Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/586
Timestamp: 2020-07-15 16:46:50+00:00

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I. Avvenuto il versamento del prezzo, il giudice dell'esecuzione può sospendere la vendita quando ritiene che il prezzo offerto sia notevolmente inferiore a quello giusto, ovvero pronunciare decreto col quale trasferisce all'aggiudicatario il bene espropriato ripetendo la descrizione contenuta nell'ordinanza che dispone la vendita e ordinando che si cancellino le trascrizioni dei pignoramenti e le iscrizioni ipotecarie, se queste ultime non si riferiscono a obbligazioni assuntesi dall'aggiudicatario a norma dell'articolo 508. Il giudice con il decreto ordina anche la cancellazione delle trascrizioni dei pignoramenti e delle iscrizioni ipotecarie successive alla trascrizione del pignoramento (1).
II. Il decreto contiene altresì l'ingiunzione al debitore o al custode di rilasciare l'immobile venduto.
III. Esso costituisce titolo per la trascrizione della vendita sui libri fondiari e titolo esecutivo per il rilascio.
(1) Periodo aggiunto, in sede di conversione, dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. con modif., in l. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dall'art. 1, comma 3, lett. o) l. 28 dicembre 2005, n. 263, con effetto dal con effetto dal 1 marzo 2006.
Esecuzione forzata - Immobiliare - Vendita - Inadempienza dell'aggiudicatario - Proroga del termine per il versamento del prezzo - Onere di proporre opposizione agli atti esecutivi - Decorrenza del termine dal decreto di trasferimento - Esclusione - Fondamento.
In tema di espropriazione immobiliare, il termine per proporre opposizione agli atti esecutivi avverso il provvedimento del giudice dell'esecuzione che, su richiesta dell'aggiudicatario, abbia prorogato il termine per il versamento del prezzo decorre dall'adozione del provvedimento stesso ovvero dal rigetto dell'istanza per la sua revoca e non dall'emissione del decreto di trasferimento, in quanto non può essere invocata la nullità dell'atto susseguente se non è stato fatto valere il vizio dell'atto presupposto, salvo che l'opponente abbia incolpevolmente ignorato l'esistenza di quest'ultimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 10 Dicembre 2019, n. 32136. Segue...
Vendita fallimentare attuata in forma contrattuale - Esecuzione in forma specifica di contratto preliminare ex art. 2932 c.c. - Cancellazione da parte del G.D. delle iscrizioni ipotecarie - Applicabilità dell'art. 108, comma 2, l.fall. - Esclusione.
L’interpretazione sistematica delle disposizioni della legge fallimentare in materia di liquidazione dell’attivo induce a ritenere che il potere di cancellazione delle iscrizioni ipotecarie previsto dall'art. 108, comma 2, l.fall., possa essere esercitato dal giudice delegato soltanto quando il trasferimento dell'immobile sia stato disposto con le modalità di cui all’art. 107 l. fall. e cioè, anche mediante contratto di diritto privato, ma all’esito di una procedura competitiva che consenta, in ogni caso, il realizzo del miglior prezzo a tutela delle ragioni del creditore ipotecario.
[Nel caso di specie, il tribunale ha negato che il giudice delegato possa cancellare l’ipoteca in presenza di trasferimento dell’immobile disposta da sentenza ex art. 2932 c.c.) (Giuseppe Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 04 Dicembre 2019. Segue...
Opposizione agli atti esecutivi - Litisconsorzio necessario - Verifica della necessità di integrazione del contraddittorio - Momento rilevante - Proposizione dell'opposizione - Fattispecie.
Nelle opposizioni agli atti esecutivi, la necessità di integrare il contraddittorio con tutti i soggetti controinteressati rispetto all'azione spiegata dall'opponente, nel rispetto della regola del litisconsorzio necessario, deve essere verificata con riferimento al momento della proposizione della domanda. (Nella specie, la S.C. ha escluso che il contraddittorio tra il debitore opponente, il creditore procedente e quelli intervenuti, dovesse essere esteso anche all'aggiudicatario, essendo l'aggiudicazione intervenuta dopo la proposizione dell'opposizione.) (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Giugno 2019, n. 17441. Segue...
Esecuzione immobiliare – Delega delle operazioni di vendita – Reclamo avverso gli atti del delegato – Reclamo al collegio avverso gli atti pronunciati dal Giudice dell’esecuzione – Provvedimento privo di natura decisoria e di definitività – Inammissibilità del ricorso straordinario avverso provvedimento di reclamo ex art. 591 ter c.p.c..
(a) tutti gli atti del professionista delegato sono reclamabili dinanzi al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 591 ter c.p.c.;
(b) gli atti coi quali il giudice dell'esecuzione dia istruzioni al professionista delegato o decida sul reclamo avverso gli atti di questi hanno contenuto meramente ordinatorio e non vincolano il giudice dell'esecuzione nell'adozione dei successivi provvedimenti della procedura;
(c) il reclamo al collegio avverso gli atti suddetti del giudice dell'esecuzione mette capo ad un provvedimento che non ha natura decisoria e non è suscettibile di passare in giudicato;
(d) eventuali nullità verificatesi nel corso delle operazioni delegate al professionista, e non rilevate nel procedimento di reclamo ex art. 591 ter c.p.c., potranno essere fatte valere impugnando ai sensi dell'art. 617 c.p.c. il primo provvedimento successivo adottato dal giudice dell'esecuzione. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 09 Maggio 2019, n. 12238. Segue...
Espropriazione forzata – Beni immobili – Sequestro penale o confisca – Prevalenza dell’interesse dell’aggiudicatario del bene.
Espropriazione forzata - Tutela dell'aggiudicatario - Interesse pubblico alla stabilità degli effetti delle vendite giudiziarie.
Esecuzione forzata – Decreto di trasferimento – Natura – Definitività.
Il decreto di trasferimento di cui all’art. 586 c.p.c. va considerato atto “definitivo” ai sensi dell’art. 2884 c.c. e, come tale, idoneo a consentire l’esecuzione immediata dell’ordine di cancellazione delle formalità pregiudizievoli in esso contenute.
[Nel caso di specie, il conservatore dei registri immobiliari aveva rifiutato di annotare l’ordine di cancellazione delle formalità pregiudizievoli adducendo l’impugnabilità del provvedimento con reclamo ex art. 26 l.f.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 03 Settembre 2018. Segue...
Espropriazione relativa a crediti fondiari ex art. 41 del d.lgs. n. 385 del 1993 - Mancato pagamento del prezzo da parte dell'aggiudicatario - Conseguenze - Accollo - Efficacia subordinata al decreto di trasferimento - Conseguenze - Fattispecie.
In tema di espropriazione relativa a crediti fondiari di cui all'art. 41, d.lgs. n. 385 del 1993, l'efficacia del contratto di accollo del mutuo intervenuto tra la banca e l'aggiudicatario è subordinata al decreto di trasferimento di cui all'art. 586 c.p.c.con la conseguenza che, nel caso in cui esso non sia stato emesso, le parti possono accordarsi per sciogliere detto contratto per mutuo dissenso e legittimare la restituzione della somma in favore dell'aggiudicatario decaduto. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza del Tribunale di rigetto dell'opposizione agli atti esecutivi promossa avverso il provvedimento con cui il giudice dell'esecuzione aveva ordinato al creditore fondiario la restituzione delle somme versate dalla aggiudicataria provvisoria, poi dichiarata decaduta, per essere scaduti i termini di pagamento del prezzo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 09 Agosto 2018, n. 20702. Segue...
Esecuzione forzata - Identificazione dei beni trasferiti - Riferimento alle indicazioni del decreto di trasferimento - Necessità - Inclusione dei beni ex art. 2912 c.c. - Sussistenza - Costruzione abusiva eretta su terreno trasferito - Omessa esplicita indicazione nel decreto di trasferimento - Irrilevanza - Ragioni - Fattispecie.
In materia di esecuzione forzata, i beni trasferiti a conclusione di un'espropriazione immobiliare sono quelli di cui alle indicazioni del decreto di trasferimento emesso ex art. 586 c.p.c., cui vanno aggiunti quei beni ai quali gli effetti del pignoramento si estendono automaticamente, ai sensi dell'art. 2912 c.c., come accessori, pertinenze, frutti, miglioramenti ed addizioni, e quei beni che, pur non espressamente menzionati nel predetto decreto, siano uniti fisicamente alla cosa principale, sì da costituirne parte integrante, come le accessioni propriamente dette; sicché, il trasferimento di un terreno all'esito di procedura esecutiva comporta, in difetto di espressa previsione contraria, il trasferimento del fabbricato insistente su di esso, ancorché abusivo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva rigettato la domanda di convalida di sfratto, risoluzione del contratto di locazione, rilascio dell'immobile e pagamento dei canoni, proposta dall'esecutato nei confronti dell'avente causa dell'aggiudicatario del terreno in forza di procedura esecutiva, in quanto l'acquisto del terreno aveva comportato, per accessione, anche il trasferimento del capannone abusivo non sanabile su di esso costruito, non rilevando l'omessa menzione dell’immobile tanto nel bando di vendita quanto nel decreto di trasferimento del terreno). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Giugno 2018, n. 17041. Segue...
Poprietà - Azioni a difesa della proprietà - Rivendicazione - Identificazione dei fondi - Controversia in ordine ad una porzione di beni immobili espropriati in danno di un fallito ed aggiudicati a due distinti soggetti - Accertamento della proprietà rispettiva da parte del giudice - Criteri.
Qualora due aggiudicatari di beni immobili, espropriati in danno di un fallito, controvertano in ordine ad una porzione dei beni medesimi, il giudice del merito adito, sia con opposizione all’esecuzione dei decreti di aggiudicazione e trasferimento, sia con azione di rivendica o accertamento della proprietà, può e deve procedere all'interpretazione dei detti titoli, al fine di stabilirne l'esatta portata e di individuare i beni che ne formano oggetto, facendo ricorso, in caso d'insufficienza o contraddittorietà degli elementi in essi contenuti, agli altri atti della procedura espropriativa e, in particolare, ai provvedimenti di vendita ed ai relativi bandi. Ove, poi, la relativa indagine non consenta di pervenire a risultati certi ed univoci in ordine all'estensione ed ai limiti dell'effetto traslativo, i dati emergenti dagli atti anzidetti dovranno da detto giudice essere integrati con tutti gli altri elementi utili al fine dell'esatta individuazione dei beni trasferiti, quali estremi catastali, soggetti e proprietà confinanti, e, in generale, da qualsiasi altra fonte di prova acquisita al processo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 19 Gennaio 2018, n. 1361. Segue...
Procedure esecutive e concorsuali - Trasferimento di immobili abusivi - Ammissibilità.
Le nullità di cui al secondo comma dell'articolo 40 della legge 28 febbraio 1985 n. 47, conseguenti alla mancata indicazione della licenza o della concessione ad edificare, non si applicano ai trasferimenti derivanti da procedure esecutive immobiliari individuali o concorsuali nonchè a quelli derivanti da procedure di amministrazione straordinaria e di liquidazione coatta amministrativa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 01 Ottobre 2015. Segue...
Esecuzione forzata - Vendita - Sospensione - Prezzo notevolmente inferiore a quello giusto - Condizioni.
Il potere di sospendere la vendita, attribuito dall'art. 586 c.p.c. (nel testo novellato dall'art. 19 bis della legge n. 203 del 1991) al giudice dell'esecuzione dopo l'aggiudicazione perché il prezzo offerto è notevolmente inferiore a quello giusto, può essere esercitato allorquando: a) si verifichino fatti nuovi successivi all'aggiudicazione; b) emerga che nel procedimento di vendita si siano verificate interferenze illecite di natura criminale che abbiano influenzato il procedimento, ivi compresa la stima stessa; c) il prezzo fissato nella stima posta a base della vendita sia stato frutto di dolo scoperto dopo l'aggiudicazione; d) vengano prospettati, da una parte del processo esecutivo, fatti o elementi che essa sola conosceva anteriormente all'aggiudicazione, non conosciuti né conoscibili dalle altre parti prima di essa, purché costoro li facciano propri, adducendo tale tardiva acquisizione di conoscenza come sola ragione giustificativa per l'esercizio del potere del giudice dell'esecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 21 Settembre 2015, n. 18451. Segue...
Sequestro di prevenzione ex d.lgs n. 159 del 2011 - Rapporto con l'espropriazione individuale - Bene già aggiudicato all'acquirente per il quale non sia ancora stato emesso il decreto di trasferimento - Improseguibilità della procedura - Revoca dell'aggiudicazione - Restituzione agli aggiudicatari delle somme versate a saldo prezzo.
Qualora venga sottoposto a sequestro di prevenzione (cui sia applicabile il decreto legislativo n. 159 del 2011 - cd. codice o testo unico antimafia) un bene già aggiudicato in sede di espropriazione individuale e per il quale non sia ancora stato emesso il relativo decreto di trasferimento, il giudice dell'esecuzione dichiara l'improseguibilità della procedura esecutiva ai sensi dell'articolo 55 del decreto legislativo citato, revoca l'aggiudicazione dei beni dei quali è stato disposto il sequestro di prevenzione e, qualora sia stato effettuato il pagamento a favore del creditore fondiario, ordina a questi la restituzione in favore degli aggiudicatari delle somme versate a titolo di saldo prezzo, liquidando infine i compensi in favore del custode giudiziario e del delegato alle operazioni di vendita.
Prima del loro deposito in cancelleria, i decreti di trasferimento sono da considerarsi alla stregua di mere bozze informali, prive di alcuna valenza giuridica, essendo principio generale che, in mancanza di attestazione di deposito, l'atto del giudice non assurge alla dignità di provvedimento o quantomeno è privo di qualsivoglia rilevanza processuale. Ne consegue che non è in alcun modo sindacabile la scelta del giudice di non provvedere al deposito in cancelleria del suo provvedimento, o quanto meno la stessa non integra una revoca del medesimo.
Nell'ambito della procedura di espropriazione individuale, è il decreto di trasferimento del giudice, il quale ha natura di atto esecutivo, che determina l'effetto traslativo del diritto, ai sensi dell'articolo 586 c.p.c., a favore dell'aggiudicatario, il quale, prima della pronuncia di detto decreto, non può considerarsi titolare di un diritto al trasferimento ma piuttosto titolare di un mero interesse o aspettativa alla definizione della vendita nel rispetto dei limiti, delle condizioni e delle regole previste dall'ordinamento giuridico.
La materia dei rapporti fra misure di prevenzione patrimoniali e altri vincoli di natura civilistica è ormai improntata alla regola della tendenziale prevalenza della prima sui secondi, tenuto conto del preminente interesse dell'ordinamento - una volta riscontrati i presupposti per la sottoposizione di un bene a sequestro - a concentrare in sede penale sia ogni questione relativa all'accertamento e alla tutela dei possibili diritti dei terzi sul bene (tramite l'accertamento della buona fede e l'ammissione del credito ai sensi degli articoli 52 e seguenti del decreto legislativo n. 559 del 2011), sia la scelta delle modalità di liquidazione del bene (è indicativo, infatti, che l'articolo 48 del d.lgs citato, pur prevedendo la possibilità di alienazione a terzi del bene confiscato, limiti significativamente le prospettive di liquidazione subordinandole ad una verifica della meritevolezza dell'assegnatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 06 Marzo 2015. Segue...
Vendita immobiliare all’asta – Sospensione..
A seguito di svolgimento di cinque aste senza aggiudicazione, va giudicato assolutamente ingiusto e inaccettabile un ulteriore abbattimento del prezzo di vendita che finirebbe con il consentire una svendita a prezzo vile della proprietà della parte debitrice, con il rischio di danneggiare il ceto creditorio; ciò, in conformità all’art. 586 c.p.c., a mente del quale “avvenuto il versamento del prezzo il giudice dell’esecuzione può sospendere la vendita quando ritiene che il prezzo offerto sia notevolmente inferiore a quello giusto”. A determinare una tale (non infrequente) situazione è la particolarissima situazione economica in cui è venuta a trovarsi l’Italia e la crisi profonda in cui versa il mercato immobiliare, che ha ad oggetto un bene notoriamente preso di mira da sempre più pesanti imposte ed oneri, diretti ed indiretti. In considerazione degli anni trascorsi dall’inizio della gravissima crisi economica che affligge il Paese può reputarsi ottimisticamente congruo un differimento di dodici mesi per tentare una nuova asta a un prezzo diverso e migliore. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 09 Maggio 2013. Segue...
L'art. 586 c.p.c. è ispirato alla stessa ratio dell'art. 108 l.f., per cui il potere di sospensione della vendita è subordinato, nella sua legittimità, alla sola condizione della correlazione con una ritenuta sproporzione tra prezzo di aggiudicazione e giusto prezzo, senza che rilevi l'accertamento, peraltro ben difficilmente attuabile, di ipotetiche illecite interferenze nel procedimento di vendita. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 18 Luglio 2011. Segue...
Azioni a difesa del possesso - Reintegrazione da spoglio - Atto di spoglio - "Animus spoliandi" - Spoglio alla presenza od autorizzato da pubblici ufficiali - Decreto di aggiudicazione nella espropriazione immobiliare - Natura - Titolo esecutivo - Efficacia soggettiva - Nei confronti del debitore esecutato e del possessore e detentore dell'immobile - Condizioni - Conseguenze in ordine alla configurabilità di uno spoglio a mezzo dell'ufficiale giudiziario..
Nell'espropriazione forzata immobiliare, il decreto di trasferimento di cui all'art. 586 cod. proc. civ. costituisce titolo esecutivo per il rilascio dell'immobile espropriato, in favore dell'aggiudicatario al quale l'immobile è stato trasferito, non solo nei riguardi del debitore esecutato ma anche nei confronti di chi si trovi nel possesso o nella detenzione dell'immobile medesimo, senza che vi corrisponda una situazione di diritto soggettivo (reale o personale) già opponibile al creditore pignorante ed ai creditori intervenuti e in quanto tale opponibile anche all'aggiudicatario cui l'immobile è stato trasferito "iussu iudicis". Ne consegue che perché lo svolgimento dell'attività esecutiva dia luogo ad uno spoglio a mezzo di ufficiale giudiziario è necessario che il titolo in forza del quale si procede non abbia efficacia contro il possessore e che l'intervento dell'ufficiale giudiziario sia stato maliziosamente provocato da colui che ha richiesto l'esecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Agosto 2007, n. 18179. Segue...
Esecuzione forzata immobiliare - Vendita - Trasferimento - Mancato versamento del prezzo secondo le modalità indicate nell'ordinanza di vendita - Revocabilità del decreto di trasferimento - Sussistenza.
Il decreto di trasferimento indicato dall'art. 586 cod. proc. civ. è atto del processo esecutivo che può essere revocato dal giudice dell'esecuzione quando questo accerti che, prima della sua emanazione, non è stato versato il prezzo dell'aggiudicazione con le modalità indicate nell'ordinanza di vendita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Agosto 1997, n. 7749. Segue...

References: art. 2932
 sentenza 
 art. 2932
 art. 591
 art. 591
 art. 26
 art. 41
 sentenza 
 art. 2912
 art. 586
 sentenza