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Diffamazione a mezzo stampa: ultime novità, pagina 8 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 13 ATTENZIONE! RIGUARDA SOLTANTO GLI ASSOCIATI CHE HANNO RICEVUTO RICHIESTE DI RIMBORSI TARIFFARI POSTALI DA PARTE DI POSTE ITALIANE SPA boZZa dI letteRa dI contestaZIone della RIchIesta dI RImboRsI taRIFFaRI postalI da paRte dI poste ItalIane spa Sul sito www.uspi.it - AREA SOCI - è pubblicata una bozza di contestazione alle richieste, pervenute da parte di Poste Italiane, di adeguamento delle tariffe postali pagate dal 2010 al 2015. La bozza dovrà essere personalizzata con le date e gli indirizzi, e – chiaramente – è modificabile secondo le proprie esigenze.
Con Delibera del 25 giugno 2015
L’AGCOM APPROVA LA CONSEGNA POSTALE A GIORNI ALTERNI Avverrà in tre fasi successive (dal 1° ottobre 2015, dal 1° aprile 2016 e non prima del mese del febbraio 2017) - A regime, interesserà un quarto della popolazione - La delibera adottata dovrà essere comunicata alla Commissione europea E’ stato ricercato il “massimo equilibrio sul nuovo standard di servizio universale postale” ed è stato avviato un “confronto costruttivo con la Commissione europea”.
PREMI E MENZIONI PER LE PUBBLICAZIONI PERIODICHE DI ELEVATO VALORE CULTURALE annata 2014 La Domanda dovrà pervenire entro il 31 luglio 2015 – 130 premi da assegnare e menzioni speciali fino ad un massimo di 100 Come previsto dalla Circolare n. 103 /2014, articolo 3, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.129 del 4 giugno 2013, il termine ultimo per la presentazione delle domande per le riviste pubblicate nell’anno 2014, è il 31 luglio 2015. Le provvidenze introdotte dall’articolo 25 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e rinnovate dall’articolo 18 della legge 25 febbraio 1987, n.67, prevedono la concessione, con cadenza annuale, di contributi alle pubblicazioni periodiche che vengano riconosciute di elevato valore culturale per il rigore scientifico con il quale viene svolta la trattazione degli argomenti.
Così l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che spiega: “Le recenti delibere sul servizio universale postale, assunte dall’Autorità, sono diretta conseguenza applicativa, ancorché estremamente moderata e graduale, di obblighi introdotti da 2 I criteri per la concessione dei contributi,
“Definire la libertà di stampa come la libertà di parlare e di dire ciò che si vuole fa il paio col fatto di spacciare la libertà in generale come la libertà di fare ciò che si vuole. Siffatto parlare appartiene alla rozzezza e alla superficialità”. Friedrich Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (1821)
Il bambIno che studIa alla luce del lampIone Questa foto ha fatto il giro del mondo. E’ stata scattata da una ragazza filippina, Joyce Gilos Torrefranca, che l’ha pubblicata sul suo profilo Facebook con la frase: “Sono stata ispirata da un bambino”. Il piccolo, di nome Daniel, accovacciato sul marciapiedi di fronte a uno sgabello, fa i compiti alla luce di un lampione perché a casa non ha la corrente elettrica. L’esempio di questo bambino, con la sua determinazione allo studio, insieme con l’altra notissima foto che ritrae una bambina palestinese in cerca dei libri e quaderni nella sua casa bombardata (vedi Notiziario USPI n.9 – settembre 2014) rafforza la convinzione che un mondo migliore sia ancora possibile.
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 51° - MENSILE - 11 NUMERI - 7-8 luglio/agosto 2015 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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una legge approvata dal Parlamento”. Quindi, precisa il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani: “Affermazioni contrarie sono destituite di ogni fondamento”. Inoltre, sottolinea in un comunicato, “il confronto con la Commissione europea, già avviato nelle scorse settimane informalmente, inizierà dopo la comunicazione di quanto deliberato”. E aggiunge: “L’Autorità ha già dichiarato di essere aperta ad ogni modifica migliorativa, con spirito di leale confronto istituzionale”. Le delibere prese il 25 giugno scorso dall’AGCOM toccano sia le tariffe che il ritmo dei recapiti postali. Dal primo ottobre prossimo spedire una normale lettera costerà infatti di più: come era nelle attese il francobollo passerà dagli attuali 80 centesimi a 95 centesimi. Ma il cambiamento sarà più profondo perché il servizio tornerà ”ordinario” e tornerà anche ad essere offerta in alternativa la consegna ”prioritaria” (più costosa). Inoltre comincerà l’attuazione graduale di un parziale passaggio a ”giorni alterni” del recapito della posta che – a regime – interesserà un quarto della popolazione. Ecco i dettagli delle delibere, secondo il comunicato pubblicato sul sito dell’ Autorità: 1) l’attuazione del recapito a giorni alterni (secondo lo schema bisettimanale, lunedì-mercoledì-venerdì-martedì-giovedì) avverrà in tre fasi successive che saranno avviate rispettivamente il 1° ottobre 2015, il 1° aprile 2016 e non prima del mese di febbraio 2017. La prima fase coinvolgerà una ristretta fascia di popolazione (pari allo 0,6% della popolazione nazionale) fino al massimo del 25% nella fase conclusiva. Dopo la prima fase, nel caso in cui si verifichino criticità, l’Autorità ha il potere di intervenire. ”L’Autorità – si specifica – ha tenuto conto delle problematiche sollevate dalla FIEG con riferimento alla consegna dei quotidiani in abbonamento” e richiederà a Poste Italiane ”di formulare una proposta specifica e migliorativa che sarà trattata nell’ambito di un tavolo con MISE e Dipartimento per l’editoria della PCM”. 2) dal 1 ottobre 2015, Poste italiane praticherà per il servizio di posta ordinaria for2
mato standard un prezzo non superiore a 0,95 euro. Il nuovo servizio di posta ordinaria sarà caratterizzato da tempi di consegna entro il quarto giorno lavorativo. Adesso invece (al prezzo unitario di 80 centesimi) il servizio di base è rappresentato dalla ”posta prioritaria” (con tempi di consegna, almeno in linea di principio, più veloci). 3) le Poste offriranno anche un nuovo servizio ”prioritario” che, oltre a garantire la consegna entro il primo giorno lavorativo successivo, comprenderà un servizio accessorio di resoconto degli esiti della consegna. Sempre dal 1 ottobre 2015, Poste Italiane dovranno offrire per questo nuovo servizio di posta prioritaria ”prezzi ragionevoli, trasparenti, non discriminatori e accessibili all’insieme degli utenti”. Le decisioni sono state adottate, spiega l’Autorità, con l’obiettivo di ridurre o coprire i costi del servizio postale universale, ”in modo coerente con i mutati bisogni dei cittadini e dei consumatori; nel contempo consentono maggiore flessibilità nel modulare offerte alla clientela, per testare nuove formule che diano risposta alla minore domanda dei servizi tradizionali di corrispondenza e possano invertire la tendenza di forte calo nei volumi”. (ANSA, 29 giugno 2015) COMUNICATO STAMPA AGCOM Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Angelo M. Cardani, ha definito le due istruttorie avviate a seguito delle proposte presentate da Poste Italiane: una sulle nuove modalità di recapito degli invii postali a giorni alterni, l’altra sulle tariffe e gli standard di qualità del servizio postale universale di corrispondenza, sulla base di quanto previsto dalla legge di stabilità 2015. Nel quadro del contenimento complessivo della spesa pubblica, la legge di stabilità 2015 ha modificato il quadro normativo relativo al servizio universale postale. In un contesto di crescente contrazione dei volumi postali, e di conseguente aumento dei costi di fornitura del servizio, il Legislatore è intervenuto al fine di adeguare i livelli di servizio allo specifico contesto tecnico, economico e sociale di riferimento, assicurando la sostenibilità economica dell’onere del servizio universale per i prossimi anni e nel contempo perseguendo la valorizzazio-
in questo numero Bozza di lettera di contestazione a Poste Italiane SpA (pagina 1) L’AGCOM approva la consegna postale a giorni alterni (pagine 1, 2, 4, 5) Premi e menzioni alle pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale annata 2014 (pagine 1, 6, 7) Le quote associative USPI per l’anno 2015 (pagina 3) La Legge di stabilità 2015 sul servizio postale (pagina 5) Approvate alla Camera le nuove norme sulla diffamazione a mezzo stampa (pagine 8, 9, 10) Notiziario fiscale e del lavoro: decreto di semplificazione del DURC; nuova email per il lavoro intermittente; decreto legislativo 81/2015 (pagine 11, 12, 13, 14) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 13) NOTIZIE: Editoria e Comunicazione (pagine 15, 16) L’Eco della Stampa (pagina 15) Biblioteca USPI: “Dall’ombra alla luce del sole” (pagina 16) Convenzione USPI – SDA (pagina 16) ne di Poste Italiane in uno scenario di riduzione del valore massimo dell’onere ad essa riconosciuto a partire dall’anno corrente. Le delibere oggi adottate dall’Autorità registrano i profondi mutamenti, causati da una domanda in declino anche per effetto della e-substitution, che si sono avuti nel mercato dei servizi postali e, in particolare, hanno l’obiettivo di bilanciare l’efficienza economica dell’operatore incaricato di fornire il servizio postale universale con i bisogni sociali e di interesse generale soddisfatti dalla rete di raccolta e recapito della società Poste Italiane. Le due decisioni, adottate al termine di un’istruttoria che ha visto un’ampia 4 Notiziario USPI n° 7-8/2015
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partecipazione sulle istanze di Poste Italiane messe in consultazione, sono volte a ridurre (modalità di recapito) o coprire (prezzo dei servizi) i costi del servizio universale, in modo coerente con i mutati bisogni dei cittadini e dei consumatori; nel contempo consentono maggiore flessibilità nel modulare offerte alla clientela, per testare nuove formule che diano risposta alla minore domanda dei servizi tradizionali di corrispondenza e possano invertire la tendenza di forte calo nei volumi. In particolare, con riferimento alla modalità di recapito a giorni alterni (relatore il Commissario Antonio Nicita), l’Autorità ha definito i criteri che devono essere rispettati per individuare i Comuni interessati dalla misura, in virtù delle particolari circostanze, anche di natura geografica, che caratterizzano l’ambito del recapito postale sul territorio italiano. L’attuazione del recapito a giorni alterni (secondo lo schema bisettimanale, lunedìmercoledì-venerdì-martedì-giovedì) avverrà in tre fasi successive che saranno avviate rispettivamente il 1° ottobre 2015, il 1° aprile 2016 e non prima del mese di febbraio 2017. La prima fase coinvolgerà una ristretta fascia di popolazione (pari allo 0,6% della popolazione nazionale) fino al massimo del 25% nella fase conclusiva. Dopo la prima fase, nel caso in cui si verifichino criticità, l’Autorità ha il potere di intervenire inibendo l’ulteriore prosecuzione del recapito a giorni alterni o stabilendo particolari condizioni volte a salvaguardare la regolarità del servizio o la realizzazione degli obiettivi previsti di contenimento dei costi. L’Autorità ha tenuto conto delle problematiche sollevate con riferimento alla consegna dei quotidiani in abbonamento. AGCOM richiederà a Poste Italiane di formulare una proposta specifica e migliorativa che sarà trattata nell’ambito di un tavolo con MISE e Dipartimento per l’editoria della PCDM. La delibera adottata dovrà essere comunicata alla Commissione europea. Con riferimento invece alla manovra tariffaria (relatore il Commissario Antonio Martusciello), l’Autorità ha stabilito che, dal 1 ottobre 2015, Poste italiane praticherà per il servizio di posta ordinaria formato 4
standard un prezzo non superiore a 0,95 euro/invio. Il nuovo servizio di posta ordinaria (caratterizzato da tempi di consegna entro il quarto giorno lavorativo) assolverà le funzioni di corrispondenza di base, al momento assolte dal servizio di posta prioritaria. Quest’ultimo sarà sostituito da un nuovo servizio che, oltre a garantire la consegna entro il primo giorno lavorativo, comprenderà un servizio accessorio di rendicontazione degli esiti della consegna. Dal 1 ottobre 2015, Poste Italiane praticherà per il nuovo servizio di posta prioritaria prezzi ragionevoli, trasparenti, non discriminatori e accessibili all’insieme degli utenti. L’Autorità si riserva comunque la facoltà di rimodulare i prezzi ove riscontri un degrado non occasionale della qualità dei servizi. L’Autorità ha anche deliberato i nuovi obiettivi statistici di qualità, che Poste italiane è tenuta a rispettare. L’Autorità ha infine ritenuto opportuno, alla luce del cambiamento delle condizioni nel mercato anche per effetto delle due decisioni adottate, di rivedere – sottoponendole a consultazione – le regole di accesso alla rete di P.I. Le due delibere, approvate con il voto contrario del Commissario Antonio Preto, saranno pubblicate sul sito web dell’Autorità. Roma, 25 giugno 2015 NOTA DEL PRESIDENTE AGCOM Le recenti delibere sul servizio universale postale, assunte dall’Autorità, sono diretta conseguenza applicativa, ancorché estremamente moderata e graduale, di obblighi introdotti da una legge approvata dal Parlamento (Legge di stabilità 2015). Il confronto con la Commissione europea, già avviato nelle scorse settimane informalmente, inizierà dopo la comunicazione di quanto deliberato. L’Autorità ha già dichiarato di essere aperta ad ogni modifica migliorativa, con spirito di leale confronto istituzionale. Le Autorità indipendenti, anche nel confronto con le istituzioni europee, devono restare estranee a strumentalizzazioni, partigianerie e protagonismi mediatici, e ricercare, nell’ambito che loro compete dell’equilibrio tra normativa europea e nazionale, la leale collaborazione tra istituzioni.
Uno spirito di lealtà che dovrebbe sempre guidare anche il legittimo esercizio della libertà di opinione rispetto a decisioni che non si condividono. Roma, 29 giugno 2015 Il Presidente Angelo Marcello Cardani GARANTIRE A TUTTI I CITTADINI L’ACCESSO ALL’INFORMAZIONE STAMPATA Roma, 26 giugno 2015 – “La decisione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di approvare, con il voto a maggioranza, il piano presentato da Poste rischia di pregiudicare l’accesso all’informazione da parte dei cittadini nel 65% dei comuni italiani. È necessario che il confronto, richiesto dalla stessa Autorità nella decisione di ieri, tra editori, Poste italiane e Governo affronti e risolva in maniera tempestiva e realmente efficace il problema della consegna dei giornali quotidiani e periodici”. Il presidente della FIEG, Maurizio Costa, ha così commentato l’approvazione da parte dell’Agcom del progetto di Poste italiane di consegna della corrispondenza, e con essa dei giornali agli abbonati, a giorni alterni. “Deroghe al principio della direttiva europea sul mercato dei servizi postali – che prescrive la distribuzione a domicilio della posta almeno cinque giorni lavorativi a settimana – dell’ampiezza di quella che Agcom ha concesso a Poste Italiane, che investe il 25% della popolazione italiana, non sono mai state concesse. L’eccezione massima finora consentita è stata per la Grecia. Ma riguarda meno del 7% della popolazione disseminata in migliaia di piccole isole. In altri Paesi sono state riconosciute deroghe, ma sempre limitate a meno dell’1% della popolazione, non al 25% come in Italia. All’inaccettabile ampiezza del perimetro della deroga si aggiunge il fatto che in molti degli oltre 5mila comuni interessati il recapito postale costituisce l’unico mezzo di accesso alla stampa”. “Se il piano di Poste Italiane, relativamente alla consegna dei giornali, dovesse restare così com’è – ha concluso Costa – non supererebbe l’esame della Commissione europea, già sollecitata sia dalla Fieg sia dal Vice Presidente David Sassoli con l’interrogazione presentata il 15 giugno scorso e in attesa di risposta, con il rischio dell’apertura dell’ennesima procedura d’infrazione contro l’Italia”. Notiziario USPI n° 7-8/2015
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METTIAMO IL SALE SULLA CODA DELE POSTE (www.agensir.it, venerdì 26 giugno 2015) Il postino non suonerà più due volte. Anzi sì, ma due o tre volte a settimana. Proprio ieri l’Agcom ha autorizzato Poste italiane a recapitare la corrispondenza a giorni alterni nei “piccoli” centri, ovvero ad almeno un quarto dei cittadini italiani. In barba all’uguaglianza: chi abita nelle grandi città riceverà la posta ogni giorno, dal lunedì al venerdì; gli altri solo a giorni alterni (confidando nella buona salute dei portalettere e nell’assenza di ulteriori disservizi). In barba ai dettami dell’Unione europea, che ha ricordato come il servizio postale universale, in quanto tale, debba essere garantito a tutti i cittadini almeno cinque giorni a settimana. Un disagio per chi abita in tante parti d’Italia acuito dal fatto che, praticamente, sarà la pietra tombale per la consegna postale dei quotidiani e di tanti periodici come i settimanali diocesani - che devono arrivare a destinazione in un giorno preciso. E qui un altro diritto viene leso: quello alla libertà d’informazione. “I nostri giornali sono assimilabili a quotidiani che escono una volta a settimana”, continua a ricordare Francesco Zanotti, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici. Colpiti dalla crisi, tartassati dalla continua erosione dei fondi per l’editoria, scioccati dal brusco e improvviso rincaro delle tariffe postali di qualche anno fa, i settimanali del territorio sono stati costretti a rivedere i loro investimenti e fare i conti con bilanci sempre più in difficoltà, nonché ad anticipare la chiusura in redazione e in tipografia per far fronte al mancato recapito del sabato. E, nonostante tutto, si trovano sommersi da lettere di protesta dei lettori, giustamente indignati, per consegne postali in ritardo o a singhiozzo. Proteste, queste sì democratiche, in ogni parte d’Italia.
LA LEGGE DI STABILITA’ 2015 SUL SERVIZIO POSTALE Il contratto di programma 2015-2019 Il comma 274 dell’articolo unico della legge di stabilità 2015 prevede che il contratto di programma per il triennio 20092011, stipulato tra il Ministero dello sviluppo economico e Poste italiane S.p.A., approvato dall’articolo 33, comma 31, della legge n. 183/2011, rimanga efficace sino alla conclusione della procedura di approvazione del nuovo contratto di programma per il quinquennio 2015-2019.
L’importo del relativo onere a carico della finanza pubblica è confermato nell’importo massimo di 262,4 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015 cui si provvede nell’ambito delle risorse previste a legislazione vigente allo scopo finalizzate. Sono fatti salvi gli effetti delle verifiche dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in ordine alla quantificazione del costo netto del servizio postale universale. Il comma 275 definisce la procedura per l’adozione del nuovo contratto di programma In particolare si prevede che: - lo schema di contratto di programma venga inviato dal Ministero dello sviluppo economico al Ministero dell’economia e delle finanze e all’AGCOM per l’acquisizione, entro quindici giorni, dei pareri di competenza; - sulla base dei pareri il Ministero dello sviluppo economico può riesaminare lo schema del contratto;
Di più non possono proprio fare, e se il postino arriverà veramente a consegnare un giorno sì e uno no non potranno far nulla per garantire che il giornale arrivi in tempo utile a destinazione.
- in ogni caso entro cinque giorni dall’acquisizione dei pareri dell’AGCOM e del Ministero dell’economia lo schema di contratto deve essere inviato alle competenti Commissioni parlamentari per l’espressione del parere non vincolante da rendere nei successivi venti giorni; decorso il termine il contratto può essere comunque adottato;
Rischiano concretamente di perdere quei lettori, anche affezionati, che ricevevano il giornale a casa. Per questo la Fisc ha lanciato in questi giorni una campagna social, con l’hashtag #nopianoposte.
- al termine della procedura, il contratto di programma deve essere sottoscritto tra Ministero dello sviluppo economico e fornitore del servizio universale entro il 31 marzo 2015; - il contratto sottoscritto è infine notifica-
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il comma 277 prevede infatti che il contratto di programma 2015-2019 per il servizio postale possa contenere misure di razionalizzazione del servizio e di rimodulazione della frequenza settimanale di raccolta e recapito sull’intero territorio nazionale, ferme restando le competenze dell’Autorità di regolamentazione (cioè l’AGCOM). Il comma 278 inserisce tra le definizioni del D.Lgs. 261/1999, che disciplina il servizio postale, la distinzione tra posta prioritaria e corrispondenza ordinaria. L’invio di posta prioritaria ha l’obiettivo medio di recapito entro il giorno lavorativo successivo a quello di inoltro mentre l’invio di corrispondenza ordinaria ha l’obiettivo medio di recapito entro il quarto giorno lavorativo successivo a quello di inoltro. Il comma 279 prevede che per il servizio postale universale, fatta eccezione per la posta prioritaria, gli obiettivi percentuali medi di recapito siano riferiti al recapito entro il quarto giorno lavorativo successivo. Si prevede infine che il fornitore del servizio universale sia tenuto ad adottare modalità di ottimizzazione dei processi di lavoro anche tenendo conto dello sviluppo tecnologico e digitale. Il comma 280 prevede infine che l’AGCOM individui, entro 60 giorni dalla proposta di Poste italiane Spa a definire nuovi obiettivi statistici di qualità e una nuova determinazione delle tariffe degli invii di posta prioritaria e degli altri servizi universali, anche tenendo conto delle risorse pubbliche disponibili. 5
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PREMI E MENZIONI PER LE PUBBLICAZIONI PERIODICHE DI ELEVATO VALORE CULTURALE annata 2014 1
valutati da una Commissione di esperti delle varie discipline, sono definiti dal DPR 2 maggio 1983, n.254. La conferma dei premi alle riviste riconosciute di “elevato valore culturale” è una buona notizia, dal valore soprattutto politico, che denota l’impegno del Ministero, anche in un periodo di crisi economica e di tagli alla spesa pubblica, a dedicare comunque una qualche forma di sostegno alle riviste italiane di cultura. Due conferme: - IL TERMINE DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA E’ STATO FISSATO AL 31 LUGLIO 2015; - nel Questionario (Allegato A alla Circolare N. 103/2014), sono state introdotte due nuove voci: se la rivista adotta le procedure internazionali di peer rewiew e se del comitato scientifico fanno parte studiosi stranieri. (Ricordiamo che, nell’ambito della ricerca scientifica, la valutazione tra pari, revisione dei pari, o revisione paritaria, meglio nota con il termine inglese di “peer review”, indica la procedura di selezione degli articoli o dei progetti di ricerca proposti da membri della comunità scientifica, effettuata attraverso una valutazione esperta eseguita da specialisti del settore per verificarne l’idoneità alla pubblicazione scientifica su riviste specializzate o, nel caso di progetti, al finanziamento degli stessi). Alla DOMANDA IN BOLLO (16,00 euro) va allegato il QUESTIONARIO (Allegato A), la DOCUMENTAZIONE (Allegato B), le DICHIARAZIONI di iscrizione al ROC e al Registro delle imprese (per il no-profit e equivalente lo Statuto) ed i FASCICOLI pubblicati nel 2014 (da spedirsi anche separatamente). INDIRIZZO: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d’autore - Servizio patrimonio bibliografico ed istituti culturali - Via Michele Mercati n. 4, 00197 Roma. Per ogni informazione al riguardo contattare: Natalia Serao - tel. 06. 06.67235085, natalia.serao@beniculturali.it Michele Russo - tel. 06. 06.67235083, michele.russo@beniculturali.it 6
ESCLUSIONI: Sono escluse le pubblicazioni periodiche, ancorché di elevato valore culturale, che dedichino alla pubblicità a pagamento uno spazio medio annuo superiore al 50%, nonché quelle edite dallo Stato, enti pubblici, istituti finanziari o di credito, o da imprese non editoriali ovvero a cura dei medesimi (articolo 3, DPR 254/1983). AREE DI TRATTAZIONE SCIENTIFICA: Ricordiamo, da ultimo, che la Commissione ministeriale assegna i “premi all’interno delle seguenti “macro-aree” di trattazione scientifica: GRUPPO I: AGRICOLTURA, INDUSTRIA, COMMERCIO, TRASPORTI, INGEGNERIA, TECNICA; GRUPPO II: SCIENZE GIURIDICHE; GRUPPO III: BELLE ARTI, ARCHITETTURA, BIBLIOTECONOMIA, SPETTACOLO, MUSICA; GRUPPO IV: LETTERATURA, FILOLOGIA, LINGUISTICA; GRUPPO V: FILOSOFIA, PSICOLOGIA, RELIGIONE, SCIENZA DELL’EDUCAZIONE; GRUPPO VI: SCIENZE CHIMICHE, FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI; GRUPPO VII: SCIENZE MEDICHE E BIOLOGICHE; GRUPPO VIII: SCIENZE ECONOMICHE, SOCIOLOGICHE E POLITICHE; GRUPPO IX: SCIENZE STORICHE, ARCHEOLOGIA;
PROT. N. J2836 Norme per l’ammissione ai premi e alle menzioni speciali non accompagnate da apporto economico per pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale. La presente circolare sostituisce la circolare n. 103 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 15 maggio 2013. ARTICOLO 1 Destinatari di premi e menzioni Sono ammessi a presentare domanda per la concessione di premi e di menzioni speciali non accompagnate da apporto economico le imprese editoriali proprietarie di testate o comunque i proprietari o legali rappresentanti delle pubblicazioni, anche on-line, in possesso dei requisiti indicati dalla Legge n. 416 del 5 agosto198l, regolamentata dal D.P.R. n. 254 del 2 maggiol983 e successivamente modificata dall’art. 384 della legge 147 del 27 dicembre 2013. Le riviste, in base alla materia e al settore disciplinare di appartenenza, saranno divise nei 10 gruppi sotto indicati: (vedi a fianco). ARTICOLO 2 Modalità di compilazione e di presentazione della domanda 1. Destinatario cui va indirizzata la domanda: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d’autore Servizio patrimonio bibliografico ed istituti culturali Via Michele Mercati n. 4, 00197 - Roma. 2. Presentazione della domanda: secondo quanto previsto dal D.P.R. 2 maggio 1983, n. 254 la domanda, in regola con le vigenti disposizioni sul bollo, dovrà essere corredata, a pena di esclusione, dal questionario, redatto secondo l’allegato modello A, dai fascicoli pubblicati nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda e dalia documentazione prevista dall’allegato B.
GRUPPO X: CULTURA GENERALE. La Circolare ministeriale e i relativi allegati sono pubblicati sul sito www.uspi.it, Comunicati. ***** MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali ed il Diritto D’Autore Servizio II CIRCOLARE N. 103/2014
L’ammontare del premio assegnato potrà essere liquidato mediante accreditamento su! c/c bancario o postale del quale occorre trasmettere le coordinate IBAN, riferite al proprio Istituto di credito, per ogni rivista concorrente. La redazione della domanda dovrà essere conforme agli obblighi stabiliti dagli artt. 18 e 19 della legge 416 del 5 agosto 1981, quale condizione inderogabile per l’accesso alle provvidenze di cui alla citata legge. Ai sensi degli artt. 1 e 27 della Deliberazione 30 maggio 2001 n. Notiziario USPI n° 7-8/2015
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236/01/CONS, l’iscrizione al R.O.C. –Registro degli Operatori di Comunicazione -che dal 29 agosto 2001 ha sostituito il Registro Nazionale della Stampa - costituisce, per i soggetti di cui all’art. 2 della Deliberazione medesima, requisito per l’accesso alle provvidenze previste dalla legge 416 del 5 agosto 1981. Le imprese editrici tenute alla predetta iscrizione, in base al disposto dell’art 16 della legge 7 marzo 2001 n. 62, sono esentate dall’iscrizione degli stessi periodici presso la cancelleria del tribunale.
generale competente, da quindici esperti qualificati, nominati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, scelti tra coloro che svolgono o abbiano svolto attività nella pubblica amministrazione e nelle magistrature amministrative, nonché tra coloro che abbiano svolto attività editoriale per almeno cinque anni. All’atto del conferimento dell’incarico, e per tutta la durata dello stesso, non dovranno sussistere elementi di incompatibilità ai sensi della legge 8 aprile 2013 n.39, in capo a ciascun componente della Commissione.
ARTICOLO 6 Criteri per l’assegnazione di premi e menzioni speciali
Per le annualità successive la domanda di partecipazione dovrà pervenire entro il 31 luglio di ogni anno e dovrà riguardare le riviste pubblicate nell’anno precedente a quello in cui viene avanzata richiesta. ARTICOLO 4 Modalità di presentazione della domanda La domanda può essere inoltrata: a) con plico raccomandato (farà fede il timbro postale); b) mediante consegna a mano; c) mediante Posta elettronica certificata (PEC), per le case editrici che ne siano in possesso, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, art. 6, comma 1, (Codice dell’Amministrazione Digitale), al seguente indirizzo PEC: mbac-dgbid.servizio2@mailcert.beniculturali.it In tal caso i volumi saranno inviati con plico a parte.
1. La Commissione, ai sensi degli artt.1, e 2 della legge n. 254 del 2 maggio 1983 e dell’art.18 della legge n. 67 del 2 febbraio 1987, utilizzerà i seguenti criteri: a) esclusività del carattere culturale della rivista con riferimento al contenuto; b) rigore scientifico nella trattazione degli argomenti, nella struttura metodologica, nell’originalità degli apporti, con considerazione contemporanea anche dell’autorità culturale degli autori che collaborano normalmente alla pubblicazione, del direttore del comitato di redazione, del comitato scientifico, nonché dell’ ampiezza del corredo bibliografico; c) qualità e impegno nella composizione e nella grafica dei testi, compreso l’eventuale corredo iconografico; d) continuità e regolarità delle pubblicazioni e dei programmi di massima, possibilmente polienna1i; e) carattere nazionale o regionale particolarmente significativo del contenuto, diffusione della rivista e varietà dei collaboratori;
ARTICOLO 5 Composizione della Commissione per la valutazione delle domande
Ai sensi dell’art. 5 del D.P,R. 254 del 2 maggio 1983, la Commissione, presieduta dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, è composta dal Direttore
2. I premi, per un massimo di 130, saranno assegnati, fino all’esaurimento delle risorse economiche, in base alla graduatoria stilata dalla Commissione. Per ognuna delle dieci categorie di cui all’art. 1 non potranno essere assegnati più di 13 premi. 3. La Commissione procederà in seguito ad assegnare le menzioni speciali fino ad un massimo di 100. 4. I riconoscimenti riguarderanno esclusivamente l’anno di conferimento. L’attribuzione dei premi e delle menzioni non accompagnate da apporto economico nel corso delle annualità precedenti, non rappresenteranno titolo preferenziale per l’ottenimento dei riconoscimenti negli anni successivi. ARTICOLO 7 Motivi di esclusione Ai sensi dell’art.3 del D.P.R.254 del 2 maggio 1983 sono escluse dai premi le pubblicazioni periodiche, ancorché di elevato valore culturale, edite dallo Stato, da enti pubblici, istituti finanziari o di credito o da imprese non editoriali ovvero a cura dei medesimi. Sono escluse altresì le pubblicazioni periodiche in cui le pagine pubblicitarie siano superiori al 50% delle pagine complessivamente pubblicate. IL DIRETTORE GENERALE (Dott.ssa Rossana Rummo) ***** ARTICOLO 25 - LEGGE 5.8.81 N. 416 (Pubblicazioni di elevato valore culturale) 1. A decorrere dal 1° gennaio 1986 alle pubblica zioni periodiche le cui pagine pubblicitarie siano state nell’ anno precedente inferiori al 50 per cento delle pagine complessivamente pubblicate e che vengano riconosciute di elevato valore culturale per il rigore scientifico con il quale viene svolta la trattazione degli argomenti, sono concessi contributi dell’ammontare complessivo di lire 4 miliardi in ragione d’anno. Con decreto del Presidente della repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i Beni Culturali ed Ambienta li*, sentito il parere, espresso nei termini stabiliti dai regolamenti delle due Camere, dalle competenti commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, sono stabiliti i criteri per la concessione dei contributi di cui al comma 1 ed è istituita una commissione incaricata di accertare i requisiti per l’ammissione ai contributi stessi e di predisporre i relativi piani di ripartizione. 7
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Disegno di Legge N. 1119-B
APPROVATE ALLA CAMERA LE NUOVE NORME SULLA DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA Il provvedimento passa di nuovo all’esame del Senato Sono state approvate dall’aula della Camera le nuove norme sulla diffamazione a mezzo stampa con 295 sì, 3 no e 116 astenuti. Il testo elimina la condanna alla reclusione in carcere per i giornalisti e prevede solo pene pecuniarie con l’obbligo di rettifica senza commento a favore dell’offeso. Il Ddl torna ora al Senato per il quarto passaggio parlamentare. La normativa va a modificare la legge n. 47 dell’8 febbraio 1948 e il codice penale in materia di diffamazione. Nella regolamentazione d’ora in poi rientreranno anche le testate giornalistiche online e radiotelevisive Ecco, in sintesi, i punti principali che riguardano anche le testate online, ripresi dall’Agenzia Askanews: Mai più carcere per i giornalisti in caso di diffamazione ma solo pene pecuniarie. In compenso, obbligo di rettifica senza commento a favore dell’offeso. Sono state soppresse la norma in base alla quale è il direttore a rispondere degli articoli non firmati e quella sul cosiddetto diritto all’oblio, il diritto cioè a eliminare dai siti e dai motori di ricerca le informazioni diffamatorie. STOP AL CARCERE Niente più carcere per chi diffama a mezzo stampa ma esclusivamente una multa che va dai 5mila ai 10mila euro. Se il fatto attribuito è però consapevolmente falso, si applica la multa da 10mila a 50mila euro. Alla condanna è associata la pena della pubblicazione della sentenza. I n caso di recidiva, vi sarà anche l’interdizione da uno a sei mesi dalla professione. La rettifica tempestiva sarà valutata dal giudice come causa di non punibilità. RETTIFICA SENZA COMMENTO Rettifiche o smentite, purché non inequivocabilmente false o suscettibili di incriminazione penale, devono essere pubblicate senza commento e risposta menzionando espressamente il titolo, la data e l’autore dell’articolo ritenuto diffamatorio. 8
Il direttore dovrà informare della richiesta l’autore del servizio. Tempi e modalità della pubblicazione in rettifica variano a seconda dei diversi media. Se però vi è inerzia, l’interessato può chiedere al giudice un ordine di pubblicazione (per il cui mancato rispetto scatta una sanzione amministrativa da 8mila a 16mila euro). RISARCIMENTO DANNO Nella diffamazione a mezzo stampa il danno sarà quantificato sulla base della diffusione e rilevanza della testata, della gravità dell’offesa e dell’effetto riparatorio della rettifica. L’azione civile dovrà essere esercitata entro due anni dalla pubblicazione.
dolosa, quanto pagato dal direttore o dall’autore della pubblicazione a titolo di risarcimento del danneggiato avrà natura di credito privilegiato nell’azione di rivalsa nei confronti del proprietario o editore della testata. La norma cosiddetta salva-giornalisti è stata estesa durante l’esame in aula a tutti gli autori di pubblicazioni. SEGRETO PROFESSIONALE Non solo il giornalista professionista ma ora anche il pubblicista potrà opporre al giudice il segreto sulle proprie fonti. INGIURIA/DIFFAMAZIONE Anche per l’ingiuria e la diffamazione tra privati viene eliminato il carcere ma aumenta la multa (fino a 5mila euro per l’ingiuria e 10mila per la diffamazione) che si applica anche alle offese arrecate in via telematica. La pena pecuniaria è aggravata se vi è attribuzione di un fatto determinato. Risulta abrogata l’ipotesi aggravata dell’offesa a un corpo politico, amministrativo o giudiziario. (askanews, 24 giugno 2015) ******* DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA
RESPONSABILITA’ DEL DIRETTORE Fuori dei casi di concorso con l’autore del servizio, il direttore o il suo vice rispondono a titolo di colpa se vi è un nesso di causalità tra omesso controllo e diffamazione, la pena à in ogni caso ridotta di un terzo. E’ comunque esclusa per il direttore al quale sia addebitabile l’omessa vigilanza l’interdizione dalla professione di giornalista. Le funzioni di vigilanza possono essere delegate, ma in forma scritta, a un giornalista professionista idoneo a svolgere tali funzioni. LITI TEMERARIE In caso di querela temeraria, il querelante può essere condannato anche al pagamento di una somma da mille a 10mila euro in favore della cassa delle ammende. Chi invece attiva in malafede o colpa grave un giudizio civile a fini risarcitori rischierà, oltre al rimborso delle spese e al risarcimento, di dover pagare a favore del convenuto un’ulteriore somma determinata in via equitativa dal giudice che dovrà tenere conto dell’entità della domanda risarcitoria.
DISEGNO DI LEGGE N. 1119-B Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale, al codice di procedura civile e al codice civile in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale (d’iniziativa del deputato COSTA) Articolo 1 (Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47) 1. All’articolo 1 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, alle testate giornalistiche on line registrate ai sensi dell’articolo 5, limitatamente ai contenuti prodotti, pubblicati, trasmessi o messi in rete dalle stesse redazioni, nonché alle testate giornalistiche radiotelevisive».
NORMA SALVA-GIORNALISTI
A meno che non si tratti di diffamazione
a) il primo comma è sostituito dal seguente: Notiziario USPI n° 7-8/2015
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«Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a pubblicare gratuitamente e senza commento, senza risposta e senza titolo, con la seguente indicazione: “Rettifica dell’articolo (TITOLO) del (DATA) a firma (AUTORE)”, nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa o nella testata giornalistica on line registrata ai sensi dell’articolo 5, limitatamente ai contenuti prodotti, pubblicati, trasmessi o messi in rete dalle stesse redazioni, le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità, del loro onore o della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale o non siano inequivocabilmente false. Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a informare l’autore dell’articolo o del servizio, ove sia firmato, della richiesta di rettifica»; b) al secondo comma sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Per le testate giornalistiche on line registrate ai sensi dell’articolo 5, limitatamente ai contenuti prodotti, pubblicati, trasmessi o messi in rete dalle stesse redazioni, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate non oltre due giorni dalla ricezione della richiesta, con la stessa metodologia, visibilità e modalità di accesso al sito internet, nonché con le stesse caratteristiche grafiche della notizia cui si riferiscono, nonché all’inizio dell’articolo contenente la notizia cui si riferiscono, senza modificarne la URL, e in modo da rendere evidente l’avvenuta modifica. Nel caso in cui la testata giornalistica on line di cui al periodo precedente fornisca un servizio personalizzato, le dichiarazioni o le rettifiche sono inviate agli utenti che hanno avuto accesso alla notizia cui si riferiscono»; c) al terzo comma, dopo le parole: «che ha riportato la notizia cui si riferisce» sono aggiunte, in fine, le seguenti: «, purché non siano inequivocabilmente false»; d) dopo il terzo comma è inserito il seguente: «Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32-quinquies del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177»; e) dopo il quarto comma è inserito il seguente: «Per la stampa non periodica, l’autore dello scritto ovvero i soggetti di cui all’articolo Notiziario USPI n° 7-8/2015
57-bis del codice penale provvedono, in caso di ristampa o nuova diffusione, anche in versione elettronica, e, in ogni caso, nel proprio sito internet ufficiale non oltre quindici giorni dalla ricezione della richiesta, alla pubblicazione delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti fatti o atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o del loro onore o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale o non siano inequivocabilmente false. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata nel sito internet e nelle nuove pubblicazioni elettroniche entro due giorni dalla richiesta e nella prima ristampa utile con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata. Nel caso in cui non sia possibile la ristampa o una nuova diffusione dello stampato o la pubblicazione nel sito internet, la pubblicazione in rettifica deve essere pubblicata, comunque non oltre quindici giorni dalla ricezione della richiesta, sull’edizione on line di un quotidiano a diffusione nazionale»; f) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto e sesto comma»,
Nel caso di richiesta dell’autore, il direttore o comunque il responsabile è obbligato a pubblicare o ad effettuare la dichiarazione o la rettifica ai sensi del presente articolo. Il giudice, qualora accolga la richiesta di cui ai commi precedenti, comunica il relativo provvedimento al prefetto per l’irrogazione della sanzione amministrativa di cui al comma seguente in caso di mancata o incompleta ottemperanza all’ordine di pubblicazione. Il giudice dispone altresì la trasmissione degli atti al competente ordine professionale per le determinazioni di competenza»; h) al sesto comma, le parole: «da lire 15.000.000 a lire 25.000.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 8.000 a euro 16.000». 3. Dopo l’articolo 11 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è inserito il seguente: «Art. 11-bis. - (Risarcimento del danno) 1. Nella determinazione del danno derivante da diffamazione commessa con il mezzo della stampa o della radiotelevisione, il giudice tiene conto della diffusione quantitativa e della rilevanza nazionale o locale del mezzo di comunicazione usato per compiere il reato, della gravità dell’offesa, nonché dell’effetto riparatorio della pubblicazione e della diffusione della rettifica. 2. Nei casi previsti dalla presente legge, l’azione civile per il risarcimento del danno alla reputazione si prescrive in due anni dalla pubblicazione».
le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti:
«in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, quinto e sesto comma»,
le parole: «al pretore» sono sostituite dalle seguenti: «al giudice»
«Art. 13. – (Pene per la diffamazione) 1. Nel caso di diffamazione commessa con il mezzo della stampa, di testate giornalistiche on line registrate ai sensi dell’articolo 5 o della radiotelevisione, si applica la pena della multa da 5.000 euro a 10.000 euro.
ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il giudice accoglie in ogni caso la richiesta quando è stato falsamente attribuito un fatto determinato che costituisce reato»; g) dopo il quinto comma sono inseriti i seguenti: «Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico o della testata giornalistica on line registrata ai sensi dell’articolo 5, limitatamente ai contenuti prodotti, pubblicati, trasmessi o messi in rete dalle stesse redazioni, ovvero il responsabile della trasmissione radiofonica o televisiva non pubblichi la smentita o la rettifica richiesta.
Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato falso, la cui diffusione sia avvenuta con la consapevolezza della sua falsità, si applica la pena della multa da 10.000 euro a 50.000 euro. 2. Alla condanna per il delitto di cui al comma 1 consegue la pena accessoria della pubblicazione della sentenza nei modi stabiliti dall’articolo 36 del codice penale e, nell’ipotesi di cui all’articolo 99, secondo comma, numero 1), del medesimo codice, la pena accessoria dell’interdizione dalla professione di giornalista per un 10 9
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APPROVATE ALLA CAMERA LE NUOVE NORME SULLA DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA periodo da un mese a sei mesi.
4. L’autore dell’offesa nonché il direttore responsabile della testata giornalistica, anche on line, registrata ai sensi dell’articolo 5 della presente legge o della testata radiofonica o televisiva e i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale non sono punibili se, con le modalità previste dall’articolo 8 della presente legge, anche spontaneamente, siano state pubblicate o diffuse dichiarazioni o rettifiche. L’autore dell’offesa è, altresì, non punibile quando abbia chiesto, a norma dell’ottavo comma dell’articolo 8, la pubblicazione della smentita o della rettifica richiesta dalla parte offesa ed essa sia stata rifiutata. 5. Nel dichiarare la non punibilità, il giudice valuta la rispondenza della rettifica ai requisiti di legge. 6. Con la sentenza di condanna il giudice dispone la trasmissione degli atti al competente ordine professionale per le determinazioni relative alle sanzioni disciplinari. 7. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 596 e 597 del codice penale». 6. All’articolo 21 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Per il delitto di diffamazione commesso mediante comunicazione telematica è competente il giudice del luogo di residenza della persona offesa». Articolo 2 (Modifiche al codice penale) 1. L’articolo 57 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 57. - (Reati commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione). Fatta salva la responsabilità dell’autore della pubblicazione, e fuori dei casi di concorso, il direttore o il vicedirettore respon10
sabile del quotidiano, del periodico o della testata giornalistica, radiofonica o televisiva o della testata giornalistica on line registrata ai sensi dell’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, limitatamente ai contenuti prodotti, pubblicati, trasmessi o messi in rete dalle stesse redazioni, risponde a titolo di colpa dei delitti commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione se il delitto è conseguenza della violazione dei doveri di vigilanza sul contenuto della pubblicazione. La pena è in ogni caso ridotta di un terzo. Non si applica la pena accessoria dell’interdizione dalla professione di giornalista. Il direttore o il vicedirettore responsabile di cui al primo periodo, in relazione alle dimensioni organizzative e alla diffusione del quotidiano, del periodico o della testata giornalistica, radiofonica o televisiva o della testata giornalistica on line registrata ai sensi dell’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, limitatamente ai contenuti prodotti, pubblicati, trasmessi o messi in rete dalle stesse redazioni, può delegare, con atto scritto avente data certa e accettato dal delegato, le funzioni di controllo a uno o più giornalisti professionisti idonei a svolgere le funzioni di vigilanza di cui al primo periodo». (omissis) 3. L’articolo 595 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 595. - (Diffamazione). Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo 594, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la multa da euro 3.000 a euro 10.000. Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della multa fino a euro 15.000. Se l’offesa è arrecata con un qualsiasi mezzo di pubblicità, in via telematica ovvero in atto pubblico, la pena è aumentata della metà». Articolo 3 (Modifica all’articolo 427 del codice di procedura penale) 1. Dopo il comma 3 dell’articolo 427 del codice di procedura penale è inserito il seguente:
«3-bis. Nel pronunciare sentenza perché il fatto non sussiste o l’imputato non lo ha commesso, se risulta la temerarietà della querela, su richiesta dell’imputato, il giudice può condannare il querelante, oltre a quanto previsto dai commi precedenti, al pagamento di una somma determinata in via equitativa». Articolo 4 (Modifica all’articolo 200 del codice di procedura penale)
1. Il comma 3 dell’articolo 200 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: «3. Le disposizioni previste dai commi 1 e 2 si applicano ai giornalisti professionisti e pubblicisti, iscritti nei rispettivi elenchi dell’albo professionale, relativamente ai nomi delle persone dalle quali i medesimi hanno avuto notizie di carattere fiduciario nell’esercizio della loro professione. Tuttavia, se le notizie sono indispensabili ai fini della prova del reato per cui si procede e la loro veridicità può essere accertata solo attraverso l’identificazione della fonte della notizia, il giudice ordina al giornalista professionista o pubblicista di indicare la fonte delle sue informazioni». Articolo 5 (Modifica all’articolo 96 del codice di procedura civile) 1. All’articolo 96 del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Nei casi di diffamazione commessa con il mezzo della stampa, delle testate giornalistiche on line o della radiotelevisione, il giudice, nella determinazione della somma di cui al terzo comma, tiene conto in particolare dell’entità della domanda risarcitoria». Articolo 6 (Modifica all’articolo 2751-bis del codice civile). 1. All’articolo 2751-bis del codice civile è aggiunto, in fine, il seguente numero: «5-quater) il credito vantato nei confronti del proprietario della pubblicazione o dell’editore dal direttore responsabile o dall’autore della pubblicazione che, in adempimento di una sentenza di condanna al risarcimento del danno derivante da offesa all’altrui reputazione, hanno provveduto al pagamento in favore del danneggiato, salvo nei casi in cui sia stata accertata la natura dolosa della condotta». Notiziario USPI n° 7-8/2015
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Notiziario fiscale e del lavoro - Notiziario fiscale e del lavoro - Notiziario fiscale e del lavoro DECRETO DI SEMPLIFICAZIONE IN MATERIA DI DOCUMENTO UNICO DI REGOLARITA’ CONTRIBUTIVA (DURC) Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1 giugno 2015, il Decreto 30 gennaio 2015 contenente novità in materia di semplificazione del documento unico di regolarità contributiva (cd. “DURC ON-LINE”). La nuova procedura sarà operativa a partire dal prossimo 1° luglio e consentirà di ottenere, in tempo reale, una certificazione di regolarità contributiva con validità di 120 giorni che potrà essere utilizzata per ogni finalità richiesta dalla legge. Di seguito riportiamo i principali contenuti del Decreto. MINISTERO DEL LAVORO: DECRETO 30 GENNAIO 2015 Sono abilitati ad effettuare la verifica della regolarità contributiva: ˗ le amministrazioni aggiudicatrici, gli organismi di diritto pubblico, le stazioni appaltanti, gli enti aggiudicatori e gli altri soggetti aggiudicatori;
˗ i dati essenziali del soggetto verificato;
˗ la dichiarazione di regolarità;
c) in pendenza di contenzioso giudiziario sino al passaggio in giudicato della sentenza, salvo il caso di iscrizione a ruolo eseguita in presenza di provvedimento esecutivo del giudice;
˗ il numero identificativo, la data di effettuazione della verifica e quella di scadenza di validità del documento. Il documento ha validità di 120 giorni dalla data di effettuazione della verifica ed è liberamente consultabile tramite le applicazioni predisposte dall’Inps, dall’Inail e dalla Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili (CNCE) nei rispettivi siti internet. REQUISITI DI REGOLARITÀ Il documento generato dall’esito positivo della verifica sostituisce ogni VERIFICA DELLA REGOLARITÀ CONTRIBUTIVA L’effetto del documento unico di regolarità contributiva è previsto: ˗ per l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici, di qualunque genere; ˗ nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia; ˗ per il rilascio dell’attestazione SOA.
˗ l’impresa o il lavoratore autonomo in relazione alla propria posizione contributiva o, previa delega dell’impresa o del lavoratore autonomo medesimo, chiunque vi abbia interesse; ˗ gli organismi di attestazione SOA;
La verifica della regolarità in tempo reale riguarda i pagamenti dovuti: ˗ dall’impresa in relazione ai lavoratori subordinati e a quelli impiegati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
˗ le amministrazioni pubbliche concedenti, le amministrazioni pubbliche procedenti e i concessionari ed i gestori di pubblici servizi;
˗ dai lavoratori autonomi a condizione che sia scaduto il termine di presentazione delle relative denunce retributive.
˗ le banche e intermediari finanziari.
˗ rateizzazioni concesse dall’Inps, dall’Inail o dalle Casse Edili ovvero dagli Agenti della riscossione;
I soggetti, muniti di credenziali, effettuano un’unica interrogazione in tempo reale e per via telematica negli archivi dell’Inps, dell’Inail e delle Casse Edili. MODALITÀ DELLA VERIFICA Qualora sia già stato emesso un DURC in corso di validità, la procedura rinvia allo stesso documento. L’esito positivo della verifica di regolarità genera un documento in formato «pdf» contenente: Notiziario USPI n° 7-8/2015
˗ sospensione dei pagamenti in forza di disposizioni legislative; ˗ crediti in fase amministrativa nelle seguenti ipotesi: a) compensazione per la quale sia stato verificato il credito; b) in pendenza di contenzioso amministrativo sino alla decisione che respinge il
d) crediti affidati per il recupero agli Agenti della riscossione per i quali sia stata disposta la sospensione della cartella di pagamento o dell’avviso di addebito a seguito di ricorso giudiziario; e) scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate, con riferimento a ciascun Istituto previdenziale ed a ciascuna Cassa Edile. Non si considera grave lo scostamento tra le somme dovute e quelle versate che risulti pari o inferiore ad € 150,00. ASSENZA DI REGOLARITÀ Qualora non sia possibile attestare la regolarità contributiva in tempo reale, l’Inps, l’Inail e le Casse Edili trasmettono tramite PEC, all’interessato o al soggetto da esso delegato l’invito a regolarizzare con indicazione analitica delle cause di irregolarità. L’interessato può regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a 15 giorni dalla notifica dell’invito. L’invito a regolarizzare ha effetto per un periodo non superiore a 30 giorni dall’interrogazione che lo ha originato. Decorso inutilmente il termine di 15 giorni la risultanza negativa della verifica è comunicata ai soggetti che hanno effettuato l’interrogazione con indicazione degli importi a debito e delle cause di irregolarità. Si tratta di violazioni di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro individuate nell’allegato A del Decreto in oggetto. Ai fini della regolarità contributiva l’interessato è tenuto ad autocertificare alla competente Direzione Territoriale del Lavoro, l’inesistenza a suo carico di provvedimenti, amministrativi o giurisdizionali definitivi in ordine alla commissione delle predette violazioni. CAUSE OSTATIVE ALLA REGOLARITÀ Concordato con continuità aziendale: l’impresa si considera regolare nel periodo intercorrente tra la pubblicazione 12 11
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Notiziario fiscale e del lavoro - Notiziario fiscale e del lavoro - Notiziario fiscale e del lavoro 11
del ricorso nel registro delle imprese e il decreto di omologazione, a condizione che nel piano sia prevista l’integrale soddisfazione dei crediti dell’Inps, dell’Inail e delle Casse Edili e dei relativi accessori di legge. PROCEDURE CONCORSUALI REGOLARITÀ CONTRIBUTIVA
Amministrazione straordinaria e fallimento con esercizio provvisorio: la regolarità sussiste con riferimento agli obblighi contributivi nei confronti di Inps, Inail e Casse Edili scaduti anteriormente alla data di apertura della procedura a condizione che risultino essere stati insinuati. Concordato preventivo ed accordo di ristrutturazione del debito: le imprese che presentano una proposta di accordo sui crediti contributivi si considerano regolari per il periodo intercorrente tra la data di pubblicazione dell’accordo nel registro delle imprese e il decreto di omologazione dell’accordo stesso, se nel piano di ristrutturazione è previsto il pagamento parziale o anche dilazionato dei debiti contributivi nei confronti di Inps, Inail e Casse Edili. L’impresa deve comunque mantenere la regolarità contributiva. ESCLUSIONI Entro e non oltre il 1° gennaio 2017 resta assoggettato alle previgenti modalità di rilascio il documento unico di regolarità contributiva richiesto in applicazione delle seguenti norme: ˗ certificazione e compensazione dei crediti vantati dai fornitori di beni e servizi nei confronti delle amministrazioni pubbliche; ˗ disposizioni per favorire i pagamenti delle pubbliche amministrazioni;
ASSOGRAFICINFORMA. Numero 11 - 23 giugno 2015
mente la normativa esistente in un’ottica di semplificazione.
Le novità riguardano: ˗ il lavoro a tempo parziale; ˗ il lavoro intermittente; ˗ il lavoro a tempo determinato; ˗ la somministrazione di lavoro; ˗ l’ apprendistato; ˗ le collaborazioni e associazione in partecipazione; ˗ la disciplina delle mansioni.
NUOVO INDIRIZZO EMAIL PER L’INVIO DELLA COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA DEL LAVORO INTERMITTENTE Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha comunicato il nuovo indirizzo PEC per l’invio del modello UNI_Intermittenti: intermittenti@pec.lavoro.gov.it Ricordiamo che il datore di lavoro che intenda assumere lavoratori con contratto di lavoro intermittente deve inviare, prima dell’inizio della prestazione lavorativa e in aggiunta alla comunicazione obbligatoria preventiva di assunzione, una ulteriore comunicazione della chiamata al lavoro, attraverso la compilazione del modello UNI_Intermittenti contenente i suoi dati identificativi nonché quelli del lavoratore utilizzato. A tale proposito, dal 1° giugno 2015, i datori di lavoro debbono inviare il modello UNI_Intermittenti, caricabile dal portale Cliclavoro, alla casella PEC intermittenti@pec.lavoro.gov.it, la quale sostituirà definitivamente l’indirizzo precedente intermittenti@mailcert.lavoro.gov.it. Si ricorda, inoltre, che nel caso si violi l’obbligo di cui sopra verrà applicata la sanzione amministrativa da euro 400 a euro 2.400 in relazione ad ogni lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. ASSOGRAFICINFORMA. Numero 11 - 23 giugno 2015
˗ esecuzione dei lavori per la ricostruzione e la riparazione di edifici ubicati nel Comune di L’Aquila e negli altri Comuni del Cratere.
Sulla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2015 è stato pubblicato il Decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015 in materia di riordino delle tipologie contrattuali, in attuazione della Legge 10 dicembre 2014 n. 183 (c.d. Jobs Act).
NORMA DI RINVIO AI CONTRATTI COLLETTIVI Il decreto esplicita che il rimando alla contrattazione collettiva, che più volte avviene nel testo, è da intendersi riferito ai “contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria”. CONTRATTO A TEMPO PARZIALE Il decreto semplifica la normativa del parttime abrogando alcuni istituti e riscrivendo l’utilizzo di altri: ˗ viene formalmente eliminata la distinzione fra part-time orizzontale, verticale e misto; ˗ si conferma l’istituto del lavoro supplementare e se ne ridisegna l’applicazione. Il datore di lavoro può chiedere lo svolgimento di lavoro supplementare nel rispetto di quanto previsto dai contratti collettivi.
˗ lavoratori extra-comunitari irregolarmente soggiornanti – sanatoria 2012 – regolarizzazione della somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale;
Il rilascio del DURC resta assoggettato alla previgente normativa anche qualora la verifica non sia possibile per l’assenza delle necessarie informazioni negli archivi informatizzati dell’Inps, dell’Inail e delle Casse Edili.
Di seguito riportiamo le principali novità introdotte dalla nuova normativa.
PUBBLICATO IL DECRETO LEGISLATIVO SUL RIORDINO DELLE TIPOLOGIE CONTRATTUALI
Il decreto è entrato in vigore il 25 giugno 2015. Il provvedimento riscrive quasi completa-
In assenza di previsione dei contratti collettivi, può chiedere lo svolgimento di lavoro supplementare in misura non superiore al 25% delle ore di lavoro settimanali concordate. In tal caso, il lavoro supplementare sarà retribuito con una maggiorazione del 15% della retribuzione globale di fatto comprensiva dell’incidenza della retribuzione delle ore supplementari sugli istituti retributivi indiretti e differiti; ˗ viene confermata anche la possibilità di svolgere lavoro straordinario inteso come “lavoro” svolto oltre l’orario “normale” di lavoro ai sensi del D.Lgs n. 66/03; ˗ vengono formalmente eliminate le clausole flessibili che vengono riassorbite nelle Notiziario USPI n° 7-8/2015
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Notiziario fiscale e del lavoro - Notiziario fiscale e del lavoro clausole c.d. elastiche. Le “nuove” clausole elastiche possono essere pattuite per iscritto nel rispetto di quanto previsto dai contratti collettivi. In assenza di previsione dei contratti collettivi, possono essere pattuite per iscritto davanti alle commissioni di certificazione con facoltà del lavoratore di farsi assistere da un rappresentante sindacale o di conferire mandato a un avvocato ovvero a un consulente del lavoro. In tal caso, la variazione in aumento della durata sarà possibile nel limite del 25% della normale prestazione annua a tempo parziale. Le modifiche dell’orario daranno diritto a una maggiorazione del 15% della retribuzione oraria globale comprensiva dell’incidenza della retribuzione sugli istituti retributivi indiretti e differiti; ˗ è stato esteso il diritto di chiedere il passaggio al part-time per i lavoratori portatori di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti, nonché il diritto dei lavoratori aventi familiari portatori delle medesime patologie; ˗ è prevista la possibilità in capo al lavoratore di richiedere, per una sola volta, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora spettante, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale (per un periodo corrispondente). In tal caso la riduzione non dovrà essere superiore al 50% dell’orario; ˗ viene eliminato l’obbligo in capo al datore di lavoro di informare le rappresentanze sindacali aziendali sull’andamento delle assunzioni a tempo parziale, la tipologia ed il ricorso al lavoro supplementare. LAVORO INTERMITTENTE La disciplina del lavoro intermittente non ha subito sostanziali variazioni: ˗ casi di ricorso al lavoro intermittente: in mancanza di contrattazione collettiva, all’individuazione provvede con decreto il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO La normativa sul contratto a tempo determinato viene modificata come segue: ˗ deroga: dopo i 36 mesi, viene confermata la possibilità di stipulare un ulteriore successivo contratto a termine di durata massiNotiziario USPI n° 7-8/2015
ma di 12 mesi presso la D.T.L. competente per territorio ma non è più prevista l’assistenza delle organizzazioni sindacali; ˗ proroga: il contratto a termine potrà essere prorogato fino a un massimo di 5 volte nei 36 mesi. Nel caso di superamento del suddetto limite il contratto sarà considerato a tempo indeterminato a partire dalla sesta proroga (come nel caso di superamento del limite dei 36 mesi). La proroga, inoltre, non dovrà necessariamente riferirsi alla stessa attività; ˗ limite quantitativo: i contratti collettivi potranno derogare il limite quantitativo del 20%. La novità è costituita dall’esenzione da questo limite delle assunzioni dei lavoratori di età superiore a 50 anni; ˗ sanzioni: viene introdotta la trasformazione a tempo indeterminato come specifica sanzione in caso di stipula di contratto a termine nei casi vietati dalla legge; ˗ violazione del limite quantitativo: viene precisato che il superamento del limite quantitativo del 20% non comporta la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, ma solo una sanzione amministrativa; ˗ impugnazione del contratto: viene elevato a 120 giorni il termine per l’impugnazione del contratto a tempo determinato; Start up: viene introdotto un regime ad hoc per le start up. SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO ˗ limiti per somministrazione a tempo indeterminato: non sono più previste causali in relazione delle quali è possibile utilizzare lavoratori in somministrazione a tempo indeterminato. E’ previsto un limite quantitativo all’utilizzo: il numero dei lavoratori somministrati a tempo indeterminato, salva diversa previsione dei CCNL, non deve eccedere il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipula del contratto; ˗ la somministrazione a tempo determinato è utilizzata nei limiti quantitativi individuati dai contratti collettivi applicati dall’utilizzatore; ˗ in caso di somministrazione di lavoratori disabili per missioni di durata non inferiore a 12 mesi, il lavoratore somministrato è computato nella quota di riserva della Legge n. 68/99;
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI Nei mesi di luglio e agosto si diversificano gli oneri del “deposito legale” per gli associati, in base alla sede e alla periodicità, secondo il seguente calendario: ENTRO IL MESE DI LUGLIO - Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 2° trimestre dell’anno (aprile-giugno 2015). - Gli editori di: QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° semestre dell’anno (gennaio-giugno 2015). ENTRO IL MESE DI AGOSTO - Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 2° trimestre (aprile-giugno 2015). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di agosto NON devono effettuare alcuna consegna. ***** Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Gli editori della Lombardia iscritti all’USPI possono avvalersi della convenzione stipulata con la Regione Lombardia - Sovrintendenza beni librari ed effettuare il deposito legale regionale secondo le cadenze già stabilite 14 con le due biblioteche nazionali. 13
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˗ eliminazione dell’ipotesi di somministrazione fraudolenta. APPRENDISTATO Vengono confermate le tre tipologie di apprendistato. Viene ritoccata in modo importante la definizione dell’apprendistato di primo livello che diventa: “apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore”. Le novità riguardano prevalentemente i contratti di apprendistato di primo e terzo livello: ˗ vengono ridefiniti i titoli che si possono conseguire con l’apprendistato di primo e terzo livello: il primo livello è finalizzato a titoli di istruzione “secondaria” inclusi i percorsi IFTS; il terzo livello è finalizzato a titoli di istruzione e formazione “terziaria” (laurea, dottorati, etc); ˗ il contratto viene stipulato sulla base di una convenzione che il datore di lavoro deve stipulare con l’istituto formativo a cui lo studente è iscritto; ˗ piano formativo: è predisposto dall’istituto di provenienza dello studente con il coinvolgimento dell’impresa; ˗ riduzione dei costi del lavoro: per le ore di formazione svolte nell’istituzione formativa, il datore di lavoro è esonerato dall’obbligo retributivo. Per le ore di formazione svolte in azienda, invece, al lavoratore è riconosciuta una retribuzione pari al 10% di quella che gli sarebbe dovuta; ˗ clausole di stabilizzazione: viene meno l’obbligo di stabilizzazione di almeno il 20% degli apprendisti nei 36 mesi antecedenti la nuova assunzione; ˗ proroga: per l’apprendistato di primo livello, è prevista la possibilità di prorogare il contratto fino ad un anno. Nell’ambito dell’apprendistato di secondo livello, c.d. professionalizzante: ˗ potranno essere assunti in apprendistato senza limiti di età i lavoratori beneficiari di un trattamento di disoccupazione; ˗ sarà applicabile a tutte le tipologie di apprendistato la nuova disciplina sui licenziamenti introdotta del Decreto legislativo sul contratto a tutele crescenti n. 23 del 4 marzo 2015. 14
COLLABORAZIONI A seguito dell’abrogazione degli art. 61-69 bis del D.Lgs n. 276/03, viene eliminata la possibilità di stipulare nuovi contratti a progetto. Dal 25 giugno 2015 quindi non si possono accendere nuovi contratti a progetto, rimarranno validi solo i contratti già in atto all’entrata in vigore del decreto. Il Decreto introduce una presunzione di legge secondo la quale dal 1° gennaio 2016, “si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative, le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”.
˗ nei dodici mesi successivi alla stabilizzazione, i datori di lavoro non recedano dal rapporto, salvo che per giusta causa ovvero per giustificato motivo soggettivo. Le parti possono richiedere alle commissioni previste nell’art. 76 del D.Lgs. n. 276/03 la certificazione dell’assenza dei requisiti relativi alla personalità, continuità e etero organizzazione del contratto di collaborazione. ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE Vengono superate le associazioni in partecipazione con apporto di lavoro. Restano validi i contratti di associazione in partecipazione stipulati prima dell’entrata in vigore del decreto, fino alla loro cessazione. LAVORO ACCESSORIO
Questa disposizione non si applica alle: ˗ collaborazioni per le quali la contrattazione collettiva abbia previsto una specifica disciplina riguardante il trattamento economico e normativo; ˗ collaborazioni prestate nell’esercizio di professioni intellettuali che prevedano l’iscrizione ad appositi albi professionali; ˗ attività prestate nell’esercizio della loro funzione dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni; ˗ prestazioni di lavoro rese in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche. A partire dal 1° gennaio 2016, l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di soggetti già parti di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, e di persone titolari di partita Iva comporta l’estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all’erronea qualificazione del rapporto pregresso, fatte salve le violazioni già accertate con accesso ispettivo prima dell’assunzione. Questa possibilità è subordinata a due condizioni: ˗ che i lavoratori interessati alle assunzioni abbiano sottoscritto atti di conciliazione in una delle sedi di cui all’art. 2113 c.c. con riferimento a tutte le possibili pretese riguardanti la qualificazione del pregresso rapporto di lavoro;
La disciplina del lavoro accessorio viene normata come segue: ˗ limite massimo dei compensi per il lavoratore: viene fissato a 7000 euro per anno civile. Rimane il limite di 2000 euro nei confronti di ciascun singolo committente; ˗ soggetti beneficiari di prestazione integrative del salario o di sostegno al reddito: i committenti imprenditori o professionisti possono ricevere prestazioni di lavoro accessorio anche da coloro che percepiscono prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, nel limite complessivo di 3000 euro per anno civile; ˗ modalità di acquisto dei buoni lavoro: i committenti imprenditori o professionisti possono acquistare i buoni lavoro esclusivamente con modalità telematiche; ˗ obbligo di comunicazione: i committenti imprenditori o professionisti sono tenuti a effettuare una comunicazione telematica alla D.T.L. prima dell’inizio della prestazione; ˗ lavoro accessorio e appalti: viene sancito espressamente il divieto del lavoro accessorio per l’esecuzione di appalti di opere o servizi; ˗ regime transitorio: fino al 31 dicembre 2015 resta ferma la previgente disciplina per l’utilizzo dei buoni per lavoro accessorio già richiesti prima dell’entrata in vigore del decreto. Notiziario USPI n° 7-8/2015
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Notizie editoria e Comunicazione Italia Morto il presidente della FNSI, Santo Della Volpe. Il ricordo di amici e colleghi (ANSA) E’ morto dopo breve malattia all’età di 60 anni il presidente della FNSI, Santo Della Volpe. Inviato del Tg3, era socio fondatore dell’associazione Articolo 21 e vice presidente di Libera Informazione. Della Volpe lo scorso gennaio a Chianciano era stato eletto presidente della Federazione della Stampa. (ANSA, 9 luglio 2015) Raffaele Lorusso, segretario generale della FNSI (ANSA) “È un momento di profonda commozione. Con Santo Della Volpe scompare una persona per bene, un professionista che ha sempre lottato al fianco degli ultimi e per l’affermazione della cultura della legalità in ogni ambito della vita civile. Ideali ai quali ha ispirato la sua pur breve esperienza al vertice della Fnsi, connotandola con passione ed entusiasmo. Ciao, Santo”. (ANSA, 9 luglio 2015) Siddi, profondo suo impegno civile (ANSA) “La notizia della morte di Santo Della Volpe sconvolge e rattrista nel profondo del cuore chi gli è stato vicino nella vita e quanti – soprattutto nel mondo del giornalismo associato nazionale e internazionale e nelle formazioni della società civile – hanno avuto modo di collaborare e confrontarsi con lui. Mi pare
impossibile doverne parlare al passato, ripensando anche a un suo recente intervento pubblico sul valore della solidarietà internazionale per affermare e tutelare a ogni latitudine la libertà di espressione e di stampa”. Lo sottolinea Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa. “Da presidente della FNSI, nei cinque mesi e mezzo trascorsi dal congresso che lo aveva eletto a Chianciano, non aveva mai fatto mancare il sostegno alla Federazione internazionale e a quella europea dei giornalisti in campo per questo in tanti fronti caldi (dall’Egitto, alla Turchia, dalla Somalia all’Iraq) e in Paesi Europei, dove in nome della sicurezza si stanno varando norme liberticide. Alla famiglia e alla Fnsi – conclude Siddi – i sentimenti del profondo cordoglio personale, cui si unisce la IFJ (Federazione Internazionale dei Giornalisti)”.(ANSA, 9 luglio 2015) Casagit, impegnato per democrazia (ANSA)”Piango soprattutto un amico, una persona perbene, un collega che non ha mai smesso di inserire la parola solidarietà ogni volta che parlava del nostro mestiere di giornalisti e del nostro compito di informare. Due giorni fa, l’ultima volta che ci siamo visti, sebbene provato dalla malattia continuava a ripetere che il nostro mondo e la nostra categoria devono impegnarsi in modo compatto e unito per difendere, insieme alla nostra libertà di espressione, anche la democrazia del Paese”. E’ il cordoglio di Daniele Cerrato, presidente Casagit, per la scomparsa di Santo della Volpe. “Abbiamo
avuto l’onore in Casagit di avere in consiglio di amministrazione Santo della Volpe, presidente della Federazione Nazionale della Stampa – continua Cerrato in una nota – e proprio sui temi legati alla salute dei nostri assistiti ne abbiamo apprezzato l’umanità, la sensibilità e la straordinaria capacità di vicinanza. Alla moglie Teresa tutto il nostro affetto e le nostre condoglianze”. (ANSA, 9 luglio 2015) Alla famiglia e alla FNSI va il cordoglio del Segretario Generale USPI, Francesco Saverio Vetere, e di tutti gli organi della nostra Unione. ******* Estero Francia, 282 milioni di contributi all’editoria nel 2014 Ammontano a 282 milioni gli aiuti diretti e indiretti dello Stato francese all’editoria nazionale nel 2014. È Le Figaro, con 15,255 milioni di euro, la testata che l’anno scorso ha ricevuto più contributi. Al secondo e al terzo posto Aujourd’hui en France (con 14,018 milioni) e Le Monde con 13,083. Al quarto posto, si classifica il quotidiano di ispirazione cattolica La Croix con 8,322 milioni. 16
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Seguono Ouest France con 8,228, Liberation con 7,979, Telerama con 7,091, L’Humanité con 5,963, L’Obs con 5,201 e infine L’Express con 4,982 milioni. Giuseppe Liucci, www.francoabruzzo.it, 14 /O6/2015 ******* Italia SIAE: gratuità associativa per i giovani tra i 18 e i 30 anni Rivoluzione in casa SIAE: dal 1° gennaio 2015 i giovani autori di età compresa tra i 18 e i 30 anni non pagheranno la quota associativa. E’ questa la grande novità della Società Italiana degli Autori e degli Editori rivolta ai nuovi e ai “vecchi” associati SIAE, compresi quei giovani iscritti non in regola coi pagamenti passati e che rientrano in questa fascia d’età. La gratuità ad oggi era riservata solo ai minorenni La novità riguarda tutte le sezioni di SIAE: Arti visive, Cinema, Letteratura, Lirica e balletto, Musica, Opere Radiotelevisive e Teatro.
“dall’ombRa alla luce del sole” In Italia la corruzione nelle opere pubbliche si può estirpare. Analisi di un dirigente di cooperative di Adriano Antolini e Manuela Dradi con prefazione di Giuseppe Zamberletti Il Cigno GG Edizioni In questo libro, l’ing. Adriano Antolini, direttore dal 1979 al 1990 della CMC di Ravenna, una delle più grandi imprese cooperative italiane ed europee di costruzione, cofondatore e vicepresidente dell’IGI ( Istituto Grandi Infrastrutture) dal 1986 al 1991 compie un’analisi articolata delle cause della nascita e dello sviluppo della corruzione nel settore delle imprese di costruzione e delinea, con altrettanta chiarezza, gli interventi normativi e le azioni che, a suo parere, andrebbero intraprese, per estirpare alle radici il fenomeno. Una grande rilevanza, nella parte del libro che affronta le soluzioni, viene assegnata alle analisi compiute in passato dall’IGI e riprese in 7 punti, che considera ancora di stretta attualità e che sviluppa, rivisitandone i contenuti, alla luce delle novità intervenute nel sistema della corruzione. La peculiarità delle affermazioni e soluzioni prospettate nel libro, discendono dalla sua lunga esperienza professionale di direttore di grande impresa cooperativa che ha eseguito importanti opere infrastrutturali in Italia ed all’Estero.
Ma anche per essere stato direttamente coinvolto nelle vicende di Tangentopoli, in funzione del ruolo ricoperto di direttore nella CMC di Ravenna, chiamata in causa per episodi riguardanti la costruzione di grandi opere. Tutte vicende che lo hanno visto scagionato con assoluzione piena. Per queste ragioni, il suo ragionamento e le analisi che ne scaturiscono, accompagnate da esempi concreti, si sviluppano in maniera chiara, lineare e comprensibile anche per “non addetti ai lavori “. L’idea di esporle in un libro viene dal fatto che la corruzione ha ormai pervaso tutti i settori e sta producendo nella cittadinanza italiana la convinzione della assoluta impossibilità di poter riportare l’economia alla normalità, generando sfiducia nelle istituzione e nella politica. Dradi Manuela Roma,18 Giugno 2015 Il libro è stato presentato 24 giugno 2015, nella sede dei Musei di San Salvatore in Lauro Roma. Manuela Dradi, giornalista professionista, è Responsabile Ufficio Stampa Azienda Unità Sanitaria Locale – Ravenna. E’ Consigliere nazionale dell’Unione Stampa Periodica Italiana.
Il n. 7-8 luglio/agosto 2015 è stato stampato il 20 luglio 2015
Notiziario USPI Edizione Luglio/Agosto 2015

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ARTICOLO 5
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