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Timestamp: 2020-08-05 08:54:49+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26295 del 20/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26295 del 20/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 20/12/2016, (ud. 13/10/2016, dep.20/12/2016), n. 26295
sul ricorso 11403/2015 proposto da:
I.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA GIULIANA
80, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO CROCE, che lo rappresenta
e difende unitamente all’avvocato ANGELA MARIA MONTI giusta procura
avverso la sentenza n. 6696/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di I.R., avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, indicata in epigrafe, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di un avviso di accertamento, per IRPEF, IRAP, addizionali, relative all’anno d’imposta 2007 – è stata parzialmente riformata la decisione di primo grado di parziale accoglimento del ricorso del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello, accogliendo il gravame del contribuente e respingendo quello dell’Agenzia delle Entrate, hanno dichiarato nullo l’atto impositivo, perchè recante la firma di impiegato della carriera direttiva e non del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di Milano (OMISSIS), Capo dell’Ufficio, non avendo l’Agenzia delle Entrate dimostrato l’esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore o la presenza della delega del titolare dell’Ufficio.
1. L’Agenzia delle Entrate lamenta, con unico motivo ex art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, assumendo di avere prodotto, sin dalle controdeduzioni in primo grado, stralci degli atti dispositivi sulla delega di firma (all. 3, il cui contenuto è ritrascritto in ricorso), anche al Dr. B., sottoscrittore dell’avviso di accertamento oggetto di impugnazione.
2. La censura è infondata. Di recente questa Corte (Cass. n. 22800/2015) ha affermato il seguente principio di diritto: “In tema d’imposte sui redditi e sul valore aggiunto, l’avviso di accertamento, a norma del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42 e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 56 (che, nel rinviare alla disciplina sulle imposte dei redditi, richiama implicitamente il citato art. 42), deve essere sottoscritto, a pena di nullità, dal capo dell’ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato e, cioè, secondo la classificazione prevista dall’art. 17 del c.c.n.l. comparto “agenzie fiscali” per il quadriennio 2002-2005, applicabile “ratione temporis”, da un funzionario di terza area, di cui non è richiesta la qualifica di dirigente; ove, peraltro, il contribuente contesti, anche genericamente, la legittimazione del funzionario che ha sottoscritto l’avviso di accertamento, l’Amministrazione finanziaria, in ragione dell’immediato e facile accesso ai propri dati, ha l’onere di dimostrare il possesso dei requisiti soggettivi, nonchè l’esistenza della delega”.
Nella specie, la C.T.R. ha fatto applicazione dei suddetti principi di diritto ed ha affermato espressamente che, “alla luce degli atti di causa”, l’Agenzia delle Entrate non ha dimostrato l’esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore dell’avviso di accertamento o “la presenza della delega del titolare dell’Ufficio”.
La ricorrente – pur allegando di avere prodotto, in una con le controdeduzioni di primo grado, stralci del provvedimento contenente la delega al menzionato funzionario – non denuncia, nel presente ricorso, l’omesso esame di un fatto decisivo, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, quanto l’erronea valutazione del materiale probatorio prodotto ed esaminato dal giudice, sotto il profilo della violazione e/o falsa applicazione di norma di diritto, ex art. 360 c.p.c., n. 3, profilo infondato per quanto sopra esposto. La ricorrente avrebbe dovuto, semmai, dedurre un errore revocatorio del giudice, laddove sussistenti i presupposti di legge.
La Corte rigetta il ricorso principale e dichiara assorbito il ricorso incidentale condizionato.
Così deciso in Roma, il 13 ottobre 2013.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 42
 art. 42
 art. 56
 art. 42
 art. 360