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Timestamp: 2020-02-20 19:51:26+00:00

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Home -> Consulenze del lavoro -> Periodo di comporto, casi di esclusione dai controlli di reperibilità visita medico fiscale
Contratto collettivo: commercio - impiegata IV livello In caso di malattia per depressione sussiste l'obbligo di reperibilità del lavoratore? Che tipo di certificazione occorre produrre per poter essere esentati dall'obbligo di reperibilità?
A quanto ammonta il peridodo di comporto?
Probabilmente hai sentito parlare al telegiornale delle cause di esenzione dall’obbligo di reperibilità relative alla visita del medico fiscale, introdotte dal Ministro Brunetta, con decreto del 18 dicembre 2009.
L’articolo 2 del suddetto decreto prevede i casi di esclusione dai controlli di reperibilità; si introduce infatti il principio dell’esclusione dall’obbligo di reperibilità nei casi in cui l’assenza per malattia sia dovuta a:
Tale norma tuttavia, si applica esclusivamente ai dipendenti pubblici. I lavoratori privati invece non possono godere di casi di dell’esclusione dall’obbligo di reperibilità, previste dalla legge.
Mi dirai: ma tutto questo non è costituzionale, non siamo uguali dinanzi alla legge ???
E’ vero e probabilmente un giorno la Corte Costituzionale estenderà la suddetta norma anche al lavoro privato.
Attualmente, soltanto la contrattazione collettiva può prevedere per i lavoratori privati, dei casi di esclusione dall’obbligo di reperibilità.
Il tuo CCNL non prevede nulla di tutto questo.
Riporto in seguito le norme contrattuali in materia di malattia.
Art. 101 (Malattia)
Art. 102 (Normativa)
Salvo il caso di giustificato e comprovato impedimento e fermi restando gli obblighi di cui al successivo art. 51 il lavoratore ha l'obbligo di dare immediata notizia della propria malattia al datore di lavoro; in caso di mancata comunicazione, trascorso un giorno dall'inizio dell'assenza, l'assenza stessa sarà considerata ingiustificata, con le conseguenze previste dagli artt. 136 e 139 del presente contratto.
Il lavoratore ha l'obbligo di presentarsi in servizio alla data indicata dal certificato del medico curante ovvero, laddove siano esperiti i controlli sanitari previsti, alla data indicata dal certificato del medico di controllo; in caso di mancata presentazione o di ritardo ingiustificato, il rapporto di lavoro si intenderà risolto di pieno diritto con la corresponsione di quanto previsto agli artt. 154 e 155 del presente contratto.
Nell'ipotesi di continuazione della malattia, salvo il caso di giustificato e comprovato impedimento, il lavoratore ha l'obbligo di dare immediata notizia della continuazione stessa all'azienda da cui dipende; in caso di mancata comunicazione, trascorso un giorno dall'inizio dell'assenza, l'assenza stessa sarà considerata ingiustificata con le conseguenze previste dagli artt. 136 e 139 del presente contratto.
Art. 103 (Obblighi del lavoratore)
Il lavoratore è altresì tenuto a trovarsi nel proprio domicilio dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00, al fine di consentire l'effettuazione delle visite di controllo, richieste dal datore di lavoro.
Salvo i casi di giustificata e comprovata necessità di assentarsi dal domicilio per le visite, le prestazioni, gli accertamenti specialistici e le visite ambulatoriali di controllo e salvo i casi di forza maggiore dei quali ultimi il lavoratore ha l'obbligo di dare immediata notizia all'azienda da cui dipende, il mancato rispetto da parte del lavoratore dell'obbligo di cui al secondo comma del presente articolo comporta comunque l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 5, legge 11 novembre 1983, n. 638, quattordicesimo comma, nonché l'obbligo dell'immediato rientro in azienda.
In caso di mancato rientro, l'assenza sarà considerata ingiustificata, con le conseguenze previste dagli artt. 147 e 150 del presente contratto.
Per quanto riguarda il periodo di comporto dobbiamo fare riferimento agli articoli 104 e 110 del CCNL commercio, servizi, terziario.
Art. 104 (Periodo di comporto)
Durante la malattia, il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 180 giorni in un anno solare, trascorso il quale, perdurando la malattia, il datore di lavoro potrà procedere al licenziamento con la corresponsione di quanto previsto dagli artt. 154 e 155 del presente contratto, salvo quanto disposto dal successivo art. 110.
Nei confronti dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato le norme relative alla conservazione del posto ed al trattamento retributivo di cui al successivo articolo sono applicabili nei limiti di scadenza del contratto stesso.
I lavoratori che intendano beneficiare del periodo di aspettativa di cui al precedente comma dovranno presentare richiesta a mezzo raccomandata r.r. prima della scadenza del 180° giorno di assenza per malattia o infortunio e firmare espressa accettazione della suddetta condizione.
Al termine del periodo di aspettativa il datore di lavoro potrà procedere al licenziamento ai sensi del precedente art. 104; il periodo stesso è considerato utile ai fini dell'anzianità di servizio in caso di prosecuzione del rapporto.
Il periodo di comporto è pari ad un massimo di 180 giorni in un anno solare.
Trascorso il periodo di comporto, il dipendente in malattia per evitare il licenziamento, può avvalersi dell’aspettativa non retribuita per malattia ed infortunio di cui all’articolo 110 del CCNL.
Ai sensi dell’articolo 110, il periodo di comporto “sarà prolungato, a richiesta del lavoratore, per un ulteriore periodo di aspettativa non retribuita e non superiore a 120 giorni alla condizione che siano esibiti dal lavoratore regolari certificati medici.
Il datore di lavoro darà riscontro alla richiesta di cui al precedente comma, comunicando per iscritto la scadenza del periodo di aspettativa”.
Periodo di comporto massimo = 180 giorni annui, prolungati a richiesta del dipendente per altri 120 giorni di aspettativa non retribuita ex articolo 110 CCNL.
DECRETO 18 dicembre 2009, n. 206 Determinazione delle fasce orarie di reperibilita' per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia.
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References: Art. 101

Art. 102
 art. 51

Art. 103

Art. 104
 art. 110
 art. 104
 articolo 110