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Timestamp: 2019-06-20 17:30:39+00:00

Document:
Diritto Penale Tributario - Studio Legale Avvocato Carlo Zaccagnini
Cass. Pen., Sez. III, 13 marzo 2018, n. 15172
Cass. Pen., Sez. III, 23 gennaio 2018, n. 6220
Cass. Pen., Sez. III, 9 giugno 2017, n. 39541
Cass. Pen., Sez. III, 15-10-2014, n. 50308 in C.E.D Cass., rv. 261391
La causa di non punibilità prevista dall’art. 13 bis d.l. n. 78 del 2009, conv. con modif., in l. n. 102 del 2009 (c.d. «scudo fiscale»), applicandosi a tutti i reati fiscali nella cui condotta rilevano i capitali trasferiti o posseduti all’estero e successivamente oggetto di rimpatrio, opera anche per i delitti di dichiarazione fraudolenta o infedele, omessa dichiarazione, occultamento o distruzione di scritture contabili, che abbiano portato al conseguimento, come prezzo o profitto, del denaro o delle altre attività successivamente rimpatriati.
Cass. Pen., Sez. I, 22-01-2013, n. 6336 in C.E.D. Cass., rv. 254532
La presunzione di illegittima provenienza delle risorse patrimoniali accumulate da un soggetto condannato per determinati reati di cui all’art. 12 sexies l. 7 agosto 1992 n. 356 deve escludersi in presenza di fonti lecite e proporzionate di produzione, sia che esse siano costituite dal reddito dichiarato ai fini fiscali, sia che provengano dall’attività economica svolta, benché non evidenziate, in tutto o in parte, nella dichiarazione dei redditi.
Cass. pen., Sez. Un., 29-05-2014, n. 33451 in C.E.D. Cass., rv. 260244
In tema di confisca di prevenzione di cui all’art. 2 ter l. 31 maggio 1965 n. 575 (attualmente art. 24 d.leg. 6 settembre 2011 n. 159), la sproporzione tra i beni posseduti e le attività economiche del proposto non può essere giustificata adducendo proventi da evasione fiscale, atteso che le disposizioni sulla confisca mirano a sottrarre alla disponibilità dell’interessato tutti i beni che siano frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego, senza distinguere se tali attività siano o meno di tipo mafioso.
Cass. Pen., Sez. III, 02-07-2014, n. 53158, rv.261596
Non risponde del reato di omesso versamento di iva, chi, pur avendo presentato la dichiarazione annuale, non è poi tenuto, anche per fatti sopravvenuti, al pagamento dell’imposta nel termine previsto dall’art. 10 ter d.leg. n. 74 del 2000, salvo che il p.m. non dimostri che il soggetto abbia inequivocabilmente preordinato la condotta rispetto all’omissione del versamento (ad esempio, dismettendo artatamente la carica di amministratore della persona giuridica soggetto iva) ovvero abbia fornito un contributo causale, materiale o morale, da valutarsi a norma dell’art. 110 c.p., all’omissione della persona obbligata, al momento della scadenza, al versamento dell’imposta dichiarata (fattispecie in cui la corte ha annullato l’ordinanza di conferma di provvedimento di sequestro preventivo per il reato di omesso versamento di iva, evidenziando la necessità di verificare se il comportamento dell’amministratore di fatto di una società dichiarata fallita prima della scadenza dell’obbligo fiscale fosse stato finalizzato alla evasione dell’imposta attraverso una strumentale dichiarazione di fallimento).
Cass. Pen., Sez. III, 05-05-2011, n. 28724 in C.E.D. Cass., rv. 250605
La causa di non punibilità prevista dall’art. 1 d.l. n. 103 del 2009, conv. con modif., in l. n. 141 del 2009 (legge sul c.d. scudo fiscale) si riferisce alle sole condotte afferenti i capitali oggetto della procedura di rimpatrio e si applica esclusivamente ai delitti in materia di dichiarazione, fraudolenta o infedele, al delitto di omessa dichiarazione nonché a quello di occultamento o distruzione di scritture contabili (in motivazione la corte ha precisato che lo «scudo fiscale» non determina un’immunità soggettiva in relazione a reati fiscali nella cui condotta non rilevino affatto i capitali trasferiti e posseduti all’estero, e successivamente oggetto di rimpatrio, sicché non è comunque esclusa la punibilità per delitti diversi, quali l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, le indebite compensazioni o, come nella fattispecie, l’omesso versamento dell’iva).

References: Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 
 art. 24

Cass. 

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