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Timestamp: 2020-05-28 04:17:55+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 31112 del 03/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31112 del 03/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 03/12/2018, (ud. 07/11/2018, dep. 03/12/2018), n.31112
sul ricorso 17060-2017 proposto da:
CARLO CARBONE;
avverso la sentenza n. 421/23/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CAMPANIA, depositata il 20/01/2017;
partecipata del 07/11/2018 dal Consigliere Dott. MOCCI MAURO.
che S.D. propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania che aveva accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Napoli. Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto l’impugnazione del contribuente avverso un avviso di accertamento IRPEF per l’anno 2009.
che, col primo, il contribuente invoca omessa ed insufficiente motivazione di circostanze determinanti e rilevanti per la decisione nonchè omessa giustificazione dell’implicita scelta di disattendere tali circostanze, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5: nonostante il richiamo ai documenti prodotti, la commissione non ne avrebbe tenuto minimamente conto nella stesura della sentenza impugnata, senza motivare tale decisione;
che, col secondo, il ricorrente assume omessa motivazione, per omessa o insufficiente valutazione di circostanze rilevanti per la decisione nonchè omessa giustificazione dell’implicita scelta di disattendere tali circostanze, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5: la CTR avrebbe completamente disatteso i due motivi posti a base dell’appello;
che, col terzo, il S. denuncia violazione e falsa applicazione del principio di presunzione di distribuzione ai soci, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, giacchè sarebbe mancato in allora alcun accertamento definitivo a carico della Industria Manifatture S. & C. nonchè la prova della ristretta cerchia personale o familiare a capo dell’organizzazione aziendale;
che l’Agenzia si è costituita con controricorso;
che il primo ed il secondo motivo – che possono essere scrutinati congiuntamente per la loro intrinseca connessione logico/giuridica – sono inammissibili;
che l’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, riformulato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, introduce nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, fermo restando che l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sè, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorchè la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie (Sez. U, n. 8053 del 07/04/2014; Sez. 6-3, n. 21257 del 08/10/2014);
che, d’altronde, entrambe le lagnanze si traducono in un’omessa pronunzia da parte della CTR e che l’omessa pronunzia del giudice di merito integra un difetto di attività che deve essere fatto valere dinanzi alla Corte di cassazione attraverso la deduzione del relativo error in procedendo (art. 360 c.p.c., n. 4) e della violazione dell’art. 112 c.p.c;
che, invero, nelle more è sopravvenuta la sentenza di questa Corte n. 6358 del 14 marzo 2018, con la quale è stato rigettato il ricorso della s.r.l. Industria Manifatture S. & C., il cui accertamento costituiva il presupposto per l’accertamento nei confronti dell’odierno ricorrente, sicchè costui è divenuto, medio tempore, carente di interesse;
che alla declaratoria di inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore della controricorrente, nella misura indicata in dispositivo;
Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida, a favore dell’Agenzia delle Entrate, in Euro 5.000, oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 54
 sentenza 
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