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Timestamp: 2016-12-10 10:45:23+00:00

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Art. 13 cod. proc. civile: Cause relative a prestazioni alimentari e a rendite
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Nelle cause per prestazioni alimentari periodiche, se il titolo è controverso, il valore si determina in base all’ammontare delle somme dovute per due anni.
Nelle cause relative a rendite perpetue, se il titolo è controverso, il valore si determina cumulando venti annualità; nelle cause relative a rendite temporanee o vitalizie, cumulando le annualità domandate fino a un massimo di dieci (1).
Le regole del comma precedente si applicano anche per determinare il valore delle cause relative al diritto del concedente (2).
Commento(1) Per quanto riguarda le rendite temporanee o vitalizie, si ritiene che in caso di contestazione del titolo la norma vada applicata solo alle rendite indeterminate o determinate per un periodo superiore a dieci anni. Una diversa opinione esclude che sia necessaria la contestazione del titolo e sostiene che il valore della controversia si determina cumulando le annualità domandate, fino ad un massimo di dieci.
(2) Il diritto del concedente, sostanziandosi quasi esclusivamente nella percezione del canone, viene equiparato ad una rendita. Poiché il successivo art. 14 stabilisce i criteri in base ai quali determinare il valore dei beni mobili, si ritiene che la norma in esame sia applicabile solo in via sussidiaria, quando il convenuto, nel contestare il valore dichiarato dall’attore, superi le presunzioni di cui all’art. 14.
Prestazioni alimentari periodiche.
1.1. Assegno di mantenimento.
Il criterio stabilito dall’art. 13, primo comma, c.p.c. - per il quale sulle somme per prestazioni alimentari periodiche, se il titolo è controverso, il valore si determina in base all’ammontare delle somme dovute per due anni - trova applicazione anche quando la contestazione investa solo il tema della decorrenza e della cadenza temporale delle periodiche erogazioni, come la questione della maturazione, anticipata o posticipata, del diritto all’assegno mensile di mantenimento stabilito nel procedimento per separazione personale dei coniugi. Cass. 25 agosto 1989, n. 3791.
Rendite temporanee e vitalizie.
2.1. Pensione di invalidità.
Il valore di una causa in tema di pensione d’invalidità (o di diritto alla rendita INAIL per i superstiti), al fine di stabilire gli onorari (e i diritti) spettanti al difensore, deve essere determinato alla stregua del criterio dettato dal secondo comma dell’art. 13 c.p.c. per le cause relative a rendite temporanee o vitalizie (e cioè cumulando fino ad un massimo di dieci le annualità domandate), alle quali, ove venga in contestazione l’accertamento del diritto alla corresponsione nella misura richiesta, è assimilabile la prestazione assicurativa. Cass. lav., 31 gennaio 2011, n. 2148; conforme Cass. lav., 11 gennaio 2010, n. 198.
La determinazione del valore della causa in materia di pensione di invalidità in funzione dello scaglione degli onorari e dei diritti di procuratore spettanti al difensore dell'assicurato deve essere effettuata secondo il criterio stabilito dall'art. 13 comma 2, seconda parte, c.p.c., in quanto l'assegno di invalidità e l'indennità di accompagnamento, pur partecipando della natura delle prestazioni alimentari, si concretano in una somma di danaro da corrispondere periodicamente e, perciò, sono del tutto assimilabili ad una rendita vitalizia. Ne consegue che il valore della causa deve essere determinato cumulando le annualità domandate "fino ad un massimo di dieci".Cassazione civile sez. lav. 25 novembre 2013 n. 26298 Il valore di una causa in tema di pensione d'invalidità (o di diritto alla rendita Inail per i superstiti), al fine di stabilire gli onorari (e i diritti) spettanti al difensore, deve essere determinato alla stregua del criterio dettato dal comma 2 dell'art. 13 c.p.c. per le cause relative a rendite temporanee o vitalizie (e cioè cumulando fino ad un massimo di dieci le annualità domandate), alle quali, ove venga in contestazione l'accertamento del diritto alla corresponsione nella misura richiesta, è assimilabile la prestazione assicurativa. (Principio affermato ai sensi dell'art. 360 bis, comma 1, c.p.c.).Cassazione civile sez. VI 18 settembre 2012 n. 15656 Il valore di una causa in tema di pensione d'invalidità (o di diritto alla rendita Inail per i superstiti), al fine di stabilire gli onorari (e i diritti) spettanti al difensore, deve essere determinato alla stregua del criterio dettato dal comma 2 dell'art. 13 c.p.c. per le cause relative a rendite temporanee o vitalizie (e cioè cumulando fino ad un massimo di dieci le annualità domandate), alle quali, ove venga in contestazione l'accertamento del diritto alla corresponsione nella misura richiesta, è assimilabile la prestazione assicurativa.Cassazione civile sez. lav. 31 gennaio 2011 n. 2148 Onorari.
Qualora, dopo la presentazione di un ricorso per separazione giudiziale, contenente la richiesta di fissazione dell’assegno di mantenimento, sia intervenuta, separazione consensuale dei coniugi, al fine di individuare lo scaglione tariffario al quale ancorare la liquidazione dell’onorario dovuto all’avvocato del ricorrente, occorre fare riferimento all’art. 13, primo comma, c.p.c., poiché il contrasto rappresentato sull’an debeatur (e cioè sull’esistenza dell’obbligo del soggetto convenuto in giudizio di effettuare la prestazione alimentare) cui si riferisce la detta norma, è quello desumibile dalle circostanze indicate nella domanda e non già quello eventualmente emergente dalla posizione difensiva successivamente assunta dal convenuto. Cass. 25 ottobre 1988, n. 5777.
Allorchè non sia in contestazione solo la quota spettante agli eredi pretermessi, bensì l'entità stessa dell'intera massa attiva da dividere, il valore della controversia, ai fini della liquidazione del compenso al difensore, va determinato a norma dell'art. 12 e segg. c.p.c., secondo la natura, mobiliare o immobiliare, dei beni che costituiscono il patrimonio del de cuius. Cassazione civile sez. II 05 giugno 2012 n. 9058 Il valore di una causa in tema di indennità di accompagnamento, al fine di stabilire gli onorari e i diritti spettanti al difensore, deve essere determinato alla stregua della regola di cui all'art. 13, comma 2, c.p.c. per le controversie relative a rendite temporanee, e cioè cumulando fino ad un massimo di dieci le annualità domandate.Cassazione civile sez. lav. 11 gennaio 2010 n. 198 Esecuzione forzata.
Il valore delle cause di opposizione a precetto va determinato, ai sensi dell’articolo 17, primo comma, c.p.c., con riferimento alla somma precettata nella sua interezza, che è il credito per cui esecutivamente si procede. Cass. 24 aprile 2009, n. 9784.
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References: art. 14
 Cass. 
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