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Timestamp: 2019-07-22 23:16:48+00:00

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N. 594. ATTO DEL GOVERNO SOTTOPOSTO A PARERE PARLAMENTARE - DECRETO LEGISLATIVO CORRETTIVO E INTEGRATIVO DEL DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42
DECRETO LEGISLATIVO CORRETTIVO E INTEGRATIVO DEL DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42
recante il
"CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO", ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137.
VISTI gli articoli 76, 87, 117 e 118 della Costituzione; VISTO l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del... ;
ACQUISITI ì pareri delle competenti commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del...;
Art. 1 (Modifiche alla Parte prima)
1. All'articolo 5, Parte prima, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio, sono apportate le seguenti modifiche:
"2. Le funzioni di tutela previste dal presente codice che abbiano ad oggetto manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, raccolte librarie, nonché libri, stampe e incisioni, non appartenenti allo Stato, sono esercitate dalle regioni. Qualora l'interesse culturale delle predette cose sia stato riconosciuto con provvedimento ministeriale, l'esercizio delle potestà previste dall'articolo 128 compete al Ministero";
b) al comma 3, le parole: "anche su raccolte librarie private, nonché" sono soppresse
Art. 2 (Modifiche alla Parte seconda)
1) al comma 3, lettera e), dopo le parole: "e particolari caratteristiche ambientali" sono inserite le seguenti: "ovvero per rilevanza artistica, storica, archeologica, numismatica o etnoantropologica"; le parole: "artistico o storico" sono soppresse;
2) al comma 4, lettera b), dopo le parole: "le cose di interesse numismatico" sono aggiunte le seguenti: "che, in rapporto all'epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, abbiano carattere di rarità o di pregio";
3) al comma 4, lettera l), le parole: "le tipologie di architettura, rurale" sono sostituite dalle seguenti: "le architetture rurali";
b) all'articolo 11, comma 1, lettera a), le parole: "e gli altri ornamenti1'' sono sostituite dalle seguenti: "ed altri elementi decorativi";
1) al comma 1, le parole: "del presente Titolo" sono sostituite dalle seguenti: "della presente Parte";
2) al comma 6, le parole: "Le cose di cui al comma 3 e quelle di cui al comma 4" sono sostituite dalle seguenti: "Le cose di cui al comma 4 e quelle di cui al comma 5";
3) il comma 10 è sostituito dal seguente:
"10. Il procedimento di verifica si conclude entro centoventi giorni dal ricevimento della richiesta";
d) all'articolo 14, comma 3, la congiunzione: "o" è sostituita dalla congiunzione: "e";
e) all'articolo 16, comma 1, dopo la parola: "Avverso" sono inserite le seguenti: "il provvedimento conclusivo della verifica di cui all'articolo 12 o";
f) all'articolo 17, comma 5, dopo le parole: "beni culturali" sono aggiunte le seguenti: "e, se relativi ai beni di interesse bibliografico, anche all'Indice del Servizio bibliotecario nazionale";
g) all'articolo 20, comma 2, dopo le parole: "Gli archivi" sono inserite le seguenti: "pubblici e gli archivi privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione ai sensi dell'articolo 13";
1) al comma 1, lettera e), le parole: "di soggetti giuridici privati" sono sostituite dalle seguenti: "privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione ai sensi dell'articolo 13";
2) al comma 4, dopo le parole: "del soprintendente" sono aggiunte le seguenti: "// mutamento di destinazione d'uso dei beni medesimi è comunicato al soprintendente per le finalità di cui all'articolo 20, comma 1.";
3) al comma 5, dopo la parola: "prescrizioni.'" sono aggiunte le seguenti: "Se i lavori non iniziano entro cinque anni dal rilascio dell'autorizzazione, il soprintendente può dettare prescrizioni ovvero integrare o variare quelle già date in relazione al mutare delle tecniche di conservazione.”;
1) al comma 3, le parole: "Ove la soprintendenza proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone preventiva comunicazione al richiedente,''' sono sostituite dalle seguenti: "Ove sorga l'esigenza di procedere ad accertamenti di natura tecnica, la soprintendenza ne da preventiva comunicazione al richiedente ed";
"4. Decorso inutilmente il termine stabilito, il richiedente può diffidare l'amministrazione a provvedere. Se l'amministrazione non provvede nei trenta giorni successivi al ricevimento della diffida, il richiedente può agire ai sensi dell'articolo 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 e successive modifiche ed integrazioni.";
l) all'articolo 28, comma 4, le parole: "di opere pubbliche" sono sostituite dalle seguenti: "di lavori pubblici e le parole: "dell'opera pubblica" sono soppresse;
1) al comma 9, secondo periodo, dopo le parole: "dell'esame finale," sono aggiunte le seguenti: "abilitante alle attività di cui al comma 6 e avente valore di esame di Stato" e dopo le parole: "un rappresentante del Ministero," sono inserite le seguenti: "il titolo accademico rilasciato a seguito del superamento di detto esame, che è equiparato al diploma di laurea specialistica o magistrale";
2) dopo il comma 9 è inserito il seguente:
"9-bis. Dalla data di entrata in vigore dei decreti previsti dai commi 7, 8 e 9, agli effetti dell'esecuzione degli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici, nonché agli effetti del possesso dei requisiti di qualificazione da parte dei soggetti esecutori di detti lavori, la qualifica dì restauratore conservatore di beni culturali è acquisita esclusivamente in applicazione delle predette disposizioni. ";
3) il comma 11, è sostituito dal seguente:
"11. Mediante appositi accordi il Ministero, le regioni e le università, anche con il concorso di altri soggetti pubblici e privati, possono istituire congiuntamente centri, anche a carattere interregionale, dotati di personalità giuridica, cui affidare attività di ricerca, sperimentazione, studio, documentazione ed attuazione di interventi di conservazione e restauro su beni culturali, di particolare complessità. Presso tali centri possono essere altresì istituite, ove accreditate, ai sensi del comma 9, scuole di alta formazione per l'insegnamento del restauro.";
n) all'articolo 30, comma 4, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Copia degli inventali e dei relativi aggiornamenti è inviata alla soprintendenza, nonché al Ministero dell'interno per gli accertamenti di cui all'articolo 125";
o) all'articolo 37, comma 1, la parola: "immobili;è soppressa;
1) nella rubrica, le parole: "Apertura al pubblico degli immobili" sono sostituite dalle seguenti: "Accessibilità del pubblico ai beni culturali";
2) al comma 1, le parole: "Gli immobili" sono sostituite dalle seguenti: "I beni culturali";
1) al comma 1, la parola: "importanza" è sostituita dalla seguente: "pregio";
2) al comma 4 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "L'assicurazione può essere sostituita dall'assunzione dei relativi rischi da parte dello Stato, ai sensi dell'articolo 48, comma 5";
r) all'articolo 46, comma 3, la congiunzione: "o" è sostituita dalla congiunzione: "e";
s) all'articolo 50, comma 1, le parole: "ed altri ornamenti" sono sostituite dalle seguenti: "ed altri elementi decorativi di edifici";
1) al comma 2, lettera a), le parole: "fino a quando non sia intervenuta, ove necessario, la sdemanializzazione a seguito del procedimento di verifica previsto dall'articolo 12" sono sostituite dalle seguenti: "fino alla
conclusione del procedimento di verifica previsto dall'articolo 12. Se il procedimento si conclude con esito negativo, le cose medesime sono liberamente alienabili, ai fini del presente codice, ai sensi dell'articolo 12, commi 4, 5 e 6";
2) al comma 2, lettera d), le parole: "quali testimonianze dell'identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive, religiose" sono soppresse;
u) all'articolo 55, comma 2, la lettera a) è sostituita dalla seguente: "a) l'alienazione assicuri la tutela, la fruizione pubblica e la valorizzazione dei beni;";
v) all'articolo 57, comma 2, secondo periodo, sono aggiunte, in fine, le parole: "e sono trascritte su richiesta del soprintèndente nei registri immobiliari.";
z) all'articolo 59, comma 2, lettera e), le parole: "dall'apertura della successione" sono sostituite dalle seguenti: "dalla comunicazione notarile prevista dall'articolo 623 del codice civile"; '
aa) all'articolo 60, comma 1, le parole: "al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione" sono sostituite dalle seguenti: "o conferiti in società, rispettivamente, al medesimo prezzo stabilito nell 'atto di alienazione ó al medesimo valore attribuito nell 'atto di conferimento";
bb) all'articolo 62;
1) al comma 2, le parole: "la proposta" sono sostituite dalle seguenti: "una proposta"; dopo la parola "dalla" è inserita la seguente: "motivata" e dopo le parole "della spesa" sono aggiunte le seguenti: "ed indichi le specifiche finalità di valorizzazione culturale del bene";
2) al comma 3, il primo periodo è sostituito dal seguente: "II Ministero può rinunciare all'esercizio della prelazione, trasferendone la facoltà all'ente interessato entro quaranta giorni dalla ricezione della denuncia";
cc) all'articolo 70, comma 3, le parole: ", in materia di copertura finanziaria della spesa e assunzione del relativo impegno" sono soppresse;
1) al comma11, le parole: "II Ministero" sono sostituite dalle seguenti: "Lo Stato";
2) dopo il comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente:
"3. Per i beni diversi da quelli indicati al comma 2, la concessione in uso è subordinata all'autorizzazione del Ministero, rilasciata a condizione che il conferimento garantisca la conservazione e la fruizione pubblica del bene e sia assicurata la compatibilità della destinazione d'uso con il carattere storico-artistico del bene medesimo. Con l'autorizzazione possono essere dettate prescrizioni per la migliore conservazione del bene.";
ee) all'articolo 107, comma 2, secondo periodo, dopo le parole: "già esistenti" sono inserite le seguenti: "nonché quelli ottenuti con tecniche che escludano il contatto diretto con l'originale"',
ff) all'articolo 112, dopo il comma 7 è inserito il seguente: "7-bis. Anche indipendentemente dagli accordi di cui ai commi 4 e 5, possono essere stipulati accordi tra lo Stato, per il tramite del Ministero, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali e i privati interessati per regolare servizi strumentali comuni destinati alla fruizione e-valorizzazione di beni culturali di un territorio determinato. Con gli accordi medesimi possono essere istituite forme consortili non imprenditoriali per la gestione di uffici comuni";
gg) all'articolo 114, comma 1, le parole: udì qualità della" sono ^sostituite dalle seguenti: "di qualità dei servizi pubblici di";
hh) all'articolo 115:
1) al comma 3, la lettera a) è sostituita dalla seguente: "a) affidamento diretto a soggetti giuridici, costituiti o partecipati dall'amministrazione pubblica cui i beni pertengono nelle forme consentite dalle disposizioni vigenti. Il Ministero partecipa agli organi di gestione dei soggetti medesimi con propri rappresentanti, individuati tra coloro che non ricoprano incarichi istituzionali in materia di tutela;";
2) al comma 4, il secondo periodo è sostituito dal seguente: "La scelta tra le due forme di gestione indicate alle lettere a) e b) del comma 3 è attuata, previa definizione degli obiettivi programmatici, mediante valutazione comparativa, in termini di efficienza ed efficacia, delle modalità idonee al perseguimento di detti obiettivi.";
3) il comma 8 è sostituito dal seguente:
"8. Il rapporto tra il titolare dell'attività e l'affidatario od il concessionario è regolato con contratto di servizio, nel quale sono definiti, tra l'altro, i contenuti del progetto di valorizzazione e i relativi tempi di attuazione, i livelli qualitativi di erogazione del servizio e di professionalità degli addetti nonché le modalità di esercizio dei poteri di proposta, impulso e controllo spettanti al titolare dell'attività, al fine di assicurarne la rispondenza agli obiettivi definiti ai sensi del comma 4";
ii) all'articolo 122;
1) al comma 1, dopo la lettera b) è aggiunta la seguente: "e) di quelli versati ai sensi dell'articolo 41, comma 2, fino allo scadere dei termini indicati al comma 1 dello stesso articolo."',
2) al comma 2, dopo la parola: "provvede" sono inserite.le seguenti: ", ove ancora operante”
Art. 3 (Modifiche alla Parte quarta)
a) all'articolo 163, comma 1, dopo le' parole: "del Capo V sono inserite le seguenti: "del Titolo I della Parte seconda";
b) all'articolo 173, comma 1, lettera e), le parole: "diritto di" sono soppresse;
e) all'articolo 179, comma 1, la parola: "imitazione" è sostituita dalla seguente: "imitazioni";
Art. 4 (Modifiche alla Parte quinta)
a) all'articolo 182: 1) il comma 1 è sostituito dai seguenti:
"1. Fino alla data ed agli effetti indicati all'articolo 29, comma 9-bis, acquisisce la qualifica di restauratore di beni culturali:
a) colui che consegue un diploma presso una scuola di restauro statale di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, ovvero presso una scuola di restauro regionale di durata non inferiore a quattro anni, ovvero consegue un diploma di laurea specialistica in conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico che preveda ore di insegnamento di restauro operativo manuale in laboratori presso la struttura formativa del corso o in cantieri-scuola in consegna al soggetto formatore in misura non inferiore al cinquanta per cento del totale, previo accordo con gli organi ministeriali preposti alla tutela dei beni all'uopo utilizzati, in tutti e tre i casi purché risulti iscritto ai relativi corsi alla data del 1° maggio 2004;
b) colui che, alla data dì entrata in vigore del decreto del Ministro 24 ottobre 2001, n. 420, ha conseguito un diploma prèsso una scuola di restauro statale o regionale di durata non inferiore a due anni e ha svolto, per un periodo di tempo almeno doppio rispetto a quello scolare mancante per raggiungere un quadriennio e comunque non inferiore a due anni, attività di restauro dei beni suddetti, direttamente e in proprio, ovvero direttamente e in rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa con responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento, con regolare esecuzione certificata da parte dell'autorità preposta alla tutela dei beni o dagli istituti di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368;
c) colui che, alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro 24 ottobre 2001, n. 420, ha svolto, per un periodo di almeno otto anni, attività di restauro dei beni suddetti, direttamente e in proprio, ovvero direttamente e in rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa con responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento, con regolare esecuzione certificata dai competenti organi ministeriali o dagli istituti di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368;
d) colui che ha conseguito a seguito di corso triennale un diploma presso la Scuola europea in formazione specialistica dei beni librari di Spoleto.
1-bis. Può altresì acquisire la qualifica di restauratore di beni culturali, ai medesimi effetti indicati all'articolo 29, comma 9-bis, previo superamento di una prova di idoneità, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro da emanarsi di concert con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previo parere della Conferenza unificata, entro il 30 ottobre 2006:
a) colui che, alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro 24 ottobre 2001, n. 420, ha svolto, per un periodo almeno pari a quattro anni, attività di restauro dei beni suddetti, direttamente e in proprio, ovvero direttamente e in rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa con responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento, con regolare esecuzione certificata da parte dei competenti organi ministeriali o, degli istituti di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368;
b) colui che abbia conseguito o consegua entro il 2005 un diploma presso una scuola di restauro statale o regionale di durata non inferiore a due anni.
I-ter. Ai fini dell'applicazione dei commi 1, lettere b) e c), e 1-bis, lettera a):
a) la durata dell'attività di restauro è documentata dai termini di consegna e di completamento dei lavori, con possibilità di cumulare la durata di più lavori eseguiti nello stesso periodo;
b) il requisito della responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento deve risultare esclusivamente da atti di data certa anteriore all'entrata in vigore del presente decreto emanati, ricevuti o comunque custoditi dall'autorità preposta alla tutela del bene oggetto dei lavori o dagli istituti di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368; i competenti organi ministeriali rilasciano agli interessati le necessarie attestazioni entro trenta giorni dalla richiesta.
1-quater. La qualifica di restauratore di beni culturali è attribuita, previa verifica del possesso dei requisiti ovvero previo superamento della prova di idoneità, secondo quanto disposto ai commi precedenti, con provvedimenti del Ministero che danno luogo all'inserimento in un apposito elenco, reso accessibile a tutti gli interessati. Alla tenuta dell'elenco provvede il Ministero medesimo, sentita una rappresentanza degli iscritti. L'elenco viene tempestivamente aggiornato, anche mediante inserimento dei nominativi di coloro i quali conseguono la qualifica ai sensi dell'articolo 29, commi 7, 8 e 9.
1-quinquies. Nelle more dell'attuazione dell'articolo 29, comma 10, ai medesimi effetti di cui al comma 9-bis dello stesso articolo, acquisisce la qualifica di collaboratore restauratore di beni culturali - operatore qualificato sui beni culturali:
a) colui che ha conseguito un diploma di laurea universitaria triennale in tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali, ovvero un diploma di Accademia di belle arti con insegnamento almeno triennale in restauro;
b) colui che ha conseguito un diploma presso una scuola di restauro statale o regionale di durata non inferiore a tre anni;
c) colui che, alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro 24 ottobre 2001, n. 420, ha svolto lavori di restauro di beni ai sensi dell'articolo 29, comma 4, anche in proprio, per non meno di quattro anni. L'attività svolta è dimostrata mediante dichiarazione del datore di lavoro, ovvero autocertificazione dell'interessato ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, accompagnate dal visto di buon esito degli interventi rilasciato dai competenti organi ministeriali;
d) il candidato che, essendo ammesso in via definitiva a sostenere la prova di idoneità di cui al comma I-bis ed essendo poi risultato non idoneo ad acquisire la qualifica di restauratore di beni culturali, venga nella stessa sede giudicato idoneo ad acquisire la qualifica di collaboratore restauratore di beni culturali - operatore qualificato sui beni culturali";
"2. In deroga a quanto previsto dall'articolo 29, comma 11, ed in attesa della emanazione dei decreti di cui ai commi 8 e 9 del medesimo articolo, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro, la Fondazione "Centro per la conservazione ed il restauro dei beni culturali La Venaria Reale" è autorizzata ad istituire ed attivare, in via sperimentale, per un ciclo formativo, in convenzione con l'Università di Torino e il Politecnico di Torino, un corso di laurea magistrale a ciclo unico per la, formazione di restauratori dei beni culturali ai sensi del comma 6 e seguenti dello stesso articolo 29. Il decreto predetto definisce l'ordinamento didattico del corso, sulla base dello specifico progetto approvato dai competenti organi della Fondazione e delle università.''';
1) al comma 2, le parole: "degli articoli 5 e 44" sono sostituite dalle seguenti: "degli articoli 5, 44 e 182, comma 2,";
2) al comma 5, dopo le parole: "in attuazione" sono inserite le seguenti: "degli articoli 44, comma 4, e".
Art. 5 (Modifiche all’Allegato A)
a) nella rubrica, le parole: "Previsto dagli" sono sostituite dalle seguenti: "Integrativo della disciplina di cui agli";
b) alla lettera A, il punto b) del numero 13 è sostituito dal seguente: "Collezioni aventi interesse storico, paleontologico, etnografico o numismatico. " ;
c) alla lettera A, in fine, il periodo che inizia con le parole: "/ beni culturali" e finisce con le parole "alla lettera B" è soppresso.
Art. 6 (Abrogazioni)
a) decreto legislativo 31 marzo 1998', n. 112, limitatamente agli articoli 154 e 155;
e) decreto legge. 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, limitatamente all'articolo 27, commi 1-12;
d) decreto legge 26 aprile 2005, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2005, n. 109, limitatamente all'articolo 2-decies.
II presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì...
II Ministro per i beni e le attività culturali
II Ministro per gli affari regionali

References: Art. 1

Art. 2
in fine
in fine
in fine
in fine

Art. 3

Art. 4
 articolo 29

Art. 5
in fine

Art. 6