Source: http://wiki.meetupcaserta.it/regolamenti:beni_comuni
Timestamp: 2017-10-21 01:23:45+00:00

Document:
regolamenti:beni_comuni [MeetUp Caserta Wiki]
regolamenti:beni_comuni
Art. 4 - I cittadini attivi
Art. 6 - Interventi sugli spazi pubblici e sugli edifici
Art. 7 - Promozione dell’innovazione sociale e dei servizi collaborativi
Art. 9 - Innovazione digitale
Art. 11 - Proposte di collaborazione
Art. 12 - Interventi di cura occasionale
Art. 13 - Gestione condivisa di spazi pubblici
Art. 14 - Gestione condivisa di spazi privati ad uso pubblico
Art. 15 - Interventi di rigenerazione di spazi pubblici
CAPO IV - Interventi di cura e rigenerazione di ediﬁci
Art. 16 - Individuazione degli edifici
Art. 17 - Gestione condivisa di edifici
Art. 18 - Finalità della formazione
Art. 19 - Il ruolo delle scuole
Art. 20 - Esenzioni ed agevolazioni in materia di canoni e tributi locali
Art. 21 - Accesso agli spazi comunali
Art. 22 - Materiali di consumo e dispositivi di protezione individuale
Art. 23 - Affiancamento nella progettazione
Art. 24 - Risorse finanziarie a titolo di rimborso di costi sostenuti
Art. 25 - Autofinanziamento
Art. 26 - Forme di riconoscimento per le azioni realizzate
Art. 27 - Agevolazioni amministrative
Art. 28 - Comunicazione collaborativa
Art. 29 - Strumenti per favorire l’accessibilità delle opportunità di collaborazione
Art. 30 - Rendicontazione, misurazione e valutazione delle attività di collaborazione
Art. 31 - Prevenzione dei rischi
Art. 32 - Disposizioni in materia di riparto delle responsabilità
CAPO IX - Disposizioni ﬁnali e transitorie
Art. 34 - Clausole interpretative
Art. 35 - Sperimentazione
Il presente regolamento, in armonia con le previsioni della Costituzione e dello Statuto comunale, disciplina le forme di collaborazione dei cittadini con l’amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, dando in particolare attuazione agli art. 118, 114 comma 2 e 117 comma 6 Costituzione.
Le disposizioni si applicano nei casi in cui l’intervento dei cittadini per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani richieda la collaborazione o risponda alla sollecitazione dell’amministrazione comunale.
La collaborazione tra cittadini e amministrazione si estrinseca nell’adozione di atti amministrativi di natura non autoritativa.
Restano ferme e distinte dalla materia oggetto del presente regolamento le previsioni regolamentari del Comune che disciplinano l’erogazione dei beneﬁci economici e strumentali a sostegno delle associazioni, in attuazione dell’art.12 della legge 7 agosto 1990 n. 241.
Ai ﬁni delle presenti disposizioni si intendono per:
Beni comuni urbani: i beni, materiali, immateriali e digitali, che i cittadini e l’Amministrazione, anche attraverso procedure partecipative e deliberative, riconoscono essere funzionali al benessere individuale e collettivo, attivandosi di conseguenza nei loro confronti ai sensi dell’art. 118 ultimo comma Costituzione, per condividere con l’amministrazione la responsabilità della loro cura o rigenerazione al ﬁne di migliorarne la fruizione collettiva.
Comune o Amministrazione: il Comune di Bologna nelle sue diverse articolazioni istituzionali e organizzative.
Cittadini attivi: tutti i soggetti, singoli, associati o comunque riuniti in formazioni sociali, anche di natura imprenditoriale o a vocazione sociale, che si attivano per la cura e rigenerazione dei beni comuni urbani ai sensi del presente regolamento.
Proposta di collaborazione: la manifestazione di interesse, formulata dai cittadini attivi, volta a proporre interventi di cura o rigenerazione dei beni comuni urbani. La proposta può essere spontanea oppure formulata in risposta ad una sollecitazione del Comune.
Patto di collaborazione: il patto attraverso il quale Comune e cittadini attivi deﬁniscono l’ambito degli interventi di cura o rigenerazione dei beni comuni urbani.
Interventi di cura: interventi volti alla protezione, conservazione ed alla manutenzione dei beni comuni urbani per garantire e migliorare la loro fruibilità e qualità.
Gestione condivisa: interventi di cura dei beni comuni urbani svolta congiuntamente dai cittadini e dall’amministrazione con carattere di continuità e di inclusività.
Interventi di rigenerazione: interventi di recupero, trasformazione ed innovazione dei beni comuni, partecipi, tramite metodi di coprogettazione, di processi sociali, economici, tecnologici ed ambientali, ampi e integrati, che complessivamente incidono sul miglioramento della qualità della vita nella città.
Rete civica: lo spazio di cittadinanza su internet per la pubblicazione di informazioni e notizie istituzionali, la fruizione di servizi on line e la partecipazione a percorsi interattivi di condivisione.
Medium civico: il canale di comunicazione – collegato alla rete civica - per la raccolta, la valutazione, la votazione e il commento di proposte avanzate dall’Amministrazione e dai cittadini.
Fiducia reciproca: ferme restando le prerogative pubbliche in materia di vigilanza, programmazione e veriﬁca, l’Amministrazione e i cittadini attivi improntano i loro rapporti alla ﬁducia reciproca e presuppongono che la rispettiva volontà di collaborazione sia orientata al perseguimento di ﬁnalità di interesse generale.
Pubblicità e trasparenza: l’amministrazione garantisce la massima conoscibilità delle opportunità di collaborazione, delle proposte pervenute, delle forme di sostegno assegnate, delle decisioni assunte, dei risultati ottenuti e delle valutazioni effettuate. Riconosce nella trasparenza lo strumento principale per assicurare l’imparzialità nei rapporti con i cittadini attivi e la veriﬁcabilità delle azioni svolte e dei risultati ottenuti.
Responsabilità: l’amministrazione valorizza la responsabilità, propria e dei cittadini, quale elemento centrale nella relazione con i cittadini, nonché quale presupposto necessario afﬁnché la collaborazione risulti effettivamente orientata alla produzione di risultati utili e misurabili.
Sostenibilità: l’amministrazione, nell’esercizio della discrezionalità nelledecisioni che assume, veriﬁca che la collaborazione con i cittadini non ingeneri oneri superiori ai beneﬁci e non determini conseguenze negative sugli equilibri ambientali.
Proporzionalità: l’amministrazione commisura alle effettive esigenze di tutela degli interessi pubblici coinvolti gli adempimenti amministrativi, le garanzie e gli standard di qualità richiesti per la proposta, l’istruttoria e lo svolgimento degli interventi di collaborazione.
Adeguatezza e differenziazione: le forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione sono adeguate alle esigenze di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani e vengono differenziate a seconda del tipo o della natura del bene comune urbano e delle persone al cui benessere esso è funzionale.
Informalità: l’amministrazione richiede che la relazione con i cittadini avvenga nel rispetto di speciﬁche formalità solo quando ciò è previsto dalla legge. Nei restanti casi assicura ﬂessibilità e semplicità nella relazione, purché sia possibile garantire il rispetto dell’etica pubblica, così come declinata dal codice di comportamento dei dipendenti pubblici e dei principi di imparzialità, buon andamento, trasparenza e certezza.
Autonomia civica: l’amministrazione riconosce l’autonoma iniziativa dei cittadini e predispone tutte le misure necessarie a garantirne l’esercizio effettivo da parte di tutti i cittadini attivi.
L’intervento di cura e di rigenerazione dei beni comuni urbani, inteso quale concreta manifestazione della partecipazione alla vita della comunità e strumento per il pieno sviluppo della persona umana, è aperto a tutti, senza necessità di ulteriore titolo di legittimazione.
I cittadini attivi possono svolgere interventi di cura e di rigenerazione dei beni comuni come singoli o attraverso le formazioni sociali in cui esplicano la propria personalità, stabilmente organizzate o meno.
Nel caso in cui i cittadini si attivino attraverso formazioni sociali, le persone che sottoscrivono i patti di collaborazione di cui all’art. 5 del presente regolamento rappresentano, nei rapporti con il Comune, la formazione sociale che assume l’impegno di svolgere interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni.
L’efﬁcacia dei patti di collaborazione di cui all’art. 5 del presente regolamento è condizionata alla formazione secondo metodo democratico della volontà della formazione sociale che assume l’impegno di svolgere interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni.
I patti di collaborazione di cui all’art. 5 del presente regolamento riconoscono e valorizzano gli interessi, anche privati, di cui sono portatori i cittadini attivi in quanto contribuiscono al perseguimento dell’interesse generale.
Gli interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani possono costituire progetti di servizio civile in cui il Comune può impiegare i giovani a tal ﬁne selezionati secondo modalità concordate con i cittadini.
Il patto di collaborazione è lo strumento con cui Comune e cittadini attivi concordano tutto ciò che è necessario ai ﬁni della realizzazione degli interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni.
Il contenuto del patto varia in relazione al grado di complessità degli interventi concordati e della durata della collaborazione. Il patto, avuto riguardo alle speciﬁche necessità di regolazione che la collaborazione presenta, deﬁnisce in particolare:
gli obiettivi che la collaborazione persegue e le azioni di cura condivisa;
le conseguenze di eventuali danni occorsi a persone o cose in occasione o a causa degli interventi di cura e rigenerazione, la necessità e le caratteristiche delle coperture assicurative e l’assunzione di responsabilità secondo quanto previsto dagli artt. 31 e 32 del presente regolamento, nonché le misure utili ad eliminare o ridurre le interferenze con altre attività;
le misure di pubblicità del patto, le modalità di documentazione delle azioni realizzate, di monitoraggio periodico dell’andamento, di rendicontazione delle risorse utilizzate e di misurazione dei risultati prodotti dalla collaborazione fra cittadini e amministrazione;
l’afﬁancamento del personale comunale nei confronti dei cittadini, la vigilanza sull’andamento della collaborazione, la gestione delle controversie che possano insorgere durante la collaborazione stessa e l’irrogazione delle sanzioni per inosservanza del presente regolamento o delle clausole del patto;
le cause di esclusione di singoli cittadini per inosservanza del presente regolamento o delle clausole del patto, gli assetti conseguenti alla conclusione della collaborazione, quali la titolarità delle opere realizzate, i diritti riservati agli autori delle opere dell’ingegno, la riconsegna dei beni, e ogni altro effetto rilevante;
le modalità per l’adeguamento e le modiﬁche degli interventi concordati.
Il patto di collaborazione può contemplare atti di mecenatismo, cui dare ampio rilievo comunicativo mediante forme di pubblicità e comunicazione dell’intervento realizzato, l’uso dei diritti di immagine, l’organizzazione di eventi e ogni altra forma di comunicazione o riconoscimento che non costituisca diritti di esclusiva sul bene comune urbano.
La collaborazione con i cittadini attivi può prevedere differenti livelli di intensità dell’intervento condiviso sugli spazi pubblici e sugli ediﬁci, ed in particolare: la cura occasionale, la cura costante e continuativa, la gestione condivisa e la rigenerazione.
I cittadini attivi possono realizzare interventi, a carattere occasionale o continuativo, di cura o di gestione condivisa degli spazi pubblici e degli ediﬁci periodicamente individuati dall’amministrazione o proposti dai cittadini attivi. L’intervento è ﬁnalizzato a:
assicurare la fruibilità collettiva di spazi pubblici o ediﬁci non inseriti nei programmi comunali di manutenzione.
Possono altresì realizzare interventi, tecnici o ﬁnanziari, di rigenerazione di spazi pubblici e di ediﬁci.
Il Comune promuove l’innovazione sociale per la produzione di servizi collaborativi. Al ﬁne di ottimizzare o di integrare l’offerta di servizi pubblici o di offrire risposta alla emersione di nuovi bisogni sociali, il Comune favorisce il coinvolgimento diretto dell’utente ﬁnale di un servizio nel suo processo di progettazione, infrastrutturazione ed erogazione. La produzione di servizi collaborativi viene promossa per attivare processi generativi di beni comuni materiali, immateriali e digitali.
Il Comune persegue gli obiettivi di cui al presente articolo incentivando la nascita di cooperative, imprese sociali, start-up a vocazione sociale e lo sviluppo di attività e progetti a carattere economico, culturale e sociale.
Gli spazi e gli ediﬁci di cui al presente regolamento rappresentano una risorsa funzionale al raggiungimento delle ﬁnalità di cui al presente articolo. Il Comune riserva una quota di tali beni alla realizzazione di progetti che favoriscano l’innovazione sociale o la produzione di servizi collaborativi.
Il Comune promuove la creatività, le arti, la formazione e la sperimentazione artistica come uno degli strumenti fondamentali per la riqualiﬁcazione delle aree urbane o dei singoli beni, per la produzione di valore per il territorio, per la coesione sociale e per lo sviluppo delle capacità.
Per il perseguimento di tale ﬁnalità il Comune riserva una quota degli spazi e degli ediﬁci di cui al presente regolamento allo svolgimento di attività volte alla promozione della creatività urbana e in particolare di quella giovanile.
Il Comune promuove la creatività urbana anche attraverso la valorizzazione temporanea di spazi e immobili di proprietà comunale in attesa di una destinazione d’uso deﬁnitiva. I suddetti beni possono essere destinati a usi temporanei valorizzandone la vocazione artistica, evitando in tal modo la creazione di vuoti urbani e luoghi di conﬂitto sociale.
Al tal ﬁne il Comune condivide con i soggetti che partecipano alla vita e all’evoluzione della rete civica e che mettono a disposizione dell’ambiente collaborativo e del medium civico competenze per la coprogettazione e realizzazione di servizi innovativi, i dati, gli spazi, le infrastrutture e le piattaforme digitali, quali la rete e il medium civici.
La funzione di gestione della collaborazione con i cittadini attivi è prevista, nell’ambito dello schema organizzativo comunale, quale funzione istituzionale dell’ente ai sensi dell’art. 118 ultimo comma Costituzione. L’organizzazione di tale funzione deve essere tale da garantire la massima prossimità al territorio dei soggetti deputati alla relazione con il cittadino, il massimo coordinamento con gli organi di indirizzo politico-amministrativo ed il carattere trasversale del suo esercizio.
Al ﬁne di sempliﬁcare la relazione con i cittadini attivi, il Comune individua, nel rispetto di quanto previsto al precedente comma 1, la struttura deputata alla gestione delle proposte di collaborazione. Tale struttura provvede direttamente all’attivazione degli ufﬁci interessati, costituendo per il proponente l’unico interlocutore nel rapporto con l’amministrazione.
Al ﬁne di garantire che gli interventi dei cittadini attivi per la cura dei beni comuni avvengano in armonia con l’insieme degli interessi pubblici e privati coinvolti, le proposte di collaborazione devono ricevere il consenso del Comune.
In relazione agli interventi di cura e rigenerazione di cui all’art. 29 comma 1, il consenso del Comune può essere manifestato ex ante. In tali ipotesi i cittadini attivi, accettando le regole previste, possono intraprendere gli interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani senza la necessità di ulteriori formalità.
Negli altri casi l’assenso del Comune è manifestato e disciplinato nel patto di collaborazione.
Il Comune pubblica periodicamente l’elenco degli spazi, degli ediﬁci o delle infrastrutture digitali che potranno formare oggetto di interventi di cura o di rigenerazione, indicando le ﬁnalità che si intendono perseguire attraverso la collaborazione con i cittadini attivi.
Nel caso in cui vi siano più proposte di collaborazione riguardanti un medesimo bene comune, tra loro non integrabili, la scelta della proposta da sottoscrivere viene effettuata mediante procedure di tipo partecipativo.
la proposta di collaborazione sia formulata in risposta ad una sollecitazione dell’amministrazione;
la proposta rientri tra i moduli di collaborazione predeﬁniti di cui all’art. 29 comma 1;
Nel caso di cui alla lett. a) del comma 1 l’iter procedurale è deﬁnito dall’avviso con cui il Comune invita i cittadini attivi a presentare progetti di cura o di rigenerazione, nel rispetto di quanto disposto dal presente regolamento.
Nel caso di cui alla lett. b) del comma 1 l’iter procedurale è deﬁnito dall’atto dirigenziale che identiﬁca ambito, requisiti e condizioni del modulo collaborativo predeﬁnito.
Nel caso di cui alla lett. c) del comma 1 la struttura deputata alla gestione della proposta di collaborazione comunica al proponente il tempo necessario alla conclusione dell’iter istruttorio in relazione alla complessità dell’intervento ed alla completezza degli elementi conoscitivi forniti. Comunica altresì l’elenco delle strutture che, in relazione al contenuto della proposta, coinvolgerà nell’istruttoria.
Sono disposte adeguate forme di pubblicità della proposta di collaborazione, al ﬁne di acquisire, da parte di tutti i soggetti interessati, entro i termini indicati, osservazioni utili alla valutazione degli interessi coinvolti o a far emergere gli eventuali effetti pregiudizievoli della proposta stessa, oppure ulteriori contributi o apporti.
La proposta di collaborazione viene sottoposta alla valutazione tecnica degli ufﬁci e dei gestori dei servizi pubblici coinvolti. La proposta viene altresì portata a conoscenza del Presidente del Quartiere competente per territorio, il quale potrà far pervenire le proprie valutazioni circa l’opportunità della proposta stessa in relazione alle linee di programmazione delle attività dell’ente.
La struttura predispone, sulla base delle valutazioni tecniche e di opportunità acquisite, gli atti necessari a rendere operativa la collaborazione e li propone al dirigente dell’ufﬁcio o degli ufﬁci competenti per materia.
Qualora ritenga che non sussistano le condizioni tecniche o di opportunità per procedere, la struttura lo comunica al richiedente illustrandone le motivazioni e ne informa gli ufﬁci e le istanze politiche coinvolti nell’istruttoria.
La proposta di collaborazione che determini modiﬁche sostanziali allo stato dei luoghi o alla destinazione d’uso degli spazi pubblici è sottoposta al vaglio preliminare della Giunta.
In caso di esito favorevole dell’istruttoria, l’iter amministrativo si conclude con la sottoscrizione del patto di collaborazione, che rientra tra le competenze gestionali del dirigente.
I patti di collaborazione sottoscritti sono pubblicati sulla rete civica al ﬁne di favorire la diffusione delle buone pratiche e la valutazione diffusa dei risultati ottenuti.
La realizzazione degli interventi di cura occasionale non richiede, di norma, la sottoscrizione del patto di collaborazione ma ricade all’interno dei moduli di collaborazione predeﬁnita di cui al successivo art. 29, comma 1.
Al ﬁne di favorire la diffusione ed il radicamento delle pratiche di cura occasionale il Comune pubblicizza sulla rete civica gli interventi realizzati, evidenziando le aree di maggiore concentrazione degli stessi.
I cittadini attivi si prendono cura dello spazio, per un periodo predeﬁnito, per realizzarvi tutti gli interventi e le attività indicate nel patto.
Viene garantita la possibilità della gestione condivisa del medesimo bene da parte di una pluralità di cittadini attivi. Il Comune favorisce la disponibilità dei proprietari o degli esercizi commerciali ad aggregarsi in associazione, consorzio, cooperativa di vicinato o comprensorio che rappresentino almeno il 66 per cento delle proprietà immobiliari o degli esercizi commerciali che insistono sullo spazio pubblico.
L’amministrazione riconosce il diritto di prelazione sulle aree riservate a verde pubblico urbano di cui all’art. 4, comma 5, legge 14 gennaio 2013, n. 10, ai proprietari che raggiungano almeno il 66 per cento delle proprietà riuniti in forma di associazione, consorzio, cooperativa di vicinato o comprensorio.
I cittadini attivi non possono realizzare attività o interventi che contrastino con l’uso pubblico o con la proprietà privata del bene.
Viene garantita la possibilità della gestione condivisa del medesimo bene da parte di una pluralità di cittadini attivi. Il Comune favorisce la disponibilità dei proprietari o degli esercizi commerciali ad aggregarsi in associazione, consorzio, cooperativa, fondazione di vicinato o comprensorio che rappresentino almeno il 66 per cento delle proprietà immobiliari o degli esercizi commerciali che insistono sullo spazio privato ad uso pubblico.
Il patto di collaborazione può avere ad oggetto interventi di rigenerazione degli spazi pubblici o privati ad uso pubblico, da realizzare grazie a un contributo economico, totale o prevalente, dei cittadini attivi. In tal caso il Comune valuta la proposta sotto il proﬁlo tecnico e rilascia o acquisisce le autorizzazioni prescritte dalla normativa.
Le proposte di collaborazione che preﬁgurino interventi di rigenerazione dello spazio pubblico devono pervenire all’amministrazione corredate dalla documentazione atta a descrivere con chiarezza l’intervento che si intende realizzare. Devono in particolare essere presenti: relazione illustrativa, programma di manutenzione, tavole graﬁche in scala adeguata della proposta progettuale, stima dei lavori da eseguirsi.
Il patto di collaborazione può prevedere che i cittadini attivi assumano in via diretta l’esecuzione degli interventi di rigenerazione.
Il patto di collaborazione può prevedere che l’amministrazione assuma l’esecuzione degli interventi di rigenerazione. In tal caso l’amministrazione individua gli operatori economici da consultare sulla base di procedure pubbliche, trasparenti, aperte e partecipate.
Gli interventi di rigenerazione inerenti beni culturali e paesaggistici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 sono preventivamente sottoposti alla Soprintendenza competente in relazione alla tipologia dell’intervento, al ﬁne di ottenere le autorizzazioni, i nulla osta o gli atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente, al ﬁne di garantire che gli interventi siano compatibili con il carattere artistico o storico, l’aspetto e il decoro del bene. Le procedure relative alle predette autorizzazioni sono a carico del Comune.
La Giunta, sulla base degli indirizzi deliberati dal Consiglio comunale anche all’esito di procedure partecipative e deliberative, individua periodicamente nell’ambito del patrimonio immobiliare del Comune gli ediﬁci in stato di parziale o totale disuso o deperimento che, per ubicazione, caratteristiche strutturali e destinazione funzionale, si prestano ad interventi di cura e rigenerazione da realizzarsi mediante patti di collaborazione tra cittadini e Comune.
La periodica ricognizione degli ediﬁci in stato di parziale o totale disuso e delle proposte di cura e rigenerazione avanzate dai cittadini è promossa con procedure trasparenti, aperte e partecipate, in accordo con le previsioni del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 e delle disposizioni vigenti in materia di digitalizzazione dell’attività amministrativa.
Le proposte di collaborazione per la rigenerazione di ediﬁci in stato di parziale o totale disuso sono valutate sulla base di criteri trasparenti e non discriminatori. Il Comune, laddove necessario, promuove il coordinamento fra le proposte presentate per il medesimo ediﬁcio o per ediﬁci diversi.
Il Comune può promuovere e aderire a patti di collaborazione aventi ad oggetto interventi di cura e rigenerazione di ediﬁci in stato di totale o parziale disuso di proprietà di terzi, con il consenso di questi ultimi ovvero ai sensi dell’art. 838 Codice Civile.
Il Comune può destinare agli interventi di cura e rigenerazione di cui al presente capo gli ediﬁci conﬁscati alla criminalità organizzata ad esso assegnati.
La gestione condivisa garantisce la fruizione collettiva del bene e l’apertura a tutti i cittadini disponibili a collaborare agli interventi di cura e rigenerazione del bene o alle attività di cui al comma 1.
La durata della gestione condivisa non supera normalmente i nove anni. Periodi più lunghi possono eventualmente essere pattuiti in considerazione del particolare impegno ﬁnanziario richiesto per opere di recupero edilizio del bene immobile.
I patti di collaborazione disciplinano gli oneri di manutenzione e per le eventuali opere di recupero edilizio gravanti sui cittadini attivi. Eventuali miglioramenti o addizioni devono essere realizzate senza oneri per l’amministrazione e sono ritenuti dalla medesima.
L’Amministrazione mette a disposizione dei cittadini attivi le competenze dei propri dipendenti e fornitori, e favorisce l’incontro con le competenze presenti all’interno della comunità e liberamente offerte, per trasferire conoscenze e metodologie utili ad operare correttamente nella cura condivisa dei beni comuni.
La formazione rivolta ai cittadini attivi è ﬁnalizzata, prioritariamente, all’acquisizione delle seguenti competenze:
La formazione rivolta ai dipendenti e agli amministratori del Comune è ﬁnalizzata, prioritariamente, all’acquisizione delle seguenti competenze:
Il Comune collabora con le scuole e con l’Università per l’organizzazione di interventi formativi, teorici e pratici, sull’amministrazione condivisa dei beni comuni rivolti agli studenti e alle loro famiglie.
I patti di collaborazione con le scuole e con l’Università possono prevedere che l’impegno degli studenti in azioni di cura e rigenerazione dei beni comuni venga valutato ai ﬁni della maturazione di crediti curriculari.
Le attività svolte nell’ambito dei patti di collaborazione di cui all’articolo 5 del presente regolamento sono considerate di particolare interesse pubblico agli effetti delle agevolazioni previste dal regolamento comunale per l’occupazione di suolo pubblico e per l’applicazione del relativo canone».
Non costituiscono esercizio di attività commerciale, agli effetti delle esenzioni ed agevolazioni previste dal regolamento comunale per l’occupazione di suolo pubblico e per l’applicazione del relativo canone, le raccolte pubbliche di fondi svolte nell’ambito dei patti di collaborazione di cui all’articolo 5 del presente regolamento, qualora ricorrano tutte le seguenti condizioni:
Le attività svolte nell’ambito dei patti di collaborazione di cui all’articolo 5 del presente regolamento si considerano intese alla più piena valorizzazione della sussidiarietà orizzontale, agli effetti delle esenzioni ed agevolazioni previste, in materia di imposta municipale secondaria, dall’articolo 11, comma secondo, lettera f) del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23.
Il Comune, nell’esercizio della potestà regolamentare prevista dall’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, dispone ulteriori esenzioni ed agevolazioni, in materia di entrate e tributi, a favore delle formazioni sociali che svolgono attività nell’ambito dei patti di collaborazione di cui all’articolo 5 del presente regolamento o alle associazioni, consorzi, cooperative, fondazioni di vicinato o comprensorio di cui al presente regolamento, assimilandone il trattamento a quello delle associazioni, delle fondazioni e degli altri enti che non perseguono scopi di lucro.
I cittadini attivi che ne facciano richiesta possono utilizzare temporaneamente spazi comunali per riunioni o attività di autoﬁnanziamento.
L’uso degli spazi di cui al precedente comma è pariﬁcato, quanto alla determinazione degli oneri previsti, alle attività istituzionali del Comune.
Il Comune fornisce i dispositivi di protezione individuale necessari per lo svolgimento delle attività e, nei limiti delle risorse disponibili, i beni strumentali ed i materiali di consumo.
Gli strumenti, le attrezzature ed i dispositivi vengono forniti in comodato d’uso e, salvo il normale deterioramento dovuto all’uso, devono essere restituiti in buone condizioni al termine delle attività.
Il patto di collaborazione può prevedere la possibilità per il comodatario di cui al comma precedente di mettere temporaneamente i beni a disposizione di altri cittadini ed associazioni al ﬁne di svolgere attività analoghe.
Qualora la proposta di collaborazione abbia ad oggetto azioni di cura o di rigenerazione dei beni comuni urbani che il Comune ritenga di particolare interesse pubblico e le risorse che i cittadini attivi sono in grado di mobilitare appaiano adeguate, il patto di collaborazione può prevedere l’afﬁancamento dei dipendenti comunali ai cittadini nell’attività di progettazione necessaria alla valutazione conclusiva e alla realizzazione della proposta.
Il Comune concorre, nei limiti delle risorse disponibili, alla copertura dei costi sostenuti per lo svolgimento delle azioni di cura o di rigenerazione dei beni comuni urbani.
Nel deﬁnire le forme di sostegno, l’amministrazione riconosce contributi di carattere ﬁnanziario solo e nella misura in cui le necessità cui gli stessi sono preordinati non siano affrontabili con sostegni in natura.
Fatto salvo quanto previsto al comma 7 del presente articolo, non possono essere corrisposti, in via diretta o indiretta, compensi di qualsiasi natura ai cittadini che svolgono attività di cura condivisa dei beni comuni, a fronte delle attività prestate, che vengono svolte personalmente, spontaneamente e a titolo gratuito.
Il patto di collaborazione individua l’ammontare massimo del contributo comunale e le modalità di erogazione.
La liquidazione del contributo è subordinata alla rendicontazione delle attività svolte e dei costi sostenuti, da redigersi secondo quanto previsto dall’art. 30 del presente regolamento. Analoga rendicontazione va predisposta anche in relazione alla quota di contributo eventualmente anticipata all’atto della sottoscrizione del patto.
costi relativi a servizi necessari per l’organizzazione, il coordinamento e la formazione dei cittadini.
I cittadini possono avvalersi delle ﬁgure professionali necessarie per la progettazione, l’organizzazione, la promozione ed il coordinamento delle azioni di cura e di rigenerazione dei beni comuni, nonché per assicurare speciﬁche attività formative o di carattere specialistico. Gli oneri conseguenti non possono concorrere in misura superiore al 50% alla determinazione dei costi rimborsabili.
la possibilità per i cittadini attivi di utilizzare, a condizioni agevolate, spazi comunali per l’organizzazione di iniziative di autoﬁnanziamento;
la possibilità di veicolare l’immagine degli eventuali ﬁnanziatori coinvolti dai cittadini;
il supporto e l’avallo del Comune ad iniziative di raccolta diffusa di donazioni attraverso l’utilizzo delle piattaforme telematiche dedicate.
Al ﬁne di incentivare l’autonoma raccolta di risorse da parte dei cittadini attivi, nel patto di collaborazione può essere previsto un meccanismo di impegno variabile delle risorse comunali per le azioni di cura o di rigenerazione dei beni comuni urbani, crescenti al crescere delle risorse reperite dai cittadini attivi.
Il patto di collaborazione, al ﬁne di fornire visibilità alle azioni realizzate dai cittadini attivi nell’interesse generale, può prevedere e disciplinare forme di pubblicità quali, ad esempio, l’installazione di targhe informative, menzioni speciali, spazi dedicati negli strumenti informativi.
La visibilità concessa non può costituire in alcun modo una forma di corrispettivo delle azioni realizzate dai cittadini attivi, rappresentando una semplice manifestazione di riconoscimento pubblico dell’impegno dimostrato e uno strumento di stimolo alla diffusione delle pratiche di cura condivisa dei beni comuni.
Il Comune, al ﬁne di promuovere la diffusione della collaborazione fra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, può favorire il riconoscimento di vantaggi offerti dai privati a favore dei cittadini attivi quali agevolazioni, sconti e simili.
Il patto di collaborazione può prevedere facilitazioni di carattere procedurale in relazione agli adempimenti che i cittadini attivi devono sostenere per l’ottenimento dei permessi, comunque denominati, strumentali alle azioni di cura o di rigenerazione dei beni comuni urbani o alle iniziative di promozione e di autoﬁnanziamento.
Le facilitazioni possono consistere, in particolare, nella riduzione dei tempi dell’istruttoria, nella sempliﬁcazione della documentazione necessaria o nella individuazione di modalità innovative per lo scambio di informazioni o documentazione tra i cittadini attivi e gli ufﬁci comunali.
Il Comune, al ﬁne di favorire il progressivo radicamento della collaborazione con i cittadini, utilizza tutti i canali di comunicazione a sua disposizione per informare sulle opportunità di partecipazione alla cura ed alla rigenerazione dei beni comuni urbani.
Il Comune riconosce nella rete civica il luogo naturale per instaurare e far crescere il rapporto di collaborazione con e tra i cittadini.
mappare i soggetti e le esperienze di cura e rigenerazione dei beni comuni, facilitando ai cittadini interessati l’individuazione delle situazioni per cui attivarsi.
Per realizzare le ﬁnalità di cui al precedente comma, il Comune rende disponibili per i cittadini:
un kit di strumenti e canali per comunicare e fare proposte, quali la rete civica e il medium civico;
un tutoraggio nell’uso degli strumenti di comunicazione collaborativa, anche favorendo relazioni di auto aiuto fra gruppi.
I dirigenti, nel rispetto degli ambiti di intervento e dei principi stabiliti dal presente regolamento, deﬁniscono e portano a conoscenza dei cittadini le ipotesi di collaborazione tipiche, da individuarsi in ragione della loro presumibile maggior frequenza, della possibilità di predeﬁnire con precisione presupposti, condizioni ed iter istruttorio per la loro attivazione o della necessità di prevedere strumenti facilmente attivabili nelle situazioni di emergenza.
Il Comune cura la redazione e la divulgazione anche per via telematica di manuali d’uso per informare i cittadini circa le possibilità di collaborazione alla cura ed alla rigenerazione dei beni comuni, le procedure da seguire, le forme di sostegno disponibili.
La documentazione delle attività svolte e la rendicontazione delle risorse impiegate rappresentano un importante strumento di comunicazione con i cittadini. Attraverso la corretta redazione e pubblicazione di tali documenti è possibile dare visibilità, garantire trasparenza ed effettuare una valutazione dell’efﬁcacia dei risultati prodotti dall’impegno congiunto di cittadini ed amministrazione.
Le modalità di svolgimento dell’attività di documentazione e di rendicontazione vengono concordate nel patto di collaborazione.
veriﬁcabilità: i processi di raccolta e di elaborazione dei dati devono essere documentati in modo tale da poter essere oggetto di esame, veriﬁca e revisione. Gli elementi relativi alle singole aree di rendicontazione devono essere descritti in modo da fornire le informazioni quantitative e qualitative utili alla formulazione di un giudizio sull’operato svolto.
Nella redazione del documento ﬁnale i dati quantitativi devono essere esplicitati con l’aiuto di tabelle e graﬁci, accompagnati da spiegazioni che ne rendano chiara l’interpretazione.
Il Comune sollecita i cittadini ad utilizzare strumenti multimediali, fotograﬁci e quant’altro possa corredare la rendicontazione rendendola di immediata lettura e agevolmente fruibile.
Il Comune si adopera per consentire un’efﬁcace diffusione della rendicontazione, mettendo gli elaborati a disposizione di tutta la cittadinanza attraverso strumenti individuati coinvolgendo i cittadini, quali la pubblicazione sulla rete civica, l’organizzazione di conferenze stampa, convegni, eventi dedicati e ogni altra forma di comunicazione e diffusione dei risultati.
Il Comune e i cittadini si impegnano ad implementare tecniche di misurazione quantitativa delle esternalità positive e negative, dirette e indirette, materiali e immateriali, nonché degli impatti economici, sociali, culturali e ambientali prodotti dalle attività di collaborazione e pongono gli esiti della misurazione quantitativa alla base di un processo di valutazione volto a confermare, modiﬁcare o estinguere particolari aspetti o tipologie delle attività di collaborazione, nonché della valutazione di risultato dei soggetti preposti alla loro attuazione per conto dell’amministrazione.
Ai cittadini attivi devono essere fornite, sulla base delle valutazioni effettuate, informazioni sui rischi speciﬁci esistenti negli ambienti in cui operano per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate o da adottare.
Con riferimento agli interventi di cura o di rigenerazione a cui partecipano operativamente più cittadini attivi, va individuato un supervisore cui spetta la responsabilità di veriﬁcare il rispetto della previsione di cui al precedente comma 2 nonché delle modalità di intervento indicate nel patto di collaborazione.
Il patto di collaborazione disciplina le eventuali coperture assicurative dei privati contro gli infortuni e per la responsabilità civile verso terzi connessi allo svolgimento dell’attività di cura dei beni comuni, in conformità alle previsioni di legge e, in ogni caso, secondo criteri di adeguatezza alle speciﬁche caratteristiche dell’attività svolta.
Il Comune può favorire la copertura assicurativa dei cittadini attivi attraverso la stipula di convenzioni quadro conoperatori del settore assicurativo che prevedano la possibilità di attivare le coperture su richiesta, a condizioni agevolate e con modalità ﬂessibili e personalizzate.
I cittadini attivi che collaborano con l’amministrazione alla cura e rigenerazione di beni comuni urbani rispondono degli eventuali danni cagionati, per colpa o dolo, a persone o cose nell’esercizio della propria attività.
I cittadini attivi che collaborano con l’amministrazione alla cura e rigenerazione di beni comuni urbani assumono, ai sensi dell’art. 2051 del codice civile, la qualità di custodi dei beni stessi, tenendo sollevata ed indenne l’amministrazione comunale da qualsiasi pretesa al riguardo.
L’applicazione delle presenti disposizioni risulta funzionale alla effettiva collaborazione con i cittadini attivi a condizione che i soggetti chiamati ad interpretarle per conto del Comune esercitino la responsabilità del proprio ufﬁcio con spirito di servizio verso la comunità e che tale propensione venga riscontrata in sede di valutazione.
Durante il periodo di sperimentazione il Comune veriﬁca, con il coinvolgimento dei cittadini attivi, l’attuazione del presente regolamento al ﬁne di valutare la necessità di adottare interventi correttivi.
regolamenti/beni_comuni.txt
Ultima modifica: 2015/07/27 19:07

References: Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 34

Art. 35
 art. 118
 art. 29