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Timestamp: 2017-11-19 05:16:52+00:00

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Tavolo tecnico finalizzato all'elaborazione di un Disegno di Legge in materia urbanistica. Le proposte dell'Ordine
All’Assessore Urbanistica e Governo del Territorio
Oggetto: Tavolo tecnico finalizzato all'elaborazione di un Disegno di Legge in materia urbanistica.
LEGGE REGIONALE 22 DICEMBRE 2004, N. 16: “Norme sul governo del territorio”
PROPOSTA DI MODIFICA E/O INTEGRAZIONI
1) Art.10 co.2 : Si propone di modificare il previsto termine di dodici mesi dalla data di adozione dei piani portandolo a ventiquattro mesi , in considerazione dei tempi necessari richiesti da un procedimento complesso quale è la pianificazione urbanistica1;
2) Art.7 co.2: Si propone di individuare uno specifico articolo dedicato alla pianificazione associata relativamente alle Unioni di Comuni in sede di convenzione ( anche nell’ottica della riforma “Del Rio”).
Si propone altresì di individuare un articolo di legge che introduca una norma transitoria che regoli il “Governo del territorio” per i Comuni che hanno proceduto alla Fusione territoriale e che quindi sono costretti ad operare con due strumenti urbanistici (vigenti) diversi e/o contrastanti , nelle more di redigere uno strumento di pianificazione unico2;
3) Art.18 co.2 lett.b) Si propone di eliminare la lettera b) al comma 23inerente i carichi insediativi. Tale drastica previsione normativa appare, infatti, eccessivamente rigida. Appare, invece, più utile individuare parametri di indirizzo per i comuni, da recepire nei Piani Comunali (come già previsto al successivo punto 5 lett.b), in linea con la natura dei Piani Territoriali Provinciali come delineata dal D.Lgs 18.8.2000, n. 267. Cio’ anche al fine di evitare, in sede di copianificazione tra Comuni e Province di dover ricorrere a deroghe per modificare i carichi insediativi individuati dal PTCP, allungando i tempi del procedimento .
Al comma 5 del medesimo articolo si propone di inserire specifici punti dedicati a dettare criteri ed indirizzi per l’inserimento nella pianificazione comunale di misure volte al risparmio energetico, all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, alla prevenzione dei rischi idrogeologici.
4) Art. 23 Piano urbanistico comunale Si propone di individuare chiaramente, articolandole in modo distinto, le procedure di approvazione del Piano Strutturale e quelle del Piano Operativo. Tanto al fine di garantire al Sindaco di creare i presupposti per l’attuazione del proprio programma demandato proprio al Piano Operativo.
5) Si propone infine l’introduzione di un articolo sulla fiscalità immobiliare, in linea con quanto previsto all’art. 9 della cd. Bozza Lupi (Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazione urbana)
REGOLAMENTO 4 agosto 2011, n. 5
1) Art.3 (Procedimento di formazione e pubblicazione dei piani territoriali, urbanistici e di settore) Art.9 (Attuazione dell’articolo 3 della legge regionale n.16/2004 - Piano strutturale e piano programmatico) Introduzione per il PUC di una procedura di approvazione specifica per il Piano Operativo e per le sue varianti, considerato che all’attualità non esiste questa doppia operatività. Tale proposta è in linea con la natura del Piano Operativo (cd. Piano del Sindaco) che deve avere caratteristiche di flessibilità rispetto alle invarianti territoriali del Piano Strutturale.
Inoltre si propone l’introduzione di quanto previsto dalla Bozza Lupi all’art.7 co.7 “…Nell’ambito della formazione del piano operativo, secondo il principio di sussidiarietà, i privati, singoli o associati, possono presentare proposte per operazioni di trasformazione urbanistica di maggiore complessità funzionale, gestionale ed economico – finanziaria. Le proposte, corredate da progetti di fattibilità, si intendono come preliminari di piani urbanistici attuativi. I Comuni valutano le proposte pervenute verificandone la rispondenza alle esigenze di dotazioni territoriali già definite ed ai requisiti prestabiliti dal Comune medesimo. I Comuni possono attribuire misure premiali di carattere urbanistico-edilizio alle proposte ritenute migliori in rapporto alla convenienza collettiva che ne deriva, privilegiando le proposte che innovano il sistema delle attività – funzioni urbane, valutando la qualità del processo e del prodotto urbano che sarà raggiunta dall’operazione di trasformazione.”
2) Art.7 (Partecipazione al procedimento di formazione dei piani e delle loro varianti) Si propone di introdurre criteri di partecipazione chiari ed univoci sia per quanto concerne l’individuazione degli SCA, sia per il coinvolgimento dei soggetti appartenenti alle comunità locali nell’ottica di una pianificazione che avvenga nel pieno rispetto dell’art. 1 della L.R. 16/2004 . Il preliminare di Piano deve costituire un momento di discussione per la collettività, nello spirito della pianificazione dal basso.
Al medesimo articolo potrebbe essere previsto che, nelle more dell’approvazione dei Piani Paesaggistici di cui all’art. 135 del Codice dei Beni culturali e del paesaggio, il PUC individui -d’accordo con le Soprintendenze- specifiche regole da utilizzare negli interventi sul patrimonio storico-artistico-ambientale.
4) Art. 12 (Perequazione urbanistica ed ambiti di trasformazione urbana) Si propone di introdurre, all’interno dei piani intercomunali, criteri di perequazione territoriale e forme di coordinamento delle regole perequative dei piani dei comuni interessati a promuovere la realizzazione di dotazioni territoriali, di interesse sovracomunale, di carattere ambientale, infrastrutturale e per le attrezzature ed i servizi.
5) Regolamentare in modo dettagliato le procedure di : Trasferibilità e commercializzazione dei diritti edificatori, Premialità e Compensazione.
SENTENZA TAR CAMPANIA ED IL REGOLAMENTO del 4 agosto 2011, n. 5
Nelle more di una pronuncia circa il Regolamento n.5 /2011 occorre intervenire a livello legislativo per evitare il vuoto normativo che potrebbe determinare il giudizio di incostituzionalità del sopra menzionato regolamento, al fine di evitare l’arrestarsi dei processi pianificatori in atto e l’inibizione di quelli ancora da espletare.
1 L.R. 16/2004 smi art. 10 Salvaguardia co.2. : Le sospensioni di cui al comma 1 non possono essere protratte per oltre dodici mesi decorrenti dalla data di adozione dei piani o per oltre quattro mesi dalla data di adozione delle varianti. Decorsi inutilmente tali termini si procede ai sensi dell’articolo 39 della presente legge.
2Art. 7 Competenze. 2. I comuni possono procedere alla pianificazione in forma associata, anche per ambiti racchiusi nei Sistemi territoriali di sviluppo, così come individuati dal PTR e dai PTCP.
3 Art. 18 Piano territoriale di coordinamento provinciale. 2. La pianificazione territoriale provinciale: b) fissa i carichi insediativi ammissibili nel territorio, al fine di assicurare lo sviluppo sostenibile della provincia in coerenza con le previsioni del Ptr;

References: Art.10
 Art.7
 Art.18
 Art. 23
 Art.3
 Art.9
 Art.7
 Art. 12

SENTENZA 
 art. 10
 Art. 18