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Timestamp: 2020-01-21 08:11:23+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 16363 del 03/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16363 del 03/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/07/2017, (ud. 11/04/2017, dep.03/07/2017), n. 16363
sul ricorso 28557/2015 proposto da:
M.C., Z.M., elettivamente domiciliati in ROMA,
VIALE DELLE MILIZIE 48, presso lo studio dell’avvocato FABIO
BORGOGNONI, rappresentati e difesi dall’avvocato GASPARE MORGANTE;
rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA A. BOSIO 2,
avverso la sentenza n. 4861/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 27/08/2015;
1. Con il ricorso in atti parte ricorrente ha inteso chiedere la cassazione dell’impugnata sentenza sul rilievo che essa, accogliendo l’appello incidentale della banca, aveva riformato la decisione di condanna della medesima al risarcimento dei danni seguiti ad una segnalazione L. 15 dicembre 1990, n. 386, ex art. 9, sebbene fosse stata data comunicazione “mediante fax” del pagamento avvenuto tempestivamente.
2. Resiste al proposto ricorso parte intimata con controricorso.
1. Il ricorso – i cui motivi possono essere esaminati congiuntamente in quanto riflettenti lo stesso tema di giudizio – è manifestamente infondato.
2. Di contro alla tesi ricorrente dell’equipollenza dei mezzi di prova, questa Corte ha infatti reiteratamente affermato il principio secondo cui “in tema di emissione di assegno bancario senza provvista, la norma della L. 15 dicembre 1990, n. 386, art. 8, comma 3, come sostituito dal D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, art. 33, disciplinante la prova del pagamento entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione dell’assegno, non ammette equipollenti e, al fine di evitare accordi fraudolenti tra i soggetti privati dell’obbligazione cartolare, esige la certezza della data del pagamento. A garanzia di questa, pertanto, la prova del pagamento deve essere fornita al pubblico ufficiale tenuto alla presentazione del rapporto mediante quietanza a firma autenticata del portatore ovvero mediante attestazione dell’istituto di credito presso il quale è stato effettuato il deposito vincolato dell’importo dovuto” (Cass., Sez. 1^, 27 giugno 2011, n. 14740).
3. Dovendo perciò essere dichiarata l’infondatezza del ricorso, le spese seguono la soccombenza.
Respinge il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese che liquida in Euro 2100,00, di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre al 15% per spese generali ed accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 9
 art. 8
 art. 33