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Timestamp: 2020-01-19 09:10:22+00:00

Document:
Giurisprudenza Costituzionale: maggio 2010
SENTENZA N. 178 ANNO 2010
SENTENZA N. 177 ANNO 2010
SENTENZA N. 176 ANNO 2010
ORDINANZA N. 175 ANNO 2010
ORDINANZA N. 174 ANNO 2010
SENTENZA N. 173 ANNO 2010
SENTENZA N. 172 ANNO 2010
SENTENZA N. 171 ANNO 2010
SENTENZA N. 170 ANNO 2010
SENTENZA N. 169 ANNO 2010
SENTENZA N. 168 ANNO 2010
SENTENZA N. 167 ANNO 2010
ORDINANZA N. 166 ANNO 2010
ORDINANZA N. 165 ANNO 2010
ORDINANZA N. 164 ANNO 2010
ORDINANZA N. 163 ANNO 2010
ORDINANZA N. 162 ANNO 2010
ORDINANZA N. 161 ANNO 2010
ORDINANZA N. 160 ANNO 2010
ORDINANZA N. 159 ANNO 2010
ORDINANZA N. 158 ANNO 2010
SENTENZA N. 157 ANNO 2010
SENTENZA N. 156 ANNO 2010
ORDINANZA N. 155 ANNO 2010
ORDINANZA N. 154 ANNO 2010
ORDINANZA N. 153 ANNO 2010
SENTENZA N. 151 ANNO 2010
SENTENZA N. 149 ANNO 2010
Sanità pubblica - Norme della Regione Veneto - Norme in materia di gestione stragiudiziale del contenzioso sanitario - Istituzione di una apposita "Commissione conciliativa regionale" con il compito di comporre in via stragiudiziale le controversie per danni da responsabilità civile derivanti da prestazioni sanitarie erogate dalle aziende sanitarie locali ed ospedaliere, nonché dalle strutture sanitarie private provvisoriamente accreditate - Ritenuta necessità di una disciplina uniforme su tutto il territorio nazionale dell'istituto della conciliazione incidente nelle materie dell'ordinamento civile e della giurisdizione e norme processuali, nonché lamentato contrasto con la normativa comunitaria; Sanità pubblica - Professioni - Norme della Regione Veneto - Norme in materia di gestione stragiudiziale del contenzioso sanitario - Istituzione di una apposita "Commissione conciliativa regionale" con il compito di comporre in via stragiudiziale le controversie per danni da responsabilità civile derivanti da prestazioni sanitarie erogate dalle aziende sanitarie locali ed ospedaliere, nonché dalle strutture sanitarie private provvisoriamente accreditate - Nomina della Commissione demandata alla Giunta regionale, nonché durata di tre anni della stessa - Contrasto con la normativa statale di riferimento che prescrive che l'attività di mediazione sia svolta da organismi indipendenti e stabilmente destinati all'erogazione del servizio di conciliazione, lamentata creazione di una nuova figura professionale di conciliatore o mediatore, nonché contrasto con la normativa comunitaria; Sanità pubblica - Norme della Regione Veneto - Norme in materia di gestione stragiudiziale del contenzioso sanitario - Istituzione di una apposita "Commissione conciliativa regionale" con il compito di comporre in via stragiudiziale le controversie per danni da responsabilità civile derivanti da prestazioni sanitarie erogate dalle aziende sanitarie locali ed ospedaliere, nonché dalle strutture sanitarie private provvisoriamente accreditate - Accordo che conclude il procedimento di conciliazione definito quale "atto negoziale di diritto privato ai sensi dell'art. 1965 del codice civile" - Lamentata interferenza con la disciplina del contratto di transazione, nonché contrasto con la normativa comunitaria.
Sentenza 178/2010
Udienza Pubblica del 28/04/2010 Decisione del 10/05/2010
Deposito del 14/05/2010 Pubblicazione in G. U.
Processo penale - Incompatibilità del giudice - Incompatibilità a partecipare al giudizio, quale componente del Tribunale in composizione collegiale, del giudice che, investito del giudizio direttissimo conseguente ad arresto in flagranza di reato per lo stesso fatto e nei confronti delle stesse persone, all'esito del giudizio di convalida e di applicazione di misura cautelare personale, abbia proceduto a diversa qualificazione del reato e abbia dichiarato il proprio difetto di attribuzione in favore del Tribunale in composizione collegiale - Mancata previsione.
Camera di Consiglio del 14/04/2010 Decisione del 10/05/2010
Norme impugnate: Art. 34, c. 2°, del codice di procedura penale.
Atti decisi: ord. 274/2009
Il collegio rileva, dunque, che uno dei propri componenti è lo stesso giudice monocratico - persona fisica avanti al quale si è tenuto il primo giudizio direttissimo nella fase della convalida e dell’applicazione di misure cautelari.
Pertanto i tre arrestati erano stati presentati, nelle forme del rito direttissimo, innanzi al Tribunale in composizione collegiale, tra i cui componenti vi era lo stesso giudice monocratico - persona fisica che aveva convalidato l’arresto, applicato la misura cautelare e che, avendo ravvisato una diversa e più grave qualificazione giuridica del fatto, aveva dichiarato il proprio difetto di cognizione, ai sensi dell’art. 33-septies cod. proc. pen.
La Corte, soffermandosi sui presupposti della incompatibilità endoprocessuale, ha statuito che «[…] il presupposto di ogni incompatibilità endoprocessuale è la preesistenza di valutazioni che cadono sulla medesima res judicanda.[…] In secondo luogo – per quanto l'architettura del nuovo rito penale richieda che le conoscenze probatorie del giudice si formino nella fase del dibattimento – rilevante ai fini della incompatibilità non è la semplice “conoscenza” di atti anteriormente compiuti, riguardanti il processo: l'incompatibilità sorge quando il giudice sia stato chiamato a compiere una “valutazione” di essi, al fine di una decisione.[…] In terzo luogo, non tutte le valutazioni anzidette danno luogo a un pregiudizio rilevante ma solo quelle "non formali, di contenuto", cosicché le condizioni dell'incompatibilità si determinano quando il giudice si sia pronunciato su aspetti che riguardano il merito dell'ipotesi d'accusa, ma non anche quando abbia preso determinazioni soltanto in ordine allo svolgimento del processo, sia pure in seguito a una valutazione delle risultanze processuali […]» (sentenza n. 131 del 1996).
Lavoro e occupazione - Modifiche all'art. 49 del d.lgs. n. 276/2003, concernente la disciplina del contratto di apprendistato - Intervento sulla durata dell'apprendistato professionalizzante - Attribuzione alla fonte contrattuale della regolamentazione dei profili formativi dell'apprendistato professionalizzante, in luogo della fonte regionale - Lamentata interferenza nella materia di competenza regionale della formazione professionale, carenza di coinvolgimento regionale, inesistenza dei presupposti per la chiamata in sussidiarietà da parte dello Stato. Modifiche all'art. 50 del d.lgs. n. 276/2003, concernente la disciplina del contratto di apprendistato - Apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione - Inserimento del dottorato di ricerca tra i titoli di studio che possono essere acquisiti con tale tipologia di contratto - Attivazione dell'apprendistato attraverso apposite convenzioni tra datori di lavoro e Università o altre istituzioni formative - Mancato coinvolgimento delle Regioni.
Sentenza 176/2010
Udienza Pubblica del 01/12/2009 Decisione del 10/05/2010

References: SENTENZA 

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Sentenza 
 Art. 34

Sentenza