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Timestamp: 2016-10-22 08:57:05+00:00

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2C_1043/2011 (28.12.2011)
Entrata in Svizzera il 5 ottobre 2009 la cittadina marocchina A.________ (1970) vi si � sposata il 16 ottobre successivo con il cittadino italiano B.________ (1964), ivi domiciliato. In seguito al matrimonio le � stato rilasciato un permesso di dimora CE/AELS valido fino al 4 ottobre 2014.
Questa decisione � stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato, il 5 luglio 2011, e poi dal Giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 16 novembre 2011.
2.1 Giusta l'art. 83 lett. c n. 2 LTF, il ricorso in materia di diritto pubblico � inammissibile contro le decisioni in materia di diritto degli stranieri concernenti i permessi o autorizzazioni al cui ottenimento n� il diritto federale n� il diritto internazionale conferiscono un diritto.
2.2 Considerato che il procedimento riguarda la revoca di un permesso di dimora che altrimenti avrebbe ancora effetti giuridici, il gravame sarebbe di principio ricevibile anche in assenza di un diritto all'ottenimento dell'autorizzazione di soggiorno (sentenza 2C_424/2009 del 4 gennaio 2010 consid. 2). Non occorre pertanto appurare se la ricevibilit� sia data anche in virt� di altre norme. L'impugnativa, tempestiva (art. 46 cpv. 1 lett. c e 100 cpv. 1 LTF) e presentata da una persona legittimata ad agire (art. 89 cpv. 1 LTF) �, quindi, in linea di massima, ammissibile.
3.1 La ricorrente non rimette in discussione la sentenza impugnata riguardo al fatto che nulla pu� dedurre dall'art. 3 cpv. 1 e 2 Allegato I dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Comunit� europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), dagli art. 43 cpv. 1, 49 e 50 cpv. 1 lett. a della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr; RS 142.20), dall'art. 8 CEDU oppure sulla questione della proporzionalit� del provvedimento impugnato. In merito a questi aspetti, che non occorre pi� di conseguenza riesaminare in questa sede, ci si limita a rinviare ai pertinenti considerandi del giudizio contestato (cfr. sentenza cantonale pag. 6 segg. consid. 3.2, 3.3, 4 e 5).
3.2 Ella fonda la sua argomentazione sul fatto che, in caso di rientro in Marocco, quale musulmana ex moglie di un cristiano verrebbe disprezzata da tutti, poich� ritenuta apostata, e si troverebbe di riflesso in una situazione insostenibile. In proposito, si pu� considerare che la ricorrente si richiama all'art. 50 cpv. 1 lett. b LStr, secondo cui, dopo lo scioglimento del matrimonio o della comunit� familiare, il diritto del coniuge al rilascio e alla proroga del permesso di dimora in virt�, tra l'altro, dell'art. 43 LStr, risulta preservato a condizione che gravi motivi personali rendono necessario il prosieguo del soggiorno in Svizzera, ovvero quando le condizioni previste dall'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr non risultano adempiute ma, valutati gli interessi in gioco, la partenza dalla Svizzera costituisca comunque un rigore eccessivo (cfr. DTF 137 II 1 consid. 4.1 pag. 7 seg.; sentenza 2C_236/2011 del 2 settembre 2011 consid. 2). Sennonch� su quest'ultimo punto la ricorrente si limita a vaghe dichiarazioni, non fornisce cio� alcun elemento concreto n� presenta alcuna prova riguardo alle asserite discriminazioni alle quali sarebbe confrontata in caso di rientro nel paese natio. La censura, insufficientemente motivata (art. 42 LTF), � quindi irricevibile.
Da quel che precede discende che l'impugnativa, in quanto ammissibile, risulta manifestamente infondata e pu� essere evasa secondo la procedura semplificata prevista dall'art. 109 LTF.
Comunicazione al rappresentante della ricorrente, alla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, al Consiglio di Stato e al Giudice delegato del Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, nonch� all'Ufficio federale della migrazione.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 43
 sentenza 
 DTF 
 sentenza