Source: https://hearthaware.wordpress.com/2013/03/09/anatocismo-bancario-e-massimo-scoperto-da-oggi-sono-rimborsabili/
Timestamp: 2016-02-10 06:30:10+00:00

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Anatocismo bancario e massimo scoperto da oggi sono rimborsabili | Hearthaware
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Anatocismo bancario e massimo scoperto da oggi sono rimborsabili	Se la giustizia ordinaria è ancora ben lontana dal sanzionare l’illegittimità degli interessi bancari, non lo è più nel sanzionare la pratica ancora più scoretta dell’anatocismo, cioè degli interessi calcolati sugli interessi. Questo articolo, firmato dall’Avv. Floriana Baldino, citando la recente storica giurisprudenza, spiega perchè da oggi è possibile chiedere il rimborso delle somme ingiustamente trattenute per anatocismo e per l’applicazione della commissione di massimo scoperto.
Importante vittoria della Codacons sulle banche. Da oggi si potrà chiedere il rimborso di quanto pagato per anatocismo e commissione di massimo scoperto.
Un’importante sentenza destinata a fare storia nel mondo giuridico e ad avere un grandissimo eco, che riguarda le banche e le loro pratiche ormai consolidate di anatocismo, è finalmente arrivata[1]. Essa in realtà non è stata la prima ma la seconda.
Entrambe le sentenze arrivano da Bologna ed entrambe condannano la Carisbo a rimborsare i soldi pagati a due loro correntisti a titolo di massimo scoperto e per l’anatocismo. I clienti delle banche che hanno avuto in passato il proprio conto in rosso, o che abbiano chiesto crediti alle banche, da oggi potranno chiedere il rimborso delle somme in più versate alle banche.
Ma cosa è l’anatocismo?
Sicuramente non è un concetto semplice da spiegare ma si può dire che nell’insieme esso rappresenta il costo del denaro quando si chiede un prestito alla Banca. Il costo reale del denaro che noi paghiamo alle banche non si trova esposto in nessun contratto bancario ed è molto più alto di quello che apparentemente può sembrare.
L’anatocismo ad es. può essere definito come un moltiplicatore del debito perché ad ogni scadenza di pagamento, verranno sommati anche gli interessi che già sono stati pagati a scadenza e che faranno parte integrante del capitale nel nuovo trimestre o a seconda dei casi (seppur più raro) nel nuovo semestre.
Per fare un esempio, ciò che noi paghiamo a marzo come interessi a giugno diventa capitale e su questi pagheremo nuovamente gli interessi (capitalizzazione degli interessi). L’anatocismo in realtà (interessi su interessi) è una pratica che, seppur ritenuta illegittima, è molto diffusa nell’ambito bancario.
Per calcolare però il costo del denaro quando chiediamo il credito o il nostro conto va in rosso, all’anatocismo dobbiamo anche aggiungere le commissioni di massimo scoperto e tutto ciò aumenta il costo effettivo del denaro fino ad arrivare un costo così elevato che qualsiasi media o piccola impresa o normale cittadino non riesce poi più a sostenere.
Da oggi però sarà possibile, sulla scia di queste sentenze, ottenere la restituzione delle somme che sono state chieste e pagate alle Banche ogni volta che è stato chiesto un credito o il proprio conto corrente è andato in rosso.
Naturalmente poter quantificare le somme di cui si ha diritto di chiedere la restituzione e capire bene anche il costo del denaro preso a credito, non è una cosa semplice da fare ed è necessario avvalersi di periti qualificati per poter calcolare il tutto ma la Codacons ha dichiarato che potranno fare una valutazione gratuita a chi li contatterà.
In realtà tutto parte da un’importante sentenza della Corte Costituzionale[2] che aveva dichiarato illegittimo un particolare art. del Decreto Milleproroghe[3], una norma emanata nel tentavo di salvare le banche dal restituire i soldi ai correntisti per anatocismo e molte altre somme indebitamente versate e che aveva effetti retroattivi.
Essa infatti stabiliva che “la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa”, e quindi retrodatava il decorso del termine di prescrizione per poter chiedere la restituzione delle somme versate e riduceva notevolmente i tempi per poter ricorrere da parte dei correntisti a tutela dei propri diritti nascenti dal rapporto stesso intrattenuto con la Banca.
Questa riduzione dei termini valeva anche per chi aveva già avviato azioni dirette alla ripetizione delle somme illegittimamente addebitate e che nelle more vedevano prescritti i loro diritti ad ottenere la restituzione delle somme, creando, tra le altre cose, un ingiustificata disparità.
Fino ad allora infatti, l’orientamento quasi unitario, era far decorrere i termini dal momento della chiusura del rapporto contrattuale o nel pagamento solutorio.
Infatti è in questo momento che si ha piena conoscenza delle somme non dovute (quali sono quelli derivanti, ad esempio, da interessi anatocistici o comunque non spettanti, da commissioni di massimo scoperto e così via). Quindi soltanto all’atto della chiusura del conto[4] si può essere consapevoli del danno subito e delle versate indebitamente.
Quindi ancorare con norma retroattiva la decorrenza del termine di prescrizione all’annotazione in conto significava individuarla in un momento diverso da quello in cui il diritto può essere fatto valere, anche secondo una specifica norma del codice civile[5].
Questa sentenza quindi stabilì che il dies a quo, ai fini della prescrizione di un diritto, decorre dal momento in cui il suo titolare è posto nelle condizioni di poterlo esercitare, e dichiarò l’illegittimità costituzionale di quel particolare articolo del Decreto Milleproroghe che di fatto avrebbe discriminato molti correntisti.
In pratica, da oggi tutti i clienti che si sono avvalsi di un credito presso le banche o hanno avuto il proprio conto in rosso, potranno chiedere la restituzione di parte del costo sostenuto per avere il denaro dalle stesse.
[1] Sentenza del tribunale di Bologna n. 325/13.
[2] Sentenza n. 78 del 2012.
[3] Dell’art. 2, comma 61, del d.l. 29 dicembre 2010, n. 225.
[4] Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza n. 24418 del 2010.
[5] Art. 2935 cod. civ.
Autore: Avv. Floriana Baldino – 03.03.2013
Esperta in Diritto Civile e Tributario – Foro di Trani (BT)
florianabaldino@gmail.com
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16 commenti su “Anatocismo bancario e massimo scoperto da oggi sono rimborsabili”	Lòthlaurin
09/03/2013 @ 20:11	Laura
10/03/2013 @ 11:42	Confermo! A me non interessa perchè con le banche ho avuto ben poco a che fare, da molti anni ho chiuso i conti correnti e vivo fuori dal sistema, avendo ridotto al minimo indispensabile i miei bisogni, e azzerato i desideri. Mai comprato casa in vita mia: in questo mondo ho sempre saputo di essere di passaggio. Ma persone a me molto vicine, che hanno da sempre rapporti con le banche, e strapagato un’infinità di interessi per ogni cosa, ma soprattutto in questi ultimi anni faticosi per tutti, sono stati vessati psicologicamente in modo v e r g o g n o s o da questi terrificanti rapinatori legalizzati, (da infarto) hanno già avviato il procedimento con avvocato e commercialista. Gli auguro un grande in bocca al lupo! …e crepi il lupo, naturalmente.
“Le banche non credono in Dio. Non fidatevi di una banca che vi dice il contrario.”
(Tullio Avoledo, “L’elenco telefonico di Atlantide”)
12/03/2013 @ 11:37	Io con le banche ho avuto a che fare per anni e sto ancora pagando; spero di riuscire a capire dove posso attingere le informazioni per poter recuperare quello che mi hanno rubato in tutti questi anni.
03/06/2013 @ 19:43	Buonasera, mi occupo di illeciti bancari, se volete posso aiutarvi.
18/03/2013 @ 16:12	Paola, ti bastano gli scalari degli eventuali mutui o affidamenti.
Il calcolo viene fatto attraverso quelli.
Lavoro per uno studio legale specializzato proprio in questo e cause per anatocismo ne facciamo a tonnellate: tutte vinte;
ma la cosa che mi manda in bestia è questa: nonostante si riesca a mettere in mora la banca e ad iniziare un processo legale per recuperare il maltolto non si arriva quasi mai in giudizio perchè le banche ad un certo punto patteggiano.
Di conseguenza non restituiscono mai l’intera somma rubata (perchè di furto si tratta), ma ne trattengono sempre una parte proprio perchè per non tirarla per le lunghe si accetta la proposta che sconta di qualche decina di punti percentuali l’ammontare del rimborso.
19/03/2013 @ 16:54	Succede anche a mio padre, che ha vinto e stravinto contro Telecom e qualche altra azienda delinquente… poi patteggiano, e non si vede una lira…
22/05/2013 @ 21:59	Ciao Paola,
sono Annamaria e sono un’imprenditrice del Veneto, per le informazioni posso consigliarti il sito http://www.anatos.it, io ho affidato a loro i miei estratti conto e dall’analisi da loro effettuata è risultata una somma che sinceramente non mi aspettavo. Ancora la pratica non è conclusa, ma sono fiduciosa.
01/06/2013 @ 15:11	Grazie.
02/06/2013 @ 23:29	Salve! Volevo sapere se in qualche modo risulto anche io in un caso di anatocismo: nel 2009 ho stipulato un mutuo bancario con tasso applicato del 5,05% ed un tasso di mora del 6,55%
Cesare Emanuele
24/06/2013 @ 23:48	Salve ho appena letto il vs articolo. Io sono un autonomo, ho avuto credito dalle mia banca, leggendo questo articolo mi sono venuti un po’ di dubbi ma non so a chi mi posso rivolgere per un controllo della mia posizione, mi potreste aiutare?
25/06/2013 @ 05:08	Esistono delle aziende che offrono servizi finanziari mirati, come questa:
http://cofisrl.net/servizi/recupero-anatocismo
http://www.giaccoli.it/Vis_News.jsp?Id=33
Se cerchi sul web con le parole chiave “anatocismo”+”recupero” ne troverai molte altre.
25/06/2013 @ 08:19	Salve, io collaboro con una società che si occupa proprio di questo, se vuole le posso spiegare.
25/06/2013 @ 13:46	Ciao Ariela,
se pensi che la tua spiegazione possa essere utile anche ad altri e contribuire ad accrescere la conssapevolezza comune, scrivi pure quello che hai da dire.
Mimmo Trisolino
27/06/2013 @ 10:42	Quello che mi piacerebbe sapere è se abbiamo diritto da parte delle banche a tutta la rendicontazione del rapporto avuto con loro, tenendo conto che ho rapporti con la mia banca da circa 30 anni.
Franck enimaster
14/07/2013 @ 18:30	Non solo si ha diritto, ma se non sono trascorsi 10 anni dalla chiusura del conto corrente, conviene richiederle ed analizzare attentamente tutti gli addebiti. Vi sono parecche sentenze in ultimo la consulta che sanciscono il diritto ad ottenere la documentazione integrale, ma bisogna fare attenzione perchè le banche non ci sentono da questo orecchio e forniscono solo gli ultimi dieci anni a partire dalla richiesta. Peraltro se nel contratto c’è motivo di nullità ai sensi dell’art. 1422 CC diventa impescrittibile. È vero che la verifica prendera parecchio tempo ma se viene visto come un dovere morale ed un lavoro part-time è possibile riscontrare sorprese davvero piacevoli specie nel caso di affidamento, perchè alla fine questo cartello bancario che si crede al di sopra della legge, grazie ad una giustizia disattenta, pagherà il conto e se si tratta di somme di bassa entità senza fiatare per evitare una cattiva pubbicità in caso di condanna.
Non bisogna essere esperti, ma avere una buona dose di volontà e pazienza, perchè l’applicazione delle norme contrattuali fa parte del bagaglio di conoscenze che il correntista ha stipulato con il contratto. Basta valutarne l’esatta applicazione senza ammenicoli successivi nascosti, partendo dal principio che per le banche il correntista va spremuto meglio se a sua insaputa.
Chi non lotta lecitamente ha già perso, ma peggio ha già autorizzato un comportamento illecito.
15/07/2013 @ 20:51	Vorrei sapere se questo vale anche per il recente balzello che non si chiama più commissione di massimo scoperto ma Commissione di Istruttoria Veloce che è ancora peggio della CMS. Per un totale di 64 euro fuori fido di 10 gg creatisi in 3 momenti diversi ho pagato altre 180 euro.
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