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Timestamp: 2019-01-24 07:42:46+00:00

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Cass 7086/07 esercizio professionale
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Cass. Civ. n. 7086/07 in materia di esercizio professionale
Dott. Erminio RAVAGNANI Presidente –
Dott. Giuseppe CELLERINO Consigliere –
Dott. Maura LA TERZA - Rel. Consigliere –
Dott. Filippo CURCURUTO - Consigliere –
Dott. Saverio TOFFOLI - Consigliere -
CASSA NAZIONALE DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA PER I DOTTORI COMMERCIALISTI, in persona del suo Presidente dott. xxxxxxx, elettivamente domiciliata in xxxxxxxx, presso lo studio dell'avvocato xxxxxxxx, che la difende, giusta mandato speciale a margine del ricorso;
xxxxxxx, elettivamente domiciliato in xxxxx, presso lo studio dell'avv. xxxxx, che lo difende unitamente all'avv. xxxxxxxxxx, giusta procura speciale a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 587/04 della Corte d'Appello di CAGLIARI del 23.6.04, depositata il 03/08/04;
udito per il ricorrente l'Avvocato xxxxxx che si riporta al ricorso;
viste le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Dott. PIETRO GAETA che ha concluso per la manifesta infondatezza del ricorso.
E' presente il P.G. in persona del Dr. IGNAZIO PATRONE che conferma le conclusioni scritte.
Con la sentenza in epigrafe indicata la Corte d'appello di Cagliari confermava la statuízione resa dal locale Tribunale, con cui era stata accolta la domanda proposta da xxxxxxx nei confronti della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei dottori commercialisti per ottenere la pensione di vecchiaia di cui all'art. 25 della legge n. 100 del 1963 a seguito della domanda presentata il 27 dicembre 1996. Sia il primo, sia il secondo Giudice, disattendendo le contestazioni della Cassa, accertavano la effettività e continuità dell'esercizio dell'attività professionale per gli anni dal 1963 al 1996, sulla base sia della copiosa documentazione prodotta, sia delle prove testimoniali effettuate in appello.
Avverso detta sentenza la Cassa soccombente propone ricorso affidato ad un unico motivo, illustrato da memoria.
Il xxxxx resiste con controricorso illustrato da memoria.
La causa è stata rimessa alla camera di consiglio ex art. 375 cod. proc. civ. ed il Procuratore Generale ha concluso per la manifesta infondatezza del ricorso.
Con l'unico motivo, denunziando violazione ed erronea applicazione dell'art. 22 della legge n. 21 del 1986 e difetto di motivazione, la Cassa lamenta che i Giudici di merito non abbiano distinto i due periodi, ossia quello anteriore e quello successivo al 1986, perché in relazione alla legge 21/86, a differenza di quanto previsto dalla precedente legge 100/63, non vige più la presunzione di esercizio della professione derivante dalla ininterrotta iscrizione alla Cassa e dal versamento del contributo minimo. Non sarebbe stato accertato, nel secondo periodo, l'esercizio della professione con continuità, perché tutta la documentazione prodotta si riferiva solo al primo periodo.
Il ricorso è manifestamente infondato, dal momento che la sentenza impugnata ha esaminato anche la documentazione relativa agli anni successivi al 1986: attività contabile svolta per la xxxxx srl tra il 1975 ed al 1989, redazione della contabilità e dei bilanci per la società xxxxxx dal 1981 al 1995, desumendo da essi l'esercizio con continuità dell'attività professionale.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese liquidate in euro 30,00— , oltre duemila euro per onorari, oltre Iva, CPA e spese generali.
Così deciso in Roma il 31 gennaio 2007.
I requisiti per l'iscrizione e per la pensione: esercizio continuativo
Non oltre il quinquennio la verifica della continuità dell'esercizio professionale
Non oltre il pensionamento la verifica sulla continuità dell'esercizio
Dal 12/06/09 15968525

References: Cass. 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 375
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