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Timestamp: 2020-04-02 23:11:55+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 25711 del 11/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25711 del 11/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 11/10/2019, (ud. 11/04/2019, dep. 11/10/2019), n.25711
sul ricorso 16923-2018 proposto da:
VIALE PARIOLI, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI FOTI,
AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. 06363391001 in persona del Direttore pro
avverso la sentenza n. 1488/2/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
dell’11/04/2019 dal Consigliere Relatore Dott. LORENZO DELTA
La Commissione Tributaria Regionale respingeva l’appello del contribuente ritenendo che durante la verifica eseguita dalla Guardia di finanza della documentazione attinente l’esercizio dell’attività e dai documenti di richiesta di contributi comunitari siano emerse violazioni, in particolare l’omessa indicazione di componenti positivi (ricavi). Ne deriva che poichè dal relativo esame di cui al p.v.c. della Guardia di finanza che fa fede fino a querela di falso… è risultata una quantificazione del reddito superiore a quello dichiarato, quest’ultimo legittimamente è stato qualificato come reddito d’impresa e non agrario, diversamente da quanto ritenuto dal contribuente. Più chiaramente l’attività esercitata è risultata non rientrante nei limiti previsti dall’art. 29 TUIR, sicchè non può qualificarsi agricola ma d’impresa… Conseguentemente si applicava l’art. 79 TUIR, e non l’art. 78 come si legge nella sentenza della CTP… il contribuente invece avrebbe dovuto provare che l’attività svolta rientrava nei limiti quantitativi previsti dalla legge ai fini della qualificazione del relativo reddito come agrario ex art. 29 TUIR. Inoltre il contribuente non ha prodotto durante l’intero giudizio alcuna prova documentale idonea a contrastare il fondamento della pretesa erariale.
considerato quanto la primo motivo, che in tema di imposte sui redditi, l’attività di allevamento del bestiame non può essere ricondotta alla previsione del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 29, comma 2, lett. b), e va considerata industriale o commerciale, qualora l’allevamento non sia effettuato con mangimi ottenuti, almeno per un quarto di quelli necessari per l’alimentazione del bestiame, dai terreni dell’azienda. Ne consegue che, in tal caso, ai sensi del D.P.R. n. 917 cit., art. 78, il reddito eccedente ha natura di reddito d’impresa e l’imprenditore ha l’obbligo – la cui inottemperanza determina l’inattendibilità della contabilità azièndale e pone a carico del contribuente l’onere di provare i fatti impeditivi o estintivi dell’accertamento effettuato dall’Ufficio – di tenere il registro di carico e scarico degli animali allevati, distintamente per specie e ciclo di allevamento, con l’indicazione degli incrementi e decrementi verificatisi per qualsiasi carico nel periodo d’imposta (Cass. 14 febbraio 2014, n. 3487);

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 29
 art. 29
 art. 78