Source: http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/html/2019/05/14/12/comunic.htm
Timestamp: 2019-08-26 03:41:08+00:00

Document:
﻿XII Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 14 maggio 2019
Martedì 14 maggio 2019. — Presidenza della presidente Marialucia LOREFICE. — Interviene il sottosegretario di Stato per la salute, Armando Bartolazzi.
DL 35/2019 recante misure emergenziali per il servizio sanitario della regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria.
C. 1816 Governo.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta del 9 maggio 2019.
Marialucia LOREFICE, presidente, ricorda che il termine per la presentazione delle proposte emendative al provvedimento in oggetto è scaduto alle ore 11 di ieri, lunedì 13 maggio. In proposito, comunica che sono state presentate circa 165 proposte emendative (vedi allegato 1), alcune delle quali presentano profili di criticità relativamente alla loro ammissibilità.
Al riguardo ricorda che, trattandosi di un decreto-legge, il regime di ammissibilità delle proposte emendative è stabilito dall'articolo 96-bis, comma 7, del Regolamento, ai sensi del quale non possono ritenersi ammissibili le proposte emendative che non siano strettamente attinenti alle materie oggetto dei decreti-legge all'esame della Camera.
Tale criterio risulta più restrittivo di quello dettato, con riferimento agli ordinari progetti di legge, dall'articolo 89 del medesimo Regolamento, il quale attribuisce al Presidente la facoltà di dichiarare inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che siano estranei all'oggetto del provvedimento. Rammenta, inoltre, che la lettera circolare del Presidente della Camera del 10 gennaio 1997 sull'istruttoria legislativa precisa che, ai fini del Pag. 133vaglio di ammissibilità delle proposte emendative, la materia deve essere valutata con riferimento «ai singoli oggetti e alla specifica problematica affrontata dall'intervento normativo».
La necessità di rispettare rigorosamente tali criteri si impone ancor più a seguito delle sentenze della Corte costituzionale n. 22 del 2012, n. 32 del 2014, dell'ordinanza n. 34 del 2013 e della recente sentenza n. 5 del 2018 nonché di alcuni richiami del Presidente della Repubblica effettuati nel corso della precedente legislatura.
In tale contesto, la Presidenza è pertanto chiamata ad applicare le suddette disposizioni regolamentari e quanto previsto dalla citata circolare del Presidente della Camera dei deputati del 1997.
Alla luce di tali considerazioni, avverte che devono considerarsi inammissibili per estraneità di materia le seguenti proposte emendative:
gli identici emendamenti Pedrazzini 12.4 e De Filippo 12.23 e l'emendamento De Filippo 12.24, poiché abrogano una norma della legge di bilancio 2019 volta a prevedere, per le procedure concorsuali della pubblica amministrazione bandite dal 2019, la copertura dei posti messi a concorso senza la possibilità di assunzione di idonei ed estendono al personale di aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale l'inapplicabilità delle altre disposizioni della menzionata legge di bilancio che innovano la disciplina di tali procedure concorsuali;
Carnevali 12.22, poiché estende l'inapplicabilità alle procedure per l'assunzione di personale medico, tecnico-professionale e infermieristico di aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale, delle norme della legge di bilancio 2019 che prevedono, per le procedure concorsuali della pubblica amministrazione bandite dal 2019, la copertura dei posti messi a concorso senza la possibilità di assunzione di idonei;
Bologna 12.13, in quanto volto a riformare il percorso della formazione specifica in medicina generale, con riferimento ad aspetti quali il contenuto dei corsi, le attività didattiche, i requisiti dei docenti, la composizione delle commissioni;
Ferro 12.18, dal momento che interviene sulle norme relative al limite massimo di età per il personale della dirigenza medica e per la cessazione dei rapporti convenzionali;
De Filippo 12.33, limitatamente ai commi 6-bis e 6-ter, in quanto prevedono la possibilità di assumere con contratti di formazione-lavoro gli abilitati alle professioni sanitarie, oltre che personale OSS, che si siano formati presso l'Ateneo con cui l'azienda sanitaria abbia stipulato i relativi protocolli di intesa per il corso di studi;
Santelli 12.19, limitatamente al comma 6-ter, in quanto volto a rendere libero l'accesso alla Facoltà di medicina e chirurgia e alle scuole di specializzazione della regione Calabria;
Tuzi 12.01, poiché diretto a garantire la tracciabilità per quanto riguarda i contratti di specializzazione medica che non siano stati effettivamente sottoscritti, al fine di utilizzare le relative risorse per nuovi contratti;
Troiano 13.3, in quanto diretto a prevedere norme specifiche per i medicinali di importazione parallela, vale a dire per le specialità medicinali per uso umano importate da uno Stato membro dell'Unione europea nel quale risultano autorizzate;
Chiazzese 13.4, in quanto diretto a modificare la disciplina in materia di prescrizioni di medicinali nei casi di primo trattamento di malattia cronica o di nuovo episodio di malattia non cronica per il quale sono disponibili più medicinali equivalenti;
Nappi 13.7, poiché diretto ad abrogare una disposizione che impedisce, in sede di aggiornamento del prontuario farmaceutico nazionale, di classificare i medicinali Pag. 134equivalenti come farmaci a carico del SSN con decorrenza anteriore alla data di scadenza del brevetto o del certificato di protezione complementare (cosiddetto patent linkage);
Mammì 13.8, in quanto diretto ad autorizzare la trattazione di dati degli assistiti dal SSN anche attraverso l'implementazione di metodologie predittive dell'evoluzione del fabbisogno di salute della popolazione;
Sarli 13.9, poiché volto ad abrogare una disposizione concernente le modalità di alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico;
Sportiello 13.10, in quanto diretto a introdurre disposizioni relative alla possibilità, per i minori ultratredicenni, di sottoporsi ad accertamenti diretti o indiretti per infezioni HIV senza il consenso dei genitori, del tutore o del soggetto affidatario;
Lapia 13.11, in quanto diretto a comprendere, tra le figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore, anche i medici di comunità e delle cure primarie;
Magi 13.01, poiché diretto ad agevolare l'importazione, la trasformazione e la distribuzione, presso le farmacie, di cannabis, rispetto a quanto già previsto dall'articolo 18-quater, comma 2, del decreto-legge n. 148 del 2017;
Provenza 13.02 e Trizzino 13.03, in quanto diretti a modificare la normativa vigente in materia di titolarità delle farmacie;
Mandelli 13.04, in quanto reca norme sull'esercizio di professioni ed arti sanitarie presso le farmacie;
Mandelli 13.05, in quanto reca norme in materia di distribuzione di medicinali nei comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti;
Mugnai 13.06, poiché diretto ad estendere la possibilità, per i titolari e i direttori responsabili di una farmacia, di ricoprire i ruoli di assistente e titolare di cattedra universitaria.
Propone, quindi, di fissare il termine per la presentazione di eventuali ricorsi avverso i giudizi di inammissibilità alle ore 17 della giornata odierna.
Elena CARNEVALI (PD), in relazione all'emendamento 12.22 a sua prima firma, dichiarato inammissibile, nonché agli identici emendamenti Pedrazzini 12.4 e De Filippo 12.23, di contenuto analogo, rileva che non è la prima volta che le proposte emendative sulle procedure concorsuali del personale sanitario non passano il vaglio di ammissibilità, nonostante l'oggettiva rilevanza del tema.
Al riguardo, osserva che anche dalle recenti audizioni di rappresentanti delle organizzazioni di categoria sono emerse le gravi conseguenze, sia in termini di costi sia di carenze relative agli organici, delle norme introdotte con la legge di bilancio 2019, che impediscono di procedere all'assunzione degli idonei in sanità.
Marialucia LOREFICE, presidente, ribadisce che il giudizio di inammissibilità prescinde completamente dal merito delle proposte emendative e si basa esclusivamente sui criteri rigorosi previsti dal Regolamento e ribaditi dalla giurisprudenza costituzionale con riferimento all'esame dei disegni di legge di conversione di decreti-legge. Osserva come ciò sia attestato, nel caso di specie, dal fatto che la maggior parte delle proposte emendative dichiarate inammissibili siano state presentate da deputati appartenenti a un gruppo di maggioranza.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento alla seduta già convocata al termine della seduta pomeridiana dell'Assemblea.
La seduta comincia alle 21.55.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta odierna.
Marialucia LOREFICE, presidente, avverte che sono stati presentati alcuni ricorsi avverso i giudizi di inammissibilità di talune proposte emendative pronunciati nella seduta di oggi pomeriggio.
In tale contesto, alla luce di un ulteriore esame delle proposte emendative, nonché a seguito dell'analisi dei motivi di ricorso addotti dai ricorrenti, la Presidenza ritiene di poter rivedere i giudizi di inammissibilità sulle seguenti proposte emendative, che devono pertanto considerarsi ammissibili. Si tratta degli identici emendamenti Pedrazzini 12.4 e De Filippo 12.23, dell'emendamento Carnevali 12.22 e, per analogia, dell'emendamento De Filippo 12.24, in quanto, sopprimendo le disposizioni recate dalla legge di bilancio 2019 che escludono, con riferimento alle procedure concorsuali per il personale medico e sanitario, la proroga della durata delle graduatorie vigenti, sono comunque riferibili alla materia disciplinata dall'articolo 12 del decreto ai sensi del quale, per sopperire alla contingente carenza di personale sanitario, s'introducono determinate modalità assunzionali del personale medico.
La Presidenza ritiene, invece, di dover confermare i giudizi di inammissibilità per estraneità di materia sulle restanti proposte emendative.
Ricorda poi che, secondo quanto è stato stabilito in sede di Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nella giornata odierna, questa seduta potrà andare avanti fino a mezzanotte.
Avverte, altresì, che la relatrice ha presentato i nuovi emendamenti 6.50 e 13.50 (vedi allegato 2), precisando che il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti può essere fissato alle ore 10 di domani, mercoledì 15 maggio.
Rossana BOLDI (Lega) chiede alla presidente se sia possibile prevedere il medesimo termine anche per la presentazione di subemendamenti relativi agli emendamenti della relatrice già contenuti nel fascicolo.
Marialucia LOREFICE, presidente, ricorda che le proposte emendative 3.40, 5.01, 11.17 e 11.16 sono state presentate dalla relatrice entro il termine ordinario previsto per la presentazione di emendamenti al provvedimento in oggetto e, pertanto, la presidenza non ha fissato un termine per eventuali subemendamenti, ciò che accade, invece, quando gli emendamenti vengono presentati dal Governo o dal relatore oltre il predetto termine.
Tuttavia, considerata la richiesta avanzata dalla deputata Boldi ritiene, anche sulla base di numerosi precedenti, di poterla accogliere, fissando pertanto il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti della relatrice già contenuti nel fascicolo alle ore 10 di domani.
Dà quindi la parola alla relatrice, deputata Nesci, per l'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite agli articoli 1 e 2.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, in relazione alle proposte emendative riferite all'articolo 1, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Santelli 1.3, Ferro 1.4 e Viscomi 1.5. Invita al ritiro i presentatori dell'emendamento Santelli 1.2, precisando che altrimenti il parere è da considerarsi contrario.
Esprime, quindi, parere favorevole sull'emendamento Carnevali 1.6, a condizione che sia riformulato nei termini indicati in allegato (vedi allegato 3), e parere contrario sull'emendamento Maria Tripodi 1.1. Chiede, poi, di poter accantonare l'emendamento Viscomi 1.7 e invita al ritiro i presentatori dell'emendamento Viscomi 1.8, precisando che altrimenti il parere è da considerarsi contrario.
In relazione alle proposte emendative relative all'articolo 2, esprime parere contrario sugli emendamenti Santelli 2.1, Viscomi 2.2 e 2.3 e Carnevali 2.4. Invita, quindi, al ritiro i presentatori dell'articolo aggiuntivo Ferro 2.01, precisando che altrimenti che il parere è da considerarsi contrario.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere conforme a quello formulato dalla relatrice.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI), sottolinea che l'emendamento Santelli 1.3, di cui è cofirmatario, soppressivo dell'intero Capo I, è motivato dal fatto che esso contiene disposizioni che azzerano il ruolo della regione nella gestione del servizio sanitario e, pertanto, corrono il rischio di essere dichiarate incostituzionali. Ricorda, infatti, che la Corte costituzionale ha più volte affermato che un assorbimento totale di funzioni può essere determinato da una situazione di urgenza mentre il provvedimento in esame continua ad affidare alla regione alcune funzioni. Invita, quindi, il Governo e la maggioranza a svolgere un approfondimento su questi temi.
Antonio VISCOMI (PD) segnala che l'emendamento a sua prima firma 1.5, soppressivo dell'intero Capo primo, è la logica conseguenza di quanto affermato da deputati del suo gruppo nel corso della discussione in aula in relazione al fatto che tale norme rappresentano una palese violazione dell'articolo 117 della Costituzione. Rileva inoltre che la soluzione proposta con il decreto in esame non rappresenta una terapia adeguata per la «malattia» del servizio sanitario calabrese.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Santelli 1.3, 1.4 Ferri e Viscomi 1.5.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) invita la relatrice a riconsiderare il parere espresso sull'emendamento Santelli 1.2 di cui è cofirmatario.
Marialucia LOREFICE, presidente, segnala che la relatrice ha espresso un parere favorevole sull'emendamento Carnevali 1.6, a condizione che sia riformulato nei predetti termini, evidenziando che la riformulazione proposta potrebbe di fatto assorbire l'emendamento Santelli 1.2.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) ritira l'emendamento Santelli 1.2.
Elena CARNEVALI (PD) accetta la riformulazione dell'emendamento 1.6 di cui è prima firmataria.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Carnevali 1.6 (Nuova formulazione) (vedi allegato 3) e respinge l'emendamento Maria Tripodi 1.1.
Marialucia LOREFICE, presidente, dispone l'accantonamento dell'emendamento Viscomi 1.7.
Antonio VISCOMI (PD) chiede alla relatrice di accantonare l'emendamento a sua prima firma 1.8, nonché l'articolo aggiuntivo Ferro 2.01, in quanto concernenti il tema dello sblocco delle assunzioni del personale sanitario nella regione Calabria, analogamente all'articolo aggiuntivo 5.01 della relatrice.
Vito DE FILIPPO (PD) si associa alla proposta di accantonamento effettuata dal collega Viscomi.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, ritiene che l'emendamento Viscomi 1.8 e l'articolo aggiuntivo Ferro 2.01 possano essere esaminati congiuntamente al suo articolo aggiuntivo 5.01.
Marialucia LOREFICE, presidente, dispone l'accantonamento dell'emendamento Viscomi 1.8 e dell'articolo aggiuntivo Ferro 2.01.
La Commissione respinge l'emendamento Santelli 2.1.
Antonio VISCOMI (PD) raccomanda l'approvazione degli emendamenti a sua prima firma 2.2 e 2.3, aventi la finalità di garantire i diritti del soggetto valutato, evitando il rischio che il commissario possa assumere decisioni arbitrarie.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Viscomi 2.2 e 2.3.
Elena CARNEVALI (PD) raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua prima firma 2.4, sottolineando che la previsione di non consultare la Conferenza dei sindaci rappresenta un'aggravante della natura incostituzionale delle disposizioni contenute nel decreto-legge, di cui non riesce a comprendere la motivazione.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) sottoscrive l'emendamento Carnevali 2.4, condividendone le finalità e invitando il rappresentante del Governo a fornire chiarimenti in ordine alle scelte adottate con il decreto-legge, che portano ad escludere la possibilità di consultare organi rappresentativi dei territori.
Antonio VISCOMI (PD) si associa alla richiesta del collega D'Ettore rilevando, in particolare, il cambiamento di posizione di una delle forze di maggioranza che finora si era sempre caratterizzata per la difesa dell'autonomia degli enti territoriali. Nel richiamare le recenti dichiarazioni dell'ex commissario della regione Calabria, Massimi Scura, sui dati inesatti forniti dal Governo per giustificare gli interventi adottati, sottolinea che la competenza tecnica non può essere distinta dalla capacità rappresentativa. Invita quindi a riconsiderare il parere contrario espresso sull'emendamento in discussione. Ribadisce che il Governo ha deciso di adottare un approccio «militarizzato» rispetto ad una situazione difficile, basandosi sul presupposto per cui le misure adottate finora sarebbero state prive di effetti.
Vito DE FILIPPO (PD) ricordando che già la normativa vigente consente in determinate condizioni di poter prescindere dal parere della Consulta dei sindaci, evidenzia che il decreto in esame rivela una plateale impostazione propagandistica, volta al perseguimento di finalità diverse da quella del risanamento del sistema sanitario calabrese.
Nicola STUMPO (LeU), nel ribadire la contrarietà del suo gruppo all'impostazione complessiva del provvedimento in esame, esprime un particolare dissenso in relazione alla scelta di eliminare ogni forma di confronto con le realtà territoriali, sottolineando che un approccio di questo tipo non consente di superare le attuali criticità.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, dichiara di considerare antidemocratico non il contenuto del decreto, ma le politiche adottate in Calabria nel settore sanitario negli anni passati, aventi come solo obiettivo la spartizione di nomine e benefici. Ricorda che alcune misure straordinarie sono funzionali all'esigenza di velocizzare i tempi per consentire alle strutture sanitarie di risollevarsi in un arco temporale di diciotto mesi.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) osserva che le dichiarazioni delle relatrice rivelano la natura meramente propagandistica delle norme adottate rispetto alle prossime elezioni Pag. 138che si svolgeranno nella regione Calabria. Tali disposizioni si basano su una mistificazione del ruolo della regione, nascondendo il fatto che da un decennio oramai la sanità calabrese è gestita da un commissario straordinario. Nel ribadire che le norme contenute nel decreto aumentano ulteriormente la possibilità che il commissario agisca in maniera arbitraria, prevede che tale concentrazione di poteri farà del male alle forze dell'attuale maggioranza, che non saranno in grado di gestire la situazione.
Andrea CECCONI (Misto-MAIE), pur riconoscendo che la situazione della regione Calabria richiede interventi eccezionali segnala che, visto l'attuale assetto costituzionale, occorre garantire il rispetto della leale collaborazione con la regione e del principio di sussidiarietà per scongiurare il rischio di una dichiarazione di incostituzionalità delle norme adottate.
Francesco SAPIA (M5S) ritiene doveroso precisare che la nomina dei direttori delle aziende sanitarie è stata sempre effettuata dal presidente della regione Calabria e che, quindi, una parte rilevante di responsabilità rispetto alla situazione disastrosa della sanità calabrese ricadono sul presidente della regione. Precisa che attraverso il decreto in esame il Movimento 5 Stelle ha inteso dare dignità ai malati attraverso la legalità.
La Commissione respinge l'emendamento Carnevali 2.4 e procede all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 3.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, in relazione alle proposte emendative riferite all'articolo 3, propone l'accantonamento dell'emendamento Viscomi 3.38 ed esprime parere contrario sugli emendamenti Siani 3.39, Santelli 3.8, Carnevali 3.31, sugli identici emendamenti Rostan 3.2, Santelli 3.9 e Bruno Bossio 3.30, nonché sull'emendamento Ferro 3.21 e sugli identici emendamenti Santelli 3.10, Ferro 3.24 e Viscomi 3.32. Invita quindi al ritiro i presentatori degli emendamenti Ferro 3.25 e 3.26 e 3.27, precisando che altrimenti il parere è da considerarsi contrario, ed esprime parere contrario sugli emendamenti Santelli 3.11 e sugli identici emendamenti Rostan 3.3, Maria Tripodi 3.5 e Ferro 3.22, nonché sugli emendamenti Santelli 3.12, Viscomi 3.33 e Santelli 3.13. Invita al ritiro, precisando che altrimenti che il parere è da considerarsi contrario, i presentatori dell'emendamento Santelli 3.6 ed esprime parere contrario sugli emendamenti Ferro 3.23 e Rostan 3.1. Invita al ritiro, precisando che altrimenti che il parere è da considerarsi contrario, i presentatori dell'emendamento Ferro 3.28 ed esprime parere contrario sugli identici emendamenti Rostan 3.4 e De Filippo 3.34 e sull'emendamento Viscomi 3.35. Invita al ritiro, precisando che altrimenti che il parere è da considerarsi contrario, i presentatori degli emendamenti Viscomi 3.36 e Santelli 3.16; esprime parere contrario sugli identici emendamenti Santelli 3.15 e Ferro 3.29 ed invita al ritiro, precisando che altrimenti il parere è da considerarsi contrario, i presentatori dell'emendamento Cannizzaro 3.14. Esprime, quindi, parere contrario sugli emendamenti Maria Tripodi 3.7 e Carnevali 3.37 e raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 3.40. Esprime, quindi, parere contrario sugli emendamenti Santelli 3.17 e sugli identici emendamenti Santelli 3.18 e Ferro 3.20 e propone l'accantonamento dell'emendamento Ferro 3.19 e dell'articolo aggiuntivo Misiti 3.01, per ragioni analoghe a quelle dell'accantonamento dell'emendamento Viscomi 3.38.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere conforme a quello della relatrice.
Marialucia LOREFICE, presidente, dispone l'accantonamento degli emendamenti Viscomi 3.38 e Ferro 3.19 e dell'articolo aggiuntivo Misiti 3.01.
Elena CARNEVALI (PD), illustrando l'emendamento Siani 3.39, di cui è cofirmataria, Pag. 139evidenzia che lo stesso è essenzialmente volto ad assicurare il fondamentale rispetto dei principi costituzionali di leale collaborazione e sussidiarietà nell'esercizio del delicato potere sostitutivo, per sua natura di carattere eccezionale. In particolare, segnala come la disposizione di cui all'articolo 3, comma 1, secondo periodo, oggetto di soppressione ad opera della citata proposta emendativa è di fatto volta ad escludere qualsivoglia ruolo partecipativo dei rappresentanti istituzionali della regione Calabria, in caso di mancata intesa con la Regione stessa nell'ambito della procedura di nomina del Commissario straordinario, circostanza quest'ultima ancor più allarmante, tenuto conto del fatto che nel nostro Paese la sanità è gestita per circa l'80 per cento delle risorse finanziarie stanziate dalle regioni medesime.
La Commissione respinge l'emendamento Siani 3.39.
Roberto BAGNASCO (FI) illustra le finalità dell'emendamento Santelli 3.8, di cui è cofirmatario, volto ad evitare irragionevoli automatismi nella decadenza del Commissario regionale all'uopo nominato, in considerazione della necessità di tutelare comunque chi abbia bene operato nell'assolvimento dei propri compiti, conseguendo al contempo il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Antonio VISCOMI (PD), in relazione alla proposta emendativa in discussione, richiama la necessità che i poteri sostitutivi attribuiti dal legislatore siano sempre esercitati in maniera motivata e proporzionata rispetto alle finalità perseguite, in ottemperanza a quanto prescritto dall'articolo 120 della Costituzione, nonché alla luce della disciplina attuativa recata dall'articolo 8 della legge n. 131 del 2003, al fine di garantire sempre il fondamentale rispetto dei principi di leale collaborazione e sussidiarietà.
La Commissione respinge l'emendamento Santelli 3.8.
Elena CARNEVALI (PD) illustra l'emendamento a sua prima firma 3.31, sul quale auspica possa aver luogo una discussione ampia e approfondita, giacché la disposizione di cui all'articolo 3, comma 2, primo periodo, sulla quale esso incide, appare molto sospetta. Segnala, in particolare, che tale disposizione consente di scegliere il Commissario straordinario da preporre agli enti del Servizio sanitario regionale calabrese senza ricorrere necessariamente all'elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale, formato ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 171 del 2016, in ciò contravvenendo in maniera spudorata a fondamentali esigenze di trasparenza e selettività nella nomina dei predetti soggetti. Nel rammentare che la disposizione in esame è già stata additata da diversi quotidiani come una norma potenzialmente volta a favorire i «raccomandati», invita la relatrice a disporre l'accantonamento dell'emendamento 3.31, stante l'assoluta irragionevolezza di procedere in deroga al citato decreto legislativo n. 171 del 2016.
Nicola STUMPO (LeU), evidenziando che la proposta emendativa in discussione presenta un contenuto analogo al successivo emendamento Rostan 3.2, di cui è cofirmatario, osserva come la mancata previsione del ricorso esclusivo al citato elenco nazionale comporta il venir meno dei necessari requisiti di oggettività e trasparenza nella selezione dei Commissari straordinari di cui all'articolo 3 del presente decreto-legge. Nel rilevare altresì che la norma in oggetto appare suscettibile di costituire un pericoloso precedente, nella misura in cui pone in discussione una procedura in linea di principio applicabile a tutte le regioni italiane, si associa alla richiesta di accantonamento delle proposte emendative vertenti su tale argomento.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) ritiene che la disposizione di cui all'articolo 3, comma 2, primo periodo, del decreto-legge Pag. 140in esame, appare foriera, in un ambito di tale delicatezza, di scelte di natura puramente discrezionale, rimesse in via esclusiva all'autorità governativa, senza più le garanzie offerte dal prescritto ricorso all'elenco nazionale di cui al citato decreto legislativo n. 171 del 2016, consentendo di fatto la nomina a Commissario straordinario anche di soggetti privi dei richiesti profili curriculari. Nel richiamare l'attenzione sui rischi connessi alla definizione di un regime speciale per la sola regione Calabria, chiede delucidazioni al Governo in merito alle ragioni di ordine tecnico, politico, giuridico e gestionale sottese alla disposizione oggetto di censura, evidenziando altresì come la stessa incida di fatto su un sistema sanitario regionale già pesantemente compromesso, non solo dal punto di vista finanziario.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) ribadisce la contraddittorietà dimostrata anche in tale circostanza dal MoVimento 5 Stelle, che, se da un lato ha addebitato le responsabilità del dissesto sanitario calabrese al potere di nomina dei direttori da parte del Presidente della regione, dall'altro con la disposizione in esame mira di fatto a rimettere direttamente al Governo il potere di scelta dei Commissari straordinari, ricorrendo all'occorrenza ai cosiddetti «amici degli amici». Segnala inoltre che la deliberata deroga a quanto previsto in materia dal decreto legislativo n. 171 del 2016 confligge apertamente con quanto oggi stesso dichiarato dal Vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio in merito alla presentazione di un'apposita proposta di legge volta a creare uno specifico albo di professionisti di comprovata competenza ed esperienza cui ricorrere, anche attraverso la modalità del previo sorteggio, in tali fattispecie.
Antonio VISCOMI (PD), anticipando l'illustrazione del successivo emendamento Bruno Bossio 3.30, di cui è cofirmatario, vertente su analoga materia, richiama l'attenzione dei colleghi circa la possibilità che il Commissario straordinario possa essere scelto anche tra soggetti di comprovata competenza ed esperienza posti in quiescenza. Evidenzia in proposito che tale soluzione, per altro non assistita dalla previsione di alcun vincolo temporale, risulta del tutto inidonea rispetto ai gravosi impegni richiesti dai seri problemi gestionali che caratterizzano in larga misura gli enti del Servizio sanitario calabrese, ponendosi altresì in contrasto con la più volte dichiarata intenzione da parte dell'attuale maggioranza parlamentare di lasciare maggiore spazio alle nuove generazioni.
Rossana BOLDI (Lega) si associa alla richiesta di accantonamento dell'emendamento Carnevali 3.31, al fine di consentire un supplemento di istruttoria sullo stesso.
Luca RIZZO NERVO (PD) si associa anch'egli alla richiesta di accantonamento testé formulata, evidenziando come il ricorso all'elenco nazionale di cui al citato decreto legislativo n. 171 del 2016 avrebbe assicurato il rispetto della dovuta trasparenza, l'ottemperanza ad una graduatoria validata da una specifica Commissione tecnico di alto profilo, nonché l'effettivo accertamento delle competenze. A suo giudizio, la disposizione di cui all'articolo 3, comma 2, primo periodo, appare dunque priva di razionalità, aprendo la strada ad inevitabili arbitri ed eccessiva discrezionalità.
Maria Teresa BELLUCCI (FdI) ritiene che la disposizione di cui all'articolo 3, comma 2, primo periodo, del provvedimento in esame appare assai poco ponderata e probabilmente indotta da un'urgenza dettata da circostanze emergenziali, rivelandosi però poco confacente rispetto ad una efficace soluzione dei reali problemi gestionali che caratterizzano da anni la sanità calabrese. Associandosi anch'essa alla richiesta di accantonamento in precedenza formulata dai colleghi, rileva come sia viceversa indispensabile che il Governo adotti misure specifiche volte ad assicurare un effettivo efficientamento amministrativo dell'intero comparto sanitario della Regione Calabria.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, in relazione alle nomine dei dirigenti sanitari fatte in passato dai presidenti della regione Calabria, segnala che l'elemento critico non era rappresentato dalla loro discrezionalità ma dal fatto che erano effettuate in relazione a soggetti che per legge dovevano essere rimossi in quanto le aziende da loro gestite erano in disavanzo. Quanto alle accuse di volere favorire «amici», osserva che lei stessa e gli altri esponenti del Movimento 5 Stelle, con gli esposti e gli atti di sindacato ispettivo presentati in passato hanno ottenuto solo inimicizie in determinati ambienti. Ricorda che la ratio della norma in discussione non è quella di escludere l'utilizzazione dell'elenco nazionale previsto dal decreto legislativo n. 171 del 2016, ma di poter utilizzare tutte le competenze disponibili, anche alla luce del fatto che probabilmente non sarà facile trovare persone disposte a svolgere il ruolo di commissario. Ricorda, inoltre, che tutte le forze politiche hanno proposto di modificare le disposizioni relative a tale elenco e che i tempi di aggiornamento dello stesso non sono brevi.
Nel ribadire che la norma in discussione vuole assicurare una maggiore possibilità di scelta per l'individuazione dei commissari si dichiara disponibile a proporre l'accantonamento dei relativi emendamenti nel caso in cui i presentatori insistano per tale richiesta.
Salvatore DEIDDA (FdI) segnala che la previsione di utilizzare per il ruolo di commissari anche personale in quiescenza testimonia l'intenzione di volere perpetuare un atteggiamento che discrimina le nuove generazioni, nonostante siano in molti casi in possesso di una formazione più che adeguata, costringendole a recarsi all'estero.
Marialucia LOREFICE, presidente, alla luce degli interventi svolti e preso atto di quanto dichiarato dalla relatrice Nesci, dispone l'accantonamento dell'emendamento Carnevali 3.31, degli identici emendamenti Rostan 3.2, Santelli 3.9 e Bruno Bossio 3.30, nonché dell'emendamento Ferro 3.21, degli identici emendamenti Santelli 3.10, Ferro 3.24 e Viscomi 3.32 e degli emendamenti Ferro 3.25, 3.26 e 3.27.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) illustra le finalità dell'emendamento Santelli 3.11, di cui è cofirmatario.
La Commissione respinge l'emendamento Santelli 3.11.
Nicola STUMPO (LeU), illustrando l'emendamento Rostan 3.3, di cui è cofirmatario, rileva che la previsione, recata dal comma 4 dell'articolo 3, di nominare commissari straordinari anche per più enti del servizio sanitario regionale non può essere giustificata nemmeno da ragioni economiche, visto che il decreto prevede il cumulo dei compensi. Osservando che in passato gli esponenti del Movimento 5 Stelle avrebbero contestato con ogni mezzo l'introduzione di una norma di questo tipo, ribadisce di considerarla culturalmente inaccettabile.
Maria Teresa BELLUCCI (FdI) dichiara di non comprendere le motivazioni di quanto previsto dal comma 4, osservando che solo una sorta di «avatar» potrebbe svolgere con efficacia il ruolo di commissario per più di un'azienda sanitaria. Invita pertanto ad una riflessione su tale previsione, anche attraverso un accantonamento degli emendamenti in discussione, sottolineando che occorre un congruo numero di persone per raggiungere obiettivi concreti.
Roberto BAGNASCO (FI), nel riconoscere la doverosità di un intervento sulla sanità calabrese e convergendo sull'obiettivo di arginare interferenze politiche sul settore, invita ad evitare di introdurre norme confuse e giudica inattuabile la previsione di affidare ad un solo soggetto il ruolo di commissario per più aziende sanitarie.
Antonio VISCOMI (PD) segnala che il Partito Democratico ha presentato, con Pag. 142intento in qualche modo provocatorio l'emendamento a sua prima firma 3.33, che limita la possibilità di designare lo stesso commissario a due enti territorialmente contigui. Il parere contrario espresso su tale emendamento dimostra l'intenzione di non volere tenere conto delle reali possibilità di intervento dei singoli commissari, evidentemente con l'intenzione recondita di affidarsi alle strutture presenti sul territorio.
A suo avviso, il ruolo formale che s'intende affidare ai commissari troverebbe conferma nel contenuto dell'emendamento 3.40 della relatrice, che prevede di costituire un'unità di crisi speciale, con compiti che si sovrappongono a quelli degli stessi commissari.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) osserva che, affidando le competenze di più enti allo stesso commissario, si determina un difficile raggiungimento degli obiettivi prefissati e si rischia che venga effettuata una delega a favore di sub-commissari, con conseguente perdita di controllo da parte del ministero. Nel comprendere che in situazioni di emergenza possa essere necessario adottare un meccanismo di questo tipo, ravvisa tuttavia l'opportunità di prevederne un utilizzo temporaneo, invitando a considerare una riformulazione degli emendamenti presentati.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI segnala che la previsione recata dal comma 4 dell'articolo 3, così come quella del comma 2 sull'ambito della scelta dei commissari, oggetto delle proposte emendative appena accantonate, sono dovute alla oggettiva problematicità di trovare soggetti disposti a svolgere questo ruolo in ragione della sua durata ridotta e delle notevoli difficoltà che comporta.
Elena CARNEVALI (PD) osserva che l'elenco previsto dal decreto legislativo n. 171 del 2016 contiene quasi mille nominativi ed è quindi probabile che, anche alla luce del fatto che una esperienza in Calabria costituirebbe un elemento di vantaggio per l'inserimento nel nuovo elenco, si possa ottenere un numero congruo di disponibilità. Nel ribadire l'impossibilità di svolgere in maniera efficiente il ruolo di commissario avendo la competenza su più enti, ricorda che il Movimento 5 Stelle si era battuto nella scorsa legislatura per la creazione di un albo pubblico, mentre la normativa proposta risulta poco trasparente, non chiarendo la natura della deroga prevista. Ricorda, inoltre, che occorre tenere distinto il ruolo di commissario da quello della magistratura che indaga su eventuali comportamenti criminali.
Roberto BAGNASCO (FI) ringrazia il sottosegretario Bartolazzi per la sincerità delle affermazioni da ultimo rese, osservando come tuttavia debba essere compito del Governo porre i soggetti che andranno a ricoprire tali delicati incarichi nelle condizioni di poter operare al meglio, fermo restando il vincolo temporale loro imposto dal decreto.
Antonio VISCOMI (PD), associandosi alle considerazioni svolte dal deputato Bagnasco, anche nel ringraziamento rivolto al sottosegretario Bartolazzi, rileva come l'orientamento talvolta prevalente di ricorrere nei casi di mala gestio sanitaria a soggetti appartenenti al personale militare non sempre abbia prodotto risultati soddisfacenti, salvo naturalmente specifiche eccezioni quale quella rappresentata dall'ASL di Salerno, dal momento che non è sufficiente limitarsi alla semplice selezione delle posizioni apicali ma occorre altresì che le stesse mantengano un forte e consapevole legame con le singole realtà territoriali, condizione imprescindibile per addivenire, a suo avviso, all'adozione di soluzioni efficaci.
Nicola STUMPO (LeU) si associa anch'egli alle valutazioni da ultimo espresse dai colleghi Bagnasco e Viscomi, ivi incluso il ringraziamento al sottosegretario Bartolazzi, rimarcando come debba essere tuttavia compito del Governo individuare le persone migliori cui affidare lo svolgimento di tali delicati incarichi gestionali.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Rostan 3.3, Maria Tripodi 3.5 e Ferro 3.22.
Marialucia LOREFICE, presidente, secondo quanto convenuto tra i gruppi, sospende l'esame del provvedimento, preannunziando che lo stesso riprenderà nella seduta di domani a partire dalle ore 12.
La seduta termina alle 0.05 di mercoledì 15 maggio 2019.

References: sentenza 
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