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Timestamp: 2020-06-07 06:38:20+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8201 del 30/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8201 del 30/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 30/03/2017, (ud. 19/01/2017, dep.30/03/2017), n. 8201
sul ricorso 4493/2016 proposto da:
S.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA MUZIO
CLEMENTI 68, presso lo studio dell’avvocato ANTONELLO POLITANO,
rappresentato e difeso dall’avvocato SERGIO SANTELLA, giusta procura
avverso la sentenza n. 103/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA, emessa
il 24/06/2014 e depositata il 08/01/2015;
che, con sentenza resa pubblica l’8 gennaio 2015, la Corte di appello di Roma respingeva l’impugnazione proposta da S.S. avverso la decisione del Tribunale di Viterbo, sezione distaccata di Civita Castellana, che, a sua volta, aveva rigettato la domanda di risarcimento danni avanzata dallo stesso S. contro F.M., avvocato, per inadempimento al mandato professionale affidatogli come difensore in un giudizio risarcitorio a seguito di sinistro stradale;
che la Corte territoriale, oltre a rilevare che le argomentazioni a sostegno del gravame erano generiche, osservava, comunque, che il S. non aveva fornito la prova, ancorchè presuntiva, “della realizzazione in concreto di alcuni presupposti per il raggiungimento del risultato sperato e impedito dalla condotta illecita della quale il danno risarcibile deve essere conseguenza immediata e diretta”, giacchè non aveva “neppure allegato le modalità del sinistro stradale in conseguenza del quale aveva conferito mandato all’avv.to F. nè depositato alcun atto relativo o l’atto di citazione introduttivo del giudizio risarcitorio”;
che per la cassazione di tale sentenza ricorre Sergio S. sulla base di due articolati motivi, con i quali deduce: 1) “nullità della sentenza ex art. 360 c.p.c., n. 4” (con riferimento ad omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione relativamente all’inadempimento professionale, segnatamente per difetto informativo del cliente sulla riassunzione del giudizio; all’errore sulla mancata allegazione delle modalità del sinistro, da imputare al mancato deposito del fascicolo di parte del F.); 2) “omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti ex art. 360 c.p.c., n. 5” (con riferimento alla mancata comunicazione della necessità della riassunzione del giudizio risarcitorio interrotto);
che F.M. non ha svolto attività difensiva;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata comunicata al ricorrente, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio, in prossimità della quale il ricorrente medesimo ha depositato memoria;
che gli anzidetti motivi, da scrutinarsi congiuntamente (e il cui tenore è ribadito con la memoria successivamente depositata, la quale, comunque, – avendo solo funzione illustrativa – non può integrarne carenze o emendarne vizi), sono inammissibili;
che essi, infatti, là dove censurano profili relativi alla condotta inadempiente del professionista, non colgono la ratio decidendi della sentenza impugnata, che è incentrata sul diverso profilo dell’onere di allegazione e prova, a carico del cliente che agisce per il risarcimento del danno, circa il probabile esito favorevole dell’azione giudiziale che avrebbe dovuto essere proposta e diligentemente seguita (tra le altre, Cass. n. 10966/2004);
che quanto, poi, alle doglianze su tale ultimo profilo, esse colgono soltanto in parte la anzidetta ratio decidendi, la quale individua solo in via esemplificativa, e non esaustiva, la carenza di prova nell’assenza di allegazioni del sinistro stradale e del deposito dell’atto di citazione di quel giudizio risarcitorio;
che, in ogni caso, anche in riferimento a siffatti puntuali rilievi della Corte di appello, il ricorso, in palese violazione degli oneri di specificità e di localizzazione processuale (di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6,), manca del tutto di dare contezza dei contenuti degli atti rilevanti e, in primo luogo, dell’anzidetto atto di citazione;
che il ricorso va, dunque, dichiarato inammissibile, non occorrendo provvedere alla regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità nei confronti della parte intimata che non ha svolto attività difensiva in questa sede.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 360
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 Cass.