Source: https://www.giurdanella.it/2018/06/12/sempre-da-escludere-dalle-elezioni-del-partito-che-si-richiama-al-fascismo/
Timestamp: 2019-05-24 11:13:34+00:00

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La lista del partito che si richiama al fascismo deve essere sempre esclusa dalle elezioni - Giurdanella.it
La lista di partito che si presenta alle elezioni amministrative richiamandosi al fascismo è legittimamente esclusa, dal momento che incorre nel divieto di riorganizzare, sotto qualsiasi forma, tale partito, di cui alla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione e di cui all’art. 1 della l. n. 654 del 1952. (Cons. Stato 3208/2018)
E’ irrilevante che il partito o la lista che si richiama al fascismo non proponga il sovvertimento della democrazia, la soppressione delle libertà costituzionali e l’uso della violenza come mezzo di lotta politica
Non rileva in senso contrario all’esclusione dalle elezioni che il movimento non si proponesse esplicitamente il sovvertimento dell’ordine democratico, la soppressione delle libertà costituzionali, l’utilizzo della violenza come metodo di lotta politica, il dileggio dei valori fondanti della Costituzione e della Resistenza.
Secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato, infatti, un movimento politico che si ispiri ai principî del disciolto partito fascista deve essere incondizionatamente bandito dalla competizione elettorale, secondo quanto impone la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, il cui precetto, sul piano letterale e teleologico, non può essere applicato solo alla repressione di condotte finalizzate alla ricostituzione di una associazione vietata, come l’appellante principale a torto sostiene, ma deve essere esteso ad ogni atto o fatto che possa favorire la riorganizzazione del partito fascista, per sua essenza stessa antidemocratico, e quindi anche al riferimento inequivoco ai suoi principî fondanti, ai sensi dell’art. 1 della l. n. 645 del 1952 (St., sez. V, 6 marzo 2013, n. 1355).
Sono irrilevanti i fini e gli obiettivi di interesse strettamente locale della lista fascista, ma solo l’ideologia entro la quale il partito o la lista si iscrive
Secondo i giudici, che si richiamano al Tar in primo grado, è del tutto ininfluente che la lista nel proprio programma perseguisse l’obiettivo di risolvere problemi di interesse locale per un maggior benessere della collettività amministrata. Questo obiettivo, che ogni partito o movimento politico dichiara di perseguire nella competizione elettorale, non può certo oscurare, o far trascurare, la cornice ideologica entro il quale si iscrive, nel caso di specie, come si è detto, ostentatamente fascista, in violazione del precetto costituzionale.
L’effetto invalidante per le elezioni
A causa dell’elevata percentuale di voti della lista, oltre il 10 per cento dei votanti del comune, il Consiglio di Stato, alla luce dei consolidati principi in materia, decide di annullare le intere operazioni di voto e la proclamazione degli eletti nel Comune di Sermide e Felonica (MN).
Si riporta di seguito la sentenza del Consiglio di Stato, 29 maggio 2018 n. 3208
N. 03208/2018REG.PROV.COLL.
sul ricorso numero di registro generale 1162 del 2018, proposto da Fiamma Negrini, rappresentata e difesa dall’Avvocato Monica Nassisi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Genzano, n. 18;
Comune di Sermide e Felonica (MN), in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocato Paolo Gianolio e dall’Avvocato Orlando Sivieri, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e con domicilio eletto presso lo studio Orlando Sivieri in Roma, via Cosseria, n. 5;
Giulio Zangheratti e Luigi Franceschini, rappresentati e difesi dall’Avvocato Paolo Morricone, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e con domicilio eletto presso lo studio dell’Avvocato Pierpaolo Polese in Roma, via Francesco De Sanctis, n. 15;
Mirco Bortesi, Annamaria Martini, Annalisa Bazzi, Claudia Guidorzi, Paolo Calzolari, Daniele Ghiselli, Edoardo Maestri, Erika Chiari, Vittorino Bindo Malagò, Davide Chieregatti, Mario Schiavon, Rita Bernardelli, Cristina Barlera, Lucia Doffini, Carla Banzi, Danila Polacchini, Marco Passini, Giorgio Buganza, Marco Reggiani, Maurizia Cavatton, Zena Roncada, Diego Bernardoni, Mattia Bortesi, non costituiti in giudizio;
della sentenza n. 105 del 25 gennaio 2018 del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, sezione prima, resa tra le parti, la quale ha disposto l’esclusione della lista «Fasci Italiani del Lavoro» dalle elezioni per il Sindaco e il Consiglio comunale di Sermide e Felonica (MN) e ha sostituito la candidata illegittimamente eletta, Fiamma Negrini, con il candidato avente diritto secondo le regole ordinarie.
visti gli atti di costituzione in giudizio dell’appellato Comune di Sermide e Felonica e degli appellanti incidentali, Giulio Zangheratti e di Luigi Franceschini;
relatore nell’udienza pubblica del giorno 17 maggio 2018 il Consigliere Massimiliano Noccelli e uditi per l’odierna appellante principale, Fiamma Negrini, l’Avvocato Monica Nassisi, per l’appellato, il Comune di Sermide e Felonica, l’Avvocato Paolo Gianolio e l’Avvocato Orlando Sivieri, e per gli appellanti incidentali, Giulio Zangheratti e Luigi Franceschini, l’Avvocato Paolo Morricone;
1. In vista delle consultazioni dell’11 giugno 2017 per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale di Sermide e Felonica (MN), la settima sottocommissione elettorale circondariale di Mantova – con il verbale n. 30/2017 – ha ammesso la candidatura di Fiamma Negrini alla carica di Sindaco e la lista di candidati alla carica di Consigliere comunale «Fasci Italiani del Lavoro».
1.1. Tale lista è stata individuata con il contrassegno «Cerchio a sfondo bianco con all’interno ruota dentata di colore rame sovrapposta da un fascio repubblicano rosso, nella parte inferiore e centrale della circonferenza interna vi è posto il tricolore italiano e la scritta che va da sinistra a destra “FASCI ITALIANI DEL LAVORO”».
1.2. La lista ha presentato come candidato Sindaco la suindicata Fiamma Negrini e 12 candidati alla carica di Consiglieri.
1.3. All’esito delle operazioni elettorali, svoltesi l’11 giugno 2017, la lista n. 1 «Sermide e Felonica insieme alla luce del sole» è giunta al primo posto con 1579 voti (e ha visto, quindi, eleggere 8 Consiglieri, oltre al Sindaco), mentre la lista n. 3 «La svolta Sermide e Felonica» ha riportato 1293 suffragi (con la conseguente elezione di 3 Consiglieri).
1.4. Infine, un Consigliere è stato assegnato alla citata lista n. 2 «Fasci Italiani del Lavoro» che aveva conseguito 334 voti, con la conseguente elezione della candidata Sindaco Fiamma Negrini.
2. Gli odierni appellanti incidentali, iscritti nelle liste elettorali del Comune di Sermide e Felonica, hanno impugnato l’ammissione di questa lista alle elezioni e hanno dedotto le seguenti censure in diritto:
• la lista «Fasci Italiani del Lavoro» e il suo candidato Sindaco non potevano essere ammessi alla competizione elettorale;
• il delegato di lista e primo candidato della stessa, Claudio Negrini, non ha mai nascosto l’intento del partito dei «Fasci Italiani del Lavoro» di ricollegarsi al disciolto partito fascista, come aveva affermato nell’intervista del 27 gennaio 2017 rilasciata al quotidiano locale Gazzetta di Mantova, ove compare una sua immagine ove è ritratto innanzi alla foto di Benito Mussolini (alle sue spalle);
2.1. Poiché lo scarto tra la lista n. 1 e la lista n. 3 è di 286 voti, inferiore al quantum di suffragi – n. 334 – ottenuto dalla lista «Fasci Italiani del Lavoro», di cui hanno chiesto l’esclusione, i ricorrenti hanno chiesto al primo giudice che fosse disposta la rinnovazione delle elezioni, non essendo sufficiente la mera correzione del risultato elettorale.
2.4. Si sono costituiti nel primo grado del giudizio il Comune intimato e la controinteressata, Fiamma Negrini, sollevando eccezioni in rito e chiedendo, nel merito, la reiezione del gravame.
2.6. Infine, una volta disposta l’integrazione del contraddittorio, il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, con la sentenza n. 105 del 24 gennaio 2018, dopo aver disatteso le eccezioni preliminari sollevate dal Comune e da Fiamma Negrini, ha ritenuto che la lista «Fasci italiani del Lavoro» sarebbe dovuta essere esclusa dalla competizione elettorale, perché esprimente una ideologia politica marcatamente fascista, e ha disposto la correzione del risultato elettorale, con l’esclusione di Fiamma Negrini dal Consiglio comunale e la sua sostituzione con il primo dei non eletti avente titolo, senza però annullare le intere elezioni, in quanto i 334 suffragi ottenuti dalla lista illegittimamente ammessa non avrebbero alterato in modo decisivo, con efficacia radicalmente invalidante, il risultato delle votazioni.
3. Avverso tale sentenza ha proposto appello principale Fiamma Negrini e, nel lamentarne l’erroneità per avere essa ritenuto che la lista esclusa si richiamasse all’ideologia fascista e incorresse nel divieto della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, ne ha chiesto la integrale riforma, con la conseguente reiezione del ricorso proposto in primo grado da Giulio Zangheratti e Luigi Franceschini.
3.2. Si è costituito, altresì, il Comune di Sermide e Felonica, appellato, per chiedere la reiezione dell’appello principale e, altresì, per chiedere la declaratoria di inammissibilità o, comunque, la reiezione anche dell’appello incidentale.
4. L’appello principale di Fiamma Negrini va respinto.
4.1. Ella ha in sintesi sostenuto, con due distinti motivi (il primo di cui alle pp. 10-19 del ricorso e il secondo di cui alle pp. 19- 21 del medesimo ricorso), l’erroneità della sentenza qui impugnata per avere ritenuto che la lista «Fasci Italiani del Lavoro» richiamerebbe simboli, ideologie e programmi del disciolto partito fascista, senza però considerare, da un lato, che essa in alcun modo si è proposta o ha avuto per finalità il sovvertimento dell’ordine democratico, la soppressione delle libertà costituzionali, l’utilizzo della violenza come metodo di lotta politica, la propaganda del razzismo, il dileggio dei valori fondanti della Costituzione e della Resistenza, e che essa, dall’altro, aveva nel suo programma punti di interesse locale (il territorio, il Comune e l’ambiente), che nulla hanno a che fare con la possibile ricostituzione del partito fascista.
5. È fondato, invece, e deve essere accolto l’appello incidentale proposto da Giulio Zangheratti e da Luigi Franceschini, i quali lamentano che il primo giudice erroneamente non abbia annullato l’intera competizione elettorale.
5.5. Un diverso ragionamento di tipo congetturale, come quello seguito dal primo giudice allorché ha giudicato non «ragionevolmente ipotizzabile che tutti gli elettori della lista esclusa avrebbero, in sua assenza, scelto di votare comunque per la lista denominata “La svolta Sermide e Felonica”», avrebbe un effetto inammissibilmente sostitutivo della volontà popolare.
5.7. Proprio il rispetto di un elementare principio democratico, alla luce dei consolidati principî affermati da questo Consiglio in materia, impone allora anche nella vicenda presente, come è accaduto in altri casi analoghi (v., ad esempio, Cons. St., sez. V, 6 novembre 2015, n. 5069, per il caso nel quale la lista illegittimamente ammessa aveva ottenuto 355 voti a fronte di uno scarto di 212 voti tra la prima e la seconda lista), l’annullamento delle intere elezioni svoltesi l’11 giugno 2017 nel Comune di Sermide e Felonica (MN).
6. Ne segue che, in accoglimento dell’appello incidentale e in parziale riforma della sentenza impugnata, l’incidenza totalmente invalidante dell’ammissione della lista comporta, per l’elevato numero di voti da essa conseguito (oltre il 10% dei voti validi espressi dal corpo elettorale del Comune), l’annullamento delle intere operazioni elettorali svoltesi nel giugno 2017 nel Comune di Sermide e Felonica e l’invalidazione della proclamazione di tutti gli eletti, Sindaco e Consiglieri comunali.
8. La Segreteria della Sezione provvederà immediatamente, ai sensi dell’art. 130, comma 8, e dell’art. 131, comma 4, c.p.a., alla trasmissione di copia della presente sentenza al Sindaco di Sermide e Felonica (MN) e alla sua comunicazione alla Prefettura di Mantova.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello principale, proposto da Fiamma Negrini, e su quello incidentale, proposto da Giulio Zangheratti e Luigi Franceschini, respinge il primo e accoglie il secondo e per l’effetto, in parziale riforma della sentenza impugnata, annulla in toto le operazioni per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale di Sermide e Felonica (MN), svoltesi l’11 giugno 2017, e la relativa proclamazione degli eletti.
Manda alla Segreteria della Sezione per la immediata trasmissione di copia della presente sentenza al Sindaco di Sermide e Felonica e per la sua altrettanto immediata comunicazione alla Prefettura di Mantova.

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