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Timestamp: 2014-03-16 23:25:05+00:00

Document:
EUR-Lex - 32009L0055 - IT
Direttiva 2009/55/CE del Consiglio, del 25 maggio 2009 , relativa alle esenzioni fiscali applicabili all’introduzione definitiva di beni personali di privati provenienti da uno Stato membro (Versione codificata)
GU L 145del 10.6.2009, pagg. 36–41 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
edizione speciale in lingua croata capitolo 09 tomo 002 pag. 193 - 198
di entrata in vigore: 30/06/2009; entrata in vigore data della pubblicazione + 20 vedi art. 14
del recepimento: 01/01/1984; al più tardi vedi art. 13
proposta Commissione; Com ? (Com if it refers to doc. type, otherwise Com.) 2008/0376 Def
parere Parlamento europeo; reso LE 16/12/2008
parere Comitato economico e sociale; GU C 77/2009 P 148
31983L0183 abrogazione 31989L0604 abrogazione 52008PC0376 approvazione Visualizza le misure nazionali di attuazione
32006L0112 Seleziona l'insieme dei documenti che citano il presente documento
(1) La direttiva 83/183/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983, relativa alle franchigie fiscali applicabili alle importazioni definitive di beni personali di privati provenienti da uno Stato membro [3], ha subito numerose e sostanziali modificazioni [4]. È opportuno, per motivi di chiarezza e di razionalizzazione, procedere alla codificazione di tale direttiva.
(2) Affinché la popolazione degli Stati membri diventi maggiormente consapevole delle attività della Comunità, occorre mantenere, a favore dei privati, l’azione intrapresa allo scopo di garantire, nella Comunità, le condizioni del mercato interno.
(3) Gli ostacoli fiscali all’introduzione in uno Stato membro, da parte di privati, di beni personali che si trovano in un altro Stato membro sono tali, in particolare, da intralciare la libera circolazione delle persone nella Comunità; occorre perciò eliminarli, nei limiti del possibile, introducendo esenzioni fiscali.
(4) Queste esenzioni fiscali possono essere applicate soltanto all’introduzione di beni che non hanno alcun carattere commerciale o speculativo e occorre fissarne pertanto i limiti e le condizioni d’applicazione.
(5) In ragione delle disposizioni di armonizzazione adottate nei settori delle accise e dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), le regole relative agli esoneri e alle franchigie all’importazione sono ormai prive di oggetto in tali settori.
(6) La presente direttiva fa salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale delle direttive indicati nell’allegato I, parte B,
a) l’imposta sul valore aggiunto;
b) i diritti d’accisa;
c) i diritti e le imposte specifici e/o periodici concernenti l’utilizzazione dei beni di cui al paragrafo 1 all’interno del paese, quali ad esempio i diritti riscossi all’atto dell’immatricolazione di autovetture, le tasse di circolazione stradale, i canoni televisivi.
1. Sono considerati "beni personali", a norma della presente direttiva, i beni destinati all’uso personale degli interessati o alle necessità della loro famiglia. Questi beni, per la loro natura o quantità, non debbono riflettere alcuna preoccupazione d’ordine commerciale, né debbono essere destinati a un’attività economica ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1 e degli articoli da 10 a 13 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto [5]. Sono tuttavia considerati beni personali anche gli strumenti delle arti meccaniche o delle libere professioni necessari all’esercizio della professione dell’interessato.
a) sono stati acquistati alle condizioni fiscali generali del mercato interno di uno degli Stati membri e non beneficiano, in uscita dallo Stato membro di provenienza, di esenzioni o di rimborsi di imposte sui consumi. Per l’applicazione della presente direttiva si ritiene che abbiano soddisfatto tali condizioni i beni acquistati alle condizioni di cui all’articolo 151 della direttiva 2006/112/CE, fatto salvo il paragrafo 1, primo comma, lettera e);
b) sono stati effettivamente destinati all’uso dell’interessato prima del trasferimento della residenza o dello stabilimento di una residenza secondaria. Gli Stati membri possono esigere che i veicoli stradali a motore (compresi i loro rimorchi), le roulotte da campeggio, le abitazioni trasportabili, le imbarcazioni da diporto e gli aerei da turismo siano destinati all’uso dell’interessato da almeno sei mesi prima del trasferimento di residenza.
i) per quanto riguarda veicoli stradali a motore (compresi i loro rimorchi), roulotte da campeggio, abitazioni trasportabili, imbarcazioni da diporto e aerei da turismo, che siano destinati all’uso dell’interessato da almeno dodici mesi prima del trasferimento di residenza;
ii) per quanto riguarda gli altri beni, che siano destinati all’uso dell’interessato da almeno sei mesi prima del trasferimento di residenza.
1. Ai fini dell’applicazione della presente direttiva, si intende per "residenza normale" il luogo in cui una persona dimora abitualmente, ossia per almeno 185 giorni all’anno, a motivo di legami personali e professionali oppure, nel caso di una persona senza legami professionali, a motivo di legami personali che rivelano l’esistenza di una stretta correlazione tra la persona in questione e il luogo in cui abita.
La concessione dell’esenzione è subordinata, fatte salve le modalità eventualmente applicabili in materia di transito comunitario, alla compilazione, su carta libera, di un inventario dei beni e alla presentazione, se lo Stato lo richiede, di una dichiarazione il cui modello e contenuto siano conformi alla procedura prevista all’articolo 248 bis, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario [6]. Nessuna menzione del valore può essere pretesa nell’inventario.
a) la persona interessata sia proprietaria della residenza secondaria o locataria della medesima per un periodo di almeno dodici mesi;
b) i beni introdotti corrispondano al mobilio normale della residenza secondaria.
a) l’introduzione deve essere effettuata durante un periodo che inizia due mesi prima della data prevista per il matrimonio e che termina quattro mesi dopo la data della celebrazione;
b) il privato deve fornire la prova dell’avvenuta celebrazione del matrimonio o dell’avvio delle pratiche ufficiali a tal fine.
2. Sono parimenti ammessi in esenzione i regali abitualmente offerti in occasione di un matrimonio, ricevuti da una persona che soddisfa le condizioni di cui al paragrafo 1, da persone aventi la residenza normale in uno Stato membro diverso da quello di destinazione. L’esenzione è applicabile ai regali il cui valore unitario non superi 350 EUR. Gli Stati membri possono tuttavia accordare un’esenzione per un valore superiore, purché esso non superi, per singoli regali ammessi in esenzione, 1400 EUR.
INTRODUZIONE DI BENI PERSONALI DEL "DE CUIUS" ACQUISITI PER VIA SUCCESSORIA
In deroga all’articolo 2, paragrafi 2 e 3, all’articolo 4 e all’articolo 5, paragrafo 2, ma fatte salve le altre disposizioni contenute negli articoli 2, 3 e 5, qualunque privato che acquisisca per via successoria (mortis causa) la proprietà o l’usufrutto di beni personali del "de cuius", situati in uno Stato membro, può introdurre tali beni in esenzione dalle imposte di cui all’articolo 1, paragrafo 1 in un altro Stato membro in cui ha una residenza, alle seguenti condizioni:
a) il privato deve presentare all’autorità competente dello Stato membro di destinazione un attestato rilasciato da un notaio o da altra autorità competente dello Stato membro di provenienza, comprovante l’acquisizione per via successoria dei beni introdotti;
b) l’introduzione deve essere effettuata entro due anni a decorrere dall’immissione nel possesso di tali beni.
[1] Parere del 16 dicembre 2008 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
[2] Parere del 17 settembre 2008 (GU C 77 del 31.3.2009, pag. 148).
[3] GU L 105 del 23.4.1983, pag. 64.
[5] GU L 347 dell’11.12.2006, pag. 1.
Direttiva 83/183/CEE del Consiglio (GU L 105 del 23.4.1983, pag. 64). | |
Direttiva 89/604/CEE del Consiglio (GU L 348 del 29.11.1989, pag. 28). | |
Direttiva 91/680/CEE del Consiglio, (GU L 376 del 31.12.1991, pag. 1). | limitatamente all’articolo 2, paragrafo 2, terzo trattino |
Direttiva 92/12/CEE del Consiglio, (GU L 76 del 23.3.1992, pag. 1). | limitatamente all’articolo 23, paragrafo 3, secondo trattino |
83/183/CEE | 1o gennaio 1984 |
89/604/CEE | 1o luglio 1990 |
91/680/CEE | 1o gennaio 1993 [1] |
92/12/CEE | 1o gennaio 1993 [2] |
[1] Essi adottano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie affinché il loro regime così adattato alle disposizioni previste all’articolo 1, punti da 1 a 20 e punti 22, 23 e 24 e all’articolo 2 della direttiva 91/680/CEE sia messo in vigore al 1o gennaio 1993.
[2] Tuttavia per quanto riguarda l’articolo 9, paragrafo 3, il Regno di Danimarca è autorizzato a mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi a questa disposizione entro e non oltre il 1o gennaio 1993.
Direttiva 83/183/CEE | Presente direttiva |
— | Articolo 1, paragrafo 2, lettera a) |
— | Articolo 1, paragrafo 2, lettera b) |
Articolo 1, paragrafo 2 | Articolo 1, paragrafo 2, lettera c) |
Articolo 2, paragrafo 2, primo comma, lettera a) | Articolo 2, paragrafo 2, primo comma, lettera a) |
Articolo 2, paragrafo 2, primo comma, lettera b) | Articolo 2, paragrafo 2, primo comma, lettera b) |
Articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, alinea | Articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, alinea |
Articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, primo trattino | Articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, punto i) |
Articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, secondo trattino | Articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, punto ii) |
Articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, ultima frase | — |
Articolo 7, paragrafo 1, lettera a) | Articolo 7, paragrafo 1, primo comma |
Articolo 7, paragrafo 1, lettera b) | Articolo 7, paragrafo 1, secondo comma |
Articolo 8, paragrafo 1, secondo comma, alinea | Articolo 8, paragrafo 1, secondo comma, alinea |
Articolo 8, paragrafo 1, secondo comma, punti i) e ii) | Articolo 8, paragrafo 1, secondo comma, lettere a) e b) |
Articoli 9, 10 e 11 | Articoli 9, 10 e 11 |
Articolo 12, paragrafo 2 | Articolo 12, paragrafo 1 |
Articolo 12, paragrafo 3 | Articolo 12, paragrafo 2 |
Articolo 13 | Articolo 15 |

References: art. 14
 art. 13
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Articolo 7
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Articolo 8
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Articolo 12
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