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Timestamp: 2020-07-12 20:28:29+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20768 del 14/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20768 del 14/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 14/10/2016, (ud. 20/05/2016, dep. 14/10/2016), n.20768
sul ricorso 4036/2013 proposto da:
avverso la sentenza n. 157/2011 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di
Infatti, il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. b), statuisce: “per area edificabile, s’intende l’area utilizzabile a scopo edificatorio, in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi, ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione, determinate secondo i criteri previsti, agli effetti dell’indennità di espropriazione per pubblica utilità”. Questo dettato normativo è stato oggetto di una prima norma interpretativa specifica e, precisamente, del D.L. n. 203 del 2005, art. 11 quaterdecies, comma 16 (conv. nella L. n. 248 del 2005), che ha disposto che per area fabbricabile deve intendersi l’area utilizzabile a scopo edificatorio, in base allo strumento urbanistico generale, indipendentemente dall’adozione di strumenti attuativi, e di una seconda norma (anch’essa chiarificatrice), e precisamente, del D.L. n. 223 del 2006, art. 36, comma 2 (conv. nella L. n. 248 del 2006), che ha esteso la superiore interpretazione, anche ai fini IVA, Registro e per le imposte sui redditi (oltre che ribadirla, ai fini ICI). La giurisprudenza di questa Corte, ha fin da subito ritenuto che” In tema di ICI, a seguito dell’entrata in vigore del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, art. 11 quaterdecies, comma 16, convertito con modificazioni dalla L. 2 dicembre 2005, n. 248, e del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 36, comma 2, convertito con modificazioni dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, che hanno fornito l’interpretazione autentica del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2, comma 1, lett. b), l’edificabilità di un’area, ai fini dell’applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile fondato sul valore venale, dev’essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione dello stesso da parte della Regione e dall’adozione di strumenti urbanistici attuativi. L’inizio del procedimento di trasformazione urbanistica è infatti sufficiente a far lievitare il valore venale dell’immobile, le cui eventuali oscillazioni, in dipendenza dell’andamento del mercato, dello stato di attuazione delle procedure incidenti sullo “ius aedificandi” o di modifiche del piano regolatore che si traducano in una diversa classificazione del suolo, possono giustificare soltanto una variazione del prelievo nel periodo d’imposta, conformemente alla natura periodica del tributo in questione, senza che ciò comporti il diritto al rimborso per gli anni pregressi, a meno che il Comune non ritenga di riconoscerlo, ai sensi del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 59, comma 1, lett. f). L’inapplicabilità del criterio fondato sul valore catastale dell’immobile impone peraltro di tener conto, nella determinazione della base imponibile, della maggiore o minore attualità delle sue potenzialità edificatorie, nonchè della possibile incidenza degli ulteriori oneri di urbanizzazione sul valore dello stesso in comune commercio” (Cass sez. un. 25506/2008, Cass. n. 16714/2007, 20137/2012, 9510/2008, 9778/2010, 5161/2014). Nel caso di specie, dall’esame della sentenza d’appello, emerge che le aree in contestazione erano edificabili e, pertanto, le stesse non potevano essere più considerate, ai fini ICI, avere la caratteristica di aree agricole, in quanto l’esistenza di uno strumento urbanistico generale che ingloba un’area un tempo agricola, in un comparto edificabile rende la stessa, fin da subito, dotata di un maggior valore, con correlativo incremento della base imponibile ICI. Pertanto, è fondato il rilievo della parte ricorrente secondo il quale, la declaratoria d’integrale annullamento dell’avviso d’accertamento, non appare adeguatamente supportata dal rilievo del ridotto indice di edificazione, e dagli oneri di lottizzazione e di rischio idraulico asseritamente non considerati nell’atto impositivo, in quanto tali rilievi avrebbero, tutt’al più, giustificato una rideterminazione in diminuzione del valore dell’area, ma non una conferma del regime d’imposizione ICI riservato ai terreni agricoli.
Vanno, conseguentemente accolti entrambi i motivi di ricorso, cassata l’impugnata sentenza e rinviata nuovamente alla Commissione regionale della Toscana, in diversa composizione, per un riesame nel merito delle doglianze del contribuente appellante, alla luce dei principi sopra enunciati, e per la pronuncia sulle spese della presente fase di legittimità.

References: Sentenza 
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 art. 2
 art. 11
 art. 36
 art. 11
 art. 36
 art. 2
 art. 59
 Cass. 
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