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Timestamp: 2016-10-28 06:39:15+00:00

Document:
Circolare INPS n. 32 del 07.02.2001
Gestione separata di cui all'art. 2, comma 26,
della legge 8 agosto 1995, n. 335. - Contributi dovuti nell'anno 2001
SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Legge 12 novembre 2000, n.
342 - a) art. 34 b) art. 37 - 3. Contributi 2001
La legge 12 novembre 2000, n. 342,
pubblicata nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 27 del
25.11.2000, ha introdotto rilevanti innovazioni in ordine al trattamento fiscale
dei redditi derivanti da collaborazioni coordinate e continuative e,
conseguentemente, in ordine ai criteri di imposizione dei contributi
previdenziali dovuti, per dette collaborazioni, alla Gestione separata di cui
allart. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
Considerato che la norma si applica a decorrere dal 1
gennaio 2001, si forniscono al riguardo le prime disposizioni di attuazione
unitamente agli elementi necessari per la determinazione dei contributi dovuti
alla prossima scadenza del 16/2/2001.
2. Legge 12 novembre 2000, n.342.
a) art.34
della legge in esame, ridefinendo i redditi da collaborazioni coordinate e
continuative, li configura quali redditi assimilati a quelli di lavoro
dipendente, inserendo la lettera c bis) al comma 1 dellart. 47
del TUIR. (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917). La disposizione abroga, quindi, la
lettera a) del comma 2 del successivo art. 49
ed il primo periodo del comma 8 dellart. 50.
Il comma 3 del citato art. 34
dispone, quindi, che tutti i riferimenti allart. 49,
comma 2, lettera a) del TUIR, concernenti redditi da lavoro autonomo, contenuti
in disposizioni legislative anteriormente emanate, devono intendersi come
effettuati allart. 47, comma 1,
lettera c bis), del medesimo testo unico, concernente redditi assimilati al
Risultano conseguentemente modificati i riferimenti
alla normativa fiscale contenuti nella citata legge n. 335/1995 e relative
disposizioni di attuazione; in particolare, diviene inoperante il rinvio allart.
50, comma 8, del TUIR, previsto, al
fine dellindividuazione della base imponibile dei contributi previdenziali,
dallart. 1 del decreto ministeriale 2 maggio 1996, n. 281.
Resta comunque fermo il disposto dellart.2, comma
29, della legge n. 335/1995, in base al quale il contributo previdenziale deve
essere applicato sul reddito delle attività determinato con gli stessi criteri
stabiliti ai fini dellimposta sul reddito delle persone fisiche, quale
risulta dalla relativa dichiarazione annuale dei redditi e dagli accertamenti
Nel nuovo contesto normativo il reddito imponibile ai
fini dei contributi previdenziali dovuti per i collaboratori coordinati e
continuativi, a decorrere dal 1° gennaio 2001, é il reddito assimilato al
lavoro dipendente, determinato ai sensi dellart.48
bis del TUIR e, quindi, stante il richiamo nello stesso contenuto, ai sensi
dellart. 48 che precede.
Consegue da quanto precede che i redditi in questione,
costituiti dagli emolumenti corrisposti dal gennaio 2001, in virtù del
principio di cassa, non costituiscono più redditi di lavoro autonomo e gli
stessi non sono determinabili con le modalità già previste dallart. 50,
comma 8, del TUIR (importo lordo degli emolumenti, riduzione forfetaria del 5% a
titolo di rimborso spese, ecc.) ora abrogato.
A tal riguardo preme preliminarmente evidenziare che,
ai sensi del secondo comma dellart. 48
del TUIR non concorrono a formare il reddito, tra gli altri, i contributi
previdenziali ed assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore per
effetto di disposizioni di legge. Ne consegue che i contributi dovuti alla
Gestione separata dovrebbero essere determinati sullimponibile dichiarato ai
fini IRPEF dal collaboratore e, quindi, previa esclusione dei contributi stessi,
per la quota di spettanza del lavoratore.
Tale evidente incongruenza è stata già sottoposta allattenzione
del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale affinché sia stabilito, in
analogia a quanto disposto per i lavoratori dipendenti dallart.6 del decreto
legislativo 2/9/1997, n. 314, che le somme ed i valori di cui al primo comma
dellart. 48 del TUIR, ai fini
dellimposizione dei contributi previdenziali dovuti per i collaboratori
coordinati e continuativi, sintendano al lordo dei contributi stessi.
Nella attesa che il predetto Ministero faccia conoscere
le determinazioni di competenza e considerata limminente scadenza del termine
del 16/2/2001, fissato per il versamento dei contributi dovuti sugli emolumenti
erogati ai collaboratori nel mese di gennaio u.s. si autorizzano i committenti
interessati a corrispondere, in via provvisoria e salvo eventuali conguagli, i
contributi previdenziali sugli emolumenti erogati, determinati ai sensi dellart.
48 del TUIR, ma al lordo della
quota del contributo a carico dei collaboratori.
La predetta deroga allequiparazione tra imponibile
previdenziale ed imponibile fiscale, provvisoriamente e come sopra disposta,
concerne esclusivamente il trattamento da riservare ai contributi previdenziali;
restano quindi ferme tutte le altre disposizioni contenute nellarticolo 48
ai fini della determinazione dellimponibile contributivo.
Nel far rinvio alle predette disposizioni ed alle
determinazioni assunte in materia dal Ministero delle Finanze (vedi anche
circolare n. 207 del
16.11.2000), si rammenta che costituiscono reddito imponibile tutte le somme ed
sotto forma di erogazioni liberali e che la determinazione in denaro dei
predetti valori é disciplinata dai commi da 3 a 9 dellart. 48
Le somme che, viceversa, non concorrono in tutto o in
parte alla formazione del reddito sono elencate nel comma 2 dellart. 48
più volte citato. Si richiamano, a titolo meramente esemplificativo, le
erogazioni liberali non superiori a lire 500.000, la somministrazione di vitto,
le prestazioni di servizi di trasporto collettivo, il valore delle azioni
offerte alla generalità dei dipendenti non superiori complessivamente a lire
4.000.000 nel periodo d'imposta, ecc.
Un cenno particolare meritano gli ulteriori criteri
applicativi dettati dal Ministero delle Finanze, con la recente circolare n.7
del 26 gennaio 2001, in relazione al trattamento fiscale delle indennità di
trasferta. Il predetto Dicastero ha precisato che, ai fini dellapplicazione
delle disposizioni contenute nel comma 5 dellart. 48,
che detto trattamento disciplina, é necessario accertare se la prestazione
lavorativa è stata resa fuori della sede di lavoro, fissata generalmente dal
datore di lavoro nella lettera o contratto di assunzione.
Rilevato che per talune attività di collaborazione non
è possibile, in virtù delle caratteristiche peculiari della prestazione
svolta, determinare contrattualmente la sede di lavoro né identificare tale
sede con quella della società, la circolare citata fa presente che in tali casi
occorre far riferimento al domicilio fiscale del lavoratore e che tale criterio
può essere utilizzato, ad esempio, per gli amministratori di società od enti,
sempre che dallatto di nomina non risulti diversamente individuata la sede di
Sugli ulteriori aspetti innovativi della norma in esame
appare sufficiente evidenziare, in questa sede, che la nuova definizione dei
redditi da collaborazione coordinata e continuativa contenuta nel comma 1,
lettera c bis, dellart. 47 del
TUIR. non considerando più tra i caratteri essenziali della collaborazione la
natura intrinsecamente artistica o professionale della prestazione, chiarisce
definitivamente che possono rientrare nellambito delle collaborazioni
coordinate e continuative anche attività manuali ed operative, in presenza,
ovviamente, di tutti gli altri presupposti per il riconoscimento di unattività
Si esprime l'avviso, inoltre, che la nuova disposizione
non modifichi in modo sostanziale il previgente sistema in ordine allesclusione,
dal regime fiscale e contributivo delle collaborazioni coordinate e
continuative, delle fattispecie nelle quali gli uffici o le attività rientrino
nelloggetto della professione esercitata dal soggetto. Carattere più
innovativo, viceversa, presenta il riferimento, al fine della loro esclusione
dalle collaborazioni coordinate e continuative, alle prestazioni che rientrino
nei compiti istituzionali compresi nellattività di lavoro dipendente
b) art. 37
di quanto disposto dall'art. 37
della legge n.342/2000 i compensi erogati nell'esercizio diretto di attività
sportive dilettantistiche dal CONI, dalle federazioni sportive nazionali, enti
di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che
persegua le medesime finalità e sia da essi riconosciuto, sono qualificati come
redditi diversi, tramite il loro inserimento nell'art. 81,
comma 1, del TUIR.
Conseguentemente, poiché la norma previdenziale, così
come novellata dal terzo comma dell'art. 34
della citata legge n. 342/2000, si riferisce esclusivamente ai redditi di cui
all'art. 47, comma 1, lettera
c-bis del TUIR, per i predetti emolumenti non è più configurabile
l'imposizione dei contributi dovuti alla Gestione separata. In relazione a
quanto precede devono ritenersi superate le disposizioni impartite con circolare
27 giugno 2000, n. 121.
Sebbene il nuovo inquadramento dei predetti compensi
decorra dal 1° gennaio 2000, (art 37,
comma 4), si precisa che non possono essere rimborsati contributi previdenziali
eventualmente corrisposti nell'anno 2000, in attuazione della previgente
normativa. Il quarto comma dell'art. 37
della legge n. 342/2000, che fa salvi gli atti adottati anteriormente
all'entrata in vigore della medesima legge, non può non applicarsi, infatti,
anche in materia previdenziale.
Su tali aspetti innovativi si fa comunque riserva di
ulteriori comunicazioni, alla luce delle determinazioni che saranno assunte dal
3. Contributi 2001.
modifica consegue dalle disposizioni in argomento in ordine sia alla misura dei
contributi dovuti, alla ripartizione degli stessi ed alle modalità di
pagamento. In particolare, le disposizioni sin qui descritte non trovano alcuna
applicazione, anche in riferimento alla base imponibile, nei confronti dei
liberi professionisti privi di cassa previdenziale e dei venditori porta a
Resta inoltre confermato, tra i principi che
caratterizzano la Gestione, il criterio di cassa, in relazione al quale si
precisa che la deroga disposta dall'art. 48,
comma 1, del TUIR, che considera percepite nel periodo di imposta anche le somme
ed i valori in genere corrisposti entro il 12 gennaio del periodo di imposta
successivo a quello cui si riferiscono, avrà applicazione a decorrere dall'anno
L'aliquota dei contributi previdenziali dovuti
nell'anno 2001 dai committenti di collaborazioni coordinate e continuative e dai
professionisti iscritti alla Gestione separata resta confermata nella misura
complessiva del 13%, di cui il 12,50% a titolo di contributo per l'invalidità,
la vecchiaia ed i superstiti e lo 0,50 ai fini della tutela per la maternità,
degli assegni per il nucleo familiare e dell'assistenza di malattia in caso di
ricovero ospedaliero. Il prossimo aumento biennale di un punto percentuale
dell'aliquota, di cui all'articolo 51
della legge 23 dicembre 1999, n. 488 è fissato con decorrenza dal primo gennaio
Per i soggetti iscritti ad altre gestioni
pensionistiche obbligatorie e per i pensionati il contributo continua ad essere
determinato nella misura del 10%.
Il massimale imponibile di cui all'art. 2, comma 18,
della citata legge 8 agosto 1995, n. 335 è pari, per l'anno 2001, a £
148.014.000.
Nulla è innovato in ordine alle modalità ed ai
termini di versamento dei contributi in argomento, sulla quota di rivalsa a
carico del collaboratore, pari ad un terzo dell'onere complessivo, si rammenta
che entro il 31 marzo 2001 i committenti dovranno produrre la denuncia degli
emolumenti corrisposti ai collaboratori coordinati e continuativi nel secondo,
terzo e quarto trimestre dell'anno 2000, tramite i modelli GLA di recente
istituzione. I committenti che si avvalgono del sistema di denuncia tramite
supporto magnetico hanno facoltà di rinviare il predetto adempimento sino al 30
A tal riguardo, nel richiamare quanto comunicato con
circolare n.16 del 24 gennaio 2001 (punto 3),
si precisa che la denuncia degli emolumenti erogati nel corrente anno dovrà
essere presentata entro il 31 marzo 2002 (30 aprile 2002 per i supporti
magnetici) e che, in ogni caso, i termini di denuncia in questione sono riferiti
al periodo nel quale sono corrisposti gli emolumenti, dovendosi prescindere, a
tal fine, dal periodo nel quale le prestazioni si sono svolte.

References: art. 34
 art. 37
 art.34
 art. 49
 art. 34
 art. 37