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Timestamp: 2019-05-19 16:34:26+00:00

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Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 17414 del 23-04-2019
L’estinzione del reato a seguito del positivo espletamento del lavoro di pubblica utilità quale sanzione sostitutiva della pena differisce dalla revoca della sentenza di condanna disposta ai sensi dell’art. 673 cod. proc. pen. per cui la sentenza di condanna, che abbia applicato la pena sostitutiva, può costituire ostacolo all’applicazione o reiterazione della sospensione condizionale della pena in relazione ad altro reato separatamente giudicato.
Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 19386 del 08-05-2019
Il ricorso per cassazione che devolva il vizio di motivazione, per essere valutato ammissibile, deve rivolgere le censure nei confronti della motivazione posta a fondamento della decisione, e non già nei confronti della valutazione probatoria sottesa che, in quanto riservata al giudice di merito, è estranea al perimetro cognitivo e valutativo della Corte di Cassazione.
Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 19164 del 07-05-2019
Il legittimo impedimento del difensore, per integrare una causa necessaria di rinvio dell’udienza, deve implicare una assoluta impossibilità a comparire cosicché, quando l’impedimento allegato consista in un impegno professionale concomitante presso una sede giudiziaria diversa ma non lontana da quella in considerazione, alla verifica della possibile designazione di un sostituto processuale deve aggiungersi quella di una possibile variazione d’orario dell’udienza utile a consentire la partecipazione dell’interessato ad entrambi gli adempimenti cui è chiamato.
Corte di Cassazione – I sez. pen. – sentenza n. 17411 del 23-04-2019
L’estinzione del reato per il quale sia stato emesso decreto penale di condanna è impedita dalla commissione di un delitto nel termine di cinque anni, decorrente dall’irrevocabilità del decreto, a condizione che l’ulteriore reato sia accertato con sentenza passata in giudicato, ancorchè pronunciata oltre il quinquennio.
Corte di Cassazione – IV sez. pen. – sentenza n. 18793 del 06-05-2019
Immutato il fatto in contestazione, il giudice può dare in sentenza una diversa qualificazione giuridica allo stesso:
senza alcuna preventiva informazione alle parti, sia in primo grado che in appello, potendo le difese in ordine alla diversa qualificazione giuridica essere pienamente dispiegate nei successivi gradi di giudizio, quindi, rispettivamente, dinanzi al giudice di appello o a quello di legittimità;
nel giudizio in cassazione, sempreché le parti siano state rese edotte della possibilità di diversa qualificazione giuridica o direttamente vertendo sulla stessa l’atto di impugnazione oppure attraverso un’informativa, anche orale, alle stesse, da parte del PG in sede di requisitoria o anche da parte del Collegio prima della discussione.
Corte di Cassazione – V sez. pen. -sentenza n. 18284 del 02-05-2019
Integra il reato di cui all’art. 615-ter cod. pen. la condotta di colui che accede abusivamente all’altrui casella di posta elettronica trattandosi di una spazio di memoria, protetto da una password personalizzata, di un sistema informatico destinato alla memorizzazione di messaggi, o di informazioni di altra natura, nell’esclusiva disponibilità del suo titolare, identificato da un account registrato presso il provider del servizio.
In ipotesi di accesso abusivo ad una casella di posta elettronica protetta da password, il reato di cui art. 615-ter cod. pen. concorre con il delitto di violazione di corrispondenza in relazione alla acquisizione del contenuto delle mail custodite nell’archivio e con il reato di danneggiamento di dati informatici, di cui agli artt. 635-bis e ss. cod. pen. nel caso in cui, all’abusiva modificazione delle credenziali d’accesso, consegue l’inutilizzabilità della casella di posta da parte del titolare.
Corte di Cassazione – IV sez. pen. – sentenza n. 18784 del 06-05-2019
Il reato di cui all’art.189 comma VII Cod. si pone come reato di pericolo astratto che richiede che la condotta dei consociati, in presenza di sinistro stradale da cui derivino lesioni alla persona offesa, si atteggi ad un obbligo di solidarietà e di intervento che ha come fulcro l’assistenza del consociato in difficoltà trattandosi in particolare di una condotta al cui rispetto l’ordinamento è interessato a prescindere da quanto verificato in merito al fatto a fronte della esigenza di tutela anticipata degli interessi ritenuti rilevanti dal legislatore proprio perché esonera di procedere alla valutazione in ordine alla concretezza del pericolo imponendo nell’immediato di conformarsi alla condotta prescritta.
I fatti che escludono la responsabilità del conducente investitore devono essere accertati prima che lo stesso si allontani dal luogo del sinistro cosicchè il reato è configurabile tutte le volte che questi non si fermi e si dia alla fuga a nulla rilevando che in concreto l’assistenza sia stata prestata da altri qualora l’investitori ignori la circostanza perché fuggito dovendo l’investitore essersene reso conto in base ad obiettiva constatazione.
Corte di Cassazione – IV sez. pen. – sentenza n. 18804 del 06-05-2019
In materia di reati tributari, la sussistenza della particolare tenuità dell’offesa deve essere verificata attraverso una valutazione globale che tenga conto dell’importo complessivo dei contributi non versati e della consistenza del superamento della soglia di punibilità.
Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 18907 del 06-05-2019
La normativa codicistica sanziona con l’inammissibilità l’omessa dichiarazione o elezione di domicilio all’atto della presentazione della domanda e non anche l’omessa comunicazione del mutamento successivo del domicilio originariamente eletto o dichiarato secondo quanto risulta dal testo normativo e costantemente confermato dalla giurisprudenza di legittimità.
Corte di Cassazione – V sez. pen.- sentenza n. 18259 del 02-05-2019
Nel processo dinanzi al giudice di pace non sono applicabili gli istituti della sospensione condizionale della pena e della non menzione e tale opzione è compatibile con il principio di eguaglianza e con il diritto di difesa previsti dagli artt. 3 e 24 della Costituzione, alla luce degli obiettivi finali che si propone il sistema procedimentale e sanzionatorio di cui al d. Igs. n. 274 del 2000.

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 art. 615
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