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Timestamp: 2020-08-06 12:33:03+00:00

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RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI 29 LUGLIO 2020 - Detti e Scritti
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29 Luglio 2020 NOTIZIARIO STAMPA
https://www.frammentirivista.it/paul-cezanne-giocatori-di-carte/
Non è possibile tornare nelle caverne: siamo in troppi!
STANISLAW J. PEREC, Pensieri spettinati, Bompiani, 2015, pag. 106
Il finanziamento della politica nell’Italia repubblicana. Le premesse.
Emmy Awards 2020 – ecco tutte le nomination
Politici Di Sinistra E Destra Accomunati Dalle Lacune In Geografia
ÜBERMENSCH. NULLA SARÀ COME PRIMA? MI SA DI SÌ.
Foibe, Gasparri: “Conte incontri esuli giuliano dalmati. Via onorificenza a Pahor”
Quarantena migranti, Conte: stato d’emergenza serve per noleggio di navi
Il Karma: nessuna forza di Polizia vuole proteggere la convezione dei DEM USA.
SMASH OMS: ESEMPIO BIELORUSSIA
NO A UN NUOVO STATO DI EMERGENZA
Petizione al Presidente della Repubblica contro lo “stato di emergenza”
ECCO COME INSTALLANO SUGLI SMARTPHONE I SERVIZI DI TRACCIAMENTO A NOSTRA INSAPUTA
Pronti, via: la corsa per affiancare Cassa Depositi e Prestiti, quella che gestisce per inciso i nostri risparmi, per investire in Autostrade per l’Italia. Una gara iniziata subito dopo la notizia dell’accordo tra il nostro governo e i Benetton, usciti tutt’altro che malconci dalla trattativa. E che vede ora scendere in campo anche il fondo americano BlackRock: secondo MF-Milano Finanza, infatti, gli operatori Usa sarebbero tra quelli che hanno manifestato maggiore interesse a entrare a far parte dell’affare, aggiungendosi così al fondo sovrano del Qatar, a Blackstone, al colosso australiano Macquaire e a Poste Vita. Un elenco destinato probabilmente ad allungarsi ancora.
BlackRock, per chi non la conoscesse, è tra le più grandi società d’investimento al mondo e di recente è stata duramente attaccata per la sua svolta ambientalista, secondo i critici in realtà avvenuta soltanto in superficie. Mentre la società americana prometteva impegno assoluto per trasformare le proprie pratiche in senso green, gli attivisti puntavano il dito contro il colosso Usa accusandolo di nascondere sotto uno striminzito tappeto una montagna di polvere: “BlackRock continuerà ad investire nei combustibili fossili e a finanziare imprese che distruggono la foresta amazzonica, ignorando i diritti dei popoli autoctoni” è stato l’attacco del gruppo Extinction Rebellion.
Per non parlare del coinvolgimento della stessa BlackRock nello scandalo dividendi che aveva interessato negli scorsi mesi l’Europa, Germania in primis. Una pratica illegale che sottrae al fisco miliardi di euro e venuta alla luce proprio con le perquisizioni negli uffici tedeschi del colosso americano. L’ennesimo nome, insomma, che non può certo far dormire sonni tranquilli agli italiani, considerando che in prima linea, bene ricordarlo, c’è pur sempre l’istituzione finanziaria che gestisce i risparmi dei nostri cittadini.
Per quanto riguarda la trattativa non ancora conclusa con i Benetton, intanto, il meccanismo dovrebbe rimanere più o meno quello annunciato in questi giorni: un aumento di capitale di ammontare variabile in base alla valutazione di Aspi che porterebbe Cassa Depositi e Prestiti ad avere il 33% della società e in seguito la cessione di un 22% di Atlantia ad alcuni fondi, quelli che stanno manifestando interesse proprio in questi giorni. Come BlackRock, per esempio. E allora sì che c’è da stare sereni.
FONTE:https://www.ilparagone.it/attualita/blackrock-il-colosso-americano-che-punta-le-nostre-autostrade/
Scritto il 29/7/20
E un Monti o un Attali, che dichiarano che ci vogliono le crisi e le epidemie per far avanzare la Costrizione Europea e la riformattazione della società, non esprimono forse qualcosa di ancora peggiore di un complotto? E che cosa mostra l’analisi storica, per esempio, su come i governi, anche quelli sedicenti democratici, creano le condizioni per gli interventi militari, se non complotti, macchinazioni, sotterfugi, “false flag”? (Qualche esempio conclamato – Usa: guerra contro la Spagna, Prima Guerra Mondiale, guerra contro il Vietnam e contro l’Iraq; Francia, Regno Unito e Israele: Suez 1956). Ancora oggi, secoli dopo Machiavelli, i non addetti si meravigliano e si scandalizzano che un partito politico votato per un suo programma incentrato su determinate cose, una volta in Parlamento cambia ‘opinione’, non le fa, o fa cose opposte, o fa un governo con quelli che aveva promesso di combattere, o non si oppone a che una maggioranza faccia cose opposte e che calpesti la Costituzione e i diritti fondamentali.
FONTE:https://www.libreidee.org/2020/07/politici-sempre-in-vendita-e-questa-sarebbe-democrazia/
Il finanziamento della politica (e dei partiti in particolare) è uno dei temi più scabrosi della storia della Prima repubblica (per ora, fermiamoci al 1993, dopo è un’altra storia di cui parlare in una apposita occasione) e sul quale si sentono spesso castronerie di grosso calibro. Per cui, cerchiamo di mettere un po’ di ordine nella questione.
E partiamo da una constatazione addirittura banale, ma solitamente ignorata in alcune conseguenze: a differenza di quel che era accaduto in Francia, Inghilterra e paesi scandinavi, l’Italia aveva conosciuto l’esperienza del fascismo il che, oltre che le ben note condizioni di privazione delle libertà eccetera, comportò la nascita di un diffuso gigantismo organizzativo. Il fascismo mise in divisa tutti gli italiani, dai figli della Lupa ai veterani di guerra ed a tutti dette un organismo di appartenenza, sedi fisiche di raccolta, inni e labari; ma non solo: crebbero come funghi e si svilupparono gli enti di Stato che erano, a tutti gli effetti, pezzi del sistema. E il tutto costituiva una costosa e pervasiva macchina che organizzava il consenso.
Le stesse considerazioni non valgono per la Germania, perché le istituzioni naziste vennero rase al suolo –esattamente come le città- il paese venne smembrato. I partiti della nuova Germania (quella dell’Ovest) furono partiti di massa, esattamente come lo erano stati prima del 1933, ma non come era stato il partito nazista con le sue propaggini e la soluzione di continuità con il III Reich fu netta.
Lo stesso non si può dire del caso italiano dove il Pnf venne sciolto, ma molte istituzioni collaterali sopravvissero, magari cambiando nome, e soprattutto sopravvisse la foresta degli enti del parastato che divennero subito terreno di conquista dei vari partiti che ne fecero canali di raccolta del consenso.
Quindi, all’alba della Repubblica, gli Italiani erano già abituati a concepire la politica in termini di grandi apparati, in cui la potenza organizzativa faceva premio sulla penetrazione di una determinata cultura politica. Si passò dalla “forma partito di Stato” alla “forma partiti di Stato”: le premesse del “sovratono partitico” (come l’ha chiamata qualcuno) tipica del sistema italiano erano già poste prima della Repubblica.
E infatti, dal primo momento il sistema politico si organizzò in una gerarchia di rapporti di forza che restò costante sino alla fine degli anni ottanta: al vertice i tre partiti di massa (nell’ordine Dc, Pci e Psi) poi i minori, che non riuscirono mai ad entrare nell’”Olimpo” dei maggiori.
Ed i partiti di massa furono tali perché ebbero forti apparati, con sezioni diffuse sin nei centri minori, e possibilmente in ogni singolo quartiere delle città, con schiere di funzionari, sedi, quotidiani, forti spese per la propaganda, le campagne elettorali, i congressi eccetera. E qui si pone il problema del finanziamento che ciascuno di essi affrontò a suo modo. I partiti laici (cui si aggiunse la destra socialista costituita in Psdi) ed i due partiti di destra (monarchici e fascisti) furono sempre confinati nella serie cadetta (un po’ meno Msi e Psdi che ebbero un peso medio , ma ben distante dalla serie A, generalmente più modesta la collocazione di liberali e repubblicani) perché non ebbero mai la forza organizzativa e finanziaria per aprire sezioni in tutti i centri minori.
Più complesso fu il processo di formazione dei nuovi partiti di massa. La Dc inizialmente si basò su due punti di forza: il notabilato parlamentare ereditato dal vecchio Ppi e il forte radicamento della Chiesa cattolica che, oltre che il mondo delle parrocchie (presso le quali, normalmente, avevano sedi le sezioni della Dc), mise a disposizione il numeroso e diffuso associazionismo laicale (dalle Acli alla Fuci, dal Centro italiano Femminile alla Coldiretti o all’ Acai che organizzava gli artigiani). Inizialmente, la Dc, che ricevette su un vassoio d’argento questo formidabile sistema organizzativo, non avendo un forte ceto funzionariale, ebbe solo limitati problemi di finanziamento (giusto per i congressi e le campagne elettorali in un’epoca in cui entrambe le cose avevano costi incomparabilmente più bassi di quelli che avranno dagli anni sessanta in poi) che furono agevolmente risolti con le occasionali sovvenzioni degli industriali e di oltre Atlantico.
I problemi iniziarono con la segreteria Fanfani (1954) che promosse la formazione di un apparato organizzativo autonomo dalla Chiesa.
Al contrario, il Pci (che, ovviamente, non poteva godere dell’appoggio della Chiesa e del suo grande insediamento organizzativo) si dette ben presto un forte apparato con migliaia di funzionari, sezioni di partito ovunque possibile (Togliatti lanciò lo slogan “Una sezione per ogni campanile”), un quotidiano ufficiale e, dopo, altri di fiancheggiamento. Soprattutto una robusta serie di organizzazioni di massa finanziate dal partito stesso (la Cgil fa storia a sé da trattare in un apposito capitolo). Parleremo più avanti delle caratteristiche del “partito nuovo” togliattiano che univa in sé il “partito di quadri” di tradizione bolscevica con il “partito di massa” di tradizione
E questo implicò fortissime spese sin dall’inizio. I meno fortunati furono i socialisti: inizialmente avevano una forza elettorale pari a quella comunista (anzi un po’ superiore, dato che, alla Costituente , ebbero un seggio in più del Pci). Ma questo era l’eredità del vecchio insediamento socialista precedente al fascismo. Ma fu sempre un insediamento prevalentemente di opinione, scarsamente innervato da un apparato centralizzato.
Dopo, la scissione della destra del partito (che dette vita al Psli, poi Psdi) e la sciagurata scelta di fare liste comuni con il Pci nel Fronte Popolare, nel 1948, dettero un colpo decisivo che portò il Psi a pesare meno della metà del Pci. Ed il Psi divenne il più piccolo dei partiti di massa, ma forse il più grande dei partiti minori, tormentato da ricorrenti scissioni ed incapace sempre di superare il 14% dei voti nelle elezioni politiche.
Sulla base di queste condizioni di partenza, incise in modo determinante il diverso accesso alle risorse finanziarie.
FONTE:http://www.aldogiannuli.it/il-finanziamento-della-politica-nellitalia-repubblicana-le-premesse/
Ecco tutte le serie nominate per i 72° Primetime Emmy Awards, i premi americani ai migliori programmi televisivi dell’anno, che si terranno il 20 settembre.
– Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2020
Sono state rese note le nomination per i Primetime Emmy Awards 2020, la cui serata di premiazione si terrà il 20 settembre
Ci sono tante incognite intorno ai 72° Primetime Emmy Awards, a cominciare da come verranno fatti, visto che la pandemia non sembra voler retrocede, specialmente negli Stati Uniti, luogo d’origine dei premi destinati ai migliori programmi televisivi dell’anno. I Primetime Emmy Awards sono infatti un premio conferito dalla Academy of Television Arts & Sciences ai programmi televisivi statunitensi di prima serata. Ma nonostante i mille dubbi e le incertezze, ecco giungere fino a noi le nomination per questa edizione, decisamente unica nella storia dei Premi.
L’edizione del 2019 non aveva nessun conduttore, e forse questa mancanza è stata accusata dal pubblico a casa, ma l’edizione del 2020 vedrà il conduttore Jimmy Kimmelprendere possesso del palco! La trasmissione televisiva avrà luogo come previsto domenica 20 settembre, ma queste sono le uniche informazioni che si hanno al momento, la modalità in cui avverrà la premiazione deve ancora essere decisa e verrà annunciata prossimamente dalla commissione preposta. Secondo gli addetti ai lavori tra gli scenari possibili esplorati per gli Emmy 2020 c’è anche una versione completamente virtuale.
Leslie Jones ha oggi condotto la presentazione live-streaming per annunciare tutti i nominati di questa edizione, aiutata da Laverne Cox, Josh Gad e Tatiana Maslany.
Ecco tutte le nomination per gli Emmy 2020:
FONTE:https://www.cinematographe.it/serie-tv/emmy-awards-2020-nomination/
Ecco Le Gaffe Più Esilaranti
Di Azzurra Barbuto28 Luglio 2020
Le lacune geografiche sono trasversali: riguardano molti dei nostri politici, sia di destra che di sinistra. E rendono palese un dato di fatto: in Italia occorre senza dubbio valorizzare lo studio della geografia nella scuola dell’obbligo, poiché sembra essere materia alquanto trascurata.
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ad esempio, ritiene che la Russia sia un Paese mediterraneo e che Matera sia collocata in Puglia. Gigino sostiene per di più che Pinochet fu dittatore del Venezuela (anziché del Cile) e che Napoleone combatté ad Auschwitz.
La dem Valeria Fedeli, ex ministro dell’Istruzione (il che fa accapponare la pelle), invece, pensa che in Afghanistan ci sia il mare con spiaggia annessa.
Giorgia Meloni, dal canto suo, qualche anno fa raccontò di essere stata “a Dublino, in Scozia”. Il suo collega Ignazio La Russa ha chiamato “kazakistani” gli abitanti del Kazakistan
Renzo Bossi, quando era consigliere regionale di Lega Nord in Lombardia, in occasione dell’inaugurazione del trading center nella provincia di Varese dove avrebbero alloggiato atleti australiani affermò: “Sarà un nuovo ponte tra l’Italia e l’Australia e quindi troveremo molti canadesi in giro per Varese”. Del resto, è noto, oltre che logico, che in Australia dimorino tanti canadesi. Renzo lo avrà appreso in Albania, dove si è laureato.
Peggio di lui un altro scomparso della politica di cui non sentiamo la mancanza, ossia Gianfranco Fini, il quale fu autore di questa frase tanto infelice quanto comica: “Il Darfur non è per il mangiare, se non mi sbaglio”. Forse confuse il Darfur, una delle province del Sudan, con la catena di supermercati Carrefour. No comment.
Alessandro Di Battista contribuisce a tenere alta la bandiera dell’ignoranza grillina. Anni fa disse: “Nigeria, vai su Wikipedia: il 60% del territorio è in mano ai fondamentalisti islamici di Boko Haram, la restante parte Ebola”. Per queste parole il New York Times nel 2015 inserì il nostro caro Dibba tra i più promettenti politici contaballe del mondo e definì le sua dichiarazione: “ridiculous claim”.
Non è da meno il suo compagno di partito, il mitico Danilo Toninelli. L’allora ministro delle Infrastrutture ci regalò una delle sue perle storiche il 9 ottobre del 2018, quando proclamò convinto: “Sapete quante delle merci italiane e quanti degli imprenditori italiani utilizzano con trasporto principalmente ancora su gomma il tunnel del Brennero?”. Peccato che il tunnel del Brennero non esista, e allorché i lavori per la sua costruzione verranno portati a termine, esso sarà un tunnel solamente ferroviario.
Quando era sindaco di Milano, Letizia Moratti ebbe una discussione su Twitter con un abitante del quartiere milanese di Sucate (ella credeva che esistesse sul serio) e si mostrò preoccupata per la costruzione di una moschea in via Puppa.
“Novi Ligure? Si trova in Liguria”. Fu la gaffe di Giovanni Toti, già a poche ore dall’annuncio della sua candidatura a governatore della Liguria nell’aprile del 2015. Peccato che Novi Ligure sia un piccolo paese in provincia di Alessandria, Piemonte. Lo strafalcione tuttavia non impedì al forzista di vincere le elezioni.
Come, del resto, non conoscere un tubo di geografia non ha precluso a Di Maio il sogno (che in un Paese normale sarebbe stato impossibile) di essere posto alla guida della Farnesina.
FONTE:https://www.lafinestradiazzurra.it/politici-di-sinistra-e-destra-accomunati-dalle-lacune-in-geografia-ecco-le-gaffe-piu-esilaranti/
FONTE:https://www.byoblu.com/2020/07/17/un-esposto-epocale-il-31-luglio-per-la-verita-sul-covid-maurizio-sarlo/
FONTE:https://www.iltempo.it/attualita/2020/07/23/news/coronavirus-via-segreto-stato-tar-sentenza-verbali-comitato-tecnico-scientifico-governo-giuseppe-conte-23947340/
ECONOMIA, In risaltogiovedì, 23, luglio, 2020
FONTE:https://www.imolaoggi.it/2020/07/23/agli-italiani-le-riforme-agli-altri-occidentali-pioggia-soldi/#comment-89150
Manuel DI CASOLILuglio 29, 2020
FONTE:https://www.infosec.news/2020/07/29/news/cittadini-e-utenti/piacenza-i-carabinieri-esau-e-giuseppe-verdi/
La tensione tra Israele ed Hezbollah continua a salire. Dopo il bombardamento israeliano contro le postazioni siriane e pro-iraniane a sud di Damasco, nuovi scontri si sono registrati lunedì 27 luglio al confine tra Israele e Libano, più precisamente nella zona delle Fattorie Shebaa. L’area ricade all’interno della cosiddetta Blue Line, la fascia di sicurezza gestita dalla missione di peacekeeping dell’Onu (Unifil) e tuttora contesa tra Israele, Libano e Siria. Si tratta di una zona remota e per lo più disabitata usata più volte come teatro di scontri a bassa intensità tra l’esercito israeliano e le milizie di Hezbollah. Ma cosa è successo di preciso il 27 luglio e cosa bisogna aspettarsi per il futuro?
La versione dell’incidente avvenuto lungo il confine tra Israele e Libano fornita dall’Esercito israeliano (Idf) e dal gruppo Hezbollah, come era facilmente prevedibile, non combacia. Secondo quanto riferito dalle Idf, una cellula composta da tre o cinque miliziani ha cercato di infiltrarsi in territorio israeliano nell’area delle Fattorie di Shebaa, riuscendo a penetrare solo di pochi metri all’interno del territorio sotto il controllo israeliano. A quel punto, i soldati hanno aperto il fuoco contro i miliziani di Hezbollah, costringendoli a ritirarsi senza riuscire a portare a termine l’attacco. Il portavoce delle Idf non ha specificato se i soldati israeliani avevano ricevuto o meno il consenso a sparare per uccidere, ma diversi analisti escludono questa possibilità: l’uccisione di un altro miliziano avrebbe aumentato la tensione con Hezbollah e spinto il gruppo a cercare un’ulteriore vendetta. Il fallito attacco della milizia ha comunque fatto alzare il livello di allerta delle truppe israeliane, che hanno chiuso le strade al confine e invitato i residenti a non lasciare le proprie abitazioni e a non recarsi nei campi per non correre rischi inutili. Poche ore dopo l’incursione, l’ordine è stato revocato e la vita nell’area è tornata alla “normalità”.
La versione fornita da Hezbollah, come detto, è stata ben diversa. L’organizzazione in un primo momento ha negato l’esistenza di un’operazione nelle Fattorie Shebaa, accusando Israele di aver inventato la notizia per scopi propagandistici, per poi attribuire la causa dell’incidente lungo il confine “allo stato di terrore vissuto dall’esercito sionista occupante e dai coloni che vivono lungo il confine con il Libano”. A riportare la notizia è stata anche l’emittente al-Mayadeen, che ha specificato come i miliziani siano riusciti a entrare nelle Fattorie Shebhaa e a sparare un missile guidato anticarro contro le Idf.
L’incidente al confine ha immediatamente scatenato le reazioni del mondo politico israeliano. Il premier Benjamin Netanyahu ha abbandonato la conferenza del suo partito per incontrare il ministro della Difesa Benny Gantz e il Capo di Stato maggiore Aviv Kochavi e ha condannato con fermezza l’episodio. “Primo: non permetteremo all’Iran di trincerarsi militarmente al nostro confine con la Siria, questa è la politica che ho fissato anni fa. Secondo: il Libano ed Hezbollah avranno la responsabilità di qualsiasi attacco contro di noi che arrivi dal territorio libanese. Terzo: le Idf sono preparate per qualsiasi scenario”. Parole che fanno eco a quelle pronunciate anche da Gantz durante la riunione con i suoi deputati: “Le forze armate continueranno a impedire il trinceramento iraniano, nonché il trasferimento di armi e sistemi di precisione (…) Come ministro della Difesa, esorto a non osare a metterci alla prova. Chiunque ci provi troverà un esercito pronto e risoluto a proteggere i cittadini di Israele e la sua sovranità”. Anche per Gantz, a pagare il prezzo degli attacchi contro Israele saranno Siria e Libano.
A intervenire nella questione è stato anche il portavoce del comando dell’Unifil, Andrea Tenenti, che ha condiviso l’appello alla “massima moderazione” del generale Stefano Del Col, in contatto con entrambe le parti per cercare di evitare una nuova escalation nella regione. Come già detto, da Hezbollah sono giunte dichiarazioni molto vaghe e tese per lo più a sminuire l’importanza dell’operazione e del suo esito, anche se nei giorni scorsi Naim Qasser, uno dei più importanti uomini del Movimento, aveva negato la prospettiva di una guerra aperta.
Le parole di Qasser sono solo in parte rassicuranti. È vero che Hezbollah difficilmente ingaggerebbe una guerra aperta contro Israele, avendo tutto da perdere in uno scontro diretto contro l’esercito israeliano – soprattutto in un momento di particolare debolezza del Libano – ma il pericolo di nuove operazioni resta elevato. Il Partito di Dio ha infatti giurato vendetta per la morte di un suo miliziano a seguito del bombardamento israeliano contro le postazioni filo-iraniane in Siria, mettendo in allarme Israele e costringendo l’esercito ad aumentare la propria presenza lungo il confine con la Siria. “La nostra risposta al martirio del fratello Ali Kamel Mohsen, che è diventato martire a causa dell’aggressione sionista a Damasco, sta per arrivare. I sionisti devono solo aspettare la punizione per i loro crimini”. L’avvertimento di Hezbollah e le parole di vendetta pronunciate dal suo stesso leader fanno capire come il Partito di Dio, non potendo permettersi uno scontro diretto con l’Iran, abbia optato ancora una volta per una guerra (anche) psicologica, minacciando attacchi che potrebbero essere lanciati da un momento all’altro secondo schemi già utilizzati in passato.
FONTE:https://it.insideover.com/guerra/cosa-e-successo-al-confine-tra-israele-e-libano.html
FONTE:https://www.frammentirivista.it/paul-cezanne-giocatori-di-carte/
Giuliano Castellino – 28 luglio 2020
(…) chi sente l’attrazione per la buona battaglia come la sola da combattere è già schierato!
Don Curzio Nitoglia parla di “una squallida degenerazione scientista dell’epica/filosofica nicciana”, e ha pienamente ragione.
Siamo al trans/umanesimo, l’uomo – insieme filantropo, politico, scienziato – dopo la morte di Dio decretata dall’uomo stesso per macroscopico errore, si lancia verso la soluzione finale: la sostituzione a Dio.
Sulla parte opposta della linea di questo fronte, quella giusta, non ci sono gli uomini di Chiesa, e come potrebbero, tranne qualche preziosa eccezione, ma alcuni briganti d’avanguardia, baroni – forse non di sangue, ma di penna – e popolani, che avvertono l’assurdo e, nell’aria, l’odore, ancora incerto della battaglia irrinunciabile.
Ma non c’è tempo di guardarsi attorno per reclutare tutti quei pochi; chi sente l’attrazione per la buona battaglia come la sola da combattere è già schierato, non sa che farsene di chi personalizza mascherine per farsi notare al supermercato o sui social o, peggio, aspetta con la matita in mano di entrare in una cabina elettorale.
FONTE:https://www.litaliamensile.it/post/%C3%BCbermensch-nulla-sar%C3%A0-come-prima-mi-sa-di-s%C3%AC
28 luglio 2020a a a
“Il premier Giuseppe Conte incontri gli esuli giuliano dalmati, perché finora non ha dato ascolto alle loro richieste di vedere riconosciuti i diritti per cui si battono da lunghissimo tempo”. Così il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, promotore in Senato di una conferenza stampa dal titolo ‘Riflessione e richieste conseguenti la visita storica alla foiba di Basovizza’. Un incontro voluto da Gasparri dopo l’ultima visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Slovenia, per portare al governo le istanze degli esuli giuliano dalmati. Testimone di una storia che va avanti da 75 anni, Antonio Ballarin, presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati (FederEsuli), che ha ringraziato il Capo dello Stato Mattarella “per l’interesse e la sensibilità dimostrata sulla questione”.
“Durante il precedente governo – sottolinea Ballarin – abbiamo avuto alcuni incontri con l’allora ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, che è stato molto disponibile, ma poi il governo è cambiato e ogni volta dobbiamo ricominciare da capo“. Tra gli atti concreti per il mondo dell’esodo giuliano-dalmata, si chiedono in particolare l’immediata restituzione di 179 beni lasciati in libera disponibilità degli esuli italiani, già proprietari, come previsto da accordi del 1983; lapidi multilingue in territorio sloveno nei luoghi del martirio di italiani; indennizzi agli italiani esiliati e creazione, con adeguati mezzi, di una Fondazione degli esuli italiani, dando seguito a decisioni contenute in trattati”.
“Vogliamo che esista un senso di equità – ha detto Ballarin, nato in un insediamento profughi – perché non c’è stato un indennizzo adeguato per diritti e radici negati“. Infine, Gasparri tiene a sottolineare un’altra questione. Quella dell’onorificenza, che bolla come una “vergogna”, data a Trieste lo scorso 13 luglio allo scrittore Boris Pahor, di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana. “Gli va tolta, senza tentennamenti – conclude il senatore di Forza Italia – perché ha avuto il coraggio di dire che le FOIBE sono una balla. Nelle FOIBE sono stati ammazzati migliaia di italiani, che vanno ricordati e onorati anche da Boris Pahor. Lo scrittore non può prendersi una onorificenza facendo il negazionista. Ha 107 anni ma l’età avanzata non gli consente di dire fesserie“.
FONTE:https://www.iltempo.it/politica/2020/07/28/news/gasparri-conte-foibe-esuli-giuliano-dalmati-revocare-onorificenza-scrittore-pahor-24013066/
Scritto il 22/7/20
FONTE:https://www.libreidee.org/2020/07/recovery-cioe-super-rigore-dora-in-poi-ci-governa-berlino/
È il Consiglio europeo che dalla scorsa settimana decide di fatto in maniera sovietica e dirigistica la politica economica e sociale dell’Italia. Nel documento delle conclusioni del Concilio Europeo che regolano l’accordo della settimana scorsa ci sono sette righe il cui contenuto è così vago da permettere qualunque cosa. È una clausola così indefinita da apparire a ragione misteriosa e contenuta nell’articolo 69 “Misure collegate alla sana gestione economica” (sound economic governance) di ciascun stato membro. Il fatto che sia così vaga, stona con la maniacale precisione di un Superstato che regola le dimensioni delle vongole o la curvatura delle banane. Talora in diritto si ritrova una certa indeterminatezza concettuale ma non a questo livello, posto che l’oggetto è la “vita” di una nazione.
La clausola regola il meccanismo in virtù del quale l’Italia si vedrebbe tagliare l’erogazione dei fondi in tutto o in parte nel caso in cui si trovasse in una posizione non conforme alle raccomandazioni dell’Eu in materia di crescita e competitività. Ovvero io Eu ti concedo soldi in buona parte tuoi, contro sorveglianza rafforzata delle riforme che ti richiedo su crescita e competitività – ovvero tutto il campo di azione delle politiche di un Governo. In effetti viste le linee guida della Eu, questo altro non significa che adeguarsi ad una ulteriore compressione dei salari, un inasprimento dell’imposizione fiscale per compensare la riduzione del debito e ancor più l’impossibilità di emettere debito focalizzato a esigenze di cassa congiunturali o per progetti strutturali. Ovvero: più tasse, meno soldi in busta paga e maggiore precarietà (che la Eu chiama flessibilità).
Non abbiamo scelta: se non ci adegueremo al dirigismo Eu che vuole ridisegnare l’Italia nessun denaro. Il paradosso è che se guardiamo all’effetto netto del piano risultiamo contributori netti per 1,5 miliardi: ovvero paghiamo più soldi di quelli che riceviamo, questo si evince dai calcoli fatti elaborando i dati forniti da una brava economista ex Eu, la dott.ssa Silvia Merler. La clausola per “metterci il cappio al collo” è ben concepita apposta per bloccare futuri governi non allineati: essi saranno obbligati a seguire le direttive accettate dal governo Conte e da Gualtieri. Se così non fosse cesserebbero le erogazioni e avremmo due scenari: il peggiore è una fortissima tensione sui mercati del debito e un aumento dei tassi richiesti al mercato con una quasi contestuale ridotta capacità di accedere al mercato, come avvenne nel 2011 per motivazioni assolutamente esogene e che nulla avevano a che fare con la reale rischiosità dell’Italia – e conseguente ulteriore commissariamento del paese. In pratica economie egemoni ci “comprerebbero” a prezzi di saldo.
L’altro è meno drammatico, auspicabile ma meno probabile, e che poggerebbe tutto sulla capacità negoziale del nuovo governo di fare scelte drastiche, dure ed intransigenti e che metterebbero in discussione la stessa esistenza della Unione europea.
FONTE:https://www.nicolaporro.it/recovery-fund-la-clausola-nascosta-per-fregare-litalia/
28 LUGLIO 2020 posted by Giuseppina Perlasca
FONTE:https://scenarieconomici.it/perche-fmi-e-world-bank-vogliono-imporre-il-lockdown-per-concedere-prestiti/
NEWS, POLITICAmartedì, 28, luglio, 2020
Lo stato di emergenza per il coronavirus “viene a scadere alla fine di questo mese. Ritengo doveroso condividere con il Parlamento la sua proroga”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo in Senato dopo il Cdm. “Sarebbe incongruo – ha sottolinaeto – sospendere bruscamente l’efficacia delle misure adottate, se non quando la situazione è riconducibile a un tollerabile grado di normalità”.
Tra le misure che perderebbero effetto se non ci fosse la proroga dello stato d’emergenza “c’e’ anche il noleggio di navi per la sorveglianza sanitaria dei migranti e non sfugge a nessuno di quanto sia attuale il ricorso a questo strumento per un ordinato svolgimento della quarantena per la tutela della sanita’ pubblica”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in Aula al Senato.
“La dichiarazione dello Stato di emergenza e’ prevista dal codice di protezione civile: la legittimita’ di queste previsioni e’ stata vagliata positivamente dalla Corte Costituzionale. Costituisce il presupposto per l’attivazione di una serie di poteri e facolta’ necessari per affrontare con efficacia e tempestivita’ le situazioni emergenziali. Tra i poteri fondamentale e’ il potere di ordinanza, che consente norme in deroga a ogni disposizione vigente, nei limiti indicati dalla dichiarazione di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e dell’Unione europea”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in Aula al Senato. affaritaliani.it
FONTE:https://www.imolaoggi.it/2020/07/28/quarantena-migranti-conte-stato-demergenza-serve-per-noleggio-di-navi/
Si attendono manifestanti..
Luglio 29, 2020 posted by Fabio Lugano
Secondo quanto riferito da RT , almeno 100 forze dell’ordine in tutto il Wisconsin stanno annullando gli accordi per contribuire a garantire la sicurezza alla Convenzione nazionale democratica (DNC) che dovrebbe tenersi il mese prossimo a Milwaukee, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza e fattibilità di tutto l’evento.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso dei rapporti, già tesi, fra polizia e politici democratici è il divieto alla polizia di Milwaukee di usare gas lacrimogeni o spray al pepe durante le proteste, ordine emesso la scorsa settimana nell’ambito di una rivalutazione delle attività della polizia. Milwaukee negli ultimi due mesi è stata oggetto di scontri violenti fra polizia e manifestanti BLM.
Dopo l’emissione dell’ordine a Milwaukee, i dipartimenti di polizia di città come Fond Du Lac, Franklin, Greendale e West Allis hanno ritirato l’invio delle proprie forze di polizia a supporto della città maggiore, secondo quanto riportato dal Milwaukee Journal Sentinel. La polizia di Milwaukee contava sulle forze di polizia di queste città periferiche per fornire i circa 1.100 agenti necessari a garantire la sicurezza durante la convention, che inizia il 17 agosto.
In realtà il numero di persone attese alla Convention è molto limitato, circa 3 00, fra cui il candidato Joe Biden, a causa dei timori per il Covid-19, ma questo non rende meno probabile che l’evento possa essere il polo di manifestazioni politiche anche violente, soprattutto in quest’anno in cui l’estremismo sembra il netto vincitore. Il fatto di essere democratici non mette al riparo dalle manifestazioni della propria parte, anche perchè la posizione di Biden è tutt’altro che solida.
FONTE:https://scenarieconomici.it/il-karma-nessuna-forza-di-polizia-vuole-proteggere-la-convezione-dei-dem-usa-si-attendono-manifestanti/
Adesso i tedeschi “scoprono” di avere un problema di evasione fiscale. La tanto rigida e rigorosa Germania, che insieme ai Paesi del Nord Europa si è contraddistinta nelle ultime settimane per la dura battaglia nei confronti dell’Italia e dei Paesi del Sud maggiormente colpiti dalla pandemia di coronavirus, ora deve fare i conti con un problema interno di cui nessuno parla e che invece è assai degno di nota. Ci fanno, e ci hanno fatto, la morale sul fatto che gli italiani sono tutti evasori, e per questo vorrebbero controllare loro le nostre politiche economiche con le condizionalità legate ai finanziamenti europei, e adesso scoprono di essere anche loro dei grandi evasori.
Va così questa Europa. Gli olandesi che fanno dumping fiscale e vogliono negare gli aiuti all’Italia, e la Germania che fa la morale sull’evasione e nasconde quella propria. Ora è bene far sapere che Paesi come la Germania, la Danimarca, la Svezia e l’Austria non hanno ancora nella propria normativa un tetto all’utilizzo dei contanti, e questo favorisce l’evasione fiscale e il mercato del nero. Come spiega molto bene Andrea Massardo su InsideOver, “ogni tedesco possiederebbe mediamente 1364 euro all’interno delle proprie mura domestiche”.
Se sono euro tedeschi, però, va bene. Secondo la Germania, però, la stessa cosa non possono farla gli italiani, ed è per questo che dall’alto trono di Berlino hanno imposto al nostro Paese una serie di riforme legate proprio alla lotta all’evasione fiscale. Frugali o furbetti? “Questa tendenza evidenzia un grosso rischio per la possibilità che vengano commessi reati legati all’evasione fiscale nelle trattative di compravendita”. Siamo al solito principio del predicare bene e razzolare male. Il principio cardine di questa Ue.
Anche nella rigorosa Germania, dunque, la popolazione non vede di buon grado l’utilizzo di strumenti tracciati di pagamento, preferendo il caro vecchio contante alle più tecnologiche soluzioni digitali odierne. “E soprattutto – sottolinea Massardo – denota una cultura ancora fortemente legata al commercio brevi manu e che si caratterizza per un accresciuta propensione all’evasione fiscale – particolarità, questa che è invece sempre stata criticata all’Italia, molto più avanti comunque di Berlino sulla questione”.
FONTE:https://www.ilparagone.it/attualita/germania-evasione-fiscale-tedeschi/
Giuliano Castellino – 26 07 2020
ROBERTO FIORE (FORZA NUOVA): Il Presidente della Bielorussia ci spiega il collegamento tra poteri finanziaria (FMI) e lockdown in modo semplice e chiaro.
Ricattano i governi per portarli alla schiavitù e alla morte economica.
Dittatura sanitaria è dittatura finanziaria.
VIDEO QUI: https://www.youtube.com/watch?time_continue=43&v=oX5yo_5Y3SU&feature=emb_logo
949 MILIONI DI EURO PER CONVINCERE LA BIELORUSSIA A CHIUDERE TUTTO!
FONTE:https://www.litaliamensile.it/post/smash-oms-esempio-bielorussia
28 luglio 2020 posted by Leoniero Dertona
Per gli USA essersi affidati al libero mercato ed alla globalizzazione ha significato perdere gran parte della propria produzione di farmaci e principi a favore di Pechino. I farmaci “Made in China” oggi includono la maggior parte degli antibiotici, pillole anticoncezionali, medicinali per la pressione sanguigna, fluidificanti salvavita del sangue come eparina e vari farmaci antitumorali. L’elenco include anche farmaci per il trattamento dell’HIV, malattia di Alzheimer, disturbo bipolare, schizofrenia, cancro, depressione, epilessia, tra gli altri. Un recente studio del Dipartimento del Commercio ha scoperto che il 97 percento di tutti gli antibiotici negli Stati Uniti veniva prodotto in Cina, una dipendenza che si è rivelata mortale con la Covid-19 e che ha esposto la fragilità delle catene logistiche USA.
FONTE:https://scenarieconomici.it/la-nuova-politica-no-china-dei-farmaci-usa-riporta-in-auge-una-vecchia-gloria/
Firma Subito! Ugo Mattei ed Enrica Senini
FONTE:https://www.byoblu.com/2020/07/14/no-a-un-nuovo-stato-di-emergenza-firma-subito-ugo-mattei-ed-enrica-senini/
Stando a notizie di stampa il Presidente del Consiglio sarebbe in procinto di prorogare lo stato di emergenza, inizialmente dichiarato il 31/01/2020 ed in scadenza alla fine di luglio, fino al 31dicembre 2020, e ciò sulla base di una non meglio precisata “esigenza di tenere sotto controllo ilvirus, per la presenza di alcuni contagi in territorio italiano.”
Dalla lettera del Codice della Protezione Civile, infatti, lo stato di emergenza si riferisce “a eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo che in ragione della loro intensitào estensione debbono, con immediatezza d’intervento, essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo.” (art. 24, 7 comma 1 lett.c) Codice Protezione Civile).
D’altronde il termine stesso “calamità di origine naturale” difficilmente si attaglia a un problema sanitario ed emerge, con tutta evidenza, come già l’originario ricorso, a gennaio 2020, allo strumento dello stato di emergenza (peraltro seguito da un mese di completa inerzia da partedell’esecutivo) fosse molto discutibile.
Nè lo stato di eccezione è giustificato dal mero timore di possibili scenari futuri, sui quali ancora nulla è dato prevedere e sui quali, peraltro, la stessa Comunità Scientifica mostra di avere opinioni divergenti. Ciò equivarrebbe a giustificare il puro arbitrio di un Potere Esecutivo che potrebbe sospendere la democrazia in qualunque momento, perchè in fondo, “del doman non v’è maicertezza.”
Che dello stato di emergenza, inoltre, mai si possa abusare lo conferma anche l’art. 25 comma I delCodice di protezione Civile, laddove impone anche in questi frangenti “il rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e delle norme dell’Unione europea.”
E’ di palmare evidenza che oggi come a maggio, quando il Comitato fu costretto ad intervenire per evitare una minacciata proroga inserita in un decreto legge a fronte di una urgenza inesistente, posto che mancavano più di due mesi alla scadenza originale del primo periodo emergenziale, ci troviamodi fronte a una inaccettabile distorsione di norme che sono nate per la tutela dei cittadini e che vengono invece distorte al fine di blindare il potere esecutivo e legittimare atti normativi, spesso privi di forza di legge, che possono incidere profondamente sui diritti garantiti dalla Costituzione edalla CEDU, (inclusi la libertà di circolazione):
(Art. 16 – Art. 2 Prot. 4 CEDU),
la libertà di riunione (Art. 17 – Art. 11 CEDU),
il diritto di professare la propria fede religiosa nei luoghi di culto (Art.19 – Art. 9 CEDU),
il diritto allo studio (Artt. 33-34 – Art. 2 Prot. 1 CEDU),
la libertà di iniziativaeconomica e di utilizzo della proprietà privata (Artt. 41-42 – Art. 1 Prot. 1 CEDU),
finanche lalibertà di espressione del pensiero (Art.21 – Art. 10 CEDU) e soprattutto la libertà personale (Art.13 – Art. 5 CEDU) e i diritti inalienabili della persona (Art. 2 e CEDU)
– ledendoli sino quasi adannullarli, come già è accaduto da gennaio ad oggi.
Ci troviamo così costretti a rammentare, ancora una volta, l’art. 15 della CEDU che consente allo Stato Contraente di esimersi dal rispetto dei diritti fondamentali in essa sanciti in caso di urgenza, ma solo “nella stretta misura in cui la situazione lo richieda e a condizione che tali misure nonsiano in contraddizione con gli altri obblighi derivanti dal diritto internazionale”.
L’Italia, inoltre, non ha mai provveduto alle notifiche di cui all’art. 5 CEDU, pur avendo accettato l’art. 15 CEDU senza riserve ed è quindi inadempiente, oggi come a gennaio, rispetto ai suoi obblighi internazionali.
In conclusione, qualora lo “stato di emergenza” venisse prorogato nella attuale situazione, in carenza di qualsivoglia presupposto, ci troveremmo di fronte a un abuso di potere contro il quale il Comitato Rodotà farà di tutto per resistere in ogni forma compatibile con i principi del costituzionalismo liberale. Non si può infatti celare al popolo l’esistenza di un “diritto /dovere di resistenza all’oppressione ogni qual volta i poteri pubblici violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione”, principio che condivide con lo stato di Emergenza il fatto di
non aver trovato collocazione ufficiale all’interno della Carta Costituzionale, ma che fu spesso richiamato dai Padri Costituenti e rappresenta, oggi più che mai, un monito in qualunque Stato di Diritto.
Illustre Presidente siamo qui a pregarla, come già nella scorsa occasione, affinché Lei possa accogliere questo appello dettato da puro amore per il diritto e per la democrazia, esercitando la sua moral suasion ed il suo alto compito di difesa preventiva dell’ordine costituzionale ancora una volta gravemente minacciato.
FONTE:https://www.byoblu.com/wp-content/uploads/2020/07/10-07-2020-lettera-al-Presidente-della-Repubblica-Osservatorio-Leg-Cost.pdf
VIDEO QUI: https://youtu.be/92pPKqGnt8k
FONTE:https://www.byoblu.com/2020/05/26/ecco-come-installano-sugli-smartphone-le-app-di-tracciamento-a-nostra-insaputa-byoblu24/
Emanuele Cisotti 25/05/2020 ore 09:05 – Aggiornato il 10/06/2020 ore 12:29 Negli ultimi giorni e sopratutto nelle ultime ore si stanno moltiplicando gli annunci sui social network che allertano gli utenti di una novità all’interno dei loro smartphone (sopratutto Android) che riguarda le misure di tracciamento anti-Covid di cui abbiamo più volte parlato.
FONTE:https://www.mobileworld.it/2020/05/25/attivazione-menu-covid-android-iphone-262307/

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