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Timestamp: 2018-11-17 09:54:50+00:00

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Sanzioni accessorie: cosa sono?
30 giugno 2018 | Autore: Mariano Acquaviva
Quando si applicano le sanzioni accessorie? Cosa sono le pene accessorie? Cosa significa che si applicano di diritto?
La legge italiana, per far rispettare i suoi precetti, prevede delle sanzioni da applicare ogni volta che una norma sia infranta. Ad ogni trasgressione corrisponde una punizione, in buona sostanza. Ad esempio, chi fuma in un locale pubblico rischia di dover pagare una somma che va da 27,50 a 275 euro, con la possibilità che essa possa raddoppiare nel caso in cui la violazione avvenga in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza ovvero davanti a lattanti o bambini fino a dodici anni. Accanto alla sanzione classica, la legge spesso e volentieri prevede un ulteriore tipo di punizione, che si affianca a quella principale completandone la portata sanzionatoria. Con questo articolo spiegheremo cosa sono le sanzioni accessorie.
1 Sanzioni accessorie: cosa significa?
2 Sanzioni accessorie: quali sono?
3 Pene accessorie: quali sono?
Sanzioni accessorie: cosa significa?
Letteralmente, una sanzione è accessoria quando si aggiunge ad un’altra, definita principale. Quindi, a seguito di una trasgressione, cioè della violazione di una norma (indifferentemente di tipo civile, penale, amministrativo, tributario, ecc.), è possibile incorrere non soltanto nella pena principale, ma anche in una ulteriore e accessoria.
Caratteristica della sanzione accessoria è che essa, di norma, si applica automaticamente alla commissione del fatto illecito. Cosa significa? Vuol dire che, a seguito di sentenza di condanna alla pena principale, la sanzione accessoria segue di diritto, senza neanche bisogno che nel provvedimento sia indicata. Ad esempio, nel codice della strada c’è scritto che quando le norme dispongono che ad una sanzione amministrativa pecuniaria consegua una sanzione accessoria non pecuniaria, quest’ultima si applica di diritto, cioè automaticamente [1].
Sanzioni accessorie: quali sono?
Abbiamo fornito una definizione di sanzione accessoria. Sebbene in teoria non ci siano difficoltà ad individuarle, nella pratica potrebbe sorgere qualche problema. Ai fini di una maggiore chiarezza, facciamo un esempio.
Il codice della strada è pieno zeppo di sanzioni accessorie. Chi viene trovato a condurre un veicolo in stato di ebbrezza non soltanto rischia il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria o, nei casi in cui il fatto costituisca reato, di incorrere nella pena dell’arresto e dell’ammenda, ma anche di dover far fronte ad una sanzione accessoria. Secondo il codice della strada, infatti, all’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni [2]. Altre sanzioni accessorie previste nel codice della strada sono, tra le altre, il fermo amministrativo del veicolo e la confisca dello stesso.
Pene accessorie: quali sono?
In ambito penale esistono numerose sanzioni accessorie; però, poiché le sanzioni penali assumono il nome di pene, è più corretto parlare di pene accessorie. Il codice penale prevede le seguenti pene accessorie:
l’interdizione da una professione o da un’arte;
l’interdizione legale;
l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;
l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;
l’estinzione del rapporto di impiego o di lavoro;
la decadenza o la sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
la pubblicazione della sentenza penale di condanna [3].
Come per le sanzioni accessorie previste nel codice della strada, vale la regola dell’automaticità della pena accessoria, nel senso che, mentre le pene principali (arresto, reclusione, ergastolo, multa e ammenda) sono inflitte dal giudice con sentenza di condanna, quelle accessorie conseguono di diritto alla condanna, come effetti penali di essa [4]. Quindi, una pena accessoria quale la pubblicazione della sentenza di condanna verrà applicata automaticamente a seguito della sanzione, senza bisogno che il giudice esplicitamente la menzioni nel provvedimento. Al contrario, dovrà essere richiamata l’eventuale non applicazione della pena accessoria la quale, si ripete ancora una volta, si dà per scontata.
Facciamo un altro esempio di pena accessoria. Il codice penale dice che, chiunque venga condannato per peculato, concussione o corruzione subisce, a titolo di pena accessoria, anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici: in altre parole, non potrà mai più ricoprire un ruolo all’interno della pubblica amministrazione (salvo ipotesi attenuate, cioè di condanna entro i tre anni di pena) [5].
[1] Art. 210 codice della strada.
[2] Art. 186, comma secondo, codice della strada.
[3] Art. 19 cod. pen.
[5] Art. 317-bis cod. pen.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 210
 Art. 186
 Art. 19
 Art. 317