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Timestamp: 2020-06-02 20:31:52+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 9055 del 07/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9055 del 07/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 07/04/2017, (ud. 16/02/2017, dep.07/04/2017), n. 9055
sul ricorso 15096-2012 proposto da:
SALITA DI SAN NICOLE DA TOLENTINO, presso lo studio dell’avvocato
DOMENICO NASO, che la rappresenta e difende giusta delega in atti;
avverso il provvedimento n. 1428/2011 della CORTE D’APPELLO di
MILANO, depositata il 29/12/2011 R.G.N. 2019/09.
che con sentenza in data 29.12.2011 n. 1428 la Corte di Appello di Milano ha respinto l’appello proposto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca avverso la sentenza con la quale il giudice di primo grado aveva dichiarato il diritto di C.T. al riconoscimento a fini economici della anzianità di servizio maturata durante lo svolgimento dei rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato intercorsi con il Ministero, condannando il Ministero al pagamento delle differenze stipendiali maturate;
che avverso tale sentenza il MIUR ha proposto ricorso affidato a due motivi al quale ha al quale ha opposto difese C.T..
che ritiene il Collegio si debba rigettare il ricorso, perchè la sentenza impugnata è conforme al principio di diritto affermato da questa Corte con le sentenze nn. 22558 e 23868/2016, con le quali si è statuito che “nel settore scolastico, la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva n. 1999/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai c.c.n.l. succedutisi nel tempo, sicchè vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato.”;
che, inoltre, il ricorrente si limita a invocare l’applicazione del termine breve sul presupposto della legittimità dei contratti, come si è detto irrilevante ai fini che ci occupano, ma non indica le ragioni per le quali la Corte territoriale avrebbe errato nell’affermare che le somme rivendicate dovevano essere riconosciute a titolo risarcitorio, per la violazione di norme inderogabili di legge, ossia della direttiva europea e del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 6;

References: Sentenza 
 provvedimento n. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6