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Timestamp: 2020-02-23 19:19:46+00:00

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Gli elementi essenziali del reato | StudioPenalista
Codice Penale: il reato
30 dicembre 2015 Codice Penale Avv. Marco Cesetti
Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 4 luglio 2007, n. 25527, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 3 ottobre 2007, n. 36162, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 8 febbraio 2008, n. 6267, Cassazione Penale, sez. III, sentenza 29 luglio 2008, n. 31488, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 11 marzo 2009, n. 10819, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 13 ottobre 2009, n. 39959 e Cassazione Penale, sez. I, sentenza 4 febbraio 2010, n. 4912.
Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 3 ottobre 2007, n. 36162, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 14 ottobre 2008, n. 38819, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 20 ottobre 2009, n. 40587 e Cassazione Penale, sez. I, sentenza 4 febbraio 2010, n. 4912.
Cfr. Cassazione Penale, sez. III, sentenza 20 marzo 2008, n. 12361, Cassazione Penale, sez. I, sentenza 8 maggio 2008, n. 18667 e Cassazione Penale, sez. I, sentenza 4 marzo 2009, n. 9914.
Cfr. Cassazione Penale, SS.UU., sentenza 24 settembre 2007, n. 35488.
Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 17 aprile 2008, n. 16163.
Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 30 settembre 2008, n. 37077.
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 20 luglio 2007, n. 29433, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 12 settembre 2007, n. 34432, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 8 novembre 2007, n. 23314, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 10 gennaio 2008, n. 888, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 28 febbraio 2008, n. 9084, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 3 aprile 2008, n. 14062, Cassazione Penale, sez. III, sentenza 10 luglio 2008, n. 18885, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 14 ottobre 2008, n. 38747 e Cassazione Penale, sez. V, sentenza 17 marzo 2009, n. 6740.
(1) Comma aggiunto dall’art. 1 della L. 13 febbraio 2006, n. 59.
Cfr. Cassazione penale, sez. V, sentenza 2 agosto 2007, n. 31510, Cassazione penale, sez. II, sentenza 26 settembre 2007, n. 35580 e Cassazione penale, sez. I, sentenza 26 novembre 2008, n. 44048.
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 21 gennaio 2009, n. 2505.
Delitto tentato. [ndr. tentativo]
Il colpevole di delitto tentato è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni, se la pena stabilita è l’ergastolo, e negli altri casi con la pena stabilita per il delitto, diminuita da un terzo a due terzi.
Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 8 ottobre 2007, n. 37077, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 11 aprile 2008, n. 15323, Cassazione Penale, sez. I, sentenza 28 ottobre 2008, n. 40058, Cassazione Penale, sez. I, sentenza 4 marzo 2009, n. 9914, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 10 marzo 2009, n. 10547, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 10 giugno 2009, n. 23491 e Cassazione Penale, sez. II, sentenza 18 novembre 2009, n. 44029.
Reati commessi col mezzo della stampa periodica.
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 23 settembre 2009, n. 37117 .
Cfr. Cassazione Penale, sez. I, sentenza 18 settembre 2008, n. 35646
11-bis) l’avere il colpevole commesso il fatto mentre si trova illegalmente sul territorio nazionale;
11-ter) l’aver commesso un delitto contro la persona ai danni di un soggetto minore all’interno o nelle adiacenze di istituti di istruzione o formazione;
11-quater) l’avere il colpevole commesso un delitto non colposo durante il periodo in cui era ammesso ad una misura alternativa alla detenzione in carcere.
Cfr. Cassazione Penale, SS.UU., sentenza 23 gennaio 2009, n. 3286
Corte Costituzionale, ordinanza 24 febbraio 2010, n. 66 .
Cfr. Cassazione penale, SS.UU., sentenza 26 settembre 2007, n. 35535, Cassazione Penale, sez. I, sentenza 10 ottobre 2007, n. 37352, Cassazione penale, sez. V, sentenza 12 dicembre 2007, n. 46306, Cassazione Penale, sez. III, sentenza 19 maggio 2008, n. 19966, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 20 novembre 2008, n. 43446, Cassazione Penale, SS.UU., sentenza 23 gennaio 2009, n. 3286, Cassazione Penale, SS.UU., sentenza 11 febbraio 2009, n. 5941, Cassazione penale, sez. VI, sentenza 28 settembre 2009, n. 38111 e Cassazione penale, sez. II, sentenza 23 aprile 2010, n. 15616 .
Ai fini dell’applicazione del primo comma non si tiene conto dei criteri di cui all’articolo 133, primo comma, numero 3), e secondo comma, nei casi previsti dall’articolo 99, quarto comma, in relazione ai delitti previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, nel caso in cui siano puniti con la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni. (1)
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 7-10 giugno 2011, n. 183 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma, come sostituito dall’art. 1, co. 1, della L. 5 dicembre 2005, n. 251, nella parte in cui stabilisce che, ai fini dell’applicazione del primo comma del presente articolo, non si possa tenere conto della condotta del reo susseguente al reato.
Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 11 marzo 2008, n. 10828.
Cfr. Cassazione Penale, sez. II, sentenza 2 novembre 2009, n. 42033.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle circostanze inerenti alla persona del colpevole, esclusi i casi previsti dall’articolo 99, quarto comma, nonché dagli articoli 111 e 112, primo comma, numero 4), per cui vi è divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulle ritenute circostanze aggravanti, ed a qualsiasi altra circostanza per la quale la legge stabilisca una pena di specie diversa o determini la misura della pena in modo indipendente da quella ordinaria del reato. (1) (2) (3)
(1) La Corte Costituzionale, con sentenza 5 novembre 2012, n. 251, ha dichiarato l’illegittimità del presente comma nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 73, co. 5, del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 sulla recidiva di cui all’art. 99, co. 4, del codice penale.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 14-18 aprile 2014, n. 105 (Gazz. Uff. 23 aprile 2014, n. 18 – Prima serie speciale), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 648, comma 2, sulla recidiva di cui all’art. 99, comma 4 del presente provvedimento.
(3) La Corte costituzionale, con sentenza 14-18 aprile 2014, n. 106 (Gazz. Uff. 23 aprile 2014, n. 18 – Prima serie speciale), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 609-bis, comma 3, sulla recidiva di cui all’art. 99, comma 4 del presente provvedimento.
Cfr. Corte Costituzionale, ordinanza 10 luglio 2008, n. 257 e Cassazione Penale, sez. I, sentenza 27 gennaio 2010, n. 3464 .
Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 5 giugno 2008, n. 22643 .
Determinazione delle pene accessorie.
Cfr. Cassazione Penale, sez. I, sentenza 9 aprile 2008, n. 14943 e Cassazione Penale, SS.UU, sentenza 22 giugno 2009, n. 25956
Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 3 novembre 2008, n. 41026
Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 28 gennaio 2010, n. 3359
adempimento dovere caso fortuito circostante reato circostanze aggravanti circostanze attenuanti colpa concorso circostanze concorso di cause concorso reati delitto tentato dolo eccesso colposo elementi costitutivi reato elemento psicologico elemento soggettivo errore di fatto esercizio diritto forza maggiore legittima difesa Omicidio rapporto causale reato complesso reato continuato reato preterintenzionale speciale tenuità stampa stato necessità tentativo uso legittimo armi
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