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Timestamp: 2019-10-22 11:29:55+00:00

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crocefisso | Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene
15 marzo 2010 · 9:59 pm
Per rispondere a questo appello occorre prendere carta e penna e scrivere in italiano a :
Il diritto ad avere, non avere e cambiare una religione è sancita dall’Articolo 18 della Dichiarazione del 1948 e questo diritto è considerato così importante da non poter essere sospeso per nessuna ragione al mondo (Art 4.2 e Art. 18 del ICCPR).
La logica conseguenza di questi principi assolutamente elementari è la necessità, per ogni paese decente, di rispettare i diritti di tutti e di avere alcuni luoghi “neutri”, cioè privi di simboli e riferimenti religiosi.
Con la risibile scusa che la maggioranza dei cittadini apparterrebbe al cattolicesimo il simbolo di questa religione viene imposto in ogni luogo pubblico, mentre i diritti dei non cattolici sono ben poco rispettati.
Claudio Giusti ha avuto il privilegio e l’onore di partecipare al primo congresso della sezione italiana di Amnesty International ed è stato uno dei fondatori della World Coalition Against The Death Penalty. Fa parte del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla Legalità e i Diritti.
La Corte Europea dei Diritti Umani (del Consiglio d’Europa) deve decidere sul ricorso presentato dal nostro governo alla sentenza Lautsi c. Italia, quella del crocefisso per intenderci. Chiedo a tutti di scrivere (in italiano) alla Corte chiedendo il rigetto del ricorso perché un paese rispettoso dei diritti umani deve avere dei “luoghi neutri” in cui veniamo accettati in quanto esseri umani e cittadini, senza alcun riferimento alle nostre convinzioni o condizioni. Scuole, tribunali, uffici postali, ospedali, eccetera devono essere liberi da simboli religiosi.
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Con tag crocefisso
13 novembre 2009 · 10:12 pm
Ma non tutti i cattolici la pensano come a Roma o a quelli del PD
«Cattolici, seguite l’esempio di don Milano, staccate voi il Crocifisso dalle scuole»
Veniamo da una estate in cui chi faceva i gargarismi con «i valori cristiani» ha fatto scempio di minorenni, di prostitute, di famiglie e di mercato di cariche in cambio di sesso. Si assassinano immigrati con una legge infame in nome della «civiltà cristiana». Non si è lesinato fango immorale sui propri nemici o presunti tali per conto ella dignità della persona. Si è visto un presidente del consiglio screditato moralmente e civilmente, ma in cerca disperata di preti e vescovi complici per risalire almeno in facciata la china dell’immondizia. S’è potuto ascoltare anche l’assordante silenzio dei vescovi che pure avrebbero dovuto essere rappresentanti affidabili di quel Crocifisso schiodato, rinchiodato e riucciso sull’altare degli interessi dei «doveri istituzionali», svendendolo come merce di scambio e prestandosi a quel gioco delle parti che padre Ernesto Balducci così denunciava: «A tenere buona l’anarchia ci pensano i poliziotti, a tenere buone le inquietudini evangeliche ci pesano i burocrati di Dio».
Ecumenici abbraccia fraternamente questi cattolici perseguitati da Roma con ogni strumento e mezzo, diretto e indiretto. Oltre che dal potere sciagurato e dai loro portaborse di opposizione.
A queste persone coraggiose rivolgiamo il nostro silenzio di adorazione a Dio e Le ricordiamo nelle preghiere e nei sospiri quotidiani di pace.
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5 novembre 2009 · 10:51 pm
Crocefissi? No grazie. La nostra Fede non è quella pagana!
Comunicato della XXXI Ottobre sulla sentenza della Corte europea sul crocifisso
Una sentenza giusta e opportuna quella della Corte europea sul crocifisso nelle scuole italiane che ha dato ragione a una genitrice finlandese che con coraggio e caparbietà, dopo avere inutilmente ricorso al TAR e al Consiglio di Stato, ha ottenuto finalmente giustizia da un prestigioso tribunale internazionale. Una sentenza che in definitiva mira a sprovincializzare il nostro paese di fronte all’Europa.
Nell’apprendere tale notizia l’Associazione XXXI Ottobre manifesta soddisfazione e sollievo anche e soprattutto per le motivazioni della sentenza che danno ragione alle posizioni assunte nel tempo dall’Associazione nella difesa della laicità della scuola pubblica: la prima riguarda la necessità di garantire la parità tra le fedi, inclusa la libertà di non credere; la seconda focalizza i diritti dei genitori a una didattica esente da ipoteche confessionali. Dopo il pronunciamento del TAR del Lazio sfavorevole ai crediti scolastici agli avvalentisi dell’Irc vi è materia per sperare che le cose possano mutare.
Il coro di anatemi e dichiarazioni bellicose che si è levato trasversalmente non solo dal Vaticano e dalla ministra Gelmini, che conferma ancora una volta di non rappresentare tutta la scuola italiana, ma anche della maggior parte delle forze politiche italiane, scontando l’integralismo estremistico di Lega e UDC, conferma la difficoltà per molti di distinguere la tradizione da ciò che è lecito, la difesa del potere della maggioranza dai diritti delle minoranze.
Sostenere che il crocifisso è un simbolo per tutti e, in ogni caso, non “fa male a nessuno” come l’ora di religione cattolica e che esso costituisce un dato culturale e storico più che religioso, connaturato all’italianità, è dire il falso e forzare l’evidenza dei fatti. Si dimentica che esso è stato imposto dal fascismo assieme al ritratto del Duce e alla dichiarazione del cattolicesimo come religione di stato con tutte le perniciose conseguenze che ne sono derivate per la libertà del nostro paese. Si dimentica altresì che la revisione del Concordato del 1984 ha modificato sensibilmente la situazione, cancella ndo la religione di stato e rendendo facoltativo l’Irc. Sappiamo che molto difficilmente vedremo i crocifissi rimossi dalle aule nel prossimo futuro ma resta intatto il riconoscimento di un principio sacrosanto in una società moderna e multiculturale, quello per cui nozioni, simboli e riti di una determinata fede religiosa non possono abitare nei luoghi aperti a tutti, che siano scuole, ospedali, uffici o tribunali.
(Presidente dell’Associazione XXXI Ottobre per una scuola laica e pluralista)
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References: Art. 18
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