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Timestamp: 2018-08-18 01:54:54+00:00

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Gina Adelaide Bondi
1 CONSORZIO PER L AREA DI RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA DI TRIESTE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Edizione 4 Revisione febbraio 2015 Pagina 1 di 23
2 Sommario 1 INTRODUZIONE AL SISTEMA E RIFERIMENTI NORMATIVI DESCRIZIONE DEL SISTEMA Gli ambiti L albero della performance Il ciclo di gestione della performance; fasi della pianificazione e della programmazione Rendicontazione sociale Coinvolgimento degli stakeholder METODOLOGIA ADOTTATA PER LA VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE Gli ambiti oggettivi e soggettivi Il sistema di misurazione e valutazione individuale Aree e criteri di valutazione Misurazione e valutazione della performance individuale del Direttore generale Misurazione e valutazione della performance individuale dei Direttori di Servizio (A.1, A.2) Misurazione e valutazione della performance individuale del personale non dirigenziale titolare di incarico di responsabile d ufficio (B.1, B.2, B.3) Misurazione e valutazione della performance individuale del personale non dirigenziale e non titolare di incarichi di responsabile d ufficio (B.4, B.5) Modalità e formule per l attribuzione dei punteggi Il ciclo di gestione della performance; fasi della misurazione e valutazione ALTRI ASPETTI DEL SISTEMA E CASI PARTICOLARI Individuazione del soggetto competente per la valutazione Maternità e altre ipotesi di assenza Casi di modifica degli obiettivi assegnati Le procedure di conciliazione Pagina 2 di 23
3 1 INTRODUZIONE AL SISTEMA E RIFERIMENTI NORMATIVI Il Sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa rappresenta l insieme delle metodologie, delle modalità e delle azioni adottate dal Consorzio per l Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste per misurare e valutare la propria performance, intesa come il contributo che l organizzazione nel suo complesso, le unità organizzative e i singoli individui che la compongono apportano attraverso la propria azione al raggiungimento delle finalità e degli obiettivi dell Ente. In particolare, il Sistema individua le fasi, i tempi, le modalità, i soggetti e le responsabilità del processo di misurazione e valutazione della performance, nonché i meccanismi di raccordo e integrazione con i documenti di programmazione finanziaria e di bilancio. Il Sistema contiene la descrizione del ciclo della performance, dalla definizione degli obiettivi (ciò che si vuole perseguire), degli indicatori (ciò che si usa per misurare i progressi ottenuti) e dei target (la quantificazione dell obiettivo nella dimensione misurata dall indicatore) fino al monitoraggio dei risultati conseguiti. Il concetto di performance organizzativa e individuale è stato introdotto nell ordinamento italiano dal D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150 (Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni) ed è stato approfondito e sviluppato nell ambito delle deliberazioni adottate dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l integrità delle amministrazioni pubbliche (CIVIT). A tale Commissione il decreto affidava il compito di indirizzare, coordinare e sovrintendere all esercizio delle funzioni di valutazione, garantendo la trasparenza dei sistemi adottati e la visibilità degli indici di andamento gestionale delle amministrazioni pubbliche. A seguito delle modifiche apportate all art. 13, comma 12, del D.Lgs. n. 150/2009 (art. 60, comma 2, del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito in L. 9 agosto 2013, n. 98), ii sistema di valutazione delle attività amministrative delle università e degli enti di ricerca di cui al Capo I del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213 è svolto dall Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) nel rispetto dei principi generali stabiliti dal D.Lgs. n. 150/2009 e in conformità ai poteri di indirizzo della Commissione. Va segnalato, inoltre, che le funzioni già attribuite alla CIVIT sono attualmente in capo al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e che il D.L. n. 90/2014, convertito dalla legge n. 114/2014, prevede l adozione di un decreto di riordino dell intero sistema di misurazione e valutazione della performance. In attuazione del D.Lgs. n. 150/2009, l Ente si è dotato per la prima volta di un sistema di misurazione e valutazione della performance nel 2010, cui hanno fatto seguito due revisioni nel 2013 e nel La presente edizione del Sistema contiene alcune importanti modifiche ispirate ai seguenti principi e finalità: revisione sistematica dei documenti programmatici per uniformare la descrizione delle aree e delle priorità di intervento dell Ente: allo scopo, il presente Sistema non include la presentazione delle aree strategiche, che sono riportate nel Piano della performance in modo coordinato con altri documenti programmatici (Piano Triennale delle attività, Piano degli Indicatori allegato al bilancio); miglior collegamento tra aree strategiche di intervento e obiettivi declinati nel Piano della Performance, in modo tale da individuare indicatori e target direttamente funzionali al perseguimento delle strategie dell Ente; revisione delle tempistiche e dei meccanismi di integrazione tra il ciclo della performance e il ciclo del bilancio; applicazione del meccanismo del cascading, ovvero il passaggio dalla performance organizzativa a quella individuale (per approfondimenti: paragrafo 4.2), con modalità tali da consentire che la valutazione del personale dipenda, in misura variabile in funzione dei ruoli e incarichi ricoperti, dal raggiungimento degli obiettivi organizzativi senza discendere dagli obiettivi individuali assegnati ai responsabili di struttura sovraordinati; modifiche al sistema di valutazione del Direttore Generale, che viene maggiormente raccordato al raggiungimento degli obiettivi operativi trasversali dell Ente; introduzione di un meccanismo di valutazione della capacità di differenziazione dei giudizi da parte del Direttore Generale e dei Direttori di Servizio nei confronti del personale assegnato alle rispettive strutture di diretta afferenza; Pagina 3 di 23
4 modifiche dei pesi attribuiti agli obiettivi operativi e individuali e ai comportamenti organizzativi, con differenziazione tra i direttori di Servizio, i responsabili di ufficio e il personale non dirigente; modifiche agli indicatori previsti nella valutazione dei comportamenti organizzativi dei Direttori di Servizio; introduzione di alcuni indicatori dei comportamenti organizzativi destinati a misurare l apporto del personale inserito in gruppi di lavoro interservizi; ridefinizione dei criteri di giudizio utilizzati nella scala di valutazione relativa ai comportamenti organizzativi del personale. Il presente documento contiene una metodologia di valutazione delle prestazioni che valorizza i processi condivisi e il carattere trasversale degli obiettivi e delle risorse impiegati per raggiungerli, oltre che a fornire uno stimolo alla differenziazione dei premi a fronte di differenti prestazioni individuali. II metodo proposto è coerente con quanto previsto dalla contrattazione collettiva applicabile al personale del Consorzio per l AREA di ricerca scientifica e tecnologica e, in particolare, dagli artt. 24, 25 e 26 C.C.N.L. del personale dirigente dell Area VII, Università e Istituzioni ed Enti di Ricerca e Sperimentazione per il quadriennio normativo e biennio economico , e con l art. 19 del C.C.N.L. normativo , economico del personale non dirigente (livelli I-III e IV-VIII). Con riferimento al personale con sola qualifica di tecnologo (l Ente non impiega infatti personale con qualifica di ricercatore), inoltre, la presente valutazione si applica limitatamente all attività amministrativa dagli stessi svolta. Al presente documento sono allegate le seguenti schede: All. 1 SCHEDA DI ASSEGNAZIONE DEGLI OBIETTIVI-DIRETTORI DI SERVIZIO All. 2 SCHEDA DI ASSEGNAZIONE DEGLI OBIETTIVI-RESPONSABILI DI UFFICIO All. 3 SCHEDA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE-DIRETTORI DI SERVIZIO All. 4 SCHEDA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE-RESPONSABILI DI UFFICIO All. 5 SCHEDA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE-PERSONALE NON DIRIGENTE 2 DESCRIZIONE DEL SISTEMA Il Sistema misura e valuta la performance dell intera organizzazione dell Ente; a capo della struttura gestionale è posto il Direttore Generale, che si dota di alcuni uffici o unità operative che lo coadiuvano nello svolgimento dei suoi compiti di coordinamento delle strutture subordinate e della segreteria degli organi. Alla direzione generale (acronimo DGE) sono subordinate attualmente cinque strutture di livello dirigenziale denominate Servizi, alle quali sono preposti dirigenti amministrativi o dirigenti tecnologi. Le direzioni di livello dirigenziale sono le seguenti: - Servizio Amministrazione e Information Technology (acronimo AIT); - Servizio Approvvigionamenti e Risorse Umane (PER); - Servizio Ingegneria, Tecnologia e Ambiente (SET); - Servizio Marketing, Comunicazione e Sviluppo Mercato (MSC); - Servizio Parco, Coordinamento Enti di Ricerca e Servizi per il Territorio (PCS). Il Sistema di valutazione, oltre alla struttura dell Ente, prende in considerazione, ai fini del ciclo della performance organizzativa e della relativa misurazione e valutazione, anche la società denominata Innovation Factory S.r.l. (acronimo IF), costituita per la gestione in regime di in house providing di una parte delle finalità istituzionali di AREA. IF è l incubatore di primo miglio dell Ente, che da febbraio 2012 ne detiene la totalità del capitale. Le attività principali svolte dall Ente per tramite di IF si inquadrano in questi tre filoni: a) supporto alla creazione di imprese innovative; b) promozione della competitività delle imprese e del territorio attraverso la cura dello sviluppo tecnologico, della valorizzazione, dello sviluppo precompetitivo e del trasferimento tecnologico; c) sviluppo di progetti di trasferimento tecnologico in altre regioni. Pagina 4 di 23
5 2.1 Gli ambiti In conformità all art. 8 del D.Lgs. n. 150/2009, il Sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa concerne: quanto agli obiettivi oggetto di misurazione e valutazione: l attuazione di piani e programmi, ovvero la misurazione dell effettivo grado di raggiungimento dei medesimi, nel rispetto delle fasi e dei tempi previsti, degli standard qualitativi e quantitativi definiti, del livello previsto di assorbimento delle risorse; la modernizzazione e il miglioramento qualitativo dell organizzazione e delle competenze professionali e la capacità di attuazione di piani e programmi; l efficienza nell impiego delle risorse, con particolare riferimento al contenimento e alla riduzione dei costi, nonché all ottimizzazione dei tempi dei procedimenti amministrativi; la qualità e la quantità delle prestazioni e dei servizi erogati, anche alla luce delle "Linee guida per la definizione degli standard di qualità", emanate dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l integrità delle amministrazioni pubbliche con Delibera n. 88 del 24 giugno 2010; il raggiungimento degli obiettivi di promozione delle pari opportunità; quanto alla misurazione e valutazione degli obiettivi programmati: l impatto delle politiche attivate sulla soddisfazione finale dei bisogni della collettività; la rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e dei servizi anche attraverso modalità interattive; quanto al coinvolgimento di soggetti esterni all amministrazione: lo sviluppo qualitativo e quantitativo delle relazioni con i cittadini, i soggetti interessati, gli utenti e i destinatari dei servizi, anche attraverso lo sviluppo di forme di partecipazione e collaborazione. 2.2 L albero della performance La struttura dell albero della performance che sostiene il modello di pianificazione strategica ed operativa di AREA è costituito da 6 elementi cardine: la missione dell Ente, ovvero il fine ultimo che si intende perseguire; le aree strategiche, ovvero gli ambiti di maggior rilevanza in cui l ente opera identificate nell ambito delle strategie delineate dal Consiglio di Amministrazione; gli obiettivi strategici, ovvero gli obiettivi triennali che per ciascuna area strategica l Ente si propone di perseguire; le azioni strategiche, ovvero i macro ambiti in cui si inseriscono i programmi per perseguire gli obiettivi strategici; gli obiettivi operativi, ovvero gli obiettivi annuali che l ente si pone in funzione del conseguimento degli obiettivi strategici; i piani operativi (progetti), ovvero le azioni annuali tese a perseguire gli obiettivi operativi nell ambito dell esercizio. Pagina 5 di 23
6 Figura 1 Albero della performance. 2.2 Il ciclo di gestione della performance; fasi della pianificazione e della programmazione Nell anno 2011 AREA ha per la prima volta predisposto e applicato il Piano della performance, in attuazione di quanto previsto dal D.Lgs. n. 150/2009. Il Piano della Performance viene adottato con cadenza annuale. Il processo di rielaborazione del Piano della Performance prende avvio nel mese di settembre di ogni anno con l elaborazione degli indirizzi strategici e si conclude nel mese di gennaio dell anno successivo con l approvazione del Piano. Il processo che porta all adozione del Piano deve essere coordinato con il processo di adozione del bilancio di previsione, al fine di assicurare il necessario coordinamento tra obiettivi, indicatori e target di bilancio e obiettivi, indicatori e target del ciclo della performance. Le principali attività previste sono: 1) Analisi del Contesto Interno-Esterno e SWOT; 2) Elaborazione e approvazione delle Linee Strategiche con definizione delle Aree e degli Obiettivi strategici; 3) Definizione degli obiettivi operativi; 4) Avvio del processo di budgeting ed elaborazione del bilancio di previsione; 5) Elaborazione del programma triennale ed elenco annuale delle opere; 6) Approvazione bilancio di previsione ed allegato programma triennale ed elenco annuale delle opere; 7) Assegnazione degli obiettivi annuali ai Direttori di Servizio e al personale non dirigenziale titolare di incarico di responsabile di ufficio; 8) Approvazione del Piano della Performance; 9) Relazione dell OIV sul monitoraggio dell avvio ciclo. Pagina 6 di 23
7 Figura 2 - Ciclo della performance in rapporto con il ciclo del bilancio ID 1 PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE Attività: Analisi del Contesto Interno-Esterno e SWOT Responsabili: Servizi, DGE MODALITÀ OUTPUT DESCRIZIONI TERMINI Nel mese di settembre tutti i Servizi con il coordinamento di DGE, tenendo conto delle variabili operative interne ed esterne all organizzazione, effettuano l analisi di contesto (SWOT ANALYSIS) Analisi SWOT L analisi di contesto permette di identificare i punti di forza e i punti di debolezza che caratterizzano l organizzazione e di verificare i vincoli e le opportunità offerte dall ambiente di riferimento Entro 30 settembre ID 2 PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE Attività: Elaborazione e approvazione Linee Strategiche con definizione di Aree e Obiettivi strategici Responsabili: CDA, Dirigenti dei Servizi, DGE MODALITÀ OUTPUT DESCRIZIONI TERMINI Sulla base dell analisi SWOT nel mese di ottobre i Servizi concorrono all elaborazione delle indicazioni da utilizzare per la redazione delle linee strategiche, con il coordinamento di DGE. Il CDA approva, su proposta del Presidente e avvalendosi del supporto del Consiglio Tecnico-Scientifico, il documento di indirizzo politico che definisce le linee strategiche e gli obiettivi strategici triennali Linee strategiche e obiettivi strategici Il documento di pianificazione strategica definisce le aree prioritarie di intervento (Aree strategiche), i programmi di medio-lungo periodo e gli obiettivi strategici triennali con le relative azioni e l outcome atteso Entro 31 ottobre Le linee strategiche tengono conto degli atti di indirizzo governativo, quali il PNR, e delle priorità politiche. Qualora il C.d.A. non provveda alla ridefinizione, sono considerate ancora applicabili le linee strategiche e le priorità politiche di cui all esercizio precedente o al DVS (Documento di valutazione strategica decennale). Pagina 7 di 23
8 ID 3 PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE Attività: Definizione obiettivi operativi Responsabili: DGE MODALITÀ OUTPUT DESCRIZIONI TERMINI Nel mese di novembre, sulla base delle azioni strategiche programmate, DGE provvede a definire gli obiettivi operativi annuali condividendoli con i Dirigenti dei Servizi coinvolti Obiettivi operativi (annuali) Gli obiettivi operativi sono definiti coerentemente con quelli strategici; per ciascun obiettivo viene individuato un indicatore e un target di riferimento Entro 30 novembre L obiettivo è declinato nell ambito del Piano della performance in una scheda riepilogativa nella quale sono riportati: la declaratoria, l indicatore dei risultati e il risultato atteso (rispettivamente: indicatore e target), la formula intesa quale modalità di misurazione del raggiungimento del target, il termine entro il quale l obiettivo deve essere raggiunto, la struttura indicata quale referente per il monitoraggio e la rendicontazione dell obiettivo a consuntivo. L Ente si dota di uno strumento informatico per consentire il reporting in merito all attuazione dell obiettivo sulla base dei dati e degli aggiornamenti inseriti dai Direttori dei Servizi interessati. ID 4 PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE Attività: Avvio del processo di budgeting ed elaborazione del bilancio di previsione Responsabili: Dirigenti dei Servizi, AIT MODALITÀ OUTPUT DESCRIZIONI TERMINI Ogni Servizio/UPB (Unità Previsionale di Base), descrive in un apposito documento le previsioni quantitative e qualitative dei progetti ed attività che intende realizzare nel corso dell anno coerentemente con le linee strategiche. Sulla base dei progetti proposti dai Servizi, AIT opera la previsione economico-finanziaria articolata in missioni, programmi, progetti ed UPB Bozza del Bilancio di previsione Il Bilancio di previsione è il preventivo finanziario, si distingue in decisionale e gestionale ed è formulato in termini di competenza e di cassa. Si articola in missioni, programmi, progetti ed UPB (centri di responsabilità) e comprende il Piano degli indicatori Avvio entro 30 settembre e conclusione entro dicembre Il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio, disciplinato dall articolo 19 del D.Lgs. 31 maggio 2011, n. 91, illustra il contenuto di ciascun programma di spesa ed espone informazioni sintetiche relative ai principali obiettivi da realizzare, con riferimento agli stessi programmi del bilancio per il triennio della programmazione finanziaria, e riporta gli indicatori individuati per quantificare tali obiettivi, nonché la misurazione annuale degli stessi indicatori per monitorare i risultati conseguiti. Il Piano costituisce il documento di raccordo tra i diversi strumenti di programmazione previsti nell ambito della performance organizzativa e nel processo di bilancio. ID 5 PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE Attività: Elaborazione programma triennale ed elenco annuale delle opere Responsabili: SET MODALITÀ OUTPUT DESCRIZIONI TERMINI La realizzazione di lavori e opere pubbliche avviene sulla base di un programma triennale, aggiornato annualmente dal Servizio SET, che predispone anche l elenco annuale dei lavori da effettuare nell anno Programma triennale ed elenco annuale delle opere Il programma triennale definisce gli interventi previsti, anche ai sensi delle norme sulla programmazione dei lavori pubblici, individuando in particolare gli obiettivi prioritari dell Ente e le principali caratteristiche tecniche ed economiche degli interventi proposti Entro 31 dicembre Pagina 8 di 23
9 ID 6 PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE Attività: Approvazione bilancio di previsione e allegato programma triennale ed elenco annuale delle opere Responsabili: CDA MODALITÀ OUTPUT DESCRIZIONI TERMINI Il CDA, su proposta del Presidente e sentito il DGE, approva il bilancio di previsione con il Piano degli indicatori e, contestualmente, l allegato programma triennale ed elenco annuale delle opere Bilancio di previsione e programma triennale ed elenco annuale delle opere Si veda ID 4 e ID 5 Entro il 31 dicembre ID 7 PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE Attività: Assegnazione obiettivi annuali ai Direttori di Servizio e al personale non dirigenziale titolare di incarico di responsabile di ufficio Responsabili: DGE e Direttori Servizi MODALITÀ OUTPUT DESCRIZIONI TERMINI Nel mese di dicembre DGE formalizza gli obiettivi individuali ai Direttori dei Servizi attraverso la compilazione e sottoscrizione delle scheda assegnazione obiettivi; entro lo stesso termine i Direttori di Servizio operano l assegnazione degli obiettivi individuali ai dipendenti con incarico responsabile di ufficio. Obiettivi individuali del personale Dirigente e obiettivi del personale non dirigente responsabile di ufficio Fase di assegnazione obiettivi individuali e di unità organizzativa di diretta responsabilità Entro il 31 dicembre Nel mese di dicembre, il Direttore Generale predispone le schede per l assegnazione degli obiettivi (Allegato 1) ai Direttori di Servizio. L obiettivo dovrà essere condiviso con il valutato ed essere altresì coerente con gli obiettivi strategici e operativi e con le risorse umane e strumentali assegnate al valutato. A conclusione dell incontro di assegnazione degli obiettivi, viene riportata nella scheda una descrizione sintetica degli obiettivi individuali affidati e dei relativi progetti. Nella colonna Indicatore dovrà essere specificata la modalità di misurazione stabilita per ciascun obiettivo assegnato; tale misura potrà essere qualitativa (criterio di efficacia) o quantitativa (criterio di efficienza). Il target rappresenta il valore dell indicatore che deve essere conseguito. Ciascun Direttore provvede entro il mese di dicembre all assegnazione degli obiettivi individuali ai responsabili di ufficio del proprio Servizio, compilando insieme con il destinatario dell obiettivo la relativa scheda (Allegato 2). Gli obiettivi da assegnare ai responsabili di ufficio sono scelti nell ambito degli obiettivi attribuiti al Direttore del Servizio di appartenenza secondo una logica di coinvolgimento del personale ai fini dello sviluppo e attuazione dei piani/programmi, ovvero scelti tenendo conto della specifica attività dell ufficio o di specifici incarichi professionali conferiti. È preferibile assegnare almeno due obiettivi ai responsabili di ufficio. Per ogni obiettivo assegnato il Direttore di Servizio provvederà a determinare il relativo indicatore, il target e la scadenza. La fase di assegnazione degli obiettivi costituisce un momento importante di condivisione del dirigente con il proprio personale, degli obiettivi strategici dell Ente e degli obiettivi operativi a carattere trasversale. Per questo è opportuno dedicare a tale momento un colloquio individuale con il personale cui sono stati assegnati direttamente obiettivi e in generale con il personale di tutta la struttura che comunque contribuisce con il suo apporto alla realizzazione degli obiettivi del Servizio. Pagina 9 di 23
10 ID 8 PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE Attività: Approvazione Piano della Performance Responsabili: CDA MODALITÀ OUTPUT DESCRIZIONI TERMINI Entro il 31 gennaio di ogni anno il C.d.A. Piano della Il Piano della Performance Entro il 31 provvede ad approvare il Piano della Performance proposto dal Direttore Generale Performance ricomprende tutti i temi relativi alle linee di indirizzo e al contesto strategico, le schede gennaio relative a obiettivi e azioni strategiche e i piani operativi annuali. ID 9 PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE Attività: Relazione su monitoraggio avvio ciclo Responsabili: OIV MODALITÀ OUTPUT DESCRIZIONI TERMINI Entro il 30 giorni dall adozione del Piano della Performance l OIV Relazione su monitoraggio L OIV predispone una relazione in merito all esito del controllo 30 giorni dall adozione predispone un monitoraggio dell avvio avvio ciclo di primo livello riguardante del Piano del ciclo l avvio del ciclo della performance 2.3 Rendicontazione sociale La programmazione degli obiettivi, nonché la misurazione e la valutazione del loro grado di raggiungimento, vedono interessate tutte le unità organizzative coinvolte in un processo che utilizza sia indicatori di efficienza tecnica, efficienza economica ed efficacia, sia indicatori di impatto e strumenti di valutazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e dei servizi. Nell ottica di costruire nel tempo, con diversi gradi di progressiva maturità, un sistema di rendicontazione sociale, si rende necessario porre in primo piano l impatto delle politiche attivate sulla soddisfazione finale dei bisogni della collettività. A tal fine, l Ente pubblica nella sezione Amministrazione Trasparente del proprio sito Internet tutti i dati e i documenti relativi alla propria organizzazione e attività, all uso delle risorse pubbliche e alle prestazioni e servizi erogati. L Ente provvede inoltre all individuazione degli stakeholder chiave, appositamente individuati nel Piano della performance, al fine di incrementare lo sviluppo qualitativo e quantitativo delle relazioni con i cittadini, i soggetti interessati, gli utenti e i destinatari dei servizi. 2.4 Coinvolgimento degli stakeholder L Ente assicura la rendicontazione e il dialogo con gli stakeholder attraverso il Programma Triennale per la trasparenza e l integrità, adottato in base all articolo 11, comma 2, del D.Lgs. 150/2009 e alle linee guida finora adottate dalla CIVIT; il Programma definisce, tra l altro, quali sono gli strumenti di ascolto degli Stakeholder. Per una più puntuale individuazione degli Stakeholder è utilizzata la matrice di posizionamento interesse/influenza introdotta dalla Copenhagen Charter. L utilizzo di questa matrice consente di identificare, fra tutti gli stakeholder di una determinata attività, quelli più importanti, con maggior influenza sull attività specifica. Ogni anno, nel corso della revisione del contesto strategico, l Ente verifica se la selezione degli Stakeholder Strategici abbia bisogno di aggiornamento e variazione. Tutto ciò allo scopo di stabilire, per successive aggregazioni, una gerarchia degli Stakeholder che classifica, per importanza crescente, quelli che hanno solo interesse all attività dell Ente, quelli che ne influenzano i comportamenti e quelli che hanno un più elevato grado di interesse e di influenza. Pagina 10 di 23
11 L adozione di questo modello e la ricostruzione di una classificazione gerarchica (per interesse e influenza) degli Stakeholder è di particolare importanza, perché offre una visione chiara di tutte le categorie di Stakeholder con le quali l Ente interagisce a diverso livello e concorre a determinare forma e contenuti della comunicazione e del coinvolgimento diretto. Figura 3 - Copenhagen Charter. 3 METODOLOGIA ADOTTATA PER LA VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA Il sistema di valutazione della performance organizzativa si inserisce nell ambito del ciclo di gestione della performance e si riferisce alle seguenti macro-aree: grado di attuazione della strategia e impatto delle azioni strategiche intraprese; livello quantitativo e qualitativo delle attività e dei servizi e soddisfazione dei destinatari; rilevazione dell utilizzo delle risorse e dell efficienza/efficacia dei processi gestionali; qualità e quantità delle relazioni con gli stakeholder. L analisi viene condotta a livello di ciascuna area strategica identificata dal Consiglio di Amministrazione e consiste nel monitoraggio del grado di conseguimento degli obiettivi operativi considerando il loro apporto al conseguimento degli obiettivi strategici su proiezione triennale. La valutazione prende in esame le risorse allocate, le azioni intraprese e il loro impatto, i punti di forza e le criticità al fine di misurare la dimensione finale dell outcome. Il processo di controllo strategico, attivato dal Direttore Generale, viene effettuato avvalendosi del supporto della struttura tecnica permanente; gli esiti della valutazione sono riportati nell ambito della Relazione sulla performance. 4 MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE La valutazione della performance individuale si innesta nel processo di misurazione e valutazione della performance, processo sistematico e continuo attraverso cui l Ente individua le proprie aree strategiche, i propri obiettivi e le proprie opportunità di crescita. Il Direttore Generale e i Direttori di Servizio esprimono un giudizio sulle prestazioni complessive fornite dalle proprie risorse nell arco di tempo considerato. Quanto più i dirigenti condividono con i loro collaboratori gli obiettivi affidati, i risultati attesi, i parametri di valutazione, tanto più la valutazione diventa un concreto strumento per migliorare la prestazione dei collaboratori, per gestire e sviluppare le risorse umane, per ottimizzare il funzionamento organizzativo. Nell ambito del Sistema di valutazione della performance, la valutazione individuale ha i seguenti obiettivi: premiare il merito, l impegno e la produttività; promuovere processi di miglioramento delle prestazioni in termini di qualità; valorizzare le competenze e le capacità di sviluppo, individuando i fabbisogni formativi del personale; diffondere e condividere gli obiettivi all interno dell Ente, promuovendo strumenti di interazione tra il personale e la dirigenza; Pagina 11 di 23
12 chiarire e comunicare che cosa ci si attende in termini di risultati e comportamenti dalla singola persona; evidenziare l importanza del contributo individuale del personale valutato rispetto agli obiettivi dell amministrazione nel suo insieme e della struttura organizzativa di appartenenza. 4.1 Gli ambiti oggettivi e soggettivi Il sistema di valutazione del personale di livello dirigenziale e di tutto il restante personale è collegato: per il personale dirigenziale (art. 9, comma 1, D.Lgs. 150/2009): - agli indicatori di performance relativi all'ambito organizzativo di diretta responsabilità; - al raggiungimento di specifici obiettivi individuali; - alla qualità del contributo assicurato alla performance generale della struttura, alle competenze professionali e manageriali dimostrate; - alla capacità di valutazione dei propri collaboratori, dimostrata tramite una significativa differenziazione dei giudizi; per il restante personale (art. 9, comma 2, D.Lgs. 150/2009): - al raggiungimento di specifici obiettivi di gruppo o individuali; - alla qualità del contributo assicurato alla performance dell'unità organizzativa di appartenenza, alle competenze dimostrate ed ai comportamenti professionali e organizzativi. Il sistema di valutazione del personale dell Ente tiene conto, inoltre, della normativa transitoria introdotta dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 (conversione del D.L. n. 95/2012) che, nelle more dei rinnovi della contrattazione collettiva attualmente bloccata dalle norme di contenimento della spesa pubblica, ha previsto che la performance individuale sia collegata: per il personale dirigenziale (art. 5, comma 11, D.L. 95/2012): - al raggiungimento degli obiettivi individuali; - agli obiettivi relativi all unità organizzativa di diretta responsabilità; - ai comportamenti organizzativi posti in essere; - alla capacità di valutazione differenziata dei propri collaboratori, tenuto conto delle diverse performance degli stessi; per il restante personale (art. 5, comma 11bis, D.L. 95/2012): - al raggiungimento di specifici obiettivi di gruppo o individuali; - al contributo assicurato alla performance dell unità organizzativa di appartenenza e ai comportamenti organizzativi dimostrati. Secondo l organizzazione dell Ente possono essere distinte diverse tipologie di destinatari della misurazione e valutazione della performance individuale. Nell ambito oggettivo dell art. 9, comma 1, del D.L. 150/2009 (e, nella fase transitoria, dell art. 5, comma 11, del D.L. n. 95/2012) e con corresponsione di trattamenti economici diversificati in ragione dei diversi C.C.N.L. applicabili, sono valutati: A Incarico Profilo professionale A.1 Direttore di Dirigente Servizio Amministrativo A.2 Direttore di Servizio Dirigente Tecnologo C.C.N.L. Tipologia art. 9, comma 1 C.C.N.L. dell Area VII, dirigenti Università ed enti di ricerca. C.C.N.L. comparto del personale degli Enti di ricerca, livelli I-III Dirigenti Personale responsabile di un unità organizzativa in posizione di autonomia e responsabilità Nell ambito dell art. 9, comma 2, del D.L. 150/2009 (e, nella fase transitoria, dell art. 5, comma 11bis, del D.L. n. 95/2012) e con corresponsione di trattamenti economici diversificati in ragione dei profili di appartenenza, sono valutati: Pagina 12 di 23
13 B Incarico Profilo professionale B.1 Titolare di Tecnologo I-III Incarico di livello responsabile di ufficio B.2 Titolare di Incarico di responsabile di ufficio B.3 Titolare di Incarico di responsabile di ufficio Funzionario amministrativo Collaboratore tecnico (C.TER) B.4 // Tecnologo I-III livello B.5 // Personale tecnico e amministrativo livelli IV-VIII C.C.N.L. Tipologia art. 9, comma 2 C.C.N.L. comparto del personale degli Enti di ricerca, livelli I-III C.C.N.L. comparto del personale degli Enti di ricerca, livelli IV-VIII. C.C.N.L. comparto del personale degli Enti di ricerca, livelli IV-VIII. C.C.N.L. comparto del personale degli Enti di ricerca, livelli I-III C.C.N.L. comparto del personale degli Enti di ricerca, livelli IV-VIII. personale con qualifica non dirigenziale personale con qualifica non dirigenziale personale con qualifica non dirigenziale personale con qualifica non dirigenziale personale con qualifica non dirigenziale 4.2 Il sistema di misurazione e valutazione individuale La valutazione individuale del personale dell Ente è basata su due componenti dell attività lavorativa: gli obiettivi conseguiti; i comportamenti organizzativi dimostrati. Alla valutazione consegue l erogazione del premio di produttività secondo le previsione dei distinti C.C.N.L. Il Sistema di misurazione e valutazione prevede l adozione del meccanismo a cascata (cascading), considerato sotto un duplice aspetto: 1) in ordine all assegnazione degli obiettivi: ciascun dipendente eredita, in misura differenziata rispetto al diverso grado di responsabilità connesso al ruolo, gli obiettivi operativi dell Ente, che hanno natura trasversale in quanto tutti i dipendenti e tutte le unità organizzative dell Ente devono concorrere al raggiungimento dell obiettivo trasversale profondendo la massima collaborazione per il conseguimento della finalità comune, pena il mancato raggiungimento dell obiettivo per tutti i soggetti coinvolti; l assegnazione di obiettivi individuali al dipendente rientra sempre nella sfera di intervento della struttura di appartenenza e discende dagli obiettivi di performance o individuali assegnati alla struttura e al superiore gerarchico. 2) in ordine alla valutazione: il valutato ha come valutatore colui che gli assegna gli obiettivi. Valutatore C.d.A., su proposta dell O.I.V. Direttore Generale Direttore di Servizio Valutato Direttore Generale Direttore di Servizio Personale non dirigente La soluzione a cascata nell assegnazione degli obiettivi è un meccanismo che consente di avvicinare progressivamente gli obiettivi all esecutore dell attività, rendendone il conseguimento sempre più dipendente dalla sua diretta azione. La partecipazione di tutti i soggetti facenti parte di una struttura, a qualsiasi livello incardinati, è elemento fondamentale per il conseguimento degli obiettivi dell Ente. Pertanto il fatto di ereditare gli obiettivi di natura trasversale nell ambito della valutazione non significa subire una conseguenza in modo passivo, bensì ottenere un riconoscimento indiretto del proprio contributo fattivo, in quanto senza il contributo di tutta l organizzazione gli obiettivi non sono conseguibili. Pagina 13 di 23
14 La valutazione del personale non dirigente e non titolare di incarico di responsabile di ufficio viene operata dal Direttore del Servizio su proposta, ove istituito, del responsabile dell ufficio di appartenenza del valutato. 4.3 Aree e criteri di valutazione Sulla base dei componenti dell attività lavorativa considerati ai fini della valutazione, il sistema prende in esame tre aree: a) Area di valutazione del risultato Riferita al grado di raggiungimento dei risultati rispetto al target proposto, inteso quale livello di raggiungimento degli obiettivi operativi e individuali b) Area di valutazione dei comportamenti organizzativi Riferita al grado di copertura del ruolo c) Area di valutazione della capacità di differenziazione dei giudizi Riferita al grado di differenziazione che il Direttore Generale e i Direttori di Servizio raggiungono in sede di espressione dei giudizi sui comportamenti organizzativi del personale delle strutture di diretta responsabilità a) Area di valutazione del risultato In questa area di valutazione vengono presi a riferimento i risultati effettivamente conseguiti a fronte degli obiettivi definiti ed affidati all inizio dell anno. In base all art. 5, comma 11, del D. L. n. 95/2012, gli obiettivi devono essere: specifici; misurabili; ripetibili; ragionevolmente realizzabili; collegati a precise scadenze temporali. Gli obiettivi, inoltre, vanno formulati ed assegnati in coerenza degli obiettivi, le priorità e le attribuzioni delle strutture, assicurando congruenza con le responsabilità del ruolo e adottando formulazioni chiare. Fermo restando che gli obiettivi trattati nella presente sezione si intendono sempre quali obiettivi operativi (derivazione su base annuale degli obiettivi strategici/triennali), gli obiettivi assegnati rientrano nelle seguenti due tipologie e sono assegnati in relazione al ruolo e alle competenze assegnate alla struttura diretta: obiettivi trasversali: riguardano tutte le unità organizzative dell Ente, in quanto alla realizzazione di un determinato obiettivo contribuiscono i diversi Servizi, ciascuno per le attività rientranti nella propria diretta competenza. Questa caratteristica implica la necessità che tutti i Servizi profondano ogni sforzo e massima collaborazione per il conseguimento della finalità comune, pena il mancato raggiungimento dell obiettivo. L assegnazione è operata, attraverso un processo partecipato dai Direttori dei Servizi, dal Direttore Generale. obiettivi individuali e di unità organizzativa di diretta responsabilità: riguardano obiettivi più direttamente connessi al ruolo di responsabilità (dirigenziale o di responsabile di ufficio) in una determinata struttura. Gli obiettivi individuali del personale di livello dirigenziale sono assegnati dal Direttore Generale ai Direttori di Servizio e hanno una diretta attinenza al ruolo ricoperto e alla struttura diretta, ferma restando la loro coerenza con gli obiettivi strategici descritti nel Piano della performance dell Ente. Gli obiettivi individuali del personale con incarico di responsabile di ufficio sono assegnati dal Direttore del Servizio di appartenenza e hanno diretta attinenza al ruolo ricoperto Pagina 14 di 23
15 e all ufficio oggetto dell incarico, ferma restando la loro coerenza con gli obiettivi strategici descritti nel Piano della performance dell Ente. Gli obiettivi, sia trasversali che individuali e di unità organizzativa di diretta responsabilità, sono misurati attribuendo un coefficiente di valutazione in base al rapporto tra la misura rilevata e il target previsto, con arrotondamento alla seconda cifra decimale. Nel caso in cui l obiettivo non sia misurabile in termini meramente quantitativi o in casi in cui si debba eccezionalmente tenere conto di ulteriori criteri di valutazione del conseguimento, quali i tempi, la qualità e la fruibilità del risultato, il valutatore utilizza la seguente scala di valutazione: OBIETTIVI DI TIPO QUALITATIVO Completamente negativo 0 Gravemente negativo 0,1 Negativo 0,2 Insufficiente 0,3 Mediocre 0,4 Quasi sufficiente 0,5 Sufficiente 0,6 Discreto 0,7 Buono 0,8 Ottimo 0,9 Eccellente 1 b) Area di valutazione dei comportamenti organizzativi La valutazione dei comportamenti organizzativi è finalizzata a confrontare i comportamenti attesi in relazione al ruolo con il comportamento effettivamente posto in essere dal valutato. Questa valutazione prende in considerazione la qualità dell apporto personale al funzionamento della struttura di appartenenza e dell organizzazione nel suo complesso. In particolare, questa area è volta a rilevare l insieme dei comportamenti organizzativi virtuosi che l organizzazione valuta possano concorrere al raggiungimento dei risultati, e, in generale, al proficuo svolgimento delle attività. Rappresenta dunque non il "cosa", ma il "come" raggiungere gli obiettivi e/o svolgere i compiti richiesti dal ruolo ricoperto. L area della valutazione dei comportamenti organizzativi permette di valutare il grado di copertura di ruolo e di evidenziare i punti di forza e le eventuali criticità della prestazione fornita, così da poter individuare correttivi e predisporre soluzioni di sviluppo professionale. I comportamenti esaminati, le relative aree di afferenza, nonché la scala di misurazione applicata sono contemplati nei seguenti allegati: - per i Direttori di Servizio (A.1; A.2), allegato 3.2; - per i Responsabili di Ufficio (B.1; B.2; B.3), allegato 4.2; - per il restante personale (B.4; B.5), allegato 5.2. In sede di valutazione dei comportamenti organizzativi, il Direttore Generale verifica anche l ottemperanza agli obblighi dirigenziali rilevanti ai fini dell attribuzione delle retribuzioni di risultato, così come dettagliate nel documento di indagine CIVIT. Nel caso di specifici item che tengono in considerazione l attività svolta dal dipendente nell ambito di gruppi di lavoro interservizi formalizzati (es. con Ordini di servizio), la valutazione è operata sentito il responsabile del gruppo (team leader). Pagina 15 di 23
16 c) Area di valutazione della capacità di differenziazione dei giudizi In questa area è considerata la capacità del Direttore Generale e dei Direttori di Servizio di differenziare i giudizi espressi sui comportamenti organizzativi del personale non dirigenziale assegnato alle strutture di diretta responsabilità. La Direzione Generale, con il supporto del Servizio Approvvigionamenti e Risorse Umane, rileva la varianza, intesa come la media delle distanze dal punteggio medio. Il Direttore Generale, considerati le dimensioni delle strutture e ogni altro elemento che possa influire sulle valutazioni espresse, può indicare, in sede di avvio della fase di valutazione annuale, un indice medio minimo che ciascun valutatore è tenuto ad osservare. 4.4 Misurazione e valutazione della performance individuale del Direttore generale Il Direttore Generale rappresenta la figura di vertice gestionale dell Ente, cui è riconosciuto, ai sensi dell art. 11 dello Statuto, il trattamento giuridico ed economico di un dirigente di livello generale. La valutazione viene operata dal Consiglio di Amministrazione dell Ente in base a una proposta dell OIV, che contiene gli elementi per la valutazione. La valutazione è data per l 85% dal grado di conseguimento degli obiettivi operativi di tipo trasversale e per il 12% dalla valutazione dei comportamenti organizzativi. La valutazione della capacità di differenziazione dei giudizi, infine, incide nella misura del 3%. 4.5 Misurazione e valutazione della performance individuale dei Direttori di Servizio (A.1, A.2) Per il personale con incarico di Direttore di Servizio (A.1 - Direttore di Servizio Dirigente Amministrativo; A.2 - Direttore di Servizio Dirigente Tecnologo) la misurazione del grado di conseguimento degli obiettivi operativi trasversali e degli obiettivi individuali e di unità organizzativa di diretta responsabilità incide sulla valutazione complessiva nella misura del 65% (rispettivamente 50% e 15%). La valutazione dei comportamenti organizzativi dal valutato rispetto al ruolo esercitato nell organizzazione incide sulla valutazione complessiva nella misura del 30%. La valutazione della capacità di differenziazione dei giudizi, infine, incide nella misura del 5%. È prevista la possibilità che, nell ambito di uno specifico ambito di valutazione (obiettivi trasversali oppure obiettivi individuali e di unità organizzativa di diretta responsabilità) il risultato conseguito per un obiettivo in misura superiore al target compensi, in tutto o in parte, il mancato o parziale raggiungimento del risultato in altro obiettivo del medesimo ambito (overachievement). Il sistema di valutazione collega la retribuzione di risultato prevista nel contratto collettivo ai risultati organizzativi e individuali conseguiti e ai comportamenti organizzativi dimostrati. Il processo di valutazione della performance individuale dei Direttori di Servizio si articola in quattro passaggi: 1) valutazione dei risultati ottenuti in ordine agli obiettivi trasversali e individuali assegnati e attribuzione del punteggio a questi riservato; 2) valutazione dei comportamenti organizzativi e attribuzione del punteggio a questi riservato; 3) valutazione della capacità di differenziazione dei giudizi e attribuzione del punteggio a questi riservato; 4) calcolo del punteggio complessivo; 5) attribuzione della retribuzione di risultato calcolata in proporzione al punteggio conseguito. I comportamenti esaminati, le relative aree di afferenza, nonché la scala di misurazione applicata sono contemplati nell allegato n. 3 al presente documento. 4.6 Misurazione e valutazione della performance individuale del personale non dirigenziale titolare di incarico di responsabile d ufficio (B.1, B.2, B.3) Per il personale titolare di incarico di responsabile di ufficio (B.1-Tecnologo; B.2- funzionario amministrativo; B.3 C.Ter) la misurazione del grado di conseguimento degli obiettivi operativi trasversali e degli obiettivi individuali incide sulla valutazione complessiva nella misura del 50% (rispettivamente 40% e 10%). La Pagina 16 di 23
17 valutazione dei comportamenti organizzativi dal valutato rispetto al ruolo esercitato nell organizzazione incide sulla valutazione complessiva nella misura del 50%. È prevista la possibilità che, nell ambito di uno specifico ambito di valutazione (obiettivi individuali) il risultato conseguito per un obiettivo in misura superiore al target compensi, in tutto o in parte, il mancato o parziale raggiungimento del risultato in altro obiettivo del medesimo ambito (overachievement). Il sistema di valutazione collega il trattamento accessorio incentivante previsto dal CCNL di afferenza ai risultati organizzativi e individuali conseguiti e ai comportamenti organizzativi dimostrati. Il processo di valutazione della performance individuale del personale non dirigenziale titolare di incarico di responsabile di ufficio si articola in quattro passaggi: 1) attribuzione del punteggio relativo agli obiettivi trasversali, valutazione del livello di raggiungimento degli obiettivi individuali assegnati e attribuzione del punteggio a questi riservato; 2) valutazione dei comportamenti organizzativi e attribuzione del punteggio a questi riservato; 3) calcolo del punteggio complessivo; 4) attribuzione del trattamento accessorio incentivante calcolato in proporzione al punteggio conseguito. I comportamenti esaminati, le relative aree di afferenza, nonché la scala di misurazione applicata sono contemplati nell allegato n. 4 al presente documento. 4.7 Misurazione e valutazione della performance individuale del personale non dirigenziale e non titolare di incarichi di responsabile d ufficio (B.4, B.5) Per il personale con qualifica non dirigenziale e non titolare di incarico di responsabile di ufficio (B.6- Tecnologo; B.7 personale tecnico-amministrativo dei livelli IV-VIII), la misurazione del grado di conseguimento degli obiettivi operativi trasversali incide sulla valutazione complessiva nella misura del 35%, mentre la valutazione dei comportamenti organizzativi concorre in misura pari al 65%. Non è prevista l assegnazione di obiettivi individuali a questa categoria di personale, fermo restando che il dipendente eredita a cascata, gli obiettivi operativi trasversali dell Ente. Il sistema di valutazione collega il trattamento accessorio incentivante previsto nel contratto collettivo ai risultati organizzativi conseguiti e ai comportamenti organizzativi dimostrati. Il processo di valutazione della performance individuale del personale non dirigenziale titolare di incarico di responsabile di ufficio si articola in quattro passaggi: 1) attribuzione del punteggio relativo agli obiettivi trasversali; 2) valutazione dei comportamenti organizzativi e attribuzione del punteggio a questi riservato; 3) calcolo del punteggio complessivo; 4) attribuzione del trattamento accessorio incentivante calcolato in proporzione al punteggio conseguito. I comportamenti esaminati, le relative aree di afferenza, nonché la scala di misurazione applicata sono contemplati nell allegato n. 5 al presente documento. 4.8 Modalità e formule per l attribuzione dei punteggi Obiettivi operativi (OP) La valutazione degli obiettivi operativi di tipo trasversale è data dalla media aritmetica delle valutazioni dei singoli obiettivi. Per ogni obiettivo operativo la valutazione è data da: valore conseguito diviso valore atteso. Nel caso in cui la media OP sia superiore a 1, viene riportata all unità. OP OP dove n numero OP; Pagina 17 di 23
18 OP i hanno identico peso e hanno natura trasversale rispetto alle unità organizzative dell Ente; P OP è in funzione del ruolo aziendale secondo tabella; Per ogni OP i è indicato un referente incaricato di monitorare e rendicontare il livello di raggiungimento. Obiettivi individuali e di unità organizzativa di diretta responsabilità (OI) La valutazione degli obiettivi individuali e di unità organizzativa di diretta responsabilità è data dalla media aritmetica delle valutazioni dei singoli obiettivi. Per ogni obiettivo individuale la valutazione è data da: valore conseguito diviso valore atteso. Nel caso in cui la media OI sia superiore a 1, viene riportata all unità. OI OI dove n numero OI P OI è applicabile solo ai Dirigenti e ai responsabili ufficio e non viene ereditato dal personale delle relative unità organizzative Comportamenti organizzativi (OC) La valutazione dei comportamenti organizzativi è data dalla media aritmetica delle valutazioni dei singoli comportamenti. OC OC dove n numero OC OC è differenziato in funzione della qualifica e ruolo ed è attribuito dal dirigente di Servizio su proposta del responsabile di ufficio e coordinamento del Direttore Generale. Capacità di differenziazione dei giudizi (CD) CD è il coefficiente di differenziazione risultante dall applicazione dello scarto quadratico medio sigma (o deviazione standard), ovvero la media quadratica degli scarti dei singoli dati dalla loro media aritmetica M secondo la seguente formula σ Dove M x Al valutatore (Direttore Generale e Direttori di Servizio) che ottiene l indice di varianza più elevato è attribuito il coefficiente 1, agli altri un coefficiente proporzionalmente calcolato. È facoltà del Direttore Generale, in sede di avvio della fase di valutazione annuale, di prevedere un indice medio minimo che ciascun valutatore è tenuto ad osservare. Pagina 18 di 23
19 VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE La valutazione della performance individuale è data dalla media pesata delle valutazioni conseguite per ciascun parametro (OP OI OC CD) secondo i seguenti pesi: P OP P OI P OC P CD Tot. DIRETTORE GENERALE A.1 - A.2 DIRETTORI DI SERVIZIO B.1 - B.2 - RESPONSABILE UFFICIO B3. B.4 - B.5 ALTRO PERSONALE Il ciclo di gestione della performance; fasi della misurazione e valutazione Nel mese di giugno di ogni anno la Direzione Generale avvia il monitoraggio intermedio sullo stato di avanzamento nel conseguimento degli obiettivi previsti dal Piano della Performance; a tal fine, la Direzione Generale invia ai Direttori di Servizio una richiesta per verificare il livello di conseguimento degli obiettivi, verificandone eventuali scostamenti rispetto alla pianificazione. All esito del monitoraggio, potranno essere apportate variazioni agli obiettivi stabiliti inizialmente, in ragione di effettivi cambiamenti di varia natura che comportino la necessità di una riprogrammazione dell obiettivo. La variazione può essere operata anche su richiesta delle singole direzioni dei Servizi interessati, che possono segnalare obiettivi e indicatori della performance ritenuti inidonei o divenuti impossibili da conseguire per fatti sopravvenuti; le richieste saranno oggetto di valutazione da parte del Direttore Generale unitamente alle eventuali azioni correttive e/o migliorative. Il rapporto dell attività del primo semestre del Piano della performance viene prodotto entro la fine di luglio e comunicato all OIV. La fase di monitoraggio intermedio riguarda inoltre l ambito della misurazione della performance individuale basata sui comportamenti organizzativi, limitatamente ai casi di grave scostamento dal comportamento atteso. Nel caso in cui il Direttore di Servizio o il Direttore Generale rilevi che un dipendente assegnato alla propria struttura abbia posto in essere comportamenti organizzativi che possano dare luogo a una valutazione inferiore al 60% della misura massima attribuibile, è tenuto a segnalare al dipendente i principali elementi di osservazione tenuti in considerazione, proponendo specifiche azioni di miglioramento. La misurazione e valutazione della performance prevede, a consuntivo dell anno oggetto di programmazione, le seguenti principali attività: 1) la verifica del conseguimento degli obiettivi operativi e individuali assegnati ai Direttori di Servizio; 2) la valutazione del conseguimento degli obiettivi operativi e individuali e la valutazione dei comportamenti organizzativi dei Direttori di Servizio; 3) la verifica del conseguimento degli obiettivi individuali assegnati ai responsabili di ufficio e la raccolta delle valutazioni sui comportamenti organizzativi di tutto il personale; 4) l effettuazione di un audit interno semestrale sul conseguimento degli obiettivi; 5) l approvazione della Relazione sulla performance; 6) valutazione del Direttore Generale; 7) la redazione della Relazione dell OIV sul funzionamento complessivo del sistema di valutazione, trasparenza e integrità dei controlli interni. Pagina 19 di 23
20 Figura 4 - Ciclo della performance: fasi di misurazione e valutazione ID 1 MISURAZIONE E VALUTAZIONE Attività: Verifica conseguimento obiettivi operativi e individuali dei Direttori di Servizio Responsabili: DGE; Direttori di Servizio MODALITÀ OUTPUT DESCRIZIONI TERMINI Nel mese di gennaio DGE invia ai Relazioni dei La Relazione ha ad oggetto il Entro il 28 Direttori di Servizio una richiesta per Direttori di grado di conseguimento febbraio verificare il conseguimento degli Servizio dell obiettivo, la tempistica oltre successivo obiettivi operativi e individuali e ad eventuali elementi di all adozione raccogliere le relazioni e i dati a comprova valutazione nel caso in cui l obiettivo debba essere valutato in termini qualitativi (par. 4.3) e del Piano a ogni ulteriore elemento ritenuto utile per la valutazione I Direttori di Servizio indicati nel Piano della Performance quali referenti per il monitoraggio e la rendicontazione di uno o più obiettivi operativi di tipo trasversale devono redigere la Relazione sul conseguimento di tali obiettivi, con la collaborazione degli uffici che detengono dati e informazioni necessarie alla misurazione. ID 2 MISURAZIONE E VALUTAZIONE Attività: Valutazione conseguimento obiettivi operativi e individuali e valutazione dei comportamenti organizzativi dei Direttori di Servizio Responsabili: DGE MODALITÀ OUTPUT DESCRIZIONI TERMINI Il valutatore (Direttore Generale) esplicita il livello di valutazione dei risultati sulla base della Relazione, e opera la valutazione dei comportamenti, compilando la scheda di valutazione Schede di valutazione degli obiettivi e dei comportamenti organizzativi La scheda di valutazione è riportata nell allegato 3 al presente documento Entro il 31 marzo successivo all adozione del Piano Il valutatore (Direttore Generale) esplicita il livello di valutazione dei risultati e opera la valutazione dei comportamenti. Il valutatore compila quindi le schede di valutazione (modello Allegato 3), articolate: 1) nella parte a), relativa all area di valutazione degli obiettivi/risultati, dove riporta il punteggio assegnato relativo al livello di raggiungimento degli obiettivi operativi trasversali e il punteggio riservato agli obiettivi individuali assegnati al Direttore di Servizio; Pagina 20 di 23
Consorzio per l AREA di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste Il sistema di misurazione e valutazione della performance Edizione 2 26 febbraio 201 Consorzio per l AREA di ricerca scientifica e tecnologica

References: art. 13
 art. 19
 art. 8
 articolo 19
 articolo 11
 art. 9
 art. 5
 art. 9
 art. 9
 art. 5
 art. 9
 art. 5
 art. 11