Source: http://www.tidona.com/pubblicazioni/luglio02_5.htm
Timestamp: 2018-05-24 21:11:14+00:00

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Precedenti storici e caratteristiche attuali del servizio bancario.
Sommario: 1.Gli horrea imperiali. - 2. I depositi chiusi e le società di casse-forti. - 3. Il servizio bancario delle cassette di sicurezza nel XX sec. in Europa e in Italia. - 4. Il servizio delle cassette di sicurezza nell’attuale organizzazione bancaria italiana.
La lex horreorum trovata a Roma presso il Testaccio nel 1885 [1] si riferisce agli horrea imperiali di Nerva (96 - 98) o, secondo altri di Adriano (117 - 138).
Sommario: 5. Il problema della natura giuridica del servizio bancario delle cassette di sicurezza. - 6. La teoria del contratto di deposito. - 7. La teoria del contratto di locazione. 8 - La teoria del contratto misto.
Quest’indirizzo, così come quello della teoria del deposito analizzato precedentemente, è opinabile a causa del processo di tipizzazione per assorbimento - di cui si dirà più estesamente in seguito - che si traduce, in questo caso, nella degradazione della prestazione di custodia e nella prevalenza della concessione in uso della cassetta.
la teoria dell’assorbimento che prevede l’applicazione normativa corrispondente alla prestazione giuridica prevalente (metodo utilizzato nella teoria del contratto di deposito ed in quella del contratto di locazione pocanzi analizzate);
la teoria dell’applicazione analogica delle norme che per compatibilità sono applicabili al contratto stipulato;
la teoria della combinazione che consiste nell’applicazione delle norme relative alle varie prestazioni proprie del contratto.
Sommario: 9. Requisiti del contratto. - 10. La stipula del contratto e la disciplina antitrust. - 11. Procedimenti connessi alla conclusione del contratto. - 12. Modalità di fruizione del servizio. Il documento o tessera di riconoscimento
- evita squilibri negoziali preordinando i meccanismi di adeguamento del contratto al mutare delle condizione del mercato;
- conduce ad una esatta interpretazione ed esecuzione del contratto;
- prevede una rapida e agevole risoluzione di eventuali controversie[93].
- art.10: “Durata del contratto-Termine di preavviso per il recesso del cliente”;
- art. 11, comma 1: “Termini di preavviso per il recesso della banca”;
- art. 21: “Diffida di pagamento. Termine per adempiere”;
- art. 22, comma 1: “Termine dalla data di intimazione al cliente per la richiesta dell'autorizzazione al Pretore per l'apertura della cassetta di sicurezza”,“Diffida di pagamento”, “Termine per adempiere”;
- art.25: “Esonero da responsabilità”;
- art. 27, comma 1: “Modalità di comunicazione delle modifiche delle norme”,
Sommario: 13. L’uso. - 14. Il canone.
- l’apertura forzata della cassetta alla presenza di un notaio che redige verbale;
- l’immissione del contenuto in un’altra cassetta la cui chiave di pertinenza dell’utente è sigillata in una busta con timbro del notaio e della banca e messa a disposizione del cliente[123]. Tale procedura è utilizzata anche nell’eventualità che la banca debba modificare o sostituire l’ impianto di custodia delle cassette e l’utente, benché avvisato, non collabori[124]. Se il controllo, effettuato con le modalità descritte, risulta positivo l’ente bancario può risolvere in tronco il contratto[125].
Sommario: 15. La prestazione locatizia. Idoneità dei locali di custodia. - 16. La prestazione di custodia. L’integrità della cassetta.
- fornire delle cassette solide, dotate di chiave non comune difficilmente imitabile e in buono stato di manutenzione (art. 1575 n.1 del codice civile);
- procedere alle riparazioni sia di piccola che di grande manutenzione;
- garantire il pacifico godimento della cassetta;
- rispondere dei c.d. vizi redibitori (difetti o imperfezioni della cassetta) che, se occulti o sopravvenuti, danno facoltà all’utente di chiedere il risarcimento dei danni e la risoluzione del contratto;
- assicurare l’idoneità dei locali destinati al servizio. [141]
Sommario: 17. Il caso fortuito. - 18. Il furto. - 19. La lesione, la manomissione della cassetta di sicurezza. - 20. La prova del danno.
In particolare la Cass. del 27 luglio 1976 n. 2981 [164], stabiliva che l’alluvione aveva le caratteristiche del caso fortuito essendosi trattato di:
- astenersi dall’apertura;
- presentare reclamo scritto in banca;
- fornire un elenco dettagliato delle cose custodite in cassetta.
- la condizione economica del cassettista;
- il costo sopportato per avere la disponibilità della cassetta;
- la prova, fornita tramite fatture e testimonianze, della proprietà dei beni trafugati;
- eventuali testimonianze de relato ex parte actoris (es.: dichiarazione di persone che riferivano quanto loro detto dal cassettista, in periodi antecedenti il furto, circa i beni custoditi in banca );
- l’aver presentato immediatamente la lista dettagliata dei beni conservati in cassetta;
- la comprovata moralità del cassettista.
Sommario: 21.Termini della questione. - 22. Art.2 N.B.U., limitazione dell’oggetto contrattuale. - 23. Analisi economica e spiegazione “innocente” della clausola limitativa di responsabilità bancaria. - 24. Art.2 N.B.U., limitazione di responsabilità della banca. - 25. Limitazione di responsabilità della banca e la disciplina degli artt. 1469 bis e seguenti c.c..
- nell’ art. 2 N.B.U. che l’utente è obbligato a non conservare in cassetta cose aventi un valore complessivo superiore a quello stipulato con l’azienda di credito;
- nell’ art. 3 N.B.U. che l’eventuale risarcimento danni dovuto al cassettista è limitato al valore obbiettivo e comprovato dall’utente dei beni danneggiati o trafugati, escludendo esplicitamente qualsiasi valore affettivo[205].
Tale tendenza - come si dirà più ampiamente nel prosieguo - è confermata in ambito giurisprudenziale[217] dalla Corte di Cassazione, mentre nelle decisioni dei giudici di merito[218] prevale l’interpretazione dell’ art. 2 N.B.U. come limite all’oggetto contrattuale.
- Cass. del 24 gennaio 1997 n.750 [241];
- Cass. del 10 gennaio 1998 n.158 [242];
- Cass. del 10 febbraio 1998 n.1355 [243];
- la banca ritenga che le cose immesse nella cassetta “possano costituire pericolo di qualsiasi genere” o “possano arrecare un danno, pregiudizio o disturbo”agli altri utenti del servizio[256];
- il cassettista ritardi o non paghi il canone dovuto[257].
La dottrina, unanime nel ritenere che il contenuto delle cassette di sicurezza può essere oggetto sia di sequestro che di espropriazione[266], si è divisa nello stabilire quale possa essere la forma più adeguata del procedimento esecutivo, se quella del pignoramento diretto (artt. 513 - 542 c.p.c.) ovvero quella del pignoramento presso terzi (artt. 543 - 554 c.p.c.)[267].
Sommario: 30. Art. 1840, comma 2° c.c.. - 31. Titolarità dei beni contenuti in cassetta. - 32. L’apertura della cassetta: l’inventario. - 33. Rinvenimento in cassetta di un testamento olografo.
“Le cassette di sicurezza non possono essere aperte dai concessionari, prima che gli stessi abbiano apposto la loro firma, con l'indicazione della data e dell'ora dell'apertura, su apposito registro tenuto dai concedenti in forma cronologica e senza fogli o spazi bianchi e abbiano dichiarato per iscritto sul registro stesso che le eventuali altre persone aventi facoltà di aprirle sono tuttora in vita.”
“Le cassette di sicurezza, dopo la morte del concessionario o di uno dei concessionari, possono essere aperte solo alla presenza di un funzionario dell'Amministrazione finanziaria o di un notaio, che redige l'inventario del contenuto, previa comunicazione da parte del concedente all'ufficio del registro, nella cui circoscrizione deve essere redatto l'inventario, del giorno e dell'ora dell'apertura .”. Questa è la disciplina vigente, dettata dall’art.48, comma 6°, periodo II, D.Lgs. n. 346 del 1990, intervenuta a risolvere i principali problemi interpretativi sollevati dalla precedente normativa[295].
La disposizione menzionata, infatti, è chiara nello stabilire che la presenza del funzionario dell'Amministrazione finanziaria durante l’inventario non è indispensabile, in quanto può essere sostituita dall’intervento di un notaio[296].
- fare menzione del testamento rinvenuto nel verbale d’inventario, avendo cura di descriverne la forma esterna;
- avvertire gli eredi che, quali detentori di un testamento, hanno l’obbligo di consegnarlo ad un notaio, che potrà essere anche lui stesso, affinché chi ne abbia interesse possa chiederne la pubblicazione.
“Per i beni e i titoli di cui al comma 1, lettera b), depositati a nome del defunto e di altre persone, compresi quelli contenuti in cassette di sicurezza o altri contenitori di cui all'art. 48, commi 6 e 7, per le azioni e altri titoli cointestati e per i crediti di pertinenza del defunto e di altre persone, compresi quelli derivanti da depositi bancari e da conti correnti bancari e postali cointestati, le quote di ciascuno si considerano uguali se non risultano diversamente determinate.”

References: art.10
 art. 11
 art. 21
 art. 22
 art.25
 art. 27
 Cass. 
 Art.2
 Art.2
 art. 2
 art. 3
 art. 2
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Art. 1840