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Timestamp: 2019-03-23 20:21:11+00:00

Document:
Legge Regionale Umbria del 28 febbraio 2005, n.18
“Tutela della salute psicofisica della persona sul luogo di lavoro e prevenzione e contrasto dei fenomeni di mobbing”
Pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria del 16 marzo 2005 n. 12
La Legge Regionale Umbria del 28.02.2005 n. 18 recita:
- Art. 1 - Finalità: 1. La Regione Umbria, in attuazione degli articoli 1, 2, 3, 4, 32 e 41 della Costituzione italiana, nel rispetto della normativa statale vigente e dell’ordinamento comunitario, al fine di tutelare l’integrità psico-fisica della persona sul luogo di lavoro, promuove azioni ed iniziative volte a prevenire e contrastare l’insorgenza e la diffusione di fenomeni di molestie morali, persecuzioni e violenze psicologiche sui luoghi di lavoro, di seguito denominate mobbing.
- Art. 2 - Compiti della Regione: 1. Per le finalità di cui all’articolo l la Regione promuove, in collaborazione con le parti sociali interessate, con l’Osservatorio regionale sul mobbing di cui all’articolo 7 e con le strutture socio-sanitarie locali, azioni di prevenzione, formazione, informazione, ricerca ed assistenza medico-legale e psicologica.
- Art. 3 - Azioni di formazione: 1. La Regione promuove corsi di formazione professionale sul fenomeno mobbing, rivolti, in particolare, ai seguenti soggetti: a) operatori dei Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (SPSAL) e dei Centri di salute mentale; b) operatori dell’Ispettorato del lavoro; c) operatori degli Istituti di previdenza; d) operatori delle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro; e) operatori degli sportelli anti-mobbing di cui all’articolo 6 della presente legge; f) responsabili della gestione del personale nel settore pubblico e privato.
- Art. 4 - Azioni di informazione e ricerca: 1. La Regione promuove: a) l’elaborazione e diffusione di studi e ricerche sul mobbing, anche attraverso l’Osservatorio regionale sul mobbing di cui all’articolo 7 e l’Agenzia umbra ricerche (AUR); b) la realizzazione di strumenti permanenti di documentazione e informazione; c) l’attivazione di corsi post-laurea nelle materie oggetto della presente legge.
- Art. 5 - Azioni di assistenza medico-legale e psicologica: 1. La Regione concede incentivi alla realizzazione di supporti e terapie psicologiche di sostegno e riabilitazione per il lavoratore vittima del mobbing ed i suoi familiari, secondo criteri e modalità da stabilirsi dalla Giunta regionale entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
- Art. 6 - Sportelli anti-mobbing: 1. La Regione promuove l’istituzione presso gli uffici comunali di cittadinanza di appositi sportelli anti-mobbing con il compito di: a) fornire una prima consulenza in ordine ai diritti del lavoratore; b) orientare il lavoratore presso gli uffici della ASL competente; c) segnalare, con il consenso del lavoratore, i casi di presunto mobbing al Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro territorialmente competente.
- Art. 7 - Osservatorio regionale sul mobbing:
2. L’Osservatorio è composto da: a) l’assessore regionale alle politiche attive del lavoro, o suo delegato, che lo presiede; b) un membro designato dal Comitato regionale di coordinamento per la sicurezza nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 27 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626; c) il dirigente regionale del Servizio di prevenzione, o suo delegato; d) un rappresentante designato dalla direzione regionale del lavoro; e) un rappresentante designato congiuntamente dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori presenti nella Commissione tripartita; f) un rappresentante designato congiuntamente dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro presenti nella Commissione tripartita; g) la consigliera regionale di parità; h) un sociologo e uno psicologo individuati dalla direzione regionale della sanità, a cura del direttore della stessa; i) un avvocato esperto di diritto del lavoro, da individuare nell’ambito dell’Ufficio legale della Regione.
4. L’Osservatorio svolge i seguenti compiti: a) formula proposte alla Giunta regionale in ordine alle azioni e interventi di cui alla presente legge; b) svolge attività di consulenza nei confronti degli organi regionali, nonché degli enti pubblici, delle associazioni ed enti privati e delle aziende sanitarie che adottino progetti o sviluppino iniziative a sostegno delle finalità della presente legge, in particolare si raccorda con i comitati paritetici sul fenomeno del mobbing o organismi analoghi eventualmente previsti dai contratti collettivi di lavoro; c) realizza il monitoraggio e le analisi del fenomeno del mobbing, anche avvalendosi degli enti strumentali della Regione; d) promuove studi, ricerche, campagne di sensibilizzazione e di informazione in raccordo con i soggetti destinatari della presente legge; e) promuove i protocolli d’intesa e le collaborazioni con gli organismi di vigilanza al fine di contrastare il fenomeno del mobbing anche nell’ambito dello svolgimento delle loro attività istituzionali.
- Art. 8 - Attività di controllo:
3. Il collegio è composto da: a) un medico specialista in medicina del lavoro del SPSAL; b) un medico specialista in medicina legale; c) uno psicologo o uno psichiatra.

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8