Source: http://circolopliniocorreadeoliveira.blogspot.com/2011/06/per-contrastare-un-rimbombo-mediatico.html
Timestamp: 2016-10-24 20:10:32+00:00

Document:
Plinio Corrêa de Oliveira: Per contrastare un rimbombo mediatico che intendeva distorcere le parole del Sommo Pontefice
Per contrastare un rimbombo mediatico che intendeva distorcere le parole del Sommo Pontefice
Congregazione per la dottrina della fede: nota sulla banalizzazione della sessualità a proposito di alcune letture di "Luce del mondo".
Battaglia del Crocefisso: vittoria contro la Rivoluzione
Con la sentenza della Grande Chambre di Strasburgo, il 18 marzo è stata scritta una bella pagina per l’Europa. Il verdetto ha un valore simbolico ben oltre il caso italiano. Basta pensare alle reazioni suscitate dalla prima sentenza a livello europeo e mondiale. La sentenza è una pagina di speranza non solo per i cristiani e per i credenti, ma per tutti i cittadini europei che sono preoccupati di non corrodere la grande tradizione maturata nei secoli e quindi la propria identità. Senza il crocifisso l’Europa non esisterebbe. Per questo la sentenza è anche una vittoria per l’Europa. I giudici, con grande saggezza, hanno riconosciuto che la cultura dei diritti dell’uomo ha radici nella civiltà cristiana. Non si può negare l’una senza mettere in pericolo l’altra. Questa sentenza ha una profonda portata unificatrice tra i diversi popoli europei. Davanti ai rischio della messa in causa della propria identità più di venti Paesi hanno preso pubblicamente posizione a favore dell’Italia, per sostenere la presenza pubblica del simbolo del Cristo nello spazio pubblico europeo. […] Occorre essere grati a tutti Paesi e a tutte le persone che si sono impegnate con intelligenza e sensibilità per scrivere questa pagina che fa onore all’Europa, a cominciare dall’ambasciata d’Italia presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo con il suo ambasciatore Sergio Busetto e il co-agente, avvocato Nicola Lettieri. Emerge dalla sentenza un concetto positivo di rapporto Chiesa-Stato. La Corte non ha voluto imporre a tutti i Paesi una idea di “laicità" estranea alla maggioranza dei Paesi aderenti alla Convenzione dei Diritti dell’uomo di Strasburgo. La laicità non significa esclusione, far tabula rasa del sacro dalla sfera pubblica. Spazio pubblico non significa spazio vuoto. La storia ci insegna che uno spazio vuoto è destinato a essere velocemente occupato da ideologie distruttive. Sarebbe stato incomprensibile che un organismo europeo come la Corte, in un momento storico in cui si assiste al ritorno della religione sulla scena pubblica e delle Istituzioni europee, avesse compiuto un errore storico nel voler decidere contro l’esposizione del crocifisso che è espressione della fede religiosa, ma anche di una storia e di un’identità di un Paese. […] L’umanità ha urgente bisogno di un simbolo come il crocifisso, che – se autenticamente interpretato – è unico nel proporre il valore della riconciliazione; il rispetto dell’altro; la legge dell’amore fino al dono della vita; e in particolare é un segno di speranza per le tantissime persone che sono ferite dalla vita e che subiscono il potere del male e del dolore. Perché privare di una fonte di luce le persone che vivono nelle lacrime?
Monsignor Aldo Giordano, rappresentante della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa
(Avvenire - 21 marzo 2011)

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