Source: http://avvocatocanu.blogspot.com/2010/
Timestamp: 2020-02-21 22:21:28+00:00

Document:
Novità giuridiche: 2010
Il Tribunale di Verona con Sentenza 31 marzo - 26 aprile 2010, n. 854 (pubblicata sul sito Altalex) si è occupato di maltrattamento di animali.
Il caso: Il proprietario di un cane ha lasciato lo stesso esposto al sole nei pressi della propria abitazione senza acqua ed in condizioni di denutrizione, ha omettesso di curarne una ferita all'arto posteriore destro, degenerata in una necrosi totale della zampa dalla quale derivava la morte dell'animale.
La decisione: Il Tribunale ha ritenuto il porprietario colepavole di maltrattamento di animali, reato che si verifica quando taluno, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, e prevede un'aggravante se da tale condotta deriva la morte dell'animale. Non vi è dubbio, secondo il Tribunale scaligero, che l'iniziale lesione al cane non è stata cagionata dall'imputato, ma è altrettanto indubbio che la mancanza di cure adeguate, il grave disinteresse mostrato per le condizioni dell'animale che peggioravano giorno per giorno, hanno cagionato un aggravamento della lesione preesistente di tale entità da condurre a morte il cane nel giro di pochi giorni.
Il provvedimento del Garante della Privacy in materia di videosorveglianza
L'installazione dei sistemi di videosorveglianza per fini esclusivamente personali. Sempre più spesso i privati cittadini decidono di installare nella propria abitazione dei sistemi di videosorveglianza al solo scopo di proteggere la proprietà da eventuali furti o danneggiamenti. Come la mettiamo con la privacy? Il Garante per la protezione dei dati personali in data 08 aprile 2010 ha adottato un provvedimento in materia di videosorveglianza pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 99 del successivo 29 aprile nel quale vengono forniti i principi generali e gli adempimenti applicabili a soggetti pubblici e privati. Con espresso riferimento al trattamento dei dati per fini esclusivamente personali, si riporta quanto precisato dal Garante al punto 6.1 ”L'installazione di sistemi di videosorveglianza -come si rileva dall'esame di numerose istanze pervenute all'Autorità- viene sovente effettuata da persone fisiche per fini esclusivamente personali. In tal caso va chiarito che la disciplina del Codice non trova applicazione qualora i dati non siano comunicati sistematicamente a terzi ovvero diffusi, risultando comunque necessaria l'adozione di cautele a tutela dei terzi (art. 5, comma 3, del Codice, che fa salve le disposizioni in tema di responsabilità civile e di sicurezza dei dati). In tali ipotesi possono rientrare, a titolo esemplificativo, strumenti di videosorveglianza idonei ad identificare coloro che si accingono ad entrare in luoghi privati (videocitofoni ovvero altre apparecchiature che rilevano immagini o suoni, anche tramite registrazione), oltre a sistemi di ripresa installati nei pressi di immobili privati ed all'interno di condomini e loro pertinenze (quali posti auto e box). Benché non troviapplicazione la disciplina del Codice, al fine di evitare di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata art. 615-bis c.p., l'angolo visuale delle riprese deve essere comunque limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza (ad esempio antistanti l'accesso alla propria abitazione) escludendo ogni forma di ripresa, anche senza registrazione di immagini, relativa ad aree comuni (cortili, pianerottoli, scale, garage comuni) ovvero ad ambiti antistanti l'abitazione di altri condomini.” Vi indico di seguito il link per visionare il provvedimento ed il relativo vademecum tratti dal sito del Garante per la Protezione dei dati personali. Avvocato Denise Canu
Coniuge e convivente more uxorio: chi è punibile per reati contro il patrimonio ai danni del coniuge/convivente?
Con la sentenza n° 4375/09 del 13 ottobre 2009 la Corte di Cassazione, seconda sezione penale, si è occupata dell'ipotesi di esclusione della punibilità nei reati contro il patrimonio del convivente more uxorio.
Il caso riguarda un soggetto il quale venne imputato di ricettazione di un assegno bancario oggetto di denuncia di smarrimento della convivente. E' punibile?
Nel nostro codice penale, l'art. 649 prevede che” Non è punibile chi ha commesso alcuno dei fatti preveduti da questo titolo (delitti contro il patrimonio) in danno:
2) di un ascendente o discendente o di un affine in linea retta ovvero dell'adottante o dell'adottato;
3) di un fratello o di una sorella che con lui convivano .......”
Secondo la Suprema Corte la convivenza more uxorio non è sempre e comunque meccanicamente assimilabile al rapporto di coniugio, mancando in essa i caratteri di certezza e di tendenziale stabilità propri del vincolo coniugale, essendo invece basata sull'affectio quotidiana, liberamente ed in ogni istante revocabile.
Con riferimento ai reati contro il patrimonio, l'art. 649 c.p. (secondo il quale non è punibile chi, ad esempio, commette un furto nei confronti del coniuge) collega l'eslcusione della punibilità a rapporti di parentela incontrovertibili ed agevolmente riscontrabili in sede di risultanze anagrafiche, il che non sempre avviene nella convivenza more uxorio.
Facebook: attenzione a non ledere reputazione, onore e decoro
E' la prima sentenza in Italia che condanna al risarcimento dei danni derivanti da diffamazione avvenuta sul social network "Facebook". Questi i fatti. Due ragazzi si incontrano su Facebook ed intrecciano una relazione sentimentale. Al termine della relazione la ragazza riceve un messaggio nel quale viene sbeffeggiata per un difetto fisico e per presunte abitudini sessuali. La giovane decide di adire il Tribunale e chiedere la condanna dell'ex fidanzato al risarcimento dei danni. Il Tribunale di Monza con sentenza depositata in data 02 marzo 2010 così decide:
1) accerta la riconducibilità dal messaggio all'ex ragazzo;
2) ritiene che il contenuto dello stesso sia lesivo di diritti e valori costituzionalmente garantiti (la reputazione, l’onore, il decoro della vittima);
3) ritiene che il messaggio abbia arrecato indubbie sofferenze all’attrice;
4) tali sofferenze vengono liquidate a titolo di danno morale ovvero non patrimoniale nella somma di € 15.000,00.
Etichette: risarcimento danni Facebook
Condominio: realizzazione di nuovi box
Con sentenza n° 20254 del 28 settembre 2009 la Corte di Cassazione (Seconda Sezione Civile) ha stabilito che, secondo il disposto dell'art. 9, comma 3, della legge 24/03/89, n. 122, i condomini possono deliberare, rispettando la maggioranza di cui all'art. 1136, secondo comma, cod. civ. (maggioranza degli intervenuti e metà del valore dell'edificio), la realizzazione di parcheggi pertinenziali nel sottosuolo di edifici condominiali, anche in numero inferiore a quello della totalità dei componenti.
I condomini dissenzienti sono tenuti a rispettare la delibera assembleare con conseguente sottrazione dell'uso della zona dell'area comune divenuta parcheggio pertinenziale delle singole unità abitative.
Tale sottrazione, in ogni caso è consentita solo se viene assicurata anche ai condomini dissenzienti la possibilità di realizzare, in futuro, nella zona del sottosuolo comune rimasta libera, un analogo box sotterraneo pertinenziale della propria unità immobiliare di proprietà esclusiva.
Conducente tram condannato per le lesioni di un passeggero
Nei giorni scorsi i media hanno dato rilievo ad una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (IV Sezione Penale, sentenza n° 1832/10 del 16 dicembre 2009) che conferma la pronuncia emessa dal Giudice di Pace di Milano. Questi i fatti.
Nel giugno del 2004 una passeggera di un tram mentre si accingeva a salire, a causa dell'improvvisa chiusura delle porte ed alla partenza del mezzo, rovinava a terra riportando danni alla propria persona. Il conducente del tram veniva ritenuto responsabile del reato di lesioni colpose. La Suprema Corte ha confermato tale decisione.
Il provvedimento del Garante della Privacy in mate...
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References: Sentenza 
 art. 615
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