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Timestamp: 2020-01-21 10:16:59+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14944 del 15/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14944 del 15/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 15/06/2017, (ud. 23/03/2017, dep.15/06/2017), n. 14944
sul ricorso 5705/2016 proposto da:
S.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LIVIA DRUSILLA,
59, presso lo studio dell’avvocato CARLA D’AGOSTINO, rappresentata e
difesa dagli avvocati VINCENZO SARNICOLA e ANACLETO DOLCE;
avverso la sentenza n. 7637/2/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
il 28/07/2015;
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di S.A. di avviso di accertamento, D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, portante Irpef dell’anno 2008, la contribuente ricorre, affidandosi a due motivi, nei confronti della Agenzia delle Entrate (che resiste con controricorso), avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la Commissione Tributaria Regionale aveva, rigettandone l’appello, confermato la prima decisione di parziale accoglimento del ricorso introduttivo, con rideterminazione del reddito.
In particolare, il Giudice di appello riteneva che la contribuente non avesse fornito prova idonea al superamento della presunzione legale, risultando a ciò inconferenti le allegate dichiarazioni dei familiari.
1. Con il primo motivo si denunzia la sentenza impugnata, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, di motivazione contraddittoria e insufficiente.
Il motivo è manifestamente inammissibile dovendosi applicare al ricorso il nuovo disposto dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, come interpretato dalle Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza n. 8053/2014.
2. Con il secondo motivo si deduce la violazione del D.Lgs. n. 218 del 1997, laddove la C.T.R. avrebbe accertato lo svolgimento del contraddittorio preventivo, malgrado non fosse mai stato prodotto alcun invito inviato al contribuente dall’Ufficio.
2.1. La censura – al limite dell’inammissibilità prospettando sotto l’egida della violazione di legge una censura all’accertamento in fatto – è infondata alla luce dei principi sanciti nella sentenza delle Sezioni Unite di questa Corte n. 24823/2015, vertendosi, nella specie, in materia di tributi non armonizzati.
3. Ne consegue il rigetto del ricorso con la condanna della ricorrente, soccombente alle spese nella misura liquidata in dispositivo.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione in favore dell’Agenzia delle entrate delle spese di lite liquidate in complessivi Euro 1.000 oltre eventuali spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 sentenza 
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