Source: https://www.fondazionesvilupposostenibile.org/chi-siamo/?mode=grid
Timestamp: 2020-05-28 15:44:40+00:00

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CHI SIAMO | Fondazione Sviluppo Sostenibile
La Fondazione per lo sviluppo sostenibile è ormai un autorevole punto di riferimento per i principali settori e protagonisti della green economy: l’economia di uno sviluppo sostenibile. Disponiamo di un patrimonio di esperienze, di conoscenza e di credibilità, acquisito con anni di serio lavoro, che mettiamo al servizio di un impegno civile e ambientale, in particolare a supporto di imprese e organizzazioni che condividono un comune percorso di sostenibilità e di responsabilità.
Puntiamo molto sull’aggiornamento continuo, sulla diffusione di pubblicazioni, di studi e ricerche, su incontri di informazione e confronto, sul coinvolgimento delle istituzioni e delle forze sociali, su reti per promuovere i temi strategici della green economy: l’economia circolare, il clima e l’energia, le green city e la mobilità sostenibile.
Agrelli Giulia
Aspromonte Donatello
Bailo Modesti Alessandra
Regolazione e finanza
Barbabella Andrea
Strategie e reporting
Borasi Francesco
Cesaretti Claudio Massimo
Coizet Roberto
D’angiulli Sonia
Degli Espinosa Paolo
Fidanza Maria Rosaria*
Longhi Giancarlo
Magistretti Giuseppe*
Urbanistica biomimetica
Maglia Stefano*
Morigi Enrico
Nascetti Giuseppe
Pacilli Anna
Biologa e giornalista
Parasacchi Anna
Perillo Giovanni
Raggetti Nicola*
Robortella Stacul Edoardo
Rolle Enrico
Rubino Franco*
Santini Mauro
Sarasino Flavio
Soprano Paolo
Squitieri Giovanni
Zaccardi Goffredo
Zerunian Francesco
Edo Ronchi, nato a Treviglio (BG) nel 1950, vive a Roma dal 1978, coniugato e con tre figli, laureato in Sociologia e dopo aver lasciato gli incarichi politici ed elettivi è stato nominato Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile dall’assemblea dei fondatori nel settembre del 2008. Con l’impegno nella Fondazione per lo sviluppo sostenibile Edo Ronchi punta – per contribuire a non far bloccare l’ambientalismo nelle secche di un riduzionismo minoritario – ad ampliarne gli orizzonti, misurandosi, da una parte, con la green economy e, all’altra, con il coinvolgimento – non semplice, ma necessario – delle imprese nel cambiamento verso la sostenibilità.
Dal giugno 2013 al giugno 2014 è stato sub-commissario per il risanamento ambientale dell’Ilva di Taranto e, alla scadenza del primo anno di incarico, non ha accettato il rinnovo che gli veniva proposto poiché non erano assicurati i fondi necessari per completare le misure di risanamento ambientale.
E’ stato docente universitario e ricercatore dal 2009 al 2013 tenendo un corso di “Progettazione ambientale”, in Architettura del Paesaggio, presso l’Università la Sapienza di Roma. Dal 2002 al 2006 è stato docente incaricato a contratto, presso l’Università Alma Mater di Bologna, Facoltà di Scienze geografiche, per il corso di “Legislazione dell’Ambiente“ e, negli anni 2004-2006, anche per il corso “Rischio ambientale. Dal 2001 al 2005 ha svolto numerose attività di ricerca quale presidente dell’Istituto Sviluppo Sostenibile Italia (ISSI).
Dall’aprile del 1996 all’aprile del 2000 è stato Ministro dell’Ambiente e ha realizzato numerose riforme ambientali: della gestione dei rifiuti (Dlgs. n.22 del 1997,il “decreto Ronchi”); per lo sviluppo e la qualificazione degli interventi in campo ambientale (legge n.344 del 19997); la tutela dell’ozono atmosferico (legge n.179 del 1997); la tutela degli habitat naturali della flora e della fauna selvatica (DPR n.357 del 1997); della prevenzione del rischio idrogeologico (legge n.267 del 1998); della tutela delle acque dall’inquinamento (D. lgs n.152 del 1999); della tutela della qualità dell’aria (D.lgs n.451 del 1999); del controllo dei rischi da incidenti rilevanti ( D. lgs n.334 del 1999); per la prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (D. lgs n.372 del 1999). Quale membro del Consiglio europeo dei Ministri dell’Ambiente ha svolto numerose attività in ambito europeo ed internazionale: dalla partecipazione alla definizione del Protocollo di Kyoto – che ha firmato per conto dell’Italia – alla preparazione di numerose nuove direttive europee: sulle acque, sulla riduzione delle emissioni delle automobili e dei veicoli pesanti, sugli organismi geneticamente modificati, in materia di incenerimento dei rifiuti, di inquinamento atmosferico, di grandi impianti di combustione e sullo smaltimento dei rifiuti in discarica.
Nominato Ministro delle Politiche Comunitarie nell’aprile del 2000 non ha accettato l’incarico in dissenso con la scelta di togliere agli ambientalisti il Ministero dell’Ambiente e non si è ricandidato alla successiva legislatura.
Ha avuto una lunga esperienza parlamentare dal 1983 al 1994 alla Camera e dal 1994 al 2000 e poi dal 2006 al 2008 al Senato. Quale membro della Commissione Ambiente-territorio e lavori pubblici della Camera ha seguito l’iter parlamentare delle prime importanti riforme ambientali: la legge istitutiva del Ministero dell’Ambiente (L.n.349 del 1986), la legge per la difesa del suolo (L.n.183 del 1989) e la legge quadro sulle aree naturali protette (L.n.394 del 1991), la legge istitutiva dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (ANPA, oggi APAT) e delle Agenzie regionali (L. n.61 del 1994). Dal ’94-’96, è stato Presidente del gruppo parlamentare “Progressisti-verdi-La Rete” seguendo in particolare l’avvio dell’elaborazione dell’attuazione della Convenzione quadro sul cambiamento climatico (che nel ‘ 97 porterà al Protocollo di Kyoto) e i temi, connessi, dell’energia. Dal 2006 al 2008, quale membro della Commissione Territorio, ambiente e beni ambientali del Senato, è stato relatore per le modifiche al Codice ambientale (Dlgs 152/2006) in materia di rifiuti, acque, bonifiche, valutazione d’impatto ambientale e valutazione ambientale strategica, promotore della riforma delle energie rinnovabili (Ddl 786 /2006) recepita nella legge finanziaria 2008 ed ha presentato un D.d.l di riforma urbanistica e del governo del territorio (Ddl n.1691/ 2007) il cui iter è stato interrotto dalla fine anticipata della legislatura.
E’ stato fra i protagonisti dell’ impegno politico ambientalista. Proveniente dai movimenti del ’68 – in particolare da quelli studenteschi, pacifisti e antinucleari – dopo aver aderito a DP, nelle cui liste fu eletto Deputato per la prima volta nel 1983, nel 1989 fu fra i fondatori dei Verdi Arcobaleno nelle cui liste fu eletto al Parlamento Europeo, ma si dimise rinunciando al seggio per evitare il doppio incarico e per dedicarsi alla costruzione di un movimento politico unitario dei verdi: la Federazione dei Verdi che nacque all’inizio degli anni ’90 dalla fusione delle Liste verdi e dei Verdi arcobaleno. Nel 2000, ritenendo più utile cercare di influire in direzione ambientale sugli orientamenti politici di un grande partito, insieme ad un gruppo di ambientalisti lascia la Federazione dei verdi e partecipa al processo costituente del Partito democratico e delle sua componente ambientalista che viene riconosciuta come una delle culture politiche fondanti . In questo percorso fu prima fra i fondatori della Sinistra ecologista che organizzava ecologisti interni ed esterni al partito dei Democratici di sinistra (partito del quale, proprio nel percorso costituente verso il PD, fu nominato per circa un anno nella Segreteria nazionale) Fu fra i fondatori, nel 2006, dell’associazione degli Ecologisti democratici, ed è stato eletto all’Assemblea costituente del Partito democratico nel 2007. Concluso l’impegno costituente del PD, dal 2008 non si è più ricandidato, nè ha più assunto incarichi di partito dedicandosi a fondo alle attività della Fondazione per lo sviluppo sostenibile.
Studioso ed esperto delle problematiche ambientali, dello sviluppo sostenibile e della green economy, ha pubblicato i seguenti libri:
Edo Ronchi – La transizione alla green economy – Ed. Ambiente, Milano 2018, pagine 215.
Edo Ronchi, Roberto Morabito, Toni Federico, Grazia Barberio – Le imprese della green economy – Ed. Ambiente, Milano 2014, pagine 196.
Edo Ronchi, Roberto Morabito, Toni Federico, Grazia Barberio – Un green New Deal per l’Italia – Ed. Ambiente, Milano 2013, pagine 240.
Edo Ronchi e Roberto Morabito – Green economy per uscire dalla due crisi – Ed. Ambiente, Milano 2012, pagine 290.
Edo Ronchi, Pietro Colucci – Vento a favore – Verso una proposta condivisa per l’ambiente, oltre gli schieramenti politici, Ed. Ambiente, Milano, 2011, pagine 219.
Edo Ronchi – Uno sviluppo capace di futuro – Le nuove politiche ambientali, Ed. Il Mulino, Bologna, 2000, pagine 260.
Edo Ronchi, Maurizio Santoloci – Inquinamento idrico: adempimenti e responsabilità, Ed. Buffetti, Collana Ambiente, Roma, 2001, pagine 247.
Edo Ronchi, Fausto Giovannelli, Stefano Maglia, Elettrosmog – Dalle origini alla legge quadro, Casa Ed. La Tribuna, Piacenza, 2001, pagine 631.
Edo Ronchi, a cura di, Un futuro sostenibile per l’Italia, Rapporto ISSI 2002, Editori Riuniti, 2002, pagine 326.
Edo Ronchi, Ecologia come seconda modernità, Ed. ISSI, Roma, 2003, pagine 217.
Edo Ronchi, Maurizio Santoloci – La riforma dei rifiuti, I nodi critici, Ed. Buffetti, Collana Ambiente, Roma, 2004, pag. 350.
Edo Ronchi, a cura di, Il territorio italiano ed il suo governo, indirizzi per la sostenibilità, Edizioni Ambiente, Milano, 2005, pagine 116.
Edo Ronchi, a cura di, Lo sviluppo sostenibile in Italia e la crisi climatica, Rapporto ISSI 2007, Edizioni Ambiente, Milano, 2007, pagine 312.
Edo Ronchi, Cinque anni dopo Rio, in Relazione sullo stato dell’Ambiente, Ministero dell’Ambiente, Ed. Ist. Poligrafico e zecca dello Stato, 1997.
Edo Ronchi, Le politiche ambientali, in AA.VV. Italia 97′, Rapporto di primavera, Centro studi Euroitalia, Ed. Sermitel, Roma, 1998.
Edo Ronchi, Introduzione, in Politiche ambientali in Italia, Bilancio 1998, Ed. Ministero dell’Ambiente, Roma, 1998.
Edo Ronchi, Le politiche ambientali, in AA. VV., Italia ‘98, Rapporto di primavera, Centro studi Euroitalia, Ed. Sermitel, Roma 1998.
Edo Ronchi, Le aree naturali protette (relazione introduttiva alla Prima Conferenza nazionale delle aree naturali protette, Roma 25-28 settembre 1977), in L’ambiente informa, bimestrale di informazione del Ministero dell’Ambiente, anno 1 n. 2, 1998.
Edo Ronchi, Prefazione, in AA.VV., La nuova tutela delle acque, Edizioni Ambiente, Milano, 1999.
Edo Ronchi, Energia e ambiente, in AA.VV., Atti della conferenza nazionale energia e ambiente 1998, Vol. I, a cura dell’ENEA, Fabiano Editore, 1999.
Edo Ronchi, Introduzione, in Politiche ambientali in Italia, Bilancio 1999, Ed. Ministero dell’Ambiente, Roma, 2000.
Edo Ronchi, Le politiche ambientali, in AA.VV., Italia 2000, Rapporto di primavera, Centro studi Euroitalia, Ed. Sermitel, Roma, 2000.
Edo Ronchi, Presentazione, in Peter Hoffman, L’era dell’idrogeno – Energia per un pianeta più pulito, Franco Muzzio Editore, Roma, 2002.
Edo Ronchi, Il rilancio del Protocollo di Kyoto in Italia, in AA.VV., Il Protocollo di Kyoto in Italia, Ed. ISSI, 2004.
Edo Ronchi, Prefazione, in Francesco La Camera, Sviluppo sostenibile, origini, teorie e pratica, Editori Riuniti, 2005.
Edo Ronchi, Fiscalità ed economia ecologica, in AA.VV., Sostenibilità dello sviluppo e riforma fiscale, ed. Gruppo Parlamentare DS Camera dei Deputati, 2005.
Edo Ronchi, Introduzione, in Paolo Degli Espinosa, Italia 2020, Energia e ambiente dopo Kyoto, Edizioni Ambiente, 2006.
Edo Ronchi, Progettare l’uso sostenibile del territorio, in AA.VV., Complessità del territorio e progetti ambientali, Ed. Franco Angeli, 2006.
Edo Ronchi, L’Italia, l’ambiente e lo sviluppo, in Italianieuropei, rivista del riformismo italiano, Editrice Solaris, Roma, 2007.
Il Comitato è presieduto da Edo Ronchi ed è costituito dai seguenti membri
Il Consiglio della Fondazione è presieduto da Edo Ronchi ed è costituito dai seguenti membri
Il Comitato scientifico della Fondazione è composto da tutti gli esperti che aderiscono ad essa. Dispone di competenze in grado di assicurare alla Fondazione tutta la conoscenza scientifica e tecnica necessaria per le sue attività. Il Comitato pubblica un sito, a cura del suo gruppo redazionale, dedicato agli approfondimenti in materia di sviluppo sostenibile, di clima e di gran parte delle tematiche operative della Fondazione.
www.comitatoscientifico.org
PARTNERSHIP E MEMBERSHIP INTERNAZIONALI
Fin dalla propria nascita, la Fondazione è entrata a far parte di network europei e internazionali di enti e istituzioni attive per la promozione dello sviluppo sostenibile. In particolare la Fondazione è membro di Global Compact Network Italia, dell’European Climate Foundation e di Transport&Environment; stakeholder association di Global Reporting Initiative e ha supportato iniziative con IFEU, IEA, Dual Citizen e UIC.
Art. 1 Costituzione e scopo
È costituita una fondazione, denominata “Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile”, di seguito Fondazione.
Scopo della Fondazione è la promozione di uno sviluppo sostenibile, di una green economy nonché dello sviluppo tecnologico e dell’alta formazione tecnologica finalizzate all’elevata qualità ecologica.
La Fondazione non ha uno scopo lucrativo.
La Fondazione per perseguire il suo scopo, sulla base delle priorità indicate dagli organi sociali e delle proprie disponibilità finanziarie, svolge le seguenti attività:
– promozione di un nuovo protagonismo delle imprese, delle loro organizzazioni e associazioni, nei processi di sviluppo orientati alla sostenibilità, diffondendo i migliori risultati, le buone pratiche e le migliori tecnologie disponibili; sostenendo l’integrazione fra aspetti economici e ambientali, l’innovazione e il miglioramento continuo, con particolare riferimento al risparmio, all’efficienza energetica e alla diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, alla elevata qualità ecologica dei processi produttivi e dei consumi, dei servizi e delle abitazioni, alla prevenzione, al riciclo e al recupero dei rifiuti, alle produzioni agroalimentari e alla mobilità;
– promozione di una migliore efficacia ed efficienza e di un maggiore coinvolgimento delle istituzioni e delle amministrazioni pubbliche, con particolare attenzione a quelle locali e regionali; monitoraggio delle fasi di proposta, definizione e approvazione delle nuove normative di interesse; iniziative di analisi e sostegno per elaborare normative europee, nazionali e regionali, più semplici, di più rapida applicazione, più orientate e più favorevoli a uno sviluppo sostenibile; informazione e diffusione delle opportunità offerte dalle normative vigenti;
– ricerca, studio, formazione, informazione e comunicazione nei settori e nelle discipline di interesse, con impiego del web e dei media, pubblicazioni, collaborazione continuativa con enti e centri di ricerca, università e istituzioni a livello regionale, nazionale e internazionale; realizzazione di eventi pubblici, corsi e seminari;
– analisi, valutazione, progettazione, supporto tecnico, consulenza, cooperazione internazionale, in relazione a interventi, realizzazioni, opere, gestioni, piani e programmi orientati allo sviluppo sostenibile, in proprio o in collaborazione con altri soggetti, privati o pubblici, con le diverse modalità consentite dalle vigenti normative, ivi comprese quelle del conto terzi.
Gli eventuali avanzi di gestione saranno destinati esclusivamente alle finalità della Fondazione, con divieto di distribuzione di utili ai fondatori.
Il patrimonio della Fondazione – l’insieme dei beni e dei mezzi finanziari utili al perseguimento del suo scopo – è costituito dalle donazioni dei fondatori, dalle quote annuali espressamente destinate ad incremento del patrimonio, dalle eventuali eccedenze attive delle gestioni annuali, da beni, elargizioni, contributi, pervenuti a qualsiasi titolo.
Art. 3-bis Fondo di Gestione
Per il raggiungimento del suo scopo la Fondazione dispone altresì delle seguenti entrate che andranno a costituire, ove non espressamente destinate a incrementare il Patrimonio della Fondazione, il fondo di gestione:
le quote annuali e gli altri contributi corrisposti direttamente dai Fondatori;
i contributi erogati da soggetti privati in sostegno della Fondazione o di sue singole iniziative previa valutazione di compatibilità con gli scopi e le finalità della Fondazione di cui agli artt. 1 e 2 operata dal Consiglio Direttivo.
Sono organi sociali della Fondazione:
– il Comitato dei fondatori
Art. 5 Comitato dei fondatori
Sono fondatori coloro che con le loro donazioni, in quote annuali o accorpate per più anni, conferiscono il fondo per il patrimonio della Fondazione. I fondatori deliberano a maggioranza l’ammissione di altri fondatori.
Il Comitato dei fondatori è convocato dal Presidente, con avviso inviato almeno 15 giorni prima della data del suo svolgimento, almeno una volta l’anno, inoltre tutte le volte che lo ritenga necessario per decisioni o orientamenti di particolare rilievo.
Il Comitato dei fondatori, in prima convocazione, delibera con la presenza della maggioranza assoluta, in seconda convocazione delibera col voto della maggioranza dei presenti, ad eccezione delle modifiche statutarie che possono essere deliberate, in prima convocazione, solo con la presenza dei due terzi dei fondatori e, in seconda convocazione, solo con la presenza della maggioranza. Il fondatore può delegare, in forma scritta, il proprio voto a un altro fondatore o a un suo rappresentante. Nessuno può esprimere più di un voto delegato; se un fondatore presente è delegato può esprimere un solo voto delegato oltre al proprio.
Il Comitato dei fondatori nomina fra i suoi membri il Presidente, il Consiglio e, anche scegliendo fra i non fondatori, il Collegio dei revisori dei conti.
Il Comitato dei fondatori esprime indirizzi e indicazioni per le attività della Fondazione, ne approva i bilanci, esamina le questioni sottoposte dal Presidente o richieste da almeno un decimo dei fondatori.
Il Presidente è nominato per cinque esercizi sociali. Il suo mandato è rinnovabile. Il Presidente ha la rappresentanza legale e la responsabilità amministrativa della Fondazione, convoca e presiede il Comitato dei fondatori ed il Consiglio, cura l’esecuzione delle rispettive deliberazioni, assume le decisioni necessarie per l’organizzazione, il personale ed il buon andamento delle attività della Fondazione, sentendo il parere del Consiglio, oppure, nei casi di urgenza, informandolo successivamente.
Il Presidente può delegare le sue responsabilità in materia di gestione della Fondazione, specificando contenuti e limiti di tale delega, a un Direttore.
Il Presidente, in caso di assenza o di impedimento, delega le sue funzioni, per un tempo limitato e definito, a un componente del Consiglio.
Il Presidente può conferire anche a terzi procure ad negotia e/o alle liti.
Il Consiglio, composto da un minimo di cinque e un massimo di undici fondatori, è nominato per tre esercizi sociali. Il mandato dei suoi componenti è rinnovabile. Nel caso uno o più componenti siano indisponibili, per dimissioni o altro, il Comitato dei fondatori procede alla sostituzione. Per ciascuno dei componenti del Consiglio, al momento della nomina, possono essere previsti precisi incarichi svolti nell’ambito delle attività della Fondazione.
Il Consiglio, convocato e presieduto dal Presidente, promuove e coordina le attività della Fondazione.
Il Consiglio delibera in materia di compensi del Direttore nonché di incarichi riguardanti gli organi della Fondazione.
Il Consiglio nomina il Comitato tecnico-scientifico ed il suo Coordinatore.
Il Consiglio prende atto delle dimissioni di un fondatore o della sua decisione di interrompere il suo sostegno alla Fondazione, aggiornando prima della convocazione dell’Assemblea, l’elenco dei fondatori.
Il Consiglio svolge le funzioni di organo di controllo della trasparenza e correttezza delle attività della Fondazione, nonché della loro efficacia e coerenza rispetto allo scopo statutario.
Il Consiglio, nel caso di gravi violazioni dello scopo e dell’etica della Fondazione, delibera, con la maggioranza di almeno i due terzi dei componenti, la sospensione temporanea o l’esclusione di un fondatore dalla Fondazione. Tale delibera va trasmessa in forma scritta entro 24 ore al fondatore interessato che può presentare ricorso al Presidente il quale, entro i 30 giorni successivi, sottopone la decisione al Comitato dei fondatori.
Il Consiglio delibera sul cambiamento della sede legale e sull’apertura di nuove sedi.
Art. 8 Comitato tecnico-scientifico
Il Comitato tecnico-scientifico, composto da esperti nelle discipline riguardanti le attività di cui all’art. 2, è nominato, per due esercizi sociali, dal Consiglio che ne indica, altresì, il Coordinatore e provvede alle integrazioni e alle sostituzioni.
Il Comitato tecnico-scientifico è convocato dal Coordinatore che ne presiede le riunioni e ne organizza e coordina le attività.
Il Comitato tecnico-scientifico promuove accordi e convenzioni, organizza una rete di collegamenti con centri, enti di ricerca, università, istituzioni, a livello nazionale e internazionale, al fine di assicurare alla Fondazione accessi aggiornati alle fonti, alle documentazioni, alle elaborazioni utili ai fini delle sue attività, nonché al fine di partecipare alle ricerche e agli studi avanzati in materia di sviluppo sostenibile.
Il Comitato tecnico-scientifico elabora analisi, rapporti, pareri e valutazioni di propria iniziativa o su richiesta degli altri organi sociali.
Il Comitato tecnico-scientifico collabora all’elaborazione e alla stesura di un Rapporto annuale della Fondazione dedicato all’approfondimento di una o più problematiche connesse con lo sviluppo sostenibile; collabora, inoltre, all’elaborazione e alla stesura di un Rapporto quinquennale della Fondazione dedicato alla valutazione dei progressi e delle difficoltà dello sviluppo sostenibile a livello internazionale, europeo e nazionale.
Art . 9 Collegio di Revisori dei conti
Il Collegio dei revisori dei conti è costituito da tre membri effettivi e due supplenti. I membri del Collegio dei Revisori dei conti durano in carica tre anni e il loro mandato è rinnovabile.
I componenti del Collegio dei Revisori dei conti scelgono, al loro interno, un Presidente.
Art .10 Sede legale
La sede legale è sita nel Comune di Roma all’indirizzo stabilito dal Consiglio con propria delibera.
Art. 11 Esercizio finanziario e bilancio
L’esercizio finanziario decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ciascun anno. Alla fine di ciascun esercizio il bilancio consuntivo e quello preventivo sono sottoposti all’esame del Comitato dei fondatori, entro quattro mesi dalla conclusione dell’esercizio ovvero entro sei mesi qualora lo richiedano particolari esigenze. La redazione dei bilanci dovrà avvenire nel rispetto della normativa in materia.
Art. 12 Durata e scioglimento
La durata della Fondazione è a tempo indeterminato. In caso di scioglimento verrà nominato un liquidatore che provvederà, nel rispetto delle normative vigenti, alle operazioni di liquidazione, destinando l’eventuale attivo all’utilizzo di cui all’art. 31 del Codice civile.
In caso di controversia, la competenza sarà devoluta ad un arbitro amichevole compositore scelto dalle parti o, in difetto, al Presidente del Tribunale di Roma.
Art. 14 Norma di rinvio
Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto, si intendono richiamate le disposizioni del Codice civile in materia di Fondazione, nonché le altre norme nazionali e comunitarie in materia.
Il Comitato dei Fondatori ha approvato in data 01 Aprile 2019 il Bilancio d’esercizio 2018 della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
| Bilancio al 31 dicembre 2018 | Download

References: Art. 1

Art. 3

Art. 5

Art. 8

Art. 11

Art. 12

Art. 14