Source: http://marcoliguori.blogspot.com/2008/03/ritorna-il-caso-unit.html
Timestamp: 2018-03-21 22:26:00+00:00

Document:
il pallone in confusione: Ritorna il Caso Unità
Ritorna il Caso Unità
La Marialina Marcucci, presidente della casa editrice dell'Unità, ha avuto contatti con i Caso, ex editori del quotidiano sportivo Dieci, diretto da Ivan Zazzaroni, che ha chiuso in pochi mesi nel 2007...
Secondo una visura camerale dello scorso giugno, la loro casa editrice, la Hopit, era controllata da due società con sede all'estero, MEDITERRANEA S.A. e la CENTRALE AMERICA ADVENTURES S.A., mentre Gian Gaetano Caso ne possiede solo il 10%: chi c'è dietro a queste società? E soprattutto in quale paese hanno sede, visto che nel "paradisiaco" Lussemburgo esse non sono presenti?
EDITORIA: L'UNITÀ; MARCUCCI, CONTATTI CON I CASO
POL S0A QBXB EDITORIA: L'UNITÀ; MARCUCCI, CONTATTI CON I CASO DI STEFANO RESTA IN CAMPO, MA PRIORITÀ È EUROPA 7 (ANSA) - ROMA, 14 MAR - «Con i Caso ci sono dei contatti ma al momento non vi è nulla di formale. Può darsi che dopo Pasqua ci siano delle opportunità»: così Marialina Marcucci, presidente della Nie (Nuove Iniziative Editoriali, la società che edita l'Unità), reagisce alla notizia pubblicata su Italia Oggi che vedrebbe la famiglia Caso in pole position per diventare la nuova proprietaria del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Secondo il giornale economico, Gian Gaetano e Fabio Caso, che già in passato avevano tentato la strada dell'editoria, rileverebbero non la totalità del pacchetto azionario, bensì una quota di maggioranza vicina al 60%. Resta comunque in campo, come conferma anche la Marcucci, l'imprenditore Francesco Di Stefano, patron di Europa 7, il quale ribadisce il proprio interesse verso l'Unità. «Di Stefano - dice la presidente della Nie - l'ho sentito ieri. Lui è realmente interessato ma in questo momento la sua priorità è la questione di Europa 7». Sarà infatti resa nota a giorni la data della riunione del Consiglio di Stato che deve pronunciarsi sul ricorso dell'emittente per ottenere le frequenze per trasmettere e il risarcimento danni. «Stiamo vedendo i conti del giornale», dice l'imprenditore. «In questo momento - aggiunge - abbiamo problemi più grandi e pressanti anche se l'interesse per l'Unità c'era e rimane».(ANSA). SN 14-MAR-08 18:24 NNN
http://dagospia.excite.it/articolo_index_38842.html
“UNITÀ”, IL CASO È RISOLTO – LA HOPIT DI GIAN GAETANO E FABIO CASO IN POLE PER L’ACQUISTO DEL QUOTIDIANO DI GRAMSCI - TRANSAZIONE DA 3-4 MILIONI (CIFRA BASSA PER LE CAUSE IN CORSO) PER IL 60% DELLA PROPRIETÀ…
Jarvis Macchi per “Italia Oggi”
La famiglia Caso è in pole position per diventare la nuova proprietaria dell'Unità. Dopo una trattativa lunga e difficile, l'accordo potrebbe essere raggiunto e ufficializzato già dopo Pasqua. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi infatti, tra i legali delle due parti girerebbero già alcune bozze di lettere d'intenti, pronte per essere firmate dopo la due diligence da parte dei compratori.
Il prezzo? Sempre secondo indiscrezioni, il valore reale della transazione si aggirerebbe intorno ai 3-4 milioni di euro, ma Gian Gaetano e Fabio Caso, attraverso la Hopit, rileverebbero non la totalità del pacchetto azionario, bensì una quota di maggioranza, vicina al 60%. Una cifra così bassa sarebbe motivata dal peso di cause civili in corso stimabili intorno ai 60 milioni di euro.
Una cifra, peraltro, smentita da fonti vicine agli imprenditori che vorrebbero, invece, accreditare la valutazione della testata intorno ai 23 milioni di euro. La voce che l'intesa fosse stata raggiunta è circolata già nella mattinata di ieri anche se non è stata confermata (ma nemmeno smentita) dai vertici dell'Unità. Contattata telefonicamente, Marialina Marcucci, amministratore delegato della Nie, la società che detiene il controllo del quotidiano della sinistra, ha così commentato: «La famiglia Caso è uno dei player che sono interessati all'acquisto del quotidiano, ma non confermo che sia stato raggiunto alcun tipo di accordo». Marcucci ha anche aggiunto: «l'aumento di capitale di due milioni di euro che abbiamo deliberato a luglio sarà sottoscritto dagli attuali soci».
Le trattative tra la Nie e la famiglia Caso sarebbero però già in fase molto avanzata e l'unico ostacolo sarebbe di carattere tecnico: la due diligence da effettuare sui conti del quotidiano. Una formalità che potrebbe essere sbrigata nelle prossime settimane, per arrivare ad una firma dopo Pasqua. Anche nell'ipotesi di ingresso della famiglia Caso, sempre secondo indiscrezioni, Marialina Marcucci resterebbe in sella ai vertici del giornale.
IL CASO DIECI
Quello dei Caso non è un nome nuovo nell'editoria, nella quale avevano già provato a cimentarsi nel 2001, con l'esperienza del Globo, free-press romana fondata grazie a un finanziamento iniziale dell'Unione europea e poi chiusa dopo breve. Ma la loro incursione più famosa nel settore, soprattutto per le polemiche che ha generato, resta quella legata all'avventura di Dieci, il quotidiano sportivo diretto da Ivan Zazzaroni ed edito dai Caso insieme con Alberto Donati. Testimonial del quotidiano era stato Roberto Baggio, ma il progetto era finito rovinosamente, dopo 96 giorni in edicola, nel giugno 2007.
La coppia Caso-Donati scoppio quasi subito (sembra per problemi legati alla ripartizione dei ricavi delle vendite in edicola) e questo fu un primo passo che affossò Dieci, a cui si aggiunsero gli stipendi dei trenta redattori assunti, rimasti bloccati per mesi, e il mancato pagamento degli altri collaboratori. Una vicenda che aveva scatenato non poche polemiche e che aveva visto anche Zazzaroni dimettersi come gesto plateale di difesa nei confronti della redazione. Con ripercussioni sindacali soprattutto per il modo con cui erano stati licenziati i redattori, «rei» di aver scioperato per chiedere il pagamento degli stipendi.
Al loro rientro in redazione avevano trovato una lettera del presidente di garanzia di Editoriale Dieci, Mauro Conta ad attenderli sulla porta: «A seguito», si leggeva nel messaggio, «delle immotivate argomentazioni poste dal comitato di redazione e della conseguente decisione di astenersi dall'attività lavorativa, l'Editore ritiene che si renda necessario procedere al licenziamento per giusta causa di tutta la redazione di Dieci. Si riserva altresì di valutare una richiesta di danni subiti a causa della reiterata posizione assunta da tutta la redazione». Dopo l'uscita di Zazzaroni e il licenziamento dei redattori, il giornale non ha più ripreso le pubblicazioni. E la società è stata messa in liquidazione nell'ottobre scorso.
La cassaforte di famiglia. Se i Caso dovessero ritentare la strada dell'editoria con L'Unità, sicuramente l'operazione passerà attraverso la Hopit, la cassaforte della famiglia. La holding nasce nel 2004 come finanziaria di partecipazione, e si struttura in due subholding: la Nettel spa, società attiva nel campo delle tlc e la Giornali Associati, che serve ai Caso per gli investimenti nell'editoria. Hopit, sul versante internazionale ha interessi in Nicaragua, dove è concessionaria delle ferrovie e dei trasporti intermodali con il Consorcio Ferronica SA; Russia, dove ha una partecipazione in una banca moscovita e in Montenegro.
Quanto vale il gruppo? Ecco qualche numero: il capitale sociale della capogruppo Hopit spa è di 50 milioni di euro e nel 2006 ha registrato un utile netto di 466 mila euro. Utile che però deriva non dalla gestione operativa, il cui risultato è negativo per 481 mila euro, ma da proventi straordinari. Sempre nel 2006 l'intero gruppo ha registrato un utile di 56,4 mila euro a fronte di un risultato operativo negativo per oltre un milione di euro sempre per il motivo citato prima. I debiti consolidati del gruppo sono pari a 14 milioni di euro, di cui 12,7 milioni verso i fornitori.
L'altro pretendente. Il nome dei Caso circolava da tempo nei corridoi dell'Unità, assieme a quello di Francesco Di Stefano, il fondatore di Europa7, anche lui interessato al quotidiano. Dopo l'abbandono della trattativa da parte degli Angelucci, il cdr aveva chiesto all'azienda di «perseguire strade che siano affidabili e che non si perdano altri mesi per non concludere niente».
Lo stesso cdr poco più di dieci giorni fa aveva emesso un comunicato in cui invitata esplicitamente lo stesso Di Stefano in qualche modo a farsi avanti, esprimendo così la sua «preferenza» tra i possibili compratori rimasti. Di certo, fanno sapere dal cdr, «l'Unità non è un giornale che si può vendere a chiunque, a prescindere dalla sua collocazione politica».
Dagospia 14 Marzo 2008
ELENCO SOCI HOPIT
PROT. N. 28579498 19/06/2007
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA DI ROMA - UFFICIO REGISTRO DELLE IMPRESE - VISURA SENZA VALORE DI CERTIFICAZIONE DELL'ASSETTO DELLA COMPAGINE SOCIALE DELL'IMPRESA SOTTO INDICATA
Codice fiscale e numero d'iscrizione: 08462451009
data di iscrizione: 12/04/2005
Iscritta nella sezione ORDINARIA il 12/04/2005
Iscritta con il numero Repertorio Economico Amministrativo 1095986
Denominazione: HOPIT SOCIETA' PER AZIONI
deliberato 50.000.000,00
sottoscritto 50.000.000,00
versato 50.000.000,00
ELENCO DEI SOCI E DEGLI ALTRI TITOLARI DI DIRITTI SU AZIONI O QUOTE SOCIALI AL 21/10/2006
PROTOCOLLO RM/2006/243003 del 31/10/2006
Capitale sociale dichiarato sul modello con cui è stato depositato l'elenco deisoci: 50.000.000,00 (valuta: EURO)
Quota composta da 22.500 AZIONI ORDINARIE
pari a nominali: 22.500.000,00 (valuta: EURO)
- MEDITERRANEA S.A. C.F. 03173120613
- CENTRALE AMERICA ADVENTURES S.A. C.F. 03211080613
Quota composta da 5.000 AZIONI ORDINARIE
pari a nominali: 5.000.000,00 (valuta: EURO)
- CASO GIAN GAETANO C.F. CSAGGT45B25G596G
LA VISURA DELLA HOPIT
PROT. N. 28579487 19/06/2007
UFFICIO REGISTRO DELLE IMPRESE –
VISURA SENZA VALORE DI CERTIFICAZIONE ORDINARIA
Codice fiscale e numero d'iscrizione: 08462451009 del Registro delle Imprese di ROMA data di iscrizione: 12/04/2005
Sede: ROMA (RM) VIA XX SETTEMBRE 5 CAP 00187telefono: 06/42742713
Costituita con atto del 29/03/2005 Durata: INDETERMINATA
Scadenza primo eserc. 31/12/2005 scadenza eserc. successivi: 31/12
Lo statuto prevede proroga di n. 60 giorni dei termini approvazione del bilancio Tipo dell'atto:
Notaio PALMIERI PAOLO
Repertorio num. 126355 loc. GENZANO DI ROMA (RM)
LA SOCIETA' HA PER OGGETTO: LA SOCIETA' HA PER OGGETTO IL POSSESSO E LA GESTIONE DI PACCHETTI AZIONARI DI SOCIETA' CONTROLLATE O TERZE OLTRE A SVOLGERE ATTIVITA' DI CONSULENZA FINANZIARIA E DI ATTIVITA' DI GESTIONE DI DATI AMMINISTRATIVO-FINANZIARI DI SOCIETA' CONTROLLATE O TERZE. LA SOCIETA' POTRA' PARTECIPARE AD APPALTI PUBBLICI E PRIVATI. LA SOCIETA' POTRA' ASSUMERE PARTECIPAZIONI, INTERESSENZE IN ALTRE SOCIETA' AVENTI SCOPI ANALOGHI, COMPLEMENTARI OD AFFINI AL PROPRIO NON A SCOPO DI COLLOCAMENTO E NON A CARATTERE PREVALENTE E POTRA' COMPIERE TUTTE LE OPERAZIONI FINANZIARIE, BANCARIE, INDUSTRIALI, COMMERCIALI ED IMMOBILIARI, NECESSARIE AL CONSEGUIMENTO DELL'OGGETTO SOCIALE, POTRA' ALTRESI' PRESTARE FIDEJUSSIONI E GARANZIE REALI A FAVORE DI TERZI, ENTI, PERSONE FISICHE, GIURIDICHE E BANCHE AL SOLO FINE DEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI SCOPI SOCIALI POTRA' INOLTRE CONTRARRE MUTUI PASSIVI ED EFFETTUARE OPERAZIONI DI FACTORING ALLO SCOPO DI PROCURARSI MEZZI ECONOMICI PER LA PROPRIA ATTIVITA', NONCHE' STIPULARE CONTRATTI DI LEASING PASSIVI PER LA LOCAZIONE DI IMMOBILI, ATTREZZATURE E MACCHINE CONCEDENDO LE OPPORTUNE E RICHIESTE GARANZIE; SUBORDINATAMENTE ALL'OTTENIMENTO DELLE DEBITE AUTORIZZAZIONI AMMINISTRATIVE E' PURE PREVISTO L'ESERCIZIO NEI CONFRONTI DEL PUBBLICO DELLE ATTIVITA' DI ASSUNZIONE DI PARTECIPAZIONI, DI CONCESSIONE DI FINANZIAMENTI SOTTO QUALSIASI FORMA, DI PRESTAZIONE DI SERVIZI DI PAGAMENTO E DI INTERMEDIAZIONE IN CAMBI, RISERVATO AGLI INTERMEDIARI FINANZIARI ISCRITTI NELL'APPOSITO ELENCO TENUTO DALL'UIC O NELL'ELENCO SPECIALE TENUTO DALLA BANCA D'ITALIA, L'ATTIVITA' DISCIPLINATA DAGLI ARTICOLI 106 E 107 DEL TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA BANCARIA, D.LGS. 01.09.1993, N. 385.
Soggetto che esercita il controllo contabile: revisore contabile
Forma amministrativa: AMMINISTRATORE UNICO
Numero minimo amministratori: 3
Numero massimo amministratori: 7
Numero amministratori in carica: 3
durata in carica: 3 ANNI
data fine carica: 16/03/2009
Collegio Sindacale: numero effettivi: 3
numero supplenti: 2
numero in carica: 5
data inizio carica: 12/04/2006 data fine carica: 31/12/2006
INFORMAZIONI SULLO STATUTO/ATTO COSTITUTIVO
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E' INVESTITO DEI PIU' AMPI POTERI PER L'AMMINISTRAZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA DELLA SOCIETA' E, PIU' SEGNATAMENTE, HA FACOLTA' DI COMPIERE TUTTI GLI ATTI CHE RITENGA OPPORTUNI PER L'ATTUAZIONE ED IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI SCOPI SOCIALI, ESCLUSO SOLTANTO QUANTO PER LEGGE E PER STATUTO E' RISERVATO ALLA ASSEMBLEA.
AI SENSI DELL'ART. 2365 C.C. SONO ATTRIBUITE AL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, OLTRE A QUANTO GIA' ALTROVE PREVISTO DAL PRESENTE STATUTO, LE DELIBERAZIONI CONCERNENTI LA FUSIONE NEI CASI PREVISTI DAGLI ART. 2505 E 2505 BIS C.C. E L'ADEGUAMENTO DELLO STATUTO SOCIALE A DISPOSIZIONI NORMATIVE. IL CONSIGLIO PUO' DELEGARE PARTE DELLE PROPRIE ATTRIBUZIONI E PROPRI POTERI AL PRESIDENTE O AD ALTRI DEI SUOI MEMBRI (AMMINISTRATORE O AMMINISTRATORI DELEGATI).
IL CONSIGLIO PUO' NOMINARE FRA I SUOI MEMBRI UN COMITATO ESECUTIVO, DELEGANDO AD ESSO ATTRIBUZIONI E POTERI SUOI PROPRI.
IL CONSIGLIO PUO' NOMINARE UNO O PIU' DIRETTORI, VICE DIRETTORI E DIRIGENTI, DETERMINANDONE I POTERI, NONCHE' PROCURATORI AD NEGOTIA PER DETERMINATI ATTI O CATEGORIA DI ATTI. LA RAPPRESENTANZA LEGALE DELLA SOCIETA' DI FRONTE A TERZI, COMPRESA OGNI AUTORITA' GIUDIZIARIA O AMMINISTRATIVA, SPETTA AL PRESIDENTE, O A CHI NE FA LE VECI A SENSI DELL'ART. 17 DEL PRESENTE STATUTO. LA SUDDETTA RAPPRESENTANZA, NONCHE' LA FIRMA SOCIALE, SPETTANO ALTRESI' ALLE PERSONE AUTORIZZATE DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CON DELIBERAZIONE PUBBLICATA A NORMA DI LEGGE E PER GLI OGGETTI PREVISTI NELLA DELIBERAZIONE STESSA.
RIPARTIZIONE DEGLI UTILI E DELLE PERDITE TRA I SOCI DAGLI UTILI NETTI RISULTANTI DAL BILANCIO DEVE ESSERE DEDOTTA UNA SOMMA CORRISPONDENTE AL CINQUE PER CENTO (5%) DA DESTINARE ALLA RISERVA LEGALE FINO A CHE QUESTA NON ABBIA RAGGIUNTO IL QUINTO DEL CAPITALE SOCIALE OPPURE, SE LA RISERVA E'DISCESA AL DI SOTTO DI TALE LIMITE, FINO ALLA REINTEGRAZIONE DELLA STESSA; LA DECISIONE DEI SOCI CHE APPROVA IL BILANCIO DECIDE SULLA DISTRIBUZIONE DEGLI UTILI AI SOCI.
POSSONO ESSERE DISTRIBUITI ESCLUSIVAMENTE GLI UTILI REALMENTE CONSEGUITI E RISULTANTI DA BILANCIO REGOLARMENTE APPROVATO. SE SI VERIFICA UNA PERDITA DEL CAPITALE SOCIALE NON PUO' FARSI LUOGO A DISTRIBUZIONE DEGLI UTILI FINO A CHE IL CAPITALE NON SIA REINTEGRATO O RIDOTTO IN MISURA CORRISPONDENTE. NON E' CONSENTITA LA DISTRIBUZIONE DI ACCONTI SUGLI UTILI.
Modalità di convocazione, intervento e funzionamento dell'assemblea:
ARTICOLO 10 - ARTICOLO 11 - ARTICOLO 12 - ARTICOLO 13
ART. 9 DELLO STATUTO SOCIALE
Clausole di esclusione:
ART. 10 DELLO STATUTO SOCIALE
Numero addetti dell'impresa rilevati nell'anno 2005
Dipendenti: 2 (informazione di sola natura statistica)
1) LUPI ROBERTO
nato a ROMA (RM) il 11/04/1972
codice fiscale: LPURRT72D11H501W
residente a: ROMA (RM) VIA UGO OJETTI 16 CAP 00100
CONSIGLIERE nominato con atto del 16/03/2006 fino al 16/03/2009
3) BASSOLI CARLO
nato a LATINA (LT) il 06/08/1949
codice fiscale: BSSCRL49M06E472X
residente a: LATINA (LT) VIA LUNGA 23 CAP 04100
9) DI MATTEO CORRADO
nato a VENAFRO (IS) il 01/05/1943
codice fiscale: DMTCRD43E01L725G
residente a: PIEDIMONTE MATESE (CE) PIAZZA ROMA 1 CAP 81016
PRESIDENTE DEL COLLEGIO SINDACALE nominato con atto del 12/04/2006 fino al 31/12/2005
Data presentazione carica 18/05/2006
ALBO UNICO REVISORI CONTABILI
n. 31 BIS del 12/04/1995
Rilasciata dall'ente MINISTERO DI GIUSTIZIA
10) BERNARDO VINCENZO
nato a PIEDIMONTE MATESE (CE) il 16/03/1964
codice fiscale: BRNVCN64C16G596D
residente a: PIEDIMONTE MATESE (CE) VIA PIZZONE 20 CAP 81016
SINDACO EFFETTIVO nominato con atto del 12/04/2006 fino al 31/12/2008
n. 87 del 15/10/1999
11) BLOISI LUCIANO
nato a MILANO (MI) il 19/12/1964
codice fiscale: BLSLCN64T19F205A
residente a: PIEDIMONTE MATESE (CE) VIA ALDO MORO CAP 81016
n. 47 del 06/03/1998
12) TRIVELLONE GIACOMO
nato a CASAGIOVE (CE) il 23/07/1962
codice fiscale: TRVGCM62L23B860R
residente a: ALIFE (CE) VIA CADUTI SUL LAVORO 30 CAP 81011
SINDACO SUPPLENTE nominato con atto del 12/04/2006 fino al 31/12/2008
13) IANUALE RAFFAELE
nato a CASAGIOVE (CE) il 10/10/1964
codice fiscale: NLIRFL64R10B860R
residente a: SAN NICOLA LA STRADA (CE) VIA DUCA D'AOSTA 3 CAP 81020
14) MELONI MICHELE
nato a GROSSETO (GR) il 04/05/1965
codice fiscale: MLNMHL65E04E202L
residente a: GROSSETO (GR) VIA ARCIDOSSO 46 CAP 58100
PRESIDENTE CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE nominato con atto del 19/02/2007
Durata in carica: FINO ALLA PROSSIMA ASSEMBLEA
Data presentazione carica 22/02/2007
POTERI RELATIVI ALLA CARICA DI
SOLO ED ESCLUSIVAMENTE LA RAPPRESENTANZA LEGALE DELLA SOCIETA'
Etichette: editori per caso
L'Italia è davvero un Paese incredibile: avanzo dai signori Caso qualche migliaio di Euro da quasi un anno (e come e più di me molte altre persone che hanno lavorato a Dieci) e niente, questi non pagano (non l'hanno mai fatto). Non avranno una lira, pensavo candidamente io. Ma allora l'Unità con cosa la vogliono comprare? Con i soldi del Monopoli? E com'è possibile che gente responsabile di scandali di proporzioni nazionali come "il caso Dieci" continuino a trattare affari di questo tipo alla luce del sole? Non per fare il solito Grillo parlante ma in un Paese normale certa gente la sbattono in galera senza pensarci due volte. Ma da noi no, noi siamo speciali. Qui in Italia le cose vanno in un altro modo.
18 marzo 2008 17:04
Fermateli, fermateli ora prima che facciano altri danni (cosa inevitabile). Si può non amare l'Unità, ma nessun collega (e nessun lavoratore) deve più passare per quello cui sono passati i redattori del Globo, i lavoratori di Macchiareddu, i giornalisti di Dieci. Basta, non è possibile che con delle cause di lavoro perse e ancora non pagate, delle cause di lavoro in corso (e non una, svariate), con gli avvocati che rimettono il mandato ogni due per tre, si possa continuare ad agire indisturbati.
Il presidente della Lombarda, Negri, a seguito del licenziamento dei redattori di Dieci, assicurò che il governo era stato informato e denunciò "le violazioni di legge e del contratto di chi si è inventato editore con alle spalle una catena di fallimenti come Segem, Fanae, Pmedit, Saved e che nei primi anni Novanta ha attirato le attenzioni della magistratura per altre insolvenze per imprese insediate nel Nordest. Non solo. Problemi di stipendi ci sono stati anche con l'altra attività di Caso: i call-center sardi di Ghenda e Net-tel come la stampa ha già rivelato". (dal sito della Fnsi). A parte il fatto che il Governo allora non fece nulla, a buon intenditor, poche parole.
http://giornalistinonperCaso.splinder.com
18 marzo 2008 17:57
Julia & Emi ha detto...
ho lavorato anch'io per loro a roma....dopo aver capito che gente fosse...e dopo non aver ercepito stipendio mi sno dimessa....è una vergogna...io non sò come facciano ad andare avanti..hanno messo in mezzo alla strada centinaia di famiglie...anche a chieti....si devono feramare...ma dov'è la giustizia!!!!c'è stata anche la finanza per 20 giorni a scartabellare vari documenti...ed è impossibile che ancora non hanno trovato nulla...è scandaloso....ma cos'è la kubanbank??????e ancora li lasciano operare....rovinando e illudendo gente che ha bisogno di lavorare.....è inutile aggiungere che stiamo procedendo anke noi per vie legali.....non vi fate ingannare dalle parole di queste ingrate persone....che lasciano senza stipendi decine di dipendenti...e loro se ne vanno in settimana bianca.....FERMIAMOLIIIIIII
25 marzo 2008 10:45
Anche io (come decine di altre persone) "avanzo" un bel po' di denaro
dal Sig. Caso (ho stravinto una causa intentatagli 2-3 anni fa).
Oltre alla mancata retribuzione, ho un pessimo ricordo del Caso, che
alle garbate richieste di noi redattori, rispondeva con vaghissime
promesse, o addirittura fingendo di aver già effettuato i bonifici, o,
in un paio di occasioni, MINACCIANDOCI con toni molto gravi, che
pochissimo avevano a che vedere con una rapporto di tipo lavorativo,
ed evocavano, piuttosto, scene da film di Martin Scorsese.
Il sig. Caso è citato anche in un articolo pubblicato pochi anni fa da
una giornalista d'inchiesta rumena, tale Miruna Munteanu. Il testo è
in rumeno, ma è comprensibile anche a chi non parla quella lingua. Ne
consiglio la lettura a tutti: fa rizzare i capelli.
http://politichie.wordpress.com/2007/05/03/mafioti-si-in-tabara-psd/
Centinaia di persone con relative famiglie, mutui, affitti, spese varie, senza stipendi per mesi per Laer, Hopit, Nettel, Ghenda, Editoriale Dieci, G&A...
Nonostante la cosa sia chiara ed evidente, nonostante la finanza ne sia al corrente e nonostante le banche rifiutino di aprire nuovi conti a loro nome, tutto continua ad andare avanti!
Ex dipendente Hopit
1 aprile 2008 12:46
Elcaracol ha detto...
2 agosto 2008 16:11
marco liguori ha detto...
Gentile Elcaracol, ho cancellato il suo commento poiché conteneva frasi offensive. Se lo desidera può rispedirmelo in modo corretto...lascio comunque l'indirizzo del suo blog, peraltro molto interessante: http://laerprecari.spaces.live.com
4 agosto 2008 11:50

References: ART. 2505

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 ARTICOLO 11
 ARTICOLO 12
 ARTICOLO 13

ART. 9

ART. 10