Source: http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.it/2015/01/
Timestamp: 2017-05-27 08:14:39+00:00

Document:
IL BLOG DEI LAVORATORI FORESTALI E DEGLI ADDETTI ALLO SPEGNIMENTO INCENDI DELLA REGIONE SICILIA: gennaio 2015
FIERI DI ESSERE SICILIANI. AUGURI PRESIDENTE MATTARELLA!
Fieri di essere Siciliani
E' Il primo siciliano ad essere eletto Presidente della Repubblica, una persona onesta che non si è mai piegata alla criminalità organizzata e difensore della Costituzione Italiana.
Presidente Mattarella, tutti hanno avuto parole di elogio nei suoi confronti, anche chi non l'ha votata. La Sua elezione per noi Siciliani è storica e ci rende orgogliosi. Anche noi operai forestali, ultimi in tutto e con i diritti calpestati, auguriamo un settennato tranquillo e sereno. Presidente, Le chiediamo una maggiore attenzione a favore delle categorie più deboli... la Sicilia ne è piena!
Art. 1L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 35 Tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni curandone anche la formazione e l'elevazione professionale. Art. 36Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Art. 37
Estende alla donna gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Il Codice civile all'art. 2110 tutela anche il periodo di gravidanza e di puerperio.
Art. 38 Tutela l'assistenza sociale e le forme di previdenza.
Art. 41 E' un crocevia nel quale si incontrano le esigenze del capitale e la sicurezza nel lavoro:
l'iniziativa economica privata è libera, ma non può recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. L'art. 2087 del Codice civile stabiliva già l'obbligo di sicurezza del datore di lavoro.
Art. 46 Prevede, ai fini dell'elevazione economica e sociale del lavoro, il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende secondo quanto stabilito dalle leggi. Noi lavoratori forestali concludiamo con una nota di speranza.
Nella società del ventunesimo secolo le 78 e le 101 giornate nel settore pubblico non hanno più senso logico e produttivo.
BUSCEMI (SR). SUMMIT TRA UNIONE DEI COMUNI E REGIONE FORESTALI, SINDACI IN CAMPO
Summit tra unione dei comuni e regioneforestali, sindaci in campo
Buscemi. Si prevedono novità per i lavoratori
della Forestale. Il segretario provinciale dell'Ugl, Tonino Galioto, ha
chiesto al presidente dell'Unione dei Comuni "Valle degli Iblei" Nellino Carbè, che è anche sindaco di Buscemi di indire una riunione con
tutti i sindaci dei Comuni montani, alla presenza del direttore provinciale dell'azienda Foreste, Antonio De Marco.La preoccupazione
per il settore forestale è scaturita da quanto dichiarato dal presidente della Regione: «i tagli sono indispensabili per ottenere da Roma un aiuto per affrontare l'emergenza economica. Si partirà dai forestali».«Il
processo di riforma - si legge nelle carte da depositare a Palazzo d'Orleans - dovrà essere propedeutico a un piano straordinario per accompagnare alla pensione tutti i soggetti che hanno più di 60 anni, platea che ammonta circa a 6mila unità».Questa è la prima mossa che prevede, inoltre, la riduzione del numero degli addetti al servizio antincendio introducendo il limite di età e i livelli di professionalità
in linea con il grado di specializzazione e il rischio che ne deriva. Con trasferimento dal settore antincendio al normale impianti da operativo perderà l'indennità extra che vale circa il 10% della paga. Per il resto il piano prevede riduzione dell'organico del 25-30% e la riduzione dei costi del 30%. Per sopperire ai tagli inoltre la bozza di Caleca e Baccei prevede una perdita dei costi di copertura a regime del 10%, al termine del triennio, si arriverà al 30%. Da parte dell'Ugl viene fatto rilevare che la grave situazione di crisi che ha provocato perdita di centinaia di posti di lavoro, potrebbe ancora di più inasprirsi, pur sapendo che l'unico sostegno economico per i Comuni iblei è il settore forestale. «E' pur vero - dice Galioto - che bisogna un riordino in questo settore, non certamente tagli, ma proposte concrete come si è sempre sostenuto progetti produttivi, progetti per prevenire e migliorare».P. M.
La fuoriuscita dall'antincendio la deve stabilire il medico. Lo sappiamo benissimo che il servizio prima o poi deve chiudere, non girateci attorno. Le proposte che girano in questi giorni sono sgradevoli e raccapriccianti. Si punta su nuovi precari per l'antincendio, coloro che escono vengono sostituiti da persone giovane (35enni), magari tramite associazioni amiche. Se nè parlato nel tavolo tecnico per la riforma forestale. Perchè le persone che hanno partecipato al tavolo non l'hanno detto?
BACCEI, HA DETTO CHE LA CRISI FINANZIARIA DELLA REGIONE VIENE DA LONTANO: E CIOÈ DA SCELTE CHE SONO STATE ADOTTATE NEGLI ANNI PASSATI. IL RIFERIMENTO È, SOPRATTUTTO, AI CIRCA 24MILA OPERAI DELLA FORESTALE E AI PRECARI CHE OPERANO ALLA REGIONE, NEGLI ENTI DELLA REGIONE, NELLE PROVINCE E, SOPRATTUTTO, NEI COMUNI DELL’ISOLA
L'Ars approva il mutuo da un miliardo 176 milioni «Nocivo per i siciliani, costretti a un ingiusto peso»
Politica – Il disegno di legge ha ricevuto 37 voti favorevoli, tre contrari e un astenuto. Per sostenerlo, i siciliani dovranno reggere aliquote Irpef e Irap ai massimi livelli. Il Movimento 5 stelle ha definito l'operazione un «patto del Lazzaretto tra la squinternata maggioranza e parti di finta opposizione». Critico anche Falcone (Forza Italia): «Un escamotage per i prossimi sei mesi»
Dopo un dibattito non privo di polemiche, a tratti aspro, il parlamento siciliano ha approvato il disegno di legge sul nuovo mutuo da un miliardo e 176 milioni di euro.
Il provvedimento è stato esitato con 37 voti favorevoli (i deputati del
centrosinistra), tre contrari e un astenuto. A pagare, per i prossimi trent’anni, saranno le famiglie e le imprese siciliane, che dovranno sostenere le aliquote Irpef e Irap ai massimi livelli. Il nuovo mutuo dovrà essere acceso presso la Cassa depositi e prestiti. Un passaggio che non si annuncia facile, se è vero che ben tre mutui sono rimasti bloccati negli ultimi due anni.
La Regione, dal 2013 ad oggi, ha provato ad accendere quattro mutui: uno da circa 600 milioni è andato in porto, mentre altri tre sono stati fermati (l’importo dei mutui che Roma ha bloccato alla Sicilia dal 2013 ad oggi supera la somma di 800 milioni di euro).
Il dibattito di ieri sera a sala d’Ercole ha fatto emergere verità e contraddizioni. Nello Musumeci (centrodestra),
è andato giù duro. Ha elencato tutte le somme che lo Stato, negli ultimi due anni ha tolto alla Sicilia; tra accantonamenti e fondi Pac, ammontano a oltre cinque miliardi di euro. E ha ricordato l’accordo con il governo Renzi siglato la scorsa estate dal presidente della Regione, Rosario Crocetta,
in base al quale la Sicilia rinuncia, per i prossimi quattro anni, agli
effetti positivi del contenzioso tra Stato e Regione. Musumeci, in particolare, si è soffermato sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha dato ragione alla Regione siciliana in materia di territorializzazione delle imposte. Argomento che, in effetti, viene affrontato anche dall’assessore all’Economia, Alessandro Baccei.
da parte sua, ha detto che la crisi finanziaria della Regione viene da lontano: e cioè da scelte che sono state adottate negli anni passati. Il
riferimento è, soprattutto, ai circa 24mila operai della Forestale e ai precari che operano alla Regione, negli enti della Regione, nelle Province e, soprattutto, nel Comuni dell’Isola. Una spesa
che, alla luce delle condizioni di bilancio della Regione, non sembrano
più sostenibili. L'assessore all'Economia, comunque, è arrivato in Sicilia da poco tempo. E forse non sa che tutte le scelte sul precariato
e sui forestali sono state adottate dalla Regione di concerto con lo Stato. Gli Lsu (sigla che sta per lavoratori socialmente utili) in buona
parte assorbiti dalle pubbliche amministrazioni dell’Isola con le stabilizzazioni sono stati addirittura creati con leggi nazionali. Quanto alle leggi regionali su forestali e precari, sono passate tutte dal vaglio dell’ufficio del Commissario dello Stato e non sono mai state
impugnate. Non mancano le reazioni. Il Movimento 5 Stelle, che ha votato contro il provvedimento, parla di «patto del Lazzaretto
tra la squinternata maggioranza e parti di finta opposizione, che hanno
fatto di tutto per tenere in vita il mutuo ed il governo». I grillini attaccano a testa bassa il presidente della commissione Bilancio e Finanze, Nino Dina, che «si è fatto beffe del parlamento, riportando subito in aula il disegno di legge e, soprattutto, con finte opposizioni, che imprecano e poi rimangono a sala
d'Ercole per salvare il governo». Durissima l’accusa che i grillini rivolgono ai parlamentari di centrodestra Pietro Alongi, Nino D'Asero, Enzo Fontana e Vincenzo Figuccia che, con la loro presenza in aula, hanno assicurato il numero legale, consentendo l’approvazione del mutuo.
Per il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone, «l’avere approvato il mutuo di un miliardo e ottocento milioni di euro con un blitz del vicepresidente, Antonio Venturino,
è stato un atto banditesco. L’accensione del mutuo non sarà utile, né tantomeno aprirà alcun credito nei confronti del governo nazionale. È solo un escamotage per prendere una boccata d’ossigeno per i prossimi sei mesi. Non è un atto che fa onore alla maggioranza a trazione Pd ed è
nocivo per i siciliani che saranno costretti a caricarsi un ingiusto peso frutto della mala gestio di una sinistra che è al governo ininterrottamente da sei anni». Le polemiche sul vice presidente Venturino fanno riferimento alla decisione di riportare in aula il disegno di legge sul mutuo dopo che il giorno precedente - martedì corso
- sala d’Ercole aveva votato il ritorno del disegno di legge in commissione Bilancio e finanze. Ieri la commissione Bilancio ha riapprovato il disegno di legge e l’ha rispedito in aula. Il ritorno in discussione del mutuo ha dato luogo a un acceso dibattito. Secondo le opposizioni non si poteva fare. Ma Venturino ha tirato dritto, non senza
forzare il regolamento.
Non è da escludere che la vicenda possa avere un’appendice. Se, come dicono le opposizioni di centrodestra, c’è stata un’interpretazione forzata del regolamento, non possono essere esclusi strascichi. 30 Gennaio 2015
all’Ars continuano gli incontri su criminalità organizzata e immigrazione. Avvocatura di Stato valuta contratto Regione-società Biomasse
Palermo - La battaglia tra la Regione e i privati sul prelievo di legno dal bosco in Val Dittaino finisce in commissione Attività produttive all’Ars. Martedì si dovrebbe tenere l’audizione per sentire tutte le parti, annunciano i deputati del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo e Giancarlo Cancelleri. La richiesta era partita da alcune
associazioni ambientaliste e rappresentanze politiche.
Al centro della controversia c’è il taglio di biomassa legnosa da terreni del demanio forestale tra Caltanissetta ed Enna. Sotto l’occhio del ciclone è finita la società Biomasse Sicilia, che ha un contratto del 2007 con la Regione. Ma l’amministrazione guarda ad altre irregolarità che inizierebbero con accordi nel 2001 e, intanto, l’assessore all’Agricoltura Nino Caleca ha chiesto all’Avvocatura dello Stato di valutare l’azione di nullità del documento. La commissione Antimafia continua gli incontri sul contrasto alla criminalità organizzata e sull’immigrazione. I parlamentari hanno ascoltato il prefetto Mario Morcone, capo dipartimento Immigrazione del ministero dell’Interno. Tra i temi affrontati, l’accoglienza e il trattenimento degli immigrati in Sicilia, il ruolo delle prefetture e degli enti locali, la scomparsa di quasi duemila minori non accompagnati, il caporalato nelle campagne.
In commissione Affari istituzionali ha debuttato l’assessore alle Autonomie locali e Funzione Pubblica Ettore Leotta. Con l’esponente del governo si è discusso soprattutto della riforma delle province, in vista
della scadenza dei commissari prevista ad aprile.
La commissione Bilancio ha lavorato sul futuro di Riscossione Sicilia, società partecipata della Regione. Per Gino Ioppolo (Lista Musumeci): “I
bilanci sono negativi dal 2010 mentre l’esposizione finanziaria supera i
duecento milioni di euro”. Continua il deputato: “La nostra proposta di
trasferimento a Equitalia della Riscossione Sicilia, con totale garanzia per il personale dipendente, è allo stato l’unica concretamente
31 Gennaio 2015 Notizie correlate:
gli abbattimenti delle fustaie demaniali per biomasse ora anche a Mazzarino. Legambiente: esposto alla Procura della Repubblica di Gela ed
selvaggio Valle del Dittaino, l'Assessore Nino Caleca: “Il contratto con la biomasse Sicilia s.p.a. ha elementi di nullità. Ho chiesto all'avvocatura la sospensione del contratto”
Stampa delle Segreterie Regionali di Flai, Fai e Uila, sul taglio degli
alberi demaniali. E' grave che importanti fasi lavorative vengano affidate, o con concessioni o con contratti a soggetti esterni ai forestali che invece andrebbero utilizzati anche a dette operazioni di taglio, raccolta e trasporto Sicilia,
via i boschi per farne biomasse, anche la coldiretti contro la regione.
Il Presidente Alessandro Chiarelli: Il taglio del bosco di eucalipto potrebbe essere effettuato dai forestali se solo la legna si vendesse ad
un prezzo equo. Il ricavo permetterebbe di ottenere delle risorse per il loro finanziamento. Invece...
boschi non distrutti dagli incendi vengono ora abbattuti e bruciati per
produrre energia: Accade a San Cataldo e Caltanissetta. Legambiente: Interventi al di fuori di ogni pianificazione e logica. Esposto alla procura della repubblica di Caltanissetta
Utilizzazione eucalitteti demanio forestale Gabbara San. Cataldo. Ecco l'esposto di Legambiente Sicilia Bosco svenduto ai privati, mozione M5S. L'Assessore ordina un'ispezione e non esclude la revoca dei permessi L'On. Giancarlo Cancelleri (M5S): Disboscare è un crimine! Ecco le foto della distruzione apparse su facebook
Disboscamento nel Nisseno ed Ennese, mozione All’ars Via
il bosco per la centrale a biomasse, rivolta nel cuore della sicilia. diecimila ettari di bosco nel cuore della Sicilia rasi al suolo. Siamo senza parole!
Cataldo. Verde boschivo svenduto. A Gabara abbattuti alberi in decine di ettari di superficie forestale, il 2 febbraio consiglio. Centinaia gli alberi tagliati ogni giorno per alimentare una centrale a biomasse. Sembra si sia intervenuto su circa 40 ettari di bosco Ancora
polemiche per il disboscamento di eucalipti "l'Azienda Forestale decide
di vendere gli alberi ad una società tedesca che possiede un centrale di biomassa a dittaino al fine di fare cassa. Eppure a Palazzo D'Orleans
è protesta contro il mancato raggiungimento delle famose 78 giornate. Dove sono finiti i soldi racimolati grazie ai tagliaboschi? "
Azione di protesta contro la “violenta” attività di disboscamento delle aree della sicilia centrale Il
burocrate scrisse: "Quel bosco non va svenduto". E fu sostituito. Un rapporto del 2012 boccio' l'operazione ma la cessione ai privati ando' avanti. Ora l'Assessore Caleca chiede il certificato antimafia
San Cataldo (CL). Sinergia per salvare i boschi. Il Presidente del Consiglio incontra i colleghi di altri comuni
ARRETRATI CONTRATTUALI ANTINCENDIO. RESPINTO IL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE DEI LAVORATORI AIB DELLA PROVINCIA DI AGRIGENTO Carissimi colleghi Agrigentini dell'Ugl, la questione degli arretrati contrattuali è un'ulteriore punto dolente. Se vi ricordate, dalla Provincia di Palermo è partita una lettera con più di 300 firme con destinazione Prefettura, e per conoscenza al Presidente della Regione Crocetta e dell'Ars Ardizzone. Tramite mail abbiamo voluto coinvolgere tutti i gruppi Parlamentari e tutti i 90 Deputati, nessuno escluso, da questa è nata un'interrogazione con risposta scritta. Con questa crisi è finito anche l'inchiostro nella penna e quindi la risposta non può essere scritta. Cosa possiamo fare allora? I ricorsi legali hanno un costo, in alternativa potremmo rivolgerci a qualche associazione per la tutela e difesa dei consumatori (codacons, adiconsum, confconsumatori, unione dei consumatori ecc.) e vedere se ci sono le condizioni per una class action. La class action non è altro che un'azione legale vera e propria di più soggetti che chiedono la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto. Pubblicato da
MESSINA. L'AGROALIMENTARE PER LA CRESCITA, LO SVILUPPO E IL LAVORO. LA MOBILITAZIONE DI OGGI ORGANIZZATA DALLA FAI CISL, HA COINVOLTO BRACCIANTI AGRICOLI, FORESTALI, PESCATORI, ALLEVATORI
L'agroalimentare per la crescita, lo sviluppo e il lavoro Video Due documenti con i numeri della vertenza e le preoccupazioni del sindacato consegnati al Prefetto per evidenziare la crisi di un settore che solo in provincia di Messina coinvolge circa 50mila lavoratori. Arrivata anche a Messina la mobilitazione nazionale della Fai Cisl sull’agroalimentare. Una mobilitazione che ha coinvolto braccianti agricoli, forestali, pescatori, allevatori.
“Serve – ha detto Calogero Cipriano – un rilancio dell’industria alimentare con la definizione di un nuovo Piano industriale Italia che generi recupero di produttività e incentivi il lavoro, il rilancio della
filiera dell’agrumicolo e della zootecnica, oltre al rifinanziamento delle risorse assegnate al sistema degli allevatori”.
Per il segretario provinciale della Fai, un ruolo determinante deve essere svolto dai Consorzi di Bonifica. “Serve una partecipazione attiva
alla loro riorganizzazione – ha sottolineato – ma soprattutto dobbiamo puntare su una forestazione produttiva e sostenibile attraverso la definizione di un Piano Nazionale per la messa in sicurezza del territorio e la ricostituzione della Cabina di Regia presso il Ministero
delle Politiche Agricole e, come previsto da una delibera di Giunta, anche a livello regionale”. La Fai Cisl, inoltre, chiede l’approvazione in tempi brevi della proposta di Legge Quadro sulla “Rete del Lavoro in Agricoltura” ed è contraria all’estensione dei voucher.
In Sicilia, inoltre la mobilitazione, afferma Fabrizio Colonna, segretario della Fai Cisl Sicilia, vuole essere una “risposta chiara e netta alla strategia politica del governo regionale, fatta unicamente di
tagli e annunci mediatici”.
“Tutte le istituzioni – scrive - devono comprendere che ulteriori involuzioni dei livelli e delle condizioni occupazionali sarebbero inaccettabili e inaccettate, al punto da costituire possibile incontrollabile nocumento per l’ordine pubblico”. Per di più, aggiunge, “lavoratori forestali, della bonifica e dell’Esa sono e devono essere considerati una ricchezza, con il loro prezioso bagaglio di professionalità e conoscenze tecniche, in una regione in cui più del 78%
del territorio è a rischio di dissesto idrogeologico”.
Fabrizio Colonna Segretario Fai Cisl Sicilia: i lavoratori forestali, della bonifica e dell’esa sono e devono essere considerati una ricchezza, con il loro prezioso bagaglio di professionalità e conoscenze tecniche, in una regione in cui più del 78% del territorio è a rischio di dissesto idrogeologico
LINEE GUIDA, DISEGNO DI LEGGE PER IL RIORDINO DEL SETTORE E COPERTURA FINANZIARIA 2015, I PROSSIMI PASSI PER GIUNGERE AD UNA INTESA CONDIVISA CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEI LAVORATORI. QUEST'ANNO I FORESTALI, SIA ANTINCENDIO CHE MANUTENZIONE, DOVREBBERO ESSERE AVVIATI IN TEMPO UTILE
Forestali: Arena (Ugl): Sì all’utilizzo produttivo dei lavoratori
LINEE GUIDA, DISEGNO DI LEGGE PER IL RIORDINO DEL SETTORE E COPERTURA FINANZIARIA 2015, I PROSSIMI PASSI PER GIUNGERE AD UNA INTESA CONDIVISA CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEI LAVORATORI
Sarà un altro anno di transizione per il
settore forestale in Sicilia. Il governo regionale ha avviato un percorso di riforma del settore attraverso le ‘Linee guida’ che saranno sottoposte al vaglio delle organizzazioni sindacali presumibilmente entro la metà del mese di marzo 2015.
È quanto emerso nel corso di un incontro, tenutosi lo scorso 28 gennaio a
Palermo presso i locali dell’assessorato regionale dell’agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, tra l’ufficio di gabinetto dell’assessore Nino Caleca e le organizzazioni sindacali.
“Siamo soddisfatti – commenta Franco Arena, segretario regionale di Ugl Agricolil Forestali e Pesca – per il cambio di passo del Governo regionale che mira, finalmente, all’utilizzo produttivo dei lavoratori forestali, dando seguito al progetto che il sindacato aveva già indicato
in un documento consegnato nei mesi scorsi all’assessore dell’Agricoltura di stabilità e continuità lavorativa oltre che reddituale”.
“Condividiamo in linea di principio – continua il sindacalista – i contenuti delle ‘Linee guida’ ed attendiamo di conoscerne i contenuti nello specifico per esprimere un giudizio definitivo”.
Per Ugl restano in piedi alcune criticità sul quale il Governo dovrà dare risposta. A comunicare dalle modalità di avviamento dei lavoratori visto che l’unificazione delle graduatorie ha creato non pochi problemi nel 2014, per passare dalla revisione del contratto integrativo regionale di lavoro (Cirl) e degli arretrati contrattuali.
“Abbiamo ricevuto assicurazioni – aggiunge Arena – che sulla misura del prepensionamento il Governo regionale avvierà un confronto apposito con i
sindacati così come sulle ‘Linee guida’ e sul disegno di legge di riordino del settore. Vigileremo su quanto indicato dal Governo regionale mantenendo il piglio critico convinti che l’esperienza ampiamente negativa dello scorso anno non abbia più a ripetersi per il bene del settore ed il rispetto della dignità dei lavoratori”.
Tornando al progetto governativo, il piano, illustrato durante il citato
incontro con i sindacati, è quello di trasformare il settore da improduttivo in produttivo attraverso le linee di intervento: forestazione produttiva, dissesto idrogeologico e prepensionamento.
Questo significa mettere a reddito le foreste siciliane attraverso la produzione di biomassa ed a pagamento le riserve, le aree attrezzate e la rete dei rifugi.
Con la società Biomassa Sicilia Spa, che ha in essere un contratto per il disboscamento di alcune aree boschive nelle province di Enna e Caltanissetta, l’assessorato dell’Agricoltura ha avviato un contenzioso chiedendone la nullità del contratto. Questo dovrebbe aprire la strada alla fornitura diretta alla centrale di Dittaino ed al progetto di realizzazione di una rete di piccole centrali in giro per la Sicilia per
la produzione di biomassa.
Con le risorse che conta il Governo regionale di recuperare dalle attività produttive, si prevede di incassare tra i 30 ed i 40 milioni di
euro all’anno, si potrà alleggerire il costo del personale forestale che in parte andrebbe impiegato in suddette attività. Una parte dei lavoratori dovrebbe essere utilizzato, secondo il proposito dell’esecutivo regionale, nelle opere di prevenzione al dissesto idrogeologico, nella bonifica idraulico-fluviale, nella sistemazione dei
costoni, nei viali parafuochi, etc. Da quanto emerso nel citato incontro il Governo regionale conta di ridurre il peso della spesa nel settore dagli attuali 300 milioni di euro circa a poco meno di 100 milioni. Altra misura d’intervento è quella del prepensionamento diretto
agli ultrasessantenni e che interesserebbe circa 6 mila addetti, di cui
il 25 per cento circa del comparto antincendio boschivo.
Nel periodo transitorio, e cioè nel 2015, i forestali, sia della manutenzione che dell’antincendio, dovrebbero essere avviati in tempo utile e coperti con le risorse non spese nel 2014 dei fondi afferenti al
Piano azione e coesione. Entro il 30 aprile, data ultima per l’approvazione della legge di stabilità regionale, il Governo regionale dovrebbe ufficializzare la copertura finanziaria per il 2015.
La riforma individuata nel corso della richiamata riunione dovrebbe essere contenuta in un apposito disegno di legge di riordino del settore
forestale che sarà nelle prossime settimane sottoposto al giudizio delle organizzazioni sindacali.
Le parti si sono date appuntamento a fra qualche settimana per mettere mano concretamente alla condivisione delle ‘Linee guida’ e del disegno di legge di riordino del settore.
30 Gennaio 2015 Pubblicato da
IN 10 ANNI 20 MILIARDI PER LA SICILIA. BACCEI: PRONTA UNA STRATEGIA DI SPESA - VIDEO
PALERMO. La Sicilia disporrà nei prossimi dieci anni
di un plafond 20 miliardi di euro, in parte provenienti da Bruxelles. La programmazione Ue 2014-2020, infatti, assegna alla Sicilia 6 miliardi
320 milioni, a queste somme si aggiunge un cofinanziamento nazionale al
25%, poi la quota del Fondo sviluppo e coesione (fondi nazionali destinati a investimenti per lo sviluppo), e altri 2,5 milioni residui della programmazione 2007-2013, da certificare entro dicembre 2015. A fornire è il primo Rapporto dell'Osservatorio sui fondi europei del Centro studi Pio La Torre, che è stato presentato questa mattina, a Palazzo dei Normanni, a Palermo "Venti miliardi di euro, cioè due miliardi l'anno, finalizzati agli investimenti sono un'occasione irripetibile - ha detto il presidente del Centro Vito Lo Monaco - purché
non si ripetano gli errori del passato: moltiplicazione degli obiettivi
di spesa, intralci burocratici, utilizzo emergenziale e storno dei fondi europei verso la spesa ordinaria della Regione. L'obiettivo deve essere la crescita. La Sicilia è sull'orlo di un abisso di ineguaglianza, che mina la stessa convivenza".
Il rapporto, che prende le mosse dalle modalità di spesa delle risorse Ue nei precedenti cicli di programmazione, si compone di cinque capitoli - Fondi strutturali, Piano di sviluppo rurale, Autorità di gestione, Sviluppo e coesione sociale, Sicilia e Mediterraneo - e individua quattro settori strategici per la crescita dell'Isola: Turismo, beni culturali; Sanità; Agroalimentare ed economia siciliana;
Energia e vivibilità della Città.
L'analisi suggerisce di introdurre White list, Rating di legalità e un coordinamento anti corruzione, sulla falsariga dell'esperienza del comune di Milano, dopo gli scandali legati all'Expo 2015. "Le opacità e la mancanza di trasparenza - ha aggiunto Lo Monaco - hanno favorito la corruzione e l'inquinamento politico mafioso nella gestione della spesa pubblica. Il governo regionale nomini un "Comitato di monitoraggio sui fondi europei" a costo zero, composto dai rappresentanti del mondo associativo antimafia". Il Rapporto, infine, fornisce un decalogo per utilizzare e spendere in maniera 'virtuosa' i fondi erogati da Bruxelles.
Oltre la metà delle famiglie siciliane è povera: sono 1 milione e 71 mila (sono il 53,2%, contro il 24,9% della media nazionale) vivono in stato di deprivazione e cioè non riescono ad alimentarsi e curarsi adeguatamente, sostenere spese impreviste e pagare le bollette. 320 mila
nuclei familiari, invece, si trovano in condizione di povertà assoluta: sono 15,8%, in Italia 7,9%. A fornire il quadro dei nuovi poveri siciliani è il primo Rapporto dell'Osservatorio sui fondi europei
del Centro Pio La Torre, che è stato presentato questa mattina, a Palermo, a Palazzo dei Normani. Il rapporto, indica che in Sicilia i giovani Neet sono cinquecentomila. L'analisi evidenzia anche le cause, legate alla spesa delle risorse comunitarie dei precedenti cicli di programmazione europea, ed auspica che la programmazione 2014/2020 punti
su misure capaci di favorire una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva, accompagnata da un "Piano di rafforzamento amministrativo".
Secondo il Rapporto, per arginare i fenomeni di indigenza nell'Isola servono interventi strutturali" e cioè misure finalizzate ad alleviare lo stato di marginalità dovuto allo stato di povertà assoluta in cui vivono le famiglie e interventi capaci di creare le condizioni per uscirne. "E' opportuno - si legge nel Rapporto - un monitoraggio, uno screening sulla tipologia e sulla composizione dei nuclei familiari indigenti per verificare le disponibilità di risorse che ricevono, e prevedere un contributo anche delle Regione per consentire loro di disporre di un reddito mensile compreso tra i 700 e 800 euro". Per realizzare l'intervento, l'analisi stima "un onere medio per famiglia di 250 euro al mese, che corrisponderebbe ad un impegno finanziario annuale di 900 milioni di euro".
L'ASSESSORE CALECA: L'OBIETTIVO E' DI RENDERE PRODUTTIVO IL COMPARTO, MA SOPRATTUTTO DI DARE DIGNITA' AI LAVORATORI FORESTALI
Forestali, assessore Caleca: "Rendere produttivo il comparto"
Ok. Ma per l'antincendio?
SIFUS. RESOCONTO DEL TAVOLO TECNICO PER LA RIFORMA FORESTALE Ricevo e pubblico
da Giuseppe Fiore
Segretario Regionale Aggiunto del Sifus
Giorno 28 Gennaio 2015 presso l’Assessorato Agricoltura Sviluppo Rurale e Territoriale della regione siciliana, si è tenuto un tavolo tecnico per la riforma del comparto forestale, che dovrà essere votata entro la fine di Aprile. Per il S.I.F.U.S. erano presenti: il segretario regionale aggiunto Giuseppe Fiore (forestale), il segretario comunale di Nicosia Antonio Spina (forestale) e il collega Paolo Scravaglieri, per il governo era presente il Dott. Parrinello capo gabinetto dell’Assessore Caleca. In merito allo stato della proposta di riforma del governo, il Dott. Parrinello ha rappresentato quanto segue:
1. RIDUZIONE DELL’ANTINCENDIO DEL 20%2. GRADUATORIE 2015 SECONDO QUANTO STABILITO DALL’ ART. 123. GLI ARRETRATI CONTRATTUALI PER L’ANTINCENDIO NON POTRANNO ESSERE PAGATI PER MANCANZA DI RISORSE4. BLOCCO DEL TURNOVER5. PREPENSIONAMENTI IN 3 ANNI CON L’ACCORDO DEL GOVERNO NAZIONALE6. PER IL 2015, IMPEGNO A MANTENERE I LIVELLI OCCUPAZIONALI DEL 2014 A CONDIZIONE CHE SARA’ PRATICATA LA PROGRAMMAZIONE PRODUTTIVA: METTENDO A REDDITO LE 34 RISERVE - TICKET PER AREE ATTREZZATE E RIFUGI - PIANO ORGANICO PER IL FUTURO SFRUTTANDO LA BIOMASSA - PROGETTAZIONE PER SFRUTTARE FONDI COMUNITARI E NAZIONALI - CONVENZIONI CON ANAS, ASSESSORATO AI BENI CULTURALI PER LA PULIZIA DI SITI ARCHEOLOGICI, ECC.In conclusione il Dott. Parinello ha reso noto che gli stipendi di Ott./Nov./Dic. verranno pagati dal prossimo mese di Febbraio.Il Sifus si e' dichiarato fortemente insoddisfatto e contrario le strategie che il governo si e' dato per la riforma in questione. Non condividiamo infatti, nè il turnover, nè il taglio del 20% degli addetti antincendio, nè l’art.12, né il non pagamento degli arretrati contrattuali dell’antincendio, né tantomeno gli indefiniti prepensionamenti (l'unica cosa certa e' che qualora ci saranno, produrranno pensioni minime). Davanti a questo modello di riforma, tendente solo a risparmiare, senza guardare nè agli interessi del patrimonio boschivo, nè tantomeno a quello dei lavoratori, risulta poca cosa il voler rendere il bosco produttivo.Per queste ragioni il Sifus rilancia come soluzione definitiva dei problemi del comparto, il DDL 104/2013 sulla stabilizzazione e continuera' a tenere assemblee in tutta la Sicilia per rappresentare le motivazioni per cui una riforma di questo tipo va respinta con azioni di lotta eclatanti.Palermo lì 29/01/2015L’addetto StampaDI Vincenzo Alfio
AGROALIMENTARE, CISL: VENERDÌ MOBILITAZIONE NAZIONALE In Sicilia sit-in davanti a presidenza della Regione, prefetture e
assessorati Agricoltura e Territorio. Obiettivo: riportare il settore e
le tematiche ambientali al centro dell’agenda del governo e delle istituzioni
La federazione dell’agroalimentare Cisl (Fai), dopodomani, venerdì 30 gennaio, terrà una giornata di mobilitazione nazionale con presidi territorio per territorio e in ogni regione. In Sicilia, con sit-in e volantinaggi presso la presidenza della Regione, le nove prefetture e gli assessorati Agricoltura e Territorio e ambiente. Obiettivo: riportare l’agroalimentare e le tematiche ambientali al centro dell’agenda politica del governo nazionale e delle istituzioni regionali
e locali; e sollecitare il via al confronto sulle emergenze in tema di forestazione, bonifica e difesa del suolo, zootecnia, mercato del lavoro
agricolo e pesca, “ponendo al centro – si legge in una nota della segreteria regionale Fai - i temi della crescita, dello sviluppo, della legalità del lavoro e dell’innovazione”. Nell’Isola inoltre la mobilitazione, afferma Fabrizio Colonna, segretario della Fai Cisl Sicilia, vuole essere una “risposta chiara e netta alla strategia politica del governo regionale, fatta unicamente di tagli e annunci mediatici”. “Tutte le istituzioni – scrive il sindacato - devono comprendere che ulteriori involuzioni dei livelli e delle condizioni occupazionali sarebbero inaccettabili e inaccettate, al punto
da costituire possibile incontrollabile nocumento per l’ordine pubblico”. Per di più, “lavoratori forestali, della bonifica e dell’Esa sono e devono essere considerati una ricchezza, con il loro prezioso bagaglio di professionalità e conoscenze tecniche, in una regione in cui
più del 78% del territorio è a rischio di dissesto idrogeologico”. “Chiediamo – dichiara a sua volta Luigi Sbarra,
commissario della Fai Cisl nazionale - di riprendere urgentemente il confronto con il ministro delle Politiche agricole Martina su tutte le emergenze dell’agro-industria. E vogliamo sollecitare la discussione del
Collegato per il lavoro agricolo, sia in Senato che alla Camera”. (ug)
Oggi il “Quotidiano di Sicilia” pubblica una ricognizione di tutti i soggetti che ogni mese ricevono direttamente o indirettamente dalla Regione Siciliana i pagamenti per l’attività che svolgono come dipendenti a tempo indeterminato o determinato, o che hanno svolto essendo adesso in pensione. Ai dirigenti e al personale del comparto abbiamo aggiunto, così come fatto dalla Corte dei Conti in sede di Requisitoria sul Rendiconto della Regione 2013 del 3 luglio 2014 - anche
il personale ex Resais, Eas e Esa, i dipendenti della Sanità e quelli delle Società partecipate.
INTERVENTI DI SOSTEGNO AL SETTORE VINO, AUTORIZZATA LA SPESA PER 17 MILIONI DI EURO
dalla Dott.ssa. Maria Giambruno
Relazioni esterne e comunicazione Assessore Regionale Agricoltura Pubblicato da
Non bisogna mai arrendersi nella vita I forestali quando pensano di scendere?
bene il Blocco del turn-over? La non garanzia delle giornate lavorative? Quasi addio agli arretrati contrattuali dell'antincendio? Taglio del 20% degli AIB? L'espulsione per chi ha redditi alti? (se approvato sarebbe incostituzionale) Su questi punti, già l'anno scorso le Segreterie Regionali di Flai, Fai e Uila si mostravano contrari e facevano arrivare al Blog un comunicato totalmente condivisibile. Leggi la nota del 18 Luglio 2014
Colleghi sveglia..... Arretrati Antincendio. Visto che nessuno prende in mano seriamente la questione degli arretrati contrattuali dell'Antincendio che spettano per legge. Adesso è arrivato il momento di coinvolgere il Movimento Antincendio Boschivo affinchè si intraprendono le vie legali, anche alla Corte Europea dei Diritti Umani. Non possiamo più aspettare!
24 Maggio 2013. Fai Cisl: Per l'ultima tranche di arretrati contrattuali ai lavoratori dell'antincendio ci si deve rivolgere agli avvocati Pubblicato da
«Sinergia per salvare i boschi» San Cataldo. Il presidente del Consiglio incontra i colleghi di altri Comuni
San Cataldo. E' stata ufficialmente convocata la prossima seduta del Consiglio comunale, che si svolgerà in seduta straordinaria lunedì prossimo, alle ore 19. Argomento di dibattito e confronto, l'operazione messa in atto nelle scorse settimane nell'area forestale
di Gabara, con l'abbattimento di interi ettari di alberi di "Eucalyptus". A tal proposito, ma non solo, si è messa in moto una sorta
di "diplomazia istituzionale", che vede il coinvolgimento in prima persona del presidente del Consiglio comunale Roberta Naro.Quest'ultima
ha annunciato la volontà di attuare sinergie per affrontare questioni di pubblica rilevanza assieme ai rappresentanti di altri Comuni della provincia. Ieri mattina, così, Roberta Naro ha incontrato a Palazzo delle Spighe il presidente del Consiglio di Marianopoli, Guido Giuseppe Acquisti, e quello di Delia, Antonio Salvatore Di Caro, «per iniziare - afferma - un progetto di coordinamento e collaborazione con i presidenti
dei consigli comunali della provincia di Caltanissetta sulle tematiche che riguardano l'intera comunità nissena, a partire dal taglio di eucalitteti del Demanio forestale regionale, che nelle ultime settimane ha interessato la città, l'amministrazione ed il Consiglio comunale di San Cataldo, nonché la deputazione regionale e nazionale del luogo e delle zone limitrofe».Il
presidente Naro, inoltre, ha avuto «interlocuzioni» con i presidenti ed
i sindaci di Sutera e Niscemi, «disponibili ad intraprendere questo nuovo percorso di scambio propositivo. L'invito è stato rivolto anche ad
altri presidenti non intervenuti per impegni istituzionali: contatti che saranno comunque mantenuti vivi e costanti vista l'importanza degli argomenti sul tavolo».A fine giornata, il presidente Naro ha riferito: «Sono stati invitati, alla seduta del Consiglio comunale del 2
febbraio, i presidenti dei Comuni della provincia: tale invito vuole essere un primo atto concreto di questa sinergia che riteniamo possibile, se non addirittura necessaria, per argomenti così trasversali
e di reciproca utilità».Claudio Costanzo
la società biomasse è riuscita in questi anni a ricavare 40 milioni di
euro l'anno, perchè i forestali rispettando l'ambiente non possono fare
altrettanto per la Regione Sicilia? Più tempo passa e più siamo convinti che nella società del ventunesimo secolo le 78 e le 101 giornate nel settore pubblico non hanno più senso logico e produttivo.
Colleghi Nisseni, lunedì prossimo partecipate al Consiglio Comunale di San Cataldo e se vi chiederanno parola rispondete così: Abbiamo voglia di lavorare. Subito!
SI MOBILITA IL PUBBLICO IMPIEGO “NON CI FAREMO MASSACRARE”. QUANDO I FORESTALI?
SCIOPERI DAL 27 FEBBRAIO AL 20 MARZO
Si mobilita il pubblico impiego
“Non ci faremo massacrare” di RedazioneIniziative nei luoghi di lavoro della Regione già dai prossimi giorni con “iniziative eclatanti da parte dei dirigenti sindacali”, una grande manifestazione regionale il 27 febbraio e la proclamazione dello sciopero generale per il 20 marzo.A deciderlo è stato questa mattina, l’attivo unitario di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl davanti a una sala stracolma di lavoratori. “Il pubblico impiego è sotto attacco”, hanno detto Michele Palazzotto e Enzo Abbinanti (Fp Cgil), Luigi Caracausi e Paolo Montera (Cisl Fp), Gianni Borrelli e Luca Crimi (Uil Fpl – pubblico impiego).“Tutti i tentativi di confronto con il governo regionale sono falliti miseramente e dei piani dell’esecutivo previsti in finanziaria e che colpiscono la categoria, abbiamo saputo solo dalla stampa”.Nessuna risposta è poi arrivata alla piattaforma proposta dalle organizzazioni e che prevedeva tra l’altro la fine dello spoil system sfrenato“che invece in Finanziaria viene amplificato”, riordino della dirigenza e stop al ricorso degli esterni, definizione chiara delle dotazioni organiche.Così i sindacalisti annunciano una nuova stagione di lotta: “Sarà un inverno ‘caldissimo’. Siamo pronti a bloccare gli uffici. Basta con le chiacchiere – dicono – Servono azioni determinate e determinanti. Negli ultimi due anni il governo Crocetta ha pensato solo a cambiare assessori e dirigenti bloccando la macchina regionale e lo sviluppo dell’Isola”.Insomma, continuano: “La spending review non può essere caricata sulle spalle dei lavoratori lasciando intatti privilegi e sprechi e, anzi, trasformando gli uffici di gabinetto in veri e propri dipartimenti”. Nel mirino delle sigle sindacali, le norme contenute nella finanziaria: prepensionamenti, tagli al salario accessorio, riduzione dell’organico, blocco dei contratti e del turn over.
CROCETTA: «TAGLIEREMO TUTTI I PRIVILEGI PER SOSTENERE LO SVILUPPO DELLA SICILIA». CI SONO ANCHE LE MISURE PER I FORESTALI
Crocetta: «Taglieremo tutti i privilegi per sostenere lo sviluppo della Sicilia»
Il presidente della Regione: la norma sulle partecipate va riscritta, dobbiamo sfruttare l’Ast. L’Isola non è irredimibile, né senza speranza
PALERMO. «La Finanziaria è ancora tutta da costruire, quella presentata martedì da Baccei ai partiti è solo una bozza molto incompleta. E non potrà essere approvata senza prima aver portato a termine la trattativa con lo Stato sull’aiuto di cui abbiamo diritto e soprattutto senza aver inserito nel testo misure per la solidarietà sociale e lo sviluppo»: nel suo primo giorno a Roma per l’elezione del Capo dello Stato, Rosario Crocetta è di nuovo costretto a
spegnere gli incendi scoppiati in Sicilia nella maggioranza e fuori dal
Dopo i sindacati autonomi, anche i tre confederali hanno proclamato lo sciopero contro i tagli al personale regionale nella Finanziaria.
«Mi chiedo per cosa scioperano i sindacati. Non c’è ancora una Finanziaria. C’è solo una bozza e prima di approvarla dialogheremo con le parti sociali».
Nella bozza si parla chiaramente dei tagli ai dirigenti, della riduzione di premi e straordinari, dell’adeguamento della pensione
dei regionali a quella degli statali e dei prepensionamenti obbligatori. Sono misure che condivide?
«Non solo le condivido, le ho anche proposte io in passato ma l’Ars si è sempre rifiutata di approvarle. Ci sono anche le misure per i forestali. Toglieremo i privilegi in vari settori».
Ha già detto che verrà cancellato l’articolo che introduce tagli del 20% allo stipendio di sindaci e consiglieri comunali. Baccei ha però inserito anche una norma che riscrive del tutto il piano della Regione sulle partecipate. Nessuna delle 11 rimaste attive è intoccabile
e molte altre verranno chiuse se non avranno i conti in ordine. Condivide questa norma?
«La norma sulle partecipate va riscritta. E ci stiamo lavorando insieme. Stiamo discutendo su quali settori di attività individuare come
strategici e dunque quali partecipate mantenere in vita. Io ricordo che
ho già avviato la chiusura di 22 società. E fra quelle rimaste in vita penso che non si possa rinunciare a Sicilia e Servizi, Riscossione Sicilia, Ast. Il principio in generale è che non dobbiamo buttare il bambino con l’acqua sporca. Costruiamo invece modelli organizzativi efficienti. Anche perché è giusto ammettere che spesso le partecipate sono nate con obiettivi importanti ma non li hanno realizzati e le assunzioni che hanno fatto sono state in violazione di divieti di legge e
poco trasparenti».
Lei cosa aggiungerebbe alla bozza di Baccei?
«Se restiamo alle partecipate, io continuo a dire che dobbiamo sfruttare l’Ast per abbattere i costi del mercato dei trasporti. Oggi arrivare in Sicilia è un privilegio per ricchi. Ma l’Azienda siciliana trasporti può entrare nel mercato dei voli aerei. E poi stiamo pensando di creare un settore che si occupi di assistenza socio-sanitaria. Ma è un progetto che va fatto insieme all’assessore Borsellino e non può fermarsi al trasferimento dell’Arpa al fondo sanitario regionale».
28 Gennaio 2015 Nota
Presidente, sono tutti da respingere le misure sui forestali trapelate in questi ultimi giorni. Accettiamo e condividiamo invece la Sua promessa, cioè che Lei vuole aiutare i forestali facendoli lavorare di più. Notizia correlata:
Crocetta: Non voglio licenziare i forestali, voglio che abbiano piu' lavoro

References: Art. 1

Art. 35
 Art. 36
 Art. 37

Art. 38

Art. 41

Art. 46
 sentenza 
 ART. 123
e contrario