Source: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:L:2009:147:FULL&from=NL
Timestamp: 2019-08-21 20:43:10+00:00

Document:
Gazzetta ufficiale L 147/2009
doi:10.3000/1725258X.L_2009.147.ita
52° anno
Decisione del Consiglio del 27 novembre 2008 relativa alla conclusione della convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale
Convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale
Verbale di rettifica della convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, firmata a Lugano il 30 ottobre 2007( GU L 339 del 21.12.2007 )
relativa alla conclusione della convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale
(2009/430/CE)
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 61, lettera c), in combinato disposto con l’articolo 300, paragrafo 2, primo comma, e con l’articolo 300, paragrafo 3, secondo comma,
visto il consenso del Parlamento europeo (1),
Il 16 settembre 1988 gli Stati membri delle Comunità europee hanno firmato con la Repubblica d’Islanda, il Regno di Norvegia e la Confederazione svizzera un accordo internazionale concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (2) («convenzione di Lugano»), che estende all’Islanda, alla Norvegia e alla Svizzera l’applicazione delle disposizioni della convenzione del 27 settembre 1968 sulle stesse materie (3) («convenzione di Bruxelles»).
I negoziati per rivedere la convenzione di Bruxelles e la convenzione di Lugano si sono svolti nel 1998 e 1999, nell’ambito di un gruppo di lavoro ad hoc allargato all’Islanda, alla Norvegia e alla Svizzera. Esito dei negoziati è stata l’adozione di un progetto di convenzione redatto dal gruppo di lavoro, il cui testo è stato confermato dal Consiglio nelle sedute del 27 e 28 maggio 1999.
Successivi negoziati all’interno del Consiglio hanno portato all’adozione, sulla base di tale testo, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (4), che ha ammodernato le disposizioni della convenzione di Bruxelles, rendendo il sistema di riconoscimento e di esecuzione più rapido e efficace.
Visto il parallelismo tra i regimi instaurati dalla convenzione di Bruxelles e dalla convenzione di Lugano sulla competenza giurisdizionale e sul riconoscimento e sull’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, è opportuno allineare le disposizioni della convenzione di Lugano a quelle del regolamento (CE) n. 44/2001, per raggiungere lo stesso grado di circolazione delle decisioni tra gli Stati membri e i paesi EFTA interessati.
A norma del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non partecipa all’applicazione di misure a norma del titolo IV del trattato che istituisce la Comunità europea. Affinché le disposizioni della convenzione di Lugano siano applicabili a tale paese, la Danimarca dovrebbe partecipare in quanto parte contraente a una nuova convenzione sulle stesse materie.
Con decisione del 27 settembre 2002, il Consiglio ha autorizzato la Commissione a negoziare in vista dell’adozione di una nuova convenzione di Lugano concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.
La Commissione, a nome della Comunità, ha negoziato tale convenzione con l’Islanda, la Norvegia, la Svizzera e la Danimarca. La convenzione è stata firmata il 30 ottobre 2007, a nome della Comunità, a norma della decisione del Consiglio 2007/712/CE (5), fatta salva la sua conclusione ad una data successiva.
Al momento dell’adozione della decisione 2007/712/CE, il Consiglio ha convenuto di esaminare, nell’ambito delle discussioni sulla conclusione della nuova convenzione di Lugano, la possibilità di fare una dichiarazione conformemente all’articolo II, paragrafo 2, del protocollo 1 della convenzione. La Comunità dovrebbe formulare una siffatta dichiarazione al momento della conclusione della convenzione.
Durante i negoziati sulla convenzione, la Comunità si è impegnata a fare una dichiarazione, all’atto della ratifica della convenzione, affinché, nel modificare il regolamento (CE) n. 44/2001, la Comunità precisi il campo di applicazione dell’articolo 22, paragrafo 4, di detto regolamento, onde tenere conto della pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee concernente la registrazione o la validità dei diritti di proprietà intellettuale, e garantire così il parallelismo di tale articolo con l’articolo 22, paragrafo 4, della convenzione. In questo contesto, dovranno essere considerati i risultati della valutazione dell’applicazione del regolamento (CE) n. 44/2001.
Il Regno Unito e l’Irlanda, ai sensi dell’articolo 3 del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell’Irlanda allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, partecipano all’adozione e all’applicazione della presente decisione.
A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca, la Danimarca non partecipa all’adozione della presente decisione, che non la vincola né è ad essa applicabile.
È ora opportuno concludere la convenzione,
È approvata la conclusione, a nome della Comunità, della convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, che sostituirà la convenzione di Lugano del 16 settembre 1988.
All’atto del deposito dello strumento di ratifica, la Comunità formula le dichiarazioni riportate nell’allegato I e nell’allegato II della presente decisione.
Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona o le persone abilitate a depositare, a nome della Comunità, lo strumento di ratifica, conformemente all’articolo 69, paragrafo 2, della convenzione.
(2) Convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 319 del 25.11.1988, pag. 9).
(3) Convenzione di Bruxelles concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 299 del 31.12.1972, pag. 32) (versione consolidata nella GU C 27 del 26.1.1998, pag. 1).
(4) GU L 12 del 16.1.2001, pag. 1.
(5) Decisione del Consiglio 2007/712/CE, del 15 ottobre 2007, relativa alla firma, a nome della Comunità, della convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 339 del 21.12.2007, pag. 1).
«La Comunità europea dichiara che, nel modificare il regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, intende chiarire il campo di applicazione dell’articolo 22, paragrafo 4, di detto regolamento per tenere conto della pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee concernente le azioni in materia di registrazione o validità dei diritti di proprietà intellettuale e garantire così il parallelismo con l’articolo 22, paragrafo 4, della convenzione, in riferimento anche ai risultati della valutazione dell’applicazione del regolamento (CE) n. 44/2001.»
DICHIARAZIONE DELLA COMUNITÀ EUROPEA A NORMA DELL’ARTICOLO II, PARAGRAFO 2, DEL PROTOCOLLO 1 DELLA CONVENZIONE
«La Comunità europea dichiara che le azioni di cui all’articolo 6, paragrafo 2, e all’articolo 11 non possono essere richieste nei seguenti Stati membri: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovenia, oltre ai tre Stati membri già menzionati nell’allegato IX della convenzione.
A norma dell’articolo 77, paragrafo 2, della convenzione, non appena entrata in vigore la convenzione si dovrebbe pertanto chiedere al comitato permanente istituito dall’articolo 4 del protocollo 2 della convenzione di modificare l’allegato IX della convenzione come segue:
“ALLEGATO IX
Gli Stati e le norme di cui all’articolo II del protocollo 1 sono:
Germania: articoli 68, 72, 73 e 74 del codice di procedura civile (Zivilprozessordnung) concernenti la litis denuntiatio,
Estonia: articolo 214, paragrafi 3 e 4, e articolo 216 del codice di procedura civile (tsiviilkohtumenetluse seadustik) concernenti la litis denuntiatio,
Lettonia: articoli 78, 79, 80 e 81 del codice di procedura civile (Civilprocesa likums) concernenti la litis denuntiatio,
Lituania: articolo 47 del codice di procedura civile (Civilinio proceso kodeksas),
Ungheria: articoli da 58 a 60 del codice di procedura civile (Polgári perrendtartás) concernenti la litis denuntiatio,
Austria: articolo 21 del codice di procedura civile (Zivilprozessordnung) concernente la litis denuntiatio,
Polonia: articoli 84 e 85 del codice di procedura civile (Kodeks postępowania cywilnego) concernenti la litis denuntiatio (przypozwanie),
Slovenia: articolo 204 della legge sulla procedura civile (Zakon o pravdnem postopku) concernente la litis denuntiatio,
Svizzera, limitatamente ai cantoni il cui codice di procedura civile applicabile non prevede la competenza di cui all’articolo 6, paragrafo 2, e all’articolo 11 della convenzione: le pertinenti disposizioni del codice di procedura civile applicabile concernenti la litis denuntiatio.”
della convenzione di Bruxelles, del 27 settembre 1968, concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, modificata dalle convenzioni di adesione a seguito dei successivi allargamenti dell’Unione europea,
della convenzione di Lugano, del 16 settembre 1988, concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, che estende l’applicazione delle norme della convenzione di Bruxelles del 1968 ad alcuni Stati membri dell’Associazione europea di libero scambio,
del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, che ha sostituito la succitata convenzione di Bruxelles,
dell’accordo tra la Comunità europea e il Regno di Danimarca concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, firmato a Bruxelles il 19 ottobre 2005,
lo stato e la capacità delle persone fisiche, il regime patrimoniale fra coniugi, i testamenti e le successioni;
i fallimenti, i concordati e la procedure affini;
3. Ai fini della presente convenzione, con «Stato vincolato dalla presente convenzione» si intende lo Stato che è parte contraente della presente convenzione, ovvero uno Stato membro della Comunità europea. L’espressione può altresì indicare la Comunità europea.
nel caso della compravendita di beni, il luogo, situato in uno Stato vincolato dalla presente convenzione, in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto,
nel caso della prestazione di servizi, il luogo, situato in uno Stato vincolato dalla presente convenzione, in cui i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati in base al contratto;
se non si applica la lettera b), si applica quanto previsto alla lettera a);
in materia di obbligazioni alimentari:
davanti al giudice del luogo in cui il creditore di alimenti ha il domicilio o la residenza abituale; o
qualora si tratti di una domanda accessoria a un’azione relativa allo stato delle persone, davanti al giudice competente a conoscere quest’ultima secondo la legge nazionale, salvo che tale competenza si fondi unicamente sulla cittadinanza di una delle parti; o
qualora si tratti di una domanda accessoria a un’azione relativa alla responsabilità genitoriale, davanti al giudice competente a conoscere quest’ultima secondo la legge nazionale, salvo che tale competenza si fondi unicamente sulla cittadinanza di una delle parti;
in materia di illeciti civili dolosi o colposi, davanti al giudice del luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire;
qualora si tratti di un’azione di risarcimento di danni o di restituzione, nascente da reato, davanti al giudice presso il quale è esercitata l’azione penale, sempre che secondo la propria legge tale giudice possa conoscere dell’azione civile;
qualora si tratti di controversia concernente l’esercizio di una succursale, di un’agenzia o di qualsiasi altra sede d’attività, davanti al giudice del luogo in cui essa è situata;
nella sua qualità di fondatore, trustee o beneficiario di un trust costituito in applicazione di una legge o per iscritto o con clausola orale confermata per iscritto, davanti ai giudici dello Stato vincolato dalla presente convenzione nel cui territorio il trust ha domicilio;
qualora si tratti di una controversia concernente il pagamento del corrispettivo per l’assistenza o il salvataggio di un carico o un nolo, davanti al giudice nell’ambito della cui competenza il carico o il nolo ad esso relativo:
avrebbe potuto essere sequestrato a tal fine ma è stata fornita una cauzione o altra garanzia;
in caso di pluralità di convenuti, davanti al giudice del luogo in cui uno qualsiasi di essi è domiciliato, sempre che tra le domande esista un nesso così stretto da rendere opportuna una trattazione unica e una decisione unica onde evitare il rischio, sussistente in caso di trattazione separata, di giungere a decisioni incompatibili;
qualora si tratti di chiamata in garanzia o altra chiamata di terzo, davanti al giudice presso il quale è stata proposta la domanda principale, sempre che quest’ultima non sia stata proposta solo per distogliere colui che è stato chiamato in causa dal suo giudice naturale;
qualora si tratti di una domanda riconvenzionale nascente dal contratto o dal fatto su cui si fonda la domanda principale, davanti al giudice presso il quale è stata proposta la domanda principale;
in materia contrattuale, qualora l’azione possa essere riunita con un’azione in materia di diritti reali immobiliari proposta contro il medesimo convenuto, davanti al giudice dello Stato vincolato dalla presente convenzione in cui l’immobile è situato.
davanti al giudice dello Stato in cui è domiciliato; o
in un altro Stato vincolato dalla presente convenzione, davanti al giudice del luogo in cui è domiciliato l’attore, qualora l’azione sia proposta dal contraente dell’assicurazione, dall’assicurato o da un beneficiario; o
se si tratta di un coassicuratore, davanti al giudice di uno Stato vincolato dalla presente convenzione presso il quale sia stata proposta l’azione contro l’assicuratore al quale è affidata la delega del contratto di assicurazione.
che consenta al contraente dell’assicurazione, all’assicurato o al beneficiario di adire un giudice diverso da quelli indicati nella presente sezione; o
che, stipulata tra un contraente dell’assicurazione e un assicuratore aventi entrambi il domicilio o la residenza abituale nel medesimo Stato vincolato dalla presente convenzione al momento della conclusione del contratto, abbia per effetto, anche nel caso in cui l’evento dannoso si produca all’estero, di attribuire la competenza ai giudici di tale Stato, sempre che la legge di quest’ultimo non vieti siffatte convenzioni; o
stipulata da un contraente dell’assicurazione che non abbia il domicilio in uno Stato vincolato dalla presente convenzione, salvo che si tratti di assicurazione obbligatoria o relativa ad un immobile situato in uno Stato vincolato dalla presente convenzione; o
che riguardi un contratto di assicurazione nella misura in cui esso copre uno o più rischi di cui all’articolo 14.
ogni danno:
risultante dall’impiego o dall’esercizio delle navi, degli impianti o degli aeromobili di cui al paragrafo 1, lettera a), sempre che, per quanto riguarda questi ultimi, la legge dello Stato vincolato dalla presente convenzione in cui l’aeromobile è immatricolato non vieti le clausole attributive di competenza nell’assicurazione di tali rischi;
ogni perdita pecuniaria connessa con l’impiego e l’esercizio delle navi, degli impianti o degli aeromobili di cui al paragrafo 1, lettera a), in particolare quella del nolo o del corrispettivo del noleggio;
ogni rischio connesso con uno dei rischi di cui ai precedenti punti 1, 2 e 3;
fatti salvi i punti da 1 a 4, tutti i grandi rischi.
qualora si tratti di una vendita a rate di beni mobili materiali; o
in tutti gli altri casi, qualora il contratto sia stato concluso con una persona le cui attività commerciali o professionali si svolgono nello Stato vincolato dalla presente convenzione in cui è domiciliato il consumatore o sono dirette, con qualsiasi mezzo, verso tale Stato o verso una pluralità di Stati comprendente tale Stato, purché il contratto rientri nell’ambito di dette attività.
che consenta al consumatore di adire un giudice diverso da quelli indicati nella presente sezione; o
che, stipulata tra il consumatore e la sua controparte aventi entrambi il domicilio o la residenza abituale nel medesimo Stato vincolato dalla presente convenzione al momento della conclusione del contratto, attribuisca la competenza ai giudici di tale Stato, sempre che la legge di quest’ultimo non vieti siffatte convenzioni.
in un altro Stato vincolato dalla presente convenzione:
davanti al giudice del luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente la propria attività o a quello dell’ultimo luogo in cui la svolgeva abitualmente; o
qualora il lavoratore non svolga o non abbia svolto abitualmente la propria attività in un solo paese, davanti al giudice del luogo in cui è o era situata la sede d’attività presso la quale è stato assunto.
che consenta al lavoratore di adire un giudice diverso da quelli indicati nella presente sezione.
in materia di diritti reali immobiliari e di contratti d’affitto di immobili, i giudici dello Stato vincolato dalla presente convenzione in cui l’immobile è situato.
in materia di validità, nullità o scioglimento delle società o persone giuridiche, aventi la sede nel territorio di uno Stato vincolato dalla presente convenzione, o riguardo alla validità delle decisioni dei rispettivi organi, i giudici di tale Stato. Per determinare tale sede il giudice applica le norme del proprio diritto internazionale privato;
in materia di validità delle trascrizioni e iscrizioni nei pubblici registri, i giudici dello Stato vincolato dalla presente convenzione nel cui territorio sono tenuti i registri;
in materia di registrazione o di validità di brevetti, marchi, disegni e modelli e di altri diritti analoghi per i quali è prescritto il deposito ovvero la registrazione, a prescindere dal fatto che la questione sia sollevata mediante azione o eccezione, i giudici dello Stato vincolato dalla presente convenzione nel cui territorio il deposito o la registrazione sono stati richiesti, sono stati effettuati o sono da considerarsi effettuati a norma di un atto normativo comunitario o di una convenzione internazionale.
in materia di esecuzione delle decisioni, i giudici dello Stato vincolato dalla presente convenzione nel cui territorio ha luogo l’esecuzione.
nel commercio internazionale, in una forma ammessa da un uso che le parti conoscevano o avrebbero dovuto conoscere e che, in tale campo, è ampiamente conosciuta e regolarmente rispettata dalle parti di contratti dello stesso tipo nel ramo commerciale considerato.
quando la domanda giudiziale o atto equivalente è depositato presso il giudice, purché successivamente l’attore non abbia omesso di prendere tutte le misure che era tenuto a prendere affinché l’atto fosse notificato o comunicato al convenuto; o
se l’atto deve essere notificato o comunicato prima di essere depositato presso il giudice, quando l’autorità competente per la notificazione o comunicazione lo riceve, purché successivamente l’attore non abbia omesso di prendere tutte le misure cui era tenuto affinché l’atto fosse depositato presso il giudice.
Ai fini della presente convenzione, con «decisione» si intende, a prescindere dalla denominazione usata, qualsiasi decisione emessa da un giudice di uno Stato vincolato dalla presente convenzione, quale, ad esempio, un decreto, una sentenza, un’ordinanza o un mandato di esecuzione, nonché la determinazione delle spese giudiziali da parte del cancelliere.
se il riconoscimento è manifestamente contrario all’ordine pubblico dello Stato richiesto;
se la domanda giudiziale o atto equivalente non è stato notificato o comunicato al convenuto contumace in tempo utile e in modo tale da poter presentare le proprie difese eccetto qualora, pur avendone avuto la possibilità, egli non abbia impugnato la decisione;
se sono in contrasto con una decisione emessa tra le medesime parti nello Stato richiesto;
se sono in contrasto con una decisione emessa precedentemente tra le medesime parti in un altro Stato vincolato dalla presente convenzione o in un paese terzo, in una controversia avente il medesimo oggetto e il medesimo titolo, allorché tale decisione presenta le condizioni necessarie per essere riconosciuta nello Stato richiesto.
2. Qualora la decisione sia stata emessa in Irlanda o nel Regno Unito, qualsiasi mezzo di impugnazione esperibile nello Stato d’origine è considerato «impugnazione ordinaria» ai sensi del paragrafo 1.
la sua sede statutaria; oppure
2. Per quanto riguarda il Regno Unito e l’Irlanda, per «sede statutaria» si intende il «registered office» o, se non esiste alcun «registered office», il «place of incorporation» (luogo di acquisizione della personalità giuridica), ovvero, se nemmeno siffatto luogo esiste, il luogo in conformità della cui legge è avvenuta la «formation» (costituzione).
Ai fini della presente convenzione, con «giudice» si intende l’autorità designata da uno Stato vincolato dalla presente convenzione come competente per le materie rientranti nel campo di applicazione della presente convenzione.
se nello Stato d’origine l’azione è stata proposta posteriormente all’entrata in vigore, sia in quest’ultimo Stato che nello Stato richiesto, della convenzione di Lugano del 16 settembre 1988;
in tutti gli altri casi, se le norme sulla competenza applicate sono conformi a quelle stabilite dal titolo II o da una convenzione tra lo Stato d’origine e lo Stato richiesto, in vigore al momento in cui l’azione è stata proposta.
in materia di competenza giurisdizionale, qualora il convenuto sia domiciliato nel territorio di uno Stato in cui si applica la presente convenzione ma non un atto normativo di cui al paragrafo 1, ovvero qualora gli articoli 22 o 23 della presente convenzione attribuiscano la competenza ai giudici di quello Stato;
in materia di litispendenza o di connessione contemplate dagli articoli 27 e 28, ove siano state proposte azioni in uno Stato in cui si applica la presente convenzione, ma non un atto normativo di cui al paragrafo 1, e in uno Stato in cui si applicano sia la presente convenzione che un atto normativo di cui al paragrafo 1;
in materia di riconoscimento e di esecuzione, qualora lo Stato d’origine o lo Stato richiesto non applichi alcun atto normativo di cui al paragrafo 1.
se la domanda verte sulla proprietà o il possesso di tali beni, è volta a ottenere l’autorizzazione di disporne o è relativa a un’altra causa che li riguarda; ovvero
se i beni costituiscono la garanzia di un credito che è l’oggetto della domanda.
gli Stati che, dopo l’apertura alla firma della presente convenzione, diventano membri dell’Associazione europea di libero scambio, alle condizioni previste dall’articolo 71;
gli Stati membri della Comunità europea a nome e per conto di certi territori non europei parte del loro territorio nazionale o delle cui relazioni esterne sono responsabili, alle condizioni previste dall’articolo 71;
qualsiasi altro Stato, alle condizioni previste dall’articolo 72.
fa le comunicazioni richieste per l’applicazione della presente convenzione;
può presentare dichiarazioni a norma degli articoli I e III del protocollo n. 1.
può presentare dichiarazioni a norma degli articoli I e III del protocollo n. 1;
fornisce al depositario informazioni riguardanti, in particolare:
il suo ordinamento giudiziario, segnatamente sulla nomina e l’indipendenza dei giudici;
le sue norme di diritto interno di procedura civile e sull’esecuzione delle decisioni;
le sue norme di diritto internazionale privato e processuale civile.
un protocollo n. 1 relativo ad alcuni problemi di competenza, procedura ed esecuzione,
un protocollo n. 2 relativo all’interpretazione uniforme della convenzione e al comitato permanente,
un protocollo n. 3 relativo all’applicazione dell’articolo 67 della convenzione,
gli allegati da I a IV e l’allegato VII recanti informazioni sull’applicazione della convenzione,
gli allegati V e VI contenenti gli attestati di cui agli articoli 54, 57 e 58 della convenzione,
l’allegato VIII indicante le lingue facenti fede di cui all’articolo 79 della convenzione,
l’allegato IX relativo all’applicazione dell’articolo II del protocollo n. 1.
le date di entrata in vigore della presente convenzione nei confronti delle parti contraenti;
le dichiarazioni ricevute ai sensi degli articoli da I a IV del protocollo n. 1;
le comunicazioni fatte ai sensi dell’articolo 74, paragrafo 2, dell’articolo 77, paragrafo 1, e del paragrafo 4 del protocollo n. 3.
«eccetto qualora, pur avendone avuto la possibilità, egli non abbia impugnato la decisione».
il diritto di cui al paragrafo 1; e
il diritto che, salve le disposizioni dell’articolo 41, un’autorità indicata all’articolo 39 esamini d’ufficio se sussista un motivo di diniego del riconoscimento o dell’esecuzione di una decisione.
procedere a consultazioni sulle relazioni tra la presente convenzione e altri atti normativi internazionali,
procedere a consultazioni sull’applicazione dell’articolo 67, compresi i progetti di adesione ad atti normativi relativi a materie particolari ai sensi dell’articolo 67, paragrafo 1, della stessa e le proposte normative ai sensi del protocollo n. 3,
esaminare l’adesione di nuovi Stati. In particolare, il comitato può porre, agli Stati aderenti di cui all’articolo 70, paragrafo 1, lettera c), domande sui rispettivi ordinamenti e sull’attuazione della convenzione. Il comitato può inoltre esaminare gli eventuali adeguamenti da apportare alla convenzione per la sua applicazione negli Stati aderenti,
accettare nuove versioni linguistiche facenti fede ai sensi dell’articolo 73, paragrafo 3, della presente convenzione ed effettuare le opportune modifiche all’allegato VIII,
procedere a consultazioni su una revisione della convenzione ai sensi dell’articolo 76,
procedere a consultazioni sulle modifiche degli allegati da I a IV e dell’allegato VII ai sensi dell’articolo 77, paragrafo 1,
adottare modifiche degli allegati V e VI ai sensi dell’articolo 77, paragrafo 2,
revocare le riserve e le dichiarazioni delle parti contraenti, ai sensi del protocollo n. 1, ed effettuare le opportune modifiche all’allegato IX.
Ai fini della convenzione le disposizioni che, in materie particolari, disciplinano la competenza giurisdizionale, il riconoscimento o l’esecuzione delle decisioni e che sono o saranno contenute in atti delle istituzioni delle Comunità europee sono trattate alla stessa stregua delle convenzioni di cui all’articolo 67, paragrafo 1.
Se una parte contraente ritiene che una disposizione contenuta in una proposta di atto delle istituzioni delle Comunità europee sia incompatibile con la convenzione, le parti contraenti prendono senza indugio in considerazione la possibilità di modificare la convenzione in conformità dell’articolo 76, fatta salva l’applicazione della procedura prevista dal protocollo n. 2.
Qualora una o più parti contraenti incorporino in tutto o in parte, nel diritto nazionale, le disposizioni contenute in atti delle istituzioni della Comunità europea di cui al paragrafo 1, tali disposizioni di diritto interno sono trattate alla stregua delle convenzioni contemplate dall’articolo 67, paragrafo 1.
Le parti contraenti comunicano al depositario il testo delle disposizioni menzionate al paragrafo 3. La comunicazione è corredata di una traduzione in lingua inglese e francese.
in Belgio: gli articoli da 5 a 14 della legge del 16 luglio 2004 sul diritto internazionale privato,
in Bulgaria: l’articolo 4, primo comma, del codice di diritto internazionale privato,
nella Repubblica ceca: l’articolo 86 della legge n. 99/1963 Racc., codice di procedura civile (občanský soudní řád), e successive modifiche,
in Danimarca: l’articolo 246, secondo e terzo comma, del codice di procedura civile (lov om rettens pleje),
in Germania: l’articolo 23 del codice di procedura civile (Zivilprozessordnung),
in Estonia: l’articolo 86 del codice di procedura civile (tsiviilkohtumenetluse seadustik),
in Grecia: l’articolo 40 del codice di procedura civile (Κώδικας Πολιτικής Δικονομίας),
in Francia: gli articoli 14 e 15 del codice civile (Code civil),
in Islanda: l’articolo 32, quarto comma, del codice di procedura civile (Lög um meðferð einkamála nr. 91/1991),
in Irlanda: le disposizioni relative alla competenza basata su un atto di citazione notificato o comunicato al convenuto durante il suo temporaneo soggiorno in Irlanda,
in Italia: gli articoli 3 e 4 della legge 31 maggio 1995, n. 218,
a Cipro: l’articolo 21, secondo comma, della legge n. 14 del 1960 sulle corti di giustizia, e successive modifiche,
in Lettonia: l’articolo 27 e l’articolo 28, terzo, quinto, sesto e nono comma, del codice di procedura civile (Civilprocesa likums),
in Lituania: l’articolo 31 del codice di procedura civile (Civilinio proceso kodeksas),
in Lussemburgo: gli articoli 14 e 15 del codice civile (Code civil),
in Ungheria: l’articolo 57 del decreto legge n. 13 del 1979 sul diritto internazionale privato (a nemzetközi magánjogról szóló 1979. évi 13. törvényerejű rendelet),
a Malta: gli articoli 742, 743 e 744 del codice di procedura civile — Cap. 12 (Kodiċi tà Organizzazzjoni u Proċedura Ċivili — Kap. 12) e l’articolo 549 del codice di commercio — Cap. 13 (Kodiċi tal-kummerċ — Kap. 13),
in Norvegia: l’articolo 4-3, secondo comma, seconda frase, della legge sul contenzioso (tvisteloven),
in Austria: l’articolo 99 della legge sulla competenza giurisdizionale (Jurisdiktionsnorm),
in Polonia: gli articoli 1103 e 1110 del codice di procedura civile (Kodeks postępowania cywilnego), nella parte in cui fondano la competenza sulla circostanza che il convenuto risiede in Polonia, possiede beni in Polonia o è titolare di diritti di proprietà in Polonia oppure che l’oggetto della causa si trova in Polonia o che una delle parti è cittadina polacca,
in Portogallo: l’articolo 65 e l’articolo 65 A del codice di procedura civile (Código de Processo Civil) e l’articolo 11 del codice di procedura del lavoro (Código de Processo de Trabalho),
in Romania: gli articoli da 148 a 157 della legge n. 105/1992 sulle relazioni di diritto internazionale privato,
in Slovenia: l’articolo 48, secondo comma, della legge sul diritto internazionale privato e processuale (Zakon o mednarodnem zasebnem pravu in postopku) in combinato disposto con l’articolo 47, secondo comma, della legge sulla procedura civile (Zakon o pravdnem postopku) e l’articolo 58 della legge sul diritto internazionale privato e processuale (Zakon o mednarodnem zasebnem pravu in postopku) in combinato disposto con l’articolo 59 della legge sulla procedura civile (Zakon o pravdnem postopku),
in Slovacchia: gli articoli da 37 a 37e della legge n. 97/1963 sul diritto internazionale privato e processuale,
in Svizzera: il foro del luogo del sequestro/for du lieu du séquestre/Gerichtsstand des Arrestortes ai sensi dell’articolo 4 della legge federale sul diritto internazionale privato/Loi fédérale sur le droit international privé/Bundesgesetz über das internationale Privatrecht,
in Finlandia: il capo 10, articolo 1, primo comma, seconda, terza e quarta frase del codice di procedura civile (oikeudenkäymiskaari/rättegångsbalken),
in Svezia: il capo 10, articolo 3, primo comma, prima frase del codice di procedura civile (rättegångsbalken),
le disposizioni relative alla competenza basata:
su un atto di citazione notificato o comunicato al convenuto durante il suo temporaneo soggiorno nel Regno Unito; o
sull’esistenza nel Regno Unito di beni appartenenti al convenuto; o
sul sequestro, ottenuto dall’attore, di beni situati nel Regno Unito.
in Belgio: «tribunal de première instance» o «rechtbank van eerste aanleg» o «erstinstanzliches Gericht»,
in Bulgaria: «Софийски градски съд»,
nella Repubblica ceca: «okresní soud» o «soudní exekutor»,
in Danimarca: «byret»,
presidente di una sezione del «Landgericht»;
un notaio, in caso di istanza per la dichiarazione di esecutività di un atto pubblico,
in Estonia: «maakohus»,
in Grecia: «Μονομελές Πρωτοδικείο»,
in Spagna: «Juzgado de Primera Instancia»,
«greffier en chef du tribunal de grande instance»;
«président de la chambre départementale des notaires», in caso di istanza per la dichiarazione di esecutività di un atto pubblico notarile,
in Irlanda: «High Court»,
in Islanda: «héraðsdómur»,
in Italia: Corte d’appello,
a Cipro: «Επαρχιακό Δικαστήριο» o, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Οικογενειακό Δικαστήριο»,
in Lettonia: «rajona (pilsētas) tiesa»,
in Lituania: «Lietuvos apeliacinis teismas»,
in Lussemburgo: presidente del «tribunal d’arrondissement»,
in Ungheria: «megyei bíróság székhelyén működő helyi bíróság» e a Budapest «Budai Központi Kerületi Bíróság»,
a Malta: «Prim’ Awla tal-Qorti Ċivili» o «Qorti tal-Maġistrati tà Għawdex fil-ġurisdizzjoni superjuri tagħha» ovvero, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Reġistratur tal-Qorti», cui l’istanza è trasmessa dal «Ministru responsabbli għall-Ġustizzja»,
nei Paesi Bassi: «voorzieningenrechter van de rechtbank»,
in Norvegia: «tingrett»,
in Austria: «Bezirksgericht»,
in Polonia: «sąd okręgowy»,
in Portogallo: «Tribunal de comarca»,
in Romania: «Tribunal»,
in Slovenia: «okrožno sodišče»,
in Slovacchia: «okresný súd»,
per le decisioni di condanna al pagamento di una somma di denaro, giudice competente a pronunciare sul rigetto dell’opposizione/«Juge de la mainlevée»/«Rechtsöffnungsrichter», nel quadro della procedura disciplinata dagli articoli 80 e 81 della legge federale sull’esecuzione e sul fallimento/«loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite»/«Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs»;
per le decisioni che non condannano al pagamento di una somma di denaro, giudice cantonale competente a pronunciare l’exequatur/«juge cantonal d’exequatur compétent»/«zuständiger kantonaler Vollstreckungsrichter»,
in Finlandia: «käräjäoikeus/tingsrätt»,
in Svezia: «Svea hovrätt»,
in Inghilterra e nel Galles, «High Court of Justice» ovvero, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Magistrates’ Court», cui l’istanza è trasmessa dal «Secretary of State»;
in Scozia, «Court of Session» ovvero, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Sheriff Court», cui l’istanza è trasmessa dal «Secretary of State»;
nell’Irlanda del Nord, «High Court of Justice» ovvero, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Magistrates’ Court», cui l’istanza è trasmessa dal «Secretary of State»;
a Gibilterra, «Supreme Court of Gibraltar» ovvero, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Magistrates’ Court», cui l’istanza è trasmessa dall’«Attorney General of Gibraltar».
per quanto riguarda il ricorso del convenuto: «tribunal de première instance» o «rechtbank van eerste aanleg» o «erstinstanzliches Gericht»;
per quanto riguarda il ricorso dell’istante: «cour d’appel» o «hof van beroep»,
in Bulgaria: «Апелативен съд — София»,
nella Repubblica ceca: giudice dell’impugnazione tramite il giudice di primo grado,
in Danimarca: «landsret»,
in Germania: «Oberlandesgericht»,
in Estonia: «ringkonnakohus»,
in Grecia: «Εφετείο»,
in Spagna: «Juzgado de Primera Instancia» che ha reso la decisione contestata, affinché l’Audiencia Provincial si pronunci sul ricorso,
«cour d’appel» per le decisioni che accolgono l’istanza;
presidente del «tribunal de grande instance» per le decisioni che respingono l’istanza,
in Islanda: «héraðsdómur,»
a Cipro: «Επαρχιακό Δικαστήριο» ovvero, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Οικογενειακό Δικαστήριο»,
in Lettonia: «Apgabaltiesa» tramite il «rajona (pilsētas) tiesa»,
in Lussemburgo: «Cour supérieure de justice» giudicante in appello in materia civile,
in Ungheria: giudice locale con sede presso il tribunale distrettuale (a Budapest, tribunale distrettuale centrale di Buda); il ricorso è assegnato dal tribunale distrettuale (a Budapest, il tribunale della capitale),
a Malta: «Qorti tà l-Appell» conformemente alla procedura stabilita per i ricorsi nel «Kodiċi tà Organizzazzjoni u Proċedura Ċivili — Kap.12» ovvero, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, tramite ċitazzjoni dinanzi al «Prim’ Awla tal-Qorti ivili jew il-Qorti tal-Maġistrati tà Għawdex fil-ġurisdizzjoni superjuri tagħhà»,
nei Paesi Bassi: il «rechtbank»,
in Norvegia: «lagmannsrett»,
in Austria: «Landesgericht» tramite il «Bezirksgericht»,
in Polonia: «sąd apelacyjny» tramite il «sąd okręgowy»,
in Portogallo: «Tribunal da Relação». I ricorsi si propongono, ai sensi della legislazione nazionale vigente, presentando domanda al tribunale che ha pronunciato la decisione contestata,
in Romania: «Curte de Apel»,
in Slovacchia: giudice dell’impugnazione tramite il giudice di primo grado di cui si impugna la decisione,
in Svizzera: «tribunale cantonale/tribunal cantonal»/«Kantonsgericht»,
in Finlandia: «hovioikeus/hovrätt»,
in Inghilterra e nel Galles, «High Court of Justice» ovvero, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Magistrates’ Court»;
in Scozia, «Court of Session» ovvero, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Sheriff Court»;
nell’Irlanda del Nord, «High Court of Justice» ovvero, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Magistrates’ Court»;
a Gibilterra, «Supreme Court of Gibraltar» ovvero, nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Magistrates’ Court».
in Belgio, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo e nei Paesi Bassi: ricorso in cassazione,
in Bulgaria: «обжалване пред Върховния касационен съд»,
nella Repubblica ceca: «dovolání» e «žaloba pro zmatečnost»,
in Danimarca: ricorso all’«højesteret», previa autorizzazione del «Procesbevillingsnævnet»,
in Germania: «Rechtsbeschwerde»,
in Estonia: «kassatsioonkaebus»,
in Irlanda: ricorso alla «Supreme Court» per motivi di diritto,
in Islanda: ricorso all’«Hæstiréttur»,
a Cipro: ricorso alla «Supreme Court»,
in Lettonia: ricorso all’«Augstākās tiesas Senāts» tramite l’«Apgabaltiesa»,
in Lituania: ricorso al «Lietuvos Aukščiausiasis Teismas»,
in Ungheria: «felülvizsgálati kérelem»,
a Malta: non esistono ulteriori mezzi di ricorso a un altro giudice; nel caso di procedimenti in materia di obbligazioni alimentari, «Qorti tà l-Appell» conformemente alla procedura stabilita per i ricorsi nel «Kodiċi tà Organizzazzjoni u Proċedura Ċivili — Kap.12»,
in Norvegia: ricorso all’«Høyesterett»,
in Austria: «Revisionsrekurs»,
in Polonia: «skarga kasacyjna»,
in Portogallo: ricorso per motivi di diritto,
in Romania: «contestație în anulare» o «revizuire»,
in Slovenia: ricorso al «Vrhovno sodišče Republike Slovenije»,
in Slovacchia: «dovolanie»,
in Svizzera: ricorso davanti al Tribunale federale/«recours devant le Tribunal fédéral»/«Beschwerde beim Bundesgericht»,
in Finlandia: ricorso al «korkein oikeus/högsta domstolen»,
in Svezia: ricorso all’«Högsta domstolen»,
nel Regno Unito: ulteriore ricorso unico per motivi di diritto.
Stato d’origine
Giudice o autorità competente che rilascia l’attestato
Tel./fax/posta elettronica
Giudice che ha emesso la decisione/approvato la transazione giudiziaria (*)
Sede del giudice
Decisione/transazione giudiziaria (*)
Parti in causa (*)
Nome(i) dell’attore (degli attori)
Nome(i) del convenuto (dei convenuti)
Nome delle eventuali altre parti
Data di notificazione o comunicazione della domanda giudiziale in caso di decisioni contumaciali
Testo della decisione/transazione giudiziaria (*) allegato al presente attestato
Nomi delle parti alle quali è concesso il gratuito patrocinio
La decisione/transazione giudiziaria (*) è esecutiva nello Stato d’origine (articoli 38 e 58 della convenzione) contro:
Autorità che ha autenticato l’atto
Autorità intervenuta nella formazione dell’atto pubblico (se del caso)
Nome e titolo dell’autorità
Sede dell’autorità
Autorità che ha registrato l’atto pubblico (se del caso)
Tipo di autorità
Descrizione dell’atto
alla quale l’atto è stato formato
se diversa: alla quale l’atto è stato registrato
Testo dell’obbligazione da eseguire allegato al presente attestato.
il trattato tra la Confederazione svizzera e la Spagna sull’esecuzione reciproca delle decisioni in materia civile e commerciale, firmato a Madrid il 19 novembre 1896,
la convenzione tra la Repubblica cecoslovacca e la Confederazione svizzera relativa al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni giudiziarie, e protocollo addizionale, firmata a Berna il 21 dicembre 1926,
la convenzione tra la Confederazione svizzera e il Reich tedesco relativa al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni giudiziarie e delle sentenze arbitrali, firmata a Berna il 2 novembre 1929,
la convenzione tra la Danimarca, la Finlandia, l’Islanda, la Norvegia e la Svezia per il riconoscimento e l’esecuzione di sentenze, firmata a Copenaghen il 16 marzo 1932,
la convenzione tra la Confederazione svizzera e l’Italia sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni giudiziarie, firmata a Roma il 3 gennaio 1933,
la convenzione tra la Svezia e la Confederazione svizzera sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni giudiziarie e delle sentenze arbitrali, firmata a Stoccolma il 15 gennaio 1936,
la convenzione tra la Confederazione svizzera e il Belgio sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni giudiziarie e delle sentenze arbitrali, firmata a Berna il 29 aprile 1959,
la convenzione tra la Repubblica d’Austria e la Confederazione svizzera sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni giudiziarie, firmata a Berna il 16 dicembre 1960,
la convenzione tra la Norvegia e il Regno Unito per il riconoscimento reciproco e l’esecuzione delle sentenze in materia civile, firmata a Londra il 12 giugno 1961,
la convenzione tra la Norvegia e la Repubblica federale di Germania per il riconoscimento e l’esecuzione di sentenze e documenti esecutivi in materia civile e commerciale, firmata a Oslo il 17 giugno 1977,
la convenzione tra la Danimarca, la Finlandia, l’Islanda, la Norvegia e la Svezia per il riconoscimento e l’esecuzione di sentenze in materia civile, firmata a Copenaghen l’11 ottobre 1977,
la convenzione tra il Regno di Norvegia e la Repubblica d’Austria sul riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze in materia civile, firmata a Vienna il 21 maggio 1984.
Germania: articoli 68, 72, 73 e 74 del codice di procedura civile (Zivilprozeßordnung) concernenti la litis denuntiatio,
Ungheria: articoli 58, 58 e 60 del codice di procedura civile (Polgári perrendtartás) concernenti la litis denuntiatio,
Svizzera, limitatamente ai cantoni il cui codice di procedura civile non prevede la competenza di cui all’articolo 6, paragrafo 2, e all’articolo 11 della convenzione: le pertinenti disposizioni del codice di procedura civile concernenti la litis denuntiatio.
Verbale di rettifica della convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, firmata a Lugano il 30 ottobre 2007
( Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 339 del 21 dicembre 2007 )
La seguente rettifica è stata realizzata con un verbale di rettifica firmato a Berna il 24 marzo 2009 dal Dipartimento federale degli affari esteri della Confederazione svizzera quale depositario.
A pagina 37, allegato IV, quattordicesimo trattino:
in Norvegia: ricorso all“Høyesterett Ankeutvalg” o “Høyesterett”,»,
in Norvegia: ricorso all“Høyesterett”,».

References: articolo 214
 articolo 216
 articolo 47
 articolo 21
 articolo 204
e contrario
 articolo 1
 articolo 3