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Timestamp: 2017-11-19 06:50:31+00:00

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Novità giurisprudenziali - Massimario Penale
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Massimario a cura della Dott.ssa Federica Ambus, del Dott.Francesco Deidda e della Dott.ssa Alice Cossu, specializzandi della scuola di specializzazione per le professioni legali dell'università di Cagliari
SENT. N. 595 DEL 18/04/2012
Tentato omicidio. Sussistenza del dolo.
La sussistenza del dolo nel delitto di tentato omicidio può desumersi, in mancanza di attendibile confessione, dalle peculiarità intrinseche dell’azione criminosa, aventi valore sintomatico in base alle comuni regole d’esperienza, quali, ad esempio, il comportamento antecedente e susseguente al reato, la natura del mezzo usato, le parti del corpo della vittima attinte, la reiterazione dei colpi. Ne consegue che ai fini dell’accertamento della sussistenza dell’animus necandi, nel delitto tentato assume valore determinante l’idoneità dell’azione che va apprezzata in concreto, senza essere condizionata dagli effetti realmente raggiunti, dovendosi diversamente l’azione ritenersi sempre idonea, per non aver conseguito l’evento. Pertanto il giudizio di idoneità è una prognosi, formulata ex post, con riferimento alla situazione così come presentatasi al colpevole al momento dell’azione, in base alle condizioni umanamente prevedibili del caso particolare.
SENT. N. 583 DEL 17/04/2012
Immigrazione: art. 12, 5° comma, D.Lgs. n. 286/1998.
Ai fini della configurazione del reato di favoreggiamento della permanenza nel territorio dello Stato di immigrati clandestini, non è sufficiente che l’agente abbia favorito la permanenza nel territorio dello Stato di immigrati clandestini, come nel caso di specie, mettendo a loro disposizione unità abitative in locazione o assumendoli come lavoratori dipendenti, ma è necessario che ricorra il dolo specifico, costituito dal fine di trarre un ingiusto profitto dallo stato di illegalità dei cittadini stranieri, che si realizza quando l’agente, approfittando di tale stato, imponga condizioni particolarmente onerose ed esorbitanti dal rapporto sinallagmatico.
SENT. N. 580 DEL 16/04/2012
Nella materialità del delitto di maltrattamenti rientrano percosse, minacce, ingiurie, privazioni imposte alla vittima e anche atti di scherno, disprezzo, umiliazione e asservimento idonei a cagionare durevoli sofferenze fisiche e morali, mentre le lesioni volontarie configurano un reato autonomo quando non costituiscono elemento necessario del delitto di maltrattamenti e si presentano come manifestazione di una violenza aggiuntiva, per la diversa obiettività giuridica dei due reati.
SENT. N. 550 DEL 11/04/2012
Incendio. Elemento psicologico.
Nell’ambito dell’art. 423, c.p., l’elemento psicologico del reato consiste nel dolo generico, cioè nella volontà di cagionare un incendio inteso come combustione di non lievi proporzioni, con tendenza a espandersi e suscettibile di difficoltà di spegnimento. Tale fattispecie criminosa differisce da quella di cui all’art. 424, c.p., poiché, nel caso di danneggiamento seguito da incendio, ai fini della configurazione del reato è richiesto il dolo specifico, consistente nel voluto impiego del fuoco al solo scopo di danneggiare la cosa altrui senza prevedere il sorgere di un incendio o il pericolo di un incendio. Pertanto, anche nel caso di un fuoco appiccato al fine di danneggiare, quando a tale finalità si associno la coscienza e la volontà di cagionare un fatto di entità tale da assumere le dimensioni di un incendio, la condotta integra ugualmente gli estremi del reato previsto dall’art. 423, c.p., anziché quello previsto dall’art. 424, c.p., in cui l’evento esula dall’azione dell’agente.
SENT. N. 551 DEL 11/04/2012
Ricettazione. Dolo eventuale.
La Corte aderisce all’orientamento giurisprudenziale secondo cui, sebbene l’elemento psicologico della ricettazione possa essere costituito anche dal dolo eventuale, perché questo sia configurabile è necessaria la rappresentazione da parte dell’agente della concreta possibilità della provenienza della cosa da delitto e della relativa accettazione del rischio, non potendosi desumere la rappresentazione dell’agente da semplici motivi di sospetto, né potendo consistere in un mero sospetto.
SENT. N. 534 DEL 03/04/2012
Art. 186 del Codice della Strada.
A seguito dell’intervento della L. 29 luglio 2010, n. 120 (art. 33, comma 4), il nuovo art. 186 del C.d.S. qualifica nei termini di violazione amministrativa l’accertamento del valore del tasso alcolemico del conducente di un veicolo in misura superiore a 0,5 ma inferiore a 0,8 grammi per litro, facendo conseguire a tale accertamento la previsione di una sanzione amministrativa, eventualmente raddoppiata nel caso in cui il conducente in stato di ebbrezza provochi un incidente stradale.
SENT. N. 508 DEL 02/04/2012
Atti osceni. Violenza sessuale ed attenuante nei casi di minore gravità.
Il reato di atti osceni è un reato di pericolo, per cui la visibilità all’esterno deve essere valutata “ex ante” in relazione al luogo e all’ora in cui la condotta viene posta in essere. La diminuente del caso di minore gravità prevista dall’art. 609 bis, ultimo comma, c.p., essendo obbligatoria la sua applicazione nei casi in cui sussista, non è soggetta al giudizio di comparazione di cui all’art. 69 c.p..
SENT. N. 513 DEL 02/04/2012
Art. 181 bis, D.lgs. n. 42 del 2004. Abusi minori realizzati in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Art. 44, D.L. n. 5 del 2012.
Nelle ipotesi di località sottoposte a vincolo paesaggistico, la condotta di cui all’art. 181 del D.lgs. 42/2004 ha natura di reato di pericolo astratto e pertanto, per la sua configurabilità, non è necessario un effettivo pregiudizio per l’ambiente, potendosi escludere dal novero delle condotte penalmente rilevanti soltanto quelle che si prospettano inidonee, pure in astratto, a compromettere i valori del paesaggio e l’aspetto esteriore degli edifici. L’articolo art. 44, D.L. n. 5/2012 ha modificato l’art. 181 del Codice dei beni culturali relativo alle sanzioni penali per le opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa, integrando in particolare l’art. 181, comma 1 ter, il quale, nella nuova formulazione, prevede che qualora sia accertata la compatibilità paesaggistica non trovi applicazione la sanzione della reclusione (da uno a quattro anni) nel caso di lavori eseguiti su immobili od aree che siano stati dichiarati di notevole interesse pubblico in epoca antecedente alla realizzazione dei lavori. Sono comunque fatte salve le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’art. 167 del Codice stesso. Nel caso di accertamento della compatibilità paesaggistica secondo le procedure di cui al comma 1 quater, art. 181, D.Lgs. 42/2004, la sanzione penale non si applica nemmeno alla fattispecie prevista dall’art. 181 comma 1 bis, lett. a), poiché l’art. 44 del D.L. n. 5/2012 ha esteso la causa di non punibilità anche agli abusi “minori” realizzati in zona sottoposta a vincolo specifico (Nel caso all’esame della Corte l’intervento edilizio realizzato dagli imputati appellanti rientrava fra quelli elencati dall’art. 181 ter, D.Lgs., n. 42/2004, perché non aveva creato superfici utili, intese come abitabili, tale non potendo essere considerato il piano d’appoggio di un barbecue, né volumi).
Sentenza n. 503 del 30/03/2012
“ Lo stalking è un reato che prevede eventi alternativi, la realizzazione di ciascuno dei quali è idoneo ad integrarlo. Inoltre, ai fini dell’integrazione del reato in esame, è sufficiente che gli atti persecutori abbiano un effetto destabilizzante della serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima ”.
Sentenza n. 443 del 22/03/2012
“ Un’ unica condotta è in grado di integrare sia il reato di molestia o disturbo alle persone, che il delitto di ingiuria, perché tra le due previsioni non sussiste alcun rapporto di specialità, attesa la specialità dei beni giuridici tutelati dalle rispettive norme incriminatrici. Ne consegue che il principio del ne bis in idem non può dirsi violato ”.
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 art. 12

Art. 186
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Art. 181
 Art. 44
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 art. 181

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