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PARTE PRIMA. REGOLAMENTO REGIONALE 19 gennaio 2015, n. 1 - PDF
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1 4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 11 suppl. del PARTE PRIMA Leggi e regolamenti regionali REGOLAMENTO REGIONALE 19 gennaio 2015, n. 1 Apprendistato per la qualifica professionale di I e III livello emanato in esecuzione di quanto previsto dal Decreto Legislativo 14 settembre 2011, n. 167, artt. 3 e 5 e dalla legge regionale del 22 ottobre 2012, n. 31, artt. 3 e 6. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Visto l art. 121 della Costuzione, così come modificato dalla legge costuzionale 22 novembre 1999 n. 1, nella parte in cui aribuisce al Presidente della Giunta Regionale l emanazione dei regolamen regionali; Visto l art. 42, comma 2, le. c) L. R. 12 maggio 2004, n. 7 Statuto della Regione Puglia ; Visto l art. 44, comma 1, L. R. 12 maggio 2004, n. 7 Statuto della Regione Puglia ; VISTI: il Decreto Legislavo 14 Seembre 2011, n. 167, Testo Unico dell Apprendistato, a norma dell ar colo 1, comma 30, della Legge 24 Dicembre 2007, n. 247 ; l Accordo Stato Regioni per la definizione di un sistema nazionale di cerficazione delle competenze comunque acquisite in apprendistato, del 19 Aprile 2012; la Legge 28 giugno 2012, n. 92, recante Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospeva di crescita ed in parcolare le disposizioni sull apprendistato; la Legge Regionale 22 Oobre 2012, n. 31, recante Norme in materia di Formazione per il Lavoro, in parcolare gli arcoli 3 e 6 relavi all Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale ed all Apprendistato di alta formazione e ricerca ; il Decreto Legislavo 16 Gennaio 2013, n. 13, Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l individuazione e validazione degli apprendimen non formali e informali e degli standard minimi di servizio del Sistema Nazionale di Cerficazione delle Competenze, a norma dell arcolo 4, commi 58 e 68, della legge 28 giugno 2012, n. 92 ; il Decreto interministeriale del 5 giugno 2014 adoato ai sensi del predeo comma 2 dell art. 8 bis del Decreto Legge 12 seembre 2013, n. 104, converto con modificazioni dalla Legge 8 novembre 2013, n. 128; la Delibera di Giunta Regionale n. 974 del , recante: Schema di convenzione tra il Ministero del Lavoro e delle Poliche Sociali DG Poli che Ave e Passive del Lavoro e la Regione Puglia per l auazione della Garanzia Giovani in qualità di Organismo Intermedio del PON YEI RETTIFICA E NUOVA APPROVAZIONE DELLO SCHEMA CONVENZIONE APPROVATO CON D.G.R. n. 813 del 05/05/2014 ; la Determinazione dell Autorità di Gesone FSE n. 80 del 14 aprile 2014 Pubblicata nel Bolleno Ufficiale della Regione Puglia n. 53 del 17 aprile 2014 avente per oggeo: PO Puglia FSE 2007/2013: Piano di auazione italiano della Garanzia per i Giovani. Avviso per manifestazione di interesse all adesione alla Rete dei pun di accesso al Piano Regionale Garanzia Giovani ; la Deliberazione della Giunta Regionale N del relava all approvazione del Piano di Auazione regionale della Regione Puglia per l auazione della Garanzia Giovani in qualità di Organismo Intermedio del PON YEI; la Determinazione del Dirigente Ufficio Poliche Ave e Tutela della Sicurezza e Qualità delle Condizioni del Lavoro n. 398 del 1 luglio 2014, recante: Garanzia Giovani. Approvazione linee guida operave per i CPI la Nota della Direzione Generale per le Poliche Ave e Passive del Lavoro Ministero del Lavoro e delle Poliche Sociali del , avente ad oggeo: Chiarimen in merito alla definizione giuridica dei desnatari della Garanzia Giovani ; la Deliberazione di Giunta Regionale N. 11 del 1 agosto 2014 recante: Disposizioni organizzave ineren al piano di auazione regionale della
2 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 11 suppl. del Regione Puglia per l auazione della Garanzia Giovani in qualità di organismo intermedio del PON YEI. CONSIDERATO CHE: ai sensi della suddea Legge Regionale 22 oobre 2012, n. 31, per facilitare e sostenere l ingresso nel mercato del lavoro dei giovani, la Regione e le istuzioni scolasche e formave promuovono l ulizzo dell apprendistato come contrao di ingresso anche per il conseguimento della qualifica professionale del diploma d istruzione tecnica e professionale, nonché dell alta formazione e della ricerca; l apprendistato di alta formazione è lo strumento a disposizione dei datori di lavoro che intendano invesre nella qualificazione del proprio personale (apprendistato per il conseguimento di diplomi di istruzione secondaria superiore, di diplomi di specializzazione tecnica superiore, di toli di studio universitari), ovvero in innovazione e ricerca (apprendistato per doorato di ricerca, apprendista di ricerca). con le suddee pologie di contrao di apprendistato, il lavoratore è assunto a tempo indeterminato e che al fine specifico di conseguire la qualifica, il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore o il tolo di studio universitario e di alta formazione previs dagli arcoli 3 e 5 del citato Testo Unico e dagli arcoli 3 e 6 della legge regionale risulta necessario che il datore di lavoro e l istuzione formava stabiliscano la pologia di formazione necessaria al lavoratore, prevedendo anche percorsi formavi organizza secondo il modello dell alternanza scuola/studio e lavoro; ciascuna forma di apprendistato di alta formazione costuisce espressione formalizzata nel piano formavo individuale di una partnership costuita tra datore di lavoro e istuzioni forma ve (istu scolasci, Università, En di ricerca; ordini professionali); la Regione Puglia potrà prevedere forme di sostegno alla formazione degli apprendis a valere sulle risorse disponibili dei Fondi comunitari e del PON YEI per la Garanzia Giovani nel rispeo della normava europea sugli Aiu di Stato. i su richiama arcoli 3 e 6 della legge regionale n. 31 del 2012 aribuiscono alla Giunta regionale la funzione di disciplinare i profili formavi dell apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale ed i profili che aengono alla formazione dell apprendistato per avità di ricerca, per l acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione finalizza anche al conseguimento di tolo di abilitazione professionale; sono state sente le arcolazioni regionali delle associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparavamente più rappresentave sul piano nazionale ed è stata comunque effeuata la consultazione e concertazione con i diversi sogge previs agli arcoli 3 e 6 della stessa legge regionale; TUTTO CIÒ PREMESSO E RITENUTO, in auazione dei cita arcoli 3 e 6 della legge regionale 22 oobre 2012, n. 31 e di quanto in premessa richiamato, Vista la Delibera di Giunta Regionale n del 22/12/2014 di adozione del Regolamento; EMANA Il seguente Regolamento: CAPO I APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E PER IL DIPLOMA PROFESSIONALE Art. 1 In relazione a quanto previsto dall arcolo 3 del Decreto Legislavo n. 167 del 2011 e dall art. 3 della legge regionale n. 31 del 2012, nel presente Capo sono regolamenta i profili, i percorsi formavi, la durata degli stessi e le modalità di auazione delle avità formave finalizzate al conseguimento della qualifica e per il diploma professionale.
3 6 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 11 suppl. del Art. 2 (Qualifiche) Le qualifiche che è possibile conseguire nell ambito del contrao di apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale sono quelle previste dal Repertorio nazionale dell offerta di Istruzione e Formazione Professionale(di seguito IeFP) definito dall Accordo in Conferenza permanente per i rappor tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome del 27 luglio 2011, recepito con D.I. 11 novembre 2011 e integrato dall Accordo del 19 gennaio 2012, intervenuto nella stessa sede. Art. 3 (Desnatari) Nel rispeo di quanto previsto dall arcolo 3 della legge regionale 22 oobre 2012, n. 31 e dell ulteriore normava di riferimento, i percorsi formavi in apprendistato per la qualifica professionale sono rivol: a giovani in obbligo formavo, in età compresa tra 15 e 18 anni; a giovani con più di 18 anni senza qualifica, in possesso della licenza di scuola media secondaria di primo grado. Art. 4 (Percorsi per giovani in obbligo formavo, anni) 1. I percorsi di cui all arcolo 3 sono struura secondo la durata, i desnatari e le configurazioni seguen: triennali: rivol a giovani in possesso della sola licenza di scuola secondaria di primo grado che non hanno frequentato istu di scuola secondaria di II grado o percorsi di IeFP. In tal caso non sono previs credi in ingresso. biennali: rivol a giovani in possesso della licenza di scuola secondaria di primo grado, che hanno frequentato almeno un anno di scuola secondaria di II grado o di percorsi di IeFP. In tal caso sono previs credi in ingresso. annuali: rivol a giovani in possesso della licenza di scuola secondaria di primo grado, che hanno frequentato almeno due anni di scuola secondaria di II grado o di percorsi di IeFP. In tal caso sono previs credi in ingresso. 2. La formazione struurata, come previsto dall Accordo assunto in sede di Conferenza permanente per i rappor tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano in data 15 marzo 2012 ai sensi dell art. 3 del Decreto Legisla vo 14 seembre 2011 n. 167, sarà svolta in parte presso l organismo formavo e in parte presso l impresa ed è finalizzata all acquisizione di: competenze di base, contestualizzate rispeo all area di riferimento della qualifica; competenze professionali comuni (sicurezza del lavoro, igiene, qualità, salvaguardia dell ambiente); competenze trasversali (capacità di relazione, di organizzazione del proprio lavoro, di problemsolving, di adaamento a diversi ambien lavoravi, di visione d insieme); competenze professionali specifiche. 3. Una ulteriore formazione non struurata, finalizzata all acquisizione di competenze professionali specifiche, è svolta presso l impresa. 4. Il monte ore annuale dell avità di formazione, riparto tra la formazione realizzata presso l organismo formavo e quella realizzata presso l impresa, osserva la seguente struurazione:
4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 11 suppl. del E consenta una flessibilità fino ad un massimo del 10% del monte ore relavo alla formazione struurata, laddove il soggeo auatore di cui all art. 7, verifica i bisogni formavi effevi in ingresso dell apprendista, ritenga di dare un peso maggiore a una delle due pologie di formazione struurata sopra descrie. 6. Ferma restando la disciplina generale del contrao prevista dall arcolo 2 del Decreto Legislavo 14 seembre 2011 n. 167, ai fini della tracciabilità del percorso, progeato congiuntamente dai sogge auatori di cui all art.7 e dalle imprese, tua l avità formava sia quella struurata che quella non struurata risulta descria nel Piano Formavo Individuale, documento propedeuco per il riconoscimento della qualifica professionale e per la registrazione della formazione effeuata nel libreo formavo del ciadino. 7. Per le finalità di cui al precedente comma, l organismo formavo e l impresa sono tenu alla reciproca collaborazione; in ogni caso, ciascuno degli stessi in relazione e con riferimento ai rispet vi ruoli assun nell ambito del processo di erogazione della formazione struurata e non struurata effeua il bilancio delle competenze in ingresso e di quelle acquisite dall apprendista. Art. 5 (Percorsi per giovani con più di 18 anni, senza qualifica e in possesso del diploma di scuola media secondaria di primo grado) 1. I percorsi di cui al presente arcolo, rivol a giovani ultradicioenni privi di qualifica e prosciol dall obbligo d istruzione, possono essere: triennali: rivol a giovani in possesso della sola licenza di scuola secondaria di primo grado, che non hanno frequentato istu di scuola secondaria di II grado o percorsi di IeFP e che sono privi di esperienza lavorava. In tal caso non sono previs credi in ingresso.
5 8 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 11 suppl. del biennali: rivol a giovani in possesso della licenza di scuola secondaria di primo grado, che hanno frequentato almeno un anno di scuola secondaria di II grado o percorsi di IeFP e/o con esperienza lavorava. In tal caso sono previs credi in ingresso. annuali: rivol a giovani in possesso della licenza di scuola secondaria di primo grado, che hanno frequentato almeno due anni di scuola secondaria di II grado o percorsi di IeFP e/o con esperienza lavorava. In tal caso sono previs credi in ingresso. 2. La formazione struurata svolta presso l organismo formavo e presso l impresa è finalizzata all acquisizione di: competenze di base (competenza linguisca, matemaca, scienfico tecnologica, storico socio economica); competenze professionali comuni (sicurezza del lavoro, igiene, qualità, salvaguardia dell ambiente); competenze trasversali (capacità di relazione, di organizzazione del proprio lavoro, di problemsolving, di adaamento a diversi ambien lavoravi, di visione d insieme); competenze professionali specifiche. 3. Una ulteriore formazione non struurata, finalizzata all acquisizione di competenze professionali specifiche, è svolta presso l impresa. 4. Il monte ore annuale dell avità di formazione, riparta tra formazione realizzata presso l organismo formavo e quella realizzata presso l impresa, osserva la seguente struurazione:
6 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 11 suppl. del E consenta una flessibilità fino ad un massimo del 10% del monte ore relavo alla formazione struurata, laddove il soggeo auatore di cui all art. 7, verifica i bisogni formavi effevi in ingresso dell apprendista, ritenga di dare un peso maggiore a una delle due pologie di formazione struurata sopra descrie. 6. Ferma restando la disciplina generale del contrao prevista dall arcolo 2 del Decreto Legislavo 14 seembre 2011 n. 167, ai fini della tracciabilità del percorso, progeato congiuntamente dai sogge auatori di cui all art.7 e dalle imprese, tua l avità formava sia quella struurata che quella non struurata risulta descria nel Piano Formavo Individuale, documento propedeuco per il riconoscimento della qualifica professionale ed per la registrazione della formazione effeuata nel libreo formavo del ciadino. 7. Per le finalità di cui al precedente comma, l organismo formavo e l impresa sono tenu alla reciproca collaborazione; in ogni caso, ciascuno degli stessi in relazione e con riferimento ai rispet vi ruoli assun nell ambito del processo di erogazione della formazione struurata e non struurata effeua il bilancio delle competenze in ingresso e di quelle acquisite dall apprendista. punto A4 dell Accordo Stato Regioni del 19 aprile 2012, nonchè del D. Lgs. 16 Gennaio 2013, n Ai fini della valutazione periodica e finale dei percorsi, si applica quanto previsto dal Decreto Legisla vo n. 17 oobre 2005, art. 20, commi 1 e 2. In par colare: i percorsi formavi degli apprendis sono oggeo di valutazione collegiale e di cerficazione, periodica e annuale, da parte dei docen e di esper in possesso di documentata esperienza maturata per almeno cinque anni nel seore professionale di riferimento; a tu gli apprendis iscri ai percorsi viene rilasciata cerficazione periodica e annuale delle competenze, che documenta il livello di raggiungimento degli obievi formavi; previo superamento di apposi esami, a conclusione dei percorsi descri ai preceden ar. 4 e 5, lo studente consegue la qualifica di operatore professionale, con riferimento alla relava figura professionale; ai fini della valutazione annuale e dell ammissione agli esami, è necessaria la frequenza di almeno tre quar della durata del percorso. Art. 6 (Credi in ingresso nel percorso di qualifica Cerficazione delle competenze in apprendistato Valutazione) 1. Il Repertorio nazionale dell offerta di Istruzione e Formazione Professionale (di seguito IeFP) definito dall Accordo in Conferenza permanente per i rappor tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome del 27 luglio 2011, recepito con D.I. 11 novembre 2011 e integrato dall Accordo del 19 gennaio 2012, costuisce il riferimento per il riconoscimento dei credi in ingresso previs nei percorsi biennali e annuali per la qualifica. 2. A norma dell art. 6 del Decreto Legislavo 14 seembre 2011, n. 167, la cerficazione delle competenze comunque acquisite in apprendistato, avviene secondo le modalità e le procedure di cui al Art. 7 (Sogge auatori) 1. Le avità formave di cui al presente Capo possono essere realizzate da: Organismi formavi accredita per l obbligo formavo, dirio/dovere; Associazioni temporanee di scopo fra Organismi formavi accredita, di cui almeno uno accreditato per l obbligo formavo, dirio dovere. 2. I sogge di cui al presente arcolo sono responsabili dell intero percorso formavo dell apprendista, sia che esso venga realizzato presso di essi, sia che venga realizzato presso le imprese. A tal fine nominano un coordinatore delle avità formave, in qualità di responsabile di tuo il percorso. Il coordinatore si rapporta al tutor aziendale.
7 10 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 11 suppl. del Le modalità di selezione dei sogge auatori sono definite da apposi Avvisi pubblici. Art. 8 (Piano Formavo Individuale) 1. Il Piano Formavo Individuale (P.F.I.) di cui ai preceden ar. 4, comma 6 e 5, comma 6, è struurato in due par: l P.F.I. generale, di valenza contrauale, che riporta la qualifica in esito, le competenze da conseguire, la durata del percorso (1, 2 o 3 anni) e indica il tutor aziendale; il P.F.I. di deaglio che riporta la formazione che l apprendista deve svolgere per ogni annualità formava e la sua arcolazione in moduli. 2. Il piano formavo individuale viene compilato dal soggeo auatore, validato dall impresa e quindi sooscrio dall apprendista e dal soggeo auatore, i quali ne ricevono copia. Viene altresì conservato dal soggeo auatore e da ques reso disponibile ad ogni verifica o richiesta da parte dei sogge interessa. Art. 9 (Tutor aziendale) 1. Il tutor aziendale è inserito nell organizzazione dell impresa, quale figura di riferimento per l apprendista ed è in possesso di adeguata professionalità. In parcolare, nelle imprese con oltre 15 dipenden il datore di lavoro delega tale funzione ad un soggeo interno con qualifica professionale pari o superiore a quella che l apprendista dovrà conseguire; nelle imprese fino a 15 dipenden tale compito può essere svolto direamente dal datore di lavoro per l intero programma formavo. 2. Il tutor aziendale esercita le seguen funzioni: cura e gessce la componente formava realizzata presso l impresa; cura l interazione fra l impresa e il soggeo auatore. Modalità e strumen ulizza per assicurare tale interazione devono essere descri nel P.F.I.; definisce, d intesa con l organismo forma vo formava, le modalità di verifica dei livelli di apprendimento; sooscrive, d intesa col soggeo auatore, la cerficazione del percorso formavo. CAPO II APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE E RICERCA Art. 10 (Modalità di conseguimento dei toli in apprendistato di alta formazione e ricerca) In relazione a quanto previsto dall arcolo 5 del Decreto Legislavo n. 167 del 2011 e dall art. 6 della legge regionale n. 31 del 2012, nel presente Capo si provvede a regolamentare le modalità di conseguimento dei seguen toli: a) diploma di istruzione tecnica e professionale; b) diploma di tecnico superiore; c) laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico; d) master universitari di primo e secondo livello; e) doora di ricerca; f) toli di abilitazione professionale; g) apprendistato per avità di ricerca non finalizzato al conseguimento di un tolo formale. Art. 11 (Protocolli d intesa, accordi e convenzioni) 1. L arcolazione e le modalità di erogazione dei percorsi formavi di cui all art. 10, leere a) e b), vengono stabilite nel quadro di quanto previsto da specifici Protocolli d intesa quadro spula tra la Regione, le imprese o le associazioni rappresenta ve delle imprese e gli istu scolasci deputa a rilasciare il tolo, e/o l Ufficio Scolasco Regionale in un oca di collaborazione tra sistema formavo e di ricerca e il mondo delle imprese. 2. Per la realizzazione dei percorsi formavi di cui all art. 10, leere c), d), e), f), g), nei protocolli d intesa spula tra la Regione, le imprese o le associazioni rappresentave delle imprese, vengono
8 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 11 suppl. del individuate le istuzioni universitarie, gli ordini professionali e gli En di ricerca pubblici o priva. 3. Le modalità auave dei sudde protocolli possono essere oggeo di specifici accordi o convenzioni. Art. 12 (Contenu minimi dei Protocolli d intesa) 1. I Protocolli d intesa da redigersi nel rispeo di un modello approvato con provvedimento/delibera di Giunta Regionale devono contenere i seguen elemen essenziali e risultare in ogni caso conformi alla normava nazionale e regionale in materia: durata del periodo di apprendistato per quanto aene ai profili formavi; monte ore della formazione presso le istuzioni scolasche e/o universitarie, gli studi professionali e i Centri di ricerca pubblici e priva; definizione delle modalità di affiancamento del tutor o referente aziendale; individuazione di modalità, strumen e/o luoghi o laboratori idonei allo svolgimento della formazione aziendale e dell avità di ricerca; regolamentazione su credi culturali/formavi in ingresso per eventuali riduzioni del monte ore di formazione e in uscita in caso di non conseguimento del tolo previsto dal contrao (in quest ulmo caso anche la eventuale cerficazione delle competenze ove maturate); standard minimi dei Piani Formavi Individuali; eventuali modalità di rientro nel percorso formavo ordinario; rilascio del tolo o cerficazione di competenza in esito al percorso formavo. Art. 13 (Gruppo di coordinamento) 1. Al fine di favorire un costante monitoraggio dei Protocolli d intesa, con provvedimento regionale è istuito un Gruppo di coordinamento composto da: i tre Dirigen dei Servizi Formazione Professionale, Poliche per il Lavoro e Dirio allo Studio, Scuola Università e Ricerca o loro delega; un rappresentante delle Province pugliesi, designato dall U.P.I.; quaro esper designa dalle Università di Bari, di Foggia e del Salento e dal Politecnico di Bari; un esperto designato dal Consiglio Nazionale di Ricerca; un esperto designato dall Ufficio Scolasco Regionale; tre esper delle Associazioni dei datori di lavoro e tre esper delle Associazioni dei lavoratori designa nell ambito del Comitato Tecnico Regionale per la Cerficazione delle Competenze; un esperto designato dagli Ordini Professionali; un esperto designato dalla Consigliera regionale di parità. Art. 14 (Disposizioni transitorie e finali) 1. Le disposizioni del presente Regolamento si applicano unicamente ai rappor di apprendistato ava successivamente alla sua entrata in vigore. 2. Per quanto non disciplinato nel presente Regolamento, si rinvia alla normava nazionale e regionale in vigore. Il presente Regolamento è pubblicato sul Bolleno Ufficiale della Regione Puglia ai sensi e per gli effe dell art. 53 comma 1 della L.R.12/05/2004, n. 7 Statuto della Regione Puglia.E fao obbligo a chiunque spe di osservarlo e farlo osservare come Regolamento della Regione Puglia. Dato a Bari, addì 19 gennaio 2015 VENDOLA
T.U. APPRENDISTATO LE NOVITA DEL DECRETO SVILUPPO OCCUPAZIONE
T.U. APPRENDISTATO LE NOVITA DEL DECRETO SVILUPPO OCCUPAZIONE 1 I provvedimen5 legisla5vi in causa Decreto Legisla5vo 14 sejembre 2011, n. 167 (G.U. n. 236 del 10/10/2011) Ø Testo Unico Apprendistato Legge

References: art. 121
 art. 42
 art. 44
 art. 8
 Art. 1
 art. 3
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 art. 3
 art. 7
 art.7
 Art. 5
 art. 7
 art.7
 art. 20
 Art. 6
 art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 art. 6
 Art. 11
 art. 10
 art. 10
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 art. 53