Source: http://www.dag.mef.gov.it/aree-tematiche/indennizzi/ingiusta_detenzione/index.html
Timestamp: 2020-02-24 13:28:30+00:00

Document:
Ingiusta detenzione - DAG
Indennizzo previsto ai sensi degli artt. 314 e 315 del codice di procedura penale (DOC - 24 KB) e consiste nel pagamento di una somma di denaro che non può eccedere l'importo di € 516.456,00
La riparazione non ha carattere risarcitorio ma di indennizzo e perciò viene determinata dal giudice in via equitativa.
presso la Cancelleria della Corte d'Appello del distretto giudiziario in cui è stata pronunciata la sentenza o il provvedimento di archiviazione che ha definito il procedimento;
nel caso di sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, la domanda deve essere proposta presso la cancelleria della Corte d’Appello che ha emesso il provvedimento impugnato;
personalmente dall'interessato oppure a mezzo di procuratore speciale;
entro due anni dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento o di condanna è divenuta irrevocabile, la sentenza di non luogo a procedere è divenuta inoppugnabile o il provvedimento di archiviazione è stato notificato alla persona nei cui confronti è stato pronunciato.
L'autorizzazione al pagamento è rilasciata dall’Ufficio IX della Direzione dei servizi del tesoro previa ricezione ed acquisizione della necessaria documentazione.
L’Ufficio IX, prima di procedere al pagamento della somma dovuta, per i pagamenti superiori ad € 5.000,00, accerta lo stato di non inadempienza del beneficiario, mediante richiesta effettuata ai sensi dell’art. 48 bis del D.P.R. 602/73 e del D.M. 18 gennaio 2008 n. 40, in vigore dal 29 marzo 2008, come modificato, da ultimo, dall’art. 1, comma 986, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205.
Per autorizzare il pagamento, l'Ufficio deve ricevere dalla Corte di Appello competente:
copia autentica dell’ordinanza munita dell’attestazione di irrevocabilità, rilasciata dalla competente cancelleria della Corte d’Appello che liquida l’indennità pecuniaria;
attestazione della registrazione delle spese prenotate a debito rilasciata dall’Agenzia delle Entrate,
fotocopia di un documento d’identità del creditore, in corso di validità;
comunicazione delle modalità di pagamento prescelte utilizzando apposito modello
permesso di soggiorno, ove necessario.
La procedura di pagamento varia secondo l’importo dell’indennizzo e in base alla modalità di pagamento prescelta dall’interessato.
Ulteriori modalità di pagamento sono previste nel caso in cui il creditore sia all’estero o si trovi in stato di detenzione per cause diverse da quelle che hanno originato la riparazione per ingiusta detenzione o per errore giudiziario.
Specifica documentazione, infine, dovrà essere presentata dagli eredi del creditore.
Il termine massimo di definizione del procedimento di autorizzazione è fissato in 120 giorni dalla data di conclusione dell’istruttoria o, se anteriore, dalla data di notifica dell’ordinanza, munita della formula esecutiva all’Ufficio erogatore
con accreditamento in conto corrente postale;
con accreditamento in conto corrente bancario;
che non è stata pronunciata sentenza di separazione personale per colpa;
che non è stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio.
Informazioni e chiarimenti sullo stato delle pratiche saranno forniti esclusivamente previa richiesta dell'interessato da inviare all'indirizzo di posta dcst.dag@pec.mef.gov.it

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