Source: http://www.apgroupsrl.it/blog/index.asp?categoria=Sicurezza%20sul%20Lavoro
Timestamp: 2013-06-19 13:14:02+00:00

Document:
Chiave di ricerca: Genere: Sicurezza sul Lavoro
Annulla la ricerca Prescrizioni di sicurezza per i lavoratori a contatto con traffico veicolare Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 02/04/2013 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
Acquisto di arredi ed accessori per il lavoro al videoterminale Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 06/08/2012 - Autore: Dott. Cuccia Dario
File allegato: Lista controllo videoterminale arredi e accessori.pdf
Il SUVA ha pubblicato una guida all’acquisto di arredi ed accessori ergonomici per rendere la postazione di lavoro confortevole e prevenire i rischi cui sono esposti coloro che eseguono lavori al videoterminale.
Nel documento viene suggerito di porre attenzione ai seguenti punti che molto spesso vengono trascurati:
piano di lavoro troppo alto e che non si può adattare alla statura di chi lavora;
sedie che non si possono regolare in altezza con piano di seduta troppo lungo o corto;
Nel file allegato è presente una check-list che aiuta a definire le caratteristiche ergonomiche della postazione di lavoro e in particolare:
strumenti di lavoro (schermi, PC, mouse);
accessori (poggiapiedi, porta-documenti, cuffie telefoniche)
Lavorare all'aperto nei giorni di afa estiva Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 09/07/2012 - Autore: Dott. Cuccia Dario
File allegato: Lista di controllo Suva.pdf
I raggi UV o radiazioni solari sono i raggi ultravioletti, invisibili e impercettibili, che ci raggiungono ogni giorno tramite l’irraggiamento solare. In estate i valori massimi giornalieri si registrano tra le 11 e le 15. A partire da una determinaa intensità i raggi UV possono provocare tumori della pelle o lesioni oculari.
Proroga per l'autocertificazione dei rischi per le PMI Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 21/05/2012 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
Rinvio dell'obbligo di valutazione del rischio da Campi ElettroMagnetici (CEM) Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 02/05/2012 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
Il Capo IV Titolo VIII del D.Lgs. 81/08 regola, tra gli altri, la valutazione del rischio di esposizione dei lavoratori ai Campi Elettromagnetici.
Il decreto impone che la scadenza per l’effettuazione di tale valutazione sia il 30 Aprile 2012.
La Commissione Europea, con la Direttiva 2012/11/UE del 19 Aprile 2012, pubblicata nella GU Europea n.L110 del 24 Aprile 2012, ha rinviato tale termine.
Il nuovo termine per la valutazione del rischio è stato fissato alla data del 31 Ottobre 2013.
E’ importante sottolineare che la proroga per la valutazione del rischio non legittima la mancata protezione dei lavoratori laddove effettivamente il rischio si manifesti.
DPR Ambienti confinati Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 23/11/2011 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
File allegato: 20110914_DPR_177.pdf
DPR 151/11 - Nuovo regolamento di prevenzione incendi Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 07/10/2011 - Autore: Dott. Saladino Giuseppe
File allegato: DPR 151_2011 - SEMPLIFICAZIONE PREVENZIONE INCENDI.pdf
Entra in vigore oggi, 7 Ottobre, il nuovo regolamento in ambito di prevenzione incendi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22/09/2011, e denominato DPR 151/11.
Sono quindi abrogati i precedenti decreti che fino ad oggi regolavano le attività soggette a Certificato di Prevenzione Incendi (CPI), tra cui i principali e conosciuti DM 16/02/1982 e DPR 37/98.
Il nuovo decreto individua le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, classificandole secondo una modalità completamente nuova. Le attività saranno suddivise in 3 categorie (A, B e C), in ordine crescente di complessità e pericolosità:
- nella categoria A sono comprese quelle attività dotate di “regola tecnica” di riferimento ed aventi un limitato livello di complessità, in funzione di geometrie, materiali coinvolti ed affollamento: per queste attività è sufficiente presentare una autocertificazione della regolarità delle misure antincendio (tramite SCIA), esponendosi poi a controlli a campione successivi all’avvio dell’attività (per attività di nuova creazione);
- nella categoria B vi sono le medesime tipologie della categoria A, ma caratterizzate da maggiori complessità; in aggiunta, tutte le attività che non abbiano una propria “norma tecnica”, ma con complessità tale da non ricadere nella successiva categoria C: per le attività in categoria B rimane l’obbligo di esame del progetto, ma valgono i sopralluoghi a campione successivi all’insediamento dell’attività;
- nella categoria C vi sono attività altamente complesse: per tali attività è necessario l’esame del progetto ed è obbligatorio il sopralluogo dei VV.FF.
Ogni singola voce dell’Allegato alla legge, che individua le attività che debbono sottostare alla regolamentazione di prevenzione incendi, è quindi suddivisa nelle tre suddette categorie in funzione di quanto esposto.
Per impianti, edifici ed attività esistenti, si modificano anche i tempi legati alla richiesta di rinnovo del certificato di prevenzione incendi. Tutti i CPI sono soggetti a rinnovo quinquennale, ad eccezione delle attività di cui ai numeri 6, 7, 8, 64, 71, 72, 77 dell’elenco dell’Allegato 1 del DPR 151/11, per le quali il rinnovo è decennale. Il rinnovo può sempre comunque avvenire mediante la dichiarazione di “situazione non mutata” (ovviamente facendosi carico il datore di lavoro di tutte le responsabilità relative alla veridicità della dichiarazione).
Per una lettura completa del testo di legge, per visualizzare l’elenco delle attività soggette a controlli, la suddivisione nelle categorie esposte e per tutti gli altri dettagli tecnici, vi rimandiamo alla lettura del testo di legge, allegato al presente articolo e liberamente scaricabile.
Obblighi di verifica della messa a terra degli impianti elettrici Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 01/09/2011 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
Decreto 13/04/2011 - Volontari di protezione civile, CRI e cooperative sociali Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 29/07/2011 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
File allegato: Decreto 13 Aprile 2011.pdf
La G.U. n. 159 del 11-7-2011 pubblica il DECRETO 13 aprile 2011, che reca: "Disposizioni in attuazione dell'articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, come modificato ed integrato dal decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro."
Si tratta delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro di cui al decreto legislativo n. 81/2008 sono applicate tenendo conto delle particolari esigenze che caratterizzano le attivita' e gli interventi svolti dai volontari di:- protezione civile, dai volontari - Croce Rossa Italiana - Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico - Vigili del fuoco- Cooperative sociali
a) Necessità di intervento immediatob) Immediatezza oeprativac) Imprevedibilità e indeterminatezza del contesto e degli scenari di interventod) Necessità di derogare dalle procedure ed agli aspetti formali.
- formazione, informazione, addestramento del personale volontario- controllo sanitario per il personale volontario- dotazione di attrezzature e dispositivi di protezione individuale idonei e sull'uso dei quali sia addestrato.
Focus sul DUVRI Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 22/07/2011 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
File allegato: isls2_2011[1].pdf
La rubrica "Io scelgo la sicurezza", bollettino regionale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro a cura della Regione Piemonte, nel numero di Giugno 2011 (allegato all'articolo), pone l'attenzione su un argomento di grande interesse, specie per le Pubbliche Amministrazioni.
Si parla infatti di Documento Unico di Valutazione del Rischio da Interferenze, il famigerato DUVRI. Con un artioclo tanto chiaro quanto preciso, gli autori G. Porcellana e M. Montrano inquadrano l'obbligo di redazione del DUVRI, la tipologia di coumento da produrre, i precursori e la normativa che gravita intorno all'argomento.
Innanzitutto ricordiamo che il DUVRI, che deve essere elaborato dal committente/datore di lavoro, estende la logica del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) previsto per i cantieri temporanei e mobili a tutti i settori di attività, con l'eccezione dei servizi di natura intellettuale, delle mere forniture di materiali o attrezzature e dei lavori o servizi di durata non superiore a due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza di rischi particolari di cui all'allegato XI del D.Lgs. 81/08.
Nel corpo dell'articolo, si sottolinea poi quali siano gli obblighi principali che gravano sul committente/datore di lavoro, nei casi previsti dalla legge per la redazione del DUVRI e che possiamo così riassumere:
1) Verificare l'idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai servizi e alle forniture da affidare in appalto o mediante contratto d'opera o di somministrazione;
2) Fornire agli appaltatori / lavoratori autonomi dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui dovranno svolgersi i lavori;
3) Cooperare con gli appaltatori nell'attuazione di misure di prevenzione e protezione dai rischi.
Il tutto, inserendo le informazioni necessarie nel DUVRI, senza dimenticare l'indicazione dei costi della sicurezza (pena nullità del contratto), che non possono essere soggetti a ribasso d'asta. Più volte la Corte di Cassazione ha ribadito che la responsabilità dell'appaltatore non esclude quella del committente, che è corresponsabile qualora l'evento si ricolleghi causalmente ad una sua omissione colposa.
Si invitano i lettori a soffermarsi sull'articolo della rivista, allegata alla presente, per un sempre utile ripasso di parte degli obblighi imposti dalla normativa, e per una sempre corretta gestione dei rapporti e delle pratiche di lavoro.
Sanzioni previste dal D.Lgs. 81/08 Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 13/07/2011 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
File allegato: SCHEMA SANZIONI DLGS81.pdf
Per affrontare il tema, certamente "scottante", delle sanzioni previste dal TUSL (Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro), cioè del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., ci viene in aiuto un ottimo riepilogo tabellato, liberamente scaricabile dal sito della 3M Italia, una delle aziende leader nella produzione di alcune tipologie di Dispositivi di Protezione Individuale per i lavoratori.
Lo schema, allegato al presente articolo, illustra le principali sanzioni comminabili alle varie figure che compongono il quadro della sicurezza (o, meglio detto, l'organigramma della sicurezza aziendale).
Lungi dal dover leggere tale tabella con motivi di spavento, e soprattutto fermo restando che la sicurezza deve essere un obiettivo da perseguire non per sfuggire ad una sanzione ma per garantire il mantenimento della salute dei lavoratori, è fondamentale che tutte le figure coninvolte abbiano un quadro quanto più preciso possibile di ciò a cui possono andare incontro nel non ottemperare gli obblighi normativi.
La tabella, nella sua essenzialità fuga un dubbio importante: NON SOLO il Datore di Lavoro è soggetto a sanzioni! A vario titolo, possono essere sanzionati anche: Dirigenti, Preposti, Medico Competente e Lavoratori. Ancora una volta, lontano dal voler spaventare i Lavoratori, che sono i soggetti creditori della tutela del Datore di Lavoro, a volte anche spiegare che è possibile essere sanzionati dalla legge può aiutare nella risoluzione di quell'annoso problema che è l'imposizione di utilizzo dei DPI.
Pertanto, si consiglia di prendere visione, stampare, distribuire a proprio piacimento l'allegato documento, breve e di immediata comprensione.
Approfondimento: i toner di stampanti e fotocopiatrici Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 31/05/2011 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
File allegato: Studi sui toner.pdf
La sentenza per la ThyssenKrupp di Torino Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 26/04/2011 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
Si riporta di seguito la storica sentenza, corredata di condanne, sanzioni e risarcimenti comminati ai vertici ed ai responsabili d'azienda della ThyssenKrupp di Torino ed all'azienda stessa sulla base del D.Lgs. 231/2001, per l'incendio scatenatosi il 6 Dicembre 2007 e che causò la morte di 7 operai. Il commento è a cura di Tiziano Menduto, della redazione di Punto Sicuro.
"Una sentenza storica, “una svolta epocale”, in quanto "non era mai successo che per una vicenda di morti sul lavoro venisse riconosciuto il dolo eventuale. Credo che da oggi in poi i lavoratori possano contare molto di più sulla sicurezza e che le imprese possano essere invogliate a fare molto di più per la sicurezza". Queste le parole a caldo del pubblico ministero Raffaele Guariniello, al tribunale di Torino, dopo che è stata emessa la sentenza seguita al rogo della Thyssenkrupp di Torino, che ha provocato sette morti tra gli operai dell’acciaieria che lavoravano alla linea 5 la notte del 6 dicembre 2007.
Sintetizziamo brevemente la sentenza emessa venerdì sera scorso dalla seconda Corte d’assise del tribunale torinese.
Intanto Herald Espenhahn, amministratore delegato per l'Italia della multinazionale, è stato condannato a 16 anni e mezzo di reclusione come era stato richiesto dalla pubblica accusa.
Inoltre la Corte ha accolto le richieste dell'accusa anche per gli imputati. I consiglieri delegati Marco Pucci e Gerald Priegnitz, il direttore dello stabilimento torinese Giuseppe Salerno e il responsabile del servizio prevenzione rischi Cosimo Cafueri sono stati condannati a 13 anni e mezzo di reclusione.
Mentre per Daniele Moroni, dirigente con competenze nella pianificazione degli investimenti in materia di sicurezza antincendio, la pena comminata è stata di 10 anni e 10 mesi, anche superiore ai nove anni richiesti dall'accusa.
Non solo. La società ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni Spa, per l’applicazione di quanto previsto dal Decreto legislativo 231/2001 sulla responsabilità amministrativa, è stata condannata al pagamento della sanzione di 1 milione di euro, nonché all'esclusione da contributi e sovvenzioni pubbliche per sei mesi, al divieto di pubblicizzare i prodotti sempre per sei mesi, alla confisca di 800mila euro, con la pubblicazione della sentenza sui quotidiani nazionali.
Riguardo alla responsabilità amministrativa è sempre Raffaele Guariniello a ricordarci che “è la prima volta che una ditta viene condannata, e a sanzioni così forti", che sommate ai risarcimenti alle parti civili, ai familiari delle vittime e alle spese legali porta il conto dell'acciaieria a superare i 20 milioni di euro. Un conto che mostra come il risparmio di 800 mila euro – e sarebbe bastato anche un impianto di rilevazione fumi a evitare la tragedia - è costato molto di più, oltre alla perdita di sette vite umane.
La sentenza, che arriva dopo quasi 3 anni e mezzo e 94 udienze, era attesa.
Le indagini seguite al gravissimo incidente avevano portato al rinvio a giudizio per i sei principali indagati, con un’accusa pesante per l’amministratore delegato: omicidio e incendio con dolo eventuale (quando la possibilità che l‘evento si verifichi come conseguenza della propria azione è accettato coscientemente). Ed era la prima volta che un’imputazione di questo tipo viene formulata in Italia.
Ma la sentenza era attesa ma non scontata. In fondo proprio durante gli ultimi atti di questo processo, l’avvocato dell’amministratore tedesco cercava di convincere che l’ipotesi dolosa non aveva “trovato riscontro in questo processo". Che “non esisteva nessun obbligo di installazione di impianti di rilevazione e spegnimento incendi sul quel tratto della linea 5”.
Ma con i 42 minuti di sentenza, letti dopo le 21 di venerdì 15 aprile, il tribunale ha dimostrato di accogliere pienamente l’ipotesi - per le morti sul lavoro dei lavoratori della ThyssenKrupp di Torino - di “omicidio volontario con dolo eventuale”.
Questo significa che il manager Herald Espenhahn era ben consapevole dei rischi che correvano i lavoratori nello stabilimento torinese. E che aveva comunque deciso di correrlo, con la rinuncia ad investire in misure di prevenzione antincendio le somme messe a disposizione pochi mesi prima, conservandole nella prospettiva di smantellare a breve la fabbrica. Il tutto sintetizzato da una delle frasi dei pm durante la lunga requisitoria: “l’imputato ha fatto prevalere l’interesse economico sul fattore umano”.
La sentenza, come riportano tutti i media, è stata accolta dagli applausi e dai pianti dei familiari delle vittime dello stabilimento torinese, e da una marea di dichiarazioni positive. Dichiarazioni che fanno ben sperare che con questo atto che farà giurisprudenza si cominci a camminare tutti, senza differenze di colore politico o di ruoli all’interno dei luoghi di lavoro, verso una stessa direzione: quella della prevenzione e della tutela.
In questo senso va la dichiarazione del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi: "La sentenza ha accolto il solido impianto accusatorio e costituisce un rilevante precedente”. E dimostra – continua il ministro – “che l' assetto sanzionatorio disponibile è adeguato anche nel caso delle violazioni più gravi".
Con la sentenza sono stati riconosciuti diversi risarcimenti alle parti civili. Ad esempio gli indennizzi sono andati alla Regione Piemonte (973 mila euro), alla Provincia di Torino (500 mila) e al Comune (un milione, con la possibilità di fare una causa civile supplementare). Ma anche ai sindacati Fim, Fiom, Uilm, Flm-Cub, all'associazione Medicina Democratica e alle decine dei colleghi delle vittime che lavoravano nello stabilimento torinese.
Inoltre la Corte d'Assise ha accolto la richiesta dei pm di trasmettere alla Procura gli atti relativi alla posizione di 4 testimoni ascoltati nel corso delle udienze.
Nei confronti di Arturo Ferrucci, Leonardo Lisi e Franke Kruse si ipotizza la falsa testimonianza, mentre per l'ingegner Berardino Queto, consulente ThyssenKrupp, si deve verificare la responsabilità di concorso nei reati di omicidio e incendio colposi (con colpa cosciente) e di omissione di cautele antinfortunistiche.
Infatti era lui l’autore del documento di valutazione dei rischi, documento con "vistose lacune" rilevate dai magistrati in questi anni di indagini accurate. Una valutazione dei rischi che sembrava "confezionata ad arte per arrivare a determinare un rischio di incendio medio su quasi tutti gli impianti per creare preventivamente una giustificazione per la mancata adozione degli impianti automatici di rilevazione e spegnimento incendi che avrebbero potuto salvare la vita ai 7 operai".
Insomma un processo e una sentenza che hanno messo il dito nella piaga di molti problemi che fanno argine ai tentativi normativi e culturali di far mettere la sicurezza ai primi posti dei pensieri di un dirigente aziendale.
Una sentenza che mostra come non solo sia più difficile rimanere impuniti in situazioni macroscopiche di mancanza di prevenzione, ma che rende per tutti – per i dirigenti aziendali come per tutti coloro che si occupano di sicurezza – più “conveniente” seguire la normativa che aggirarla o, peggio, sottovalutarla.
Certo in Italia ci sono migliaia di situazioni microscopiche che non riceveranno i riflettori mediatici o l’attenzione di una procura che non ha le forze per occuparsi anche dei singoli incidenti o delle singole carenze. Ma la sentenza ha aperto una strada, ha indicato una direzione che si deve percorrere: non distogliere gli occhi dai “ comportamenti errati” che coinvolgono i singoli, ma vagliare anche le scelte, le politiche aziendali che coinvolgono tutti e che non dovrebbero mai mettere in secondo piano la prevenzione e la tutela della sicurezza e salute dei lavoratori."
[Tiziano Menduto - PuntoSicuro]
16 Febbraio: sostituzione maniglioni antipanico non marcati CE Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 09/02/2011 - Autore: Dott. Saladino Giuseppe
File allegato: DM 3_11_2004.pdf
Il prossimo 16 Febbraio, in ottemperanza a quanto dettato nel D.M. 03/11/2004 (in allegato), decorrono i termini per la sostituzione integrale dei maniglioni antipanico sprovvisti del marchio CE.
Infatti, l'articolo 5 del succitato decreto recita: i dispositivi (maniglioni antipanico, ndr) non muniti di marcatura CE [...] sono sostituiti a cura del titolare in caso di rottura del dispositivo o sostituzione della porta o modifiche dell'attività che comportino un'alterazione peggiorativa delle vie di esodo o entro sei anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Essendo il DM entrato in vigore con la gazzetta ufficiale del 15 Febbraio 2005, il termine dei 6 anni risulta in scadenza. La sostituzione dei maniglioni non marcati CE, che comunque interessa qualunque attività lavorativa, ha un forte interesse per quei locali assoggettati alla pratica del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI), che non potrà essere rilasciato/rinnovato se non si dimostrerà di essere dotati di porte con dispositivi regolarmente marcati e correttamente revisionati tramite manutenzione programmata.
Altri spunti in relazione alla pedanteria del Datore di Lavoro Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 08/02/2011 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
Sicurezza e prevenzione - Dicembre 2010 Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 13/01/2011 - Autore: Dott. Saladino Giuseppe
File allegato: MDL201013.pdf
Nel numero di Dicembre della rivista multimediale del Ministero del Lavoro, "Sicurezza e prevenzione", spazio completamente dedicato alla Valutazione del Rischio Stress Lavoro-Correlato, argomento quantomai caldo e attuale in questi primi giorni del 2011.
La rivista dedica le proprie pagine ad approfondimenti sull'argomento, con particolare attenzione alle indicazioni fornite dalla Commissione Consultiva Permanente in data 17 Novembre (nel Documento che potete trovare presente anche su questo stesso blog, allegato all'articolo datato 23/11/2010).
Nessuna novità particolare emerge dalla descrizione effettuata dai redattori della rivista, che rimane comunque un buon riassunto di tutti i concetti essenziali che un Datore di Lavoro deve conoscere in relazione allo Stress Lavoro-Correlato, al fine di essere sicuro di assolvere al meglio il proprio dovere di debitore di sicurezza nei confronti dei propri dipendenti.
L'obbligo di sorveglianza contro la negligenza dei lavoratori Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 17/12/2010 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
In relazione alla più classica delle domande che un Datore di Lavoro pone a sè stesso ed ai suoi consulenti, ovvero fino a che punto debba spingersi il controllo dell'operato dei propri dipendenti e quando invece si possa parlare di cattiva condotta del lavoratore, ci viene in aiuto la sentenza n. 32357 del 26 Agosto 2010 della Cassazione Penale. Invito a dedicare qualche minuto alla lettura completa del presente estratto e dei successivi commenti, che ritengo possano essere chiarificatori di molti dubbi.
Il responsabile dei lavori ed il delegato alla sicurezza di una ditta appaltatrice nonché il titolare di una impresa subappaltatrice, operanti in un cantiere edile oggetto di alcuni lavori di ristrutturazione di un fabbricato, sono stati ritenuti responsabili, per colpa generica e specifica, di un infortunio sul lavoro occorso ad un lavoratore dipendente della ditta subappaltatrice il quale, scivolando su di una scala in muratura posta a ridosso dell'area di cantiere e sprovvista di corrimano, precipitava da un'altezza di circa tre metri rovinando violentemente al suolo procurandosi lesioni dalle quali derivava una malattia ed un'incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai 40 giorni.
Nel corso delle indagini veniva accertato che il lavoratore aveva preferito utilizzare tale scala per scendere a terra per raccogliere il berretto strappatogli da una folata di vento anziché servirsi di quella di cantiere appositamente predisposta all'interno dell'impalcatura. La responsabilità degli imputati veniva ravvisata a causa della riscontrata pericolosità della scala in muratura, sulla quale l'infortunato stava lavorando, scala posta a ridosso immediato dell'impalcatura di cantiere, composta di gradini in pietra parzialmente sconnessi e priva di qualsiasi ringhiera o parapetto di protezione dal rischio di caduta ed utilizzata tra l’altro, sia pure saltuariamente, anche da altri lavoratori. La sentenza di condanna degli imputati è stata confermata dalla Corte di Appello la quale, nel raccogliere in toto l'impostazione fatta dal Tribunale, ha affermato che la scala suddetta, alla luce delle sue caratteristiche, era in concreto funzionale al cantiere per cui sussisteva l'obbligo di metterla in sicurezza contro il rischio di cadute di persone e l’obbligo di adottare le cautele prescritte dalla normativa di prevenzione che se, tempestivamente adottate, avrebbero certamente evitato l'evento lesivo.
I due imputati hanno fatto ricorso alla Corte di Cassazione ponendo innanzitutto in evidenza che nella circostanza doveva riconoscersi l' abnormità del comportamento imprudente del lavoratore il quale, in maniera del tutto inopinata, per andare a prendere il cappello che era volato via a causa del vento, si era servito di una scala non ricompresa nel cantiere ed esterna ad esso. Gli stessi hanno fatto, altresì, presente, a scarico delle loro responsabilità, che nell'istruttoria espletata era stato escluso l'utilizzo della scala suddetta da parte degli altri operai ed era stato anzi dimostrato che ai lavoratori era stato vietato di usare la stessa in quanto dovevano servirsi delle scale interne all'armatura.
I ricorsi degli imputati sono stati però ritenuti infondati dalla Corte di Cassazione la quale in primis ha tenuto a ricordare in proposito “il principio, assolutamente pacifico, secondo cui, in tema di infortuni sul lavoro, l'addebito di responsabilità formulabile a carico del datore di lavoro non è in effetti escluso dai comportamenti negligenti, trascurati, imperiti del lavoratore, che abbiano contribuito alla verificazione dell'infortunio, giacché al datore di lavoro, che è ‘garante’ anche della correttezza dell'agire del lavoratore, è imposto (anche) di esigere da quest'ultimo il rispetto delle regole di cautela (cfr. Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 8, articolo 18, comma 1, lettera f)”. “In altri termini”, prosegue la Corte di Cassazione, “il datore di lavoro, quale diretto responsabile della sicurezza del lavoro, deve operare un controllo continuo e pressante per imporre che i lavoratori rispettino la normativa prevenzionale e sfuggano alla tentazione, sempre presente, di sottrarsi ad essa anche instaurando prassi di lavoro magari di comodo, ma non corrette e foriere di pericoli (cfr., di recente, Sezione 4, 28 febbraio 2008, Leonardi; nonché, Sezione 4, 8 ottobre 2008, Proc. gen. App. Venezia in proc. Dal Tio)” e quindi “in questa prospettiva, si esclude tradizionalmente che presenti le caratteristiche dell'abnormità il comportamento, pur imprudente, del lavoratore che non esorbiti completamente dalle sue attribuzioni, nel segmento di lavoro attribuitogli e mentre vengono utilizzati gli strumenti di lavoro ai quali è addetto, essendo l'osservanza delle misure di prevenzione finalizzata anche a prevenire errori e violazioni da parte del lavoratore (cfr. Sezione 4, 5 giugno 2008, Stefanacci ed altri)” Il parere della Corte di Cassazione è già estremamente chiaro senza bisogno che venga aggiunto alcun commento. Vorrei però traslare quanto detto dalla Corte in un ipotetico caso, che alla resa dei conti è molto diffuso sui luoghi di lavoro: il dipendente che, pur provvisto di corretti Dispositivi di Protezione Individuale (scarpe, guanti, otoprotettori, casco ecc.), per qualsivoglia motivo ne faccia un utilizzo saltuario o al limite non se ne serva mai. Il fatto di aver consegnato ai dipendenti un DPI NON esonera il Datore di Lavoro dalle responsabilità legate al mancato utilizzo del medesimo. L'idea del legislatore ed, in ultima analisi, della Corte di Cassazione è quella che il Datore di Lavoro (o i suoi delegati, Dirigenti e/o Preposti) sia anche uno strumento di controllo continuo interno all'azienda, uno strumento di sensibilizzazione alle tematiche della sicurezza e di incentivazione all'utilizzo degli strumenti protettivi. Fornire un paio di scarpe (o qualunque altro DPI) e non vigilare sul loro corretto e continuo utilizzo equivale in toto a dichiarare una scala inagibile e non verificare che effettivamente nessuno ne faccia uso; sono situazioni per le quali, secondo il legislatore, la negligenza del lavoratore, non configurandosi come "abnormità", viene pagata sotto forma di mancanza di controllo da parte del lavoratore.
Non dimentichiamo quindi che la normativa antinfortunistica mira a tutelare il lavoratore anche dalla sua stessa avventatezza, negligenza e disattenzione, a patto che non sia verificata la condizione di "abnormità" (comportamento completamente estraneo dalla mansione affidata al lavoratore e messo in atto per esclusiva iniziativa del lavoratore medesimo).
Ufficializzate dal Ministero LPS le linee guida per la valutazione dello stress lavoro-correlato Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 23/11/2010 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
File allegato: METODO - Commissione Consultiva Permanente.pdf
Novit� introdotte dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 18/11/2010 - Autore: Dott. Saladino Giuseppe
Novità ed obblighi introdotti dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i (D.Lgs. 106/09) in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, a cui il Datore di Lavoro deve ottemperare:
- Valutazione dello stress lavoro-correlato
- Aggiornamento e/o elaborazione del “nuovo” Documento di Valutazione dei Rischi che deve avere data certa
- Estensione della presenza del RLS (Rappresentante interno dei Lavoratori per la Sicurezza) o dei RLST (Rappresentanti sindacali territoriali dei lavoratori per la sicurezza) in ogni realtà lavorativa, con l’obbligo di comunicazione del nominativo all’INAIL
- Redazione del documento DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze) quando presso l’Azienda/Ente è presente personale esterno in appalto per più di 2 giorni lavoratori consecutivi
- Effettuazione delle visite d’idoneità alla mansione specifica, in fase preassuntiva e a fine rapporto
- Introduzione di modelli organizzazione e di gestione della sicurezza
- Responsabilità del Datore di Lavoro per mancato invio dei lavoratori al Medico Competente per l’effettuazione della Sorveglianza Sanitaria allo scadere dell’idoneità
- Corsi di aggiornamento obbligatori per Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (anche se Datore di Lavoro), Medico Competente; annuale per RLS; triennale per addetti al primo soccorso.
Mancata valutazione dei rischi o valutazione non conforme
Art. 17, comma 1, lettera a)
Art. 28, comma 2, lett. a),b),c)d)
Art. 29, comma 1,4
Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 1.000 a 6.600 euro
Art. 17, comma 1, lettera b)
Mancata nomina Medico Competente
Art. 18, comma 1, lettera a)
Mancata designazione dei lavoratori incaricati all’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio
Art. 18, comma 1, lettera b)
Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a 3.000 euro
Mancata verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o mediante contratto d’opera o di somministrazione
Art. 26, comma 1, lettera a)
Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro
Mancata fornitura ai lavoratori dei necessari ed idonei Dispositivi di Protezione Individuale
Arresto da 3 a 6 mesi o con l’ammenda da 2.000 a 5.000 euro
Lesioni gravi (oltre 40 giorni di prognosi) o gravissime sino ad Omicidio colposo in assenza di Documento di Valutazione dei Rischi così come previsto dal D.Lgs. 81/08
Sanzione pecuniaria da 64.000 a 1.500.000 euro
Sicurezza e prevenzione - Ottobre 2010 Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 08/11/2010 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
File allegato: MDL201011.pdf
Iniziamo da questo mese, in retrospettiva sul mese di Ottobre, la pubblicazione e la condivisione di un interessante fascicolo periodico mensile, "Sicurezza e prevenzione".
Tale strumento, redatto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Il Sole 24 Ore, si configura come un valido strumento di ausilio per seguire mensilmente le attività ministeriali in relazione alla Sicurezza sul Lavoro ed all'applicazione del D.Lgs. 81/08. In un fascicolo snello e di facile lettura, composto da poche pagine, è possibile ritrovare alcuni indirizzi e linee per la corretta applicazione della legislazione in materia, essendo quindi il periodico un valido supporto sia per addetti ai lavori sia per chi effettivamente la sicurezza la deve "fare", garantendola ai propri dipendenti.
- Qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi - individuazione di criteri e tipologie basate sull'effettiva affidabilità (con uno sguardo interessante verso il sempre più prossimo sistema della "patente a punti" per l'edilizia);
- L'attività della Commissione Consultiva Permanente per la sicurezza sui luoghi di lavoro (con particolare riferimento alla definizione delle linee guida per la valutazione dello stress lavoro-correlato);
- Nota del Ministro del Lavoro, On. Sacconi, in relazione alla nascita del Sinp, Sistema informativo nazionale per la prevenzione;
- Conferenza nazionale sulla vigilanza in materia di lavoro (indirizzi sui metodi di sorveglianza e controllo degli organi deputati a tale funzione, con particolare riguardo alla logica del "monitoraggio" piuttosto che del "controllo", secondo standard ormai sempre più diffusi).
Vi invitiamo a prendere visione dell'allegato.
Alcune Frequently Asked Questions (FAQ) della sicurezza! [Seconda Parte] Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 27/09/2010 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
Presentiamo la seconda parte delle principali FAQ pervenute inerenti alla sicurezza. D: il Documento di Valutazione dei Rischi ha scadenza? Ogni quanto deve essere rivisto o redatto di nuovo?
Alcune Frequently Asked Questions (FAQ) della sicurezza! [Prima Parte] Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 31/08/2010 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
Rinviata la valutazione del rischio stress lavoro correlato Sicurezza sul Lavoro - Pubblicato il 30/07/2010 - Autore: Ing. Ravanelli Andrea
File allegato: Emendamento al DL 78_2010.pdf
"Nella seduta del 29 luglio l'Assemblea della Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, recante una serie di misure finalizzate a stabilizzare, attraverso il contenimento della spesa e il contrasto all'evasione fiscale, il quadro finanziario per il triennio 2011-2013, in conformità agli impegni assunti in ambito europeo, nonché a sostenere, al contempo, lo sviluppo e la competitività economica nazionale. Il testo del decreto legge, che non ha subito modificazioni rispetto a quello approvato in prima lettura dal Senato, sarà ora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale." [Fonte: www.camera.it]
Il maxi-emendamento (allegato in pdf) riporta tutte le modifiche al Decreto Legge 78/2010. Tra le misure adottate, figura la proroga al 31 Dicembre 2010 della scadenza per la valutazione del rischio stress lavoro correlato. L'obbligo della valutazione del rischio, la cui scadenza originaria era fissata per il 1 Agosto 2010 (D.Lgs. 81/08 Art. 28 c.1-bis così come modificato dall'Art.18 c.1 del D.Lgs. 106/09), era stato rinviato al 31 Dicembre 2010 per le sole Pubbliche Amministrazioni con il D.L. 78/2010 (Art. 8 c.12).
“D.Lgs. 78/2010, Art. 8 - Razionalizzazione e risparmi di spesa delle amministrazioni pubbliche 12. Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche di cui all'at. 1, comma 2 del Decreto Legislativo n. 165 del 2001 e dei datori di lavoro del settore privato, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato, è differito al 31 dicembre 2010 [...]".

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
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 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 articolo 18

Art. 17

Art. 28

Art. 29

Art. 17

Art. 18

Art. 18

Art. 26
 Art. 28
 Art. 8