Source: https://www.studiotecnicopagliai.it/riforma-autorizzazione-paesaggistica-approvata/
Timestamp: 2018-02-20 03:30:27+00:00

Document:
Semplificazione Paesaggistica, Riforma approvata dal Consiglio dei Ministri
Approvato il regolamento semplificante le procedure per l’autorizzazione paesaggistica, a breve il DPR
paesaggio toscano – ph. Carlo Pagliai
Arrivato il tanto atteso decreto che semplifica (davvero) le procedure per l’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica anche per opere di lieve entità.
E’ questione di giorni, e sarà pubblicato con decreto presidenziale il nuovo regolamento semplificante un settore particolarmente ostico per chi si occupa di pratiche edilizie.
Posto che buona parte del territorio italiano è tutelato da una discreta miriade di vincoli variegati, finalmente su certe opere si potrà procedere senza autorizzazione paesaggistica.
Il testo del regolamento, non ancora pubblicato sulla G.U, ha tenuto conto del parere rilasciato dal Consiglio di Stato e delle successive modifiche richiesta dalle Commissioni parlamentari il 20 ottobre scorso.
Questa riforma di semplificazione supera e abroga il previgente DPR 139/2010.
Attenzione: non si applica agli immobili vincolati come beni culturali, detti in gergo “alle Belle Arti”, ma solo sui vincoli di natura paesaggistica.
BOZZA NON ANCORA IN VIGORE
La riforma riguarda solo i procedimenti autorizzativi per immobili soggetti ai vincoli paesaggistici imposti come segue:
Aree e immobili oggetto di dichiarazione di notevole interesse pubblico ex art. 136 e segg. del Codice dei beni culturali (per decreto ministeriale);
le Aree tutelate e vincolate paesaggisticamente per legge ex art. 142 del Codice;
ESCLUSI dalla semplificazione gli immobili soggetti a vincolo di bene culturale, ex 1089/39 per capirsi;
PAESAGGISTICA LIBERA
ESTESO ELENCO OPERE NON SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE
Novità di particolare rilevanza consiste nell’ampliamento fino a 31 tipologie di intervento edilizio esonerate dalla richiesta di autorizzazione paesaggistica ed elencate nell’Allegato A del nuovo Regolamento.
E’ ovvio ribadire, come statuito dall’art. 14 del Regolamento, che l’esclusione dal regime paesaggistica non entra in merito sulle norme urbanistiche, edilizie e settoriali.
L’esclusione da ogni regime autorizzativo per gli interventi indicati nell’Allegato A prevale sulle eventuali disposizioni contrastanti contenute nei piani paesaggistici o negli strumenti di pianificazione, salvo specifiche prescrizioni disposte coi vincoli di notevole interesse pubblico ex art. 136 del Codice.
CONSULTA ELENCO OPERE ESENTATE DA AUTORIZZAZIONE – ALLEGATO A
Esteso elenco interventi lievi entità soggetti ad Autorizzazione paesaggistica semplificata
Integrato ed ampliato molto l’elenco delle opere considerate paesaggisticamente di modesta entità. Esse, a prescindere dal regime procedurale edilizio, sono soggette al rilascio preventivo dell’autorizzazione paesaggistica con procedura semplificata.
CONSULTA ELENCO OPERE IN REGIME SEMPLIFICATO – ALLEGATO B
ULTERIORI OPERE ESENTATE DALL’AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
L’articolo 4 del regolamento statuisce che provvedimenti di vincolo o nei piani paesaggistici (regionali, ndr) siano contenute specifiche prescrizioni d’uso finalizzate a conservare e tutelare il bene paesaggistico, sono esentate ulteriori categorie individuate negli Allegati A e B.
Inoltre l’esonero per alcune limitate tipologie di intervento dell’Allegato B scatta qualora ci siano accordi stipulati tra Ministero, Regioni ed enti locali.
revisione del procedimento di Compatibilità paesaggistica per le sanatorie edilizie;
TOLLERANZA EDILIZIA 2% IN AMBITO PAESAGGISTICO
Notevole portata è la notizia dell’introduzione della tolleranza, esentando da ogni autorizzazione tutte le opere ed interventi edilizi eseguiti in variante a progetti autorizzati ai finì paesaggistici che non eccedano il due per cento delle misure progettuali quanto ad altezza, distacchi, cubatura, superficie coperta o traslazioni dell’area di sedime, come già avviene per l’edilizia.
REVISIONATO PROCEDURA SEMPLIFICATA AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
Il Capo II del Regolamento prevede un rinnovamento del regime procedurale per ottenere il rilascio dell’Autorizzazione paesaggistica nel regime semplificato, predisponendovi un apposito modulo con l’allegato C del Regolamento ed esonerando espressamente l’applicazione del DPCM 12 dicembre 2005 relativo ai contenuti e documentazione necessaria per l’autorizzazione paesaggistica ordinaria.
I contenuti e documenti minimi per il regime semplificato sono indicati nel modulo di Relazione paesaggistica di cui all’Allegato D del regolamento, quali ad esempio:
i contenuti precettivi della disciplina vigente;
descrizione dello stato attuale;
attestazione della conformità alle prescrizioni d’uso dei beni paesaggistici;
la compatibilità del progetto coi valori il contesto;
le misure di inserimento paesaggistico previste
Il procedimento autorizzatorio semplificato si conclude con un provvedimento entro il termine tassativo di sessanta giorni dal ricevimento della domanda.
Nel procedimento semplificato inoltre il parere delle commissioni edilizie integrate per il paesaggio non è obbligatorio, salvo quanto disposto dalle regioni.
COMPATIBILITA’ PAESAGGISTICA
Resta immutato il regime di compatibilità paesaggistica “postuma” valevole per le opere abusive effettuate in zone paesaggistiche, restando vigente l’articolo 167 del Codice e il regime sanzionatorio di cui all’art. 181 del Codice.
In tali casi all’autorità preposta alla gestione del vincolo e il Soprintendente, nei casi di cui al famigerato art. 167 comma 4 del Codice, dispongono la remissione in pristino solo quando non sia in alcun modo possibile dettare prescrizioni che consentano la compatibilità paesaggistica dell’intervento.
Non può essere disposta la rimessa in pristino per interventi rientranti nel nuovo regime paesaggistica libera indicati nell’allegato A del Regolamento realizzati prima dell’entrata in vigore del regolamento qualora non soggette ad altro titolo abilitativo all’infuori dell’autorizzazione paesaggistica.
SOVRAPPOSIZIONE CON VINCOLI BENI CULTURALI
In presenza contemporanea di vincoli di beni culturali come ad esempio tutela storica, artistica e archeologica, per gli interventi soggetti ad autorizzazione paesaggistica semplificata, l’interessato può presentare un’unica istanza assorbente i due procedimenti, sul quale la Soprintendenza si pronuncia con efficacia plurima.
ENTRATA IN VIGORE E REGIONI
Dall’entrata in vigore sarà abrogato il previgente DPR 139/2010.
Le disposizioni del regolamento avranno immediata applicazione nelle regioni a statuto ordinario, mentre per quelle a statuto speciale e province autonome adeguano la propria legislazione in funzione dei rispettivi statuti e norme attuative; fino a ciò trovano applicazione le disposizioni del regolamento nazionale.
A breve, considerata l’approvazione nel CdM n. 9 tenutosi il 20 gennaio 2017, sarà promulgato il tutto con decreto presidenziale.
PER INFO SUL VIDEO CORSO PAESAGGISTICA SEMPLIFICATA:
ALLEGATO A – PAESAGGISTICA LIBERA, ESENTI DA AUTORIZZAZIONI
A.1. Opere interne che non alterano l’aspetto esteriore degli edifici, comunque denominate ai ﬁni urbanistico-edilizi, anche ove comportanti mutamento della destinazione d’uso;
A.2. interventi sui prospetti o sulle coperture degli edifici, purché eseguiti nel rispetto degli eventuali piani del colore vigenti nel Comune e delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti, quali: rifacimento di intonaci, tinteggiature, rivestimenti esterni o manti di copertura; opere di manutenzione di balconi, terrazze o scale esterne; integrazione o sostituzione di vetrine e dispositivi di protezione delle attività economiche, di finiture esterne o manufatti quali infissi, cornici, parapetti, lattonerie, lucernari, comignoli e simili;
interventi di coibentazione volti a migliorare l’efﬁcienza energetica degli ediﬁci che non comportino la realizzazione di elementi o manufatti emergenti dalla sagoma, ivi compresi quelli eseguiti sulle falde di copertura. Alle medesime condizioni non è altresì soggetta ad autorizzazione la realizzazione o la modifica di aperture esterne o di ﬁnestre a tetto, purché tali interventi non interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, articolo 136, comma l, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agii immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici;
A.3. interventi che abbiano finalità di consolidamento statico degli edifici, ivi compresi gli interventi che si rendano necessari per il miglioramento o l’adeguamento ai fini antisismici, purché non comportanti modiﬁche alle caratteristiche morfotipologiche, ai materiali di finitura o di rivestimento, o alla volumetria e all’altezza dell’ediﬁcio;
A.5. installazioni di impianti tecnologici esterni a servizio di singoli edifici non soggette ad alcun titolo abilitativo edilizio, quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati di unità esterna, caldaie, parabole, antenne, purché effettuate su prospetti secondari, o in spazi pertinenziali interni, o in posizioni comunque non visibili dallo spazio pubblico, o purché si tratti di impianti integrati nella configurazione esterna degli ediﬁci, ed a condizione che tali installazioni non interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi
nei centri o nuclei storici;
A.6. installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a servizio di singoli edifici, laddove posti su coperture piane e in modo da non essere visibili dagli spazi pubblici esterni; installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a servizio di singoli ediﬁci, purché integrati nella conﬁgurazione delle coperture, o posti in aderenza ai tetti degli ediﬁci con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda degli edifici, ai sensi dell’articolo 7-bis del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, non ricadenti fra quelli di cui all’articolo 136, comma l, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
A.7. installazione di micro generatori eolici con altezza complessiva non superiore a ml 1,50 e diametro non superiore a ml 1,00, qualora tali interventi non interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, articolo 136, comma l, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici;
A.9. installazione di dispositivi di sicurezza anticaduta sulle coperture degli ediﬁci;
A.11. opere di urbanizzazione primaria previste in piani attuativi già valutati ai ﬁni paesaggistici, ove oggetto di accordi di collaborazione tra il Ministero, le Regioni e gli Enti Locali o di specifica disciplina contenuta nel piano paesaggistico approvato ai sensi dell’art. 143 del codice;
A.12. interventi da eseguirsi nelle aree di pertinenza degli edifici non comportanti significative modiﬁche degli assetti planimetrici e vegetazionali, quali l’adeguamento di spazi pavimentati, la realizzazione di camminamenti, sistemazioni a verde e opere consimili che non incidano sulla morfologia del terreno, nonché, nelle medesime aree, la demolizione parziale o totale, senza ricostruzione, di volumi tecnici e manufatti accessori privi di valenza architettonica, storica o testimoniale, l’installazione di serre ad uso domestico con superficie non superiore a 20 mq , a condizione che tali interventi non interessino i beni di cui all’articolo 136, comma 1, lettera b) del Codice;
A.13. interventi di manutenzione, sostituzione o adeguamento di cancelli, recinzioni, muri di cinta o di contenimento del terreno, inserimento di elementi antintrusione sui cancelli, le recinzioni e sui muri di cinta eseguiti nel rispetto delle caratteristiche morfotipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti che non interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici;
A.14. sostituzione o messa a dimora di alberi e arbusti, singoli o in gruppi, in aree pubbliche o private, eseguita con esemplari adulti della stessa specie o di specie autoctone o comunque storicamente naturalizzate e tipiche dei luoghi, purché tali interventi non interessino i beni di cui all’articolo 136, comma 1, lettere a) e b) del Codice, ferma l’Autorizzazione degli uffici competenti, ove prevista;
A.15. fatte salve le disposizioni di tutela dei beni archeologici nonché le eventuali specifiche prescrizioni paesaggistiche relative alle aree di interesse archeologico di cui all’articolo 142, comma 1, lettera m) del Codice, la realizzazione e manutenzione di interventi nel sottosuolo che non comportino la modifica permanente della morfologia del terreno e che non incidano sugli assetti vegetazionali, quali: volumi completamente interrati senza opere in soprasuolo; condotte forzate e reti irrigue, pozzi ed opere di presa e prelievo da falda senza manufatti emergenti in soprasuolo;
impianti geotermici al servizio di singoli edifici; serbatoi, cisterne e manufatti consimili nel sottosuolo; tratti di canalizzazioni, tubazioni o cavi interrati per le reti di distribuzione locale di servizi di pubblico interesse o di fognatura senza realizzazione di nuovi manufatti emergenti in soprasuolo o dal piano di campagna; l’allaccio alle infrastrutture a rete. Nei casi sopraelencati è consentita la realizzazione di pozzetti a raso emergenti dal suolo non oltre i 40 cm;
A.19. nell’ambito degli interventi di cui all’art. 149, comma l, lettera b) del Codice: interventi su impianti idraulici agrari privi di valenza storica o testimoniale; installazione di serre mobili stagionali sprovviste di strutture in muratura; palificazioni, pergolati, singoli manufatti amovibili, realizzati in legno per ricovero di attrezzi agricoli, con superficie coperta non superiore a cinque metri quadrati e semplicemente ancorati al suolo senza opere di fondazione o opere murarie; interventi di manutenzione strettamente pertinenti l’esercizio dell’attività ittica; interventi di manutenzione della viabilità vicinale, poderale e forestale che non modiﬁchino la struttura e le pavimentazioni dei tracciati; interventi di manutenzione e realizzazione di muretti a secco ed abbeveratoi funzionali alle attività agro-silvo-pastorali, eseguiti con materiali e tecniche tradizionali; installazione di pannelli
amovibili realizzati in legno o altri materiali leggeri per informazione turistica o per attività didattico-ricreative; interventi di ripristino delle attività agricole e pastorali nelle aree rurali invase da formazioni di vegetazione arbustiva o arborea, previo accertamento del preesistente uso agricolo o pastorale, da parte delle autorità competenti e ove tali aree risultino individuate dal piano paesaggistico regionale;
A.20. nell’ambito degli interventi di cui all’art. 149, comma l, lettera c) del Codice: pratiche selvicolturali autorizzate in base alla normativa di settore; interventi di contenimento della vegetazione spontanea indispensabili per la manutenzione delle infrastrutture pubbliche esistenti pertinenti al bosco, quali elettrodotti, viabilità pubblica, opere idrauliche; interventi di realizzazione o adeguamento della viabilità forestale al servizio delle attività agrosilvopastorali e funzionali alla gestione e tutela del territorio, vietate al transito ordinario, con fondo non asfaltato e a carreggiata unica, previsti da piani o strumenti di gestione forestale approvati dalla Regione previo parere favorevole del Soprintendente per la parte inerente la realizzazione o
adeguamento della viabilità forestale;
A.24. installazione o modifica di impianti delle reti di comunicazione elettronica o di impianti radioelettrici, di cui all’articolo 6, comma 4, del d.l. 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge L. novembre 2014, n. 164, nonché smantellamento di reti elettriche aeree;
A.25. interventi di manutenzione degli alvei, delle sponde e degli argini dei corsi d’acqua, compresi gli interventi sulla vegetazione ripariale arborea e arbustiva, finalizzati a garantire il libero deflusso delle acque e che non comportino alterazioni permanenti della visione d’insieme della morfologia del corso d’acqua; interventi di manutenzione e ripristino funzionale dei sistemi di scolo e smaltimento delle acque e delle opere idrauliche in alveo;
A.26. interventi puntuali di ingegneria naturalistica diretti alla regimazione delle acque e/o alla conservazione del suolo che prevedano l’utilizzo di piante autoctone e pioniere, anche in combinazione con materiali inerti di origine locale o con materiali artiﬁciali biodegradabili;
A.29. interventi di fedele ricostruzione di edifici, manufatti e impianti tecnologici che in conseguenza di calamità naturali o catastrofi risultino in tutto o in parte crollati o demoliti, o siano oggetto di ordinanza di demolizione per pericolo di crollo, purché sia possibile accertarne la consistenza e configurazione legittimamente preesistente ed a condizione che l’intervento sia realizzato entro dieci anni dall’evento e sia conforme all’ediﬁcio o manufatto originario quanto a collocazione, ingombro planivolumetrico, conﬁgurazione degli esterni e finiture, fatte salve esclusivamente le
innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica e di sicurezza degli impianti tecnologici;
A.31. opere ed interventi edilizi eseguiti in variante a progetti autorizzati ai fini paesaggistici che non eccedano il due per cento delle misure progettuali quanto ad altezza, distacchi, cubatura, superficie coperta o traslazioni dell’area di sedime.
ALLEGATO B – INTERVENTI LIEVE ENTITA’ SOGGETTI AD AUTORIZZAZIONE SEMPLIFICATA
B.1. Incrementi di volume non superiori al 10 per cento della volumetria della costruzione originaria e comunque non superiori a 100 mc, eseguiti nel rispetto delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle ﬁniture esistenti. Ogni ulteriore incremento sullo stesso immobile da eseguirsi nei cinque anni successivi all’ultimazione lavori è sottoposto a procedimento autorizzatorio ordinario;
B.2. realizzazione o modiﬁca di aperture esterne o finestre a tetto riguardanti beni vincolati ai sensi del Codice, articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici, purché tali interventi siano eseguiti nel rispetto delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle ﬁniture esistenti;
B.3. interventi sui prospetti, diversi da quelli di cui alla voce B.2, comportanti alterazione dell’aspetto esteriore degli edifici mediante modifica delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali o delle finiture esistenti, quali: modifica delle facciate mediante realizzazione o riconfigurazione di aperture esterne, ivi comprese vetrine e dispositivi di protezione delle attività economiche, o di manufatti quali cornicioni, ringhiere, parapetti; interventi sulle finiture esterne, con rifacimento di intonaci, tinteggiature o rivestimenti esterni, modiﬁcativi di quelli
preesistenti; realizzazione, modifica o chiusura di balconi o terrazze; realizzazione o modifica sostanziale di scale esterne;
B.4. interventi sulle coperture, diversi da quelli di cui alla voce B.2, comportanti alterazione dell’aspetto esteriore degli edifici mediante modifica delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali o delle ﬁniture esistenti, quali: rifacimento del manto del tetto con materiali diversi; modifiche alle coperture finalizzate all’installazione di impianti tecnologici; modifiche alla inclinazione o alla configurazione delle falde; realizzazione di lastrici solari o terrazze a tasca; inserimento di carine fumarie o comignoli; realizzazione di ﬁnestre a tetto, lucernari, abbaini 0 elementi consimili;
B.6. interventi necessari per il superamento di barriere architettoniche, laddove comportanti la realizzazione di rampe per il superamento di dislivelli superiori a 60 cm, ovvero la realizzazione di ascensori esterni o di manufatti consimili che alterino la sagoma dell’ediﬁcio e siano visibili dallo spazio pubblico;
B.7. installazione di impianti tecnologici esterni a servizio di singoli ediﬁci, quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati di unità esterna, caldaie, parabole, antenne, su prospetti prospicienti la pubblica via o in posizioni comunque visibili dallo spazio pubblico, o laddove si tratti di impianti non integrati nella configurazione esterna degli edifici oppure qualora tali installazioni riguardino beni vincolati ai sensi del Codice, articolo 136, comma l, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest`ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici;
B.8. installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a servizio di singoli ediﬁci, purché integrati nella configurazione delle coperture, o posti in aderenza ai tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda degli ediﬁci ricadenti fra quelli di cui all’articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a servizio di singoli edifici su coperture piane in posizioni visibili dagli spazi pubblici esterni;
B.9. installazione di micro generatori eolici con altezza complessiva non superiore a ml 1,50 e diametro non superiore a ml 1,00, qualora tali interventi interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici;
B.11. interventi puntuali di adeguamento della viabilità esistente, quali: sistemazioni di rotatorie, riconfigurazione di incroci stradali, realizzazione di banchine, pensiline, marciapiedi e percorsi ciclabili, manufatti necessari per la sicurezza della circolazione, realizzazione di parcheggi a raso con fondo drenante o che assicuri adeguata permeabilità del suolo;
B.12.. interventi sistematici di arredo urbano comportanti l’installazione di manufatti e componenti, compresi gli impianti di pubblica illuminazione;
B.14. interventi di cui alla voce A.12 dell’Allegato “A”, da eseguirsi nelle aree di pertinenza degli ediﬁci, ove si tratti di beni vincolati ai sensi dell’art. 136, comma l, lett. b) del Codice;
B.17. realizzazione di tettoie, porticati, chioschi da giardino di natura permanente e manufatti consimiìi aperti su più lati, aventi una superficie non superiore a 30 mq o di manufatti accessori o volumi tecnici con volume emergente fuori terra non superiore
a 30 mc;
B.18. interventi sistematici di configurazione delle aree di pertinenza di edifici esistenti, diversi da quelli di cui alla voce B.14, quali: nuove pavimentazioni, accessi pedonali e carrabili, modellazioni del suolo incidenti sulla morfologia del terreno, realizzazione di rampe, opere fisse di arredo, modifiche degli assetti vegetazionali;
B.20. impianti tecnici esterni al servizio di edifici esistenti a destinazione produttiva, quali strutture per lo stoccaggio dei prodotti owero per la canalizzazione dei fluidi o dei fumi mediante tubazioni esterne;
B.21. realizzazione di cancelli, recinzioni, muri di cinta o di contenimento del terreno, inserimento di elementi antintrusione sui cancelli, le recinzioni e sui muri di cinta, interventi di manutenzione, sostituzione o adeguamento dei medesimi manufatti, se eseguiti con caratteristiche morfo-tipologiche, materiali o finiture diversi da quelle preesistenti e, comunque, ove interessino beni vincolati ai sensi del Codice, articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici;
B.23. realizzazione di opere accessorie in soprasuolo correlate alla realizzazione di reti di distribuzione -locale di servizi di pubblico interesse o di fognatura, o ad interventi di allaccio alle infrastrutture a rete;
B.28. realizzazione di ponticelli di attraversamento di corsi d’acqua, o tombinamento parziale dei medesimi, limitatamente al tratto necessario per dare accesso ad ediﬁci esistenti o a fondi agricoli interclusi; riapertura di tratti tombinati di corsi d’acqua;
B.29. manufatti per ricovero attrezzi agricoli, realizzati con opere murarie o di
fondazione, con superficie non superiore a dieci metri quadrati;
B.30. realizzazione di nuove strutture relative all°esercizio dell’attività ittica con superficie non superiore a 30 mq;
B.34. riduzione di superﬁci boscate in aree di pertinenza di immobili esistenti, per superﬁci non superiori a 2.000 mq, purché preventivamente assentita dalle amministrazioni competenti;
B.35. interventi di realizzazione o adeguamento della viabilità forestale in assenza di piani o strumenti di gestione forestale approvati dalla Regione previo parere favorevole del Soprintendente per la parte inerente la realizzazione o adeguamento della viabilità foresta;
B.38. installazione di impianti delle reti di comunicazione elettronica o di impianti radioelettrici, diversi da quelli di cui all’articolo 6, comma 4, del d.l. 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, che comportino la realizzazione di supporti di antenne non superiori a 6 metri se collocati su ediﬁci esistenti, e/o la realizzazione di sopralzi di infrastrutture esistenti come pali o tralicci, non superiori a 6 metri, e/o la realizzazione di apparati di telecomunicazioni a servizio delle antenne, costituenti volumi tecnici, tali comunque
da non superare l’altezza di metri 3 se collocati su edifici esistenti e di metri 4 se posati direttamente a terra;
B.39. interventi di modiﬁca di manufatti di difesa dalle acque delle sponde dei corsi d’acqua e dei laghi per adeguamento funzionale;
B.41. interventi di demolizione e ricostruzione di ediﬁci e manufatti, ivi compresi gli impianti tecnologici, con volumetria, sagoma ed area di sedime corrispondenti a quelle preesistenti, diversi dagli interventi necessitati di ricostruzione di edifici e manufatti in tutto o in parte crollati o demoliti in conseguenza di calamità naturali o catastrofi. Sono esclusi dal procedimento sempliﬁcato gli interventi di demolizione e ricostruzione che interessino i beni di cui all’articolo 136, comma 1, lettere a) e b) del Codice;
B.42. interventi di ripascimento circoscritti di tratti di arenile in erosione, manutenzione di dune artiﬁciali in funzione antierosiva, ripristino di opere di difesa esistenti sulla costa.
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato seguimi sulla pagina oppure iscriviti alla newsletter:
La Burocrazia quale indice di corruzione di un Paese
Paesaggistica in sanatoria: applicabile solo normativa vigente al rila...
autorizzazione paesaggisticacodice beni culturaliriforma paesaggisticasemplificazione
Ante ’67: Legittimazione e conformità urbani... 122.097 views
Edilizia Libera: occorrono Fine dei Lavori e lR... 66.769 views
Altezza interna 2,70 ml nelle abitazioni: analisi... 57.183 views
previous post: Bozza non ancora in vigore del Regolamento semplificazione Autorizzazione paesaggistica
next post: Introdotta Tolleranza edilizia 2% in zona paesaggistica

References: art. 136
 art. 142
 art. 136
 art. 167
 articolo 136
 articolo 136
 articolo 136
 articolo 136
 articolo 136
 articolo 136
 articolo 136
 articolo 136