Source: https://issuu.com/m5s_siracusa/docs/interrogazioni_materia_lavoro
Timestamp: 2017-08-18 12:52:49+00:00

Document:
Interrogazioni materia lavoro by Siracusa 5 stelle - issuu
N. 0000 - Stato della Formazione Professionale in Sicilia, con particolare riferimento agli operatori degli Sportelli multifunzionali in servizio presso i Centri per l’Impiego.
DESTINATARI: Al Presidente della Regione, all’Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, all’Assessore per l’istruzione e la formazione professionale. Premesso che: - come è noto, gli operatori degli Sportelli Multifunzionali sono circa 1800 in tutta la Sicilia, ex formatori a tempo indeterminato che attraverso i corsi P.O.M. organizzati dal Ministero del lavoro e dalla Regione Siciliana - gli stessi sono stati riqualificati per svolgere le attività di Orientamento, Integrazione, Tutoraggio, Progettazione, Valutazione, Amministrazione e Segreteria; - tali operatori sono figure che soprattutto operano all’interno dei Centri Per l’Impiego e sottopongono alle azioni di orientamento i disoccupati in genere, i cassintegrati, i lavoratori dei Cantieri di Lavoro e gli studenti; - i suddetti operatori, attualmente in forza agli sportelli multifunzionali, all’interno dei CPI, rendono un servizio in virtu’ di una direttiva assessoriale di ben dodici anni fa; - col proprio lavoro hanno reso un servizio pubblico in aderenza con quanto sancito dalla Legge Biagi sulla rimodulazione dei Centri Per l’Impiego, finanziati con apposito capitolo di spesa, dalla Legge 24/76; - con apposito Bando e un progetto triennale sono ora passati al Fondo Sociale Europeo, da cui la mancanza di certezza di una reale prospettiva futuribile ed il ripetuto, mancato, rispetto del vigente CCNL, con buona pace delle forze sindacali. Considerato che: - oltre all’incertezza economica, ormai cronica, si aggiunge il mancato rispetto di diritti fondamentali dei lavoratori a tempo indeterminato; - in data 16/11/2012 il Dirigente del Servizio XVII CPI di Siracusa con una nota indirizzata agli organismi titolari di Sportelli Multifunzionali finanziati degli Avvisi 1 e 2, ha disposto, facendo seguito alla nota n.30287 del 03.10.2012 della Dirigente Dott.ssa Corsello, l’invalidazione “di tutti i protocolli d’intesa e/o accordi, nonché la fuoriuscita, il 21/12/2012, dai Centri per l’Impiego, dei suddetti organismi"; - tale decisione è sicuramente opinabile e priva di specifica motivazione visto che, in ottemperanza alle norme comunitarie in materia di collocamento al lavoro in base ad un D.Lgs. 21 aprile 2000 n. 181 ed il successivo D.Lgs. 19, assegnano ai Servizi per l’Impiego la presa in carico dei disoccupati
o di chi è in cerca di lavoro; - le “LINEE GUIDA OPERATIVE” PROT. N° 19004 del 04/08/2011, relative alle modalità di erogazione dei servizi previsti dall'Avviso 1 DEL 09/02/2010 ai soggetti percettori di AA.SS. in deroga, scaturite dalle linee di indirizzo previste dall'Intesa tra Stato e Regioni 2011-2012, impongono la necessità di collegare le attività svolte dagli Sportelli Multifunzionali, di cui all'Avviso 1, nell'ambito del più generale contesto dei servizi che la Regione Siciliana si impegna ad erogare nei confronti dei percettori di AA.SS. in deroga. Ritenuto che: - gli Sportelli Multifunzionali erogano misure di politica attiva di carattere orientativo e formativo, che consentono ai lavoratori percettori di fruire di strumenti volti al reimpiego obbligatori per ottenere il beneficio del sostegno al reddito; - dette linee guida evidenziano le responsabilità ed i compiti degli Sportelli Multifunzionali, connessi con i percorsi di Politica Attiva del Lavoro di cui all'Avviso 1/2010 ,che “dovranno assolvere ad un'utile azione di affiancamento e di sostegno ai Centri per l'Impiego"; Considerato ancora che: - gli Sportelli Multifunzionali sono entrati a pieno ritmo nel terzo anno della fase progettuale di cui all’Avviso 1 e 2; - i progetti ci impongono categoricamente degli obiettivi che consistono nell’ orientamento di 900 utenti annui; - la fuoriuscita sconsiderata nonché il rientro degli operatori presso le proprie sedi di appartenenza significherà la perdita dell’utenza da parte degli S.M. e l’impossibilità di raggiungere obiettivi concreti, con la conseguente perdita del finanziamento già difficile da ottenere a causa dell’atavica incapacità della burocrazia di questa Amministrazione Regionale.
PER SAPERE: - quali progetti abbia questo Governo sulla prospettiva futuribile degli S. M. in Sicilia; - se non si ritenga necessario operare una seria riforma che permetta una continuità lavorativa ed economica degli operatori e, soprattutto, che sia slegata da finanziamenti discontinui e compatibile con i CCNL che prevedono per i lavoratori a tempo indeterminato una serie di diritti e guarentigie. Inoltre il finanziamento con il F.S.E., ha comportato lunghe attese per i lavoratori che vantano fino a tredici mensilità di arretrati, con gravissimo disagio economico e personale; - se non ritenga di dover stabilire una dotazione congrua per ogni anno del fondo di garanzia per i lavoratori iscritti all’albo, secondo la legge regionale 16 aprile 2003 n. 4 art. 132; - se non ritenga giusto applicare, anche in questo settore, la Mobilità di accompagnamento alla pensione volontaria incentivata, per gli aventi diritto, snellendo così il numero degli operatori,	che	potrebbero	essere	meglio	utilizzati stabilizzandoli all'interno del Sistema Regionale, nel quale già di fatto, efficacemente e professionalmente operano.
-se non ritenga giusto provvedere alla stabilizzazione degli operatori oggi in servizio presso gli sportelli multifunzionali all’interno degli stessi CPI od, in subordine, attendere il compimento del periodo utile al raggiungimento degli obiettivi di cui agli Avvisi 1 e 2, al fine di evitare contenziosi tra lavoratori e Regione Siciliana che potrebbero vedere quest’ultima soccombere; -se non ritenga giusto ed utile che il Governo convochi una delegazione di questi lavoratori al fine di trovare una soluzione definitiva al problema.
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza) (29 gennaio 2013)
Cancelleri Giovanni Carlo Cappello Francesco Ciaccio Giorgio Ciancio Gianina Ferreri Vanessa Foti Angela La Rocca Claudia Mangiacavallo Matteo Palmeri Valentina Siragusa Salvatore Trizzino Giampiero Troisi Sergio Venturino Antonio Zafarana Valentina
INTERROGAZIONE (risposta scritta/orale/commissione) N. 0000 - Mancata proroga quinquennale contrattisti A.O.U.P. “Paolo Giaccone” di Palermo. DESTINATARI: Al Presidente della Regione, all’Assessore per la salute,
all’Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
PREMESSO: che l’A.O.U.P. “Paolo Giaccone” di Palermo, in conformità ed in attuazione della L.R. 85/95, presentava un progetto di utilità collettiva in data 10.09.1998 all’Assessorato Regionale del Lavoro riguardante l’avvio di nr. 35 unità (c.d. ex art. 23) con qualifiche diverse (15 portieri - 14 collaboratori amministrativi - 6 assistenti amministrativi) destinatari di un contributo per la fuoriuscita dal bacino degli LSU. che a seguito del progetto presentato l’Azienda in data 1 ottobre 2001 ha stipulato contratti di diritto privato a tempo determinato con lavoratori c.d. “ex art. 23” che tali contratti, come da normative regionali vigenti all’epoca, sono stati prorogati di anno in anno fino all’anno 2004 per poi, in ottemperanza alla circolare regionale 36/2003/AG, essere prorogati per un triennio (2004/2007). che a seguito della circolare regionale 78/2006/AG del 19/12/2006, con delibera n. 6 del 16/01/2007, l’Azienda ha prorogato i contratti per cinque anni, con scadenza 30 settembre 2012 che il nucleo originario di questo precariato alla data odierna è costituito da 30 unità (ex art. 23) ricadenti nella sfera della legge 85/95 che all’interno dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Palermo militano attualmente circa 134 precari afferenti a tre diverse normative (l.r. 85/95; circolare assessoriale 331/2009; D.lgs. 280/1997) che la circolare regionale n. 3 del 19/12/2011 ha dato la possibilità per tutti i contrattisti in scadenza negli anni 2011/2012 ed appartenenti alle ll.rr. 85/95 e 16/06 di poter proseguire per un altro quinquennio, senza soluzione di continuità e mediante conferma dei contratti in essere, così come previsto dall’art. 4 della citata l.r. n. 16/2006 CONSIDERATO: che la Direzione Generale dell’A.O.U.P. con Deliberazione n. 218 del 01/03/2012, vista l’imminente scadenza (30 settembre 2012) chiedeva ed otteneva dall’Assessorato al Lavoro il finanziamento per la proroga dei contratti in essere, relativi ai 30 soggetti in argomento. che nella delibera de qua l’Azienda indicava esplicitamente che il contributo richiesto era finalizzato alla proroga quinquennale dei contratti, individuandone l’esatta durata: dal 01.10.2012 al 30.09.2017
che l’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro versava il contributo richiesto in data 11.07.2012, tramite Mandato n. 351 –Cap. 321301- Sottoconto 929 che con nota 20193 del 14.09.2012 il Dipartimento regionale al Lavoro –Serv. V – Attività Socialmente Utili, nel riscontrare la richiesta prot. n. 11862, datata 05.09.2012 dell’Azienda Policlinico Palermo, precisava che, così come indicato nella Circolare Assessoriale 30.12.2010, n. 7 –GURS 14.01.2011 N. 3- PER I CONTRATTI IN SCADENZA NEGLI ANNI 2011/2012, STIPULATI AI SENSI DELLE LL.RR. E N. 16/06, LA PROSECUZIONE VA EFFETTUATA MEDIANTE LA CONFERMA DEI CONTRATTI IN ESSERE COME PREVISTO DALL’ART. 4 DELLA L.R. 16/2006 che con Deliberazione 1067 del 26.09.2012 l’Azienda, richiamando il comma 71 dell’art. 2 della Legge 23.12.2009, n. 191, che stabilisce che gli Enti del S.S.N. sono tenuti ad adottare le misure necessarie a garantire che le spese del personale non superino per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012 il corrispondente ammontare dell’anno 2004, diminuito dell’1,4%, nonché asserendo che il contenuto della predetta nota 20193 del Dipartimento Regionale al Lavoro non aveva rimosso il dubbio in merito alla possibilità di proroga quinquennale, rideterminava la scadenza dei contratti dal 30.09.2017 al 31.12.2012 che con Circolare n. 1/2012/L del 05.12.2012 il Dip. Regionale del Lavoro Serv. IX, in merito ai contratti di cui alla L.R. 85/95, con scadenza nell’anno 2012, ribadiva che potranno proseguire mediante la conferma dei contratti in essere, così come previsto dall’art. 4 della L.R. 16/2006, e che i contratti confermati avranno le medesime caratteristiche di quelli in scadenza e, in particolare, avranno la medesima durata proroga dei contratti dei lavoratori che con Circolare n. 2/2012/L del 30.11.2012 il citato Dip. Regionale del Lavoro, ha ulteriormente precisato che la prosecuzione dei rapporti di lavoro dei soggetti di cui alle LL.RR. 85/95, 24/2000, 21/2003 e 27/2007 è espressamente prevista dall’art. 7, comma 1, L.R. 24/2010 e che la copertura finanziaria sarà garantita nell’ambito della legge di bilancio e che pertanto gli Enti interessati avrebbero dovuto procedere senza indugio alla adozione dei provvedimenti necessari ad assicurare la prosecuzione dei contratti in scadenza. che con delibera n. 578 del 11.08.2009 l’Azienda stipulava con ulteriori17 unità altrettanti contratti a tempo determinato, attribuendogli la durata quinquennale e rapporto full time “in analogia a quanto già attuato per i lavoratori PUC (odierni interessati) stabilizzati dall’A.O.U.P. con contratti quinquennali di diritto privato anche al fine di garantire parità di condizioni e trattamento ed evitare di porre in essere comportamenti discriminatori nei confronti dei lavorati medesimi” che nella vigenza della legge 191/2009, il cui comma 71 dell’art. 2 era stato adottato quale motivazione per modificare in pejus la scadenza dei 30 contrattisti, l’Azienda Policlinico Palermo emanava provvedimenti di tenore diverso, tant’è che in data 21.12. 2010 concedeva il rinnovo contrattuale quinquennale a soggetti anch’essi afferenti la L.R. 85/95, mentre con deliberazione n. 255 del 25.03.2011 stipulava ulteriori 72 contratti quinquennali, che scadranno nel 2016, con altrettanti lavoratori, già dipendenti di due Cooperative che prestavano servizi in appalto presso l’A.O.U.P.; RILEVATO: che le norme non prevedono una proroga trimestrale bensì della medesima durata del contratto in scadenza
che nei confronti dei 30 contrattisti in scadenza il 30.09.2012 è stato emanato un provvedimento discriminatorio, atteso che per altri soggetti è stata concessa la proroga “ope legis” che il costo dei 30 contrattisti incide nel bilancio Aziendale solo per il 10%, in considerazione che la restante quota è concessa dalla Regione che il costo delle 17 unità, nonché delle altre 72 unità grava invece per quasi il 70% sul bilancio Aziendale, in considerazione che il contributo Regionale è di circa il 30% . A titolo esemplificativo le 17 unità hanno un costo annuale per l’Azienda di circa € 294.926,93, mentre quello per i 30 lavoratori in questione è di soli 55.848,74 €. che in assenza di un provvedimento che disponga che la proroga del contratto, come previsto dalle norme in vigore, dovrà avere durata quinquennale, dal 01.01.2013 i 30 contrattisti saranno privi di rapporto di lavoro PER SAPERE SE NON RITENGANO OPPORTUNO: adottare un provvedimento che possa eliminare la disparità di trattamento, consentendo la proroga quinquennale anche per i 30 soggetti il cui contratto è scaduto il 30.09.2012 e che, in difformità ai dettami di legge, è stato prorogato per soli tre mesi, con scadenza al 31.12.2012.
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza) (14 Febbraio 2013) (M5S)
INTERROGAZIONE (risposta scritta) N. 0000 - Completamento e Ispezione del Porto di Pantelleria DESTINATARI: Al Presidente della Regione, dell’ Assessorato dell’Ambiente e del Territorio Premesso che: il porto di Pantelleria è classificato come porto rifugio di interesse nazionale (art.4 legge 28 gennaio 1994, n. 84) e di seconda categoria - classe 3 (porto di interesse regionale – art.1 Decr. Presidente Reg. Sic. 1 giugno 2004); da decenni esso è oggetto di vari interventi, senza però mai giungere al suo completamento e alla sua totale funzionalità; anzi questa è sempre più precaria e lontana dalle esigenze proprie dei tempi e del ruolo di rilevanza mediterranea che dovrebbe assumere per la posizione strategica dell'isola; di recente si è avuto il concorrente intervento finanziario dello Stato e della Regione. I lotti, finanziati dallo Stato (Ministero dei lavori pubblici - edilizia statale e servizi speciali), sono stati completati (tre). Due lotti finanziati dalla Regione Sicilia (Assessorato Lavori Pubblici), sono stati completati ed i relativi lavori risultano interrotti da tempo, con ciò vanificando l'intervento complessivo; il completamento della struttura portuale, per il quale sono state investite notevoli risorse dello Stato, resta così problematico e privo di concrete prospettive; Considerato che: si registrerebbero difformità tra i lavori o i progetti rispetto al Piano Regolatore del Porto che, riapprovato con una variante nel 2001, risulta di già inadeguato pregiudicando la praticabilità del porto stesso e riducendone ulteriormente la già ridotta funzionalità; a quanto pare, abusi, errori progettuali e di esecuzione stanno intanto procurando ulteriori danni a quanto già realizzato così da renderlo parzialmente inservibile e poco sicuro; il mancato completamento del porto avrebbe provocato il danneggiamento della diga foranea realizzata negli ultimi anni nell’ambito dei lavori di potenziamento vanificando questi ultimi, pregiudicando la corretta realizzazione del progetto a causa dello scivolamento di quest’ultima di circa 60 metri verso l’interno, facendo mancare uno specchio d’acqua all’interno del porto stimabile in circa 2 campi di calcio. Durante l'inverno scorso le forti mareggiate hanno demolito parte del muraglione della diga foranea realizzato nell’anno 2002 con il progetto dei “Lavori di Consolidamento della Diga Foranea di Pantelleria”, pregiudicando gli ultimi “Lavori di messa in sicurezza d'emergenza della banchina del molo Toscano…” lavori realizzati nell’anno 2011 che hanno individuato nella diga foranea lo scalo alternativo al molo “Wojtyla” per il servizio passeggeri;
PER SAPERE: quali provvedimenti ispettivi lâ&#x20AC;&#x2122;Assessore intenda attivare per verificare quanto in premessa evidenziato e quali altre iniziative intenda intraprendere per garantire il completamento dellâ&#x20AC;&#x2122;opera e la opportuna efficienza del porto di Pantelleria. conoscere lâ&#x20AC;&#x2122;ammontare dei costi sostenuti sino ad oggi per i lavori susseguiti nel porto di Pantelleria. (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza) (15 Aprile 2013) (M5S)
INTERROGAZIONE (risposta in scritta con urgenza) N. 0000 - Chiarimenti sulla mancata assunzione da parte della Beni culturali s.p.a. dei Lavoratori Ex CoGe.Ma. DESTINATARI: all’Assessore ai Beni culturali TESTO Premesso che: La Co.Ge.Ma. (compagnia generale del magnesio) inizia la produzione nel 1974 a Priolo Gargallo (Sr). Il 31/05/2003 viene determinato la chiusura dello stabilimento ed il conseguente licenziamento dei lavoratori. I lavoratori vennero inseriti nel “progetto P.A.R.I.” ( programma per il reimpiego di lavoratori svantaggiati). I lavoratori sono andati avanti grazie ad una mobilità in deroga che potrebbe non essere più rinnovata. Considerato che: - la Giunta regionale con deliberazione n. 121 dell’8 marzo 2006 nelle premesse si legge come: <<nella menzionata nota n. 24442/2006 l’assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione, rappresenta che con nota n. 238 del 23 febbraio 2006 il comitato regionale per il lavoro, l’occupazione e le politiche sociali, ha chiesto di esaminare la possibilità che per il lavoratori della società Co.Ge.Ma. possa destinarsi la misura di intervento individuata per i lavoratori ex Spadafora, ex Miraglia, ex Mediconf, ex Cometest, ex Privilegio, ex ITM>>. Sulla delibera si legge: <<di convenire circa l’opportunità del miglioramento dell’apertura di setti siti (archeologici) attraverso l’utilizzo dei lavoratori ex Spadafora, ex Miraglia, ex Mediconf, ex Cometest, ex Privilegio, ex ITM, per 20 ore settimanali per 6 mesi, utilizzando a tal fine le somme sul capitolo 376546 relativamente alle quali non sono ancora sorte obbligazioni. -di dare mandato al competente assessorato regionale ai beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione di valutare la possibilità di destinare ai lavoratori Co.Ge.Ma. la misura di intervento individuata per gli altri lavoratori sopra menzionati.>> - la Giunta regionale con deliberazione n. 29 dell’21 febbraio 2007 nelle premesse si legge come: <<vista la nota n. 16118 del 20 febbraio 2007 con la quale l’assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione, dopo aver richiamato il contenuto e le disposizioni di cui alle citate deliberazioni della giunta regionale concernenti i lavoratori in argomento, rappresentata dai commi 460 e 461 della citata legge n 296/2006 dispongono che la società sviluppo s.p.a., nell’ambito della predisposizione entro il 31 marzo 2007 del piano di riordino e di dismissione delle proprie partecipazioni societarie nei settori non strategici di attività, prevedeva entro il 30 giugno 2007 la cessione delle partecipazioni di minoranza acquisite, procedendo per le società regionali d’intesa con le regioni interessate, anche tramite la cessione a titolo gratuito alle
stesse regioni o altre amministrazioni pubbliche delle rispettive partecipazioni.>> <<Nella predetta nota n.16118/2007 l’assessorato regionale dei beni culturali, nel comunicare che l’assessore ha già provveduto a richiedere per l’esercizio finanziario 2007 l’appostamento delle risorse necessarie sule pertinenze del capitolo 367546 del bilancio regionale, nelle more dell’auspicata acquisizione delle quote societarie e dell’attivazione di un nuovo rapporto negoziale di affidamento dei servizi, manifesta l’esigenza di procedere, agli stessi patti e condizioni, ad un ulteriore proroga (di tre mesi) del contratto di servizio con la Beni Culturali s.p.a. nel cui alveo siano altresì prorogati i contratti a termine stipulati con lavoratori della società in argomento.>> <<l’assessore regionale per i beni culturali rappresenta, altresì, che le misure di intervento sopra individuate possono essere estese ai lavoratori della società Co.Ge.Ma. di cui alla richiamata deliberazione della giunta regionale n.121/2006>>. Vi è una proroga fino al 30 giugno 2007 de contratto di servizio con Beni Culturali s.p.a. che si estende anche ai lavoratori della società Co.Ge.Ma. Vito che: il 02 febbraio 2012 viene presentata un’interrogazione a firma dell’on. Vinciullo sulla “Mancata assunzione dei lavoratori ex Co.Ge.Ma. di Siracusa da parte della beni Culturali s.p.a.” . Tale interrogazione pare non abbia avuto nessuna risposta da parte dell’assessorato competente. Molti lavoratori sono andati in pensione e che quelli rimasti nel “limbo” della mobilità in deroga sono circa una decina PER SAPERE SE NON RITENGANO OPPORTUNO: -
chiarire come mai non sono state avviate le procedure per le assunzioni nella Beni culturali s.p.a., a 20 ore settimanali, come previsto dalle delibere di giunta regionale n. 121 dell’8 marzo 2006 e n. 29 dell’21 febbraio 2007.
Definire quanti altri ex lavoratori (come definito nella deliberazione n. 121 dell’8 marzo 2006), concorsisti o precari sono in attesa di essere assegnati ai BB.CC. o alla Ricezione turistica.
Definire quali sono le iniziative che questo assessorato intende intraprendere per l’inserimento nei BB.CC. dei pochissimi lavoratori ex Co.Ge.Ma. rimasti.
(Gli interroganti chiedono risposta in scritta con urgenza) (20 Maggio 2013) Zito (M5S)
Cancelleri Giovanni Carlo Cappello Francesco Ciaccio Giorgio Ciancio Gianina Ferreri Vanessa Foti Angela La Rocca Claudia Mangiacavallo Matteo Palmeri Valentina Siragusa Salvatore Trizzino Giampiero Tancredi Sergio Zafarana Valentina
INTERROGAZIONE (risposta scritta urgente) N. 0000 - Sblocco delle somme per la continuità retributiva del personale della Provincia di Siracusa. DESTINATARI: Al Presidente della Regione, all’Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, all’Assessore per l’economia TESTO Premesso che: Il combinato disposto dell’art. 2 L.R. 24/2000 e dell’art. 23, c. 14, della L.R. 19/2005 prevede che, “per ogni lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato”, “il contributo … è pari al quintuplo del contributo annuale erogato dall'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione, ai sensi degli articoli 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e ripartito in cinque annualità in quote di pari importo”. Confidando nella suddetta previsione legislativa, la Provincia Regionale di Siracusa, in data 30/12/2010, ha assunto a tempo indeterminato 331 dipendenti, già titolari di contratto di lavoro a tempo determinato con l’Ente, con la conseguenza che quest’ultimo ha maturato il diritto a ricevere il contributo di cui sopra ammontante a complessivi € 30.046.184,10, da erogarsi in cinque annualità per un importo pari ad € 6.009.223,82 per quota. Il Presidente della Provincia di Siracusa, con nota prot. n. 71171 del 29/12/2010, ha richiesto l’accreditamento delle somme e l’Assessorato Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Siciliana, con nota dirigenziale n. 12783 del 10/5/2011, ha comunicato di aver esaminato la richiesta e la documentazione trasmessa, senza rilevare carenza alcuna, precisando che all’impegno di spesa ed all’emissione del titolo di pagamento avrebbe provveduto secondo l’ordine cronologico di acquisizione dell’istanza, previo assenso della Ragioneria generale. Nonostante ciò, nessuna somma è stata mai trasferita dal suddetto Assessorato per le ragioni di credito sopra evidenziate, così che la Provincia, dal gennaio 2011 ad oggi, ha dovuto farsi carico, ogni mese, di tutti gli oneri economici necessari per l'erogazione degli stipendi dovuti a 331 dipendenti stabilizzati, senza poter mai usufruire del contributo regionale dovuto. Considerato che:
Le sempre più evidenti difficoltà di liquidità, connesse al prolungarsi dell’anticipazione di cassa nell’attesa dell’accreditamento del contributo in questione, hanno indotto l’Amministrazione Provinciale a ricorrere al Tribunale Civile di Catania per chiedere: 1. dapprima, in data 10/10/2012, l’emissione di un Decreto Ingiuntivo nei confronti della Regione Siciliana, Assessorato Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali e del Lavoro, per il riconoscimento del diritto dell’Ente a ricevere il contributo maturato dal 30/12/2010 al 31/8/2012, ammontante ad € 9.707.177,00 (Decreto Ingiuntivo concesso dal suddetto Tribunale in data 12-21 novembre 2012 e rubricato al n. 2660/12); 2. successivamente, a giugno del 2013, l’emissione di altro Decreto Ingiuntivo, nei confronti del medesimo debitore, per il riconoscimento del diritto dell’Ente a ricevere il contributo maturato dal 31/8/2012 al 31/3/2013, ammontante ad € 3.505.387,94 (Decreto Ingiuntivo ancora non concesso). Avverso il D.I. n. 2660/12, l’Assessorato Regionale de quo, con il patrocinio dell’Avvocatura Distrettuale
dello Stato, ha proposto formale opposizione, citando quest’Ente avanti il Tribunale di Catania per l’udienza del 16/12/2013. Nel suddetto atto, l’Assessorato ha esclusivamente fondato la sua difesa nell’eccezione, in compensazione, di presunti crediti vantati nei confronti dell’Ente per contributi indebitamente concessi, per la medesima causale, negli anni pregressi ed ammontanti ad € 5.420.882,61. Alla luce di quanto sopra, appare incontestato il credito dell’Ente ammontante, al 31/3/2013, in complessivi € 7.791.682,33. Chiede se non ritenga opportuno
Nell'attesa che il governo Crocetta si decida ad affrontare seriamente la riforma delle Province, chiarire i motivi che ostacolano i trasferimenti finanziari delle somme legittimamente reclamate anche per - una conclusiva pronuncia regionale sulla legittimità della pretesa avanzata dalla Provincia Regionale di Siracusa; - consentire il ripristino di una minima agibilità della cassa dell'Ente; - i tempi di erogazione delle legittime spettanze a garanzia della continuità retributiva del personale provinciale; - l’indirizzo del Governo Regionale sulla soluzione di tale controversia nel quadro della prospettata sostituzione delle Province Regionali con i Liberi Consorzi Comunali. (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
(05 Agosto 2013) (M5S)
INTERROGAZIONE (risposta scritta urgente) N. 0000 - Ripristino immediato della squadra Boschiva dei Vigili del Fuoco DESTINATARI: Al Presidente della Regione, TESTO
Premesso che: Il Piano Operativo 2013 prevedeva:
1 - Interventi programmati Gli interventi programmati e concordati per l’anno 2013 e che possono essere rimodulati in funzione delle effettive necessità e dell'evoluzione delle condizioni di rischio e degli eventi sul territorio regionale consistono in: − attivazione di n. 13 Distaccamenti temporanei o Squadre Boschive, per gg. 50 ciascuno, costituiti da personale (permanente e/o volontario) del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, in aree turistiche a maggiore afflusso stagionale, in particolare nei comuni di Sciacca, Caltanissetta, Caltagirone, Enna, Piazza Armerina, Roccalumera, Villafranca Tirrena, Cefalù, Boccadifalco/Monreale, Vittoria, Siracusa/Noto, Erice/Trapani e S. Vito Lo Capo; − attivazione di n. 4 Distaccamenti presso le Isole Minori, per gg. 50 ciascuno, costituiti da personale (permanente e volontario) del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, presso le isole di Ustica, Lampedusa, Favignana e Pantelleria, oltre alla dislocazione di un gommone a Lipari con personale specialista nautico e costituzione, per lo stesso periodo, di n° 8 Presidi con la dislocazione di mezzi ed attrezzature in aree turistiche a maggiore afflusso stagionale, in particolare nelle isole di Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi, Salina, Panarea, Levanzo e Marettimo; − programmazione di una rete organica e coordinata con tutte le altre istituzioni che svolgono protezione civile (comuni, province, Corpo Forestale etc.) di una rete di presidi e centri polifunzionali e l’avvio delle procedure per il finanziamento graduale e per la gestione anche nell’ambito del POR FESR Sicilia 2007-2013; − definizione congiunta di modalità e procedure per la collaborazione nell'uso e nell'eventuale possibilità di ricovero a titolo completamente gratuito presso le sedi dei Comandi provinciali VV.F. della Sicilia, di attrezzature di protezione civile di proprietà regionale; − trasmissione dei dati al DRPC relativi a eventi calamitosi pregressi ed in corso, ed in particolare: descrizione, danni, mezzi e uomini impegnati; − partecipazione, con personale qualificato, alle attività dei Centri Operativi Provinciali nel periodo di massima allerta o dalla fase di preallarme in poi secondo quanto concordato dalle parti
2 - Periodo di attivazione distaccamenti e servizi temporanei Il periodo considerato di maggiore pericolosità, in cui saranno attivate le squadre antincendio, pur non trascurando altri periodi, riguarda per l’anno in corso prevalentemente l'arco temporale fra i mesi di Giugno, Luglio, Agosto e i primi di Settembre. Il periodo definito di "massima pericolosità" per gli incendi sul territorio è stabilito dalla Regione Siciliana, ed ha validità di riferimento per le attività delle squadre stagionali di Vigili del Fuoco. La Direzione Regionale Vigili del Fuoco per la Sicilia, secondo l’individuazione di priorità territoriali, e d'intesa con il Dipartimento Regionale della Protezione Civile, potrà attivare i servizi di cui alla presente convenzione, differenziandoli in un arco temporale di 50 giorni compresi tra luglio, agosto e settembre 2013 in ragione delle effettive esigenze discendenti dalle condizioni di rischio e nell’ambito delle somme finanziate con la presente convenzione. Resta inteso che il Dipartimento Regionale della Protezione civile potrà attivare ulteriori interventi d'intesa con la Direzione regionale dei VV.F. 3 - Organizzazione del servizio Le squadre stagionali VV.F. da richiamare in servizio saranno formate ciascuna da n. 5 Vigili del Fuoco, che effettueranno un servizio diurno, dalle ore 8 alle ore 20, salvo situazioni particolari legate a pericoli contingenti nelle quali potranno essere impegnate in orari diversi. Le squadre VV.F. da approntare in ciascuno dei Comandi e sedi distaccate sono composte, in conformità alle direttive ministeriali, da n. 3 unità permanenti in turno libero e da n. 2 vigili volontari discontinui. Le squadre sono dotate, a cura dei rispettivi Comandi, degli automezzi e delle attrezzature necessari e stazioneranno presso le sedi dei Comandi di appartenenza o presso le sedi dei Distaccamenti stagionali, da istituire a cura della Direzione Regionale Vigili del Fuoco per la Sicilia, costituendo anche un rinforzo dei presidi esistenti, e saranno preposte prevalentemente alla prevenzione e contrasto degli incendi d’interfaccia e connessi effetti. La Direzione Regionale Vigili del Fuoco e i Comandi provinciali si impegnano anche alla collaborazione, tramite il Dipartimento regionale della protezione civile, con le forze di volontariato extra-regionali. Le squadre VV.F. verranno attivate direttamente dal Comando Provinciale competente per territorio o, in caso di presenza di un funzionario VV.F. nelle Sale Operative istituite, su proposta di detto funzionario. Eventuali interventi o richieste di interventi di emergenza per incendi inoltrate direttamente al CNVVF, saranno disposti direttamente dal CNVVF che ne darà comunque contestuale comunicazione alla SOUP ed ai COP per l'assunzione di eventuali ulteriori iniziative. Le squadre, nello svolgimento dei servizi di cui sopra e/o degli interventi di spegnimento, seguono le procedure proprie del CNVVF alle quali vengono ordinariamente addestrate. Le squadre non possono essere impiegate in compiti diversi da quelli istituzionali. Oltre agli oneri per il pagamento del personale permanente VV.F. e del personale discontinuo impiegato nelle squadre terrestri, sono a carico della Regione gli oneri derivanti dai costi della mensa di servizio e del carburante per i mezzi, utilizzati specificatamente nel periodo della campagna antincendi. Sono altresì a carico della Regione gli oneri connessi a: - attivazione del Nucleo elicotteri presso aeroporto di Boccadifalco con l’equipaggio piloti, specialisti e squadra S.A.F. VVF. - Dislocazione di un battello pneumatico e n° 2 specialisti nautici a Lipari per interventi di soccorso e trasporto della squadra di terra nelle isole minori dell’arcipelago delle Eolie; - Il costo dei traghettamenti del personale inviato da Messina a Lipari, da Palermo a Ustica e da Trapani a Favignana.
in merito al mancato finanziamento del programma operativo antincendio dell'anno 2013 in particolare della campagna boschiva che si svolgeva nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre ogni anno per 50 giorni si sovvenzionava, per circa 750.000 euro, una squadra dei vigili del fuoco del corpo nazionale dedicata agli incendi di sterpaglie, macchia mediterranea e tanti altri interventi di supporto alle squadre dei comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco. Il numero degli incendi non diminuisce, come non diminuisce il numero degli interventi dei Vigili del Fuoco i quali si trovano a fronteggiare, con una squadra in meno, gli incendi estivi. E' un fatto gravissimo non tenere in considerazione l'allarme che viene dai comandi dei vigili del fuoco.
Chiede se non ritenga opportuno rifinanziare con urgenza, per i mesi di agosto e settembre, la AIB 2013 dando un contributo concreto alla lotta agli incendi ed un po' di respiro ad un personale, quello dei vigili del fuoco, che si trova costantemente sotto organico. (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
INTERROGAZIONE (risposta scritta) N. 000 - Provvedimenti urgenti per la fruizione del patrimonio archeologico/culturale nel siracusano nei giorni domenicali non estivi. Al Presidente della Regione, all’assessorato ai beni culturali e dell’identità siciliana Premesso che: con circolare del 27 dicembre 2013, indirizzata ai dirigenti delle Soprintendenze Regionali ai Beni Culturali BB.CC.AA., recante disposizioni in merito alle turnazioni dei circa 1200 custodi dei monumenti archeologici e dei musei alle dipendenze della Regione Siciliana, con cui di fatto il dirigente regionale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Sergio Gelardi decretava la chiusura degli stessi siti archeologici e musei siciliani durante le giornate domenicali non estive; tale provvedimento veniva revocato con provvedimento d’urgenza del Governatore della Sicilia, Rosario Crocetta; considerato che: lo stesso Assessore Regionale ai Beni Culturali Maria Sgarlata pubblicamente dichiarava alla stampa in data 04.01.2014 di sostenere l’apertura dei siti archeologici e dei musei durante le domeniche di tutti i mesi dell’anno, annunciano che da diversi mesi è già in atto un cosiddetto “piano Sgarlata” attraverso il quale le soprintendenze si sarebbero proficuamente attivate per risolvere il problema della razionalizzazione dei turni dei custodi, citando altresì una convenzione stipulata tra il Comune di Siracusa e la Soprintendente ai Beni Culturali Beatrice Basile, con il quale la stessa avrebbe risolto la questione nel siracusano; l’apertura dei siti archeologici e dei musei durante tutte le domeniche ed in generale durante i festivi sia condivisa da ogni parte quale strategia indiscutibile e necessità assoluta ai fini dell’auspicata rinascita dello sviluppo turistico/economico del territorio; visto che: il sito archeologico conosciuto come “Ginnasio Romano”, così come altri monumenti insistenti nel siracusano, quali ad esempio il “Castello Maniace” ed il “Percorso Ipogeico di Piazza Duomo”, risultano essere ancora oggi non fruibili al pubblico durante i giorni domenicali; lo stesso “Ginnasio Romano”, pur essendo ubicato in contesto recintato, è aperto al pubblico gratuitamente, estromettendo così la possibilità di far rientrare il monumento in un circuito remunerativo verso il quale un sito archeologico di così grande interesse dovrebbe essere indirizzato, Per Sapere se intende chiarire come mai tali siti non vengano a tutt’oggi resi fruibili durante le domeniche
di tutti i mesi dell’anno e non solo dei tre mesi estivi. Se intende attivare un percorso che consenta la valorizzazione del complesso archeologico “Ginnasio Romano” contestualmente all’istituzione di un regime di ingresso remunerativo. (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza) (10 gennaio 2014) ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO – CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI ZAFARANA
INTEROGAZIONE N.0000 – Chiarimenti in merito alla riorganizzazione dell’Assessorato Regionale Risorse Agricole e Alimentari DESTINATARI: Al Presidente della Regione e all’Assessore Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea TESTO PREMESSO CHE: - La L.Reg. n. 9/2013 - “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2013. Legge di stabilità regionale” - nell’ambito della razionalizzazione delle strutture amministrative, all’art. 34 prevede la riorganizzazione dell’Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari; - il comma 7 della suddetta legge prevede che “entro il 31 Ottobre 2013, con decreto del Presidente della Regione, adottato previa delibera della Giunta regionale, da pubblicarsi nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana sono specificate, con effetto dal 1 gennaio 2014, le funzioni ed i compiti dei dipartimenti di cui al comma 3, nonché l’articolazione delle relative strutture intermedie […] e sono disciplinati i relative trasferimenti di compiti e funzioni secondo i seguenti principi: a) principio di completezza; b) principio di efficienza ed economicità, anche con la soppressione delle funzioni e dei compiti divenuti superflui; c) principio di responsabilità ed unicità dell’amministrazione con attribuzione ad un unico ramo di amministrazione di funzioni e compiti connessi; d) principio di omogeneità; e) principio di adeguatezza, in relazione all’idoneità organizzativa del ramo di amministrazione; - con nota n. 41 dell’8/01/2014 del D.G. del Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali si apprende che le strutture intermedie del dipartimento sono state “invitate” a cambiare la carta intestata del dipartimento in “Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale”; - con atto di indirizzo assessoriale n.1898 del 10/01/2014 (Assessorato Regionale Agricoltura, Sviluppo rurale e Pesca mediterranea- Uffici di diretta collaborazione) si comunicava che “al fine di assicurare la necessaria continuità dell’azione amministrativa è stato disposto che ciascuna preesistente struttura intermedia continuerà ad operare all’interno dei nuovi dipartimenti in conformità alle competenze stabilite dall’art. 34 L.Reg. n. 9/2013. RILEVATO CHE : - l’art. 34 L.Reg. n. 9/2013 ha effettivamente statuito, con decorrenza formale dal 1° Gennaio 2014, il mutamento delle denominazioni dell’Assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari, dell’Azienda Foreste Demaniali e degli altri dipartimenti dell’Assessorato, subordinandolo, tuttavia, all’adozione di un Decreto del Presidente della Regione, previa delibera della Giunta regionale da pubblicarsi nella G.U. della Regione Siciliana; - ad oggi non risulta essere stato adottato alcun decreto presidenziale in ordine alla specificazione delle funzioni e dei compiti dei dipartimenti di cui al comma 3 art.34 L.Reg. n. 9/2013, nonché all’articolazione delle relative strutture intermedie;
- da una segnalazione pervenuta allo scrivente dall’avvocato responsabile dell’ufficio legale dell’Azienda Foreste Demaniali risulterebbe che il D.G. pro tempore avrebbe chiuso il suddetto ufficio, privando l’avvocato del proprio personale e delle proprie risorse, telefoni inclusi e disponendo nei suoi confronti un trasferimento riguardo al quale è stato presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti per interruzione delle attività istituzionali e per persecuzioni varie (mobbing); - dalla stessa segnalazione emerge inoltre che l’Ufficio Area legale e del Contenzioso sarebbe stato trasformato (vedi la declaratoria della nuova Area 2) in un Ufficio amministrativo generalista, che si occupa di tutto, dal "benessere del personale" alla liquidazione dei debiti, da ciò derivando una gran confusione e duplicazione di competenze istituzionali da sempre spettanti ad altre Strutture Intermedie di tipo amministrativo e contabile, con conseguente danno erariale; - risulta altresì che la declaratoria della nuova Area 2 del Dipartimento Regionale Sviluppo Rurale e Territoriale sarebbe perfettamente uguale alla nuova declaratoria della corrispondente Area 2 del Dipartimento Agricoltura; CONSIDERATO CHE - l'Azienda Foreste Demaniali occupa un considerevole numero di dipendenti e gestisce una vasta porzione del territorio demaniale, circostanze entrambe che la espongono a un quotidiano contenzioso giudiziario, immensamente maggiore del contenzioso cui potrebbe andare incontro il Dipartimento Agricoltura e, pertanto, sotto il profilo della necessità della tutela legale, i due Dipartimenti non sono paragonabili; - nelle more della riorganizzazione l’Azienda affonda nei contenziosi e non è più in grado di difendere decentemente il proprio patrimonio naturalistico dalle offensive giudiziarie dei privati; PER SAPERE: - Se siano a conoscenza di quanto sopra riportato e se la riorganizzazione dei Dipartimenti sia avvenuta nel rispetto delle procedure previste dalla legge regionale n. 9/2013; - se non ritengano opportuno valutare in concreto la situazione relativa al settore legale del Dipartimento Regionale Sviluppo Rurale e Territoriale e quali iniziative intraprendere al fine di evitare di lasciare il Dipartimento in balia di procedure giudiziali dalle quali non è in grado di difendersi adeguatamente, esponendolo in tal modo a notevoli danni economici. (Gli interroganti chiedono risposta in scritta con urgenza) (Palermo 08-03-2014) Zito (M5S)
Interrogazioni materia lavoro

References: art. 132
 art. 23
 art. 23
 art. 23
 art.1
 art.34