Source: http://www.avvocatinovara.com/approvata-la-legge-comunitaria-2003/
Timestamp: 2019-11-12 07:55:05+00:00

Document:
Avvocati foro Novara Bossi Buscaglia Dulio: processi diritto penale, del lavoro, civile. Avvocato per causa divorzio licenziamento furto truffa incidente sinistro stradale - » Approvata la legge Comunitaria 2003.
Approvata la legge Comunitaria 2003.
Disposizioni per l’ adempimento di obblighi derivanti dall’ appartenenza dell’ Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2002. Approvata definitivamente il 23 gennaio 2003
(Modifica all’articolo 1469sexies del codice civile, in esecuzione della sentenza
della Corte di giustizia delle Comunità europee del 24 gennaio 2002, nella causa C-372/99)
1. All’articolo 1469sexies, primo comma, del codice civile, dopo le parole: “che utilizzano” sono inserite le seguenti: “o che raccomandano l’utilizzo di”.
“5. Il datore di lavoro fornisce, a sue spese, ai lavoratori i dispositivi speciali di correzione, in funzione dell’attività svolta, qualora i risultati degli esami di cui ai commi 1, 3-ter e 4 ne evidenzino la necessità e non sia possibile utilizzare i dispositivi normali di correzione”.
(Modifica all’articolo 36 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, recante attuazione
delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE
sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio)
(Modifica all’articolo 15 del decreto legislativo 17 aprile 2001, n. 239, di attuazione
della direttiva 98/78/CE relativa alla vigilanza supplementare sulle imprese
di assicurazione appartenenti ad un gruppo assicurativo)
1. All’articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 17 aprile 2001, n. 239, le parole: “la lettera a), punto 1), del comma 1″ sono sostituite dalle seguenti: “la lettera b), punto 1), del comma 1″.
(Modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica
19 maggio 1958, n. 719)
9 febbraio 2001, n. 187)
a) prevedere un regime differenziato per le “paste alimentari fresche” da vendersi sfuse, alle quali applicare termini di durabilità non superiori a cinque giorni dalla data di produzione, e per le “paste alimentari fresche pastorizzate” da vendersi sfuse, per le quali stabilire un congruo termine per la commercializzazione;
b) stabilire che le diciture “paste alimentari fresche” e “paste alimentari fresche pastorizzate” siano esposte in modo visibile sul banco di vendita, così come il termine per il consumo.
(Modifiche alla legge 24 luglio 1985, n. 409, in esecuzione della sentenza della
Corte di giustizia delle Comunità europee del 29 novembre 2001, nella causa C-202/99)
1. All’articolo 1 della legge 24 luglio 1985, n. 409, dopo la parola: “Stato” sono soppresse le seguenti parole: “, nonché dai laureati in medicina e chirurgia che siano in possesso della relativa abilitazione all’esercizio professionale e di un diploma di specializzazione in campo odontoiatrico”.
2. All’articolo 4, secondo comma, della legge 24 luglio 1985, n. 409, dopo la parola: “iscrizione” sono soppresse le seguenti: “i laureati in medicina e chirurgia abilitati all’esercizio professionale in possesso di un diploma di specializzazione in campo odontoiatrico, nonché”.
(Attuazione della direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 6 novembre 2001 recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano)
(Pubblicità dei dispositivi medici e dei presìdi medico-chirurgici e modifica
all’articolo 23 del decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, di attuazione
della direttiva 93/42/CEE concernente i dispositivi medici)
4. Il comma 2 dell’articolo 23 del citato decreto legislativo n. 46 del 1997 è abrogato.
(Modifica al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 129, recante attuazione
delle direttive 85/384/CEE, 85/614/CEE e 86/17/CEE, in materia di riconoscimento
di diplomi, certificati e altri titoli nel settore dell’architettura)
“Articolo 1. – (Ambito di applicazione) – 1. Il presente decreto disciplina il riconoscimento dei diplomi, certificati e altri titoli rilasciati a cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea o di uno degli altri Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo per l’accesso o l’esercizio in Italia dell’attività di architetto a titolo permanente o con carattere di temporaneità”.
“2-bis. I diplomi, certificati e altri titoli, di cui ai commi 1 e 2, rilasciati dagli altri Stati membri dell’Unione europea, sono elencati nella comunicazione della Commissione europea 2001/C333/02 del 28 novembre 2001, e successive modificazioni, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 85/384/CEE.
2-ter. In deroga a quanto previsto ai commi 1 e 2, è riconosciuta la formazione delle “Fachhochschulen” nella Repubblica Federale di Germania, purché sia impartita in tre anni, esista al 10 maggio 1985, corrisponda ai requisiti definiti all’articolo 4 e dia nella Repubblica Federale di Germania accesso all’attività di architetto con il titolo professionale di architetto e purché detta formazione sia completata da un periodo di esperienza professionale nella Repubblica Federale di Germania della durata di quattro anni, comprovato da un apposito certificato rilasciato dall’ordine professionale cui è iscritto l’architetto.
2-quinquies. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca comunica alla Commissione europea e contemporaneamente a tutti gli altri Stati membri dell’Unione europea e agli altri Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, i diplomi, i certificati e gli altri titoli rilasciati in Italia e che rispondono ai requisiti di cui ai commi 1 e 2, con l’indicazione delle Università che li rilasciano”.
“Articolo 4. – (Competenze e procedimento) –
“Articolo 4. – (Competenze e procedimento) – 1. I soggetti di cui all’articolo 1 devono presentare al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca domanda per il riconoscimento del proprio titolo ai fini dell’ammissione all’esercizio dell’attività di architetto nel territorio della Repubblica italiana.
a) il Dipartimento per le politiche comunitarie;
10. Se i titoli di cui all’articolo 2, comma 2-quater, attestano una formazione non conforme ai requisiti di cui al medesimo articolo, commi 1 e 2, il riconoscimento può essere condizionato al superamento di una prova attitudinale ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 115, tenuto conto anche dell’esperienza professionale acquisita nello Stato membro che ha riconosciuto detto titolo”.
“Articolo 9 – (Ammissione alla prestazione di servizi) – 1. Sono ammessi all’esercizio dell’attività disciplinata dal presente decreto, con carattere di temporaneità, previa dichiarazione al Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, i cittadini di cui all’articolo 1 che:
3. Ai cittadini di cui all’articolo 1, iscritti nel registro, si applicano le disposizioni relative al godimento dei diritti ed alla osservanza degli obblighi previsti dall’ordinamento professionale in quanto compatibili”.
“Articolo 9-bis. – (Esercizio della professione di architetto in altri Stati membri) – 1. Ai fini del riconoscimento in altri Stati dell’Unione europea o negli altri Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca certifica il valore abilitante all’esercizio della professione dei titoli conseguiti in Italia”.
“Articolo 11. – (Norme transitorie) – 1. Sono riconosciuti, ai fini dell’accesso alle attività disciplinate dal presente decreto e del loro esercizio:
a) i diplomi, certificati e altri titoli rilasciati dagli altri Stati membri dell’Unione europea fino al 5 agosto 1985 ed elencati nell’allegato A;
e) gli attestati rilasciati dalle autorità competenti della Repubblica Federale di Germania che sanzionano la relativa equivalenza dei titoli di formazione rilasciati, a decorrere dall’8 maggio 1945, dalle autorità competenti della Repubblica democratica tedesca, con i titoli elencati all’allegato A”.
(Modifica all’articolo 2 della legge 24 giugno 1997, n. 196, recante norme in materia
di promozione dell’occupazione, in esecuzione della sentenza della Corte di giustizia
delle Comunità europee del 7 febbraio 2002, nella causa C-279/00)
1. All’articolo 2, comma 2, della legge 24 giugno 1997, n. 196, e successive modificazioni, alla lettera c) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “Sono esonerate dalla prestazione delle garanzie di cui alla presente lettera le società che abbiano assolto ad obblighi analoghi fissati per le stesse finalità dalla legislazione di altro Stato membro dell’Unione europea”.
(Esecuzione della sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee
del 7 marzo 2002, nella causa C-145/99)
2. All’articolo 17, primo comma, numero 7, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, e successive modificazioni, dopo la parola: “residenza” sono inserite le seguenti: “o il proprio domicilio professionale”.
(Delega al Governo per l’attuazione della direttiva 2002/39/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 10 giugno 2002, in materia di servizi postali)
(Delega al Governo per la modifica della legge 23 luglio 1991, n. 223, recante norme in materia
di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive
della Comunità europea, avviamento al lavoro ed altre disposizioni in materia
di mercato del lavoro, in relazione alla causa C-32/02)
(Modifiche al decreto legislativo 26 novembre 1999, n. 532, e alla legge 19 gennaio 1955, n. 25,
in materia di lavoro notturno)
1. All’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 26 novembre 1999, n. 532, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “È fatto salvo quanto previsto dall’articolo 10 della legge 19 gennaio 1955, n. 25″.
“È in ogni caso vietato il lavoro fra le ore 22 e le ore 6 ad eccezione di quello svolto dagli apprendisti di età superiore ai 18 anni nell’ambito delle aziende artigianali di panificazione e di pasticceria, delle aziende del comparto turistico e dei pubblici esercizi”.
(Delega al Governo per l’attuazione delle direttive 2001/107/CE e 2001/108/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 gennaio 2002, in materia
di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari)
(Attuazione della raccomandazione 2001/331/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 4 aprile 2001, che stabilisce i criteri minimi per le ispezioni ambientali)
(Modifica all’articolo 50 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
recante nuovo codice della strada)
“1. I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”.
(Modifica all’articolo 207 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante nuovo
codice della strada, in esecuzione della sentenza della Corte di giustizia
delle Comunità europee del 19 marzo 2002, nella causa C-224/00)
“2-bis. Qualora il veicolo sia immatricolato in uno Stato membro dell’Unione europea, la somma da versare a titolo di cauzione, di cui al comma 2, è pari alla somma richiesta per il pagamento in misura ridotta previsto dall’articolo 202″.
1. All’articolo 1, comma 4, della legge 24 marzo 2001, n. 127, le parole: “Il Governo emana entro dodici mesi” sono sostituite dalle seguenti: “Il Governo, al fine di consentire il previo recepimento della direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali, emana, entro diciotto mesi”.
“f-bis) il Ministero per i beni e le attività culturali, per le attività afferenti il settore del restauro e manutenzione dei beni culturali e per le attività che riguardano il settore sportivo e in particolare quelle esercitate con la qualifica di professionista sportivo;”.
a) all’articolo 7, comma 1, le parole: “non compresi nell’allegato 1″ sono soppresse;
c) all’articolo 8, i commi 1, 2 e 3 sono abrogati e la rubrica è sostituita dalla seguente: “Programma di vigilanza annuale”;
(Attuazione della direttiva 2001/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 4 aprile 2001, in materia di risanamento e liquidazione degli enti creditizi)
(Attuazione della direttiva 2001/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 27 settembre 2001, che modifica le direttive 78/660/CEE, 83/349/CEE e 86/635/CEE
per quanto riguarda le regole di valutazione per i conti annuali e consolidati di taluni tipi
di società nonché di banche e di altre istituzioni finanziarie)
(Delega al Governo per l’attuazione della direttiva 2002/47/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 6 giugno 2002, relativa ai contratti di garanzia finanziaria)

References: sentenza

 sentenza 
 sentenza 
in fine
 sentenza 
in fine
 sentenza