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⭐Il ritorno di Bin Laden Messaggio audio: minacce agli Usa ma anche un offerta di tregua
Il ritorno di Bin Laden Messaggio audio: minacce agli Usa ma anche un offerta di tregua
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1 {PRI } Fri Jan 20 00:53: CYAN MAGENTA YELLOW BLACK GENOVA - VENERDI 20 GENNAIO ,00 FONDATO NEL Anno CXXI - NUMERO 16, comma 20/B art. 2 L.662/96. Spedizione abb. post. - gr. 50 6,90 con il DVD NATURA SELVAGGIA in Liguria Dopo oltre un anno si fa vivo il capo di Al Qaida. Washington: «Con i terroristi non trattiamo» Il ritorno di Bin Laden Messaggio audio: minacce agli Usa ma anche un offerta di tregua Il Cairo. Il leader di al Qaida, Osama Bin Laden, ha rotto un silenzio di un anno minacciando di colpire gli americani «nelle loro case», ma offrendo agli stessi Stati Uniti una tregua condizionata. Un messaggio con la sua voce (riconosciuto autentico dalla Cia) è stato diffuso ieri da al Jazeera. «Le operazioni sono in corso di preparazione e lo vedrete nelle vostre case, non appena tutto sarà pronto», dice la voce pacata della registrazione. Secondo la tv del Qatar è stata fatta il mese scorso, perché ci sono riferimenti ad una notizia risalente a due mesi fa. Bin Laden ricorda i sondaggi che indicano come la maggioranza degli americani sia a favore di un ritiro delle truppe dall Afghanistan e dall Iraq, ma Bush non li sta a sentire. «Non abbiamo obiezioni a offrirvi una tregua a lungo termine, con condizioni giuste che noi rispetteremo perché Dio proibisce il tradimento e la menzogna alla nostra nazione». Niente trattative, niente tregua, perché gli Usa «stanno vincendo e i terroristi sono in fuga». La Casa Bianca ha reagito così, con toni bellicosi. Già nell aprile 2004 Bin Laden aveva proposto una tregua agli europei, ma non agli americani. L offerta era stata vista come un tentativo di creare divisioni nella coalizione in Iraq. Servizio a pagina 2 Osama Bin Laden nel fermo immagine usato da al Jazeera durante la diffusione del messaggio audio VIA A GIUGNO ALTRI MILLE SOLDATI Martino: «Entro il 2006 sarà conclusa la missione italiana in Iraq» A pagina 2 I COMMENTI DI PAGINA 16 Morgillo, Fi e le Coop: pecunia non olet di Teodoro Chiarelli La scuola promossa solo in statistica di Giorgio Bertone Le due sinistre dell America latina di Enrique ter Horst Oltre il giardino: lo scrittore di necrologi di Giuliano Galletta Aumento di 100 euro al mese, una tantum di 320 euro Metalmeccanici siglato il contratto Roma. Quando sembrava sul punto di rottura, la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici è andata in porto e, dopo una lunga notte di riunioni e confronti, Federmeccanica e sindacati hanno trovato l accordo per il biennio economico : 100 euro di aumento, 320 di una tantum, 130 per chi non ha contrattazione aziendale e 6 mesi di allungamento del contratto. Per i sindacati, uniti dopo 2 contratti firmati solo da Fim e Uilm e non dalla Fiom, non può essere che una vittoria: 100 euro era la soglia sotto la quale non intendevano scendere. Per Federmeccanica è stato uno sforzo fatto in nome di una maggiore flessibilità e di una chiusura che ora apre le porte alla revisione del modello contrattuale. Sollecitazione, quest ultima, espressa dalla delegazione che ha negoziato e subito raccolta dal ministro del Welfare Roberto Maroni che, soddisfatto per l intesa raggiunta, ha ricordato che il governo da tempo ha «sollecitato le parti ad una riflessione che vada in questa direzione». «Non ci sono nè vincitori nè vinti, ma la testimonianza del grande senso di responsabilità di Federmeccanica - ha detto il presidente dell associazione delle imprese metalmeccaniche Massimo Calearo - Comunque è un buon contratto». Servizio a pagina 10 Prodi difende i Ds: «Campagna vergognosa» Par condicio, Berlusconi «Non era per me il monito di Ciampi» BONUS DI EURO Il premier scrive a 600 mila bebé Roma. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi scriverà a circa 600 mila bebè nati nel 2005 per annunciare ai loro genitori le modalità per riscuotere i euro previsti dal bonus bimbi introdotto dalla Finanziaria. Le lettere, firmate dal premier, inizieranno ad essere spedite la prossima settimana, con un leggero ritardo rispetto alla data dal 15 gennaio prevista dalla legge Finanziaria. La procedura per riscuotere il contributo sarà semplificata e il bonus potrà essere incassato a partire dal 15 febbraio. Secondo Livia Turco (Ds) «sono solo spot elettorali». Servizio a pagina 3 I muretti delle fasce liguri sono lunghi un giro del mondo Genova. Messi in linea, i muretti a secco che scandiscono le fasce della Liguria farebbero il giro del mondo. Correrebbero infatti per quarantamila chilometri, esattamente la misura della circonferenza della Terra all equatore. Il calcolo, inedito e messo a punto dai tecnici della Regione, sarà il punto di partenza per una nuova serie di programmi di tutela e valorizzazione del paesaggio ligure. Il discorso comincia oggi, con un workshop internazionale alla Facoltà di Architettura (piazza Sarzano, Genova, dalle 9,30) organizzato da Regione e Ue. Parlando di muretti a secco, non si può dimenticare la storia degli antichi Liguri. Loro costruivano le fasce fin dall anno mille avanti Cristo, in piena età del Ferro. E quando arrivarono i Romani, oltre 800 anni dopo, le colline - aspre e irregolari - erano già in larga parte terrazzate, per essere finalmente coltivabili. In quella stessa epoca, a cavallo tra il III e il II secolo, a Cirene, Eratostene calcolava la misura della circonferenza della Terra, senza neppure sapere dell esistenza dell America, dove le civiltà andine stavano già modificando le loro montagne con tecniche Roma. Continua lo scontro sul caso Unipol fra Silvio Berlusconi da un lato, Romano Prodi e i Ds dall altro. «È la coerenza di una vita: è soltanto passato dalle false promesse alle false denunce». Così Prodi ha attaccato il premier, sulla vicenda Unipol, il giorno dopo che, in Procura, i testi convocati non hanno confermato i sospetti del premier sull interesse attivo della sinistra nella scalata alla Bnl. La replica è dello stesso tenore, e arriva a sera: «La mia versione dei fatti è stata confermata. Io non ho mai fatto cenno al contenuto dei colloqui tra i leader dell Unione ed il presidente delle Generali. Ma non siano ipocriti: cosa vanno a fare a cena con un signore di 81 anni? Per parlare di sport?». L opposizione già era partita all attacco in mattinata sempre con Prodi il quale, a proposito di Unipol, ha parlato di una campagna scandalosa contro Fassino e D Alema. Il premier, che vede nel prossimo confronto elettorale uno scontro tra due visioni del mondo, ha respinto l ipotesi che l invito di Ciampi a un equilibrata presenza in video dei politici fosse rivolto a lui. Bocconetti a pagina 3 Il terribile inverno in oriente mette in crisi l intera Europa. Il ministro Scajola: «Le scorte sono sufficienti» La Russia ha freddo, l Italia trema Forniture di gas ridotte del 12,2%. E nelle nostre centrali si torna a bruciare carbone e olio molto simili a quelle dei Liguri. Eratostene, studiando il raggio di inclinazione dell ombra, calcolò in 250 mila stadi il diametro della Terra all equatore. Tradotto in metri, significava chilometri. Una misura spaventosamente vicina a quella calcolata ai giorni nostri dai satelliti: chilometri. I tecnici regionali andranno oltre e spiegheranno come il 30% della collina ligure sia arrivato movimentato dai terrazzamenti fino al Duemila. Un patrimonio, evidentemente, da salvare. E agli assessori competenti, Carlo Ruggeri all Urbanistica, e Giancarlo Cassini all Agricoltura, viene ora in accordo l Ue, con un piano di valorizzazione del paesaggio che mira proprio alle regioni terrazzate dell arco alpino. Il piano di tutela e rilancio abbinerà alle fasce la fitta lista di prodotti tipici che caratterizzano le produzioni all ombra dei muretti: le acciughe di Monterosso, la focaccia genovese, i biscotti di castagne essiccate di Calissano, lo sciroppo di rose di Murialdo e via dicendo. Giovanni Mari EMERGENZA A MOSCA LA VODKA ILLUDE MA NON SALVA DAL GELO Soldati russi celebrano nel fiume del villaggio siberiano di Elikayevo, a tremila chilometri a Est di Mosca, la ricorrenza ortodossa del battesimo di Gesù nel Giordano Dopo il caso Mignanego la mappa dei privé liguri Genova. Tre club privé inagurati nelle ultime settimane nel capoluogo, due storici nel ponente ligure, feste trasgressive nelle ville del Tigullio, carovane del sabato sera nei templi a luci rosse di Milano e del Piemonte. Il caso del locale di Mignanego, nell entroterra di Genova, dove venerdì scorso hanno fatto irruzione i carabinieri denunciando gli avventori per atti osceni, accende i riflettori su una realtà in tale espansione da essere divenuta un trend. A Mignanego il gestore non getta la spugna e rilancia: «Questa sera saremo regolarmente aperti». La vicenda divide anche il parroco, don Giacomo, e suo padre, 86 anni, che giustifica gli scambisti: «Povera gente, volevano solo becciare con un po di musica». Menduni a pagina 9 INDICE In primo piano pag. 2 Politica pag. 3 Cronache pag. 4 Liguria pag. 9 Economia pag. 10 Borsa-Marittimo pag. 12 Cultura e spettacoli pag. 14 Commenti e opinioni pag. 16 Sport pag. 17 Motori pag. 23 Nautica pag. 26 Lettere e rubriche pag. 29 Oroscopo e Sudoku pag. 30 Il tempo pag. 31 Genova pag. 33 Album pag. 39 Cinema pag. 46 Televisione pag. 47 Weekend pag. 49 Il Secolo in 5 minuti pag. 64 SERGIO CANCIANI Mosca. Lungo gli undici fusi orari della sua immensità bicontinentale la Russia ha l aspetto di una bianchissima torta croccante di ghiaccio, ma la cronaca di questo grande freddo è nera, verissima. In sinergie contrapposte, gelo e fuoco stanno provocando centinaia di vittime, da San Pietroburgo sul Baltico fino a Vladivostok sul Pacifico, lontana sette giornate di Transiberiana o dieci ore di volo. In grandi e piccole città le cupe squadre dei servizi mortuari battono le periferie e i parchi e i desolati caseggiati dell edilizia popolare sovietica per recuperare cadaveri assiderati degli abbandonati, dei senza tetto e di quelli che si lasciano andare nell onda alcolica. La vodka illude, ma non salva dal gelo. Semjon Ilijc è uno degli addetti dell obitorio della capitale, esibisce una barba da mistico ortodosso e pari pietà. Risponde lui al numero telefonico 02, il centralino delle emergenze della disperazione. Segue a pagina 4 Roma. La Russia alle prese con il gelo taglia ancora le forniture di gas: in Italia ieri è arrivato il 12,2 per cento di metano in meno rispetto alle richieste. È stato così necessario utilizzare le riserve strategiche per il secondo giorno consecutivo e lo stesso potrebbe accadere anche nelle prossime settimane, visto che in Russia si combatte con temperature tra i 30 e i 60 sotto zero. Il ministro Scajola, che ieri ha riunito il comitato di emergenza gas, assicura che non ci saranno problemi di approvvigionamento, dato che le scorte sono abbondanti. Ma nei prossimi giorni, per risparmiare metano, il governo varerà un decreto che autorizza deroghe in materia di inquinamento, in modo da poter bruciare nelle centrali termoelettriche sia il carbone, sia olii combustibili ad alto tenore di zolfo, ora vietati. L Italia non è da sola con le sue difficoltà. Altri Paesi, come l Ucraina, hanno conosciuto giorni difficili per la mancanza di gas, problemi ora risolti, come spiega l ambasciatore atteso per oggi a Genova. Fantini e Rinaldi a pagina 4 DA FEBBRAIO IL SECOLO XIX CAMBIERÀ MUSICA. BLOCCA IL TUO COEFFICIENTE DI RENDITA DA INA AUTENZIO Via XX Settembre 312 {ITA } Fri Jan 20 00:07: CYAN MAGENTA YELLOW BLACK 2 20 gennaio 2006, Venerdì IN PRIMO PIANO IN BREVE Precipita aereo slovacco sedici morti Budapest. Un aereo con a bordo giovani militari del contingente slovacco della Forza multinazionale di pace nel Kosovo (Kfor) è precipitato ieri sera nel nord-est dell Ungheria. Secondo fonti del ministero dell Interno ungherese ci sarebbe un solo sopravvissuto al disastro. Il velivolo, un An-24, proveniva da Pristina, in Kosovo ed era diretto a Kosice, in Slovacchia. Si è abbattuto intorno alle locali in una foresta nei pressi della cittadina di Telkibanya, nell Ungheria nord-orientale, vicino alla frontiera slovacca. Il ministro ungherese dell economia, Janos Koka, ha detto che le squadre di soccorso hanno raccolto una sola persona ancora in vita. Non è stato accertato quante persone ci fossero a bordo dell aereo. In un primo momento si è parlato di 44 vittime, ma successivamente il ministero dell interno ungherese ha riferito di 16 cadaveri recuperati. Chirac: l atomica contro attacchi terroristici Parigi. La Francia ha ampliato la sua definizione di interesse vitale e stende la sua ala protettiva nucleare anche sugli approvvigionamenti strategici e sui paesi amici; ha organizzato le sue forze nucleari per poter rispondere in «modo flessibile» in caso si senta minacciata; potrebbe rispondere con armi non convenzionali, e cioè nucleari, in caso di attacchi terroristici organizzati da responsabili governativi di altri Paesi. Il presidente della repubblica francese Jacques Chirac ha scelto la sua visita al comando strategico dei sommergibili nucleari all Ile Longue, non lontano da Brest, per dettare le nuove regole della dottrina nucleare francese. Dopo un anno il capo di al Qaida torna a minacciare gli Stati Uniti con un messaggio audio, mandando però anche segnali di possibili trattative Gli Usa a Bin Laden: non negoziamo l ITALIA Martino: via tutti i soldati entro dicembre ma continueremo ad aiutare gli iracheni Roma. L operazione militare italiana in Iraq verrà dimezzata a giugno e sarà conclusa entro l anno, quando Antica Babilonia sarà sostituita da una diversa missione, «di natura sostanzialmente civile», che resterà fino al 2007 e potrebbe chiamarsi Nuova Babilonia. Così il ministro della Difesa, Antonio Martino ha illustrato ieri in Parlamento l exit strategy italiana. La riconfigurazione del contingente sarà in due fasi. La prima, spiega Martino alle Commissioni Difesa e Esteri di Camera e Senato, sarà attuata nel primo semestre 2006 e «prevede il graduale trasferimento dei compiti dal contingente alle forze di difesa e sicurezza irachene (sono già i poliziotti e i soldati addestrati dagli italiani) e la conseguente progressiva riduzione della componente militare nazionale». Ai 300 militari che rientreranno in Italia entro questo mese se ne aggiungeranno così altri entro giugno. Resteranno dunque uomini, la metà rispetto ai circa iniziali. La seconda fase, da luglio a fine anno, «prevede una sempre più estesa cooperazione civile ed il corrispondente progressivo disimpegno del contingente militare». All inizio del secondo semestre dell anno, in concomitanza con il dibattito parlamentare per la proroga della missione, «sarà già stato avviato il diverso impegno di sostegno ed aiuto al popolo iracheno, che dovrà essere concordato con gli alleati e con il governo iracheno». Si tratta, dice Martino, di un impegno «a prevalente caratterizzazione civile, che non escluderà una presenza militare, del tutto distinta dall attuale, per garantire le irrinunciabili condizioni di sicurezza agli operatori civili». Quindi, «mentre l operazione Antica Babilonia andrà esaurendosi, crescerà contestualmente un altro tipo di missione, sostanzialmente diversa, che potremmo chiamare operazione Nuova Babilonia» In questo quadro, spiega Martino, la tradizionale operazione militare Antica Babilonia «ultimerà gradualmente il proprio mandato nel corso del 2006 e sarà considerata conclusa alla fine dell anno, avendo definitivamente compiuto la propria missione». Per Nuova Babilonia, invece, il ministro della Difesa pensa ad un impegno dello stesso tipo di quello portato avanti dagli italiani in Afghanistan, con il Team di ricostruzione provinciale (Prt) di Herat, una struttura mista, civile-militare (in cui sono oggi coinvolte circa 300 persone). «In particolare dice Martino siamo in grado di assumere la responsabilità della direzione e della gestione di un eventuale futuro Prt nel Dhi Qar», l area dove attualmente operano gli italiani, con il compito di assistere gli iracheni nella ricostruzione del tessuto economico, sociale e amministrativo della provincia. Il ministero degli Esteri sta lavorando a questa ipotesi «per meglio definire l impegno organizzativo e finanziario e l arco temporale che potrebbe interessare gli anni 2006 e 2007». R. E. A BAGHDAD Due attentati quindici morti Baghdad. Due attentati nel centro di Baghdad ieri hanno provocato oltre 15 morti e 25 feriti mentre per poco è stata evitata una strage da colpi di mortaio lanciati su una moschea, nel giorno della festa di Al Ghadir, particolarmente importante per i musulmani sciiti, essendo dedicata al loro profeta, Ali, indicato da Maometto a succedergli dopo la morte. E stato anche pubblicato ieri il rapporto della commissione internazionale che ha svolto accertamenti sulle operazioni di voto delle elezioni legislative del 15 dicembre scorso, con una notizia in sostanza positiva: sono stati riscontrati di certo brogli ed irregolarità, ma non tali da far rimettere in discussione i risultati, che la Commissione Elettorale irachena dovrebbe finalmente rendere noti nei prossimi giorni. Respinta l ipotesi di una tregua Il Cairo. Il leader di al Qaida Osama Bin Laden ha rotto un silenzio di un anno, minacciando di colpire gli americani «nelle loro case» ma offrendo agli stessi una tregua condizionata, in una registrazione a lui attribuita e resa pubblica ieri. «Le operazioni sono in corso di preparazione e lo vedrete nelle vostre case, non appena tutto sarà pronto», dice la voce pacata della registrazione trasmessa dalla televisione al Jazeera. Secondo la rete del Qatar, è stata fatta il mese scorso, perché ci sono riferimenti ad una notizia risalente a due mesi fa. Nei tre passaggi diffusi da al Jazeera, in tutto pochi minuti, Bin Laden ricorda gli attacchi contro Paesi europei della coalizione, apparentemente riferendosi agli attentati di Londra del 7 luglio, senza fare menzione di nessuna città. Quindi sostiene che se non ce sono stati di simili negli Usa, dopo l 11 settembre, non è grazie alle misure di sicurezza prese dagli americani. «Operazioni sono in corso di preparazione e le sentirete nelle vostre case, Inshallah». Bin Laden ricorda i sondaggi negli Usa, che indicano come la maggioranza degli americani sia a favore di un ritiro delle truppe americane dall Afghanistan e dall Iraq, ma Bush non li sta a sentire. «Non abbiamo obiezioni a offrirvi una tregua (hudna) a lungo termine, con condizioni giuste che noi rispetteremo, perché Dio proibisce il tradimento e la menzogna alla nostra nazione». Niente trattative, niente tregua, perché gli Usa «stanno vincendo e i terroristi sono in fuga». La Casa Bianca ha reagito con toni bellicosi alle nuove minacce di Bin Laden, mentre l intelligence americana, nell analizzare il messaggio audio del capo di al Qaida è stato giudicato autentico ci legge un segno di debolezza: un possibile tentativo dell organizzazione di rassicurare la base, dopo il colpo messo a segno dalla Cia nei giorni scorsi in Pakistan. Mancano ancora le conferme ufficiali, ma il missile sganciato da un Predator la settimana scorsa sul remoto villaggio pachistano di Damadola avrebbe ucciso almeno quattro leader di al Qaida, tra i quali forse un chimico e artificiere egiziano ricercato da anni. Tornando al messaggio di Bin Laden trasmesso ieri da al Jazeera, la qualità è pessima secondo Diaa Rashwan, esperto del Centro di studi strategici al Ahram, «sembrerebbe essere stata fatta in condizioni difficili». «Non è possibile verificare l autenticità, ma la registrazione è molto peggiore rispetto ai video che sono stati trasmessi di Ayman al Zawahri, il numero due di al Qaida», ha osservato Rashwan. «E piena di rumori, come se fosse stata fatta con mezzi molto poveri». Rashwan non se la sente di dire con certezza se sia la voce di Bin Laden, ma le minacce «sono da prendere sul serio». E secondo altri esperti la voce è la sua. «E chiaro dice Rashwan che il suo scopo è mettere l opinione pubblica americana contro l amministrazione». La tregua non è una proposta seria, ritiene Mohammed Salah, corrispondente del quotidiano arabo al Hayat al Cairo ed esperto di al Qaida, «l aveva già fatto in precedenza con condizioni impossibili da soddisfare, e ora non ci sono neanche quelle... sa già che sarà respinta, ma è solo per dimostrare che tende la mano della pace agli americani». Nell aprile 2004 Bin Laden aveva proposto una tregua egli europei, ma non agli americani. In quell occasione l offerta era stata vista come un tentativo di creare delle divisioni nella coalizione in Iraq. Si tratta del primo messaggio di Bin Laden dal dicembre 2004, quando aveva indicato Abu Musab al Zarqawi come il leader di al Qaida in Iraq. In questo periodo di silenzio, il più lungo dagli attentati dell 11 settembre, ogni sorta di speculazioni è stata fatta, se sia vivo o morto, sulle montagne dell Afghanistan al confine con il Pakistan, o chissà dove. Gli americani sembrano convinti che sia ancora vivo e continuano a dargli la caccia. Sulla sua testa pende una taglia di 25 milioni di dollari. Barbara Alighiero Quindici feriti a Tel Aviv alla vigilia del voto palestinese Israele, i kamikaze colpiscono di nuovo nostro servizio Un poliziotto israeliano osserva il luogo dell attentato Gerusalemme. E entrato nel ristorante con una borsa in spalla, fingendosi un venditore di rasoi, si è chiuso in bagno e si è fatto saltare in aria. Un boato spaventoso, un esplosione attutita solo dalle pareti, una strage sfiorata, un altro uomo-bomba spedito dal braccio armato di al Fatah a seminare distruzione in mezzo a civili israeliani. E stato questo il nuovo minaccioso messaggio che Le Brigate dei Martiri di al Aqsa hanno voluto lanciare al «nemico sionista» ed al presidente palestinese Abu Mazen a meno di una settimana dal voto nei Territori. Il terrorista identificato come Samir Antar, 20 anni, originario di Nablus è entrato in azione alle 15 e 45 (le 14 e 45 in Italia): obiettivo la vecchia stazione degli autobus di Tel Aviv. «Qualcuno lo ha notato, ha notato quella borsa scura, troppo ingombrante, che portava in spalla e lui si è allontanato», ha raccontato un testimone oculare. Pochi passi, il tempo per scegliere il bersaglio, il tempo di entrare in quel piccolo ristorante di shwarma (il piatto più amato dagli israeliani) a due passi dal fast-food, di chiudersi in bagno, poi l esplosione. «Ho sentito un boato, è calato improvvisamente il buio e io mi sono messo a correre», ha riferito un passante. Nella deflagrazione sono rimaste ferite almeno ventidue persone, due delle quali ricoverate in gravi condizioni. E con la sanguinosa rivendicazione della Jihad islamica la sesta in meno di un anno è arrivata anche il duro attaccodi Israele all Autorità palestinese. «L Anp si dimostra sempre più incapace di fermare i terroristi», ha commentato un portavoce del governo, mentre la Casa Bianca e l Unione Europea intimavano al presidente Abu Mazen l immediato disarmo dei gruppi estremisti. Ma da Ramallah la risposta è stata la solita, impotente, litania di condanna. «Questi attacchi mettono a rischio la sicurezza dei palestinesi e puntano a sabotare l imminente voto nei Territori», ha dichiarato Abu Mazen. E a meno di una settimana dalle legislative,i timori di una nuova campagna di attentati terroristici pesano. Su Israele, dove è già scattato l allarme, con l aeroporto di Tel Aviv chiuso e poi riaperto ieri dopo un presunto dirottamento di un volo della compagnia di bandiera El Al uscito dai tracciati. La polizia ha avuto ordine di intensificare i controlli anche ai posti di blocco della Cisgiordania, ma ad uscire indebolita da questa nuova campagna di attentati è adesso la stessa leadership di Abu Mazen. A soli cinque giorni dal voto nei Territori, gli appelli per la fine della lotta armata lanciati dall ex-segretario generale dell Olp sembrano infatti lettera morta. Hamas resta indietro nei sondaggi rispetto ad al Fatah, ma di soli quattro punti percentuali e la sua popolarità tra la gente sta crescendo. Il gruppo integralista islamico ha ribadito ieri di non essere disposto a trattare con Israele, anche in caso di vittoria alle elezioni. E ciò complica gli sforzi del presidente palestinese, deciso invece a riavviare quanto prima i contatti diplomatici con lo Stato ebraico. Da Gerusalemme, il premier ad interim israeliano Olmert gli ha chiesto però il completo disarmo dei gruppi terroristici subito dopo le elezioni, proprio mentre nei Territori regna il caos. E con al Fatah dilaniato da una insanabile lotta intestina,l interesse del leader palestinese sarebbe adesso quello di prendere tempo e di rinviare le consultazioni,ma Abu Mazen non può dirlo apertamente. Troppo forti le pressioni europee ed americane, reale la minaccia di Hamas. E tra i due fuochi, gli attentati potrebbero diventare adesso l unico pretesto per impedire un voto dal quale il leader dell Anp avrebbe comunque ben poco da guadagnare. Cristiano Fubiani3 {ECO } Thu Jan 19 22:25: POLITICA 20 gennaio 2006, Venerdì 3 Il leader dell Unione difende i vertici della Quercia e attacca il premier: dalle false promesse alle false denunce Prodi: campagna vergognosa «Su Fassino e D Alema calunnie come ai tempi di Telekom Serbia» Berlusconi scrive a 600 mila famiglie: arriva il bonus per i bebè la POLEMICA Il pagamento a febbraio I Ds: soltanto uno spot Roma. «E la coerenza di una vita: è soltanto passato dalle false promesse alle false denuncie. Berlusconi non è cambiato». Così Romano Prodi ha attaccato il premier, sulla vicenda Unipol, il giorno dopo che, in Procura, i testi convocati non hanno confermato i sospetti del premier sull interesse attivo della sinistra nella scalata alla Bnl. La replica è dello stesso tenore, ed arriva a sera: «La mia versione dei fatti è stata confermata. Io non ho mai fatto cenno al contenuto dei colloqui tra i leader dell Unione ed il presidente delle Generali. Ma non siano ipocriti: cosa vanno a fare a cena con un signore di 81 anni? Per parlare di sport?». Il tam tam di Montecitorio, infatti, assicura che il premier non intende abbassare né i toni, né tanto meno cambiare strategia. Ai suoi, il presidente del Consiglio, ha spiegato che, nonostante le difficoltà, i conti tornano: i sondaggi (sia quelli commissionati in proprio, che gli altri), dimostrano che l elettorato di centrodestra si sente più motivato da quest offensiva e, se non altro, premia Forza Italia all interno della coalizione. Avanti, quindi. Tre, sempre secondo le indiscrezioni, le prossime mosse. La prima consiste nell elaborazione di un dossier sul sistema delle cooperative: alla stesura il premier ha chiamato tutti gli eletti in Forza Italia. La seconda la spiega Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore del partito: «Sta emergendo che Consorte e Sacchetti, nel 2003, operarono sui mercati finanziari, attraverso spericolate manovre, che consentirono loro di portare a casa quasi 80 milioni di euro. Nello stesso periodo, però, gli stessi erano al vertice della Unipol Merchant bank che aveva il delicato compito di ripianare i debiti dei Ds (attorno ad 80 milioni di euro). Operazione riuscita. Possiamo definire questo un colpo di fortuna?». L ultimo argomento dovrebbe riguardare la vendita della Telecom. «Telecom? Non ne so niente. Non ho mai parlato di questa vicenda e non ho nulla da dire. E neppure da pensare» ha risposto il premier a chi, ieri sera, gli chiedeva di anticipare qualche mossa. «Silvio Berlusconi si appresterebbe a nuove, eclatanti rivelazioni ai danni dell opposizione. Insomma: dall intensa attività spionistica del premier stanno per venire alla luce altri inganni - si legge in una nota diffusa dalla direzione dei Ds, dopo che molti parlamentari hanno raccolto queste voci di corridoio - Ma davvero il presidente del Consiglio non ha nulla di meglio da fare che costruire castelli di veleni, talmente falsi Il consiglio decide di non rinunciare alla scalata. Bpi rimborsa i correntisti da lunedì L Unipol va avanti su Bnl La compagnia prepara le controdeduzioni al no di Bankitalia Bologna. Unipol, per ora, non abbandona la partita Bnl. Dopo il parere negativo di Bankitalia sull Opa, la compagnia assicurativa bolognese presenterà le sue controdeduzioni, riconfermando le proprie ragioni, in attesa del verdetto definitivo di via Nazionale. In questa fase, in altre parole, Unipol non intende nè rinunciare all operazione, di cui ribadisce la validità, nè modificare i termini dell offerta. E questa la decisione presa dal consiglio di amministrazione della compagnia bolognese al termine di una riunione durata circa tre ore, che era stata preceduta da un assemblea della Holmo, la cassaforte delle coop che attraverso la Finsoe controlla Unipol (l assemblea ha nominato Mario Zucchelli presidente e Piero Collina vice presidente, al posto, rispettivamente, di Pierluigi Stefanini e Vanes Galanti, che sono passati ai vertici di Unipo al posto di Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti). La nota diffusa al termine dell incontro non scende nei dettagli. Si limita a osservare che sono state esaminate «nel merito le lineeguida delle osservazioni» che saranno inviate a Bankitalia nei termini prescritti dal procedimento amministrativo in corso.dopo gli incontri con i partner finanziari, avvenuti nei giorni scorsi a Milano, i nuovi vertici della compagnia assicurativa hanno confermato così «l intenzione di proseguire nella linea intrapresa, per ricercare soluzioni idonee alla tutela degli interessi della società, degli azionisti e dei propri partners; il tutto - sottolinea ancora la nota - nel pieno rispetto della trasparenza e del mercato». Su Bnl dunque il sistema delle coop intende andare avanti, come ha confermato anche Giuliano Poletti, presidente della Lega delle Coop, che, dopo aver definito «scontate» le controdeduzioni a Bankitalia, ha ribadito che la scalata a Bnl «è chiara e trasparente» ed è accompagnata da un piano industriale «positivo, utile e fattibile». da ritorcersi regolarmente contro chi li fabbrica? Sarebbe utile, a questo punto, se raccontasse quali attività parallele si svolgono, in queste ore, a Palazzo Chigi». Sul bilancio della Quercia, poi, è stato lo stesso tesoriere dei Ds, Sposetti, a spiegare che i conti sono tutti perfettamente regolari: lo ha ripetuto anche davanti ad una riunione di iscritti in una sezione di Roma. Alle insinuazioni attorno alla cessione di Telecom, invece, si incarica di rispondere il presidente della società, Marco Tronchetti Provera, vicepresidente di Confindustria: «Si corre il rischio che, chi non rispetta le regole, cerchi di coinvolgere aziende e persone che non c entrano nulla». L affondo di Romano Prodi, di prima mattina, durante la trasmissione Radio Anch io, parte dalla lettura dei quotidiani che riportavano le parole di Tarek Ben Ammar, produttore, finanziere ed amico del premier, che non avrebbe confermato ai giudici romani, la tesi di Berlusconi, secondo la quale i leader del centrosinistra avrebbero esercitato pressioni sulle Generali perché fossero cedute azioni Bnl ad Unipol. «Devo constatare che, contro Fassino e D Alema è stata lanciata una campagna impressionante e vergognosa, come ai tempi dell affare Telekom Serbia. Io stesso - ha spiegato il professore - Fassino e Rutelli fummo accusati di essere ladri. Tutto si è risolto in una calunnia. Qualcosa di analogo è già accaduto due estati fa, ed i media controllati dal Cavaliere, tutte le sere attaccavano con titoli cubitali. Tutto falso: chi era accusatore si trova ora nelle vesti dell accusato». «Leggendo i giornali di questa mattina - ha replicato il premier, dagli studi del Tg1 dove ha registrato un intervista con il direttore Mimun - si vede che la regola della sinistra è la disinformazione. Io ho soltanto detto che ci sono stati 4 incontri tra esponenti Ds ed i vertici delle Generali. E questa circostanza è stata confermata: non ho mai parlato di quegli incontri. E il festival della ipocrisia. Anche per la credibilità dell istituzione ho ritenuto che tutti gli interessati fossero costretti a confermare». I Ds hanno replicato con le rime, facendo circolare il testo della registrazione dell apparizione Tv di Berlusconi, nel salotto di Giuliano Ferrara, nella quale lanciò il primo sasso: «Io ho consigliato a tutti i miei interlocutori di fare ciò che ritenevano più vantaggioso con le proprie azioni. Altri sono andati dai protagonisti a chiedere di vendere le azioni della Bnl alla Unipol». Angelo Bocconetti Di certo fra 15 giorni via Nazionale darà il parere definitivo sull operazione e se il disco sarà ancora rosso, la compagnia dovrà decidere se rinunciare o ricorrere al Tar o ricominciare da capo modificando i termini dell offerta. Sul fronte Hopa, società alleata di Unipol nella scalata alla banca romana, la riunione del consiglio di amministrazione, avvenuta ieri, non ha esaurito il tema delle nomine. E stato cooptato in consiglio il direttore generale della Popolare Italiana, Divo Gronchi, che prende il posto che era di Gianpiero Fiorani. E stato anche designato Stefano Bellavista (vice presidente del Monte dei Paschi) quale rappresentante di Hopa nel consiglio di Olimpia, al posto di Emilio Gnutti. Ma il cda della finanziaria bresciana dovrà tornare a riunirsi, mercoledì 1 febbraio, per cooptare i consiglieri che rappresenteranno Fingruppo, Antonveneta e Unipol e Roma. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi scriverà a circa 600 mila bebè nati nel 2005 per annunciare ai loro genitori le modalità per riscuotere i euro previsti dal bonus bimbi introdotto dalla Finanziaria. Le lettere, firmate dal premier, inizieranno ad essere spedite la prossima settimana, con una leggero ritardo rispetto alla data dal 15 gennaio prevista dalla legge Finanziaria. La procedura per riscuotere il contributo sarà semplificata e il bonus potrà essere incassato a partire dal 15 febbraio. Difficile che i bebè riescano a leggere la lettera di Berlusconi, ironizza Livia Turco, responsabile Welfare della segreteria nazionale dei Democratici di sinistra, accusando il premier di fare spot elettorali. L invio delle lettere metterà in moto la procedura prevista dalla che non sono stati ancora designati. «Non abbiamo discusso di Olimpia, non c è ancora nessuna ipotesi», ha detto il presidente di Hopa Stefano Bellaveglia, rispondendo a chi gli chiedeva conferna delle indiscrezioni secondo cui Hopa avrebbe chiesto agli altri soci (Pirelli, Benetton, banche) di rinviare la scadenza del patto di sindacato di Olimpia, la società che possiede il 18% di Telecom Italia. Nel frattempo, domani, gli advisor di Hopa, Pirelli ed Edizione Holding torneranno a vedersi per cercare una soluzione. Lo studio Poli e Bruno Ermolli formale dell altro ieri hanno avuto una prima presa di contatto, ma le posizioni sono apparse distanti. Il nodo più delicato è quello delle banche azioniste di Hopa (Intesa e Unicredit) che non hanno alcuna intenzione di incassare minusvalenze dal riassetto di Olimpia. Pirelli e Benetton, che legge finanziaria per la quale sarà attivato un call center per l assistenza. Anche il pagamento sarà fatto senza troppa burocrazia. La verifica dei requisiti avverrà con una autocertificazione. I dati saranno però verificati successivamente dal fisco. La Finanziaria fissava una data precisa. Il ministero dell Economia e delle Finanze avrebbe dovuto comunicare per iscritto, entro il 15 gennaio 2006, la sede dell ufficio postale di zona presso il quale gli assegni possono esser riscossi. I tempi, dall entrata in vigore della legge alla predisposizione dell elenco dei neonati, sono stati brevi e così l invio è slittato di una settimana. E vero - ammette il funzionario del ministero dell Economia, Del Bufalo che segue l organizzazione - sulla norma c è scritto il 15 gennaio, ma i tempi erano strettissimi e non era facile mandare 600 mila Pavia. Non si va alle elezioni per litigare, per demonizzare gli avversari, ma per confrontarsi, per verificare il giudizio degli elettori su quel che le forze politiche hanno fatto, per chiedere il consenso sui rispettivi programmi per la prossima legislatura. Carlo Azeglio Ciampi, ieri a Pavia, lo ricorda ancora una volta facendo notare che «a livello nazionale la discordia, spinta all estremo, è dannosa per tutti: è sui fatti, sulle cose da fare che bisogna confrontarsi». L altro ieri Ciampi lo ha detto ancor più esplicitamente incontrando il vertice della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, al quale ha raccomandato una «vigilanza attiva», una azione energica per assicurare la par condicio in tutte le trasmissioni televisive, anche in quelle di intrattenimento: un controllo sostanziale e non solo pro forma: applicando le regole formalizzate e facendo valere in ogni modo il principio generale. Non credo proprio. Non vedo come possa essere rivolto a me. Non si sente toccato, Silvio Berlusconi, dalle parole che Ciampi ha usato per chiedere pari condizioni, in campagna elettorale, nelle presenze dei politici in tv. Semmai, suggerisce il premier, chiamati in causa sono i leader della sinistra, abituati ad affollare i talk show politici. Certo non lui, che ha lavorato, e quando si porta la croce non si ha tempo per cantare. Per tutta risposta, Romano Prodi contrappone i suoi otto minuti di presenza in tv negli ultimi 15 giorni alle tre ore e sei minuti del Cavaliere. Questa - chiosa il candidato premier dell Unione - non è nè parità nè stile. Non è il modo di fare. Piero Fassino, in rotta di collisione con il premier da giorni sul caso Unipol, giudica evidente che Ciampi si riferisse proprio a Berlusconi. Quello del Capo dello Stato, nota il segretario diessino, era un richiamo rivolto prima di tutto a colui che, in queste settimane, ha travolto ogni regola e invaso le televisioni pubbliche e private, alterando quella parità di condizioni che è essenziale per una campagna elettorale rispettosa dei cittadini. Ci sono due Fassino - replica il sottosegretario Paolo Bonaiuti, portavoce del premier - quello che invita al dialogo e quello che contemporaneamente dice che Berlusconi delira. Ci dicano i Ds: qual è il Fassino giusto?. Ma Berlusconi si sente tranquillo. Guardando tutte le partecipazioni dei principali leader della sinistra nelle varie trasmissioni televisive - afferma sono rappresentati da Ermolli, premono per chiudere la vicenda al più presto, dal momento che il patto scade il 9 febbraio. «Non c è niente, è un tavolo non aperto», ha dichiarato ieri l amministratore delegato di Banca Intesa, Corrado Passera, a proposito di un possibile intervento della banca nel caso Hopa esca dall azionariato di Olimpia. Quanto all opzione put di Intesa verso Pirelli di Intesa relativa alla quota posseduta dalla banca in Olimpia, Passera ha ribadito che si deciderà alla scadenza dell opzione. «C è un accordo, c è un contratto - ha spiegato il banchiere - al momento giusto lo diremo. E chiaro che il contratto che abbiamo nei confronti della Pirelli verrà esaminato da noi e dagli altri soci attentamente, ma il nostro impegno in Olimpia è garantito da un contratto di put cioè di possibilità di rivendita. Decideremo in funzione della situazione e anche dei prezzi di Borsa che avrà Telecom Italia al momento in cui noi potremo esercitare la nostra opzione». Bpi restiuisce i soldi. Le banche del gruppo Bpi restituiranno lunedì gli addebiti caricati tra la fine del 2004 e l inizio del 2005 dalla passata gestione Fiorani sui conti correnti dei clienti della banca. L iniziativa segue i contatti tra le associazioni dei consumatori e l istituto preannunciati dal direttore generale Gronchi in una missiva ai correntisti della banca. A essere stornati saranno così la voce commissione d urgenza pari a 30 euro e parte della voce recupero spese amministrative. Entro oggi si concluderà la tornata dei cda delle diverse banche del gruppo (Popolare di Lodi, Popolare di Cremona, Popolare di Crema, Popolare di Mantova, Cassa di Risparmio di Lucca, Cassa di Risparmio di Pisa, Cassa di Risparmio di Pescara e Banca Valori) per deliberare di procedere ai rimborsi. La misura sarà così operativa sui conti dei clienti nella giornata di lunedì. E. P. lettere subito. Il bonus riguarda per ora i neonati del Per il 2006 bisognerà invece attendere ancora e i pagamenti saranno scaglionati rispetto alle date di nascita. Una procedura ancora diversa è poi prevista per i bambini adottati. La comunicazione sarà inviata direttamente a casa dei cittadini che hanno avuto un bambino nel La missiva sarà in tre parti. Un primo foglio è la lettera del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che si rivolgerà al bambino. Poi ci sarà una parte con tutte le informazioni pratiche necessarie per incassare i mille euro. Infine è previsto un modulo, parzialmente riempito con i dati del neonato, che andrà completato con le informazioni sulla persona che riscuoterà il bonus e con i codici fiscali dei componenti del nucleo familiare. Sono tutti dati che serviranno ad effettuare successivamente una verifica sul rispetto del paletto relativo ai redditi, fissato dalla Finanziaria a euro, per evitare di beneficiare famiglie che non hanno certamente bisogno di questo aiuto una-tantum. La strigliata di Ciampi: basta liti Il Cavaliere: non ce l ha con me - si vede chiaramente che il presidente del Consiglio ha lavorato. E quando si porta la croce non si ha tempo per cantare. Come hanno capito tutti - scherza Vannino Chiti, coordinatore della segreteria Ds - il Capo dello Stato non si riferiva al presidente del Consiglio, ma a mio zio, che infatti controlla le tv pubbliche, il più grande polo televisivo privato, e tenta di condizionare anche le tv locali. L appello del Capo dello Stato per una vera parità in tv diventa occasione di un rimpallo di accuse tra Poli. Non intendo interpretare Ciampi - dice Luciano Violante, presidente dei deputati della Quercia - ma le sue parole sono venute dopo un overdose massiccia di Berlusconi in tv, che gli ha fatto perdere ancora di più credibilità. Far finta di non capire che il riferimento delle parole del Capo dello Stato era palesemente al premier, vuol dire ingannare gli italiani per l ennesima volta. Ma a questo Berlusconi ci ha abituato, gli fa eco Renzo Lusetti, vicepresidente dei deputati della Margherita. Se non a lui a chi?, si chiede il presidente dei Verdi Pecoraro Scanio. Ci prende per fessi? Vuole schivare il monito di Ciampi negando i fatti?, si domanda a sua volta Roberto Villetti, della Rosa nel Pugno. Roma. Lavori in corso per le liste nel centrosinistra dopo l intesa tra Romano Prodi, Ds e Margherita. Ma, come sempre in questi casi, gli intoppi non mancano, anche in Liguria, per la quale marcia in ritardo la scelta del capolista. In arrivo c era Prodi ma la decisione finale sarà presa solo una volta che verrà risolto il braccio di ferro tra Ds ulivisti e Ds doc su chi dovrà guidare la lista unitaria in Toscana, circoscrizione unica come Liguria con la nuova legge elettorale. In Toscana, la contesa è tra due candidati autorevoli: l ulivista Giuliano Amato, ora in Senato, e il capo della segreteria ds, Vannino Chiti, fassiniano di ferro. Il primo posto in lista per Chiti nella sua Toscana sembrava cosa fatta ma poi ecco spuntare il nome di Amato (eletto nel collegio blindato di Grosseto, con il vecchio sistema) e le acque si sono improvvisamente agitate. Risultato: la Quercia sta litigando di brutto, a livello regionale e non solo. Nell attesa che i ds sciolgano i loro dubbi, la Liguria resta in attesa perché, se Amato la spunterà in Toscana, Chiti si sposterebbe a Genova per guidare la lista dell Ulivo al posto di Prodi o di un prodiano indicato dal Professore. L esito della contesa sulle due liste non è scontato perché nella Quercia toscana serpeggia il malcontento, che rischia di sfociare in aperto dissenso nelle riunioni in corso da Siena ad Arezzo, passando per Firenze. «Non si capisce che cosa c entra Amato con noi. Vannino è la scelta giusta», si sfoga in un corridoio della Camera un deputato di Arezzo, annunciando battaglia in serata. Romano Prodi, da Radio Anch io la difesa di Fassino e D Alema Guerra dei sondaggi: per tre istituti centrosinistra avanti di 5 punti, per gli analisti del Cavaliere è quasi pareggio Vannino Chiti Sia come sia, un toscano doc potrebbe sbarcare alla testa della lista ulivista in Liguria ma anche Rifondazione ha spostato a Genova, dal suo collegio della Toscana, Ramon Mantovani, che sarà il timoniere della lista del Prc in Liguria, collocato subito dopo il leader Fausto Bertinotti, scelto come portabandiera in tutte e 27 le circoscrizioni della Camera. Mantovani, che è responsabile esteri del partito, si avvicenderà con Graziella Mascia, eletta a Genova nel 2001 e in fase di trasloco a Milano, dove sarà in lista alle spalle di Bertinotti. «Vado dove il partito mi manda, non ho problemi. E poi Genova è una città che mi piace molto», confessa Mantovani, in attesa di scendere nell arena. Il Il Cavaliere insiste nella sua versione sugli incontri Generali- Unione. E scatena la reazione di Tronchetti Provera sulla cessione Telecom: «Chi non rispetta le regole, rischia di coinvolgere aziende e persone estranee» ALLA LUISS Montezemolo accusa «Politica lontana dai problemi veri» Roma. Le imprese italiane, impegnate su mercati internazionali ad alto tasso di competitività, sono lasciate sole dalla politica e dal governo. Il j accuse verso il «Palazzo» arriva nel giorno in cui è stato siglato l accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici e viene dai massimi dirigenti industriali italiani: il presidente di Confindustria e Fiat Luca Cordero di Montezemolo e quello di Federmeccanica, Massimo Calearo. «Siamo molto preoccupati dalla fase negativa che la nostra economia, e soprattutto la nostra industria, stanno attraversando da alcuni anni - ha tuonato Montezemolo - c è una mancanza di politica industriale che ha lontane origini e mancano inoltre una politica fiscale tendente allo sviluppo ed una politica energetica». Intervenuto alla Luiss al premio Angelo Costa per i migliori laureati - al quale ha partecipato anche l economista Jean-Paul Fitoussi - Montezemolo ha ricordato una serie di indicatori che fanno del nostro Paese un unicum in Europa. Tra questi, la scarsa crescita del Pil negli ultimi anni, un erosione della nostra quota di mercato di oltre mezzo punto percentuale nell ultimo decennio e la continua perdita di competitività. L Italia, ha aggiunto Montezemolo, deve «affrontare scelte radicali di fondo che la portino fuori da un periodo di non crescita. Abbiamo bisogno della ricostruzione di alcuni fondamentali del Paese perché usciamo da un periodo troppo lungo di non scelte». Amato minaccia di soffiargli il posto alla Camera in Toscana Lite nell Ulivo, in Liguria spunta Chiti capolista tempo stringe. Entro lunedì, Ds, Margherita e prodiani contano di andare all affondo finale con la chiusura delle teste di liste, un passaggio che è tutto con la nuova legge elettorale. Si fanno i nomi di eminenti esclusi, da Antonio Maccanico a Franco Bassanini a Giorgio Bogi (in Liguria). E i potenziali nuovi candidati non perdono d occhio i tavoli dove vengono decise le posizioni in lista: «Con il nuovo sistema non c è scampo. Se uno si siede a un posto sbagliato dell autobus, è perduto», osserva un neo candidato. Acque mosse anche nel Pdci, dove sono state decise le teste di lista. Oliviero Diliberto e Armando Cossutta guideranno le squadre, di cui faranno parte l astrofisica Margherita Hach, lo storico Nicola Tranfaglia, lo psichiatra Luigi Cancrini, l astronauta Umberto Guidoni. Fra le polemiche, è stata esclusa Maura Cossutta, figlia del presidente. Nel frattempo, prosegue incessante la guerra dei sondaggi. L attivismo televisivo del Cavaliere non fa impennare i consensi: nei tre sondaggi (quello Ipsos di Pagnoncelli, uno Swg per l Espresso e uno Abacus per Sky Tg24) più aggiornati, la Cdl marcia a una distanza di 5 punti dall Unione, con Fi sotto il 20 per cento dei consensi. Non è lo stesso scenario disegnato da Euromedia di Alessandra Ghisleri, nuova guru del premier, che accorcia le distanze all 1,3 per cento: la Cdl sarebbe al 48,3 per cento e il centrosinistra al 49,6 per cento. In questa chiave, il pareggio è portata di mano e la vittoria dipende dagli indecisi. Michele Lombardi Vedere altro
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