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Timestamp: 2020-02-16 23:05:51+00:00

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admin, Autore presso Tuttocauzioni.it: Fideiussione Assicurativa da 39€ in 4 ore
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), attraverso il Decreto Ministeriale n.14 del 16 gennaio 2018 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.57 del 9 marzo 2018), sulla base di quanto previsto dal Codice degli Appalti, fornisce una serie di schemi-tipo (modelli) atti a definire le procedure attraverso le quali le amministrazioni aggiudicatrici delle gare d’appalto adottano i programmi pluriennali relativi a lavori e servizi pubblici, fornendo relativi elenchi e aggiornamenti annuali. Il Decreto entrerà in vigore a partire dal 24 marzo 2018.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dando attuazione a quanto previsto dal nuovo Codice degli Appalti (d.lgs. n.50/2016) – rispetto al quale entra in vigore a circa due anni di distanza – attraverso il Decreto Ministeriale n.14 del 16 gennaio 2018 dispone l’obbligo, per tutte le amministrazioni aggiudicatrici, di adottare – a partire dal prossimo bilancio e in base ai propri ordinamenti – il programma triennale dei lavori pubblici, il programma biennale degli acquisti di forniture e servizi pubblici nonché i relativi elenchi e aggiornamenti annuali sulla base dei modelli previsti dal decreto stesso.
I programmi, dunque, dovranno “essere approvati nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza con il bilancio e, per gli enti locali, secondo le norme che disciplinano la programmazione economico-finanziaria degli stessi”.
Struttura del D.M. n.14 del 16 gennaio 2018
Il documento è strutturato nella seguente maniera:
Art. 1 – Oggetto;
Art. 2 – Definizioni: definizione di amministrazione e amministrazioni, BDAP, CUP, CUI, AUSA e pianificazione delle attività dei soggetti aggregatori e delle centrali di committenza;
Art. 3 – Contenuti, livello di progettazione minimo, ordine di priorità del programma triennale dei lavori pubblici, dei relativi elenchi annuali e aggiornamenti;
Art. 4 – Criteri di inclusione delle opere pubbliche incompiute nei programmi triennali di lavori pubblici e nei relativi elenchi annuali;
Art. 5 – Modalità di redazione, approvazione, aggiornamento e modifica del programma triennale dei lavori pubblici e del relativo elenco annuale. Obblighi informativi e di pubblicità;
Art. 6 – Contenuti, ordine di priorità del programma biennale degli acquisti di forniture e servizi;
Art. 7 – Modalità di redazione, approvazione, aggiornamento e modifica del programma biennale degli acquisti di forniture e servizi. Obblighi informativi e di pubblicità;
Art. 9 – Disposizioni transitorie e finali;
Art. 10 – Clausola di invarianza finanziaria;
Art. 11 – Entrata in vigore.
In allegato al Decreto Ministeriale n.14 del 16 gennaio 2018 si trovano due documenti:
Programma triennale delle opere pubbliche;
Programma biennale degli acquisti e forniture
L’assicurazione fideiussoria, conosciuta anche con il termine di polizza assicurativa, è un contratto mediante il quale il soggetto che eroga la polizza (ad esempio l’agenzia assicurativa) va a collocarsi nella posizione di garante nei confronti del proprio cliente, che in questo caso assumerà il ruolo di soggetto creditore.
Nel caso in cui il proprio cliente risultasse inadempiente nei confronti del beneficiario dell’assicurazione, l’ente erogatore andrà a rimborsare quest’ultimo per la mancata esecuzione dell’accordo interposto.
Qualora ci si chiedesse come funziona l’assicurazione fideiussoria, possiamo brevemente riassumere le principali operazioni del processo di stipulazione della polizza in questi punti:
il soggetto debitore richiede al fideiussore la stipulazione di una determinata tipologia di polizza
il fideiussore richiede al debitore una documentazione completa sulla propria solidità patrimoniale seguendo un iter burocratico ben definito
dopo attenta analisi della documentazione, l’agenzia assicurativa si impegna, a seguito del pagamento del premio assicurativo, a fungere da garante per il proprio cliente.
I casi in cui oggigiorno venga richiesta un’assicurazione fideiussoria sono sempre più comuni.
Si fa qui l’esempio di un’assicurazione fideiussoria per stranieri: questo è il caso in cui un cittadino extracomunitario, intenzionato a soggiornare nel nostro paese per un periodo massimo di 90 giorni, è tenuto a richiedere un visto.
L’assicurazione fideiussoria per stranieri, accerta in previsione del rilascio del visto di soggiorno, una sufficiente copertura economica per il sostentamento economico e sanitario durante il soggiorno in Italia.
Parlando del costo di una fideiussione assicurativa è difficile definire un ammontare preciso.
Per prima cosa è necessario dire che varia molto dall’ente fideiussore: solitamente un’agenzia assicurativa risulta più economica rispetto un ente bancario, oltre che molto più veloce nell’erogazione.
In secondo luogo incide inoltre anche la tipologia di assicurazione richiesta e la solidità economica del contraente.
In breve, possiamo definire il costo dell’assicurazione fideiussoria come una valutazione del rischio a cui si espone l’agenzia assicurativa in rapporto ad una percentuale definita dall’ente in base all’importo garantito e dalla durata temporale della polizza.
Il Ministero dell’Ambiente e l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) hanno siglato un protocollo di intesa per garantire la sostenibilità ambientale degli acquisti delle Pubbliche Amministrazioni.
Con esso le parti si impegnano a collaborare, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, al fine di garantire il rispetto delle norme del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 in materia ambientale.
La collaborazione riguarderà in particolare questi tre ambiti:
la condivisione di atti di indirizzo, linee guida, clausole-tipo per bandi e capitolati;
sviluppo di attività di formazione per i funzionari della Pubblica Amministrazione.
La collaborazione garantirà altresì la corretta applicazione delle indicazioni contenute nel Codice Appalti sull’obbligo di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM).
Scarica qui il protocollo d’intesa siglato dal Ministero dell’Ambiente e dall’Anac
Per Criteri Ambientali Minimi (CAM) si intendono quei requisiti ambientali necessari a configurare la migliore soluzione progettuale, la migliore scelta dei prodotti o dei servizi in vista di un’attività edilizia che rispetti le normative in termini di sostenibilità ambientale ai fini della stabilità dell’ecosistema. Il Nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs n.50 del 18 aprile 2016, articolo 34) ha reso obbligatorio l’inserimendo dei CAM all’interno delle documentazioni necessarie per la partecipazione alle gare d’appalto pubbliche.
Alla base della loro introduzione, la volontà di raggiungere una serie di obiettivi:
l’efficienza nell’uso dei materiali e dell’energia;
la razionalizzazione della spesa pubblica in una logica che tiene conto non solo del prezzo di acquisto dei diversi beni o servizi, ma del costo dell’intero ciclo di vita, che comprenda anche i costi sostenuti dovuti all’uso dei prodotti, i costi per il loro smaltimento a fine vita e i costi dovuti agli effetti sull’ambiente.
Per approfondire l’argomento, scopri la nostra guida Gli appalti verdi. La bioedilizia e i Criteri Ambientali Minimi
Fideiussioni tema centrale e spazio ad appalti pubblici ed edilizia
La nuova versione di TuttoCauzioni.it offre ancora più informazioni e contenuti ai propri utenti. Il sito mantiene il tema centrale della fideiussione per privati ed aziende dando spazio anche a nuove sezioni tra cui spiccano le guide di approfondimento.
La fideiussione rappresenta il focus principale ma la classificazione delle varie tipologie di polizza permette una suddivisione degli argomenti trattati principalmente in due macro sezioni: l’appalto pubblico e l’edilizia.
Perché l’appalto pubblico è tanto importante?
Il 19% del PIL Italiano è rappresentato da investimenti che la PA (pubblica amministrazione) ha effettuato in lavori pubblici – o volendo essere più precisi – in commesse pubbliche. Infatti ogni anno la macchina dello Stato, attraverso le diverse migliaia di Stazioni appaltanti dislocate sul territorio, impiega centinaia di milioni di euro per affidare ad aziende private commesse per l’esecuzione di lavori, di manutenzione, di forniture di materiale e/o di servizi.
Come riportato nel report trimestrale sull’andamento dei contratti pubblici, diramato dall’AVCP (autorità per la vigilanza sui contratti pubblici), sono più di 104.000 i bandi di gara andati a buon fine nel corso del 2013.
In questo contesto è noto come l’edilizia rivesta un ruolo importante e fondamentale per il rilancio dell’economia italiana. La situazione di stallo del settore edile ha coinvolto direttamente ed indirettamente diversi operatori economici che ruotano intorno alla cosiddetta filiera dell’edilizia.
L’edilizia può rappresentare ancora una leva di crescita per l’economia italiana?
La risposta è SI. Certo è che rispetto al passato bisogna attuare alcune modifiche e prendere in seria considerazione alcuni accorgimenti.
Innanzitutto bisogna fare una distinzione tra edilizia pubblica ed edilizia privata.
L’edilizia pubblica dipende in maniera profonda alla capacità che avrà il Governo Italiano di attuare manovre ad ampio respiro capaci di dare nuovo ossigeno al settore e nuova fiducia nelle istituzioni che regolano il settore dell’appalto pubblico.
Il Governo Italiano avrà l’onere di garantire al settore dell’appalto pubblico:
#1 maggior trasparenza: gli ultimi scandali riguardanti EXPO 2015, il Mose di Venezia sono solo la punta dell’iceberg di un sistema che agli occhi di molti risulta corrotto e poco trasparente. Il portale della trasparenza promosso dall’AVCP e lo sforzo verso la semplificazione del codice appalti e dei processi di digitalizzazione saranno probabilmente la chiave per dare nuovo credito al settore
#2 maggior affidabilità soprattutto riguardo ai tempi e modi con cui lo Stato adempie ai pagamenti delle aziende che svolgono i lavori per suo conto.
L’edilizia privata: ristrutturazioni, riclassificazioni e sgravi
Anche a livello privato l’edilizia è legata alla capacità dello Stato di incentivare il settore. Il territorio italiano, fragile dal punto di vista geologico e saturo di costruzioni a dir poco “discutibili”, deve essere preservato e tutelato dall’edilizia selvaggia.
Le leggi dovranno favorire chi ristruttura e riclassifica costruzioni preesistenti e fornire particolare attenzione all’eco sostenibilità, l’utilizzo di nuovi materiali ed ancor di più nuove logiche di costruzione (e ricostruzione) ed alla tanto decantata bioedilizia.
Ancora una volta l’Italia ha in mano la possibilità di rilanciare la propria economia: coraggio, trasparenza, leggi semplici e dall’interpretazione univoca sono gli ingredienti necessari per dar vita ad un nuovo corso dell’edilizia ed dell’appalto pubblico più in generale facendo ripartire il volano dell’economia.
Dati sugli appalti pubblici in Italia [www.avcp.it]
Il “Codice appalti“, o “Codice degli appalti“, è un decreto legislativo che reca le norme del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, in attuazione delle più recenti direttive comunitarie. Si tratta pertanto di un testo normativo che disciplina i contratti della pubblica amministrazione. Cerchiamo quindi di comprendere quali siano i principi fondamentali di tale codice, e quali sono i suoi aspetti di utilizzo e di fruizione.
Codice appalti: dove viene utilizzato
Il Codice appalti viene utilizzato prevalentemente per disciplinare in maniera univoca e trasparente l’esecuzione di opere pubbliche, lo svolgimento di servizi, il reperimento delle forniture che sono ritenute necessarie per il perseguimento di obiettivi istituzionali degli enti pubblici, e l’individuazione di un socio privato di società pubbliche.
Le motivazioni che hanno condotto alla redazione e al successivo utilizzo del codice sono facilmente intuibili: la necessità di recepire le direttive comunitarie (prevalentemente, quelle del 2004 sugli appalti ordinari e quelli sui settori speciali, come acqua ed energia), e la necessità di arrivare a una sistematizzazione e semplificazione dei numerosi interventi legislativi che nel corso degli anni hanno reso più complessa la materia.
Codice appalti: come è composto
Il Codice appalti è composto da più di 250 articoli e da un regolamento di attuazione, in grado di rappresentare il principale punto di riferimento nella disciplina dei contratti pubblici. La sua suddivisione prevede cinque parti fondamentali: i principi e le disposizioni comuni, la disciplina dei contratti nei settori ordinari, i contratti nei settori speciali, il contenzioso e le disposizioni di coordinamento, finali e transitorie.
Approfondisci su Guida Appalti
Codice appalti: un evidente cambio di orientamento
Tra le caratteristiche più evidenti dei codice appalti vi è certamente il cambiamento parziale della prospettiva di osservazione dei rapporti tra pubblico e privato. Una “piccola” rivoluzione rispetto alla più complessa normativa previgente, che favorisce non solamente l’interesse pubblico finanziario dell’amministrazione che appalta, quanto anche una serie di interessi generali come, ad esempio, la valutazione dell’importanza strategica dei contratti pubblici per l’ambiente e per la concorrenza in ambito europeo.
Codice appalti: il perno del principio di proporzionalità
Vero e proprio perno di tutto il codice appalti è il rispetto del c.d. “principio di proporzionalità“, che indica – su ispirazione comunitaria, recepita dal legislatore nazionale che, peraltro, ben conosceva in altri contesti l’applicazione puntuale del criterio – che ogni provvedimento adottato sia “necessario e adeguato” rispetto agli scopi perseguiti. Pertanto, nell’appalto, l’appaltante non potràp che ricorrere ai provvedimenti che meno turbano l’esercizio dell’attività economica.
Sotto una diversa visione, il principio di proporzionalità punta a contenere il criterio più ampio della discrezionalità dell’amministrazione appaltante, la quale non potrà che valutare le esigenze alla base dell’appalto alla luce di tale principio. Tra le varie declinazioni dello stesso, uno dei più importanti è certamente quello relativo alla proporzionalità dei requisiti di partecipazione che sono individuati nel bando di gara.
I cittadini extra comunitari con l’intenzione di soggiornare in Italia necessitano di un permesso di soggiorno a seconda della motivazione del viaggio: turistico, studio, lavoro, etc….
La clausola indispensabile per ottenere il visto e quindi l’autorizzazione a soggiornare (per un periodo massimo di 90 giorni) è dimostrare di possedere i requisiti economici necessari al proprio sostentamento durante tutta la permanenza nel paese ospitante e la possibilità di permettersi un’adeguata assicurazione sanitaria.
La fideiussione per stranieri offre al cittadino extracomunitario la possibilità di dimostrare, attraverso l’intervento del garante (il contraente della polizza) la copertura economica necessaria per il comune mantenimento giornaliero, sanitaria in caso di malattia o infortunio, e la possibilità di rientrare presso il paese d’origine.
Nel caso in cui il cittadino extracomunitario non possa dimostrare di possedere adeguate risorse economiche che gli consentano un sereno soggiorno in Italia, potrà affidarsi ad un familiare o conoscente già residente in Italia che per mezzo di una fideiussione per stranieri, dimostrerà di fungere da garante al cittadino extracomunitario.
Solo in questo caso, il cittadino extracomunitario potrà proseguire con la sua domanda di visto per soggiornare in suolo italiano.
Gli enti predisposti per la stipula delle assicurazioni per stranieri sono sia le agenzie assicurative sia gli enti bancari.
I Ministero dell’Interno, ha disciplinato con la Direttiva del 1.3.2000, il frazionamento economico richiesto, stabilita in rapporto alla durata del soggiorno.
Inquinamento, protezione dell’ambiente, tutela del suolo e purificazione delle acque sono soltanto alcuni degli argomenti principali relativi a qualsiasi tipologia di argomentazione attuale. Il mondo dell’edilizia, naturalmente, non è da meno. Anzi, proprio in questa specifica realtà risulta essere sempre più importante regolamentare in maniera netta e precisa ogni passaggio relativo all’aggiudicazione delle gare d’appalto pubbliche in funzione di una politica ambientale che rientri nel pieno rispetto delle principali condizioni di eco-sostenibilità.
Il Decreto Legislativo 18 aprile n.50 ha apportato significative modifiche al Codice degli Appalti Pubblici introducendo specifiche normative nell’ambito dell’aggiudicazione delle gare d’appalto per lavori, servizi e forniture. Tali normative fanno sì che un appalto della Pubblica Amministrazione può essere considerato “verde” se il rispettivo bando di gara comprende precise e minuziose richieste in ambito di tutela dell’ambiente.
Per un’edilizia a impatto zero
Gli appalti verdi, allora, risultano essere fondamentali al fine di una importantissima strutturazione del concetto di “bioedilizia”, definizione necessaria per svolgere le proprie funzioni ad “impatto zero”, vale a dire evitando di alterare il bilancio naturale di anidride carbonica, metano e altri gas inquinanti o ad effetto serra per non incidere negativamente sull’ambiente circostante.
In merito a questo fondamentale e imprescindibile argomento, Tuttocauzioni.it ha preparato una specifica guida che ti accompagnerà, passo dopo passo, nel percorso di conoscenza e assimilazione di quelli che sono i principi fondamentali legati all’ambito della bioedilizia e degli appalti verdi. A partire da una precisa definizione e un sostanziale inquadramento delle argomentazioni trattate, verranno passati in rassegna punti fondamentali come, ad esempio, le condizioni di riciclabilità dei materiali e i Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti dal Nuovo Codice degli Appalti Pubblici – adeguatamente suddivisi per fasi di definizione degli appalti e categorie di forniture e prodotti – specificando anche le importanti modifiche apportate dal Decreto correttivo 56/2017.
Per coloro che fossero interessati ad acquistare un immobile è buona norma sottoscrivere una fideiussione per immobili.
Assicurare il nostro immobile è un atto importante e responsabile, ma è altrettanto importante sottoscrivere una garanzia anche in via preliminare, ovvero nel caso in cui l’immobile fosse ancora in fase di costruzione.
Prima di tutto è importante sottolineare che la fideiussione per immobili, è un documento atto a garantire in caso di vizi e difetti di costruzione per la durata di dieci a
nni a partire dalla data in cui è stata certificata l’ultimazione dei lavori.
Inoltre, questo tipo di cauzione è solita garantire anche per danni materiali e danni diretti all’immobile. Qui sono inclusi possibili ed eventuali danni a terze persone la cui presenza è motivata dal costruttore all’interno del cantiere come specificato dalla legge italiana nell’art. 1669 del codice civile.
In secondo luogo, la fideiussione per immobili è un obbligo del costruttore il quale deve garantire per l’ammontare della somma riscossa dall’acquirente per l’acquisto dell’immobile.
La fideiussione per immobili è un documento necessario e utile sia al costruttore che all’acquirente.
Nel primo caso, come già detto precedentemente, il costruttore per mezzo della polizza è assicurato in caso di danni all’immobile in fase di costruzione o in caso di vizi e difetti di costruzione.
L’acquirente invece, è assicurato per l’importo già pagato al costruttore qualora l’immobile subisca danni.
In uno degli ultimi articoli del nostro blog – dedicato a fideiussioni e cauzioni e rivolto principalmente ad imprese che operano nell’appalto pubblico – abbiamo trattato il tema di una certificazione importante per queste imprese: il DURC.
Quando scegliamo i temi da trattare sul blog pensiamo in prima battuta ai nostri lettori con l’obiettivo principale di semplificare i temi ed i concetti del nostro settore, fornendo informazioni utili, aggiornamenti e spunti interessanti.
Abbiamo scelto di affrontare il tema delle certificazioni per imprese (non solo le certificazioni di qualità) mettendo un pò d’ordine nella “giungla” di sigle ed acronimi più o meno famosi.
Le certificazioni più importanti per le imprese che partecipano a gare di appalto pubblico
La certificazioni di qualità ISO 9000, ISO 9001 e la SOA sono sicuramente le più famose ed “utili” per le imprese operanti nell’appalto pubblico, asset fondamentale dell’economia italiana. Oltre alla mera definizione potrai comprendere i principali vantaggi e benefici di cui gode l’impresa che ottiene tali certificazioni.
Le stazioni appaltanti amano operare con aziende certificate: maggior affidabilità significa operare con soggetti economici più solidi ed in grado di garantire una più alta qualità dei lavori svolti. I vantaggi sono anche per l’impresa: affronteremo anche questo tema importante nei prossimi articoli.
In questa prima fase tratteremo alcune certificazioni di impresa che definiamo come “secondarie”: la EMAS, OHSAS e la ISO14001 ambientale.
Certificazioni di qualità: quali sono necessarie?
Premesso che, in generale, la certificazione di qualità rientra nell’ambito dei requisiti tecnici che il concorrente deve possedere ai fini della partecipazione alla gara (requisiti che, in base al Codice, rientrano fra quelli di ordine speciale), è utile fare distinzione in riferimento a:
appalto pubblico per lavori
appalto pubblico per sevizi/forniture
valore economico dell’appalto
classifica/categorie di riferimento in particolare nel caso di appalto per lavori.
E’ una premessa doverosa visto che questi temi ricorrono spesso nei nostri articoli e vengono richiamati, oltre che nella sezione dedicata alle certificazioni di qualità anche nelle sezioni in cui indichiamo i requisiti di ordine generale ed i requisiti di ordine speciale per la partecipazione ad una gara di appalto pubblico.
Lette le Condizioni d’uso e l’Informativa privacy dichiaro:

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 10

Art. 11
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