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⭐REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL APPRENDIMENTO IN OGNI ETA
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1 REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL APPRENDIMENTO IN OGNI ETA INDICE GENERALE SEZIONE I CARATTERISTICHE DEL SISTEMA LOCALE PER IL DIRITTO ALL APPRENDIMENTO ART. 1 PRINCIPI DI RIFERIMENTO ART. 2 FINALITA GENERALI DEL SISTEMA ART. 3 GOVERNO DEL SISTEMA ART. 4 GLI ATTORI COINVOLTI ART. 5 EFFICACIA DELLA REGOLAMENTAZIONE ART. 6 FORME DI PUBBLICITA SEZIONE II SERVIZI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA ART. 7 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO ART. 8 FINALITA SPECIFICHE DEI SERVIZI ART. 9 PRINCIPALI SERVIZI COSTITUTIVI DEL SISTEMA ART. 10 PRINCIPI DI RIFERIMENTO ART. 11 PROGRAMMAZIONE E REGOLAZIONE DEL SISTEMA ART. 12 ELENCO ZONALE DEGLI EDUCATORI DOMICILIARI E DELLE AGENZIE DI EDUCATORI FAMILIARI ART. 13 IMMAGINE DEI SERVIZI E FACILITÀ DI ACCESSO ART. 14 PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE ART. 15 UTENZA POTENZIALE DEI SERVIZI ART. 16 BANDI PUBBLICI E DOMANDE DI ISCRIZIONE ART. 17 GRADUATORIE DI ACCESSO ART. 18 FREQUENZA ART. 19 RETTE ART MODALITÀ DI CORRESPONSIONE DELLA QUOTA DI COMPARTECIPAZIONE E DELLA RETTA - EVENTUALI RIDUZIONI ART BUONI SERVIZIO2 ART. 22 RICORSI ART COORDINAMENTO PEDAGOGICO UNITARIO ART. 24 IL PROGETTO EDUCATIVO ART ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO NEI SERVIZI ART. 26 FORMAZIONE PERMANENTE ART. 27 SERVIZIO DI REFEZIONE ART RACCORDO CON I PRESIDI SOCIO-SANITARI PUBBLICI ART. 29 NIDI DOMICILIARI ART. 30 RAPPORTI FRA L UNIONE VALDERA E I SERVIZI PRIVATI: LE CONVENZIONI ART. 31 AUTORIZZAZIONE AL FUNZIONAMENTO ART. 32- ACCREDITAMENTO ART. 33 SANZIONI ART. 34 NORMA FINALE SEZIONE III DIRITTO ALLO STUDIO ART OGGETTO DEL REGOLAMENTO TITOLO I - TRASPORTO SCOLASTICO ART. 36 FINALITÀ SPECIFICHE DEI SERVIZI ART. 37 DESTINATARI DEL SERVIZIO ART. 38 MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO E CRITERI DI ACCESSO ART. 39 MODALITÀ DI GESTIONE ART. 40 MODALITÀ PER L'EROGAZIONE DEL SERVIZIO ART. 41 COMPARTECIPAZIONE ART. 42 MODALITÀ DI PAGAMENTO ART. 43 RECUPERO CREDITI ART. 44 ACCOMPAGNAMENTO SUGLI SCUOLABUS ART. 45 MODALITÀ DI UTILIZZO DEL SERVIZIO ART. 46 ASSICURAZIONE ART. 47 TRASPORTI A SUPPORTO DELLE ATTIVITA CURRICULARI ART. 48 EFFICIENZA ED EFFICACIA DEL SERVIZIO 23 TITOLO II - REFEZIONE SCOLASTICA ART. 49 FINALITÀ SPECIFICHE DEI SERVIZI ART. 50 QUALITA DEL SERVIZIO ART. 51 DESTINATARI DEL SERVIZIO ART. 52 MODALITÀ DI ACCESSO ART. 53 PARTECIPAZIONE AL SERVIZIO ART. 54 PROGRAMMI E PROGETTI DI EDUCAZIONE ALIMENTARE ART. 55 PARTECIPAZIONE AL COSTO DEL SERVIZIO ART. 56 REVISIONE FASCIA ART. 57 MODALITÀ DI PAGAMENTO ART. 58 RECUPERO CREDITI ART. 59 EFFICIENZA ED EFFICACIA DEL SERVIZIO. TITOLO III - INTERVENTI DI SOSTEGNO ECONOMICO PER IL DIRITTO ALLO STUDIO ART. 60 FINALITÀ SPECIFICHE DEI SERVIZI ART. 61 FORNITURA GRATUITA LIBRI DI TESTO E RIMBORSO SPESE PER L ISTRUZIONE. ART. 62 SOSTEGNO ALLE SCUOLE DELL INFANZIA PARITARIE ART. 63 NORME FINALI SEZIONE IV EDUCAZIONE DEGLI ADULTI ART OGGETTO DEL REGOLAMENTO ART. 65 FINALITA SPECIFICHE DEL SISTEMA ART. 66 INTERVENTI COSTITUTIVI DEL SISTEMA ART. 67 ATTORI DEL SISTEMA ART. 68 PROGRAMMAZIONE, SVILUPPO E REGOLAZIONE DEL SISTEMA ART. 69 LA RETE LOCALE ART. 70 RAPPORTI FRA I COMUNI ASSOCIATI E I SERVIZI PRIVATI: LE CONVENZIONI ART. 71 VIGILANZA ART. 72 IMMAGINE DEI SERVIZI E FACILITÀ DI ACCESSO 34 ART. 73 PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI ART. 74 UTENZA POTENZIALE DEI SERVIZI ART. 75 AVVISI PUBBLICI E DOMANDE DI ISCRIZIONE ART. 76 DETERMINAZIONI SULL ACCESSO ART. 77 ESCLUSIONI E RIAMMISSIONI ART QUOTE DI COMPARTECIPAZIONE ART BUONI SERVIZIO ART. 80 NORMA FINALE SEZIONE V EDUCAZIONE NON FORMALE DEGLI ADOLESCENTI E DEI GIOVANI ART OGGETTO DEL REGOLAMENTO ART. 82 FINALITA SPECIFICHE DEL SISTEMA ART. 83 INTERVENTI COSTITUTIVI DEL SISTEMA ART. 84 ATTORI DEL SISTEMA ART. 85 PROGRAMMAZIONE, SVILUPPO E REGOLAZIONE DEL SISTEMA ART. 86 LA RETE LOCALE ART. 87 RAPPORTI FRA I COMUNI ASSOCIATI E I SERVIZI PRIVATI: LE CONVENZIONI ART. 88 VIGILANZA ART. 89 IMMAGINE DEI SERVIZI E FACILITÀ DI ACCESSO ART. 90 PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI ART. 91 UTENZA POTENZIALE DEI SERVIZI ART. 92 AVVISI PUBBLICI E DOMANDE DI ISCRIZIONE ART. 93 DETERMINAZIONI SULL ACCESSO ART. 94 ESCLUSIONI E RIAMMISSIONI ART QUOTE DI COMPARTECIPAZIONE ART BUONI SERVIZIO ART. 97 NORMA FINALE 45 REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL APPRENDIMENTO PREAMBOLO I Comuni della zona Valdera riconoscono nel sistema locale integrato per il diritto all apprendimento uno strumento essenziale per la piena realizzazione della società della conoscenza indicata dall Unione Europea nell ambito della strategia di Lisbona. Il regolamento si compone di una parte generale e di 4 sezioni specifiche (servizi alla prima infanzia, diritto allo studio, educazione non formale di adolescenti e giovani, educazione degli adulti), ciascuna delle quali può essere consultata anche separatamente; e regolamenta le seguenti funzioni, in coerenza con quelle elencate all art. 9 dello Statuto dell Unione: L Unione esercita, in luogo e per conto di tutti i comuni partecipanti, le seguenti funzioni e servizi: a) Gestione associata di servizi e interventi educativi per la prima infanzia b) Gestione associata di servizi e interventi educativi per l adolescenza e i giovani c) Gestione associata di servizi e interventi per l educazione degli adulti d) Gestione associata di servizi e interventi per il diritto allo studio e per l educazione permanente (livello avanzato di integrazione) e) Ulteriori funzioni o servizi di area sociale, educativa e dell istruzione attribuiti nell ambito dei piani di settore (Piano Integrato di Salute, Piano Locale per il Diritto all apprendimento, etc.) SEZIONE I CARATTERISTICHE DEL SISTEMA LOCALE PER IL DIRITTO ALL APPRENDIMENTO ART. 1 PRINCIPI DI RIFERIMENTO Al centro del sistema dei servizi per l apprendimento vi è la persona, nella sua unicità e individualità, portatrice di diritti e potenzialità. L organizzazione locale è finalizzata al soddisfacimento dei bisogni educativi e formativi delle persone, avendo a riferimento i principi di libertà, universalità, accessibilità, equità e partecipazione. ART. 2 FINALITA GENERALI DEL SISTEMA Ogni Comune riconosce l importanza di condividere, con i Comuni appartenenti all Unione Valdera, le regole informatrici del sistema locale per il diritto all apprendimento in funzione di : 1. assicurare adeguate opportunità educative e formative lungo tutto l arco della vita delle persone perché possano soddisfare le proprie aspirazioni e sviluppare le proprie potenzialità individuali; 2. sviluppare una logica di solidarietà e sinergia tra le strutture e le organizzazioni attive sul territorio, evitando duplicazioni, sovrapposizioni e contraddittorietà d impostazione, in direzione di una rete integrata del sistema di offerta; 3. coordinare e raccordare efficacemente i servizi esistenti, garantendo ai cittadini dell area eguali sistemi di accesso e quote omogenee di contribuzione al costo del servizio; 4. assicurare opportunità di accesso anche alle persone residenti in territori in cui non vengano realizzate azioni a loro rivolte; 5. garantire la presenza di servizi di elevata qualità ed affidabilità per gli utenti; 6. valorizzare le differenze di genere e integrare le diverse culture. 56 ART. 3 GOVERNO DEL SISTEMA 1. Il sistema locale per il diritto all apprendimento è informato a logiche e metodi di governance partecipata, fin dalla fase di formazione delle politiche e delle scelte operative. Per governance locale si deve intendere l insieme di interrelazioni che, su scala locale, danno luogo a scelte di governo ovvero, da un altro punto di vista, la soluzione dei problemi di coordinamento fra agenti socio-economici di un sistema in funzione della definizione e del raggiungimento di obiettivi. 2. La scelta di basarsi su un sistema di governance partecipata si fonda sull assunto che solo politiche ed azioni largamente condivise con tutti i portatori di interesse dell organizzazione possono produrre risultati significativi ed effetti moltiplicativi. 3. L Unione Valdera si caratterizza per l applicazione generalizzata di un sistema di governance locale, fondato su principi di partecipazione, trasparenza, valorizzazione del capitale sociale, integrazione. 4. Il sistema di governance si sostanzia in un patto sottoscritto con tutte le organizzazioni interessate che definisce: a. Un sistema di regole condivise, che definisca in particolare prerogative e obblighi degli aderenti agli istituti di partecipazione b. La partecipazione di organismi rappresentativi alla predisposizione di piani operativi, c. Metodi e tempi di condivisione e confronto aperto sui programmi di intervento definiti d. la valutazione partecipata dei risultati raggiunti e delle criticità riscontrate, in direzione di un miglioramento della programmazione successiva. 5. L Unione promuove forme di collaborazione, anche attraverso apposite convenzioni, con le organizzazioni del volontariato, del privato sociale e del terzo settore. 6. L Unione riconosce nella formazione, sia rivolta all interno che all esterno dell organizzazione, uno strumento fondamentale per realizzare cambiamenti strategici nel contesto locale e realizzare un sistema di governance partecipato anche dalle fasce di popolazione maggiormente svantaggiate. ART. 4 GLI ATTORI COINVOLTI 1. Il sistema locale si caratterizza come sistema aperto, al quale è possibile accedere e partecipare mediante semplice manifestazione di volontà ed accettazione delle regole comuni, fissate in specifici atti di adesione. 2. Concorrono alla realizzazione degli obiettivi tutte le agenzie educative presenti sul territorio, con particolare riguardo alle istituzione scolastiche, agenzie formative, biblioteche, centri di documentazione, servizi informagiovani, associazioni socio-culturali ed ogni altra organizzazione nella quale vengano sviluppati percorsi di apprendimento per le persone interessate. ART. 5 EFFICACIA DELLA REGOLAMENTAZIONE 1. Le norme di cui al presente regolamento costituiscono regole comuni condivise tra i comuni appartenenti all Unione Valdera e sono pertanto applicabili uniformemente ai cittadini residenti nella zona. 2. L Unione individua come obiettivo strategico di medio periodo il conseguimento di un livello omogeneo di servizi e tariffe sul proprio territorio, ancorché potenzialmente variabile entro un intervallo contenuto e prestabilito in rapporto a specificità territoriali e situazioni storiche consolidate, al fine di conseguire una condizione di pari opportunità e trattamento per i cittadini residenti nella Valdera. 67 3. Nel percorso in direzione di tale obiettivo, resta salva la facoltà per il singolo ente aderente di prevedere, e richiedere all Unione, standard di servizio superiori al livello comune deciso ed applicato, conferendo all Unione medesima le necessarie risorse aggiuntive sulla base della quantificazione effettuata dagli organi tecnici. ART. 6 FORME DI PUBBLICITA 1. Il presente regolamento è pubblicizzato da ogni comune aderente al sistema locale nelle forme più opportune. 2. Le diverse sezioni del regolamento sono resi disponibili agli utenti dei servizi, anche per estratto, in occasione delle iscrizioni ad attività educative, formative o scolastiche. SEZIONE II SERVIZI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA ART. 7 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1. Il presente regolamento, nel quadro delle disposizioni di cui alla Legge Regionale 26/07/2002, n. 32 Testo Unico della normativa della regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale, lavoro, e del suo Regolamento di esecuzione n. 47/R del 8 agosto 2003, così come modificato ed integrato dalla deliberazione Giunta regionale Toscana n del 28 dicembre 2009, disciplina il funzionamento secondo regole unitarie del sistema dei servizi educativi per la prima infanzia nel territorio dell Unione dei Comuni della Valdera, in direzione di un sistema pubblico integrato di offerta. ART. 8 FINALITA SPECIFICHE DEI SERVIZI 1. I servizi educativi per l'infanzia costituiscono un sistema di opportunità educative teso alla piena e completa realizzazione dei diritti della persona e informati ai principi del pieno e inviolabile rispetto della libertà e della dignità personale, della solidarietà, dell eguaglianza di opportunità, della valorizzazione della differenza di genere, dell integrazione delle diverse culture, garantendo, in stretta integrazione con le famiglie, il benessere psicofisico e lo sviluppo delle potenzialità cognitive, affettive e sociali delle bambine e dei bambini. 2. La realizzazione di tali finalità consegue dal riconoscimento dei bambini come individui sociali competenti e attivi, portatori di originali identità individuali, titolari del diritto ad essere attivi protagonisti della loro esperienza e del loro sviluppo all'interno di una rete di contesti e relazioni capace di sollecitare e favorire la piena espressione delle loro potenzialità individuali. 3. La realizzazione di tali finalità consegue, altresì, dalla stretta integrazione dei servizi con le famiglie, riconosciute come co-protagoniste del progetto educativo dei servizi, portatrici di propri valori e culture originali, nonché dei diritti all'informazione, alla partecipazione e alla condivisione delle attività realizzate all'interno dei servizi medesimi. 4. Il perseguimento di tali finalità contribuisce, infine, alla realizzazione di politiche di pari opportunità fra donne e uomini in relazione all'inserimento nel mercato del lavoro, nonché di condivisione delle responsabilità genitoriali fra madri e padri. 5. Nel loro funzionamento, i servizi educativi per l'infanzia promuovono raccordi con le altre istituzioni educative e scolastiche presenti sul territorio, con i servizi sociali e sanitari, nonché con le altre istituzioni e agenzie le cui attività toccano la realtà dell infanzia. 78 ART. 9 PRINCIPALI SERVIZI COSTITUTIVI DEL SISTEMA 1. Il sistema dei servizi educativi per la prima infanzia di cui all art. 4 della L.R. 32/2002 è costituito dai servizi riconducibili alle tipologie previste dagli articoli 8 e seguenti del regolamento di esecuzione della suddetta legge (Regolamento Regionale 8 agosto 2003, n. 47/R, così come integrato e modificato dalla deliberazione della Giunta Regione Toscana n del 28/12/2009) e in particolare da: a) Nido di infanzia b) Servizi integrativi, articolati nel modo seguente: 1) Centro dei bambini e dei genitori 2) Centro gioco educativo 3) Nido domiciliare c) Nido aziendale. 2. Non sono ricompresi nella classificazione dei servizi educativi per la prima infanzia, di cui al comma 1, i servizi di custodia, comunque denominati, ubicati in locali o spazi situati all interno di strutture che hanno finalità di tipo commerciale ed attrezzati per consentire ai bambini attività di gioco con carattere di temporaneità e occasionalità. 3. La disciplina relativa ai servizi di cui al comma 2 è stabilita dal comune territorialmente competente e deve assicurare il rispetto delle norme vigenti relative alla sicurezza e alla salute dei bambini. 4. Le norme del presente regolamento si applicano ai servizi gestiti direttamente o indirettamente dagli enti locali nonché ai servizi privati accreditati. ART. 10 PRINCIPI DI RIFERIMENTO Nell organizzazione e promozione del sistema pubblico di offerta, l Unione dei Comuni si riferisce ai seguenti principi, espressi anche a livello regionale: a) innovazione e sperimentazione; b) continuità educativa; c) massima diffusione territoriale degli interventi e raggiungimento della più ampia utenza; d) diversificazione delle offerte e flessibilità dell organizzazione; e) omogenea qualità dell offerta; f) risposte personalizzate alla molteplicità dei bisogni; g) organizzazione degli interventi per garantire le pari opportunità e conciliare la vita professionale dei genitori con quella familiare; h) ottimizzazione dell uso delle risorse, in relazione alla qualità e all`economicità; i) tutela dei diritti all educazione dei disabili. ART. 11 PROGRAMMAZIONE E REGOLAZIONE DEL SISTEMA 1. Il sistema pubblico dell offerta di servizi educativi per la prima infanzia si compone dei servizi a gestione pubblica e di quelli privati accreditati. 2. La realizzazione e lo sviluppo del sistema dei servizi educativi per la prima infanzia si fonda sulla prospettiva della diversificazione e qualificazione dell offerta nel quadro del regolato raccordo pubblico e privato nella gestione dei servizi. 3. l Unione dei comuni effettua una programmazione di massima del fabbisogno di strutture per la prima infanzia sul proprio territorio, in rapporto alla domanda espressa e potenziale ed agli obiettivi di copertura fissati dall Unione Europea, proponendo le aree idonee all ubicazione di 89 nuovi servizi in relazione ad una loro equilibrata distribuzione sul territorio, fondata su criteri di prossimità rispetto al bisogno. 4. L Unione dei comuni esercita le funzioni di indirizzo e di controllo sul sistema dei servizi educativi per la prima infanzia attivi sul proprio territorio. 5. Il Piano Educativo Zonale, successivamente compreso nel Piano Integrato per il Diritto all Apprendimento, integra ed attua quanto previsto nel presente regolamento attraverso l individuazione di : - indirizzi politico amministrativi per lo sviluppo dei servizi alla prima infanzia e della qualità della vita per i bambini e le bambine; - servizi compresi nel sistema dei quali assumere la titolarità diretta; - servizi accreditati, o ed eventualmente convenzionati, sottostanti alle regole del sistema pubblico dell offerta riportate nel presente regolamento; - controvalore dei buoni servizio da attribuire alle famiglie collocate in posizione utile nelle graduatorie di accesso ai servizi inseriti nel sistema pubblico dell offerta, anche sulla base delle risorse a ciò destinate dal Piano Educativo Zonale; - iniziative volte a promuovere la complessiva qualificazione del sistema locale dei servizi; - programmi di formazione e aggiornamento professionale rivolti a tutti gli operatori educatori impegnati nei servizi; - definizione e adozione progressiva di sistemi di controllo e valutazione della qualità. ART. 12 ELENCO ZONALE DEGLI EDUCATORI DOMICILIARI E DELLE AGENZIE DI EDUCATORI FAMILIARI 1. Presso l Unione dei Comuni è istituito l elenco zonale degli Educatori idonei a svolgere il servizio dei nidi domiciliari e delle Agenzie di educatori familiari, secondo le disposizioni di cui agli articoli 25 e 26 del Regolamento Regionale n. 47/R / L elenco è suddiviso in due sezioni, una relativa alle agenzie di educatori familiari (che svolgono il servizio presso le abitazioni delle famiglie), l altra relativa agli educatori domiciliari (che svolgono il servizio presso la propria abitazione o presso altra abitazione di cui hanno la disponibilità). 3. Costituiscono requisiti soggettivi per l iscrizione nell elenco di cui al comma 1, che può essere richiesta utilizzando i moduli appositamente predisposti: a. la residenza o un domicilio stabile in uno dei comuni dell Unione Valdera b. il possesso di uno dei titoli di studio o qualifiche professionali previsti dall art. 11 del Regolamento Regionale n. 47/R in data per l esercizio della funzione di educatore presso i servizi educativi per la prima infanzia ; c. il possesso dei requisiti di onorabilità indicati all art. 12 del Regolamento Regionale n. 47/R in data (non aver riportato condanna definitiva per i delitti non colposi di cui al libro II, titoli IX, XI, XII e XIII del Codice Penale, per la quale non sia intervenuta la riabilitazione); d. la documentata partecipazione ad esperienze di formazione e aggiornamento inerenti la professione di educatore d infanzia per un ammontare minimo di 20 ore all anno, negli ultimi due anni; e. la documentata effettuazione di un tirocinio minimo di 150 ore presso un servizio educativo per l infanzia inserito nel sistema pubblico dell offerta, anche al di fuori della zona di riferimento. 4. L iscrizione all elenco zonale degli educatori domiciliari è funzionale al sistema territoriale di controllo e valutazione della qualità educativa, ma non autorizza l avvio di un attività di nido domiciliare, di qualunque tipo, per la quale è invece necessario inoltrare all Unione Valdera domanda di autorizzazione, così come definito all articolo 31 del presente regolamento. 910 5. L elenco viene aggiornato con cadenza annuale. L iscrizione ha conseguentemente validità annuale e la sua conferma per il successivo anno è disposta previa verifica della permanente sussistenza delle condizioni di cui ai punti a, c, d del precedente comma Le persone, società, imprese cooperative, agenzie iscritte nell elenco sono tenute a comunicare tempestivamente qualsiasi variazione delle condizioni soggettive od oggettive intervenuta successivamente all iscrizione, a pena di inammissibilità del rinnovo dell iscrizione. 7. Il Piano Educativo Zonale assicura la realizzazione di attività di formazione e di tirocinio necessarie all istituzione e all aggiornamento dell elenco degli Educatori Domiciliari e delle Agenzie Familiari. ART. 13 IMMAGINE DEI SERVIZI E FACILITÀ DI ACCESSO 1. L Unione dei comuni della Valdera garantisce a tutte le famiglie potenzialmente interessate una informazione capillare sui servizi attivi e su quelli in via di attivazione al fine di: 1.1. favorire l'accesso ai servizi; 1.2. verificare in modo continuo la corrispondenza fra domanda e offerta di servizi. 2. Tali obiettivi vengono perseguiti mediante la diffusione di materiale documentale e informativo, avvisi pubblici, comunicati stampa, visite dirette nei servizi e altre iniziative specifiche di vario genere, utilizzando il materiale predisposto dall Unione dei comuni. 3. Adeguate modalità di relazione, nonché procedure caratterizzate da chiarezza, semplicità e velocità verranno garantite ai cittadini per ottimizzare l'iscrizione ai servizi. 4. L unione dei comuni, attraverso i suoi uffici di back office e di front office, garantisce ai cittadini la completa informazione sulla gestione dei servizi, ivi compresa la possibilità di accesso, su richiesta motivata, a tutti gli atti di propria competenza inerenti il funzionamento dei servizi. ART. 14 PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE 1. Presso ogni servizio educativo per la prima infanzia inserito nel sistema pubblico dell offerta sono garantite le forme di partecipazione. 2. La partecipazione delle famiglie si attua mediante l organizzazione di iniziative di coinvolgimento alla vita dei servizi e di promozione culturale inerenti le attività dei servizi, nel quadro del concetto di trasparenza del progetto educativo del servizio e di piena e completa compartecipazione delle famiglie alla sua elaborazione e realizzazione. 3. Gli organismi di partecipazione delle famiglie, per iniziativa propria o su richiesta del soggetto gestore, esprimono pareri sui diversi aspetti legati al funzionamento dei servizi, ivi comprese le possibili ulteriori direzioni lungo cui sviluppare le politiche di intervento nel settore dei servizi educativi per l'infanzia. 4. La presidenza degli organismi di partecipazione delle famiglie è attribuita a un genitore. 5. La durata in carica degli organismi di partecipazione delle famiglie, in caso di organismi elettivi, è annuale; i suoi componenti sono immediatamente rieleggibili, i genitori ne possono far parte nei limiti del periodo di effettiva frequenza del servizio. 6. L Unione dei comuni coordina le attività degli organismi elettivi della partecipazione delle famiglie nei servizi inseriti nel sistema pubblico dell offerta mediante l organizzazione, almeno annuale, di una riunione congiunta dei loro presidenti. ART. 15 UTENZA POTENZIALE DEI SERVIZI 1. Possono presentare domanda per essere ammessi alla frequenza di un servizio educativo per la prima infanzia inserito nel sistema pubblico dell offerta, tutti i bambini in età utile, residenti nel Comune dove ha sede la struttura. 1011 2. L'ammissione di bambini residenti in altri Comuni è possibile, sulla base degli stessi criteri previsti per i residenti, solo in caso di mancanza di domande di residenti sufficienti a coprire tutti i posti disponibili. 3. Il requisito della residenza deve essere posseduto entro la data di apertura del bando di accesso ai servizi educativi; in caso di discordanza tra residenza del bambino e di uno o entrambi i genitori, sarà considerata la residenza del bambino; nel caso questa sia fuori dal nucleo genitoriale verrà considerata la possibilità di segnalazione e verifica da parte del Servizio sociale. 4. Per bambini in età utile si intendono bambini già nati, che non compiono i 3 anni di età nell anno solare in corso. Il bambino collocato in posizione utile in graduatoria per l ammissione alla frequenza, che entro il 30 settembre non abbia ancora compiuto l età prevista dall autorizzazione al funzionamento della struttura scelta e assegnata (tre mesi o sei mesi per i nidi dove sono presenti le sezioni lattanti, dodici mesi per gli altri), rimane collocato in lista d attesa, e verrà preso in considerazione in tempi successivi, al momento in cui si renda disponibile alla frequenza un posto nella struttura. 5. Fintantochè non vengano ripartiti tra tutti gli enti aderenti all'unione i costi relativi ai servizi all'infanzia, il comune che abbia realizzato e gestisca una propria struttura per l'infanzia può riservare quote di posti ai propri residenti anche oltre il termine del 30 settembre. 6. Bambini residenti in un comune non facente parte dell Unione Valdera se ammessi alla frequenza di un nido pubblico sono tenuti al pagamento della retta intera stabilita dalla struttura considerata; il Comune di residenza del bambino è tenuto a corrispondere gli eventuali oneri aggiuntivi per le riduzioni spettanti all utente in base al parametro ISEE e all orario di frequenza e/o per il sostegno a situazioni di disabilità. ART. 16 BANDI PUBBLICI E DOMANDE DI ISCRIZIONE 1. L Unione Valdera provvede contestualmente a dare pubblicità a tutti i servizi offerti dalle strutture inserite nel sistema integrato pubblico privato nei confronti dei potenziali utenti mediante appositi bandi e altre forme di comunicazione pubblica coordinata. 2. I bandi contengono informazioni su tutti i tipi di servizi offerti, sul loro funzionamento e sui criteri selettivi per l'accesso. 3. Le domande di iscrizione vengono effettuate utilizzando gli appositi moduli predisposti dall Unione Valdera, nei quali sono fornite indicazioni sulla documentazione richiesta. 4. Il periodo di raccolta delle domande di accesso, di norma collocato nei mesi di marzo e/o aprile, non può essere inferiore a tre settimane, durante le quali è possibile visitare le strutture, negli orari appositamente indicati. 5. Tutte le domande per accedere alla frequenza dei servizi pubblici e privati accreditati devono essere presentate a uno dei comuni dell Unione Valdera, anche se presentate fuori dal periodo di apertura del bando. Le domande vengono raccolte presso i Front Office di tutti i comuni della Valdera, indipendentemente dalla sede della/e struttura/e scelta/e. ART. 17 GRADUATORIE DI ACCESSO 1. Qualora il numero delle domande di iscrizione ad un servizio educativo per la prima infanzia inserito nel sistema pubblico dell offerta superi il numero dei posti disponibili, viene predisposta una graduatoria per singola struttura dall Unione Valdera sulla base delle istruttorie condotte dai singoli Comuni, garantendo comunque la trasparenza della procedura. 2. La graduatoria da cui attingere prioritariamente per l ammissione al servizio è quella composta da residenti nel Comune in cui ha sede la struttura considerata. Per i non residenti, verranno stilate due graduatorie separate, una relativa alla zona Valdera ed un altra per le eventuali domande provenienti da fuori Valdera, alle quali attingere solo in caso di esaurimento della lista d attesa dei residenti, incluse le domande pervenute successivamente alla chiusura del bando. L eventuale graduatoria è formulata sulla base dei criteri e punteggi sotto riportati: 1112 3.1 MODALITA DI AMMISSIONE DEI BAMBINI Situazione considerata Documentazione richiesta Valutazione attribuita o punteggio Bambini già frequentanti l anno precedente e ancora in età utile Gemelli ( la cui eventuale ammissione è indivisibile) Autodichiarazione Ammissione con priorità assoluta CARATTERISTICHE E COMPOSIZIONE DEL NUCLEO FAMILIARE Situazione considerata Handicap del bambino Grave disagio sociopsicologico legato al nucleo familiare Genitore/i portatore di handicap Condizione di orfano di uno o ambedue genitori, o assenza reale e totale di uno dei due genitori Presenza di altri figli (escluso quello per cui si fa domanda) nati entro la data di chiusura del bando e fino a 2 anni di età (riferita all anno solare in corso) Presenza di altri figli da 3 a 5 anni di età (riferita all anno solare in corso) Presenza di altri figli da 6 a 10 anni di età (riferita all anno solare in corso) Presenza di altri figli da 11 a 18 anni di età (riferita all anno Documentazione richiesta Certificazione specialistica da parte della U.S.L., o relazione di strutture specialistiche Relazione da parte del servizio sociale USL o Comunale Certificazione USL che attesti anche la difficoltà nella cura dei figli in relazione al tipo di disabilità Valutazione attribuita o punteggio Autodichiarazione 20 Autodichiarazione Autodichiarazione Autodichiarazione Autodichiarazione per ognuno 8 per ognuno 5 per ognuno 3 per ognuno solare in corso) Madre in stato di gravidanza Certificazione medica 5 Mancanza di nonni in pensione autosufficienti residenti nel comune o nei comuni confinanti Bambino per il quale si fa Autodichiarazione 2 Certificato del tribunale per i 1213 domanda in affidamento temporaneo o pre-adottivo o in adozione Familiare convivente handicappato o invalido al 100% con accompagnamento Minori 5 Certificazione specialistica dell U.S.L., Occupazione dei genitori (o del genitore in caso di nuclei monoparentali) Situazione considerata Documentazione richiesta Valutazione attribuita o punteggio Entrambi i genitori con orario di lavoro superiore a 36 ore settimanali Autocertificazione, con menzione di sede e orario di lavoro 35 Un genitore con orario superiore e uno con orario di 36 ore settimanali. Entrambi i genitori con orario di lavoro di 35/36 ore settimanali Un genitore a tempo pieno (indipendentemente da n. di ore) e uno con orario di lavoro (o tirocinio obbligatorio) part-time: a) maggiore/uguale a 20 ore settimanali b) minore di 20 ore sett.li Entrambi i genitori occupati part - time Un genitore a tempo pieno (indipendentemente dal n di ore) e uno in cerca di occupazione/studente/casal. Entrambi i genitori studenti non lavoratori Entrambi i genitori disoccupati Almeno un genitore con sede di lavoro nel comune sede della struttura Autocertificazione, con menzione di sede e orario di lavoro Autocertificazione, con menzione di sede e orario di lavoro Autocertificazione, con menzione di sede e orario di lavoro Autocertificazione, con menz. di sede e orario di lavoro Autocertificazione, con menzione di sede e orario di lavoro Iscriz. Centro per l Impiego o iscrizione corso di studi autodichiarate Dichiarazione di iscrizione in corso regolare di studio, o massimo un anno fuori corso, con menzione del numero degli esami sostenuti e quelli da sostenere Iscrizione Centro per l Impiego autodichiarata Autocertificazione con menzione di sede di lavoro14 Pendolarità (sede di lavoro oltre 25 Km) di uno o entrambi i genitori Autocertificazione SITUAZIONE ECONOMICA Valore ISEE come da tabella sottostante INDICATORE ISEE DSU PUNTI 5.000,00 10 PUNTI > 5.000, ,00 9 PUNTI > 6.900, ,00 8 PUNTI > 8.800, ,00 7 PUNTI > , ,00 6 PUNTI > , ,00 5 PUNTI > , ,00 4 PUNTI > , ,00 3 PUNTI > , ,00 2 PUNTI > , ,00 1 PUNTO > ,00 0 PUNTI 3.5 L orario lavorativo dichiarato è riconosciuto soltanto in presenza di un reddito proporzionato con la quantità delle ore lavorative dichiarate. In mancanza, il punteggio relativo all occupazione dei genitori (punto 3.3) viene ridotto proporzionalmente al reddito dichiarato, come segue: INDICATORE ISEE DICHIARATO PUNTEGGIO ASSEGNATO PER LA SITUAZIONE ECONOMICA PUNTEGGIO DA SITUAZIONE LAVORATIVA ASSIMILABILE 5.000,00 10 PUNTI MASSIMO 10 PUNTI > 5.000, ,00 9 PUNTI MASSIMO 10 PUNTI > 6.900, ,00 8 PUNTI MASSIMO 20 PUNTI > 8.800, ,00 7 PUNTI MASSIMO 20 PUNTI > , ,00 6 PUNTI MASSIMO 25 PUNTI > , ,00 5 PUNTI MASSIMO 30 PUNTI 3.6 In caso di genitori entrambi disoccupati, è possibile solo l ammissione alla frequenza della fascia oraria minima prevista dalla struttura. In caso di un solo genitore occupato (e l altro presente) il servizio può, in relazione ad esigenze organizzative, assegnare orari di frequenza ridotti rispetto alla richiesta iniziale, allo scopo di estendere la fruizione del servizio a coloro che si trovano in situazione di maggiore necessità. 3.7 L Unione Valdera, in collaborazione con la Guardia di Finanza, effettuerà controlli a campione sulla veridicità delle dichiarazioni ISEE, nonché controlli mirati in tutti i casi di dichiarazione risultanti palesemente false e/o mendaci. 1415 3.8 Ai fini dell attribuzione del punteggio sarà presa in considerazione la dichiarazione ISEE in corso di validità; ai fini del calcolo della fascia di contribuzione, o del buono servizio, in seguito all ammissione alla frequenza, sarà richiesto un aggiornamento dell ISEE, riferito alla dichiarazione dei redditi dell anno precedente. 4. In caso di mancata presentazione della dichiarazione ISEE, non viene attribuito il relativo punteggio e si procede all inserimento nella fascia massima di contribuzione. 5. Criteri di preferenza a parità di punteggio (nell ordine): a. anzianità di iscrizione nelle liste d attesa degli anni precedenti b. genitori entrambi dipendenti con ISEE inferiore a ,00 c. Fratelli frequentanti d. Maggiore età 6. Il soggetto gestore di un servizio educativo per la prima infanzia inserito nel sistema pubblico dell offerta è tenuto a garantire la possibilità di ammissioni straordinarie in casi di emergenza sociale, anche in condizioni di momentaneo soprannumero. 7. Le domande pervenute successivamente alla scadenza del bando generale di cui all art. 16 del presente regolamento, verranno valutate con gli stessi criteri riportati all art. 17, comma 3, saranno quindi incluse in un elenco dinamico, (per ogni singolo nido e sezioni ove presenti) articolato in tre sezioni (residenti nel comune, residenti in Valdera, altri), separato e comunque successivo alla lista d attesa risultante dalle domande presentate nel bando. Tale elenco viene denominato Lista d attesa fuori bando e man mano che si rendono disponibili dei posti nelle strutture, viene disposta l ammissione con precedenza assoluta per i residenti nel comune e, in mancanza, con precedenza per i residenti nella Valdera. ART. 18 FREQUENZA 1. I servizi educativi per la prima infanzia inseriti nel sistema pubblico dell offerta garantiscono: a. La realizzazione, in anticipo rispetto all inizio del ciclo annuale di funzionamento del servizio e, comunque, prima dell'inizio della frequenza, di un incontro con le famiglie di nuova iscrizione all'interno del servizio, per la presentazione generale del medesimo; b. La realizzazione di un colloquio individualizzato preliminare all inizio della frequenza; c. Forme di inserimento accompagnate dalla presenza iniziale di un adulto familiare e rispettose dei ritmi individuali dei bambini. 2. Tutte le iniziative e situazioni propedeutiche all'inizio della frequenza dei bambini sono orientate, in particolare, a promuovere la conoscenza reciproca e la condivisione delle regole d'uso dei servizi da parte delle stesse famiglie, nonché a favorire il buon inserimento dei bambini. 3. Il progetto organizzativo dei servizi educativi per l'infanzia e la possibilità di realizzare pienamente le opportunità educative in essi presenti si fondano, in particolare, sul presupposto della regolare frequenza da parte dei bambini. Le famiglie sono chiamate alla realizzazione di questa condizione, per consentire il massimo beneficio ai bambini e a loro medesime, nonché per consentire un funzionamento razionale e stabile dei servizi. 4. Alla comunicazione della ammissione alla frequenza deve seguire in tempi brevi (massimo 5 giorni) l accettazione scritta da parte della famiglia del posto, dell orario assegnato e della data di inserimento prevista. La mancata accettazione scritta è intesa come rinuncia e comporta la perdita del posto. Ad assenze superiori a 45 giorni solari continuativi (sabato e domenica inclusi) seppur giustificate, ovvero per assenze ingiustificate superiori a 15 giorni solari continuativi consegue la perdita del diritto di frequenza, mediante apposito provvedimento da parte del funzionario responsabile dell Unione Valdera. Analogamente a chi, pur corrispondendo la retta adeguata, non usufruisce di una fascia oraria lunga per un periodo superiore a 45 giorni solari continuativi, l ente 1516 gestore del servizio può assegnare la fascia oraria ridotta rispetto alla richiesta iniziale, allo scopo di estendere la fruizione del servizio a coloro che si trovano in situazione di maggiore necessità. 5. L accettazione del posto in una struttura del sistema comporta automaticamente la cancellazione dalla graduatoria relativa alle eventuali altre strutture scelte al momento della domanda. La rinuncia al posto offerto in una delle strutture del sistema comporta la cancellazione dalle liste d attesa della struttura offerta e da quelle scelte con priorità inferiore, mentre è salvaguardato il diritto a rimanere in lista d attesa nelle strutture scelte con priorità maggiore. 6. Il ritiro dalla frequenza, che deve essere scritta e protocollata da uno dei comuni della Valdera, ha effetto a partire dal mese successivo alla data di presentazione, (fatto salvo quanto previsto al presente articolo, comma 9. ) sia in relazione alla retta di frequenza che all eventuale buono servizio erogato, non dà alcun diritto al mantenimento del posto o alla priorità per l anno successivo, né alla preferenza a parità di punteggio prevista all articolo 18, comma 5, lettera a). 7. I nuovi inserimenti di bambini si realizzano nei mesi di settembre e ottobre; nel caso in cui risultino liberi alcuni posti in periodi successivi, sono previsti inserimenti singoli, o preferibilmente a piccoli gruppi, dal giorno 1 al giorno 10 di ogni mese, salvo casi eccezionali e motivati; in ogni caso, escluso le emergenze sociali, non oltre il 31 marzo. 8. Dal mese di aprile non possono essere prese in considerazione né riduzioni di orario né ritiri anticipati; In caso contrario l utente dovrà corrispondere la quota mensile corrispondente alla fascia oraria scelta all inizio della frequenza, fino alla fine dell anno educativo (giugno), fatto salvo ricorrano le condizioni previste all art. 20 comma 1, lettera c). 9. All inizio di ogni anno educativo l ente gestore deve comunicare alle famiglie le modalità di frequenza relative al mese di luglio, entro dicembre l organo competente dell Unione dei comuni dovrà comunicare ai gestori le decisioni in merito all erogazione dei buoni servizio per il mese di luglio. 10. Per consentire l inserimento di bambini portatori di handicap, ai sensi dell art. 12 della Legge 104/92, il Comune valuta l adeguamento dell organizzazione e del funzionamento dei servizi educativi per la prima infanzia mediante l assegnazione, nel limite delle risorse disponibili, di personale educativo di sostegno, restando ferme le competenze in materia proprie dell U.S.L., ovvero riducendo il numero di bambini iscritti nella sezione interessata. In coerenza con la logica di solidarietà tra i comuni sarà previsto un fondo di zona dedicato a questo intervento, a valere sul Piano di zona degli interventi educativi. 11. Nei nidi d infanzia, la frequenza dei bambini che, all'inizio dell'anno scolastico, non hanno i requisiti di età per frequentare la scuola dell'infanzia prosegue fino alla conclusione dell'anno scolastico. ART. 19 RETTE 1. Per i servizi a gestione pubblica di cui ai punti 1.1, 1.2 e 1.3 dell art. 9 (nidi di infanzia, centri gioco educativi e centri bambini e genitori), ogni utente dovrà corrispondere, a decorrere dalla data di inserimento del bambino, una quota di contribuzione al costo del servizio, sulla base della situazione economica del nucleo familiare misurata dal parametro ISEE di cui al D. Lgs n.109 e successive modifiche ed integrazioni, secondo i criteri fissati annualmente dall Organo competente nell ambito del provvedimento di cui al successivo punto Annualmente l Organo competente, nell'ambito delle determinazioni delle tariffe dei servizi a domanda individuale ovvero all inizio dell anno scolastico, determinerà quote differenziate di compartecipazione al servizio, i parametri per l esenzione totale, nonché l importo dei buoni servizio, eventuali tariffe agevolate per i fratelli frequentanti lo stesso servizio nello stesso anno educativo, o per altre condizioni oggettive. L istruttoria e la predisposizione degli atti relativi alla gestione dei buoni servizio è competenza dell Unione Valdera sulla base delle indicazioni formulate dalla Giunta dell Unione. 1617 3. Le tariffe saranno articolate sulla base dell ISEE del richiedente, aggiornato alla dichiarazione dei redditi più recente, e dell orario giornaliero assegnato, suddiviso nelle seguenti fasce: fascia 1 di 4 ore fascia 2 di 6 ore fascia 3 > 6 ore < 9 ore fascia 4 9 ore L'attribuzione individuale delle quote di compartecipazione agli utenti sarà effettuata annualmente dal Servizio di competenza con apposito procedimento. 4. I prezzi dei servizi privati, autorizzati, accreditati o ed eventualmente convenzionati, sono demandati alla dinamica di libero mercato, con possibilità di erogazione di buoni servizio alle famiglie da parte dell Unione Valdera, ed eventuale integrazione da parte dei singoli Comuni, per la frequenza ai servizi. 5. L Unione Valdera, in quanto competente delle funzioni in materia di ISEE, ha facoltà di eseguire controlli diretti ad accertare la veridicità delle informazioni fornite dal richiedente l agevolazione, sia tramite verifiche mirate che a campione. 6. Alla condizione di morosità prolungata nel tempo ( uguale o superiore a tre mesi di contribuzione) può conseguire la perdita del diritto di frequenza, mediante apposito provvedimento del soggetto gestore. 7. Non avranno diritto di accesso ai servizi alla prima infanzia gli utenti per i quali sono in corso situazioni di morosità, non legittimamente contestate, relative ai servizi per la prima infanzia e nei confronti di una qualsiasi Pubblica Amministrazione facente parte dell Unione Valdera. Ogni singolo comune ha la facoltà di negare il diritto di accesso ai servizi a chi presenti situazioni di morosità riferite a qualsiasi servizio comunale, e può provvedere al recupero del credito o di parte di esso, introitando direttamente eventuali contributi comunali destinati all utente interessato. ART MODALITÀ DI CORRESPONSIONE DELLA QUOTA DI COMPARTECIPAZIONE E DELLA RETTA - EVENTUALI RIDUZIONI 1. Ogni Ente gestore stabilisce le modalità per il pagamento delle quote di compartecipazione o delle rette di frequenza al servizio, rispettando le modalità agevolate in base ai parametri di seguito indicati: a) nel mese in cui avviene l inserimento la corresponsione della quota decorre dalla data di ingresso del bambino al servizio, indipendentemente dal numero di ore di permanenza, con arrotondamento contabile così determinato: dall 1 al 7 = mese intero, dall 8 al 22 = ½ di mensilità, dal 23 al 31 = ¼ di mensilità; b) qualora il bambino effettui una frequenza non continuativa è prevista la corresponsione della intera quota; c) qualora il bambino, ad inserimento già effettuato, risulti presente nel mese di riferimento per un periodo inferiore o uguale a 5 giorni per motivi di salute, documentati tramite certificato medico da consegnare entro 5 giorni dall inizio del mese successivo, l addebito sarà ridotto alla metà della tariffa prevista, senza riduzione del buono servizio, sempre che l importo del buono risulti uguale o inferiore alla retta da versare; d) nel caso in cui il bambino risulti assente per motivi di salute documentati da certificato medico per un periodo maggiore o uguale a 45 giorni solari continuativi, pur non 1718 rientrando nelle agevolazioni di cui alla lettera c), la retta del secondo mese di riferimento sarà ridotta alla metà della tariffa prevista, senza riduzione del buono servizio, sempre che l importo del buono risulti uguale o inferiore alla retta da versare; e) in occasione del periodo di festività natalizie (dicembre-gennaio) è prevista una riduzione di 1/3 della quota di compartecipazione del mese di gennaio, qualora il servizio sia interrotto per più di 5 giorni lavorativi, senza riduzione del buono servizio, sempre che l importo del buono risulti uguale o inferiore alla retta da versare; 2. Qualora il bambino venga ritirato dal nido d infanzia la quota sarà corrisposta per intero in riferimento al mese in cui è recepita la rinuncia. ART. 21 BUONI SERVIZIO 1. I Comuni che costituiscono l Unione Valdera stanziano annualmente una quota di risorse proprie e/o messe a disposizione dalla Regione per l erogazione dei buoni servizio, finalizzati a ridurre il costo dei servizi privati accreditati per le famiglie che li frequentano, in rapporto alla capacità contributiva di ciascuna famiglia. 2. L importo dei buoni erogabile per i residenti di ciascun Comune è dato dalla sommatoria delle risorse messe a disposizione dal singolo Comune, oltre alla quota ad esso attribuita dei fondi regionali. In caso di non completa utilizzazione delle risorse regionali attribuite, i residui disponibili vengono messi a disposizione degli enti nei quali si verifica eccedenza di domanda, in modo direttamente proporzionale all eccedenza stessa. 3. Per i bambini in affidamento etero-familiare con decreto del Tribunale dei Minori, si procederà come segue: l'eventuale buono servizio sarà calcolato in base all'isee della famiglia affidataria e inserito nella fascia immediatamente inferiore a quella di spettanza. La quota rimanente sarà ripartita tra il comune di residenza del minore e il comune di residenza della famiglia affidataria. 4. In relazione al riparto dei buoni, qualora non siano disponibili fondi sufficienti per l attribuzione a tutti del buono nell importo stabilito, si procederà ad operare una diminuzione proporzionale degli importi, al fine di garantire l erogazione dei buoni al maggior numero di utenti. 5. I buoni sono spendibili soltanto nei servizi privati accreditati classificati quali: nido d infanzia, centro gioco educativo, nido aziendale. 6. In nessun caso i buoni servizio possono essere convertiti in denaro, a pena di decadenza immediata dal beneficio e obbligo di restituzione dell intero controvalore dei buoni comunque ricevuti, ancorché utilizzati per la fruizione del servizio. 7. L Unione Valdera assegna i buoni servizio ai cittadini residenti in Valdera utilmente collocati nelle graduatorie di cui al precedente articolo 17. Il comune gestore di servizi pubblici non eroga buoni servizio per la frequenza presso i privati accreditati o convenzionati nel caso in cui le proprie strutture presentino posti disponibili alla frequenza. 8. Il buono servizio è spendibile esclusivamente nei servizi accreditati e non può comunque eccedere la tariffa praticata all utente. 9. I servizi privati, che ricevono la comunicazione relativa ai buoni servizio assegnati agli utenti, inviano ogni mese all Unione Valdera la fattura riepilogativa, corredata da un prospetto, debitamente sottoscritto dal genitore per accettazione, dal quale risultino i giorni frequentati nel mese. 10. Nella logica di una corretta programmazione finanziaria, per coloro che presentano domanda di iscrizione successivamente alla scadenza del bando non potrà essere garantita l erogazione, in parte o per intero, del buono servizio, la quale verrà valutata secondo le compatibilità di bilancio. 11. Nel corso dell anno educativo a coloro ai quali viene accolta la richiesta di variazione di orario di frequenza, non verrà automaticamente assegnato il corrispondente importo del buono 1819 servizio; il nuovo importo, se variato o no, verrà comunicato in seguito a valutazione del responsabile competente. 12. Per coloro che percepiscono il buono servizio, che rinunciano alla frequenza di un asilo nido e che nello stesso mese iniziano la frequenza in un'altra struttura facente parte del sistema dell Unione Valdera, verrà corrisposto complessivamente l importo del buono equivalente ad una sola mensilità, secondo le regole di eventuali riduzioni già esposte. Le eventuali spese aggiuntive risultanti da tale forma anomala di frequenza, saranno a carico degli utenti. ART. 22 RICORSI 1. Avverso le risultanze delle graduatorie di accesso al servizio di asilo nido, è ammesso ricorso in opposizione al funzionario responsabile dell Unione Valdera. Il ricorso, debitamente motivato, deve essere prodotto entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione relativa alla formazione della graduatoria, e può essere presentato al Front Office di uno dei comuni della Valdera, che lo trasmetterà entro 2 giorni lavorativi all Unione. 2. Ai fini della produzione del ricorso, gli interessati hanno diritto di accesso, anche informale, alla documentazione agli atti dell istruttoria riferita ai concorrenti che li precedono in graduatoria, fatta salva la possibilità di omettere la visione di dati sensibili relativi a terze persone non direttamente pertinenti al ricorso prodotto. 3. I ricorsi presentati vengono decisi con unico provvedimento entro 10 giorni dalla scadenza del termine di presentazione. Avverso il provvedimento decisorio dei ricorsi è ammesso soltanto ricorso in sede giurisdizionale. 4. È ammessa opposizione scritta motivata avverso la quota di compartecipazione attribuita ovvero il valore del buono servizio assegnato. Il ricorso dovrà essere presentato al Front Office di uno dei comuni della Valdera, che lo trasmetterà all Unione; entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di attribuzione della quota o di assegnazione del buono servizio, o comunque entro 30 giorni dal ricevimento del primo bollettino di pagamento in mancanza di comunicazione preventiva. Per coloro che abbiano chiesto di rientrare nella fascia di esenzione totale, il termine decorre dal momento della comunicazione di rigetto della richiesta. 5. Il ricorso, debitamente documentato, dovrà essere indirizzato al Dirigente del Settore Socio educativo dell Unione, che potrà motivatamente decidere l accoglimento o il rigetto del ricorso stesso. ART.23 - COORDINAMENTO PEDAGOGICO UNITARIO 1. L Unione Valdera assicura il coordinamento pedagogico della rete dei servizi educativi comunali e privati accreditati per la prima infanzia, istituendo il Coordinamento pedagogico unitario della Valdera, il quale verifica il progetto educativo e organizzativo dei servizi educativi pubblici e privati presenti sul proprio territorio, il loro reciproco raccordo e il loro inserimento nella rete delle opportunità educative offerte ai bambini e alle famiglie, secondo principi di coerenza e continuità degli interventi e di omogeneità ed efficienza organizzativa e gestionale. 2. Il Coordinamento Pedagogico unitario, in sinergia con il CRED Valdera, opera per promuovere uno stile educativo del nido d infanzia più omogeneo possibile, agisce per favorire un buon livello comunicativo nei vari contesti della partecipazione (operatori, pediatra del nido, famiglie, istituzioni, territorio), dispone iniziative volte a promuovere la complessiva qualificazione del sistema locale dei servizi. 3. Tali iniziative sono volte in particolare a: 1920 a. realizzare programmi annuali di formazione e aggiornamento professionale rivolti a tutti gli operatori impegnati nei servizi; b. sperimentare e utilizzare sistemi di valutazione della qualità, anche elaborando un documento specifico in cui si identifichino con chiarezza gli elementi che definiscono il concetto di qualità, da sottoporre all approvazione della Giunta dell Unione; c. promuovere, nei servizi privati autorizzati al funzionamento e accreditati lo sviluppo di modalità di gestione dei servizi corrispondenti ai parametri dell accreditamento, attuando anche azioni di tutoraggio ove ritenuto necessario; d. realizzare iniziative ed eventi rivolti a tutta la popolazione finalizzati alla crescita della cultura dell infanzia e delle buone prassi genitoriali. 4. La composizione dello staff del coordinamento è determinata e, ove occorra, revocata dal Dirigente dell Unione Valdera, sentito l Esecutivo di settore. 5. Il coordinamento pedagogico fornisce sostegno ai soggetti gestori di un servizio educativo per l elaborazione e l aggiornamento del progetto educativo del nido, del quale essi rimangono responsabili, assicurando l indirizzo unitario per la zona e la coerenza con la più ampia rete di servizi alla prima infanzia gestiti o regolati dai Comuni della Valdera. 6. Il coordinamento assicura la presenza periodica nelle strutture alla prima infanzia appartenenti al sistema integrato: nelle strutture private accreditate e nei nidi domiciliari convenzionate svolge anche sopralluoghi formali per il controllo e la verifica dei requisiti minimi richiesti per l autorizzazione e per l accreditamento. ART. 24 IL PROGETTO EDUCATIVO 1. Le finalità specifiche, l organizzazione interna, i rapporti con le famiglie, l aggiornamento degli operatori e le altre attività funzionali al raggiungimento degli obiettivi propri del nido d infanzia sono riportate nel progetto educativo, di validità triennale ed aggiornato annualmente. 2. Il Progetto Educativo ha come obiettivo primario il benessere psicofisico delle bambine e dei bambini. Si esplica nell ambito delle grandi aree dell apprendimento dell età 0-3: l area cognitiva, affettiva e psicomotoria. Il Progetto Educativo, realizzato collegialmente dal gruppo degli operatori del nido, rappresenta la cornice dell organizzazione generale del nido d infanzia a cui tutti gli operatori si attengono al fine di realizzare un coesione di comportamenti. 3. Le attività educative all'interno dei servizi sono organizzate privilegiando situazioni di piccolo gruppo e sono tese alla valorizzazione delle diversità individuali. Adeguate strategie sono adottate per consentire un ambientamento graduale e attivo dei bambini alla nuova situazione nei primi giorni di frequenza, ivi compresa la previsione della presenza di un familiare in detto periodo. L'individualizzazione del rapporto degli educatori con i singoli bambini, con particolare riguardo alle situazioni di cura personale e con i genitori, consente di stabilire un tessuto di sicurezze e di fiducia sul quale si costruisce positivamente, nel tempo, l'esperienza dei bambini nei servizi. Una attenta predisposizione dell'ambiente e delle risorse di materiali al suo interno promuovono nei bambini la capacità di orientarsi attivamente e consapevolmente fra le diverse possibilità di gioco favorendo la progressiva autonomia delle scelte e lo strutturarsi di contesti di relazione fra bambini, e fra bambini e adulti. L organizzazione dei tempi quotidiani secondo una matrice di regolarità e continuità sollecita l ordinarsi nei bambini di aspettative e intenzioni nei confronti delle diverse esperienze. L'organizzazione complessiva e armonica, da parte degli educatori, delle diverse situazioni di cura, gioco e socialità è tesa a rendere piacevole e produttiva l'esperienza dei bambini all'interno dei servizi. 4. Il Progetto Educativo è consegnato alle famiglie prima dell inizio di ogni anno educativo 5. Il Progetto Educativo del Nido privato richiedente l accreditamento comprende, oltre alla forme di partecipazione delle famiglie previste all articolo 14 del presente regolamento: a. un programma organico e coerente di situazioni di incontro con i genitori articolata con assemblee generali (almeno una ad inizio anno educativo), colloqui individuali all inizio dell anno educativo ed almeno 2 volte nel corso dello stesso; incontri per discutere 20 Vedere altro
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