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Timestamp: 2018-01-16 21:38:14+00:00

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Visti gli articoli 76 e
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1. L'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 R, riguardante l'accertamento delle imposte sui redditi è sostituito dal seguente: "Art. 3 (Certificazioni e documenti riguardanti la
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1. L'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, è sostituito dal seguente: "Art. 5 (Certificazioni e documentazioni riguardanti la dichiarazione dei soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche) - 1. I soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche devono conservare, per il periodo indicato nell'articolo 22, il bilancio o il rendiconto, nonché i relativi verbali e relazioni, cui sono obbligati dal codice civile, da leggi speciali o dallo stat
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1. L'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, è sostituito dal seguente: "Art. 6 (Dichiarazione delle società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate) - 1. Le società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice indicate nell'articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le società e le associazi
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2. All'articolo 78 della legge 30 dicembre 1991, n. 413
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1. I soggetti iscritti all'INPS per i propri contributi previdenziali, ad eccezione dei coltivatori diretti, e quelli iscritti agli enti e alle casse previdenziali individuati con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Minist
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1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 R, riguardante la disciplina dell'imposta sul valore aggiunto sono apportate le seguenti modificazioni:
"Art. 28 (Dichiarazione annuale) - 1. Tra il 1 febbraio ed il 15 marzo di ciascun anno il contribuente deve presentare la dichiarazione relativa all'imposta dovuta per l'anno solare precedente, redatta in conformità al modello approvato con decreto del Ministro delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale
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"Art. 54-bis (Liquidazione dell'imposta dovuta in base alle dichiarazioni) - 1. Avvalendosi di procedure automatizzate l'amministrazione finanziaria
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1. All'articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modif
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1. I contribuenti eseguono versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti all'INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Tale compensazione deve essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva. “La compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all'anno dell'imposta sul valore aggiunto, per importi superiori a “5.000 euro annui” N40, può essere effettuata "a partire dal decimo giorno successivo" N57 a quello di presentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui il credito emerge.&rdq
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1. Le somme di cui all'articolo 17 devono essere versate entro il giorno “sedici” N16 del mese di scadenza
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1. Le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte e dei contributi dovuti dai soggetti titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate dall'INPS “, ad eccezione di quelle dovute nel mese di dicembre a titolo di acconto del versamento dell'imposta sul valore aggiunto,” N15 possono essere ve
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2. Le somme relative ai contributi previdenziali sono versate dalle banche direttamente alla tesoreria dello Stato, secondo le modalità previste dal regolamento di cui al comma 10, le somme di cui all'imposta prevista dall'articolo 3, comma 143, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono versate dalle banche direttamente alla tes
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a) dall'anno 1998 le persone fisiche titolari di
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1. Presso il Ministero delle finanze è istituito un comitato di indirizzo, controllo e valutaz
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1. All'articolo 38-bis, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, concernente l'esecuzione dei rimborsi, sono aggiunti, in fine,
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a) associazioni sindacali di categoria fra imprenditori, presenti nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, istituite da almeno dieci
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1. I centri costituiti dai soggetti di cui alle lettere a), b) e c) del comma l dell'articolo 32 prestano l'assistenza fiscale alle imprese. Sono escluse dall'assistenza fiscale le imprese soggette all'imposta sul reddito delle persone giuridiche tenute alla nomina del collegio sindacale, nonché quelle alle quali non sono applicabili le disposizioni concernenti gli studi di settore diverse dalle società cooperative e loro consorzi che, unitamente ai propri soci, fanno riferimento alle associazioni nazionali riconosciute in base al decreto legi
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1. I revisori contabili iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali e dei consulenti del lavoro che hanno esercitato la professione per almeno cinque anni possono effettuare, ai soli fini fiscali, la certificazione di cui al comma 2 nei riguardi dei contribuenti titolari di redditi d'impresa in regime di contabilità ordinaria, anche per opzione, semp
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1. I sostituti d'imposta che erogano i redditi di cui agli articoli 46 e 47, comma 1, lettere a), d), g), con esclusione delle indennità percepite dai membri del parlamento europeo, e l), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente
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a) ai soggetti indicati nell'articolo 35 che rilasciano il visto di conformità, ovvero l'asseverazione, infedele si applica, la sanzione amministrativa “da euro 258 ad euro 2.582” N30. “Salvo il caso di presentazione di dichiarazione rettificativa, se il visto infedele è relativo alla dichiarazione dei redditi presentata con le modalità di cui all'articolo 13, del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164, i soggetti indicati nell'articolo 35 sono tenuti nei confronti dello Stato o del diverso ente impositore al pagamento di una somma pari all'importo dell'imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente ai sensi dell'articolo 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sempre che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente. Costituiscono titolo per la riscossione mediante ruolo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, le comunicazioni con le quali sono richieste le somme di cui al periodo precedente. Eventuali controversie sono devolute alla giurisdizione tributaria. “Sempreché l’infedeltà del visto non sia già stata contestata con l
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c) la prestazione di congrue garanzie per i
Articolo 17, comma 2, lettera h-ter).
Il provvedimento, nell'ottica di razionalizzare i sistemi di pagamento, dispone l'estensione delle modalità di versamento unitario previste dall'art. 17 del D. Leg.vo 241/1997 anche ai pagamenti dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime, ampliando così le tipologie di entrate che possono essere versate con il modello F24.
Estensione delle modalità di versamento tramite modello F.24 all'imposta sulle successioni e donazioni, all'imposta di registro, all'imposta ipotecaria, all'imposta catastale, alle tasse ipotecarie, all'imposta di bollo, all'imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili, all'imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e lungo termine, ai tributi speciali nonche' ai relativi accessori, interessi e sanzioni, compresi gli oneri e le sanzioni dovuti per l'inosservanza della normativa catastale. Articolo 17, comma 2, lettera h-ter) del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
Circ. Ass.R. Sicilia 18/03/2015, n. 9
Scissione dei pagamenti ai fini IVA (“split payment”) - art. 1, comma 629, lettera b), della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
Rivalutazione dei beni immobili delle imprese che non adottano i principi contabili internazionali – Art. 15, commi da 16 a 23, del decreto-legge n. 185 del 2008 – Chiarimenti in merito alle modalità di versamento delle imposte sostitutive.
Art. 25 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 - Ritenuta d’acconto sui pagamenti effettuati mediante bonifici per usufruire di deduzioni e detrazioni fiscali - Oneri corrisposti ai Comuni.
L'Agenzia delle Entrate torna sulle disposizioni introdotte dall'art. 25 della L. 122/2010, relative alla ritenuta di acconto obbligatoria del 10% effettuata da parte delle Banche e di Poste italiane con riferimento ai pagamenti disposti con bonifico e finalizzati ad usufruire delle detrazioni per interventi di recupero edilizio o finalizzati al risparmio energetico, per analizzare il caso particolare dei pagamenti effettuati in favore dei Comuni per gli oneri di urbanizzazione e gli altri oneri strettamente collegati alla realizzazione degli interventi agevolati.
Con riferimento a dette spese, per le quali l'Agenzia ha già chiarito la possibilità di usufruire della detrazione d'imposta (si veda la Circolare n. 57/E del 11/11/1998), non è richiesta l'effettuazione del bonifico, trattandosi di versamenti effettuati con modalità obbligate, nei confronti di pubbliche amministrazioni, che sfuggono dunque alle ordinarie regole stabilite dalla citata L. 122/2010.
Ad ogni modo, qualora il pagamento avvenga comunque tramite bonifico, l'Agenzia ha chiarito che la ritenuta del 10% non deve essere applicata. A tal fine, nella motivazione del bonifico l’ordinante deve indicare il Comune come soggetto beneficiario e la causale del versamento, omettendo invece il riferimento agli interventi edilizi e ai provvedimenti legislativi che danno diritto alle detrazioni e non deve essere utilizzato l’apposito modulo, ove predisposto dalla banca o dall’ufficio postale.
In presenza di tali modalità di compilazione la banca dell’ordinante ovvero Poste Spa non codificheranno il versamento come importo soggetto alla ritenuta del 10%.
Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle imposte sostitutive relative alla rideterminazione dei valori d’acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola (beni posseduti non in regime d’impresa) - Art. 11-quaterdecies, comma 4, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203.
Con la risoluzione n. 75/E del 25.5.2006 l’Agenzia delle entrate ha istituito i nuovi codici tributo per il versamento, entro il prossimo 30 giugno, delle imposte sostitutive relative alla rideterminazione dei valori d’acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti da persone fisiche, prevista dall’art. 11-quaterdecies, comma 4, della L. 248/2005, di conversione del D.L. 203/2005.
— 8055, denominato «Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati» - art. 11-quaterdecies, comma 4, del decreto legge 30/09/2005 n. 203;
— 8056, denominato «Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola» - art. 11-quaterdecies, comma 4, del decreto legge 30/09/2005 n. 203.
Si ricorda inoltre che, con i commi da 469 a 476 della L. 266/2005, sono state introdotte disposizioni che hanno esteso anche alle aree fabbricabili non ancora edificate, o risultanti tali a seguito della demolizione di edifici esistenti, l’applicazione delle disposizioni sull’aggiornamento del valore di bilancio dei beni posseduti da imprese e società, di cui agli artt. da 10 a 15 della L. 342/2000. I codici tributo per il versamento di dette imposte sono già stati istituiti con la precedente risoluzione n. 33/E del 21.2.2006, e sono i seguenti:
— 1811, denominato «Imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni» - articolo 1, comma 469, legge 23 dicembre 2005, n. 266;
— 1812, denominato «Imposta sostitutiva sulla rivalutazione delle aree fabbricabili» - articolo 1, comma 473, legge 23 dicembre 2005, n. 266;
— 1813, denominato «Imposta sostitutiva relativa al saldo di rivalutazione» - articolo 1, comma 472, legge 23 dicembre 2005, n. 266».
Rideterminazione dei valori dei terreni e delle partecipazioni. Articolo 2, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282 convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27.
Rivalutazione immobili imprese: nessuna sanzione per errato versamento
Non si applicano le sanzioni relative al versamento di un tasso d'interesse inferiore a quello dovuto ed al tardivo versamento nel caso di pagamento rateale.

References: in fine

Articolo 17
 Articolo 17
 art. 1
 Art. 15

Art. 25
 Art. 11
 art. 11
 art. 11
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 1
 Articolo 2