Source: https://sguardiepercorsi.com/2015/07/23/il-sottobosco-degli-umori/
Timestamp: 2020-01-29 15:29:35+00:00

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Il sottobosco degli umori | sguardiepercorsi
Il sottobosco degli umori
Ad ascoltarlo, l’umore cambia più o meno sottilmente diverse volte nell’arco di ventiquattr’ore. Sfumature o colori marcati attraversano le ore della giornata, si intrecciano, fluiscono. Li lascio fare. Ovviamente con quelli buoni si sta bene. Ho capito, invece, che il modo migliore -e anche più veloce- per superare gli umori grigi è lasciare che stiano con me, accettare la loro presenza come compagni che mi camminano a fianco, finché non se ne vanno. Perché spesso, impercettibilmente come sono venuti, impercettibilmente se ne vanno.
Il sottobosco degli umori è ricco e variegato. A volte è appena percettibile, e ci vogliono silenzio e calma per comprendere di quali forme è fatto in quel momento. Spesso ho l’impressione che quegli stati d’animo abbiano solo bisogno di essere riconosciuti e accettati, come qualunque essere umano vorrebbe per se stesso, e una volta che sono stati accolti, se ne vanno tranquilli, messaggeri che hanno compiuto il loro compito e che possono tornare alla loro vita.
Altrimenti, come individui non amati, si ostinano a reiterare il loro messaggio, non se ne vanno, chiedono attenzione, puntano i piedi. Rimangono lì, cocciuti, arrabbiati.
Meglio amarli, se possibile. O perlomeno accoglierli riconoscendo la loro dignità d’esistenza.
Questo articolo è stato pubblicato in Riflessioni e taggato come accogliere gli umori grigi, Il sottobosco degli umori, Tutto scorre, umore variabile il 23 luglio 2015 da sguardiepercorsi
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28 pensieri su “Il sottobosco degli umori”
massimolegnani 29 luglio 2015 alle 08:01
guarda, la definizione metaforica che dai di quell’amalgama interiore che ci accompagna e muta da mattino a sera, è quanto di più esatto potessi scrivere: il sottobosco non è univoco anche se fa macchia, c’è la felce e il fiore, l’arbusto rinsecchito e il cespuglio vigoroso. così il nostro stato d’animo non è mai lineare, spesso contraddittorio, in ogni caso variegato, un sottobosco di umori, appunto.
e l’unica, come suggerisci, è accettarlo per quello che è, senza forzature.
sguardiepercorsi Autore articolo 29 luglio 2015 alle 16:43
È proprio quella varietà ricca e sfumata che mi colpisce… C’è così tanta vita lì dentro…
Ciao Massimo, è sempre un piacere trovare sintonia.
Marco SognatoreFallito 28 luglio 2015 alle 08:21
aaahhhh… le donne…….!
Pensate a cosa può capire quel poveraccio che vive con voi! 😀
sguardiepercorsi Autore articolo 28 luglio 2015 alle 08:59
Non è questione di genere… La variabilità della vita interiore riguarda anche i maschi. Dipende poi dal livello di consapevolezza e da quanto una persona è impulsiva. Posso agire i miei stati d’animo senza consapevolezza, oppure ascoltarli e mediarli. Fa molta differenza! 🙂 tra un’impulsività isterica e la capacità di dare parola consapevolmente, e anche di non buttare addosso agli altri i propri malumori c’è una bella differenza! 🙂
Marco SognatoreFallito 29 luglio 2015 alle 07:23
Però le donne sono più portate ad essere lunatiche, avere sbalzi di umore, ecc. Anche (e ,secondo me, SOPRATTUTTO) a causa dei cambiamenti ormonali durante il mese.
sguardiepercorsi Autore articolo 29 luglio 2015 alle 07:58
Claire 26 luglio 2015 alle 10:47
Cercherò di seguire il tuo consiglio. Grazie, buona domenica! 🙂
sguardiepercorsi Autore articolo 26 luglio 2015 alle 14:13
Beatrice Di Gangi 25 luglio 2015 alle 08:35
sguardiepercorsi Autore articolo 25 luglio 2015 alle 09:40
Aurore2014 24 luglio 2015 alle 20:59
Sono pienamente d’accordo con questa tua analisi degli umori… non è facile accogliere quelli cattivi, raramente io ci riesco, ma quando capita verifico che è esattamente come dici tu, se ne vanno più velocemente. 🙂 Bentornata.
sguardiepercorsi Autore articolo 24 luglio 2015 alle 22:00
IlSaggio 24 luglio 2015 alle 18:07
Davvero una bellissima ed intelligente riflessione, non ci avevo mai pensato.
Il problema è che ci sono persone della qualche forse (purtroppo) faccio parte anche io, dove anche la più misera delusione o umore negativo lo vive con una pesantezza tale da renderlo un problema irrisolvibile, anche il più minimo.
Oppure questo è semplicemente l’effetto che fa il fatto di continuare a pensarci e volerli eliminare a tutti i costi?
Mi hai fatto venire in mente un detto: “piègati, giunco, che il fiume passa.”
Certo i problemi gravi non passano velocemente, ma comunque quell’atteggiamento di accettazione aiuta ad affrontarli meglio. E se poi i malumori o le tristezze sono per cose poco importanti, a farli scorrere passano prima… 🙂
IlSaggio 25 luglio 2015 alle 12:17
Probabilmente è così, proverò a farlo.
Bentornata e buon weekend 😄
sguardiepercorsi Autore articolo 25 luglio 2015 alle 12:56
pjperissinotto 23 luglio 2015 alle 17:23
Davvero un pensiero profondo condiviso con parole cariche di una atmosfera in sintonia con la stessa profondità.
sguardiepercorsi Autore articolo 23 luglio 2015 alle 17:32
leparoledinessuno 23 luglio 2015 alle 14:37
Ho un cattivo rapporto con gli umori ! Penso si sia capito dal mio ex-blog (ho cancellato tutto proprio spinto da uno dei tanti umori negativi).
Penso però che essi facciano parte della nostra Vita, ed io risolvo quelli negativi, dando un taglio netto a ciò che li ha prodotti. In me, cerco di far stare solo quelli mediamente positivi oppure innocui. Da sempre, da quando sono nato, non ho mai avuto un buon rapporto con rancori, umori, malesseri vari. Solo quando ‘razionalizzo definitivamente’ scompaiono per sempre.
… Avrò fatto la solita minestra di parole…
sguardiepercorsi Autore articolo 23 luglio 2015 alle 14:43
No, no.. Si capisce 🙂
La il@ 23 luglio 2015 alle 13:00
Nonostante abbia letto mille volte pensieri simili, le parole di questo tuo post mi risultano illuminanti. Grazie!
sguardiepercorsi Autore articolo 23 luglio 2015 alle 13:09
Mi fa piacere! Ciao 🙂
chiaralorenzetti 23 luglio 2015 alle 12:25
Accoglierli, è vero, ma non amarli troppo, affinchè non diventino una cattiva abitudine, un vizio duro a morire. Accoglierli e poi, lasciarli andare via.
sguardiepercorsi Autore articolo 23 luglio 2015 alle 12:36
Io credo -almeno, questa è la mia esperienza- che quando ti ribelli a uno stato d’animo quello fatica di più ad andarsene, può diventare cattiva abitudine. Accoglierlo lo depotenzia, e passa da sé…
Ciao Chiara, bentrovata! 🙂
chiaralorenzetti 23 luglio 2015 alle 12:43
Infatti non dico di ribellarsi, dici molto bene, fa poi fatica ad andarsene. Solo che alle volte si tende a crogiolarsi in alcuni stati d’animo, vuoi per pigrizia, vuoi per vittimismo, vuoi ancora per farci commiserare o per autocommiserarci.
Una volta accolto, riconosciuto, si deve lavorare per allontanarlo, non sono tanto sicura che passi da sé, o almeno, da me, quelli più resistenti, i peggiori, da sé non se ne vanno.
sguardiepercorsi Autore articolo 23 luglio 2015 alle 13:08
In effetti il discorso è molto ampio. Ci sono stati d’animo che persistono, con cui dobbiamo fare i conti a lungo. In genere, sono legati a condizioni esterne, di vita, che danno il loro bel daffare. Io mi riferivo a umori più sottili, appunto un sottobosco variegato, che a volte sembra scollegato da influenze esterne, si muove tutto all’interno. E quello può cambiare parecchio nell’arco di una giornata, o anche impiantarsi su toni sgradevoli o comunque grigi. A quelli mi riferivo.
Rispetto agli altri, il lavoro che ci mettiamo è più impegnativo… In ogni caso quando accogli e cerchi di capire, instauri un dialogo interiore, elabori, e questo trasforma i vissuti, e può rendere possibile allontanarli.
chiaralorenzetti 23 luglio 2015 alle 13:31
Mi piace tanto la tua consapevolezza di vita, forse te l’ho già detto. C’è una serenità in te, pacata davvero luminosa.
Sì, nel sottobosco leggero tanto possiamo.
sguardiepercorsi Autore articolo 23 luglio 2015 alle 13:35
Grazie… Comunque il lavoro psicologico aiuta! Intendo quello fatto su di sé, e dialogando con gli altri… 🙂
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