Source: http://francescoarecco.postilla.it/2010/01/27/corte-costituzionale-e-decisione-dia-oppure-au-seconda-scommessa-dellanno/
Timestamp: 2018-04-20 02:37:26+00:00

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Corte Costituzionale e decisione "DIA oppure AU?". Seconda scommessa dell'anno. - Postilla
Postilla » Generale » Il blog di Francesco Arecco » Urbanistica ed edilizia » Corte Costituzionale e decisione “DIA oppure AU?”. Seconda scommessa dell’anno.
Riassunto della prima scommessa.
Nel mio post “26 gennaio 2010. Prima scommessa dell’anno” abbiamo discusso su a cosa attendersi dall’udienza del 26 gennaio, appunto, della Corte Costituzionale, in merito alle sorti delle disposizioni impugnate dal Governo italiano della L.R. Puglia n. 31/2008, ove è prevista una deroga alla disciplina nazionale in tema di possibilità di procedere alla realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili mediante denuncia di inizio attività (“DIA”). Vi invito alla lettura del Post citato sopra per non ripetere quanto già scritto.
Cosa è accaduto all’esito dell’udienza?
Fra le soluzioni che abbiamo prospettato, la Corte Costituzionale ha scelto la via dell’attesa. Non avendo individuato una soluzione al problema prima dell’udienza la Corte ha trattenuto la causa in decisione. Questo significa che la sentenza verrà pubblicata con i tempi che la Corte riterrà. Si tenga presente che tali tempi saranno spinti ad allungarsi dalla delicatezza della questione, ma di contro tendenzialmente abbreviati dall’importanza che la certezza del quadro giuridico ha sulla maggior parte dei progetti autorizzati con DIA – in alcuni casi vitale.
La seconda scommessa.
Articolo quindi la seconda scommessa e invito tutti a intervenire in merito (farò anche io lo stesso man mano che il quadro tenderà a chiarirsi):
- Quali saranno i tempi per ottenere la decisione? Voce corre di tempistiche intorno alle quattro-cinque settimane, ma vi é anche chi parla di alcuni mesi.
- Come dovrà essere affrontato il passare del tempo da parte degli operatori del settore? Utilizzare questo tempo per provare a richiedere l’AU al posto delle DIA sub iudice? Portare il più avanti possibile i cantieri al fine di avvicinarsi ad una posizione di diritto quesito?
- Quale verdetto attendersi dalla Corte? Le argomentazioni utilizzate dalle difese, innanzi la Corte, all’udienza di ieri, oltre al dato formale hanno considerato entrambe anche il campo dell’opportunità politica della scelta della regione Puglia, solleticando con ciò la Corte verso una possibile pronuncia di indirizzo. È logico pensare che la Corte Costituzionale tenderà a voler tracciare una via anche per gli altri legislatori regionali che hanno effettuato innalzamenti delle soglie stabilite dal D.Lgs. n. 387/2003 per l’autorizzabilità con DIA. La pronuncia, terrà conto dei casi grigi regolandoli o dovrà essere cura del legislatore regionale – con ovvio ulteriore dispendio di tempo?
Quali sono i vostri pronostici? Che opinioni avete?
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121 Commenti a “Corte Costituzionale e decisione “DIA oppure AU?”. Seconda scommessa dell’anno.”
Giovanni Signorile scrive:
Scritto il 27-1-2010 alle ore 14:50
nel ringraziarTi per l’utilissimo apporto di informazioni che fornisci, vorrei sapere se hai contezza della documentazione – memoria – prodotta dalla regione puglia.
Scritto il 27-1-2010 alle ore 18:18
Buonasera, un ringraziamento all’unica fonte su internet. Mi giunge notizia da Roma che la decisione è stata spostata al 18 maggio 2010. Qualcuno può confermarlo ? Grazie !
Scritto il 28-1-2010 alle ore 11:48
sembra che questa udienza pubblica tanto pubblica non sia…..Un evento di tale portata in cui, come al solito in Italia, non ci sono informazioni ufficiali ma solo voci di corridoio. Qui ci sono in gioco le sorti di tanti imprenditori, una regione e una nazione e l’unica fonte su internet è questo blog.
Grazie Arecco.
Scritto il 28-1-2010 alle ore 22:37
volendo acquistare un terreno in Puglia cantierabile per un impianto fotovoltaico inferiore a 1MW, come posso essere sicuro che prima o poi non vengano bloccati i lavori ? I terreni già dotati di AU sono fuori dalla discussione ?
Scritto il 29-1-2010 alle ore 08:51
@ Signorile:
Egregio Collega, purtroppo no.
Scritto il 29-1-2010 alle ore 09:06
@ Tragno: non so di date certe, ma quello è il periodo su cui concordano più opinioni. Ma è statistica basata su pronostici..
@ Giuseppe: concordo.
Non basta una buona produzione giuridica (diritto o sentenze), occorre anche che questa produzione sia tempestiva. Una buona medicina non serve più se arriva quando il paziente è morto.
Esempio le linee guida nazionali ex D.Lgs. n. 387/2003.
– per la prima domanda e la graduazione dei livelli di sicurezza, v. post “26 gennaio 2010. Prima scommessa dell’anno”,
– per la seconda, sì.
Scritto il 29-1-2010 alle ore 09:23
@ Giuseppe e Claudio:
di solito chiedo a chi commenta di firmare con nome e cognome, ma con Voi sarò più morbido rispetto ai posts http://francescoarecco.postilla.it/2010/01/12/26-gennaio-2010-prima-scommessa-dellanno/ e http://francescoarecco.postilla.it/2009/06/17/responsabilita-nella-certificazione-energetica-degli-edifici/), perché in effetti:
– il commento di Giuseppe mi lusinga
– quello di Claudio si giustifica grazie all’esigenza di riservatezza legata al suo possibile affare.
Chiedo però a chi non ricada in tali categorie di indicare la propria identità: so che fa molto piacere a tutti gli utenti, oltre che a me, avere a che fare con un blog preciso, pacato e con contatto fra persone.
Scritto il 29-1-2010 alle ore 09:30
@ Signorile, Tragno, Giuseppe, e tutti i blog-utenti:
grazie a Voi per la stima. Questo è un argomento che sta a cuore a molti e su cui è giusto condividere informazioni e idee. Vi sollecito a proporre altri temi che Vi risultino di particolare interesse. Ieri parlavo con un altro blogger “energetico” (sulle cui posizioni v. http://massimoberka.postilla.it/2010/01/07/quale-agenda-sullenergia/ e http://massimoberka.postilla.it/2010/01/20/fotovoltaico-novita-e-prospettive-per-il-conto-energia/) concordando in merito al fatto che gli inviti a proporre temi per nuovi posts sono di solito pochissimo seguiti. Spero che Voi abbiate voglia di rovesciare questa statistica, perché sarebbe profittevole per tutti. Scrivete quindi le Vostre proposte liberamente come commento, su qualunque post Vi troviate, e io ci lavorerò.
Scritto il 29-1-2010 alle ore 12:58
Nessuna notizia circa la sentenza?
Per quanto riguarda possibili argomenti da trattare mi piacerebbe conoscere il parere degli esperti sulle possibili modifiche del conto energia nei prossimi anni.
Scritto il 29-1-2010 alle ore 13:21
Dal momento in cui si acquista un terreno al momento in cui diventi autorizzato cantierabile e quindi diritto acquisito di norma quanto passa? In 4 mesi volendo si può ottenere tale risultato? Grazie
Scritto il 29-1-2010 alle ore 15:41
1) veda commento n. 7;
2) dipende dalla bravura dello sviluppatore. Quattro mesi possono bastare per un progetto in DIA. Almeno otto o nove per un progetto in AU (salvo miracolose conferenze di servizi). Ma in tutti i casi spesso il progetto è in balìa della tempistica di connessione.
Precisazione. Il diritto quesito è configurabile a parere della maggior parte di noi non per la sola cantierabilità, ma per l’effettivo progredito avanzamento di un cantiere.
Scritto il 29-1-2010 alle ore 15:46
@ Pellegrini:
per questo provvedo subito: segnalo l’ottimo post del blogger Massimo Berka
http://massimoberka.postilla.it/2010/01/20/fotovoltaico-novita-e-prospettive-per-il-conto-energia/
Scritto il 1-2-2010 alle ore 00:43
goderei assai se tutti quelli che pensano che la puglia sia la mecca del fv, possano ricevere una bella botta dalla corte costituzionale.
infatti il fv a terra con aziende che hanno in portafolio 120mw di parchi solari mi fa vomitare.
firmarsi non serve per dire la veritá. ci sono speculatori che dovrebbero ritornare nei loro paradisi fiscali e non rompere le scatole a chi cerca degnamente di fare del fv un’attivitá sostenibile.
fuori gli speculatori dal fv
e viva che investe su impianti a tetto e integrati
Scritto il 1-2-2010 alle ore 12:17
ma è vero che hanno rinviato la sentenza al 30/03?
Scritto il 1-2-2010 alle ore 23:17
@ Pellegrini e per tutti,
segnalo che il blog dell’ottimo Massimo Berka ha un aggiornamento in tema bozza di nuovo conto energia:
http://massimoberka.postilla.it/2010/02/01/fotovoltaico-la-bozza-del-nuovo-decreto-sul-conto-energia/
Scritto il 2-2-2010 alle ore 22:59
Salve. Sono un ingegnere sviluppatore PUGLIESE ed ho in ballo una serie di progetti che rischiano di non andare mai in porto. Al di la di tutto il tempo ed il denaro speso per il loro sviluppo, non riesco a capire il perchè ci si accanisca contro una regione che puo’ fare delle fonti rinnovabili un punto di partenza per una ricrescita economica.
Sappiamo tutti infatti che l’avvento dell’energia pulita in Puglia ha portato lavoro a numerosi studi professionali, operai addetti alle manutenzioni, ristoranti, alberghi e quant’altro.
Io spero che di tutto questo si tenga conto perchè non è cosa da poco.
Devono finire i giochi politici che da un giorno all’altro ribaltano le sorti di tanti onesti lavoratori come se fosse una partita di carte. Sono ben noti ormai gli interessi su altri tipi di energie come quelle nucleari che alcuni centri di potere hanno già individuato in zone ben determinate della nostra regione eludendo perfino la gia’ espressa volontà popolare in merito (referendum), indice del fatto che la democrazia nel nostro paese puo’ essere considerata alla stregua di un optional.
Giuseppe Puglia scrive:
Scritto il 3-2-2010 alle ore 11:26
concordo in pieno con NICO, è scandaloso quello che sta succedendo. Per non parlare del GSE, un ente che muove miliardi di euro e non ha 3 centralinisti che rispondono al telefono. E poi ci lamentiamo che le cose non funzionano, e il sud non va, con questi politici è impossibile andare avanti. Ci vorrebbe una rivoluzione.
Scritto il 4-2-2010 alle ore 11:19
.. pardon, anche e soprattutto qui:
http://www.cortecostituzionale.it/documenti/videoPopUp.asp?file=/documenti/download/video/udienza_pubblica_26-01-2010/up26012010_r6.htm
Scritto il 4-2-2010 alle ore 11:46
@ sole bastonato
corretto porre l’accento sul consumo del territorio, che è assolutamente da evitare. Ma teniamo presente alcuni altri concetti applicabili al suo esempio: recupero e riqualificazione del territorio, reversibilità totale dell’intervento. La realtà del fotovoltaico è molto complessa. Grazie quindi per l’intervento, ma attenzione a tenere pacati i toni.
Stesso discorso @ Giuseppe Puglia. Giustissimo evidenziare i problemi, fra cui la carenza di personale dei referenti istituzionali (ma vogliamo parlare anche di alcuni settori del Ministero dell’Ambiente, o degli enti pubblici territoriali?). Il riferimento alla rivoluzione con cui conclude l’intervento non è però accettabile; e spiego perché.
Sotto il profilo intellettuale la parola rivoluzione è neutra; positiva quando riferita ad un lavoro di svolta culturale (un esempio? http://www.revolutionartmagazine.com).
Non concordo invece con l’utilizzo della parola quando si parla di politica, perché se anche l’intento di chi la usa può essere provocatorio e assolutamente inerme, è sempre possibile che la lettura da parte di uno dei molti utenti di un sito internet possa essere più violenta.
Le parole sono pietre. Invito tutti a tenerle per terra e scegliere con calma quelle preziose per per discutere.
Scritto il 4-2-2010 alle ore 13:28
volevo precisare che l’argomento che ci riguarda è trattato sul seguente video dopo i primi dieci minuti:
http://www.cortecostituzionale.it/documenti/download/video/udienza_pubblica_26-01-2010/up26012010_r5.wmv
Scritto il 4-2-2010 alle ore 19:28
@ Franco Greco,
grazie, è un buon aiuto perché i video sono lunghi.
Scritto il 9-2-2010 alle ore 17:09
Scusate si è saputo niente? Non riesco a scaricare il video della sentenza. Grazie mille
Scritto il 10-2-2010 alle ore 12:22
Salve a tutti….mi è giunta voce che la Corte Costituzionale ha dato parere favorevole al “nostro” ministro Fitto…
Scritto il 10-2-2010 alle ore 19:14
Anch’io ho sentito voci sulla sentenza però non riesco a reperire nulla su internet qualcuno ha il testo?
Scritto il 12-2-2010 alle ore 00:55
penso che sia inopportuno basare una faccenda importante e delicata come questa su semplici:”ho sentito dire”!!!
Bene sarebbe invece intevenire solo sulla scorta di notizie certe ed attendibili onde evitare di ingenare inopportuni malumori e dispiaceri a chi nel campo lavora ed investe soldi con sacrificio.
Scritto il 12-2-2010 alle ore 15:22
davvero molto interessanti questi due post “collegati”, per l’argomento e per avere la contezza “in diretta” di come ed in quanto tempo la Consulta riesca ad arrivare ad una sentenza definitiva.
Per quanto mi riguarda, penso che alla fine i principi espressi dalla Corte nella sua pronuncia non si discosteranno troppo da quanto affermato con la sentenza n. 282/2009 http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/scheda_ultimo_deposito.asp?sez=ultimodep&Comando=LET&NoDec=282&AnnoDec=2009&TrmD=&TrmM=
mentre per i tempi (…e qui è un vero e proprio “mio azzardo”, non basato su alcuna fonte ma semplicemente sui tempi da me riscontrati in alcuni, ma solo alcuni, casi analoghi), io “scommetto” su una sentenza per la prima settimana di marzo.
cristiano, da Foggia scrive:
Scritto il 12-2-2010 alle ore 18:15
Dunque, in merito al ricorso della L. 31/2008. Ma siete davvero convinti che siano tranquilli i procedimenti attivati in A.U.? Io non credo. Dipende dal dispositivo, naturalmente, in quanto ricordo a tutti che il ricorso è multiplo e variegato, e può essere accolto in parte; ma è stata attaccata anche la disciplina prevista in A.U.. Poi specifico, anche per coloro che ancora denigrano l’intelligenza e lo spirito di iniziativa di tanti che si gettano in una impresa possibile rischiando di proprio, che oggi non è possibile per impianti sotto il megawatt procedere in A.U., quindi è gioco forza che si procede in Dia o permesso a costruire. Null’altro è previsto, non è scritto ‘è facoltà di scegliere la via dell’A.U.’. Bisogna leggere con attenzione, se si è letto; èerché, come altri hanno giusta,emte affermato, molti argomentano sul ‘sentito dire’, senza certezza della fonte, ovvero senza conoscerne direttamente gli argomenti. Per le risultanze della sentenza, sono tranquillo. Nulla può essere toccato del lavoro avviato per l’evidente stato ‘dittatoriale’ sulle procedure adottabili in regime di 31/2008. Perciò, qualunque sia l’esito, è solo questione di adeguarsi ad un nuovo buio normativo. Scusate per la lunghezza
Scritto il 12-2-2010 alle ore 18:17
… e per gli errori dell’impeto
Scritto il 12-2-2010 alle ore 20:05
@ Salvatore: concordo; è autorizzato a firmarsi anche con il cognome, la prossima volta
Proprio ieri parlavo con un Collega che ha riscontrato l’ondata di voci in merito alla possibile circolazione di un testo di sentenza nel giorno in cui anche su questo post si registravano commenti in tal senso. Se la cosa si è rivelata essere inconsistente, fa però piacere il fatto che questo post si sia rivelato una maglia di rilevazione dei “rumors” del settore.
Resta comunque il fatto che – nell’attesa di commentare la decisione della Corte – più che commenti sull’attesa sarebbe interessante vedere commenti sulle possibili soluzioni scelte dalla Corte. Vi invito pertanto a questo tipo di riflessione.
Scritto il 12-2-2010 alle ore 20:29
@ Claudio Bovino: grazie per il commento qualificato.
Sarà molto interessante vedere quanto la nuova sentenza terrà conto di quella da te citata. La Corte Costituzionale è famosa per i suoi cambiamenti di opinione.
Veramente ottimistica la scommessa sui tempi.. Accettata.
Scritto il 13-2-2010 alle ore 01:56
La pronuncia di illegittimità costituzionale di una norma di legge comporta non già l’abrogazione, o la declaratoria di inesistenza o di nullità, o l’annullamento della norma dichiarata contraria alla costituzione, bensì la disapplicazione della stessa, dando luogo ad un fenomeno che si colloca, sul piano effettuale, in una posizione intermedia tra l’abrogazione, avente di regola efficacia ex nunc, e l’annullamento che, normalmente, produce effetti ex tunc. Pertanto, la norma dichiarata costituzionalmente illegittima deve essere disapplicata con effetti ex nunc o con efficacia ex tunc, a seconda che tale diversa efficacia nel tempo della dichiarazione di incostituzionalità discenda dalla natura o dal contenuto della norma illegittima, oppure dalla portata del precetto costituzionale violato o dal diverso grado di contrasto tra quest’ultimo e la norma di legge, ovvero, infine dalla natura del rapporto sorto nel vigore della norma successivamente dichiarata incostituzionale. Fuori delle ipotesi, aventi carattere di eccezionalità, in cui essa travolge tutti gli effetti degli atti compiuti in base alla norma illegittima, la dichiarazione di incostituzionalità (avuto riguardo al precetto costituzionale violato, alla disciplina dettata dalla norma riconosciuta costituzionalmente illegittima e alla natura del rapporto disciplinato da quest’ultima) comporta la caducazione dei soli effetti non definitivi e, nei rapporti ancora in corso di svolgimento, anche degli effetti successivi alla pubblicazione della sentenza della corte costituzionale, restando quindi fermi quegli effetti anteriori che, pur essendo riconducibili allo stesso rapporto non ancora esaurito, abbiano definitivamente conseguito, in tutto o in parte, la loro funzione costitutiva, estintiva, modificativa o traslativa di situazioni giuridicamente rilevanti (Cass. Civile, sez. III, 11-04-1975, n. 1384)”.
Scritto il 13-2-2010 alle ore 02:01
Ecco perchè, tralasciando i “sentito dire”, dovrebbe prospettarsi una sentenza della Corte Costituzionale successiva all’insediamento del nuovo Consiglio Regionale nei prossimi mesi.
Scritto il 13-2-2010 alle ore 13:11
@ Cristiano da Foggia,
concordo sul fatto che l’impianto normativo attuale pugliese non sia agevolmente interpretabile nel senso della facoltà di richiesta di AU per impianti sotto soglia. Infatti, nelle nostre passate prospettazioni (mi riferisco soprattutto al post http://francescoarecco.postilla.it/2010/01/12/26-gennaio-2010-prima-scommessa-dellanno/ ) abbiamo lavorato su ipotesi di attivazione del procedimento di AU successive alla sentenza.
Questo non toglie che molti operatori abbiano in animo di tentare di attivare il procedimento di AU per impianti già autorizzati con DIA anche prima della sentenza di cui stiamo discutendo, per poter così sperare di giungere all’allaccio in tempi utili per godere dell’attuale sistema incentivante. Il problema, come lei evidenzia, è capire se di fatto la PA accetterà l’avvio del procedimento di AU per l’autorizzazione di impianti sotto soglia – magari già autorizzati con DIA.
Qualcuno dei blog-utenti ha avuto esperienze in tal merito in Puglia?
Scritto il 13-2-2010 alle ore 13:36
grazie per il contributo molto elaborato, che è perfettamente in linea con il livello alto che vorremmo dare a questi blog!
Ha effettuato un apprezzabile lavoro di raccolta giurisprudenziale. Mi permetta di chiederle di firmare il prossimo intervento anche con il suo cognome, perché un contributo come il suo le fa solo onore.
La ringrazio per aver approfondito il tema della natura della sentenza nella cui attesa discutiamo.
Se nota, infatti, nel primo post – nel quale ho impostato il tema del nostro discorso a riguardo – ho fatto attenzione a indicare i possibili effetti della sentenza come di “declaratoria di illegittimità costituzionale”. Questo, senza elencare le posizioni giurisprudenziali a riguardo e le differenze con i concetti che spesso creano confusione in materia, al fine di non allungare troppo il testo del post.
Ben venga quindi il suo intervento perché è un valido contributo all’approfondimento e dà la possibilità a chi ha effettuato commenti sul tema – su questo o altri blogs – parlando ad esempio di “abrogazione” o “principio di irretroattività” di indirizzarsi meglio.
Il suo lavoro denota chiaramente una sensibilità da giurista e quindi comporta che la saluti con l’affetto che si riserva ad un collega.
Mi offre anche lo spunto per invitare tutti gli altri blog-utenti a trattare su questa piazza elettronica gli argomenti di cui appare interessante un approfondimento.
Scritto il 13-2-2010 alle ore 22:58
Qualcuno può dirmi che fine fanno le procedure avviate mediante permesso di costruire nel caso di dichiarazione di incostituzionalità della legge 31/2008? Grazie
Scritto il 14-2-2010 alle ore 15:42
Mi associo ad Eugenio,
apprezzo tutti gli interventi di tipo giuridico, tuttavia pongo la domanda da ingegnere che vorrebbe investire in un’impresa. Un progetto a terra da 1 MW è approvato con DIA in Puglia, in questo momento siamo di fronte al terreno nudo e cantierabile. Partendo domani con i lavori, qualcuno può fermare prima o poi la produzione ? In altre parole, andreste avanti con i lavori oppure no ? In questa situazione sono centinaia di imprenditori, molti dei quali sembrano ignorare il problema: i progetti come questo vengono venduti ogni giorno, anche a fondi di investimento, ma con quali rischi ?
cristiano, da Foggia- Fidema scrive:
Scritto il 14-2-2010 alle ore 18:17
PER EUGENIO: In teoria le pratiche autorizzate col permesso a costruire seguiranno la stessa ‘fine’ delle DIA; in pratica hanno un bel punto di vantaggio legato al fatto che i Comuni si guarderanno bene dall’emettere atti di autotutela sui P.a C., essendo questa una procedura attiva, che coinvolge pienamente l’amministrazione comunale. Per la cronaca occorre aggiungere che a Foggia le Dia sono istruite per la completezza degli atti, il che ne rafforza l’efficacia
cristiano, da Foggia- Fidema Energy scrive:
Scritto il 14-2-2010 alle ore 18:25
Per Eugenio sulla cantierizzazione: tutti, in effetti, tentano di rafforzare il principio giuridico del ‘diritto acquisito’ proseguendo nell’attività di cantierizzazione. Così vengono interessati ‘terzi’ – l’impresa esecutrice – incolpevole, e la Dia si rafforza. però, a mio parere, nessuno di quelli che sta lavorando in Dia in puglia ha nulla da temere, per il fatto, già esposto – se volete vi riporto l’art. 3 della legge – che oggi non v’è altra procedura attivabile se non la Dia od il P. a C. Andando in A.U. si dovrebbe presentare l’asservimento, il che sarebbe contrario allo spirito della stessa A. U.. I limiti dell’art. 3 sono stati infatti creati proprio per distinguere le due procedure, inducendo delle maggiori difficoltà selettive degli impiaqnti più piccoli. Ciò avrebbe potuto essere una bella difesa in sede di Corte, ma osservo che non si è pensato a tanto. Andare in Dia, mentre sembra un vantaggio, costituisce invece uno svantaggio, per i limiti imposti ai proprietari visto peraltro che, per la cantierizzazione, ci si mette quasi lo stesso tempo. Quindi maggiori aggravi, in fondo, a fronte di una supposta maggior celerità.
Scritto il 25-2-2010 alle ore 01:07
Secondo l’orientamento giurisprudenziale e dottrinale prevalente gli atti emanati in base ad una legge successivamente dichiarata incostituzionale sarebbero soltanto annullabili se non impugnati entro il termine decadenziale.
Ciò non toglie che la P.A. possa comunque agire in via di autotutela annullando l’atto sempre che ci sia un interesse pubblico prevalente rispetto all’affidamento ingenerato nel privato.
Dunque a mio parere, se la legge regionale venisse dichiarata incostituzionale, sarebbero a serio rischio di nullità i P. a C. impugnati entro il termine di decadenza e che tra i motivi di ricorso riportino anche la questione di illegittimità costituzionale.
Secondo voi è giusto questo ragionamento?
Scritto il 1-3-2010 alle ore 19:16
Il ragionamento è giusto, ma pari rischio lo soffriranno – a prescindere dalla possibile azione in autoturela della amministrazione (esercitabile a condizione che ne sussitano i legittimi presupposti di legge) – le DIA rispetto alle quali, nel momento in cui dovessere essere pubblicata la sentenza “negativa” della Corte, non fosse ancora scaduto il termine per l’impugnativa del terzo interessato.
Poichè come noto la DIA è un provvedimento che – a differenza della AU – non è soggetto a forme di pubblicità, i termini decadenziali delle 2 possibili forme di impugnativa potrebbero decorrere in un momento successivo a quello in cui il provvedimento “è stato emanato”.
Dico potrebbero, poichè starebbe al terzo ricorrente non solo dimostrare di avere la legittimazione/interesse ad agire, ma altresì di non aver avuto conoscenza del provvedimento prima di una certa data (di solito, il momento in cui la costruzione del parco cui la DIA pertiene è iniziata)
Pertanto, se il giorno in cui la sentenza fosse pubblicata i termini per i ricorrere (i famosi 60 e 120 gg) non fossero ancora decorsi, il terzo interessato potrebbe notificare un ricorso al competente TAR per ottenere l’annullamento della DIA sul presupposto dell’illegittimo rilascio della stessa causa la illegittimità cost della legge
Se questo fosse il discrimine, e se venissero confermati i rumors su una sentenza di indirizzo, probabilmente l’inizio costruzione potrebbe essere determinante.
Il tutto sotto un duplice profilo: (i) sia in quanto dall’inizio costruzione, secondo la giurisprudenza prevalente, si ha quella forma di pubblicità che potrebbe valere come strumento valido di conoscenza per la collettività interessata; (ii) sia, a prescindere da ciò, in quanto potrebbe valere come criterio per il discrimine tra rapporti esauriti al momento della pronuncia e quelli no. Il tutto in linea con quanto previsto dal buon vecchio decreto Bersani che da una definizione giuridica di inizio costruzione (con determinate figure sintomatiche) al fine di determianre se o meno un impianto possa essere affetto da una legge successivamente entrata in vigore
Antonio Magan scrive:
Scritto il 1-3-2010 alle ore 22:27
Come voi, anche noi dedichiamo alla vendita di licenze e la costruzione di parchi solari in Europa.
Uno dei nostri investitori sono interessati ad acquistare più licenze.
Questi investitori sono interessati all’acquisto di pacchetti Solar Park 1 x 5 MW e 1 x 10 MW.
Ci sono altri che cercano solo 1MW, 2MW o 3MWparchi, ma in questo momento, ma ciò che ci interessa sono i pacchetti dei parchi solari.
Il nostro investitore interessato al 10 MW, è l’incontro del mattino con il suo consiglio di amministrazione e ha voluto dare loro alcune informazioni sul pacchetto Park.
Questo è stato il risultato del contatto con la vostra azienda per vedere se hanno qualcosa che si adatta al nostro cliente.
Guardiamo per le imprese nel settore dell’energia elettrica in Italia, con i quali collaborare.
Grazie per l’attenzione e attendo con ansia le informazioni.
Un Cordial Saludo | Mit freundlichen Grüßen | Best regards
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Tel: Fax +34 986293810
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Scritto il 3-3-2010 alle ore 15:20
Operiamo nel settore. In questo momento sembra che gli investitori si siano orientati verso l’acquisizione di soli progetti con la legge regionale 1/2008. Sono convinti non possa essere impugnata soprattutto se l’iter amministrativo è completato compreso STMD o STD. Per il resto buoi assoluto visto che anche le nuove iniziatve in AU sono bloccate da incerti iter burocratici dovuti alla nuova legge sul paesaggio e dall’impossibilità di nuove connessione. Immagianiamo che il settore subirà un vero tracollo.
Scritto il 3-3-2010 alle ore 21:40
Scritto il 15-3-2010 alle ore 17:35
Niente nemmeno nel deposito del 12-3-2010
Scritto il 15-3-2010 alle ore 17:45
Chiaro che la Corte è libera di decidere di fare ciò che vuole. La sentenza è pronta e potrebbe essere pubblicata a brevissimo. Quello che però risulterebbe dagli ultimi rumors è che ci sia una specie di “tacito accordo” nel farla uscire una volta che il nuovo “governo regionale” con il suo “nuovo” Presidente sarà insediato. Questo pare nei desiderata di entrambi i candiddati (Fitto e Vendola). E ciò si giustificherebbe nel consentire così, al nuovo governo regionale, di avere il tempo necessario per emanare le linee guida per disciplinare il “post sentenza” al fine di risolvere le possibili problematiche connesse alle situazioni passate non consolidate o comunque a rischio.
Se questi rumors fossero confermati non se ne parla fino a Maggio/Giugno
Antonio Mastrodonato scrive:
Scritto il 15-3-2010 alle ore 17:49
E intanto il settore sembra essere paralizzato in Puglia….gli investitori aspettano la sentenza per decidere cosa fare e noi tecnici non sappiamo se proseguire o no nelle nostre attività…..
Scritto il 16-3-2010 alle ore 06:31
RAGAZZI, LAVORATE E BASTA. CI SARA’ QUALCHE PACCHETTO SALVATAGGIO… PRIMA DELLA SENTENZA, GIA’ SI DICEVA CHE SAREBBERO STATE FATTE SALVE ADDIRITTURA LE DIA SOLO PRESENTATE! E DIFATTI NE ABBIAMO AVVIATE 3 ED UNA E’ IN FASE DI TRATTATIVA.
NEMMENO PENSO AD UN IMBARCAMENTO DEL LAVORO NEL 2011. IL MERCATO E’ TROPPO FORTE PER VENIRE A IMBALLARSI PER VIA DI UN DECREMENTO DELLE QUOTE GSE. OGGI REALIZZARE UN IMPIANTO PUO’ COSTARE ANCHE SOLO 2.700.000 EURO/MW, A FRONTE DEI 4.000.000 DI 18 MESI FA, IL CHE SIGNIFICA SPLAMARE SULL’INVESTIMENTO UN RISPARMIO DI BEN 1.000.000 E PASSA! V’E’ UNA RESSA SPAVENTOSA AD ACQUISIRE CANTIERI, DEL CHE IL ‘DIO’ MERCATO TRARRA’ PROFITTO. MORALE: LAVORATE, CORRETTAMENTE, E NON TEMETE.
Fabrizio Steppa scrive:
Scritto il 16-3-2010 alle ore 15:24
Potrebbe essere utile chiedere a Vendola che cosa ne pensa dal momento che va in giro sbandierando che la Puglia e’ prima in Italia nel fotovoltaico.
Dica lui, adesso, cosa intende fare qualora ci fosse un bocciatura della Corte Costituzionale. Ha gia’ in mente una legge transitoria ???
Perche’ non glielo chiediamo come blog ????
Scritto il 23-3-2010 alle ore 15:56
Ieri è stato definitivamente approvato il decreto Alcoa, che contiene un emendamento che consente di usufruire degli incentivi 2010 anche se l’impianto non è in esercizio(cioè allacciato alla rete elettrica nazionale) purchè completato, compresa la richiesta al Gse, entro il 31/12/2010: questo per tener conto delle lungaggini dell’iter autorizzativo relativo alle connessioni.
Secondo voi questo emendamento è riferito solo alle Regioni Sicilia e Sardegna, interessate dal decreto Alcoa, o a tutti gli operatori?
Scritto il 23-3-2010 alle ore 17:33
Dopo le iniziali incertezze, il fatto che abbia un’ampia portata è uno dei pochi punti chiari dell’emendamento approvato.
Ciò che risulta meno chiaro, ed ecco perchè Aper ha chiesto all’AEEG di intervenire, è: la norma è chiaramente pensata avendo in testa il TICA e l’ipotesi in cui sia il gestore di rete locale a realizzare i lavori di interconnessione. Quid iuris se la procedura è regolamentata dalla 281? E se i lavori sono fatti, come nella maggior parte dei casi, dallo sviluppatore? Quando quindi presentare istanza per ammissione al beneficio al GSE, vista l’incertezza interpretativa del “in tempo utile” nei casi sopra indicati? Fatti 2 conti, una interpretazione ragionevole vorrebbe dire che sei salvo se termini i lavori almeno i primi di dicembre. Vediamo se la ragionevolezza questa volta sarà premiata
Scritto il 26-3-2010 alle ore 16:29
Sentenza Depositata. E’ incostituzionale per la parte sulla DIA.
Ma e’ valida da oggi o da domani ?
http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/scheda_ultimo_deposito.asp?sez=ultimodep&Comando=LET&NoDec=119&AnnoDec=2010&TrmD=&TrmM=
Scritto il 26-3-2010 alle ore 19:16
Sentenza pubblicata. E ora ?
Scritto il 26-3-2010 alle ore 19:25
Dal giorno dopo la sua pubblicazione chi vorrà realizzare un impianto fotovoltaico di capacità superiore a 20kv dovrà andare ad AU. Per il passato rimangono i discorsi fatti. Rischio autotutela se esercitata nei limiti di legge e impugnativa terzi se termini per ricorso ancora pendenti al momento pubblicazione
Scritto il 26-3-2010 alle ore 20:43
Dopo aver letto la sentenza ho le idee ancora poco chiare.
Cosa accade alle DIA presentate il 28/02/2010 quindi per le quali non sono decorsi i 30 giorni?
Cosa accade alle DIA presentate ad esempio il 20/01/2010 per le quali non è stata ancora presentata la DIL?
Un’altra cosa che mi è poco chiara:
se non ho inteso male, era quindi possibile realizzare impianti fotovoltaici in ZPS?
Daniele da Altamura scrive:
Scritto il 26-3-2010 alle ore 21:43
Ragazzi ci siamo, la corte costituzionale si è espressa…
http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/scheda_ultimo_deposito.asp?comando=let&sez=ultimodep&nodec=119&annodec=2010&trmd=&trmm
Scritto il 26-3-2010 alle ore 22:07
Da non trascurare anche l’altra sentenza riguardo la legge 25
http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/scheda_ultimo_deposito.asp?sez=ultimodep&Comando=LET&NoDec=120&AnnoDec=2010&TrmD=&TrmM=
Scritto il 26-3-2010 alle ore 23:52
volevo solo porVi una domanda: mi pare d’aver capito dalla sentenza che sono state escluse le biomasse, quindi se devo realizzare un impianto di cogenerazione da 940 kWe alimentato ad olio vegetale, devo fare l’Au o va bene la Dia. Aspetto risposte…Grazie anticipatamente!
Scritto il 27-3-2010 alle ore 00:05
Ed ora? Che succede per chi ha già dei cantieri aperti in fase di realizzazione?
Scritto il 27-3-2010 alle ore 07:35
La sentenza ha fatto salvo l’art. 7, il che potrebbe essere un appiglio di salvezza per il nuovo governatore: partorire una norma salvataggio di tutte le Dia efficaci al giorno precedente la pubblicazione della sentenza
Scritto il 27-3-2010 alle ore 07:38
Cristina, sei forte!
Aspetto anche un commento di Salvatore
Scritto il 27-3-2010 alle ore 09:59
salve a tutti,leggendo la sentenza mi sono accorto che in essa è incluso l’art.4 della legge regionele 31 ottobre 2008. Ho interpretato male o sembra decaduta l’imposizione della bancabilità per la presentazione di Autorizzazione Unica Regionale? Attendo chiarimenti e un saluto a tutti
Scritto il 27-3-2010 alle ore 11:27
Attenzione bisogna aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (che avverra’ presumibilmente nei prossimi giorni).
Il giorno dopo la pubblicazione in G.U. la sentenza sara’ efficace.
Scritto il 27-3-2010 alle ore 15:10
l’art. 7 della legge regionale 31/2008, non è stata presa in considerazione nella sentenza, in quanto il Consiglio regionale essendo decaduto per fine legislatura e per le nuove elezioni in corso domani,nessuna emanazione retroattiva alla sentenza potrà essere presa in considerazione dal nuovo Governatore.
Scritto il 29-3-2010 alle ore 11:16
Cosa succede invece per chi ha una Dia in base alla legge regionale 35/2007?
Scritto il 29-3-2010 alle ore 19:05
interessante questo riferimento alla 35 del 2007! Se io oggi volessi installare una turbina eolica da 200 kw potrei andare in dia riferendomi a questa deliberazione regionale, baipassando quindi la 31 del 2008 bocciata dalla corte?
Scritto il 30-3-2010 alle ore 17:36
in riferimento al precedente post di Angelo, si può dire lo stesso per un impianto fotovoltaico da 1 MW??
E’ tuttora vigente questa normativa oppure è stata superata da qualche altra legge più recente?
Scritto il 30-3-2010 alle ore 17:54
Giusto per chiarire: la 35/2007 non è una legge è una Delibera di giunta regionale….traetene le dovute conseguenze.
Comunque una volta per tutte: dal giorno dopo la pubblicazione della sentenza, per impianti sopra i 20 kv si deve chiedere AU
Per quelli già autorizzati a DIA non c’è nessun effetto immediato. Quindi tutto valido ed efficace. Rischi: azioni in autotutela dei competenti comuni e impugnativa terzi interessati se nei termini decadenziali.
Ieri è uscito un articolo su Corriete del mezzogiorno in cui la Regione ha preso posizione: per la Regione la sentenza vale per il futuro. Tale posizione ovviamente non elimina il rischio in toto ed in particolare il rischio impugnativa terzi. In quel caso siamo nelle mani dei giudici
Una preghiera infine: eviatate le bestemmie. Non è una questione di credo religioso, ma di grande fastidio nel sentirle usare, sia in forma scritta che verbale
Scritto il 30-3-2010 alle ore 18:02
Cristina, a quanto vedo sei molto informata.
Cosa intendi per DIA autorizzate? Sono le DIA per le quali sono decorsi i 30 giorni?
Dove posso trovare l’articolo uscito sul Corriere del Mezzogiorno citatoci?
Scritto il 30-3-2010 alle ore 18:15
si esattamente, decorsi i 30 giorni senza che siano state fatte opposizioni o richiesta informazioni/supplementi di documentazione da parte del Comune competente (che sospende decorso termini).
se vuoi ti mando un client briefing che ho appena finito di scrivere (è in inglese)
Corriere del Mezzogiorno del 28 marzo
se mi dai indirizzo e-mail ti mando pdf articolo
Scritto il 30-3-2010 alle ore 18:26
cristina puoi mettere on line l’articolo sul blog ovvero mandarmelo via mail a info@studiogiacalone.com
Scritto il 30-3-2010 alle ore 19:07
Cristina cortesemente potresti inviarlo anche a me?…grazie!
a.mastrodonato@global-engineering.it
aMR scrive:
Ringrazio per la conferma della notizia.
Posso chiedervi da cosa si evince che la sentenza non è retroattiva?7
Cristina puoi inviare il file anche a me a arch.massimorusso@gmail.com ?
Inoltre, vorrei sottoportvi un caso particolare:
– Impianto da 1 MW in zona industriale con DIA presentata il 2 ottobre 2009 dove contestualmente il comune chiede parere all’Autorità di Bacino perchè nel terreno passa un piccolo canale.
– Nessuna opposizione alla DIA (ad oggi).
– Parere Autorità di Bacino ottenuto in data 18/03/2010.
Posso presentare l’inizio lavori oggi o fra 1-2 settimane o ci potrebbero essere dei problemi secondo voi?
Scritto il 30-3-2010 alle ore 19:18
Cara Cristina potresti inviare anche a me l’articolo?.
studiomerra@gmail.com
Scritto il 30-3-2010 alle ore 21:43
anche per me Cristina.
sischo@tin.it
Scritto il 30-3-2010 alle ore 22:21
cristina se gentilmente potessi inoltrare anche a me?
nicocarratta@libero.it
Scritto il 31-3-2010 alle ore 07:41
Cristina mi aggiungo alla lista di richiesta copia.
m.mam@tiscali.it
Scritto il 31-3-2010 alle ore 08:21
Cristina potresti cortesemente inviarlo anche a me?
fnaxvm@tin.it
Stefano Malerba scrive:
Scritto il 31-3-2010 alle ore 08:33
puoi gentilmente mandarlo anche a me ?
studioingmalerba@gmail.com
Vedo che siamo gia’ in tanti…forse conviene pubblicarlo su qualche sito web ?
Scritto il 31-3-2010 alle ore 08:47
Qualcuno si è chiesto come vengono configurati gli impianti >20kw posti su edifici?
(es. capannoni industriali)
sarebbe improponibile e controproducente chiedere l’autorizzazione unica anche per quelli. Mi sembra di capire che la sentenza si riferisca ai soli impianti su terreno.
Scritto il 31-3-2010 alle ore 09:10
ciao Cristina, mi interessa molto quello che hai scritto. Potrei avere quell’articolo anch’io? Effettivamente sto cercando interpretazioni in merito alla retroattività delle sentenze di corte costituzionale. Ma ciò si incastra con il fatto che la DIA può essere impugnata fino a 60 gg. dopo che si sia perfezionata. Confermi.
il mio indirizzo è arch.roberto@rutassociati.it
Scritto il 31-3-2010 alle ore 09:37
Ciao Cristina, mi interessa molto il tuo elaborato potresti inviarmelo?
alessia.tarantini@gmail.com
Scritto il 31-3-2010 alle ore 10:09
Mauro per gli impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni e degli edifici in genere, secondo il DECRETO-LEGGE 25 marzo 2010, n. 40 articolo 5
, i seguenti interventi possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo:
Scritto il 31-3-2010 alle ore 10:20
Cristina aggiungi anche me negli invii del testo
vivad@libero.it
Eugenio Novario scrive:
Scritto il 31-3-2010 alle ore 10:47
Cristina puoi aggiungere anche me negli invii del testo
grazie eugenionovario@hotmail.com
CRISTAINO scrive:
Scritto il 31-3-2010 alle ore 10:56
Cristina, idem, grazie, anche se so ben altro…
crismajosol@fastwebmail.it
Scritto il 31-3-2010 alle ore 11:00
avvsignorile@libero.it
Scritto il 31-3-2010 alle ore 11:12
La sentenza è retroattiva, punto. Solo una norma ‘pirata’ può salvare capra e cavoli, e solo un coraggioso come Vendola può farla. Chi gli vieterebbe di emettere altra norma che permetterebbe la cantierizzazione e l’allaccio degli impianti? In fondo, l’art. 7 è salvo e salva il concetto della transitorietà.
Scritto il 31-3-2010 alle ore 11:15
Energie rinnovabili. Così Losappio su sentenza Corte Costituzionale
In relazione alla sentenza della Corte Costituzionale in materia di energie rinnovabili,l’assessore al Lavoro, Michele Losappio, ha diramato la seguente dichiarazione:
“La sentenza della Suprema Corte determina disorientamento nella valutazione delle sue motivazioni.
“La Corte riconosce la inosservanza del Governo Nazionale rispetto ai propri compiti e stigmatizza l’assenza di linee guida e di indirizzo per il territorio ma, di fronte a cotanta inerzia, considera improprio l’intervento delle Regioni.
“La Corte esclude che la Regione possa tutelare le aree protette e le zone di maggior valore paesaggistico e naturalistico con la proibizione ad installare parchi eolici e fotovoltaici, ma conferma l’obbligo per le imprese di passare attraverso la VIA e le Valutazioni di incidenza per ogni singolo progetto determinando nei fatti un affaticamento per gli Uffici della Regione e delle Province che nella grande maggioranza dei procedimenti porterà comunque allo stesso risultato di diniego.
“La Corte valorizza le energie alternative ma annulla la scelta della Regione di incrementarne la produzione attraverso la semplificazione delle procedure nelle aree ammesse attraverso la semplice DIA fino a 1 MW mentre da oggi in poi si tornerà ai 0,020 MW.
“Una complicazione di cui non si sentiva davvero il bisogno.”
Scritto il 31-3-2010 alle ore 11:51
Ciao Cristina, potresti inviare anche a me l’articolo del Coriere del Mezzogiorno?
lulina.lulina@gmail.com
alessaandra scrive:
Scritto il 31-3-2010 alle ore 12:57
Ciao Cristina, puoi inviare anche a me il testo?
aprontera@tiscali.it
Scritto il 31-3-2010 alle ore 14:38
ciao Cristina,potresti aggiungermi negli invii?
Scritto il 31-3-2010 alle ore 16:20
potresti gentilmente inviare l’articolo anche a me?
maurizio@lubecom.info
LucaMelano scrive:
Scritto il 31-3-2010 alle ore 17:42
Cristina per cortesia puoi inviarmi l’articolo cui ti riferisci’
lucamelano@tin.it
Scritto il 31-3-2010 alle ore 18:31
On 26 March 2010, the Italian Constitutional Court ruled that Article 3, Paragraphs 1 and 2, of Puglia Regional Law No. 31 of 2008 (“RL 31/08″) are unconstitutional. RL 31/08 governs the authorisation procedure for plants for the generation of energy from renewable sources, such as photovoltaic plants, to be constructed and operated in Puglia. This briefing analyses how the Constitutional Court’s recent ruling may affect authorisations that were approved, or are pending, in reliance upon the now unconstitutional provisions of RL 31/08. The briefing also reviews the status of the pending proceedings before the Constitutional Court in relation to Puglia Regional Law No. 1/2008, which has also been challenged as unconstitutional.
The ruling of unconstitutionality
The Constitutional Court has found that the provisions of RL 31/08 that exempted photovoltaic plants with a capacity of 1 MW or less from the requirement of obtaining a “single authorisation” are unconstitutional, insofar as they breach the principles of Italian national legislation (i.e. Legislative Decree No. 387/2003, “LD 387/03″), which exempts from this requirement exclusively plants with a capacity of 20 kW or less. While RL 31/08 provided that photovoltaic plants with a capacity of 1 MW or less could be authorised by way of DIA (rather than single authorisation), Italian LD 387/03 expressly states that photovoltaic plants with a capacity of more than 20 kW may be authorised by way of the DIA procedure only if the Ministry for Economic Development issues a specific decree, after having consulted with the Ministry of the Environment and the State-Regions Conference.
Therefore, the Constitutional Court has held that the RL 31/08 conflicts with the general principles of law. As such, Article 3, Paragraphs 1 and 2 will cease to be applicable as from the day after the Court’s ruling is published in the Italian Official Gazette.
Once the provisions of Article 3, paragraphs 1 and 2, of RL 31/08 are no longer applicable, any photovoltaic plant that has yet to be authorised in Puglia will only be eligible for authorisation by way of DIA procedure if it has a capacity of not more than 20 kW, as provided under LD 387/03 (subject to any decree by the Ministry for Economic Development allowing an ad hoc exemption). Photovoltaic plants with a capacity in excess of 20 kW will need to seek authorisation by way of single authorisation.
What happens to the DIAs filed in reliance upon RL 31/08
Any application for a DIA filed in reliance upon RL 31/08 will become invalid if still pending (i.e., the procedure is commenced but is not completed) on the day after publication of the ruling of unconstitutionality in the Official Gazette. DIAs that have been tacitly or expressly approved as of the date of publication of the ruling will not be considered pending as of that date.
An application for a DIA that has been properly filed can be deemed to be tacitly approved, and therefore no longer pending, after 30 days from the date of filing if the authorities (i) have not raised any objections during such term, (ii) have not requested any supplemental information or document, in each case assuming no intervening changes in the applicable law or zoning or other regulations that affect the DIA.
On the other hand, DIAs that have been tacitly or expressly approved prior to the day of publication of the ruling will remain valid, although subject (i) to the right of the public authority to seek annulment/revocation in self-defence and (ii) any third party judicial challenge that may be brought by an interested party if the terms for such judicial challenge have not yet elapsed.
The ruling of unconstitutionality may potentially be used as grounds by both the public authority and a third party to act in self-defence or challenge DIAs authorising construction of photovoltaic plants with a capacity in excess of 1 MW, within the limits described below.
Action by the public authority in self-defence
Under Italian legislation, an administrative act can be annulled or revoked in self-defense by the authority that issued the act or by any other public authority so empowered by the law (for the purposes of this briefing, collectively the “Public Authority”). Therefore, in light of the ruling, the Municipality that granted a DIA or the Region of Puglia, for example, could act either to revoke or to annul one or more approved DIAs, assuming the due circumstances exist.
The Public Authority can annul a DIA in self-defence when: (a) the DIA is not lawful (i.e., it is in breach of any provision of law), and (b) an actual and current public interest exists to support annulment of the DIA. The annulment in self defence has retroactive effects; therefore a DIA annulled in self-defence would be considered ineffective as from the start of the DIA process, and any effect resulting from the fact the DIA had been filed must be eliminated.
Moreover, the Public Authority can order revocation in self-defence of a DIA: (i) on grounds of intervening public interests; (ii) where there is a change in circumstances, or (iii) where there is a reassessment of the original public interest. The revocation does not have retroactive effects; therefore, a DIA that is revoked would cease to be effective only starting from the date it is revoked.
Although the ruling of unconstitutionality of RL 31/08 may be deemed to be a valid reason for the Public Authority to exercise its right to act in self-defence to annul/revoke DIAs approved in reliance of RL 31/08, the Public Authority – when deciding whether to act in self-defence – is required to consider and to assess all interests at play for all parties involved, and to balance any private interests against the public policy reasons that should justify such action in self-defence. Specifically, the Public Authority should take into account the legitimate reliance placed by the DIA holder on the validity of the approved DIA, and assess whether the public interest underlying the action in self-defence should prevail over such legitimate reliance. Therefore, the longer it is since the DIA was approved, the more weight the interest of the DIA holder, who has relied upon the DIA and begun construction of the photovoltaic plant, should have when balanced against the interests at play and the interest of the Public Authority to act in self-defence. Similarly, the closer to completion the photovoltaic plant is at the time the Public Authority evaluates whether to act in self-defence, the lower should be the risk that the Public Authority may lawfully ignore this fact and decide to annul the DIA. Finally, in relation to photovoltaic plants that are already in operation, the reliance of the DIA holder should weigh very heavily in the balance of interests, and should prevail over the interest of the Public Authority in a majority of the circumstances.
Moreover, it is reasonable to believe that, when deciding whether to act in self-defence in relation to the DIAs approved in reliance upon RL 31/08, the Public Authority will take into account the following circumstances:
(i) Although accurate data is not available, it is generally known that a large number of photovoltaic plants in Puglia have been authorised by DIAs in reliance upon RL No. 31/2008. Therefore, should the Public Authority decide to act in self-defence in relation to all such projects, it would be exposed to numerous requests for significant compensation from all operators that are affected by such self-defence actions and orders;
(ii)It has been our experience that in the Puglia Region, in the context of the DIA procedure, the operators of photovoltaic projects/plants often enter into agreements with the Municipalities where the plants are to be located. These agreements generally grant to the Municipalities favourable terms for the purchase of electricity as well as other benefits. Actions in self-defence would cause damages to these Municipalities, by effectively cancelling any benefits the Municipalities were to receive in accordance with the agreements with the operators of the plants; and
(iii) The creation of power plants fed by renewable energy sources, such as photovoltaic plants, must be favoured in response to European Union objectives setting targets for the percentage of electric energy that must be generated by renewable sources of energy; therefore, photovoltaic plants are deemed to be works for the public good. Actions in self-defence would slow Italy’s progress towards production of energy from renewable sources at the target values set by the European Union.
Should the Public Authority decide to annul or revoke a DIA in self-defence, it must begin administrative proceedings to issue a new administrative act that annuls or revokes the DIA. The Public Authority must notify the parties it knows will be affected by the proceedings, which would generally include the DIA holder, of the commencement of the administrative proceedings, unless specific circumstances exist to justify omitting notice. The noticed parties and any other interested party can take part in the proceedings, ask to review documents related to the proceedings (except those cannot be disclosed pursuant to the law), and file written briefs and documents, which the Public Authority is required to evaluate. Generally, the proceedings should conclude within 30 days.
The applicable law does not provide for any automatic indemnities to be paid by the Public Authority to the parties directly damaged by the annulment, where it annuls a DIA in self-defence. On the other hand, in case a DIA is revoked in self-defence, the Public Authority is obliged to indemnify any party directly damaged by the revocation. Should a dispute arise in relation to the amount or the payment of the relevant indemnification, a claim may be brought before the administrative court of jurisdiction.
Any interested party (e.g., the holder of a DIA) may challenge the annulment or revocation in self-defence of a DIA by the Public Authority either (i) before the administrative court of jurisdiction (judicial proceedings) or (ii) by way of an administrative complaint, alleging that the decision to annul/revoke was taken in absence of the requisites for such action. Such challenge of the annulment/revocation may also include a request to be compensated for any damages suffered as a result of having relied on the annulled/revoked DIA.
Third-party challenges to the DIA
As a general rule of law, any party that has a valid interest to defend is entitled to challenge a DIA on the grounds that it has not been lawfully approved by the relevant public authorities. In practice, such challenges are going to be brought forth by citizen action groups, neighbouring land owners, local interest groups or environmental protection associations, for example.
Where an interested party has grounds to bring a challenge, such challenge can be brought: (i) before the Regional Administrative Court (i.e., ricorso giurisdizionale al TAR) within a period of 60 days, or (ii) before the President of the Italian Republic (i.e., ricorso straordinario al Capo dello Stato) within a period of 120 days, in each case excluding the 45- day annual court system hiatus from August 1 to September 15. Because DIAs are not published, or communicated or notified to the public, these terms are deemed to begin from the date on which any third party “has become aware” that a project had been authorised by a DIA. In accordance with Ruling No. 717, issued by the Council of State (Consiglio di Stato) on 9 February 2009, this may be deemed to occur on the date when the project authorised pursuant to the DIA “reveals its essential features clearly and unambiguously”. This, therefore, may reasonably be considered to be the date when construction of the plant begins, and appropriate signs are installed at the yard informing the public that construction authorised under a DIA is starting.
Although the date of start of construction and posting of the signs will probably be the date when the applicable terms start for the vast majority of challengers, challenges past 60/120 days after the start of construction/posting of the signs remain possible, in light of subjective circumstances relating to specific claimant, who may be able prove successfully that he/she became aware of the existence of the DIA at a later date or who may claim that the project permitted under the DIA was not clearly and unambiguously discernible at the start of construction. Similarly, it may be possible for the DIA holder to successfully prove that the claimant actually became aware of the existence of a DIA at an earlier date, and thus prevent any claim filed after the terms have elapsed from such earlier date.
Because of the subjective criteria that affect the determinations of when (i) a challenger “became aware of the DIA”, and (ii) the project is revealed clearly and unambiguously, the more conservative approach considers the date of completion of the construction to be the latest moment in time when the period for challenge starts for substantially all challengers.
Any judicial or administrative claim brought before the competent authority after the expiration of the applicable 60/120-day term for challenge is considered inadmissible.
Scritto il 31-3-2010 alle ore 20:57
nel caso di impugnazioni da parte di terzi, se non ho capito male il primo giorno dopo il quale decorrono i 60/120 giorni è il giorno in cui si i terzi sono consapevoli che il progetto è stato autorizzato in DIA e quindi da esso “partono” i 60/120 giorni.
Ora mi chiedo: cosa succede, come nel mio caso, se i lavori non sono iniziati ma è stato messo un cartello di inizio lavori sul campo di interesse in cui è riportata la data di consegna della DIA, impresa esecutrice, direttore dei lavori, ecc?
Può essere considerato questo giorno come primo giorno utile alla pubblicizzazione della realizzazione dell’impianto fotovoltaico da realizzarsi?
Scritto il 31-3-2010 alle ore 21:11
Bene Cristina, davvero grazie !
Ci dai anche visibilita’ dell’articolo sul Corriere del Mezzogiorno ?
Scritto il 1-4-2010 alle ore 12:13
Un’altra considerazione a riguardo del client briefing postato da Cristina.
“The ruling of unconstitutionality may potentially be used as grounds by both the public authority and a third party to act in self-defence or challenge DIAs authorising construction of photovoltaic plants with a capacity in excess of 1 MW, within the limits described below.”
Come è possibile che una società possa aver richiesto l’autorizzazione in DIA per un impianto fotovoltaico con potenza superiore rispetto ad 1 MWp quando la LR 31/08 parla di DIA espressamente per impianti con potenza inferiore ad 1 MW?
Scritto il 1-4-2010 alle ore 14:47
Finora non ho letto di alcun accenno ai pptr. Qualcuno (una a caso: Cristina) sa che impatto potrebbero avere su una nuova domanda di A.U. per un impianto su terreno agricolo già fornito di STMG e che ha presentato la DIA ma non ancora perfezionata?
Scritto il 1-4-2010 alle ore 14:51
E’ possibile che qualcuno la traduca? Chiedo troppo?
Scritto il 1-4-2010 alle ore 15:03
caso DIA sup a 1MW, secondo me ci hanno provato e il comune non se ne è accorto
Scritto il 1-4-2010 alle ore 15:47
Stamattina sono stato in Regione a Bari ed ho scambiato qualche parola con dei tecnici. Anche loro sono nella confusione più totale ma mi hanno garantito che martedì prossimo avranno una riunione interna con la direzione per decidere cosa fare. Mi hanno detto che tendenzialmente lasciaranno inalterati gli impianti con permesso maturato e cercheranno di trovare una soluzione indolore per tutti per gli impianti che non hanno la DIA perfezionata. In tale tipologia di impianti rientrano tutti quelli che hanno avuto richieste di integrazioni dai comuni e che non hanno quindi avuto l’iter autorizzativo concluso. La loro speranza è quella di fare in modo che la conclusione dell’iter resti ai comuni per non oberarsi di lavoro, ma mi hanno anche detto che sembrerebbe (ma non è un dato certo) che l’orientamento del direttivo sia quello di imporre la migrazione verso l’AU, anche se ci sono stati dei casi (come il mio) in cui sono stati fatti i versamenti relativi ad oneri concessori vari. Resta valida la possibilità che il singolo comune prenda qualsiasi decisione in merito. Ed è quello che comunque ha sempre sostenuto la grande Cristina. Bisogna rimboccarsi le maniche e riprendere a lavorare ex nunc….scusate…ex novo…:)
Scritto il 1-4-2010 alle ore 18:03
Antonio grazie per le info forniteci..ma non capisco:
“Mi hanno detto che tendenzialmente lasciaranno inalterati gli impianti con permesso maturato e cercheranno di trovare una soluzione indolore per tutti per gli impianti che non hanno la DIA perfezionata”
“ma mi hanno anche detto che sembrerebbe (ma non è un dato certo) che l’orientamento del direttivo sia quello di imporre la migrazione verso l’AU”.
E’ come se in primo luogo tu asserisca “ora è giorno”, e dopo un istante “forse è notte fonda”.
Ritornando al nostro problema comune è che io davvero spero che restino valide almeno le DIA efficaci…speriamo bene.
Scritto il 1-4-2010 alle ore 18:10
Rimboccarsi le maniche..fosse così semplice!!
Nel mio caso mi sono quasi saltati dei contratti..
Francesco, la tua domanda è giusta. I più all’interno della regione (comprese le persone con cui ho parlato) vorrebbero questo, non fosse altro per la enorme mole di lavoro che gli arriverebbe all’improvviso, ma mi hanno anche detto che qualcuno del direttivo non lo vorrebbe. E’ l’espressione della confusione che regna. Il tutto dipende da fin dove possono far valere il discorso “ex nunc”. Comunque dopo martedì si saprà qualcosa di più certo. Speriamo bene.
Scritto il 1-4-2010 alle ore 18:12
Francesco anche io ho dei contratti ormai saltati, anche perchè nessun Istituto oggi finanzia più DIA in Italia. Nel peggiore delle ipotesi dovremmo riprendere il tutto con AU; purtroppo non possiamo farci nulla.
Scritto il 2-4-2010 alle ore 10:17
La sentenza e’ stata pubblicata il 31/3/2010 (vedere sito della Gazzetta Ufficiale http://www.gazzettaufficiale.it) pertanto e’ efficace dal 1 aprile 2010 (non l’ho scritto ieri perche’ se no poteva sembrare un pessimo scherzo).
Questo il link specifico della G.U. n. 13 del 31/3/2010 Sezione Speciale Corte Costituzionale
http://dbase.ipzs.it/cgi-free/db2www/indispol/sommario.mac/vis_sommario?SERIE=GUS1
Scritto il 2-4-2010 alle ore 10:28
grazie a tutti per la partecipazione ed i contributi.
Segnalo che con Postilla abbiamo attivato un meccanismo per la condivisione dei documenti che non si possono incollare come testo nei commenti.
Quando avete un documento da condividere speditemelo all’indirizzo francescoarecco@yahoo.it e provvederemo a porlo in condivisione (a meno che sia off topic o un virus..).
Scritto il 2-4-2010 alle ore 10:31
Si continua sul tema nel nuovo post http://francescoarecco.postilla.it/2010/04/02/sentenza-1192010-la-corte-costituzionale-ha-deciso-in-merito-al-confine-dia-au/
Scritto il 12-4-2010 alle ore 09:38
[…] post (http://francescoarecco.postilla.it/2010/01/12/26-gennaio-2010-prima-scommessa-dellanno/ e http://francescoarecco.postilla.it/2010/01/27/corte-costituzionale-e-decisione-dia-oppure-au-seconda… è la medesima seguita dalla Corte), riflettere, e dopo aver fatto qualcosa di importante per sé […]
Scritto il 2-5-2010 alle ore 11:13
salve a tutti sono un precario della sanità,in data 29/04/2010 il governo ha impugnato due leggi regionali anzi alcuni articoli in materia sanitaria e ora il futuro mio e di 8 mila lavoratori è quantomai incerto. Quanto tempo ci vorrà affinchè la corte si pronunci?questo è il l’argomento- Roma – “ILLEGITTIMO inquadramento di personale proveniente da imprese o società cooperative all’interno di società, aziende o organismi della Regione Puglia in violazione della richiamata disciplina statale in materia di stabilizzazioni; contrasto con i principi costituzionali che riservano alla competenza esclusiva dello Stato la materia dell’ordinamento civile (contratti collettivi) e con la giurisprudenza costituzionale che ha più volte ribadito come il pubblico concorso costituisca l’unica forma di reclutamento del personale idonea a garantire l’efficienza, il buon andamento e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione”: su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, il Consiglio dei Ministri riunitosi questa mattina ha deciso di impugnare presso la Corte Costituzionale due leggi della Regione Puglia in materia di organizzazione del lavoro pubblico. “In violazione del riparto di competenza tra norme statali e disciplina regionale, la legge regionale n. 4 del 2010 Legge regionale 25 febbraio 2010, n. 4 “Norme urgenti in materiaconsente infatti la stabilizzazione di oltre 8000 precari tra dirigenti medici e personale ex LSU Internalizzazioni Puglia, ‘impresa storica’ per i Democratici, l’attesa dei precari e proroga gli effetti delle procedure di stabilizzazione previste dalla precedente normativa regionale, ampliando così i destinatari delle stesse”, si legge nella nota diffusa dal CdM. La legge regionale della Puglia 4 del 2010, inoltre, consentirebbe “l’illegittimo inquadramento di personale proveniente da imprese o società cooperative all’interno di società, aziende o organismi della Regione Puglia in violazione della richiamata disciplina statale in materia di stabilizzazioni”. Questa norma si pone altresì in contrasto sia con i principi costituzionali di cui agli articoli 3, 97 e 117, secondo comma, lett. l), che riservano alla competenza esclusiva dello Stato la materia dell’ordinamento civile (contratti collettivi), sia con la giurisprudenza costituzionale che ha più volte ribadito come il pubblico concorso costituisca l’unica forma di reclutamento del personale idonea a garantire l’efficienza, il buon andamento e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione.
Scritto il 5-5-2010 alle ore 11:17
Ragazzi tranquilli e ottimismo…a prescindere dal caos causato da chi sappiamo…le nostre istituzioni faranno in modo che molto, ma molto sarà salvato…gli interessi son troppi…si parla di 30.000 posti di lavoro a rischio….
Scritto il 19-5-2010 alle ore 21:58
qualcuno ha degli aggiornamenti?
A giorni si esprimeranno al tar per un mio progetto protocollato nel luglio del 2009…mahhh!?
complimenti per il blog, indispensabile
paolo sansò scrive:
Scritto il 8-6-2010 alle ore 09:46
avrei una domanda da sottoporre
la regione puglia con l’art. 3 comma 40 della legge40/07 ha stabilito la stabilizzazione dei precari dirigenti della sanità, tale comma è al vaglio della corte costituzionale inviatagli dal tar lecce x un ricorso fatto da un dipendente asl lecce.
il mio quesito è il seguente: se la corte costituzionale, come pare, dichiarerà illeggittimo il comma citato, per i dipendenti d altre asl assunti a tempo indeterminato dopo prova selettiva interna ai sensi della stessa legge, tale sentenza avrà effetto retroattivo e verranno quindi licenziati?
vincenzo scarano scrive:
Scritto il 8-6-2010 alle ore 17:41
vorrei sapere se gli impianti fotovoltaici in calabria con soglia minore di 1 MW vanno in DIA o AU grazie il blog è ottimo ci sono molti commenti centrati e approfonditi saluti Vincenzo
Scritto il 9-6-2010 alle ore 18:29
Qualcuno ha novità in merito alla comunitaria 2009?
Scritto il 10-6-2010 alle ore 13:25
Vi segnalo questo articolo sulla legge comunitaria 2009; è stata firmata dal presidente Napolitano il 4 giugno ma non ancora pubblicata
Pardon: http://www.distrettoenergierinnovabili.it/der/geonews/varata-la-legge-comunitaria-che-detta-i-principi-e-criteri-per-lattuazione-della-direttiva-2009-28-ce-in-materia-di-energia/
ing. Umberto Piacquadio scrive:
Scritto il 15-6-2010 alle ore 12:12
E’ in arrivo il ddl S 2163 per l’estensione della DIA fino ad 1 MW.
link: http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/35365.htm
Scritto il 15-6-2010 alle ore 12:18
Caro Umberto la notizia l’ho vista, a questo punto intuisco che la comunitaria non serve senza il DDl S 2163…o sbaglio?
Gianni Murano scrive:
Scritto il 7-8-2010 alle ore 11:58
Cerco di vendere autorizzazioni per 21 MW cantieraili in Basilicata per impianti fotovoltaici su serre (da realizzare). E’ stata utilizzata la L. reg. n. 31 ed abbiamo fatto lo screening per impianti e cavidotto e abbiamo i permessi a costruire e tutti i nulla osta. Pensi che siano autorizzazioni “forti”? Grazie e complimenti
gianfranco56 scrive:
Scritto il 21-9-2010 alle ore 10:01
Mi pare che la vicenda sia giunta al suo epilogo, con la Sentenza della C.C. n° 119/2010.

References: sentenza 
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e contrario
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 articolo 5
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