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Timestamp: 2020-08-15 04:30:17+00:00

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5A_290/2016 - 2017-03-30 - Erbrecht - responsabilità dell'esecutore testamentario
E.________ è deceduto a Y.________ il 23 settembre 2005, lasciando quali unici eredi i figli C.________ e B.________, nati da un precedente matrimonio. Dopo una serie di atti che non occorre qui evocare, l'esecutrice testamentaria ha eseguito i trapassi di proprietà fondiaria e ha ultimato il 4 giugno 2007 la liquidazione dell'eredità, versando fr. 760'000.-- alla L.________ e fr. 1'255'933.55 agli "eredi E.________". Accertato che tra la morte della disponente e la liquidazione dell'eredità il valore di determinati titoli depositati presso diverse banche era aumentato e che dell'incremento avrebbe beneficiato la sola L.________, B.________ e C.________ hanno rivendicato una partecipazione al plusvalore per la porzione legittima del padre. Il 14 luglio 2009 l'esecutrice testamentaria ha allestito un nuovo conteggio attestante un saldo a favore degli "eredi E.________" di fr. 98'342.01. B.________ e C.________ hanno tuttavia preteso fr. 116'879.20. L'11 settembre 2009 l'esecutrice testamentaria ha comunicato al Pretore del Distretto di Y.________ che l'importo in questione era stato erroneamente versato all'associazione, mentre spettava agli eredi di E.________, precisando di avere annunciato il caso alla propria assicurazione
contro la responsabilità civile. In seguito, la notaia ha rinunciato alla carica di esecutrice testamentaria e, il 15 marzo 2010, ha presentato un rendiconto finale in cui escludeva ogni pretesa aggiuntiva di B.________ e C.________ ritenendo che la plusvalenza litigiosa spettava alla sola associazione.
Il presente ricorso è rivolto contro una decisione finale (art. 90
LTF) pronunciata su ricorso dall'autorità cantonale di ultima istanza (art. 75 cpv. 1 e
2 LTF) in una vertenza in materia civile (art. 72 cpv. 1
LTF) e di natura pecuniaria (art. 74 cpv. 1
LTF). Il valore di lite previsto dall'art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF è raggiunto. Il gravame è tempestivo (art. 100 cpv. 1
LTF in relazione con l'art. 46 cpv. 1 lett. a
LTF) ed emana dalla parte che ha visto respinte le proprie conclusioni d'appello ed è pertanto legittimata a ricorrere (art. 76 cpv. 1
2.2. Giusta l'art. 517 cpv. 1
CC, il testatore può, mediante disposizione testamentaria, incaricare dell'esecuzione della sua ultima volontà una o più persone aventi l'esercizio dei diritti civili. L'esecutore testamentario ha l'obbligo di fare rispettare la volontà del defunto ed è in particolare incaricato di amministrare la successione, di pagarne i debiti, di soddisfare i legati e di procedere alla divisione conformemente alle disposizioni del testatore o al tenore della legge (art. 518 cpv. 2
CC). Per gli atti compiuti nell'adempimento delle sue funzioni, l'esecutore testamentario è, sul piano civile, personalmente responsabile verso gli eredi degli eventuali danni a loro cagionati. Non essendo legato alla comunione ereditaria da un contratto, l'esecutore testamentario risponde per colpa nei confronti degli eredi in virtù di un'applicazione per analogia delle disposizioni relative al mandato e, segnatamente, in base alle regole dell'art. 398
CO (DTF 142 III 9 consid. 4.1 e 4.3; 101 II 47 consid. 2; sentenza 5C.277/2000 del 22 giugno 2001 consid. 4a). Spetta agli eredi che si reputano lesi dimostrare che l'esecutore testamentario ha disatteso i propri doveri, nonché comprovare l'esistenza del danno e del nesso causale. Incombe
per contro all'esecutore testamentario dimostrare l'assenza di una sua colpa (DTF 142 III 9 consid. 4.1 e 4.3; 101 II 47 consid. 2). Quando si tratti di un mandatario professionale che ha ottenuto un'autorizzazione ufficiale a praticare e che esercita la sua attività dietro compenso, quale è il caso di un avvocato o di un notaio, come in concreto, ci si può attendere una diligenza particolare in relazione con le sue specifiche conoscenze (sentenza 5C.311/2001 del 6 marzo 2002 consid. 2b). I doveri dell'esecutore testamentario risultano principalmente dal diritto successorio, e comprendono in particolare l'obbligo di fare rispettare l'ultima volontà del defunto (art. 518 cpv. 2
CC), conformemente alle sue disposizioni testamentarie (cfr. HANS RAINER KÜNZLE, Die Haftung des Willensvollstreckers, in: Mélanges en l'honneur de Paul-Henri Steinauer, 2013, pag. 373).
Certo, nella sentenza impugnata i giudici cantonali hanno esposto (anche) la nozione di "formazione di lotti" (cfr. consid. 6a). Tuttavia, nella sussunzione, riferendosi specificatamente alla disposizione a favore dell'associazione, la precedente istanza ha riconosciuto in modo esplicito che la stessa configurava un legato (cfr. consid. 6c). Ne ha però precisato anche le caratteristiche, rilevando in particolare che si trattava dell'assegnazione di una "rimanenza" dipendente dalla quota della porzione legittima del coniuge superstite. Nella misura in cui rimprovera alla Corte cantonale di avere misconosciuto l'esistenza di un legato a favore dell'associazione, la ricorrente travisa il giudizio impugnato e non sostanzia quindi una violazione del diritto (cfr. art. 95 lett. a
LTF). Il Tribunale federale ha d'altra parte già avuto modo di precisare che "l'avanzo attivo" di una successione può costituire oggetto di legato, in quanto inteso come somma di denaro o come credito determinati o quantomeno determinabili nei confronti degli eredi (cfr. DTF 89 II 278 consid. 4a).
2.4.2. Per il resto, le argomentazioni ricorsuali vertono essenzialmente sulla natura della disposizione quale legato, ma non si confrontano con il contenuto della disposizione testamentaria litigiosa. In concreto, è infatti determinante il modo con cui la de cuius ha definito la sua ultima volontà. La ricorrente sostiene che il legato avrebbe dovuto essere scorporato prioritariamente dal patrimonio successorio ed avrebbe beneficiato da solo di un eventuale aumento di valore. Disattende tuttavia che nel caso in esame la de cuius non ha legato all'associazione un determinato oggetto o uno specifico deposito bancario, bensì una "rimanenza", costituita dall'avanzo attivo della successione dopo avere tacitato l'erede per la sua porzione legittima e dopo avere pagato le imposte di successione a carico dei beneficiati. In tale circostanza, come rettamente rilevato dalla Corte cantonale, il legato dipendeva quindi dalla quota "a monte" (la porzione legittima del coniuge superstite), sicché occorreva prima aggiornare il valore della stessa e ricalcolare in seguito l'ammontare della "rimanenza". Quest'ultima è infatti per definizione il dato numerico finale dopo l'aggiornamento dei calcoli ereditari. La ricorrente omette inoltre di
considerare che la Corte cantonale ha accertato l'assenza di una chiara volontà della testatrice da cui si potesse dedurre l'intenzione di escludere l'erede da un eventuale aumento di valore della successione. Questo accertamento non è censurato d'arbitrio ed è pertanto vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1
LTF; DTF 131 III 106 consid. 2; 125 III 35 consid. 3a). Esso conforta la conclusione della Corte cantonale secondo cui l'aumento di valore dei titoli intervenuto fra il decesso e la divisione dell'eredità doveva andare a beneficio non soltanto della legataria, bensì anche della porzione legittima spettante al marito della de cuius.
Nella citata sentenza, il Tribunale federale si è pronunciato sulla portata dell'art. 474 cpv. 1
CC, secondo cui la porzione disponibile si determina secondo lo stato del patrimonio al momento della morte del disponente. Ha in particolare ritenuto che quando il disponente ha prescritto la divisione dell'eredità mediante la formazione di lotti, come è il caso quando limita un erede alla porzione legittima, gli eredi partecipano proporzionalmente alle loro quote alla modifica del valore dei beni dell'eredità intervenuta tra la morte del disponente e la divisione. In tali condizioni, l'art. 474 cpv. 1
CC mira principalmente a disciplinare il momento determinante per valutare un'eventuale riduzione di una disposizione a causa di morte, che deve appunto essere esaminata sulla base dello stato del patrimonio alla morte del disponente, non a una data precedente, come in particolare quella della stesura del testamento (cfr. inoltre DTF 80 II 200; KASPAR SCHILLER, Nochmals: Wertveränderungen des Nachlasses zwischen Todestag und Teilung, in: successio 1/2014 pag. 86).
3.2. In questa sede, la ricorrente critica il fatto che la Corte cantonale abbia liquidato la censura limitandosi a rilevare che la giurisprudenza attribuisce un'importanza secondaria ai pareri contrari della dottrina. Si limita al riguardo a richiamare l'art. 1 cpv. 3
CC ed a ribadire che, secondo diversi autori, l'attribuzione di un legato implica il riconoscimento a favore del legatario dell'aumento di valore dal giorno del decesso a quello della divisione. Sostiene che, se si considera questa opinione dottrinale, la sentenza pubblicata in DTF 103 II 88 non si attaglierebbe al caso in esame.
Con questa argomentazione generica, la ricorrente non si confronta puntualmente con tutti i motivi esposti al considerando n. 7 della sentenza impugnata, in cui la Corte cantonale ha pure spiegato per quali ragioni la censura ricorsuale era infondata. Oggetto della presente impugnativa è peraltro la sentenza dell'ultima istanza cantonale, di cui la ricorrente non lamenta una carente motivazione. Non fa in particolare valere una violazione della garanzia del suo diritto di essere sentita (art. 29 cpv. 2
Cost.; DTF 138 IV 81 consid. 2.2; 136 I 229 consid. 5.2), che non è disattesa per il fatto che l'autorità giudicante non si è espressa su ogni opinione dottrinale richiamata dalla ricorrente o abbia eventualmente riportato un determinato parere in un senso diverso da quello inteso dal suo autore (DTF 126 I 97 consid. 2). Poiché su questi aspetti la ricorrente non si confronta con le considerazioni contenute nel giudizio impugnato con una motivazione conforme alle esigenze poste dagli art. 42 cpv. 2 e
106 cpv. 2 LTF, il gravame non deve essere vagliato oltre (cfr., su queste esigenze, DTF 140 III 86 consid. 2; 134 II 244 consid. 2.1 e 2.2 e rispettivi rinvii).
Ne segue che il ricorso deve essere respinto nella misura della sua ammissibilità. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza e sono pertanto poste a carico della ricorrente (art. 66 cpv. 1
LTF). Non si assegnano ripetibili della sede federale agli opponenti, che non sono stati invitati a presentare una risposta al ricorso.
Decisione : 5A_290/2016
Data : 30. März 2017
Pubblicato : 18. April 2017
Regesto : responsabilità dell'esecutore testamentario
CC Art. 474 A. Porzione disponibile / V. Computo della porzione disponibile / 1. Deduzione dei debiti - V. Computo della porzione disponibile 1. Deduzione dei debiti
1 La porzione disponibile si determina secondo lo stato del patrimonio al momento della morte del disponente.
2 Se ne devono dedurre i debiti del testatore, le spese funerarie, di apposizione dei sigilli e d'inventario, e quelle per il mantenimento durante un mese delle persone conviventi col defunto.
CC Art. 517 A. Nomina
1 Il testatore può, mediante disposizione testamentaria, incaricare dell'esecuzione della sua ultima volontà una o più persone aventi l'esercizio dei diritti civili.
2 L'incarico dev'esser loro comunicato d'officio ed esse devono pronunciarsi sulla accettazione entro quattordici giorni. Il silenzio vale accettazione.
3 Esse hanno diritto ad un equo compenso per le loro prestazioni.
CC Art. 518 B. Poteri dell'esecutore
1 Salvo contraria disposizione del testatore, gli esecutori testamentari hanno gli stessi diritti e doveri dell'amministratore ufficiale di una successione.
2 Essi devono far rispettare la volontà del defunto e sono particolarmente incaricati di amministrare la successione, di pagarne i debiti, di soddisfare i legati e di procedere alla divisione conformemente alle disposizioni del testatore o a tenor di legge.
3 Se sono nominati più esecutori testamentari, essi esercitano il loro ufficio in comune, salvo contraria disposizione del testatore.
CO Art. 398 C. Effetti / II. Obblighi del mandatario / 2. Responsabilità per fedele esecuzione / a. In genere - 2. Responsabilità per fedele esecuzione a. In genere
1 Il mandatario è soggetto in genere alle norme di responsabilità del lavoratore nel rapporto di lavoro. 1
2 Egli è responsabile verso il mandante della fedele e diligente esecuzione degli affari affidatigli.
3 Egli è tenuto ad eseguire personalmente il mandato, a meno che la sostituzione di un terzo non sia consentita od imposta dalle circostanze o ammessa dall'uso.
101-II-47 • 103-II-88 • 125-III-35 • 126-I-97 • 131-III-106 • 134-II-244 • 136-I-229 • 138-IV-81 • 140-III-86 • 142-III-9 • 80-II-200 • 89-II-278
5A_290/2016 • 5C.277/2000 • 5C.311/2001
ricorrente • porzione legittima • tribunale federale • questio • legatario • esecutore testamentario • coniuge superstite • decesso • notaio • ripartizione dei compiti • spese giudiziarie • violazione del diritto • plusvalore • de cujus • calcolo • rapporto tra • motivazione della decisione • ricorso in materia civile • decisione • divisione ereditaria

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 95
 DTF 
 DTF 
 DTF 
 sentenza 
 DTF 
 sentenza 
 sentenza 
 DTF 
 art. 42
 DTF 
 Art. 474
 Art. 517
 Art. 518
 Art. 398