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Timestamp: 2020-04-09 10:19:21+00:00

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Art. 222 codice della strada - Sanzioni amministrative accessorie all'accertamento di reati - Brocardi.it
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Articolo 222 Codice della strada
Dispositivo dell'art. 222 Codice della strada
Fonti → Codice della strada → Titolo VI - Degli illeciti previsti dal presente codice e delle relative sanzioni → Capo II - Degli illeciti penali → Sezione II - Sanzioni amministrative accessorie a sanzioni penali
2. Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa la sospensione della patente è da quindici giorni a tre mesi. Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa grave o gravissima la sospensione della patente è fino a due anni. Nel caso di omicidio colposo la sospensione è fino a quattro anni. Alla condanna, ovvero all'applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui agli articoli 589 bis e 590 bis del codice penale consegue la revoca della patente di guida. La disposizione del quarto periodo si applica anche nel caso in cui sia stata concessa la sospensione condizionale della pena. Il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza divenuta irrevocabile ai sensi dell'articolo 648 del codice di procedura penale, nel termine di quindici giorni, ne trasmette copia autentica al prefetto competente per il luogo della commessa violazione, che emette provvedimento di revoca della patente e di inibizione alla guida sul territorio nazionale, per un periodo corrispondente a quello per il quale si applica la revoca della patente, nei confronti del soggetto contro cui è stata pronunciata la sentenza(1).
3-bis. Nel caso di applicazione della sanzione accessoria di cui al quarto periodo del comma 2 del presente articolo per i reati di cui all'articolo 589 bis, secondo, terzo e quarto comma, del codice penale, l'interessato non può conseguire una nuova patente prima che siano decorsi quindici anni dalla revoca; per il reato di cui all'articolo 589 bis, quinto comma, del codice penale, l'interessato non può conseguire una nuova patente prima che siano decorsi dieci anni dalla revoca. Tale termine è elevato a venti anni nel caso in cui l'interessato sia stato in precedenza condannato per i reati di cui all'articolo 186, commi 2, lettere b) e c), e 2-bis, ovvero di cui all'articolo 187, commi 1 e 1-bis, del presente codice. Il termine è ulteriormente aumentato sino a trenta anni nel caso in cui l'interessato non abbia ottemperato agli obblighi di cui all'articolo 189, comma 1, del presente codice, e si sia dato alla fuga.
3-ter. Nel caso di applicazione della sanzione accessoria di cui al quarto periodo del comma 2 del presente articolo per i reati di cui agli articoli 589 bis, primo comma, e 590 bis del codice penale, l'interessato non può conseguire una nuova patente di guida prima che siano decorsi cinque anni dalla revoca. Tale termine è raddoppiato nel caso in cui l'interessato sia stato in precedenza condannato per i reati di cui all'articolo 186, commi 2, lettere b) e c), e 2-bis, ovvero di cui all'articolo 187, commi 1 e 1-bis, del presente codice. Il termine è ulteriormente aumentato sino a dodici anni nel caso in cui l'interessato non abbia ottemperato agli obblighi di cui all'articolo 189, comma 1, e si sia dato alla fuga.
(1) La Corte Costituzionale, con sentenza 19 febbraio - 17 aprile 2019, n. 88, ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 222, comma 2, quarto periodo, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nella parte in cui non prevede che, in caso di condanna, ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui agli artt. 589 bis (Omicidio stradale) e 590 bis (Lesioni personali stradali gravi o gravissime) del codice penale, il giudice possa disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa ai sensi del secondo e terzo periodo dello stesso comma 2 dell'art. 222 cod. strada allorché non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti previste dai rispettivi commi secondo e terzo degli artt. 589 bis e 590 bis cod. pen.".
relative all'articolo 222 Codice della strada
Norma di riferimento: Articolo 222 Codice della strada - Sanzioni amministrative accessorie all'accertamento di reati | Quesito Q201923988
EMILIO D. chiede
lunedì 16/09/2019 - Lombardia
-Sinistro con ferito avvenuto il 08/04/2019 ore 14:00 auto/bici con ferito (di anni 77) con lesioni guaribili oltre i 40 giorni (lesione al femore), alla velocità di 8/10 km; ho chiamato sia il 118 che la polizia locale la quale si è annotata i dati di entrambi (ha preso le misure laddove era ferma l'auto, ma la bici era stata spostata dal proprietario che voleva andar via). La dinamica è che dopo aver dato precedenza a 3 auto lasciavo lo stop e mentre m'immettevo nella strada di fronte venivo urtato dall'estremità del paraurti anteriore dx dalla bici arrestando l'auto nell'immediato).
- Multa inviata il 17/07/2019 e ricevuta il 19/07/2019 dall'importo di € 167,00; meno 6 punti da decurtare dalla patente per art. 145 comma (comma non indicato) e senza nessuna sanzione accessoria;
-il 16 Agosto invio ricorso al giudice di pace di Milano per annullamento della sanzione e decurtazione dei punti per notifica oltre i 90 giorni (101 giorni );udienza non ancora fissata;
- A settembre 2019 mi chiama il comune dove risiedo (piccolo comune senza comando di polizia/carabinieri ) il quale m'informa che deve notificarmi una notifica;
- il 10 Settembre 2019 mi presento in comune e mi viene ritirata la patente per MESI 1 , su ordinanza del prefetto emessa il 23/08/2019 risalendo al sinistro sopra citato inserendo il comma 5 dell'art.145.
Con quale motivazione posso impugnare l'ordinanza del prefetto inerente la sospensione della patente ?
Consulenza legale i 24/09/2019
Nel caso di specie siamo di fronte ad un unico evento che ha, tuttavia, dato origine a due provvedimenti sanzionatori distinti.
Uno è la sanzione amministrativa prevista dall’art. 145 del Codice della Strada, rubricato “precedenza” che impone il rispetto delle precedenze in prossimità delle intersezioni stradali e che così recita “Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 167 a € 666.”
Avendo la polizia locale constatato e verbalizzato nel caso di specie la violazione dell’articolo di cui sopra (a poco rileva che non sia stato indicato sul verbale quale sia il comma preciso della norma violata), è stata dunque emessa una sanzione pecuniaria pari ad € 167 (quindi nell’importo minimo).
La contestazione della contravvenzione da parte del trasgressore mediante ricorso al Giudice di Pace è avvenuta per ragioni formali, ovvero per il mancato rispetto del termine di 90 giorni per la notifica del provvedimento. Ricordiamo a tal proposito che, secondo la Corte di Cassazione, il termine di notifica è rispettato non se la multa giunge al destinatario entro 90 giorni dalla contestazione ma se l’organo accertatore (polizia) ha affidato, entro i 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione stradale, il verbale di contestazione al servizio postale. In buona sostanza, ciò che rileva è la data in cui il verbale di contestazione è stato spedito e non la data in cui è pervenuto al trasgressore.
2) il secondo provvedimento sanzionatorio, del tutto slegato dal primo, è l’ordinanza del prefetto sospensiva della patente. Questa è stata emessa in agosto sulla base del medesimo rapporto di contestazione della polizia e in relazione al medesimo sinistro, ma è del tutto indipendente dalla sanzione pecuniaria.
Infatti, la sospensione della patente è un provvedimento sanzionatorio accessorio: le sanzioni accessorie sono sanzioni eventuali ed ulteriori rispetto a quelle pecuniarie, previste quando la violazione del codice della strada richiede un intervento più incisivo per garantire la sicurezza stradale.
La sospensione, in particolare, consegue ad un incidente stradale con lesioni alle persone e ciò in forza degli articoli 222 e 223 CdS (in relazione, principalmente, alla violazione degli articoli 141, 145, 146, 149, 154, 157 e 191).
L’art. 223, in particolare, così recita “Art. 223. Ritiro della patente in conseguenza a ipotesi di reato. 1. Nelle ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o della revoca della patente di guida, l'agente o l'organo accertatore della violazione ritira immediatamente la patente e la trasmette, unitamente al rapporto, entro dieci giorni, tramite il proprio comando o ufficio, alla prefettura-ufficio territoriale del Governo del luogo della commessa violazione. Il prefetto, ricevuti gli atti, dispone la sospensione provvisoria della validità della patente di guida, fino ad un massimo di due anni.”
Ebbene, da quanto emerge dalla lettura delle norme pare evidente che nel caso di specie vi sia un’ipotesi di reato. In effetti, nel quesito si parla di lesioni al ferito guaribili in oltre 40 giorni: com’è noto, la norma del codice penale che punisce il reato di “lesioni personali” (art. 582 c.p.), al suo secondo comma stabilisce che "se la malattia ha una durata non superiore a 20 giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti (…) il delitto è punibile a querela della persona offesa". Pertanto, nei casi di lesioni dolose lievi, gravi e gravissime (ossia con malattia di durata superiore a 20 giorni), sono procedibili d'ufficio.
Tornando al caso in esame, quindi, data la prognosi del ferito, dall’incidente è scaturito l’avvio ufficioso di un procedimento penale da parte delle autorità a carico del trasgressore, procedimento penale che ha determinato anche la decisione del Prefetto (il quale, viste le circostanze e le informazioni in suo possesso, ha dovuto adottare l’ordinanza in oggetto dal momento che le lesioni del ciclista conseguono, come detto, ad un’ipotesi di reato per lesioni personali gravissime).
Per rispondere al quesito dunque:
la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida è automatica nel caso di comminazione delle sanzioni del codice della strada che, come già detto, prevedano lesioni alle persone: non si tratta, quindi, di un provvedimento discrezionale del Prefetto che può decidere se comminarla o meno a seconda delle circostanze e del suo convincimento. Se le lesioni sono certificate, la sospensione va obbligatoriamente disposta. Pertanto, tale provvedimento è del tutto indipendente dalla sorte della multa e, di conseguenza, non si potrà impugnare invocando la pendenza di un altro procedimento di contestazione della multa né sperare che un eventuale annullamento di quest’ultima comporti – “a cascata” – la caducazione anche dell’ordinanza prefettizia, scaturendo quest’ultima non dalla multa ma dal reato;
il ricorso avverso l’ordinanza del Prefetto è comunque certamente possibile, ma solo se si voglia, con l’impugnazione, contestare il verbale di contestazione originario da cui deriva la sanzione. Le uniche ragioni, infatti, che si possono addurre per tentare di annullare il provvedimento di sospensione della patente non possono che essere sostanziali e legate alle dinamica dei fatti. Ad esempio (ma sappiamo già che non è questo il caso) si dovrà dimostrare che non ci sono stati danni al ciclista, oppure ancora che la dinamica dei fatti è stata del tutto diversa da quella verbalizzata dalla polizia e che il conducente del veicolo non ha avuto alcuna colpa nell’impatto e nella caduta del ciclista a terra, con le conseguenti lesioni.
Considerato tutto, si consiglia vivamente di affidarsi ad un bravo avvocato penalista della zona, che si possa occupare anche e soprattutto degli eventuali risvolti penali del sinistro.

References: Articolo 222

Articolo 222
 sentenza 
 sentenza 
 Articolo 222
 art. 145