Source: https://weedcollection.it/2019/02/14/cassazione-e-marijuana-light-cronaca-di-una-sentenza-parte-i/
Timestamp: 2019-03-22 11:08:12+00:00

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CASSAZIONE E MARIJUANA LIGHT: CRONACA DI UNA SENTENZA – PARTE I - Weed Collection
Nel 2018, soprattutto negli ultimi mesi, sono stati molti i produttori e venditori di cannabis light che hanno subito misure di sequestro dei loro prodotto. Infatti, la scarsa chiarezza della legge in merito, che regolamenta la produzione ma non la vendita (né il consumo) dell’erba legale, ha fatto sì che non vigesse un’interpretazione unica della stessa, creando numerosi equivoci e danni.
In particolare, risulta esemplare il caso di un titolare di hemp shop a Porto Recanati, che nell’ottobre scorso si è visto sequestrare preventivamente un grosso quantitativo di canapa legale e chiudere temporaneamente l’attività in seguito alle proteste di una madre indignata. La donna infatti, saputo che la figlia era solita consumare cannabis light, ha presentato un esposto alle forze dell’ordine chiedendo un tempestivo intervento, che non si è fatto attendere.
Da lì l’origine dei problemi per il giovane imprenditore, costretto a sospendere la propria attività e a impegnarsi in una dispendiosa battaglia legale per far valere i propri diritti
PRO HEMP: SENTENZA E DISSEQUESTRO
Nei giorni scorsi però, un giudice della Cassazione ha disposto il dissequestro dell’erba incriminata: la sentenza (consultabile per esteso qui🙂 appoggia in toto la richiesta dell’indagato.
In particolare, vengono affermati due punti importanti:
1) che la canapa sequestrata (derivante da semi soggetti all’apposita normativa UE e i cui campioni esaminati contengono meno dello 0,6% di Thc) non è considerabile in alcun modo come “droga” o sostanza psicotropa, e dunque la produzione e il possesso della stessa sono assolutamente leciti.
2) che la legge 242 del 2016 regolamenta la coltivazione delle piante di canapa da cui deriva poi la cosiddetta marijuana light, ma non dà indicazioni sulla commercializzazione della stessa.
Di fatto, ciò che la sentenza sostiene è che non esiste nessun motivo per vietare la vendita dell’erba legale: semplicemente, non c’è nemmeno bisogno di specificarne la leicità. Allo stesso modo, non ha senso tentare di proibire il consumo mediante combustione della marijuana light: una volta che un cliente decide di acquistare la canapa, potrà poi scegliere in totale autonomia e libertà come utilizzarla.
Di sicuro, questa sentenza crea un precedente e consentirà a quegli imprenditori del settore della canapa che hanno subito sanzioni giuridiche, di avere una posizione più forte nel fare le proprie istanze di appello.
Va detto anche che nel nostro sistema non basta un sentenza a fare giurisdizione e che, anzi, in precedenza alcune sentenze sono andate contro alla vendita e all’utilizzo di erba legale.
Tuttavia, le indicazioni derivate dal verdetto sembrano dare un indirizzo chiaro e preciso alla questione: che si sia arrivati a un punto di svolta?
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