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Timestamp: 2017-06-29 01:10:13+00:00

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Archivio Capitolino Titolario generale postunitario ( ) Titolo 61: Campo Verano e cimiteri - PDF
Archivio Capitolino Titolario generale postunitario ( ) Titolo 61: Campo Verano e cimiteri
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Fabiana Castellano
1 Archivio Capitolino Titolario generale postunitario ( ) Titolo 61: Campo Verano e cimiteri Il titolo 61 del Titolario generale postunitario racchiude in 131 buste documentazione relativa soprattutto al Campo Verano, ma anche agli altri cimiteri di Roma e dell Agro romano per un arco cronologico che copre il periodo tra il 1871 e il Per i primi trenta anni la tipologia degli atti, molto articolata e varia, consente di ricostruire con precisione sotto il profilo storico, artistico e sociale le vicende dei cimiteri e dell intero contesto nel quale erano collocati. A partire dai primi anni del Novecento, invece, le carte si riferiscono quasi esclusivamente a richieste e concessioni di loculi, ossari, cinerari o di aree per costruire cappelle sepolcrali e tombe a terra. Di notevole interesse sono i fascicoli che testimoniano la presenza di cimiteri prossimi ad edifici religiosi o ad ospedali, come, ad esempio, i cimiteri annessi alle chiese di San Francesco a Monte Mario, di Santa Costanza, di Santa Maria del Carmine fuori Porta Portese, di San Calisto fuori Porta San Sebastiano, o al convento delle Tre Fontane, o ancora all Ospedale di Santo Spirito. Quest ultimo cimitero, posto in cima al Gianicolo e destinato ad accogliere per lo più le salme di coloro che morivano nell Ospedale stesso 1, venne soppresso alla fine dell Ottocento con il conseguente trasporto di tutti i cadaveri al Verano 2. Da segnalare anche gli atti relativi ai cimiteri suburbani 3 di Fiumicino, Prima Porta 4, San Sebastiano, Torrimpietra, Castel di Guido, Parrocchietta fuori Porta Portese, Isola Farnese 5, Santa Maria di Galeria, Pratica, Palidoro, San Vittorino 6, Conca e Carano. Nutrita è anche la documentazione che si riferisce ai cimiteri destinati alla sepoltura di coloro che non professavano la religione cattolica o di stranieri, come il cimitero teutonico presso San Pietro in Vaticano, detto anche di Santa Marta, il cimitero di Testaccio 7 o il cimitero ebraico situato presso l Aventino prima (nelle carte viene più spesso denominato Lazzaretto di Santa Sabina ) e nel reparto israelitico del Campo Verano poi (la costruzione di quest area venne diretta tra il 1878 e il 1880 dall architetto 1 cfr. b. 6 fasc. 52 (anno 1877); b. 17 fasc. 7 (anno 1884); b. 21 fasc. 66 (anno 1886) 2 cfr. b. 34 fasc. 160 (anno 1892) 3 cfr. b. 53 fasc. 27 (anno 1899, contabilità relativa a lavori eseguiti nei cimiteri suburbani) 4 cfr. b.11 fasc. 6 (anno 1881, proposta di costruire un cimitero nella zona a nord est di Roma); b. 21 fasc. 98; b. 23 fascc. 27, 106 (anni , lavori di costruzione del cimitero) 5 cfr. b. 9 fasc. 58 (anno 1880, lavori di costruzione del cimitero) 6 cfr. b. 35 fasc. 55 (anno 1892, lavori di costruzione del cimitero) 7 cfr. b. 117 fasc. 337 (anno 1918)2 Gioacchino Ersoch 8, ma l inaugurazione avvenne soltanto nel 1895 dopo la chiusura definitiva del cimitero di Santa Sabina). Ma la documentazione di maggiore consistenza quantitativa è, senza dubbio, quella che si riferisce al cimitero monumentale del Campo Verano, consacrato nel 1835 e pienamente realizzato durante il pontificato di Pio IX. Nel 1874 venne, infatti, ultimata la costruzione del Quadriportico, occupato da tombe a pozzo, e del portale d ingresso, ornato, come testimoniano le carte, tra il 1878 e il 1887, da quattro statue in marmo bianco 9 rappresentanti il Silenzio (opera dello scultore Giuseppe Blasetti), la Preghiera e la Meditazione (entrambe opere di Francesco Fabi Altini 10 ) e la Speranza (opera dello scultore Stefano Galletti). Nel 1887 fu collocata al centro della parte più antica del cimitero, cioè del Quadriportico, la statua del Cristo Redentore di Leopoldo Ansiglioni 11. La documentazione costituisce una fonte utile per conoscere anche altri reparti del camposanto come, ad esempio, la parte più alta e rappresentativa del cimitero, il Pincetto, in origine antica vigna dei Cappuccini, o il Monte, area occupata quasi esclusivamente da cappelle di proprietà delle confraternite, quali l Arciconfraternita del Preziosissimo Sangue, la Pia Unione del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante e l Arciconfraternita dell Orazione e Morte. Oltre a documentazione relativa a lavori di costruzione, ampliamento, sistemazione e manutenzione del Verano, il titolo 61 comprende, come si è detto, concessioni di aree, loculi e ossari, ma anche autorizzazioni per il trasporto di salme in altri Comuni o da altri Comuni a Roma, atti amministrativi relativi al personale addetto al cimitero (richieste di assunzioni, permessi, congedi, provvedimenti disciplinari, fornitura di vestiario, ecc ), notizie sui cavalli utilizzati per i trasporti funebri e sulla rimessa dei carri esistente presso San Sisto Vecchio, norme per procedere alle autopsie giudiziarie 12, per le quali veniva utilizzata una camera presso l Isola di San Bartolomeo 13, 8 cfr. b. 11 fasc. 138 (anno 1881, nomina di Gioacchino Ersoch ad architetto ufficiale del Verano). Allo stesso architetto si deve anche la costruzione alla fine dell Ottocento del reparto evangelico e la ricostruzione dell ossario comunale nel Campo Verano. 9 cfr. b. 11 fasc. 39 (anno 1881); b. 24 fasc. 87 (anno 1887) 10 cfr. b. 2 fasc. 79 (anno 1874) 11 cfr. b. 20 fasc. 35 (anno 1885); b. 24 fascc. 53, 87 (anno 1887); b. 25 fasc. 46 (anno 1888) 12 cfr. b. 19 fasc. 104 (anno 1885) 13 cfr. b. 16 fascc. 157, 158 (anno 1883)3 informazioni sulla sala per le autopsie esistente all interno del Verano 14 e, ancora, notizie sui sistemi e i ritrovamenti utilizzati per la conservazione dei cadaveri 15. Notevole è anche la presenza all interno del titolo 61 di regolamenti, come quello per lo svolgimento dei funerali e le tumulazioni 16, quello per le guardie addette alla sorveglianza del Campo Verano 17, quello per le pompe funebri e il trasporto delle salme 18, o ancora il regolamento per l esumazione delle salme a scopo di autopsie 19. Si segnala, in ultimo, la ricchissima documentazione relativa a concessioni gratuite di tombe a beneficio di personaggi pubblici. Tra questi ricordiamo pittori come Tommaso Minardi 20 e lo spagnolo Mariano Fortuny 21, architetti come Antonio Sarti 22 e Antonio Cipolla 23, studiosi come l archeologo Pietro Rosa 24, patrioti come Giuseppe Avezzana 25, o ancora personaggi come il generale Cesare Croce 26, il maggiore Domenico Corazzi 27, l ammiraglio Pacoret de Saint Bon 28 e il commendator Ettore Sernicoli 29. Per l inventariazione informatizzata di questo titolo è stato predisposto un database utilizzando il software Access, che prevede una scheda descrittiva per l immissione dei dati, articolata nei seguenti undici campi: - anno; - protocollo; - busta; - fascicolo; - data iniziale; - data finale; - oggetto; 14 cfr. b. 11 fasc. 19 (anno 1881, lavori per la sistemazione del locale destinato alle autopsie) 15 cfr. b. 13 fasc. 168 (anno 1882, dimostrazione del dottor Angelo Comi di ritrovati da lui sperimentati per la conservazione dei cadaveri) 16 cfr. b. 1 fasc. 15 (anno 1871) 17 cfr. b. 1 fasc. 33 (anno 1871) 18 cfr. b. 1 fasc. 218 (anno 1873) 19 cfr. b. 2 fasc. 90 (anno 1874) 20 cfr. b. 1 fasc. 4 (anno 1871) 21 cfr. b. 3 fasc. 4 (anno 1875) 22 cfr. b. 10 fasc. 114 (anno 1880) 23 cfr. b. 2 fasc. 85 (anno 1874) 24 cfr. b. 33 fasc. 197 (anno 1891); b. 34 fascc. 23, 130 (anno 1892) 25 cfr. b. 30 fascc. 170, 184 (anno 1890) 26 cfr. b. 13 fasc. 27 (anno 1882) 27 cfr. b. 21 fasc. 49 (anno 1886) 28 cfr. b. 37 fascc. 5, 13 (anno 1893) 29 cfr. b. 56 fasc. 316 (anno 1900)4 - denominazione cimitero; - nome defunto; - disegni; - note. Nel primo campo è stato indicato l anno in cui l Ufficio competente ha archiviato le carte, mentre nel secondo il numero di protocollo generale riportato sulla documentazione (non sono stati presi in considerazione i numeri di protocollo appuntati sui singoli documenti che si riferiscono ad atti relativi allo stesso affare). Solo in pochissimi casi, segnalati in nota, si è verificata la presenza su fascicoli diversi dello stesso numero di protocollo con o senza la dicitura bis. Le carte prive di numero di protocollo sono state collocate alla fine dell anno cui si riferiscono (si ricorda che all interno di ciascun anno la documentazione è archiviata secondo l ordine crescente del numero di protocollo generale). Sono, poi, segnalati il numero della busta (progressivo all interno del titolo) e il numero del fascicolo (progressivo all interno di ciascuna busta). Per quanto riguarda gli estremi cronologici, espressi nella forma anno/mese/giorno, si è fatto riferimento alle date effettivamente riportate sui documenti. Nel caso di atti privi di datazione si è presa in considerazione la data del protocollo. Nel campo Oggetto è stata riportata una descrizione sintetica del contenuto di ciascun fascicolo, senza specificarne la tipologia documentaria (pur trattandosi prevalentemente di carteggio, si possono trovare anche copie di deliberazioni, contratti, atti relativi a cause, notifiche, avvisi, ecc ). I titoli originali, quando presenti, sono stati trascritti in modo integrale e riportati tra virgolette. Nel campo Denominazione cimitero è, invece, indicato il nome del cimitero cui si riferisce l unità archivistica. Sono, poi, menzionati il cognome e il nome dei defunti oggetto della documentazione (ovviamente solo il cognome nel caso in cui il nome non fosse specificato) anche in quei casi, in cui l interpretazione dei nomi ha presentato alcune difficoltà a causa della grafia non sempre comprensibile. Per le donne sono stati riportati, ogni volta che è stato possibile, tanto il cognome da nubile quanto quello da sposata. Infine, nel caso di richieste di concessioni di tombe, loculi o aree da utilizzare per persone ancora viventi nel campo Nome defunto non è stato segnalato nessun nome. Il campo Disegni contiene l indicazione della quantità di disegni, piante, fotografie e di qualsiasi documento grafico allegato ai fascicoli. Qualora il disegno fosse solo accennato a matita si è utilizzato il termine schizzo.5 Il campo Note contiene, oltre a note di carattere strettamente archivistico, la segnalazione della presenza nei singoli fascicoli di giornali, opuscoli, libri e di qualsiasi pubblicazione a stampa, ecc Si è verificato, inoltre, il caso di fascicoli erroneamente segnati con il titolo 61, che sono stati lasciati nel titolo stesso indicando in nota l errore. Su ciascun fascicolo, infine, è stata riportata a matita la segnatura completa composta dall indicazione del titolo, del numero della busta e del fascicolo. L inventario è disponibile su supporto informatico. La schedatura del Titolo 61 è stata realizzata, nell ambito del Progetto triennale di inventariazione del Titolario Generale finanziato con fondi Regionali coordinato dalla dott.ssa Patrizia Gori, dal dott. C. Di Cave, dalla dott.ssa E. Polidori, dalla dott.ssa G.Pericoli Ridolfini e dott.ssa Maria Idria Gurgo di Castelmenardo a cura della quale è anche la presente introduzione. La richiesta deve indicare il numero del Titolo, quello della busta e quello del fascicolo. Roma, Maria Idria Gurgo di Castelmenardo Documenti analoghi
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 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
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 Art. 1
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 art. 181
 articolo 6
 Art. 1
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 Articolo 1
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