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Articoli con tags ‘ cassazione ’
A Torino è ‘ndrangheta. Irrevocabile la condanna per 50 affiliati
Feb 25th, 2015 | Categoria: articoli, prima pagina
Nessun nuovo processo. Ieri, dopo ore in Camera di Consiglio, la Corte di Cassazione si è espressa dichiarando colpevoli di associazione mafiosa 50 soggetti . Sono tutti affiliati alla ‘ndrangheta e processati, con rito abbreviato, grazie alla chiusura dell’operazione Minotauro che, l’8 giugno del 2011, ha fatto scattare le manette ai polsi a più di 140 soggetti. La Seconda Sezione della Suprema Corte ha rigettato la richiesta avanzata dalla Procura Generale che chiedeva l’annullamento delle condanne e il rifacimento del processo perché per i soggetti a giudizio non si configurava il metodo mafioso. Una sentenza attesa, soprattutto per la richiesta del PG in Cassazione, che avrebbe riportato la storia processuale di questo gruppo criminale all’appello e creato un precedente giuridico pericoloso. Il timore più grande era quello – verificato più volte negli ultimi anni – che ci fosse la difficoltà giuridica di dimostrare l’esistenza del metodo mafioso al Nord. Così non è stato. Oltre 300 anni di carcere per 50 soggetti affiliati alla ‘ndrangheta strutturata in locali, tra Torino e provincia, sono diventati definitivi. Tra i soggetti al 41/bis ci sono personaggi di grande spessore criminale, come Bruno Iaria. Il capo locale di Cuorgnè, definito il “re” di questo centro nel canavese, pochi giorni fa...
Tags: 'ndrangheta in Piemonte, Aldo Cosimo Crea, Bruno Iaria, cassazione, Gian Carlo Caselli, processo Minotauro
Processo Minotauro, la richiesta del Procuratore Generale
Feb 2nd, 2015 | Categoria: news
È attesa per il prossimo 23 febbraio la sentenza della Corte di Cassazione in merito alla richiesta del Procuratore generale della Corte di Cassazione di annullare le cinquanta condanne emesse con il rito abbreviato nell’ambito del processo “Minotauro” svoltosi a Torino. La richiesta del Procuratore Generale si basa sul fatto che, a suo avviso, mancherebbero le caratteristiche del metodo mafioso così come riportate nell’articolo 416 bis: assoggettamento, omertà, intimidazione; per questo, si chiede il rinvio ala Corte d’Appello di Torino. L’intera inchiesta – del 2011, sfociata in circa 140 arresti – e il relativo impianto accusatorio subirebbero dunque un ridimensionamento importante; non è infine da escludere che, nel caso in cui la richiesta del Procuratore Generale venisse accolta, la stessa potrebbe avere delle ripercussioni anche sulle sentenze relative agli imputati del processo d’Appello giudicati con rito ordinario. Il secondo grado della tranche del processo torinese si era concluso il 5 dicembre 2013, con diverse pene rideterminate al ribasso. Tra queste, la condanna a Bruno Iaria (è considerato a capo della locale di Cuorgné, in provincia di Torino) da 13 anni e sei mesi a 13 anni e ad Antonio Agresta, condannato in primo grado a 10 anni e otto mesi e in...
Tags: 'ndrangheta, Antonio Agresta, Bruno Iaria, cassazione, processo Minotauro, Torino
Luigi Ciotti su sentenza Cassazione – Eternit
Nov 26th, 2014 | Categoria: articoli
Luigi Ciotti Presidente Nazionale di Gruppo Abele e Libera
(fonte: www.libera.it) «La sentenza della Cassazione sul processo Eternit è una ferita per i famigliari delle vittime, ma deve esserlo anche per le coscienze di tutti noi. Non può esserci una dissonanza tale tra l’applicazione della legge e l’affermazione della giustizia! Non è mia intenzione, sia chiaro, giudicare il lavoro dei magistrati, che spesso non posso fare altro che applicare puntualmente le leggi. Mi chiedo però che leggi siano quelle che ammettono la prescrizione per reati gravi, tali da configurarsi come una vera e propria strage, e i cui effetti si protraggono oltre i tempi stabiliti per la loro punibilità. Come può cadere in prescrizione la ricerca di verità e la speranza di giustizia? Come può essere prescritta la responsabilità? Meccanismi di questo genere mettono in discussione il principio dell’uguaglianza di fronte alla legge, dunque la legge stessa, perché chi è ricco e potente troverà sempre modo, attraverso abili strategie difensive, di allungare i tempi dei processi e arrivare a un’ingiusta impunità. Nel nostro Paese troppe sono le stragi avvolte nel mistero, le morti non rischiarate da una luce di verità, da un atto di giustizia. La sentenza Eternit si aggiunge al triste elenco, con l’aggravante che in questo caso erano...
Tags: cassazione, Eternit, Luigi Ciotti
Dell’Utri mediatore tra mafia e Berlusconi, la Cassazione conferma
Apr 24th, 2012 | Categoria: news, prima pagina
Marcello Dell’Utri fece da mediatore tra Berlusconi e la mafia in un momento in cui il Cavaliere era minacciato da Cosa Nostra. Lo afferma la Cassazione, secondo cui vi è stato “un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell’Utri”. E’ quanto sottolinea la quinta sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni della sentenza con la quale è stata annullata con rinvio, il 9 marzo scorso, la condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa pronunciata dalla Corte d’appello di Palermo il 29 giugno del 2010. In particolare, i giudici della Suprema Corte, nella sentenza n. 15727 depositata oggi lunga ben 146 pagine, rilevano che l’assunzione di Vittorio Mangano ad Arcore “indipendentemente dalle ricostruzioni dei cosiddetti pentiti e’ stata congruamente delineata dai giudici come indicativa, senza possibilita’ di valide alternative”, del suddetto accordo. Dell’Utri “di quella assunzione e’ stato l’artefice – scrive la Cassazione – anche all’impegno specifico profuso da Cina'”. La motivazione della sentenza impugnata, osservano gli ‘ermellini’, si è “giovata correttamente delle convergenti dichiarazioni di piu’ collaboranti a vario titolo gravitanti sul o nel sodalizio mafioso cosa nostra, tra i quali Di Carlo, Galliano e Cocuzza, approfonditamente e...
Tags: cassazione, mafia, Marcello Dell'Utri, Silvio Berlusconi
Michele Riccio, ex comandante dei Ros, condannato in Cassazione
Mar 11th, 2011 | Categoria: news
La Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni dieci mesi e 20 mila euro di multa a carico di Michele Riccio, ex comandante dei Ros e della Dia genovese accusato di detenzione e spaccio di stupefacenti finalizzato a favorire i suoi confidenti e consentirgli di fare operazioni di successo per ottenere avanzamenti di carriera. La decisione è stata presa in serata dalla Terza sezione penale. I supremi giudici, inoltre, hanno confermato la pena a 24 anni di reclusione per l’ex maresciallo Giuseppe Del Vecchio, implicato nella stessa vicenda con reati in continuazione. Per Del Vecchio i giudici di merito dovranno ricalcolare l’entità della condanna alla multa di 210 mila euro. Con questo verdetto della Cassazione esce sostanzialmente convalidata la sentenza emessa il 14 luglio 2009 dalla Corte d’appello di Genova. In primo grado, il tribunale di Genova, il 28 marzo del 2007 aveva inflitto a Riccio una condanna più pesante, pari a nove anni e sei mesi di reclusione. La pena fu ridotta in appello dopo la concessione delle attenuanti generiche. Le indagini presero le mosse nel ’96 in seguito alle rivelazioni di alcuni collaboratori di ...
Tags: cassazione, condanna, droga, Michele Riccio, narcotraffico
La Cassazione allarga i confini della Rognoni – La Torre
Feb 23rd, 2011 | Categoria: news
Per sgominare un “patto di ferro” tra casalesi e Cosa nostra la Cassazione ha ulteriormente allargato il confine di una norma chiave della legge Rognoni-La Torre, quella a tutela della libertà del mercato. La novita consiste nel fatto che, per i giudici, contro l’imprenditore che ha accettato di legarsi alle cosche, scatta il reato di concorrenza illecita anche se non c’è stata violenza o minaccia. Per compromettere le regole cardine dell’attività economica basta anche il solo profilarsi del metodo mafioso. Senza che l’associazione criminale debba mettere in atto azioni esemplari, se non in casi che la stessa magistratura definisce «estremi», per convincere chi si oppone. La legge 646/82 che porta il nome di Virginio Rognoni e Pio La Torre introduceva il reato di associazione mafiosa ed una norma che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi (scopo poi raggiunto dall’associazione Libera, che raccolse un milione di firme al fine di presentare una proposta di legge, che si concretizzò poi nella legge 109/96). Tale legge, nata sotto l’impulso dell’omicidio del generale Dalla Chiesa, produsse le premesse giurisprudenziali necessarie per la promulgazione dell’articolo del...
Tags: cassazione, legge Rognoni-La Torre
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