Source: http://docplayer.it/1010544-Osram-modello-di-organizzazione-gestione-e-controllo-ex-d-lgs-231-2001-della-osram-s-p-a.html
Timestamp: 2016-10-26 15:19:49+00:00

Document:
⭐OSRAM. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D. LGS. 231/2001 DELLA OSRAM S.p.A.
Download "OSRAM. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D. LGS. 231/2001 DELLA OSRAM S.p.A."
Florindo Alfano
1 OSRAM MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D. LGS. 231/2001 DELLA OSRAM S.p.A. Aggiornato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 28 settembre2 ADOZIONE ED AGGIORNAMENTI DEL MODELLO Il presente modello è stato adottato, all unanimità, dal Consiglio di Amministrazione della SOCIETÀ nell adunanza del: 28 gennaio 2009 Il presente modello è stato aggiornato ed integrato, sempre all unanimità, con le seguenti delibere: 12 aprile settembre 2012 ADOZIONE ED AGGIORNAMENTO DEL CODICE ETICO (Business Conduct Guidelines) Il Codice Etico è stato adottato, all unanimità, dal Consiglio di Amministrazione della SOCIETÀ nell adunanza del: 22 ottobre 2009 Il Codice Etico è stato aggiornato ed integrato, sempre all unanimità, con la seguente delibera: 28 settembre3 INDICE DEFINIZIONI PARTE GENERALE: PRINCIPI DI RIFERIMENTO DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D. LGS. 231/ DESCRIZIONE DEL QUADRO NORMATIVO Introduzione: natura e caratteri della responsabilità delle persone giuridiche Fattispecie di REATI PRESUPPOSTO individuate dal DECRETO e successive integrazioni e modificazioni Criteri oggettivi di imputazione della responsabilità Criteri soggettivi di imputazione della responsabilità I REATI PRESUPPOSTO commessi da soggetti apicali I REATI PRESUPPOSTO commessi da soggetti in posizione «subordinata» Modelli di organizzazione, gestione e controllo REATI PRESUPPOSTO commessi all estero Il tentativo Apparato sanzionatorio Vicende modificative dell ente Procedimento di accertamento dell illecito Sindacato di idoneità Codici di comportamento predisposti dalle associazioni rappresentative degli enti Linee Guida di Confindustria DESCRIZIONE DELLA REALTA AZIENDALE: ELEMENTI DEL MODELLO DI GOVERNANCE E DELL ASSETTO ORGANIZZATIVO GENERALE DELLA SOCIETA Il GRUPPO OSRAM S.p.A Modello di governance della SOCIETÀ Assetto organizzativo della SOCIETÀ MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DELLA SOCIETA : PARTE GENERALE Obiettivi perseguiti I DESTINATARI DEL MODELLO4 3.3 Piano di formazione e comunicazione ADOZIONE, MODIFICHE E AGGIORNAMENTO DEL MODELLO Competenza del Consiglio di Amministrazione Parere preventivo dell ODV Competenze dell Amministratore Delegato Comunicazioni dell ODV Adozione nuove linee guida L ORGANISMO - ODV L ODV e obblighi informativi Principi generali in tema di istituzione, nomina e sostituzione dell ODV Funzioni e poteri dell ODV Obblighi di informazione nei confronti dell ORGANISMO ODV - Flussi informativi Raccolta e conservazione delle informazioni Reporting dell ODV verso gli organi societari Verifiche e controlli sul MODELLO AGGIORNAMENTO E ADEGUAMENTO DEL MODELLO Modalità di aggiornamento del MODELLO SISTEMA SANZIONATORIO Principi generali Misure nei confronti dei dipendenti Misure nei confronti dei Dirigenti Misure nei confronti degli Amministratori Misure nei confronti dei Sindaci Misure nei confronti di collaboratori esterni e business partner PRESTAZIONI DI SERVIZI INFRAGRUPPO Prestazioni di servizi svolte a favore di società appartenenti al GRUPPO Prestazioni di servizi svolte da società appartenenti al Gruppo in favore della Società PARTI SPECIALI - PREMESSA5 10 LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE DEI REATI - PRINCIPI GENERALI LINEE GUIDA DI CONTROLLO GENERALI LA TIPOLOGIA DEI REATI NEI CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche LA TIPOLOGIA DEI REATI DI FALSITÀ IN MONETE, CARTE DI CREDITO, IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche LA TIPOLOGIA DEI REATI SOCIETARI IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche LA TIPOLOGIA DEI REATI CON FINALITÀ DI TERRORISMO E DI EVERSIONE DELL ORDINE DEMOCRATICO IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche LA TIPOLOGIA DEI REATI CONTRO LA PERSONALITÀ INDIVIDUALE IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche6 27 LA TIPOLOGIA DEI REATI DI CRIMINE ORGANIZZATO TRANSNAZIONALE E REATI IN MATERIA DI RICETTAZIONE E RICICLAGGIO IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI DI RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche LA TIPOLOGIA DEI REATI DI ABUSI DI MERCATO IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO LA TIPOLOGIA DEI REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche LA TIPOLOGIA DEI REATI NEI CONFRONTI DELL AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche LA TIPOLOGIA DEI REATI INFORMATICI IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche LA TIPOLOGIA DEI REATI IN MATERIA DEL DIRITTO D AUTORE IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche LA TIPOLOGIA DEI REATI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO7 45 IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche LA TIPOLOGIA DEI REATI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche LA TIPOLOGIA DEI REATI AMBIENTALI IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE OPERAZIONI A RISCHIO IL SISTEMA DEI CONTROLLI Linee guida di controllo specifiche8 DEFINIZIONI A) DECRETO: Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n ; B) TUF: Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza); C) REATI PRESUPPOSTO: reati per i quali la SOCIETÀ può essere ritenuta responsabile, ove posti in essere nel suo interesse o vantaggio, dai SOGGETTI APICALI e/o dai SOGGETTI IN POSIZIONE SUBORDINATA; D) ILLECITI AMMINISTRATIVI: gli illeciti amministrativi di cui all art. 187-quinquies del TUF; E) SOCIETÀ: OSRAM S.p.A. F) SOCIETÀ APPARTENENTI AL GRUPPO: le Società del Gruppo Siemens, di cui OSRAM è parte, soggette ad attività di direzione e coordinamento da parte di Siemens AG. sia direttamente che indirettamente tramite società comunque controllate da questa; G) MODELLO: il presente modello di organizzazione, gestione e controllo; H) SOGGETTI APICALI: persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione della SOCIETÀ o di una sua unità dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione o il controllo della SOCIETÀ 2, anche in forza di un contratto di lavoro subordinato; I) SOGGETTI IN POSIZIONE SUBORDINATA: persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui al punto precedente 3 (quindi, ma non solo, tutti i soggetti che intrattengono un rapporto di lavoro subordinato (non apicale), di qualsivoglia natura, con la SOCIETÀ, nonché i lavoratori in distacco o in forza con contratti di lavoro parasubordinato 4 e i soggetti esterni alla SOCIETA ai quali è stato affidato un incarico da svolgere sotto la direzione e vigilanza dei SOGGETTI APICALI) ; L) DESTINATARI DEL MODELLO o DESTINATARI: i soggetti, così come indicati nel punto 3.2 del presente MODELLO, nei riguardi dei quali trova applicazione il MODELLO; M) PROSSIMI CONGIUNTI: il coniuge, i figli, anche adottivi, le sorelle e i fratelli, i genitori, ogni altra persona legata da un intenso, stabile e duraturo legame affettivo, nonché qualsiasi altra persona convivente da più di un anno; N) ORGANISMO o ODV: Organismo di Vigilanza previsto dall art. 9 del presente MODELLO; O) DOCUMENTO INFORMATICO: la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti aventi efficacia probatoria o programmi specificatamente destinati a elaborarli; 1 E successive integrazioni e modificazioni: tale precisazione vale per qualsivoglia legge, regolamento o complesso normativo, che siano richiamati nel MODELLO. 2 Art. 5.1, lett. a) del DECRETO. 3 Art. 5.1, lett. b) del DECRETO. 4 Si intendono compresi i rapporti di lavoro di collaborazione coordinata e continuativa, a progetto, per le fattispecie escluse dall applicazione degli art. 61 e ss. d. lgs. 276 del9 P) COLLABORATORI: soggetti che intrattengono con la SOCIETÀ rapporti di collaborazione senza vincolo di subordinazione; i rapporti di agenzia; di rappresentanza commerciale ed altri rapporti che si concretino in una prestazione professionale, non a carattere subordinato, sia continuativa sia occasionale; Q) LAVORATORE: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un DATORE DI LAVORO, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione 5 ; R) DATORE DI LAVORO: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il LAVORATORE o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l assetto dell organizzazione nel cui ambito il LAVORATORE presta la propria attività, ha la responsabilità dell organizzazione stessa o dell unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa 6 ; S) Casa Madre: la controllante finale Siemens AG con sedi in Berlino e Monaco di Baviera; T) LINEE GUIDA DI CONFINDUSTRIA: Linee guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. n. 231/2001 definite da Confindustria in data 7 marzo 2002, integrate in data 3 ottobre 2002, aggiornate al 24 maggio 2004 e, da ultimo, al 31 marzo 2008; U) BUSINESS PARTNER: i soggetti che agiscono da intermediari tra OSRAM e qualsiasi terza parte nel settore pubblico o privato e che possiedono entrambi i seguenti requisiti: - sono in grado di influenzare la condotta e/o le decisioni di una terza parte a favore di OSRAM a causa, per esempio, dell attività esercitata per conto della Società o della posizione/rapporti nei confronti della terza parte; e - percepiscono un compenso o altri vantaggi economici (comprese eventuali riduzioni di prezzo) da OSRAM. 5 Secondo la definizione datane dall art. 2 del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 6 Secondo la definizione datane dall art. 2 del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 910 PARTE GENERALE PRINCIPI DI RIFERIMENTO DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D. LGS. 231/11 1. PARTE GENERALE: PRINCIPI DI RIFERIMENTO DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D. LGS. 231/2001 DESCRIZIONE DEL QUADRO NORMATIVO 1.1 Introduzione: natura e caratteri della responsabilità delle persone giuridiche Con il decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231 (di seguito, il DECRETO), in attuazione della delega conferita al Governo con l art. 11 della Legge 29 settembre 2000, n. 300, è stata dettata la disciplina della «responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato». Il DECRETO si inserisce in un contesto di attuazione degli obblighi internazionali e trova la sua genesi primaria in alcune convenzioni internazionali e comunitarie ratificate dall Italia che impongono di prevedere forme di responsabilità degli enti collettivi 7. Esso disciplina il sorgere di una responsabilità diretta di natura amministrativa - dell ente per la commissione di taluni reati da parte di soggetti funzionalmente allo stesso legati e prevede l applicabilità nei confronti dell ente medesimo di sanzioni amministrative. I destinatari della normativa sono gli enti forniti di personalità giuridica e le società e associazioni anche prive di personalità giuridica 8. Secondo la disciplina introdotta dal DECRETO, infatti, le società sono chiamate a rispondere della commissione delle fattispecie di reato tassativamente previste dal DECRETO e dalle leggi che espressamente richiamano la disciplina del DECRETO, da parte di esponenti dei vertici aziendali (i c.d. soggetti in posizione apicale o semplicemente apicali ) e da coloro che sono sottoposti alla direzione o vigilanza di questi ultimi (art. 5, comma 1, del DECRETO), i quali abbiano agito nell interesse o a vantaggio delle società stesse 9. La responsabilità amministrativa delle società si aggiunge a quella (penale o amministrativa) della persona fisica che è l autore dell illecito e non la sostituisce; la stessa sussiste anche se l autore del reato non è stato identificato oppure se il reato medesimo si è estinto nei confronti del reo per causa diversa dall amnistia. Le sanzioni amministrative che sono applicabili, in via diretta ed autonoma, per effetto del DECRETO sono di natura sia pecuniaria che interdittiva. La responsabilità amministrativa si prescrive nel termine di cinque anni dalla data di consumazione del reato. Qualora intervengano atti interruttivi 10, inizia a decorrere un nuovo periodo di 7 Si tratta della Convenzione sulla tutela finanziaria delle Comunità europee del 26 luglio 1995; della Convenzione U.E. del 26 maggio 1997 relativa alla lotta contro la corruzione e della Convenzione OCSE del 17 settembre 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali, tutte ratificate dalla L. 300/ Art. 1.2 del DECRETO. 9 Art. 5, comma 1, del DECRETO: Responsabilità dell ente L'ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso; b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a). 10 Ai sensi dell art. 22, comma, 2 del DECRETO, interrompono la prescrizione la richiesta di applicazione di misure cautelari interdittive e la contestazione dell illecito amministrativo all ente mediante la formulazione dell imputazione 1112 prescrizione 11. A differenza di quanto previsto per la prescrizione del reato, per la responsabilità amministrativa da reato non è previsto alcun limite massimo. La responsabilità amministrativa dell ente sorge in relazione a reati ascritti a soggetti a lui funzionalmente legati ai sensi dell art. 5 del DECRETO. Detta responsabilità è, tuttavia, esclusa se la società ha, tra l altro, adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione dei reati, modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire i reati stessi; tali modelli possono essere adottati sulla base di codici di comportamento (linee guida) elaborati dalle associazioni rappresentative delle società, fra le quali Confindustria, e comunicati al Ministero della Giustizia. La responsabilità amministrativa della società è, in ogni caso, esclusa se i soggetti apicali e/o i loro sottoposti hanno agito nell interesse esclusivo proprio o di terzi Fattispecie di REATI PRESUPPOSTO individuate dal DECRETO e successive integrazioni e modificazioni La responsabilità dell ente sorge solo nei casi e nei limiti espressamente previsti dalla legge: l ente «non può essere ritenuto responsabile per un fatto costituente reato, se la sua responsabilità... in relazione a quel fatto e le relative sanzioni non sono espressamente previste da una legge», che sia entrata in vigore prima della commissione del fatto stesso 13. L ente non può nemmeno essere chiamato a rispondere della realizzazione di qualsiasi fatto costituente reato, ma solo della commissione, nel suo interesse e a suo vantaggio da soggetti qualificati ex art. 5 del DECRETO, di reati e di illeciti amministrativi tassativamente previsti dal DECRETO, nella formulazione risultante dal suo testo originario e dalle successive integrazioni, nonché dalle leggi che espressamente ne richiamano la disciplina 14. Le fattispecie di REATI PRESUPPOSTO (aggiornate in ultimo con il D. Lgs. 7 luglio 2011, n. 121 Attuazione della direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell ambiente, nonché della direttiva 2009/123/CE che modifica la direttiva 2005/35/CE relativa all inquinamento provocato dalle navi e all introduzione di sanzioni per violazioni ) sono ricomprese nelle seguenti categorie. Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello stato o di un ente pubblico (art. 24 DECRETO) c. d. reati nei confronti della Pubblica Amministrazione (unitamente a quelli di cui all art. 25 DECRETO): Malversazione a danno dello Stato o dell unione Europea (art. 316-bis cod. pen.) Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, di altri enti pubblici o dalle Comunità europee (art. 316-ter cod. pen.) Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640, secondo comma, n.1 cod. pen.) Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis cod. pen.) Frode informatica in danno dello Stato e di altro ente pubblico (art. 640-ter cod. pen) Delitti informatici e trattamento illecito dei dati (art. 24-bis DECRETO): o la presentazione della richiesta di rinvio a giudizio, secondo quanto disposto dall art. 59 del DECRETO e dall art. 405 co. 1 c.p.p. 11 Art. 22, comma 3 del DECRETO. 12 Art. 5, comma 2, del DECRETO: Responsabilità dell ente L ente non risponde se le persone indicate nel comma 1 hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi. 13 Art. 2 del DECRETO. 14 Ad es. la legge 16 marzo 2006, n13 Falsità in un documento informatico pubblico o privato avente efficacia probatoria (art. 491-bis cod. pen.) Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter cod. pen.) Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art quater cod. pen.) Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies cod. pen.) Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater cod. pen.) Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quinquies cod. pen.) Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis cod. pen.) Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art.635-ter cod. pen.) Danneggiamento di sistemi informatici e telematici (art. 635-quater cod. pen.) Danneggiamento di sistemi informatici i telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies cod. pen.) Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica (art quinquies cod. pen.) Delitti di criminalità organizzata (art.24-ter DECRETO): Associazione per delinquere dirette a commettere delitti di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, tratta di persone o acquisto e alienazione di schiavi (art. 416, sesto comma, cod. pen.) Associazione per delinquere con esclusione di quelle di cui al punto precedente (art. 416 cod. pen.) Associazioni di tipo mafioso anche straniere (art. 416-bis cod. pen.) Scambio elettorale politico-mafioso (art.416-ter cod. pen.) Sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 cod. pen.) Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 Delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo (art. 407, secondo comma, lettera a), numero 5 cod. pen.) Concussione e corruzione (art. 25 DECRETO) c. d. reati nei confronti della Pubblica Amministrazione (unitamente a quelli di cui all art. 24 D. Lgs. 231): Concussione (art. 317 cod. pen.) Corruzione per un atto d ufficio (art. 318 cod. pen.) Corruzione per un atto contrario ai doveri d ufficio (art. 319 cod. pen.) Circostanze aggravanti (art. 319-bis cod. pen.) Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter cod. pen.) Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320 cod. pen.) Pene per il corruttore (art. 321 cod. pen.) Istigazione alla corruzione (art. 322 cod. pen.) Peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri (art. 322-bis cod. pen.) 1314 Falsità in monete, carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento (art. 25-bis DECRETO): Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate (art. 453 cod. pen.) Alterazione di monete (art. 454 cod. pen.) Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate (art. 455 cod. pen.) Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede (art. 457 cod. pen.) Falsificazione dei valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati (art. 459 cod. pen.) Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo (art.460 cod. pen.) Fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata(art. 461 cod. pen.) Uso di valori di bollo contraffatti o alterati (art. 464 cod. pen.) Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni (art. 473 cod. pen.) Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 cod. pen.) Delitti contro l industria ed il commercio (art. 25-bis.1 DECRETO): Turbata libertà dell'industria o del commercio (art. 513 cod. pen.) Illecita concorrenza con minaccia o violenza (art. 513-bis cod. pen.) Frodi contro le industrie nazionali (art. 514 cod. pen.) Frode nell'esercizio del commercio (art. 515 cod. pen.) Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 cod. pen.) Vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 cod. pen.) Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale (art ter cod. pen.) Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art. 517-quater cod. pen.) Reati societari (art. 25-ter DECRETO): False comunicazioni sociali (art cod. civ.) False comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori (art. 2622, primo e terzo comma, cod. civ.) Falso in prospetto (art cod. civ.) 15 Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione (art cod. civ.) Impedito controllo (art cod civ.) Indebita restituzione dei conferimenti (art cod. civ.) Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art cod. civ.) Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art cod. civ.) Operazioni in pregiudizio dei creditori (art cod civ.) Omessa comunicazione del conflitto d'interessi (art bis cod. civ.) Formazione fittizia del capitale (art cod. civ.) Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art cod. civ.) Illecita influenza sull'assemblea (art cod. civ.) Aggiotaggio (art cod. civ.) Ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art cod. civ.) 15 Abrogato con l art. 34,secondo comma, L. 28 dicembre 2005, n15 Delitti di finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico (art. 25-quater DECRETO): La norma non elenca specificatamente i reati, per cui ad esempio si citano: Associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico (art.270-bis cod. pen.) Assistenza agli associati (art. 270-ter cod. pen.) Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 25-quater.1 DDECRETO): Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 583-bis cod. pen.) Delitti contro la personalità individuale (art. 25-quinques DECRETO): Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600 cod. pen.) Prostituzione minorile (art. 600-bis cod. pen.) Pornografia minorile (art. 600-ter cod. pen.) Detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater cod. pen.) Pornografia virtuale (art. 600-quater.1 cod. pen.) Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies cod. pen.) Tratta di persone ( art. 601 cod. pen.) Acquisto e alienazione di schiavi (art. 602 cod. pen.) Abusi di mercato (art. 25-sexies DECRETO): Abuso di informazioni privilegiate (art. 184 D- Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 di seguito TUF) Abuso di informazioni privilegiate (art. 187-bis TUF) Manipolazioni del mercato (art. 185 TUF) Manipolazioni del mercato (art. 187-ter TUF) Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25-septies DECRETO): Omicidio colposo (art. 589 cod. pen) Lesioni personali colpose (art. 590 cod. pen.) gravi e gravissime (art. 583 cod. pen.) Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art.25- octies DECRETO): Ricettazione (art. 648 cod. pen.) Riciclaggio (art. 648-bis cod. pen.) Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter cod. pen.) Delitti in materia di violazione del diritto d autore (art. 25-novies DECRETO): Messa a disposizione del pubblico in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, e senza averne diritto di un opera o di parte di un opera dell ingegno protetta (art.171, primo comma lettera a-bis Legge 22 aprile 1941, n. 633 di seguito L. 633) reati di cui al punto precedente commessi sopra un'opera altrui non destinata alla pubblicazione, ovvero con usurpazione della paternità dell'opera, ovvero con deformazione, mutilazione o altra modificazione dell'opera medesima, qualora ne risulti offesa all'onore od alla reputazione dell'autore (art. 171, terzo comma L. 633) Abusiva duplicazione di programmi per elaboratore; importazione, distribuzione, vendita, detenzione a scopo commerciale o imprenditoriale o concessione in locazione di programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla SIAE, per trarne profitto; predisposizione di 1516 mezzi per rimuovere o eludere i dispositivi di protezione di un programma per elaboratori (art.171-bis, primo comma, L. 633) Riproduzione su supporti non contrassegnati SIAE, trasferimento su altro supporto, distribuzione, comunicazione, presentazione o dimostrazione in pubblico, del contenuto di una banca dati in violazione delle disposizioni sui diritti del costruttore e dell utente di una banca dati; distribuzione, vendita o concessione in locazione di banche di dati (art. 171-bis, secondo comma L. 633) I seguenti reati (art. 171-ter, primo comma, L. 633) commessi per uso non personale ed a fini di lucro: a) abusiva duplicazione, riproduzione, trasmissione e diffusione in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, di opere dell ingegno destinate al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, di dischi, nastri o supporti analoghi ovvero di ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento; b) abusiva riproduzione, trasmissione o diffusione in pubblico con qualsiasi procedimento, di opere o parti di opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati; c) introduzione nel territorio della Stato, detenzione per la vendita o la distribuzione, distribuzione, messa in commercio, concessione in noleggio, cessione a qualsiasi titolo, proiezione in pubblico, trasmissione a mezzo televisione con qualsiasi procedimento, trasmissione a mezzo radio, ascolto in pubblico delle duplicazioni o riproduzioni abusive di cui alle precedenti lettere a) e b), senza aver concorso alla duplicazione o riproduzione; d) detenzione per la vendita o la distribuzione, messa in commercio, vendita, noleggio cessione a qualsiasi titolo, proiezione in pubblico, trasmissione a mezzo della radio o della televisione con qualsiasi procedimento, di videocassette, musicassette, qualsiasi supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, oda altro supporto per il quale è prescritta l apposizione del contrassegno SIAE, privi del contrassegno medesimo o dotati di contrassegno contraffatto o alterato; e) ritrasmissione o diffusione con qualsiasi mezzo di un servizio criptato ricevuto per mezzo di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni di accesso condizionato, in assenza di accordo con il legittimo distributore; f) introduzione nel territorio dello Stato, detenzione per la vendita o la distribuzione, distribuzione, vendita, concessione in noleggio, cessione a qualsiasi titolo, promozione commerciale, installazione di dispositivi o elementi di decodificazione speciale che consentono l accesso ad un servizio criptato senza il pagamento del canone dovuto; f-bis) fabbricazione, importazione distribuzione, vendita, noleggio, cessione a qualsiasi titolo, pubblicazione per la vendita o il noleggio, per scopi commerciali di attrezzature, prodotti o componenti ovvero prestazione di servizi aventi impiego commerciale o prevalente finalità di eludere efficaci misure tecnologiche di protezione ovvero progettati, prodotti, adattati o con la finalità di rendere possibile o facilitare l elusione di tali misure (Fra le misure tecnologiche sono comprese quelle applicate, o che residuano, a seguito della rimozione delle misure medesime conseguentemente ad iniziativa volontaria dei titolari dei diritti o ad accordi di questi ultimi ed i beneficiari di eccezioni, ovvero a seguito di esecuzione di provvedimenti dell autorità amministrativa o giurisdizionale); h) abusiva rimozione o alterazione di informazioni elettroniche sul regime dei diritti inserite dai titolari di diritto d autore o di diritti connessi (art. 102-quinques L. 633), ovvero distribuzione, importazione ai fini della distribuzione, diffusione per radio o per televisione, comunicazione o messa a disposizione del pubblico di opere o altri materiali protetti dai quali siano state rimosse o alterate le informazioni elettroniche stesse; 16 Vedere altro
GENERAL MOTORS ITALIA S.R.L. Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ex art. 6, 3 comma, Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, Dettagli Modello Organizzativo
Modello Organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231 dell 8 giugno 2001 Versione Data Descrizione 1.0 27/06/2011 Bozza per Approvazione CdA 1.0 30/06/2011 Approvazione CdA ELABORAZIONE VERIFICA APPROVAZIONE FUNZIONE Dettagli Linee guida per l elaborazione di modelli organizzativi di gestione e controllo ex d.lgs. N. 231/01
Linee guida per l elaborazione di modelli organizzativi di gestione e controllo ex d.lgs. N. 231/01 Giugno 2012 INTRODUZIONE Con la presente guida, Confndustria Assoconsult intende offrire ai propri associati Dettagli Italdesign Giugiaro S.p.A. Modello di Organizzazione e Gestione. Ai sensi del D.Lgs. n, 231/2001 - Parte Generale
DOCUMENTO DI SINTESI relativo al MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DI WYETH LEDERLE S.r.l. aggiornato il 1 Dicembre 2014 INDICE PARTE GENERALE 1. IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO: IL DECRETO Dettagli MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO
Società Italiana Dragaggi S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Ex DECRETO LEGISLATIVO 8 giugno 2001 n. 231 e successive integrazioni e modificazioni INDICE PARTE GENERALE 1. IL DECRETO Dettagli MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Ai sensi dell art. 6, comma 3, del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle Dettagli DOCUMENTO DESCRITTIVO DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D.LGS. 231/2001 DI SILF SOCIETA ITALIANA LEASING E FINANZIAMENTI S.P.A.
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D.LGS. 231/2001 DOCUMENTO DESCRITTIVO DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D.LGS. 231/2001 DI SILF SOCIETA ITALIANA LEASING E FINANZIAMENTI Dettagli EDISON TRADING S.p.A.
EDISON TRADING S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE INDICE SEZIONE PRIMA DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 1. LA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI 5 1.1 Il regime giuridico della Dettagli NADIREX INTERNATIONAL SRL
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO NADIREX INTERNATIONAL SRL AI SENSI DEL D. LGS. N. 231 DEL 2001 INDICE CAPITOLO I -PARTE GENERALE: IL D. LGS. N. 231 DEL 2001 1.1. Il regime di responsabilità Dettagli Premessa nel suo interesse o a suo vantaggio le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente il modello idoneo
Premessa L ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio (art. 5) a. dai soggetti in posizione apicale; o b. dai soggetti sottoposti all altrui direzione. Nel primo caso Dettagli Elenco dei Reati ex D. Lgs. 231/2001
Elenco dei Reati ex D. Lgs. 231/2001 Versione del: Aprile 2015 Approvata dall OdV del: 23/4/2015 Approvata dal CdA del: 07/5/2015 Pag. 1 Elenco Reati Versione dell Aprile 2015 INDICE 1. I REATI PRESUPPOSTO... Dettagli Elenco dei Reati ex D. Lgs. 231/2001
Elenco dei Reati ex D. Lgs. 231/2001 Versione del: Maggio 2015 Approvata dall OdV del: 06/5/2015 Approvata dal CdA del: 07/5/2015 Pag. 1 Elenco Reati Versione del Maggio 2015 INDICE 1. I REATI PRESUPPOSTO... Dettagli APPENDICE: CASE STUDY
APPENDICE: CASE STUDY Indice: 1. Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello Stato Dettagli Casino de la Vallée S.p.A. Modello di organizzazione, gestione e controllo 2011. Modello di organizzazione, gestione e controllo Dicembre 2011
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO 1 AUTOSTRADA BRESCIA VERONA VICENZA PADOVA S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi dell art. 6, 3 comma, del Decreto Legislativo Dettagli Modello di organizzazione e gestione. D. Lgs n 231 del 8 giugno 2001
Modello di organizzazione e gestione D. Lgs n 231 del 8 giugno 2001 Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di responsabilità Dettagli Adeguamento del modello di organizzazione, gestione e controllo dell Acquirente Unico S.p.A. SEZIONE SPECIFICA 1
Adeguamento del modello di organizzazione, gestione e controllo dell Acquirente Unico S.p.A. ai sensi del d. lgs. 231/2001 SEZIONE SPECIFICA 1 REATI NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ALTRI Dettagli ALLEGATO A ELENCO REATI PRESUPPOSTO DELLA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETA E DEGLI ENTI EX D.
ALLEGATO A ELENCO REATI PRESUPPOSTO DELLA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETA E DEGLI ENTI EX D. Lgs. 231/2001 1 INDICE Art. 24 Reati contro il patrimonio della Pubblica Amministrazione... 5 Truffa Dettagli PHILIPS S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ALLEGATO 1 I REATI E GLI ILLECITI ADOTTATO AI SENSI DEL D. LGS. 8 GIUGNO 2001, N.
PHILIPS S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ADOTTATO AI SENSI DEL D. LGS. 8 GIUGNO 2001, N. 231 ALLEGATO 1 I REATI E GLI ILLECITI AMMINISTRATIVI RILEVANTI AI SENSI DEL D.LGS.231/01 Aggiornamento Dettagli 300 (RESPONSABILITA' AMMINISTRATIVA PERSONE GIURIDICHE).
DECRETO LEGISLATIVO 8 giugno 2001, n. 231 (in Gazzetta Ufficiale, 19 giugno, n. 140). - Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche Dettagli Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001
Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 CIRA S.C.p.A. (PARTI GENERALI) DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 14 GENNAIO 2014 REVISION HISTORY DOC. Dettagli REATI PRESUPPOSTO REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E IL PATRIMONIO (ARTT. 24 E 25)
REATI PRESUPPOSTO REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E IL PATRIMONIO (ARTT. 24 E 25) Malversazione a danno dello Stato o dell Unione Europea (art. 316-bis c.p.): vi incorre chiunque, estraneo alla Dettagli Avanade Italy S.r.l. Modello di organizzazione, gestione e controllo (d.lgs. 231/01)
Avanade Italy S.r.l. Modello di organizzazione, gestione e controllo (d.lgs. 231/01) Sommario Definizioni... 1 1. Introduzione: la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche... 3 2. I reati Dettagli Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo di MHE Italy, S.r.l.
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO (ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) Versione adottata dal Consiglio di Amministrazione di MCGRAW-HILL EDUCATION (ITALY) srl il 7 aprile Dettagli I REATI RICHIAMATI DAL D. LGS. 231/01
Allegato n. 2 I REATI RICHIAMATI DAL D. LGS. 231/01 0 Art. 23 del D. Lgs. 231/01, Inosservanza delle sanzioni interdittive. Chiunque, nello svolgimento dell'attività dell'ente a cui è stata applicata una Dettagli CODICE ETICO. Vers 2.0. Approvato da: C.D.A., in data 24/07/2013
CODICE ETICO Vers 2.0 Approvato da: C.D.A., in data 24/07/2013 INTRODUZIONE Con Decreto 8.6.2001, entrato in vigore il 4.7.2001, (da ora DLgs. 231/2001) il legislatore ha disciplinato la materia della Dettagli Linee guida dell Associazione Bancaria Italiana per l adozione di modelli organizzativi sulla responsabilità amministrativa delle banche

References: art. 187
 art. 9
 Art. 5
 Art. 5
 art. 61
 art. 2
 art. 2
 art. 11
 Art. 1
 Art. 5
 art. 22
 art. 5
 art. 5
 art. 25
 art. 59
 art. 405
 Art. 22
 Art. 5
 Art. 2
 art. 24
 art. 34
 art. 601
 art. 6
 art. 6
 art. 6
 Art. 24
 Art. 23