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Timestamp: 2019-02-20 21:56:15+00:00

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Statuto - 1 di 2 :: Comune di Trenzano :: il paese delle risorgive e dei fontanili
Statuto - 1 di 2
Il Comune di Trenzano è ente territoriale autonomo locale che opera, nell'ambito della unità ed indivisibilità della Repubblica, secondo i principi fissati dalla Costituzione, dalla legge generale e dallo Statuto.
Esercita funzioni proprie e quelle attribuite o delegate dalle leggi statali e regionali secondo il principio di sussidiarietà.
Art. 2 - Gonfalone e Stemma del Comune
Il Comune ha un proprio gonfalone ed un proprio stemma che sono adottati e possono essere modificati con le medesime modalità di adozione e di modifica dello Statuto.
Il Sindaco può disporre che il gonfalone del Comune venga esibito al di fuori della sede comunale in occasione di particolare rilevanza o per rappresentare l’Amministrazione in celebrazioni ufficiali.
Art. 3 - Finalità e funzioni
Il Comune rappresenta la propria comunità, curandone gli interessi e promuovendone lo sviluppo dei consociati, nell'ambito dei principi e degli obiettivi della Repubblica, nel rispetto dei diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione.
Esso realizza le proprie finalità avvalendosi del metodo e degli strumenti della programmazione e della pianificazione, sia settoriale che tra i vari ambiti in cui si articola la vita sociale, concorrendo per quanto di competenza alla determinazione dei programmi dello Stato e della Regione.
L'attività preordinata alle finalità ed alle funzioni del Comune è fondata sui principi di democrazia, solidarietà, imparzialità, buona amministrazione e trasparenza.
Il Comune garantisce pari opportunità nella partecipazione dei Cittadini, anche in forma associata, alle scelte ed alla gestione politica della comunità; promuovendo la presenza di entrambi i sessi nelle Giunte e negli organi collegiali del Comune, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti.
CAPO II - PRINCIPI PROGRAMMATICI
Il Comune concorre a garantire il diritto alla salute con la realizzazione di un sistema globale ed integrato di sicurezza sociale con particolare riguardo alla tutela attiva della persona e della sicurezza dell'ambiente di lavoro.
Opera per l'attuazione di un efficiente servizio di assistenza sociale, con speciale riferimento alle categorie più deboli, anche attraverso la promozione e la valorizzazione del volontariato sociale.
Il Comune, mediante accordi di programma con altri Enti attua interventi socio-sanitari per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone diversamente abili, dando priorità agli interventi di qualificazione, riordino e potenziamento dei servizi esistenti. L'Assessore competente coordinerà i predetti interventi nell'ambito del piano socio-assistenziale e fornirà una relazione annuale sugli interventi svolti e su quelli previsti per l'anno successivo.
Art. 5 - Tutela del patrimonio naturale, storico e artistico
Il Comune adotta le misure necessarie a conservare e difendere l'ambiente, attuando piani per la difesa dell'ecosistema, per prevenire ed eliminare le cause di inquinamento.
Tutela, valorizza e, ove possibile, incrementa il patrimonio culturale, storico ed artistico, garantendone il godimento da parte della collettività.
Art. 6 - Promozione dei beni culturali, dello sport e del tempo libero
Il Comune promuove lo sviluppo del patrimonio culturale, anche nelle sue espressioni di lingua, di costume e di tradizioni locali.
Incoraggia e favorisce lo sport dilettantistico.
Per il raggiungimento di tali finalità il Comune favorisce l'istituzione di enti, organismi ed associazioni culturali, ricreative e sportive; promuove la creazione di idonee strutture, servizi ed impianti e ne assicura l'accesso.
I modi di utilizzo delle strutture, dei servizi ed impianti saranno disciplinati dall’apposito Regolamento che dovrà prevedere il concorso degli enti, organismi ed associazioni alla economicità di gestione, disciplinando i casi di concorso alle sole spese ovvero i casi eccezionali di accesso gratuito per particolari finalità perseguite dagli utilizzatori.
Art. 7 - Assetto ed utilizzazione del territorio
Il Comune promuove ed attua un organico assetto del territorio, nel quadro di un programmato sviluppo degli insediamenti umani, delle infrastrutture sociali e degli impianti produttivi, della rete distributiva e della mobilità.
Propone e realizza piani di sviluppo dell'edilizia residenziale pubblica, al fine di assicurare il diritto all'abitazione.
Predispone la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, secondo le esigenze e le priorità definite dai programmi pluriennali di attuazione.
Opera affinché le attività dei cittadini non contrastino con i propri obbiettivi ma concorrano al loro conseguimento.
Predispone idonei strumenti di pronto intervento, da attivare al verificarsi di pubbliche calamità.
Art. 8 - Partecipazione, cooperazione, pari opportunità
Il Comune si attiva per creare condizioni di pari opportunità fra tutti i cittadini nella vita sociale e di relazione. Promuove la presenza di entrambi i sessi negli organi collegiali del Comune, nonché negli enti, istituzioni e aziende da esso dipendenti. L’organo competente alla nomina dovrà concretamente operare per garantire in tali organismi, la presenza equilibrata di entrambi i sessi, fermo restando il principio di cui all’art. 57, comma 1, lett. a), del D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 16, e successive modificazioni. L’eventuale oggettiva impossibilità deve essere adeguatamente motivata.
Promuove l'informazione sui programmi, sulle decisioni e sui provvedimenti comunali affinché tutti i cittadini siano in grado di leggere ed interpretare le decisioni comunali. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, salvo diverso riferimento, ai cittadini della U.E. ed agli stranieri regolarmente soggiornanti nel comune di Trenzano.
Il Comune, per favorire un efficiente esercizio dei servizi comunali, adotta ed attua idonee forme di cooperazione e di coordinamento con gli altri enti locali, privilegiando e promuovendo lo strumento della convenzione, anche per quei servizi amministrativi e sociali la cui efficacia ed efficienza siano maggiormente assicurate con le intese intercomunali.
Art. 9 - Servizi pubblici
Il Comune, per la gestione dei servizi che per la loro natura e dimensione ritenga non possano essere esercitati direttamente, può disporre:
a) la partecipazione a consorzi e a società per azioni o a responsabilità limitata, a prevalente capitale pubblico locale costituite o partecipate dell’Ente titolare del pubblico servizio;
b) la stipulazione di apposita convenzione con altri Comuni, interessati alla gestione del servizio;
c) la concessione a terzi;
d) apposita istituzione per l'esercizio di servizi sociali culturali ed educativi, non aventi rilevanza imprenditoriale.
Art. 10 - Istituzioni
Sono organismi delle istituzioni: Il Consiglio di amministrazione, il Presidente e il Direttore.
Il numero dei componenti del Consiglio di amministrazione è stabilito dal regolamento.
Il Presidente ed il Consiglio di amministrazione sono nominati dal Sindaco sulla base degli indirizzi definiti dal Consiglio Comunale;
L’ordinamento ed il funzionamento delle Istituzioni sono disciplinati dalle norme del presente statuto e dal relativo regolamento comunale. Non possono essere nominati alle cariche predette coloro che ricoprono, nel Comune, le cariche di consiglieri comunali o circoscrizionali, o di revisore dei conti. Sono inoltre ineleggibili alle cariche suddette i dipendenti del Comune o di altre Aziende speciali comunali. Il Presidente ed il Consiglio di amministrazione cessano dalla carica con le modalità previste dalla Legge e dal regolamento comunale.
Il Direttore dell’Istituzione è l’organo al quale compete la direzione dell’Istituzione, con la conseguente responsabilità.
L’ordinamento ed il funzionamento delle Istituzioni è stabilito dal presente Statuto e dai regolamenti comunali. Le istituzioni perseguono, nella loro attività, criteri di efficacia, efficienza economicità, ed hanno l’obbligo del pareggio della gestione finanziaria, assicurato attraverso l’equilibrio fra costi e ricavi, compresi i trasferimenti.
Il Consiglio Comunale stabilisce i mezzi finanziari e le strutture assegnate alle Istituzioni; ne determina le finalità e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza e verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli eventuali costi sociali.
Il Revisore dei conti dell’Ente locale esercita le sue funzioni anche nei confronti delle Istituzioni.
La costituzione delle Istituzioni è disposta con deliberazione del Consiglio Comunale che approva lo Statuto ed il Regolamento di gestione.
Art. 11 - Organi comunali
Art. 12 - Tutela giuridica degli amministratori
Il Comune, nella tutela dei propri diritti ed interessi, assicura la rifusione delle spese legali complessivamente sostenute dagli amministratori per la propria difesa in giudizio, per cause esclusivamente connesse all’espletamento del mandato, a condizione che venga riconosciuta l’assenza di dolo o colpa grave e che il procedimento si sia concluso con una sentenza di assoluzione passata in giudicato, fermo restando l’assenza di conflitto d’interessi col Comune.
TITOLO II - L'ORDINAMENTO ISTITUZIONALE
Art. 13 - Il Consigliere Comunale
Ciascun consigliere è il rappresentante della volontà popolare e rappresenta altresì l'intero Comune, senza vincolo di mandato, con piena libertà d'opinione nell'esercizio delle sue funzioni.
L'entità ed i tipi di indennità spettanti a ciascun consigliere, a seconda delle proprie funzioni ed attività, sono stabiliti dalla legge.
I consiglieri comunali entrano in carica all'atto della proclamazione o, in caso di surroga, al momento della adozione della delibera consiliare di presa d'atto.
Art. 14 - Cessazione dalla carica di consigliere comunale
La carica di consigliere cessa per morte, decadenza, dimissioni o scioglimento del Consiglio comunale.
I consiglieri comunali hanno il dovere di intervenire alle sedute del Consiglio comunale e di partecipare ai lavori delle commissioni consiliari delle quali fanno parte.
I Consiglieri comunali che, senza giustificato motivo, non intervengono ad una intera sessione ordinaria ovvero a tre sedute consecutive, sono dichiarati decaduti con deliberazione del Consiglio comunale assunta con la maggioranza assoluta dei votanti.
La proposta di decadenza è fatta d'ufficio dal Consiglio comunale o su istanza di qualunque elettore del Comune ed è notificata all'interessato a cura del Presidente, entro trenta giorni dalla constatazione d'ufficio o dal deposito dell'istanza.
Il consigliere comunale ha facoltà di far valere le cause giustificative delle assenze, presentandole al Presidente entro 10 giorni dalla notifica. Scaduto il termine, il consiglio esamina ed infine deliberala decadenza o meno del consigliere.
Art. 15 - Poteri del Consigliere Comunale
Il Consigliere esercita il diritto di iniziativa deliberativa per tutti gli atti di competenza del Consiglio Comunale e può formulare interrogazioni, interpellanze, mozioni e istanze di sindacato ispettivo.
Ha diritto di ottenere dagli uffici del Comune tutte le notizie ed informazioni utili all'espletamento del mandato.
Le forme e i modi per l'esercizio di tali diritti sono disciplinati dal regolamento, secondo i principi della trasparenza e della massima accessibilità.
E' tenuto al segreto d'ufficio, in tutti i casi previsti dalla legge.
Art. 16 - Dimissioni del Consigliere Comunale
Le dimissioni dalla carica di consigliere sono indirizzate al Consiglio Comunale e vengono assunte al Protocollo dell’ente nell’ordine temporale di presentazione in caso di più dimissioni presentate contemporaneamente. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci. La relativa surrogazione deve avvenire entro 10 giorni; non si fa luogo alla surroga quando bisogna procedere allo scioglimento del C.C. ai sensi dell’art. 141 del D. Lgs. 267/2000.
Art. 17 - Consigliere anziano
Il Consigliere Anziano è quello che ha ottenuto la maggior cifra individuale (cifra di lista aumentata dei voti di preferenza).
In caso di parità è consigliere anziano il più anziano di età.
Art. 18 - Gruppi consiliari e Capigruppo
I consiglieri comunali si costituiscono in Gruppi composti, a norma di regolamento, da uno o più componenti.
I Capigruppo sono da identificarsi nei consiglieri indicati in forma espressa dallo stesso gruppo consiliare di appartenenza o, in caso di mancata designazione, nei consiglieri che hanno riportato il maggior numero di voti per ogni Lista e che non facciano parte della Giunta comunale.
Dopo la prima costituzione sulla base delle Liste dei candidati eletti, non possono essere costituiti gruppi con un numero di componenti inferiori ad un quarto dei consiglieri assegnati.
Art. 19 - Il Consiglio Comunale
Il Consiglio comunale è costituito dal Sindaco e da sedici membri la cui elezione, durata in carica e posizione giuridica è disciplinata dalla legge.
a) rappresenta la collettività comunale;
b) determina l'indirizzo politico e amministrativo;
c) controlla la corretta attuazione delle scelte e degli interessi politici e di gestione;
d) verifica la destinazione delle risorse e gli strumenti necessari adottati per raggiungere i propri obiettivi;
e) svolge le funzioni attribuitegli dalle leggi e dallo Statuto.
Il Consiglio comunale rimane in carica sino alla elezione del nuovo, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili.
Art. 20 - Prima adunanza del Consiglio comunale
Il Sindaco convoca la prima adunanza del Consiglio comunale neo eletto, entro il termine perentorio di dieci giorni dalla proclamazione degli eletti e deve tenersi entro il termine di dieci giorni dalla convocazione, con avvisi di convocazione da notificarsi almeno cinque giorni interi e liberi, festivi esclusi, prima della seduta; in caso di inosservanza dell'obbligo di convocazione, provvede in via sostitutiva il Prefetto.
La prima adunanza del Consiglio comunale è presieduta dal Sindaco o – in caso di sua assenza o impedimento – dal Consigliere che nella graduatoria di anzianità occupa il posto immediatamente successivo. Essa comprende le sedute riservate alla convalida degli eletti, del Sindaco e dell'eventuale Presidente del Consiglio Comunale che entra immediatamente nell’esercizio delle sue funzioni.
La seduta prosegue con il giuramento del Sindaco, con la comunicazione da parte del Sindaco della composizione della Giunta, la costituzione e nomina delle commissioni consiliari permanenti e, quindi, con la trattazione degli altri eventuali argomenti iscritti all’ordine del giorno. Non si fa luogo alla comunicazione dei componenti della Giunta, se non dopo aver proceduto alle eventuali surrogazioni dei consiglieri la cui elezione non è convalidata.
La seduta è pubblica e la votazione è palese; possono partecipare alla seduta, limitatamente alla parte relativa alla convalida degli eletti, anche i consiglieri delle cui cause ostative si discute, anche qualora la loro elezione non sia convalidata.
Art. 21 - Presidenza del Consiglio e sue competenze
L’elezione del Presidente del Consiglio Comunale ha luogo per appello nominale e a scrutinio segreto con il voto favorevole di almeno i due terzi dei Consiglieri assegnati compreso il Sindaco nella prima seduta dopo aver effettuato la convalida degli eletti o, in caso di vacanza o di dimissioni, nella prima seduta successiva alla vacanza o alla data di presentazione delle dimissioni. Nel caso in cui nessun consigliere abbia ottenuto il quorum di cui sopra, il Presidente del Consiglio Comunale è eletto in seconda votazione con la maggioranza assoluta dei membri assegnati compreso il Sindaco. Nel caso in cui nessuno abbia ottenuto nemmeno tale maggioranza si procede al ballottaggio tra i due candidati più votati. È eletto quello che ha ottenuto la maggioranza dei voti validamente espressi; in caso di parità di voti il più anziano di età.
a) ha la rappresentanza del Consiglio stesso e lo presiede;
b) predispone l’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio, su richiesta del Sindaco o dei consiglieri secondo le norme previste dal presente Statuto e dal regolamento;
c) convoca il Consiglio e la Conferenza dei Capigruppo;
d) attiva il lavoro del Consiglio in collaborazione con il Sindaco e con la Conferenza del Capigruppo;
e) fissa la data delle riunioni del Consiglio in collaborazione con il Sindaco e con la Conferenza dei Capigruppo;
f) apre, dirige, coordina e dichiara chiusa la discussione sui diversi punti all’ordine del giorno, nel rispetto dei diritti di ogni Consigliere Comunale;
g) proclama i risultati delle votazioni;
h) dirige, secondo le norme del regolamento, i lavori del Consiglio, assicurandone il buon andamento; tutela le prerogative dei consiglieri e garantisce l’esercizio effettivo delle loro funzioni. E’ investito del potere discrezionale per mantenere l’ordine, l’osservanza delle leggi e la regolarità delle discussioni e deliberazioni con facoltà di sospendere o sciogliere l’adunanza per gravi motivi di ordine pubblico, sentito il Sindaco e i Capigruppo consiliari. Può, nelle sedute pubbliche, dopo aver dato gli opportuni avvertimenti, ordinare che venga espulso dalla sala dell’adunanza chiunque sia causa di disordine;
i) è tenuto a riunire il Consiglio in un termine non superiore a 20 giorni dalla richiesta quando lo richieda un quinto dei consiglieri o il Sindaco, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste; nei casi di urgenza per imminente scadenza di termini perentori, è tenuto, su richiesta del Sindaco o di chi ne fa le veci, a riunire il Consiglio Comunale immediatamente. In caso di rifiuto da parte del Presidente, certificato dal Segretario Comunale, il Consiglio è convocato dal Prefetto.
Quando la convocazione del Consiglio Comunale avvenga per autonoma iniziativa del Presidente del Consiglio, questi ha l’obbligo di informare tempestivamente il Sindaco che potrà richiedere che nell’ordine del giorno vengano inseriti argomenti da lui proposti.
La carica di Presidente del Consiglio è incompatibile con quella di Capogruppo. Il Presidente può essere revocato mediante l’approvazione di una mozione di sfiducia motivata e sottoscritta da almeno un terzo dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco. La mozione deve essere approvata per appello nominale a scrutinio segreto e si intende approvata se ottiene la maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio.
Nel caso di approvazione della mozione la revoca è immediata e si procede alla contestuale rielezione del Presidente del Consiglio Comunale. Nel caso di cessazione della carica per qualsiasi altra causa si procede alla rielezione entro il termine massimo di trenta giorni.
Ove non venga istituita la Presidenza del Consiglio, ovvero fino alla data di elezione del Presidente del Consiglio Comunale, ne mantiene le attribuzioni il Sindaco ai sensi delle vigenti norme di Legge e di Statuto.
Art. 22 - Presentazione e verifica delle linee programmatiche
Entro 30 giorni dalla prima seduta del Consiglio Comunale, il Sindaco, sentita la giunta, presenta all’organo consiliare le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Il Consiglio stesso, una volta discusse le proposte di emendamenti presentati in quella sede dai consiglieri, si pronuncia con una votazione. Il Consiglio definisce annualmente le linee programmatiche con l’approvazione della relazione previsionale e programmatica del bilancio di previsione e del bilancio pluriennale che nell’atto deliberativo dovranno essere espressamente dichiarati coerenti con le predette linee, con adeguate motivazioni degli eventuali scostamenti. La verifica da parte del C.C. dell’attuazione del programma avviene contestualmente all’accertamento del permanere degli equilibri generali del bilancio, previsto dall’art. 193 comma 2 del D. Lgs. 267/2000.
Art. 23 - Convocazione del Consiglio comunale
Il Consiglio comunale è convocato dal Presidente, cui compete, altresì, la fissazione del giorno dell'adunanza.
L'attività del Consiglio Comunale si svolge in sedute ordinarie, straordinarie o urgenti. Ai fini della convocazione, sono considerate ordinarie le sedute nelle quali vengono iscritte le proposte di deliberazione relative all'applicazione delle linee programmatiche del mandato, del bilancio di previsione e del rendiconto di gestione. Le sedute ordinarie devono essere convocate almeno cinque giorni interi e liberi, festivi esclusi, prima del giorno stabilito per la riunione; quelle straordinarie almeno tre giorni interi e liberi prima, festivi esclusi; quelle urgenti almeno ventiquattro ore prima.
Il Consiglio può essere convocato in via straordinaria:
a) per iniziativa del Presidente;
b) su richiesta di un quinto dei consiglieri assegnati o del Sindaco, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste.
L'adunanza deve essere tenuta entro venti giorni dalla data in cui è assunta l'iniziativa o pervenuta la richiesta; trascorso il predetto termine senza che la riunione abbia luogo, previa diffida provvede il Prefetto.
In caso di urgenza la convocazione può aver luogo con un preavviso di almeno ventiquattro ore. In questo caso ogni deliberazione può essere differita al giorno seguente su richiesta della maggioranza dei consiglieri presenti.
Il Consiglio Comunale si riunisce altresì per iniziativa del Prefetto, nei casi previsti dalla legge e previa diffida a provvedere.
Art. 24 - Ordine del Giorno
L'ordine del giorno delle sedute del Consiglio Comunale è stabilito dal Presidente, secondo le norme del regolamento.
Il Presidente può integrare l'ordine del giorno già formulato dai proponenti nell'ipotesi di cui alla lettera b) del comma 3 dell'articolo 23; in tal caso gli argomenti integrati dal Presidente non possono precedere quelli formulati dai proponenti.
Nessun argomento può essere posto in discussione se non sia stata assicurata un’adeguata informazione ai consiglieri. A tal fine la documentazione relativa alle proposte iscritte all’ordine del giorno è messa a disposizione presso l’ufficio comunale di Segreteria almeno 5 giorni prima della seduta (se trattasi di sedute ordinarie), 3 giorni prima (se trattasi di sedute straordinarie), 24 ore prima (nel caso previsto dal precedente art. 23 comma 5).
Art. 25 - Regolamento consiliare
Il regolamento consiliare, approvato del Consiglio Comunale con la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al Comune, disciplina: la procedura di formulazione dell'ordine del giorno; le modalità ed i termini di convocazione del Consiglio, sia in sessione ordinaria che straordinaria; la formulazione e consegna degli avvisi di convocazione; le modalità di svolgimento delle sedute; i procedimenti di approvazione degli atti; i casi di svolgimento delle sedute segrete o delle votazioni a scrutinio segreto; il numero e il funzionamento delle commissioni consiliari permanenti, le modalità per fornire a consiglieri servizi, attrezzature e risorse finanziarie, le modalità di istituzione e funzionamento delle commissioni d'inchiesta e di indagine sull'attività dell'Amministrazione.
Le presidenze delle commissioni di garanzie e controllo, ove istituite, sono attribuite ai consiglieri appartenenti a gruppi di opposizione.
Per la modificazione del regolamento è richiesta la medesima maggioranza prevista per l'approvazione.
Art. 26 - Consegna dell'avviso di convocazione
L'avviso di convocazione, recante l'ordine del giorno, deve essere pubblicato all'albo pretorio e notificato dagli uffici competenti al domicilio dei consiglieri, nei seguenti termini:
a) almeno cinque giorni interi e liberi, festivi esclusi, prima di quello stabilito per l'adunanza, qualora si tratti di sessioni ordinarie;
b) almeno tre giorni interi e liberi, festivi esclusi, prima di quello stabilito per l'adunanza, qualora si tratti di sessioni straordinarie;
c) almeno ventiquattro ore prima dell'adunanza, per i casi d'urgenza e per gli oggetti da trattarsi in aggiunta ad altri già iscritti all'ordine del giorno.
Si osservano le disposizioni dell'articolo 155 del codice di procedura civile circa il computo dei termini.
Art. 27 - Numero legale
Nella seconda convocazione, da tenersi in altro giorno, è sufficiente, per la validità dell'adunanza, l'intervento di almeno un terzo (1/3) dei consiglieri assegnati.
Il Consiglio Comunale non può deliberare, in seduta di seconda convocazione, su proposte non comprese nell'ordine del giorno della seduta di prima convocazione, ove non ne sia stato dato avviso nei modi e nei termini stabiliti dall'art. 26 e non intervenga alla seduta la metà dei consiglieri assegnati; dette proposte sono considerate di prima convocazione.
Nessuna deliberazione è valida se non ottiene la maggioranza assoluta dei votanti, fatti salvi i casi in cui sia richiesta una maggioranza diversa.
Non concorrono a determinare la validità dell'adunanza né al computo della maggioranza dei votanti:
a) coloro che escono dalla sala prima della votazione;
b) gli assessori non facenti parte del Consiglio comunale; essi intervengono alle adunanze, partecipano alla discussione, ma non possono votare.
In merito al punto a) del comma 5 del presente articolo, l’obbligo di astensione non si applica a provvedimenti normativi o di carattere generale, quali gli strumenti di programmazione urbanistica se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto delle deliberazioni e specifici interessi dell’amministratore o di parenti affini fino al quarto grado.
Art. 28 - Immediata esecutività, bilancio di previsione
Nei casi d'urgenza le deliberazioni possono essere dichiarate immediatamente eseguibili con voto espresso dalla maggioranza dei consiglieri assegnati.
Il bilancio di previsione annuale, è deliberato con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti per la validità della seduta.
Art. 29 - Pubblicità delle sedute
Le sedute del Consiglio Comunale di norma sono pubbliche.
Il regolamento stabilisce i casi in cui il Consiglio Comunale si riunisce, motivatamente, in seduta segreta.
Art. 30 - Votazioni e verbalizzazione
Le votazioni hanno luogo di norma con voto palese.
Il segretario del Comune partecipa alle riunioni del Consiglio e redige il verbale, che sottoscrive con il Presidente o chi presiede l’adunanza.
Il Consiglio Comunale può scegliere uno dei suoi membri, mediante votazione palese e con la maggioranza dei voti validi espressi, a svolgere la funzione di segretario, unicamente però, allo scopo di deliberare sopra un determinato oggetto o quando l'argomento riguardi il segretario comunale, e con l'obbligo di farne espressa menzione nel verbale, ma non di specificarne i motivi.
Ogni consigliere ha diritto che nel verbale si faccia constare il suo voto e i motivi del medesimo.
Art. 31 - Le commissioni consiliari permanenti, d'inchiesta e d'indagine
Il Consiglio comunale può articolarsi in commissioni consiliari permanenti.
Il regolamento del Consiglio Comunale disciplina la loro composizione ed il loro numero, garantendo la partecipazione proporzionale dei gruppi presenti in Consiglio Comunale, nonché la loro competenza, le procedure, i limiti, i poteri e l'autonomia finanziaria per il loro funzionamento.
Alle commissioni sono attribuiti poteri consultivi sulle materie di competenza consiliare.
Il Consiglio Comunale può costituire commissioni d'inchiesta e di indagine su argomenti di interesse pubblico e, comunque, strettamente connessi alla attività amministrativa del Comune; con la delibera costitutiva, assunta a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al Comune, il Consiglio Comunale disciplina anche i poteri e le modalità di funzionamento della commissione.
Con riferimento alle commissioni d’inchiesta e d’indagine, previste dal comma 4, ove costituite, la presidenza è attribuita ai consiglieri appartenenti ai gruppi di minoranza.
I consiglieri comunali che, senza giustificato motivo comunicato per iscritto e assunto al Protocollo, non intervengano a tre sedute consecutive della commissione di cui fanno parte, sono dichiarati decaduti dalla commissione medesima; per la proposta di decadenza, la procedibilità, le modalità ed i termini, si applicano le disposizioni per la decadenza da consigliere comunale; i membri decaduti non sono rieleggibili, nella stessa commissione, per i successivi dodici mesi.
Art. 32 - Competenze del Consiglio Comunale
Il Consiglio Comunale ha competenza in materia di atti fondamentali e programmatici dell'ente secondo quanto previsto dall’art. 42 del D. lgs. 267/2000 e successive modifiche ed integrazioni.
In particolare il Consiglio dispone dei seguenti argomenti:
a) gli Statuti dell'ente e delle aziende speciali; i regolamenti;
b) i programmi; le relazioni previsionali e programmatiche;
c) i piani finanziari ed i programmi di opere pubbliche;
d) i bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni;
e) i conti consuntivi; i piani territoriali ed urbanistici e le loro variazioni ed i programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione;
f) le convenzioni tra i Comuni e quelle tra Comuni e Provincia; la costituzione e la modificazione di forme associative;
g) l'istituzione degli organismi di decentramento e partecipazione ed i compiti e le norme sul loro funzionamento;
h) l'assunzione diretta dei pubblici servizi; la costituzione di istituzioni e di aziende speciali;
i) la concessione dei pubblici servizi; la partecipazione del Comune a società di capitali;
l) l'affidamento di attività o servizi mediante convenzione;
m) l'istituzione e l'ordinamento dei tributi; la disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi;
n) gli indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza;
o) la contrazione di mutui se non previsti in atti fondamentali del consiglio e l'emissione dei prestiti obbligazionari;
p) le spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo;
q) gli acquisti e le alienazioni immobiliari, le relative permute; gli appalti e le concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del Consiglio comunale o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della Giunta comunale, del Sindaco, del segretario comunale o di altri funzionari comunali;
r) la definizione degli indirizzi per la nomina, la designazione dei propri rappresentanti presso enti, aziende ed istituzioni operanti nell'ambito comunale e della Provincia, ovvero da essi dipendenti o controllati;
s) altre materie espressamente attribuite dalla legge;
t) nella determinazione dei criteri generali per l’adozione da parte della Giunta Comunale del Regolamento sull’Ordinamento degli uffici e dei servizi, per il raggiungimento degli scopi prefissati dagli Amministratori.
Nelle materie di competenza consiliare non è ammessa la delega ad alcun altro organo istituzionale.
Art. 33 - Composizione della Giunta Comunale
La Giunta Comunale si compone del Sindaco, che la presiede, e da un numero minimo di due ad un massimo di sei assessori. Spetterà al Sindaco determinare in concreto il numero dei componenti della Giunta Comunale sulla base di specifiche valutazioni politico – amministrative; tale determinazione dovrà comunque rispettare i limiti previsti dallo statuto e dalla legge. Gli Assessori si possono scegliere, per non più di tre, anche fra i cittadini non facenti parte del Consiglio Comunale purché aventi i requisiti di compatibilità ed eleggibilità alla carica di Consigliere Comunale.
Le altre cause di incompatibilità alla carica di assessore sono stabilite dalla legge.
Non possono far parte della Giunta il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti ed affini fino al 3° grado del Sindaco; non possono inoltre fare parte della Giunta il coniuge, gli ascendenti ed i discendenti entro il 1° grado di un componente l’organo.
Al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri è vietato ricoprire incarichi e assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza del Comune ed in tutti gli altri casi previsti dalla legge.
Art. 34 - Durata in carica del Sindaco
Il Sindaco dura in carica per un periodo di cinque anni. Chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di Sindaco non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente rieleggibile alla medesima carica.
In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del sindaco la Giunta decade e si procede allo scioglimento del Consiglio. Il Consiglio e la Giunta rimangono in carica sino alla elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Sindaco. Sino alle predette elezioni, le funzioni del Sindaco sono svolte dal Vice-Sindaco.
Il Vice-Sindaco sostituisce il Sindaco in caso di assenza o di impedimento temporaneo, nonché nel caso di sospensione dall'esercizio della funzione adottata dal Prefetto.
Art. 35 - Cessazione dalla carica e dimissioni da Assessore
In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso, l'Assessore è sostituito dal Sindaco che ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva.
Le dimissioni sono presentate per iscritto ed acquisite al protocollo comunale e sono revocabili entro venti giorni.
Art. 36 - Revoca della Giunta Comunale
La Giunta comunale risponde del proprio operato dinanzi al Consiglio Comunale.
Il voto contrario del Consiglio comunale ad una proposta del Sindaco o della Giunta non comporta obbligo di dimissioni.
Il Sindaco e la rispettiva Giunta Comunale cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale e votazione palese dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio.
La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati; se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del Consiglio e alla nomina di un Commissario ai sensi delle leggi vigenti.
La mozione di sfiducia viene posta in discussione non prima di dieci e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione; essa viene notificata in via amministrativa agli interessati.
Se il Presidente del Consiglio Comunale non provvede alla convocazione del Consiglio Comunale nel termine previsto dal precedente comma, vi provvede il consigliere anziano.
Art. 37 - Revoca degli Assessori
Il Sindaco può revocare uno o più assessori dandone motivata comunicazione al Consiglio Comunale.
Art. 38 - Dimissioni del Sindaco
Le dimissioni presentate dal Sindaco producono la decadenza della Giunta e lo scioglimento del Consiglio Comunale.
Entro dieci giorni dalla data del protocollo il Presidente convoca il Consiglio Comunale per la presentazione delle dimissioni del Sindaco.
Art. 39 - Decadenza dalla carica di Sindaco e di Assessore
La decadenza dalla carica di Sindaco e di Assessore avviene per le seguenti cause:
a) accertamento di una causa di incompatibilità alla carica di consigliere comunale;
b) accertamento di una causa ostativa all'assunzione della carica di Sindaco o di Assessore;
c) negli altri casi previsti dalla legge.
La proposta di decadenza è fatta d'ufficio dal Consiglio Comunale o su istanza di qualunque elettore del Comune ed è notificata all'interessato a cura del Sindaco, entro trenta giorni dalla constatazione d'ufficio o dal deposito dell'istanza. Il Sindaco e l’Assessore hanno facoltà di rimuovere le cause di incompatibilità e/o ostative dandone notizia al Sindaco entro 10 giorni dalla notifica.
Scaduto il termine il Consiglio Comunale delibera riguardo la decadenza del Sindaco e/o dell'Assessore; per gli assessori non facenti parte del Consiglio Comunale le attribuzioni di cui sopra sono detenute dalla Giunta Comunale.
Art. 40 - Organizzazione della Giunta Comunale
La Giunta collabora con il Sindaco nell'amministrazione del Comune e opera attraverso deliberazioni collegiali.
Gli assessori sono preposti ai vari rami dell'amministrazione comunale, per settori omogenei; essi sono responsabili collegialmente degli atti della Giunta e individualmente degli atti dei loro assessorati.
Le attribuzioni dei singoli assessori sono stabilite dal Sindaco e comunicate nella prima seduta del Consiglio comunale.
Con le stesse modalità il Sindaco conferisce ad uno degli assessori la funzione di Vice Sindaco, al fine di garantire la sostituzione del Sindaco in caso di sua assenza o impedimento o di vacanza della carica; in mancanza del Sindaco e del Vice Sindaco ne fa le veci l'assessore più anziano di età.
Le attribuzioni e le funzioni di cui ai commi 3 e 4 possono essere modificate con comunicazione del Sindaco ed, in tal modo, revocate.
Il Sindaco comunica al Consiglio comunale, nella seduta immediatamente successiva, le attribuzioni e le funzioni come sopra conferite e le successive modifiche.
Agli Assessori spettano i poteri di indirizzo e di controllo degli uffici e dei servizi.
Art. 41 - Attribuzioni della Giunta comunale
La Giunta comunale è l'organo esecutivo del Comune.
Compie gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge al Consiglio e che non rientrino nelle competenze, previste dalle leggi o dallo Statuto, del Sindaco, degli organi di decentramento, del segretario o dei funzionari dirigenti, collabora con il Sindaco nell'attuazione degli indirizzi generali del Consiglio.
Riferisce al Consiglio Comunale sulle proprie attività, con apposita relazione, da presentarsi in sede di approvazione del bilancio consuntivo.
Svolge attività propositiva e di impulso nei confronti del Consiglio Comunale e di raccordo con gli organi di partecipazione.
Predispone lo schema di bilancio annuale e la relazione previsionale e programmatica, il tutto da inviare ad ogni Consigliere Comunale venti giorni prima del giorno dell'adunanza consiliare avente all'ordine del giorno l'approvazione dei suddetti documenti, altrimenti questi non possono essere posti all'esame del Consiglio Comunale.
Propone al Consiglio Comunale i regolamenti previsti dalle leggi e dallo Statuto.
Approva i progetti di opere pubbliche quando tali progetti siano conformi agli strumenti urbanistici, previsti dai programmi delle opere pubbliche.
La nomina delle commissioni di diverso tipo, sia previste per legge che per autonoma determinazione dell'Ente, fatta eccezione per quei casi nei quali la nomina sia demandata al Consiglio da specifiche disposizioni di legge o di regolamento, o ai responsabili di area.
Detta l'indirizzo in materia di costituzione in giudizio ed in materia di contenzioso, per le liti e gli accordi transattivi, decide l'avvio di contenziosi legali ovvero la resistenza in giudizio, con contestuale indicazione del legale che assiste e difende gli interessi dell'Amministrazione Comunale. Approva le transazioni. La rappresentanza in giudizio dell'Ente spetta al Sindaco con le modalità di cui all'art. 44 comma 1, lettera h).
Ferma restando la competenza residuale di cui al secondo comma, la Giunta comunale delibera nelle seguenti materie:
a) adozione del P.E.G. che specifica i programmi e gli indirizzi di governo ed assegna ai responsabili di area gli obiettivi da attuare e le relative risorse;
b) locazioni di immobili;
c) l'adozione del piano triennale delle assunzioni;
d) incarichi professionali, acquisizione di aree previsti in progetti, opere o concessioni approvati dal Consiglio Comunale o per i quali lo stesso abbia deliberato i piani programmatici;
e) prelevamenti sui capitoli di bilancio già previsti all'uopo dal Consiglio Comunale come fondo di riserva ordinario, fatti utilizzando gli avanzi dei capitoli e che non assumano rilevanza tale da mutare sostanzialmente gli indirizzi deliberati dal Consiglio Comunale;
f) approvazione di Perizie suppletive e di variante purché con esse non si venga a variare il programma complessivo approvato dal Consiglio e che l'importo complessivo di spesa sia contenuto nei limiti dell'importo finanziato originariamente;
g) variazioni delle tariffe dei servizi che consentono l'equilibrio costi-ricavi e dei tributi la cui istituzione ed il cui ordinamento siano stati determinati dal Consiglio comunale;
h) adozione dei regolamenti dell’ordinamento degli uffici e dei servizi oltre che dei regolamenti rimessi dalla legge alla propria competenza;
i) la disciplina dello stato giuridico e delle assunzioni del personale, le piante organiche e le relative variazioni;
l) erogazione di contributi ordinari e straordinari sia ad Enti, associazioni, comitati che a singoli, non previsti in atti fondamentali del Consiglio Comunale la cui attuazione è di competenza dei responsabili di area.
Art. 42 - Adunanze e deliberazioni della Giunta Comunale
La Giunta delibera con l'intervento della metà più uno dei membri in carica ed a maggioranza assoluta dei voti validi.
Il Sindaco può invitare alle riunioni della Giunta, senza formalità e senza diritto di voto, i responsabili dei servizi, il revisore dei conti, i consiglieri comunali ed eventuali figure di staff tecnico in relazione ad argomenti che rilevino le loro competenze.
Le deliberazioni, in caso d'urgenza, possono essere dichiarate immediatamente eseguibili con il voto espresso dalla maggioranza dei suoi componenti in carica.
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References: Art. 2

Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12
 sentenza 

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24
 art. 23

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42