Source: http://www.instoria.it/home/accordo_revisione_concordato_lateranense.htm
Timestamp: 2018-12-16 16:57:55+00:00

Document:
InStoria - Accordo di revisione del concordato lateranense
avendo presenti, da parte della Repubblica italiana, i principi sanciti dalla sua Costituzione, e, da parte della Santa Sede, le dichiarazioni del concilio ecumenico Vaticano II circa la libert� religiosa e i rapporti fra la Chiesa e la comunit� politica, nonch� la nuova codificazione del diritto canonico;
considerato inoltre che, in forza del secondo comma dell'art. 7 della Costituzione della Repubblica italiana, i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica sono regolati dai Patti lateranensi, i quali per altro possono essere modificati di comune accordo dalle due parti senza che ci� richieda procedimenti di revisione costituzionale;
hanno riconosciuto l'opportunit� di addivenire alle seguenti modificazioni consensuali del Concordato lateranense:
Art. 2 - 1. La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libert� di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare � assicurata alla Chiesa la libert� di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonch� della giurisdizione in materia ecclesiastica.
2. � ugualmente assicurata la reciproca libert� di comunicazione e di corrispondenza fra la Santa Sede, la Conferenza episcopale italiana, le conferenze episcopali regionali, i vescovi, il clero e i fedeli, cos� come la libert� di pubblicazione e diffusione degli atti e documenti relativi alla missione della Chiesa.
3. � garantita ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libert� di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
4. La Repubblica italiana riconosce il particolare significato che Roma, sede vescovile del Sommo Pontefice, ha per la cattolicit�.
Art. 3 - 1. La circoscrizione delle diocesi e delle parrocchie � liberamente determinata dall'autorit� ecclesiastica. La Santa Sede si impegna a non includere alcuna parte del territorio italiano in una diocesi la cui sede vescovile si trovi nel territorio di altro stato.
2. La nomina dei titolari di uffici ecclesiastici � liberamente effettuata dall'autorit� ecclesiastica. Quest'ultima d� comunicazione alle competenti autorit� civili della nomina degli arcivescovi e vescovi diocesani, dei coadiutori, degli abati e prelati con giurisdizione territoriale, cos� come dei parroci e dei titolari degli altri uffici ecclesiastici rilevanti per l'ordinamento dello Stato.
Art. 4 - 1. I sacerdoti, i diaconi ed i religiosi che hanno emesso i voti hanno facolt� di ottenere, a loro richiesta, di essere esonerati dal servizio militare oppure assegnati al servizio civile sostitutivo.
3. Gli studenti di teologia, quelli degli ultimi due anni di propedeutica alla teologia ed i novizi degli istituti di vita consacrata e delle societ� di vita apostolica possono usufruire degli stessi rinvii dal servizio militare accordati agli studenti delle universit� italiane.
4. Gli ecclesiastici non sono tenuti a dare a magistrati o ad altra autorit� informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del loro ministero.
Art. 5 - 1. Gli edifici aperti al culto non possono essere requisiti, occupati, espropriati o demoliti se non per gravi ragioni e previo accordo con la competente autorit� ecclesiastica.
2. Salvo i casi di urgente necessit�, la forza pubblica non potr� entrare, per l'esercizio delle sue funzioni, negli edifici aperti al culto, senza averne dato previo avviso all'autorit� ecclesiastica.
3. L'autorit� civile terr� conto delle esigenze religiose delle popolazioni, fatte presenti dalla competente autorit� ecclesiastica, per quanto concerne la costruzione di nuovi edifici di culto cattolico e delle pertinenti opere parrocchiali.
Art. 6 - La Repubblica italiana riconosce come giorni festivi tutte le domeniche e le altre festivit� religiose determinate d'intesa tra le parti.
Art. 7 - 1. La Repubblica italiana, richiamandosi al principio enunciato dall'art. 20 della Costituzione, riafferma che il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto di una associazione o istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, n� di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacit� giuridica e ogni forma di attivit�.
2. Ferma restando la personalit� giuridica degli enti ecclesiastici che ne sono attualmente provvisti, la Repubblica italiana, su domanda dell'autorit� ecclesiastica o con il suo assenso, continuer� a riconoscere la personalit� giuridica degli enti ecclesiastici aventi sede in Italia, eretti o approvati secondo le norme del diritto canonico, i quali abbiano finalit� di religione o di culto. Analogamente si proceder� per il riconoscimento agli effetti civili di ogni mutamento sostanziale degli enti medesimi.
3. Agli effetti tributari gli enti ecclesiastici aventi fine di religione o di culto, come pure le attivit� dirette a tali scopi, sono equiparati a quelli aventi fine di beneficenza o di istruzione. Le attivit� diverse da quelle di religione o di culto, svolte dagli enti ecclesiastici, sono soggette, nel rispetto della struttura e della finalit� di tali enti, alle leggi dello Stato concernenti tali attivit� e al regime tributario previsto per le medesime.
5. L'amministrazione dei beni appartenenti agli enti ecclesiastici � soggetta ai controlli previsti dal diritto canonico. Gli acquisti di questi enti sono per� soggetti anche ai controlli previsti dalle leggi italiane per gli acquisti delle persone giuridiche.
Art. 8 - 1. Sono riconosciuti gli effetti civili ai matrimoni contratti secondo le norme del diritto canonico, a condizione che l'atto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni nella casa comunale. Subito dopo la celebrazione, il parroco o il suo delegato spiegher� ai contraenti gli effetti civili del matrimonio, dando lettura degli articoli del codice civile riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi, e rediger� quindi, in doppio originale, l'atto di matrimonio, nel quale potranno essere inserite le dichiarazioni dei coniugi consentite secondo la legge civile.
La Santa Sede prende atto che la trascrizione non potr� avere luogo:
a) quando gli sposi non rispondano ai requisiti della legge civile circa l'et� richiesta per la celebrazione;
La trascrizione � tuttavia ammessa quando, secondo la legge civile, l'azione di nullit� o di annullamento non potrebbe essere pi� proposta.
La richiesta di trascrizione � fatta, per iscritto, dal parroco del luogo dove il matrimonio � stato celebrato, non oltre i cinque giorni dalla celebrazione. L'ufficiale dello stato civile, ove sussistano le condizioni per la trascrizione, la effettua entro ventiquattro ore dal ricevimento dell'atto e ne d� notizia al parroco.
La trascrizione pu� essere effettuata anche posteriormente su richiesta dei due contraenti, o anche di uno di essi, con la conoscenza e senza l'opposizione dell'altro, sempre che entrambi abbiano conservato ininterrottamente lo stato libero dal momento della celebrazione a quello della richiesta di trascrizione, e senza pregiudizio dei diritti legittimamente acquisiti dai terzi.
2. Le sentenze di nullit� di matrimonio pronunciate dai tribunali ecclesiastici, che siano munite del decreto di esecutivit� del superiore organo ecclesiastico di controllo, sono, su domanda delle parti o di una di esse, dichiarate efficaci nella Repubblica italiana con sentenza della corte d'appello competente, quando questa accerti:
a) che il giudice ecclesiastico era il giudice competente a conoscere della causa in quanto matrimonio celebrato in conformit� del presente articolo;
b) che nel procedimento davanti ai tribunali ecclesiastici � stato assicurato alle parti il diritto di agire e di resistere in giudizio, in modo non difforme dai principi fondamentali dell'ordinamento italiano;
La corte d'appello potr�, nella sentenza intesa a rendere esecutiva una sentenza canonica, statuire provvedimenti economici provvisori a favore di uno dei coniugi il cui matrimonio sia stato dichiarato nullo, rimandando le parti al giudice competente per la decisione sulla materia.
3. Nell'accedere al presente regolamento della materia matrimoniale la Santa Sede sente l'esigenza di riaffermare il valore immutato della dottrina cattolica sul matrimonio e la sollecitudine della Chiesa per la dignit� ed i valori della famiglia, fondamento della societ�.
Art. 9 - 1. La Repubblica italiana, in conformit� al principio della libert� della scuola e dell'insegnamento e nei termini previsti dalla propria Costituzione, garantisce alla Chiesa cattolica il diritto di istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado e istituti di educazione. A tali scuole che ottengano la parit� � assicurata piena libert� ed ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole dello Stato e degli altri enti territoriali, anche per quanto concerne l'esame di Stato.
2. La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuer� ad assicurare, nel quadro delle finalit� della scuola, l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado. Nel rispetto della libert� di coscienza e della responsabilit� educativa dei genitori, � garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento. All'atto dell'iscrizione gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto, su richiesta dell'autorit� scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione.
Art. 10 - 1. Gli istituti universitari, i seminari, le accademie, i collegi e gli altri istituti per ecclesiastici e religiosi o per la formazione nelle discipline ecclesiastiche, istituiti secondo il diritto canonico, continueranno a dipendere unicamente dall'autorit� ecclesiastica.
2. I titoli accademici in teologia e nelle altre discipline ecclesiastiche, determinate d'accordo tra le parti, conferiti dalle facolt� approvate dalla Santa Sede, sono riconosciuti dallo Stato. Sono parimenti riconosciuti i diplomi conseguiti nelle scuole vaticane di paleografia, diplomatica e archivistica e di biblioteconomia.
3. Le nomine dei docenti dell'Universit� cattolica del Sacro Cuore e dei dipendenti istituti sono subordinate al gradimento, sotto il profilo religioso, della competente autorit� ecclesiastica.
Art. 11 - 1. La Repubblica italiana assicura che l'appartenenza alle forze armate, alla polizia, o ad altri servizi assimilati, la degenza in ospedali, case di cura o di assistenza pubbliche, la permanenza negli istituti di prevenzione e pena non possono dar luogo ad alcun impedimento nell'esercizio della libert� religiosa e nell'adempimento delle pratiche di culto dei cattolici.
2. L'assistenza spirituale ai medesimi � assicurata da ecclesiastici nominati dalle autorit� italiane competenti su designazione dell'autorit� ecclesiastica e secondo lo stato giuridico, l'organico e le modalit� stabiliti d'intesa fra tali autorit�.
2. La Santa Sede conserva la disponibilit� delle catacombe cristiane esistenti nel suolo di Roma e nelle altre parti del territorio italiano con l'onere conseguente della custodia, della manutenzione e della conservazione, rinunciando alla disponibilit� delle altre catacombe. Con l'osservanza delle leggi dello Stato e fatti salvi gli eventuali diritti di terzi, la Santa Sede pu� procedere agli scavi occorrenti ed al trasferimento delle sacre reliquie.
2. Ulteriori materie per le quali si manifesti l'esigenza di collaborazione tra la Chiesa cattolica e lo Stato potranno essere regolate sia con nuovi accordi tra le due parti sia con intese tra le competenti autorit� dello Stato e la Conferenza episcopale italiana.
Art. 14 - Se in avvenire sorgessero difficolt� di interpretazione o di applicazione delle disposizioni precedenti, la Santa Sede e la Repubblica italiana affideranno la ricerca di un'amichevole soluzione ad una commissione paritetica da loro nominata.
Al momento della firma dell'accordo che apporta modificazioni al Concordato lateranense, la Santa Sede e la Repubblica italiana, desiderose di assicurare con opportune precisazioni la migliore applicazione dei Patti lateranensi e delle convenute modificazioni, e di evitare ogni difficolt� di interpretazione, dichiarano di comune intesa:
1. In relazione all'art. 1: Si considera non pi� in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano.
b) La Repubblica italiana assicura che l'autorit� giudiziaria dar� comunicazione all'autorit� ecclesiastica competente per territorio dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici.
c) La Santa Sede prende occasione dalla modificazione del Concordato lateranense per dichiararsi d'accordo, senza pregiudizio dell'ordinamento canonico, con l'interpretazione che lo Stato italiano d� all'art. 23, secondo comma, del trattato lateranense, secondo la quale gli effetti civili delle sentenze e dei provvedimenti emanati da autorit� ecclesiastiche, previsti da tale disposizione, vanno intesi in armonia con i diritti costituzionalmente garantiti ai cittadini italiani.
a) La Repubblica italiana assicura che rester� escluso l'obbligo per gli enti ecclesiastici di procedere alla conversione di beni immobili, salvo accordi presi di volta in volta tra le competenti autorit� governative ed ecclesiastiche, qualora ricorrano particolari ragioni.
b) La commissione paritetica, di cui al n. 6, dovr� terminare i suoi lavori entro e non oltre sei mesi dalla firma del presente accordo.
1) l'essere uno dei contraenti interdetto per infermit� di mente;
3) gli impedimenti derivanti da delitto o da affinit� in linea retta.
b) Con riferimento al n. 2, ai fini dell'applicazione degli articoli 796 e 797 del Codice italiano di procedura civile, si dovr� tener conto della specificit� dell'ordinamento canonico dal quale � regolato il vincolo matrimoniale, che in esso ha avuto origine. In particolare,
1) si dovr� tener conto che i richiami fatti dalla legge italiana alla legge del luogo in cui si � svolto il giudizio si intendono fatti al diritto canonico;
3) si intende che in ogni caso non si proceder� al riesame del merito.
c) Le disposizioni del n. 2 si applicano anche ai matrimoni celebrati, prima dell'entrata in vigore del presente accordo, in conformit� alle norme dell'art. 34 del Concordato lateranense e della legge 27 maggio 1929, n. 847, per i quali non sia stato iniziato il procedimento dinanzi all'autorit� giudiziaria civile, previsto dalle norme stesse.
a) L'insegnamento della religione cattolica nelle scuole indicate al n. 2 � impartito - in conformit� alla dottrina della Chiesa e nel rispetto della libert� di coscienza degli alunni - da insegnanti che siano riconosciuti idonei dall'autorit� ecclesiastica, nominati, d'intesa con essa, dall'autorit� scolastica. Nelle scuole materne ed elementari detto insegnamento pu� essere impartito dall'insegnante di classe, riconosciuto idoneo dall'autorit� ecclesiastica, che sia disposto a svolgerlo.
b) Con successiva intesa tra le competenti autorit� scolastiche e la Conferenza episcopale italiana verranno determinati:
2) le modalit� di organizzazione di tale insegnamento, anche in relazione alla collocazione nel quadro degli orari delle lezioni;
c) Le disposizioni di tale articolo non pregiudicano il regime vigente nelle regioni di confine nelle quali la materia � disciplinata da norme particolari.
6. In relazione all'art. 10: La Repubblica italiana, nell'interpretazione del n. 3 - che non innova l'art. 38 del Concordato dell'11 febbraio 1929 - si atterr� alla sentenza 195/1972 della Corte costituzionale relativa al medesimo articolo.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 14
 sentenza