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Lexbrowser - Decreto del Presidente della Provincia 8 febbraio 2017, n. 21)
Indice cronologico 2017 Decreto del Presidente della Provincia 8 febbraio 2017, n. 2
Decreto del Presidente della Provincia 8 febbraio 2017, n. 21)
Modifica delle norme di prevenzione incendi in materia di pubblici esercizi
Pubblicato nel B.U. 14 febbraio 2017, n. 7.
(1) Dopo la lettera b) dell’articolo 3 dell’Allegato A al decreto del Presidente della Giunta provinciale 13 giugno 1989, n. 11, è inserita la seguente lettera c):
“c) attività con capienza tra ventisei e cinquanta posti letto esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, alle quali si applicano le prescrizioni di cui al titolo V.”
(1) Dopo il Titolo IV dell’Allegato A al decreto del Presidente della Giunta provinciale 13 giugno 1989, n. 11, e successive modifiche, è inserito l’allegato Titolo V: “Titolo V – Attività ricettive esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto con capienza tra 26 e 50 posti letto.”
Art 3 (Entrata in vigore)
Attività ricettive esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto con capienza tra 26 e 50 posti letto
Art. 28 Termini, definizioni e tolleranze dimensionali
1. Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si rimanda al decreto del Ministro dell'interno 30 novembre 1983, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983. Inoltre, ai fini della presente regola tecnica, si intende per:
a) spazio calmo: luogo sicuro statico, contiguo e comunicante con una via di esodo verticale od in essa inserito. Tale spazio non deve costituire intralcio alla fruibilità delle vie di esodo e deve avere caratteristiche tali da garantire la permanenza di persone con ridotte o impedite capacità motorie in attesa dei soccorsi;
b) corridoio cieco: corridoio o porzione di corridoio dal quale è possibile l'esodo in un'unica direzione. La lunghezza del corridoio cieco va calcolata dall'inizio dello stesso fino all'incrocio con un corridoio dal quale sia possibile l'esodo in almeno due direzioni, o fino al più prossimo luogo sicuro o via di esodo verticale;
c) colonna a secco: installazione di lotta contro l'incendio ad uso dei Vigili del fuoco, comprendente una tubazione rigida metallica che percorre verticalmente l'edificio, di norma all'interno di ciascuna via d'esodo verticale.
Art. 29 Ubicazione
1) è ammessa la presenza di attività e impianti normalmente inseriti in edifici a destinazione civile e/o ad essi funzionali, ancorché individuati nell’Allegato I al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151 (impianti termici, autorimesse, gruppi elettrogeni e di cogenerazione, attività commerciali e simili);
2) non è ammessa la presenza delle attività e degli impianti, ricompresi nell'allegato di cui al punto 1), in cui sono detenute o manipolate sostanze o miscele pericolose, o in cui si effettuano lavorazioni pericolose ai fini dell'incendio o dell'esplosione.
Art. 30 Separazioni – Comunicazioni
2. Gli elementi di separazione dalle attività indicate alle lettere a) e b) del comma 1 devono avere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno pari alla classe di resistenza al fuoco più elevata tra quella richiesta per l'attività ricettiva e quella richiesta per l'attività adiacente e comunque non inferiore a REI 30.
Art. 31 Caratteristiche costruttive
31.1. Resistenza al fuoco
1. Per le strutture portanti e gli elementi di compartimentazione, orizzontali e verticali, deve essere garantita una classe di resistenza al fuoco non inferiore a 30. Se l'attività si estende oltre il quarto piano fuori terra, deve essere garantito il Livello III di prestazione di cui al decreto del Ministro dell'interno 9 marzo 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 29 marzo 2007.
3. Nel caso di tetti di copertura non collaborante alla statica complessiva del fabbricato, è consentito che gli elementi strutturali della copertura stessa, indipendentemente dall'altezza dell'edificio, abbiano caratteristiche di resistenza al fuoco commisurate alla classe dei locali immediatamente sottostanti e comunque non inferiore a R 30; ciò è ammesso a condizione che la situazione al contorno escluda la possibilità di propagazione di un eventuale incendio ad ambienti o fabbricati circostanti.
31.2. Reazione al fuoco
1. I materiali devono avere adeguate caratteristiche di reazione al fuoco e rispondere, per quanto riguarda il luogo di installazione, alle prescrizioni e limitazioni di seguito indicate.
3. Negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere ed in tutti gli spazi adiacenti e non separati dalle vie di esodo, è consentito mantenere in opera materiali, ivi compresi arredi, non classificati ai fini della reazione al fuoco, fino ad un massimo del 25% della superficie totale dell'ambiente in cui sono collocati. Nel computo dei materiali suddetti devono essere inclusi i rivestimenti lignei posti in opera anche non in aderenza a supporti incombustibili, mentre devono essere esclusi i mobili imbottiti. Ciò è ammesso alle seguenti condizioni:
a) il carico di incendio specifico qf è limitato a 175 MJ/m²;
b) è istituito un servizio interno di emergenza permanentemente presente, composto da un congruo numero di addetti, che consente di promuovere un tempestivo intervento di contenimento dell'incendio e di assistenza all'esodo. Gli addetti, che non possono essere in numero inferiore a due, devono avere conseguito l'attestato di idoneità tecnica di cui all'articolo 3 della legge 28 novembre 1996, n. 609, a seguito del corso di tipo B di cui all'allegato IX del decreto del Ministro dell'interno del 10 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998. I requisiti di idoneità tecnica di tali addetti – inclusa la capacità di impiego delle attrezzature di spegnimento – dovranno essere verificati ogni due anni mediante l'accertamento previsto dalla predetta legge n. 609/1996.
Si ammettono inoltre rivestimenti non incollati e pavimenti lignei non trattati posti in opera in aderenza a supporti incombustibili fino ad un massimo del 25% della superficie esposta.
In alternativa al servizio di emergenza di cui al precedente punto b), si può adottare un sistema di controllo automatico di fumi e calore, dimensionato e realizzato in conformità alle vigenti norme tecniche di impianto e di prodotto, finalizzato a garantire, lungo le vie di esodo, un'altezza libera dal fumo pari almeno a 2,00 metri.
a) utilizzare materiali di classe di reazione al fuoco non superiore a 2, secondo quanto indicato dalle tabelle 1, 2 e 3 allegate al decreto del Ministro dell'interno del 15 marzo 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 30 marzo 2005, e successive modifiche; installare prodotti isolanti con prestazioni di reazione al fuoco conformi all'articolo 7 del decreto del Ministro dell'interno del 15 marzo 2005, e successive modifiche;
b) mantenere materiali, ivi compresi quelli di arredamento, non classificati ai fini della reazione al fuoco (inclusi i rivestimenti lignei posti in opera anche non in aderenza a supporti incombustibili), a condizione che i detti ambienti garantiscano una classe di resistenza al fuoco non inferiore a 30.
i materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce (tendaggi, drappeggi e sipari) devono essere di classe di reazione al fuoco non superiore ad 1;
i mobili imbottiti posizionati nelle vie di esodo ed in tutti gli spazi adiacenti e non separati dalle vie di esodo, ed i materassi devono essere di classe 1 IM; nei restanti ambienti devono essere di classe 2 IM.
È consentito mantenere materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce (tendaggi, drappeggi e sipari) e i mobili imbottiti non classificati, in quantità tale che la loro superficie (considerando per i mobili imbottiti la superficie in proiezione a pavimento e a parete) non sia superiore al 20% della superficie totale dell'ambiente in cui sono collocati (pavimento + pareti + soffitto). Ciò è ammesso, purché sia rispettata una delle seguenti condizioni:
b) siano posizionati in ambienti con carico di incendio specifico qf limitato a 370 MJ/m² e sia stato istituito il servizio interno di emergenza o, in alternativa a quest'ultimo, sia stato adottato il sistema di controllo automatico di fumi e calore, così come descritti al punto 3.
31.3. Compartimentazione
1. L'intera struttura ricettiva, ad eccezione delle aree a rischio specifico, può costituire un unico compartimento.
31.4. Piani interrati
31.5. Corridoi
2. Le porte di tutti i locali (camere per ospiti, ripostigli, sale comuni, servizi, ecc.) in diretta comunicazione con le vie di esodo, o con spazi adiacenti e non separati dalle vie di esodo, devono essere dotate di dispositivo di autochiusura.
31.6. Scale
2. È consentito non realizzare nel vano scala la superficie di aerazione di cui al comma 1, purché siano rispettate tutte le seguenti condizioni:
b) i materiali in esso impiegati siano di classe 0 o A1 in misura pari almeno al 50% della superficie totale del vano scala (pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle rampe) e, per la restante parte, siano conformi a quanto prescritto al punto 31.2, comma 2;
3. Qualora la protezione del vano scala non sia garantita a causa, unicamente, della mancanza della porta di compartimentazione in corrispondenza dello sbarco nell'atrio di ingresso, è consentito realizzare, in alternativa alla superficie di aerazione di cui al comma 1, un sistema di evacuazione forzata di fumo e calore che garantisca tre ricambi/ora del volume del corpo scala.
Art. 32 Misure per l'evacuazione in caso d'incendio
32.1. Affollamento – Capacità di deflusso
aree destinate alle camere: numero dei posti letto;
aree comuni a servizio del pubblico:
c) per le altre aree comuni: numero di persone ottenuto considerando una densità di affollamento pari a 0,4 persone/m2 o risultanti da apposita dichiarazione del titolare dell'attività.
aree destinate ai servizi: numero delle persone effettivamente presenti incrementato del 20%.
per il piano terra: 50 persone/modulo;
per ogni piano diverso dal piano terra: 37,5 persone/modulo.
Per i piani diversi dal piano terra, il valore massimo della capacità di deflusso può essere elevato a 50, purché siano rispettate tutte le seguenti condizioni:
a) le scale siano almeno di tipo protetto, con la possibilità di sbarco nell'atrio d'ingresso alle condizioni indicate al punto 32.5.3;
32.2. Sistema di vie di uscita
4. Le porte di accesso alle scale e quelle che immettono all'esterno o in luogo sicuro devono aprirsi nel verso dell'esodo, a semplice spinta.
5. Nelle strutture alberghiere site in immobili a destinazione mista ed in edifici storici vincolati o riconosciuti pregevoli in forza di vigenti disposizioni legislative nazionali o locali, le porte che immettono all'esterno o in luogo sicuro possono essere prive di maniglione antipanico e non aprirsi nel verso dell'esodo, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
le porte siano dotate di cartellonistica che ne indichi le modalità di apertura, con traduzione in varie lingue;
lungo le vie di esodo che conducono alle porte suddette, i materiali siano conformi a quanto previsto al punto 31.2. e sia presente idonea illuminazione di sicurezza, anche nel caso in cui le vie d'esodo non siano ad uso esclusivo dell'attività ricettiva.
Tali porte, inoltre, devono essere comunque apribili manualmente, anche in assenza di alimentazione elettrica, e devono essere dotate di un sistema di blocco meccanico in posizione di massima apertura. Le modalità di gestione di tali porte devono essere esplicitate nel piano di emergenza.
32.3. Larghezza delle vie di uscita
2. Sono ammessi restringimenti puntuali, purché la larghezza minima netta, comprensiva delle tolleranze, sia non inferiore a 0,80 m ed a condizione che lungo le vie di uscita siano presenti soltanto materiali di classe di reazione al fuoco 0 – A1 – (A2-s1,d0), ad eccezione dei rivestimenti lignei di cui al punto 31.2, comma 3.
32.4. Larghezza totale delle uscite
2. Per le strutture ricettive che occupano più di due piani fuori terra la larghezza totale delle vie di uscita che immettono all'aperto viene calcolata sommando il massimo affollamento previsto in due piani consecutivi, con riferimento a quelli aventi maggiore affollamento.
32.5. Vie di uscita ad uso esclusivo della struttura ricettiva
32.5.1. Edificio servito da due o più scale
4. Le suddette lunghezze possono essere incrementate di 5 m, qualora, in corrispondenza del percorso interessato, i materiali installati a parete e a soffitto siano di classe 0 – A1 – (A2-s1,d0) di reazione al fuoco e non sia presente materiale suscettibile di prendere fuoco su entrambe le facce.
5. Il percorso di esodo, misurato a partire dalla porta di ogni camera e da ogni punto dei locali comuni, può essere incrementato di ulteriori 5 m, mentre i corridoi ciechi possono essere incrementati di ulteriori 10 m, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
tutti i materiali installati in tali percorsi siano di classe 0 – A1 – (A2-s1,d0) di reazione al fuoco;
le porte delle camere aventi accesso su tali percorsi possiedano caratteristiche di resistenza al fuoco EI 30 e siano dotate di dispositivo di autochiusura.
32.5.2. Edificio servito da una sola scala
2. In edifici con più di tre piani fuori terra è ammesso disporre di una sola scala, purché questa sia almeno di tipo protetto.
3. Per le attività ricettive ubicate in edifici aventi altezza antincendio maggiore di 24 m e non superiore a 32 m è consentita la presenza di una sola scala, purché sia rispettata una delle seguenti condizioni:
4. La lunghezza dei corridoi che adducono alla scala deve essere limitata a 15 m. Tale lunghezza può essere incrementata di 5 m, qualora, in corrispondenza del percorso interessato, i materiali installati a parete e a soffitto siano di classe 0 – A1 – (A2-s1,d0) di reazione al fuoco e non sia presente materiale suscettibile di prendere fuoco su entrambe le facce.
5. Il percorso di esodo, misurato a partire dalla porta di ogni camera e da ogni punto dei locali comuni, può essere incrementato di ulteriori 10 m, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
tutti i materiali installati in tali percorsi siano di classe di reazione al fuoco 0 – A1 – (A2-s1,d0), con la sola eccezione di eventuali corsie di camminamento centrale che sono ammesse di classe 1 di reazione al fuoco;
le porte delle camere aventi accesso su tali percorsi possiedano caratteristiche di resistenza al fuoco almeno EI 30 e siano dotate di dispositivo di autochiusura.
la lunghezza dei corridoi che adducono alle scale è limitata a 20 m;
i materiali installati a parete e a soffitto sono di classe di reazione al fuoco 0 – A1 – (A2-s1,d0);
non è presente materiale suscettibile di prendere fuoco su entrambe le facce.
7. Resta fermo, per gli edifici serviti da scale non protette, che la lunghezza totale del percorso che adduce su luogo sicuro sia limitata a 40 m; tale lunghezza può essere incrementata di 5 m alle seguenti condizioni:
32.5.3. Atrio di ingresso
i materiali installati nell'atrio e nei locali adiacenti e non separati da esso devono essere conformi a quanto prescritto per le vie di esodo al punto 31.2;
nell'atrio non devono essere installate apparecchiature a fiamma ed ogni altra apparecchiatura da cui possa derivare pericolo di incendio.
32.6. Vie di uscita ad uso promiscuo
1. Le attività ricettive ubicate in edifici a destinazione mista possono essere servite da scale ad uso promiscuo, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
l'edificio abbia altezza antincendio non superiore a 32 m;
l'attività ricettiva sia separata dalla scala e dal resto del fabbricato con elementi con caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI/EI 60;
le comunicazioni dei vani scala, costituenti vie di esodo per gli occupanti dell'attività ricettiva, con i piani cantinati siano dotate di porte resistenti al fuoco almeno EI 60;
le scale siano dotate di impianto di illuminazione di sicurezza.
presenza di due o più scale: la lunghezza massima dei percorsi dalla porta delle camere alle scale dell'edificio non può superare i 25 m e quella dei corridoi ciechi i 15 m; tali lunghezze massime possono essere incrementate di 5 m, a condizione che lungo i percorsi d'esodo i materiali installati a parete, a pavimento o a soffitto siano di classe di reazione al fuoco 0 – A1 – (A2-s1,d0) e che le porte delle camere abbiano caratteristiche di resistenza al fuoco almeno EI 30;
presenza di una sola scala: l'attività ricettiva deve essere distribuita in compartimenti aventi superficie non superiore a 250 m²; la lunghezza massima del percorso dalla porta di ogni camera alla scala non può superare i 15 m; è consentito che tale lunghezza massima sia incrementata di 5 m e che la superficie massima dei compartimenti suddetti raggiunga i 350 m², a condizione che lungo i percorsi d'esodo, i materiali installati a parete, a pavimento o a soffitto siano di classe di reazione al fuoco 0 – A1 – (A2-s1,d0) e che le porte delle camere abbiano caratteristiche di resistenza al fuoco almeno EI 30.
3. È consentita la comunicazione tra gli ambienti di ricevimento dell'attività ricettiva e le parti comuni dell'edificio, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
l'ambiente di ricevimento sia permanentemente presidiato;
nell'ambiente di ricevimento non siano presenti sostanze infiammabili;
la larghezza della scala e della via di esodo che conduce all'esterno dell'edificio sia commisurata al piano di massimo affollamento dell'attività ricettiva.
Art. 33 Altre disposizioni
33.1. Aree ed impianti a rischio specifico
le strutture e le porte di separazione devono possedere caratteristiche di resistenza al fuoco valutate in conformità al decreto del Ministro dell'interno 9 marzo 2007;
deve essere prevista una ventilazione naturale non inferiore ad 1/40 della superficie in pianta.
È consentito limitare la superficie di ventilazione ad 1/100 della superficie in pianta, ottenibile anche mediante camini o condotte, realizzati a regola d'arte, ed adottare strutture di compartimentazione congrue con il carico di incendio specifico, che non deve comunque superare 1052 MJ/m², a condizione che l'impianto di rivelazione (da installare in tutte le attività ricettive ai sensi del punto 34.3.) sia integrato da un sistema di controllo automatico dei fumi e calore, progettato, realizzato e gestito secondo la regola dell'arte, in conformità alle disposizioni legislative e regolamentari applicabili.
3. In alternativa al sistema di controllo automatico di fumi e calore può essere installato un impianto di spegnimento automatico a protezione del locale, oppure può essere costituito un servizio interno di emergenza permanentemente presente, composto da un congruo numero di addetti, che consenta di promuovere un tempestivo intervento di contenimento dell'incendio e di assistenza all'esodo. Gli addetti, che non possono essere in numero inferiore a due, devono avere conseguito l'attestato di idoneità tecnica di cui all'articolo 3 della legge 28 novembre 1996, n. 609, a seguito del corso di tipo B di cui all'allegato IX del decreto del Ministro dell'interno 10 marzo 1998.
4. È consentito prescindere dalle caratteristiche di resistenza al fuoco e di ventilazione in locali destinati a deposito aventi superficie non superiore a 6 m² e carico di incendio specifico non superiore a 300 MJ/m²; qualora il locale sia in diretta comunicazione con le vie di esodo o con spazi adiacenti e non separati dalle vie di esodo, si deve comunque rispettare quanto previsto al punto 31.5.2.
33.2. Depositi di liquidi infiammabili
1. All'interno del volume dell'edificio è consentito detenere prodotti liquidi infiammabili strettamente necessari per le esigenze igienico-sanitarie in armadi con bacino di contenimento metallico. Tali armadi devono essere ubicati nei locali deposito, con esclusione dei locali aventi le caratteristiche descritte al punto 33.1.4.
33.3. Servizi tecnologici
b) impianti termici e/o di preparazione cibi;
c) impianti di condizionamento e/o ventilazione;
d) impianti elettrici;
e) impianti di produzione di energia (es. fotovoltaici, fuel cell, cogeneratori, ecc.);
f) impianti di trattamento delle acque;
h) impianti di protezione attiva.
3. I seguenti sistemi di utenza devono disporre di impianti di sicurezza e avere un’autonomia minima come segue:
rivelazione e allarme: 30 minuti;
illuminazione di sicurezza: 1 ora;
impianti idrici antincendio (ove previsti): 30 minuti.
devono essere progettati, realizzati e gestiti secondo la regola dell'arte, in conformità alle disposizioni legislative e regolamentari applicabili;
i canali da fumo devono essere realizzati in modo da non costituire causa d'innesco e propagazione d'incendio;
non devono essere posizionati in corrispondenza dei percorsi di esodo;
devono essere installati in locali separati dal sistema di vie di esodo principale dell'attività ricettiva mediante strutture e serramenti di caratteristiche di resistenza al fuoco almeno EI 30.
Sono ammesse le stufe tradizionali (stufe a ole) a focolare chiuso senza l’appena menzionata separazione alle seguenti condizioni:
il rifornimento del combustibile deve essere effettuato unicamente da personale opportunamente addestrato;
il personale dell'attività ricettiva che si occupa della gestione della sicurezza deve essere adeguatamente formato all'uso e alla sicurezza dell'apparecchiatura;
in prossimità dell'installazione deve essere posizionato almeno un estintore di capacità estinguente minima 34A-233B.
Attorno al caminetto deve essere presente esclusivamente materiale incombustibile; tale area di sicurezza deve svilupparsi, sia in altezza che in larghezza, per una distanza dal caminetto pari ad almeno 200 cm nel caso di focolare aperto e ad almeno 100 cm nel caso di focolare chiuso.
Art. 34 Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi
34.1. Estintori d'incendio
avere adeguata capacità estinguente;
essere posizionati a distanza reciproca non superiore a 30 m;
essere previsti in ragione di 1 estintore ogni 200 m² di pavimento o frazione, con un minimo di un estintore per piano.
34.2. Impianti idrici antincendio
3. Negli edifici fino a tre piani fuori terra non sussiste l'obbligo di realizzare la rete di idranti, a condizione che siano installati estintori carrellati a polvere o altri mezzi di estinzione adeguati con almeno la copertura di cui alla tabella 1 del decreto ministeriale 10 marzo 1998 per attività a rischio d’incendio alto.
34.3. Impianti di rivelazione e segnalazione allarme incendio
Art. 35 Segnaletica di sicurezza
1. Le aree dell'attività ricettiva devono essere provviste di segnaletica di sicurezza, espressamente finalizzata alla sicurezza antincendio, conforme al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modifiche.
2. L'adozione di una colonna a secco deve essere segnalata con cartellonistica riportante la dicitura "attività dotata di colonna a secco per VVF", posta in corrispondenza del relativo attacco di mandata per autopompa ed in prossimità dell'ingresso dell'attività.
Art. 36 Gestione della sicurezza
36.1. Generalità
3. Tra le misure finalizzate al coordinamento della gestione dell'emergenza si dovrà prevedere:
l'installazione di almeno un pulsante manuale di allarme, posizionato nelle parti comuni dell'edificio a destinazione mista, con cui si attivi una segnalazione d'allarme all'interno dell'attività alberghiera;
la possibilità di estendere la segnalazione di allarme agli spazi dell'edificio non destinati ad attività alberghiera.
36.2. Piano d'emergenza
1. Il responsabile dell'attività ricettiva è tenuto a predisporre un piano di emergenza contenente le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio. Tale piano di emergenza deve essere mantenuto costantemente aggiornato.
2. Devono essere pianificate – ed indicate nel piano di emergenza – le procedure per l'assistenza a persone con impedite o ridotte capacità sensoriali e/o motorie, che possono incontrare difficoltà specifiche nelle varie fasi dell'emergenza.
3. La procedura di chiamata dei Vigili del fuoco, contenuta nel piano di emergenza, deve prevedere, tra le informazioni fondamentali da comunicare al 115, quella relativa all'eventuale presenza di una colonna a secco.
36.3. Istruzioni di sicurezza
36.3.1. Istruzioni da esporre a ciascun piano
36.3.2. Istruzioni da esporre in ciascuna camera
1. In ciascuna camera, con apposita cartellonistica esposta bene in vista, devono essere fornite precise istruzioni sul comportamento da tenere in caso di incendio. Oltre che in italiano e tedesco, il testo deve essere redatto in lingue diverse, di maggiore diffusione tra la clientela della struttura ricettiva. Le istruzioni debbono essere accompagnate da una planimetria, che indichi schematicamente la posizione della camera rispetto alle vie di evacuazione, alle scale ed alle uscite.
impiegare fornelli di qualsiasi tipo per il riscaldamento di vivande, stufe ed apparecchi di riscaldamento o di illuminazione in genere a funzionamento elettrico con resistenza in vista o alimentati con combustibili solidi, liquidi o gassosi;
tenere depositi, anche modesti, di sostanze infiammabili nei locali facenti parte del volume destinato all'attività.
10/01/2017 - Delibera 10 gennaio 2017, n. 20
10/01/2017 - Delibera 10 gennaio 2017, n. 21
10/01/2017 - Delibera 10 gennaio 2017, n. 10
10/01/2017 - Delibera 10 gennaio 2017, n. 19
17/01/2017 - Delibera 17 gennaio 2017, n. 32
17/01/2017 - Delibera 17 gennaio 2017, n. 52
24/01/2017 - Delibera 24 gennaio 2017, n. 71
24/01/2017 - Delibera 24 gennaio 2017, n. 56
27/01/2017 - Legge provinciale 27 gennaio 2017, n. 1
27/01/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 27 gennaio 2017, n. 1
31/01/2017 - Delibera 31 gennaio 2017, n. 120
31/01/2017 - Delibera 31 gennaio 2017, n. 123
31/01/2017 - Delibera 31 gennaio 2017, n. 111
31/01/2017 - Delibera 31 gennaio 2017, n. 113
07/02/2017 - Decreto legislativo 7 febbraio 2017, n. 16
07/02/2017 - Corte costituzionale - sentenza 7 febbraio 2017, n. 80
08/02/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 8 febbraio 2017, n. 2
14/02/2017 - Delibera 14 febbraio 2017, n. 166
21/02/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 21 febbraio 2017, n. 3
21/02/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 21 febbraio 2017, n. 4
21/02/2017 - Delibera 21 febbraio 2017, n. 209
21/02/2017 - Delibera 21 febbraio 2017, n. 212
21/02/2017 - Delibera 21 febbraio 2017, n. 213
21/02/2017 - Delibera 21 febbraio 2017, n. 199
27/02/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 27 febbraio 2017, n. 5
02/03/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 2 marzo 2017, n. 6
07/03/2017 - Delibera 7 marzo 2017, n. 248
07/03/2017 - Delibera 7 marzo 2017, n. 256
07/03/2017 - Delibera 7 marzo 2017, n. 257
07/03/2017 - Delibera 7 marzo 2017, n. 240
14/03/2017 - Delibera 14 marzo 2017, n. 258
14/03/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 14 marzo 2017, n. 7
14/03/2017 - Delibera 14 marzo 2017, n. 286
21/03/2017 - Delibera 21 marzo 2017, n. 287
21/03/2017 - Corte costituzionale - sentenza 21 marzo 2017, n. 118
23/03/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 23 marzo 2017, n. 8
28/03/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 28 marzo 2017, n. 9
28/03/2017 - Delibera 28 marzo 2017, n. 346
28/03/2017 - Delibera 28 marzo 2017, n. 350
30/03/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 30 marzo 2017, n. 11
30/03/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 30 marzo 2017, n. 10
04/04/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 4 aprile 2017, n. 12
04/04/2017 - Delibera 4 aprile 2017, n. 390
04/04/2017 - Delibera 4 aprile 2017, n. 389
07/04/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 7 aprile 2017, n. 13
07/04/2017 - Legge provinciale 7 aprile 2017, n. 2
11/04/2017 - Delibera 11 aprile 2017, n. 398
11/04/2017 - Delibera 11 aprile 2017, n. 433
11/04/2017 - Corte costituzionale - sentenza 11 aprile 2017, n. 126
12/04/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 12 aprile 2017, n. 14
13/04/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 13 aprile 2017, n. 15
18/04/2017 - Delibera 18 aprile 2017, n. 456
18/04/2017 - Delibera 18 aprile 2017, n. 457
18/04/2017 - Delibera 18 aprile 2017, n. 454
18/04/2017 - Delibera 18 aprile 2017, n. 447
19/04/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 19 aprile 2017, n. 16
21/04/2017 - Legge provinciale 21 aprile 2017, n. 3
21/04/2017 - Legge provinciale 21 aprile 2017, n. 4
02/05/2017 - Delibera 2 maggio 2017, n. 483
02/05/2017 - Delibera 2 maggio 2017, n. 481
02/05/2017 - Delibera 2 maggio 2017, n. 478
04/05/2017 - Decreto legislativo 4 maggio 2017, n. 76
05/05/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 5 maggio 2017, n. 17
09/05/2017 - Delibera 9 maggio 2017, n. 505
09/05/2017 - Delibera 9 maggio 2017, n. 509
09/05/2017 - Delibera 9 maggio 2017, n. 506
09/05/2017 - Corte costituzionale - sentenza 9 maggio 2017, n. 154
16/05/2017 - Delibera 16 maggio 2017, n. 520
16/05/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 16 maggio 2017, n. 18
18/05/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 18 maggio 2017, n. 19
19/05/2017 - Decreto legislativo 19 maggio 2017, n. 77
19/05/2017 - Legge provinciale 19 maggio 2017, n. 5
30/05/2017 - Delibera 30 maggio 2017, n. 575
30/05/2017 - Delibera 30 maggio 2017, n. 601
30/05/2017 - Delibera 30 maggio 2017, n. 607
07/06/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 7 giugno 2017, n. 20
13/06/2017 - Delibera 13 giugno 2017, n. 614
13/06/2017 - Delibera 13 giugno 2017, n. 612
13/06/2017 - Delibera 13 giugno 2017, n. 659
13/06/2017 - Delibera 13 giugno 2017, n. 646
13/06/2017 - Delibera 13 giugno 2017, n. 655
16/06/2017 - Legge provinciale 16 giugno 2017, n. 6
16/06/2017 - Legge provinciale 16 giugno 2017, n. 7
20/06/2017 - Delibera 20 giugno 2017, n. 688
20/06/2017 - Delibera 20 giugno 2017, n. 692
20/06/2017 - Delibera 20 giugno 2017, n. 684
20/06/2017 - Delibera 20 giugno 2017, n. 689
21/06/2017 - Corte costituzionale - sentenza 21 giugno 2017, n. 193
26/06/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 26 giugno 2017, n. 21
27/06/2017 - Delibera 27 giugno 2017, n. 695
03/07/2017 - Corte costituzionale - sentenza 3 luglio 2017, n. 191
04/07/2017 - Delibera 4 luglio 2017, n. 742
06/07/2017 - Legge provinciale 6 luglio 2017, n. 9
06/07/2017 - Legge provinciale 6 luglio 2017, n. 8
10/07/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 10 luglio 2017, n. 23
10/07/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 10 luglio 2017, n. 22
11/07/2017 - Corte costituzionale - sentenza 11 luglio 2017, n. 212
18/07/2017 - Delibera 18 luglio 2017, n. 794
18/07/2017 - Delibera 18 luglio 2017, n. 795
19/07/2017 - Accordo 19 luglio 2017, n. 0
20/07/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 20 luglio 2017, n. 24
25/07/2017 - Delibera 25 luglio 2017, n. 822
25/07/2017 - Delibera 25 luglio 2017, n. 813
25/07/2017 - Delibera 25 luglio 2017, n. 823
25/07/2017 - Delibera 25 luglio 2017, n. 816
25/07/2017 - Delibera 25 luglio 2017, n. 815
25/07/2017 - Delibera 25 luglio 2017, n. 808
27/07/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 27 luglio 2017, n. 25
07/08/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 7 agosto 2017, n. 27
07/08/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 7 agosto 2017, n. 26
07/08/2017 - Legge provinciale 7 agosto 2017, n. 10
07/08/2017 - Legge provinciale 7 agosto 2017, n. 12
07/08/2017 - Legge provinciale 7 agosto 2017, n. 13
07/08/2017 - Legge provinciale 7 agosto 2017, n. 11
07/08/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 7 agosto 2017, n. 28
08/08/2017 - Delibera 8 agosto 2017, n. 848
08/08/2017 - Delibera 8 agosto 2017, n. 860
08/08/2017 - Delibera 8 agosto 2017, n. 874
16/08/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 16 agosto 2017, n. 30
16/08/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 16 agosto 2017, n. 29
22/08/2017 - Delibera 22 agosto 2017, n. 903
22/08/2017 - Delibera 22 agosto 2017, n. 908
22/08/2017 - Delibera 22 agosto 2017, n. 909
23/08/2017 - Accordo 23 agosto 2017, n. 00
24/08/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 24 agosto 2017, n. 31
29/08/2017 - Delibera 29 agosto 2017, n. 929
29/08/2017 - Delibera 29 agosto 2017, n. 952
29/08/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 29 agosto 2017, n. 32
29/08/2017 - Delibera 29 agosto 2017, n. 950
29/08/2017 - Delibera 29 agosto 2017, n. 928
29/08/2017 - Delibera 29 agosto 2017, n. 943
01/09/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 1 settembre 2017, n. 33
01/09/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 1 settembre 2017, n. 34
01/09/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 1 settembre 2017, n. 35
05/09/2017 - Delibera 5 settembre 2017, n. 967
07/09/2017 - Decreto legislativo 7 settembre 2017, n. 162
19/09/2017 - Delibera 19 settembre 2017, n. 1005
19/09/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 19 settembre 2017, n. 36
19/09/2017 - Legge provinciale 19 settembre 2017, n. 15
19/09/2017 - Legge provinciale 19 settembre 2017, n. 14
26/09/2017 - Corte costituzionale - sentenza 26 settembre 2017, n. 228
26/09/2017 - Corte costituzionale - sentenza 26 settembre 2017, n. 231
26/09/2017 - Delibera 26 settembre 2017, n. 1036
26/09/2017 - Delibera 26 settembre 2017, n. 1033
26/09/2017 - Delibera 26 settembre 2017, n. 1034
03/10/2017 - Delibera 3 ottobre 2017, n. 1060
03/10/2017 - Delibera 3 ottobre 2017, n. 1054
10/10/2017 - Delibera 10 ottobre 2017, n. 1096
10/10/2017 - Delibera 10 ottobre 2017, n. 1092
10/10/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 10 ottobre 2017, n. 37
10/10/2017 - Delibera 10 ottobre 2017, n. 1068
10/10/2017 - Delibera 10 ottobre 2017, n. 1080
13/10/2017 - Legge provinciale 13 ottobre 2017, n. 17
13/10/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 13 ottobre 2017, n. 38
13/10/2017 - Legge provinciale 13 ottobre 2017, n. 16
17/10/2017 - Delibera 17 ottobre 2017, n. 1121
17/10/2017 - Delibera 17 ottobre 2017, n. 1123
17/10/2017 - Delibera 17 ottobre 2017, n. 1118
17/10/2017 - Delibera 17 ottobre 2017, n. 1122
17/10/2017 - Delibera 17 ottobre 2017, n. 1119
27/10/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 27 ottobre 2017, n. 39
31/10/2017 - Delibera 31 ottobre 2017, n. 1179
31/10/2017 - Delibera 31 ottobre 2017, n. 1168
31/10/2017 - Delibera 31 ottobre 2017, n. 1181
31/10/2017 - Delibera 31 ottobre 2017, n. 1184
31/10/2017 - Delibera 31 ottobre 2017, n. 1180
06/11/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 6 novembre 2017, n. 40
14/11/2017 - Delibera 14 novembre 2017, n. 1229
14/11/2017 - Delibera 14 novembre 2017, n. 1231
14/11/2017 - Delibera 14 novembre 2017, n. 1246
15/11/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 15 novembre 2017, n. 41
16/11/2017 - Legge provinciale 16 novembre 2017, n. 19
16/11/2017 - Legge provinciale 16 novembre 2017, n. 20
16/11/2017 - Legge provinciale 16 novembre 2017, n. 18
17/11/2017 - Legge provinciale 17 novembre 2017, n. 21
21/11/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 21 novembre 2017, n. 43
21/11/2017 - Delibera 21 novembre 2017, n. 1279
21/11/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 21 novembre 2017, n. 42
28/11/2017 - Delibera 28 novembre 2017, n. 1322
28/11/2017 - Delibera 28 novembre 2017, n. 1315
28/11/2017 - Delibera 28 novembre 2017, n. 1313
04/12/2017 - Legge costituzionale 4 dicembre 2017, n. 1
05/12/2017 - Corte costituzionale - sentenza 5 dicembre 2017, n. 270
05/12/2017 - Delibera 5 dicembre 2017, n. 1345
05/12/2017 - Delibera 5 dicembre 2017, n. 1344
05/12/2017 - Delibera 5 dicembre 2017, n. 1343
06/12/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 6 dicembre 2017, n. 44
12/12/2017 - Delibera 12 dicembre 2017, n. 1395
12/12/2017 - Delibera 12 dicembre 2017, n. 1405
12/12/2017 - Delibera 12 dicembre 2017, n. 1387
12/12/2017 - Delibera 12 dicembre 2017, n. 1401
12/12/2017 - Delibera 12 dicembre 2017, n. 1393
12/12/2017 - Delibera 12 dicembre 2017, n. 1382
15/12/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 15 dicembre 2017, n. 45
19/12/2017 - Delibera 19 dicembre 2017, n. 1413
19/12/2017 - Delibera 19 dicembre 2017, n. 1407
19/12/2017 - Delibera 19 dicembre 2017, n. 1412
19/12/2017 - Delibera 19 dicembre 2017, n. 1422
19/12/2017 - Delibera 19 dicembre 2017, n. 1435
19/12/2017 - Delibera 19 dicembre 2017, n. 1441
19/12/2017 - Delibera 19 dicembre 2017, n. 1448
19/12/2017 - Delibera 19 dicembre 2017, n. 1415
19/12/2017 - Delibera 19 dicembre 2017, n. 1421
19/12/2017 - Delibera 19 dicembre 2017, n. 1434
20/12/2017 - Legge provinciale 20 dicembre 2017, n. 23
20/12/2017 - Legge provinciale 20 dicembre 2017, n. 24
20/12/2017 - Legge provinciale 20 dicembre 2017, n. 22
27/12/2017 - Legge 27 dicembre 2017, n. 205
28/12/2017 - Delibera 28 dicembre 2017, n. 1480
28/12/2017 - Delibera 28 dicembre 2017, n. 1497
28/12/2017 - Decreto del Presidente della Provincia 28 dicembre 2017, n. 46
29/12/2017 - Decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 236
29/12/2017 - Decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 237

References: Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
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