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Timestamp: 2020-08-10 19:22:23+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 29932 del 18/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29932 del 18/11/2019
Cassazione civile sez. VI, 18/11/2019, (ud. 03/07/2019, dep. 18/11/2019), n.29932
sul ricorso 3940-2019 proposto da:
F.V., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA ADRIANA 11,
presso lo studio dell’avvocato UGO GIURATO, che la rappresenta e
avverso il decreto n. 2819/2018 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositato il 16/10/2018;
F.V. propone ricorso articolato in unico motivo per la cassazione del decreto reso dalla Corte d’Appello di Perugia il 16 ottobre 2018. Questo decreto ha condannato il Ministero dell’Economia e delle Finanze all’equa riparazione in favore della ricorrente, pari ad Euro 7.209,00, per la irragionevole durata di un giudizio amministrativo svoltosi davanti al TAR Lazio. La Corte d’Appello di Perugia ha liquidato Euro 485,00 a titolo di compenso professionale.
L’unico motivo di ricorso denuncia la violazione dell’art. 91 c.p.c. e dell’art. 2233 c.c., comma 2, nonchè del D.M. n. 55 del 2014. La ricorrente espone che la liquidazione delle spese processuali operata dalla Corte d’Appello di Perugia sia inferiore ai minimi dettati dal D.M. n. 55 del 2014, Tabella 12 (indicando le singole attività e fasi ed i relativi importi tariffari).
Questa Corte ha già precisato come il procedimento per l’equa riparazione del pregiudizio derivante dalla violazione del termine di ragionevole durata del processo – di cui alla L. n. 89 del 2001 – vada considerato, ai fini della liquidazione dei compensi spettanti all’avvocato, quale procedimento avente natura contenziosa, con la conseguenza che, nel caso in esame, trova applicazione la tabella 12 allegata al D.M. 10 marzo 2014, n. 55 (cfr. Cass. Sez. 2, 10/04/2018, n. 8818; Cass. Sez. 2, 28/02/2018, n. 4689; Cass. Sez. 6 – 2, 14/11/2016, n. 23187; Cass. Sez. 1, 17/10/2008, n. 25352). Peraltro, è stato anche chiarito come, in tema di liquidazione delle spese processuali successiva al D.M. n. 55 del 2014 (che detta i criteri da applicare nel regolare le spese di causa, mentre il D.M. n. 140 del 2012 regola la materia dei compensi tra professionista e cliente: Cass. Sez. 2, 17/01/2018, n. 1018), non sussistendo più il vincolo legale della inderogabilità dei minimi tariffari, i parametri di determinazione del compenso per la prestazione defensionale in giudizio e le soglie numeriche di riferimento costituiscono criteri di orientamento e individuano la misura economica standard del valore della prestazione professionale; pertanto, il giudice è tenuto a specificare i criteri di liquidazione del compenso solo in caso di scostamento apprezzabile dai parametri medi, fermo restando che il superamento dei valori minimi stabiliti in forza delle percentuali di diminuzione incontra il limite dell’art. 2233 c.c., comma 2, il quale preclude di liquidare somme praticamente simboliche, non consone al decoro della professione. La liquidazione disposta dalla Corte di Perugia in complessivi Euro 485,00, opera, invece, senza dare alcuna adeguata motivazione, una globale determinazione dei compensi, in misura notevolmente inferiore a quelli minimi di cui al D.M. 10 marzo 2014, n. 55, tabella 12 allegata, tenuto conto del valore della causa (da Euro 5.200,01 ad Euro 26.000,00), pur applicata la riduzione massima in ragione della speciale semplicità dell’affare D.M. n. 55 del 2014 ex art. 4 (Euro 540,50 per la fase di studio; Euro 438,00 per la fase introduttiva; Euro 526,00 per la fase istruttoria; Euro 910,00 per la fase decisionale) (Cass. Sez. 6 – 3, 15/12/2017, n. 30286; Cass. Sez. 6 – L, 31/01/2017, n. 2386; Cass. Sez. 6 – 1, 16/09/2015, n. 18167).

References: Sentenza 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 art. 4
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez.