Source: http://docplayer.it/8972190-Parte-generale-allegato-a-allegato-a-fattispecie-di-reato-previste-dal-d-lgs-231-01-e-modalita-di-commissione.html
Timestamp: 2017-12-11 12:07:18+00:00

Document:
Parte generale - Allegato A. Allegato A - Fattispecie di reato previste dal D. Lgs. 231/01 e modalità di commissione - PDF
Download "Parte generale - Allegato A. Allegato A - Fattispecie di reato previste dal D. Lgs. 231/01 e modalità di commissione"
1 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/01 Parte generale - Allegato A Fattispecie di reato previste dal D. Lgs. 231/01 e modalità di commissione 1 dicembre 2014 (rev. 1) Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 1 / 43
2 Sommario 1. Reati in tema di erogazioni pubbliche, di truffa e di frode informatica a danno della Pubblica Amministrazione (Art. 24, D. Lgs. 231/01) Reati di corruzione e concussione (Art. 25, D. Lgs. 231/01) Delitti informatici e trattamento illecito dei dati (Art. 24-bis, D. Lgs. 231/01) Delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter, D.Lgs. 231/01) Reati di falso nummario e delitti contro la fede pubblica (art. 25-bis, D.Lgs. 231/01) Delitti contro l industria e il commercio (art. 25-bis1, D.Lgs. 231/01) Reati societari (art. 25-ter, D.Lgs. 231/01) Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali (art. 25-quater, D.Lgs. 231/01) Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 25- quater1, D.Lgs. 231/01) Delitti contro la personalità individuale (art. 25-quinquies, D.Lgs. 231/01) Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro (art. 25 septies, D.Lgs. 231/01) Reati di abuso di mercato (art. 25-sexies, D.Lgs. 231/01) Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25- octies, D.Lgs. 231/01) Delitti in materia di violazione del diritto di autore (art. 25-novies, D.Lgs. 231/01) Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria (art. 25-decies, D. Lgs. 231/01) Reati ambientali (art. 25-undecies D. Lgs. 231/01) Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25-duodecies, D. Lgs. 231/01) Reati transnazionali (Artt. 3 e 10 legge 146/2006) Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 2 / 43
3 1. Reati in tema di erogazioni pubbliche, di truffa e di frode informatica a danno della Pubblica Amministrazione (Art. 24, D. Lgs. 231/01) I reati presupposto Art. 24 D. Lgs. 231/01 Malversazione a danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 316-bis c.p.); Indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.316-ter c.p.); Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.640, comma 2, n.1, c.p.); Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.); Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p). Malversazione a danno dello Stato (art. 316-bis c.p.) Chiunque, estraneo alla pubblica amministrazione, avendo ottenuto dallo Stato o da altro ente pubblico o dalle Comunità europee contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati a favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere od allo svolgimento di attività di pubblico interesse, non li destina alle predette finalità è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. La malversazione consiste nel non utilizzare le somme ricevute per i fini per i quali erano state erogate dall ente pubblico. Dato che il momento in cui si consuma il reato coincide con la fase esecutiva, il reato stesso può configurarsi anche con riferimento a finanziamenti già ottenuti in passato e che ora non vengano destinati alle finalità per le quali erano stati concessi. Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (art. 316-ter c.p.) Salvo che il fatto costituisca il reato previsto dall art. 640-bis chiunque mediante l utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sé o per altri, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, consessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità Europee è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a lire sette milioni settecentoquarantacinquemila ( ) si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da dieci a cinquanta milioni di lire. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito. L indebita percezione di erogazioni, a differenza della malversazione, ha come momento di consumazione dell illecito quello dell erogazione, poiché il reato si configura con l ottenimento del finanziamento che non doveva essere riconosciuto. Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art. 640, comma 2, n.1, c.p.) Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 3 / 43
4 Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire centomila ( 51.65) a due milioni ( ). La pena è della reclusione ad uno a cinque anni e della multa da lire seicentomila ( ) a tre milioni ( ): 1) se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o col pretesto di fare esonerare taluno dal servizio militare; 2) se il fatto è commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell Autorità. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dal capoverso precedente o un altra circostanza aggravante. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.) La pena è della reclusione da uno a sei anni e si procede d ufficio se il fatto di cui all art. 640 riguarda contributi, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee. La fattispecie della truffa in danno dello Stato o di un altro ente pubblico (inclusi gli Stati membri dell Unione e le istituzioni dell Unione Europea) si configura qualora, al fine di realizzare un ingiusto profitto, siano posti in essere artifizi o raggiri tali da indurre in errore o da arrecare un danno allo Stato o ad altro ente pubblico. Tale tipologia di reato può essere posta in essere in ogni ambito aziendale, soprattutto in quelli che sono impegnati nella partecipazione a gare d appalto della P.A., nell ottenimento di concessioni, licenze ed autorizzazioni da parte della P.A., nella gestione delle risorse umane per l ottenimento di agevolazioni contributive, assistenziali e previdenziali, nelle dichiarazioni e liquidazioni di tributi. Costituisce truffa aggravata ai danni dello Stato, ad esempio, la produzione alla P.A. di documenti falsi attestanti l esistenza di condizioni essenziali per partecipare ad una gara, per ottenere licenze, autorizzazioni, concessioni etc.. La truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche si realizza attraverso l impiego di artifici o raggiri per ottenere contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni similari. Ad esempio, una società potrebbe comunicare dati non corrispondenti al vero o predisporre una documentazione falsa per ottenere finanziamenti pubblici. Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p). Chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico, o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire centomila ( 51.65) a due milioni ( ). La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da lire seicentomila ( ) a tre milioni ( ) se ricorre una delle circostanze previste al n. 1) del secondo comma dell art. 640, ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo comma o un altra circostanza aggravante. Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 4 / 43
5 Questa fattispecie di reato si configura nel caso in cui, alterando il funzionamento di un sistema informatico o telematico o manipolando i dati in esso contenuti si ottenga un ingiusto profitto arrecando danno a terzi. Tale illecito può realizzarsi ad esempio quando, dopo aver ottenuto un finanziamento, venisse violato un sistema informatico di un ente pubblico allo scopo di inserire un importo relativo a finanziamenti superiore a quello legittimamente ottenuto. Altro esempio di frode informatica può essere il seguente: una società che intendesse partecipare ad una gara per l assegnazione di una licenza potrebbe alterare i registri informatici della P.A. per far risultare esistenti condizioni essenziali per la partecipazione della gara stessa. Oppure potrebbe compiere alterazioni per la successiva produzione di documenti attestanti fatti e circostanze inesistenti o, ancora, per modificare dati fiscali o previdenziali di interesse dell azienda (come la dichiarazione dei redditi), già trasmessi all Amministrazione competente. 2. Reati di corruzione e concussione (Art. 25, D. Lgs. 231/01) Gli articoli in oggetto individuano un gruppo di reati che possono essere commessi nell ambito dei rapporti che gli enti intrattengono con la Pubblica Amministrazione. Di seguito le singole fattispecie contemplate nel D.Lgs. 231/2001 all art. 25: I reati presupposto Art. 25 D. Lgs. 231 Concussione (art. 317 c.p.); Corruzione per l esercizio della funzione (art. 318 c.p.); Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (art. 319 c.p.); Circostanze aggravanti (art. 319-bis c.p.); Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.); Corruzione di persona incaricata di pubblico servizio (art. 320 c.p.); Pene per il corruttore (art. 321 c.p.); Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.); Induzione indebita dare e promettere utilità (art. 319-quater c.p.); Peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri della Corte penale internazionale o degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri (art. 322-bis c.p.). Le nozioni di Pubblica Amministrazione, Pubblico Ufficiale ed Incaricato di Pubblico Servizio Questa categoria di reati comprende i reati realizzati nei rapporti con Pubblici Ufficiali o con Incaricati di un Pubblico Servizio. Preliminare, quindi, all analisi di questi delitti è la definizione delle nozioni di Pubblica Amministrazione (di seguito anche PA ), di Pubblico Ufficiale e di Incaricato di Pubblico Servizio. Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 5 / 43
6 Per Pubblica Amministrazione si intende l insieme di enti e soggetti pubblici (stato, ministeri, regioni, province, comuni, etc.) e talora privati (organismi di diritto pubblico, concessionari, amministrazioni aggiudicatrici, s.p.a. miste, etc.) e tutte le altre figure che svolgono in qualche modo la funzione pubblica, nell'interesse della collettività e quindi nell'interesse pubblico. Oggetto della tutela penale nei reati che rilevano in questa sede è il regolare funzionamento nonché il prestigio degli Enti pubblici e, in generale, quel buon andamento dell Amministrazione di cui all art. 97 della Costituzione ovvero, nel caso dei reati di truffa, il patrimonio pubblico. La nozione di Pubblico Ufficiale è fornita direttamente dal legislatore, all art. 357 del cod. pen., il quale indica il Pubblico Ufficiale in chiunque eserciti una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa, specificandosi che è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica Amministrazione e dal suo svolgersi per mezzo dei poteri autoritativi e certificativi. Diversamente, l art. 358 c.p. riconosce la qualifica di Incaricato di un Pubblico Servizio a tutti coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio, intendendosi per tale un attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di questa ultima e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale. Le fattispecie Concussione (art. 317 c.p.) Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio, abusando della propria qualità o dei propri poteri, costringa taluno a procurare a sé o ad altri denaro o altre utilità non dovutegli. Tale ipotesi di reato si differenzia da quella di corruzione poiché in questa fattispecie il privato subisce la condotta intimidatoria del Pubblico Ufficiale / Incaricato di un Pubblico Servizio. Tale forma di reato potrebbe ravvisarsi nell ipotesi in cui un dipendente concorra nel reato del pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio, il quale, approfittando di tale qualità, costringa a terzi prestazioni non dovute (sempre che da tale comportamento ne derivi, in qualche modo, un vantaggio per la Società). Corruzione per l esercizio della funzione o contrario ai doveri d ufficio (artt. 318,319, 320 c.p.) Tali ipotesi di reato si configurano nel caso in cui un pubblico ufficiale, o incaricato di pubblico servizio, riceva, per sé o per altri, denaro o altri vantaggi, o ne accetta la promessa, per compiere, omettere o ritardare atti del suo ufficio (determinando un vantaggio in favore dell offerente). L attività del pubblico ufficiale potrà estrinsecarsi sia in un atto dovuto (ad esempio: velocizzare una pratica la cui evasione è di propria competenza), sia in un atto contrario ai suoi doveri (ad esempio: pubblico ufficiale che accetta denaro per garantire l aggiudicazione di una gara).tale ipotesi di reato si differenzia dalla concussione, in quanto tra corrotto e corruttore esiste un accordo finalizzato a raggiungere un vantaggio reciproco, mentre nella concussione il privato subisce la condotta del Pubblico Ufficiale o dell Incaricato del Pubblico Servizio. Circostanze aggravanti (art. 319-bis c.p.). Tale disposizione prevede che la pena è aumentata se il fatto di cui all art. 319 c.p. abbia per oggetto il conferimento di pubblici impieghi o stipendi o pensioni o la stipulazione di contratti nei quali sia interessata l amministrazione alla quale il Pubblico Ufficiale appartiene nonché il pagamento o il rimborso di tributi. Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 6 / 43
7 Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.) Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui, per favorire o danneggiare una parte in un procedimento giudiziario e, al fine di ottenere un vantaggio nel procedimento stesso (non espressamente contemplato nella norma), si corrompa un Pubblico Ufficiale (non solo un magistrato, ma anche un cancelliere od altro funzionario). Tale fattispecie si realizza anche quando il vantaggio derivante dalla corruzione sia ottenuto a favore di una società che non sia parte del procedimento. Si tratta di ente terzo non coinvolto direttamente nel procedimento ma da cui trae vantaggio. Esempio: mettere in crisi un cancorrente. Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.) Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui, in presenza di un comportamento finalizzato alla corruzione, il Pubblico Ufficiale rifiuti l offerta illecitamente avanzatagli. Induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater c.p.) Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il reato è commesso dal Pubblico Ufficiale o dall Incaricato di un Pubblico Servizio il quale, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo denaro o altra utilità. Il soggetto che dà o promette l utilità è punito con la reclusione fino a tre anni. Le modalità di commissione dei reati presupposto si tratta di tipologie di reato che possono essere realizzate in molte aree aziendali ed a tutti i livelli organizzativi. Ovviamente sussistono alcuni ambiti (attività, funzioni, processi) ove il rischio si può presentare in misura maggiore. È opportuno ricordare che la corruzione rileva anche nel caso sia realizzata nei confronti di soggetti stranieri i quali, secondo la legge italiana, sono pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio. Ancora merita ricordare che in taluni casi possono configurarsi sia corruzioni c.d. attive (l amministratore o il dipendente corrompe un P.U. o un incaricato di pubblico servizio per far ottenere all ente qualcosa); sia come corruzioni c.d. passive (l esponente dell ente riceve danaro per compiere un atto contrario ai doveri del proprio ufficio) 1 I reati di corruzione sopra indicati (ex art. 25 del D. Lgs. 231/01) sono realizzati mediante l erogazione di denaro o la promessa di erogazione di denaro al pubblico ufficiale / incaricato di pubblico servizio, la cui provvista può derivare: - dalla creazione di fondi occulti tramite l emissione di fatture relative ad operazioni inesistenti; - da rimborsi spese fittizi o per ammontare diverso da quello delle spese effettivamente sostenute anche attraverso consulenti; - dall utilizzo delle deleghe di spesa attribuite. I reati in oggetto possono essere anche realizzati mediante l erogazione o la promessa di erogazione al pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio di una qualsiasi altra utilità o retribuzione, quali in via esemplificativa: 1 Linee guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. N. 231/2001 di Confindustria. Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 7 / 43
8 - omaggi e, in genere, regalie; - dazione / conferimento di beni a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato; - assunzione di personale indicato dal pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio; - raggiungimento di accordi / sottoscrizione di lettere di incarico in favore di persone segnalate dal pubblico ufficiale o dall'incaricato di pubblico servizio a condizioni ingiustamente vantaggiose; - cancellazione immotivata (totale o parziale) di un debito residuo dell'ente presso cui il pubblico ufficiale / incaricato di pubblico servizio presta il suo servizio o di cui è rappresentante nei confronti della società. 3. Delitti informatici e trattamento illecito dei dati (Art. 24-bis, D. Lgs. 231/01) I reati presupposto Falsità in un documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria (art bis c.p.); Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art ter c.p.); Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art quater c.p.); Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art quinquies c.p.); Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art quater c.p.); Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art quinquies c.p.); Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art bis c.p.); Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art ter c.p.); Danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art quater c.p.); Danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità (art quinquies c.p.); Frode informatica del certificatore di firma elettronica (art quinquies c.p.). Le fattispecie e le modalità di commissione dei reati presupposto Di seguito sono elencate le modalità attraverso cui possono essere commessi i reati di cui all art. 24-bis del D. Lgs. 231/2001: Documenti informatici (art bis c.p.) Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 8 / 43
9 Il rischio teorico di commissione di tale reato è connesso alla falsificazione, contraffazione, alterazione e diffusione di documenti falsi (artt. 476, 477, 478, 479, 480, 481, 482, 483, 484, 485, 486, 487, 488, 489, 490, 492 c.p.) riguardanti un documento informatico pubblico o privato avente efficacia probatoria. Le falsità commesse da pubblici ufficiali si applicano altresì agli impiegati dello Stato, o di un altro ente pubblico, incaricati di un pubblico servizio relativamente agli atti che essi redigono nell'esercizio delle loro attribuzioni. Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art ter c.p.) Il rischio teorico si collega alla introduzione abusiva in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza o al mantenimento dell accesso contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo. L oggetto della tutela penale è la salvaguardia del domicilio informatico quale spazio ideale (ma anche fisico in cui sono contenuti i dati informatici) di pertinenza della persona, ad esso estendendo la tutela della riservatezza della sfera individuale, quale bene anche costituzionalmente protetto. Il delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico si perfeziona con la violazione del domicilio informatico e, quindi, con l'introduzione in un sistema costituito da un complesso di apparecchiature che utilizzano tecnologie informatiche, senza che sia necessario che l'intrusione sia effettuata allo scopo di insidiare la riservatezza dei legittimi utenti e che si verifichi una effettiva lesione alla stessa. Per "sistema informatico" deve intendersi il complesso di apparecchiature destinate a compiere una qualsiasi funzione utile all'uomo, attraverso l'utilizzazione (anche parziale) di tecnologie informatiche, che sono caratterizzate - per mezzo di un'attività di "codificazione" e "decodificazione" - dalla "registrazione" o "memorizzazione", per mezzo di impulsi elettronici, su supporti adeguati, di "dati", cioè di rappresentazioni elementari di un fatto, effettuata attraverso simboli (bit), in combinazione diverse e dalla elaborazione automatica di tali dati, in modo da generare "informazioni", costituite da un insieme più o meno vasto di dati organizzati secondo una logica che consenta loro di esprimere un particolare significato per l'utente. Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art quater c.p.) Il rischio teorico consiste nella intercettazione fraudolenta di comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, ovvero nell impedimento o nell interruzione delle stesse. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica a chiunque riveli, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle suddette comunicazioni. Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art quinquies c.p.) Il rischio teorico di reato si concretizza, fuori dai casi consentiti dalla legge, nella installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico ovvero intercorrenti tra più sistemi. Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art bis c.p.) Il rischio teorico di reato consiste nella distruzione, deterioramento, cancellazione, alterazione o soppressione di informazioni, dati o di programmi informatici altrui. Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 9 / 43
10 Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art ter c.p.) Il rischio teorico di reato si realizza con la commissione di un fatto diretto a distruggere, deteriorare, cancellare, alterare o sopprimere informazioni, dati o programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o a essi pertinenti, o comunque di pubblica utilità. Danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art quater c.p.) Il rischio teorico di reato si realizza nell introduzione o nella trasmissione di dati, informazioni o programmi, distruzione, danneggiamento, tali da rendere, in tutto o in parte, inservibili sistemi informatici o telematici altrui o nell ostacolare gravemente il loro funzionamento. Danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità (art quinquies c.p.) Il rischio teorico di reato si realizza nella condotta indicata dall art. 635-quater c.p. qualora il fatto sia diretto a distruggere, danneggiare, rendere, in tutto o in parte, inservibili sistemi informatici o telematici di pubblica utilità o ad ostacolarne gravemente il funzionamento. La pena è aumentata se dal fatto deriva la distruzione, il danneggiamento o se il sistema è reso in tutto o in parte inservibile e se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema. Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art quater c.p.) Il rischio teorico di reato si realizza da chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto o di arrecare ad altri un danno, abusivamente si procuri, riproduca, diffonda, comunichi o consegni codici, parole chiave o altri mezzi idonei all'accesso ad un sistema informatico o telematico, protetto da misure di sicurezza, o comunque fornisca indicazioni o istruzioni idonee al predetto scopo. Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art quinquies c.p.) Il rischio teorico di reato si concretizza da chi, allo scopo di danneggiare illecitamente un sistema informatico o telematico, le informazioni, i dati o i programmi in esso contenuti o ad esso pertinenti ovvero allo scopo di favorire l interruzione, totale o parziale, o l alterazione del suo funzionamento, si procuri, produca, riproduca, importi, diffonda, comunichi, consegni o, comunque, metta a disposizione di altri apparecchiature, dispositivi o programmi informatici. Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica (art quinquies c.p.) Il rischio teorico di reato è connesso al comportamento del soggetto che, prestando servizi di certificazione di firma elettronica ed al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto ovvero di arrecare ad altri danno, violi gli obblighi previsti dalla legge per il rilascio di un certificato qualificato. 4. Delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter, D.Lgs. 231/01) I reati presupposto Associazione a delinquere finalizzata alla riduzione o mantenimento in schiavitù, alla prostituzione minorile, alla pornografia minorile, ai reati concernenti le violazioni delle Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 10 / 43
11 disposizioni sull immigrazione clandestina di cui all art. 12, d.lgs 286/1998 (art. 416, comma 6, c.p.); Associazione per delinquere di tipo mafioso anche straniera (art. 416-bis); Scambio elettorale politico-mafioso (art. 416-ter); Sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione (art. 630 c.p.); Delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall art. 416-bis (intendendosi per tali tutti i delitti commessi avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri); Delitti commessi al fine di agevolare l attività delle associazioni previste dall art bis; Associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74, D.P.R. 309/90); Associazione a delinquere (art. 416 c.p., per reati diversi da quelli indicati al comma 6 dello stesso articolo, ai quali è applicato un diverso regime sanzionatorio); Illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo escluse quelle previste dall'articolo 2, comma terzo, della l. 18 aprile 1975, n. 110 (art. 407, comma 2, lettera a), n. 5 c.p.p.). Le fattispecie e le modalità di commissione dei reati presupposto Associazione a delinquere (art. 416 cod.pen.) Il reato si configura mediante la condotta di tre o più persone che si associano al fine di commettere delitti. Il sesto comma riguarda l associazione diretta a commettere taluno dei delitti di cui agli artt. 600, 601 e 602 c.p. nonché di cui all art. 12 del D.lgs. 286/1998. Associazione a delinquere di tipo mafioso (art. 416-bis cod.pen.) Il reato si configura mediante la partecipazione ad un associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone. L associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e di servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali. Scambio elettorale politico-mafioso (art. 416-ter); Il rischio di reato è concretizzato da chi accetta la promessa e da chi promette di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell'articolo 416-bis in cambio dell'erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità. Sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione (art. 630 c.p.); Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 11 / 43
12 Il reato è realizzato da chiunque sequestra una persona allo scopo di conseguire, per sé o per altri, un ingiusto profitto come prezzo della liberazione. Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 del DPR n. 309/1990) Il reato si configura quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti connessi alla produzione, al traffico o alla detenzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo escluse quelle previste dall'articolo 2, comma terzo, della l. 18 aprile 1975, n. 110 (art. 407, comma 2, lettera a), n. 5 c.p.p.). 5. Reati di falso nummario e delitti contro la fede pubblica (art. 25-bis, D.Lgs. 231/01) I reati presupposto Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate (art. 453 c.p.); Alterazione di monete (art. 454 c.p.); Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate (art. 455 c.p.); Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede (art. 457 c.p.); Falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati (art. 459 c.p.); Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo. (art. 460 c.p.); Fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata (art. 461 c.p.); Uso di valori di bollo contraffatti o alterati (art. 464 c.p.); Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni (art. 473 c.p.) Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 c.p.). La norma punisce non solo la contraffazione di monete ma anche la detenzione e la messa in circolazione di monete falsificate ricevute, inizialmente, in buona fede. La norma punisce, inoltre, acquisto, detenzione e messa in circolazione di valori di bollo contraffatti. Si commette il reato di Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni se, potendo conoscere l esistenza del titolo di proprietà industriale, si contraffanno o si alterano marchi, segni distintivi, sia nazionali che esteri, opere dell ingegno, prodotti industriali. Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 12 / 43
13 Si commette, altresì, il reato in oggetto quando, anche se non si ha partecipato attivamente alla contraffazione o all'alterazione, si fa uso di tali marchi, segni distintivi o brevetti contraffatti risultanti da tale attività, ad esempio, mettendoli in vendita. Affinché la fattispecie possa considerarsi realizzata, è necessario che i marchi e i segni distintivi, le opere dell ingegno e i prodotti industriali, siano stati regolarmente registrati o brevettati, secondo le norme interne o le convenzioni internazionali. 6. Delitti contro l industria e il commercio (art. 25-bis1, D.Lgs. 231/01) I reati presupposto Turbata libertà dell'industria o del commercio (art. 513 c.p.); Frode nell'esercizio del commercio (art. 515 c.p.); Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 c.p.); Vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.); Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale (art. 517-ter c.p.); Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art. 517-quater c.p.); Illecita concorrenza con minaccia o violenza (art. 513-bis c.p.); Frodi contro le industrie nazionali (art. 514 c.p.). Le fattispecie e le modalità di commissione dei reati presupposto Turbata libertà dell industria o del commercio Art. 513 c. p. Il reato in esame tutela il normale esercizio dell attività industriale o commerciale, visto che punisce chiunque adoperi violenza sulle cose ovvero mezzi fraudolenti per impedire o turbare l esercizio di un industria o di un commercio. Illecita concorrenza con minaccia o violenza Art. 513-bis c.p. Tale fattispecie mira a punire chiunque, nell ambito di un attività commerciale, industriale o comunque produttiva, commetta atti di concorrenza, usando violenza o con minacce. L articolo prevede delle aggravanti qualora tali atti riguardino attività finanziate, anche solo parzialmente, dallo Stato o da altri enti pubblici. Frodi contro le industrie nazionali - Art. 514 c. p. Questo reato punisce chi, ponendo in vendita, o mettendo in altro modo in circolazione, prodotti industriali contrassegnati da marchi, nomi o segni distintivi contraffatti o alterati, cagiona un nocumento all industria nazionale. Frode nell'esercizio del commercio - Art. 515 c. p. Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 13 / 43
14 La fattispecie in esame prevede che sia punito chiunque, nell esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegni all acquirente una cosa mobile per un altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita. Tale fattispecie trova il proprio fondamento nell esistenza di un contratto tra due parti. Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine - Art. 516 c. p. Il reato in oggetto, sancendo una pena per chi pone in vendita o mette altrimenti in commercio come genuine sostanze alimentari che invece non lo sono, mira a tutelare la buona fede negli scambi commerciali. Vendita di prodotti industriali con segni mendaci Art. 517 c. p. Il reato in esame viene commesso da chiunque ponga in vendita, o metta altrimenti in circolazione opere dell ingegno o prodotti industriali con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri, in modo da indurre in inganno il compratore sull origine, provenienza o qualità dell opera o del prodotto. Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando diritti di proprietà industriale Art ter c.p. La norma in esame punisce chiunque fabbrichi o adoperi industrialmente oggetti o altri beni realizzati usurpando i diritti o in violazione di un titolo di proprietà industriale e chi, pur essendo a conoscenza dell esistenza di tale titolo, introduca nel territorio dello Stato, o detenga per la vendita, ponga in vendita con offerta diretta ai consumatori, o metta altrimenti in circolazione gli stessi oggetti o i suddetti beni. Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari Art. 517 quater c.p. Similmente alla condotta enucleata dall art. 517-ter, il reato punisce chi contraffà o altera, in qualsiasi modo le indicazioni geografiche o le denominazioni di origine di prodotti agroalimentari e introduce gli stessi nel territorio dello Stato. 7. Reati societari (art. 25-ter, D.Lgs. 231/01) I reati presupposto False comunicazioni sociali (art c.c.); False comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori (art. 2622, c.c.); Impedito controllo (art. 2625, comma 2, c.c.); Falso in prospetto (art. 173-bis TUF); Formazione fittizia del capitale (art c.c.); Indebita restituzione di conferimenti (art c.c.); Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art c.c.); Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 14 / 43
15 Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art c.c.); Operazioni in pregiudizio dei creditori (art c.c.); Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art c.c.); Illecita influenza sull assemblea (art c.c.); Aggiotaggio (art c.c.); Omessa comunicazione del conflitto d interessi (art bis c.c.); Ostacolo all esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638, comma 1 e 2, c.c.); Corruzione tra privati (art c.c.). Le fattispecie e le modalità di commissione dei reati presupposto False comunicazioni sociali (artt e 2622 c.c.) Questo reato si realizza tramite l esposizione nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci, ai creditori o al pubblico, di fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, idonei ad indurre in errore i destinatari della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene con l intenzione di ingannare i soci, i creditori o il pubblico; ovvero l omissione, con la stessa intenzione, di informazioni sulla situazione medesima la cui comunicazione è imposta dalla legge. Va precisato che: la condotta deve essere rivolta a conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto; le informazioni false o omesse devono essere rilevanti e tali da alterare sensibilmente la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene e superare determinate soglie reddituali e patrimoniali; la responsabilità si ravvisa anche nell ipotesi in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi; il reato di cui all articolo 2622 c.c. è punibile a querela, salvo che si tratti di società quotate. Falso in prospetto (art c.c.) Tale condotta consiste nell esporre nei prospetti richiesti ai fini della sollecitazione all investimento o dell ammissione alla quotazione nei mercati regolamentati, ovvero nei documenti da pubblicare in occasione delle offerte pubbliche di acquisto o di scambio, false informazioni idonee ad indurre in errore od occultare dati o notizie con la medesima intenzione. Va precisato che: deve sussistere la consapevolezza della falsità e l intenzione di ingannare i destinatari del prospetto; la condotta deve essere idonea a trarre in inganno i destinatari del prospetto; la condotta deve essere rivolta a conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto. Impedito controllo (art c.c.) Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 15 / 43
16 Il reato consiste nell impedire od ostacolare, mediante occultamento di documenti od altri idonei artifici, lo svolgimento delle attività di controllo o di revisione legalmente attribuite ai soci, ad altri organi sociali, ovvero alle società di revisione. Formazione fittizia del capitale (art c.c.) Tale ipotesi si ha quando: viene formato o aumentato fittiziamente il capitale della società mediante attribuzione di azioni o quote sociali per somma inferiore al loro valore nominale; vengono sottoscritte reciprocamente azioni o quote; vengono sopravvalutati in modo rilevante i conferimenti dei beni in natura, i crediti ovvero il patrimonio della società, nel caso di trasformazione. Indebita restituzione dei conferimenti (art c.c.) La condotta tipica prevede, fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale, la restituzione, anche simulata, dei conferimenti ai soci o la liberazione degli stessi dall obbligo di eseguirli. Illegale ripartizione degli utili o delle riserve (art c.c.) Tale condotta criminosa consiste nel ripartire utili o acconti sugli utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva ovvero ripartire riserve, anche non costituite con utili, che non possono per legge essere distribuite. Si sottolinea che la restituzione degli utili o la ricostituzione delle riserve prima del termine previsto per l approvazione del bilancio estingue il reato. Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art c.c.) Questo reato si perfeziona con l acquisto o la sottoscrizione di azioni o quote sociali o della società controllante, che cagioni una lesione all integrità del capitale sociale o delle riserve non distribuibili per legge. Si fa presente che se il capitale sociale o le riserve sono ricostituiti prima del termine previsto per l approvazione del bilancio, relativo all esercizio in relazione al quale è stata posta in essere la condotta, il reato è estinto. Operazioni in pregiudizio dei creditori (art c.c.) La fattispecie si realizza con l effettuazione, in violazione delle disposizioni di legge a tutela dei creditori, di riduzioni del capitale sociale o fusioni con altra società o scissioni, che cagionino danno ai creditori. Si fa presente che il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio estingue il reato. Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art c.c.) Il reato si perfeziona con la ripartizione di beni sociali tra i soci prima del pagamento dei creditori sociali o dell accantonamento delle somme necessarie a soddisfarli, che cagioni un danno ai creditori. Si fa presente che il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio estingue il reato. Illecita influenza sull assemblea (art c.c.) La condotta tipica prevede che si determini, con atti simulati o con frode, la maggioranza in assemblea allo scopo di conseguire, per sé o per altri, un ingiusto profitto. Aggiotaggio (art c.c.) Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 16 / 43
17 La commissione della fattispecie prevede che si diffondano notizie false ovvero si pongano in essere operazioni simulate o altri artifici, concretamente idonei a cagionare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari, quotati o non quotati, ovvero ad incidere in modo significativo sull affidamento del pubblico nella stabilità patrimoniale di banche o gruppi bancari. Omessa comunicazione del conflitto d interessi (art bis c.c.) La norma mira a rafforzare, attraverso la criminalizzazione del comportamento dell amministratore o del componente del consiglio di gestione, la sanzione civile prevista dall art per i casi in cui un amministratore di una società quotata o con titoli diffusi o di una società sottoposta a vigilanza ai sensi del Testo Uinco Bancario e delle leggi in materia di assicurazioni e di fondi pensione, non abbia comunicato la presenza di un interesse proprio rispetto a quello della società in una determinata operazione. La fattispecie di reato si realizza qualora l amministratore, violando gli obblighi di comunicazione di un conflitto di interesse agli altri amministratori e al Collegio Sindacale previsti dall art. 2391, primo comma, del codice civile, abbiano cagionato un danno alla società o a terzi. Si precisa inoltre che: soggetti attivi sono gli amministratori; oggetto della comunicazione deve essere ogni interesse in una determinata operazione della società e non solo quello in conflitto con l interesse sociale; l interesse a cui la norma fa riferimento è di natura patrimoniale ed extrapatrimoniale. Ostacolo all esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art c.c.) La condotta criminosa si realizza attraverso l esposizione nelle comunicazioni alle autorità di vigilanza previste dalla legge, al fine di ostacolarne le funzioni, di fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria dei soggetti sottoposti alla vigilanza, ovvero con l occultamento con altri mezzi fraudolenti, in tutto o in parte, di fatti che avrebbero dovuto essere comunicati, concernenti la situazione medesima. Corruzione tra privati (art c.c.) Il reato di corruzione tra privati previsto all art. 25-ter, lettera S-bis e introdotto dalla Legge 6 novembre 2012, n. 190, si perfeziona solo quando un soggetto compie o promette in concreto atti in violazione dei propri obblighi e all ente derivi un nocumento. Il reato si connota per caratteristiche molto differenti dagli antri reati societari nell ambito dei quali è introdotto. In questo senso ed ex D. Lgs. 231/01, può essere sanzionato l ente, cui appartiene il soggetto corruttore, in quanto solo quest ultimo può risultare avvantaggiato dalla condotta corruttiva. Al contrario, l ente al quale appartiene il soggetto corrotto, per definizione normativa, subisce un danno in seguito alla violazione dei doveri d ufficio o di fedeltà di un proprio apicale o subordinato. 8. Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali (art. 25-quater, D.Lgs. 231/01) I reati presupposto Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 17 / 43
18 - Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell ordinamento democratico (art bis cod. pen.); - Assistenza agli associati (art ter cod. pen.); - Arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale (art quater cod. pen.); - Addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale (art quinquies cod. pen.); - Condotte con finalità di terrorismo (art sexies cod. pen.); - Attentato per finalità terroristiche o di eversione (art. 280 c.p.) ; - Atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi (art. 280-bis c.p.); - Sequestro di persona a scopo di terrorismo o eversione (289-bis c.p.); - Attentato contro organi costituzionali e contro le Assemblee regionali (art. 289 c.p.); - Istigazione a commette alcuno dei delitti contro le Assemblee regionali (art. 302 c.p.). Le fattispecie dei reati presupposto Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell ordine democratico (art. 270 bis) Chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni. Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Ai fini della legge penale, la finalità di terrorismo ricorre anche quando gli atti di violenza sono rivolti contro uno Stato estero, un'istituzione o un organismo internazionale. Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l'impiego. Tale ipotesi di reato è di tipo comune in quanto può essere compiuto da chiunque, cittadino o straniero, ponga in essere i comportamenti incriminati. La condotta criminosa è di tipo associativo e caratterizzata dalla violenza quale metodo sistematico per raggiungere i fini politici oggetto del programma associativo. Si precisa che: la condotta eversiva dell ordine democratico si concretizza nello sconvolgimento dell assetto costituzionale disarticolandone le strutture ed impedendone il funzionamento ; l elemento soggettivo è caratterizzato dalla coscienza e volontà di aderire alle idee dell associazione e di condividere lo scopo eversivo o terroristico oggetto del programma associativo; oggetto delle condotte penalmente rilevanti sono le attività, poste in essere dall associazione, aventi finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico mediante l uso della violenza. Assistenza agli associati (art. 270 ter) Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 18 / 43
19 Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, dà rifugio o fornisce vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipano alle associazioni indicate negli articoli 270 e 270bis è punito con la reclusione fino a quattro anni. La pena è aumentata se l'assistenza è prestata continuativamente. Non è punibile chi commette il fatto in favore di un prossimo congiunto. Tale ipotesi di reato è di tipo monosoggettivo e sussidiario rispetto a quello descritto all art. 270 bis in quanto può essere compiuto solo in relazione alla partecipazione al delitto associativo. Si precisa che: la condotta si sostanzia nel procurare asilo, ricovero o scampo, nonché fornire sostentamento alimentare, mezzi di trasporto e mezzi di comunicazione a soggetti partecipanti alle associazioni con finalità di terrorismo; l elemento soggettivo è il dolo generico caratterizzato nella coscienza e volontà di fornire supporto o aiuto a soggetti appartenenti ad associazioni con finalità incriminata; il reato non è punibile se commesso in favore di un prossimo congiunto. Arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale (Art. 270 quater) Chiunque, al di fuori dei casi dell'articolo 270 bis, arruola una o più persone per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo, anche se rivolti contro uno Stato estero, un'istituzione o un organismo internazionale, è punito con la reclusione da sette a quindici anni. Tale ipotesi di reato si configura come reato comune perché può essere compiuto da chiunque ponga in essere i comportamenti descritti nella norma. Si precisa che: è un reato di mera condotta in quanto non è richiesta l effettiva e concreta realizzazione del progetto terroristico bensì è sufficiente l esposizione a pericolo di persone o cose; l elemento soggettivo è costituito dal dolo specifico poiché, in questo caso, è rilevante anche l ulteriore fine della sovversione dell ordinamento democratico oltre alla coscienza e volontà dell azione; il reato si consuma nel momento in cui viene posta in essere la condotta penalmente rilevante ed è configurabile il tentativo. Addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale (art. 270 quinquies) Chiunque, al di fuori dei casi di cui all'articolo 270bis, addestra o comunque fornisce istruzioni sulla preparazione o sull'uso di materiali esplosivi, di armi da fuoco o di altre armi, di sostanze chimiche o batteriologiche nocive o pericolose, nonché di ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo, anche se rivolti contro uno Stato estero, un'istituzione o un organismo internazionale, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. La stessa pena si applica nei confronti della persona addestrata. Speziarisorse spa 1 dicembre 2014 (rev.1) pag. 19 / 43

References: Art. 24
 art. 640
 art. 640
 art. 640
 art. 25
 Art. 25
 art. 97
 art. 357
 art. 358
 art. 319
 art. 25
 art. 24
 art. 635
 art. 12
 art. 416
 art. 12
 Art. 513
 Art. 513
 Art. 514
 Art. 515
 Art. 516
 Art. 517
 Art. 517
 art. 517
 articolo 2622
 art. 2391
 art. 25
 art. 270