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Timestamp: 2020-08-04 02:37:56+00:00

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Elettrica: precauzioni per il bagno | Multiservizi
Elettrica: precauzioni per il bagno
La combinazione di acqua ed elettricità, come tutti sappiamo, costituisce un potenziale pericolo, essendo l’acqua un ottimo conduttore di elettricità. Pertanto i bagni, da questo punto di vista, sono le zone evidentemente più pericolose della casa. A tal proposito, assumono particolare rilievo le norme esistenti in materia di sicurezza, le quali impongono prescrizioni precise per l’installazione dell’impianto elettrico.
In base alla posizione della vasca da bagno o del piatto doccia si individuano quattro zone dove bisogna rispettare regole tassative.
ZONA 0 – È il volume interno della vasca o del piatto doccia. Per le docce con cabine prefabbricate, la zona 0 è tutta quella interna.
ZONA 1 – È la proiezione del contorno della vasca o del piatto doccia fino a un’altezza di 2.25 metri dal pavimento.
ZONA 2 – Si estende in orizzontale fino a una distanza di 60 centimetri dal bordo della vasca o del piatto doccia. Verticalmente arriva fino a 2.25 metri dal pavimento.
ZONA 3 – Si estende orizzontalmente fino a 2.40 metri dalla zona 2. Verticalmente arriva fino a 2.25 metri dal pavimento.
Ecco le prescrizioni tassative riguardo alle quattro zone. Per la nostra sicurezza e per quella dei nostri familiari è doveroso tenerne debito conto.
ZONA 0- È vietata l’installazione di condutture e apparecchi elettrici di qualsiasi natura e tipo.
ZONA 1- Sono ammesse condutture incassate nelle pareti per almeno 5 centimetri. Per profondità inferiori bisogna rispettare un particolare grado di isolamento. Sono vietate le cassette di derivazione. Sono vietati gli apparecchi elettrici e le normali prese a spina a 220 volt.
ZONA 2 – Valgono le stesse disposizioni della zona 1. Ai fini della sicurezza, quando siamo nella zona 2 è come se fossimo all’interno della vasca o della doccia.
ZONA 3 – Sono ammesse condutture incassate nelle pareti per almeno 5 centimetri. Per profondità inferiori bisogna rispettare un particolare grado di isolamento. Non vi è alcuna limitazione per le cassette di derivazione, gli apparecchi elettrici e le prese a spina.
La legge n. 46 del 1990 Norme per la sicurezza degli impianti e il Decreto del Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001 n. 380 Testo unico delle disposizioni in materia edilizia fissano le norme da seguire per l’impianto elettrico generale di casa.
I lavori devono essere effettuati da imprese abilitate e rìconosciute dallo specifico attestato.
Le imprese abilitate devono avere un responsabile con idonei requisiti tecnico-professionali che firma la dichiarazione di conformità degli impianti elettrici.
L’impresa, al termine dei lavori, dichiara per iscritto che l’impianto è a norma. Questa dichiarazione di conformità va consegnata al Comune, il quale rilascia a sua volta il certificato di abitabilità.
Il sindaco, per rilasciare il certificato di abitabilità, deve ricevere la copia della dichiarazione di conformità.
Della legge 46, in particolare, sono da osservare re gli articoli:
art. 1 L’ambito di applicazione;
art. 2 I Soggetti abilitati;
art. 3 I requisiti tecnico-professionali;
art. 7 L’installazione degli impianti;
art. 9 La dichiarazione di conformità;
art. 10 Le responsabilità del proprietario;
art. 11 Il certificato di abitabilità e di agibilità;
Perché sia obbligatorio presentare in Comune prima di effettuare i lavori, il progetto dell’impianto elettrico di un’abitazione per uso civile, è sufficiente che la casa abbia almeno una delle seguenti caratteristiche:
Una superficie maggiore di 400 metri quadri.
Una centrale per il riscaldamento a gas di
potenza maggiore di 35 kW.
Un’autorimessa con più di nove posti auto.
Dei box sotterranei maggiori di nove.

References: art. 1

art. 2

art. 3

art. 7

art. 9

art. 10

art. 11