Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=328
Timestamp: 2020-02-27 08:25:23+00:00

Document:
Sentenza 328/2011 (ECLI:IT:COST:2011:328)
Udienza Pubblica del 04/10/2011; Decisione del 22/11/2011
Deposito del 07/12/2011; Pubblicazione in G. U. 14/12/2011 n. 52
Norme impugnate: Legge della Regione autonoma della Sardegna 09/08/2002, n. 14; art. 40, c. 3° decreto legislativo 12/04/2006, n. 163.
Massime: 35988 35989 35990 35991 35992
Atti decisi: ordd. 22 e 52/2011
Massima n. 35988 Massima successiva
Appalti pubblici - Norme della Regione Sardegna - Sistema di qualificazione regionale delle imprese per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici di interesse regionale, con istituzione di un apposito Albo Regionale Appaltatori (A.R.A.) - Asserita violazione dello statuto speciale della Regione Sardegna nonché del principio di tutela della concorrenza - Formulazione ancipite della questione, con conseguente perplessità della motivazione sulla rilevanza della stessa - Inammissibilità.
E' inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 40, comma 3, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nella parte in cui stabilisce che il sistema di qualificazione delle imprese per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici è attuato solo da «organismi di diritto privato di attestazione, appositamente autorizzati dall'Autorità», sollevata, in relazione all'art. 3, lettera e), della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna), dal Tribunale amministrativo regionale per la Regione Sardegna posto che il giudice a quo solleva due questioni di legittimità costituzionale alternative, frutto di due percorsi interpretativi opposti, senza minimamente optare per alcuno dei due.
legge della Regione autonoma Sardegna 09/08/2002 n. 14
statuto regione Sardegna 26/02/1948 art. 3 lett. e)
Massima n. 35989 Massima successiva Massima precedente
Appalti pubblici - Codice degli appalti pubblici - Attuazione del sistema di qualificazione ad opera di organismi di diritto privato di attestazione, appositamente autorizzati dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture - Asserita violazione dello statuto regionale della Regione Sardegna - Formulazione ancipite della questione, con conseguente perplessità della motivazione sulla rilevanza della stessa - Inammissibilità.
Va disattesa l'eccezione di inammissibilità della questione prospettata dalla Regione sull'assunto di un difetto di motivazione dell'ordinanza di remissione in ordine alla dedotta violazione dello statuto speciale della regione Sardegna e alle ragioni dell'applicabilità, nella specie, delle norme del titolo v, parte seconda, della costituzione posto che il richiamo anche alle disposizioni contenute nell'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. trova giustificazione nella considerazione che i limiti statutari alla potestà legislativa regionale derivano dalla legislazione statale, espressione di principi generali dell'ordinamento giuridico della Repubblica, nonché di norme fondamentali di grande riforma economico-sociale e di obblighi internazionali (v. sent. n. 114 del 2011),
decreto legislativo 12/04/2006 n. 163 art. 40 co. 3
statuto regione Sardegna art. 3 lett. e)
Massima n. 35990 Massima successiva Massima precedente
Appalti pubblici - Norme della Regione Sardegna - Disciplina di un sistema autonomo di qualificazione delle imprese, applicabile esclusivamente nell'ambito delle procedure di appalto di lavori indette dalle amministrazioni aggiudicatrici individuate dalle norme regionali - Eccepita inammissibilità della questione per difetto di motivazione in ordine alla dedotta violazione dello statuto speciale della Regione Sardegna e alle ragioni dell'applicabilità, nella specie, delle norme del Titolo V, Parte seconda, della Costituzione - Reiezione.
Va disattesa l'ulteriore eccezione di inammissibilità della questione sollevata dalla Regione Sardegna sull'assunto della non autosufficienza della motivazione dell'ordinanza di rimessione posto che il giudice remittente, benché richiami la sentenza n. 411 del 2008 di questa Corte e le argomentazioni ivi svolte, ha riprodotto ampi brani della motivazione della predetta, procedendo, poi, ad individuare chiaramente ed adeguatamente - anche se sinteticamente - alla stregua di quella decisione, le ragioni che lo inducono a dubitare della costituzionalità delle norme regionali oggetto del presente giudizio (da ultimo, sentenza n. 234 del 2011).
legge della Regione autonoma Sardegna 09/08/2002 n. 14 art. 1
legge della Regione autonoma Sardegna 09/08/2002 n. 14 art. 2
Massima n. 35991 Massima successiva Massima precedente
Appalti pubblici - Norme della Regione Sardegna - Disciplina di un sistema autonomo di qualificazione delle imprese, applicabile esclusivamente nell'ambito delle procedure di appalto di lavori indette dalle amministrazioni aggiudicatrici individuate dalle norme regionali - Asserita violazione dello statuto speciale della Regione Sardegna nonché del principio di tutela della concorrenza - Eccepita inammissibilità della questione per mancato svolgimento di argomenti autosufficienti in punto di non manifesta infondatezza stante il mero richiamo ad una precedente sentenza della Corte costituzionale - Reiezione.
Nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della legge della Regione Sardegna 9 agosto 2002, n. 14, impugnati, in riferimento agli artt. 3, lett. e), dello Statuto speciale di autonomia e di 117, secondo comma, lett. e) Cost., poichè delineano un sistema autonomo di qualificazione delle imprese applicabile esclusivamente nell'ambito delle procedure di appalto di lavori di interesse regionale, non è fondata l'eccezione di inammissibilità sollevata dalla difesa regionale in quanto il giudice a quo non avrebbe svolto alcun percorso argomentativo autosufficiente in ordine alla non manifesta infondatezza della questione, essendosi limitato a richiamare la sentenza n. 411 del 2008. Infatti, il TAR, benchè richiami la detta sentenza e le argomentazioni ivi svolte, ne ha riprodotto ampi brani delle relativa motivazione, procedendo, poi, ad individuare chiaramente ed adeguatamente - anche se sinteticamente - alla stregua di quella decisione le ragioni che lo inducono a dubitare della costituzionalità delle norme regionali oggetto del presente giudizio.
Massima n. 35992 Massima precedente
Appalti pubblici - Norme della Regione Sardegna - Disciplina di un sistema autonomo di qualificazione delle imprese, applicabile esclusivamente nell'ambito delle procedure di appalto di lavori indette dalle amministrazioni aggiudicatrici individuate dalle norme regionali - Violazione dei limiti generali posti dallo statuto speciale della Regione Sardegna all'esercizio della competenza legislativa primaria attribuita alla medesima Regione in materia di lavori pubblici di interesse regionale delle imprese per la partecipazione agli appalti pubblici derivanti dal rispetto dei principi della tutela della concorrenza fissati dal Codice degli appalti pubblici, strumentali ad assicurare le libertà comunitarie - Illegittimità costituzionale.
E' stata dichiarata l'illegittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della legge della Regione Sardegna 9 agosto 2002, n. 14, nella parte in cui recano una disciplina dei sistemi di qualificazione delle imprese per la partecipazione alle gare per gli appalti di lavori pubblici d'interesse regionale difforme da quella nazionale di cui al d.lgs. n. 163/2006, perchè si pongono un contrasto con i limiti generali fissati all'esercizio della competenza legislativa primaria in materia di lavori pubblici d'interesse regionale attriubuita alla Regione dall'art. 3, lett. e) dello Statuto speciale di autonomia. Tali limiti sono inerenti al rispetto delle regole concorrenziali e dei principi comunitari della libera circolazione delle merci, della libera prestazioni dei servizi, della libertà di stabilimento, nonchè dei principi costituzionali di trasparenza e parità di trattamento, e sono dunque ascrivibili, come già riconosciuto dalle sentenza n. 144 del 2011, «per il loro stesso contenuto d'ordine generale, all'area delle norme fondamentali di riforme economico-sociali, nonchè delle norme con le quali li Stato ha dato attuazione agli obblighi internazionali nascenti dalla partecipazione dell'Italia all'Unione europea».
SENTENZA N. 328
Il TAR Sardegna, pertanto, solleva questione di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della citata legge, nella parte in cui individuano le disposizioni al cui rispetto sono tenuti gli enti e le pubbliche amministrazioni che intendono appaltare, concedere o affidare la realizzazione di lavori pubblici che si svolgono nell’ambito del territorio regionale e stabiliscono che «la qualificazione dei soggetti esecutori dei lavori pubblici di cui all'articolo 1 della presente legge, attestata sulla base delle disposizioni seguenti, costituisce condizione sufficiente» ai fini della partecipazione alle gare d’appalto dei lavori pubblici» di interesse regionale. Tali norme, delineando un sistema autonomo di qualificazione delle imprese, applicabile esclusivamente nell’ambito delle procedure di appalto di lavori indette dalle amministrazioni aggiudicatrici individuate dalla medesima legge regionale, si porrebbero in diretto contrasto con i parametri costituzionali indicati, tenuto conto di quanto affermato nella sentenza n. 411 del 2008 e cioè che la disciplina legislativa sulle procedure di qualificazione e selezione dei concorrenti e sulle procedure di affidamento rientra in ambiti compresi nella materia della tutela della concorrenza, riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato.
Tali norme, nell’individuare le disposizioni al cui rispetto sono tenuti gli enti e le pubbliche amministrazioni che intendono appaltare, concedere o affidare la realizzazione di lavori pubblici che si svolgono nell’ambito del territorio regionale (art. 1), delineano un sistema autonomo di qualificazione delle imprese, applicabile esclusivamente nell’ambito delle procedure di appalto di lavori indette dalle amministrazioni aggiudicatrici individuate dalla medesima legge regionale, stabilendo che «la qualificazione dei soggetti esecutori dei lavori pubblici di cui all’articolo 1 della presente legge, attestata sulla base delle disposizioni seguenti, costituisce condizione sufficiente per la dimostrazione dell’esistenza dei requisiti di capacità economico-finanziaria, dell’idoneità tecnica e organizzativa, della dotazione di attrezzature tecniche e dell’adeguato organico medio annuo delle imprese ai fini della partecipazione alle gare d’appalto dei lavori pubblici» (art. 2) di interesse regionale.

References: art. 40
 art. 3
 art. 40
 art. 3
 sentenza 
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 art. 1
 art. 2
 sentenza 
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SENTENZA 
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