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Timestamp: 2019-06-16 08:55:18+00:00

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T. U. dell'edilizia - Francesca Zedda
Capo I Attività edilizia (Artt. 1-5)
Capo I Disposizioni generali (Artt. 6-9bis)
Capo II Permesso di costruire (artt. 10-21)
Capo III Segnalazione certificata di inizio di attività (artt. 22-23ter)
Capo I Certificato di agibilità (artt. 24-26)
Titolo IV VIGILANZA SULL’ATTIVITÀ URBANISTICO EDILIZIA, RESPONSABILITÀ E SANZ.
Capo I Vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia e responsabilità (artt. 27-29)
Capo II Sanzioni (artt. 30-48)
Capo III Disposizioni fiscali (artt. 49-51)
Capo I Disposizioni di carattere generale (artt. 52-63)
Capo II Disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica (artt. 64-76)
Capo III Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e privati aperti al pubblico (artt. 77-82)
Capo IV Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche (artt. 83-106)
Capo VI Norme per il contenimento del consumo di energia negli edifici (artt. 122-135bis)
Capo I Disposizioni finali (artt. 136-138)
Capo I – Attività edilizia
Il presente testo unico contiene i principi fondamentali e generali e le disposizioni per la disciplina dell’attività edilizia.
Restano ferme le disposizioni in materia di tutela dei beni culturali e ambientali contenute nel decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, la normativa di tutela dell’assetto idrogeologico e le altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia.
Sono fatte salve altresì le disposizioni di cui agli articoli 24 e 25 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, ed alle relative norme di attuazione, in materia di realizzazione, ampliamento, ristrutturazione e riconversione di impianti produttivi.
Le regioni esercitano la potestà legislativa concorrente in materia edilizia nel rispetto dei principi fonda-mentali della legislazione statale desumibili dalle disposizioni contenute nel testo unico.
I comuni, nell’ambito della propria autonomia statutaria e normativa di cui all’articolo 3 del decreto legi-slativo 18 agosto 2000, n. 267, disciplinano l’attività edilizia.
2. Le definizioni di cui al comma 1 prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi. Resta ferma la definizione di restauro prevista dall’articolo 34 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490
1. Lo strumento urbanistico individua gli edifici esistenti non più compatibili con gli indirizzi della pianificazione. In tal caso l’amministrazione comunale può favorire, in alternativa all’espropriazione, la riqualificazione delle aree attraverso forme di compensazione incidenti sull’area interessata e senza aumento della superficie coperta, rispondenti al pubblico interesse e comunque rispettose dell’imparzialità e del buon andamento dell’azione amministrativa. Nelle more dell’attuazione del piano, resta salva la facoltà del proprietario di eseguire tutti gli interventi conservativi, ad eccezione della demolizione e successiva ricostruzione non giustificata da obiettive ed improrogabili ragioni di ordine statico od igienico sanitario.
Art. 4 (L) – Contenuto necessario dei regolamenti edilizi comunali
1-ter. Entro il 31 dicembre 2017, i comuni adeguano il regolamento di cui al comma 1 prevedendo, con decorrenza dalla medesima data, che ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio sia obbligatoriamente prevista, per gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e per i relativi interventi di ristrutturazione edilizia di primo livello di cui all’allegato 1, punto 1.4.1 del decreto del Ministero dello sviluppo economico 26 giugno 2015, nonché per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative e per i relativi interventi di ristrutturazione edilizia di primo livello di cui all’allegato 1, punto 1.4.1 del decreto del Ministero dello sviluppo economico 26 giugno 2015, la predisposizione all’allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali o no, in conformità alle disposizioni edilizie di dettaglio fissate nel regolamento stesso e, relativamente ai soli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20 per cento di quelli totali.
1-sexies. Il Governo, le regioni e le autonomie locali, in attuazione del principio di leale collaborazione, concludono in sede di Conferenza unificata accordi ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, o intese ai sensi dell’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per l’adozione di uno schema di regolamento edilizio-tipo, al fine di semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti. Ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, tali accordi costituiscono livello essenziale delle prestazioni, concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Il regolamento edilizio-tipo, che indica i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico, e’ adottato dai comuni nei termini fissati dai suddetti accordi, comunque entro i termini previsti dall’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.
b) a fornire informazioni sulle materie di cui alla lettera a) , anche mediante predisposizione di un archivio informatico contenente i necessari elementi normativi, che consenta a chi vi abbia interesse l’accesso gratuito, anche in via telematica, alle informazioni sugli adempimenti necessari per lo svolgimento delle procedure previste dal presente testo unico, all’elenco delle domande presentate, allo stato del loro iter procedurale, nonché a tutte le possibili informazioni utili disponibili;
3. Lo sportello unico per l’edilizia acquisisce ai sensi degli articoli 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater e 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, gli atti di assenso, comunque denominati, necessari ai fini della realizzazione dell’intervento edilizio. Nel novero di tali assensi rientrano, in particolare:
a) LETTERA SOPPRESSA dal dlgs 222/2016
3-bis. Restano ferme le disposizioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 67 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
TITOLO II – Titoli abilitativi
5. Riguardo agli interventi di cui al presente articolo, l’interessato provvede, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni, alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale ai sensi dell’articolo 34-quinquies , comma 2, lettera b), del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80.
a) possono estendere la disciplina di cui al presente articolo a interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dal comma 1, esclusi gli interventi di cui all’articolo 10, comma 1, soggetti a permesso di costruire e gli interventi di cui all’articolo 23, soggetti a segnalazione certificata di inizio attività in alternativa al permesso di costruire;
Art. 7 (L) – Attività edilizia delle pubbliche amministrazioni
Art. 8 (L) – Attività edilizia dei privati su aree demaniali
Art. 9 (L) – Attività edilizia in assenza di pianificazione urbanistica
Art. 9-bis. Documentazione amministrativa
1. Ai fini della presentazione, del rilascio o della formazione dei titoli abilitativi previsti dal presente testo unico, le amministrazioni sono tenute ad acquisire d’ufficio i documenti, le informazioni e i dati, compresi quelli catastali, che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni e non possono richiedere attestazioni, comunque denominate, o perizie sulla veridicità e sull’autenticità di tali documenti, informazioni e dati.
1-bis. Per gli interventi di ristrutturazione edilizia, attuati anche in aree industriali dismesse, è ammessa la richiesta di permesso di costruire anche in deroga alle destinazioni d’uso, previa deliberazione del Consiglio comunale che ne attesta l’interesse pubblico, a condizione che il mutamento di destinazione d’uso non comporti un aumento della superficie coperta prima dell’intervento di ristrutturazione, fermo restando, nel caso di insediamenti commerciali, quanto disposto dall’articolo 31, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni.
3. La deroga, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza, può riguardare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati di cui alle norme di attuazione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi nonché, nei casi di cui al comma 1-bis, le destinazioni d’uso, fermo restando in ogni caso il rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 7, 8 e 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444.
2. La quota di contributo relativa agli oneri di urbanizzazione va corrisposta al comune all’atto del rilascio del permesso di costruire e, su richiesta dell’interessato, può essere rateizzata. A scomputo totale o parziale della quota dovuta, il titolare del permesso può obbligarsi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione, nel rispetto dell’articolo 2, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, con le modalità e le garanzie stabilite dal comune, con conseguente acquisizione delle opere realizzate al patrimonio indisponibile del comune.
2-bis. Nell’ambito degli strumenti attuativi e degli atti equivalenti comunque denominati nonché degli interventi in diretta attuazione dello strumento urbanistico generale, l’esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria di cui al comma 7, di importo inferiore alla soglia di cui all’articolo 28, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica del territorio, è a carico del titolare del permesso di costruire e non trova applicazione il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
Capo III – Segnalazione certificata di inizio attività
Art. 22 (L) – Interventi subordinati a segnalazione certificata di inizio attività
2. Sono, altresì, realizzabili mediante segnalazione certificata di inizio attività le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire. Ai fini dell’attività di vigilanza urbanistica ed edilizia, nonché ai fini dell’agibilità, tali segnalazioni certificate di inizio attività costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruzione dell’intervento principale e possono essere presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori.
6. La realizzazione degli interventi di cui al presente Capo che riguardino immobili sottoposti a tutela storico-artistica, paesaggistico-ambientale o dell’assetto idrogeologico, è subordinata al preventivo rilascio del parere o dell’autorizzazione richiesti dalle relative previsioni normative. Nell’ambito delle norme di tutela rientrano, in particolare, le disposizioni di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.
Art. 23 (L comma 3 e 4 – R comma 1, 2, 5, 6 e 7). Interventi subordinati a segnalazione certificata di inizio di attività in alternativa al permesso di costruire
Art. 52 (L) – Tipo di strutture e norme tecniche
Art. 53 (L) – Definizioni
Art. 54 (L) – Sistemi costruttivi
Art. 55 (L) – Edifici in muratura
Art. 56 (L) – Edifici con struttura a pannelli portanti
Art. 57 (L) – Edifici con strutture intelaiate
Art. 58 (L) – Produzione in serie in stabilimenti di manufatti in conglomerato normale e precompresso e di manufatti complessi in metallo
Art. 59 (L) – Laboratori
Art. 60 (L) – Emanazione di norme tecniche
Art. 61 (L) – Abitati da consolidare
Art. 62 (L) – Utilizzazione di edifici
1. Il rilascio della licenza d’uso per gli edifici costruiti in cemento armato da parte dei comuni e l’attestazione di cui all’articolo 24, comma 1, sono condizionati all’esibizione di un certificato da rilasciarsi dall’ufficio tecnico della regione, che attesti la perfetta rispondenza dell’opera eseguita alle norme del capo quarto.
Art. 63 (L) – Opere pubbliche
Capo II – Disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica
Sezione I – Adempimenti
Art. 64 (L) – Progettazione, direzione, esecuzione, responsabilità
8. Il direttore dei lavori consegna al collaudatore la relazione, unitamente alla restante documentazione di cui al comma 6.Art. 66 (L) – Documenti in cantiere
2. Della conservazione e regolare tenuta di tali documenti è responsabile il direttore dei lavori. Il direttore dei lavori è anche tenuto a vistare periodicamente, ed in particolare nelle fasi più importanti dell’esecuzione, il giornale dei lavori.Art. 67 (L, comma 1, 2, 4 e 8; R, commi 3, 5, 6 e 7) – Collaudo statico
Sezione II – Vigilanza
Art. 68 (L) – Controlli
Art. 69 (L) – Accertamenti delle violazioni
Art. 70 (L) – Sospensione dei lavori
Art. 71 (L) – Lavori abusivi
Art. 72 (L) – Omessa denuncia dei lavori
Art. 73 (L) – Responsabilità del direttore dei lavori
Art. 74 (L) – Responsabilità del collaudatore
Art. 75 (L) – Mancanza del certificato di collaudo
Art. 76 (L) – Comunicazione della sentenza
Art. 77 (L) – Progettazione di nuovi edifici e ristrutturazione di interi edifici
Art. 78 (L) – Deliberazioni sull’eliminazione delle barriere architettoniche
Art. 79 (L) – Opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche realizzate in deroga ai regolamenti edilizi
Art. 80 (L) – Rispetto delle norme antisismiche, antincendio e di prevenzione degli infortuni
Art. 81 (L) – Certificazioni
Art. 82 (L ) – Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico
2. Per gli edifici pubblici e privati aperti al pubblico soggetti ai vincoli di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, nonché ai vincoli previsti da leggi speciali aventi le medesime finalità, nel caso di mancato rilascio del nulla osta da parte delle autorità competenti alla tutela del vincolo, la conformità alle norme vigenti in materia di accessibilità e di superamento delle barriere architettoniche può essere realizzata con opere provvisionali, come definite dall’articolo 7 del d.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164, sulle quali sia stata acquisita l’approvazione delle predette autorità.
4. Il rilascio del permesso di costruire per le opere di cui al comma 1 è subordinato alla verifica della conformità del progetto compiuta dall’ufficio tecnico o dal tecnico incaricato dal comune. Il comune, nell’ambito dei controlli della segnalazione certificata di cui all’articolo 24, per le opere di cui al comma 1, deve accertare che le opere siano state realizzate nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di eliminazione delle barriere architettoniche.
5. La richiesta di modifica di destinazione d’uso di edifici in luoghi pubblici o aperti al pubblico è accompagnata dalla dichiarazione di cui al comma 3. I controlli della segnalazione certificata di cui all’articolo 24 prevedono la verifica della dichiarazione allo stato dell’immobile.
Art. 83 (L) – Opere disciplinate e gradi di sismicità
Art. 84 (L) – Contenuto delle norme tecniche
Art. 85 (L) – Azioni sismiche
Art. 86 (L) – Verifica delle strutture
Art. 87 (L) – Verifica delle fondazioni
Art. 88 (L) – Deroghe
Art. 89 (L) – Parere sugli strumenti urbanistici
Art. 90 (L) – Sopraelevazioni
Art. 91 (L) – Riparazioni
Art. 92 (L) – Edifici di speciale importanza artistica
Sezione II – Vigilanza sulle costruzioni in zone sismiche
Art. 93 (R) – Denuncia dei lavori e presentazione dei progetti di costruzioni in zone sismiche
Sezione III – Repressione delle violazioni
Art. 95 (L) – Sanzioni penali
1. Chiunque violi le prescrizioni contenute nel presente capo e nei decreti interministeriali di cui agli articoli 52 e 83 è punito con l’ammenda da lire 400.000 a lire 20.000.000.
Art. 96 (L) – Accertamento delle violazioni
Art. 97 (L) – Sospensione dei lavori
2. Copia del decreto è comunicata al dirigente o responsabile del competente ufficio comunale ai fini dell’osservanza dell’ordine di sospensione.
Art. 98 (L) – Procedimento penale
Art. 99 (L) – Esecuzione d’ufficio
Art. 100 (L) – Competenza della Regione
Art. 101 (L) – Comunicazione del provvedimento al competente ufficio tecnico della regione
Art. 102 (L) – Modalità per l’esecuzione d’ufficio
3. La riscossione delle somme dai contravventori, per il titolo suindicato e con l’aumento dell’aggio spettante al concessionario, è fatta mediante ruoli esecutivi.
4. Il versamento delle somme stesse è fatto con imputazione ad apposito capitolo del bilancio dell’entrata.
Art. 103 (L) – Vigilanza per l’osservanza delle norme tecniche
Sezione IV – Disposizioni finali
Art. 104 (L) – Costruzioni in corso in zone sismiche di nuova classificazione
Art. 105 (L) – Costruzioni eseguite col sussidio dello Stato
Art. 106 (L) – Esenzione per le opere eseguite dal genio militare
Capo V – Norme per la sicurezza degli impianti
Articoli da 107 a 121 Gli articoli dal 107 al 121 relativi alla sicurezza degli impianti sono stati abrogati dalla legge 6 febbraio 2007, n. 17, a seguito dell’entrata in vigore del dm 37/2008 (conformità degli impianti).
Art. 122 (L) – Ambito di applicazione
Art. 123 (L) – Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici e di impianti
1. Ai nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell’energia, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 17, commi 3 e 4, nel rispetto delle norme urbanistiche, di tutela artistico-storica, ambientale e dell’assetto idrogeologico. Gli interventi di utilizzo delle fonti di energia di cui all’articolo 1 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, in edifici ed impianti industriali non sono soggetti ad autorizzazione specifica e sono assimilati a tutti gli effetti alla manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a). L’installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati, destinati unicamente alla produzione di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi, è considerata estensione dell’impianto idrico-sanitario già in opera.
Art. 124 (L) – Limiti ai consumi di energia
Art. 125 (L – R, commi 1 e 3) – Denuncia dei lavori, relazione tecnica e progettazione degli impianti e delle opere relativi alle fonti rinnovabili di energia, al risparmio e all’uso razionale dell’energia
Art. 127 (R) – Certificazione delle opere e collaudo
Art. 128 (L) – Certificazione energetica degli edifici
Art. 129 (L) – Esercizio e manutenzione degli impianti
Art. 130 (L) – Certificazioni e informazioni ai consumatori
Art. 131 (L) – Controlli e verifiche
Art. 132 (L) – Sanzioni
Art. 133 (L) – Provvedimenti di sospensione dei lavori
Art. 135 (L) – Applicazione
Art. 136 (L, commi 1 e 2, lettere a, b, c, d, e, f, g, h, i, l – R comma 2, lettera m) Abrogazioni
h) decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, articolo 4, convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493, come modificato dall’art. 2, comma 60, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nel testo risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 10 del decreto legge 31 dicembre 1996, n. 669; decreto legge 25 marzo 1997, n. 67, articolo 11, convertito, con modifiche dalla legge 23 maggio 1997, n. 135;
“2. L’esecuzione delle opere e degli interventi previsti dal comma 1 è soggetta a denuncia di inizio attività.»
Art. 138 (L) – Entrata in vigore del testo unico

References: Art. 4

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 9

Art. 22

Art. 23

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art. 76
 sentenza

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 84

Art. 85

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 89

Art. 90

Art. 91

Art. 92

Art. 93

Art. 95

Art. 96

Art. 97

Art. 98

Art. 99

Art. 100

Art. 101

Art. 102

Art. 103

Art. 104

Art. 105

Art. 106

Art. 122

Art. 123

Art. 124

Art. 125

Art. 127

Art. 128

Art. 129

Art. 130

Art. 131

Art. 132

Art. 133

Art. 135

Art. 136
 articolo 4
 articolo 11

Art. 138