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Timestamp: 2017-11-19 16:53:52+00:00

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CORSO DI FORMAZIONE FORMATORI EX ART. 37 D.LGS. 81/08 Seminario 1 Formazione generale Moduli 2 e 3 - PDF
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1 CORSO DI FORMAZIONE FORMATORI EX ART. 37 D.LGS. 81/08 Seminario 1 Formazione generale Moduli 2 e 3
2 FORMAZIONE GENERALE 3-63 Concetti di rischio e danno Le misure di prevenzione e protezione I soggetti e l organizzazione della prevenzione Il sistema pubblico della prevenzione
3 Cenni ai concetti di rischio e danno Il rischio è un concetto probabilistico, è la probabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone La nozione di rischio implica l esistenza di una sorgente di pericolo e delle possibilità che essa si trasformi in un danno Il pericolo si può definire come la proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare un danno
4 Cenni ai concetti di rischio e danno Il danno è qualunque conseguenza negativa derivante dal verificarsi di un evento che provochi una lesione fisica o un danno alla salute Si misura attraverso la gravità delle conseguenze che si verificano al concretizzarsi del danno
5 Cenni ai concetti di rischio danno pericolo pericolo danno R = P x D rischio probabilità danno
6 Tipi di rischi Rischio per la SICUREZZA Rischio per la SALUTE Rischio TRASVERSALE evento traumatico evento progressivo situazione di disagio Infortunio Malattia professionale Malattia professionale evidente complesso molto complesso
7 Matrice di valutazione del rischio Definiti la Probabilità (P) e la gravità del Danno (D), il Rischio (R) viene calcolato con la formula R = PxD e si può raffigurare in una rappresentazione a matrice, avente in ascisse la gravità del Danno e in ordinate la Probabilità del suo verificarsi
8 Stima della gravità del danno
9 Stima della probabilità di accadimento
10 Nella matrice i rischi maggiori occupano le caselle in alto a destra, quelli minori le posizioni in basso a sinistra, con tutta la serie di posizioni intermedie. Tale rappresentazione costituisce un punto di partenza per la definizione delle priorità e la programmazione temporale degli interventi di prevenzione e protezione da adottare. La valutazione numerica e cromatica del livello di rischio permette di identificare la priorità degli interventi da effettuare, ad es: R > 6 Azioni correttive immediate 3 < R < 4 Azioni correttive da programmare con urgenza 1 < R < 2 Azioni correttive da programmare nel breve-medio termine
11 Le misure di prevenzione e protezione Il dirigente scolastico, quale datore di lavoro, è tenuto ad eseguire un accurata valutazione di tutti i rischi presenti nella sua scuola: la valutazione deve essere dettagliata e puntuale, intervenendo reparto per reparto, mansione per mansione, macchina per macchina, locale per locale. Vanno considerati e previsti non solo i rischi più evidenti, ma anche quelli potenziali, e quelli derivanti da comportamenti non corretti ma ragionevolmente possibili o prevedibili (art. 28 e 29) La valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori è finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza
12 Le misure di prevenzione e protezione La valutazione dei rischi è un obbligo fondamentale per la prevenzione in qualsiasi luogo di lavoro o attività Vanno valutati i rischi: generali di impresa degli ambienti di lavoro specifici di ogni postazione di lavoro La valutazione dei rischi deve essere riportata in un documento (DVR) sempre presente in azienda che deve contenere anche: i criteri adottati per la stessa valutazione le misure di prevenzione e protezione e i dispositivi di protezione individuale conseguenti alla valutazione la programmazione (tempi e investimenti) delle misure necessarie al continuo miglioramento
13 IDENTIFICARE PERICOLI VALUTARE RISCHI SI Precauzioni adeguate? NO VERIFICARE SOLUZIONI POSSIBILI DEFINIRE PRIORITA INTERVENTI EFFETTUARE INTERVENTI SI SI DOCUMENTARE ATTIVITA VERIFICARE EFFICACIA REVISIONE PERIODICA Variazioni? NO Valutazione ancora valida? NO
14 Le misure di prevenzione e protezione I RISCHI DA VALUTARE I rischi presenti negli ambienti secondo i requisiti minimi dei luoghi di lavoro previsti dal Titolo II I rischi delle attrezzature di lavoro, verificando la rispondenza con i requisiti di sicurezza indicati al Titolo III I rischi specifici connessi con le mansioni presenti nell organizzazione I rischi normati che richiedono una sezione di valutazione approfondita, ad esempio: Movimentazioni manuale di carichi VDT Rumore Sostanze e prodotti chimici Amianto (se presente) Agenti biologici (se presenti) I nuovi rischi
15 Le misure di prevenzione e protezione I NUOVI RISCHI Stress lavoro-correlato, secondo Accordo europeo 8 ottobre 2004 Rischi riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo il D.lgs. 151/01 Rischi connessi alle differenze di genere Rischi connessi alle differenze di età Rischi connessi alle differenze di provenienza da altri Paesi
16 Le misure di prevenzione e protezione Rischi riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza (D.lgs. 151/01) Riconoscimento delle mansioni vietate (spostamento o astensione anticipata) Verifica dei rischi per la gestante anche per le mansioni non vietate (adozione di precauzioni o spostamento o astensione anticipata) Rischi connessi alle differenze di genere Garantire pari opportunità (elementi che provocano effetti diversi a seconda del sesso e che pregiudicano formazione, carriera, ecc.) Rischi da molestie (condotte continuative che creano situazioni intimidanti, ostili e offensivi)
17 Le misure di prevenzione e protezione Rischi connessi alle differenze di età Allievi giovanissimi (ridotta percezione del rischio, custodia, sorveglianza, ecc.) Lavoratori di età superiore ai 55 anni Rischi ergonomici Orario, turni e ritmi di lavoro Rischi connessi alle differenze di provenienza da altri Paesi Difficoltà linguistiche (anche connesse all in-formazione sulla sicurezza) Differenze culturali e religiose (clima d aula)
18 Le misure di prevenzione e protezione Gli esiti della valutazione dei rischi devono essere riportati nel Documento di valutazione dei rischi, che deve fotografare la realtà della scuola in termini di attività svolte, rischi presenti, misure prevenzionali adottate per l eliminazione o, ove non è possibile l eliminazione, la riduzione al minimo dei rischi, le misure di protezione collettiva e individuale, le eventuali criticità rilevate, il programma temporale degli interventi di miglioramento e di messa in sicurezza previsti... (art. 28)
19 Le misure di prevenzione e protezione L aggiornamento del DVR deve avvenire per ogni variazione sostanziale delle situazioni e condizioni di lavoro (art. 29 comma 3) Il DVR deve essere custodito presso l istituto al quale si riferisce (nel caso di più sedi/plessi presso la sede centrale) (art. 29 c. 4) Su precisa richiesta, il RLS ha diritto di ricevere copia del DVR (art. 50 comma 4, art. 18 comma 1 lett. o) Opportuno definire le competenze e le modalità di coinvolgimento del RLS in caso di modifiche e regolamentare l eventuale accesso al DVR da parte di figure diverse dal R-ASPP, RLS (es. richiesta scritta motivata) o l illustrazione ai lavoratori dei contenuti in occasione di incontri informativi
20 I soggetti e l organizzazione della prevenzione Servizio di prevenzione e protezione Datore di lavoro Lavoratori Dirigenti e preposti Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Addetti alla gestione delle emergenze Medico competente
21 Datore di lavoro Il datore di lavoro nella scuola, secondo il DM 292/96, è il dirigente scolastico Secondo l art. 2 lettera b del D.lgs. 81/08 nelle pubbliche amministrazioni di cui all articolo 1, comma 2, del D.lgs. 165/01, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell ubicazione e dell ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa
22 Datore di lavoro Cosa deve fare il Dirigente Scolastico Individuare e valutare i rischi per la salute e sicurezza Elaborare il Documento di valutazione dei rischi Designare il RSPP (Obblighi non delegabili) Nominare gli addetti al Servizio SPP Nominare il Medico Competente Designare gli addetti alle emergenza
23 Datore di lavoro Individuare le misure di prevenzione e protezione idonee ad eliminare o ridurre i rischi presenti nella scuola Fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale Assicurare la formazione di R-ASPP, RLS e figure sensibili Fornire una adeguata informazione, formazione e addestramento ai lavoratori, agli allievi equiparati, ai preposti e ai dirigenti Organizzare e gestire le situazioni di emergenza
24 Datore di lavoro In caso di lavori in appalto: elaborare il Documento Unico di Valutazione dei Rischi di Interferenza (DUVRI), di concerto con l Ente proprietario Convocare la riunione periodica almeno una volta l anno Aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro Predisporre la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, macchine e impianti Informare i lavoratori sulle misure da adottare in caso di grave pericolo o di emergenze e dare disposizioni per l abbandono del posto di lavoro
25 Dirigenti e preposti La figura del dirigente è definita dall art. 2 comma 1, lettera d del D.lgs. 81/08 persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l attività lavorativa e vigilando su di essa In funzione delle loro attribuzioni e competenze possono essere individuati come dirigenti il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA), il vicario del Dirigente scolastico e i Responsabili di plesso
26 Dirigenti e preposti La figura del preposto è definita dall art. 2 comma 1, lettera e del D.lgs. 81/08 persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, sovrintende all attività lavorativa e garantisce l attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa Possono essere individuati come preposti gli insegnanti teorici e tecnico pratici durante l utilizzo dei laboratori nei confronti degli allievi equiparati ai lavoratori, il coordinatore del personale ausiliario, il capo ufficio tecnico
27 Dirigenti e preposti Esercizio di fatto di poteri direttivi L articolo 299 del D.lgs. 81/08 stabilisce che le posizioni di garanzia relative a Datore di lavoro, Dirigente e Preposto gravano anche su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i rispettivi poteri giuridici Per l individuazione dei preposti o dei dirigenti non è pertanto necessario alcun atto formale da parte del DS Tuttavia è opportuno redigere una lista delle persone individuate come preposti e dirigenti, indicando i soggetti nei confronti dei quali si intende esercitato tale ruolo
28 Dirigenti e preposti Cosa devono fare i dirigenti Affidare ai collaboratori compiti di lavoro tenendo conto delle condizioni e delle capacità dei lavoratori in rapporto alla loro salute e sicurezza Richiedere ai lavoratori di osservare le norme vigenti, le disposizioni in materia di salute e sicurezza del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e individuale Informare e formare i lavoratori sui rischi e sulle corrispondenti misure di prevenzione
29 Dirigenti e preposti Cosa devono fare i preposti (art. 19) Sovrintendere e vigilare sull osservanza da parte dei lavoratori e degli studenti equiparati dei loro obblighi, nonché delle disposizioni scolastiche in materia di sicurezza e uso di DPI e in caso di persistenza delle inosservanze informare il DS Verificare affinché solo i lavoratori e gli studenti equiparati che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone o svolgano attività che li espongono a rischi gravi e specifici Richiedere l osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori e gli studenti equiparati, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa
30 Dirigenti e preposti Cosa devono fare i preposti Informare il più presto possibile i lavoratori esposti a rischio grave e immediato e gli studenti equiparati circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione Astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori e agli studenti equiparati di riprendere la loro attività in una situazione in cui persiste un pericolo grave e immediato Segnalare tempestivamente al DS o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature e di DPI, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro delle quali venga a conoscenza sulla base delle informazioni ricevute Frequentare appositi corsi di formazione
31 Servizio di prevenzione e protezione Che cos è Insieme di persone, sistemi e mezzi, esterni o interni alla scuola, finalizzati all attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori e gli studenti equiparati Il servizio SPP è composto da un RSPP ed eventualmente da uno o più addetti (ASPP). Il numero degli addetti va individuato in relazione alle dimensioni e alla complessità dell istituto In caso di RSPP esterno (anche lavoratore di un altra unità scolastica), il DS (art. 32) deve nominare un adeguato numero di addetti interni La norma non distingue in modo netto la figura del Responsabile da quella dell Addetto SPP, attribuendo ad entrambi lo stesso mandato complessivo e individuando per il Responsabile solo una specifica prerogativa di coordinamento
32 Servizio di prevenzione e protezione Nella scuola il Dirigente scolastico (art. 34) può svolgere direttamente i compiti del Servizio di prevenzione e protezione nel caso in cui i lavoratori non siano in numero superiore a 200, esclusi gli allievi (art. 4 comma 1c - D.lgs. 81/08) Diversamente (art. 32 comma 8), il DS dovrà designare un RSPP individuandolo tra le seguenti categorie: a. il personale interno all unità scolastica in possesso dei requisiti di cui all art. 32 del D.lgs. 81/08 che si dichiari a tal fine disponibile b. il personale interno ad una unità scolastica in possesso dei requisiti di cui all art. 32 del D.lgs. 81/08 che si dichiari disponibile ad operare in una pluralità di istituti In assenza di personale di cui al precedente capoverso, gruppi di istituti possono avvalersi in maniera comune dell opera di un unico esperto esterno, tramite stipula di apposita convenzione
33 Servizio di prevenzione e protezione Cosa deve fare individuare i fattori di rischio, partecipare alla valutazione dei rischi e all individuazione delle misure per la sicurezza elaborare le misure preventive e protettive o di protezione individuale, conseguenti alla valutazione dei rischi elaborare programmi di informazione e formazione dei lavoratori e degli studenti equiparati partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e di sicurezza, nell ambito delle riunioni periodiche fornire ai lavoratori e agli studenti equiparati informazioni relative ai rischi, alle misure di prevenzione adottate, alle procedure che riguardano il pronto soccorso, la lotta antincendio e le eventuali altre situazioni di emergenza
34 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza In tutte le scuole i lavoratori possono eleggere o designare il proprio RLS (art. 47 comma 1), che viene individuato prioritariamente tra le RSU d istituto Il numero minimo di RLS che è possibile eleggere dipende da quello dei dipendenti: 1 fino a 200 dipendenti, 3 se si superano i 200 (nel computo dei dipendenti non rientrano gli allievi equiparati) I lavoratori hanno il diritto di eleggere il proprio RLS, ma ciò non costituisce di per sé un obbligo né per il DS né per gli stessi lavoratori In assenza di un RLS interno, le funzioni di tutela vengono esercitate da una Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale RLST (art. 48)
35 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Il RLS svolge un ruolo di garanzia e tutela, interessandosi ai problemi della salute e della sicurezza a scuola, con le seguenti attribuzioni: ha libero accesso a qualsiasi luogo della scuola viene consultato dal DS in ordine alla valutazione dei rischi e alla predisposizione delle misure di prevenzione e protezione riceve tutte le informazioni e una adeguata formazione per svolgere il proprio ruolo partecipa alle riunioni periodiche di prevenzione e protezione si fa promotore di proposte e portavoce delle istanze avanzate dagli altri lavoratori in merito ai problemi connessi alla sicurezza sul lavoro
36 Medico competente Il medico competente (MC) è un medico con attribuzioni specifiche sulla salute e la sicurezza sul lavoro (art. 38) Il MC deve essere nominato direttamente dal DS e deve avere requisiti professionali che lo abilitano alla funzione Per svolgere le funzioni di MC è necessario possedere uno dei seguenti titoli: specializzazione in medicina del lavoro o in igiene e medicina preventiva o in medicina legale docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori o in igiene del lavoro o in clinica del lavoro L'elenco Nazionale dei medici competenti è tenuto presso il Ministero della Salute ed è consultabile nel sito del Ministero
37 Medico competente I principali compiti del MC (artt ) sono: definire la periodicità delle visite mediche (sorveglianza sanitaria) effettuare le visite periodiche e formulare i giudizi di idoneità alla mansione svolta compilare le cartelle sanitarie e di rischio per ogni lavoratore soggetto a sorveglianza sanitaria effettuare sopralluoghi nelle scuole, con particolare riferimento alle postazioni di lavoro collaborare all elaborazione del DVR partecipare alla riunione periodica di prevenzione e protezione
38 Addetti alla gestione delle emergenze Lavoratori, designati dal DS, incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi, di evacuazione dei lavoratori e degli studenti in caso di pericolo grave e immediato, di primo soccorso e gestione delle emergenze La gestione delle emergenze è un argomento delicato e particolarmente importante in ambito scolastico per il numero delle persone presenti nelle scuole e per la presenza di minori Per definire gli addetti alle emergenze, la Circolare MIUR 119/99 ha coniato il termine figure sensibili, che indica appunto l insieme delle persone incaricate di attivare gli interventi di primo soccorso, di occuparsi della prevenzione incendi e di intervenire in situazioni di emergenza
39 Addetti alla gestione delle emergenze Addetti alla prevenzione incendi Personale dipendente nominato dal DS, che sceglie in base alle capacità e propensioni di ciascuno, opportunamente formato ai sensi del D.M. 10/3/98 In numero sufficiente a coprire le esigenze della scuola, in base alla valutazione dei rischi e all organizzazione delle attività scolastiche Non hanno nessun obbligo nella gestione della sicurezza e delle emergenze ai sensi della normativa sulla sicurezza del lavoro Hanno responsabilità penali solo nel caso di omissione di soccorso (C.P. art. 593) Non possono rifiutare la designazione, se non per giustificato motivo (art. 43 comma 3)
40 Addetti alla gestione delle emergenze I principali compiti degli addetti alla prevenzione incendi Controllo visivo (anche quotidiano) su: Porte e vie (libere) Segnaletica (visibile e integra) Luci di emergenza (funzionanti) Mezzi di estinzione (accessibili) Controlli periodici (almeno semestrali) su: Funzionalità degli impianti tecnologici Efficienza dei presidi antincendio Partecipazione alla manutenzione, segnalando i malfunzionamenti Collaborazione con i Vigili del Fuoco
41 Addetti alla gestione delle emergenze Incaricati di Primo Soccorso Personale dipendente nominato dal DS che sceglie in base alle capacità e propensioni di ciascuno, opportunamente formato ai sensi del D.M. 388/03 In numero sufficiente a coprire le esigenze della scuola, sulla base della valutazione dei rischi e dell organizzazione delle attività scolastiche Non hanno nessun obbligo nella gestione della sicurezza e delle emergenze ai sensi della normativa sulla sicurezza del lavoro Hanno responsabilità penali solo nel caso di omissione di soccorso (C.P. art. 593) Il ruolo e le finalità del servizio di primo soccorso interno agli istituti scolastici rimane sussidiario a quello dei servizi pubblici di emergenza (118), di cui la dizione primo soccorso
42 Addetti alla gestione delle emergenze I principali compiti degli Incaricati di Primo Soccorso Soccorrere chiunque si trovi a scuola Decidere quando chiamare il 118 e come gestire il soccorso Intervenire prontamente e autonomamente Relazionare sugli interventi effettuati Partecipare alla redazione del Piano di Emergenza Collaborare alle prove di evacuazione Non possono rifiutare la designazione se non per giustificato motivo (art. 43 comma 3 del D.lgs. 81/08)
43 Lavoratori Il D.lgs. 81/08 (art. 2) definisce come lavoratore qualsiasi persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione Nella scuola sono classificabili come lavoratori il personale docente e non docente, a prescindere da eventuali altri inquadramenti funzionali all organizzazione scolastica e gli allievi equiparati ai lavoratori Il lavoratore è tenuto a prendersi cura della sua sicurezza e degli altri in prima persona, conformemente alla formazione e informazione ricevuta sui rischi presenti nella scuola, adeguando il proprio comportamento e verificando quello dei colleghi
44 Lavoratori Equiparazione degli allievi ai lavoratori L art. 2 del D.lgs. 81/08 prevede che siano equiparati a lavoratori gli allievi degli istituti di istruzione nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici ivi comprese le attrezzature fornite di videoterminali (VDT) limitatamente al periodo in cui l allievo sia effettivamente applicato alle strumentazioni o ai laboratori in questione Gli allievi delle scuole sono, pertanto, equiparabili a lavoratori quando sono effettivamente impiegati in attività di laboratorio nell uso di sostanze e attrezzature di lavoro, quando sono esposti a rischio chimico, fisico e biologico (se considerato nel DVR) e quando usano VDT, nel caso di attività curricolare svolta in aula informatica
45 Lavoratori Cosa deve fare il lavoratore e lo studente equiparato (art. 20) Prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal DS Segnalare al DS o al responsabile di plesso i guasti di macchine, impianti o dispositivi, nonché di qualsiasi condizione di pericolo di cui venga a conoscenza Partecipare alla formazione Sottoporsi alla sorveglianza sanitaria Osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal DS
46 Lavoratori Cosa deve fare il lavoratore e lo studente equiparato (art. 20) Contribuire all adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza Non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza, di segnalazione Non compiere di propria iniziativa operazioni non di competenza Utilizzare correttamente macchine, utensili, sostanze, mezzi di trasporto e dispositivi di sicurezza
47 Lavoratori Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato (art. 44) Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato e nell impossibilità di contattare il DS, prende misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non può subire pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia commesso una grave negligenza
48 Il sistema pubblico della prevenzione Regione - ASL - SPreSAL Vigili del fuoco INAIL Direzioni Territoriali del Lavoro (DTL) ARPA
49 Il sistema pubblico della prevenzione ARPA VV F Servizio Sanitario Nazionale INAIL DTL Azienda Sanitaria Locale Servizio Igiene e Sanità Pubblica Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione Servizi Veterinari Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro Ispettori con qualifica di UPG di nomina prefettizia (art. 21 L.833/78)
50 Regione - ASL - SPreSAL La Regione Piemonte coordina e controlla l attività dei Servizi di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro (SPreSAL) delle ASL, promuove studi e ricerche epidemiologiche sugli infortuni e sulle malattie professionali, promuove piani di prevenzione in determinati comparti lavorativi (edilizia, agricoltura, scuola ), promuove la formazione e l informazione ai lavoratori. Nell area tematica Sicurezza sul lavoro Piemonte: del sito della Regione è possibile consultare documenti, pubblicazioni, normativa, informazioni sulle attività e sui progetti realizzati dalla Regione e dai Servizi di prevenzione.
51 Regione - ASL - SPreSAL
52 Regione - ASL - SPreSAL Il Ruolo delle Regioni e delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) è individuato e normato già nella legge quadro del SSN 833/78 e riaffermato nella legislazione successiva fino al D.lgs. 229/99. L attività di prevenzione e vigilanza sul rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro è svolta dalle Aziende Sanitarie e, in particolare, dai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPreSAL), presenti all interno dei Dipartimenti di Prevenzione delle singole ASL (art. 13 del D.lgs. 81/08). L attività di sorveglianza epidemiologica, attraverso l individuazione, l accertamento, il controllo dei fattori di rischio, nocività e pericolosità negli ambienti di lavoro, costruzione delle mappe di rischio, definisce le priorità per l attuazione e la realizzazione dei piani di prevenzione e degli interventi di vigilanza, in coerenza con le indicazioni del Piano Nazionale della Prevenzione.
53 SPreSAL Le attività dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro: attività sanitarie attività amministrative vigilanza nei luoghi di lavoro attività giudiziaria attività inerente a infortuni e malattie professionali assistenza e promozione della salute
54 SPreSAL Attività sanitarie Certificazioni di idoneità al lavoro (minori, utilizzo di esplosivi, conduzione caldaie a vapore, impiego di gas tossici, attività di autoriparazione, responsabile impianti a fune, maestri di sci, ecc) Ricorsi contro il parere espresso dal medico competente Visite specialistiche in medicina del lavoro per consulenza a medici di base e ospedalieri Esami strumentali di screening (audiometrie, spirometrie) su richiesta del medico competente Tutela delle lavoratrici madri mediante accertamento delle condizioni lavorative e ambientali di rischio per le gravidanze
55 SPreSAL Attività amministrative-autorizzative Autorizzazione piani di lavoro per rimozione e bonifica di materiali contenenti amianto Concessioni di deroghe (all uso di laboratori in locali interrati) Rilascio e rinnovo delle patenti di abilitazione all impiego dei gas tossici Vidimazione dei registri infortuni Ricezione di comunicazioni, notifiche o registri obbligatori: - notifica per apertura cantieri - comunicazioni per situazioni pericolose, di superamento dei limiti o di emergenza (rumore, impiego cancerogeni, uso di agenti biologici, amianto) - registro degli esposti (rumore, cancerogeni, agenti biologici, amianto)
56 SPreSAL Vigilanza nei luoghi di lavoro Verifica dell attuazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Controllo dei fattori di nocività attraverso misurazioni dei principali inquinanti ambientali Vigilanza nei cantieri edili Inchieste e accertamenti su infortuni e malattie professionali
57 SPreSAL Attività giudiziaria Potere di visitare in ogni parte, a qualunque ora del giorno e anche della notte, i laboratori, gli opifici, i cantieri (art. 8 DPR 520/55) Potere di disposizione: potere di impartire, sulla base di un apprezzamento discrezionale e in difetto di previsioni di leggi specifiche, disposizioni immediatamente esecutive, contro le quali è ammesso ricorso in via amministrativa (art. 10 DPR 520/55) Potere di impartire prescrizioni in caso di inosservanza della normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro, indicando modalità e tempi della regolarizzazione, contro le quali non è ammesso ricorso in via amministrativa (artt. 20 e 21 D.lgs. 758/94)
58 Vigili del fuoco Il Corpo Nazionale dei VVF è un organo del Ministero dell'interno. Il personale riveste la qualifica di polizia giudiziaria. Tra i compiti dei VVF rientrano la verifica e i controlli in materia di prevenzione incendi negli ambienti di lavoro. L attività di vigilanza è attuata a richiesta dei soggetti interessati, a norma di legge, ai fini del controllo dell osservanza delle norme di prevenzione incendi per procedere al controllo di situazioni di potenziale pericolo segnalato o comunque rilevato per procedere a controlli a campione sulla base di disposizioni emanate dagli organi centrali del Corpo Nazionale dei VVF
59 Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) Le DTL sono uffici periferici del Ministero del Lavoro (ex Ispettorati provinciali del lavoro), esercitano azioni di vigilanza tecnica con riferimento a: - contratti - orario di lavoro - minori avviati al lavoro - lavoratrici madri - categorie protette - applicazione dello statuto dei lavoratori - vigilanza in materia di sicurezza nelle seguenti attività: edilizia (costruzioni, opere stradali, idrauliche ) lavori sotterranei o in galleria

References: ART. 37
 ART. 37
 ART. 37
 art. 18
 art. 2
 articolo 1
 art. 2
 art. 2
 articolo 299
 art. 32
 art. 32
 art. 593
 art. 593
 art. 2