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Comune di Fabrica di Roma Provincia di Viterbo - PDF
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1 Comune di Fabrica di Roma Provincia di Viterbo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI CAPITOLO 1 - DEFINIZIONI, COMPETENZE E DISPOZIZIONI GENERALI 4 ART. 1. OGGETTO DEL REGOLAMENTO 4 ART. 2. CAMPO DI APPLICAZIONE 4 ART. 3. PRINCIPI E CONTENUTI DEL PRESENTE REGOLAMENTO 5 ART. 4. DEFINIZIONI 5 ART. 5. CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI 7 ART. 6. ASSIMILAZIONE DEI RIFIUTI AI RIFIUTI URBANI 8 ART. 7. COMPETENZE DEL COMUNE 9 CAPITOLO 2 GESTIONE RIFIUTI URBANI 10 ART. 8. OGGETTO DEL SERVIZIO E PRINCIPI GENERALI 10 ART. 9. MODALITA DI CONFERIMENTO E DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI 10 ART. 10. TERRITORIO COPERTO DAL SERVIZIO 11 CAPITOLO 3 RACCOLTA DIFFERENZIATA 11 ART. 11. FINALITÀ E MODALITÀ OPERATIVE 11 ART. 12. RACCOLTA DIFFERENZIATA STRADALE 12 ART. 13. RACCOLTA DIFFERENZIATA DOMICILIARE 12 ART. 14. ECOCENTRO COMUNALE 13 ART. 15. FRAZIONE ORGANICA 14 ART. 16. FRAZIONE VERDE 15 ART. 17. COMPOSTAGGIO DOMESTICO 15 ART. 18. MISTO SECCO NON RICICLABILE 162 ART. 19. CARTA E CARTONE 16 ART. 20. VETRO E LATTINE 17 ART. 21. IMBALLAGGI IN PLASTICA 17 ART. 22. PILE E BATTERIE 18 ART. 23. FARMACI E MEDICINALI 18 ART. 24. RIFIUTI INGOMBRANTI 19 ART. 25. MATERIALI INERTI PROVENIENTI DA PICCOLE DEMOLIZIONI DOMESTICHE 19 ART. 26. OLI E GRASSI VEGETALI ED ANIMALI RESIDUI DALLA COTTURA DEGLI ALIMENTI 20 ART. 27. LEGNAME E MANUFATTI IN LEGNO ESCLUSI GLI SCARTI DELLA LAVORAZIONE DEL LEGNO 20 ART. 28. PNEUMATICI - COMPONENTI ELETTRONICI - CARTUCCE ESAUSTE DI TONER PER FOTOCOPIATRICI E STAMPANTI 20 ART. 29. MEZZI ADIBITI ALLA RACCOLTA E TRASPORTO 20 ART. 30. STAZIONAMENTO E DEPOSITO DEI MEZZI 20 CAPITOLO 4 - ALTRI SERVIZI DI IGIENE URBANA 21 ART. 31. DEFINIZIONE 21 ART. 32. ORGANIZZAZIONE 21 ART. 33. SPAZZAMENTO STRADALE 22 ART. 34. LAVAGGIO STRADE, SOTTOPASSI 22 ART. 35. DISERBO STRADALE 22 ART. 36. CESTINI STRADALI 22 ART. 37. RIFIUTI ABBANDONATI SUL TERRITORIO 23 ART. 38. PULIZIA AREE MERCATALI, FIERE E MANIFESTAZIONI 23 ART. 39. PULIZIA DELLE AREE PUBBLICHE E PRIVATE 24 ART. 40. PULIZIA DELLE AREE PUBBLICHE OCCUPATE DA CANTIERI 25 ART. 41. DEIEZIONI CANINE 25 ART. 42. RACCOLTA CAROGNE ANIMALI 26 ART. 43. AREE DI SOSTA TEMPORANEA 26 ART. 44. SMALTIMENTO DEI RIFIUTI CIMITERIALI 263 CAPITOLO 5 OBBLIGHI E DIVIETI 27 ART. 45. DIVIETI 27 ART. 46. OBBLIGHI DEI PRODUTTORI DI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI 28 ART. 47. OBBLIGHI DEI PRODUTTORI DI RIFIUTI SPECIALI 28 CAPITOLO 6 - NORME FINALI 28 ART. 48. ORDINANZE CONTINGIBILI ED URGENTI 28 ART. 49. CONTROLLI 28 ART. 50. OSSERVANZA DI ALTRE DISPOSIZIONI 29 ART. 51. SANZIONI 29 ART. 52. ENTRATA IN VIGORE DEL REGOLAMENTO 31 ART. 53. VARIAZIONI NON SOSTANZIALI ALLE PRESENTI NORME 314 Capitolo 1 - DEFINIZIONI, COMPETENZE E DISPOZIZIONI GENERALI ART. 1. OGGETTO DEL REGOLAMENTO Il presente regolamento disciplina il servizio di gestione dei rifiuti in tutte le varie fasi di filiera: conferimento, raccolta, spazzamento, trasporto, recupero e smaltimento, nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed economicità. Il presente Regolamento è stato redatto ai sensi dell art. 198 Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, ed è coerente con le altre norme vigenti in materia. ART. 2. CAMPO DI APPLICAZIONE Sono oggetto del presente regolamento: - le disposizioni per assicurare la tutela igienico sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani; - le modalità del servizio raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti urbani al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi; - le modalità di raccolta differenziata dei rifiuti ingombranti; - le disposizioni per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani pericolosi che possono provocare problemi di impatto ambientale ad es. oli minerali, batterie per automobile, pile esauste, ecc.; - le disposizioni per la raccolta differenziata di rifiuti assimilati agli urbani di origine sanitaria derivanti da strutture pubbliche e private; - le modalità di raccolta dei rifiuti assimilati ai rifiuti urbani; - il trasporto e il conferimento ad impianti autorizzati di recupero e/o smaltimento per le specifiche tipologie di rifiuti. Le disposizioni del presente regolamento non si applicano a: le emissioni costituite da effluenti gassosi emessi nell'atmosfera;5 gli scarichi idrici, esclusi i rifiuti liquidi costituiti da acque reflue; i rifiuti radioattivi; i rifiuti risultanti dalla prospezione, dall'estrazione, dal trattamento, dall'ammasso di risorse minerali dallo sfruttamento delle cave; le carogne ed i seguenti rifiuti agricoli: materie fecali ed altre sostanze naturali non pericolose utilizzate nelle attività agricole ed in particolare i materiali litoidi o vegetali e le terre da coltivazione, anche sotto forma di fanghi, provenienti dalla pulizia e dal lavaggio dei prodotti vegetali riutilizzati nelle normali pratiche agricole e di conduzione dei fondi rustici, anche dopo trattamento in impianti aziendali ed interaziendali agricoli che riducano i carichi inquinanti e potenzialmente patogeni dei materiali di partenza; le eccedenze derivanti dalle preparazioni nelle cucine di qualsiasi tipo di cibi solidi, cotti e crudi, non entrati nel circuito distributivo di somministrazione, destinati alle strutture di ricovero di animali di affezione di cui alla legge 14 agosto 1991, n. 281, nel rispetto della vigente normativa; i materiali esplosivi in disuso; i materiali vegetali non contaminati da inquinanti provenienti da alvei di scolo ed irrigui, utilizzabili tal quale come prodotto, in misura superiore ai limiti stabiliti con decreto del Ministro dell'ambiente 25 ottobre 1999, n. 471 e s.m.i.; il coke da petrolio utilizzato come combustibile per uso produttivo; il materiale litoide estratto da corsi d'acqua, bacini idrici ed alvei, a seguito di manutenzione disposta dalle autorità competenti; Resta ferma la disciplina di cui al regolamento (CE) n. 1774/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 ottobre 2002, recante norme sanitarie relative a sottoprodotti di origine animale non destinate al consumo umano, che costituisce disciplina esaustiva ed autonoma nell'ambito del campo di applicazione ivi indicato. ART. 3. PRINCIPI E CONTENUTI DEL PRESENTE REGOLAMENTO6 La gestione dei rifiuti, di qualsiasi provenienza, costituisce attività di interesse pubblico e come tale è disciplinata dal presente regolamento al fine di garantire la protezione dell ambiente e dell uomo. Il regolamento disciplina il sistema di gestione rifiuti sul territorio e definisce controlli efficaci al fine di garantire gli aspetti igienici, ambientali, urbanistici, economici ed estetici. Il cittadino-utente è coinvolto nella gestione dei rifiuti sia nell osservare le norme vigenti e le presenti disposizioni regolamentari nonché nell impegno al ridurre la produzione dei rifiuti alla fonte. La gestione del Rifiuto deve essere effettuata osservando i seguenti criteri generali: ridurre la produzione dei rifiuti; promuovere la cultura del riutilizzo dei beni al fine di allungarne il ciclo di vita; definire un sistema di filiera che miri ad ottenere un reale recupero della materia; prevenire ogni rischio di inquinamento incontrollato dell ambiente, che sia acqua, aria, suolo, flora e fauna; evitare di danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati dalla normativa vigente; L organizzazione, la definizione delle modalità e delle frequenze del servizio sono stabiliti, nel rispetto della normativa vigente e del presente Regolamento, dall Amministrazione attraverso il Contratto di Servizio con il gestore ovvero con propri atti nei casi di gestione diretta, tenendo conto dei vari aspetti tecnico-economici, alla scopo di garantire una corretta tutela igienico sanitaria contenendo i costi del servizio a carico della collettività. ART. 4. DEFINIZIONI Ai fini del presente Regolamento si definiscono: A. RIFIUTO: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie dell allegato A alla parte quarta del presente decreto e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi;7 B. IMBALLAGGIO: il prodotto composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo; C. IMBALLAGGIO PRIMARIO: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, un unità di vendita per l utente finale o per il consumatore. D. IMBALLAGGIO SECONDARIO: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche. E. IMBALLAGGIO TERZIARIO: imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi secondari per evitare la loro manipolazione ed i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari marittimi ed aerei. F. RIFIUTI DOMESTICI : rifiuti provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione. G. RIFIUTI ASSIMILATI: i rifiuti non pericolosi provenienti da attività agricole, attività artigianali, attività commerciali,attività di servizio, ospedali e istituti di cura affini, attività industriali con esclusione dei rifiuti provenienti dai locali di lavorazione. H. RIFIUTI URBANI PERICOLOSI: pile, farmaci, contenitori marchiati T (sostanze tossiche) e/o F (sostanze infiammabili) batterie per auto, altri prodotti pericolosi di impiego domestico quali olii vegetali ed animali residua della cottura di alimenti; I. FRAZIONE SECCA O RIFIUTO SECCO : i materiali il cui contenuto di umidità non sia superiore al 10%. J. FRAZIONE PUTRESCIBILE O RIFIUTO UMIDO : i materiali putrescibili ad alto tasso di umidità e di materiale organico presenti nei rifiuti urbani e assimilabili (es. residui alimentari e ortofrutticoli).8 K. RIFIUTO SECCO RICICLABILE: la frazione del rifiuto secco passibile di recupero, riciclaggio e riutilizzo. L. VETRO: i contenitori di vetro di qualunque colore utilizzati per il contenimento di sostanze alimentari e non, purché non tossiche. M. BARATTOLI O SCATOLAME: si intendono i contenitori in alluminio, acciaio o banda stagnata. N. CARTA: i giornali, le riviste, i libri, la carta utilizzata da uffici sia privati che pubblici, ed il cartone; sono esclusi tutti i tipi di carta accoppiata ad altri materiali (es. carta plastificata, contenitori poliaccoppiati, ecc. ). O. PLASTICA: si intendono gli imballaggi previsti dall accordo di programma quadro sottoscritto tra ANCI e CONAI l 8 /7/99. P. RIFIUTI VERDI O RIFIUTI VEGETALI: gli sfalci, le potature e le foglie derivanti dalle operazioni di manutenzione del verde pubblico e privato. Q. RIFIUTI INGOMBRANTI: beni di consumo durevoli, di arredamento, e/o di uso comune, derivanti dalla loro sostituzione e/o rinnovo (p.e. materassi, mobili), i materiali ferrosi ingombranti di uso domestico, i mobili e legname. R. SPAZZATURA STRADALE: i rifiuti raccolti durante il normale servizio di pulizia delle strade. Sono pertanto da individuare in detta categoria la polvere stradale, la fanghiglia, la sabbia, la ghiaia, compresa quella giacente nelle caditoie dell acqua meteorica, i rifiuti giacenti sul sedime stradale pubblico o ad uso pubblico, i detriti, i rottami, i cocci, il fogliame, i rami secchi, ecc. S. MERCATALI: i rifiuti provenienti dai mercati ortofrutticoli o di mercati con prevalenza di banchi alimentari. T. RIFIUTI CIMITERIALI: i rifiuti risultanti dall attività cimiteriale (con esclusione peraltro delle salme) e in particolare resti di indumenti, feretri, materiali di risulta provenienti da attività di manutenzione del cimitero, estumulazioni ed esumazioni classificati come rifiuti urbani, con esclusione dei residui di fiori e vegetali in genere, cere, lumini, addobbi, corone funebri, carta, cartone, plastica e altri scarti derivabili da operazioni di pulizia e giardinaggio assimilabili a verde ed agli RSU e dei materiali lapidei. U. CONFERIMENTO: le modalità secondo le quali i rifiuti vengono consegnati al servizio di raccolta da parte del produttore o del detentore;9 V. RACCOLTA: le operazioni di prelievo dei rifiuti ai fini del trasporto; tra le operazioni di raccolta sono da considerare: le operazioni di spazzamento, le operazioni di trasbordo, le operazioni di cernita e di eventuale raggruppamento dei rifiuti, a condizione che siano effettuate in apposite stazioni di conferimento; W. RACCOLTA DIFFERENZIATA: le operazioni di prelievo, raggruppamento e cernita di frazioni separate dei rifiuti; X. RACCOLTA DOMICILIARE: la raccolta effettuata a domicilio secondo modalità e tempi prefissati. Y. RACCOLTA SU CHIAMATA: la raccolta di rifiuti urbani ingombranti od altri tipi di rifiuti in quantità eccessive per il normale conferimento, concordata previamente con l ente gestore; Z. SPAZZAMENTO: le operazioni di pulizia e rimozione dei rifiuti giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico, e sulle rive dei torrenti e dei fiumi. AA. CERNITA: le operazioni di selezione dei materiali di rifiuto, ai fini del riutilizzo; BB RECUPERO: le operazioni indirizzate ad ottenere l impiego dei rifiuti per l ottenimento di prodotti o materie prime, ovvero per la produzione di energia. CC. TRASPORTO: le operazioni di movimentazione dei rifiuti; DD. TRATTAMENTO: le operazioni di trasformazione necessarie per il riutilizzo, la rigenerazione, il recupero, il riciclo, l innocuizzazione dei rifiuti; EE. SMALTIMENTO FINALE: il deposito finale in appositi impianti sul suolo o nel suolo dei rifiuti. ART. 5. CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI Ai fini dell attuazione del presente Regolamento i rifiuti sono classificati, secondo l origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali, e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi. Sono rifiuti urbani quelli individuati all art. 184 del D.Lgs 152/06:10 a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'articolo 198, comma 2, lettera g); c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua; e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali; f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e). Sono rifiuti speciali: a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali; b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo, (fermo restando quanto disposto dall'articolo 186); c) i rifiuti da lavorazioni industriali, (fatto salvo quanto previsto dall'articolo 185, comma 1, lettera i); d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; e) i rifiuti da attività commerciali; f) i rifiuti da attività di servizio;11 g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie; i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti; m) il combustibile derivato da rifiuti; n) i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani. Sono pericolosi i rifiuti non domestici indicati espressamente come tali, con apposito asterisco, nell'elenco di cui all'allegato D alla parte quarta del decreto Lgs.152/06, sulla base degli Allegati G, H e I alla medesima parte quarta. ART. 6. ASSIMILAZIONE DEI RIFIUTI AI RIFIUTI URBANI In attesa della emanazione delle norme statali e regionali contenenti i criteri di assimilazione dei rifiuti speciali di cui alla lettera b) dell art. 7 comma 2 del D.Lgs. 22/1997, per la determinazione dei rifiuti assimilati ai rifiuti urbani si fa riferimento ai criteri di seguito riportati. Sono qualitativamente assimilati agli urbani i rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali, agricole, artigianali, commerciali e di servizio, i rifiuti di cui al punto , lett. a) della Deliberazione del Comitato Interministeriale del 27/07/1984, che a titolo esemplificativo e non esaustivo sono: - imballaggi in genere (carta, cartone, plastica, legno, metallo e simili); - contenitori vuoti (fusti, vuoti di vetro, plastica e metallo, latte e lattine e simili); - sacchi e sacchetti di carta o plastica; fogli di carta, plastica; cellofan, cassette, pallet;12 - accoppiati quali carta plastificata, carta metallizzata, carta adesiva, carta catramata, fogli plastica metallizzati e simili; - frammenti e manufatti di vimini e sughero; - paglia e prodotti di paglia; - scarti di legno provenienti da falegnameria e carpenteria, trucioli e segatura; - fibra di legno e pasta di legno anche umida, purché palabile; - ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetica, stracci e iuta; - feltri e tessuti non tessuti; - pelle e similpelle; - gomma e caucciù (polvere e ritagli) e manufatti composti prevalentemente datali materiali, come camere d aria e copertoni; - resine termoplastiche e termoindurenti in genere allo stato solido e manufatti composti da tali materiali; - rifiuti ingombranti analoghi a quelli di cui al punto 2 del terzo comma dell art. 2 del DPR 915/82; - imbottiture, isolanti termici ed acustici costituiti da sostanze naturali e sintetiche, quali lane di vetro e di roccia, espansi plastici e minerali e simili; - moquette, linoleum, tappezzerie, pavimenti e rivestimenti in genere; - materiali vari in pannelli (legno, gesso, plastica e simili); - frammenti e manufatti di stucco e di gesso essiccati; - manufatti di ferro tipo paglietta metallica, filo di ferro, spugna di ferro e simili; - nastri abrasivi; - cavi e materiale elettrico in genere; - pellicole e lastre fotografiche e radiografiche sviluppate; - scarti in genere della produzione alimentare, purché non allo stato liquido, quali ad esempio scarti di caffè, scarti dell industria molitoria e della pastificazione, partite alimentari deteriorate, anche inscatolati o comunque imballati, scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina, sanse ed esauste e simili; - scarti in genere della produzione alimentare, purché non allo stato liquido, quali ad esempio scarti di caffè, scarti dell industria molitoria e della pastificazione, partite alimentari deteriorate, anche inscatolati o comunque13 imballati, scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina, sanse ed esauste e simili; - scarti vegetali in genere (erbe, fiori, piante, verdure,... etc.), anche derivanti da lavorazioni basate su processi meccanici (bucce, baccelli, pula, scarti di sgranatura e trebbiatura e simili); - residui animali e vegetali; Con le seguenti limitazioni: - ad esclusione dei rifiuti provenienti da lavorazioni industriali; - i rifiuti provenienti da attività artigianali, commerciali, agricole e di servizi sono assimilati fino al limite massimo di Kg. 8 x mq. all anno, pertanto la privativa comunale opera fino al limite predetto. Le attività rientranti nel limite suddetto dovranno produrre dichiarazione autocertificata relativamente al quantitativo dei rifiuti prodotti. Il Comune si riserva la facoltà di effettuare, in proprio o per il tramite del gestore del servizio, adeguati controlli per verificare che le attività in oggetto non conferiscano al servizio pubblico, quantitativi di rifiuti superiori ai limiti su indicati; - è vietato introdurre gli imballaggi terziari nel normale circuito dei rifiuti ai sensi dell art. 43 del D.Lgs 22/97, ed è pertanto fatto obbligo ai produttori di provvedere al loro recupero a proprie spese. Gli imballaggi secondari potranno essere conferiti al servizio pubblico solo tramite la raccolta differenziata secondo le modalità stabilite dal gestore. Il Comune si riserva la facoltà di effettuare, in proprio o per il tramite del gestore del servizio, controlli a campione per la verifica dell effettivo avvio a recupero dei predetti imballaggi. Nei casi in cui gli utenti sono autorizzati a conferire i propri rifiuti assimilati nei contenitori predisposti per i rifiuti ordinari, le avvertenze ed i divieti da osservare sono di seguito specificati: X i materiali immessi nei cassonetti devono essere rigorosamente classificabili come rifiuti assimilati agli urbani, rimanendo a carico dell utente ogni responsabilità di carattere civile e penale per gli eventuali illeciti commessi; X i rifiuti assimilati devono essere conferiti nei contenitori chiusi all interno di sacchi o involucri di adeguata capacità, non eccessivamente voluminosi per i contenitori stessi che li devono ricevere;14 i quantitativi di rifiuti assimilati conferibili nei contenitori per la raccolta domiciliare non devono in nessun caso superare il limite massimo di assimilabilità sopra enunciato. Procedendo all assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi gli stessi restano nell ambito del servizio comunale di raccolta e smaltimento e le aree in cui tali rifiuti sono prodotti restano assoggettati alla relativa tassa comunale. ART. 7. COMPETENZE DEL COMUNE Al Comune competono le seguenti attività con diritto di privativa, alle quali può provvedere direttamente o mediante azienda municipalizzata o consorzio tra Comuni o concessione ad imprese pubbliche, private o a società miste, o associazioni di volontariato senza fini di lucro o cooperative sociali, senza necessità di preventivo assenso dell eventuale ditta Appaltatrice: o la gestione dei rifiuti urbani in tutte le singole fasi compreso il controllo del corretto svolgimento delle azioni di conferimento dei rifiuti da parte del privato, di raccolta e smaltimento dei rifiuti da parte della società incaricata e della nettezza e igiene urbana; o la determinazione delle più idonee caratteristiche dei contenitori destinati al conferimento dei rifiuti in relazione alla struttura urbanistica ed alle caratteristiche insediative del territorio servito, nonché all ottimale utilizzazione del personale e dei mezzi d opera impiegati per la raccolta, e stabilire le capacità adeguate di volumetria dei contenitori di raccolta che, in funzione del loro numero e della frequenza di svuotamento, assicurano la raccolta di tutti i rifiuti previsti dal servizio pubblico in relazione all entità, tipologia e densità apparente dei rifiuti stessi; o la pulizia e lo spazzamento di tutte le aree pubbliche o ad uso pubblico, intendendosi quest'ultime le aree private permanentemente aperte al pubblico senza limitazioni di sorta; o l attuazione delle iniziative di raccolta differenziata al fine del recupero di materiali e/o di energia, di riduzione della produzione dei rifiuti, nonché di smaltimento differenziato delle categorie di rifiuti che per la15 loro composizione possono essere pericolose per l ambiente se mescolate agli altri rifiuti urbani; o l individuazione e la realizzazione di apposite piazzole ed aree per il posizionamento di contenitori stradali o punti di raccolta dei rifiuti urbani non raccolti con modalità domiciliare; o l attività informativa nei confronti dei cittadini e della popolazione scolastica, allo scopo sia di informare sui servizi svolti sia di creare una più diffusa coscienza ambientale nei cittadini a cominciare dall età scolare e sensibilizzare il gestore all innovazione tecnologica del servizio di raccolta e garantire l idoneità ed il rinnovo delle attrezzature e dei mezzi operativi; o l emissione di atti finalizzati a regolamentare quanto segue: - l individuazione delle aree e dei perimetri dei servizi di asporto rifiuti urbani e di spazzamento; - le modalità di conferimento al servizio di raccolta delle varie tipologie di materiali; - l organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani; o l'emissione di ordinanze contingibili ed urgenti, da parte del Sindaco nell'ambito della propria competenza, qualora sia richiesto da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell'ambiente, per il ricorso temporaneo a speciali forme di smaltimento dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, informandone tempestivamente gli enti preposti; o l emissione di ordinanza del sindaco di ripristino dei luoghi nei confronti dei responsabili di abbandono dei rifiuti sul suolo, nel rispetto di quanto previsto dall art.14 del D.Lgs. 22/97 e successive modifiche ed integrazioni; o l adozione dei provvedimenti di diffida nei confronti del responsabile dell inquinamento dei siti a provvedere a proprie spese agli interventi di messa in sicurezza di bonifica e di ripristino ambientale delle aree inquinate e degli impianti dai quali deriva il pericolo di inquinamento; o l approvazione dei progetti e l autorizzazione della loro realizzazione in materia di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati, nel caso in16 cui l intervento di bonifica e di messa in sicurezza riguardi un area compresa nel solo territorio comunale secondo la normativa vigente. La privativa non si applica, alle attività di recupero dei rifiuti assimilati, i quali pertanto possono essere conferiti a cura del produttore sia al servizio pubblico di raccolta sia a terzi abilitati. Capitolo 2 GESTIONE RIFIUTI URBANI ART. 8. OGGETTO DEL SERVIZIO E PRINCIPI GENERALI Il presente capitolo riguarda le attività di gestione delle varie frazioni dei rifiuti urbani, che devono essere conferiti e raccolti nel rispetto delle seguenti disposizioni generali e particolari. Il servizio, in osservanza dei principi generali precedentemente esposti, viene organizzato in modo tale da perseguire il più possibile l'obiettivo della riduzione della produzione dei rifiuti urbani e della separazione dei flussi delle diverse tipologie di materiali che li compongono, tendendo a ridurre nel tempo il quantitativo del materiale indifferenziato non riciclabile o non recuperabile. ART. 9. MODALITA DI CONFERIMENTO E DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI La raccolta viene effettuata mediante contenitori rigidi e/o sacchi con un sistema porta a porta a seconda della tipologia dei rifiuti da raccogliere e delle modalità gestionali adottate. Possono quindi essere previste: o raccolta differenziata domiciliare. Essa è effettuata al limite del confine di proprietà dell utente dove egli deposita il materiale contenuto in appositi contenitori domestici. Questi contenitori devono poi essere riportati dall utente entro il confine di proprietà dopo la raccolta. o raccolta differenziata presso l Ecocentro comunale dove è possibile anche smaltire materiali particolari, per i quali non esistono contenitori distribuiti lungo le strade del territorio comunale Il servizio di raccolta viene svolto, normalmente, nei giorni lavorativi con cadenza, modalità ed orari determinati dal Comune; in caso di festività17 infrasettimanali la raccolta sarà effettuata con le modalità definite con il gestore del servizio e comunicate all utenza annualmente. Il gestore del servizio deve garantire anche la raccolta di tutti i rifiuti che per qualsiasi motivo si trovassero al di fuori dei contenitori utilizzati per le varie tipologie di rifiuti urbani, la pulizia delle aree attorno ai medesimi contenitori e nei punti ove il servizio viene svolto con modalità domiciliare, nonché la raccolta di tutti i rifiuti che per qualsiasi motivo si trovassero sparsi in area pubblica. ART. 10. TERRITORIO COPERTO DAL SERVIZIO Il servizio, è garantito in tutto il territorio comunale, comprese le zone sparse. Si intendono coperti dal pubblico servizio di raccolta, gli edifici che, risultino all interno dell area di espletamento del servizio di raccolta anche con il solo imbocco della relativa strada privata d accesso. Capitolo 3 RACCOLTA DIFFERENZIATA ART. 11. FINALITÀ E MODALITÀ OPERATIVE La raccolta differenziata è conforme ai principi esposti nei precedenti articoli ed è finalizzata ai seguenti scopi: rispetto degli obblighi imposti dalla vigente normativa statale e regionale e dalla pianificazione provinciale; rispetto delle indicazioni operative per la raccolta domiciliare, tutela dell ambiente, in considerazione delle tecnologie di smaltimento adottate; affidabilità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti; conseguimento del recupero di materiali riciclabili e/o energia; responsabilizzazione dei cittadini utenti rispetto ai rifiuti da essi prodotti. E fatto obbligo per l'utente conferire in modo separato tutti i rifiuti per i quali è stata attivata la relativa raccolta differenziata. La raccolta differenziata viene effettuata mediante sistema domiciliare "porta a porta" a seconda della tipologia dei rifiuti da raccogliere (con contenitori dedicati e/o sacchi).18 I contenitori vengono contrassegnati da un colore distintivo e da specifiche indicazioni per ogni frazione di rifiuto oggetto di raccolta differenziata. I contenitori medesimi devono essere costruiti con materiali facilmente lavabili e disinfettabili, nonché essere accessibili, senza pericolo per l'utenza. Il lavaggio e igienizzazione possono anche essere effettuati direttamente dai cittadini a cui sono stati affidati con modalità paragonabili a quelle utilizzate con i propri contenitori domestici. Saranno distribuite all utenza i contenitori e informata sulle modalità di svolgimento dei servizi. Per il servizio di raccolta differenziata domiciliare il colore dei contenitori utilizzati dovrà essere: Frazione organica: MARRONE Carta e Cartone: GIALLO Misto secco non riciclabile: VERDE Vetro e lattine: GIALLO Imballaggi in Plastica: GIALLO Le frequenze minime della raccolta differenziata domiciliare sono così stabilite: Frazione organica: due volte alla settimana; Carta e cartone: una volta alla settimana; Misto secco non riciclabile: due volte alla settimana; Vetro e lattine: una volta alla settimana; Imballaggi in plastica: una volta alla settimana. ART. 12. RACCOLTA DIFFERENZIATA DOMICILIARE I contenitori possono essere collocati all esterno della proprietà privata ed esposti su strada negli spazi concordati a cura degli utenti o da loro incaricati nel rispetto degli orari stabiliti (entro e non oltre le ore 5.00 a.m. del giorno di raccolta). I contenitori non possono essere posizionati a ridosso dei muri perimetrali degli edifici sui quali sono presenti, a livello di piano terra e/o di piano rialzato, ingressi, finestre, punti di ventilazione e balconi di civili abitazioni e/o di attività produttive. Nel caso di numerose utenze poste all interno di19 cortili o di aree private, che siano accessibili come area di manovra ai mezzi di servizio e senza che gli addetti debbano ricorrere all utilizzo di chiavi o telecomandi, l Amministrazione comunale, in accordo con l utenza interessata, potrà decidere che la raccolta venga fatta direttamente all interno dei cortili medesimi. I contenitori rigidi destinati alla raccolta dei rifiuti urbani sono forniti dal dall Amministrazione comunale in volumetrie idonee alle necessità. Le volumetrie e i relativi passaggi di svuotamento potranno essere variati al fine di migliorare il servizio, e l efficienza del sistema. I contenitori vengono consegnati in comodato d uso gratuito e devono essere mantenuti in buono stato, non devono essere manomessi e non deve essere variata la loro estetica con scritte o adesivi. Il lavaggio e l igienizzazione dei cassonetti possono anche essere effettuati direttamente dai cittadini-utenti a cui sono stati affidati con modalità paragonabili a quelle utilizzate con i propri contenitori domestici, con l uso di prodotti con modeste proprietà detergenti/disinfettanti e con buone capacità biodegradabili. L utilizzo dei contenitori è finalizzato a proteggere i rifiuti dagli agenti atmosferici, dagli animali e ad impedire esalazioni moleste. Nel caso in cui il contenitore venga rotto accidentalmente o risulti non più funzionante all uso, il gestore del servizio provvederà alla sua sostituzione previa segnalazione. Non vengono raccolti i rifiuti consegnati in contenitori differenti da quelli assegnati. Nel caso di furto il gestore provvede alla riconsegna del contenitore su presentazione da parte dell utenza di dichiarazione di avvenuta sottrazione del contenitore ai sensi del D.P.R. 445/2000. Al momento della cessazione della residenza, previa segnalazione, i contenitori saranno ritirati dal gestore del servizio. Tutti i contenitori non sono soggetti alle norme sull occupazione del suolo pubblico. ART. 14. ECOCENTRO COMUNALE Nel territorio comunale potranno essere individuati uno o più ecocentri e, sono da considerarsi parte integrante della fase di raccolta.20 Ogni Ecocentro deve essere dotato di personale in grado di far depositare negli spazi opportuni i materiali, divisi per flussi omogenei e i materiali conferibili sono quelli che rientrano all interno del Dm 08/04/09 e successive modifiche. Il conferimento presso l Ecocentro comunale potrà essere effettuato solo dai titolari di utenze domestiche. La raccolta presso tale centro potrà riguardare frazioni di rifiuti già comprese nel servizio ordinario nonché particolari tipi di rifiuto per i quali non si prevedono servizi distribuiti nel territorio in relazione alle loro particolari caratteristiche quali-quantitative. La dislocazione, gli orari di apertura (per un totale di almeno ore settimanali) e i servizi dell Ecocentro saranno stabiliti con atto del Comune e comunicati ai cittadini tramite idonee forme di pubblicità. Il centro deve essere recintato e presidiato da personale in servizio (almeno 1 unità per centro). Il personale in servizio ha l obbligo di accogliere con cortesia i cittadini richiedendone di volta in volta il documento d identità ai fini di verificarne la residenza e compilare l apposito modulo giornaliero di conferimento, conforme agli allegati del DM 8/04/09, di collaborare con gli utenti che conferiscono i vari materiali, di controllare ed indirizzarne il corretto conferimento. Nell Ecocentro è anche possibile ricevere flussi omogenei e predefiniti di rifiuti speciali da avviare al recupero, sulla base di specifiche convenzioni. Il prelievo dei materiali stoccati nelle aree è effettuato esclusivamente a cura del gestore del centro o di soggetti terzi espressamente incaricati dall Amministrazione Comunale. E cura del Comune, in collaborazione con il gestore dell Ecocentro, effettuare servizi di vigilanza verso conferimenti impropri. ART. 15. FRAZIONE ORGANICA Il servizio di raccolta della frazione organica è svolto, nell intero territorio comunale, con la modalità di raccolta domiciliare porta a porta con frequenza minima di svuotamento bisettimanale. Vedere altro
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