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Timestamp: 2020-08-08 03:56:21+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 17517 del 28/06/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17517 del 28/06/2019
Cassazione civile sez. trib., 28/06/2019, (ud. 14/05/2019, dep. 28/06/2019), n.17517
sul ricorso iscritto al n. 22362/2013 R.G. proposto da:
Campania n. 327/07/12 pronunciata il 27/01/2012 e depositata il
02/07/2012;
1. La Commissione Tributaria Provinciale di Napoli rigettava il ricorso proposto dalla società CONVIVIUM S.r.l., esercente servizi di catering, avverso l’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate di Napoli, che a seguito di p.v. di constatazione della Guardia di Finanza aveva rilevato per l’anno 2003 l’omessa fatturazione di operazioni imponibili per 57.145,00 Euro ed accertato un reddito 61.346,00 Euro, con consequenziale recupero di maggiori I.R.Pe.G. per 19.430,00 Euro, I.R.A.P. per 2.429,00 Euro, ed I.V.A. per 5.715,00 Euro, oltre sanzioni e interessi.
2. La Commissione Tributaria Regionale con sentenza n. 327/07/12 pronunciata il 27.1.2012 e depositata il 2.7.2012 rigettava l’appello proposto dalla ricorrente la quale, a questo punto, proponeva ricorso per cassazione affidandolo a quattro motivi.
1. Con il primo motivo la società ricorrente deduce “violazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, (Statuto del Contribuente) in riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3, lamentando che la verifica effettuata dalla G.d.F. dal 6.4.2006, conclusa con la notifica del p.v. dj constatazione del 3.4.2007, sarebbe durata quasi un anno e quindi ben oltre il tempo massimo di sessanta giorni previsto dalla L. n. 212 del 2000, art. 12, con conseguente illegittimità degli atti emessi.
4.3. Infatti, l’inammissibilità della prova testimoniale nel processo tributario non comporta “l’inutilizzabilità, in sede processuale, delle dichiarazioni di terzi, eventualmente raccolte dall’amministrazione nella fase procedimentale”, distinguendosi queste dalla tipica prova testimoniale per il loro valore probatorio che è “quello proprio degli elementi indiziari”, dei quali il contribuente può contestare la veridicità delle dichiarazioni introducendo, a sua volta, nel giudizio di merito altre dichiarazioni di terzi rese a discarico in sede extraprocessuale (Corte costituzionale, n. 18 del 2000).
4.5. Alla luce dei principi che precedono è inesatto pretendere che gli indizi scaturenti da fonti orali possano assurgere a fonte di prova presuntiva unicamente se confortati da ulteriori indagini, da eseguirsi necessariamente da parte dell’Ufficio. Infatti, gli elementi assunti a fonte di presunzione non devono neppure essere necessariamente plurimi, (benchè l’art. 2729 c.c., il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38 e il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, si esprimano al plurale). Il convincimento del giudice può infatti fondarsi anche su un unico elemento preciso e grave, mentre la valutazione della relativa rilevanza, nell’ambito del processo logico applicato in concreto, non è sindacabile in sede di legittimità. (Cass. n. 656 del 2014).

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 12
 art. 12
 art. 38
 art. 54