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La scelta sul TFR e i Fondi pensione - PDF
La scelta sul TFR e i Fondi pensione
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1 R.S.U. Siae Microelettronica La scelta sul TFR e i Fondi pensione I sistemi previdenziali Per sistema previdenziale si intende l'insieme delle norme che regolano il diritto alla prestazione, inteso come l'insieme di regole e requisiti per accedere alla pensione, e la misura della prestazione, intesa come metodi di calcolo dell'importo pensionistico. Con la riforma pensionistica introdotta dalla legge n. 335/1995, il sistema previdenziale pubblico gestito dall'inps e dalle forme sostitutive e esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria, ha visto affiancare al preesistente sistema retributivo, il nuovo sistema contributivo, entrato in vigore dal per tutti gli assicurati all'inps dopo quella data. E' stata offerta la possibilità a coloro che già avevano contributi al , di scegliere attraverso un'opzione esplicita, di passare completamente al sistema contributivo, a patto che al momento dell'opzione questi facciano valere almeno 780 contributi settimanali totali di cui almeno 260 settimane versate dopo il Per comprendere la situazione assicurativa dell'interessato, occorre quindi capire come sono collocati i contributi nella sua vita lavorativa alla data di entrata in vigore della legge di riforma, ovvero al : I) Se l'assicurato può far valere a quella data un numero di contributi pari o superiore a 936 settimane (18 anni) versate a qualsiasi titolo, sarà interessato ad un sistema di diritto e calcolo retributivi puri. Se invece avrà esercitato l'opzione per il sistema contributivo prima del , avrà il sistema contributivo di diritto e calcolo. II) Se l'assicurato al avrà meno di 736 settimane (18 anni) di contribuzione versata a qualsiasi titolo, questi potrà in qualsiasi momento esercitare l'opzione per il sistema contributivo di diritto e calcolo, oppure mantenere il sistema di diritto retributivo e di calcolo misto (retributivo per le anzianità fino al e contributivo per quelle successive al ). III) Se il lavoratore si assicura dopo il , sarà automaticamente interessato al sistema di diritto e calcolo contributivo. Il diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema retributivo Requisiti generali L'art. 1 del D. Lgs. n. 503/1992 ha elevato l'età pensionabile di vecchiaia progressivamente da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 anni per gli uomini. Lo stesso disposto legislativo ha sancito l'obbligo di cessazione dell'attività lavorativa dipendente per conseguire la pensione. La norma ha inoltre salvaguardato dall'innalzamento dell'età anagrafica gli invalidi all'80% secondo i criteri sanitari INPS. Per costoro quindi si applicano i requisiti di 55 anni di età se donne e 60 anni se uomini. 12 La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui sono perfezionati i requisiti prescritti. Tuttavia, l'interessato può chiedere che la pensione venga liquidata dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Il calcolo della pensione nel sistema retributivo Il sistema retributivo di calcolo delle pensioni riguarda i lavoratori che, alla data del , possano far valere una contribuzione pari o superiore a 936 settimane (18 anni). A tal fine possono essere considerati i contributi da lavoro, figurativi, volontari e da riscatto, anche cumulati con la contribuzione da lavoro autonomo e con i contributi esteri in Stati convenzionati con l'italia. Sono inoltre interessati, per la parte di calcolo fino al , i lavoratori che, alla data del , hanno meno di 936 settimane (18 anni) di contribuzione. Questi ultimi, infatti, vedranno liquidata la pensione con il metodo misto, a meno che non esercitino l'opzione per il sistema contributivo. L'impostazione del calcolo retributivo tiene conto di due elementi fondamentali: 1) La retribuzione da prendere a base di calcolo della pensione 2) L'anzianità contributiva che determina la percentuale da applicale alla retribuzione base. La norma si è evoluta e ha cambiato base di calcolo fino alla riforma del 1992, che ha introdotto la base di calcolo sulle ultime 520 settimane (10 anni). Le retribuzioni da prendere a base di calcolo vengono ogni anno rivalutate in base agli indici ISTAT. In definitiva dal 2002 la pensione retributiva viene suddivisa in due quote, la "quota A" che applica le anzianità contributive maturate fino al ad una base pensionabile costituita dalla media retributiva delle ultime 260 settimane, e la "quota B" che applica le anzianità contributive maturate dal alla media retributiva delle ultime 520 settimane. A queste medie si applica per ottenere l'importo della pensione, una percentuale pari al 2,00% per ogni anno di contribuzione versata. Tale percentuale si riduce in base a scaglioni di reddito. Il diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo Il diritto del sistema contributivo è rivolto esclusivamente a coloro che alla data del : > non avevano alcun contributo versato presso l'inps. > avevano meno di 936 contributi (18 anni) versati presso l'inps e decidano prima del pensionamento di esercitare il diritto di opzione per accedere alle regole del sistema contributivo. Tale opzione è esercitabile in qualsiasi momento a patto che si possa far valere almeno 15 anni (780 contributi) di contribuzione totali di cui almeno 5 anni (260 settimane) dopo il > avevano un numero di contributi pari o superiore a 18 anni (936 settimane) entro il ed avevano esercitato l'opzione entro il , per effetto del D.L. n. 355/2001. I requisiti per il pensionamento. L'accesso alla pensione di vecchiaia contributiva può avvenire nei seguenti casi: >Possesso di almeno 57 anni di età per uomini e donne, 5 anni di contribuzione da lavoro (esclusi i contributi figurativi, volontari, da riscatto) e la maturazione di un importo di pensione pari almeno a 1,2 l'ammontare dell'assegno sociale > Possesso di almeno 40 anni di contribuzione (solo da lavoro e figurativi, ad esclusione dei contributi volontari e da riscatto), a prescindere dall'età. 23 > Possesso di almeno 65 anni di età per uomini e donne e 5 anni di contribuzione da lavoro (esclusi i contributi figurativi, volontari, da riscatto). Qualsiasi sia l'importo maturato, questo viene messo in pagamento. Non è prevista l'integrazione al trattamento minimo. In tutti i casi è necessaria la cessazione dell'attività lavorativa dipendente. La legge 243/2004 ha completamente stravolto l'impianto razionale del sistema contributivo, ed ha irrigidito, a partire dal 1 gennaio 2008, i requisiti: di fatto la "flessibilità" di uscita verrà abolita, e sarà necessario per ottenere la pensione, possedere se donna, 60 anni, se uomo, 65 anni. Sull'applicazione di tale novità dovrà intervenire un decreto. Il calcolo della pensione nel sistema contributivo Il lavoratore dipendente accantona, anno per anno, il 33% del suo reddito imponibile, che viene rivalutato in base a un tasso di capitalizzazione legato alla dinamica quinquennale del PIL. Alla data del pensionamento, all'ammontare complessivo degli accantonamenti (cosiddetto montante contributivo) si applica un coefficiente di trasformazione che varia col variare dell'età e determina l'importo annuo lordo della pensione. La retribuzione imponibile non può comunque eccedere l'importo dei massimali stabiliti dall'art. 2 comma 18 della Legge n. 335/1995. Esempio di calcolo: Assicurato dal , nato il e vuole al conseguire la pensione contributiva, avendo compiuto l'età minima, 57 anni. Anno Base imponibile Aliquota Accantonamento com. annuo Montante fine anno prec. Tasso capit. montante a. p. riv. montante fine anno ,00 33,00% 5.445,00-1, , ,00 33,00% 6.105, ,00 1, , , ,00 33,00% 6.105, ,22 1, , , ,00 33,00% 6.270, ,57 1, , , ,00 33,00% 7.260, ,89 1, , , ,00 33,00% 7.293, ,89 1, , ,24 1, ,00 33,00% 7.590, , , ,41 1, ,00 33,00% 7.425, , , ,89 Montante individuale maturato al : ,89 Procedura di calcolo: 1) Nell'anno di riferimento si prende la base imponibile (determinata dalla somma delle competenze + altre competenze ed eventuali integrazioni figurative come da CUD) e si moltiplica per l'aliquota di computo, pari al 33%, ottenendo in questo modo l'accantonamento annuo, che va a sommarsi con gli accantonamenti degli anni successivi. 2) Prima di sommare l'accantonamento dell'anno corrente, occorre rivalutare l'accantonamento dell'anno precedente per il tasso di capitalizzazione ed ottenere il montante dell'anno 34 precedente rivalutato, che aggiunto all'accantonamento annuo, consegna il montante di fine anno. 3) Concluso il percorso lavorativo, si raggiungerà il montante contributivo totale, che nell'esempio è di ,89. Avendo appena 57 anni, dovremo applicare il coefficiente di trasformazione minimo, pari al 4,720% ed ottenere un importo lordo annuo della pensione pari a 2.953,72 ( 227,20 mensili), che risulta essere nettamente al di sotto l'1,2 dell'assegno sociale. Di conseguenza il nostro assicurato potrebbe ottenere la pensione solo qualora si trattasse di pensione supplementare. Altrimenti dovrebbe continuare a lavorare finché non matura l'importo maggiore del 20% dell'assegno sociale, oppure attendere il compimento del 65 anno di età e conseguire la pensione a calcolo, di qualsiasi importo essa sia. 45 Il trattamento di fine rapporto Cos'è Il Tfr (trattamento di fine rapporto), regolamentato dalla legge 297/82 (art codice civile), è la somma che compete al lavoratore dipendente al termine del lavoro in azienda. Tale trattamento deve essere erogato al lavoratore in ogni caso di cessazione di rapporto di lavoro. Ai sensi dell art. 2 della Legge 297/82 nel caso di fallimento o insolvenza dell azienda, nei confronti del lavoratore subentra il Fondo di garanzia istituito presso l INPS. Come si calcola Il Tfr si calcola sommando per ciascun anno di lavoro ( o frazione di esso) una quota pari all importo della retribuzione annua divisa per 13,5. Per comodità si calcola che la quota accantonata è pari al 6,91% della retribuzione utile. La retribuzione utile ai fini del Tfr (salvo previsioni contrattuali) comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese. In caso di Cig/s deve essere computato l equivalente della retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di svolgimento del lavoro. Il Tfr accantonato viene rivalutato al 31 dicembre di ogni anno con esclusione della quota maturata nell anno su base composta con l applicazione dell 1,5% in misura fissa e del 75% dell aumento indice ISTAT Come viene tassato Il Tfr viene tassato con l aliquota media del lavoratore nell anno in cui è percepito. In virtù della legge 47/2000, per gli anni di lavoro decorrenti dal 2001, l amministrazione finanziaria provvede a ricalcolare l imposta, applicando l aliquota media di tassazione del lavoratore degli ultimi 5 anni. Il regime delle anticipazioni La Legge 297/82 regolamenta in generale i criteri per ottenere l'anticipazione sul tfr, rinviando alla contrattazione collettiva per eventuali previsioni di miglior favore. Tre sono comunque i presupposti della norma oggi in vigore: le spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche, le spese relative all'acquisto della prima casa per se o per i figli e le spese per congedi parentali e per la formazione. Il conto di Tesoreria di Gestione del TFR presso l'inps La Legge n. 269/2006, Finanziaria 2007, ha determinato il trasferimento del TFR che il lavoratore sceglie di non destinare ai fondi pensione, ad un conto di Tesoreria di gestione presso l'inps, nel caso in cui l'azienda nel 2006 abbia superato mediamente i 50 dipendenti, per i quali abbia erogato il TFR. Di fatto per i lavoratori non cambia comunque nulla: la richiesta di liquidazione e di eventuali anticipazioni continuerà ad essere fatta al datore di lavoro, che si sostituirà comunque all'inps per quanto concerne l'adempimento degli obblighi nei confronti del lavoratore salvo poi conguagliare quanto anticipato con i futuri versamenti che è tenuto a effettuare nei confronti dell'inps. 56 Le tipologie dei fondi e i destinatari della previdenza complementare I lavoratori interessati La norma generale rimarca la distinzione tra fondi a prestazione definita e fondi a contribuzione definita: nel primo caso è certa l entità della prestazione in relazione al reddito e sono appannaggio esclusivo dei lavoratori autonomi e liberi professionisti; nei fondi a contribuzione definita, che riguardano tutti gli altri lavoratori coinvolti dalle novità legislative, è un dato certo l ammontare dei contributi da versare al fondo, mentre l entità della prestazione dipende dall ammontare dei contributi versati e dai risultati della gestione finanziaria. Sono interessati alla previdenza complementare, oltre ai lavoratori dipendenti, compresi quelli assunti in base alle nuove tipologie contrattuali introdotte dal D. Lgs. n. 276/2003, anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, i soci lavoratori di cooperative, i lavoratori adibiti ai servizi domestici e familiari destinatari del fondo ex mutualità pensioni (cosiddetto fondo casalinghe ). Ricordiamo invece che per i dipendenti della pubblica amministrazione, il meccanismo del silenzio-assenso si attiverà dal momento in cui la materia verrà regolamentata, come espressamente indicato nell articolo 23 comma 5 del decreto, e quindi successivamente al 1 gennaio Le tipologie di fondi pensione La normativa suddivide le forme pensionistiche complementari in: - forme pensionistiche collettive, che possono essere istituite: a) da contratti o accordi collettivi, anche aziendali, ovvero, in mancanza, da accordi fra lavoratori promossi da sindacati firmatari dei contratti collettivi nazionali di lavoro; b) nel caso della categoria dei quadri, da accordi anche interaziendali promossi dalle associazioni sindacali nazionali della categoria membri del CNEL c) da regolamenti di enti o aziende, nel caso in cui i rapporti di lavoro non siano disciplinati dalla contrattazione collettiva, anche aziendale; d) nel caso dei soci di cooperative, da accordi tra i soci promossi dalle associazioni nazionali di rappresentanza del movimento cooperativo legalmente riconosciute; e) da accordi tra i soggetti destinatari del fondo casalinghe, promossi da associazioni di rilievo almeno regionale; f) accordi tra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti, promossi dalle loro associazioni o sindacati di rilievo almeno regionale; - forme pensionistiche regionali, tipologia rivolta ai lavoratori che svolgono attività in ambito territoriale; - forme pensionistiche individuali, ovvero i cosiddetti fondi aperti, oppure i contratti di assicurazione sulla vita, o i fondi previdenziali assicurativi stipulati con imprese di assicurazione, i cui regolamenti vengano approvati dalla COVIP. - il fondo residuale INPS. La normativa prevede che in caso di silenzio-assenso del lavoratore, entro i termini che abbiamo visto, laddove non siano presenti fondi pensione contrattati collettivamente, il TFR verrà versato in un fondo istituito presso l INPS. 67 Ricordiamo che solo i fondi che riceveranno l'autorizzazione della COVIP, potranno ricevere dal 1 luglio 2007 il tfr a titolo di contribuzione. Il fisco e la previdenza complementare Lo schema della tassazione Dalle parti sociali era stato richiesto un sistema di imposizione di EET, ovvero basato sull Esenzione della contribuzione, l Esenzione dei rendimenti e Tassazione delle sole prestazioni. Il decreto ha invece mantenuto lo schema previgente, basato sull esenzione dei contributi, la tassazione sia dei rendimenti che delle prestazioni. Al rendimento netto maturato in ciascun periodo d imposta, viene applicata una tassazione dell 11%. La deducibilità fiscale della contribuzione Dal 1 gennaio 2007 viene confermato come unico limite, un tetto di deducibilità fiscale sui contributi versati di euro 5.164,57. L iscritto che dovesse versare un ammontare di contributi eccedente il tetto di deduzione, può comunicare al fondo pensione entro il 31 dicembre dell anno successivo, l importo dei contributi non dedotti. Sarà sempre possibile, inoltre, dedurre i contributi versati a favore di familiari a carico, entro ovviamente il suddetto tetto. Ricordiamo le possibilità, riservate ai lavoratori di prima occupazione successivamente al 1 gennaio 2008, di dedurre dal reddito complessivo quote eccedenti i 5.164,57 euro. Tale meccanismo permetterebbe di dedurre nei vent anni successivi ai primi cinque anni di contribuzione, un ulteriore importo, comunque non superiore a 2.582,29 euro, risultante dalla differenza tra l importo di ,85 e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni a tali forme pensionistiche. Nella base deducibile rientrano: i contributi versati dal lavoratore; i contributi versati dal datore di lavoro; i versamenti per i familiari fiscalmente a carico; i contributi volontari. Vi è un riconoscimento fiscale dei contributi reintegratori della posizione individuale. È previsto che le somme percepite a titolo di anticipazione possono essere reintegrate, a scelta dell aderente, in qualsiasi momento anche mediante contribuzioni annuali eccedenti il limite di 5.164,57. La tassazione delle prestazioni Le prestazioni erogate dal fondo sotto forma di capitale, così come quelle erogate sotto forma di rendita, sono imponibili al netto delle quote già assoggettate a ritenuta (rendimenti) Analogo criterio viene adottato nella tassazione delle quote eventualmente anticipate. Sulla parte imponibile delle prestazioni comunque erogate, viene operata una ritenuta a titolo di imposta pari al 15%. Detta percentuale è ridotta dello 0,30% per ciascun anno di adesione eccedente il 15 con il limite massimo del 6% [l aliquota minima non potrà quindi essere inferiore al 9% con 35 anni di partecipazione (35 15 = 20 x 0,3 = 6)] Solo nella tassazione della anticipazione per la prima casa e per ulteriori esigenze verrà applicata l aliquota unica del 23%. Ricordiamo che il nuovo regime di tassazione delle prestazioni si applica alle prestazioni derivanti dal montante accumulato dopo il 1 gennaio 2007, quindi ci sarà la tassazione proquota come per il TFR. 78 Adesione e contribuzione alla previdenza complementare Adesione e iscrizione L adesione tacita o esplicita (per le modalità vai al percorso *) al fondo non comporta l obbligo della contribuzione a carico del lavoratore e del datore di lavoro, ma il lavoratore può decidere in modo autonomo di destinare una parte della retribuzione alla forma pensionistica prescelta, anche in assenza di accordi collettivi. Solo in caso di iscrizione ad un fondo contrattato collettivamente, è possibile fruire, oltre che della propria, anche della contribuzione a carico del datore di lavoro. Lavoratori iscritti alla previdenza obbligatoria dopo il 28 aprile 1993 Sia in caso di conferimento tacito che esplicito del TFR ai fondi, questo riguarda le quote da maturare e non quelle già maturate. Le modalità di decisione per il conferimento o meno del TFR al fondo può avvenire, dal 1 gennaio 2007: - in modo esplicito per l adesione ad un fondo complementare a propria scelta, entro il 30 giugno 2007 per chi è già assunto alla data del 1 gennaio 2007, oppure entro 6 mesi dalla data di prima assunzione se questa avviene dopo il 1 gennaio La scelta viene fatta dal lavoratore per un fondo specifico, di qualsiasi tipo, purché rientri nei requisiti descritti ed approvati dalla COVIP; - sempre in modo esplicito, e sempre entro il 30 giugno 2007 per chi è già assunto al 1 gennaio 2007, oppure entro 6 mesi dalla data di prima assunzione se successiva al 1 gennaio 2007, è necessario esprimere la volontà di non aderire al fondo complementare e mantenere il TFR in azienda con le tradizionali modalità di accantonamento e liquidazione. Per questi lavoratori, è sempre possibile revocare la scelta di mantenere in azienda il TFR e quindi aderire anche successivamente al fondo pensione. - in modo tacito, con il meccanismo del silenzio-assenso, qualora il lavoratore già assunto alla data del 1 gennaio 2007 non si esprima in alcun senso entro il 30 giugno 2007, oppure entro sei mesi dalla data di assunzione, se questa avviene dopo il 1 gennaio 2007; in questo caso la norma prevede che il datore di lavoro dovrà trasferire il TFR maturando alla forma pensionistica complementare collettiva prevista dai contratti o accordi collettivi, anche territoriali, salvo sia intervenuto un diverso accordo aziendale tra le parti che preveda la destinazione del TFR a una diversa forma pensionistica complementare. Tale accordo deve essere comunque notificato al lavoratore in modo diretto e personale. In caso di presenza di più forme pensionistiche complementari alle quali l azienda abbia aderito, la norma prevede che il TFR maturando venga trasferito a una di esse, in accordo tra le parti; se dovesse mancare l accordo, il TFR verrà trasferito al fondo al quale l azienda abbia aderito con il maggior numero di dipendenti. Nel caso, infine, dovesse mancare un fondo collettivo e un accordo, allora il TFR maturando dovrà essere destinato ad un fondo residuale, previsto dall articolo 9, istituito presso l INPS. Lavoratori iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 29 aprile 1993 Si tratta dei lavoratori che si sono occupati per la prima volta anteriormente al 29 aprile Per tali lavoratori è prevista dalla previgente norma la possibilità di trasferire parzialmente il TFR. Qualora alla data del 1 gennaio 2007, tali lavoratori risultino iscritti a forme pensionistiche complementari, potranno scegliere, sempre entro sei mesi, se mantenere 89 il versamento parziale oppure conferire anche il residuo TFR maturando al fondo pensione di appartenenza. E importante sottolineare che anche per tali lavoratori vale la regola del totale conferimento del TFR qualora non si esprimano entro il 30 giugno Qualora invece, non siano iscritti ad alcun fondo, dal 1 gennaio al 30 giugno 2007 potranno scegliere se mantenere il proprio TFR maturando presso il datore di lavoro oppure trasferirlo presso un fondo pensione nella misura prevista dalla contrattazione collettiva; qualora non sia previsto un minimo contrattato, la misura del TFR da devolvere non dovrà essere inferiore al 50%; se invece non esprimeranno alcuna volontà, varrà sempre il principio della totale devoluzione del TFR al fondo complementare. Contribuzione volontaria Per quanto riguarda la facoltà da parte del lavoratore di proseguire volontariamente la contribuzione, il requisito per poter versare i contributi volontari, è di un anno di contribuzione al fondo. * Quando ti sei occupato per la prima volta? (Si intende iscritto per la prima volta ad un fondo obbligatorio di previdenza, ad es. INPS, ENPALS ecc. E' sufficiente che risultino versati contributi, anche in maniera discontinua) Prima del 29 aprile 1993 Comprende tutti i lavoratori con accredito di contribuzione a un fondo di previdenza obbligatoria prima del 29 aprile Il lavoratore può scegliere la quota da versare a partire da una quota minima che, se non prevista dagli accordi o contratti collettivi, dovrà essere compresa tra il 50%, e il 100% del proprio TFR. Entro il 30 giugno 2007 oppure entro sei mesi dalla tua prima assunzione se posteriore al 1 gennaio 2007 Sei iscritto ad un fondo di previdenza complementare Decidi di destinare la quota rimanente di TFR al Fondo complementare Con questa scelta manifesti esplicitamente l intenzione di incrementare la quota di tfr destinata al fondo o di versare tutta la quota residuale di TFR al fondo a cui hai già aderito precedentemente (art. 8, comma 7 lettere a e c del Decreto legislativo n. 252/2005). A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 2 entro il 30 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1 gennaio 2007 e consegnarlo al datore di lavoro. Il versamento al fondo della quota residuale compete dal mese in cui hai presentato formale richiesta. Decido di non destinare la quota rimanente di TFR al Fondo complementare La quota di TFR che hai deciso di non destinare al fondo, dal mese successivo alla data della tua decisione, viene trasferita al nuovo conto di tesoreria gestito dall'inps. Le regole di gestione, anticipazioni e liquidazioni rimarranno esattamente le stesse e verranno erogate comunque dal datore di lavoro. 910 A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 2 entro il 30 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1 gennaio 2007 e consegnarlo al datore di lavoro. Potrai sempre "ripensarci" ed in qualsiasi momento poter destinare anche il residuo tfr al fondo complementare Non esprimo alcuna decisione (silenzio assenso) La quota residuale del tuo TFR viene trasferita al fondo negoziale a cui hai già aderito (articolo 8, comma 7, lettera c del Decreto legislativo n. 252/2005). Ti ricordiamo che il TFR maturato dal 1 gennaio al 30 giugno 2007, rimarrà in azienda a prescindere dalle sue dimensioni, e a partire dal 1 luglio 2007 scatterà il meccanismo sopra descritto. Attenzione: non potrai comunque destinare la quota residuale del tuo TFR ad un fondo individuale. Non sei iscritto ad un fondo di previdenza complementare Decido di iscrivermi alla previdenza complementare Intendi manifestare esplicitamente l intenzione di aderire alla previdenza complementare e dovrai decidere con quale quota di TFR aderire. La percentuale minima del tfr da devolvere è normalmente stabilità dalla contrattazione collettiva. Se non è prevista, la norma prescrive un minimo del 50% del tfr e la direttiva COVIP del 28 giugno 2006 ha stabilito che è comunque possibile in tale caso devolvere fino al 100% del tfr al fondo prescelto. Iscrivendoti ad un fondo contrattuale, potrai anche versare la contribuzione a tuo carico come stabilito dalla contrattazione collettiva, e soprattutto beneficiare del contributo a carico del datore di lavoro. A tale fine, oltre ad iscriverti al fondo, dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 3 entro il 30 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1 gennaio 2007 e consegnarlo al datore di lavoro; se invece sei stato assunto dopo il 31 dicembre 2006, oltre ad iscriverti al fondo, dovrai compilare il modello TFR2 alla sezione 2 entro sei mesi dall'assunzione, e consegnarlo al datore di lavoro. L adesione al fondo decorre dal mese in cui hai presentato formale richiesta di iscrizione. Il TFR maturato tra il 1 gennaio 2007 e la data di iscrizione rimane gestito in azienda. Decido di non iscrivermi ad alcun fondo Il TFR maturando che hai deciso di non destinare alla previdenza complementare, dal mese successivo alla data della tua decisione, viene trasferito al nuovo conto di tesoreria gestito dall'inps. Le regole di gestione, anticipazioni e liquidazioni rimarranno esattamente le stesse e verranno erogate comunque dal datore di lavoro. 1011 A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 3 entro il 30 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1 gennaio 2007 e consegnarlo al datore di lavoro; se invece sei stato assunto dopo il 31 dicembre 2006, dovrai compilare il modello TFR2 alla sezione 2 entro sei mesi dall'assunzione, e consegnarlo al datore di lavoro. Potrai sempre "ripensarci" ed in qualsiasi momento poter destinare anche il TFR al fondo complementare. Non esprimo alcuna decisione (silenzio-assenso) L intero TFR maturando verrà trasferito al fondo negoziale, salvo che un accordo aziendale non preveda il conferimento del TFR a un fondo aperto ad adesione collettiva, o fondi regionali. In presenza di più forme pensionistiche, salvo diverso accordo aziendale, il TFR maturando verrà trasferito al fondo a cui hanno aderito il maggior numero di lavoratori dell azienda alla data del 1 gennaio 2007 oppure, se ciò non è possibile, al fondo con il maggior numero di aderenti secondo i dati COVIP (articolo 8, comma 7, lettera b del Decreto legislativo n. 252/2005). Qualora non sia possibile procedere nei termini di cui sopra il datore di lavoro sarà tenuto a trasferire il TFR maturando alla forma pensionistica complementare costituita presso l INPS. Ti ricordiamo che il TFR maturato dal 1 gennaio al 30 giugno 2007, rimarrà in azienda a prescindere dalle dimensioni aziendali. A partire dal 1 luglio 2007 scatterà il meccanismo sopra descritto Sei iscritto a un fondo privato Decido di versare il TFR nel fondo privato Attualmente non è ancora chiaro come inquadrare i fondi privati visto che fino all approvazione della riforma della previdenza complementare non era contemplata la possibilità di aderire con il TFR ai suddetti fondi mentre dal 1 gennaio 2007 è possibile. In assenza di alcun chiarimento riteniamo che se il lavoratore ha aderito ad un fondo pensione privato e questo entro il 30 giugno 2007 abbia ottenuto l'autorizzazione da parte della COVIP, su questo potrà trasferire una quota del TFR (dal 50% al 100%). La quota di TFR maturata fino alla data della mia scelta rimarrà in azienda. L adesione al fondo avverrà dal mese in cui hai presentato formale richiesta di iscrizione. Decido di non iscrivermi ad alcun fondo Il TFR maturando che hai deciso di non destinare alla previdenza complementare, dal mese successivo alla data della tua decisione, viene trasferito al nuovo conto di tesoreria gestito dall'inps. Le regole di 1112 gestione, anticipazioni e liquidazioni rimarranno esattamente le stesse e verranno erogate comunque dal datore di lavoro. A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 3 entro il 30 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1 gennaio 2007 e consegnarlo al datore di lavoro; se invece sei stato assunto dopo il 31 dicembre 2006, dovrai compilare il modello TFR2 alla sezione 2 entro sei mesi dall'assunzione, e consegnarlo al datore di lavoro. Potrai sempre "ripensarci" ed in qualsiasi momento poter destinare anche il TFR al fondo complementare. Non esprimo alcuna decisione (silenzio-assenso) Attualmente non è ancora chiaro come inquadrare i fondi privati visto che fino all approvazione della riforma della previdenza complementare non era contemplata la possibilità di aderire con il TFR ai suddetti fondi mentre dal 1 gennaio 2007 è possibile. In assenza di alcun chiarimento riteniamo che se il lavoratore ha aderito ad un fondo pensione privato e questo entro il 30 giugno 2007 abbia ottenuto l'autorizzazione da parte della COVIP, su questo verrà trasferito l'intero TFR maturando. Ti ricordiamo che il TFR maturato dal 1 gennaio al 30 giugno 2007, oppure nei sei mesi successivi alla tua assunzione se dopo il 1 gennaio 2007, rimarrà in azienda a prescindere dalle dimensioni della stessa, e a partire dal 1 luglio 2007 scatterà il meccanismo sopra descritto. Dal 29 aprile 1993 in poi Comprende tutti i lavoratori con accredito di contribuzione a un fondo di previdenza obbligatoria successiva al 28 aprile Il lavoratore che intende aderire alla previdenza complementare deve obbligatoriamente versare l intero TFR. Sei iscritto ad un fondo di previdenza complementare Non avrai alcun adempimento. Il fondo che hai già scelto è già destinatario dell'intera quota di TFR. Non sei iscritto ad un fondo di previdenza complementare Decido di iscrivermi alla previdenza complementare Decidi di manifestare esplicitamente l intenzione di aderire alla previdenza complementare verso cui dovrai trasferire l'intera quota di TFR maturando. L adesione al fondo avviene dal mese in cui hai presentato formale richiesta di iscrizione. Se il fondo al quale avrai aderito è un fondo categoriale contrattato, oltre alla tua contribuzione potrai fruire anche del contributo a carico del datore di lavoro. 1213 A tale fine, oltre ad iscriverti al fondo, dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 1 entro il 30 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1 gennaio 2007 e consegnarlo al datore di lavoro; se invece sei stato assunto per la prima volta dopo il 31 dicembre 2006, oltre ad iscriverti al fondo, dovrai compilare il modello TFR2 alla sezione 1 entro sei mesi dall'assunzione, e consegnarlo al datore di lavoro. Decidi di non iscriverti ad alcun fondo Il TFR che maturerai dalla data della tua scelta in avanti, verrà trasferito al nuovo conto di tesoreria presso l'inps. Le regole di gestione, anticipazioni e liquidazioni rimarranno esattamente le stesse e verranno erogate comunque dal datore di lavoro. A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 1 entro il 30 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1 gennaio 2007 e consegnarlo al datore di lavoro; se invece sei stato assunto per la prima volta dopo il 31 dicembre 2006, dovrai compilare il modello TFR2 alla sezione 1 entro sei mesi dall'assunzione, e consegnarlo al datore di lavoro. Potrai sempre "ripensarci" ed in qualsiasi momento poter destinare il tfr al fondo complementare. Non esprimo alcuna decisione (silenzio-assenso) L intero TFR maturando verrà trasferito al fondo negoziale, salvo che un accordo aziendale non preveda il conferimento del TFR a un fondo aperto ad adesione collettiva, o fondi regionali. In presenza di più forme pensionistiche, salvo diverso accordo aziendale, il TFR maturando verrà trasferito al fondo a cui hanno aderito il maggior numero di lavoratori dell azienda alla data del 1 gennaio 2007 oppure, se ciò non è accertato, al fondo con il maggior numero di aderenti secondo i dati COVIP (articolo 8, comma 7, lettera b del Decreto legislativo n. 252/2005). Qualora non sia possibile procedere nei termini di cui sopra il datore di lavoro sarà tenuto a trasferire il TFR maturando alla forma pensionistica complementare costituita presso l INPS. Ti ricordiamo che il TFR maturato dal 1 gennaio al 30 giugno 2007, oppure nei sei mesi successivi alla tua assunzione se dopo il 1 gennaio 2007, rimarrà in azienda a prescindere dalle dimensioni. Sei iscritto a un fondo privato Decido di versare il TFR nel fondo privato Attualmente non è ancora chiaro come inquadrare i fondi privati visto che fino all approvazione della riforma della previdenza complementare non era contemplata la possibilità di aderire con il TFR ai suddetti fondi mentre ora è possibile. In assenza di alcun chiarimento da parte del Governo riteniamo che se il 1314 lavoratore ha aderito ad un fondo pensione privato, dovrà conferire l'intero TFR maturando, una volta che il fondo abbia ottenuto l'autorizzazione da parte della COVIP. L adesione al fondo avverrà il mese in cui il lavoratore ha presentato formale richiesta di iscrizione. Decido di non iscrivermi ad alcun fondo Il TFR che maturerai dalla data della tua scelta in avanti verrà trasferito al nuovo conto di tesoreria presso l'inps. Le regole di gestione, anticipazioni e liquidazioni rimarranno esattamente le stesse e verranno erogate comunque dal datore di lavoro. A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 1 entro il 30 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1 gennaio 2007 e consegnarlo al datore di lavoro; se invece sei stato assunto per la prima volta dopo il 31 dicembre 2006, dovrai compilare il modello TFR2 alla sezione 1 entro sei mesi dall'assunzione, e consegnarlo al datore di lavoro. Potrai sempre "ripensarci" ed in qualsiasi momento poter destinare il tfr ad un fondo complementare. Non esprimo alcuna decisione (silenzio-assenso) Attualmente non è ancora chiaro come inquadrare i fondi privati visto che fino all approvazione della riforma della previdenza complementare non era contemplata la possibilità di aderire con il TFR ai suddetti fondi mentre ora è possibile. In assenza di alcun chiarimento da parte del Governo riteniamo che se il lavoratore ha aderito ad un fondo pensione privato, su questo dovrà conferire l'intero TFR maturando, fermo restando che tale fondo abbia ottenuto l'autorizzazione apposita da parte della COVIP. Ti ricordiamo che per i primi 6 mesi il TFR rimarrà in azienda a prescindere dalle dimensioni. 1415 FONDO DI CATEGORIA Fondo Cometa Via V. Pisani, Milano Call center Internet: FIOM-CGIL Lombardia, Via Breda, Sesto S. Giovanni (Mi) Tel fax Data di inizio attività: 11 novembre 1998 A chi è rivolto È il fondo pensione complementare dei metalmeccanici nato dall accordo tra le organizzazioni di categoria delle imprese (Federmeccanica e Assistal) e dei lavoratori (Fiom, Fim, Uilm e Fismic), possono aderire anche i lavoratori dipendenti del settore orafo argentiero. Lavoratori e aziende associati : lavoratori; di cui di prima occupazione successiva al 28/4/ aziende Contribuzione La contribuzione è definita dal Contratto Nazionale di Lavoro a carico dei lavoratori: o l 1,2% della retribuzione tabellare, formata da minimo retributivo, EDR (elemento distinto della retribuzione) elemento retributivo per la 7^ categoria e indennità funzione quadri (per 13 mensilità) o l 1,24%, 2, 3 o 4% della retribuzione utile al Tfr a carico dell impresa: solo l 1,2% della retribuzione tabellare, formata da minimo retributivo, EDR (elemento distinto della retribuzione) elemento retributivo per la 7a categoria e indennità funzione quadri (per 13 mensilità) Quota TFR per i lavoratori assunti dopo il 28/4/93: 6,91% Retribuzione Utile al Tfr (100% del TFR) per i lavoratori assunti prima il 28/4/93: 2,76% Retribuzione Utile al Tfr (40% del TFR) Versamenti: la trattenuta in busta paga è mensile, il versamento al fondo trimestrale 1516 Costi amministrativi: Quota d iscrizione: a carico del lavoratore: 5,16 Euro all atto dell iscrizione a carico dell azienda: 5,16 Euro all atto dell iscrizione Quota associativa annua: 18,00 Euro all anno Chi gestisce le risorse Service amministrativo: Accenture Banca: Monte dei Paschi di Siena Gestori: dal 1 maggio 2005 è passato al multicomparto. 4 sono i comparti proposti dal Consiglio di Amministrazione, i lavoratori soci possono sceglierne uno e una volta all anno possono cambiare pagando 10 euro. 1 comparto monetario plus = 100% obbligazionario 2 sicurezza = 90% obbligazionario e 10% azionario. (garantisce al termine del contratto 31/3/2010 il 2,5% di rendimento all anno) 3 reddito = 70% obbligazionario e 30% azionario 4 crescita = 30% obbligazionario e 60% azionario 1999 : 3,9% 2000 : 3,9% 2001 : 0,24% 2002 : -2,24% 2003 : 4,04% ,96% Rendimenti netti annui: 1617 Le anticipazioni e i riscatti nella previdenza complementare Spese sanitarie A decorrere dal 1 gennaio 2007, è possibile richiedere l anticipazione della posizione maturata in capitale in qualsiasi momento, per un importo non superiore al 75% per spese sanitarie in caso di gravissime situazioni relative all iscritto o al coniuge e ai figli, con lo stesso tipo di tassazione indicato per le prestazioni (15% riducibile fino al 9%) Acquisto prima casa A decorrere dal 1 gennaio 2007, è possibile richiedere l anticipazione della posizione maturata in capitale dopo otto anni di iscrizione al fondo, per quanto riguarda l acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, oppure in caso di ristrutturazione della prima casa, fino a un massimo del 75%, con una tassazione al 23%, al netto dei redditi già tassati "Ulteriori esigenze" A decorrere dal 1 gennaio 2007, è possibile richiedere l anticipazione della posizione maturata in capitale sempre dopo otto anni di iscrizione, fino ad un massimo del 30%, per ulteriori esigenze degli aderenti, con una tassazione del 23% sulla parte non già assoggettata ad imposta. Si tratta evidentemente di un ulteriore possibilità basata su esigenze generiche, che non è prevista nella norma generale sul TFR. Per tutte le anticipazioni è possibile concordare un piano di reintegro dei contributi, cosa non possibile per il TFR. Riscatti in caso di cessazione dei requisiti di partecipazione Viene prevista dal 1 gennaio 2007 la possibilità di: - riscatto nella misura del 50% della posizione individuale maturata, nei casi di cessazione di attività che comporti un inoccupazione per un periodo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi, oppure nei casi di procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria; - riscatto totale della posizione in caso di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo. - riscatto totale della posizione nel caso di cessazione di attività lavorativa con periodo di inoccupazione superiore a 48 mesi. - Riscatto totale in caso di perdita dei requisiti di partecipazione le forme pensionistiche complementare possono inoltre prevedere la possibilità di riscattare la posizione maturata al di fuori dei casi sopra previsti, anche sulla base delle previsioni della contrattazione collettiva. Alle somme percepite si applica però una ritenuta pari al 23% e non la fiscalità applicata normalmente. - In caso di morte dell aderente al fondo, la possibilità di riscatto va agli eredi oppure beneficiari diversi da lui designati. In mancanza di tali soggetti, in caso di forme pensionistiche individuali la posizione viene devoluta a finalità sociali con modalità che saranno stabilite dal decreto del Ministero del Lavoro, mentre nel caso di fondi chiusi e aperti, la posizione viene acquisita al fondo pensione. 1718 Se il fondo viene sciolto: in caso di scioglimento del fondo pensione di appartenenza, l intestazione diretta della copertura assicurativa in essere, per coloro che già fruiscono della prestazione pensionistica, mentre per gli iscritti è previsto il riscatto come nel caso della cessazione dei requisiti di partecipazione. Attenzione: la direttiva COVIP lascia alla contrattazione collettiva la possibilità di derogare alla norma generale sul periodo minimo di inoccupazione. Molti fondi contrattati possono aver mantenuto le vecchie regole più favorevoli in merito al riscatto totale in caso di cessazione dell'attività. Pertanto consigliamo di consultare lo statuto aggiornato del proprio fondo di riferimento. Trasferimento della previdenza complementare A seguito di perdita dei requisiti di partecipazione E' prevista la possibilità di trasferimento della posizione individuale ad altro fondo pensione negoziale cui l'aderente accede in relazione alla nuova attività In costanza dei requisiti di partecipazione Dopo due anni di permanenza l'aderente può trasferire l'intera posizione maturata presso una qualsiasi altra Forma di previdenza complementare Se il trasferimento avviene dal Fondo pensione negoziale ad un'altra forma dì previdenza complementare il contributo del datore di lavoro diventa esigibile per il lavoratore solo nei limiti e fecondo le modalità stabilite da contratti e accordi collettivi, anche aziendali Le prestazioni della previdenza complementare Il diritto alla prestazione di vecchiaia Fermo restando il possesso di almeno cinque anni di contribuzione alle forme pensionistiche complementari, il diritto alla prestazione si ottiene al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni, stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza. E possibile richiedere anticipatamente la prestazione complementare, massimo cinque anni prima, solo in caso di cessazione di attività lavorativa e inoccupazione per almeno 48 mesi, oppure in caso di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo. Modalità di erogazione delle prestazioni Per quanto riguarda le prestazioni pensionistiche in regime di contribuzione definita e prestazione definita, è prevista, come nella precedente norma, l erogazione in capitale, secondo il valore al momento del requisito, fino ad un massimo del 50% del montante finale accumulato e l erogazione in rendita per la parte residua, non inferiore comunque al 50% della prestazione finale dovuta. Per ciò che concerne la parte della prestazione erogata in capitale, vengono detratte le somme erogate a titolo di anticipazione per le quali non si sia provveduto al reintegro. 1819 Prestazioni ai superstiti Vanno stipulati da parte dell aderente al fondo complementare, contratti assicurativi collaterali in modo tale che in caso di morte dell aderente titolare della prestazione pensionistica, i superstiti da esso indicati ( i c. d.: beneficiari ) possano, in base all accordo: beneficiare del montante residuo liquidato in capitale, oppure in alternativa,ottenere una rendita calcolata in base al montante residuale. In caso di morte prima del diritto a pensione (cd. "premorienza"), la posizione del deceduto viene riscattata per intero dagli eredi, ovvero dai beneficiari da lui indicati. In mancanza di tali soggetti, la posizione viene acquisita per finalità sociali secondo modalità che verranno definite con decreto del Ministero del Lavoro e Politiche sociali. Possibilità di liquidazione interamente in capitale Se la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70% del montante finale consegna una rendita inferiore a metà dell importo dell assegno sociale, è possibile riscattare completamente la posizione in capitale. Ai fini del calcolo in questione deve assumersi a riferimento la rendita vitalizia immediata e senza reversibilità: si deve tener conto, cioè, solo della speranza di vita dell'aderente (beneficiario diretto). Proponiamo un esempio: ipotizzando, nell'anno 2005, il caso di un uomo a 65 anni e i coefficienti di trasformazione in vigore dalla Legge n. 335/1995, per poter riscattare completamente la posizione in capitale, dovrà essere maturato nel 2005 un montante inferiore a ,28, il cui 70% è meno , cifra che consegna una rendita minore a 2.437,30, metà appunto dell assegno sociale. La tassazione delle prestazioni A partire dal montante accumulato dal 1 gennaio 2007, sia la parte in capitale che in rendita sono imponibili fiscalmente per l intero ammontare, al netto dei redditi già assoggettati a imposta, per quanto riguarda il capitale, e dei redditi derivanti dai rendimenti, per quanto riguarda la rendita. L imposta sulle prestazioni è del 15%, con riduzione del 0,30% per ogni anno eccedente il quindicesimo di partecipazione alle forme pensionistiche, fino ad un limite massimo del 6% di riduzione, e quindi di 9% di imposizione ottenibile dopo 35 anni di contribuzione. Tale schema di imposizione viene previsto anche per la parte di prestazione erogata in capitale, quindi molto più favorevole del regime fiscale previsto per il TFR. 1920 Glossario sulla previdenza complementare A Adesione individuale Forma di adesione al fondo pensione aperto che si perfeziona mediante un contratto stipulato direttamente tra il singolo aderente e il fondo Adesione su base contrattuale collettiva Modalità di adesione al fondo pensione aperto che si perfeziona mediante l intervento delle fonti istitutive Aliquota IRPEF È la percentuale che viene applicata al reddito imponibile e che serve a determinare l'imposta. Il reddito ai fini IRPEF è diviso in scaglioni e ogni scaglione è assoggettato ad una aliquota diversa. Aliquote marginali Sono le aliquote crescenti IRPEF che si applicano ai vari scaglioni di reddito Assegno sociale L'assegno sociale ha sostituito dal 1 gennaio 1996, la pensione erogata a favore delle persone con 65 anni e un particolare stato di bisogno. È una prestazione di natura assistenziale riservata ai cittadini dell'ue che abbiano: 65 anni di età, la residenza in Italia e un reddito compatibile con i minimi di legge. L'importo dell'assegno viene stabilito anno per anno ed è esente da imposta. Asset allocation strategica L asset allocation strategica definisce la ripartizione delle risorse finanziarie tra le diverse asset class (azioni, obbligazioni,), individuando la politica di investimento di lungo periodo del fondo Asset allocation tattica Qualora siano previsti degli intervalli di variabilità all'interno delle linee di AAS, la AAT è costituita dalla scelte di scostamento rispetto al portafoglio neutrale definito dal benchmark B Base imponibile È il reddito che verrà effettivamente tassato: dato che si ricava dal reddito complessivo e sul quale si calcola l'imposta, applicando le relative aliquote. Base imponibile previdenziale È l'ammontare su cui va calcolata la percentuale di contribuzione alla previdenza obbligatoria. Benchmark Parametro oggettivo di riferimento utilizzato dal Fondo per verificare i risultati della gestione. C Capitalizzazione individuale Il lavoratore aderente versa in un conto personale la propria contribuzione stabilita contrattualmente. Ad essa si aggiungono la contribuzione a carico dell azienda, una quota prestabilita di TFR, ed un eventuale contributo volontario. L'ammontare dei contributi viene investito nei mercati finanziari al fine di ottenere un rendimento positivo che porti il lavoratore ad accrescere la propria posizione presso il Fondo Pensione. Dato che i rendimenti che si otterranno dalla gestione finanziaria non sono certi, non è possibile stabilire in via preventiva quale sarà il valore futuro della posizione individuale. CCNL Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Commissione di vigilanza sui Fondi pensione E' l Autorità pubblica ed indipendente chiamata a vigilare sulla corretta amministrazione e gestione dei fondi pensione 20 Vedere altro
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References: art. 2
 articolo 23
 articolo 9
 articolo 2120
 articolo 3
 articolo 1
 art. 97
 art. 92
 Art. 2
 Art. 2
 art. 40
 ART. 15
 art. 72
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 ART. 1
 articolo 1