Source: https://piudemocraziacavallinotreporti.wordpress.com/testo-legge/
Timestamp: 2017-10-20 06:42:19+00:00

Document:
Testo Delibera | Più Democrazia @ Cavallino Treporti
Proposta deliberativa di iniziativa popolare
Per la disciplina delle forme di partecipazione popolare nell’amministrazione locale
Allegato “C” della raccolta firme “piu’ democrazia a Cavallino-Treporti”
Per l’introduzione di nuove forme di Referendum cittadino:
Per aumentare la democrazia e la trasparenza nel Comune:
Vogliamo restituire ai cittadini la voglia ed il potere di decidere per la propria città!
Note esplicative del documento:
Il D.lgs 267/2000, Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (TUEL), all’art. 8 – “Partecipazione Popolare” – stabilisce che gli enti locali debbano prevedere nel proprio Statuto “forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame”.
Dall’esame dello Statuto comunale emerge spesso la carenza con cui si affronta l’argomento, talvolta, gli statuti sono datati e non recepiscono appieno le indicazioni del TUEL, talvolta gli strumenti previsti sono carenti o di difficile attuazione, oppure può accadere che il tutto sia rinviato ad un regolamento, inadeguato o che proprio non c’è (come riscontrato a Cavallino-Treporti).
Si è quindi pensato di partire dalla stesura di un regolamento che contemplasse i migliori è più completi strumenti di democrazia diretta, in grado di semplificare e migliorare la partecipazione dei cittadini alla gestione del proprio territorio e delle problematiche ad esso connesse.
Dal Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” – art. 8, dai regolamenti di Partecipazione Popolare già esistenti in diversi comuni, in particolare di Perugia che ha adottato un buon regolamento di Partecipazione già nel 2004, dallo statuto di Venezia recentemente migliorato sull’argomento, dalla proposta di Legge Popolare Quorum Zero.
http://www.comune.perugia.it/resources/docs/regolamenti2012/01.05_PartecipazionePopolare.pdf
http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/33854
Fornire alla città ed ai cittadini i migliori è più completi strumenti di democrazia diretta, in grado di semplificare e migliorare la partecipazione dei cittadini alla gestione del proprio territorio e delle problematiche ad esso connesse.
Questo documento inoltre, vuole costituire una base comune di partenza per la redazione di Regolamenti di Partecipazione con strumenti quanto più possibile uniformi nell’ambito del territorio omogeneo del Basso Piave.
Questo documento costituisce un primo elemento, è modificabile per adeguarlo alle singole realtà territoriali del Basso Piave e dei singoli comuni, in particolare, questo documento contiene riferimenti ad articoli specifici dello Statuto del Comune di Cavallino-Treporti e pertanto, prima del suo utilizzo presso altro comune deve essere necessariamente adeguato al corrispondente Statuto.
QUI IL TESTO COMPLETO IN FORMATO .PDF
TITOLO I – ISTANZE E PETIZIONI
Capo I – Istanze
Art. 1:Oggetto
Art. 2: Istanze
Art. 3: Modalità di presentazione
Art. 4: Esito e comunicazioni
Capo II – Petizioni
Art. 5: Petizioni
Art. 6: Presentazione e raccolta delle firme
Art. 7:Deposito della petizione ed esame ai fini dell’ammissibilità
Art. 8: Trattazione della petizione
TITOLO II – CONSULTAZIONE POPOLARE
Art. 9: Iniziativa delle consultazioni popolari
Art. 10: Ambito della consultazione
Art. 11: Risultati delle consultazioni
Capo II – Forme e modalità
Art. 12: Tipi di consultazione
Art. 13: Assemblee
Art. 14: Questionari
Art. 15: Mezzi informatici o telematici)
Art. 15a: Audizioni pubbliche
Art. 15b: Incontri frazionali e di quartiere
Capo III – Organismi di partecipazione
Art. 16a : Consulte
Art. 16b: Comitati civici
TITOLO III – REFERENDUM
Art. 17: Referendum consultivo, propositivo, abrogativo e di rettifica
Art. 18: Oneri a carico del Comune – Propaganda per il referendum
Art. 19: Dichiarazione di legalità ed ammissibilità
Capo II – Iniziativa del Referendum
Art. 20: Iniziativa del referendum
Art. 21: Raccolta delle firme
Art. 22: Autenticazione delle firme
Art. 23: Deposito delle firme
Capo III – Ammissione e indizione del Referendum
Art. 24: Verifica di regolarità
Art. 25: Indizione dei referendum
Art. 26: Effetto sospensivo
Capo IV – Informazione, trasparenza e correttezza
Art. 27: Informazione degli aventi diritto al voto
Art. 28: Garanzia di equa informazione
Art. 29: Regola della correttezza
Art. 30: Regola della trasparenza
Capo V – Svolgimento delle operazioni di voto, scrutinio, proclamazione dei risultati
Art. 31: Aventi diritto al voto
Art. 32: Competenze della Giunta Municipale
Art. 33: Schede
Art. 34: Validità ed esito del Referendum
Art. 35: Effetti
Art. 36: Norma di rinvio
TITOLO IV – INIZIATIVA POPOLARE
Art. 37: Potere di indirizzo
Art. 38: Assistenza all’iniziativa popolare
CAPO II: L’INIZIATIVA POPOLARE
Art. 39: Oggetto della proposta di iniziativa popolare
Art. 40: Termini e numero di firme richiesto per l’iniziativa popolare
CAPO III: AMMISSIONE E TRATTAZIONE DELL’INIZIATIVA POPOLARE
Art. 41: Presentazione dell’iniziativa popolare
Art. 42: Audizione pubblica
Art. 43: Vaglio nella Commissione consiliare
Art. 44: Trattazione in Consiglio Comunale
TITOLO V – REVOCA DEGLI ELETTI
Art. 45: Norme Generali
Art. 46: presentazione e raccolta firme
Art. 47: Procedimento
CAPO I: ISTANZE
1. Il presente regolamento disciplina le forme della partecipazione popolare all’Amministrazione locale, nell’ambito dell’attività amministrativa del Comune, attraverso istanze, petizioni, consultazioni popolari, referendum, iniziative popolari e interventi del Difensore civico, in conformità alle norme di cui al Titolo III dello Statuto del Comune. La partecipazione popolare viene considerata quale base organizzativa dell’amministrazione locale.
1.Le istanze, ai sensi dell’art. 35 dello Statuto, sono volte a sollecitare l’intervento dell’Amministrazione comunale in determinate materie e concernono questioni di carattere specifico e particolare, pur non essendo necessariamente dirette ad ottenere un provvedimento amministrativo determinato.
3. In esito all’istanza, ai sensi della Legge 241/90, nel termine di 30 giorni dalla presentazione, viene data risposta scritta in merito al provvedimento adottato, ovvero esplicita le motivazioni in merito alla mancata adozione di un provvedimento determinato.
CAPO II: PETIZIONI
Le petizioni, ai sensi dell’art. 35 dello Statuto, sono intese a sollecitare l’intervento dell’Amministrazione comunale per la migliore tutela di interessi collettivi o diffusi in materie determinate o per questioni specifiche e particolari. La loro presentazione è soggetta alle formalità previste negli articoli seguenti e vengono esaminate dalla Giunta o dal Consiglio, secondo la rispettiva competenza
Art. 7: Deposito della petizione ed esame ai fini dell’ammissibilità
1. A cura dei promotori, la petizione viene depositata mediante consegna presso l’Ufficio Protocollo generale, il quale ne rilascia ricevuta, ovvero viene presentata a mezzo del servizio postale, ovvero viene presentata mediante invio a mezzo posta elettronica certificata (PEC). In quest’ultimo caso ai promotori è fatto obbligo di conservare la documentazione autentica ed ad esibirla su richiesta delle autorità preposte.
1.Qualora la petizione sia presentata con meno di 30 firme o non raggiunga la quota di 30 firme entro i 180 giorni dalla data di pubblicazione :
a) il proponente è invitato ad illustrare la petizione al consiglio comunale entro i successivi 60 giorni.
1. Al fine di conoscere gli orientamenti della popolazione o di determinate categorie di persone, il Comune può promuovere, ai sensi del titolo III dello Statuto, forme di consultazione popolare. La consultazione deve riguardare, in ogni caso, temi specifici di esclusiva competenza locale.
2. La consultazione può essere promossa, con il voto favorevole della maggioranza dei propri componenti, dal Consiglio comunale o dalla Giunta, nell’ambito delle rispettive competenze, dai cittadini raccogliendo 50 firme, dai comitati civici.
3. La consultazione non può avere luogo nel periodo in cui sono in corso gli adempimenti previsti dalla legge per le consultazioni elettorali o quando in ambito comunale sia già stato indetto uno dei referendum previsti dallo Statuto.
1. La consultazione può essere estesa a tutta la popolazione che abbia compiuto sedici anni, residente o con dimora temporanea, di cui all’articolo 32 del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223.
2. Può venire promossa per problemi specifici riguardanti settori definiti della popolazione.
1. I risultati delle consultazioni devono essere esaminati dalla Giunta o dal Consiglio, secondo le rispettive competenze, entro 60 giorni dalla loro formale acquisizione.
CAPO II: FORME E MODALITA’
1. La consultazione può avvenire attraverso assemblee, questionari, mezzi informatici o telematici, audizioni pubbliche o altre forme, volta a volta individuate.
2. La scelta della forma di consultazione tiene conto della materia cui si riferisce la consultazione, dei gruppi o categorie di persone alle quali sarà rivolta, della generalità o specificità degli interessi coinvolti.
1. Le assemblee devono tenersi in luogo aperto al pubblico.
2. Ancorché rivolta a determinati settori della popolazione, l’assemblea è pubblica e deve essere consentito l’accesso a chiunque sia interessato.
3. E’ ammesso il libero confronto tra Amministrazione comunale ed esperti nominati dai partecipanti.
4. L’organo proponente stabilisce le modalità di svolgimento dell’assemblea.
5. L’andamento e le conclusioni dell’assemblea sono appositamente documentate.
1. I questionari sono predisposti a cura degli Uffici e Servizi comunali competenti.
2. I quesiti devono essere formulati in modo chiaro e sintetico e possono comportare risposte libere o prevedere la scelta di una o più risposte a soluzioni prestampate.
3. Gli organi proponenti stabiliscono le modalità della distribuzione e del ritiro del questionari.
Art. 15: Mezzi informatici o telematici
1. Quando la consultazione è promossa mediante l’utilizzo di sistemi informatici, l’Amministrazione comunale provvede alla distribuzione delle apposite schede magnetiche ed all’allestimento degli appositi sportelli elettronici, sia direttamente che tramite ditta specializzata.
2. Può costituire mezzo di consultazione l’uso del telefax o della posta elettronica certificata (PEC) quando si tratta di interpellare un ristretto numero di soggetti che presumibilmente siano dotati di tali strumenti.
1. Nei procedimenti amministrativi generali relativi a programmi settoriali, a piani territoriali e urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, programmi di opere pubbliche, qualora sia opportuno un esame preventivo e contestuale dei vari interessi pubblici e privati coinvolti, può promuoversi un’audizione pubblica rivolta ai soggetti interessati. La convocazione è diramata dal Sindaco di propria iniziativa o su proposta, approvata a maggioranza assoluta, del Consiglio comunale.
2. L’audizione si svolge mediante discussione in apposita riunione, alla quale prendono parte le Amministrazioni pubbliche, le organizzazioni sociali e di categoria, le associazioni e i gruppi portatori di interessi collettivi o diffusi, che siano previamente stati invitati.
3. La convocazione dell’audizione è annunciata mediante avviso da rendere noto mediante idonee forme di pubblicità.
4. L’atto che dispone l’audizione pubblica indica i soggetti ammessi a partecipare. Sono respinte, con motivata comunicazione, le richieste di partecipazione presentate da soggetti che difettino di interesse specifico all’audizione.
5. I soggetti comunque interessati possono presentare osservazioni scritte e documenti in vista dello svolgimento dell’audizione.
6. Lo svolgimento dell’audizione e le sue conclusioni sono fatti risultare da apposito verbale redatto entro 30 giorni a cura del responsabile del procedimento.
1. Con le modalità di cui all’art. 13, il Sindaco incontra annualmente le popolazioni delle singole frazioni e dei quartieri comunali, per riferire sullo stato di attuazione del programma amministrativo e per consultare direttamente i cittadini residenti.
2. La giunta comunale, entro il 30 settembre di ciascun anno, definisce il calendario degli incontri.
CAPO III: ORGANISMI DI PARTECIPAZIONE
Art. 16a: Consulte
1. Al fine di acquisire pareri in specifici settori e materie, il Consiglio Comunale, con propria deliberazione a maggioranza dei componenti assegnati, può istituire consulte, individuate per materia e per aggregazioni di interessi, con particolare riferimento alle organizzazioni produttive di categoria, sindacali e del volontariato. La composizione, le modalità di funzionamento, le competenze, la durata ed il rapporto con il Comune sono determinate, di volta in volta, dal Consiglio Comunale.
1. Sono istituiti i comitati civici rappresentativi delle istanze dei cittadini.
Art. 17: Referendum consultivo, propositivo ,abrogativo e di rettifica
1. Ai sensi dell’art. 38 dello Statuto il Sindaco è tenuto ad indire referendum consultivo, propositivo, abrogativo e di rettifica su atti del Comune, quando ne facciano richiesta:
a) il Consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei propri componenti, per il referendum consultivo;
b) su richiesta presentata con firme autentiche da almeno il 2% dei cittadini domiciliati nel territorio comunale che abbiano compiuto il sedicesimo anno d’età
a) Tributi locali e tariffe
b) Attività Amministrative vincolate da Leggi Statali o Regionali
c) Materie che sono già state oggetto di consultazione referendaria nell’ultimo quinquennio
3. Con il referendum consultivo gli elettori del Comune sono chiamati a pronunciarsi in merito a piani, programmi, interventi, progetti ed ogni altro atto, provvedimento, indirizzo o iniziativa riguardante materie di competenza locale, per consentire agli organi comunali di assumere le determinazioni di competenza dopo aver verificato gli orientamenti della comunità.
4. A richiesta presentata con firma autentiche da almeno il 2% dei cittadini, così come individuati all’art. 17 comma 1 lettera b, qualsiasi delibera del Consiglio Comunale approvata in seduta pubblica può essere oggetto di proposta di Referendum abrogativo o di rettifica. La proposta di Referendum dovrà pervenire entro 30 giorni dall’approvazione della delibera da parte del Consiglio Comunale
5. Qualsiasi proposta, rientrante nelle competenze del Consiglio Comunale, può essere formulata sotto forma di quesito o prospetto di delibera ed essere oggetto di referendum propositivo. Il Consiglio Comunale, entro 30 giorni dalla dichiarata ammissibilità del referendum,ha la facoltà di formulare una proposta alternativa a quella oggetto di consultazione referendaria che può essere:
a) Accettata dal Soggetto o Comitato promotore del Referendum con conseguente annullamento della proposta di consultazione referendaria
b) Rifiutata dal Soggetto o Comitato promotore del Referendum con conseguente abbinamento della stessa alla consultazione referendaria proposta.
Nel caso il referendum riguardasse 2 proposte il cittadino avente diritto al voto ha la possibilità di scegliere tra l’una e l’altra proposta o di rifiutarle ambedue.
1. Tutte le spese necessarie per lo svolgimento delle operazioni relative al referendum, successive alla sua indizione, sono a carico del Comune, comprese quelle di allestimento di appositi spazi per l’affissione di manifesti ed altri stampati informativi.
2. Ogni altra spesa informativa è a carico dei promotori e di coloro che partecipano alla competizione.
3. Il numero e l’ubicazione, corrispondenti alla precedente consultazione elettorale nazionale, nonché la delimitazione, il riparto e l’assegnazione degli spazi sono deliberati dalla Giunta entro il trentesimo giorno precedente l’apertura della consultazione.
4. La propaganda referendaria è esente da diritti d’affissione.
Art 19: Dichiarazione di legalità ed ammissibilità
1. La proposta di Referendum deve essere preventivamente sottoposta ad un parere vincolante di legalità ed ammissibilità da parte di un Collegio Arbitrale, composto dal segretario comunale. da due cittadini esperti in materie giuridiche estratti a sorte nell’ambito di una lista di quindici nominativi designati dal Consiglio Comunale a maggioranza dei due terzi, da un rappresentante del Comitato Promotore e da due rappresentanti del Consiglio Comunale di cui uno di maggioranza e uno di minoranza.
2. Il parere deve essere espresso prima della raccolta delle firme da parte del Comitato promotore ed essere acquisito alla Giunta Comunale entro 60 giorni dalla data di protocollazione della proposta di Referendum.
3. In caso di parere di inammissibilità’ della proposta referendaria il Collegio Arbitrale assegna ai promotori un termine, non inferiore a 20 giorni, per presentare per iscritto memorie sulle illegittimità emerse, ovvero rettifiche od integrazioni del quesito. In tal caso resta sospesa la decorrenza del termine di cui al precedente comma.
4. Il sindaco dichiarerà l’ammissibilità’, o la non ammissibilità con specifiche motivazioni, del referendum mediante pubblicazione sul sito internet comunale.
CAPO II: INIZIATIVA DEL REFERENDUM
1. Al fine di raccogliere le firme necessarie a promuovere la richiesta di referendum, il Soggetto o Comitato promotore, deve depositare apposita comunicazione al Sindaco, precisando il domicilio eletto ed indirizzo di posta elettronica certificata cui fare riferimento per ogni comunicazione e per la raccolta delle firme.
1. I promotori sono responsabili della raccolta delle dichiarazioni di sostegno (firme) per il referendum.
2. La raccolta delle firme a sostegno del referendum può avvenire, dal giorno successivo alla dichiarazione di ammissibilità di cui al precedente art. 19, su modulo cartaceo conforme ai modelli predisposti dal servizio competente, oppure via posta raccomandata AR ovvero via posta elettronica certificata inviata all’indirizzo del domicilio eletto indicato dal Soggetto o Comitato promotore e per conoscenza presso il servizio competente in materia di elezioni e referendum.
3. I promotori possono raccogliere le dichiarazioni di sostegno su carta o per via elettronica. Ai fini del presente regolamento le dichiarazioni di sostegno firmate mediante firma elettronica ai sensi della direttiva 1999/93/CE del Parlamento europeo, sono trattate alla stregua delle dichiarazioni di sostegno su carta.
4. Se le dichiarazioni di sostegno sono raccolte per via elettronica, i dati ottenuti mediante i relativi sistemi sono archiviati presso il servizio competente in materia di elezioni e referendum. Il sistema di raccolta per via elettronica è certificato dal servizio competente in materia di elezioni e referendum. Per la raccolta delle dichiarazioni di sostegno i promotori si servono di un unico sistema di raccolta per via elettronica gestito dal Servizio competente in materia di elezioni e referendum.
5. I moduli della dichiarazione di sostegno possono essere adattati ai fini della raccolta per via elettronica.
1. Accanto alle firme devono essere indicati il nome, cognome, luogo e data di nascita del sottoscrittore.
2. Le firme dei sottoscrittori devono essere autenticate. L’autenticazione è collettiva, foglio per foglio e deve indicare, oltre alla data, il numero delle firme contenute nel foglio
3. Le firme raccolte possono essere autenticate da:
a) I soggetti indicati dalle vigenti norme in materia di consultazioni elettorali comunali.
b) I cittadini iscritti nelle liste elettorali del comune che su propria richiesta siano stati all’uopo incaricati entro tre giorni dal sindaco. I cittadini incaricati esercitano una funzione pubblica e sono quindi soggetti alle norme, doveri e responsabilità penale validi per l’esercizio di dette funzioni.
4. L’autenticazione delle firme effettuata dal Segretario Generale o suo delegato o dai funzionari incaricati dal Sindaco è esente da spese.
5. Il Soggetto che procede all’autenticazione, dà atto della manifestazione di volontà dell’elettore analfabeta, o comunque impedito, di apporre la propria firma. In tale caso il Soggetto preposto all’autenticazione autentica la firma di due testimoni. Della dichiarazione dell’interessato è redatto apposito verbale, che viene allegato al foglio nel quale sono riportate le generalità dell’elettore.
1. Il deposito con unico atto, presso la Segreteria Generale del Comune, dei fogli contenenti le firme vale come richiesta di referendum. Esso deve essere effettuato da almeno tre dei promotori, i quali dichiarano al funzionario che riceve i fogli il numero delle firme che appoggiano la richiesta. Del deposito, a cura del medesimo funzionario, si dà atto mediante redazione di processo verbale in duplice esemplare, uno dei quali è consegnato ai presentatori a prova dell’avvenuto deposito.
2. Il deposito dei fogli contenenti le firme deve comunque essere effettuato non oltre 180 giorni dalla data di comunicazione del parere di ammissibilità di cui al precedente art. 19. Qualora il termine cada in giorno non lavorativo, esso è prorogato al primo giorno lavorativo successivo.
3. In caso di mancata osservanza del termine di cui al comma precedente, il procedimento s’intende concluso senza possibilità di ulteriore corso.
CAPO III: AMMISSIONE E INDIZIONE DEL REFERENDUM
1. Il Segretario Generale del Comune, entro 10 giorni dal deposito, verifica la regolarità della richiesta di referendum con esclusivo riferimento al numero minimo ed alla validità delle sottoscrizioni, nonché all’osservanza dei termini di deposito delle firme.
2. L’esito della verifica di regolarità della richiesta di referendum è immediatamente comunicato ai promotori.
1. Il referendum non può avere luogo in coincidenza con le elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali.
2. Se nell’anno di indizione del referendum sono in previsione elezioni a carattere regionale, nazionale, europeo la consultazione referendaria, previa autorizzazione da parte del Ministero dell’Interno, deve obbligatoriamente essere abbinata alla consultazione elettorale
3. Le votazioni possono avere luogo tre volte all’anno. L’Ufficio elettorale rende note le domeniche referendarie entro il 15 dicembre dell’anno precedente quello di riferimento. Non possono essere scelte a tal fine domeniche che ricadono in periodici di ferie e sono legati ai cosiddetti ponti di fine settimana. Tali date sono fissate dal Consiglio Comunale e pubblicate sul sito internet comunale. Qualora il ridotto numero di votazioni lo renda consigliabile e non sia in contrasto con altre norme, la Giunta comunale ha la facoltà di cumularle in una successiva scadenza referendaria
4. Il Sindaco delibera l’indizione dei referendum entro sessanta giorni dalla verifica di regolarità delle firme di sostegno da parte del segretario comunale. Tale delibera deve essere pubblicata nell’Albo Pretorio, nel sito Internet comunale e pubblicizzata mediante l’impiego di mezzi di comunicazione di massa
1. L’indizione del referendum ha effetto sospensivo sull’adozione, da parte dell’Amministrazione comunale, di provvedimenti con oggetto riconducibile a quello da sottoporre a referendum.
CAPO IV: INFORMAZIONE, TRASPARENZA E CORRETTEZZA
1.In coincidenza con l’inizio della raccolta delle firme per una proposta di Referendum popolare l’ amministrazione comunale rende noto l’oggetto in modo ben percettibile dai cittadini, il termine di scadenza per la raccolta delle firme nonché le possibilità connesse alla sottoscrizione sul territorio del Comune.
2. Tra il 30esimo e il 40esimo giorno prima della data stabilita per il voto popolare viene inviato via posta elettronica agli iscritti al sito Internet Comunale, pubblicato sulla bacheca comunale, sul sito internet comunale e sui principali mezzi di comunicazione un opuscolo informativo contenente:
a) l’indicazione del giorno in cui si svolgerà la votazione popolare e gli orari di apertura dei seggi
b) una descrizione riassuntiva, di facile comprensione del contenuto essenziale di ciascun oggetto di votazione in ugual misura
c) nella stessa misura, rispettivamente la posizione dei/delle proponenti dell’oggetto e dei/delle loro sostenitori/trici, le posizioni contrarie, nonché il giudizio della maggioranza del Consiglio Comunale
d) ai sensi della regola della trasparenza , l’indicazione di tutte le persone fisiche e giuridiche che hanno partecipato al finanziamento del referendum con più di 500 Euro
e) gli oggetti da sottoporre al voto popolare
f) un facsimile della scheda di voto
g) una specificazione delle modalità di votazione e di scrutinio
3. Nell’opuscolo deve essere garantita uguale disponibilità di spazio ai testi dei sostenitori dell’iniziativa e ai soggetti ad essa contrari. A tale scopo gli interessati devono portare questi testi a conoscenza del l’Ufficio Elettorale.
4. Le consultazioni devono essere annunciate dal Sindaco, senza alcuna presa di posizione e prima del giorno di svolgimento, tramite il sito Internet comunale e gli organi di informazione pubblici e privati. Il Sindaco invita senza alcuna presa di posizione ogni avente diritto al voto a partecipare alla votazione referendaria allegando l’invito alla consultazione dell’opuscolo informativo.
1. Per la propaganda referendaria e per l’accesso ai mezzi di informazione vengono applicate le regole valide in occasione delle elezioni politiche.
1. Se, oltre ai mezzi stanziati per informare gli/le aventi diritto al voto, gli organi, le autorità e altri uffici pubblici dei comuni impiegano risorse finanziarie per pubblicizzare i contenuti degli oggetti della proposta di referendum, devono essere messe a disposizione dei proponenti le stesse somme per la propaganda referendaria.
1. I proponenti di un referendum sono tenuti/e a comunicare all’Ufficio elettorale le fonti e l’ammontare del finanziamento della propria campagna, inclusi tutti i mezzi spesi per la raccolta delle firme e per la propaganda referendaria, qualora i singoli importi superino i 500 Euro.
Le fonti di finanziamento e i relativi importi vanno specificati nell’opuscolo informativo riguardante il voto popolare. Qualora al termine della stampa dell’opuscolo dovessero diventare noti ulteriori finanziamenti della campagna, le relative fonti e gli importi devono essere divulgati da parte dell’amministrazione comunale.
CAPO V: SVOLGIMENTO DELLE OPERAZIONI DI VOTO, SCRUTINIO, PROCLAMAZIONE DEI RISULTATI
1. Hanno diritto al voto i cittadini che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e risultino domiciliati nel Comune di Cavallino-Treporti
2. Le votazioni per il referendum si svolgono a suffragio universale, con voto diretto, libero e segreto.
3. Entro il quinto giorno libero antecedente il primo giorno della consultazione, al domicilio di ciascun elettore deve essere consegnato il certificato di iscrizione nelle liste elettorali. I certificati che non sia stato possibile consegnare a domicilio potranno essere ritirati personalmente presso l’Ufficio elettorale del Comune.
1. Il numero dei seggi e la loro dislocazione, corrispondenti all’ultima consultazione elettorale, così come ogni altro provvedimento necessario alla organizzazione e svolgimento del referendum, sono di competenza della Giunta Municipale.
1. Le schede, di identico colore per lo stesso quesito referendario, sono stampate a cura del Servizio elettorale del Comune. Lo stesso Servizio provvede alla formazione delle liste degli aventi diritto al voto
2. Con il supporto di idonei sistemi è previsto il voto elettronico, per posta elettronica con firma digitale ed il voto postale per gli aventi diritto al voto che ne abbiano fatta espressa richiesta
Per la validità del referendum non è richiesto il raggiungimento di alcun quorum prestabilito ed ha esito positivo se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
1. Se l’oggetto della consultazione referendaria non è stato approvato, cessa l’effetto sospensivo di cui all’articolo 26.
2. Se l’oggetto della consultazione referendaria è stato approvato, il Consiglio comunale è tenuto a pronunciarsi in merito entro 30 giorni dalla proclamazione del risultato. I provvedimenti che andranno ad intraprendersi non potranno andare contro l’esito del referendum.
1. Per quanto non espressamente previsto per la formazione dei seggi elettorali ed ai fini della disciplina delle operazioni di voto e di scrutinio, nonché di ogni altra fattispecie riguardante la consultazione referendaria, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni relative allo svolgimento dei referendum nazionali.
1. Per mezzo di proposte di iniziativa popolare viene esercitato un potere di indirizzo attraverso il quale vengono presentati al Consiglio Comunale proposte di delibera o altri atti di interesse comunale, che ricadono tra le sue competenze , funzionali alla regolamentazione giuridica di una materia.
1. I promotori, ovvero le persone fisiche a sostegno dell’iniziativa, possono costituire un comitato civico di cittadini composto da almeno 3 persone, il quale è il soggetto responsabile della preparazione dell’iniziativa popolare e della sua presentazione al Consiglio. I promotori che sono parte del Consiglio o della Giunta comunali non sono conteggiati ai fini del raggiungimento del numero minimo necessario per presentare la domanda.
2. Gli organizzatori forniscono al Servizio competente in materia di elezioni e referendum, informazioni regolarmente aggiornate sulle fonti di sostegno e di finanziamento della proposta d’iniziativa popolare.
3. I promotori che intendono presentare una proposta d’iniziativa popolare possono chiedere al Sindaco di essere assistiti nella redazione dei testi dagli uffici Comunali. Allo stesso fine possono anche richiedere dati e informazioni in possesso degli uffici Comunali
4. La concessione dell’assistenza all’iniziativa popolare è registrata e pubblicata sito internet comunale
1. L’oggetto deve contenere:
a) i dati esatti ed il titolo della delibera, della quale si propone in toto o in parte l’abrogazione al Consiglio comunale
b) ovvero una proposta di delibera formulata nella sua completezza
2. L’iniziativa popolare può assumere la forma di un progetto, redatto in articoli e accompagnato da una relazione che ne illustra i contenuti.
Art. 40: Termini e numero di firme richiesto per l’ iniziativa popolare
1. L’oggetto della proposta di iniziativa popolare, può essere sostenuto da qualsiasi residente almeno sedicenne domiciliato in Comune di Cavallino-Treporti.
2. Si considera validamente presentata una proposta di iniziativa popolare al Servizio Ufficio elettorale, quando entro 180 giorni dalla prima firma la stessa viene firmata da almeno l’1% degli aventi diritto come da precedente comma
3. Se non viene raggiunto il numero di firme richiesto per l’iniziativa popolare la richiesta può essere modificata in una petizione.
Art.41: Presentazione dell’iniziativa popolare
1. La proposta di progetto di delibera, corredata dalla prescritta documentazione, può essere presentata da almeno tre promotori o almeno tre delle persone fisiche appartenenti al comitato civico, qualora sia stato costituito, al Servizio competente in materia di elezioni e referendum che dopo aver controllato tutto gli elementi entro 24 ore lo gira alla presidenza del Consiglio Comunale.
2. I primi tre firmatari della proposta assumono il ruolo di delegati a partecipare ai lavori della competente commissione consiliare. I primi tre firmatari hanno il diritto di rappresentare gli altri in tutte le fasi del procedimento. Ciascuno possiede il diritto di rappresentanza in modo indipendente dagli altri.
3. Un funzionario del Servizio competente in materia di elezioni e referendum redige apposito verbale nel quale indica la data di presentazione della proposta, il deposito dei documenti, il numero delle firme raccolte, il nome, il domicilio ed i contatti, anche elettronici, dei primi tre firmatari.
4. Il Servizio competente in materia di elezioni e referendum provvede alla verifica e al computo delle firme, nonché all’esame della richiesta e della documentazione allegata.
5. Entro quindici giorni dalla data di ricevimento, il Collegio Arbitrale per la valutazione di ammissibilità della proposta respinge l’iniziativa popolare qualora la ritenga improponibile perché in contrasto con:
a) la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo
c) i principi fondamentali della Costituzione Italiana
o qualora:
a) la proposta d’iniziativa dei cittadini esula manifestamente dalla competenza del Consiglio o della Giunta Comunale
b) la proposta d’iniziativa dei cittadini è presentata in modo manifestamente ingiurioso
c) la proposta abbia come oggetto materie non referendabili come da art. 17 comma 2 del presente regolamento
6. Il provvedimento che dichiara l’improponibilità, che deve essere motivato, è tempestivamente comunicato al primo proponente e pubblicato sul sito internet comunale.
7. Ove il Collegio Arbitrale ritenga il progetto di delibera proponibile, il Presidente del Consiglio Comunale dispone la sua trattazione da parte della competente commissione consiliare, la quale inizia i lavori entro 45 giorni dal ricevimento. I primi tre firmatari hanno diritto di partecipare ai lavori della commissione con le modalità previste dal regolamento interno del Consiglio comunale.
8. Per le modalità di sottoscrizione dei progetti d’iniziativa popolare si applica, in quanto compatibile, quanto disposto dalle disposizioni che regolano il referendum.
1. Qualora dall’esame della regolarità dell’iniziativa popolare non risultino vizi di forma nella raccolta delle firme i promotori hanno l’opportunità di presentare l’iniziativa in un’audizione pubblica.
2. Il Sindaco garantisce che la convocazione ed il tema dell’audizione siano pubblicizzati a un livello appropriato sugli organi di stampa locali.
Art.43: Vaglio nella Commissione consiliare
1. La competente Commissione consiliare deve cominciare a vagliare il contenuto entro 45 giorni dall’inoltro dell’oggetto da parte del/della Presidente del Consiglio comunale. Qualora la discussione non dovesse avvenire entro 180 giorni a partire dall’inizio della fase di valutazione, l’oggetto verrà fatto pervenire rispettivamente al Consiglio comunale per la sua trattazione.
2. Ciascuno dei firmatari dell’iniziativa popolare ha il diritto di essere presente durante ogni fase della trattazione in Commissione consiliare. Il firmatario partecipa con gli stessi diritti e prerogative riconosciute dal regolamento interno del Consiglio comunale per i rappresentanti della Giunta o del consigliere proponente. Il firmatario può essere assistito da un esperto i cui poteri sono identici a quelli riconosciuti ai funzionari ed esperti che coadiuvano gli assessori.
3. Per quanto non previsto si applicano per la trattazione le disposizioni del regolamento interno del Consiglio comunale.
1. Una volta passato al vaglio della Commissione consiliare, o qualora i termini per la trattazione siano scaduti secondo l’art precedente, entro 30 giorni,l’oggetto dell’iniziativa popolare viene posto all’ordine del giorno delle sedute del Consiglio comunale.
2. Il Presidente del Consiglio comunale può autorizzare un rappresentante dei firmatari a illustrare la proposta di delibera in Consiglio Comunale per non più di 30 minuti.
3. Per tutte le ulteriori fasi di procedimento valgono le disposizioni del regolamento interno del Consiglio comunale
4. Entro 180 giorni da quando la proposta di iniziativa popolare è stata messa all’ordine del giorno il Consiglio comunale deve esprimersi in materia. Il Consiglio espone in una comunicazione le sue conclusioni giuridiche e politiche riguardo all’iniziativa popolare, l’eventuale azione che intende intraprendere e i suoi motivi per agire o meno in tal senso. La decisione può consistere nel:
a) far proprio l’oggetto originale
b) recepire una versione modificata dell’oggetto originale
c) rifiuto dell’oggetto originale
d) recepire una controproposta
5. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della decisione del Consiglio Comunale nel sito internet comunale, il comitato promotore ha la facoltà, per le decisioni differenti dal precedente comma 4 a), di convertire l’oggetto dell’iniziativa popolare in proposta di referendum propositivo senza ulteriore raccolta di firme. Qualora si presentassero le decisioni di cui ai precedenti comma 4 b) e 4 c) la consultazione referendaria comprenderà anche la proposta del Consiglio Comunale come da art. 17 comma 4 del presente regolamento.
1. Ogni membro del Consiglio Comunale rappresenta la Città ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Trascorso un anno del loro mandato, un numero di elettori pari ad almeno il 12% degli aventi diritto al voto può presentare una richiesta di votazione popolare di revoca.
1. Si procede come da articolo 21,22 e 23 del presente regolamento.
1. nel caso si raggiunga il numero delle firme necessario, le alternative possono essere due:
a) dimissioni del funzionario in questione entro 7 giorni dalla verifica delle firme di cui all’articolo 24, comma 2.
b) se il funzionario resiste, allora si procede al voto;
2. Il voto della revoca viene effettuato insieme all’elezione del successore. Quando la maggioranza dei votanti si esprime a favore, il mandato del consigliere è considerato revocato e viene sostituito.
il mandato del consigliere è considerato revocato e viene sostituito?? E’ legale questo?
ciao Paolo! No, scritta così non è valida per via dell’art. 67 costituzione (libero mandato)…all’epoca l’abbiamo inserita giusto per avere un parere legale e vedere se c’era un modo per “aggirare” il divieto 🙂 Secondo noi, però, è valido fare un referendum consultivo ma senza obbligo di dimissione per il consigliere (che comunque dovrebbe fare una scelta non facile)

References: art. 8

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

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Art. 17

Art. 18

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Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

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Art. 28

Art. 29

Art. 30

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Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 7

Art. 15

Art. 16

Art. 17
 art. 19
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Art. 40

Art.41
 art. 17

Art.43
 art. 17
 articolo 21