Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/sgsl-mog-dlgs-231/01-C-58/la-funzione-dei-modelli-organizzativi-AR-15479/
Timestamp: 2016-06-25 12:27:03+00:00

Document:
La funzione dei modelli organizzativi
17 dicembre 2015 - Cat: SGSL, MOG, dlgs 231/01
Perché è cruciale, per non dire “di fatto” obbligatoria, l’adozione di un Modello di organizzazione e gestione per un ente.
Pubblichiamo un estratto dell’approfondimento monografico
sul tema degli infortuni sul lavoro “La colpa negli infortuni sul lavoro” -
Bollettino marzo 2015, Camera penale veneziana “Antonio Pognici”, per il sito
internet www.camerapenaleveneziana.it
Legge 231 - Decreto Legislativo 231 del 2001 e sicurezza sul lavoro - 5 oreLa responsabilità amministrativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro: corso di formazione per la prevenzione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/2001
l’inserimento nel catalogo dei reati delle fattispecie previste ex art. 25septiese
25undecies, vi è stata una sempre più diffusa applicazione
della disciplina del D.Lgs. 231/01.
avviene, dunque, non solo per i reati originariamente caratterizzanti la ratio
della normativa in esame, ma anche per i reati apparentemente meno gravi, quali
quelli colposi d’evento, derivanti dalla violazione della normativa in tema di
sicurezza e salute dei lavoratori.
la costruzione della disciplina e l’analisi che fino a qui ne abbiamo dato, la
funzione dei Modelli di organizzazione è gestione è evidentemente quella di
esentare da responsabilità l’ente che l’abbia adottato ed efficacemente
tema di esenzione di responsabilità, è necessario partire dall’analisi
dell’evidente affinità della disciplina del D.Lgs. 231/01 con le norme penali,
con la conseguente applicazione di uno dei principi cardine del diritto penale:
quello della colpevolezza.
fini della responsabilità dell'ente non è sufficiente che il reato sia ad esso
ricollegabile sul piano oggettivo, cioè nei limiti dell’accertamento che il
fatto costituente reato (presupposto) sia stato commesso nell’interesse ed a
vantaggio dell’ente, ma è necessario che esso derivi almeno da una colpa di organizzazione,
quando non costituisca addirittura l’espressione di una preciso intento di politica
consegue che, se all’ente non è imputabile alcuna colpa, esso non soggiace alle sanzioni previste dal D.lgs. 231/2001.
tal fine la disciplina dispone che, in tutti i casi, la colpa dell’organizzazione
e di conseguenza la responsabilità dell’ente, è esclusa se, prima della
commissione del reato, l’ente abbia adottato ed efficacemente attuato modelli
organizzativi idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi.
organizzativo rappresenta, dunque, un strumento fondamentale per giungere all’esenzione
di responsabilità dell’ente, poiché la sua ideazione, applicazione ed efficace attuazione
rappresenta la prova della sussistenza di un’adeguata organizzazione aziendale,
tale da prevedere procedure idonee a prevenire la commissione dei reati
presupposto, espressamente previsti dalla normativa.
funzione di esenzione appare chiaramente non solo dalla lettura degli artt. 5 e
6 del D.Lgs. 231/01, ma anche dalla lettera dagli artt. 16 e 30 del D.Lgs.
81/08 che
– in tema di disciplina della salute e sicurezza dei lavoratori, stabiliscono:
ex art. 16, comma 3, che “la delega di funzioni non esclude l'obbligo di
vigilanza in capo al
datore di lavoro in ordine al corretto espletamento
da parte del delegato delle funzioni trasferite.
L’obbligo di cui al primo periodo si intende
assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e
controllo di cui all’ articolo 30, comma 4.”
ex art. 30 che “il modello di organizzazione e di gestione idoneo
ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone
giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità
giuridica di cui al D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, deve essere
adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per
l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi:
a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali
di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici,
fisici e biologici;
b) alle attività di valutazione dei rischi e di
predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti;
c) alle attività di natura organizzativa, quali
emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti,
riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei
e) alle attività di informazione e formazione dei
f) alle attività di vigilanza con riferimento al
rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei
g) alla acquisizione di documentazioni e
certificazioni obbligatorie di legge;
h) alle periodiche verifiche dell'applicazione e
dell'efficacia delle procedure adottate.”
valutazione comparata del grado di rischio insito in ciascun ente in relazione
al verificarsi di infortuni sul lavoro
rilevanti ex art. 25septies (previsti ai nn. 52-53 della tabella) e le
conseguenti possibili responsabilità amministrative dell’ente, oltre che al
rischio di consumazioni di alcune fattispecie di reato ambientale previste ex
art. 25undecies (come previsti ai nn. 79 - 111 della tabella) e le
conseguenti responsabilità dell’ente, impongono all’interprete di valutare
quanto sia cruciale, per non dire “di fatto” obbligatoria, l’adozione di un
Modello di organizzazione e gestione per un ente.
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References: art. 25
 art. 16
 articolo 30
 art. 30
 art. 25

art. 25