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Timestamp: 2014-04-16 10:14:10+00:00

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Cons. Stato – sez. I – parere 24 aprile 2012 n. 1972 |
Cons. Stato – sez. I – parere 24 aprile 2012 n. 1972
Con il parere in rassegna, la Sezione Prima esprime l’avviso che nell’ipotesi di emissione di decreto di archiviazione del giudice delle indagini preliminari, nei confronti di soggetto appartenente ai ruoli dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, pur non essendo possibile applicare, ai fini dell’avvio dell’azione disciplinare, un termine di decadenza perentorio come quello previsto per la sentenza dall’art. 9, co. 6, D.P.R. 25 ottobre 1981, n. 737, deve farsi riferimento alla regola generale – desumibile dall‘art. 103, D.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3 – in base alla quale l’Amministrazione deve procedere a un‘istruttoria in tempi ragionevoli e che, una volta acquisita la conoscenza qualificata, deve procedere subito alla contestazione (la Sezione sottolinea che il procedimento disciplinare, nel rispetto dei principi enucleati dell’ordinamento, deve essere sempre avviato a ridosso dell’acquisizione della notizia configurabile come illecito disciplinare).
Numero 01972/2012 e data 24/04/2012
Adunanza di Sezione del 26 ottobre 2011
NUMERO AFFARE 03834/2011
Applicazione dei termini fissati dall’art. 9, comma 6, del d.P.R. 25 ottobre 1981, n. 737 per l’avvio dell’azione disciplinare connessa a un procedimento penale concluso con decreto di archiviazione. Richiesta di parere.
Vista la relazione prot. n. 333-A.U.C./-D del 18 luglio 2011, con la quale il Ministero dell’interno – Dipartimento della pubblica sicurezza – ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull’affare consultivo in oggetto;
esaminati gli atti e udito il relatore Consigliere Elio Toscano;
1. Il Ministero dell’interno ha posto il quesito se, nel caso di procedimento penale nei confronti di appartenente all’Amministrazione della pubblica sicurezza concluso con provvedimento di archiviazione, trovi applicazione l’art. 9, comma 6, del d.P.R. 25 ottobre 1981, n. 737, che prevede che l’azione disciplinare debba essere esercitata entro 120 giorni dalla pubblicazione della sentenza oppure entro 40 giorni dalla notificazione della stessa all’amministrazione, quando dal procedimento penale emergano fatti o circostanze che rendano l’interessato passibile di sanzione disciplinare.
2. Espone l’Amministrazione richiedente che la norma trova applicazione nei casi in cui il procedimento penale sia stato definito con sentenza di condanna per fatti per i quali non sia ipotizzabile in sede disciplinare la destituzione dal servizio, con sentenza di non doversi procedere (ex artt. 529 e 531 c.p.p.) o con sentenza di assoluzione (ex art. 530 c.p.p.).
Nel caso, invece, del decreto di archiviazione (art. 409 c.p.p.), secondo l’orientamento seguito dalla giustizia amministrativa. negli ultimi anni, trattandosi di pronuncia non assimilabile, per ragioni formali e sostanziali, alla sentenza e mancando l’indicazione di un esplicito termine nel d.P.R. n. 737 del 1981, si applica, in virtù del rinvio operato dall’art. 31 di detto d.P.R., l’art. 103 del d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3 (Testo unico dello statuto degli impiegati civili dello Stato), il quale statuisce che il procedimento disciplinare deve essere avviato tempestivamente.
Al suddetto orientamento si oppone una recente pronuncia del Consiglio di Stato (Sez. VI, 29 dicembre 2010, n. 9552) nella quale si afferma che, nel caso di decreto di archiviazione per infondatezza della notizia di reato, l’azione disciplinare, che �

References: sentenza 
 sentenza 
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 art. 530
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