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Timestamp: 2020-04-05 04:38:31+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2652 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2652 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 01/12/2016, dep.01/02/2017), n. 2652
sul ricorso 1864/2015 proposto da:
COMUNE di MILANO, in persona del Sindaco pro tempore elettivamente
agli avvocati RUGGERO MERONI, ANTONELLO MANDARINO, IRMA MARINELLI,
C.A.M., R.P.M.G.;
avverso la sentenza n. 4739/2011 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione ex art. 380-bis c.p.c. e disposta la motivazione in forma semplificata, osserva quanto segue.
1. Con il primo motivo di ricorso, il Comune di Milano lamenta la “violazione e la falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, commi 1 e 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3”, per avere la CTR riformato la sentenza di prime cure che aveva dichiarato inammissibili i ricorsi dei contribuenti avverso il diniego di rimborso dell’ICI versata negli anni 2002-2006, ritenendoli invece impugnabili ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, lett. g), (afferente “il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri accessori non dovuti”), senza avvedersi che, trattandosi di pagamenti avvenuti in forza di avvisi di accertamento non impugnati e quindi divenuti definitivi – provvedimenti di diniego-rifiuto non erano autonomamente.
2. Con il secondo mezzo denunzia la “nullità/invalidità della sentenza per violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4”, stante la mancata esplicitazione del percorso logico-giuridico operato dal giudice d’appello per giungere alla conclusione che “alla luce degli atti di causa, gli appellanti hanno versato, negli anni, l’ICI per beni non di loro proprietà, per i quali la predetta imposta è stata versata pure dai legittimi proprietari”.
3. Entrambe le censure appaiono fondate, la seconda con assorbimento della prima; è invero palese la nullità della sentenza, per il combinato effetto della mancanza dell’esposizione dei farti di causa – dai quali sarebbe dovuto emergere la preesistenza di avvisi di accertamento non impugnati, segnalata con il primo mezzo – e della apparenza della motivazione della decisione, ridotta al mero riferimento agli “atti di causa”.
4. La sentenza impugnata va quindi cassata con rinvio per nuovo esame, anche ai fini delle spese.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR della Lombardia, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 380
 art. 19
 sentenza 
 art. 19
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