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Timestamp: 2020-04-07 01:22:40+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3648 del 10/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3648 del 10/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/02/2017, (ud. 17/11/2016, dep.10/02/2017), n. 3648
sul ricorso 23608-2015 proposto da:
B.G., elettivamente domiciliato in ROMA, LARGO
MARESCIALLO DIAZ 22, presso lo studio dell’avvocato FABRIZIO
VALENZI, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato CARLO
BRUNO SCALENGHE;
CONDOMINIO DI (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, V.
GIULIANELLO 26, presso lo studio dell’avvocato GIORGIA MINOZZI, che
lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato MASSIMO GOTTA;
avverso la sentenza n. 1562/2015 del TRIBUNALE di TORINO, depositata
“Il Tribunale di Torino, con sentenza pubblicata il 3 marzo 2015, ha accertato e dichiarato il vizio di extrapetizione della sentenza del Giudice di pace di Torino in data 12 novembre 2013, e, per l’effetto, la nullità della sentenza stessa, e ha respinto l’impugnazione, proposta da B.G., della Delib. assembleare del Condominio di via (OMISSIS).
Quanto al vizio di extrapetizione, il Tribunale ha evidenziato che, nel ricorso ex art. 1137 c.c. depositato il 28 maggio 2003, il B. aveva chiesto dichiararsi la nullità della deliberazione assembleare nella parte in cui attribuiva alle unità immobiliari di proprietà di esso ricorrente, quali spese individuali, le spese eredi A. (conguaglio spese anno 2011 – Euro 1.096,57), sig. B. (conguaglio spese anno 2011 – Euro 917,38) ed eredi Audagna -Serra (conguaglio spese anno 2010 – Euro 2.105,35); laddove il Giudice di pace aveva annullato la delibera in forza di una presunta irregolarità nella costituzione dell’assemblea, e quindi per ragioni del tutto diverse da quelle allegate dall’attore a fondamento della domanda.
Per la cassazione della sentenza del Tribunale il B. ha proposto ricorso, con atto notificato il 29 settembre 2015, sulla base di due motivi.
Il primo motivo lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 360 c.p.c., n. 3 “per violazione o falsa applicazione di nome di diritto, in ordine alla omessa motivazione, in relazione all’affermato vizio di extrapetizione della sentenza del Giudice di prime cure”.
Il Tribunale ha fatto applicazione del principio secondo cui il giudice non può dichiarare d’ufficio l’invalidità della delibera sulla base di ragioni diverse da quelle originariamente poste dalla parte a fondamento della relativa impugnazione, e ha riscontrato correttamente tale errore nella sentenza del Giudice di pace, posto che, mentre il condomino ricorrente aveva dedotto, a sostegno della domanda, una irregolare ripartizione delle spese individuali, la pronuncia di primo grado – modificando la causa petendi e introducendo d’ufficio fatti diversi da quelli posti a base della domanda – ha accertato e dichiarato il vizio della delibera discendente dalla contemporanea partecipazione all’assemblea del condomino delegante, Gianfranco B., e del suo delegato, con conseguente incertezza del soggetto legittimato ad esprimere il voto.
Il secondo motivo prospetta, sotto il profilo della violazione e falsa applicazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, “omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione in ordine all’apprezzamento dei fatti, per quanto attiene alla contabilizzazione dei versamenti effettuati dal Sig. B. ed alla richiesta di pagamento di somme già da questi versate”.
Il motivo appare inammissibile perchè – oltre ad essere generico, rimandando alla “copiosa documentazione versata in causa”, che smentirebbe “categoricamente le affermazioni del giudicante in secondo grado” – prospetta una censura (omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione in ordine all’apprezzamento dei fatti) che, a seguito della riforma introdotta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, comma 1, lett. b), convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, non è più deducibile come motivo di ricorso per cassazione.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali sostenute dal Condominio controricorrente, che liquida in complessivi Euro 1.700, di cui Euro 1.500 per compensi, oltre a spese generali e ad accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1137
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 54