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Timestamp: 2019-10-14 04:08:05+00:00

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REGOLAMENTO PER L’ACCESSO E LA FRUIZIONE DEL CENTRO STUDI SUL TEATRO DI FIGURA E DI ANIMAZIONE
Art. 1 Il Centro Studi: struttura e finalità
Il Centro Studi sul Teatro di Figura e di Animazione, emanazione e strumento del Castello dei Burattini-Museo Giordano Ferrari (d’ora in poi Centro Studi), raccoglie il materiale documentario raccolto nel tempo dal Museo. Esso comprende il Fondo Giordano Ferrari, pervenuto al Comune attraverso la donazione del Banco di Sardegna, che costituisce la parte più consistente del patrimonio.
Successivamente si sono aggiunti i fondi:
§ Ferrari 2, acquisito dal Comune con il contributo dell’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna e di uno sponsor privato (Il Teatro del Tempo)
§ Franco Cristofori
§ Amilcare Adamoli
§ Gruppo 80
§ Antonio Moroni
§ Bompiani
Questi fondi, oltre che da burattini e marionette, sono formati da materiali eterogenei di grandissimo valore documentario e comprendono: volumi a stampa (circa 700), copioni manoscritti e a stampa (circa 400), fondali, manifesti e avvisi teatrali, locandine, fotografie, carteggi, documenti cartacei, videocassette, cd e dvd, altro materiale librario successivamente acquisito dal museo.
Il Centro Studi è costituito da questo ingente patrimonio (diverse decine di migliaia di pezzi) di grande valore storico-documentale.
I fondi sono stati tutti inventariati ed è in corso l’opera di catalogazione, che vede già i fondi librari disponibili sugli archivi Sebina del Polo Bibliotecario Provinciale e sul web, mentre sono iniziate le operazioni di schedatura del restante materiale attraverso il sw Samira, elaborato dal CRC (Centro Regionale per la Catalogazione, emanazione dell’Istituto Beni Culturali)
L’Amministrazione Comunale intende mettere a disposizione degli studiosi, dei ricercatori, dei cittadini interessati al teatro di figura e di animazione detto patrimonio garantendo:
L’accesso fisico ai documenti, attraverso appositi locali, ove sono collocati i fondi sopradescritti in idonee strutture di conservazione. Le sale di studio sono dotate, oltre che di tavoli atti alla consultazione del materiale cartaceo, di almeno tre stazioni di lavoro dotate di PC e di accesso ad Internet. Gli studiosi potranno anche utilizzare per la loro ricerca il proprio PC portatile
La dotazione di strumenti di conoscenza e di accesso informatico e telematico al patrimonio, attraverso la messa a disposizione sia degli inventari cartacei, sia dei catalogni informatizzati. A tale scopo il Centro Studi utilizza, come sopra menzionato, il sistema di descrizione bibliografica Sebina per i fondi librari, i copioni, materiali a stampa, video ecc., e Samira per i fondi iconografici.
La valorizzazione del patrimonio, attraverso la creazione di percorsi di ricerca e pubblicazioni, implementando gli archivi digitali e predisponendo una visione d’insieme dei diversi giacimenti informativi
La creazione di rapporti istituzionali con altri Musei, a cominciare da quelli del territorio, e con altre Istituzioni di ricerca, a cominciare dall’Università e dalla Scuola. Il rapporto è di interattività, regolato da prassi consolidate e da eventuali convenzioni su temi di ricerca specifici. Il Centro Studi instaura rapporti anche con analoghe istituzioni italiane ed europee, avendo come obiettivo la creazione di una rete delle Istituzioni museali esistenti sul teatro di figura.
Art. 2 Orari di apertura
In seguito a nuove disposizioni Il Centro Studi sarà aperto dal lunedì al venerdì previo appuntamento che dovrà essere concordato con il personale del museo telefonando ai numeri: 0521 218877, 218873, 218874
Art. 3 Modalità di accesso
Gli studiosi, i ricercatori e i cittadini interessati sono ammessi gratuitamente a far ricerche previa domanda in carta libera indirizzata alla Direzione del Museo, nella quale devono essere chiaramente indicate le proprie generalità, l’oggetto ed il fine della ricerca.
La domanda dev’essere rinnovata ogni anno ed ogni qualvolta venga mutato l’oggetto della ricerca.
Con la presentazione della domanda gli utenti si impegnano ad osservare il presente regolamento e la legislazione vigente.
All’ingresso in Sala di Studio devono essere depositate borse e cartelle presso l’addetto. In ogni caso l’utente è tenuto a conservare sul tavolo di consultazione soltanto gli strumenti inerenti al proprio lavoro di ricerca.
Art. 4 Modalità di consultazione, riproduzione e prestito
L’utente individuerà, a seguito del colloquio preliminare con l’addetto alla sala di Studio e la consultazione degli inventari, le proprie necessità in relazione alla estrazione dei materiali documentari per ciascuna seduta. In linea generale non si potrà superare le dieci unità documentarie. In casi del tutto particolari e con il permesso della Direzione lo studioso può ricevere in consultazione un numero maggiore di pezzi.
La richiesta del materiale documentario verrà fatta su apposite schede, che dovranno essere completate in ogni parte, eventualmente con l’aiuto degli addetti della Sala di Studio.
Chi volesse riprodurre documenti del Centro Studi tanto con mezzi propri che prevedano l’uso di illuminazioni particolari o di stativi, quanto con quelli eventualmente messi a disposizione, deve presentare domanda in carta libera alla Direzione e sottostare alle vigenti disposizioni, compresi gli oneri eventualmente derivanti da tali riproduzioni.
Gli utenti possono accedere direttamente al patrimonio librario. Il materiale appartenente alle donazioni pervenute a vario titolo al museo deve essere consultato in sede il prestito dei volumi successivamente acquisiti dal museo, con le dovute limitazioni relative al materiale di consultazione (enciclopedie, dizionari ecc.) ovvero perché raro e di pregio, sarà consentito secondo le modalità previste per le Biblioteche Comunali.
Art.5 Modalità di riconsegna
Gli utenti sono tenuti a riconsegnare il materiale nelle stesse condizioni in cui lo hanno ricevuto, segnalando direttamente al responsabile della Sala di Studio eventuali mancanze, manomissioni o disordini.
Gli studiosi che volessero pubblicare le riproduzioni fotografiche di pezzi d’archivio sono tenuti a presentare domanda in carta libera alla Direzione e, in caso di risposta positiva, a consegnare tre copie delle pubblicazioni, una per la Biblioteca del Centro Studi, una per la Biblioteca Comunale, una per la Biblioteca dell’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia- Romagna.
Viene richiesto agli studiosi di consegnare una copia delle pubblicazioni in cui sono citati documenti d’archivio anche se non sottoposte agli obbligi previsti dall’art. precedente, per la Biblioteca del Centro Studi. Le tesi di laurea potranno essere acquisite anche attraverso la fotoriproduzione, ovvero su supporto informatico, garantendo agli autori il copyright del loro lavoro
Art 7 Divieti
1. Appoggiare fogli e penne sopra i documenti originali.
2. Scrivere o fare segni sui documenti, anche se a matita, o danneggiarli in qualsiasi modo, fare calchi o lucidi o riproduzioni di qualsiasi tipo senza il permesso scritto della Direzione.
3. Mutare l’ordine nel quale sono disposti i documenti nelle buste.
4. Disturbare il silenzio nella Sala di Studio.
5. Accedere ai depositi del materiale archivistico ed alla dotazione libraria senza autorizzazione.
6. Accedere agli uffici senza permesso.
7. Trasferire materiale archivistico fuori dalla Sala di Studio senza la preventiva autorizzazione del responsabile della Sala di Studio.
Art. 8 Norma finale
Per quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento si rimanda alla disciplina prevista dal D.Lgs. 22 genn. 2004 n.42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio” e dalla L.R. 18/2000 “Norme in materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali”.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art.5

Art. 8