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Linee guida per l assicurazione della qualità della ricerca di dipartimento - PDF
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Claudio Castaldo
1 Presidio di Qualità Linee guida per l assicurazione della qualità della ricerca di dipartimento INDICE 1 Obiettivo 2 Termini e definizioni 3 Acronimi 4 Riferimenti normativi 5 Politica della qualità di Ateneo 6 Il Presidio di Qualità e le attività di ricerca 7 Ruolo del Nucleo di Valutazione 8 Sistema di gestione del Dipartimento 8.1. Politica per l assicurazione di qualità della ricerca 8.2 Riesame della ricerca dipartimentale 1. OBIETTIVO Obiettivo di questo documento è di fornire le linee guida per la definizione dell Assicurazione della qualità della ricerca dei Dipartimenti dell Università degli Studi di Perugia (AQRD). Questo documento è reperibile alla pagina web del Presidio di Qualità, all indirizzo: 2. TERMINI E DEFINIZIONI Sistema: Insieme di elementi tra loro correlati o interagenti (UNI EN ISO 9000:2005). Sistema di gestione: Sistema per stabilire politica ed obiettivi e per conseguire tali obiettivi (UNI EN ISO 9000:2005). Assicurazione della qualità: Parte della gestione per la qualità mirata a dare fiducia che i requisiti per la qualità saranno soddisfatti (UNI EN ISO 9000:2005). Riesame: attività effettuata per riscontrare l idoneità, l adeguatezza e l efficacia di qualcosa a conseguire gli obiettivi stabiliti (UNI EN ISO 9000:2005). Procedura: Modo specificato per svolgere un'attività o un processo (UNI EN ISO 9000:2005). Le procedure possono essere documentate o meno. Quando una procedura è documentata, si adotta spesso l'espressione "procedura scritta" o "procedura documentata". Il documento che contiene una procedura può essere chiamato "documento di procedura". Istruzioni operative: Descrizioni dettagliate su come eseguire dei compiti e tenere le relative 1
2 registrazioni (UNI 10999:2002). Modulo: Documento utilizzato per registrare i dati richiesti dal sistema di gestione per la qualità (UNI 10999:2002). Un modulo diventa una registrazione quando sono inseriti i dati. Registrazione: Documento che riporta i risultati ottenuti o fornisce evidenza delle attività svolte (UNI EN ISO 9000:2005). 3. ACRONIMI AQ: Assicurazione Qualità AQRD: Assicurazione della qualità della ricerca dei Dipartimenti AVA: Autovalutazione, Valutazione periodica, Accreditamento ANVUR: Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca CDIP: Consiglio di Dipartimento CDA: Consiglio di Amministrazione CDS: Corso di Studio DIP: Dipartimento DIRDIP: Direttore di Dipartimento DDIPR: Delegati di Dipartimento per la Ricerca GDIP: Giunta di Dipartimento MR: Rettore NVA: Nucleo di Valutazione PDCA: Plan-Do-Check-Act PQA: Presidio di Qualità di Ateneo RQDIP: Responsabile Qualità del Dipartimento SA: Senato Accademico SEGRAM: Segreteria amministrativa SUA-RD: Scheda Unica Annuale Ricerca Dipartimentale 4. RIFERIMENTI NORMATIVI [1] ANVUR Autovalutazione, Valutazione e Accreditamento del Sistema Universitario Italiano 28 gennaio [2] DM n. 47 del 30 gennaio 2013, art. 3, comma 5; art. 5, comma 1; art. 8, comma 1 [3] DM n del 23 dicembre [4] ANVUR Linee guida per la compilazione della Scheda Unica Annuale Ricerca Dipartimentale (SUA-RD) 30 aprile [5] Regolamento generale di Ateneo [6] Statuto di Ateneo 5. POLITICA PER LA QUALITA DI ATENEO La Politica per la Qualità di Ateneo, relativa alla formazione, alla ricerca ed alla terza missione, è stata adottata dal Consiglio di Amministrazione in data 25 giugno 2014, con parere favorevole del Senato Accademico reso in data 26 giugno 2014 ed è reperibile alla pagina: pdf Di seguito viene riportato il testo del documento per una immediata lettura. 2
3 Politica per la Qualità L Università degli Studi di Perugia ha realizzato e adottato un sistema di gestione per la qualità, in conformità alla norma UNI EN ISO 9001:2008, certificato da un ente terzo dall anno Tale sistema di gestione è stato integrato con quanto previsto dai requisiti di accreditamento del sistema AVA ed è usato dall Ateneo per assicurare e migliorare la qualità dei propri servizi e delle proprie attività di: formazione ricerca terza missione nell interesse di tutte le parti interessate: studenti, docenti, personale di supporto, ex allievi, rappresentanti del mondo del lavoro, imprese e società civile. La politica per la qualità viene utilizzata dall Università degli Studi di Perugia per conseguire posizioni preminenti fra le Istituzioni di alta formazione nazionali ed estere. Questa politica generale è perseguita sulla base delle seguenti politiche. Politica per la qualità della formazione L Università degli Studi di Perugia si è dotata di un sistema di assicurazione e di miglioramento della qualità della formazione erogata ai propri studenti le cui principali finalità sono: - il potenziamento dell'orientamento in entrata al fine di permettere una maggiore consapevolezza nelle scelte effettuate dagli studenti delle scuole secondarie, con un conseguente minore tasso di abbandono o cambiamento di indirizzo del corso di studi scelto, anche grazie al potenziamento dell'orientamento in itinere e del servizio di tutorato; - la massimizzazione del potenziale formativo di ciascuno studente, attraverso la creazione di un ambiente di studio che consenta una crescita umana, culturale e professionale equilibrata, nel rispetto di criteri basati sul merito e attraverso la dematerializzazione dei processi amministrativi per i servizi agli studenti; - la promozione di eguali possibilità di accesso agli studi universitari attraverso il pieno riconoscimento del diritto allo studio e tramite l organizzazione di servizi che tengano in considerazione le diverse esigenze dei propri studenti; - il potenziamento delle attività di mobilità internazionale degli studenti, da attuare attraverso accordi quadro e programmi ERASMUS; - l incremento del numero di studenti che beneficiano degli accordi quadro e dei programmi ERASMUS e la predisposizione di azioni specifiche volte a migliorare l efficacia formativa di tali esperienze; - l incremento dell uso di strumenti telematici di erogazione delle lezioni per soddisfare le esigenze di studenti lavoratori, part-time e per un più proficuo percorso formativo personale; - incremento delle azioni volte a migliorare standard di efficienza ed efficacia dei percorsi di studio universitari e di servizi per gli studenti con bisogni educativi speciali; - la progettazione e la gestione di percorsi didattici i cui obiettivi formativi siano tradotti in indicatori misurabili e riflettano una puntuale strategia nei confronti della domanda di formazione e delle esigenze del mondo del lavoro e delle professioni; - il miglioramento delle conoscenze linguistiche degli studenti, del personale tecnico amministrativo e bibliotecario e dei docenti, attraverso l ampliamento dell offerta di corsi da parte del Centro Linguistico di Ateneo ed il supporto al conseguimento di certificazioni valide in ambito internazionale; - la progettazione e la gestione di servizi che sollecitino e facilitino l incontro fra gli studenti e il mondo delle imprese e delle professioni; - il potenziamento dell offerta formativa in lingua inglese, dei corsi con rilascio del titolo congiunto o doppio, dei corsi con accreditamento internazionale e dei dottorati di ricerca internazionali, finalizzato all attrazione di studenti stranieri; - la promozione della fiducia nell Istituzione Universitaria da parte di tutti i soggetti che la compongono; - l aumento dell attitudine all ascolto delle opinioni degli studenti sulla qualità dei servizi offerti; - l efficace gestione delle infrastrutture finalizzate alla formazione, affinché siano rese adeguate agli obiettivi formativi dei corsi di studio; - la promozione di attività culturali, sportive e ricreative volte al miglioramento della vita e del benessere degli studenti. 3
4 Politica per la qualità della ricerca Gli indirizzi e le conseguenti azioni nel campo della ricerca dell Università degli Studi di Perugia si ispirano alle politiche definite a livello europeo, nazionale e regionale volte a stimolare le strategie di coesione sociale e di rilancio dell'economia in cooperazione con le diverse componenti del mondo istituzionale, imprenditoriale e scientifico, nazionale e internazionale. L'Ateneo ritiene proprio obbligo istituzionale quello di fornire strumenti e risorse per garantire la vitalità dei gruppi attivi nella ricerca di tipo knowledge driven e per rimanere integralmente fedele alla propria missione di produzione di cultura. A tale scopo, la distribuzione delle risorse avverrà ricercando un congruo equilibrio tra il sostegno di specifici progetti di ricerca e criteri di merito. In ogni caso, i destinatari delle risorse saranno selezionati tra i ricercatori attivi, sulla base di parametri che includano la valutazione della produttività scientifica, dell impegno e del successo progettuale. L Ateneo intende sostenere: - il potenziamento della ricerca di base in tutti i campi della conoscenza; - l incremento della partecipazione a bandi competitivi; - il potenziamento del livello di internazionalizzazione delle attività di ricerca, attraverso l incentivazione di scambi per mobilità con sedi straniere e di ogni altra forma di integrazione territoriale; - la valorizzazione del merito scientifico nel reclutamento e nella progressione di carriera anche attraverso politiche di reclutamento di ricercatori esperti esterni all Università degli Studi di Perugia; - la gestione e il miglioramento dei processi di valutazione della qualità della ricerca, utili ad indirizzare le scelte future; - il sostegno ai Dipartimenti e ai Centri di eccellenza con servizi che favoriscano il pieno sviluppo del potenziale di ricerca posseduto. Politica per la qualità delle attività di terza missione L Università degli Studi di Perugia interpreta le attività di ricerca e sviluppo come un compito capace di favorire la creazione di valore per le imprese e la società. In conformità a tale orientamento di carattere generale, le attività riconducibili alla terza missione istituzionale dell Ateneo sono suddivise in attività: 1) finalizzate all acquisizione, gestione e negoziazione di brevetti; 2) commerciali di ricerca e sviluppo su commessa in conto terzi; 3) dirette alla promozione e creazione di impresa dai risultati della ricerca (Spin-off). L attuazione delle politiche qui contenute viene perseguita dall Università degli Studi di Perugia attraverso il principio della programmazione strategica, così come previsto dallo statuto e dagli altri regolamenti applicabili, con il coinvolgimento di tutti gli organi preposti, la redazione e l applicazione di procedure, la definizione di obiettivi coerenti con le proprie finalità e la gestione di attività di valutazione e auto-valutazione. 6. IL PRESIDIO DI QUALITÀ E LE ATTIVITA DI RICERCA In base al documento [1] (paragrafo C.3.2), il PQA: organizza e verifica l aggiornamento, la completezza e la correttezza delle informazioni contenute nelle SUA-RD di ciascun DIP, suggerendo le opportune correzioni; assiste i DIP nella preparazione della SUA-RD; organizza, verifica e sovraintende al regolare svolgimento delle procedure di AQ per le attività di ricerca in conformità a quanto programmato e dichiarato; organizza e verifica i flussi informativi da e verso il NVA; valuta l efficacia degli interventi di miglioramento e delle loro effettive conseguenze. Il PQA, ai sensi dell art. 128 di [5], svolge i seguenti compiti: - fissa le direttive comuni, vigila ed effettua il monitoraggio dello svolgimento adeguato degli aspetti organizzativi e gestionali delle strutture, relativi all'autovalutazione, alla valutazione, all'accreditamento e alla certificazione delle attività di ricerca, di didattica e di alta formazione continua e permanente, del livello e della qualità della loro internazionalizzazione, delle attività di servizio, di amministrazione e di comunicazione; 4
5 - coordina il piano di miglioramento della qualità relativo all'amministrazione centrale e i piani delle strutture e predispone un conseguente piano programmatico triennale complessivo per la qualità dell'ateneo, indicando anche gli eventuali costi a carico di quest'ultimo; - segnala il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti o il loro raggiungimento al CDA il quale può adottare conseguenti misure di penalizzazione o di premialità. Il PQA ha pertanto compiti di supervisione e di monitoraggio continuo sul sistema AQ di Ateneo. Dipartimento 7. RUOLO DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE Il documento [1] attribuisce al NVA, in materia di ricerca, compiti di valutazione ex-post delle attività di AQ. In particolare: - la valutazione dell adeguatezza e dell efficacia dell organizzazione (processi e struttura organizzativa) dell Ateneo per la ricerca e per l AQ della ricerca; - la valutazione dell adeguatezza e dell efficacia del sistema di AQ dei Dipartimenti; - la valutazione della messa in atto e della tenuta sotto controllo dell AQ della ricerca a livello di Dipartimento; - la valutazione dell efficacia complessiva della gestione per la qualità della ricerca, anche con riferimento all efficacia degli interventi di miglioramento; - la formulazione di indirizzi e raccomandazioni volti a migliorare la qualità delle attività di ricerca dell Ateneo; - l accertamento della persistenza dei requisiti quantitativi e qualitativi per l accreditamento iniziale e periodico delle Sedi. 8. SISTEMA DI GESTIONE DEL DIPARTIMENTO Il presente paragrafo si concentra sulla descrizione dei quadri B2 e B3 di [4], ritenendo sufficienti le indicazioni ANVUR relative al quadro B1 riportate in [4]. L applicazione di un sistema di gestione prevede, da parte del DIP, di considerare i seguenti elementi, come previsto dalla sezione B di [4]: 1. Politica per l assicurazione di qualità del Dipartimento, 2. Riesame della Ricerca Dipartimentale, per i quali si danno le seguenti indicazioni POLITICA PER L ASSICURAZIONE DI QUALITÀ DELLA RICERCA La politica per l assicurazione di qualità della ricerca dell Ateneo di Perugia definisce le responsabilità e le modalità operative attraverso le quali il Dipartimento persegue e mette in atto la qualità della ricerca [4]. 8.1.a) Responsabilità Per quanto riguarda l AQ della ricerca, la struttura organizzativa del Dipartimento è costituita dai seguenti organi e soggetti: o Consiglio di Dipartimento; o Direttore di Dipartimento; o Responsabile Qualità del Dipartimento; o Delegato di Dipartimento per la Ricerca; o Giunta di Dipartimento; o Segreteria amministrativa; o Personale docente e ricercatori, dottorandi, assegnisti e collaboratori a progetto; o Personale tecnico-amministrativo, bibliotecario e CEL. 5
6 Consiglio di Dipartimento (CDIP) Direttore di Dipartimento (DIRDIP) Responsabile qualità del Dipartimento (RQDIP)QDIP Tabella 1. Soggetti e responsabilità. critti nella seguente tabella: È organo di programmazione e di gestione delle attività del DIP. (art. 40 c. 1 di [6]). In particolare, per quanto riguarda le attività di ricerca: approva i piani annuale e triennale di ricerca del DIP, definendo gli obiettivi operativi da perseguire (verificando che siano chiaramente misurabili), i target e le strategie di miglioramento ed indicando anche i costi e le modalità di copertura finanziaria (art. 127 c. 2 di [5]); approva la SUA-RD, ivi inclusi i riesami annuali e triennali; redige e approva annualmente una relazione sull attività svolta dal DIP in materia di ricerca scientifica e di didattica, da trasmettere al MR, al SA, al CDA, al NVA (art. 40 c. 4 lett. p. di [6]) e al PQA. Inoltre (art. 40 di [6]): promuove e coordina le attività di ricerca, approvando i relativi piani annuale e triennale; stabilisce l impiego delle risorse e degli spazi assegnati al DIP da utilizzare per la ricerca scientifica; vigila sul buon andamento e sulla qualità delle attività di ricerca scientifica; delibera le proposte di assegnazione di posti per ricercatore e le proposte di nomina; propone il conferimento di assegni per lo svolgimento di attività di ricerca; approva le relazioni triennali sull attività scientifica e delibera sui congedi per ragioni di ricerca scientifica, sulla base del piano delle attività di ricerca; promuove l istituzione dei Dottorati di ricerca; promuove l internazionalizzazione della ricerca; approva i programmi di ricerca interdipartimentali; propone l istituzione di piattaforme scientifiche per lo svolgimento di singoli o più progetti di ricerca di particolare complessità a carattere multidisciplinare ed approva la partecipazione dei professori e dei ricercatori alle piattaforme dell Ateneo già operative; approva la stipula di convenzioni, contratti ed atti negoziali. Rappresenta il Dipartimento, ne promuove le attività ed è responsabile del suo funzionamento (art. 41 di [6]). È responsabile della qualità della ricerca del DIP. In particolare: propone la politica per la qualità della ricerca di DIP in coerenza con quanto stabilito dai piani strategici di Ateneo; predispone, congiuntamente con il DDIPR e su proposta dell RQDIP in base a quanto previsto dall art. 127 di [5], i piani annuale e triennale di ricerca del DIP; individua e mette in opera azioni che permettano il raggiungimento degli obiettivi specificati nei piani di cui sopra; sovraintende alla compilazione della SUA-RD, ivi inclusi i riesami annuale e triennale. È il responsabile operativo di tutta l AQ del DIP e referente del PQA a livello di DIP. In questo ruolo si coordina anche con gli RQ di CdS e ha la responsabilità dell AQ per la ricerca. In particolare, coadiuva il DIRDIP per tutto ciò che attiene agli aspetti tecnico-organizzativi connessi alla gestione della ricerca dipartimentale, ivi compresa la redazione della SUA-RD con il supporto del DDIPR, il monitoraggio del corretto svolgimento dei 6
7 piani annuale e triennale ed il controllo delle registrazioni e dei documenti dell AQ. Inoltre: propone ogni anno al DIRDIP, anche sulla base della relazione annuale del NVA e degli indicatori suggeriti dal NVA, un piano programmatico triennale per il miglioramento della qualità delle attività relative: alla ricerca; al livello di internazionalizzazione della stessa; al trasferimento delle conoscenze; ai servizi; all innovazione dei processi amministrativi e dei processi di erogazione e di comunicazione relativi alla ricerca (art. 127 c. 2 di [5]); vigila sulla effettiva attuazione del piano programmatico segnalando al CDIP il permanere di fattori di criticità, ovvero il raggiungimento degli obiettivi posti, anche al fine dell adozione di eventuali misure di penalizzazione o di premialità (art. 127 c. 3 di [5]). Delegato di Dipartimento per la ricerca (DDIPR) Giunta di Dipartimento (GDIP) Segreteria amministrativa (SEGRAM) Personale docente e ricercatori, dottorandi, assegnisti e collaboratori a progetto Personale tecnico amministrativo, bibliotecario e CEL Polo di gestione È il Delegato di DIP per il settore della ricerca (nota rettorale prot del ). Coadiuva il DIRDIP principalmente nella individuazione di politiche, indirizzi, strategie e obiettivi in tema di ricerca. Supporta inoltre il RQDIP nella redazione della SUA-RD. È la persona di riferimento con la quale si relaziona il Delegato del Rettore in materia di ricerca. È organo esecutivo che coadiuva il DIRDIP nello svolgimento delle sue funzioni (art. 42 di [6]). È responsabile della gestione e della organizzazione amministrativa del DIP, assicurando l esecuzione delle delibere degli organi del DIP medesimo (art. 41 c. 6 di [6]). Attori responsabili dell attuazione degli obiettivi di ricerca. Soggetti che forniscono il supporto tecnico - amministrativo agli attori coinvolti nel processo di AQ. 8.1.b) Documenti del sistema di gestione e interazione tra gli attori coinvolti In questo paragrafo sono riassunti i documenti da redigere in base a quanto previsto in [4], [5] e [6], insieme ai relativi attori, come individuati nel prospetto di cui sopra, al fine di facilitare la lettura delle interazioni fra i vari documenti e i soggetti/organi coinvolti. Tabella 2. Sistema di gestione documentale per le attività di ricerca. Documento Redazione Approvazione Trasmissione Politica per la qualità della ricerca* DIRDIP coadiuvato dal DDIPR CDIP Piani annuale e triennale della ricerca* Relazione annuale sulle attività svolte in materia di ricerca scientifica e di DIRDIP coadiuvato dal DDIPR, su proposta dell RQDIP) RQDIP di concerto con il DIRDIP CDIP CDIP Attori responsabili dell attuazione degli obiettivi di ricerca MR, CDA, SA, NVA, PQA 7
8 didattica dal DIP ** Riesame annuale della ricerca dipartimentale RQDIP di concerto con il DIRDIP CDIP PQA, NVA, ANVUR Autovalutazione approfondita triennale RQDIP di concerto con il DIRDIP CDIP PQA, NVA, ANVUR *La politica e i piani possono essere inglobati in un unico documento da sottoporre all approvazione del CDIP. **La Relazione annuale prevista dall art. 40, comma 4 lett. p., dello Statuto ha ad oggetto l attività svolta dal Dipartimento in materia di ricerca scientifica e di didattica; pertanto, in tale relazione, andranno a confluire i Riesami annuali richiesti dal quadro B3 della SUA-RD e dal quadro D4 della SUA-CdS. Nel prospetto mostrato in Fig. 1 si illustra graficamente l insieme delle possibili interazioni fra i documenti coinvolti nei processi di AQ. Fig. 1 Interazione Relazione annuale e Riesami. 8.1.c) Modalità operative attraverso le quali il Dipartimento persegue e mette in atto la qualità della ricerca I piani strategici di programmazione triennale approvati dal SA in data 25 marzo 2014 e dal CDA in data 26 marzo 2014, la Politica per la qualità di Ateneo approvata dal CDA in data 25 giugno 2014, che contiene le linee di indirizzo generale di Ateneo, nonché i Riesami annuali della ricerca dipartimentale previsti dalla SUA-RD (quadro B3) rappresentano la base di riferimento per l individuazione della politica per la qualità della ricerca di ciascun Dipartimento. Tale politica si sostanzia nell individuazione degli obiettivi strategici di ricerca triennali e annuali. L individuazione di tali obiettivi fornisce ai membri del DIP e a tutte le altre parti interessate (es. Ateneo) gli indirizzi e gli orientamenti generali per la qualità della ricerca del DIP. Il DIP deve essere dotato di una struttura organizzativa adeguata al raggiungimento degli obiettivi e funzionale alla gestione della sua AQ. I principi su cui si basa l AQ della ricerca di DIP, nel seguito descritti, sono: 1. una gestione per obiettivi; 2. una gestione basata sull approccio PDCA. 1. La gestione per obiettivi 8
9 L approccio alla gestione per obiettivi prevede che in modo coerente alle politiche e alle strategie di Ateneo e di Dipartimento, siano fissati gli obiettivi di ricerca del DIP e che sia predisposto un piano operativo che descriva le modalità di raggiungimento di tali obiettivi. Le attività di AQ della ricerca devono essere fondate su evidenze: il livello di efficacia delle azioni intraprese deve essere chiaramente identificabile sulla base di dati interpretabili in modo oggettivo. Ciò al fine di dimostrare l adeguatezza del sistema di gestione per la qualità agli scopi dell organizzazione e la capacità di ottenere un risultato conforme ai requisiti specificati in tema di ricerca. Il Dipartimento si deve anche interrogare sul valore e sulla gerarchia degli obiettivi che definisce, in quanto gli obiettivi non hanno tutti la stessa importanza e lo stesso impatto. Gli obiettivi dovranno essere ambiziosi ma al contempo anche raggiungibili e definiti in modo tale da garantirne la misurabilità. Per ciascuno di essi, devono essere identificati in un piano operativo i seguenti attributi: a) azioni da intraprendere (cosa si intende fare); b) responsabilità (possibilmente individuali o di pochi) per la gestione dell obiettivo (chi sarà responsabile delle attività); c) modalità di raggiungimento (strumenti per perseguire l obiettivo); d) risorse necessarie o assegnate (cosa serve dal punto di vista delle risorse umane ed economico/finanziarie); e) definizione dell indicatore o degli indicatori (come si valuta in modo intersoggettivo lo stato di raggiungimento dell obiettivo) e dei corrispondenti traguardi/valori obiettivo (target); f) scadenze previste per il raggiungimento (quando si verificherà lo stato di raggiungimento) e gli eventuali stati di avanzamento; g) rischi associati (potenziali rischi connesso al raggiungimento dell obiettivo). Esempio 1: definizione degli obiettivi strategici Il piano strategico triennale dell Università degli Studi di Perugia include i seguenti 4 obiettivi di base relativi alle attività di ricerca: 1) Potenziare la ricerca di base in tutti i campi della conoscenza 2) Sostenere la valorizzazione del merito scientifico nel reclutamento e nella progressione di carriera 3) Potenziamento delle attività di terza missione 4) Potenziare il piano di comunicazione delle attività scientifiche In coerenza con gli obiettivi strategici di Ateneo, un Dipartimento potrebbe definire degli obiettivi specifici che tengano conto dei vincoli imposti dalla ricerca nel proprio settore e che consentano di raggiungere per propria quota-parte gli obiettivi base definiti nel piano strategico triennale. Ad esempio nel caso dell obiettivo di base 1), un Dipartimento potrebbe definire l obiettivo (A): incremento del numero di progetti sottoposti alla valutazione in bandi competitivi per la ricerca di base (es. ERC, SIR). Nel caso dell obiettivo di base 2) un Dipartimento potrebbe definire l obiettivo (B): Definizione di un modello gestionale che valorizzi il merito nella progressione di carriera (da attuarsi a esempio tramite la definizione di modelli pesati di indicatori, come elementi di supporto alle decisioni di politica dipartimentale). Esempio 2: definizione del piano operativo Si consideri l obiettivo strategico (A) dell esempio 1: incremento del numero di progetti sottoposti alla valutazione in bandi competitivi per la ricerca di base (es. ERC, SIR). L indicatore che sarà utilizzato per determinare il raggiungimento dell obiettivo è rappresentato dal numero di progetti sottomessi per la valutazione. L obiettivo sarà considerato raggiunto se tale indicatore mostrerà un incremento del 25% rispetto all anno precedente e se, almeno un progetto presentato, avrà carattere transdisciplinare. Tale indicatore sarà valutato a maggio 2015 (che rappresenta la scadenza per la verifica dello stato di raggiungimento). In riferimento all obiettivo (A), il piano potrà essere stilato secondo quanto segue: L obiettivo strategico sarà raggiunto attraverso il conseguimento dei seguenti obiettivi operativi (con indicazione delle azioni da intraprendere, delle modalità di raggiungimento, delle scadenze, dei costi e della documentazione utile a comprovare le attività svolte): 1) sensibilizzazione dei colleghi del Dipartimento sull importanza dell obiettivo pianificato: 1.1 invio di due informative a tutti i docenti e ricercatori a distanza di quindici giorni l una dall altra (indicatore: effettuato/non effettuato; Target: effettuato entro il 10 luglio 2014; Responsabile: Direttore; Costo: 0; documentazione: copia della mail inviata); 1.2 seduta dedicata del consiglio di dipartimento (indicatore 1: effettuata/non effettuata entro la data stabilita; Target 1: effettuata entro il 20 luglio 2014; indicatore 2: numero partecipanti/totale; target 2: 90%; Responsabile: Direttore; Costo: 0; documentazione: verbale del consiglio di dipartimento); 2) formazione su HORIZON2020, ERC, HIT2020 e PNR; 2.1 organizzazione di uno specifico evento di formazione (indicatore 1: effettuata/non effettuata entro la data stabilita; Target 1: effettuata tra il 20 ed il 25 luglio 2014; indicatore 2: numero partecipanti/totale; target 2: 90%; Responsabile: DDIPR; Costo: 600; documentazione: mail di invito e locandine); 9
10 3) creazione e messa in opera di un sistema di monitoraggio dei bandi disponibili 3.1 individuazione di una persona che aggiorni una base dati con le informazioni sui bandi disponibili e le comunichi al Dipartimento (indicatore: effettuata/non effettuata; Target: effettuata entro il 15 giugno 2014; Responsabile: Prof.ssa XXX; Costo: 0; documentazione: copia della lettera di incarico o verbale del consiglio di dipartimento); 3.2 messa a regime del sistema di raccolta dati su bandi disponibili e comunicazione continuativa ai membri del dipartimento (indicatore: effettuata/non effettuata; Target: effettuata entro il 31 luglio 2014; Responsabile: Prof. XXX; Costo: 2.000; documentazione: raccolta delle mail di comunicazione; sito internet consultabile); 4) individuazione dei gruppi di ricerca che parteciperanno a bandi per la ricerca di base 4.1 definizione/revisione dei gruppi di ricerca presenti in dipartimento (indicatore: effettuata/non effettuata; Target: effettuata entro il 30 giugno 2014; Responsabile: DDIPR; Costo: 0; documentazione: verbale del consiglio di dipartimento contenente la sintesi dell attività); 4.2 invio a tutti i gruppi di una call for projects di dipartimento contenente le intenzioni di partecipazione a bandi per la ricerca di base e la segnalazione di eventuali difficoltà operative (indicatore: effettuato/non effettuato; Target: effettuato entro il 30 settembre 2014; Responsabile: DDIPR; Costo: 0; documentazione: copia delle mail e del verbale del consiglio di dipartimento in cui vengono tracciati gli esiti dell attività); 4.3 sollecitazione dell Ufficio Ricerca di ateneo per lo svolgimento di attività di supporto mirate (indicatore: effettuata/non effettuata; Target: effettuata entro il 31 ottobre 2014; Responsabile: Prof. XXX; Costo: 0; documentazione: copia delle mail e del verbale del consiglio di dipartimento in cui vengono tracciati gli esiti dell attività) 5) predisposizione e sottomissione progetti in risposta a bandi competitivi 5.1 costruzione di una base dati online che contenga i progetti presentati ed i relativi esiti (indicatore: effettuata/non effettuata; Target: effettuata entro il 10 dicembre 2014; Responsabile: Prof.ssa XXX; Costo: 600; documentazione: sito web; verbale del consiglio di dipartimento in cui vengono tracciati gli esiti dell attività); 5.2 raccolta dei progetti e relativo inserimento nella base dati (indicatore: effettuata/non effettuata; Target: effettuata entro il 15 gennaio 2015; Responsabile: Prof. XXX; Costo: 0; documentazione: sito web e verbale del consiglio di dipartimento in cui vengono elencati i progetti presentati); 6) valutazione esiti 6.1 inserimento esiti nella base dati (indicatore: effettuato/non effettuato; Target: effettuato entro maggio 2015; Responsabile: Prof. XXX; Costo: 0; documentazione: sito web e verbale del consiglio di dipartimento in cui vengono elencati gli esiti dei progetti presentati); 6.2 seduta del consiglio di dipartimento dedicata alla discussione degli esiti dei progetti presentati (indicatore 1: effettuata/non effettuata entro la data stabilita; Target 1: effettuata entro il 20 luglio 2014; indicatore 2: numero partecipanti/totale; target 2: 90%; Responsabile: Direttore; Costo: 0; documentazione: verbale del consiglio di dipartimento); La responsabilità dell attuazione del piano, complessivamente inteso, è dell RQDIP. Si ritiene che le risorse attualmente a disposizione della struttura e dei gruppi di ricerca siano adeguate per il raggiungimento degli obiettivi strategici di dipartimento. La Dott.ssa XXX, tecnico-amministrativo, fornirà attività di supporto per attività di consulenza di primo livello. I principali rischi connessi al raggiungimento dell obiettivo sono legati alla bassa esperienza di ricerca di alcuni colleghi del Dipartimento in ambito internazionale e nella predisposizione di progetti di ricerca in bandi competitivi. La mitigazione di tale rischio sarà fatta cercando di affiancare colleghi più esperti nella redazione di progetti, a colleghi meno esperti. Un secondo rischio, di una certa rilevanza, è dato dalla tradizionale resistenza dei gruppi di ricerca del Dipartimento alla condivisione di informazioni e al lavoro di gruppo. La mitigazione di questo rischio sarà effettuata creando almeno un gruppo di lavoro a carattere transdisciplinare che sottoporrà alla valutazione esterna almeno un progetto di ricerca. 2. L approccio PDCA La metodologia che guida il processo di mantenimento e miglioramento continuo si concretizza in un azione ciclica basata sulla reiterazione sequenziale delle seguenti quattro fasi che costituiscono il cosiddetto ciclo o ruota di Deming: 1) plan: pianificare, ovvero descrivere e analizzare il processo attuale, misurare le sue prestazioni, fissare degli obiettivi misurabili, individuare le possibili alternative per raggiungere questi obiettivi, valutare le alternative, pianificare l applicazione delle scelte fatte. La fase di plan confluisce nella definizione del piano operativo. 2) do: dare attuazione al piano; 3) check: verificare i risultati, confrontandoli con ciò che è stato pianificato, e misurare lo scostamento tra i risultati ottenuti e gli obiettivi prefissati; 4) act: adottare azioni per migliorare in modo continuo le prestazioni dei processi e per ridurre eventuali scostamenti tra obiettivi pianificati e risultati conseguiti. La visualizzazione in forma circolare sottolinea la necessità di una continua ripetizione della loro successione, per portare a una nuova pianificazione sulla base dell esperienza acquisita. 10
11 A P C D Fig. 2 Ciclo di Deming. La definizione del sistema organizzativo per l AQ della ricerca dipartimentale, intesa come capacità di raggiungimento degli obiettivi definiti, deve quindi considerare i seguenti aspetti: Plan) pianificazione degli obiettivi e dei relativi processi di attuazione; Do) attuazione del piano e controllo delle attività; Check) misurazione della qualità, verifica dei risultati /valutazione degli esiti; Act) analisi dei problemi e delle relative cause e definizioni delle strategie di miglioramento. Nella pianificazione il Dipartimento dovrà redigere un piano operativo di attività comprendente responsabilità, risorse, tempi e modalità di controllo necessarie per raggiungere gli obiettivi definiti con gli attributi elencati al punto 1. Nella fase di attuazione del piano e controllo delle attività, si darà corso a quanto previsto dal piano. Sarà cura del RQDIP monitorare il corretto svolgimento del piano. La fase di misurazione/valutazione degli esiti è quella in cui saranno determinati i risultati delle attività svolte e lo stato di raggiungimento degli obiettivi. Infine, durante la fase denominata ACT di analisi e miglioramento, tutti i dati e le evidenze a supporto delle attività condotte saranno prese in considerazione per comprendere le cause dell eventuale mancato raggiungimento, discutere degli esiti e cogliere le opportunità di miglioramento e, da ultimo, per capire se i processi e le procedure messe in atto sono efficaci ed adeguate. Se ritenuto utile si potrà utilizzare un cronoprogramma (diagramma di Gantt) per tenere sotto controllo l evolversi temporale delle attività. Si noti che la complessità del piano dovrà essere commisurata alla difficoltà e ai rischi di mancato raggiungimento degli obiettivi definiti. Il livello di dettaglio del piano potrà variare a seconda del tipo e della complessità dell obiettivo. In ogni caso non si dovranno mai dettagliare le attività oltre il livello al quale tali attività potranno essere controllate, verificate e sottoposte a miglioramento. Esempio 3: l applicazione del ciclo PDCA per il miglioramento della gestione documentale dell AQ di Dipartimento Il Dip. XXX ha deciso di migliorare la gestione documentale delle proprie attività di AQ. Dovrà essere deciso quali documenti saranno utilizzati per dara garanzia che i risultati previsti saranno raggiunti (es. documentazione delle attività di ricerca), le loro modalità di compilazione e di archiviazione e le responsabilità conseguenti. La fase di plan terminerà con un piano di attività da svolgere, comprensivo di obiettivi identificati secondo quanto riportato negli esempi 1 e 2, e dei corrispondenti attributi. Un possibile scadenziario in forma di diagramma di Gantt delle fasi previste nel ciclo PDCA è mostrato in Fig. 2. Il diagramma consente di tenere sotto controllo lo stato di avanzamento delle attività nel tempo e costituisce una base per la documentazione dei processi di miglioramento. Le frecce indicano la dipendenza logica fra alcune delle fasi: in alcuni casi una fase non può iniziare se prima non è terminata una fase precedente. La fase etichettata come stabilizzazione è quella durante la quale le nuove regole di lavoro sono adottate e si verifica la loro sostenibilità organizzativa, anche al fine di ridurre il rischio che vi sia un rigetto delle nuove norme di svolgimento del lavoro. Il diagramma di Gantt in Fig. 2 potrà essere complicato anche con livelli di dettaglio aggiuntivi al fine di includere le attività previste per il raggiungimento degli obiettivi che saranno pianificati. 11
12 Fig. 3: diagramma di Gantt per la gestione della fasi PDCA in relazione al miglioramento della gestione documentale del DIP. 2.1 Aspetti documentali Il sistema di assicurazione della qualità della ricerca del Dipartimento dovrà contenere le registrazioni necessarie a dare evidenza delle attività svolte per l AQ di DIP (es. atti di convocazione, verbali di riunione, comunicazioni ecc.) e potrà contenere documenti di supporto alle attività. Fra i principali documenti si ricordano l organigramma del DIP, procedure documentate e istruzioni operative. L organigramma serve a rappresentare gli organi del DIP di tipo formale (es. Giunta). Un esempio è riportato in Fig. 4. Se ritenuto utile si potranno adottare altri diagrammi per rappresentare altre entità organizzative del dipartimento (es. Gruppi di Ricerca). Fig. 4 Esempio di organigramma di Dipartimento. 12
13 L esempio non comprende necessariamente tutti i possibili organi che si possono trovare nei Dipartimenti, ma può essere completato per riflettere la reale organizzazione di cui la struttura si è dotata. Fra gli altri documenti potranno essere predisposte delle procedure documentate o delle istruzioni operative (ad esempio una procedura documentata per la formazione dei nuovi assunti in tema di gestione delle attività di DIP o una istruzione operativa finalizzata alla descrizione d uso di particolari strumenti di laboratorio) RIESAME DELLA RICERCA DIPARTIMENTALE Il Riesame consiste in un attività sistematica per riscontrare l idoneità, l adeguatezza e l efficacia del sistema di gestione, con particolare riferimento, come previsto dalle linee guida [4], a: obiettivi contenuti nel quadro A1 della scheda SUA-RD dell anno precedente e dei punti di miglioramento in essa individuati; risultati ottenuti evidenziando criticità e punti di miglioramento ed i relativi interventi proposti; Sono inoltre valutati gli interventi di miglioramento proposti nel precedente riesame, con l individuazione degli scostamenti e delle proposte di miglioramento per l anno successivo. Il primo esercizio autovalutativo di riesame nell anno 2014 viene effettuato in relazione agli obiettivi del piano strategico di ateneo e agli esiti della VQR , mettendo in luce punti di forza, aree di miglioramento, rischi e opportunità riscontrati nella lettura dei risultati VQR. Il primo riesame si conclude con l identificazione di proposte di miglioramento della qualità anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi pluriennali. Al termine del triennio dovrà essere effettuata un autovalutazione approfondita dei risultati raggiunti in riferimento agli indicatori e ai target triennali previsti. 13

References: art. 3
 art. 5
 art. 8
 art. 128
 art. 127
 art. 40