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Timestamp: 2016-06-28 08:00:47+00:00

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TITOLO II - La programmazione
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INDICE TITOLO II LA PROGRAMMAZIONE
Sezione 1 - Il sistema dei documenti di programmazione
» Art. 4 Documenti di programmazione
Sezione 2 - I documenti di pianificazione
» Art. 5 - Le linee programmatiche » Art. 6 - Il piano generale di sviluppo » Art. 7 - La relazione previsionale e programmatica » Art. 8 - Struttura della relazione previsionale e programmatica » Art. 9 - Programma triennale dei lavori pubblici » Art. 10 - Bilancio pluriennale di previsione » Art. 11 - Piano di alienazione e valorizzazione patrimoniale
Sezione 3 - I documenti di programmazione
» Art. 12- Bilancio annuale di previsione » Art. 13 - Elenco annuale dei lavori pubblici Sezione 4 - I documenti di budgeting
» Art. 14 - Piano esecutivo di gestione » Art. 15 - Struttura del piano esecutivo di gestione Sezione 5 - Centri di responsabilit�
» Art. 16 - Definizione di centro di responsabilit� Sezione 6 - Obiettivi di gestione
» Art. 17 - Obiettivi di gestione » Art.18 - Linee guida di attuazione degli obiettivi di gestione Sezione 7 - Budget finanziari
» Art. 19 - Capitoli » Art. 20 - l capitoli di entrata » Art. 21 - I capitoli di spesa » Art. 22 - Pareri sul piano esecutivo di gestione Sezione 8 - Il percorso di formazione del bilancio e del Peg
» Art. 23 - Percorso di formazione del bilancio » Art. 24 - Modalit� di approvazione del bilancio » Art. 25 - Esercizio e gestione provvisoria » Art. 26 - Fondo di riserva » Art. 27 - Applicazione dell'avanzo di amministrazione » Art. 28 - Conoscenza dei contenuti del bilancio e dei suoi allegati REGOLAMENTO TITOLO II LA PROGRAMMAZIONE
ART. 4 Documenti di programmazione
1. Il sistema dei documenti di programmazione della Provincia � articolato su tre livelli: pianificazione strategica, programmazione e budgeting.
2. I documenti che compongono la pianificazione strategica sono i seguenti:
a) linee programmatiche;
b) piano generale di sviluppo;
c) relazione previsionale e programmatica;
d) programma triennale dei lavori pubblici;
e) bilancio pluriennale di previsione;
f) Piano di alienazione e valorizzazione patrimoniale.
3. Gli strumenti di programmazione sono:
a) la relazione previsionale e programmatica, per la parte relativa al primo esercizio;
b) il bilancio annuale di previsione;
c) l'elenco annuale dei lavori pubblici.
4. II budgeting � il processo attraverso il quale si negoziano e si definiscono gli obiettivi gestionali ed i connessi limiti autorizzatori di secondo livello (centri di responsabilit� e capitoli di entrata e spesa e azioni).
5. I responsabili dei servizi adottano gli atti di accertamento di entrata e di impegno di spesa di cui agli articoli 30 e 38 del presente regolamento.
Art. 5 Le linee programmatiche
1. Le linee programmatiche sono costituite dal piano strategico di mandato dell'ente, definito sulla base del programma amministrativo del Presidente della Provincia e da ogni altro documento integrativo ed aggiuntivo individuato nel tempo dal Consiglio Provinciale.
Art. 6 Il piano generale di sviluppo
1. Il piano generale di sviluppo evidenzia il quadro di riferimento strategico in cui si collocano i programmi provinciali e confronta le linee programmatiche con le capacit� operative e le risorse finanziarie provinciali.
2. I contenuti del piano generale di sviluppo, in armonia con quanto previsto dall’art. 30 dello Statuto dell’ente, possono essere incorporati nella relazione previsionale e programmatica.
ART. 7 La relazione previsionale e programmatica
1. La relazione previsionale e programmatica incorpora le linee programmatiche e rappresenta:
a) il piano strategico triennale dell'ente;
b) il presupposto del controllo strategico;
c) il documento fondamentale a supporto della redazione dei documenti di programmazione e budgeting;
d) la base di riferimento per la definizione dello stato di attuazione dei programmi e della relazione del rendiconto della gestione.
2. Il Direttore Generale attesta:
a) la coerenza della relazione previsionale e programmatica rispetto agli altri documenti di pianificazione;
b) la coerenza tra i programmi e i progetti della relazione previsionale e programmatica;
c) l'avvenuta verifica della fattibilit� delle finalit� e degli obiettivi della relazione previsionale e programmatica. » Torna su
ART. 8 Struttura della relazione previsionale e programmatica
1. La relazione previsionale, per la parte programmatica � articolata per programmi.
2. I programmi, che possono essere composti da progetti, hanno la funzione di:
a) garantire un' adeguata espressione delle strategie dell’ente;
b) esplicitare con maggiore chiarezza le finalit� ed i risultati attesi;
c) favorire la discussione del bilancio di previsione;
d) facilitare il raccordo tra la pianificazione strategica/programmazione e il budgeting (piano esecutivo di gestione) definendone gli indirizzi e i lineamenti fondamentali.
ART. 9 Programma triennale dei lavori pubblici
1. Il programma triennale dei lavori pubblici, mediante la definizione e quantificazione dei bisogni in conformit� agli obiettivi assunti come prioritari, identifica gli interventi necessari al soddisfacimento dei bisogni stessi. 2. Il programma triennale, allegato quale parte integrante al bilancio di previsione: a) evidenzia le priorit� degli interventi;
b) deve essere redatto in collaborazione con i centri di responsabilit� finale che richiedono gli interventi e il servizio finanziario;
c) � soggetto ad aggiornamenti;
d) costituisce la base per la redazione dell'elenco annuale dei lavori. » Torna su
ART. 10 Bilancio pluriennale di previzione
1. Il bilancio pluriennale di previsione costituisce la proiezione pluriennale delle entrate e delle spese relative ai programmi indicati nella relazione previsionale e programmatica.
2. Il bilancio pluriennale ha carattere autorizzatorio.
ART. 11 Piano di alienazione e valorizzazione patrimoniale 1. Il piano di alienazione e valorizzazione patrimoniale comprende tutti i beni immobili della Provincia che non siano strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali.
2. Il piano, articolato su base triennale, indica per ciascun immobile la destinazione di dismissione o di messa in redditivit�.
3. L’inserimento di un immobile patrimoniale indisponibile nel piano ne determina l’accertamento del venir meno della destinazione a servizi pubblici.
ART. 12 Bilancio annuale di previsione
1. Il bilancio di previsione costituisce la proiezione annuale finanziaria delle entrate e delle spese relative ai programmi e agli eventuali progetti, indicati nella relazione previsionale e programmatica.
ART.13 Elenco annuale dei lavori pubblici 1. L'elenco annuale dei lavori pubblici costituisce l'esplicitazione dei lavori da effettuare nell'esercizio in attuazione del programma triennale dei lavori pubblici.
2. I lavori previsti nell'elenco annuale e le loro modalit� attuative devono trovare riscontro nel piano esecutivo di gestione. » Torna su
Sezione 4 - I documenti di budgeting
ART. 14 Piano esecutivo di gestione
1. Il piano esecutivo di gestione � un documento finanziario, preventivo (budget) ed autorizzatorio, redatto in conformit� agli indirizzi della relazione previsionale e programmatica e del bilancio pluriennale ed annuale di previsione.
2. Con il piano esecutivo di gestione la Giunta assegna gli obiettivi di gestione e le dotazioni finanziarie, umane e strumentali necessarie al loro raggiungimento.
3. Il piano esecutivo di gestione, inoltre:
a) delimita gli ambiti decisionali e di intervento di amministratori e dirigenti e tra dirigenti di diversi centri di responsabilit�;
b) esplicita gli indirizzi politici e guida la gestione;
c) sancisce la fattibilit� tecnica di detti indirizzi;
d) responsabilizza sull'utilizzo delle risorse e sul raggiungimento dei risultati;
e) favorisce l'attivit� di controllo di gestione e costituisce un elemento portante dei sistemi di valutazione;
f) assegna la responsabilit� di acquisizione delle entrate;
g) autorizza la spesa;
h) articola i contenuti della relazione previsionale e programmatica, dei bilanci pluriennale ed annuale di previsione.
4. Il piano esecutivo di gestione � proposto dal Direttore Generale.
ART. 15 Struttura del piano esecutivo di gestione
1. Il piano esecutivo di gestione � costituito per ciascun centro di responsabilit� da:
a) obiettivi gestionali, eventualmente riferiti a progetti;
b) linee guida di attuazione degli obiettivi di gestione e appropriati indicatori;
c) budget per responsabilit� di procedimento e/o risultato;
d) risorse umane e strumentali.
Sezione 5 - Centri di responsabilit�
ART. 16 Definizione di centro di responabilit�
1. Il centro di responsabilit� � un ambito organizzativo e gestionale al cui responsabile sono assegnati formalmente:
a) obiettivi di gestione;
b) dotazioni finanziarie, umane e strumentali, da impiegare per il raggiungimento degli obiettivi;
c) responsabilit� sul raggiungimento degli obiettivi e sull'utilizzo delle dotazioni.
Sezione 6 - Obiettivi di gestione
ART. 17 Obiettivi di gestione
1. Il piano esecutivo di gestione, per la parte programmatica, evidenzia gli obiettivi di gestione raccordati ai programmi e agli eventuali progetti a cui corrispondono fasi attuative e azioni finalizzati al loro raggiungimento e coerenti con i programmi della relazione previsionale e programmatica.
2. Gli obiettivi di gestione rappresentano l'unit� elementare del piano esecutivo nella sua parte programmatica.
3. Gli obiettivi possono essere raggruppati in progetti anche trasversali ai programmi della relazione previsionale e programmatica.
ART. 18 Linee guida di attuazione degli obiettivi di gestione
1. Le linee guida di attuazione degli obiettivi rappresentano la formalizzazione degli indirizzi, delle modalit� di gestione e dei risultati attesi, data la disponibilit� di determinate risorse finanziarie, umane e strumentali.
2. Il contenuto delle linee guida � frutto del processo di negoziazione tra amministratori, Direttore Generale e responsabili dei centri di responsabilit�.
3. Le linee guida definite in modo completo consentono al responsabile competente di impegnare la spesa in quanto definiscono con chiarezza indirizzi, modalit� di gestione e dei risultati attesi.
4. Le linee guida non completamente definite richiedono una variazione di piano esecutivo di gestione finalizzata ad una loro integrazione dal punto di vista programmatico. Tale variazione, da effettuarsi con delibera di Giunta, risulta propedeutica alla successiva assunzione dell'impegno da parte del responsabile. »Torna su
Sezione 7 - Budget finanziari
ART. 19 Capitoli
1. II piano esecutivo di gestione � articolato in capitoli sia per la parte spesa sia per la parte entrata.
2. I capitoli costituiscono l'unit� elementare del piano esecutivo di gestione in termini finanziari.
3. Ciascun capitolo deve raccordarsi a programmi/progetti e agli obiettivi di gestione specificati nel piano esecutivo di gestione.
4. I capitoli possono essere raggruppati per fasi attuative / azioni.
ART. 20 I capitoli di entrata
1. Ciascun capitolo di entrata � corredato, oltre che dalle codifiche propedeutiche alla definizione del bilancio, dall'indicazione di:
a. centro di responsabilit� che propone e accerta l'entrata;
b. eventuali vincoli di destinazione.
2. Il funzionario che propone le previsioni di entrata � responsabile dell'attendibilit� delle somme iscritte nel bilancio e nel piano esecutivo di gestione, deve motivarne e documentarne adeguatamente la quantificazione in sede di predisposizione del bilancio e attivarsi per la realizzazione degli introiti durante il corso della gestione.
3. Il funzionario che utilizza un'entrata a destinazione vincolata, ne verifica in via preliminare la disponibilit� ed � responsabile del riscontro/rendicontazione delle spese sostenute.
ART. 21 Capitoli di spesa
1. Ciascun capitolo di spesa � corredato, oltre che dalle codifiche propedeutiche alla definizione del bilancio, dall'indicazione di:
a. centro di responsabilit� che propone e impegna la spesa;
b. centro di responsabilit� che utilizza la spesa;
c. vincoli di utilizzo e collegamento con entrate vincolate.
2. Il funzionario che propone le previsioni di spesa � responsabile della attendibilit� e della congruit� della richiesta. Qualora il funzionario proponente ritenga necessario un aumento delle dotazioni, verifica anzitutto la possibilit� di reperire le risorse nell'ambito delle sue assegnazioni.
3. Il funzionario che impegna la spesa � responsabile della gestione del procedimento amministrativo di assunzione dell'atto di impegno. Nel caso la spesa sia finanziata da specifiche entrate, il procedimento di spesa dovr� essere coordinato e sincronizzato con il procedimento di entrata.
4. Il funzionario che emette il buono d'ordine � responsabile dell'ordinazione a terzi di beni e servizi secondo i criteri di applicazione delle procedure di spesa previsti dalla normativa vigente in materia e delle procedure interne dell'ente e, fatte salve diverse disposizioni, procede alla verifica e alla liquidazione delle spese ordinate.
ART. 22 Pareri sul piano esecutivo di gestione
1. La delibera di approvazione del piano esecutivo di gestione � corredata da:
a. parere di regolarit� tecnica del Direttore Generale che si estende alla coerenza del piano esecutivo di gestione con i programmi della relazione previsionale e programmatica e alla coerenza tra gli obiettivi assegnati ai diversi centri di responsabilit�;
b. parere di regolarit� contabile del responsabile del servizio finanziario.
2. Sono allegate agli atti le dichiarazioni, rese da tutti i responsabili dei centri di responsabilit�, di realizzabilit� degli obiettivi mediante l'utilizzo delle risorse assegnate e in conformit� alle linee guida indicate. » Torna su
Sezione 8 - Il percorso di formazione del bilancio e del Peg
ART. 23 Percorso di formazione del bilancio
1. Il percorso di formazione del bilancio e del piano esecutivo di gestione � annualmente avviato e definito dalla Giunta che ne individua le fasi, il profilo temporale e gli indirizzi fondamentali.
2. Preliminarmente il responsabile del servizio finanziario definisce:
le compatibilit� finanziarie complessive e la capacit� di finanziamento degli investimenti e delle politiche di sviluppo;
gli eventuali limiti e i vincoli derivanti dalla normativa al tempo vigente o prevista per il periodo interessato dal bilancio in via di formazione.
3. La Giunta coerentemente con gli indirizzi politico programmatici del Consiglio definisce:
la manovra delle aliquote tributarie e delle tariffe;
i criteri e gli indirizzi ai quali i responsabili dei centri di responsabilit� devono attenersi nel corso della predisposizione delle proposte di bilancio e del piano esecutivo di gestione.
4. Il percorso di formazione del bilancio, cos� come definito dalla Giunta, � gestito dal responsabile del servizio finanziario ed � monitorato e coordinato dal Direttore Generale.
5. Il servizio finanziario raccoglie, analizza e elabora le proposte dei centri di responsabilit� e le trasmette al Presidente che con la Giunta individua le priorit� nel contesto delle scelte di pianificazione del Consiglio e l'eventuale riduzione delle spese eccedenti le disponibilit� finanziarie o non compatibili con i vincoli di bilancio o imposti da altre norme.
6. La parte terminale del percorso di formazione del bilancio comprende:
la definizione finale degli obiettivi e delle risorse per il loro conseguimento tramite la negoziazione con i responsabili dei centri di responsabilit�;
la stesura definitiva dello schema di bilancio e dei suoi allegati.
ART. 24 Modalit� di approvazione del bilancio
1. La proposta definitiva di bilancio, approvata dalla Giunta, viene presentata al collegio dei revisori di regola 30 giorni prima della data di convocazione della seduta consiliare per l'approvazione del bilancio. Il collegio deve fornire il parere sulla proposta di bilancio e sui documenti allegati entro massimo 15 giorni.
2. Lo schema di bilancio con i relativi allegati, approvato dalla Giunta, � trasmesso al Consiglio almeno 20 giorni dalla data di convocazione della seduta consiliare per l’approvazione.
Lo schema si considera presentato all'organo consiliare alla data della sua consegna al Presidente del Consiglio unitamente alla documentazione che viene posta a disposizione dei consiglieri e pu� essere resa accessibile o trasmessa per via telematica. Il Consiglio approva il bilancio in apposita sessione da tenersi entro il termine previsto dalla normativa.
3. Gli eventuali emendamenti allo schema di bilancio, debitamente motivati, devono essere presentati da parte dei consiglieri almeno 7 giorni prima di quello previsto per l'approvazione del bilancio.
4. Gli emendamenti da presentarsi in forma scritta sono dichiarati procedibili, al fine di essere posti in discussione e in approvazione, dal Presidente del Consiglio visti i pareri del Segretario Generale e del responsabile del servizio finanziario, a condizione che:
a. gli emendamenti siano presentati nei termini previsti dal presente regolamento;
b. le variazioni contabili conservino il rispetto degli equilibri di bilancio e garantiscano il corretto utilizzo delle risorse finanziarie a destinazione vincolata.
5. Gli emendamenti dichiarati procedibili devono riportare i pareri di regolarit� tecnica e contabile e il parere del collegio dei revisori ad integrazione dei pareri gi� espressi sullo schema di bilancio approvato dalla Giunta. Tali pareri sono resi almeno 2 giorni prima di quello previsto per l’approvazione del bilancio. » Torna su
ART. 25 Esercizio e gestione provvisoria
1. Ove la scadenza del termine della deliberazione del Bilancio di Previsione sia stata fissata da norme statali in un periodo successivo all’inizio dell’esercizio finanziario di riferimento si applica la disciplina dell’esercizio provvisorio.
2. Il ricorso all’esercizio provvisorio consente di assumere impegni di spesa, per ciascun intervento o capitolo, in misura non superiore mensilmente ad un dodicesimo delle somme previste nell’ultimo bilancio definitivamente approvato. Non soggiacciono a tale limite le spese tassativamente regolate dalla legge (quali retribuzioni al personale dipendente, rate di ammortamento dei mutui e relativi oneri accessori ed interessi di preammortamento, spese dovute in base a sentenze, contratti, convenzioni o disposizioni di legge), nonch� quelle il cui pagamento non sia suscettibile di frazionamento in dodicesimi ovvero debba effettuarsi a scadenze determinate in virt� di legge, contratti o convenzioni.
3. Nei casi diversi da quello previsto al comma 1, se il bilancio di previsione non risulti deliberato dal consiglio provinciale alla data di inizio dell’esercizio finanziario � consentita esclusivamente la gestione provvisoria nei limiti dei corrispondenti stanziamenti di spesa dell’ultimo bilancio approvato, ove esistente.
4. La gestione provvisoria � limitata all’assolvimento delle obbligazioni gi� assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, al pagamento delle spese del personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, di imposte e tasse, ed, in generale, limitata alla sole operazioni necessarie per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi all’Ente. In tale ipotesi i responsabili delle strutture organizzative che adottano la determinazione di impegno attestano il danno patrimoniale derivante all’Ente nel caso di mancata assunzione del provvedimento stesso.
ART. 26 Fondo di riserva
1. Il fondo di riserva � utilizzato con deliberazione della Giunta con le modalit� previste dalla normativa.
2. Le deliberazioni di prelievo al fondo di riserva sono prontamente inviate al Presidente del Consiglio, che ne dar� comunicazione al Consiglio nel corso della prima adunanza utile.
ART. 27 Applicazione dell'avvanzo di amministrazione
1. Al bilancio di previsione, presentato al Consiglio per l’approvazione, � consentito applicare, in tutto o in parte, l'avanzo di amministrazione presunto riferito al 31 dicembre dell'esercizio precedente a quello cui il bilancio si riferisce, in coerenza con le risultanze del verbale di chiusura di cui al successivo art. 89 c. 2 lett. b.
2. La destinazione dell'avanzo avviene secondo quanto stabilito dalla normativa vigente. Torna su
ART. 28 Conoscenza dei contenuti del bilancio e suoi allegati
1. Al fine di assicurare ai cittadini e agli organismi di partecipazione di cui all'art. 8 del TUEL, la conoscenza dei contenuti significativi del bilancio annuale e dei suoi allegati, l'ente pu� disporre forme di consultazione degli enti, delle istituzioni, delle forme organizzative e associative della societ� civile.
2. Il bilancio annuale e i suoi allegati possono altres� essere illustrati in apposite forme di comunicazione a cura dell'ente e in particolare anche tramite l'utilizzo di strumenti informatici per assicurarne una migliore e pi� facile conoscenza da parte del cittadino.
TITOLO III - La gestione
TITOLO IV - Le variazioni nel corso della gestione
TITOLO V - Inebitamento, strumenti finanziari derivati e gestione della liquidit�
TITOLO VI - il servizio di tesoreria
TITOLO VII - Scritture contabili
TITOLO VIII - La rilevazione e la dimostrazione dei risultati di gestione
TITOLO IX - La revizione economico - finanziaria

References: Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art.18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28

ART. 4

Art. 5

Art. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART.13

ART. 14

ART. 15

ART. 16

ART. 17

ART. 18

ART. 19

ART. 20

ART. 21

ART. 22

ART. 23

ART. 24

ART. 25

ART. 26

ART. 27
 art. 89

ART. 28