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Scuola di Harvard (paradigma struttura-condotta-performance) SCUOLE DI PENSIERO e POLITICHE ANTITRUST
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Marina Giusti
1 SCUOLE DI PENSIERO e POLITICHE ANTITRUST Le legislazioni Antitrust contemplano 4 punti: 1. Divieto di abuso di posizione dominante 2. Divieto di intesa 3. Controllo delle concentrazioni 4. Istituzione di un organismo indipendente per l applicazione della normativa L interpretazione della legislazione e le priorità della politica della concorrenza variano a seconda delle impostazioni teoriche Scuola di Harvard (paradigma struttura-condotta-performance) Legame causale Struttura Comportamento Performance (vedi tab. 2.1) Questa impostazione ha avuto una profonda influenza sulla legislazione antitrust. Il grado di concentrazione industriale ha un ruolo cruciale: Poche grandi imprese possibili comportamenti collusivi Una grande impresa e altre di piccole dimensioni - possibilità di abuso di posizione dominante Lo Stato può influenzare la performance intervenendo sulla struttura di mercato e/o sul comportamento delle imprese Es. proibire le fusioni o le intese Il controllo delle concentrazioni consente di contrastare i comportamenti anticompetitivi 1 2
2 Scuola di Chicago [Bork, Posner, Demsetz, Stigler] Grande fiducia nelle forze di mercato. La fonte principale di monopolio e` l intervento normativo dello Stato: le barriere amministrative, le licenze, la regolamentazione Ogni posizione dominante è transitoria oppure è il prodotto di una performance superiore, ad es. manager più capaci, più elevato grado di innovazione (IBM, GM ) Efficiency hypothesis: Efficienza più elevata profitti maggiori posizione dominante Si ribalta il legame causale tra struttura e performance. Non esistono barriere all entrata di carattere strutturale o strategico in grado di proteggere una posizione di monopolio inefficiente. Implicazioni di politica antitrust E` sbagliato contrastare le concentrazioni Abbattere le barriere all entrata amministrative Deregolamentazione Nuova Economia Industriale [NEI] SCP ma con effetti di ritorno tra le variabili Meno enfasi alla struttura Piu enfasi al comportamento delle imprese e alla sua natura strategica La concentrazione non e` sempre un buon indicatore del tipo di concorrenza prevalente es. Duopolio di Bertrand Viene meno la rilevanza del controllo sulla concentrazione industriale. Implicazioni per la politica antitrust L azione antitrust deve guardare alle variabili di comportamento piuttosto che a quelle strutturali, in particolare al comportamento strategico 3 4
3 Sherman Act (1890) Politica antitrust negli USA Due disposizioni fondamentali che mirano a combattere due tipi di comportamento anticoncorrenziale: Art. 1. Vieta le intese gli accordi che limitano gli scambi sono illegali Art. 2. Vieta l abuso di posizione dominante Clayton Act (1914) Art. 2: proibisce la pratica di discriminazione del prezzo di vendita Art. 3: vieta i contratti di vendita esclusiva e i contratti per l intero fabbisogno, che legano il cliente ad un certo fornitore. Art. 7: restrizioni a fusioni e acquisizioni di imprese. NB: queste pratiche non vengono proibite per sé, ma solo se riducono significativamente la concorrenza o generano un monopolio. Federal Trade Commission Act (1914) La Federal Trade Commission [FTC], agenzia governativa incaricata di investigare e applicare le norme antitrust. 5 commissari, nominati dal Presidente e confermati dal Senato, in carica per 7 anni Questa istituzione affianca l Antitrust Division del Department of Justice, creata nel Le istruttorie antitrust possono essere avviate: per iniziativa dell Antitrust Division per iniziativa della FTC per iniziativa del procuratore generale di uno Stato (dal 1976) su denuncia di parte (90% delle istruttorie) (risarcimento triplo ) 5 6
4 Emendamenti Robinson-Patman Act (1936) Celler-Kefauver Act (1950) Obiettivi della politica antitrust degli USA Motivazioni dello Sherman Act Preoccupazioni di carattere distributivo Obiettivi non economici: Mantenimento delle opportunità per tutti i concorrenti, anche le piccole imprese Concorrenza in base al merito: se conduce al monopolio va bene. Obiettivo politico. Impedire l accumulazione privata di potere e proteggere così il governo democratico Obiettivi sociali. Il funzionamento del mercato in cui il potere economico e` diffuso da` esiti piu` equi e socialmente accettabili. Normativa europea antitrust Trattato di Roma (1957) Art. 2: promuovere lo sviluppo attraverso la rimozione degli ostacoli alla libera concorrenza. Art. 85: Vieta le intese che limitano la concorrenza, es. accordi di prezzo, territoriali Deroghe: Se si promuove il progresso tecnico Se i benefici sono condivisi anche dai consumatori Se le imprese hanno poco potere di mercato Art. 86: Vieta l'abuso di posizione dominante. NB: non la posizione dominante in sé, ma l'abuso. Attuazione (Regolamento n. 17 del 1962) Direzione generale per la concorrenza (DG IV) Iniziativa autonoma o denuncia di parte Sanzioni Appello presso la Corte Europea di Giustizia 7 8
5 Fusioni e concentrazioni. Solo recentemente Regolamento n.89 (1989) Obiettivi della politica per la concorrenza europea: efficienza economica + benessere del consumatore ++ integrazione economica ++ fusioni + (occorre favorire l integrazione) La tutela della concorrenza in Italia Legge n. 287 del 1990 Si ispira ed è complementare a quella comunitaria (Art. 1) Art. 2: vieta le intese restrittive della libertà di concorrenza Deroghe al divieto di intesa (Art. 4) Art. 3: vieta l abuso di posizione dominante La posizione dominante va bene se è il frutto di crescita interna e di maggiore efficienza Art. 6: divieto delle operazioni di concentrazione che costituiscono o rafforzano una posizione dominante Obbligo di comunicazione (Art. 16 e 19) Art. 10: Istituzione dell Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) Organo collegiale: Presidente e quattro membri, nominati dai Presidenti della Camera e del Senato. In carica per sette anni. Non rinnovabili Art. 12: potere di indagine Art. 21 e 22: poteri consultivi e di segnalazione 9 10
6 Attivazione Denuncia di Parte Iniziativa autonoma Procedimento Indagine preliminare Avvio istruttoria Audizione finale Sanzioni pecuniarie (non penali) Ricorso al TAR Lazio e Consiglio di Stato MERCATO RILEVANTE Posizione dominante, concentrazione. Rispetto a quale mercato? Esempio: Mercato delle bevande analcoliche Mercato delle cole Coca Cola e Pepsi Cola Decreto legislativo 74 del 1992 Tutela dalla pubblicità ingannevole. Condizioni di liceità della pubblicità comparativa. Maggiore l estensione del mercato rilevante, minore la quota di mercato Su Mercato Rilevante si vedano i lucidi della Dott.ssa Lara Magnani 11 12
7 MISURE DELLA CONCENTRAZIONE Rapporto di concentrazione (CR m ): somma delle quote di mercato delle m imprese più grandi. Esempio: CR 4 = Σ s i s i = quota di mercato dell'impresa i-esima Il valore dell'indice varia da valori prossimi a 0 (minima concentrazione) fino a 1 (massima concentrazione). Problemi. Esempio: un indice di concentrazione delle prime 4 imprese uguale al 60% può significare: 1 impresa con il 54% e 3 imprese con 2% ciascuna (impresa dominante) 4 imprese con il 15% ciascuna Alcune proprietà desiderate dell indice di concentrazione: 1. il trasferimento di parte di un impresa verso una più grande aumenta la concentrazione 2. un aumento della quota cumulata della i- esima impresa, implica un aumento della concentrazione 3. la concentrazione è minima quando le imprese hanno la stessa quota di mercato 4. le fusioni aumentano la concentrazione 5. se il mercato composto da imprese di uguale dimensione, la concentrazione diminuisce quando aumenta il numero di imprese 13 14
8 Indice di Herfindahl: H = Σ s i 2 Somma dei quadrati delle quote di mercato delle imprese del settore (media ponderata delle quote di mercato con pesi uguali alle quote stesse). Tanto maggiore è il valore dell'indice, tanto minore è il numero di imprese che compongono il settore. Informazioni sulle quote di mercato di tutte le imprese e non solo di quelle più grandi. Non è necessario misurare le quote di ogni impresa, le piccole contribuiscono poco. N imprese di pari dimensioni: H = 1/N Reciproco di H. 1/H e` il numero di imprese con uguali quote di mercato che genererebbe lo stesso valore di H Merger Guidelines: H moltiplicato per STRUTTURA E POTERE DI MERCATO Che relazione c è tra numerosità e dimensioni delle imprese e il potere di mercato? Caso di concorrenza alla Cournot Come varia il potere di mercato al crescere del numero di imprese, n Imprese identiche Impresa 1, q 1 Q -1 q* 1 (Q -1) Equilibrio funzione di risposta ottima q 1 = q i per ogni i, q 1 = Q -1/(n-1) La quantita` diminuisce al crescere del numero delle imprese Vedi grafico 15 16
9 Andamento dell output dell industria per n=1,2, q 1 + Q -1 = Q retta di isoproduzione (vedi grafico) In oligopolio alla Cournot l output di totale e` compreso tra quello di monopolio e quello di concorrenza perfetta Un mercato in cui molte imprese competono alla Cournot funziona approssimativamente come un mercato perfettamente concorrenziale (numero `soddisfacente di imprese?) Se ipotizziamo un comportamento concorrenziale alla Cournot c è una relazione stretta tra struttura e potere di mercato Indice di Lerner dell impresa i L i = (P MC i )/P Dalla max dei profitti si ha L i = s i /ε Potere di mercato dell industria: indice di Lerner ponderato Si ricava la relazione L = s i L i L = H /ε dove H è l indice di Herfindahl ed ε è l elasticità della domanda al prezzo C è una relazione positiva tra concentrazione e potere di mercato Es. Due mercati identici in cui le imprese competono alla Cournot Mercato 1: 2 imprese 50% e 50% Mercato 2: 3 imprese 70% 15% e 15% In quale mercato c è maggiore potere di mercato? Calcola H 17 18
10 Fusioni Orizzontali Fusioni Verticali FUSIONI E ACQUISIZIONI Possono avere obiettivi anti-competitivi e/o di efficienza Effetti di una fusione Caso di n oligopolisti alla Cournot (identici) Fusione: rimangono n-1 imprese, aumenta il prezzo e si riduce il benessere sociale Le imprese che si fondono riducono i profitti?! No, guadagni in termini di riduzioni di costo Es. Mercedes-Chrysler Le fusioni solitamente comportano un aumento del prezzo e una riduzione dei costi Se non vi sono riduzioni di costo, la nuova impresa ha incentivo a ridurre la produzione In equilibrio ogni impresa i P - MC = - P q i Dopo la fusione la nuova impresa riduce la quantità perde P-MC guadagna (q i + q j ) P > P-MC Le altre imprese traggono vantaggio dalla riduzione della quantità perché aumenta il prezzo P* - MC > - P q i Quindi aumentano la quantita` e i profitti Al contrario, se la fusione comporta una rilevante riduzione dei costi, la quantità si espande
11 Le altre imprese riducono le quote di mercato e i profitti Una fusione può aumentare o ridurre i profitti della altre imprese. Il risultato dipende dall ampiezza della riduzione dei costi FUSIONI E POLITICA ANTITRUST 3 categorie di soggetti coinvolti: -Consumatori -Imprese che si fondono -Altre imprese Le autorità considerano l effetto complessivo, cioe` i guadagni e le perdite dei vari soggetti valutati eventualmente con pesi differenti Le autorità si possono ispirare a 3 criteri 1. Maggiore è l aumento del prezzo, più è probabile un effetto complessivo negativo (-surplus + profitti) Due effetti sui prezzi Effetto diretto concentrazione Effetto indiretto collusione 2. Più sono piccole le dimensioni delle imprese che si fondono maggiore è la probabilità che la fusione abbia un effetto positivo. Limitato effetto diretto Maggiori riduzioni di costo 3. Se l entrata nel mercato è facile si può essere più tolleranti verso le fusioni 21 22
12 Regole o Linee Guida In Europa e in Italia una fusione può essere bloccata quando costituisce o rafforza una posizione dominante Posizione dominante?! Si confrontano le quote di mercato, es. 3 imprese: 50%, 45%, 5% NO 6 imprese: 50%, 5 imprese con 10% SI Caso Nestlè Perrier (1992) : Perrier 35,9% BSN 23% Nestlè 17,1% altre 24% Fusione Nestlè Perrier : 53% Nestlè propose di trasferire marchio Volcic a BSN: Perrier 38% BSN 38% altre 24% La Commissione europea ha autorizzato questa operazione Quale situazione è più competitiva? oppure 38-38? Effetto diretto Effetto collusivo Orientamento autorità USA (Merger Guidelines) Basato su indice Herfindahl H<1000 si autorizza 1000<H<1800 e H <100 si autorizza H>1800 e H <50 si autorizza Negli altri casi si valuta la facilità di entrata nel mercato e i guadagni di efficienza Nel Caso Nestlè H passa da 2200 a 2900 (3300) Difficilmente le autorità Usa avrebbero autorizzato la fusione 23 24
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