Source: http://consolidato2017.acea.it/it/andamento-delle-aree-di-attivita/area-industriale-idrico/eventi-significativi-del-2017/area-lazio
Timestamp: 2019-12-06 08:04:50+00:00

Document:
Area Lazio - Campania | Bilancio AR
Il Servizio Idrico Integrato nell’ATO 2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1° gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell’ATO è avvenuta gradualmente e i Comuni attualmente gestiti sono 79 rispetto ai 112 dell’intero ATO. Di seguito è riportata la situazione complessiva del territorio gestito che non ha subito modifiche rispetto al 2016.
Comuni parzialmente acquisiti nei quali ACEA ATO 2 svolge uno o più servizi: 14
Comuni in cui ACEA ATO 2 non gestisce alcun servizio 10
Le fonti di approvvigionamento forniscono l’acqua potabile a circa 3.700.000 di abitanti in Roma e Fiumicino e in più di 60 Comuni del Lazio, attraverso cinque acquedotti ed un sistema di condotte in pressione.
Il primo periodo dell’anno è stato caratterizzato (in particolare nei mesi di gennaio e febbraio) da uno straordinario e prolungato abbassamento delle temperature, inferiori alle medie stagionali, tale da determinare la rottura di circa 20.000 misuratori idrici e da rendere prioritari, a causa del gelo, anche guasti di lieve entità. Lo scenario descritto ha generato un improvviso ed inatteso aumento delle portate immesse nelle reti di distribuzione andando a compromettere in alcuni casi i sistemi di adduzione della risorsa idrica, determinando situazioni emergenziali in molti dei Comuni gestiti. Dalla primavera la gestione è stata invece caratterizzata e fortemente condizionata da una grave crisi idrica determinata dalla siccità.
Gli anni 2016 e 2017 sono stati, infatti, caratterizzati da scarse precipitazioni sul versante Laziale degli Appennini. Questa situazione è stata aggravata dalle alte temperature dell’aria, che hanno determinato maggiori consumi d’acqua. Le portate delle sorgenti dei grandi acquedotti che alimentano il sistema idrico romano hanno subito forti riduzioni, in particolare, sono gravi le riduzioni di portata delle sorgenti degli acquedotti Marcio e Capore, più sensibili alla siccità e che - alla fine di settembre 2017 - sono risultate essere ancora in calo. A dicembre, stante le piogge verificatesi, si sono iniziati a vedere i primi segnali di recupero.
All’inizio del 2017, precisi indizi climatici e idrologici hanno segnalato il rischio di un’accentuazione dell’aridità già manifestatasi nel 2016 e le successive osservazioni dei primi mesi del 2017 hanno poi convalidato come siccitoso il 2017. Nei periodi siccitosi prolungati per più di un anno, parte della risorsa idrica, per il calo naturale delle sorgenti non ricaricate dalla pioggia autunnale e invernale, viene a mancare e si costituiscono deficit indesiderati.
Il 2017 è stato caratterizzato da una pioggia del 40% mediamente più bassa del periodo sull’intero territorio nazionale, tale che, secondo calcoli approssimati, risulta un deficit di circa 20 miliardi di metri cubi d’acqua. A Roma, nei primi 6 mesi del 2017, sono caduti circa 120 mm di pioggia, corrispondenti al 30% di quella che mediamente cade sulla Città nel periodo considerato (il quantitativo più basso dal 2009).
La situazione si aggrava se si osserva che il 2017 è la seconda annualità consecutiva nella quale si è registrata bassa piovosità: nei periodi autunno/inverno 2016-2017 e in quello 2015-2016 è stata registrata una piovosità pari a circa il 50% in meno di quella registrata nell’autunno-inverno 2014 -2015 e del 30% in meno rispetto alla media 2009 – 2016.
Tale condizione climatica ha provocato una situazione gravosa per la ricarica degli acquiferi, aggravata altresì dal fatto che il 2017 è stato caratterizzato da temperature elevate che, statisticamente, sono associate ad aumenti del consumo idrico.
Inoltre, si è riscontrata una diminuzione della disponibilità idrica alle fonti di approvvigionamento di oltre 1200 l/s medi annui; a tale carenza si è sopperito, per la prima parte dell’anno, con la disponibilità del lago di Bracciano, che viene utilizzato (soprattutto nei mesi estivi) come riserva di emergenza per sostenere l’incremento di richiesta idrica.
Per tale ragione ACEA Ato2 ha predisposto un consistente piano di interventi per garantire l’approvvigionamento idrico delle utenze servite, nonché per preservare la riserva strategica di emergenza (Lago di Bracciano) in sofferenza per via della siccità.
In particolare è stato avviato un piano di ricerca perdite nei comuni della Provincia di Roma, con priorità per quelli che presentano minori riserve in termini di disponibilità idrica e/o interconnessione strutturale con la rete di approvvigionamento; gli interventi su queste realtà territoriali hanno consentito di individuare punti dove procedere con l’installazione di strumenti utili al contenimento delle pressioni di esercizio, in modo da ridurre i valori delle portate immesse in rete e lo stress sulle tubazioni e, quindi, anche l’incidenza dei danni.
Sono state inoltre pianificate e/o eseguite attività straordinarie per i Comuni di Roma e Fiumicino; in dettaglio:
lavori di ammodernamento del sollevamento delle sorgenti del Peschiera che hanno consentito un incremento dell’adduzione di circa 200 l/s rispetto al 2016;
al fine di preservare la riserva strategica del Lago di Bracciano è stata pianificata la rifunzionalizzazione di alcune fonti non utilizzate nel 2016 nonché attività di manutenzione di alcuni centri idrici. Tale intervento ha consentito, unitamente ad altre attività di manutenzione straordinaria elettromeccanica, il recupero di circa 650 l/s di acqua. I suddetti lavori sono terminati a luglio 2017 con il completamento delle opere elettromeccaniche per il sollevamento della suddetta Sorgente Cavallino, che ha fornito ulteriori 50l/s precedentemente non captati ai suddetti 650l/s per un totale di circa 700 l/s;
interventi di sostituzione delle valvole di regolazione del Centro idrico dell’EUR hanno consentito maggiore continuità e flessibilità gestionale nell’approvvigionamento idrico del litorale romano;
l’impianto di Grottarossa è stato interessato da interventi indispensabili per il funzionamento in continuo (e non a carattere stagionale);
è stata avviato lo studio delle zone idriche del Comune di Roma finalizzato all’aggiornamento delle stesse e all’installazione di nuovi punti di misura delle portate e delle pressioni da porre anche in telecontrollo, per intensificare il monitoraggio di tali parametri ed ottimizzare la distribuzione della risorsa sul territorio. Per le modalità con cui si eseguiranno le verifiche ed i controlli sulla rete di distribuzione, sarà possibile anche individuare eventuali danni occulti di non immediata evidenza perché non affioranti in superficie.
Al 31 dicembre 2017, ACEA Ato2 gestisce un totale di circa 6.665 chilometri di rete fognaria, 600 impianti di sollevamento fognari - di cui 195 nel territorio di Roma Capitale - ed un totale di 166 impianti di depurazione - di cui 32 nel territorio di Roma Capitale -, per un totale di acqua trattata pari a 542 Mm3 (dato riferito ai soli depuratori gestiti).
Nel corso dell’esercizio i principali impianti di depurazione hanno trattato un volume di acqua pari a circa 476 milioni di mc , con un decremento di circa il 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente -circa 518 milioni di metri cubi-, imputabile alla scarsa piovosità che ha interessato il territorio.
La produzione di fanghi, sabbie e grigliati relativa a tutti gli impianti gestiti è stata di circa 130 mila tonnellate, con una riduzione di circa 10 mila tonnellate rispetto al 2016. Tale decremento è principalmente imputabile alla messa in esercizio dell’essiccatore e del digestore anaerobico dei fanghi del depuratore “Roma Est”.
Durante l’anno 2017 si evidenzia l’aumento del numero di analisi eseguite da ACEA Elabori (laboratorio esterno certificato). L’aumento delle determinazioni e delle analisi è riconducibile al maggior presidio degli impianti di depurazione gestiti e delle reti fognarie ad essi afferenti. Questa specifica scelta determina un controllo più specifico sul territorio gestito.
Al 31 Dicembre 2017 la Società gestisce un totale di 600 impianti di sollevamento fognari, di cui 195 nel Comune di Roma ed un totale di 166 impianti di depurazione di cui 32 nel Comune di Roma.
Con riferimento alla problematica relativa ai sequestri degli impianti di depurazione si informa che sono ancora sottoposti a provvedimento gli impianti di Roma Nord, Marcellina Fonte Tonello e Colubro. L’impianto di Palestrina Carchitti è stato temporaneamente dissequestrato al fine della messa a regime dell’impianto e conseguente verifica del processo depurativo.
Nei primi giorni del 2017 il depuratore “Botticelli” è stato oggetto di un provvedimento di sequestro fondato sul presupposto della revoca dell’autorizzazione allo scarico da parte della Città Metropolitana di Roma Capitale. Il citato sequestro prevede la facoltà d’uso, condizionatamente all’esecuzione di determinate attività che la Società - pur contestando l’atto di revoca dell’autorizzazione allo scarico - ha provveduto ad eseguire. Nel mese di luglio 2017, la Procura della Repubblica del Tribunale Ordinario di Tivoli ha notificato agli indagati del procedimento l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Nell’ambito del procedimento penale relativo all’incidente mortale occorso in una camera di manovra della rete idrica, è stato contestato alla Società un illecito amministrativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Con riferimento al procedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aperto nei confronti di ACEA Ato2 nella primavera 2015 e conclusosi con la comminazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di € 1,5 milioni, si informa che il giudizio promosso dalla Società è attualmente pendente.
La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell’ATO 5 – Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 85 comuni (restano ancora da rilevare le gestioni ai Comuni di Atina, Paliano e Cassino Centro Urbano limitatamente al servizio idrico) per una popolazione complessiva di circa 490.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 481.000 abitanti ed un numero di utenze pari a 194.360.
La Segreteria Tecnico Operativa dell’Ente d’Ambito, dando corso alla diffida trasmessa da ACEA Ato5, ha convocato le parti - per il giorno 23 gennaio 2018 - per “intraprendere le attività connesse alla consegna delle infrastrutture del servizio idrico”. Alla predetta riunione, non essendosi presentati il Comune di Paliano, in persona del Dirigente/Funzionario del S.I.I., e la Società AMEA S.p.A., in persona del Legale Rappresentante, la S.T.O. dell’A.T.O. 5 Lazio Meridionale-Frosinone ed ACEA Ato5 hanno disposto di presentare formale istanza al TAR Lazio - sezione distaccata di Latina - affinchè proceda alla nomina del Commissario ad acta, che in sostituzione del Comune di Paliano inadempiente, provveda ad eseguire le attività necessarie a consentire la consegna delle infrastrutture del servizio idrico nel territorio comunale di Paliano ad ACEA Ato5.
Quanto al Comune di Cassino, il 29 maggio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 2532/2017 con la quale il Consiglio di Stato - in accoglimento del ricorso proposto dalla Società - ha dichiarato la nullità dell’ordinanza sindacale adottata dal Comune di Cassino n. 226 del 10 settembre 2016, in quanto emessa in elusione del giudicato derivante dalla precedente sentenza del Consiglio di Stato n. 2086/2015, con la quale si ordinava al Comune di Cassino di adottare tutti gli atti necessari a consentire il trasferimento della gestione del servizio idrico ad ACEA Ato5. Occorre evidenziare come il Consiglio di Stato abbia trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente nonché alla Procura della Corte dei Conti anche per la valutazione di responsabilità erariali in capo agli amministratori, in linea con le azioni già promosse dalla Società.
Pertanto, a seguito della trasmissione da parte della Società della predetta sentenza al Comune di Cassino, in data 7 giugno 2017 le Parti si sono incontrate presso la sede della S.T.O. dell’A.A.T.O. 5, in presenza del Dirigente Responsabile, per definire le attività necessarie al trasferimento del servizio al Gestore che è stato concordato (ed è effettivamente avvenuto) a decorrere dal 1° luglio 2017.
Nella medesima sede sono state affrontate, altresì, le ulteriori questioni ad oggi ancora pendenti.
Tra queste – oltre a quelle eminentemente tecniche e/o operative – particolare rilievo assume anche la questione della determinazione delle somme dovute dal Comune di Cassino ad ACEA Ato5 per il servizio di depurazione la cui titolarità è in capo, appunto, alla Società: le parti hanno stabilito di istituire un gruppo di lavoro, composto da esponenti della STO, del Comune di Cassino e del Gestore, che avrà il compito di quantificare dette somme. L’attività di tale gruppo di lavoro è ancora pendente e la Società ha reiteratamente sollecitato tanto il Comune quanto l’Ente d’Ambito ad una sollecita definizione delle questioni in oggetto.
Anche in conseguenza dell’orientamento formatosi in sede giurisdizionale con riferimento alle vicende sopra descritte relative al Comune di Cassino nonché alle reiterate richieste – della STO dell’A.A.T.O. 5 e del Gestore – il 21 giugno 2017, in occasione di un incontro tenutosi presso la STO, il Comune di Atina ha manifestato la disponibilità a procedere, con decorrenza 1° settembre 2017, al trasferimento delle opere ed impianti afferenti la gestione del servizio. Occorre precisare che il relativo verbale non è stato ancora formalmente sottoscritto.
Ad ogni modo, in data 28 settembre 2017 è stato sottoscritto dai tecnici comunali e di ACEA Ato5 il verbale di ricognizione delle opere ed impianti afferenti il S.I.I. nel territorio Comunale - senza tuttavia addivenire alla formale consegna operativa del SII - e, successivamente il Gestore ha acquisito l’elenco delle utenze ubicate nel predetto territorio comunale.
Tuttavia, quando sembrava ormai essere giunti alla conclusione della vicenda, il Comune di Atina - nonostante i reiterati tentativi posti in essere dalla Società al fine di procedere finalmente alla consegna degli impianti strumentali alla gestione del SII nel territorio comunale- ha continuato a mantenere una condotta meramente dilatoria, tentando ripetutamente di eludere, in modo pretestuoso e strumentale, il giudicato amministrativo che ha sancito il proprio obbligo di procedere al trasferimento del servizio idrico in favore del Gestore.
Nel mese di gennaio 2018 si sono susseguiti ulteriori incontri presso la S.T.O. dell’ATO 5, tuttavia risultando il Comune di Atina ancora inadempiente al proprio obbligo - accertato dal giudice amministrativo con la sentenza n. 356/2013 confermata dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 2742/2014 - “di consegna materiale delle opere ed impianti afferenti il SII”, la S.T.O. dell’A.T.O. 5 Lazio Meridionale-Frosinone ed ACEA Ato5, nella riunione del 23 gennaio 2018, hanno stabilito di sollecitare il Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acta nominato dal TAR Lazio - sezione staccata di Latina, con la sentenza n. 356/2013 del 21 marzo 2013, affinché adotti tutte le opportune iniziative, attività ed atti opportuni e/o necessari a consentire la conclusione del procedimento di trasferimento ad ACEA Ato5 delle opere e degli impianti idrici e fognari pertinenti il SII nel territorio comunale di Atina.
Immediatamente, la Società ha, per un verso, trasmesso formale istanza al Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acta, affinché lo stesso provveda, in luogo del Comune di Atina inadempiente, all’ “affidamento in concessione (…) nonché di consegna materiale delle opere ed impianti afferenti il SII” in favore di ACEA Ato5; per un altro verso, ha contestualmente richiesto all’ARERA di avviare un procedimento volto alla verifica della legittimità delle tariffe sin qui applicate dal Comune di Atina agli utenti, nonché ha invitato le competenti Autorità di controllo - tra cui la Procura della Repubblica di Cassino e la Corte dei Conti - all’accertamento delle eventuali responsabilità, anche di ordine penale e/o erariale, in capo ai soggetti indicati, adottando eventualmente tutte le opportune iniziative conseguenti
Il sistema idrico - potabile è costituito da impianti e reti, di adduzione e distribuzione, che fanno capo a 7 fonti principali da cui hanno origine altrettanti sistemi acquedottistici. La copertura di tale servizio è di circa il 97%.
Il sistema fognario - depurativo consta di una rete di collettori e fognatura (1.775 km) collegati a impianti terminali di depurazione delle acque reflue (n. 122 attivi e funzionanti). Sono 211 gli impianti di sollevamento gestiti dalla società e, per quanto riguarda la depurazione, sono 110 gli impianti biologici gestiti oltre a 14 fosse Imhoff e 3 percolatori.
Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nell’esercizio:
relativamente al progetto di fusione – avviato nel 2015 tra ACEA Ato5 S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. in data 11 settembre 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 450/2017 con la quale il TAR Lazio – sezione distaccata di Latina, ha accolto il ricorso proposto da ACEA Ato5 S.p.A. contro l’AATO 5 Lazio Meridionale Frosinone per l’annullamento della deliberazione n. 1 del 18 febbraio 2016 della Conferenza dei Sindaci, avente ad oggetto il diniego relativo alla valutazione sull’istanza di approvazione di modifica soggettiva dell’Ente affidatario della gestione del SII. In merito alla vicenda della risoluzione della Convenzione di Gestione, è doveroso rammentare che il TAR Latina, con la sentenza n. 638 pubblicata il 27 dicembre 2017 ha accolto il ricorso proposto dalla Società avverso la deliberazione della Conferenza dei Sindaci che disponeva la risoluzione, annullando il provvedimento;
in data 9 febbraio 2017, la Società ha presentato ricorso per l’annullamento della Deliberazione n. 6 del 13 dicembre 2016 con la quale la Conferenza dei Sindaci dell’AATO 5 ha approvato la proposta tariffaria del SII per il periodo regolatorio 2016-2019, prevedendo un ammontare dei conguagli di periodo inferiore rispetto a quello determinato nella proposta del Gestore (€ 77 milioni vs. € 35 milioni), in conseguenza della diversa quantificazione operata dalla STO essenzialmente su quattro poste regolatorie: i) ammontare dell’FNI (coefficiente psi 0,4 anziché lo 0,8 proposto dalla Società); ii) riconoscimento degli oneri per morosità (3,8% del fatturato anziché 7,1%); iii) riconoscimento degli oneri per la qualità (Opex qc), di fatto azzerati e non riconosciuti dalla STO; 4) penali per € 11 milioni. L’udienza pubblica di trattazione nel merito è stata fissata per l’8 marzo 2018;
il 28 febbraio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, relativa al giudizio civile, RG 1598/2012, pendente tra ACEA Ato5 S.p.A. e l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale n.5. ACEA Ato5 aveva agito, nel 2012, con la proposizione di un’azione monitoria finalizzata al recupero del proprio credito (dell’importo di € 10,7 milioni) nascente dall’Atto Transattivo sottoscritto con l’Ente d’Ambito in data 27 febbraio 2007, in attuazione della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n.4 del 27 febbraio 2007. L’Ente d’Ambito si era opposta al decreto ingiuntivo, contestando l’esistenza del credito e la validità della Transazione sul presupposto che la stessa fosse stata travolta dall’annullamento in via di autotutela della deliberazione n.4/2007 (intervenuta in forza della successiva deliberazione della Conferenza dei Sindaci n.5/2009).
Inoltre, lo stesso Ente d’Ambito aveva contestato la legittimità della Transazione poiché, a suo dire, la stessa sarebbe stata adottata in violazione della disciplina pro tempore vigente e segnatamente del Metodo Normalizzato di cui al DM 1° agosto 1996, l’Ente d’Ambito – nel formulare opposizione al decreto ingiuntivo, per le ragioni sostanziali sopra richiamate – aveva altresì formulato domanda riconvenzionale volta ad ottenere la condanna della Società al pagamento dei canoni concessori relativi al periodo 2006-2011 e quantificati in circa € 28 milioni.
Ciò posto, il Tribunale di Frosinone:
ha rigettato i motivi di opposizione formulati dall’Ente d’Ambito, evidenziando, da un lato, che l’annullamento, in via di autotutela, della deliberazione 4/2007 (per effetto della successiva deliberazione n.5/2009) non produceva effetti sul rapporto privatistico sottostante, e dunque sulla validità dell’Accordo Transattivo del 27 febbraio 2007; dall’altro, che la Transazione non violava il Metodo Normalizzato dal momento che il principio cd. del price cap vale solo per gli eventuali aumenti tariffari;
ha invece annullato il decreto ingiuntivo sul presupposto della nullità della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n.4/2007 e dell’Atto Transattivo che sarebbero stati adottati dall’Ente d’Ambito in violazione della disciplina pubblicistica che imponeva di individuare le coperture finanziarie dell’atto medesimo;
ha rigetto le domande formulate dai difensori di ACEA Ato5 in via subordinata (nell’eventualità in cui l’Atto Transattivo fosse stato dichiarato invalido), volte al riconoscimento del credito da parte dell’Ente d’Ambito;
ha, infine, rimesso la causa in istruttoria per quanto attiene la domanda riconvenzionale formulata dall’Ente d’Ambito che nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l’avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando l’esistenza di un credito residuo di circa € 7 milioni. All’ udienza del 17 novembre 2017, sono state depositate per conto di ACEA i seguenti documenti: copia del bonifico del 31 luglio 2017 per € 2 milioni; copia del bonifico del 4 ottobre 2017 per € 2.244.089,20 e la nota di ACEA del 16 novembre 2017. Con riferimento alla nota del 16 novembre 2017 sono state evidenziate:
l’impegno di ACEA a corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017;
la contestazione di ogni ulteriore debenza in ordine ai canoni di concessione.
A fronte della suddetta produzione documentale, la controparte – inizialmente convinta a riconoscere le somme di cui ai bonifici del 31 luglio 2017 e del 4 ottobre 2017 a concorrenza delle somme dovute da ACEA a titolo di canone di concessione – ha preso atto della produzione documentale, dichiarando l’esigenza, anche in ragione del contenuto della nota del 16 novembre 2017, di dover “riferire” all’AATO 5.
Alla luce di quanto sopra, il Giudice, preso atto della richiesta di controparte, ha rinviato l’udienza al 27 febbraio 2018.
Collegato a tale giudizio deve essere considerato l’appello avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che ha annullato il decreto ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale.
La prima udienza è stata rinviata d’ufficio all’11 maggio 2018.
Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni contenute nel paragrafo “Informativa sui servizi in concessione”.
La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato di tutto il territorio dell’ATO n. 3 Sarnese Vesuviano della Regione Campania (76 Comuni) che si sviluppa per una superficie di 897 kmq con una popolazione di circa 1,44 milioni di abitanti.
La rete idrica attualmente gestita si sviluppa per una lunghezza complessiva di 4.501 km e si articola in una rete di adduzione primaria che si estende per 453 km e in una rete di distribuzione do circa 4.048 km, mentre la rete fognaria si estende per circa 2.300 km.
Per quanto riguarda gli impianti, GORI, ad oggi gestisce 4 sorgenti, 76 pozzi, 163 serbatoi, 98 sollevamenti idrici, 162 sollevamenti fognari e 7 impianti di depurazione.
Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nell’esercizio, si segnala che:
il 3 marzo è stato notificato a GORI il decreto del Tribunale di Napoli con l’ingiunzione di pagamento di circa € 19,5 milioni richiesti dalla Regione Campania per le forniture all’ingrosso dei servizi di collettamento e depurazione delle acque reflue relativamente al periodo 2015 – primo trimestre 2016. Contro tale decreto la Società ha proposto ricorso e l’udienza, chiamando in causa anche l’Ente d’Ambito, è stata fissata per il prossimo 9 aprile 2018;
il 17 marzo GORI ha acquistato, con decorrenza 1° aprile, le quote di AceaGori Servizi di proprietà di ACEA (55%) e ASM Pomigliano (5%) al prezzo rispettivamente pari a € 1,9 milioni e € 0,175 milioni. L’acquisto ha l’obiettivo di reinternalizzare le attività di AceaGori Servizi (oggi Gori Servizi) in GORI attraverso la fusione per incorporazione avvenuta ad inizio del 2018;
il 29 maggio è stata pubblicata la sentenza del TAR n. 2839/2017 che ha accolto il ricorso presentato da GORI per l’annullamento del Decreto Dirigenziale n. 4/2016 della Regione Campania in merito alla predisposizione tariffaria per il secondo periodo regolatorio 2016-2019 per le forniture regionali di acqua all’ingrosso; per tale motivo la tariffa per i servizi di acqua all’ingrosso della Regione Campania per l’anno 2017 è quella determinata d’ufficio dall’Autorità con delibera 338/2015/R/idr;
Il 7 giugno si è tenuto, presso l'ARERA, un incontro istruttorio con la Regione Campania, l'Ente Idrico Campano, i Commissari Straordinari degli Ambiti Distrettuali Napoli-Volturno ("ATO 2") e Sarnese-Vesuviano ("ATO 3"), nonché i gestori "Azienda Speciale di Napoli ABC" ("ABC"), Acqua Campania e GORI, al fine di condurre verifiche - "sulla base dei criteri e delle procedure di cui alle deliberazioni 656/2015/R/idr e 664/2015/R/idr" - in ordine:
agli elementi generali della proposta tariffaria congiunta Regione Campania/Acqua Campania e relativo impatto sull'assetto gestionale regionale;
alla mancata adozione della predisposizione tariffaria relativa al servizio di depurazione reso dalla Regione Campania;
agli elementi generali degli specifici schemi regolatori proposti per GORI e ABC;
al trasferimento delle Opere Regionali ex delibera Giunta Regione Campania 243/2016 al gestore GORI;
alla istanza di riequilibrio economico-finanziario avanzata dall'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano per il gestore GORI;
alla tariffa all'ingrosso praticata dal gestore ABC.
L’Ente Idrico Campano ha predisposto un cronoprogramma delle attività da porre in essere e da concludersi entro il 31 marzo 2018 che assolva alla scadenza regolatoria di riordino delle tariffe dei gestori e che al suo interno contempli due criticità impellenti: verifica istruttoria, in collaborazione con gli uffici dell’ARERA, ed approvazione delle tariffe all’ingrosso; sospensione dei procedimenti in ambito civile su crediti/debiti pregressi che possono condurre a rischi di forte criticità fra i gestori.
È stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30 Maggio 2016 con istanza di riconoscimento degli OpexQC. ARERA ha diffidato l’EGA in data 16 novembre 2016 e l’EGA ha approvato la proposta tariffaria in data 13 dicembre 2016 respingendo, tra l’altro, l’istanza di riconoscimento degli OpexQC. Si è in attesa dell’approvazione da parte dell’ARERA.
con sentenza del TAR Campania è stata annullato il decreto dirigenziale del Direttore Generale Ambiente della regione Campania n. 4 del 8 agosto 2016 di determinazione delle tariffe 2016-2019 per i servizi regionali all’ingrosso (sia fornitura idrica sia depurazione);
con sentenza del Consiglio di Stato n. 5534/2017 del 27 novembre 2017 è stata ripristinata l’efficacia della deliberazione dell’ARERA 362/2015/R/idr di determinazione di ufficio delle tariffe all’ingrosso di Acqua Campania S.p.A. 2012-2015, costituendo un precedente rilevante di conferma della legittimità delle analoga deliberazione dell’ARERA 338/2015/R/idr.
Nell’ambito della definizione delle criticità urgenti del SII dell’ATO 3 e delle interferenze delle stesse con il cronoprogramma delle attività così come definito dall’EIC, a seguito della Conferenza di Servizi tenutasi in data 3 agosto 2017 tra Regione Campania, EIC, Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, Acqua Campania S.p.A. e GORI, l’EIC, ritenuto che i contenziosi in materia tariffaria e di debito/credito rappresentano un ostacolo nel procedimento amministrativo in ordine all’attuazione del cronoprogramma inviato all’ARERA, ha inviato in data 31 agosto 2017 al Vice Presidente della Giunta Regionale della Campania e alla Direzione Generale Ambiente della Regione Campania il Verbale di CdS e la richiesta di concordare il rinvio dell’udienza fissata nel 14 settembre scorso in riferimento al giudizio pendente innanzi al Tribunale di Napoli tra Acqua Campania S.p.A. e GORI.
Il giudizio è stato rinviato al 2 aprile 2018 per effetto delle istruzioni date dalla Regione Campania alla sua concessionaria Acqua Campania S.p.A. e la motivazione alla base di tale decisione di rinvio è di non vanificare il percorso avviato dall’Ente Idrico Campano.
Altrettanto, e per le medesime ragioni, si è proceduto anche a rinviare la causa intercorrente tra la medesima Regione e la GORI per la richiesta di pagamento di circa € 19 milioni a titolo di corrispettivi per il servizio regionale di “collettamento e depurazione delle acque reflue” relativamente ad alcune competenze del periodo 2015 e 2016.
In fine si informa che sono in corso interlocuzioni - tra GORI, la Regione Campania, l’Ente Idrico Campano, l’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano e l’Autorità - per la definizione di un Accordo Industriale complessivo nell’ambito del quale possano trovare soluzione le seguenti questioni, anche attraverso l’accesso alla perequazione finanziaria già richiesta all’ARERA: i) il trasferimento delle Opere Regionali e del relativo personale addetto ai sensi della delibera della Giunta Regione Campania 243/2016 e del successivo Accordo di attuazione di tale delibera stipulato tra la Regione e l’Ente d’Ambito in data 3 agosto 2016; ii) la riconciliazione tariffaria per le forniture all’ingrosso a favore dell’ATO3 per gli anni 2013÷2017; iii) la regolazione tra la Regione Campania e la GORI delle rispettive partite dare/avere attraverso adeguato piano di rientro commisurato al profilo di recupero dei conguagli tariffari.
La Società ritiene che l’Accordo Industriale possa costituire lo strumento per risolvere definitivamente le problematiche aziendali nonché essere concluso nel corso dell’esercizio 2018.

References: sentenza 
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