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Timestamp: 2020-08-04 12:00:41+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19698 del 22/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19698 del 22/07/2019
Cassazione civile sez. VI, 22/07/2019, (ud. 17/04/2019, dep. 22/07/2019), n.19698
sul ricorso 16507-2018 proposto da:
avverso la sentenza n. 1667/2/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
– Con sentenza n. 1667/2/17 depositata in data 28 novembre 2017 la Commissione tributaria regionale della Liguria respingeva l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza n. 1892/4/14 della Commissione tributaria provinciale di Genova che aveva accolto il ricorso del Circolo San Giuliano Lido Associazione Sportiva Dilettantistica relativo all’avviso di accertamento II.DD. 2006 a seguito dell’esclusione dell’applicazione all’associazione del regime agevolativo di cui alla L. n. 398 del 1991;
– Con il terzo motivo di ricorso, da affrontarsi prioritariamente su di un piano logico, – dedotto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 -, la contribuente lamenta la nullità della sentenza violazione e falsa applicazione dell’art. 115 c.p.c., per aver posto a base della decisione un fatto pacifico e contrarlo a quello oggetto di accertamento, già fatto oggetto di discussione tra le parti;
– Il motivo è fondato. Va rammentato che “In materia di ricorso per cassazione, mentre l’errore di valutazione in cui sia incorso il giudice di merito – e che investe l’apprezzamento della fonte di prova come dimostrativa, o meno, del fatto che si intende provare – non è mai sindacabile in sede di legittimità, l’errore di percezione, cadendo sulla ricognizione del contenuto oggettivo della prova, qualora investa una circostanza che ha formato oggetto di discussione tra le parti, è sindacabile ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4), per violazione dell’art. 115 del codice cit., norma che vieta di fondare la decisione su prove reputate dal giudice esistenti, ma in realtà mai offerte. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza per mancata ammissione di un capitolo di prova – ritualmente dedotto in primo grado e reiterato in appello – riguardante il rispetto della clausola di contingentamento, quale requisito prescritto per la legittima apposizione del termine ad un contratto di lavoro, avendo riferito la deduzione della società datrice all’esclusiva esistenza delle esigenze giustificatrici).” (Cass. Sez. L -, Sentenza n. 27033 del 24/10/2018, Rv. 651251 – 01);

References: Sentenza 
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 art. 360
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