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Timestamp: 2020-08-07 13:26:29+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 19117 del 01/08/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19117 del 01/08/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/08/2017, (ud. 15/05/2017, dep.01/08/2017), n. 19117
sul ricorso 4963-2016 proposto da:
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA COLA DI RIENZO 265, presso lo
studio dell’avvocato DOMENICO NOLE’, rappresentata e difesa
dall’avvocato MARIA ROSARIA DE SIMONE;
avverso il decreto del TRIBUNALE di NAPOLI, depositato il 18/01/2016;
T.S. propone ricorso per cassazione avverso il decreto con cui il tribunale di Napoli, in data 18-1-2016, accogliendo il reclamo di Unicredit s.p.a., ha annullato il provvedimento di omologazione del piano del consumatore presentato ai sensi della L. n. 3 del 2012;
Unicredit resiste con controricorso;
ai sensi della L. citata art. 12, comma 2, il procedimento di omologazione dell’accordo di composizione della crisi è soggetto alle norme generali dei procedimenti in camera di consiglio (art. 737 e seg. c.p.c.);
in base all’art. 742 c.p.c., rientrante tra le disposizioni esplicitamente richiamate dall’art. 12, comma 2, i decreti emessi a seguito dei procedimenti in camera di consiglio possono essere in ogni tempo modificati o revocati, salvi i diritti acquistati dai terzi di buona fede in forza di convenzioni anteriori alla modifica o alla revoca;
dunque non sono soggetti a ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost.;
questa Corte invero ha già affermato che il decreto reiettivo del reclamo avverso il provvedimento di rigetto dell’ammissibilità del piano del consumatore di cui alla L. n. 3 del 2012, art. 6, art. 7, comma 1 bis, ed art. 8 non precludendo a quest’ultimo – benchè nei limiti temporali previsti dall’art. 7, comma 2, lett. b), della medesima legge – di presentare un altro e diverso piano di ristrutturazione dei suoi debiti, è privo dei caratteri della decisorietà e definitività, sicchè non è ricorribile per cassazione (v. Cass. n. 1869-16);
eguale connotazione possiede il decreto emesso a seguito del reclamo avverso il provvedimento di omologazione, giacchè anche codesto non preclude al debitore di presentare un’altra proposta di accordo nei limiti temporali indicati dalla legge;
da questo punto di vista, l’inciso di cui all’art. 7, comma 2, lett. b), che consente al debitore in stato di sovraindebitamento di presentare la proposta a condizione che egli non abbia “fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, ai procedimenti di cui al presente capo”, va inteso come riferentesi all’avvenuta effettiva fruizione dell’istituto nei suoi effetti esdebitatori; cosa che chiaramente non è ove l’accordo non sia omologato, ovvero ove lo stesso sia stato annullato, come nella specie, in sede di reclamo;
il ricorso va quindi definito con pronuncia di inammissibilità;
La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente alle spese processuali, che liquida in Euro 5.100,00, di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre accessori e rimborso forfetario di spese generali nella percentuale di legge.

References: Sentenza 
 art. 12
 art. 6
 art. 7
 art. 8
 Cass.