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Timestamp: 2020-05-29 08:20:09+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26621 del 22/10/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26621 del 22/10/2018
Cassazione civile sez. II, 22/10/2018, (ud. 18/06/2018, dep. 22/10/2018), n.26621
sul ricorso 4693-2018 proposto da:
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PIETRO DELLA VALLE n. 4,
avverso la sentenza n. 8181/2017 del TRIBUNALE di NAPOLI, depositata
il 17/07/2017;
Il Sost. P.G., Dott. Pepe Alessandro, ha concluso per il rigetto del ricorso e la revoca dell’ammissione del ricorrente al beneficio del gratuito patrocinio.
1) Preliminarmente va respinta l’istanza di trattazione della questione innanzi le Sezioni Unite, in quanto – come indicato dal Primo Presidente di questa Corte nel provvedimento del 7.6.2018 richiamato in narrativa – le predette Sezioni Unite si son già pronunciate sul tema del frazionamento del credito con le sentenze 15.11.2007 n. 23726 e 16.2.2017 n. 4090. Neanche si ravvisa alcun contrasto tra giudicati di differenti sezioni, nè una questione di massima di particolare importanza, con conseguente inapplicabilità dell’art. 374 c.p.c., comma 2. Invero, come si dirà più diffusamente infra, le tre sentenze n. 18808/2016, n. 18809/2016 e n. 18810/2016 di codesta Corte sono state emesse prima della già richiamata sentenza n. 4090/2017 delle Sezioni Unite, al cui dictum la successiva giurisprudenza di questa Sezione si è uniformata.
Va altresì respinta la riunione dei vari giudizi chiamati all’odierna udienza, posto che – pur nell’evidente identità della questione – si tratta di ricorsi aventi ad oggetto l’impugnazione di sentenze diverse, relative ad incarichi diversi, pur se riferibili ad un unico rapporto di durata corrente tra le parti.
Infine, va dichiarata l’inammissibilità dei documenti allegati al ricorso, in quanto essi non sono relativi alla nullità della sentenza impugnata nè all’ammissibilità del ricorso, ma piuttosto attengono al merito del rapporto dedotto in giudizio. 2) Passando ai motivi del ricorso, si osserva che con il primo di essi il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 274 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, perchè il giudice di appello, nel richiamare la sentenza di questa Corte n. 3093/1999, avrebbe omesso di considerare la successiva sentenza della stessa Corte n. 22631/2011, secondo cui l’istituto della riunione dei giudizi connessi, in quanto finalizzato alla garanzia dell’economia processuale, si applica anche in sede di legittimità.
Con il terzo motivo, il ricorrente lamenta la violazione della L. 4 dicembre 2017, n. 172, art. 19 quaterdecies, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, in quanto il Tribunale avrebbe dovuto ravvisare la natura vessatoria delle clausole che determinano il compenso del professionista in modo non equo e non tenendo conto della natura, qualità e quantità della prestazione, e conseguentemente ritenerle nulle, determinando il compenso dovuto al ricorrente in relazione alla qualità e quantità del lavoro svolto.
Nella memoria ex art. 382 c.p.c., il ricorrente eccepisce anche il fatto che, poichè la compagnia non aveva specificamente contestato l’assenza dell’interesse del creditore al frazionamento, il giudice di merito avrebbe dovuto, una volta rilevata la questione ex officio, assegnare alle parti un termine per memorie ex art. 101 c.p.c., comma 2, prima di decidere sul punto.
In ogni caso, la ricostruzione del rapporto operata dal Tribunale deve ritenersi corretta posto che, a fronte del rapporto pluriennale tra il Q. e la compagnia assicurativa, i distinti crediti maturati dal ricorrente sono inscrivibili nel medesimo ambito oggettivo e appaiono fondati su un unico rapporto di durata, in relazione al quale il frazionamento del credito è ammesso soltanto se risulti in capo al creditore un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata. Laddove manchi la corrispondente deduzione, il giudice che intenda farne oggetto di rilievo dovrà indicare la relativa questione ex art. 183 c.p.c., riservando la decisione con termine alle parti per il deposito di memorie ex art. 101 c.p.c., comma 2. (Cass. Sez. U, Sentenza n. 4090 del 16/02/2017, Rv. 643111). Sulla scorta di tale principio, occorre verificare se nel caso di specie la mancanza di un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata abbia formato oggetto di precedente deduzione nel giudizio di merito: la risposta non può che essere positiva in considerazione della linea difensiva adottata dalla società convenuta, improntata principalmente sulla improponibilità della domanda per abusivo frazionamento del credito. Tale concetto presuppone logicamente proprio la contestazione dell’esistenza di un interesse meritevole di tutela a tale modalità di esercizio del diritto di azione, anche in relazione al principio di proporzionalità nell’uso della giurisdizione (Cass. Sez. L, Sentenza n. 26464 del 21/12/2016, Rv. 642250). Ne discende il rigetto del quarto motivo e dell’ulteriore censura concernente la mancata concessione del termine di cui all’art. 101 c.p.c..
Nè può essere accolta la censura specificamente riferita alla violazione della L. 4 dicembre 2017, n. 172, art. 19 quaterdecies, oggetto del terzo motivo del ricorso, in quanto – anche a voler ritenere astrattamente applicabile la norma sotto il profilo del cd. ius superveniens – il ricorrente non indica con sufficiente specificità in base a quali criteri dovrebbe in ipotesi essere determinato il cd. equo compenso, con conseguente carenza di specificità del motivo.
4) Con Delib. 5 settembre 2017, il ricorrente risulta ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Pertanto, lo stesso non è tenuto, rigettata l’impugnazione, al versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dal D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, stante la prenotazione a debito in ragione dell’ammissione al predetto beneficio (cfr. Cass. Sez. 6 n. 7368 del 22.3.2017, Rv. 643484; Cass. Sez. L. n. 18523 del 21.9.2014, Rv. 632638).
Il P.G. ha tuttavia richiesto a questa Corte di provvedere alla revoca dell’ammissione provvisoria al beneficio del patrocinio a spese dello Stato.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 19
 art. 382
 art. 101
 art. 183
 art. 101
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 19
 art. 13
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez.