Source: https://www.studiolegaledelalla.it/molestie-sms-messenger/
Timestamp: 2019-12-08 16:48:02+00:00

Document:
Il codice penale prevede la punizione di condotte tese a molestare la vittima telefonicamente anche con il solo invio di SMS poichè tale modalità (unitamente a quella "classica" della trasmissione vocale per mezzo della telefonata) porevede una interazione immediata tra il soggetto chiamante ed il chiamato. Diversamente accade - e non è considerato reato - quando il soggetto ricevente può decidere se interagire o meno con il soggetto che lo contatta. E' il caso di messaggi tramite il sistema Msn Messengere che - secondo la Corte di cassazione - non è atto alla realizzazione del reato punito e previsto dall'art. 660 c.p.. | Studio Legale De Lalla
L’invio anche fortemente reiterato di messaggi telefonici mediante il sistema Msn Messenger non realizza la contravvenzione di molestia o disturbo alle persone (con il mezzo del telefono).
Inizio Senza categoria, Topnews. Tutte le news in ordine di pubblicazione. L’invio anche fortemente reiterato di messaggi telefonici mediante il sistema Msn Messenger non realizza la contravvenzione di molestia o disturbo alle persone (con il mezzo del telefono).
L’ art. 660 c.p. prevede che chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico – ovvero con il mezzo del telefono – per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo sia punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino ad € 516,00.
La norma intende reprimere condotte fastidiose e ripetute agite in danno della vittima anche per mezzo del telefono (o, ma è un’altra ipotesi della medesima fattispecie di reato, in luogo pubblico o aperto al pubblico).
Si tratta di una contravvenzione ed in questa sede la si analizza in relazione alla sua realizzazione per mezzo dell’utenza telefonica cellulare della vittima e, in particolare, con l’utilizzo del sistema Msn Mesenger.
Sul punto, la Sezione I^ della Corte di Cassazione con Sentenza n. 24670 del 7 giugno/21 giugno 2012 ha così deciso escludendo la verificazione del reato per mezzo di messaggi con il sistema Msn Messenger:
“Deve escludersi che la previsione incriminatrice di cui all’art. 660 del Cp, circa la molestia o il disturbo recati con il mezzo del telefono, possa essere interpretata estensivamente sino a comprendere l’invio di messaggistica elettronica (nella specie, mediante il servizio di messaggeria telematica Msn Messenger). Infatti, tale sistema di comunicazione, sebbene utilizzi la rete telefonica e le bande di frequenza della rete cellulare, non costituisce applicazione della telefonia, che consiste nella teletrasmissione, in modalità sincrona, di voci e suoni e si caratterizza per l’immediata interazione tra il mittente e il destinatario, con la conseguente incontrollata possibilità di intrusione immediata e diretta, del primo nella sfera delle attività del secondo.
Al contrario, la messaggeria telematica non presenta il medesimo carattere “invasivo”, ben potendo il destinatario di messaggi non desiderati da un detrminato utente (sgradito), evitarne agevolmente la ricezione, senza compromettere, in alcun modo, la propria libertà di comunicazione, neppure in relazione all’impiego della particolare tecnologia in parole.
Ai fini della configurbailità della contravvenzione di cui alla’rt. 660 del c.p. al termine “telefono” (che costituisce la tassativa modalità di trasmissione della molestia, rilevante per la sussistenza del reato, alternativa a quella di carattere topografico, del luogo pubblico o aperto al pubblico in cui si svolge la condotta costituente reato), deve essere equiparato qualsiasi mezzo di trasmissione, tramite rete telefonica e rete cellulare, di suoni e di voci “imposti” al destinatario, senza possibilità per lui di sottrarsi all’immediata interazione con il mittente. E’ quindi l’immediata ed ineludibile interazione con il mittente e destinatario che attribusice alla condotta quel carattere di “invasività” che rileva penalmente per la sussistenza della fattispecie contravvenzionale. E’ principio condivisibilie, perchè attento alla specificità delle condotte di “interazione” tra mittente e destinatario, che qui la Cassazione pare aver applicato esattamente, Infatti, la Corte ha escluso il reato relativamente all’ipotesi dell’invio di messaggistica elettronica (nella specie mediante il servizio di messaggeria telematica Msn Messenger), proprio evidenziando che tale sistema di comunicazione, sebbene utilizzi la rete telefonicae le bande di frequenza della rete cellulare, non costituisce applicazione della telefonia, che consiste nella teletrasmissione, in modalità sincrona, di voci e suoni e si caratterizza per l’immediata interazione tra il mittente ed il destinatario, con la conseguente incontrollata possibilità di intrusione, immediata e diretta, del primo nell sfera delle attività del secondo. (…).
Nella stessa prospettiva, in precedenza, la Cassazione, mentre ha ritenuto ravvisabile il reato nel caso della trasmissione di posta elettronica su un telefono attrezzato che, con modalità sincrona, consente di segnalare l’arrivo di mail con un avvertimento acustico, all’opposto ha escluso il reato nel caso di invio di mail realizzato tramite computer giacchè in tal caso la posta elettronica inviata può essere letta dal destinatario, per nulla avvertito dell’arrivo, solo se e in quanto questi decida di “aprirla”, realizzandosi una situazione del tutto simile alla ricezione della posta per lettera, cui il destinatario accede per sua volontà (…).
Analogamente il Giudice di legittimità ha avuto occasione di escludere il reato contravvenzionale, come per la corrispondenza epistolare in forma cartacea, inviata, recapitata e depositata nella cassetta (o casella) della posta sistemata presso l’abitzione del destinatario, anche nel caso dell’invio di un messaggio di posta elettronica, sul rilievo che entrambe le ipotesi non comportano un’immediata interazione tra mittente e il destinatario, nè alcuna intrusione diretta del primo nella sfera di attività del secondo: e ciò a differenza della telefonata (e del messaggio di testo telefonico:cosiddetto SMS), relativamente alla quale si giustifica, invece, la scelta normativa di ampliare la tutela penale dell’art. 660 c.p., altrimenti limitata alle molestie arrecate “in lugo pubblico o aperto al pubblico”, proprio per il carattere invasivo della comunicazione alla quale il destinatario non può sottrarsi, se non disattivando l’apparecchio telefonico, con conseguente lesione, in tale evenienza, della propria libertà di comunicazione, costituzionalmente garantita (articolo 15, comma 1 della Costituzione; sezione I, 17 giugno 20120, D’Alessandro).
(La Sentenza massimizzata ed il relativo commento sono stati estrapolati da “Guida al diritto” n. 32/2012 pag. 93).
ammenda pena art. 660 c.p.molestie msn messengerreati e messaggi tramite messenger
Il Decreto Legge 1/2012 diviene Legge (con diverse modifiche). L' Art. 9: il preventivo di spesa che il difensore deve fornire. Il testo della norma.
Art. 9 del Decreto Legge 1/2012 convertito dalla Legge 27/2012 1) sono abrogate le tariffe…
Pedornografia on line ex art. 600 ter comma 4 c.p.. Quando è il minore l’autore della (propria) pubblicazione pornografica.
Commentiamo in questa sede una recente e interessante pronuncia della Corte di Cassazione Sez. III…
Per comprendere correttamente la funzione e la disciplina dell'incidente probatorio, occorre preliminarmente specificare che nel…
La legge 69/2019. Il CODICE ROSSO. Le novità della disciplina e i riflessi sui diritti dell’accusato (presunto innocente fino alla Sentenza definitiva).
Violenza domestica: la disciplina, la prevenzione e la difesa
giuseppedelalla su Lo stalking. La difesa dell'accusato.
PAOLO su Lo stalking. La difesa dell'accusato.
Roberto su L'interrogatorio dell'indagato durante le indagini.
Marco su Sospensione della patente. Provvedimenti del Giudice e Prefetto.
previous post: Il rifiuto opposto alla richiesta di accompagnamento presso l’ufficio di polizia per effettuare il test alcoolmetrico – nel caso in cui sul posto le forze di polizia non abbiano l’apparecchiatura necessaria (etilometro) – non realizza la fattispecie di reato di rifiuto dell’accertamento ex art. 186 commi 3 e 7 del Codice della Strada.
next post: In tema di spaccio di sostanze stupefacenti nel caso di ipotesi di reato di lieve entità (art. 73 comma 5 Dpr. n. 309/1990), l’applicazione dell’attenuante prevista dal codice penale penale per i reati di “speciale tenuità” (art. 62 n. 4 c.p.), NON è automatica ma deve essere specificatamente valutata dal Giudice caso per caso ed in concreto.

References: art. 660
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 660
 Art. 9

Art. 9
 art. 600
 Sentenza 
 art. 186