19.00 hrs. (local time - 13.30 UTC) the captain of the Enrica Lexie, Umberto Vitelli, informed via radio the indian Maritime Rescue Coordination Center (MRCC Mumbai). At 19.16 hrs. (13.46 UTC) he sent out the report of the incident both to his shipping company, to the international organizations in charge of the monitoring and the control of pirate activities: Maritime Security Centre Horn of Africa (MSCHOA) - United Kingdom Marine Trade Operations (UKMTO) and finally to the ship “F571 Grecale” (an italian rocket launcher frigate on anti-piracy mission in the Gulf of Aden) previously alerted. The subject of the mail leaves little to interpretations: ‘Approach pirate attak’.
A few hours later, at 21:36 hrs. (local time - 16.06 UTC) MRCC Mumbai contacted the Enrica Lexie in international waters with a mail by the subject: ‘Piracy incident off Allepey: 15 feb. 2012’ and making reference to the earlier radio communication requested to head for Kochi and establish communication with the Indian Coast Guard (ICG) for not better defined clarifications.
Contacted via radio, the ICG explained the request with the need to determine whether the assailants of the Enrica Lexie were among a number of pirates taken into custody by the police. A simple formality – tomorrow morning you will be on your way again – the ICG assured.
Ten minutes after the invitation to cooperate with the indian authorities, at 21.46 hrs. (local time – 16.16 UTC) the captain sent out information about the Lexie's change of route, so heading for Kochi as requested and entering indian territorial waters. The Enrica Lexie will enter the port of Kochi at around 23.00 hrs. (local time) escorted by indian military ships.
No pirate taken into custody was waiting for recognition in Kochi. A deception, or, to use the same words of an ICG officer, a clever tactic.
Once docked, the italian ship was accused of the murder of two fishermen aboard the St. Antony. This in spite of the fact that the accused italians have always maintained having nothing to do with the deaths; this in spite of the fact that the surviving fishermen of the St. Antony have never been able to identify the ship responsible for the shooting giving as the only indication the colour of the ship as 'black at the top and red at the bottom'; this in spite of the fact that the indian authorities have acknowledged the presence in the area at the time of at least four more cargo ships 'black at the top and red at the bottom', letting them all go without any investigation …....
On February 19, while the Enrica lexie was still blockaded in the port of Kochi also with italian diplomatic personnel arrived in the meantime from Delhi, the Kerala police boarded the ship, forced the two italian officers to disembark and put them under custody in the absence of any witness or substantive evidence.
“We consider illegal this attempt to remove us by force from the italian jurisdiction, in virtue of the principles of functional immunity of military forces in transit" (Latorre)
In order to better understand the method of the arrest we will report the words used by Ambassador Giulio Terzi di Sant’Agata, Italian Foreign Minister at the time of the events, who, during his testimony in front of the Senate, described the aggression in the following terms:
[the captain] “... was led by the indian authorities with an artifice to head to the port of Kochi, where the surrender of the two soldiers to the police has been the result of coercive actions by the local authorities in contempt of the opposition by the italian military and diplomatic authorities.”
(Senate of the Republic. Session n.690 of 13 March 2012)
A representative of the undersigned is available to be audited in any office of the European Union in order to provide to the Petition Committee, or other european administrative body, a more in-depth knowledge on the case.
Rome, September 29, 2014
https://www.facebook.com/stefano.tronconi.79?fref=nf
Pubblicato da Nicola Marenzi a domenica, ottobre 05, 2014 Nessun commento: Link a questo post
#Marò in India: Mogherini saluta i marò come se fo...
#Marò in India: chiediamo ad Alex Del Piero di gio...
#Marò in India: solidarietà della Gazzetta verso S...
Marò in India: ricordiamoci che non è ancora finit...
#Marò in India: continua la gara delle dichiarazio...
#Marò in India: un altro macigno sul Governo Renzi...
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa, liqui...
#Marò in India: basta con il low profile, è solo u...
#Marò in India e i sonni tranquilli di Re Giorgio....
Massimiliano Latorre, Salvatore Girone: Un fiocco ...
#Marò in India: Finmeccanica mette a rischio i mar...
#Marò in India: Mogherini, un mandato da Ministro ...
#Marò in India: il papà di Girone si sfoga con la ...
THE TWO ITALIAN MARINES UNDER TRIAL IN INDIA ARE I...
#Marò in India: i continui rinvii mirano ad afferm...
#Marò in India: PORTIAMO L'ARROGANZA DELL'INDIA AL...

References: art. 14
 art. 227
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 33
 Art. 33