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Timestamp: 2020-02-22 04:26:06+00:00

Document:
Trib. Pesaro, ord. 10 giugno 2015 (est. Gianni) - ProcessoCivileTelematico.it
Giurisprudenza / 10 Dicembre, 2015 10 Dicembre, 2015
N. nn/aaaa R.E.
Il G.E.- G.O.T.
a scioglimento della riserva, formulata all’udienza del dì 08.04.2015 che qui precede, così provvede:
– visto l`atto di precetto del creditore procedente *** con procuratore Avv. *** nei confronti della parte debitrice esecutata *** e ***, notificato in data 18.11.2014, per la somma pari ad € ***, oltre interessi e spese, e successivo atto di pignoramento presso terzi, notificato il dì 19.12.2014, come qui riscontrato in atti, inviato in via telematica;
– vista la dichiarazione positiva, così resa dal legale rappresentante della ***, terzo pignorato, contenuta nella relativa lettera, datata 23.01.2015, così risultata depositata in atti dallo stesso procuratore di parte creditrice procedente, alla stessa udienza del dì 04.02.2015, da cui si evince che il debitore esecutato, ***, è stato dipendente di detta società, con contratto a tempo indeterminato, con decorrenza dal dì 25.06.2008 al 21.01.2015, percependo una retribuzione mensile netta di € ***, per n. 14 mensilità, e, comunque su detta somma, allo stato, non sussistono altri pignoramenti e/o sequestri;
– vista la dichiarazione positiva, così resa dal legale rappresentante della ditta ***, terzo pignorato contenuta nella relativa lettera, datata 19.01.2015, così risultata depositata in atti dallo stesso procuratore di parte creditrice procedente, alla medesima udienza del dì 04.02.2015, da cui si evince che la parte debitrice esecutata ***, è dipendente di detta società, con contratto a tempo indeterminato, fino al 30.03.2015 e prestazione a tempo parziale, così percependo una retribuzione mensile netta pari ad € ***, e, comunque su detta somma, allo stato, non sussistono altri pignoramenti e/o sequestri;
– visto che con atto di opposizione all’esecuzione de qua, ex art. 615 c.p.c. contenente anche la domanda di sospensione, ex art. 624 c.p.c., datato 30.01.2015, e così risultato inviato in via telematica, con relativa attestazione di conformità, ai sensi dell’art. 3 bis, L. n. 53/1994 poi anche depositato in cartaceo, alla stessa udienza del dì 04.02.2015, si è costituita, nel relativo procedimento esecutivo, la stessa parte debitrice esecutata, nella persona di ***, cosi svolgendo variegate argomentazioni,tutte date per riportate, rassegnando anche le relative conclusioni, come in atti, qui pure tutte succintamente date per richiamate, in modo che, previa comparizione delle parti, venga dichiarato: 1) inesistente il pignoramento presso terzi de quo ex art. 543 c.p.c., 2) la sospensione del presente procedimento esecutivo, per i motivi di cui in premessa; ed in subordine: 3) non esigibile e, non dovuto, il relativo credito, di cui al pignoramento de quo, con conseguente illegittimità e/o inesistenza del diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata, nei confronti dei nominati debitori; 4) la rifusione delle spese ed onorari;
– considerato, peraltro, che lo stesso art. 543, comma IV del codice di rito, cui qui si rimanda, integralmente, prevede una particolare e nuova prassi, che deve essere qui seguita, essendo ormai instaurata anche per il presente procedimento esecutivo, qui in esame;
– rilevato, altresì, che anche la più recente giurisprudenza di merito che si sta formando su tale punto controverso si è pronunciata anche su tale questione, anche se da altri angoli di visuale, che qui è opportuno, comunque, richiamare ove è stato posto in evidenza che: “….La circostanza che una parte depositi la memoria conclusiva autorizzata solo in forma telematica, senza la predisposizione delle copie «cortesia›› di cui al Protocollo d’intesa tra il Tribunale di Milano e l’Ordine degli Avvocati Milano del 26 giugno 2014 rendendo più gravoso per il Collegio esaminarne le difese, comporta l’applicazione dell’art. 96, comma 3, c.p.c. (cfr. Tribunale Milano, 15/01/2015, in […]) ed anche quanto è stato pure affermato che:”….. In tema di processo civile telematico, la ritualità del deposito in via telematica di atti esoprocessuali e, particolare, degli atti introduttivi del giudizio, nel presente panorama normativo deve essere ricostruita sulla base dei fondamentali principi di cui all’art. 121 c.p.c. e 156 c.p.c., che articolano il generale principio di raggiungimento dello scopo, obiettivo da verificare alla luce della normativa prevista in materia di atti informatici, ove è previsto che: 1. il documento informatico sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale che rispetti le regole tecniche ha la stessa efficacia prevista dall’art. 2702 c.c. (cfr. art. 20 e 21 CAD); 2. i documenti trasmessi da chiunque ad una p.a. con qualsiasi mezzo telematico e informatico idoneo ad accertarne la fonte di provenienza soddisfano il requisito della forma scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale (art. 45 CAD) (Trib. Milano (14 ottobre 2014 […]) anche se detta ultima richiamata decisione induce ad una qualche perplessità;
– ritenuto, peraltro, che, in ogni caso, la stessa domanda di sospensione è fondata su tale particolare punto qui controverso, e ciò, principalmente, in quanto risultano essere stati anche indicati, specificamente, “i gravi motivi”, di cui al richiamato art. 624 c.p.c., nonostante la suggestiva tesi, così sostenuta, sul punto controverso, dal procuratore di parte creditrice ed opposta, che sarebbe avvenuto, comunque, una sanatoria, negando la possibilità stessa di poter ottenere la concessione di tale invocato beneficio, in via cautelare, qui inutiliter esposto e dato, con particolare riferimento a quanto pure riportato nella narrativa, che qui precede, e tutto ciò, peraltro, solo per il fatto che risulta essere stata resa la riportata dichiarazione positiva, così resa in atti, ai sensi dell’art. 547 c.p.c., dal menzionato soggetto, terzo pignorato;
– considerato, altresì, che la stessa giurisprudenza di legittimità, si è espressa, costantemente, nel senso di affermare che: “…La sospensione dell’esecuzione, prevista dall’art 624 c.p.c., nella sua originaria formulazione … può invocarsi sulla base presumibile di caducazione della pretesa del creditore precedente (per fatti impeditivi, modificativi, estintivi della stessa, successivamente al formarsi del titolo esecutivo) ovvero in relazione a questioni di puro diritto…” come il G.E. – G.O.T. ritiene qui sussistere e che, comunque, sono pure ravvisabili proprio nella dedotta fattispecie (cfr., sul punto, Cass. civ. sez. III, sentenza del dì 09 luglio 2008 n. 18856, in […])e che tale modifica, comunque, non è intervenuta;
– rilevato, quindi, che i relativi motivi di merito, così esposti nella opposizione de qua, restano qui assorbiti dall`accoglimento della domanda di sospensiva in quanto a tale proposito è opportuno anche ricordare la stessa giurisprudenza di legittimità, che si è pronunciata ed è anche stato costantemente ed unanimemente accolto il principio che “.. il giudice di merito non ha l’obbligo di confutare espressamente tutto quanto prodotto <<vedi Cass. n. 267/2001>> o dedotto dalle parti <<vedi Cass. n. 13802/2000 e 5799/2001>>, ma soltanto il dovere di spiegare in modo chiaro e coerente le ragioni che lo hanno indotto a privilegiare una determinata soluzione a scapito di altre…”.
la parte creditrice procedente, qui opposta, ***, al pagamento delle spese, riferite al presente sub procedimento, in favore della nominata parte debitrice esecutata, *** e *** con particolare riguardo a tale fase, in ordine al procedimento di opposizione de quo che qui vengono liquidate in € ***, per compenso-onorario, oltre rimborso forfetario al 15%, con gli accessori di legge, e nulla per le spese esenti, ex art. 15 d.p.r. n. 633/1972, in quanto non oggettivamente sostenute, e comunque non documentate in atti, tenendo qui presenti, altresì, i nuovi parametri, allo stato vigenti, ai sensi e per gli effetti di cui al D.M. 10.03.2014 n. 55, già pubblicato in G.U. n. 77 del 2 aprile 2014, ed entrato in vigore il giorno successivo 3 aprile 2014, tenuto conto della entità dell’attività prestata;
alle parti comunque il termine di 60 gg. decorrenti dalla comunicazione del presente procedimento per riassumere la causa di merito davanti al Tribunale di Pesaro, con la relativi iscrizione a ruolo.
Manda la cancelleria per la comunicazione della presente ordinanza a mezzo Pec al creditore procedente, qui opposto, ed alla parte debitrice, qui opponente, nel domicilio eletto presso i rispettivi procuratori.
Pesaro, 10 giugno 2015
Il G.E. – G.O.T.
Dott. Sandro GIANNI

References: art. 615
 art. 624
 art. 543
 art. 543
 art. 20
 art. 624
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 15