Source: http://www.grusol.it/informazioni/26-01-04bis.asp
Timestamp: 2019-10-16 11:49:12+00:00

Document:
Regione Piemonte. La legge di riordino dei servizi sociali
Bollettino Ufficiale n. 02 del 15. 01. 2004
Art. 3. (Principi e modalita' per l'erogazione dei servizi)
Art. 21. (Qualita' dei servizi)
Art. 31. (Modalita' di affidamento dei servizi alla persona)
Art. 34. (Le attivita' formative)
Art. 39. (Titolarita' degli oneri degli interventi e dei servizi sociali)
Art. 41. (Attivita' di promozione regionale)
Art. 43. (Tempi di cura, tempi di lavoro e tempi delle citta')
Art. 44. (Attivita' di promozione regionale)
Art. 46. (Attivita' di promozione regionale)
Art. 49. (Attivita' di promozione regionale)
Art. 51. (Attivita' di promozione regionale per persone detenute ed ex detenute)
Art. 52. (Attivita' di promozione regionale per persone senza fissa dimora)
Art. 53. (Attivita' di promozione regionale per le persone con problemi di dipendenza)
Art. 55. (Soppressione del controllo di legittimita' sugli atti delle IPAB)
Art. 59. (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 21 maggio 1975, n. 31 "Norme per la concessione di contributi agli istituti di patronato e di assistenza sociale")
Art. 60. (Modifiche alla legge regionale 31 agosto 1989, n. 55 "Costituzione del Consiglio regionale sui problemi dei minori e sostegno di iniziative per la tutela dei minori")
Art. 61. (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9 giugno 1994, n. 18 "Norme di attuazione della legge 381/1991 'Disciplina delle cooperative sociali'")
Art. 62. (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 29 agosto 1994, n. 38 "Valorizzazione e promozione del volontariato")
Art. 63. (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 23 marzo 1995, n. 45 "Impiego di detenuti in semiliberta' o ammessi al lavoro esterno per lavori socialmente utili a protezione dell'ambiente")
Art. 64. (Modifiche alla legge regionale 15 gennaio 1973, n. 3 "Criteri generali per la costruzione, l'impianto, la gestione ed il controllo degli asili-nido comunali costruiti e gestiti con il concorso dello Stato di cui alla legge 6 dicembre 1971, n. 1044 e con quello della Regione")
c) coordinamento ed integrazione con gli interventi sanitari, dell'istruzione, della giustizia minorile, nonchè con le politiche attive della formazione, del lavoro, delle politiche migratorie, della casa, della sicurezza sociale e degli altri servizi sociali del territorio;
c) trasferimento annuale, per il tramite della Regione, delle risorse finanziarie equivalenti a quelle utilizzate per l'esercizio 2000 al netto degli importi erogati da altri enti.
1. Le Aziende sanitarie locali (ASL) assicurano, secondo la normativa vigente e secondo le modalita' individuate nei piani attuativi aziendali, nei programmi delle attivita' territoriali e nei piani di zona, le attivita' sanitarie a rilievo sociale e le prestazioni ad elevata integrazione sanitaria garantendone l'integrazione, su base distrettuale, con le attivita' sociali a rilievo sanitario di competenza dei comuni, e mettono a disposizione le professionalita' sanitarie per l'espletamento delle funzioni di vigilanza di cui all'articolo 26.
5. Le attivita' sociali a rilievo sanitario per la tutela materno-infantile e dell'eta' evolutiva nonche' per adulti ed anziani con limitazione dell'autonomia, le attivita' di formazione professionale del personale dei servizi sociali e quelle relative all'autorizzazione, accreditamento e vigilanza sui servizi e sulle strutture sono obbligatoriamente gestite in forma associata ai sensi dei commi 1, 2 e 3, o dai comuni capoluoghi di provincia o dalle ASL delegate. I soggetti gestori assicurano le attivita' sociali a rilievo sanitario garantendone l'integrazione, su base distrettuale, con le attivita' sanitarie a rilievo sociale e con le prestazioni ad elevata integrazione sanitaria di competenza delle ASL.
1. I comuni singoli od associati, a tutela dei diritti della popolazione, d'intesa con le ASL nelle forme previste dall'articolo 3 quater, comma 3, lettera c), del d.lgs. 502/1992 e successive modificazioni per quanto attiene alle attività di integrazione socio-sanitaria, provvedono a definire il piano di zona ai sensi dell'articolo 19 della l. 328/2000 che rappresenta lo strumento fondamentale e obbligatorio per la definizione del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali del territorio di competenza.
d) sostegno e promozione dell'infanzia, della adolescenza e delle responsabilità familiari;
9. La cessazione dell'attivita' svolta è comunicata almeno centoventi giorni prima all'ente titolare della funzione autorizzativa e determina la decadenza dell'autorizzazione.
8. Con il provvedimento regionale di cui all'articolo 26, comma 4, vengono indicate le ulteriori fattispecie di violazione che possono provocare la revoca del titolo autorizzativo.
1. L'esercizio dei servizi e delle strutture socio-assistenziali pubbliche e private a ciclo residenziale e semiresidenziale senza la prescritta autorizzazione o con eccedenza di ospiti rispetto ai posti autorizzati, l'inosservanza delle disposizioni di cui all'articolo 27, commi 5 e 6, nonche' la reiterata inadempienza alle singole prescrizioni impartite dal titolare delle funzioni di vigilanza, costituiscono illecito amministrativo.
5. I proventi derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie sono introitati dai soggetti titolari delle funzioni di autorizzazione e vigilanza in appositi capitoli di bilancio.
b) laurea in scienze dell'educazione-indirizzo educatore professionale extrascolastico, indirizzo e curriculum educatore professionale;
c) laurea di educatore professionale conseguita ai sensi del decreto ministeriale 8 ottobre 1998, n. 520 (Regolamento recante norme per l'individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell'educatore professionale, ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502).
1. In via transitoria, fino all'entrata in vigore del provvedimento della Giunta regionale di cui all'articolo 26, comma 4, le funzioni amministrative di vigilanza, comprese quelle relative alle RSA, sono esercitate dalle ASL e dal Comune di Torino per i servizi e le strutture operanti sul proprio territorio, secondo le modalita' e gli indirizzi indicati dagli atti amministrativi regionali di riferimento.
2. Le funzioni amministrative di vigilanza relative alle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) gestite direttamente dalle ASL, sono esercitate dalla Regione, secondo le modalita' e gli indirizzi indicati dagli atti amministrativi regionali di riferimento.
2. In seno al predetto Collegio è garantita la rappresentanza della minoranza consiliare nonchè eventuali componenti di diritto, qualora previsti nello Statuto dell'Ente.
b) "alle iniziative di promozione, di informazione e di prevenzione, di formazione nei settori dell'assistenza e della sicurezza sociale, nonche' di consulenza, per attivita' finalizzate all'espletamento di pratiche a favore di soggetti e nei settori di intervento previsti dalla l. 152/2001".
10. Il comma 2 dell'articolo 11 della l.r. 38/1994 è sostituito dal seguente:
"2. Con deliberazione della Giunta regionale, acquisito il parere della competente commissione consiliare, vengono definite la composizione e le modalità di funzionamento del Consiglio regionale di cui al comma 1.".
"Art. 14 (Contributi)
- Presentato dalla Giunta regionale l'8 aprile 2002.
- Testo licenziato dalla commissione referente il 4 giugno 2003 con relazione di Pier Luigi Gallarini. - Approvato in Aula il 16 dicembre 2003, con emendamenti sul testo, con 28 voti favorevoli, 4 voti contrari, 9 astenuti e 1 non votante.

References: Art. 3

Art. 21

Art. 31

Art. 34

Art. 39

Art. 41

Art. 43

Art. 44

Art. 46

Art. 49

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 55

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64