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Timestamp: 2020-07-09 14:57:02+00:00

Document:
Chimici - Vetro, Industria: CCNL, 3 luglio 1976
Data firma: 3 luglio 1976
Validità: 01.07.1976 - 30.06.1979
Parti: Anv-Confindustria, Intersind e Fulc (Filcea-Cgil, Federchimici-Cisl, Uilcid-Uil) e Federazione nazionale lavoratori vetro e ceramiche - Cisnal
Capitolo I - Sistema di informazione sull’industria vetraria
Decentramento, ristrutturazioni, modifiche tecnologiche, organizzative e produttive
Capitolo II - Istituzioni di carattere sindacale
Capitolo IV - Classificazione del personale dei settori meccanizzati e delle seconde lavorazioni del vetro
Art. 11 - Cumulo di mansioni
Art. 12 - Passaggio temporaneo di mansioni
Capitolo V - Classificazione del personale dei settori non meccanizzati
Art. 13 - Industria del vetro bianco, a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche
Art. 15 - Turnisti ciclo continuo
Art. 16 - Addetti a lavori discontinui di semplice attesa o custodia
Art. 17 - Lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo
Art. 18 - Lavoro normale notturno e lavoro in turni
Art. 19 - Lavoro delle donne
Art. 20 - Riposo settimanale
Art. 21 - Festività - Trattamento economico
Art. 25 - Indennità di contingenza
Art. 26 - Retribuzione oraria
Art. 28 - Reclami sulla retribuzione
Art. 29 - Regolamentazione del lavoro a cottimo
• Protocollo di chiarimento all’art. 29 punto 5
Art. 30 - Premio di produzione
Art. 31 - 13a mensilità
Art. 32 - Premio speciale
Art. 34 - Riparazioni a caldo
Art. 35 - Indennità di maneggio denaro - Cauzione
Art. 36 - Alloggio
Art. 37 - Ritenute per risarcimento danni
Capitolo VIII - Inizio e cessazione, interruzione, sospensione e riduzione di lavoro Sospensione del rapporto di lavoro
Art. 41 - Inizio e cessazione del lavoro
Art. 42 - Interruzione di lavoro
Art. 43 - Sospensione di lavoro
Art. 44 - Riduzione di lavoro e turni
Art. 45 - Recuperi
Art. 46 - Permessi
Art. 48 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio
Art. 50 - Trattamento in caso di malattia o infortunio non sul lavoro
Art. 51 - Trattamento in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale
Art. 52 - Previdenza
Capitolo IX - Ambiente di lavoro, igiene e sicurezza del lavoro
Art. 53 - Ambiente di lavoro
Art. 54 - Prevenzione malattie professionali
Art. 56 - Indumenti di lavoro e somministrazioni speciali
Art. 57 - Mense aziendali
Art. 58 - Contratto a termine
Art. 59 - Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti Art. 60 - Benemerenze nazionali
Capitolo XI - Norme disciplinari
Art. 61 - Assenze
Art. 62 - Doveri del lavoratore di cui al gruppo 1 dell’art. 10)
Art. 63 - Regolamento interno
Art. 65 - Licenziamento per punizione
Art. 67 - Indennità di anzianità
Art. 68 - Indennità in caso di morte e invalidità permanente
Art. 69 - Calcolo indennità
Art. 70 - Certificato di lavoro
Art. 71 - Restituzione documenti di lavoro
Art. 72 - Trasferimento di proprietà, trasformazione, cessazione e fallimento di azienda
Art. 73 - Inscindibilità delle disposizioni del contratto - Trattamento di miglior favore
Art. 74 - Decorrenza e durata
Art. 75 - Esclusiva di stampa
Norme speciali per il vetro verde - Parte comune
Capitolo XIV - Norme particolari per settori particolari
Art. 2 - Indennità speciale
Art. 3 - Indennità vestiario
Art. 4 - Indennità sostitutiva di mensa
Art. 5 - Indennità sostitutiva degli aumenti periodici di anzianità e del premio di produzione
Art. 6 - Conteggio di produzione
Art. 7 - Scarti di produzione
Norme particolari per i maestri fiascai della bofferia toscana
Art. 1 - Aiutanti dei maestri e pallinai
Norme particolari per gli addetti alla fabbricazione di fiaschi e damigiane con macchine semiautomatiche
Capitolo XV - Regolamentazione dell’apprendistato
Regolamentazione del rapporto di apprendistato nelle aziende dei settori del vetro artistico e del vetro bianco e colorato a soffio a pressa e con macchine semiautomatiche
Art. 6 - Minimi di paga base
Regolamentazione dell’apprendistato nel settore della trasformazione (2° lav. del vetro)
Art. 5 - Minimi di paga base
Allegato 1 - Norme particolari sull’orario di lavoro dei settori del vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche, del vetro artistico e delle conterie
Accordo per l’istituzione dei collegi tecnici provinciali e nazionali per le assegnazioni di categoria degli impiegati dell’industria del vetro e per l’attribuzione della qualifica impiegatizia e di appartenenti alle categorie speciali o intermedie
Allegato 4 - Appalti
Tabelle retributive - Clausole generali
Tabella "A" - Tabelle unificate settori meccanizzati e della trasformazione
Tabella "B" - Tabelle unificate settori a soffio, a mano e con macchine semiautomatiche
Allegato 5 - Valori limite di soglia per sostanze chimiche nell’atmosfera di ambienti di lavoro adottati dalla American Conference of Governmental Industrial Hygienists per il 1975
Addì 3-7-1976 tra l’Associazione nazionale degli industriali del vetro (Aniv), assistita dalla Confederazione generale dell’industria italiana; l’Associazione sindacale "Intersind" e la Federazione unitaria lavoratori chimici (Filcea-Cgil), (Federchimici-Cisl), (Uilcid-Uil), con l’assistenza della Segreteria della Fulc, con la partecipazione di una larga rappresentanza delle Federazioni provinciali dei settori interessati e del Consiglio di fabbrica.
Addì 3-7-1976 tra l’Associazione nazionale degli industriali del vetro (Aniv), assistita dalla Confederazione generale dell’industria italiana; l’Associazione sindacale Intersind e la Federazione nazionale lavoratori vetro e ceramiche (Cisnal).
Il presente Contratto nazionale collettivo di lavoro si applica a tutte le aziende ed ai lavoratori da esse dipendenti che producono vetro a mano, a soffio, a macchina; decorano, lavorano e posano in opera vetri, cristalli e specchi, effettuano la lavorazione di fiale, siringhe, termometri e densimetri, producono apparecchi per uso scientifico e sanitario, articoli di vetro per addobbi in genere e simili, nonché alle aziende che trasformano lastre di vetro e di cristallo in vetro e cristallo temperato, accoppiato, stratificato, unito al perimetro e di sicurezza in genere.
Le parti, ferme restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le prerogative proprie degli imprenditori e quelle delle OO.SS.LL., e tenendo conto delle caratteristiche dei diversi settori merceologici in cui si articola l’industria del vetro, convengono di porre in atto procedure così articolate:
a) annualmente, in uno specifico incontro da effettuarsi di norma nel primo semestre di ciascun anno solare, le Associazioni imprenditoriali nazionali firmatarie forniranno alla Fulc dati in ordine alle prospettive degli investimenti per un esame congiunto degli effetti relativi all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche e ambientali; i dati relativi saranno forniti complessivamente e per singoli comparti produttivi.
A richiesta della Fulc, si darà luogo ad un incontro, a livello nazionale, per verificare le realizzazioni nell’area nazionale relativamente alle previsioni di investimenti ed agli effetti di cui al precedente comma;
b) annualmente, in occasione di uno specifico incontro promosso dalle Associazioni imprenditoriali nazionali firmatarie, i Gruppi industriali, individuabili nei complessi produttivi aventi più stabilimenti situati nel territorio nazionale, porteranno a conoscenza della Fulc dati previsivi di investimenti per nuovi insediamenti produttivi, potenziamenti o trasformazioni di quelli esistenti, per un esame congiunto degli effetti relativi all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali con la necessaria riservatezza.
A richiesta della Fulc si darà luogo ad un incontro, a livello nazionale, tra il gruppo e la Fulc, presso le Associazioni imprenditoriali nazionali firmatarie, per verificare le realizzazioni, nel contesto nazionale, relativamente alle previsioni di investimenti e agli effetti di cui al comma precedente. La verifica nell’ambito delle realtà di fabbrica avverrà con la medesima procedura, in appositi incontri tra le parti, con l’intervento della Direzione aziendale e del consiglio di fabbrica;
c) annualmente, le Associazioni territoriali degli industriali forniranno ai Sindacati provinciali di categoria dei lavoratori dati, in ordine alle prospettive degli investimenti vetrari rientranti nell’area territoriale di competenza per un esame congiunto, degli effetti relativi all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali.
A richiesta delle Organizzazioni sindacali provinciali dei lavoratori, si darà luogo ad un incontro di verifica tra le Organizzazioni sindacali stesse e le Associazioni territoriali degli industriali.
Per le province con scarsa concentrazione di stabilimenti del settore le Associazioni a livello nazionale individueranno consensualmente aree interprovinciali;
d) annualmente, le imprese caratterizzate da un solo stabilimento con più di 400 dipendenti, porteranno a conoscenza dei Sindacati locali dei lavoratori dati previsti di investimenti per nuovi insediamenti produttivi, potenziamenti o trasformazioni in quelli esistenti per un esame congiunto degli effetti relativi all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali, con la necessaria riservatezza.
L’informativa e la verifica avverranno con la medesima procedura di cui al punto c), in appositi incontri tra le parti, con l’interveno del CdF;
e) le Associazioni imprenditoriali, previa individuazione con la Fulc di aree territoriali (comprensori), in cui si riscontri una concentrazione di aziende che esercitino produzioni sostanzialmente omogenee, porteranno a conoscenza delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori dati in ordine alle prospettive degli investimenti per un esame congiunto degli effetti relativi all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni econologiche ed ambientali.
Potranno essere promosse consultazioni annuali sui problemi concernenti i servizi, le infrastrutture e l’assetto territoriale del comprensorio.
Le direzioni degli stabilimenti con più di 200 dipendenti informeranno preventivamente in apposito incontro il CdF e, tramite le Associazioni imprenditoriali di competenza, il Sindacato provinciale di categoria, sia sulle operazioni di scorporo e di decentramento permanente al di fuori dello stabilimento di importanti fasi dell’attività produttiva in atto - anche mediante la stipulazione di contratti di lavoro subordinato a domicilio e di contratti di appalto - che sulle operazioni di ristrutturazione, qualora tutto ciò comporti sostanziali modifiche del sistema produttivo che investano in modo determinante le tecnologie fino allora adottate o l’organizzazione complessiva del lavoro, o il tipo di produzione in atto ed influisca complessivamente sull’occupazione.
Fatta salva la disciplina prevista dalla legge 18-12-1973, n. 877, entro tre mesi dalla stipulazione del presente CCNL le Associazioni territoriali imprenditoriali di competenza trasmetteranno al sindacato provinciale di categoria un elenco delle aziende vetrarie associate che si avvalgono di prestazioni di lavoro subordinato a domicilio. Ogni sei mesi la stessa associazione territoriale imprenditoriale di competenza trasmetterà le eventuali variazioni del suddetto elenco.
L’Associazione territoriale darà informazioni globali di carattere previsionale sull’andamento del fenomeno riferito alle aziende vetrarie associate e sui prevedibili riflessi sull’occupazione.
Nel Consiglio di fabbrica, composto soltanto da lavoratori in forza alle unità produttive, si identificano unitariamente le rappresentanze sindacali aziendali di cui alla legge 20-5-1970, n. 300.
Nell’esercizio dei suoi compiti, il CE del CdF potrà farsi assistere da altri delegati componenti il CdF e/o da lavoratori dei reparti interessati, in relazione alle materie di discussione.
Per l’espletamento dei propri compiti e funzioni - di cui al primo capoverso del presente articolo - il CdF può disporre dei permessi retribuiti per un monte annuo di 2 ore e 30 minuti per ogni dipendente in forza presso l’unità produttiva, con un minimo di 100 ore annue per le aziende con un numero di dipendenti compreso tra il 16 e 40.
Tali permessi assorbono quelli spettanti ai dirigenti delle RSA a norma dell’art. 23 della legge n. 300*.
Del monte ore di cui sopra potranno essere ammessi a beneficiare anche i lavoratori non facenti parte del CdF ma chiamati ad affiancare il CE nell’esercizio dei compiti ad esso affidati.
I permessi debbono essere richiesti, di norma, per iscritto e con preavviso di almeno 24 ore, dagli organi competenti del CdF ed eventualmente dalle Organizzazioni sindacali provinciali alla Direzione aziendale, indicando il nominativo del beneficiario.
Il godimento dei permessi deve avvenire in modo da non pregiudicare il buon andamento dell’attività produttiva.
Per stabilire il numero dei beneficiari della tutela ai sensi della legge 20-5-1970, n. 300 (artt. 18 e 22) valgono i criteri di cui agli artt. 23 e 29 della legge stessa.
I nominativi verranno comunicati per iscritto alla Direzione dal CE del CdF.
Nota a verbale - Dell’incremento del monte orario di permessi retribuiti (30 minuti in più per ogni dipendente) stabilito dall’accordo di rinnovo 3-7-1976 non si terrà conto nelle unità produttive presso le quali sia in atto un trattamento complessivo equivalente o superiore a quello previsto al sesto comma del presente articolo.
* Per la Federazione nazionale lavoratori vetro e ceramica "Cisnal" è stata concordata la seguente formulazione:
Per l’espletamento dei propri compiti e funzioni, le rappresentanze sindacali aziendali possono disporre di un monte annuo di permessi retribuiti pari a 30 minuti per ogni dipendente, in forza presso l’unità produttiva.
Tali permessi assorbono quelli spettanti ai dirigenti della RSA, a norma dell’art. 23 della legge n. 300.
Nelle singole unità produttive che occupino più di 15 dipendenti potranno essere promosse, congiuntamente o singolarmente dalle Rappresentanze sindacali aziendali e dalle Organizzazioni provinciali aderenti alle Organizzazioni dei lavoratori firmatarie del presente contratto, assemblee del personale in forza presso l’unità medesima, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro.
Tali assemblee saranno tenute in luoghi idonei, posti a disposizione dell’azienda nell’unità produttiva. Eventuali diverse modalità potranno essere concordate con le Rappresentanze sindacali aziendali.
Il diritto di assemblea viene esteso alle unità produttive che occupino più di 10 dipendenti e fino a 15 dipendenti. In tali unità le assemblee durante l’orario di lavoro non potranno superale le 8 ore all’anno compensate secondo i criteri di cui al precedente decimo comma. Tali assemblee saranno tenute, ove possibile, all’interno dell’azienda.
La Rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di affiggere, su appositi spazi che il datore di lavoro ha l’obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all’interno dell’unità produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
Le controversie individuali e plurime aventi per oggetto l’applicazione delle norme che disciplinano il rapporto di lavoro dovranno essere sottoposte a tentativo di composizione pacifica secondo le procedure di cui al presente articolo, escludendosi, fino al completo esaurimento di esse, il ricorso alla Autorità giudiziaria o a forme di azione sindacale.
Il lavoratore che ritenga disattesa nei propri confronti una norma disciplinante il rapporto di lavoro o ritenga di ricorrere contro un provvedimento aziendale presenterà reclamo verbale al superiore diretto. Quest' ultimo, entro una settimana, comunicherà verbalmente al reclamante l’accettazione o il rigetto del reclamo stesso.
In caso di mancata risposta entro il termine previsto, ovvero nel caso in cui il reclamo venga respinto, il lavoratore può riproporre entro 10 giorni il reclano tramite il CdF dinanzi alla Direzione aziendale. Il reclamo deve essere esaminato e discusso entro 10 giorni dalla presentazione.
Qualora problemi relativi all’applicazione delle norme contrattuali in vigore riguardino più lavoratori o comunque coinvolgano un interesse collettivo, il CdF può assumere l’iniziativa di proporre la questione dinanzi alla locale direzione aziendale, informandone contemporaneamente le Associazioni sindacali locali di categoria. La questione deve essere discussa entro venti giorni dalla richiesta del CdF.
Qualora non si raggiunga un accordo tra Direzione aziendale e il CdF, il lavoratore interessato, o il CdF in caso di controversia plurima, può sottoporre il suo reclamo all’esame di una o più Organizzazioni sindacali firmatarie del presente contratto, territorialmente competente. Questa potrà richiedere, entro dieci giorni dal mancato accordo, all’Organizzazione dei datori di lavoro competente per territorio, un esame congiunto della controversia che dovrà essere compiuto entro dieci giorni dalla richiesta.
In caso di mancata conciliazione, la controversia potrà essere sottoposta entro dieci giorni all’esame delle Organizzazioni nazionali di categoria che la esamineranno entro i dieci giorni successivi.
In relazione alle esigenze di una rigorosa attuazione dell’orario contrattuale di lavoro le parti si danno atto che gli organici dovranno consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali, nonché per i turnisti di cui al successivo art. 15 dei riposi compensativi, tenendo conto altresì dell’assenteismo medio per morbilità, infortuni ed altre assenze retribuite.
Per i maestri fiascai e aiutanti maestri della bofferia toscana; per gli operai addetti alla piazza semiautomatica; tagliatori, levatori, soffiatori, portantini e impilatori che fabbricano damigiane da litri 5-7 fino a litri 60, l’orario normale di lavoro è fissato in 36 ore settimanali con un massimo di 6 ore giornaliere.
Per il settore delle lastre resta l’applicazione avvenuta dell’accordo nazionale del 6-4-1946 e degli accordi particolari già conclusi per la fabbricazione delle lastre gregge con i quali sono stati fissati orari di 6 ore giornaliere o di 36 settimanali per determinati posti di lavoro.
Restano fermi anche gli accordi aziendali stipulati in deroga agli accordi di cui al precedente comma con i quali sono stati fissati orari di 42 ore settimanali con particolari trattamenti economici e successivamente ridotti a 40 ore settimanali con il CCNL 5-5-1971.
L’orario settimanale di lavoro dei lavoratori non in turni avvicendati nel ciclo continuo verrà di norma distribuito su 5 giorni, dal lunedì al venerdì; eventuali diverse distribuzioni dell’orario dovranno essere concordate tra Direzione aziendale e Consiglio di fabbrica, salvo quanto previsto dall’allegato 1 al presente contratto per i settori del vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche, del vetro artistico e delle conterie.
Non è ammesso il lavoro domenicale non collegato al ciclo continuo, nonché quello notturno non compreso in turni, fatte salve le esigenze tecnico-produttive che saranno previamente esaminate tra la Direzione aziendale e il Consiglio di fabbrica.
A decorrere dal 1-7-1974, il lavoratore turnista addetto alle lavorazioni a ciclo continuo - intese come tali quelle che si svolgono su turni avvicendati sull’intero arco settimanale di sette giorni - ha diritto nel corso dell’anno solare a numero 12 giornate di riposo compensativo per le festività infrasettimanali, a parità di trattamento economico.
La programmazione dell’effettivo godimento annuale di tali riposi sarà periodicamente concordata con CdF.
Chiarimento a verbale - Nello spirito del disposto del presente articolo si precisa che le dodici giornate di riposo compensativo di cui sopra assorbono fino a concorrenza le fermate dell’attività produttiva già in atto aziendalmente.
- Discontinui già con orario normale di 50 ore settimanali ................. ore 48
- Discontinui già con orario normale di 45 ore settimanali ................. ore 43
- Discontinui già con orario normale di 42 ore settimanali ................. ore 40
Per quanto non espressamente previsto nel presente articolo, si richiamano le disposizioni di cui all’art. 14, fermo restando che i criteri applicativi relativi alla riduzione dell’orario di lavoro dovranno risultare compatibili con la particolare natura delle mansioni svolte dai lavoratori discontinui, di semplice attesa o custodia.
Il lavoro supplementare che è quello effettuato oltre l’orario contrattuale settimanale e fino all’orario di legge, nonché quello straordinario (oltre l’orario di legge), devono avere carattere eccezionale e trovare obiettiva giustificazione in necessità indifferibili e di durata temporanea.
La loro effettuazione sarà preventivamente esaminata tra Direzione aziendale e Consiglio di fabbrica, salvo i casi nei quali venga disposta per motivi di urgenza o di occasionalità.
In conformità al disposto dell’art. 18 - comma secondo - della legge 26-4-1934, n. 653, la durata del riposo del personale femminile sarà ridotta a mezz' ora.
Nei casi in cui, in relazione a quanto previsto dalla legge 22-2-1934, n. 370 sul riposo domenicale, i lavoratori siano chiamati al lavoro in giorno di domenica, essi godranno del prescritto riposo in altro giorno della settimana che dovrà essere prefissato e si chiamerà compensativo, con diritto al trattamento previsto dai precedenti artt. 17 e 18.
Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie ed in caso di giustificato impedimento il mancato godimento delle ferie deve essere compensato con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute, da calcolare nella misura in atto al momento della liquidazione.
Nei casi in cui la valutazione della prestazione richiesta al lavoratore di cui al gruppo 3) dell’art. 10 o ad una squadra di lavoratori sia fatta in base al risultato della misurazione dei tempi di lavorazione, oppure la prestazione sia vincolata all’osservanza di un determinato ritmo produttivo in conseguenza dell’organizzazione del lavoro e sia richiesta al lavoratore una prestazione più intensa di quella del normale lavoro ad economia o la realizzazione di un risultato produttivo predeterminato superiore a quello conseguibile attraverso il lavoro ad economia, il lavoratore o la squadra di lavoratori dovranno essere retribuiti a cottimo o con altre forme di retribuzione a rendimento soggette alla disciplina del lavoro a cottimo.
5) L’azienda, tramite la propria Associazione sindacale, comunicherà ai Sindacati provinciali dei lavoratori, a titolo informativo i criteri generali dei sistemi di cottimo in vigore.
8) I lavoratori di cui al gruppo 3) dell’art. 10 lavoranti a cottimo dovranno essere messi a conoscenza, all’inizio del lavoro, per iscritto - o per affissione nei reparti in cui lavorano quando si tratta di cottimi di squadra o collettivi - del lavoro da eseguire e della corrispondente tariffa di cottimo (a tempo od a pezzo) nonché di ogni elemento necessario per il computo dell’utile di cottimo stesso.
Protocollo di chiarimento all’art. 29 punto 5
Per la tutela fisica ed economica della lavoratrice durante lo stato di gravidanza e puerperio, si fa riferimento alle disposizioni della legge 30-12-1971, n. 1204.
2) Non sono ammesse le lavorazioni nelle quali la concentrazione di vapori, polveri, sostanze tossiche, nocive o pericolose, superi i limiti massimi (MAC) stabiliti dalle tabelle aggiornate adottate dalla ACGIH (allegate al presente contratto), né sono tollerabili ambienti di lavoro ove il rumore ed il calore comportino pericolo all’integrità psico-fisica del lavoratore.
3) Il CdF sarà informato dei programmi di investimento concernenti il miglioramento dell’ambiente di lavoro e la sicurezza. Per la realizzazione di tali programmi che dovessero comportare la provvisoria fermata totale o parziale degli impianti, potranno essere utilizzati i lavoratori interessati in altre attività all’interno dello stabilimento; ove ciò non fosse possibile soluzioni alternative saranno esaminate con il CdF.
Il CdF partecipa alla ricerca delle cause che hanno determinato la situazione ambientale nella quale siano superati i limiti massimi di cui sopra e contratta le misure atte ad eliminarle.
Il CdF partecipa altresì alla ricerca delle cause che hanno determinato condizioni ambientali nocive e particolarmente gravose comportanti pericolo per l’integrità psico-fisica del lavoratore e contratta le misure atte ad eliminarle.
Delegati dei lavoratori del gruppo direttamente esposto alle specifiche condizioni ambientali in discussione, in numero proporzionale alla consistenza del gruppo stesso, e comunque non superiore a sei, partecipano alla discussione in uno con il CdF, con il riconoscimento della retribuzione di fatto in quanto la discussione si svolga in orario di lavoro.
Il CdF partecipa all’aggiornamento dei registri dei dati ambientali e biostatistici e dei libretti di rischio.
4) L’azienda assumerà a proprio carico l’onere delle spese per la rilevazione dei dati ambientali e delle concentrazioni delle sostanze nocive effettuata da medici o tecnici professionalmente qualificati - appartenenti agli Enti locali Comune, Provincia, Regione o a Centri di medicina preventiva da questi istituiti o a Enti specializzati di diritto pubblico - scelti d’intesa tra la Direzione aziendale e il CdF.
I medici ed i tecnici di cui sopra sono tenuti al segreto sulle tecnologie e tecniche di produzione di cui vengono a conoscenza.
5) Nei casi in cui, a seguito delle rilevazioni ambientali (anche tenuto conto dei riflessi sul gruppo dei lavoratori direttamenti esposti) vengano individuate situazioni di particolare rischio, le parti concorderanno di volta in volta l’attuazione di accertamenti medici specifici per il personale interessato all’area di rischio individuata.
6) Laddove condizioni oggettive lo rendano necessario, a livello locale sarà esaminata la possibilità di installare idonee apparecchiature di analisi continua, volte a mantenere sotto controllo gli agenti di rischio nel posto di lavoro.
7) In caso di innovazioni produttive che comportino la esposizione dei lavoratori a nuovi agenti di rischio l’azienda si atterrà alle acquisizioni scientifiche (tecnico-mediche) esistenti e ne darà preventiva informativa al CdF.
B) il registro dei dati biostatistici, tenuto e aggiornato a cura dell’azienda. In esso saranno annotati, per ogni reparto i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici, nonché le assenze per infortunio, malattie professionali e malattie comuni; il registro sarà tenuto dall’azienda a disposizione del CdF e del lavoratore interessato (ambiente di lavoro);
C) il libretto sanitario personale, tenuto e aggiornato a cura del servizio sanitario di fabbrica con vincolo del segreto professionale.
In tale libretto saranno annotati i risultati delle visite mediche e degli eventuali esami clinici, nonché i dati relativi agli infortuni ed alle malattie professionali.
Il lavoratore ed il medico curante da lui autorizzato possono prendere visione e chiedere estratti in ogni momento del libretto sanitario, rivolgendosi a chi lo detiene.
D) il libretto personale di rischio, tenuto e aggiornato a cura dell’azienda in duplice copia, di cui una consegnata al lavoratore.
L’attribuzione degli indumenti di lavoro ai lavoratori di cui ai gruppi 2) e 3) dell’art. 10 di ambo i sessi delle aziende disciplinate dal presente contratto è stabilita mediante accordi provinciali o aziendali.
- minimo di lire 2; massimo di lire 3 per ogni ora di effettiva prestazione.
Per i lavoratori di cui al gruppo 1) dell’art. 10, che svolgono la propria attività nei reparti di lavorazione qualora il lavoro cui essi sono addetti comporti una usura eccezionale del vestiario e la necessità di speciali indumenti di lavoro in rapporto al lavoro stesso, troveranno applicazione le norme di cui ai precedenti commi.
Art. 59 - Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti
Per i fanciulli e gli adolescenti si fa riferimento alla legge 17-10-1967, n. 977.
Il lavoratore di cui al gruppo 1) dell’art. 10 deve tenere un contegno rispondente ai doveri inerenti alla esplicazione delle mansioni affidategli, e in particolare:
4) sospensione dal lavoro o dallo stipendio e dal lavoro per i lavoratori di cui al gruppo 1) dell’art. 10, fino a tre giorni.
L’azienda non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l’addebito e senza averlo sentito a sua difesa.
Il lavoratore potrà farsi assistere da un rappresentante dell’Organizzazione sindacale cui aderisce o conferisca mandato.
In ogni caso, i provvedimenti disciplinari più gravi del richiamo verbale non possono essere applicati prima che siano trascorsi 5 giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa.
Non si terrà conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari, decorsi 2 anni dalla loro applicazione.
Ricade sotto i provvedimenti disciplinari di cui ai punti 1), 2) e 3) il lavoratore di cui ai gruppi 2) e 3) dell’art. 10 che:
a) non si presenti l lavoro o che abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificati motivi;
Nei casi di maggiore gravità o recidiva, la Direzione potrà infliggere la sospensione prevista al punto 4.
Nel provvedimento di licenziamento senza preavviso incorre il lavoratore di cui ai gruppi 2) e 3) dell’art. 10 che commetta infrazioni alla disciplina od alla diligenza del lavoro che provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale o che compia, in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro, azioni delittuose a termini di legge.
c) lavorazione, costruzione o commercio per conto di terzi, fuori dello stabilimento, di articoli analoghi a quelli prodotti dall’azienda;
e) rissa nello stabilimento;
f) lavorazione o costruzione nell’interno dello stabilimento, senza l’autorizzazione della Direzione, di oggetti per proprio conto o per conto di terzi;
g) recidiva nelle medesime mancanze di cui all’art. 64 che abbiano dato luogo a tre sospensioni entro l’anno;
h) trasgressioni previste al punto i) dell’art. 64 relativo alla morale ed alla sicurezza che comportino una gravità tale da non risultare adeguata, nel caso concreto, l’applicazione della sospensione.
Il licenziamento senza preavviso potrà essere adottato nei confronti del lavoratore di cui al gruppo 1) dell’art. 10 colpevole di mancanze relative a doveri, le quali siano così gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto d’impiego.
Le disposizioni del presente contratto, nell’ambito di ogni istituto, sono correlative ed inscindibili fra loro.
Le norme previste dalla presente regolamentazione si applicano esclusivamente alle aziende che producono fiaschi o damigiane con macchine semiautomatiche o a mano con il sistema tradizionale della bofferia toscana ed ai lavoratori da esse dipendenti.
Per gli istituti non espressamente previsti nella presente regolamentazione valgono le norme generali di cui al presente contratto.
Art. 1 Aiutanti dei maestri e pallinai
Il lavoro da ghiaccio, le ampolle, gli aspira olii, le fiasche rotonde e gli articoli di bofferia saranno eseguiti, quando ciò sia necessario, dai maestri con l’ausilio di un aiutante, il cui trattamento economico viene stabilito nel presente contratto.
Ai pallinai compete lo stesso trattamento economico e normativo previsto per gli aiutanti, con esclusione della maggiorazione prevista dal comma precedente per il caso di prestazione d’opera per più maestri.
Tenuta presente l’esigenza di favorire l’inserimento dei giovani lavoratori e la formazione professionale nelle aziende appartenenti ai settori del vetro artistico e del vetro bianco o colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche, è stato convenuto quanto segue:
La disciplina dell’apprendistato per le fabbriche del vetro artistico, del vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche è regolata dalle norme di legge, dal relativo regolamento, dalla presente regolamentazione, per quanto applicabili, dalle norme del presente contratto.
Possono essere assunti come apprendisti i giovani di età non inferiore a quindici anni e non superiore a diciannove. In conformità a quanto previsto dall’art. 3 della legge 2-4-1968, n. 424, il limite inferiore è ridotto a quattordici anni per coloro che abbiano conseguito il diploma di licenza della scuola media d’obbligo.
1° Gruppo - Apprendisti vetrai - Vetro artistico
a) assunti prima del compimento del 16° anno di età: anni 3 (6 sem.);
b) assunti fra il 16° e il 18° anno di età: anni 2 e mezzo (5 sem);
c) assunti dopo il compimento del 18° anno di età: anni 2 (4 sem.);
Vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche
a) assunti prima del compimento del 16° anno di età: anni 2 e mezzo (5 sem.);
b) assunti fra il 16° ed il 18° anno di età: anni 2 (4 sem.);
c) assunti dopo il compimento del 18° anno di età: anni 1 e mezzo (3 sem.);
2° Gruppo - Apprendisti e ausiliari affini dei due settori
a) assunti prima del compimento del 16° anno di età: anni 2 (4 sem.);
b) assunti fra il 16° ed il 18° anno di età: anni 1 e mezzo (3 sem.);
c) assunti dopo il compimento del 18° anno di età: 1 anno (2 sem.).
Per gli apprendisti, ausiliari ed affini, il periodo di apprendistato è ridotto del 50 per cento se muniti di licenza di scuola tecnica industriale o istituto professionale a indirizzo corrispondente all’attività cui saranno adibiti; e del 25 per cento se muniti della licenza di scuola di avviamento professionale o corsi riconosciuti per la formazione di operai qualificati nell’attività la licenza di scuola di avviamento professionale o corsi riconosciuti per la formazione di operai qualificati nell’attività suddetta.
L’apprendista che ha compiuto la metà del periodo di apprendistato, anche in più aziende dello stesso ramo, può richiedere di essere sottoposto all’esame (capolavoro) per conseguire il passaggio alle categorie di qualificazione come previste dall’incasellamento di categoria. Tale esame, se negativo, potrà essere ripetuto a intervalli di sei mesi.
Per quanto riguarda la durata massima settimanale dell’orario di lavoro, trovano applicazione i limiti di cui all’art. 14 del presente contratto.
Per l’adempimento da parte dell’apprendista dell’obbligo di frequenza dei corsi di insegnamento complementare sono concesse, per tutta la durata degli stessi, le ore retribuite stabilite dall’Ente gestore dei corsi, fino ad un massimo di 4 settimanali.
Tutti gli istituti relativi al Capitolo II e riguardanti i lavoratori di cui al gruppo 3) dell’art. 10 non contemplati nella presente regolamentazione si intendono applicabili a tutti gli effetti contrattuali all’apprendista, ad eccezione degli aumenti periodici di anzianità la cui maturazione decorrerà dalla data di passaggio alla qualifica di cui al gruppo 3) dell’art. 10.
Nota: La regolamentazione di cui sopra è parte integrante del presente contratto.
Regolamentazione dell’apprendistato nel settore della trasformazione (2o lav. del vetro)
Oltre alle normali registrazioni sul libretto di lavoro, all’apprendista sarà rilasciato dall’azienda, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, un documento che attesti i periodi di tirocinio già compiuti e le attività per le quali sono stati effettuati.
La durata del tirocinio per gli apprendisti è quella fissata dalla tabella n. 1.
Per avere diritto ad essere ammesso ai minori periodi di tirocinio elencati nella tabella n. 1, punti A, B, C, l’apprendista all’atto dell’assunzione o all’atto del conseguimento del titolo scolastico, se conseguito durante il periodo di tirocinio, dovrà presentare il titolo scolastico originale o apposito certificato debitamente autenticato.
L’apprendista che ha compiuto la metà del periodo di apprendistato anche in più aziende dello stesso ramo può richiedere di essere sottoposto all’esame (capolavoro) per conseguire il passaggio alle categorie di qualificazione come previste dall’incasellamento di categoria. Tale esame, se negativo, potrà essere ripetuto ad intervalli di sei mesi.
Tabella n. 1 - Durata del tirocinio
15 anni 16 anni 17 anni 18 anni 19 anni
A) Scuola elementare + scuola media unificata + licenza di scuola tecnica (industriale, istituto professionale, istituti di scuole di arte specializzati per il vetro) di attività corrispondenti a quella oggetto dell’apprendistato o frequenza del IV anno di istituto tecnico industriale
- 1 anno e 6 mesi 1 anno 1 anno 6 mesi
B) Scuola elementare + scuola media unificata + ammissione al II Corso di scuola tecnica (industriale o istituto professionale) di attività corrispondente all’oggetto dell’apprendistato
2 anni e 6 mesi 2 anni 1 anno e 6 mesi 1 anno 6 mesi
C) Scuola elementare + 2 anni e 1 anno e scuola media unificata
3 anni 2 anni e 6 mesi 2 anni 1 anno e 6 mesi 1 anno
3 anni 3 anni 2 anni e 6 mesi 2 anni 1 anno
Nel periodo di apprendistato è fatto divieto di sottoporre l’apprendista a lavorazioni retribuite a cottimo né in genere a quelle ad incentivo.
Per l’adempimento da parte dell’apprendista dell’obbligo di frequentare, ai sensi dell’art. 17 del Regolamento approvato con DPR 30-12-1956, n. 1668, dei corsi di istruzione professionale, sono concesse 3 ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi.
Le parti, in considerazione delle particolari esigenze tecnologiche e produttive dei settori del vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche, del vetro artistico e delle conterie, convengono che l’orario di lavoro settimanale degli operai addetti ai settori stessi sarà di norma distribuito su 6 giorni (dal lunedì al sabato).
In tal caso per i pressatori, soffiatori, levatori del vetro bianco e colorato a soffio ed a pressa, nonché per il personale addetto alla lavorazione diretta coi medesimi, compresi i temperisti e ferrazzieri, l’orario di 40 ore settimanali è fissato con un massimo di 7 ore giornaliere.
A fronte della distribuzione su 6 giorni dell’orario contrattuale di 40 ore settimanali, 6 giorni di riposo feriale, comunque goduti, saranno ragguagliati a 5 giorni di ferie agli effetti delle misure di cui all’art. 22. Nel caso di godimento di periodo feriale inferiore a 6 giorni, si adotteranno criteri proporzionali.
Per le festività coincidenti con la giornata di sabato, si fa espresso rinvio a quanto previsto dal chiarimento a verbale all’art. 22.
Roma, 11-6-1968
In conformità al disposto dell’art. 18 - comma secondo - della legge 27-4-1934, n. 653 e dell’art. 20 della legge 17-10-1967, n. 977, sulla tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti, il riposo potrà essere ridotto a mezz'ora, qualora l’orario di lavoro superi le 6 ma non le 8 ore giornaliere per il personale femminile e superi le 4 ore e mezza, senza interruzione per i minori e gli adolescenti, ad esclusione del personale minorile adibito alle lavorazioni indicate al punto 58 della tabella di cui al RD 7-8-1936, n. 1720*.
*RD 7-8-1936, n. 1720 (GU n. 227 del 30-9-1936) - Approvazione delle tabelle indicanti i lavori per i quali è vietata l’occupazione........ delle donne minorenni e quelli per i quali ne è consentita l’occupazione, con le cautele e le condizioni necessarie.
58. Produzione di vetrerie, cristallerie, smalti, lastre e conterie, limitatamente alla polverizzazione della materia prima, alla fabbricazione delle perle, alla soffiatura dei vetri, all’opacatura e incisione dei vetri con acido fluoridrico o con getto di sabbia, alla fabbricazione del vetro piombifero, alla fabbricazione della lana di vetro, alla pulitura e demolizione dei forni.
L’anno 1971, addì 5 maggio, in Roma fra l’Associazione nazionale degli industriali del vetro, l’Associazione sindacale "Intersind" e la Filcea-Sindacato italiano lavoratori del vetro, la Federchimici organizzazione sindacale fra lavoratori chimici ed affini, la Uilcid-Unione italiana lavoratori chimici e industrie diverse,
si è stipulato il seguente accordo:
Per le controversie relative alle categorie speciali o intermedie e impiegatizie che dovessero sorgere successivamente all’avvenuta applicazione dell’art. 10 del presente contratto (classificazione del personale), gli interessati possono ricorrere all’esame di un collegio tecnico, disciplinato dalle norme che seguono.
In ogni provincia, nella quale si rende necessaria l’istituzione del predetto collegio tecnico, le rispettive Associazioni provinciali degli industriali, dell’"Intersind" e le Organizzazioni periferiche dei lavoratori designeranno fino a 5 nominativi di esperti, fra i quali, di volta in volta, ciascuna Associazione indicherà la persona prescelta a far parte del collegio.
Il collegio è presieduto da un Ispettore del lavoro designato dal Capo circolo competente.
L’intervento del collegio tecnico sarà richiesto dalle Organizzazioni territoriali di cui al precedente articolo.
L’associazione che richiede l’intervento ne darà notizia all’Associazione corrispondente a mezzo raccomandata, comunicando gli estremi della vertenza ed il nominativo della persona da essa prescelta a far parte del Collegio tecnico.
L’Associazione che riceve la richiesta provvederà, nel termine di non oltre 15 giorni dalla comunicazione, alla convocazione del collegio, segnalando a sua volta il nominativo da essa prescelto fra quelli designati ai sensi dell’art. 2.
Comparse le parti avanti al collegio tecnico, questi deve cercare anzitutto di indurle ad equo componimento.
Se il componimento riesce, se ne forma verbale; sottoscritto dai membri del collegio e dalle parti. Esso ha valore definitivo e non è impugnabile.
Se il componimento non riesce, il collegio tecnico dovrà, sentite le parti ed eseguiti - d’accordo con l’azienda - quei sopralluoghi e quegli accertamenti che si rendessero opportuni, esprimere, in forma di verbale, motivato parere scritto, indicando se esso sia stato adottato a maggioranza o all’unanimità.
Del verbale dovrà essere comunicata dal collegio copia autenticata alle parti a mezzo raccomandata con R.R. e con lettera alle Associazioni nazionali di categoria competenti.
Ferme le risultanze di fatto emergenti dagli atti relativi all’esame eseguito dal collegio tecnico provinciale di cui al precedente articolo, le parti potranno, entro il perentorio termine di giorni trenta dalla data della raccomandata di cui all’art. 4, ultimo comma, ricorrere, per erronea ed incompleta valutazione da parte del collegio provinciale delle circostanze emerse o per vizio di motivazione del parere emanato, al Collegio tecnico nazionale costituito a norma del seguente articolo.
L’associazione nazionale degli industriali del vetro, l’Associazione sindacale "Intersind", la Federazione nazionale vetrai ceramisti ed affini, il Sindacato nazionale lavoratori abrasivi vetro ceramica e affini, l’Unione italiana lavoratori vetro e ceramica designeranno, ciascuna, fino a dieci nominativi di esperti tra i quali di volta in volta ciascuna Associazione indicherà le due persone prescelte a far parte del Collegio nazionale.
Il Collegio è presieduto da un Ispettore del lavoro designato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale.
L’intervento del Collegio tecnico interconfederale sarà chiesto dalle Associazioni di cui all’articolo precedente.
L’Associazione che richiede l’intervento ne darà notizia, nel termine di cui al precedente articolo, alla contrapposta Associazione a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno comunicando i motivi del gravame ed i nomi delle due persone da essa prescelte a far parte del Collegio nazionale.
L’Associazione che riceve la richiesta provvederà, nel termine di non oltre 15 giorni dal ricevimento della raccomandata di cui al precedente comma, a segnalare a sua volta i due nominativi da essa prescelti tra quelli designati ai sensi dell’art. 5 ed a far pervenire al collegio le proprie deduzioni scritte sui motivi di gravame addotti; copia di esse verrà comunicata all’Associazione che ha richiesto il nuovo esame.
Sulle risultanze degli atti il Collegio tecnico nazionale esprimerà, in forma di verbale, motivato parere scritto, indicando se la decisione sia stata adottata a maggiorazna o alla unanimità.
Dal verbale potrà essere rilasciata copia autentica a richiesta delle parti.
Il presente accordo è parte integrante del Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Fermo restando che la manutenzione va finalizzata alla sicurezza, all’efficienza e alla migliore utilizzazione degli impianti, per la ricerca delle soluzioni sostitutive degli appalti si dovrà tener conto delle caratteristiche di programmabilità delle attività stesse, della piena utilizzazione delle attrezzature, del carattere di continuità del lavoro, anche in impianti diversi, nonché delle esigenze che le attività di manutenzione oggettivamente richiedono di impiegare la forza lavoro secondo orari e luoghi di intervento opportunamente diversificati secondo specifici accordi.
I contratti di appalto continuativi svolti in azienda - stipulati durante il periodo di vigenza del presente contratto - saranno limitati ai casi imposti da esigenze tecniche, organizzative, gestionali ed economiche che, su richiesta del C.d.F., potranno formare oggetto di verifica con la direzione.

References: Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 25

Art. 26

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 48

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59
 Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 65

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 1

Art. 6

Art. 5
 art. 15

Art. 59

Art. 1