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02° concetto di forte e debole
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Pubblicato: 17 Febbraio 2017 | Scritto da Mauro | Visite: 2343
CONCETTO DI FORTE E DEBOLE
La cultura occidentale vede l’universo separato dall’uomo, perciò la vita è percepita come una «guerra» fra opposti (la luce contro l'oscurità, la vita contro la morte, buono contro cattivo, il bene contro il male, bello contro il brutto, ecc.); questa visione implica una sorta di idealismo per coltivare il primo, ritenuto positivo per la nostra cultura, e disfarsi del suo opposto, ritenuto negativo.
Per il TAOISMO questo è incomprensibile poiché sarebbe come volere la corrente elettrica senza avere il polo negativo, ossia le polarità sono aspetti differenti dello stesso sistema e la scomparsa di una polarità implica la sparizione dell’altra.
Per il Tao “l’unica costante della realtà è il cambiamento, la mutazione“ e accetta le leggi della Natura per cui c'è sempre un'alternanza fra le due polarità: il giorno segue la notte, il freddo segue il caldo, la morte segue la vita, tutto si forma e poi si distrugge.
Il Taoismo spiega la struttura dell’universo e la costituzione sia fisica che morale dell’individuo con l’interazione di due forze opposte ma complementari che chiama YANG e YIN (yō e in, in giapponese)
L'ideogramma yang indica il lato della collina al sole, l'ideogramma yin quello all'ombra.
L'essere yang o yin non è una qualità intrinseca ma esprime il rapporto fra due entità
Di conseguenza i seguenti binomi vengono classificati:
yang luce caldo asciutto rigido resistente
yin ombra freddo bagnato morbido cedevole
yang forte pesante maschile positivo
yin debole leggero femminile negativo
Gli aggettivi sottolineati sono usati spesso in ikebana e sono fra di loro equivalenti: ad esempio definire un ramo forte, pesante, maschile, positivo, rispetto ad un fiore equivale a dire che il ramo è yang rispetto al fiore yin. Si usano questi aggettivi per definire alcune caratteristiche relative come:
- il lato di crescita dei vegetali al sole è detto positivo mentre quello all'ombra negativo
nelle foglie:
lato positivo, yang, al sole lato negativo, yin, all`ombra-
il lato positivo di una foglia (yang, cresciuto verso il sole) di solito è più scuro del suo lato negativo (yin, cresciuto all'ombra).
nei rami:
- il lato positivo o yang -cresciuto al sole- di solito è il lato concavo e di colore più scuro mentre il suo lato cresciuto all'ombra, definito negativo o yin, è il suo lato convesso e più chiaro.
- il fiore in boccio è considerato debole-yin- femminile, quello aperto forte-yang-maschile, mentre quello molto aperto, più vecchio, di nuovo debole-yin- femminile
Le signore occidentali, quando leggono questa associazione debole-femminile-negativo, carica di connotazioni negative rispetto a forte-maschile-positivo, potrebbero pensare che il Taoismo sia maschilista. Non è così poiché questi termini non hanno la valenza di giudizio che danno loro gli occidentali di "buono" o "cattivo" e il Taoismo ritiene più importante lo yin-femminile-debole rispetto allo yang-maschile-forte poiché il primo permette il cambiamento, fattore indispensabile per la continuità della vita, ricordando che per il Taoismo "l'unica costante è il cambiamento".
La composizione hongatte/di-destra è ritenuta forte-yang rispetto a quella gyakugatte/di-sinistra, considerata debole-yin rispetto a quella di destra
vedi articolo 16°
a lato due Soka con i tre elementi principali indicati, per semplicità, con i nomi usati dalla scuola Ohara
Sin dall'antichità si sono considerati i vegetali non in senso botanico ma in riferimento al sistema yang-yin:
1-materiale KI-MONO (KI = albero, MONO = cosa) che è yang e include rami di alberi e di arbusti, ossia tutto quello che è legno.
2-materiale KUSA-MONO (Kusa = erba) che è yin e include fiori, erbe, foglie.
3-materiale TSUYO-MONO (TSUYO = comune a...) che è yin o yang ossia più debole di Ki ma più forte di Kusa come il bambù, glicine, peonia, spirea, ortensia, che possono essere usate sia nel gruppo shu-fuku (che è yang rispetto al gruppo kyaku), se associate a fiori nel gruppo kyaku oppure usate nel gruppo kyaku, se associate a vegetali Ki nel gruppo shu-fuku.
La teoria dello yang/yin è simboleggiata dal Tai-ji, cerchio rappresentante "il Tutto" diviso in due parti equivalenti, la parte yang dal lato del sole/luce e la parte yin dal lato terra/ombra.
Nel disegno le due parti sono divise da due linee nere immaginarie: una più scura divide la parte yang del cerchio dalla parte yin, l'altra è perpendicolare alla prima e unisce il punto massimo-yang, punto ideale di massima luce e posizione ideale del sole, col massimo-yin, punto di massima oscurità. vedi articolo 15° origine simbolica dell'ikebana in cui si spiega la costruzione del Tai-ji
Attenzione: la parte yang del cerchio non è tutta quella bianca bensì il semicerchio, al di sopra dell'immaginaria linea nera, dalla parte del sole e comprende la "testa" della parte bianca più la "coda" della parte nera mentre la parte yin è il semicerchio dalla parte della terra, al di sotto dell'immaginaria linea nera, comprendente la "testa" della parte nera e la "coda" della parte bianca . L'immaginaria linea separante la parte yang dalla yin è inclinata di 45° vedi art. 15°
Il Tai-ji mette in evidenza:
1- benché opposte, le forze yang e yin sono complementari
2- niente è completamente yang o yin: il lato yang contiene un seme nero di yin e il lato yin contiene un seme bianco di yang.
3- yang si trasforma in yin e viceversa.
Gli stili di ikebana nati prima dell'occidentalizzazione, rappresentano il Tai-ji con i vegetali ossia la composizione è formata da vegetali yang (legno) nella parte alla nostra sinistra della composizione (se questa è hongatte) e da vegetali yin (erbe-fiori-foglie) nella parte alla nostra destra.
vedi art. 15: costruzione del Tai-ji
Questa suddivisione è visibile nei Rikka e Shōka/Seika ed è rimasta anche negli Stili (kata) della scuola Ohara in cui il gruppo shu-fuku è yang, materiale legno, mentre il gruppo kyaku è yin, materiale fiore,come nella figura accanto di un Moribana stile Alto.
Parlando in generale, il materiale usato nel gruppo shu-fuku dev'essere "più forte"/yang rispetto al materiale usato nel gruppo kyaku, gruppo composto da vegetali "deboli"/yin rispetto ai vegetali del gruppo shu-fuku.
Abbandonando, ma solo in casi specifici, la simbologia taoista descritta sopra, si è cominciato già nel periodo Edo a comporre anche dei Rikka e degli Shōka/Seika con solo un'unica specie di vegetali, ad esempio pino, acero, o esclusivamente con fiori erbacei , limitandosi a poche specie come gli iris, il loto, i crisantemi, i narcisi. vedi art.70°
Dalla fine del 1800 in avanti, si è iniziato a comporre gli ikebana anche con qualsiasi tipo di fiore erbaceo, non applicando più le regole dello yin/yang che mostravano l'equilibrio dell'universo nell'ikebana tramite la presenza di vegetali yang/rami e vegetali yin/fiori.
Con l'aumentare dell'influsso della cultura occidentale, le varie scuole hanno parzialmente abbandonato questo simbolismo nelle loro nuove creazioni di ikebana dopo gli anni 1930: la Scuola Ohara lo ha mantenuto nel Moribana, Heika e Paesaggi Tradizionali, negli Stili Alto, Obliquo, Riflesso nell'acqua e Cascata mentre questo simbolismo è stato abbandonato (ma occasionalmente riappare) nelle sue Forme di ikebana create dopo gli anni 1930 e codificate dopo la revisione del suo Curriculum del 2000. vedi art. 67°
Se l'ikebanista vuole mantenere una coerenza con le regole del passato, quando usa solo fiori erbacei si ricorderà che il gruppo shu-fuku dev'essere yang/"più forte" del gruppo kyaku ed esprimerà questa sua conoscenza della storia/cultura dell'ikebana usando colori o forme "forti"/yang nei fiori del gruppo shu-fuku rispetto a quelli "deboli"/yin del gruppo kyaku.
Interessante questa composizione della scuola Ohara in cui l'attualizzazione del concetto "forte" e "debole", che caratterizza la rappresentazione del tai-ji tramite vegetali yang e yin, non è espresso secondo le regole tradizionali usando del vegetale yang/legno per l'elemento principale e vegetale yin/fiore per l'elemento secondario bensì usando un vegetale erbaceo/yin, ma con foglie evidentemente grandi e verde-scuro, che appare "forte" rispetto alle foglie-piccole e verde-chiaro del ramo/yang dell'acero che risulta così "debole", considerando in questo caso solo i volumi e colori.

References: articolo 16
 articolo 15
 art. 15
 art. 15
 art.70
 art. 67