Source: http://www.avvocato.live/capo-ii-dei-delitti-contro-lautorita-delle-decisioni-giudiziarie/
Timestamp: 2019-05-24 17:01:06+00:00

Document:
CAPO II – Dei delitti contro l’autorità delle decisioni giudiziarie – avvocato
Articolo 385 – Evasione
Chiunque, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade è punito con la reclusione da sei mesi a un anno (214 c.p.).
La pena è della reclusione da uno a tre anni se il colpevole commette il fatto usando violenza o minaccia verso le persone, ovvero mediante effrazione; ed è da tre a cinque anni se la violenza o minaccia è commessa con armi (585 comma 2 c.p.) o da più persone riunite.
Le disposizioni precedenti si applicano anche all’imputato che essendo in stato di arresto nella propria abitazione o in altro luogo designato nel provvedimento (284 c.p.p.) se ne allontani, nonché ai condannato ammesso a lavorare fuori dello stabilimento penale.
Quando l’evaso si costituisce in carcere prima della condanna, la pena è diminuita (65 c.p.).
Articolo 386 – Procurata evasione
Chiunque procura o agevola l’evasione di una persona legalmente arrestata o detenuta per un reato (390, 391 c.p.), è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Si applica la reclusione da tre a dieci anni se il fatto è commesso a favore di un condannato all’ergastolo.
La pena è aumentata (64 c.p.) se il colpevole, per commettere il fatto, adopera alcuno dei mezzi indicati nel primo capoverso dell’articolo precedente.
La pena è diminuita (65 c.p.):
1) se il colpevole è un prossimo congiunto (307 comma 4 c.p.);
La condanna importa in ogni caso l’interdizione dai pubblici uffici (28 c.p.).
Articolo 387 – Colpa del custode
Chiunque preposto per ragione del suo ufficio alla custodia, anche temporanea, di una persona arrestata o detenuta per un reato, ne cagiona, per colpa, l’evasione, è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032 (391 c.p.).
Articolo 388 – Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice
Si applicano la reclusione da due mesi a due anni e la multa da euro 30 a euro 309 se il fatto è commesso dal proprietario su una cosa affidata alla sua custodia, e la reclusione da quattro mesi a tre anni e la multa da euro 51 a euro 516 se il fatto è commesso dal custode al solo scopo di favorire il proprietario della cosa (334 c.p.).
Il custode di una cosa sottoposta a pignoramento ovvero a sequestro giudiziario o conservativo che indebitamente rifiuta, omette o ritarda un atto dell’ufficio (328 c.p.) è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro 516.
Il colpevole è punito a querela (120-126 c.p.) della persona offesa.
Articolo 388-bis – Violazione colposa dei doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a pignoramento ovvero a sequestro giudiziario o conservativo
Chiunque, avendo in custodia una cosa sottoposta a pignoramento ovvero a sequestro giudiziario o conservativo, per colpa ne cagiona la distruzione o la dispersione, ovvero ne agevola la soppressione o la sottrazione, è punito, a querela della persona offesa (120-126 c.p.), con la reclusione fino a sei mesi con la multa fino a euro 309.
Articolo 388-ter – Mancata esecuzione dolosa di sanzioni pecuniarie
Chiunque, per sottrarsi all’esecuzione di una multa o di una ammenda o di una sanzione amministrativa pecuniaria, compie, sui propri o sugli altrui beni, atti simulati o fraudolenti, o commette allo stesso scopo altri fatti fraudolenti, è punito, qualora non ottemperi nei termini all’ingiunzione di pagamento contenuta nel precetto, con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Articolo 389 – Inosservanza di pene accessorie
Chiunque, avendo riportato una condanna, da cui consegue una pena accessoria (19 c.p.), trasgredisce agli obblighi o ai divieti inerenti a tale pena, è punito con la reclusione da due a sei mesi.
Articolo 390 – Procurata inosservanza di pena
Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato (110 c.p.), aiuta taluno a sottrarsi all’esecuzione della pena è punito con la reclusione da tre mesi a cinque anni se si tratta di condannato per delitto, e con la multa da euro 51 a euro 1.032 se si tratta di condannato per contravvenzione.
Articolo 391 – Procurata inosservanza di misure di sicurezza detentive
Chiunque procura o agevola l’evasione di una persona sottoposta a misura di sicurezza detentiva (215 n.2 c.p.), ovvero nasconde l’evaso o comunque lo favorisce nel sottrarsi alle ricerche dell’Autorità, è punito con la reclusione fino a due anni. Si applicano le disposizioni del terzo capoverso dell’articolo 386.
Se l’evasione avviene per colpa (43 c.p.) di chi, per ragione del suo ufficio, ha la custodia, anche temporanea, della persona sottoposta a misura di sicurezza, il colpevole è punito con la multa fino a euro 1.032. Si applica la disposizione del capoverso dell’articolo 387.
Articolo 391-bis – Agevolazione ai detenuti e internati sottoposti a particolari restrizioni delle regole di trattamento e degli istituti previsti dall’ordinamento penitenziario
Articolo 392 – Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose
Chiunque, al fine di esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo, mediante violenza sulle cose, è punito, a querela della persona offesa (120-126 c.p.), con la multa fino a euro 516.
Articolo 393 – Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone
Chiunque, al fine indicato nell’articolo precedente, e potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo usando violenza o minaccia alle persone, è punito, a querela dell’offeso (120-126 c.p.), con la reclusione fino a un anno.
Se il fatto è commesso anche con violenza sulle cose (392 comma 2 c.p.), alla pena della reclusione è aggiunta la multa fino a euro 206.
La pena è aumentata (64 c.p.) se la violenza o la minaccia alle persone è commessa con armi (585 comma 2 c.p.).
Articolo 393-bis – Causa di non punibilità
Non si applicano le disposizioni degli articoli 336, 337, 338, 339, 341-bis, 342 e 343 quando il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio ovvero il pubblico impiegato abbia dato causa al fatto preveduto negli stessi articoli, eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni.
Articolo 394 – Sfida a duello
Articolo 395 – Portatori di sfida
Articolo 396 – Uso delle armi in duello
Articolo 397 – Casi di applicazione delle pene ordinarie stabilite per l’omicidio e per la lesione personale
Articolo 398 – Circostanze aggravanti. Casi di non punibilità
Articolo 399 – Duellante estraneo al fatto
Articolo 400 – Offesa per rifiuto di duello e incitamento al duello
Articolo 401 – Provocazione al duello per fine di lucro

References: Articolo 385

Articolo 386

Articolo 387

Articolo 388

Articolo 388

Articolo 388

Articolo 389

Articolo 390

Articolo 391

Articolo 391

Articolo 392

Articolo 393

Articolo 393

Articolo 394

Articolo 395

Articolo 396

Articolo 397

Articolo 398

Articolo 399

Articolo 400

Articolo 401