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Timestamp: 2019-05-24 07:46:35+00:00

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Art. 2424 bis codice civile - Disposizioni relative a singole voci dello stato patrimoniale - Brocardi.it
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Articolo 2424 bis Codice civile
Dispositivo dell'art. 2424 bis Codice civile
Gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le immobilizzazioni (1).
Le azioni proprie sono rilevate in bilancio a diretta riduzione del patrimonio netto, ai sensi di quanto disposto dal terzo comma dell’articolo 2357 ter (2).
(1) Articolo così modificato dall'art. 1 d. lg. 17 gennaio 2003, n. 6, con decorrenza dal 1° gennaio 2004.
(2) Comma aggiunto dall' art. 6, d. lg. 18 agosto 2015, n. 139, con decorrenza, ai sensi dell'art. 12 comma 1 d. lg. citato, dal 1° gennaio2016 ed applicazione ai bilanci relativi agli esercizi finanziari aventi inizio a partire dal 1° gennaio 2016.
La norma va posta in relazione con l'art. 2425 bis che dispone l'iscrizione dei proventi ed oneri connessi alle attività.
Spiegazione dell'art. 2424 bis Codice civile
I trattamenti di fine rapporto (TFR) devono essere iscritti come intero debito maturato a fine esercizio nei confronti di tutti i dipendenti. Continuano a dar luogo ad accantonamenti per fondi rischi ed oneri gli eventuali trattamenti di quiescenza aggiuntivi o speciali, qualora essi presentino caratteristiche analoghe alla vecchia indennità di anzianità.
Quanto alle immobilizzazioni finanziarie la presunzione posta dalla norma è da interpretarsi nel senso che, verificatasi la circostanza dante luogo alla presunzione di immobilizzazione, la partecipazione potrà essere iscritta all'attivo circolante.
I "pronti contro termine" assumono il contenuto giuridico di una vendita di titoli "a pronto" con patto di retrovendita "a termine" e hanno funzione economica di investimento con durata prefissata.
8 Negli ultimi anni, le operazioni di investimento finanziario hanno assunto forme contrattuali diversificate, tra cui è particolarmente rilevante quella del contratto c.d. "pronti contro termine". Sotto il profilo giuridico questo assume il contenuto di una vendita di titoli "a pronto", con patto di retrovendita dei medesimi "a termine" e ha funzione economica di investimento - finanziamento con durata prefissata. Come precisato dalla relazione alla legge delega invece, l'"essenza economica" della operazione è quella di una forma "di raccolta e di investimento temporaneo di liquidità " e non di "transazione in titoli". Perciò in applicazione del principio generale di prevalenza della sostanza sulla forma e in attuazione del cirterio direttivo dell'art. 6 lettera c) si è prescritto che le attività relative al "pronti contro termine" rimangano iscritte nel bilancio del cedente "a pronti" e che nel bilancio del cessionario "a pronti" sia iscritto il credito corrispondente. La ragion d'essere della norma sta nel fatto che la prestazione caratteristica del contratto risiede nella obbligazione del cessionario "a pronti" a rivendere "a termine". • Art. 2424 bis, quarto comma: viene disposto che le attività oggetto di contratti di compravendita con obbligo di retrocessione a termine devono permanere nello stato patrimoniale del cedente. • Art. 2425 bis: viene disposta l'iscrizione pro rata temporis dei proventi ed oneri connessi alle attività, integrati, in aumento o diminuzione, dai differenziali tra il prezzo di cessione a pronti e quello di riacquisto a termine. • art. 2427 del c.c. 6 ter): viene disposto di evidenziare distintamente, nella Nota Integrativa, i debiti e i crediti derivanti da contratti di compravendita, compresi quelli Pronti contro Termine, che comportano l'obbligo di retrocessione a termine.
Massime relative all'art. 2424 bis Codice civile
Cass. civ. n. 6911/2005
In tema di redazione del bilancio di una società bancaria, la qualificazione dei titoli rappresentativi delle partecipazioni in altre società come «immobilizzazioni finanziarie», in quanto elementi destinati ad essere utilizzati durevolmente nell'impresa, ovvero come facenti parte del capitale circolante, è frutto di una scelta discrezionale degli amministratori non censurabile in sede di impugnazione del bilancio , ma, una volta che essa sia stata operata, gli amministratori sono obbligati ad iscrivere detti titoli nel documento contabile, rispettivamente, secondo il criterio del costo (art. 18, D.L.vo n. 87 del 1992), ovvero sulla base dei più elastici parametri espressamente previsti (art. 20, D.L.vo n. 87 del 1992), essendo tuttavia ammissibile la successiva modificazione della destinazione e, conseguentemente, del relativo criterio di valutazione, (Principio enunciato in riferimento al bilancio di una società bancaria al quale, rationae temporis , non erano applicabili le istruzioni emanate dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'art. 5, D.L.vo n. 87 del 1992 sostanzialmente coincidenti con la raccomandazione adottata dalla Consob in data 15 febbraio 1995 e rielaborata in data 15 giugno 2001, nel testo in cui, allo scopo di evitare il rischio di abusi derivanti da un uso strumentale del potere di destinazione dei titoli, hanno fissato le modalità di individuazione preventiva dei parametri di classificazione, disponendo che, nel caso di modificazione della destinazione, i titoli debbano continuare ad essere valutati secondo il criterio previsto per la loro destinazione originaria).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6911 del 1 aprile 2005)

References: Articolo 2424

Articolo 2424
 art. 6
 Art. 2424
 Art. 2425
 art. 2427

Cass. 
 sentenza