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Art. 705 codice penale: Commercio non autorizzato di cose preziose
HOME Codice penale Articoli Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015 Codice penale Art. 705 codice penale: Commercio non autorizzato di cose preziose L’AUTORE: Redazione
In tema di estradizione per l’estero richiesta sulla base di una convenzione, a differenza di quanto previsto per l’ipotesi di cui all’art. 705, comma 1, c.p., secondo la costante giurisprudenza di legittimità, non è necessaria una valutazione autonoma della base indiziaria, non essendo prevista la trasmissione del materiale probatorio, ma è sufficiente una relazione sommaria da cui risultino le ragioni per le quali appare probabile che l’estradando abbia commesso il reato oggetto dell’estradizione.
Corte appello Bologna sez. II 01 febbraio 2012 n. 10140 Dato che l'art. 15 d.P.R. n. 148 del 1988 ("commercio dell'oro greggio") si riferisce al commercio estero e non interno e dato che tale normativa configura soltanto un illecito amministrativo, ponendosi come fattispecie diversa dall'ipotesi di cui all'art. 705 c.p., non e affetto da nullità il contratto estimatorio, avente ad oggetto oro, stipulato fra soggetti residenti in Italia.
Tribunale Milano 26 settembre 1999
Anche l'attività di mera riparazione di oggetti preziosi necessita della licenza prevista dall'art. 127 t.u. delle leggi di pubblica sicurezza, in mancanza della quale si rende configurabile il reato di cui all'art. 705 c.p.
Cassazione penale sez. II 11 novembre 1998 n. 12703 La disposizione di cui all'art. 705 c.p., che punisce chiunque, senza licenza dell'autorità o senza rispettare le prescrizioni di legge, fabbrica o pone in commercio cose preziose, o compie su di esse operazioni di mediazione ovvero "esercita altre simili industrie, arti o attività", è applicabile, senza che da ciò derivi alcuna violazione del divieto di analogia "in malam partem", anche a chi svolga l'attività di riparazione di oggetti preziosi.
Cassazione penale sez. II 11 novembre 1998 n. 12703 Non è fondata la q.l.c. degli art. 705 c.p. e 13 d.lg. n. 480 del 1994, nella parte in cui la norma codicistica contempla la repressione penale del commercio non autorizzato di cose preziose, mentre quella del decreto legislativo ha depenalizzato l'art. 706 c.p., che disciplinava il commercio clandestino di cose antiche, e sollevata in riferimento agli art. 3 e 41 cost. Si tratta, infatti, di una scelta legislativa non irragionevole, ove si consideri la necessità di una maggiore tutela connessa all'autorizzazione all'esercizio del commercio di cose preziose (nuove) rispetto all'esercizio del commercio di cose antiche e usate.
Corte Costituzionale 29 gennaio 1996 n. 13 Non è fondata la questione di legittimità costituzionale degli art. 705 c.p. e 3 d. lg. 13 luglio 1994 n. 480, sollevata, in riferimento agli art. 3 e 41 cost., nella parte in cui il primo contempla tuttora la repressione penale del commercio non autorizzato di cose preziose ed il secondo ha depenalizzato il solo art. 706 c.p. e non anche l'art. 705 dello stesso codice (la corte ha ritenuto non irragionevole la scelta legislativa, considerata le necessità di una maggiore tutela connessa all'autorizzazione all'esercizio del commercio di cose preziose nuove rispetto all'autorizzazione all'esercizio del commercio di cose antiche e usate).
Corte Costituzionale 29 gennaio 1996 n. 13 In tema di estradizione per gli Stati Uniti d’America, non sussiste il requisito della doppia incriminabilità, e pertanto deve essere negata l’estradizione, nel caso in cui il reato sia quello di “conspiracy” (consistente nell’accordo tra due o più persone per la commissione di un fatto genericamente illecito oppure di un fatto lecito per il tramite di mezzi illeciti) a scopo di riciclaggio di denaro, se tale denaro era provento delle attività illecite commesse dagli stessi imputati concorrenti nei reati, ipotesi pertanto differente dal reato di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro, come previsto dalla legislazione dello Stato italiano.
Corte appello Bologna sez. II 01 febbraio 2012 n. 10140 In tema di estradizione per gli Stati Uniti d’America, sussiste il requisito della doppia incriminabilità nel caso in cui il reato sia quello di “conspiracy”, consistente nell’accordo tra due o più persone per la commissione di un fatto genericamente illecito oppure di un fatto lecito per il tramite di mezzi illeciti, nelle ipotesi in cui l’accordo sia finalizzato alla commissione di un reato per il quale sussistano le condizioni di estradabilità, poiché secondo l’art. 2, paragrafo 2, del Trattato bilaterale detto reato è automaticamente estradabile e ciò a prescindere dal “nomen juris” del reato-fine.
Corte appello Bologna sez. II 01 febbraio 2012 n. 10140 Art. precedente
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References: Art. 705
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 art. 3
 art. 705
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 art. 706