Source: http://www.reumatoide.it/1/legge_104_92_2296531.html
Timestamp: 2018-03-22 06:22:06+00:00

Document:
Normativa parte 1°
INTRODUZIONE: ACCERTAMENTO STATO DI HANDICAP
Secondo la definizione contenuta al 1° comma dell'articolo 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, è portatore di handicap "colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione"
Il 3° comma dello stesso articolo definisce handicap in situazione di gravità quando "la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione"
Per ottenere il riconoscimento dello stato di handicap occorre presentare domanda, su apposito modulo, che si ritira presso l'USL o presso i Patronati, allegando un certificato medico che evidenzi tutte le patologie invalidanti.
La domanda può essere presentata all'Ufficio Protocollo dell'USL o spedita con raccomandata A.R. alla Azienda.
Le visite vengono effettuate presso un ambulatorio dell'USL nel giorno e nell'ora indicati nella lettera di convocazione.
Per documentato impedimento di ordine medico, è possibile richiedere la visita presso il domicilio, presentando un certificato medico attestante l'intrasportabilità del soggetto.
Le Commissioni per l'accertamento dell'handicap sono costituite da:
- un medico legale dipendente o convenzionato dell'USL (con funzioni di Presidente);
- due medici dipendenti o convenzionati dell'USL;
- un medico dipendente o convenzionato dell'USL, esperto nei casi da esaminare.
- un assistente sociale dipendente dell'USL.
L'interessato può farsi assistere a sue spese da un medico di fiducia.
Il certificato di handicap ed il certificato di handicap in situazioni di gravità non devono essere confusi con le normali certificazioni di invalidità civile, invalidità sul lavoro o per servizio, o altre; possono essere rilasciati, dietro richiesta, anche agli invalidi sul lavoro, agli invalidi di guerra o alle vittime civili di guerra.
Il possesso del certificato di handicap, infatti, non da diritto all'erogazione di provvidenze economiche ma è uno dei requisiti per godere di alcune agevolazioni tributarie e fiscali come la detraibilità dei sussidi tecnici e informatici, deducibilità delle spese di assistenza specifica, esenzione dal pagamento del bollo auto se l'handicap è di natura motoria, contributi per la modifica degli strumenti di guida, ecc...).
Il certificato di handicap grave, invece, è uno dei requisiti necessari per accedere alla fruizione dei permessi lavorativi previsti dalla stessa Legge quadro sull'handicap (art. 33).
L'articolo 39 della Legge 23 dicembre 1998, n. 448, prevede che chi già è stato riconosciuto persona con handicap (ai sensi dell'articolo 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104), potrà presentare una autocertificazione attestante le condizioni personali (l'handicap, appunto) richieste per accedere a benefici economici, agevolazioni fiscali, prestazioni sanitarie e altri servizi pubblici. L'autocertificazione può essere molto utile nel caso in cui non si disponga dell'originale del verbale di accertamento dell'handicap o non si intenda richiederne l'autenticazione della copia.
ps Il modulo da compilare è lo stesso della rischiesta dell'accertamento dell'invalità ma bisogna crocettare la dicitura:
persona handicappata- ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104
NORMATIVA COMPLETA LEGGE 104/92
LEGGE 5 febbraio 1992 n. 104 (indice)
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio 1992 n. 39)
Art. 2.( note)
Gli accertamenti relativi alla minorazione, alle difficoltà, alla necessità dell'intervento assistenziale permanente e alla capacità complessiva individuale residua, di cui all'articolo 3, sono effettuati dalle unità sanitarie locali mediante le commissioni mediche di cui all'articolo 1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295, che sono integrate da un operatore sociale e da un esperto nei casi da esaminare, in servizio presso le unità sanitarie locali.
Aggiornamento: Il d.l. 27 agosto 1993, n. 324 nel testo introdotto dalla legge di conversione 27 ottobre 1993, n. 423 ha disposto che "qualora la commissione medica di cui al presente articolo 4 , non si pronunci entro novanta giorni dalla presentazione della domanda, gli accertamenti sono effettuati, in via provvisoria, ai soli fini previsti dall' articolo 33 della stessa legge, da un medico specialista nella patologia denunciata, in servizio presso l'unità sanitaria locale da cui é assistito l'interessato.
L'accertamento provvisorio produce effetto fino all'emissione dell'accertamento definitivo da parte della commissione.
La commissione medica di cui al presente articolo 4 deve pronunciarsi, in ordine agli accertamenti di propria competenza di cui al medesimo articolo 4, entro centottanta giorni dalla data di presentazione della domanda."
Art. 5. ( note)
garantire l'intervento tempestivo dei servizi terapeutici e riabilitativi, che assicuri il recupero consentito dalle conoscenze scientifiche e dalle tecniche attualmente disponibili, il mantenimento della persona handicappata nell'ambiente familiare e sociale, la sua integrazione e partecipazione alla vita sociale;
assicurare nella scelta e nell'attuazione degli interventi sociosanitari la collaborazione della famiglia, della comunità e della persona handicappata, attivandone le potenziali capacità;
promuovere, anche attraverso l'apporto di enti e di associazioni, iniziative permanenti di informazione e di partecipazione della popolazione, per la prevenzione e per la cura degli handicap, la riabilitazione e l'inserimento sociale di chi ne é colpito;
Art. 6.(note)
nel periodo neonatale, gli accertamenti utili alla diagnosi precoce delle malformazioni e l'obbligatorietà del controllo per l'individuazione ed il tempestivo trattamento dell'ipotiroidismo congenito, della fenilchetonuria e della fibrosi cistica. le modalità dei controlli e della loro applicazione sono disciplinate con atti di indirizzo e coordinamento emanati ai sensi dell'articolo 5, primo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833. con tali atti possono essere individuate altre forme di endocrinopatie e di errori congeniti del metabolismo alle quali estendere l'indagine per tutta la popolazione neonatale;
un'attività di prevenzione permanente che tuteli i bambini fin dalla nascita anche mediante il coordinamento con gli operatori degli asili nido, delle scuole materne e dell'obbligo, per accertare l'inesistenza o l'insorgenza di patologie e di cause invalidanti e con controlli sul bambino entro l'ottavo giorno, al trentesimo giorno, entro il sesto ed il nono mese di vita e ogni due anni dal compimento del primo anno di vita. é istituito a tal fine un libretto sanitario personale, con le caratteristiche di cui all'articolo 27 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, su cui sono riportati i risultati dei suddetti controlli ed ogni altra notizia sanitaria utile a stabilire lo stato di salute del bambino;
la fornitura e la riparazione di apparecchiature, attrezzature, protesie sussidi tecnici necessari per il trattamento delle menomazioni.
Art. 9. ( note)
Il servizio di aiuto personale, che può essere istituito dai comuni o dalle unità sanitarie locali nei limiti delle proprie ordinarie risorse di bilancio, é diretto ai cittadini in temporanea o permanente grave limitazione dell'autonomia personale non superabile attraverso la fornitura di sussidi tecnici, informatici, protesi o altre forme di sostegno rivolte a facilitare l'autosufficienza e le possibilità di integrazione dei cittadini stessi, e comprende il servizio di interpretariato per i cittadini non udenti.
Il servizio di aiuto personale é integrato con gli altri servizi sanitari e socio-assistenziali esistenti sul territorio e può avvalersi dell'opera aggiuntiva di:
Art. 10.( Modificato dalla L. n. 162/1998 )
I comuni, anche consorziati tra loro o con le province, le loro unioni, le comunità montane e le unità sanitarie locali, nell'ambito delle competenze in materia di servizi sociali loro attribuite dalla legge 8 giugno 1990, n. 142, possono realizzare con le proprie ordinarie risorse di bilancio, assicurando comunque il diritto alla integrazione sociale e scolastica secondo le modalità stabilite dalla presente legge e nel rispetto delle priorità degli interventi di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184, comunità alloggio e centri socio-riabilitativi per persone con handicap in situazione di gravità.
bis. Gli enti di cui al comma 1 possono organizzare servizi e prestazioni per la tutela e l'integrazione sociale dei soggetti di cui al presente articolo per i quali venga meno il sostegno del nucleo familiare.
Le strutture di cui alla lettera l) e le attività di cui alla lettera m) del comma 1 dell'articolo 8 sono realizzate d'intesa con il gruppo di lavoro per l'integrazione scolastica di cui all'articolo 15 e con gli organi collegiali della scuola.
Gli enti di cui al comma 1 possono contribuire, mediante appositi finanziamenti, previo parere della regione sulla congruità dell'iniziativa rispetto ai programmi regionali, alla realizzazione e al sostegno di comunità-alloggio e centri socio-riabilitativi per persone handicappate in situazione di gravità, promossi da enti, associazioni, fondazioni, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza (ipab), società cooperative e organizzazioni di volontariato iscritte negli albi regionali.
Gli interventi di cui al comma 1 e 3 del presente articolo possono essere realizzati anche mediante le convenzioni di cui all'articolo 38.
Per la collocazione topografica, l'organizzazione e il funzionamento, le comunità-alloggio e i centri socio-riabilitativi devono essere idonei a perseguire una costante socializzazione dei soggetti ospiti, anche mediante iniziative dirette a coinvolgere i servizi pubblici e il volontariato.
L'approvazione dei progetti edilizi presentati da soggetti pubblici o privati concernenti immobili da destinare alle comunità alloggi ed ai centri socio-riabilitativi di cui ai commi 1 e 3, con vincolo di destinazione almeno ventennale all'uso effettivo dell'immobile per gli scopi di cui alla presente legge, ove localizzati in aree vincolate o a diversa specifica destinazione, fatte salve le norme previste dalla legge 29 giugno 1939, n. 1497, e successive modificazioni, e dal decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, costituisce variante del piano regolatore. il venir meno dell'uso effettivo per gli scopi di cui alla presente legge prima del ventesimo anno comporta il ripristino della originaria destinazione urbanistica dell'area.
Art. 11. ( note)
Nei casi in cui vengano concesse le deroghe di cui all'articolo 7 del decreto del ministro della sanità 3 novembre 1989, pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 273 del 22 novembre 1989, ove nel centro di altissima specializzazione estero non sia previsto il ricovero ospedaliero per tutta la durata degli interventi autorizzati, il soggiorno dell'assistito e del suo accompagnatore in alberghi o strutture collegate con il centro é equiparato a tutti gli effetti alla degenza ospedaliera ed é rimborsabile nella misura prevista dalla deroga.
É garantito il diritto all'educazione e all'istruzione della persona handicappata nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie.
Art. 13. ( note)
VI bis. Agli studenti handicappati iscritti all'università no garantiti sussidi tecnici e didattici specifici, realizzati anche attraverso le convenzioni di cui alla lettera b) del comma 1, nonché il supporto di appositi servizi di tutorato specializzato, istituiti dalle università nei limiti del proprio bilancio e delle risorse destinate alla copertura degli oneri di cui al presente comma, nonché ai commi 5 e 5-bis dell'articolo 16.
Art. 14. ( note)
Art. 15. ( note)
5 bis. Le università, con proprie disposizioni, istituiscono un docente delegato dal rettore con funzioni di coordinamento, monitoraggio e supporto di tutte le iniziative concernenti l'integrazione nell'ambito dell'ateneo
Art. 17. ( note)
Le regioni, in attuazione di quanto previsto dagli articoli 3, primo comma, lettere l) e m), e 8, primo comma, lettere g) e h), della legge 21 dicembre 1978, n. 845, realizzano l'inserimento della persona handicappata negli ordinari corsi di formazione professionale dei centri pubblici e privati e garantiscono agli allievi handicappati che non siano in grado di avvalersi dei metodi di apprendimento ordinari l'acquisizione di una qualifica anche mediante attività specifica nell'ambito delle attività del centro di formazione professionale tenendo conto dell'orientamento emerso dai piani educativi individualizzati realizzati durante l'iter scolastico. a tal fine forniscono ai centri i sussidi e le attrezzature necessarie.
I corsi di formazione professionale tengono conto delle diverse capacità ed esigenze della persona handicappata che, di conseguenza, é inserita in classi comuni o in corsi specifici o in corsi prelavorativi.
Agli allievi che abbiano frequentato i corsi di cui al comma 2 é rilasciato un attestato di frequenza utile ai fini della graduatoria per il collocamento obbligatorio nel quadro economico-produttivo territoriale.
Fermo restando quanto previsto in favore delle persone handicappate dalla citata legge n. 845 del 1978, una quota del fondo comune di cui all'articolo 8 della legge 16 maggio 1970, n. 281, é destinata ad iniziative di formazione e di avviamento al lavoro in forme sperimentali, quali tirocini, contratti di formazione, iniziative territoriali di lavoro guidato, corsi prelavorativi, sulla base di criteri e procedure fissati con decreto del ministro del lavoro e della previdenza sociale entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 18. (note)
Requisiti per l'iscrizione all'albo di cui al comma 1, oltre a quelli previsti dalle leggi regionali, sono:
garantire idonei livelli di prestazioni, di qualificazione del personale e di efficienza operativa
L'iscrizione all'albo di cui al comma 1 é condizione necessaria per accedere alle convenzioni di cui all'articolo 38.

References: Art. 2
 articolo 4
 articolo 33
 articolo 4
 articolo 4

Art. 5

Art. 6

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 17

Art. 18