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Timestamp: 2017-11-24 01:49:49+00:00

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Condominio: Corte di Cassazione Sentenza 16128 del 2012 | Federproprietà Abruzzo
Federproprietà AbruzzoCondominio MinimoCassazione Civile, Sezione II, Sentenza 21 settembre 2012 n. 16128
in Condominio Minimo
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M.F. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato GAMBARO NICOLA;
P.C.A., P.C.E.;
sul ricorso 15347-2006 proposto da:
P.C.E., P.C.A., elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE MAZZINI 123, presso lo studio dell’avvocato GIANNINI LUCIANO, rappresentati e difesi dall’avv. SERRAO Giulia;
avverso la sentenza n. 518/2005 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO, depositata il 08/06/2005;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 28/06/2012 dal Consigliere Dott. PASQUALE D’ASCOLA;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. RUSSO Rosario Giovanni che ha concluso, previa riunione, per il rigetto dei ricorsi e compensa le spese.
Con la prima M.F. chiedeva a P.C.A. e a P.C.E., il rimborso di spese effettuate per la riparazione del tetto di un vecchio fabbricato sito in (OMISSIS).
Il tribunale di Lamezia Terme respingeva la domanda di rimborso e accoglieva quella dei P., condannando M. alla demolizione della sopraelevazione eseguita sull’edificio e al risarcimento di danni quantificati in 8.000,00 Euro.
Il 17 gennaio 2012 la causa è stata rinviata per mancata presentazione dell’istanza prevista dalla L. n. 183 del 2011, art. 26.
Secondo Cass. SU 2046/06, la diversa disciplina dettata dagli artt. 1110 e 1134 cod. civ. in materia di rimborso delle spese sostenute dal partecipante per la conservazione della cosa comune, rispettivamente, nella comunione e nel condominio di edifici, che condiziona il relativo diritto, in un caso, a mera trascuranza degli altri partecipanti e, nell’altro caso, al diverso e più stringente presupposto dell’urgenza, trova fondamento nella considerazione che, nella comunione, i beni comuni costituiscono l’utilità’ finale del diritto dei partecipanti, i quali, se non vogliono chiedere lo scioglimento, possono decidere di provvedere personalmente alla loro conservazione, mentre nel condominio i beni predetti rappresentano utilità strumentali al godimento dei beni individuali, sicchè la legge regolamenta con maggior rigore la possibilità che il singolo possa interferire nella loro amministrazione.
Ne discende che, instaurandosi il condominio sul fondamento della relazione di accessorietà tra i beni comuni e le proprietà individuali, poichè tale situazione si riscontra anche nel caso di condominio minimo, cioè di condominio composto da due soli partecipanti, la spesa autonomamente sostenuta da uno di essi e1 rimborsabile solo nel caso in cui abbia i requisiti dell’urgenza, ai sensi dell’art. 1134 cod. civ.(Così anche Cass. 21015/11).
Il ricorso non offre argomenti decisivi idonei a confutare questa ricostruzione, giacchè si limita a formulare delle ipotesi alternative che giustificherebbero l’avvenuta creazione grazie alla sopraelevazione di un nuovo piano abitabile, quali la posa in opera dei mattoni nuovi in luogo di muratura precedentemente demolita o la modifica delle quote dei piani sottostanti. Trattasi di rilievi privi di valore in sede di legittimità, ove il vizio di motivazione nella ricostruzione del fatto va ancorato a risultanze processuali già acquisite e di portata probatoria tale da essere decisive, cioè idonee a rendere illogica o manifestamente insufficiente la motivazione, il che non può dirsi in caso di mere illazioni non riscontrate documentalmente in atti.
Di per sè ciò non costituisce motivo di illegittimità della pronuncia, che regge anche alla reiterazione della doglianza formulata in uno dei profili del terzo motivo.
4) Va disatteso anche il profilo di doglianza di cui al profilo B1) del secondo motivo, che lamenta che sia stata ordinata la demolizione per una violazione solo formale della “legge sismica”, senza aggravamento delle condizioni statiche dell’edificio, rinforzato da un cordolo in cemento armato di nuova realizzazione. Anche in questo caso viene valorizzato un elemento di fatto (la realizzazione del cordolo) che non emerge dalla sentenza impugnata e che è sommariamente riferito richiamando le consulenze in atti. Esso non è comunque utilizzabile, perchè il ricorso, omettendo di riportare le considerazioni di consulenza d’ufficio che hanno sorretto la sentenza, impedisce a questo Corte di valutare la decisività della risultanza. Giova infatti notare che il giudice di appello ha comunque ravvisato una violazione “della normativa antisismica”, il che implica una presunzione di pericolosità, che giustifica la demolizione ex art. 1127 c.c.(Cass. 3196/08). Va peraltro aggiunto che la decisività della doglianza è esclusa comunque dalla circostanza che la demolizione è stata ordinata anche in relazione alla lesione del decoro architettonico perpetrata con le medesime opere.
5) Di questo aspetto si occupa il terzo motivo di ricorso, che invano chiede alla Corte di legittimità di negare la tutela del decoro architettonico accordata dai giudici di merito, perchè “la demolizione della parte sopraelevata” non rimuoverebbe il pregiudizio al decoro dell’edificio.
6) Va invece accolto il primo motivo del ricorso incidentale, che deduce violazione degli artt. 871 e 872 c.c., L. n. 74 del 1974, art. 17 e vizi di motivazione con riferimento al diniego di risarcimento del danno conseguente alle opere di cui è stata ordinata la demolizione.
E’ infatti incensurabile la considerazione del giudice di merito secondo il quale la complessiva situazione di irregolarità (riferimento che attesta come la Corte di appello abbia ben tenuto presenti le considerazioni di consulenza valorizzate dai ricorrenti incidentali) preesistente e la circostanza che il pluviale fosse già gravato di acque nere degli appellati escludono che l’opera sia fonte di pregiudizio apprezzabile il nuovo carico arrecato dal M..
La Corte rigetta il ricorso principale M..
Accoglie il primo profilo del ricorso incidentale; rigetta il secondo. Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia alla Corte di appello di Catanzaro, in diversa composizione, che provvederà anche sulla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della seconda sezione civile, il 28 giugno 2012.
Cassazione Civile, Sezione VI, Ordinanza 23 novembre 2011 n. 24712
Cassazione Civile, Sezione II, Sentenza 12 ottobre 2011 n. 21015

References: Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 26
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 1127
 art. 17
 sentenza 
 Sentenza