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Timestamp: 2020-06-01 22:45:17+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11062 del 05/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11062 del 05/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/05/2017, (ud. 16/02/2017, dep.05/05/2017), n. 11062
sul ricorso 514-2016 proposto da:
in ROMA, VIA E DENZA 20, presso lo studio dell’avvocato LAURA ROSA,
rappresentato e difeso dagli avvocati VALERIA D’ILIO, LORENZO DEL
avverso la sentenza n. 897/7/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
09/09/2015;
Con sentenza n. 897, depositata il 9 settembre 2015, notificata il 16 settembre 2015, la CTR dell’Abruzzo – sezione staccata di Pescara – ha respinto l’appello proposto dalla sig.ra G.A.M. nei confronti del Comune di Ortona per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Chieti, che aveva a sua volta rigettato il ricorso proposto dalla contribuente avverso avviso di accertamento ICI per l’anno 2008 relativamente a particella di terreno ritenuta area fabbricabile.
Il Comune di Ortona resiste con controricorso.
Premesso che sono incontroversi i fatti storici posti a base della decisione impugnata e che possono riassumersi nell’intervenuto annullamento, con sentenze del TAR Abruzzo n. 550 e n. 557 del 2014 della delibera di approvazione del PRG per vizi propri del procedimento di approvazione, non essendo stato preceduto l’atto di approvazione dal procedimento di valutazione ambientale strategica (VAS) e dagli studi di micro zonizzazione sismica di cui alla L.R. Abruzzo n. 28 del 2011, art. 5, il motivo – che si limita a prospettare come conseguenza automatica ex se dell’annullamento dell’atto di approvazione la caducazione del piano regolatore, quale atto presupposto – non coglie l’effettiva ratio decidendi della decisione impugnata e, in ogni caso, non dimostra l’erroneità in diritto delle conclusioni affermate rispetto alle circostanze fattuali dalle quali trae origine il relativo assunto, che, d’altronde, appare in linea con i principi espressi in materia dal giudice amministrativo.
Nella fattispecie in esame, date le circostanze sopra riportate in fatto, la censura è infondata nella sua premessa maggiore, la cui infondatezza finisce con il travolgere l’argomento consequenziale della pretesa, da parte ricorrente, non riferibilità alla fattispecie in esame del principio, espresso dalle Sezioni Unite di questa Corte con le note sentenze 30 novembre 2006, n. 25505 e n. 25506, secondo cui l’edificabilità di un’area, ai fini dell’applicazione del criterio di determinazione della base imponibile, fondato sul valore venale, deve essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita dal piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione di esso da parte della Regione e dell’adozione di strumenti urbanistici attuativi, principio di seguito costantemente ribadito dalla giurisprudenza di questa Corte (cfr., tra le molte Cass. Cass. sez. 5, 27 luglio 2007, n. 16174; Cass. sez. 5, 16 novembre 2012, n. 20137; Cass. sez. 5, 5 marzo 2014, n. 5161; Cass. sez. 5, 27 febbraio 2015, n. 4091), in un quadro di riferimento segnato anche da pronuncia della Corte costituzionale (ord. 27 febbraio 2008, n. 41), che ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale della norma d’interpretazione autentica del D.Lgs. n. 504 del 1992, rt. 2 lett. b), rappresentata dal D.L. n. 223 del 2006, art. 36, comma 2, come convertito nella L. n. 248 del 2006, secondo cui “un’area è da considerarsi fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune indipendentemente dall’approvazione della Regione e dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo”, che aveva fatto seguito al D.L. n. 203 del 2005, art. 11 quaterdecies, comma 16, convertito con modificazioni, nella L. n. 248 del 2005.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 Cass. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 art. 36
 art. 11