Source: https://www.consiglio.marche.it/attivita/assemblea/sedute/scheda.php?seduta=40&leg=X
Timestamp: 2020-05-25 17:39:15+00:00

Document:
Consiglio - Assemblea legislativa regionale delle Marche - Resoconto della seduta n.40 del 13/09/2016
Resoconto della seduta n.40 del 13/09/2016
SEDUTA N. 40 DEL 13 SETTEMBRE 2016
PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 40 del 13 settembre 2016. Do per letto il processo verbale della seduta n. 39 del 6 settembre il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
n. 165 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni, concernente: “Sistema termale delle aree colpite da terremoto. Sostegno immediato al fine del rilancio dell'economia delle aree interessate”;
n. 166 del Consigliere Celani, concernente: “Realizzazione della Strada Intervalliva del Piceno (c.d Mezzina) 1° Stralcio: Val di Tronto - Val Tesino 1° lotto funzionale. Ammodernamento dal Km 1+850 al 6+010. Impegno a destinare le economie di spesa conseguite al finanziamento della "Sistemazione della sede stradale e delle migliorie nei tratti ancora da ammodernare lungo la S.P. Mezzina, compresa tra l'inserzione con la ex S.S Salaria (Valle del Tronto) e l'abitato di Offida”;
n. 167 della Consigliera Marcozzi, concernente: “Avis regionale”;
n. 168 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni, concernente: “Sostegno concreto ai cittadini colpiti dalla crisi - necessarie misure di supporto anche psicologico e istituzione di un numero verde per aiuto e assistenza psicologica e sanitaria mirata anche agli imprenditori marchigiani, e le loro famiglie, in difficoltà”;
n. 169 del Consigliere Mastrovincenzo, Zura Puntaroni, Urbinati, Marconi, Cesetti, Malaigia, Leonardi, Marcozzi, Rapa, Minardi, Carloni, Bisonni, Giancarli, Volpini, concernente: “Adesione alla Marcia Perugia – Assisi della pace e della fraternità – 9 ottobre 2016”.
Commemorazione di Emidio Massi
PRESIDENTE. Prima di iniziare vi chiedo un attimo di attenzione perché in apertura di questa seduta, la prima formalmente programmata dopo la pausa estiva e dopo la seduta straordinaria dello scorso martedì, voglio ricordare a tutti noi ed alla comunità marchigiana la figura di Emidio Massi che ci ha lasciato il 13 agosto scorso.
E' stato per 12 anni Presidente della Regione Marche, dal 1978 al 1990 e fin dalla nascita delle Regioni, nel 1970, Consigliere regionale, Assessore e Vicepresidente della Giunta.
Convinto sostenitore dell'importanza dell'istituzione regionale ha alternato nella sua lunga vita politica l'impegno sindacale nella Cgil a quello amministrativo in Comune ed in Provincia, fino all'approdo in Regione.
La sua vicenda politica è espressione di quella solidità dei corpi intermedi e dei partiti, il Partito Socialista Italiano fu il suo partito, che contraddistinse la stagione della vita nazionale dalla ricostruzione post bellica fino all'inizio degli anni '90.
Al suo nome si lega l'idea di un primato della politica e delle alleanze sociali, dell'attenzione verso i cambiamenti sociali e la sfida della competitività del nostro sistema produttivo fatto di piccole e medie imprese.
Va ricordato da questo punto di vista, l'intenso lavoro da lui svolto per costruire una complessa rete di servizi alle imprese per lo sviluppo, servizi informativi, di ricerca, innovazione tecnologica, creditizia e di promozione estera in un periodo in cui diverso era il senso dell'intervento pubblico nell'economia.
Con lui se ne è andato un pezzo grande di storia regionale, un punto di riferimento della comunità marchigiana, resta l'opera e l'esempio di stimolo per tutto il mondo politico regionale a tenere viva la sfida di un regionalismo capace di far progredire le Marche in una visione d'insieme aperta agli altri ed al futuro.
Alla sua famiglia va il pensiero ed il cordoglio di tutta la nostra Assemblea.
Giovanni MAGGI. Vorrei fare le condoglianze alla figlia che è qui, che lavora da tanti anni in Consiglio regionale con l'Ansa e che aiuta questo Consiglio a diffondere i propri lavori.
PRESIDENTE. Salutiamo la figlia Alessandra che è presente in Aula, grazie.
Prima di procedere, durante la Conferenza dei capigruppo è emersa la discussione sull'esito del procedimento giudiziario che si è concluso ieri.
Da parte mia non ci può essere altro che soddisfazione, la riporto in Aula anche a nome di tutti i capigruppo, per l'esito che ha visto 60 Consiglieri, tra ex ed attuali, su 66 prosciolti perché il fatto non sussiste.
L'istituzione Regione, l'istituzione Consiglio regionale esce integra da questa vicenda e credo che questo sia un segnale importante per l'opinione pubblica e per la nostra comunità, ci dà ulteriore slancio per il lavoro che dovremo portare avanti per i prossimi 4 anni.
Mi rallegro anche a nome di tutti i capigruppo con i colleghi che erano stati coinvolti in questa vicenda e che sono stati prosciolti, su questo non avevamo dubbi e ringrazio a nome di tutti i capigruppo tutti i Consiglieri che in questi 15 mesi non hanno mai fatto alcun tipo di speculazione politica su questa vicenda. Vi ringrazio.
Procediamo con i lavori. Rispetto alla mozione n. 169 “Adesione alla Marcia Perugia – Assisi della pace e della fraternità – 9 ottobre 2016” nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi abbiamo detto che l'avremmo iscritta nell'ordine del giorno odierno, quindi la inseriremo d'urgenza e la tratteremo al punto n. 6. Se non ci sono obiezioni da parte del Consiglio, la diamo per approvata, questo era l'accordo che abbiamo preso in Conferenza dei capigruppo.
Interrogazione n. 268 – a risposta immediata
“Personale docente nelle scuole marchigiane per l'anno scolastico 2016/2017”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 268 del Consigliere Maggi.
Letizia BRAVI. Grazie Presidente. Buongiorno. L'interrogazione del Consigliere Maggi va a toccare, in questo inizio d'anno, il tema più problematico che riguarda la scuola: l'assegnazione degli organici.
Questo anno c’è un problema più complesso rispetto agli anni precedenti perché è mancato il completamento dell'iter di attuazione della legge 107/2015, cosiddetta ‘buona scuola’ e questo ha generato problemi molto seri nell'organico non solo di fatto o potenziato, ma nell'organico di diritto.
Diciamo che la nostra Regione, come tutte le altre Regioni, in modo particolare si è mossa per avere chiarezza su questo punto e a tal proposito vorrei ricordare che nella Conferenza delle Regioni tutti gli Assessori hanno chiesto un emendamento alla legge di stabilità per fare in modo che l'organico che risale al 2011 (legge Gelmini) venga modificato ab origine, altrimenti non riusciremo a coprire né con l'organico di fatto, né con l'organico potenziato.
Diciamo che il problema è a monte e vorrei dare dei semplici dati, gli ultimi: mancano 50 insegnanti in Calabria, 133 in Campania, 260 nell'Emilia Romagna, 137 nel Lazio, 71 nelle Marche, questo per far comprendere quanto la questione sia nazionale e non solo regionale.
Ci siamo mossi con il Ministro Giannini per cercare di recuperare quei posti che riguardano le urgenze maggiori e come urgenze maggiori abbiamo dato la disabilità, poi ci sarà anche il problema dei serali e dei corsi musicali per le secondarie di primo grado.
Non abbiamo dovuto scegliere, si è dovuto scegliere per forza di cose, perché credo che dove ci sia una disabilità vada data la priorità a nuovi corsi, questo non vuol dire giocare al ribasso, perché abbiamo interloquito con il Direttore dell'Ufficio scolastico regionale dicendo che la rete scolastica marchigiana ha necessità di questo organico che viene chiesto non per elemosinare qualcosa ma per la rete così com'è composta.
Oggi ci sono delle situazioni “storiche” che abbiamo cercato di salvaguardare, da questo punto di vista devo anche ricordare la volontà che hanno messo i dirigenti provinciali dell'Ufficio scolastico per cercare di tutelare e di mantenere, per ora, la situazione scolastica là dove era a rischio. Sto parlando di alcuni Paesi, alcuni dell’entroterra, soprattutto dell'ascolano, in cui le scuole superiori sono veramente a rischio per un risicato numero di alunni.
Abbiamo chiesto all'Ufficio scolastico di mantenere le sedi e le sezioni distaccate sul territorio colpito dal sisma indipendentemente dai numeri degli iscritti e stiamo attendendo un riscontro specifico dal Direttore. Al Ministro abbiamo chiesto un intervento straordinario per l'assegnazione provvisoria, presso le scuole presenti sul territorio di residenza, di quei docenti ufficialmente assegnati a scuole fuori regione, ne avevamo tanti e ne abbiamo tanti, tra l'altro traghettati in massa da Ascoli a Rovigo, anche questo ha creato dei punti di incertezza che abbiamo messo in evidenza perché l'algoritmo dei trasferimenti non ha funzionato in nessuna regione italiana.
A tal fine c'è stata un'ordinanza del Ministro Giannini che ha dato seguito alle nostre richieste e ha consentito agli insegnanti ed al personale Ata interessato di presentare istanza entro l'8 settembre per l'assegnazione provvisoria.
Da ultimo, in queste ore, stiamo sollecitando un ulteriore provvedimento di deroga, da parte del Direttore dell'Ufficio scolastico, per adeguare al fabbisogno i posti del personale Ata, stiamo parlando degli amministrativi, dei tecnici e degli ausiliari e laddove non ci sono non si mantiene il servizio della scuola.
Giovanni MAGGI. Mi dichiaro insoddisfatto non per l'Assessore che ringrazio per quello che sta facendo, ma perché nella politica nazionale la scuola viene trattata da parente povero e gli insegnanti vengono trattati malissimo. Sono coloro che devono formare i cittadini di domani e tra l'altro per responsabilità, questa infantile responsabilità dell'algoritmo, abbiamo conoscenza di insegnanti che pur avendo requisiti inferiori sono mantenuti mentre altri sono trasferiti a Rovigo ed a Reggio Emilia.
Questa è l'attenzione che si rivolge nei confronti della scuola da parte della politica e da parte di questa riforma che viene chiamata indegnamente “buona scuola”.
Tra l'altro parlando con gli insegnanti e parlando con i rappresentanti degli insegnanti, quest'anno, nonostante la ‘buona scuola’, le condizioni iniziali sono peggiori di quelle degli altri anni. Per cui invito la maggioranza e l'Assessore competente a prestare particolare attenzione, non ho dubbi che sarà così, nei confronti di questa istituzione fondamentale per la nostra comunità regionale e nazionale. Grazie.
Interrogazione n. 269 - a risposta immediata
“Futuro del Cementificio Sacci”
“Futuro del Cementificio Sacci a seguito dei cambiamenti avvenuti nell’assetto societario”;
Interrogazione n. 259
“Crisi occupazionale della Sacci S.p.A. sede di Castelraimondo (MC)”.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le interrogazioni nn. 269 e 266 del Consigliere Micucci e l’interrogazione n. 259 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola per la risposta l'Assessore Bravi.
Letizia BRAVI. Sul cementificio Sacci brevemente riordino un po' la storia che conoscete benissimo, quindi non mi dilungo e veniamo alle ultime.
In data 7 luglio 2016 la Sacci ha avviato una procedura di mobilità per 71 dipendenti, 19 impiegati e 52 tra intermedi e operai.
In un secondo momento, siamo entrati dentro una crisi aziendale per la quale sono state previste misure di gestione degli esuberi attraverso strumenti quali: la mobilità non oppositiva, i trasferimenti di sede, la ricerca di opportunità presso altre aziende del settore e, dopo questi tentativi, siamo giunti al 24 agosto e la Sacci rilevata dalla Cementirsacci si trova di fronte ad un bivio.
Di fronte ad un bivio perché? Perché quello che ha chiesto la Regione, ed è questo il punto principale della vostra richiesta, quindi vorrei non dilungarmi e andare su questo, è quale sarà il futuro di questa azienda. La posizione della Regione è stata molto chiara in questi mesi ed è sempre la stessa: noi incontreremo il 16 settembre il Presidente e amministratore della Cementir e chiederemo il riavvio del cementificio o l'avvio della bonifica. Tertium non datur. Questa è la posizione della Regione molto chiara, molto netta che è andata avanti in tutti gli incontri di questi mesi.
Francesco MICUCCI. Ringrazio l'Assessore perché nonostante il poco tempo a disposizione ha voluto relazionare in Aula e dare queste risposte.
Ringrazio anche il Consigliere Bisonni perché aveva dato disponibilità a sottoscrivere insieme a me questa interrogazione a risposta urgente, poi per problemi tecnici non ci siamo incontrati.
Sostanzialmente la risposta che dà l'Assessore è soddisfacente nel senso che la Regione in questa vicenda, parliamo di un’azienda privata, di vicende economiche finanziarie che riguardano l'attività economica in generale e in particolare questa del Cementificio Sacci di Castelraimondo, ha alcune possibilità di intervento, ma non tutte.
C'è stato un interesse fin dai primi momenti per questa situazione che è stata sollevata più volte all'attenzione dell'amministrazione regionale. Personalmente ho partecipato insieme all'Assessore Bravi ed all'Assessore Sciapichetti ad un incontro con le maestranze e con le rappresentanze sindacali prima delle ferie estive, quindi accolgo positivamente il fatto che l'amministrazione regionale sia parte attiva in questa vicenda e che abbia dato, anche attraverso la risposta che ha dato oggi l'Assessore, un momento di assoluta chiarezza nel senso che la discussione sulla stampa ed anche dietro le quinte di questi periodi, in qualche modo lasciava trapelare la possibilità che questo acquisto da parte dei nuovi soci del Cementificio potesse dare adito a nuovi utilizzi, ad utilizzi impropri dell'area o comunque a speculazioni.
Il fatto che l'amministrazione regionale, per quello che le è dato di decidere, abbia dato questo input preciso per cui l'attività può riprendere, e di questo andremo tutti pienamente soddisfatti a partire dagli operatori e dai lavoratori che potrebbero in questo modo riprendere in maniera serena la propria attività fino alle famiglie ed a tutto l'indotto, ma se questo non dovesse avvenire per circostanze economiche che interessano questo cementificio, l'altra strada data ad oggi è solo quella della bonifica e in questo sono certo che l'amministrazione chiederà un intervento di chiarezza alla nuova proprietà e di partire in tempi più rapidi con la bonifica.
Ripeto, sono pienamente soddisfatto della risposta, mi auguro che questo incontro programmato per il 16 possa dare delle risposte positive per tutti i lavoratori che oggi sono con il fiato sospeso perché come sappiamo a fine mese scadrà la possibilità degli aiuti al lavoro, quindi mi auguro che nel frattempo si possa avere una risposta positiva.
Come amministrazione sono certo che continueremo a vigilare ed a prendere tutti gli atti in nostro possesso, nelle nostre possibilità, per addivenire ad una risposta positiva. Grazie.
Sandro BISONNI. Buongiorno a tutti e grazie Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta che ha fornito e mi fa piacere che ci sia, prima di questa scadenza imminente, l’incontro con la proprietà.
Le vorrei chiedere se fosse possibile, che di questo incontro ci sia un verbale o comunque un resoconto, che lei ci renda partecipi dell'esito perché, come già espresso dal Consigliere Micucci, la preoccupazione è forte per queste famiglie.
Assessore, ci tengo a sottolineare quella che da sempre è la mia posizione, questo non deve significare che nel cementificio si andranno a bruciare i rifiuti perché come saprà c'è un progetto che tramite una serie di ricorsi al Tar è stato momentaneamente sospeso, ma c'era la richiesta da parte della vecchia proprietà di bruciare rifiuti, trasformare il cementificio in inceneritore.
La mia posizione è sempre stata chiara, massima solidarietà verso i lavoratori, bene che si risolva la situazione, però contrarietà assoluta nel caso in cui il lavorare fosse subordinato al rispetto dell'ambiente ed alla tutela della salute delle persone perché ricordiamoci che lì attorno ci sono aziende biologiche, si vive di turismo, è un territorio che non ha grandi risorse se non quella della bellezza naturale.
Sono molto contento che ci sia questa attenzione, però ribadisco la mia assoluta contrarietà se questo dovesse significare andare a bruciare lì i rifiuti. Grazie.
“Presenza di casi di infezione da listeriosi umana sul territorio marchigiano”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 126 del Consigliere Fabbri.
Luca CERISCIOLI. Inizio dalla terza risposta che è la più importante (l'interrogazione mi sembra che sia del mese di febbraio di quest'anno): sulla base di accertamenti specifici e riscontri epidemiologici (assenza di nuovi casi “cluster” dal 4 marzo 2016) il focolaio epidemico può ritenersi concluso.
L'ultima questione chiedeva cosa sarebbe avvenuto da lì in avanti, credo fosse il febbraio di quest'anno, già da marzo con l'attività svolta rispetto al focolaio di listeriosi il tema era risolto, cosa molto significativa, almeno così mi hanno detto i tecnici perché spesso è difficile ricostruire tutto il percorso fino a determinarne la causa.
Se a marzo di quest'anno si è chiuso il percorso del focolaio significa anche che il luogo che era stato individuato come la potenziale sorgente, era effettivamente quello.
Per quanto riguarda le altre due questioni, sul primo punto: le indagini epidemiologiche e microbiologiche hanno permesso di identificare nel mese di gennaio 2016, un primo alimento contaminato con la listeria (salume a base di carne denominato “coppa di testa”), proveniente da uno stabilimento di piccole dimensioni operante nella provincia di Ancona.
E’ stata una ricerca di natura epidemiologica che prima ha messo in rilievo il fatto che ci fosse in corso una epidemia di listeriosi e poi, attraverso i dati incrociati - una cosa credo anche molto affascinante – valutando cosa avevano in comune i casi rilevati e facendo riferimento allo stesso cluster, sono riusciti ad individuare questa piccola azienda, che produce la coppa di testa, che era infettata dalla listeria.
Sapete bene che la listeria è un batterio molto diffuso in quantità minime un po' dappertutto, quando ha alte concentrazioni su soggetti debilitati può produrre effetti devastanti, come ogni batterio infettivo. E’ molto diffuso soprattutto in prodotti come insaccati e la concentrazione nasce quando dentro la produzione c'è probabilmente una cattiva gestione degli aspetti igienici che produce questo contagio.
Il prodotto viene poi distribuito e chi lo consuma se è un soggetto particolarmente debilitato ha conseguenze anche mortali rispetto alla listeria.
Incrociando i dati nella ricostruzione contraria si è risaliti al focolaio. Individuato il focolaio e bloccato il prodotto è finita l'epidemia.
Il secondo punto, i casi umani, come previsto dalla normativa nazionale, sono notificati ai Servizi di igiene e sanità pubblica dei Dipartimenti di prevenzione delle Aree vaste dell'Asur e da questi inseriti nel sistema informativo gestito dall'Istituto superiore di sanità (prevenzione e controllo malattie infettive – PREMAL) messo a disposizione dal Ministero della salute nell'ambito dello sviluppo del nuovo sistema informativo sanitario (NSIS). Ciascun caso è indagato dagli operatori dei Dipartimenti di prevenzione mediante indagine epidemiologica. Nella gestione del cluster in atto, sono stati adottati progressivamente strumenti più specifici, concordati anche con l'Istituto superiore di sanità. In un tempo immediatamente successivo alla prima identificazione di alimenti verosimilmente correlabili con il cluster, è stata avviata l'informativa alle Direzioni mediche ospedaliere delle Aziende del Servizio sanitario regionale, Dipartimenti di Prevenzione, alla Direzione sanitaria dell'Asur, ai medici di medicina generale ed il materiale è stato pubblicato nei siti istituzionali www.veterinariaalimenti.marche.it e www.asur.marche.it. A tale scopo precauzionale il Servizio igiene alimenti di origine animale dell'Area vasta 2 di Ancona ha disposto i provvedimenti, come le altre aree vaste, ovviamente, di sospensione e blocco di tutte le attività di produzione e di commercializzazione dello stabilimento sopra citato.
I meccanismi sono stabiliti per legge, i percorsi della pubblicazione dei dati viene fatta attraverso adeguata pubblicità, il lavoro ha permesso prima di identificare che era in corso una epidemia e poi di risalire attraverso i dati epidemiologici all'oggetto che è stato all'origine e infine debellato una volta bloccata la produzione e ritirati i prodotti che facevano riferimento a questa epidemia.
Questo è un po' il decorso. Io ho letto abbastanza perché si tratta di cose tecniche però è ancora più ampia e come al solito do copia al Consigliere.
Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Non mi reputo soddisfatto non tanto per il merito della risposta quanto per il metodo con cui questa interrogazione è stata gestita.
Riceviamo una risposta alle preoccupazioni dei cittadini circa una infezione che può portare alla morte, 7 mesi dopo. Il 18 febbraio avevamo l'infezione che aveva causato 2 decessi e 13 casi e 7 mesi dopo mi viene data risposta che dal 4 marzo non ci sono nuovi casi.
La preoccupazione dei cittadini era evidente tant'è che c'è un’interrogazione dei Consiglieri Volpini e Busilacchi, quindi capogruppo del PD e Presidente della IV Commissione sanità, del 10 giugno, 4 mesi dopo la mia, tre mesi fa, che chiedono il punto della situazione per avere notizie in quanto nel frattempo si era verificato un altro caso mortale e altre 10 persone si erano infettate.
Mi domando per quale motivo non è stata associata alla mia interrogazione quella presentata dal PD 4 mesi dopo? Forse perché la Presidenza ha lasciato accumulare in questo anno di gestione dell'assemblea 121 atti non discussi? Abbiamo 32 mozione e 67 interrogazioni dell'opposizione, a cui non abbiamo ancora risposta e la stessa maggioranza ha depositato 12 mozioni e 10 interrogazioni che dopo un anno ancora non sono state discusse, abbiamo 40 atti che sono stati depositati prima del mese di giugno e ancora giacciono.
Se il regolamento dice che l'interrogazione va gestita entro 20 giorni e poi può essere trasformata e deve essere calendarizzata, rispondere ad una infezione mortale che preoccupa i cittadini con 7 mesi di ritardo è intollerabile.
Vedere ad ogni Consiglio che quando s'è fatta una ‘certa’, come dicono i romani, che sono le quattro, le cinque del pomeriggio, gli atti vengono ritirati perché la gente vuole andare a casa o a fare il secondo lavoro che non ha rinunciato a fare pur essendo eletto Consigliere. Non è accettabile.
Come Movimento 5 Stelle abbiamo mandato al Presidente Mastrovincenzo una richiesta di indire dei Consigli straordinari per smaltire il pregresso, perché un atto politico presentato deve essere discusso nell'attualità altrimenti perde di peso politico e gestire queste cose con questi tempi, vuol dire non avere rispetto dei cittadini che ci hanno eletti.
PRESIDENTE. Su questo, Consigliere Fabbri, voglio fare chiarezza, perché nella Conferenza dei capigruppo c’è un suo rappresentante, il capogruppo Maggi, e mai è uscita fuori questo tipo di richiesta, a me non è giunta mai nessuna sollecitazione da parte vostra. (…) Adesso, ma non è arrivata nessuna lettera.
Preciso che da parte dei capigruppo c'è stata la richiesta di intervallare i Consigli regionali e quindi di prevedere una sosta mensile, la richiesta è arrivata da tutti i capigruppo, io l'ho accolta, ma non è una scelta mia, mai come in questa legislatura ci sono stati così pochi atti residui in discussione e sapete quante volte ci sono Consigli quasi interamente dedicati alle interrogazioni ed alle mozioni.
Questo per fare chiarezza, poi se volete dire nelle sedi opportune quello che pensate lo dite alla Conferenza dei capigruppo dove questa cosa non è mai emersa. Proseguiamo.
“Accoglienza migranti”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 184 del Consigliere Giancarli.
Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Io che ho esperienze di realtà consiliari mi ricordo che ci si vantava se si era un anno in ritardo sulle interrogazioni, nella realtà si era tranquillamente due o tre anni indietro su mozioni ed interrogazioni, quindi quasi una legislatura. Però è un fatto di analisi comparata, un numero quasi mai in maniera assoluta ti racconta la verità, per conoscere un numero bisogna prendere quello della stessa fattispecie, per esempio le 20 Regioni, andare a vedere in ognuna qual è il residuo delle interrogazioni, fare un calcolo su quella che è la quantità complessiva evasa e uno ha un indice di efficienza del sistema. Prendere il numero da solo non dice niente, può darsi che sia vero, può darsi che non lo sia, non sto dicendo che non lo sia, magari lo è o non lo è.
Sarà interessante andare a vedere l'analisi, così ha un senso, se no sono parole in libertà. Andremo a vedere a Roma se hanno evaso le interrogazioni.
Tornando all'interrogazione orale sull'accoglienza ai migranti, il Consigliere Giancarli chiede informazioni sull'ipotesi di hub che c'è stata qualche mese fa nel territorio di Camerata Picena.
La risposta degli uffici è che già al primo incontro il tavolo fra le varie istituzioni che ha trattato il tema, su proposta del Prefetto che ha analizzato questo sito come un luogo possibile per l'individuazione dell'hub regionale, ha espresso contrarietà per una serie di valutazioni,. tra cui il fatto che il luogo fosse particolarmente isolato, quindi non adatto allo scopo, e ha deciso di continuare con la metodologia utilizzata fino a quel momento, cioè con il sistema SPRAR ed altre forme di gestione del fenomeno.
C’è già stata una risposta formalmente negativa rispetto alla questione, il tavolo ha deciso di andare avanti con gli strumenti che sono stati utilizzati fino ad oggi, devo dire, con buona capacità di risposta.
Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Ringrazio il Presidente Ceriscioli della risposta, ovviamente sono soddisfatto del contenuto della stessa, tra l'altro voglio aggiungere, Presidente, che già nella seduta del 2 agosto ultimo scorso abbiamo approvato una mozione in cui erano indicati alcuni obiettivi, tenendo conto di quanto ha detto lei ora e della legge approvata da quest'Aula già nel 2009.
Le Marche sono dentro questa cultura della legalità e dell'accoglienza, dentro il rispetto della dignità della persona al tempo stesso nel rispetto pieno delle regole.
In questa mozione, Presidente, fra i punti indicati c'è un fatto che secondo me dovremmo tradurre, ovviamente con i tempi necessari all'organizzazione, in fatto concreto, ovvero quello della conferenza regionale sull'immigrazione.
La ringrazio per la risposta ed anche per quanto vorrà fare in futuro per gestire democraticamente questo tema così sensibile.
“Riorganizzazione del Servizio sanitario regionale. Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare”
PRESIDENTE. L'interrogazione n. 179 è rinviata.
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Marconi, Micucci, Talè
“Uniformità prestazioni assistenziali ai malati diabetici nelle Marche”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 201 dei Consiglieri Giancarli, Marconi, Micucci e Talè.
Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. La risposta data dal Servizio, a differenza di quanto detto nell'interrogazione, indica una situazione diversa, quindi andrebbe eventualmente anche approfondita nel dettaglio.
Il Servizio risponde dicendo che in rapporto ai dati chiesti all'Asur non risultano particolari criticità nell'organizzazione del servizio sul territorio e sul punto 2) dice che i centri assicurano la presa in carico - molto importante questo passaggio, direi un salto di qualità notevole anche rispetto all'impostazione tradizionale del servizio - ai sensi della deliberazione di Giunta regionale 808/2015. L’utilizzo di una cartella unica regionale ha permesso di rafforzare il concetto di rete all'interno della gestione del servizio in parola.
Non so se è un fatto temporale, ma con la presa in carico di fatto una serie di situazioni sono state superate e viene segnalato un livello di qualità e di omogeneità superiore rispetto a quanto indicato come problema nell'interrogazione.
Enzo GIANCARLI. Presidente Ceriscioli, la ringrazio della risposta anche a nome dei colleghi Talè e Micucci.
Verificheremo con il Presidente Volpini, eventuali sfasamenti temporali, come diceva lei, e potrebbero essere anche oggetto di un momento di approfondimento in Commissione, questo lo chiediamo sin d'ora al Presidente Volpini che sappiamo essere sempre disponibile.
“Assunzioni nel comparto sanità dell'Area vasta 3 di Macerata”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 192 della Consigliera Leonardi.
Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Sui punti 1) e 2) il percorso di approvazione del piano occupazionale non è ancora completato, quindi è difficile dare la risposta definitiva finché non si arriva all'atto, perché l'atto finale dirà i numeri sui quali effettivamente si andrà a chiudere questo percorso.
Allo stato attuale, a stralcio di quello che è il piano occupazionale, è stata garantita la copertura al 100% del turn over, il rinnovo degli incarichi in scadenza, l'assunzione straordinaria di 20 unità di personale per la copertura delle ferie estive.
Questa è la parte già analizzata in anticipazione su un piano che complessivamente deve essere approvato, questa è garantita, poi nel piano ci potrà essere solo di più rispetto a questo valore.
Lo stato delle graduatorie è aperto ed in utilizzo. E’ tutto consultabile sul sito internet dell'Asur con riguardo a tutte le Aree vaste ed allo scambio di graduatorie fra esse nel rispetto della trasparenza e della verità.
Tutti i dati che riguardano le graduatorie sono disponibili nei siti e vengono utilizzate sempre nel rispetto delle norme, una con l'altra, quando un'Area vasta non ha una graduatoria, utilizza quella di un'altra per accedere al fabbisogno di personale.
Sul punto 5), la dotazione di personale nelle varie unità operative dell'Area vasta 3, allo stato attuale, con le misure di cui al punto 3), è in coerenza con gli istituti giuridici e contrattuali in tema di orario di lavoro e di processi operativi.
In riferimento all'Area vasta 3 ed al punto 3), con quello che è stato già assicurato con la copertura al 100% del turn over, si è in grado di rispettare gli istituti giuridici contrattuali sull'orario di lavoro. Le assunzioni non solo andranno nel rispetto, quelle che verranno programmate con l'atto di giunta, del minimo normativo ma sono anche uno strumento di potenziamento della risposta per le liste di attesa ed altre attività.
Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Devo dire che la risposta non è totalmente soddisfacente, perché a questo punto vorrei capire quando questo piano assunzionale sarà completato.
Il riferimento alle graduatorie che ho inserito non è per valutare quello che oggi si può vedere, ma perché mi risulta che alcune graduatorie siano in scadenza alla fine di questo anno, quindi, se c'è una programmazione per il personale, capire se da queste graduatorie verranno attinte le persone o se saranno definitivamente tagliate fuori da questa prospettiva.
Mi preoccupa un po' il fatto che manchi una programmazione certa e vorrei capire questo da cosa dipende, certamente dalle normative che garantiscono qualcosa, e se c'è ancora un margine perché lei, Presidente e Assessore, mi dice che verrà fatto successivamente questo piano, vorrei capire, siamo nel mese di settembre inoltrato ed oggettivamente i tempi per la fine dell'anno mi sembrano un po' stretti. Grazie.
Luca CERISCIOLI. Sulle graduatorie riusciremo ad arrivare in tempo, l'Asur è stata fra tutte, sono 2 miliardi e mezzo di bilancio, quindi è la parte più consistente, quella che ci ha messo un po' di più a fare il proprio percorso, ma arriviamo più che in tempo rispetto alla scadenza delle graduatorie.
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Giancarli
“Grave carenza di personale del sistema regionale parchi e riserve naturali del territorio marchigiano”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 227 dei Consiglieri Biancani e Giancarli.
Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. In merito all'interrogazione intelligente dei Consiglieri Biancani e Giancarli, rispetto alla carenza endemica del personale che presta servizio nei nostri parchi e nelle riserve naturali, alcune cose dobbiamo chiarirle.
La disciplina dell'istituto del comando prevede l'utilizzo di personale di altre pubbliche amministrazioni, per motivate esigenze organizzative, in assegnazione temporanea per un periodo non superiore a tre anni. Tale forma di utilizzo di personale non viene disposta con specifica convenzione e prevede che gli oneri siano a carico dell'ente utilizzatore.
La Regione Marche non può mettere a disposizione il personale regionale attraverso delle convenzioni senza oneri aggiuntivi per gli enti parco e riserve naturali.
Relativamente alla richiesta se era possibile attraverso apposite convenzioni utilizzare il personale della Polizia provinciale, occorre chiarire che la legge regionale 25 marzo 2016 n. 6 prevede che le funzioni di vigilanza relative alla caccia e alla pesca nelle acque interne sono riallocate presso le Province e che per l'attuazione di tale previsione trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 770 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Ne consegue pertanto che il personale con funzioni di polizia amministrativa locale è personale dell'area vasta, messo a disposizione esclusiva da parte della Regione Marche alla stessa Area vasta, esclusivamente per le attività di vigilanza in materia di caccia e pesca nelle acque interne. Non essendo personale regionale, quindi la Regione non può disporre un'utilizzazione diversa. Tanto meno senza oneri aggiuntivi da parte dell'ente utilizzatore (enti parco e riserve naturali).
L'unica soluzione percorribile che potrebbe essere praticabile è quella di ipotizzare una proposta di legge che preveda, con adeguata motivazione, un distacco del personale della Giunta regionale anche temporaneo (incluso il personale trasferito dalle Province) da utilizzare presso gli enti parco; in questo caso va esplicitato che gli oneri resterebbero a carico dell'amministrazione titolare del rapporto di lavoro, cioè la Regione Marche. Grazie.
Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei ringraziare a nome mio e anche a nome del Consigliere Giancarli con il quale ho scritto e pensato questa interrogazione.
Ho capito che l'Assessore in qualche modo è a conoscenza della situazione, abbiamo già fatto un incontro insieme alla Federparchi ed ai parchi per affrontare il problema del personale.
Anche nel piano quinquennale delle aree protette è stato ribadito che nella regione Marche ci sono alcune aree, parchi e riserve naturali, che ad oggi soffrono per la carenza di personale che quindi sono costrette a utilizzare delle convenzioni onerose ed a carico dei parchi per riuscire a portare avanti le funzioni basilari dell'attività dell'ente parco.
Ho capito che la risposta prevede in qualche modo di verificare la possibilità di una proposta di legge, sarà sicuramente nostro impegno, mio e del Consigliere Giancarli, ovviamente di tutta la Commissione, magari coinvolgendo anche l'Assessore competente, per verificare l'eventuale proposta di legge che potrebbe, a nostro avviso, riuscire a risolvere un problema che va comunque affrontato.
Il piano quinquennale delle aree protette prevede una serie di azioni, come quelle di mettere insieme le attività tra i vari enti parchi, attività amministrative o altri tipi, per cercare di ridurre il personale necessario.
Secondo me, dare azione a quello che prevede il piano quinquennale e capire se è necessaria una proposta di legge, sono le soluzioni che possiamo sicuramente prendere in considerazione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Assessore grazie ancora a nome mio e del Consigliere Giancarli per la risposta.
“Disfunzione servizio corsa e abbonamento TPL per studenti diretti a Città di Castello”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 208 del Consigliere Fabbri. Ha la parola per la risposta l'Assessore Sciapichetti.
Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Rispetto all'interrogazione del Consigliere Fabbri, molto specifica, relativa ad un servizio di trasporto pubblico locale per studenti diretti a Città di Castello, si precisa quanto segue.
Premesso che la validità dei servizi scolastici di trasporto pubblico ed i relativi corrispettivi regionali a cofinanziamento degli stessi, nonché la durata degli abbonamenti scolastici, sono fissati in automatico dal calendario scolastico stabilito dalla Regione; la spesa pubblica regionale per tali servizi è pertanto commisurata alla durata del periodo scolastico ed i gestori del trasporto pubblico sono autorizzati e corrisposti per detti periodi.
Viste le diversità tra i calendari scolastici delle due regioni, il gestore dei servizi Adriabus si è attivato per trovare una soluzione per gli ultimi tre giorni del calendario scolastico umbro e garantire comunque il servizio con le seguenti modifiche:
- anticipo di 15 minuti (7:35 - 7:20) della corsa abitualmente utilizzata dagli studenti al fine di sfruttare un servizio comunque esistente;
- anticipo di 40 minuti per il rientro da Città di Castello (13:00 - 13:40) della corsa abitualmente utilizzata dagli studenti al fine di sfruttare un servizio comunque esistente.
Quest'ultima modifica richiedeva l'uscita anticipata di un'ora, ma sentita l'utenza dal gestore, è stata ritenuta una soluzione accettabile per gli ultimi tre giorni di scuola. Lo stesso gestore ha informato gli Uffici della Giunta regionale preventivamente, garantendo soluzioni alternative anche per altre destinazioni extraregionali che presentavano la medesima problematica.
Per quanto riguarda l'abbonamento, va ricordato che la validità degli abbonamenti scolastici regionali è stabilita automaticamente sulla base del calendario scolastico ed il costo è calcolato sulla base degli effettivi giorni di servizio scolastico erogato. Nella fattispecie la problematica segnalata è stata generata dal non allineamento dei calendari scolastici regionali. Gli utenti, pagando il biglietto ordinario giornaliero, si sono trovati a sostenere un costo superiore del 50% per gli ultimi tre giorni rispetto ad un abbonamento che avesse avuto validità anche per questi, ovvero 11,60 euro. AI fine di non gravare sulle famiglie di un costo superiore a quello che sarebbe stato con un abbonamento, il gestore, sentito per le vie brevi, si è reso disponibile a rimborsare questa differenza dietro la presentazione dei biglietti di corsa semplice per i giorni 6, 7 e 8 giugno scorsi.
Infine è opportuno considerare la sostenibilità di tali servizi, ovvero di quelli extraregionali, per il futuro. Il settore dei trasporti, e la relativa disponibilità di risorse per essi, è messo in seria difficoltà. Non è improbabile la necessità di una drastica riduzione di spesa del settore. Sono quindi da rimettere in discussione certi collegamenti, tra questi quelli extraregionali per i quali si dovranno trovare delle auspicabili intese con le regioni limitrofe, soprattutto per relazioni di mobilità che interessano istituti fuori regione. A questo proposito si segnala che molti studenti residenti fuori regione Marche, ma destinati in istituti scolastici regionali, sono accompagnati da servizi di trasporto della Regione Marche.
Su questo noi dovremo nei prossimi mesi mettere mano e ragionare anche con le aziende, provincia per provincia, una razionalizzazione delle linee. Grazie.
Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Mi reputo soddisfatto nella misura in cui ho capito che il problema è stato analizzato e si prenderanno opportuni provvedimenti perché non si riverifichi.
Chiaramente non possiamo, parlando di un servizio, dividere i cittadini di serie A e di serie B, parliamo tanto di rilancio e di difesa delle zone fragili dell'entroterra, siamo in zone, come quelle di Apecchio, Piobbico, che giustamente hanno maggiore convenienza a recarsi a Città di Castello, nello specifico.
Ritengo che sia semplice fare in modo che il servizio pubblico prenda coscienza del calendario scolastico che viene definito ad inizio anno.
Bene per il rimborso e monitoreremo la situazione in modo che inconvenienti di questo tipo non si ripetano anche per il prossimo anno. Grazie.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 131 della Consigliera Marcozzi.
Giovanni MAGGI. Ci sono due mozioni sugli agenti di commercio e un’interrogazione.
Nella Conferenza dei capigruppo abbiamo deciso che l'interrogazione va avanti ed adesso risponderà l'Assessore competente, mentre le due mozioni, quelle firmate dai Consiglieri Marcozzi, Celani e Carloni e la mozione firmata da me del Movimento 5 Stelle, abbiamo deciso di ritirarle per vederci in settimana e farne una unica.
Va avanti l'interrogazione e ci sarà un incontro tra i firmatari delle due mozioni per farne una unica e ripresentarla nel prossimo Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. In effetti era stato deciso nella Conferenza dei capigruppo anche in attesa di sentire la risposta dell'Assessore Bora che ha la parola.
Manuela BORA. Grazie Presidente. L'interrogazione della Consigliera Marcozzi mi offre la opportunità di una riflessione che assume il valore di riconoscimento e apprezzamento per una categoria economica qual è quella degli Agenti di commercio, importante anche per il territorio marchigiano sia per numero di addetti sia per il significativo contributo che come potenziale offre alla ripresa economica delle nostre imprese.
Assieme all’Assessore Bravi, che ringrazio per la disponibilità offerta, ci mettiamo a disposizione della categoria per concordare a breve una riunione con i rappresentanti del settore così da esaminare nel dettaglio tutte le problematiche per le quali la Regione ha competenza.
Riguardo alle richieste della interrogante, per le competenze regionali, va evidenziato che:
- le strategie di sviluppo messe in atto si riconducono a soggetti economici, così come individuati dalla Unione europea (micro imprese, piccole e medie imprese e grandi imprese) e a settori produttivi;
- recentemente la Giunta regionale ha recepito le opportunità introdotte dalle linee di azione a favore delle libere professioni 2020 dell'Unione europea e dalla legge di stabilità 2016, relativamente alla possibilità di estendere ai liberi professionisti l'accesso agli interventi previsti, al momento dal POR FSE, alla stregua di micro imprese e piccole e medie imprese.
Ciò per evidenziare che il Governo regionale è impegnato a promuovere la crescita, in termini occupazionali ed economici, dell'intero sistema produttivo e sociale marchigiano.
Relativamente al caso di specie, poi, considerato che una prima problematica è legata, per gli esercenti, al riconoscimento giuridico (ditta individuale o libero professionista), è stata data disposizione agli uffici della Giunta, di approfondire la questione, così da contribuire a delineare con certezza le possibilità e le potenzialità di accesso alle diverse provvidenze.
In ogni caso gli Agenti di Commercio che esercitano l'attività in forma di impresa possono accedere a tutte le misure che la Regione Marche mette a disposizione per le imprese in quanto tali, purché naturalmente l'investimento proposto coincida con le finalità previste dall'intervento promosso.
Così, ad esempio, il POR FESR punta in maniera preponderante alla ricerca ed alla innovazione; se l'impresa che esercita l'attività di Agente di Commercio propone un investimento in tal senso non ha alcuna preclusione.
Allo stesso modo un giovane o un lavoratore disoccupato/inoccupato, intende avviare, sempre in forma di impresa, l'attività di Agente di Commercio può partecipare all'avviso pubblico che con le risorse POR FSE prevede la concessione di un sostegno finanziario in conto capitale per la creazione di nuove imprese.
Così, qualora l'Agente di Commercio possa configurarsi come datore di lavoro (ha cioè la possibilità di assumere), può ospitare una borsa lavoro over 30, contribuendo attivamente alla formazione di nuovi professionisti.
Questo per evidenziare che anche gli Agenti di Commercio possono candidarsi e concorrere ad una serie di opportunità ancorché non mirate in maniera specifica alla categoria.
Relativamente alle esigenze di formazione, in questi giorni con le risorse POR FSE verrà definita una prima proposta articolata per filiere produttive nell'ambito della quale anche Agenti e Rappresentanti di Commercio potranno individuare delle tematiche di interesse.
Segnalo inoltre che, ad esempio, nell'ambito dell'offerta formativa dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, è previsto un corso che rilascerà la specializzazione IFTS finalizzato all'acquisizione di competenze giuridiche culturali e sociali idonee a sviluppare l'export di imprese locali. Infine per la problematica questione dell'accesso al credito, a seguito del rafforzamento generale del sistema Confidi regionale, che sarà oggetto di un prossimo bando POR FESR, sarà possibile per la Regione Marche un confronto sempre più mirato ad affrontare le problematiche delle singole categorie economiche.
Concludo rinnovando la disponibilità ad aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti regionali della categoria.
Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Innanzitutto vorrei ringraziare l'Assessore Bora, l'Assessore Bravi e la dirigente Gattafoni, perché questa interrogazione è stata da me presentata, penso, all'inizio dell'anno 2016 e più volte rinviata.
Questa interrogazione arriva da una richiesta degli agenti rappresentanti.
Per arrivare ad una risposta che potesse soddisfare questa categoria ci abbiamo lavorato e non poco, ecco perché li ringrazio.
Insieme all'interrogazione io avevo presentato anche una mozione, identica, uguale, poi è arrivata … C’è stato un mio errore perché nella mozione avevo citato una sigla sindacale, purtroppo ho sbagliato, ma è stata proprio questa sigla che mi ha sollecitato, perché in passato la categoria degli agenti rappresentanti non è mai stata presa in considerazione dalla Regione.
Questa è una categoria svantaggiata a livello fiscale, ad esempio tutti sappiamo che anche l'auto, che è indispensabile per l’attività, non è deducibile integralmente.
Gli Agenti di commercio sono un'importantissima categoria economica che patisce una fisiologica mancanza di immagine, pur avendo prodotto tantissima ricchezza in questi anni, non ha mai avuto riconosciuto il valore del proprio ruolo. Inoltre ha una difficoltà di accesso al credito e in Italia sappiamo benissimo che lavorano 250.000 operatori che intermediano il 70% del Pil.
Questa categoria anche a livello regionale non è mai stata presa in considerazione.
In questi 4, 5 mesi è stato fatto un lavoro dai rappresentanti di questa categoria, con la dirigente e quindi con l'assessorato, per arrivare ad una risposta che potesse soddisfare loro. Cosa avevamo chiesto? La facilità nell'accesso al credito, la possibilità di poter partecipare ai bandi e un tavolo rotondo con la Regione e questa categoria.
Questa interrogazione che ho fatto risponde esattamente alle esigenze di questa categoria, non l’ho fatta spontaneamente, ma sollecitata.
Questa interrogazione è uguale alla mozione da me ritirata questa mattina.
Dichiaro di essere soddisfatta anche a nome di chi me l'ha sollecitata, quindi ringrazio veramente gli Assessori e la dirigente Gattafoni, che si è spesa in questi mesi e ci ha perso anche tempo pur non essendo di questo settore. Grazie.
Comunicazioni ai sensi dell’art. 35, VI comma del R.I.
Fabrizio CESETTI. Mi scuso in anticipo, Presidente. Dall'inizio del mandato ho cercato di essere sempre presente e vorrei essere sempre presente perché credo che un Assessore nei limiti del possibile debba farlo e debba seguire tutti i lavori, però non mi si può chiedere Presidente di continuare con questo andazzo, qui è impossibile stare per l'aria condizionata che mi sbatte sopra.
Credo che sia un problema di tutti, quindi adesso, Presidente, io farò una cosa: abbandonerò l'Aula e seguirò i lavori, per rispetto dei Consiglieri ovviamente e dei colleghi Assessore, dai corridoi laterali o tramite internet. O la Presidenza di questo Consiglio tramite gli addetti regolamenta l'aria condizionata in questo Consiglio altrimenti non è più tollerabile.
Grazie a Dio sono sano di salute e sono anche abbastanza forte però credo che l'aria condizionata in queste condizioni non sia solo un mio problema mio. Non è tollerabile!
Qui ci sono persone con le maglie e credo che non sia neanche dignitoso, lo dico ormai da diversi mesi e dal mio punto di vista è ora di farla finita.
Luigi ZURA PUNTARONI. Mi sento preso in giro perché mi dicono: “E' bloccata, è così, è quello, è tutto o niente”, qui ad un tratto muori di caldo perché non funziona e ad un tratto ti devi vestire in modo invernale. Ha pienamente ragione l'Assessore Cesetti, sarei stato zitto perché tutti stavamo zitti, però colgo l'occasione perché questa è una cosa vergognosa.
I nostri addetti all'Aula mi hanno detto: “E' così perché funziona così”, ma uno perché si deve ammalare qua dentro?
Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che stia emergendo il problema di sistemare quest'Aula.
Abbiamo problemi nelle votazioni per quanto riguarda il sistema informatico, abbiamo problemi per quanto riguarda l'aria condizionata, quello che dicono gli addetti di sala è vero, qui c'è un impianto di aria condizionata che non va bene. Questo è il problema. Il problema non è l'aria condizionata, è che l'impianto non è fatto bene, Presidente.
Questa è la verità, o è troppo caldo o è troppo freddo, non può essere che un impianto sia troppo caldo o troppo freddo.
Presidente, io lo so, quando c'è da mettere le mani in tasca per fare degli interventi lei non sente, questo è il problema di fondo, bisogna sistemare l'impianto perché l'Aula soffre e soffre anche per un altro impianto, quello del sistema informatico.
Siete dei genovesi e avete le braccia corte, però bisogna intervenire per sistemare quest'Aula, prima lo fate e meglio è.
PRESIDENTE. Prima di lasciare la parola al Vicepresidente, preciso che in quest'Aula, a parte una volta, non c'è stato mai il problema dell'aria condizionata, tanto più che facciamo accendere e spegnere, ma ogni processo ha un tempo.
Aggiungo che vedendo l'Assessore Bora non mi sembra che si soffra il freddo e tre quarti dell'Aula più volte mi ha manifestato esigenze contrarie.
Ha la parola la Vicepresidente Casini.
Anna CASINI. Il Presidente mi ha fregato la battuta, voglio dire che certo non è caldissimo, ma credo che per lavorare tanto caldo non vada neanche bene, poi noi donne se ci mettiamo le scarpe chiuse ed abbiamo già un vantaggio grande. Poi dico guardate l'Assessore Bora, fatevi delle domande e rispondetevi.
Elena LEONARDI. Forse sarò una voce fuori dal coro, ma trovo un po' fuori luogo questo dibattito, penso che possa essere tranquillamente fatto all'interno della Conferenza dei capigruppo, oppure fuori dall'Aula, fuori dai lavori consiliari.
PRESIDENTE. Concordo con lei. Ha la parola il Consigliere Carloni.
Mirco CARLONI. Un argomento molto importante però non credo che meriti l'attenzione di una Assemblea legislativa in un momento in cui ci sono centinaia di nostri concittadini che dormono nelle tende.
La temperatura del Consiglio regionale può passare in secondo piano e credo anche che, per quanto importante, sia una discussione tecnica da fare in altre sedi.
ad iniziativa dei Consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Rapa
“Proroga del Comitato regionale per le comunicazioni”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 78 dei Consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Rapa.
Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. La proposta di legge, come ha detto il Presidente Mastrovincenzo, porta le firme del Presidente Mastrovincenzo, la mia e quella del Consigliere Rapa.
La legge prevede, entro subito nel merito, poi spiegherò le motivazioni, la proroga del Comitato per le comunicazioni che scade il 4 ottobre, al 31 di gennaio, una proroga di poco meno di 4 mesi.
Prevede altresì la proroga dei termini per la presentazione delle candidature scadute, dal 5 settembre 2016 al 14 ottobre, e prevede il termine per l'ammissione delle candidature da parte della competente Commissione consiliare, la I^ Commissione, entro la data del 15 novembre.
Perché questa proposta di legge? Innanzitutto perché il Corecom ha un ruolo importante e va ricordato che è un organismo che non è presente soltanto nella regione Marche ma in tutte le regioni d'Italia, è un'Autorità indipendente, è prevista da una legge istitutiva ed ha una serie di funzioni.
Il Corecom ha un ruolo importante, ancora di più nella nostra regione perché il nostro Presidente Antonio Mastrovincenzo è il referente a livello nazionale per le Assemblee legislative di tutti i Corecom d'Italia. Quindi abbiamo nel Presidente dell'Assemblea legislativa delle Marche, nella figura del Presidente Mastrovincenzo, un riferimento a livello nazionale per quello che riguarda i Corecom.
Il Corecom delle Marche è un organismo che oggi è composto da 7 persone ed il Presidente è Pietro Colonnella che ha un ruolo importante anche dal punto di vista del coordinamento a livello nazionale.
Quali sono le funzioni del Corecom? Il Corecom è un organo indipendente di garanzia e di consulenza per il Consiglio e la Giunta regionale in materia di comunicazioni. E' stato istituito con la legge 8 del 2001 e seppur sinteticamente vorrei elencare le competenze precise e specifiche.
Il Corecom formula proposte di parere sullo schema di piano nazionale di assegnazione e di ripartizione delle frequenze, formula proposte di parere sul progetto di rete televisiva senza risorse pubblicitarie, esprime pareri richiesti dagli organi regionali o previsti dalle leggi e regolamenti in materia di comunicazioni, regola l'accesso radiofonico e televisivo regionale, effettua attività di monitoraggio dei telegiornali locali nonché dei programmi di formazione e di comunicazione politica per il rispetto del pluralismo politico istituzionale al fine di una corretta applicazione della par condicio.
Vengo al perché è stata prevista questa richiesta di proroga.
In I Commissione abbiamo ricevuto il referente del Corecom Pietro Colonnella ed è emersa l'esigenza, che poi è stata fatta propria, di prorogare il Comitato al 31 gennaio, perché noi ci troviamo di fronte ad una scadenza elettorale molto importante ed anche molto delicata che riguarda il referendum costituzionale per la riforma della Costituzione che sarà fissato nei prossimi giorni e che si svolgerà sicuramente in una domenica d'autunno, la data ultima per fissare la data referendaria da parte del Governo è il 13 ottobre. Quindi si è ritenuto opportuno in una fase estremamente complicata e delicata che riguarda in particolare il tema della par condicio, anche perché non è un appuntamento elettorale semplice, nel senso che non avremo i partiti, i candidati ed i programmi che vengono illustrati ai cittadini ed alla popolazione, ma di fatto è un appuntamento che ha una delicatezza maggiore che è quella del dire sì o no ad una riforma elettorale che è già stata approvata dal Parlamento.
Questo tema ha portato a predisporre questa proposta di legge che viene discussa e votata dall'Aula e che prevede di mantenere in essere il Comitato per le comunicazioni che ha un'esperienza quinquennale, quindi in grado di affrontare, valutare, decidere, tutte le questioni anche delicate che dovessero emergere per questioni di par condicio durante la prossima campagna referendaria, immediatamente dopo procedere alla nomina del nuovo Corecom che a sua volta rimarrà in carica cinque anni. Tutto sommato non andiamo a togliere nulla al Corecom nuovo che verrà e che dovrà essere nominato.
Uno degli elementi importanti che riguarda la campagna referendaria e che riguarda il Corecom è ad esempio la vigilanza sulla pubblicazione dei sondaggi nei mezzi di comunicazione in ambito locale, la vigilanza del rispetto degli obblighi di programmazione delle disposizioni in materia di esercizio dell'attività radiotelevisiva locale, inclusa la tutela del pluralismo mediante il monitoraggio delle trasmissioni dell'emittenza locale e la gestione del registro degli operatori delle comunicazioni.
Credo che le motivazioni siano sostanzialmente queste: la delicatezza dell'appuntamento elettorale e tenere in essere un Comitato che ha già un consolidato alle spalle, un'esperienza alle spalle per un ruolo che ha svolto negli scorsi anni.
Il merito della legge l'ho illustrato, compreso il tema che il Corecom deve fare accertamenti sulle violazioni, dare sanzioni, vigilare sull'autoregolamentazione, eccetera.
L'altra cosa che voglio sottoporre ai Consiglieri e di cui abbiamo già parlato questa mattina durante la Conferenza dei capigruppo riguarda due emendamenti, anche se poi ci sono altri sub emendamenti, che prevedono la riduzione dei compensi e l'aumento del numero dei componenti.
Adesso abbiamo un Comitato per le comunicazioni che si attesta a 7 persone, la legge che era stata approvata prevedeva la diminuzione del numero a 3, noi con questo emendamento - io l'ho sottoscritto e pregherei i capigruppo, se sono d'accordo, come mi sembra di aver percepito alla Conferenza, di sottoscriverlo perchè sarebbe opportuno che questa cosa fosse condivisa dall'Aula – porteremmo il numero dei componenti a 5, per una questione non solo di carichi di lavoro importanti, ma anche per una maggiore pluralità all'interno del Corecom stesso, un Presidente, un Vicepresidente e 3 Consiglieri.
I Corecom d'Italia, da una verifica che è stata fatta nei giorni scorsi, sono sostanzialmente più o meno suddivisi fra 3 e 5, in maniera più o meno equilibrata, il 50% circa hanno tre componenti e l'altro 50% è composto da cinque. Questa cosa dell'aumento del numero dovrebbe andare di pari passo con la riduzione dei compensi, con queste modalità la riduzione dei compensi porterà ad un risparmio maggiore rispetto alla cifra che, se dovesse essere confermata l'indennità attuale, sarebbe in questo caso superiore. Per sintetizzare, i compensi per i 5 componenti che sono previsti negli emendamenti porteranno ad un costo inferiore rispetto ai compensi che sarebbero erogati se rimanessero in essere i compensi attuali per 3 componenti. Sostanzialmente andiamo a 5 e spendiamo di meno, traduco in parole semplici, con il taglio dei compensi.
La norma finanziaria che è stata prevista negli emendamenti comporta un risparmio annuale di 50.000 euro per il 2017, di 54.000 euro per il 2018 , un risparmio mediamente di 54.000 euro all'anno e l'obiettivo è quello di destinare queste risorse al sociale, ai diritti sociali, alle politiche sociali e per la famiglia, agli interventi per la disabilità. Le economie che verranno per la minore spesa relativa ai compensi dei componenti del Corecom saranno destinate al sociale e ai disabili.
Credo che questi emendamenti possano trovare, mi sembra di aver capito durante la Conferenza dei capigruppo, il consenso dell'Aula e porteranno ad una maggiore funzionalità dell'organismo, ad una maggiore pluralità e a dei costi più contenuti.
Sostanzialmente portando il Corecom a 5 componenti, con le indennità che sono state previste, risparmiamo il 50% rispetto a quello che spendevamo prima.
Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Signori Consiglieri, nell’originale giustificazione ha corredo della presentazione di questa proposta di legge, si diceva che la data del referendum costituzionale non si conosceva, e non si conosce neanche oggi. Presumibilmente doveva coincidere con quella della scadenza del Corecom e non avrebbe permesso a questo organismo di svolgere al meglio la propria delicatissima funzione. E' stata così concepita questa proposta di legge che ne proroga la scadenza in modo tale che a vigilare sulla regolarità del referendum costituzionale e della propaganda elettorale, sia della Rai che della radio e delle televisioni private, rimanga un Comitato che definirei preistorico, perché è stato eletto nel 2011 quando la composizione politica era completamente diversa ed il Movimento 5 Stelle non era rappresentato né in Parlamento né in Regione.
Ora che Renzi, è quasi certo, dipende dal referendum, non sa più che pesci prendere e sembra che la data del referendum - in attesa di qualche miracolo, di qualche 80 euro che dovranno andare forse ai pensionati – vada a finire a dicembre, prima di Natale, due mesi abbondanti dopo la scadenza naturale del Corecom che, come ha detto il Vicepresidente Minardi, scade naturalmente il 4 ottobre.
Se la motivazione reale della proroga fosse la coincidenza con le date del referendum, coerenza e correttezza vorrebbero che si ritirasse la proposta di legge per lasciare al Corecom la sua scadenza naturale, infatti dal 4 ottobre a metà o a fine dicembre c'è il tempo sufficiente per il rinnovo e per la piena funzionalità dell'organismo in attesa del referendum costituzionale. Ma la coerenza e la correttezza sembrano siano merci rare per questa maggioranza e dunque la proroga non solo viene confermata al 31 dicembre, ma va addirittura al 31 di gennaio.
Ci sono anche due emendamenti che vantano un risparmio notevole. Scusate di che risparmio si sta parlando? Si proroga per altri quattro mesi un Corecom di 7 elementi che costa un sacco di soldi e si parla di un piccolo risparmio che viene fatto portando da 3 a 5 i componenti, pari a 400 euro al mese? Questa mi sembra una situazione paradossale, e portare a 5 i componenti per avere una composizione di maggioranza più ampia all'interno del Corecom?
Sulla proroga della scadenza del Corecom ho avuto pressioni di tutti i tipi da parte dei componenti del Corecom stesso, addirittura hanno mandato una e-mail ad Alessandro Di Battista, il nostro deputato, chiedendo di intercedere affinché io votassi i 5 membri anziché i 3.
Noi ci opponiamo fermamente a questa proroga, ci opponiamo fermamente a questa politica che tutela gli interessi di parte e non la trasparenza e il principio di democrazia che indica nella corretta informazione dei cittadini la loro piena capacità nella valutazione e nel giudizio delle scelte che sono chiamati a corroborare attraverso il referendum costituzionale. Questa cosa non ci piace e noi voteremo contro. Grazie.
Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Durante la discussione sull'allargamento dell'Ufficio di Presidenza da 3 a 5 componenti, il Consigliere Celani a un certo punto ha detto: “Mi rivolgo a quei Consiglieri che hanno votato la riduzione per chiedere a loro cosa ne pensano”, allora questa volta, prima che il Consigliere Celani mi chieda cosa penso, lo dico subito.
La volta scorsa ricorderete che, intervenendo su quel tema, sui costi, sulla rappresentanza, sulla democrazia, sul pluralismo, feci presente che ero disponibile a votare quell'allargamento soltanto in nome del pluralismo, pluralismo che alla fine lascio alla capacità, all'intelligenza alla responsabilità di ogni singolo Consigliere valutare se c'è o meno rispetto all'Ufficio di Presidenza. Ognuno poi ha le proprie opinioni.
Su questo tema, su questa proposta di legge per coerenza e per onestà intellettuale dico che gli emendamenti che sono stati presentati, a mio avviso, colgono più un sentimento di autoreferenzialità che un sentimento di rappresentanza. Penso che nella Regione Lombardia, con 9 milioni d'abitanti, c'è un Corecom con 5 rappresentanti, sicuramente noi con 3 non siamo meno rappresentativi.
Nella scorsa legislatura discutemmo, approfondimmo, ricordo che c'erano pure delle posizioni che addirittura erano per la soppressione, questo non è possibile, dobbiamo riconoscerlo, questo lo sa bene il Presidente Mastrovincenzo che è il referente nazionale e sicuramente ha molti elementi più di me per poter dire che il Corecom Marche, soprattutto nella sua parte tecnico, burocratica, amministrativa è preso ad esempio a livello nazionale. Non do giudizi sull'organo politico perché non ne sono componente e non voglio dare, proprio perché ho una rappresentanza politica, giudizi su un organo di garanzia, ma dico che la parte tecnico, burocratica, amministrativa è presa ad esempio a livello nazionale.
In quella legislatura, in quella votazione, noi discutemmo questi aspetti e decidemmo che 3 era la giusta misura fra chi pensava, anche se poi non era possibile, che non ci dovesse essere per nulla la rappresentanza politica e chi pensava che l'organismo doveva pur esserci.
Noi dobbiamo fare in modo che forte sia il rapporto con la società marchigiana, con l'editoria, con gli addetti ai lavori, penso agli ordini, a quello dei giornalisti, ma penso anche alle associazioni dei consumatori per quello che il Corecom rappresenta, penso alle istituzioni, alle associazioni culturali, penso alla società viva, quindi credo che ci debba essere più democrazia, più partecipazione e meno Consigli di amministrazione.
Detto questo voglio essere rispettoso dei colleghi, delle proposte che sono state fatte, qui un'anomalia in qualche modo si registra, fermo restando il rispetto delle regole che c'è, nel senso che la proposta di legge, che porta firme autorevoli, porta la firma del Presidente di quest'Assemblea legislativa, del Vicepresidente e del componente dell'Ufficio di Presidenza Consigliere Rapa, dice una cosa e noi oggi ci troviamo con degli emendamenti che allargano il campo.
Lo dico in modo chiaro: io quegli emendamenti non li voto, se poi si pensa che c'è la necessità di ridurre i costi lo si faccia ugualmente, quegli emendamenti non li voto, però sono molti, sono tanti, sono avanzati da persone che hanno responsabilità, da persone serie, da persone che stimo, quindi la proposta che mi sento di fare è che, visto tra l'altro che la I^ Commissione è guidata in modo autorevole dal Presidente Giacinti, dal Vicepresidente Maggi, ritorni tutto in Commissione e si venga in Aula con una proposta organica da discutere.
Luca MARCONI. Grazie Presidente. La mia considerazione inizia con una scusa perché credo, d'accordo con quanto chiede il Consigliere Giancarli, che la richiesta di rinvio quando una proposta è stata formulata sia sempre una nostra colpa, magari di non averla seguita ma, come metteva in evidenza il Consigliere Giancarli, abbiamo emendamenti significativi e nel testo stesso, me ne accorgo solo ora, ripeto me ne scuso, trovo una proroga per me veramente incomprensibile - sarà stata anche discussa - non tanto della durata della Commissione, che condivido in pieno, perché c'è l'evento del referendum, mi sembra che il buon senso imponga che chi ha gestito ed ha seguito le vicende fino ad oggi continui a seguirle perché le materie sono molto intricate. Questo referendum che andiamo a fare non è un referendum da quattro soldi, non è un referendum qualsiasi, è un referendum che spacca il Paese in due, ci sarà anche molta tensione sul piano organizzativo, quindi bene ha fatto la Commissione, il Consigliere Minardi, a presentare questa proposta.
Dicembre, gennaio, dovremmo metterci qui a fare i conti di quanto costa in più, quanto costa in meno, costa così da 20, 15 anni, non so, da quanto esiste il Corecom, fa veramente sorridere il fatto che per 3 mesi si debba parlare di ulteriore costo.
La proposta semmai sul piano dei costi, che veramente non mi appassiona, è che costerà molto di meno, questo è un dato di fatto, cioè oscurare questo dato per 3 mesi di proroga mi sembra veramente debole anche per chi è un rigorista su questa materia, quindi non è questa l'argomentazione da seguire.
Quello che non capisco, Vicepresidente Minardi, è la proroga della presentazione delle domande, questa secondo me inficia un dato, cioè se c'era un organo che scade a quella data e per il quale le domande dovevano essere presentate entro il 5 settembre, se non sbaglio, quella è la scadenza, non si può prorogare la data della presentazione delle domande perché questo potrebbe essere anche oggetto di qualche osservazione da parte di chi già ha presentato domanda entro la scadenza. Quella non ha senso, andrebbe eliminata, per me questa è una ragione in più che mi induce a sostenere la proposta Giancarli di un ulteriore passaggio in Commissione, rapidissimo ovviamente, perché questa riflessione sul fatto giuridico sia fatta. Non credo che ci sia un precedente in questo senso, se qualcuno che ha presentato domanda entro il 5 non viene eletto e magari viene eletto chi ha presentato la candidatura tra il 5 ed il 14 ottobre, penso che il provvedimento possa essere anche soggetto a ricorso di fronte alla giustizia amministrativa, perché il diritto scade lì. La proroga ha un'altra motivazione, non quella di far fare la domanda ad altri, ma quella di una necessità legata ad una contingenza che è quella di un referendum che doveva farsi già in questo mese, formalmente si farà a dicembre, quindi c'è la necessità che chi è esperto della materia continui in questo tipo di attività.
Sul merito della proposta il Consigliere Giancarli ha accennato in parte alla filosofia di questo provvedimento ed ha ricordato i precedenti, potremmo ricordare quello dell'Ufficio di Presidenza, veramente di fronte a questa schizofrenia non so più come comportarmi, l'ipotesi di un allargamento è tutta a vantaggio delle minoranze, come è ovvio, perché per la maggioranza 2 o 3 non cambia nulla, semmai è prendere atto in maniera seria ed onesta che in questo Consiglio abbiamo due minoranze sostanzialmente significative, anzi sarebbero tre, perché tre sono stati i candidati alla Presidenza della Regione che hanno una rappresentanza consiliare, quindi dire diamo una rappresentanza in più, in un organo estremamente delicato quale quello che controlla e verifica l'andamento della comunicazione nella nostra regione, mi sembrava un atto di cortesia, di bon ton istituzionale da parte della maggioranza. Sentire dai banchi della minoranza qualcuno dire: “No, questo non serve a nulla”, ne prendiamo atto, cioè facciamo i più realisti del re, e andiamo a 3, a 2, a 1 perché qui ormai la tendenza è l'organo monocratico, ce ne mettiamo 1 e quello vale per tutti.
Anche su questo, però, ripeto Consigliere Giancarli, siccome non è oggetto di contrattazione, queste non sono cose che si contrattano, se uno è convinto che la cosa deve essere fatta, riportiamolo a 7, riportiamolo a 10, perché sono certo che il livello partecipativo in un comitato come questo dia l'opportunità anche a chi ha un solo Consigliere in questo Consiglio di avere la rappresentanza. Penso che ci debba essere, ma siccome questo non sarà, anche qui facciamo una riflessione seria, non è una questione di contrattazione, lo vuole una parte della maggioranza, non lo vuole la minoranza, ci deve essere un ragionamento serio, ed il ragionamento serio è che portavamo a 5 il numero dei componenti per dare anche alla minoranza l'opportunità di una rappresentanza.
Il dibattito in questo senso dovrà aiutarci a confrontarci, comunque mi unisco alla richiesta di una breve, Presidente, fosse anche solo una settimana, riflessione in Commissione per avere di nuovo l'atto in Aula la settimana prossima.
PRESIDENTE. Il testo originario, rispondo al Consigliere Marconi, non prevedeva la proroga dei termini, poi in Commissione si è deciso di inserirla, penso anche all'unanimità, poi sulle richieste che avete fatto risponderà il Presidente della I^ Commissione Giacinti.
Fabrizio CESETTI. Intervengo ovviamente come Consigliere regionale, quindi a titolo personale, il mio intervento non coinvolge in alcun modo la Giunta, per dire innanzitutto, Presidente, uesta proposta che oggi è venuta in Aula è poco importante, non la mia …, la questione che ho sollevato poc'anzi.
Non le consento, Presidente, di derubricare delle richieste che attengono al mio diritto di essere qua come consigliere regionale e al mio dovere di esserci come Assessore, a questioni di poco conto, perché non sono abituato a porre in quest'Aula questione di poco conto. Di solito mi occupo di questioni serie e quella era una questione seria perché attiene al mio diritto-dovere di poter partecipare in quest'Aula altrimenti a lungo andare il compromesso dà un malfunzionamento delle condizioni in cui noi lavoriamo e non possono essere presi a misura coloro che magari perché distolti da altri impegni, occupati in altri compiti istituzionali, molto spesso non sono presenti in Aula.
Io voglio essere sempre presente in Aula, né può essere preso a paragone chi magari può essere attinto da scompensi calorici, io non lo sono. Chi non ha necessità di stare in Aula o chi può avere qualche scompenso calorico non può essere preso a misura e quindi, caro Presidente, io sono un Consigliere regionale e questa questione è seria perché io ho il diritto-dovere di essere presente in quest'Aula ad espletare i miei lavori. L'ho già detto prima, non ho bisogno di particolari attenzioni se non quella che è una questione diffusa, che le condizioni di lavoro siano accettabili. Punto e basta!
Poco c'entrano quelle sventurate persone che sono nelle tende, perché se è per questo spegniamo il tutto e cerchiamo di sopportare il caldo.
Fatta questa premessa intervengo per dire che in effetti la questione oggi posta è di poco conto e dico subito che anch'io penso che debba essere rinviata in Commissione, per una ragione semplice.
Punto primo: la proroga non si giustifica perché il referendum non ci sarà prima di due mesi, anzi deve essere indetto, ben venga il nuovo Corecom che si dovrà occupare di gestire il referendum. La proroga non si giustifica in alcun modo, quando un organo scade, scade, punto! A meno che non ci sia un'emergenza immediata, non ha ragione di essere, perché il nuovo Corecom, che noi avremo l'accortezza di insediare con personalità, uomini e donne, di alto profilo, saprà assolvere a quel compito e lo assolverà da subito, anche perché, e termino sul punto, una questione importante come quella del referendum, un organismo che è in regime di prorogatio e che è scaduto non è poi così legittimato a svolgere quelle funzioni. Anche questa credo che sia una considerazione. Da ultimo ci sarebbe anche un risparmio di risorse e di costi.
Per quanto riguarda le altre questioni, anch'io sono contrario alla riapertura dei termini. Perché la riapertura dei termini? Di solito non sono abituato a presentare candidature, lo potete vedere, di solito non le presento, in questo caso le ho presentate, perché la proroga dei termini della scadenza delle domande? Forse qualcuno si è dimenticato di presentarla? Altrimenti non avrebbe ragione di essere! La proroga di quel termine già previsto non è accettabile, non è tollerabile.
Su questo sono assolutamente contrario e dico fin d'ora che voterò contro la riammissione dei termini che non trova alcuna giustificazione se non quella magari di accontentare qualcuno che si è dimenticato di fare la domanda o qualcun altro che si è dimenticato di farsi presentare, perché se no non c'è motivo!
Da ultimo per quanto riguarda l'aumento - o meglio la diminuzione che già c'è a 3 – riportando a 5 con un'invarianza di costi, anzi una diminuzione, io sono d'accordo per una ragione molto semplice, non c'è un aumento dei costi, fermo restando che nella democrazia i costi spesi per essa e per l'esercizio delle funzioni democratiche, sono sempre soldi ben spesi, però penso che si possa portare a 5 a parità di costi, perché così ampliamo la partecipazione ed il confronto democratico. Non possiamo negare d'altra parte che ormai nel nostro Paese il sistema è tripolare, se vogliamo, portarli a 5 con una invarianza di costi tutte le forze potranno essere rappresentate.
Chiedo anch'io che l'atto venga rinviato in Commissione.
PRESIDENTE. Preciso per l'ennesima volta che il discorso del rinnovo dei termini è stato deciso in Commissione, non era nel testo originario, nella quale sono presenti tutte le forze politiche.
Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Visti i punti critici che sono emersi nella discussione forse è buona cosa rinviare il provvedimento in Commissione, tener conto di ciò che è emerso nel dibattito ed ovviare ai punti di criticità, se così possono essere definiti.
PRESIDENTE. A questo punto credo che sia opportuno votare la richiesta di riportare il testo in Commissione, non prima di aver discusso sulla richiesta stessa, che è venuta da parte di diversi Consiglieri.
Credo che sia opportuno discutere e poi eventualmente votare la proposta, se lo riteniamo.
Piero CELANI. Dobbiamo aggiustare il tiro, eravamo pronti a discutere una legge ed adesso ne discutiamo il rinvio, però almeno due considerazioni sono molto importanti, sono politiche e le voglio fare aprioristicamente.
Ogni proroga imbastita in questo modo, quando c'era tanto tempo per poter procedere al rinnovo nei termini, sta a significare in maniera particolare e significativa una scarsa, una mancata, programmazione dell'attività amministrativa e politica. Di questo ve ne prendete tutta la responsabilità come maggioranza. E' assurdo, so cinque anni prima che una legge scade, non lo so cinque giorni prima, so cinque anni prima che in quella data scade una norma, quindi programmo i lavori per poterla fare.
Il fatto che non ci sia stata questa programmazione è un demerito grossissimo, anche perché le scuse sono flebili e posso dire, scusate il termine, puerili. Sapevamo da mesi del referendum, si diceva che a ottobre ci sarebbe stato, ora scivolerà a dicembre perché il Presidente del Consiglio probabilmente sta cercando qualche artificio, 80/70/42 euro non so quanti, li sta cercando, non li trova, li troverà, per abbindolare una parte di italiani. Sapevamo del referendum, quindi non capisco perché non sia stato fatto prima, c'era tutto il tempo possibile ed immaginabile, quindi la responsabilità è tutta della maggioranza.
Seconda considerazione: finiamola con questa foglia di fico della partecipazione, della rappresentatività delle minoranze! Finiamola con questa foglia di fico! Questa cosa sta diventando puerile e stucchevole, allarghiamo perché così c'è maggiore partecipazione delle minoranze, ma chi ve l'ha chiesto? Adesso se la minoranza l'ha chiesto in Commissione …, però caro Assessore Cesetti nessuno l'ha chiesto e siccome il diritto di rappresentanza grazie a Dio me lo intesto, non lo delego alla maggioranza, mi sta bene se ho un rappresentante o nessuno, significa che si deve assumere la responsabilità, perché chi governa si deve assumere la responsabilità di governare indipendentemente dalla presenza della minoranza.
Il Corecom se non è governo è controllo, quindi controlli pure, non è detto che devo controllare io. Chi glielo ha chiesto? Questa foglia di fico per giustificare certe situazioni interne alla maggioranza lasciamole perdere, c'è stato il Consiglio di Presidenza, torna adesso, quindi l'immagine che diamo all'esterno non è bella, lo chiederemo noi con forza dove vogliamo essere rappresentativi.
(…) Me lo lasci dire, l’ho ascoltata attentamente. Lo so che noi apparteniamo ad una cultura democratica molto ampia dove vogliamo essere rappresentativi, tutti vogliamo esserci, abbiamo la stessa base culturale e politica, però il ruolo va pure rispettato in questo momento, ognuno faccia la propria parte, noi non l'abbiamo chiesto e voi ce lo volete dare, grazie “a caval donato non si guarda in bocca” però io ci voglio guardare perché se il dente è d'oro …, ma se il dente è avvelenato, onestamente non mi piace e questo è un dente avvelenato.
Si parla di risparmio, lasciamo perdere questi discorsi sul risparmio! Erano 7 e si risparmiava, poi 5, poi ridotti a 3 ed ora riportati a 5 riducendo, perché poi si enfatizza sempre questo costo, questi risparmi, è come la legge sul referendum, ricordo nel referendum del 2001 che l'elettore andava in cabina e c'era scritto: “Volete voi che venga abrogata la legge n. X dell'anno Y?” Finito! Oggi invece il quesito referendario è un tema: “Volete voi che si abroghi questo …, che consiste nella riduzione dei costi della politica, l'abolizione dei senatori, la riduzione delle poltrone, la riduzione di tutto ...” per enfatizzare. Ora, ogni volta che si presenta una legge è perché si risparmia 50.000 euro da dare al sociale, ma diamoglieli prima al sociale, non aspettiamo di risparmiare su una legge di questo tipo, diamogli prima al sociale se vogliamo fare un discorso politico molto serio, diamoglieli prima quando facciamo il bilancio, non stiamo a perdere tempo così.
Terzo aspetto e chiudo, gli emendamenti producono un'altra legge, gli emendamenti, e condivido, producono gli effetti di un'altra legge, non c'entra niente la legge che è uscita dalla Giunta e dalla Commissione, gli emendamenti producono un effetto opposto, completamente diverso su cui si dovrà aprire una riflessione.
Condivido quanto ha detto il Consigliere Giancarli che ha colto nel segno di tutte le problematiche, e lo ringrazio, la proposta di legge va rivista e va riaperto un confronto in Commissione per capire da che parte andare a parare.
L'ultima cosa che condivido a metà, non sono convinto che funzioni in questo modo, è quando l'Assessore Cesetti dice: “Qualcuno si è scordato”, posso capire che qualcuno si sia scordato di farsi rappresentare, ma attenti la toppa è peggio del buco, perché se io prorogo una legge automaticamente prorogo tutte le date che sono collegate ad essa, questo è l'effetto, capisco che da questo 5 settembre qualcuno possa essere rimasto fuori, però se c'è una proroga tutte le scadenze ad essa collegate vanno sistematicamente a seguire.
Credo che il pasticcio sia grossissimo da questo punto di vista, denota una scarsa attenzione alla programmazione o denota ahimè una composizione di queste vicende all'interno di una maggioranza che vuole a tutti i costi far vedere che “siamo molto attenti alla minoranza, per cui dateci una mano a tirarci fuori da questo pasticcio”, cosa che non è assolutamente sostenibile dalla minoranza. Grazie.
PRESIDENTE. Vi chiederei di rimanere sull'oggetto perché se poi rinviamo in Commissione ci sarà modo di discutere ancora sul testo, quindi vi sollecito ad intervenire nel merito, sulla richiesta di rinvio.
Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Quello che le mie orecchie origliavano, che sotto la cenere c'era del fuoco politico, mi sembra che stia emergendo in questa discussione che ci interessa perché le cose che ascoltavamo prima erano distanti mentre adesso sono entrate in questa Aula e ci entusiasmiamo perché probabilmente in questa Regione la politica si sta vivacizzando.
Esprimo qualche considerazione in termini politici per quanto ci riguarda la proroga di questa legge è inammissibile, signor Presidente, e non c'entra niente col problema del referendum. Punto! La proroga è un problema che stamattina all'interno del partito di maggioranza si sta evidenziando.
Altro punto, la chiarezza in politica ci deve stare, altrimenti di cosa parliamo, se non parliamo di politica? E' il nostro pane quotidiano e se è il nostro pane quotidiano credo che questo argomento sia stato impostato parzialmente, anche qui, per una parte bene per l'altra male: si dice che il giorno 4 scadono le domande e non sarebbero state prorogate, mentre poi si prorogano le elezioni, anche questa è una cosa assurda.
Credo che l'atto dovrà ritornare, se la proroga avrà un senso, in Commissione per essere discusso, però se la Commissione valuta il dibattito che c'è stato in Aula, considererà che non esistono le condizioni per la proroga.
Ritorniamo alla scadenza naturale, le domande sono già state presentate, ritorniamo per votare nel periodo previsto, quello del 4 ottobre.
Credo che non ci sia bisogno di scaricare questa cosa sulle minoranze, le minoranze non hanno problemi, forse serve per far rifunzionare, anche questo è un aspetto politico importante.
Questo strumento, il Corecom, non funziona, non ha funzionato. E’ uno strumento altamente democratico che non svolge il suo ruolo, non controlla, non verifica, non guarda la partecipazione al dibattito e alla politica per quanto riguarda la stampa e se ci sono le rappresentanze giuste all'interno del dibattito, questo è il problema! E’ di questo che dobbiamo discutere: se questo Corecom funziona o no! Altrimenti è un parcheggio per le persone che percepiscono 500 euro al mese. Questo è il problema di fondo che riguarda questo organismo, ci possono essere 2, 3, 4, 5 componenti, ma se ce ne sono 3 per noi della minoranza va bene ugualmente, per noi della minoranza ed anche per il mio partito va bene ugualmente. Parlo per me e per il mio partito.
C'è un aspetto, adesso con forza mi rivolgo alla maggioranza in termini politici, se saranno 2, se saranno 3, se saranno 4 all'interno dell'organismo …, è il problema politico di questo organismo, che manca, non è la costituzione! Se lo buttiamo là solo per dare 500 euro …, non è questo il ruolo di questa Commissione, il ruolo è vedere se nella regione Marche viene applicata, per quanto riguarda l'informazione, una pari democrazia tra le forze politiche che compongono questa Assemblea.
Se questo è, ha una funzione, altrimenti Presidente è meglio chiuderlo. Grazie.
PRESIDENTE. Consigliere Zaffiri le dico solo che i Corecom in Italia …
PRESIDENTE. Allora non dica cose che non sa perché abbiamo una Conferenza alla Camera con il Presidente dell'Agicom che ha elogiato la funzionalità dei Corecom di tutta Italia.
Va bene, se era una battuta …
PRESIDENTE. Ci tengo a precisare che i Corecom, anche nelle Marche, svolgono migliaia di conciliazioni, facendo risparmiare centinaia di milioni alle casse dello Stato.
Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Solo due considerazioni, lei diceva che il Corecom fa molte conciliazioni e questo è giusto, ma il problema del Corecom non sono le conciliazione che fa sulla telefonia, il problema è politico quando ci sono le elezioni, questo è il problema basilare del Corecom.
Tutti sappiamo che è un braccio dell'Agicom, quindi noi votavamo no e siamo contrari sia alla proroga che alla conformazione di questo organismo.
Noi crediamo che per essere un organismo democratico debba essere composto da persone indipendenti, non da persone politiche, da persone indipendenti che giudichino imparzialmente quello che succede quando ci sono le elezioni o altri tipi di votazione.
Poi sulle conciliazioni siamo d'accordo, fa un lavoro congruo e giusto per cui il problema è politico, quando ci sono le elezioni, quando i cittadini vanno a votare e devono essere informati senza parzialità e questo purtroppo, lei lo sa benissimo, non succede, quindi noi siamo d'accordo a riportare in Commissione questa tematica per centrarla ed eventualmente vedere come si può aggiustare alla meglio. Grazie.
Mirco CARLONI. … del sistema tripolare. Sinceramente, Assessore, sono molto più preoccupato della vostra bipolarità, che mi pare un po' schizofrenica, cioè come maggioranza proponete una modifica che riguarda la proroga, che tutto sommato abbiamo concordato ai capigruppo e poi vi smentite all'intero della vostra stessa maggioranza, cercando di dare le responsabilità alla minoranza.
Questa è arte pura, lei è un perfetto maestro in questo, però non glielo possiamo lasciar fare perché c'è un limite a tutto, secondo me avete le idee confuse e dovete chiarirvi molto bene.
Faccio un altro esempio, da quasi due anni siamo qua e grandi riforme non sono mai arrivate, la prima riforma che arriva in questa Aula è quella degli Ersu da parte della Giunta e il PD ne presenta un'altra, quindi questa bipolarità comincia un po' a preoccuparmi per il buon andamento dei lavori.
Per quanto mi riguarda io ero favorevole anche alla proroga, ma alla luce del fatto che avete smentito il mio collega Minardi e lo avete lasciato lì con questa modifica, che sembra una cosa sua e non della maggioranza, sinceramente mi trovo costretto a votare contro.
Gianluca BUSILACCHI. Intanto vorrei ringraziare il Vicepresidente Minardi che è relatore di questo atto, non è il relatore del PD, è il relatore della Commissione.
Credo che dovremmo essere tutti più rispettosi dei lavori delle Commissioni consiliari che sono un organo di quest'Aula. Io ho poche cose che ovviamente mi riservo a quando riaffronteremo questo dibattito in Aula, se, come mi pare di capire, questo atto tornerà in Commissione, poi dirò perché sono favorevole, vorrei ricordare l'importanza del Corecom, quindi ne parlerò in altra sede perché adesso stiamo discutendo sul rinvio.
Dico solamente una cosa in merito a quello che adesso ha ricordato il Consigliere Giorgini, che sarebbe utile nominare nel Corecom non dei politici, ma delle persone esterne alla politica. Certo, al netto del fatto che il più importante organo di vigilanza della par condicio è una Commissione presieduta dall'onorevole Fico, detto questo le nomine potrebbero avvenire sulla base di proposte di cittadini, per utilizzare un gergo a voi caro, ma poi chi sceglie? Io credo che debba essere quest'Aula, oppure vogliamo fare un sondaggio in diretta streaming? E’ chiaro che è quest'Aula che dovrà scegliere, quindi diamo un senso importante alle istituzioni almeno se ne facciamo parte.
Sono favorevole al ritorno in Commissione perché credo che questo dibattito abbia fatto emergere che sia utile fare un approfondimento, non ci vedo niente di drammatico, è già successo per altri atti che nel corso del dibattito è stato necessario un approfondimento.
Vorrei dire che sarebbe corretto che chi tiene un atteggiamento in Commissione o in Conferenza dei capigruppo, che sono sedute non pubbliche, poi lo tenga in Aula altrimenti si prende in giro l'Aula ed i cittadini, quindi, benissimo, facciamo l'approfondimento.
Ringrazio nuovamente il Consigliere Minardi che è stato vittima di questa doppia faccia da parte di alcuni.
Lasciamo perdere, sono convinto che il Presidente della Commissione ed i colleghi relatori di questo atto nelle prossime ore faranno tutti gli approfondimenti necessari ed arriveremo ad un atto, la prossima settimana, adeguato all'importanza di questo comitato di controllo che svolge funzioni importanti per la conciliazione, soprattutto funzioni importanti e di garanzia per la politica, e questa era la ragione per cui si metteva a disposizione dell'Aula un emendamento che riducendo i costi, cosa su cui il gruppo del PD è e rimane d'accordo, dava la possibilità di discutere un ampliamento. Non era la linea del nostro partito, il nostro partito metteva a disposizione di tutta l'Aula questa possibilità, se fossimo rimasti da soli avremmo ritirato l’emendamento, questa era la nostra posizione al gruppo di ieri, non ci vedo niente di drammatico, ma bene un approfondimento ulteriore in Commissione per risolvere tutte le questioni.
PRESIDENTE. Faccio qualche precisazione dando alcuni dati.
Alla nostra struttura del Corecom lavorano 14 dipendenti che sono coordinati dalla dott.ssa Zampa. Solo nel 2015 si sono svolti 2.049 procedimenti relativi alle conciliazioni e nel 2016, solo nei primi mesi, 1.389 e 158 sono stati portati a conciliazione, tutto ciò al netto di tutta la procedura di monitoraggio, di pareri sulle campagne referendarie e politiche. C'è una struttura che lavora e lavora tanto.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Sono d'accordo nel riportare l'atto in Commissione visto e considerato che nella maggioranza c'è un’evidente spaccatura, io però voglio precisare che in Commissione bilancio, come altri colleghi della minoranza, non ero d'accordo alla proroga perché non c'era giustificazione. C'era la giustificazione se il referendum fosse coinciso con l'elezione del nuovo Corecom, ad oggi questa coincidenza non c'è, quindi non ritengo opportuna questa ulteriore proroga, l'avevamo detto in Commissione bilancio.
Per quanto riguarda riportare da 3 a 5 i membri del Corecom, dicendo che c'è una riduzione dei costi e che la minoranza ha una maggiore rappresentatività, questo non corrisponde al vero, perché noi, la minoranza, in Commissione bilancio non abbiamo assolutamente chiesto di portare il numero dei componenti del Corecom da 3 a 5.
C'è una riduzione dei costi, bene, possiamo avere un'ulteriore riduzione dei costi anche se i membri rimangono 3, senza portarli 5 la riduzione può essere anche ulteriore.
E' inutile giustificare l'esigenza della maggioranza con una maggiore rappresentatività da parte della minoranza.
Non sono assolutamente d'accordo con la proroga delle domande, le domande scadevano a settembre, così deve restare, quindi non sono d'accordo con la proroga del Corecom, non sono d'accordo sulla proroga per la presentazione delle domande e neanche per l'aumento dei membri del Corecom da 3 a 5. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola la Consigliera Pergolesi.
Romina PERGOLESI. Che il PD avesse poche idee e confuse ne eravamo consapevoli. Io mi asterrei dall'incentivare la Giunta a nuove riforme, Consigliere Carloni, se queste sono come quelle di Renzi.
Noi siamo i primi come Movimento 5 Stelle a ribadire l'importanza di un organismo di controllo come il Corecom e siamo felici di apprendere che la Regione Marche sia presa ad esempio dalle altre Regioni, ma siamo certi che democrazia, pluralismo, efficienza, sono altrettanto garantite in regioni come Emilia Romagna, Campania, Abruzzo e Liguria che hanno una popolazione ben più corposa della nostra ed hanno il Corecom composto da solo 3 membri.
Credo che l'efficienza, l'efficacia di questo importantissimo organismo siano dovute soprattutto al personale, come il Presidente ricordava, che lavora negli uffici e che è il vero pilastro portante dell'organismo.
Vorrei che da questa discussione uscisse un segnale perché ci sono state delle affermazioni molto forti, la volontà di prendere degli impegni molto importanti e quindi, secondo me, l'emendamento che prevede la riduzione dell'indennità di carica dei membri va votato oggi per dare un segnale politico. Grazie.
Giovanni MAGGI. Come componente della I^ Commissione voglio dire che la proposta di legge è stata votata, mentre gli emendamenti sono fuori dalla Commissione, voglio chiarire questo perché sembra che ci sia stata un po' di confusione e che la I^ Commissione non abbia funzionato.
Io ho votato contro questo emendamento, però devo dire che la I^ Commissione, e ne do atto a tutti i colleghi ed al Presidente, funziona, lavora e, secondo me, è sempre coerente negli atti che poi vengono in Consiglio.
La proposta di legge torni in I^ Commissione, ma non è responsabilità della Commissione, questi sono emendamenti che in quella sede non sono stati presentati. Grazie.
PRESIDENTE. Consigliere Maggi, la I^ Commissione lavora e lavora tanto, nessuno ha detto il contrario.
L'unica precisazione che è doverosa è che nel testo originario della legge la proroga del termine per la presentazione delle candidature non era prevista ed era ferma al 5 settembre, dopodiché è stata prorogata in Commissione, questo va detto per chiarezza.
Gli emendamenti sono arrivati oggi in Aula e ne abbiamo parlato ampiamente.
Proposta di rinvio in Commissione, la pongo in votazione.
Proposta di deliberazione n. 12
“Indizione del referendum consultivo in merito alla proposta di legge concernente l'istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Pievebovigliana e Fiordimonte, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 - Norme sul riordinamento territoriale dei comuni e delle province nella Regione Marche”.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 12 della Giunta regionale.
Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Trattasi di una proposta di deliberazione della Giunta a norma dell'articolo 2 della legge 10 del 1995 relativa all’indizione del referendum per la fusione dei Comuni di Fiordimonte e di Pievebovigliana.
In Commissione abbiamo licenziato questa proposta di deliberazione della Giunta dopo che ci eravamo espressi sulla proposta di legge 69, atto con la quale la Giunta aveva proposto la fusione fra questi due Comuni, ovviamente previa espressione del parere da parte dei Comuni interessati, della Provincia di appartenenza e stamattina nella seduta della Commissione abbiamo preso atto del parere favorevole del Cal affinchè avvenga questa fusione.
In poche parole la proposta di deliberazione della Giunta prevede che venga indetto un referendum consultivo sulla proposta di legge n. 69, ovvero la fusione in un nuovo Comune dei Comuni di Pievebovigliana e di Fiordimonte a norma dell'articolo 2 della legge 10 del 1995.
Preciso che trattasi di una fusione classica, non siamo nella fattispecie dell’incorporazione, è la nascita di un nuovo Comune su pareri già espressi ed iter avviati nei rispettivi Consigli comunali.
All'articolo 2 vengono individuate le popolazioni di riferimento interessate da questo referendum che risultano essere i residenti dei Comuni interessati, ovvero: Fiordimonte e Pievebovigliana, compresi i residenti all'estero, e di stabilire che il quesito da sottoporre al referendum sia il seguente: “Vuoi tu che sia istituito un nuovo Comune mediante la fusione dei Comuni di Pievebovigliana e di Fiordimonte?”
Alla luce della discussione avutasi in Commissione, del volere così chiaramente espresso, del referendum che si dovrà affrontare, spetta al Presidente della Giunta stabilire la data e l'indizione, credo che quest'Assemblea non possa che prendere atto della volontà popolare ed quindi aspettare l'iter previsto dalla legge, ripeto, del 1995. Giusto per una precisazione, questo iter non è interessato dalla cosiddetta legge Delrio che ci ha visto modificare a suo tempo la legge 10, in quegli aspetti. Grazie.
Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Signori Consiglieri, la nostra Costituzione dice che le Regioni, sentite le popolazioni interessate, possono con loro leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.
Pensate un po' i nostri padri costituenti l'avevano vista lunga questa cosa, quindi la Costituzione va toccata in maniera molto oculata e da persone che hanno la fiducia di tutti, non solo della maggioranza.
Citata la Costituzione, ho i miei dubbi che il sentire le popolazioni abbia un valore puramente consultivo, come dice la legge Delrio e la nostra legge regionale, anche se voglio credere che nessuna maggioranza possa essere così arrogante e sprezzante da legiferare una fusione di un Comune la cui popolazione la bocci con un referendum.
Detto questo mi piace ricordare che il Movimento 5 Stelle, quando ancora le fusioni non erano di moda, parlava di fusione dei Comuni sotto i 5.000 abitanti, non certo con un processo imposto dall'alto, ma per favorire maggiori servizi e vantaggi per i cittadini, non vantaggi per le maggioranze e i partiti che le compongono o, come avviene nei casi di fusione per incorporazione, vantaggi per il Comune grosso che fagocita quello piccolo e lo fa sparire.
Nell'ottica dei servizi maggiori e migliori della qualità e della vivibilità di questi Comuni, quando i cittadini di 2 o più Comuni manifestano la volontà di fondersi, o meglio di mettersi insieme, che dà più il senso della comunità, più che fondersi che è un linguaggio piuttosto commerciale e giuridico - quindi mettersi insieme e creare un Comune nuovo, con nuove possibilità, nuova maggioranza - nessun partito, nessuna maggioranza, può contrastare questa manifestazione di partecipazione diffusa che è sicuramente uno dei cardini delle fondamenta della democrazia.
Nessuna maggioranza e nessun partito può imporre una fusione di Comuni non voluta dalla popolazione, soprattutto, come ho detto prima, dal Comune più piccolo.
Questo è quello che abbiamo cercato di garantire in Commissione, e in Aula mi auguro che avvenga lo stesso, è questo è quello che vogliamo garantire con la fusione di Pievebovigliana, meno di 900 abitanti, e Fiordimonte, più o meno 200 abitanti, che hanno deliberato la fusione in condizioni diverse dall'attuale, ovvero l'hanno deliberata prima che fossero colpite dai disastri del sisma, perché sono Comuni che hanno avuto danni dal terremoto.
Come Movimento 5 Stelle siamo favorevoli all'indizione di un referendum tra gli abitanti dei due Comuni che dovranno essere bene informati sui vantaggi e gli svantaggi dell'operazione, con trasparenza ed obiettività, per dar loro modo di operare una scelta consapevole.
La loro autodeterminazione e quella di tutti gli altri Comuni marchigiani che faranno richiesta è un diritto che noi del Movimento 5 Stelle ci batteremo sempre per garantire. Grazie.
Fabrizio CESETTI. Intervengo per ringraziare innanzitutto il Presidente della I^ Commissione, Giacinti, relatore di maggioranza, ed il Consigliere Maggi, relatore di minoranza, anche per la celerità con la quale hanno portato all'attenzione dell'Aula questa proposta di legge che consentirà ai cittadini di Pievebovigliana e Fiordimonte una scelta democratica intorno alla costituzione di un nuovo Comune che si chiamerà, è stato anticipato, Valfornace.
Un'iniziativa che è partita da questi due Comuni - che insieme all'Assessore Sciapichetti abbiamo tenuto un po' a battesimo - da questi Consigli comunali che già collaborano da tempo tra di loro per l'erogazione di taluni servizi ai cittadini.
E’ importante, come ricordava il Consigliere Maggi, questa consultazione perché l’ultima parola, così come delineato dai nostri splendidi padri costituenti, con l'articolo 133, la Regione decide sentite le popolazioni.
Sono d'accordo, non oso pensare a quale Regione possa adottare una decisione contro la volontà popolare, per questo l'indizione del referendum assume in questo percorso un ruolo di straordinaria importanza perché in ultima analisi i cittadini di queste due entità, di questi due Comuni, dovranno liberamente e democraticamente scegliere quello che dovrà essere il loro futuro.
Questo è un percorso molto importante, ribadisco i ringraziamenti alla I^ Commissione ed anche a quest'Aula che mi pare si accinga a votare favorevolmente.
Piero CELANI. Intervengo per esprimere il mio voto favorevole, fermamente convinto del fatto che in questa regione si debba necessariamente procedere ad una rimodulazione degli enti locali e territoriali, per dare maggiore forza ai territori, per dare migliori servizi, per essere interlocutori migliori rispetto alle strutture sovraordinate.
Oggi però sulla stampa, nella cronaca del Corriere Adriatico – Pesaro, leggo un articolo preoccupante::“Portiamo il Montefeltro in Romagna. Il Sindaco di Carpegna Franciolì guida la fuga con altri colleghi, usiamo già le loro strutture. Un coro di critiche … Facciamo un referendum esteso a tutti i Comuni così ci ascolteranno”.
Dico questo per innescare un dibattito ulteriore, potrei adoperare un aforismo, oppure se volete chiamiamolo diversamente, ma a fronte di un accorpamento, di un consolidamento delle istituzioni locali, c'è il rischio di una frana, di una deriva della Regione verso altre Regioni. Non mi sembra una riflessione di poco conto o peregrina.
Stiamo ragionando per consolidare, per strutturare, per dare maggiore consistenza alla nostra istituzione, aggregando i Comuni, convincendo i nostri amministratori locali, i nostri cittadini che piccolissimo non è più bello dal punto di vista istituzionale, però d'altra parte leggiamo continuamente delle spinte dei territori di confine che, in qualche modo, vogliono andare via perché attratti non so da quale miraggio. Quindi da una parte si consolida e da una parte si frana.
Credo che si debba aprire un dibattito anche in questo senso, non basta più soltanto discutere se accorpare o non accorpare, come accorpare, quali sono i termini, ma esiste anche un dibattito per capire che cosa non funziona nei territori di confine della nostra regione perché questa deriva va in qualche modo bloccata.
Non è peregrina nemmeno l'ipotesi, di cui molto spesso si parla, della Valvibrata, della Valle del Tronto, ipotesi di referendum per il passaggio della Valle del Tronto nella Valvibrata e viceversa la Valvibrata nella Valle del Tronto. Anche questo è un territorio di confine fra due regioni che hanno disposizioni legislative completamente diverse, che hanno avuto negli anni trattamenti diversi da parte dello Stato centrale, noi obiettivo 2 loro obiettivo 1, per cui le aziende si sono spostate sulla sponda destra o sinistra del fiume Tronto a seconda delle convenienze del momento, che hanno comunque ingenerato nell'opinione pubblica dei messaggi negativi, cioè che si potesse giocare su questa posizione.
Dico bene quello che stiamo facendo adesso, molto importante, diamo seguito a questi referendum perché ci sia un accorpamento, ma al tempo stesso guardiamoci da queste altre situazioni. Vediamo se è il caso che la Giunta, in qualche modo, riferisca in un prossimo Consiglio sullo stato dell'arte di queste preoccupazioni, di queste fibrillazioni dei territori di confine, per capire cosa si possa fare in termini di servizi o in termini prettamente politici per far si che questa deriva venga bloccata. Grazie.
Sandro ZAFFIRI. Questa mattina parliamo, su questo argomento delle fusioni dei Comuni che interessano la regione Marche, per la prima volta, se la memoria non mi inganna, di una cosa che nasce dal basso, nasce cioè dalla volontà di due piccoli Comuni di mettersi insieme. Non parliamo di inglobare, non parliamo di mettere, con la vivacità politica della maggioranza, magari un piccolo Comune sotto uno grande. Di ciò in quest'Aula ne abbiamo discusso, sappiamo, o so per certo, che questo modello sta purtroppo andando avanti nella regione Marche. I Comuni grandi cercano di mettere sotto scacco quelli piccoli limitrofi probabilmente anche per cercare di risolvere dei problemi alle persone che magari guidano questi enti locali.
Parliamo di una cosa seria e siccome parliamo di una cosa seria, la Lega su questo aspetto esprimerà un voto positivo, perché la democrazia è bella, importante, quando nasce e scaturisce dal popolo. Queste cose le guardiamo con molta attenzione, però ci sentiamo anche in dovere di rivolgerci al Presidente di questa Regione perché questa mattina leggendo la stampa ci dovrebbe preoccupare del fatto che parecchi territori della regione Marche vogliono confluire in altre regioni. Credo che questo sia un campanello d'allarme perché vuol dire che c'è sofferenza nel nostro territorio e se c'è sofferenza significa che chi governa questa Regione, e chi ha governato questa Regione negli anni passati, probabilmente ha creato delle difficoltà a qualche territorio.
Penso che sia un campanello d’allarme il fatto che tutta una comunità di mezza provincia voglia confluire in un'altra Regione, un fatto molto preoccupante per la Regione, è chiaro che mi riferisco all'articolo di questa mattina relativo alla zona del Montefeltro che vuole aderire quasi per intero alla Regione Emilia Romagna, credo che il buon Presidente debba guardare con attenzione a quello che sta accadendo.
Per quanto riguarda l'argomento che stiamo trattando, questa operazione che nasce, dopo quella nata nella provincia di Ancona, dal consenso popolare degli enti locali, credo che sia un aspetto, anche se piccolo, importante perché queste due comunità si possono mettere insieme. Grazie.
Luca MARCONI. Grazie Presidente. Proprio una battuta visto che alla fine abbiamo parlato più di Pesaro che di Macerata, solo per celebrare un fatto positivo di due comunità della mia provincia che finalmente aprono la strada ad una necessità evidente. La provincia di Macerata conta poco più di 310.000 abitanti ed ha ben 57 Comuni di cui più di 20 intorno ai 1.000 abitanti.
Mi auguro che questo sia il primo di tanti processi che possa portare ad una semplificazione secondo un procedere democratico e non imposto dall'alto, visto anche che già un tentativo c'era stato fra il Comune di Tolentino e quello di Camporotondo di Fiastrone, che è andato male. Segno evidente che forse la strada degli assorbimenti in provincia di Macerata, caro Assessore Sciapichetti, non funzionerà.
Può funzionare, ed io credo che noi dovremmo farci parte in causa, questo processo perché diventi sempre più avanzato e razionale, magari porti ad una concentrazione che nella somma finale faccia qualcosa più di mille e si avvicini seriamente ai 4/5 mila abitanti, cosa di cui abbiamo assoluta necessità. Credo che ne abbiano assoluta necessità i Comuni che si rendono conto di come sia oggettivamente impossibile gestirsi oggi con numeri così piccoli.
Proposta di deliberazione n. 12. La pongo in votazione.
Elezione di 2 Consiglieri regionali, di cui uno di maggioranza e uno di minoranza, quali componenti effettivi del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere.
(l.r. 11 novembre 2008, n. 32, art. – delibera di Giunta regionale 23 maggio 2016, n. 483) – voto limitato a uno
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di 2 Consiglieri regionali, di cui uno di maggioranza e uno di minoranza, quali componenti effettivi del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere. Voto limitato a uno.
Votanti n. 26;
Schede bianche n. 0;
Schede nulle n. 0;
Schede valide n. 26.
Micucci Francesco n. 15;
Leonardi Elena n. 7;
Pergolesi Romina n. 4.
Proclamo eletti quali componenti effettivi del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere i Consiglieri Micucci Francesco e Leonardi Elena.
Elezione di 2 Consiglieri regionali, di cui uno di maggioranza e uno di minoranza, quali componenti supplenti del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere.
(l.r. 11 novembre 2008, n. 32, art. 3 – delibera giunta regionale 23 maggio 2016, n. 483) – voto limitato a uno
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di 2 Consiglieri regionali, di cui uno di maggioranza e uno di minoranza, quali componenti supplenti del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere . Voto limitato a uno.
Talè Federico n. 15;
Pergolesi Romina n. 11.
Proclamo eletti quali componenti supplenti del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere i Consiglieri Talè Federico e Pergolesi Romina.
PRESIDENTE. A questo punto procediamo con l'ordine del giorno anche se so che ci sono dei cambiamenti rispetto alle mozioni previste.
Ora tratteremo la mozione n. 169, poi la n. 105.
In Conferenza dei capigruppo avevamo deciso che la Consigliera Marcozzi ritirava la sua mozione mentre il Consigliere Maggi la rinviava, per quanto riguarda le altre due mozioni la n. 40 e la n. 89 vorrei capire qual è la situazione.
Sandro BISONNI. A sostegno, rafforzo quello che prima ha detto il Consigliere Fabbri, questa è una mozione presentata molto tempo fa che adesso è superata dai fatti, per cui non potendola discutere nel momento opportuno, non ha sicuramente più senso farlo adesso e quindi la ritiro.
PRESIDENTE. Ha la parola, sulla mozione n. 40, il Consigliere Giancarli.
Enzo GIANCARLI. Sulla mozione n. 40 siamo in presenza di una sentenza della Corte Costituzionale del 21 luglio 2016, la sentenza 199/2016.
Come l'Aula capirà questa mozione di fatto va completamente riformulata perché la sentenza della Corte modifica completamente le questioni in quanto annulla due leggi, una della Regione Umbria ed un'altra della Regione Basilicata, quindi a nome anche dei colleghi la ritiro.
PRESIDENTE. Rimangono solo due mozioni da discutere e votare.
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Zura Puntaroni, Urbinati, Marconi, Cesetti, Malaigia, Leonardi, Marcozzi, Rapa, Minardi, Carloni, Bisonni, Giancarli e Volpini
“Adesione alla Marcia Perugia – Assisi della pace e della fraternità – 9 ottobre 2016”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 169 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Zura Puntaroni, Urbinati, Marconi, Cesetti, Malaigia, Leonardi, Marcozzi, Rapa, Minardi, Carloni, Bisonni, Giancarli e Volpini.
La mozione è stata sostanzialmente condivisa nella Conferenza dei capigruppo.
Ribadisco solo che il Consiglio con questa mozione decide di aderire e partecipare alla marcia Perugia-Assisi del prossimo 9 ottobre 2016, di contribuire all'attività nazionale di organizzazione, promozione e coordinamento dei progetti in oggetto, di promuovere la partecipazione alla marcia della cittadinanza, in particolare dei giovani delle scuole del territorio regionale e di dare mandato all'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea legislativa di formalizzare i passaggi necessari per l'adesione e la partecipazione alla marcia suddetta.
Se non ci sono interventi passerei alla votazione di questo atto.
Mozione n. 169. La pongo in votazione.
"Recepimento Direttiva 2014/17/UE del Parlamento Europeo – cosiddetta “Mortage Credit Directive"
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 105 della Consigliera Leonardi, che ha la parola per illustrarla.
Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Oggi le mozioni, come la mia, sembra che abbiano tutte un filo ricorrente, il tempo è passato e quindi parzialmente o integralmente sono state superate dai fatti.
La mozione l'ho presentata il 29 marzo perché il Governo avrebbe dovuto recepire la direttiva europea n. 2014/17/UE del Parlamento europeo, entro il 21 marzo, era il 29 e non era stata ancora recepita se non attraverso una bozza nella quale si evidenziavano alcune criticità. In particolar modo, ed era quello che si evidenziava in questa mozione, il fatto che ci fosse un contrasto fra l'articolo 2744 del Codice Civile che vieta il patto commissorio e quanto stabilito all'interno della bozza del decreto stesso.
Ora questa mozione è parzialmente superata perché è stato approvato il decreto legislativo 21 aprile 2016 n. 72 che al punto 3 recita: “Fermo quanto previsto dall'articolo 2744 del Codice Civile, le parti possono convenire con clausola espressa al momento della conclusione del contratto di credito che in caso di inadempimento del consumatore, la restituzione o il trasferimento del bene immobile, oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene, comporti l'estinzione dell'intero debito a carico del consumatore derivante dal contratto di credito, anche se il valore del bene mobile restituito o trasferito, ovvero l'ammontare dei proventi della vendita, è inferiore al debito residuo. Se il valore dell'immobile come stimato dal perito, ovvero l'ammontare dei proventi della vendita, è superiore al debito residuo il consumatore ha diritto all'eccedenza. In ogni caso i finanziatori si adoperano con diligenza per conseguire dalla vendita il miglior prezzo di realizzo. La clausola non può essere pattuita in caso di surrogazione del contratto di credito, ai sensi dell'articolo 124”.
Per capirci, perché magari chi ascolta può essere tratto un po' in inganno, il decreto prevedeva in questa parte che le banche nel momento in cui un soggetto, che ha ad esempio stipulato un mutuo per l'acquisto della casa o anche per l'acquisto di altri beni, come quelli strumentali per le imprese, non riusciva a pagare un certo numero di rate – mi sembra che prima erano 7 aumentate a 18 - vedeva la banca entrare direttamente in possesso del bene, senza passare per le procedure fallimentari - quello che è l'iter che la nostra legislazione prevede - e metterlo in vendita per rientrare del proprio credito.
Questa mozione è arrivata per quattro volte in Consiglio e per quattro volte è stata rinviata, l'ho voluta trattare lo stesso. Nell'ultimo Consiglio ho presentato questo emendamento, che illustro nella spiegazione, e proprio perché in parte la mozione è superata tolgo il punto 1) del dispositivo che era quello di intervenire presso il Governo rispetto a questa incongruenza, fra quanto prevedeva la bozza del decreto e l'articolo 2744 del Codice Civile. Questo è stato inserito, quindi tolgo il punto 1), ma voglio lasciare i punti 2 e 3 che leggo: “2) a chiedere di scongiurare la manovra tesa ad accelerare il recupero da parte delle banche delle garanzie su un credito entrando in possesso delle case ipotecate senza prima procedere al pignoramento e saltando il passaggio al tribunale; 3) a chiedere di scongiurare il fatto che si agevolino le banche nelle vendite forzose degli immobili a qualsiasi prezzo pur di recuperare i propri crediti.”
2.47 Credo che noi dovremmo dare un segnale politico rispetto a questa mozione perché l'Europa abbia già imposto all'Italia ed agli Stati membri fin troppe misure a garanzia delle banche, ora io quello che mi aspetto da questa normativa è che se domani io voglio andare, o qualunque cittadino voglia andare a sottoscrivere un mutuo per acquistare la propria casa presso uno qualsiasi degli istituti di credito che sono operanti nel nostro territorio, si troverà un medesimo trattamento, e cioè dovrà firmare la clausola per la quale, se si troverà in difficoltà e non riuscirà a pagare le rate, la banca entrerà in possesso diretto del proprio bene e non potrà fare una reale scelta perché tutta l'offerta che da domani in poi si troverà il cittadino di fronte sarà la medesima, quindi non potrà scegliere l'istituto che non si prende in carico il bene.
Ora io chiedo una risposta politica, una sollecitazione al nostro Governo e una sollecitazione a chi ad esempio i nostri Parlamentari europei, laddove vengono prese queste direttive, ad opporsi quindi a far presente che non dobbiamo piegarci rispetto ad una normativa che secondo noi non va nel discorso della tutela del cittadino, ed anche il fatto che venga poi stabilito un perito che decide in accordo fra le parti il valore del bene, purtroppo io credo che l'asticella sia sembra un po' sbilanciata, e quindi il coltello dalla parte del manico, l'abbia sempre un po' l'istituto bancario che ha forse un peso purtroppo più grande di quello del singolo cittadini.
Quindi chiedo, così come emendata, quindi sopprimendo l'articolo uno, che prevedeva ciò che successivamente la presentazione della mia mozione è stato inserito nel decreto legislativo, di lasciare il messaggio politico, cioè scongiurare qualsiasi manovra che avvantaggi le banche rispetto ai singoli cittadini, in questo caso passando sopra, in qualche modo, a quella che è la normativa statale che comunque prevede tutto un iter per chi non riesce a pagare, il fallimento, il tribunale e unita di maggiore garanzia sia per i cittadini sia per eventuali altri creditori. Grazie.
Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Come ha detto la Consigliera Leonardi dopo l'approvazione del decreto legislativo la prima parte della mozione viene meno nel senso che trova risposta proprio nella stesura di questo testo del decreto, però va detto, per rispondere alla domanda numero 2 e numero 3, della Consigliera Leonardi, bisogna un po' ripercorrere la ratio legis di questa disposizione che trae origine dalla clausola di inadempimento, cosiddetto patto Marciano, perché una pronuncia del maggio 2013 ha fatto sì che la Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto del patto commissorio non attinge patto Marciano e questo la Commissione europea l'ha fatto o detto a chiare lettere, con la sentenza 10986 del 2013 dove in particolare che cosa si è voluto privilegiare e mettere in risalto: che qualora il trasferimento della proprietà, della cosa data in garanzia a favore del creditore, non si verifica se non a prezzo equo, sulla base di una stima imparziale posteriore all'inadempimento e con obbligo el versamento della quota eccedente il debito residuo.
In poche parole si è voluto, non tutelare le banche, però l'orientamento o comunitario trae origine da questa volontà proprio, nelle motivazioni, per allargare il ricorso e la possibilità di ricorso al credito e sganciare il credito da posizioni di monopolio perché altrimenti le banche si sarebbero un po' sfilate da questa possibilità che invece si voleva tutelare, quindi per ampliare le disponibilità di credito da parte delle banche si è previsto di migliorare le condizioni di prestito, anche a vantaggio dei debitori.
Chiaramente questo in contropartita di uno snellimento delle procedure e della tutela delle banche stesse nel recupero del credito.
Credo però che la risposta alle domande 2 e 3 che l'istante ha lasciato in essere, si può ravvisare in un discorso di questo tipo: che il bene, una volta che si verifica l'inadempimento, prima di essere venduto deve essere stimato da un perito nominato da entrambe le parti banca e creditore o in assenza di accordo dal Presidente del Tribunale.
Per cui questa figura consente di rendere un po' super partes e un po' più neutra la posizione, capisco i timori dell'istante, in parte posso anche condividerli, però per questi timori non si può andare contro la ratio che la sentenza e l'orientamento comunitario vuole raggiungere che è appunto quello di tutelare la posizione di colui che mette a disposizione il credito, in questo caso gli istituti di credito, nel caso però di inadempimento ripetuto per un certo periodo, non è che al mancato pagamento della prima rata avviene tutto questo, è tutto quel discorso legato al mancato pagamento di un certo numero di rate, al valore residuo del debito, per capirci, se il bene vale 100 e il debito residuo è 70, l'eventuale eccedenza di 30 torna ad essere restituita al debitore, quindi l'insieme di questi elementi, a mio modesto parere, ma soprattutto non contraddicono il senso e l'essenza di questo orientamento comunitario, che a sua volta trae spunto dalla sentenza della cassazione che ho citato del 2013.
Per cui esimersi dal mantenimento e dalla tutela di questo orientamento comunitario diventa difficile, anzi sarebbe causa di una procedura d'infrazione, causa che ha appunto motivato l'introduzione di questo decreto legislativo. Grazie.
Romina PERGOLESI. Mi riallaccio un po' a quanto dichiarato dal Consigliere Fabbri all'inizio di questa seduta, cioè noi presentiamo degli atti che poi vengono discussi o vengono sorpassati, o vengono in qualche modo boicottati perché la discussione in Aula avviene dopo diversi mesi e secondo me prendere esempio il fatto che prima era anche peggio, non può essere detto in quest'Aula anche per un po' di rispetto a chi in quest'Aula ci ha permesso di poter stare.
Sempre per solidarietà nei confronti della Consigliera Pergolesi e della sua mozione che noi condividiamo anche a livello nazionale ed europeo, avevamo presentato un nostro emendamento per allargare un po' la discussione perché noi qui stiamo parlando e trattando di una questione che è materia della Commissione finanze del nostro Parlamento.
Quindi è stato molto interessante il suo intervento Consigliere Giacinti, però ricordiamoci che comunque questo era un segnale politico che la minoranza come Regione Marche voleva dare a chi ci governa, quindi impegnare anche i nostri parlamentari ad intervenire, specialmente i nostri marchigiani, ad intervenire sulla questione che interessa tantissimi cittadini e soprattutto la tutela dei diritti di questi cittadini, ai quali noi siamo molto attenti fin dai primi mesi, secondo noi varrebbe la pena di provare a presentare una risoluzione che in qualche modo dia il segnale di interesse da parte della Regione Marche ma che impegni anche quelli che sono i nostri portavoce, i nostri rappresentanti marchigiani in Parlamento. Grazie.
Piero CELANI. Sono fermamente convinto dell'utilità di questa mozione, quindi ringrazio la Consigliera Leonardi per averla fatta e per aver voluto discutere e far rimanere agli atti i due punti, per un concetto molto semplice, qui si parla di banche, si parla ancora una volta di tutela delle banche, però anche se si sono trovate in difficoltà in questo momento non è certamente dovuto al fatto di aver dato credito ai piccoli investitori, alle famiglie, a chi voleva acquistare la casa, le difficoltà sono nate per aver concesso malamente crediti ai grandi gruppi e quindi è chiaro che noi dobbiamo soprattutto guardare da questo punto di vista, quindi quando la mozione dice “chiedere di scongiurare la manovra tesa ad accelerare il recupero da parte delle banche di un credito entrando in possesso delle case ipotecate senza prima procedere al pignoramento e saltando il passaggio in tribunale” è una cosa giustissima perché dobbiamo porci questo problema, la tutela della proprietà, della piccola proprietà, del nostro risparmiatore, del nostro cittadino, se le banche hanno sbagliato, hanno sbagliato, però nella concssione dei grandi prestiti, nei favoritismi che hanno fatto ai grandi gruppi.
Per cui credo che questa mozione meriti un grande rispetto, una grande attenzione, perché in un momento di difficoltà dell'economia reale e quindi delle nostre famiglie noi dobbiamo rafforzare questo concetto della loro tutela e quindi sono favorevole affinché questa mozione venga votata positivamente perché questi due punti, giustamente, la Consigliera Leonardi li ha voluti mantenere. Grazie.
Emendamento 1 a firma della Consigliera Leonardi. Lo pongo in votazione.
Emendamento 2 a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione.
Mozione n. 105 così come emendata. La pongo in votazione.

References: e contrario
 art. 3
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