Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-nono/titolo-i/art583.html
Timestamp: 2020-06-06 05:03:45+00:00

Document:
Art. 583 codice di procedura penale - Spedizione dell'atto di impugnazione - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO NONO - Impugnazioni > Titolo I - Disposizioni generali > Articolo 583
Dispositivo dell'art. 583 Codice di procedura penale
3. Se si tratta di parti private, la sottoscrizione dell'atto deve essere autenticata da un notaio, da altra persona autorizzata o dal difensore [39 disp. att.](1).
(1) Le forme previste da tale articolo valgono anche per le impugnazioni avverso provvedimenti de libertate ex art. 309, comma 4.
Spiegazione dell'art. 583 Codice di procedura penale
Abbiamo già visto nell'articolo precedente che l'atto di impugnazione è presentato personalmente ovvero a mezzo di incaricato nella cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, oppure, nella cancelleria del luogo in cui si trovano, se tale luogo è diverso da quello in cui è stato emesso il provvedimento da impugnare.
Le parti ed i difensori hanno altresì la facoltà di proporre impugnazione con telegramma ovvero con atto da trasmettere a mezzo di raccomandata alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato. In tale ipotesi il pubblico ufficiale che riceve l'atto allega allega ad esso la busta che contiene l'atto di impugnazione ed appone su quest'ultimo l'indicazione del giorno della ricezione e lo sottoscrive.
A tal fine, l'impugnazione si intende proposta nella data di spedizione del telegramma o della raccomandata. Tuttavia, trattandosi di parti private, la sottoscrizione dell'atto deve essere autenticata da un notaio, da altra persona autorizzata o dal difensore.
L'elencazione di tali modalità alternative di deposito dell'atto di impugnazione è da considerarsi tassativa, motivo per il quale non è stata ritenuta ammissibile la trasmissione dell'atto a mezzo fax.
Massime relative all'art. 583 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 21056/2018
È inammissibile l'opposizione a decreto penale di condanna presentata a mezzo di Posta Elettronica Certificata, stante il principio di tassatività ed inderogabilità delle forme per la presentazione delle impugnazioni, trattandosi di modalità non consentita dalla legge, in ragione dell'assenza di una norma specifica che consenta nel sistema processuale penale il deposito di atti in via telematica, e nonostante che per espressa previsione di legge il valore legale della posta elettronica certificata sia equiparato alla raccomandata con ricevuta di ritorno.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 21056 del 11 maggio 2018)
Cass. pen. n. 15709/2018
Ai fini della tempestività dell'impugnazione, la norma di cui all'art. 583, comma 2, cod. proc. pen. non si applica nel caso in cui l'impugnazione sia proposta con la spedizione dell'atto attraverso la posta ordinaria e non con raccomandata, in quanto solo quest'ultima offre la garanzia dell'accertamento in ordine alla data di spedizione qualora non pervenga a destinazione.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 15709 del 9 aprile 2018)
Cass. pen. n. 12347/2018
È inammissibile il ricorso per cassazione proposto mediante l'uso della posta elettronica certificata, in quanto le modalità di presentazione e di spedizione dell'impugnazione, disciplinate dall'art. 583 cod. proc. pen., sono tassative ed inderogabili. (Nella specie, la Corte ha dichiarato inammissibili i motivi nuovi presentati tardivamente con il servizio postale, malgrado fossero stati anticipati a mezzo della posta elettronica).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 12347 del 16 marzo 2018)
Cass. pen. n. 55444/2017
È inammissibile il ricorso per cassazione proposto mediante l'uso della posta elettronica certificata, in quanto le modalità di presentazione e di spedizione dell'impugnazione, disciplinate dall'art. 583 cod. proc. pen., sono tassative ed inderogabili e, ai sensi dell'art. 16-bis, legge 17 dicembre 2012, n. 221, l'uso della p.e.c. è consentito solo per le notificazioni e le comunicazioni da effettuarsi a cura della cancelleria. (In motivazione la Corte ha precisato che, mentre la spedizione dell'atto mediante telegramma o raccomandata garantisce l'autenticità della provenienza e ricezione dell'atto, la p.e.c., al pari del fax, attesta unicamente la provenienza del file dal servizio amministrativo che lo spedisce).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 55444 del 12 dicembre 2017)
Cass. pen. n. 15544/2017
È ammissibile l'atto di impugnazione - nella specie ai sensi dell'art. 310 cod. proc. pen. - proposto mediante spedizione con lettera assicurata, anziché con raccomandata, come espressamente previsto dall'art. 583, comma primo, cod. proc. pen., atteso che tale mezzo di spedizione rientra nella categoria della raccomandata, costituendone un servizio accessorio che abbina alla tracciabilità di quest'ultima la possibilità di assicurarne il contenuto.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 15544 del 28 marzo 2017)
Cass. pen. n. 45697/2015
In tema di modalità di presentazione dell'atto di impugnazione ai sensi dell'art. 583, cod. proc. pen., ove l'impugnazione sia presentata a mezzo di servizio postale privato, la stessa si considera proposta nella data di spedizione della raccomandata contenente l'atto di impugnazione; ne consegue che, ai fini della valutazione della tempestività dell'impugnazione, deve aversi riguardo solo alla data di spedizione della raccomandata e non a quella di materiale ritiro a domicilio della stessa da parte dell'agente postale privato.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 45697 del 18 novembre 2015)
Cass. pen. n. 949/2012
E inammissibile la rinuncia al ricorso per cassazione presentata dall'imputato detenuto alla direzione dell'istituto di pena in busta chiusa, in quanto priva del requisito dell'autenticazione prescritto dal combinato disposto degli artt. 583 e 591 c.p.p..
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 949 del 13 gennaio 2012)
Cass. pen. n. 38141/2008
Alla declaratoria dell'inammissibilità del ricorso per cassazione, perché presentato personalmente dalla parte per posta, senza la autenticazione della sottoscrizione richiesta dall'art. 583, comma terzo c.p.p., non consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, mancando la certezza che l'impugnazione sia stata proposta dal ricorrente. (Fattispecie in tema di ricorso per cassazione presentato ai sensi dell'art. 719 c.p.p. ).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 38141 del 6 ottobre 2008)
Cass. pen. n. 32668/2006
In tema di ricorso per cassazione, la mancata autenticazione, ad opera del difensore iscritto nell'apposito albo, della sottoscrizione del ricorso, proposto personalmente dalla parte e spedito tramite servizio postale, ne determina l'inammissibilità.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 32668 del 2 ottobre 2006)
Cass. pen. n. 45711/2001
In tema di modalità di proposizione delle impugnazioni, attesa l'applicabilità anche al pubblico ministero delle regole dettate dall'art. 583 c.p.p., deve escludersi l'ammissibilità dell'atto di impugnazione trasmesso dallo stesso pubblico ministero a mezzo «fax», non rientrando tale modalità di trasmissione tra quelle consentite dalla suddetta disposizione normativa, la quale prevede soltanto la possibilità di spedizione dell'atto mediante lettera raccomandata o telegramma.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 45711 del 20 dicembre 2001)
Cass. pen. n. 10/2000
Qualora la richiesta di riesame sia presentata nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trovano le parti o davanti a un agente consolare all'estero, a norma dell'art. 582, secondo comma, c.p.p., ovvero sia proposta con telegramma o mediante raccomandata, il termine perentorio di cinque giorni per la trasmissione degli atti al tribunale del riesame, a norma dell'art. 309, quinto comma, stesso codice decorre dal giorno in cui la richiesta stessa perviene alla cancelleria del tribunale del riesame, e non già dal giorno della sua presentazione o proposizione, non potendo ipotizzarsi, a carico del presidente del tribunale, l'adempimento dell'obbligo di immediato avviso prima della ricezione della richiesta. (In motivazione la S.C. chiarito che il principio enunciato nella sentenza n. 232 del 1998 della Corte costituzionale, in virtù del quale il termine in questione decorre dal giorno stesso della presentazione della richiesta, è riferito solo al caso, esplicitamente previsto dall'art. 309, quarto comma, prima parte, c.p.p., di presentazione della richiesta direttamente al tribunale competente a decidere su di essa, al quale va assimilata l'ipotesi della presentazione, a norma dell'art. 123 stesso codice, da parte di imputato detenuto, in stato di arresto o detenzione domiciliare, ovvero custodito in luogo di cura).
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 10 del 2 maggio 2000)
Cass. pen. n. 1990/1997
L'opposizione al decreto penale di condanna ha natura di impugnazione e perciò per la sua presentazione sono adottabili tutte le forme previste dagli artt. 582 e 583 c.p.p., tra cui la presentazione per mezzo di incaricato. (Nell'affermare il principio di cui in massima la Corte ha ritenuto che illegittimamente il Gip avesse dichiarato inammissibile l'opposizione presentata non dal difensore di fiducia, ma da altro professionista non appositamente designato in sostituzione del primo, rilevando come fosse sufficiente, ai fini della regolarità della presentazione, l'annotazione delle generalità del presentatore da parte del cancelliere).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 1990 del 17 luglio 1997)
Cass. pen. n. 5045/1997
In tema di impugnazioni — ed in particolare per quel che concerne le modalità di presentazione dell'atto di impugnazione — l'autenticazione della sottoscrizione dell'impugnante è richiesta del terzo comma dell'art. 583 c.p.p. solo nel caso in cui l'impugnazione sia proposta con telegramma o mediante raccomandata. Nel caso in cui l'impugnazione sia, invece, presentata personalmente dall'interessato, o a mezzo di incaricato, la suddetta formalità non è richiesta: la provenienza della dichiarazione da parte dell'interessato è attestata dal pubblico ufficiale che riceve la dichiarazione stessa, nel momento in cui vi appone la data della presentazione e le generalità della persona che vi ha provveduto. Quanto alle modalità di conferimento dell'incarico di presentazione della impugnazione, non essendo prevista dalla legge formalità particolare, deve ritenersi ammissibile anche la forma orale, quando la relazione tra colui che presenta l'atto e colui che lo ha sottoscritto sia nota al pubblico ufficiale addetto alla ricezione. (Nella fattispecie l'atto di appello, contro una sentenza pretorile, era stato sottoscritto dall'interessato ed era stato presentato, da un procuratore legale — a cui egli aveva conferito apposito mandato — noto al pubblico ufficiale ricevente, presso la cancelleria del luogo in cui si trovava, ai sensi del secondo comma dell'art. 582 c.p.p.; la corte d'appello territorialmente competente aveva dichiarato inammissibile l'appello rilevando che non risultava autenticata la sottoscrizione dell'appellante. La Corte Suprema, in accoglimento del ricorso proposto dall'interessato avverso tale decisione, ha annullato con rinvio l'impugnata sentenza ed ha enunciato il principio di cui in massima).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5045 del 29 maggio 1997)
Cass. pen. n. 5530/1996
È inammissibile il gravame proposto a mezzo di telefax, poiché tale strumento tecnico — la cui utilizzazione non è prevista dalle norme in tema di presentazione o spedizione dell'impugnazione — se garantisce la ricezione dell'atto, non è comunque idoneo a garantirne la provenienza.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5530 del 4 dicembre 1996)
Cass. pen. n. 150/1994
Per le dichiarazioni di impugnazione presentate da persone detenute, il requisito della autenticazione, prescritto a pena di inammissibilità dal combinato disposto degli artt. 583 e 591 c.p.p., può ritenersi soddisfatto solo quando esse si formalizzino in un atto ricevuto dal direttore dell'istituto, il quale, per il fatto stesso di riceverlo, ne attesta la provenienza dal soggetto a lui noto, dal quale quelle dichiarazioni provengono. Al contrario non soddisfa tale requisito l'atto consegnato dal detenuto in busta chiusa, in quanto l'amministrazione penitenziaria che è tenuta ad inoltrarlo così come le viene consegnato, può solo garantire la provenienza della busta ma non di quanto in essa contenuto.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 150 del 8 marzo 1994)
Cass. pen. n. 885/1994
In tema di impugnazione, la mancata attestazione della data di ricezione della raccomandata o del telegramma con sottoscrizione da parte del cancelliere (adempimento previsto dall'art. 198, secondo comma, c.p.p. 1930 e dall'art. 583, primo comma, c.p.p.) costituisce una formalità che non si riflette sulla validità e tempestività dell'atto di impugnazione che già deve presentare di per sé tali requisiti, ma costituisce mera prova dell'atto di ricezione, la cui data può riuscire utile per il controllo della tempestività degli eventuali ulteriori adempimenti demandati all'ufficio ricevente.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 885 del 26 gennaio 1994)
Cass. pen. n. 188/1994
Poiché l'autenticazione della sottoscrizione della parte privata che proponga personalmente ricorso per cassazione è, a tutti gli effetti, «funzione di difensore», per l'esercizio di essa è richiesta — a pena d'inammissibilità del ricorso proposto personalmente dall'interessato — l'iscrizione nell'albo speciale dei professionisti abilitati al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 188 del 13 gennaio 1994)
Cass. pen. n. 7967/1993
Per il combinato disposto degli artt. 583, terzo comma, 591, primo comma, lettera c), 613 c.p.p. e 39 att., nella fase di avvio del giudizio in cassazione per «difensore» non può che essere inteso l'avvocato legittimato ad esercitare l'attività difensiva davanti alla corte. Ne consegue che deve dichiararsi inammissibile il ricorso quando la firma dell'imputato apposta alla relativa dichiarazione e contestuale indicazione dei motivi sia stata autenticata da un difensore non cassazionista.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 7967 del 24 agosto 1993)
Cass. pen. n. 429/1993
L'opposizione a decreto penale di condanna è una forma di impugnazione, sia pure speciale, e può, quindi, essere proposta a norma dell'art. 583 c.p.p., trovando applicazione la disciplina generale sulle impugnazioni e riguardando la disposizione di cui all'art. 461, primo comma, c.p.p. il caso in cui l'opposizione sia presentata direttamente in cancelleria.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 429 del 20 maggio 1993)
È ammissibile l'opposizione a decreto penale di condanna, qualora la relativa dichiarazione sia fatta pervenire alla cancelleria dell'ufficio competente a mezzo del servizio postale.
Cass. pen. n. 2542/1992
Poiché l'opposizione a decreto penale di condanna è inquadrabile nella categoria dei mezzi di impugnazione e ad essa devono ritenersi applicabili le norme generali sulle impugnazioni, è legittima la sua proposizione con le forme di cui all'art. 583 c.p.p. (nella specie mediante atto trasmesso a mezzo raccomandata postale con sottoscrizione autenticata).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2542 del 3 luglio 1992)
Cass. pen. n. 7351/1992
Nel caso in cui l'atto di impugnazione sia trasmesso a mezzo raccomandata alla cancelleria del giudice a quo, l'omessa apposizione da parte del pubblico ufficiale addetto della propria sottoscrizione, in violazione del disposto dell'art. 583, comma primo, c.p.p., non determina l'inammissibilità dell'impugnazione medesima a norma dell'art. 591, comma primo, lett. c), stesso codice. Tale ultima disposizione, infatti, va interpretata nel senso che essa fa riferimento a quegli adempimenti che costituiscono oneri delle parti e che sono imprescindibili per l'identificazione degli elementi essenziali e costitutivi dell'atto di impugnazione, mentre l'apposizione su questo, da parte del pubblico ufficiale addetto a riceverlo, della data e della firma non solo non rientra tra le attività costituenti onere delle parti, sulle quali non possono ravvisarsi gli effetti negativi delle omissioni del pubblico ufficiale, ma non è neanche rivolta all'effetto di attestare requisiti attinenti alla tempestività o regolarità dell'impugnazione, la quale, giusto il disposto del secondo comma del succitato art. 583, si considera proposta nella data di spedizione della raccomandata o del telegramma.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 7351 del 24 giugno 1992)

References: Articolo 583
 art. 309

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 583
 sentenza