Source: http://docplayer.it/32311937-Legge-regionale-14-ottobre-2008-n-26.html
Timestamp: 2018-12-14 19:47:28+00:00

Document:
Legge regionale 14 ottobre 2008, n PDF
Download "Legge regionale 14 ottobre 2008, n. 26"
1 Legge regionale 14 ottobre 2008, n. 26 Tutela delle risorse genetiche autoctone vegetali ed animali di interesse agrario (B.U. Regione Basilicata N. 50 del 16 ottobre 2008) Articolo 1 Finalità La Regione Basilicata tutela, nell ambito delle politiche di sviluppo, promozione e salvaguardia degli agroecosistemi e delle produzioni di qualità, le risorse genetiche autoctone vegetali ed animali, rispettivamente coltivate ed allevate, in pericolo di estinzione o minacciate da erosione genetica. Possono, altresì, essere oggetto di tutela a norma della presente legge le specie, razze, varietà, cultivar, ecotipi e biotipi attualmente scomparsi dal territorio regionale e conservati in orti botanici, allevamenti, istituti sperimentali, banche genetiche, campi catalogo, centri di ricerca di altre regioni o Paesi, per i quali esiste un interesse a favorirne la reintroduzione. Articolo 2 Definizioni Ai fini della presente legge sono considerate risorse genetiche autoctone vegetali ed animali specie, razze, varietà, popolazioni, cultivar, ecotipi, biotipi e cloni allevati o coltivati che siano originari del territorio regionale ovvero che siano stati introdotti nel territorio regionale da almeno cinquanta anni e che, integratisi nell agroecosistema della Regione, abbiano assunto caratteristiche specifiche tali da suscitare interesse ai fini della loro tutela. Articolo 3 Repertorio regionale 1. Al fine di consentire la tutela del patrimonio genetico, è istituito il Repertorio regionale, in seguito denominato Repertorio, suddiviso in
2 sezione animale e sezione vegetale, nel quale sono iscritte specie, razze, varietà, popolazioni, cultivar, ecotipi, biotipi e cloni di interesse regionale di cui all articolo 2. Il Repertorio è gestito dal Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Economia Montana, di seguito denominato Gestore. 2. Entro novanta giorni dall entrata in vigore della presente legge, la Giunta Regionale propone al Consiglio Regionale che lo approva nei successivi sessanta giorni un regolamento con il quale stabilisce i criteri e le modalità per la tenuta del Repertorio nel rispetto dei seguenti principi: 1. il Repertorio è organizzato secondo modalità che tengano conto delle caratteristiche tecniche di analoghi strumenti esistenti a livello nazionale e internazionale, in modo da renderlo quanto più possibile omogeneo e confrontabile con gli stessi e ne stabilisce le modalità per la sua tenuta; 2. l iscrizione avviene per iniziativa del Gestore ovvero su proposta della Giunta Regionale, delle Province, di Enti scientifici, di Enti pubblici, di Organizzazioni e Associazioni private, nonché di singoli cittadini; 3. l iscrizione al Repertorio è gratuita ed è eseguita a cura del Gestore, previa acquisizione del parere favorevole della competente Commissione tecnico-scientifica di cui all articolo 4; 4. alla domanda di iscrizione è allegata, a cura del presentatore, una specifica documentazione storico-tecnico-scientifica; 5. le specie, le razze, le varietà, le popolazioni, le cultivar, gli ecotipi, i biotipi ed i cloni di interesse regionale per essere iscritti nel Repertorio devono essere identificabili per un numero minimo di caratteri definiti per ogni singola entità; 6. le risorse genetiche iscritte nel Repertorio possono essere cancellate dal Gestore, previo parere favorevole della competente Commissione tecnico-scientifica di cui all art. 4, quando non sussistano più i requisiti di cui all art. 2; 7. individua le risorse genetiche autoctone vegetali ed animali da tutelare; 8. definisce, su proposta delle competenti Commissioni tecnicoscientifiche di cui all art. 4, per ciascuna categoria di risorsa genetica autoctona, le tipologie di intervento, nel rispetto delle norme di conservazione e di tutela specifiche dettate dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale vigente. Articolo 4 Commissioni tecnico-scientifiche
3 1. Presso la Giunta Regionale sono istituite la Commissione tecnicoscientifica per il settore animale e la Commissione tecnico-scientifica per il settore vegetale, coordinate da un dirigente o funzionario dell Ufficio regionale competente in materia di agricoltura, componente entrambe le Commissioni con funzioni di Presidente. 2. La Commissione tecnico-scientifica per il settore animale è composta da: a) un dirigente o funzionario del Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Economia Montana competente in materia; b) un funzionario dell Ufficio regionale competente in materia di sanità veterinaria; c) un rappresentante del mondo agricolo designato d intesa dalle organizzazioni sindacali degli imprenditori agricoli; d) due esperti del mondo scientifico ed accademico competenti in materia di risorse genetiche animali. 3. La Commissione tecnico-scientifica per il settore vegetale è composta da: a) un dirigente o funzionario del Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Economia Montana competente in materia; b) un funzionario del Dipartimento regionale competente in materia di ambiente; c) un rappresentante del mondo agricolo designato d intesa dalle organizzazioni sindacali degli imprenditori agricoli; d) due esperti del mondo scientifico ed accademico competenti in materia di risorse genetiche di piante erbacee ed arboree di interesse agrario. 4. Le Commissioni sono costituite con decreto del Presidente della Giunta Regionale. Ogni Commissione resta in carica per cinque anni e si avvale, per le funzioni di segreteria, di un dipendente regionale nominato dal Dirigente Generale del Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Economia Montana. 5. La partecipazione alle commissioni di cui ai precedenti commi 2 e 3 è a titolo gratuito. 6. Le Commissioni hanno il compito di:
4 a) esprimere parere in merito all iscrizione ed alla cancellazione delle risorse genetiche autoctone vegetali ed animali nel Repertorio regionale del patrimonio genetico; b) esprimere parere e formulare proposte in ordine all adozione del Regolamento di cui all art. 9; c) stabilire, nell ambito del suddetto regolamento, l urgenza, le priorità e le tipologie d intervento per ciascuna risorsa genetica autoctona vegetale e animale; d) esprimere parere e formulare proposte in ordine all adozione dei programmi settoriali di interventi di cui all art Le Commissioni si dotano di rispettivi regolamenti interni per il loro funzionamento. Articolo 5 Siti di conservazione della biodiversità 1. Enti pubblici, Associazioni di produttori, Università, Scuole pubbliche, Associazioni onlus, Associazioni ambientaliste, Enti parco nonché imprenditori agricoli e soggetti privati autorizzati all attività di riproduzione di vegetali ed animali che hanno sede in Basilicata possono costituire siti di conservazione delle risorse genetiche autoctone vegetali ed animali, istituendo campi di conservazione di specie e varietà in via di estinzione o centri di allevamento per la conservazione di razze animali o specie in via di estinzione. 2. La Regione riconosce ai soggetti di cui al comma 1, nei termini previsti dalle norme sugli aiuti di Stato, contributi per le spese di costituzione e/o mantenimento dei siti di conservazione attraverso l approvazione degli appositi programmi pluriennali di cui all art I beneficiari del contributo regionale sono tenuti a conservare il materiale genetico in dotazione e devono mettere a disposizione, con priorità per gli Enti pubblici, le Università degli studi, le Scuole Pubbliche e gli imprenditori agricoli a titolo principale, il materiale di moltiplicazione derivante dalle risorse genetiche autoctone vegetali ed animali oggetto della conservazione. 4. Il materiale di propagazione vegetale fornito dovrà rispondere a tutti i requisiti fitosanitari previsti dalla normativa regionale, nazionale e comunitaria sul materiale vivaistico e di moltiplicazione. 5. I soggetti detentori dei siti di conservazione sono iscritti in un elenco pubblico gestito dal competente Ufficio del Dipartimento Agricoltura,
5 Sviluppo Rurale e Economia Montana costituito con delibera di Giunta Regionale. Articolo 6 Banche del germoplasma 1. Gli Enti pubblici, le Università, le Scuole pubbliche, gli Enti Parco e i privati che hanno sede in Basilicata possono istituire banche del germoplasma autoctono vegetale regionale anche avvalendosi del contributo economico degli Enti Pubblici interessati alla conservazione del materiale genetico. 2. Le attività di conservazione e gestione ex situ del germoplasma presso le banche del germoplasma di cui al primo comma devono essere conformi ai protocolli e alle procedure standard previsti dagli analoghi centri e istituzioni nazionali e internazionali. 3. La Regione riconosce ai soggetti di cui al comma 1 contributi per le spese di costituzione e/o mantenimento attraverso l approvazione degli appositi programmi pluriennali di cui all art. 8. Articolo 7 Patrimonio delle risorse genetiche 1. Fermo restando il diritto di proprietà su ogni pianta on animale iscritto nel Repertorio di cui all articolo 3, il patrimonio delle risorse genetiche di tali piante od animali è coperto da diritti di natura collettiva che fanno capo alla comunità locale che ne ha curato la conservazione, all interno della quale devono essere equamente distribuiti i benefici. 2. La Regione tutela il patrimonio agrario costituito dalle risorse genetiche autoctone vegetali ed animali di cui alla presente legge, e garantisce che i benefici derivanti dalla loro riproduzione, diffusione e uso, appartengano in modo inalienabile e imprescrittibile alle comunità locali che ne hanno curato la conservazione. 3. Ai produttori agricoli residenti nei luoghi dove le risorse genetiche autoctone vegetali ed animali hanno evoluto le loro peculiari caratteristiche, è riconosciuto il diritto allo scambio diretto ed in ambito regionale di sementi o altri materiali di propagazione.
6 Articolo 8 Programmi settoriali di interventi 1. Il Consiglio Regionale approva, entro novanta giorni dall entrata in vigore della legge finanziaria regionale, un programma settoriale di intervento, di durata triennale, nel quale sono stabilite le linee guida per le attività inerenti la tutela delle risorse genetiche autoctone. 2. Con il programma settoriale di intervento di cui al comma 1, la Regione: a) provvede alla verifica ed al censimento su tutto il territorio regionale della biodiversità animale e vegetale da tutelare affidandone la realizzazione a soggetti di comprovata esperienza in materia; b) favorisce le iniziative, sia a carattere pubblico sia privato, tendenti alla conoscenza, alla promozione ed alla conservazione delle risorse genetiche autoctone vegetali ed animali; c) assume direttamente iniziative specifiche atte alla tutela, al miglioramento, alla moltiplicazione ed alla valorizzazione delle risorse genetiche autoctone vegetali ed animali, nonché all eventuale registrazione di varietà suscettibili di utilizzazione economicamente rilevante; d) prevede specifiche iniziative per incentivare, anche con misure economiche, la costituzione e/o il mantenimento dei siti di conservazione e delle banche del germoplasma di cui ai precedenti articoli 5 e In applicazione del piano settoriale di cui al comma 1, la Giunta Regionale approva, previo parere della Commissione competente, per ognuna delle annualità comprese nel triennio, un programma operativo annuale per la realizzazione delle attività ed iniziative previste, specificando i soggetti beneficiari dei contributi, le modalità di accesso e di erogazione dei benefici, le zone prioritarie d intervento e le forme di controllo delle iniziative previste. Articolo 9 Disposizioni finanziarie 1. Al finanziamento delle iniziative di cui alla presente legge si farà fronte con i fondi del PSR 2007/2013 nella misura di ,00 per l anno 2008.
7 Articolo 10 Formula finale 1. La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. 2. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Basilicata. Potenza, 14 ottobre 2008 IL VICE PRESIDENTE FOLINO
REGOLAMENTO 3 luglio 2012, n. 6
REGOLAMENTO 3 luglio 2012, n. 6 Regolamento di attuazione dell articolo n. 33 della legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI DECRETO 18 aprile 2008 Disposizioni applicative per la commercializzazione di sementi di varieta' da conservazione. (GU n.122 del 26-5-2008) IL
Repubblica Italiana. Assessorato Regionale dell'agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea Dipartimento Regionale Agricoltura
Allegato A Repubblica Italiana Regione Siciliana Assessorato Regionale dell'agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea Dipartimento Regionale Agricoltura Linee Guida. Linee Guida per
REGOLAMENTO REGIONALE 22 marzo 2016, n. 5 Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse Agrario, Forestale e Zootecnico.
4 PARTE PRIMA Leggi e regolamenti regionali REGOLAMENTO REGIONALE 22 marzo 2016, n. 5 Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse Agrario, Forestale e Zootecnico. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE:
D.A. 11 REPUBBLICA ITALIANA R E G I O N E S I C I L I A N A L ASSESSORE DELLE RISORSE AGRICOLE E ALIMENTARI VISTO lo Statuto della Regione siciliana; VISTA la Legge regionale 15/05/2000, n.10; VISTA la
Le norme in merito alle VARIETÀ DA CONSERVAZIONE
Le norme in merito alle VARIETÀ DA CONSERVAZIONE Carmagnola (TO) - 25 marzo 2011 VARIETA DA CONSERVAZIONE DEFINIZIONE Le varietà da conservazione sono varietà, popolazioni, ecotipi, cloni e cultivar di
Cipolla di Treschietto: da risorsa ad opportunità per lo sviluppo del territorio
Convegno su: Cipolla di Treschietto: da risorsa ad opportunità per lo sviluppo del territorio Comune di Bagnone 22 novembre 2008 Presentazione del Progetto triennale di recupero, caratterizzazione, conservazione
MODALITÁ DI ISCRIZIONE, DI ACCESSO E TENUTA DELL ELENCO DEI COLTIVATORI CUSTODI DI SPECIE VEGETALI AI SENSI DELLA L. R. 64/04
MODALITÁ DI ISCRIZIONE, DI ACCESSO E TENUTA DELL ELENCO DEI COLTIVATORI CUSTODI DI SPECIE VEGETALI AI SENSI DELLA L. R. 64/04 (Regolamento di attuazione LR 64/04, D.P.G.R. 1/03/2007, n 12/R) Allegato A
Legge 20 Novembre 2017, n. 168 Norme in Materia di domini collettivi
Legge 20 Novembre 2017, n. 168 Norme in Materia di domini collettivi LEGGE 20 novembre 2017, n. 168 Norme in materia di domini collettivi. (17G00181) (GU n.278 del 28-11-2017) Vigente al: 13-12-2017 La
OPERAZIONE Conservazione delle risorse genetiche vegetali e animali in agricoltura.
OPERAZIONE 10.2.1 Conservazione delle risorse genetiche vegetali e animali in agricoltura. L obiettivo dell Operazione è incentivare le azioni mirate, concertate e di accompagnamento per la tutela della
PROTOCOLLO D INTESA PER LO STUDIO E LA VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITA DELLA SARDEGNA. tra Agenzia LAORE Sardegna
PROTOCOLLO D INTESA PER LO STUDIO E LA VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITA DELLA SARDEGNA tra Agenzia LAORE Sardegna con sede in Cagliari, Via Caprera n. 8, CF 03122560927, nella persona del Direttore Generale
Regione Basilicata Legge Regionale n. 7 del 2 febbraio Disciplina della strada del vino, dell olio e dei prodotti tipici agro-alimentari CAPO I
Regione Basilicata Legge Regionale n. 7 del 2 febbraio 2000 Disciplina della strada del vino, dell olio e dei prodotti tipici agro-alimentari Fonte:BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA N. 7 del
Nell Unione Europea la biodiversità forestale e la tutela della biodiversità sono legate al concetto di provenienza. Titolo della presentazione
L IMPIEGO DELLE SPECIE AUTOCTONE NELLA RICOSTRUZIONE DEL PAESAGGIO IL RUOLO DEI VIVAI FORESTALI Giovanni Ravanelli Gianluca Gaiani Ente Regionale per i Servizi all agricoltura e alle Foreste Titolo della
LEGGE REGIONALE N. 39 DEL REGIONE UMBRIA Norme per la produzione ed il controllo dei prodotti biologici.
LEGGE REGIONALE N. 39 DEL 28-08-1995 REGIONE UMBRIA Norme per la produzione ed il controllo dei prodotti biologici. (Bollettino Ufficiale della Regione Umbria N. 45 del 6 settembre 1995) Il Consiglio Regionale
CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE APPROVATA DALLA CAMERA DEI DEPUTATI. il 18 dicembre 2014 (v. stampato Senato n. 1728)
Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI DOCUMENTI CAMERA DEI DEPUTATI N. 348-B PROPOSTA DI LEGGE APPROVATA DALLA CAMERA DEI DEPUTATI il 18 dicembre 2014 (v.
LEGGE 1 dicembre 2015, n. 194 Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversita' di interesse agricolo e alimentare. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
CAMERA DEI DEPUTATI Mercoledì 24 settembre XVII LEGISLATURA BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI Agricoltura (XIII)
CAMERA DEI DEPUTATI Mercoledì 24 settembre 2014 302. XVII LEGISLATURA BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI Agricoltura (XIII) DISPOSIZIONI PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ
(Testo coordinato con le modifiche ed integrazioni di cui alla L.R. 26 febbraio 2010, n. 8) Art. 1 (Finalità)
Legge regionale 7 dicembre 2009, n. 47 Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali e della flora spontanea autocna della Calabria. (BUR n. 22 dell 1 dicembre 2009, supplemento straordinario n. 8 del
LEGGE REGIONALE N. 1 DEL REGIONE BASILICATA RICONOSCIMENTO ED ISTITUZIONE DEI DISTRETTI INDUSTRIALI E DEI SISTEMI PRODUTTIVI LOCALI
LEGGE REGIONALE N. 1 DEL 23-01-2001 REGIONE BASILICATA RICONOSCIMENTO ED ISTITUZIONE DEI DISTRETTI INDUSTRIALI E DEI SISTEMI PRODUTTIVI LOCALI Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA N. 6

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 articolo 2
 articolo 4
 art. 4
 art. 2
 art. 4
 Articolo 4
 art. 9
 Articolo 5
 Articolo 6
 art. 8
 Articolo 7
 articolo 3
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Art. 1