Source: https://www.giurdanella.it/2000/11/16/legge-67596-sulla-privacy/
Timestamp: 2019-08-17 10:52:04+00:00

Document:
Legge 675/96 sulla privacy - Giurdanella.it
Capo I – Principi generali (Artt. 1 – 6)
Capo II – Obblighi per il titolare del trattamento (Artt. 7 – 8)
Sezione I – Raccolta e requisiti dei dati (Artt. 9 – 10)
Sezione II – Diritti dell’interessato nel trattamento dei dati (Artt. 11 – 14)
Sezione III – Sicurezza nel trattamento dei dati, limiti alla utilizzabilità dei dati e risarcimento del danno (Artt. 15 – 18)
Sezione IV – Comunicazione e diffusione dei dati (Artt. 19 – 21)
Capo IV – Trattamento di dati particolari (Artt. 22 – 26)
Capo V – Trattamenti a regime speciale (Artt. 27 – 28)
Capo VI – Tutela amministrativa e giurisdizionale (Art. 29)
Capo VII – Garante per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali (Artt. 30 – 33)
Capo VIII – Sanzioni (Artt. 34 – 39)
Capo IX – Disposizioni transitorie e finali ed abrogazioni (Artt. 40 – 43)
Capo X – Copertura finanziaria ed entrata in vigore (Artt. 44 – 45)
1. La presente legge garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza all’identità personale; garantisce altresì i diritti delle persone giuridiche e di ogni altro ente o associazione.
1. Il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali non è soggetto all’applicazione della presente legge, sempre ché i dati non siano destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione.
Art. 4. – Particolari trattamenti in ambito pubblico
a) dal centro elaborazione dati di cui all’articolo 8 della legge 1 aprile 1981, n. 121, come modificato dall’articolo 43, comma 1, della presente legge, ovvero sui dati destinati a confluirvi in base alla legge, nonché in virtù dell’accordo di adesione alla convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen, reso esecutivo con legge 30 settembre 1993, n. 388;
1. Il trattamento nel territorio dello stato di dati personali detenuti all’estero è soggetto alle disposizioni della presente legge. 2. Se il trattamento di cui al comma 1 consiste in un trasferimento di dati personali fuori dal territorio nazionale si applicano in ogni caso le disposizioni dell’articolo 28.
Capo II – Obblighi per il titolare del trattamento (Artt. 7 -8)
3. Quando i dati personali non sono raccolti presso l’interessato, l’informativa di cui al comma 1 é data al medesimo interessato all’atto della registrazione dei dati o, qualora sia prevista la loro comunicazione, non oltre la prima comunicazione.
4. La disposizione di cui al comma 3 non si applica quando l’informativa all’interessato comporta un impiego di mezzi che il Garante dichiari manifestamente sproporzionati rispetto al diritto tutelato, ovvero rivela, a giudizio del Garante, impossibile, ovvero nel caso in cui i dati sono trattati in base ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria. La medesima disposizione non si applica, altresì, quando i dati sono trattati ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui all’articolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento.
2) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non é necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
1. Nessun atto o procedimento giudiziario o amministrativo che implichi una valutazione del comportamento umano può essere fondato unicamente su un trattamento automatizzato di dati personali volto a definire il profilo o la personalità dell’interessato.
2. L’interessato può opporsi ad ogni altro tipo di decisione adottata sulla base del trattamento di cui al comma 1 del presente articolo, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera d) salvo che la decisione sia stata adottata in occasione della conclusione o dell’esecuzione di un contratto, in accoglimento di una proposta dell’interessato o sulla base di adeguate garanzie individuate dalla legge.
1. Chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali é tenuto al risarcimento ai sensi dell’articolo 2050 del codice civile.
d) nell’esercizio della professione di giornalista e per l’esclusivo perseguimento delle relative finalità, nei limiti al diritto di cronaca posti a tutela della riservatezza ed in particolare dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico e nel rispetto del codice di deontologia di cui all’articolo 25;
h) limitatamente alla comunicazione, quando questa sia effettuata nell’ambito dei gruppi bancari di cui all’articolo 60 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia approvato con decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, nonché tra società controllate e società collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, i cui trattamenti con finalità correlate sono stati notificati ai sensi dell’articolo 7, comma 2, per il perseguimento delle medesime finalità per le quali i dati sono stati raccolti.
3. Il trattamento dei dati indicati al comma 1 da parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, é consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge nella quale siano specificati i dati che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e le rilevanti finalità di interesse pubblico perseguite.
3. L’autorizzazione di cui al comma 1 é rilasciata, salvi i casi di particolare urgenza, sentito il consiglio superiore di sanità. é vietata la comunicazione dei dati ottenuti oltre i limiti fissati con l’autorizzazione. 4. La diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute é vietata, salvo nel caso in cui sia necessaria per finalità di prevenzione, accertamento o repressione dei reati, con l’osservanza delle norme che regolano la materia.
1. Il trattamento di dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all’articolo 686, commi 1, lettere a) e d), 2 e 3, del codice di procedura penale, é ammesso soltanto se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante che specifichino le rilevanti finalità di interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e le precise operazioni autorizzate.
1. Salvo che per i dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, il consenso dell’interessato non é richiesto quando il trattamento dei dati di cui all’articolo 22 é effettuato nell’esercizio della professione di giornalista e per l’esclusivo perseguimento delle relative finalità, nei limiti del diritto di cronaca, ed in particolare dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico. al medesimo trattamento, non si applica il limite previsto per i dati di cui all’articolo 24. Nei casi previsti dal presente comma, il trattamento svolto in conformità del codice di cui ai commi 2 e 3 può essere effettuato anche senza l’autorizzazione del Garante.
2. Il Garante promuove, nei modi di cui all’articolo 31, comma 1, lettera h), l’adozione, da parte del consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti, di un apposito codice di deontologia relativo al trattamento dei dati di cui al comma 1 del presente articolo, effettuato nell’esercizio della professione di giornalista, che preveda misure ed accorgimenti a garanzia degli interessati rapportate alla natura dei dati. nella fase di formazione del codice, ovvero successivamente, il Garante prescrive eventuali misure e accorgimenti a garanzia degli interessati, che il consiglio é tenuto a recepire.
3. Ove entro sei mesi dalla proposta del Garante il codice di deontologia di cui al comma 2 non sia stato adottato dal consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti, esso é adottato in via sostitutiva dal Garante ed é efficace sino alla adozione di un diverso codice secondo la procedura di cui al comma 2. in caso di violazione delle prescrizioni contenute nel codice di deontologia, il Garante può vietare il trattamento ai sensi dell’articolo 31, comma 1, lettera l).
4 bis. Le disposizioni della presente legge che attengono all’esercizio della professione di giornalista si applicano anche ai trattamenti effettuati dai soggetti iscritti nell’elenco dei pubblicisti o nel registro dei praticanti di cui agli articoli 26 e 33 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, nonché ai trattamenti temporanei finalizzati esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero.
3. Il trasferimento é vietato qualora l’ordinamento dello stato di destinazione o di transito dei dati non assicuri un livello di tutela delle persone adeguato ovvero, se si tratta dei dati di cui agli articoli 22 e 24, di grado pari a quello assicurato dall’ordinamento italiano. sono valutate anche le modalità del trasferimento e dei trattamenti previsti, le relative finalità, la natura dei dati e le misure di sicurezza.
b) sia necessario per l’esecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale é parte l’interessato o per l’acquisizione di informative precontrattuali attivate su richiesta di quest’ultimo, ovvero per la conclusione o per l’esecuzione di un contratto stipulato a favore dell’interessato;
7. La notificazione di cui al comma 1 del presente articolo é effettuata ai sensi dell’articolo 7 ed é annotata in apposita sezione del registro previsto dall’articolo 31, comma 1, lettera a). La notificazione può essere effettuata con un unico atto unitamente a quella prevista dall’articolo 7.
1. I diritti di cui all’articolo 13, comma 1, possono essere fatti valere innanzi all’autorità giudiziaria o con ricorso al Garante. il ricorso al Garante non può essere proposto qualora, per il medesimo oggetto e tra le stesse parti, sia stata già adita l’autorità giudiziaria.
4. Assunte le necessarie informazioni il Garante, se ritiene fondato il ricorso, ordina al titolare e al responsabile, con decisione motivata, la cessazione del comportamento illegittimo, indicando le misure necessarie a tutela dei diritti dell’interessato e assegnando un termine per la loro adozione. il provvedimento é comunicato senza ritardo alle parti interessate, a cura dell’ufficio del Garante. la mancata pronuncia sul ricorso, decorsi venti giorni dalla data di presentazione, equivale a rigetto.
5. Se la particolarità del caso lo richiede, il Garante può disporre in via provvisoria il blocco in tutto o in parte di taluno dei dati ovvero l’immediata sospensione di una o più operazioni del trattamento. il provvedimento cessa di avere ogni effetto se, entro i successivi venti giorni, non é adottata la decisione di cui al comma 4 ed é impugnabile unitamente a tale decisione.
7. Il tribunale provvede nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile, anche in deroga al divieto di cui all’articolo 4 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato e), e può sospendere, a richiesta, l’esecuzione del provvedimento. Avverso il decreto del tribunale é ammesso unicamente il ricorso per cassazione.
9. Il danno non patrimoniale é risarcibile anche nei casi di violazione dell’articolo 9.
1. É istituito il Garante per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.
3. Il Garante é organo collegiale costituito da quattro membri, eletti due dalla camera dei deputati e due dal senato della repubblica con voto limitato. essi eleggono nel loro ambito un presidente, il cui voto prevale in caso di parità. i membri sono scelti tra persone che assicurino indipendenza e che siano esperti di riconosciuta competenza nelle materie del diritto o dell’informatica, garantendo la presenza di entrambe le qualificazioni.
d) ricevere le segnalazioni ed i reclami degli interessati o delle associazioni che li rappresentano, relativi ad inosservanze di legge o di regolamento, e provvedere sui ricorsi presentati ai sensi dell’articolo 29; e) adottare i provvedimenti previsti dalla legge o dai regolamenti;
n) predisporre annualmente una relazione sull’attività svolta e sullo stato di attuazione della presente legge, che é trasmessa al parlamento e al governo entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferisce;
6. Per i trattamenti di cui agli articoli 4 e 14, comma 1, gli accertamenti sono effettuati per il tramite di un membro designato dal Garante. se il trattamento non risulta conforme alle disposizioni di legge o di regolamento, il Garante indica al titolare o al responsabile le necessarie modificazioni ed integrazioni e ne verifica l’attuazione. se l’accertamento é stato richiesto dall’interessato, a quest’ultimo é fornito in ogni caso un riscontro circa il relativo esito, salvo che ricorrano i motivi di cui all’articolo 10, comma 4, della legge 1 aprile 1981, n. 121, come sostituito dall’articolo 42, comma 1, della presente legge, o motivi di difesa o di sicurezza dello stato.
7. Gli accertamenti di cui al comma 6 non sono delegabili. Qualora risulti necessario in ragione della specificità della verifica, il membro designato può farsi assistere da personale specializzato che é tenuto al segreto ai sensi dell’articolo 33, comma 6. Gli atti e i documenti acquisiti sono custoditi secondo modalità tali da assicurarne la segretezza e sono conoscibili dal presidente e dai membri del Garante e, se necessario per lo svolgimento delle funzioni dell’organo, da un numero delimitato di addetti al relativo ufficio, individuati dal Garante sulla base di criteri definiti dal regolamento di cui all’articolo 33, comma 3. per gli accertamenti relativi agli organismi e ai dati di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b), il membro designato prende visione degli atti e dei documenti rilevanti e riferisce oralmente nelle riunioni del Garante.
Art. 33 – Ufficio del Garante
1. Alle dipendenze del Garante é posto un ufficio composto da dipendenti dello stato e di altre amministrazioni pubbliche, collocati fuori ruolo nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, il cui servizio presso il medesimo ufficio é equiparato ad ogni effetto di legge a quello prestato nelle rispettive amministrazioni di provenienza. il relativo contingente é determinato in misura non superiore a quarantacinque unità, su proposta del Garante medesimo, con decreto del presidente del consiglio dei ministri, di concerto con i ministri del tesoro e per la funzione pubblica, entro novanta giorni dalla data di elezione del Garante. Il segretario generale può essere scelto anche tra magistrati ordinari o amministrativi.
2. Le spese di funzionamento dell’ufficio del Garante sono poste a carico di un fondo stanziato a tale scopo nel bilancio dello stato e iscritto in apposito capitolo dello stato di previsione del ministero del tesoro. il rendiconto della gestione finanziaria é soggetto al controllo della corte dei conti.
3. Le norme concernenti l’organizzazione ed il funzionamento dell’ufficio del Garante, nonché quelle dirette a disciplinare la riscossione dei diritti di segreteria e la gestione delle spese, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello stato, sono adottate con regolamento emanato con decreto del presidente della repubblica, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa deliberazione del consiglio dei ministri, sentito il consiglio di stato, su proposta del presidente del consiglio dei ministri, di concerto con i ministri del tesoro, di grazia e giustizia e dell’interno, e su parere conforme del Garante stesso. nel medesimo regolamento sono altresì previste le norme concernenti il procedimento dinanzi al Garante di cui all’articolo 29, commi da 1 a 5, secondo modalità tali da assicurare, nella speditezza del procedimento medesimo, il pieno rispetto del contraddittorio tra le parti interessate, nonché le norme volte a precisare le modalità per l’esercizio dei diritti di cui all’articolo 13, nonché della notificazione di cui all’articolo 7, per via telematica o mediante supporto magnetico o lettera raccomandata con avviso di ricevimento o altro idoneo sistema. il parere del consiglio di stato sullo schema di regolamento é reso entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta; decorso tale termine il regolamento può comunque essere emanato.
Art. 34 – Omessa o infedele notificazione
1. Chiunque, essendovi tenuto, non provvede alle notificazioni prescritte dagli articoli 7 e 28, ovvero indica in esse notizie incomplete o non rispondenti al vero, é punito con la reclusione da tre mesi a due anni. se il fatto concerne la notificazione prevista dall’articolo 16, comma 1, la pena é della reclusione sino ad un anno.
Art. 35 – Trattamento illecito di dati personali
2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, comunica o diffonde dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 21, 22, 23 e 24, ovvero del divieto di cui all’articolo 28, comma 3, é punito con la reclusione da tre mesi a due anni.
Art. 36 – Omessa adozione di misure necessarie alla sicurezza dei dati
1. Chiunque, essendovi tenuto, omette di adottare le misure necessarie a garantire la sicurezza dei dati personali, in violazione delle disposizioni dei regolamenti di cui ai commi 2 e 3 dell’articolo 15, é punito con la reclusione sino ad un anno. se dal fatto deriva nocumento, la pena é della reclusione da due mesi a due anni.
Art. 37 – Inosservanza dei provvedimenti del Garante
1. Chiunque, essendovi tenuto, non osserva il provvedimento adottato dal Garante ai sensi dell’articolo 22, comma 2, o dell’articolo 29, commi 4 e 5, é punito con la reclusione da tre mesi a due anni.
Art. 38 – Pena accessoria
Art. 39 – Sanzioni amministrative
3. L’organo competente a ricevere il rapporto e ad irrogare le sanzioni di cui al presente articolo é il Garante. si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.
Art. 40 – Comunicazioni al Garante
1. Copia dei procedimenti emessi dall’autorità giudiziaria in relazione a quanto previsto dalla presente legge e dalla legge 23 dicembre 1993, n. 547, é trasmessa, a cura della cancelleria, al Garante.
Art. 41 – Disposizioni transitorie
1. Fermo restando l’esercizio dei diritti di cui agli articoli 13 e 29, le disposizioni della presente legge che prescrivono il consenso dell’interessato non si applicano in riferimento ai dati personali raccolti precedentemente alla data di entrata in vigore della legge stessa, o il cui trattamento sia iniziato prima di tale data. resta salva l’applicazione delle disposizioni relative alla comunicazione e alla diffusione dei dati prevista dalla presente legge.
2. Per i trattamenti di dati personali iniziati prima della data di entrata in vigore della presente legge o nei novanta giorni successivi a tale data, le notificazioni prescritte dagli articoli 7 e 28 devono essere effettuate entro il termine di sei mesi dalla data di pubblicazione nella gazzetta ufficiale del decreto di cui all’articolo 33, comma 1, ovvero, per i trattamenti di cui all’articolo 5 riguardanti dati diversi da quelli di cui agli articoli 22 e 24, entro il 31 gennaio 1998.
5. Nei dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, i trattamenti dei dati di cui all’articolo 22, comma 3, ad opera di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, e all’articolo 24, possono essere proseguiti anche in assenza delle disposizioni di legge ivi indicate, previa comunicazione al Garante.
7 bis. In sede di prima applicazione della presente legge, le informative e le comunicazioni di cui agli articoli 10, comma 3, e 27, comma 2, possono essere date entro il 30 novembre 1997.
Art. 42 – Modifiche a disposizioni vigenti
1. L’articolo 10 della legge 1 aprile 1981, n. 121, é sostituito dal seguente:
“Art. 10 – (Controlli)
1. Il controllo sul centro elaborazione dati é esercitato dal Garante per la protezione dei dati personali, nei modi previsti dalla legge e dai regolamenti.
2. Il comma 1 dell’articolo 4 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, é sostituito dal seguente:
3. Il comma 1 dell’articolo 5 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, é sostituito dal seguente:
1. Sono abrogate le disposizioni di legge o di regolamento incompatibili con la presente legge e, in particolare, il quarto comma dell’articolo 8 ed il quarto comma dell’articolo 9 della legge 1 aprile 1981, n. 121. entro sei mesi dalla data di emanazione del decreto di cui all’articolo 33, comma 1, della presente legge, il ministro dell’interno trasferisce all’ufficio del Garante il materiale informativo raccolto a tale data in attuazione del citato articolo 8 della legge n. 121 del 1981.
3. Per i trattamenti di cui all’articolo 4, comma 1, lettera e), della presente legge, resta fermo l’obbligo di conferimento di dati ed informazioni di cui all’articolo 6, primo comma, lettera a), della legge 1 aprile 1981, n. 121.
Art. 44 – Copertura finanziaria
Art. 45 – Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore centoventi giorni dopo la sua pubblicazione nella gazzetta ufficiale. per i trattamenti svolti senza l’ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati che non riguardano taluni dei dati di cui agli articoli 22 e 24, le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dal 1 gennaio 1998. fermo restando quanto previsto dall’art. 9, comma 2 della legge 30 settembre 1993, n. 388, la presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella gazzetta ufficiale, limitatamente ai trattamenti di dati effettuati in esecuzione dell’accordo di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a) e alla nomina del Garante. La presente legge, munita del sigillo dello stato, sarà inserita nella raccolta ufficiale degli atti nominativi della repubblica italiana. é fatto d’obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
[Il testo è aggiornato al 31.12.97, con le modifiche introdotte dal d. l.vo 9.5.97 n.123]

References: Art. 4

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42
 articolo 8

Art. 44

Art. 45