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Timestamp: 2019-02-18 18:10:18+00:00

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IMMIGRATI COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA DELIBERA 3 marzo 2017
Visto il decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, e in particolare l’art. 4, il quale dispone che il Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) di cui all’art. 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003) e successive modificazioni, sia denominato Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) e finalizzato a dare unità programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese;
Visto l’art. 7, commi 26 e 27, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il quale attribuisce al Presidente del Consiglio dei ministri la gestione del FAS (ora FSC) e la facoltà di avvalersi per tale gestione del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica (DPS), ora istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri (PCM) e denominato Dipartimento per le politiche di coesione (DPCoe) con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) 15 dicembre 2014, in attuazione dell’art. 10 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125;
Visto l’art. 10 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, che ha ripartito le funzioni relative alla politica di coesione tra il citato DPCoe e l’Agenzia per la coesione territoriale; Visti l’art. 11 della legge 16 gennaio 2003 n. 3 e gli articoli 3 e 6 della legge 13 agosto 2010, n. 136 in materia di Codice unico di progetto (CUP) e le relative delibere attuative di questo Comitato (n. 143/2002 e n. 24/2004); Visti il decreto del Presidente della Repubblica in data 12 dicembre 2016, concernente la nomina dei Ministri senza portafoglio e il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) 12 dicembre 2016 recante il conferimento dell’incarico di Ministro per la coesione territoriale e il mezzogiorno al prof. Claudio De Vincenti; Vista la legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014) e sue successive modifiche ed integrazioni, ed in particolare il comma 6 dell’art. 1, che individua le risorse del FSC per il periodo di programmazione 20142020 in 54.810 milioni di euro, destinandole a sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo, anche di natura ambientale, secondo la chiave di riparto 80 per cento nel
le aree del Mezzogiorno e 20 per cento in quelle del Centro-Nord e che dispone l’iscrizione in bilancio dell’80 per cento del predetto importo pari a 43.848 milioni di euro; Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) ed in particolare il comma 703 dell’art. 1, il quale, ferme restando le vigenti disposizioni sull’utilizzo del FSC, detta ulteriori disposizioni per l’utilizzo delle risorse assegnate per il periodo di programmazione 2014-2020; V ista la legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)»; e, in particolare, l’art. 1, comma 974, che ha istituito per l’anno 2016 il Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, nonché i successivi commi da 975 a 977, che hanno previsto le azioni necessarie a porre in essere il Programma e le relative modalità attuative;
Visto, altresì, l’art. 1, comma 978, della medesima legge che ha stabilito che per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 974 a 977, per l’anno 2016 è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un fondo denominato «Fondo per l’attuazione del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie», da trasferire al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, e che a tale fine è autorizzata la spesa di 500 milioni di euro per l’anno 2016;
Vista la legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) e in particolare l’art. 1, comma 140, che ha istituito un apposito fondo da ripartire, con una dotazione di 1.900 milioni di euro per l’anno 2017, di 3.150 milioni di euro per l’anno 2018, di 3.500 milioni di euro per l’anno 2019 e di 3.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032, per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, anche al fine di pervenire alla soluzione delle questioni oggetto di procedure di infrazione da parte dell’Unione europea, nei settori di spesa relativi, tra l’altro, a investimenti per la riqualificazione urbana e per la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia;
Visto il successivo comma 141, il quale prevede che al fine di garantire il completo finanziamento dei progetti selezionati nell’ambito del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, a integrazione delle risorse stanziate sull’apposito capitolo di spesa e di quelle assegnate dal comma 140, con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) sono destinate ulteriori risorse a valere sulle risorse disponibili del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2014-2020;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016 e il bando allegato, che ha disciplinato le modalità e le procedure di presentazione dei progetti per la predisposizione del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 6 dicembre 2016 e l’allegata graduatoria, con il quale sono stati individuati numero 120 progetti da inserire nel Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, per un onere complessivo pari a 2.061.321.739,61 euro;
Considerato che, ai sensi dell’art. 1, commi 2 e 3, del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 dicembre 2016, con le risorse di cui all’art. 1, comma 978, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 sono finanziati i progetti dal numero 1 al numero 24, mentre gli ulteriori progetti saranno finanziati con le risorse successivamente disponibili;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 16 febbraio 2017, con il quale sono stati modificati l’art. 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016 e gli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 dicembre 2016, al fine di far fronte tempestivamente alle esigenze finanziarie degli enti partecipanti al Programma straordinario; Vista la nota del Capo di Gabinetto del Ministro per la coesione territoriale e il mezzogiorno, d’ordine del Ministro, n. 38-P del 25 gennaio 2017, e l’allegata nota informativa predisposta dal competente DPCoe, come successivamente integrata dalla nota informativa in data 2 marzo 2017, n. 701, con la quale viene proposta a questo Comitato l’assegnazione di complessivi di 798,17 milioni di euro, a valere sulle risorse FSC 2014-2020, in attuazione di quanto previsto dall’art. 1, comma 141 delle legge n. 232/2016, per il finanziamento del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie;
Tenuto conto che è in corso di formalizzazione il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale viene contestualmente disposto il finanziamento a valere sull’apposito Fondo di cui all’art. 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017), al fine di garantire il completo finanziamento dei progetti selezionali nell’ambito del suddetto Programma; Tenuto conto dell’esame della proposta svolto ai sensi del vigente regolamento di questo Comitato (art. 3 della delibera 30 aprile 2012, n. 62); V ista l’odierna nota n. 1068-P, predisposta congiuntamente dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri e dal Ministero dell’economia e delle finanze e posta a base della presente delibera con le osservazioni e le prescrizioni da recepire nella presente delibera; Su proposta del Ministro per la coesione territoriale e il mezzogiorno;
1. Assegnazione di risorse. Ad integrazione delle risorse del Fondo di cui all’art. 1, comma 140, della legge n. 232 2016, a valere sulle risorse FSC 2014-2020 - la cui dotazione è stata integrata per 10.962 milioni di euro con la legge di bilancio 2017 - è disposta l’assegnazione di un importo complessivo fino ad un massimo di 798,17 milioni di euro, in favore dei progetti inseriti nel Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, individuati dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 dicembre 2016 e non risultanti finanziati. La quota di 798,17 milioni di euro è, in particolare, così ripartita: fino ad un massimo di 603,90 milioni di euro, a copertura integrale del fabbisogno finanziario residuo degli interventi delle Città metropolitane e dei comuni capoluogo che appartengono alla macro-area del Mezzogiorno e che si siano collocati utilmente in graduatoria; per 194,27 milioni di euro, in favore di Città metropolitane e comuni capoluogo del Centro Nord, fino a concorrenza di tale importo, secondo l’ordine di graduatoria e sempre per la parte corrispondente al fabbisogno finanziario non coperto della graduatoria medesima.
2. Trasferimento delle risorse e modalità di attuazione. Le risorse saranno trasferite secondo le disposizioni contenute nei decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016 e 6 dicembre 2016, come modificati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 febbraio 2017, cui si rinvia anche per quanto riguarda le modalità di attuazione dei progetti. L ’assegnazione finanziaria per l’anno 2017 è pari a 160 milioni di euro. Per gli anni successivi, l’articolazione annuale delle assegnazioni è definita sulla base delle comunicazioni, da effettuarsi a cura delle Amministrazioni destinatarie delle risorse, alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le politiche di coesione, entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente delibera nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, dei fabbisogni finanziari definiti in relazione all’andamento atteso del Programma e allo stato di avanzamento degli interventi. Con successiva delibera, adottata su proposta del Ministro per le politiche di coesione, entro trenta giorni dalla ricezione delle predette comunicazioni, sono definite le assegnazioni annuali delle risorse in coerenza con i fabbisogni finanziari rilevati e, comunque, nei limiti degli stanziamenti annuali previsti dalla legge di bilancio in termini di competenza e cassa relativamente alla Programmazione 2014-2020 del Fondo sviluppo e coesione, al netto degli utilizzi già disposti. Qualora dovesse rendersi necessario per garantire la coerenza della ripartizione delle quote annuali con gli stanziamenti del bilancio dello Stato relativi al Fondo sviluppo e coesione, con la medesima deliberazione si provvederà alla rimodulazione delle assegnazioni già deliberate per il periodo di Programmazione 2014-2020.
3. Norma finale. I l gruppo di monitoraggio e verifica sull’esecuzione del Programma, di cui all’art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 dicembre 2016 e successive modifiche, ove richiesto da questo Comitato, riferirà, per il tramite del DPCoe, sullo stato di realizzazione del Programma, anche ai fini della valutazione circa gli effetti dello strumento utilizzato.
Registrata alla Corte dei conti il 14 giugno 2017 Ufficio controllo atti Ministero economia e finanze, reg.ne prev. n. 847
Visto il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 — emanato in attuazione dell’art. 3, commi 143-151, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 — che all’art. 39, comma 1, demanda al CIPE, su proposta del Ministro della salute, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano (Conferenza Stato-regioni), l’assegnazione annuale delle quote del Fondo sanitario nazionale di parte corrente a favore delle regioni e province autonome; Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 — emanato in attuazione dell’art. 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59, che all’art. 115, comma 1, lettera a) , dispone che il riparto delle risorse per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale avvenga previa intesa della Conferenza Stato-regioni; Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) che all’art. 35 assicura ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, nonché garantisce agli stessi le seguenti prestazioni ponendole a carico del Fondo sanitario nazionale: a) la tutela della gravidanza e della maternità, a parità di trattamento con le cittadine italiane; b) la tutela della salute del minore; c) le vaccinazioni secondo la normativa e nell’ambito di interventi di campagne di prevenzione collettiva autorizzati dalle regioni; d) gli interventi di profilassi internazionale; e) la profilassi, la diagnosi e la cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai; V ista la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), la quale all’art. 1, comma 561, dispone, tra l’altro, che a decorrere dall’anno 2015, l’importo destinato all’assistenza sanitaria per gli stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale venga ripartito annualmente all’atto della ripartizione della quota indistinta del fabbisogno sanitario standard regionale;
Vista l’odierna delibera di questo Comitato concernente la ripartizione tra le regioni e le provincie autonome delle disponibilità finanziarie del Servizio sanitario nazionale per l’anno 2015, che accantona al punto 2.2 la somma di 30.990.000 euro per l’assistenza sanitaria ai cittadini stranieri irregolari presenti sul territorio nazionale;
Vista l’Intesa sancita in sede di Conferenza Stato-regioni nella seduta del 17 dicembre 2015, repertorio atti n. 230/CSR, sulla proposta di deliberazione CIPE concernente il riparto della quota vincolata per stranieri non regolari, relativa all’anno 2014 condizionata alla costituzione di un tavolo tecnico incaricato di definire criteri uniformi nella compilazione delle schede di dimissione ospedaliera per la particolare tipologia di ricoveri che rappresenta uno dei criteri di riparto delle risorse;
Considerato che il suddetto tavolo tecnico, insediato in data 11 maggio 2016, costituito da rappresentanti regionali, della Conferenza Stato-regioni e delle amministrazioni centrali dello Stato ha di recente concluso i propri lavori; Vista l’Intesa sancita in sede di Conferenza Stato-regioni nella seduta del 22 dicembre 2016, repertorio atti n. 241/CSR, sulla proposta di deliberazione CIPE concernente il riparto della quota vincolata per stranieri non regolari, relativa all’anno 2015;
Vista la proposta del Ministro della salute, trasmessa con nota n 390 del 16 gennaio 2017, concernente la ripartizione tra le regioni a statuto ordinario e la Regione Siciliana del citato importo di 30.990.000 euro a valere sulle disponibilità vincolate del Fondo sanitario nazionale 2015;
Tenuto conto della vigente legislazione che dispone che le regioni e le province autonome provvedono al finanziamento del proprio fabbisogno senza alcun apporto a carico del bilancio dello Stato (Regione Valle d’Aosta e PPAA di Trento e Bolzano ai sensi della legge 724/1994, art. 34, comma 3; Regione Friuli-Venezia Giulia ai sensi della legge 662/1996, art. 1, comma 144; Regione Sardegna ai sensi della legge 296/2006, art. 1, comma 836), ad eccezione della Sicilia per la quale ai sensi della legge 296/2006, art. 1, comma 830, è stata applicata l’aliquota di partecipazione alla spesa sanitaria del 49,11 per cento, corrispondente all’importo di 1.043.779 euro che viene redistribuito tra le altre regioni destinatarie del riparto;
Tenuto conto dell’esame della proposta svolto ai sensi del vigente regolamento di questo Comitato (delibera 30 aprile 2012, n. 62, art. 3, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 122/2012);
Vista la nota n. 1068 del 3 marzo 2017 predisposta congiuntamente dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri e dal Ministero dell’economia e delle finanze e posta a base dell’odierna seduta del Comitato;
A valere sulle disponibilità delle quote vincolate del Fondo sanitario nazionale per l’anno 2015, è assegnata alle regioni a statuto ordinario e alla Regione Siciliana la somma complessiva di 30.990.000 euro per l’assistenza sanitaria a favore dei cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, al fine di garantire cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali per malattia ed infortunio e programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute collettiva ed individuale con particolare riguardo alla tutela della gravidanza e della maternità, alla salute del minore, alle vaccinazioni secondo normativa vigente, gli interventi di profilassi internazionale e alla profilassi, la diagnosi e la cura di malattie infettive e la bonifica degli eventuali focolai.
La predetta somma di 30.990.000 euro è ripartita tra le predette regioni come da allegata tabella, che costituisce parte integrante della presente delibera.
l Presidente: GENTILONI SILVERI
Registrato alla Corte dei conti il 7 giugno 2017 Ufficio controllo atti Ministero economia e finanze, reg.ne prev. n. 792
DELIBERA 3 marzo 2017 - Fondo sanitario nazionale 2016. Riparto della quota vincolata per l’assistenza sanitaria agli stranieri presenti sul territorio nazionale non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno. (Delibera n. 36/2017). (BUR n. 147 del 26.6.17)
Visto il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 - emanato in attuazione dell’art. 3, commi 143 e 151, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 - che all’art. 39, comma 1, demanda al Comitato interministeriale per la programmazione economica, su proposta del Ministro della salute, d’intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano (conferenza Stato - Regioni), l’assegnazione annuale delle quote del Fondo sanitario nazionale di parte corrente a favore delle Regioni e Province autonome;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 - emanato in attuazione dell’art. 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59 - che all’art. 115, comma 1, lettera a) , dispone che il riparto delle risorse per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale avvenga previa intesa della conferenza Stato - Regioni; V isto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) che all’art. 35 assicura ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, nonché garantisce agli stessi le seguenti prestazioni ponendole a carico del Fondo sanitario nazionale: a) la tutela della gravidanza e della maternità, a parità di trattamento con le cittadine italiane; b) la tutela della salute del minore; c) le vaccinazioni secondo la normativa e nell’ambito di interventi di campagne di prevenzione collettiva autorizzati dalle regioni; d) gli interventi di profilassi internazionale; e) la profilassi, la diagnosi e la cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai.
Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), la quale all’art. 1, comma 561, dispone, tra l’altro, che a decorrere dall’anno 2015, l’importo destinato all’assistenza sanitaria per gli stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale venga ripartito annualmente all’atto della ripartizione della quota indistinta del fabbisogno sanitario standard regionale;
Vista l’odierna delibera di questo Comitato concernente la ripartizione tra le Regioni e le Provincie autonome delle disponibilità finanziarie del Servizio sanitario nazionale per l’anno 2016, che accantona al punto 2.2 la somma di € 30.990.000 per l’assistenza sanitaria ai cittadini stranieri irregolari presenti sul territorio nazionale;
Vista l’intesa sancita in sede di conferenza Stato-Regioni nella seduta del 22 dicembre 2016, repertorio atti n. 242/CSR, sulla proposta di deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica concernente il riparto della quota vincolata per stranieri non regolari, relativa all’anno 2016;
Vista la proposta del Ministro della salute, trasmessa con nota n. 390 del 16 gennaio 2017, concernente la ripartizione tra le Regioni a statuto ordinario e la Regione Siciliana del richiamato importo di € 30.990.00 a valere sulle disponibilità vincolate del Fondo sanitario nazionale 2016; Tenuto conto della vigente legislazione che dispone che le Regioni e le Province autonome provvedono al finanziamento del proprio fabbisogno senza alcun apporto a carico del Bilancio dello Stato (Regione Valle d’Aosta e PPAA di Trento e Bolzano ai sensi della legge n. 724/1994, art. 34, comma 3; Regione Friuli-Venezia Giulia ai sensi della legge n. 662/1996, art. 1, comma 144; Regione Sardegna ai sensi della legge n. 296/2006, art. 1, comma 836), ad eccezione della Sicilia per la quale ai sensi della legge n. 296/2006, art. 1, comma 830, è stata applicata l’aliquota di partecipazione alla spesa sanitaria del 49,11 per cento, corrispondente all’importo di € 996.512 che viene redistribuito tra le altre Regioni destinatarie del riparto;
Tenuto conto dell’esame della proposta svolto ai sensi del vigente regolamento di questo Comitato (delibera 30 aprile 2012, n. 62, art. 3, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 122/2012);
A valere sulle disponibilità delle quote vincolate del Fondo sanitario nazionale per l’anno 2016, è assegnata alle Regioni a statuto ordinario e alla Regione Siciliana la somma complessiva di € 30.990.000 per l’assistenza sanitaria a favore dei cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, al fine di garantire cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali per malattia ed infortunio e programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute collettiva ed individuale con particolare riguardo alla tutela della gravidanza e della maternità, alla salute del minore, alle vaccinazioni secondo normativa vigente, gli interventi di profilassi internazionale e alla profilassi, la diagnosi e la cura di malattie infettive e la bonifica degli eventuali focolai.
La predetta somma di € 30.990.000 è ripartita tra le predette Regioni come da allegata tabella, che costituisce parte integrante della presente delibera.
Registrato alla Corte dei conti il 7 giugno 2017 Ufficio controllo atti Ministero economia e finanze, reg.ne prev. n. 789

References: art. 34
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 3
 art. 34
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 3