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Timestamp: 2019-07-16 08:07:33+00:00

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Notizie dalla Corte - I requisiti di non fallibilità possono essere desunti da altre fonti di prova, anche eventualmente difformi da quelli risultanti dagli ultimi tre bilanci | Studio Legale Tidona e Associati | Diritto Bancario e Diritto Finanziario
11 Maggio 2019 In Diritto Fallimentare e Crisi di impresa, Notizie dalla Corte
Cassazione Civile, sez. I, sent. n. 10509 del 15 aprile 2019
Secondo l’insegnamento di questa Corte “In tema di fallimento, ai fini della prova della sussistenza dei requisiti di non fallibilità sono ammissibili strumenti probatori alternativi al deposito dei bilanci degli ultimi tre esercizi di cui alla L. Fall., art. 15, comma 4, che, pur costituendo, ai suddetti fini, strumenti di prova privilegiati, non sono espressamente menzionati nella L. Fall., art. 1, comma 2” (Cass. n. 30541/18, 30516/18, 6991/19; secondo Cass. n. 16067/18, i bilanci non approvati, ovvero non iscritti nel registro delle imprese, pur avendo incidenza ai fini dell’istruttoria prefallimentare, L. Fall., ex art. 15, comma 4, tuttavia, non se ne può negare, in astratto, l’attendibilità, senza uno specifico accertamento ed una conseguente concreta motivazione del perchè si giunga a tale conclusione, in presenza di ulteriore documentazione contabile riferita al periodo in contestazione). Pertanto, se pure il bilancio d’esercizio può dirsi canale privilegiato per la valutazione prevista dalla L. Fall., art. 1, comma 2, in quanto la sua funzione specifica è proprio quella di rappresentare la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa, tuttavia, la verifica della sussistenza dei requisiti di “non fallibilità” è un campo d’indagine particolarmente aperto e disponibile, nel quale il termine naturale di riferimento sono le scritture contabili dell’impresa, in cui leggere e da cui poter ricavare la presenza o meno dei requisiti dimensionali, con la piena utilizzabilità dell’intero corredo contabile della stessa impresa (per un richiamo al libro giornale e alle denunce dei redditi, v. Cass. n. 13463/13) e secondo l’ampia nozione di scritture contabili che risulta assunta dal sistema vigente (vedi i riferimenti alla “corrispondenza d’impresa” e gli altri documenti di cui alle norme dell’art. 2220 c.c. e art. 2214 c.c., comma 2, seconda parte).
Le filiali e le altre unità subordinate di società commerciali in Romania 10 Settembre 2001

References: art. 15
 art. 1
 Cass. 
 art. 15
 art. 1
 Cass. 
 art. 2214