Source: http://docplayer.it/17400068-Detassazione-degli-investimenti-ambientali-l-388-2000-art-6-commi-da-13-a-19-tremonti-ambientale.html
Timestamp: 2018-11-20 12:31:09+00:00

Document:
DETASSAZIONE DEGLI INVESTIMENTI AMBIENTALI. L. 388/2000, art. 6, commi da 13 a 19. (Tremonti ambientale) - PDF
Download "DETASSAZIONE DEGLI INVESTIMENTI AMBIENTALI. L. 388/2000, art. 6, commi da 13 a 19. (Tremonti ambientale)"
1 Pagina 1 di 5 RIFERIMENTI NORMATIVI DETASSAZIONE DEGLI INVESTIMENTI AMBIENTALI 13. La quota di reddito delle piccole e medie imprese destinata a investimenti ambientali, come definiti al comma 15, non concorre a formare il reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito. 14. Se i beni oggetto degli investimenti agevolati di cui al comma 13 sono ceduti entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello in cui gli investimenti ambientali sono effettuati, reddito escluso dall'imposizione si determina diminuendo l'ammontare degli investimenti ambientali di un importo pari alla differenza tra i corrispettivi derivanti dalle predette cessioni e i costi sostenuti nello stesso periodo d'imposta per la reazione degli investimenti ambientali. 15. Per investimento ambientale si intende il costo di acquisto delle immobilizzazioni materiali di cui all'articolo 2424, primo comma, lettera B), n. II, del codice civile, necessarie per prevenire, ridurre e riparare danni causati all'ambiente. Sono in ogni caso esclusi gli investimenti realizzati in attuazione di obblighi di legge. Gli investimenti ambientali vanno calcolati con l'approccio incrementale. 16. A decorrere dal 1º gennaio 2001, le imprese interessate sono tenute a rappresentare nel bilancio di esercizio gli investimenti ambientali realizzati. 17. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa con il Ministro dell'ambiente che si avvale dell'agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, sentite le categorie professionali interessate, effettua nell'anno 2001 un censimento degli investimenti ambientali realizzati. 18. All'onere derivante dalle misure agevolative di cui ai commi da 13 a 17 si provvede mediante l'istituzione di un apposito fondo presso il Ministero delle finanze con una dotazione di lire 7,7 miliardi per il 2001, 150 miliardi per il 2002 e 150 miliardi per il A decorrere dal secondo periodo di imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, la quota di reddito di cui al comma 13 corrisponde all'eccedenza rispetto alla media degli investimenti ambientali realizzati nei due periodi di imposta precedenti. Art. 30 della Legge 179 del 31/7/2002 (Modifica all articolo 6 della legge 23 dicembre 2000, n. 388). 1. All articolo 6 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, il comma 17 è sostituito dal seguente: "17. Le imprese provvedono a comunicare entro un mese dall approvazione del bilancio annuale gli investimenti agevolati ai sensi del comma 13. Il Ministero delle attività produttive, di intesa con il Ministero dell ambiente e della tutela del territorio, effettua entro il 31 dicembre 2003, con riferimento al bilancio 2002, e successivamente ogni anno, il censimento degli investimenti ambientali di cui al presente comma". Rifinanziamento della legge La finanziaria del 2005 (legge 30/12/04 n. 311 allegato 2) ha provveduto a rifinanziare la legge Tremonti ambientale (per la precisione rifinanzia la legge 179 del 31/7/2002 che attuava la tremonti ambientale) per gli investimenti effettuati nel 2005, 2006 e Per l esercizio in chiusura, il 2007 la legge è quindi operativa. L incentivo è automatico e non dipende dalla disponibilità di fondi Per ciascuno dei tre anni lo stanziamento indicato è pari ad Euro Non è comunque compito del contribuente verificare la disponibilità finanziaria. Il Governo ha stanziato tale cifra sulla base di una stima e dell esperienza degli esercizi precedenti, ma se la cifra è insufficiente, sarà compito dell amministrazione pubblica reperire altri fondi. Il diritto alla deduzione sorge in seguito all indicazione in dichiarazione dei redditi; seguendo l iter indicato nelle istruzioni si nota che il beneficio è automatico.
2 Agevolazione Pagina 2 di 5 La quota di reddito delle piccole e medie imprese destinata a investimenti ambientali reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito non concorre a formare il L investimento ambientale viene quindi portato in deduzione della base imponibile IRES o imposta sui redditi delle persone fisiche. A decorrere dal secondo periodo di imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, la quota di reddito di cui al comma 13 corrisponde all'eccedenza rispetto alla media degli investimenti ambientali realizzati nei due periodi di imposta precedenti Rappresentazione in bilancio A decorrere dal 1º gennaio 2001, le imprese interessate sono tenute a rappresentare nel bilancio di esercizio gli investimenti ambientali realizzati. Obbligo di comunicare l investimento al Ministero dello Sviluppo Economico Entro un mese dalla data di approvazione del bilancio di esercizio va comunicato all Amministrazione l investimento ambientale, in modo da consentire al Ministero dello Sviluppo Economico di effettuare annualmente il censimento degli investimenti ambientali. Per investimento ambientale si intende il costo di acquisto delle immobilizzazioni materiali di cui all'articolo 2424, primo comma, lettera B), n. II, del codice civile B) Immobilizzazioni II) Immobilizzazioni immateriali 1) Terreni e Fabbricati 2) Impianti e macchinari 3) Attrezzature industriali e commerciali 4) Altri beni 5) Immobilizzazioni in corso e acconti Alla data del 31/12 / non è richiesto il pagamento delle fattura non è necessario La norma stabilisce che i beni devono essere capitalizzati, quindi iscrivibili a bilancio come immobilizzazioni materiali. Alla data del 31/12/ non è richiesto il pagamento delle fatture. Beni in leasing (ammessi) La Risoluzione dell Agenzia delle entrate nr. 95/E del 25/7/2007 ha stabilito la tendenziale equivalenza tra l acquisizione o realizzazione del bene in proprio e quella effettuata tramite contratto di leasing Ambito soggettivo di applicazione 1 Possono avvalersi dell agevolazione per investimenti ambientali i soggetti titolari di reddito di impresa (piccolo e media imprese) che determinano il reddito in contabilità ordinaria. Non ci sono limitazioni in relazione all attività svolta. Ambito territoriale Intero territorio nazionale Obbligo della contabilità ordinaria Sono ammesse le piccole e medie imprese (escluse le grandi imprese) 1 Circolare nr.1 del 3/1/2001
3 Pagina 3 di 5 Le quote di ammortamento sono deducibili Con la risoluzione n.226/e dell 11 luglio 2002 l Agenzia delle entrate ha chiarito che in relazione alla rilevanza fiscale degli ammortamenti, sono deducibili dal reddito esclusivamente le quote relative ai beni oggetto degli investimenti ambientali che rientrano tra i beni ammortizzabili di cui all articolo 67 del TUIR. Imponibile inferiore alla deduzione Se l imponibile della ditta è inferiore alla deduzione possibile lo si abbatte completamente, ma, a differenza di altre agevolazioni, l eccedenza non viene riportata nell esercizio successivo. Non si crea quindi una perdita fiscale da riportare negli esercizi successivi. Vincolo di destinazione dei beni agevolati Se i beni oggetto degli investimenti agevolati di cui al comma 13 sono ceduti entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello in cui gli investimenti ambientali sono effettuati, reddito escluso dall'imposizione si determina diminuendo l'ammontare degli investimenti ambientali di un importo pari alla differenza tra i corrispettivi derivanti dalle predette cessioni e i costi sostenuti nello stesso periodo d'imposta per la reazione degli investimenti ambientali. Gli investimenti ambientali vanno calcolati con l'approccio incrementale. Chiarimento dell agenzia delle entrate risoluzione n. 226/E dell Al fine di chiarire la nozione di approccio incrementale soccorre il principio contenuto nella Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell ambiente, pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee n. C/37 del 3 febbraio 2001, paragrafo 37, secondo cui i benefici per gli investimenti ambientali sono rigorosamente limitati ai costi d investimento supplementari («sovraccosti») necessari per conseguire gli obiettivi di tutela ambientale. L applicazione del suddetto criterio richiede, pertanto, la quantificazione dei costi d investimento supplementari. Anche se questi non siano facilmente isolabili dal costo totale dell investimento, il metodo di calcolo dell investimento supplementare deve, comunque, ispirarsi a criteri oggettivi basati, per esempio, sul costo di un investimento analogo sotto il profilo tecnico ma che non consenta di raggiungere lo stesso grado di tutela ambientale, come peraltro sottolineato nella richiamata disciplina comunitaria. Occorre inoltre rettificare il costo dell investimento con riferimento ai vantaggi economici ottenuti in conseguenza dell investimento ambientale realizzato, valutati in termini di aumento di capacità produttiva, di risparmi di spesa e di produzioni accessorie aggiuntive. Solo qualora gli investimenti riguardino esclusivamente la tutela ambientale, senza dar luogo ad altri vantaggi economici, non si applicano riduzioni supplementari. In sostanza, l approccio incrementale di misurazione delle spese ambientali separa la quota parte dell investimento realizzato al fine di ottenere migliorie ambientali dalla restante parte dell investimento stesso; esso si contrappone all approccio globale che invece considera ambientale, nella sua interezza, un investimento realizzato anche per altre finalità. Si tiene a precisare che, secondo quanto previsto dal comma 15, secondo periodo, dell articolo 6, sono in ogni caso esclusi gli investimenti realizzati in attuazione di obblighi di legge. Nel caso in esame, l investimento ambientale deve calcolarsi come maggiore costo sostenuto dall impresa per l acquisto del bene con le caratteristiche di tutela ambientale rispetto al minor costo che l impresa avrebbe sostenuto se, nell acquisizione del bene stesso, non avesse valutato gli effetti sull ambiente della propria attività, al netto dei benefici attesi in termini di maggiore produttività e minori costi futuri.
4 Pagina 4 di 5 Investimenti esclusi Sono in ogni caso esclusi gli investimenti di bonifica ambientale realizzati in attuazione di obblighi di legge 2 La certificazione è opportuna anche se non obbligatoria Risoluzione dell agenzia delle entrate nr. 226 dell 11 luglio 2002 È quanto mai opportuno, tuttavia, che le caratteristiche tecniche dei beni oggetto d investimento, tanto con riferimento alla loro capacità di ridurre l impatto ambientale quanto di generare futuri risparmi di spesa, siano certificate da soggetti preposti a tale scopo con la specifica menzione che gli stessi sono necessari per prevenire, ridurre e riparare danni causati all ambiente e che non trattasi di investimenti realizzati in attuazione di obblighi di legge. UNICO 2011 Società di Capitali Periodo d imposta 2010 Normativa a prassi L.n.388 del 23/12/2000 art.6, co.13 e ss (testo aggiornato con le modifiche dell art.30 della legge n. 179/2002) Circolare Min.Fin. n.1/e/2001/542 del 3/1/2001 Risoluzione Agenzia delle Entrate n.226/e dell 11 luglio 2002 Risoluzione Agenzia delle Entrate nr.95 del 25/7/2005 Risoluzione Agenzia delle Entrate nr.78/e del 5 Agosto Circolare nr.1 del 3/1/2001
vosges di Moreno Beggio RICERCA ED APPROFONDIMENTO SULL AGEVOLAZIONE FISCALE RELATIVA AGLI INVESTIMENTI AMBIENTALI EX LEGGE DEL 23.12.2000 N 388 INVESTIMENTI AMBIENTALI 1 - Legge di riferimento: 23/12/2000
LA DETASSAZIONE DEGLI INVESTIMENTI AMBIENTALI IN ITALIA
LA DETASSAZIONE DEGLI INVESTIMENTI AMBIENTALI IN ITALIA Sommario: 1. Introduzione 2. Gli investimenti ambientali 3. L approccio incrementale 4. La detassazione del reddito 5. La detassazione ambientale
LA NUOVA DISCIPLINA DEI BENI IN CONCESSIONE
LA NUOVA DISCIPLINA DEI BENI IN CONCESSIONE Tavole sinottiche a cura di Giulio Andreani Professore di diritto tributario alla Scuola Superiore dell Economia e delle Finanze di Roma Dottore commercialista
CIRCOLARE N. 22/E. Roma, 29 aprile 2010
CIRCOLARE N. 22/E Roma, 29 aprile 2010 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40 Articolo 4 Detassazione degli investimenti in attività di ricerca industriale e di sviluppo
CIRCOLARE AGENZIA DELLE ENTRATE N. 1/E DEL 19 GENNAIO 2007: AMMORTAMENTO DEI TERRENI
N. 11 2007 CIRCOLARE AGENZIA DELLE ENTRATE N. 1/E DEL 19 GENNAIO 2007: AMMORTAMENTO DEI TERRENI 1. Premessa Con il decreto legge n. 223 del 2006 e con il successivo decreto legge n. 262 del 2006 (cosiddetto
C CIRCOLARE N. 19/E. OGGETTO: Detrazione per gli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblici (art. 1, comma 309, legge n. 244 del 27 dicembre 2007).
C CIRCOLARE N. 19/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,07 marzo 2008 OGGETTO: Detrazione per gli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblici (art. 1, comma 309, legge n. 244 del 27 dicembre
IL PASSAGGIO AL REGIME FORFETTARIO
IL PASSAGGIO AL REGIME FORFETTARIO di Antonio Gigliotti Come noto l art. 1, commi da 54 a 89, della legge di stabilità 2015 (23 dicembre 2014, n. 190), ha introdotto, a decorrere dal 1 gennaio 2015, un
ALLA DIREZIONE GENERALE DI TUTTE LE ASSOCIATE CIRCOLARE SERIE AUTO N. 18/2015 SERIE FISCALE N. 25/2015. Roma, 29 ottobre 2015
CIRCOLARE SERIE AUTO N. 18/2015 SERIE FISCALE N. 25/2015 ALLA DIREZIONE GENERALE DI TUTTE LE ASSOCIATE Roma, 29 ottobre 2015 Oggetto: Ddl Stabilità 2016. Il Super-ammortamento nel leasing auto e strumentale.
UTILMECCANICA COMMERCIALE SOCIETA FINANZIARIA. comprensiva dei servizi accessori gestiti dalla stessa (manutenzione, assistenza, formazione ecc.
L offerta di NOLEGGIO si differenzia rispetto ad altre formule come ad esempio il Leasing perché è in grado di offrire al Cliente, una serie di benefici concreti e tangibili. B fornitura del bene con servizi
INVESTRIRE NELL AUTOLAVAGGIO LE AGEVOLAZIONI FISCALI SECONDO LA LEGGE TREMONTI-TER
ModenaFiere, 9-10-11 Maggio 2010 INVESTRIRE NELL AUTOLAVAGGIO LE AGEVOLAZIONI FISCALI SECONDO LA LEGGE TREMONTI-TER Edoardo Martignoni CHE COSA SI DEVE FARE PER OTTENERE LA DETASSAZIONE? INVESTIRE IN NUOVI
CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 14 aprile 2011
CIRCOLARE N. 15/E Roma, 14 aprile 2011 Direzione Centrale Normativa Oggetto: Articolo 42, decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 Reti di imprese

References: art. 6
 art. 6
 Art. 30
 articolo 6
 articolo 6
 articolo 67
 articolo 6
 art.6
 art.30
 Articolo 4
 art. 1
 Articolo 42