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Timestamp: 2016-12-11 06:43:50+00:00

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⭐GUIDA DI APPROFONDIMENTO TASSE E REGIMI FISCALI L ACCERTAMENTO FISCALE E AGLI STRUMENTI DI DIFESA A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA
GUIDA DI APPROFONDIMENTO TASSE E REGIMI FISCALI L ACCERTAMENTO FISCALE E AGLI STRUMENTI DI DIFESA A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA
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Beata Scarpa
1 GUIDA DI APPROFONDIMENTO TASSE E REGIMI FISCALI L ACCERTAMENTO FISCALE E AGLI STRUMENTI DI DIFESA A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 12 SOMMARIO 1. Natura dell avviso di accertamento Il contenuto dell avviso di accertamento La motivazione Dispositivo L accertamento sulle persone fisiche L accertamento dei redditi d impresa Accertamento analitico-contabile Accertamento analitico-induttivo Accertamenti analitico-induttivo e induttivo extracontabile: Particolari tipologie di accertamento analitico-induttivo Accertamento sugli Studi di Settore Accertamenti basati sull acquisizione di dati bancari I prelevamenti dai conti correnti bancari Il contraddittorio L accertamento con adesione Il ricorso tributario Pagina 2 di 123 1. Natura dell avviso di accertamento L atto conclusivo del procedimento amministrativo di applicazione delle imposte è un provvedimento denominato avviso di accertamento. L art. 23 della Costituzione e le leggi tributarie disciplinano i presupposti, i soggetti passivi e la misura dell obbligazione tributaria. Se il contribuente omette di autoliquidare il tributo presentando la dichiarazione dei redditi, oppure non dichiara compiutamente quanto dovuto, l Amministrazione finanziaria deve agire, determinando il debito di imposta. Il provvedimento impositivo è dunque un atto: amministrativo; vincolato; autoritativo; dichiarativo/costitutivo dell obbligazione tributaria; titolo esecutivo. L obbligazione tributaria sorge non appena si verifica il presupposto di fatto del tributo. L obbligazione, nata dal presupposto, è poi accertata o dallo stesso contribuente, con la dichiarazione, o dall Amministrazione finanziaria, con l avviso di accertamento. L avviso di accertamento è perciò un provvedimento, con effetti dichiarativi, di accertamento dell esistenza dell obbligazione tributaria. L obbligazione accertata con l avviso è una obbligazione che avrebbe dovuto già in precedenza essere dichiarata, ma è stata dichiarata solo parzialmente oppure non lo è stata affatto. Il rimedio è l avviso di accertamento, che fa nascere l obbligazione tributaria non dichiarata in tutto o in parte. L avviso di accertamento è dunque espressione di un potere dell Amministrazione con effetto costitutivo del rapporto tributario. L avviso di accertamento è un titolo esecutivo. L avviso di accertamento ha funzione monitoria in quanto contiene anche l intimazione ad adempiere entro 60 giorni dalla notifica, con avvertimento che, decorsi 30 giorni dalla scadenza del termine per il pagamento, la riscossione delle somme richieste sarà affidata ad Equitalia S.p.A. che porrà in essere la procedura di esecuzione forzata. Dunque l avviso di accertamento non è seguito da iscrizione a ruolo, cartella di pagamento e avviso di mora. 2. Il contenuto dell avviso di accertamento Nel contenuto dell avviso di accertamento possiamo distinguere due parti: motivazione; Pagina 3 di 124 dispositivo La motivazione La motivazione contiene l indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche per le quali l avviso è emanato. Gli atti dell'amministrazione finanziaria e dei concessionari della riscossione devono tassativamente indicare: l'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato o comunicato e il responsabile del procedimento; l'organo o l'autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame anche nel merito dell'atto in sede di autotutela; le modalità, il termine, l'organo giurisdizionale o l'autorità amministrativa cui è possibile ricorrere in caso di atti impugnabili. Sul titolo esecutivo va riportato il riferimento all'eventuale precedente atto di accertamento ovvero, in mancanza, la motivazione della pretesa tributaria Dispositivo Per quanto riguarda la parte dispositiva, l avviso di accertamento (art. 42 del DPR 600/73) deve recare l'indicazione dell'imponibile o degli imponibili accertati, delle aliquote applicate e delle imposte liquidate, al lordo e al netto delle detrazioni, delle ritenute di acconto e dei crediti d'imposta. È essenziale solo la determinazione dell imponibile, perché vi possono essere avvisi di accertamento senza imposta (società di persone, associazioni professionali, società IRES). Gli avvisi di accertamento contengono anche l irrogazione delle sanzioni. 3. L accertamento sulle persone fisiche L accertamento analitico del reddito delle persone fisiche è disciplinato dall art. 38 del DPR 600/73 che stabilisce che l'ufficio delle Imposte procede alla rettifica delle dichiarazioni presentate dalle persone fisiche quando il reddito complessivo dichiarato risulta inferiore a quello effettivo o non sussistono o non spettano, in tutto o in parte, le deduzioni dal reddito o le detrazioni d'imposta indicate nella dichiarazione. La rettifica deve essere fatta con unico atto, agli effetti dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e dell'imposta sui redditi, ma con riferimento analitico ai redditi delle varie categorie. L'incompletezza, la falsità e l inesattezza dei dati indicati nella dichiarazione possono essere desunte dalla dichiarazione stessa, dal confronto con le dichiarazioni relative ad anni precedenti sulla base di presunzioni semplici, purché queste siano gravi, precise e concordanti. L accertamento analitico del reddito delle persone fisiche ricostruisce l imponibile considerandone le singole componenti, cosicché si procede ad accertamento analitico quando sono note le fonti dei redditi e si perviene al reddito complessivo sommando i redditi delle singole fonti e categorie. È necessario che l accertamento abbia un ragionevole grado di analiticità, perché la gestione del potere di accertamento da parte degli uffici sia controllabile dall esterno e sia possibile per il contribuente comprendere compiutamente ed effettivamente il titolo e il fondamento della pretesa, e quindi difendersi. Pagina 4 di 125 L accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche ha come base le spese (globale, per investimenti, considerata da redditometro) ed è finalizzato a quantificare il reddito complessivo, prescindendo dall individuazione delle categorie reddituali delle quali si compone il reddito complessivo. L accertamento dei redditi di natura non professionale e non imprenditoriale comporta, per gli uffici, problemi differenti, perché tali categorie di reddito possono lasciare minori tracce sulle quali fondare la ricostruzione della situazione effettiva. Ai redditi professionali/imprenditoriali, invece, si accompagnano, di norma, l obbligo di tenuta di scritture contabili, locali e beni strumentali, iscrizioni in albi e ordini, svolgimento di attività in genere potenzialmente molto più visibili di almeno alcune delle altre possibili fonti di reddito non professionale/imprenditoriali (ad esempio la locazione non commerciale). In questo quadro è possibile, pertanto, valorizzare come indizio reddituale la spesa. Il ragionamento si fonda sul fatto che la spesa di una persona è, quasi sempre, strettamente alimentata dal suo reddito, è ciò vale maggiormente per la spesa per consumi. L accertamento in base alla spesa implica il calcolo di tutto ciò che il contribuente ha speso in un periodo d imposta: se il totale delle spese è superiore al reddito netto dichiarato, si presume che la differenza sia costituita da reddito non dichiarato. Possono essere prese in considerazione spese sostenute per i bisogni ordinari (vitto, alloggio, utenze), per spese voluttuarie (viaggi, crociere, quote associative a circoli sportivi), per l acquisto di beni durevoli (elettrodomestici, mobili, autovetture). Un caso particolare di accertamento sintetico è quello basato sul cosiddetto redditometro. Il redditometro è un software che calcola il reddito induttivamente, sulla base di alcuni fatti indice di capacità di spesa, e di capacità contributiva. Il redditometro considera come indici di capacità di spesa (e di reddito) il possesso di abitazioni, residenze secondarie, autovetture, arerei, barche, collaboratori familiari. Se viene applicato il redditometro, il reddito viene quantificato usando dei coefficienti stabiliti. L ufficio, dunque, deve limitarsi a provare l esistenza dei fatti indice, mentre non ha l onere di fornir la prova che, da quei fatti indice, sia desumibile la quantità di reddito calcolata dal redditometro. Dato il suo carattere molto presuntivo, l accertamento sintetico non è ammesso per qualsiasi scostamento, ma solo quando il reddito complessivo si discosta di almeno del 20% da quello accertabile. Se lo scostamento è inferiore, si considera poco rilevante e connesso all imprecisione del sistema di calcolo. E espressamente previsto l obbligo d instaurazione di un contraddittorio con il contribuente, e in caso di successiva emanazione dell avviso di accertamento è richiesta una motivazione rafforzata, contenente l indicazione delle ragioni per le quali non sono state accolte le giustificazioni dal contribuente. Il contribuente può difendersi dimostrando, nella fase amministrativa o contenziosa, che il finanziamento delle spese è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d'imposta, o con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile. Quindi il contribuente può provare di aver utilizzato per le proprie spese: redditi conseguiti in altri anni; redditi per i quali non vi è obbligo di dichiarazione; denaro ricevuto per successione o donazione; somme provenienti da familiari; Pagina 5 di 126 somme provenienti da disinvestimenti, come vendite d immobili o titoli; somme provenienti da vincite o risarcimenti danni. Il redditometro è una presunzione di reddito che genera un inversione dell onere della prova. Se sussistono i fatti (spese), l onere della prova non grava sull ufficio bensì sul contribuente. 4. L accertamento dei redditi d impresa L accertamento dei Redditi determinati in base alle scritture contabili è regolato dall art. 39 del DPR 600/73. Tale articolo contiene le regole per l accertamento: dei redditi di impresa delle persone fisiche; dei redditi delle imprese in contabilità semplificata; dei redditi derivanti dall esercizio di arti e professioni; dei redditi di impresa delle società di persone; dei redditi di impresa delle persone giuridiche. Di seguito le cinque differenti tipologie di accertamento Accertamento analitico-contabile Si ha questo tipo di accertamento quando: i dati indicati nella dichiarazione dei redditi non corrispondono a quelli delle scritture contabili; si riscontra la violazione di una norma in materia di reddito di impresa (ad esempio quote ammortamento dedotte in misura eccessiva oppure la deduzione di costi non inerenti); l incompletezza o la falsità dei indicati nella dichiarazione dei redditi si evince da questionari, dai verbali, da documenti e registri trasmessi in risposta ad inviti di esibizione dall amministrazione finanziaria, nonché da dichiarazioni di altri soggetti terzi; l'incompletezza, la falsità o l'inesattezza degli elementi indicati nella dichiarazione risulta dall'ispezione delle scritture contabili e dalle altre verifiche relative al controllo della esattezza e veridicità delle registrazioni contabili in relazione delle fatture e documenti relativi all'impresa nonché dei dati e delle notizie raccolti dall'ufficio (ad esempio delle movimentazioni bancarie) Accertamento analitico-induttivo Si ha questo tipo di accertamento quando le attività non dichiarate o l inesistenza di passività dichiarate si desumono da presunzioni semplici, purché siano gravi, precise e concordanti. Questo accertamento si fonda sull'esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi ed i corrispettivi dichiarati e quelli desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della attività svolta dal contribuente, ovvero dagli studi di settore. Pagina 6 di 127 L accertamento analitico, anche se induttivo, richiede l attendibilità complessiva della contabilità. Al contrario l accertamento induttivo-extracontabile prevede l inattendibilità della contabilità oppure quando si riscontrano circostanze di una certa gravità. La legge prevede un elenco tassativo dei casi legittimanti ad accertamento induttivo: mancata presentazione della dichiarazione dei redditi; mancata tenuta scritture contabili o sottrazione delle stesse all ispezione; scritture contabili complessivamente inattendibili; mancata risposta al questionario o mancata trasmissione di documenti; scritture contabili indisponibili per cause di forza maggiore; indicazione di dati infedeli in sede di compilazione degli studi di settore. In presenza di tali situazioni, all Agenzia sono attribuite tre facoltà: avvalersi dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza; prescindere in tutto o in parte dalle risultanze delle scritture contabili; avvalersi di presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza Accertamenti analitico-induttivo e induttivo extracontabile: L art C.C. disciplina la presunzione semplice che, nel procedimento tributario, diventa il cardine dell accertamento induttivo ed extracontabile. Le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice, che non deve ammettere quelle che non siano gravi, precise e concordanti. Inoltre, non si possono ammettere le presunzioni nei casi in cui la legge esclude la prova per testimoni. La presunzione semplice è quindi una prova su cui si fonda l accertamento. Può, tuttavia, essere utilizzata anche a favore del contribuente. La presunzione semplice è un operazione logica che parte da un fatto noto per giungere, ricostruendolo, a un fatto ignorato. Un fatto è noto se risulta con la certezza che l ordinamento considera sufficiente perché sia fissato nella sentenza: se è provato; se è non contestato; se è notorio. Il fatto è notorio quando rientra nella normale conoscenza dell uomo medio in un determinato luogo e periodo di tempo. Il riconoscimento, a un fatto di tale qualità, è operazione delicata, perché consente di tenerne conto ai fini del giudizio anche se non provato in contraddittorio tra le parti. Si comprende pertanto l'opportunità di un uso Pagina 7 di 128 prudente di tale nozione. Nel procedimento tributario il fisco si trova in una situazione di inferiorità conoscitiva perché estraneo al presupposto di imposta, e l'altra parte il contribuente che ha rilevanti doveri di collaborazione all'accertamento. Il contribuente deve documentare le sue operazioni nell'interesse del fisco (ad esempio con la contabilità), deve autodenunciarsi (con le dichiarazioni), deve fornire documenti e informazioni (ad esempio in sede di ispezione). Poiché il fisco può trovarsi in tale situazione anche per effetto della omessa collaborazione del contribuente, lo standard probatorio, nel diritto tributario, può variare a seconda di quanto sia stato collaborativo il contribuente. Negli accertamenti induttivi in caso di mancata collaborazione del contribuente posso essere utilizzate presunzioni semplicissime prive dei requisiti di gravità, precisione concordanza Particolari tipologie di accertamento analitico-induttivo Fra gli accertamenti analitico-induttivi rientrano anche quelli che si fondano sull'esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta, ovvero dagli studi di settore. Se è vero che la norma non fissa una percentuale di scostamento al verificarsi della quale diviene automatico il verificarsi di una grave incongruenza, è anche vero che altre norme tributarie prevedono implicitamente il concetto di grave sproporzione, come è il caso dell art. 38, 6 c., DPR 600/73, che legittima l accertamento sintetico - nei confronti delle persone fisiche - qualora si registri per un biennio uno scostamento fra reddito dichiarato e reddito accertabile in base al redditometro e alla spesa globale almeno pari al 20%. Una volta che il volume di ricavi desumibile dalle caratteristiche dell attività svolta è stato fondatamente ricostruito con un metodo presuntivo che possa essere ritenuto razionale e credibile, e qualora tale volume di ricavi presenti, sotto un profilo quantitativo, gravi incongruenze rispetto ai ricavi dichiarati, allora verrà ad essere integrata la prova per presunzioni, gravi, precise e concordanti Accertamento sugli Studi di Settore Lo Studio di Settore è uno strumento di accertamento presuntivo: normativamente previsto e disciplinato; realizzato con una metodologia dichiarata pubblicamente e messa a disposizione di tutti gli operatori sul sito internet della SOSE - Società per gli Studi di Settore S.p.A.; realizzato con procedure di elaborazione statistica codificate, previa suddivisione della platea dei contribuenti in raggruppamenti omogenei per caratteristiche (clusters). Oggi tale lettura appare pacifica, ma per lungo tempo l Agenzia delle Entrate ha espresso l avviso che le risultanze dello Studio di Settore costituissero una presunzione legale determinando una inversione dell onere della prova in capo al contribuente. Come conseguenza, l Agenzia delle Entrate provvedeva a notificare un avviso di accertamento a tutti i contribuenti per i quali si verificava uno scostamento, anche minimo, fra ricavi determinabili in base allo Studio di Settore e ricavi dichiarati, motivandoli: alle risultanze dello Studio di Settore; all esito negativo del contraddittorio; Pagina 8 di 129 al fatto che le giustificazioni addotte dal contribuente fossero state in generale ritenute non credibili. Tale interpretazione è stata superata dalla Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, nel Si può, pertanto, affermare un principio di diritto secondo cui: "la procedura di accertamento standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex legge determinata in relazione ai soli standard in sé considerati, ma nasce procedimentalmente in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento, con il contribuente, esito che, essendo alla fine di un percorso di adeguamento della elaborazione statistica degli standard alla concreta realtà economica del contribuente, deve far parte della motivazione dell'accertamento, nella quale vanno esposte le ragioni per le quali i rilievi del destinatario dell'attività accertativa siano state disattese. Il contribuente ha, nel giudizio relativo all'impugnazione dell'atto di accertamento, la più ampia facoltà di prova, anche a mezzo di presunzioni semplici, ed il giudice può liberamente valutare tanto l'applicabilità degli standard al caso concreto, che deve essere dimostrata dall'ente impositore, quanto la controprova sul punto offerta dal contribuente". Dunque, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno definitivamente stabilito che: gli studi di settore sono una elaborazione statistica, il cui frutto è una ipotesi probabilistica che può solo costituire una presunzione semplice (e non una presunzione legale); lo scostamento dei ricavi dichiarati rispetto alle risultanze dello Studio di settore non deve essere qualsiasi, ma testimoniare una grave incongruenza ; deve essere preventivamente obbligatoriamente attivato il contraddittorio con il contribuente, pena la nullità dell accertamento; nella motivazione dell accertamento vanno esposte le ragioni per le quali i rilievi del destinatario dell attività accertativa siano stati disattesi al termine del contraddittorio, pena la carenza di motivazione (e la conseguente nullità) dell accertamento. 5. Accertamenti basati sull acquisizione di dati bancari Il segreto bancario nei rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria non esiste. Infatti il diritto alla riservatezza non può spingersi fino al punto di impedire un'azione di verifica fiscale in prospettiva di un eventuale accertamento, in quanto nel segreto bancario non ci sono valori della persona da tutelare, ma solo interessi patrimoniali. Le indagini bancarie sono comunque soggette a limiti e vincoli, e sono espressamente disciplinati da norme che prevedono speciali effetti probatori (inversione dell onere della prova a carico del contribuente) una volta che i dati bancari siano stati correttamente acquisiti. Gli accertamenti che trovano fondamento nei dati bancari di contribuente sono: rettifica delle dichiarazioni delle persone fisiche; redditi determinati in base alle scritture contabili. Questa tipologia di accertamento può essere adottata anche nei confronti dei soggetti diversi dalle persone fisiche (società ed enti commerciali) ed anche nel caso di accertamenti d ufficio. Se in questa tipologia di accertamento assume rilevanza l onere della prova a carico del contribuente (i dati ed elementi acquisiti e rilevati sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto per la determinazione del reddito soggetto ad imposta o che non hanno rilevanza) Pagina 9 di 1210 assume altrettanta importanza anche la metodologia di reperimento dei dati bancari. Un principio generale del nostro ordinamento è quello che prevede che l onere della prova gravi su chi avanza una pretesa, ma accordando una inversione dell onere della prova a favore dell amministrazione finanziaria il legislatore ha dovuto corredarla con una particolare e rigorosa procedura per l acquisizione dei dati bancari la cui osservanza costituisce un elemento di garanzia per il contribuente. Qualora, nel corso di accessi presso il contribuente, vengano rinvenute copie degli estratti conto relativi a rapporti di conto corrente da questo intrattenuti, è comunque necessario procedere all acquisizione di copia dei conti direttamente presso gli Uffici bancari e postali, e ciò in quanto: solo in questo modo è possibile avere una documentazione completa, capace di offrire una panoramica esaustiva dei rapporti bancari del contribuente sottoposto a verifica; solo a seguito di tale acquisizione diretta opera l inversione dell onere della prova I prelevamenti dai conti correnti bancari L art. 32 del DPR 600/73 stabilisce che sono posti come ricavi o compensi a base delle stesse rettifiche ed accertamenti, se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario e sempreché non risultino dalle scritture contabili, i prelevamenti o gli importi riscossi nell'ambito dei predetti rapporti od operazioni. È chiaro il motivo per il quale si presume che gli accreditamenti sui conti correnti del contribuente - per i quali lo stesso non riesca a fornire una giustificazione credibile - si riferiscano a componenti positivi di reddito non tassati, più complesso appare comprendere per quale ragione anche i prelevanti dai conti correnti bancari debbano essere considerati come ricavi o compensi. In questo caso si opera una doppia presunzione: che il prelevamento non giustificato sia stato utilizzato per l acquisizione (non contabilizzata e non fatturata e quindi in nero) di fattori produttivi; che tali fattori produttivi siano stati utilizzati per produrre beni e/o servizi venduti, a loro volta, senza essere contabilizzati e fatturati (in nero). In tale prospettiva, l ultima presunzione si applica solo a imprenditori e professionisti (soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili) e non a privati cittadini Il contraddittorio Nell ambito degli accertamenti bancari l art. 32, 1 comma, n 2) del D.P.R. 600/73, prevede che per l'adempimento dei loro compiti gli Uffici delle imposte possono invitare i contribuenti, indicandone il motivo, a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti. L Agenzia delle Entrate ha, dunque, la facoltà di convocare il contribuente per instaurare il contradditorio preventivo, prima di emettere l avviso di accertamento. Tuttavia si tratta di una facoltà concessa dalla legge all amministrazione che in caso di omissione non determinerebbe la nullità dell atto. 6. L accertamento con adesione L accertamento con adesione è lo strumento con cui si possono definire le imposte dovute, in seguito ai controlli fiscali, evitando di instaurare il contenzioso. È un vero e proprio accordo tra il contribuente e l Ufficio delle Entrate territorialmente competente, ed evita di presentare il ricorso tributario. Pagina 10 di 1211 La domanda di accertamento può essere avanzata sia dal contribuente che dagli stessi Uffici delle Entrate. L istanza di accertamento va presentata dopo aver ricevuto l avviso di accertamento o dopo un controllo fiscale eseguito dall Ufficio delle Entrate o dalla Guardia di Finanza. Facendo domanda di accertamento con adesione, il contribuente può godere di una riduzione delle sanzioni amministrative accertate, fino ad un terzo. Il contribuente presenta un apposita istanza, in carta libera, all ufficio competente territorialmente, entro il termine per proporre ricorso. La domanda può essere presentata o prima di aver ricevuto la notifica di un atto di accertamento non preceduto da un invito a comparire ovvero dopo aver ricevuto la notifica di un atto impositivo non preceduto da invito a comparire, ma solo fino al momento in cui non scadono i termini per la proposizione dell eventuale ricorso tributario entro 60 giorni. La domanda di accertamento può essere consegnata direttamente all ufficio che ha emesso l atto oppure spedita per posta raccomandata o posta elettronica certificata ed entro 15 giorni spetta all Ufficio che l ha ricevuta invitare il contribuente a comparire per perfezionare l adesione. Si cerca quindi di raggiungere un accordo che deve essere sottoscritto da entrambe le parti, ufficio e contribuente, in alternativa si presenta ricorso tributario. Una volta raggiunto l accordo, il contribuente deve procedere al pagamento delle imposte. Le modalità di pagamento sono due: in un unica soluzione entro i 20 giorni successivi alla redazione dell atto; a rate, per un massimo di 8 trimestrali di uguale importo, la cui prima deve essere versata entro il termine di 20 giorni dalla redazione dell atto di adesione. Se non viene pagata una rata, si procede all iscrizione a ruolo delle somme residue dovute. La presentazione dell istanza di accertamento ha come effetto quello di sospendere, in via preliminare, il termine di impugnazione per un periodo di 90 giorni. Se però il contribuente nei 20 giorni dalla sottoscrizione dell atto di adesione, qualora questo sia raggiunto, non esegua il versamento delle somme dovute o della prima rata, ha comunque la facoltà di presentare ricorso, purché entro il termine di 150 giorni calcolati dalla data di notifica dell avviso di accertamento. 7. Il ricorso tributario Se il contribuente ritiene illegittimo o infondato un atto emesso nei suoi confronti (per esempio, un avviso di liquidazione o di accertamento, una cartella esattoriale), può rivolgersi alla Commissione tributaria provinciale per chiederne l annullamento totale o parziale. Nel valutare l opportunità di instaurare un contenzioso tributario, occorre comunque valutare sia tempi che costi. Infatti, la proposizione di un ricorso comporta, nella maggior parte dei casi, costi aggiuntivi rappresentati dall obbligo di farsi assistere da un difensore e dal rischio, per chi perde, di essere condannato al pagamento delle spese. Per gli atti notificati dal 1 aprile 2012 è stato introdotto nel processo tributario il nuovo istituto del reclamo con l obiettivo di trovare un accordo preventivo con il Fisco ed evitare il ricorso al giudice tributario. L istituto del reclamo è obbligatorio per le controversie di valore non superiore a euro. La mancata presentazione del reclamo determina, infatti, l inammissibilità del ricorso presentato, rilevabile in ogni stato e grado del giudizio, anche d ufficio. Per tutte le liti tributarie, esistono due gradi di giudizio di merito: Pagina 11 di 1212 in primo grado, si può ricorrere dinanzi alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente, contro gli atti emessi dalle Agenzie delle Entrate, delle Dogane, del Territorio, dagli enti locali e contro le cartelle di pagamento e i provvedimenti emessi dagli Agenti della riscossione; in appello, si può proporre impugnazione dinanzi alla Commissione tributaria regionale, per le sentenze emesse dalle Commissioni tributarie provinciali. Contro le sentenze della Commissione tributaria regionale è possibile ricorrere alla Corte di Cassazione. Rientrano nella giurisdizione delle Commissioni tributarie: tutte le controversie relative a tributi di ogni genere e specie, comunque denominati, compresi quelli regionali, provinciali e comunali, le sovrimposte e le addizionali, le sanzioni amministrative, gli interessi e ogni altro accessorio; le controversie di natura catastale, come quelle concernenti, ad esempio, l intestazione, la delimitazione, l estensione, il classamento dei terreni e l attribuzione della rendita catastale, nonché le controversie attinenti l imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni. Restano escluse dalla giurisdizione tributaria solo le controversie riguardanti gli atti dell esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento e, se previsto, dell avviso che precede l espropriazione forzata. Pagina 12 di 12 Documenti analoghi
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 art. 38
 art. 39
 art. 38
 art. 32
 art. 32
 Articolo 38
 art. 32
 art. 51
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 Cass. 
 Art.1
 Art.2
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 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
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