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Timestamp: 2020-08-05 01:04:48+00:00

Document:
CIRCOLARE 6 maggio 2002, n. 300/C
OGGETTO: Decreto del Presidente della Repubblica 18 gennaio 2002, n.54 , recante Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di circolazione e soggiorno dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea.
urn:nir:ministero.interno:circolare:2002-05-06;300-c
Al Sig. Presidente della Giunta Regionale della Val d'Aosta - Aosta
Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n.83 del 9 aprile u.s. il D.P.R. 18 gennaio 2002, n. 52 , recante il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di circolazione e soggiorno dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea ed il D.P.R 18 gennaio 2002, n° 53 , recante il Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di circolazione e soggiorno dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea.
Le norme contenute nel D.P.R. 54/02 , alle quali di seguito si farà riferimento in quanto strumento di sintesi di tutta la normativa in tema di ingresso e soggiorno di cittadini comunitari, ricalcano per lo più, con alcune sostanziali differenze, le disposizioni della precedente legislazione in materia, costituita dal D.P.R.1656/65 e successive modifiche.
Per ciò che concerne le innovazioni introdotte, l' articolo 1 , nel sancire, al comma 1 , la generale libertà di ingresso nel territorio italiano dei cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea, dispone l'obbligo, per i soggetti in argomento, di essere in possesso di un documento di identificazione valido, almeno all'atto dell'ingresso in Italia, riferendosi evidentemente all'ipotesi di ingresso attraverso un valico di frontiera esterno all'ambito Schengen, laddove sono operativi i controlli svolti dalla Polizia di frontiera.
L' articolo 2, comma 2 , inoltre, dispone che il cittadino comunitario, per soggiorni di durata superiore a tre mesi, debba richiedere la carta di soggiorno per cittadini comunitari, con le modalità di cui al successivo articolo 5 . Per soggiorni inferiori a detto periodo (comma 3), gli interessati sono tenuti esclusivamente a soddisfare gli eventuali adempi menti, richiesti per l'esercizio di attività con caratteristiche particolari, ai quali sono sottoposti anche i cittadini italiani.
L' articolo 3 elenca le categorie di cittadini comunitari ai quali viene riconosciuto diritto al soggiorno:
in tale contesto, appare di notevole importanza, oltre a quanto stabilito nel comma 2 che riconosce il diritto a determinate categorie di lavoratori senza la necessità di richiedere la carta di soggiorno, anche il disposto di cui al comma 3 .
In tale norma, infatti, viene esteso il diritto al soggiorno, quale che sia la loro cittadinanza, non solo in favore del coniuge e degli altri familiari già previsti dalla precedente disciplina, ma anche in favore di ogni altro membro della famiglia del cittadino comunitario, che svolga in Italia attività lavorativa di natura subordinata od autonoma ovvero che vi effettui una prestazione di servizi o sia destinatario di tali prestazioni, purchè nel Paese di origine o di provenienza sia con esso convivente o a suo carico.
Il comma 4 del medesimo articolo 3 ribadisce le note condizioni alle quali è sottoposto il riconoscimento del diritto al soggiorno allo studente comunitario ovvero a colui che intenda stabilirsi in Italia, avendo o meno svolto attività lavorativa in un Paese dell'Unione, nonchè ai loro familiari come individuati dall' art. 29, comma 1, del D.L.vo 286/98 .
L' articolo 5 del D.P.R. 54/02 , inserito nel Titolo II relativo all'individuazione dei documenti di soggiorno per i cittadini degli Stati membri, appare di particolare rilievo laddove è stabilito (comma 1) il termine massimo di tre mesi a disposizione del cittadino comunitario per richiedere la carta di soggiorno ed elencati gli elementi da indicare nella domanda.
Analogamente a quanto prescritto per i cittadini stranieri, anche i comunitari potranno, contestualmente alla presentazione della domanda, richiedere la carta di soggiorno in favore dei loro familiari soggiornanti in Italia, come individuati dal comma 4 .
In tal caso, tuttavia, la domanda dovrà essere corredata delle certificazioni descritte nel successivo comma 5 .
L' articolo 6 reca, in particolare, le norme in merito alla durata della carta di soggiorno che viene stabilita in cinque anni iniziali, fatta salva la particolare posizione degli studenti e di quei soggetti il cui soggiorno in Italia ha durata inferiore all'anno, e sul suo rinnovo che è, di regola, a tempo indeterminato, ma può essere annuale per gli studenti stessi, quinquennale per i lavoratori giornalieri ovvero pari alla durata iniziale negli altri casi.
I primi quattro commi dell' articolo 7 - Presupposti e limiti del potere di allontanamento - non introducono novità rispetto alla precedente legislazione, riprendendo in toto il disposto dell' articolo 6 del D.P.R. 1656/65 .
L' articolo 8 riprende integralmente le disposizioni dell' articolo 8 del D.P.R.1656/65 .
3) Nel caso in cui la Commissione formuli parere favorevole al rifiuto del rilascio o rinnovo della carta di soggiorno o all'allontanamento del cittadino comunitario, l'autorità di P.S. dovrà notificare il conseguente provvedimento, concedendo all'interessato un congruo termine, specificato nel provvedimento stesso, per abbandonare il territorio nazionale, secondo quanto prescritto nell' articolo 8, comma 1 ;
4) Scaduto tale termine, l'autorità di P.S. potrà seguire la procedura di cui all' articolo 8, comma 2 , del decreto, emettendo un foglio di via obbligatorio.
Gli articoli 10 , 11 , 12 , 13 e 14 riprendono integralmente quanto disposto nella precedente normativa e riguardano i documenti per l'espatrio, le condizioni particolari per l'espatrio, la validità dei passaporti rilasciati dall'autorità italiana, l'esenzione dal pagamento delle imposte per i documenti di espatrio e la documentazione necessaria per lo svolgimento delle attività disciplinate dalle norme di pubblica sicurezza, nulla innovando in materia.
L'articolo 15, infine, dispone l'abrogazione del D.P.R. 30 dicembre 1965, n.1656 .
Si fa riserva, in ogni caso, di impartire ulteriori istruzioni, nel caso in cui si rendesse necessario a seguito della concreta applicazione delle norme di cui al D.P.R. 18 gennaio 2002, n.54 .
(previsto dall' art. 7, comma 5 )
1) malattie per le quali è prescritto un periodo di quarantena, indicato nel Regolamento sanitario internazionale n. 2 del 25 maggio 1951 dell'Organizzazione mondiale della sanità ;

References: articolo 1
 articolo 2
 articolo 5
 articolo 3
 articolo 3
 art. 29
 articolo 5
 articolo 6
 articolo 7
 articolo 6
 articolo 8
 articolo 8
 articolo 8
 articolo 8
 art. 7