Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_fallimentare/201
Timestamp: 2020-07-13 21:36:08+00:00

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I. Dalla data del provvedimento che ordina la liquidazione si applicano le disposizioni del titolo II, capo III, sezione II e sezione IV e le disposizioni dell'art. 66.
II. Si intendono sostituiti nei poteri del tribunale e del giudice delegato l'autorità amministrativa che vigila sulla liquidazione, nei poteri del curatore il commissario liquidatore e in quelli del comitato dei creditori il comitato di sorveglianza.
Azione di accertamento negativo di credito proposta contro banca in liquidazione coatta amministrativa - Ammissibilità.
L’azione volta a far accertare la sola intervenuta estinzione d’un credito vantato contro un’impresa da una banca in l.c.a. (senza che siano fatti valere contro la banca crediti restitutori o risarcitori, anche destinati a compensazione) non ricade nell’ambito di applicazione dell’art. 83 t.u.b. (Mauro Meneghini) (Antonio Restiglian) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 19 Maggio 2020. Segue...
Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Facoltà di scioglimento da contratto d'opera professionale ex art. 72 (nel testo anteriore alla modifica di cui al d.lgs. n. 5 del 2006) e 201 l.fall. - Configurabilità - Fondamento.
Il commissario liquidatore di una società in liquidazione coatta amministrativa può sciogliersi da un contratto d'opera professionale, avvalendosi del combinato disposto degli artt. 72 (nel testo anteriore alla modifica di cui al d.lgs. n. 5 del 2006) e 201 l.fall., atteso che la facoltà prevista dal citato art. 72 per la vendita è espressione di un principio di carattere generale, se non derogato da norme specifiche, che può risultare anche per fatti concludenti, costituendo la dichiarazione espressa prevista dal comma 2 della norma solo la condotta legale tipica, nella sua forma ordinaria ma non tassativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Maggio 2016, n. 10526. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Liquidazione - Effetti - Per i creditori - Attività venatoria - Risarcimento danni - Società assicuratrice posta in liquidazione coatta amministrativa - Temporanea improcedibilità della domanda azionata in sede ordinaria - Sussistenza - Rilevabilità d'ufficio anche in sede di giudizio di cassazione - Ammissibilità - Fondamento..
In materia di risarcimento danni conseguenti ad attività venatoria, ove la società assicuratrice del responsabile venga sottoposta a liquidazione coatta amministrativa, si determina, oltre alla perdita della capacità (anche) processuale degli organi societari, anche la temporanea improcedibilità - fino alla conclusione della fase amministrativa di accertamento dello stato passivo - della domanda azionata in sede di cognizione ordinaria, rilevabile d'ufficio anche nella fase del giudizio di cassazione, in difetto di una norma analoga a quella dettata - in tema di responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli e natanti - dall'art. 25 della legge 24 dicembre 1969, n. 990. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 09 Marzo 2010, n. 5662. Segue...
Liquidazione coatta amministrativa - Liquidazione - Organi - Commissario liquidatore - Operazioni, poteri e responsabilità - Poteri - Azione di responsabilità contro amministratori e sindaci - Appello avverso la sentenza del tribunale - Autorizzazione dell'autorità amministrativa che vigila sulla liquidazione - Necessità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
Fallimento - Effetti sui rapporti preesistenti - Vendita a termine o a rate - Vendita con riserva di proprietà - Fallimento del compratore - Subentro del curatore - Diritto del venditore di chiedere la risoluzione del contratto per il pregresso inadempimento del fallito - Esclusione.
Credito vantato nei confronti di istituto bancario - Rigetto della domanda con sentenza di primo grado - Apertura della procedura in pendenza del giudizio di appello - Procedibilità dell'appello - Esclusione.
In tema di procedura concorsuale relativa ad un istituto bancario, a norma dell'art. 95, comma terzo, legge fallimentare - applicabile anche alla liquidazione coatta amministrativa ai sensi dell'art. 201 della medesima legge, nonché alla speciale procedura concorsuale stabilita per gli istituti bancari in forza del rinvio operato dall'art. 83 D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385 - nel caso di domanda inerente a credito vantato nei confronti di ente sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, ove prima dell'instaurarsi della procedura sia stata pronunciata sentenza non definitiva dalla quale risulti l'esistenza del credito vantato, non si determina l'improcedibilità dell'azione, mentre, ove la sentenza abbia negato in radice l'esistenza del credito, non è applicabile il citato art. 95 legge fall. , bensì l'art. 83 D.Lgs n. 385 del 1993, onde l'impugnazione proposta avverso la suddetta sentenza deve essere dichiarata improcedibile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 10 Dicembre 2002, n. 17557. Segue...
Liquidazione coatta amministrativa - Conseguenze - Prosecuzione del giudizio di cognizione - Ammissibilità.
In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, la messa in liquidazione coatta amministrativa della società assicuratrice intervenuta nel giudizio contro di essa promosso con azione risarcitoria dal danneggiato non osta alla prosecuzione del giudizio di cognizione pendente dinanzi il giudice ordinario. Infatti in tal caso gli artt. 51 e 201 legge fallimentare impediscono solo ed esclusivamente l'inizio o la prosecuzione dell'azione esecutiva individuale, ma non la condanna in via diretta della compagnia assicurativa posta in liquidazione coatta amministrativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 27 Giugno 2002, n. 9357. Segue...
Controversia promossa contro detto istituto bancario per il soddisfacimento di un credito - Apertura della procedura concorsuale - Art. 83 T.U. bancario - Prima fase di accertamento del credito devoluta al commissario liquidatore - Principio di improponibilità temporanea della domanda - Operatività.
Nel caso di domanda inerente a credito vantato nei confronti di un ente sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, il principio secondo il quale l'attribuzione al commissario liquidatore della prima fase di accertamento dei crediti determina una situazione di temporanea improponibilità della domanda in sede giudiziaria (non di difetto di giurisdizione del giudice ordinario), opera anche nei confronti degli istituti bancari assoggettati alla detta procedura concorsuale, in virtù dell'art. 83 del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 08 Aprile 2002, n. 5037. Segue...
Danno da circolazione stradale - Impresa assicuratrice in liquidazione coatta amministrativa - Ordinanza anticipatoria di condanna "ex" art. 186 - quater cod. proc. civ. emessa nei confronti dell'assicurato danneggiante e dell'impresa designata - Rinuncia alla pronuncia della sentenza da parte del commissario liquidatore - Ammissibilità - Fondamento.
L'ordinanza anticipatoria di condanna "ex" art. 186 - quater cod. proc. civ., emanata nei confronti dell'assicurato danneggiante e dell'impresa designata di cui all'art. 20 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, è destinata a produrre effetti anche nei confronti del commissario liquidatore dell'impresa assicuratrice, litisconsorte necessario nel giudizio risarcitorio, stante il diritto dell'assicurato e dell'impresa designata di rivalersi contro di esso; ne consegue che il commissario liquidatore - quantunque non destinatario dell'ordine giudiziale di pagamento, operando nei suoi confronti l'ordinanza emessa a chiusura dell'istruzione soltanto come pronuncia di mero accertamento del credito, e quindi non "parte intimata" in senso tecnico - è legittimato, in forza di una interpretazione costituzionalmente orientata, conforme agli artt. 3 e 24 Cost., ad effettuare, al pari delle parti intimate, la dichiarazione di rinuncia alla pronuncia della sentenza, ai sensi del quarto comma del citato art. 186 - quater, al fine di proporre appello contro l'ordinanza anticipatoria, trasformata, "quoad effectum", in sentenza impugnabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 06 Marzo 2002, n. 3194. Segue...
Nella liquidazione coatta amministrativa, il termine di prescrizione, ai fini dell'esercizio delle azioni recuperatorie soggette a prescrizione, decorre dal secondo dei due provvedimenti (amministrativo o giurisdizionale), cioè soltanto a partire dal momento in cui il diritto (di azione) è in concreto esercitabile: infatti, prima del decreto non c’é ancora un Commissario, e, quindi, il diritto non può essere esercitato, mentre prima della dichiarazione di insolvenza l’azione non è ancora sorta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Giugno 2000. Segue...
Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Debiti di massa contratti dai commissari - Creditori - Azione esecutiva individuale sui beni dell'impresa - Esclusione.
Con riguardo ai debiti contratti dai commissari durante l'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (legge 3 aprile 1979 n. 95), i corrispondenti crediti di massa, benché prededucibili, restano sottoposti alla regola della procedura esecutiva concorsuale, con la conseguenza che resta precluso al creditore l'esercizio di azioni esecutive individuali sul patrimonio dell'impresa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 29 Marzo 1996, n. 2912. Segue...
Fallimento - Revocatoria fallimentare nei confronti di convenuto dichiarato fallito nelle more del giudizio - Prosecuzione davanti al foro del pregresso fallimento - Necessità - Pronunzia di pagamento o di restituzione conseguenziali alla dichiarazione d'inefficacia dell'atto - Tribunale della dichiarazione di fallimento del terzo - Competenza - Spettanza - Convenuto in revocatoria assoggettato a liquidazione coatta amministrativa - Predetti principi. Applicabilità.
Qualora il convenuto in revocatoria fallimentare sia dichiarato fallito nelle more del giudizio, tale giudizio prosegue davanti al foro del pregresso fallimento, in cui il curatore ha proposto la domanda revocatoria, atteso che il conflitto ravvisabile tra l'art. 24 legge Fall. (secondo cui il tribunale che ha dichiarato il fallimento è competente a conoscere delle azioni che ne derivano) e l'art. 52 legge Fall. (per il quale, aperto il fallimento, ogni credito deve essere accertato secondo le norme previste per la insinuazione e la verificazione dello stato passivo) deve essere risolto nel senso che, mentre il tribunale che ha dichiarato il fallimento del debitore che ha compiuto l'atto pregiudizievole ai creditori resta competente a decidere l'inefficacia (o meno) dell'atto, le pronunzie di pagamento o di restituzione, conseguenziali alla dichiarazione d'inefficacia, competono al tribunale che ha dichiarato il fallimento del terzo, secondo le modalità stabilite per l'accertamento del passivo e dei diritti dei terzi. Questo principio è del pari applicabile anche nel caso che il convenuto in revocatoria sia assoggettato a liquidazione coatta amministrativa per il rinvio contenuto nell'art. 201, primo comma, all'art. 52, secondo comma legge Fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Agosto 1994, n. 7583. Segue...
Amministrazione straordinaria ex legge n. 95 del 1979 - Apertura nei confronti del committente - Crediti dell'appaltatore sorti anteriormente - Deduzione nella procedura di formazione dello stato passivo dinanzi al commissario straordinario - Necessità - Pagamento diretto da parte del commissario straordinario - Inammissibilità.
Nella procedura concorsuale di amministrazione straordinaria (legge 3 aprile 1979 n. 95) a carico del committente, i crediti dell'appaltatore, sorti prima del provvedimento di apertura del procedimento, ancorché inerenti ad un contratto di appalto nel quale il commissario sia subentrato, devono essere fatti valere attraverso la procedura di formazione dello stato passivo dinanzi al commissario straordinario, essendo preclusa la possibilità di un loro soddisfacimento mediante pagamento diretto da parte di tale organo fuori da piani di riparto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Febbraio 1993, n. 2035. Segue...
Credito fondiario - Immobili acquisiti alla liquidazione coatta amministrativa - Promozione o prosecuzione dell'espropriazione individuale in base ad ipoteca iscritta a garanzia di mutuo - Ammissibilità.
Liquidazione coatta di un'azienda di credito verificatasi dopo la chiusura della discussione davanti al collegio - Perdita della capacità di stare in giudizio - Interruzione - Esclusione - Conseguenze in ordine al passaggio in giudicato della sentenza che neghi o accerti il credito.
La perdita della capacita di stare in giudizio, conseguente alla liquidazione coatta amministrativa di un'azienda di credito, verificatasi dopo la chiusura della discussione davanti al collegio, non produce, ai sensi dell'art. 300 ultimo comma cod proc civ, effetto interruttivo, e la sentenza (che neghi o accerti il credito), validamente emessa, acquista efficacia di giudicato se non e appellata nei modi e termini ordinari, senza che possa, a questo riguardo, invocarsi la vis actractiva della procedura concorsuale e nemmeno una sospensione del termine per l'impugnazione per effetto del divieto di prosecuzione di azioni individuali, stabiliti dall'art. 70 comma secondo RDL 17 luglio 1937 n 1400 e dagli artt. 51, 201 e 194 comma secondo legge fallimentare, trattandosi di normativa inapplicabile ad un rapporto processuale sul quale sia gia stata validamente pronunciata una sentenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Gennaio 1979, n. 314. Segue...
Contratto di riporto - Inclusione - Liquidazione coatta amministrativa - Liquidazione - Effetti - Per i rapporti preesistenti - Applicabilità al riporto.
Il contratto di riporto (nella specie, stipulato con una banca) rientra fra i 'contratti di borsa a termine' dei quali l'art 76 della legge fallimentare prevede lo scioglimento alla data del fallimento. Tale scioglimento si verifica anche nell'ipotesi di liquidazione coatta amministrativa, in applicazione del generico rinvio contenuto nell'art 201 della legge medesima, e lo scioglimento del rapporto produce la conseguenza, prevista dalla legge, della liquidazione dei debiti e dei crediti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Marzo 1975. Segue...
Liquidazione coatta amministrativa - Azioni esecutive individuali sui beni dell'impresa - Divieto - Sentenza di condanna al pagamento di un credito nei confronti del commissario liquidatore - Sentenza di mero accertamento.
Stante il divieto di azioni esecutive individuali sui beni dell'impresa sottoposta a liquidazione coatta amministrativa, la sentenza di condanna al pagamento di un credito emessa in Sede di appello nei confronti del Commissario liquidatore, ha il valore di una sentenza di mero accertamento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 08 Maggio 1971, n. 1314. Segue...
Fallimento - Liquidazione coatta amministrativa - Effetti - Divieto di azioni esecutive individuali.
Per il richiamo espresso dell'art. 51 della legge fallimentare, contenuto nell'art. 201 della legge stessa contro l'impresa in liquidazione coatta amministrativa nessuna Azione esecutiva individuale può essere iniziata o proseguita. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 31 Luglio 1969, n. 2907. Segue...

References: art. 72
 art. 72
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 95
 sentenza 
 Art. 83
 art. 186
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 art. 186
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 Sentenza 
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