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Timestamp: 2017-05-26 16:44:01+00:00

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Pia Associazione San Severino Abate - Statuto
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Pia Associazione San Severino Abate
– San Severo –
DECRETO DI EREZIONE CANONICA
LUCIO RENNA Vescovo di San Severo
Prot. 245/07c
Considerato che nella nostra Diocesi di San Severo si è costituita la Pia Associazione San Severino Abate, con sede in San Severo, presso la chiesa parrocchiale;
Conoscendo il fervore religioso che anima i membri dell’Associazione, permeati dalla devozione al santo apostolo del Norico, patrono egualmente principale della Città e Diocesi con la Beata Vergine del Soccorso e san Severo Vescovo;
Nella fiducia che l’Associazione produrrà frutti di bene per la gloria di Dio, l’onore della Chiesa, la santificazione delle anime e l’assistenza ai bisognosi;
a norma dei SS. Canoni e in virtù delle nostre facoltà, la
come associazione pubblica diocesana di fedeli, a norma del Can. 312 CJC, con la denominazione Pia Associazione San Severino Abate e ne
lo statuto redatto il 15 ottobre 2007 in 27 articoli con allegati.
L’Associazione persegue la conservazione, la tutela e la promozione, peculiarmente in ambito cittadino e diocesano, del culto di San Severino Abate e collabora col parroco pro tempore di San Severino in San Severo per la realizzazione del progetto pastorale e culturale della vita parrocchiale.
Il presente decreto viene steso in tre esemplari: uno per gli Archivi di Curia, uno per gli Archivi della parrocchia di San Severino e uno per gli Archivi della nuova Associazione.
Dato a San Severo, dalla nostra residenza.
(Sac. Massimo GAGLIARDI)
Il Vescovo di San Severo
+ Lucio Angelo RENNA STATUTO
Art. 1. Presso la chiesa parrocchiale di san Severino in San Severo, sita in via san Severino, si è costituita la Pia Associazione San Severino Abate, che ha durata illimitata e non persegue fini di lucro, per iniziativa di Mons. Michele Farulli e dei Sigg. Maria Rita Biancofiore, Emanuele d’Angelo, Christian de Letteriis, Antonio Giammetta, Amelia Montanaro, Luigi Montanaro, Gaetano Novelli, Maurizio Sabatino e Carlo Vegliato quali confratelli fondatori. L’associazione ha sede in San Severo, presso la palazzina della parrocchia di san Severino, in via Angelo Fraccacreta 14.
Art. 2. L’associazione, espressione della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, persegue i seguenti scopi:
– conservare, tutelare e promuovere, peculiarmente in ambito cittadino e diocesano, il culto di san Severino abate, Defensor Patriae, patrono primo nonché egualmente principale della città e diocesi di San Severo insieme con la Beata Vergine del Soccorso e san Severo vescovo (patronato confermato con decreto della Sacra Congregazione dei Riti dell’8 aprile 1908);
– collaborare col parroco pro tempore per la realizzazione del progetto pastorale e culturale della vita parrocchiale, sostenendo la parrocchia in attività pastorali, culturali, ricreative etc.
Art. 3. Emblema dell’associazione è il sigillo storico della parrocchia di san Severino. Suoi colori sono il giallo e il rosso. Suo inno è il canto tradizionale Gran Patrono, ci proteggi. Suo motto è «Iste est Protector noster», verso di un componimento poetico cinquecentesco dedicato al santo.
I confratelli ordinari
Art. 4. Possono essere confratelli e consorelle ordinari dell’associazione tutti i battezzati di ambo i sessi che siano interessati in qualche modo agli scopi della stessa. L’ingresso dei nuovi confratelli nell’associazione avviene ogni anno il 7 gennaio, ai primi vespri della solennità di san Severino.
Art. 5. Per essere ammessi nell’associazione bisogna presentare domanda, mediante apposito modulo stampato, al collegio. All’atto dell’iscrizione l’associando versa la quota di ingresso fissata in € 10,00 e ogni anno una quota sociale. Al momento della costituzione dell’associazione tale quota è fissata in € 5,00; quest’ultima verrà deliberata, con possibili variazioni di anno in anno, dal collegio. La quota sociale annua è devoluta per contribuire:
– alle spese ordinarie e straordinarie relative alla conservazione del simulacro del santo patrono e al suo maggior decoro;
– alle spese affrontate per organizzare momenti di spiritualità, di approfondimento culturale etc.;
– ad atti di carità;
Art. 6. Nei momenti di aggregazione ufficiale i confratelli ordinari legano al collo, per insegna dell’associazione, un fazzoletto giallo bordato di rosso su cui è effigiato il sigillo severiniano.
Art. 7. Gli associati parteciperanno ai benefici spirituali delle SS. Messe celebrate ogni anno nella chiesa parrocchiale nei giorni 8 gennaio e 8 aprile (anniversario della solenne conferma del patronato nel 1908), nonché nel mese di novembre.
Art. 8. Il parroco pro tempore della parrocchia di san Severino in San Severo è confratello di diritto dell’associazione e suo assistente spirituale, partecipa a tutte le riunioni dando consigli utili a realizzare le finalità statutarie; partecipa col voto solo nell’accettazione dei confratelli ordinari, nella loro espulsione o nella loro riammissione, qualora si siano dimessi o siano stati in precedenza allontanati.
Il collegio dell’associazione
Art. 9. L’associazione è diretta dal collegio, con carica triennale. Esso è composto di sei membri, cui si aggiungono gli eventuali governatori emeriti: il parroco pro tempore e il priore dei confratelli portatori quali membri di diritto, due eletti tra i confratelli fondatori e due eletti tra i confratelli ordinari. Tra i membri del collegio, esclusi quelli di diritto, si individuano il governatore dell’associazione, il cancelliere e due consultori. Al momento della costituzione dell’associazione il collegio, in carica per tre anni, è interamente e particolarmente nominato dal parroco. Alla scadenza del mandato, si procederà con regolari elezioni all’individuazione dei quattro nuovi membri. In caso di dimissioni di tre o più membri, il collegio si considererà sciolto e si procederà con nuove elezioni. Qualora i dimissionari siano meno di tre, entreranno nel collegio i primi dei non eletti.
Art. 10. Il collegio delibera coi più ampi poteri sulle questioni e sugli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione riguardanti l’associazione. Ha altresì la facoltà di nominare confratelli e consorelle onorari coloro che si sono resi particolarmente benemeriti verso il sodalizio condividendone gli scopi e favorendone l’attività: tali confratelli e consorelle, che non devono corrispondere alcuna quota, non partecipano al voto nell’assemblea e non possono assumere cariche elettive.
Art. 11. Le delibere del collegio sono prese a maggioranza semplice, qualunque sia il numero dei membri presenti. Fa eccezione la revisione dello statuto, per la quale è richiesta la seduta congiunta di collegio e consiglio dei portatori, la maggioranza dei 2/3 dei membri con diritto di voto presenti nonché la successiva ratifica, a maggioranza semplice, dell’assemblea dei confratelli ordinari. Il collegio delibera normalmente per alzata di mano. In caso di parità dei voti, quello del governatore vale il doppio.
Il governatore e il cancelliere
Art. 12. Il governatore coordina e rappresenta l’associazione, presiede il collegio e l’assemblea dei confratelli e ha l’uso della firma sociale. In sua assenza è sostituito dal priore. Concluso il mandato, conserva onorificamente il grado col titolo di governatore emerito e resta membro del collegio colle stesse modalità dell’assistente spirituale.
Art. 13. Il cancelliere evade la corrispondenza e redige l’elenco dei confratelli, i protocolli e i verbali delle sedute del collegio e dell’assemblea dei confratelli. Provvede a istruire gli atti per le deliberazioni degli organi dell’associazione, esegue le deliberazioni stesse firmando la corrispondenza e gli atti relativi, cura l’archivio dell’associazione. Si occupa della cassa e della contabilità, tiene i registri contabili e ne assicura la correttezza delle registrazioni, redige e sottopone al collegio il bilancio annuale, attua riscossioni e pagamenti di carattere ordinario richiedendo e rilasciando apposite ricevute.
Art. 14. L’assemblea, presieduta dal governatore dell’associazione, è composta da tutti i confratelli regolarmente ammessi. Elegge ogni tre anni i due membri ordinari del collegio. Convocata dal collegio, si riunisce una volta all’anno nella sede dell’associazione o in altro luogo stabilito dal collegio, per:
– approvare l’andamento generale dell’associazione su apposita relazione del governatore,
– approvare il bilancio annuale.
Dietro richiesta del collegio, l’assemblea può deliberare, in seduta straordinaria, su iniziative di carattere religioso e caritativo.
L’elezione del collegio dell’associazione
Art. 15. Ogni tre anni l’associazione, entro e non oltre il 31 dicembre dell’ultimo anno del triennio, provvede al rinnovo delle cariche sociali nel seguente modo:
– previa convocazione del cancelliere, i confratelli fondatori, riuniti in assemblea, eleggono con voto palese i loro rappresentati in numero di due;
– previa convocazione del cancelliere, i confratelli ordinari, riuniti in assemblea, eleggono con voto segreto i loro rappresentanti in numero di due. Ogni elettore vota esprimendo non più di due preferenze sulla lista di almeno quattro candidati approvata dal collegio uscente.
Lo scrutinio è immediato. Ciascuna delle due sedute assembleari si intende sciolta solo dopo la proclamazione degli eletti.
Art. 16. All’atto dell’insediamento, con voto palese il collegio eleggerà al suo interno – escludendo i membri di diritto – il governatore, il cancelliere e i due consultori. I membri del collegio sono rieleggibili senza limite alcuno.
I confratelli portatori
Art. 17. I confratelli, esclusivamente di sesso maschile, deputati al trasporto processionale del simulacro di san Severino sono confratelli portatori.
Art. 18. Il trasporto processionale della statua del santo spetta esclusivamente ai confratelli portatori.
Art. 19. Sono ammessi al trasporto del venerabile simulacro, divenendo quindi confratelli portatori, i confratelli ordinari che ne fanno richiesta, previa accettazione pressoché unanime del consiglio dei portatori, secondo l’apposita istruzione approvata il 7 maggio 2008. I confratelli portatori, pena l’espulsione dal gruppo, sono tenuti al pieno rispetto del regolamento qui allegato.
Art. 20. Sono confratelli fondatori del gruppo dei confratelli portatori i portatori effettivi del 2007 (anno di fondazione dell’associazione) come risulta dall’elenco qui allegato.
Art. 21. La quota sociale annua dei confratelli portatori coincide con quella dei confratelli ordinari. Le quote sociali annue dei portatori confluiscono nella cassa dell’associazione.
Il consiglio dei portatori
Art. 22. Il gruppo dei confratelli portatori è diretto da apposito consiglio, con carica triennale. Esso si compone di cinque membri: il priore, il vicepriore, il segretario, il maestro dei novizi e il cerimoniere. Al momento della costituzione dell’associazione il consiglio, in carica per tre anni, è interamente e particolarmente nominato dal parroco. Alla scadenza del mandato, previa convocazione del segretario, si procederà con regolari elezioni tra i confratelli portatori all’individuazione dei cinque nuovi consiglieri, tra i quali, all’atto dell’insediamento, si eleggeranno il priore, il vicepriore, il segretario, il maestro dei novizi e il cerimoniere. Ogni elettore vota esprimendo non più di quattro preferenze sulla lista di almeno sette candidati approvata dal consiglio uscente. Ogni consiglio resterà in carica per un triennio. I membri del consiglio sono rieleggibili senza limite alcuno. In caso di dimissioni di tre o più consiglieri, il consiglio si considererà sciolto e si procederà con nuove elezioni. Qualora i dimissionari siano meno di tre, entreranno in consiglio i primi dei non eletti.
Art. 23. Il consiglio delibera coi più ampi poteri sulle questioni e sugli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione riguardanti i portatori. Le delibere del consiglio sono prese a maggioranza semplice, qualunque sia il numero dei membri presenti. Il collegio delibera normalmente per alzata di mano. In caso di parità dei voti, quello del priore vale il doppio.
Il priore, il vicepriore, il segretario, il maestro dei novizi e il cerimoniere
Art. 24. Il priore coordina e rappresenta i portatori dell’associazione. È membro di diritto del collegio dell’associazione, con voto esclusivamente attivo. In sua assenza è sostituito dal vicepriore.
Art. 25. Il maestro dei novizi affianca l’assistente spirituale dell’associazione e lo aiuta nella formazione degli aspiranti confratelli portatori, guidando i novizi a discernere la loro vocazione e il loro cammino di crescita, a correggere i difetti e a proporre esperienze utili per imparare a vivere cristianamente e nello spirito dell’associazione. In particolare, egli cura che i novizi siano istruiti circa lo statuto, segue insieme coll’assistente la loro formazione cristiana e ha il compito di informarsi attentamente circa la moralità cristiana di ciascun aspirante per poi riferire al consiglio direttivo quando verrà discussa la domanda di ammissione.
Art. 26. Il segretario redige i protocolli e i verbali del consiglio dei portatori, provvede a istruire gli atti per le deliberazioni ed esegue le deliberazioni stesse firmando la corrispondenza e gli atti relativi. Coadiuva il cancelliere nella cura dell’archivio, segnatamente per i documenti relativi ai portatori.
Art. 27. Il cerimoniere garantisce l’organizzazione, il cerimoniale e la disciplina di ciascuna processione o azione liturgica secondo quanto di volta in volta stabilito dal consiglio. Vigila al rispetto del regolamento qui allegato.
San Severo, 15 ottobre 2007.
Modificato il 27 febbraio 2010 con delibera degli ufficiali, ratificata dall’assemblea il 27 marzo 2010.
REGOLAMENTO DEI PORTATORI
Art. 1. L’abito liturgico e processionale dei confratelli portatori è composto da camice bianco semplice, cingolo rosso e mozzetta gialla foderata di rosso con su ricamato, a sinistra di chi indossa, lo stemma dell’associazione. Non sono ammesse aggiunte e varianti arbitrarie. I confratelli avranno cura di indossare sotto l’abito indumenti sobri e ragionevolmente in accordo collo stesso.
Art. 2. L’abito degli ufficiali dell’associazione (i membri del consiglio e i confratelli portatori membri del collegio) si distingue esclusivamente per il cingolo rosso e dorato, usato in luogo del cingolo rosso ordinario.
Art. 3. I confratelli portatori partecipano alle celebrazioni eucaristiche solenni della solennità di san Severino abate, il 7 e l’8 gennaio, ai festeggiamenti per l’anniversario del miracolo del 1528, la quarta domenica di ottobre e il sabato precedente, alle processioni dei festeggiamenti patronali di maggio (prima domenica, terza domenica e seguente lunedì) e alla processione cittadina del Corpus Domini, oltre a tutti gli eventi che saranno indicati dal consiglio. I confratelli non potranno esimersi se non per validi motivi.
Art. 4. Durante le processioni i confratelli portatori terranno un comportamento quanto più decoroso, tra l’altro evitando assolutamente di fumare e masticare gomma.
Art. 5. Sarà cura dei portatori tutelare e trasportare nel miglior modo possibile il venerato simulacro del santo patrono e i relativi fercoli (pedane processionali).
Art. 6. I portatori non sono autorizzati, nel modo più assoluto, a cedere il proprio posto sotto la statua del santo facendosi sostituire da persone estranee al gruppo, e ciò non soltanto per una tappa intera ma anche per una sua seppur minima frazione.
Art. 7. I confratelli portatori, insieme con quelli ordinari, si impegnano a vivere, con assiduità e in spirito di condivisione fraterna, i momenti pastorali, culturali e ricreativi organizzati dall’associazione.
CONFRATELLI FONDATORI DEL GRUPPO DEI PORTATORI
Michele Annolfi
Antonio Bocola
Franco Conforte
Pio Convertino
Danilo Di Rienzo
Antonio Giammetta
Iginio Giammetta
Luigi Iadevaio
Maurizio Mongella
Michele Priore
Domenico Razionale
Carlo Vegliato

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7