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Timestamp: 2017-03-23 17:01:22+00:00

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PubblicatoEdda Toscano
Presentazione sul tema: "« Se vi si domanda come Taranto sia diventata grande, come si conservi tale, come si aumenti la sua ricchezza, voi potete con serena fronte e con gioia."— Transcript della presentazione:
« Se vi si domanda come Taranto sia diventata grande, come si conservi tale, come si aumenti la sua ricchezza, voi potete con serena fronte e con gioia nel cuore rispondere, con la buona agricoltura, con la migliore agricoltura, con l'ottima agricoltura. » (Archita da Taranto - Ai tarantini)
CASO TARANTO Industrie Industrie Industrie Infortuni sul lavoro Infortuni sul lavoro Infortuni sul lavoro Infortuni sul lavoro Norme di sicurezza Norme di sicurezza Norme di sicurezza Norme di sicurezza Conclusioni Conclusioni Conclusioni
INDUSTRIE Storia Storia Storia ILVA ILVA ILVA
STORIA DELLE INDUSTRIE TARANTINE IERIOGGI Dopo l'Unità Nazionale molti politici preoccupati per la Difesa del versante Adriatico e della posizione dell'Italia nel Mediterraneo ritennero necessaria la costruzione di un Arsenale Militare Marittimo nell'Italia meridionale. Alcuni politici tarantini furono i più solleciti e convinti dell'utilizzo del Porto di Taranto come sede di una base navale strategicamente idonea ad impianti di natura militare senza pregiudicarne lo sviluppo delle attività commerciali con l'Oriente. La costruzione dell'Arsenale di Taranto fu decisa dal Parlamento con la legge n. 833 del 29 giugno 1882 che stanziava la somma di lire 9.300.000. Il 21 agosto 1889 l'Arsenale fu inaugurato alla presenza di Re Umberto I. Nel 1915 scoppiò la I Guerra Mondiale, e Taranto assunse un ruolo di primo piano con il suo Arsenale Militare Marittimo e con i nuovi Cantieri Navali Franco Tosi(assicuravano lavoro e retribuzioni a trentamila tra operai e tecnici), per la riparazione e la costruzione delle navi da guerra. Gli operai furono di conseguenza pagati meglio, ed il transito delle migliaia di soldati diretti al fronte migliorò le condizioni economiche dei commercianti, ma la guerra portò con se anche un aumento dell'inflazione ed una diminuzione del potere di acquisto degli stipendi, al punto tale che la Marina Militare dovette provvedere al razionamento ed alla distribuzione dei generi alimentari. Alla fine della guerra, le condizioni economiche si rivelarono drammatiche, aggravate nel 1920 dalla chiusura dei Cantieri Navali. L'ascesa al potere di Benito Mussolini ed il Fascismo, condussero alla ripresa dei lavori nellArsenale Militare Marittimo e nei Cantieri Navali, per la riparazione e la costruzione delle navi destinate alle guerre coloniali, e ad un nuovo sviluppo della città dal punto di vista urbanistico. Gli anni che seguirono il secondo conflitto mondiale furono all'inizio molto duri ma pian piano intorno agli anni '60 scoppiò per tutti il "boom economico". Fabbriche e industrie sorsero un pò ovunque. A Taranto agli inizi degli anni '60 venne costruito l'Italsider, una grandissima industria capace di dar lavoro a migliaia di operai. La città ha però dovuto subire i danni ecologici che una industria così grande procura all'ambiente.
ILVA CICLO PRODUTTIVO CICLO PRODUTTIVO CICLO PRODUTTIVO CICLO PRODUTTIVO LIlva in cifre LIlva in cifre LIlva in cifre LIlva in cifre
CICLO PRODUTTIVO Uno stabilimento siderurgico è a ciclo integrale quando il suo processo di fabbricazione, partendo dalle materie prime (minerali di ferro, carbone fossile e calcare), arriva al prodotto finito, cioè ai laminati piani, alle barre e ai profilati. Le fasi principali del ciclo siderurgico integrale sono: Preparazione delle materie prime; Preparazione delle materie prime; Fabbricazione della ghisa nellaltoforno; Fabbricazione della ghisa nellaltoforno; Trasformazione della ghisa in acciaio; Trasformazione della ghisa in acciaio; Laminazione dellacciaio. Laminazione dellacciaio. Il ciclo integrale comporta notevoli vantaggi economici per la continuità delle lavorazioni e per lo sfruttamento degli impianti. Il ciclo integrale è un ciclo continuo. In particolare, laltoforno funziona in continuazione, giorno e notte, per anni. Fasi del processo siderurgico integrale Laltoforno Struttura dellaltoforno
Fasi del processo siderurgico integrale Preparazione e carica delle materie prime I minerali di ferro e di calcare vengono frantumati e caricati nellaltoforno. Il carbone subisce una trasformazione (cokerizzazione) per eliminare componenti non utili al processo siderurgico. I minerali di ferro e di calcare vengono frantumati e caricati nellaltoforno. Il carbone subisce una trasformazione (cokerizzazione) per eliminare componenti non utili al processo siderurgico. Produzione della ghisa allaltoforno La combustione del carbone agevolata da aria soffiata dal basso produce il calore per fondere il minerale. Il ferro, fondendo, assorbe nel suo bagno il carbonio e diventa ghisa. La combustione del carbone agevolata da aria soffiata dal basso produce il calore per fondere il minerale. Il ferro, fondendo, assorbe nel suo bagno il carbonio e diventa ghisa.Scorificazione Le impurità del minerale di ferro si mescolano con il calcare, formando una massa liquida detta scoria o loppa, che galleggia sulla ghisa fusa e viene eliminata attraverso unapposita bocca. Le impurità del minerale di ferro si mescolano con il calcare, formando una massa liquida detta scoria o loppa, che galleggia sulla ghisa fusa e viene eliminata attraverso unapposita bocca. Colata della ghisa Da una bocca inferiore dellaltoforno la ghisa fusa cola in un carro siluro, che la trasporta allacciaieria, oppure direttamente in secchi detti siviere per ottenere pani di ghisa. Da una bocca inferiore dellaltoforno la ghisa fusa cola in un carro siluro, che la trasporta allacciaieria, oppure direttamente in secchi detti siviere per ottenere pani di ghisa. Conversione della ghisa in acciaio In acciaieria la ghisa viene versata in un grosso recipiente, il convertitore L.D. Qui viene insufflato ossigeno che sottrae carbonio alla ghisa trasformandola in acciaio. In acciaieria la ghisa viene versata in un grosso recipiente, il convertitore L.D. Qui viene insufflato ossigeno che sottrae carbonio alla ghisa trasformandola in acciaio. Colata dacciaio e laminazione Quando il tenore di carbonio è diminuito fino ai valori necessari per ottenere lacciaio, si sospende linsufflaggio di ossigeno. Lacciaio ottenuto viene poi versato in apposite lingottiere e preparato alla laminazione, che trasformerà lacciaio in semiprodotti (brame, bilette e blumi). Quando il tenore di carbonio è diminuito fino ai valori necessari per ottenere lacciaio, si sospende linsufflaggio di ossigeno. Lacciaio ottenuto viene poi versato in apposite lingottiere e preparato alla laminazione, che trasformerà lacciaio in semiprodotti (brame, bilette e blumi).
Laltoforno Laltoforno è una gigantesca costruzione dacciaio, internamente rivestita di refrattario. Qui, il minerale di ferro, con lintervento del coke e dei fondenti, si trasforma in ghisa. Il periodo dellesercizio può durare fino a sette anni. Al termine viene rifatto il rivestimento di refrattario. Laltoforno genera due correnti, una ascendente di gas, laltra discendente di carica solida, simultanee e opposte. La miscela gassosa viene raccolta nella parte superiore da un camino. Nella sua discesa la carica solida percorre zone a temperatura crescente per raggiungere infine lo stato liquido. Le ceneri del coke, le impurità del minerale di ferro e il fondente si uniscono formando la scoria o loppa di altoforno. La separazione tra la ghisa e le scorie avviene per la differenza della massa volumica, che determina il galleggiamento delle scorie sui liquidi di fusione. La loppa, estratta da un foro di colata collocato sopra quello della ghisa liquida, viene recuperata e utilizzata per fabbricare cemento daltoforno. La ghisa liquida viene poi spillata attraverso il foro di colata e versata in un recipiente detto siluro. Laltoforno è una gigantesca costruzione dacciaio, internamente rivestita di refrattario. Qui, il minerale di ferro, con lintervento del coke e dei fondenti, si trasforma in ghisa. Il periodo dellesercizio può durare fino a sette anni. Al termine viene rifatto il rivestimento di refrattario. Laltoforno genera due correnti, una ascendente di gas, laltra discendente di carica solida, simultanee e opposte. La miscela gassosa viene raccolta nella parte superiore da un camino. Nella sua discesa la carica solida percorre zone a temperatura crescente per raggiungere infine lo stato liquido. Le ceneri del coke, le impurità del minerale di ferro e il fondente si uniscono formando la scoria o loppa di altoforno. La separazione tra la ghisa e le scorie avviene per la differenza della massa volumica, che determina il galleggiamento delle scorie sui liquidi di fusione. La loppa, estratta da un foro di colata collocato sopra quello della ghisa liquida, viene recuperata e utilizzata per fabbricare cemento daltoforno. La ghisa liquida viene poi spillata attraverso il foro di colata e versata in un recipiente detto siluro.
Struttura dellaltoforno Laltoforno è una costruzione metallica verticale, formata da una corazza esterna dacciaio rivestita allinterno di mattoni refrattari. Può raggiungere unaltezza di circa 80 metri e avere un diametro di crogiolo di dieci metri e oltre. Le sue pareti sono raffreddate da un complesso sistema di circolazione di acqua. Laltoforno è una costruzione metallica verticale, formata da una corazza esterna dacciaio rivestita allinterno di mattoni refrattari. Può raggiungere unaltezza di circa 80 metri e avere un diametro di crogiolo di dieci metri e oltre. Le sue pareti sono raffreddate da un complesso sistema di circolazione di acqua. Bocca di carica La bocca di carica è lapertura nella parte superiore del forno, in cui vengono versate le cariche. Qui avvengono lessiccamento e il preriscaldamento dei materiali. La bocca di carica è lapertura nella parte superiore del forno, in cui vengono versate le cariche. Qui avvengono lessiccamento e il preriscaldamento dei materiali.Tino E la parte più lunga del forno e ha sezione tronco-conica. In questa sezione avviene la riduzione indiretta. E la parte più lunga del forno e ha sezione tronco-conica. In questa sezione avviene la riduzione indiretta.Ventre E la parte mediana del forno, ha forma cilindrica e rappresenta la zona di maggior diametro del forno stesso. Qui avviene la riduzione diretta. E la parte mediana del forno, ha forma cilindrica e rappresenta la zona di maggior diametro del forno stesso. Qui avviene la riduzione diretta.Sacca In questa zona avviene la combustione e la fusione ed è quindi la più sollecitata del forno per le elevate temperature che vi si raggiungono. In questa zona avviene la combustione e la fusione ed è quindi la più sollecitata del forno per le elevate temperature che vi si raggiungono.Crogiolo E la zona più bassa del forno, ha forma cilindrica e ha la funzione i materiali fusi che man mano si formano. Nella parte superiore del crogiolo si trova la bocca di colata della loppa e più in basso la bocca di colata della ghisa liquida. E la zona più bassa del forno, ha forma cilindrica e ha la funzione i materiali fusi che man mano si formano. Nella parte superiore del crogiolo si trova la bocca di colata della loppa e più in basso la bocca di colata della ghisa liquida. SCHEMA
Ilva in cifre LIlva di Taranto rappresenta il principale stabilimento produttivo del Gruppo Riva, leader a livello europeo nelle produzioni siderurgiche. Il gruppo Riva ha chiuso il 2006 con un fatturato pari a 9.454Mni di euro, per una produzione che ha superato quota 18Mni di tonnellate di acciaio ed unoccupazione di oltre 25mila addetti, 13mila dei quali sono dipendenti dello stabilimento di Taranto. In particolare dal 1998 sono stati assunti circa 10mila giovani lavoratori; lattuale età media dei 13mila dipendenti è inferiore ai 34 anni. Nel biennio 2008-2009 il Gruppo Riva ha previsto di investire per lammodernamento dello stabilimento tarantino con lobiettivo di migliorare le performance degli impianti in termini ambientali, di sicurezza e di livello qualitativo dei prodotti. Sul fronte della sicurezza gli investimenti si stanno concentrando in particolare sulla formazione dei dipendenti. Importante è stata la riduzione dellindice di infortuni nel biennio 2006-2007, anche se permangono margini di miglioramento. Di seguito sono riportati i grafici riguardanti il fatturato, la produzione e loccupazione dello stabilimento siderurgico. O O CCCC CCCC UUUU PPPP AAAA ZZZZ IIII OOOO NNNN EEEE F F AAAA TTTT TTTT UUUU RRRR AAAA TTTT OOOO P P RRRR OOOO DDDD UUUU ZZZZ IIII OOOO NNNN EEEEDai grafici si evince che loccupazione e la produzione sono aumentati in maniera esponenziale dall1995,anno della privatizzazione dellIlva
INFORTUNI SUL LAVORO MORTI BIANCHE MORTI BIANCHE MORTI BIANCHE MORTI BIANCHE Linfortunio mortale è come il mare. Non fa differenza tra la tempesta e una bella giornata di sole. Ti prende e ti porta via con sé… Linfortunio mortale è come il mare. Non fa differenza tra la tempesta e una bella giornata di sole. Ti prende e ti porta via con sé…
MORTI BIANCHE LILVA di Taranto rappresenta, ormai da diversi decenni, una triste realtà nella città pugliese, fatta da poche luci e molte ombre. Si tratta del più grande stabilimento siderurgico dEuropa e della più grande realtà produttiva dellintera regione Puglia, caratterizzata da unelevatissima produttività (10 milioni di tonnellate dacciaio allanno), offrire occupazione e sostentamento ad oltre 14mila famiglie ma, al contempo, destare scalpore e preoccupazione presso i dipendenti e presso lintera cittadinanza per il numero fin troppo elevato di infortuni (più di 3mila lanno), di cui oltre 40 mortali negli ultimi 17 anni. Dati alla mano, fra i vari settori industriali, uno dei più pericolosi è quello della lavorazione dei metalli, settore di cui fa parte anche lILVA di Taranto. Lo stabilimento del Gruppo Riva, presente a Taranto dal 1995 e grande due volte e mezzo la città, ha sicuramente il merito di offrire occupazione e sostentamento economico alle migliaia di operai che vi sono impiegati e alle loro famiglie. Ma è altrettanto vero che lazienda balza molto spesso allattenzione dei media nazionali per il numero fin troppo ingente ed inaccettabile di incidenti e vittime nei vari reparti dello stabilimento. Da decenni, la città assiste, impotente, ad una triste realtà che è doveroso superare quanto prima e non accettare con somma rassegnazione. Nel capoluogo jonico sembra essersi affermato una sorta di ricatto occupazionale, in virtù del quale gli operai ILVA, ottenuto il posto nellazienda, siano costretti a convivere quotidianamente con il timore di qualche incidente che possa compromettere la propria incolumità.
Gli incidenti, di qualunque entità siano, rappresentano un male terribile che implica un costo inaccettabile in termini di vite umane e denaro: sorprende che il più delle volte siano dovuti ad anomalie dei macchinari utilizzati o (cosa ancor più grave) alla negligenza di chi dovrebbe vigilare adeguatamente sullapplicazione delle norme della sicurezza. Linfortunio più grave è la caduta dallalto (ponteggi, gru, etc); inoltre casco, imbracatura e dispositivi di sicurezza il più delle volte sono non forniti o non utilizzati. Pertanto, il Presidente della Regione Nichi Vendola e i sindacati chiedono a gran voce ai dirigenti ILVA il rispetto delle pratiche operative. Purtroppo, però, presso gli operai del siderurgico aleggia un senso di costante insicurezza, figlia di una cattiva organizzazione del lavoro e di protocolli che ci sono, ma vengono superati da altri relativi alla buona riuscita della produzione in luogo della sicurezza dei lavoratori. In questo senso, la politica e le istituzioni hanno il dovere di rendere più efficaci le normative vigenti, anzitutto attuando una rete capillare di controlli ed ispezioni che possano restituire agli operai quella tranquillità che sembra ormai svanire, di giorno in giorno, di vittima in vittima. Quella delle morti bianche, infatti, è unemergenza nazionale che la politica sembra quasi incapace di risolvere perché i tempi delle istituzioni non coincidono affatto con quelli imposti dallemergenza, oppure sembrano accelerare solo in caso di nuovi incidenti e semmai nuove vittime. Ma, non appena i media non dedicano più articoli al problema, tutto ripiomba nellindifferenza e nella trascuratezza generale. Per evitare ciò, pertanto, una soluzione efficace potrebbe essere quella proposta dal governatore Nichi Vendola, il quale sostiene che >. Gli incidenti, di qualunque entità siano, rappresentano un male terribile che implica un costo inaccettabile in termini di vite umane e denaro: sorprende che il più delle volte siano dovuti ad anomalie dei macchinari utilizzati o (cosa ancor più grave) alla negligenza di chi dovrebbe vigilare adeguatamente sullapplicazione delle norme della sicurezza. Linfortunio più grave è la caduta dallalto (ponteggi, gru, etc); inoltre casco, imbracatura e dispositivi di sicurezza il più delle volte sono non forniti o non utilizzati. Pertanto, il Presidente della Regione Nichi Vendola e i sindacati chiedono a gran voce ai dirigenti ILVA il rispetto delle pratiche operative. Purtroppo, però, presso gli operai del siderurgico aleggia un senso di costante insicurezza, figlia di una cattiva organizzazione del lavoro e di protocolli che ci sono, ma vengono superati da altri relativi alla buona riuscita della produzione in luogo della sicurezza dei lavoratori. In questo senso, la politica e le istituzioni hanno il dovere di rendere più efficaci le normative vigenti, anzitutto attuando una rete capillare di controlli ed ispezioni che possano restituire agli operai quella tranquillità che sembra ormai svanire, di giorno in giorno, di vittima in vittima. Quella delle morti bianche, infatti, è unemergenza nazionale che la politica sembra quasi incapace di risolvere perché i tempi delle istituzioni non coincidono affatto con quelli imposti dallemergenza, oppure sembrano accelerare solo in caso di nuovi incidenti e semmai nuove vittime. Ma, non appena i media non dedicano più articoli al problema, tutto ripiomba nellindifferenza e nella trascuratezza generale. Per evitare ciò, pertanto, una soluzione efficace potrebbe essere quella proposta dal governatore Nichi Vendola, il quale sostiene che >. Insomma, senza unassunzione seria di responsabilità è molto difficile che la situazione possa migliorare. Purtroppo, gli operai convivono quotidianamente con la paura di non fare ritorno nelle loro case, con il ricordo ancora vivo dei loro amici o colleghi che sino a qualche giorno prima avevano avuto al loro fianco, prima di essere inghiottiti da un macchinario o prima di cadere da un ponteggio. E inammissibile che le famiglie debbano salutare al mattino i propri padri o mariti ogni volta come fosse lultima, è intollerabile che i familiari debbano convivere costantemente con la paura di ricevere da un momento allaltro una telefonata di qualcuno che comunichi loro un incidente di cui è vittima un loro caro. Insomma, senza unassunzione seria di responsabilità è molto difficile che la situazione possa migliorare. Purtroppo, gli operai convivono quotidianamente con la paura di non fare ritorno nelle loro case, con il ricordo ancora vivo dei loro amici o colleghi che sino a qualche giorno prima avevano avuto al loro fianco, prima di essere inghiottiti da un macchinario o prima di cadere da un ponteggio. E inammissibile che le famiglie debbano salutare al mattino i propri padri o mariti ogni volta come fosse lultima, è intollerabile che i familiari debbano convivere costantemente con la paura di ricevere da un momento allaltro una telefonata di qualcuno che comunichi loro un incidente di cui è vittima un loro caro.
Una delle tante proposte avanzate dagli operai, tramite le associazioni sindacali, è quella di adottare una sorta di cassetta della sicurezza: così facendo, gli operai potrebbero segnalare in forma scritta anomalie e disfunzioni da correggere. Insomma, una sorta di verbale di constatazione dei pericoli da evitare, rendendo più facile il risalire alle responsabilità di eventuali incidenti. Proprio le associazioni sindacali lamentano una gestione errata dei fondi aziendali: perché si conferiscono budget di reparto per incentivare il lavoro, per premi e riconoscimenti speciali a sensibilità spiccate verso la fabbrica, per record di produttività, o ancora per buoni acquisto di fine anno (da spendere per il vestiario o per la discoteca) anziché investire di più sulla sicurezza? Una delle tante proposte avanzate dagli operai, tramite le associazioni sindacali, è quella di adottare una sorta di cassetta della sicurezza: così facendo, gli operai potrebbero segnalare in forma scritta anomalie e disfunzioni da correggere. Insomma, una sorta di verbale di constatazione dei pericoli da evitare, rendendo più facile il risalire alle responsabilità di eventuali incidenti. Proprio le associazioni sindacali lamentano una gestione errata dei fondi aziendali: perché si conferiscono budget di reparto per incentivare il lavoro, per premi e riconoscimenti speciali a sensibilità spiccate verso la fabbrica, per record di produttività, o ancora per buoni acquisto di fine anno (da spendere per il vestiario o per la discoteca) anziché investire di più sulla sicurezza? Sarebbe opportuno, insomma, impiegare più diligentemente le risorse istituzionali (oltre che quelle aziendali) integrando però i finanziamenti con controlli a tappeto per verificare la reale utilizzazione di questi fondi. Tuttavia, anche la Regione e tutte le istituzioni competenti devono agire in piena trasparenza, consentendo allintera cittadinanza di essere costantemente informata su ogni questione che riguardi unazienda così importante come lILVA. Sarebbe opportuno, insomma, impiegare più diligentemente le risorse istituzionali (oltre che quelle aziendali) integrando però i finanziamenti con controlli a tappeto per verificare la reale utilizzazione di questi fondi. Tuttavia, anche la Regione e tutte le istituzioni competenti devono agire in piena trasparenza, consentendo allintera cittadinanza di essere costantemente informata su ogni questione che riguardi unazienda così importante come lILVA. Soltanto così si potrà intravedere uno spiraglio di cambiamento e di futuro per la nostra città, e si potrà finalmente affermare con convinzione che il lavoro nobilita luomo. Soltanto così si potrà intravedere uno spiraglio di cambiamento e di futuro per la nostra città, e si potrà finalmente affermare con convinzione che il lavoro nobilita luomo.
NORME DI SICUREZZA Gli obiettivi che si pone il decreto sono rivolti alla sistematica ricerca dei rischi lavorativi, alla loro eliminazione, prevenzione e al contenimento, prima che producano effetti indesiderati. Impone lobbligo di individuazione e valutazione dei rischi in ogni ambiente di lavoro per garantire il massimo grado di sicurezza in ogni "Unità Produttiva".
La legge 626 recepisce 8 Direttive CEE : 391/89: "misure per il miglioramento della sicurezza e la salute dei lavoratori" 391/89: "misure per il miglioramento della sicurezza e la salute dei lavoratori" 654/89: "prescrizioni minime di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro" 654/89: "prescrizioni minime di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro" 655/89: "requisiti di sicurezza e salute per luso di attrezzature" 655/89: "requisiti di sicurezza e salute per luso di attrezzature" 656/89: "prescrizioni minime di sicurezza e di salute per luso di attrezzature di protezioni individuali" 656/89: "prescrizioni minime di sicurezza e di salute per luso di attrezzature di protezioni individuali" 269/90: "prescrizioni minime di sicurezza e salute per la movimentazione manuale dei carichi" 269/90: "prescrizioni minime di sicurezza e salute per la movimentazione manuale dei carichi" 270/90: "prescrizioni minime di sicurezza e salute per attività svolte su attrezzature con videoterminali" 270/90: "prescrizioni minime di sicurezza e salute per attività svolte su attrezzature con videoterminali" 394/90: "protezione dei lavoratori contro i rischi di agenti cancerogeni" 394/90: "protezione dei lavoratori contro i rischi di agenti cancerogeni" 679/90: "protezione dei lavoratori contro i rischi di agenti biologici". 679/90: "protezione dei lavoratori contro i rischi di agenti biologici".
La legge 626 definisce nuove figure e servizi che concorrono alla realizzazione del "Sistema Sicurezza": - il Datore di lavoro - il Servizio di Prevenzione e Protezione - i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza - i Lavoratori designati per la gestione delle emergenze - il Medico Competente. Questa legge deve essere applicata in tutte le aziende - sia pubbliche - sia private - qualunque sia il numero dei dipendenti - qualunque sia il rapporto di lavoro - tutela anche i lavoratori degli appalti.
La legge prevede delle misure generali di tutela che devono realizzarsi attraverso - valutazione dei rischi - eliminazione dei rischi - riduzione dei rischi alla fonte - programmazione della prevenzione - sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che è meno pericoloso o non lo è - priorità protezione collettiva su quella individuale - limitazione numero dei lavoratori esposti a rischio - controllo sanitario dei lavoratori - misure di protezione collettiva ed individuale -misure di emergenza : pronto soccorso, antincendio, evacuazione dei lavoratori Poiché la prevenzione si attua anche attraverso la conoscenza dei rischi (informare è già prevenire), il D.Lgs. 626 prevede che il datore di lavoro attui - lanalisi dei rischi - la valutazione dei rischi - il documento di programmazione della prevenzione - la manutenzione degli ambienti, delle macchine e degli impianti - linformazione e la formazione
Il compito del Datore di Lavoro è quello di: - valutare i rischi presenti in azienda - organizzare la sicurezza e la gestione delle emergenze - nominare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (compito che può svolgere anche direttamente) - nominare, se i rischi aziendali lo richiedono, il Medico Competente (il medico competente non ha solo il compito di fare le visite, ma di informare, dare pareri sulla scelta delle attrezzature, dei DPI -dispositivi di protezione individuale-, partecipare alle riunioni sulla prevenzione, ecc.) o informare e formare i lavoratori sui rischi aziendali e sulle misure adottate per la prevenzione e la sicurezza. Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza I lavoratori devono - rispettare le istruzioni impartite - utilizzare correttamente i DPI - sottoporsi agli accertamenti sanitari, quando previsti - segnalare inconvenienti e pericoli - partecipare ai corsi di informazione e formazione - eleggere o designare i propri rappresentanti per la salute e la sicurezza in ogni caso, i lavoratori contribuiscono, assieme al datore di lavoro, ad applicare le norme ed a sviluppare ed a migliorare le condizioni di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. - ha la facoltà del controllo dello svolgimento corretto dellintera attività di prevenzione - accede ai luoghi di lavoro - deve essere consultato preventivamente in relazione alla valutazione dei rischi - deve essere consultato sui vari problemi di prevenzione - deve ottenere le informazioni e la documentazione aziendale inerente la prevenzione e la tutela della salute dei lavoratori
Il Servizio di Prevenzione e Protezione provvede - ad individuare i fattori di rischio - ad elaborare misure preventive e protettive per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro - a proporre programmi di informazione e formazione - a fornire specifiche informazioni ai lavoratori su :. rischi potenziali. misure di prevenzione da adottare. Riunione periodica di Prevenzione e Protezione la riunione è indetta dal Datore di lavoro almeno una volta lanno (nonché tutte le volte che si hanno variazioni significative o si introducano nuove tecnologie) per verificare lo sviluppo del programma ed i risultati conseguiti. P artecipano alla riunione: - il datore di lavoro - il responsabile del servizio di prevenzione e protezione - il rappresentante/i dei lavoratori dei lavoratori per la sicurezza - il medico competente
Conclusione Sulla base di quanto esposto, è necessario riflettere sul valore del lavoro nella nostra esistenza. Anzitutto, il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione, nel cui testo è possibile ritrovare diversi articoli a proposito: Sulla base di quanto esposto, è necessario riflettere sul valore del lavoro nella nostra esistenza. Anzitutto, il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione, nel cui testo è possibile ritrovare diversi articoli a proposito: Articolo 1: « LItalia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. » Articolo 1: « LItalia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. » Larticolo 1, proprio lincipit dellintera costituzione reciti LItalia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, mentre il secondo comma richiama poi i concetti di popolo e sovranità; Larticolo 1, proprio lincipit dellintera costituzione reciti LItalia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, mentre il secondo comma richiama poi i concetti di popolo e sovranità; Articolo 4: « La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. » Articolo 4: « La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. » Nellarticolo 4 si richiama la duplice valenza dellattività come diritto che deve sempre essere garantito (e che quindi è un implicito richiamo alla necessità di combattere la disoccupazione), ma anche dovere compatibilmente però con le capacità e la scelta individuali. Il lavoro non può mai essere coatto e deve sempre realizzare la persona – affinché sia finalizzato al progresso materiale e spirituale della società. Nellarticolo 4 si richiama la duplice valenza dellattività come diritto che deve sempre essere garantito (e che quindi è un implicito richiamo alla necessità di combattere la disoccupazione), ma anche dovere compatibilmente però con le capacità e la scelta individuali. Il lavoro non può mai essere coatto e deve sempre realizzare la persona – affinché sia finalizzato al progresso materiale e spirituale della società. Art. 35 : «La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e lelevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nellinteresse generale, e tutela il lavoro italiano allestero.» Art. 35 : «La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e lelevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nellinteresse generale, e tutela il lavoro italiano allestero.» Art. 36: «Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia unesistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi». Art. 36: «Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia unesistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi».
Come visto, larticolo 35 afferma che la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Malgrado questo, la strage di Torino alla Thyssen Krupp e le continue morti allILVA dimostrano come quotidianamente anche in Italia i fondamenti e i principi costituzionali relativi al lavoro vengano violati a causa del mancato rispetto delle norme di sicurezza. Tutto ciò implica gravi conseguenze per i malcapitati lavoratori che, non solo spesso non sono retribuiti in modo adeguato, ma rischiano la loro vita ogni giorno. Insomma è legittimo chiedersi: è veramente tutelato il lavoro quando ci sono turni infernali di 16 ore e chi li rifiuta perde il posto di lavoro? E veramente tutelato il lavoro quando moltissime imprese italiane sono fuorilegge per quanto riguarda il rispetto delle norme di sicurezza? E poi, giusto per richiamare lattualità della condizione lavorativa: chi è precario? chi lavora in nero? chi è sottopagato? In che posizione si collocano, allinterno di questo discorso, questi lavoratori? Non possiamo e non dobbiamo dimenticare i cinque operai morti a Torino e, con loro, i tanti altri che quotidianamente perdono la vita sui luoghi di lavoro. Interroghiamoci certo sui fatti, in modo che l'emozione non ceda il passo alla rimozione. Operiamo per dare un'ulteriore stretta non solo alle leggi ma soprattutto alla loro attuazione. Il lavoro non è una merce. È un mezzo di crescita e di sviluppo della persona. E dunque ad esso va dedicato ogni sforzo, ogni impegno. Ci chiamano in causa, certo, la morte e il dolore. Troppo spesso abbiamo letto o sentito che il lavoro manuale è obsoleto o che la tecnica risolve tutto. E invece, ogni volta, scopriamo che la fatica umana è sempre richiamata all'opera. Che occorre lavorare per dare più diritti, più opportunità, più sicurezza. Perché il lavoro, comunque svolto, anche nelle forme più moderne e meno tradizionali, è sempre più vita e dunque reclama sicurezza, rispetto e soprattutto senso. Recuperare il senso delle attività e delle persone che le compiono significa davvero onorare anche coloro che hanno visto la vita stroncata. Significa assumersi una responsabilità adeguata alla complessità delle trasformazioni che noi stessi abbiamo voluto. La teoria costituzionale si scontra spesso con la prassi materiale, ma soprattutto è la prassi materiale che ha preso sempre più una piega anticostituzionale. Difendere la Costituzione vuol dire allora non solo rivendicare i vari principi, ma obbligare i soggetti sociali ad applicarli. Cosa niente affatto scontata o automatica: e allora la si deve riconquistare sempre con le lotte e il conflitto, soprattutto perché l'Italia se lo merita e soprattutto se lo meritano queste vittime innocenti che dobbiamo onorare cambiando sul serio e innovando nei comportamenti prima ancora che nelle leggi. Come visto, larticolo 35 afferma che la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Malgrado questo, la strage di Torino alla Thyssen Krupp e le continue morti allILVA dimostrano come quotidianamente anche in Italia i fondamenti e i principi costituzionali relativi al lavoro vengano violati a causa del mancato rispetto delle norme di sicurezza. Tutto ciò implica gravi conseguenze per i malcapitati lavoratori che, non solo spesso non sono retribuiti in modo adeguato, ma rischiano la loro vita ogni giorno. Insomma è legittimo chiedersi: è veramente tutelato il lavoro quando ci sono turni infernali di 16 ore e chi li rifiuta perde il posto di lavoro? E veramente tutelato il lavoro quando moltissime imprese italiane sono fuorilegge per quanto riguarda il rispetto delle norme di sicurezza? E poi, giusto per richiamare lattualità della condizione lavorativa: chi è precario? chi lavora in nero? chi è sottopagato? In che posizione si collocano, allinterno di questo discorso, questi lavoratori? Non possiamo e non dobbiamo dimenticare i cinque operai morti a Torino e, con loro, i tanti altri che quotidianamente perdono la vita sui luoghi di lavoro. Interroghiamoci certo sui fatti, in modo che l'emozione non ceda il passo alla rimozione. Operiamo per dare un'ulteriore stretta non solo alle leggi ma soprattutto alla loro attuazione. Il lavoro non è una merce. È un mezzo di crescita e di sviluppo della persona. E dunque ad esso va dedicato ogni sforzo, ogni impegno. Ci chiamano in causa, certo, la morte e il dolore. Troppo spesso abbiamo letto o sentito che il lavoro manuale è obsoleto o che la tecnica risolve tutto. E invece, ogni volta, scopriamo che la fatica umana è sempre richiamata all'opera. Che occorre lavorare per dare più diritti, più opportunità, più sicurezza. Perché il lavoro, comunque svolto, anche nelle forme più moderne e meno tradizionali, è sempre più vita e dunque reclama sicurezza, rispetto e soprattutto senso. Recuperare il senso delle attività e delle persone che le compiono significa davvero onorare anche coloro che hanno visto la vita stroncata. Significa assumersi una responsabilità adeguata alla complessità delle trasformazioni che noi stessi abbiamo voluto. La teoria costituzionale si scontra spesso con la prassi materiale, ma soprattutto è la prassi materiale che ha preso sempre più una piega anticostituzionale. Difendere la Costituzione vuol dire allora non solo rivendicare i vari principi, ma obbligare i soggetti sociali ad applicarli. Cosa niente affatto scontata o automatica: e allora la si deve riconquistare sempre con le lotte e il conflitto, soprattutto perché l'Italia se lo merita e soprattutto se lo meritano queste vittime innocenti che dobbiamo onorare cambiando sul serio e innovando nei comportamenti prima ancora che nelle leggi. "Non voglio raggiungere l'immortalità con il mio lavoro. Voglio arrivarci non morendo". (W. Allen) "Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno, ma a me piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi." (J. Conrad) "Non voglio raggiungere l'immortalità con il mio lavoro. Voglio arrivarci non morendo". (W. Allen) "Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno, ma a me piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi." (J. Conrad)
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References: Articolo 1
 Articolo 1
 Articolo 4
 Articolo 4
 Art. 35
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 36