Source: http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari_2009/circ085.htm
Timestamp: 2017-11-19 04:45:07+00:00

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Circolare n.85/2009
Circolare n. 85/2009
Oggetto: Lavoro – Ammortizzatori sociali in deroga – Punto della situazione – Art. 7-ter della legge 9.4.2009, n.33, su S.O. alla G.U. n.85 dell’11.4.2009 – Circolare INPS n.75 del 26.5.2009.
A seguito delle ultime novità introdotte dalla legge n.33/2009 nonché delle prime istruzioni applicative fornite dall’INPS, si ritiene opportuno ricapitolare i principali aspetti della disciplina dei cosiddetti ammortizzatori sociali in deroga previsti dalla legge n. 2/2009 per l’anno in corso.
Come è noto, finalità degli ammortizzatori in deroga è quella di garantire nell’attuale congiuntura economica un sussidio a tutti quei lavoratori sospesi o licenziati che altrimenti ne sarebbero sprovvisti o perchè dipendenti da aziende non rientranti nel campo di applicazione del sistema tradizionale degli ammortizzatori sociali, o perchè appartenenti a categorie comunque escluse da qualsiasi strumento di integrazione al reddito (tra cui apprendisti e lavoratori in somministrazione). Possono infatti ricorrere agli ammortizzatori in deroga per i propri dipendenti le aziende inquadrate provvidenzialmente nell’industria fino a 15 dipendenti, le aziende svolgenti attività di logistica fino a 50 dipendenti, ovvero anche di dimensione maggiore qualora non abbiano esercitato la facoltà riconosciuta dall’INPS di rientrare nel campo di applicazione della CIGS (cassa integrazione guadagni straordinaria) e della mobilità, nonché tutte le altre aziende che per un motivo o per l’altro non possono utilizzare nessun istituto del sistema degli ammortizzatori sociali.
Fatte salve le eventuali diversificazioni decise su singoli aspetti dalle Regioni, a cui è stata attribuita la competenza principale sulla materia, l’impianto generale degli ammortizzatori in deroga è dunque il seguente.
Procedura – La concessione degli ammortizzatori in deroga spetta alle Regioni (generalmente l’organismo competente è l’Assessorato al Lavoro mentre nelle Regioni Liguria, Puglia, Marche, Abruzzo e Sardegna sono state delegate le Direzioni Regionali del Lavoro) e presuppone la stipula presso le stesse di specifici accordi sindacali recanti l’indicazione delle aziende interessate e del numero di lavoratori coinvolti nonché del tipo di ammortizzatore richiesto (cassa integrazione o mobilità, rispettivamente a seconda che i lavoratori siano temporaneamente sospesi o licenziati). Al riguardo si rammenta che, per agevolare la conclusione di tali accordi, il 30 marzo scorso la Confetra ha definito con il sindacato un Accordo tipo da utilizzare a livello locale con gli opportuni aggiustamenti.
Si fa osservare che la stipula degli accordi regionali per la richiesta degli ammortizzatori può avvenire in qualsiasi momento dell’anno in corso, essendo stata eliminata la scadenza del 20 maggio inizialmente prevista dalla legge n.2/2009.
Oneri a carico delle aziende - Gli oneri a carico delle aziende per gli ammortizzatori in deroga sono più contenuti rispetto a quelli dovuti per gli ammortizzatori tradizionali in considerazione della eccezionalità dell’istituto e della durata limitata (massimo dodici mesi, generalmente ridotti a livello regionale in funzione delle risorse pubbliche disponibili). In particolare in caso di ricorso alla cassa integrazione straordinaria l’impresa è tenuta a versare all’INPS, per tutta la durata della stessa, il solo contributo addizionale di cui alla legge n.160/88 pari al 4,50% (3% per le imprese fino a 50 dipendenti) dell’indennità mensile corrisposta dallo stesso Istituto ai lavoratori sospesi (pari a euro 886,31 che salgono a 1.065,26 per i lavoratori con retribuzione superiore a 1.917.48 euro mensili).
In caso di ricorso alla mobilità non è previsto invece alcun onere contributivo a carico delle aziende.
Modalità di erogazione delle indennità– Solamente a seguito dell’autorizzazione regionale all’applicazione degli ammortizzatori in deroga, l’INPS può procedere all’erogazione delle relative indennità con modalità che variano a seconda che si tratti di mobilità o di cassa integrazione. Nel primo caso il pagamento viene effettuato direttamente ai lavoratori interessati, mentre nel secondo l’erogazione avviene normalmente tramite anticipo da parte delle aziende e successivo conguaglio con i contributi dovuti mensilmente.
In deroga alla regola generale è facoltà delle aziende richiedere all’INPS il pagamento diretto dell’indennità di cassa integrazione nonché di anticiparne l’erogazione prima dell’autorizzazione regionale per un massimo di 4 mesi; qualora però al termine del quadrimestre l’autorizzazione non sia stata ancora concessa ovvero sia stata negata, l’INPS recupererà dalle aziende le somme anticipate.
Requisiti dei lavoratori – L’applicazione degli ammortizzatori in deroga è subordinato al possesso da parte dei lavoratori interessati degli stessi requisiti di anzianità aziendale previsti per gli ammortizzatori tradizionali. In particolare:
· il lavoratore in cassa integrazione deve aver maturato un’anzianità aziendale di almeno 90 giorni;
· il lavoratore in mobilità deve avere maturato un’anzianità aziendale di almeno 12 mesi.
Inoltre, sia in caso di cassa integrazione che di mobilità, il riconoscimento delle rispettive indennità è subordinato alla dichiarazione del lavoratore, da rendersi sulla base di una modulistica appositamente stabilita dall’INPS, di immediata disponibilità a partecipare a corsi di riqualificazione professionale o ad accettare offerte lavorative.
Per riferimenti confronta circ.re conf.le n. 36/2009
S.O. alla G.U. n.85 dell’11.4.2009 (fonte Guritel)
LEGGE 9.4.2009, N.33
CONVERSIONE IN LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DEL DECRETO-LEGGE 10 FEBBRAIO
2009, N. 5, RECANTE MISURE URGENTI A SOSTEGNO  DEI SETTORI INDUSTRIALI
Misure urgenti a tutela dell'occupazione
1.  All'articolo 2, comma 6, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e'
aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo: «Il pagamento diretto ai
lavoratori   e'   disposto   contestualmente  all'autorizzazione  del
trattamento  di  integrazione salariale straordinaria, fatta salva la
successiva  revoca  nel  caso  in  cui il servizio competente accerti
l'assenza di difficolta' di ordine finanziario dell'impresa».
2.   Le  imprese,  in  caso  di  richiesta  di  cassa  integrazione
straordinaria  e  di  cassa  integrazione  in  deroga,  con pagamento
diretto,  e con riferimento alle sospensioni successive alla data del
1°  aprile 2009, presentano o inviano la relativa domanda entro venti
giorni dall'inizio della sospensione o della riduzione dell'orario di
3.  In  via  sperimentale  per  il  periodo  2009-2010,  in  attesa
dell'emanazione  dei  provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti
di  integrazione  salariale  in  deroga  con  richiesta  di pagamento
diretto,  l'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale (INPS) e'
autorizzato  ad  anticipare  i  relativi trattamenti sulla base della
domanda  corredata  dagli  accordi  conclusi  dalle  parti  sociali e
dell'elenco dei beneficiari, conformi agli accordi quadro regionali e
comunque entro gli specifici limiti di spesa previsti, con riserva di
ripetizione   nei   confronti   del  datore  di  lavoro  delle  somme
indebitamente   erogate   ai   lavoratori.  La  domanda  deve  essere
presentata  all'INPS  dai datori di lavoro in via telematica, secondo
le  modalita' stabilite dal medesimo Istituto. Le regioni trasmettono
in  via telematica all'INPS le informazioni relative ai provvedimenti
autorizzatori  dei  trattamenti  in deroga e l'elenco dei lavoratori,
sulla  base  di  apposita  convenzione  con la quale sono definite le
modalita'  di  attuazione,  di  gestione  dei flussi informativi e di
4.  Il  primo  periodo  del comma 36 dell'articolo 2 della legge 22
dicembre  2008,  n. 203, e' sostituito dal seguente: «In attesa della
riforma  degli  ammortizzatori  sociali  e  nel limite complessivo di
spesa  di  600 milioni di euro per l'anno 2009 a carico del Fondo per
maggio  1993,  n.  148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio   1993,   n.  236,  di  seguito  denominato  “Fondo  per
l'occupazione”  il  Ministro  del  lavoro, della salute e delle
finanze, puo' disporre, sulla base di specifici accordi governativi e
per  periodi  non  superiori  a  dodici  mesi, in deroga alla vigente
normativa,  la  concessione, anche senza soluzione di continuita', di
trattamenti  di  cassa  integrazione  guadagni,  di  mobilita'  e  di
disoccupazione speciale, anche con riferimento a settori produttivi e
ad aree regionali».
5.  Il primo periodo del comma 9 dell'articolo 19 del decreto-legge
29  novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge
28 gennaio 2009, n. 2, e' sostituito dal seguente: «Nell'ambito delle
risorse  finanziarie  destinate  per  l'anno 2009 alla concessione in
deroga  alla vigente normativa, anche senza soluzione di continuita',
di  trattamenti  di  cassa  integrazione  guadagni, di mobilita' e di
disoccupazione    speciale,   i   trattamenti   concessi   ai   sensi
dell'articolo  2,  comma 521, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e
successive  modificazioni,  possono  essere  prorogati, sulla base di
specifici  accordi  governativi  e per periodi non superiori a dodici
mesi,  con  decreto  del  Ministro  del  lavoro, della salute e delle
finanze».
6.  Al  fine  di  garantire  criteri omogenei di accesso a tutte le
forme  di  integrazione del reddito, si applicano anche ai lavoratori
destinatari  della  cassa  integrazione  guadagni  in  deroga e della
mobilita'   in   deroga,  rispettivamente,  le  disposizioni  di  cui
all'articolo  8,  comma  3,  del  decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e
di  cui all'articolo 16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223.
Con  riferimento  ai  lavoratori di cui al primo periodo, ai fini del
calcolo del requisito di cui all'articolo 16, comma 1, della legge 23
luglio 1991, n. 223, si considerano valide anche eventuali mensilita'
accreditate dalla medesima impresa presso la gestione separata di cui
all'articolo  2,  comma  26,  della  legge 8 agosto 1995, n. 335, con
esclusione  dei soggetti individuati all'articolo 1, comma 212, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, per i soggetti che abbiano conseguito
in  regime  di  monocommittenza  un  reddito  superiore  a 5.000 euro
complessivamente riferito a dette mensilita'.
7.  Ai  datori di lavoro, che non abbiano sospensioni dal lavoro in
atto  ai  sensi dell'articolo 1 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e
successive   modificazioni,   che   senza   esservi  tenuti  assumono
lavoratori  destinatari  per  gli  anni 2009 e 2010 di ammortizzatori
sociali  in  deroga,  licenziati  o  sospesi  per cessazione totale o
parziale  dell'attivita' o per intervento di procedura concorsuale da
imprese non rientranti nella disciplina di cui alla medesima legge n.
223  del 1991, e' concesso dall'INPS un incentivo pari all'indennita'
spettante  al  lavoratore,  nel  limite  di  spesa  autorizzato e con
esclusione di quanto dovuto a titolo di contribuzione figurativa, per
il  numero  di  mensilita'  di trattamento di sostegno al reddito non
erogate.  Tale  incentivo  e' erogato attraverso il conguaglio con le
somme   dovute   dai   datori   di  lavoro  a  titolo  di  contributi
previdenziali   e   assistenziali,  fermo  restando  quanto  previsto
dall'articolo 8, comma 4-bis, della citata legge n. 223 del 1991.
8.  All'articolo  19  del  decreto-legge  29 novembre 2008, n. 185,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 28 gennaio 2009, n. 2,
«2-bis.  Per  l'anno  2009  ai  fini  dell'attuazione dell'istituto
del  medesimo  ai  sensi  del  presente  articolo, determinata in 100
milioni  di  euro,  e'  destinata l'ulteriore somma di 100 milioni di
euro  a  valere sulle risorse preordinate allo scopo sul Fondo di cui
all'articolo   25   della  legge  21  dicembre  1978,  n.  845,  come
rideterminato  dall'articolo  9, comma 5, del decreto-legge 20 maggio
1993,  n  148,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 19 luglio
1993,  n.  236,  fermo  restando  per il medesimo anno 2009 il limite
dell'ammontare  complessivo dei pagamenti a carico del predetto Fondo
22 dicembre 2008, n. 203».
9.  All'articolo  19  del  decreto-legge  29 novembre 2008, n. 185,
a)  al comma 1, lettere a) e b), le parole: «tale indennita', fino
alla  data  di  entrata  in  vigore del decreto di cui al comma 3 del
presente  articolo,  puo'  essere  concessa  anche  senza  necessita'
dell'intervento integrativo degli enti bilaterali» sono soppresse;
b)  al  comma  1-bis,  le  parole:  «secondo  quanto precisato dal
decreto  di  cui  al  comma  3 del presente articolo» sono sostituite
dalle  seguenti:  «,  fermo restando che, nelle ipotesi in cui manchi
tutela  si  considerano esauriti e i lavoratori accedono direttamente
ai trattamenti in deroga alla normativa vigente»;
«1-ter.  In  via transitoria, e per il solo biennio 2009-2010, le
risorse  di  cui  al  comma  1 sono utilizzate anche per garantire ai
lavoratori  beneficiari  delle  misure  di  cui  al medesimo comma 1,
lettere  a),  b)  e c), un trattamento equivalente a quello di cui al
comma 8»;
d) al comma 14, il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: «Ai
2009,  la  spesa  di  35  milioni di euro, di cui 5 milioni di euro a
valere  sul  Fondo  per  l'occupazione  e 30 milioni di euro mediante
corrispondente   riduzione   dell'autorizzazione   di  spesa  di  cui
all'articolo  1, comma 1161, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le
somme  di  cui  al  precedente  periodo,  non  utilizzate  al termine
dell'esercizio  finanziario  2009,  sono conservate nel conto residui
per  essere  utilizzate  nell'esercizio  successivo.  All'articolo 5,
comma  5,  del  decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  19 luglio 1993, n. 236, dopo le parole:
“al  fine  di  evitare  o ridurre le eccedenze di personale nel
corso  della  procedura  di cui all'articolo 24 della legge 23 luglio
1991,  n.  223,” sono aggiunte le seguenti: “o al fine di
evitare  licenziamenti  plurimi  individuali  per giustificato motivo
oggettivo,”».
10.  All'articolo 19, comma 7-bis, primo periodo, del decreto-legge
28  gennaio  2009,  n.  2,  dopo  le  parole:  «presso  il  fondo  di
provenienza»  sono  inserite le seguenti: «nel triennio precedente» e
dopo le parole: «pari a 3.000 euro» sono aggiunte le seguenti: «e che
tali  posizioni  non  siano riferite ad aziende o datori di lavoro le
cui  strutture,  in ciascuno dei tre anni precedenti, rispondano alla
definizione  comunitaria  di  micro  e  piccole  imprese  di cui alla
raccomandazione  n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003.
Sono  comunque  esclusi  dalle  quote  da trasferire i versamenti del
datore  di  lavoro  riversati dall'INPS al fondo di provenienza prima
del 1° gennaio 2009».
11.  I servizi competenti al lavoro di cui all'articolo 1, comma 2,
lettera  g),  del  decreto  legislativo  21  aprile  2000,  n. 181, e
successive   modificazioni,  sono  tenuti,  con  periodicita'  almeno
settimanale  e senza oneri per la finanza pubblica, a rendere note le
opportunita'   di  lavoro  disponibili  mediante  adeguate  forme  di
promozione   della   pubblicazione   o  diffusione  sugli  organi  di
comunicazione  di  massa  locali. Le comunicazioni di cui al presente
comma  rilevano  ai  fini  della  concessione  e del mantenimento dei
requisiti  di autorizzazione e di accreditamento di cui agli articoli
5  e 7 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive
12.  All'articolo  70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
276,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
a) al comma 1, la lettera d) e' sostituita dalla seguente:
«d)   di   manifestazioni   sportive,  culturali,  fieristiche  o
caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarieta' anche in caso
di committente pubblico»;
b) al comma 1, la lettera e) e' sostituita dalla seguente:
«e)  di  qualsiasi  settore  produttivo il sabato e la domenica e
durante  i  periodi  di  vacanza  da  parte  di  giovani  con meno di
venticinque  anni  di eta', regolarmente iscritti a un ciclo di studi
presso  l'universita' o un istituto scolastico di ogni ordine e grado
e compatibilmente con gli impegni scolastici»;
c)  al comma 1, lettera f), dopo le parole: «di attivita' agricole
di  carattere  stagionale effettuate da pensionati», sono inserite le
seguenti: «, da casalinghe»;
d) al comma 1, e' aggiunta, in fine, la seguente lettera:
«h-bis) di qualsiasi settore produttivo da parte di pensionati»;
e) dopo il comma 1, e' inserito il seguente:
«1-bis.  In  via  sperimentale per il 2009, prestazioni di lavoro
accessorio  possono  essere rese, in tutti i settori produttivi e nel
limite  massimo  di  3.000  euro  per  anno  solare, da percettori di
prestazioni  integrative  del  salario  o  con  sostegno  al  reddito
compatibilmente  con quanto stabilito dall'articolo 19, comma 10, del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge 28 gennaio 2009, n. 2. L'INPS provvede a
sottrarre  dalla  contribuzione  figurativa relativa alle prestazioni
integrative  del  salario  o  di  sostegno  al  reddito gli accrediti
contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio».
13.  All'articolo 74, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre
2003,  n.  276  le parole «parenti e affini sino al terzo grado» sono
sostituite dalle seguenti: «parenti e affini sino al quarto grado».
14.  Restano validi ed efficaci i trattamenti pensionistici erogati
antecedentemente  alla  data  di  entrata  in  vigore  della legge di
conversione   del  presente  decreto  a  seguito  degli  accertamenti
compiuti  dall'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione  contro  gli
infortuni  sul  lavoro, ai fini del conseguimento dei benefici di cui
all'articolo  13,  comma  8,  della  legge  27  marzo  1992, n. 257 e
successive  modificazioni,  sulla  base  dei curricula presentati dal
datore di lavoro e della documentazione integrativa, salvo il caso di
dolo  dell'interessato  che  sia  accertato  in  via  giudiziale  con
sentenza definitiva. All'onere derivante dal presente comma, valutato
in 700.000 euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, in 600.000
euro  per  ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, in 500.000 euro per
l'anno 2015, in 400.000 euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017 e in
200.000  euro  annui a decorrere dall'anno 2018, si provvede a valere
sul  Fondo  per  l'occupazione  di  cui  all'articolo 1, comma 7, del
decreto  legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla   legge   19   luglio   1993,   n.   236,  con  pari  riduzione
dell'autorizzazione  di  spesa  di cui all'articolo 6, comma 4, della
15.  All'articolo 7-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14,
«1-bis.  Con  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da
adottare  entro  il  30  giugno 2009, su proposta del Ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  ferma  restando la disapplicazione
prevista dall'articolo 67, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133,  delle  disposizioni  di  cui  all'allegato B relativamente alle
risorse  considerate  ai  fini del miglioramento dei saldi di finanza
pubblica,  sono individuati, per l'anno 2009, i criteri, i tempi e le
modalita'  volti  ad  utilizzare  per  la  contrattazione integrativa
nonche' per le finalita' di cui al comma 1 del citato articolo 67, in
correlazione  con  l'impegno e le maggiori prestazioni lavorative, le
risorse  derivanti  dal  processo  attuativo delle leggi elencate nel
citato   allegato  B  eccedenti  rispetto  a  quelle  finalizzate  al
miglioramento  dei  saldi  di  finanza pubblica, valutando a tal fine
anche  la  possibilita'  di  utilizzare  le  maggiori entrate proprie
rispetto a quelle dei triennio 2005-2007 conseguite per effetto dello
svolgimento  di attivita' aggiuntive rispetto a quelle istituzionali,
nonche' le risorse disponibili il cui utilizzo sia neutrale sui saldi
di finanza pubblica».
16.  All'articolo  18  del  decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
«3-bis.  Le risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate derivanti
dall'applicazione  dell'articolo 6-quater del decreto-legge 25 giugno
2008,  n,  112,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008,  n. 133, assegnate dal CIPE al Fondo di cui al comma 1, lettera
a),  del presente articolo, sono ripartite, in forza dell'accordo del
Trento  e  di  Bolzano, in base ai principi stabiliti all'esito della
seduta  del  12 marzo 2009 della Conferenza permanente per i rapporti
tra  lo  Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di
Bolzano,   avuto  riguardo  alle  contingenti  esigenze  territoriali
3 del presente articolo.».
17.  Alla  lettera  b)  del  comma 1 dell'articolo 37 della legge 5
agosto  1981, n. 416, come da ultimo modificato dall'articolo 41-bis,
comma  6, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge 27 febbraio 2009, n. 14, dopo le parole:
«Ministero  del  lavoro,  della  salute e delle politiche sociali, di
concerto  con  il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,» sono
inserite  le  seguenti:  «a  seguito  di  accordi recepiti in sede di
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,».
18.  Sono  escluse  dal patto di stabilita' interno delle regioni e
delle  province  autonome  di Trento e di Bolzano per gli anni 2009 e
2010   le   maggiori  spese  correnti  realizzate  con  la  quota  di
cofinanziamento  nazionale  e riconducibili alle finalita' degli assi
prioritari  «Adattabilita'» e «Occupabilita'» conseguenti all'accordo
riguardante  gli  interventi e le misure anticrisi con riferimento al
sostegno  del  reddito  e  alle  competenze,  al  Fondo  per  le aree
sottoutilizzate e alla nettizzazione dei fondi strutturali comunitari
sancito  nella  seduta della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo  Stato,  le  regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
del 26 febbraio 2009.
19.  Ai fini di cui al comma 18, per maggiori spese degli anni 2009
e  2010  si  intende,  per  la gestione di competenza finanziaria, la
differenza  tra  gli  impegni  effettivi e gli importi indicati per i
corrispondenti esercizi nella programmazione finanziaria prevista dal
piano  operativo  regionale  (POR)  gia'  approvato dalla Commissione
europea  alla  data  dell'accordo di cui al citato comma 18 e, per la
gestione  di  cassa,  la  differenza tra i pagamenti effettuati e gli
importi indicati, rispettivamente, per gli esercizi 2007 e 2008 nella
programmazione finanziaria prevista dal POR.
20.  Al  fine  di  assicurare  l'integrale  utilizzo  delle risorse
comunitarie  e  nazionali  destinate  agli  interventi di sostegno al
reddito  e  alle  competenze,  di  cui all'accordo tra il Governo, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 12 febbraio
2009,  individuate  nell'ambito  dei  programmi  operativi  del Fondo
sociale  europeo  2007/2013  -  assi  prioritari  «Adattabilita'»  ed
«Occupabilita',  il  Fondo  di  rotazione di cui alla legge 16 aprile
1987,  n. 183, e' autorizzato ad anticipare, nei limiti delle proprie
disponibilita',  su richiesta delle regioni e delle province autonome
interessate,  le  quote  dei contributi comunitari e statali previste
fino  all'annualita'  2010 per i predetti assi prioritari. Le risorse
anticipate  dal citato Fondo di rotazione ai sensi del presente comma
sono  imputate,  per  la  parte  comunitaria, agli accrediti disposti
dall'Unione  europea  a titolo di rimborso delle spese effettivamente
sostenute  e,  per  la  parte  statale, agli stanziamenti previsti in
favore dei medesimi programmi, ai sensi della legge n. 183 del 1987.
21.  Al  fine di evitare la possibilita' di una applicazione estesa
anche   ad   altri  enti,  e  per  garantire  conseguentemente  anche
l'effettivo  rispetto delle disponibilita' finanziarie gia' previste,
l'articolo 41, comma 16-terdecies del decreto legge 30 dicembre 2008,
n.  207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009,
n.14,  si  interpreta  nel  senso  che  si  applica esclusivamente ai
soggetti  di  cui  all'articolo 2, comma 550, della legge 24 dicembre
2007,  n.  244,  per  le  finalita'  di cui al comma 551 del medesimo
articolo  2.  Resta  confermato  che alla relativa spesa si fa fronte
esclusivamente  nei  limiti  delle  risorse  preordinate nel bilancio
dello  Stato  con  il  citato  articolo  41,  comma 16-terdecies, del
decreto-  legge n. 207 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 14 del 2009.
OGGETTO: Ammortizzatori sociali in deroga - anno 2009.
SOMMARIO: 1.Premessa - Quadro normativo
2.3 Eliminazione dell’obbligo del previo esperimento della sospensione per le impreseche intendono richiedere interventi di integrazione salariale in deroga
In data 12 febbraio 2009 il Governo, le Regioni e le Province autonome hanno concluso un Accordo per la gestione degli ammortizzatori sociali in deroga nel biennio 2009-2010. A tal fine lo Stato ha stanziato risorse nazionali per 5,35 miliardi (di cui 1,4 dal fondo per l’occupazione e 3,95 dal fondo per le aree sottoutilizzate), mentre le Regioni contribuiranno per 2,65 miliardi, a valere sui programmi regionali FSE.
In base all’articolo 19, comma 8, della L.2/2009, “le risorse finanziarie destinate agli ammortizzatori sociali in deroga alla vigente normativa (…) possono essere utilizzate con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, compresi i contratti di apprendistato e di somministrazione”.
Contrariamente agli anni scorsi, non è previsto alcun termine per la stipula degli intese territoriali e per il loro recepimento in sede governativa: il termine inizialmente previsto dall’art. 2, comma 36, della legge n. 203/2008 è stato infatti eliminato dall'articolo 7-ter, comma 4, del D.L. 10 febbraio 2009, n. 5.
Il comma 9 del medesimo articolo prevede che possano essere finanziate proroghe, per periodi non superiori a 12 mesi, di ammortizzatori in deroga già concessi a valere sulle risorse dell’anno 2008, con l’osservanza di “abbattimenti” delle prestazioni e con l’obbligo di frequenza di programmi di reimpiego.
Il comma 10-bis dell’articolo 19 prevede che, “ai lavoratori non destinatari dei trattamenti di cui all'articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223, in caso di licenziamento, può essere erogato un trattamento di ammontare equivalente all'indennità di mobilità nell'ambito delle risorse finanziarie destinate per l'anno 2009 agli ammortizzatori sociali in deroga alla vigente normativa. Ai medesimi lavoratori la normativa in materia di disoccupazione di cui all'articolo 19, primo comma, del regio decreto 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, si applica con esclusivo riferimento alla contribuzione figurativa per i periodi previsti dall'articolo 1, comma 25, della legge 24 dicembre 2007, n. 247”.
Il trattamento, erogabile in caso di licenziamento, si applica ai soli lavoratori non destinatari del trattamento di mobilità concesso per le vie ordinarie, è pari all’indennità di mobilità e la relativa durata è fissata con il provvedimento di concessione. La contribuzione figurativa – prevista nei soli casi in cui il lavoratore avrebbe avuto diritto all’indennità di disoccupazione ordinaria – avrà la durata e la valenza (ai fini della misura del trattamento di pensione) di quella prevista per l’indennità di disoccupazione ordinaria.
L’articolo 7-ter prevede, al comma 3, che, “in via sperimentale per il periodo 2009-2010, in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di integrazione salariale in deroga con richiesta di pagamento diretto, l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) è autorizzato ad anticipare i relativi trattamenti sulla base della domanda corredata dagli accordi conclusi dalle parti sociali e dell’elenco dei beneficiari, conformi agli accordi quadro regionali e comunque entro gli specifici limiti di spesa previsti, con riserva di ripetizione nei confronti del datore di lavoro delle somme indebitamente erogate ai lavoratori. La domanda deve essere presentata all’INPS dai datori di lavoro in via telematica, secondo le modalità stabilite dal medesimo Istituto. Le regioni trasmettono in via telematica all’INPS le informazioni relative ai provvedimenti autorizzatori dei trattamenti in deroga e l’elenco dei lavoratori, sulla base di apposita convenzione con la quale sono definite le modalità di attuazione, di gestione dei flussi informativi e di rendicontazione della spesa.”
· il pagamento anticipato che Inps può effettuare prima del provvedimento di autorizzazione, previa presentazione on line della domanda da parte del datore di lavoro all’Istituto;
· l’invio telematico da parte delle Regioni dei provvedimenti di autorizzazione.
L’arco temporale di applicazione della normativa sopra citata è determinato dagli eventi di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro compresi tra il 1° gennaio 2009ed il 31 dicembre 2010.
· presentare telematicamente domanda all’Istituto, corredata dagli accordi conclusi dalle parti sociali (verbale di consultazione sindacale) e dall’elenco dei beneficiari secondo la procedura resa disponibile dall’Istituto all’indirizzo www.inps.it " Servizi OnLine " Per tipologia di utente " aziende consulenti e professionisti " servizi per le aziende e consulenti " invio domande CIGS. L’applicazione sarà accessibile mediante PIN agli utenti Aziende e consulenti.
· presentare contestualmente anche alla Regione (o, a seconda della competenza, al Ministero del Lavoro) la domanda per la relativa autorizzazione corredata come sopra.
· requisiti formali della domanda ;
· esistenza di adeguata capienza nell’ambito dello stanziamento assegnato alla Regione ai sensi dei decreti interministeriali;
· per le domande relative a sospensioni successive alla data del 1° aprile 2009, rispetto del termine di presentazione della domanda alla Regione previsto dal comma 2 dell’articolo 7-ter (venti giorni dall'inizio della sospensione o riduzione dell'orario di lavoro).
· i requisiti soggettivi.
· per l’indennità di mobilità, alla data del licenziamento;
· per le integrazioni salariali, alla data di presentazione della domanda.
· la lettera a) elimina la possibilità – prevista dal testo previgente fino alla data di entrata in vigore del decreto di attuazione del comma 3 – di concedere gli interventi di tutela previsti dal citato articolo 19, comma 1, lettere a) e b) (indennità di disoccupazione ordinaria e con requisiti ridotti in caso di sospensione dell’attività lavorativa) in assenza dell'intervento integrativo degli enti bilaterali.
· il nuovo comma 1bis dell’articolo 19 -modificato dal comma 9, lett. b) dell’articolo 7 ter - stabilisce che in assenza dell’intervento integrativo degli Enti Bilaterali i periodi di tutela si considerano esauriti ed i lavoratori accedono direttamente ai trattamenti in deroga alla normativa vigente. Quindi, laddove non vi sia intervento degli enti bilaterali, è consentito un provvedimento in deroga, in forza del quale i lavoratori potranno fruire dell’integrazione salariale (ovvero, in caso di licenziamento, di mobilità).
· il comma 9 lettera c) dell’art. 7 ter, infine, prevede – in via transitoria, e per il solo biennio 2009-2010 – la possibilità che ai lavoratori interessati da sospensione ex art. 19, comma 1 (lavoratori sospesi e apprendisti sospesi o licenziati), possa essere concesso, a valere sulle medesime risorse previste dal comma 1, un trattamento equivalente a quello previsto per gli ammortizzatori sociali in deroga alla vigente normativa.
L’art. 7-ter, comma 12, lettera b), nel modificare l’art. 70 del D.Lgs. 10.9.2003 n. 276 sul lavoro accessorio, aggiunge il comma 1-bis: «in via sperimentale per il 2009, prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese, in tutti i settori produttivi e nel limite massimo di 3.000 euro per anno solare, da percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito compatibilmente con quanto stabilito dall'articolo 19, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. L'INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio».
· da una parte amplia l’ambito soggettivo di applicabilità del “lavoro accessorio”, che potrà quindi essere reso, in qualsiasi settore produttivo, da percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito;
· dall’altra consente di cumulare le prestazioni integrative del salario e le altre prestazioni di sostegno del reddito con i redditi derivanti da lavori accessori entro il limite di 3.000 euro per anno solare,

References: Art. 7
in fine

sentenza 
 articolo 67

articolo  2
 articolo  41
 articolo 19
 art. 19