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Timestamp: 2020-08-10 15:50:29+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1038 del 17/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1038 del 17/01/2020
Cassazione civile sez. I, 17/01/2020, (ud. 19/12/2019, dep. 17/01/2020), n.1038
W.H., rappr. e dif. dall’avv. Massimo Gilardoni, elett. dom.
presso la cancelleria della Corte di Cassazione in Roma,
MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro p.t., PROCURA
per la cassazione del decreto Trib. Brescia 30.7.2018, cron.
3116/2018, R.G. 17825/2017;
1. W.H. impugna il decreto Trib. Brescia 30.7.2018, cron. 3116/2018, R.G. 17825/2017 che ha rigettato il suo ricorso avverso il provvedimento della competente Commissione territoriale, la quale aveva escluso i presupposti per la dichiarazione dello status di rifugiato, la protezione sussidiaria e altresì quella umanitaria con concessione del permesso di soggiorno;
2. il tribunale, respinto il dubbio di costituzionalità della disciplina del D.L. n. 13 del 2017, ed in particolare del procedimento camerale ed argomentata la inattendibilità del racconto del ricorrente (afferente a fuga dalla Nigeria per minacce ricevute dalla setta (OMISSIS) in conseguenza di rifiuto di affiliazione), ha negato i requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato, della protezione sussidiaria e di quella umanitaria, rilevando altresì la provenienza del ricorrente da un territorio della Nigeria diverso da quello interessato dal conflitto e facendo difetto gravi ragioni o situazioni soggettive rilevanti;
3. il ricorso descrive un motivo, oltre alla prospettazione del citato dubbio di costituzionalità.
1. in via preliminare si reitera la sollecitazione di verifica della costituzionalità del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, per contrarietà agli artt. 3,24,77,111 Cost., contestandosi poi la mancata concessione della protezione umanitaria, in violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32, comma 2;
2. va preliminarmente escluso il sollevato dubbio di costituzionalità del rito e del conseguente regime impugnatorio delle decisioni in materia di protezione internazionale ai sensi del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, come già ritenuto da questa Corte allorchè ha statuito che “è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, per violazione del diritto di difesa e del principio del contraddittorio, del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, comma 1, poichè il rito camerale ex art. 737 c.p.c., che è previsto anche per la trattazione di controversie in materia di diritti e di “status”, è idoneo a garantire il contraddittorio anche nel caso in cui non sia disposta l’udienza, sia perchè tale eventualità è limitata solo alle ipotesi in cui, in ragione dell’attività istruttoria precedentemente svolta, essa appaia superflua, sia perchè in tale caso le parti sono comunque garantite dal diritto di depositare difese scritte” (Cass. 17717/2018), questione specifica peraltro irrilevante nella vicenda, avendo il tribunale convocato la parte, ma pertinente, per il principio generale della affermata compatibilità del rito con le controversie della protezione internazionale;
3. parimenti, anche di recente, si è confermato, in continuità con altra statuizione del medesimo precedente, che “la disposizione transitoria che differisce di 180 giorni dall’emanazione del decreto l’entrata in vigore del nuovo rito è connaturata all’esigenza di predisporre un congruo intervallo temporale per con59ntire alla complessa riforma processuale di entrare a regime” (Cass. 31360/2019); e, su analoga sollecitazione, si è opposto che “il principio del doppio grado di giurisdizione è privo di copertura costituzionale, sicchè il legislatore può sopprimere l’impugnazione in appello al fine di soddisfare esigenze specifiche, quale la celerità, ritenuta particolarmente rilevante nelle controversie in materia di protezione internazionale” (Cass. 30961/2019);
5. il ricorso è conseguentemente inammissibile, per tardività del suo inoltro, poichè notificato oltre i 30 giorni di cui al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, ad entrambe le controparti pubbliche, già individuate dal ricorrente avanti al tribunale, e cioè Ministero dell’Interno e Procura generale presso la Corte di cassazione, anche tenuto conto dell’intervento del pubblico ministero in quel giudizio;
6. dalla stessa narrativa dell’impugnazione si dà conto che il decreto impugnato, emesso il 30 luglio 2018, risulta notificato in pari data al domicilio telematico del procuratore costituito, avendo poi la stessa parte notificato l’odierno ricorso solo il 31 agosto 2018, dunque in violazione dell’art. cit., comma 13; opera invero in materia il principio per cui “l’inapplicabilità del principio della sospensione dei termini feriali ai giudizi aventi ad oggetto il riconoscimento della protezione internazionale del cittadino straniero, introdotta con il D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, comma 14, non opera rispetto ai ricorsi avverso le decisioni delle commissioni territoriali emesse e comunicate (o notificate) anteriormente alla data del 17 agosto 2017, essendo la vigenza della nuova disciplina legislativa processuale differita a tale data” (Cass. 22304/2019); nella fattispecie, risulta pacifico che la decisione reiettiva della commissione territoriale, benchè assunta prima, è stata oggetto di comunicazione solo successiva alla menzionata data (17.10.2017), conseguendone la piena applicabilità del regime impugnatorio introdotto dal D.L. 17 febbraio 2017, n. 13, conv. nella L. 13 aprile 2017, n. 46, che ha disposto applicarsi la modifica al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, “alle cause e ai procedimenti giudiziari sorti” dopo il 180 giorno dalla entrata in vigore del decreto legge, dunque dal 18 agosto 2017 (Cass. 18295/2018, 30970/2019, 30040/2019);
il ricorso va conclusivamente dichiarato inammissibile; sussistono i presupposti per il cd. raddoppio del contributo unificato (Cass. 9660/2019, 25862/2019).

References: Sentenza 
 art. 35
 art. 32
 art. 35
 art. 35
 art. 737
 art. 35
 art. 35
 art. 35