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2 PAESAGGIO E GIARDINI NELLE SCUOLE MATERIE GIURIDICHE NEL VERDE ORNAMENTALE A cura di Carlo Carcangiu Franca Palanchetti Laura Zaccherini Istituto Tecnico Agrario G. Scarabelli Imola Anno scolastico 2013/2014
3 distanze dai confini per le piante; distanze dalle strade per le piante; piante in comune; distanze di rispetto dai manufatti; lotta obbligatoria operazioni colturali di potatura. Verranno messi a confronto i regolamenti nazionali, il codice civile e il regolamento comunale del Comune di Imola. REGOLAMENTO NAZIONALE CODICE CIVILE REGOLAMENTO COMUNALE NUOVO CODICE DELLA STRADA 2 1 2
4 distanze dai confini di proprietà o confini stradali per le piante in centro urbano CODICE CIVILE (art.892) 3 metri per gli alberi ad alto fusto (es. querce, pini, pioppi) 1,5 metri per quelli non ad alto fusto 0,5 metri per viti, arbusti, siepi, alberi da frutto non superiori a 2,5 metri di altezza REGOLAMENTO COMUNALE IMOLA Fa riferimento alle indicazioni del C.C. Confine di proprietà H < 3 m Confine di proprietà Confine di proprietà 1,5 m H > 3 m 3 m 0,5 m
5 distanze dai confini per le piante PERCHE DEFINIRE DELLE DISTANZE MINIME DAI CONFINI PER ALBERI E PIANTE IN GENERE? Le piante possono provocare parecchi danni: proiezione dell ombra provocata dagli alberi caduta delle foglie lesione dei manufatti provocata dalle radici invasione del terreno del vicino da parte delle radici e relativo sfruttamento. CODICE CIVILE (art.894) Il vicino può esigere che si estirpino gli alberi o le siepi che sono piantati o nascano a distanza minore di quelle indicata dagli articoli. CODICE CIVILE (art.895) Se l albero muore o viene reciso, il vicino può sostituirlo solo se osserva la distanza legale. REGOLAMENTO COMUNALE IMOLA Fa riferimento alle indicazioni del C.C.
6 distanze dai confini per le piante CODICE CIVILE (Art. 896) Se sul fondo del vicino si protendono i rami o le radici di un albero, costui può costringere il proprietario dell albero a tagliarli, o egli stesso può tagliare le radici che si addentrano nel suo fondo. I frutti che naturalmente cadono dai rami protesi sul fondo del vicino, appartengono al proprietario del fondo su cui sono caduti. FONDO A CONFINE DI PROPRIETA FONDO B Obbligo se richiesto di tagliare i rami che protendono sul fondo B I frutti pendenti sono di proprietà di A I frutti caduti sono di proprietà di B Le radici possono essere tagliate dal proprietario del fondo B
7 distanze dalle strade per le piante fuori dai centri abitati REGOLAMENTO DI ESECUZIONE E DI ATTUAZIONE DEL NUVO CODICE DELLA STRADA (DPR 16 dicembre 1992, n. 495) Art. 26 la distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati per l impianto di alberi non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile per ogni specie a completo ciclo vegetativo e comunque non inferiore ai 6 metri la distanza da rispettare per le siepi vive tenute ad un altezza inferiore a 1 metro non può essere inferiore a 1 metro la distanza da rispettare per l impianto di siepi vive con altezza maggiore di 1 metro non può essere inferiore a 3 metri. REGOLAMENTO COMUNALE IMOLA Fa riferimento alle indicazioni del Codice della strada. Confine strada STRADA Confine strada STRADA 3 m 1 m 1 m H, min 6 m H > 1 m
8 piante in comune CODICE CIVILE (RD 16 marzo 1942, n. 262) Art. 898 Ogni siepe tra due fondi si presume comune ed è mantenuta a spese comuni. Se uno dei due fondi è recintato si presume che la siepe appartenga al proprietario del fondo recintato. CODICE CIVILE Art.899 Gli alberi sorgenti nella siepe comune sono comuni, quelli sorgenti sulla linea di confine si presumono comuni. Gli alberi che servono di limite o che si trovano nella siepe comune non possono essere tagliati, se non di comune consenso. distanze di rispetto dai manufatti Non esistono regole a livello nazionale. Alcune indicazioni possono essere: Alberi: 4 6 m alberi di piccolo sviluppo 6 8 m alberi di medio sviluppo 8 10 m alberi di grande sviluppo Arbusti 0,5 1 m arbusti di piccolo sviluppo 1 2 m arbusti di medio sviluppo 2 3 m arbusti di grande sviluppo
9 lotta obbligatoria Per le piante di interesse ornamentale, sul territorio nazionale è prevista la lotta obbligatoria contro: cancro colorato del platano colpo di fuoco batterico processionaria del pino. CANCRO COLORATO DEL PLATANO (Ceratocystis fimbriata) La lotta obbligatoria è regolamentata dal DM 29 febbrario Accertata la presenza del patogeno dal Servizio fitosanitario regionale, questo disporrà l abbattimento dell esemplare malato e di quelli adiacenti. Il DM 17 aprile 1998 all Art. 5 decreta: Al fine di eliminare il diffondersi della malattia, gli interventi di potatura o di abbattimento, anche dei platani presenti in aree indenni, devono essere eseguiti soltanto in casi di effettiva necessità. A qualunque tipo di intervento sui platani deve precedere la preventiva autorizzazione al Servizio fitosanitario regionale.
10 lotta obbligatoria COLPO DI FUOCO BATTERICO (Erwinia amylovora) Attacca le Rosaceae ornamentali, soprattutto il biancospino. Fino al 31 dicembre 2013 è in vigore il divieto disposto dal Servizio fitosanitario regionale di messa a dimora in tutto il territorio della regione Emilia Romagna di piante del genere Crataegus (determina n del 29 novembre 2010). Le piante infette vanno eliminate in loco e bruciate fino all incenerimento, gli strumenti di taglio devono essere sterilizzati per via chimica o fisica.
11 lotta obbligatoria PROCESSIONARIA DEL PINO (Thaumetopoea pityocampa) La larva di processionaria è pericolosa per l uomo, i loro peli sono urticanti. Per questo parassita vige il DM 30 ottobre 2007 che ne rende obbligatoria la lotta. I nidi vanno raccolti e bruciati.
12 operazioni colturali di potatura REGOLAMENTO COMUNALE DI IMOLA Epoca di potatura alberi a foglia caduca: INVERNO. Epoca di potatura latifoglie sempreverdi e conifere: DOPO LA FIORITURA O IN STASI ESTIVA. Deboli interventi di potatura si possono essere eseguire tutto l anno (es. potatura di rami secchi o pericolanti). Tecnica adeguata di potatura: TAGLIO DI RITORNO.
13 specie arboree consigliate e non REGOLAMENTO COMUNALE DI IMOLA (specie arboree consigliate) Acer campestre Fraxinus ornus Populus nigra Quercus ilex Salix fragilis Celtis australis Acer monspessulanum Fraxinus oxycarpa Acer opalus Laburnum anagyroides Acer platanoides Malus sylvestris Populus tremula Prunus avium Prunus mahaleb Quercus petraea Sorbus domestica Cercis siliquastrum Quercus pubescens Sorbus torminalis Olea europaea Morus alba Morus nigra Populus nigra Italica Diospyros lotus Cupressus sempervirens Acer pseudoplatanus Ostrya carpinifolia Pyrus amygdaliformis Ficus carica Alnus glutinosa Populus alba Pyrus pyraster Quercus robur Taxus baccata Tilia cordata Tilia platyphyllos Fraxinus excelsior Prunus spp Junglans regia Punica granatum Malus domestica Pyrus communis Carpinus betulus Popolus canescens Quercus cerris Salix alba Ulmus minor Mespilus germanica Salix babylonica
14 specie arboree consigliate e non REGOLAMENTO COMUNALE DI IMOLA (specie arboree non consigliate) per le loro caratteristiche: le conifere come abeti, cedri, pini, cipressi, ginepri, tuie, larici, ecc è preferibile metterle a dimora solo in alcune collocazioni che vanno valutate attentamente. Le conifere presentano alcune caratteristiche (non sono sempre del tutto ben adatte alle condizioni climatiche locali, sono per lo più sempreverdi pertanto ombreggiano perennemente la zona in cui sono presenti e spesso sono di dimensioni ragguardevoli) che non le rendono adatte per ogni ubicazione.
15 specie arboree consigliate e non REGOLAMENTO COMUNALE DI IMOLA (specie arboree non consigliate) perché sono infestanti: Robinia pseudoacacia, Ailanthus altissima, Acer negundo, ecc
Regione Marche. L.R. 13-3-1985 n. 7 Disposizioni per la salvaguardia della flora marchigiana. Pubblicata nel B.U. Marche 19 marzo 1985, n. 35.
Regione Marche L.R. 13-3-1985 n. 7 Disposizioni per la salvaguardia della flora marchigiana. Pubblicata nel B.U. Marche 19 marzo 1985, n. 35. Epigrafe Art. 1 - Specie tutelate. Art. 2 - Abbattimento vietato.
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References: Art. 26
 Art. 898
 Art.899
 Art. 5
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 2