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Timestamp: 2019-11-18 17:31:09+00:00

Document:
D. P.R. 27/04/1999, n. 158 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN4173
G.U. Suppl. Ord. 04/06/1999, n. 107
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Visto il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, concernente attuazione delle direttive 91/
156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi
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Art. 1. - Metodo normalizzato
1. È approvato il metodo normalizzato per la definizione delle componenti di costo da coprirsi con le entrate tarif
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Art. 2. - Tariffa di riferimento
1. La tariffa di riferimento rappresenta l'insieme dei criteri e delle condizioni che devono essere rispettati per la dete
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Art. 3. - Determinazione della tariffa
1. Sulla base della tariffa di riferimento di cui all'articolo 2, gli enti locali individuano il costo complessivo del servizio e determinano la tariffa, anche in relazione
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Art. 4. - Articolazione della tariffa
1. La tariffa, determinata ai sensi dell'articolo 3, è articolata nelle fasce di utenza domestica e non domestica.
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Art. 5. - Calcolo della tariffa per le utenze domestiche
1. Stabilito, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, l'importo complessivo dovuto a titolo di parte fissa dalla categoria delle utenze domestiche, la quota fissa da attribuire alla singola utenza domestica viene determinata secondo quanto specificato nel punto
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Art. 6. - Calcolo della tariffa per le utenze non domestiche
1. Per le comunità, per le attività commerciali, industriali, professionali e per le attività produttive in genere, la parte fissa della tariffa
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Art. 7. - Agevolazioni e coefficienti di riduzione
1. Gli enti locali assicurano le agevolazioni per la raccolta differenziata previste al comma 10 dell'articolo 49 del decreto l
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Art. 8. - Piano finanziario
1. Ai fini della determinazione della tariffa ai sensi dell'art. 49, comma 8, del decreto legislativo n. 22 del 1997, il soggetto gestore del ciclo dei rifiuti urbani di cui all'art. 23 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni, ovvero i singoli comuni, approvano il piano finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione dei rifiut
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Art. 9. - Adempimenti dei comuni
1. Il soggetto gestore del ciclo dei rifiuti urbani di cui all'art. 23 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni, ovvero i singoli comuni, provvedono annualmente, entro il m
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Art. 10. - Riscossione della tariffa
1. Il soggetto gestore provvede alla riscossione della tariffa, ai sensi dell'articolo 49, commi 13 e 15, del
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a) “sette anni”
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Art. 12. - Verifica sull'applicazione del metodo normalizzato
1. Durante i primi due anni di applicazione del presente decreto, l'Osservatorio nazionale sui rifiuti, con la collaborazi
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Allegato 1 - Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani (previsto dall'articolo 1, comma 1)
Metodo normalizzato per definire le componenti dei costi e determinare la tariffa di riferimento
1. Tariffa di riferimento a regime.
1) ΣTn = (CG + CC)n-1 (1 + IPn - Xn) + CKn
2. Composizione della tariffa di riferimento.
2.1. Costi operativi di gestione - CG.
a) CGIND = Costi di gestione del ciclo dei servizi sui RSU indifferenziati.
- i costi relativi alla raccolta dei rifiuti di imballaggio coperti dal Conai;
- i costi relativi alla raccolta dei rifiuti di imballaggio secondari e terziari, a carico dei produttori e utilizzatori;
2.2. Costi Comuni - CC.
Costi Amministrativi dell'Accertamento, della Riscossione e del Contenzioso = CARC
Costi Generali di Gestione = CGG. In tali costi vanno ricompresi quelli relativi al personale, di cui alla lettera B9 del precedente punto 2.1, in misura non inferiore al 50% del loro ammontare.
Il criterio di allocazione dei costi comuni raccomandato è fondato sulla ponderazione rispetto all'incidenza del costo degli addetti (70%) ed alla incidenza del costo operativo sul totale (30%).
2.3. Costi d'Uso del Capitale - CK.
I costi d'uso del capitale comprendono: Ammortamenti (Amm.), Accantonamenti (Acc.) e Remunerazione del capitale investito (R). I costi d'uso del capitale sono calcolati come segue:
2) CKn = Ammn + Accn + Rn
La remunerazione del capitale è inizialmente calibrata dal prodotto tra tasso di remunerazione e indicizzato all'andamento medio annuo del tasso dei titoli di Stato aumentato di 2 punti percentuali e capitale netto investito aumentato dei nuovi investimenti. La remunerazione del capitale è sviluppata nel tempo sulla base di tre addendi:
3) Rn = rn (KNn-1 + In + Fn)
rn - Tasso di remunerazione del capitale impiegato
KNn-1 = Capitale netto contabilizzato dell'esercizio precedente (immobilizzazioni nette)
In = Investimenti programmati nell'esercizio di riferimento
Fn = Fattore correttivo in aumento per gli investimenti programmati e in riduzione per l'eventuale scostamento negativo ex post, cioè riferito all'anno precedente, tra investimenti realizzati e investimenti programmati.
3. Suddivisione della tariffa in parte fissa e parte variabile.
Secondo quanto disposto al comma 4 dell'articolo 49 del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, la tariffa è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito, e all'entità dei costi di gestione.
4) ΣT = ΣTF + ΣTV
La parte fissa ΣTF deve coprire i costi indicati nella seguente equivalenza:
5) ΣTF = CSL + CARC + CGG + CCD + AC + CK
Gli enti locali che conferiscono a smaltimento i rifiuti indifferenziati presso impianti di terzi, richiedono che il soggetto gestore dell'impianto evidenzi, all'interno del prezzo richiesto, la quota relativa ai costi riconducibili all'impiego del capitale (CK), al fine di attribuirli nella parte fissa della tariffa.
La parte variabile ΣTV, invece, dipende dai quantitativi di rifiuti prodotti dalla singola utenza. I rifiuti possono essere misurati puntualmente per singola utenza o per utenze aggregate, o, in via provvisoria, sino a che non siano messi a punto e resi operativi i sistemi di misurazione predetti, calcolati sulla base dei parametri di cui al successivo punto 4.
La parte variabile ΣTV deve coprire i costi indicati nella seguente equivalenza:
6) ΣTV = CRT + CTS + CRD + CTR
4. Articolazione della tariffa a regime.
4.1. Calcolo della parte fissa della tariffa per le utenze domestiche.
La quota fissa della tariffa per le utenze domestiche si ottiene come prodotto della quota unitaria (£/m2) per la superficie dell'utenza (m2) corretta per un coefficiente di adattamento (Ka) secondo la seguente espressione:
7) TFd(n, S) = Quf · S · Ka(n)
TFd(n, S) = Quota fissa della tariffa per un'utenza domestica con n componenti il nucleo familiare e una superficie pari a S.
n = Numero di componenti del nucleo familiare.
S = Superficie dell'abitazione (m2).
Quf = Quota unitaria (£/m2), determinata dal rapporto tra i costi fissi attribuibili alle utenze domestiche e la superficie totale delle abitazioni occupate dalle utenze medesime, corretta per il coefficiente di adattamento (Ka).
8) Quf = Ctuf/Σa Stot(n) · Ka(n)
Ctuf = Totale dei costi fissi attribuibili alle utenze domestiche.
Stot(n) = Superficie totale delle utenze domestiche con n componenti del nucleo familiare
Ka(n) = Coefficiente di adattamento che tiene conto della reale distribuzione delle superfici degli immobili in funzione del numero di componenti del nucleo familiare costituente la singola utenza. I valori di tali coefficienti sono riportati nelle tabelle 1a e 1b e sono stati elaborati per le tre aree geografiche e per comuni con popolazione superiore e inferiore ai 5000 abitanti rispettivamente, sulla base dei dati ISTAT.
Tabella 1a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche
Comuni con popolazione > 5.000 abitanti
Ka Coefficiente di adattamento per superficie e numero di componenti del nucleo familiare
Tabella 1b - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche
Comuni con popolazione < 5.000 abitanti
Definizione dell'Area Geografica in accordo con la suddivisione ISTAT.
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Allegato 2 - Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani
AC = Altri Costi
Acc = Accantonamenti
Accn = Accantonamenti relativi all'anno di riferimento
Amm = Ammortamenti
Ammn = Ammortamenti relativi all'anno di riferimento
ap = Attività produttiva
CARC = Costi Amministrativi dell'Accertamento, della Riscossione e del Contenzioso
CC = Costi Comuni imputabili alle attività sui RSU
CCD = Costi Comuni Diversi
CCON = Quota minima di incidenza del contributo Conai
CG = Costi operativi di gestione
CGD = Costi di gestione del ciclo della raccolta differenziata
CGG = Costi Generali di Gestione
CGIND = Costi di gestione del ciclo dei servizi sui RSU indifferenziati
CRD = Costi di Raccolta Differenziata per materiale
CRT = Costi di Raccolta e Trasporto RSU
CSL = Costi Spazzamento e Lavaggio strade e piazze pubbliche
Ctapf= Totale dei costi fissi attribuibili alle utenze non domestiche
CTR = Costi di Trattamento e Riciclo (al netto dei proventi della vendita di materiale ed energia derivante da rifiuti)
CTS = Costi di Trattamento e Smaltimento RSU
Ctuf = Totale dei costi fissi attribuibili alle utenze

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 12