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Timestamp: 2018-02-24 13:35:27+00:00

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COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA | Comitato Basta un Sì Salerno
DELLA REPUBBLICA ITALIANA *
[ Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298 ]
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentra- mento amministrativo; adegua i principî ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici. 1
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri po- poli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; con- sente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedi- menti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rien- trarvi, salvo gli obblighi di legge.
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudi- ziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediata- mente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manife- stazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti ade- guati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi pre- visti dalla legge.
L’estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressa- mente prevista dalle convenzioni internazionali.
Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici. 2
Non è ammessa la pena di morte. 3
I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono diretta- mente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fon- data sul matrimonio.
La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la for- mazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti neces- sari a tale scopo.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chie- dono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trat- tamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento pro- fessionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predi- sposti o integrati dallo Stato.
La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli oppor- tuni controlli, il carattere e le finalità.
Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavora- tori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disci- plina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azio- nario nei grandi complessi produttivi del paese.
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la mag- giore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono asse- gnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge. 4
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indi- cati dalla legge.
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per con- correre con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere prov- vedimenti legislativi o esporre comuni necessità.
Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pub- blici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi prov- vedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. 5
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di la- voro.
Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’eser- cizio dei diritti politici.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osser- varne la Costituzione e le leggi.
ART. 56. 6
Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circo- scrizione Estero.
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi as- segnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popola- zione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popola- zione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
ART. 57. 7
Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scienti- fico, artistico e letterario.
La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. 8 La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.
Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle pre- cedenti.
Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adot- tate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.
ART. 68. 9
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione perso- nale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della li- bertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.
Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei di- segni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso e vo- tato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni.
La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costi- tuzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di auto- rizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.
Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito. Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vi- gore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.
Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con mes- saggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere pro- mulgata.
È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o par- ziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amni- stia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleg- gere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla vo- tazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tut- tavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
ART. 79. 10
ART. 81. 11
Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo econo- mico.
Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli ef- fetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto con- suntivo presentati dal Governo.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibi- lità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabi- liti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di cia- scuna Camera, nel rispetto dei principi definiti con legge costituzionale.
Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse. A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione d’in- chiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse li- mitazioni dell’autorità giudiziaria.
L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della assemblea. Dopo il terzo scrutinio è suffi- ciente la maggioranza assoluta.
Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei de- putati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.
Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione,
la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazio- nali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere.
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa co- stituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della magistratura.
Può concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le onorificenze della Repubblica.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. 12
Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfir- mato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.
Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono con- trofirmati anche dal Presidente del Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nel l’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri. 13
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei mini- stri e, su proposta di questo, i ministri.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei com- ponenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed am- ministrativo, promovendo e coordinando l’attività dei ministri.
I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei mini- stri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.
La legge provvede all’ordinamento della Presidenza del Consiglio e deter- mina il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei ministeri.
ART. 96. 14
Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, anche se cessati dalla ca- rica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico. 15
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’ammi- nistrazione.
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante con- corso, salvo i casi stabiliti dalla legge.
Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti poli- tici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero.
Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è composto, nei modi sta- biliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.
È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e se- condo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge.
La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e rego- lati dalle norme sull’ordinamento giudiziario.
La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo al- l’amministrazione della giustizia.
Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giu- risdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.
Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvo- cati dopo quindici anni di esercizio.
Il Consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal Parlamento. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono im- mediatamente rieleggibili.
Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme del- l’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.
I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a deci- sione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
La legge assicura l’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all’am- ministrazione della giustizia.
ART. 111. 16
La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragione- vole durata.
Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le per- sone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convoca- zione e l’interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell’accusa e l’acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.
Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella for- mazione della prova. La colpevolezza dell’imputato non può essere pro- vata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all’interrogatorio da parte dell’imputato o del suo difensore.
La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in con- traddittorio per consenso dell’imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.
Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pro- nunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in cassazione per violazione di legge. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra.
Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giu- risdizione ordinaria o amministrativa.
TITOLO V 17
ART. 114. 18
La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropo- litane, dalle Regioni e dallo Stato.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti auto- nomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione.
Abrogato 19
ART. 116. 20
La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autono- me di Trento e di Bolzano.
Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitata- mente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono es- sere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggio- ranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.
ART. 117. 21
La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comuni- tario e dagli obblighi internazionali.
politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giu- ridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea;
rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici;22perequazione delle risorse finanziarie;
organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia ammi- nistrativa locale;
cittadinanza, stato civile e anagrafi;
giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e pe- nale; giustizia amministrativa;
determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concer- nenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
norme generali sull’istruzione;
legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fonda- mentali di Comuni, Province e Città metropolitane;
dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi interna- zionale;
pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;
tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni cultur
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti interna- zionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tu- tela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professio- nale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innova- zione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordina- mento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comuni- cazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; pre- videnza complementare e integrativa; 23 coordinamento della finanza pub- blica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed econo- mica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il mi- gliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
ART. 118. 24
Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicu- rarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni am- ministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e di- sciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.
Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’auto- noma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di atti- vità di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bi- lanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e fi- nanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse au- tonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pub- blica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.
La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di desti- nazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.
Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo eser- cizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metro- politane e Regioni.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un pro- prio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammorta- mento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.
La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o tran- sito tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, né limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.
Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trat- tati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tu- tela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescin- dendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le proce- dure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.
Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare pro- poste di legge alle Camere.
Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti re- gionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica.
Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei con- siglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.
Il Consiglio elegge tra i suoi componenti un Presidente e un ufficio di pre- sidenza.
I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opi- nioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge ap- provata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due delibera- zioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Per tale legge non è richiesta l’apposizione del visto da parte del Commissario del Governo. Il Governo della Repubblica può promuovere la questione di le- gittimità costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzio- nale entro trenta giorni dalla loro pubblicazione.
Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sot- toposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggio- ranza dei voti validi.
Abrogato 30
ART. 126. 32
Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scio- glimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.
L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l’impe- dimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso com- portano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della mag- gioranza dei componenti il Consiglio.
La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un’altra Regione leda la sua sfera di competenza, può pro- muovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costitu- zionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell’atto avente valore di legge.
Abrogato 34
Abrogato 35
Abrogato 36
Piemonte; Valle d’Aosta; Lombardia;
Trentino-Alto Adige; Veneto;
Friuli-Venezia Giulia; Liguria;
Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche;
Lazio; Abruzzi; Molise; Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna.
ART. 132. 38
Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un mi- lione d’abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rap- presentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.
Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interes- sati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano ri- chiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un’altra.
Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con legge della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione.
La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e deno- minazioni.
SEZIONE I. 39
sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione. 40
ART. 135. 41
La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in se- duta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed am- ministrative.
I giudici della Corte costituzionale sono nominati per nove anni, decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del giuramento, e non possono essere nuo- vamente nominati.
Alla scadenza del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e dal- l’esercizio delle funzioni.
La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provve- dano nelle forme costituzionali.
Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di pro- ponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie d’indipen- denza dei giudici della Corte.
Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la costitu- zione e il funzionamento della Corte.
Contro le decisioni della Corte costituzionale non è ammessa alcuna impu- gnazione.
Revisione della Costituzione – Leggi costituzionali.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda vota- zione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
Se alla data della elezione del Presidente della Repubblica non sono costi- tuiti tutti i Consigli regionali, partecipano alla elezione soltanto i compo- nenti delle due Camere.
Per la prima composizione del Senato della Repubblica sono nominati sena- tori, con decreto del Presidente della Repubblica, i deputati dell’Assemblea Costituente che posseggono i requisiti di legge per essere senatori e che: sono stati presidenti del Consiglio dei Ministri o di Assemblee legislative; hanno fatto parte del disciolto Senato;
hanno avuto almeno tre elezioni, compresa quella all’Assemblea Costituente; sono stati dichiarati decaduti nella seduta della Camera dei deputati del 9 novembre 1926;
hanno scontato la pena della reclusione non inferiore a cinque anni in se- guito a condanna del tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato.
Sono nominati altresì senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i membri del disciolto Senato che hanno fatto parte della Consulta Nazionale. Al diritto di essere nominati senatori si può rinunciare prima della firma del decreto di nomina. L’accettazione della candidatura alle elezioni politiche implica rinuncia al diritto di nomina a senatore.
Entro cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dei tri- bunali militari.
Fino a quando non sia emanata la nuova legge sull’ordinamento giudiziario in conformità con la Costituzione, continuano ad osservarsi le norme del- l’ordinamento vigente.
Le elezioni dei Consigli regionali e degli organi elettivi delle amministrazioni provinciali sono indette entro un anno dall’entrata in vigore della Costituzione. Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministra- zione il passaggio delle funzioni statali attribuite alle Regioni. Fino a quando non sia provveduto al riordinamento e alla distribuzione delle funzioni ammi- nistrative fra gli enti locali, restano alle Provincie ed ai Comuni le funzioni che esercitano attualmente e le altre di cui le Regioni deleghino loro l’esercizio. Leggi della Repubblica regolano il passaggio alle Regioni di funzionari e dipendenti dello Stato, anche delle amministrazioni centrali, che sia reso necessario dal nuovo ordinamento. Per la formazione dei loro uffici le Regioni devono, tranne che in casi di necessità, trarre il proprio personale da quello dello Stato e degli enti locali.
Fino a cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si possono, con leggi costituzionali, formare altre Regioni, a modificazione dell’elenco di cui all’articolo 131, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell’articolo 132, fermo rimanendo tuttavia l’obbligo di sen- tire le popolazioni interessate. 43
È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quin- quennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.
XIII. 44
I beni, esistenti nel territorio nazionale, degli ex re di Casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi, sono avocati allo Stato. I trasferi- menti e le costituzioni di diritti reali sui beni stessi, che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946, sono nulli.
Entro un anno dall’entrata in vigore della Costituzione si procede alla revi- sione e al coordinamento con essa delle precedenti leggi costituzionali che non siano state finora esplicitamente o implicitamente abrogate.
Fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l’Assemblea Costituente può essere convocata, quando vi sia necessità di delibe- rare nelle materie attribuite alla sua competenza dagli articoli 2, primo e secondo comma, e 3, comma primo e secondo, del decreto legisla- tivo 16 marzo 1946, n. 98.
In tale periodo le Commissioni permanenti restano in funzione. Quelle le- gislative rinviano al Governo i disegni di legge, ad esse trasmessi, con even- tuali osservazioni e proposte di emendamenti.
I deputati possono presentare al Governo interrogazioni con richiesta di ri- sposta scritta.
* Il testo include le integrazioni e le modifiche intervenute successivamente al primo gennaio 1948, in conformità dei testi pubblicati in Gazzetta Ufficiale.
(all’a 10, quarto comma)
A norma dell’articolo unico della legge cost. 21 giugno 1967, n. 1, «l’ultimo comma dell’art. 10 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio».
(all’a 26, secondo comma)
A norma dell’articolo unico della legge cost. 21 giugno 1967, n. 1,
«l’ultimo comma dell’art. 26 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio».
(all’a 27, quarto comma)
Comma così modificato dall’art. 1 della legge cost. 2 ottobre 2007, n. 1. Il testo originale del comma quarto recitava:
«Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra».
(all’a 48, terzo comma)
Comma inserito dall’art. 1 della legge cost. 17 gennaio 2000, n. 1.
(all’a 51, primo comma, secondo periodo)
Il periodo è stato aggiunto dall’art. 1 della legge cost. 30 maggio 2003, n. 1.
(all’a 56)
Articolo così risultante dapprima per la sostituzione del testo originario operata dall’art. 1 della legge cost. 9 febbraio 1963, n. 2 e, successivamente, per le modifiche apportate ai commi secondo e quarto, dall’art. 1 della legge cost. 23 gennaio 2001, n. 1. Si vedano, inoltre, le disposizioni transitorie nell’art. 3 di questa ultima legge. Queste le formulazioni susseguitesi:
ART. 56, nel testo originario:
ART. 56, con le modifiche apportate dalla legge cost. 9 febbraio 1963, n. 2:
«La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto. Il numero dei deputati è di seicentotrenta.
(all’art. 57)
Articolo così risultante dapprima con la sostituzione del testo originario operata dall’art. 2 della legge cost. 9 febbraio 1963, n. 2; quindi, dalla modifica al comma terzo introdotta con la legge cost. 27 dicembre 1963, n. 3; successivamente, per le modifiche apportate ai commi primo, secondo e quarto dall’art. 2 della legge cost. 23 gennaio 2001, n. 1.
Queste le formulazioni susseguitesi:
ART. 57, nel testo originario:
ART. 57, con le modifiche apportate dalla legge cost. n. 2 del 1963:
«Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale. Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici.
ART. 57, comma terzo, come modificato dalla legge n. 3 del 1963:
«Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno».
(all’art. 60, primo comma)
Comma così sostituito dall’art. 3 della legge 9 febbraio 1963, n. 2. Il testo originario del comma disponeva:
«La Camera dei deputati è eletta per cinque anni, il Senato della Repubblica per sei».
(all’art. 68)
Articolo così sostituito dalla legge cost. 29 ottobre 1993, n. 3. Il testo originario era il seguente:
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale;
né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale,
o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto
nell’atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l’ordine di cattura.
Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o mantenere
in detenzione un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile».
(all’art. 79)
Articolo così sostituito dalla legge cost. 6 marzo 1992, n. 1. Il testo originario era il seguente:
(all’art. 81)
Articolo così sostituito dall’art. 1 della legge cost. 20 aprile 2012 n.1, recante «Introduzione del principio del pareggio di bilancio
nella Carta costituzionale», che ha introdotto modifiche
agli artt. 96, 117 e 119 – stabilendo con l’art. 6 l’applicazione delle disposizioni della legge «a decorrere dall’esercizio finanziario relativo all’anno 2014».
Si vedano, inoltre, le disposizioni disciplinari all’art. 5 della stessa legge.
(all’art. 88, secondo comma)
Comma così sostituito dalla legge cost. 4 novembre 1991, n. 1. Nella formulazione originaria il comma disponeva:
(all’art. 90)
La normativa relativa all’Art. 90 è definita dalla legge cost. 11 marzo 1953, n. 1.
(all’art. 96)
Articolo così sostituito dall’art. 1 della legge cost. 16 gennaio 1989, n.1. Il testo originario era il seguente:
(all’art. 97, primo comma)
Comma aggiunto dall’art. 2 della legge cost. 20 aprile 2012 n.1.
(all’art. 111)
I primi cinque commi sono stati aggiunti dall’art. 1 della legge cost. 23 novembre 1999, n. 2.
All’art. 2, la stessa legge cost. così dispone: «1. La legge regola l’applicazione dei principî contenuti nella presente legge costituzionale ai procedimenti penali in corso alla data della sua entrata in vigore».
(al Titolo V della Seconda Parte)
La legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3, recante «Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione», ha apportato modifiche agli artt. 114, 115, 116, 117, 118, 119, 120, 123, 124, 125, 127, 128, 129, 130, 132.
(all’art. 114)
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata dall’art. 1 della legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
(all’art. 115)
Abrogato dall’art. 9, comma 2, della legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario era il seguente:
(all’art. 116)
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata dall’art. 2 della legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
«Alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, al Friuli-Venezia Giulia e alla Valle d’Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia secondo statuti speciali adottati con leggi costituzionali».
(all’art. 117)
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata dall’art. 3 della legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3, e dalle modifiche successivamente operate dalla legge cost. 20 aprile 2012 n.1 (vedi note 21 e 22).
«La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principî fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreché le norme stesse non siano in contrasto con l’interesse nazionale e con quello di altre Regioni: Ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi dipendenti dalla Regione;
Circoscrizioni comunali; Polizia locale urbana e rurale; Fiere e mercati;
Beneficenza pubblica ed assistenza sanitaria ed ospedaliera; Istruzione artigiana e professionale e assistenza scolastica; Musei e biblioteche di enti locali;
Tramvie e linee automobilistiche d’interesse regionale; Viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale; Navigazione e porti lacuali;
Acque minerali e termali; Cave e torbiere;
Pesca nelle acque interne; Agricoltura e foreste; Artigianato.
(all’art. 117, secondo comma, lett. e)
Le parole «armonizzazione dei bilanci pubblici;» sono state introdotte dall’art. 3 della legge cost. 20 aprile 2012 n.1.
(all’art. 117, terzo comma)
Le parole «armonizzazione dei bilanci pubblici;» che qui seguivano sono state soppresse con l’art. 3 della legge cost. 20 aprile 2012 n.1.
(all’art. 118)
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata dall’art. 4 della legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
(all’art. 119)
Articolo così risultante dapprima per la sostituzione del testo originario operata dall’art. 5 della legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3,
e, successivamente, per le modifiche al primo comma
e all’ultimo periodo dell’ultimo comma di tale testo disposte dall’art. 4 della legge cost. 20 aprile 2012 n.1.
ART. 119 nel testo originario:
Per provvedere a scopi determinati, e particolarmente per valorizzare il Mezzogiorno e le Isole, lo Stato assegna per legge a singole Regioni contributi speciali. La Regione ha un proprio demanio e patrimonio, secondo le modalità stabilite con legge della Repubblica».
ART. 1 9, commi primo e ultimo come disposti dalla legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3:
Primo comma: «I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa».
Ultimo comma, ultimi due periodi: «Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti».
(all’art. 120)
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata dall’art. 6 della legge cost. n. 18 ottobre 2001, n. 3.
«La Regione non può istituire dazî d’importazione o esportazione o transito fra le Regioni.
(all’art. 121)
Articolo così modificato, nel secondo e nel quarto comma, dalla legge cost. 22 novembre 1999, n. 1.
Nella formulazione originaria i due commi così disponevano: Secondo comma: «Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative e regolamentari attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli
dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere». Quarto comma: «Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; promulga le leggi ed i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione,
conformandosi alle istruzioni del Governo centrale».
(all’art. 122)
Articolo risultante dalla sostituzione operata dall’art. 2 della legge cost. 22 novembre 1999, n. 1.
(all’art. 123)
Articolo risultante dalla sostituzione del testo originario operata dall’art. 3 della legge cost. 22 novembre 1999, n. 1, e dalla successiva aggiunta dell’ultimo comma disposta con l’art. 7 della legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
(all’art. 124)
(all’art. 125)
Il primo comma dell’art. 125 è stato abrogato dall’art. 9, comma 2, della legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
«Il controllo di legittimità sugli atti amministrativi della Regione è esercitato, in forma decentrata, da un organo dello Stato nei modi e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica. La legge può in determinati casi ammettere il controllo di merito, al solo effetto di promuovere, con richiesta motivata, il riesame della deliberazione da parte del Consiglio regionale».
(all’art. 126)
Articolo risultante dalla sostituzione del testo originario operata dall’art. 4 della legge cost. 22 novembre 1999, n. 1.
«Il Consiglio regionale può essere sciolto, quando compia atti contrarî alla Costituzione o gravi violazioni di legge, o non corrisponda all’invito del Governo di sostituire la Giunta o il Presidente, che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni.
Col decreto di scioglimento è nominata una Commissione
di tre cittadini eleggibili al Consiglio regionale, che indice le elezioni entro tre mesi e provvede all’ordinaria amministrazione di competenza della Giunta e agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo Consiglio».
(all’art. 127)
Articolo risultante dalla sostituzione operata dall’art. 8 della legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
«Ogni legge approvata dal Consiglio regionale è comunicata
al Commissario che, salvo il caso di opposizione da parte del Governo, deve vistarla nel termine di trenta giorni dalla comunicazione.
(all’art. 128)
(all’art. 129)
(all’art. 130)
In casi determinati dalla legge può essere esercitato il controllo di merito nella forma di richiesta motivata agli enti deliberanti di riesaminare la loro deliberazione».
(all’art. 131)
Articolo così modificato dall’art. 1 della legge cost. 27 dicembre 1963, n. 3, che ha istituito la Regione Molise.
Nella formulazione originaria, l’Art. 131 individuava un’unica regione sotto la dizione «Abruzzi e Molise».
(all’art. 132)
Il secondo comma è stato così modificato dall’art. 9, comma 1, della legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria il comma così disponeva:
39. (alla Sezione I del Titolo VI)
La normativa relativa alla Sezione I del Titolo VI, dapprima definita con la legge cost. 9 febbraio 1948, n. 1, è stata successivamente modificata e integrata con le leggi cost. 11 marzo 1953, n. 1, 22 novembre 1967, n. 2,
e 16 gennaio 1989, n. 1.
(all’art. 134)
L’ultimo capoverso è stato così modificato dall’art. 2 della legge cost. 16 gennaio 1989, n. 1.
Il testo originario del capoverso disponeva:
(all’art. 135)
Articolo così risultante dalla sostituzione operata dall’art. 1 della legge cost. 22 novembre 1967, n. 2, e dalla modifica dell’ultimo comma successivamente operata dalla legge cost. 16 gennaio 1989, n. 1.
Il testo originario recitava:
«La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative.
I giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i magistrati
anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni d’esercizio.
L’ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento o d’un Consiglio regionale, con l’esercizio della professione d’avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge.
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica e contro i Ministri intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri eletti, all’inizio di ogni legislatura, dal Parlamento in seduta comune tra cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore».
(alla VII delle Disposizioni transitorie e finali)
Il terzo comma di questa Disposizione è stato abrogato dall’art. 7 della legge cost. 22 novembre 1967, n. 2.
Il comma originario era il seguente:
(alla XI delle Disposizioni transitorie e finali)
Il termine «Fino a cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione», originariamente previsto in questo articolo, è stato prorogato al 31 dicembre 1963 dalla legge cost. 18 marzo 1958, n. 1, ed entro questo stesso termine è stata istituita la Regione Molise.
(alla XIII delle Disposizioni transitorie e finali)
Ai termini della legge cost. 23 ottobre 2002, n. 1, «i commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione esauriscono i loro effetti a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale».
«I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive.
Scarpinato, il procuratore-black bloc (da "l'Unità")

References: sentenza 

ART. 56

ART. 57

ART. 68
 sentenza 

ART. 79

ART. 81

ART. 96

ART. 111

ART. 114

ART. 116

ART. 117

ART. 118

ART. 126

ART. 132

ART. 135

ART. 56

ART. 56

ART. 57

ART. 57

ART. 57
 sentenza 

ART. 119

ART. 1