Source: https://www.tabelleretributive.it/ccnl_Licei_e_scuole_private_(Cisal_-_Filins).html
Timestamp: 2019-05-24 23:28:33+00:00

Document:
Il giorno nove del mese di luglio dell’anno duemilanove, presso la sede Cisal Scuola via le G. Cesare 21 Roma
viene stipulato il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro da valersi in tutto il territorio nazionale Italiano per il personale direttivo, docente e non docente che presta la propria opera, con rapporto di lavoro subordinato, presso le istituzioni scolastiche non statali gestite da enti e da privati associati alla F.I.L.I.N.S., alla F.I.I.N.S.E.I. ed all'A.I.S.P.E.F. che li rappresentano. La validità del presente contratto è subordinata esclusivamente alla iscrizione delle parti interessate ad una delle Associazioni e/o Sindacati su elencati. Le altre Associazioni di categoria e/o OO.SS. interessate possono successivamente sottoscrivere "per adesione" il presente CCNL ai sensi dell’art. 1332 C.C.; le parti firmatarie del presente CCNL al fine di salvaguardare la proprietà del presente contratto ne vietano la riproduzione totale e parziale ad Enti, organizzazioni, e privati, ai sensi e per gli effetti dell’articoli 2575 e 2577 cc e leggi speciali collegate, salvo esplicita autorizzazione, per la sua pubblicazione.
Il presente C.C.N.L. è in vigore per il periodo 1° settembre 2009 – 31 agosto 2013 e sostituisce a tutti gli effetti quello stipulato il 9 luglio 2001 ed anche il successivo accordo di rinnovo del 25 gennaio 2006. L’accordo raggiunto, non senza un sofferto e meditato confronto fra le parti, rappresenta indubbiamente un notevole passo in avanti verso quella flessibilità necessaria per tener conto sia delle diverse situazioni economiche e ambientali in cui opera la scuola non statale.
Le modifiche legislative introdotte nel nostro ordinamento, hanno consigliato una importante rivisitazione dell’accordo precedente al fine di poter normare anche le nuove tipologie contrattualistiche per i lavoratori dipendenti.
Il presente accordo disciplina, in maniera unitaria per le scuole di ogni ordine e grado associate alla Filins, alla Fiinsei ed all'Aispef con sedi in Italia ed all’Estero, i rapporti di lavoro tra gli enti gestori delle stesse ed i lavoratori assunti come dipendenti. Le norme del presente contratto, non possono essere applicate parzialmente
- scuola dell’infanzia,
- scuole secondarie di 1° e 2° grado,
Il contratto collettivo nazionale di lavoro ha durata quadriennale per la parte normativa e biennale per la parte retributiva. Salvo le decorrenze particolari previste per i singoli istituti contrattuali per la parte normativa, il presente contratto decorre 1° settembre 2009 ed avrà vigore fino a tutto il 31 agosto 2013; per la parte economica il primo biennio decorre dall’ 1 settembre 2009 ed avrà vigore fino a tutto il 31 agosto 2011 ; il secondo biennio economico decorre dal 1 settembre 2011 ed avrà vigore fino a tutto il 31 agosto 2013. Si intenderà rinnovato di un anno, qualora non venga disdetto da una delle due parti stipulanti, tramite lettera raccomandata, almeno tre mesi prima della scadenza. In caso di disdetta, che dovrà comunque essere motivata, le disposizioni contrattuali rimangono in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo contratto collettivo.
Ai fini dell’identificazione delle parti si precisa quanto segue:
E’ istituto d'istruzione il complesso delle attività educative, formative e scolastiche organizzate da enti o privati compresi i Corsi e le Accademie; se esso è conformato all'ordinamento scolastico nazionale, ai sensi e nei limiti delle leggi vigenti, prende la denominazione di scuola.
L'Istituto è retto dal legale rappresentante che provvede alla sede, al finanziamento, all'avviamento e all’organizzazione dell'attività, determinandone l'indirizzo educativo.
Personale docente: lavoratori che svolgono compiti operativamente autonomi e concorrono al conseguimento di obiettivi formativi, culturali, scientifici o professionali, non connessi o strettamente connessi ai processi evolutivi di istruzione curriculare. E' richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado e, se necessario, una qualifica.
Le parti firmatarie del presente CCNL hanno ritenuto opportuno adottare, per il personale in servizio presso le scuole non statali, una classificazione differenziata rispetto a quella dello Stato in attesa della completa attuazione della parità che consenta l’equiparazione del servizio e delle qualifiche, anche ai fini del trattamento economico.
Il Ministero P.I. ha chiarito che i dirigenti delle istituzioni scolastiche non statali, ancorché paritarie, vengono scelti dall’ente gestore fra i docenti laureati e abilitati all’insegnamento di una disciplina curricolare del corso di studi. Nel caso di istituti comprensivi l’incarico di dirigente può essere affidato a docente laureato e abilitato in una materia compresa nel curricolo di uno soltanto dei corsi di studio presenti.
d) in tutti i casi in cui il periodo d’interruzione dell’attività lavorativa sia superiore ai 90 giorni consecutivi (esempio: dal 19 giugno al 18 settembre).
Ferma restando la possibilità di ricorso, per l’assunzione del personale, al contratto a termine, ai sensi delle disposizioni del precedente art. 7, l'apposizione del termine è prevista qualora l’azienda abbia necessità per ragioni tecniche organizzative e/o sostitutive anche se riferite alla attività ordinaria dell’organizzazione scolastica. A mero titolo esemplificativo il contratto a termine è inoltre consentito nelle seguenti ipotesi:
d) per impegno volontario del lavoratore a posticipare l’accesso alla pensione.
Con riferimento all’articolo 5 comma 4 bis del D.Lgs. 368/2001 si stabilisce che in caso di successione di contratti a termine per mansioni equivalenti di durata complessiva superiore a 36 mesi il contratto sarà considerato a tempo indeterminato.
Nella successione di contratti per mansioni equivalenti previsti dal comma 3 dell’articolo 5 del D.Lgs. 368/2001 non si considerano in continuità i contratti per i quali sia prevista una interruzione di giorni 3 di calendario.
Ai sensi dell’articolo 5 comma 4 quater del D.Lgs. 368/2001 i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato non hanno diritto di precedenza in caso di nuove assunzioni a tempo indeterminato.
b) la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con il mutamento d'orario dello stesso avviene con il consenso delle parti; l’azienda può operare una riduzione unilaterale dell’orario di lavoro qualora provveda, a causa della contrazione delle attività, a ridurre l’orario di lavoro in proporzione per tutti i lavoratori con la medesima qualifica al fine di evitare la risoluzione del rapporto di lavoro. Qualora uno o più lavoratori non accettino la riduzione di orario le ore verranno ove possibile ridistribuite tra gli altri lavoratori; per gli insegnanti le riduzioni potranno essere operate solo salvaguardando l’integrità delle cattedre e, comunque, nel rispetto degli obblighi imposti dalle norme per l’assegnazione degli incarichi.
La contribuzione dei lavoratori a tempo parziale dovrà essere versata in rispetto dei minimali orari e/o giornalieri fissati dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
Il datore di lavoro al termine del Contratto di apprendistato trasforma il rapporto in C.C.N.L. di lavoro a tempo indeterminato, attribuendo al lavoratore dipendente la qualifica e la retribuzione del livello acquisito.
La durata massima del periodo di prova per gli apprendisti è fissata dall'art. 11, parte seconda del presente C.C.N.L..
Entro 3 mesi dalla firma del presente C.C.N.L. le Parti definiranno con idonee intese i contenuti specifici, la durata dei moduli e le modalità di svolgimento dell'attività formativa, nel limite minimo di 150 ore.
A conclusione del periodo di apprendistato, il lavoratore sarà assunto a tempo indeterminato e percepirà la retribuzione prevista per il livello di inquadramento di cui al successivo art. 11 parte seconda. Fermo restando quanto previsto dalla legge in materia, in caso di malattia al lavoratore con rapporto di apprendistato è corrisposta, per un massimo di 3 mesi per anno scolastico, una retribuzione pari alla quota di integrazione corrisposta ai sensi dell’art. 36 parte seconda.
L'assunzione del personale viene effettuata dal legale rappresentante dell'Istituto, mediante sottoscrizione del contratto individuale (in appendice) redatto in duplice copia, una per il lavoratore l'altra per l'Istituto. Il contratto sarà sottoscritto almeno il giorno antecedente l’inzio del rapporto in quanto, a cura e spese del datore di lavoro sarà inviata comunicazione di assunzione almeno il giorno antecedente l’effettivo inizio del rapporto di lavoro al servizio informatico della provincia territorialmente competente.
Per il personale del comparto scuola, ex art. 2 comma 4 della L. 176/2007 la comunicazione al Servizio per l’impiego della provincia di lavoro può essere considerata validamente ed in termini effettuata se inviata entro il decimo giorno dall’inizio del rapporto di lavoro.
Il contratto individuale d’assunzione, oltre alle generalità del lavoratore e alla intestazione dell'Istituto, deve specificare che il rapporto di lavoro è disciplinato dalle norme del presente CCNL, dal Regolamento interno d'Istituto e, in generale, dal POF (piano dell’offerta formativa).
c) l'orario complessivo di lavoro; per gli insegnanti l’orario di lavoro sarà stabilito dal Collegio dei Docenti che delibererà con le maggioranze prescritte.
- autorizzazione all’istituto del consenso al trattamento dei dati personali previsti dalla L. 675/96.
I dati richiesti, compreso il possesso dei titoli di studio o di abilitazione all’insegnamento, possono essere forniti dall’interessato mediante dichiarazioni sostitutive di certificazioni, ai sensi della legge n. 127/97 e successive modificazioni sulla semplificazione amministrativa.
La scuola paritaria è tenuta a comunicare la nomina del personale docente e non docente all’Ufficio
A tale scopo, se necessario, le parti possono avvalersi dell’opera di mediazione della commissione arbitrale (art. 43).
b) E’ consentito, in deroga a quanto stabilito nel successivo art. 17, alle sigle firmatarie del presente CCNL, addivenire ad accordi decentrati o aziendali di solidarietà che tengano conto di particolari situazioni contingenti locali con carattere di eccezionalità. In tal caso, i contratti devono essere depositati presso le sedi provinciali, competenti per territorio, degli Ispettorati del Lavoro e dell’INPS, entro trenta giorni dalla data di stipulazione (legge 29/7/96, n. 402 – art. 3, comma 2). Si precisa che la riduzione di cui al presente articolo si applica anche al personale assunto con contratto di apprendistato.
Per le altre prestazioni dei docenti, più o meno connesse con l'attività d’insegnamento, ma tutte aventi carattere sussidiario (consigli di classe, collegio dei docenti, colloqui con i genitori, commissioni d'esame di idoneità, ecc..) sono previsti gettoni di presenza non compresi nella retribuzione. Detti trattamenti accessori, che sono indicati in appendice nella tabella "B", non sono computabili ai fini della 13.ma, delle ferie, dell'anzianità e del T.F.R., ed hanno validità dal primo di settembre 2009 al 31 di agosto dell'anno 2013. La natura suppletiva delle prestazioni sopra indicate non esonera il docente dalla loro ottemperanza in quanto integrative della funzione docente.
L’estratto conto dei versamenti previdenziali è esplicitato nel modello Cud di cui al precedente art. 21.
L’azienda ogni mese trasmetterà all’Ente previdenziale le somme corrisposte per ogni lavoratore.
A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 221 del 14/10/86, sono compresi nell'assicurazione anche gli impiegati addetti in via non occasionale a macchine elettriche da ufficio, a prescindere da qualunque indagine sull'esistenza in concreto del rischio. E' comunque consigliabile che la gestione stipuli privatamente un contratto d'assicurazione a copertura della responsabilità civile verso terzi.
a) Riduzione dell’ora di lezione da 60 a 50 minuti.
La circolare ministeriale n. 243/79 ha previsto la facoltà, nelle scuole ed istituti di istruzione secondaria ed artistica, di ridurre la durata dell’ora di lezione fino al limite minimo di cinquanta minuti, per favorire la soluzione di alcune difficoltà organizzative connesse con il funzionamento orario del servizio scolastico (pendolarismo degli alunni e orario servizi di trasporto pubblico, doppi turni, ecc.).
L’art. 21, comma 8, della legge 15 marzo 1997 n. 59 indica che l’autonomia scolastica si esplica anche mediante superamento dei "…vincoli in materia di unità oraria della lezione …fermi restando …il rispetto dei complessivi obblighi annuali di servizio dei docenti previsti dai contratti collettivi ….". Il riferimento ai CCNL fa ritenere che il problema riguardi esclusivamente la funzione pubblica.
Ma, il regolamento applicativo dell’autonomia, il DPR 275/99, introduce il concetto di flessibilità dell’orario delle lezioni, nel senso che il POF può prevedere una riduzione o un aumento del monte ore di lezione annuale stabilito dall’Ordinamento per ciascuna disciplina, fino ad un massimo del 15%, anche a favore di nuove materie integrative o caratterizzanti il corso di studi proposto.
In tal caso, viene considerato il tempo complessivo di lezione di cui l’alunno ha diritto, indipendentemente dalla durata della singola porzione dell’unità didattica.Se ne deduce che, se la riduzione dell’ora di lezione viene stabilita in seno agli Organi Collegiali, nell’ambito dell’autonomia didattica e organizzativa, le frazioni di lezioni non svolte debbono essere in qualche modo recuperate.
b) Riduzione dell’orario settimanale delle lezioni a 32 ore.Per quanto riguarda la riduzione dell’orario settimanale delle lezioni a 32 ore, indicata nella lg. n. 30/2000 di riordino dei cicli scolastici e riportata nella C.M. n. 3 del 5 gennaio 2001 (… consentendo che le istituzioni scolastiche, nell'esercizio dei poteri dell'autonomia didattica ed organizzativa, che permette la riorganizzazione dei percorsi didattici secondo quanto previsto dall'art.2 del D.M. 234/2000, possano, senza incidere comunque sulle finalità formative degli indirizzi, modificare i quadri orario dei vigenti piani di studio superiori alle 32 ore settimanali, riducendoli non oltre tale limite …) occorre precisare che la suddetta norma è sospesa; di conseguenza la riduzione dell’orario settimanale delle lezioni a 32 ore non è applicabile per l’anno 2001/2002 se non in virtù di un apposito progetto di sperimentazione, approvato dai competenti Organi Collegiali e notificato alla D.G.R. secondo le norme in vigore.
- per congedo di maternità o paternità (parentale) secondo le previdenze dell’ente assistenziale (D. Lgs. 26/3/2001, n. 151);
- " Le esigenze dell'attività aziendale, per costituire giustificato motivo (oggetto) di licenziamento, non debbono necessariamente presentare i caratteri dell'eccezionalità, dell'imprevedibilità e della permanenza, ma è sufficiente concernano anche solo ordinarie variazioni del normale andamento dell'impresa, purché effettive e non fittizie, nè tali da essere compatibili con l'utilizzazione del personale divenuto superfluo in altre mansioni equivalenti a quelle che già gli erano proprie. In particolare, a nulla rileva il mero carattere stagionale dell'attività aziendale con incidenza diretta sull'organizzazione del lavoro, il ricorso al licenziamento giustificato, ove ne sussistano effettivamente le condizioni, si rende operante, tanto più che non è legalmente possibile ovviare previamente alle contrazioni stagionali di attività lavorativa in quanto la legge n. 230 del 1962 consente l'assunzione di personale a tempo determinato solo per le attività stagionali in senso stretto, ossia per quelle attività preordinate e organizzate per un espletamento temporaneo, limitato ad una stagione " (Cass., 6 luglio 1977, n. 2999).
Tuttavia per i docenti la retribuzione annuale, pur se corrisposta in 12 mensilità (più tredicesima), è calcolata in base al monte-ore previsto nel periodo di effettiva attività didattica, secondo le indicazioni dell'art. n. 16. Per l'eventuale partecipazione alle commissioni d’esame e/o per il servizio estivo, pertanto, viene assegnato un compenso accessorio (art. n. 20), che verrebbe però a mancare nell'ipotesi di contratto a termine per interruzione dell'attività per un periodo superiore ai 90 giorni; in quest’ultimo caso, però, il docente può usufruire della indennità di disoccupazione.
12) allo scadere del 6° mese consecutivo di malattia - legge n. 108 dell'11 maggio 1990 (artt. n. 6 e n. 31);
- La Corte Costituzionale, con sentenza del 30 novembre 1982, n. 204, ha dichiarato l'illegittimità dei commi 1°, 2° e 3° dell'art. 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300 - per contrasto con l'art. 3 della cost. - se interpretati nel senso che siano inapplicabili ai licenziamenti disciplinari, per i quali detti commi non siano espressamente richiamati dalla normativa legislativa, collettiva o validamente posta dal datore di lavoro.
La risoluzione del rapporto di lavoro si verifica automaticamente per tutto il personale alla fine del 65° anno di età. Nel caso che il dipendente non abbia maturato il minimo o il massimo di pensione, il predetto limite può essere prolungato, ma non oltre il 70° anno di età.
Incentivi per i lavoratori che posticipano l’accesso alla pensione di anzianità.
In base all’art. 75 della legge finanziaria per il 2001 ed al successivo decreto attuativo 23 marzo 2001, i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità, dal primo aprile 2001, possono rinunciare al pensionamento continuando a svolgere la propria attività, facendo venire meno l’obbligo di versare i contributi IVS sia a carico dell’azienda sia a carico del dipendente.
Tale facoltà è esercitabile a condizione che il lavoratore si impegni a posticipare di almeno due anni l’accesso al pensionamento (ovvero fino alla data di compimento dell’età pensionabile se precedente alla scadenza del biennio) e che il lavoratore ed il datore di lavoro stipulino un contratto a tempo determinato di durata pari al posticipo del pensionamento.
Il lavoratore che intenda avvalersi del beneficio deve dare comunicazione all’INPS, allegando copia del contratto a termine unitamente alla dichiarazione, sia all’ente previdenziale che al datore di lavoro, di rinuncia ai contributi previdenziali per la durata del contratto, nonché l’impegno a posticipare l’accesso alla pensione.Per la durata del contratto a termine i benefici derivanti dalla predetta opzione sono i seguenti:
- al lavoratore non deve essere trattenuta la quota pensionistica a suo carico (di norma l’ 8,89% della retribuzione imponibile);
Nel contratto a termine viene indicata la data di scadenza del rapporto, pertanto il licenziamento s’intende comunicato già all’atto del conferimento dell’incarico e non occorre altro avviso.
Se il rapporto di lavoro è a tempo determinato per nomina a docente non abilitato (art. 7), il datore di lavoro ha facoltà di recedere prima della scadenza contrattuale e senza obbligo di preavviso per procedere alla sua sostituzione con altro docente abilitato. In tal caso, infatti, il docente sprovvisto di abilitazione è "supplente temporaneo su posto vacante fino a nomina dell’avente diritto".
Dal 1° giugno 1982 il T.F.R. (trattamento di fine rapporto) viene calcolato seguendo quanto previsto dalla legge 29 maggio 1982, n. 297.All’atto dell’assunzione l’azienda informerà il lavoratore circa le possibilità di accantonamento del Trattamento di fine rapporto e consegnerà apposita modulistica dalla quale si evinca una chiara scelta circa la destinazione del T.F.R.
Ricorrendone le possibilità il lavoratore potrà scegliere di mantenere il proprio Trattamento di Fine Rapporto in azienda. Se l’azienda, è soggetta per obbligo all’accantonamento presso l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale le quote di TFR, maturate mensilmente, saranno versate all’Istituto. Se il lavoratore manifesterà l’intenzione di versare il proprio TFR in corso di maturazione presso una forma pensionistica individuale dovrà fornire all’azienda tutte le indicazioni su come far confluire gli importi al proprio fondo di appartenenza. Qualora le condizioni di legge lo consentano il dipendente può richiedere delle anticipazioni sul T.F.R.
In caso di vertenze fra l'Istituto e il dipendente, questi può chiedere all'Organizzazione Sindacale contraente di promuovere un tentativo di conciliazione. In prima istanza, l' O.S. invita l' O. Gestionale ed insieme esperiscono il tentativo di conciliazione fra le parti. Qualora tale tentativo non abbia esito positivo, e comunque trascorso il termine di 15 giorni, il dipendente può chiedere l'intervento di un collegio di conciliazione e arbitrato. Il licenziamento, il trattamento di fine rapporto ed il tentativo obbligatorio di conciliazione avvengono secondo il dettato della legge n. 108 dell'11 maggio 1990 e gli artt. n. 34, n. 36 e n. 37. Nessun procedimento giudiziale può essere iniziato se non è preceduto dalla richiesta di conciliazione (art. 42).
Art. 39 - Regolamento interno - Progetto Educativo d'Istituto – Piano dell’Offerta Formativa
Il Regolamento disciplinare, il Progetto Educativo d'Istituto (P.E.I) ed il Piano dell’Offerta Formativa (POF) devono essere portati a conoscenza dei lavoratori all'atto dell'assunzione e comunque messi a loro disposizione per la consultazione. Essi non possono contenere norme in contrasto con il presente C.C.N.L. e con la vigente legislazione. Ciò vale anche per le eventuali successive modifiche. Tutto il personale dipendente operante nell'ambito di ciascuna scuola è tenuto al rispetto di tali norme, la cui inosservanza costituisce "giusta causa" o "giustificato motivo" per la rescissione del contratto, in applicazione della legge 20 maggio 1970, n. 300 e della legge 15 luglio 1966, n. 604.
f) mantenere il segreto d’ufficio, con particolare riferimento alla L. 675/96 ed al documento relativo al trattamento dei dati personali redatto dal datore di lavoro;
b) All’occorrenza, viene istituita con apposito verbale una commissione paritetica di arbitrato (costituita da tre membri: un rappresentante per i datori di lavoro, uno per i dipendenti ed un esperto esterno che la presiede, concordemente nominato) sia per l’interpretazione delle clausole del presente CCNL che per il tentativo di conciliazione.
In caso d’intervento, le relative spese sono a carico della parte soccombente.
c) Le parti firmatarie convengono sulla necessità d’istituire un sistema di trattenuta del contributo sindacale, mediante delega, per conto delle OO.SS. cui risulta iscritto il dipendente.
d) Nel contratto individuale deve essere indicato il Foro competente e l’eventuale rappresentanza sindacale prescelta dal lavoratore.
(*) Al dirigente con incarico di docenza dovrà essere riconosciuta una indennità aggiuntiva che verrà stabilita fra le parti all’atto dell’assunzione.
E' in discussione il rinnovo del CCNL sottoscritto dalle parti sindacali valido dal primo settembre 2001 al trentuno agosto 2005 con le nuove tabelle retributive.
2° 1040 0 0 31.2 168 26
4° 1176 0 0 35.28 147 26
5° 1248 0 0 37.44 104 26
6° 1248 0 0 37.44 78 26
7° 1560 0 0 46.8 78 26
Appr. 4 - 0/6 mesi 705.6 0 0 0 147 26
Appr. 4 - 7/12 mesi 823.2 0 0 0 147 26
Appr. 4 - 13/18 mesi 940.8 0 0 0 147 26
Appr. 4 - 19/24 mesi 1058.4 0 0 0 147 26

References: art. 7
 art. 11
 art. 2
 art. 17
 art. 3
 art. 21
 sentenza 
 sentenza 

Art. 39