Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/massimari/bancario/24-2/Commissioni
Timestamp: 2020-03-29 12:30:26+00:00

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Quanto alle conseguenze, derivanti dalla errata indicazione del T.A.E.G., si rende necessario adottare un’interpretazione quanto più ispirata al principio di effettività della tutela nell’ambito del credito al consumo non differenziando, quanto al regime ed alle conseguenze derivanti dall’inosservanza dei relativi obblighi, tra omessa indicazione del T.A.E.G. ed erronea indicazione dello stesso. (Mario Manzo) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 05 Febbraio 2020. Segue...
Contratti bancari - Anteriori al 22/4/2000 - Anatocismo - Non accettato per iscritto dal cliente - Invalidità - Affermazione
Commissione di massimo scoperto - Ante L.2/2000 - Condizioni di validità - Determinatezza
Usura sopravvenuta - Irrilevanza - Affermazione
Nei contratti stipulati in data anteriore al 22/4/2000, per la legittimità della capitalizzazione degli interessi non è sufficiente la sola pubblicazione nella G.U. della variazione negoziale, ma è indispensabile anche l'accettazione scritta del cliente, trattandosi di condizione peggiorativa del rapporto. Se la banca non prove che il correntista ha accettato per iscritto la variazione negoziale, va rideterminato il saldo senza alcuna capitalizzazione perché la nullità è legata all'applicazione stessa dell'anatocismo.
Le commissioni di massimo scoperto pattuite ante legge 2/2009 si ritengono valide se rispondenti ai criteri di determinatezza e risultano applicate sull'utilizzato e non sull'accordato.
Sono irrilevanti gli interessi usurari sopravvenuti, sia che, regolarmente pattuiti prima della legge 108 del 1996, si siano rivelati usurari perché eccedenti rispetto al tasso soglia, sia che siano stati stipulati successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 31 Luglio 2019. Segue...
Contratti swap – Nozione di commissione implicita – Nullità della commissione implicita e/o margine bancario per violazione dell’art 23 co. 2 tuf – Sussiste – Applicazione di commissioni implicite non negoziate e non trasparenti: contrarietà al dovere di condotta secondo buona fede – Sussiste
Si intende per costo o “commissione implicita” il valore negativo dello swap non par alla apertura e cioè il valore di mercato (mark to market: mtm) negativo per il cliente alla data di firma dello swap, al quale non corrisponde un equivalente premio (up front) e che costituisce una commissione, o margine, per la banca. (Duilio Manella) (riproduzione riservata)
Le parti ben possono pattuire margini o commissioni in favore della Banca, ma devono convenirlo espressamente, perché l’art. 23 2° co. T.U. dichiara nulla ogni pattuizione di rinvio agli usi, con la precisazione che chiamare i “margini” commissioni non sposta i termini del problema, perché non basta che i margini siano usualmente praticati, ma occorre, a norma dell’art. 23 , 2° co. T.U.F., che siano anche espressamente convenuti. (Duilio Manella) (riproduzione riservata)
La banca che applica commissioni ha l’obbligo di comunicarlo al cliente e ciò anche qualora esse siano state convenute; La previsione di commissioni implicite non negoziate, nè comunicate al cliente e prive di trasparenza costituisce dunque condotta contraria al canone di buona fede. (Duilio Manella) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 09 Agosto 2018. Segue...
Conto corrente con apertura di credito - Computo di C.M.S. e valute - Onere della prova a carico della banca in sede di opposizione a decreto Ingiuntivo ed applicazione del criterio del c.d. saldo a zero - Espletamento di C.T.U. contabile con ordinanza istruttoria e relativo quesito
In mancanza di espressa pattuizione, non sono dovute le C.M.S qualora la Banca non fornisca prova in primo grado atta a dimostrare la provenienza del preteso saldo negativo. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 02 Luglio 2018. Segue...
Mutuo fondiario – Estinzione di interessi e commissioni illegittimamente addebitati – Nullità parziale
Nell’ipotesi di contratto di mutuo fondiario stipulato al fine di destinare pressoché integralmente le somme erogate all'estinzione di rapporti di conto corrente bancari, i cui saldi negativi sono frutto della capitalizzazione trimestrale degli interessi addebitati al cliente e dell'applicazione della commissione di massimo scoperto, si configura un collegamento negoziale, in virtù del quale va dichiarata la nullità parziale del primo contratto, operante nella misura in cui le somme concesse a mutuo siano state concretamente destinate all'estinzione dei debiti illegittimi, ferme restando le condizioni del prestito.
[Nel caso di specie, il Tribunale di Pescara ha stabilito che a fronte di una illegittimità parziale del saldo di conto corrente corrisponde una illegittimità parziale del successivo contratto di mutuo con “il riconoscimento del diritto della parte istante a ripetere gli interessi versati sulla somma di € 179.197,25, pari alla differenza tra la somma mutuata (e destinata a coprire quello scoperto illegittimo) e quella che sarebbe stata sufficiente a tale titolo.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 27 Giugno 2018. Segue...
Commissione di massimo scoperto applicata fino all’entrata in vigore dell'art. 2 bis del d.l. n. 185 del 2008 inserito dalla l n. 2 del 2009 - Natura - Norma di interpretazione autentica dell’art. 644, comma 3, c.p.
Con riferimento ai rapporti svoltisi, in tutto o in parte, nel periodo anteriore all'entrata in vigore delle disposizioni di cui all'art. 2 bis d.l. n. 185 del 2008, inserito dalla legge di conversione n. 2 del 2009, ai fini della verifica del superamento del tasso soglia dell'usura presunta come determinato in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, va effettuata la separata comparazione del tasso effettivo globale d'interesse praticato in concreto e della commissione di massimo scoperto (CMS) eventualmente applicata - intesa quale commissione calcolata in misura percentuale sullo scoperto massimo verificatosi nel periodo di riferimento - rispettivamente con il tasso soglia e con la "CMS soglia", calcolata aumentando della metà la percentuale della CMS media indicata nei decreti ministeriali emanati ai sensi dell'art. 2, comma 1, della predetta legge n. 108, compensandosi, poi, l'importo della eventuale eccedenza della CMS in concreto praticata, rispetto a quello della CMS rientrante nella soglia, con il "margine" degli interessi eventualmente residuo, pari alla differenza tra l'importo degli stessi rientrante nella soglia di legge e quello degli interessi in concreto praticati. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Giugno 2018, n. 16303. Segue...
(Nel caso di specie, alla luce della rideterminazione giudiziale del saldo nel rapporto dare/avere tra le parti, pari non ad € 103.449,67 ma ad un saldo a favore del correntista di € 1.454,13, veniva disposto il ripristino dell’affidamento bancario nei limiti di € 100.000,00 e liquidato il danno da illegittima segnalazione nella misura di € 5.000,00 oltre interessi legali dal deposito della sentenza all’attualità). (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata) Tribunale Paola, 10 Febbraio 2018. Segue...
Mutuo e finanziamento - Commissione di estinzione - Verifica del tasso soglia - Rilevanza - Limiti
E' irrilevante la commissione di estinzione anticipata del mutuo ai fini della verifica dell'osservanza del tasso soglia, quando la stessa è prevista per la sola ipotesi della restituzione anticipata della somma mutuata e non per qualunque forma di risoluzione. (Nicola Lanzolla) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 02 Gennaio 2018. Segue...
Stante il principio nomofilattico sancito da Cass. civ. Sez. III, Sent., 07-03-2017, n. 5609, Pres. Vivaldi, Rel. D’Arrigo, per il quale “la mancanza di forma scritta per il contratto di apertura del conto corrente n. OMISSIS) dovrebbe comportare la nullità dell’intero rapporto ai sensi dell’art. 117, commi 1 e 3, T.U.B. con conseguenti obblighi restitutori di tutti gli interessi percepiti”, nell’ipotesi in cui in l’attore correntista eccepisca la mancanza della forma scritta del contratto di conto corrente e la banca convenuta non dimostri il contrario a mezzo deposito dei contratti in giudizio, il CTU deve procedere al ricalcolo del saldo del conto corrente espungendo ogni onere economico a titolo di anatocismo, interessi a debito, spese, CMS, commissioni di affidamento e tenuta conto comunque denominate, intra fido ed extra fido, antergazione e postergazione valute, senza applicazione, in luogo dei tassi debitori convenzionali, di alcun tasso debitore, neanche quello legale”. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 22 Novembre 2017. Segue...
Non può neppure obiettarsi che non essendo stata la CMS compresa nel calcolo del TEGM sino al 2009 si raffronterebbero categorie non omogenee, posto che l’art.644 co.5 c.p. ha carattere di onnicomprensività e nega, quindi, i principi di omogeneità e simmetria del TEGM e del TEG. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 21 Novembre 2017. Segue...
Usura – Commissione di massimo scoperto – Rilevanza per il calcolo del tasso usurario – Applicazione in data anteriore all’entrata in vigore dell’art. 2-bis, comma 2, legge n. 2 del 2009 – Questione di massima di particolare importanza – Rimessione al Primo Presidente per l’eventuale rimessione alle Sezioni Unite Civili
La prima sezione della Corte di cassazione ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale rimessione alle Sezioni Unite Civili la questione di massima di particolare importanza, sulla quale vi sono orientamenti contrastanti, della rilevanza usuraria della commissione di massimo scoperto: se cioè la commissione in esame debba essere inclusa nella formula per il calcolo del TEG anche per il periodo anteriore al gennaio 2010, ai sensi dell’art. 2-bis, comma 2, della legge n. 2 del 2009. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Giugno 2017, n. 15188. Segue...
Contratto di c.c. – D.M. rilevazione tassi usura – Usura e istruzioni della Banca d’Italia
È da considerarsi lecita e validamente pattuita la commissione di massimo scoperto, quando è individuata in maniera determinata nelle pattuizioni negoziali che legano la banca al correntista. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 20 Maggio 2017. Segue...
In definitiva, va riconfermato l’orientamento in tema di rilevanza della Commissione di massimo scoperto ai fini della verifica del superamento della soglia di usura. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 10 Maggio 2017. Segue...
La delibera CICR 2000 non chiede, né per vero potrebbe farlo, che la misura del tasso attivo sia corrispondente ad una certa soglia. Tale elemento è rimesso alla volontà delle parti. In realtà, la pattuizione sarebbe rispettosa della delibera CICR anche se nel contratto fosse pattuito un interesse attivo pari allo 0%. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 10 Maggio 2017. Segue...
Commissione di massimo scoperto – Esclusione dal TEGM
La commissione di massimo scoperto non va computata quale onere del credito per i periodi in cui i decreti ministeriali non l'hanno inclusa ai fini della individuazione del TEGM. Tale soluzione interpretativa deriva dall'esigenza di comparare entità omogenee in quanto la c.m.s. svolge una funzione diversa rispetto alla pattuizione di interessi ed ha un peculiare meccanismo di calcolo basato, a differenza del calcolo degli interessi, sul picco di utilizzo per un certo periodo di giorni con l'applicazione di un certo tasso di interesse. Vi è inoltre una difficoltà logica nell'ammettere la sommatoria della c.m.s. agli altri oneri del credito con riferimento a momenti in cui il TEGM rilevato dalla Banca d'Italia non comprendeva la c.m.s. (in altri termini, non appare logico che si includa la c.m.s. nel tasso applicato nel singolo contratto, quando invece nel tasso mediamente rilevato la medesima, pur essendo applicata abitualmente, era certamente esclusa). (Maria Genovese) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 10 Febbraio 2017. Segue...
Commissione di Massimo Scoperto – Indeterminatezza – Nullità – Sussiste – Violazione dei requisiti ex L.2/2009 – Nullità – Sussiste – Inclusione nel computo di TEG e TEGM – Affermazione
L’esclusione della Commissione di Massimo Scoperto dal TEG era imposta dalla normativa secondaria, che però va dichiarata in contrasto con la fonte primaria in materia e cioè l’art.644, IV comma, c.p.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 31 Gennaio 2017. Segue...
Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione relativa alla mancata contestazione degli estratti conto periodici - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali con rinvio al c.d. “uso piazza” - Computare delle C.M.S. in mancanza di espressa pattuizione - Condanna della banca alle restituzione delle somme illegittimamente trattenute
In tema di rapporto di conto corrente bancario la mancata tempestiva contestazione dell’estratto conto da parte del correntista nel termine previsto dall’art. 1832 c.c. rende inoppugnabili gli accrediti e gli addebiti solo sotto il profilo meramente contabile, ma non preclude la contestazione della validità e dell’efficacia dei rapporti obbligatori da cui derivano - In mancanza di espressa e corretta pattuizione degli interessi ultralegali, non sono dovuti gli interessi con rinvio al c.d. “uso piazza” e non sono dovuti neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale - In mancanza di espressa pattuizione non sono dovute neanche le C.M.S - Ai fini del calcolo del TEG si deve computare l’incidenza delle C.M.S. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 26 Gennaio 2017. Segue...
Procedimento per dichiarazione di fallimento - Provvedimenti cautelari o conservativi - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità
Il CTU ha rilevato la pattuizione ed applicazione di interessi usurai in entrambi i rapporti di conto corrente ed in applicazione dell’art. 1815, secondo comma, del Cod. Civ., ha ricalcolato il saldo dei conti eliminando tutti gli interessi. (Lorenzo Buldrini) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 18 Gennaio 2017. Segue...
Nessun istituto di credito nei suoi vertici può legittimamente affermare di non avere compreso il chiaro disposto della norma e la difformità applicativa; applicare tassi e commissioni tali da sfiorare o superare i tassi soglia è dunque stata “un’attività pericolosa” liberamente scelta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05 Gennaio 2017. Segue...
Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Mancanza di indicazione ad opera della Banca dei pagamenti con funzione solutoria - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali con rinvio al c.d. “uso piazza” - C.M.S. e le spese in mancanza di espressa pattuizione - CTU contabile - Utilizzabile in mancanza dell’intera serie storica degli estratti conto
In tema di rapporto di conto corrente bancario in punto di prescrizione e di distinzione tra atti di pagamento ed atti ripristinatori della provvista, la Banca è tenuta ad assolvere l'onere di indicare i singoli pagamenti che rispondono alla diversa funzione solutoria e di dimostrare tale funzione in concreto; da ciò ne consegue che l'eccezione di prescrizione avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata, poiché la domanda è stata proposta ben prima della scadenza del termine decennale decorrente dall'estinzione del rapporto. In mancanza di espressa e corretta pattuizione degli interessi ultralegali, non sono dovuti gli interessi con rinvio al c.d. “uso piazza” e non sono dovuti neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale; non sono dovute neanche le c.m.s. e le spese se non pattuite e ben determinate - Ai fini della domanda di restituzione delle somme indebitamente versate a titolo di interessi ultralegali, anatocistici, c.ms. e spese, il correntista che agisce in giudizio deve produrre il contratto di conto corrente e gli estratti conto relativi a tutto il rapporto e, nel caso in cui non provveda in tal ultimo senso, la ricostruzione del rapporto di dare / avere sarà circoscritta al periodo in relazione al quale risultano prodotti gli estratti e per cui è senz’altro utilizzabile la CTU contabile in cui si è correttamente proceduto nell’analisi contabile per blocchi ed in relazione ai soli periodi documentati . (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Macerata, 02 Novembre 2016. Segue...
Contratti bancari – Commissione di Istruttoria Veloce – In misura non commisurata ai costi – Nullità della clausola – Sussiste
La commisurazione delle Commissioni di Istruttoria Veloce ai costi della commissione è un requisito previsto dalla legge a pena di nullità della clausola che le prevede. Rappresenta un’eccezione rispetto ai principi del diritto civile che la congruità del contenuto economico di una clausola diventi un requisito della sua validità, eccezione voluta dalla legge in un settore nel quale si ravvisano particolari “esigenze di tutela del cliente”. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 26 Ottobre 2016. Segue...
Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione relativa alla mancata contestazione degli estratti conto periodici - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali con rinvio al c.d. “uso piazza” - C.M.S. su valute - Onere della prova a carico della banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo ed applicazione del criterio del c.d. saldo a zero - Rigetto dell'appello avanzato dalla Banca
In tema di rapporto di conto corrente bancario la mancata tempestiva contestazione dell’estratto conto da parte del correntista nel termine previsto dall’art. 1832 c.c. rende inoppugnabili gli accrediti e gli addebiti solo sotto il profilo meramente contabile, ma non preclude la contestazione della validità e dell’efficacia dei rapporti obbligatori da cui derivano - In mancanza di espressa e corretta pattuizione degli interessi ultralegali, non sono dovuti gli interessi con rinvio al c.d. “uso piazza” e non sono dovuti neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale - In mancanza di espressa pattuizione non sono dovute neanche le C.M.S e le valute - Ai fini del calcolo del TEG si deve computare l’incidenza delle C.M.S. - Qualora la Banca non fornisca prova in primo grado atta a dimostrare la provenienza del saldo negativo, il saldo iniziale deve essere considerato pari a zero. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 02 Agosto 2016. Segue...
Solo con l'entrata in vigore della legge di conversione n. 2 del 2009 la commissione di massimo scoperto (ma solo a far data dal 1° gennaio 2010) "entra", quale possibile addendo, nel calcolo attraverso cui si computa il costo del credito e, quindi, si opera la rilevazione del tasso effettivo globale medio; e solo da tale momento l'onere qui oggetto di studio è suscettivo di concorrere al superamento delle soglie d'usura di cui alla legge n. 108 del 1996. Tribunale Teramo, 26 Luglio 2016. Segue...
Commissione di massimo scoperto - Rapporti bancari esauritisi prima del 1 gennaio 2010 - Legittimità - Ricostruzione del tasso-soglia usurario - Valutazione del giudice
La commissione di massimo scoperto, applicata fino all’entrata in vigore dell’art. 2-bis d.l. n. 185 del 2008, deve ritenersi in thesi legittima, almeno fino al termine del periodo transitorio fissato al 31 dicembre 2009, posto che i decreti ministeriali che hanno rilevato il TEGM – dal 1997 al dicembre del 2009 – sulla base delle istruzioni diramate dalla Banca d’Italia, non ne hanno tenuto conto al fine di determinare il tasso soglia usurario, dato atto che ciò è avvenuto solo dal 1 gennaio 2010, nelle rilevazioni trimestrali del TEGM; ne consegue che l’art. 2-bis del d.l. n. 185 del 2008, introdotto con la legge di conversione n. 2 del 2009, non è norma di interpretazione autentica dell’art. 644, co. 3, cod. pen., bensì disposizione con portata innovativa dell’ordinamento, intervenuta a modificare – per il futuro – la complessa disciplina anche regolamentare (richiamata dall’art. 644, co. 4, cod. pen.) tesa a stabilire il limite oltre il quale gli interessi sono presuntivamente sempre usurari, derivandone che per i rapporti bancari esauritisi prima del 1 gennaio 2010, allo scopo di valutare il superamento del tasso soglia nel periodo rilevante, non debba tenersi conto delle CMS applicate dalla banca ed invece essendo tenuto il giudice a procedere ad un apprezzamento nel medesimo contesto di elementi omogenei della rimunerazione bancaria, al fine di pervenire alla ricostruzione del tasso-soglia usurario. (Edoardo Staunovo-Polacco) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Giugno 2016. Segue...
Commissione di massimo scoperto - Censura di legittimità sotto il profilo della mancanza di causa
L’art. 2-bis della legge n. 2/2009, disciplinando la materia delle commissioni di massimo scoperto, pure omettendo ogni definizione più puntuale delle stesse, ha effettuato una ricognizione dell’esistente con l’effetto sostanziale di sancire definitivamente la legittimità di siffatto onere e, per tale via, di sottrarla alle censure di legittimità sotto il profilo della mancanza di causa. (Edoardo Staunovo-Polacco) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Giugno 2016. Segue...
Conto corrente - Violazioni di norme imperative - Nullità - Contestazione del titolo posto a fondamento della richiesta - Elementi già acquisiti al giudizio - Rilevabilità in ogni stato e grado del giudizio
Se, per effetto dell’applicazione di commissioni e interessi illegittimi (in quanto usurari e/o anatocistici), la correntista viene segnalata in Centrale Rischi, la Banca è tenuta al risarcimento del danno non patrimoniale derivante da tale illegittima segnalazione. Sussiste infatti il nesso causale tra le difficoltà finanziarie incontrate nel proprio esercizio di impresa dalla società e le condotte tenute dalla Banca, che – pur avendo la società una posizione creditoria e non debitoria – ha segnalato la medesima in centrale rischi e applicato interessi usurari. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Marzo 2016. Segue...
È equo riconoscere alla società correntista, per il ristoro del danno non patrimoniale, una somma pari al doppio delle somme illegittimamente addebitate alla medesima. E ciò, in quanto la condotta della Banca comporta per la correntista l’impossibilità economica di operare sul mercato, avendo ogni impresa, per produrre reddito, la necessità di ricorrere al mercato del credito; per contro, la segnalazione in Centrale Rischi in quanto tale, nonché la revoca degli affidamenti presso gli altri istituiti che ne deriva, impediscono l’espansione commerciale e produttiva della società, impedendole di utilizzare il credito bancario per la propria attività d’impresa. La Banca è tenuta, altresì, a risarcire il danno non patrimoniale cagionato ai garanti della società, in una misura che tenga conto del fatto che il loro coinvolgimento nella vicenda è più limitato e circoscritto alla segnalazione illegittima in Centrale Rischi. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Marzo 2016. Segue...
Ai fini della verifica dell’usurarietà del tasso applicato nei singoli trimestri, l’unico metodo di calcolo corretto è quello che fa inclusione di tutti i costi e le spese, commissione di massimo scoperto compresa, a prescindere da quello che dica la Banca d’Italia. La stessa infatti, dopo la nota sentenza della Cassazione Penale del 2009, ha prontamente incluso la commissione nel calcolo del tasso almeno fino a quando la legge 2/2009 non ha radicalmente mutato la natura e la struttura della commissione di massimo scoperto. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Marzo 2016. Segue...
Se il rapporto di conto corrente è stato acceso in data anteriore alla delibera CICR 2000, qualsiasi pattuizione relativa all’applicazione di interessi anatocistici, seppure previsti a condizione di reciprocità, è illegittima; per l’effetto, il saldo del conto corrente va ricalcolato escludendo gli addebiti per interessi anatocistici. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Marzo 2016. Segue...
Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Nel calcolo del T.E.G. ai fini della rilevazione del tasso soglia d’usura si deve computare sempre la c.m.s. - Condanna della banca anche al pagamento delle spese di C.T.U.
In tema di rapporto di conto corrente bancario ed in punto di calcolo del T.E.G. si deve sempre computare l’incidenza delle c.m.s. ai fini della determinazione del tasso usurario; in considerazione degli esiti della C.T.U, le relative spese vengono integralmente poste a carico della banca. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 04 Gennaio 2016. Segue...
Conto corrente bancario - Ripetizione degli addebiti illegittimi - Prescrizione dell'azione - Natura solutoria delle rimesse - Individuazione - Modalità - "Normalità" della natura solutoria - Esclusione - Onere della prova della natura solutoria delle rimesse - Onere a carico della parte che deduca la sussistenza dell'apertura di credito
L'onere della prova della natura solutoria delle rimesse incombe sulla parte che deduca (e dimostri) la sussistenza dell'apertura di credito, in base alla regola generale per la quale chi intende far valere l'esistenza di un contratto al fine di trarre le conseguenze a sé favorevoli e di poter paralizzare la eccezione di prescrizione di controparte, è tenuto a fornire la prova del fatto costitutivo della pretesa laddove, diversamente opinando, verrebbe posto a carico della banca l'onere di fornire la prova di un fatto negativo consistente nell'assenza della stipulazione di un contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 23 Dicembre 2015. Segue...
Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Nel calcolo del T.E.G.M. ai fini della rilevazione del tasso soglia d’usura si deve computare sempre anche la c.m.s. - Condanna della banca anche al pagamento delle spese di CTP (consulenza tecnica di parte) documentate dall’attrice
In tema di rapporto di conto corrente bancario in punto di calcolo del T.E.G.M. si deve sempre computare l’incidenza delle c.m.s.; le spese anche di CTP seguono la soccombenza. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 01 Dicembre 2015. Segue...
Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Mancanza di indicazione ad opera della Banca dei pagamenti con funzione solutoria - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali con rinvio al cd. “uso piazza” - Non si deve computare la C.M.S. in mancanza di espressa pattuizione - Condanna della banca alle restituzione delle somme illegittimamente trattenute
In tema di rapporto di conto corrente bancario in punto di prescrizione e di distinzione tra atti di pagamento ed atti ripristinatori della provvista, la Banca è tenuta ad assolvere l'onere di indicare i singoli pagamenti che rispondono alla diversa funzione solutoria e di dimostrare tale funzione in concreto; da ciò ne consegue che l'eccezione di prescrizione avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata, poiché la domanda è stata proposta ben prima della scadenza del termine decennale decorrente dall'estinzione del rapporto. In mancanza di espressa e corretta pattuizione degli interessi ultralegali, non sono dovuti gli interessi con rinvio al cd. “uso piazza” e non sono dovuti neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale e le C.M.S. non sono dovute. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Ascoli Piceno, 05 Novembre 2015. Segue...
Il finanziamento concesso per ripianare una pregressa esposizione di conto corrente non è di per sé privo di causa, tenuto conto che: 1) il contratto di mutuo è un contratto a causa tipica; 2) nel nostro ordinamento, il difetto di causa negoziale si traduce nell'assenza di una funzione concreta del negozio, tale da rendere ingiustificata l'operazione economica sottesa al contratto, e, a differenza del tipo negoziale (che opera principalmente sul fronte della configurabilità dell'operazione quindi della tipicità della figura negoziale), la causa (‘concreta’) opera prevalentemente sul piano della atipicità e pone essenzialmente problemi di liceità dell'interesse concretamente perseguito dalle parti; 3) sul piano della cd. ‘causa concreta’, cioè della finalità concretamente impressa dalle parti all’operazione economica, il mutuo stipulato per estinguere una preesistente scopertura di conto corrente realizza un operazione di consolidamento del debito a breve con un debito a medio o lungo termine, cioè una sorta di ristrutturazione del debito, cosicchè la causa di ‘finanziamento’ dell’erogazione - ferma restando la traditio rei per il perfezionamento del contratto reale di mutuo - si rinviene nella dilazione del pagamento dovuto, che, anche al di fuori della tipicità causale, realizza una operazione comunque diretta a realizzare interessi meritevoli di tutela per l’ordinamento giuridico ex art. 1322 cod.civ.. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 27 Ottobre 2015. Segue...
Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Illegittimità interessi ultralegali, C.M.S. ed altri oneri con rinvio al paramento cd. “uso piazza” - Illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi - Condanna della banca alle restituzione delle somme illegittimamente trattenute
In tema di rapporto bancario di conto corrente, in mancanza di espressa e corretta pattuizione, non sono dovuti gli interessi ultralegali con rinvio al cd. “uso piazza”, le C.M.S. e neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale, sia prima che dopo il 2000 in assenza di espressa pattuizione e pari periodicità. In punto di prescrizione l'eccezione avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata perché la prescrizione è stata interrotta ben prima della scadenza del termine decennale decorrente dall'estinzione del rapporto. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 16 Ottobre 2015. Segue...
Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali con rinvio al cd. “uso piazza” - Illegittimità delle c.m.s. - Condanna della banca alle restituzione delle somme illegittimamente trattenute
In tema di rapporto di conto corrente bancario l'eccezione di prescrizione avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata perché la domanda è stata proposta ben prima della scadenza del termine decennale decorrente dall'estinzione del rapporto. In mancanza di espressa e corretta pattuizione degli interessi ultralegali, non sono dovuti gli interessi con rinvio al cd. “uso piazza” e non sono dovuti neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale, sia prima che dopo il 2000. Non sono dovute le c.m.s. in assenza di espressa percentuale, basi di calcolo, criteri e periodicità di addebito. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Urbino, 04 Agosto 2015. Segue...
Ne consegue che la mancanza di scrittura di affidamento di per sé non esclude, avuto riguardo alla concreta erogazione dell’affidamento da parte della banca, che il rapporto vada ricondotto ad un’apertura di credito in conto corrente. (Mirko Parentini) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 21 Febbraio 2015. Segue...
Conto corrente – Saldo zero – Valuta – Interessi – Anatocismo – Vicinanza della prova
Conto corrente – Saldo zero – Valuta data di regolamento – Indeterminatezza
Nel contratto di conto corrente, le valute vanno prese in considerazione dalla c.d. data contabile, attesa l’illegittimità del riferimento contrattuale alla «valuta data di regolamento» per estrema genericità e, dunque, per indeterminatezza dell’oggetto (nella specie, si trattava di conto corrente stipulato nel 1992). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 18 Novembre 2014. Segue...
Conto corrente – Indebiti pagamenti anatocistici – Azione di ripetizione del cliente – Eccezione di prescrizione della banca – Carattere solutorio dei pagamenti – Onere della prova – A carico della banca
Nel sollevare l’eccezione di prescrizione in comparsa di costituzione la banca nulla ha dedotto in ordine alla natura solutoria o ripristinatoria dei singoli versamenti di cui è stata chiesta la restituzione, cosicché l’eccezione è stata formulata in modo generica e pertanto inammissibile. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 11 Settembre 2014. Segue...
Conto corrente – Ripetizione di pagamenti indebiti – Prescrizione – Decorrenza – Distribuzione dell’onere della prova
Nell’ambito dell’azione di ripetizione del cliente di indebiti pagamenti fatti alla banca, la tesi di Cass. SS.UU. n. 24418/2010 (che distingue il correre della prescrizione a seconda si tratti di rimessa intrafido o extrafido, per quest’ultima eventualità muovendo la stessa dal versamento e non dalla chiusura del conto) non comporta necessariamente che la banca debba provare la natura solutoria di ogni rimessa. La tesi sostenuta da Cass. 26 febbario 2014, n. 4518 non può essere condivisa perché basata su una presunzione non provata e perché impone alla banca una prova negativa. Pertanto, si deve ritenere che la “banca adempie al proprio onere di prova dell’eccezione allegando e deducendo il decorso del termine decennale” dalla rimessa, spettando invece al correntista l’onere di provare il carattere ripristinatorio della stessa. (riproduzione riservata). Tribunale Mantova, 11 Giugno 2014. Segue...
Conto corrente – Azione di ripetizione di indebito – Onere della prova – Mancata produzione documenti contrattuali ed estratti conto – Ordine di esibizione – Appello – Inammissibilità ex art. 348-bis c.p.c.
Finanziamento – Nullità del contratto per mancanza di forma scritta – Restituzione – Del capitale – Secondo la periodicità fissata nel contratto nullo – Degli interessi – Interessi legali semplici – Esclusione di ogni altro onere
In caso di nullità del contratto di finanziamento (nella specie utilizzabile solo mediante l’impiego di carta di credito revolving) per mancato rispetto della necessaria forma scritta ex art. 117 TUB, il cliente deve restituire la somma capitale, maggiorata dai soli interessi legali semplici, con esclusione di ogni altro onere e carico economico. Per il termine di restituzione della somma così dovuta dal cliente la norma dell’art. 1183, comma 1 secondo periodo c.c., abilita il giudicante a tenere ferme le scadenze fissate nel contratto pur nullo. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 26 Maggio 2014, n. 3429. Segue...
Conto corrente – Sconfinamenti – CIV – Legittimità – Risarcimento
Conto corrente – Sconfinamenti – CIV – Onere della prova
L’onere di dimostrare di avere compiuto una corrispondente istruttoria veloce di fido per ogni singola applicazione della relativa commissione grava sulla banca che, a seguito di sconfinamenti, addebiti al cliente commissioni di istruttoria. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 16 Maggio 2014, n. 3260. Segue...
Prescrizione della domanda di ripetizione di pagamenti indebiti nei rapporti bancari – Prova dell’esistenza di un’apertura di credito – Proponibilità dell’azione di ripetizione solo successivamente alla chiusura del conto – Decorrenza della prescrizione dalla chiusura del conto corrente
Presenza costante di saldi passivi negli estratti conto di conto corrente bancario – Addebiti per spese di gestione fido – Prova della sussistenza di un contratto di apertura di credito – Esclusione
Circa l’operatività della prescrizione della domanda di ripetizione dei pagamenti indebiti nei rapporti bancari, se viene dedotto e provato che il conto corrente è assistito da apertura di credito, i versamenti eseguiti non costituiscono pagamento se non al momento della chiusura del rapporto, quando il correntista restituisce alla Banca gli importi utilizzati, per cui l'eventuale azione di ripetizione d'indebito può essere esercitata solo in un momento successivo alla chiusura del conto, e solo da quel momento comincerà a decorrere il relativo termine di prescrizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Nei rapporti bancari, se la banca eccepisce la prescrizione della domanda di ripetizione di indebito e il correntista a sua volta eccepisce la sussistenza tra le parti di un contratto di apertura di credito ma la prova circa l’esistenza dei contratto di apertura di credito non è fornita, i versamenti effettuati da parte del correntista nel corso del rapporto non possono che essere considerati pagamenti, con conseguente decorrenza del termine prescrizionale dell’azione di ripetizione di indebito dalla data delle singole operazioni. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Con il contratto di conto corrente la Banca si impegna unicamente ad offrire al cliente un servizio di cassa nell'utilizzo della provvista propria del cliente, ovvero a provvedere per conto del medesimo a pagamenti e riscossioni, e non a mettere disposizione denaro in favore del correntista. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Se il conto corrente è a debito e non è assistito da apertura di credito la natura ripristinatoria della provvista deve di regola essere esclusa, stante l'obbligo di restituzione di quanto utilizzato che fa capo al correntista. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
La prova circa la sussistenza di un’apertura di credito incombe, per regola generale (art.2697 c.c.), su chi intende far valere l’esistenza di tale contratto, al fine di trarne le conseguenze a sé favorevoli e paralizzare così l’eccezione di prescrizione svolta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Al fine di valutare la natura solutoria o ripristinatoria delle rimesse in conto corrente non costituisce prova della sussistenza di un’apertura di credito la presenza costante di saldi passivi negli estratti conto o la presenza di addebiti in conto per spese di gestione fido, non consentendo tali elementi di valutare l’ammontare e l’epoca degli affidamenti, in maniera tale da accertare se i versamenti siano stati effettuati su conto passivo o su conto scoperto, in quanto recante un passivo tale da risultare comunque eccedente i limiti dell’affidamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 03 Maggio 2014. Segue...
Azione di classe – Contratti con i consumatori – Contratti bancari – Conti correnti non affidati – Commissione per scoperto di conto – Nullità – Sussistenza
E’ nulla la “Commissione per scoperto di conto” inserita in contratti di conto corrente privi di affidamento dopo l’entrata in vigore dell’art. 2-bis del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito nella L. 28 gennaio 2009, n. 2, in quanto tale norma, per il caso di conti non affidati, prescrive la nullità in ogni caso della commissione di massimo scoperto ed il divieto assoluto per la banca di prevedere una remunerazione ulteriore rispetto alla previsione degli interessi. (Nel caso di specie, il Tribunale ha pronunziato la nullità della “Commissione per scoperto di conto” all’esito di un’azione di classe ai sensi dell’art. 140-bis del Codice del consumo). (Fabrizio de Francesco) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 10 Aprile 2014. Segue...
La portata della legge n. 2/2009 si risolve nella mera conferma della «disciplina vigente» e cioè nel richiamo dell’art. 644 c.p. e non delle circolari della Banca d’Italia, che sono pacificamente sprovviste di portata normativa. Il tenore dell’art. 2-bis di detta legge, in particolare, ha mera valenza chiarificatrice di un dato che era già contenuto nella legge sull’usura, quale quello della determinazione del costo del denaro con riferimento a tutte le remunerazioni caricate, commissione di massimo scoperto compresa. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Appello Cagliari, 31 Marzo 2014. Segue...
L’obbligo decennale di conservazione delle scritture contabili (art. 2220 c.c.) non è sufficiente, nei rapporti bancari in conto corrente, a sottrarre la banca dall’onere della prova piena del credito vantato anche per il periodo ulteriore. L’obbligo di tenuta, in particolare, risulta volto ad assicurare una più penetrante tutela dei terzi estranei all’attività imprenditoriale. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 07 Marzo 2014. Segue...
Ripetizione degli importi illegittimamente addebitati sul conto - Prescrizione - Decorrenza - Onere della prova della funzione dei singoli versamenti.
Conto corrente bancario - Ripetizione di somme indebitamente versate per interessi anatocistici o usurari, per commissioni e spese - Onere della prova a carico del correntista che agisce in giudizio - Produzione del contratto di conto corrente e degli estratti conto - Necessità
Nel caso in cui sia il correntista ad agire in giudizio per la ripetizione delle somme indebitamente versate alla banca a titolo di interessi anatocistici o usurari, oltre che di commissioni e spese asseritamente non dovute, incombe sul correntista stesso, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 2697 c.c., l’onere di allegare i fatti posti a base della domanda, vale a dire di dimostrare l’esistenza di specifiche poste passive del conto corrente oggetto di causa, rispetto alle quali l’addebito di somme non dovute avrebbe determinato i maggiori esborsi, onere che deve essere assolto mediante la produzione del contratto di conto corrente e degli estratti conto relativi a tutto il rapporto contrattuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 13 Febbraio 2014. Segue...
Contratti bancari – Anatocismo – Rispetto delle condizioni previste dalla delibera CICR 9 febbraio 2000 – Necessità – Onere della prova – Per intero a carico della banca.
Usura – Commissione di massimo scoperto – Rilevanza – Diversa determinazione della Banca d’Italia (per il periodo anteriore al gennaio 2010) – Irrilevanza.
La commissione di massimo scoperto deve essere tenuta in considerazione quale fattore potenzialmente produttivo di usura, essendo rilevante ai fini della determinazione del tasso usurario tutti gli oneri che il cliente sopporta in relazione all’utilizzo del credito e ciò indipendentemente dalle Istruzioni della Banca d’Italia nelle quali si prevede che la commissione di massimo scoperto non debba essere valutata ai fini della determinazione del tasso effettivo globale, traducendosi questa interpretazione in un aggiramento della norma penale che impone alla legge di stabilire il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci e Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Gennaio 2014. Segue...
Contratti bancari – Stipulati anche prima del 1992 – Uso piazza – Nullità ex art. 1346 c.c. – Commissione di massimo scoperto – Rapportata all’uso piazza – Nullità.
Anche prima dell’entrata in vigore della legge sulla trasparenza (n. 154/1992), il rinvio contrattuale all’«uso piazza» risultava nullo per indeterminatezza ex art. 1346 c.c. Perciò, è senz’altro nulla la pattuizione di massimo scoperto, quale che sia il tempo in cui sia stata stipulata, che rapporta la misura della sua applicazione alle «condizioni generalmente applicate su piazza nel periodo». (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 2013, n. 27118. Segue...
Ricorso per decreto ingiuntivo – Certificazione ex art. 50 TUB – Ammissibilità.
Ius variandi – Modifica unilaterale delle condizioni previste nei contratti – Sottoscrizione della relativa clausola ex art. 117 c. 5 d.legisl. 385/93 e comunicazione delle variazioni ai sensi dell’art. 118 c. 1 d.legisl. 385/93 – Ammissibilità.
L’attuale comma 2 dell’art. 118 TUB, sostituito dall’art. 4 del decr. Legisl. 13.8.2010 n. 141, con la decorrenza indicata al comma 2 dell’art. 6 decr. Legisl. citato, in attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, prevede ora che “qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula: “proposta di modifica unilaterale del contratto” con preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente. Nei rapporti al portatore la comunicazione è effettuata secondo le modalità stabilite dal CICR. La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate.” (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 22 Ottobre 2013. Segue...
Contratti bancari – Commissione di massimo scoperto – Commissione di affidamento e commissione di istruttoria veloce – Transito dal vecchio al nuovo regime di legge – Periodo dall’1 luglio al 30 settembre 2012 – Applicazione della precedente e difforme commissione – Esclusione.
Nel trimestre 1 luglio 2012 – 30 settembre 2012, in cui era consentito alla banche adeguare le commissioni in essere al disposto del nuovo art. 117-bis TUB, le stesse non avevano la possibilità di continuare ad applicare le precedenti e difformi commissioni, in quanto queste risultavano ormai affette dal vizio di nullità. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 06 Settembre 2013, n. 4597. Segue...
Usura – Istruzioni della Banca d’Italia – Forza di legge – Esclusione.
Usura – Voci del carico economico – Polizza assicurativa a garanzia del mutuo – Inerenza.
Ai fini del riscontro de carattere usurario delle operazioni di mutuo, la polizza assicurativa finalizzata alla garanzia di rimborso del debito va senz’altro conteggiata nell’ambito dei costi rilevanti, posto che trattasi di voce di remunerazione (sia pure solo indiretta) per il mutuante. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Appello Milano, 22 Agosto 2013. Segue...
Finanziamento – Usura – Voci rilevanti ai fini del riscontro di usurarietà – Polizza assicurativa – Facoltativa, ma contestuale al finanziamento – Rilevanza.
La determinazione del tasso ai fini dell’indagine sull’usura deve essere condotta tenendo conto di commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese (escluse quelle per imposte e tasse) collegate all’erogazione del credito, ai sensi dell’art. 644, comma 4, c.p. Tra tali spese rientrano anche le polizze assicurative poste a garanzia del bene al cui acquisto il credito è finalizzato, ancorché non obbligatorie, ove siano contestuali alla concessione del finanziamento. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 26 Luglio 2013, n. 4183. Segue...
Contratti Bancari – Apertura di credito in conto corrente – Deposito di C.T.U. contabile – Istanza ex art. 186quater c.p.c. – Ammissibilità.
E’ ammissibile, a seguito del deposito di CTU contabile che individua il dare/avere tra le parti in causa, la proposizione di istanza ex art. 186 quarter c.p.c. per conto della parte a favore della quale è stato accertato il credito. (Andrea Massa) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 16 Luglio 2013. Segue...
Contratti Bancari – Apertura di credito in conto corrente – C.M.S. – applicazione sull’entità del fido utilizzato – Nullità per assenza di giustificazione causale.
Quando la Banca applica la commissione di massimo scoperto in caso di concreto utilizzo dell’apertura di credito, la stessa risulta essere priva di una giustificazione causale, in quanto il corrispettivo della messa a disposizione del cliente di una certa somma è rappresentato dai soli interessi corrispettivi applicati, che dovranno essere calcolati, nella misura convenuta, sulla somma concretamente utilizzata e per tutto il periodo di tempo in cui la somma è stata utilizzata. (Andrea Massa) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 16 Luglio 2013. Segue...
Contratti Bancari – Apertura di credito in conto corrente – Ripetizione dell’indebito – Interessi – Decorrenza dalla messa in mora – Maggior danno ex art. 1224.2.
Commissione di affidamento e di sconfinamento – Applicazione.
Anche prima dell’entrata in vigore delle norme che nell’attuale danno corpo all’art. 117-bis TUB era illecito il comportamento della banca che, a seguito di un utilizzo del fido in eccesso rispetto al limite accordato, applicava il tasso maggiorato non sulla sola somma eccedente il fido, bensì sull’intero ammontare del prestito accordato. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 05 Aprile 2013, n. 1858. Segue...
Conto corrente bancario – Nullità di clausole relative all’apertura di credito – Ripetizione di somme indebitamente versate – Onere della prova a carico del correntista – Costante variazione del tasso – Prova indiretta del rinvio al cosiddetto uso piazza – Eventuale pattuizione scritta del primo tasso di interesse – Mancanza di pattuizione per le variazioni successive.
Se è vero che dove sia il correntista ad agire per la ripetizione di somme indebitamente versate per effetto della nullità di alcune clausole che accedono all’apertura di credito sul conto corrente su di lui grava l’onere di provare, ai sensi dell’articolo 2697 c.c., il fondamento della domanda e quindi la ricorrenza della asserita nullità ovvero la mancata pattuizione per iscritto del tasso d’interesse passivo ultralegale e delle forme di remunerazione aggiuntiva di credito elargito dalla banca, è anche vero che, qualora dagli estratti conto prodotti emerga che il tasso praticato dalla banca abbia subito costantemente variazioni nel corso del rapporto, può ritenersi raggiunta la prova che al momento della stipula del contratto fosse stato fatto un rinvio al cosiddetto uso piazza. Inoltre, anche a voler considerare che il tasso ultralegale sia stato pattuito per iscritto ai sensi dell’articolo 1284 c.c., la circostanza che nel corso del rapporto sia variato costantemente comporta che il primo tasso pattuito non fosse più vincolante per le parti, con la conseguenza che l’onere di dimostrare la pattuizione scritta della modifica contrattuale del tasso originariamente pattuito per iscritto o per il periodo successivo all’entrata in vigore del testo unico bancario finisce con il gravare sulla banca creditrice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 11 Marzo 2013. Segue...
Ripetizione dell’indebito – Prescrizione – Dies a quo – Onere della prova.
Il termine di prescrizione dell’azione di ripetizione dell’indebito relativo a rimesse extrafido (e dunque di natura solutoria) è decennale e decorre dal momento in cui si sono verificati i pagamenti. È onere della banca, che eccepisce l’intervenuta prescrizione di detta azione di ripetizione, dimostrare il carattere solutorio (e non meramente ripristinatorio) dei versamenti eseguiti dal correntista. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 01 Marzo 2013. Segue...
Usura – Qualificazione dell’operazione – Ai fini dell’individuazione del TEGM effettivamente applicabile – Principio della prevalenza della sostanza sulla forma – Applicazione.
La qualificazione dell’operazione in concreto posta in essere dalle parti, ai fini dell’individuazione del TEGM applicabile alla fattispecie, va condotta sulla base della regola della «prevalenza della sostanza sulla forma» (nella specie, il Collegio ha ritenuto di qualificare come «anticipazione su crediti» un’operazione che la banca aveva denominato come «apertura di credito»). (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 12 Febbraio 2013, n. 804. Segue...
Usura - Determinazione della soglia - Modalità - Utilizzo delle rilevazioni trimestrali della Banca d'Italia sino all'adozione del regolamento di cui all'art. 2 bis della legge 28 gennaio 2009.
La determinazione della soglia dell'usura soggiace alle metodiche di rilevazione fissate dai decreti ministeriali recettivi delle rilevazioni trimestrali della Banca d'Italia e ciò fino a quando la rilevazione del tasso effettivo globale medio non seguirà le nuove disposizioni onnicomprensive di cui al secondo comma dell'articolo 2 bis della legge 28 gennaio 2009, n. 2. Da ciò consegue che il dovere di conformarsi, nel calcolo dei tassi, al criterio cd. “all inclusive” di cui alla legge 7 marzo 1996, n. 108, è operante esclusivamente per il periodo successivo alla adozione del regolamento di cui al citato articolo 2 bis. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 19 Novembre 2012. Segue...
Contratto bancario – Commissione di massimo scoperto – Ipotesi – Giustificazione causale – Condizioni – Insussistenza.
La commissione di massimo scoperto è priva di idonea giustificazione causale quando viene calcolata sul massimo importo utilizzato dal correntista sia intra che extra fido, poiché non vi è l’applicazione di una fattispecie concreta. Lo stesso è da dirsi anche quando la detta commissione viene applicata sulla parte di fido accordata ma non utilizzata, come tale non coperta dalla rimuneratività degli interessi. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 01 Ottobre 2012. Segue...
Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Estinzione anticipata – Oneri economici – Commissioni – Trasparenza bancaria – Formulazione non trasparente delle clausole relative alle commissioni – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza.
Quando il testo contrattuale, in violazione del principio di trasparenza, preveda delle commissioni costruite senza specificazione delle voci che le concorrono a formare, di modo che non sia possibile ricostruire quale parte delle stesse sia soggetta a maturazione nel corso del tempo, il cliente ha diritto a un rimborso delle stesse parametrato alla durata residua del finanziamento, come se si trattasse di commissioni recurring. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 21 Settembre 2012. Segue...
C.M.S. – Tasso – Soglia – Inclusione.
La C.M.S. incide direttamente sul costo effettivo del credito erogato e deve, pertanto, rientrare nel calcolo del TEG, da raffrontare con il c.d. ”tasso soglia”, oltre il quale il tasso si configura come usurario. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 09 Agosto 2012. Segue...
Azione collettiva risarcitoria - Reclamo alla corte d'appello - Oggetto del gravame - Motivi di impugnazione - Esclusione - Richiesta di revisione in toto del provvedimento.
Non solo la introduzione nei contratti di conto corrente della clausola (asseritamente illegittima) che prevede la cd. “commissione per mancanza fondi" (clausola che impone un versamento, a carico del cliente, con periodicità trimestrale, per l’ipotesi in cui il conto corrente, non affidato, presenti un’esposizione debitoria), ma anche la richiesta di esecuzione di tale clausola e l’effettiva esazione possono risultare condotte contrastanti con il principio di buona fede nell’esecuzione del contratto e configurare illeciti contrattuali. Ne consegue che l’azione di classe è esperibile, ove la riscossione della commissione sia successiva al 15 agosto 2009, data di entrata in vigore del codice del consumo (ex art. 49 co. 2 legge n. 99/2009). (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 29 Giugno 2012. Segue...
Rilevanza della commissione di massimo scoperto ai fini del calcolo del tasso effettivo globale medio praticato (TEG) - Sussistenza.
In tema di usura, ai fini della valutazione dell’eventuale carattere usurario del tasso effettivo globale medio (TEG) praticato da un istituto di credito deve tenersi conto anche della commissione di massimo scoperto praticata sulle operazioni di finanziamento per le quali l’utilizzo del credito avviene in modo variabile. Il chiaro tenore letterale dell’art. 644 c.p. (secondo il quale per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito) impone di considerare rilevanti, ai fini della determinazione della fattispecie di usura, tutti gli oneri che un utente sopporti in connessione con il suo uso del credito. Tra essi rientra indubbiamente la commissione di massimo scoperto, trattandosi di un costo legato all’erogazione del credito, che ricorre tutte le volte in cui il cliente utilizza concretamente lo scoperto di conto corrente, e funge da corrispettivo per l’onere, a cui l’intermediario finanziario si sottopone, di procurarsi la necessaria provvista di liquidità e tenerla a disposizione del cliente. (Francesco Petrucco Toffolo) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 07 Marzo 2012. Segue...
Comparabilità del TEG comprensivo di CMS con il TEGM rilevato dalla Banca d’Italia senza CMS - Sussistenza.
L’ammontare della c.m.s., che – prima del d.l. 29 novembre 2008, n. 185 (art. 2 bis, comma 1) convertito nella legge 28.1.2009 n. 2 - non trova(va) spazio nel TEGM pubblicato nei decreti ministeriali, deve (doveva) necessariamente essere ricompreso nel margine di scostamento concesso al TEG praticato dall’intermediario rispetto al TEGM calcolato dalla Banca d’Italia: rilevato il valore medio di mercato del costo del credito, ogni incremento di costo, quale che sia la natura o il titolo a cui viene imputato, deve, pena l’emergere di un profilo patologico in termini di usurarietà, essere compreso nel margine del 50% stabilito dalla legge; appare conseguente e coerente: a) che, nella rilevazione operata dalla Banca d’Italia la stessa non fosse ricompresa nel calcolo del TEGM; b) che, al contrario, la c.m.s. applicata sia ricompresa nello specifico calcolo del TEG da porre a confronto con la soglia d’usura. (Francesco Petrucco Toffolo) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 07 Marzo 2012. Segue...
Oneri economici – Commissioni – Commissione massimo scoperto – Commissione di mancanza fondi – Nullità della clausola – Class action – Non manifesta infondatezza.
Non è manifestamente infondata la domanda presentata da un’Associazione di consumatori ai sensi dell’art. 140-bis codice del consumo di nullità della clausola istitutiva della commissione di «mancanza di fondi». (Studio Legale Dolmetta, Salomone, Schilirò - Aldo Angelo Dolmetta) Tribunale Napoli, 09 Dicembre 2011. Segue...
Jus variandi – Giustificato motivo – «Effetti prodotti dall’attuale crisi economica e finanziaria» – Insufficienza.
Commissione disponibilità fondi – Commissione di massimo scoperto – Coesistenza – Inammissibilità.
Il contratto di apertura di credito non può prevedere l’applicazione cumulativa della commissione per la messa a disposizione fondi e della commissione di massimo scoperto perché, ai sensi di legge, la prima delle due commissioni deve essere «onnicomprensiva». (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 09 Novembre 2011, n. 2419. Segue...
Commissione di massimo scoperto - Elemento retributivo aggiuntivo rispetto agli interessi - Fonte legale - Esclusione - Specifica pattuizione scritta - Necessità.
La commissione di massimo scoperto rappresenta per la banca un elemento retributivo, aggiuntivo rispetto agli interessi praticati, che non ha fonte legale e che richiede pertanto una specifica pattuizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 20 Giugno 2011. Segue...
Commissione di massimo scoperto - Contenuto della clausola - Indicazione della sola misura percentuale - Omessa indicazione di parametri essenziali - Indeterminatezza dell'oggetto - Nullità.
È nulla per indeterminatezza dell'oggetto la clausola che prevede la commissione di massimo scoperto indicandone semplicemente la misura percentuale e non specificando se per massimo scoperto debba intendersi il debito massimo raggiunto anche in un solo giorno o piuttosto quello che si prolunga per un certo periodo di tempo o, ancora, se il relativo importo vada calcolato sul complesso dei prelievi effettuati dal correntista. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 10 Giugno 2011. Segue...
Commissioni di massimo scoperto – Natura e funzioni – Inesistenza di una fattispecie univoca ed unitaria – Conseguenze in tema di validità della pattuizione – Determinatezza o determinabilità – Condizioni – Fattispecie.
La c.m.s. è stata diversamente definita o individuata – limitandosi alle due accezioni principali e più diffuse – come il corrispettivo per la semplice messa a disposizione da parte della banca di una somma, a prescindere dal suo concreto utilizzo, oppure come la remunerazione per il rischio cui la banca è sottoposta nel concedere al correntista affidato l’utilizzo di una determinata somma, a volta oltre il limite dello stesso affidamento. Il termine commissione di massimo scoperto non è quindi riconducibile ad un’unica fattispecie giuridica, sicché l’onere di determinatezza della previsione contrattuale delle c.m.s. deve essere valutato con particolare rigore, dovendosi esigere, se non una sua definizione contrattuale, per lo meno la specifica indicazione di tutti gli elementi che concorrono a determinarla (percentuale, base di calcolo, criteri e periodicità di addebito), in assenza dei quali non può nemmeno ravvisarsi un vero e proprio accordo delle parti su tale pattuizione accessoria, non potendosi ritenere che il cliente abbia potuto prestare un consenso consapevole, rendendosi conto dell’effettivo contenuto giuridico della clausola e, soprattutto, del suo “peso” economico; in mancanza di ciò l’addebito delle commissioni di massimo scoperto si traduce in una imposizione unilaterale della banca che non trova legittimazione in una valida pattuizione consensuale. È nulla, per violazione degli artt. 1346 c.c. e 117, comma 4° TUB, la pattuizione di commissioni di massimo scoperto che, senza alcuna indicazione di tale onere nelle condizioni generali di contratto rechi l’indicazione, nel solo foglio allegato, contenente la specificazione numerica delle condizioni economiche, della voce “commissioni di massimo scoperto”, seguita dall’indicazione numerica 0,750 (senza ulteriori indicazioni sul periodo temporale di riferimento) e dalla voce “per scopertura di conto non autorizzata” non essendo possibile in nessun modo, in base a questi elementi, cogliere i tratti essenziali dell’onere imposto dalla banca. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 12 Aprile 2011. Segue...
Oneri economici – Commissione – Commissione trimestrale di disponibilità fondi – Necessaria predeterminazione – Insiffucienza – Nullità.
Nella specie, la clausola si limitava a discorrere – per la base di calcolo – di un non meglio identificato «fido di conto corrente medio ponderato»: dove, nota l’Arbitro, prima di ogni altra cosa rimaneva oscuro (ovvero lasciato alle successive decisioni della banca) il "come della ponderazione". (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 17 Febbraio 2011, n. 317. Segue...
Oneri economici – Commissioni – Commissione sull’affidamento (CAF) – Validità.
Oneri economici – Commissioni – Commissione «mancafondi» – Invalidità.
E’ valida la commissione sull’affidamento in quanto è commisurata sull’ammontare del fido accordato, è calcolata su base trimestrale nella misura dello 0,5%, è predeterminata in contratto. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 14 Gennaio 2011, n. 108. Segue...
Usura – Commissione di massimo scoperto per fatto in toto anteriore alla legge 28 gennaio 2009, n. 2 – Esclusione.
Nella normativa anteriore alla legge 28 gennaio 2009, n. 2 la commissione di massimo scoperto rimaneva estranea alla definizione delle fattispecie usurarie: le «istruzioni della Banca d’Italia erano chiare nell’affermare che non dovevano essere conteggiate». La contraria soluzione adottata dalla Corte di Cassazione «non è condivisibile» perché «si basa su di un assunto indimostrato». (Studio Dolmetta, Salomone, Schilirò – Daniela Maddalone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 24 Novembre 2010, n. 1363. Segue...
Finanziamento contro cessione del quinto – Rinnovi – Divieto avanti il decorso dei 2/5 della durata – Violazione – Commissioni di rinnovo – Riduzione ad equità.
L’art. 39 d.p.r. n. 180/1950 vieta il rinnovo di finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione prima che siano decorsi i due quinti della durata degli stessi fissata per legge. Le ragioni di questo divieto vanno individuate nell’intento di impedire i troppo ravvicinati caricamenti delle commissioni intermediatizie. In caso di violazione del divieto, le commissioni concretamente imputate dall’intermediario in sede di sostanziali rinnovi di finanziamenti in essere debbono essere opportunamente ridotte e il loro ammontare rideterminato in via equitativa. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Antonio Cacciato) (riproduzione riservata) ABF Milano, 18 Novembre 2010, n. 1328. Segue...
Conto corrente – Commissione «utilizzo extrafido» – Prevista non nelle condizioni generali di contratto – Ma solo nel documento di sintesi – Con indicazione solo generica – Deficit di chiarezza informativa e trasparenza – Onerosità dell’onere praticato rispetto alla modestia dello sconfinamento – Non debenza.
Una commissione «utilizzo extrafido», prevista non dalle condizioni generali di contratto, ma solo nel documento di sintesi e in termini generici (limitate all’entità del peso, senza specifica previsione dei presupposti e delle modalità di applicazione) comporta un sicuro deficit di chiarezza informativa e trasparenza. Considerata anche l’elevatezza del peso economico imposto rispetto alla modestia dello sconfinamento, la somma addebitata dalla banca non è dovuta. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 15 Novembre 2010, n. 1316. Segue...
Surroga ex art. legge 40/2007 – Gratuità dell’attività di esercizio della relativa facoltà – Estinzione del vecchio mutuo a mezzo assegno circolare – Caricamento di «commissione cambio assegno circolare» – Illegittimità – Attività della banca sostituita per cancellare l’ipoteca – Presentazione di istanze errate, ritardi e mancata informazione al cliente – Negligenza – Responsabilità.
Posta la necessario gratuità delle attività di esercizio della surroga di cui alla legge n. 40/1007, è illegittimo l’addebito di una commissione «cambio assegno circolare» da parte della banca surrogata, che venga soddisfatta a mezzo di assegno circolare. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Francesca Conte) (riproduzione riservata) ABF Roma, 12 Novembre 2010, n. 1309. Segue...
Commissione disponibilità fondi – Ambiguità della formulazione della clausola – Inammissibuilità ex legge 28 gennaio 2009, n. 2.
Non è idonea a superare il vaglio dell’art. 2-bis della legge n. 2/2009 la clausola che, nel prevedere una commissione disponibilità fondi, non chiarisca se la stessa sia o meno onnicomprensiva, né altresì faccia comprendere se venga parametrata sugli utilizzi ovvero sugli affidamenti concessi. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 01 Ottobre 2010. Segue...
Commissione di massimo scoperto – Definizione – Corrispettivo per compensare l’intermediario della disponibilità delle somme – Nozione accolta dalla Banca d’Italia.
Ai fini della definizione della commissione di massimo scoperto si potrà, sia pur in via di prima approssimazione, fare riferimento alla nozione accolta dalla Banca d'Italia nelle Istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull'usura - Aggiornamento febbraio 2006 (§.C5, Gazz.Uff. serie generale n. 74, 29 marzo 2006), secondo le quali la C.M.S. "nella tecnica bancaria viene definita come il corrispettivo pagato dal cliente per compensare l'intermediario dell'onere di dover essere sempre in grado di fronteggiare una rapida espansione nell'utilizzo dello scoperto di conto. Tale compenso ...viene applicato allorché il saldo del cliente risulti a debito per oltre un determinato numero di giorni - viene calcolato sullo scoperto massimo verificatosi nel periodo di riferimento". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27 Maggio 2010. Segue...
Commissione di massimo scoperto – Esamine di nuove fattispecie – Commissione di scoperto di conto – Tasso debitore di utilizzo oltre fido – Legittimità.
Non rientra nell’ambito della commissione di massimo scoperto la cd. “commissione di scoperto di conto” applicata nella misura di una cifra determinata per ogni giorno in cui sul conto si sia determinato un saldo debitore e per una frazione determinata di tale saldo debitore, con indicazione dell’importo massimo addebitabile per trimestre. Allo stesso modo, non rientra nella nozione di commissione di massimo scoperto il cd. “tasso debitore di utilizzo oltre fido” da applicarsi ai conti non affidati nell’ipotesi in cui sul conto corrente sul quale è concessa l’apertura di credito si determina un saldo debitore superiore all’importo dell’apertura di credito stessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27 Maggio 2010. Segue...
Jus variandi ex art. 118 TUB – Clausola nuova – Esclusione.
Il potere di modifica unilaterale del contratto riconosciuto dall’art. 118 TUB, in quanto eccezione alla regola generale della immodificabilità del contratto senza il consenso di entrambe le parti, deve intendersi limitato alla possibilità di modificare clausole e condizioni - sia di carattere economico che di natura normativa - già esistenti, senza potersi spingere al punto di introdurre clausole nuove. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Carlo De Sanctis) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 28 Aprile 2010, n. 300. Segue...
Ius variandi - Oggetto - Clausole regolamentari - Inclusione.
Il ius variandi ex art. 118 T.U.B. può riguardare sia le condizioni economiche del contratto sia quelle regolamentari. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 02 Aprile 2010. Segue...
Ius variandi - Introduzione di clausole nuove - Esclusione.
Il ius variandi ex art. 118 T.U.B. è utilizzabile solo per le modifiche di una clausola preesistente, non anche per l’introduzione di una nuova clausola. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 02 Aprile 2010. Segue...
Apertura di credito - Art. 2-bis d. l. n. 185/’08 - «Adeguamento» dei contratti pendenti - Introduzione di una commissione sull’affidamento (in sostituzione di una c.m.s.) - Esclusione.
L’art. 2-bis d.l. n. 185/’08 (conv. in l. n. 2/’09) non consente alla banca di introdurre una commissione sull’affidamento nelle aperture di credito pendenti, neppure nel caso in cui queste prevedessero c.m.s. nulle in forza di detta norma. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 02 Aprile 2010. Segue...
Usura – Determinazione del tasso usurario – Rilevanza di tutti gli oneri connessi all’uso del credito – Commissione di massimo scoperto – Inclusione – Rilevanza.
Il chiaro tenore letterale del comma 4 dell’art. 644, codice penale (secondo il quale per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione di credito), impone di considerare rilevanti, ai fini della determinazione della fattispecie di usura, tutti gli oneri che un utente sopporti in connessione con il suo uso del credito. Tra essi rientra indubbiamente la commissione di massimo scoperto, trattandosi di un costo indiscutibilmente collegato all’erogazione del credito, giacchè ricorre tutte le volte in cui il cliente utilizza concretamente lo scoperto di conto corrente e funge da corrispettivo per l’onere, al quale l’intermediario finanziario di sottopone, di procurarsi la necessaria provvista di liquidità e tenerla a disposizione del cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 26 Marzo 2010, n. 12028. Segue...
Commissione di massimo scoperto – Legge n. 2/2009 – Commissione di messa a disposizione fondi – Calcolo posticipato – Nullità – Mancata previsione del termine di durata del patto – Nullità.
Non rispetta l’art. 2-bis della legga n. 2/2009 la commissione di messa a disposizione fondi la cui clausola istitutiva preveda, per le determinazione del corrispettivo, un meccanismo di calcolo posticipato (e quindi risulti non determinabile ex ante) e che, per di più, non faccia alcuna menzione dell’arco temporale della sua applicazione. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Antonio Cacciato) (riproduzione riservata) ABF Milano, 26 Marzo 2010, n. 172. Segue...
Commissione di massimo scoperto – Definizione contrattuale – Indicazione del contenuto e dell’ammontare – Necessità.
Poiché la remunerazione dell’utilizzo della somma messa a disposizione dalla banca consiste negli interessi corrispettivi da computarsi nella misura concordata sulla somma concretamente utilizzata, deve essere ritenuta nulla la pretesa di pagamento della commissione di massimo scoperto ove il contratto che la prevede non ne enunci il contenuto e l’ammontare, di guisa che il cliente non sia in grado di calcolarla ex ante e neppure di ricostruirla ex post e si trovi da essa onerato quale ulteriore voce di addebito che confluisce sul conto e si moltiplica ulteriormente per effetto di ulteriori oneri. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 23 Marzo 2010. Segue...
Commissione di massimo scoperto – Nullità per mancanza di causa – Sussistenza.
La commissione di massimo scoperto anche ove effettivamente pattuita deve considerarsi nulla per mancanza di causa. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 21 Gennaio 2010. Segue...
Commissione di massimo scoperto – Natura di interesse – Presenza di apertura di credito – Distinzione.
La commissione di massimo scoperto assume natura di interesse nel caso in cui il conto non sia abbinato ad una apertura di credito, in presenza della quale detta commissione assume invece natura di accessorio, che si aggiunge agli interessi passivi e ripete dai medesimi la natura; in questa seconda ipotesi, potrà essere dichiarata la nullità della clausola che la determina ove faccia riferimento in modo generico alle condizioni usualmente praticate sul mercato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 18 Gennaio 2010. Segue...
Conto corrente bancario – Commissione di massimo scoperto – Incremento del tasso passivo – Nullità.
La commissione di massimo scoperto poiché si concretizza in un incremento non pattuito del tasso di interesse effettivamente applicato, deve essere considerata nulla. (Cecilia Ruggeri) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 06 Ottobre 2009. Segue...
Commissione di massimo scoperto – Omessa indicazione dei criteri di calcolo – Impossibilità di determinarne l'ammontare – Mancanza di un elemento essenziale – Nullità.
La clausola che preveda l'applicazione di commissioni di massimo scoperto che non ne indichi l'ammontare e che non contenga l'indicazione di un elemento di calcolo essenziale per determinare l'importo dovuto per tale titolo deve ritenersi nulla a i sensi del combinato disposto degli articoli 1418, 1419 e il 1346, codice civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 23 Luglio 2009. Segue...
Commissione di massimi scoperto – Natura e definizione – Riferimento allo scoperto di conto – Liceità della causa – Sussistenza – Determinatezza o determinabilità dell’oggetto – Necessità – Estensione al credito affidato o utilizzato – Esplicita pattuizione – Necessità.
La “commissione di massimo scoperto”, così denominata e senz’altra specificazione, per la cui definizione è possibile fare riferimento alle “Istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura”, emesse dalla Banca d’Italia, può ritenersi sorretta da causa lecita solo in relazione allo scoperto di conto. Pertanto, non sussistendo, entro il limite del fido, per definizione, uno “scoperto” e potendo riconoscere validità alle clausole contrattuali che prevedano “commissioni di massimo scoperto”, solo se costituenti corrispettivo per l’utilizzo, da parte del cliente, di importi superiori al credito a sua disposizione, deve concludersi per l’illegittimità, in quanto priva di causa, della clausola contrattuale che ponga a carico del cliente il pagamento di una somma da calcolarsi, a tale titolo, anche su importi entro il limite del fido. Qualora la banca ritenga di dover richiedere una commissione anche per il credito affidato o per il credito utilizzato, la relativa pattuizione dovrà essere esplicita in tal senso, dimostrativa della causa giuridica che la sorregge, ed il relativo importo dovrà aggiungersi agli interessi pattuiti nel “costo” del finanziamento concesso. Vale, poi, anche per la commissione di massimo scoperto la questione della determinatezza o determinabilità dell’oggetto, per cui in assenza di univoci criteri di determinazione del suo importo, la relativa pattuizione va ritenuta nulla, con diritto del correntista alla ripetizione di quanto indebitamente versato. La nullità della commissione di massimo scoperto, per assenza di una sua causa giustificatrice, è rilevabile anche d'ufficio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 17 Febbraio 2009. Segue...
Commissione di massimo scoperto – Funzione – Clausola di determinazione – Necessità – Omissione – Nullità.
La commissione di massimo scoperto non costituisce una componente degli interessi od una modalità di calcolo degli stessi, essa è, infatti, destinata ad operare su un piano diverso ed a remunerare una diversa prestazione della banca consistente nell’integrale ed immediata messa a disposizione dei fondi di cui all’apertura di credito a semplice richiesta del cliente. Tale commissione deve però essere determinata o almeno determinabile al momento in cui il contratto è stato concluso, per cui in mancanza dell’accordo che consenta tale determinazione, la clausola relativa alla commissione in parola deve considerarsi nulla, con la conseguenza che nulla sarà dovuto alla banca per tale titolo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 02 Febbraio 2009. Segue...
Commissione di massimo scoperto – Applicazione sull’entità massima dell’importo utilizzato – Approvazione scritta – Necessità.
La commissione di massimo scoperto applicata sull’entità massima dell’importo utilizzato si risolve di fatto in un onere aggiuntivo a quanto dovuto dal cliente a titolo di interessi passivi, onere che, in mancanza di specifica pattuizione scritta che ne contenga l’esatta determinazione, è nullo ex artt. 1284, comma 2, e 1418, comma 2, cod. civ.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Tortona, 19 Maggio 2008. Segue...
Conto corrente bancario – Commissione di massimo scoperto calcolata come percentuale sul saldo debitore – Natura interesse anatocistico – Nullità.
Ha sostanzialmente la stessa natura giuridica degli interessi bancari – ed pertanto illegittima la sua applicazione trimestrale - la commissione di massimo scoperto calcolata come percentuale sul massimo saldo debitore accumulato per trimestre o frazione di trimestre. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 18 Febbraio 2008. Segue...
Quesito al CTU – Anatocismo – Superamento del tasso soglia – CMS – Rideterminazione del debito del correntista sulla scorta dell’interesse legale.
Tribunale Napoli, 05 Febbraio 2008. Segue...
Anatocismo – Commissione di massimo scoperto – Aumento del tasso effettivo applicato – Nullità – Sussistenza.
Il fatto che la commissione di massimo scoperto venga di volta in volta determinata in termini percentuali facendo riferimento alle somme effettivamente utilizzate dal cliente nell’ambito del fido a lui concesso, ovvero secondo una modalità di determinazione del tutto coincidente con quella propria degli interessi, comporta un ulteriore aumento del costo effettivo del credito e quindi del tasso di interesse effettivamente applicato, con la conseguenza che la pattuizione della relativa clausola dovrà essere ritenuta nulla per mancanza di causa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Giugno 2007. Segue...
Anatocismo – Legittimità della clausola di capitalizzazione degli interessi – Deroga al divieto di anatocismo – Specialità della normativa.
Commissione di massimo scoperto – Applicabilità agli importi utilizzati entro il limite del fido – Illegittimità.
Non sussistendo, entro il limite del fido, per definizione, uno “scoperto” e potendo riconoscersi validità alle clausole contrattuali che prevedano “commissioni di massimo scoperto”, solo se costituenti corrispettivo per l’utilizzo, da parte del cliente, di importi superiori al credito a sua disposizione, deve concludersi per l’illegittimità della clausola contrattuale che ponga a carico del cliente il pagamento di una somma, a tale titolo, da calcolarsi anche su importi entro il limite del fido, in quanto priva di causa. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 21 Aprile 2007. Segue...
Anatocismo - Nullità delle clausole di capitalizzazione degli interessi non approvate dal cliente - Ricostruzione del saldo in sede di C.T.U. - Applicazione della capitalizzazione annuale - Commissione di massimo scoperto - Comunicazione al cliente delle variazioni sfavorevoli del tasso - Necessità.
In mancanza di una clausola di capitalizzazione specificamente approvata dal cliente, non è ammissibile alcuna capitalizzazione degli interessi debitori, per cui in sede di consulenza tecnica deve essere operata una nuova ricostruzione del rapporto bancario depurato di ogni e qualsiasi forma di capitalizzazione degli interessi debitori nonché della commissione di massimo scoperto ove la misura ed il calcolo della stessa non siano stati espressamente e compiutamente convenuti. In caso di variazione del tasso di interesse debitore in senso sfavorevole al cliente deve essere applicato quello originariamente convenuto se non sia stata documentata la comunicazione prevista dall'art. 6 della legge 154/1992 e dall'art. 118 d. lgs. n. 385/1993. Tribunale Benevento, 13 Febbraio 2007. Segue...
Anatocismo – Commissione di massimo scoperto – Quesito al C.T.U..
Tribunale Mondovì, 30 Gennaio 2007. Segue...
Anatocismo – Quesito al CTU – Commissione di massimo scoperto – Esistenza di contratto di fido con relativo tasso debitore – Criterio sostitutivo ante e post L. n. 154/1992.
Tribunale Lecce, 10 Marzo 2006. Segue...
Anatocismo – Illegittimità – Uso normativo – Insussistenza.
Commissione di massimo scoperto – Non computabilità.
Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 07 Gennaio 2005. Segue...

References: sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 1322
 Cass. 
 Cass. 
 art. 348
 art. 117
 art. 1346
 art. 1346
 art. 50
 art. 117
 art. 117
 art. 186
 art. 186
 art. 1224
 articolo 2
 art. 49
 art. 118
 art. 118
 art. 118
 Art. 2