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Timestamp: 2020-08-13 14:53:29+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 6584 del 22/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6584 del 22/03/2011
Cassazione civile sez. trib., 22/03/2011, (ud. 08/02/2011, dep. 22/03/2011), n.6584
dell’Abruzzo, sez. staccata di Pescara, n. 149/10/07, depositata il
Iannelli, il quale ha concluso per l’accoglimento del terzo motivo di
ricorso, l’inammissibilità del primo e il rigetto del secondo.
“1. L’ente pubblico di diritto giapponese The Government Pension Investment Fund, successore a titolo universale di The Pension Welfare Service Public Corporation, propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale dell’Abruzzo, sezione staccata di Pescara, n. 149/10/07, depositata il 13 dicembre 2007, con la quale, in riforma della pronuncia di primo grado, è stato rigettato il ricorso proposto dall’ente contro il silenzio rifiuto formatosi sull’istanza di rimborso della differenza tra quanto versato a titolo di imposta sui dividendi, con l’aliquota del 27%, negli anni di imposta 1999, 2000 e 2001, e quanto effettivamente dovuto in base all’aliquota del 15% prevista dall’art. 10 della Convenzione Italia-Giappone del 20 marzo 1969, ratificata e resa esecutiva con L. n. 855 del 1972.
2. Con il primo motivo, il ricorrente si duole dell’omessa motivazione riguardo al rigetto, da parte del giudice tributario, dell’eccezione di giudicato esterno sollevata con riferimento ad alcune sentenze che, a suo avviso, avrebbero già risolto il thema decidendum in senso favorevole all’ente.
3. Con il secondo, complesso, motivo, il ricorrente, sotto i profili della violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57 e del vizio di motivazione, in sostanza assume che l’Ufficio avrebbe sollevato per la prima volta in appello nuove eccezioni, accolte dal giudice tributario, in ordine alla prova del credito azionato dal contribuente.
4. Con il terzo motivo, sotto il profilo della violazione degli artt. 4 e 10 della Convenzione italo-giapponese per evitare le doppie imposizioni e del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 27, il ricorrente censura l’assunto del giudice tributario secondo cui l’art. 27 citato integrerebbe la norma convenzionale, quanto alla individuazione dei documenti necessari per ottenere il rimborso, assumendo che nella specie sarebbe viceversa applicabile la sola norma pattizia.
5. In conclusione, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio, per manifesta fondatezza del terzo motivo, inammissibilità del primo e manifesta infondatezza del secondo; con conseguente cassazione della sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvio della causa al giudice di merito affinchè valuti, alla stregua dei suesposti principi di diritto, se la documentazione fornita dal contribuente soddisfi o meno i requisiti richiesti dal solo art. 10 della Convenzione italo-giapponese”;
che il Collegio, a seguito della discussione in Camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, riaffermati i principi di diritto sopra richiamati (ribaditi recentemente, ex plurimis, da Cass. n. 22053 del 2010), va accolto il terzo motivo di ricorso, dichiarato inammissibile il primo e rigettato il secondo, la sentenza impugnata deve essere cassata in relazione al motivo accolto e la causa rinviata ad altra sezione della Commissione tributaria regionale dell’Abruzzo, la quale procederà a nuovo esame della controversia, uniformandosi al principio enunciato nella relazione al punto 4, oltre a provvedere in ordine alle spese anche del presente giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il terzo motivo di ricorso, dichiara inammissibile il primo e rigetta il secondo; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale dell’Abruzzo.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 57
 art. 27
 sentenza 
 art. 10
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza