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Timestamp: 2020-07-12 16:03:20+00:00

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Tribunale Padova ordinanza - testo integrale Sentenza
Tribunale Padova ordinanza
sequestro giudiziario obbligati a trasmettere le trasmissioni televisive concordate
Giuseppe de Rosa - Giudice Tribunale Padova
lamenta parte ricorrente che l'eventuale accoglimento della propria domanda di merito, volta ad ottenere che i convenuti resistenti siano obbligati a trasmettere le trasmissioni televisive concordate negli orari stabiliti e per 125 giorni consecutivi, può essere sostanzialmente frustrata dal fatto che Tele Lx S.r.l. e Gx S.r.l. si inducano ad -affittare- gli spazi televisivi di cui hanno la disponibilità a terzi in modo tale da esaurire completamente l'ambito loro concesso per l'irradiamento di programmi televisivi dalla P.A.
In via preliminare deve essere perciò affrontato il problema, posto dai convenuti ma evidentemente rilevabile d'Ufficio, relativo alla possibilità, da parte ricorrente, di avvalersi dello strumento del sequestro giudiziario in un campo nel quale, apparentemente, non può parlarsi di controversia circa la proprietà o il possesso di un bene.
Ritiene il Tribunale che l'eccezione sia infondata.
Invero facendo leva sul fatto che, a mente dell'articolo 814 cc, le energie naturali con valore economico sono beni mobili, la giurisprudenza ormai da tempo ha sostenuto che le onde elettromagnetiche, che costituiscono il contenuto della banda di frequenza concessa all'impresa televisiva privata, possono essere oggetto di possesso e di relativa tutela anche petitoria (cfr. Cass. 6.6.2000 n. 7553 secondo cui -=85gli impianti di cui dispongono le emittenti consentono di diffondere suoni ed immagini attraverso le onde elettromagnetiche che, irradiate secondo una certa frequenza, e dunque utilizzando una determinata sezione dello spazio aereo, permettono la ricezione dei programmi da parte degli utenti.
La tutela possessoria riconosciuta al titolare di una determinata emittente riguarda quindi la diffusione via etere di trasmissioni radiotelevisive attraverso l'utilizzazione con preuso di una certa banda di frequenza (Cass. S.U. 21.1.1994 n.549).
Da ciò discende che l'impedimento di tale attività non consegue necessariamente soltanto ad un comportamento di immediata ed agevole percezione quale lo spossessamento dell'impianto o di altre attrezzature accessorie, ma può costituire l'effetto di una interferenza arrecata dalla irradiazione delle trasmissioni di una emittente sullo stesso canale già utilizzato da un'altra emittente; e pertanto, qualora l'intensità dell'interferenza giunga a vanificare la diffusione delle trasmissioni provenienti dalla prima emittente che utilizzi di fatto e con preuso quel determinato canale al punto da impedirne la ricezione nell'ambito del bacino di utenza di riferimento, si è in presenza di uno spoglio ai danni del precedente possessore, titolare del primo impianto, che invero viene privato della possibilità di proseguire nella attività di diffusione delle trasmissioni della propria emittente; di qui la conseguenza che quest'ultimo, chiedendo la cessazione dell'interferenza, propone una azione di reintegra-)
Orbene se anche la sentenza in questione, sulla scia della costante giurisprudenza delle sezioni unite della Corte, si occupa della questione sotto il profilo della interferenza fra privati nell'uso della stessa banda di trasmissione (sovrapposizione di emissioni elettromagnetiche di origine diversa), comunque esprime un concetto ormai radicato e che può farsi risalire a casi molto precedenti come, ad esempio, quello oggetto della sentenza della Suprema Corte di Cassazione 19.9.1989 n. 4243 secondo cui -=85le onde elettromagnetiche costituiscono una forma di energia materiale e quantificabile che, irradiata da appositi impianti sono utilizzate come veicoli a suono prodotto dalle emittenti. La suddetta energia e' considerata, pertanto, come un bene mobile economico che puo' essere utilizzato direttamente dalla azienda produttrice e puo' essere anche ceduto a terzi. Pertanto, allorche' un soggetto disponga di un impianto che gli consente di diffondere i programmi di una determinata zona e su una determinata frequenza d'onda, esercita un potere di fatto corrispondente al diritto di proprieta' sulla energia elettromagnetica, modulata in suoni (in immagini) e se tale esercizio viene impedito mediante sovrapposizione di segnali provenienti da altra emittente, si verifica indubbiamente la turbativa o lo spoglio in danno del precedente possessore. E' altresi' acquisito che il possesso in questione non si esercita sul canale o banda che rappresenta soltanto la caratteristica di identificazione dell'onda elettromagnetica utilizzata e costituisce percio' una entita' astratta, e neppure sullo spazio aereo dato che questo e' percorso da innumerevoli segnali che possono coesistere senza disturbarsi se non sono trasmessi sulla medesima frequenza d'onda nel medesimo luogo (da ultimo: Cass. 7440-1987)-.
Ne deriva che da tale orientamento si può certamente ricavare il principio per cui, nell'ambito della banda concessa dalla P.A. e per effetto stesso della concessione, i gestori televisivi hanno il possesso e la disponibilità delle onde elettromagnetiche utilizzate per irradiare le trasmissioni televisive tanto che possono stipulare contratti, come quello in discussione, per cedere a terzi una frazione di quell'arco di tempo durante il quale, e nell'ambito della banda concessa, possono irradiare immagini o suoni.
Tale affermazione non appare azzardata poichè non è altro che l'espressione del sempre maggiore favore dell'ordinamento per la tutela dei beni e dei diritti la cui forma o la cui formazione non risultano più e solamente la conseguenza dei modi tradizionali di creare, diporre e possedere (cfr. in proposito la discussione in atto sulla circolazione giuridica dei così detti titoli dematerializzati di cui al decreto legislativo n. 213 del 1998).
Ciò detto va di seguito affermato che nel caso sussiste il fumus della controversia sul possesso del bene come identificato poichè, premesso che la formula utilizzata dall'articolo 670 c.p.c. comprende anche la tutela della mera detenzione (cfr. Cass. 11.9.1989 n. 3923), e quindi la tutela, per quanto qui interessa, di tutte le ipotesi in cui contrattualmente, si abbia diritto ad ottenere la disponibilità del bene preteso, l'istruttoria fin qui espletata e, in particolare, le deposizioni testimoniali assunte alla luce della documentazione prodotta, indicano che successivamente alla naturale scadenza contrattuale del 31.5.1997 le parti proseguirono i loro accordi nell'ambito di un complesso sistema di cessione di titoli scontati con trasmissioni televisive.
Quanto infine al periculum va ricordato che per il sequestro giudiziario la nozione conserva una intensità inferiore a quella necessaria per la concessione di altre misure cautelari e certamente, nel caso, si riscontra con il fatto che la dimostrata necessità di denaro da parte dei convenuti, unita alla velocità ed informalità della cessione degli spazi televisivi, per loro natura bene limitato, possono in concreto minare gli interessi dell'attore.
La natura del provvedimento, che è diretto principalmente ad assicurare l'interesse del ricorrente a conservare inegra l'immagine commerciale goduta e che potrebbe essere compromessa dall'impossibilità di fruire degli spazi televisivi in questione, impone a garanzia dei ricorrenti la necessità di idonea cauzione.
autorizza il sequestro giudiziario della irradiazione televisiva effettuata da Tele Lx S.r.l. e Gx S.r.l. nelle ore 15.00-17.00;
nomina custodi giudiziari i legali rappresentanti delle società;
autorizza le società sequestrate a utilizzare economicamente gli spazi vincolati fino al deposito della sentenza di cui alla causa n. 3309/98 all'esito della quale, ove venga accolta la domanda di Cx. S.r.l., gli spazi sequestrati verrano posti a disposizione della stessa per 125 giorni consecutivi;
impone a Cx S.r.l. la prestazione di cauzione nella forma di fidejussione bancaria a prima richiesta e per l'ammontare di euro 25.822,84, da prestarsi a favore dei resistenti entro 15 giorni dalla comunicazione del presente provvedimento.
Padova, lì 19.4.2002

References: Sentenza

 Cass. 
 sentenza 
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