Source: http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/html/2010/03/10/08/comunic.htm
Timestamp: 2020-01-19 22:49:55+00:00

Document:
﻿VIII Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 10 marzo 2010
Mercoledì 10 marzo 2010. - Presidenza del vicepresidente Roberto TORTOLI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Roberto Menia.
Schema di regolamento ministeriale recante la fusione dell'APAT, dell'INFS e dell'ICRAM in un unico istituto, denominato Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).
Atto n. 193.
La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 9 marzo 2010.
Raffaella MARIANI (PD), preliminarmente, richiama il Governo alla necessità di valutare con ogni attenzione la richiesta formulata ieri dalla Conferenza delle regioni di essere consultata sul provvedimento in esame, attesa la delicatezza e il rilievo delle funzioni espletate dall'ISPRA, anche sotto il profilo delle competenze e delle attribuzioni delle regioni, nella sua qualità di organo centrale del sistema nazionale delle agenzie per la protezione ambientale. Rileva, quindi, che dopo circa 20 mesi risulta chiara la portata normativa dell'articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, visto che l'ISPRA viene giuridicamente e formalmente equiparato ad un dipartimento del Ministero dell'ambiente. Precisa che le attività tecnico scientifiche, prima in capo a APAT, ICRAM e INFS, diventano di competenza del ministero e delle sue articolazioni organizzative. Ritiene che tale impostazione risulta chiaramente evidente nell'articolo 11, comma 6, dello schema di regolamento, ove si prevede che, nei casi di accertate e gravi irregolarità, di comprovata difficoltà di funzionamento, di inosservanza delle linee direttive emanate dal Ministro vigilante o di mancato raggiungimento degli obiettivi indicati, possa essere disposta, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, la cessazione del presidente dalle sue funzioni e lo scioglimento del consiglio di amministrazione, con contestuale nomina di un commissario straordinario per l'amministrazione dell'Istituto per la durata massima di dodici mesi.
Fa presente che nei venti mesi successivi all'emanazione del sopra citato articolo 28 sono state adottate dal ministero una serie di decisioni o non-decisioni, di azioni e di non-azioni, coerenti e convergenti con il contenuto dell'attuale articolo 11, comma 6, dello schema di regolamento. A tale proposito, sottolinea come i tre enti APAT, INFS e ICRAM siano stati unificati in un unico ente, ISPRA, in assenza di un progetto ispiratore e della predisposizione di un percorso e di strumenti gestionali essenziali per la normale amministrazione del nuovo istituto, determinando così confusione, nonostante l'operazione fosse stata ufficialmente motivata dalla necessità di razionalizzare il sistema all'insegna dell'efficienza e dell'efficacia delle funzioni.
Fa notare come lo schema di regolamento in esame rinvii per le norme istitutive e, quindi, per la definizione dell'assetto amministrativo ad un regolamento da emanarsi successivamente, senza prevedere alcunché in ordine ai tempi di emanazione del suddetto regolamento. Ritiene che in tal modo si abbandona l'ISPRA in una sorta di limbo nel quale l'Istituto opererà in assenza di conclamate ed esplicite direttive operative e programmatiche,
e quindi con sempre maggiori difficoltà, oltre che in assenza di autonomia rispetto al ministero, da cui deriverà l'impossibilità di assumere alcuna nuova iniziativa.
Aggiunge che nel provvedimento in esame viene completamente ignorata la necessità di riorganizzare la logistica e la dislocazione geografica delle diverse sedi dell'Istituto e viene imposto un taglio brutale del personale precario senza alcuna considerazione dei riflessi negativi sulle attività sia tecniche che di ricerca, nonché su quelle afferenti i servizi adibiti al funzionamento operativo complessivo dell'Istituto.
Invita poi a considerare che nel provvedimento si impone il taglio di bilancio per il 2009 e 2010, visto che per il 2010 nel bilancio di previsione si prevede un fabbisogno di circa 123.000.000 euro a fronte di un finanziamento di 86.000.000 euro. Ritiene inoltre che non vi siano nel testo in esame misure risolutive rispetto alla fatiscenza e alla pericolosità strutturale di alcuni importanti edifici, e che risorse umane e spazi logistici siano stati periodicamente «requisiti» dal Ministero senza alcuna considerazione delle difficoltà conseguenti.
Sottolinea poi come la gestione commissariale sia stata estesa a dismisura nel tempo impedendo a priori ogni intento programmatico e progettuale all'Istituto e determinando, al contrario, una situazione di endemica precarietà e di crescente sfiducia da parte dei lavoratori circa un futuro plausibile per l'Istituto. Fa notare come sia stato emanato un dettagliatissimo regolamento di riordino delle attività del Ministero dell'Ambiente a fronte di un provvedimento di riordino dell'ISPRA che, mentre risulta estremamente generico nella definizione del ruolo, della missione e dell'attività, si presenta puntuale e preciso nella parte relativa ai poteri di vigilanza del Ministero dell'Ambiente sull'Istituto medesimo.
Alla luce delle sopra riportate considerazioni, ritiene abbastanza chiara l'operazione di accentramento che il Ministero ha effettuato in riferimento alla titolarità di funzioni e attività tecnico scientifiche prima di competenza di APAT, ICRAM e INFS. Si tratta di un'operazione che si è svolta in tre fasi rispondenti ai seguenti obiettivi: porre - con l'articolo 28, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 - nella disponibilità del Ministero i tre enti APAT, ICRAM e INFS, attraverso la loro fusione in un ente giuridicamente declassato nei suoi elementi costitutivi, quali regolamento e statuto, nonché negli organi statutari, presidente e consiglio di Amministrazione; favorire una gestione di bassissimo profilo del nuovo ente senza alcuna direttiva programmatica, con commissariamento lunghissimo e tagli di risorse umane e finanziarie; eliminazione di qualsiasi forma di autonomia e/o di possibile esercizio di terzietà, attraverso il combinato disposto del regolamento di riorganizzazione del Ministero dell'ambiente, del territorio e della tutela del mare con lo schema di regolamento dell'ISPRA.
Ritiene quindi che in tal modo sia stato formalizzato l'annullamento di qualsiasi distanza tra il luogo della decisione politica e il luogo dell'elaborazione delle basi tecniche della decisione politica e al contempo sia stato pregiudicata la possibilità di determinare le basi tecniche su cui impostare la necessaria valutazione della stessa decisione politica. Ne consegue a suo avviso l'annullamento della distanza tra gli interessi politici e la gestione tecnica di attività che devono prescindere dagli interessi di natura politica.
Conclude rilevando come il sistema dei controlli ambientali e quello della ricerca sulla protezione dell'ambiente in tutte le sue articolazioni non avrà più nemmeno la parvenza di autonomia e almeno in questo settore il cittadino risulterà privato di una interlocuzione e di un riferimento che, in quanto distante dagli interessi della politica, sia in egual misura oggettivamente più credibile e utile.
Ermete REALACCI (PD), nell'esprimere condivisione con i rilievi prospettati dal
deputato Mariani, intende sottolineare l'importanza del provvedimento in esame per lo svolgimento di una seria politica ambientale. Ritiene, al riguardo, che occorra evitare politiche di breve durata legate al volontà di un particolare Ministro, pensando, invece, che l'organizzazione di un Istituto è destinata a durare oltre il normale avvicendarsi di maggioranze politiche. Dato il lungo lasso di tempo trascorso, si immaginava che fosse stata fatta una riflessione approfondita sui compiti dell'Istituto e sul nuovo ruolo che lo stesso è chiamato a svolgere; dalla lettura del provvedimento in esame non sembra si possa dire che tali aspettative siano state soddisfatte. In primo luogo esso sembra sottovalutare quanto cruciale sia in tale settore la predisposizione di un sistema di controlli autorevoli al quale i cittadini possano guardare con rispetto e fiducia; in quest'ottica il ruolo dell'ISPRA risulta di fondamentale importanza, al pari di quello svolto dall'Istituto per la fauna selvatica nell'ambito dell'esercizio dell'attività venatoria. Il provvedimento si presenta sotto questo versante estremamente confuso, accentuando il ruolo della ricerca dell'Istituto che, seppur esistente, risulta sempre strumentale a quello principale legato all'attività di controllo che viene svolta in collaborazione con le Agenzie territoriali. Sottolinea, inoltre, come la stessa configurazione dell'Istituto risulti troppo legata al Ministero dell'Ambiente, dimenticando che il ruolo cui esso è chiamata è un ruolo di sistema e di raccordo con le diverse realtà territoriali. Altro tema delicato, come del resto già sottolineato, è quello del rapporto tra i finanziamenti privati alla ricerca ed il ruolo di controllo che l'istituto è chiamato a svolgere, potendo determinarsi una convergenza tra i soggetti finanziatori e quelli passibili di verifiche. Rileva, altresì, che mentre in taluni casi, come nel caso delle nomine a presidente dell'ente parco, è previsto un coinvolgimento del Parlamento, attraverso l'espressione di un parere da parte delle Commissioni competenti, nulla viene previsto in tal senso relativamente alla nomina del Presidente dell'Istituto, nonché relativamente alla possibilità di disporre il commissariamento dell'Istituto previa presentazione di una relazione al Parlamento in ordine a tale decisione. Conclude sollecitando il relatore a tenere in considerazione i rilievi espressi nella proposta di parere che sarà presentata.
Sergio Michele PIFFARI (IdV) esprime, preliminarmente, piena condivisione per le osservazioni critiche svolte dai deputati Mariani e Realacci. Rileva, quindi, che l'operazione di riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero, a suo tempo decisa dal Ministro dell'ambiente anche con riferimento a esigenze di contenimento delle spese, si è andata rivelando sempre più come un grave insuccesso. Ritiene, infatti, che a distanza di 20 mesi dalla operazione di accorpamento nell'ISPRA dei tre enti preesistenti, la mancanza di direttive chiare si è tradotta semplicemente in mancato esercizio di funzioni, in costi inaccettabili per mancato utilizzo delle competenze professionali disponibili, in aumento della sfiducia dei cittadini per le attività di enti sempre più percepiti come «inutili». In questo senso, denuncia la gravità della mancanza, da parte del Ministro dell'ambiente, di un vero progetto di riorganizzazione delle strutture dei vecchi enti soppressi e del nuovo istituto, da cui sembra emergere la volontà politica di «togliere di mezzo» strutture e funzioni che, soprattutto per la loro storica funzione di dialogo e di supporto alle attività delle istituzioni territoriali, sono percepite dal Governo in carica come elementi di disturbo. Nel sottolineare, inoltre, l'importanza del tema evocato dal deputato Realacci con riferimento alla centralità del Parlamento nella definizione degli indirizzi e degli organi di direzione dell'ISPRA, denuncia l'inaccettabile volontà del Governo di emarginare e di mortificare in questa occasione, come del resto è già avvenuto con riferimento alle attività della Sogesid s.p.a., le istituzioni parlamentari privandole di ogni reale capacità reale di esercitare le proprie funzioni e di incidere
nella costruzione delle politiche ambientali.
Conclude, formulando l'auspicio che il relatore possa e sappia tenere conto delle sollecitazioni e delle proposte emerse nel corso del dibattito in sede di stesura della proposta di parere sullo schema di decreto in esame.
Il sottosegretario Roberto MENIA esprime apprezzamento per l'approfondito dibattito che ha ascoltato con attenzione. Dichiara, altresì, di condividere alcune delle osservazioni svolte dai deputati, con particolare riferimento alla esigenza di salvaguardare la fondamentale funzione del nuovo istituto di coordinamento dell'intero sistema nazionale delle agenzie di protezione dell'ambiente, nonché a quella, altrettanto importante, di tutelare pienamente l'autonomia e la credibilità del nuovo istituto nel momento in cui si apre alla possibilità di reperire anche dai soggetti privati le risorse per il proprio funzionamento. Al riguardo ritiene che su tali questioni lo schema di regolamento in esame cerca di intervenire positivamente, anche se ritiene che sia senz'altro possibile chiarirle e definirle meglio. Sottolinea, peraltro, che alcune delle osservazioni e delle proposte emerse dal dibattito potranno trovare risposta in sede di emanazione dello statuto del nuovo istituto. Conclude formulando l'auspicio che la Commissione si esprima con un parere favorevole sul provvedimento in esame, confermando la piena disponibilità a valutare con attenzione le eventuali osservazioni e proposte di modifica che saranno formulate nel parere stesso.
Roberto TORTOLI , presidente e relatore, ritiene che sia difficile non dirsi d'accordo con le osservazioni e le proposte formulate dal deputato Realacci, a partire dalla enunciazione dell'obiettivo strategico della terzietà dell'ISPRA, da perseguire con coerenza anche in sede di stesura del regolamento e dello statuto del nuovo istituto. Si tratta a suo avviso di un obiettivo che è frutto di una profonda consapevolezza, maturata nel corso degli anni, in relazione agli aspetti che hanno caratterizzato, in senso positivo ma anche in senso negativo, il funzionamento dell'APAT e delle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente.
Riconosce che questo obiettivo non si rinviene con la necessaria chiarezza nello schema di decreto in esame, così come non sono nitidamente risolte, da un lato, le questioni richiamate dal rappresentante del Governo e relative al coordinamento del complessivo sistema nazionale delle agenzie per la protezione ambientale e al reperimento delle risorse - anche di natura privata - necessarie al funzionamento del nuovo istituto, nonché quelle evidenziate dal deputato Realacci di un coinvolgimento pieno delle Commissioni parlamentari nella definizione delle linee guida e nella scelta dei vertici dell'ISPRA nonché nella indicazione dell'obiettivo della costruzione e del radicamento di un moderno sistema di controlli ambientali come missione essenziale del nuovo istituto. Ritiene, altresì, che proprio per l'importanza che il rappresentante del Governo ha attribuito all'emanando statuto del nuovo istituto, sarebbe opportuno che la Commissione venisse coinvolta nel suo esame prima della sua approvazione definitiva.
Per tali ragioni, pur manifestando l'intenzione di voler lavorare alla stesura di una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame, ritiene che sia opportuno e giusto farsi carico delle richieste e delle proposte che i gruppi hanno avanzato e annuncia l'intenzione di voler procedere, nel dialogo con il Ministero dell'ambiente, alla redazione di un articolata proposta di parere che, seppur non vincolante, possa in qualche modo rappresentare un contributo per il miglioramento del testo dello schema di decreto in esame.
Mercoledì 10 marzo 2010. - Presidenza del presidente Angelo ALESSANDRI. - Interviene
Angelo ALESSANDRI (LNP), presidente, propone che la Commissione proceda ad un'inversione dell'ordine del giorno, in attesa dell'arrivo del sottosegretario di Stato per le infrastrutture, nel senso di esaminare dapprima i provvedimenti in sede consultiva, per passare successivamente allo svolgimento di interrogazioni, alla discussione delle risoluzioni, e infine all'esame in sede referente della proposta di legge C. 60 in materia di disciplina dell'attività professionale di costruttore edile.
Disposizioni per la valorizzazione del patrimonio archivistico, libraio, artistico e culturale dell'Abbazia di Montecassino e per il recupero e il restauro del Monastero di San Benedetto in Subiaco, nonché per la valorizzazione storica, culturale, turistica e ambientale di Volandia - Museo dell'aeronautica in Vizzola Ticino.
Nuovo testo C. 2165 Anna Teresa Formisano e abb.
Renato Walter TOGNI (LNP), relatore, propone che la Commissione esprima parere favorevole sul provvedimento in esame.
Sergio Michele PIFFARI (IdV) annuncia il voto di astensione del suo gruppo sul provvedimento in esame, ritenendo che sul tema del restauro e del recupero di beni di interessi storico culturale andrebbe svolta una riflessione complessiva, non limitata ad interventi singoli e specifici.
Il sottosegretario Roberto MENIA esprime condivisione sulla proposta di parere favorevole formulata dal relatore.
DL 3/10 misure urgenti per garantire la sicurezza di approvvigionamento di energia elettrica nelle isole maggiori.
Ermete REALACCI (PD) ritiene importante che la Commissione ribadisca in questa sede quanto deciso pochi giorni fa in sede di discussione del decreto-legge n. 195 del 2009, manifestando la propria contrarietà all'articolo 2-quinquies del provvedimento in esame, il quale riproduce il contenuto dell'articolo 17-quinquies del citato decreto-legge n. 195 del 2009, espunto dal testo proprio per decisione della VIII Commissione della Camera, in quanto limitativo dei poteri parlamentari di controllo sulle nomine dei commissari straordinari per la realizzazione di opere di opere connesse alla trasmissione, alla distribuzione e alla produzione di energia avente carattere strategico nazionale.
Antonino Salvatore GERMANÀ (PdL), relatore, valutate anche le osservazioni testé formulate dal deputato Realacci, formula una proposta di parere favorevole con osservazione, di cui raccomanda l'approvazione (vedi allegato 1).
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con osservazioni presentata dal relatore.
Mercoledì 10 marzo 2010. - Presidenza del presidente Angelo ALESSANDRI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Roberto Menia.
5-00955 Bratti: contributo degli enti locali al raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
Raffaella MARIANI (PD), cofirmataria dell'interrogazione in titolo, si dichiara totalmente insoddisfatta della risposta fornita dal rappresentante del Governo, che peraltro è pervenuta dopo un considerevole lasso di tempo dalla data di presentazione dell'interrogazione.
5-01655 Zamparutti: misure per un corretto funzionamento degli incentivi per l'installazione degli impianti fotovoltaici.
Elisabetta ZAMPARUTTI (PD) si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta fornita dal rappresentante del Governo, che fornisce elementi positivi di risposta sul versante della semplificazione delle procedure, ma elude la questione altrettanto importante della stabilità e della chiarezza delle medesime procedure.
5-01798 Di Cagno Abbrescia: proroga del divieto di conferimento in discarica di alcune tipologie di rifiuti.
Simeone DI CAGNO ABBRESCIA (PdL) nel ringraziare il rappresentante del Governo per la risposta, ricorda di aver presentato molti mesi fa l'atto di sindacato ispettivo in titolo affinché il Governo assumesse una misura capace di risolvere in modo duraturo la questione in esso rappresentata. Sotto questo profilo, pur prendendo atto positivamente della proroga al 31 dicembre 2010 dell'entrata in vigore della disposizione che vieta lo smaltimento in discarica della tipologia di rifiuti richiamata nella propria interrogazione, ritiene che tale proroga avrebbe dovuto essere di almeno cinque anni, dal momento che questo, realisticamente, è il periodo necessario alla costruzione, in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, degli impianti di incenerimento dei rifiuti necessari a risolvere definitivamente la problematica in questione.
5-02299 Trappolino: bonifica delle aree colpite dall'incendio del 2 luglio 2009 in un'azienda di Vascigliano di Stroncone.
Gianpiero BOCCI (PD), cofirmatario dell'interrogazione in titolo, si dichiara profondamente insoddisfatto della risposta fornita dal sottosegretario Menia al proprio atto di sindacato ispettivo. Si tratta, infatti, di una risposta che arriva con grave ritardo e che non tiene conto dei recenti sviluppi di una vicenda che 10 giorni fa ha visto l'emanazione da parte della magistratura di provvedimenti cautelari con i quali, oltre all'ipotesi di danno ambientale, viene prospettata la possibilità che nell'incidente in questione si sia prodotta anche una dispersione di diossina nell'ambiente. Conclude richiamando il Governo ad un'attenzione almeno pari alla gravità della situazione e alla necessità che sia immediatamente avviato, con la messa
a disposizione da parte del Governo delle necessarie risorse, l'indispensabile intervento di bonifica delle aree inquinate.
5-02549 Peluffo: inserimento fra i siti di interesse nazionale dell'area inquinata dell'ex cava Ronchi nel comune di Baranzate.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD) nel ringraziare il sottosegretario Menia per la cortesia dimostrata nel rispondere al proprio atto di sindacato ispettivo, si dichiara, tuttavia, insoddisfatto della risposta fornita. Essa, infatti, non fornisce alcuna risposta né alla richiesta di inserire l'area inquinata dell'ex cava Ronchi del comune di Baranzate fra i siti di interesse nazionale, né alla ulteriore richiesta di reperire e mettere a disposizione le risorse necessarie alla bonifica della stessa area. Nel richiamare il Governo alla necessità di non sottovalutare una questione che rappresenta oltre un grave problema ambientale, anche un pericolo per la salute dei cittadini, preannuncia l'intenzione di riproporre, con nuove iniziative, le richieste che oggi non hanno avuto risposta positiva.
Mercoledì 10 marzo 2010. - Presidenza del presidente Angelo ALESSANDRI. - Interviene il sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti, Mario Mantovani.
La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 10 febbraio 2010.
Angelo ALESSANDRI, presidente, in relazione agli emendamenti e articoli aggiuntivi presentati (vedi allegato 7) avverte che, ai sensi dell'articolo 89 del regolamento, l'articolo aggiuntivo Vella 2.01 è da ritenersi inammissibile in quanto relativo ad argomento estraneo alle materie disciplinate dalla proposta di legge in esame.
Manuela LANZARIN (LNP), relatore, in merito agli emendamenti presentati all'articolo 1, invita i presentatori al ritiro dell'emendamento Cazzola 1.1 e degli identici emendamenti Margiotta 1.2 e Tommaso Foti 1.4, esprimendo, altrimenti, parere contrario; esprime parere favorevole sull'emendamento Razzi 1.3. Sugli emendamenti riferiti all'articolo 2, invita al ritiro i presentatori degli identici emendamenti Margiotta 2.2 e Tommaso Foti 2.1, esprimendo, altrimenti, parere contrario. Ritira il proprio emendamento 2.6, mentre esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Margiotta 2.3, Stradella 2.4 e Tommaso Foti 2.5, nonché sugli identici emendamenti Margiotta 2.8 e Tommaso Foti 2.9 e sull'emendamento Stradella 2.11. Propone poi di accantonare l'emendamento Togni 2.7 al fine di poter effettuare sullo stesso una più approfondita valutazione. Esprime, altresì, parere favorevole sull'emendamento Cazzola 2.10 a condizione che sia riformulato nel senso di mantenere fermo quanto previsto dall'articolo 27 del decreto legislativo n. 81 del 2008. In merito agli emendamenti riferiti all'articolo 4, esprime parere favorevole sull'emendamento Cazzola 4.1; invita al ritiro i presentatori degli identici emendamenti Margiotta 4.2 e Tommaso Foti 4.3, esprimendo, altrimenti, parere contrario. Esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Tommaso Foti 4.4 e Margiotta 4.5. Invita al ritiro i presentatori dell'emendamento Libé 4.6, esprimendo, altrimenti, parere contrario. Riguardo agli emendamenti riferiti all'articolo 5, raccomanda l'approvazione degli emendamenti a sua firma 5.1 e 5.2 ed esprime parere
favorevole sugli identici emendamenti Margiotta 5.3 e Tommaso Foti 5.4. Sugli emendamenti riferiti all'articolo 6, raccomanda l'approvazione del suo emendamento 6.1, invita al ritiro i presentatori dell'emendamento Libé 6.2 e degli identici emendamenti Stradella 6.3, Tommaso Foti 6.4 e Margiotta 6.5, esprimendo, altrimenti, parere contrario. Raccomanda l'approvazione del suo emendamento 6.6, come riformulato, nel senso di prevedere il riferimento ad una pena detentiva superiore a due anni in luogo di un solo anno. In merito agli emendamenti riferiti all'articolo 7, invita al ritiro i presentatori degli emendamenti Margiotta 7.2, Tommaso Foti 7.3 e Razzi 7.4, esprimendo, altrimenti, parere contrario. Raccomanda l'approvazione del suo emendamento 7.1. Esprime parere favorevole sugli emendamenti Piffari 7.5 e Razzi 7.6. Esprime parere favorevole sull'emendamento Tommaso Foti 7.7 a condizione che venga riformulato nel senso di sostituire le parole «all'abilitazione professionale» con quelle «all'abilitazione alla qualifica di responsabile tecnico». Invita al ritiro i presentatori dell'emendamento Piffari 7.8 e degli identici emendamenti Margiotta 7.9 e Tommaso Foti 7.10, esprimendo, altrimenti, parere contrario. Esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Tommaso Foti 7.11, Stradella 7.12 e Margiotta 7.13 a condizione che vengano riformulati nel senso di prevedere che le funzioni di direttore tecnico devono essere state svolte in un periodo non antecedente agli ultimi cinque anni. Invita al ritiro i presentatori degli emendamenti Libé 7.14 e Razzi 7.15, 7.16 e 7.17. In merito agli emendamenti presentati all'articolo 8, invita al ritiro i presentatori degli identici emendamenti Tommaso Foti 8.1 e Margiotta 8.3, Stradella 8.2, Libé 8.4, Piffari 8.5, esprimendo, altrimenti, parere contrario. Raccomanda l'approvazione del suo emendamento a sua firma 8.6 come riformulato in modo da comprendere quanto contenuto nell'emendamento Cazzola 8.11 che invita il presentatore a ritirare. Invita al ritiro i presentatori degli emendamenti Stradella 8.7, Cazzola 8.8 e degli identici emendamenti Margiotta 8.9 e Tommaso Foti 8.10. Invita al ritiro i presentatori degli emendamenti Piffari 8.12 e Cazzola 8.13 esprimendo, altrimenti, parere contrario. In merito agli emendamenti riferiti all'articolo 9 invita al ritiro i presentatori degli identici emendamenti Margiotta 9.1 Tommaso Foti 9.2. Raccomanda l'approvazione dei propri emendamenti 9.3 e 9.4. Invita al ritiro i presentatori dell'emendamento Cazzola 9.5. Esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Cazzola 10.01, mentre relativamente agli emendamenti riferiti all'articolo 11, raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 11.1 ed invita al ritiro i presentatori dell'emendamento Cazzola 11.2. Sull'articolo 12 invita al ritiro i presentatori degli identici emendamenti Margiotta 12.1 e Tommaso Foti 12.2, esprimendo altrimenti parere contrario. In riferimento all'articolo 13 invita i presentatori al ritiro dell'emendamento Razzi 13.1 esprimendo, altrimenti, parere contrario. In merito all'articolo 14 invita al ritiro i presentatori degli emendamenti Cazzola 14.1, 14.2 e 14.3. Invita al ritiro i presentatori dell'emendamento Cazzola 15.1 e raccomanda infine l'approvazione del proprio emendamento Tit. 1.
Il sottosegretario Mario MANTOVANI annuncia la presentazione di due emendamenti riferiti all'articolo 7 e all'articolo 12 finalizzati entrambi a rendere applicabili rispettivamente le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 7 e al comma 2 dell'articolo 12 del provvedimento in esame anche dopo l'entrata in vigore del regolamento attuativo del codice dei contratti pubblici. Esprime parere conforme a quello espresso dal relatore sui restanti emendamenti.
Angelo ALESSANDRI, presidente, avverte di avere acquisito per le vie brevi di tutti i rappresentanti dei gruppi la disponibilità a rinunciare alla fissazione di un termine per la presentazione di subemendamenti gli emendamenti 7.40 e 12.20 testé presentati dal Governo (vedi allegato 7).
Giuliano CAZZOLA (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 1.1.
Tommaso FOTI (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 1.4.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Margiotta 1.2 ed approva l'emendamento Razzi 1.3.
Tommaso FOTI (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 2.1.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Margiotta 2.2 ed approva gli identici emendamenti Margiotta 2.3, Stradella 2.4 e Tommaso Foti 2.5.
Angelo ALESSANDRI, presidente, propone, come richiesto dal relatore, di accantonare l'emendamento Togni 2.7.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli identici emendamenti Margiotta 2.8 e Tommaso Foti 2.9.
Giuliano CAZZOLA (PdL) accoglie la riformulazione proposta dal relatore relativamente all'emendamento a sua firma 2.10.
La Commissione approva, con distinte votazioni, l'emendamento Cazzola 2.10 (nuova formulazione) (vedi allegato 7) e l'emendamento Stradella 2.11.
La Commissione approva quindi l'emendamento Cazzola 4.1.
Tommaso FOTI (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 4.3.
La Commissione respinge l'emendamento Margiotta 4.2.
La Commissione approva gli identici emendamenti Tommaso Foti 4.4 e Margiotta 4.5.
Angelo ALESSANDRI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Libé 4.6: si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione approva, con distinte votazioni, gli emendamenti 5.1 e 5.2 del relatore, gli identici emendamenti Margiotta 5.3 e Tommaso Foti 5.4, nonché l'emendamento 6.1 del relatore.
Angelo ALESSANDRI, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti emendamenti Libé 6.2 e Stradella 6.3: si intende vi abbiano rinunciato.
Tommaso FOTI (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 6.4.
La Commissione respinge l'emendamento Margiotta 6.5 ed approva l'emendamento del relatore 6.6 (nuova formulazione) (vedi allegato 7).
La Commissione respinge l'emendamento Margiotta 7.2.
Tommaso FOTI (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 7.3.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Razzi 7.4 ed approva gli emendamenti 7.1 del relatore, Piffari 7.5 e Razzi 7.6.
Tommaso FOTI (PdL) accoglie la riformulazione proposta dal relatore relativamente all'emendamento a sua firma 7.7.
La Commissione approva l'emendamento Tommaso Foti 7.7 (nuova formulazione) (vedi allegato 7).
La Commissione respinge l'emendamento Piffari 7.8.
Tommaso FOTI (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 7.10.
La Commissione respinge l'emendamento Margiotta 7.9.
Tommaso FOTI (PdL) accoglie la riformulazione proposta dal relatore relativa mente all'emendamento a sua firma 7.11.
Salvatore MARGIOTTA (PD) accoglie la riformulazione proposta dal relatore relativamente all'emendamento a sua firma 7.13.
Angelo ALESSANDRI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Stradella 7.12: si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione approva gli identici emendamenti Tommaso Foti 7.11 (nuova formulazione) e Margiotta 7.13 (nuova formulazione) (vedi allegato 7), nonché l'emendamento del Governo 7.40.
Angelo ALESSANDRI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Libè 7.14: si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamento Razzi 7.15, 7.16 e 7.17.
Tommaso FOTI (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 8.1.
La Commissione respinge l'emendamento Margiotta 8.3.
Angelo ALESSANDRI, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Stradella 8.2 e Libè 8.4: si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Piffari 8.5 e approva quindi l'emendamento 8.6 del relatore (nuova formulazione) risultando così assorbiti tutti gli emendamenti incidenti sul comma 2 dell'articolo 8.
La Commissione respinge l'emendamento Piffari 8.12.
Giuliano CAZZOLA (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 8.13.
Tommaso FOTI (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 9.2.
La Commissione respinge l'emendamento Margiotta 9.1.
La Commissione approva, con distinte votazioni, gli emendamenti 9.3 e 9.4 del relatore.
Giuliano CAZZOLA (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 9.5.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'articolo aggiuntivo Cazzola 10.01, nonché l'emendamento del relatore 11.1.
Giuliano CAZZOLA (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 11.2.
Tommaso FOTI (PdL) ritira l'emendamento a sua firma 12.2.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Margiotta 12.1, approva l'emendamento del Governo 12.20 e respinge l'emendamento Razzi 13.1.
Giuliano CAZZOLA (PdL) ritira gli emendamenti a sua firma 14.1, 14.2, 14.3 e 15.1.
La Commissione approva l'emendamento Tit. 1 del relatore.
Angelo ALESSANDRI, presidente, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
7-00218 Tommaso Foti: adeguamento dei limiti per la gestione in proprio del servizio idrico nei piccoli comuni.
7-00271 Germanà: attività di monitoraggio sul territorio di Messina.
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 281 del 10 febbraio 2010, a pagina 85, prima colonna, diciannovesima riga, le parole: «sostituire la lettera b)» sono sostituite dalle seguenti «, lettera b), sostituire l'alinea».

References: articolo 28
 articolo 11
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario