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Timestamp: 2020-02-27 03:50:07+00:00

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CTU: la Cassazione (M. Rossetti) spiega quando è irrimediabilmente nulla (Cass. civ. n. 31886/2019) - Studio Legale Calvello
CTU: la Cassazione (M. Rossetti) spiega quando è irrimediabilmente nulla (Cass. civ. n. 31886/2019)
Di Studio Legale Calvello In c.t.u., consulenza tecnica d'ufficio, ctu, nullità ctu, nullità della ctu
Cass. civ., Sez. III, Sentenza del 6 dicembre 2019, n. 31886
IL PRICIPIO DI DIRITTO AFFERMATO DALLA CORTE
Ecco in tema di CTU i principi di diritto affermati dalla Corte la cui violazione ne determina irrimediabilmente la nullità:
Tali nullità, che attengono alla violazione di norme (gli artt. 112, 115 e 183 c.p.c.) dettate a tutela di interessi generali, sono assolute e non relative. Ne deriva che dette nullità non sono sanabili dall’acquiescenza delle parti e sono, inoltre, sempre rilevabili d’ufficio (salvo il giudicato), a nulla rilevando che non siano state eccepite nella prima difesa successiva al compimento dell’atto nullo.
F.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA AURELIO SAFFI N 20, presso lo studio dell’avvocato NICCOLO’ ARNALDO BRUNO, che la rappresenta e difende;
AZIENDA OSPEDALIERA SANTA MARIA TERNI in persona del legale rappresentante pro tempore Dott. D.M.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLA GIULIANA 35, presso lo studio dell’avvocato ANNAROSA AMMIRATI, che la rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 452/2016 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA, depositata il 29/09/2016;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CARDINO ALBERTO che ha concluso per l’accoglimento secondo motivo di ricorso;
Nel 2011 F.A. convenne dinanzi al Tribunale di Terni l’Azienda Ospedaliera “(OMISSIS)” di (OMISSIS), esponendo:
Con sentenza 2 aprile 2013 n. 209 il Tribunale di Terni rigettò la domanda.
Con sentenza 29 settembre 2016 n. 452 la Corte d’appello di Perugia rigettò il gravame, eccezion fatta che per la regolazione delle spese.
La sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione da F.A., con ricorso fondato su tre motivi.
3. (A) I poteri “istruttori” del consulente tecnico d’ufficio.
(B) Le deroghe al dovere del c. t. u. di rispetto del principio dispositivo. Stabilito che il c.t.u., nello svolgimento delle proprie indagini, non possa indagare su fatti mai dedotti dalle parti, nè acquisire documenti non ritualmente prodotti, occorre ora stabilire se tale principio possa soffrire deroghe: vuoi per volontà della legge, vuoi per ordine del giudice, vuoi per mutuo consenso delle parti.
(C) Nullità e sanatoria della consulenza. 3.1. Si sono già esposte le ragioni per le quali deve ritenersi vietato al c.t.u. allargare il thema decidendum o supplire alle decadenze istruttorie delle parti, nonchè le eccezioni a tale principio.
Quest’ultimo tipo di nullità, infatti, consiste nella violazione di norme (gli artt. 112, 115 e 183 c.p.c.) dettate a tutela di interessi generali, come sopra ricordato: si tratta dunque di nullità assolute e non relative; non sanabili dall’acquiescenza delle parti; sempre rilevabili d’ufficio (salvo il giudicato), a nulla rilevando che non siano state eccepite nella prima difesa successiva ai compimento dell’atto nullo.
Debbono dunque affermarsi, in conclusione di quanto sin qui esposto, i seguenti principi di diritto:
I principi appena esposti non sono stati rispettati dalla sentenza d’appello.

References: Cass. 
 Sentenza 
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