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Timestamp: 2020-01-27 07:29:11+00:00

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QUESITO ART.3 COMMA 7 LEGGE 165/97 (Moltiplicatore) - Pagina 4 - GrNet.it
Messaggio da Marco64 » gio apr 26, 2018 2:20 pm
Marco64 ha scritto: Domani vado all'INPS per vedere se riesco ad acquisire copia della nota in questione.
Per i colleghi interessati vi informo che l'unica strada per ottenere il diritto al ricalcolo della pensione e ricorrere alla CDC. La Direzione Centrale di Roma, nel 2017 ha emesso la nota con la quale non riconosce il diritto al ricalcolo.
PS non riesco ad allegarla.
Messaggio da panorama » gio apr 26, 2018 3:27 pm
Ciao Marco64,
allora per poterla allegare, inviala a un utente di questo Forum che sicuramente saprà come fare.
Messaggio da Marco64 » gio apr 26, 2018 5:49 pm
Messaggio da Marco64 » gio apr 26, 2018 5:50 pm
Messaggio da STANCHISSIMO » gio apr 26, 2018 9:22 pm
Messaggio da panorama » gio mag 03, 2018 7:43 am
Ricorso perso e firmato dal Giudice Domenico Guzzi.
ma non so, come fanno questi calcoli, perché dal 30 maggio 1984 al 30 maggio 2012 sono giusti 28 anni di servizio e non circa 36.
1) - arruolato nell’Esercito Italiano in data 30 maggio 1984 e, dopo circa 36 anni di servizio (nel grado di tenente colonnello), di essere stato posto in congedo assoluto dal 30 maggio 2012,
Anno 2018 Numero 54 Pubblicazione 02/05/2018
SENTENZA n. 54/2018
Sul il ricorso in materia di pensioni civili n. 21620 del registro di Segreteria, proposto da
- G. T., nato a omissis il Omissis, rappresentato e difeso dall’avv. Santo Delfino, presso il cui studio in Villa San Giovanni, via Zanotti Bianco n. 33, ha eletto domicilio,
Uditi all’udienza del 27 aprile 2018 l’avv. Santo Delfino per il ricorrente e l’avv. Giacinto Greco per l’INPS.
Con l’interposto gravame, il sig. G. T. agisce avverso la determinazione atto n. RC012015814520 del 13 febbraio 2015 con la quale l'INPS sede di Reggio Calabria - gestione ex lnpdap - ha quantificato il trattamento di quiescenza iscritto al n. 17398972
A tal fine rappresenta di essersi arruolato nell’Esercito Italiano in data 30 maggio 1984 e, dopo circa 36 anni di servizio (nel grado di tenente colonnello), di essere stato posto in congedo assoluto dal 30 maggio 2012, a seguito di sopravvenuta inidoneità psico-fisica che asserisce essere dovuta a causa di servizio.
In conseguenza di ciò, il trattamento di pensione avrebbe dovuto essergli liquidato con l’applicazione dei benefici di cui all'articolo 3, del D.Lgs n° 165/1997, sul presupposto che, cessato dal servizio per inidoneità assoluta, è stato escluso dall'applicazione dell'istituto dell'ausiliaria ex art. 992 del D.L.gs n° 66/2010.
Con memoria in atti, l’INPS si è ritualmente costituito per contestare la domanda attrice, in quanto infondata in fatto e in diritto, e per chiedere che la stessa sia integralmente respinta.
Come evidenziato in narrativa, nonostante la generica, e non supportata da alcun profilo di gravame, richiesta (esclusivamente riportata nelle conclusioni) di riliquidazione della “pensione in quota contributiva”, il ricorso mira a conseguire i benefici derivanti dall’applicazione dell’art. 3 del D.lgs. n. 165/1997
Orbene, ritiene questo giudice che il ricorso non meriti accoglimento.
Il ricorrente è cessato dal servizio per inidoneità permanente al servizio militare e d'istituto senza aver maturato nessun requisito espressamente previsto per il collocamento in ausiliaria, pertanto, nessuna "esclusione " dalla posizione di ausiliaria o in alternativa ai benefici dell'articolo 3, comma 7 del D.Lvo 30 aprile 1997, n° 165 può trovare applicazione nel caso di specie.
L’ art. 3 del DLgs n. 165/1997, in attuazione della delega conferita ai sensi dell’ art. 1, commi 97, lettera g), e 99, della legge 662/96 (legge finanziaria 1997), ha infatti introdotto rilevanti modifiche alla normativa riguardante la posizione di ausiliaria, sotto il profilo delle modalità di accesso, dei limiti di permanenza e dell’importo dell’indennità, prevedendo che in essa possa essere collocato il personale militare delle Forze Armate, compresa l'Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza giudicato idoneo a seguito di accertamento sanitario, stabilendo che in aggiunta al trattamento pensionistico, a detto personale compete un’indennità pari all’80% della differenza tra la pensione percepita e la retribuzione spettante al pari grado in servizio.
Il ricorrente, come detto, è stato dispensato dal servizio attivo per inidoneità, a nulla rilevando a tali fini che l’inidoneità fosse dipesa da causa di servizio, essendo tale eventualità prevista dal sistema pensionistico con adeguate garanzie a tutela della sfera giuridico- patrimoniale del militare, sicché lo stesso non vantava il requisito soggettivo per il collocamento in ausiliaria e, dunque, per il conseguimento degli effetti economici per come preteso in domanda.
Il ricorso va in conclusione respinto, con spese a carico del soccombente come di seguito statuito.
Condanna il ricorrente al pagamento delle spese in favore dell’Istituto previdenziale convenuto, che liquida in euro 1.000,00.
Così deciso in Catanzaro il 27 aprile 2018
Depositata in Segreteria il 27/04/2018
COPIA CONFORME ALL’ORIGINALE esistente presso questo Ufficio composta di n.1 Foglio.
Catanzaro,02/05/2018
Messaggio da panorama » gio mag 03, 2018 8:06 am
Perso per l'art. 3 e accolto per l'art. 54
anche questa firmata dal giudice Guzzi.
Anche qui, non so come fanno a fare i conti, perché, se arruolato in data 21 settembre 1994 e deceduto in data 11 giugno 2017, tra la data di arruolamento e l'avvenuto decesso sono quasi 23 anni di servizio e non circa 27 anni.
Ricorso portato avanti dalla vedova.
1) - il coniuge si è arruolato nel Corpo della Guardia di Finanza in data 21 settembre 1994 e, dopo circa 27 anni di servizio (nel grado di maresciallo capo), a seguito di sopravvenuta malattia, in data 11 giugno 2017 è deceduto.
2) - Con memoria in atti, l’INPS si è ritualmente costituito per eccepire, in via preliminare, il difetto di competenza territoriale di questa Sezione, atteso che all’atto della proposizione del ricorso la ricorrente era residente in Messina, e nel merito per contestare la domanda attrice, in quanto infondata in fatto e in diritto.
3) - In via preliminare va delibata l’eccezione di competenza territoriale che controparte pubblica ha formulato sul presupposto che all’atto del ricorso, la sig.ra omissis fosse residente in Messina, ovvero in un Comune ubicato al di fuori del territorio sul quale questa Sezione vanta giurisdizione.
4) - L’eccezione deve essere considerata come non proposta e, per l’effetto, va accolta la controdeduzione difensiva di parte ricorrente.
5) - A norma dell’art. 151, comma 2, del c.g.c., l’eccezione per difetto di competenza per territorio si deve intendere ritualmente proposta se la parte che la solleva indica il giudice che invece viene ritenuto competente; in caso contrario, l’”eccezione si ha per non proposta”.
6) - Per il caso in questione, in effetti si ha che l’INPS non ha provveduto alla indicazione del giudice territorialmente competente, sicché la questione così come sollevata non può avere alcun effetto sulla procedibilità del ricorso.
7) - Nel caso di specie, è indubbio che all’atto del pensionamento il sig. omissis avesse maturato oltre 15 anni, ma anche più di 20 di servizio e tuttavia secondo l’Istituto controparte, la disposizione dallo stesso invocata non potrebbe trovare applicazione.
Anno 2018 Numero 56 Pubblicazione 02/05/2018
SENTENZA n. 56/2018
Sul il ricorso in materia di pensioni civili n. 21641 del registro di Segreteria, proposto da
- A. M. G., nata a omissis il Omissis, nella qualità di coniuge superstite del sig. omissis, rappresentata e difesa dall’avv. Santo Delfino, presso il cui studio in Villa San Giovanni, via Zanotti Bianco n. 33, ha eletto domicilio,
Con l’interposto gravame, la sig.ra A. M. G. agisce avverso la determinazione atto n. RC012017876268 del 27.07.2017 con la quale l'INPS sede di Reggio Calabria - gestione ex lnpdap - ha quantificato il trattamento di quiescenza iscritto al n. 17492105 e spettante al sig. omissis, coniuge deceduto e, dunque, dante causa dell’odierna ricorrente
A tal fine rappresenta che il coniuge si è arruolato nel Corpo della Guardia di Finanza in data 21 settembre 1994 e, dopo circa 27 anni di servizio (nel grado di maresciallo capo), a seguito di sopravvenuta malattia, in data 11 giugno 2017 è deceduto.
Con memoria in atti, l’INPS si è ritualmente costituito per eccepire, in via preliminare, il difetto di competenza territoriale di questa Sezione, atteso che all’atto della proposizione del ricorso la ricorrente era residente in Messina, e nel merito per contestare la domanda attrice, in quanto infondata in fatto e in diritto.
In udienza, il legale di parte ricorrente si è opposto alla declaratoria di incompetenza territoriale, in quanto non ritualmente eccepita da controparte.
Nel merito, ha insistito per l’integrale accoglimento del ricorso.
Il legale dell’Istituto previdenziale, invece, ha ribadito l’infondatezza del ricorso e ne ha chiesto il rigetto.
In via preliminare va delibata l’eccezione di competenza territoriale che controparte pubblica ha formulato sul presupposto che all’atto del ricorso, la sig.ra omissis fosse residente in Messina, ovvero in un Comune ubicato al di fuori del territorio sul quale questa Sezione vanta giurisdizione.
L’eccezione deve essere considerata come non proposta e, per l’effetto, va accolta la controdeduzione difensiva di parte ricorrente.
A norma dell’art. 151, comma 2, del c.g.c., l’eccezione per difetto di competenza per territorio si deve intendere ritualmente proposta se la parte che la solleva indica il giudice che invece viene ritenuto competente; in caso contrario, l’”eccezione si ha per non proposta”.
Per il caso in questione, in effetti si ha che l’INPS non ha provveduto alla indicazione del giudice territorialmente competente, sicché la questione così come sollevata non può avere alcun effetto sulla procedibilità del ricorso.
Passando al merito, con il primo, la ricorrente chiede che il trattamento pensionistico di sua spettanza venga liquidato secondo il sistema di calcolo previsto dall’art. 54 del d. P.R. n. 1092 del 1973.
Nel caso di specie, è indubbio che all’atto del pensionamento il sig. omissis avesse maturato oltre 15 anni, ma anche più di 20 di servizio e tuttavia secondo l’Istituto controparte, la disposizione dallo stesso invocata non potrebbe trovare applicazione.
Il ricorrente è deceduto in attività di servizio e tuttavia la ricorrente ritiene che avrebbe comunque diritto ai benefici dell'articolo 3, comma 7 del D.Lvo 30 aprile 1997, n° 165 può trovare applicazione nel caso di specie.
L’ art. 3 del DLgs n. 165/1997, in attuazione della delega conferita ai sensi dell’ art. 1, commi 97, lettera g), e 99, della legge 662/96 (legge finanziaria 1997), ha introdotto rilevanti modifiche alla normativa riguardante la posizione di ausiliaria, sotto il profilo delle modalità di accesso, dei limiti di permanenza e dell’importo dell’indennità, prevedendo che in essa possa essere collocato il personale militare delle Forze Armate, compresa l'Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza giudicato idoneo a seguito di accertamento sanitario e a tale personale compete, e stabilendo che in aggiunta al trattamento pensionistico, a detto personale compete un’indennità pari all’80% della differenza tra la pensione percepita e la retribuzione spettante al pari grado in servizio.
Ora, i fini del presente giudizio e per risolvere la questione di diritto posta dalla ricorrente, non si può che denotare come, a proposito delle modalità di accesso, il citato art. 3, comma 1, abbia in buona sostanza escluso dalla possibilità di poter transitare in ausiliaria il personale militare che sia cessato dal servizio non per raggiunti limiti di età ma per inidoneità al servizio di istituto.
Il ricorrente, come detto, è cessato dal servizio per decesso e dunque viene a mancare il requisito oggettivo sopra indicato per la concessione del beneficio. Il ricorso va in conclusione parzialmente accolto, mentre per ciò che concerne le spese, la complessità delle questioni trattate induce a
Così deciso in Catanzaro il 27 marzo 2018
p. Il Responsabile di cancelleria
f.to Salvatore Coschina
Messaggio da panorama » gio mag 03, 2018 8:17 am
Perso per l'art. 3 e accolto per l'art. 54.
anche questa, firmata dal giudice Guzzi.
- ricorso iscritto al n. 21628
- ricorso iscritto al n. 21629
N.B.: la Corte li tratta con un unica sentenza.
1) - il sig. A. T. agisce avverso la nota provvedimento 2500.26/01/2018.0028454, emessa dall’Istituto previdenziale per la reiezione dell’istanza che il ricorrente aveva presentato il 19 gennaio 2018 al fine di ottenere la rideterminazione del trattamento pensionistico in godimento.
2) - arruolato nel Corpo della Guardia di Finanza in data 1 ottobre 1982 e, dopo circa 32 anni di servizio (nel grado di maresciallo aiutante), di essere stato posto in congedo assoluto dal 14 dicembre 2011, a seguito di sopravvenuta inidoneità psico-fisica.
Anno 2018 Numero 57 Pubblicazione 02/05/2018
SENTENZA n. 57/2018
Sui ricorsi in materia di pensioni militari n. 21628 e n. 21629 del registro di Segreteria, proposti da
- A. T., nato a Omissis il Omissis, rappresentato e difeso dall’avv. Cesare Greco, ed elettivamente domiciliato in Omissis, in Omissis, presso lo studio dell’avv. Massimo Nunnari,
- l’INPS – Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – Direzione di Cosenza, in persona del suo Presidente pro-tempore, rappresentato e difeso, congiuntamente e disgiuntamente, dagli avv.ti Giacinto Greco e Francesco Muscari Tomaioli, con i quali ha eletto domicilio in Catanzaro, via F. Acri n. 81, presso la sede dell’Avvocatura INPS territoriale.
Uditi all’udienza del 27 aprile 2018 l’avv. Cesare Greco per il ricorrente e l’avv. Giacinto Greco per l’INPS.
Con il ricorso iscritto al n. 21628 del ruolo, il sig. A. T. agisce avverso la nota provvedimento 2500.26/01/2018.0028454, emessa dall’Istituto previdenziale per la reiezione dell’istanza che il ricorrente aveva presentato il 19 gennaio 2018 al fine di ottenere la rideterminazione del trattamento pensionistico in godimento.
A tal proposito rappresenta di essersi arruolato nel Corpo della Guardia di Finanza in data 1 ottobre 1982 e, dopo circa 32 anni di servizio (nel grado di maresciallo aiutante), di essere stato posto in congedo assoluto dal 14 dicembre 2011, a seguito di sopravvenuta inidoneità psico-fisica.
Con il ricorso iscritto al n. 21629 del ruolo, il ricorrente chiede, inoltre, il rimborso degli arretrati maturati per l'applicazione dei benefici previsti dall'articolo 3, del D.Lgs n° 165/1997, sul presupposto che, cessato dal servizio per inidoneità assoluta, è stato escluso dall'applicazione dell'istituto dell'ausiliaria ex art. 992 del D.L.gs n° 66/2010.
Con memoria depositata in atti, l’INPS si è ritualmente costituito per contestare la domanda attrice, in quanto infondata in fatto e in diritto, e per chiedere che la stessa sia integralmente respinta.
In via preliminare va disposta la riunione dei due giudizi per evidenti ragioni di connessione sia soggettiva che oggettiva.
Come evidenziato in narrativa, i ricorsi in atti comprendono due differenti capi di domanda.
Il secondo fa, invece, riferimento all’asserito diritto di conseguire i benefici derivanti dall’applicazione dell’art. 3 del D.lgs. n. 165/1997.
Nel caso di specie, è indubbio che all’atto del pensionamento il sig. A. T. avesse maturato oltre 15 anni, ma anche più di 20 di servizio e tuttavia secondo l’Istituto controparte, la disposizione dallo stesso invocata non potrebbe trovare applicazione.
Il ricorrente è cessato dal servizio per inidoneità permanente al servizio militare e d'istituto e senza aver maturato nessun requisito espressamente previsto per il collocamento in ausiliaria, pertanto, nessuna "esclusione " dalla posizione di ausiliaria o in alternativa ai benefici dell'articolo 3, comma 7 del D.Lvo 30 aprile 1997, n° 165 può trovare applicazione nel caso di specie.
Il ricorso va in conclusione parzialmente accolto, mentre per ciò che concerne le spese, la complessità delle questioni trattate induce a disporne la compensazione integrale tra le parti in causa.
La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Calabria, riuniti i ricorsi in epigrafe, riuniti i giudizi in epigrafe,
La domanda di cui al ricorso n. 21628 e, per l’effetto, riconosce al ricorrente il diritto alla riliquidazione della pensione con applicazione dell’aliquota di rendimento di cui all’art. 54 del d.P.R. n. 1092/1973 sulla parte dell’assegno calcolata con il sistema retributivo.
La domanda di cui al ricorso n. 21629.
Così deciso in Catanzaro il 27 aprile 2018.
Messaggio da panorama » ven mag 04, 2018 11:04 am
Sono venuto a sapere che, l'Amministrazione e l'INPS, hanno fatto Appello allo scadere alla sotto indicata sentenza che riguarda il Colonnello dei CC.
MOLISE SENTENZA 53 06/10/2017
MOLISE SENTENZA 53 2017 PENSIONI 06/10/2017
sent. 53/2017
Messaggio da panorama » ven mag 04, 2018 5:41 pm
​​​​​​​​​​Dati aggiornati al 3/05/2018
Prot. M_D GPREV REG2018 0053698 26/04/2018
Innovazioni normative introdotte dal Decreto Legislativo 29 maggio 2017, n. 94:
- esercizio dell’opzione dell’incremento del montante individuale dei contributi ai fini del computo della pensione, in alternativa al collocamento in ausiliaria;
- modalità di calcolo del trattamento di pensione del personale militare destinatario del sistema contributivo del pro-rata.
Pos. 21.12.01.1000/94/2017.
Circolare M_D GPREV REG2018 0053698 26/04/2018. (file .pdf 442 Kb)
Allegato "A". (file .pdf 401 Kb)
Nota dell'INPS n. del 10/04/2018. (file .pdf 434 Kb)
Messaggio da panorama » ven mag 04, 2018 5:42 pm
vedi anche allegato "A" avente Elenco Indirizzi di diramazione
Messaggio da domenico69 » ven mag 04, 2018 9:54 pm
panorama ha scritto: Sono venuto a sapere che, l'Amministrazione e l'INPS, hanno fatto Appello allo scadere alla sotto indicata sentenza che riguarda il Colonnello dei CC.
Scusa, hai notizie più precise in merito all'appello in questione?
Nel senso, c'è già stata l'udienza, o quando ci sarà, o altre notizie utili?
Messaggio da panorama » sab mag 05, 2018 3:10 pm
non ho notizie in merito, anche perché è ancora presto e, poi, chissà quando verrà pubblicata la sentenza dell'Appello.
Messaggio da elciad1963 » sab mag 05, 2018 3:31 pm
quindi questa sarà la prima sentenza di appello?
Ne sono state emesse altre?
Messaggio da Gianluigi1965 » sab mag 05, 2018 3:38 pm
Per i rifornati dal 7 luglio 2017 il moltiplicatore non spetta piu
aledeo1971 ha scritto: DOMANDA PER ESPERTI
In convalescenza dall'ottobre 2017, vorrei protrarre l'aspettativa per malattia non dipendente da causa di servizio fino ad ottobre 2018, per poi essere riformato ed ottenere la pensione per inabilita assoluta ex art 2 comma 12 legge 335 95. Se ottenessi il predetto beneficio e la questione dell'art. 3 comma 7 legge 165 97 fosse stabilmente riconosciuta, avrei la possibilita di ottenere anche il cd. moltiplicatore???

References: ART.3

SENTENZA 
 art. 992
 art. 3
 art. 1

SENTENZA 
 art. 3
 art. 1
 art. 3

SENTENZA 
 art. 992
 sentenza 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 sentenza 
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