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Timestamp: 2017-11-20 11:39:49+00:00

Document:
D.M. 03-11-1999, n. 509 Regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei
Vista lalegge 3 luglio 1998, n. 210;
Vista lalegge 2 agosto 1999, n. 264;
Art. 1. - Definizioni [1]
h) per settori scientifico-disciplinari, i raggruppamenti di discipline di cui al decreto ministeriale 23 giugno 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 1997, e successive modifiche;
1 A norma dell'art. 13, comma c. 1, D.M. 22 ottobre 2004, le disposizioni degli articoli del presente provvedimento sono state sostituite da quelle contenute nel D.M. 22 ottobre 2004.
Art. 2. - Finalità [1]
Art. 3. - Titoli e corsi di studio [1]
4. Il corso di laurea ha l'obiettivo di assicurare allo studente un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, nonchè l'acquisizione di specifiche conoscenze professionali.
Art. 4. - Classi di corsi di studi [1]
2. Le classi sono individuate da uno o più decreti ministeriali [2] . Trascorso un triennio dall'emanazione dei predetti decreti, modifiche o istituzioni di singole classi possono essere proposte dalle università e, sentito il CUN, determinate con decreto del Ministro unitamente alle connesse disposizioni in materia di obiettivi formativi qualificanti e di conseguenti attività formative.
2 Per la determinazione delle classi delle lauree e delle lauree specialistiche universitarie, vedi cfr. il D.M. 4 agosto 2000, il D.M. 2 aprile 2001, ilD.M. 2 aprile 2001 e il D.M. 12 aprile 2001.
Art. 5. - Crediti formativi universitari [1]
1. Al credito formativo universitario, di seguito denominato credito, corrispondono venticinque ore di lavoro per studente; con decreto ministeriale si possono motivatamente determinare variazioni in aumento o in diminuzione delle predette ore per singole classi, entro il limite del 20 per cento.
Art. 6. - Requisiti di ammissione ai corsi di studio [1]
4. Per essere ammessi ad un corso di specializzazione occorre essere in possesso almeno della laurea, ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo. Nel rispetto delle norme e delle direttive di cui all'articolo 3, comma 6, i decreti ministeriali stabiliscono gli specifici requisiti di ammissione ad un corso di specializzazione, ivi compresi gli eventuali crediti formativi universitari aggiuntivi rispetto al titolo di studio già conseguito, purchè nei limiti previsti dall'articolo 7, comma 3.
Art. 7. - Conseguimento dei titoli di studio [1]
Art. 8. - Durata normale dei corsi di studio [1]
Art. 9. - Istituzione e attivazione dei corsi di studio [1]
1. La procedura per l'istituzione dei corsi di studio è disciplinata daldecreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25.
4. All'atto dell'istituzione di un corso di laurea, l'ordinamento didattico stabilisce quali crediti acquisiti saranno riconosciuti validi per l'eventuale prosecuzione degli studi universitari in altri corsi di studio attivati presso la medesima università, nonchè, sulla base di specifiche convenzioni, presso altre università.
Art. 10. - Obiettivi e attività formative qualificanti delle classi [1]
a) attività formative in uno o piu' ambiti disciplinari relativi alla formazione di base;
b) attività formative in uno o piu' ambiti disciplinari caratterizzanti la classe;
c) attività formative in uno o piu' ambiti disciplinari affini o integrativi di quelli caratterizzanti, con particolare riguardo alle culture di contesto e alla formazione interdisciplinare;
f) attività formative, non previste dalle lettere precedenti, volte ad acquisire ulteriori conoscenze linguistiche, nonchè abilità informatiche e telematiche, relazionali, o comunque utili per l'inserimento nel mondo del lavoro, nonchè attività formative volte ad agevolare le scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del settore lavorativo cui il titolo di studio può dare accesso, tra cui, in particolare, i tirocini formativi e di orientamento di cui al decreto del Ministero del lavoro 25 marzo 1998, n. 142.
c) i crediti riservati, relativi alle attività di ognuna delle tipologie di cui alle lettere a), b,), c) e d), e), f) del comma 1 non potranno essere inferiori, rispettivamente, al 10 e al 5 per cento.
Art. 11. - Regolamenti didattici di ateneo [1]
c) alle procedure per lo svolgimento degli esami e delle altre verifiche di profitto, nonchè della prova finale per il conseguimento del titolo di studio;
f) all'organizzazione di attività formative propedeutiche alla valutazione della preparazione iniziale degli studenti che accedono ai corsi di laurea, nonchè di quelle relative agli obblighi formativi aggiuntivi di cui al comma 1 dell'articolo 6;
h) alle modalità per il rilascio dei titoli congiunti di cui all'articolo 3, comma 9.
9. Le università, con appositi regolamenti, riordinano e disciplinano le procedure amministrative relative alle carriere degli studenti in accordo con le disposizioni del presente regolamento, di successivi decreti ministeriali e dei regolamenti didattici di ateneo. Per l'elaborazione di valutazioni statistiche omogenee sulle carriere degli studenti universitari, il Ministro, con propri decreti, individua i dati essenziali che devono essere presenti nei sistemi informativi sulle carriere degli studenti di tutte le università. [2]
2 Per l'individuazione dei dati essenziali di cui alle presenti disposizioni, vedi cfr. il D.M. 30 maggio 2001.
Art. 12. - Regolamenti didattici dei corsi di studio [1]
Art. 13. - Norme transitorie e finali [1]
1. Le università adeguano gli ordinamenti didattici dei propri corsi di studio alle disposizioni del presente regolamento e del decreto ministeriale che individua le classi relative ai predetti corsi entro diciotto mesi dalla pubblicazione del medesimo decreto nella Gazzetta Ufficiale.
3. Gli studi compiuti per conseguire i diplomi universitari in base ai previgenti ordinamenti didattici sono valutati in crediti e riconosciuti dalle universita' per il conseguimento della laurea di cui all'articolo 3, comma 1. La stessa norma si applica agli studi compiuti per conseguire i diplomi delle scuole dirette a fini speciali istituite presso le università, qualunque ne sia la durata.
4. L'istituzione da parte di un'università dei corsi di laurea e di laurea specialistica di cui all'articolo 3, comma 1, aventi la stessa denominazione di corsi di diploma universitario o di laurea già attivati nell'anno accademico 1996-97, ovvero istituiti dalle università ai sensi dell'articolo 2, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25, costituisce attuazione dell'obiettivo del sistema universitario per il triennio 1998-2000 di cui all'articolo 1, comma 1, lettera d), del decreto ministeriale 6 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 83 del 9 aprile 1998, e non comporta il ricorso alla procedura di cui all'articolo 9, comma 1.
5. Ai sensi dell'articolo 17, comma 101, della legge 15 maggio 1997, n. 127, come modificato dall'articolo 1, comma 15, lettera b), della legge 14 gennaio 1999, n. 4, la disposizione di cui al comma 4 si applica altresì ai corsi di diploma universitario o di laurea attivati sperimentalmente dalle università negli anni accademici 1997-98 e 1998-99, purchè risulti acquisito il parere favorevole del comitato regionale di coordinamento.
6. Fatte salve le scuole presso le quali sono attivati i corsi di specializzazione di cui all'articolo 3, comma 6, le scuole di specializzazione attualmente istituite sono disattivate entro il terzo anno accademico successivo a quello di entrata in vigore del presente regolamento. La relativa formazione specialistica è assicurata da corsi di laurea specialistica o di dottorato di ricerca, nonchè dai corsi di formazione finalizzata e integrativa di cui all'articolo 3, comma 8. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13