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Timestamp: 2020-02-22 02:44:42+00:00

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Corte di Cassazione sentenza n. 18344 depositata il 9 luglio 2019 - Nelle esecuzioni forzate la pubblicità obbligatoria , su siti autorizzati, dell'avviso di vendita, espressamente imposta dalla legge e dall'ordinanza di delega, qualora sia omessa determina senz'altro la nullità dell'aggiudicazione e del decreto di trasferimento, nullità opponibile agli aggiudicatari - Studio Cerbone
Corte di Cassazione sentenza n. 18344 depositata il 9 luglio 2019 – Nelle esecuzioni forzate la pubblicità obbligatoria , su siti autorizzati, dell’avviso di vendita, espressamente imposta dalla legge e dall’ordinanza di delega, qualora sia omessa determina senz’altro la nullità dell’aggiudicazione e del decreto di trasferimento, nullità opponibile agli aggiudicatari
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Corte di Cassazione sentenza n. 18344 depositata il 9 luglio 2019
Esecuzione civile – Vendita – Pubblicazione dell’avviso di vendita – Sito internet – Possibilità per il delegato di utilizzare qualsiasi portale – Esclusione – Obbligo di pubblicazione sui siti indicati dal ministero – Mancanza – Nullità dell’aggiudicazione – Configurabilità
In tema di esecuzione civile se l’avviso di vendita è pubblicato su un sito non indicato dal ministero l’aggiudicazione dell’immobile è nulla . La libertà di scelta conferita dal giudice, infatti, non assegna al professionista la possibilità di inserire l’avviso in qualsiasi portale internet di suo gradimento.
Resistono con distinti controricorsi gli aggiudicatari Ca.Ca. e G.I.G., nonché Cerved Credit Management S.p.A., in rappresentanza del creditore procedente Sagrantino Italy S.r.l.. Il creditore intervenuto Equitalia Sud S.p.A. ha depositato procura al solo scopo di consentire al proprio difensore di partecipare alla discussione orale.
È pacifico, in fatto, che la pubblicità della vendita dell’immobile pignorato sia stata effettuata utilizzando un sito internet non compreso tra quelli indicati dal decreto ministeriale di cui all’art. 173 ter disp. att. c.p.c., attuativo della previsione di cui all’art. 490 c.p.c.. Deve quindi ritenersi omessa tale forma di pubblicità, obbligatoria ai sensi dell’art. 490 c.p.c., comma 2.
Secondo quanto emerge dall’ordinanza di vendita (la cui trascrizione è contenuta nel ricorso e che si rinviene nella produzione di parte del giudizio di merito) e come è del resto confermato dalla stessa sentenza impugnata, la delega conferita al professionista dal giudice dell’esecuzione prevedeva che questi dovesse individuare il sito internet sul quale effettuare la pubblicità “ai sensi del novellato art. 490 c.p.c.” (in particolare, al punto n. 6 della delega al professionista, tra le attività a questi demandate, si prevede che questi debba “… pubblicare l’avviso di vendita … anche in uno dei siti internet a ciò preposti …”).
L’ordinanza di delega era quindi legittima, assegnando al delegato la scelta del sito internet su cui effettuare la pubblicità, purché, naturalmente, nell’ambito di quelli previsti dall’art. 490 c.p.c. (e cioè quelli di cui al decreto ministeriale attuativo di cui all’art. 173 ter disp. att. c.p.c.).
La pubblicità obbligatoria, espressamente imposta dalla legge e dall’ordinanza di delega, è stata in definitiva omessa e ciò determina senz’altro la nullità dell’aggiudicazione e del decreto di trasferimento, nullità opponibile agli aggiudicatari (anche ai sensi dell’art. 2929 c.c.) in quanto attinente allo svolgimento della stessa procedura di vendita (cfr. Cass., Sez. 6-3, Sentenza n. 9255 del 07/05/2015, Rv. 635283-1; Sez. 3, Sentenza n. 4542 del 08/03/2016, non massimata; Sez. 3, Sentenza n. 27526 del 30/12/2014, Rv. 634263-01; Sez. 3, Sentenza n. 13824 del 09/06/2010, Rv. 613691-01).
In considerazione della (relativamente) recente introduzione delle norme in tema di pubblicità telematica delle vendite all’epoca dei fatti, dell’oggettiva scarsa chiarezza del contenuto della delega nonché dell’alterno andamento del merito della controversia, la Corte ritiene sussistere motivi sufficienti a giustificare l’integrale compensazione tra tutte le parti delle spese dell’intero giudizio, ivi inclusa la fase di legittimità.

References: sentenza 
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 art. 490
 Sentenza 
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