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DUVRI GENERALE. Gruppo GSE REVISIONI DEL DOCUMENTO N DATA DESCRIZIONE DELLA REVISIONE - PDF
DUVRI GENERALE. Gruppo GSE REVISIONI DEL DOCUMENTO N DATA DESCRIZIONE DELLA REVISIONE
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1 DUVRI GENERALE Gruppo GSE REVISIONI DEL DOCUMENTO N DATA DESCRIZIONE DELLA REVISIONE 1 09/12/2009 Prima Emissione 2 16/02/2010 Aggiornamento per inclusione nuove sedi aziendali 3 26/04/2012 Aggiornamento per inclusione nuove sedi aziendali 4 10/03/2014 Aggiornamento per inclusione nuove sedi e nuove misure di prevenzione e protezione
3 DUVRI GENERALE Pag. 3 di 27 INDICE PREMESSA... 4 OBIETTIVI E CONTENUTI... 4 ACRONIMI DESCRIZIONE DEL GRUPPO SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE SEDI ED IMMOBILI AZIENDALI ATTIVITA LAVORATIVE PROCESSI DI SERVIZIO E INTERFERENZE CON ALTRE DITTE OBBLIGHI GENERALI DELLA DITTA APPALTATRICE VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZA VALUTAZIONE DEI RISCHI NON NORMATI VALUTAZIONE DEI RISCHI NORMATI SCHEDE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE A. RISCHI PER LA SICUREZZA B. RISCHI PER LA SALUTE C. RISCHI TRASVERSALI O ORGANIZZATIVI COSTI PER LA SICUREZZA MISURE GENERALI PER LA GESTIONE DELLE EMERGENZE EMERGENZA AL DI FUORI DELL ORARIO DI LAVORO PROCEDURA DI EVACUAZIONE... 27
4 DUVRI GENERALE Pag. 4 di 27 PREMESSA L art. 26 del D. Lgs. n. 81/08 e s.m.i. impone al Datore di Lavoro, in qualità di Committente, di fornire alle Ditte Appaltatrici o Subappaltatrici dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinate a operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate nei luoghi di lavoro. Lo stesso Decreto impone al Committente di promuovere la cooperazione e il coordinamento elaborando un Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (di seguito DUVRI), che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. I rischi interferenti devono intendersi quelli derivanti dalle fasi di lavoro che, a causa della loro sovrapposizione ed interferenza (parziali e totali), possono creare pericolo per la salute e la sicurezza dei lavoratori del Committente, ma anche degli Appaltatori. Tale valutazione non contempla in ogni caso la valutazione dei rischi specifici propri delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi che, comunque, dovranno attenersi a tutti gli obblighi previsti dal disposto legislativo in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Rientrano nel campo di applicazione dell art. 26 del D.Lgs. n. 81/08 i contratti di appalto e subappalto e i contratti d opera di cui agli art e 1656 del Codice Civile. Sono esclusi gli appalti relativi a cantieri temporanei e mobili che rientrano nel campo di applicazione del Titolo IV del D.Lgs. n. 81/08 e per i quali sussista l obbligo di redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC). OBIETTIVI E CONTENUTI Il presente documento è redatto al fine di dare attuazione ai disposti dell art. 26 del D.Lgs. n. 81/08 aggiornato con le modifiche introdotte dal Decreto Legislativo 3 Agosto 2009 n. 106, da applicare in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture a imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi all interno della propria azienda, sempre che si abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l appalto o la prestazione di lavoro autonomo. Gli obiettivi del presente documento sono: - fornire alle imprese appaltatrici e/o lavoratori autonomi dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività (art. 26 comma 1 del D.Lgs. n. 81/08); - promuovere la cooperazione ed il coordinamento tra il Committente e l Appaltatore, i quali cooperano all attuazione delle misure di protezione e prevenzione dai rischi sul lavoro incidenti sull attività lavorativa oggetto dell appalto e coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell esecuzione dell opera complessiva (art. 26 comma 2 del D.Lgs. n. 81/08); - indicare gli eventuali costi della sicurezza necessari per l eliminazione dei rischi da interferenze al fine di riportarli sui documenti contrattuali (art. 26 comma 5 del D. Lgs. n. 81/08). Inoltre, ai sensi di quanto precisato dalla Determinazione dell Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, appalti e forniture n. 3/2008 del 5 marzo 2008, la suddetta valutazione dei rischi da interferenze terrà conto non solo del personale interno e dei lavoratori delle imprese appaltatrici, ma anche dei clienti e di tutti coloro che, a vario titolo, si trovano nella struttura o che sono presenti presso la struttura stessa. Qualora, a seguito di situazioni specifiche, si rendesse necessario integrare il DUVRI con eventuali misure aggiuntive di prevenzione e protezione contro i rischi da interferenza, le stesse verranno indicate in un
5 DUVRI GENERALE Pag. 5 di 27 ulteriore documento, così detto DUVRI Temporaneo Specifico, al quale verrà data attuazione congiuntamente con il DUVRI Generale, e che verrà a quest ultimo allegato. ACRONIMI Nel presente documento sono stati utilizzati gli acronimi di seguito indicati. ASPP Addetti al Servizio di AU Acquirente Unico CEI Comitato Elettrotecnico Italiano CENELEC European Committee for Electrotechnical Standardization DL Datore di Lavoro DPI Dispositivi di Protezione Individuali DVR Documento di Valutazione dei Rischi DUVRI Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze GME Gestore dei Mercati Energetici GPG Guardie Particolari Giurate GSE Gestore dei Servizi Energetici INAIL Istituto Nazionale per l Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro ISO International Organization for Standardization ISS Istituto Superiore di Sanità NIOSH National Institute for Occupational Safety and Health OSHA Occupational Safety and Health Administration POS Piano Operativo di Sicurezza RLS Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza RSE Ricerca sul Sistema Energetico RSPP Responsabile del Servizio di SPP Servizio di UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione
6 DUVRI GENERALE Pag. 6 di DESCRIZIONE DEL GRUPPO Il Gruppo GSE è costituito dalle seguenti aziende: - GESTORE DEI SERVIZI ENERGETICI - GSE S.p.A., in qualità di capogruppo - ACQUIRENTE UNICO AU S.p.A. - GESTORE DEI MERCATI ENERGETICI S.p.A. - RICERCA SUL SISTEMA ENERGETICO RSE S.p.A. La capogruppo GSE in particolare, nell ambito dell applicazione della presente valutazione, ges tisce con il ruolo di Committente l erogazione di processi di servizio per conto delle società controllate GME e AU, in funzione di apposito contratto di servizio SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Le Società GSE, GME e AU del Gruppo hanno un Servizio di unificato. SPP NOME TELEFONO RSPP DOMENICO PURIFICATI Ferdinando Carosi ASPP Mario Di Adamo Gianluca Di Carlo Medico competente Dott. Fabrizio Salvitti 1.2. SEDI ED IMMOBILI AZIENDALI Ad oggi, il Gruppo GSE dispone di diverse sedi aziendali in cui vengono svolte le attività operative della Società e di alcune strutture ad uso esclusivo di depositi e archivi. Il presente documento si applica agli immobili nella piena disponibilità della Società GSE S.p.A. e delle controllate GME S.p.A. e AU S.p.A. di seguito riportati: IMMOBILE Viale M. Pilsudski, 92 - Roma Viale M. Pilsudski, Roma Viale M. Pilsudski, Roma Viale Tiziano, 25 - Roma Via G. Del Monte, 45 - Roma Largo Tartini, 3/4 - Roma Via Palmiano, Roma SOCIETA GSE S.p.A. GSE S.p.A. / AU S.p.A. GSE S.p.A. GSE S.p.A. AU S.p.A. GME S.p.A. GME S.p.A. Inoltre, fanno capo al GSE S.p.A. alcuni locali adibiti a esclusivo utilizzo di magazzino e deposito: IMMOBILE Viale M. Pilsudski, 120A - Roma Via Lori, 10/12 - Roma La descrizione dei luoghi di lavoro identificati è la seguente: GSE S.p.A. GSE S.p.A. Sede Legale (GSE): Viale Maresciallo Pilsudski, 92 - Roma SOCIETA L'edificio, di proprietà di GSE S.p.A., costituisce la sede legale e principale della Società ed è situato nel Municipio II del Comune di Roma. L immobile è sviluppato su dieci livelli di cui uno interrato e presenta una superficie complessiva di circa mq: alla struttura si accede tramite due ingressi principali (per lavoratori, ospiti e personale di servizio) e un ingresso carrabile dedicato al transito di autoveicoli.
7 DUVRI GENERALE Pag. 7 di 27 L edificio è adibito prevalentemente a uso ufficio tranne che nelle aree destinate a impianti tecnologici e a servizi di supporto delle attività (pulizie, ristorazione, ecc.). Sede Operativa (GSE): Viale Tiziano, 25 Roma / Via Flaminia, 330 L immobile è situato nel Municipio II del Comune di Roma, a circa un chilometro di distanza dalla sede legale. La struttura è costituita da un unico corpo di fabbrica di sette livelli di cui uno interrato, suddiviso in due scale con accesso indipendente. Il GSE detiene in locazione circa metà del fabbricato con accesso dedicato, per una superficie complessiva di circa mq: gli spazi adiacenti all'area di pertinenza del GSE sono gestiti dal condominio di edificio. L immobile è adibito prevalentemente a uso ufficio tranne che nelle aree destinate a impianti tecnologici e a servizi di supporto. I piani primo, secondo e terzo sono ceduti in sublocazione dal GSE S.p.A. ad altra società. Sede Operativa (GSE - AU): Viale Maresciallo Pilsudski, Roma La struttura è situata nel Municipio II del Comune di Roma, nelle immediate vicinanze della sede legale. L immobile, interamente realizzato in cemento armato, è composto da 3 corpi di fabbrica con accessi in comune ed è sviluppato su otto livelli fuori terra per una superficie complessiva di circa mq. Il GSE ad oggi detiene in locazione la maggior parte dell immobile: solo una porzione è attualmente adibita a uso ufficio da parte dei lavoratori e in parte ad aree impiantistico/tecnologico e di servizio. Sede Operativa (GSE): Viale Maresciallo Pilsudski, Roma La struttura è situata nel Municipio II del Comune di Roma, nelle immediate vicinanze della sede legale. L immobile, sviluppato su quattro livelli fuori terra, è composto da due corpi con accessi diversi. Il GSE ad oggi detiene in locazione il solo piano terzo ultimo dell immobile al civico indicato, per una superficie complessiva di circa 500 mq. I locali sono adibiti ad uso ufficio da parte dei lavoratori. Sede Legale (AU): Via Guidubaldo del Monte, 45 - Roma La sede aziendale di AU S.p.A. è situata nel Municipio II del Comune di Roma, in prossimità della sede principale della capogruppo Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. Il fabbricato è composto da un unico corpo a pianta trapezoidale e si sviluppa su otto livelli, di cui il primo interrato e l'ultimo a copertura piana. L'altezza totale della struttura dal piano stradale è di circa 20 metri e la superficie utile complessiva circa mq. Dal punto di vista funzionale, al piano interrato dell'edificio sono stati realizzati locali destinati ad ospitare gli impianti tecnologici automatizzati o piccoli magazzini, mentre al piano terra sono presenti locali dedicati ai servizi comuni di edificio: reception, vigilanza, pulizie, ecc. I piani dal primo al sesto sono dedicati interamente a uso degli uffici per i lavoratori della società. Sede Legale (GME): Largo Giuseppe Tartini, 3/4 - Roma La sede legale del Gestore dei Mercati Energetici - GME S.p.A. è situata nel Municipio II del Comune di Roma. Il fabbricato, sviluppato su sette livelli, è composto da un unico corpo a pianta rettangolare. L altezza totale della struttura dal piano stradale è di circa 20 metri e la superficie utile complessiva è di circa mq. Sono presenti: un piano interrato, destinato a soli locali tecnologici, un piano seminterrato, che ospita locali di servizio e alcune stanze ufficio, e cinque piani fuori terra (rialzato, primo, secondo, terzo e quarto). In particolare, il piano rialzato è destinato ad alcuni servizi comuni di edificio (reception, vigilanza) e ad attività d'ufficio mentre il primo, il secondo, il terzo e il quarto piano sono destinati a locali ad uso ufficio e sale riunioni.
8 DUVRI GENERALE Pag. 8 di 27 Sede Operativa (GME): Via Palmiano, Roma La sede operativa di Via Palmiano 101, situata nel Comune di Roma, è costituita da un'ampia area concessa in locazione (con un contratto di affitto/facility) al GME S.p.A. da Terna S.p.A., all'interno di un edificio adibito ad uffici al civico indicato. L'edificio è posto nella zona nord di Roma, in prossimità del Grande Raccordo Anulare e della zona urbanistica denominata Fidene, in un area non completamente urbanizzata. Il fabbricato è costituito da diversi corpi a pianta rettangolare, con accesso condiviso e intercomunicanti tra loro, e si sviluppa su due livelli fuori terra e alcuni livelli interrati non di pertinenza del GME S.p.A. All'area di pertinenza del GME si accede da un corridoio di transito del fabbricato tramite porta dotata di lettore badge. L'area confina con altri uffici e un cortile esterno di Terna S.p.A. adibito a parcheggio per autovetture, al quale si accede tramite una porta regolarmente tenuta chiusa e allarmata, utilizzabile per l'esodo in caso di emergenza. Gli impianti tecnologici comuni (climatizzazione, ascensori, impianto elettrico, ecc) sono direttamente gestiti dalla proprietà. Depositi e archivi (GSE): Viale Maresciallo Pilsudski, 120 A - Roma La struttura è situata nel Municipio II del Comune di Roma, al piano interrato della sede di Viale Pilsudski, 124, con accesso separato al civico 120A. L area è stata recentemente riqualificata per ospitare aree di deposito pratiche e archivio. Depositi e archivi (GSE): Via Lori, 10 - Roma La struttura è situata alla periferia Nord del Comune di Roma: è composta da un nucleo di depositi, di cui il GSE detiene in affitto 3 unità distinte, con accesso separato, per una superficie complessiva di circa mq. Le unità sono composte da un livello unico posto a piano terra, realizzate in cemento armato e con un altezza media di circa 5 metri ATTIVITA LAVORATIVE I lavoratori del Gruppo GSE svolgono mansioni prettamente di ufficio, utilizzo di materiale cartaceo, videoterminali, stampanti, ecc. Negli immobili aziendali sono stati valutati i rischi di natura specifica presenti e applicate le misure di prevenzione e protezione ritenute più idonee. Le lavorazioni sono generalmente svolte su un unico turno giornaliero con orario di ufficio dal lunedì al venerdì, escluso gli operatori della sala trading, che operano su turnazione diurna PROCESSI DI SERVIZIO E INTERFERENZE CON ALTRE DITTE Negli immobili aziendali operano regolarmente e con continuità diverse Ditte Appaltatrici di servizi accessori: tali servizi sono gestiti dal GSE anche per le società controllate Gestore dei Mercati Energetici GME S.p.A. e Acquirente Unico AU S.p.A. in virtù di specifici contratti di service. Di seguito è riportato, alla data del presente documento, lo schema dei servizi erogati rispettivamente per gli immobili adibiti ad uso ufficio e ad uso magazzino/deposito.
9 DUVRI GENERALE Pag. 9 di 27 IMMOBILI MAGAZZINI V.le Tiziano,25 V.le Pilsudski, Via G. Del Via Palmiano, V.le Pilsudski, SERVIZIO V.le Pilsudski, 92 Via Flaminia, L.go Tartini, 3 Via Lori, e 138 Monte, a Roma 330 Roma Roma Roma Roma Roma Roma Roma FACCHINAGGIO Su richiesta POSTA RECEPTION VIGILANZA PULIZIE MANUTENZIONE ORDINARIA Servizi a ASSISTENZA carico di INFORMATICA Terna RISTORAZIONE S.p.A. ASSISTENZA TELEFONICA GUIDA CON CONDUCENTE CONSULENZE
10 DUVRI GENERALE Pag. 10 di OBBLIGHI GENERALI DELLA DITTA APPALTATRICE La Ditta Appaltatrice ha l obbligo di: - Cooperare e collaborare con il Committente, anche attraverso incontri e sopralluoghi congiunti presso le aree di lavoro oggetto del servizio e concordare con questi i tempi e le modalità di esecuzione dei lavori. - Mettere a punto e fornire al Committente, laddove previsto, opportune Procedure Operative di Sicurezza (POS) o Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR). - Richiedere preventivamente, in forma scritta e con congruo anticipo, l autorizzazione all accesso agli stabili aziendali al Responsabile/Referente contrattuale. - Fornire al Committente i nominativi dei lavoratori presenti, i quali dovranno essere muniti e esibire con continuità nell'ambito dello svolgimento delle attività apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente tutte le indicazioni previste dalla legislazione vigente. - Fornire al Committente documentazione attestante l idoneità tecnico professionale dei lavoratori in funzione delle specifiche attività oggetto del servizio. - Astenersi dall iniziare un attività prima di avere predisposto e adottato tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie alla sicurezza e salute dei propri lavoratori e prescritte dal Committente per eliminare o ridurre rischi da interferenza. - Attenersi alle procedure di sicurezza vigenti presso il Committente in relazione a rischi specifici presenti. - Procedere allo sfasamento temporale o spaziale di interventi che possano generare rischi per i lavoratori del Committente o, nel caso in cui ciò non sia possibile, adottare idonea ed adeguata segnaletica e misure di prevenzione e protezione aggiuntive (supporto di un operatore supplementare, individuazione di percorsi sicuri, etc.). - Provvedere autonomamente in riferimento ai rischi specifici derivanti dalla propria attività, ai sensi della normativa vigente in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. - Utilizzare esclusivamente il proprio materiale (macchine, attrezzature, utensili) che deve essere conforme alle norme in vigore, rispondente alle norme antinfortunistiche, adeguatamente identificato e sottoposto a regolare manutenzione; l uso di tale materiale deve essere consentito solo al personale addetto e adeguatamente addestrato. - Conservare materiali e attrezzature utilizzati negli spazi assegnati evitando di lasciarli incustoditi e/o posti in modo da recare ingombro al passaggio e/o pericolo per i lavoratori del Committente. - Attenersi al divieto di utilizzare qualsiasi attrezzatura o sostanza di proprietà del Committente, se non dietro espressa autorizzazione scritta. - Cooperare all attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull attività lavorativa oggetto dell appalto, informandosi reciprocamente col Committente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori di imprese diverse. - Formare ed informare il proprio personale anche sui rischi derivanti dalle altre attività, se concomitanti all esecuzione del lavoro, fornendo al personale le misure di prevenzione e sorvegliare sulla loro corretta applicazione; coordinare il lavoro di eventuali ditte subappaltatrici informandole di quanto programmato e sui sistemi di protezione previsti.
11 DUVRI GENERALE Pag. 11 di 27 - Segnalare ogni malfunzionamento di impianti o attrezzature al Committente e, in caso di pericolo grave ed immediato, sospendere immediatamente i lavori ed adottare le indispensabili misure correttive e protettive. - Provvedere all immediata comunicazione di eventuali rischi non previsti che dovessero eventualmente manifestarsi sui luoghi delle attività in situazioni particolari o transitorie. - Mettere a disposizione dei propri lavoratori i dispositivi di protezione individuale (DPI), attrezzature, utensili e sostanze adeguati alla tipologia dei lavori da eseguire ed ai rischi presenti sul luogo di intervento e conformi alle normative vigenti. - Accertarsi che il proprio personale sia dotato e faccia effettivo uso dei DPI previsti per lo svolgimento della propria mansione e che gli stessi siano in ottime condizioni d uso. - Custodire in sicurezza, a propria cura e rischio, le attrezzature e i materiali necessari per l esecuzione dei lavori, all interno delle strutture della Società. - Provvedere alla sorveglianza sanitaria del proprio personale, considerando anche i rischi specifici che dovessero derivare dalla eventuale frequentazione delle aree di lavoro del Committente. - Provvedere alla gestione dei rifiuti prodotti nelle attività oggetto dell incarico ed alla salvaguardia dell ambiente, secondo quanto disposto dalla normativa vigente in materia, salvo diverso specifico e formale accordo indicato in sede contrattuale. - In caso di sversamento accidentale di sostanze chimiche: avvisare il Servizio di prevenzione e protezione; arieggiare immediatamente il locale ovvero la zona; utilizzare, secondo le istruzioni, i kit di assorbimento, che devono essere presenti nell attrezzatura di lavoro qualora si utilizzino tali sostanze, e porre il tutto in contenitori all'uopo predisposti (contenitori di rifiuti compatibili), evitando di usare apparecchi alimentati ad energia elettrica che possano costituire innesco per una eventuale miscela infiammabile, ovvero esplosiva presente; comportarsi scrupolosamente secondo quanto previsto dalle istruzioni contenute nelle schede di sicurezza.
12 DUVRI GENERALE Pag. 12 di VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZA L'attività di valutazione di ogni rischio interferenziale si è articolata seguendo il seguente criterio: - Individuazione dei pericoli intrinseci nelle aree di lavoro; - Valutazione dei rischi presenti nel luogo di lavoro e legati alle varie fasi lavorative interferenti; - Individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate dal Committente; - Valutazione dei rischi residui presenti; - Individuazione delle misure di prevenzione e protezione, che restano in capo alle ditte esecutrici di lavori in appalto. Al fine di eseguire una corretta valutazione dei rischi sono stati utilizzati validi criteri ed efficienti metodi di analisi (Linee Guida Comunitarie, normative tecniche UNI, NIOSH, OSHA, CEI, CENELEC, ISO, nonché Linee Guida e Banche Dati ISS, INAIL, ecc.), tenendo conto del fatto che per alcuni rischi sussistono disposizioni legislative o normative specifiche che indicano criteri di analisi e di stima più o meno specifici VALUTAZIONE DEI RISCHI NON NORMATI La valutazione dei rischi, laddove non specificatamente normata dalla legislazione vigente, è stata effettuata attraverso un metodo ispirato a quello proposto dallo STANDARD MILITARE STD 882c, che prevede la stima di due fattori: - Probabilità P di accadimento di un evento pericoloso (secondo la seguente scala di gradualità: bassa - 1, media - 2, alta - 3, molto alta - 4) - Danno atteso G che questo evento pericoloso potenzialmente può arrecare a persone o cose (secondo la seguente scala di gradualità: danno lieve 1, danno medio 2, danno grave 3, danno gravissimo 4). Tale metodo di stima risulta particolarmente adatto nei casi in cui non siano disponibili dati quantitativi; esso infatti rientra nella tipologia di metodo semi-qualitativo, ovvero un modello di valutazione che si basa su un analisi quantitativa, in cui il rischio è definito secondo l espressione che lo correla al danno atteso e alla probabilità di accadimento ( ), ma con un approccio semplificato in cui i dati a disposizione sono quelli osservabili al momento di indagine ed i parametri di confronto sono quelli che prescrivono le norme tecniche e le norme vigenti. Nelle successive tabelle sono descritte le scale semiquantitative della probabilità P e del danno atteso G ed i criteri per l attribuzione dei valori. VALORE 4 Molto alta 3 Alta 2 Media 1 Bassa Criteri di stima della probabilità di accadimento P DESCRIZIONE E CRITERI Esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata ed il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori e sono stati rilevati danni per la stessa mancanza in Azienda o in aziende simili. A tal fine sono state consultate le fonti di dati disponibili in azienda su infortuni e malattie professionali ovvero in loro mancanza le banche dati di rilevamento statistico disponibili (fonti ISPESL, USSL, ecc.) Incidenti avvenuti o ipotizzabili non prevedibili e sufficienza dell evento singolo a causare il danno. La mancanza rilevata può provocare un danno solo laddove si verifichi una concomitanza di eventi avversi. Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi. Incidenti avvenuti o ipotizzati non prevedibili e non sufficienza dell evento singolo a causare il danno; incidenti avvenuti causati da manovre errate dell operatore.
13 DUVRI GENERALE Pag. 13 di 27 VALORE 4 Gravissime 3 Gravi 2 Medie 1 Lievi Criteri di stima della gravità del danno G Assenza dati statistici Morte Lesioni irreversibili Perdita totale di funzioni Lesioni difficilmente reversibili Lesioni lentamente reversibili Perdita parziale di funzioni Lesioni reversibili Esposizione cronica con effetti reversibili Lesioni rapidamente reversibili Esposizione con effetti reversibili DESCRIZIONE E CRITERI Disponibilità dati statistici Patologie / lesioni che possono portare alla morte o a invalidità permanenti superiori al 30%. Patologie / lesioni che possono portare invalidità permanenti tra il 10 e il 30%. Infortuni con assenze dal lavoro da 30 a 60 giorni. Patologie che possono portare invalidità permanenti fino al 10%. Infortuni con assenze dal lavoro fino a 30 giorni. Stadi di disagio, discomfort o patologie reversibili. Definiti il danno e la probabilità, il rischio è automaticamente determinato mediante la formula R=P x G ed è indicato nella tabella grafico - matriciale seguente, avente in ascisse la gravità del danno atteso ed in ordinate la probabilità del suo verificarsi. Matrice di valutazione del rischio P G Attraverso la matrice di rischio è possibile individuare le condizioni di maggiore criticità e di conseguenza le priorità da assegnare agli interventi correttivi volti all eliminazione o alla riduzione del rischio. Nella seguente tabella vengono indicati alcuni criteri per la valutazione delle azioni di prevenzione e protezione da intraprendere in funzione della classe di rischio, fermo restando che la programmazione degli interventi dovrà rispondere ai criteri indicati nell articolo 28 del D.Lgs 81/08 e contenere l indicazione dei tempi e delle risorse impiegate. Azioni da intraprendere in funzione della classe di rischio VALORI LIVELLO DI RISCHIO AZIONE E TEMPISTICA ALTO Azioni correttive urgenti con tempi di intervento immediati. 6-9 MEDIO Azioni correttive e/o migliorative da programmare nel brevemedio termine con orizzonte temporale massimo di 12 mesi. 3-4 BASSO Azioni di mantenimento e/o migliorative da programmare nel medio-lungo termine con orizzonte temporale massimo di 36 mesi. 1-2 TRASCURABILE Non sono necessarie ulteriori azioni migliorative ad eccezione delle misure di controllo che garantiscono il mantenimento delle condizioni rilevate.
14 DUVRI GENERALE Pag. 14 di VALUTAZIONE DEI RISCHI NORMATI Per quanto concerne i rischi normati, ossia quei rischi lavorativi per i quali sussistono disposizioni legislative o normative specifiche, i parametri di valutazione sono diversi in ragione della natura del rischio e, nella maggior parte dei casi, riconducibili a valori di soglia degli indicatori del rischio, esprimibili nella scala semi quantitativa precedentemente esposta. In tali casi, laddove l evidenza del pericolo o il disposto legislativo lo imponga, sono state predisposte specifiche valutazioni di rischio, il cui risultato è riportato nella valutazione generale adottando i parametri semi quantitativi ragionevolmente più attinenti all esito della valutazione stessa. La tabella sottostante riporta i rischi normati con i relativi riferimenti legislativi e le classi di rischio che ne scaturiscono. Tabella di correlazione tra i valori di rischio specifico e l indicatore di riferimento Fattore di Rischio Riferimento Legislativo Valori di riferimento Indicatore del Rischio BASSO MEDIO ALTO Rischio incendio Atmosfere esplosive D.Lgs. 81/08 art. 46 e D.M All. I 9.4 D.Lgs. 81/08 art. 46 e D.M All. I 9.3 D.Lgs. 81/08 art. 46 e D.M All. I 9.2 D.Lgs. 81/08 art. 290 e Allegato LI Luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilità e le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio ed in cui, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata. Attività soggette a CPI e/o caratterizzate da luoghi di lavoro in cui sono presenti sostanze infiammabili e/o condizioni locali e/o di esercizio che possono favorire lo sviluppo di incendi, ma nei quali, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata. Attività soggette a CPI caratterizzate da luoghi di lavoro in cui, per presenza di sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni locali e/o di esercizio, sussistono notevoli probabilità di sviluppo di incendi e nella fase iniziale sussistono forti probabilità delle fiamme, ovvero non è possibile la classificazione come luogo a rischio di incendio basso o medio. Area in cui durante le normali attività NON E PROBABILE la formazione di una atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori o nebbia o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata. Area in cui durante le normali attività NON E PROBABILE la formazione di una atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata. Area in cui la formazione di una atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori o nebbia, E PROBABILE che avvenga occasionalmente durante le normali attività. Area in cui la formazione di una atmosfera esplosiva, sotto forma di nube di polvere combustibile nell aria, E PROBABILE che avvenga occasionalmente durante le normali attività. Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi un atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori o nebbia. Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente, un atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell aria. Rischio biologico Rischio chimico determinazione quantitativa D.Lgs. 81/08 art. 268/271 e Allegato LIV D.Lgs. 81/08 art. 223 e Allegati VIII e I Poca probabilità di causare malattie in soggetti umani. Può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; poco probabile che si propaghi nella comunità; sono disponibili efficaci misure di profilassi o terapeutiche. Può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio pericolo per i lavoratori; l agente biologico può propagarsi nella comunità; sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche. Può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio pericolo per i lavoratori e può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità; non sono disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche. 10% TLV 50% TLV 50% TLV
15 DUVRI GENERALE Pag. 15 di 27 Rischio chimico determinazione qualitativa Metodologie basate su algoritmi per la Sicurezza ed Irrilevante per la Salute Non per la Sicurezza e/o non Irrilevante per la Salute Radiazioni ottiche incoerenti Rumore Vibrazioni mano braccio D.Lgs. 81/08 art. 216 e Allegato VII D.Lgs. 81/08 art. 189 D.Lgs. 81/08 art. 202 e Allegato V Parte A < valori limite > valori limite Lex < 80 db(a) e < 135 db(c) peak Lex > 80 db(a) e < 87 db(a) > 135 db(c) e < 137 db(c) peak Lex > 87 db(a) e > 137 db(c) peak < 2,5 m/sec2 > 2,5 m/sec2 e < 5 m/sec2 > 5 m/sec2 > 20 m/sec2 per brevi periodi Vibrazioni corpo intero D.Lgs. 81/08 art. 202 e Allegato V Parte B < 0,5 m/sec2 > 0,5 m/sec2 e < 1 m/sec2 > 1 m/sec2 > 1,5 m/sec2 per brevi periodi Allegato VI lett. B < valori di azione Campi elettromagnetici Movimentazione manuale dei carichi Videoterminale Stress Lavoro Correlato Allegato VI lett. A D.Lgs. 81/08 art. 168 e Allegato III D.Lgs. 81/08 art. 173 D.Lgs. 81/08 artt. 6 e 28 Comunicato ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (G.U. 304 del 30/12/2010) > valori di azione e < valori limite > valori limite < 0,75 0,75 e < 1,25 1,25 < 20 h/w e < 4 h/d > 20 h/w e < 4 h/d > 20 h/w e > 4 h/d L analisi degli indicatori non evidenzia particolari condizioni organizzative che possono determinare la presenza di stress correlato al lavoro. L analisi degli indicatori evidenzia condizioni organizzative che possono determinare la presenza di stress lavoro correlato; vanno adottate azioni correttive e successivamente va verificata l efficacia degli interventi stessi; in caso di inefficacia, si procede, alla fase di valutazione approfondita. L analisi degli indicatori evidenzia una situazione di alto rischio stress lavoro correlato tale da richiedere il ricorso ad azioni correttive immediate. Si adottano le azioni correttive corrispondenti alle criticità rilevate; successivamente va verificata l efficacia degli interventi correttivi; in caso di inefficacia, si procede alla fase di valutazione approfondita.
16 DUVRI GENERALE Pag. 16 di SCHEDE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE L analisi di ciascun rischio da interferenza individuabile all interno delle sedi è riassunta nelle schede di valutazione di seguito, in cui sono riportate le seguenti informazioni: - Fattore di rischio esaminato; - Misure di prevenzione e protezione attuate da parte del Committente per l eliminazione o la riduzione dei rischi; - Valutazione del rischio residuo a seguito dell attuazione di tutte le misure di prevenzione e protezione, in forma quantitativa P x G = R e in forma qualitativa: ACCETTABILE: laddove siano attuate tutte le misure di prevenzione e protezione tecnicamente disponibili e applicabili ai luoghi di lavoro ovvero all attività lavorativa; NON ACCETTABILE: laddove siano risultate evidenti carenze nell attuazione delle misure di prevenzione e protezione previste. - Indicazione delle misure di prevenzione e protezione da applicare da parte della ditta esecutrice per garantire il livello di rischio residuo individuato.
17 DUVRI GENERALE Pag. 17 di 27 A. RISCHI PER LA SICUREZZA A1. LUOGHI DI LAVORO A1.01 FATTORE DI RISCHIO INTERFERENZE STRUTTURA-TERRITORIO A1.02 STRUTTURE A1.03 SCALE A1.04 SOTTERRANEI E SEMINTERRATI A1.05 MAGAZZINI E DEPOSITI (APPLICATE DAL COMMITTENTE) Sono definite in fase di coordinamento le aree di transito esterne e le modalità di utilizzo delle aree di sosta. I luoghi di lavoro sono idonei per consentire lo svolgimento delle attività dei lavoratori e conformi ai requisiti dell Allegato IV al D.Lgs. 81/08. Gli spazi sono gestiti e dimensionati coerentemente alle indicazioni dell'all. IV al D.Lgs 81/08. Il mobilio presente rispetta le norme vigenti in materia di sicurezza per quanto riguarda i materiali e le finiture. I percorsi sono segnalati e dimensionati coerentemente alle indicazioni dell'all. IV al D.Lgs 81/08. Le aree di transito interne hanno illuminamento adeguato. Gli eventuali ostacoli fissi presenti nei luoghi di transito e passaggio sono adeguatamente segnalati. Le caratteristiche delle zone di passaggio sono periodicamente controllate. Le strutture non presentano crepe, distacchi e altri segni di dissesto. Le aperture nelle pareti sono protette con parapetto di almeno 1 m (90 cm per le finestre). I pavimenti corrispondono alle indicazioni dell'all. IV al D.Lgs 81/08. I pavimenti e i luoghi di passaggio sono idonei alla natura delle lavorazioni svolte e non presentano buche o avvallamenti. Il pavimento dei luoghi di lavoro viene mantenuto pulito. Le scale fisse a gradini rispondono ai requisiti fissati dall All. IV al D.Lgs 81/08. Le scale sono di resistenza adeguata alle condizioni d uso. Le scale e i pianerottoli hanno adeguata illuminazione. Le scale di emergenza esterne sono realizzate a regola d arte. I gradini hanno alzata e pedata dimensionate a regola d arte e sono antisdrucciolo in relazione alle condizioni d uso. Nei sotterranei e seminterrati è rispettata la massima pulizia, l ordine e la corretta disposizione delle attrezzature previste. Nei magazzini e nei depositi è rispettata la massima pulizia, l ordine e la corretta disposizione a prescindere dal tipo di materiale stivato. RISCHIO RESIDUO QUANTITATIVO QUALITATIVO (DA APPLICARE DA PARTE DELLE DITTE ESECUTRICI) Trascurabile Attenersi alle indicazioni fornite per le aree di sosta. Trascurabile Verificare lo stato delle aree oggetto di appalto. Prima dell'inizio dei lavori, verificare che, nelle aree destinate alle lavorazioni, non sia presente materiale della committenza, che può generare un rischio per i propri lavoratori. In caso di spandimenti di acqua o sostanze liquide nelle aree destinate alle lavorazioni, effettuare una immediata pulizia. Al termine dei lavori nelle aree destinate alle lavorazioni, verificare l avvenuta pulizia dell'area in modo da eliminare la presenza di materiale che può generare un rischio per i lavoratori del Committente. Attenersi alle indicazioni di buona prassi per l uso delle scale. Utilizzare scale conformi e idonee alle lavorazioni previste. Mantenere i luoghi nelle condizioni di massima pulizia, ordine e non alterare la disposizione delle attrezzature previste. Mantenere i luoghi nelle condizioni di massima pulizia e ordine. Non sovraccaricare i ripiani oltre il limite indicato.
18 DUVRI GENERALE Pag. 18 di 27 A2. MACCHINE IMPIANTI E ATTREZZATURE A3. RISCHI ELETTRICI A2.01 A2.02 A2.03 FATTORE DI RISCHIO USO DI MACCHINE, IMPIANTI E ATTREZZATURE PRESENZA DI MACCHINE E ATTREZZATURE PARTICOLARI O SPECIALI MACCHINE E ATTREZZATURE IN ASSENZA DI DIRETTIVA CE A2.04 MEZZI DI TRASPORTO A3.01 ELETTROCUZIONE PER CONTATTO DIRETTO O INDIRETTO (APPLICATE DAL COMMITTENTE) Tutti gli impianti sono conformi alla vigente normativa, come da documentazione relativa. Le verifiche periodiche previste dalle vigenti disposizioni legislative sono regolarmente effettuate, cosi come le manutenzioni periodiche e correttive in caso di guasto. Gli ascensori sono provvisti di dispositivo di riporto al piano in caso di blackout elettrico, della relativa segnaletica e dell illuminazione di emergenza. Sono state individuate procedure di emergenza, in accordo con le imprese di manutenzione degli impianti ed il servizio di vigilanza, da adottare in caso di mancanza di energia elettrica o di cattivo funzionamento. Sono definite in fase di fornitura le autovetture più idonee alle attività lavorative da effettuare. E stata effettuata una adeguata valutazione dei rischi elettrici. Gli impianti elettrici sono mantenuti da soggetto abilitato. Gli impianti elettrici sono periodicamente controllati per verificarne lo stato di conservazione ed efficienza ai fini della sicurezza. Gli impianti elettrici sono dotati di interruttori differenziali, regolarmente testati. Gli impianti sono realizzati a regola d arte e con la prescritta dichiarazione di conformità e pertanto assicurano la protezione contro i contatti diretti con elementi in tensione e contatti indiretti determinati da condizioni di guasto. E fatto divieto ai lavoratori della ditta appaltatrice di toccare o manomettere i quadri elettrici e tutti gli impianti o le parti in tensione degli stessi. La ditta appaltatrice presterà attenzione ai cavi di alimentazione dei computer, stampanti o fotocopiatrici. L accesso ai locali tecnologici, per l espletamento dei servizi appaltati, avverrà con la supervisione del personale tecnico al fine di garantire la sicurezza delle persone e degli impianti presenti nei locali. L'esito delle verifiche periodiche sugli impianti di messa a terra é verbalizzato e tenuto a disposizione dell autorità di vigilanza. Le apparecchiature elettriche sono dotate del marchio CE e possono essere considerate sicure. Le attrezzature elettriche recano l'indicazione delle caratteristiche costruttive, tensione, intensità e tipo di corrente e altre eventuali caratteristiche importanti per l'uso in sicurezza. RISCHIO RESIDUO QUANTITATIVO QUALITATIVO Trascurabile Non presente Non presente (DA APPLICARE DA PARTE DELLE DITTE ESECUTRICI) Prendere visione delle apparecchiature, degli impianti fissi (compresi ascensori, ecc.) e di quelli d impiego transitorio o occasionale, per le necessità dell appalto, siti nei luoghi di lavoro, nonché il relativo funzionamento. Non effettuare interventi sulle apparecchiature e/o sugli impianti, salvo che ciò si renda necessario per fronteggiare situazioni di pericolo e/o di emergenza. In tal caso l Appaltatore dovrà impiegare solo personale competente e dare tempestiva comunicazione all Azienda dell intervento effettuato. Non utilizzare attrezzature, macchine e/o impianti di proprietà della Società salvo espressa autorizzazione. Concordare con il Committente qualsiasi interruzione di alimentazione o di funzionamento degli impianti: le manovre di erogazione/interruzione saranno eseguite in seguito all accertamento che le stesse non generino condizioni di pericolo e/o danni per disservizio. Verificare preventivamente la conformità dei punti di alimentazione che si intendono utilizzare, onde evitare incidenti o interruzioni del servizio. Tutte le macchine e attrezzature particolari e speciali devono essere preventivamente approvate dal Committente. Tutte le macchine e attrezzature particolari e speciali devono essere preventivamente approvate dal Committente. Formare e informare opportunamente il proprio personale in merito ai rischi relativi. Trascurabile A3.02 SCARICHE ATMOSFERICHE Gli edifici sono considerati autoprotetti dal rischio fulminazione. Trascurabile Utilizzare l impianto elettrico secondo quanto imposto dalla buona tecnica e dalla regola dell arte; non deve fare uso di cavi giuntati o che presentino lesioni o abrasioni. Attenersi al divieto di utilizzare, nei lavori in luoghi bagnati o molto umidi e nei lavori a contatto o entro grandi masse metalliche, utensili elettrici portatili a tensione superiore a 50 V verso terra. Utilizzare componenti (cavi, spine, prese, adattatori etc.) e apparecchi elettrici rispondenti alla regola dell arte (marchio CE o altro tipo di certificazione) ed in buono stato di conservazione. Attenersi al divieto di attivare linee elettriche volanti senza aver prima avvisato il personale preposto del Committente. Verificare che la potenza dell apparecchio utilizzatore sia compatibile con la sezione della conduttura che lo alimenta, anche in relazione ad altri apparecchi utilizzatori già collegati al quadro. Attenersi al divieto di effettuare allacciamenti provvisori di apparecchiature elettriche alle linee di alimentazione. Provvedere a effettuare la regolare manutenzione delle attrezzature da utilizzare per l espletamento delle lavorazioni oggetto dell appalto. La potenza assorbita della macchine elettriche utilizzate dall Affidatario deve essere compatibile con le caratteristiche della rete elettrica della sede.
19 DUVRI GENERALE Pag. 19 di 27 A4. RISCHIO INCENDIO ED ESPLOSIONE FATTORE DI RISCHIO A4.01 RISCHIO INCENDIO A4.02 FORMAZIONE DI ATMOSFERE ESPLOSIVE (APPLICATE DAL COMMITTENTE) E stata effettuata la valutazione del rischio incendio ai sensi del D.M. 10/03/98 e ed è stato individuato il livello di rischio corrispondente per gli adempimenti a questo correlati. Sono adottate le specifiche misure di riduzione del rischio previste dal DM 10/03/98. Sono adottate le misure generali contro l incendio e l esplosione previste dal D.Lgs. 81/08. I materiali a rischio incendio sono stati rimossi o ridotti al quantitativo minimo richiesto per l attività svolta. Le vie di esodo sono individuate in conformità alla normativa al fine di garantire un veloce e sicuro deflusso in caso di evacuazione; le stesse sono sorvegliate e mantenute sgombre da possibili materiali di intralcio alla circolazione. Nei luoghi di lavoro esistono adeguati sistemi antincendio. Si usano estintori conformi ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all allegato del D.Lgs. 25 febbraio 2000 n. 93 munite di marcatura CE o dichiarazione CE di conformità. I presidi antincendio sono oggetto di regolari controlli e interventi di manutenzione I cui esiti sono annotati e conservati in forma scritta. Le verifiche, le manutenzioni e la formazione sono registrate e annotate su un apposito registro. E espressamente vietato fumare in tutti I locali aziendali. Non usare l acqua come estinguente in prossimità di conduttori, macchine e apparecchi elettrici sotto tensione. Sono stati individuati Lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendi. I lavoratori sono informati e formati sui principi di base della prevenzione incendi e addestrati sulle azioni da attuare in caso di incendio. Fornitura alla ditta appaltatrice del Piano di emergenza ed evacuazione e di tutte le informazioni utili alla gestione dell emergenza. Le batterie presenti sono a chiusura ermetica e sigillata. Ne viene svolta adeguata manutenzione. I locali sono dotati di ricambi d aria e la temperatura si mantiene al di sotto del limite massimo di esercizio. RISCHIO RESIDUO QUANTITATIVO QUALITATIVO (DA APPLICARE DA PARTE DELLE DITTE ESECUTRICI) Provvedere a formare e informare il proprio personale, con idoneo corso, sulla procedura di gestione dell emergenza e sull uso dei presidi antincendio disponibili, restituendo alla società appaltante copia degli attestati di formazione ovvero autocertificazione sostitutiva. Nelle aree destinate alle lavorazioni e in prossimità dei punti di intervento non utilizzare né stoccare materiali infiammabili e/o combustibili, anche in quantità minime. E fatto divieto di utilizzare fiamme libere durante la preparazione delle vivande nell area dedicata al catering sul terrazzo dello stabile. Verificare che le attrezzature da lavoro utilizzate siano efficienti sotto il profilo della sicurezza e che il prelievo dell energia elettrica avvenga nel rispetto delle caratteristiche tecniche compatibili con il punto di allaccio. Verificare che i corridoi e le vie di fuga in generale siano mantenuti costantemente in condizioni tali da garantire una facile percorribilità delle persone in caso di emergenza e che siano sgombri da materiale combustibile e infiammabile e da ostacoli di qualsiasi genere anche se temporanei. Verificare la necessità di ulteriori presidi antincendio o mezzi estinguenti efficienti in prossimità dei punti di intervento e a portata degli operatori. Verificare che non siano alterate le condizioni esistenti e indicate nei locali in cui sono presenti batterie e UPS:
20 DUVRI GENERALE Pag. 20 di 27 B. RISCHI PER LA SALUTE FATTORE DI RISCHIO (APPLICATE DAL COMMITTENTE) RISCHIO RESIDUO QUANTITATIVO QUALITATIVO (DA APPLICARE DA PARTE DELLE DITTE ESECUTRICI) B1. RISCHI BIOLOGICI B1.01 ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI Non è previsto l uso di agenti biologici durante le normali attività lavorative. E stato predisposto un piano di indagine per la legionella. Sono stati effettuati campionamenti ambientali nelle diverse sedi per la verifica della qualità dell aria sotto il profilo microbiologico. Sono attuate misure di raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali (es. presidio medico/ristorazione). Non abbandonare nell edificio rifiuti provenienti dalla lavorazione effettuata al termine del lavoro/servizio. Attenersi alle disposizioni impartite per lo smaltimento dei rifiuti speciali. B2. RISCHI CHIMICI B2.01 B2.02 ESPOSIZIONE A SOSTANZE CHIMICHE ESPOSIZIONE AD AGENTI CANCEROGENI O MUTAGENI Non è previsto l uso di agenti chimici durante le normali attività lavorative. Trascurabile E' stato imposto il divieto di fumare negli ambienti di lavoro ed presente la relativa cartellonistica. Informare il Committente sui tempi e modalità di lavoro che possano provocare esposizione ad agenti chimici anche al fine di evitare disagi a soggetti asmatici o allergici eventualmente presenti, anche nei giorni successivi all impiego di sostanze detergenti. Garantire che l impiego di tutti i prodotti chimici avvenga secondo le specifiche modalità operative indicate sulla scheda tecnica; la stessa scheda aggiornata deve essere presente in loco insieme alla documentazione di sicurezza ed essere esibita su richiesta del personale del SPP, del DL, del Responsabile o del Referente del Contratto. Programmare, per quanto possibile, gli interventi per cui è necessario l uso di prodotti chimici in modo tale da non esporre persone terze al pericolo derivante dal loro utilizzo. Attenersi al divieto di miscelare tra loro prodotti diversi o travasarli in contenitori non correttamente etichettati. Attenersi al divieto di lasciare prodotti chimici e loro contenitori, anche se vuoti, incustoditi. Attenersi al divieto di abbandonare negli edifici rifiuti provenienti dalla lavorazione effettuata al termine del lavoro/servizio. Smaltire i contenitori, una volta esaurite le quantità contenute, secondo le norme vigenti. Assicurarsi che non permangano residui di prodotto e che gli ambienti siano sempre puliti ed areati (anche in orari non coincidenti con quelli dei dipendenti). Nel caso in cui un attività lavorativa preveda lo svilupparsi di polveri, operare con massima cautela. Tali attività saranno programmate e svolte in assenza di terzi, salvo cause di forza maggiore (in tal caso informare e tutelare le persone presenti). Trascurabile E' vietata l'introduzione di agenti cancerogeni o mutageni negli spazi aziendali.

References: art. 26
 art. 26
 art. 26
 articolo 28
 art. 46
 art. 46
 art. 46
 art. 290
 art. 268
 art. 223
 art. 216
 art. 189
 art. 202
 art. 202
 art. 168
 art. 173