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Timestamp: 2019-01-17 10:05:47+00:00

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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 166 - Regolamento recante il riordino dell'Istituto nazionale di statistica. (10G0190) - (GU n. 235 del 7-10-2010 | Geometra.info
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 166 – Regolamento recante il riordino dell’Istituto nazionale di statistica. (10G0190) – (GU n. 235 del 7-10-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 166 - Regolamento recante il riordino dell'Istituto nazionale di statistica. (10G0190) - (GU n. 235 del 7-10-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 22/10/2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010 , n. 166
Regolamento  recante   il   riordino   dell’Istituto   nazionale   di
statistica. (10G0190)
Visti gli articoli 87 e 51 della Costituzione;
successive  modificazioni,  recante:  «Disciplina  dell’attivita’  di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri»;
Visto il decreto legislativo 6 settembre  1989,  n.  322,  recante:
dell’Istituto nazionale di  statistica,  ai  sensi  dell’articolo  24
della legge 23 agosto 1988, n. 400», e successive modificazioni;
Vista la legge 31 dicembre 1996, n.  681,  recante:  «Finanziamento
del censimento intermedio  dell’industria  e  dei  servizi  nell’anno
1996»;
Visto il decreto legislativo 29  ottobre  1999,  n.  419,  recante:
«Riordinamento del sistema degli enti  pubblici  nazionali,  a  norma
degli articoli 11  e  14  della  legge  15  marzo  1997,  n.  59»,  e
Visto l’articolo 17, commi da 1 a 9, del  decreto-legge  1°  luglio
Visto il decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78  convertito,  con
Visto il regolamento CE n. 177/08  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 20 febbraio 2008, che istituisce un quadro comune  per
i registri di imprese  utilizzati  a  fini  statistici  e  abroga  il
regolamento (CEE) n. 2186/93;
Visto il regolamento CE n. 223/2009 del Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, dell’11 marzo 2009, concernente i principi statistici  che
disciplinano  lo  sviluppo,  la  produzione  e   la   diffusione   di
statistiche europee;
Visto  il  Codice   delle   statistiche   europee   di   cui   alla
raccomandazione  della  Commissione  del  25  maggio  2005,  relativa
all’indipendenza,  all’integrita’  e   alla   responsabilita’   delle
autorita’   statistiche   nazionali   e   dell’autorita’   statistica
1°   agosto   2000,   recante   approvazione   del   regolamento   di
organizzazione  dell’Istituto  nazionale  di  statistica,  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 201 del 29 agosto 2000;
13 giugno 2008, recante:  «Delega  di  funzioni  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri  in  materia  di  pubblica  amministrazione  e
innovazione  al  Ministro  senza  portafoglio,   On.   Prof.   Renato
Brunetta», ed in particolare la lettera g);
Ritenuto di dovere procedere alla razionalizzazione degli organi ed
al contenimento delle spese  dell’Istituto  nazionale  di  statistica
secondo i criteri  stabiliti  dalle  lettere  d)  ed  h)  del  citato
articolo 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
l’innovazione, di concerto con  i  Ministri  per  la  semplificazione
normativa, per l’attuazione del programma di Governo e  dell’economia
1. Il presente regolamento e’ emanato in  attuazione  dell’articolo
26  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dell’articolo  2,
comma 634, della legge 24 dicembre  2007,  n.  244,  come  da  ultimo
modificati dall’articolo 17 del decreto-legge 1° luglio 2009, n.  78,
dall’articolo 10-bis del decreto-legge  30  dicembre  2009,  n.  194,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010,  n.  25,
al fine di conseguire gli obiettivi di riduzione del complesso  della
spesa di funzionamento  dell’Istituto  nazionale  di  statistica,  di
incremento dell’efficienza e  della  qualita’  dei  servizi  e  della
conoscenza della realta’ economica e sociale del  Paese,  nonche’  di
rafforzamento della funzione statistica.
2. Salvo quanto diversamente  previsto  dal  presente  regolamento,
sono confermate l’organizzazione e le  funzioni  di  cui  al  decreto
legislativo 6 settembre 1989,  n.  322,  e  successive  modifiche  ed
– Si riporta il testo dell’art. 51 della Costituzione:
«Art. 51. – Tutti i  cittadini  dell’uno  o  dell’altro
sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle  cariche
elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i  requisiti
stabiliti dalla legge. A tale fine la  Repubblica  promuove
con appositi provvedimenti le pari opportunita’ tra donne e
La legge puo’, per l’ammissione ai  pubblici  uffici  e
alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani
Chi  e’  chiamato  a  funzioni  pubbliche  elettive  ha
diritto  di  disporre  del   tempo   necessario   al   loro
adempimento e di conservare il suo posto di lavoro».
– La legge 31 dicembre 1996, n. 681 (Finanziamento  del
censimento  intermedio   dell’industria   e   dei   servizi
nell’anno 1996)  e’  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale
dell’11 gennaio 1997, n. 8.
– Il  decreto  legislativo  29  ottobre  1999,  n.  419
(Riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali, a
norma degli articoli 11 e 14 della legge 15 marzo 1997,  n.
59), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268  del  15
–  Il  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,
dipendenze delle amministrazioni pubbliche», e’  pubblicato
nella  Gazzetta  Ufficiale  del  9  maggio  2001,  n.  106,
– Si riporta il testo dei commi 634 e 635  dell’art.  2
della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni  per  la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato):
«634 (Autorizzazione dell’adozione  di  regolamenti  di
delegificazione per  il  riordino,  di  Enti  ed  organismi
pubblici statali). – Al fine di conseguire gli obiettivi di
stabilita’ e crescita, di ridurre il complesso della  spesa
di  funzionamento  delle  amministrazioni   pubbliche,   di
635 (Modalita’ di attuazione dei regolamenti di cui  al
comma 634). – Gli schemi dei regolamenti di  cui  al  comma
634 sono trasmessi al  Parlamento  per  l’acquisizione  del
parere della Commissione di  cui  all’art.  14,  comma  19,
della legge 28 novembre 2005, n. 246. Il parere e’ espresso
entro trenta giorni dalla data di trasmissione degli schemi
di regolamento, salva la richiesta di proroga ai sensi  del
tributaria) convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6
agosto 2008, n. 133:
quali, alla scadenza del 31 ottobre 2009, non  siano  stati
emanati i regolamenti di riordino ai sensi  del  comma  634
dell’art. 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Gli  enti
confermati  ai  sensi  del  primo  periodo  possono  essere
utilizzazione delle risorse di cui al comma 6».
– Si riporta il testo dell’art. 17, commi da 1 a 9, del
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102:
conti.) – 1. All’art. 26 del decreto-legge 25 giugno  2008,
9. (Abrogato).».
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25:
– Il decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,  recante
«Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e
di competitivita’ economica» convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010,  n.  122  e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2010, n. 125,  supplemento
– Il regolamento (CE) n. 177/08 del Parlamento  europeo
e del Consiglio, del 20 febbraio 2008,  che  istituisce  un
quadro comune per i registri di imprese utilizzati  a  fini
statistici e abroga il regolamento  (CEE)  n.  2186/93  del
Consiglio e’ pubblicato nella G.U.U.E. del 5 marzo 2008, n.
L 61.
– Il regolamento (CE) n. 223/2009 del Parlamento e  del
Consiglio, dell’11 marzo  2009  relativo  alle  statistiche
europee  e  che  abroga  il  regolamento  (CE/Euratom)   n.
statistiche comunitarie, e la decisione  89/382/CEE/Euratom
statistico delle Comunita’ europee (Testo rilevante ai fini
del SEE e della Svizzera) e’ pubblicato nella G.U.U.E.  del
31 marzo 2009, n. 87.
– La raccomandazione della Commissione, del  25  maggio
2005   e’   relativa   all’indipendenza,    integrita’    e
responsabilita’ delle  autorita’  statistiche  nazionali  e
dell’autorita’  statistica  comunitaria,  COM  (2005)   217
1° agosto 2000 recante  «approvazione  del  regolamento  di
organizzazione dell’Istituto nazionale  di  statistica»  e’
201 del 29 agosto 2000.
13 giugno 2008, recante «Delega di funzioni del  Presidente
del  Consiglio  dei  Ministri  in   materia   di   pubblica
amministrazione e innovazione al Ministro senza portafoglio
prof.  Renato  Brunetta»  e’  pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale -serie generale – n. 149 del 27 giugno 2008.
– Si riporta il testo del comma 19 dell’art.  14  della
legge 28 novembre 2005, n. 246 (Semplificazione e riassetto
normativo per l’anno 2005):
«19. – E’ istituita la “Commissione parlamentare per la
per l’elezione dell’Ufficio di presidenza.».
–  Per  il   riferimento   all’art.   26   del   citato
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, si  veda  nelle  note
– Per il riferimento all’art. 2 comma 634, della  legge
– Per il riferimento al decreto legislativo 6 settembre
1989, n. 322, si veda nelle note alle premesse.
Compiti dell’ISTAT
1. L’ISTAT – Istituto nazionale di statistica, ente pubblico dotato
di autonomia scientifica,  organizzativa,  finanziaria  e  contabile,
svolge la  propria  attivita’  secondo  i  principi  di  indipendenza
scientifica, imparzialita’, obiettivita’, affidabilita’,  qualita’  e
riservatezza dell’informazione statistica dettati a  livello  europeo
2. L’ISTAT esercita i compiti definiti dall’articolo 15 del decreto
legislativo  6  settembre  1989,  n.  322,  anche  al  fine  di  dare
attuazione  alle  disposizioni  contenute  nel  regolamento  (CE)  n.
223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 marzo 2009  e
nel regolamento  (CE)  n.  177/2008  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio del 20  febbraio  2008,  nonche’  di  recepire  i  principi
contenuti nella raccomandazione  della  Commissione  europea  del  25
maggio  2005,  relativa  alla  indipendenza,  all’integrita’  e  alla
responsabilita’ delle autorita’ statistiche nazionali e  comunitarie,
provvedendo:
a) a mantenere i  rapporti  con  enti  ed  uffici  internazionali
operanti nel settore dell’informazione statistica, a coordinare tutte
le  attivita’  connesse  allo  sviluppo,  alla  produzione   e   alla
diffusione di statistiche europee e a fungere da interlocutore  della
Commissione  europea  per   le   questioni   statistiche   ai   sensi
dell’articolo 5 del predetto regolamento CE n. 223/2009;
b) allo svolgimento dell’attivita’ di formazione e qualificazione
professionale per i dirigenti ed  il  personale  dell’ISTAT  e  delle
pubbliche amministrazioni, per gli operatori e  per  gli  addetti  al
Sistema statistico nazionale e per altri soggetti pubblici e privati;
c) a definire i metodi e i formati da utilizzare da  parte  delle
pubbliche  amministrazioni  per  lo  scambio  e  l’utilizzo  in   via
telematica dell’informazione  statistica  e  finanziaria,  nonche’  a
coordinare modificazioni, integrazioni  e  nuove  impostazioni  della
modulistica e dei  sistemi  informativi  utilizzati  dalle  pubbliche
amministrazioni  per  raccogliere  informazioni   utilizzate   o   da
utilizzare per fini statistici, ai sensi dell’articolo 3,  comma  73,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e  dell’articolo  8,  comma  2,
della legge 31 dicembre 1996, n. 681.
legislativo n. 322 del 1989:
a)  alla  predisposizione  del   programma   statistico
b)  alla  esecuzione  dei  censimenti  e  delle   altre
c) all’indirizzo e  al  coordinamento  delle  attivita’
d) all’assistenza tecnica agli enti ed  uffici  facenti
e)   alla   predisposizione   delle   nomenclature    e
f)  alla  ricerca  e  allo  studio  sui  risultati  dei
g) alla pubblicazione  e  diffusione  dei  dati,  delle
h) alla promozione e allo sviluppo informatico  a  fini
i) allo svolgimento di attivita’  di  formazione  e  di
l)  ai  rapporti  con  enti  ed  uffici  internazionali
m) alla promozione  di  studi  e  ricerche  in  materia
n)  alla   esecuzione   di   particolari   elaborazioni
– Per il riferimento al regolamento  (CE)  n.  223/2009
del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 marzo  2009,
– Per il regolamento (CE) n.  177/2008  del  Parlamento
europeo e del Consiglio del 20 febbraio 2008 si veda  nelle
–  Per  il  riferimento  alla   raccomandazione   della
Commissione europea del 25 maggio 2005 si veda  nelle  note
– Si riporta il testo  dell’art.  3,  comma  73,  della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante: «Disposizioni  per
Stato» (pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  28  dicembre
2007, n. 300, supplemento ordinario):
«73    (Coordinamento    delle    attivita’    relative
all’informazione statistica). – Ai fini dell’attuazione del
comma  4-bis  dell’art.  13  del  decreto   legislativo   6
settembre 1989, n. 322, introdotto dal comma 72, l’Istituto
nazionale di statistica (ISTAT)  emana  una  circolare  sul
coordinamento dell’informazione statistica nelle  pubbliche
amministrazioni  e  sulla  definizione  di  metodi  per  lo
scambio e l’utilizzo in  via  telematica  dell’informazione
statistica e finanziaria, anche  con  riferimento  ai  dati
rilevanti per i temi  di  cui  al  comma  68.  Al  fine  di
unificare i metodi e  gli  strumenti  di  monitoraggio,  il
Comitato  di  cui  all’art.   17   del   medesimo   decreto
legislativo n. 322 del 1989  definisce,  in  collaborazione
con il Centro nazionale per  l’informatica  nella  pubblica
amministrazione (CNIPA), appositi standard per il  rispetto
dei principi di unicita’ del sistema informativo,  raccolta
condivisa  delle  informazioni  e  dei   dati   e   accesso
differenziato in  base  alle  competenze  istituzionali  di
ciascuna amministrazione.  Per  l’adeguamento  del  sistema
informativo dell’ISTAT e  il  suo  collegamento  con  altri
sistemi informativi si provvede  a  valere  sulle  maggiori
risorse assegnate all’art. 36 della legge 24  aprile  1980,
n. 146, ai sensi della tabella  C  allegata  alla  presente
legge.  All’art.  10-bis,  comma  5,  quinto  periodo,  del
modificazioni, dalla legge 2  dicembre  2005,  n.  248,  le
parole: “31 dicembre 2007” sono sostituite dalle  seguenti:
“31 dicembre 2008”.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  8,  comma  2,  della
citata legge 31 dicembre 1996, n. 681:
«2. Modificazioni, integrazioni  e  nuova  impostazione
della modulistica utilizzata dalle amministrazioni ed  enti
di  cui  al  comma  1,  che  contengano   le   informazioni
utilizzate  per  fini  statistici,  sono   concordate   con
l’Istituto nazionale di statistica.».
dell’informazione statistica
1. Le funzioni direttive dell’ISTAT nei confronti degli  uffici  di
informazione statistica  costituiti  ai  sensi  dell’articolo  3  del
decreto legislativo 6 settembre 1989, n.  322,  sono  esercitate  dal
comitato di indirizzo e coordinamento dell’informazione statistica.
a) dal presidente dell’Istituto, che lo presiede;
b) da due membri in rappresentanza del  Ministero  dell’economia  e
delle  finanze  e  da  quattro  membri  in  rappresentanza  di  altre
amministrazioni statali, individuate dal Presidente del Consiglio dei
Ministri, sentito il presidente dell’ISTAT;
c) da  tre  rappresentanti  delle  regioni  e  degli  enti  locali,
designati dalla  Conferenza  unificata  di  cui  all’articolo  8  del
e) da due rappresentanti di enti pubblici  tra  quelli  dotati  dei
piu’ complessi sistemi d’informazione;
f) da due esperti scelti tra i  professori  ordinari  di  ruolo  di
prima fascia in materie statistiche, economiche ed affini.
3. Il comitato puo’ essere integrato, su proposta  del  presidente,
da rappresentanti di altre  amministrazioni  statali  competenti  per
specifici oggetti di deliberazione.
4. I membri del comitato, di cui alle lettere da b) ad f) del comma
2, sono  nominati  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri.  I  membri  di  cui  alla  lettera  b)  sono  nominati   su
designazione, rispettivamente, del  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze e degli altri Ministri competenti, quelli di cui alla lettera
f)  sono  nominati  su  designazione  del  Ministro  dell’istruzione,
5. Il comitato dura in carica quattro anni. I suoi  membri  possono
essere confermati per non piu’ di due volte.
6. Il comitato  emana  direttive  vincolanti  nei  confronti  degli
uffici di statistica costituiti ai sensi dell’articolo 3 del  decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322, nonche’ atti di  indirizzo  nei
confronti degli altri uffici facenti  parte  del  Sistema  statistico
nazionale di cui all’articolo 2 del predetto  decreto.  Le  direttive
sono sottoposte all’assenso della amministrazione vigilante,  che  si
intende  comunque   dato   qualora,   entro   trenta   giorni   dalla
comunicazione, la stessa non formula rilievi.  Il  comitato  delibera
altresi’,  su  proposta  del  presidente,  il  programma   statistico
7. Il comitato si riunisce  su  convocazione  del  presidente  ogni
volta che questi o le amministrazioni e  gli  enti  rappresentati  ne
ravvisino la necessita’. Alle riunioni partecipa il presidente  della
commissione per la  garanzia  dell’informazione  statistica,  di  cui
all’articolo 12 del decreto legislativo n. 322 del 1989.
8. Il comitato  e’  costituito  con  la  nomina  della  maggioranza
assoluta dei propri membri.
ed autonomie locali) pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale
del 30 agosto 1997, n. 202:
– Si riporta il testo degli articoli 3 e  12  del  gia’
citato decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322:
«Art.  3  (Uffici  di  statistica).  –  1.  Presso   le
amministrazioni centrali dello Stato e  presso  le  aziende
autonome sono istituiti uffici di  statistica,  posti  alle
dipendenze funzionali dell’ISTAT.
2. Gli uffici di statistica sono ordinati anche secondo
le esigenze di carattere tecnico  indicate  dall’ISTAT.  Ad
ogni  ufficio  e’  preposto  un  dirigente  o   funzionario
designato dal Ministro competente,  sentito  il  presidente
3. Le attivita’ e le funzioni degli  uffici  statistici
delle province, dei comuni e  delle  camere  di  commercio,
industria, artigianato e agricoltura  sono  regolate  dalla
legge 16 novembre 1939, n. 1823, e dalle relative norme  di
attuazione,  nonche’  dal  presente  decreto  nella   parte
applicabile. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, gli  enti  locali,  ivi  comprese  le
unita’  sanitarie  locali  che  non   vi   abbiano   ancora
provveduto istituiscono l’ufficio di  statistica  anche  in
forma associata o consortile. I comuni con piu’ di  100.000
abitanti istituiscono con effetto immediato un  ufficio  di
statistica che fa parte del Sistema statistico nazionale.
4.  Gli  uffici  di  statistica  costituiti  presso  le
prefetture assicurano, fatte salve le competenze a  livello
regionale del commissario del  Governo  previste  dall’art.
13, comma 1, lettera c), della legge  23  agosto  1988,  n.
400,   anche   il   coordinamento,   il   collegamento    e
l’interconnessione a livello provinciale di tutte le  fonti
pubbliche preposte alla raccolta ed alla  elaborazione  dei
dati statistici, come individuate dall’ISTAT.
5. Gli uffici di statistica di cui ai commi 2,  3  e  4
esercitano le proprie attivita’ secondo le direttive e  gli
atti di indirizzo emanati  dal  comitato  di  cui  all’art.
17.».
«Art. 12 (Commissione per la garanzia dell’informazione
statistica). – 1. Al fine di garantire il  principio  della
imparzialita’   e   della   completezza   dell’informazione
statistica e’ istituita, presso la Presidenza del Consiglio
dei   Ministri,   la   commissione    per    la    garanzia
dell’informazione   statistica.    In    particolare,    la
commissione vigila:
a) sulla imparzialita’ e completezza  dell’informazione
statistica e contribuisce alla corretta applicazione  delle
norme che disciplinano la tutela della  riservatezza  delle
informazioni fornite all’ISTAT e ad altri enti del  Sistema
statistico nazionale, segnalando anche al  Garante  per  la
protezione dei dati personali i casi di inosservanza  delle
medesime norme o assicurando altra collaborazione nei  casi
in cui la natura tecnica dei problemi lo richieda;
b) sulla qualita’ delle metodologie statistiche e delle
tecniche  informatiche  impiegate  nella  raccolta,   nella
conservazione e nella diffusione dei dati;
c) sulla conformita’ delle rilevazioni  alle  direttive
degli organismi internazionali e comunitari.
2. La commissione, nell’esercizio  delle  attivita’  di
cui al comma 1, puo’ formulare osservazioni  e  rilievi  al
presidente  dell’ISTAT,  il  quale  provvede  a  fornire  i
necessari   chiarimenti   entro   trenta    giorni    dalla
comunicazione, sentito il  comitato  di  cui  all’art.  17;
qualora i chiarimenti  non  siano  ritenuti  esaustivi,  la
commissione ne riferisce al Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri. Esprime inoltre parere sul  programma  statistico
nazionale ai sensi dell’art. 13,  ed  e’  sentita  ai  fini
della sottoscrizione dei codici di deontologia e  di  buona
condotta  relativi  al  trattamento  dei   dati   personali
nell’ambito del Sistema statistico nazionale.
3. La commissione e’ composta di nove membri,  nominati
decreto, con decreto del Presidente  della  Repubblica,  su
proposta del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri,  dei
quali  sei  scelti  tra  professori  ordinari  in   materie
statistiche, economiche ed affini o direttori  di  istituti
di statistica o di ricerca statistica non facenti parte del
Sistema statistico nazionale, e tre tra alti  dirigenti  di
enti e amministrazioni  pubbliche,  che  godano  di  grande
prestigio  e  competenza  nelle  discipline  e  nei   campi
collegati  alla  produzione,  diffusione  e  analisi  delle
informazioni statistiche e che non siano preposti ad uffici
facenti parte del  Sistema  statistico  nazionale.  Possono
essere nominati anche cittadini  di  Paesi  comunitari  che
abbiano i medesimi requisiti.
4. Il presidente  della  commissione  e’  eletto  dagli
6. La commissione si riunisce almeno due volte all’anno
e redige un rapporto annuale, che si allega alla  relazione
al Parlamento sull’attivita’ dell’ISTAT.
7. Partecipa alle riunioni il presidente dell’ISTAT.
8.  Alle  funzioni  di  segreteria  della   commissione
provvede il  Segretariato  generale  della  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri, che istituisce, a questo  fine,  un
apposito ufficio,  che  puo’  avvalersi  anche  di  esperti
esterni ai sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400.
9. I compensi di cui all’art. 20  per  i  membri  della
commissione sono posti a carico del bilancio dell’ISTAT.».
1.  Il  consiglio  dell’ISTAT  programma,  indirizza  e   controlla
l’attivita’ dell’Istituto.
2. Il consiglio e’ composto:
b) da due membri designati, tra i propri componenti,  dal  comitato
di cui all’articolo 3;
c) da due membri nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri
scelti tra  professori  ordinari  oppure  direttori  di  istituti  di
statistica o di ricerca statistica.
3. Il direttore generale dell’Istituto partecipa alle riunioni  del
consiglio e ne e’ il segretario.
4. I membri del consiglio, di cui alle lettere b) e c) del comma 2,
sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e
durano in carica quattro anni. In caso di cessazione anticipata dalla
carica  di  taluno  di  essi,  il   mandato   del   membro   nominato
successivamente si  esaurisce  comunque  al  compimento  del  mandato
quadriennale dei membri rimasti in carica.
5. Il consiglio e’  costituito  con  la  nomina  della  maggioranza
assoluta dei propri membri. Per la validita’ delle sedute occorre  la
presenza  di  almeno  tre  componenti.   Per   la   validita’   delle
deliberazioni  occorre  il  voto  favorevole  della  maggioranza  dei
presenti. In caso di parita’ di voti prevale quello del presidente.
Uffici dirigenziali e organizzazione interna
n. 244, e al decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n.  122,  entro  sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento  sono
apportate modifiche  al  regolamento  di  organizzazione  dell’ISTAT,
approvato con decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri  in
data 1° agosto 2000, con particolare riguardo alla dirigenza ed  alle
strutture giuridiche, amministrative, di  produzione  e  di  ricerca,
anche tenuto conto di quanto previsto dal citato regolamento (CE)  n.
223/2009   e   dell’assetto   organizzativo   adottato   a    livello
internazionale per le strutture operanti nel settore della statistica
e, comunque, secondo i seguenti criteri:
a) individuazione della direzione generale, dei dipartimenti, delle
direzioni centrali, dei  servizi,  nonche’  degli  uffici  regionali,
quali uffici dirigenziali, in  numero  massimo  complessivamente  non
superiore a settantatre;
b)  qualificazione,  quali  uffici   giuridici   e   amministrativi
dirigenziali di prima fascia, della direzione  generale,  alla  quale
puo’ essere  preposto  anche  un  soggetto  esterno  con  particolare
comprovata qualificazione professionale al quale  e’  corrisposto  un
trattamento economico  complessivo  determinato  con  riferimento  al
contratto collettivo nazionale di lavoro  della  dirigenza  dell’area
ricerca secondo parametri stabiliti dal regolamento di organizzazione
di cui al comma 1, e di non piu’ di tre direzioni centrali,  e  quali
uffici dirigenziali di seconda fascia dei restanti servizi  giuridico
c) qualificazione dei dipartimenti di produzione  e  di  ricerca  e
delle direzioni centrali di  produzione  e  di  ricerca  come  uffici
tecnici generali, in numero non superiore  a  sedici,  prevedendo  la
preposizione a ciascuno di tali uffici di un dirigente di  ricerca  o
di un dirigente  tecnologo  o  di  un  dirigente  di  amministrazioni
pubbliche,  ovvero  di  un  esperto  della  materia,  con   contratto
individuale di durata non superiore a tre  anni  rinnovabili,  previa
valutazione comparativa  dei  requisiti  culturali,  professionali  e
scientifici e  degli  incarichi  ricoperti  in  ambito  nazionale  ed
internazionale, con compenso da  determinarsi  secondo  le  modalita’
previste dall’articolo 3, comma 4, lettera f), del citato decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri in data  1°  agosto  2000,  con
riferimento  al  contratto  collettivo  nazionale  di  lavoro   della
dirigenza dell’area ricerca;
d) individuazione dei servizi di produzione e di  ricerca  e  degli
uffici  regionali  quali  uffici  tecnici  non  generali  in  cui  si
articolano gli uffici  dirigenziali  di  cui  alla  lettera  c),  con
previsione che ai dirigenti responsabili di  tali  servizi  e  uffici
compete il trattamento giuridico ed economico previsto dal  contratto
collettivo di  appartenenza,  in  relazione  alla  tipologia  e  alla
complessita’ delle strutture cui sono preposti;
e) previsione che, in sede di prima attuazione delle  modifiche  al
regolamento di organizzazione, ai fini dell’inquadramento  nel  ruolo
dei dirigenti di seconda fascia e della loro preposizione ai  servizi
giuridici e amministrativi, sia  effettuato  dall’ISTAT  un  concorso
pubblico per titoli ed esami con riserva  di  posti,  in  favore  del
personale di ruolo che abbia ricoperto  presso  l’Istituto  incarichi
dirigenziali, per almeno un triennio, nel medesimo settore, ai  sensi
del decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri  in  data  1°
agosto 2000. Agli esami sono ammessi i  soli  candidati  che  abbiano
raggiunto, in sede di valutazione dei  titoli,  il  punteggio  minimo
fissato dal bando di concorso;
f) previsione che la formazione dirigenziale, per  i  dirigenti  di
cui  alle  lettere  precedenti,  e  l’attivita’   di   formazione   e
qualificazione professionale, di cui all’articolo 2, comma 2, lettera
b), siano accentrate, senza oneri aggiuntivi  e  previa  soppressione
delle  altre  strutture  esistenti  nell’ente,  presso  la  struttura
permanente di cui al comma 3 dell’articolo 6 del decreto  legislativo
29 ottobre 1999, n. 419, denominata: «Scuola superiore di  statistica
e di analisi sociali ed economiche», posta  alle  dirette  dipendenze
del presidente dell’Istituto, che opera in collegamento con la Scuola
superiore  della  pubblica  amministrazione  e  la  Scuola  superiore
dell’economia e finanze, nonche’ con altre istituzioni  universitarie
e scientifiche nazionali, europee e internazionali;
g) semplificazione  dei  meccanismi  di  definizione  della  pianta
organica, volti a rendere quest’ultima maggiormente  coerente  con  i
compiti assegnati all’Istituto, con previsione di possibili riduzioni
della pianta organica del personale non dirigenziale e delle connesse
prevedibili economie in termini di logistica e funzionamento,  ovvero
rideterminazioni della stessa  per  effetto  dell’applicazione  degli
articoli 7 e 50 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n.  122,  secondo  le
procedure di  approvazione  previste  dall’articolo  22  del  decreto
2. Gli incarichi dirigenziali di prima fascia di cui  alla  lettera
b) del comma 1 e gli  incarichi  dirigenziali  tecnici  di  cui  alla
lettera c) sono conferiti dal presidente  dell’Istituto,  sentito  il
consiglio nel caso dell’incarico di direttore generale.
3. Il presidente puo’  delegare,  per  l’esercizio  di  particolari
attribuzioni, la legale  rappresentanza  dell’Istituto  al  direttore
generale,  ai  direttori  di  dipartimento,  ai  direttori  centrali,
nonche’ ai dirigenti dei servizi ed uffici dell’Istituto stesso,  nei
limiti e con le modalita’ che saranno previste dal regolamento di cui
– Per il riferimento al decreto-legge 31  maggio  2010,
2010, n. 122, si veda nelle note alle premesse.
– Per il riferimento  al  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri 1° agosto 2000 si veda nelle note in
– Per il riferimento al regolamento (CE) n. 223/2009 si
– Si riporta il comma 3 dell’art. 6 del citato  decreto
legislativo n. 419 del 1999:
«3. L’Istituto nazionale di statistica (ISTAT)  svolge,
in collaborazione con la Scuola  superiore  della  pubblica
amministrazione e con istituzioni universitarie,  attivita’
di  formazione  e  qualificazione  professionale  per   gli
addetti al sistema statistico nazionale,  anche  attraverso
la   costituzione   di   una   struttura   permanente.   Le
disposizioni di cui al comma 6  dell’art.  19  del  decreto
legislativo  3  febbraio  1993,   n.   29,   e   successive
modificazioni, si applicano  al  personale  dell’ISTAT  con
qualifica di dirigente di  ricerca  e  dirigente  tecnologo
entro il limite del 5 per cento del relativo organico.».
– Si riporta il testo degli articoli 7 e 50 del  citato
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito  in  legge,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122:
«Art. 7 (Soppressione  ed  incorporazione  di  enti  ed
organismi pubblici; riduzione dei contributi  a  favore  di
enti). – 1. Con effetto dalla data di entrata in vigore del
presente decreto-legge, al  fine  di  assicurare  la  piena
integrazione  delle  funzioni  assicurative  e  di  ricerca
connesse alla materia della tutela  della  salute  e  della
sicurezza  dei  lavoratori  sui  luoghi  di  lavoro  e   il
coordinamento stabile delle attivita’ previste dall’art. 9,
comma 2, del decreto legislativo  9  aprile  2008,  n.  81,
ottimizzando  le  risorse  ed  evitando   duplicazioni   di
attivita’, l’IPSEMA e l’ISPESL sono soppressi e le relative
funzioni  sono  attribuite   all’INAIL,   sottoposto   alla
vigilanza  del  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche
sociali e del Ministero della salute;  l’INAIL  succede  in
tutti i rapporti attivi e passivi.
2. Al fine di assicurare la  piena  integrazione  delle
funzioni   in   materia   di   previdenza   e   assistenza,
attivita’, l’IPOST e’ soppresso.
3. Le funzioni  dell’IPOST  sono  trasferite  all’INPS,
sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e  delle
politiche sociali;  l’INPS  succede  in  tutti  i  rapporti
3-bis. Con effetto dalla  data  di  entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente decreto, al fine di
assicurare la piena integrazione delle funzioni in  materia
di previdenza e assistenza, l’Ente nazionale di  assistenza
magistrale (ENAM), istituito in base al decreto legislativo
del Capo provvisorio dello Stato 21 ottobre 1947, n.  1346,
ratificato dalla legge 21 marzo 1953, n. 90,  e  successive
modificazioni, e’ soppresso e  le  relative  funzioni  sono
attribuite all’INPDAP  che  succede  in  tutti  i  rapporti
4. Con decreti di natura non regolamentare del Ministro
del lavoro e delle politiche sociali  di  concerto  con  il
per la pubblica amministrazione e  l’innovazione,  nonche’,
per quanto concerne la  soppressione  dell’ISPESL,  con  il
Ministro della salute, da adottarsi entro  sessanta  giorni
dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto
ovvero,  per  l’ENAM,   di   concerto   con   il   Ministro
dell’istruzione, dell’universita’  e  della  ricerca  entro
di conversione del presente  decreto,  sono  trasferite  le
risorse  strumentali,  umane  e  finanziarie   degli   enti
soppressi, sulla  base  delle  risultanze  dei  bilanci  di
chiusura delle relative gestioni alla data  di  entrata  in
vigore del presente decreto-legge ovvero, per l’ENAM,  alla
5. Le dotazioni organiche dell’INPS e  dell’INAIL  sono
incrementate di un numero pari alle unita’ di personale  di
ruolo trasferite in servizio presso gli enti soppressi.  In
attesa della definizione dei comparti di contrattazione  in
applicazione dell’art. 40, comma 2, del decreto legislativo
30  marzo  2001,  n.  165,  come  modificato  dal   decreto
legislativo  27  ottobre  2009,  n.   150,   al   personale
transitato   dall’ISPESL   continua   ad   applicarsi    il
trattamento   giuridico   ed   economico   previsto   dalla
contrattazione collettiva del comparto ricerca e  dell’area
VII. Nell’ambito del nuovo comparto  di  contrattazione  di
riferimento per gli enti pubblici non economici da definire
in applicazione del  menzionato  art.  40,  comma  2,  puo’
essere prevista un’apposita  sezione  contrattuale  per  le
professionalita’  impiegate   in   attivita’   di   ricerca
scientifica e  tecnologica.  Per  i  restanti  rapporti  di
lavoro, l’INPS e l’INAIL subentrano nella  titolarita’  dei
6. I posti corrispondenti  all’incarico  di  componente
dei collegi  dei  sindaci,  in  posizione  di  fuori  ruolo
istituzionale, soppressi ai  sensi  dei  commi  precedenti,
sono trasformati in posti di livello dirigenziale  generale
per  le  esigenze  di  consulenza,  studio  e  ricerca  del
Ministero del  lavoro  e  delle  politiche  sociali  e  del
Ministero dell’economia e delle  finanze,  nell’ambito  del
Dipartimento della ragioneria  generale  dello  Stato.  Gli
incarichi dirigenziali di livello generale conferiti presso
i collegi dei sindaci ai sensi dell’art. 3,  comma  7,  del
decreto legislativo 30 giugno  1994,  n.  479,  riferiti  a
posizioni  soppresse  per  effetto  dei  commi  precedenti,
cessano dalla data di adozione dei  provvedimenti  previsti
dal comma 4 e ai dirigenti ai quali non sia riattribuito il
medesimo incarico presso il collegio dei sindaci degli enti
riordinati ai sensi  del  presente  articolo  e’  conferito
dall’amministrazione di appartenenza un incarico di livello
7. All’art. 3 del decreto legislativo 30  giugno  1994,
n. 479, sono apportate le seguenti modifiche:
“Sono organi degli enti:
b) il consiglio di indirizzo e vigilanza;
d) il direttore generale.”;
“Il   presidente   ha    la    rappresentanza    legale
dell’Istituto, puo’ assistere alle sedute del consiglio  di
indirizzo e vigilanza ed e’ scelto in  base  a  criteri  di
alta  professionalita’,  di  capacita’  manageriale  e   di
qualificata esperienza nell’esercizio di funzioni attinenti
al settore operativo dell’ente. E’ nominato ai sensi  della
legge 24 gennaio 1978, n.  14,  con  la  procedura  di  cui
all’art.  3  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400;   la
deliberazione del Consiglio dei  Ministri  e’  adottata  su
di concerto con il Ministro dell’economia e delle  finanze.
Contestualmente alla richiesta  di  parere  prevista  dalle
predette disposizioni, si provvede  ad  acquisire  l’intesa
del consiglio di indirizzo e vigilanza dell’ente, che  deve
intervenire nel  termine  di  trenta  giorni.  In  caso  di
mancato raggiungimento dell’intesa entro tale  termine,  il
Consiglio dei Ministri puo’ comunque procedere alla  nomina
con provvedimento motivato.”;
c) al comma 4, dopo il primo  periodo  e’  aggiunto  il
seguente:  “Almeno  trenta  giorni  prima  della   naturale
scadenza  ovvero   entro   dieci   giorni   dall’anticipata
cessazione del presidente,  il  consiglio  di  indirizzo  e
vigilanza informa il Ministro del lavoro e delle  politiche
sociali  affinche’  si  proceda  alla  nomina   del   nuovo
titolare.”;
d) al comma 5, primo e secondo periodo, le  parole  “il
consiglio  di  amministrazione”  e  “il   consiglio”   sono
sostituite dalle parole “il presidente”; sono eliminati gli
ultimi tre periodi del medesimo comma  5,  dall’espressione
“Il  consiglio  e’  composto”  a  quella  “componente   del
consiglio di vigilanza.”;
e) al  comma  6,  l’espressione  “partecipa,  con  voto
consultivo, alle sedute del consiglio di amministrazione  e
puo’ assistere a quelle  del  consiglio  di  vigilanza”  e’
sostituita dalla seguente “puo’ assistere alle  sedute  del
consiglio di indirizzo e vigilanza”;
f) al  comma  8,  e’  eliminata  l’espressione  da  “il
consiglio di amministrazione” a “funzione pubblica”;
g) al comma 9, l’espressione “con esclusione di  quello
di cui alla lettera e)” e’ sostituita dalla  seguente  “con
esclusione di quello di cui alla lettera d)”;
h) e’ aggiunto il seguente comma 11:
“Al presidente dell’ente  e’  dovuto,  per  l’esercizio
delle  funzioni  inerenti  alla   carica,   un   emolumento
onnicomprensivo stabilito  con  decreto  del  Ministro  del
lavoro e  delle  politiche  sociali,  di  concerto  con  il
Ministro dell’economia e delle finanze.”.
8.   Le   competenze   attribuite   al   consiglio   di
amministrazione dalle disposizioni  contenute  nel  decreto
del Presidente della Repubblica 30  aprile  1970,  n.  639,
nella legge 9 marzo 1989, n. 88, nel decreto legislativo 30
giugno 1994, n.  479,  nel  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 24 settembre 1997, n. 366 e da  qualunque  altra
norma  riguardante  gli  enti  pubblici  di  previdenza  ed
assistenza  di  cui  all’art.  1,  comma  1,  del   decreto
legislativo 30  giugno  1994,  n.  479,  sono  devolute  al
presidente  dell’ente,  che   le   esercita   con   proprie
9. Con effetto dalla  ricostituzione  dei  consigli  di
indirizzi e vigilanza di  cui  all’art.  3,  comma  4,  del
decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479, il  numero  dei
rispettivi componenti e’ ridotto in misura non inferiore al
trenta per cento.
10.  Con  effetto  dalla  ricostituzione  dei  comitati
amministratori  delle  gestioni,  fondi  e  casse  di   cui
all’art.  1,  primo  comma,  numero  4),  del  decreto  del
Presidente della Repubblica  30  aprile  1970,  n.  639,  e
successive modificazioni,  nonche’  dei  comitati  previsti
dagli articoli 33 e 34 del medesimo decreto del  Presidente
della Repubblica, il numero dei  rispettivi  componenti  e’
ridotto in misura non inferiore al trenta per cento.
11. A decorrere  dal  1°  luglio  2010,  gli  eventuali
gettoni di presenza corrisposti ai componenti dei  comitati
all’art. 2, comma 1, punto 4), della legge 9 marzo 1989, n.
88, non possono superare l’importo di euro 30,00 a seduta.
12.  A  decorrere  dal  1°  luglio  2010,   l’attivita’
istituzionale degli organi collegiali di  cui  all’art.  3,
comma 2, del decreto legislativo 30 giugno  1994,  n.  479,
nonche’ la partecipazione all’attivita’ istituzionale degli
organi centrali non da’ luogo alla corresponsione di  alcun
emolumento legato alla presenza (gettoni e/o medaglie).
13. I regolamenti che disciplinano l’organizzazione  ed
il funzionamento degli enti di cui all’art. 1, comma 1, del
decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479,  sono  adeguati
alle  modifiche   apportate   al   medesimo   provvedimento
normativo dal presente articolo, in applicazione  dell’art.
1, comma 2, del predetto decreto legislativo  n.  479/1994.
Nelle more di tale recepimento, si applicano, in ogni caso,
le disposizioni contenute nel presente articolo.
14. Le disposizioni del presente articolo si  applicano
anche  all’organizzazione  ed  al  funzionamento   all’Ente
nazionale di previdenza  ed  assistenza  per  i  lavoratori
dello spettacolo di cui al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 24 novembre 2003, n. 357.
15. Con effetto dalla data di  entrata  in  vigore  del
presente decreto, l’Istituto affari sociali di cui all’art.
2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
23 novembre 2007, e’ soppresso e le relative funzioni  sono
trasferite all’ISFOL che succede in tutti i rapporti attivi
e passivi. Lo svolgimento  delle  attivita’  di  ricerca  a
supporto   dell’elaborazione   delle   politiche    sociali
confluisce nell’ambito  dell’organizzazione  dell’ISFOL  in
una delle macroaree gia’ esistenti. Con decreti  di  natura
non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali di concerto con il Ministro dell’economia  e  delle
l’innovazione   sono   individuate   le   risorse    umane,
strumentali e finanziarie da riallocare presso l’ISFOL.  La
dotazione organica dell’ISFOL e’ incrementata di un  numero
pari alle unita’  di  personale  di  ruolo  trasferite,  in
servizio presso l’Istituto degli affari sociali  alla  data
di entrata in vigore del presente decreto. L’ISFOL subentra
in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi ivi compresi
i rapporti di lavoro in essere. L’ISFOL adegua  il  proprio
statuto entro il 31 ottobre 2010.
16. Con effetto dalla data di  entrata  in  vigore  del
presente  decreto,  l’Ente  nazionale   di   assistenza   e
previdenza per i pittori e scultori,  musicisti,  scrittori
ed autori drammatici (ENAPPSMSAD), costituito  con  decreto
del Presidente della Repubblica 1° aprile 1978, n. 202,  e’
soppresso  e   le   relative   funzioni   sono   trasferite
all’ENPALS, che  succede  in  tutti  i  rapporti  attivi  e
passivi. Con  effetto  dalla  medesima  data  e’  istituito
presso l’ENPALS con evidenza contabile  separata  il  Fondo
assistenza e previdenza dei pittori e scultori,  musicisti,
scrittori ed autori drammatici. Tutte  le  attivita’  e  le
passivita’  risultanti  dall’ultimo   bilancio   consuntivo
approvato affluiscono ad evidenza contabile separata presso
l’ENPALS. La dotazione organica dell’ENPALS e’ aumentata di
un numero pari alla unita’ di personale di ruolo trasferite
in servizio presso l’ENAPPSMSAD alla  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto. Con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro
e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro  per
la  pubblica  amministrazione  e  l’innovazione  e  con  il
Ministro dell’economia e  delle  finanze,  da  emanarsi  ai
sensi dell’art. 17, della legge 23 agosto 1988, n. 400,  le
conseguenti modifiche al regolamento di organizzazione e il
funzionamento dell’ente ENPALS. Con decreti di  natura  non
regolamentare del Ministro del  lavoro  e  delle  politiche
finanze, da adottare entro sessanta giorni  dalla  data  di
decreto, sono individuate le risorse strumentali,  umane  e
finanziarie   dell’ente   soppresso,   sulla   base   delle
risultanze del bilancio di chiusura della relativa gestione
del presente decreto. Il  commissario  straordinario  e  il
direttore generale  dell’Istituto  incorporante  in  carica
alla data di entrata in vigore del  presente  decreto-legge
continuano  ad  operare  sino  alla  scadenza  del  mandato
prevista dai relativi decreti di nomina.
17.   Le   economie   derivanti   dai    processi    di
razionalizzazione e soppressione degli  enti  previdenziali
vigilati dal Ministero del  lavoro  previsti  nel  presente
decreto sono computate, previa  verifica  del  Dipartimento
della  funzione  pubblica   con   il   Dipartimento   della
ragioneria generale  dello  Stato,  per  il  raggiungimento
degli obiettivi di risparmio previsti all’art. 1, comma  8,
della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
18.  Al  fine  di  razionalizzare  e  semplificare   le
funzioni  di  analisi  e  studio  in  materia  di  politica
economica, l’Istituto di studi e analisi  economica  (Isae)
e’ soppresso; le funzioni e le risorse  sono  assegnate  al
Ministero dell’economia e delle  finanze  e  all’ISTAT.  Le
funzioni svolte dall’Isae sono trasferite con  uno  o  piu’
decreti  di   natura   non   regolamentare   del   Ministro
dell’economia e delle finanze di concerto con  il  Ministro
per la pubblica amministrazione e  l’innovazione;  con  gli
stessi  decreti  sono  stabilite  le  date   di   effettivo
esercizio delle funzioni trasferite e sono  individuate  le
risorse umane, strumentali e finanziarie riallocate  presso
il  Ministero  dell’economia  e  delle  finanze,   nonche’,
limitatamente ai ricercatori e ai tecnologi,  anche  presso
l’ISTAT.  I   dipendenti   a   tempo   indeterminato   sono
inquadrati, nei ruoli del Ministero sulla base di  apposita
tabella di corrispondenza approvata con uno dei decreti  di
cui  al  presente  comma;  le  amministrazioni  di  cui  al
presente comma provvedono conseguentemente a  rideterminare
le proprie dotazioni  organiche;  i  dipendenti  trasferiti
mantengono  il   trattamento   economico   fondamentale   e
accessorio, limitatamente alle voci fisse  e  continuative,
corrisposto al momento dell’inquadramento; nel caso in  cui
tale trattamento risulti piu’  elevato  rispetto  a  quello
previsto per il personale del Ministero, e’ attribuito  per
la differenza un assegno ad personam  riassorbibile  con  i
successivi  miglioramenti  economici  a  qualsiasi   titolo
conseguiti.  Per  i  restanti   rapporti   di   lavoro   le
amministrazioni   di    destinazione    subentrano    nella
titolarita’ dei rispettivi  rapporti.  Dall’attuazione  del
presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a
19. L’Ente italiano montagna (EIM), istituito dall’art.
1, comma 1279, della legge 27 dicembre  2006,  n.  296,  e’
soppresso. La Presidenza del Consiglio dei Ministri succede
a  titolo  universale  al  predetto  ente  e   le   risorse
strumentali e di personale ivi in servizio sono  trasferite
al Dipartimento per gli  affari  regionali  della  medesima
Presidenza. Con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri  su  proposta  del  Ministro   per   la   pubblica
dell’economia e delle finanze sono  stabilite  le  date  di
effettivo  esercizio  delle  funzioni  trasferite  e   sono
individuate le risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie
riallocate presso la Presidenza, nonche’, limitatamente  ai
ricercatori e ai tecnologi, anche  presso  gli  enti  e  le
istituzioni di ricerca. I dipendenti a tempo  indeterminato
sono inquadrati, nei ruoli della Presidenza sulla  base  di
apposita tabella di corrispondenza. I dipendenti trasferiti
previsto per la Presidenza e’ attribuito per la  differenza
un assegno  ad  personam  riassorbibile  con  i  successivi
miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti.  Per
i  restanti  rapporti  di  lavoro  le  amministrazioni   di
destinazione subentrano nella  titolarita’  dei  rispettivi
rapporti. Dall’attuazione del  presente  comma  non  devono
20. Gli enti di cui all’allegato 2 sono soppressi  e  i
risparmi attesi, per le stazioni sperimentali e  l’Istituto
nazionale  per  le  conserve  alimentari  (INCA),  indicati
nell’allegato 2, con decreto del  Ministro  dello  sviluppo
economico, di concerto  con  il  Ministro  dell’economia  e
delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data
presente  decreto,  sono  individuati  tempi   e   concrete
modalita’   di   trasferimento   dei   compiti   e    delle
attribuzioni,  nonche’  del  personale  e   delle   risorse
21. L’Istituto nazionale  per  studi  e  esperienze  di
architettura navale (INSEAN) istituito  con  regio  decreto
legislativo 24  maggio  1946,  n.  530,  e’  soppresso.  Le
funzioni svolte dall’INSEAN e le  connesse  risorse  umane,
strumentali e  finanziarie  sono  trasferite  al  Consiglio
nazionale delle ricerche con uno o piu’ decreti  di  natura
non regolamentare del Ministro delle infrastrutture  e  dei
delle   finanze,   con   il    Ministro    dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca e con il Ministro  per  la
pubblica amministrazione e l’innovazione;  con  gli  stessi
decreti sono stabilite le date di effettivo esercizio delle
funzioni trasferite. I  dipendenti  a  tempo  indeterminato
sono inquadrati nei ruoli  del  Consiglio  nazionale  delle
ricerche sulla base di apposita tabella  di  corrispondenza
approvata con uno dei decreti di natura  non  regolamentare
di cui al presente  comma.  Il  Consiglio  nazionale  delle
ricerche  provvede  conseguentemente  a  rimodulare   o   a
rideterminare le proprie dotazioni organiche. I  dipendenti
trasferiti mantengono il trattamento economico fondamentale
e accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative,
previsto per il personale  del  Consiglio  nazionale  delle
ricerche, e’ attribuito per la  differenza  un  assegno  ad
economici a qualsiasi titolo  conseguiti.  Per  i  restanti
rapporti di lavoro il Consiglio  nazionale  delle  ricerche
subentra  nella  titolarita’   dei   rispettivi   rapporti.
22. L’ultimo  periodo  del  comma  2  dell’art.  6  del
modificazioni dalla legge 24  novembre  2003,  n.  326,  e’
sostituito dal seguente: “Le nomine  dei  componenti  degli
organi sociali sono effettuate dal Ministero  dell’economia
e delle finanze d’intesa con il  Ministero  dello  sviluppo
23.  Per  garantire  il  pieno  rispetto  dei  principi
comunitari in materia nucleare, i commi 8 e 9 dell’art.  27
della legge 23 luglio 2009, n.  99,  sono  abrogati,  fatti
salvi gli effetti prodotti alla data di entrata  in  vigore
della legge di  conversione  del  presente  decreto.  Entro
trenta   giorni   decorrenti   dalla   medesima   data   e’
ricostituito il consiglio di  amministrazione  della  Sogin
S.p.a., composto di 5 membri. La nomina dei componenti  del
consiglio  di  amministrazione  della   Sogin   S.p.a.   e’
effettuata dal  Ministero  dell’economia  e  delle  finanze
d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico.
24. A decorrere dalla data di  entrata  in  vigore  del
presente decreto gli stanziamenti sui  competenti  capitoli
degli stati di previsione delle  amministrazioni  vigilanti
relativi  al  contributo  dello  Stato  a  enti,  istituti,
fondazioni e altri organismi sono ridotti del 50 per  cento
rispetto  all’anno  2009.  Al  fine   di   procedere   alla
razionalizzazione e al  riordino  delle  modalita’  con  le
quali lo Stato concorre al finanziamento dei predetti enti,
i  Ministri  competenti,  con  decreto  da  emanare   entro
sessanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto, stabiliscono  il  riparto  delle  risorse
25.  Le  commissioni  mediche  di   verifica   operanti
nell’ambito del Ministero  dell’economia  e  delle  finanze
sono  soppresse,  ad  eccezione  di  quelle  presenti   nei
capoluoghi  di  regione  e  nelle   province   a   speciale
autonomia,   che   subentrano   nelle   competenze    delle
commissioni  soppresse.  Con  protocolli  di   intesa,   da
stipularsi tra il Ministero dell’economia e delle finanze e
le regioni, le predette  commissioni  possono  avvalersi  a
titolo  gratuito  delle  ASL  territorialmente   competenti
ovvero, previo accordo con il Ministero della difesa, delle
strutture sanitarie del  predetto  Ministero  operanti  sul
territorio. Con decreto del Ministro dell’economia e  delle
finanze di natura non regolamentare sono stabilite le  date
di effettivo esercizio del nuovo assetto delle  commissioni
mediche di cui al presente comma.
26. Sono attribuite al  Presidente  del  Consiglio  dei
monitoraggio della Ragioneria generale dello Stato.
30. All’art. 10-bis del decreto-legge 30 dicembre 2009,
febbraio 2010, n. 25, nel comma 1 sono aggiunte  alla  fine
le seguenti parole: “nonche’ di quelli comunque non inclusi
di statistica (ISTAT) ai sensi  del  comma  3  dell’art.  1
della legge 31 dicembre 2009, n. 196”.
31. La vigilanza sul Comitato nazionale permanente  per
il microcredito, istituito ai sensi dell’art. 4-bis,  comma
8, del decreto-legge 10  gennaio  2006,  n.  2,  convertito
dalla  legge  11  marzo  2006,  n.  81,  e’  trasferita  al
31-bis. Per assicurare lo svolgimento delle funzioni di
Autorita’ nazionale anticorruzione, ai  sensi  dell’art.  6
della  legge  3  agosto  2009,  n.  116,   da   parte   del
Dipartimento della funzione pubblica della  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri, e’ autorizzata la spesa di  euro  2
milioni per l’anno 2011.  Al  relativo  onere  si  provvede
mediante utilizzo di quota  parte  delle  maggiori  entrate
derivanti dall’art. 38, commi 13-bis e seguenti.
31-ter. L’Agenzia autonoma per  la  gestione  dell’albo
dei segretari comunali e provinciali,  istituita  dall’art.
102 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n.  267,  e’  soppressa.  Il  Ministero  dell’interno
succede a titolo universale  alla  predetta  Agenzia  e  le
risorse  strumentali  e  di  personale  ivi  in   servizio,
comprensive  del  fondo  di  cassa,  sono   trasferite   al
31-quater. Con decreto  del  Ministro  dell’interno  di
sono  stabilite  le  date  di  effettivo  esercizio   delle
funzioni trasferite e sono individuate  le  risorse  umane,
strumentali e finanziarie riallocate  presso  il  Ministero
dell’interno.  I  dipendenti  a  tempo  indeterminato  sono
inquadrati nei ruoli del Ministero dell’interno, sulla base
di apposita tabella  di  corrispondenza  approvata  con  il
medesimo decreto di cui  al  primo  periodo.  I  dipendenti
ed   accessorio,   limitatamente   alle   voci   fisse    e
continuative, corrisposto al momento dell’inquadramento.
31-quinquies. Al fine di garantire la continuita’ delle
attivita’  di  interesse   pubblico   gia’   facenti   capo
all’Agenzia,  fino  al  perfezionamento  del  processo   di
riorganizzazione, l’attivita’ gia’  svolta  dalla  predetta
Agenzia continua ad essere esercitata presso la sede e  gli
uffici a tal fine utilizzati.
31-sexies. Il contributo a carico delle amministrazioni
provinciali e dei comuni previsto dal comma 5 dell’art. 102
del citato decreto legislativo n. 267 del 2000 e’ soppresso
dal  1°  gennaio  2011   e   dalla   medesima   data   sono
corrispondentemente ridotti  i  contributi  ordinari  delle
amministrazioni  provinciali  e  dei  comuni,  per   essere
destinati   alla   copertura    degli    oneri    derivanti
dall’applicazione  del  comma  31-ter.  I   criteri   della
riduzione  sono   definiti   con   decreto   del   Ministro
dell’interno di concerto con  i  Ministri  dell’economia  e
delle  finanze  e  per  la   pubblica   amministrazione   e
l’innovazione,  sentita  la  Conferenza   Stato-citta’   ed
autonomie locali, da adottare entro  novanta  giorni  dalla
31-septies.  Al  testo  unico   di   cui   al   decreto
legislativo 18 agosto  2000,  n.  267,  sono  abrogati  gli
articoli 102 e 103. Tutti i richiami alla soppressa Agenzia
di cui al citato art. 102 sono  da  intendere  riferiti  al
31-octies.  Le   amministrazioni   destinatarie   delle
funzioni  degli  enti  soppressi   ai   sensi   dei   commi
precedenti, in  esito  all’applicazione  dell’art.  74  del
dell’art. 2, comma 8-bis,  del  decreto-legge  30  dicembre
2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2010, n. 25, rideterminano, senza nuovi o maggiori
oneri, le dotazioni organiche, tenuto conto  delle  vacanze
cosi’  coperte,  evitando  l’aumento  del  contingente  del
personale di  supporto  nel  rispetto  di  quanto  previsto
dall’art. 74, comma 1, lettera  b),  del  decreto-legge  25
legge 6 agosto 2008, n. 133.».
«Art.  50  (Censimento).  –  1.  E’  indetto   il   15°
Censimento generale della popolazione e  delle  abitazioni,
di cui al regolamento (CE) 9 luglio  2008,  n.  763/08  del
Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,   nonche’   il   9°
censimento generale dell’industria  e  dei  servizi  ed  il
censimento delle istituzioni  non-profit.  A  tal  fine  e’
autorizzata la spesa di 200  milioni  di  euro  per  l’anno
2011, di 277 milioni per l’anno 2012 e di 150  milioni  per
2. Ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettere b), c) ed e)
del decreto legislativo 6 settembre 1989, n.  322,  l’ISTAT
organizza le operazioni di ciascun censimento attraverso il
Piano generale di censimento e apposite circolari,  nonche’
mediante specifiche intese  con  le  province  autonome  di
Trento e di Bolzano per i territori  di  competenza  e  nel
rispetto della normativa vigente.  Nel  Piano  generale  di
censimento vengono definite  la  data  di  riferimento  dei
dati,  gli  obiettivi,  il  campo   di   osservazione,   le
metodologie di indagine e le modalita’ di organizzazione ed
esecuzione delle operazioni censuarie, gli adempimenti  cui
sono tenuti i rispondenti nonche’ gli uffici di censimento,
singoli  o  associati,  preposti  allo  svolgimento   delle
procedure  di  cui  agli  articoli  7  e  11  del   decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322,  gli  obblighi  delle
amministrazioni pubbliche di fornitura  all’ISTAT  di  basi
dati amministrative relative a soggetti costituenti  unita’
di rilevazione censuaria. L’ISTAT, attraverso  il  Piano  e
apposite circolari, stabilisce altresi’:
a)  le  modalita’  di  costituzione  degli  uffici   di
b)  in  ragione  delle  peculiarita’  delle  rispettive
c)  i  soggetti  tenuti  all’obbligo  di  risposta,  il
all’art. 22 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,
e la comunicazione dei dati elementari ai soggetti  facenti
parte del SISTAN, nel rispetto del decreto  legislativo  n.
322/1989 e successive modifiche e del codice di deontologia
e di buona condotta per i trattamenti di dati  personali  a
scopi statistici  e  di  ricerca  scientifica,  nonche’  la
comunicazione  agli  organismi  di  censimento   dei   dati
elementari, privi  di  identificativi  e  previa  richiesta
d)  limitatamente  al  15°  Censimento  generale  della
Repubblica 30 maggio 1989, n. 223. Nelle more dell’adozione
del Piano generale di censimento di cui al comma 2, l’ISTAT
provvede alle iniziative necessarie e  urgenti  preordinate
ad   effettuare   la   rilevazione   sui   numeri    civici
geocodificati alle sezioni di  censimento  nei  comuni  con
popolazione residente non inferiore a 20.000 abitanti e  la
predisposizione  di  liste  precensuarie  di   famiglie   e
convivenze  desunte  dagli  archivi  di  anagrafi  comunali
attraverso apposite circolari. Con apposite circolari e nel
rispetto  della   riservatezza,   l’ISTAT   stabilisce   la
tipologia ed il formato  dei  dati  individuali  nominativi
dell’anagrafe della popolazione  residente,  utili  per  le
operazioni  censuarie,  che   i   comuni   devono   fornire
all’ISTAT. Il Ministero dell’interno vigila sulla  corretta
osservanza  da  parte  dei  comuni  dei  loro  obblighi  di
comunicazione, anche ai fini dell’eventuale  esercizio  dei
poteri sostitutivi di cui agli articoli 14, comma 2, e  54,
commi 3 e 11, del decreto legislativo 18  agosto  2000,  n.
267. L’art. 1, comma 6, della legge 24  dicembre  1954,  n.
1228, e’ sostituito dal seguente:  “6.  L’INA  promuove  la
famiglia anagrafica nonche’ all’indirizzo anagrafico  delle
persone residenti in  Italia,  certificati  dai  comuni  e,
limitatamente  al  codice   fiscale,   dall’Agenzia   delle
entrate”. Con decreto, da adottare  entro  tre  mesi  dalla
data di entrata in vigore della  legge  di  conversione  ai
sensi dell’art. 1, comma 7, della legge 24  dicembre  1954,
n. 1228, sono emanate le disposizioni volte ad  armonizzare
il regolamento di gestione dell’INA con quanto previsto dal
cui all’art. 17 del decreto-legge  25  settembre  2009,  n.
a)  l’ISTAT  organizza  le  operazioni  censuarie,  nel
b) le regioni organizzano e svolgono le attivita’  loro
affidate  secondo  i  rispettivi  piani  di  censimento   e
c) l’ISTAT, gli enti e gli organismi pubblici impegnati
nelle operazioni censuarie sono autorizzati, ai  sensi  del
predetto  art.  17,  comma  4,  ad  avvalersi  delle  forme
contrattuali flessibili  ivi  previste  limitatamente  alla
durata delle operazioni censuarie e comunque non  oltre  il
2012. Della avvenuta selezione, assunzione  o  reclutamento
da parte  dell’ISTAT  e’  data  apposita  comunicazione  al
all’art. 7 del presente decreto, che risultino  in  esubero
all’esito della soppressione e incorporazione degli enti di
ricerca di cui  al  medesimo  art.  7,  sono  trasferiti  a
domanda all’ISTAT in presenza di vacanze risultanti anche a
seguito di apposita rimodulazione dell’organico  e  con  le
modalita’ ivi indicate. Resta fermo il  limite  finanziario
dell’80 per cento di cui all’art. 1, comma 643, della legge
27 dicembre 2006,  n.  296.  Dall’attuazione  del  presente
comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri  a  carico
regolamento di cui all’art. 17, comma 2, del  decreto-legge
25 settembre 2009, n. 135, convertito,  con  modificazioni,
in legge 20 novembre 2009, n. 166, si provvede  nei  limiti
dei complessivi stanziamenti previsti dal citato art. 17.».
– Si riporta il testo dell’art. 22 del  citato  decreto
«Art. 22 (Compiti del consiglio). –  1.  Il  presidente
convoca il consiglio e fissa le materie da portare alla sua
a) di deliberare, entro il 30 aprile di  ciascun  anno,
un piano annuale  che  evidenzi  gli  obiettivi,  le  spese
previste per il successivo triennio e le previsioni annuali
di entrata, con indicazioni separate di quelle proprie e di
quelle  a   carico   del   bilancio   statale,   seguendone
periodicamente lo stato di attuazione. In tale documento e’
altresi’ inserito, con atto separato, il piano  annuale  di
attuazione  del  programma  statistico  nazionale  di   cui
b) di deliberare il bilancio  preventivo,  le  relative
variazioni e il conto consuntivo;
c)   di    deliberare    il    disegno    organizzativo
dell’Istituto,   determinando   gli   uffici   centrali   e
periferici e la loro organizzazione, fissandone i compiti e
la  dotazione  di  personale  e  di   mezzi,   nonche’   il
regolamento organico e la pianta organica del personale;
d)  di  deliberare   i   regolamenti   sulla   gestione
finanziaria, economica e patrimoniale, tenendo conto  della
natura specifica e dell’autonomia dell’ISTAT;
e)  di  deliberare  la  partecipazione  dell’ISTAT   al
capitale di enti e societa’, ai sensi dell’art.  15,  comma
f) di nominare su proposta del presidente il  direttore
generale e i direttori centrali dell’Istituto.
3. Per la validita’ delle sedute del consiglio  occorre
la presenza di almeno  sei  componenti.  Per  la  validita’
delle  deliberazioni  occorre  il  voto  favorevole   della
maggioranza dei  presenti.  In  caso  di  parita’  di  voti
4. Le deliberazioni sugli oggetti di cui  alle  lettere
a), b), c), d) ed e) del comma 2 sono approvate con decreto
del Presidente del Consiglio  dei  Ministri,  di  concerto,
quanto alla lettera c), con i Ministri del tesoro e per  la
funzione pubblica e, quanto alle lettere d) ed e),  con  il
Ministro del tesoro.».
1. Alla data di entrata in vigore  del  presente  regolamento  sono
abrogati,  nel  decreto  legislativo  6  settembre  1989,   n.   322,
l’articolo 16, comma 4, gli articoli 17 e 18 e, all’articolo  22,  la
lettera f) del comma 2 ed il comma 3.
2. Entro sessanta giorni dalla data di cui al comma 1  si  provvede
alla rinnovazione della composizione degli organi collegiali  di  cui
agli articoli 3 e 4.
3. Nelle more della riorganizzazione di cui all’articolo  5,  resta
ferma, per i dirigenti di cui all’articolo 5, comma 1, lettere  c)  e
d), la disciplina del conferimento degli  incarichi  dirigenziali  ai
sensi e con le modalita’ di cui al citato decreto del Presidente  del
Consiglio dei Ministri in data 1° agosto 2000.
4.  Al  fine  di  garantire  la  continuita’  e  la   funzionalita’
dell’Istituto nelle more dell’approvazione della  pianta  organica  e
dell’espletamento delle procedure concorsuali di cui all’articolo  5,
comma  1,  lettera  e),  il  presidente  puo’   conferire   incarichi
dirigenziali a tempo determinato per gli uffici e i servizi giuridici
e amministrativi di cui al medesimo articolo 5, comma 1, lettera  b),
per una durata  non  superiore  a  18  mesi,  a  personale  di  ruolo
dell’Istituto in possesso  delle  specifiche  qualita’  professionali
richieste  ovvero,  in  mancanza   di   queste   ultime,   di   altre
amministrazioni pubbliche. Tali contratti  possono  essere  rinnovati
una  sola  volta  per  ulteriori  dodici  mesi,  per  assicurare   la
funzionalita’ dell’Istituto fino  alla  conclusione  delle  procedure
5.  Fatto  salvo  quanto  previsto  dal  presente  regolamento,  si
applicano all’ISTAT le disposizioni del decreto legislativo 30  marzo
Registrato alla Corte dei conti il 1° ottobre 2010
registro n. 15, foglio n. 173
– Si riporta il comma 4 dell’art. 16, e gli articoli 17
e 18 del citato decreto legislativo n. 322 del 1989:
«4. Il presidente puo’  delegare,  per  l’esercizio  di
particolari   attribuzioni,   la   legale    rappresentanza
dell’Istituto al direttore generale, ai direttori centrali,
nonche’ ai dirigenti dei servizi  ed  uffici  dell’Istituto
stesso, nei limiti e con le modalita’ che saranno  previsti
nel regolamento di organizzazione di cui all’art. 22.».
b)   da   dieci   membri   in   rappresentanza    delle
c) da un rappresentante delle regioni designato  tra  i
e) da un rappresentante dell’Union-camere;
g) da due rappresentanti di enti  pubblici  tra  quelli
i) da due esperti scelti tra i professori  ordinari  di
«Art. 18 (Consiglio  dell’ISTAT).  –  1.  Il  consiglio
dell’ISTAT programma, indirizza e  controlla  la  attivita’
b) da tre membri designati, tra  i  propri  componenti,
dal comitato di cui all’art. 17;
c)  da  cinque  membri  nominati  dal  Presidente   del
Consiglio dei Ministri, dei quali due  professori  ordinari
oppure direttori di istituti di  statistica  o  di  ricerca
d) dal presidente della  commissione  per  la  garanzia
dell’informazione statistica di cui all’art. 12.
3. Il direttore generale dell’Istituto  partecipa  alle
riunioni del consiglio e ne e’ il segretario.
4. I membri del consiglio sono nominati con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri. I membri di cui alle
lettere b) e c) del comma 2 durano in carica quattro  anni;
allo scadere del termine i  singoli  membri  cessano  dalle
funzioni anche  se  siano  stati  nominati  nel  corso  del
5. Il consiglio  e’  costituito  con  la  nomina  della
– Per l’art. 22 del  decreto  legislativo  n.  322  del
1989, si veda nella note all’art. 5.
– Per il riferimento al decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165 «Norme generali  sull’ordinamento  del  lavoro
alle dipendenze delle amministrazioni  pubbliche»  si  veda
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 166 – Regolamento recante il riordino dell’Istituto nazionale di statistica. (10G0190) – (GU n. 235 del 7-10-2010 redazione redazione 2015-05-05T20:09:34+00:00

References: articolo 2
 art.  40
 art. 102
 art.  17
 art.  7
 art. 17
 articolo 5