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Timestamp: 2020-08-14 20:50:42+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 205 del 09/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 205 del 09/01/2017
Cassazione civile, sez. lav., 09/01/2017, (ud. 05/10/2016, dep.09/01/2017), n. 205
sul ricorso 17595/2011 proposto da:
P.S.A., MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
avverso la sentenza n. 844/2010 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,
depositata il 25/06/2010, r.g.n. 2356/2008;
Con sentenza del 3.6 – 25.6.2010 la Corte d’appello di Catanzaro, in parziale riforma della sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Crotone appellata dall’Inps, ha rideterminato la data di decorrenza dell’assegno di invalidità civile, che il primo giudice aveva riconosciuto in favore di P.S. dal 31.10.2006, fissandola in quella dell’1.1.2008.
Ha spiegato la Corte di merito che l’assistita non aveva provato di aver inoltrato la domanda di iscrizione nelle liste speciali del collocamento, ma che a seguito dell’entrata in vigore, in data 1.1.2008, della Legge Finanziaria n. 244 del 2007, che aveva abolito la necessità della sussistenza del requisito della mancanza di occupazione, non era più indispensabile dimostrare, da parte dell’invalido parziale, la mancanza di occupazione, per cui nella fattispecie il beneficio in esame spettava in ogni caso a decorrere da tale data.
Rimangono solo intimati P.S.A. ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Si dà atto che il collegio ha autorizzato la redazione in forma semplificata della presente sentenza.
Con un solo motivo l’Inps censura l’impugnata sentenza per violazione ed errata applicazione della L. n. 118 del 1971, art. 13, nel testo sostituito dalla L. n. 247 del 2007, art. 1, comma 35, nonchè dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, in quanto contesta che per effetto della novella del 2007 il requisito della mancanza di occupazione non rappresenti più un requisito costitutivo del diritto alla provvidenza in favore dell’invalido civile parziale, il quale è tenuto, in ogni caso, a fornirne la dimostrazione.
Invero, ha ragione l’Inps a sostenere che l’assistita avrebbe dovuto fornire, comunque, la prova dello stato di inoccupazione, in mancanza del quale la prestazione non poteva più giustificarsi, trattandosi del venir meno di un elemento costitutivo del diritto.
Si è, infatti, statuito (Cass. Sez. Lav. n. 1606 del 28.1.2015) che “in materia di assegno di invalidità civile, anche a seguito della modifica della L. 30 marzo 1971, n. 118, in forza della L. 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, comma 35 – che richiede il requisito dello stato di inoccupazione del richiedente e non più la cosiddetta incollocazione al lavoro -, la prova del mancato svolgimento di attività lavorativa non può essere data in giudizio mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, rilevante nei soli rapporti amministrativi ma priva di efficacia probatoria in sede giurisdizionale. (in senso conf. Cass. Sez. 6-L, Ordinanza n. 17929 del 10.9.2015). In effetti, dopo la modifica introdotta dalla L. 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, comma 35, il requisito occupazionale è semplicemente cambiato, nel senso che non si richiede più la cosiddetta incollocazione al lavoro, ma solo lo stato di inoccupazione, di più semplice verificazione, non essendo più richiesta l’iscrizione negli elenchi speciali per l’avviamento al lavoro ma solo il mancato svolgimento di attività lavorativa (v. al riguardo Cass. Sez. 6-L, Ordinanza n. 6463 del 19.3.2014).
Orbene, tenuto conto del fatto che la P. propose la domanda giudiziale il 24.7.2006 e rilevato che nella stessa sentenza si legge che neppure nel giudizio d’appello, incardinato dall’Inps il 20.11.2008, l’assistita aveva fornito la prova dell’iscrizione nelle liste di collocamento, ne consegue che la Corte territoriale non avrebbe potuto ricondurre automaticamente la decorrenza del diritto all’entrata in vigore della nuova normativa sopra richiamata, ma avrebbe dovuto accertare egualmente, anche per il periodo successivo all’1.1.2008, la sussistenza o meno del requisito costitutivo dello stato di inoccupazione.
Pertanto, il ricorso va accolto e l’impugnata sentenza va cassata con rinvio del procedimento, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio, alla Corte d’appello di Reggio Calabria. Quest’ultima, nell’attenersi ai suddetti principi di diritto, valuterà il merito della questione per il periodo successivo all’1.1.2008 (data di entrata in vigore della Legge Finanziaria n. 247/2007), dal momento che in relazione al periodo precedente, disciplinato dalla normativa antecedente alla predetta novella, si è formato il giudicato a sfavore di P.S. in ordine alla riscontrata insussistenza del requisito dell’iscrizione nelle liste speciali del collocamento.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese, alla Corte d’appello di Reggio Calabria.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 13
 art. 1
 art. 1
 Cass. Sez. 
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 Cass. Sez. 
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