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Timestamp: 2020-06-04 08:24:11+00:00

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Fusione Comuni – Referendum? Si! Se necessario.
Franco Galzarano 30 Marzo 2018	Mangone e Dintorni Lascia un commento 293 Visualizzazioni
L’art. 75 della nostra Costituzione prevede, limitatamente ad alcune materie, il referendum ovvero un’espressione di democrazia diretta. Attraverso tale istituto il popolo, più propriamente gli elettori, applicano il principio di sovranità popolare sia in riferimento alla legge ordinaria, sia riguardo alla legge costituzionale. Nel primo caso si parla di referendum abrogativo in quanto il popolo può abrogare interamente o parzialmente una legge. Il referendum può essere richiesto da 500.000 elettori oppure da 5 Consigli Regionali. Perché possa ritenersi valido occorre una doppia maggioranza: la prima relativamente al numero degli elettori partecipanti che abbiano diritto al voto e l’altra al numero dei voti validamente espressi. Anche le leggi costituzionali possono essere sottoposte a referendum ma qui tralasciamo. Ci occuperemo invece del referendum consultivo a cui possono far ricorso i cittadini di quei comuni che gradirebbero fondersi in un unico ente e dar vita così ad un nuovo comune. Passiamo ora in esame l’art.5 della L.R. in materia di fusione e in particolare il comma 3 che testualmente recita: “l’istituzione di un nuovo Comune mediante fusione di uno o più contermini deve essere preceduta da un referendum sulle delibere consiliari di fusione svolto secondo le vigenti disposizioni legislative regionali.”
L’art.40 è ancora più esplicito: “Prima di procedere all’approvazione di ogni progetto di legge che comporti l’istituzione di nuovi Comuni ovvero mutamenti delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali, il Consiglio regionale delibera l’effettuazione del referendum consultivo obbligatorio.”
Ciò posto, esaminiamo gli Statuti di quei comuni che gravitano su Piano Lago ipotizzando l’eventualità di una fusione attraverso la volontà popolare. Oggetto della nostra analisi è dunque la parte che include la partecipazione popolare attraverso la richiesta e l’indizione di un referendum consultivo.
Per far ciò ci serviremo di dati estrapolati dal sito ufficiale del Ministero degli Interni aggiornati al 5 marzo 2018 in seguito ai risultati delle elezioni politiche del 2018 prendendo come base il numero degli elettori aventi diritto al voto e il collegio uninominale per la Camere dei deputati.
Ora prima di inserire i dati in tabella vediamo comune per comune le indicazioni dei rispettivi comuni ai fini di un referendum:
BELSITO: Art. 49 Azione referendaria: Un numero di elettori residenti non inferiore al 40% degli iscritti nelle liste elettorali può chiedere che vengano indetti referendum in tutte le materie di competenza comunale. Art. 51 Il quesito sottoposto a referendum è approvato se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli elettori aventi diritto e se raggiunta su di esso la maggioranza dei voti validamente espressi
CARPANZANO: Art.50 Referendum consultivo: l’iniziativa può essere presa dal Consiglio comunale o da 1/3 del corpo elettorale.
CELLARA: Art.88 Richiesta referendum (da un minimo di 9 consiglio comun. Oppure da ¼ degli elettori del comune”).
FIGLINE V.RO: Artt. Art.49 Referendum: (può essere richiesto dal 35% degli elettori iscritti nelle liste elettorali e d è valido se alla consultazione ha partecipato la metà + 1 degli aventi diritto al voto).
MANGONE: È sufficiente un ventesimo degli elettori iscritti al 1° gennaio ed è valido se almeno la (metà +1) degli aventi diritto ha partecipato al voto.
MARZI: Art.75: CAPO X (Istituti di partecipazione): Art.84: Referendum – Comma 2; Il referendum può essere richiesto dal 20% del corpo elettorale. Art.85 comma2: la richiesta referendaria deve pervenire al sindaco entro le ore 12 del 31 dicembre. Art.86 comma 4: È obbligatorio lo svolgimento del referendum prima di procedere alla costituzione di unione o fusione con altro comune.
PATERNO CALABRO: Art.36 Referendum: deve essere richiesto dal 30% degli iscritti alle liste elettorali e si ritiene valido se avrà partecipato alla consultazione la (metà+1) degli aventi diritto al voto.
PIANE CRATI: Art.90 Referendum consultivo: può essere “deliberato a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al comune oppure dal 20% del corpo elettorale” e sarà valido se avrà partecipato la metà+1 degli elettori aventi diritto al voto”.
ROGLIANO: Artt.93 e 94 Referendum (20% della popolazione residente al 31 dicembre) e si ritiene valido se si raggiunge la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto
SANTO STEFANO DI R. “Art.32 I referendum consultivi ed abrogativi sono indetti dal Sindaco su iniziativa del Consiglio Comunale, assunta a maggioranza di almeno due terzi dei componenti, o su richiesta di almeno un decimo dei cittadini che risultino iscritti nelle liste elettorali al momento dell’inizio della raccolta delle firme”.
Abitanti Elettori
5 marzo Votanti
Belsito 923 773 542 40
Carpanzano 251 221 33,3
Cellara 504 427 333 25
Figline V.ro 1.137 950 702 35
Mangone 1.891 1.552 1.123 20
Marzi 982 782 562 20
Paterno Cal. 1.398 1.144 808 30
Piane Crati 1.423 1.171 859 20
Rogliano 5.637 4.661 3.465 20
S.Stefano di R. 1.725 1.352 1.040 10
Ciò detto, ricorrere al referendum per quanto possa sembrare semplice presenta degli aspetti da non sottovalutare; potrebbe essere visto, dagli amministratori in carica come un tentativo di delegittimazione delle loro prerogative. Quindi se pur legittimo poiché sancito dalla Costituzione, se non trova il favore di chi amministra la cosa pubblica potrebbe avere un iter complicato e un esito tutt’altro che positivo! Ciò comporterebbe che un nuovo referendum per riproporre la stessa materia si potrà rifare ma dopo alcuni anni con grave dispendio di tempo.
Per questa ragione, meglio ricorrere al referendum come ultima ratio ma non prima di intraprendere un dialogo serio e costruttivo con gli amministratori in carica che allo stato non sembra trovino stimoli sufficienti per avviare un discorso serio e concreto per una eventuale fusione tra comuni tranne alcune eccezioni!
P.S. L’immagine è stata ritagliata da google maps e non appaiono i comuni di Cellara e Carpanzano. Cosa questa assolutamente non voluta ma dovuta al fatto che nel ridurla per adeguarla all’articolo, i nomi dei due comuni sono finiti fuori campo.
Venerdì 28 Giugno, in un salone gremito a grappolo, si è svolto il concerto di …
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References: Art. 49
 Art. 51
 Art.50
 Art.88
 Art.49
 Art.75
 Art.84
 Art.85
 Art.86
 Art.36
 Art.90