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Timestamp: 2017-08-21 06:42:26+00:00

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La casta fa ancora più schifo! | Patuasia News
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L’ennesima schifezza! »
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This entry was posted on 30 marzo 2015 at 15:33 and is filed under Affari, Brutto esempio, Casta, Critica, Cultura morta, Degrado morale, Disgusto, Favori, Magistratura, Uomini politici, Vandalismo istituzionale. You can subscribe via RSS 2.0 feed to this post's comments.
Tag: La casta valdostana, Magistratura, Scandalo contributi, Valle d'Aosta
21 commenti su “La casta fa ancora più schifo!”
30 marzo 2015 a 15:46
questa sentenza spero insegni un pò di cautela a qualche giornalista e un pò di coerenza ai tifosi che esultano per le condanne altrui
30 marzo 2015 a 15:49
Fossero stati tutti condannati avrebbero detto: “Occorre aspettare il terzo grado di giudizio”… Mi auguro che per decenza dicano lo stesso ora che sono stati assolti.
Non è che il garantismo vale solo se si è colpevoli in primo grado…
30 marzo 2015 a 16:05
il fatto più preoccupante è che nella sentenza non c’è graduazione di responsabilità. Il giudice non ha potuto fare differenze perché l’accusa non ha voluto vedere nel comportamento di alcuni differenze che pure mi pare che ci siano. Quelli che si sono messi i soldi sul conto personale trattati come quelli che hanno finanziato il giornale del partito. insomma, tutti liberi e la melma resta indifferenziata.
Signor Puccettone, non è perché un uomo-giudice decide che io non possa esprimere la mia idea sulla di lui decisione. Non credo in Dio, figuriamoci negli uomini e nelle donne! Meno che mai ora che sia la Politica sia la Magistratura non offrono ai cittadini esempi di buona condotta e senso della responsabilità.
Signor Ugo, ottima osservazione! Se non si possono dire colpevoli fino al terzo grado così non si possono definire innocenti. Ma se la caveranno, ormai abbiamo capito che solo i più disgraziati rimangono impigliati in quelle che per loro sono fittissime tramature della legge.
Sully, dunque secondo lei, l’errore sta nell’accusa?
30 marzo 2015 a 17:56
Ugo: Fossero stati tutti condannati avrebbero detto: “Occorre aspettare il terzo grado di giudizio”… Mi auguro che per decenza dicano lo stesso ora che sono stati assolti.
Patuasia: Se non si possono dire colpevoli fino al terzo grado così non si possono definire innocenti.
Ehm.. veramente è la costituzione “più bella del mondo” a sancire la presunzione di innocenza… Articolo 27, comma 2: L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
30 marzo 2015 a 18:12
Ho qualche dubbio a definirla la Costituzione più bella del mondo, visti i risultati. Forse sarebbe necessario aggiungere anche la direzione opposta.
30 marzo 2015 a 18:27
Ah, la definizione non è mia. Citavo la vulgata comune. Mi ricordo di deputati che salivano sul tetto di Montecitorio con i libretti della costituzione in mano, che urlavano che il testo del 1948 non si può toccare.
Comunque capisco lo scorno per la sentenza sui fondi ai gruppi, ma il principio di presunzione di innocenza non mi pare scandaloso, anzi. Forse manca giusto nelle carte costituzionali della Repubblica Islamica d’Iran o della Corea Popolare…
30 marzo 2015 a 18:34
Proviamo a riderci amaramente su, magari attendendo le motivazioni della sentenza?
Scaccolarsi davanti a Queen Elisabeth non è reato, ma appartiene alla categoria del “disdicevole”.
Non rischi la galera, ma a Buckingham Palace non ti invitano più.
Ecco, pagarsi i contributi pensionistici e i biglietti di volo della moglie con i soldi dei gruppi, lo trovo “disdicevole”.
E, come Queen Elisabeth, sono esigente:
non voto chi compie atti “disdicevoli”. Il solo Buckingham Palace che possiedo è la mia scheda elettorale.
Ci sarà nelle motivazioni della sentenza di assoluzione un rimando all’etica comune?
Sono curioso, chissà ci sarà un accenno all’argomento. Insomma il “disdicevole” non è reato, ma resta brutto.
Chissà se il giudice ha rimandato la palla nel campo dell’elettore?
Mi intriga, lo capiamo tra 40 giorni.
non possiamo accettare che ogni normativa di comportamento, pubblico o privato, sia ispirata e regolata dalla sola legge penale.
Se si elimina la categoria dell’etica, individuale o collettiva, allora poi non bisogna lamentarsi se la magistratura, magari riluttante, invade molti campi.
Insomma il rigore per un’entrata alla Rosato (buonanima..), non lo possono fischiare i caramba di servizio nello stadio.
Sennò al primo ko si troverà il pugile sconfitto che denuncerà il vincitore per “lesioni gravi”.
Solo che le leggi comportamentali dello sport non puniscono nessuno, come quelle della politica.
30 marzo 2015 a 18:52
Il problema, caro signor my two cents, è che qui i politici non pagano mai, neppure in Corea del nord o nella Repubblica islamica d’Iran…
30 marzo 2015 a 19:43
Che rassegnazione ! Cornuti e mazziati . Paghiamo gli stipendi che si sono assegnati, paghiamo i lori vizi e vitalizi, paghiamo anche le lunghe indagini che provocano, paghiamo i giudici che li assolvono… Per me è impossibile selezionare un politico a cui affidare un voto, non prendo nemmeno in considerazione di “affidarmi” ad un partito. Anarchia, fascismo, dittatura, solo mali diversi dalla nostra democrazia del “rubiamo in tanti che non è colpa di nessuno”
VFCL !
30 marzo 2015 a 21:04
Mi auguro che Tu, se 6 di Aosta, alle Comunali non andrai a votare e brucerai la Tua tessera elettorale con me nel salotto buono….!
Se ci organizziamo bene, con altri 500 cento, scommetti che andiamo sul TG 1!
30 marzo 2015 a 21:41
Ma io mica sono contento di com’è andata la faccenda! Però non tanto per il processo, che mi interessa il giusto, quanto per come sono stati spesi quei maledetti fondi dei gruppi. Il punto è lì, abbia o non abbia rilevanza penale, su questo sono completamente d’accordo con Mancini. “Il giudice ha rimandato la palla nel campo dell’elettore”: ma è l’unico campo dove deve stare, quella cavolo di palla! Ora l’elettore sa come hanno speso i soldi i consiglieri e i partiti, alibi non ce ne sono più.
ps. mia personale proposta, non da questa mattina: neanche un euro ai “gruppi consigliari” (che ancora non ho capito che cacchio sono, visto che si eleggono consiglieri e non gruppi), supporto logistico gratuito per attività politica dei mebri del CVdA (sale per riunioni, fotocopie, accesso all’ufficio stampa, spazi di comunicazione, etc). No soldi, no scontrini, no rimborsi.
30 marzo 2015 a 22:58
My two cents. Hai ragione nel ricordami la costituzione e l’articolo relativo alla presunzione di innocenza. Quello che volevo far notare era però la strumentalizzazione che si fa di questo articolo e personalmente credo che un politico proprio per il ruolo che ricopre dovrebbe autosospendersi anche solo in caso di rinvio a giudizio ed eventualmente ritornare sulla scena solo dopo i tre gradi di giudizio.
Detto questo io leggo delle esultanze di alcuni politici, ma mi chiedo: anche se pagare i contributi con i soldi dei gruppi (quindi nostri) non costituisce reato, rimane una porcata bella e buona. Anche il falso in bilancio non è reato, ma allora chi lo commette è un santo? Non penso… Le sentenze vanno lette e i diretti interessati alla luce di ciò dovrebbero esultare un po’ meno… A proposito si sono ritrovati alla Gabella?
31 marzo 2015 a 10:01
Ottima l’analisi di Mancini.
Circa la sentenza, da cittadino c’è qualcosa che non mi torna.
Mi sta bene che chi (ALPE, per esempio) ha utilizzato i soldi dei gruppi per il giornalino, la sede, il convegno, ecc., senza che nessuno degli imputati si mettesse un euro in tasca, sia stato assolto “perché il fatto non sussiste”.
Secondo me costoro non hanno fatto nulla di moralmente riprovevole.
Altra cosa è la situazione di chi (Stella Alpina, Fédération, Forza Italia e PD, in primis) ha utilizzato i soldi pubblici per farsi gli affari propri (mettendoseli in tasca direttamente – Stella Alpina, ancora in attesa di giudizio – o pagando biglietti aerei alla moglie ovvero versando i propri contributi previdenziali privati, ecc.).
Ebbene costoro sono stati assolti, incredibilmente, perché “il fatto non costituisce reato”: in altre parole, è certo che si sono appropriati del denaro, ma non erano consapevoli di commettere un reato!
Cosa che, mi pare, non stia in piedi: dei politici/legislatori che, novelli Scajola, commettono reati a loro insaputa?
Stucchevole ora che chi ha “rubato” faccia la vittima e usi toni trionfali per l’esito del processo di primo grado.
Che almeno tacciano, insieme ai loro bravi avvocati!
Azzardo un’ipotesi psicologica/politico/giudiziaria: questa sentenza che ritengo parzialmente ingiusta e mi auguro che la Procura la impugni, è il frutto di un’indagine condotta male, con il pieno consenso dei media e dell’opinione pubblica.
Sono tutti colpevoli!
Chi ha rubato è uguale a chi ha finanziato il proprio giornalino!
Questo si è visto nei capi di imputazione e sui giornali (abbiamo ripetutamente letto il pur bravo Martinet su LA STAMPA) e questo si è sentito in piazza per mesi.
Un vecchio detto, recita: tutti colpevoli, nessun colpevole!
31 marzo 2015 a 14:17
Signor exit-paul lei non è corretto, anche in Alpe ci sono stati dei consiglieri che hanno comprato regali di nozze con i soldi dei gruppi e non mi risulta che i regali siano azioni politiche. Insomma il marcio è distribuito ad ampie mani su una buona fetta della casta politica. Esclusi la Lega nord VdA e il M5s. Per il resto condivido il suo pensiero.
31 marzo 2015 a 15:54
Poco corretto no, semmai poco informato.
Le sarei quindi grato se mi dicesse chi è, fra i componenti di ALPE colui (o colei) che ha speso soldi del gruppo per un regalo di nozze e quanto è costato tale regalo, perché non lo so.
Dopodiché, è pur vero che rubare due paia di calze (o di mutande, come ha fatto ultimamente Vallanzasca) alla STANDA è un reato, ma scassinare il caveau di una banca e andarsene con un furgone carico di lingotti d’oro, è ben altro furto e ben altro reato! O no?
31 marzo 2015 a 16:57
Albert Chatrian E Patrizia Morelli erano stati accusati di peculato dal procuratore Mineccia. I costi li può trovare facendo una ricerca su internet e tutte le informazioni del caso, non è difficile. Certo che è diverso rubare un paio di calze o scassinare un caveau, infatti le pene richieste dal Procuratore non superavano al peggio i due anni, ma qui si tratta anche di altro oltre che di giustizia, si tratta di etica. Di consapevolezza nell’uso dei soldi pubblici, consapevolezza che non c’è stata e che ha motivato l’assoluzione. Secondo me, questa assenza è molto molto grave. Altro che festeggiare!
31 marzo 2015 a 17:57
A me pare quanto segue e la sostenibilità del mio pensiero sarà valutabile solo a motivazioni della sentenza rese pubbliche.
Nessuno giudica positivamente i comportamenti di alcuni consiglieri o meno, però le condanne vengono decise relazionando tra loro i comportamenti e le disposizioni della legge specifica.
Quest’ultima non è formulata in maniera tale da poter condannare i comportamenti di cui si è parlato: la colpa, in buona sostanza, è insita nell’articolato della legge.
1 aprile 2015 a 08:58
Ho ammesso di essere poco informato, ma mi pare che anche lei, Patuasia, non lo sia troppo.
Con riferimento alle posizioni degli esponenti di ALPE, lei ha fatto riferimento a soldi pubblici spesi per regali di matrimonio.
Non essendo a conoscenza della circostanza, le ho chiesto di fare in nomi dei responsabili. E lei li ha fatti: Chatrian e Morelli.
Nel dubbio, mi sono andato a vedere i capi di imputazione (quelli riportati sui giornali, sia chiaro) e non c’è traccia di regali di matrimonio a carico di Chatrian o di Morelli.
1 aprile 2015 a 14:50
Credo che la Sig.ra Patuasia l’abbia un po’ con il mondo!!!
il problema e’ un altro a mio avviso: se hai delle Leggi (sballate, ingannevoli, create ad hoc…..) che ti consentono di fare tutto cio’ che vuoi perche’ sei tutelato, io credo che ognuno di noi (nessuno escluso, perche’ e’ sempre bello parlare quando non ci si trova con fiumi di soldi che ti vengono “regalati” per farci un po’ quello che vuoi!!!!)ripeto ognuno di noi avrebbe usato quei soldi. Qualcuno li avrebbe pur dati in beneficienza, ma sarebbe stato lo stesso un reato. io credo che siano da cambiare le regole del gioco, dalla base, cioe’ andare a togliere tutte quelle Leggi e leggette che fanno si’ che intorno alla politica ruotino dei capitali enormi, senza nessun controllo, di cui uno puo’ farne l’uso che vuole senza nessun controllo. E’ sempre stato cosi’, lo e’ attualmente e lo sara’ per sempre, fin quando non ci si mettera’ veramente in testa di cambiare le cose una volta per tutte!!! visto che alla base di tutto ci siamo noi, e siamo noi (come dice il buon ex ministro Lupi!!!!!) che abbiamo un’arma per far cambiare le cose, la matita e la scheda elettorale, facciamo cambiare le cose. Non andiamo a votare scheda bianca. Non facciamo gli struzzi della situazione. Assumiamoci le nostre responsabilita’ !!!!
1 aprile 2015 a 16:37
Io voterei scheda grigia, ma non so di quale tonalità. Non ho ancora visto il film, né mi interessa vederlo.

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