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Timestamp: 2019-01-17 01:18:57+00:00

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Note di Grondacci : Rischio odori dal Molo Garibaldi: rimosse leggi, sentenze e scienza!
LA GIURISPRUDENZA AMMINISTRATIVA E ORDINARIA: PER DICHIARARE LA PERICOLOSITÀ DELLE EMISSIONI ODORIGENE BASTANO LE DICHIARAZIONI DEI DANNEGGIATI
La giurisprudenza amministrativa (es. TAR Veneto Sez. III n. 741 del 3 maggio 2011) e penale (es. Cassazione n. 37037 del 26 settembre 2012) avevano da tempo spiegato che:
LA SENTENZA DEL TAR FRIULI E I LIMITI ALLE EMISSIONI ODORIGENE DELL’ENTE USA SUI CONTROLLI AMBIENTALI (EPA)
Con la sentenza del TAR Friuli ( n. 2 del 2 gennaio 2013, vedi QUI) si è fatto un salto di qualità nella prevenzione contro gli odori di origine industriale.
La sentenza, riprendendo la giurisprudenza penale sul caso in oggetto, afferma che nel caso di emissioni odorigene ripetute e che superano la normale tollerabilità si possono applicare i limiti previsti dalla normativa USA(predisposti dalla agenzia statunitense per i controlli ambientali: EPA), anche se non previsti dalla normativa italiana; il tutto in base al principio di precauzione.
Sulla scorta di quanto sopra la sentenza del TAR Friuli afferma che: “non è più lecito dubitare che un significativo e perdurante scostamento dai limiti EPA possa essere consentito anche in Italia, dove tali limiti non sono stabiliti per legge, perché altrimenti si consentirebbero emissioni tossiche.”
LA SCIENZA HA DIMOSTRATO CHE L’ODORE IN SE È PERICOLOSO PER LA SALUTE
Solo la quantità di sostanza che genera odore presente in un campione di aria è misurabile oggettivamente mentre le altre caratteristiche inquinanti dell’odore (sgradevolezza, tipicità dell’odore, intensità dalla semplice percezione alla irritazione) sono soggettive. Come afferma l’Arpat Toscana qui: “ la percezione del disagio è esclusivamente di natura personale e può anche diventare una componente di sofferenza psicologica. Una possibile riflessione generale, potrebbe portare a pensare che una prolungata esposizione ad un disturbo, può provocare una sensibilizzazione nella popolazione esposta, generando anche importanti stati d'ansia, che a lungo andare, scalzano il problema stesso, diventando la principale fonte di disturbo. Il tempestivo intervento è quindi da auspicare per contenere questa possibile risposta ansiogena, limitando la deriva e contendo così il problema all'origine.
LA SENTENZA DEL TAR VENETO: L’ODORE È DI PER SE INQUINAMENTO
Il Tar Veneto (per il testo completo della sentenza vedi QUI) ha recentemente emesso una sentenza di grande rilievo per la tutela dei cittadini dall’inquinamento da emissioni odorigene anomale.
In particolare la sentenza afferma:
Pubblicato da Marco Grondacci a 04:15

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