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Emma Fabiani
1 Allegato II al numero 30 - Anno 2014 Allegato al numero 30 - Anno 2013 IL PROJECT FINANCING E GLI ALTRI ISTITUTI DEL PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO PER LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE E DI PUBBLICA UTILITÀ IN ITALIA: PRINCIPI, SPUNTI E INDICAZIONI OPERATIVE S. Maiolo
3 Il Project financing e gli altri istituti del Partenariato Pubblico Privato per la realizzazione delle opere pubbliche e di pubblica utilità in Italia: principi, spunti e indicazioni operative Sommario Il processo per la realizzazione di un opera pubblica, dettato dal lungo e complesso percorso innovativo del Codice dei Contratti (dalla prima Legge Quadro 109/94 al D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.), ha reso sempre più stimolante il tentativo di coinvolgimento degli operatori privati, sia per il finanziamento, sia per la gestione di una nuova opera o il rilancio di un bene esistente. Le opere pubbliche e di pubblica utilità tuttavia vivono di delicati fasi: Coinvolgimento delle parti: sponsor (industriali e finanziari), banche, soggetto concedente, costruttori, gestori. Predisposizione ed elaborazione di uno studio di fattibilità. Costituzione di un veicolo societario ad hoc (SPV/newco) e stipula di patti parasociali. Accurate analisi (tecnica, legale, di mercato, assicurativa, fiscale,.) per l individuazione e l allocazione dei rischi. Negoziazione e stipulazione dei contratti di progetto (convenzione/contratto con il concedente, contratto di costruzione, contratto/i di gestione, contratti di manutenzione, contratto di finanziamento, ecc.). Tali passaggi sono necessari allo scopo di facilitare il perseguimento degli obiettivi di un progetto. L approfondimento sullo strumento del Project financing e degli altri istituti del Partenariato Pubblico Privato (PPP), inserito nella presente Guida, intende proporre e facilitare l approccio operativo ad alcuni dei su indicati aspetti, come parte integrante dei temi trattati nella Guida stessa. In particolare, si intende richiamare l attenzione del management pubblico ad una specifica riflessione sul ruolo determinante della dimensione dell investimento da mettere a gara con gli strumenti del PPP, attraverso logiche valutative di aggregazione verticale e/o integrazione orizzontale di più progetti, quali fattori in molti casi determinanti l indirizzo di accettazione o di rigetto da parte del mercato e quindi di un concessionario, in merito alla scelta di investire. Project financing and related schemes in Public-Private Partnership for public projects in Italy: principles, insights and practical solutions Abstract The making of a public work, shaped by a winding legislative process which moved from the first Framework Law no. 109/94 to the so-called Code of Contracts (Legislative Decree no. 163/2006 as amended), made private participation increasingly challenging whether it involves funding, greenfield developing of a brand new project or refurbishing of an existing asset. Public works, however, have to balance the stakeholders diverse interests (industrial and financial sponsors, banks, grantors, builders, operators) and endure numerous steps such as drafting of a feasibility study; establishing of a special purpose vehicle; enacting shareholders' agreements; identifying and allocating risks involved in the projects; contracts negotiation and signing. These steps are instrumental in achieving the project s ultimate target. By dwelling on project finance and other Public-Private Partnership (PPP) arrangements, this paper aims at clarifying and streamlining some of the intricacies mentioned above, while still having in mind some of the issues covered in the Guide. It sets out to draw public managers attention to the fundamental issue of optimally sizing the project to be auctioned off under a PPP scheme. This is to be sought by carefully assessing the scope for vertical aggregation and/or horizontal integration of multiple smaller-size projects into a single one as a factor capable of bringing about the project acceptance or, conversely, its dismissal by market forces and, ultimately, to persuade a potential concessionaire to commit himself to invest in it.
4 L Allegato II è parte integrante del lavoro Lo studio di fattibilità nei progetti locali realizzati in forma partenariale: una guida e uno strumento, ed è il risultato di un progetto di collaborazione inter-istituzionale avviata nella seconda metà del 2010 tra finanza, strutture tecniche centrali e del territorio, rispettivamente rappresentati dalla Cassa Depositi e Prestiti, dall Unità di Valutazione degli Investimenti Pubblici (UVAL) del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica (DPS) e dall Unità Tecnica finanza di progetto (UTFP) del DIPE-PdCM e dalla Regione Toscana. In particolare il lavoro è stato curato da: Stefano Maiolo - Unità di valutazione degli investimenti pubblici DPS-UVAL. La Guida, l applicativo e i due allegati sono disponibili sul sito: L autore desidera ringraziare il Dr. Piero Atella, esperto in Project Financing, e il Dr. Piero Rubino, componente dell UVAL, per i preziosi e utili commenti ricevuti durante la stesura del lavoro. Errori e omissioni sono naturalmente da attribuire all autore. Un'opera pubblica è fatta per servire e non per stupire. Publio Valerio Publicola, VI secolo a.c. L autore dedica il lavoro alla figlia Jennifer Noemi Francesca.
5 INDICE B.1 Introduzione 7 B.2 Il ciclo del progetto in una operazione di Project financing 10 B.3 Caratteristiche del Project financing e del PPP 15 B.4 Gli attori in una operazione di Project financing 20 B.5 La gestione dei rischi in una operazione di Finanza di progetto 23 B.6 Verso una maggiore massa critica dei progetti. L integrazione orizzontale e l aggregazione verticale dei piccoli project 27 B.7 Considerazioni finali 31 Appendice A: Cenni sulla normativa comunitaria e nazionale in materia di investimenti pubblici, finanza di progetto e PPP 35 Appendice B: Il PPP e le Politiche di Sviluppo e Coesione 39 Bibliografia 43
7 B.1 Introduzione La Finanza di progetto (o Project financing, PF), e l intero comparto degli istituti del PPP, rappresentano oggi uno strumento innovativo che in Italia viene diffuso per incentivare e sostenere la realizzazione di opere pubbliche e di pubblica utilità, mediante l apporto di capitale privato. Del volume complessivo di impegni di spesa in opere pubbliche appaltate nel biennio , a fronte del quale si registra un repentino calo del 21,7 per cento, passando dai 30,7 miliardi di euro del 2011 ai 24 del 2012, il valore delle operazioni in PPP rappresenta una porzione non indifferente della spesa infrastrutturale nazionale. Se agli inizi del decennio il peso del PPP, rispetto all intero comparto delle opere pubbliche rappresentava una quota modesta di circa il 5 per cento, nel 2011 la quota di operazioni in PPP ha registrato un valore complessivo di 13,3 miliardi di euro, a fronte di un volume di 30 miliardi di euro di spesa in investimenti fissi lordi nello stesso periodo (circa un terzo degli investimenti in opere pubbliche). Per il Project Financing e gli altri istituti del PPP si è registrato un sensibile calo del 34,7 per cento nel 2012, rispetto all anno precedente, con 8,7 miliardi di euro di lavori messi a gara. In base ai dati presentati dall Osservatorio Nazionale del Project Financing 1, la contrazione è da attribuirsi principalmente alla limitata presenza di grandi opere messe a gara, tipicamente quelle di importo superiore a 50 milioni di euro da realizzare in PPP, che nel biennio hanno registrato un crollo di circa il 40 per cento. Sull efficienza e/o sull efficacia del PPP 2, a fronte dei principali risultati raggiunti in oltre un decennio di attività, numerosi fonti (National Audit Office of PFI, 2008; ANCE, 2012) ne attribuiscono chiare evidenze: secondo il National Audit Office del Regno Unito, la costruzione di progetti in cui il costo per il settore pubblico è stato superiore al prezzo stabilito al momento del contratto è del 73 per cento nei casi di non PFI e del 22 per cento nel caso di PFI. La consegna del progetto, inoltre, in ritardo rispetto alle previsioni in fase di contratto, avviene nel 70 per cento dei casi nel non PFI e solo nel 24 per cento nel PFI. Nel più recente lavoro dell ANCE, emerge che per le opere comprese tra i 5 milioni e i 50 milioni di euro, se realizzati in PF, occorrono mediamente 4 anni e 9 mesi a fronte degli oltre 7 anni se realizzati con il tradizionale appalto di lavori pubblici. Per le operazioni di importo superiore a 50 milioni di euro, la divergenza è ancora più ampia: 7 anni per i casi in PF, oltre 11 anni negli altri casi. 1 Il Partenariato Pubblico Privato in Italia nel 2012, Osservatorio Nazionale sul Project Financing, Cresme Europa Servizi, Non vi è per il PPP una rigida definizione di indicatori di efficacia e di efficienza, ma la letteratura analizzata evidenzia vari e possibili proxy attribuibili in tal senso. 7
8 Dall elaborazione dei dati dell Osservatorio nazionale sul Project Financing (Cresme, 2013) è stato possibile effettuare alcune analisi tra il numero di gare e il numero di aggiudicazioni di opere pubbliche e di pubblica utilità in PPP, in base a due fasce di importo: sotto i 5 milioni di euro e sopra tale importo 3. Dalla Figura 1 emerge un quadro abbastanza chiaro: il decennio trascorso ha aperto una significativa e doppia forbice, sia per quanto riguarda il numero di progetti proposti, sia relativamente al tasso di mortalità degli stessi. 4. Sul primo fenomeno si osserva che nel 2002 il numero di gare quasi coincide tra le opere cd. piccole e cd. grandi (rispettivamente 61 e 59). Nel 2012 le piccole opere messe a gara sono pari a 1.257, mentre le opere con importo oltre 5 milioni sono 127, appena il 10 per cento delle prime. Si consideri inoltre che per oltre gare, nel decennio considerato, non è stato segnalato l importo 5. Analoga considerazione per l aggiudicazione: nel 2002 si hanno 11 aggiudicazioni sotto 5 milioni di euro e 10 oltre tale importo. Nel 2012 la differenza è, rispettivamente, tra 288 e 95 gare aggiudicate. Sul secondo fenomeno, riguardo l efficacia degli strumenti di PPP, si può osservare, relativamente al periodo che va dalla pubblicazione di un bando di gara alla sua aggiudicazione, una forte dispersione di risorse amministrative per le gare di piccolo importo. Tale dispersione, analizzando i dati pubblicati nel rapporto sul PPP del 2012 dal Cresme, appare in costante crescita per tutto il decennio. Mentre per le opere di importo superiore ai 5 milioni di euro il tasso di vitalità è pari al 69 per cento (ottenuto come media ponderata, nel periodo , dal rapporto tra il numero di aggiudicazioni e il numero delle gare di ciascun anno osservato), per le piccole opere tale valore e risultano mediamente pari al 23 per cento. 3 La scelta di adoperare nell importo di 5 milioni di euro la separazione di analisi non è casuale: sotto tale limite si ha una consistente numerosità di iniziative in PPP in Italia, sebbene la BEI non considera le iniziative fino a tale valore come PPP (ANCE, 2012, pag. 25). 4 La crisi economica e il sempre più stringente vincolo del Patto di Stabilità interno imposto agli Enti locali, riflettono il drastico calo del numero di gare avvenuto nel triennio , sia per i piccoli, sia per i medio-grandi interventi programmati, rispettivamente del 20 per cento e del 28 per cento. 5 Soltanto dal 2011 al 2012 vi è un salto del 62 per cento di questa tipologia, dove il numero di gare con importo non segnalato passa da 943 a Questo fenomeno comunque appare classificabile, per una buona parte, nella fascia di opere di piccolo importo, trattandosi di affidamento di gare di concessione di servizi (in particolare gestione impianti sportivi), gare di concessione del diritto di superfice su aree ed edifici pubblici (soprattutto per la realizzazione di impianti fotovoltaici). 8
9 Figura B.1 L evoluzione dimensionale delle opere e l efficacia del PPP in Italia nel decennio Fonte: elaborazioni DPS-UVAL su dati Cresme (2013), al netto del numero di gare e aggiudicazioni con importo non segnalato. Dalla fase di aggiudicazione l ulteriore passaggio critico è quello del closing finanziario, con la stipula del contratto di finanziamento tra il concessionario e la banca (o pool di banche) finanziatrice. Anche in tal caso le statistiche del Cresme consentono di trarre le dovute conclusioni: oltre il 25 per cento delle aggiudicazioni non arriva al cd. closing. Oltre alla presente premessa, il lavoro intende offrire alcuni spunti di riflessione per il management pubblico ed introdurre un ragionamento su alcune questioni rilevanti dei fattori di rischio e di successo per realizzare un intervento con gli strumenti del PPP. Nel secondo paragrafo vengono analizzate le principali fasi del ciclo di vita di un Project financing: dall individuazione dell idea alla formulazione dello studio di fattibilità, quindi l individuazione delle fonti di copertura finanziaria fino alla realizzazione e collaudo dell opera con la successiva entrata in esercizio. Il terzo paragrafo contiene le principali caratteristiche del Project financing e degli altri istituti del PPP. Il quarto paragrafo contiene una analisi sui vari e possibili attori e il loro ruolo in una operazione di PPP. Nel quinto paragrafo viene riportata una sintesi dei principali riferimenti normativi in Italia sulla Finanza di progetto. Il sesto paragrafo mette in evidenza l importante e delicato ruolo della gestione dei rischi in una operazione di PPP. Il settimo paragrafo contiene, in armonia con la trattazione degli argomenti di cui ai precedenti paragrafi, una proposta rivolta al management degli enti locali di porre maggiore attenzione all analisi di fattibilità di un progetto, con particolare riferimento alla scelta dimensionale dell investimento in fase di analisi di fattibilità. Infine, nelle conclusioni, alcune considerazione e indicazioni operative, estrapolate degli odierni indirizzi assunti dagli strumenti e istituti del PPP in Italia e in ambito internazionale. 9
10 B.2 Il ciclo del progetto in una operazione di Project financing Un operazione di Project financing, vista nella sua interezza, implica lo svolgimento di specifiche attività. Queste ultime, dando vita al cd. ciclo di vita della Finanza di progetto, possono essere distinte in diverse fasi: a. individuazione e formulazione dell intervento; b. definizione e ricerca delle fonti di finanziamento; c. costruzione dell opera; d. gestione del progetto. Individuazione e formulazione dell intervento L individuazione precede l attività della formulazione, ma è ad essa spesso interrelata in quanto alcune attività (presentazione dell idea progettuale, identificazione dei promotori, ecc.) sono presenti in entrambe le fasi. L individuazione di un progetto, più in particolare, comprende le seguenti attività: Identificazione dell opportunità d investimento, cd. pre-fattibilità. Attraverso l elaborazione di una scheda tecnica, viene descritta l idea progettuale, accompagnata dall analisi delle alternative, mettendo in evidenza i punti di forza e di debolezza del progetto, le minacce e le opportunità dell ambiente di riferimento e del territorio di ubicazione dell intervento; Analisi delle alternative, selezione preliminare e preparazione del progetto (studio di fattibilità): questa attività rappresenta un articolazione della scheda sintetica e ha lo scopo di analizzare tutti gli aspetti tecnici, sociali, ambientali del progetto. Fanno parte integrante di questa fase e finalizzate alla stesura del progetto definitivo ed esecutivo (ai sensi del D.Lgs 163/2006 e successive modificazioni), a cura dei promotori, le seguenti attività: - Identificare il progetto, - Verificare la sua fattibilità, - Selezionare gli sponsors, - Acquisire le autorizzazioni alla costruzione e alla gestione, - Definire i contratti da stipulare con in soggetti coinvolti, - Pianificare il fabbisogno finanziario. 10
11 Valutazione del progetto (appraisal report) e decisioni di investimento. È l aspetto sicuramente più delicato della prima fase, in quanto presuppone l indirizzo decisionale del progetto: accettazione o rigetto. Insito in tale fase, infatti, vi è il cd. salto di irreversibilità, per cui una volta intrapresa, ogni decisione non sarà priva di un certo costo. Diventa, pertanto, importante, condurre in modo obiettivo ed efficace, una analisi costi-benefici del progetto. Durata della concessione. Di norma la concessione ha una durata non superiore a 30 anni (comma 6, art. 143, D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.), periodo entro il quale l esito della valutazione dovrà indicare le modalità di ritorno dell investimento da realizzare. Il periodo concessorio potrà essere comunque maggiore qualora, rispetto all importo dei lavori e ai rischi collegati all operazione, la stazione appaltante ne stabilisca una estensione, dandone motivata ragione al fine di garantire il perseguimento dell equilibrio economico-finanziario degli investimenti 6. Fonti di finanziamento I1 problema della copertura finanziaria di un'opera pubblica deriva dal fatto che i flussi di cassa negativi si concentrano quasi interamente nella prima fase di vita dell'opera (fase della sua promozione, progettazione e realizzazione), mentre i flussi di cassa positivi sono differiti alla fase successiva (fase di gestione e sfruttamento economico). Questo differimento comporta un investimento iniziale che, deve trovare fin dall'inizio opportune forme di copertura (Figura B.2). 6 Per le nuove concessioni di importo superiore ad un miliardo di euro, la durata della concessione può essere stabilita fino a 50 anni (comma 8, art. 143, D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.). Percorso analogo sull estensione della durata della concessione si ha con il DL 95/2012, dove nell ambito delle politiche di razionalizzazione del patrimonio pubblico (art. 3) il legislatore ha previsto anche un estensione a 50 anni della stessa. Notevoli passi in avanti, al fine di consolidare la stabilità temporale e l equilibrio economicofinanziario conseguenziale ad un investimento, si stanno effettuato, inoltre, verso una concessione del diritto di superfice (sia per nuove opere, sia per investimenti su opere già esistenti) estendibile fino a 99 anni. In quest ultimo caso potranno coesistere anche più regimi concessori: una concessione principale oggetto specifico del PPP, ed una concessione accessoria, per lo sfruttamento economico di un altra intrapresa in qualche modo legata funzionalmente alla prima; particolare attenzione andrà però dedicata alle possibili attività immobiliari a finalità speculative. 11
12 Figura B.2 Le fonti di copertura finanziarie degli investimenti Capitale proprio Sottoscrizioni di equity da parte di: Sponsor Enti pubblici (Capitale reale, Contributi in c/capitale, Conferimenti in natura ) Istituti creditizi Fornitori Costruttori Utenti Mercato borsistico Fabbisogno finanziario Quasi equity Mezzanine debt Super-Mezzanine debt Obbligazioni convertibili Obbligazioni con warrant Debito Obbligazioni Linee di credito garantite Linee dedicate a specifiche forniture Linee di credito a medio lungo termine Linee di credito a breve termine Enti locali: BOC Scoperti di conto corrente Le principali componenti del capitale investito nella realizzazione dell'opera, che devono trovare una immediata copertura finanziaria sono: immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie; capitale circolante (disponibilità liquide, rimanenze di materie prime e materiali, crediti verso l'erario dovuti per il pagamento dell'iva, crediti verso società coinvolte nell'operazione). A parte i contributi pubblici in conto capitale, che non ricevono una remunerazione, la possibilità di raccogliere le altre forme di copertura dei flussi finanziari negativi nella fase di realizzazione dipende dalle prospettive reddituali e finanziarie della successiva fase di sfruttamento economico dell'opera. Quanto maggiori, e quanto più certi, sono i flussi positivi prospettici della fase di gestione, tanto più facile sarà acquisire le fonti di copertura degli investimenti, in quanto ai prestatori di fondi vengono prospettate valide opportunità di restituzione e remunerazione del capitale da essi investito. 12
13 La definizione del rapporto ottimale tra indebitamento e capitale proprio è fortemente legata al grado di rischio del progetto. Non esistono regole semplici ed univoche per determinare il rapporto ottimale tra debiti e mezzi propri per la realizzazione e gestione di una opera pubblica tramite il PF. Nella scelta del rapporto tra debiti e mezzi propri bisogna considerare la natura del progetto: se presenta una tecnologia innovativa, occorre un apporto in termini di capitale proprio maggiore poiché il rischio di dissesto potrebbe essere elevato; in caso di progetto inserito in un contesto tradizionale, potrà essere maggiore il ricorso all'indebitamento; tale situazione può avvenire qualora il costruttore partecipi anche in qualità di socio della Società di Progetto (Special Purpose Veicle, anche SPV), ma decida di uscirne una volta completata l opera (cd. opzione di way out). Al fine di agevolare l incontro tra concessionario e finanziatore, potrebbe rappresentare una buona prassi per l Ente concedente di attivare con una o più banche delle convenzioni, aventi per oggetto sia migliori condizioni di accesso al finanziamento (tassi agevolati, minori costi di gestione dell operazione di finanziamento, ecc.), nonché promuovere nei confronti della stessa banca, sia una conoscenza del territorio sia soprattutto del progetto specifico che la stessa stazione appaltante ha in programma di avviare 7. Realizzazione e collaudo (completion tests) La costruzione di una opera di pubblica utilità presuppone l affidamento al contraente mediante le forme previste: gara di concessione (con procedura aperta o ristretta) ovvero procedura del promotore (ex 31-bis L. 109/1994, ora Artt. 152 e segg. del D.Lgs 163/2006) e successiva gara a procedura negoziata; queste forme sono scelte sulla base di specifiche motivazioni da parte del responsabile del procedimento dell Ente dove l intervento viene realizzato. La fase di maggiore criticità avviene, in effetti, durante la costruzione, in quanto sono richieste le maggiori disponibilità finanziarie. A tal riguardo, la Merloni-quater (con modifiche apportate dall'articolo 7 delle L. 166/2002 alla 109/1994) ha ben previsto, in caso di contribuzione pubblica, il versamento anche in una unica soluzione già nella fase di inizio lavori, sia sotto forma di liquidità, sia a titolo di conferimento di beni in natura. 7 Il Dl. 69/2013 (cd. Decreto del fare), ha inserito, nell art. 144 del D.Lgs. 163/2006, la facoltà per il concedente di prevedere nel bando, che l offerta sia corredata da una dichiarazione sottoscritta da uno o più istituti di credito di manifestazione di interesse a finanziare l operazione, a sua volta collegata allo schema di contratto e del piano economico finanziario elaborato dal concessionario. Tale manifestazione non è naturalmente vincolante per un finanziatore, sebbene potrà rappresentare una importante espressione di affiancamento positivo al progetto da parte dello stesso. 13
14 Il collaudo ha lo scopo di verificare e certificare che l opera sia stata eseguita secondo il progetto e in conformità del contratto affidato dallo SPV al costruttore. Gestione Una volta completata, l opera potrà iniziare a maturare i proventi alla base dei quali è stata ottenuta una positiva valutazione della bancabilità, ovvero il progetto inizia a generare il cash flow per remunerare: costi operativi (materie prime, costi ordinari e di manutenzione, ecc.) servizio del debito: quota capitale e interessi, imposte, riserve, accantonamenti, dividendi. Particolare importanza hanno i termini previsti nello studio di fattibilità sulle modalità di affidamento dalla SPV al soggetto gestore: in molti casi le figure possono coincidere con un unico soggetto. 14
15 B.3 Caratteristiche del Project financing e del PPP Nel complesso e articolato disegno con cui viene implementato, è possibile individuare una duplice definizione, economica e giuridica. Dal punto di vista economico, il Project financing rappresenta una metodologia di finanziamento di un iniziativa di investimento, realizzata attraverso la costituzione di una specifica società di progetto. La società è valutata dai finanziatori per la sua capacità di generare ricavi, oltre che sull affidabilità e sulla solidità economica dei promotori. Hanno particolare rilievo i flussi di cassa connessi alla gestione delle opere realizzate, in quanto costituiscono la fonte principale per il rimborso e la remunerazione del capitale di rischio. In termini giuridici, il PF può essere definito, in base alla normativa in vigore 8, come la procedura con la quale un soggetto privato propone alla Pubblica Amministrazione competente la realizzazione di un opera pubblica con lo strumento contrattuale della concessione, presentando un offerta contrattuale corredata da un progetto preliminare. La concessione di lavori pubblici, a sua volta, può essere così definita: il contratto con il quale un soggetto privato assume l obbligo di realizzare un opera pubblica a fronte del diritto di gestire la stessa o a fronte di tale diritto accompagnato da un prezzo. Il Project financing e le sue logiche fondamentali hanno avuto effetti rivoluzionari sull apparato teorico dell economia aziendale e della teoria del credito. Secondo la teoria economica il presupposto alla base del credito è il principio dell unitarietà: non è possibile, cioè, separare le diverse operazioni di indebitamento di un soggetto aziendale (cd. corporate). Con il Project financing, al contrario, si ha la possibilità di creare un operazione di credito finalizzata ad un determinato obiettivo e garantita dal raggiungimento dell obiettivo stesso (Scandizzo, 2000). In effetti è nel termine del carattere finanziario, attraverso la quale si ottiene la garanzia di recupero di un finanziamento attraverso il reddito dell opera finanziata, che si distingue il PF. Un finanziamento può essere project oppure corporate. Il finanziamento project è un prestito di scopo, tendenzialmente senza rivalsa (cd. no recourse) e deve essere conseguito necessariamente attraverso una società di progetto appositamente costituita. 8 La normativa italiana sulla finanza di progetto vedeva come riferimento la L. 109/1994, cd. Legge Merloni. Successivamente, sono state emanate nuove norme in materia; con il III Decreto correttivo del Codice dei Contratti contenuto nel D.Lgs 163/06 (e s.m.i. fino alle modifiche apportate con il cd. Decreto Crescita Bis n.179/2012), che, a partire dalla sua entrata in vigore, assorbe e sostituisce la L. 109/1994, si apre una nuova strada regolamentare sul Project Financing e sugli altri istituti del PPP. 15
16 Il PF si poggia su specifiche caratteristiche, che lo differenziano dagli altri strumenti tipicamente utilizzati per finanziare le opere di pubblica utilità e dalle definizioni su date possono emergere diversi elementi. Il primo aspetto è quello della creazione di una società di progetto, special purpose vehicle (SPV), di cui se ne parlerà anche nel paragrafo successivo, che abbia come oggetto sociale esclusivo la realizzazione e la gestione dell iniziativa. Il secondo aspetto che emerge dalla definizione è quello di project management (gestione). Spesso la Spv svolge questa complessa attività imprenditoriale sulla base di una concessione di costruzione e gestione ottenuta da un committente pubblico attraverso una gara. Il terzo elemento che si ricava dalla definizione è quello del piano economico e finanziario (PEF) del progetto. Il finanziamento viene erogato dalle istituzioni finanziarie sulla base dei flussi di cassa attesi generati dall investimento dopo aver asseverato il PEF. A tal uopo è necessario fare una distinzione importante ai fini dell analisi costi-benefici, tra opere fredde e opere calde. Sono opere fredde (o senza rilevanza imprenditoriale) quelle opere di rilevante interesse pubblico che non possono essere realizzate né con metodi tradizionali, per mancanza di fondi pubblici, né col solo intervento dei privati in quanto i costi complessivi di costruzione e gestione sono superiori ai ricavi prospettici ottenibili attraverso tariffe applicabili nella fase del loro eventuale sfruttamento economico. Ad esse non è dunque applicabile lo schema del Project financing puro, che prevede il finanziamento dei progetti solo attraverso gli introiti della fase di gestione senza l'intervento da parte dello Stato. Nelle opere fredde 1'intervento pubblico insieme a quello privato garantisce che le tariffe siano mantenute ad un livello socialmente accettabile e che l'opera sia comunque realizzata. L'intervento pubblico può avvenire in modi differenti in funzione della natura del problema, vale a dire, sotto forma di: contributi in conto capitale, finanziamenti agevolati, garanzia ai debiti contratti dalla società privata di Project financing. In ogni caso l'intervento pubblico non pregiudica lo strumento del PF in quanto trasferisce al settore privato parte dei costi e dei rischi dei progetti, di conseguenza lo rende applicabile ad opere il cui onere ricadrebbe interamente sullo Stato. Esempi di opere fredde sono strade, fognature, ospedali e case di cura, illuminazione stradale, parchi pubblici, carceri. Sono opere calde quelle opere che hanno una elevata valenza imprenditoriale, sono in grado di generare consistenti flussi di cassa positivi nella fase di gestione e non necessitano, pertanto, in toto o nella quasi totalità, dell intervento della finanza pubblica. In alcuni casi è necessario 1'intervento pubblico per garantire il reale impegno delle Amministrazioni di sostenere l'opera da realizzare. Si tratta di opere infrastrutturali di grandi dimensioni e di rilevanza nazionale (per es.: autostrade) caratterizzate da un 16
17 elevato grado di incertezza e, quindi, di rischio nei confronti dei finanziatori (si parla in tali casi anche di opere tiepide). In altri casi è necessario l'intervento pubblico per affiancare la SPV nello sviluppo progettuale, in settori particolarmente sensibili anche all evoluzione della relativa normativa (per es.: impianti di cogenerazione di energia, porti turistici in aree demaniali). Una possibile classificazione delle opere in funzione della tipologia sopra descritta è rappresentata nella Figura B.3 Figura B.3 Caratteristiche del PPP per settore di applicazione Fonte: A.C.E.N. (2012). Il finanziamento project è una pratica che sta diventando usuale per le Pubbliche Amministrazioni soprattutto nell ultimo decennio e sono ancora più ricorrenti per i contraenti della Pubblica Amministrazione gli altri istituti cosiddetti di Partenariato Pubblico Privato. Le iniziative di PPP nascono per favorire e promuovere la realizzazione di un progetto attraverso la partecipazione e l assunzione di responsabilità (opportunità e rischi) da parte sia di soggetti pubblici (Pubblica Amministrazione, Stato, Regioni, Autonomie locali), sia soggetti privati (associazioni, fondazioni, banche di affari, persone fisiche). Il mercato del PPP è composto da una varietà di applicazioni. Non solo Project financing, ma 17
18 anche concessioni, ricerca di partners nella costruzione di nuove società finalizzate alla realizzazione di specifici interventi (urbani, imprenditoriali), attraverso la collaborazione dei privati a diversi livelli: finanziari, gestionali, di fornitura. Il D. Lgs. 152/2008 (III Correttivo al Codice dei Contratti) definisce il PPP nel seguente modo: Ai fini del presente codice, i contratti di partenariato pubblico privato sono contratti aventi per oggetto una o più prestazioni quali la progettazione, la costruzione, la gestione o la manutenzione di un opera pubblica o di pubblica utilità, oppure la fornitura di un servizio, compreso in ogni caso il finanziamento totale o parziale a carico di privati, anche in forme diverse, di tali prestazioni, con allocazione dei rischi ai sensi delle prescrizioni e degli indirizzi comunitari vigenti. [ ] Alle operazioni di partenariato pubblico privato si applicano i contenuti delle decisioni Eurostat (art. 3, c. 15-ter). Il problema del coinvolgimento dei privati nei progetti pubblici è stato introdotto nel Regno Unito in maniera molto più incisiva che in Italia, già dai primi anni Novanta. Il primo obiettivo è stato quello di creare le condizioni giuridiche, istituzionali e culturali, che rappresentano il presupposto di un nuovo sistema di relazioni tra amministrazione e privati. Questa impostazione ha consentito non solo la realizzazione di alcuni importanti progetti (il primo, sicuramente per dimensione, può essere considerato il Tunnel sotto la Manica), ma anche la definizione di procedure innovative che modificano le modalità di collaborazione tra pubblico e privati nell'erogazione di servizi pubblici. L'insediamento del governo conservatore della Thatcher ha determinato una ridefinizione radicale del ruolo del soggetto pubblico e di quello dei privati, costringendo la pubblica amministrazione a rinunciare ad aree di attività interessanti sotto il profilo reddituale e a lasciare uno spazio maggiore alle capacità e alle iniziative degli operatori privati. Questo processo si è articolato lungo tre direttrici principali: la privatizzazione delle maggiori aziende pubbliche, l'introduzione su larga scala del contracting out di certi servizi, il lancio del Project financing. Quest'ultima consiste nell'elaborazione di nuove procedure e strutture contrattuali che coinvolgono la pubblica amministrazione come cliente, acquirente e controllore di servizi pubblici e i soggetti privati nel ruolo di progettisti, costruttori, finanziatori e gestori di servizi e infrastrutture pubbliche. Questa vasta operazione ha interessato la Pubblica amministrazione sia nei livelli centrali, sia locale. La motivazione principale dell'esigenza di un maggiore coinvolgimento dei soggetti privati non era legato allo stallo degli investimenti pubblici infrastrutturali o al riequilibrio dei conti pubblici, ma alla consapevolezza della superiorità del mercato come meccanismo decisionale e delle capacità gestionali del soggetto privato rispetto a quello pubblico. L'attenzione fu concentrata non tanto sulle fonti di finanziamento quanto sulle sue qualità, il ruolo centrale venne dato alla progettazione non solo tecnica ma anche economica, finanziaria e gestionale. 18
19 Anche in Italia si stanno comunque diffondendo attività volte al sostegno del PPP. Sono stati creati tre organismi che a vario titolo perseguono l obiettivo di promuovere la finanza di progetto e il partenariato pubblico-privato: l Unità Tecnica di Finanza di Progetto (UTFP), attiva dal 2000, è il soggetto istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri; il Comitato per la Promozione del Partenariato Pubblico-Privato e l Osservatorio Nazionale sul Project financing, entrambi promossi dal Ministero dell economia e Finanze, Unità Tecnica Finanza di Progetto, Unioncamere e altri Enti. Questi organismi hanno lo scopo di diffondere, attraverso la raccolta, la discussione e l analisi di casi pratici best practices, la cultura del PPP 9. 9 Maggiori informazioni si possono avere attraverso la consultazione dell apposito sito web: 19
20 B.4 Gli attori in una operazione di Project financing Un operazione di PF è costituita da una numerosa platea di attori, data la complessità dello strumento e delle caratteristiche che lo costituiscono. Finalizzata a chiudere ogni possibile fonte di rischio (tecnico-economico-normativo), ciascun attore coinvolto nella finanza di progetto ha specifici ruoli e responsabilità. Di seguito si riporta un elenco delle possibili figure coinvolte: 1. Società di progetto o special purpose vehicle (SPV); 2. Società sponsor o promotori; 3. Banche finanziatrici, altri finanziatori, mercati finanziari; 4. Istituzioni pubbliche; 5. Controparti commerciali: fornitori, costruttori o main contractor, acquirenti potenziali dell output del progetto; 6. Società di servizi: agenzie di rating, società (studi) di progettazione e ingegneria, consulenti finanziari e legali. La società di progetto (Special Purpose Vehicle) permette di determinare la separazione giuridica ed economica del progetto rispetto alle attività dei promotori. La forma giuridica che assume può variare, ma sua caratteristica peculiare è la responsabilità limitata. A parte il ruolo operativo, la Special Purpose Vehicle è quasi sempre il debitore nell operazione di Project financing 10. Vi sono, però dei casi in cui il debitore è un soggetto giuridico diverso, per offrire maggiori garanzie ai finanziatori: si tratta del Trustee borrowing vehicle (TVB) o del Security trustee. Il Trustee borrowing vehicle riceve in prestito i fondi, provvede ai pagamenti dovuti dalla SPV ed è titolare dei ricavi. Nel caso del Security trustee è, invece, la società di progetto a ricevere il finanziamento e ad effettuare i pagamenti, mentre il Security trustee può avere un titolo di pegno sui ricavi. I promotori sono i soggetti a cui compete la gestione imprenditoriale dell iniziativa, e/o sono primariamente interessati alla realizzazione del progetto. Essi non sono necessariamente coloro che hanno avuto l idea del progetto, ma coloro che lo strutturano dal punto di vista tecnico, giuridico, operativo e finanziario, ne promuovono l attuazione, seguendone lo sviluppo dalla fase progettuale a quella della gestione operativa e commerciale delle opere realizzate (project manager) e che apportano il capitale di rischio e le altre risorse necessarie alla realizzazione del progetto stesso. Spesso rappresentano lo SPV. Generalmente si tratta di un gruppo di imprese raggruppate in 10 L art. 156 del Codice dei Contratti prevede l obbligatorietà della presenza di una società concessionaria e un bando di gara può anche stabilire che questa sia di nuova costituzione. 20
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References: art. 143
 art. 143
 art. 144
 art. 156
 Art. 115
 articolo 26