Source: https://marialuciaferlisi.blogspot.com/2016/03/
Timestamp: 2017-09-26 01:51:51+00:00

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Una bellissima donna, scrittrice, che amava i gatti, le perle e scrivere ma solo al mercoledì.
Ha scritto ben 82 romanzi del genere rosa o d'appendice, dove nelle righe non scorre solo l'amore, ma la vita come diceva lei. Il suo vero nome era Amalia Giovanna Maria Negretti, nella scelta del pseudonimo fu aiutata da Gabriele D'annunzio, il quale le consiglio Liala perché doveva esserci sempre un ala ne suo nome.
Ebbe una vita tormentata dal punto di vista sentimentale, sposata con un marchese ebbe una figlia che chiamo' Primavera, lo lasciò per un pilota Scotto, il quale morì durante un volo, ritornò con il marito da cui ebbe un'altra figlia, ma il matrimonio era ormai in crisi, per cui si lasciarono. Andò a convivere con un altro pilota ma anche questa storia ebbe fine. Dopo il suo cuore rimase fedele al vero amore della sua vita morto tragicamente.
I suoi romanzi sono sempre stati bistrattati dalla critica, giudicati troppo insignificanti, dalla critica, ripudiati dalla Chiesa in quanto troppo libertini, derisi dalle femministe in quanto giudicavano i personaggi femminili dei suoi romanzi troppo sottomessi; "Camilla Cederna liquidò i suoi libri come «paraletteratura per manicure»" .
Tuttavia lei è stata una scrittrice amata dal suo pubblico che acquistava e leggeva i suoi libri.
E' stata l'autrice più letta nel dopoguerra pensate ben dieci milioni di copie vendute, ma mai acclamata se non dalle sue fedelissime lettrici.
La figlia la ricorda come una donna orgogliosa e testarda, sempre curata elegante anche in casa amava essere in ordine ed indossava sempre un filo di perle.
Il suo primo romanzo è titolato Signorsì, ed è dedicato al grande amore della sua vita l'aviatore Scotto, scrisse per cercare di tamponare il dolore per la sua prematura morte, continuò a scrivere perché contesa dalle case editrici. Il libro, infatti, divenne subito un best seller e tutti reclamavano l'autrice anche riviste come Annabella, Confidenze e Novella, dove tenne anche rubriche del cuore. Era una donna rigorosa, metodica, il sabato dalla parrucchiera, la domenica a Como dalla madre, il lunedì si riposava, il martedì dalla sarta e finalmente il mercoledì si dedicava completamente alla scrittura a volte fino a notte fonda con la sua instancabile macchina da scrivere. La figlia Primavera, il giovedì correggeva il tutto e consegnava o alla casa editrice o alle riviste.
(notizie tratte da la stampa .it)
E' risorto Gesu'
Ebbene il mio istinto questa volta ha fallito, ho scelto un libro la cui fascia d'età indicata per la lettura non è certo un'attempata lettrice.
L'idea del ritrovamento della lettera in cui la protagonista annuncia il suicidio, tra le pagine di un libro, guarda caso di Leopardi, poteva essere un escamotage carino da usare, ma il linguaggio usato risulta banale, come lo è il motivo per cui l'aspirante suicida vuole appunto suicidarsi.
L'autrice è poco più che ventenne ed è al suo esordio, per cui va letto dentro questa ottica, allora risulta carino e utile per capire cosa passa nella mente di un'adolescente.
Un incoraggiamento e l'augurio che il prossimo libro possa essere più maturo ed intenso.
Mi recavo spesso lungo gli argini del Po con il mio bambino, giocavamo felici a rincorrerci a piedi nudi lungo gli argini, poi lui stremato dalla corsa si spogliava e si tuffava nelle acque fredde del fiume. Io no, avevo paura dell’acqua. Restavo lì, con le braccia attorno alle ginocchia piegate, a guardarlo, mentre mi spruzzava addosso l’acqua dolciastra del Po. Ed è stato così che ti sei allontanato da me, lentamente , annaspavi, un vortice ti risucchiava, non riuscivi a raggiungere la riva. Mi hai chiamato per chiedere aiuto, sono rimasta impotente a guardarti, mentre scivolavi nelle sue braccia.
Che tu sia dannato Po.
Sono passati tanti anni, non mi restano che ricordi mai spenti di quel tragico giorno.
Maledetto Po.
Ti sei appropriato della vita di mio figlio. Aveva solo otto anni. Nutri il tuo ventre, ormai, malato di vittime innocenti. Chissà se provi pietà o rimorso. Vorrei essere fuoco per bruciarti. Vorrei essere vento per spazzarti via. Vorrei essere fango per occultarti. Ma sono solo una donna incanutita dalla vecchiaia, che può concederti il tormento di trangugiare un’altra persona nelle tue torbide e melmose viscere.
Maledetta bassa a cui tu sciagurato Po appartieni.
La festa del papà è nata dopo quella della mamma. Per chi è cattolico si festeggia il 19 marzo
ricorrenza della festività dedicata a San Giuseppe e quindi il primo padre cristiano. Sembra che i primi a celebrarla siano stati i Padri Benedettini nel 1030, seguiti dai Servi di Maria nel 1324, e dai Francescani nel 1399.
Oltre alla tradizione religiosa in Italia in molte regioni si abbina anche quella culinaria, in primis la Campania con le famosissime zeppole di San Giuseppe, simile ad un bignè con marmellata o crema pasticcera. In Sicilia abbiamo le zeppole di riso dolcetto a forma di tronchetto di riso sempre fritto e aromatizzato con cannella o miele.
A Bologna abbiamo la raviola, un raviolo di pasta frolla ripieno di marmellata.
Fate sciogliere il burro con l'acqua e lo zucchero, in un pentolino, quando inizia a bollire spegnete. Versate il tutto sopra la farina, sempre setacciata, e che avrete messo in un altro pentolino, mettete sul fuoco e mescolate bene, quando l'impasto e rappreso e morbido, spgnete pure. Lasciate raffreddare, meglio in una ciotola, ed aggiungete le uova, uno alla volta e mescolate fino al completo assorbimento. Adesso prendete un sac- a- poche e su un ripiano formate dei cerchi, preparate una padella alta con dell'olio ben caldo e cominciate a friggerli. Raffreddate e decorate con la crema e un candito sopra.
Federico 17 anni ha appena terminato l'anno scolastico e si accinge a partire per una corso d'inglese in Inghilterra, perché l'ha frequentato il fratello, e perché l'inglese è importante come dicono i genitori.
Prima di partire viene invitato dal suo professore di religione a dargli una mano, con i ragazzi nel piccolo centro parrocchiale che gestisce;. quel piccolo prete, magrissimo, gli piace perché è diverso dagli altri insegnanti, lui non sta nella sala professori, ma nei corridoi della scuola e parla con i ragazzi. Si tratta di Padre Pino Puglisi, detto TreP, affettuosamente dai suoi alunni.
Per Federico amante della letteratura e delle poesie di Petrarca, è un anno difficile, dove i perché della vita in fase adolescenziale aumentano, a volte non hanno risposta, ma creano mille domande e mille dubbi.
Con Don Pino Federico conoscerà l'altra parte di Palermo, il Brancaccio, una zona degradata, fatta di palazzoni mischiati col nulla, mancano le scuole e gli spazi verdi, un facile territorio di conquista per la mafia, zona dove detta legge attraverso i suoi scagnozzi, Madre Natura Nuccio, il Cacciatore e U' Turcu. Ma don Pino Puglisi cerca i ragazzi, parla con loro, gioca con loro, li ascolta, li porta anche al mare, per mostrar loro che oltre all'inferno esiste una vita normale che inferno non è.
Federico conosce la vera vita, quella reale, ritorna a casa con un labbro spaccato, la bicicletta rubata, ma nel cuore è felice. Nonostante l'inizio traumatico ritorna ancora ad aiutare il prete, lo accompagna nelle sue visite, dove ha una parola di conforto e speranza per tutti. Conosce Lucia una ragazza di 16 anni e si innamora, lei è una ragazza che vive la realtà in prima persona non gode della protezione e dei benefici di una famiglia benestante. Federico per lei non andrà ad Oxford, perché non può conoscere l'altra metà del mondo, se prima non conosce l'altra metà di Palermo.
Il ragazzo continuerà ad aiutare il suo insegnante nel centro parrocchiale per tutta l'estate, fino al giorno del compleanno di Don Pino, 56 anni, giorno in cui viene ucciso, morirà con un sorriso verso il suo aguzzino, ma sarà il sorriso di Don Pino a continuare a vivere anche dopo.
Pur avendo acquistato già un libro dell'autore: Bianca come il latte rossa come il sangue, non l'ho avevo ancora letto. Ho cominciato a conoscere questo autore pochi giorni fa con questo libro, di cui mi ha colpito il titolo, non avevo letto nemmeno la quarta di copertina, mi sono affidata al mio istinto, ed ho fatto bene. era da tempo che non leggevo un libro talmente bello da commuovermi, il finale l'ho dovuto rileggere in quanto nella prima lettura le lacrime hanno accompagnato la lettura delle ultime righe . E' un libro di denuncia ma al tempo stesso di speranza. E' un libro duro ma al tempo stesso vero. La forza di Don Pino traspare in tutte le righe attraverso non solo Federico, ma attraverso i tanti bambini che segue e cura come un padre, un buon padre. E' un libro che ti mette di fronte alla realtà quella che vuoi sfuggire, non vuoi guardare, ma è la vita vera e si combatte sul territorio, non serve a nulla scappare, andar via, bisogna capire che anche a Brancaccio si può vivere, si può vedere oltre il male e le brutture, se solo ci fosse una scuola o un parco giochi, dove i ragazzi possano imparare e vedere che esiste la bellezza oltre al degrado quotidiano. Questo libro è un pugno nello stomaco, ti apre gli occhi e ti fa capire che l'inferno esiste, anche se non l'hai mai voluto guardare, adesso è qui e devi fare i conti con le emozioni che ti provoca.
Ma Don Pino l'inferno lo conosce e sa che le alternative ci sono, ma ci voglio persone che le mostrino a tutti questi ragazzi che non sanno che un'altra vita è possibile, loro non sono il male, sono soltanto male-educati, tocca a noi il compito di educarli. Ed è questa l'eredità di don Puglisi, che lascia a Federico, qualche giorno prima, intuendo che potrebbe essere prossimo alla fine. Ma è l'eredità che lascia al suo quartiere, dove ha vissuto e dove morirà. Il suo amore per i diseredati, per i poveri, continuerà oltre perché attraverso il suo sorriso costringerà anche noi lettori a guardare con occhi diversi la realtà che non volgiamo guardare. L'autore che ha conosciuto Don Puglisi, è riuscito a trasmettere il pensiero del religioso perfettamente, senza troppi anatemi religiosi, filtrandoli attraverso gli occhi di un ragazzo laico diciassettenne che vuole capire, comprendere, vivere la vita.
Non aspettatevi un libro denuncia della mafia, non lo è, è un libro educativo.
Lo stile è perfetto, usa un linguaggio incalzante, con parole vere non edulcorate, i capitoli così brevi danno più ritmo alla storia e si fissano nel cuore del lettore in modo indelebile. La durezza della vita è qui tutta scritta, con sapienza, mi fa pensare ad un moderno romanzo verista, dove la narrazione non è affidata solo all'uso sapiente delle parole, ma alla realtà descritta. Non è un libro giornalistico gli avvenimenti sono sempre filtrati dallo sguardo ancora innocente di un adolescente che si apre a capire gli avvenimenti. Non vi è nessun paternalismo, disprezzo o rabbia nel racconto, ma traspare l'amore, la voglia di cambiare, di migliorare, vi è racchiusa tutta la speranza di un futuro migliore che può realizzarsi grazie al nostro sorriso e amore per i ragazzi e per la vita.
"....cerco di fare come il giardiniere. Provo a trattare tutti come grano. Solo se tratti il grano da grano diventa pane. L'elemosina non basta, ci vuole l'amore. Sui volti dei ragazzi si riconoscono i segni di tante sconfitte, le cicatrici, le umiliazioni. Il mio compito è stare in queste strade e amare tutti."
"Se nasci nell'inferno hai bisogno di vedere almeno un frammento di ciò che inferno non è per concepire che esista altro. Per questo bisogna cominciare dai bambini, bisogna prenderli prima che la strada se li mangi, prima che gli si formi la crosta nel cuore."
"Dove ho guardato finora?" si domanda Federico, ma è anche la nostra domanda. e come Federico da oggi guarderemo con altri occhi la realtà che ci circonda.
Premiazione il 8 Maggio 2016
Art. 1 – SEZIONI DEL CONCORSO Il concorso è articolato in quattro sezioni:
sez. C: POESIA IN LINGUA SICILIANA (per la sola Sicilia, con traduzione)
sez. D: POESIA RELIGIOSA IN VERNACOLO O IN LINGUA SICILIANA A TEMA LIBERO (con
traduzione);
IL TEMA DELLE SEZIONI A, B e C sarà: LA TESTIMONIANZA DI PADRE PUGLISI e/o
IL TEMPO COME DONO DI SE’ PER ACCOGLIERE E ACCOMPAGNARE L’ALTRO e/o
PALERMO: STORIA, DEGRADO, SPERANZA e/o LE DIPENDENZE, SCHIAVITU’ DA CUI
LIBERARCI.Art. 2 – NUMERO COPIE. I concorrenti possono partecipare con un massimo di 3 poesie
per ogni sezione, in formato anonimo, non superiori ai 40 versi e non inferiori agli 8. Di
ogni poesia devono essere inviate 5 copie, dattiloscritte o trascritte su computer in
formato Times New Roman o Arial carattere 16, delle quali solo una, in busta chiusa,
riportante all’esterno solo la sezione dove si partecipa, DA INSERIRE NEL PLICO, completa
di dati anagrafici, indirizzo, recapito telefonico e cellulare, indirizzo di posta elettronica
(email), firma dell’autore che attesti la seguente dichiarazione: “Dichiaro che l’opera
presentata a codesto Concorso è di mia personale creazione, inedita, mai premiata ai primi
tre posti in altri Concorsi”.
All'atto del ricevimento, ad ogni opera verrà assegnato un numero progressivo di
riconoscimento per permettere alla giuria di identificare il/i testo/i in maniera
La Giuria valuterà i testi considerandone i valori contenutistici, la forma espositiva e le
emozioni suscitate, ne assegnerà un punteggio e stilerà la graduatoria definitiva; il
giudizio è inappellabile ed insindacabile.
Art. 3 – PARTECIPANTI. Possono partecipare al concorso gli autori che abbiano
compiuto il 18° anno di età. I minorenni possono partecipare dietro consenso, firmato da
Art. 4 - MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE. Ogni concorrente può liberamente
partecipare a una o a tutte le sezioni. La partecipazione è subordinata alla quota di
partecipazione, da inserire in contanti nel plico (NO nella busta chiusa contenente l’opera
con le generalità). L’organizzazione si riserva la facoltà insindacabile di escludere le opere:
a) ritenute offensive; b) che siano già state classificate ai primi tre posti in altri concorsi
(l’organizzazione si riserva di controllare attraverso Internet); c) che superano il numero di
40 versi; d) che non sono accompagnate da traduzione in italiano (poesie in vernacolo e
dialetto siciliano).
Art. 5 - QUOTA DI PARTECIAZIONE. La quota di partecipazione, quale contributo per
spese di lettura, postali e di segreteria, è di: € 10,00 per una sezione o due sezioni; €
15,00 per tre sezioni; € 20,00 per tutte le sezioni. (Per coloro che non hanno compiuto 18
anni la quota è € 5,00 per una sezione o due sezioni; € 10,00 per tutte le sezioni). La
relativa quota, come da art. 4, va inserita all’interno del plico.
Art. 6 - SPEDIZIONE ELABORATI E DATA SCADENZA. Gli elaborati vanno spediti a: Parrocchia S. Giorgio martire– Piazza Duomo 2 – 90012 Caccamo (PA), specificando la partecipazione al concorso (III Concorso Nazionale di Poesia “PADRE PINO
PUGLISI” CITTA’ DI CACCAMO (PA) ). Gli elaborati vanno spediti entro e non oltre il
17 Aprile 2016. Farà fede il timbro postale. Per la Provincia di Palermo il plico chiuso potrà
essere recapitato a mano presso la Parrocchia S. Giorgio nei giorni di Sabato o Domenica
entro il 17 Aprile 2016. Non si accettano opere inviate per via e-mail.
Art. 7 – PREMI. I premi consisteranno in targhe e trofei artistici per i primi tre classificati
per ogni sezione, e un attestato per le Menzioni d’Onore. Tutti i partecipanti riceveranno
Art. 8 - OBBLIGO PRESENZA DEI PREMIATI. Tutti i concorrenti sono invitati alla
premiazione. Ai vincitori sarà data tempestiva comunicazione a mezzo posta, telefono o
indirizzo e-mail di posta elettronica. E’ d’obbligo la presenza dell’autore alla Cerimonia di
Premiazione per i primi tre classificati e per le Menzioni d’Onore, o di un loro delegato
previa comunicazione scritta o inviata per via e-mail all’organizzazione. I premiati saranno
tenuti ad assicurare entro 3 giorni dalla ricezione della comunicazione, la loro presenza alla
cerimonia di premiazione o di un delegato (nel caso comunicare nominativo del delegato
all’organizzazione: …). In caso contrario, si perderà il diritto al premio e subentrerà
l’autore collocato successivamente in graduatoria. Per i vincitori delle Segnalazioni di
Merito, in caso di loro assenza alla cerimonia di premiazione, l’attestato verrà loro spedito..
Art. 9 - DATA DI PREMIAZIONE. La cerimonia di premiazione dei vincitori si terrà
l’8 maggio 2016, alle ore 19, presso la Chiesa Madre San Giorgio martire di Caccamo.
Art. 10 - GIURIA. I componenti della giuria esaminatrice, formata da persone qualificate,
saranno resi noti all’atto della premiazione. Il giudizio della giuria è insindacabile.
Art. 11 - RISULTATI FINALI. I risultati saranno resi noti sul sito
www.sangiorgiocaccamo.diocesipa.it e su social network (sarà creato evento su facebook)-
N.B. IL PRESENTE BANDO PUO’ ESSERE ANCHE RITIRATO IN SEGRETERIA
PARROCCHIALE O SCARICATO DAL SITO www.sangiorgiocaccamo.diocesipa.it
Art. 12 - ACCETTAZIONE DEL BANDO E TUTELA DATI PERSONALI. Al momento
dell’iscrizione i concorrenti accettano in toto le condizioni del presente bando. I dati personali dei partecipanti saranno tutelati in base al Decreto Legislativo n° 196 del 30 giugno 2003. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.
Ciascun concorrente autorizza la pubblicazione gratuita delle opere inviate con il proprio
nominativo. Le opere non saranno restituite e viene autorizzata l’Organizzazione del
Concorso al trattamento dei dati personali finalizzati allo svolgimento del Concorso (D. L.
Per ogni eventuale comunicazione o chiarimento relativo alle modalità di partecipazione al concorso: Signora Anna Gianfortone 320-4693015
e Signorina Giuseppina Ciaccio 091-8148009

References: Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5
 art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12