Source: https://renatodisa.com/2018/10/19/ai-fini-delladempimento-dellobbligo-imposto-dal-decreto-legislativo-n-285-del-1992-articolo-200/
Timestamp: 2018-11-17 04:23:55+00:00

Document:
Ai fini dell'adempimento dell'obbligo imposto dal Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 200. - Avvocato Renato D'Isa
Ai fini dell’adempimento dell’obbligo imposto dal Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 200.
Home/Cassazione civile 2018, Codice della strada, Corte di Cassazione, Sentenze - Ordinanze/Ai fini dell’adempimento dell’obbligo imposto dal Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 200.
Corte di Cassazione, sezione seconda civile, Ordinanza 24 settembre 2018, n. 22500.
Ordinanza 24 settembre 2018, n. 22500
Ai fini dell’adempimento dell’obbligo imposto dal Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 200, esso puo’ aver luogo anche oralmente, non essendo necessario, nell’immediatezza dei fatti, redigere e consegnare una copia del verbale al trasgressore.
L’omessa contestazione immediata, o l’omessa indicazione, nel relativo verbale, dei motivi che l’hanno resa impossibile, rende annullabile il provvedimento sanzionatorio, non si estende, difatti, all’ipotesi in cui, essendovi stata immediata contestazione orale, sia tuttavia mancata la contestuale redazione e consegna del verbale al trasgressore o la indicazione dei motivi della mancata consegna del verbale, attesa la distinzione giuridica tra l’accertamento, la verbalizzazione e la consegna della copia del verbale al trasgressore
Il (OMISSIS) aveva proposto opposizione al Giudice di pace di Oristano, asserendo che il veicolo era fermo e con il motore spento all’interno dell’azienda agricola (OMISSIS); aveva eccepito la nullita’ del verbale per la mancata indicazione del luogo ove era stata commessa l’infrazione e per la mancata contestazione immediata.
1. Il primo motivo censura, letteralmente, la violazione del Decreto Legislativo n. 150 del 2011, articolo 36, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 4, nonche’ del Decreto Legislativo n. 150 del 2011, articoli 7 e 36, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per difetto di motivazione ed omesso esame di un’eccezione decisiva per il giudizio.
Neppure e’ invocabile l’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per contestare la motivazione della sentenza impugnata, poiche’ la disposizione, nel testo attualmente in vigore, contempla un autonomo vizio della decisione, derivante dall’omesso esame di un fatto materiale, principale o secondario, avente carattere decisivo, con esclusione del sindacato sulla motivazione, che, oltre a dover esser sollecitato ai sensi dell’articolo 132 c.p.c., comma 2, n. 4, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 4, e’ ammissibile solo in ipotesi tassative, qui non ricorrenti (inesistenza della motivazione come risulta dal testo della sentenza e prescindendo dal confronto con le risultanze processuali, mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico, motivazione apparente, contrasto irriducibile fra affermazioni inconciliabili, motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile: cfr. Cass. s.u. 7.4.2014, n. 8053). Per altro verso, deve considerarsi che il fatto che il veicolo circolasse su strada pubblica e non fosse fermo in area privata e’ stato e’ stato esaminato e valutato dal giudice di secondo grado, il che di per se’ esclude la violazione dell’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
3. Il terzo motivo censura la violazione dell’articolo 2700 c.c., Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 200 e articolo 201, comma 1 bis, nonche’ degli articoli 383, 384 e 385 del regolamento di attuazione del codice della strada, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per aver il tribunale conferito pubblica fede non solo al verbale di constatazione dell’infrazione ma anche alle dichiarazioni rese dai verbalizzanti negli scritti difensivi e nelle controdeduzioni, e per aver ritenuto valida la contestazione orale, non considerando che detta contestazione doveva esser contenuta obbligatoriamente nel verbale, da redigersi contestualmente all’accertamento.
La sentenza non ha affatto attribuito alle controdeduzioni difensive della Prefettura valenza probatoria privilegiata, superabile solo con querela di falso, ma le ha giudicate meramente confermative e chiarificatrici di quanto gia’ attestato dal verbale.
Riguardo alle modalita’ della contestazione, questa Corte ha piu’ volte stabilito che ai fini dell’adempimento dell’obbligo imposto dal Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 200, essa puo’ aver luogo anche oralmente, non essendo necessario, nell’immediatezza dei fatti, redigere e consegnare una copia del verbale al trasgressore (Cass. 26.11.2009, n. 24944).
4. Il quarto motivo censura la violazione del Regio Decreto n. 773 del 1991, articolo 1, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nonche’ per omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio ai sensi dell’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per aver la sentenza ritenuto incontestata la circostanza che i verbalizzanti avessero proceduto alla contestazione immediata ed inoltre per aver omesso di considerare le ragioni per le quali era mancata l’immediata repressione dell’illecito e se i verbalizzanti avessero correttamente esercitato i poteri sanzionatori.
La censura secondo cui il giudice di merito avrebbe omesso di verificare perche’ i Carabinieri non avevano immediatamente represso l’illecito, sequestrando il veicolo ed impedendone l’ulteriore circolazione e’, a sua volta, inammissibile poiche’ la censura non indica – nel rigoroso rispetto delle previsioni di cui all’articolo 366 c.p.c., comma 1, n. 6) e articolo 369 c.p.c., comma 2, n. 4), – il come e il quando (nel quadro processuale) tale fatto sia stato oggetto di discussione tra le parti, e, soprattutto, quale decisivita’ potesse assumere al fine di escludere la violazione contestata al ricorrente (Cass. s.u. 7.4.2014, n. 8053).
Sussistono le condizioni per dichiarare che il ricorrente e’ tenuto a versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione, ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, comma 17, che ha aggiunto del Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, articolo 13, comma 1-quater.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-10-19T13:18:39+00:0019 ottobre 2018|Cassazione civile 2018, Codice della strada, Corte di Cassazione, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

References: articolo 200
 articolo 200
 articolo 200
 articolo 200
 articolo 36
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 articolo 200
 articolo 201
 sentenza 
 articolo 200
 articolo 1
 sentenza 
 articolo 369
 articolo 1
 articolo 13