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Sezione Seconda Il nuovo ordinamento contabile - PDF
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Agostina Carolina Pastore
1 Capitolo 3: La programmazione 111 soggiace ai limiti degli stanziamenti indicati nell ultimo bilancio approvato, ove esistano. L ultimo comma dell art. 163 disciplina l ipotesi in cui la scadenza del termine per la deliberazione del bilancio di previsione sia stata prorogata da norme statali in un periodo successivo all inizio dell esercizio finanziario di riferimento, come ormai accade abitualmente. L esercizio provvisorio nel caso in questione non deve essere deliberato, ma si intende automaticamente autorizzato al verificarsi delle condizioni predette. Nella vacanza del nuovo bilancio si applicano le stesse modalità di gestione stabilite al comma 1 del suddetto articolo, prendendosi però a riferimento l ultimo bilancio definitivamente approvato; in particolare, gli enti locali possono effettuare, per ciascun intervento, spese in misura non superiore mensilmente ad un dodicesimo delle somme previste nell ultimo bilancio approvato, con esclusione delle spese tassativamente regolate dalla legge o non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi. Sezione Seconda Il nuovo ordinamento contabile 1. Il documento unico di programmazione (DUP) A) Termini di presentazione e struttura Il documento unico di programmazione (DUP), che la Giunta deve presentare al Consiglio entro il 31 luglio, è il principale strumento per la guida strategica e operativa degli enti locali e rappresenta, sia temporalmente che sostanzialmente, il presupposto necessario di tutti gli altri strumenti di programmazione previsti dall allegato 4/1 del D.Lgs. 118/2011. Si noti che anche in questo caso il legislatore (art. 170, comma 1, T.U.E.L., come modificato dal D.Lgs. 126/2014) ha previsto che nel 2015 gli enti locali che non hanno partecipato alla fase di sperimentazione non siano tenuti alla predisposizione del DUP, potendo ancora redigere il documento di programmazione previsto dalla precedente normativa (in pratica, la relazione previsionale e programmatica, cfr. Sezione I, 3). È inoltre previsto che gli enti locali con popolazione non superiore a abitanti predispongano una versione semplificata del DUP (allegato 4/1). Il DUP è composto da due sezioni (art. 151 T.U.E.L., come modificato dal D.Lgs. 126/2014): la Sezione Strategica (SeS), che ha un orizzonte temporale pari a quello del mandato amministrativo, e la Sezione Operativa (SeO), il cui orizzonte coincide con quello del bilancio di previsione. B) La Sezione Strategica (SeS) La SeS sviluppa e concretizza le linee programmatiche, presentate dal Sindaco al Consiglio all inizio del mandato e relative alle azioni e ai progetti che si intende realizzare nel corso del mandato stesso (art. 46, comma 3, T.U.E.L., cfr. Sezione I, 2), coerentemente con le linee di indirizzo della programmazione regionale e con gli obiettivi di finanza pubblica definiti in ambito nazionale nel rispetto delle procedure e dei criteri stabiliti dall Unione europea.
2 112 Parte II: La contabilità Nel primo anno del mandato amministrativo, la SeS deve definire, per ogni missione di bilancio, gli obiettivi strategici da perseguire entro la fine del mandato. L individuazione di tali obiettivi è il risultato dell approfondita analisi strategica di una serie di condizioni esterne e interne all ente. Fra le condizioni esterne rientrano: gli obiettivi individuati dal Governo nazionale anche alla luce dei documenti di programmazione dell Ue; la situazione socio-economica, attuale e prospettica, del territorio di riferimento e la conseguente domanda di servizi pubblici locali; i parametri economici essenziali utilizzati per definire l evoluzione dei flussi finanziari ed economici dell ente. Fra le condizioni interne occorre considerare: la capacità di organizzare e gestire i servizi pubblici locali, tenendo conto dei fabbisogni e dei costi standard. In questa fase è fondamentale definire gli indirizzi generali, le funzioni e gli obiettivi di servizio degli organismi e degli enti strumentali, nonché delle società controllate e partecipate, tenendo conto della loro situazione economica e finanziaria e definendo le opportune procedure di controllo da parte dell ente; la disponibilità di risorse e la sostenibilità economico-finanziaria, approfondendo aspetti quali, ad esempio, gli investimenti e la realizzazione delle opere pubbliche, i tributi, le tariffe dei servizi pubblici, la gestione del patrimonio, il livello di indebitamento e gli equilibri di bilancio; la disponibilità e la gestione delle risorse umane, con riferimento alla struttura organizzative dell ente in tutte le sue articolazioni; la coerenza con le disposizioni del patto di stabilità interno e con i vincoli di finanza pubblica. Ogni anno occorre verificare lo stato di attuazione degli obiettivi strategici che, se necessario e dandone adeguata motivazione, possono essere opportunamente riformulati. Al termine del mandato l amministrazione dovrà rendere conto del proprio operato attraverso la relazione di fine mandato (art. 4, D.Lgs. 149/2011), in cui si certificano le iniziative intraprese e i risultati conseguiti. C) La Sezione Operativa (SeO) La SeO è quella sezione del DUP in cui vengono definiti gli strumenti operativi che si intendono utilizzare per conseguire gli obiettivi strategici definiti nella SeS. In particolare, essa definisce, per ogni singola missione, i programmi da realizzare per conseguire gli obiettivi strategici della SeS, e per ogni singolo programma, gli obiettivi operativi annuali da rispettare. Come anticipato, la SeO copre un periodo pari a quello del bilancio di previsione ed è redatta per competenza, con riferimento all intero periodo considerato, e per cassa, con riferimento al primo esercizio. La SeO si suddivide in due parti: una Parte I, in cui sono descritte le motivazioni alla base delle scelte programmatiche effettuate (anche con riferimento all eventuale gruppo amministrazione pubblica) e sono definiti i singoli programmi da realizzare.
3 Capitolo 3: La programmazione 113 Per ogni programma devono essere definite le finalità e gli obiettivi annuali e pluriennali che si intendono perseguire, la motivazione delle scelte effettuate e le risorse finanziarie, umane e strumentali ad esso destinate. Gli obiettivi individuati per ogni programma rappresentano la declinazione annuale e pluriennale degli obiettivi strategici contenuti nella SeS e costituiscono indirizzo vincolante per i successivi atti di programmazione, in applicazione del principio della coerenza tra i documenti di programmazione (cfr. Cap 2, Sezione II). L individuazione delle finalità e la fissazione degli obiettivi per i programmi deve guidare, negli altri strumenti di programmazione, l individuazione dei progetti strumentali alla loro realizzazione e l affidamento di obiettivi e risorse ai responsabili dei servizi. Gli obiettivi dei programmi devono essere controllati annualmente al fine di verificarne il grado di raggiungimento e, laddove necessario, modificati, dandone adeguata giustificazione, per dare una rappresentazione veritiera e corretta dei futuri andamenti dell ente e del processo di formulazione dei programmi all interno delle missioni. I mezzi finanziari necessari alla realizzazione dei programmi all interno delle missioni devono essere accuratamente individuati, quantificati, descritti e misurati in termini di gettito finanziario. Contestualmente devono essere individuate le forme di finanziamento, valutando attentamente la capacità e il livello di indebitamento dell ente, alla luce dei vincoli di finanza pubblica. Il legislatore definisce prioritario il finanziamento delle spese correnti consolidate, riferite cioè ai servizi essenziali e strutturali e al mantenimento del patrimonio. La disponibilità di ulteriori risorse finanziarie può poi essere destinata al potenziamento quali-quantitativo di una certa attività o alla creazione di un nuovo servizio. Particolare attenzione va posta all analisi e alla valutazione degli impegni pluriennali di spesa già assunti a valere sugli anni a cui la SeO si riferisce; una Parte II, contenente la programmazione dettagliata dei lavori pubblici, del fabbisogno del personale e delle modalità di gestione e valorizzazione del patrimonio. La realizzazione dei lavori pubblici deve essere svolta sulla base di un programma triennale e dei suoi aggiornamenti annuali, indicati nella SeO. I lavori da realizzare nel primo anno sono compresi in un elenco annuale (cfr. Parte III, Cap. 4). Per ogni lavoro l ente deve analizzare, identificare e quantificare gli interventi e le risorse reperibili per il loro finanziamento, stimando i tempi per la realizzazione delle opere e del collaudo e i fabbisogni espressi in termini sia di competenza che di cassa. Il fabbisogno del personale deve essere definiti all interno di un documento denominato programma triennale del fabbisogno del personale (cfr. Sezione I, 7). Al fine di procedere al riordino, alla gestione e alla valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare, l ente individua, redigendo apposito elenco, i singoli immobili di proprietà. Tra questi devono essere individuati quelli non strumentali all esercizio delle proprie funzioni istituzionali e quelli suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione. Sulla base delle informazioni contenute in tale elenco, quindi, deve essere predisposto il piano delle alienazioni e valorizzazioni patrimoniali, quale parte integrante del DUP. 2. Il bilancio di previsione finanziario A) Definizione e funzioni L art. 162 del T.U.E.L., dopo le modifiche introdotte dal D.Lgs. 126/2014, stabilisce che gli enti locali deliberano annualmente il bilancio di previsione finanziario riferito ad almeno un triennio, comprendente le previsioni di competenza e di cassa del primo esercizio e le
4 114 Parte II: La contabilità previsioni di competenza degli esercizi successivi, nel rispetto dei principi contabili generali e applicati di cui al D.Lgs. 118/2011. Le previsioni riguardanti il primo esercizio costituiscono il bilancio di previsione finanziario annuale. L allegato 4/1 al D.Lgs. 118/2011 sottolinea che, per rispettare il principio contabile applicato dell annualità, è necessario adottare il metodo scorrevole nella redazione del bilancio di previsione finanziario, per cui ogni anno occorre aggiornarlo: con l inserimento delle previsioni relative ad un ulteriore esercizio; adeguando le previsioni relative a tutti gli esercizi finanziari, tenendo conto degli aggiornamenti del DUP e dei risultati presunti della gestione dell esercizio precedente; con l indicazione, per tutti i programmi di spesa relativi a ciascun esercizio di riferimento, degli impegni già assunti alla data di elaborazione del documento. Si tratta, dunque, del documento in cui vengono rappresentate contabilmente le previsioni di natura finanziaria riferite a ciascun esercizio compreso nell arco temporale considerato nel DUP; esso rappresenta, in sostanza, lo strumento attraverso il quale gli organi di governo dell ente definiscono la distribuzione delle risorse finanziarie tra i programmi e le attività che l amministrazione deve svolgere, secondo quanto previsto dal DUP stesso. Il nuovo comma 6 dell art. 162 T.U.E.L. sottolinea che il bilancio di previsione è deliberato in pareggio finanziario complessivo per la competenza, comprensivo dell utilizzo dell avanzo di amministrazione e del recupero del disavanzo di amministrazione e garantendo un fondo di cassa finale non negativo. Inoltre, le previsioni di competenza relative alle spese correnti sommate alle previsioni di competenza relative ai trasferimenti in c/ capitale, al saldo negativo delle partite finanziarie e alle quote di capitale delle rate di ammortamento dei mutui e degli altri prestiti, con l esclusione dei rimborsi anticipati, non possono essere complessivamente superiori alle previsioni di competenza dei primi tre titoli dell entrata, ai contribuiti destinati al rimborso dei prestiti e all utilizzo dell avanzo di competenza di parte corrente e non possono avere altra forma di finanziamento, salvo le eccezioni tassativamente indicate nel principio applicato alla contabilità finanziaria necessarie a garantire elementi di flessibilità degli equilibri di bilancio ai fini del rispetto del principio dell integrità. Secondo quanto previsto dal nuovo comma 2 dell art. 164 T.U.E.L., il bilancio di previsione ha carattere autorizzatorio, costituendo limite, per ciascuno degli esercizi considerati: agli accertamenti e agli incassi riguardanti le accensioni di prestiti; agli impegni e ai pagamenti di spesa (non comportano, tuttavia, limiti alla gestione le previsioni riguardanti i rimborsi delle anticipazioni di tesoreria e le partite di giro). B) La struttura Il bilancio di previsione è composto da due parti, relative rispettivamente all entrata e alla spesa, ed è redatto secondo lo schema previsto dall allegato 9 al D.Lgs. 118/2011, come modificato dal D.Lgs. 126/2014. Si rammenta che nel 2015 il bilancio di previsione redatto secondo lo schema previsto dall allegato 9 assume solo funzione conoscitiva e va allegato al corrispondente documento contabile predisposto in base alla normativa vigente nel 2014, che mantiene la sua funzione autorizzatoria. Le entrate sono classificate in (art. 165, comma 2, T.U.E.L. e art. 15 D.Lgs. 118/2011): titoli, definiti in funzione della fonte di provenienza delle entrate; tipologie, definite in basa alla natura delle entrate, nell ambito di ciascuna fonte di provenienza.
5 Capitolo 3: La programmazione 115 Titolo I: tipologia 101: tipologia 104: tipologia 301 tipologia 302 Titolo II: tipologia 101: tipologia 102: tipologia 103: tipologia 104: tipologia 105: Titolo III: tipologia 200: tipologia 300: tipologia 400: tipologia 500: Titolo IV: tipologia 200: tipologia 300: tipologia 400: tipologia 500: Titolo V: tipologia 200: tipologia 300: tipologia 400: Titolo VI: tipologia 200: tipologia 300: tipologia 400: Titolo VII: Titolo IX: tipologia 200: TITOLI E TIPOLOGIE DI ENTRATA Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa Imposte, tasse e proventi assimiliati Compartecipazioni di tributi Fondi perequativi da Amministrazioni centrali Fondi perequativi dalla Regione o Provincia autonoma Trasferimenti correnti Trasferimenti correnti da Amministrazioni pubbliche Trasferimenti correnti da famiglie Trasferimenti correnti da imprese Trasferimenti correnti da Istituzioni sociali private Trasferimenti correnti dall Unione europea e dal Resto del mondo Entrate extratributarie Vendita di beni e servizi e proventi derivanti dalla gestione di beni Proventi derivanti dall attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti Interessi attivi Altre entrate da redditi da capitale Rimborsi e altre entrate correnti Entrate in conto capitale Tributi in conto capitale Contributi agli investimenti Altri trasferimenti in conto capitale Entrate da alienazione di beni materiali e immateriali Altre entrate in conto capitale Entrate da riduzione di attività finanziarie Alienazione di attività finanziarie Riscossione crediti di breve termine Riscossione di crediti di medio-lungo termine Altre entrate per riduzione di attività finanziarie Accensione prestiti Emissione di titoli obbligazionari Accensione prestiti a breve termine Accensione mutui e altri finanziamenti a medio-lungo termine Altre forme di indebitamento Anticipazioni da istituto tesoriere/cassiere Anticipazioni da istituto tesoriere/cassiere Entrate per conto terzi e partite di giro Entrate per partite di giro Entrate per conto terzi
6 116 Parte II: La contabilità Ai fini della gestione, nel piano esecutivo di gestione (cfr. 3) le tipologie sono a loro volta classificate in categorie, capitoli ed eventualmente articoli, secondo la natura dell oggetto. L elenco completo dei titoli, delle tipologie e delle categorie di entrata degli enti locali è contenuto nell allegato 13/2 al D.Lgs. 118/2011. Le spese sono classificate in (art. 165, comma 4, T.U.E.L. e art. 14 D.Lgs. 118/2011): missioni, che rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici perseguiti dall ente utilizzando risorse finanziarie, umane e strumentali ad esse destinate; programmi, che rappresentano gli aggregati omogenei di attività volte a perseguire gli obiettivi definiti nell ambito delle missioni. I programmi sono ripartiti in titoli. MISSIONI DI SPESA Missione 1 Missione 2 Missione 3 Missione 4 Missione 5 Missione 6 Missione 7 Missione 8 Missione 9 Missione 10 Missione 11 Missione 12 Missione 13 Missione 14 Missione 15 Missione 16 Missione 17 Missione 18 Missione 19 Missione 20 Missione 50 Missione 60 Missione 99 Servizi istituzionali, generali e di gestione Giustizia Ordine pubblico e sicurezza Istruzione e diritto allo studio Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali Politiche giovanili, sport e tempo libero Turismo Assetto del territorio ed edilizia abitativa Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell ambiente Trasporti e diritto alla mobilità Soccorso civile Diritti sociali, politiche sociali e famiglie Tutela della salute Sviluppo economico e competitività Politiche per il lavoro e la formazione professionale Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca Energia e diversificazione delle fonti energetiche Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali Relazioni internazionali Fondi e accantonamenti Debito pubblico Anticipazioni finanziarie Servizi per conto terzi
7 Capitolo 3: La programmazione 117 Ai fini della gestione, nel piano esecutivo di gestione (cfr. 3) i programmi sono ripartiti in titoli, macroaggregati, capitoli ed eventualmente in articoli. L elenco completo delle missioni, dei programmi, dei titoli e dei macroaggregati di spesa degli enti locali è contenuto nell allegato 14 al D.Lgs. 118/2011. Il fondo pluriennale vincolato e il fondo crediti di dubbia esigibilità Come si vedrà meglio in seguito, l applicazione del principio contabile generale della competenza finanziaria determina delle sostanziali modifiche nelle modalità di accertamento delle entrate e di impegno delle spese. In particolare: per quanto riguarda l accertamento delle entrate, non possono essere riferite ad un determinato esercizio finanziario le entrate per le quali non sia venuto a scadere nello stesso esercizio finanziario il diritto di credito. Viene dunque esclusa categoricamente la possibilità di accertamento attuale di entrate future, in quanto ciò darebbe luogo ad un anticipazione di impieghi (ed ai relativi oneri) in attesa dell effettivo maturare della scadenza del titolo giuridico dell entrata futura, con la conseguenza di alterare gli equilibri finanziari dell esercizio finanziario; allo stesso modo, per ciò che concerne gli impegni di spesa, non possono essere riferite ad un determinato esercizio finanziario le spese per le quali non sia venuta a scadere nello stesso esercizio finanziario la relativa obbligazione giuridica. In particolare, per l attività di investimento che comporta impegni di spesa che vengono a scadenza in più esercizi finanziari deve essere dato specificamente atto, al momento dell attivazione del primo impegno, di aver predisposto la copertura finanziaria per l effettuazione della spesa complessiva dell investimento. La copertura finanziaria è costituita da risorse accertate esigibili nell esercizio in corso di gestione, dall utilizzo dell avanzo di amministrazione o di una legge di autorizzazione all indebitamento. Il nuovo criterio di imputazione delle spese richiede, quindi, una differente modalità di gestione degli investimenti che, come nel caso dei lavori pubblici, comportano normalmente impegni di spesa che vanno ben oltre l esercizio finanziario in cui vengono avviati. L obbligo di definire, sin dall attivazione del primo impegno, la copertura finanziaria per la spesa complessiva dell investimento determina, infatti, uno sfasamento temporale fra l acquisizione delle risorse e il loro effettivo impiego, sfasamento che va evidenziato attraverso l iscrizione in bilancio di un fondo pluriennale vincolato, costituito da risorse accertate destinate al finanziamento di obbligazioni passive giuridicamente perfezionate esigibili in esercizi successivi a quello in cui è accertata l entrata (si rinvia al Cap. 7 per un esempio pratico). Il fondo in questione è, quindi, un efficace strumento di rappresentazione della programmazione e previsione delle spese pubbliche degli enti territoriali, in quanto evidenzia in modo chiaro e attendibile il procedimento di impiego delle risorse acquisite dall ente che richiedono un periodo di tempo pluriennale per il loro effettivo utilizzo (si pensi, in particolare, alla programmazione delle opere pubbliche basata sul programma triennale e sull elenco annuale). Il principio della competenza finanziaria prevede, inoltre, che le entrate di dubbia o difficile esazione vengano accertate per l intero importo del credito anche se non è certa la loro riscossione integrale (è il caso, ad esempio, delle sanzioni amministrative al codice della strada). Tuttavia, per evitare che spese esigibili nel corso dell esercizio vengano coperte mediante questo tipo di entrate, l art. 167 del T.U.E.L., integralmente sostituito dal D.Lgs. 126/2014, dispone che nella missione di spesa 20, Fondi e accantonamenti, venga stanziato un accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità, il cui ammontare deve essere accuratamente valutato dall ente, in sede di predisposizione del bilancio di previsione, tenendo conto della dimensione e della natura dei crediti di dubbia o difficile esazione che si prevede si formeranno nell esercizio e della capacità di riscossione di tali crediti dimostrata dall ente nei cinque anni precedenti. Al fine di consentire un applicazione graduale dell obbligo di accantonamento al suddetto fondo, il legislatore (allegato 4/2 al D.Lgs. 118/2011, come modificato dalla L. 190/2014) ha stabilito che gli enti locali stanzino in bilancio una quota pari almeno al 36% dell importo dell accantonamento quantificato nel relativo prospetto allegato al bilancio di previsione nel 2015, al 55% nel 2016, al 70% nel 2017, all 85% nel 2018 e al 100% dal 2019.
8 118 Parte II: La contabilità In bilancio, prima di tutte le entrate e le spese, sono iscritti (art. 165, comma 7, T.U.E.L.): a) in entrata gli importi relativi al fondo pluriennale vincolato di parte corrente e al fondo pluriennale vincolato in c/capitale; b) in entrata del primo esercizio gli importi relativi all utilizzo dell avanzo di amministrazione presunto, nei casi individuati dall art. 187, commi 3 e 3bis, con l indicazione della quota vincolata del risultato di amministrazione utilizzata anticipatamente; c) in uscita l importo del disavanzo di amministrazione presunto al 31 dicembre dell esercizio precedente cui il bilancio si riferisce. Il disavanzo di amministrazione presunto può essere iscritto nella spesa degli esercizi successivi secondo le modalità previste dall art. 188; d) in entrata del primo esercizio il fondo di cassa presunto dell esercizio precedente. Il bilancio di previsione finanziario indica, per ciascuna unita di voto (art. 165, comma 6, T.U.E.L.): a) l ammontare presunto dei residui attivi o passivi alla chiusura dell esercizio precedente a quello cui il bilancio si riferisce; b) l ammontare delle previsioni di competenza e di cassa definitive dell anno precedente a quello cui si riferisce il bilancio; c) l ammontare degli accertamenti e degli impegni che si prevede di imputare in ciascuno degli esercizi cui il bilancio si riferisce, nel rispetto del principio della competenza finanziaria; d) l ammontare delle entrate che si prevede di riscuotere o delle spese di cui si autorizza il pagamento nel primo esercizio considerato nel bilancio, senza distinzioni fra riscossioni e pagamenti in conto competenza e in conto residui. Il documento di bilancio si conclude con più quadri riepilogativi, redatti secondo lo schema indicato dall allegato 9 al D.Lgs. 118/2011, tra i quali rilevano in modo particolare: il quadro generale riassuntivo, in cui vengono indicate le previsioni complessive del bilancio in termini di competenza e di cassa, classificate per titoli. Si tratta di un prospetto a sezioni contrapposte in cui sono indicate: per le entrate, il totale delle entrate finali (costituito dalla somma dei primi 5 titoli), il totale delle entrate (costituito dalla somma di tutti i titoli delle entrate) e il totale complessivo delle entrate. Il totale complessivo delle entrate di cassa è costituito dalla somma del totale delle entrate e del fondo di cassa, il totale complessivo delle entrate di competenza è pari alla somma del totale delle entrate, del fondo pluriennale vincolato e dell utilizzo del risultato di amministrazione; per le spese, gli importi di ciascun titolo di spesa, il totale delle spese finali (costituito dalla somma dei primi tre titoli delle spese), il totale delle spese (costituito dalla somma di tutti i titoli delle spese) e il totale complessivo delle spese. Il totale complessivo di cassa è sempre uguale al totale delle spese, mentre il totale complessivo di competenza è costituito dalla somma del totale di spesa e dell eventuale disavanzo di amministrazione riportato in bilancio per la copertura; il prospetto degli equilibri di bilancio, che consente di verificare la sussistenza degli equilibri interni al bilancio per ciascuno degli esercizi considerati. Infatti, oltre al pareg-
9 Capitolo 3: La programmazione 119 gio finanziario di competenza fra tutte le entrate e tutte le spese, il bilancio deve garantire: l equilibrio di parte corrente in termini di competenza finanziaria, cioè, in sostanza, tra le spese correnti e le entrate correnti; l equilibrio in conto capitale in termini di competenza finanziaria, vale a dire fra le spese di investimento e tutte le risorse acquisite per il loro finanziamento (entrate in conto capitale, accensione di prestiti, fondo pluriennale vincolato in conto capitale etc.). C) La procedura di approvazione e l esercizio provvisorio L allegato 4/1 al D.Lgs. 118/2011 prevede che: entro il 15 novembre di ogni anno la Giunta approva lo schema della delibera di approvazione del bilancio di previsione finanziario relativa almeno al triennio successivo, da sottoporre al Consiglio, cui trasmette contestualmente, a solo scopo conoscitivo, anche la proposta di articolazione delle tipologie di entrata in categorie e dei programmi di spesa in macroaggregati; entro il 31 dicembre il Consiglio approva il bilancio. Si noti che il suddetto termine può essere differito, in presenza di motivate esigenze, con decreto del Ministro dell interno, d intesa con il Ministro dell economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. Il termine per la presentazione del bilancio di previsione 2015 è stato differito al 30 luglio 2015 dal D.M. 13 maggio Qualora il Consiglio non approvi il bilancio entro la suddetta data, il nuovo comma 1 dell art. 163 T.U.E.L. dispone che la gestione finanziaria dell ente si svolga nel rispetto dei principi applicati della contabilità finanziaria riguardanti l esercizio provvisorio o la gestione provvisoria (di cui all allegato 4/2 al D.Lgs. 118/2011). L esercizio provvisorio può essere autorizzato con legge o con il decreto del Ministro dell interno che, secondo quanto previsto dall art. 151 T.U.E.L., in presenza di motivate esigenze differisce il termine di approvazione del bilancio, d intesa con il Ministro dell economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali (così il nuovo comma 3 dell art. 163 T.U.E.L.). Il suddetto comma precisa che nel corso dell esercizio provvisorio non è consentito il ricorso all indebitamento ed è possibile impegnare solo le spese correnti, le eventuali spese correlate riguardanti le partite di giro, i lavori pubblici o gli altri interventi di somma urgenza. Il comma 5 dispone che tali spese possano essere impegnate mensilmente per importi non superiori ad un dodicesimo degli stanziamenti del secondo esercizio del bilancio di previsione deliberato l anno precedente, ridotti delle somme già impegnate negli esercizi precedenti e dell importo accantonato al fondo pluriennale vincolato (con l esclusione delle spese tassativamente regolate dalla legge, di quelle non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi e di quelle a carattere continuativo necessarie a mantenere il livello qualitativo e quantitativo dei servizi). Nel caso in cui il bilancio non sia stato approvato entro il 31 dicembre e, tuttavia, non sia stato autorizzato l esercizio provvisorio (o nel caso in cui l ente non abbia rispettato neanche il termine differito stabilito dal decreto ministeriale di cui sopra), è consentita esclusiva-
10 120 Parte II: La contabilità mente una gestione provvisoria nei limiti dei corrispondenti stanziamenti di spesa dell ultimo bilancio approvato per l esercizio cui si riferisce la gestione provvisoria (art. 163, comma 2, T.U.E.L.). Nel corso della gestione provvisoria l ente può: assumere solo obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi o tassativamente regolate dalla legge o, ancora, necessarie ad evitare all ente danni patrimoniali gravi e certi; disporre pagamenti solo per l assolvimento delle obbligazioni già assunte e di quelle derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi o da obblighi tassativamente regolati dalla legge, nonché per le spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse e per quelle necessarie ad evitare all ente danni patrimoniali gravi e certi. D) I documenti da allegare Al bilancio di previsione vanno allegati i seguenti documenti (art. 11, comma 3, D.Lgs. 118/2011 e art. 172 T.U.E.L., come modificati dal D.Lgs. 126/2014), redatti secondo gli schemi previsti dall allegato 9 al D.Lgs. 118/2011: la tabella dimostrativa del presunto risultato di amministrazione. Si tratta di una tabella che evidenzia il risultato presunto della gestione dell esercizio precedente quello cui si riferisce il bilancio, sulla cui base elaborare previsioni coerenti ed attendibili per l esercizio di riferimento. Essa consente, inoltre, di verificare l esistenza di un eventuale disavanzo e di provvedere alla relativa copertura; il prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato. Al bilancio di previsione vanno allegati almeno tre prospetti riguardanti la composizione del fondo pluriennale vincolato, relativi ad ognuno degli esercizi considerati nel bilancio stesso. Ciascuno di questi prospetti evidenzia: l articolazione per missioni e programmi del fondo iscritto in entrata del bilancio; la quota del fondo destinata a coprire gli impegni assunti negli esercizi precedenti e imputati all esercizio cui il prospetto si riferisce; la quota del fondo che si prevede di accantonare nel corso dell esercizio cui il prospetto si riferisce, rappresentata dall ammontare degli impegni imputati agli esercizi successivi che si prevede di assumere nel corso dell esercizio finanziati con risorse accertate nell esercizio; il prospetto relativo alla composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità. Anche in questo caso, al bilancio di previsione vanno allegati almeno tre prospetti riguardanti la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità, relativi ad ognuno degli esercizi considerati nel bilancio stesso. Per garantire la confrontabilità dei bilanci, tali allegati indicano la composizione del fondo a livello di tipologie; il prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di indebitamento. Si tratta di un prospetto in cui le entrate relative ai primi tre titoli (entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa, trasferimenti correnti, entrate extratributarie) vengono messe a confronto con la spesa annuale sostenuta per rate di mutui e obbligazioni al fine di verificare il rispetto dei liliti di indebitamento previsti dall art. 204 T.U.E.L.; il prospetto delle spese previste per l utilizzo di contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari e internazionali; il prospetto delle spese previste per lo svolgimento di funzioni delegate dalle Regioni; la nota integrativa.

References: art. 163
 art. 162
 art. 162
 art. 164
 art. 15
 art. 14
 art. 167
 art. 187
 art. 188
 art. 163
 art. 151
 art. 163
 art. 172
 art. 204