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Timestamp: 2020-08-15 12:57:52+00:00

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Deontologia professionale per giornalisti e CFP: formazione e deontologia
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Deontologia professionale per giornalisti e CFP
L’obbligo di formazione per i giornalisti è regolato per legge dal gennaio 2014, momento a partire dal quale si sono regolamentate le attività di tutti i giornalisti professionisti e pubblicisti che praticano questo mestiere.
In questo articolo spiegheremo da cosa è composta la formazione ed a quali sanzioni si va in contro in caso queste regole siano oggetto di trasgressione.
La formazione è di tipo triennale, periodo all’interno del quale il potenziale giornalista deve acquisire necessariamente 60 crediti formativi di tipo professionale, con un minimo di 15 crediti per anno di formazione e 20 di tipo deontologico durante l’intero triennio.
Il controllo del numero di iscritti è affidato all’Ordine Regionale di Appartenenza, secondo l’art. 3 comma 4 del Regolamento approvato dal Ministero della Giustizia il 31 maggio 2016.
Sanzioni per non ottemperamento della formazione
Le sanzioni di tipo disciplinare vengono applicate nel caso in cui eventuali irregolarità della formazione non siano state chiarite entro tre mesi dalla conclusione del triennio formativo e può essere coinvolto il Consiglio di Disciplina Regionale.
Codice deontologico specifico
Per quanto riguarda i doveri del giornalista, che sono trattati durante la formazione, sono frutto di un regolamento di tipo deontologico preciso.
Il codice è formato da diversi articoli, che trattano di diversi argomenti:
Articolo 1: esprime la necessità che il giornalista possa compiere la sua professione nell’interesse della libertà di stampa, essendo coerente con il diritto dei cittadini all’informazione. I trattamenti relativi ai dati personali sono differenziati rispetto ad altre categorie lavorative.
Articolo 2: disciplina l’uso di banche dati di uso redazionale, che devono essere note almeno due volte l’anno e all’interno delle quali vanno inseriti i dati necessari perché questa professione sia svolta al meglio.
Articolo 3: si riferisce al fatto che non si possano infrangere luoghi di domicilio o comunque di privata dimora, affinchè possano non essere utilizzate tecniche di tipo invasivo.
Articolo 4: apre alla possibilitá di rettifica delle notizie diffuse, senza limiti temporali di scadenza.
Articolo 5: qualsiasi tipo di informazione che venga fornita dal giornalista, deve limitarsi alla pura notizia, senza commenti di tipo personale che possano intendere fraintendimenti irrispettosi nei confronti del prossimo.
Articolo 6: si possono esprimere commenti di tipo personale nell’ambito della propria libertà, purchè non ledano alcuno. La divulgazione di fatti privati di terzi devono essere espressi solo se questi sono funzionali alla notizia che deve essere pubblicata.
Articolo 7: la tutela del minore deve essere esplicita e perenne, perché la sua riservatezza deve essere espressa persino non nominandolo con nome e cognome propri.
Articolo 8: la tutela delle persone in genere deve essere salvaguardata, senza compiere abusi di qualsiasi tipologia e senza ledere ad alcuno.
Articolo 9: non va discriminato alcuno, come garantito dalla Costituzione.
Articolo 10: le persone aventi malattie di qualsiasi tipo vanno tutelate in modo più specifico nella loro dignità ed integrità.
Articolo 11: anche le abitudini sessuali devono essere espresse con dovuta cautela.
Articolo 12: il trattamento dei dati personali in caso siano coinvolti in procedimenti di tipo penale, deve essere gestito secondo legge.
Articolo 13: in caso di trasgressione, le sanzioni sono gestite secondo il Titolo III della Legge 63/69.

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13