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Timestamp: 2020-06-06 06:01:18+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10605 del 28/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10605 del 28/04/2017
Cassazione civile, sez. II, 28/04/2017, (ud. 29/09/2016, dep.28/04/2017), n. 10605
sul ricorso (iscritto al N.R.G. 6843/14) proposto da:
B.A.A., rappresentato e difeso, in forza di procura
di Avellino ed elettivamente domiciliata presso l’Avv. Nicola
Pennella in Roma, piazza Venezia n. 11;
avverso la sentenza della Corte d’appello di Napoli n. 2493
depositata il 15 giugno 2013;
Con ricorso depositato dinanzi al Tribunale di Ariano Irpino, B.A.A. proponeva opposizione avverso l’ordinanza ingiunzione n. 74461, notificata il 2 gennaio 2010, con la quale il Ministero dell’Economia e delle Finanze, gli aveva ingiunto il pagamento della somma di Euro 4.931,00 per avere effettuato con la Cassa Arianese di Mutualità, di cui era socio, transazioni finanziarie in contanti senza il tramite di intermediari abilitati, in violazione del D.L. n. 143 del 1991, art. 1, comma 1 conv. in L. n. 197 del 1991.
All’esito del giudizio di primo grado, il Tribunale di Ariano Irpino con la sentenza n. 389 del 28 settembre 2010, disattese le preliminari eccezioni di carattere procedurale e quella di prescrizione, accoglieva l’opposizione nel merito, ritenendo insussistente l’elemento oggettivo, per essere la Cassa Arianese di Mutualità soc. coop. soggetto abilitato, in forza della L. n. 197 del 1991, art. 6, comma 4 bis. Il Tribunale riteneva, in ogni caso, discriminato dalla buona fede l’agire dell’opponente.
In virtù di rituale appello interposto dal Ministero dell’economia e delle finanze, con il quale chiedeva l’integrale riforma della pronuncia impugnata, la Corte di appello di Napoli, nella resistenza dell’appellato, B., che insisteva per la conferma della sentenza appellata, proponendo a sua volta appello incidentale con cui tra l’altro reiterava l’eccezione di prescrizione e deduceva altre violazioni di carattere formale, e chiedeva l’applicazione della sanzione in misura pari al minimo edittale, con la sentenza n. 2483 del 15 giugno 2013 accoglieva l’appello, rigettando l’opposizione proposta dal B., respinta anche l’impugnazione incidentale per essere stata la sanzione irrogata fin dall’origine nella percentuale del 5%, con condanna dell’appellato al pagamento delle spese processuali di entrambi i gradi. Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso il B., sulla base di cinque motivi, cui ha replicato il Ministero dell’economia e delle finanze con controricorso.
In prossimità dell’udienza è stato depositato nella cancelleria di questa Corte, in data 28 settembre 2016, per conto del B. un atto di rinuncia al ricorso, per avere transatto la controversia con l’Amministrazione attraverso la pattuizione del pagamento totale della sanzione come determinata dalla Corte d’appello e la compensazione integrale delle spese di lite, firmato dal ricorrente di persona, dal suo procuratore, avvocato Valerio Freda, nonchè, per adesione, dal procuratore del controricorrente, avvocato dello Stato Fabio Tortora.
Depositato in Cancelleria il 287 aprile 2017

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 art. 6
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