Source: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32006L0067&from=ES
Timestamp: 2020-01-20 10:46:51+00:00

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La direttiva 68/414/CEE del Consiglio, del 20 dicembre 1968, che stabilisce l'obbligo per gli Stati membri della CEE di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi (3), è stata modificata a più riprese e in modo sostanziale (4). A fini di razionalità e chiarezza occorre provvedere alla codificazione di tale direttiva.
Le importazioni di petrolio greggio e di prodotti petroliferi assumono un ruolo importante nell'approvvigionamento comunitario di prodotti energetici. Qualsiasi difficoltà, anche a carattere momentaneo, che abbia per effetto di ridurre le forniture dei suddetti prodotti in provenienza da paesi terzi o ne aumenti notevolmente il prezzo sui mercati internazionali potrebbe causare perturbazioni gravi nell'attività economica della Comunità. È quindi necessario che sussista la possibilità di compensare o quanto meno attenuare gli effetti negativi connessi ad una tale eventualità.
Una crisi degli approvvigionamenti potrebbe verificarsi in maniera imprevista. È quindi indispensabile predisporre i mezzi necessari per ovviare ad una eventuale penuria.
A tal fine è necessario potenziare la sicurezza degli approvvigionamenti di petrolio greggio e di prodotti petroliferi degli Stati membri mediante la costituzione e il mantenimento di un livello minimo di scorte dei prodotti petroliferi più importanti.
È necessario che l'organizzazione delle scorte di petrolio non comprometta il funzionamento regolare del mercato interno.
Nella direttiva 73/238/CEE (5) il Consiglio ha stabilito le misure opportune, compresi prelievi delle scorte di petrolio, da prendere in caso di difficoltà nell'approvvigionamento di petrolio greggio e di prodotti petroliferi nella Comunità; gli Stati membri hanno assunto obblighi simili nell'accordo relativo ad un programma internazionale per l’energia.
Le scorte devono essere a disposizione degli Stati membri in caso di crisi dell'approvvigionamento. Gli Stati membri devono avere i poteri e la capacità di controllare l'uso delle scorte in modo da renderle prontamente disponibili a vantaggio delle zone che hanno maggiormente bisogno di forniture di petrolio.
L'organizzazione del mantenimento delle scorte deve garantire la disponibilità delle scorte e la loro accessibilità al consumatore.
È opportuno che le disposizioni di carattere organizzativo sul mantenimento delle scorte siano trasparenti e assicurino una ripartizione equa e non discriminatoria degli obblighi di detenzione delle scorte. Pertanto gli Stati membri possono mettere a disposizione delle parti interessate le informazioni sul costo di detenzione delle scorte petrolifere.
Per organizzare il mantenimento delle scorte, gli Stati membri possono ricorrere ad un sistema basato su un organismo o entità responsabile che detenga, interamente o parzialmente, le scorte oggetto dell'obbligo di detenzione. La parte residua eventuale deve essere mantenuta dai raffinatori o da altri operatori commerciali. La partnership tra il governo e l'industria è essenziale per il funzionamento efficiente e affidabile dei meccanismi di detenzione delle scorte.
Una produzione interna contribuisce di per sé alla sicurezza dell'approvvigionamento. L'evoluzione del mercato petrolifero può giustificare una deroga appropriata all'obbligo di mantenimento delle scorte di petrolio per gli Stati membri che hanno una produzione interna di petrolio. Conformemente al principio di sussidiarietà gli Stati membri possono esentare le imprese dall'obbligo di mantenere scorte per un quantitativo non superiore alla quantità di prodotti lavorati da tali imprese a partire da petrolio greggio di produzione interna.
È opportuno adottare approcci già seguiti dalla Comunità e dagli Stati membri nell'ambito dei loro obblighi e accordi internazionali. A seguito dell'evoluzione del consumo di petrolio, i bunkeraggi dell'aviazione internazionale sono diventati una componente importante di questo consumo.
Occorre adattare e semplificare il meccanismo comunitario di rilevazione statistica delle scorte petrolifere.
Le scorte petrolifere, come principio, possono essere detenute ovunque nella Comunità ed è quindi opportuno favorire la costituzione di scorte al di fuori del territorio nazionale. È necessario che le decisioni per le scorte detenute al di fuori del territorio nazionale siano prese dal governo dello Stato membro interessato in funzione delle sue esigenze e in considerazione della sicurezza dell'approvvigionamento. Nel caso delle scorte tenute a disposizione di un'altra impresa od organismo/entità, occorrono regole più particolareggiate per garantirne la disponibilità e l'accessibilità in caso di difficoltà nell'approvvigionamento petrolifero.
È auspicabile, ai fini di un buon funzionamento del mercato interno, promuovere accordi tra gli Stati membri riguardanti il livello minimo delle scorte detenute per favorire l'uso di impianti di deposito in altri Stati membri. Spetta agli Stati membri interessati decidere la conclusione di siffatti accordi.
È opportuno potenziare la sorveglianza amministrativa delle scorte e istituire meccanismi efficienti di controllo e verifica delle stesse. È necessario un regime di sanzioni per rendere effettivo tale controllo.
È opportuno informare periodicamente il Consiglio sulla situazione in materia di scorte di sicurezza nella Comunità.
Poiché l'obiettivo della presente direttiva, ossia il mantenimento di un livello elevato di sicurezza dell’approvvigionamento di petrolio nella Comunità grazie a meccanismi affidabili e trasparenti basati sulla solidarietà tra gli Stati membri e, allo stesso tempo, conformi alle regole del mercato interno e della concorrenza, può essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire, in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
La presente direttiva deve far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione indicati nell'allegato I, parte B,
benzine per autoveicoli e carburanti per aerei (benzina per aerei, carburanti per motori d'aviazione a reazione, del tipo benzina);
gasoli, oli per motori diesel, petrolio lampante e carburanti per motori d'aviazione a reazione del tipo cherosene;
i prodotti finiti sono contabilizzati sulla base delle tonnellate effettive;
il petrolio greggio ed i prodotti di alimentazione sono contabilizzati:
in proporzione ai quantitativi di ciascuna categoria di prodotto ottenuti nel corso dell'anno civile precedente nelle raffinerie dello Stato membro considerato;
sulla base dei programmi di produzione delle raffinerie dello Stato membro considerato per l'anno in corso; oppure
in base al rapporto tra la quantità globale prodotta nello Stato membro considerato nell'anno civile precedente e soggetta a obbligo di stoccaggio e la quantità di petrolio greggio consumata nell'anno in questione, nel limite massimo del 40 % dell'obbligo complessivo per la prima e la seconda categoria (benzine e gasoli) e del 50 % per la terza categoria (oli combustibili).
i quantitativi a bordo di petroliere che si trovano in un porto per lo scarico, dopo che sono state adempiute le formalità portuali;
i quantitativi contenuti nei serbatoi esistenti all'entrata degli oleodotti;
i quantitativi contenuti nei serbatoi delle raffinerie, ad eccezione dei quantitativi esistenti nelle condotte e negli impianti di lavorazione;
i quantitativi che si trovano nei depositi delle raffinerie e delle imprese d'importazione, di immagazzinaggio o di distribuzione all'ingrosso;
i quantitativi che si trovano nei depositi delle imprese grandi consumatrici e che sono conformi alle disposizioni nazionali riguardanti l'obbligo di scorte permanenti;
i quantitativi in fase di trasporto a mezzo chiatte e navi di cabotaggio all'interno delle frontiere nazionali, a condizione che essi possano essere controllati dalle autorità responsabili ed essere resi disponibili immediatamente.
avere per oggetto il petrolio greggio e tutti i prodotti petroliferi di cui alla presente direttiva;
stabilire le condizioni e le disposizioni per il mantenimento delle scorte onde garantirne il controllo e la disponibilità;
specificare le procedure per verificare e identificare le scorte in questione, inter alia i metodi di esecuzione dei controlli e di cooperazione in materia di ispezioni;
essere conclusi, in linea di massima, per una durata illimitata;
precisare che, se è prevista la possibilità di recesso unilaterale, essa non si applica in caso di crisi dell'approvvigionamento e che comunque la Commissione deve essere preventivamente informata in caso di recesso, risoluzione o estinzione dell'accordo.
l'impresa o l'organismo/entità beneficiari devono avere il diritto contrattuale di acquistare queste scorte durante il periodo del contratto; i metodi per stabilire il prezzo di tali acquisti devono essere concordati tra le parti interessate;
il periodo minimo di tale contratto deve essere di novanta giorni;
l'ubicazione e/o le società che tengono le scorte a disposizione dell'impresa od organismo/entità beneficiari, così come la quantità e la categoria del prodotto o del petrolio greggio immagazzinati presso tale ubicazione, devono essere specificate;
l'effettiva disponibilità delle scorte per le imprese od organismi/entità beneficiari deve essere garantita, in qualsiasi momento durante il periodo del contratto, dall'impresa o dall'organismo/entità che tengono le scorte a disposizione dell'impresa od organismo/entità beneficiari;
l'impresa od organismo/entità che tengono le scorte messe a disposizione dell'impresa od organismo/entità beneficiari devono essere assoggettati alla giurisdizione dello Stato membro, nel cui territorio le scorte sono ubicate, limitatamente all'esercizio del potere giuridico di tale Stato membro relativo al controllo ed alla verifica dell'esistenza delle scorte.
la data alla quale le scorte sono diventate inferiori al minimo obbligatorio;
i motivi per cui sono stati effettuati i prelievi;
le misure eventualmente prese per ricostituire le scorte;
se possibile, il probabile andamento delle scorte durante il periodo in cui rimarranno inferiori al minimo obbligatorio.
(1) GU C 226 E del 15.9.2005, pag. 44.
(2) GU C 112 del 30.4.2004, pag. 39.
(3) GU L 308 del 23.12.1968, pag. 14. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 98/93/CE (GU L 358 del 31.12.1998, pag. 100).
(5) GU L 228 del 16.8.1973, pag. 1.
Direttiva 68/414/CEE del Consiglio
(GU L 308 del 23.12.1968, pag. 14)
Direttiva 72/425/CEE del Consiglio
(GU L 291 del 28.12.1972, pag. 154)
Direttiva 98/93/CE del Consiglio
(GU L 358 del 31.12.1998, pag. 100)
1o gennaio 1971
1o gennaio 2000 (1)
(1) Il 1o gennaio 2003 per la Repubblica ellenica per adempiere l'obbligo imposto dalla direttiva 98/93/CE di includere i quantitativi dei bunkeraggi dell'aviazione internazionale nel calcolo del consumo interno. Cfr. articolo 4 della direttiva 98/93/CE.
Direttiva 68/414/CEE
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