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Timestamp: 2019-07-24 01:14:03+00:00

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Allegato "B" all'atto d.d. 18 maggio 2014
repertorio n. / di raccolta
STATUTO DELLA FAMIGLIA COOPERATIVA LAVARONE
E' costituita con sede nel Comune di Lavarone la società cooperativa denominata:
"FAMIGLIA COOPERATIVA LAVARONE SOCIETÀ COOPERATIVA".
La società esplica la propria attività nel comune di Lavarone e potrà eventualmente estenderla ad altre zone, con delibera del Consiglio di Amministrazione.
La durata della società è stabilita fino al 31 dicembre 2050 e potrà essere prorogata con delibera dell'assemblea straordinaria.
- salvaguardare gli interessi dei soci e dei consumatori in genere, promuovendo iniziative necessarie a favorire la soluzione di problemi sociali, economici e tecnici;
- favorire la vendita dei prodotti della cooperazione agricola e di produzione e lavoro e dell'artigianato locale.
Considerato lo scopo mutualistico della società, così come definito all'articolo precedente, nonché i requisiti e gli interessi dei soci come più oltre determinati, la cooperativa ha come oggetto:
a) provvedere all'acquisto, preferibilmente presso o mediante enti cooperativi, di beni di consumo e merci di qualsiasi specie, all'eventuale loro produzione ed alla loro successiva vendita;
b) provvedere all'esercizio d'attività culturali, ricreative, sportive a favore dei soci e delle loro famiglie mediante apposite iniziative;
c) provvedere alla gestione di magazzini per la vendita all'ingrosso.
Possono essere soci cooperatori le persone fisiche, le persone giuridiche e gli enti che intendono acquistare i beni o fruire dei servizi offerti dalla cooperativa, che non esercitano in proprio imprese identiche o affini, né partecipano a società che si trovano in effettiva concorrenza con la cooperativa e che non hanno interessi contrastanti con essa.
Art. 6 (Domanda d'ammissione)
Chi intende essere ammesso come socio dovrà presentare al Consiglio d'Amministrazione domanda scritta che dovrà contenere, se trattasi di persona fisica:
b) l'indicazione dell'effettiva attività svolta;
c) l'ammontare del capitale che propone di sottoscrivere, il quale non dovrà comunque essere inferiore, né superiore, al limite minimo e massimo fissato dalla legge.
La domanda dovrà contenere l'espressa separata dichiarazione d'accettazione della clausola di conciliazione di cui all’art. 35 del presente statuto.
Se trattasi di società, associazioni od enti, oltre a quanto previsto nei precedenti punti b) e c) relativi alle persone fisiche, la domanda d'ammissione dovrà contenere:
Il Consiglio d'Amministrazione, accertata l'esistenza dei requisiti di cui al precedente art. 5, delibera sulla domanda secondo criteri non discriminatori, coerenti con lo scopo mutualistico e l'attività economica svolta.
La deliberazione d'ammissione deve essere comunicata all'interessato e annotata, a cura degli amministratori, sul libro dei soci.
Il Consiglio d'Amministrazione deve, entro 60 giorni, motivare la deliberazione di rigetto della domanda d'ammissione e comunicarla agli interessati.
Qualora la domanda d'ammissione non sia accolta dagli amministratori, chi l'ha proposta può, entro il termine di decadenza di 60 (sessanta) giorni dalla comunicazione del diniego, chiedere che sulla domanda si pronunci l'Assemblea, la quale delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della successiva convocazione.
Gli amministratori nella relazione al bilancio, o nella nota integrativa allo stesso, illustrano le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all'ammissione di nuovi soci.
a) partecipare all'assemblea, e, se iscritti a libro soci da almeno novanta giorni, alle deliberazioni della stessa e all'elezione delle cariche sociali;
d) esaminare il libro soci ed il libro verbali delle assemblee e, alle condizioni e con le modalità previste dalla legge, esaminare il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio d'Amministrazione e del Comitato Esecutivo, se costituito.
Art. 8 (Perdita della qualità di socio intrasferibilità della quota)
Il recesso ha effetto, sia per il rapporto sociale sia per i rapporti mutualistici, dalla comunicazione del provvedimento d'accoglimento della domanda.
Il diritto di recesso non può essere esercitato prima che siano decorsi due anni dall'ingresso del socio nella società, salvi i casi di recesso per legge.
L'esclusione può essere deliberata dal Consiglio d'Amministrazione, oltre che nei casi previsti dalla legge, nei confronti del socio:
b) che risulti gravemente inadempiente per le obbligazioni che derivano dalla legge, dallo statuto, dal regolamento o dalle deliberazioni adottate dagli organi sociali o che abbia costretto la società ad atti giudiziari per l'adempimento d'obbligazioni da esso assunte nei suoi confronti;
c) che si renda moroso nel versamento della quota sottoscritta o nei pagamenti d'eventuali debiti contratti ad altro titolo verso la società; in questi casi il provvedimento d'esclusione dovrà essere preceduto da intimazione al pagamento da parte della società;
Le deliberazioni d'esclusione sono comunicate ai soci destinatari mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.
Contro la deliberazione d'esclusione il socio può proporre opposizione attivando la procedura di conciliazione di cui all’art. 35 del presente statuto, nel termine di 60 (sessanta) giorni dalla comunicazione.
Se l’erede è unico ed in possesso dei requisiti necessari, il consiglio d’amministrazione ha facoltà di accogliere la sua richiesta di subentrare nella partecipazione del socio deceduto.
I soci receduti od esclusi, o gli eredi del socio defunto hanno diritto solo al rimborso della quota versata, eventualmente rivalutata a norma del seguente articolo 19, comma 3, lettera c, la cui liquidazione avrà luogo sulla base del bilancio dell'esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale, limitatamente al socio, diventa operativo, e, comunque, in misura mai superiore all'importo effettivamente versato e rivalutato.
Ai soci sovventori non si applicano le disposizioni concernenti i requisiti d'ammissione e le cause d'incompatibilità previste per i soci cooperatori.
La società ha facoltà di non emettere i titoli ai sensi dell'art. 2346 del codice civile.
Salvo che sia diversamente disposto dall'Assemblea che ne delibera l'emissione, le azioni dei sovventori possono essere sottoscritte e trasferite esclusivamente previo gradimento dell'Organo amministrativo.
Il socio che intende trasferire le azioni deve comunicare all'Organo amministrativo il proposto acquirente e gli Amministratori devono pronunciarsi entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della comunicazione.
Art. 16 (Deliberazione d'emissione)
b) l'eventuale esclusione o limitazione, motivata dall'Organo amministrativo, del diritto d'opzione dei soci cooperatori sulle azioni emesse;
A tutti i detentori delle azioni di sovvenzione, ivi compresi i destinatari delle azioni che siano anche soci cooperatori, spetta 1 (uno) voto.
Oltre che nei casi previsti dall'art. 2437 del codice civile, ai soci sovventori il diritto di recesso spetta qualora sia decorso il termine minimo di durata del conferimento stabilito dall'Assemblea in sede d'emissione delle azioni a norma del precedente articolo.
1. dalle quote di partecipazione dei soci del valore minimo d'euro 25 (venticinque) ed entro il limite massimo fissato dalla legge, il cui versamento deve essere effettuato all'atto della sottoscrizione;
b) dalla riserva legale formata con gli utili di cui all'art. 19 e con il valore delle azioni eventualmente non rimborsate ai soci receduti o esclusi ed agli eredi di soci deceduti;
d) da ogni altra riserva costituita dall'Assemblea e/o prevista per legge.
Art. 19 (Bilancio d'esercizio)
L'esercizio sociale va dal 1 gennaio al 31 dicembre d'ogni anno.
Alla fine d'ogni esercizio sociale il Consiglio d'Amministrazione provvede alla redazione del bilancio.
Il bilancio deve essere presentato all'Assemblea dei soci per l'approvazione entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, ovvero entro 180 (centottanta) giorni qualora lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura ed all'oggetto della società, segnalate dagli Amministratori nella relazione sulla gestione o, in assenza di questa, nella nota integrativa al bilancio.
c) ad eventuale rivalutazione del capitale sociale, nei limiti e alle condizioni previsti dall'art. 7 della legge 31 gennaio 1992, n. 59;
d) alla corresponsione, entro i limiti previsti dall'art. 2514 del codice civile, del dividendo sulle quote dei soci cooperatori e sulle azioni dei soci sovventori;
e) alla formazione d'altre riserve o fondi indivisibili.
La quota d'utili non assegnata ai sensi del comma precedente dovrà essere destinata a fini mutualistici.
Il Consiglio d'Amministrazione che redige il bilancio d'esercizio, può appostare somme al conto economico a titolo di ristorno, qualora lo consenta il risultato dell'attività mutualistica.
L'Assemblea, in sede d'approvazione del bilancio, delibera sulla destinazione del ristorno che potrà essere attribuito mediante una o più delle seguenti forme:
d) il Comitato di Controllo
- eleggere le cariche sociali e nominare il soggetto incaricato del controllo contabile;
- stabilire la misura del compenso per i membri del consiglio d’amministrazione, del Comitato Esecutivo e per il soggetto incaricato del controllo contabile;
- deliberare sulla responsabilità degli amministratori;
Spetta all'assemblea straordinaria deliberare sulle modificazioni dello statuto, sullo scioglimento della società, sulla nomina dei liquidatori, sulla determinazione dei relativi poteri e sulle altre materie indicate dalla legge.
L'assemblea può essere convocata dal Consiglio d’Amministrazione ogni volta esso ne ravvisi la necessità e deve essere convocata qualora ne sia fatta richiesta scritta da tanti soci che rappresentino almeno un decimo dei voti spettanti a tutti i soci.
La convocazione avviene mediante avviso affisso all’albo e pubblicato sul quotidiano l’Adige o comunicato ad ogni singolo socio con lettera raccomandata, o con comunicazione via fax o con altro mezzo idoneo a garantire la prova del ricevimento da parte di ciascun socio avente diritto di voto, almeno 8 giorni prima dell’assemblea.
L'assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando sono presenti almeno un quinto dei voti dei soci aventi diritto al voto e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei voti presenti.
Essa delibera a maggioranza assoluta di voti presenti, salvo i casi per i quali sia disposto diversamente dalla legge o dal presente statuto.
Ogni socio cooperatore ha un voto, qualunque sia l'ammontare della sua partecipazione.
Per i soci sovventori si applica il precedente art. 16, comma 2.
L'assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio d'Amministrazione o, in sua assenza, dal Vice-Presidente. In caso d'assenza di ambedue o quando la maggioranza dei soci lo richiede, l'assemblea elegge fra i soci presenti chi deve presiederla.
Le delibere d'ogni assemblea devono risultare dal verbale sottoscritto dal Presidente e dal segretario.
Art. 27 (Consiglio d'Amministrazione)
Il Consiglio d'Amministrazione è composto di un numero di consiglieri variabile da nove a tredici eletti tra i soci dall'Assemblea che ne determina il numero.
Il Consiglio d'Amministrazione nomina il Presidente e il Vicepresidente.
I membri del Consiglio d'Amministrazione scadono per un terzo ogni esercizio sociale; la designazione degli uscenti avverrà per il primo ed il secondo turno mediante estrazione a sorte ed in seguito per anzianità di mandato.
Gli amministratori durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili ma per non più di cinque mandati pieni consecutivi.
- coloro che lo sono stati per i 3 (tre) anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro;
Non possono essere eletti amministratori coloro che sono coniugi, o parenti, o affini entro il 2° grado con i dipendenti della società, assunti a tempo indeterminato.
Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, gli altri provvedono a sostituirli con apposita delibera.
Gli amministratori così nominati restano in carica fino alla successiva assemblea ordinaria, che provvederà alla rielezione definitiva.
Se viene a mancare la maggioranza degli amministratori, l’Assemblea deve essere convocata d’urgenza dal Consiglio d’amministrazione che rimane in carica fino alla sua sostituzione.
Il Consiglio d'Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione della società, esclusi solo quelli riservati per legge e per statuto all'assemblea dei soci.
Il Consiglio d’Amministrazione si riunisce in seduta ogni qualvolta ne sia ravvisata la necessità dal Presidente o da chi lo sostituisce o ne sia fatta richiesta da un terzo dei suoi membri.
La convocazione avviene mediante invito del Presidente o di chi lo sostituisce, comunicata ai membri del Consiglio d'Amministrazione ed ai membri del Comitato di Controllo almeno tre giorni prima della riunione; tuttavia, in casi d'urgenza e necessità, è consentito al Presidente di derogare al predetto termine.
L'avviso di convocazione deve essere corredato dall'ordine del giorno da cui dovranno risultare tutti gli argomenti che s'intendono trattare.
Il Consiglio d'Amministrazione delibera validamente con la presenza della maggioranza assoluta dei consiglieri e a maggioranza assoluta dei presenti.
Se uno o più consiglieri hanno interesse, per conto proprio o di terzi, in una determinata operazione della società, si applicano le disposizioni dell'art. 2391 del codice civile.
Il Consiglio d'Amministrazione può delegare parte delle proprie attribuzioni ad un Comitato Esecutivo composto di un numero variabile da 3 (tre) a 5 (cinque) membri scelti al proprio interno, determinando il contenuto, i limiti e le modalità d'esercizio della delega.
Il Presidente e il Vicepresidente ne fanno parte di diritto.
Almeno ogni 180 (centottanta) giorni il Comitato Esecutivo riferisce al Consiglio d'Amministrazione sul generale andamento della gestione, e sulle operazioni di maggior rilievo.
Il Presidente del Consiglio d'Amministrazione ha la rappresentanza della società di fronte ai terzi ed in giudizio.
Il Presidente cura l'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio d'Amministrazione.
In caso di sua assenza o impedimento lo sostituisce con tutte le attribuzioni e poteri il Vicepresidente.
Il Presidente, previa delibera del Consiglio d'Amministrazione, potrà conferire procure speciali per singoli atti o categorie d'atti.
Art. 33 (Comitato per il Controllo sulla Gestione)
Il consiglio d’amministrazione stabilisce il numero dei membri del comitato di controllo sulla gestione e li nomina scegliendoli tra i propri membri.
I membri del comitato di controllo devono essere in possesso dei requisiti d’indipendenza previsti dalla legge e non possono essere membri del Comitato esecutivo.
A loro non possono essere attribuite deleghe o cariche particolari, né essi possono svolgere, anche di mero fatto, funzioni attinenti alla gestione dell’impresa sociale o di società che la controllano o ne sono controllate.
Almeno uno dei membri del Comitato di controllo deve essere iscritto nel registro dei revisori legali dei conti.
- elegge al suo interno, a maggioranza assoluta dei suoi membri, il presidente;
- vigila sull’adeguatezza della struttura organizzativa della società, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo e contabile, e sulla sua idoneità a rappresentare correttamente i fatti di gestione;
- svolge gli ulteriori compiti affidatigli dal Consiglio d’Amministrazione, con particolare riguardo ai rapporti con i soggetti incaricati del controllo legale dei conti.
Il Comitato di Controllo deve riunirsi almeno ogni 90 giorni e della riunione deve redigersi verbale sottoscritto dagli intervenuti e trascritto nel libro dei verbali del Comitato di Controllo.
Le riunioni del Comitato sono regolarmente costituite con la presenza della maggioranza dei suoi membri e le delibere sono prese a maggioranza assoluta dei presenti.
I membri del Comitato di Controllo devono assistere alle adunanze del Consiglio d’Amministrazione, alle assemblee e alle riunioni del Comitato Esecutivo.
Art. 34 (Revisione legale dei conti)
La revisione legale dei conti, se obbligatoria per legge o se deliberata volontariamente dall’Assemblea, è esercitata dalla Federazione Trentina della Cooperazione.
In deroga a quanto previsto dal comma precedente, l’Assemblea, su proposta motivata del Comitato per il Controllo sulla Gestione, può deliberare di affidare la revisione legale dei conti ad un revisore legale dei conti o ad una società di revisione legale ai sensi dell’articolo 2409-noviesdecies del codice civile.
Art. 35 (Clausola di conciliazione)
Art. 36 (Scioglimento della società e devoluzione del patrimonio)
Con la cessazione della società, l'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il rimborso del capitale versato e rivalutato ai sensi dell'art. 7 della Legge 31.1.1992 n. 59, e i dividendi eventualmente maturati, sarà devoluto al fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui alla legge 59/92.
Art. 37 (Adesione)
La società aderisce alla Federazione Trentina della Cooperazione di Trento.
Art. 38 (Direttore)
Il direttore coordina e dirige il lavoro del personale dipendente; gestisce l'attività commerciale e finanziaria ordinarie della società nell'ambito degli indirizzi delineati dal Consiglio di Amministrazione.
E' compito del direttore dare esecuzioni alle delibere e alle indicazioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo (se istituito), tranne che essi non dispongano espressamente in modo diverso.
Il direttore partecipa, se invitato, alle sedute del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, se istituito, ai quali ha diritto di formulare proposte, chiedendone anche la verbalizzazione.
Art. 39 (Disposizione finale)

References: Art. 6
 art. 5

Art. 8
 articolo 19

Art. 16

Art. 19
 art. 16

Art. 27

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39