Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-13687-del-05-07-2016
Timestamp: 2020-06-01 14:20:33+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 13687 del 05/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13687 del 05/07/2016
Cassazione civile sez. lav., 05/07/2016, (ud. 20/04/2016, dep. 05/07/2016), n.13687
sul ricorso 29003-2010 proposto da:
PELLICONI ABRUZZO S.R.L., EQUITALIA PRAGMA S.P.A.;
PELLICONI ABRUZZO S.R.L. C.F. (OMISSIS), in persona del legale
GORIZIA 14 presso lo studio dell’avvocato FRANCO SABATINI, che la
I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, EQUITALIA
PRAGMA SPA;
avverso la sentenza n. 803/2009 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata il 11/12/2009 R.G.N. 295/09;
udito l’Avvocato CARLA D’ALOISIO per delega orale Avvocato
udito l’Avvocato LORENZO MINISCI per delega Avvocato FRANCO
Con sentenza depositata l’11.12.2009, la Corte d’appello dell’Aquila confermava la statuizione di primo grado che, accogliendo l’opposizione a cartella esattoriale proposta da Pelliconi Abruzzo s.r.l., aveva dichiarato l’infondatezza della pretesa dell’INPS di recuperare quanto da essa fruito nel periodo 1995-2001 a titolo di sgravi contributivi in relazione alla stipulazione di contratti di formazione e lavoro con personale alle sue dipendenze.
Contro questa pronuncia propone ricorso per cassazione l’INPS, articolando due motivi di censura. Resiste l’azienda con controricorso contenente ricorso incidentale condizionato, fondato su un unico motivo. Entrambe le parti hanno depositato memoria, mentre la società concessionaria del servizio di riscossione è rimasta intimata.
Con il secondo motivo del ricorso principale, l’INPS denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 87 e 88 del Trattato CE, del Regolamento (CE) n. 994/1995, dell’art. 2 del Regolamento (CE) n. 69/2001, della decisione della Commissione Europea dell’11.5.1999, della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea 7.3.2002, C-310/99, nonchè dell’art. 2697 c.c., L. n. 451 del 1994, art. 16 e L. n. 196 del 1997, art. 15 ed altresì omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, per avere la Corte territoriale ritenuto applicabile la disciplina propria della regola c.d. de minimis pur in assenza di prova dei relativi presupposti.
Il motivo è fondato. Questa Corte di legittimità ha già avuto modo di chiarire che la regola de minimis costituisce un’eccezione alla generale disciplina relativa agli aiuti di Stato, stabilendo una soglia di aiuto al di sotto della quale la disciplina restrittiva degli aiuti di Stato contenuta nel Trattato CE deve considerarsi inapplicabile, e ha chiarito non soltanto che la sussistenza delle specifiche condizioni concretizzanti l’applicabilità della regola de minimis costituisce elemento costitutivo del diritto a beneficiare dello sgravio contributivo, che come tale deve essere provato dal soggetto che lo invoca (Cass. n. 6756 del 2012), ma soprattutto che per la sussistenza di tali condizioni non basta che l’importo chiesto in recupero ed oggetto del singolo procedimento sia inferiore alla soglia fissata dalla decisione della Commissione Europea dell’11.5.1999, dovendo invece la relativa prova riguardare l’ammontare massimo totale dell’aiuto rientrante nella categoria de minimis su un periodo di tre anni a decorrere dal momento del primo aiuto de minimis, comprendendovi qualsiasi aiuto pubblico accordato sotto qualsiasi forma (cfr. tra le più recenti Cass. n. 6780 del 2013), e fermo restando che, in caso di superamento della soglia, riacquista vigore in pieno la disciplina del divieto che involge l’intera somma, la quale deve essere recuperata per l’intero e non solo per la parte che eccede la soglia di tolleranza, a prescindere dalla circostanza che l’aiuto sia stato erogato in epoca precedente al Regolamento (CE) n. 69/2001 (Cass. n. 11228 del 2011). E avendo la Corte territoriale viceversa ritenuto di poter dare applicazione alla regola in questione sulla sola base dell’importo dei contributi oggetto della richiesta di restituzione, omettendo di condurre gli ulteriori accertamenti di cui supra s’è detto, risulta evidente lo scostamento dal principio di diritto ormai consolidatosi nella giurisprudenza di questa Corte di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 16
 art. 15
 Cass.