Source: http://progettolineagotica.blogspot.com/2011/
Timestamp: 2017-11-24 14:56:14+00:00

Document:
Associazione Linea Gotica - Officina della Memoria: 2011
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La morte di James J. Turck e di Iporan Nunes de Oliveira
Da: Il Resto del Carlino, 7 dicembre 2011
Montese Bruno Bernardoni lo trovò dopo 66 anni e glielo spedì
Jim è morto col suo bracciale
Si è spento l’americano che nel ’45 perse il suo monile in Appennino
“Jim era così orgoglioso del suo ritrovato braccialetto, lo voleva indossare ogni volta che uscivamo. Con molta tristezza devo farvi sapere che è morto il 19 novembre. Vi ringrazio per tutto il vostro lavoro, Brino specialmente: sei stato una persona generosa e altruista, hai dato una speciale felicità, per diversi mesi, al mio Jim”.
Questo è un breve passaggio delle lettera inviata alla famiglia di Bruno Bernardoni, di Montespecchio di Montese, dalla signora Becky, moglie di James J. Turck, il soldato dell’85° reggimento, compagnia K, della decima divisione da montagna americana che, 66 anni fa, in piena guerra, fra Maserno e Iola di Montese, perse il bracciale regalatogli da sua madre.
Lo ha ritrovato la scorsa primavera Bruno Bernardoni di Montespecchio e glielo ha inviato. La notizia del ritrovamento del bracciale ha trovato ampio interesse anche nella stampa statunitense. Ora James è morto, a 89 anni.
“Jim era una persona veramente riservata e non si vantava mai di niente – ricorda la moglie – ma ha voluto raccontare a tutti la storia del braccialetto ritrovato, al quale era legato da profondo affetto. Si sentiva come una celebrità e nel suo modo di fare brillante ci scherzava su, formando autografi e aspettando che la Paramount Studio chiamasse ogni giorno. Ne era così orgoglioso – conclude la moglie . che ha fatto portare copie degli articoli all’ospedale da mostrare ai dottori e agli infermieri della struttura di riabilitazione”.
Liberò il paese dai tedeschi: addio all’eroe brasiliano
Montese - Il 3 dicembre, a Rio de Janeiro, è morto Iporan Nunes de Oliveira, 94 anni, ex ufficiale della Forza di spedizione brasiliana che il 14 aprile 1945, alla testa del suo plotone, entrò per primo in Montese tenuta ancora dagli uomini della Wehrmacht.
Dopo una dura battaglia, i soldati venuti dal Brasile liberarono il capoluogo. La notizia della morte di questo eroe brasiliano, come viene definito nella sua patria, è arrivata ieri mattina al collezionista militare ed esperto della Seconda guerra mondiale Giovanni Sulla. Era ritornato a Montese l’ultima volta nel 1995.
Pubblicato da Massimo Turchi a 10:25 Nessun commento:
3 dicembre 2011 . Antona (Massa) "67° Anniversario della Linea Gotica"
67° Anniversario della Linea Gotica
Pian della Fioba, Sacrario La Tecchia, Alpi Apuane
sabato 3 dicembre 2011, dalle Ore 9,30
Programma della manifestazione qui
Pubblicato da Massimo Turchi a 09:32 Nessun commento:
Monte Fuso (Neviano degli Arduini, Pr): Resoconto dell'escursione del 20 novembre
L'Ass. Linea Gotica - Officina della Memoria e l'Associazione "Gli Scarponauti" di Mantova hanno chiuso in bellezza, domenica 20 novembre, le Escursioni Partigiane 2011, tra il Museo della Resistenza di Sasso e i sentieri del Monte Fuso. Con il percorso "Fischia il Vento" dedicato al drammatico rastrellamento nazifascista del 20 novembre 1944 ci si da appuntamento alla prossima primavera.
Pubblicato da Massimo Turchi a 08:25 Nessun commento:
24-25 novembre 2011: A S.Giovanni in Persiceto il prossimo meeting del progetto europeo SEM@S
Lo spazio dedicato al progetto sul sito
"Uomini in guerra sulla Linea Gotica"
Il 24 e il 25 novembre, a San Giovanni in Persiceto (Bo), si terrà il prossimo meeting del progetto europeo "Sharing European Memories ad School (SEM@S)"
Oltre a Futura S.p.A. che organizza l'evento, saranno presenti:
Donostia – San Sebastian (Basque Country – SPAIN)
Adam Mickievicz University
Pubblicato da Massimo Turchi a 09:33 Nessun commento:
Con i colori più belli del mondo
bianco della purezza,
rosso della fiamma che arde,
Segno di fratellanza,
unione di un popolo,
vanto e onore della nostra patria,
gloria di quanti si sono immolati.
Vessillo a cui dobbiamo la libertà,
conquistata con sacrifici e sangue.
Drappo, troppo spesso
posato sulle bare dei martiri,
quasi manto a tardiva protezione,
di chi ha dato la vita per la sua difesa.
Pubblicato da Massimo Turchi a 09:34 Nessun commento:
Poesia inviata a Celso Battaglia da Fabio Pilade Milani
Ogni volta che l'uomo ritorna al paese
riconosce le facce di un tempo,
non conosce le facce di adesso.
Riconosce gli odori annusati da bimbo,
i colori, le pietre;
e ripensa alle sere passate davanti al camino, tra i racconti e le fole
dei vecchi. Ogni volta ricorda la guerra
e il paese com'era.
E risente l'odore del fumo,
e il bagliore dolente del fuoco rivede,
e la terra, che cede leggera al suo piede che fugge.
non sa non pensare al passato,
non sa non sedere sullo stesso scalino di casa
dove sempre sedeva da bimbo
Pubblicato da Massimo Turchi a 09:31 Nessun commento:
Una poesia di Edda Pellegrini Conte
a Celso Battaglia
nel silenzio dei muri sgretolati
le ferite parlano ancora
e pluriennale lutto ricorda
nel chiuso di un ovile
l'azione feroce degli uomini...
Oggi quel luogo
è sacra rimembranza.
Ogni anno il tricolore
corona il monumento alla memoria
e parole di commozione
strappano qualche lacrima agli astanti...
nel cuore dei superstiti
vive ancora il Presente
e la forza disperata
che partorì il coraggio.
come Sant'Anna e come Marzabotto
ripete ancora dentro i cuori
quella domanda che non ha risposta:
Perché Perché Perché...
E tu - Celso Battaglia -
forte di ricordi e di lutti familiari
ricco di esperienze in terra forestiera
conservi nella mente i giorni del terrore
e con l'animo aperto alla speranza
vai raccontando verità e dolore
perché deve sapere il mondo
e deve ricordare
non per vendetta ma per giustizia
verso chi cadde vittima innocente
per mano di assassini.
Pubblicato da Massimo Turchi a 09:08 Nessun commento:
19 novembre 2011 Palagano (Mo): Fiaccolata della Memoria in ricordo delle vittime della strage di Monchio, Susano, Costrignano e Savoniero
16.00 | Savoniero
Monumento a Don Sante Bartolai
Un gruppo di podisti delle locali associazioni, partirà dal monumento di Savoniero con una fiaccolata che farà tappa presso alcuni luoghi simbolo della strage nelle frazioni di Susano, Costrignano e Monchio
17.30 | Monchio di Palagano
Arrivo della fiaccolata della memoria
Letture di testimonianze dei sopravvissuti alla strage
18.15 | Monchio di Palagano
Parco provinciale della Resistenza Monte Santa Giulia
Cerimonia in memoria delle vittime
Conversazione con l’Avv. Andrea Speranzoni sulle motivazioni della sentenza del processo sulla strage di Monchio, Susano, Costrignano e Savoniero
Durante la manifestazione sarà possibile firmare la petizione per il conferimento della Medaglia d’oro al valore civile al Comune di Palagano
0536 97 09 18 / 328 24 73 358
sindaco@comune.palagano.mo.it
In caso di maltempo la manifestazione si svolgerà interamente presso il cinema parrocchiale di Savoniero a partire dalle 16.30
Associazione famigliari delle vittime di Monchio
Comune di Prignano s/S
Pubblicato da Massimo Turchi a 10:23 Nessun commento:
Tesi di laurea in psicologia di Francesco Cerisara "'Fare' la memoria di eventi storici nella scuola: il diorama vivente nella Linea Gotica"
Corso di Laurea in Scienze psicologiche della personalità e delle relazioni
“Fare” la memoria di eventi storici nella scuola: il diorama vivente nella Linea Gotica
“Doing” the memory of historycal events in school: the Gothic Line in the diorama vivente
Prof. Adriano Zamperini
Dott. Marialuisa Menegatto
Laureando: Francesco Cerisara
Matricola: 576091
STORIA ED EREDITÀ DELLA LINEA GOTICA
1.1 Cornice storica della Linea Gotica
1.2 Il ricordo della Linea Gotica nella costruzione delle “corazze affettive”
1.3 L’eredità socio-emotiva della Linea Gotica
1.3.1 Linea Gotica: linea che separa e che unisce
1.3.2 Il lascito delle stragi come motore della pro socialità
1.4 Risvolti applicativi della Linea Gotica e finalità dell’indagine
IL DIORAMA VIVENTE E LA COSTRUZIONE DELLA MEMORIA
2.1 L’associazione e il progetto
2.2 La tecnica del diorama vivente
2.3 Gli attori sociali coinvolti nella tecnica del diorama vivente
a) I reduci
b) Gli attori
c) Il direttore
d) I ricercatori storici
e) Gli alunni
f) Gli insegnanti
g) Gli adulti
2.4 L’ambiente utilizzato nella tecnica del diorama vivente
a) Il bosco nella Linea Gotica
b) I luoghi della memoria nella Linea Gotica
2.5 Le fasi della tecnica del diorama vivente e acquisizione della memoria
2.5.1 La fase pre-diorama vivente
2.5.2 La fase diorama vivente
2.5.3 La fase post-diorama vivente
DESCRIZIONE DELLA RICERCA E PRESENTAZIONE DEI DATI
3.1 Un’indagine sul campo
3.2 Obiettivi dell’indagine
3.3 Il gruppo dei partecipanti
3.4 Gli strumenti dell’indagine: l’intervista
3.4.1 Le fasi dell’intervista
3.4.2 Le caratteristiche dell’intervista
3.5 La ricerca qualitativa computer-assistita
a) Creazione di un’unità ermeneutica
b) Codifica dei dati raccolti
c) Visualizzazione delle mappe concettuali
Pubblicato da Massimo Turchi a 19:06 Nessun commento:
22 ottobre 2011, Cantagallo (Fi): "Per non dimenticare"
"PER NON DIMENTICARE" Linea Gotica e Resistenza
67°Anniversario della distruzione di Cantagallo e Luicciana
Sabato 22 Ottobre ore 15.30 - Luicciana - Palazzo Comunale
Sabato 22 ottobre si rinnova l'appuntamento annuale organizzato dall’Amministrazione Comunale, e dall'ANPI Provinciale e Locale per la ricorrenza della deportazione collettiva degli abitanti di Luicciana e Cantagallo, avvenuta al momento del passaggio del fronte nel settembre 1944
Il programma dell'incontro pubblico fissato per le ore 15.30 presso la sala consiliare è il seguente:
Introduce il Prof. Francesco Venuti, storico e dirigente A.N.P.I Provinciale con un intervento sul tema "Resistenza e Costituzione"
Segue la presentazione e proiezione del video realizzato da Gioele Scavuzzo, dal titolo “...con la morte in bocca attimo per attimo”, video che raccoglie le interviste a Oliviero e Leontina Bolognesi realizzata da ANPI Provinciale Prato ed a Lina Langianni realizzata da Gioele Scavuzzo e Giulia Toccafondi
Ci sarà uno spazio per eventuali testimonianze dirette ed interventi
Le conclusioni a cura di Ennio Saccenti Presidente provinciale A.N.P.I
L'impegno dei due ragazzi che hanno anche quest'anno portato avanti il lavoro di ricerca e documentazione (Gioele Scavuzzo e Giulia Toccafondi) prosegue il progetto nato nel 2007 con l'intento di far raccogliere ai giovani di un piccolo centro le memorie degli anziani del luogo, in modo da costruire un' ideale staffetta della memoria collettiva del paese. Lo scopo è quello di far continuare nelle nuove generazioni i ricordi di una collettività, nella consapevolezza che non si possa progettare il proprio futuro e quello della comunità dove si vive, senza avere la cognizione del passato. Anche quest' anno è stato importante il contributo del Prof. Francesco Venuti storico, ricercatore e Dirigente dell'ANPI Provinciale e del CDSE Val di Bisenzio
Pubblicato da Massimo Turchi a 10:24 Nessun commento:
28 ottobre 2011 - Lizzano in Belvedere (Bo): “Dalla piccola alla grande Repubblica”: La Repubblica di Montefiorino – I Partigiani – La Linea Gotica
ANPI Bologna, CAI Alta Valle del Reno, CAI Modena, in collaborazione con Istituto della Resistenza di Bologna, Istituto Storico di Modena, Istituto per i Beni artistici culturali e naturali Regione Emilia-Romagna, Anpi Modena, Ass. Linea Gotica – officina della memoria, Comune di Lizzano in Belvedere, Comune di Porretta Terme
invitano cittadini e studenti al Convegno
“Dalla piccola alla grande Repubblica”
La Repubblica di Montefiorino – I Partigiani – La Linea Gotica
Giornata di studio e attività laboratoriali rivolta a tutti e con particolare attenzione agli studenti degli Istituti scolastici delle Province di Bologna e Modena
Palazzetto dello Sport e della Cultura “Enzo Biagi” - Lizzano in Belvedere
venerdì 28 ottobre 2011 ore 9
Ore 9 Ritrovo dei partecipanti.
Coordinamento Convegno: prof. Antonio Baruffi
Alessandro Agostini, Sindaco di Lizzano in Belvedere
Antonella Gualmini, Sindaco di Montefiorino
William Michelini, Presidente Anpi Bologna
Aude Pacchioni, Presidente Anpi Modena
Remo Dai Pra’, G.R. CAI-Emilia Romagna
Vincenzo Aiello, Dirigente Ufficio scolastico Provincia Bologna
Giuseppe De Biasi, Assessore Provincia di Bologna
Emilio Sabattini, Presidente Provincia di Modena
Ore 10 Claudio Silingardi – Direttore Istituto Storico di Modena:
“Inquadramento del periodo storico e degli avvenimenti riguardanti la nascita e la fine della Repubblica di Montefiorino”
Ore 10,40 Simona Salustri – Università di Bologna:
“Montefiorino due punti e a capo. La Resistenza dalle Repubbliche partigiane alla Costituzione italiana”
Ore 11,30 Apertura attività laboratoriali
Dalle ore 12,15 Pranzo insieme
Ore 16 Termine attività
Secondo una rotazione stabilita si darà la possibilità alle varie scolaresche di entrare nei Laboratori allestiti e partecipare alle attività previste con la conduzione di esperti:
LABORATORIO A Claudio Silingardi: “Rock in opposition: musica e resistenza dagli anni 50 ad oggi”
LABORATORIO B Andrea Marchi – Presidente Istituto per la storia della Resistenza Provincia di Bologna:
“Il fare storia: coordinamento delle attività svolte dagli studenti nel presente anno scolastico”
LABORATORIO C Partigiani Ermenegildo Bugni e Ezio Bompiani “Divisione Modena Armando”:
“Alcuni anziani reduci narrano la loro esperienza ed interagiscono con gli studenti”
LABORATORIO D Giuliano Cavazzuti - Presidente CAI Modena
Renzo Torri - CAI Alta Valle del Reno
Vito Paticchia – Funzionario Istituto Beni Culturali Regione Emilia Romagna
illustrano il percorso trekking “Generale Armando” che unisce nella realtà ed idealmente Montefiorino (MO) al Monte
Belvedere (BO)
LABORATORIO E Jean Pascal Marcacci – Docente Istituto Ferrarini-Serpieri:
“Spazio espositivo di riutilizzi bellici, documenti e filmati”
LABORATORIO F Massimo Turchi – Ass. Linea Gotica- Officina della memoria: Performance con figuranti: gli studenti si recano in un bosco
limitrofo per essere partecipanti attivi al diorama vivente “28 ottobre 1944: Attacco al Monte Belvedere”.
Pubblicato da Massimo Turchi a 15:44 Nessun commento:
O “Lapa Azul” no Inferno de Montese
Dal Blog di Durval Lourenço
Planejamento da Ofensiva de Primavera
Estavam os generais Aliados reunidos no PC de Castellucio, em 08 de abril de 1944, discutindo acerca da Ofensiva da Primavera, destinada a expulsar de vez os nazistas da península italiana. O General George P. Hays, Comandante da poderosa 10ª Divisão de Montanha norte-americana, havia recebido a missão de conquistar a cidade de Montese e as elevações que a circundavam por nordeste, entre outros objetivos na sua zona de ação. Durante a exposição da manobra da sua tropa, o general americano manifestou sua preocupação ante os desafios da missão que lhe foi atribuída. Nisso, intervém o General Mascarenhas de Morais, Comandante da Divisão brasileira, assessorado pelo Tenente-Coronel Coronel Humberto de Alencar Castello Branco e pelo intérprete da Divisão: o Major Vernon Walters. Mascarenhas sugere que seja deixado o encargo de Montese para a FEB.
Incrédulo, o Gen Hays agradece e pergunta desconfiado:
- O Comandante da Divisão brasileira tem a certeza de cumprir essa missão?
Ao que Mascarenhas responde de bate-pronto:
- Tem o Comandante da Divisão norte-americana a certeza de aproveitar o êxito da ação brasileira?
A resposta espirituosa do brasileiro provoca uma calorosa salva de palmas dos presentes, aliviando a tensão do momento.
Mas a apreensão do Gen Hays tinha fundamento. Sabia ele da importância estratégica daquele setor para o ataque da sua Divisão. Era região de maior altitude em poder dos nazistas naquela frente de combate, dispondo de observatórios que devassavam toda a zona de ação do IV Corpo. Além do quê, era certo dos alemães empreenderem uma resistência deseperada, pois ali terminavam as últimas posições defensáveis do Eixo na região. Novas posições de defesa distavam 130 quilômetros para o norte, já nos Alpes. Se os alemães não detivessem os Aliados naquele local, toda a Itália estaria perdida.
Pubblicato da Massimo Turchi a 09:43 Nessun commento:
Monte San Pietro (Bo), 6-8 Ottobre 2011: "Tracce. Segnali di Storia e Memoria dalla Seconda Guerra Mondiale"
Segnali di Storia e Memorie dalla Seconda Guerra Mondiale
Abbazia ss. Fabiano e Sebastiano
Badia di Monte San Pietro (BO)
Via Mongiorgio, 4
6 ottobre alle ore 18
presentazione della guida storico-turistica "Sulle tracce della Linea Gotica - Il fronte invernale dal Tirreno all'Adriatico in 18 tappe" di Vito Paticchia e Marco Boglione – Fusta editore e la presentazione del progetto "Staffetta della Memoria" itinerario in bicicletta sulla Linea Gotica della coop. soc. Costess New Media di Jesi.
Stefano Rizzoli – Sindaco di Monte San Pietro
Andrea Marchi – Presidente ISREBO
Vito Paticchia – Autore del libro
Doriano Pela – Andrea Meschini – Costess New Media
Sergio Gardini – Valerio Marani – CAI BO Ovest
Simona Salustri – ANPI Com. Prov.le Bologna
Massimo Turchi – Ass. Linea Gotica Officina della Memoria
7 ottobre alle ore 20
proiezione del dvd "Monte san Pietro 7 ottobre 1944 – T'ARCORDET", di Claudio Contri e Lamberto Stefanini
La deportazione per lavoro forzato in Germania tra il 1944 e il 1945 raccontata dalle voci e dai documenti di alcuni testimoni.
8 ottobre alle ore 20 spettacolo di ombre cinesi tratto dal libro di Giulia Casarini "Stivali a Monte Sole" a cura della Compagnia teatrale della Luna Crescente di Dozza Imolese.
All' interno dell' Abbazia verrà allestita la mostra fotografica e documentale:
“Zwangsarbeiter – Schiavi del lavoro” di Simone Caniati
Oraro visite: 10-13 | 15-18
L'iniziativa è inserita nel cartellone della Festa Internazionale della Storia 2011 che si tiene a Bologna dal 15 al 23 ottobre.
Pubblicato da Massimo Turchi a 14:52 Nessun commento:
Marzabotto (Bo): 30 settembre 2011: "Il ragazzo di Marzabotto"
Ore 10, matinée per le scuole medie di Marzabotto
Ore 20.30 per il pubblico
Durante la seconda guerra mondiale tutti potevano essere "i ragazzi di Marzabotto" e forse dei tanti ragazzi di Marzabotto, qualcuno, sopravvissuto alla più feroce strage nazista di civili avvenuta in Europa, ha avuto la fortuna di poter raccontare cosa è realmente successo nei giorni che vanno dal 29 settembre al 5 di Ottobre del 1944 ed è diventato " Il Ragazzo di Marzabotto"... un simbolo di pace ! Gli occhi e la memoria ancora viva di uno di quei ragazzi, Francesco Pirini, hanno illuminato la mia permanenza a Monte Sole. Il fascino, il vissuto e la lucida consapevolezza nel riportare indietro i suoi ricordi, incurante delle laceranti ferite che gli si riaprono ogni volta che racconta gli episodi cruenti di quei giorni al fine di illustrare a giovani studenti e non solo che cosa è la guerra, mi hanno rapito e fatto innamorare di un uomo che ha fatto del perdono l'unica via per la pace. "Se c'è perdono c'è pace" queste le parole di una semplicità el ementare ma di una difficoltà mondiale che Francesco Pirini dice agli studenti che vanno in visita a Monte Sole ma, sono anche le stesse parole che ha pronunciato durante il processo ai nazisti di La Spezia conclusosi nel 2007. Francesco ha perdonato i carnefici di 15 membri della sua famiglia.
Lo spettacolo, semplice per la sua struttura drammaturgica ma difficile come narrazione, prevede un impianto multimediale. A supportare gli attori, che interpreteranno vari personaggi da Reder a Kappler, da Francesco a Lidia Pirini, ci saranno dei video estrapolati dai film: L'Uomo Che Verrà, Il Grande Dittatore, Schindler's List, Miracolo a S. Anna, documentari dell'epoca ed altro che si innesteranno con la recitazione al fine di creare dei momenti suggestivi, drammatici ma al tempo stesso poetici. Non mancheranno canzoni tipiche dell'epoca, cantate dal vivo, che faranno da colonna sonora portante. Gli attori, che interpreteranno i tanti ragazzi di Marzabotto, i partigiani dell a Stella Rossa da Lupo a Miguel, i tedeschi della 16a divisione SS di Helmut Loose e del battaglione Reder, faranno rivivere alcuni momenti storici per far capire alle nuove generazioni cosa è la guerra e perché battersi contro di essa con le armi della memoria. La pace si costruisce a partire dai rapporti interpersonali. Attraverso la memoria e il perdono si raggiunge la pace, eliminando la violenza in ogni sua forma. Da non sottovalutare anche il fenomeno del bullismo tipico esempio di prevaricazione che in modi, tempi e forme più violente ha portato all'odio razziale, ragion per cui anch'esso va combattuto.
Far rivivere dei momenti drammatici può essere duro ma è giusto affinchè non si dimentichi cosa è accaduto durante la seconda guerra mondiale ed in particolare a Monte Sole. Lo spettacolo tratterà con attenzione e leggerezza il dramma vissuto dai civili di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi cercando di renderlo comprensibi le ai tanti studenti che assisteranno alla rappresentazione. Personalmente, ho deciso di rappresentare Il ragazzo di Marzabotto perché ha la stessa forza narrativa del "Diario di Anna Frank" e del racconto di Primo Levi " Se questo è un Uomo" con una piccola differenza: Francesco Pirini l'ho conosciuto e gli ho potuto dire grazie di essere sopravvissuto.
Pubblicato da Massimo Turchi a 09:03 Nessun commento:
Dal dott. Andrea Tufano, Assistente Capo Operazioni, Ufficio di Cooperazione per la Difesa, Ambasciata degli Stati Uniti d'America riceviamo la segnalazione di questo interessante articolo legato ad un bossolo inciso da un soldato della 10th Mountain Division in Italia: lo riportiamo.
tratto da Woaw.com del 23 settembre 2011
"Memories etched on an artillery shell"
by By Bonnie Shelton, Multimedia Journalist
Pubblicato da Massimo Turchi a 11:27 Nessun commento:
Da "Il Resto del Carlino" del 18 settembre 2011
"SULLE TRACCE DI MIO PADRE"
Amore nato sul fronte, poi anni di silenzio. 'Mia madre mi vietò di cercarlo finché fosse stata in vita'
LUI si chiamava David ed era un soldato inglese. Lei si chiamava Fernanda e abitava sull’Appennino emiliano, in una vecchia casa di pietre e di calce. Si incontrarono nell'inverno del '44, sull'eco torbida di un catena di bombe. «Hello», disse lui. «Ciao», rispose lei. Un sorriso ricambiato, uno sguardo prolungato, eppoi un'ora d'amore, prima del sussurro di una domanda e dell'azzardo di una promessa senza tempo: 'Tornerai'? 'Tornerò'. E invece non tornò, il soldato David. Fernanda gli scrisse, ma il postino non suonò neppure una volta al battente della vecchia casa di pietre e di calce, e sul riposo di quel silenzio la guerra spense le sue voci di ordini, di scoppi e di morte.
ADESSO il frutto del fuggevole abbraccio nell'aria gelida di quella sera ha sessantacinque anni, si chiama Davide come il padre svanito oltre l'ultima curva, di cognome fa Perlini come la madre scomparsa nel 2005 e sotto i capelli grigi porta in giro un volto sereno e uno sguardo allegro perché dopo tante ricerche ha finalmente riagganciato il debole filo tra la mamma emiliana e il papa venuto da lontano.
«DA QUAND'ERO bimbo — spiega Davide — non ho pensato ad altro: era ancora vivo quel soldato? Ha saputo di avere un figlio in Italia? E ne ha avuti altri? Quelle domande mi hanno dato la forza di andare avanti. Nel tempo ho preso moglie, sono diventato padre, un povero padre senza padre. Un incubo. Spinto indietro dalla forza di un sogno: riempire quel vuoto. C'è voluto un lunghissimo viaggio tra burocrazia e incomprensioni, ma adesso sono giunto alla meta: una tomba nel cimiterino di Carluke, in Scozia, dove una lapide ricorda papa. E così anch'io ho finalmente un padre, ma anche una nuova, grande famiglia di cui non conoscevo l'esistenza: a mia moglie Emma e a mio figlio Alan, infatti, si sono aggiunti Heather, figlia di papa e quindi mia sorella acquisita e altri parenti».
E' felice, l'ex portalettere bolognese Davide Perlini mentre srotola la trama di un filmino d'amore e di guerra sbiadito dagli anni. «I miei genitori si conobbero a Lagaro di Castiglione dei Pepoli, sui monti di Bologna. C'era il fronte: da una parte gli Alleati, poco più in là i tedeschi. David faceva il portaordini ed era più giovane di mia madre, almeno credo». In quell'orizzonte incupito dall'odio e da un rincorrersi di nuvoloni di polvere da sparo, un militare inglese e una donna italiana scrissero la breve storia di un amore intenso, tra bombe e sospiri, brividi di paura e di piacere. «Quando la mamma si accorse di essere incinta il soldato era già partito. Di quell'incontro le rimasero solo i ricordi dell'unico uomo della sua vita, qualche foto e un indirizzo: David Jackson, 16 New Piace Trenton RD. Bermondsey London. Lei gli scrisse, una mano ignota firmò la ricevuta, ma nessuno rispose».
ANNI lontani, quando un figlio senza papa faceva scandalo. Anche nel borghetto sull'Appennino la notizia della gravidanza portò sorpresa e indignazione e spinse Fernanda nell'angolo delle svergognate. Incinta senza marito? Che disonore! E così, inseguita da un plotone di indici puntati la ragazza di Lagaro prese la via per Milano a fare la serva. «Davide il 'bastardino', e cioè io, era appena nato. Mi sistemarono in un orfanotrofio di Bologna, eravamo in 300, tutti senza genitori, tutti con tanta fame. Dalle camere sentivamo il profumo dei polli arrosto, ma solo quello: mai vista una coscia e neppure un'ala. A 15 anni la mamma mi riprese corrsé in una casa senza gioia. Piangeva sui ricordi, non sul futuro e un giorno mi strappò una promessa: 'Finché sono al mondo — chiese — non devi cercare tuo padre'. Ho rispettato
il patto, ma nel 2005, quando lei a 92 anni se n'è andata per sempre, ho deciso di muovermi anche perché mi sentivo solo, molto solo». Via, allora, con mattine, pomeriggi, sere e notti di veglia, telefonate e messaggi, trasferte e rientri, speranze, rimandi e brusche virate nella delusione. «Ho contattato testimoni, ex militari, paesani, parrocchie, giornali e archivi, ho battuto campagne, casolari, borghi, paeselli e città, ho preso parte a trasmissioni tv come 'Chi l'ha visto?' e 'Festa italiana', ho spedito centinaia di e mail a polizia, carabinieri, attori, politici, cantanti, uomini di sport e di cultura, ambasciate, consolati e diocesi, ma la risposta è venuta ogni volta con un replay da ritornello: 'Bella storia, davvero toccante, ma non posso aiutarla'. Tutti così: un coro. Parole e pacche sulle spalle. Nient'altro o quasi. Io, però, non mi sono arreso. E finalmente, un giorno, la svolta. Fondamentali, una geologa di Matera appassionata di ricerche e un giornalista italiano in Inghilterra. Da loro ho saputo che papa era morto nel '98 e che a Londra vive una sua figlia».
SI SPEGNE nella commozione, la voce di Davide Perlini, ma quando riprende vibra di nuova felicità.
«Ho conosciuto Heather, mia sorella. Che momento! Sono stato da lei per una settimana e ho incontrato altri parenti, tutti sorpresi, tutti entusiasti. Qualcuno è venuto a Bologna e così ho saputo che papa David era il quinto di tredici fratelli di una famiglia originaria della Scozia. Tante altre cose ho mi hanno raccontato di lui e quelle notizie mi hanno riempito il cuore. Adesso sono spossato di gioia, ma prima di rilassarmi ho voluto vivere per un attimo l'atmosfera di papa. E allora sono andato a Carluke, il suo paese in Scozia, mi sono raccolto davanti alla sua lapide, ho visto i luoghi che frequentava, ho respirato a pieni polmoni l'aria di casa, mi sono riempito gli occhi di paesaggi stupendi, gli stessi che aveva guardato lui».
FINISCE qui la cronaca di un amore in bianco e nero riportato all'attualità da un uomo sensibile, ostinato e paziente. David e Fernanda riposano nei rispettivi Paesi, lontani l'uno dall'altra, ma il frutto di quell'incontro ha voluto ricomporre, con un ultimo gesto piccolo e profondo, la trama di un'unione sbiadita dal tempo. «Accanto alla lapide di papa, a Carluke, c'è una pianta di biancospino. Ne ho strappato un rametto e l'ho messo sulla tomba della mamma, a Bologna, accanto a una sciarpa rossoblu di papa». Così, sessantasei anni dopo, il soldato inglese e la ragazza emiliana si sono ritrovati come nella tormentata sera di Lagaro quando lei chiese 'Tornerai?' e lui rispose 'Tornerò'. E' tornato, il soldato David, stavolta nella divisa pacifica, allegra e lieve di un ramoscello di biancospino.
Pubblicato da Massimo Turchi a 17:52 Nessun commento:
Pavullo n/F (Modena): 25 settembre Escursione con diorama vivente "22 settembre 1944, il giorno dopo la battaglia"
Sassoguidano di Pavullo nel Frignano
il giorno dopo la battaglia di Sassoguidano
Un duro scontro che vide coinvolti i partigiani di Armando e i soldati tedeschi della 65° divisione di fanteria. Ascolteremo le loro storie e lo svolgersi della battaglia e dell’uccisione di 8 civili da parte dei tedeschi. Nel pomeriggio Massimo Turchi, autore del libro La Linea Gotica e le stragi parlerà della strage, a seguire Gabriele Ronchetti presenterà il libro La Linea Gotica. I luoghi dell'ultimo fronte di guerra in Italia
Ritrovo partecipanti ore 10 al parcheggio della riserva
Scarperia (Firenze): 24 settembre 2011 Inagurazione Centro Documentazione e Ricerche Storiche
Tutte le informazioni sul Museo: Orari e Biglietti (link)
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Online le nuove proposte educative as 2011-2012 dell'Associazione Linea Gotica - Officina della Memoria
La Linea Gotica fu l'ultimo fronte di guerra in Italia dall'agosto del 1944 all'aprile del 1945 dividendo in due l'Italia, dal mar Tirreno all'Adriatico. Da una parte l'esercito tedesco che difendeva i punti strategici sulle alture appenniniche, dall'altra parte gli Alleati che tentavano di penetrare nella Pianura Padana. Accanto alla guerra combattuta al fronte il territorio fu segnato da numerosi episodi di stragi di civili, per tutti Sant'Anna di Stazzema e Monte Sole (Marzabotto).
Ancor più che un teatro bellico la Linea Gotica fu il luogo dove si manifestarono profondi cambiamenti politici a livello mondiale, il timore inglese della fine dell'epoca dell'impero coloniale nel quadro politico di spartizione tra le nuove potenze americana e sovietica che presto sarebbe stato sancito nella Conferenza di Yalta.
Ma la Linea Gotica rappresentò anche un villaggio globale ante litteram che vide l'incontro tra soldati di oltre trenta paesi diversi che con le loro culture entrarono in contatto con le popolazioni locali.
Scarica le nuove proposte educative (.pdf)
11 settembre 2011, Fanano (Mo): Conferimento cittadinanza onoraria a Ennio Tassinari
invita tutta la cittadinanza alla
CERIMONIA DI CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA ONORARIA
AD ENNIO TASSINARI
- Benvenuto del Sindaco di Fanano Lorenzo Lugli
- Intervento di Giuliano Albarani – Presidente Ist. Storico di Modena
- Cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria
- Saluto di Alessandro Gherardini – Presidente dell’A.N.P.I. di Fanano
- Lettura di brani tratti dal libro “Un americano nella Resistenza” di E. Tassinari con l’accompagnamento musicale di Diego Bernardini
La cerimonia si concluderà con un rinfresco offerto dall'ANPI di Fanano
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11 settembre 2011: Castiglione dei Pepoli (Bo) Commemorazione bombardamento di Baragazza
Comune di Castiglione dei Pepoli Parrocchia di Baragazza Commemorazione Caduti del Bombardamento di Baragazza dell'11 settembre 1944Domenica 11 Settembre 2011 a Baragazza
CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA DI COMMEMORAZIONE DEI CADUTI
INTRODUZIONE MUSICALE DELLA BANDA “SISTO PREDIERI”
SALUTO DEL SINDACO DI CASTIGLIONE DEI PEPOLI DANIELA AURELI
DEPOSIZIONE DI CORONA DI ALLORO ALLA LAPIDE A MEMORIA DI TUTTI I CADUTI DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE
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Tassinari è cittadino onorario di Fanano
Gazzetta di Modena, 12 agosto 2011
Tassinari è cittadino onorario
Fanano decide il riconoscimento all'ex partigiano e agente segreto degli Alleati
Il Consiglio comunale, su proposta dell'Anpi, ha deliberato il conferimento della cittadinanza onoraria ad Ennio Tassinari, ex partigiano ed agente dell'Oss. A Pozzuoli con i rappresentanti del servizio segreto americano, organizzazione che oggi può definirsi l'antesignana della Cia, Tassinari venne addestrato allo spionaggio e alla guerriglia. Due le missioni di cui si rese protagonista sul territorio di Fanano, entrambe fondamentali per la liberazione del Nord Italia: ebbe infatti il merito di bloccare il trasferimento, nel settembre del '44, dei partigiani della Modena Armando che su ordine della Cumer (Comando Unico Militare Emilia Romagna) sarebbero dovuti confluire per una prevista insurrezione generale dalle zone appenniniche alle aree limitrofe di Bologna. Paracadutato dietro le linee nemiche sul territorio fananese,entrò in contatto con il capo partigiano Armando, al secolo Mario Ricci, al quale comunicò che gli alleati avevano deciso di sospendere l'offensiva su Bologna. Consigliò poi ai ribelli di arrestarsi a ridosso della linea del fronte fino alla primavera del '45. L'informativa risultò determinante per le forze partigiane. Successivamente ricoprì un ruolo di mediatore fra Armando e gli Alleati e fu decisivo nel convincere questi ultimi ad accettare lo status di cobelligeranti dei partigiani della divisione Modena-Armando. «Conferendo la cittadinanza onoraria ad Ennio Tassinari - dice il sindaco Lorenzo Lugli - ricordiamo il suo impegno per la Liberazione e il suo attaccamento alla comunità fananese». (f.s.)
Nota: La foto dell'articolo non ritrae Ennio Tassinari, bensì il gen. William Joseph Donovan, comandate dell'Office of Strategic Service durante la guerra.
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Trekking sui percorsi di sganciamento dai nazifascisti della divisione partigiana "Modena Montagna"
Da: “Il Cimone” notiziario della Sezione di Modena del Club Alpino Italiano, n.s., n. 4 (sett-ott-nov 2011)
Per giovani nati dal 1993 al 1997 - Nella seconda decade di settembre
Da Montefiorino a Lizzano in Belvedere
Trekking di 4 giorni, che percorre i luoghi dove il pavullese Mario Ricci, detto "Armando", Generale della Divisione Partigiana "Modena Montagna", sganciandosi dai territori dell'ex Repubblica di Montefiorino a Lizzano in Belvedere, condusse 600 uomini al di là del Fronte di combattimento della "Linea Gotica". È il tempo della tragica epopea della guerra partigiana dell'inverno del 1944, dove una intera generazione di giovani in prevalenza dai 16 ai 22 anni, in maggior parte del nord Italia, furono costretti a decidere da quale parte schierarsi. Raggiungeremo le zone di passaggio, i luoghi degli scontri, leggeremo i nomi di quei giovani sulle lapidi e troveremo ancora le testimonianze di chi quei momenti li ha vissuti sulla propria pelle: ricordi indelebili, brucianti. Una storia minuta, una storia senza sconti, una storia poco ufficiale, spesso sconosciuta, ma la storia siamo anche noi per imparare a riflettere su ieri, per oggi e per domani, per essere una Nazione che sa cos'è, e sa difendere la democrazia.
L'iniziativa è parte del progetto che troverà il suo apice nel Convegno del 28 ottobre 2011 che si terrà al PalaBiagi di Lizzano in Belvedere (Bologna)
"Dalla piccola alla Grande Repubblica"
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Sant'Anna di Stazzema: ricorre il 67esimo anniversario dell'eccidio
Lo Schermo, 11 agosto 2011
11-08-2011 / Eventi / La redazione
SANT’ANNA DI STAZZEMA (Lucca), 11 agosto - Ricorre domani il 67° anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Le celbrazioni inizieranno alle 8,30 con la S. Messa officiata da Don Marco Marchetti, Parroco di Valdicastello, La Culla e S.Anna.
Alle 9:00 è previsto il ritrovo delle autorità e delle delegazioni provenienti da tutta Italia, che si ritroveranno al Parco Nazionale della Pace per rendere omaggio ai Martiri.
Alle 9:30 saranno deposte le corone di alloro ai cippi e alle lapidi in memoria dei caduti quindi sarà celebrata la S. Messa con le autorità sul sagrato della chiesa, officiata dall’Arcivescovo di Pisa S.E. Giovanni Paolo Benotto.
Alle 10:30 sarà dato il via alla IIIa Edizione della Marcia della Pace Sant’Anna –Marzabotto, con la consegna delle tessere ad honorem dell’Anpi da parte della presidente provinciale dell’associazione, Didala Ghilarducci, ai coniugi Westermann per il loro impegno profuso nella realizzazione dell’Organo della Pace.
Successivamente si comporrà il corteo e salita al Monumento Ossario, dove sarà consegnato il Premio cittadino Europeo ad Enrico Pieri, presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna, da parte dell’eurodeputato Niccolò Rinaldi. Dal Sacrario prenderà il via la cerimonia ufficiale, con i saluti del Prefetto, S.E. dott. Alessio Giuffrida, il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, a nome dei Sindaci della Versilia in memoria della Medaglia d’Oro al Valor Militare e l’assessore della Regione Toscana Cristina Scaletti. Quindi interverrà il sindaco di Stazzema e Presidente del Comitato Onoranze ai Martiri di Sant’Anna, Michele Silicani e chiuderà la cerimonia l’Orazione Ufficiale del Sindaco di Torino, Città Medaglia d’Oro al Valor Militare, Piero Fassino.
Museo Storico della Resistenza di Sant'Anna di Stazzema: tel/fax 0584.772025 - tel. 0584.772286 – cell. 328.0160304
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Gli appuntamenti dell'Associazione dal 4 al 21 Agosto 2011
Passo della Collina (Pistoia)
GIOVEDI' 4 AGOSTO, ore 16,30 diorama "Settembre 1944: la Linea Gotica I", ore 19 cena, ore 21 presetazione del DVD "La Maceglia, l'alba della libertà. Storia di una battaglia dietro la Linea Gotica" e il libro di Daniele Amicarella "Campo Tizzoro 1944".
Info: massimoturchi@tiscali.it
Fanano (Modena), Cantine degli Scolopi
SABATO 6 AGOSTO, ore 21, presentazione del libro di Vito Paticchia - Marco Boglione "Sulle tracce della Linea Gotica", presenta Massimo Turchi, presente Vito Paticchia IBC Regione Emilia Romagna
Campo Tizzoro (San Marcello Pistoiese, Pistoia)
SABATO 6 AGOSTO, ore 21, presentazione del libro di Daniele Amicarella "Campo Tizzoro 1944" e del DVD "La Maceglia, l'alba della libertà. Storia di una battaglia dietro la Linea Gotica"
LUNEDI' 8 AGOSTO, ore 17, presentazione del video "La Maceglia, l'alba della libertà. Storia di una battaglia dietro la Linea Gotica"
Trignano, Fanano (Modena)
SABATO 13 AGOSTO, ore 9,30 Ritrovo in Piazza di Trignano (Fanano). Trasferimento con mezzi propri all'inizio del sentiero e partenza per l'escursione (Escursionisti Esperti) sui luoghi della battaglia dei Monti della Riva con diorama vivente "18 febbraio 1945, il giorno prima dell'attacco" .Al rientro a Trignano Stand gastronomico con prodotti tipici locali.
Parco del Monte Fuso, Neviano degli Arduini (Parma)
DOMENICA 21 AGOSTO, ore 9.30, Escursione "Achtung Banden". Il racconto dell'evoluzione del Movimento partigiano, dalle "Bande" alle "Divisioni"
Al pomeriggio visita al Museo della Resistenza di Sasso.
Info: giovannidellaverrucola@hotmail.it
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Attacco alla Zona Libera
Il 31 luglio 1944 iniziò l’attacco tedesco alla Zona Libera di Montefiorino. Una passeggiata nella storia col diorama vivente per rivivere la storia e le storie dei protagonisti
Centro Servizi Parco Santa Giulia – Monchio di Palagano
Consorizio Valli del Cimone
Breve escursione con “diorama vivente”.
Una passeggiata nei dintorni del parco e l’incontro con i partigiani di “Armando”, un agente inglese del S.O.E. (Special Operations Executive) e i tedeschi, il giorno dell’inizio della battaglia di Montefiorino.
Il diorama vivente è una metodologia didattica che usa la narrazione biografica di personaggi di tutte le parti in conflitto, interpretati da ricercatori storici, col fine di stimolare nel pubblico – col quale gli interpreti interagiscono – una partecipazione attiva ed emozionale.
L’attività dura circa 2 ore ed è adatta a tutti.
Info: Massimo Turchi 335 72 09 899 - massimoturchi@libero.it
OBIETTIVO MONTEFIORINO. FOTOGRAFIE DI OLIMPIO E ALDO CORTI
a cura di Claudio Silingardi e Paolo Battaglia.
Due generazioni di fotografi locali, padre e figlio che, in quasi cent’anni di attività, hanno documentato la storia di un territorio con particolare riferimento alle vicende della Repubblica di Montefiorino.
La mostra resterà aperta negli orari di apertura del Centro Servizi dal 31 luglio al 4 settembre 2011
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Alta Emilia
ESCURSIONI PARTIGIANE 2011
Domenica 31 luglio ore 9.30 Sasso di Neviano Arduini
Partendo dal Museo della Resistenza si racconterà la storia della Brigata "dalla testa troppo calda" nelle zone in cui fu protagonista della guerra partigiana
Giovanni Bosi cell. 338.4336671
Le escursioni sono a pagamento:
adulti € 10,00; ragazzi dagli 11 ai 17 anni € 5,00; ragazzi fino a 10 anni gratuito.
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L'Informazione, 18 luglio 2011
di Giuseppe Bondi
ZOCCA I nazifascisti impiccarono cittadini inermi
Eccidio nei boschi di Ciano Il ricordo delle 20 vittime
Ricorre oggi, 18 di luglio, il sessantasettesimo anniversario dell'eccidio ai Boschi di Ciano. Furono impiccati dai nazifascisti venti cittadini inermi e innocenti. Fra loro si trovava anche il padre del neo sindaco di Zocca, Pietro Balugani, ucciso nonostante la corda i-nizialmente si fosse spezzata, fatto che solitamente concedeva la salvezza al condannato a morte ma i nazifascisti non lo ri-sparmiarono. Momento toccante dunque per il figlio, oggi sindaco di Zocca, che si stringerà ai parenti delle altre vit-time. Alle 17,30 presso il monumento avverrà la presentazione del libro del tenente Danilo
De Masi, «C'è urgente bisogno di Carabinieri».
Alle 18 si terrà la commemorazione ufficiale. La Messa sarà officiata dal parroco don Luca Fioratti. Seguirà alle 19,30 la deposizione delle corone ai monumenti di Ciano, Montombraro e Montalbano. L'accompagnamento musicale sarà a cura di Gianluca Magnani e Alessandro Pivetti. Come risulta da un volantino stilato dagli assessori alla cultura dei Comuni di Zocca e Castello di Serravalle (Flavia Barbieri e Simone Bini) ci sarà la presenza dei sindaci delle due Amministrazioni, oltre alle autorità militari, civili, religiose e alla popolazione della vallata. Sarà un momento importante per ricordare il sacrificio di chi ha consentito di portare la libertà e la democrazia, e tutte quelle vittime innocenti come i venti uccisi dalla rappresaglia nazifascista nei boschi di Ciano.
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Domenica 24 luglio ore 9.30 Parco Monte Fuso
Il 25 luglio 1944 Mussolini era destituito e arrestato, camminando sui sentieri partigani si racconterà la storia d'Italia da quel giorno al 25 aprile 1945
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Foto della commemorazione alla Buca di Susano, parla l'avvocato Andrea Speranzoni (Foto M.T.)
Da "La Gazzetta di Modena", 13 luglio 2011
Il Comune ha indetto la commemorazione ufficiale il 16 luglio per ricordare le 140 vittime civili trucidate dai nazisti nel 1944; l’iniziativa arriva dopo la sentenza storica che ha inflitto tre ergastoli ad ex SS. Verrà celebrata ogni anno
Il Comune di Palagano ha indetto, per sabato 16 luglio, la giornata della memoria in ricordo dei 140 civili trucidati il 18 marzo 1944 a Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero. Per quello che fu il più grave fatto di sangue nei confronti di una popolazione inerme, compiuto nel modenese, durante il secondo conflitto mondiale, sono stati condannati all'ergastolo, lo scorso 6 luglio, dal Tribunale Militare di Verona, gli ufficiali e i sottufficiali della divisione “Herman Goehring” responsabili dell'eccidio. È proprio partendo da questa sentenza, giunta dopo 67 anni, che Comune, Regione Emilia Romagna, Provincia ed Anpi modenese, costituitisi parte civile unitamente ai familiari delle vittime, hanno decisa l'iniziativa di sabato prossimo. Questo il programma della giornata: ore 9 ritrovo delle autorità e dei familiari delle vittime presso la piazza del municipio; ore 9,30, alla presenza della banda musicale di Palagano, sfilata per le strade del paese fino al monumento delle vittime di guerra davanti alla chiesa parrocchiale per la deposizione della corona. Alle 10 saluto delle autorità al teatro comunale: relazione da parte dell'avv. Andrea Speranzoni sulle fasi salienti del processo. Ore 11 partenza per la deposizione delle corone ai cippi monumentali di Savoniero, Susano, Costrignano e Monchio. Ore 13 ritrovo al parco della Resistenza Monte S.Giulia di Monchio per la cerimonia conclusiva di questa prima Giornata per la Memoria. «Il risultato processuale - sottolinea il sindaco di Palagano Fabio Braglia- rende finalmente giustizia ai familiari delle vittime e sancisce la verità storica su quei tragici fatti. Ritengo che il nostro compito sia oggi quello di intraprendere tutte le iniziative necessarie affinché l'alto tributo di sangue innocente e la distruzione d'intere borgate, non vengano dimenticati».
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Da "Il Fatto Quotidiano" del 7 luglio 2011
Stragi naziste sull’Appennino, nove ergastoli
Ma nessun criminale verrà estradato
Il tribunale di Verona ha condannato tutti gli ufficiali della divisione paracadutisti Goehring per gli eccidi tra Emilia e Toscana nel 1944. Per i giudici fu una rappresaglia per stroncare la Resistenza e vennero trucidate le persone più indifese. Gli imputati resteranno liberi e non pagheranno i risarcimenti, ma il processo ha scritto una pagina importante della storia
Nove ergastoli ai criminali nazisti e circa trenta milioni di euro di risarcimento alle trecento parti civili. Il tribunale militare di Verona ha condannato tutti gli ufficiali e sottoufficiali della divisione paracadutisti “Herman Goehring” e della guardia nazionale repubblicana alla sbarra per gli eccidi che insanguinarono l’appennino tosco-emiliano dal 18 marzo al 5 maggio 1944.
Fu un unico filo rosso di rappresaglie sugli inermi per stroncare la Resistenza all’occupazione nazifascista: 131 le persone trucidate nel comune modenese di Palagano (frazioni di Monchio, Costrignano e Susano), 23 nel reggiano Villa Minozzo (frazioni di Cervavolo e Civago), 240 cittadini nelle province di Arezzo e Firenze intorno al Monte Falterona, 27 nella zona di Monte Morello e 20 tra Mommio e Fivizzano, in provincia di Massa. Non risparmiando sacerdoti come don Giovanni Battista Pigozzi, parroco di Cervarolo ucciso perché si rifiutò di incastrare i partigiani, anziani semiparalizzati, donne e bambini freddati nel silenzio dei borghi modenesi.
Il giudice ha accolto quasi in toto le richieste della pubblica accusa, ossia diciassette ergastoli per omicidio plurimo pluriaggravato e continuato. Gli imputati, dagli 85 ai 93 anni, sono l’allora capitano Helmut Odenwald, gli ex tenenti Karl Friedrich Mess e Erich Koeppe, i sottotenenti Hans Georg Karl Winkler, Fritz Olberg, Herbert Wilke e Ferdinand Osterhaus, il sergente Karl Wilhelm Stark e il caporale Alfred Luhmann.
Non luogo a procedere ovviamente per Horst Gunther Gabriel, Günther Heinroth e Hilmar Lotz, deceduti prima del processo. In ogni caso nessuno finirà in carcere in quanto le autorità tedesche non hanno mai concesso l’estradizione né permesso l’esecuzione della pena in loco. Resteranno sulla carta i risarcimenti in via provvisionale a superstiti, familiari ed istituzioni (dai 60 ai 200mila euro ciascuno) che avevano citato per danni anche la Repubblica federale tedesca come avvenuto con successo nel 2008 per l’eccidio nazifascista di Civitella.
Tutto è bloccato da quando la Germania ha impugnato le sentenze sulla base del principio di immunità davanti a un tribunale di uno Stato estero, seguita a ruota dal decreto del governo italiano che ne sospende l’esecutività. Ma la gioia delle parti civili, dopo 9 ore di camera di consiglio, 44 udienze, 23 faldoni, 40 avvocati, 50 rogatorie internazionali, 300 testimoni, è tutta per la pagina di verità processuale scritta oggi.
Su una ferita storica per troppo tempo dimenticata mentre nel centrodestra italiano si equiparano vittime civili e partigiane ai nazisti e fascisti senza prima chiedere giustizia per chi si sacrificò per la democrazia e la libertà di tutti. Alla lettura del dispositivo della sentenza, le duecento persone che affollavano l’aula veronese hanno sciolto la tensione in un applauso liberatorio, abbracci e lacrime.
La pubblica accusa è stata rappresentata in aula dai pm Luca Sergio e Bruno Bruni ma immerso tra il pubblico era presente anche Marco De Paolis, capo della procura militare di Roma. Fu lui, quando si trovava ancora a La Spezia, ad affrontare i fantasmi della Norimberga italiana emersi dall’armadio della vergogna, quei 700 fascicoli relativi ai crimini dell’occupazione nazi-fascista scoperti solo nel 1994 in uno sgabuzzino della cancelleria della procura militare capitolina.
Tanti i procedimenti aperti: nel 2007 sono arrivati gli ergastoli definitivi di nove Ss, più 62 milioni di più euro di risarcimenti, per le 770 vittime di Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Civitella e San Polo. Nel processo di Verona (una prima assoluta dopo la soppressione del tribunale spezzino) erano state raccolte meno prove documentali, come gli appunti sul diario di Alfred Luhmann relativi alla ‘vendetta sanguinosa’ o la firma di Fritz Olberg sul verbale di sequestro dell’auto in cui furono uccisi due ufficiali tedeschi, episodio che fu l’atto iniziale della strage aretina di Stia Vallucciole: 107 morti all’alba del 13 aprile 1944.
Perciò sono state determinanti le testimonianze e le intercettazioni telefoniche effettuate dalla polizia tedesca su ordine del pm De Paolis. Sì, perchè non c’è mai stato alcun pentimento. I nazisti sono rimasti in contatto costante, organizzando rimpatriate nostalgiche e ricordando gli anni trascorsi in Italia durante la guerra, quando insieme ai fascisti seminarono il terrore per l’appennino tosco-emiliano.
E venuti a sapere delle indagini, hanno cercato protezione nell’associazione tradizionalistica ‘Herman Goehring‘ e concordato versioni di comodo. Nel 2006 Gunther Gabriel apostrofa Luhmann dopo gli interrogatori circa il suo diario: “Mai sei matto? Glielo hai fatto vedere! Io ho sempre detto ‘non lo conosco, mai visto’, anche se c’erano alcuni volti conosciuti. Ma io ho sempre negato”. Emergono anche insulti agli investigatori, “sono venuti anche da te gli imbecilli?”, e particolari terribili. L’ex paracadutista Hilmar Lotz parla dell’ omicidio di un bambino lanciato in aria e usato come bersaglio da tiro a segno. Gabriel in una telefonata del 2006 con Luhmann riferisce di quello che “ha sparato alle donne alla testa”.
In questi mesi sono poi sfilati commilitoni tedeschi, che hanno ricostruito catene di comando e responsabilità degli imputati, e decine di superstiti. Proprio a loro va il plauso più grande. L’avvocato bolognese Andrea Speranzoni, già impegnato nelle stragi di Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema e oggi legale di 92 parti civili più la Regione Emilia Romagna, l’Anpi e la Provincia di Modena, ricorda come “queste persone abbiano atteso una vita, seguito un anno di udienze, parlato del massacro dei propri cari. L’accoglimento dell’impianto accusatorio è per tutti motivo di grande soddisfazione – sottolinea Speranzoni – si confermano in un processo dall’esito meno scontato dei precedenti le sentenze sugli altri crimini nazisti. Questo verdetto ripropone con forza la questione che va risolta, la necessità di riconoscere lo status di vittime a queste persone”.
Pubblicato da Massimo Turchi a 09:25 Nessun commento:
Da La Gazzetta di Reggio Emilia del 7 luglio 2011
Dopo undici ore di camera di consiglio, la Corte del tribunale militare di Verona ha emesso la sentenza nei confronti dei militari nazisti ritenuti responsabili delle stragi compiute sull’Appennino reggiano e modenese nella primavera del 1944. Sette ufficiali e sottufficiali alla sbarra sono stati condannati all’ergastolo, mentre due (che non erano coinvolti nell'eccidio di Cervarolo) sono stati assolti
VERONA. Un’attesa durata più di undici ore poi, per più di venti minuti, il presidente della giuria ha letto la sentenza per le stragi di Cervarolo, Monchio, Costrignano e Palagano. Tutti gli ex militari tedeschi alla sbarra (rimasti in nove dopo la morte di alcuni imputati) sono stati condannati all’ergastolo. La Corte ha anche deliberato che la Germania debba pagare i danni e risarcire le famiglie delle vittime. La camera di consiglio è stata particolarmente lunga, più di undici ore, perché i giudici sono stati chiamati a ricostruire con precisione le singole responsabilità di ogni imputato.
Cervarolo, il giorno più lungo (Articolo del 5 luglio)
VIDEO L'attesa di Paola Fontana e Talide Vannucci
VIDEO L'intervista all'avvocato di parte civile Ernesto D'Andrea
VIDEO Anche il sindaco Luigi Fiocchi in attesa della sentenza
FOTO Le immagini della lunga attesa in aula
Pubblicato da Massimo Turchi a 09:15 Nessun commento:
Da "La Gazzetta di Modena" del 6 luglio 2011
La sentenza del Tribunale militare di Verona è il carcere a vita per ufficiali e sottufficiali della “Goehring” che ordinarono ed eseguirono la strage di Monchio del 1944
PALAGANO. Ergastolo per sette dei nove ex nazisti imputati. E’ la sentenza emessa questa sera alle 20.45 dal tribunale militare di verona al termine del processo contro le stragi di civili a Monchio di Palagano e a Cervarola nel Reggiano nel 1944. Assolti i due imputati per la strage di Vallucciole di Arezzo sono stati assolti. La massima pena è stata inflitta per le gravissime colpe sia nell’ideazione che nell’esecuzione di una carneficina voluta per ritorsione, un caso di rappresaglia efferato e persino inutile nella logica militare.
Si è così concluso il processo a 67 anni dai fatti tragici che segnarono per sempre Monchio Susano Savoniero e Costrignano.
Erano 23 i faldoni di prove documentali presentate dai pubblici ministeri Bruno Bruni e Carlo Sergio ieri alla ripresa, di fronte al Tribunale militare di Verona, del processo per la strage di Monchio, Costrignano e Susano compiuta dai nazisti della divisione''Herman Goehring'' il 18 marzo del 1944 con 140 vittime accertate nel modenese. La lista dei testimoni ammontava a 263 nomi, un centinaio dei quali proprio relativi alle vicende modenesi, ai quali si aggiungevano i 91 presentati dalle parti civili tra le quali, insieme agli 89 familiari delle vittime, al Comune di Palagano, alla Regione Emilia Romagna e all'Anpi, c'è anche la Provincia di Modena rappresentata a Verona dal presidente del Consiglio Demos Malavasi e assistita dall'avvocato Andrea Speranzoni. Le udienze sono iniziate ascoltando gli ufficiali di polizia giudiziaria che hanno svolto le indagini per proseguire poi con i consulenti tecnici, tra i quali la storica Toni Rovatti che ha approfondito proprio le vicende di Monchio, Costrignano e Susano, mentre dall'udienza del 10 novembre inizieranno le testimonianze dei familiari delle vittime.Dalla Germania sono giunti numerosi atti richiesti dalla Procura di Verona e inviati dall'archivio federale di Berlino sulla presenza in Italia della Divisione Hermann Goehring. All'udienza hanno preso parte anche gli avvocati tedeschi di due dei sette imputati (comunicato n. 1016) che hanno presentato altri testimoni.
La difesa della Repubblica federale di Germania era affidata allo studio legale Dossena di Firenze, dopo la citazione da parte dei familiari delle vittime accolta dal Tribunale con un'ordinanza nella quale si sottolinea come l'immunità degli Stati dalla giurisdizione civile incontra un limite nella «grave violazione della libertà e della dignità della persona umana» con condotte che possano essere qualificate «come crimini internazionali».
Erano sette gli imputati per il reato di concorso in omicidio plurimo pluriaggravato e continuato relativo alla strage di Monchio, Costrignano e Susano compiuta dai nazisti della divisione ''Herman Goehring'' il 18 marzo del 1944 con 140 vittime accertate nel modenese. Si tratta di Erich Koeppe, 91 anni, tenente dello Stato maggiore del III reparto della Goering; Hans Georg Karl Winkler, 88 anni, sottotenente, comandante della quarta compagnia; Fritz Olberg, 89 anni, sottotenente, comandante di plotone della terza compagnia; Wilhelm Karl Stark, 89 anni, sergente, comandante di squadra della terza compagnia; Ferdinand Osterhaus, 93 anni, sottotenente, comandante di plotone della quinta compagnia; Helmut Odenwald, 90 anni, capitano, comandante della decima batteria artiglieria contraerea; G²nther Heinroth, 85 anni, soldato della terza compagnia. Gli imputati potrebbero diventare nove nelle prossime udienze quando verrà valutata la posizione dei due caporali Horst Gunther Gabriel, 85 anni, e Alfred Luhmann, 85 anni.
Il processo: la fotogalleria
Pubblicato da Massimo Turchi a 09:12 Nessun commento:
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Nel bar di Rusino, frazione di Tizzano Val Parma (Parma) è presente un quadro con questa bella poesia di Enzo Ubaldi dedicata al rastrellamento della frazione a seguito dell'operazione "Wallenstein I" (30 giugno-7 luglio)
Rastrellamento di notte
Nazifascisti a Rusino
Sono scesi giù dal Fuso
strisciano come vermi
rabbiosi come lupi.
A Rusino tutto tace
sorpresi son nel sonno
incendiano il paese,
le case bruciano come torce.
Bruciando una cosa
si distrugge una vita,
bruciando un paese
Deportano uomini e cose
assieme al bestiame,
vi volevano nudi
spogli umiliati
quei ladri assassini
con in corpo la bile
di sangue assetati.
lasciano il marchio
un segno di morte,
le lacrime han tolto
alle madri e ai bambini
per poter piangere
E' tornata la pace
da tutti invocata,
da quella canaglia
distrutta usurpante
il paese è risorto
ha ripreso il cammino
EVVIVA RUSINO.
La morte di James J. Turck e di Iporan Nunes de Ol...
3 dicembre 2011 . Antona (Massa) "67° Anniversario...
Tesi di laurea in psicologia di Francesco Cerisara...
22 ottobre 2011, Cantagallo (Fi): "Per non dimenti...
28 ottobre 2011 - Lizzano in Belvedere (Bo): “Dall...
Monte San Pietro (Bo), 6-8 Ottobre 2011: "Tracce. ...
Marzabotto (Bo): 30 settembre 2011: "Il ragazzo di...
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