Source: http://espertocasaclima.com/2009/06/19/eps-xps-differenza/
Timestamp: 2018-12-17 02:15:24+00:00

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quando l'installatore non conosce la differenza tra EPS e XPS | espertoCasaClima
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340 pensieri su “EPS e XPS. Dove sta la differenza?”
Federico Sampaoli Autore articolo 4 Marzo 2017 alle 17:19
Federico Sampaoli Autore articolo 4 Marzo 2017 alle 17:15
corrado 3 Marzo 2017 alle 10:46
luca 2 Marzo 2017 alle 11:05
Federico Sampaoli Autore articolo 1 Marzo 2017 alle 09:31
oreste 28 Febbraio 2017 alle 19:22
Federico Sampaoli Autore articolo 4 Gennaio 2017 alle 21:34
Federico Sampaoli Autore articolo 4 Gennaio 2017 alle 21:29
Nicola 4 Gennaio 2017 alle 18:08
domenico 12 Dicembre 2016 alle 17:49
Federico Sampaoli Autore articolo 8 Gennaio 2016 alle 18:25
forse i pannelli sono posati così bene e così in aderenza che aria calda e umida interna non passa tra muro freddo e pannelli.
certo che non è la stratigrafia ideale per un ambiente
Paolo 5 Gennaio 2016 alle 21:38
qualche anno fa, senza alcuna conoscenza, ho tappezzato la parete di una stanza esposta a nord,
al penultimo piano di un palazzo, con pannelli xps 5cm, quindi li ho pitturati a tempera.
Abito a Modena e questa operazione ha reso un po’ più calda la stanza; l’umidità all’interno è circa 58% .
Visivamente non noto nulla di strano però sono preoccupato, non vorrei che si formasse condensa nel muro e si creassero danni a lungo termine.
E’ meglio togliere tutto ?
La ringrazio molto del suo parere e la saluto.
Federico Sampaoli Autore articolo 13 Novembre 2015 alle 10:22
uno strato di xps sulle perline del tetto garantisce difficilmente la tenuta all’aria, specialmente lungo il perimetro.
per decidere il sistema a cappotto invece le consiglio di leggere http://espertocasaclima.com/2015/10/finalmente-ho-il-preventivo-del-cappotto/
Alessio 12 Novembre 2015 alle 04:04
Salve, finalmente sono riuscito ad avere qualche dato in piu’, allora, l’isolante sul tetto mi è stato messo il Germatherm da 6 cm (mi ha detto che pero’ ne ha messi 2 strati (uno sopra l’altro) direttamente sulle perline che formano il tetto, sono ora riuscito a convincerlo a mettermi il PRI come isolante a cappotto da 5 cm (di piu’ non posso) invece dell’EPS che era come primo preventivo (spero di non aver sbagliato la scelta), il PIR che mi mette è della Fibrover, il legno a tetto che mi è stato messo è il Laminato. Ora, mi interessa cortesemente, sapere realmente i pro ad aver messo il PIR e i conto in confronto all’EPS (sia bianco che in alternativa grigio) … grazie ancora
Federico Sampaoli Autore articolo 8 Novembre 2015 alle 21:22
la stratigrafia tetto non è molto chiara:
perline/tavolato legno cm?
gematherm cm?
ventilazione cm?
la marca del pannello xps non è influente, il materiale è quello.
per quanto riguarda l’isolamento esterno delle pareti chieda al geometra quale sistema a cappotto sta consigliando: un sistema è una cosa, un cappotto da 5cm è un’altra cosa: su questo argomento può leggere http://espertocasaclima.com/2015/10/finalmente-ho-il-preventivo-del-cappotto/
per rimanere su un’elevata prestazione con eps deve farsi proporre un sistema a cappotto con eps grigio che ha conducibilità 0,031
Alessio 8 Novembre 2015 alle 06:05
Salve, complimenti per il sito, sono un po’ ignorante in materia ma molto bravo a fare ricerche su internet, avrei cortesemente un quesito, sto rifacendo isolamento della casa sia tetto che facciata, nel tetto i muratori mi hanno messo del legno lamellare con isolamento a pannelli Gematherm, io gli avevo detto che volevo lo Styrodur ma lui si è presentato con questi pannelli (e spero di capire che siano prestazionalmente parlando) la stessa cosa, dispongo di solaio, sul quale non è stato messo nulla, l’isolante (consigliato dalla geometra) è stato messo sul tetto, dove è stato poi chisi con il legno e infine sono state messe le teglole (dopo aver fatto la parte areata), ora vulo mettermi come cappotto l’EPS da 5 cm (di piu’ non posso) ma ho visto che il miglio materiale come tenuta termica è il Poliuretano Espanso Rigido, chiaramente mi costa il doppio dell’EPS ma si parla anche di una dispersione termica di 0,038 contro 0,024 … ora la mia domanda è, quale mi consiglierebbe?, premetto che non mi interessa molto l’isolamento dal caldo, essendo una zona molto ventilata mi interessa piu’ avere un isolamento dal freddo, si parla di 250 metri quadrati di cappotto da fare, quindi la differenza di prezzo dei 2 materiali è abbastanza importante. Inoltre, vorrei sapere se il materiale da lui messo sul tetto (Gematherm) è come lo Styrodur o uno dei 2 è migliore… lo Styrodur che mi avevano consigliato è di colore blu, il Gematherm è di colore giallo (non so se puo’ essere piu’ facile cosi’ capire se sono state usate tecnologie differenti. Ringrazio anticipatamente per la risposta.
Federico Sampaoli Autore articolo 17 Ottobre 2015 alle 21:19
lei vorrebbe che tutti i fulmini si indirizzassero verso di me?
se il suo caso è un isolamento interno, a mio parere, dovrebbe seguire le regole che pian piano ho cercato di raggruppare in questa categoria http://espertocasaclima.com/category/isolamento/coibentazione-interno/
Marco 17 Ottobre 2015 alle 13:31
Salve potrebbe fare una specie di classifica dal meglio al peggio dei materiali attualmente in commercio (in Italia) per la realizzazione di un cappotto interno e i relativi sistemi di posa? Grazie
Federico Sampaoli Autore articolo 11 Ottobre 2015 alle 14:45
il Sistema Nidyon di casseratura in pannelli di EPS e reti elettrosaldate per la realizzazione di solai in c.a. informa solo sul valore di trasmittanza U che si ottiene. quindi meglio fare chiarezza:
1. definire esattamente gli strati e calcolare (o farsi calcolare) la prestazione estiva.
2. aggiungere altri strati e altri materiali per decidere come raggiungere un accettabile miglioramento per la protezione dal caldo.
leggi anche http://espertocasaclima.com/2013/02/utilizzare-il-pannello-cassero-in-copertura/
Giuseppe 11 Ottobre 2015 alle 09:21
Sto costruendo una villetta e ho realizzato un tetto in eps della Nidyon 20+6 con soletta in calcestruzzo da 5 cm. Ora la mia domanda è questa : che stratigrafia devo eseguire per non aumentare molto lo spessore ( sono già a 30 cm ) ma avere comunque un buon risultato sia in inverno che in estate? Ho il tetto a falde e sotto ci andrò ad abitare. Grazie anticipatamente e ancora complimenti!!!
Federico Sampaoli Autore articolo 8 Ottobre 2015 alle 19:03
intanto l’eps non è proprio un materiale ideale per isolamento interno…
a parità di prezzo un’altra stratigrafia? beh, più economico di eps non esiste, più economico di cartongesso non esiste…
Stefano 8 Ottobre 2015 alle 16:50
Al momento la taverna è usata poco ma l’opera servirà proprio per renderla più vivibile. E’ riscaldata con i radiatori convenzionali collegati all’impianto della casa ed è presenta una finestra con bocca di lupo che permette di arieggiare la stanza naturalmente.
Tecnicamente se tutta la superficie isolante fosse sigillata per tutto il perimetro (non per ogni singolo pannello ma sul perimetro di tutta l’opera, a contatto con le parteti laterali) l’aria sarebbe ferma?
Inoltre se i tasselli tra lastra isolante e ganci metallici fossero plastici anziché metallici, sarebbe forse risolto l’inconveniente dei bollini scuri?
Mi scusi per l’insistenza ma perché non consiglierebbe questo tipo di isolante (cartongesso + eps)? Considerando però vincoli di budget? Esiste una soluzione migliore a parità di spesa?
Federico Sampaoli Autore articolo 8 Ottobre 2015 alle 13:28
l’aria che rimane dietro al pannello isolante dev’essere ferma, quindi è accettabile solo nel caso in cui si eseguano punti di colla e collante a tutto perimetro del pannello.
se tutta una facciata è posata con punti di colla si creano movimenti d’aria tra facciata e isolante.
nel suo caso è meglio isolare in aderenza anche se la scelta di cartongesso e eps non la consiglerei a nessuno.
i tasselli per l’ancoraggio faranno vedere nel tempo dei bollini scuri ad evidenziare il ponte termico del fissaggio.
se la taverna è pochissimo usata forse non si formeranno. ma se è pochissimo usata può anche non fare l’opera.
per leggere su questo argomento veda in questa categoria http://espertocasaclima.com/category/isolamento/coibentazione-interno/
Stefano 8 Ottobre 2015 alle 12:34
Gent.mo Sampaoli,
innanzitutto grazie per questo sito nel quale condivide +la sua esperienza e le sue riflessioni. Penso che siano molto importanti sia per chi vuole fare un intervento, sia per fare “education”.
Le scrivo perché ho letto l’articolo e tutte le discussioni nei commenti, però mi è rimasto un dubbio. Nell’articolo si legge che è rimasta un’intercapedine tra il muro e l’isolante; questo non va bene perché quest’ultimo non può svolgere bene il suo lavoro. Posso chiederle perché? Uno strato d’aria non aiuta ad avere uno strato “isolante” aggiuntivo? La domanda mi nasce anche dal fatto che sto per eseguire un isolamento al soffitto della taverna (isolamento interno), che sopra ha (per tutta la sua superficie) un cortile lastricato, dove c’è l’accesso all’abitazione (non posso quindi prevedere un isolamento esterno se non rifacendo tutto il cortile ma esigenze di budget non me lo consentono). Insieme al realizzatore dell’opera stiamo optando per un isolamento con lastra di cartongesso 10 mm accoppiata con EPS da 30 mm. Tutto fissato al solaio con ganci di lamiera zincata in modo da lasciare uno spazio “di aria” di 20 mm. Questo perché il solaio, dice, è a rischio di ponti termici e/o infiltrazioni (di infiltrazioni non ce n’è l’ombra per il momento… e nemmeno avvisaglie) quindi l’intercapedine serve per evitare che possibili eventi negativi vadano ad intaccare la struttura isolante. Mi trovo quindi un po’ confuso se sia meglio lasciare questo spazio di 2 cm o attaccare la struttura al soffitto.
La ringrazio per la risposta che vorrà darmi e per l’attività di divulgazione che fa, anche a persone, come me, che, aimé, sono poco “istruite” in materia.
Presotto Sara 4 Giugno 2015 alle 20:05
La ringrazio. E dove posso trovare un progettista per questi tetti? Qua nessuno mi ha parlato di ciò che parla lei. Ma da come mi ha risposto styrodur non sarebbe da mettere su un tetto ventilato in quanto non traspira niente di niente e sul tetto ventilato non va bene in assoluto, dal momento he deve traspirare…
Federico Sampaoli Autore articolo 4 Giugno 2015 alle 17:29
san stino di livenza è in zona climatica E, freddina d’inverno e caldina d’estate.
il suo tetto in legno ventilato diventerà la croce della casa se non garantirà protezione dal surriscaldamento.
anche styrodur o la lana di roccia con un certo spessore (basta calcolare) offrono protezione dal caldo, pur non essendo campioni contro il caldo.
sono entrambi campioni contro il freddo.
solitamente un tetto ventilato può smaltire il vapore che ha attraversato la stratigrafia del pacchetto tetto proprio nello strato di ventilazione: l’impresa che le ha proposto lo styrodur forse non le ha spiegato che attraverso lo styrodur non passa nulla, di fatto è un tetto non traspirante: diciamo che è un materiale perfetto per lo zoccolo del cappotto o per le fondazioni (o per un lastrico solare dove si vuole realizzare un tetto rovescio).
la lana di roccia invece è molto traspirante, ma non performante contro il caldo.
può leggere questi articoli dedicati proprio al suo caso: http://espertocasaclima.com/category/tetto/tetto-in-legno/
in ogni caso, prima di decidere, si faccia fare:
– il progetto della tenuta all’aria
– una verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)
Presotto Sara 4 Giugno 2015 alle 14:37
abito a San Stino di Livenza, non saprei definire che tipo di zona climatica sia (da come ho visto negli altri commenti ho visto che lo scrivono), ma vorrei sapere qual è il miglior materiale isolante per un tetto ventilato in legno: lana di roccia o Styrodur? un’impresa proporrebbe Styrodur da 14 o 16, un’altra impresa lana di roccia per l’isolamento acustico, per lo sfasamento estivo e per la traspirabilità. Non so proprio quale scegliere. Premetto che la mansarda non sarà utilizzata in gran parte perchè la casa è vivibile completamente al piano terra (in quanto ha due camere, soggiorno, cucina, un bagno), ma nella previsione di un eventuale secondo figlio, dovrei almeno predisporre una camera sopra. Per cappotto esterno delle pareti invece è previsto EPS da 10cm e poroton da 30 cm. Qualche consiglio? Grazie
Federico Sampaoli Autore articolo 26 Aprile 2015 alle 21:06
La stiferite è un materile molto prestazionale d’inverno grazie alla sua conduttività eccezionale.
Le doti estive sono scarse per il valore di calore specifico non eccezionale e la densità bassa.
Lisa 23 Aprile 2015 alle 12:42
Edficio residenziale esistente, parete a Nord in poroton 30 cm intonacato da entrambi i lati al primo piano, mentre al piano terra è rivestito in pietra all’interno ed intonacato esternamente. La parete confina con il vano scale e al primo piano si è formata della muffa. L’idea è di fare un cappotto esterno, ma di piccolo spessore, dal momento che in facciata c’è un collarino di 10 cm, per cui lo spessore massimo dell’isolante deve essere di circa 8 cm (il collarino verrà aumentato ma non di molto).
8 cm di stiferite sk potrebbero andare bene?
Federico Sampaoli Autore articolo 21 Aprile 2015 alle 16:49
solo xps e vetrocellulare sono insensibili all’acqua.
Elio 21 Aprile 2015 alle 16:47
Grazie Sig. Sampaoli.
eventualmente posso accoppiare qualche altro materiale al xps per migliorare la condizione estiva?
Federico Sampaoli Autore articolo 21 Aprile 2015 alle 16:33
un lastrico solare coibentato all’estradosso con 10cm di xps avrà più benefici invernali che estivi.
da una trasmittanza U di oltre 1,60 W/mqK si passa a circa 0,27 W/mqK, quindi le dispersioni sono molto contenute.
La prestazione energetica estiva invece rimane insufficiente con circa 10 ore di sfasamento invece che quasi 7ore dello stato di fatto.
Solo con un ulteriore strato potrebbe superare le 12 ore.
Elio 21 Aprile 2015 alle 15:21
per isolare il solaio e renderlo calpestabile, due strati incrociati da 5cm di xps (styrodur) potrebbero essere efficaci per inverno ed estate?
Federico Sampaoli Autore articolo 8 Febbraio 2015 alle 17:40
di solito un sottofondo termoisolante per interni prima della posa di massetti continui o galleggianti serve a portarsi alla quota voluta e contemporaneamente affogare gli impianti che passano in questo spessore.
è un sottofondo a base di cemento e polistirolo con conducibilità ? = 0,09 W/mK quindi molto meno performante di un pannello rigido in xps per sottofondi: quindi meglio calcolare la trasmittanza in base allo spessore disponibile piuttosto che decidere a naso.
antonio mariani 8 Febbraio 2015 alle 12:32
devo realizzare un pavimento interno in una villetta, verrà installato un riscaldamento a pavimento con pannello da 3 cm e tubazione la mia domanda è sotto questo pannello e meglio mettere un altro pannello isolante o posso riempire con un alleggerito tipo fassa st 444 .
Federico Sampaoli Autore articolo 21 Gennaio 2015 alle 16:41
questo isolante riflettente avrà anche prestazioni termo-acustiche impareggiabili ma non è adatto a questo lastrico solare che deve avere traspirabilità interna.
ripeto che consiglierei sicuramente una fibra di legno tra montanti in legno protetti da un freno al vapore igrovariabile coperto da uno strato in gessofibra.
ligabue82 21 Gennaio 2015 alle 10:28
Sto continuando a informarmi sull’isolamento interno dell’abitazione.
Dovendo isolare solo il solaio (confinante con ambiente esterno tramite chianche di maglia di pietra leccese), sto chiedendo vari preventivi.
Ero orientato su EPS e XPS ma grazie ai Suoi preziosi consigli, sto pian piano abbandonando l’idea [a discapito del mio portafoglio 🙁 ma a vantaggio della mia salute 🙂 ].
Ho chiesto quindi preventivi per il sughero (mi hanno consigliato 4 cm, per la fibra di legno (5 cm) oppure mi hanno consigliato questo prodotto (http://www.over-foil.com/prodotti/over-foil-311.html) il cui costo non sarebbe molto diverso da EPS/XPS.
Cosa mi consiglierebbe? E in particolare quanti cm di isolante potrei prevedere?
Claudio Marchetti 30 Ottobre 2014 alle 08:39
Per quanto concerne la partenza del cappotto termico, è conveniente utilizzare un polistirene estruso (xps) non per le sue caratteristiche di resistenza a compressione, ma sicuramente per la sue caratteristiche invece di impermeabilità (essendo realizzato per estrusione risulta essere a “celle chiuse”, quindi impermeabile”).
Rispondendo alla domanda: perchè non utilizzare l xps su tutta l’opera
I pannelli in XPS sicuramente hanno una migliore capacità isolante rispetto a un EPS, ma presentano altre caratteristiche che non lo rendono a mio giudizio un ottimo materiale da utilizzare per un sistema a cappotto.
Partiamo dal presupposto che le strutture si muovono; nell’ordine di millimetri ma si muovono. Quindi tali movimenti creano dei momenti che vengono totalmente assorbiti da un pannello in EPS (realizzato per espansione). Il rigido pannello in XPS, estruso e privo d’aria, non permette l’assorbimento di nessun millimetrico movimento della struttura. Così si potrebbe verificare nel tempo l’insorgere di micro-cavillature sullo strato finale di rivestimento continuo a intonachino.
La stessa mancanza di aria dei pannelli e quindi la sua totale impermeabilità, fa si che la facciata risulterebbe totalmente NON traspirante. Il pannello in EPS invece riesce a mantenere un minimo di traspirabilità della facciata.
Per qualsiasi info potete contattarmi anche qui: claudio1marchetti@gmail.com
Federico Sampaoli Autore articolo 6 Ottobre 2014 alle 12:18
è vero, le case andrebbero asciugate prima di essere abitate: questo è un difetto delle costruzioni tradizionali che inevitabilmente contengono tanti tanti litri di acqua usata nelle lavorazioni di costruzione.
mettiamoci anche l’umidità che noi apportiamo + un clima che magari non è ideale e la frittata è fatta.
dalla descrizione che lei mi ha fatto, oltre ha ciò che ho scritto, penso che l’intonaco interno che lei ha tinteggiato con difficoltà sia un intonaco miscelato con cemento e non a base gesso o calce.
potrebbe togliersi il dubbio ponendo la domanda al costruttore.
– capire se le macchioline di muffa sono comparse perchè c’è un ponte termico dimenticato e quindi da correggere
– o se la causa sta nella cattiva qualità dell’intonaco e nella elevata umidità della costruzione.
in questo ultimo caso si dovrebbe utilizzare un deumidificatore professionale per poi intervenire per la rimozione delle spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni
finita questa operazione ci vorrebbe una nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato
senza ricadere in percentuali di umidità ambiente molto elevate
fabrizio 6 Ottobre 2014 alle 11:48
volevo sottoporle un quesito riguardo un problema che ho riscontrato sulle pareti perimetrali della mia abitazione dove sono apparse una serie di macchioline di muffa; premetto che la casa è di recentissima costruzione (terminata a marzo 2014) e la stratifrafia delle pareti è la seguente partendo dall’esterno cappotto termico intonacato in eps da 06 cm, poroton da 25 cm, intonaco di 02cm con mm30,rasatura di finitura e semilavabile; aggiungo che nella fase di tinteggiatura le pareti tendevano ad impastare la tinta rendendo difficoltoso il lavoro… il costruttore parla di umidita da lavori edili, sostenendo che e nella logica che questo accada data l’alta concentrazione di acqua usata nella lavorazione dei materiali e che ci potrebbero valere anche un paio di anni prima della definitiva risoluzione del problema…immagino non sia cosi semplice per Lei dare un giudizio definitivo ma avrei piacere di acoltare almeno una Sua opinione al riguardo

References: articolo 4
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