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Timestamp: 2020-08-12 07:34:22+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23078 del 03/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23078 del 03/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/10/2017, (ud. 06/09/2017, dep.03/10/2017), n. 23078
sul ricorso 26992/2013 proposto da:
S.M., P.D., elettivamente domiciliate in ROMA,
rappresentate e difese dall’avvocato KATIA MONCERI;
avverso la sentenza n. 520/2013 della CORTE D’APPELLO di ANCONA
depositata il 31/5/2013;
la Corte d’appello di Ancona ha rigettato l’appello proposto dal Ministero della Istruzione, della Università e della Ricerca contro la sentenza di primo grado che aveva condannato l’appellante al pagamento, in favore delle odierne parti intimate, assunte con reiterati contratti a tempo determinato nel settore scolastico, delle differenze stipendiali conseguenti agli scatti di anzianità maturati nel limite della prescrizione quinquennale;
contro la sentenza propone il Ministero propone ricorso per cassazione, articolando un unico complesso motivo, cui resistono con controricorso le lavoratrici;
1. con l’unico motivo il MIUR denuncia la violazione del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, art. 6; D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modificazioni nella L. 12 luglio 2011, n. 106; L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4; D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 526; dell’Accordo quadro CES, UNICE e CEE del 18/3/1999, recepito con Direttiva 1999-70-CE;
2. il ricorso, che deve comunque ritenersi ammissibile dal momento che le censure sono specifiche ed investono il decisum della corte territoriale, è manifestamente infondato e va pertanto rigettato;
2.3. a dette conclusioni, ribadite da ultimo da Cass. ord. 12/7/2017, n. 17168, la Corte è pervenuta valorizzando i principi affermati dalla Corte di Giustizia quanto alla interpretazione della clausola 4 dell’Accordo Quadro ed evidenziando che l’obbligo posto a carico degli Stati membri di assicurare al lavoratore a tempo determinato “condizioni di impiego” che non siano meno favorevoli rispetto a quelle riservate all’assunto a tempo indeterminato “comparabile”, sussiste a prescindere dalla legittimità del tetinine apposto al contratto;
2.4. il ricorso del MIUR non prospetta argomenti che possano indurre a disattendere detto orientamento, al quale va data continuità, poichè le ragioni indicate a fondamento del principio affermato, da intendersi qui richiamate ex art. 118 disp. att. c.p.c., sono integralmente condivise dal Collegio;
3. in conclusione, il ricorso va respinto, con conseguente assorbimento delle questioni pregiudiziali e preliminari sollevate dalla controricorrente;
4. la novità e la complessità della questione, diversamente risolta dalle Corti territoriali e solo di recente composta da questa Corte di legittimità, giustificano la compensazione delle spese del giudizio di legittimità;
5. infine, non può trovare applicazione nei confronti delle Amministrazioni dello Stato il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, atteso che le stesse, mediante il meccanismo della prenotazione a debito, sono esentate dal pagamento delle imposte e tasse che gravano sul processo (cfr. Cass. 1778/2016).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 9
 art. 4
 art. 526
 Cass. 
 art. 118
 art. 13
 art. 1
 Cass.