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Timestamp: 2020-08-03 18:14:22+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2016 del 26/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2016 del 26/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/01/2017, (ud. 06/10/2016, dep.26/01/2017), n. 2016
sul ricorso 20490-2015 proposto da:
T.J.S., ((OMISSIS)), in qualità di genitore
esercente la potestà sul minore P.K., elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA TARVISIO, 1, presso lo studio dell’avvocato
FRANCESCO BARBIERI, rappresentata e difesa dagli avvocati FRANCESCO
MACCARONE e PASQUALE ANDRIZZI, giusta procura speciale in calce al
in persona del Direttore Assistenza e invalidità Civile, delegato
dal Presidente e legale rappresentante pro tempore elettivamente
Centrale dell’Istituto Medesimo, rappresentato e difeso dagli
avvocati MAURO RICCI, EMANUELA CAPANNOLO e CLEMENTINA PULLI, giusta
avverso il decreto del TRIBUNALE di VIBO VALENTIA, emesso il
27/1/2015 e depositato il 28/1/2015;
6/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CATERINA MAROTTA;
udito l’Avvocato CLEMENTINA PULLI, per il resistente, che si riporta
“Con ricorso del 16/1/2013, T.J.S., nella qualità di genitore esercente la potestà sul minore P.K., presentava istanza per accertamento tecnico preventivo, ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., per la verifica della condizione di invalido del minore con difficoltà persistenti a compiere i compiti e le funzioni proprie dell’età ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità di frequenza (già in godimento e revocata a seguito della visita straordinaria di verifica in data (OMISSIS)). Il c.t.u. officiato accertava la sussistenza del requisito sanitario con decorrenza dalla visita di verifica del (OMISSIS). Avverso tali conclusioni non venivano mosse contestazioni. Il Tribunale, con decreto ai sensi dell’445 bis c.p.c., comma 5, omologava l’accertamento relativo requisito sanitario. Con lo stesso decreto il Giudice compensava tra le parti le spese di lite e poneva a carico dell’I.N.P.S. le spese della c.t.u., liquidate come da separato decreto.
Con ricorso straordinario ex art. 111 Cost., T.J.S. impugna la pronuncia suddetta.
Con il motivo la ricorrente censura la sentenza per violazione dell’art. 91 c.p.c., art. 92 c.p.c., comma 2, e art. 113 c.p.c. in relazione all’art. 445 bis c.p.c., comma 5; lamenta che la Corte territoriale, a fronte di una consulenza totalmente favorevole alla parte istante, non abbia fatto applicazione del principio della soccombenza ed abbia disposto la compensazione delle spese senza alcuna motivazione atta a giustificare la deroga rispetto all’ordinario criterio.
Il ricorso è ammissibile sulla scorta di quanto già affermato dalla giurisprudenza di questa Corte Suprema (cfr. Cass. n. 6084/14, cui si rinvia in parte qua), perchè, là dove statuisce sulle spese, costituisce un provvedimento definitivo, di carattere decisorio, che incide indubbiamente sui diritti patrimoniali e che è non soggetto ad impugnazione in altre sedi.
La pronuncia sulle spese dell’ATP ex art. 445 bis c.p.c. è esplicitamente prevista dal comma 5 cit. art., ma deve pur sempre coordinarsi con i criteri di cui agli artt. 91 c.p.c. e ss., in primis con il principio della soccombenza.
Nel caso in esame, il giudizio è stato instaurato con ricorso depositato dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia il 16/1/2013 e, dunque, opera la modifica introdotta dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 45, comma 11, che – per i giudizi instaurati successivamente alla sua entrata in vigore -, intervenendo nuovamente sull’art. 92 c.p.c., comma 2 dopo la novella di cui alla L. 28 dicembre 2005, n. 263, art. 2, comma 1, lett. a), già applicabile ai procedimenti instaurati a far data dal 1 marzo 2006 (art. 2, comma 4cit. Legge, come mod. dal D.L. 30 dicembre 2005, n. 273, art. 39 quater conv. con mod. nella L. 23 febbraio 2006, n. 51), ha previsto che “se vi è soccombenza reciproca o concorrono altre gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione, il giudice può compensare, parzialmente o per intero, le spese fra le parti”.
Il testo della norma applicabile ratione temporis alla fattispecie, ossia la versione introdotta dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 45, comma 11, consente, come detto, la compensazione solo in presenza di soccombenza o nel concorso di “altre gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione”. La locuzione “gravi ed eccezionali ragioni” è stata ricondotta – nell’interpretazione offerta dalle Sezioni Unite di questa Corte – nell’alveo delle ‘norme elastichè, quale clausola generale che il legislatore ha previsto per adeguarla ad un dato contesto storico-sociale o a speciali situazioni, non esattamente ed efficacemente determinabili a priori, ma da specificare in via interpretativa da parte del giudice del merito, con un giudizio censurabile in sede di legittimità, in quanto fondato su norme giuridiche (Cass., Sez. Un., 22 febbraio 2012, n. 2572).
Nel caso in esame la disposta compensazione sulle spese non è sorretta da alcuna motivazione il che senza dubbio integra la denunciata violazione di legge.
In conclusione, si propone l’accoglimento del ricorso e la cassazione del decreto di omologa nella parte relativa alla regolamentazione delle spese processuali; il tutto con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5. Valuterà il Collegio se la causa possa essere decisa nel merito ex art. 384 c.p.c.”.
2 – Non solo state depositate memorie ex art. 380 bis c.p.c., comma 2.
4 – Da tanto consegue che il ricorso deve essere accolto ed il decreto di omologa cassato in parte qua; considerato che per la decisione della causa nel merito, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., la sufficienza degli accertamenti di fatto deve emergere dal provvedimento impugnato (Cass. 13 settembre 2013, n. 21045), condizione, questa, insussistente nel caso di specie, va disposto il rinvio al Tribunale di Vibo Valentia che, in diversa composizione, procederà ad una nuova regolamentazione delle spese del procedimento per a.t.p. e provvederà anche su quelle del presente giudizi() di legittimità.
La Corte accoglie il ricorso, cassa il decreto di omologa impugnato e rinvia, anche per le spese, al Tribunale di Vibo Valentia, in diversa composizione.
Dispone che, in caso di diffusione del presente provvedimento, siano omesse le generalità e gli altri dati identificativi a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, artt. 50 e 52.

References: Sentenza 
 art. 111
 sentenza 
 art. 92
 art. 113
 Cass. 
 art. 445
 art. 45
 art. 2
 art. 39
 art. 45
 art. 384
 art. 380