Source: http://www.iustutor.com/2012/08/diritto-costituzionale-decreto.html
Timestamp: 2017-11-23 01:30:01+00:00

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IusTutor: Diritto Costituzionale: Decreto legislativo
Diritto Costituzionale: Decreto legislativo
La disciplina di diritto costituzionale in tema di delegazione legislativa e di decreti delegati si esaurisce nel solo combinato disposto degli artt. 76 e 77 (comma 1) Cost.
Art.76 Cost stabilisce che "l'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti".
La seconda disposizione, art. 77 Cost., prevede che "il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria".
I vincoli imposti dalla Costituzione al legislatore parlamentare consistono nella previsione dei c.d. requisiti minimi - ovvero contenuti necessari - all'interno della legge di delega.
L'art. 76 richiede che la legge di delegazione necessariamente contenga i seguenti requisiti: a) determinazione di principi e criteri direttivi; b) tempo limitato; e) oggetti definiti:
a) Con specifico riferimento ai Principi e criteri direttivi appare di particolare rilievo ilproblema della loro concreta determinazione.
La Corte costituzionale ha sempre tenuto a precisare come "la determinazione dei principi e criteri direttivi, richiesti dall'art. 76 della Costituzione per una valida delegazione legislativa, non può eliminare ogni margine di scelta nell'esercizio della delega"; tali elementi servono, infatti, "a circoscrivere il campo della delega sì da evitare che essa venga esercitata in modo divergente dalle finalità che l'hanno determinata" ma devono anche "consentire al potere delegato la possibilità di valutare le particolari situazioni giuridiche da regolamentare nella fisiologica attivita di riempimento che lega i due livelli normativi.
b) Tempo limitato:
Sebbene infatti il termine debba essere "certo", sono stati frequenti - ed avallati - casi di proroga dello stesso, sia mediante legge formale sia mediante decreto-legge .
Né meno frequenti - ed anzi ormai stabilizzati - sono i casi di deleghe correttive ed integrative adottate (entro un termine prestabilito) a seguito della emanazione di decreti legislativi c.d. "principali" Jin tal caso, la legge di delegazione contiene formule del tipo "il Governo è delegato ad adottare entro" un termine certo decorrente dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi principali, "uno o più decreti legislativi correttivi o modificativi" dei primi.
in secondo luogo - relativamente all'oggetto - deve ritenersi illegittima invece una disposizione che, elencando una serie di criteri direttivi destinati ad indirizzare il Governo a prendere prioritariamente in considerazione predeterminati interessi e funzioni nella formazione di decreti delegati invero "meramente ricognitivi", estenda l'oggetto della delega in maniera impropria ed indeterminata.
Per quanto riguarda il requisito dell'oggetto, la Corte costituzionale ha sviluppato un orientamento interpretatativo - in verità condiviso anche dalla dottrina - che consente al legislatore delegante di individuare l'oggetto con una qualche genericità.
Per cui si ritengono comunque compatibili con l'art. 76 anche le c.d. vaste deleghe (cioè quelle con oggetti di notevole ampiezza e complessita’), e quelle con pluralità di oggetti.
Promulgazione e stesura del Decreto Legislativo:
La legge 400/1988 ha posto alcuni requisiti redazionali dei decreti legislativi ed ha specificato e introdotto dei vincoli procedimenti.
Naturalmente, trattandosi di legge ordinaria, può essere derogata dalla singola legge di delegazione.
L'art. 14, della citata legge stabilisce che i decreti legislativi adottati ai sensi dell'art. 76 Cost, devono contenere la denominazione di "decreto legislativo";con l'indicazione nel preambolo della legge di delegazione e della delibera del Consiglio dei ministri e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla legge di delegazione.
I decreti legislativi devono essere deliberati dal Consiglio dei ministri (artt. 92 e 95 Cost., nonché art. 2.3, legge 10/1988) e quindi vengono emanati dal Presidente della Repubblica (art. 87 Cost, e art. 14, legge 400/1988).
Per consentire al Capo dello Stato di esercitare la sua funzione di controllo costituzionale, il testo del decreto legislativo adottato dal Consiglio dei ministri deve essere trasmesso al Presidente della Repubblica per l'emanazione almeno venti giorni prima della scadenza (art. 14.2).
Nel caso in cui il termine per l'esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo è tenuto a chiedere il parere delle Camere sugli schemi dei decreti legislativi (art. 14.4).
Il parere è espresso dalle Commissioni permanenti competenti per materia entro sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni successivi, ritrasmette, con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle Commissioni per il parere definitivo, che deve essere espresso entro trenta giorni.
Indipendentemente dalla durata della delega, il parere delle Commissioni competenti per materia deve essere richiesto per i decreti legislativi di riassetto normativo.
Etichette: art. 76, art. 77, Consiglio dei ministri, decreto legislativo, Diritto Costituzionale, Governo, legge 400/1988, legge di delega

References: Art.76
 art. 77
 art. 2
 art. 14
 art. 76
 art. 77