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LA CORTE DI CASSAZIONE - PDF
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1 CASSAZIONE REVOCAZIONE OPPOSIZIONE DI TERZO PROF. ROMANO CICCONE
2 Indice 1 LA CORTE DI CASSAZIONE IL RICORSO PER CASSAZIONE L ISTITUTO DEL FILTRO IN CASSAZIONE IL RICORSO CONTRORICORSO E RICORSO INCIDENTALE IL PROCEDIMENTO LA DECISIONE IN CAMERA DI CONSIGLIO LA DISCUSSIONE IN PUBBLICA UDIENZA LA DECISIONE IL GIUDIZIO DI RINVIO RINUNCIA AL RICORSO CORREZIONE DEGLI ERRORI MATERIALI LA REVOCAZIONE ART (CASI DI REVOCAZIONE) I CASI DI REVOCAZIONE IL PROCEDIMENTO DI REVOCAZIONE L OPPOSIZIONE DI TERZO ART (CASI DI OPPOSIZIONE DI TERZO) di 41
3 1 La corte di cassazione L art. 65 del Regio decreto 12/1941 sull ordinamento giudiziario testualmente prevede: Attribuzione della Corte Suprema di Cassazione. La corte suprema di cassazione, quale organo supremo della giustizia, assicura l esatta osservanza e l uniforme interpretazione della legge, l unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni; regola i conflitti di competenza e di attribuzioni, ed adempie gli altri compiti ad essa conferiti dalla legge. La Corte di Cassazione, quale organo supremo della giustizia: -assicura l esatta osservanza e l uniforme interpretazione della legge al fine del perseguimento dell obiettivo dell unità del diritto oggettivo nazionale. Detta funzione, ovverosia la nomofilachia, coincide con la regolamentazione nel momento interpretativo attuato dai giudici- dei provvedimenti ad essi riservati e da essi pronunciati-, -regola i conflitti di competenza e di attribuzioni (adempiendo altresì agli altri compiti ad essa conferiti dalla legge). Detto diversamente, il controllo della Suprema Corte inerirà alla verifica del contenimento dei poteri di tutti gli organi, siano essi ordinari o speciali, nei limiti dei poteri espressamente contemplati dall ordinamento per ciascuno di essi. Laddove sussista contrasto a tal specifico riguardo, si profilerà il conflitto di competenza che troverà la sede della relativa risoluzione nel regolamento di competenza (rimesso, per l appunto, al Supremo Collegio). La Corte di Cassazione è il giudice supremo, ma non riesamina nel merito la causa, fa solo una valutazione delle norme processuali e del giudizio di diritto che ha portato alla decisione per verificarne l esattezza. Il suo è un giudizio di legittimità, cioè è giudice del solo diritto. La funzione in argomento ritrova, allo stato, una rinnovata importanza anche e soprattutto alla luce della riformulazione dell art. 111 della Costituzione in base al quale il ricorso in cassazione è sempre ammesso per violazione di legge. L analisi del giudizio operato dai giudici del Supremo Collegio, dunque, sarà riferito esclusivamente alla verifica dell avvenuto rispetto delle regole sulla giurisdizione ovverosia sulla competenza ovverosia sull esatta osservanza della legge nelle fasi di merito. Come comprensibile, dunque, il compito della Corte di Cassazione prescinde dalla necessità di una valutazione dei fatti oggetto dei giudizi delle fasi di merito. 3 di 41
4 L analisi del fatto, invero, si porrà solo come ipotesi eventuale ed essa, anche allorquando la Corte affronterà tale percorso, sarà da intendersi solo quale passaggio necessario per verificare se la norma applicata sia o meno rispondente al principio di diritto correttamente utilizzabile per la risoluzione della relativa problematica. 4 di 41
5 2 Il ricorso per cassazione In materia di procedimento civile, il controllo di legittimità sulle pronunzie dei giudici di merito demandato alla Corte Suprema di Cassazione non è configurato come terzo grado di giudizio, nel quale possano essere ulteriormente valutate le istanze e le argomentazioni sviluppate dalle parti ovvero le emergenze istruttorie acquisite nella fase di merito, ma è preordinato all'annullamento delle pronunzie viziate da violazione di norme sulla giurisdizione o sulla competenza o processuali o sostanziali, ovvero viziate da omessa o insufficiente o contraddittoria motivazione, e che le parti procedano a denunziare in modo espresso e specifico, con puntuale riferimento ad una o più delle ipotesi previste dall'art. 360, primo comma, c.p.c., nelle forme e con i contenuti prescritti dall'art. 366 c.p.c., primo comma, n. 4. Ne consegue che è inammissibile il ricorso prospettante una sequela di censure non aventi ad oggetto uno dei suindicati vizi e non specificamente argomentate con riferimento ai medesimi, bensì volte esclusivamente ad acriticamente contrapporre, senza sviluppare alcuna argomentazione in diritto, soluzioni diverse da quelle desumibili dalla sentenza impugnata. (Nell'affermare il suindicato principio la S.C. ha considerato inammissibile il motivo di ricorso concernente la dedotta violazione dell'art c.c., in riferimento all'art c.c. nonché l'omessa insufficiente e contraddittoria motivazione, formulato con la mera espressione della doglianza dell'essersi il tribunale limitato a recepire quanto affermato dal pretore, senza tenere "conto dell'elemento psicologico del possesso utile per l'usucapione ordinaria ed erroneamente valutando le deposizioni testimoniali dalle quali il detto elemento sarebbe, invece, risultato provato" 1. È un mezzo d impugnazione ordinario, in quanto la possibilità della sua proposizione impedisce il passaggio in giudicato della sentenza, e senza effetto devolutivo, in quanto non introduce un nuovo giudizio. Si possono far valere solo errores in procedendo vizi nello svolgimento, cioè nell applicazione di norme processuali e errores in iudicando vizi nell applicazione di diritti sostanziali e nel percorso logico che conduce a tale applicazione. Il giudizio rescissorio spetta al giudice di rinvio. Il ricorso non sospende l esecuzione della sentenza; solo quando su istanza di parte il giudice appuri che possa derivare grave e irreparabile danno, l esecuzione è sospesa con ordinanza. 1 Cass. Civ., Sez. II, , n. 1317, in CED Cassazione, di 41
6 Come per l appello, anche per il ricorso in cassazione è prevista la riserva di ricorso (art. 361 c.p.c.) per quelle sentenze non definitive di condanna generica e per quelle che decidono una o più domande senza definire il giudizio. La riserva deve avvenire entro il termine per la proposizione del ricorso e non oltre la prima udienza successiva alla comunicazione della sentenza. Il ricorso deve essere proposto unitamente a quello contro la sentenza che definisce il giudizio. La riserva non può essere fatta quando contro la stessa sentenza da alcuna delle parti sia proposto immediatamente ricorso. Quando le parti non hanno proposto ricorso nei termini di legge o vi hanno rinunciato o il provvedimento non è ricorribile, il Procuratore generale presso la Corte di cassazione può chiedere che la Corte enunci nell interesse della legge il principio di diritto al quale il giudice di merito avrebbe dovuto attenersi (art. 363 c.p.c.). La richiesta contiene una sintetica esposizione dei fatti e delle ragioni di diritto ed è rivolta al primo presidente, che può anche disporre che la Corte si pronunci a Sezioni Unite se ritiene la questione di particolare importanza. Il principio può essere pronunciato d ufficio quando deriva da un ricorso proposto dalle parti ma dichiarato inammissibile. Nel codice di procedura civile, la formulazione delle norme afferenti procedimento in discussione sono contenute nel Libro secondo, Titolo III, Capo III. Il riferimento iniziale corre, dunque, all art. 360 c.p.c. il quale testualmente recita: Art (Sentenze impugnabili e motivi di ricorso) Le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per cassazione: 1) per motivi attinenti alla giurisdizione; 2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non e' prescritto il regolamento di competenza; 3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro; 4) per nullità della sentenza o del procedimento; 5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio. 6 di 41
7 Può inoltre essere impugnata con ricorso per cassazione una sentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d'accordo per omettere l'appello; ma in tale caso l'impugnazione può proporsi soltanto a norma del primo comma, n. 3. Non sono immediatamente impugnabili con ricorso per cassazione le sentenze che decidono di questioni insorte senza definire, neppure parzialmente, il giudizio. Il ricorso per cassazione avverso tali sentenze può essere proposto, senza necessità di riserva, allorché sia impugnata la sentenza che definisce, anche parzialmente, il giudizio. Le disposizioni di cui al primo comma e terzo comma si applicano alle sentenze ed ai provvedimenti diversi dalla sentenza contro i quali e' ammesso il ricorso per cassazione per violazione di legge. Il comma primo, al n. 1), parla di motivi attinenti alla giurisdizione. Ricorre tale evenienza allorquando venga censurata la decisione di un giudice che abbia reputato sussistente la propria potestà di giudicare così come quando il giudice abbia reputato non sussistente tale suo potere in ordine ad una determinata fattispecie In tal caso una copia del ricorso è depositata, dopo la notifica alle parti, nella cancelleria del giudice davanti a cui pende la causa, il quale sospende il processo se non ritiene l istanza manifestamente infondata (art. 367 c.p.c.). 2 MANDRIOLI, Corso di diritto processuale civile, II, 1998, La questione relativa all'attribuzione al giudice ordinario penale o civile della potestas iudicandi in materia di opposizione avverso il provvedimento di liquidazione degli onorari al consulente tecnico, adottato ai sensi dell'articolo 11, comma 1, della legge n. 319 del 1980, attiene alla proponibilità della domanda e non a un problema di riparto di giurisdizione sulle quali devono pronunciarsi le sezioni Unite, ai sensi dell'articolo 374, comma 1, del c.p.c.. (Nella specie, in applicazione del riferito principio le sezioni Unite, dichiarato inammissibile il motivo del ricorso riguardante la giurisdizione, hanno rimesso gli al primo presidente per l'assegnazione del ricorso a una sezione semplice per la decisione sulle restanti questioni) (Cass. Civ., Sez. Un., , n , in Guida al Diritto, 2004, 4, 59). 4 Il contrasto della decisione di merito, impugnata con ricorso per cassazione, con altre pronunce rese dal medesimo giudice "a quo" non integra, di per sé, alcun vizio di violazione di legge, atteso che i contrasti giurisprudenziali, entro certi limiti, rientrano nella fisiologia della giurisdizione e, semmai, testimoniano soltanto l'esistenza di un dibattito interpretativo in ordine ad una determinata questione giuridica. È pertanto inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a denunciare detta difformità, senza offrire alla riflessione del giudice di legittimità alcun argomento che attenga alla corretta interpretazione della norma (Cass. Civ., Sez. V, , n. 6448, in Mass. Giur. It., 2004). 7 di 41
8 Il comma primo, al n. 2) contempla l ipotesi della violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza. La violazione ricorrerà allorquando il giudice ha dato per esistente una norma inesistente o ha sbagliato la qualificazione giuridica del fatto dedotto in giudizio. La falsa applicazione, invece, sussisterà allorquando la norma esiste ma è applicata ad un fatto da essa non contemplato. Si tenga ben presente che la norma statuisce che l esperibilità dell azione è esclusa allorquando, per la regolamentazione della fattispecie, sia prevista l esperibilità del regolamento di competenza La pronuncia del giudice che, in violazione dei limiti temporali stabiliti per la sua rilevabilità dall'art. 38 c.p.c., dichiari l'incompetenza, d'ufficio o su eccezione di parte, oppure respinga una simile eccezione, non è impugnabile con il regolamento necessario di competenza ai sensi dell'art. 42 c.p.c., ma deve essere impugnata con l'appello (o, nel caso di declaratoria emessa in sede di appello, con il ricorso per Cassazione ex art. 360 c.p.c., n. 4), in quanto l'"error in procedendo" così verificatosi non riguarda la competenza, ma la violazione delle norme attinenti al rilievo di tale questione, onde, qualora la parte contesti la declaratoria sulla competenza e, contro la suddetta pronuncia, proponga la relativa istanza di regolamento necessario, la Corte di Cassazione, quale giudice dell'ammissibilità del ricorso davanti ad essa proposto, ha il potere di rilevare l'intempestività dell'eccezione o del rilievo d'ufficio dell'incompetenza e, senza statuire sulla competenza, deve dichiarare inammissibile il regolamento stesso (Cass. Civ., Sez. I, , n. 8115, in Mass. Giur. It., 2003). 6 Il contrasto della decisione di merito, impugnata con ricorso per cassazione, con altre pronunce rese dal medesimo giudice "a quo" non integra, di per sé, alcun vizio di violazione di legge, atteso che i contrasti giurisprudenziali, entro certi limiti, rientrano nella fisiologia della giurisdizione e, semmai, testimoniano soltanto l'esistenza di un dibattito interpretativo in ordine ad una determinata questione giuridica. È pertanto inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a denunciare detta difformità, senza offrire alla riflessione del giudice di legittimità alcun argomento che attenga alla corretta interpretazione della norma (Cass. Civ., Sez. V, , n. 6448, in CED Cassazione, La contestuale proposizione di un ricorso per regolamento di competenza e di un ricorso condizionato per cassazione, anche se in rapporto di subordinazione o condizionamento, trova ostacolo nell'inerenza di tali impugnazioni a procedimenti con finalità e sostanza profondamente diverse, con la conseguenza che, ove le censure siano attinenti esclusivamente alla competenza in senso tecnico, il ricorso per cassazione deve considerarsi "tamquam non esset", mentre, ove le censure spiegate con il ricorso ordinario attengano (come nella specie) tanto al merito, quanto alla competenza, deve dirsi inammissibile il ricorso per regolamento di competenza, considerato, ancora, che la diversità di rito dei relativi procedimenti (l'uno in camera di consiglio, l'altro con discussione all'udienza) non consente la riunione dell'istanza per regolamento di competenza con il ricorso ordinario, ancorché le due diverse impugnazioni abbiano ad oggetto lo stesso provvedimento (Cass. Civ., Sez. III, , n. 6552, in Mass. Giur. It., 2002). 8 di 41
9 Il primo comma, al n. 3), disciplina l ipotesi della violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro. <<In materia di procedimento civile, nel ricorso per Cassazione il vizio della violazione e falsa applicazione della legge di cui all'art. 360 c.p.c., primo comma, n. 3, giusta il disposto di cui all'art. 366 c.p.c., primo comma, n. 4, deve essere, a pena d'inammissibilità, dedotto mediante la specifica indicazione delle affermazioni in diritto contenute nella sentenza gravata che motivatamente si assumano in contrasto con le norme regolatrici della fattispecie o con l'interpretazione delle stesse fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina, non risultando altrimenti consentito alla Corte di Cassazione di adempiere al proprio compito istituzionale di verificare il fondamento della denunziata violazione. (Nell'affermare il suindicato principio, la S.C. ha ritenuto inammissibile il motivo concernente la dedotta violazione dell'art c.c. per non avere il giudice del merito riconosciuto nel possesso di assegni e cambiali per un determinato ammontare la prova di un equivalente credito dei ricorrenti nei confronti della controparte, ed ha, a tal fine, osservato che i medesimi "non hanno, tuttavia, sviluppato nell'esposizione argomento alcuno in diritto... per contestare con specifico riferimento alla norma assuntivamente violata, un qualche convincimento espresso dal giudice del merito nel quale possa ravvisarsi la dedotta erronea applicazione della norma "de qua"", limitandosi essi "ad argomentare sui significati ulteriori, rispetto a quello previsto dalla citata norma a loro soggettivo avviso attribuibili alla restituzione dei titoli", nonché ponendo in rilievo che "trattasi di questioni in fatto del tutto distinte ed irrilevanti rispetto a quelle di diritto cui possono dar luogo la corretta interpretazione e/o applicazione della norma")>> Cass. Civ., Sez. II, , n. 2707, in CED Cassazione, Quando nel ricorso per cassazione, pur denunciandosi violazione e falsa applicazione di legge, con richiamo di specifiche disposizioni normative, non siano indicate le affermazioni in diritto contenute nella sentenza gravata che si assumono in contrasto con le disposizioni indicate o con la interpretazione delle stesse fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina, il motivo è inammissibile, poiché non consente alla Corte di cassazione di adempiere il compito istituzionale di verificare il fondamento della denunciata violazione (Cass. Civ., Sez. III, , n. 4410, in Guida al Diritto, 2004, 15, 75). 10 E' inammissibile il motivo di ricorso per cassazione con il quale la parte, pur denunciando «in relazione all'articolo 360, n. 3, del c.p.c.», «violazione e falsa applicazione» di norme di legge, puntualmente indicate, ometta sia di indicare quale sia stata la interpretazione data dal giudice a quo alle dette disposizioni e i motivi per cui la stessa non possa essere accettata, sia quale è la «corretta» interpretazione di tali norme, limitandosi a dolersi che l'esito della lite sia stato sfavorevole alle proprie aspettative, per essere state le 9 di 41
10 Il primo comma, al n. 4), disciplina l ipotesi della impugnabilità per nullità della sentenza o del procedimento. La evenienza de qua ricorre, ad esempio, allorquando sussista una omessa pronuncia su una domanda ovverosia una pronuncia che travalica la domanda ovverosia ancora laddove si profilino vizi attinenti al potere del giudice risultanze di causa valutate in modo difforme dalla sua, soggettiva, interpretazione di quelle stesse risultanze, atteso che una siffatta denuncia esula totalmente dalla previsione di cui all'articolo 360, n. 3, del codice di procedura civile (Cass. Civ., Sez. III, , n. 3803, in Guida al Diritto, 2004, 13, 53). 11 <<L'erronea adozione del rito (nella specie, con riferimento a controversia volta all'accertamento della contestata efficacia in Italia di una sentenza straniera trattata con il rito camerale anziché con quello ordinario di cognizione) costituisce una mera irregolarità che può assumere rilievo solo in quanto abbia determinato uno specifico pregiudizio allo svolgimento della attività difensiva delle parti. L'articolo 360, n. 4, del c.p.c., infatti, nel consentire la denunzia di vizi di attività del giudice che comportino la nullità della sentenza o del procedimento non tutela l'interesse alla astratta regolarità della attività giudiziaria, ma garantisce solo l'eliminazione del pregiudizio subito dal diritto di difesa della parte in dipendenza del denunciato "error in procedendo">> (Cass. Civ., Sez. I, , n , in Guida al Diritto, 2004, 42, 77). 12 <<Nel rito del lavoro, la valutazione di nullità del ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, per mancata determinazione dell'oggetto della domanda o per mancata esposizione degli elementi di fatto e delle ragioni di diritto su cui questa si fonda, implica una interpretazione dell'atto introduttivo della lite riservata al giudice del merito, censurabile in cassazione, solo per vizi della motivazione; ne consegue che va riservato solo al giudice di merito il potere di conoscere anche d'ufficio della eventuale nullità dell'atto introduttivo, la quale non può essere dedotta per la prima volta in cassazione da parte del soccombente o rilevata dalla Corte d'ufficio. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, la quale, in materia di risoluzione di rapporto d'agenzia e indennità spettanti all'agente, aveva evidenziato l'incertezza ed ambiguità della domanda del ricorrente, che aveva impedito alla controparte una adeguata difesa)>> (Cass. Civ., Sez. lav., , n. 2304, in Mass. Giur. Lav., 2004, 444). 13 In tema di impugnazioni civili, la denuncia dei vizi che comportano la nullità della sentenza o del procedimento non è consentita a tutela dell'interesse all'astratta regolarità dell'attività giudiziaria, ma serve a garantire l'eliminazione del pregiudizio subito dal diritto di difesa come conseguenza del vizio denunciato. Ne consegue che non sussiste la nullità della citazione per violazione dell'art. 163 c.p.c. per non contenere l'atto stesso, nella generica esposizione dei fatti e nella esposizione carente dei motivi di diritto, alcun riferimento alla parte convenuta, quando la convenuta medesima si sia costituita e difesa nel merito, articolando ed assumendo prove, con ciò dimostrando di aver capito le ragioni del suo coinvolgimento in giudizio (Cass. Civ., Sez. II, , n. 1543, in CED Cassazione, 2004). 10 di 41
11 Sempre il comma primo, al n. 5), disciplina la previsione della omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio. Tali evenienze ricorreranno allorquando la motivazione adottata nella resa decisione non indica gli elementi dai quali il giudice ha tratto il proprio convincimento. Identico problema emergerà allorquando il dispositivo non costituisce il logico corollario di quanto esposto dal giudice in motivazione Il vizio di omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione denunciabile con ricorso per cassazione ai sensi dell'articolo 360, n. 5, del c.p.c. si configura solo quando nel ragionamento del giudice di merito sia riscontrabile il mancato o insufficiente esame di punti decisivi della controversia, prospettati dalle parti o rilevabili di ufficio, ovvero un insanabile contrasto tra le argomentazioni adottate, tale da non consentire la identificazione del procedimento logico-giuridico posto a base della decisione. Detti vizi non possono, peraltro, consistere nella difformità dell'apprezzamento dei fatti e delle prove dato dal giudice del merito rispetto a quello preteso dalla parte, perché spetta solo a quel giudice individuare le fonti del proprio convincimento e a tale fine valutare le prove, controllarne l'attendibilità e la concludenza, scegliere tra le risultanze istruttorie quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione, dare prevalenza all'uno o all'altro mezzo di prova (Cass. Civ., Sez. III, , n. 3803, in Guida al Diritto, 2004, 13, 53). 15 Il vizio di motivazione contraddittoria, denunciabile con ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 360 c.p.c., n. 5 sussiste solo in caso di contrasto insanabile tra le argomentazioni addotte nella sentenza impugnata, tale da non consentire l'identificazione del procedimento logico-giuridico posto a base della decisione. Detto vizio, pertanto, non è ipotizzabile nel caso in cui la contraddizione denunziata riguardi non già più proposizioni contenute nella sentenza impugnata, tra loro inconciliabili, ma le valutazioni contrastanti compiute dal giudice di primo grado e da quello di seconde cure. Diversamente argomentando, dovrebbe, infatti, pervenirsi alla conclusione che sono indiscriminatamente viziate per contraddittorietà della motivazione tutte le sentenze di appello che abbiano valutato le risultanze di causa in modo difforme rispetto a quanto ritenuto dal primo giudice (Cass. Civ., Sez. III, , n. 2427, in CED Cassazione, 2004). 16 In tema di ricorso per cassazione, la denunzia di omessa motivazione, formulata congiuntamente con la denunzia di motivazione insufficiente o contraddittoria, è affetta da insanabile contrasto logico, non potendo il primo di tali vizi coesistere con gli altri, in quanto, come desumibile dalla formulazione alternativa e non congiuntiva delle ipotesi in questione contemplate nell'art. 360 c.p.c., primo comma, n. 5, una motivazione mancante non può essere insufficiente o contraddittoria, mentre l'insufficienza e la contraddittorietà presuppongono che una motivazione, della quale appunto ci si duole, risulti comunque formulata (Cass. Civ., Sez. II, , n. 1317, in CED Cassazione, 2004). 17 Non sussiste il vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione della sentenza, di appello per avere quel giudice totalmente ignorato l'espletata consulenza tecnica, atteso che rientra nei poteri del giudice di merito, in sede di valutazione delle risultanze istruttorie, dare la preferenza ad alcune di esse, 11 di 41
12 Si tenga presente che la norma parla di fatto controverso con ciò facendo ben intendere che la questione dovrà necessariamente afferire ad un fatto già oggetto di discussione (controversia) fra le parti; discussione avvenuta, quindi, nell osservanza del principio del contraddittorio ed attuatasi nelle precedenti fasi del merito. In buona sostanza, il ricorso in cassazione risulterà esperibile esclusivamente per contestare errori di diritto (errores in iudicando) quando il giudice ha male individuato ed interpretato le norme da applicare al caso sottoposto al suo giudizio ovverosia per censurare gli errores in procedendo ovverosia i vizi ritenuti, dal ricorrenti, rinvenibili nel rito. 3 L istituto del filtro in cassazione L art. 47 della L. 69/2009, al comma 1, ha previsto un esame preventivo dell ammissibilità dei ricorsi per cassazione, svolto da un apposita sezione che si pronuncia con ordinanza, resa in camera di consiglio. L introduzione dell istituto risponde all esigenza di deflazionare la giustizia, riducendo il carico di lavoro affidato alla suprema Corte mediante la predisposizione di un meccanismo di selezione dei ricorsi proposti innanzi al giudice di legittimità che prevede una loro valutazione preventiva sul piano dell ammissibilità. rispetto ad altre e, pertanto, alle emergenze della prova testimoniale, rispetto ai risultati dell'espletata consulenza tecnica d'ufficio (Cass. Civ., Sez. II, , n. 5422, in Guida al Diritto, 2004, 21, 94). 12 di 41
13 Per effetto della riforma è stato introdotto nel codice di rito il nuovo art. 360bis, ai sensi del quale il ricorso è inammissibile: 1. quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l orientamento della stessa; 2. quando è manifestamente infondata la censura relativa alla violazione dei principi regolatori del giusto processo. 4 Il ricorso L atto introduttivo è il ricorso che deve essere sottoscritto, a pena di nullità, da un avvocato iscritto nell apposito albo, munito di procura speciale (art. 365 c.p.c.) La mancata certificazione (o la certificazione) da parte di avvocato che non sia ammesso al patrocinio innanzi alla Suprema Corte dell'autografia della sottoscrizione della parte ricorrente (o di quella resistente) apposta sulla procura speciale "ad litem" rilasciata "in calce" o "a margine" del ricorso (o del controricorso) per Cassazione, costituisce mera irregolarità allorché l'atto sia stato firmato anche da altro avvocato iscritto nell'albo speciale e indicato come codifensore. Tale irregolarità non comporta la nullità della procura "ad litem", sanabile per effetto della costituzione in giudizio del procuratore nominato, salvo che la controparte 13 di 41
14 A pena di inammissibilità, il ricorso deve contenere: l indicazione delle parti, l indicazione della sentenza o decisione impugnata, l esposizione sommaria dei fatti della causa, a cominciare dal primo grado, i motivi per i quali si chiede la cassazione, con l indicazione delle norme di diritto su cui si fondano, l indicazione della procura 1920, se conferita con atto separato e, nel caso di ammissione al gratuito patrocinio, a spese dello Stato, del relativo decreto, la specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda. Il ricorrente deve eleggere domicilio 21 a Roma (di solito presso l avvocato cassazionista che lo rappresenta), unica sede della Corte di cassazione, altrimenti le comunicazioni gli saranno fatte presso la cancelleria della Corte e sarà sua cura andare periodicamente a controllare. non contesti, con specifiche argomentazioni, l'autografia della firma di rilascio della procura (Cass. Civ., Sez. III, , n , in Mass. Giur. It., 2004). 19 La procura al difensore apposta a margine del ricorso deve considerarsi conferita, salvo diversa volontà, per il giudizio per cassazione e soddisfa perciò il requisito di specialità previsto dall'art. 365 c.p.c. La mancanza di data non produce nullità della procura, atteso che la posteriorità del rilascio della procura rispetto alla sentenza gravata si ricava dall'intima connessione con il ricorso al quale accede, nel quale la sentenza è menzionata, nonché dalla nomina di un domiciliatario e/o di un difensore del foro di Roma con l'elezione di domicilio presso il medesimo (Cass. Civ., Sez. III, , n , in Mass. Giur. It., 2001). 20 In tema di procura per ricorre in cassazione, tranne che in concreto risulti che il mandato sia stato rilasciato in bianco prima della pubblicazione del provvedimento impugnato o non sia dimostrato che lo stesso sia stato conferito per il compimento di un atto diverso da quello per cui è stato utilizzato, l'omessa apposizione della data può assumere rilievo solamente per escludere la presunzione di contestualità del mandato rispetto al ricorso, mentre l'anteriorità riguardo alla notificazione dell'atto può essere desunta anche da elementi intrinseci e assolutamente univoci, quali il riferimento fatto nell'intestazione del ricorso all'avvenuto conferimento "a margine" della procura e all'elezione del domicilio in Roma (Cass. Civ., Sez. Un., , n. 1234, in Mass. Giur. It., 2000). 21 Nel giudizio davanti alla Corte di cassazione, l'elezione di domicilio del ricorrente deve, in primo luogo, essere contenuta nel ricorso, mentre successive modifiche di questa devono rispettare i requisiti della elezione stessa, la quale si configura come specifica dichiarazione "indirizzata" ai soggetti che, a diverso titolo, operano nel processo (controparti, giudice, cancelliere), con la conseguenza che il trasferimento della 14 di 41
15 Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della Corte a pena di improcedibilità, nel termine di 20 giorni dall ultima notifica alle parti contro le quali è proposto. Insieme con il ricorso devono essere depositati, sempre a pena di improcedibilità: il decreto di concessione del patrocinio a spese dello Stato, copia autentica della sentenza o della decisione impugnata con la relazione di notificazione, se questa è avvenuta, tranne che nei casi di questione di giurisdizione; oppure copia autentica dei provvedimenti dai quali risulta il conflitto nei casi di cui ai nn. 1 e 2 dell art. 362 c.p.c., la procura speciale 22 23, se conferita con atto separato, gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda. Il ricorrente deve richiedere alla cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza o del quale si contesta la giurisdizione, la trasmissione alla cancelleria della Corte del fascicolo d ufficio: tale richiesta è restituita al ricorrente munita di visto e deve essere depositata insieme col ricorso domiciliazione, per avere rilevanza, esige anch'esso una specifica dichiarazione indirizzata, e che non è quindi rilevante, agli effetti della notifica dell'avviso dell'udienza da parte del cancelliere della Corte, l'indicazione di un domicilio diverso da quello indicato in ricorso contenuta in atti indirizzati al giudice ed aventi diversa finalità, del cui integrale contenuto la cancelleria non è tenuta a prendere conoscenza. (Nella fattispecie, la S.C. ha considerato rituale la notifica dell'avviso di udienza eseguita presso la cancelleria della Corte medesima, in difetto di elezione di domicilio in Roma, ancorché in un ulteriore "ricorso cautelare" ed in una istanza di sollecita fissazione dell'udienza il ricorrente si fosse, invece, domiciliato in Roma) (Cass. Civ., Sez. I, , n. 6508, in Mass. Giur. It., 2004). 22 Il requisito di specialità della procura previsto dall'art. 365 c.p.c. per l'ammissibilità del ricorso per Cassazione deve ritenersi soddisfatto quando il mandato a margine non contiene elementi incompatibili con il requisito di specialità, ma elementi favorevoli quali - ad esempio - l'elezione di domicilio in Roma (Cass. Civ., Sez. III, , n. 8528, in Mass. Giur. It., 2004). 23 Il requisito di specialità della procura previsto dall'art. 365 c.p.c. per l'ammissibilità del ricorso per cassazione deve ritenersi soddisfatto quando il mandato a margine non contiene elementi incompatibili con il requisito di specialità, ma elementi favorevoli quali l'elezione di domicilio in Roma (Cass. Civ., Sez. II, , n. 7823, in Mass. Giur. It., 1998). 24 Il mancato deposito dell'istanza di trasmissione del fascicolo d'ufficio (art. 369, ultimo comma, c.p.c.) determina l'improcedibilità del ricorso per cassazione solo quando l'esame di detto fascicolo (non allegato agli atti del processo) risulti indispensabile ai fini della decisione del giudice di legittimità (Cass. Civ., Sez. Lav., , n. 3852, in Mass. Giur. It., 2002). 15 di 41
16 5 Controricorso e ricorso incidentale Ai sensi dell art. 370 c.p.c., la parte contro la quale il ricorso è diretto, se intende contraddire 26, deve farlo con il controricorso 27, da notificarsi al ricorrente al domicilio eletto entro 20 giorni dalla 25 Il mancato deposito dell'istanza di trasmissione del fascicolo d'ufficio (art. 369, comma ultimo, c.c.) determina l'improcedibilità del ricorso per cassazione ove l'esame di detto fascicolo (non allegato agli atti del processo) risulti indispensabile ai fini della decisione di legittimità (Cass. Civ., Sez. II, , n. 1385, in Mass. Giur. It., 1998). 26 Stante il principio dell'unicità del processo d'impugnazione contro una stessa sentenza, dopo la notifica del primo ricorso per cassazione, gli altri, ancorché - per ipotesi - proposti autonomamente, si convertono in ricorsi incidentali. Nel caso in cui due ricorsi per cassazione siano stati notificati nella stessa data, peraltro, l'individuazione, tra essi, del ricorso principale e di quello incidentale va effettuata con riferimento alla data di deposito dei ricorsi, considerandosi principale il ricorso depositato per primo e, di conseguenza, incidentale quello depositato successivamente (Cass. Civ., Sez. II, , n. 3004, in Guida al Diritto, 2004, 16, 52). 16 di 41
17 scadenza del termine stabilito per il deposito del ricorso: in mancanza, la parte potrà solo partecipare alla discussione orale senza presentare memorie. Nel giudizio di cassazione, è inammissibile l intervento volontario di terzi non costituiti nelle pregresse fasi di merito 28. Il controricorso 29 è a sua volta depositato entro 20 giorni dalla notificazione al ricorrente, insieme con gli atti, i documenti e la procura speciale se conferita con atto separato. Se la parte 30 intende a sua volta impugnare la sentenza per propri motivi, insieme al controricorso deve proporre ricorso incidentale 31 (art. 371 c.p.c.). 27 In sede di legittimità la prospettazione, da parte del resistente risultato vittorioso nel merito, di eccezioni coinvolgenti questioni pregiudiziali o preliminari o alternative rispetto alle situazioni dedotte dal ricorrente, che abbiano formato oggetto di decisione da parte del giudice di appello, non può essere utilmente affidata al controricorso, ma comporta l'onere di impugnazione, in via incidentale, valendo la regola della riproponibilità di tali questioni senza bisogno di gravame ai fini del loro riesame solo se esse non siano state esaminate e decise, anche implicitamente, dal giudice di appello (Cass. Civ., Sez. I, , n , in Guida al Diritto, 2004, 39, 68). 28 Cass. Civ., Sez. I, , n. 8835, in Foro It., 1997, L'esposizione sommaria dei fatti, prescritta per il ricorso per cassazione, a pena di inammissibilità, dall'art. 366 c.p.c., n. 3, costituisce requisito anche del controricorso e del ricorso incidentale, atteso che l'art. 370 c.p.c. (per il controricorso) e l'art. 371 c.p.c. (per il ricorso incidentale) dispongono che a questi atti si applica l'art. 366 c.p.c.. Pertanto, quando, come nella specie, dal contenuto del controricorso e del ricorso incidentale non sia comunque possibile desumere i fatti di causa, prescindendo da quanto risulta dal ricorso e dalla sentenza impugnata, va dichiarata l'inammissibilità del ricorso incidentale (Cass. Civ., Sez. III, , n , in Mass. Giur. It., 2004). 30 Il successore a titolo particolare nel diritto controverso può ricorrere in cassazione o resistere al ricorso proposto da altri avverso la sentenza pronunciata nei riguardi del suo dante causa, anche se non sia intervenuto, né sia stato chiamato, nel giudizio di merito, ed anche se l'intervento o la chiamata in causa siano stati impediti dal fatto che la successione si è verificata durante il termine per ricorrere o controricorrere (Cass. Civ., Sez. I, , n , in Mass. Giur. It., 2004). 31 Qualora il ricorso principale in Cassazione sia dichiarato inammissibile, il ricorso incidentale, ove sia stato tempestivamente proposto (ovvero, se esso viene proposto entro quaranta giorni dalla notifica del ricorso principale, come previsto dall'art. 371 c.p.c., ed anche entro il termine per impugnare), non perde efficacia, ma tiene luogo del ricorso principale (Cass. Civ., Sez. V, , n. 8446, in Mass. Giur. It., 2004). 17 di 41
18 La parte alla quale è stato notificato il ricorso per l integrazione del contraddittorio, di cui agli artt. 331 e 332 c.p.c., deve proporre l eventuale ricorso incidentale nel termine di 40 giorni dalla notificazione, con atto notificato al ricorrente principale. In questo caso, il ricorso notificato contenente nell intestazione le parole atto di integrazione del contraddittorio deve essere depositato in cancelleria della Corte entro 20 giorni dalla scadenza del termine assegnato. Il ricorrente che ha ricevuto il ricorso incidentale può resistere notificando a sua volta controricorso. Non è ammesso il deposito di atti e documenti non prodotti nei precedenti gradi del processo, tranne di quelli che riguardano la nullità della sentenza impugnata e l ammissibilità del ricorso e del controricorso e deve essere notificato mediante elenco alle altre parti. Poiché la proposizione del ricorso non sospende l esecuzione della sentenza, il giudice può, su istanza di parte e qualora dall esecuzione possa derivare grave e irreparabile danno, disporre con ordinanza non impugnabile la sospensione dell esecuzione. L istanza non va proposta alla Corte di cassazione, ma al giudice di pace, al tribunale o al presidente del collegio che hanno pronunciato la sentenza impugnata Il procedimento La Corte di cassazione è costituita in sezioni e giudica in ciascuna sezione col numero invariabile di cinque votanti; giudica a Sezioni Unite col numero invariabile di nove votanti. I ricorsi sono assegnati alle sezioni dal Primo Presidente. Questi, ai sensi dell art. 376 c.p.c., tranne quando ricorrano le condizioni previste dall art. 374 c.p.c., assegna i ricorsi ad apposita sezione, che verifica se sussistono i presupposti per la pronuncia in camera di consiglio. Se la sezione non definisce il giudizio, gli atti sono rimessi al primo presidente, che procede all assegnazione alle sezioni semplici. Se la parte ritiene di competenza delle Sezioni Unite il ricorso assegnato alle sezioni semplici, può farne istanza al primo presidente fino a 10 giorni prima dell udienza di discussione Anche qualora l esecuzione non sia ancora iniziata, può essere richiesta e concessa la sospensione dell efficacia esecutiva della sentenza di secondo grado impugnata in cassazione (App. -Ord.- Salerno, , in Giur. It., 2004, di 41
19 La Corte pronuncia a Sezioni Unite 34 le questioni di giurisdizione, i conflitti positivi e negativi di giurisdizione tra giudici speciali o tra questi e giudici ordinari ed i conflitti negativi di attribuzione tra la P.A. ed il giudice ordinario. Inoltre il Primo Presidente può disporre che la Corte giudichi a Sezioni Unite sui ricorsi che presentano una questione di diritto già decisa in senso difforme dalle sezioni semplici e su quelli che presentano una questione di massima di particolare importanza. Inoltre, se la sezione semplice ritiene di non condividere il principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite, rimette a queste ultime, con ordinanza motivata, la decisione del ricorso. Se nel ricorso sono contenuti motivi di competenza delle sezioni semplici e motivi di competenza delle Sezioni Unite, queste, se ritengono di non decidere l intero ricorso, decidono i motivi di loro competenza e poi rimettono con ordinanza alla sezione semplice la decisione degli ulteriori motivi. In tutti gli altri casi la Corte decide a sezioni semplici. 33 L'istanza di parte di rimessione del ricorso alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, formulata ai sensi dell'art. 376 c.p.c. e dell'art. 139 disp. att. c.p.c., rappresenta un mero sollecito all'esercizio di poteri discrezionali, che non solo non è soggetto ad un obbligo di motivazione, ma non deve neppure manifestarsi necessariamente in uno specifico esame e rigetto dell'istanza (Cass. Civ., Sez. I, , n. 6187, in Mass. Giur. It., 2003). In maniera identica: Cass. Civ., Sez. I, , n. 359, in Arch. Civ., 2003, <<Perché una causa sia rimessa all'esame delle sezioni Unite della Corte di cassazione, ai sensi dell'articolo 374 del c.p.c. non è sufficiente la mera prospettazione di una questione di giurisdizione, che questa appare "ictu oculi" pretestuosa o, comunque, erronea, in quanto non fondata sui presupposti di fatto tipici di tale eccezione. (Nella specie in tema di impugnazione, per nullità, di un lodo arbitrale, era stato dedotto il difetto di giurisdizione perché la clausola concerneva materia indisponibile e intransigibile dalle parti, trattandosi di controversia tra soci e cooperativa fruente di contributi pubblici che aveva edificato su suoli concessi dalla pubblica amministrazione e per le quali sussisteva la giurisdizione del giudice amministrativo)>> (Cass. Civ., Sez. I, , n , in Guida al Diritto, 2004, 34, 66). 19 di 41
20 7 La decisione in camera di consiglio La Corte pronuncia ordinanza in camera di consiglio quando riconosce di dovere: dichiarare l inammissibilità del ricorso principale e di quello incidentale eventualmente proposto, anche per mancanza dei motivi previsti dall art. 360 c.p.c., ordinare l integrazione del contraddittorio o disporre che sia eseguita la notificazione dell impugnazione, ovvero che sia rinnovata, provvedere in ordine all estinzione del processo in ogni caso diverso dalla rinuncia, pronunciare sulle istanze di regolamento di giurisdizione o di competenza, accogliere o rigettare il ricorso principale e l eventuale ricorso incidentale per manifesta fondatezza o infondatezza. Il relatore della sezione filtro, se appare possibile definire il giudizio ai sensi dell art. 375 c.p.c., deposita in cancelleria una relazione con la concisa esposizione delle ragioni che possono giustificare la relativa pronuncia. Il presidente fissa con decreto l adunanza della Corte. 20 di 41
21 Almeno 20 giorni prima della data stabilita per l adunanza, il decreto e la relazione sono comunicati al P.M. e notificati agli avvocati delle parti, con facoltà per il P.M. di presentare conclusioni scritte, e per gli avvocati memorie non oltre cinque giorni prima e di essere sentiti, se compaiono. Se il ricorso non è dichiarato inammissibile, il relatore della sezione semplice assegnataria, quando appaiono ricorrere le ipotesi previste dall art. 375 c.p.c., deposita in cancelleria una relazione con la concisa esposizione dei motivi in base ai quali ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio; quando invece non ricorrono le ipotesi di cui all art. 375 c.p.c., la Corte rinvia la causa alla pubblica udienza 35 (art. 380bis c.p.c.). Il presidente, se non ritiene di provvedere con il deposito di una relazione scritta e la successiva provocazione del contraddittorio tra le parti, può richiedere direttamente al P.M. le sue conclusioni scritte. 35 <<La possibilità di trattazione del ricorso per cassazione in camera di consiglio è consentita anche con riguardo alle pronunce rimesse alla competenza delle sezioni unite quando, ai sensi dell'art. 375 c.p.c., sussistono le condizioni ivi previste dal 2 comma; nell'ambito di queste, nel caso in cui il ricorso sia manifestamente fondato perché propone una questione di diritto identica ad altra già da essa corte reiteratamente esaminata e decisa, con costante orientamento in senso conforme a quello auspicato dal ricorrente, tale possibilità ricorre quando: a) il resistente non solleciti una revisione critica del precedente orientamento affidandola a ragioni nuove e diverse da quelle disattese nelle precedenti occasioni, così che l'interpretazione fornita dalla corte di cassazione possa considerarsi, in modo indiscusso, come quel "diritto vivente" che, secondo il costante riconoscimento della corte costituzionale, compete alla cassazione di elaborare, sia quale giudice della giurisdizione sia quale suprema magistratura ordinaria, preposta al controllo di legalità; b) difettino elementi di gravità tale da esonerare la corte stessa dal dovere di fedeltà ai propri precedenti, sul quale si fonda, per larga parte l'assolvimento della funzione di assicurare l'esatta osservanza, l'uniforme interpretazione della legge e l'unità del diritto oggettivo nazionale, assegnatale dall'art. 65 ord. giud. e dall'art. 111 cost.>> (Cass. civ. (Ord.), Sez. Un., , n , in Mass. Giur. It., 2003). 21 di 41
22 8 La discussione in pubblica udienza Quando è prevista la pubblica udienza 36, il Presidente fissa l udienza, nomina il relatore (anche per l ipotesi in camera di consiglio) e dell udienza è data comunicazione dal cancelliere agli avvocati delle parti almeno 20 giorni prima. Le parti possono presentare le loro memorie in cancelleria non oltre cinque giorni prima dell udienza. All udienza il relatore riferisce i fatti rilevanti per la decisione del ricorso, il contenuto del provvedimento impugnato e, in riassunto, se non vi è discussione delle parti, i motivi del ricorso e 36 L'avvenuta fissazione della trattazione di un'istanza di regolamento preventivo di giurisdizione in udienza pubblica - anziché, come prescritto dall'art. 375 c.p.c., in camera di consiglio - è pienamente legittima, in quanto non determina alcun pregiudizio ai diritti di azione e difesa delle parti, considerato che l'udienza pubblica rappresenta, anche nel procedimento davanti alla Corte di cassazione, lo strumento di massima garanzia di tali diritti, consentendo ai titolari di questi di esporre compiutamente i propri assunti nell'osservanza più piena del principio del contraddittorio. Peraltro, per effetto della trattazione dell'istanza di regolamento in udienza pubblica resta inciso il legame istituito dal citato art. 375 c.p.c. fra il rito camerale e la prescrizione dell'ordinanza come provvedimento conclusivo, con la conseguenza che alla decisione dell'istanza di regolamento deve essere, in tal caso, attribuita la forma della sentenza (Cass. Civ., Sez. Un., , n , in Giur. It., 2004, 741, nota di BESSO). 22 di 41
23 del controricorso. A questo punto, il presidente invita gli avvocati delle parti a svolgere le loro difese; quindi il P.M. espone oralmente le sue conclusioni motivate. Non sono ammesse repliche, ma gli avvocati delle parti possono alla stessa udienza presentare brevi osservazioni scritte sulle conclusioni del P.M. 37. Terminata la discussione, la Corte delibera la sentenza in camera di consiglio. 9 La decisione Il giudizio di cassazione è rescindente, ossia elimina la sentenza del giudice di merito, per poter eventualmente affidare al giudice inferiore il nuovo esame della controversia (giudizio rescissorio) 38. Se la sentenza impugnata è solo motivata erroneamente in diritto ma il dispositivo è conforme al diritto, la Corte si limita a correggere la motivazione. Se la Corte rigetta il ricorso, la sentenza impugnata passa in giudicato. 37 Nel giudizio di Cassazione, l'operatività dell'art. 375, quarto comma, c.p.c., il quale impone la previa notifica delle conclusioni del pubblico ministero agli avvocati delle parti, presuppone che la causa sia trattata in Camera di Consiglio; detta norma è, pertanto, inapplicabile ove la trattazione del ricorso avvenga in pubblica udienza. (Nella specie - disposta la trasmissione degli atti dal primo presidente al procuratore generale per le sue richieste ravvisandosi nella specie un'ipotesi di inammissibilità del ricorso - il procuratore generale, ritenuto che invece una siffatta ipotesi non esistesse, aveva chiesto che la causa fosse discussa alla pubblica udienza, ed in tal senso venne poi disposto, senza che tali conclusioni venissero portate a conoscenza del resistente almeno venti giorni prima dell'udienza) (Cass. Civ., Sez. Un., , n. 7947, in Mass. Giur. It., 2003). 38 In caso di cassazione con rinvio, tra giudizio rescindente e giudizio rescissorio vi è perfetta correlazione, quanto al rapporto processuale che, pertanto, non può legittimamente costituirsi davanti al giudice di rinvio se non vengono chiamate in giudizio tutte le parti nei cui confronti è stata emessa la pronuncia rescindente e quella cassata, configurandosi la citazione in riassunzione davanti a detto giudice non quale atto di impugnazione, ma come atto di impulso processuale in forza del quale la controversia, per i caratteri e i limiti del giudizio di rinvio, da luogo a litisconsorzio necessario processuale fra gli stessi soggetti che furono pari nel processo di cassazione. Deriva, da quanto precede, pertanto, che qualora la citazione in riassunzione innanzi al giudice di rinvio sia stata notificata nel termine di legge a una sola delle parti necessarie del giudizio ma tardivamente all'altra, o alle altre parti del giudizio stesso, non si pone un problema di valida instaurazione del contrad-dittorio (con necessità di assegnazione di un nuovo termine per la rinnovazione della citazione) né di eventuale estinzione del giudizio o di nullità della sentenza di rinvio (Cass. Civ., Sez. III, , n , in Guida al Diritto, 2004, 36, 46). 23 di 41

References: art. 65
 art. 111
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
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 art. 47
 art. 360
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 art. 362
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 art. 370
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 art. 376
 art. 374
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 art. 360
 art. 375
 art. 375
 art. 375
 art. 375
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