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Timestamp: 2018-02-23 14:25:26+00:00

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Provvedimenti Disciplinari : CARABINIERI - GrNet.it
da marcos_1680 » mer gen 27, 2010 11:51 pm
Cm posso affrontare una situazione di calunnia, ove il quale mi ha comportato 2 provvedimenti disciplinari?
Il primo " RIMPROVERO"
Il secondo "1 gg di Consegna"
Entrambi inflitti direttamente dal mio Comandante di Compagnia...anke quì vorrei saxe se è regolare o no!!!
marcos_1680
da panorama » ven set 03, 2010 3:03 pm
Metto qui questa sentenza del Tar di Milano che riguarda un collega.
da billyelliot1964 » ven set 03, 2010 3:11 pm
Marcos la calunnia nei confronti di chi ? Tua o di altri ? La parte lesa chi è ? Scusami sai ma come si fà a porre domande del genere ( se è giusto o meno ) senza aver spiegato nulla . Il comandante di compagnia che ruolo ha in tutto questo a parte quello di essere appunto il comandante di compagnia ? Ovvero lui è parte coinvolta o terzo ?
da panorama » ven set 03, 2010 3:31 pm
Billy il collega ha scritto in data 27 gennaio, ossia 8 mesi fa, non penso che sia interessato ancora all'argomento.
da billyelliot1964 » ven set 03, 2010 4:24 pm
Scusami sono stato tratto in errore dal tuo intervento
da panorama » lun set 06, 2010 2:55 pm
Metto anche qui questa sentenza in modo che tanti colleghi hanno la possibilità di repeterla in più posti.
da panorama » mer set 22, 2010 10:19 am
da panorama » ven mar 04, 2011 6:35 pm
Leggete questa sentenza del Consiglio di Stato
da panorama » sab gen 28, 2012 11:29 pm
da panorama » sab gen 28, 2012 11:54 pm
Paolo De Ioanna Raffaele Carboni
da panorama » sab mag 12, 2012 11:00 pm
Sanzione disciplinare di corpo di gg. 2 di consegna in quanto:
- sovrintendente in licenza ordinaria, OMISSIS, non forniva valido recapito, rendendo di fatto impossibile a personale di questo comando di contattarlo, all'utenza telefonica in suo possesso e tramite i comandi stazione Carabinieri di OMISSIS e OMISSIS , al fine di procedere alla notifica di atti urgenti violando gli art. 14 e 46 (in relazione all'art. 8 delle norme unificate per la concessione delle licenze ai militari dell'Esercito, della Marina e dell' Aeronautica), del Regolamento di disciplina militare".
Numero 02137/2012 e data 09/05/2012
Adunanza di Sezione del 21 marzo 2012
NUMERO AFFARE 02610/2010
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da OMISSIS per l’annullamento del provvedimento di rigetto del ricorso gerarchico datato 9 aprile 2008 del Comandante del reparto territoriale Carabinieri di Monza riguardante sanzione disciplinare di corpo di gg. 2 di consegna;
Vista la relazione XXXX XXXX 18/03/2010 del 13/05/2010 con la quale il Ministero della difesa direzione generale personale militare ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull' affare consultivo in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore Consigliere Sandro Aureli;
Ritenuto in fatto quanto esposto nel ricorso e nella relazione dell’amministrazione
Con provvedimento n. …/8 del 21 novembre 2007, il Comandante della compagnia Carabinieri di Monza ha inflitto al Vice brigadiere OMISSIS, la sanzione disciplinare di corpo di giorni 2 ( due) di "consegna" con la seguente motivazione: "sovrintendente in licenza ordinaria, nel periodo intercorrente tra il mese di agosto ed il mese di ottobre 2007, non forniva valido recapito, rendendo di fatto impossibile a personale di questo comando di contattarlo, all'utenza telefonica in suo possesso e tramite i comandi stazione Carabinieri di OMISSIS e OMISSIS , al fine di procedere alla notifica di atti urgenti violando gli art. 14 e 46 (in relazione all'art. 8 delle norme unificate per la concessione delle licenze ai militari dell'Esercito, della Marina e dell' Aeronautica), del Regolamento di disciplina militare"
Il 12 gennaio 2008, il militare impugnava in via gerarchica detto provvedimento ed il ricorso veniva rigettato con il provvedimento in questa sede impugnato. per dedurre;
- la violazione e la falsa applicazione dell'articolo 139 del codice di procedura civile in materia di notificazioni;
- l'eccesso di potere nella figura sintomatica del travisamento dei
- la sproporzione della sanzione disciplinare inflitta;
- l'insufficienza della motivazione della sanzione disciplinare;
- la violazione e la falsa applicazione degli articoli 14 e 46 del Regolamento di disciplina militare e dell'articolo 8 delle norme unificate per la concessione delle licenze ai militari dell 'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica.
Nella relazione trasmessa a questo Consesso il Ministero della Difesa ha espresso l’avviso che il ricorso sia infondato.
La Sezione ritiene che il gravame debba essere considerato infondato. Deve infatti, in primo luogo, essere rilevato che non può trovare ingresso in quanto motivo nuovo, la deduzione della violazione dell’art.139 c.p.c., norma in tema di notificazioni, non essendo consentito con la proposizione del ricorso straordinario dedurre, secondo un indirizzo giurisprudenziale da cui non vi sono ragioni per discostarsi, motivi non dedotti in sede gerarchica, atteso il principio della perentorietà dei termini d’impugnazione e della preordinazione di tale sede alla determinazione definitiva dell’Amministrazione.
E’ quindi sufficiente aggiungere che il vice brigadiere ricorrente in questa sede , non ha dedotto in sede gerarchica alcun profilo di illegittimità concernente la notificazione degli atti che l’Amministrazione gli ha inviato.
In merito al dedotto travisamento dei fatti, la Sezione ritiene che dagli atti del procedimento emerge una completa ricostruzione degli accadimenti, ai quali è connessa la mancanza disciplinare sanzionata, risolvendosi per converso, le doglianze di parte ricorrente in una proposta di qualificazione in bonam partem del comportamento dalla medesima tenuto nel periodo in cui ha goduto della licenza ordinaria tra l’agosto e l’ottobre del 2007.
Sulla sproporzione della sanzione disciplinare inflitta, non può che essere confermato l’orientamento largamente noto e condiviso richiamato dalla Amministrazione riferente, secondo il quale la scelta della tipologia e della misura della sanzione derivano da un giudizio largamente discrezionale, insindacabile in sede di legittimità, se non per manifesta illogicità della determinazione adottata o per evidente travisamento (Cons. di Stato - Sezione Terza parere n. 168212007, reso nell'adunanza del 15 maggio 2007, e parere n. 11886 reso nell'adunanza del 7 giugno 2005).
Insussistente è anche il difetto di motivazione.
Anche la censura del difetto di motivazione svolta con riferimento alla condotta avuta dal ricorrente appare invero, infondata in quanto il provvedimento amministrativo impugnato, riporta in maniera intellegibile ancorché in forma sintetica, le ragioni, che rendono palese l'iter logico-giuridico seguito dall'autorità emanante; senza, cioè, che sia necessari:una estesa confutazione di tutte le giustificazioni addotte dall'incolpato contro la contestazione degli addebiti' (cfr., fra molti, Cons. Stato, sez. IV, 8 maggio 2007, n. 3754) e in quanto risultano indicati la qualificazione giuridica data al fatto, il carattere pregiudizievole per gli interessi dell'amministrazione del comportamento tenuto dal soggetto e le ragioni poste alla base del provvedimento (cfr. Cons. Stato, sez. II, 10 luglio 2007, n. 2570; sez. V, 3 ottobre 2003, n. 5740).
Infatti, in osservanza al disposto dell'art. 3 della legge n. 241 del 1990, nella sanzione impugnata e nei conseguenti provvedimenti di decisione dei ricorsi, sono stati riportati: i presupposti di fatto, cioè gli accertamenti materiali sottesi alla sua emanazione, essendo dalla stessa chiaramente desumibile sia l’iter della valutazione disciplinare, sia la motivazione alla base della sua irrogazione, incentrata sugli elementi acquisiti agli atti e vagliati nell'ambito dell'istruttoria; i presupposti di diritto, cioè le disposizioni di legge applicate, di cui è data menzione certa; le considerazioni che rendono palese il percorso logico seguito nell'adozione del provvedimento.
Nella parte motiva, inoltre, risultano evidenti la rispondenza fattuale, logica e temporale della condotta del ricorrente con gli addebiti formulati, la completezza dell'istruttoria e la congruità della sanzione.
Le argomentazioni proposte dal ricorrente sono, pertanto infondate.
Per quanto attiene, infine, alla violazione e falsa applicazione degli articoli 14 e 46 del Regolamento di disciplina militare gli argomenti utilizzati dal Vice brigadiere OMISSIS: vi è da osservare che essi vengono confutati in gran parte già dalle considerazioni che precedono.
Per maggior aderenza alle deduzioni in esame va ora soltanto aggiunto che il ricorrente con la propria condotta ha eluso uno specifico dovere perché, indubbiamente, si recava in località diversa da quella indicata sulla lettera di licenza .senza essere facilmente reperibile, né certamente merita attenzione l’addotta temporanea indisponibilità del suo cellulare a causa dell’esaurimento del credito che viene posta a giustificazione di tale ingiustificata irreperibilità.
Esprime l’avviso che il ricorso debba essere respinto.
Sandro Aureli	Alessandro Pajno
da panorama » dom mag 13, 2012 9:18 am
N. 00344/2012 REG.PROV.COLL.
N. 01061/2011 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 1061 del 2011, proposto da:
OMISSIS, rappresentato e difeso dagli avvocati Alfredo Zaza d'Aulisio e Jessica Quatrale, con i quali domicilia, ex lege, presso la Segreteria di questa Sezione in Latina, via A. Doria, 4;
Ministero della Difesa, Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, in persona del legale rappresentante p. t., rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi,12;
della determinazione prot. n. …/18-2011 datata 29.8.2011 (notificata a mani il 14.9.2011) con la quale il Comandante della Legione Carabinieri Lazio, Comando Provinciale di Roma, OMISSIS, ha respinto il ricorso gerarchico proposto dal ricorrente in data 3.6.2011, avverso la nota prot. ……., datata 22.4.2011, della …….. del Suddetto Comando;
della nota prot. ……., datata 22.4.2011, con la quale il Comandante della Legione Carabinieri Lazio, Comando Provinciale di Roma, ………., ha irrogato al ricorrente la sanzione disciplinare della consegna di giorni 5 (cinque);
di ogni altro atto antecedente o consequenziale, conosciuto e non, comunque connesso, ivi compresa, ove occorrer possa, la nota prot. n. ………, datata 29.3.2011 della suddetta ……..
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 aprile 2012 il dott. Roberto Maria Bucchi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
1) Con ricorso notificato a mezzo servizio postale il 16 novembre 2011 e depositato il successivo 1° dicembre, il OMISSIS, in servizio presso la Legione Carabinieri Lazio, OMISSIS, ha impugnato gli atti in epigrafe specificati con i quali l’Amministrazione gli ha irrogato la sanzione disciplinare della consegna di giorni cinque e, successivamente, respinto il ricorso gerarchico avverso il predetto provvedimento.
2) Il comportamento addebitato al ricorrente e causa della sanzione consiste nell’aver concesso in locazione, con contratto di un anno, l’appartamento di proprietà sito in OMISSIS a tale OMISSIS, la quale a sua volta ha ivi ospitato la sorella sottoposta agli arresti domiciliari.
Secondo l’Amministrazione, il ricorrente, così facendo e omettendo di informare della situazione il Comando di appartenenza, si è reso responsabile di condotta superficiale e inosservante dei doveri di correttezza ed esemplarità cagionando nocumento al prestigio dell’istituzione.
I) Violazione dell’art. 1397 comma 1 del d.lgs n. 66/2010. Violazione degli artt. 1029 comma 2 e 1034 comma 1 del D.P.R. n. 90/2010; Violazione dell’art. 1370 comma 1 del d.lgs n. 66/2010; Illogicità e difetto di adeguata istruttoria, per non avere tenuto conto delle giustificazioni addotte dal militare interessato.
II) Violazione degli artt. 1397 e 1398 del d.lgs n. 66/2010.
Trattando di fatti accaduti nel 2008, la contestazione dell’addebito è avvenuta senza quella ragionevole tempestività prescritta dal Codice dell’Ordinamento Militare.
III) Violazione degli artt. 1029 comma 2 e 1034 comma 1 del DPR n. 90/2010.
Nella fattispecie il procedimento disciplinare si è estinto per decorrenza del termine massimo per la sua conclusione (trenta giorni) che va computato dalla data di avvio (29.3.2011) alla data in cui la sanzione è stata effettivamente comunicata ex art. 1034 comma 1 del D.P.R. n. 90/2010 (4.5.2011).
IV) Violazione degli artt. 1370 comma 1 e 1398 del d.lgs n. 66/2010.
In violazione delle norme richiamate, l’Amministrazione ha inflitto la sanzione al ricorrente senza minimamente vagliare le giustificazioni da questi addotte.
4) In data 14 dicembre 2011, si è costituito in giudizio il Ministero della Difesa.
5) Alla pubblica udienza del 5 aprile 2012, la causa è stata riservata per la decisione.
7) Osserva il Collegio che l’Arma dei Carabinieri ha irrogato l’impugnata sanzione, con motivazione erronea e illogica, senza considerare la valide giustificazioni addotte dal ricorrente.
In particolare, risulta pacifico, anche con il conforto dei documenti prodotti in giudizio:
- che, il ricorrente ha concesso un appartamento diverso da quello abitato con ingresso indipendente e autonomo;
- che, è stato stipulato contratto transitorio di un anno regolarmente registrato, con persona (la sig.ra OMISSIS) reperita da agenzia immobiliare;
- che, appena stipulato il contratto, il ricorrente in data 25.2.2008 ha comunicato, come per legge, l’avvenuta cessione in locazione dell’appartamento al Commissariato P.S. di OMISSIS;
- che, quindi, non ha mai avuto conoscenza dei precedenti penali della conduttrice ne è mai stato informato da alcuno.
Tanto premesso, appare condivisibile la tesi del ricorrente secondo la quale non costituisce onere del locatore anche se appartenente alle forze dell’ordine, acquisire informazioni dal casellario giudiziario del conduttore.
Pertanto, non è obiettivamente sostenibile che il ricorrente abbia omesso obblighi di comunicazione e/o tenuto un comportamento non appropriato alle funzioni dal medesimo svolte.
Egli, infatti, ha adempiuto ogni suo onere connesso al contratto di locazione transitorio con la sig.ra OMISSIS e, in particolare ha effettuato la comunicazione ex art. 12 D.L. n. 59/78 al Commissariato di P.S. di OMISSIS; l’essere un carabiniere non implica di per sé che egli potesse/dovesse essere a conoscenza dei precedenti penali della locataria e tanto meno dei suoi ospiti.
8) In ragione di quanto esposto, il provvedimento sanzionatorio e quello di rigetto del ricorso gerarchico devono essere annullati perché si basano su un’errata valutazione del comportamento del ricorrente, il quale, al contrario di quanto ivi affermato, non ha tenuto alcuna condotta omissiva di obblighi connessi alla locazione del proprio immobile né, tanto meno, lesiva del prestigio dell’Arma.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sezione staccata di Latina (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso R.G. 1061/2011 lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.
Condanna l’Amministrazione alle spese e competenze del giudizio, che liquida in complessivi € 2.000 (duemila).
Così deciso in Latina nella camera di consiglio del giorno 5 aprile 2012 con l'intervento dei magistrati:
da cimapier » dom mag 13, 2012 12:02 pm
come direbbe totò :" E IO PAGO"!!! quanto costa a noi cittadini tutto questo? sarà populismo demagogia, mi chiedo se questi azzeccagarbugli chiamati dirigenti che irrorano queste sanzioni disciplinari che non hanno ne "capo ne coda" pagano di tasca loro i loro errori. Io pago le tasse e poi devo vedere che devo tenere in piedi apparati che perdono il loro tempo e spendono il mio denaro per affrontare questioni che suscitano sconforto e nel contempo fanno ricordare le novelle di Pirandello. Devo complimentarmi con il ricorrente che ha avuto la caparbietà di andare avanti ottenendo giustizia. Grazie per l'utente che ha pubblicato la sentenza. Un caro saluto
da panorama » dom mag 13, 2012 12:48 pm
Nel caso specifico il collega aveva dato mandato "come fan tutti" ad una agenzia immobiliare per affittare l'immobile. Quindi una volta dato mandato IO SONO FUORI poichè l'agenzia pensa ai propri guadagni (ognuno fa il proprio lavoro) e non ha importanza a chi lo affitta. Non sta a noi dire affitta a quello E NON A QUALL'ALTRO. A quello bello si A quello brutto no. Da parte mia una volta che l'agenzia ha trovato la persona interessata mi compete solo la prevista comunicazione all'ufficio preposto che ho dato in fitto l'appartamento. Ma cmq. c'è sempre qualcuno che deve ..... colui che osserva la legge.
da panorama » dom lug 08, 2012 10:30 am
Sanzione disciplinare di corpo di giorni 3 (tre) di “consegna” poiché “In violazione del dovere di comunicazione, non informava il Superiore diretto degli esiti delle visite di controllo sostenute al termine di reiterati periodi di licenza straordinaria di convalescenza, arrecando in tal modo grave difficoltà alla corretta funzionalità del reparto”.
L'INTERESSATO RIFERISCE CHE:
1) - “Non ho mai provveduto a comunicare l’esito delle visite di controllo poiché il personale preposto all’infermeria medica di Campobasso, laddove mi sono recato al termine del relativo periodo di malattia, mi faceva presente che non era previsto che lo facessi io poiché avrebbe provveduto quanto prima esso stesso …”.
PER QUALE MOTIVO HA AVUTO QUESTA SANZIONE DISCIPLINARE IL M.LLO?
1) - a seguito di disposizioni che prevedevano “la comunicazione alla centrale operativa dei servizi predisposti dai Comandanti di Stazione per la giornata successiva entro le ore 12 del giorno di redazione”
Il resto del contesto potete leggerlo qui sotto nel ricorso straordinario al PDR.
20/06/2012	201003672 Definitivo	2	Adunanza di Sezione 04/04/2012
Numero 02957/2012 e data 20/06/2012
NUMERO AFFARE 03672/2010
Ministero della difesa, Direzione generale personale militare.
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da OMISSIS, M.llo Capo dell’Arma dei C.C., avverso la sanzione disciplinare di corpo di giorni 3 (tre) di “consegna” inflittagli dal Comandante della Compagnia C.C. di OMISSIS il 13.08.2008.
Vista la relazione prot. n. MDGMILIII9^3^0316496 in data 28.06.2010, trasmessa con nota prot. n. MDGMILIII7^3^0335030 del 19.07.2010, pervenuta il giorno 12.08.2010, con la quale il Ministero della Difesa (Direzione Generale per il Personale Militare) ha chiesto il parere sull’affare indicato in oggetto;
Con atto n. …….. in data 13 agosto 2008, notificato all’interessato il giorno 18 successivo, il Comandante della Compagnia Carabinieri di OMISSIS, all’esito degli accertamenti esperiti e vagliate le giustificazioni addotte dal militare, infliggeva al M.llo capo OMISSIS, addetto alla Stazione C.C. di OMISSIS, la sanzione di giorni 3 (tre) di “Consegna”, per la mancanza compendiata nella seguente motivazione:
“In violazione del dovere di comunicazione, non informava il Superiore diretto degli esiti delle visite di controllo sostenute al termine di reiterati periodi di licenza straordinaria di convalescenza, arrecando in tal modo grave difficoltà alla corretta funzionalità del reparto”.
Avverso tale sanzione disciplinare il sottufficiale, con atto in data 27.08.2008, proponeva ricorso gerarchico al Comandante Provinciale dei C.C. di OMISSIS che, con provvedimento n. …….. prot. in data 16 ottobre 2008, portato a conoscenza dell’interessato il 20 ottobre successivo, lo respingeva in quanto infondato.
Con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica datato 24.11.2008, il M.llo capo OMISSIS insorgeva avverso l’indicata sanzione disciplinare che riteneva ingiusta alla luce delle considerazioni già espresse nel ricorso gerarchico e che sosteneva voler sostanzialmente ribadire anche in sede straordinaria.
Con relazione in data 28.06.2010, trasmessa con nota del 19 luglio 2010 e pervenuta il 12 agosto successivo, il Ministero della difesa sosteneva l’inammissibilità e l’infondatezza del ricorso.
Il ricorso straordinario in esame è diretto all’annullamento della sanzione disciplinare di corpo di gg. 3 di “consegna”, inflitta al M.llo capo in spe dell’Arma dei C.C. OMISSIS con atto n. ……. prot. in data 13 agosto 2008, per la mancanza compendiata nella motivazione dell’atto stesso, commessa in OMISSIS dal 25.02.2008.
Ancorché non espressamente richiamata nell’epigrafe del ricorso straordinario, deve considerarsi ricompresa nell’oggetto della relativa impugnativa anche la decisione gerarchica di rigetto del ricorso amministrativo proposto dall’interessato il 27.8.2009, assunta dal Comandante Provinciale dei C.C. di OMISSIS con provvedimento n. ……. prot. in data 16.X.2008, di cui il ricorrente straordinario contesta le motivazioni, sostanzialmente asserendo l’insussistenza dell’addebito disciplinare e la violazione dell’art. 52 n. 1 del Regolamento di disciplina militare.
Con un primo ordine di censure rivolte a contestare l’impugnata sanzione disciplinare, il M.llo capo OMISSIS eccepisce sostanzialmente l’ingiustizia del provvedimento, fornendo una propria ricostruzione degli avvenimenti che, a suo giudizio, dimostrerebbero l’insussistenza dell’addebito disciplinare a suo tempo contestatogli con atto ….. di prot. del 14 luglio 2008, sul rilievo che “il comportamento tenuto integra grave negligenza nell’adempimento degli obblighi di comunicazione previsti dall’art. 52 R.D.M.” e “presenta aspetti di violazione al compimento dei doveri del militare investito di grado, di cui all’art. 10, n. 3 RDM, risultando lesa, dal comportamento rilevato, la funzione di esempio cui ogni superiore in grado è obbligato”.
Le censure al riguardo formulate dal ricorrente risultano, a giudizio della Sezione, inammissibili oltre che infondate.
Va, anzitutto, dato atto che il provvedimento sanzionatorio in discorso dà adeguatamente e sufficientemente conto, sia pure attraverso la necessaria sobrietà della motivazione - riportata in narrativa – delle ragioni che hanno indotto il Comandante di Compagnia a ritenere effettivamente sussistente la responsabilità disciplinare del M.llo capo OMISSIS, in relazione ai fatti oggetto a suo tempo di contestazione e dopo aver valutate le giustificazioni a riguardo prodotte dall’incolpato.
Quest’ultimo non può contestare nel merito l’apprezzamento di tali fatti, né la valutazione delle prove e la gravità della sanzione comunicata dal superiore gerarchico dal momento che secondo pacifica giurisprudenza gli stessi formano oggetto di un giudizio largamente discrezionale, insindacabile nel merito se non per manifesta illogicità della determinazione adottata, manifesta irragionevolezza, evidente sproporzionalità e travisamento (cfr., tra le tante: SEZ. III, 28.3.2006 n. 666/06 e 15.05.2007 n. 1682/07). Ipotesi che non ricorrono nel caso concreto, avendo peraltro lo stesso ricorrente, nel ricorso gerarchico in data 27.08.2008, espressamente riconosciuto che “Non ho mai provveduto a comunicare l’esito delle visite di controllo poiché il personale preposto all’infermeria medica di Campobasso, laddove mi sono recato al termine del relativo periodo di malattia, mi faceva presente che non era previsto che lo facessi io poiché avrebbe provveduto quanto prima esso stesso …”.
L’erroneo convincimento che il dovere di domandare al superiore diretto l’esito delle visite di controllo, al fine di preservare la funzionalità del servizio e la continuità delle funzioni proprie dell’amministrazione di appartenenza, imposto dall’art. 52, primo comma, del Regolamento di disciplina militare, come ribadito dal Comandante della Compagnia di OMISSIS in disposizioni che prevedevano “la comunicazione alla centrale operativa dei servizi predisposti dai Comandanti di Stazione per la giornata successiva entro le ore 12 del giorno di redazione”, come risulta dalla nota n. 244/15-1-2008 prot. del 18.05.2010, versata in atti, incombesse sul personale preposto all’infermeria presidiaria del Comando Legione Carabinieri Molise, non escludeva che l’Autorità disciplinare, nell’ambito del suo apprezzamento discrezionale, potesse ritenere sussistente la responsabilità del militare per avere comunque violata la norma in questione.
Analoghe conclusioni di inammissibilità ed infondatezza possono formularsi con riferimento al secondo ordine di censure ascritte dall’interessato alla decisione gerarchica di rigetto che, nel confermare la legittimità della gravata sanzione disciplinare di consegna e ritenere infondato il ricorso del sottufficiale, ha sostanzialmente condiviso la convinzione di colpevolezza del sottufficiale già reggente del Comandante di Compagnia, ritenendo effettivamente sufficiente la contestata inottemperanza, da parte dell’incolpato, dell’art. 52 del R.D.M., tanto più che il M.llo capo OMISSIS, proprio perché investito di grado e vice comandante della Stazione C.C. di OMISSIS, “doveva conoscere e rispettare esemplarmente le norme regolamentari, di guisa da costituire guida per gli inferiori in grado”.
Nei limiti del sindacato di legittimità, dunque, le censure rivolte avverso l’impugnata determinazione di rigetto del ricorso gerarchico, assunta a seguito di adeguata istruttoria e che offre congrua giustificazione della ritenuta infondatezza del ricorso stesso, si palesano inammissibili e comunque prive, anch’esse, di fondamento.
Alla stregua delle considerazioni che precedono il ricorso va, conclusivamente, respinto.
Carlo Visciola	Gerardo Mastrandrea
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 art. 14
 provvedimento n. 
 art. 14
 art. 1034
 art. 12
 provvedimento n. 
 provvedimento n.