Source: http://www.condomini.altervista.org/Parcheggi.htm
Timestamp: 2015-02-28 05:16:48+00:00

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Parcheggi nel condominio
le deliberazioni dell�assemblea di condominio, che decidono sul mutamento di destinazione di una parte comune non danno luogo ad una innovazione vietata dal codice civile [2]: anzi, sono del tutto ammissibili e lecite. Ma costituiscono pure sempre
innovazioni. E quindi richiedono che la delibera dell�assembla vengano approvate con la maggioranza qualificata: 50% pi� uno dei voti e 2/3 del valore dell�edificio. Tale, appunto, � il caso della decisione assembleare che modifica le aree di parcheggio rispetto al regolamento condominiale. - See more at: http://www.laleggepertutti.it/60742_per-il-parcheggio-in-condominio-ci-vuole-la-maggioranza-qualificata#sthash.rCRdcQVQ.WMo1t7u9.dpuf
Cass. sent. n. n. 26295 del 15.12.2014
Cassazione sentenza n. 26295 del 15.12.2014 Mutamento di un'area condominiale in parcheggio ..... le deliberazioni dell�assemblea di condominio, che decidono sul "mutamento di destinazione" di una parte comune non danno luogo ad una "innovazione" vietata dal codice civile, per cui sono del tutto ammissibili e lecite. Ma costituiscono pure sempre "innovazioni" che quindi richiedono che la delibera dell�assembla venga approvata con la maggioranza qualificata: 50% pi� uno dei voti e 2/3 del valore dell�edificio. Tale, appunto, � il caso della decisione assembleare che modifica le "aree di parcheggio" rispetto al regolamento condominiale...... (� solo il caso di ricordare che la mutazione potrebbe essere bloccata dal comune quando vengano meno i vincoli come l'obbligo di tot. metri quadrati di verde rispetto ai metri cubi costruiti)
Basta la maggioranza qualificata per trasformare un cortile in parcheggio anche se vietato dal regolamento contrattuale. Cassazione civile , sez. II, sentenza 15.06.2012 n� 9877 " ..... Alla stregua di tali presupposti, ovvero in virt� della natura regolamentare dell'art. 10 del regolamento condominiale e della previsione del potere dispositivo contenuto nell'art. 23 dello stesso regolamento, deve rilevarsi l'erroneit� della sentenza impugnata con la quale � stata dichiarata la nullit� della deliberazione impugnata perch� non adottata all'unanimit�, mentre sarebbe stata sufficiente la sua approvazione con la maggioranza prevista dall'art. 1136 c.c., comma 5, invero osservata nella fattispecie. Deve, quindi, essere enunciato al riguardo il principio di diritto secondo cui, in tema di condominio, la delibera assembleare di destinazione del cortile a parcheggio di autovetture - in quanto disciplina le modalit� di uso e di godimento del bene comune - � validamente approvata con la maggioranza prevista dall'art. 1136 c.c., comma 5, (non essendo richiesta l'unanimit� dei consensi) ed � idonea a comportare la modifica delle disposizioni del regolamento condominiale che si limitano a dettare norme che disciplinano, appunto, l'utilizzazione e i modi di fruizione delle cose comuni e che, in quanto tali, hanno natura regolamentare e non contrattuale....." Vietato il parcheggio nel vialetto condominiale se rallenta la manovra dei veicoli. Corte di cassazione - Sezione II civile - Sentenza 24 agosto 2012 n. 14633, Parcheggiare nel vialetto condominiale quando il passaggio delle altre vetture � limitato o quantomeno difficoltoso, � vietato.
Parcheggio turnario, legittima la turnazione anche se non si possiede auto Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 14 giugno � 19 luglio 2012, n. 12485 Un cond�mino ricorre per invalidare un regolamento di condominio che stabilisce i posti auto e li assegna .... Questa Corte ha gi� avuto modo di chiarire che, in tema di condominio, � legittimo, ai sensi dell'art. 1102 c.c., sia l'utilizzazione della cosa comune da parte del singolo condomino con modalit� particolari e diverse rispetto alla sua normale destinazione, purch� nel rispetto delle concorrenti utilizzazioni, attuali o potenziali, degli altri condomini, sia l'uso pi� intenso della cosa, purch� non sia alterato il rapporto di equilibrio tra tutti i comproprietari, dovendosi a tal fine avere riguardo all'uso potenziale in relazione ai diritti di ciascuno (Cass. 19-1-2006 n. 972; Cass. 9-11-1998 n. 11268).
Nella specie, come � stato esattamente rilevato nella sentenza impugnata, non pu� ritenersi legittima la pretesa del M. di occupare pi� di un posto macchina, pur essendo titolare di una sola quota del bene comune; e ci� in quanto, anche in ragione della non coincidenza del numero dei condomini con quello dei posti macchina, l'uso pi� intenso del ricorrente verrebbe a menomare il pari diritto degli altri condomini all'utilizzazione della cosa comune.
Di conseguenza, la delibera assembleare che, in considerazione dell'insufficienza dei posti auto in rapporto al numero dei condomini, ha previsto l'uso turnario e stabilito l'impossibilit�, per i singoli condomini, di occupare gli spazi ad essi non assegnati anche se i condomini aventi diritto non occupino in quel momento l'area parcheggio loro riservata, non si pone in contrasto con l'art. 1102 c.c., ma costituisce corretta espressione del potere di regolamentazione dell'uso della cosa comune da parte dell'assemblea.
Infatti, se la natura di un bene immobile oggetto di comunione non ne permette un simultaneo godimento da parte di tutti i comproprietari, l'uso comune pu� realizzarsi o in maniera indiretta oppure mediante avvicendamento (Cass. 3-12-2010 n. 24647; Cass. 4-12-1991 n. 13036). Pertanto, l'assemblea, alla quale spetta il potere di disciplinare i beni e servizi comuni, al fine della migliore e pi� razionale utilizzazione (Cass. 11-1-2012 n. 144; Cass. 22-3-2007 n. 6915), ben pu� stabilire, con deliberazione a maggioranza, il godimento turnario della cosa comune, nel caso in cui, come nella fattispecie in esame, non sia possibile l'uso simultaneo da parte di tutti i condomini, a causa del numero insufficiente dei posti auto condominiali.
L'essenza stessa del turno, d'altro canto, richiede che, nel corso del suo svolgimento, il comunista che ne beneficia, abbia l'esciusivit� del potere di disposizione della cosa, senza che vi sia sostanziale interferenza degli altri compartecipi con mezzi e strumenti che ne facciano venire meno l'avvicendamento nel godimento o inducano alla incertezza del suo avverarsi (Cass. 10-1-1981 n. 243). Pertanto, la volont� collettiva, regolarmente espressa in assemblea, volta ad escludere l'utilizzazione, da parte degli altri condomini, degli spazi adibiti a parcheggio eventualmente lasciati liberi dai soggetti che beneficiano del turno, non si pone in contrasto con il diritto dei singoli condomini all'uso del bene comune e non comporta una violazione dell'art. 1138 c.c.. Nella specie, infatti, non si tratta di impedire il godimento individuale di un bene comune, ma di evitare che, attraverso un uso pi� intenso da parte di singoli condomini, venga meno, per gli altri, la possibilit� di godere pienamente e liberamente della cosa comune durante i loro turni, senza subire alcuna interferenza esterna.
4) Per le ragioni esposte il ricorso deve essere rigettato, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese sostenute dal resistente nel presente grado di giudizio, liquidate come da dispositivo. La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese, che liquida in Euro 2.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori di legge e spese generali.
Il cond�mino che acquista un'auto troppo grande non pu� pretendere modifiche alle strutture condominiali, CASSAZIONE SEZIONE II civile Sentenza 11 luglio 2011, n. 15203 Nel caso in esame, il Tribunale ha ritenuto, con accertamento non oggetto di censura, che appartenga alla cornice fattuale di riferimento comune alle parti il fatto che le esigenze di parcheggio dell'odierno ricorrente siano mutate, generando la presente controversia, per aver questi la disponibilit� di un'autovettura di maggiori dimensioni (v. pag. 3 della sentenza impugnata; e nello stesso senso, v. anche pag. 11 del ricorso). Tale circostanza corrisponde ad una libera scelta di detta parte, la quale per�, per i motivi anzi detti, non pu� provocare cambiamenti nell'uso della cosa comune attraverso l'imposizione giudiziale di un diverso tipo di godimento diretto, vuoi frazionato temporalmente, vuoi realizzato mediante apposite nuove opere. Per tale ragione, resta del tutto irrilevante il giudizio di congruit� e logicit� motivazionale della sentenza impugnata in merito a ci�, che le precedenti modalit� di utilizzo dell'area comune destinata a parcheggio derivassero o non da valide ed efficaci delibere condominiali, atteso che anche ipotizzando l'assenza di qualsivoglia regolamentazione antecedente, il giudice non pu� surrogarsi alle facolt� di disposizione che competono solo ai condomini. In conclusione il ricorso va respinto (nulla per le spese, non avendo la parte intimata svolto attivit� difensiva in questa sede).
Corte di Cassazione Sentenza n. 20254 del 18 settembre 2009 A norma dell'art. 9, comma 3, della legge 24 marzo 1989, n. 122, i condomini possono deliberare - con la maggioranza di cui all'art. 1136, secondo comma, cod. civ. - la realizzazione di parcheggi pertinenziali nel sottosuolo di edifici condominiali, anche in numero inferiore a quello della totalit� dei componenti. Tuttavia, poich� il citato art. 9, comma 3, fa salvo il contenuto degli artt. 1120, secondo comma, e 1121, terzo comma, cod. civ., detta sottrazione � consentita solo se � assicurata anche ai condomini dissenzienti la possibilit� di realizzare, in futuro, nella zona del sottosuolo comune rimasta libera, un analogo parcheggio pertinenziale della propria unit� immobiliare di propriet� esclusiva.

References: Cass. 
 sentenza 
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 art. 9