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Timestamp: 2019-03-26 09:57:28+00:00

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Comm. Saggi - Sintesi Maragliano
Interdisciplinarità-pluridisciplinarità
La scuola deve assicurare un processo di insegnamento che tenga conto delle caratteristiche individuali degli studenti e dello sviluppo del loro progetto di studio e di vita. In questo senso le strade possono essere due (M. Baldacci): l'individualizzazione, come progetto teso a far conseguire a tutti gli studenti le competenze essenziali mediante diversificazione dei percorsi di insegnamento, e la personalizzazione, come progetto teso a far conseguire a ciascuno studente quella eccellenza che risulta più connessa alle sue potenzialità (espressive, operative, cognitive, relazionali ecc.). Quest'ultima si realizza con l’orientamento formativo permanente dello studente e le scelte conseguenti nei percorsi didattici del docente (Apprendimento).
Art. 4 comma 2 (attivazione di percorsi didattici individualizzati) e
art. 8 D.P.R. 275/99 (definizione dei curricoli)
D.M. 234/2000 Art.3 comma 4 (promozione di "percorsi individuali")
D.M. 323/99 Articoli 3, 4 e 5
Direttive sull’orientamento, educazione alla salute, IDEI,
D.P.R. 249 del 24.6.98 (Regolamento recante lo statuto delle studentesse e studenti nella scuola secondaria)
INTERDISCIPLINARITà'-PLURIDISCIPLINARITà
Sono strategie educative e didattiche caratterizzate rispettivamente da omologia metodologica ed epistemologica, presenti come ricerca didattica e operativa nella scuola secondaria che, senza rinunciare alla specificità di ogni singola disciplina, tende a produrre e far acquisire conoscenze in modo unitario, impegnando gli alunni in compiti complessi di realtà. In tal senso è differente dall’approccio globale pur tradizionalmente presente nella scuola primaria (metodo dei progetti, dei centri d’interesse, del lavoro produttivo ecc.), caratterizzato da un’omologia materiale.
consentire una formazione culturale più coerente con le esigenze del mondo reale;
acquisire competenze solide e flessibili, sia specifiche disciplinari, sia trasversali (metodologiche, organizzative, relazionali, comunicative, ecc.)
Come processo interdisciplinare è stato sviluppato soprattutto dalla scuola media (si veda il progetto Orientamento formativo nella scuola media). Nella scuola secondaria di II grado, invece, si è radicato prima nell’area di progetto e poi nell’esame di Stato come processo pluridisciplinare.
Il metodo d'insegnare si determina, secondo la proposta Bertagna, nel passaggio interpretativo dagli Obiettivi specifici di apprendimento, scaturiti da Profili formativi secondo precisi standard di prestazione (nazionali), all'articolazione di un percorso d'apprendimento conseguente per Conoscenze e Abilità (disciplinari - interdisciplinari e transdisciplinari), secondo una precisa analisi del loro possesso potenziale per Capacità (in entrata) e conclamato per Competenze (in uscita), caratteristico della singola scuola.
Il processo didattico si compie nella materializzazione di questa articolazione progettuale d'istituto con:
a) un Itinerario didattico per compiti significativi di apprendimento (obiettivi formativi adeguati agli allievi concreti),
b) nel suo Monitoraggio continuo, nonché
c) nella sua Certificazione, anche mediante individualizzazione dei percorsi personalizzati e differenziati per singoli bisogni formativi.
Sempre nella proposta Bertagna sono previste figure professionali nuove, come i Coordinatori dei C.di C. e i Responsabili della Programmazione Didattica (poi disapplicati dal Ministro Fioroni).
L'organizzazione flessibile del curricolo può essere strutturata per montaggio di singoli moduli didattici. S'intende per modulo un segmento formativo compiuto, caratterizzato da:
a) definizione del profilo di competenza terminale
b) verifica oggettiva dei prerequisiti d'ingresso e degli apprendimenti in itinere e in uscita secondo standard
c) contenuti mono o pluridisciplinari organizzati in forma logica e/o epistemologica
d) precisa scansione temporale
e certificazione delle competenze conseguite (vedi anche abilità)
D.I. 436/00, Art. 2 Regolamento IFTS
D.M. 174/01 - Regolamento Certificazione Formazione
Con la riforma dell'autonomia si aggiunge alla tipologia (assai comprensivo) degli obiettivi dell’istruzione la dizione "obiettivo formativo", ma senza che ne siano state date specifiche interpretazioni. Questo obiettivo può corrispondere, perciò, ad un allargamento della prospettiva che esce da un ambito puramente scolastico, per investire il sistema interattivo della realtà culturale, sociale e produttiva del territorio al fine di promuovere lo sviluppo integrale della persona, ma può anche corrispondere solo ad un diverso livello di obiettivo d’istruzione, che si affianca a quelli educativi e a quelli didattici (caratteristici della Programmazione educativa e didattica) e che consiste nella trasformazione degli obiettivi di apprendimento (standard nazionali) in compiti realmente significativi e accessibili per gli allievi concreti coinvolti (concezione di Bertagna).
D.P.R. 275/99 art.13 (obiettivi formativi e competenze)
D.M. 234/2000 Art.2 (obiettivi formativi specifici di apprendimento)

References: Art. 4

art. 8
 Art.3
 Art. 2
 art.13
 Art.2