Source: http://lamulta.it/17-sentenze/505-documento-di-accompagnamento-vitivinicoli.html
Timestamp: 2019-12-05 22:10:21+00:00

Document:
in relazione alla mancata compilazione di apposito formulario per il trasporto di uve da tavola non fresche destinate alla produzione di succo d'uva.
Il Giudice di Pace ebbe ad accogliere l'opposizione ed il Ministero propose appello avanti il Tribunale di Foggia, che, a sua volta, rigettò il gravame confermando la prima decisione.
Osservava il Giudice da uno che le uve da tavola non fresche, comunque, erano da considerarsi frutta e, non già, da classificarsi ai fini del documento di trasporto quale prodotto vitivinicolo, a sensi del regolamento U.E. n° 1493/1999.
Avverso detta decisione ha proposto ricorso per cassazione il Ministero delle Politiche Agricole, articolando tre motivi d'impugnazione.
Non ha resistito il Consorzio KKK benché regolarmente evocato.
Il ricorso proposto dal Ministero impugnante s'appalesa fondato quanto al terzo motivo d'impugnazione ed in tal misura va accolto.
Con il primo mezzo d'impugnazione parte ricorrente deduce violazione o falsa applicazione di norme di diritto, in specie le disposizioni in artt. 112 e 132 cod. proc. civ., poiché il Tribunale ha omesso pronunzia su specifico motivo di gravame, lumeggiante come il primo Giudice avesse implicitamente riconosciuto che l'uva da tavola in questione, poiché non fresca, era da ricondursi al regolamento dei prodotti vitivinicoli, ma, ciò nonostante, accolse la spiegata opposizione.
La doglianza appare priva del requisito della specificità poiché parte ricorrente riporta passi della suo atto d'appello, portanti sua interpretazione della motivazione esposta dal Giudice di Pace, ma non anche riporta i passi di detta motivazione per consentire anche a questa Corte di apprezzarne il significato.
Inoltre è insegnamento consolidato di questa Suprema Corte come non sia obbligo del Giudice esaminare e dar risposta ad ogni argomento proposto dalla parte, purché la motivazione adottata lo superi anche implicitamente.
Nella specie il Tribunale ha puntualmente messo in evidenza come, a sensi del regolamento U.E. 1493/99, l'uva da tavola comunque non rientrava tra i prodotti vitivinicoli, siccome opinato già dal Giudice di Pace.
Con la seconda doglianza elevata il Ministro ricorrente denunzia vizio di nullità della sentenza impugnata per violazione del disposto ex art. 132 cod. proc. civ., in quanto esposta dal Tribunale motivazione apparente con riguardo alla mancata puntuale risposta alle specifiche ragioni di gravame mosse circa la sussistenza della violazione contestata.
Anche tale censura si rivela siccome inammissibile poiché il Giudice foggiano ha puntualmente motivato la sua statuizione, rilevando come il Regolamento U.E. 1493/1999 escludesse dalla sua disciplina proprio le uve da tavola, dunque la motivazione esiste ed il mancato accoglimento del gravame, ex se, non può nemmeno in astratto configurare il vizio denunziato.
Con la terza doglianza, il Ministro rileva violazione delle norme portate in art. 1 d.lgs. 260/00 e normativa U.E. in materia poiché la disciplina evidenziata dai regolamenti europei n° 1493/99 e 884/01 assoggettano comunque le uva da tavola non fresche alla disciplina sui prodotti vitivinicoli e, non già, a quella propria dell'ortofrutta.
L'osservazione critica del Ministero ha fondamento giuridico e va accolta.
Difatti il Tribunale ha risolto la questione mediante l'applicazione della disciplina in Regolamento comunitario n° 1493/99, che in effetti all'art. 42 esenta dalla regolamentazione afferente i prodotti vitivinicoli le uve destinate alla produzione di succo d'uva, come quelle trasportate nella specie.
Tuttavia, come correttamente ricorda il Ministero, la norma applicata dal Giudice d'appello risulta esser stata integrata dal Regolamento comunitario n° 884/2001 proprio sul punto.
La norma in art. 10 detto Reg. espressamente prevede l'utilizzo del documento di trasporto per prodotti vitivinicoli anche in relazione al trasporto di uve da tavola non fresche destinate alla trasformazione in succo d'uva - prodotti diversi da quelli elencati in art. 42 par. 5 Reg. 1493/99 -.
Di conseguenza la sentenza impugnata va cassata e la questione rimessa al Tribunale di Foggia, in persona di diverso Magistrato, che procederà a nuovo esame sulla scorta del principio di diritto sopra indicato.
Il Giudice di rinvio provvederà anche a regolare le spese di questo giudizio di legittimità, ex art. 385 comma 3 cod. proc. civ.
La Corte accoglie il terzo motivo e rigetta gli altri, cassa e rinvia, anche per la disciplina delle spese di questo giudizio di legittimità, al Tribunale di Foggia in persona di diverso Magistrato.

References: sentenza 
 art. 132
 art. 1
 art. 10
 art. 42
 sentenza 
 art. 385