Source: http://www.anaroncegno.com/lo_statuto.html
Timestamp: 2018-07-15 19:28:34+00:00

Document:
Lo statuto - Gruppo Alpini Roncegno
Modificato all’articolo 2 a seguito di delibera dell’Assemblea Nazionale dei Delegati del 30/05/2004. Abroga e
sostituisce lo Statuto edizione precedente.
Art. 1 - L’Associazione Nazionale Alpini (A.N.A.) fondata nel 1919, ha sede in Milano, Via Marsala 9, ed è costituita
tra coloro che hanno appartenuto od appartengono alle Truppe Alpine: alpini, artiglieri da montagna, genieri,
trasmettitori, paracadutisti, militari dei Servizi in organico alle Truppe Alpine, i quali, nel presente Statuto, vengono tutti indicati con il nome generico di "Alpini".
b) rafforzare tra gli Alpini di qualsiasi grado e condizione i vincoli di fratellanza nati dall’adempimento del
comune dovere verso la Patria e curarne, entro i limiti di competenza, gli interessi e l’assistenza;
e) promuovere e concorrere in attività di volontariato e Protezione Civile, con possibilità di impiego in Italia e
all’estero, nel rispetto prioritario dell’identità associativa e della autonomia decisionale.
L'emblema ufficiale della Sezione è il Vessillo e quello del Gruppo è il Gagliardetto, rispettivamente conformi ai
modelli di cui agli allegati n. 2 e 3.
Art. 4 - Possono far parte dell'Associazione coloro che hanno prestato servizio per almeno due mesi in reparti alpini e coloro che non avendo potuto, per cause di forza maggiore, prestarvi servizio per tale periodo di tempo, hanno
conseguito una ricompensa al valore, oppure il riconoscimento di ferita od invalidità per causa di servizio.
Contro la decisione di rigetto è ammesso il ricorso del richiedente al Consiglio direttivonazionale.
- portare il cappello alpino in occasione di raduni sociali,
- partecipare alle Assemblee di Gruppo e della Sezione cui appartengono, in conformità al presente Statuto ed ai regolamenti sezionali,
Al socio che, alla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui all'art. 8 bis, ricopra cariche politico-amministrative e cariche associative, si applicano le disposizioni previste dal 2° comma del citato articolo alla prima scadenza di una delle due cariche incompatibili."
Il Presidente sezionale, purché non ricada nell'esclusione di cui sopra, copre di diritto uno dei posti di Delegati spettanti alla Sezione.
Egli potrà farsi rappresentare all'Assemblea, mediante delega scritta, da un altro Delegato della Sezione e, nel caso che egli sia il solo Delegato di essa, da un componente il Consiglio direttivo sezionale od altrimenti da un socio della Sezione dal Consiglio stesso designato.
e) ricorsi contro provvedimenti disciplinari di cui all'ultimo capoverso dell'art. 37.
È vietata l'indicazione della voce "Varie" nell'ordine del giorno di convocazione dell'Assemblea nazionale dei Delegati;
sono comunque nulle le proposizioni, la trattazione e le deliberazioni su argomenti non portati all'ordine del giorno.
(I primi due anni del triennio per estrazione a sorte, in seguito per anzianità di nomina).
Essi sono rieleggibili per una sola volta consecutiva.
A parità di voti prevale il voto di chi presiede la riunione e cioè del PresidenteNazionale o, in caso di sua assenza, del Vice Presidente Nazionale più anziano presente.
Art. 19 - Il Presidente, o in caso di sua assenza o impedimento, il Vice Presidente nazionale a ciò designato dal
Consiglio direttivo nazionale ha la rappresentanza legale dell'Associazione.
Art. 21 – La Sezione si può costituire, previa autorizzazione del Consiglio direttivo nazionale, in ogni Comune dove risiedano almeno 500 Alpini, che siano già socidell'A.N.A. o che, avendone i requisiti, abbiano fatto domanda per diventarlo.
Art. 30 - L'attività dei Gruppi è soggetta al controllo del Consiglio direttivo sezionale che potrà esonerare dall'incarico
il Capo Gruppo e gli altri eventuali dirigenti nominando in loro provvisoria sostituzione un Commissariodeterminandone i compiti e stabilendo il termine entro cui dovrà esaurire il suo mandato.
- dopo due richiami scritti all’associato nell’arco di un anno;
- per fatti che compromettano il regolare svolgimento della vita del Gruppo o della Sezione o, in generale,
- dopo due censure inflitte all’associato nell’arco di tre anni;
- per fatti gravi che ledano la figura morale dell’associato;
- quando l’associato sia stato condannato, in via definitiva, per delitto non colposo che leda la figura morale dell’associato.
- a seguito di condanna penale definitiva per delitto non colposo e ritenuta incompatibile con l’appartenenza all’Associazione.
Nel caso il provvedimento di sospensione o di radiazione venisse preso nei confronti di associato che rivesta la funzione di Capogruppo o di Presidente di Sezione l’organo erogante la sanzione potrà commissariare il Gruppo o la Sezione.
a) in I grado
Il Consiglio Sezionale, integrato da un Consigliere Nazionale, per i procedimenti nei confronti dell’associato, del Capogruppo o del Gruppo.
Il Comitato di Presidenza Nazionale, integrato da due Consiglieri Nazionali e presieduto dal Vice Presidente Vicario, per i procedimenti nei confronti del Presidente di Sezione, del Consigliere di Sezione, della Sezione,
del Consigliere Nazionale.
b) in II grado
Il Comitato di Presidenza Nazionale, integrato da due Consiglieri Nazionali, avverso i provvedimenti disciplinari presi dal Consiglio Sezionale. Il Consiglio DirettivoNazionale, presieduto dal Presidente Nazionale, con esclusione dei componenti il Comitato di Presidenza che hanno partecipato al giudizio di I grado, avverso provvedimenti disciplinari presi dal Comitato di Presidenza.
Art. 37 ter - Qualsiasi associato può promuovere l’azione disciplinare.
L’azione in sede di appello può essere promossa sia da chi ha subito un provvedimento disciplinare, sia dall’associato che ha promosso l’azione in I grado.
OBBLIGATORIETA’ DELL’AZIONE DISCIPLINARE
Art. 38 - Gli organi preposti all’azione disciplinare hanno l’obbligo di promuovere l’azione e di istruirla.
A conclusione delle indagini preliminari l’Organo preposto all’azione disciplinare può:
a) procedere all’archiviazione, motivandola e dando comunicazione al denunciante e all’incolpato; avverso il provvedimento di archiviazione la parte denunciante può ricorrere al competente Organo disciplinare di II grado entro i termini di cui all’art. 36 del Regolamento;
b) decidere di promuovere l’azione disciplinare; in questo caso l’Organo Giudicante deve contestare all’incolpato i fatti e gli addebiti della denuncia ed invitarlo a presentare memorie difensive; l’incolpato ed il denunciante hanno diritto di essere sentiti personalmente, su loro richiesta o su iniziativa dell’Organo giudicante e farsi
assistere o difendere.
Art. 40 - L’anno sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre.

References: Art. 1

Art. 4

Art. 19

Art. 21

Art. 30

Art. 37

Art. 38

Art. 40