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Timestamp: 2020-05-29 17:42:09+00:00

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Informativa ANC Napoli Nord n° 21-2019
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Informativa ANC Napoli Nord n° 21-2019 – 31 maggio 2019
Specializzazioni – i risultati dell’indagine commissionata da ANC.
I Commercialisti italiani si schierano contro le “specializzazioni” ipotizzate dal Consiglio Nazionale (e ‘bocciate’ per la seconda volta in sede parlamentare). A sancirlo è quanto emerso dall’indagine commissionata ad Euromedia Research. Oltre il 74% degli intervistati, infatti, ha espresso il proprio dissenso: “I commercialisti - ha dichiarato Marco Cuchel, Presidente Associazione Nazionale Commercialisti - non sono contro le specializzazioni in assoluto, ma sono contro le specializzazioni su settori per i quali sono già abilitati e sui quali la legge 139 già li riconosce competenti. Avevamo già una percezione di questo ‘sentimento’, perché siamo presenti su tutto il territorio nazionale e incontriamo quotidianamente i colleghi, con appuntamenti diffusi per affrontare le problematiche della categoria. Le nostre critiche sono sempre state portate avanti all’insegna della massima trasparenza: di fronte all’ipotesi che era stata avanzata, temevamo il rischio che si creassero, con le specializzazioni, sottosezioni all’interno dell’albo: colleghi di fascia alta e, conseguentemente, etichettando gli altri in professionisti con competenze di base”. “Come ADC e ANC ci eravamo fatti portatori di questo ‘sentimento’ ai vertici del nostro Consiglio Nazionale, a cui avevamo proposto di predisporre un ‘referendum’ per recepire il corretto pensiero degli iscritti su questa delicata tematica. Le nostre istanze non sono state accolte ed allora abbiamo chiesto ad un primario istituto di sondaggi di effettuare un’indagine conoscitiva per capire quali fossero le opinioni della categoria in merito. I dati hanno confermato quello che avevamo percepito nel corso degli incontri”. Ciò che emerge dal sondaggio è che i Commercialisti non sono aprioristicamente contrari alle specializzazioni, ma sono contro i principi sanciti dal CN. Una vera specializzazione dovrebbe puntare su un ampliamento dei nostri orizzonti professionali al fine di ottenere maggiori competenze da portare poi sul mercato e i benefici per la categoria sarebbero stati molteplici.
Si ricorda che l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 9/E del 2018 (vd paragrafo 4.2), ha fornito specifici chiarimenti in merito alle modalità di fatturazione dei compensi e degli onorari dei Consulenti Tecnici d’Ufficio. Si riportano di seguito la nota circolare AdE n° 9/E e le note pubblicate sul tema sul sito del Tribunale di Napoli Nord del 15.04.19 e del 22.05.19
Nota Tribunale Napoli Nord del 15.04.19
Nota Tribunale Napoli Nord del 22.05.19
Ritardato pagamento delle cartelle. Interessi di mora ridotti.
Con provvedimento prot. 148038 del 23 maggio 2019, l’agenzia delle Entrate fissa, a decorrere dal 1° luglio 2019, gli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo nella misura del 2,68 per cento (dal precedente 3,01) in ragione annuale.
La misura degli interessi di mora viene stabilita annualmente in base alla media dei tassi bancari attivi stimati dalla Banca d’Italia.
Con nota del 24 aprile 2019, Banca d’Italia ha stimato al 2,68% tale media.
Gli interessi di mora sono dovuti nel momento in cui, ricevuta una cartella di pagamento, non si procede al versamento nei 60 giorni successivi alla notifica.
In base all’articolo 30 del DPR n. 602/1973, gli interessi sono dovuti sulle somme iscritte a ruolo - esclusi gli importi relativi a sanzioni ed interessi - e si calcolano sui giorni di effettivo ritardo.
Processo tributario telematico obbligatorio per ricorsi notificati dopo il 1° luglio.
Il Direttore della Giustizia tributaria del ministero dell'Economia ha fornito alcune precisazioni in ordine alla prossima e definitiva obbligatorietà del processo tributario telematico presso tutte le commissioni tributarie.
Ha, in particolare, chiarito che l’obbligo del PTT – per come previsto dall’articolo 16, comma 5 del D.L. 119/2018 - interesserà i ricorsi notificati alla contropartea partire dal 1° luglio 2019.
L’obbligatorietà, ossia, dipenderà e decorrerà dalla notifica dell’atto introduttivo del giudizio alla controparte.
Il PTT, quindi, non sarà obbligatorioper i ricorsi notificati prima del 1° luglio, anche se depositati dopo tale data, per i quali la via telematica rimarrà facoltativa.
Per i ricorsi notificati dopo il 1° luglio, invece, le parti del processo, i consulenti e gli organi tecnici dovranno notificare e depositare gli atti processuali, i documenti e i provvedimenti giurisdizionali, esclusivamente con modalità telematiche, secondo le disposizioni contenute nel decreto del MEF n. 163/2013, e nei successivi decreti di attuazione.
E’ comunque prevista, si ricorda, un’eccezione: per i contribuenti che sono in giudizio senza assistenza tecnica, le modalità informatiche per le notifiche e i depositi degli atti resteranno una facoltà.
Inoltre, in casi eccezionali, il presidente della Commissione tributaria e quello della sezione potranno autorizzare, con provvedimento motivato, modalità diverse da quelle telematiche.
L'ufficio deve considerare il valore di mercato al momento del perfezionamento della vendita (accordo).
Interessante la pronuncia della CTP di Cosenza (Sentenza 2080/9/2019), che avvalora la tesi sostenuta dal ricorrente in quanto al valore da attribuire ad una compravendita di un terreno. Questi insisteva sul fatto che il valore da confrontare con beni simili, ceduti nel triennio, non fosse quello dell’anno della stipula notarile, ma quello in cui si era perfezionato “di fatto” il contratto, avvenuto qualche anno prima.
In seguito alla ricezione di un avviso di rettifica/liquidazione, la contribuente ha presentato ricorso, lamentando:
a) la nullità dell’atto impugnato, per violazione dell’art. 51 del DPR n. 131/1986, in quanto privo di adeguata motivazione, non avendo l’Ufficio indicato, in modo preciso e puntuale, il valore attribuito ai beni descritti nell’atto;
b) l’illegittimità della rettifica, poiché l’Ente impositore ha tenuto conto dei valori di mercato praticati nell’anno 2012, laddove, invece, l’acquisto del bene si era perfezionato nell’anno 2007, a seguito della manifestazione del consenso delle parti, avendo, la ricorrente già corrisposto il prezzo d’acquisto ed il venditore consegnato il terreno;
c) la nullità dell’atto per violazione dell’art. 42 del DPR n. 600/1973 e dell’ art. 7 della L. 212/2000, perchè sottoscritto da funzionario diverso dal Direttore provinciale privo di regolare delega.
Si è dunque costituita l’Agenzia delle Entrate, mediante deposito di deduzioni scritte contestando quanto dedotto in ricorso e sostenendo la correttezza del proprio operato.
Relativamente al primo motivo del ricorso, la CTP cosentina ha precisato che in sede processuale l’Ufficio ha in ogni caso l’onere di precisare i criteri adottati nella determinazione del valore e, soprattutto, deve dimostrare in concreto se il valore desunto dall’applicazione di determinati criteri corrisponda al valore reale ed effettivo del bene oggetto dell’accertamento, tenuto conto delle sue peculiarità, della sua natura e di ogni altro utile elemento valutativo. Orbene, nel caso di specie l’Amministrazione Finanziaria, pur avendo indicato nell’avviso i criteri utilizzati (valore di trasformazione del terreno e criterio comparativo), non ha confutato in modo preciso ed analitico la valutazione peritale con cui il ricorrente ha contestato la rettifica del valore dichiarato, considerando anche l’incidenza degli oneri finanziari. In altri termini, l’Agenzia non ha adempiuto all’onere della prova di cui all’art. 2697 cod. civ, non avendo dato prova contraria di quanto assunto e dimostrato dal ricorrente.
Relativamente al secondo punto la CTP cosentina ha confermato la tesi del ricorrente circa l’illegittimità dell’accertamento per erronea applicazione dei valori di mercato correnti nell’anno 2012, specificando che la vendita è un contratto consensuale che si perfeziona con il semplice consenso (e accordo) delle parti contrattuali (alienante e acquirente) (art. 1326 cod. cv.) e non anche con la consegna del bene compravenduto. Pertanto, il trasferimento della proprietà si verifica immediatamente, non appena le parti esprimono il loro consenso (c.d. vendita reale). Di conseguenza, da questo momento, si trasferiscono anche tutti i rischi relativi al bene.
Nel caso di specie il ricorrente ha dimostrato, mediante copiosa documentazione, che l’acquisto del terreno oggetto di accertamento si era perfezionato nell’anno 2007, mediante la corresponsione del prezzo e la consegna del bene, tant’è che, per come risulta da ricevute e fatture fiscali, la società aveva provveduto a commissionare ed a far eseguire lavori di recinzione.
L’Agenzia delle Entrate, pertanto, nell’eseguire l’accertamento avrebbe dovuto tener conto del valore di mercato che i beni immobili similari avevano nell’anno 2007 e non già nell’anno 2012.
Ha infine considerato fondata l’eccezione di parte ricorrente di nullità dell’avviso di rettifica e di liquidazione per vizio di delega, giacché, oltre al fatto che la stessa non sia stata allegata all’atto, ma depositata dall’Agenzia solo in fase processuale, non possiede i seguenti requisiti previsti dall’art. 42 DPR n. 600/1973, ovvero non risulta essere motivata (ad esempio a causa di malattia del capo Ufficio); non indica il termine di scadenza e non è nominativa (deve contenere il nominativo e non soltanto la funzione del soggetto delegato).
Controllo giudiziario nel caso di “infiltrazione mafiosa occasionale”.
La Cassazione, con la sentenza 17451 del 23 aprile 2019, si è pronunciata sulla natura dell’istituto del controllo giudiziario delle aziende, previsto dall’articolo 34bis del D.Lgs. 159/2011 in caso di infiltrazioni di mafia.
Si tratta, della misura di prevenzione che può essere disposta dal tribunale con riferimento alle attività economiche e alle aziende, se sussistono circostanze di fatto da cui si possa desumere il pericolo concreto di infiltrazioni mafiose idonee a condizionarne l’attività.
La Corte Suprema ha precisato che si tratta di una misura di prevenzione ontologicamente connotata, da un lato, dalla natura occasionale del “contagio mafioso” e, dall’altro, dalla pendenza dell’impugnazione all’interdittiva.
Il suo scopo è quello di garantire la continuità aziendale e di sospendere gli effetti dell’interdittiva prefettizia, in attesa dell’esito dell’impugnazione.
Nella decisione, è stato poi chiarito che anche nel caso in cui la misura del controllo sia richiesta dall’impresa sottoposta ad interdittiva antimafia, la stessa può essere riconosciuta solo qualora si tratti di infiltrazione mafiosa avente carattere occasionale.
L’occasionalità dell’infiltrazione, ossia, costituisce presupposto necessario del controllo giudiziario, anche se richiesto dalla società interessata.
Secondo gli Ermellini, infatti, la natura dell’istituto non cambia se proposta dal Pm o richiesta dalla parte interessata all’interdittiva.
Nuova proroga al 7 giugno per le Partecipazioni pubbliche.
Nuova proroga della rilevazione, mediante l’applicativo “Partecipazioni” del Portale Tesoro, dei dati relativi alla “revisione periodica delle partecipazioni pubbliche” (art. 20 del DLgs. n. 175/2016 – Tusp) e dei rappresentanti delle Amministrazioni negli Organi di governo di Società ed Enti al 31 dicembre 2017 (art. 17, commi 3 e 4, del Dl. n. 90/2014).
Si ricorda che le Amministrazioni di cui all’art. 2, comma 1, lett. a), del Tusp, devono comunicare, per le Società oggetto di “revisione periodica”, oltre alle informazioni richieste per il Censimento annuale delle partecipazioni detenute al 31 dicembre 2017, anche le ulteriori informazioni rilevanti per la verifica del rispetto del Tusp e l’esito della revisione.
Devono infine caricare nell’applicativo il Provvedimento adottato ai sensi dell’art. 20 del Tusp.
Risoluzione n. 54 del 30/05/2019
Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta di cui all’articolo 11, comma 5, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8 - pdf
Risoluzione n. 53 del 29/05/2019
Titolari di funzioni di direzione e amministrazione di una fondazione - Monitoraggio fiscale e titolare effettivo - Art. 4 decreto legge 28 giugno 1990, n. 167 - pdf
Risoluzione n. 52 del 21/05/2019
Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle piccole e medie imprese (PMI), ai sensi dell’articolo 1, commi da 89 a 92, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 - pdf
Risoluzione n. 51 del 21/05/2019
Consulenza giuridica – Aliquota IVA confezioni miste di piante aromatiche - pdf
Trattamento degli utili provenienti da una stabile organizzazione di una società partecipata non residente - pdf
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 – Rivalsa da accertamento ai sensi dell’articolo 60, settimo comma, del d.P.R. 26 ottobre, 1972 n. 633 - pdf
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Definizione agevolata delle controversie tributarie - articolo 6 decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 - pdf
Interpello articolo 11, comma 1, lett.a), legge 27 luglio 2000, n.212 - Sconti e abbuoni - pdf
Risposta n. 168 del 29/05/2019
Interpello art. 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.212 - Operazione di riorganizzazione societaria – articoli 86 e 173 del TUIR - Trattamento, ai fini IVA, dei contributi regionali e acquisto di beni e servizi - articoli 2 e 19 del d.P.R. n. 633 del 1972 - pdf
Articolo 165 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 - pdf
Risposta n. 166 del 28/05/2019
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 Definizione agevolata delle controversie tributarie - articolo 6 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 - pdf
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 chiarimenti in merito alla definizione di cui all’articolo 6 del decreto- legge n. 119/2018 - pdf
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.212 – IVA a esigibilità differita – prestazioni effettuate e fatturate ante concordato preventivo e riscosse successivamente - pdf
Articolo 1, comma 57, lettera d-bis) della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come modificato dall’articolo 1, commi da 9 a 11, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 - Cause ostative all’applicazione del regime cd. Forfetario - pdf
Articolo 88, comma 4-ter del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 - Trattamento fiscale della sopravvenienza attiva da riduzione dei debiti nell’ambito di un piano attestato - pdf

References: art. 7
 sentenza 
 Art. 4
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 6
 articolo 11
 art. 11

Articolo 165
 articolo 11
 articolo 6
 articolo 11
 articolo 11

Articolo 1

Articolo 88