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Timestamp: 2017-08-20 15:24:42+00:00

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QUARRATA/news - QUOTIDIANO ON LINE: TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE NEL SERVIZIO IDRICO E PUBLIACQUA
TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE NEL SERVIZIO IDRICO E PUBLIACQUA
Il Consigliere Tomasi si pone (e pone all’amministrazione) una serie di domande impegnative circa il funzionamento, l’efficienza e il corretto comportamento amministrativo di Publiacqua e del Comune stesso
di Alessandro Tomasi [*]
PISTOIA. Recentemente ho presentato alcune interrogazioni e un’interpellanza per capire meglio e denunciare una scarsa trasparenza, una mancata possibilità di partecipazione dei cittadini e una meccanismo presente nel Regolamento del servizio idrico integrato che potrebbe rivelarsi un blocco alle vergognose perdite del nostro acquedotto.
1. La Sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 15/10/2008, ha stabilito: l’incostituzionalità del pagamento della tariffa relativa al servizio di depurazione, nel caso in cui l’Utente non ne usufruisca (assenza o temporanea inattività dell’impianto di depurazione acque reflue); l’introduzione di una nuova tariffa destinata a coprire i soli costi di investimento relativi alle attività di progettazione, realizzazione, completamento o attivazione degli impianti di depurazione (tariffa ex L. 13/2009); l’obbligo per i gestori di rimborsare la quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione, al netto degli oneri deducibili (costi sostenuti dal gestore per le attività di cui sopra) e comprensiva degli interessi maturati.
Tutti gli utenti attivi o cessati, ricadenti in zone ove non è presente un impianto di depurazione attivo, ai quali è stata applicata nel periodo 16.10.2003 -15.10.2008 (ossia nei 5 anni antecedenti alla data della sentenza) la quota di tariffa di depurazione hanno diritto alla restituzione.
Per scaricare il modulo di richiesta di rimborso delle cifre pagate, basta cliccare su questo stesso testo.
Scarica il modulo e compilalo.
Attraverso il sito di Publiacqua è possibile, inserendo il proprio codice cliente, conoscere se si ha diritto alla restituzione e la cifra esatta.
Recandosi agli uffici di Publiacqua ci si accorge che la cosa non è assolutamente pubblicizzata e non vi si trovano nemmeno i moduli per la richiesta (personalmente li ho ricevuti via mail a seguito di richiesta). Sentendo anche altri cittadini ho avuto la percezione (che sono quasi sicuro che si confermerà) che in pochi sappiano di questa possibile restituzione soprattutto tra gli utenti più deboli come gli anziani. In pochi giorni provando ad informare alcune famiglie sono riuscito a far riavere qualche migliaio di euro.
Dunque chiedo all’Amministrazione:
• Quanti sono gli utenti che hanno diritto al rimborso?
• Quanti degli aventi diritto hanno fatto richiesta?
• Quale è la cifra complessiva che gli utenti del Comune devono riavere?
• Se l’Amministrazione intende richiedere all’azienda una maggiore pubblicizzazione della restituzione della parte di tariffa.
Ma soprattutto la domanda che tutti si fanno:
• quali sono le motivazioni che impediscono una restituzione diretta nella bolletta degli utenti senza ulteriori passaggi?
Quando i cittadini sono in mora magari a causa di difficoltà economiche l’amministrazione e le aziende che erogano servizi non si fanno attendere nel richiedere il dovuto, ma quando devono dare sembrano poco attente.
Dobbiamo dunque pubblicizzare in più il diritto alla restituzione sancito dalla sentenza e soprattutto non pensare che la cosa si possa ottenere solo tramite internet e il sito dell’azienda.
2. Da alcune segnalazioni mi risulta che l’Autorità idrica Toscana a fine ottobre abbia inviato una mail ai Comuni che la compongono nella quale si chiedeva loro di pubblicizzare sui rispettivi siti (e su quello dell’Azienda) un questionario rivolto ai cittadini.
Attraverso questo mezzo l’Autorità voleva aprire un processo di partecipazione in vista della realizzazione di un nuovo schema di Carta dei Servizi.
Sarebbe interessante sapere se questa iniziativa è partita e se il nostro Comune ha aderito. Sono purtroppo convinto che queste forme di partecipazioni si rivelano spesso un flop o addirittura dopo essere state fatte la voce dei cittadini non viene ascoltata, ma visto che si era messa in moto sarebbe stata comunque un ulteriore strumento per far sentire la voce in particolare dei tanti comitati e associazioni sorte intorno al tema dell’acqua e del servizio idrico.
3. La terza interrogazione riguarda una disposizione del Regolamento del Servizio Idrico Integrato.
L’art. 23 norma le manutenzioni delle condotte idriche. Al primo capoverso si specifica che le tubazioni idriche stradali come pure le derivazioni (o allacciamenti) fino al punto di consegna, anche se costruite a spese o col contributo degli utenti, rimangono di proprietà demaniali. Si dice inoltre che la manutenzione a valle del punto di consegna è a carico dell’utente, ma al verificarsi di perdite fra il limite della proprietà pubblica ed i contatori posti all’interno della proprietà privata l’utente è tenuto a provvedere all’immediata riparazione. In caso di inottemperanza l’Azienda potrà ridurre l’erogazione idrica a livello essenziale.
Cercando di fare un esempio: se un condomino, un gruppo di case lontane dalla rete pubblica, un singolo cittadino vogliono allacciarsi all’acquedotto devono pagare e una volta costruita la derivazione questa diventa di proprietà pubblica.
Questi cittadini si deve ricordare che fino al referendum hanno pagato in bolletta anche una quota per gli investimenti e che nel 2013 a tutti anche ai paesi e alle frazioni più lontane andrebbe garantito l’accesso all’acqua potabile.
Nell’articolo però si aggiunge che se vi è un guasto o una perdita e la tubatura passa sotto un terreno privato in quel tratto devono essere gli stessi cittadini a provvedere a riparare. Se non si pone rimedio al guasto la pena è la riduzione dell’erogazione.
Ma se fra i cittadini interessati non si trova l’accordo per intervenire, se tra questi c’è chi non è in grado di pagare l’intervento come si procede?
C’è il rischio che non si riesca mai a ridurre le numerose perdite del nostro acquedotto e per questo ho chiesto: quale è la percentuale di acquedotto che attraversa proprietà private sul quale Publiacqua non è tenuta alla manutenzione e se l’Amministrazione condivide il principio contenuto nell’art. 23 del Regolamento o vi è un modo per almeno mitigare quelli che penso siano i suoi effetti negativi.
[*] – Consigliere Comunale Pdl Pistoia
Gruppo Consiliare Popolo della Libertà – Comune di Pistoia
All’Assessore con delega alle Aziende Partecipate
Pistoia 2 gennaio 2014
La Sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 15/10/2008, ha stabilito:
· l’incostituzionalità del pagamento della tariffa relativa al servizio di depurazione, nel caso in cui l’Utente non ne usufruisca (assenza o temporanea inattività dell’impianto di depurazione acque reflue);
· l’introduzione di una nuova tariffa destinata a coprire i soli costi di investimento relativi alle attività di progettazione, realizzazione, completamento o attivazione degli impianti di depurazione (tariffa ex L. 13/2009);
· l’obbligo per i gestori di rimborsare la quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione, al netto degli oneri deducibili (costi sostenuti dal gestore per le attività di cui sopra) e comprensiva degli interessi maturati.
Tale materia è stata regolata dal legislatore attraverso i seguenti riferimenti normativi:
· Legge n. 13 del 27/02/2009 - art 8 sexies, conversione del Decreto Legge 30 dicembre 2008, n. 208 recante “Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente”;
· Decreto Attuativo del Ministero dell’Ambiente del 30 settembre 2009 pubblicato sulla G.U. n 31 dell’8 febbraio 2010.
· Procedure di attuazione degli oneri deducibili definiti dall’ Autorità di Ambito Territoriale n. 3 Medio Valdarno con comunicazione del 14/10/2010 n. 5033/10
In conformità a quanto era stato stabilito dalla Legge Galli (L. 36/94) e sue successive modificazioni, Publiacqua S.p.a. fino alla data della sentenza, 15.10.2008, ha applicato una tariffa per il servizio di depurazione che copriva sia i costi sostenuti per la gestione degli impianti di depurazione che i costi previsti nei piani di investimento per la progettazione/realizzazione degli stessi.
Nel rispetto di quanto previsto dalla sentenza e dalle successive norme emanate, Publiacqua S.p.a., alle utenze interessate, a partire dal 16/10/2008 non ha più applicato la tariffa per il servizio di depurazione, e dal 01/01/2010 ha applicato la “tariffa ex L. 13/2009” definita dall’Autorità di Ambito Territoriale n. 3 Medio Valdarno con delibera n. 21 del 28/12/2009. Una volta attivati gli impianti di depurazione, la “tariffa ex L. 13/2009”, sarà sostituita dalla normale tariffa del servizio di depurazione.
Tutti gli utenti attivi o cessati, ricadenti in zone ove non è presente un impianto di depurazione attivo, ai quali è
stata applicata nel periodo 16.10.2003 -15.10.2008 (ossia nei 5 anni antecedenti alla data della sentenza) la quota
di tariffa di depurazione hanno diritto alla restituzione.
Attraverso il sito di Publiacqua è possibile, inserendo il proprio codice cliente, conoscere se si ha diritto alla restituzione e la cifra esatte
Molto cittadini non sono a conoscenza degli effetti di questa sentenza
Negli uffici di Publiacqua, con sede in Viale Adua, non vi è una pubblicizzazione adeguata
Quanti sono gli utenti che hanno diritto al rimborso. Quanti degli aventi diritto hanno fatto richiesta.
Quale è la cifra complessiva che gli utenti del Comune devono riavere
Se l’Amministrazione intende richiedere all’azienda una maggiore pubblicizzazione della restituzione della parte di tariffa relativa alla depurazione in base alla Sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 15/10/2008.
Le motivazioni che impediscano una restituzione diretta nella bolletta degli utenti senza ulteriori passaggi.
Se l’Autorità Idrica Toscana aveva promosso un questionario rivolto ai cittadini sulla regolazione commerciale del servizio pubblico in vista anche della stesura di una nuova carta dei servizi.
Se l’Autorità idrica Toscana aveva chiesto di diffondere questa iniziativa di partecipazione attraverso i siti dei Comuni che la compongono.
Se il Comune di Pistoia ha partecipato a questa iniziativa.
Cons. Alessandro Tomasi – Pdl
l’art. 23 del Regolamento del Servizio idrico integrato norma le manutenzioni delle condotte idriche.
Al primo capoverso si specifica che le tubazioni idriche stradali come pure le derivazioni (o allacciamenti) fino al punto di consegna, anche se costruite a spese o col contributo degli utenti, rimangono di proprietà demaniali.
Al quarto capoverso si specifica che la manutenzione a valle del punto di consegna è a carico dell’utente, ma la verificarsi di perdite fra il limite della proprietà pubblica ed i contatori posti all’interno della proprietà privata l’utente è tenuto a provvedere all’immediata riparazione. In caso di inottemperanza l’Azienda potrà ridurre l’erogazione idrica a livello essenziale.
Interpella la S.V. per conoscere
Quale è la percentuale di acquedotto che attraversa proprietà private sul quale Publiacqua non è tenuta alla manutenzione.
Se l’Amministrazione condivide il principio contenuto nell’art. 23 del Regolamento.
[Giovedì 2 gennaio 2014 | 20:16 - © Quarrata/news]

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