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Timestamp: 2019-03-19 04:23:56+00:00

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1 Cass. civ. Sez. V, Sent., , n REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MERONE Antonio - Presidente - Dott. CHINDEMI Domenico - Consigliere - Dott. SAMBITO Maria Giovanna C. - Consigliere - Dott. MELONI Marina - Consigliere - Dott. TERRUSI Francesco - rel. Consigliere - ha pronunciato la seguente:
2 sentenza sul ricorso proposto da: EURO LLOYD ASSICURAZIONI E RIASSICURAZIONI SPA IN LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA in persona del Commissario liquidatore, domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso la cancelleria della CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall'avvocato BRIZZI GIOVANNI giusta delega a margine; - ricorrente - contro AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'avvocatura GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende; - controricorrente - e contro AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIAE I NAPOLI; - intimato -
3 avverso la sentenza n. 42/2012 della COMM.TRIB.REG. di NAPOLI, depositata il 20/02/2012; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 01/10/2014 dal Consigliere Dott. FRANCESCO TERRUSI; udito per il ricorrente l'avvocato BRIZZI che ha chiesto l'accoglimento e deposita copia visura della Soc. della Camera di Commercio di Napoli; udito per il controricorrente l'avvocato BACOSI che ha chiesto il rigetto; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. GIACALONE Giovanni che ha concluso per l'accoglimento del ricorso. Svolgimento del processo Con avviso di liquidazione notificato l' l'agenzia delle entrate richiedeva alla Euro Lloyd assicurazioni e riassicurazioni s.p.a., in liquidazione coatta amministrativa, il pagamento dell'imposta di registro relativa a una sentenza di condanna al risarcimento dei danni, emessa dal tribunale di Napoli il a seguito di azione civile promossa dalla società nei confronti degli amministratori e dei sindaci pro tempore. La società impugnava l'avviso eccependo, per quanto in effetti ancora rileva, che la sentenza avrebbe dovuto essere registrata a debito, in deroga al principio di solidarietà, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 59, lett. d). La tesi della società veniva accolta dalla commissione tributaria provinciale di Napoli, la cui statuizione, tuttavia, era riformata in appello.
4 La commissione tributaria regionale della Campania, con sentenza in data , invero osservava che, ai fini dell'art. 59, lett. d), non era sufficiente che un parte fosse condannata al risarcimento dei danni, ma era necessario che fosse riconosciuta responsabile della commissione di un reato e che, di conseguenza, fossero trasmessi gli atti alla procura della Repubblica per quanto di spettanza. Nel caso di specie, non era risultata indicata, nella sentenza civile del tribunale, la parte nei cui confronti doveva essere recuperata l'imposta prenotata a debito, sicchè nessuna deroga alla solidarietà poteva essere sostenuta. Per la cassazione della sentenza, la società ha proposto ricorso articolando due motivi, illustrati anche da memoria. L'agenzia delle entrate si è costituita con controricorso. Motivi della decisione I. - Nei due motivi di ricorso la società deduce la violazione e la falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57, art. 59, lett. d) e art. 60, comma 2. Ascrive alla sentenza di aver omesso ogni indagine circa il contenuto della sentenza soggetta a registrazione, di cui trascrive ampi stralci. Sostiene la seguente tesi. Ai fini dell'art. 59, lett. d), non è necessario il concreto accertamento del fatto-reato, ma solo l'astratta configurabilità dello stesso; donde non è necessaria la contestuale trasmissione degli atti alla procura della Repubblica, ove il fatto sia apprezzato in un giudizio civile. Dalla sentenza del tribunale di Napoli erano emersi gravi violazioni, da parte degli ex amministratori e dei sindaci della società in ordine ai doveri su di essi incombenti, sicchè dovevasi astrattamente configurare il reato di bancarotta fraudolenta e prescindere dal rilievo che non vi fosse stata imputazione in sede penale.
5 Contrariamente a quanto sostenuto dalla commissione tributaria, la sentenza, pronunciando la condanna degli ex amministratori e dei sindaci, aveva anche indicato la parte nei cui confronti l'imposta doveva essere recuperata I motivi, tra loro connessi, sono fondati. Il D.P.R. n. 131 del 1986, art. 59, comma 1, lett. d), prevede che "si registrano a debito, cioè senza contemporaneo pagamento delle imposte dovute (...) le sentenze che condannano al risarcimento del danno prodotto da fatti costituenti reato". A tal fine l'art. 60, comma 2, D.P.R. cit. richiede l'indicazione, nella sentenza, della parte obbligata al risarcimento, nei cui confronti si procederà al recupero dell'imposta prenotata a debito. Posto che la norma tributaria fa generico riferimento alle "sentenze che condannano al risarcimento del danno prodotto da fatti costituenti reato", nessun problema sorge in merito alla sua riferibilità anche alle sentenze emesse nell'ambito di giudizi civili (e v. del resto Cass. n ). Contrariamente a quanto ritenuto dalla commissione tributaria, non interessa, ai fini specifici, la circostanza della avvenuta trasmissione di atti al p.m. per l'eventuale esercizio dell'azione penale, nè il fatto che vi sia stata o meno un'imputazione nei confronti della parte cui la condanna si riferisce La commissione ha escluso che la condanna in sede civile fosse stata pronunciata in relazione a fatti ivi ritenuti costituire reato.
6 Ma non ha dato conto di ciò che era necessario valutare, vale a dire del contenuto della sentenza del tribunale di Napoli, della cui registrazione si trattava. Il contenuto, trascritto per stralcio nell'odierno ricorso, risulta correlato all'accertamento di sottrazioni di somme in danno della società, con depauperamento della garanzia patrimoniale, occultate dalla tenuta di una contabilità irregolare, quando non totalmente inattendibile. In simile contesto il giudice del merito non poteva limitarsi a confermare la debenza del tributo constatando che si era trattato di sentenza civile di condanna al risarcimento dei danni. Doveva esaminare il testo della sentenza, certo al fine di appurare il titolo della responsabilità (nella specie apparentemente riferito agli artt c.c. e segg.), ma anche e soprattutto al fine di stabilire se i fatti, che avevano condotto alla sentenza civile di condanna al risarcimento del danno, fossero suscettibili di assurgere, o meno, a fattispecie di reato L'accertamento è mancato del tutto, donde la sentenza va cassata con rinvio alla medesima commissione tributaria regionale, diversa sezione, affinchè, uniformandosi al principio sopra esposto, provveda a un nuovo esame degli elementi di causa. La commissione provvederà anche sulle spese del giudizio svoltosi in questa sede di legittimità. P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso, cassa l'impugnata sentenza e rinvia, anche per le spese del giudizio di cassazione, alla commissione tributaria regionale della Campania. Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della quinta sezione civile, il 1 ottobre 2014.
7 Depositato in Cancelleria il 12 novembre 2014

References: Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 59
 sentenza 
 sentenza 
 art. 57
 art. 59
 art. 60
 sentenza 
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 art. 59
 Cass. 
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