Source: http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/html/2011/03/15/0810/comunic.htm
Timestamp: 2019-03-22 08:33:20+00:00

Document:
﻿Commissioni Riunite (VIII e X) - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 15 marzo 2011
Martedì 15 marzo 2011. - Presidenza del presidente della X Commissione, Manuela DAL LAGO.
Le Commissioni proseguono l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 9 marzo 2011.
Manuela DAL LAGO, presidente comunica che sono pervenuti i pareri mancanti della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato sul provvedimento in oggetto; tali
pareri sono in distribuzione per i commissari.
Ricorda che nell'ultima seduta hanno chiesto di intervenire i deputati Margiotta, Piffari e Fadda.
Salvatore MARGIOTTA (PD), considerata l'assenza di un rappresentante del Governo nell'esame di un provvedimento di particolare importanza anche alla luce di quanto sta accadendo in Giappone, chiede di sospendere i lavori delle Commissioni finché non sarà garantita la presenza dell'Esecutivo in seduta.
Guido DUSSIN (LNP), relatore per l'VIII Commissione, nel dichiararsi, anche a nome del relatore per la X Commissione, disponibile a prendere in considerazione le osservazioni sul provvedimento in esame che i colleghi volessero comunque far pervenire, fa notare come possa essere opportuno - in ragione della richiesta testè avanzata dal collega Margiotta - riconvocare le Commissioni riunite in modo che possa essere garantita la presenza del rappresentante del Governo.
Paolo FADDA (PD) giudica irrituale che il relatore abbia ritenuto di dover sottolineare la sua personale disponibilità ad ascoltare le eventuali questioni che i componenti le commissioni ritengano opportuno sollevare. Stigmatizza l'assenza del Governo nella seduta odierna di fronte ad una tragedia, come quella dell'emergenza nucleare in Giappone a seguito del violento terremoto e dello tsunami, che richiede un'assunzione di responsabilità da parte del Governo in tutte le sedi istituzionali in cui è chiamato a rappresentare le proprie posizioni sulla scelta del nucleare nel nostro Paese.
Savino PEZZOTTA (UdC) ritiene non si tratti di mettere sotto accusa il rappresentante del Governo oggi assente. Considera invece necessario che, di fronte alla tragedia in Giappone che ha visto alcuni governi di importanti paesi come la Francia e la Germania assumere precise posizioni in ordine alle centrali nucleari, anche il Governo italiano intervenga nelle sedi proprie per esprimere una posizione ufficiale sul provvedimento in esame in un contesto profondamente mutato. Auspica quindi che anche le presidenze delle Commissioni invitino il Governo a dimostrare quel senso di responsabilità che le circostanze richiedono.
Agostino GHIGLIA (PdL) si domanda se non vi sia da parte delle forze di opposizione una strumentalizzazione politica in ragione dell'emergenza nucleare che sta colpendo il Giappone, considerata la proposta del relatore per la VIII Commissione di riconvocare le Commissioni riunite in modo da garantire la presenza del rappresentante del Governo.
Alberto TORAZZI (LNP), invita i colleghi che sono intervenuti a non operare strumentalizzazioni politiche sul provvedimento in esame. In particolare ritiene che siano altre le sedi appropriate dove discutere degli impianti di altri paesi considerati insicuri e obsoleti quali la Commissione affari esteri e la Commissione per le politiche dell'Unione europea, utilizzando diversi strumenti procedurali di discussione.
Alessandro BRATTI (PD) fa notare come il tema della sicurezza nucleare debba essere adeguatamente approfondito nel provvedimento in esame, anche in considerazione di quanto sta accadendo in Giappone.
Andrea LULLI (PD) sottolinea come da parte del suo gruppo non vi è alcun intento di strumentalizzazione politica del dibattito. Se le Commissioni si trovano ad esprimere un parere sul provvedimento in esame in tempi assai ristretti è responsabilità del Governo che ha esercitato con ritardo i poteri di delega previsti nella legge n.99. Giudica assai preoccupante l'assenza del Governo in un momento in cui tutti i cittadini richiedono maggiore trasparenza di informazioni.
Ricorda come in altre sedi ufficiali anche altri Paesi hanno sottolineato l'importanza
della costruzione del consenso dei cittadini delle comunità in cui si vogliono costruire nuovi impianti nucleari. Prende atto infine della disponibilità manifestata dal relatore della Commissione Ambiente, ma ritiene inaccettabile la mancanza di responsabilità dimostrata dal Governo la cui assenza non può che essere giudicata imbarazzante e preoccupante.
Manuela DAL LAGO, presidente, ricorda che la delega relativa all'atto in esame scade il 23 marzo e che, pertanto, le Commissioni devono necessariamente esprimersi nella settimana in corso; concorda peraltro sul fatto che l'assenza del Governo non sia accettabile, ma sottolinea che la mancata presenza del sottosegretario Saglia è connessa a problemi di salute e pertanto non poteva essere prevista, né evitata. Ritiene infine che la seduta in corso possa essere qui conclusa e assicura i colleghi che si attiverà per poter prevedere una seduta nella serata di oggi o nella prima mattinata di domani per poter concludere la discussione preliminare, ricordando che le Commissioni sono già convocate per la discussione e votazione del parere al termine della seduta antimeridiana di domani 16 marzo.
Martedì 15 marzo 2011. - Presidenza del presidente della VIII Commissione, Angelo ALESSANDRI. - Interviene il sottosegretario di Stato allo sviluppo economico, Stefano Saglia.
La seduta comincia alle 20.30
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato nella seduta pomeridiana di oggi.
Salvatore MARGIOTTA (PD) auspica un'ampia riflessione da parte del Governo sulla scelta del nucleare, anche alla luce della decisione assunta dalla Germania (moratoria di tre mesi per il prolungamento della vita di specifici impianti) e della riflessione in atto in Francia e negli Stati Uniti d'America) a seguito di quanto sta accadendo in Giappone. Ritiene che sarebbe stato opportuno da parte del Governo una sospensione della procedura di adozione del provvedimento in esame, al fine di una maggiore cautela. Ritiene che complessivamente lo schema in esame rechi un ulteriore indebolimento delle tutele e delle garanzie per i cittadini.
Entrando nel merito del provvedimento in esame che reca correzioni ad un decreto legislativo emanato in attuazione di una legge il cui impianto è stato ampiamente criticato dal gruppo del Partito Democratico, fa notare come, relativamente al decommissioning, lo schema di decreto legislativo non dica alcunché sullo smaltimento delle vecchie centrali nucleari. Con riferimento poi al nuovo articolo 4 del decreto legislativo n. 31 del 2010 che ha recepito le indicazioni della Corte Costituzionale, fa notare come esso preveda un parere obbligatorio, ma non vincolante della Regione. A tale proposito, ricorda che sul provvedimento in questione è stato espresso parere contrario sia da alcune Regioni sia dall'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).
Circa il nuovo articolo 7 del decreto legislativo n. 31 del 2010 sulla verifica tecnica dei requisiti degli impianti nucleari, ritiene che fosse sicuramente da preferire la precedente formulazione che
affidava all'Agenzia l'effettuazione delle verifiche. Dichiara invece di condividere la riformulazione dell'articolo 9 del decreto legislativo 31 del 2010 sulla valutazione ambientale strategica (VAS), mentre ritiene che le modifiche all'articolo 10 del citato decreto producano un indebolimento delle tutele. Con riferimento poi all'articolo 11, esprime perplessità sulla riduzione a 15 giorni del termine entro il quale il Ministro dello sviluppo economico sottopone ciascuno dei siti certificati all'intesa della Regione interessata ,che si esprime previa acquisizione del parere del comune interessato.
Si dichiara infine contrario al nuovo articolo 23 del decreto n. 31 del 2010, che prevede la sospensione, ovvero la decadenza, dei benefici economici nell'ipotesi di arresto dell'impianto che, a suo giudizio, ha già provocato danni al territorio e quindi occorre prevedere forme di risarcimento.
Conclude evidenziando il giudizio completamente contrario del gruppo del Partito Democratico sul provvedimento in esame.
Alessandro BRATTI (PD), dopo aver dichiarato di condividere le osservazioni testè formulate dal collega Margiotta, rileva come, in ordine alla VAS, sia importante prevedere tempi non troppo brevi, al fine di consentire decisioni ben valutate. Ritiene poi che nel provvedimento vi sia scarsa chiarezza in ordine al deposito nazionale, mentre ritiene farraginosa la nuova disposizione dell'articolo 4 del decreto legislativo. Dopo aver evidenziato come non esista un piano di strategia energetica nell'ambito del quale dovrebbe trovare collocazione il piano strategico nucleare, osserva come sia tutta da definire l'Agenzia per la sicurezza nucleare che, in ragione delle importanti competenze in materia di sicurezza nucleare, dovrebbe essere dotata di adeguate risorse finanziarie e umane.
Entrando nel merito del provvedimento, con riferimento al nuovo articolo 3 del decreto legislativo, fa notare come il piano recante la strategia del Governo in materia nucleare debba essere discusso prima di assumere qualsiasi decisione in merito. Concorda con la nuova formulazione dell'articolo 9 sulla VAS, anche se non comprende le motivazioni della soppressione del vigente comma 2, stante l'importanza della consultazione pubblica al fine di consentire la partecipazione al provvedimento delle popolazioni.
Chiede poi chiarimenti circa l'autorità procedente e l'autorità competente, non essendo chiaro se la prima sia rappresentata dal Ministero dello sviluppo economico e la seconda dal Ministero dell'ambiente.
Richiama poi l'osservazione del collega Margiotta sull'articolo 11 e quindi sulla riduzione dei termini per l'intesa con la Regione interessata.
Quanto all'articolo 12 ritiene che non siano chiare le caratterizzazioni ambientali del sito. Altrettanta scarsa chiarezza rileva nel nuovo comma 4 dell'articolo 13, non essendo ivi specificati quali siano gli organi tecnici esistenti presso il Ministero dell'ambiente di cui si avvalga l'Agenzia per la sicurezza nucleare. Dopo aver poi rinviato alle osservazioni del collega Margiotta sul decommissioning, chiede quale sarà la configurazione societaria della Sogin Spa. Conclude stigmatizzando la questione della decadenza e della sospensione dei benefici economici di cui all'articolo 23, sul cui impianto nutre profondi dubbi.
Ludovico VICO (PD) ringrazia il rappresentante del Governo per la presenza. Ritiene di dover porre una questione fondamentale che riguarda il contesto drammatico in cui le Commissioni si trovano ad esaminare lo schema di decreto correttivo. Ritiene infatti che il Governo debba mostrare una diversa sensibilità nel prosieguo dell'esame del provvedimento e che non possa sottrarsi dal considerare la crisi drammatica che ha infatti condotto altri importanti Paesi ad assumere nelle ultime ore alcune importanti decisioni. Giudica al riguardo non opportune le recenti dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente relative alle intenzioni del Governo di procedere senza esitazioni sulle scelte di politica
energetica nucleare. In particolare ritiene che gli impianti cosidetti di terza generazione e la tecnologia EPR non offrano le condizioni di sicurezza adeguate, questioni che invece il Governo oggi più che mai deve porsi. In considerazione del contesto drammatico derivante dalla catastrofe in Giappone, ritiene necessario che il Governo si pronunci in questa sede circa le decisioni che intende assumere al riguardo. Preannuncia infine l'intenzione del gruppo del Partito democratico di presentare una proposta di parere alternativo sullo schema di decreto in esame che tenga conto del contesto in cui le Commissioni e il Parlamento si trovano a discutere. Entrando nel merito del provvedimento, ritiene di segnalare in particolare la questione del decomissioning, competenza affidata alla SOGIN S.p.A. e che, in base alle notizie in suo possesso, comporterebbe oneri finanziari assai ingenti pari a circa 4 milioni di dollari.
Savino PEZZOTTA (UdC) ritiene che gli avvenimenti di queste ore che riguardano la tragedia del Giappone, ma anche la questione dell'aumento del prezzo del petrolio a seguito della crisi nel Nord Africa, pongano con urgenza la questione delle fonti di approvvigionamento energetico per il nostro Paese. A tale riguardo ritiene necessario procedere ad una audizione finalizzata a verificare la posizione del Governo sulla questione energetica. Passando al merito dello schema del decreto in esame, sottolinea che, pur non essendoci una contrarietà di principio sulla scelta del nucleare, giudica l'impianto del decreto non pienamente condivisibile, soprattutto sul versante della costruzione del consenso delle comunità interessate dalla realizzazione di impianti nucleari. Giudica anche non strategica la scelta del Governo di restringere ulteriormente i tempi delle decisioni da parte delle regioni coinvolte che, a suo giudizio, potrebbe rappresentare di fatto una rinuncia alla realizzazione dei suddetti impianti. Sottolinea l'assenza di una strategia energetica nazionale e di una scelta relativa alla combinazione delle varie fonti energetiche, ivi compresa la percentuale da riservare alle fonti rinnovabili. Per tutte queste ragioni, il decreto in esame, a suo giudizio, contiene vincoli ed ambiguità che potrebbero rappresentare un serio ostacolo alla effettiva realizzazione, nei tempi previsti, delle centrali nucleari.
Paolo FADDA (PD), nel ringraziare il rappresentante del Governo per la sua presenza, sottolinea come sarebbe stato opportuna anche la presenza in questa sede del Ministro dell'Ambiente, al fine di partecipare al dibattito. Ritiene opportuno segnalare le recenti dichiarazioni che alcuni esponenti della Lega hanno svolto riguardo al referendum sulla scelta del nucleare. Ribadisce infatti, come è già stato sottolineato dagli interventi che lo hanno preceduto, che l'articolo 4 prevede una formulazione insufficiente ad acquisire un ampio consenso delle popolazioni interessate, prevedendo un parere obbligatorio, ma non vincolante della regione.
Andrea LULLI (PD) nel sottolineare come la recente sentenza della Corte costituzionale abbia posto in evidenza la necessità dell'intesa tra lo Stato e le Regioni, posizione già ribadita dal suo gruppo parlamentare in diverse occasioni, preannuncia l'intenzione del gruppo del Partito democratico di un voto contrario comunque sulla proposta di parere che i relatori presenteranno. Evidenzia al contrario come sarebbe opportuna una pausa di riflessione da parte del Governo sulle scelte di politica energetica a favore del nucleare in una situazione di crescente allarme e preoccupazione derivante dalla catastrofe naturale che ha colpito il Giappone. Ritiene infatti che la ricerca del consenso in piena trasparenza sia un elemento la cui necessità è stata oltremodo rafforzata dagli ultimi e tragici eventi. Giudica gravi le dichiarazioni da parte dei Presidenti di alcune giunte regionali, che hanno dichiarato che nei loro territori le centrali non verranno mai realizzate. Intervenendo nuovamente sulla ristrettezza dei tempi in cui le Commissioni si trovano a lavorare, sottolinea come l'imminente
scadenza della delega deve essere considerata una responsabilità del Governo e non certo dell'opposizione. Riguardo alle citate dichiarazioni del ministro Prestigiacomo sottolinea come lo stesso Ministro abbia in qualche modo ritrattato quanto già dichiarato. Per questi motivi ribadisce la necessità di una attenta riflessione da parte del Governo sul provvedimento in esame.
Gianluca BENAMATI (PD), nel condividere la richiesta circa una pausa di riflessione, formulata dai colleghi intervenuti, sottolinea l'assenza di qualsivoglia intento demagogico nelle posizioni assunte dai rappresentanti dell'opposizione, che hanno al contrario dimostrato la disponibilità ad un confronto pacato nel merito delle questioni poste dal provvedimento in esame. Riferisce in particolare circa le dichiarazioni del Commissario europeo per l'energia che, in una sede istituzionale, avrebbe oggi dichiarato che occorre aspettarsi il peggio nell'evoluzione della crisi in atto in Giappone e che presto anche in Europa sarà varato un programma di valutazione della sicurezza dei reattori installati in Europa. A tale riguardo chiede quindi quali siano le informazioni in possesso del Governo e quali siano le decisioni che intende assumere.
Il sottosegretario Stefano SAGLIA (PdL) intende innanzitutto sottolineare come la tragedia immane in atto in Giappone non sia connessa con le scelte per il nucleare, ma si tratta di una catastrofe inimmaginabile con conseguenze imprevedibili. Sottolinea come dei 55 reattori nucleari presenti in Giappone, 11 di questi sono stati bloccati secondo le procedure di sicurezza; solo 4 reattori stanno attraversando una fase critica e di questi 4 solo un reattore ha registrato il mancato funzionamento dei sistemi di raffreddamento. Desidera sottolineare l'inopportunità di una modifica da parte del Governo delle decisioni già assunte sul piano energetico sull'onda emotiva degli eventi catastrofici del Giappone. Rispetto alle decisioni degli altri Paesi europei, sottolinea come la Germania si è limitata a decidere una moratoria sul prolungamento delle centrali nucleari dello stesso modello di quello entrato in crisi in Giappone. Ritiene in ogni caso che, anche qualora ci si trovasse di fronte ad un escalation dell'emergenza nucleare, sarebbe sbagliato tornare indietro ed interrompere l'attuazione del programma energetico del Governo. Rispetto al provvedimento all'esame delle Commissioni riunite, fa notare che si tratta di un mero adempimento legislativo, il cui contenuto non potrà incidere immediatamente sulle popolazioni interessate dalla costruzione di impianti nucleari, la cui realizzazione è prevista nel 2020. Altra questione è invece la necessità di un maggior coordinamento delle Autorità nazionali di sicurezza che, anche alla luce delle decisioni del Consiglio dell'Unione europea convocato per il prossimo lunedì 21 marzo, dovrà riguardare anche la fissazione di requisiti di sicurezza degli impianti europei. Sul versante dei rapporti Stato-regioni, ribadisce come non si potranno realizzare le centrali nucleari nelle regioni che si esprimeranno negativamente sulla localizzazione degli impianti nel loro territorio e che il programma energetico nucleare non potrà essere realizzato in assenza di una totale condivisione delle comunità territoriali coinvolte. Ribadisce infine come, a suo giudizio, non sia questo il momento più opportuno per modificare le decisioni di politica energetica.
Guido DUSSIN (LNP) presenta, anche a nome del relatore della X Commissione, una proposta di parere favorevole con condizioni ed con osservazioni (vedi allegato) che sottopone all'attenzione dei colleghi della Commissione per eventuali proposte di modifica ed integrazioni.

References: articolo 4
e contrario
 articolo 7
e contrario
 articolo 23
e contrario
 articolo 3
 sentenza