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Costituzione italiana, a cura di Giangiulio Ambrosini, Torino, Einaudi 1975
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Progetto di Costituzione presentato il 31 Gennaio 1947
Tra parentesi quadre sono indicati i numeri degli articoli attuali. In corsivo le formule che sono state modificate o soppresse dall'Assemblea Costituente, o da leggi costituzionali. Non sono segnalate le norme aggiunte, che risultano direttamente dalla lettura della Costituzione.
Art. 1 [artt. 1 e 3] L'Italia è una Repubblica democratica.
La Repubblica italiana ha per fondamento il lavoro e la partecipazione effettiva di tutti i lavoratori alla organizzazione politica, economica e sociale del Paese. La sovranità emana dal popolo ed è esercitata nelle forme e nei limiti e a istituzione e delle leggi.
Art. 2 [art. 12] La bandiera d'Italia è il "tricolore": verde, bianco e rosso, a bande verticali di uguali dimensioni
Art. 3 [art. 10] L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
Art. 4 [art. 11] L'Italia rinunzia alla guerra come strumento di conquista e di offesa a libertà degli altri popoli e consente, a condizione di reciprocità e di eguaglianza le limitazioni di sovranità necessarie ad un’organizzazione internazionale che assicuri la pace e la giustizia tra i popoli.
Art. 5 [artt. 7 e 8] Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
Art. 6 [art. 2] Per tutelare i principi inviolabili e sacri di autonomia e dignità della persona e di umanità e giustizia tra gli uomini, la Repubblica italiana garantisce i diritti essenziali agli individui ed alle formazioni sociali ove si svolge la loro personalità e richiede l’adempimento dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 7 [art. 3] I cittadini, senza distinzione di sesso, di razza e lingua, di condizioni sociali, di opinioni religiose e politiche, sono eguali di fronte alla legge.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli d'ordine economico e sociale che limitano la libertà e la eguaglianza degli individui e impediscono il completo sviluppo della persona umana.
Art. 8 [art. 13] La libertà personale é inviolabile.
Non é ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale o domiciliare, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può prendere misure provvisorie, che devono essere comunicate entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria. Se questa non le convalida nei termini di legge, sono revocate e restano prive di ogni effetto.
Art. 9 [art. 15] La libertà e la segretezza di corrispondenza e di ogni forma di comunicazione sono garantite. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria, nei casi stabiliti dalla legge.
Art. 10 [artt. 16 e 35] Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio italiano, nei limiti e nei modi stabiliti in via generale dalla legge per motivi di sanità o di sicurezza. In nessun caso la legge può limitare questa libertà per ragioni politiche.
Art. 11 [art. 10] La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Art. 12 [art. 17] Tutti hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è chiesto preavviso.
Art. 13 [art. 18] I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per cui che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono anche indirettamente scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.
Art. 14 [art. 19] Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa, in qualsiasi forma individuale o associata, di farne propaganda e di esercitare in privato ed in pubblico atti di culto, purché non si tratti di principi o riti contrari all'ordine pubblico o al buon costume.
Art. 15 [art. 20] Il carattere ecclesiastico ed il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, per la sua capacità giuridica, per ogni sua forma di attività.
Art. 16 [art. 21] Tutti hanno diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, ed ogni altro mezzo di diffusione.
Si può procedere al sequestro soltanto per atto dell’autorità giudiziaria nei casi di reati e di violazioni di norme amministrative per i quali la legge sulla stampa dispone il sequestro. Nei casi predetti, quando vi è assoluta urgenza e non e possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che debbono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, chiedere la convalida dei loro atti all’autorità giudiziaria.
Art. 17 [art. 22] Nessuno può essere privato per motivi politici della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.
Art. 18 [art. 23] Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non per legge.
Art. 19 [art. 24] Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi.
La difesa ha diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Art. 20 [art. 25] Nessuno può essere distolto dal giudice naturale che gli é precostituito per legge.
Art. 21 [art. 27] La responsabilità penale è personale. L'imputato non é considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene devono tendere alla rieducazione del condannato e non possono consistere in trattamenti contrari a1 senso di umanità.
Non é ammessa la pena di morte. Possono fare eccezione soltanto e leggi militari di guerra.
Art. 22 [artt. 22 e 24] I dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono personalmente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. Lo Stato e gli enti pubblici garantiscono il risarcimento dei danni arrecati dai loro dipendenti.
Art. 23 [artt. 29 e 31] La famiglia é una società naturale: la Repubblica ne riconosce i diritti e ne assume la tutela per l’adempimento della sua missione e per la saldezza morale e la prosperità della nazione.
Art. 24 [art. 29] Il matrimonio é basato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi. La legge ne regola la condizione al fine di garantire l’indissolubilità del matrimonio e l’unità della famiglia.
Art. 25 [artt. 30 e 31] È dovere e diritto dei genitori alimentare, istruire, educare la prole. Nei casi di provata incapacità morale o economica la Repubblica cura che siano adempiuti tali compiti.
Art. 26 [art. 32] La Repubblica tutela la salute, promuove l’igiene e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessun trattamento sanitario può essere reso obbligatorio se non per legge. Sono vietate le pratiche sanitarie lesive della dignità umana .
Art. 27 [art. 33] L'arte e la scienza sono libere; e libero é il loro insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione; organizza la scuola in tutti i suoi gradi mediante istituti statali; riconosce ad enti ed a privati la facoltà di formare scuole ed istituti d'educazione.
La legge determina i diritti e gli obblighi delle scuole che chiedono la paripcazioee e prescrive le norme per la loro vigilanza, in modo che sia rispettata la libertà ed assicurata, a parità di condizioni didattiche, parità di trattamento agli alunni.
Per un imparziale controllo ed a garanzia della collettività é prescritto l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale e per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole indicati dalla legge.
Art. 28 [art. 34] La scuola è aperta al popolo.
Art. 29 [art. 9] I monumenti artistici e storici, a chiunque appartengano ed in ogni parte del territorio nazionale, sono sotto la protezione dello Stato. Compete allo Stato anche la tutela del paesaggio.
Art. 30 [art. 35] La Repubblica provvede con le sue leggi alla tutela del lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Promuove e favorisce gli accordi internazionali per affermare e regolare i diritti del lavoro.
Art. 31 [art. 4] La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni per rendere effettivo questo diritto.
L'adempimento di questo dovere è coalizione per l'esercizio dei diritti politici.
Art. 32 [art. 36] Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro ed in ogni caso adeguata alle necessità di una esistenza libera e dignitosa per sé e per la famiglia.
Art. 33 [art. 37] La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare.
Art. 34 [art. 38] Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari alla vita ha diritto al mantenimento ed all'assistenza sociale.
All’assistenza ed alla previdenza provvedono istituti ed organi predisposti ed integrati dallo Stato.
Art. 35 [art. 38] L'organizzazione sindacale é libera.
Non può essere imposto ai sindacati altro obbligo che la registrazione presso uffici locali e centrali, secondo le norme di legge. I sindacati registrati hanno personalità giuridica.
Art. 36 [art. 40] Tutti i lavoratori hanno diritto di sciopero.
Art. 37 [art. 41] Ogni attività economica privata o pubblica deve tendere a provvedere i mezzi necessari ai bisogni individuali ed al benessere collettivo.
Art. 38 [art. 42] La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti od a privati.
La legge autorizza, per motivi d'interesse generale, l’espropriazione della proprietà privata salvo indennizzo.
Art. 39 [art. 41] L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recar danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
Art. 40 [art. 43] Per coordinare le attività economiche la legge riserva originariamente o trasferisce con espropriazione, salvo indennizzo, allo Stato, agli enti pubblici od a comunità di lavoratori e di utenti determinate imprese o categorie di imprese che si riferiscono a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed hanno carattere di preminente interesse generale.
Art. 41 [art. 44] Allo scopo di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, ne fissa i limiti di estensione ed abolisce il latifondo, promuove la bonifica delle terre e la elevazione professionale dei lavoratori, aiuta la piccola e la media proprietà.
Art. 42 [art. 45] La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione; ne favorisce l’incremento e la sottopone alla vigilanza, stabilita con legge per assicurarne i caratteri e le finalità.
Art. 43 [art. 46] I lavoratori hanno diritto di partecipare, nei modi e nei limiti stabilite dalle leggi, alla gestione delle aziende ove prestano la loro opera.
Art. 44 [aft. 47] La Repubblica tutela il risparmio; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
Art. 45 [art. 48] Sono elettori tutti i cittadini di ambo i sessi che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio é dovere civico e morale.
Non può essere stabilita nessuna eccezione al diritto di voto se non per incapacità civile o in conseguenza di sentenza penale. Sono eleggibili, in condizioni di eguaglianza, tutti gli elettori che hanno i requisiti di legge.
Art. 46 [art. 50] Ogni cittadino può rivolgere petizioni al Parlamento per chiedere provvedimenti legislativi o esprimere necessità d'ordine generale.
Art. 47 [art. 49] Tutti i cittadini hanno diritto di organizzarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Art. 48 [art. 51] Tutti i cittadini d'ambo i sessi possono accedere agli uffici pubblici in condizioni d'eguaglianza, conformemente alle loro attitudini, secondo norme stabilite da legge.
Art. 49 [art. 52] La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
Il servizio militare é obbligatorio. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici.
L’ordinamento dell’esercito si informa allo spirito democratico della Repubblica italiana.
Art. 50 [art. 54] Ogni cittadino ha il dovere di essere fedele alla Repubblica, di osservare la Costituzione e le leggi, di adempiere con disciplina ed onore le funzioni che gli sono a affidate.
[Non riprodotto] Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione la resistenza all'oppressione è diritto e dovere del cittadino.
Art. 51 [artt. 91 e 93] Il Capo dello Stato, i membri del Governo, i Presidenti delle Deputazioni regionali, i magistrati, le forze armate e quelle assimilate, prima di assumere le loro funzioni prestano giuramento di fedeltà alla Costituzione ed alle leggi della Repubblica.
Art. 52 [art. 55] Il Parlamento si compone della Camera dei Deputati e della Camera dei Senatori.
Le Camere si riuniscono l’Assemblea Nazionale, nei casi preveduti dalla Costituzione.
Art. 53 [art. 56] La Camera dei Deputati e eletta a suffragio universale e diretto, in ragione di un Deputato per ottantamila abitanti o per frazione superiore a quarantamila.
Art. 54 [art. 56] Sono eleggibili a Deputati tutti gli elettori che hanno compiuto i venticinque anni di età al momento delle elezioni.
Art. 55 [art. 57] La Camera dei Senatori é eletta a base regionale.
Art. 56 [art. 58] Sono eleggibili a Senatori gli elettori, nati o domiciliati nella Regione, che hanno compiuto trentacinque anni d’età, e sono o sono stati:
[non riprodotto] decorati al valore nella guerra di liberazione 1944-45, capi di formazioni regolari o partigiane con grado non inferiore a comandate di divisione;
professori ordinari di Università e di istituti superiori, membri della Accademia dei Licei e di corpi assimilati;
membri elettivi per quattro anni di consigli superiori presso le amministrazioni centrali; di consigli di ordini professionali; di consigli di Camere di commercio, industria ed agricoltura; di consigli di amministrazione o di gestione di aziende private o cooperative con almeno cento dipendenti o soci; imprenditori individuali, proprietari conduttori, dirigenti tecnici ed amministrativi di aziende di eguale importanza.
Art. 57 [non riprodotto] Il numero dei membri da eleggere per ciascuna Camera é stabilito con legge in base all'ultimo censimento generale della popolazione.
Art. 58 [artt. 60 e 61] Le due Camere sono elette per cinque anni.
Art. 59 [art. 62] Le due Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.
Quando si riunisce una Camera, é convocata di diritto anche l’altra.
Art. 60 [art. 63] Ciascuna Camera elegge nel proprio seno il Presidente e l’Ufficio di Presidenza.
Art. 61 [art. 64] Ciascuna Camera e l'Assemblea Nazionale adottano il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei loro membri.
Le deliberazioni delle Camere e dell'Assemblea non sono valide se non é presente la maggioranza dei loro membri e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.
Art. 62 [art. 65] La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di deputato o di senatore.
Art. 63 [art. 66] Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei propri membri.
Art. 64 [art. 67] Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Art. 65 [art. 68] I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni e dei voti espressi nell'esercizio delle loro funzioni.
Nessun membro del Parlamento può, senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, essere sottoposto a procedimento penale; né arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o sottoposto a perquisizione domiciliare, salvo il caso di flagrante delitto, per il quale é obbligatorio il mandato o l’ordine di cattura.
Eguale autorizzazione é richiesta per trarre in arresto o mantenere in detenzione un membro del Parlamento, in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile.
Art. 66 [art. 69] I membri del Parlamento ricevono una indennità fissata dalla legge.
Art. 67 [art. 70] La riunione legislativa é collettivamente esercitata dalle due Camere.
Art. 68 [art. 71] L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti cui sia conferita da legge costituzionale.
Art. 69 [art. 72] Ogni disegno di legge deve essere previamente esaminato da una Commissione di ciascuna Camera secondo le norme del rispettivo regolamento; e deve essere approvato dalle Camere, articolo per articolo, con votazione finale a scrutinio segreto.
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per l'esame e l'approvazione di disegni di legge, dei quali sia dichiarata l’urgenza.
Su richiesta del Governo o del proponente, ciascuna Camera può deliberare che l’esame di un disegno di legge sia deferito ad una commissione composta in modo da rispettare la proporzione dei gruppi alla Camera, e che su relazione della Commissione si proceda alla votazione senza discutere, salve le dichiarazioni di voto.
Tale procedimento non è applicabile ai disegni di legge concernenti la approvazione dei bilanci e l’autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali.
Art. 70 [non riprodotto] I disegni di legge approvati da una Camera sono trasmessi all'altra, che deve pronunciarsi entro tre mesi dal giorno che li ha ricevuti. Il termine può essere variato per accordo delle Camere.
Art. 71 [art. 73] Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione.
Se le Camere ne dichiarano l’urgenza, ciascuna a maggioranza assoluta dei suoi membri, la legge é promulgata nel termine fissato dalle Camere stesse.
Le leggi entrano in vigore non prima del ventesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le Camere abbiano come sopra dichiarato l’urgenza.
Art. 72 [art. 75] [non riprodotto] L’entrata in vigore d'una legge non dichiarata urgente a maggioranza assoluta, o non approvata da ciascuna Camera a maggioranza di due terzi, è sospesa quando, entro quindici giorni dalla sua pubblicazione, cinquantamila elettori o tre Consigli regionali domandano che sia sottoposta a referendum popolare. Il referendum ha luogo se nei due mesi dalla pubblicazione della legge l’iniziativa ottiene l’adesione, complessivamente, di cinquecentomila elettori o di sette Consigli regionali.
In nessun caso é ammesso referendum per le leggi tributarie, di approvazione dei bilanci e di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali.
Art. 73 [art. 75] Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei Deputati.
Art. 74 [art. 76] L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non previa determinazione di principi e criteri direttivi, e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
[Non riprodotto] Per i decreti legislativi valgono le norme stabilite per le leggi in ordine al referendum popolare ed alla Corte costituzionale.
Art. 75 [artt. 78 e 79] Spetta all'Assemblea Nazionale deliberare la mobilitazione generale e l’entrata in guerra. L'amnistia e l’indulto sono deliberati dall'Assemblea Nazionale.
Art. 76 [art. 80] Le due Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali di natura politica o d'arbitrato e regolamento giudiziario, e di quelli che importano variazioni del territorio nazionale, oneri alle finanze o modificazioni di leggi.
Art. 77 [art. 81] Le Camere approvano ogni anno il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. In ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese devono essere indicati i mezzi per farvi fronte.
Art. 78 [art. 82] Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.
La Commissione d'inchiesta é nominata con la rappresentanza proporzionale dei vari gruppi della Camera e svolge la sua attività procedendo agli esami e alle indagini con gli stessi poteri e limiti dell’autorità giudiziaria.
Titolo II Il Capo dello Stato
Art. 79 [art. 83] Il Presidente della Repubblica é eletto dall'Assemblea Nazionale, con la partecipazione dei Presidenti dei Consigli regionali e di un consigliere designato da ciascuno dei Consigli stessi a maggioranza assoluta.
L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi, e dopo il terzo scrutinio a maggioranza assoluta dei membri che compongono l’Assemblea a questo fine.
Art. 80 [art. 84] Sono eleggibili i cittadini che hanno compiuto quarantacinque anni di età e godono dei diritti civili e politici.
L'ufficio di Presidente della Repubblica é incompatibile con qualsiasi altra carica.
Art. 81 [art. 85] Il Presidente della Repubblica e eletto per sette anni.
Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente dell'Assemblea Nazionale convoca l’Assemblea per l’elezione del Presidente della Repubblica.
Se le Camere sono sciolte, oppure manca meno di tre mesi alla fine della legislatura, l’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo entro quindici giorni dalla costituzione delle nuove Camere. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.
Art. 82 [art. 86] Le funzioni del Presidente della Repubblica sono, in caso di suo impedimento, esercitate dal Presidente dell'Assemblea Nazionale.
Se l’impedimento è permanente, o in caso di morte o dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente dell'Assemblea Nazionale indice la elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggiore termine nel caso previsto dall'ultimo comma dell'articolo precedente.
Art. 83 [art. 87] Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.
Promulga le leggi ed emana i decreti legislativi ed i regolamenti. Nomina, ai gradi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici; ratifica i trattati internazionali, previa, quando sia richiesta, l’autorizzazione delle Camere.
Art. 84 [art. 88] Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere.
Art. 85 [artt. 89 e 90] Nessun atto del Presidente della Repubblica é valido se non é controfirmato dal Primo Ministro e dai Ministri competenti che ne assumono la responsabilità.
Il Presidente della Repubblica non è responsabile per gli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per violazione della Costituzione.
Art. 86 [art. 92] Il Governo della Repubblica é composto del Primo Ministro, Presidente del Consiglio dei Ministri, e dai Ministri.
Art. 87 [art. 94] Primo Ministro e Ministri debbono avere la fiducia del Parlamento.
Art. 88 [art. 94] Un voto contrario dell'una o dell'altra Camera su una proposta del Governo non importa dimissioni.
[Non riprodotto] Dopo il voto di sfiducia di una delle Camere il Governo, se non intende dimettersi, deve convocare l'Assemblea Nazionale che si pronuncia su una mozione motivata.
Art. 89 [art. 95] Il Primo Ministro dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo di tutti i Dicasteri, promuovendo e coordinando l’attività dei Ministri.
La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei Ministeri.
Art. 90 [art. 96] Il Primo Ministro ed i Ministri possono essere messi in istato d'accusa dalle due Camere per atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni.
Art. 91 [art. 97 e 98] I pubblici uffici sono organizzati in base a disposizioni di legge, in modo da assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e aegli enti di diritto pubblico si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.
I pubblici impiegati sono a1 servizio esclusivo della Nazione.
Art. 92 [art. 99] Il Consiglio economico nazionale, composto nei modi stabiliti dalla legge, è organo di consulenza del Parlamento e del Governo in materia economica; ed esercita le altre funzioni che gli sono dalla legge attribuite.
Art. 93 [art. 100] Il Consiglio di Stato é organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell'amministrazione.
La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, e quello anche sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo dello Stato sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente al Parlamento sul risultato del riscontro effettuato.
La legge determina le condizioni necessarie ad assicurare l’indipendenza degli istituti suddetti e dei loro componenti di fronte al Governo.
Sezione I Ordinamento giudiziario
Art. 94 [art. 101) La funzione giurisdizionale, espressione della sovranità della Repubblica, é esercitata in nome del popolo.
[Non riprodotto] I magistrati non possono essere iscritti a partiti politici o ad associazioni segrete.
Art. 95 [artt. 102, 103, 108] La funzione giurisdizionale in materia civile e penale è attribuita ai magistrati ordinari, istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
Presso gli organi giudiziari ordinari possono istituirsi per determinate materie sezioni specializzate con la partecipazione anche di cittadini esperti, secondo le norme sull’ordinamento giudiziario.
Art. 96 [non riprodotto] Il popolo partecipa direttamente all’amministrazione della giustizia mediante l'istituto della giuria nei processi di Corte d'assise.
Art. 97 [artt. 104, 105, 107] La magistratura costituisce un ordine autonomo ed indipendente.
Il Consiglio Superiore della Magistratura, presieduto dal Presidente della Repubblica, è composto del Primo Presidente della corte di cassazione, vicepresidente, di un altro vicepresidente, nominato dall'Assemblea Nazionale e di membri designati per sette anni, metà da tutti i magistrati fra gli appartenenti alle diverse categorie, metà dall'Assemblea Nazionale fuori del proprio seno. Gli eletti dall'Assemblea Nazionale iscritti negli albi forensi non possono esercitare la professione finché fanno parte del Consiglio.
Le assunzioni, le promozioni, le assegnazioni ed i trasferimenti di sede e di funzioni, i provvedimenti disciplinari ed in genere il governo della Magistratura ordinaria sono di competenza del Consiglio Superiore secondo le norme dell’ordinamento giudiziario.
Il Ministro della giustizia promuove l’azione disciplinare contro i magistrati, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario.
Art. 98 [art. 106] I magistrati sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su designazione del Consiglio Superiore della Magistratura, in base a concorso seguito da tirocinio. Possono essere nominate anche le donne nei casi previsti dall’ordinamento giudiziario.
Il Consiglio Superiore della Magistratura può designare per la nomina magistrati onorari in tutte le funzioni attribuite dalle leggi a giudici singoli; e può designare all’ufficio di Consigliere di cassazione professori ordinari di materie giuridiche nelle Università ed avvocati dopo quindici anni d'esercizio.
Art. 99 [art. 107] I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio, retrocessi, trasferiti o destinati ad altra sede o funzione se non col loro consenso o con deliberazione del Consiglio Superiore della Magistratura, per i motivi e con le garanzie di difesa stabiliti dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
Art. 100 [art. 109] L’autorità giudiziaria può disporre direttamente dell'opera della polizia giudiziaria.
Art. 101 [Artt. 111 e 112] L’azione penale è pubblica. Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitarla e non la può mai sospendere o ritardare.
Art. 102 [art. 111] Contro le sentenze o le decisioni pronunciate dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali é sempre ammesso il ricorso per cassazione secondo le norme di legge.
Art. 103 [art. 113] La tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi verso gli atti della pubblica amministrazione è disposta in via generale dalla legge e non può essere soppressa o limitata per determinate categorie di atti.
Art. 104 [non riprodotto] Le sentenze non più soggette ad impugnazione di qualsiasi specie non possono essere annullate o modificate neppure per atto legislativo, salvo i casi di legge penale abrogativa o di amnistia, grazia ed indulto. L'esecuzione di una sentenza irrevocabile non può essere sospesa se non nei casi previsti dalla legge.
Art. 105 [non riprodotto] L'Avvocatura dello Stato provvede alla consulenza legale ed alla difesa in giudizio dello Stato e degli altri enti indicati dalla legge.
Agli avocati e procuratori dello Stato competono garanzie adeguate per l'esercizio delle loro funzioni.
Titolo V Le Regioni e i Comuni
Art. 106 [art. 5] La Repubblica italiana, una ed indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali. Attua, nei servizi che dipendono dallo Stato, un ampio decentramento amministrativo. Adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
Art. 107 [art. 114] La Repubblica si riparte in Regioni e Comuni. Le Provincie sono circoscrizioni amministrative di decentramento statale e regionale.
Art. 108 [artt. 115 e 116] Le Regioni sono costituite in enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i principi fissati nella Costituzione. Alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige e alla Valle d'Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia con statuti speciali adottati mediante leggi costituzionali.1
Art. 109 [art. 117] La Regione ha potestà di emanare per le seguenti materie norme legislative che siano in armonia con la Costituzione e con i principi generali dell’ordinamento dello Stato, e rispettino gli obblighi internazionali e gli interessi della Nazione e delle altre Regioni:
polizia locale urbana e rurale; fiere e mercati;
porti lacuali; pesca nelle acque interne di carattere regionale;
Art. 110 [art. 117] La Regione ha potestà di emanare, per le seguenti materie, norme legislative nei limiti del precedente articolo, e con l'osservanza dei principi e delle direttive che la Repubblica ritenga stabilire con legge allo scopo di oea loro disciplina uniforme:
biblioteche di enti locali; turismo e industria alberghiera;
funivie;
Art. 111 [non riprodotto] La Regione ha potestà di emanare norme legislative di integrazione ed attuazione delle disposizioni di legge della Repubblica, per adattarle alle condizioni regionali in materia di:
disciplina del credito, dell’assicurazione e del risparmio;
Art. 112 [art. 118] La Regione provvede all’amministrazione nelle materie indicate negli articoli 109 e 110 e nelle altre delle quali lo Stato le delega la gestione.
Art. 113 [artt. 119 e 120] Le Regioni hanno autonomia finanziaria nelle forme e nei limiti stabiliti da leggi costituzionali che la coordinano con la finanza dello Stato e dei Comuni.
Non possono istituirsi dazi d'importazione ed esportazione, o di transito fra l’una e l’altra Regione; né prendersi provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose.
Art. 114 [artt. 121 e 122] Sono organi della Regione il Consiglio regionale, la Deputazione regionale ed il suo Presidente.
Il Presidente ed i membri della Deputazione regionale sono eletti dal Consiglio regionale, che elegge pure nel suo seno un Presidente ed un Ufficio di Presidenza per i propri lavori.
Art. 115 [art. 121] Il Consiglio regionale esercita la potestà legislativa che compete alla Regione e quella regolamentare delegata dallo Stato. Può proporre disegni di legge al Parlamento nazionale. Adempie le altre funzioni conferite dalle leggi.
La Deputazione regionale é l’organo esecutivo della Regione. Il Presidente della Deputazione rappresenta la Regione.
Art. 116 [artt. 121 e 124] Il Presidente della Deputazione regionale dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo centrale.
Un Commissario del Governo, residente nel capoluogo della Regione, vigila e coordina secondo le direttive generali del Governo gli atti dell’amministrazione regionale per le funzioni delegate alle Regioni e presiede all'esercizio di quelle riservate allo Stato.
Art. 117 [art. 126] Il Consiglio regionale può essere sciolto quando compie atti contrari all’unità nazionale o altre gravi violazioni di legge; e quando, non ostante la segnalazione fatta dal Governo, non procede alla sostituzione della Deputazione o del Presidente della Deputazione, che hanno compiuto analoghi atti e violazioni.
Art. 118 [art. 127] I disegni di legge approvati dal Consiglio regionale sono comunicati al Governo centrale, e promulgati trenta giorni dopo la comunicazione, salvo che il Governo non li rinvii al Consiglio regionale col rilievo che eccedono la competenza della Regione o contrastano con gli interessi nazionali o con altre Regioni.
Ove i1 Consiglio regionale li approvi nuovamente a maggioranza assoluta dei suoi membri sono promulgati, ma non entrano ancora in vigore, se entro quindici giorni dalla comminazione il Governo li impugna per incostituzionalità davanti alla Corte costituzionale o nel merito, per contrasto di interessi, davanti all'Assemblea Nazionale. In caso di dubbio la Corte decide se competente a pronunciarsi sia essa stessa o l'Assemblea.
Se una legge e dichiarata urgente dal Consiglio regionale ed il Governo consente, la promulgazione e l’entrata in vigore non sono subordinate ai termini indicati.
Le leggi regionali sono vistate dal Commissario del Governo della Regione e promulgate dal Presidente della Deputazione regionale.
Art. 119 [non riprodotto] Gli statati regionali regolano l'esercizio dei diritti d'iniziativa e di referendum popolare in armonia con i principi stabiliti dalla Costituzione per le leggi della Repubblica.
Art. 120 [artt. 118 e 129] La Regione esercita normalmente le sue funzioni amministrative a mezzo di uffici nelle circoscrizioni provinciali, che può suddividere in circondari per un ulteriore decentramento.
Nelle circoscrizioni provinciali sono istituite Giunte nominate dai Corpi elettivi nei modi e coi poteri stabiliti da una legge della Repubblica.
Art. 121 [artt. 128 e 133] Il Comune è autonomo nell’ambito dei principi fissati dalle leggi generali della Repubblica. Con legge della Regione, su richiesta della maggioranza delle popolazioni interessate, possono essere creati nuovi Comuni, o modificate le circoscrizioni esistenti.
Art. 122 [artt. 128 e 133] Sugli atti della Regione è esercitato il controllo di legittimità da un organo centrale composto in maggioranza di elementi elettivi secondo l’ordinamento stabilito dalle leggi della Repubblica.
Il controllo di legittimità sugli atti dei Comuni e degli altri enti locali è esercitato dalle Regioni per mezzo di organi in maggioranza elettivi nei modi e limiti stabiliti con leggi della Repubblica. Per le deliberazioni amministrative indicate dalla legge, l’autorità deliberante può essere invitata a riesaminare il merito della deliberazione.
Nella Regione sono costituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado secondo l’ordinamento da stabilire can legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione.
Art. 123 [art. 131] Le Regioni sono cosi costituite:
I confini ed i capoluoghi delle Regioni sono stabiliti con legge della Repubblica.1
Art. 124 [art. 123] Lo statuto di ogni Regione è stabilito in armonia alle norme costituzionali, con legge regionale deliberata a maggioranza assoluta dei consiglieri e a due terzi dei presenti; e deve essere approvato con legge della Repubblica.
Art. 125 [art. 132] Si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali interessati, disporre la fusione di Regioni esistenti e la creazione di nuove Regioni con un minimo di 500 mila abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata per referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.
Sezione I Corte costituzionale
Art. 126 [art. 134] La Corte costituzionale giudica della costituzionalità di tutte le leggi.
Art. 127 [art. 135] La Corte é composta per metà di magistrati, per un quarto di avvocati e docenti di diritto, per un quarto di cittadini eleggibili ad ufficio politico, tutti aventi l’età di almeno quarant'anni.
I giudici della Corte sono nominati dall'Assemblea Nazionale. Per le categorie dei magistrati, avvocati e docenti di diritto, la nomina ha luogo su designazione, in numero triplo di nomi, rispettivamente da parte delle magistrature ordinarie ed amministrative, del Consiglio superiore forense, e dei professori ordinari di discipline giuridiche nelle Università.
Art. 128 [art. 136] Quando, nel corso di un giudizio, la questione d’incostituzionalità di una norma legislativa è rilevata d'ufficio o quando è eccepita dalle parti, ed il giudice non la ritiene manifestamente infondata, la questione è rimessa per la decisione alla Corte costituzionale.
[non riprodotto]
La dichiarazione d’incostituzionalità può essere promossa in via principale dal Governo, da cinquanta deputati, di un Consiglio regionale, da non meno di diecimila elettori o da altro ente ed organo a ciò autorizzato dalla legge sulla Corte costituzionale. [non riprodotto]
Se la Corte, nell'uno o nell'altro caso, dichiara l’incostituzionalità della norma, questa cessa di avere efficacia. La decisione della Corte è comunicata al Parlamento, perché, ove lo ritenga necessario, provveda nelle forme costituzionali.
Art. 129 [art. 137] La legge stabilisce le norme che regolano i conflitti di attribuzione e la composizione e il funzionamento della Corte costituzionale.
Art. 130 [art. 138] La iniziativa della revisione costituzionale appartiene al Governo ed alle Camere. [non riprodotto]
La legge di revisione costituzionale è adottata da ciascuna delle Camere in due letture, con un intervallo non minore di tre mesi. Per il voto penale in seconda lettura è richiesta la maggioranza assoluta dei membri di ciascuna Camera. La legge di revisione costituzionale é sottoposta a referendum popolare quando entro tre mesi dalla sua pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o sette Consigli regionali.
Non si fa luogo a referendum, se la legge é stata approvata in seconda lettura da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi membri.
Art. 131 [art. 139] La forma repubblicana è definitiva per l'Italia e non può essere oggetto di revisione costituzionale.
I. [XII]
La disposizione dell'articolo 56 della Costituzione per l’eleggibilità a senatore non é applicabile ai ministri, sottosegretari di Stato, deputati e consiglieri nazionali fascisti.
II. [XIII]
I discendenti delle Case già regnanti in Italia non sono elettori né eleggibili a cariche pubbliche. I membri di Casa Savoia non possono soggiornare nel territorio della Repubblica Italiana.
III. [XIII]
La legge dispone l’avocazione allo Stato dei beni di Casa Savoia.
IV. [XII]
I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome. La legge regola la soppressione della Consulta araldica.
L'Ordine mauriziano é mantenuto come ente ospedaliero.
V. [non riprodotto]
La prima elezione del Presidente della Repubblica, ove non siano già costituiti tutti i Consigli regionali, ha luogo soltanto da parte dei membri dell'Assemblea Nazionale.
VI. [non riprodotto]
Si applica all’Assemblea Costituente la disposizione del secondo comma dell'articolo 58 della Costituzione.
VII. [VI]
Entro cinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglib di Stato e della Corte dei conti.
Tale termine é ridotto a tre anni per i Tribunali militari.
VIII. [VIII]
Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica ammministrazione il trapasso delle funzioni statali attribuite alle Regioni e quello di funzionari e dipendenti dello Stato, anche centrali, che si rende necessario in conseguenza del nuovo ordinamento.
IX. [XVIII] La presente Costituzione sarà promulgata dal Capo provvisorio dello Stato, entro cinque giorni dalla sua approvazione da parte dell'Assemblea Costituente.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45
 sentenza 

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65
 sentenza 

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

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Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 84

Art. 85

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 89

Art. 90

Art. 91

Art. 92

Art. 93

Art. 94

Art. 95

Art. 96

Art. 97

Art. 98

Art. 99

Art. 100

Art. 101

Art. 102

Art. 103

Art. 104
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Art. 105

Art. 106

Art. 107

Art. 108

Art. 109

Art. 110

Art. 111

Art. 112

Art. 113

Art. 114

Art. 115

Art. 116

Art. 117

Art. 118

Art. 119

Art. 120

Art. 121

Art. 122

Art. 123

Art. 124

Art. 125

Art. 126

Art. 127

Art. 128

Art. 129

Art. 130

Art. 131