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Timestamp: 2016-10-23 01:32:53+00:00

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⭐Il Ministro dell Università e della Ricerca
1 Il Ministro dell Università e della Ricerca VISTO l'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 e successive modificazioni; VISTO l'articolo 11, commi 1 e 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341; VISTI gli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25; VISTO l articolo 1-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43 ; VISTA la legge 19 ottobre 1999, n. 370 ed in particolare l'articolo 6, comma 6; VISTO il decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270; VISTI il decreto del Ministro dell università e della ricerca scientifica e tecnologica 23 dicembre 1999 concernente la rideterminazione dei settori scientifico-disciplinari, e successiva rettifica, nonché il decreto del Ministro dell università e della ricerca scientifica e tecnologica 4 ottobre 2000 concernente la rideterminazione e l aggiornamento dei settori scientifico-disciplinari e la definizione delle relative declaratorie, ed il DM 18 marzo 2005; VISTA la Dichiarazione di Bologna del 19 giugno 1999 e i Comunicati di Praga del 19 maggio 2001, di Berlino del 19 settembre 2003 e di Bergen del 20 maggio 2005, relativi all armonizzazione dei sistemi dell Istruzione Superiore dei paesi dell area europea; PRESO ATTO, in particolare, di quanto il Comunicato di Bergen prevede circa gli schemi di riferimento per i titoli e circa la specificazione degli obiettivi didattici in termini di risultati di apprendimento attesi; VISTO il decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 30 aprile 2004, prot.9/2004, relativo all anagrafe degli studenti ed al diploma supplement; VISTO il decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 27 gennaio 2005, n. 15 e successive modificazioni, relativo alla banca dati offerta formativa e alla verifica del possesso dei requisiti minimi; VISTO il decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 11 ottobre 2004 e successive modificazioni, con il quale sono stati costituiti i tavoli tecnici al fine di rideterminare le classi dei corsi di studio ai sensi del D.M. 270/2004, composti dai presidenti delle Conferenze dei presidi delle facoltà interessate e dai presidenti degli Ordini professionali interessati;2 Il Ministro dell Università e della Ricerca SENTITA la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) per quanto riguarda il termine di cui all articolo 13, comma 2 del D.M. 270/2004 e vista la mozione della stessa Conferenza del 7 marzo 2006; VISTI i pareri del Consiglio universitario nazionale (CUN), resi nelle adunanze del 14/15 e del 20/21/22 dicembre 2005 e nell adunanza dell 11 gennaio 2006; VISTI i pareri del Consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU), dell 1/2 settembre 2005 e del 3 febbraio 2006; ACQUISITI i pareri della VII Commissione permanente del Senato della Repubblica e della VII Commissione permanente della Camera dei deputati, resi rispettivamente il 21 febbraio 2006 ed il 1 marzo 2006; RILEVATO che il decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 16 marzo 2006 concernente la determinazione delle classi di laurea è stato restituito con osservazioni dalla Corte dei Conti con nota del 5 maggio 2006, prot. n. 106/94 e che lo stesso è stato ritirato dal Ministro dell università e della ricerca con nota Gab. del 22 maggio 2006; RITENUTO opportuno procedere ad alcune modifiche ed integrazioni nel testo del decreto stesso; SENTITA la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) per quanto riguarda il termine di cui all art.13, comma 2 del D.M. 270/2004; VISTO il parere del Consiglio universitario nazionale (CUN), reso nell adunanza del 4 e 5 ottobre 2006; VISTO il parere del Consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU), dell 8 novembre 2006; ACQUISITI i pareri della VII Commissione permanente del Senato della Repubblica e della VII Commissione permanente della Camera dei deputati, resi rispettivamente il 17 gennaio 2007 ed il 18 gennaio 2007;3 Il Ministro dell Università e della Ricerca DECRETA Art.1 1. Il presente decreto definisce, ai sensi dell'articolo 4 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, le classi dei corsi di laurea individuate nell allegato, che ne costituisce parte integrante, e si applica a tutte le università statali e non statali, ivi comprese le università telematiche. 2. Le università, nell'osservanza dell'articolo 9 del predetto decreto ministeriale, procedono all'istituzione dei corsi di laurea individuando, in sede di ordinamento didattico, le classi di appartenenza. Non possono essere istituiti due diversi corsi di laurea afferenti alla medesima classe qualora le attività formative dei rispettivi ordinamenti didattici non si differenzino per almeno 40 crediti. 3. Qualora l ordinamento didattico di un corso di laurea soddisfi i requisiti di due classi differenti, l università può istituire il corso di laurea come appartenente ad ambedue le classi, fermo restando che ciascuno studente indica al momento dell immatricolazione la classe entro cui intende conseguire il titolo di studio. Lo studente può comunque modificare la sua scelta, purchè questa diventi definitiva al momento dell iscrizione al terzo anno. 4. I regolamenti didattici di ateneo, disciplinanti gli ordinamenti didattici dei corsi di studio di cui al comma 1, sono redatti in conformità alle disposizioni di cui all articolo 11 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 e del presente decreto. 5. In attuazione del comma 4 le università modificano i vigenti regolamenti didattici di ateneo a decorrere dall anno accademico 2008/2009 ed entro l anno accademico 2009/2010. A decorrere dall anno accademico 2010/2011 le classi di laurea di cui al decreto ministeriale 4 agosto 2000 (Gazzetta Ufficiale n. 170 del 19 ottobre 2000) sono soppresse, fatto salvo quanto previsto nell articolo Le modifiche sono approvate dalle università in tempo utile per assicurare l avvio dei corsi di laurea con i nuovi ordinamenti all inizio di ciascun anno accademico.4 Il Ministro dell Università e della Ricerca 7. Le modifiche possono riguardare anche singoli corsi di laurea ma devono comunque prevedere l adeguamento contemporaneo di tutti i corsi di laurea attivati nella medesima classe. 8. L attivazione di corsi di laurea afferenti alle classi di cui al presente decreto deve prevedere la contestuale disattivazione da parte dell ateneo dei paralleli corsi di laurea afferenti alle classi di cui al decreto ministeriale 4 agosto Le Università di norma attivano corsi di studio con i nuovi ordinamenti di cui al presente decreto, mediante apposite deliberazioni, ai sensi dell art. 9, comma 2, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004 n. 270, tenendo conto delle esigenze che insegnamenti corrispondenti ad almeno 90 crediti siano tenuti da professori o ricercatori inquadrati nei relativi settori scientifico-disciplinari e di ruolo presso l ateneo, ovvero in ruolo presso altri atenei sulla base di specifiche convenzioni tra gli atenei interessati. Nessun professore o ricercatore di ruolo può essere conteggiato in totale più di due volte per insegnamenti comunque tenuti in corsi di laurea o in corsi di laurea magistrale, sia nel proprio che in altri atenei. Art I regolamenti didattici di ateneo disciplinano le modalità attraverso le quali un corso di laurea può essere realizzato con il concorso di più facoltà della stessa università o di più università. Art Per ogni corso di laurea, i regolamenti didattici di ateneo determinano il numero intero di crediti assegnati a ciascuna attività formativa, specificando quali di esse contribuiscono al rispetto delle condizioni previste negli allegati al presente decreto. A tale scopo, limitatamente alle attività formative previste nelle lettere a) e b) dell'articolo 10, comma 1, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, sono indicati il settore o i settori scientificodisciplinari di riferimento e il relativo ambito disciplinare.5 Il Ministro dell Università e della Ricerca 2. I regolamenti didattici di ateneo stabiliscono il numero di crediti da assegnare ai settori scientifico-disciplinari ricompresi in ambiti disciplinari per i quali il numero stesso non sia specificato nell'allegato. 3. Limitatamente alle attività formative caratterizzanti, qualora negli allegati siano indicati più di tre ambiti disciplinari per ciascuno dei quali non sia stato specificato il numero minimo dei relativi crediti, i regolamenti didattici di ateneo individuano per ciascun corso di studio i settori scientifico-disciplinari afferenti ad almeno tre ambiti, funzionali alla specificità del corso stesso, ai quali riservare un numero adeguato di crediti. 4. Gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea devono assicurare agli studenti una solida preparazione sia nelle discipline di base che in quelle caratterizzanti, garantendo loro la possibilità di un approfondimento critico degli argomenti anche evitando la dispersione del loro impegno su un numero eccessivo di discipline, di insegnamenti o dei relativi moduli. Devono altresì assicurare agli studenti la possibilità di svolgere tutte le attività formative di cui all articolo 10, comma 5, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, fissando, per quelle previste alle lettere a) e b), un numero minimo totale di crediti rispettivamente pari a 12 e a Per quanto riguarda le attività formative autonomamente scelte dallo studente, ai sensi dell articolo 10, comma 5, lett. a) del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, i regolamenti didattici di ateneo assicurano la libertà di scelta tra tutti gli insegnamenti attivati nell ateneo, consentendo anche l acquisizione di ulteriori crediti formativi nelle discipline di base e caratterizzanti. 6. I regolamenti didattici di ateneo determinano i casi in cui la prova finale è sostenuta in lingua straniera. 7. Nel definire gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea, le università specificano gli obiettivi formativi in termini di risultati di apprendimento attesi, con riferimento al sistema di descrittori adottato in sede europea, e individuano gli sbocchi professionali anche con riferimento alle attività classificate dall ISTAT. 8. Relativamente al trasferimento degli studenti da un corso di laurea ad un altro, ovvero da un università ad un altra, i regolamenti didattici assicurano il riconoscimento del maggior numero possibile dei crediti già maturati dallo studente, secondo criteri e modalità previsti dal regolamento didattico del corso di laurea di destinazione, anche ricorrendo eventualmente a colloqui per la verifica delle conoscenze effettivamente possedute. Il mancato riconoscimento di crediti deve essere adeguatamente motivato.6 Il Ministro dell Università e della Ricerca 9. Esclusivamente nel caso in cui il trasferimento dello studente sia effettuato tra corsi di laurea appartenenti alla medesima classe, la quota di crediti relativi al medesimo settore scientifico-disciplinare direttamente riconosciuti allo studente non può essere inferiore al 50% di quelli già maturati. Nel caso in cui il corso di provenienza sia svolto in modalità a distanza, la quota minima del 50% è riconosciuta solo se il corso di provenienza risulta accreditato ai sensi del regolamento ministeriale di cui all articolo 2, comma 148, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n Art.4 1. Le competenti strutture didattiche determinano, con il regolamento didattico del corso di laurea, l'elenco degli insegnamenti e delle altre attività formative di cui all'articolo 12, comma 2, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, secondo criteri di stretta funzionalità con gli obiettivi formativi specifici del corso. 2. Le università garantiscono l attribuzione a ciascun insegnamento attivato di un congruo numero intero di crediti formativi, evitando la parcellizzazione delle attività formative. In ciascun corso di laurea non possono comunque essere previsti in totale più di 20 esami o valutazioni finali di profitto, anche favorendo prove di esame integrate per più insegnamenti o moduli coordinati. In tal caso i docenti titolari degli insegnamenti o moduli coordinati partecipano alla valutazione collegiale complessiva del profitto dello studente con modalità previste nei regolamenti didattici di ateneo ai sensi dell articolo 11, comma 7, lettera d) e dell articolo 12, comma 2, lettera d) del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n Gli Atenei possono riconoscere, secondo quanto previsto dall'articolo 5, comma 7 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, le conoscenze e le abilità professionali certificate individualmente ai sensi della normativa vigente in materia, nonché le altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello post-secondario alla cui progettazione e realizzazione l'università abbia concorso. Il numero massimo di crediti formativi universitari riconoscibili è fissato per ogni corso di laurea nel proprio ordinamento didattico e non può comunque essere superiore a 60.7 Il Ministro dell Università e della Ricerca Art.5 1.Ciascun credito formativo universitario dei corsi di laurea corrisponde a 25 ore di impegno medio per studente. 2. I regolamenti didattici di ateneo determinano altresì per ciascun corso di laurea la quota dell'impegno orario complessivo che deve rimanere riservata a disposizione dello studente per lo studio personale o per altre attività formative di tipo individuale. Tale quota non può comunque essere inferiore al 50% dell impegno orario complessivo, salvo nel caso in cui siano previste attività formative ad elevato contenuto sperimentale o pratico. 3. Gli studenti che maturano 180 crediti secondo le modalità previste nel regolamento didattico del corso di laurea, ivi compresi quelli relativi alla preparazione della prova finale, sono ammessi a sostenere la prova finale e a conseguire il titolo di studio indipendentemente dal numero di anni di iscrizione all università. Art.6 1. Le università rilasciano, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, i titoli di laurea con la denominazione della classe di appartenenza e del corso di laurea, assicurando che la denominazione di quest'ultimo corrisponda agli obiettivi formativi specifici del corso stesso. 2. I regolamenti didattici di ateneo e i regolamenti dei corsi di studio non possono prevedere denominazioni dei corsi di studio e dei relativi titoli che facciano riferimento a curricula, indirizzi, orientamenti o ad altre articolazioni interne dei medesimi corsi. 3. Le Università provvedono inoltre a rilasciare, ai sensi dell articolo 11, comma 8 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, e con le modalità indicate nel decreto ministeriale 30 aprile 2004, prot. 9/2004 e successive integrazioni, come supplemento al diploma di ogni titolo di studio, un certificato che riporta, anche in lingua inglese e secondo modelli conformi a quelli adottati dai paesi europei, le principali indicazioni relative al curriculum specifico seguito dallo studente per conseguire il titolo.8 Il Ministro dell Università e della Ricerca Art.7 1. Ai sensi dell art. 13, commi 5 e 6 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 le università assicurano la conclusione dei corsi di studio e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici previgenti, agli studenti già iscritti ai corsi alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici e disciplinano altresì la facoltà per i medesimi studenti di optare per l'iscrizione ai corsi di laurea afferenti alle classi di cui al presente decreto. 2. Nel primo triennio di applicazione del presente decreto modifiche tecniche alle tabelle delle attività formative indispensabili relative alle classi di corsi di laurea contenute nell allegato sono adottate con decreto ministeriale, sentito il CUN. Il presente decreto sarà inviato ai competenti organi di controllo e sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Roma, Il Ministro9 Classi di laurea L 1 BENI CULTURALI L 2 BIOTECNOLOGIE L 3 DISCIPLINE DELLE ARTI FIGURATIVE, DELLA MUSICA, DELLO SPETTACOLO E DELLA MODA L 4 DISEGNO INDUSTRIALE L 5 FILOSOFIA L 6 GEOGRAFIA L 7 INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE L 8 INGEGNERIA DELL'INFORMAZIONE L 9 INGEGNERIA INDUSTRIALE L 10 LETTERE L 11 LINGUE E CULTURE MODERNE L 12 MEDIAZIONE LINGUISTICA L 13 SCIENZE BIOLOGICHE L 14 SCIENZE DEI SERVIZI GIURIDICI10 L 15 SCIENZE DEL TURISMO L 16 SCIENZE DELL'AMMINISTRAZIONE E DELL'ORGANIZZAZIONE L 17 SCIENZE DELL'ARCHITETTURA L 18 SCIENZE DELL'ECONOMIA E DELLA GESTIONE AZIENDALE L 19 SCIENZE DELL'EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE L 20 SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE L 21 SCIENZE DELLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE, URBANISTICA, PAESAGGISTICA E AMBIENTALE L 22 SCIENZE DELLE ATTIVITA MOTORIE E SPORTIVE L 23 SCIENZE E TECNICHE DELL'EDILIZIA L 24 SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE L 25 SCIENZE E TECNOLOGIE AGRARIE E FORESTALI L 26 SCIENZE E TECNOLOGIE AGRO ALIMENTARI L 27 SCIENZE E TECNOLOGIE CHIMICHE L 28 SCIENZE E TECNOLOGIE DELLA NAVIGAZIONE L 29 SCIENZE E TECNOLOGIE FARMACEUTICHE11 L 30 SCIENZE E TECNOLOGIE FISICHE L 31 SCIENZE E TECNOLOGIE INFORMATICHE L 32 SCIENZE E TECNOLOGIE PER L'AMBIENTE E LA NATURA L 33 SCIENZE ECONOMICHE L 34 SCIENZE GEOLOGICHE L 35 SCIENZE MATEMATICHE L 36 SCIENZE POLITICHE E DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI L 37 SCIENZE SOCIALI PER LA COOPERAZIONE, LO SVILUPPO E LA PACE L 38 SCIENZE ZOOTECNICHE E TECNOLOGIE DELLE PRODUZIONI ANIMALI L 39 SERVIZIO SOCIALE L 40 SOCIOLOGIA L 41 STATISTICA L 42 STORIA L 43 TECNOLOGIE PER LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO DEI BENI CULTURALI12 13 L-1 Classe delle lauree in BENI CULTURALI OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI I laureati nei corsi di laurea della classe devono: possedere una buona formazione di base e un adeguato spettro di conoscenze e di competenze nei vari settori dei beni culturali (patrimonio archeologico; storico-artistico; archivistico e librario; teatrale, musicale e cinematografico; demoetnoantropologico; del paesaggio e dell'ambiente); possedere adeguate competenze relativamente alla legislazione e all'amministrazione e alla valorizzazione nel settore dei beni culturali; possedere la padronanza scritta e orale di almeno una lingua dell'unione Europea, oltre all'italiano; essere in grado di utilizzare i principali strumenti informatici di gestione dei dati e della comunicazione telematica negli ambiti specifici di competenza. Sbocchi occupazionali e attività professionali previsti dai corsi di laurea sono presso enti locali ed istituzioni specifiche, quali, ad esempio, sovrintendenze, musei, biblioteche, archivi, cineteche, parchi naturali, nonché presso aziende ed organizzazioni professionali operanti nel settore della tutela e della fruizione dei beni culturali e del recupero ambientale. Gli atenei organizzeranno, in accordo con enti pubblici e privati, gli stages e i tirocini più opportuni per concorrere al conseguimento dei crediti richiesti per le "altre attività formative" e potranno definire ulteriormente, per ogni corso di studio, gli obiettivi formativi specifici, anche con riferimento ai corrispondenti profili professionali. ATTIVITÀ FORMATIVE INDISPENSABILI Attività formative: Ambiti disciplinari Settori scientificodisciplinari Di base Lingua e letteratura italiana L FIL LET/10 Letteratura italiana L FIL LET/11 Letteratura italiana contemporanea L FIL LET/12 Linguistica italiana L FIL LET/13 Filologia della letteratura italiana CFU Tot. CFU 4214 Discipline storiche L ANT/01 Preistoria e protostoria L ANT/02 Storia greca L ANT/03 Storia romana L OR/01 Storia del vicino oriente antico L OR/02 Egittologia e civilta' copta L OR/03 Assiriologia L OR/04 Anatolistica L OR/10 Storia dei paesi islamici L OR/14 Filologia, religioni e storia dell'iran L OR/17 Filosofie, religioni e storia dell'india e dell'asia centrale L OR/23 Storia dell'asia orientale e sud orientale M STO/01 Storia medievale M STO/02 Storia moderna M STO/04 Storia contemporanea15 Civiltà antiche e medievali L FIL LET/02 Lingua e letteratura greca L FIL LET/04 Lingua e letteratura latina L FIL LET/05 Filologia classica L FIL LET/06 Letteratura cristiana antica L FIL LET/07 Civilta' bizantina L FIL LET/08 Letteratura latina medievale e umanistica L FIL LET/09 Filologia e linguistica romanza Discipline geografiche e antropologiche BIO/08 Antropologia M DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche M GGR/01 Geografia M GGR/02 Geografia economico politica Caratterizzanti Legislazione e gestione dei beni culturali IUS/01 Diritto privato IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico IUS/10 Diritto amministrativo IUS/11 Diritto canonico e diritto ecclesiastico IUS/14 Diritto dell'unione europea SECS P/02 Politica economica SECS P/03 Scienza delle finanze 4816 Discipline relative ai beni storicoarcheologici e artistici, archivistici e librari, demoetnoantropologici e ambientali AGR/12 Patologia vegetale BIO/03 Botanica ambientale e applicata BIO/07 Ecologia CHIM/01 Chimica analitica CHIM/12 Chimica dell'ambiente e dei beni culturali FIS/07 Fisica applicata GEO/01 Paleontologia e paleoecologia GEO/04 Geografia fisica e geomorfologia GEO/09 Georisorse minerarie e applicazioni mineralogicopetrografiche per l'ambiente e i beni culturali ICAR/15 Architettura del paesaggio ICAR/18 Storia dell'architettura ICAR/19 Restauro L ANT/01 Preistoria e protostoria L ANT/04 Numismatica L ANT/05 Papirologia L ANT/06 Etruscologia e antichita' italiche L ANT/07 Archeologia classica L ANT/08 Archeologia cristiana e medievale L ANT/09 Topografia antica L ANT/10 Metodologie della ricerca archeologica L ART/01 Storia dell'arte medievale L ART/02 Storia dell'arte moderna L ART/03 Storia dell'arte contemporanea L ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro L ART/05 Discipline dello spettacolo L ART/06 Cinema, fotografia e17 televisione L ART/07 Musicologia e storia della musica L ART/08 Etnomusicologia L FIL LET/01 Civilta' egee L FIL LET/05 Filologia classica L FIL LET/13 Filologia della letteratura italiana L LIN/01 Glottologia e linguistica L OR/05 Archeologia e storia dell'arte del vicino oriente antico L OR/06 Archeologia feniciopunica L OR/11 Archeologia e storia dell'arte musulmana L OR/16 Archeologia e storia dell'arte dell'india e dell'asia centrale L OR/20 Archeologia, storia dell'arte e filosofie dell'asia orientale M DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche M FIL/04 Estetica M GGR/01 Geografia M GGR/02 Geografia economico politica M STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia M STO/09 Paleografia SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi SPS/10 Sociologia dell'ambiente e del territorio TOTALE 9018 L-2 Classe delle lauree in BIOTECNOLOGIE OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI I laureati nei corsi di laurea della classe devono: possedere una adeguata conoscenza di base dei sistemi biologici, interpretati in chiave molecolare e cellulare che gli consenta di sviluppare una professionalità operativa. possedere le basi culturali e sperimentali delle tecniche multidisciplinari che caratterizzano l'operatività biotecnologica per la produzione di beni e di servizi attraverso l'analisi e l'uso di sistemi biologici; possedere le metodiche disciplinari e essere in grado di applicarle in situazioni concrete con appropriata conoscenza delle normative e delle problematiche deontologiche e bioetiche; saper utilizzare efficacemente, in forma scritta e orale, l'inglese, od almeno un' altra lingua dell'unione Europea, oltre l'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali; possedere adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell'informazione; essere in grado di stendere rapporti tecnico-scientifici; essere capaci di lavorare in gruppo, di operare con autonomia attività esecutive e di inserirsi prontamente negli ambienti di lavoro. I laureati della classe svolgeranno attività professionali in diversi ambiti biotecnologici, quali l'agro-alimentare, l'ambientale, il farmaceutico, l'industriale, il medico ed il veterinario nonché in quello della comunicazione scientifica. Ai fini indicati, i corsi di laurea della classe comprendono in ogni caso attività formative per le biotecnologie industriali, agro-alimentari, ambientali, farmaceutiche, mediche e veterinarie, organizzate in un primo periodo comune di un anno che permettano di acquisire; sufficienti conoscenze di base, di matematica, statistica, informatica, fisica, chimica e biologia, necessarie per una formazione nel settore delle biotecnologie. Successivamente le attività formative saranno rivolte ad acquisire le conoscenze essenziali sulla struttura e funzione dei sistemi biologici in condizioni fisiologiche, patologiche e simulanti condizioni patologiche conoscendone le logiche molecolari, informazionali e integrative; gli strumenti concettuali e tecnico-pratici per un'operatività tendente ad analizzare ed utilizzare, anche modificandole, cellule o loro componenti per creare figure professionali19 capaci di applicare biotecnologie innovative per identificazione caratterizzazione e studio di strutture, molecole, delle loro proprietà e caratteristiche. La preparazione scientifico-tecnica sarà integrata con aspetti di regolamentazione, responsabilità e bioetica, economici e di gestione aziendale, di comunicazione e percezione pubblica. Queste attività si differenzieranno tra loro nel secondo e terzo anno al fine di perseguire maggiormente alcuni degli obiettivi indicati rispetto ad altri, oppure di approfondire particolarmente alcuni settori applicativi, quali l'agro-alimentare, l'industriale, il farmaceutico, il medico e il veterinario; a tal fine, gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea selezioneranno opportunamente, tra quelli indicati, gli ambiti disciplinari ed relativi settori scientificodisciplinari delle attività formative caratterizzanti per formare specifiche figure professionali capaci di operare con una logica strumentale comune nei diversi ambiti. Particolare attenzione sarà posta alla caratteristiche di innovazione che vedono il settore in un attivo e rapido sviluppo che richiede un continuo e efficiente aggiornamento, per tenere il passo con il continuo ed incalzante incremento delle conoscenze scientifiche e delle loro applicazioni tecnologiche (tecnologie di genomica, genomica funzionale, proteomica, metabolomica, ecc.) applicate agli organismi viventi. Occorre prevedere in ogni caso, tra le attività formative nei diversi settori disciplinari: a) attività di laboratorio per un congruo numero di CFU complessivi per fornire una adeguata formazione operativa e familiarità con le tecnologie; b) l'obbligo, in relazione aobiettivi specifici, di svolgere attività come tirocini formativi presso aziende o laboratori per un congruo numero di CFU, con lo scopo di facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro; c) la conoscenza della lingua inglese, o di almeno un'altra lingua dell'unione Europea, il cui impegno deve corrispondere ad un congruo numero di CFU ; d) soggiorni presso altre Istituzioni di ricerca italiane ed europee, anche nel quadro di accordi internazionali.20 ATTIVITÀ FORMATIVE INDISPENSABILI Attività formative: Ambiti disciplinari Settori scientificodisciplinari CFU Tot. CFU Di base Discipline matematiche, fisiche, informatiche e statistiche FIS/01 FIS/08 INF/01 Informatica MAT/01 MAT/09 MED/01 Statistica medica SECS S/01 Statistica SECS S/02 Statistica per la ricerca sperimentale e tecnologica Discipline chimiche CHIM/01 Chimica analitica 10 CHIM/02. Chimica fisica CHIM/03 Chimica generale e inorganica CHIM/06 Chimica organica Discipline biologiche BIO/01 Botanica generale BIO/10 Biochimica BIO/11 Biologia molecolare BIO/13 Biologia applicata BIO/17 Istologia BIO/18 Genetica BIO/19 Microbiologia generale 1021 Caratterizzanti Discipline biotecnologiche comuni AGR/07 Genetica agraria BIO/09 Fisiologia BIO/10 Biochimica BIO/11 Biologia molecolare BIO/14 Farmacologia BIO/18 Genetica CHIM/06 Chimica organica CHIM/11 Chimica e biotecnologia delle fermentazioni MED/04 Patologia generale MED/42 Igiene generale e applicata Discipline per la regolamentazione, economia e bioetica AGR/01 Economia ed estimo rurale IUS/01 Diritto privato 4 IUS/02 Diritto privato comparato IUS/04 Diritto commerciale IUS/14 Diritto dell'unione europea M FIL/02 Logica e filosofia della scienza M FIL/03 Filosofia morale MED/02 Storia della medicina SECS P/06 Economia applicata SECS P/07 Economia aziendale22 Discipline biotecnologiche con finalità specifiche:agrarie AGR/02 Agronomia e coltivazioni erbacee AGR/03 Arboricoltura generale e coltivazioni arboree AGR/04 Orticoltura e floricoltura AGR/11 Entomologia generale e applicata AGR/12 Patologia vegetale AGR/13 Chimica agraria AGR/15 Scienze e tecnologie alimentari AGR/16 Microbiologia agraria AGR/17 Zootecnica generale e miglioramento genetico AGR/18 Nutrizione e alimentazione animale AGR/19 Zootecnica speciale AGR/20 Zoocolture Discipline biotecnologiche con finalità specifiche: biologiche e industriali BIO/01 Botanica generale BIO/02 Botanica sistematica BIO/03 Botanica ambientale e applicata BIO/04 Fisiologia vegetale BIO/05 Zoologia BIO/06 Anatomia comparata e citologia BIO/07 Ecologia BIO/12 Biochimica clinica e biologia molecolare clinica BIO/13 Biologia applicata BIO/14 Farmacologia BIO/15 Biologia farmaceutica BIO/16 Anatomia umana BIO/17 Istologia BIO/18 Genetica BIO/19 Microbiologia generale23 Discipline biotecnologiche con finalità specifiche:chimiche e farmaceutiche CHIM/01 Chimica analitica CHIM/02 Chimica fisica CHIM/03 Chimica generale e inorganica CHIM/04 Chimica industriale CHIM/05 Scienza e tecnologia dei materiali polimerici CHIM/08 Chimica farmaceutica CHIM/09 Farmaceutico tecnologico applicativo CHIM/10 Chimica degli alimenti CHIM/11 Chimica e biotecnologia delle fermentazioni CHIM/12 Chimica dell'ambiente e dei beni culturali ING IND/25 Impianti chimici ING IND/26 Teoria dello sviluppo dei processi chimici Discipline biotecnologiche con finalità specifiche:mediche e terapeutiche BIO/12 Biochimica clinica e biologia molecolare clinica MED/03 Genetica medica MED/04 Patologia generale MED/05 Patologia clinica MED/07 Microbiologia e microbiologia clinica MED/09 Medicina interna MED/13 Endocrinologia MED/15 Malattie del sangue MED/42 Igiene generale e applicata VET/06 Parassitologia e malattie parassitarie degli animali Discipline biotecnologiche con finalità specifiche:veterinarie VET/01 Anatomia degli animali domestici VET/02 Fisiologia veterinaria VET/03 Patologia generale e anatomia patologica veterinaria VET/04 Ispezione degli alimenti di origine animale VET/05 Malattie infettive degli Vedere altro
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 articolo 10
 articolo 10
 articolo 2
 Art.4
 articolo 11
 articolo 12
 Art.5
 Art.6
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 Art.7
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 art. 32
 Art. 1
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 Articolo 1
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 Art. 2