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Timestamp: 2018-10-17 05:49:51+00:00

Document:
Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana - Parere 25 del 1999
Gruppo IV /25.99.11
Secondo il Collegio XXXX, che ha posto il quesito suindicato, occorre avere riguardo, in sede aggiudicativa, ad offerte espresse in termini di ribassi percentuali come peraltro affermato dal Consiglio di Stato nella sentenza n.967 del 12 agosto 1996.
Ritiene tuttavia codesta Amministrazione che non sia applicabile alla norma regionale in esame la succitata sentenza per due motivi: a) l'art.1, comma 1, della l.r. 21/98 sancisce il principio dell'aggiudicazione secondo il criterio del "prezzo più basso"; b) il successivo art.1, comma 3, impone l'aggiudicazione secondo i criteri stabiliti dalla lettera "e" dell'art.1 della l. 2 febbraio 1973, n.14 e dal succesivo art.5 (offerta di prezzi unitari), fattispecie alla quale la succitata sentenza del Consiglio di Stato certamente non si riferisce, avendo espresso riguardo solo alle lettere b) c) d) dell'art.1 della menzionata l. 14 del 1973).
3. Nessuna refluenza sulle superiori conclusioni sembra potersi attribuire alle osservazioni assessoriali contenute nella nota che si riscontra e riportate nel precedente paragrafo 1) sotto le lettere a) e b).
In particolare priva di fondamento si appalesa l'asserzione sub b), atteso che la sentenza del Consiglio di Stato n.967/1996 riguardo esclusivamente il sistema di aggiudicazione della c.d. media mediata contemplata dagli artt. 1 lett. c) e 3 della l. 14/1973. Anzi, al punto 2.4 del Diritto, detto sistema viene contrapposto a quello di cui agli artt. 1 lett. e) e 5 della medesima legge "che fanno riferimento invece all'offerta di prezzi unitari".
Il motivo della contrapposizione del sistema di aggiudicazione contemplato nella lett. c) (e di quelli similari di cui alle lettere b) e d)) del medesimo art.1 della l. 14/73, con quello dell'offerta di prezzi unitari è semplice. I primi sono tutti basati sul sistema della media (offerta di ribasso che eguaglia o più si avvicina, per eccesso o per difetto, alla media semplice delle offerte che non superino i limiti di minimo e massimo ribasso; offerta di ribasso che eguaglia, o, in mancanza, più si avvicina per difetto alla media delle offerte che non superino i limiti di minimo e massimo ribasso, media a sua volta mediata con il massimo ribasso fissato dall'Amministrazione; offerta di ribasso uguale o più vicina per difetto alla media della metà delle offerte, che nella graduatoria presentino i maggiori ribassi); il secondo invece sul "prezzo complessivo più vantaggioso per l'Amministrazione".
L'art.1, comma 3, della l.r. n.21/1998, nel richiamare il criterio dell'offerta di prezzi unitari, sembra invece derogare al sistema disciplinato dall'art.5 della l. 14 del 1973 atteso che, con disposizione certamente poco chiara, richiama per due volte il sistema della media ("offerte ... ammesse per la determinazione della media", "la media è rideterminata con le stesse modalità di cui sopra").
Ora il sistema della "media" viene disciplinato dal successivo comma 6 del medesimo art.1 che, come già detto, nell'insieme dei suoi tre incisi, introduce il doppio sistema di rilevazione delle offerte anomale e il criterio di aggiudicazione a favore dell'offerta che eguaglia o più si avvicina per difetto alla media delle offerte rimaste in gara: quanto detto vale ovviamente per gli appalti sotto la soglia comunitaria.
Per quelli invece soprasoglia - per i quali peraltro il legislatore regionale nulla prevede almeno per quanto riguarda i criteri di esclusione delle offerte anomale, avendo abrogato con l'art.1, comma 8, della l.r. n.21/98 il comma 2 dell'art.14 della l.r. n.4/96, come sostituito dall'art.1 della l.r. n.22/96 che, com'è noto, faceva rinvio "alla normativa statale vigente" - va osservato che il sistema della media è certamente contrario alla normativa comunitaria e pertanto esso non può applicarsi agli appalti sopra soglia.
Pertanto, allorchè si proceda con il criterio dell'offerta di prezzi unitari per lavori di importo superiore a 5 milioni di ECU dovrà applicarsi l'art.14, primo comma, della l.r. 4/96, che prevede il criterio del prezzo più basso. Per la rilevazione delle offerte anomale non potrà aversi riguardo che alla disposizione contenuta nell'art.7 della l. 18 novembre 1998, n.415 (c.d. Merloni ter) che ha sostituito l'art.21, comma 1 bis, della l. 109 del 1994.
Per quanto riguarda l'osservazione assessoriale sub lett. a) del paragrafo 1 va osservato che effettivamente se si leggesse il comma 1 dell'art.1 della l.r. 21/98 avulso dai restanti successivi commi si ricaverebbe il principio generale cui ha riguardo l'Assessorato in quanto si fa parola di affidamento di lavori pubblici "di qualunque importo". Senonchè l'art.1, comma 1, è derogato espressamente dal successivo comma 6 che, come più volte rilevato, con disposizione di carattere generale per tutti gli appalti "di importo inferiore a 5 milioni di ECU", introduce il sistema della media.
Pertanto la disposizione dell'art.1, comma 1, della l.r. 21/98 va riguardata con riferimento ai soli lavori di importo superiore alla soglia comunitaria.
Come si evince dalle osservazioni suesposte l'art.1 della l.r. n.21 del 1998 contiene disposizioni di non facile interpretazione sia a cagione della loro non felice formulazione sia per il mancato coordinamento delle stesse con la normativa previgente, determinando così problemi applicativi di non facile soluzione.
In particolar modo, come già peraltro rilevato, appare stridente il contrasto tra le norme contenute nei commi 1, 3 e 6 atteso che il comma 1 prevede quale criterio di aggiudicazione per "l'affidamento di lavori pubblici di qualunque importo" quello del prezzo più basso, laddove i commi 3 e 6 - quest'ultimo con riferimento espresso ai "lavori di importo inferiore a 5 milioni di ECU" - reintroducono il sistema della media ai fini non solo dell'esclusione delle offerte anomale, ma anche dell'aggiudicazione dell'appalto.
Altrettanto stridente si palesa la commistione, prevista dallo stesso comma 3, tra un sistema - quello dell'offerta di prezzi unitari - tradizionalmente basato sull'aggiudicazione al miglior offerente e il sistema della media, ripetutamente censurato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia e, per questo, già abbandonato sia dal legislatore statale sia da quello regionale.
Sarebbe pertanto auspicabile che codesta Amministrazione, nella cui competenza ricade la materia di che trattasi, si facesse carico di predisporre un testo di revisione radicale dell'art.1 della legge n.21 del 1998, che tenga conto altresì sia dei contenuti della citata legge 18 novembre 1998, n.415 (c.d. Merloni ter) con riguardo ai problemi scaturenti dalle disposizioni esaminate in questa sede, sia delle disposizioni del D.P.R. 20 ottobre 1998, n.403, recante il Regolamento di attuazione degli articoli 1, 2 e 3 della legge 15 maggio 1997, n.127 in materia di semplificazione delle certificazioni amministrative, con riguardo alle norme concernenti la verifica della documentazione da allegare alle offerte.

References: sentenza 
 sentenza 
 art.1
 art.5
 sentenza 
 sentenza 
 art.1
 art.1
e contrario