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Timestamp: 2018-06-25 06:15:25+00:00

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Corte di Cassazione - Sezione II - Sentenza depositata il 4 marzo 2011 n. 5252. Niente continuazione, ai sensi dell'art. 81 c.p., se l'infrazione è ripetuta. Sì al cumulo delle sanzioni - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione – Sezione II – Sentenza depositata il 4 marzo 2011 n. 5252. Niente continuazione, ai sensi dell’art. 81 c.p., se l’infrazione è ripetuta. Sì al cumulo delle sanzioni
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Ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5252/2011 che nel caso di più violazioni del codice della strada non opera il principio della continuazione, valido per i reati penali ai sensi dell’art. 81 c.p., e dunque si dovranno pagare le diverse sanzioni pecuniarie irrogate.
Tale pronuncia è stata compiuta su di un ricorso contro una serie di multe collezionate da un automobilista per aver acceduto, senza esservi autorizzato, all’interno della zona urbana a traffico limitato (ztl).
In particolare, con riguardo alle violazioni dello Ztl, hanno argomentato i giudici del palazzaccio, respingendo il primo motivo del ricorso, va escluso l’obbligo di contestazione immediata, in quanto tale violazione rientra fra quelle tipizzate dal codice della strada, per cui non è necessario fornire le motivazioni del perché non è stato possibile contestare sul posto la violazione.
Infatti, risiede “nella natura stessa” di tali infrazioni la spiegazione del perché non è stato possibile fermare l’automobilista.
Valgono, dunque, le consuete regole in materia di notifica.
Scrivono i giudici che “in tema di accertamento delle infrazioni del codice della strada, l’espressa previsione contenuta nell’articolo 201, comma 1 bis ha assoggettato ad identica disciplina, ai fini dell’esonero dell’obbligo di contestazione immediata, sia l’accesso alle zone a traffico limitato sia la circolazione sulle corsie riservate”.
Respinto, anche il secondo motivo di ricorso, fissando il principio che si tratta, con il quale si lamentava il fatto di aver ricevuto più multe, per quella che l’automobilista considerava una condotta continuata come dettata per i reati di cui all’art. 81 c.p.[1]
La Cassazione sul punto ha spiegato che, già la Giurisprudenza della medesima Corte, alla quale si è conformato il Giudice di Pace dell’impugnata sentenza, “ha statuito, a più riprese, che in tema di sanzioni amministrative pecuniarie l’art. 8, L. 689/81 prevede il cumulo cosiddetto “giuridico” delle sanzioni per le sole ipotesi di concorso formale, omogeneo ed eterogeneo, di violazioni, ossia nell’ipotesi di più violazioni commesse con un’unica azione od omissione”.
Pertanto “in ipotesi di pluralità di illeciti amministrativi in violazione delle medesima norma, ciascuna infrazione è assoggettabile a sanzione” non essendo applicabile l’articolo 8 della legge 689/1981 “riferentesi all’ipotesi in cui le violazioni siano state commesse con un’unica azione o omissione”. Né tantomeno essendo estensibili “i principi in materia di continuazione riguardanti esclusivamente la materia penale”. “Non è applicabile perché la differenza qualitativa tra illecito penale ed illecito amministrativo non consente che attraverso l’interpretazione analogica le norme di favore previste in materia penale possano essere estese alla materia degli illeciti amministrativi”.
Corte di Cassazione – Sezione II – Sentenza 11 gennaio-4 marzo 2011 n. 5252. Niente continuazione se l’infrazione è ripetuta, sì al cumulo delle multe
[1] Articolo 81. Concorso formale. Reato continuato. È punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata fino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2011-05-17T15:22:26+00:00	5 marzo 2011|Cassazione penale 2011, Codice della strada, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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