Source: https://www.edotto.com/categoria/diritto-penale-societario?pageIndex=14
Timestamp: 2019-05-23 07:14:10+00:00

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La partecipata che svolge attività economica è soggetta al Dlgs 231
Eleonora Pergolari | 11/01/2011 Lo Stato, gli enti pubblici territoriali, gli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale e gli altri enti pubblici non economici sono esonerati dall'applicazione del Decreto legislativo n. 231/2001. Tuttavia, per l'esonero dalla disciplina in questione la natura pubblicistica di un ente è condizione sì necessaria ma non sufficiente in quanto è altresì richiesta la condizione dell'assenza di svolgimento di attività economica da parte dell'ente medesimo. Per essere dunque esclusi...
Per la società di revisione niente responsabilità se non tassativamente prevista
Eleonora Pergolari | 28/12/2010 Con decisione depositata lo scorso 3 novembre, il Gup del Tribunale di Milano ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di una società di revisione per il reato di falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione commesso da uno dei soci che avrebbe falsamente attestato la corrispondenza tra bilancio d'esercizio e situazione patrimoniale della società. In particolare, il Gup ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Pm a seguito della...
Eleonora Pergolari | 02/12/2010 Ribaltata dalla Cassazione – sentenza n. 42701 del 1° dicembre scorso – la decisione con cui il Tribunale di Milano aveva respinto la richiesta avanzata dal Pm di applicazione della misura interdittiva del blocco dei contratti in essere tra Eni e Saipem ed una compagnia petrolifera della Nigeria sulla base della normativa contenuta nel Decreto 231 per presunta corruzione internazionale. Secondo i giudici di legittimità, il richiamo contenuto nell'articolo 25 del decreto 231 circa...
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Responsabilità degli enti: crediti sequestrabili
Eleonora Pergolari | 07/11/2010 Nelle ipotesi di responsabilità degli enti per violazione del decreto 231/2001, anche i crediti della persona giuridica, se certi, liquidi ed esigibili e se costituiscono effettivamente il profitto del reato presupposto, possono essere oggetto di sequestro preventivo. E' quanto ribadito dalla Corte di legittimità con sentenza n. 35748 del 5 ottobre nel cui testo viene sottolineato come siano proprio la certezza, la liquidità e la immediata esigibilità del credito a rendere quest'ultimo un...
Conservare fra i documenti fiscali fatture ideologicamente false senza usarle è reato
Gioia Lupoi | 01/09/2010 La Cassazione, con la sentenza n. 32525 del 31 agosto 2010, ha stabilito che commette reato di dichiarazione fraudolenta anche chi senza usarle conserva le fatture “ideologicamente false” nella documentazione contabile. La Corte spiega che l’illecito, ex articolo 2 del decreto legislativo 74/2000: - si concretizza quando chi “al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni...
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Attinenza delle informazioni sociali per la falsità dei bilanci
Cinzia Pichirallo | 12/08/2010 E' possibile dare importanza, nell'ambito della fattispecie del reato di falso in bilancio, anche ad informazioni sociali previste dalla legge. E' la quinta sezione penale della Corte di cassazione con sentenza n. 29176 del 23 luglio 2010 a sostenere che quando la documentazione viene utilizzata per un raffronto sulla veridicità del bilancio è ammissibile attribuire rilevanza anche alle comunicazioni sociali. Rimane fermo però il principio che il reato può essere attribuito soltanto in presenza...
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Illegittimo il sequestro per equivalente di una cessione pro solvendo di crediti
Roberta Moscioni | 17/07/2010 La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27750/2010, ha stabilito che è illegittimo il sequestro per equivalente di una cessione di crediti pro solvendo, in quanto per potersi configurare come reato è necessario che il profitto dell’operazione sia tangibile e cioè si manifesti sotto forma di effettivo arricchimento patrimoniale acquisito e non si palesi sotto forma di credito non riscosso o addirittura sotto forma di cessione pro solvendo dello stesso credito. Secondo i Supremi giudici,...
Condanna penale per l’amministratore che induce i soci all’acquisto di azioni a prezzo supervalutato
Cinzia Pichirallo | 16/07/2010 Con la pronuncia n. 27610 del 15 luglio 2010, la quinta sezione penale della Corte di cassazione ha stabilito che rischia la condanna per bancarotta l’amministratore di società, in situazione quasi fallimentare, che induce i soci della medesima a comprare quote di un’altra Srl versando un prezzo molto più alto rispetto al valore effettivo di mercato. La difesa dell’amministratore ha opposto alle accuse mosse la tesi che non vi era stato danno effettivo per la società in quanto la provvista...
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