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Timestamp: 2018-09-24 06:14:58+00:00

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Il risarcimento da fatto illecito deve comprendere il danno dell’attesa fino al momento della liquidazione. – Noi Radiomobile™
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Il risarcimento da fatto illecito deve comprendere il danno dell’attesa fino al momento della liquidazione.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 10 giugno 2016, n. 11899)
C.C. propone due motivi di ricorso per cassazione nei confronti di Allianz s.p.a. (già Lloyd Adriatico) e di R.G. , per la cassazione della sentenza n. 353 / 2013, depositata dalla Corte d’Appello di Venezia in data 10.4.2013, non notificata.
Con il primo motivo di ricorso il C. denuncia la nullità della sentenza per omessa pronuncia su una parte della domanda.
Precisa che le conclusioni tratte in appello concernevano distinte voci di danno non patrimoniale e patrimoniale.
Quanto al danno patrimoniale, era stato chiesto sia il risarcimento del danno emergente, pari al valore della motocicletta acquistata da appena sedici giorni andata distrutta nell’incidente, del casco e degli abiti anch’essi distrutti nonché delle spese sostenute per il soccorso e la sosta del mezzo, per cure mediche e consulenza di parte, tutte documentate, sia il risarcimento del danno da lucro cessante, conseguente al non aver potuto percepire a causa dell’incidente l’indennità di trasferta, aggiuntiva rispetto alla paga base, per il periodo della invalidità temporanea.
La sentenza invece si limitava a rigettare sbrigativamente la domanda sul punto del lucro cessante, senza alcun riferimento al danno emergente.
Il ricorrente ha documentato di aver analiticamente formulato la domanda quanto al risarcimento del danno patrimoniale avendo chiesto anche il risarcimento del danno alle cose subito a seguito dell’incidente, e di aver depositato numerose fatture e scontrini di acquisto, nonché ricevute delle spese mediche sostenute e documenti relativi alla demolizione della motocicletta.
Questa voce di danno non è stata affatto presa in considerazione dalla corte d’appello, che dopo aver liquidato il danno alla persona, con l’abbattimento percentuale conseguente al concorso di colpa riconosciuto in capo al motociclista, non dedica neppure un accenno al danno patrimoniale emergente relativo alle cose e passa ad esaminare la domanda volta al riconoscimento del danno patrimoniale da lucro cessante, del quale esclude la risarcibilità.
In mancanza di ogni riferimento nella motivazione al danno alle cose, deve escludersi che la corte d’appello abbia ritenuto di rigettare la domanda sul punto, dovendosi ritenere che su di essa non si sia pronunciata.
Nella motivazione della sentenza, si procede alla quantificazione del danno biologico giungendo ad “un totale di Euro 11.050,39 (liquidato all’attualità) da riconoscersi nella misura del 70 % (in ragione della decurtazione conseguente alla percentuale di responsabilità in capo al danneggiato stesso) ossia per euro 7.735,27 oltre interessi legali a far tempo dalla pubblicazione della sentenza fino al saldo”, per poi passare all’esame della domanda relativa al danno patrimoniale.
Nel dispositivo, si riporta la condanna del R. e della Allianz a pagare in favore del C. la somma di euro 7.735,27, oltre interessi dalla data della pubblicazione della sentenza al saldo.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte d’Appello di Venezia in diversa composizione che deciderà anche sulle spese.
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