Source: http://www.animalliberation.it/
Timestamp: 2016-08-24 08:24:29+00:00

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Doveva essere scritta per vietare l’uso della catena come strumento contenitivo per i cani, invece il testo di legge licenziato dalla Commissione sanità della Regione Emilia Romagna rischiava di peggiorare le condizioni di vita di molti animali. Ad accorgersi del pasticcio sono state alcune associazioni animaliste di Bologna, che il 26 febbraio erano state invitate a partecipare ai lavori della commissione per stendere un testo efficace, atto a risolvere una questione che riguarda centinaia di cani solo in Emilia Romagna.
“Dopo la manifestazione di inizio febbraio, alla quale ha partecipato anche Davide Battistini, un attivista di Ravenna che ha attuato un sciopero della fame lunghissimo per sensibilizzare le istituzioni sul tema, molti consiglieri ci hanno offerto la loro collaborazione – racconta Lilia Casali di Animal Liberation – il 26 febbraio abbiamo partecipato alla stesura di una legge, la prima in Italia per vietare l’uso della catena per contenere i cani, che è, di fatto, una forma di maltrattamento quando perpetrata nel tempo. Solo che alla vigilia del voto in aula abbiamo saputo che di quel testo non era rimasto nulla, anzi erano stati inseriti nuovi elementi che peggioravano la normativa vigente per molte altre categorie di animali, come quelli esotici e i colombi”.
Non solo, al testo originale, era stato cambiato il titolo, da “Norme a tutela del benessere animale” a “disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell’attività venatoria“, ma erano stati aggiunti due articoli che “snaturavano completamente il nostro lavoro” sottolineano gli attivisti. L’articolo 5, che cancellava l’obbligo di “una qualificata formazione professionale” per la vendita degli animali selvatici, “una cosa assurda – commenta Lilia – visto che la categoria comprende, ad esempio, anche ragni pericolosi”, eliminando anche il preventivo parere favorevole dell’Asl come condizione d’apertura dell’attività, e il richiamo ai requisiti minimi prescritti per la detenzione degli animali. E l’articolo 8, che “a sorpresa” agevolava l’abbattimento di colombi per danni “preventivi decisi dai Comuni, senza aver prima adottato “metodi ecologici”, senza l’obbligo di consultare l’Ispra, l’istituto per la protezione e la ricerca ambientale, e “senza nemmeno il dovere di presentare documenti che certifichino il presunto danno rappresentato dai colombi”, sottolineano gli animalisti. “Insomma, una legge truffa” hanno commentato le associazioni, che di buon mattino si sono radunate davanti ai palazzi regionali per contestare le modifiche e chiudere la revisione del testo prima del voto .”Così ci prendono in giro”.
“E’ stato un errore in buona fede” spiegano però i consiglieri Andrea Defranceschi (M5S), Gabriella Meo (Sel), Marco Monari e Giuseppe Paruolo (Pd), Mauro Malaguti (Pdl) e Monica Donini (Fds). In commissione, infatti, i due articoli contestati dagli attivisti sono stati presentati dal Servizio veterinario regionale, e trasversalmente, tutti li hanno votati “sulla fiducia“. Senza capire fino in fondo tutti gli aspetti peggiorativi che, di fatto, inserivano nella normativa. Insomma, sorride la Casali, “la materia è molto specifica, lo capisco, però avrebbero dovuto verificare meglio“. Al pasticcio, comunque, si é posto rimedio, anche se in fretta e furia. Pochi minuti prima che il testo passasse al l’esame dell’Assemblea Legislativa gli attivisti hanno spiegato ai consiglieri cosa fosse stato aggiunto a posteriori e cosa andasse cancellato: i due articoli in questione ma anche una serie di deroghe che “rischiano di rendere il divieto della catena una formula vuota di efficacia”. Si é discusso, e alla fine si é raggiunto un compromesso: reintroduzione dei controlli dell’Asl e degli istituti competenti a vigilare sul commercio degli animali, e cancellazione delle agevolazioni per l’abbattimento preventivo dei colombi. Il testo votato in aula, approvato all’unanimità dall’aula, così ripulito “rappresenta, a tutti gli effetti, un fatto storico” commentano soddisfatti gli animalisti, “capita che modifiche ed emendamenti vengano inseriti anche all’ultimo in un testo di legge, noi siamo molto democratici e garantisti – spiega Defranceschi – l’importante é che si siano apportate le opportune modifiche per ristabilire la natura del progetto, cioè la tutela del benessere degli animali”.
Passata la legge, gli attivisti delle 10 associazioni animaliste che per mesi si sono battute per ottenere l’abolizione della catena, tra cui Lav, conto la vivisezione, Animal Liberation e il WWF, collaboreranno ancora con i consiglieri regionali per la stesura del regolamento attuativo. “La legge – spiega Donini – stabilisce un punto, poi nella fase successiva si specificano tutti gli aspetti che essa comprende. Qui faremo in modo che le deroghe che depotenziano il divieto siano circoscritte ai casi di vera necessità, come i vincoli sanitari, che dovranno però essere certificati dall’Asl”.
“Giornata storica per le associazioni che difendono i diritti degli animali, anche perché colma un vuoto normativo legato ai requisiti per la custodia dei cani – festeggiano gli animalisti – speriamo che questa legge faccia da apripista anche alle altre regioni d’Italia, perché questo divieto venga esteso in tutta la penisola. Adesso vigileremo perché sia applicato, le buone norme hanno sempre bisogno di vigilanza. Perché più le leggi sono buone, più é difficile che vengano rispettate”. da Il Fatto Quotidiano (26 marzo 2013)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/26/cani-alla-catena-legge-beffa-il-consiglio-regionale-pasticcia-poi-rimedia/542620/
24 Marzo 2013 - PROGETTO DI LEGGE TRUFFA IN EMILIA ROMAGNA
PROGETTO DI LEGGE TRUFFA IN EMILIA ROMAGNA
partita per vietare la catena, finisce con l’impallinare i colombi
Invitiamo tutte le persone interessate a venire con noi per cercare di bloccare questa legge truffa:
RITROVIAMOCI PER DIFENDERE CANI E COLOMBI
MARTEDI' 26 MARZO alle ore 09:00
in via Aldo Moro 52, sede della Regione, dove si terrà il Consiglio Regionale
------- La Regione Emilia Romagna si appresta ad emanare una legge che era partita per vietare di tenere i cani alla catena (molti di voi sapranno che un animalista di Ravenna, Davide Battistini, ha condotto uno sciopero della fame per questo) e che invece ha finito per estendere la possibilità di sparare ai colombi.
Il testo è stato discusso nell’ambito della IV Commissione Consiliare, che aveva indetto anche un’audizione pubblica alla quale avevamo partecipato anche noi di Animal Liberation portando contributi importanti: abbiamo introdotto il tema dei requisiti minimi da osservare nella custodia privata dei cani, che oggi vede un totale vuoto legislativo, non essendo normata né da leggi o altre norme nazionali, né regionali. Vietando la catena è inderogabile prescrivere condizioni minime per la detenzione privata dei cani.
Abbiamo suggerito un emendamento specifico contenente requisiti standard minimi da osservare nella detenzione privata dei cani.
Martedi scorso, l’ultima, decisiva, riunione della Commissione: stando al comunicato stampa diffuso dalla Regione, pareva che tutto fosse volto al meglio e che il testo licenziato dalla Commissione per essere inviato all’assemblea del Consiglio Regionale per la votazione avesse recepito le nostre richieste, invece adesso abbiamo potuto leggere il testo del progetto di legge approvato in Commissione e abbiamo visto comparire a sorpresa un articolo riguardante l’abbattimento di colombi nel pdl che invece avrebbe dovuto riguardare la catena dei cani.
In sintesi: - dopo l’udienza conoscitiva, viene introdotto nel testo del p.d.l. surrettiziamente, cioè con taciuta intenzione, nel p.d.l. che era intitolato a modifiche della Legge regionale sul Benessere Animale, un articolo 8 che riguarda modifiche alla legge regionale sulla caccia;
Questo per ciò che riguarda i colombi. Anche per ciò che riguarda l’uso della catena ci sono amare sorprese perché vengono introdotte nel testo del pdl importanti deroghe: deroghe per un tempo indeterminato per ragioni di salute certificate dal medico veterinario privato e una ulteriore deroga, stavolta però temporanea, per ragioni di sicurezza (sic!).
Basti pensare che, a quel che so, neppure una guardia zoofila ha diritto di esigere da un privato detentore di cani l’esibizione di qualsivoglia documento, quindi neppure l’eventuale certificazione veterinaria.
Pare che la deroga sanitaria sia stata motivata dal consigliere proponente con l’esempio della necessità di contenere un cane col bacino fratturato e che gli altri consiglieri, non essendo veterinari, l’abbiano accolta. Ciò ci sgomenta: con quale conoscenza e competenza i consiglieri regionali propongono e votano le leggi ?
Tra un mese circa potremo avere il verbale dettagliato della discussione e potremo capire: cosa è successo in questa misteriosa commissione ?
Il progetto di legge andrà in Consiglio Regionale per la votazione fra pochissimi giorni, cioè martedi 26 c.m., praticamente di corsa, tempistica assai rara, tipica di quando si vuol far passare qualcosa evitando il più possibile un confronto democratico. Invitiamo tutte le persone interessate a venire con noi per cercare di bloccare questa legge truffa:
martedi 26 marzo alle ore 09:00 in via Aldo Moro 52, sede della Regione, dove si terrà il Consiglio Regionale
La presidente di Animal Liberation,
cell 393 418 66 97
e-mail: presidente@animalliberation.it
[Progetto di legge Regione Emilia Romagna
I VIDEO della CONFERENZA " VIVISEZIONE, SCIENZA O MENZOGNA? "
28 Gennaio 2013, Guberti condannato anche in appello
CONFERMATA IN APPELLO LA CONDANNA PER MALTRATTAMENTO AL PROPRIETARIO DELL’ALLEVAMENTO DEL VENTO DI RAVENNA
NON SI ALLEVANO COSI’ I POINTER !
Lunedi 28 gennaio si è svolto a Bologna il processo di appello. La sentenza ha respinto le argomentazioni dei difensori del dr. Guberti, delle associazioni di allevatori e cacciatori e dei cattedratici che sostenevano la distinzione tra “cani da compagnia e cani da lavoro” e quindi la legittimità di disparità di trattamento. UN CANE E’ UN CANE. FARLO SOFFRIRE E’ REATO Riportiamo qui di seguito il comunicato diffuso dall’eurodeputato Andrea Zanoni, che ringraziamo per l’attenzione a questa importante vicenda.
www.andreazanoni.it]
Comunicato stampa del 31 gennaio 2013:
Allevamento lager a Ravenna, condanna per il proprietario.
Zanoni: «Una sentenza storica ma con pene troppo lievi»
È stata confermata dalla Corte d’Appello di Bologna (BO) la sentenza del Tribunale di Ravenna a carico di Giorgio Giacomo Guberti. Un anno e sei mesi di carcere (pena sospesa) e confisca dei 200 cani di razza Pointer. L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Se le atrocità a cui sottoponeva gli animali nell’allevamento lager “Del vento” fossero successe in Germania o nel regno Unito, sarebbe finito in galera. Invito tutti a guardare il VIDEO di questo lager su TV Bau Boys».
La Corte d’Appello di Bologna ha confermato la sentenza di primo grado ad un anno e sei mesi di carcere (pena sospesa) e confisca dei duecento Pointer a carico dell’allevatore-veterinario Giorgio Giacomo Guberti, accusato di maltrattamento e abbandono di animali e smaltimento illecito di liquami. La difesa avrebbe già annunciato ricorso alla Corte di Cassazione.
La vicenda risale a dicembre 2008 quando, su segnalazione dell’associazione Animal Liberation, gli uomini del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA) del Corpo Forestale dello Stato, allora diretti dalla Dottoressa Maria Rosaria Esposito, hanno fatto irruzione negli allevamenti di Campiano (RA) e Osteria (RA) di proprietà del ravennate Guberti, guru dei cacciatori e celebre a livello internazionale per i suoi metodi di allevamento dei cani da caccia di razza Pointer.
Durante il blitz gli agenti del Corpo forestale dello Stato, coordinati dal Pubblico Ministero Daniele Barberini, hanno verificato che gli animali erano detenuti in aree in cui erano costretti a bere solo in pozze d’acqua stagnante. I pointer vivevano tra carcasse di animali, escrementi, fango, lamiere taglienti, pezzi di ferro, in condizioni igieniche inaccettabili. Gli animali erano infestati di parassiti, ammalati, alcuni ciechi e costretti a competere per il cibo tanto da arrivare a sbranarsi.
Nel processo davanti al Tribunale di Ravenna si erano costituite parte civile la Lega nazionale per la difesa del cane nella sua duplice espressione nazionale e sezione di Forlì, la LAV, la LAC, “La zampa e la mano”, l’ANPANA nella duplice espressione nazionale e territoriale di Cremona, “L’Occhio verde”, l’associazione Animal Liberation Onlus, l’associazione “Mondo Cane SOS cuccioli” di Forlì, l’associazione Vita da cani , la Le.A.L. Lega Antivivisezionista e l’associazione Cruelty Free.
In Appello è stata confermata anche la provvisionale a cui l’allevatore era stato condannato in primo grado dal giudice Corrado Schiaretti. Nonostante la richiesta simbolica di 1 euro da parte delle tredici associazioni costituitesi parte civile nel processo, i giudici hanno riconosciuto un risarcimento per danni morali quantificati in 3 mila euro a ciascuna onlus.
La trasmissione di Italia Uno “Bau boys”, in collaborazione con l’associazione Animal Liberation, ha mandato in onda un VIDEO in cui si possono vedere le condizioni in cui sono stati trovati dagli uomini del Nirda gli esemplari di Pointer.
Andrea Zanoni, eurodeputato e vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere degli Animali al Parlamento europeo ha affermato: «Siamo di fronte ad una sentenza importante che non lascia spazio a dubbi o a interpretazioni. Sono soddisfatto che in Appello sia stata confermata la condanna. Mi rimane un po’ di amaro in bocca per la pena comminata. Se atrocità del genere fossero state commesse in Germania o nel Regno Unito il responsabile sarebbe finito in galera. Stiamo parlando di un allevatore - veterinario che basava i propri metodi di addestramento sulla selezione naturale in un ambiente chiuso. È criminale ridurre un cane ad un mucchio di ossa che fanno fatica a stare in piedi. Individui del genere devono essere interdetti a vita dal possedere un animale».
Email: stampa@andreazanoni.it
confermata la condanna per l’allevamento Guberti dalla Corte di Appello di Bologna
http://www.geapress.org/brevi/ravenna-confermata-la-condanna-per-lallevamento-guberti/39900
Venerdì 19 Ottobre 2012 - APERICENA VEGAN + Presentazione "IL SALTO"
Incontro da non perdere !!!!
Alla libreria Naturista, in via Degli Albari, 2, a Bologna:
Interviene il Prof. Bruno Fedi, già primario anatomo-patologo, autore di oltre 100 lavori scientifici e di testi a carattere divulgativo di ecologia e bioetica, tra i quali L'evoluzione distruttrice (ed. ATRA, 1992) e Uccidere per avere (ed. ATRA, 1994). Esponente di primo piano del pensiero antivivisezionista scientifico.
Sabato 2 Giugno 2012 - SERVIZIO TV BAUBOYS su ITALIA1 Dalla pagina http://www.bauboys.tv/video/pointer-cerca-di-casa
"218 Pointer hanno vissuto per anni in un incubo, quello dell'Allevamento del Vento, dove erano tenuti in condizioni disumane.
Su segnalazione di ANIMAL LIBERATION (Associazione di volontari che si batte per la difesa dei diritti degli animali) l'allevamento lager è stato messo sotto sequestro dal NIRDA del Corpo Forestale dello Stato. Nel Rifugio di ANIMAL LIBERATION i 218 pointer hanno potuto finalmente ricominciare a vivere. Grazie agli sforzi dei volontari quasi tutti sono stati affidati; ne restano ancora 25 in attesa di trovare una famiglia tutta per loro."
12 Maggio 2011 - FIESTAS e CORRIDE
FIESTAS e CORRIDE
SACRE CRUDELTÀ IN TERRA DI SPAGNA Clicca l'immagine per scaricare il pdf:
27 Aprile 2012 - LO ZOO DI RAVENNA ARRIVA NEI TRIBUNALI
COMUNICATO STAMPA LO ZOO DI RAVENNA ARRIVA NEI TRIBUNALI
Continua la battaglia contro lo zoo di Ravenna “le Dune del Delta”.
Il TAR dell’Emilia Romagna ha fissato come data per l’udienza il 5 luglio a seguito del ricorso presentato dalle associazioni sottoscritte. Inoltre, per conto delle stesse, l’Avv. Monaldi ha presentato ricorso in sede civile al Tribunale di Ravenna per chieder l’impedimento all’apertura in base all’Art.700 del Codice Civile, corredato da due relazioni tecniche: una del prof Carlo Consiglio, già docente di zoologia presso la Sapienza di Roma, e l’altra del medico veterinario dott. Massimo Franceschetti Picard di Ravenna. Il prof. Consiglio ha steso sapiente relazione sulle sofferenze animali imposte in uno stato di detenzione quale è lo zoo fino ad descrivere la sorte degli uccelli volatili resi “non volatili” tramite l’amputazione del metacarpale o il taglio dell’ultima piuma dell’ala, creando comunque una sofferenza psicologica ed etologica permanente, modalità ed effetti che in base al codice penale configurano il reato di maltrattamento di animali. Il Dott. Picard ha invece sottolineato come si potrebbe creare un rischio epidemico per l’interagire dei volatili autoctoni con animali esotici. Ciò a dimostrare come lo zoo sia un luogo anacronistico e crudele, incompatibile con il “benessere animale”.
Le nostre azioni legali non termineranno fino a quando il progetto e lo zoo saranno definitivamente fermati.
05 Aprile 2012 - CI SIAMO ANCHE NOI !!!!! I cani che stiamo per presentarvi erano in Sicilia, alcuni abbandonati, altri maltrattati, tutti senza un futuro.
Hanno affrontato un lungo viaggio della speranza insieme ad Animal Liberation, per arrivare qui, in salvo nel Rifugio Mondonuovo per i cani.
Sono tutti giovani, come vedete nelle foto, di varie taglie e colori e ognuno con la propria personalità: timidi, estroversi, giocosi, riservati e, alcuni, molto affettuosi.
Noi che li conosciamo uno ad uno sappiamo quanto benessere e allegria possono portare a chi li adotta.
Animal Liberation e Lega Nazionale per La Difesa del cane di Bologna collaborano strettamente per mantenerli, ma senza il vostro aiuto non possono farcela.
Per adozioni effettive o a distanza telefonare a Lilia 393 4186697
ADOZIONI A DISTANZA L’adozione a distanza consente di continuare ad accudire i cani in modo amorevole e competente fino a che tutti saranno definitivamente al sicuro presso famiglie. COME FARE
Chi decide di adottare un cane a distanza dovrà scegliere il cane e comunicarci la scelta fatta:
a Lilia Casali all’indirizzo e-mal: presidente@animal liberation.it oppure telefonando al 393 4186697
o semplicemente effettuando un versamento indicando nella causale “Adozione a distanza di ……” GLI IMPORTI SONO 50 euro mensili nel caso di un cane sano
80 euro mensili nel caso di un cane bisognoso di terapie
20 euro mensili come sostegno costante al loro mantenimento
E’ POSSIBILE EFFETTUARE ADOZIONI CONDIVISE RIPARTENDOSENE IL COSTO
I sostenitori e gli adottanti a distanza potranno in qualunque momento venire a visitare il cane ed instaurare un rapporto diretto con lui e ciò sarebbe benefico per il cane e molto gradito a tutti noi.
Nei limiti del tempo vi faremo avere, all’indirizzo di posta che ci fornirete, notizie, aggiornamenti e immagini del “vostro cane”.
Quando il cane trova un adottante, nella sua scheda sarà indicato in modo aggiornato e trasparente.
Nella causale del versamento indicare il nome del cane prescelto.
Il versamento per l’adozione a distanza può essere effettuato tramite versamento con:
Bollettino postale sul C/C postale nr. 21 15 44 06 Bonifico da Banca o da Poste Italiane codice:
IBAN IT 34 O 07601 02400 000021154406 Intestato ad
Animal Liberation Antivivisezione onlus
SALVA UN POINTER DI RAVENNA: ADOTTALO A DISTANZA
PERCHE’ L’ADOZIONE A DISTANZA
Noi di Animal Liberation nel dicembre 2008 prendemmo e portammo in salvo 176 cani sequestrati per maltrattamento ad un famoso allevatore che li allevava in condizioni di vita estreme per selezionare i più forti: quasi senza cibo, senza cure, né igiene, né con ripari adeguati.
Erano scheletrici, terrorizzati, malati e perfino ciechi.
Li abbiamo nutriti, curati, coccolati, ridato loro la gioia di vivere.
Avevamo promesso a tutti di dargli una famiglia e a molti siamo riusciti a trovare casa, ma ne restano ancora cinquanta e occorre ancora tempo per trovare loro un’adozione, mentre la nostra associazione sta esaurendo tutte le risorse e presto non riuscirà più a mantenerli.
E’assolutamente importante che tutte le persone disposte a salvare uno di questi cani accogliendolo nella loro casa dopo tanta sofferenza ce lo comunichino in modo da trovarci preparati ed evitare che i pointer finiscano in possesso di allevatori e cacciatori amici di Guberti.
Chi non è nella condizione di poter accogliere fisicamente un cane può comunque dare un contributo determinante alla sua salvezza adottandolo a distanza. L’adozione a distanza consente ad Animal Liberation di continuare ad accudire i cani in modo amorevole e competente fino a che tutti saranno definitivamente al sicuro presso famiglie. La mancanza di adesioni agli affidi o alle adozioni a distanza metterebbe in serio pericolo i pointer. COME e CHI adottare
schede di presentazione dei cani con foto e breve descrizione
19 Maggio 2011 - GIUSTIZIA PER I POINTER, UNA SENTENZA ILLUMINATA GIUSTIZIA PER I POINTER, UNA SENTENZA ILLUMINATA Il giudice Corrado Schiaretti ha depositato le motivazioni della sentenza emanata il 24 febbraio 2011 di condanna del dott. Giorgio Guberti, allevatore dei pointer. Le motivazioni sono quelle di una sentenza esemplare e illuminata come si rileva dalla loro lettura clicca l'immagine per ingrandire:
05 Marzo 2011 - I POINTER HANNO VINTO - storica sentenza SENTENZA STORICA
Il processo al Guberti si è concluso il 24 febbraio 2011 con la condanna ad un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa), a tre anni di interdizione dall'attività di allevamento , al pagamento di una provvisionale di tremila euro e di circa altrettanto di spese processuali per ciascuna delle tredici associazioni costituite parte civile ed alla confisca di tutti i cani e la loro assegnazione alle persone e associazioni che li hanno tuttora in consegna. Il pubblico ministero, dott. Barberini ed il giudice Schiaretti del tribunale di Ravenna non si sono lasciati condizionare dalla massiccia campagna di stampa e di pressione condotta dalla potente lobby dei cacciatori e allevatori amici dell'imputato e hanno operato con indipendenza e coraggio; con mente evoluta hanno saputo ben interpretare e applicare la legge sul maltrattamento degli animali. <continua a leggere>
Sono due anni che la Lav si fa pubblicità sul caso Guberti, senza averne particolari meriti: adesso basta. 03 marzo 2011
di LIlia Casali clicca l'immagine per scricare il pdf: domenica 27 febbraio 2011 - REPLICA di RaPAC ad ENPA su GUBERTI
Di Ravenna Punto a Capo e L'Occhio Verde:
Gentile Locatelli, troviamo gravissima la sua nota sull'esito del processo all'allevamento Guberti. Le sue illazioni su “quanti cani risponderanno all'appello della confisca”, non vanno tanto a colpire Animal Liberation e Cruelty Free che si sono presi in custodia i cani, ma vanno a mettere in dubbio la tutela che ha sempre avuto il Tribunale di Ravenna e il suo operato. I cani sono stati tutti confiscati, ma la tutela è sempre del Tribunale di Ravenna. Questo è gravissimo. Forse la sua affermazione è dettata dall'ignoranza, che poteva esser sanata in qualsiasi momento, documentandosi. Enpa non è mai stata dall'inizio della vicenda solidale con le associazioni che si sono adoperate per i cani, ma al contrario è sempre stata in opposizione e sposato sempre le teorie degli amici di Guberti e dei suoi avvocati difensori. Contestando tutto alla stessa stregua di chi sosteneva l'allevamento del Guberti. Un'associazione “animalista” che non si è mai vista per dare un aiuto, o semplicemente con la presenza anche solo per verificare lo stato dei cani, mai! Dov'era ENPA quando faceva freddo, quando c'era da assistere i cani, curarli, cibarli. Impegnati a stampare cappellini e adesivi? Tutti potevano visitarli, portare aiuti, lo stesso Guberti è stato in visita. Nessuno ha mai impedito nulla, era perfino possibile mandare dei consulenti (da parte del Guberti) per eseguire perizie, cosa della quale non ha mai approfittato. La parola “FINE” a questo scempio si poteva mettere prima, ma è stato anche grazie alla vostra associazione che l'allevamento ha continuato ad operare in quel modo. Mi dica un po' Locatelli, se li ricorda quei cittadini che telefonavano ad ENPA per fare le segnalazioni su Guberti e chiedevano a voi di intervenire e che si sono sentiti rispondere “non andiamo nemmeno a vedere, a Guberti non possiamo far nulla”? Per rinfrescarsi la memoria poteva assistere alle udienze Locatelli o leggersi gli atti, quelle persone erano nostri testimoni, e sanno come si è comportata ENPA. Ringraziamo nuovamente tutti i volontari che hanno vissuto la vicenda, chi ha mantenuto i cani mettendosi le mani in tasca, la tenacia di Lilia Casali e Maurizio Pianazzi, ma soprattutto il Tribunale di Ravenna che non si è mai lasciato influenzare. In questo paese, c'è ancora chi sa applicare le leggi e conosce ancora il valore della GIUSTIZIA e della LEGALITA'.
L'Occhio Verde Ravenna Punto a Capo
24 Febbraio 2011 - GUBERTI Condannato 24 Febbraio 2011 - Comunicato Stampa Animal Liberation:
Guberti condannato. Confiscati tutti i pointer all'allevatore ravennate, condannato a un anno e sei mesi di reclusione e a tre anni di interdizione da attività di allevamento.
Nel dicembre 2008 cani scheletrici, ciechi, con ferite da morso, senza acqua, nel fango, terrorizzati furono sequestrati dal Corpo Forestale di Ravenna. Oggi si è concluso il processo a carico dell' allevatore, Dott. Giorgio Guberti. In aula erano sfilati numerosi testimoni tra veterinari, consulenti delle parti civili (Dr.ssa Jessica Negrini, Prof.ssa Paola Valsecchi, Dott. Rovesti Gianluca) e della Procura (Dott. Roberto Marchesini), volontari animalisti, cittadini, agenti e dirigenti di Forestale, N.A.S, N.O.E. e tutti avevano riferito di condizioni igieniche spaventose e di un allevamento che in realtà era un ammasso di cani in una discarica, costretti a sbranarsi per competere per il poco cibo e sottoposti a privazioni sensoriali notevoli. La sentenza di oggi indica che comunque un allevatore deve rispettare dei princìpi e allevare i cani in condizioni che non comportino sofferenze fisiche e psichiche. La sentenza di oggi rigetta la tesi degli allevatori che discrimina tra cani da lavoro e cani da compagnia, pretendendo che ai primi non sia necessario riconoscere gli stessi standard di benessere riconosciuti ai secondi. Animal Liberation, l'associazione che il giorno del sequestro prese letteralmente in braccio i cani uno ad uno portandoli in salvo in una pensione appositamente affittata per loro, esulta per l'equità e la civiltà espressa dalla sentenza odierna. "E' una sentenza storica" dichiara Lilia Casali, presidente di Animal Liberation, "perchè riconosce pari dignità a tutti i cani. E' un precende importante per bloccare tutti gli allevamenti lager presenti in Italia." Gli animalisti presenti si sono abbracciati con le lacrime agli occhi alla lettura della sentenza che stabilisce la confisca dei cani e la loro assegnazione all' associazione Cruelty Free che li ha in custodia Le campagne di stampa e le pressioni di allevatori e cacciatori in favore di Guberti non hanno impressionato e condizionato la Procura, il PM Dott. Barberini e il Giudice Schiaretti che hanno dimostrato notevole obiettività e indipendenza di giudizio.
Animali Liberation
24 Febbraio 2011 - GUBERTI Condannato a un anno e 6 mesi
da Romagna Noi Notizia del 24/02/2011 - 17:32
Ravenna - Guberti condannato
L'allevatore di Campiano non potrà esercitare per i prossimi tre anni e dovrà pagare le parti in causa. RAVENNA - Condannato a un anno e 6 mesi, con il divieto di svogere per tre anni l'attività di allevatore. E' arrivata alle 17 la sentenza del processo nei confronti dell'allevatore Giorgio Guberti. Il giudice ha confermato i capi di imputazione a carico dell'82enne. L'allevatore di Campiano dovrà inoltre pagare spese dai 2.500 euro ai 3mila euro per ognuna della parti in causa del processo. Inoltre tutti i cani e i gatti sequestrati negli allevamenti di Osteria e Campiano a fine 2008 verranno confiscati. >>> pagina 2

References: articolo 8
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