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Timestamp: 2018-09-22 09:15:10+00:00

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A differenza del metodo induttivo puro, con il metodo analitico extra-contabile ex art. 39, comma 1, del D.P.R. n. 600/1973, l'Ufficio può solo procedere a un completamento dei dati contabili ricorrendo a presunzioni semplici.
Decisione: Sentenza n. 20132/2016 Cassazione Civile - Sezione V
Parole chiave: #accertamento, #contabilità, #ricorsotributario, #fulviograziotto, #scudolegale
L'Agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato l'avviso di accertamento nei confronti di un'impresa esercente commercio ittico.
L'accertamento si basava sulla ricostruzione dei ricavi dell'anno 2004 facendo ricorso ai prezzi esposti nel negozio al momento della verifica, avvenuta nel 2007, senza che l'Ufficio dimostrasse l'impossibilità di effettuare il riscontro in base agli scontrini del 2004.
La Suprema Corte rigetta il ricorso dell'Ufficio.
Il Collegio ritiene infondati i motivi dell'Ufficio, e dapprima precisa il tipo di accertamento oggetto di impugnazione: «l'accertamento del quale si controverte è stato effettuato ai sensi dell'art. 39 comma primo lett. d) del D.P.R. n. 600 del 1973 e non ai sensi del comma secondo».
La Suprema Corte ricorda la distinzione tra i metodi di accertamento: «il discrimine tra l'accertamento condotto con metodo c.d. analitico - extracontabile (D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d)) e l'accertamento condotto con metodo induttivo puro (D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2 lett. d), - analogamente in materia di imposte indirette: D.P.R. n. 633 del 1972, art. 55, comma 2, n. 3)), va ricercato rispettivamente nella "parziale od assoluta" inattendibilità dei dati risultanti dalle scritture contabili. Nel primo caso la "incompletezza, falsità od inesattezza" degli elementi indicati non è tale da non consentire di prescindere dalle scritture contabili essendo legittimato l'Ufficio accertatore a "completare" le lacune riscontrate utilizzando ai fini della dimostrazione della esistenza di componenti positivi di reddito non dichiarati ovvero della inesistenza di componenti negativi dichiarati anche presunzioni semplici (praesumptio hominis) rispondenti ai requisiti previsti dall'art. 2729 c.c. Nel secondo caso invece, "le omissioni o le false od inesatte indicazioni" risultano tali da inficiare la attendibilità - e dunque la utilizzabilità, ai fini dellí accertamento - anche degli "altri" dati contabili (apparentemente regolari), con la conseguenza che in questo caso la Amministrazione finanziaria può "prescindere in tutto od in parte dalle risultanze del bilancio e delle scritture contabili in quanto esistenti" ed è legittimata a determinare l'imponibile in base ad elementi meramente indiziati anche se inidonei ad assurgere a prova presuntiva ex artt. 2727 e 2729 cod. civ. ( v., tra le altre, Cass. a 17952 del 2013)».
La Cassazione si pronuncia sull'accertamento del giudice di merito: «Il sindacato del giudice di merito, così come le conclusioni attinte all'esito dello stesso, risultano coerenti con il tipo di accertamento- ex art. 39 comma primo d.P.R. n. 600 del 1973 - alla base dell'atto impugnato, alla stregua del quale non era dato all'Ufficio di prescindere dai dati contabili del contribuente dei quali era in possesso ma, solo, di procedere ad un "completamento" degli stessi mediante ricorso a presunzioni semplici idonee ad evidenziare componenti positive occultate o inesistenza di componenti negativi dichiarati».
La Suprema Corte precisa, ancora una volta, che in assenza dei presupposti di un accertamento induttivo puro, ex art. 39, comma 2, D.P.R. n. 600/1973, l'Ufficio non può prescindere dai dati contabili, ma può solo completare gli stessi ricorrendo a presunzioni semplici idonee a evidenziare ricavi o costi inesistenti dichiarati.
Cass. 13509/2009 (onere della prova in tema di accertamento induttivo)
Cass. 17952/2013 (possibilità di prescindere dalle risultanze delle scritture contabili)
Vigente al: 9-1-2017

References: art. 39
 Sentenza 
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 art. 39
 art. 39
 art. 55
 Cass. 
 art. 39
 art. 39

Cass. 

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