Source: https://codiceappalti.it/DLGS_163_2006/Art__20__Appalti_di_servizi_elencati_nell'allegato_II_B/20
Timestamp: 2019-10-13 20:12:22+00:00

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1. L'aggiudicazione degli appalti aventi per oggetto i servizi elencati nell'allegato II B é disciplinata esclusivamente dall'articolo 68 (specifiche tecniche), dall'articolo 65 (avviso sui risultati della procedura di affidamento), dall'articolo 225 (avvisi relativi agli appalti aggiudicati).
Relazione all’articolo 20 Vengono recepiti fedelmente gli artt. 20 e 21 della direttiva 2004/18 e gli artt. 31 e 32, direttiva 2004/17, secondo cui gli appalti di servizi di cui all’allegato II A son...
Si discute della conformità ai principi di cui all’art. 2, comma 1 bis, del d. lgs. 12 aprile 2006, n. 163, dell’impostazione che l’Amministrazione ha dato alla gara, nella parte in cui ha riunito in un unico lotto il servizio da affidare.
L’appellante sostiene in primo luogo che la norma in questione non ha valenza di principio e non è applicabile per i servizi di cui all’allegato IIB del d. lgs. 12 aprile 2006, n. 163.
Invero, il principio di cui al richiamato art. 2, comma 1 bis ha palesemente lo scopo di favorire la massima partecipazione agli appalti, evitando la formazione di situazioni monopolio o di oligopolio. Se questo è vero, non vi è proprio ragione per escluderlo dai principi generali che si presiedono all’impostazione di tutte le gare d’appalto, pur nella diversificazione dei diversi settori.
La norma della cui applicazione si discute non è suscettibile di applicazione vincolata; stabilisce invece un parametro generale di comportamento, da adottare alle caratteristiche di ogni caso specifico.
In altri termini, il principio regola l’esercizio di una facoltà discrezionale dell’Amministrazione, imponendole di verificare la possibilità di scindere gli appalti di grosse dimensioni in appalti di importo più contenuto, escludendo tale ipotesi solo in presenza di valide ragioni in senso contrario.
La discussione deve quindi riguardare la presenza di tali motivazioni, e la loro congruità alla luce dei consueti parametri attraverso i quali il giudice amministrativo conosce dell’esercizio della discrezionalità dell’Amministrazione.
Nel caso di specie l’Amministrazione ha dato sufficiente giustificazione della sua scelta, affermando l’opportunità di dare, per quanto possibile, la stessa qualità di servizio a tutti gli utenti, obiettivo facilitato dall’affidamento del contratto a un solo soggetto.
Tale scelta non può essere ritenuta manifestamente illogica
REFEZIONE SCOLASTICA - CENTRO COTTURA - CLAUSOLE ILLEGITTIME
E’ illegittima la clausola del bando di gara che richiede, ai fini della partecipazione alla procedura e non come requisito di esecuzione del contratto, il possesso di un centro di cottura di emergenza autorizzato per tutta la durata dell’appalto e la clausola che attribuisce un punteggio differenziato all’offerta in proporzione della distanza del centro cottura dal luogo di esecuzione del servizio.
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del d.lgs. 163/2006 presentata da A SpA – Procedura di gara aperta per l’affidamento del servizio di refezione scolastica per gli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria per l’anno scolastico 2015/2016 e 2016/2017 – Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente piu' vantaggiosa - Importo a base d’asta: euro 639.540,00 – S.A.: Comune di B (LE)
REFEZIONE SCOLASTICA - CENTRO COTTURA DI EMERGENZA - REQUISITO DI TERRITORIALITA'
E’ legittima la clausola della lex specialis con la quale è richiesta ai concorrenti la disponibilita' di un centro cottura di emergenza posto a una distanza predeterminata, ove abbia natura di requisito di esecuzione del contratto e non di partecipazione alla proceduta di gara.
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del d.lgs. 163/2006 presentata da A SpA – Procedura di gara aperta per l’affidamento del servizio di refezione scolastica destinato agli alunni, insegnanti, personale delle scuole dell’infanzia e primarie di pertinenza del Comune di B – Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente piu' vantaggiosa - Importo a base d’asta: euro 2.016.200,00 – S.A.: Comune di B.
SERVIZI IIB - ATI VERTICALE ANCHE SE IL BANDO NON DISTINGUE LE PRESTAZIONI IN PRINCIPALI E SECONDARIE
«L’oggetto dell’appalto non è identificato dalle norme di gara come un unico servizio bensi' come “servizio di refezione scolastica, servizi accessori e fornitura di generi alimentari” e che la procedura, per un verso, è senza dubbio sottratta alla disciplina integrale del Codice dei contratti pubblici, ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs. n. 163/2006, trattandosi di un appalto avente ad oggetto servizi di cui all’Allegato II B del D.Lgs. n. 163/2006, (…) per altro verso, è comunque soggetta ai principi generali di proporzionalita', tutela della concorrenza e favor partecipationis, in base ai quali deve consentirsi agli operatori economici di presentare offerta nella forma del raggruppamento temporaneo verticale, laddove il bando o le peculiarita' del servizio da appaltare non ostino all’utilizzo di detto istituto (cfr., per una fattispecie analoga, TAR Puglia, Bari, Sez. I, 2 dicembre 2009, n. 2990)».
L’articolo 11 del bando di gara, benche' non individui espressamente le prestazioni principali e quelle secondarie, menziona le ATI verticali e precisa che «per gli assuntori di prestazioni secondarie la responsabilita' è limitata all’esecuzione delle prestazioni di rispettiva competenza».
Non è legittima l’esclusione dell’ATI […] in quanto il bando e le peculiarita' del servizio da appaltare non ostano all’utilizzo dell’istituto delle associazioni verticali di imprese.
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del d.lgs.163/2006 presentata congiuntamente dal Comune di A e dall’impresa B S.r.l. in qualita' di mandataria dell’ATI B Sr.l. – C S.r.l. – Procedura aperta per l’affidamento del servizio di refezione con pasti veicolati alle suole dell’Infanzia e delle Primarie. Durata triennale (anni scolastici 2014/2015 – 2015/2016 – 2016/2017) – Importo a base di gara: euro 2.156. 804,00.
SERVIZI ALLEGATO II B - COMPOSIZIONE E FUNZIONALITA' COMMISSIONE DI GARA
L'art. 20 comma 1, del D.lgv. n. 163/2006 prevede che: "l'aggiudicazione degli appalti aventi per oggetto i servizi elencati nell'allegato II B (refezione scolastica) è disciplinata esclusivamente dall'art. 68 (specifiche tecniche), dall'articolo 65 (avviso sui risultati della procedura di affidamento), dall'articolo 225 (avvisi relativi agli appalti aggiudicati)".
Occorre, pero', tener conto del disposto del successivo art. 27, ai sensi del quale l'affidamento dei contratti pubblici esclusi, in tutto o in parte, dall'applicazione dello stesso D.lgs. n. 163/2006, deve avvenire "nel rispetto dei principi di economicita', efficacia, imparzialita', parita' di trattamento, trasparenza, proporzionalita'".
Tali regole, tese ad evitare il pericolo concreto di violazione della imparzialita' della commissione e quindi poste a tutela della correttezza del procedimento e dell'azione amministrativa, vanno considerate imperative e come tali inderogabilmente applicabili, perche' implicitamente richiamate, anche per la disciplina delle concessioni di servizi, sulla base di canoni di interpretazione sistematica.
Il principio generale nel quale occorre sussumere le disposizioni interessate è, quindi, quello della trasparenza e imparzialita' dell'operato della pubblica amministrazione, a maggior ragione considerando che l'articolo 2 comma 3 del codice dei contratti prevede che debbano essere, altresi', rispettate le disposizioni sul procedimento amministrativo di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, il cui art. 1 evidenzia che l'azione amministrativa deve essere retta da criteri di economicita', di efficacia, di imparzialita', di pubblicita' e di trasparenza.
Il mancato rinvio formale da parte della legge di gara a tali precetti non puo' ritenersi decisivo al fine di escludere l'operativita' delle regole contenute nell'art. 84 sui "tempi" della formazione e sulla "regolare composizione" di un organo amministrativo (la commissione di gara), regole aventi natura sostanziale. I commi 4 e 10 sui tempi di nomina della commissione di gara, devono, pertanto, ritenersi espressione dei principi generali, recati dal codice dei contratti, applicabili, ai sensi dell'articolo 30, anche alle concessioni di servizi pubblici (Consiglio di Stato, ad. plen. 7 maggio 2013, n. 13).
Sulla base di quanto rappresentato, atteso che la nomina della commissione è stata effettuata oltre un mese prima del termine di scadenza per la presentazione delle offerte, non puo' che concludersi che cio' sia risultato lesivo dei principi di imparzialita' della procedura.
SERVIZI ALLEGATO IIB - PRINCIPIO DEL SOCCORSO ISTRUTTORIO
ITALIA DELIBERAZIONE 2014
I servizi di accoglienza, integrazione e tutela per richiedenti protezione internazionale, nell’ambito del Progetto S.P.R.A.R. (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), realizzato in larga parte con i contributi del Ministero dell’Interno, appartengono alla categoria dei servizi sociali inquadrati nell’Allegato II B del d. lgs. 163/2006, e, pertanto, devono essere affidati nel rispetto dei principi generali di economicita', efficacia, imparzialita', parita' di trattamento, trasparenza, proporzionalita' di cui di cui all’art. 27 dello stesso decreto, esigendo il ricorso al confronto concorrenziale mediante invito ad almeno cinque concorrenti, compatibilmente con l'oggetto del contratto. Le manifestazioni di interesse hanno il solo scopo di comunicare la disponibilita' ad essere invitati a presentare offerte, non potendosi qualificare come autonome procedure di scelta del contraente diverse e ulteriori da quelle previste dal d. lgs. 163/2006.
Il principio del c.d. soccorso istruttorio consiste nel potere riconosciuto all’amministrazione di consentire ai concorrenti di integrare o meglio specificare dichiarazioni gia' rese in fase di gara, con esclusione della differente ipotesi della introduzione di elementi o fatti nuovi, successivamente alla data di scadenza del termine fissato per la presentazione delle offerte. L’integrazione documentale, in altri termini, non intende supplire ad un’offerta originariamente carente e dunque inammissibile, ma tende a non escludere un’offerta che ab initio avrebbe dovuto essere ammessa, se non vi fosse stato un lapsus calami (cfr., ex multis, Cons. St., sez. III, sentt. n. 4039/2013 e 4370/2013 e sez. V, sent. n. 1122/2013). Nel caso di specie, la mancata dichiarazione che riguardi un requisito di ammissione dell’offerta, per sua natura prescritto a pena di inammissibilita' (a prescindere dall’esplicitazione o meno nella lex specialis di tale effetto sanzionatorio), non puo' essere oggetto di alcuna sanatoria successiva, in quanto lesiva della fondamentale regola della par condicio.
ATTIVITA’ SOCIETÀ IN HOUSE
Ai sensi dell’art. 13 del d. l. n.223/2006 (Decreto Bersani), le societa' in house non possono svolgere l’attivita' amministrativa finale e strumentale per conto di una pubblica amministrazione e, contestualmente, l’attivita' di impresa pubblica, in quanto si tratta di attivita' svolte in condizioni diverse: nel primo caso dette societa' beneficiano di privilegi in quanto pubblica amministrazione (cfr. Corte cost. 326/2008). La commistione fra le due attivita' è distorsiva del mercato. Pertanto, una societa' in house che stipuli contratti di conto corrente bancario e di deposito a termine, svolge inesorabilmente un’attivita' di intermediazione finanziaria che ha per oggetto i servizi bancari inclusi nell’allegato II A del D. Lgs. n. 163/2006, e soggetti, pertanto, alle regole dell’evidenza pubblica.
Per poter determinare il corretto importo del valore dei contratti di servizi bancari, occorre considerare anche l’utilita' inerente la disponibilita' di ingenti somme di denaro, di modo che, anche nei casi di gratuita' o di commissioni a carico dell’ente affidatario di valore inferiore alle soglie comunitarie, il contratto deve essere considerato di valore indeterminabile, con applicazione delle regole sugli affidamenti di servizi di importo superiore alle soglie comunitarie, a tutela della leale competizione tra gli operatori del settore bancario.
Oggetto: contratti per servizi bancari stipulati dall’A.-B. della Sicilia s.p.a.
NO OBBLIGO DI SPECIFICAZIONE DEGLI ONERI DI SICUREZZA NEI SETTORI ESCLUSI
Come è noto, ai sensi degli artt. 20 e 27 del Codice, nelle procedure di affidamento aventi ad oggetto i cosiddetti “servizi esclusi” non trovano diretta applicazione, per quanto qui interessa, le previsioni degli artt. 86 e 87 dello stesso Codice in tema di obbligatoria specificazione degli oneri di sicurezza aziendali (cfr. A.V.C.P., parere 10 aprile 2014 n. 67).
Secondo un’interpretazione ormai consolidata nella piu' recente giurisprudenza amministrativa, gli artt. 86, comma 3-bis, e 87, comma4, del Codice che prevedono l’obbligo per le stazioni appaltanti di specificare nel bando di gara i cosiddetti “oneri da interferenza” e l’obbligo per i concorrenti di specificare nelle proprie offerte i cosiddetti “oneri da rischio specifico”, per la loro stretta specificita' di dettaglio, sono inidonei ad integrare principi generali e, pertanto, non sono applicabili, neppure in via di eterointegrazione degli atti di gara, alle procedure per l’affidamento di appalti di servizi di cui all’Allegato II-B, se non nell’ipotesi in cui la stazione appaltante si sia autovincolata ad osservarle richiamandole espressamente nella lex specialis di gara (cfr., tra molte: Cons. Stato, sez. III, 21 gennaio 2014 n. 280; Id., sez. V, 6 agosto 2012, n. 4510; TAR Toscana, sez. I, 20 febbraio 2014 n. 338; TAR Piemonte, sez. I, 22 novembre 2013 n. 1254; Id., sez. I, 21 dicembre 2012 n. 1376).
La giurisprudenza ha altresi' puntualizzato, per i “servizi esclusi” di cui all’Allegato II-B, che l’obbligo di specificare a pena d’esclusione gli oneri della sicurezza nell’offerta economica neppure potrebbe farsi discendere automaticamente dall’art. 26, comma 6, del D.Lgs. n. 81 del 2008, il quale si limita a prescrivere che gli enti aggiudicatori, nella predisposizione degli atti di gara e nella valutazione dell’anomalia delle offerte, valutino l’adeguatezza del valore economico rispetto al costo del lavoro e della sicurezza. E’ ben vero che gli oneri aziendali, secondo la norma richiamata, devono essere indicati e risultare congrui rispetto all’entita' ed alle caratteristiche dei lavori, dei servizi e delle forniture, ma non vi è l’espressa previsione che tale importo debba essere dichiarato dai partecipanti alla gara, a pena d’esclusione, all’interno dell’offerta economica.
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla A– “Procedura aperta per l’appalto dei servizi educativi per minori nel Comune di B” – importo a base d’asta euro 109.049,30 – S.A.: Comune di C.
Appalti di servizi esclusi (All. II-B al Codice) – Inapplicabilita' diretta degli artt. 86 e 87 del Codice – Esclusione per omessa specificazione degli oneri per la sicurezza in fase di offerta – Illegittimita'.
INDAGINE DI MERCATO - SCELTA DEL BROKER
In una selezione del contraente, effettuata tramite indagine di mercato, la mancanza di qualsiasi indicazione della base d’asta, della durata del contratto, dei criteri di aggiudicazione, della misura della commissione prevista per il broker, determinano la approssimazione dell’intero impianto di gara, in aperto contrasto con la normativa vigente. La scelta del broker , infatti, deve avvenire in esito a una pubblica gara, rientrando nell’ambito degli appalti di servizi. L’indagine di mercato va considerata una fase prodromica all’espletamento della procedura negoziata ex articolo 57, comma 6, la quale, pur “semplificata” rispetto alle altre procedure contemplate nel D. Lgs. n. 163/2006, è comunque soggetta ai principi che devono informare tutta l’attivita' contrattuale della pubblica amministrazione: da cio' discende che anche l’indagine di mercato dovrebbe svolgersi previo avviso, oggetto di specifica pubblicazione. L’amministrazione è, poi, tenuta all’espletamento di un confronto concorrenziale.
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla A. S.p.A. – Procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara per una “Indagine di mercato mirata alla eventuale acquisizione di una polizza assicurativa RTC/RCO” – Criterio di aggiudicazione: Offerta economicamente piu' vantaggiosa – Importo a base di gara: non indicato – S.A.: Comune di B..
Gara per l’affidamento del servizio assicurativo. Indagine di mercato
ALELGATO IIB - CAUSE DI ESCUSIONE APPLICABILI
Il Collegio ritiene che assuma portata decisiva il tenore dell'art. 20 del codice appalti, in base al quale l'aggiudicazione degli appalti aventi oggetto i servizi e gli altri indicati nell'elenco allegato II B "è disciplinata esclusivamente dagli artt. 68 (specifiche tecniche), 65 (avviso sui risultati della procedura) e 225 (avviso sugli appalti aggiudicati). Il tenore letterale della norma, ed in particolare la locuzione "esclusivamente" militano nel senso di escludere la legittimita' di una clausola di esclusione inserita in una normativa di gara mediante rinvio all'art. 48. Cio' non presuppone affermare un principio per cui l'art. 20 abbia introdotto una deroga all'applicazione di gran parte delle norme del codice degli appalti di talchè le stesse non possano essere applicate dalle amministrazioni (in contrario ad una deroga generalizzata, v. Cons. di Stato, sez. V, n.4510/2012). Ma l'orientamento sembra doversi contenere nella confermata applicabilita' di tutte le norme del codice che abbiano una valenza di principio generale, senza quindi potersi spingere ad applicare cause di esclusione non espressamente previste dalla normativa, stante peraltro il principio di tassativita' delle stesse in correlazione con quello di massima partecipazione (Cons. di Stato, sez.V, n.7672/2010).
I provvedimenti impugnati, poi, non paiono legittimi anche alla luce del comma 1bis dello stesso art. 48, in base al quale, allorchè la stazione appaltante si avvalga di una delle procedure indicate dall'art. 62 (tra cui figura la procedura ristretta) la richiesta di comprovare il possesso dei requisiti di capacita' economico-finanziaria viene soddisfatta contestualmente alla presentazione dell'offerta sicchè l'eventuale aggiudicazione, soprattutto se provvisoria, non determina alcun obbligo documentale se questo è gia' stato adempiuto in precedenza, o, in caso di sua irregolarita', produce unicamente un obbligo di regolarizzazione formale, mediante integrazione, delle documentazione gia' presentata.
SERVIZI URBANISTICA - DISCIPLINA
(..) i servizi attinenti all’urbanistica e alla paesaggistica, ivi compresi quelli di programmazione, sono compresi nella categoria n. 12 dell’All. II A al d.lgs. n. 163/2006, ovvero rientrano nell’ambito dei servizi c.d. prioritari cui è integralmente applicabile la disciplina del Codice dei contratti pubblici ex art. 20 comma 2 dello stesso (cfr. Parere Avcp n. 54 del 23/03/2011), a differenza dei servizi c.d. non prioritari (o sotto osservazione) di cui all’All. II B, che ai sensi del comma 1 del medesimo art. 20 sono soggetti esclusivamente alle disposizioni del Codice ivi espressamente richiamate (artt. 68, 65 e 225 del d.lgs. n. 163/2006). (..) l’Amministrazione, in sede di predisposizione del bando di gara o della lettera di invito, non è tenuta al rispetto delle limitazioni specifiche riferite dal D.P.R. n. 207/2010 ai servizi di progettazione ed assimilati (cfr. artt. 253 e 263 del D.P.R. n. 207/2010), con la conseguenza non è applicabile nel caso di specie la norma che si assume violata (art. 263, comma 1, lett. c, del detto Regolamento).
Nel caso in esame trovano applicazione, quindi, l’art. 125 comma 12 del Codice, secondo cui l’affidatario di servizi in economia deve essere in possesso dei requisiti di idoneita' morale, capacita' tecnico-professionale ed economico-finanziaria prescritta per prestazioni di pari importo affidate con le procedure di scelta del contraente. Tali requisiti devono risultare adeguati, non eccessivi e commisurati all’effettivo valore della prestazione, adeguati in base alla specificita' del servizio appaltando ed alle speciali caratteristiche della prestazione e della struttura in cui deve svolgersi, nel rispetto dei principi di ragionevolezza ed imparzialita' dell’azione amministrativa e dei principi di derivazione comunitaria ed immanenti nell’ordinamento nazionale, di concorrenza ed apertura del mercato degli appalti pubblici (cfr. T.A.R. Calabria, Reggio Calabria, 6 dicembre 2006 n. 1775).
Piu' in generale, la giurisprudenza amministrativa ha piu' volte evidenziato che “La stazione appaltante gode di ampio potere discrezionale nella scelta dei requisiti di capacita' tecnica ed economica, avendo come unico limite quello della non manifesta irragionevolezza” (Cfr. T.A.R. Aosta Valle d'Aosta, Sez. I, 20 giugno 2012, n. 56). Tale diaframma discrezionale, si precisa in sede pretoria, non è tuttavia illimitato, tant’è che va considerato illegittimo ogni bando di gara che produca l’effetto di restringere la concorrenza e la massima partecipazione degli operatori del settore, senza un’ammissibile ragione, in violazione dell’articolo 49 (ex 59) del Trattato CE, norma ritenuta applicabile a tutti gli appalti, di qualsiasi importo essi siano. Invero, la possibilita' riconosciuta alle stazioni appaltanti di fissare discrezionalmente i requisiti di partecipazione incontra necessariamente i limiti della ragionevolezza, della proporzionalita' e del rispetto del principio della libera concorrenza, per scongiurare il rischio di determinare una eccessiva compressione della concorrenza in contrasto con il fondamentale interesse pubblico a realizzare una effettiva apertura del mercato, che si persegue attraverso l’ammissione alle gare di tutti i concorrenti per i quali si possa raggiungere un giudizio complessivo di affidabilita'. Questa Autorita' (Determinazione 21 maggio 2009, n. 5) ha da parte sua affermato, con riferimento alle procedure di affidamento di forniture e di servizi alla luce degli artt. 41 e 42 del d.lgs. n. 163/2006, che “il Codice…ha lasciato ampia discrezionalita' alle stazioni appaltanti, seppure senza eccedere l’oggetto dell’appalto, circa la scelta dei requisiti, della loro qualificazione e dei relativi mezzi di prova”. Ha pero' soggiunto che “la clausola del bando che prevede un livello minimo di uno specifico requisito non deve essere formulata in termini equivoci o indistinti neanche con riferimento al periodo di attivita' documentabile in base alla quale è maturato il possesso di quel requisito”.
Ebbene, nel caso di specie la stazione appaltante ha ritenuto, nell’esercizio della discrezionalita' tecnica che le compete, di delineare uno spettro di requisiti a suo avviso idonei a consentire la partecipazione ai soli operatori economici qualificati in relazione alla prestazione richiesta.
La partecipazione alla gara è stata circoscritta agli operatori che possano vantare requisiti di capacita' tecnica e professionale adeguati all’esperienza che deve essere necessariamente maturata per l’esecuzione della prestazione.
A tal fine rientra nella facolta' della stazione appaltante strutturare nella lex specialis di gara i detti requisiti, facendo anche riferimento all’art. 263, comma 1, lett. c), del Regolamento che, ancorche' non vincolante per l’appalto di cui trattasi (servizio di urbanistica e non di progettazione), ben puo' costituire un adeguato parametro di riferimento nella modulazione della capacita' tecnico-professionale richiesta agli operatori del settore.
Pertanto, per le ragioni sopra illustrate, la censura mossa dall’istante relativa al “sovradimensionamento e parziali improprieta' dei requisiti di capacita' tecnico-professionale” non puo' dirsi fondata, con la conseguenza che non è dato evincere, nell’ambito delle censure di parte, anomalie e/o irregolarita' tali da inficiare la procedura di gara.
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall'Ing. A. A. "Affidamento di incarico professionale per la redazione del nuovo piano operativo del Comune di B. (GO)” - Importo a base d'asta € 190.000,00 – S.A.: Comune di B.
Artt. 42, 70 e 125 comma 12 del Codice; art. 263 D.P.R. n. 207/2010 – Servizi attinenti all’urbanistica.
NATURA SERVIZIO DI TRASPORTO DI DIALIZZATI NON DEMABULANTI
Nel caso di specie il disciplinare tecnico posto a base della procedura di convenzionamento evidenzia la prevalente natura socio sanitaria del servizio di trasporto di pazienti dializzati rivolto a persone non deambulanti la' dove, nel dettare le modalita' di espletamento del servizio, impone al personale addetto al trasporto di seguire specifici corsi di formazione e aggiornamento e quindi impone il possesso di specifiche competenze in campo sanitario per potere affrontare, anche con l'ausilio di specifiche attrezzature presenti nella autoambulanza, tutte le emergenze connaturate al trasporto di persone inferme.
La nozione di servizio socio sanitario deve infatti ritenersi comprensiva di qualsiasi attivita' diretta a promuovere la salute psico-fisica e il benessere dei cittadini e quindi anche la assistenza ed il trasporto degli infermi; pertanto, contrariamente a quanto affermato dall'appellante, non si esaurisce nel solo servizio di assistenza medica di emergenza (118), ma comprende nel suo ambito altre attivita' dirette a garantire in vario modo l'effettivita' dei principi, di rango costituzionale, solidaristici e di tutela della salute dei cittadini.
Anche la Corte di Giustizia CE ha sottolineato che i servizi pubblici di soccorso comprendono solitamente, non solo servizi di trasporto medico d'urgenza, ma anche servizi di trasporto qualificato consistenti nel trasferimento mediante veicolo sanitario, con adeguata assistenza specialistica, di persone malate, infortunate o comunque bisognose di assistenza ma la cui situazione non riveste carattere di emergenza (Corte Giustizia CE, Sez. III, 29.4.2010 n.160).
E' poi da aggiungere che la natura eminentemente socio sanitaria del servizio di trasporto di pazienti dializzati, contrariamente a quanto sostenuto nell'atto di appello, non puo' mutare a seconda della consistenza numerica dei pazienti che beneficiano del servizio stesso, ma è collegata all'oggetto sostanziale del servizio da svolgere.
Correttamente quindi il Tar ha ritenuto che il carattere socio sanitario della prestazione prevalesse sul mero trasporto dovendosi dare applicazione, nel caso, al c.d. principio qualitativo di matrice comunitaria previsto dall'art. 14 co.2 del d.lgs. 163/2006, basato sulla individuazione dell'oggetto principale del contratto.
Posta quindi la prevalenza della componente socio sanitaria su quella di mero trasporto, all'appalto andava applicata la disciplina di cui all'art. 20 co. 1 del Codice contratti, il quale dispone che l'aggiudicazione degli appalti aventi per oggetto i servizi elencati nell'allegato II B, è in linea principio esclusa dall'applicazione della disciplina del codice dei contratti, fatta eccezione per talune norme specificamente individuate e non conferenti al caso in esame.
Puo' essere utile aggiungere ancora che la Corte di Giustizia CE (sentenza 17.6.1997 C-70/95) ha riconosciuto la compatibilita' con il Trattato, di una legge regionale italiana che consente la istituzione in particolari settori, tra cui quello socio assistenziale, di un regime di riserva a favore di organismi no-profit da gestire attraverso lo strumento delle convenzioni che danno diritto al solo rimborso dei costi. Pertanto la scelta del legislatore di ricorrere alle associazioni di volontariato connotate dalla assenza di finalita' di lucro è stata ritenuta, dalla giustizia comunitaria, coerente con le finalita' esclusivamente sociali del servizio pubblico erogato nel particolare settore.
Conclusivamente l'amministrazione, in considerazione della non obbligatorieta' della indizione di una procedura concorsuale ad evidenza pubblica, ha adottato una procedura specificatamente regolata da norme di legge regionali (art. 12 della l.r. del Piemonte 29.10.1992 n.42) che le ha consentito di ricorrere, per l'affidamento del servizio di che trattasi, allo strumento del convenzionamento.
Oggetto: Questioni interpretative concernenti l’affidamento dei servizi assicurativi e di intermediazione assicurativa
PUBBLICITA' NEI SERVIZI DELL'ALL. IIB
Anche in presenza di appalti di cui all’allegato IIB di importo superiore alla soglia comunitaria la pubblicita' del bando sul solo sito internet della stazione appaltante è ritenuta misura adeguata allo scopo, nella specie l’operato dell’amministrazione va esente da qualsiasi rilievo in punto di legittimita' e cio' anche in ragione del chiaro disposto dell’art. 20 del Codice dei contratti pubblici.
CONTRATTO DI BROKERAGGIO ASSICURATIVO - DISCIPLINA APPLICABILE
Quando l’attivita' di broker comporti, oltre l’assistenza precontrattuale, anche la gestione per conto dell’ente delle polizze assicurative (c.d. clausola BROKER), il broker ottiene il pagamento della propria prestazione a carico della compagnia assicurativa in percentuale sui premi assicurativi pagati dall’Ente (provvigione di incasso a pagamento differito al momento della stipula della polizza assicurativa). A fronte della espressa previsione contrattuale che l’utilizzo del broker per l’ente “non comporta a carico della PA alcun costo ne' diretto ne' indiretto, sottoforma dei ricarichi sui premi assicurativi” per cui l’attivita' svolta dal broker potrebbe ritenersi, pertanto, non onerosa per l’amministrazione (TAR Abruzzo, Pescara, n. 397/2006; CdC, Sez. Lombardia, sent. n.1536/04), l’orientamento prevalente (CdS, Sez. IV, n. 1019/2000; TAR Puglia, Lecce, Sez. II, n.4306/2004; C.G.A., Sez. Giurisdizionale, n.707/05; Sez. Emilia Romagna, sent. n. 319/2011) propende invece per considerare l’attivita' del broker normalmente onerosa: la provvigione pagata dall’impresa assicuratrice al broker normalmente si trasla sul premio assicurativo pagato dalla Pubblica Amministrazione. Il servizio di brokeraggio per la PA viene, pertanto, a configurarsi come un contratto non gratuito ma ad onerosita' indiretta, a prescindere dalle espresse previsioni contrattuali che ne attestano la gratuita'. La Pubblica Amministrazione in attuazione dei principi di imparzialita', trasparenza, pubblicita', non discriminazione, parita' di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalita' (art. 2 e 30 del d.lgs. n.163/06) è, pertanto, tenuta a effettuare la selezione del broker attraverso le procedure di evidenza pubblica previste per l’appalto di servizi (CdS, Sez. IV, 1019/2000, TAR Campania, I, sent. n. 3143/06). A tale proposito si richiama la segnalazione dell’AGCM n. 623/2009 che pone quale pre-condizione per la stipula dei contratti di brokeraggio assicurativo da parte delle pubbliche amministrazioni l’affidamento dei relativi servizi mediante procedure di evidenza pubblica, nel rispetto della normativa, nazionale e comunitaria e precisa altresi' che il broker cosi' selezionato non potra' comunque scegliere la compagnia di assicurazione cui affidare la copertura dei rischi a suo insindacabile giudizio, in quanto anche quest’ultima selezione deve avvenire nel rispetto delle norme di evidenza pubblica in base alla normativa prevista dal Codice dei contratti pubblici.
Il servizio è soggetto alle limitazioni previste in tali casi dalla vigente normativa (normativa di riduzione della spesa pubblica) in tema di consulenze.
SERVIZI ASSICURATIVI - QUESTIONI INTERPRETATIVE
AVCP DOCUMENTO 2012
Questioni interpretative concernenti l’affidamento dei servizi assicurativi e di intermediazione assicurativa - Documento di consultazione
AMBITO APPLICATIVO ART. 20 - INTERPRETAZIONE CLAUSOLE DI ESCLUSIONE
L’art. 20 del d.lgs. n. 163 del 2006 prevede che «l’aggiudicazione degli appalti aventi per oggetto i servizi elencati nell’allegato II B è disciplinata esclusivamente dall’articolo 68 (specifiche tecniche), dall’articolo 65 (avviso sui risultati della procedura di affidamento), dall’articolo 225 (avvisi relativi agli appalti aggiudicati)». Il richiamato allegato individua, tra i servizi, quelli «alberghieri e di ristorazione», nonche' quelli relativi «all’istruzione». Nella fattispecie in esame la procedura concorsuale è finalizzata alla scelta di un soggetto cui affidare l’organizzazione e la gestione dei soggiorni estivi di giovani per la stagione 2011. Ne consegue che, non vertendosi nella materie specificamente indicate in ragione della complessita' delle attivita' demandate a soggetti accreditati (si veda, in particolare, art. 8, punto b, del regolamento), trovano applicazione le norme del codice dei contratti pubblici relativi agli appalti di servizi, compreso, pertanto, l’art. 38.
In presenza di prescrizioni contenute nel codice dei contratti pubblici e nella stessa lex specialis che disciplinano specificamente le conseguenze derivanti dalla realizzazione di determinati comportamenti non si puo', qualora non ricorrano taluni requisiti per integrare gli estremi della singola causa di esclusione, disporre ugualmente l’esclusione in applicazione di un’altra clausola dal contenuto generico ed equivoco.
NEGATO L'AVVALIMMENTO NEI SETTORI ESCLUSI
In relazione agli appalti di servizi ex all. II-B, d.lg. 12 aprile 2006 n. 163, non solo il legislatore interno non è tenuto ad estendere la disciplina dell'avvalimento, ma nemmeno le amministrazioni aggiudicatrici e le stazioni appaltanti in genere sono vincolate ad adeguare la legge della gara alla disciplina dell'avvalimento contenuta nella direttiva 2004/18/CE, sicchè è legittima la lex specialis che ha previsto una operativita' dell'istituto dell'avvalimento piu' ridotta rispetto a quanto stabilito da questa direttiva (nel caso di specie, si è trattato di un appalto dei servizi di sicurezza, controllo passeggeri e bagagli bandito dalla societa' di gestione di un aeroporto).
SERVIZI ALLEGATO IIB - PUNTEGGIO SUL RIBASSO PERCENTUALE E NON SUL PREZZO ASSOLUTO
La gara in parola concerne i servizi socio-assistenziali, inclusi nell’all. II B del codice dei contratti pubblici, come tali non soggetti, ai sensi del disposto dell’art 20 della medesima normativa, all’applicazione dell’art. 83 del codice, e segnatamente all’applicazione delle metodologie di valutazione dell’offerta economicamente vantaggiosa dettate dalle normative richiamate dall’ultimo comma di detta ultima prescrizione (DPCM 13 marzo 1999, n. 117 e DPCM 18 novembre 2005).
Giova rammentare che, secondo un consolidato e condivisibile orientamento giurisprudenziale, l'Amministrazione aggiudicatrice puo' scegliere gli elementi di valutazione dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa, nel rispetto dei principi di proporzionalita', ragionevolezza e non discriminazione” (cfr., ex multis, Consiglio di Stato, Sez. V, 11 gennaio 2006, n. 28). Ne deriva che, in sede di applicazione del criterio dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa, non è illegittima la valutazione dell'elemento prezzo con criterio matematico, a patto che esso sia reso trasparente ed intellegibile e che sia caratterizzato dalla proporzionalita'.
Nella specie il rispetto dei canoni della trasparenza e dell’intellegibilita' è assicurato dall’inequivoca formulazione del disciplinare di gara che metteva le imprese nelle condizioni di calibrare l’offerta nella piena consapevolezza degli effetti derivanti dall’applicazione della formula matematica prescelta.
La Sezione reputa, altresi', che il criterio in parola superi indenne il controllo di ragionevolezza, posto che la decisione di calibrare il punteggio per l’offerta economica in funzione del ribasso offerto, attribuendo il punteggio apicale al ribasso massimo e riconoscendo un punteggio proporzionalmente inferiore, nei sensi prima rammentati, ai ribassi meno consistenti, mira allo scopo di utilizzare integralmente il tetto dei quaranta punti spettante per il profilo economico e di incentivare i ribassi con un meccanismo di carattere premiale.
La decisione di differenziare i punteggi rapportando i ribassi e non i prezzi in senso assoluto risulta, quindi, espressione non irragionevole della lata discrezionalita' che compete, in assenza di vincoli normativi, alla stazione appaltante.
PAR CONDICIO CONCORRENTI - LIMITAZIONE TERRITORIALE
L´art. 15, 2° comma, L.R. n.4/1996, come modificato dall´art. 21 L.R. n.22/1996, prevede che, "per la concessione dei servizi socio-assistenziali i comuni provvedono, previa deliberazione della giunta comunale e provinciale, mediante ricorso all´aggiudicazione a trattativa privata entro il limite di 400.000 ECU, in favore di istituzioni socio-assistenziali iscritte ai relativi albi regionali", e, al 3° comma, che "nell´ipotesi di cui al precedente comma il Comune potra' preferire l´istituzione socio-assistenziale avente sede legale in ambito comunale ovvero, in assenza, in ambito provinciale e quindi in ambito regionale e in caso di concorrenza di piu' istituzione nello stesso ambito territoriale, limitatamente al servizio di assistenza domiciliare, l´affidamento sara' effettuato con deliberazione motivata e previa comparazione tra le istituzioni stesse basate sull´aspetto progettuale e su quello economico". Tuttavia, la Corte di Giustizia europea ha a piu' riprese affermato il principio che il prevedere come requisito per lo svolgimento di una attivita' (o anche, è da aggiungere, per la partecipazione ad una gara) l´avere la sede legale o una dipendenza nel territorio nazionale costituisce una violazione degli artt. 49 e 56 del Trattato istitutivo della Comunita' europea, che vietano le restrizioni alla libera prestazione dei servizi ed ai movimenti di capitali all´interno della Comunita'.
Ed è in applicazione di tali principi che questa Sezione ha gia' affermato che i bandi di gara non possono stabilire limitazioni territoriali ai fini della partecipazione alle pubbliche gare, a pena di totale illegittimita' di tali clausole per violazione dei principi di derivazione costituzionale e comunitaria che vietano ogni discriminazione ratione loci; infatti la nozione di "sede legale" dell'impresa non assolve di per se' ad alcuna apprezzabile funzione identificativa di specifica idoneita' e qualificazione tecnico-organizzativa e, sebbene le peculiarita' che connotano i servizi pubblici locali inerenti il settore socio assistenziale giustifichino, per certi aspetti, una disciplina in materia di affidamento di questi servizi in parte diversa rispetto alla disciplina generale - cosi' la previsione dell'affidamento a trattativa privata di cui all'art. 15 della L.R. n. 4 del 1996 - tuttavia la rilevanza che le finalita' solidaristiche intese a fronteggiare e risolvere situazioni di disagio di fasce deboli della popolazione assumono nella materia de qua, con particolare riferimento alla conoscenza dei bisogni e delle condizioni di vita legate all'ambiente ed al territorio, non puo' giungere al punto da costituire fattore di discriminazione delle imprese sulla base di un elemento di localizzazione territoriale, contrario al principio di eguaglianza; anche un'impresa non legata al territorio di riferimento ben puo' essere in grado, per capacita' organizzative, strutture adeguate e mezzi, per esperienza, formazione e qualificazione del personale, di eseguire il servizio con tutta l'attenzione necessaria ai problemi ed alle circostanze legate a specifiche condizioni ambientali (cosi' T.A.R. Sicilia, Catania, sez. III, 18.02.2009 n. 371; vedi anche T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. III, 16.01.2008 n. 44).
SERVIZIO DI CASSA - EVIDENZA PUBBLICA ED AFFIDAMENTO DIRETTO
Il servizio di cassa oggetto dell’addendum, in quanto riconducibile all’allegato II A (cat. 6) del d. lgs. 163/2006, alla stregua dell’art. 20, comma 2, del medesimo d. lgs. è soggetto, quanto alla scelta del contraente, alla disciplina dell’evidenza pubblica portata dal capo III del codice dei contratti. L’allegato II A, cat. 6, lett. b) individua i “servizi bancari e finanziari” (ad esclusione dei contratti dei servizi finanziari relativi all'emissione, all'acquisto, alla vendita e al trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari, nonche' dei servizi forniti da banche centrali).
A sua volta l’art. 19, primo comma, lett. d), del d. lgs. 163/2006 esclude dall’ambito applicativo del codice dei contratti pubblici i contratti “concernenti servizi finanziari relativi all’emissione, all’acquisto, alla vendita e al trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari, in particolare le operazioni di approvvigionamento in denaro o capitale delle stazioni appaltanti, nonche' i servizi forniti dalla Banca d’Italia”.
Il servizio oggetto dell’addendum e nel provvedimento impugnato, qualificabile come “servizio bancario” in quanto reso da un’impresa bancaria (ed avente ad oggetto attivita' di sua esclusiva pertinenza), non rientra in alcuna delle menzionate esclusioni.
Il discrimen della rilevanza pubblica è dato, dunque, dalla circostanza che il contratto servizio sia tale “da suscitare l'interesse concorrenziale delle imprese”: cio' in quanto l’interesse pubblico che impone lo svolgimento del procedimento di evidenza pubblica è, sotto l’influsso della giurisprudenza comunitaria e costituzionale, non piu' quello meramente contabilistico, ma quello concorrenziale, nel significato gia' posto in evidenza da questa Sezione con la sentenza 23 giugno 2003, n. 1050 (nonche' dalla III Sezione di questo Tribunale nelle sentenze 1° febbraio 2006 n. 291, e 30 maggio 2006 n. 1354).
AVCP DELIBERAZIONE 2009
Presupposto per l’applicabilità dell’art. 56, lett. a) è che ci siano state offerte presentate in gara ma che tutte siano state irregolari o inammissibili, avuto riguardo, rispettivamente, ai requisiti prescritti per le offerte (requisiti di forma e di validità delle stesse, posti a tutela della par condicio dei concorrenti) e per gli offerenti; presupposto di applicabilità, invece, dell’art. 57, comma 2, lett. a) (procedura negoziata senza bando), è che non sia stata presentata alcuna offerta o che tutte le offerte presentate siano state giudicate inappropriate, intendendosi per tali le offerte formalmente valide ma irrilevanti sul piano economico, assimilate dal legislatore alle offerte non presentate
COOPERATIVE DI TIPO B - CONVENZIONI
La disciplina contenuta nell’articolo 5 della legge n. 381 del 1991 ("gli enti pubblici, compresi quelli economici, e le societa' di capitali a partecipazione pubblica, anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della p.a., possono stipulare convenzioni con le cooperative che svolgono le attivita' di cui all'art. 1, c. 1, lett. b), per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi il cui importo sia inferiore agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici, purche' tali convenzioni siano finalizzate a creare opportunita' di lavoro per le persone svantaggiate di cui all'art. 4, c. 1") è di carattere assolutamente eccezionale al punto che la giurisprudenza amministrativa ha stabilito che “ il rinvio allo strumento della convenzione ex art. 5, l. n. 381 del 1991, finalizzato ad assicurare l’avviamento al lavoro di persone svantaggiate, non puo' consentire una completa deroga al generale obbligo di confronto concorrenziale in caso di utilizzo di risorse pubbliche per l'individuazione di un soggetto privato cui affidare lo svolgimento di servizi pubblici, per cui occorre il ricorso ad un confronto nel rispetto dei principi generali della trasparenza e della par condicio.”
E' illegittimo l'operato dell'Ente che, eludendo il predetto art. 5, ha frazionato l'importo complessivo in piu' importi parziali relativi alle prestazioni connesse al servizio che ha dato in affidamento diretto togliendo, in tal modo, qualunque vitalita' al limite di importo stabilito nella norma anzidetta al fine dell'operativita' dell'eccezione in essa contenuta.
AFFIDAMENTO IN HOUSE E AFFIDAMENTO DIRETTO
L’espressione in house providing compare per la prima volta nel libro bianco del 1998, nel quale la Commissione europea, con riferimento al settore degli appalti pubblici, specifica il concetto degli appalti in house come "quelli aggiudicati all’interno della Pubblica amministrazione, ad esempio tra Amministrazione centrale e locale o, ancora, tra una Amministrazione ed una società interamente controllata".
La situazione di in house legittima l’affidamento diretto, senza previa gara, del servizio di un ente pubblico a una persona giuridicamente distinta, qualora l’ente eserciti sul secondo un controllo analogo a quello dallo stesso esercitato sui propri servizi e la seconda realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente o con gli enti che la controllano (C. giust. CE, 18 novembre 1999, C-107/98, Teckal). L’affidamento diretto di un servizio pubblico viene consentito tutte le volte in cui un ente pubblico decida di affidare la gestione del servizio, al di fuori del sistema della gara, avvalendosi di una società esterna (ossia, soggettivamente separata) che presenti caratteristiche tali da poterla qualificare come una "derivazione", o una longa manus, dell’ente stesso. Da qui, l’espressione in house che richiama, appunto, una gestione in qualche modo riconducibile allo stesso ente affidante o a sue articolazioni.
Al riguardo il d.lgs. n. 163/2006 si limita, all’art. 1, comma 2, a prescrivere che, "Nei casi in cui le norme vigenti consentono la costituzione di società miste per la realizzazione e/o gestione di un’opera pubblica o di un servizio, la scelta del socio privato avviene con procedure di evidenza pubblica". La norma ha così inteso solo codificare il principio secondo cui, in questi casi, la scelta del socio deve comunque avvenire "con procedure di evidenza pubblica" (Cons. Stato, sez. II, n. 456/2007).
AVVALIMENTO - AMBITO DI APPLICAZIONE
La Corte di Giustizia delle Comunità Europee, quantomeno a partire dalla pronuncia della sez. V, 2 dicembre 1999, in causa C-176.98, ha enunciato quello che sinteticamente viene designato come principio dell’avvalimento, dichiarando che la direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92.50 CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, e in particolare gli artt. 31 e 32, va interpretata nel senso che consente ad un concorrente, per comprovare il possesso dei requisiti economici, finanziari e tecnici di partecipazione ad una gara d’appalto ai fini dell’aggiudicazione di un appalto pubblico di servizi, di far riferimento alle capacità di altri soggetti, qualunque sia la natura giuridica dei vincoli che ha con essi, a condizione che sia in grado di provare di disporre effettivamente dei mezzi di tali soggetti necessari all’esecuzione dell’appalto.
Inoltre, come si è affermato in giurisprudenza “la potestà di avvalimento costituisce un principio non limitato al solo settore degli appalti di servizi, ma di portata generale”. Il che consente di trarre come corollario che l’assenza nel bando di gara di una disposizione che ammette l’utilizzazione di requisiti finanziari di terzi è irrilevante, poiché il fondamento comunitario del principio in parola e la sua estensione generale impone l’integrazione ex lege del bando stesso.
ALLEGATO II E SERVIZIO MENSA
Al servizio di refezione scolastica, poiché rientrante nell’allegato II, non si applicano gli artt. 66 e 70 del D.Lgs. 163/2006 concernenti le modalità di pubblicazione dei bandi e i relativi tempi stabiliti per la presentazione delle offerte. L'art 20 del D.Lgs. 163/06 per gli appalti di servizi di cui all'allegato B) II - tra cui è espressamente contemplato il servizio di ristorazione - stabilisce che l'aggiudicazione è disciplinata esclusivamente dall'art 68 (specifiche tecniche), dall'art 65 (avviso sui risultati delle procedura di affidamento) e dall'art 225 (avvisi agli appalti aggiudicati)....in base a dette disposizioni la procedura di scelta del contraente per i contratti di refezione scolastica non è disciplinata da tutte le disposizioni del presente Codice.Pare fondato il rilievo secondo cui l’Amministrazione si sarebbe autovincolata alle disposizioni del Codice e in particolare agli artt. 66 e 70, dal momento che nel bando viene specificato che il servizio di ristorazione scolastica è appaltato mediante asta pubblica, ai sensi del Decreto Legislativo n. 163 del 12.4.2006 e l’art 3 del Capitolato d’oneri dispone che la gara si svolgerà ai sensi dell’art 83 comma 1 del D.Lvo 163/06.
Il richiamo al codice non implica necessariamente l’applicazione di tutte le disposizioni ivi contenute, dal momento che all’interno dello stesso codice sono previste deroghe alla disciplina ordinaria: il D.Lvo 163/06 introduce infatti una disciplina unitaria, prevedendo al suo interno regimi differenziati giustificati da ragioni oggettive e soggettive, ovvero prevedendo in alcuni casi l’applicazione solo di alcune disposizioni o principi generali.
CAPACITA' ECONOMICA-FINANZIARIA - FATTURATO
Appare condivisibile l’orientamento giurisprudenziale che riconosce la legittimità dell’operato della stazione appaltante che in sede di lex specialis di gara richieda ai concorrenti il pregresso svolgimento, per un determinato importo, di servizi analoghi, e non identici, a quelli posti a gara (si noti, incidentalmente, che la facoltà dell’amministrazione appaltante di richiedere, ai fini della verifica della capacità finanziaria ed economica dei concorrenti, una dichiarazione sull’importo dei servizi espletati negli ultimi tre esercizi è ora riferito dall’art. 41 d.lgs 163/06 specificamente non già a servizi identici ma a quelli prestati “nel settore oggetto della gara”).
SERVIZIO TESORERIA E SPONSORIZZAZIONE
TAR VENETO SENTENZA 2006
Il servizio di tesoreria rientra nel novero dei servizi bancari e finanziari, ricompresi nell'ambito di applicazione del T.U. approvato con D. Lgs. 17 marzo 1995 n. 157, ma evidenziando che la disciplina medesima non sembra – di per sé - applicabile, quanto meno in via diretta, al servizio di tesoreria, in quanto l’art. 3 del medesimo D.L.vo 157 del 1995 definisce expressis verbis gli appalti pubblici di servizi come contratti a titolo oneroso, nel mentre il contratto di tesoreria è, nella prassi, un contratto a titolo gratuito o comunque privo di obblighi a carico dell'amministrazione di corrispondere somme in favore degli istituti bancari, posto che - in concreto - gli istituti bancari chiedono di partecipare alle gare per l'aggiudicazione dei servizi di tesoreria non per trarre diretto beneficio dalla gestione del servizio (che spesso avviene a titolo gratuito se non addirittura in perdita), ma soprattutto per ampliare la propria clientela, per sviluppare i propri servizi e la propria attività nelle aree ove si svolge il servizio di tesoreria, in ragione degli indubbi benefici, anche in termini pubblicitari e d'immagine, derivanti dallo suo svolgimento per conto dell'ente pubblico. Se in generale le gare per l'aggiudicazione di un servizio comportano la determinazione di un compenso per le prestazioni svolte dal gestore in favore dell'amministrazione aggiudicatrice, la gara per l'aggiudicazione del servizio di tesoreria si caratterizza in prevalenza per la selezione di un gestore che non ottiene uno specifico compenso per la gestione in quanto tale, poiché ottiene i descritti e prevalenti vantaggi economici a seguito dell'aggiudicazione del servizio di tesoreria.
DEFINIZIONE SERVIZI SOCIALI
La gestione di una ludoteca possa farsi rientrare tra i servizi alla persona che l’articolo 4 del D.P.C.M. 30 marzo 2001 impone di aggiudicare con il sistema della offerta economicamente più vantaggiosa. Non può farsi rientrare nel concetto di “servizio sociale” né la gestione di un asilo-nido né il “servizio destinato a garantire occasioni di gioco e di svago a bambini e ragazzi, e quindi, a promuovere la parte ludica e ricreativa della loro esistenza, a prescindere da condizioni di disagio o dall'indisponibilità di soluzioni alternative di divertimento”; come si vede il servizio oggetto della controversia all’esame è analogo a quello esaminato nell’ultimo precedente citato, atteso che nella fattispecie viene in rilievo un servizio da offrire in modo indifferenziato ai giovani indipendentemente da situazioni di disagio, bisogno o di difficoltà. Alla fattispecie difetta il presupposto fondamentale – cioè una situazione di bisogno o disagio esistenziale da rimuovere - perché si possa qualificare il servizio come “sociale” nel senso richiesto dalla normativa sopra citata.
VISIONE E ESTRAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DI GARA
Sulla possibilità dell’impresa concorrente di chiedere la verifica attraverso la visione e l’estrazione di copia della documentazione giustificativa dell’anomalia dell’offerta fornita dalla società aggiudicataria, al fine di valutare l’esistenza di eventuali profili di illegittimità da far valere.
L’appalto deve essere aggiudicato secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e indica, quali parametri di valutazione i seguenti elementi: prezzo, (massimo punti 55), merito tecnico (massimo punti 15), capacità tecnica (massimo punti 10), qualità (massimo punti 20). In sede di attribuzione del punteggio dovranno essere valutati: per quanto riguarda il “merito tecnico” i servizi di trasporto scolastico effettuati dai concorrenti per le pubbliche Amministrazioni negli ultimi tre anni, per quanto riguarda la “capacità tecnica” il numero medio di dipendenti in forza negli ultimi tre anni, per quanto riguarda la “qualità” il possesso delle certificazioni UNI EN ISO da parte di ciascun concorrente. Quanto esposto rileva in modo esplicito la illegittima commistione operata dalla stazione appaltante fra requisiti di qualificazione dei partecipanti e criteri di valutazione delle offerte ai fini dell’aggiudicazione, come censurato da parte ricorrente. In materia di appalti di servizi la normativa è chiara nel fissare i requisiti di moralità e di capacità tecnica, economia e finanziaria necessari per partecipare alla gare. Ma una volta che l’impresa si è qualificata ed è stata ammessa a partecipare alla gara i suddetti requisiti, presi in esame al fine della verifica delle condizioni di ammissione, non possono essere oggetto di nuova valutazione ai fini dell’aggiudicazione della procedura.
Sulla competenza della giurisdizione amministrativa per la controversia sulla legittimità di una procedura selettiva indetta da un comune scelta del legale a cui affidare la propria difesa in giudizio e l’attività di consulenza professionale.
SERVIZI ALLEGATO II B - INDICAZIONE QUOTE E DICHIARAZIONI DA PRODURRE
In un appalto di servizi di cui all’All. IIB, l’ATI aggiudicataria non avrebbe compiutamente specificato le parti del servizio eseguite dai singoli componenti, indicandole solamente dopo l’aggiudicazione e non avrebbe reso tutte le dichiarazioni richieste a norma dell’art. 38 co. 1 lett. c) del Codice dei contratti.
Le censure muovono dal presupposto che trovino applicazione gli artt. 37 e 38, norme puntuali non richiamate dall’art. 20 del Codice dei contratti. Ma anche a prescindere da questo, dai documenti prodotti risulta come l’ATI aggiudicataria abbia comunque dichiarato le parti del servizio svolte da ciascun soggetto. Mentre, comunque, non si ravviserebbe alcun obbligo di dichiarazione relativo ai precedenti penali del sig. Francesco H, trattandosi di soggetto privo del potere di rappresentanza.
NEGATA L'AUTOMATICA APPLICABILITA' DELL' ART. 84 NEI SERVIZI ESCLUSI
Non è persuasiva l’affermazione secondo cui l’articolo 84 dovrebbe essere comunque applicato anche agli appalti esclusi, in tutto o in parte, dall’ambito operativo del codice, in quanto ritenuto espressivo di principi generali di derivazione comunitaria e nazionale, in base alla previsione dell’articolo 27 del codice dei contratti pubblici.
Infatti, questa particolare rilevanza della disposizione è smentita dalla chiara dizione dell’articolo 20, che elenca puntualmente le sole disposizioni inderogabilmente applicabili.
La scelta di bandire una gara, ai sensi dell’articolo 83, poi, non determina alcun vincolo alla osservanza delle regole racchiuse nell’articolo 84, perche' riguarda la sola opzione del metodo di individuazione della offerta migliore e non anche il procedimento da seguire.
Nel caso in cui il servizio oggetto dell’appalto abbia un oggetto ricompreso tra quelli dell’allegato II – B codice appalti (come quello di vigilanza armata, oggetto della gara) esso è soggetto all'applicazione degli artt. 68, 65 e 225 del Codice appalti (art. 20 Codice appalti), sicché la stazione appaltante non sarà tenuta né in virtù del diritto comunitario, né in virtù della legge nazionale, né in virtù della legge di gara, a procedere ad una verifica sulla capacità economico – finanziaria mediante indagine sui bilanci o sugli altri elementi indicati nell’art. 41, codice appalti ed era tenuta, invece, a dare unicamente applicazione a quando previsto dal bando di gara che richiedeva, al fine della dimostrazione della capacità economico finanziaria, solo la condizione formale che negli ultimi tre esercizi l’impresa avesse un fatturato globale non inferiore a quello minimo indicato nel bando.
ALLEGATO IIB - VERIFICA ANOMALIA DELLE OFFERTE - INAPPLICABILITA'
Come gia' sottolineato dal Collegio nell’ordinanza di rigetto della sospensiva ( e come confermato dal Consiglio di Stato nella pronuncia che ha respinto l’appello sul cautelare) la lettera di invito ( non impugnata dalla ricorrente) fa riferimento all’oggetto della gara come ad un appalto di servizio di ristorazione e, dunque, ad un’ipotesi inclusa tra quelle dell’Allegato II del d.lgs. n. 157/1995, per le quali ex art. 3 c. 2 del d.lgs. cit. risultano applicabili solo alcune disposizioni in tema di appalti di servizi (artt. 8 c. 3, 20 e 21) e non, in particolare, l’art. 25 in tema di anomalia dell’offerta.
Il richiamo della stessa lettera d’invito (doc. n. 3 della ricorrente) al d.lgs. n. 358/1992, per cui “qualora talune offerte presentino un prezzo manifestamente e anormalmente basso rispetto alla prestazione, l’Amministrazione Comunale, prima di procedere all’aggiudicazione, puo' chiedere all’offerente le necessarie giustificazioni ai sensi del comma 3 art. 16 d.lgs. n. 358/92 (art. 27 Dir. 93/36/CEE)” o il parallelo riferimento dell’art. 8 del capitolato speciale (cfr. doc. n. 3 dell’Amministrazione) indicano, in verita', null’altro che una mera facolta' a cui l’Amministrazione, nel caso di specie, nell’ambito di un giudizio discrezionale censurabile nella presente sede solo per manifesta illogicita', contraddittorieta' e incongruenza (cfr. Cons. St., Sez. V, 7.09.2001 n. 4676) – non dimostrate dalla societa' ricorrente - ha ritenuto di non dar luogo.
NO VERIFICA DELL'ANOMALIA NEI SERVIZI ESCLUSI
TAR SICILIA CT SENTENZA 2014
Laddove la procedura in esame riguarda l'affidamento di un servizio di cui all'allegato II B del codice "escluso", ai sensi dell'art. 20 del D.lgs. 163/2006, dall'integrale applicazione delle norme del codice dei contratti e disciplinato esclusivamente dagli artt. 65, 68 e 225 del D.lgs. 163/2006, la stazione appaltante non e' tenuta a procedere ad alcuna attivita' di verifica della pretesa anomalia (cfr. Cons. Stato, III, 15 marzo 2013, n. 1548). Del resto, lo stesso art. 86, comma 3°, del D.Lgs. n. 163/2006 prevede soltanto una "facolta'" per la stazione appaltante di procedere alla verifica di congruita' delle offerte, facolta' che puo' essere esercitata motivando appositamente la scelta della verifica facoltativa, mentre alcuna motivazione è richiesta quando l'amministrazione ritiene di non dover far uso di tale facolta' (cfr. Cons. Stato, III, 10 maggio 2013, n. 2533).
QUESITO del 28/03/2012 - CONTRATTI ESCLUSI - ALLEGATO IIB
OGGETTO: QUESITO IN ORDINE AI CONTRATTI ESCLUSI DALL’AMIBITO DI APPLICAZIONE DEL CODICE DEI CONTRATTI. La scrivente amministrazione intende, a breve, procedere alla gara per il rinnovo dell’affidamento dei servizi di vigilanza armata con piantonamento fisso e video collegamento di guardiania della propria sede centrale. Detto servizio viene svolto in presidio fisso dal lunedì al venerdì presso la sede del C.R.A. di Via Nazionale, in Roma, da guardia giurata armata e in divisa, dotata di distintivo di riconoscimento e di regolare porto d’armi. Dovendo quindi attivare le procedure di affidamento per la scelta dell’operatore economico cui affidare il servizio in parola, la scrivente amministrazione intende preliminarmente accertare se tale servizio rientri o meno tra i contratti esclusi dall’ambito di applicazione del codice. Appaiono infatti, tra i contratti di cui all’Allegato II-B del codice, che contiene l’elenco dei servizi di cui agli artt. 20 e 21, esclusi dall’ambito di applicazione del codice, i “servizi di investigazione e sicurezza, eccettuati i servizi con furgoni blindati”. A tal fine richiede un parere a codesto Ministero se rientrino tra i predetti servizi esclusi quelli, come sopra descritti, che dovranno essere oggetto di affidamento da parte della scrivente Amministrazione
QUESITO del 01/03/2012 - CONTRATTI SOMMINISTRAZIONE LAVORO - ALLEGATO IIB
Si chiede se i contratti di somministrazione di lavoro conclusi tra l'Utilizzatore (Ente Pubblico) e il Somministratore (Agenzia autorizzata) sono contratti di SERVIZI appartenenti alla categoria 22 (Servizi di Collocamento e reperimento personale) dell'Allegato IIB del D.lgs. 163/2006.
CONTRATTI ESCLUSI - ALLEGATO IIB
CONTRATTI SOMMINISTRAZIONE LAVORO - ALLEGATO IIB

References: art. 2
 articolo 6
 articolo 6
 art. 6
 art. 27
 art. 1
 articolo 6
 articolo 57
 articolo 6
 art. 48
 art. 20
 art. 20
 articolo 6
 art. 263
 ART. 20
 art. 8
 sentenza 
 art. 5
 art. 5
 SENTENZA 
 ART. 84
 art. 3
 art. 16
 SENTENZA 
 art. 86