Source: https://issuu.com/apeale/docs/regolamento_metodologico_parte_rs_aggiornato_al_cg
Timestamp: 2017-11-18 08:49:34+00:00

Document:
Regolamento AGESCI - RS by Alessandro Cuollo - issuu
Regolamento metodologico parte R/S Art. 1 – BRANCA R/S La Branca Rover/Scolte si rivolge ai giovani e alle giovani di età compresa tra i 16 ed i 20/21 anni e si propone di accompagnarli, nell’impegno dell’autoeducazione, verso una vita adulta caratterizzata da autonomia, maturazione della capacità di scegliere, responsabilità verso se stessi e gli altri, disponibilità al servizio del prossimo. I giovani e le giovani si uniscono in comunità di rover e scolte, articolate in un primo momento chiamato Noviziato e in un secondo chiamato Clan se maschile, Fuoco se femminile, Clan/Fuoco se misto. Art. 2 – OBIETTIVO E STILE DELL’ITINERARIO DI FEDE I giovani e le giovani, ai quali è rivolta la proposta educativa della Branca R/S, vivono un’età caratterizzata dalla ricerca di tutto ciò che è autentico e dalla spinta a trasformare i sogni e i desideri in realtà concrete. È un’età che li pone di fronte alle prime sfide impegnative che riguardano gli affetti, la famiglia, le scelte sociali e politiche, il lavoro, il tempo libero. La loro strada è così segnata, inevitabilmente, da gioie, conquiste, conferme, ma anche da dubbi, crisi e sconfitte. Anche nelle riflessioni e nelle scelte intorno alla vita di fede, i giovani R/S sperimentano queste speranze e queste fatiche. Perciò, la Branca R/S propone a ciascun rover e scolta un cammino di fede che lo/la aiuti a maturare una relazione personale con Dio, nell’ambito di una comunità che vuole richiamarsi esplicitamente a quella dei discepoli, chiamati uno per uno da Gesù a camminare insieme con lui e ad apprendere da lui il Vangelo della salvezza e della libertà. Poiché la Comunità R/S prende come punto di riferimento la comunità di Gesù con i suoi discepoli, ogni esperienza che essa vive è, più o meno esplicitamente, esperienza di fede. In alcune occasioni, poi, gli itinerari di fede dei singoli e della comunità si concretizzeranno in specifiche e ben curate esperienze di ascolto della Parola, di preghiera, di carità fraterna, di servizio e accoglienza. Sarà cura dei Capi e dell’Assistente ecclesiastico far sì che le esperienze vissute siano rilette ed interpretate alla luce della Parola, per educare i rover e le scolte ad esercitare il discernimento che consente di scorgere la presenza dello Spirito nella propria vita e di individuare il modo per seguirlo. È necessario, inoltre, poiché è nella Chiesa che la fede viene vissuta, porre attenzione a che la Comunità R/S partecipi in modo attivo alla vita della propria Chiesa locale, in modo particolare con la fedeltà alla vita liturgica e sacramentale. I rover e le scolte potranno così maturare la consapevolezza di essere parte dell’unica Chiesa che celebra il mistero di Cristo nel tempo.
L’educazione morale, caratteristica di tutta la proposta scout, culmina in Branca R/S con lo sviluppo di competenze e acquisizioni di valori in vista del servizio come stile di vita, vocazione a vivere l’amore di Cristo per l’uomo, nella costruzione del Regno di Dio. Il rover e la scolta vivranno il dinamismo vocazionale della fede cristiana con lo stile proprio della Spiritualità della strada. La strada è caratterizzata da tratti di essenzialità, fedeltà, gioia, sacrificio, precarietà, attenzione all’altro, ed è occasione d’incontro e di silenzio, di scoperta della bellezza del creato, di abbandono fiducioso alla Provvidenza e di condivisione. Pertanto, la spiritualità della strada è disponibilità ad una continua crescita, secondo l’azione dello Spirito, al confronto e superamento delle proprie paure, verso il raggiungimento della piena maturità in Cristo. L’apostolo Paolo, che incontrò Cristo sulla via di Damasco e diventò instancabile annunciatore del Vangelo, illumina il senso profondo della strada che è attitudine al silenzio per cogliere la voce di Dio e dei fratelli e scuola di fedeltà all’amore di Cristo. Art. 3 – LA PROGETTAZIONE DELL’ITINERARIO DI FEDE IN COMUNITÀ R/S Le attenzioni che è necessario tener presente nel progettare gli itinerari di fede della Comunità R/S devono essere essenzialmente: • integrare le esperienze specifiche di catechesi e di preghiera con tutte le esperienze della comunità, ricordando che tutto lo scautismo è un cammino educativo alla fede matura. In tal modo si favorirà quella integrazione tra fede e vita che rappresenta la finalità di ogni itinerario di fede; • rispettare la dinamica esperienza-simbolo-concetto: il rover e la scolta nella Comunità R/S, anche attraverso gli strumenti propri del metodo, sono chiamati a fare esperienze che non siano subite, ma vissute attivamente e che divengano occasione di riflessione e di rielaborazione personale e comunitaria, grazie alla parola che illumina i fatti, le cose, i gesti, collegando ogni esperienza al suo significato, per mostrare l’insegnamento che essa può offrire, per passare dall’esperienza al concetto, proprio attraverso l’efficace via del simbolo; • curare l’attenzione alle tre dimensioni della vita cristiana: la dimensione profetica, educando alla capacità di ascolto della Parola di Dio, nella conoscenza della Scrittura e della Tradizione della Chiesa, attraverso la lettura sistematica dei libri biblici, l’approfondimento tematico di alcuni temi biblici e teologici, il confronto con il Magistero della Chiesa; la dimensione sacerdotale, educando alla preghiera, personale e comunitaria, e alla partecipazione attiva ai sacramenti, nella consapevolezza che la liturgia è culmine e fonte di tutta
REGOLAMENTO DELLA BRANCA R/S
la vita cristiana; la dimensione regale, educando a vivere il discernimento per seguire Gesù nelle concrete situazioni storiche dell’esistenza, e per scoprire e vivere la propria vocazione particolare facendo del servizio uno stile di vita che rende testimoni coraggiosi del Vangelo; • vivere la fedeltà a Dio e all’uomo: fedeltà a Dio nel trasmettere la sua Parola, senza compromessi e senza eccezioni, e fedeltà all’uomo nel rispettare la sensibilità, le esigenze, le capacità di accoglienza nel suo divenire storico e nelle sue implicazioni culturali e sociali. Ciò si traduce concretamente nell’attenzione ai tempi di ciascun rover e scolta, sia di quelli che hanno già maturato una scelta di fede sia di quelli che sono ancora in difficoltà, nel rispetto della progressione personale di ciascuno; e nell’accoglienza della Parola di Dio, facendosi conoscitori attenti di ciò che B.-P. amava definire i “due libri” di Dio, la Bibbia e la Natura, discepoli docili sulle strade che in essi vengono indicate, testimoni responsabili delle scelte di coraggio alle quali Dio chiama. Art 4. – EDUCAZIONE ALL’AMORE E COEDUCAZIONE L’età del rover e della scolta coincide con il momento in cui inizia la ricerca di una relazione più strutturata e stabile con gli altri. Ci si interroga sulle relazioni affettive e sulle scelte future, nel desiderio di trasformarle in realtà concrete. La Comunità R/S aiuta le scolte e i rover a crescere insieme nel rispetto delle differenze con la fiducia che questo possa favorire e valorizzare la scoperta delle reciproche identità e lo stabilirsi di rapporti umani arricchenti tra l’uomo e la donna, superando ruoli precostituiti. Occorrerà favorire esperienze che valorizzino la profondità delle relazioni rispetto alla superficialità, la concretezza rispetto alla virtualità, sviluppando la capacità di cercare e cogliere la bellezza e l’autenticità di ogni incontro. Il rispetto di se stessi e del proprio corpo, vissuto come dono di Dio e strumento di servizio al prossimo, è alla base di ogni relazione; durante questa fase della sua vita affettiva si propone al giovane di vivere l’Amore come accoglienza, dialogo e dono reciproco e di considerare questa dimensione come centrale nel proprio progetto di vita. Il giovane comincia a gestire la propria sessualità e il proprio corpo, accettandone doti e limiti, e quale custode ne cura la salute, evitando tutto ciò che può arrecarvi danno. È importante proporre sia alle unità miste sia a quelle monosessuali attività condivise con l’altro sesso e attività separate, al fine di permettere ai singoli rover e scolte di vivere momenti dove la propria identità di uomo e di donna venga vissuta come ricchezza, capacità di accogliere, dono di sé e dialogo con l’altro. I Capi, uomo e donna, sono chiamati a dare testimonianza del proprio percorso sulla strada della crescita personale verso l’amore, che si esprime anche nella capacità di costruire relazioni personali e di coppia significative, autentiche e vitali. Art. 5 – EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA La Comunità R/S è momento prezioso di esperienza politica, di partecipazione attiva e di democrazia: insieme si sperimenta la scelta della solidarietà anche attraverso l’esperienza concreta del servizio. La comunità vive la scelta della solidarietà anche nel
proprio territorio, per la costituzione di una nuova cittadinanza, aiutando i giovani e le giovani a divenire protagonisti della vita civile e sociale del Paese e della vita della nostra Associazione, attraverso una partecipazione motivata e consapevole. La comunità realizza interventi volti a migliorare la vita sociale di tutta la collettività, concorrendo al progresso materiale e spirituale della società per il bene di tutti. In questo cammino di crescita ogni rover e scolta è chiamato; • a sviluppare una dimensione di cittadinanza orientata dai valori della Costituzione italiana approfondendone la conoscenza, aprendosi al contesto europeo, fino a diventare consapevoli di essere cittadini del mondo; • a promuovere i valori del rispetto, dell’uguaglianza, dell’accoglienza degli stranieri, vivendo il proprio impegno di servizio specialmente con i più piccoli e i più deboli, in quelle realtà dove esistono situazioni di emarginazione e sfruttamento; • a conoscere la realtà e le persone del proprio territorio, coltivando uno spirito critico nella lettura dei bisogni, così da essere capaci di progettare interventi che rispondano alle reali esigenze del territorio; • a vivere il confronto e il dialogo costruttivo con gli altri senza pregiudizi, imparando a gestire i conflitti in modo efficace, vivendo e testimoniando in prima persona la scelta della nonviolenza; • a saper prendere decisioni in modo democratico all’interno della comunità, nel rispetto dei singoli componenti, attraverso una crescente capacità di cogestire la vita della comunità insieme ai Capi, anche come esercizio di dialogo tra le generazioni; • a saper stabilire relazioni e rapporti interpersonali negli ambienti di lavoro, della scuola, nelle istituzioni locali e nelle associazioni, contribuendo a diffondere la cultura della solidarietà; • a stabilire un rapporto equilibrato e sobrio con le cose, sviluppando la consapevolezza della necessità di un utilizzo equo e giusto dei beni, per il raggiungimento del benessere di tutti; • ad essere cittadino onesto, che vive con coscienza civile nella legalità, che, come “sentinella”, vede l’ingiustizia e la denuncia, contribuendo alla lotta agli atteggiamenti di tipo mafioso con l’esempio personale, dimostrandosi capace di operare il cambiamento laddove c’è la negazione dei diritti della persona. Art. 6 – EDUCAZIONE ALLA MONDIALITÀ E ALLA PACE La Comunità R/S sa di essere chiamata alla costruzione della pace, come percorso verso una società giusta, attenta ai deboli e disponibile all’accoglienza degli stranieri, nel pieno rispetto dei valori della Costituzione italiana e del Vangelo. Nel cammino in Branca R/S si progettano e si vivono esperienze di pace, caratterizzate da un atteggiamento attivo volto al perseguimento della giustizia sociale e del rispetto dei diritti umani, attraverso iniziative mirate, precise e concrete, realizzate con lo stile e lo spirito della nonviolenza.
Per queste finalità, la Comunità R/S favorisce percorsi di incontro e collaborazione con gruppi e persone che svolgono attività di educazione alla pace e alla nonviolenza, promuove il valore del servizio civile volontario come possibile esperienza di impegno personale al servizio della collettività. La Comunità R/S vive esperienze che educano alla conoscenza e all’accettazione delle diversità culturali, sociali, politiche, religiose dei popoli. Per questo valorizza il sentimento di fraternità e la dimensione sovranazionale propri dello scautismo, proponendo esperienze di solidarietà internazionale, partecipando ad attività internazionali con gruppi scout di altri Paesi. Può inoltre collaborare con associazioni che si impegnano nell’educazione alla mondialità, all’accoglienza dello straniero, all’integrazione dei popoli. Art. 7 – STRADA, COMUNITÀ, SERVIZIO Strada, Comunità e Servizio costituiscono i tre elementi complementari ed indissociabili della Branca R/S. Sono l’espressione della visione globale dell’uomo e della donna della Partenza: • in cammino sulla strada, esperienza di vita povera e spirituale, luogo di conoscenza di sé e del mondo, di disponibilità al cambiamento e all’agire, di impegno a costruirsi con pazienza e fatica; • disponibile all’incontro con gli altri, alla condivisione di gioie e sofferenze, di speranze e progetti all’interno di una comunità, luogo di crescita e di confronto, attraverso cui si riscopre la propria personalità; • pronto al servizio, modo abituale di relazione con i fratelli, dono di sé ad imitazione di Cristo e accoglienza dell’altro, vissuto con gioia e impegno costante verso i più deboli, i più piccoli, gli emarginati. Art. 8 – STRADA Il roverismo/scoltismo si ispira fortemente al valore della strada, per questo la Comunità R/S vive i suoi momenti più intensi in cammino. Infatti: • camminare a lungo sulla strada permette di conoscere, dominare e superare i propri limiti e dà il gusto dell’avventura; • portare a lungo lo zaino e dormire in tenda insegnano l’essenzialità vissuta non come privazione ma come capacità di vivere con quanto strettamente necessario, restituendo il giusto valore alle cose, consentendo di sperimentare la precarietà, che aiuta a riflettere sulle situazioni di povertà, di solitudine e di lontananza proprie di tanti fratelli; • camminare nella natura è un momento privilegiato di incontro con Dio che è il Creatore di tutte le cose. La comunione con il Creato fornisce ai giovani l’occasione di sentirsi maggiormente corresponsabili verso l’ambiente; • camminare con gli altri e incontro agli altri insegna la gioia di stare insieme, l’amicizia, la fraternità, la solidarietà e l’accoglienza; • la strada aiuta a vivere momenti di silenzio nei quali è possibile pensare e riflettere sul proprio percorso personale di crescita; • vivere la Spiritualità della strada permette di cogliere come le esperienze lungo il cammino siano doni di Dio che aiutano ad arrivare a Lui.
La strada è vissuta con continuità. Va progettata, preparata con cura, calibrata nel rispetto dei singoli, e con particolare attenzione alla disabilità. Art. 9 – PROMESSA Promettere in età R/S significa aderire con sempre maggior consapevolezza ad uno stile di vita nel rispetto dei valori della Legge scout e nello spirito del Motto. Questo stile di vita va maturato attraverso esperienze concrete durante tutto il cammino verso la Partenza, facendo della Promessa un punto di riferimento costante per la progettazione e la verifica del proprio cammino personale. La Promessa pronunciata in età R/S, per i ragazzi provenienti dall’esterno, manifesta l’adesione allo scautismo. Il rinnovo della Promessa accompagnerà i momenti di progressione personale (firma della Carta di Clan e Partenza), in cui il rover e la scolta e la comunità tutta sono stimolati alla riscoperta adulta e matura dei valori della Legge. Art. 10 – LEGGE Verificarsi rispetto alla Legge in età R/S è ripercorrere il proprio cammino scout rileggendone l’unitarietà. Sperimentando gli orientamenti proposti dalla Legge, il rover e la scolta scoprono che questi possono diventare per loro gli orientamenti fondamentali sui quali costruire la propria strada verso la felicità, in cui il cammino del singolo è orientato alla realizzazione del bene comune. Il senso di responsabilità e la capacità di essere coerenti, che si vanno progressivamente acquisendo nel cammino di Branca R/S, devono creare un ponte tra idealità e scelte concrete nel campo delle relazioni, nel lavoro, nello studio e nella famiglia, poiché l’età adulta è tempo di esercizio di responsabilità. Momento importante per iniziare a rileggere la Legge Scout nell’ottica del roverismo/scoltismo, è il Noviziato. Art. – 11 MOTTO “Servire” è il motto della Comunità R/S ed esprime la convinzione che il vero modo di raggiungere la felicità è procurarla agli altri seguendo l’insegnamento di Gesù Cristo. Art. – 12 SERVIZIO Il servizio è impegno gratuito e continuativo, con cui il rover e la scolta entrano in relazione con il mondo che li circonda e imparano a donare se stessi ad imitazione di Cristo. Il servizio aiuta il rover e la scolta a maturare la consapevolezza che “il vero modo di raggiungere la felicità è procurarla agli altri” e che il cambiamento avviene mediante l’impegno personale e costante. E’ occasione preziosa per l’educazione alla politica e la formazione di una solida dimensione civica. Il servizio risponde a bisogni reali, contribuisce al cambiamento della realtà ed è mezzo di autoeducazione. Affinché l’esperienza di servizio sia efficace, è importante che venga progettata e preparata insieme al rover ed alla scolta, che
sia proposta con gradualità per permettere così di acquisire la consapevolezza della necessità di essere competenti nel servire. Il servizio è inserito nella progressione personale ed è verificato dal rover e dalla scolta con i Capi Clan/Fuoco e la comunità. Il servizio può essere svolto in ambito associativo o extra associativo. È indispensabile che le scolte e i rover facciano esperienza di diversi tipi di servizio nel loro cammino, privilegiando strutture ed ambienti dove sia possibile un rapporto diretto con le persone. Il servizio associativo permette di cogliere l’intenzionalità e la valenza educativa del metodo scout. I Capi dei singoli staff sono chiamati al dialogo continuo con i Capi Clan/Fuoco e alla corresponsabilità educativa nei confronti dei rover e delle scolte che svolgono servizio nelle unità. I servizi extrassociativi si definiscono in base ai bisogni del territorio e alle priorità educative indicate nel Progetto educativo. La Comunità capi affida alla Comunità R/S la definizione delle modalità di intervento, e si fa garante verso l’ambiente esterno e verso il Gruppo scout, della qualità e continuità del servizio svolto dalla Comunità R/S. Sarà cura dei Capi Clan/Fuoco mantenere relazioni con le realtà in cui i ragazzi vivono l’esperienza di servizio. In Noviziato il servizio viene vissuto in una dimensione comunitaria, fino a diventare nel Clan/Fuoco impegno individuale e costante. Art. 13 – COMUNITÀ La comunità si fonda sulle esperienze concrete vissute e condivise dai rover e dalle scolte che insieme camminano, pregano e servono. La comunità aiuta ogni rover e scolta a scoprire e maturare la propria vocazione personale, a vivere la dimensione ecclesiale della fede, a conoscere la realtà che li circonda e ad agire in essa. In un clima fraterno, attraverso il rispetto dei tempi di crescita dei singoli, i rover e le scolte si impegnano ad attuare e verificare, con l’aiuto degli altri, un cammino di crescita che, pur essendo personale, cerca di essere adeguato al passo di tutta la comunità, attento in particolare a chi fa più fatica, infondendo forza e coraggio nel portare avanti scelte forti nella consapevolezza di non essere soli. La comunità è un luogo dove tutti possono esprimersi, dove si impara ad accettare e rispettare il punto di vista dell’altro e a prendere le decisioni che riguardano tutti, insieme e in maniera democratica e responsabile. Le scelte della comunità dovranno essere costantemente verificate con la Legge, la Carta di Clan, il Vangelo. La comunità è dinamica, accogliente e aperta all’esterno, in costante relazione con il territorio, l’Associazione e la Chiesa locale. La comunità educa a “partire” ossia stimola i singoli a vivere esperienze formative anche all’esterno di essa e a condividerne il senso nello scambio reciproco, portando ricchezza al proprio interno.
Art. 14 – STRUTTURA DELLA COMUNITÀ R/S All’interno della Comunità R/S la proposta educativa si articola in due momenti: • il Noviziato, rivolto ai rover e alle scolte di 16 anni, che prendono il nome di novizi e novizie, tempo in cui si sperimenta la proposta del roverismo/scoltismo; • il Clan/Fuoco, rivolto ai rover e alle scolte dai 17 ai 20/21 anni, tempo in cui si è scelto di vivere pienamente la proposta del roverismo/scoltismo. La comunità garantisce dinamiche favorenti il confronto e l’arricchimento del gruppo, nel rispetto dell’espressione dei singoli e della loro progressione personale. Il Noviziato e il Clan/Fuoco, per garantire l’unità e la continuità della proposta educativa e metodologica, si incontrano per svolgere attività comuni e vivere insieme momenti forti della vita di comunità (come ad esempio la firma della Carta di Clan e la Partenza). Questi momenti consentono al Clan/Fuoco di proporsi come comunità educante, i cui gesti sono più significativi e credibili di ogni proposta verbale. Art. 15 – NOVIZIATO Il Noviziato è il primo momento della vita di Branca R/S in cui i tre elementi del metodo (Strada, Comunità e Servizio) sono vissuti nella dimensione della scoperta. È un’esperienza di comunità orizzontale che permette ai novizi e alle novizie di consolidare il cammino fatto, affrontando il cambiamento tipico dell’età. La dimensione dell’avventura, arricchita dall’esperienza della strada, aiuta a conoscere meglio se stessi, a scoprire e superare i propri limiti, valorizzando le proprie potenzialità e imparando a cooperare con i compagni di strada. Le competenze acquisite in Branca E/G, unitamente a quelle necessarie per la vita di Branca R/S, sono rivolte a sviluppare la capacità di saper vivere all’aria aperta, relazionarsi agli altri e servire il prossimo. Nel Noviziato le esperienze di servizio sono comunitarie e svolte insieme ai Capi. La consapevolezza dei reali bisogni degli altri e la riflessione sulle esperienze fatte aiutano il novizio e la novizia a maturare la sensibilità verso l’impegno personale nel servizio. Il Noviziato dura un anno. Nel caso in cui il Noviziato sia composto da un numero ridotto di ragazzi (meno di 4/5), sarà cura della Comunità capi individuare opportune soluzioni per garantire la gradualità nello sperimentare la proposta, il confronto con ragazzi di pari età e il legame con il Clan/Fuoco del proprio Gruppo. Art. 16 – CLAN/FUOCO La vita del Clan/Fuoco è luogo e tempo di scelta, di fedeltà e di maggiore responsabilità verso di sé e verso la comunità. È momento di formazione all’età adulta. L’esperienza del Clan/Fuoco: • sollecita le persone a sviluppare un progetto di progressione personale; • consente di sperimentare la solidarietà come stile di relazione verso l’altro;
• aiuta la formazione del senso critico attraverso lo stile di vita proposto e l’approccio alla conoscenza; • è stimolo di riflessione per la formazione di una coscienza civica nella fase in cui i rover e le scolte raggiungono la maggiore età; • è luogo che aiuta a dare un senso alle esperienze vissute insieme e individualmente, al di fuori e all’interno della comunità. Il Clan/Fuoco propone esperienze di servizio individuali in cui l’elemento della responsabilità diviene centrale. La strada diventa il contesto nel quale si sviluppano le esperienze della comunità e si fonda il senso dello stare insieme. All’interno del Clan/Fuoco si possono costituire gruppi più piccoli, permanenti o temporanei, con persone di età diversa, per realizzare specifici progetti previsti dal Programma o svolgere determinati servizi all’interno della comunità. Una comunità eccessivamente numerosa (più di 25/30 ragazzi) non assicura la realizzazione degli obiettivi educativi caratterizzanti la proposta. Sarà cura della Comunità capi valutare opportune soluzioni. Art. 17 – CARTA DI CLAN La Carta di Clan è un documento con cui la comunità rende esplicite le sue caratteristiche e tradizioni. Essa orienta l’azione della comunità, fornisce al singolo rover e scolta stimoli di crescita e ideali da condividere, ed è uno dei punti di riferimento per la progettazione e verifica del Punto della strada. È costruita in armonia con i valori della Legge e della Promessa scout e si arricchisce progressivamente del risultato delle esperienze vissute dalla comunità. Il Clan/Fuoco vi fissa le proprie riflessioni, i propri obiettivi, nonché i valori che ciascun rover e scolta si impegnano a testimoniare. È scritta e periodicamente rinnovata dal Clan/Fuoco, quando la comunità non si riconosce più in essa oppure quando, con il passare degli anni, la comunità cambia. Dopo pochi mesi dall’ingresso nella Comunità di Clan/Fuoco i rover e le scolte firmano la Carta di Clan, accettandone i contenuti e impegnandosi personalmente nella realizzazione degli obiettivi in essa esplicitati. Questo momento sancisce la piena adesione alla Comunità di Clan/Fuoco, segna il passaggio dal cammino sui passi della scoperta al cammino sui passi della competenza e viene sottolineato con una cerimonia cui prende parte l’intera Comunità R/S. Quando la Carta di Clan viene completamente riscritta, tutti i rover e le scolte possono firmarla come segno di condivisione di quanto vi è stato scritto e di rinnovato impegno individuale e comunitario. La Carta di Clan viene presentata dai rover e dalle scolte al Noviziato, che diviene così consapevole dei valori che ispirano il proprio Clan/Fuoco di riferimento.
Art. 18 – IL PROGRAMMA Il Programma individua le azioni della comunità, definendone modalità e tempi di realizzazione, in modo chiaro, sintetico, attuabile e verificabile. Il Noviziato ed il Clan/Fuoco elaborano annualmente il proprio Programma; il Clan/Fuoco terrà conto anche delle indicazioni della Carta di Clan. Ai rover e alle scolte è richiesto di maturare una mentalità progettuale, sviluppando la capacità di tradurre le idee in azioni, valutando le risorse a disposizione e il necessario impegno personale e collettivo. Ogni attività del Programma, al suo termine, prevede una verifica tesa ad individuare il raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati e a cogliere utili indicazioni per le azioni future. Sarà cura dei Maestri dei novizi e dei Capi Clan/Fuoco fare in modo che i due Programmi prevedano dei momenti comuni e tendano alla realizzazione degli obiettivi del Progetto educativo. I novizi e le novizie saranno coinvolti dai Maestri dei novizi nella costruzione del Programma. I rover e le scolte del Clan/Fuoco avranno un ruolo sempre più attivo e influente nella sua formulazione. Art. 19 – VEGLIA R/S La veglia R/S è uno strumento con cui la Comunità R/S incontra altre persone e comunica loro le proprie esperienze e riflessioni. Oltre ad essere un momento di espressione, è anche un gesto di valore politico attraverso cui la collettività viene sollecitata, arricchita, provocata dalle esperienze della Comunità R/S. Essa rappresenta un’occasione, fin dalla fase di preparazione, per rileggere le esperienze fatte insieme, così da narrarle ad altri. Può essere realizzata come momento finale di un Capitolo o al termine di un’esperienza significativa. Si realizza attraverso tecniche espressive, quali ad esempio la recitazione, il coro parlato, il mimo, il canto, la musica, e si arricchisce di un linguaggio simbolico che favorisce la comprensione dei significati e dei contenuti trasmessi. Può prevedere l’interazione con il pubblico, il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i presenti. Nella veglia R/S ogni membro della comunità ha l’opportunità di trovare un suo spazio di espressione. Essa infatti è uno strumento che mette in gioco i molti linguaggi che ognuno possiede per comunicare; è un modo per dare spazio ad ogni persona nella sua specificità e alla comunità nella sua complessità. Art. – 20 GIOCO Il gioco è un elemento fondamentale per la coesione e la costruzione della Comunità R/S. È importante quindi vivere il gioco come pratica di accoglienza e di autentica fraternità senza relegarlo a singoli momenti episodici. Con le sue caratteristiche di spontaneità, gratuità, espressione del singolo e della comunità, alimenta il piacere di stare insieme, migliora la partecipazione alla vita della comunità, educa alla positività, alla speranza, alla gioia di vivere ed è occasione per esercitare l’onestà e la lealtà.
Art. 21 – VITA ALL ‘APERTO L’ambiente naturale è la palestra ideale per la formazione del carattere, per la valorizzazione delle proprie risorse fisiche ed è uno dei contesti privilegiati del roverismo/scoltismo. La vita all’aperto apre innanzitutto alla lode e al ringraziamento nello stupore che nasce dall’accogliere la natura come opera del Creatore, di cui l’uomo e la donna sono chiamati a riconoscersi parte. Il contatto con la natura educa alla conoscenza di sé, all’attenzione alle proprie azioni ed alle loro conseguenze, a fronteggiare situazioni nuove con competenza, coraggio e consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti. La vita a contatto con la natura educa, inoltre, alla sensibilità verso l’ambiente, al corretto uso delle risorse energetiche e naturali ed è, quindi, occasione di esercizio di responsabilità e di impegno nei confronti delle generazioni future, e di fedeltà alla vocazione che il Creatore ha affidato all’uomo e alla donna: essere custodi del giardino. È opportuno cogliere occasioni di approfondimento adatte a promuovere una reale conoscenza dell’ambiente naturale, per favorire una corretta cultura della sicurezza. In Branca R/S la vita all’aperto viene principalmente vissuta nella dimensione della strada. Art. 22 – ROUTE È il modo fondamentale di vivere il roverismo/scoltismo. Presuppone più giorni di cammino, il pernottamento in posti diversi e lontani fra loro, un’alimentazione sana e uno zaino essenziale e leggero, un percorso interessante, un tema di fondo che leghi con un filo logico le giornate tra loro ed un significativo itinerario di fede che accompagni l’esperienza. La route consente di esercitare la pazienza, la tenacia, la sobrietà e di vivere con un atteggiamento di disponibilità e attenzione agli altri. Attraverso l’esperienza della route si assapora lo spirito della scoperta degli altri e delle cose, il gusto dell’avventura, il contatto con la natura, vivendo le giornate con ritmi nuovi in semplicità ed essenzialità, nella tensione continua al superamento dei propri limiti. Deve essere vissuta in diversi momenti dell’anno, ed è anche occasione per vivere le cerimonie, che trovano lungo la strada scenario ideale di collocazione. La route estiva è occasione privilegiata per fare sintesi del cammino compiuto nell’anno per il singolo e l’intera comunità. Viene progettata e organizzata con cura dai ragazzi supportati attivamente dallo staff, ponendo attenzione anche alle eventuali situazioni di disabilità e difficoltà presenti all’interno della comunità. Almeno una volta al mese, inoltre, il Clan/Fuoco e il Noviziato vivono l’esperienza dell’uscita, che deve accogliere più in breve le caratteristiche di una route.
Art. 23 – ALTRE FORME DI CAMPO Eccezionalmente possono emergere esigenze particolari per cui la comunità sceglie, anziché la route, un’altra modalità di campo (ad esempio campi di spiritualità o di servizio, esperienze internazionali, pellegrinaggi). La scelta deve essere sostenuta da un progetto significativo condiviso con la Comunità capi all’interno del Progetto educativo di Gruppo, deve portare ad una risposta concreta alle esigenze emerse e deve tenere conto anche delle proposte offerte dall’Associazione. Art. 24 – CAPITOLO Il Capitolo è uno dei processi di conoscenza che permette di arrivare a giudizi di valore sui quali fondare le scelte di vita personali e della comunità, attraverso la metodologia del vedere-giudicare-agire. Questo strumento ha una forte valenza politica: educa le coscienze e forma persone libere di pensare in modo autonomo ed animate da spirito critico; permette alla comunità di essere protagonista del proprio contesto territoriale con idee nuove e messaggi di valore. Il Clan/Fuoco sceglie e approfondisce un argomento, prende una posizione, si espone e agisce per lasciare il mondo migliore di come lo ha trovato. Deve essere progettato con cura e attenzione in ogni sua fase, prevedere la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, deve avere una durata certa ed occupare solo una parte dell’anno e può prevedere un’esperienza di servizio. È importante che i Capi prestino attenzione a mantenere sempre alta la qualità del lavoro svolto insieme e vivo l’impegno dei rover e delle scolte per tutta la sua durata. La conclusione di un Capitolo può essere l’occasione per integrare la Carta di Clan; può rendere consapevoli di nuovi impegni e nuove strade che si aprono innanzi. Si conclude con azioni concrete, come ad esempio di informazione, sensibilizzazione, servizio sul territorio. Pur essendo attività più tipicamente rivolta al Clan/Fuoco, è utile che anche i novizi e le novizie siano coinvolti in alcune fasi del Capitolo, così da comprendere il valore e le potenzialità di questo strumento. Art. 25 – IMPRESA R/S L’impresa R/S è un’attività pratica, che prevede un obiettivo da realizzare insieme. Essa è avventura, gioia di stare insieme e gusto della scoperta, è intensa e limitata nel tempo. Prevede l’ideazione, la Programmazione, lo svolgimento e la verifica. È importante che l’impresa valorizzi le competenze acquisite in Branca E/G e ne faccia scaturire di nuove. Può essere impresa un’attività manuale, un’attività avventurosa all’aria aperta, un’attività di espressione. L’impresa è uno strumento metodologico utilizzato prioritariamente dal Noviziato. Art. 26 – HIKE L’hike è un momento di avventura irrinunciabile nel percorso in Branca R/S, vissuto dai rover e dalle scolte che da soli partono per una breve route. Esso è un’occasione significativa per apprezzare il dono di un tempo per riflettere con se stessi e pre-
gare individualmente, dominare le proprie paure, sentire il bisogno e scoprire la gioia dell’incontro con l’altro sulla strada. Viene vissuto in uno stile di severa essenzialità, sperimentando la dimensione di povertà. L’hike è un prezioso momento di vita interiore, occasione per riflettere sul proprio Punto della strada, per offrirne poi il risultato al confronto con i Capi o con la comunità. Il tipo di hike, la sua durata e la meta da raggiungere sono commisurati al percorso del ragazzo nella sua progressione personale. Particolari esigenze della comunità, delle persone o delle situazioni possono consigliare che tale esperienza venga effettuata a coppie, conservandone le caratteristiche essenziali. Art. 27 – DESERTO Il deserto è un’esperienza individuale di preghiera ed ascesi, uno spazio di silenzio per un tempo prolungato che predispone all’ascolto e alla meditazione. L’esperienza di deserto è occasione significativa di maturazione spirituale in continuità con il cammino quotidiano di preghiera, di revisione e sintesi della propria vita. In questo senso può costituire un essenziale momento preparatorio al Punto della strada. Art. 28 – CHALLENGE Il challenge è un incontro incentrato soprattutto su attività fisiche e tecniche in cui predomina il senso della sfida con se stessi attraverso l’avventura e il gioco. In esso si sperimentano le proprie capacità e i propri limiti, si impara ad affrontare difficoltà impreviste, ad essere pronti, a non scoraggiarsi, a condividere la fatica e la gioia, a cooperare per raggiungere la meta. È un esercizio di competenza al quale ci si prepara durante l’anno, va preparato e commisurato alle caratteristiche dei partecipanti. Solitamente viene vissuto a coppie. Art. 29 – LAVORO MANUALE Attraverso il lavoro manuale i rover e le scolte si mettono in gioco anche sporcandosi le mani, impegnandosi in azioni concrete che rispondono ad un bisogno, operando al servizio degli altri, realizzando oggetti di utilità. Il lavoro manuale è un modo concreto per esprimere se stessi e mettersi al servizio degli altri. Educa alla semplicità, all’essenzialità, alla cura nel fare le cose realizzate con le proprie mani, imparando così ad apprezzare la dignità del lavoro pratico. I rover e le scolte vengono incoraggiati ad apprendere e sviluppare abilità specifiche, partecipando anche ad attività come i campi di specializzazione e proposte analoghe. Art. 30 – LA RELAZIONE EDUCATIVA IN BRANCA R/S La Comunità R/S è ambito di relazioni ed è luogo dove si promuove la crescita globale della persona. Essa accoglie e costruisce la relazione educativa, nella fiducia e nell’accompagnamento al discernimento e alla maturazione della capacità di scegliere, come passaggio fondamentale per l’uomo e la donna della Partenza. La relazione educativa, per essere autentica, ha bisogno della condivisione delle esperienze, sia quelle vissute all’interno della comunità, sia quelle vissute da ciascuno dei suoi membri all’esterno di essa. La condivisione diviene, infatti, occa-
sione di rilettura di quanto vissuto e di elaborazione progettuale. La costruzione della relazione educativa, tra singoli rover e scolte e tra R/S e Capi avviene soprattutto attraverso l’esperienza concreta della strada, della comunità e del servizio. La relazione tra rover e scolte è il luogo del confronto e della trasmissione delle esperienze. Il Capo è chiamato a riconoscere le potenzialità dei giovani e ad incoraggiarli a superare le loro difficoltà, ponendosi come testimone di scelte concrete. Il Capo si dispone a vivere con passione le sfide educative e a gestire costruttivamente l’eventuale conflitto. Anche gli altri membri della Comunità capi sono chiamati ad avere una funzione educativa nella relazione con i rover e le scolte, in modo particolare durante il servizio svolto da questi nelle unità. Art. 31 – PROGRESSIONE PERSONALE La progressione personale in Branca R/S ha come orizzonte educativo la Partenza. È un percorso progettato nel tempo e comprensivo delle molte e diversificate esperienze che la vita e lo scautismo offrono ai rover e alle scolte: per questo la progressione personale offre al singolo l’opportunità di mettere a Fuoco e di fare sintesi di tutte le esperienze vissute dentro e fuori lo scautismo. La progressione personale in Branca R/S favorisce l’interiorizzazione dell’approccio alla vita attraverso lo stile della progettualità e delle relazioni. In questo modo i giovani e le giovani imparano a leggere consapevolmente la realtà in cui vivono per esserne protagonisti coraggiosi e non semplici fruitori passivi e a sviluppare le diverse dimensioni relazionali. Questa presa di coscienza si trasforma progressivamente nella capacità di verificare e progettare il proprio percorso di crescita e di concretizzarlo orientando le proprie scelte e le proprie azioni, attraverso una consapevole Programmazione del proprio tempo. L’esperienza scout è parte integrante della vita ed è esemplare rispetto ad essa; suo scopo è l’accompagnamento verso la vita adulta, fondata su fede matura, amore, relazioni, lavoro, impegno sociale e politico. Se l’approccio progettuale appreso nell’esperienza di Comunità R/S diventa “abito mentale” potrà essere lo stile con cui si affronta la vita anche dopo la Partenza. La modalità di cammino sarà scandita dagli obiettivi che ogni singolo si prefiggerà, adeguati alle sue possibilità e collegati alle varie dimensioni relazionali. La progressione personale si articola nei tre momenti che in Branca R/S prendono il nome di Passi di scoperta, Passi di competenza e Passi di responsabilità. I giovani e le giovani vengono aiutati a identificare, leggere, esprimere ed esperire le loro potenzialità, sviluppando tutte le loro capacità fisiche, psichiche, intellettuali e spirituali, anche attraverso la presenza e la testimonianza del Capo.
Questo percorso si concretizza attraverso il progredire e lo svilupparsi delle quattro dimensioni relazionali fondamentali della vita: • la relazione con se stessi, con il proprio corpo, con la propria storia, con le percezioni, le emozioni, i sentimenti, gli ideali ed i pensieri: in una parola con la propria interiorità; • la relazione con Dio: il dialogo fra la creatura e il Creatore nella riflessione sulla Parola, nella preghiera e nei Sacramenti; • la relazione con l’altro, nella famiglia, nella coppia, nei rapporti con gli amici, nella comunità di riferimento; • la relazione con il mondo, con l’ambiente, con il lavoro, con la società complessa nel suo vario articolarsi. Fondamentale è il Punto della strada come strumento di progettazione, Programmazione e verifica della progressione personale. La partecipazione agli Eventi di progressione personale a partecipazione individuale (EPPPI) è ulteriore occasione di progressione personale. Art. 32 – PASSI DI SCOPERTA Il cammino sui Passi della scoperta comincia con l’ingresso in Comunità R/S e si conclude con la firma della Carta di Clan durante i primi mesi di Clan/Fuoco. La guida e l’esploratore che lasciano il reparto, o il giovane sedicenne proveniente dall’esterno, vivranno la prima parte dei Passi di scoperta nell’anno del Noviziato. I novizi e le novizie saranno accolti nella Comunità R/S con una cerimonia preparata dal Clan/Fuoco. Chi si avvicina allo scautismo in una età maggiore vivrà i Passi di scoperta nel Clan/Fuoco. Con l’ingresso in Comunità R/S i giovani accettano di sperimentare la proposta del roverismo/scoltismo in una tensione alla disponibilità e al cambiamento. Questo momento è caratterizzato da un passaggio di crescita importante nella ricerca e nella riformulazione della propria identità. Si abbandona la sicurezza dei ruoli sperimentati in reparto per andare verso esperienze ed impegni nuovi. Il singolo sperimenta quanto la proposta del roverismo/scoltismo, declinata e vissuta nella specifica Comunità R/S di appartenenza, risponda alle proprie esigenze di crescita. Vivere questo passo è utile per diventare consapevoli delle proprie capacità, aspettative, incertezze e paure, per aprirsi al confronto reciproco e orientarsi verso la Partenza. Per il giovane proveniente dall’esterno questo primo momento sarà anche il periodo opportuno per aderire, attraverso la Promessa, allo scautismo. Art. 33 – PASSI DI COMPETENZA La competenza in Branca R/S è la capacità di utilizzare conoscenze (sapere) e abilità (saper fare), acquisite nello scautismo e al di fuori, per vivere la quotidianità, affrontare le sfide della vita e servire il prossimo. Il cammino sui Passi della competenza inizia quando, terminato il periodo della scoperta, il rover e la scolta raggiungono la con-
sapevolezza che il roverismo/scoltismo è una proposta che li coinvolge positivamente, per cui decidono di aderirvi e di viverla pienamente firmando la Carta di Clan. Con la cerimonia della firma della Carta di Clan il rover e la scolta manifestano alla comunità la volontà di impegnarsi personalmente nella realizzazione dei valori e degli obiettivi enunciati nella Carta di Clan, utilizzando quanto hanno appreso e recuperando il bagaglio tecnico e relazionale acquisito nella loro esperienza all’interno e all’esterno dello scautismo. Questo momento della progressione personale è caratterizzato dal desiderio di esplorare e approfondire, dal bisogno di sentirsi protagonisti della propria vita in modo autonomo, dall’esigenza di prendere coscienza del proprio carattere quali risorse importanti su cui investire per relazionarsi con gli altri e per costruire rapporti autentici. In questa fase i giovani imparano ad usare ciò che serve e a valorizzare ciò che si ha. L’acquisita consapevolezza di sé accompagna e prepara al raggiungimento della maggiore età e all’essere riconosciuti dallo Stato come soggetti responsabili in prima persona delle proprie azioni, titolari di diritti e di doveri. Gli Eventi di progressione personale a partecipazione individuale (EPPPI) aiutano il rover e la scolta nello sviluppo della competenza. Art. 34 – PASSI DI RESPONSABILITÀ Il cammino sui Passi della responsabilità inizia quando il rover e la scolta cominciano a confrontarsi esplicitamente e in modo approfondito sulle scelte della Partenza rendendone partecipe il Clan/Fuoco. All’inizio del terzo anno di Clan/Fuoco, il rover e la scolta che dimostrano, di aver acquisito autonomia di pensiero e di azione, di porsi come protagonisti nella vita della Comunità R/S e di saper portare le esperienze acquisite nella fase della competenza anche al di fuori dello scautismo, vengono orientati dai Capi del Clan/Fuoco e accompagnati dalla comunità alla maturazione di scelte consapevoli, autonome e il più possibile durature. È in questo momento di crescita che l’esperienza della Route Orientamento Scelte di Servizio risulta opportuna e utile per aiutare il rover e la scolta a vivere una forte esperienza di sintesi del cammino scout percorso alla luce della scelta della Partenza. In questo momento della progressione personale il rover e la scolta iniziano anche a costruire un progetto di vita, partendo dalla sintesi del percorso compiuto fino a questo momento, basato sui valori interiorizzati. Assumono un atteggiamento propositivo all’interno della vita della comunità, si pongono in modo critico di fronte alle proposte e affrontano con attenzione gli stimoli e le informazioni che giungono loro dalla società; sentono di essere cittadini con diritti e doveri verso sé, gli altri e il mondo; dimostrano di aver maturato uno spirito di servizio vissuto come dono e impegno continuativo. Così facendo il rover e la scolta diventano punto di riferimento per gli altri membri della Comunità R/S.
In questa fase il ruolo del Capo è quello di: • saper cogliere e valorizzare i passi compiuti verso la competenza da ogni rover e scolta; • individuare, in modo graduale e adeguato al percorso di progressione personale di ognuno, i segni di maturazione del senso di responsabilità; • sollecitare con proposte specifiche la riflessione del rover e della scolta sulle scelte della Partenza; • concordare un percorso che lo/la porti alla maturazione della scelta di prendere o meno la Partenza; • verificare insieme al rover ed alla scolta, al termine del tempo stabilito insieme, l’esito di tale percorso personale e l’orientamento della scelta maturata. Solitamente i Passi di responsabilità si concludono tra la fine del terzo e l’inizio del quarto anno di Clan/Fuoco. Art. 35 – PARTENZA Tra i 20 e i 21 anni i rover e le scolte chiedono che i Capi e l’Assistente ecclesiastico della comunità riconoscano loro la capacità di compiere scelte autonome e consapevoli, di essere responsabili verso loro stessi e verso gli altri, testimoni della Parola del Signore, persone capaci di portare, ciascuno nel proprio ambiente di vita, i valori appresi nell’esperienza dello scautismo. Scelte concrete nell’ambito della fede, dell’impegno politico, del servizio, portano il rover e la scolta a terminare il percorso educativo proposto dallo scautismo con la Partenza. Vivere la scelta di fede significa essere persone che, aperte all’incontro con il Signore che dà significato e senso alla vita, sono capaci di rispondere alla chiamata del Signore, indirizzano la propria volontà e le proprie capacità verso quello che hanno compreso come la Verità, il Bene e il Bello, annunciando e testimoniando il Vangelo come membra vive della Chiesa. Vivere la scelta di servizio significa essere capaci di riconoscere in tutte le persone, specialmente le più sofferenti, il volto di Cristo, di riconoscere le ingiustizie e le disuguaglianze sociali e adoperarsi per superarle, di mettere a disposizione i propri talenti e la propria sensibilità in ogni situazione di bisogno. Vivere l’impegno politico significa essere cittadini responsabili, capaci di scegliere, attenti alle realtà del mondo e del territorio, sensibili verso l’ambiente, impegnati nella realizzazione di un mondo migliore. Con la Partenza si testimoniano gli impegni della Promessa e la fedeltà allo spirito e ai valori della Legge scout nella vita di tutti i giorni. La Partenza va maturata lungo tutto il cammino in Branca R/S. Durante l’ultimo anno di Clan/Fuoco il rover e la scolta avranno un rapporto privilegiato con i Capi e l’Assistente ecclesiastico, con un’attenzione alla preghiera personale, alla ricerca di momenti di riflessione e rielaborazione delle proprie esperienze (hike, deserto), alla partecipazione a momenti di confronto con altri coetanei prossimi alla Partenza e con altre realtà sociali. Il rover e la scolta esprimono esplicitamente le scelte compiute e l’impegno futuro di servizio condividendoli con la comunità.
La Partenza è un’occasione di riflessione e di verifica per tutta la comunità e momento di testimonianza dei valori del roverismo/scoltismo verso i novizi/e. La cerimonia della Partenza, semplice e solenne, sarà vissuta con l’intera Comunità R/S. Coloro che, al termine del percorso educativo, avranno fatto scelte diverse, lasceranno il Clan/Fuoco salutati fraternamente da tutta la Comunità R/S, con le modalità che di volta in volta stabilisce la comunità stessa. Art . 36 – Il PUNTO DELLA STRADA Il Punto della strada è il principale strumento della progressione personale per i membri della Comunità R/S e rappresenta un momento della vita del/la giovane in cui egli/ella si ferma a meditare sul suo percorso di crescita, riconosce gli obiettivi raggiunti, le competenze acquisite e ne definisce di nuovi. Esso rappresenta un’occasione per far sintesi delle esperienze vissute leggendo in esse coerenza e continuità. Consente al rover e alla scolta di acquisire una metodologia basata sulla progettazione della propria vita che tiene conto delle proprie conoscenze e capacità, degli obiettivi che si vogliono raggiungere e della definizione di un percorso graduale che porti al conseguimento degli stessi. Il Punto della strada si sviluppa in quattro fasi: 1. fase della coscienza, in cui il/la giovane mette a Fuoco il cammino compiuto e si rende consapevole del suo modo di essere e di relazionarsi con se stesso, con Dio, con gli altri e con il mondo; 2. fase del confronto, in cui il/la giovane verifica se stesso e il proprio cammino con la Promessa, la Legge, la Parola di Dio e la Carta di Clan, di fronte alla comunità e ai Capi; 3. fase del progetto, nella quale il/la giovane fissa o ricalibra gli obiettivi di progressione personale a cui puntare; 4. fase del Programma, dove il/la giovane individua gli impegni concreti e verificabili che si assume di fronte alla comunità. Il Punto della strada deve essere percepito come momento di vera progressione, essere occasione di confronto e proporre esplicitamente l’orientamento alla Partenza. Gli obiettivi in esso definiti, dovranno essere semplici, concreti, limitati nel tempo e tenere conto delle quattro dimensioni relazionali (la relazione con se stessi, con gli altri, con Dio e con il mondo). Gli obiettivi del Punto della strada saranno un costante riferimento per il rover e la scolta. Essi verranno condivisi con la comunità, rispettando la riservatezza di particolari situazioni affrontate con i Capi e l’Assistente ecclesiastico. Devono essere raggiunti attraverso un percorso di esperienze che contribuiscano alla formazione dell’identità del/la giovane, vissute individualmente e con la propria comunità di riferimento, all’interno e all’esterno dello scautismo. Il Punto della strada può essere proposto in due - tre momenti nell’arco dell’anno, con particolare attenzione alla fase di crescita che il/la giovane sta vivendo (Passi di scoperta, competenza e responsabilità), vissuto e realizzato attraverso gli strumenti tipici della Branca (strada, hike e deserto, ecc.).
La partecipazione agli Eventi di progressione personale a partecipazione individuale, i momenti forti della vita della comunità (Capitolo, verifica del servizio, ecc.) e alcuni passaggi significativi nella vita personale, possono costituire un’occasione privilegiata per la verifica del Punto della strada. I Capi e l’Assistente ecclesiastico aiuteranno il giovane nella formulazione degli obiettivi senza però sostituirsi ad esso nelle scelte. In Noviziato il Punto della strada aiuta i novizi e le novizie a prendere coscienza di se stessi e del loro ruolo all’interno della nuova comunità e li guida attraverso obiettivi concreti, nei primi Passi della scoperta. Art. 37 – VERIFICA DELLA PROGRESSIONE PERSONALE La verifica della progressione personale è un momento di lettura del cammino fatto da ciascun rover e scolta con l’ausilio dei Capi e dell’Assistente ecclesiastico e con il supporto di tutta la comunità. La comunità, tendendo a creare un clima concorde e sereno ed attraverso la correzione fraterna, aiuta ciascun rover e scolta a individuare la propria vocazione, a verificare il cammino percorso e il raggiungimento degli obiettivi prefissati, a definire i nuovi orientamenti. La comunità aiuta inoltre, a comprendere le motivazioni di eventuali obiettivi non raggiunti e a leggere tale circostanza non come fallimento di un percorso, ma come occasione per suggerire possibili revisioni del cammino, utili ad un successivo raggiungimento. Il raggiungimento degli obiettivi sarà verificabile attraverso i cambiamenti avvenuti nel ragazzo, frutto delle esperienze vissute. Art. 38 – EVENTI DI PROGRESSIONE PERSONALE A PARTECIPAZIONE INDIVIDUALE (E.P.P.P.I.) Gli “Eventi di progressione personale a partecipazione individuale” (E.P.P.P.I.) sono occasioni che servono al rover e alla scolta per riflettere sul proprio percorso, ad acquisire nuove competenze e conoscenze, a migliorare il livello della consapevolezza delle scelte. Sono eventi scelti dal rover e dalla scolta insieme ai Capi, in base alla fase del cammino di progressione personale che si sta vivendo e in base agli obiettivi contenuti nel Punto della strada. Hanno come obiettivo la crescita di ognuno dei partecipanti e il confronto fra persone provenienti da differenti comunità, che percorrono un cammino analogo. Sono occasioni per il rover e la scolta di giocarsi in un contesto differente rispetto a quello protetto e conosciuto della propria comunità e allo stesso tempo di portare le esperienze individuali e vissute con la propria comunità, all’esterno verificandole. Elementi comuni e imprescindibili per questo tipo di eventi sono: l’attenzione alla globalità della persona, un itinerario di fede adeguato, la presenza di strumenti della Branca R/S e dello stile da essa proposto.
Affinché l’esperienza costituisca realmente occasione di crescita, è fondamentale che il rover e la scolta e le loro comunità siano coinvolte prima e dopo l’evento. In particolare i Capi avranno cura di: preparare i ragazzi all’evento, illustrandone le finalità e le caratteristiche; valorizzare al ritorno l’esperienza vissuta, prevedendo spazi che consentano al rover e alla scolta di raccontarla, metterne a frutto le competenze acquisite e rielaborarne all’interno della propria comunità le riflessioni suggerite. In appendice l’elenco degli eventi di progressione personale a partecipazione individuale proposti, con l’indicazione del momento della progressione personale all’interno del quale preferibilmente si collocano. Art. 39 – I CAPI DELLA COMUNITÀ R/S I Capi e gli Assistenti ecclesiastici fanno integralmente parte della Comunità R/S, condividendo tutte le esperienze che essa vive. I Capi, testimoniando con fedeltà e impegno le scelte del Patto Associativo, rappresentano un esempio concreto del progetto di Uomo e Donna della Partenza. Capaci di costruire un rapporto di fiducia basato sul dialogo e sul confronto, aiutano ciascun membro della comunità ad essere protagonista effettivo della propria crescita, a dare un senso alle esperienze vissute e ad inserirle in un contesto di continuità e coerenza. Pur rispettando l’autonomia delle scelte della comunità e dei singoli sono i garanti dell’applicazione del metodo. In particolare i Maestri dei novizi svolgeranno un ruolo maggiormente propositivo orientato alla conoscenza graduale della proposta in tutta la sua ricchezza. Art. 40 – STAFF R/S Lo staff R/S è formato dai Capi Clan/Fuoco, dai Maestri dei Novizi e dall’Assistente ecclesiastico. Poiché il Noviziato e il Clan/Fuoco sono due momenti di un’unica proposta, i Maestri dei novizi, i Capi del Clan/Fuoco e gli Assistenti ecclesiastici, condividono la responsabilità educativa di tutti gli R/S, si confrontano rispetto alla progressione personale dei singoli, progettano momenti di incontro tra Clan/Fuoco e Noviziato, verificano insieme il percorso della Comunità R/S. Art 41 – LA VERIFICA La verifica è lo strumento con cui la comunità rilegge le esperienze vissute, ne coglie l’essenza dando ad esse senso e significato, permettendo ad ognuno di collocarle nel proprio cammino di crescita. Scandisce i ritmi della vita della comunità e offre l’occasione di verificare l’impegno di ciascuno e l’effettivo raggiungimento degli obiettivi, con particolare riferimento alla Carta di Clan. Ripensare al cammino fatto consente alla comunità di riprogettare le esperienze tenendo conto del vissuto, delle potenzialità dei singoli e degli errori commessi, in un clima di correzione fraterna, che aiuti ciascuno ad affrontare con coraggio i propri limiti.
Regolamento AGESCI - RS
Il Regolamento dell'AGESCI per il settore R/S

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 13

Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17

Art. 18
 Art. 19

Art. 21
 Art. 22

Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40