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Timestamp: 2017-07-26 08:59:58+00:00

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1 PARLAMENTO EUROPEO 2004 Documento di seduta 2009 A6-0267/ ***I RELAZIONE sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 92/85/CEE del Consiglio concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento (COM(2008)0637 C6-0340/ /0193(COD)) Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere Relatore: Edite Estrela Relatore per parere(*): Jamila Madeira, commissione per l'occupazione e gli affari sociali (*) Procedura con le commissioni associate articolo 47 del regolamento RR\ doc PE v04-002 PR_COD_1am Significato dei simboli utilizzati * Procedura di consultazione maggioranza dei voti espressi **I Procedura di cooperazione (prima lettura) maggioranza dei voti espressi **II Procedura di cooperazione (seconda lettura) maggioranza dei voti espressi per approvare la posizione comune maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento per respingere o emendare la posizione comune *** Parere conforme maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento salvo nei casi contemplati dagli articoli 105, 107, 161 e 300 del trattato CE e dall'articolo 7 del trattato UE ***I Procedura di codecisione (prima lettura) maggioranza dei voti espressi ***II Procedura di codecisione (seconda lettura) maggioranza dei voti espressi per approvare la posizione comune maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento per respingere o emendare la posizione comune ***III Procedura di codecisione (terza lettura) maggioranza dei voti espressi per approvare il progetto comune (La procedura indicata è fondata sulla base giuridica proposta dalla Commissione.) Emendamenti a un testo legislativo Negli emendamenti del Parlamento il testo modificato è evidenziato in corsivo grassetto. Per gli atti modificativi, nel caso in cui il Parlamento intenda emendare una disposizione esistente che la Commissione non propone di modificare, le parti immutate di tale disposizione sono evidenziate in grassetto semplice e le eventuali soppressioni sono segnalate con l'indicazione [ ]. L'evidenziazione in corsivo chiaro è un'indicazione destinata ai servizi tecnici, che concerne elementi del testo legislativo per i quali viene proposta una correzione in vista dell'elaborazione del testo finale (ad esempio, elementi manifestamente errati o mancanti in una versione linguistica). Le correzioni proposte sono subordinate all'accordo dei servizi tecnici interessati. PE v /82 RR\ doc3 INDICE Pagina PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO... 5 MOTIVAZIONE PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI (*) PROCEDURA (*) Procedura con le commissioni associate articolo 47 del regolamento RR\ doc 3/82 PE v04-004 PE v /82 RR\ doc5 PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 92/85/CEE del Consiglio concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento (COM(2008)0637 C6-0340/ /0193(COD)) (Procedura di codecisione: prima lettura) Il Parlamento europeo, vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0637), visti l'articolo 251, paragrafo 2, e gli articoli 137, paragrafo 2, e 141, paragrafo 3, del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0340/2008), visto l articolo 51 del suo regolamento, visti la relazione della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A6-0267/2009), 1. approva la proposta della Commissione quale emendata; 2. chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo; 3. incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione 1 Titolo della direttiva Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 92/85/CEE del Consiglio concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 92/85/CEE del Consiglio concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento e di misure volte a aiutare i lavoratori a conciliare i loro diritti e RR\ doc 5/82 PE v04-006 obblighi professionali con i rispettivi diritti e obblighi familiari. La base giuridica combinata che include l articolo 141, paragrafo 3 del trattato CE, permette di estendere il campo di applicazione coperto dalla direttiva. Tale approccio globale permette di rivolgere un messaggio più forte alle imprese nel senso che la riproduzione umana riguarda sia gli uomini che le donne. 2 Considerando 4 (4) L'uguaglianza tra uomini e donne è un principio fondamentale dell'unione europea. La Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea, agli articoli 21 e 23, vieta ogni discriminazione fondata sul sesso e prescrive che sia garantita la parità tra gli uomini e le donne in tutti i campi. (4) L'uguaglianza tra uomini e donne è un principio fondamentale dell'unione europea. La Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea, agli articoli 21 e 23, vieta ogni discriminazione fondata sul sesso e prescrive che sia garantita la parità tra gli uomini e le donne in tutti i campi, anche per quanto il conseguimento di un equilibrio tra vita professionale e vita privata e familiare. 3 Considerando 5 bis (nuovo) (5 bis) Nella sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 26 febbraio 2006 relativa alla causa C- 506/06 Mayr contro Flöckner 1, la Corte ha ritenuto che si configura discriminazione diretta fondata sul sesso se una lavoratrice viene messa in posizione di svantaggio a motivo della sua assenza per un trattamento di fecondazione in vitro. 1 [2008] ECR I PE v /82 RR\ doc7 4 Considerando 6 bis (nuovo) (6 bis) La direttiva del Consiglio 96/34/CE, del 3 giugno 1996, concernente l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'unice, dal CEEP e dalla CES 1, istituisce requisiti minimi per facilitare la conciliazione tra responsabilità professionali e parentali dei genitori che lavorano. 1 GU L 145 del , pag. 4. La direttiva del Consiglio 96/34/CE è un accordo quadro tra BusinessEurope (UNICE), CEEP e CES sul congedo parentale ed è un'integrazione rilevante alla proposta di modifica della direttiva 92/85/CE in quanto istituisce requisiti minimi per facilitare la conciliazione tra responsabilità professionali e parentali dei genitori che lavorano. 5 Considerando 6 ter (nuovo) (6 ter) Gli obiettivi definiti nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002 hanno enunciato che gli Stati membri dovrebbero eliminare gli ostacoli alla partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e predisporre entro il 2010 strutture di accoglienza per almeno il 90% dei bambini di età compresa tra tre anni e l'età dell'obbligo scolastico e almeno il 33% dei bambini con meno di tre anni, da allestire in pari misura sia RR\ doc 7/82 PE v04-008 nelle città che nelle zone rurali. Il Consiglio europeo di Barcellona del marzo 2002 ha concluso che gli Stati membri dovrebbero eliminare gli ostacoli alla partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e predisporre entro il 2010 strutture di accoglienza per almeno il 90% dei bambini di età compresa tra tre anni e l'età dell'obbligo scolastico e almeno il 33% dei bambini con meno di tre anni, da allestire in pari misura sia nelle città che nelle zone rurali. 6 Considerando 6 quater (nuovo) (6 quater) La comunicazione della Commissione del 4 luglio 2006 dal titolo "Verso una strategia dell'unione europea sui diritti dei minori" stabilisce che i diritti dei minori devono costituire una priorità dell'ue e che gli Stati membri devono attenersi alla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini e ai protocolli addizionali nonché agli obiettivi del Millennio per lo sviluppo. La comunicazione considera i diritti dei minori una priorità dell'ue e chiede agli Stati membri di attenersi alla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini e ai protocolli addizionali nonché agli obiettivi del Millennio per lo sviluppo. Alla luce della presente direttiva, ciò significa garantire a tutti i bambini la possibilità di essere alimentati con allattamento materno e di ottenere cure adeguate sulla base delle loro necessità di sviluppo e l'accesso a un'assistenza sanitaria adeguata e di qualità elevata. 7 Considerando 6 quinquies (nuovo) (6 quinquies) La raccomandazione dell'organizzazione mondiale della sanità PE v /82 RR\ doc9 del 16 aprile 2002 relativa a una strategia globale per l'alimentazione del neonato e del bambino prevede l'allattamento esclusivo al seno nei primi sei mesi di vita del neonato per una crescita e uno sviluppo ottimali. Secondo l'oms, per avere una crescita e uno sviluppo ottimali il neonato deve essere alimentato esclusivamente con allattamento materno nei primi sei mesi di vita. 8 Considerando 8 bis (nuovo) (8 bis) Il congedo di maternità ai sensi della presente direttiva non deve essere incompatibile con le altre norme in materia di congedo parentale previste dagli Stati membri e la presenta direttiva non arreca pregiudizio a dette norme. La protezione della maternità e il congedo parentale sono complementari e, se usati in sinergia, possono contribuire a conciliare meglio la vita professionale con la vita familiare. Nella sua motivazione la Commissione crea un contrasto artificioso tra tutela della maternità e congedo parentale. I due modelli sono complementari e possono contribuire in sinergia a conciliare meglio la vita professionale con la vita familiare. 9 Considerando 9 (9) La vulnerabilità delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di (9) La vulnerabilità delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di RR\ doc 9/82 PE v04-0010 allattamento esige che sia loro riconosciuto il diritto a un congedo di maternità di almeno diciotto settimane ininterrotte, prima e/o dopo il parto, con un periodo obbligatorio di almeno sei settimane successivo al parto. allattamento esige che sia loro riconosciuto il diritto a un congedo di maternità di almeno venti settimane ininterrotte, prima e/o dopo il parto, con un periodo obbligatorio di almeno sei settimane successivo al parto. 10 Considerando 12 (12) In base al principio della parità di trattamento, la Corte ha inoltre riconosciuto la protezione dei diritti delle donne all'impiego e in particolare del loro diritto di essere reintegrate nello stesso posto di lavoro o in un posto di lavoro equivalente a condizioni non meno favorevoli e di beneficiare dei miglioramenti delle condizioni di lavoro introdotte durante la loro assenza. (Non concerne la versione italiana.) 11 Considerando 12 bis (nuovo) (12 bis) Considerata l'evoluzione demografica nell'unione europea, è necessario promuovere un aumento del tasso di nascite attraverso una legislazione e misure specifiche che consentano di conciliare meglio la vita professionale con quella privata e familiare. 12 PE v /82 RR\ doc11 Considerando 12 ter (nuovo) (12 ter) Un posto di lavoro definito equivalente ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, lettera c) indica un posto che conserva effettivamente i medesimi contenuti di quello originale, sia per quanto concerne la retribuzione percepita che le funzioni esercitate. 13 Considerando 13 (13) Le donne devono quindi essere protette dalla discriminazione in caso di gravidanza o di congedo di maternità e disporre di mezzi adeguati di tutela giuridica. (13) Le donne devono quindi essere protette dalla discriminazione in caso di gravidanza o di congedo di maternità e disporre di mezzi adeguati di tutela giuridica, onde affermare i loro diritti a condizioni di lavoro dignitose e a conciliare meglio la vita professionale con la vita familiare. 14 Considerando 13 bis (nuovo) (13 bis) Nella risoluzione del Consiglio e dei ministri dell occupazione e della politica sociale, riuniti in sede di Consiglio, del 29 giugno 2000 relativa alla partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini nella vita professionale e alla vita familiare 1, gli Stati membri vengono incoraggiati a studiare la possibilità, per i rispettivi ordinamenti giuridici, di riconoscere agli uomini che RR\ doc 11/82 PE v04-0012 lavorano un diritto individuale e non trasmissibile al congedo di paternità conservando i diritti relativi al loro posto di lavoro. 1 GU C 218 del , pag. 6. Nella risoluzione del Consiglio e dei ministri dell occupazione e della politica sociale del 29 giugno 2000 gli Stati membri sono incoraggiati a studiare la possibilità, per i rispettivi ordinamenti giuridici, di riconoscere agli uomini che lavorano un diritto individuale e non trasmissibile al congedo di paternità conservando i diritti relativi al loro posto di lavoro. La maggior parte degli Stati membri hanno reagito favorevolmente. 15 Considerando 13 ter (nuovo) (13 ter) Al fine di aiutare i lavoratori a conciliare i diritti e gli obblighi professionali con quelli familiari, è essenziale estendere il congedo di maternità e il congedo di paternità, anche in caso di adozione. 16 Considerando 13 quater (nuovo) (13 quater) Ai fini di un'autentica uguaglianza di genere, è essenziale che gli uomini beneficino di un congedo di paternità obbligatorio secondo modalità equivalenti a quelle del congedo di maternità tranne che per quanto riguarda la durata, di modo che possano essere progressivamente create le condizioni necessarie per una partecipazione equilibrata degli uomini e delle donne all'attività professionale e alla vita PE v /82 RR\ doc13 familiare. Detto diritto dovrebbe essere riconosciuto anche alle coppie non sposate. 17 Considerando 13 quinquies (nuovo) (13 quinquies) Nel contesto del fenomeno dell'invecchiamento demografico nell'ue e della comunicazione della Commissione del 12 ottobre 2006 dal titolo "Il futuro demografico dell Europa, trasformare una sfida in un opportunità", sarà necessario fare ogni sforzo per assicurare una protezione effettiva della maternità. Visti i cambiamenti demografici e l'importanza di avere maggiore natalità, occorre assicurare le condizioni per un congedo di maternità effettivo. 18 Considerando 13 sexies (nuovo) (13 sexies) Nelle conclusioni del Consiglio Occupazione, politica sociale, sanità e consumatori (EPSCO) del dicembre 2007 relativa alla partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini nella vita professionale, alla crescita e alla coesione sociale, il Consiglio riconosce che le misure che consentono di conciliare la vita professionale con quella familiare e privata sono fondamentali se si vuole assicurare la parità tra gli uomini e donne sul mercato del lavoro. RR\ doc 13/82 PE v04-0014 Nas Conclusões do Conselho Europeu de Dezembro de 2007 sobre Participação equilibrada das mulheres e dos homens na vida profissional, no crescimento e na coesão social, o Conselho reconhece a conciliação do trabalho com a vida familiar e privada como umas das áreas-chave para a promoção da igualdade de género no mercado de trabalho. Além disso, é referido no ponto 7 que As mulheres são ainda por vezes forçadas a escolher entre os filhos e a carreira, em especial devido à persistência dos estereótipos sexistas e à desigual partilha das responsabilidades familiares e domésticas entre mulheres e homens, sendo sobretudo as mulheres responsáveis pela educação dos filhos e pelos cuidados a outros dependentes. 19 Considerando 13 septies (nuovo) (13 septies) Ai fini di un autentica parità tra uomini e donne è essenziale che gli uomini beneficino di un congedo di paternità obbligatorio secondo modalità equivalenti a quelle del congedo di maternità, tranne per quanto riguarda la durata, di modo che possano essere progressivamente create le condizioni necessarie a una partecipazione equilibrata degli uomini e delle donne all attività professionale e alla vita familiare. Occorre dare al congedo di paternità carattere obbligatorio di modo che gli uomini non siano soggetti a una pressione sociale che li induca a rinunciarvi. E necessario dare un segnale al mercato del lavoro per indicare che gli uomini devono anch'essi assentarsi obbligatoriamente dal luogo e dal posto di lavoro allorché hanno figli e che quindi l'attività economica deve essere organizzata in modo da tener conto della riproduzione umana che è non solo un valore sociale fondamentale, ma anche un diritto e una responsabilità sia per gli uomini sia per le donne. 20 PE v /82 RR\ doc15 Considerando 18 bis (nuovo) (18 bis) Gli Stati membri devono introdurre nei rispettivi ordinamenti giuridici nazionali le misure da loro ritenute idonee per garantire un indennizzo o una riparazione reale ed effettiva alla lavoratrice per il danno subito a causa di una violazione degli obblighi previsti dalla presente direttiva, tale da risultare dissuasiva e proporzionata al danno subito; 21 Considerando 19 bis (nuovo) (19 bis) È necessario che le vittime di discriminazioni dispongano di mezzi adeguati di protezione legale. Al fine di assicurare un livello più efficace di protezione, anche alle associazioni, organizzazioni e altre persone giuridiche, dovrebbe essere conferito il potere di avviare una procedura, secondo le modalità ritenute idonee dagli Stati membri, per conto o a sostegno delle vittime, fatte salve norme procedurali nazionali relative alla rappresentanza e alla difesa in giudizio. 22 Considerando 20 (20) La presente direttiva stabilisce norme minime e lascia quindi agli Stati membri la (20) La presente direttiva stabilisce norme minime e lascia quindi agli Stati membri la RR\ doc 15/82 PE v04-0016 possibilità di adottare o mantenere disposizioni più favorevoli. L'applicazione della presente direttiva non può giustificare un regresso rispetto alla situazione esistente in ciascuno Stato membro. possibilità di adottare o mantenere disposizioni più favorevoli. L'applicazione della presente direttiva non dovrebbe giustificare un regresso rispetto alla situazione esistente in ciascuno Stato membro, in particolare rispetto a legislazioni nazionali che, combinando il congedo parentale e il congedo di maternità, contemplano il diritto della madre ad almeno diciotto settimane di congedo, ripartite prima e/o dopo il parto e retribuite almeno al livello stabilito dalla presente direttiva. Gli Stati membri che non lo abbiano ancora fatto sono vivamente incoraggiati a prendere misure appropriate per garantire la parità di trattamento delle lavoratrici gestanti, puerpere e in periodo di allattamento, nei settori pubblico e privato, nonché misure a favore delle lavoratrici che non rientrano nelle definizioni di cui all'articolo 2 della direttiva 92/85/CEE, così da massimizzare i vantaggi dell'aumento dei tassi di fecondità e dell'aumento del tasso di occupazione delle donne. A tal fine, dovrebbero essere previsti incentivi fiscali per i datori di lavoro. A pagina otto della motivazione della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 ottobre 2008 la Commissione afferma che "le leggi nazionali che contemplano il diritto della madre ad almeno 18 settimane di congedo, concesse prima e/o dopo il parto e retribuite almeno al livello stabilito dalla presente direttiva devono ritenersi congedo di maternità ai fini della presente direttiva". L'emendamento è inteso a precisare tale intenzione in uno specifico considerando. 23 Articolo 1 punto -1 (nuovo) Considerando 14 PE v /82 RR\ doc17 -1. Il considerando 14 è sostituito dal seguente: "La vulnerabilità delle donne gestanti, puerpere e in periodo di allattamento rende necessario un diritto a un congedo di maternità di almeno venti settimane ininterrotte, ripartite prima e/o dopo il parto, ed il carattere obbligatorio di un congedo di maternità di almeno otto settimane, ripartite dopo il parto;" Il est nécessaire de prévoir une durée de congé maternité suffisamment longue pour permettre aux femmes qui le désirent de pouvoir allaiter leur enfant dans de bonnes conditions. A cet égard, notons que l Organisation Mondiale de la Santé recommande un allaitement exclusif pendant les six premiers mois de la vie de l enfant (A55/15). Vingt semaines sont favorables pour aider les femmes à se remettre de l'accouchement, à encourager l'allaitement maternel et d'aider à créer une relation solide avec l'enfant. Un délai plus long pourrait affecter le retour des femmes au marché du travail. Le congé minimal post-natal doit également être élevé, afin d encourager les femmes à allaiter le plus longtemps possible. 24 Articolo 1 punto -1 bis (nuovo) Considerando 17-1 bis. Il considerando 18 è sostituito dal seguente: "considerando d'altronde che le disposizioni concernenti il congedo di maternità sarebbero anch'esse senza effetto utile se non fossero accompagnate dal mantenimento di tutti i diritti connessi con il contratto di lavoro, compreso il mantenimento della piena retribuzione e [...] il versamento di RR\ doc 17/82 PE v04-0018 un'indennità equivalente;" Le donne devono essere indennizzate a livello di salario pieno per non essere penalizzate finanziariamente in quanto madri. 25 Articolo 1 punto -1 ter (nuovo) Articolo 1 paragrafo 1 bis (nuovo) -1 ter. All'articolo 1 è inserito il seguente paragrafo 1 bis: 1 bis. La presente direttiva mira altresì a permettere alle lavoratrici gestanti o puerpere di essere maggiormente in grado di restare sul mercato del lavoro o di rientrarvi e conciliare la loro vita professionale con quella privata e familiare." Tenuto conto dell integrazione dell articolo 141 del trattato CE alla base giuridica della proposta in esame, il paragrafo aggiunto mira a ampliare il campo di applicazione coperto dalla direttiva e consente di includere questioni come quelle delle condizioni di lavoro flessibili e del congedo di paternità. 26 Articolo 1 punto -1 quater (nuovo) Articolo 2-1c. L'articolo 2 è sostituito dal seguente: "Articolo 2 Definizioni PE v /82 RR\ doc19 Ai fini della presente direttiva si intende per: (a) lavoratrice gestante, ogni lavoratrice gestante, con qualsiasi contratto di lavoro, compreso il lavoro domestico, che informi del suo stato il proprio datore di lavoro, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali; (b) lavoratrice puerpera, ogni lavoratrice, con qualsiasi contratto di lavoro, compreso il lavoro domestico, puerpera ai sensi delle legislazioni e/o prassi nazionali che informi del suo stato il proprio datore di lavoro, conformemente a dette legislazioni e/o prassi; (c) lavoratrice in periodo di allattamento, ogni lavoratrice, con qualsiasi contratto di lavoro, compreso il lavoro domestico, in periodo di allattamento ai sensi delle legislazioni e/o prassi nazionali che informi del suo stato il proprio datore di lavoro, conformemente a dette legislazioni e/o prassi." 27 Articolo 1 punto -1 quinquies (nuovo) Articolo 3-1 quinquies. L'articolo 3 è sostituito dal seguente: "Articolo 3 Linee direttrici 1. La Commissione, in concertazione con gli Stati membri, e con l assistenza del comitato consultivo per la sicurezza, l igiene e la protezione della salute sul luogo di lavoro, elabora le linee direttrici RR\ doc 19/82 PE v04-0020 concernenti la valutazione degli agenti chimici, fisici e biologici nonché dei processi industriali ritenuti pericolosi per la salute riproduttiva dei lavoratori uomini e donne e per la sicurezza o la salute delle lavoratrici di cui all articolo 2. Tali linee direttrici sono riesaminate e, a decorrere dal 2012, aggiornate almeno ogni cinque anni. Le linee direttrici di cui al primo comma riguardano anche i movimenti e le posizioni di lavoro, la fatica mentale e fisica e gli altri disagi fisici e mentali connessi con l'attività svolta dalle lavoratrici di cui all articolo Le linee direttrici di cui al paragrafo 1 sono intese a servire come base per la valutazione prevista all'articolo 4, paragrafo 1. A tal fine, gli Stati membri portano tali linee direttrici a conoscenza dei datori di lavoro, dei lavoratori uomini e donne e/o dei loro rappresentanti, nonché delle parti sociali nel rispettivo Stato membro. E importante aggiornare le linee direttrici in funzione dell evoluzione della situazione e delle conoscenze. Esistono inoltre rischi per la salute e la sicurezza sia per gli uomini sia per le donne, motivo per cui dovrebbero essere presi in considerazione in modo più generale stante che sono importanti anche prima del concepimento. 28 Articolo 1 punto -1 sexies (nuovo) Articolo 4-1 sexies. L'articolo 4 è sostituito dal seguente: "Articolo 4 PE v /82 RR\ doc21 Valutazione, informazione e consultazione 1. Per la valutazione dei rischi effettuata conformemente alla direttiva 89/391/CEE, il datore di lavoro include una valutazione dei rischi genetici per i lavoratori uomini e donne. 2. Per tutte le attività che possono presentare un rischio particolare di esposizioni ad agenti, processi o condizioni di lavoro, di cui un elenco non esauriente figura nell'allegato I, la natura, il grado e la durata dell'esposizione, nell'impresa e/o nello stabilimento interessato, delle lavoratrici di cui all'articolo 2 e delle lavoratrici che possono trovarsi in una delle situazione di cui all articolo 2 dovranno essere valutati dal datore di lavoro, direttamente o per il tramite dei servizi di protezione e di prevenzione di cui all'articolo 7 della direttiva 89/391/CEE, al fine di poter: - valutare tutti i rischi per la sicurezza o la salute nonché tutte le ripercussioni sulla gravidanza o l'allattamento delle lavoratrici di cui all'articolo 2 e delle lavoratrici che possono trovarsi in una delle situazioni di cui all'articolo 2, - definire le misure da adottare. 3. Fatto salvo l'articolo 10 della direttiva 89/391/CEE, nell'impresa e/o nello stabilimento interessato le lavoratrici di cui all'articolo 2 e le lavoratrici che potrebbero trovarsi in una delle situazioni di cui all'articolo 2 e/o i loro rappresentanti, nonché le parti sociali interessate, sono informati dei risultati della valutazione prevista al paragrafo 1 e di tutte le misure da adottare per quanto riguarda la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro. 4. Le misure appropriate sono prese per garantire che i lavoratori e/o i loro rappresentanti nell'impresa o nello RR\ doc 21/82 PE v04-0022 stabilimento interessato possano sorvegliare l'applicazione della presente direttiva o intervenire nella sua applicazione per quanto riguarda in particolare misure decise dal datore di lavoro di cui al paragrafo 2, fatta salva la responsabilità che incombe al datore di lavoro per l adozione di tali misure. 5. La consultazione e la partecipazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti per le questioni che rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva avvengono conformemente all'articolo 11 della direttiva 89/391/CEE. E essenziale incoraggiare un approccio preventivo che consenta di valutare correttamente i rischi su ogni luogo di lavoro in cui i dipendenti sono donne e uomini in età di procreare. Sia gli uomini sia le donne possono essere esposti, prima della fecondazione, a fattori suscettibili di provocare mutazioni e anomalie genetiche che conducono alla sterilità e a malformazioni e aberrazioni cromosomiche, anche se gli effetti più gravi si producono nell embrione. I paragrafi 4 e 5 sono stati aggiunti a causa del fatto che tutte le altre direttive relative alla salute e alla sicurezza comportano articoli specifici sull informazione e la consultazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti. 29 Articolo 1 punto -1 septies (nuovo) Articolo 5-1 septies. L'articolo 5 è così modificato: (a) Il paragrafo 2 è sostituito dal seguente: 2. Se la modifica delle condizioni di lavoro e/o dell'orario di lavoro non è tecnicamente e/o oggettivamente possibile [...], il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché la lavoratrice in questione sia assegnata ad altre mansioni." PE v /82 RR\ doc23 (b) Il paragrafo 3 è sostituito dal seguente: 3. Se l'assegnazione ad altre mansioni non è tecnicamente e/o oggettivamente possibile [...], la lavoratrice in questione è dispensata dal lavoro durante tutto il periodo necessario per la protezione della sua sicurezza o della sua salute, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali." L attuazione formulazione dei paragrafi 2 e 3 lascia troppo spazio ai datori di lavoro nell addurre che non possano adeguare il posto di lavoro o offrire un altra occupazione. La soppressione dei termini o non può essere ragionevolmente richiesta per motivi debitamente giustificati consente di rafforzare la protezione del posto di lavoro delle donne stante che diventa più difficile per i datori di lavoro sostenere che non è tecnicamente o oggettivamente possibile offrire un altra occupazione. 30 Articolo 1 punto -1 octies (nuovo) Articolo 7-1 octies. L'articolo 7 è sostituito dal seguente: "Articolo 7 Lavoro notturno 1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le lavoratrici di cui all'articolo 2 non siano obbligate a svolgere un lavoro notturno [ ]: (a) nelle dieci settimane che precedono il parto; (b) per il resto della gravidanza, se ciò è necessario per proteggere la loro salute o quella del nascituro; (c) per l'intero periodo dell'allattamento. RR\ doc 23/82 PE v04-00 Vedere altro
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