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Timestamp: 2020-04-02 16:55:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12078 del 16/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12078 del 16/05/2017
Cassazione civile, sez. lav., 16/05/2017, (ud. 15/12/2016, dep.16/05/2017), n. 12078
sul ricorso 29339-2011 proposto da:
I.A., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA c/o
CENTRO CAF, VIA DELLE ACACIE 23, nello studio dell’avvocato
Avvocati VINCENZO TRIOLO, EMANUELE DEE ROSE, ANTONIETTA CORETTI,
avverso la sentenza n. 1386/2010 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,
depositata il 04/11/2011 R.G.N. 1291/2010;
Con sentenza depositata il 4.11.2011, la Corte d’appello di Salerno, in parziale riforma della pronuncia di primo grado e in parziale accoglimento dell’appello proposto da I.A., liquidava le spese del procedimento di prime cure a carico dell’INPS nel maggior importo di Euro 2.278,00, di cui Euro 1.178,00 per diritti, oltre IVA e CPA, compensando le spese del gravame.
Contro tale pronuncia ricorre I.A. con due motivi. L’INPS ho svolto difese orali in pubblica udienza.
Con il primo motivo, la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., della L. n. 794 del 1942, dell’art. un., L. n. 1501 del 1957, e della tariffa professionale di cui al D.M. n. 127 del 2004, nonchè omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, per non avere la Corte di merito provveduto alla liquidazione dei diritti relativi alle attività correlate alla richiesta, disamina e notifica della sentenza di primo grado.
Con il secondo motivo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. e omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio per avere la Corte territoriale compensato interamente le spese del gravame.
Segue da quanto sopra che la sentenza va cassata in relazione all’accoglimento del primo motivo e, non apparendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, in considerazione della specifica dei diritti controversi contenuta nella nota spese riprodotta nel ricorso, la causa va decisa nel merito, liquidando le spese del giudizio di primo grado nella complessiva somma di Euro 2.397,00, di cui Euro 1.297,00 per diritti, e disponendone la distrazione in favore del procuratore antistatario.
Attesa la soccombenza reciproca, le spese del giudizio di legittimità vanno compensate per metà e la restante parte va posta a carico dell’INPS, liquidandola in Euro 127,50 per compensi, oltre spese generali in misura pari al 15% e accessori di legge, e in Euro 50,00 per esborsi, parimenti distratte in favore del procuratore antistatario.
La Corte accoglie il primo motivo, rigettato il secondo. Cassa per quanto di ragione la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, liquida le spese del giudizio di primo grado in Euro 2.397,00, di cui Euro 1.297,00 per diritti, oltre accessori di legge, disponendone la distrazione in favore dell’avv. Felice Amato.
Compensa per metà le spese del giudizio di cassazione e pone la restante parte a carico dell’INPS, liquidandola in Euro 127,50 per compensi, oltre spese generali in misura pari al 15% e accessori di legge, e in Euro 50,00 per esborsi, disponendone parimenti la distrazione in favore dell’avv. Felice Amato.

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