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Timestamp: 2017-11-21 03:48:31+00:00

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Fabi in Trentino - Numero 4 - Speciale XIX Congresso 2009 by fabi trento - issuu
Autorizzazione Tribunale Trento nr. 784 del 12/12/92 - Spedizione in Abbonamento Postale – D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Trento
FABI IN TRENTINO – Mensile del SAB/FABI Trento C.P. 282 – Direttore Responsabile Fulvio Bertoldi
ANNO 17 – N. 3 speciale XIX congresso 2009
XIX Congresso Provinciale Il “sindacato” nella nuova economia globale Sardagna, 28 novembre 2009
In questo numero n	XIX Congresso Provinciale	Il “sindacato” nella nuova economia globale La Fabi Trentina a Congresso
In copertina: Sardagna (Foto Fabio Pedrotti)
Anno 17 - N. 3 Speciale XIX Congresso 2009 Spedizione in abbonamento postale. MENSILE Organo della FABI Sindacato Autonomo Bancari di Trento e provincia Direttore Responsabile Fulvio Bertoldi Direzione, Redazione, Amministrazione Passaggio Zippel, 2 C.P. 282 38100 TRENTO Tel. 0461-236362 Fax 0461-237590 sab.tn@fabi.it www.fabitrento.it Comitato di Redazione Segreteria Provinciale FABI Realizzazione Litografica Editrice Saturnia Via Caneppele, 46 38100 Trento Rivista chiusa in data 30 ottobre 2009 Tiratura: 3.050 copie Gli articoli firmati impegnano solo gli autori e ne rappresentano il pensiero. Libera riproduzione dei testi citando la fonte
n	Aspetti organizzativi e ultimi adempimenti procedurali pag.	Informazioni importanti
n	Delega e candidatura	Modelli per delegare e candidare
n	I nominativi dei Delegati	Elenco dei delegati al Congresso
n	Il “sindacato” nella nuova economia globale	I temi del Congresso
n	Il regolamento del Congresso	Il testo approvato dal Direttivo SAB
n	115° Consiglio Nazionale	La Mozione conclusiva
Il Congresso FABI - Sindacato Autonomo Bancari – Trento
XIX Congresso Provinciale Sardagna, 28 novembre 2009
abato 28 novembre 2009, con inizio alle ore 9,00 precise, presso il Centro Congressi dell’Hotel Panorama di Sardagna, la F.A.B.I. di Trento celebrerà il proprio 19° Congresso Provinciale. Sarà un appuntamento della massima importanza anche alla luce dell’attuale momento economico e sociale del Paese e delle aspettative dei lavoratori delle aziende bancarie italiane. Presentiamo qui di seguito alcuni degli aspetti principali della giornata congressuale cominciando dal “titolo” del Congresso:
Il “sindacato” nella nuova economia globale La FABI, solida nei principi di autonomia e partecipazione che le meritano il consenso della stragrande maggioranza dei bancari trentino, si impegna ad operare per rendere la nostra società del lavoro più solidale e più giusta.
n Chi ci sarà In base al Regolamento Congressuale vi sarà una partecipazione significativa, garantita dal criterio secondo il quale ciascun Delegato potrà rappresentare fino ad un massimo di 29 iscritti oltre se stesso. Dunque, circa 140 delegati saranno la voce di oltre 3.000 aderenti alla FABI provinciale. Ai lavori parteciperanno di diritto i membri del Consiglio Direttivo e del Collegio Sindacale uscenti ed altri iscritti saranno chiamati ad espletare specifiche “funzioni congressuali” (Ufficio di Presidenza, Commissione Elettorale, Segreteria del Congresso, ecc.). Numerosi, inoltre, gli iscritti che si sono già prenotati in qualità di osservatori.
n I lavori congressuali Esaurite le formalità necessarie ad attivare il Congresso (costituzione dell’Ufficio di Presidenza, approvazione del Regolamento Congressuale, elezione della Commissione Elettorale) si entrerà nel vivo dei lavori. Al tavolo della “verifica poteri” i Delegati, contro consegna delle deleghe di cui sono titolari, riceveranno il tesserino di accredito nonché la cartella congressuale e le schede di voto. Seguendo una metodologia ricorrente nei precedenti Congressi, la relazione del Consiglio Direttivo uscente sarà illustrata dal Segretario Coordinatore. Il relatore avrà il compito di esporla argomentandola nei suoi punti più significativi in modo da creare stimolo al dibattito che si svilupperà, auspichiamo, con interventi franchi, propositivi e numerosi.
Il Congresso La relazione del Consiglio Direttivo Provinciale tratterà argomentazioni importanti A livello generale • • • • • • • • • • •
Il momento congressuale La situazione economica e sociale del Paese La globalizzazione e il mercato Politiche dei redditi e politiche rivendicative della categoria Politiche per il lavoro, la previdenza e l’occupazione Area contrattuale e ammortizzatori sociali Il processo delle fusioni e delle cessioni La responsabilità sociale d’impresa Le nuove forme di lavoro ed etica del lavoro La flessibilità sostenibile I sistemi incentivanti
In attinenza alla vita del SAB • • • • • • •
La tensione morale e la democrazia interna I rapporti federativi Relazioni intersindacali Informazione e stampa I rapporti con i lavoratori I rapporti con Aziende e Gruppi bancari L’istituzione SAB FABI di Trento
Seguirà il dibattito aperto agli interventi dei delegati al Congresso. Ci auguriamo che siano numerosi i colleghi che vorranno prendere la parola al fine di poter raccogliere osservazioni e sensazioni preziose per il futuro della nostra struttura territoriale.
n Le conclusioni Il Congresso troverà la sua naturale conclusione con l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo Provinciale (composto da 29 membri), del nuovo Collegio Sindacale (3 sindaci effettivi + 2 supplenti), del Delegati al 19° Congresso Nazionale e dei Delegati permanenti ai Consigli Nazionali.
È IL TUO CONGRESSO Partecipa attivamente! 2
Sindacato Autonomo Bancari – Trento
XIX Congresso Provinciale Il “sindacato” nella nuova economia globale
CENTRO CONGRESSI HOTEL PANORAMA SARDAGNA (TN)
NOVEMBRE 2009 ore 9,00
PROGRAMMA DEI LAVORI<<<<<<<<<< accredito dei partecipanti n costituzione Ufficio di Presidenza n approvazione Regolamento Congressuale n ratifica Commissione Elettorale n relazione del Consiglio Direttivo uscente n relazione del Collegio Sindacale n apertura del dibattito n conclusioni n elezioni cariche sociali n
Informazioni Verso il Congresso del 28 novembre
Aspetti organizzativi e ultimi adempimenti procedurali A
Il modello di “DELEGA” che troverete stampato alla pagina successiva di questo giornale, compilato in ogni sua parte e sottoscritto, dovrà essere rimesso da ogni iscritto al Delegato (o ad uno dei Delegati) della propria azienda (vedi elenco nominativo nelle pagine che seguono).
Ciascun Delegato avrà cura di raccogliere le deleghe - FINO AD UN MASSIMO di 29 (ventinove). conservandole per la presentazione alla Commissione Elettorale all’apertura dei lavori congressuali il prossimo 28 novembre.
Ciascun iscritto è invitato a CONSEGNARE AL PIU’ PRESTO la scheda di delega al proprio Delegato di fiducia. Sarà peraltro cura dei Delegati sollecitare i colleghi per la tempestiva consegna dei tagliandi.
Ciascun Delegato non potrà essere titolare di più di 30 DELEGHE (29 che gli pervengono dai colleghi + la propria) per cui ogni iscritto dovrà premurarsi di chiedere al proprio Delegato di fiducia se è già in possesso delle 29 deleghe (in questo caso, l’iscritto potrà delegare un altro Delegato della propria azienda ovvero di altra azienda).
In caso di mancanza di Delegato nella propri azienda, l’iscritto potrà concedere la propria delega al Delegato di altra azienda (anche se di settore diverso).
Le CANDIDATURE a membro del Consiglio Direttivo, del Collegio Sindacale, a Delegato al Congresso Nazionale e a Delegato permanente ai Consigli Nazionali, sono esprimibili fino a 48 ore prima della celebrazione del Congresso (quindi fino a tutto il 25 novembre 2009): è comunque possibile far pervenire fin da adesso le eventuali disponibilità, segnalandole per iscritto (vedi scheda alla pagina seguente) alla Segreteria del SAB.
Il Delegato presenterà le DELEGHE ricevute dagli iscritti alla Commissione Elettorale in apertura dei lavori. Dalla Commissione egli riceverà una scheda di votazione valida per il numero di voti corrispondente al totale delle deleghe esibite.
Ricordiamo che il Congresso è aperto alla libera partecipazione di TUTTI GLI ISCRITTI. Per ragioni organizzative preghiamo quanti volessero intervenire come “osservatori” di segnalare la propria disponibilità entro il più breve tempo possibile.
Al fine di snellire le operazioni di verifica poteri, la Commissione Elettorale sarà insediata fin dalle ore 8,30 della giornata congressuale
In base al numero delle iscrizioni a parlare, i lavori saranno condotti in modo da garantire a tutti una libera espressione in un tempo ragionevole e alla presenza di tutti i Delegati. I Delegati che per cause di forza maggiore avessero qualche improvviso impedimento per la partecipazione al Congresso, sono pregati di comunicarlo entro il pomeriggio di venerdì 27 novembre 2009.
Delega e candidatura XIX CONGRESSO PROVINCIALE F.A.B.I. Sardagna, 28 novembre 2009
Il sottoscritto ……………………………………………………………………………………..............................................................…………………………….. dipendente della Banca/Cassa ………………………………………….........................................………………………………………………
DELEGA a rappresentarlo al XIX Congresso Provinciale della FABI di TRENTO Il collega ………………………………………………………………………….................................................................…………………………......………………… dipendente della Banca/Cassa …………………………………………………………………………………......................................…………
firma ......................................................................................................................
✁ Alla Segreteria della F.A.B.I. Passaggio Zippel, 2 – 38100 TRENTO In occasione del XIX Congresso Provinciale della FABI di TRENTO Sardagna, 28 novembre 2009 Il sottoscritto ……...……………………………………………………….................................................................…………………………......………………… dipendente della Banca/Cassa …………………………………………………………………………………......................................………… Propone la propria CANDIDATURA a: - MEMBRO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO PROVINCIALE	- MEMBRO DEL COLLEGIO SINDACALE PROVINCIALE	- DELEGATO AL 19° CONGRESSO NAZIONALE	- DELEGATO PERMANENTE AI CONSIGLI NAZIONALI
❏ ❏	❏ ❏
IImpegnandosi al rispetto dello Statuto Federale e dei Regolamenti interni che il SAB FABI di Trento si è democraticamente dato. Data
Delega e candidatura
consegna al più presto la delega al tuo delegato di fiducia possibilmente oggi stesso!!!
La candidatura può essere presentata per più incarichi
NUCLEI PRODUTTIVI E DELEGATI Riportiamo qui di seguito i nominativi dei Delegati di ciascun Nucleo Produttivo, a norma del Regolamento Congressuale pubblicato alle pagine seguenti di questo numero di “FABI In Trentino”. Il computo è stato effettuato sulla base degli iscritti alla data del 28 ottobre 2009 (cfr. previsioni art. 2 del Regolamento Congressuale).
SETTORE ABI AZIENDA BANCARIA
Toscanelli Massimo
Costa Andrea, Dallapietra Gabriele
Chiappara Leonardo, Sommadossi Fabrizio,
Vignola Luigi, Vita Paolo, Iacoviello Francesco,
Reina Stefano, Poppi Ivan, D’Alessandro Rocco
Felli Elisabetta
Anselmo Gianpaolo
Armani Tamara, Giampietro Chiara
Carpentari Gabriele, Faraguna Stefano
Bevilacqua Fabrizio, Loreto Salvatore
Pasqualetto Mirko
Banca La Valsabbina
Pasi Antonello
Moscardi Antonio
Turri Elisabetta, Valentini Andrea
Lamber Mirco
Valorzi Paolo
Giovanazzi Simone
Amoresano Andrea
Tonolli Giovanni
Martini Eliana, Moroni Costanza
Maggio Silvio
Simionato Sandro
I Delegati SETTORE CREDITO COOPERATIVO AZIENDA BANCARIA
Gnesetti Sandra, Maines Oreste
Marchi Gianfranco, Pedrotti Norma
Segata Roberto, Sometti Paolo
Formazione e Lavoro Srl
Promocoop Srl
Confidimpresa Trentino
Grassi Cristina
Baldo Enrico, Dallago Roberto, Giovannini Sandro
Rossaro Claudio
Alta Val di Sole e Pejo
Gallina Michela, Podetti Diego
Antolini Franco, Scalfi Valter
Amistadi Gaincarlo, Bertamini Moreno,
Franceschi Cinzia, Iiriti Fortunato, Zanoni Alessio
Turri Giuliano
Ambrosi Alessia, Bertè Cristian, Laghi Michele
Dall’Agnol Ivano, Roccabruna Luigi
Cazzanelli Sergio
Polla Gianni
Sordo Gabriella
Centrofiemme Cavalese
Lamacchia Angelo
D’Anaunia
Leonardi Giuliano, Rizzardi Fulvio
Don Lorenzo Guetti (Quadra Lomaso)
Dalponte Franco
Bontempelli Deborah, Corradini Alessandro, Gilmozzi Igor
Muraro Mauro, Palmerini Davide
Giudicarie Valsabbia e Paganella
Bazzani Luca, Maturi Piero, Silvestri Mara
Chini Danilo
Giancola Marco, Vescovi Manuela, Zizzi Oriana
Fasanelli Antonio
Mezzolombardo e S. Michele A/A
Mori Valle di Gresta
Passerini Corrado
Novella e Alta Anaunia
Marches Piero, Paternoster Lambert
Olle Samone e Scurelle
Capra Giulio, Trentin Lorenzo
Maistri Giorgio, Moscon Marcel, Riccamboni Dante
I Delegati AZIENDA BANCARIA
Maestranzi Paolo
Pinetana e Fornace
Lovisolo Augusto, Scarpa Giorgio
Rabbi e Caldes
Montibeller Giovanni
RoverĂ¨ della Luna
Maringgele Mauro
Galvagni Giorgio, Righi Michele
Cornella Luigi
Armellini Fabrizio
Spiazzo e IavrĂŠ
Strembo, Bocenago e Caderzone
Tassullo e Nanno
Zenoniani Daniel
Banmassar Giuliano, Deflorian Tarcisio, Passerini Andrea,
Fontana Stefano, Vettori Maria, Kaswalder Walter
Pangrazzi Maurizio, Uez Roberto
Val di Fassa e Agordino
Lazzer Vigilio, Rizzi Mauro, Sommariva Massimiliano
Capriglioni Alberto, Riz Bruno
Valli Primiero e Vanoi
Broch Francesca, Zagonel Alberto
PENSIONATI ED ESODATI Pensionati / Esodati
Bragagna Ezio, Carmeci Giuseppe, Detassis Dario, Dorigatti Gianni, Leveghi Italo, Lubich Claudio, Minati Mario, Pedrotti Elio, Torresani Margherita
RIEPILOGO PER SEGMENTO Settore ABI
Settore PENSIONATI/ESODATI	TOTALE DELEGATI
Il Sindacato che tutela gli interessi dei bancari
Temi del Congresso Il tema del XIX Congresso
Il “Sindacato” nella nuova economia globale
n INTRODUZIONE I valori di riferimento della Fabi non sono cambiati, restano quelli che ci hanno consentito di affermare la nostra Organizzazione come un punto fermo ed un’esperienza unica nel panorama sindacale generale. Caso raro, infatti, di un sindacato autonomo che lavora in termini unitari con i sindacati confederali, collocando al centro del proprio agire la categoria, nella piena consapevolezza, però, di vivere nel contesto più ampio della realtà sociale ed economica del nostro Paese. Il primo valore, dunque, l’Autonomia, caratteristica peculiare e distintiva, che tutti riconoscono alla FABI in modo inequivocabile,
poiché appartiene ad un comportamento praticato e non solo alle pur coerenti enunciazioni di principio. Ma autonomia non significa indifferenza nei confronti degli accadimenti e delle dinamiche che interessano gli ambiti della comunità, della società, dello Stato. Se così fosse non si tratterebbe più di autonomia, bensì di pericolosa estraneità dai fatti della politica. Anzi, oggi più di allora, occorre aggiornare la nostra autonomia ai nuovi lineamenti che assume una società moderna di fronte ai cambiamenti rapidi, e talvolta contraddittori, degli assetti economici, politici, addirittura socio-
logici tradizionali. Nuove esigenze e nuove domande emergono, non solo all’interno della categoria, ma anche dal mondo civile in generale. La Fabi deve stare sui problemi, in modo pragmatico, deve essere anche nel territorio non solo per testimoniare, ma anche per fornire risposte possibili ad istanze che riguardano ambiti anche non sindacali. Tutti parlano di Democrazia, ma non tutti la praticano, che siano organismi politici, sindacali, culturali, associativi in generale. La nostra Organizzazione si è mossa, al proprio interno, in termini sempre democratici, così come prevede lo Statuto,
Temi del Congresso rispettando i diversi livelli decisionali. Possiamo dire, per fare un riferimento classico, che è sempre stata seguita la divisione dei poteri, l’unico sistema che consente un equilibrio sostenibile all’interno di qualunque organismo. Il rapporto di collaborazione della Fabi, come è noto, è sempre vissuto di pluralismo, con le sigle più rappresentative del settore per molti anni. Ma la natura del pluralismo non sta nel numero di compagni di viaggio,
bensì nella visione che la Fabi ha sempre avuto delle relazioni industriali, del rispetto dei ruoli tra le parti sociali, della formazione delle decisioni, del rispetto degli accordi raggiunti, e della loro difesa, anche se non sempre del tutto condivisi. Inizia oggi una nuova stagione nella convinzione che, con la certezza della forza dei nostri iscritti, continueremo ad essere portatori di idee e linee di crescita per i lavoratori, in un percorso di costruzione unitario.
La crisi economica sta coinvolgendo pesantemente la nostra vita come cittadini, come lavoratori e come sindacalisti. Le follie della finanza hanno contagiato l’economia di tutto il mondo. Non accettiamo però il principio che solo il fattore lavoro debba pagare di nuovo il conto. Il nostro agire dovrà indirizzarsi alle tutele complessive dei lavoratori, in un equo e corretto riequilibrio tra le generazioni attuali e future.
n LA CRISI: ECONOMIA E LIBERO MERCATO La crisi è iniziata nel 2007 ma oggi, nel 2009, questa non è più la crisi della finanza: siamo saliti di livello, la crisi riguarda l’economia reale e ha assunto contorni, per dimensioni e velocità di contagio, mai visti prima. Il sistema come lo avevamo conosciuto non funziona più e sono in molti ad interrogarsi per le continue dimostrazioni di fragilità sistemica. In poco tempo, i punti fermi dell’economia del libero mercato e della produzione sono stati messi in discussione e travolti. L’aggravarsi delle condizioni nel 2009 e gli effetti che ancora potremmo vedere stanno spingendo tutte le economie avanzate in una fase recessiva di cui non si conoscono ancora né l’ampiezza né la durata. Drammatici sono i riflessi sulla disoccupazione, Italia compresa. Molteplici le cause analizzate a posteriori: mutui, bolla immobiliare, eccessiva esposizione sui derivati, avidità dei banchieri, super bonus su obiettivi a breve termine, eccessiva liquidità, squilibri commerciali senza precedenti ed altro ancora. Ma l’elemento che attira di
più l’attenzione è il fallimento dei controlli, che non è stato adeguato a una realtà in rapidissima evoluzione, ma è stato addirittura smontato pezzo dopo pezzo sull’altare del libero mercato. L’attuale crisi smentisce tutte le sicurezze sull’andamento facile e automaticamente positivo dei mercati. Il fallimento dell’autoregolamentazione. Il sistema ha mostrato notevoli criticità nel funzionamento delle agenzie di rating: le metodologie impiegate per la valutazione dei prodotti strutturati non dispongono di serie storiche ade-
guate; i criteri di valutazione non sono sufficientemente trasparenti; sussistono potenziali conflitti di interesse nei modelli di business adottati. La crisi ha fatto emergere un ampio consenso sulla necessità di procedere speditamente verso la costituzione di un quadro di riferimento per la regolamentazione e la vigilanza nell’U.E. che attenui il disallineamento che si è venuto a creare tra i mercati sempre più integrati e regole e prassi di vigilanza ancora differenti. Eppure, nonostante tutti questi guasti, già oggi alcuni tenta-
Temi del Congresso no di minimizzare e di oscurare le responsabilità morali e giuridiche dei banchieri in questa crisi. Rischiamo così di veder passare la tempesta senza aver imparato la lezione. Senza aver scritto un sistema di regole per frenare la speculazione e tutelare l’economia, la società, i clienti delle banche e i lavoratori bancari. A questo proposito, dobbiamo rilevare come il Governatore Draghi abbia obbligato le banche a introdurre negli statuti norme che prevedono la remunerazione dei top manager in relazione ai loro risultati ed ai guadagni delle aziende, senza peraltro fissare un tetto per quegli stipendi. La FABI ha gridato il suo dissenso in tutte le sedi preposte, sui media e nelle assemblee … La ripresa, quando verrà,
non si baserà solo su un semplice recupero della domanda di consumo o su un rilancio dei vecchi piani di investimento. La crescita dei paese industriali avviene per fenomeni di ricambio e sostituzione di beni di consumo, più è rapido il ricambio più è forte la crescita. Esso non avviene solo per usura ma in modo accelerato
grazie all’innovazione tecnologica che rappresenta il motore di crescita e strumento di competitività fra i paesi, più dei costi o della posizione geografica. In questo scenario l’Europa e, ancor più l’Italia, appaiono vecchi e superati. E intanto tocca a noi, oggi, fare i conti con la situazione di crisi del sistema bancario italiano, per rispondere alla quale i banchieri hanno già ventilato un’alternativa secca per le nuove contrattazioni: “o moderazione salariale o meno occupazione”. Come dire che la moralizzazione delle banche, costrette dal mercato ad offrire prodotti affidabili e meno remunerativi, si verrebbe a scaricare sulle spalle dei lavoratori: tutto ciò è inaccettabile e noi dobbiamo scongiurarlo.
n CRISI: IL CONTESTO EUROPEO Il mondo sta assistendo a sommovimenti geopolitici che segneranno la storia. Il potere si stà spostando da Occidente a Oriente. L’Unione Europea ha ancora ambizioni ma è vista “divisa, lenta a muoversi e male organizzata”. Un pericolo è già presente: lo scavalcamento sull’Europa di un asse economico USA – CINA e la creazione di fatto del G2. Non possiamo peraltro accettare che siano cancellati o sminuiti i riferimenti storici che hanno contraddistinto le linee della costituzione europea. Il punto di forza è rappresentato dall’economia sociale di mercato in contrapposizione al modello puro e forte (almeno così sembrava) del capitalismo americano. In Europa, il “mercato” accompagnato dal “sociale” è il fondamento dell’integrazione europea e del Mercato Comune. È appunto la protezione
sociale che rischia di correre un rischio grave in una fase recessiva. Se si ritorna agli interessi dei singoli Stati senza curarsi delle conseguenze negative sugli altri,
l’Europa perde la base della sua integrazione e della protezione sociale. E i paesi deboli, tra cui l’Italia, rischiano più degli altri quando ripartirà la ripresa.
Temi del Congresso n LE BANCHE E IL SINDACATO La caratteristica degli italiani di non indebitarsi oltre la capacità di reddito, l’alta incidenza della proprietà della casa hanno permesso una tenuta delle famiglie che sarà messa a dura prova nel futuro. La crisi in autunno dispiegherà tutti i suoi effetti. La cassa integrazione ordinaria registra una impennata rispetto al 2008 con incrementi nel primo semestre del 1.000% in molte aree del Nord. Le banche italiane erano definite dagli analisti esteri arretrate e “paleolitiche”, perché poco inclini alla finanza creativa. Il sistema di regole e controlli presenti in Italia sul sistema bancario, a differenza di altri paesi, ha permesso di avere oggi una “crisi di credito”, non “di finanza distruttiva” come avviene per le banche americane, inglesi o tedesche. Il sistema bancario, infatti, soffrirà nel 2009 principalmente a causa della crisi delle imprese, dopo il crollo delle esportazioni e dei consumi dall’autunno 2008. La forte riduzione della produzione industriale (- 20%) riduce la richiesta di finanziamenti ma forti sono le tensioni di cassa. In tal senso l’accordo di agosto tra Confindustria, ABI e Governo sulla moratoria dei debiti è un salvagente per le piccole e medie imprese. L’autunno sarà decisivo se saranno messi in atto dal Governo, con tutta l’urgenza possibile, nuovi interventi di sostegno al paese che permettano il rilancio economico. Le previsioni sul Prodotto Interno Lordo Italia sono pari ad una riduzione del 4/5% su base annua. Per il 2010 si prevede un incremento dello 0,5/1% che permette un fragile recupero sulla perdita dell’anno in corso e sul divario di crescita accumulato
negli anni precedenti. Cruciale non è solo il momento della ripresa ma quanto sarà la sua solidità e i tempi per tornare alla situazione pre crisi. A livello sindacale servirà una rinnovata capacità negoziale che accompagni le riorganizzazioni in un equilibrio tra tutela degli interessi dei lavoratori e il recupero di competitività delle imprese così come avvenne nel settore bancario dalla fine degli anno ’90. Il Protocollo firmato con il Governo il 4 giugno 1997 e l’Accordo Quadro di attuazione del 28 febbraio 1998, sottoscritto con ABI, sono stati pilastri di riposizionamento, e in alcuni casi salvataggio, delle banche attuato attraverso la riduzione dei costi al livello medio degli altri paesi europei. L’Accordo ha determinato profondi cambiamenti nella struttura e negli assetti contrattuali. L’istituzione del Fondo di Solidarietà per il sostegno del reddito, occupazione e riqualificazione ha permesso nel tempo
di gestire, senza effetti traumatici, la ristrutturazione del settore avvenuta con la creazione dei Gruppi. L’assunzione di responsabilità del sindacato rispetto alla crisi strutturale del settore e la condivisione degli obiettivi di risanamento da parte dei lavoratori hanno permesso la riorganizzazione delle banche in Italia. Il programma dell’agenda sindacale dei prossimi mesi è assai nutrito e ci vedrà impegnati su diversi fronti tutti di notevole portata politica e sociale: -	i vantaggi fiscali che dovrebbero essere ristabiliti per il ricorso al Fondo di sostegno al reddito; -	le stock options dei top manager; -	la partecipazione dei lavoratori alla governance delle aziende; -	l’introduzione delle RSU nel credito; -	l’accordo sulle libertà sindacali; -	l’aggiornamento dei piani industriali; -	il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro.
Temi del Congresso n LA FABI E I BANCARI La FABI nacque sessant’anni fa come associazione sindacale per difendere gli interessi dei bancari e delle banche italiane all’interno del più ampio contesto del mondo del lavoro del nostro Paese. Fin dalla firma del primo contratto di lavoro e degli accordi per la parità salariale tra uomo e donna nel settore, la nostra missione è stata chiara ed intellegibile a tutti: rafforzare e difendere la nostra categoria. La nostra connotazione è sempre stata chiara, netta; la nostra autonomia di giudizio e di pensiero ci ha dato l’autorevolezza necessaria per affrontare con successo sfide non facili per i lavoratori bancari negli anni passati. Tuttavia, quello che poteva essere uno spunto settario e set-
toriale, grazie alla lungimiranza dei nostri padri, si è trasformato in un motore propulsivo che ha saputo collocare le nostre vicende categoriali all’interno dei successi e delle conquiste dell’intero movimento sindacale. La FABI – oggi – è l’unico sindacato autonomo, non confederale, che rappresenta l’intero universo dei lavoratori e delle lavoratrici del credito nel nostro Paese, e li rappresenta come sindacato di maggioranza relativa del settore. Tutto questo non è avvenuto per caso. Ora ci troviamo di fronte ad una sfida ancora più grande – quella inedita della crisi – non dobbiamo smarrirci ma ripartire dalle cose da fare, dalle difficoltà e dalla forza dei nostri iscritti. Abbiamo ben visto cosa è accaduto quando la FABI non
è stata presente al tavolo della negoziazione: chi ne ha fatto le spese non siamo stati solo noi, ma la categoria stessa, la sua forza, la sua dignità. Non è certo un momento facile per il movimento sindacale italiano, ma il nostro ruolo non è oggi quello di schierarci vanamente (con l’uno o con l’altro), ma di affrontare, nel settore, come organizzazione maggiormente rappresentativa, le concrete ricadute per coloro che rappresentiamo. E sappiamo già che i problemi non mancheranno: dal modello di sviluppo che si vuole dare a questo settore, discenderanno le regolamentazioni sull’area contrattuale, sui criteri retributivi, sulle politiche occupazionali, sulle misure che, tempo per tempo, sarà necessario adottare per far fronte alla crisi.
Temi del Congresso n	POLITICHE OCCUPAZIONALI E SOCIALI NEL SETTORE Nella tempesta che si è abbattuta sulle nostre banche, non sarà facile difendere e promuovere gli interessi di una categoria che si ritrova, inopinatamente, ad essere contemporaneamente privilegiata e nell’occhio del ciclone. Privilegiata perché, con lungimiranza, si sono stipulate intese contrattuali che ci hanno messo al riparo dagli effetti più deleteri della crisi, ma comunque nell’occhio del ciclone perché a torto ritenuti, da alcuni, corresponsabili degli eventi che hanno colpito l’economia reale. Il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro, avvenuto in tempo utile per distribuire almeno una parte dei proventi accumulati dalle aziende di credito negli anni passati, e gli accordi aziendali e di gruppo, vanno annoverati tra le attività che maggiormente hanno contribuito ad una migliore distribuzione di risorse all’interno del sistema. Come pure gli accordi nazionali per l’attuazione dell’assistenza per i non più autosufficienti – la cosiddetta long term care o LTC – che contribuirà, con gli anni a venire, a colmare una carenza di cui l’assistenza pubblica, con l’aumento della vita media, riuscirà difficilmente a farsi carico adeguatamente per tutti. Con questa iniziativa la categoria si propone, ancora una volta dopo l’esperienza del Fondo di sostegno al reddito, all’avanguardia nella ricerca di soluzioni condivise e bilaterali a gravi fenomeni sociali. Soluzioni che possono essere d’esempio anche per altre categorie. Tuttavia, riteniamo che proprio il modello di relazioni sindacali in essere nel settore, chiami le parti a nuovi passi avanti nella
condivisione di alcuni argomenti che dovrebbero essere affrontati, a livello nazionale, aziendale e di gruppo nei confronti del Governo. È il caso del fallimento delle
iniziative sindacali per mettere un freno alla politica di incentivazione al collocamento dei prodotti messa in atto dalle banche in spregio ad una attenta valutazione degli effetti perversi che questa avrebbe provocato nei rapporti con la clientela e tra i colleghi. Occorre inoltre definire un rapporto, una relazione stabile e contrattualmente definita, tra il salario incentivante e quello legato alla produttività aziendale. Quanto agli ammortizzatori sociali ed al dibattito di cui sono oggetto anche nella nostra categoria, si ritiene di ribadire la fiducia nello strumento del Fondo di sostegno al reddito anche per rilanciarne l’utilizzo al fine di ridurre le ricadute delle ristrutturazioni sul personale delle banche.
Temi del Congresso n CONCLUSIONI Oggi viviamo una situazione di crisi economica e sociale assai aspra e sulla cui durata nessuno è autorizzato ad esporsi. Molti colleghi e le loro famiglie soffriranno in maniera pesante e noi dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per aiutarli e difenderli. Ma questa crisi ci dà anche ragione e noi abbiamo il dovere e il diritto di ripeterlo alto e forte: una economia fondata esclusivamente sul profitto e sulla finanziarizzazione dei guadagni, porta le nostre società alla rovina, alla disoccupazione e le rende più povere oltre che più ingiuste. Sta dunque a noi ribadire che vogliamo un’economia rispettosa della coesione sociale, orientata all’impiego, alla protezione sociale, con una formazione e dei servizi pubblici efficienti. Per noi e per i nostri figli. La FABI è un sindacato grande nella storia di un settore altamente strategico per l’intera società. Abbiamo il privilegio di essere tra i motori sociali del cambiamento, ma il cambiamento, per essere efficace, deve partire dagli inte-
ressati. Oggi più che mai, ciascuno di noi ha un ruolo da giocare per l’affermazione dei nostri principi; non è questo il momento di camminare con lo sguardo rivolto all’indietro, ma quello di costruire, insieme, guardando al futuro nostro e della categoria che da sessant’anni rappresentiamo. Condivisione, partecipazione, libertà, democrazia. Queste sono le parole d’ordine del nostro credo politico, organizza-
tivo, amministrativo e d’immagine dell’organizzazione tutta. In FABI c’è posto per tutti coloro che hanno voglia di lavorare con passione per i bancari, con un’esigenza imprescindibile per tutti coloro che si riconoscono nei nostri valori; “il piacere dell’onestà che deve essere parte del codice genetico”.
CORPO SOCIALE FABI TRENTO - OTTOBRE 2009
Regolamento Congresso FABI - Sindacato Autonomo Bancari – Trento
XIX Congresso Provinciale n regolamento Nel testo approvato dal consiglio direttivo del s.a.b. nella seduta di lunedì 8 giugno 2009 da sottoporre alla ratifica dell’assise congressuale Articolo 1 Il Consiglio Direttivo ed il Collegio Sindacale del Sindacato Autonomo Bancari (S.A.B.) di Trento, vengono eletti e rinnovati di norma ogni 4 anni dal Congresso Ordinario del S.A.B. convocato in occasione e prima del Congresso Nazionale della F.A.B.I.; nel medesimo Congresso del S.A.B. vengono eletti i Delegati al Congresso Nazionale della F.A.B.I. ed i Delegati permanenti del SAB ai Consigli Nazionali. Tutte le predette elezioni avvengono per votazione a scrutinio segreto.
Articolo 2 Alla elezione dei membri del Consiglio Direttivo, del Collegio Sindacale, dei Delegati al Congresso Nazionale e dei Delegati permanenti del SAB ai Consigli nazionali, partecipano Delegati rappresentanti degli iscritti in ragione di 1 (uno) ogni 30 (trenta) iscritti o frazione, per azienda. Gli iscritti di cui sopra sono computati al 30° giorno antecedente quello in cui si tiene il Congresso.
Articolo 3 Gli iscritti che intendono partecipare al Congresso come Delegati devono darne comunicazione alle Segreterie delle rispettive Rappresentanze Sindacali Aziendali ovvero alla Segreteria Provinciale del S.A.B. entro il 25° giorno antecedente la data del Congresso. I Delegati saranno designati sulla base dei risultati di apposite nomine o elezioni da tenersi all’interno delle singole aziende. La Segreteria delle R.S.A. e la Segreteria Provinciale cureranno di portare a conoscenza di
Regolamento Congresso tutti gli iscritti, almeno 15 giorni prima della data del Congresso, il numero ed i nomi dei Delegati spettanti a ciascuno nucleo produttivo così da favorire la consegna delle deleghe. Articolo 4 La delega è il documento indispensabile che, esibito alla Commissione Elettorale, dà diritto alla scheda di votazione. Ciascun delegato non può essere titolare di più di 29 (ventinove) deleghe oltre alla propria. La delega può essere rilasciata dall’iscritto di un nucleo produttivo al Delegato del proprio nucleo produttivo, ovvero al Delegato di altro nucleo produttivo, purché detto Delegato non sia già titolare del numero massimo di deleghe consentito, 30 (trenta) compreso la propria. La delega deve riportare il nome e la firma del Delegante, il nome del Delegato ed i rispettivi nuclei produttivi di appartenenza. Articolo 5 Gli iscritti che intendono candidare per il Consiglio Direttivo o per il Collegio Sindacale, per l’incarico a Delegato permanente del SAB ai Consigli Nazionali e per il posto di Delegato al Congresso Nazionale, devono inoltrare la propria candidatura alla Segreteria Provinciale almeno 48 ore prima dell’inizio del Congresso, indicando a quale titolo la presentano. Uno stesso iscritto può candidare per più elezioni contemporaneamente. Per le candidature a Delegato al Congresso Nazionale vale quanto previsto dal Regolamento Congressuale della Federazione. Articolo 6 Le schede di votazione sono tre: - la prima per l’elezione dei membri del Consiglio Direttivo del
SAB. - la seconda per l’elezione dei membri del Collegio Sindacale del SAB. - la terza per l’elezione dei Delegati del SAB al Congresso Nazionale e dei Delegati permanenti del SAB ai Consigli Nazionali. Le schede vengono consegnate dalla Commissione Elettorale che assegna alle medesime un valore di voti pari al numero delle deleghe che verranno esibite. I nomi dei candidati a ciascuna elezione sono riportati sulle schede di votazione in ordine alfabetico con l’indicazione del nucleo produttivo di appartenenza. Gli elettori potranno votare fino ad un massimo di 14 (quattordici) nominativi per l’elezione del Consiglio Direttivo, di 3 (tre) nominativi per l’elezione del Collegio Sindacale, di 8 (otto) nominativi per l’elezione dei Delegati al Congresso Nazionale, di 4 (quattro) nominativi per l’elezione dei Delegati permanenti del SAB ai Consigli Nazionali. Articolo 7 Il Consiglio Direttivo del SAB di Trento ed il Collegio Sindacale
sono composti, rispettivamente, di 29 (ventinove) e di 5 (cinque - 3 effettivi più 2 supplenti) membri eleggibili tra coloro che risultano iscritti alla FABI alla fine del mese antecedente quello in cui si svolge il Congresso del SAB. Articolo 8 I posti in seno al Consiglio Direttivo Provinciale sono assegnati, secondo l’ordine delle preferenze ottenute, in base al seguente criterio: - 1 posti ai candidati provenienti da Gruppi o Aziende di Credito a partire da 20 e fino a 150 iscritti. - 4 posti ai candidati provenienti da Gruppi o Aziende di Credito con oltre 150 e fino a 600 iscritti; - 8 posti ai candidati provenienti da Gruppi o Aziende di Credito con oltre 600 iscritti; I posti residui vengono attribuiti ai candidati che, dopo le assegnazioni di cui ai punti precedenti, risultano aver ottenuto il maggior numero di preferenze. Ai fini di quanto previsto dal presente articolo: - le Casse Rurali e le altre Aziende di Credito o Enti di settore cooperativistico sono considerate nel loro insieme come un unico Gruppo;
Regolamento Congresso - al nucleo dei Pensionati/Esodati iscritti vanno attribuiti 2 (due) posti di diritto in seno al nuovo Consiglio Direttivo Provinciale. Per il Collegio Sindacale risultano eletti membri Effettivi i tre candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di preferenze e membri Supplenti il quarto e quinto dei candidati che hanno ottenuto voti. In caso di parità di preferenze ottenute per l’assegnazione dei posti di cui al presente articolo si intende eletto il candidato che abbia maggior anzianità di iscrizione alla FABI. In caso di mancata accettazione o di successive dimissione di un membro eletto negli organismi predetti, al suo posto subentrerà il candidato che abbia ottenuto il maggior numero di preferenze immediatamente inferiore, con il rispetto – in ogni caso e per quanto possibile – per il Consiglio Direttivo, del criterio della rappresentanza minima a seconda del numero degli iscritti di ciascuna Azienda. Ai fini del computo degli iscritti di ciascuna Azienda si tiene conto della situazione alla fine del terzo mese antecedente quello in cui si svolge il Congresso. Articolo 9 Sono Delegati al Congresso Nazionale i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze fino alla concorrenza dei posti disponibili segnalati dalla Federazione Nazionale, purché risultino iscritti alla fine del mese precedente quello in cui viene tenuto il Congresso del SAB. Sono eletti Delegati permanenti ai Consigli Nazionali i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze: in caso di successiva dimissione o decadenza di un Delegato, al suo posto subentrerà il candida-
to risultante primo tra quelli non eletti. Esaurita la lista dei non eletti, il Consiglio Direttivo Provinciale del SAB avrà titolo di eleggere i Delegati permanenti fino a concorrenza del numero, tempo per tempo previsto. Il Consiglio Direttivo Provinciale avrà altresì la facoltà di eleggere il/gli eventuali Delegati permanenti del SAB nell’eventuale maggior numero determinato dall’incremento complessivo degli iscritti. Articolo 10 La Commissione Elettorale è composta da 9 (nove) membri scelti tra gli iscritti alla FABI che non siano candidati a nessuna delle elezioni congressuali. Essa viene nominata dal Congresso su proposta del Consiglio Direttivo e si insedia all’apertura del lavori congressuali. Provvede alla verifica dei poteri ed a tutte le altre operazioni di voto sia preventive che successive, ivi inclusi gli adempimenti previsti dall’art. 14 del Regolamento Congressuale della Federazione. La Commissione Elettorale proclama i risultati delle votazioni
entro il terzo giorno successivo al Congresso con verbale la cui visione è consentita a qualsiasi iscritto. La Commissione Elettorale decide inoltre sui ricorsi avverso i risultati delle votazioni che devono essere presentati entro il terzo giorno successivo alla proclamazione dei medesimi risultati. Le decisioni della Commissione sono inappellabili. Articolo 11 La Segreteria uscente del SAB provvede a comunicare ai candidati interessati la loro avvenuta elezione nel Consiglio Direttivo, nel Collegio Sindacale e negli altri organismi sulla base dei verbali della Commissione Elettorale. La stessa Segreteria provvederà a convocare il Consiglio Direttivo Provinciale entro 30 (trenta) giorni dalla data del Congresso. Articolo 12 Per quanto non previsto dal presente Regolamento in relazione alla elezione dei delegati al Congresso Nazionale vale quanto stabilito dall’apposito Regolamento Congressuale della Federazione.
Consiglio Nazionale Federazione Autonoma Bancari Italiani
115° Consiglio Nazionale Mozione conclusiva
l 115° Consiglio Nazionale della FABI, riunito in Riccione nei giorni 22 e 23 settembre 2009, esprime profondo cordoglio per i militari italiani e le vittime civili a Kabul. Il 115° Consiglio Nazionale, ascoltata la relazione svolta dalla Segreteria Nazionale in nome e per conto del Comitato Direttivo Centrale, l’approva. Le Delegate ed i Delegati esprimono apprezzamento per l’attività svolta dal Comitato Direttivo Centrale e dalla Segreteria Nazionale in questi ultimi tre anni, che ha consentito lo sviluppo quantitativo e qualitativo della nostra Organizzazione. La crisi finanziaria ed econo-
La delegazione trentina al Consiglio Nazionale
mica che ha colpito l’economia mondiale richiede l’introduzione di nuove regole per evitare che quanto accaduto possa ripetersi in futuro; a questo proposito, il Consiglio Nazionale della FABI sostiene l’opportunità di porre dei tetti alle retribuzioni dei manager collegandole ai risultati di medio/lungo periodo. Il Consiglio Nazionale della FABI stigmatizza il tentativo dell’ABI e delle Aziende di credito di scaricare sui lavoratori i costi di una crisi che vede invece i dipendenti bancari svolgere con professionalità e competenza il compito di operatori del credito. Il Consiglio Nazionale della FABI sottolinea la necessità di difendere i livelli occupazionali, retributivi di
ogni ordine e grado, professionali e normativi della categoria, con particolare attenzione ai giovani ed alla precarizzazione dei rapporti di lavoro. I Delegati e le Delegate della FABI ribadiscono il valore assoluto ed imprescindibile della persona, la sua centralità e l’importanza della valorizzazione del fattore umano nei processi produttivi delle imprese bancarie. Il 115° Consiglio Nazionale della FABI convoca il XIX Congresso Nazionale in Roma - dal 15 al 19 febbraio 2010 - e ne approva il regolamento. Riccione, 23 settembre 2009
Consulenze Fabi
CONSULENZE La FABI di Trento assicura ai propri iscritti - presso la Sede del Sindacato, in Passaggio Zippel n° 2 - un servizio gratuito di assistenza e consulenza avvalendosi della collaborazione di professionisti qualificati. Gli appuntamenti devono essere fissati con qualche giorno di anticipo chiamando il numero 0461/236362 (più linee in ricerca automatica) oppure via telefax 0461/237590.
il 1° martedì di ogni mese dalle ore 17.00 alle ore 18.30
il 2° martedì di ogni mese dalle ore 17.00 alle ore 18.30
il 3° martedì di ogni mese dalle ore 17.00 alle ore 18.30 • Responsabile energetico (Ing. Tosi) tutti i martedì
Il 4° martedì di ogni mese dalle ore 17.00 alle ore 18.30
consulenza fiscale e commercialista
Ogni martedì dalle ore 17.00 alle ore 18.30
Ogni mercoledì dalle ore 17.00 alle ore 18.30
consulenza ed assistenza previdenziale Ogni giovedì dalle ore 17.00 alle ore 18.30
consulenza per l’handicap
Dal lunedì al venerdì: 9.00/12.30 - 13.30/17.00 presso HandiCREA - via S. Martino, 46 - TRENTO Telefono e fax 0461/239296 - handicrea@trentino.net
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Fabi in Trentino - Numero 4 - Speciale XIX Congresso 2009
Mensile del SAB/FABI Trento
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References: art. 1
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