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Timestamp: 2019-10-14 18:06:43+00:00

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Cass. Pen. Sez. III 23/03/2018 n. 13733 - Albo Gestori: l’iscrizione tardiva del titolare esclude la confisca del mezzo sottoposto a sequestro preventivo? - Tuttoambiente.it
In tema di gestione non autorizzata di rifiuti, sanzionata dall’art. 256 del D.L.vo 152/2006, la sopravvenuta iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali del titolare dell'automezzo adibito al trasporto di rifiuti non esclude la confisca del mezzo stesso, che sia stato precedentemente sottoposto, ai sensi del citato art.256, a sequestro preventivo per la mancanza di tale iscrizione.
1.Il Tribunale di Napoli Nord, con sentenza del 10 novembre 2016 condannava G.D.alla pena di C 6.000,00 di ammenda riconosciute le circostanze attenuanti generiche, con la sospensione condizionale della pena e la non menzione, relativamente al reato di cui agli art. 110 cod. pen. e 256, comma 1, lettera A, e comma 2, in relazione all'art. 192, comma 1, d. igs 152/2006, perché in concorso e previo accordo tra loro, G.D., quale legale rappresentante della società R. [...] intestataria dell'autocarro targato [omissis], sottoposta a sequestro e privo, in relazione al quantitativo dei rifiuti trasportati, della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione di cui agli articoli 208, 209, 210 [...] del citato d. Igs. 152/2006 - M.D.e V.R.D., quale dipendenti della predetta società, trasportavano, con il suddetto automezzo ed abbandonavano, in modo incontrollato, all'interno di un fossato sito in località Gricignano di Aversa [...] rifiuti speciali, non pericolosi (ossia una vasca da bagno parzialmente danneggiata). Più precisamente: G.D., metteva a disposizione dei suoi dipendenti, incaricati dell'istallazione dei prodotti della citata ditta il sopra descritto autocarro; M.D.e V.R.D., in assenza di autorizzazione, utilizzavano il predetto veicolo per trasportare scaricare abusivamente rifiuti nello stesso contenuti. Accertato il 20 febbraio 2014.
2.G.D.ha proposto ricorso per Cassazione, tramite il difensore, e ha proposto altresì ricorso il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, per i motivi di seguito enunciati, nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall'art 173, comma 1, disp. att., cod. proc. pen.
2.1. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord.
Violazione di legge, art. 259, comma 2, d. Igs. n. 152/2016.
3. G.D..
Violazione di legge, art. 256, commi 1 e 2, d. Igs. 15272006, art. 192, cod. proc. pen. Mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione.
Il giudice, invece, ha ritenuto il ricorrente responsabile anche della fattispecie di abbandono dei rifiuti, in concorso con i due dipendenti già giudicati in altra sede. Il ragionamento del giudice è illogico, oltre che giuridicamente errato; la deposizione del teste M.M. che aveva dichiarato di avere con propria autonoma iniziativa abbandonato i rifiuti, è stata ritenuta inattendibile per l'assenza di riscontri, in quanto il teste è stato condannato per lo stesso fatto, con decreto penale (teste assistito). Il giudice doveva preliminarmente valutare la credibilità intrinseca del teste e poi successivamente l'esistenza di riscontri esterni. L'autonoma iniziativa del teste nell'abbandono dei rifiuti introduce un elemento di assoluta novità nel dibattimento, non affrontato da ulteriore testimonianze.
La messa a disposizione dei dipendenti dell'autocarro sfornito di autorizzazione al trasporto dei rifiuti configura la fattispecie dell'articolo 256, comma 4, d. Igs. 152/2006, in quanto la ditta era autorizzata al trasporto dei propri rifiuti speciali non pericolosi, ma in violazione della suddetta autorizzazione aveva adoperato un mezzo ulteriore e non precedentemente inserito nel relativo elenco. Sul punto pacifico l'orientamento della giurisprudenza di legittimità, vedi Sez. 3, n. 5342/2007, Rv 238799.
3.2. Violazione di legge, art. 163, cod. pen. e mancanza di motivazione sul punto.
La sentenza ha concesso d'ufficio, senza un'esplicita richiesta della difesa, la sospensione condizionale della pena. Per le pene pecuniarie sussiste un interesse del ricorrente a non subire la concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena, senza sua richiesta, vedi sez. 3 n. 48569/2016 ed altre in materia.
3.Il ricorso del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord risulta fondato, e quindi deve disporsi l'annullamento, senza rinvio della decisione impugnata, relativamente alla omessa confisca del'autocarro, confisca che può disporre direttamente la Corte di Cassazione.
4.Il ricorso dell'imputato è fondato limitatamente alla sospensione condizionale della pena pecuniaria, non richiesta; infondato nel resto.
La sentenza impugnata, adeguatamente motiva, senza contraddizioni e senza manifeste illogicità sulla responsabilità del ricorrente, nella qualifica sopra vista, sia per il trasporto e sia per l'abbandono dei rifiuti. Invero, rileva la sentenza impugnata, come due dipendenti della società R. (M.e V.) abbandonavano parte dei rifiuti trasportati sull'autocarro, e il ricorrente, legale rappresentante della società R., ha concorso nella condotta di abbandono dei rifiuti, poiché egli aveva messo a disposizione dei dipendenti il furgone per l'installazione di una vasca da bagno. Il mezzo era sfornito di autorizzazione per l'esecuzione dei lavori, che i dipendenti dovevano effettuare (recupero della vasca da bagno smontata, e trasporto della stessa). La sentenza analizza con motivazione adeguata, anche la deposizione del teste M.(condannato con decreto penale per i fatti in odierno giudizio) e con valutazione di merito, in fatto, la ritiene non riscontrata, e quindi inattendibile.
Su questo aspetto il ricorso risulta estremamente generico e non prospetta censure di legittimità, ma semplici elementi fattuali, non valutabili in questa sede.

References: art.256
 sentenza 
 art. 110
 art. 259
 art. 256
 art. 192
 art. 163
 sentenza 
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