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Timestamp: 2020-08-06 10:20:55+00:00

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Accertamento tecnico preventivo ex artt. 696 bis c.p.c. e 8 L. 24/2017 – Addebito spese CTU a carico della parte ricorrente – Obbligatorietà – Legittimità costituzionale – Rimessione alla Consulta.
E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, con riferimento agli artt. 2, 3, 24 e 32 della Costituzione, del combinato disposto dell’art. 8 D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, 91 c.p.c., dell’art. 8, commi 1° e 2° L. 8 marzo 2017 n. 24, dell’art. 669-quaterdecies e dell’art. 669-septies c.p.c., nella parte in cui escludono, che il giudice possa addebitare, in tutto o in parte, a carico di una parte diversa da quella del ricorrente, il costo della CTU svolta nel procedimento di cui all’art. 696 bis c.p.c. e 8 della L. 8 marzo 2017 n. 24. (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 21 Maggio 2020. Segue...
Accertamento tecnico preventivo ai fini della composizione della lite ex art. 696 bis c.p.c. - Ammissibilità del reclamo - Esclusione
E’ inammissibile il reclamo al collegio avverso il provvedimento di diniego di accertamento tecnico preventivo ai fini della composizione della lite ex art. 696 bis c.p.c.
Il rimborso delle spese processuali sostenute dal terzo chiamato in garanzia dal convenuto deve essere posto a carico dell’attore qualora la chiamata in causa si sia resa necessaria in relazione alle tesi sostenute dall'attore stesso e queste siano risultate infondate; il rimborso rimane, invece, a carico della parte che ha chiamato o fatto chiamare in causa il terzo qualora l’iniziativa del chiamante si riveli manifestamente infondata o palesemente arbitraria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 20 Febbraio 2020. Segue...
Procedimento di consulenza tecnica preventiva - Mancato accoglimento dell'istanza - Reclamabilità del provvedimento, anche in relazione alla sola statuizione sulle spese - Ammissibilità - Ricorribilità per cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento.
In materia di procedimento di consulenza tecnica preventiva, il mancato accoglimento dell'istanza è reclamabile anche in relazione alla sola statuizione sulle spese processuali, ma non è ricorribile per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost., trattandosi di provvedimento privo, anche con riferimento alle disposizioni sulle spese, dei caratteri della definitività e della decisorietà. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 Settembre 2019, n. 23976. Segue...
Il criterio della soccombenza di cui all’art. 91 c.p.c. trova applicazione nell’ambito dei procedimenti di istruzione preventiva, tra i quali può farsi rientrare il procedimento ex art. 696 bis c.p.c., solamente nell’ipotesi in cui il ricorso introduttivo di tale giudizio sia dichiarato inammissibile o rigettato, mentre qualora il ricorso introduttivo di tale procedimento sia ritenuto ammissibile, e si dia quindi corso all’accertamento richiesto, il criterio al quale occorre attenersi nella liquidazione delle spese relative a tale procedimento è quello generale di cui all’art.8 del D.p.R. 115/2002. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 30 Dicembre 2015. Segue...
L’ambito dell’art. 696-bis c.p.c. è escluso dall’obbligatorietà della mediazione sancita dall’art. 5 comma I d.lgs. 28/2010 per almeno tre diverse ragioni. In primo luogo, l’istituto, almeno secondo l’indirizzo delle Sezioni Unite, conserva natura “cautelare formale” (Cass. civ., Sez. Un., 20 giugno 2007 n. 14301 in Giur. It., 2007, 11, 2525) e trova quindi applicazione l’esclusione ex lege prevista dall’art. 5, comma IIII, decreto cit. Inoltre, in adesione ai puntuali rilievi della Dottrina, l’istituto disciplinato dall’art. 696 bis c.p.c. non introduce, a norma dell’art. 2 del decreto legislativo 28/2010, “una controversia in materia di diritti disponibili” e, dunque, non trova applicazione l’art. 5, comma 1, del medesimo decreto (mediazione obbligatoria) in ragione dell’art. 2, comma 1, del decreto cit. (“chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili”). In ogni caso, la consulenza tecnica preventiva, pur non avendo “sostanziale” carattere cautelare, conserva una relazione di accessorietà rispetto all’eventuale futuro giudizio di merito, posto che se la conciliazione non riesce, “ciascuna delle parti può chiedere che la relazione depositata dal consulente sia acquisita agli atti del successivo giudizio di merito” (art. 696-bis, comma V, c.p.c.). Incidendo, pertanto, sui tempi di definizione dell’eventuale futuro giudizio di merito, se ne deve quantomeno riconoscere il carattere “urgente”, in adesione alla collocazione formale dell’istituto nell’ambito dei procedimenti di istruzione preventiva, pur là dove non si voglia attibuire alla CTU preventiva la natura “cautelare formale”, proposta dalle Sezioni Unite. Ne discende l’esclusione dell’art. 5, comma 1, d.lgs. 28/2010 in ragione della deroga di cui al successivo terzo comma della medesima disposizione. Sul piano squisitamente logico-giuridico, non può poi, comunque, non segnalarsi l’aporia del “mediare per chiedere di mediare” posto che con il ricorso ex art. 696-bis c.p.c. la parte non chiede la distribuzione di torti e ragioni ma di sperimentare un tentativo di risoluzione della lite con modalità alternative. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 24 Luglio 2012. Segue...
La consulenza tecnica preventiva (696-bis c.p.c.) e la mediazione delle controversie civili e commerciali (d.lgs. 28/2010) perseguono la medesima finalità, introducendo entrambi gli istituti un procedimento finalizzato alla composizione bonaria della lite, così da apparire tra loro alternativi e, quindi, apparendo le norme di cui al d.lgs. 28/2010 incompatibili logicamente e, quindi, non applicabili dove la parte proponga una domanda giudiziale per una CTU preventiva. Pertanto, in caso di CTU preventiva, non sussistono le condizioni di procedibilità di cui all’art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 e il difensore non è obbligato alla comunicazione di cui all’art. 4, comma III, d.lgs. 28/2010. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 21 Aprile 2010. Segue...
Poiché l’istituto di cui all’art. 696 bis c.p.c. è finalizzato alla composizione conciliativa della controversia ed è stato introdotto per ragioni eminentemente deflattive al fine di evitare l’instaurazione dell’ordinario giudizio di merito, è inammissibile il ricorso proposto ai sensi della predetta norma quando tale giudizio è già pendente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 21 Maggio 2009. Segue...
Non può nominarsi un consulente tecnico ai sensi dell’art. 696 bis c.p.c. al fine di demandargli la soluzione di questioni giuridiche controverse fra le parti e che richiedono invece l’espletamento di una istruttoria da svolgersi con le forme e le garanzie di un procedimento ordinario di cognizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 04 Settembre 2008. Segue...
E’ inammissibile il reclamo proposto ai sensi dell’art. 669 terdecies c.p.c. avverso il provvedimento che rigetta l’istanza di ammissione di consulenza tecnica preventiva richiesta ex art. 696 bis c.p.c. difettando a siffatto procedimento la natura cautelare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 03 Luglio 2008. Segue...

References: art. 696
 art. 696
 art. 111
 art. 696
 art. 696
 art. 696