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EMENDAMENTI DECRETO LEGGE “DEGIURISDIZIONALIZZAZIONE” ‹ Unagipa – Unione Nazionale Giudici di Pace
Comunicati / 3 Ottobre 2014
EMENDAMENTI DECRETO LEGGE “DEGIURISDIZIONALIZZAZIONE”
Di seguito tutti gli emendamenti presentati dai Senatori delle varie Forze Politiche in Commissione Giustizia Senato
BUEMI, FAUSTO GUILHERME LONGO, FILIPPIN, MANASSERO, CAPACCHIONE, ZANONI
“1-bis. All’articolo 1, comma 2 della legge 14 settembre 2011, n. 148, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nell’alinea, le parole: “è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi “sono sostituite dalle seguenti: “è delegato ad adottare, entro quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi”;
b) alla lettera a) le parole: “ridurre gli uffici giudiziari di primo grado, ferma la necessità di garantire la permanenza del tribunale ordinario nei circondari di comuni capoluogo di provincia alla data del 30 giugno 2011” sono sostituite dalle seguenti: “a) ridurre gli uffici giudiziari di primo grado, ferma la necessità di garantire la permanenza del tribunale ordinario nei circondari di comuni capoluogo di provincia alla data del 30 giugno 2011, e ridurre gli uffici giudiziari di secondo grado, accorpando quelli della medesima regione e quelli delle regioni limitrofe;”;
c) alla lettera f) le parole: “garantire che, all’esito degli interventi di riorganizzazione, ciascun distretto di corte d’appello, incluse le sue sezioni distaccate, comprenda non meno di tre degli attuali tribunali con relative procure della Repubblica” sono sostituite dalle seguenti: “garantire che, all’esito degli interventi di riorganizzazione, non risultino soppressi i tribunali che abbiano un bacino di utenza superiore ai 100.000 abitanti e un carico di lavoro con una media, nel periodo 2006-2012, di oltre 4.000 sopravvenienze”;
d) la lettera o) è sostituita dalla seguente: “o) prevedere che, entro sessanta giorni dalla pubblicazione di cui alla lettera n) ovvero dalla scadenza del termine di esercizio della delega di cui all’alinea, gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possano richiedere e ottenere il mantenimento degli uffici del giudice di pace con competenza sui rispettivi territori, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, con le seguenti modalità:
1) il fabbisogno di personale amministrativo è soddisfatto mediante la sua messa a disposizione da parte degli enti locali medesimi, restando a carico dell’amministrazione giudiziaria unicamente la determinazione dell’organico del personale di magistratura onoraria di tali sedi entro i limiti della dotazione nazionale complessiva nonché la formazione del personale amministrativo;
2) nel caso di arbitrato o di convenzione di negoziazione assistita da un avvocato, l’ente locale assicura la tempestività della prestazione dell’ufficiale di stato civile o di altro pubblico ufficiale, il cui intervento dovesse essere richiesto in sede di autentica, sottoscrizione o registrazione del processo verbale di accordo o del lodo arbitrale;”.»
1-ter. I decreti legislativi 7 settembre 2012, n. 155 e 7 settembre 2012, n. 156 conservano la loro efficacia, limitatamente agli atti ed alle pronunce giurisdizionali emanati prima dell’applicazione del comma 1-bis.”
(Proposizione e svolgimento dell’arbitrato)
1. Le parti che intendono promuovere il procedimento arbitrale devono depositare presso la segreteria della camera arbitrale domanda sottoscritta personalmente con firma recante l’autentica di un avvocato e versare i diritti per il funzionamento della camera arbitrale ed il compenso dell’arbitro, come stabilito dall’Allegato A della presente legge. La domanda contiene:
a) il nome delle parti e l’indicazione della loro residenza, ovvero la ragione sociale, l’indicazione del legale rappresentante e della sua sede legale, oltre ai codici fiscali e all’indicazione degli avvocati cui è affidato il patrocinio e presso cui è eletto il domicilio. Nella domanda sono indicati gli indirizzi di posta elettronica certificata (PEC) dei difensori delle parti;
b) l’esposizione generica dei fatti, la formulazione generica dei quesiti, l’indicazione del valore della controversia;
c) la richiesta di nomina dell’arbitro da parte della camera arbitrale;
d) l’espressa indicazione della eventuale possibilità, per l’arbitro, di decidere secondo equità.
2. L’arbitrato amministrato dalle camere arbitrali può essere promosso per tutte le controversie che non siano di competenza del giudice di pace e che non abbiano un valore superiore a euro 100.000, con eccezione di quelle concernenti diritti indisponibili e di quelle per le quali il ricorso alla procedura arbitrale è espressamente vietato dalla legge.
3. La domanda rimane depositata presso la segreteria della camera arbitrale per il rilascio, ove richiesto, di copie autentiche.
4. La proposizione della domanda di arbitrato esonera le parti dal tentativo di conciliazione e dall’obbligo di proposizione del procedimento di mediazione, nei casi in cui gli stessi sono previsti dalla legge in via obbligatoria o sotto pena di improcedibilità della domanda o di improseguibilità del procedimento.
Dopo l’articolo, inserire i seguenti:
(Normativa in materia di contenzioso pendente)
1. I giudizi civili di cui all’articolo precedente pendenti dinanzi ai tribunali alla data di entrata in vigore della presente legge sono attribuiti al giudice di pace territorialmente competente, con esclusione delle cause già assunte in decisione e che non rimesse in istruttoria.
(Competenza del giudice di pace)
1. Il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a cinquantamila euro, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice.
2. Il giudice di pace è altresì competente, per tutte le cause di risarcimento del danno perfetto illecito di cui agli articoli 2043 e seguenti del codice civile ad esclusione del danno da perdita della vita nonché, ad esclusione delle fattispecie connesse alla colpa professionale e dei fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale, quando, nei casi anzi detti, derivi una malattia di durata superiore a venti giorni.
3. È competente qualunque ne sia il valore:
2) per le cause ed i procedimenti di volontaria giurisdizione in materia di condominio degli edifici ed opposizione alle deliberazioni approvate dall’assemblea dei condomini;
3) per le cause in materia di contratti del consumatore;
4) per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità.
5) per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali;
6) per i procedimenti di espropriazione mobiliare presso il debitore e di espropriazione di cose del debitore che non in possesso di terzi.
(Competenza per materia)
1. Al primo comma dell’articolo 637 del codice di procedura civile, le parole: ”o, in composizione monocratica, il tribunale competente per la domanda proposta in via ordinaria”, sono soppresse.
2. Al primo comma dell’articolo 645 del codice di procedura civile. le parole: ”al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto” sono sostituite dalle seguenti ”competente per materia ai sensi degli articoli 7 e 9”.
(Durata dell’ufficio e conferma del giudice di pace)
All’articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, dopo il comma 1-bis, aggiungere i seguenti:
”1-ter. In attesa della complessiva riforma dell’ordinamento dei giudici di pace, il magistrato che esercita le funzioni di giudice di pace alla scadenza del terzo mandato, ovvero che sia stato prorogato, viene rinnovato nell’incarico, subordinatamente al giudizio di idoneità di cui al comma 2-bis, per ulteriori tre mandati della durata di quattro anni ciascuno, salva comunque la cessazione dalle funzioni al settantacinquesimo anno di età.
1-quater. Il magistrato che alla scadenza del terzo quadriennio di cui al precedente comma 1-ter, non abbia raggiunto il predetto limite di età, viene rinnovato nell’incarico subordinatamente al giudizio di idoneità di cui al comma 2-bis, per un ulteriore mandato della durata di quattro anni”».
FRAVEZZI, ZELLER, PALERMO, PANIZZA, BATTISTA
(Valore della causa)
1. All’articolo 46, comma 1, della Legge 21 novembre 1991, n. 374 ”Istituzione del giudice di pace” dopo la parola: ”valore,” sono inserite le seguenti: ”senza tener conto degli interessi”.
2. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1, valutato in 4 milioni di euro a decorrere dal 2014, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
Dopo l’articolo13, inserire il seguente:
«Art. 13-bis.
(Pronuncia secondo equità)
a) All’articolo 113 sostituire il secondo comma con il seguente: ”Il giudice decide secondo equità le cause il cui valore non eccede diecimila euro”.
b) all’articolo 114, alle parole: ”Il giudice” sono anteposte le seguenti: ”Fermo quanto previsto dall’articolo 113,”;
c) all’articolo 339, terzo comma, le parole: ”del giudice di pace”, sono soppresse».
«Art. 14-bis.
1. L’articolo 7 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente. Il giudice di pace è competenze per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a cinquantamila euro, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice.
2. Il giudice di pace è altresì competente, per tutte le cause di risarcimento del danno: ”per fatto illecito di cui agli articoli 2043 e ss del codice civile ad esclusione del danno da perdita della vita nonché, ad esclusione delle fattispecie connesse alla colpa professionale e, dei fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale quando, nei casi anzidetti, derivi una malattia di durata superiore a venti giorni.
a) per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;
b) per le cause ed i procedimenti di volontaria giurisdizione in materia di condominio degli edifici ed opposizione alle deliberazioni approvate dall’assemblea dei condomini;
c) per le cause in materia di contratti del consumatore;
d) per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori d’immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità.
e) per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali;
f) per i procedimenti di espropriazione mobiliare presso il debitore e di espropriazione di cose del debitore che non in possesso di terzi».
(Modifiche agli articoli 637 e 645 del codice di procedura civile)
1. Al primo comma dell’articolo 637 del codice di procedura civile le parole: ”o, in composizione monocratica, il tribunale competente per la domanda proposta in via ordinaria”, sono soppresse.
2. Al primo comma dell’articolo 645 del codice di procedura civile le parole: ”al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto” sono sostituite dalle seguenti: ”competente per materia ai sensi degli articoli 7 e 9”.
3. I giudizi civili di cui ai commi precedenti pendenti dinanzi ai tribunali alla data di entrata in vigore della presente legge di conversione, sono attribuiti al giudice di pace territorialmente competente, con esclusione delle cause già assunte in decisione e che non rimesse fu istruttoria».
1. All’articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, è aggiunto il seguente comma:
”1.-ter. In attesa della complessiva riforma dell’ordinamento dei giudici di pace, il magistrato che esercita le funzioni di giudice di pace alla scadenza del terzo mandato, ovvero che sia stato prorogato, viene rinnovato nell’incarico, subordinatamente al giudizio di idoneità di cui al comma 2-bis, per ulteriori tre mandati della durata di quattro armi ciascuno, salva comunque la cessazione dalle funzioni al settantacinquesimo anno di età.
1-quater. Il magistrato che alla scadenza del terzo quadriennio di cui al precedente comma 1-ter non abbia raggiunto il predetto limite di età, viene rinnovato nell’incarico subordinatamente al giudizio di idoneità di cui al comma 2-bis, per un ulteriore mandato della durata di quattro anni”».
CAPPELLETTI, BUCCARELLA
Dopo l’articolo 16, inserire il seguente:
(modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, in materia di contributo unificato)
1. L’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 è sostituito dal seguente:
”Art. 13. (Importi). – 1. Il contributo unificato è dovuto nei seguenti importi:
a) euro 37 per i processi di valore fino a 1.100 euro nonché per i processi per controversie di previdenza e assistenza obbligatorie, salvo quanto previsto dall’articolo 9, comma 1-bis per i procedimenti di cui all’articolo 711 del codice di procedura civile, per i procedimenti di cui all’articolo 4, comma 16, della legge 10 dicembre 1970, n. 898;
b) euro 85 per i processi di valore superiore a euro 1.100 e fino a euro 5,200 e per i processi di volontaria giurisdizione, nonché per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo I e capo VI, del codice di procedura civile, e per i processi contenziosi di cui all’articolo 4 della legge 1º dicembre 1970, n. 898;
c) euro 150 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino a euro 26.000 e per i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace;
d) euro 250 per i processi di valore superiore a euro 26.000 e fino a euro 52.000 e per i processi civili di valore indeterminabile;
e) euro 350 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino a euro 150.000;
f) euro 450 per i processi di valore superiore a euro 150.000 e fino a euro 260.000;
g) euro 600 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e fino euro 520.000;
h) euro 800 per i processi di valore superiore a euro 520.000 e fino a euro 1.000.000;
i) euro 1.000 per i processi di valore superiore a euro 1.000.000.
2. Per i processi di competenza delle sezioni specializzate di cui al decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168, e successive modificazioni, i1 contributo unificato di cui al comma 1 è aumentato della metà.
3. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto è pari a euro:
a) euro 50 per i processi di valore fino a euro 10.000;
b) euro 100 per i processi di valore superiore a euro 10.000 e fino a euro 30.000;
c) euro 150 per i processi di valore superiore a euro 30.000 e fino a euro 60.000;
d) euro 200 per i processi di valore superiore a euro 60.000.
4. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo è ridotto della metà. Per i processi esecutivi mobiliari di valore inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto è pari a euro 25.
5. Per i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo è pari a quello del comma 3.
6. Il contributo è ridotto alla metà per i processi speciali previsti nel libro IV, titolo 1, del Codice di procedura civile, compreso il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento e per le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, salvo quanto previsto dall’articolo 9, comma 1-bis. Ai fini del contributo dovuto, il valore dei processi di sfratto per morosità si determina in base all’importo dei canoni non corrisposti alla data di notifica dell’atto di citazione per la convalida e quello dei processi di finita locazione si determina in base all’ammontare del canone per ogni anno.
7. Per la procedura fallimentare, che è la procedura dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura, il contributo dovuto è pari a euro 200.
8. Se manca la dichiarazione di cui all’articolo 14, il processo si presume del valore indicato al comma 1, lettera i). Se manca la dichiarazione di cui al comma 3-bis dell’articolo 14, il processo si presume del valore indicato al comma 6-quater, lettera f).
9. Il contributo unificato per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato è dovuto nei seguenti importi:
a) per i ricorsi previsti dagli articoli 116 e 117 dei decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, per quelli aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso nel territorio dello Stato e per i ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza dei giudicato il contributo dovuto è di euro 150. Non è dovuto alcun contributo per i ricorsi previsti dall’articolo 25 della citata legge n. 241 del 1990 avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, di attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale;
b) per le controversie concernenti i rapporti di pubblico impiego, si applica il comma 6;
c) per i ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a determinate materie previsto dal libro IV, titolo V, del decreto legislativo 2 giugno 2010, n. 104, nonché da altre disposizioni che richiamino il citato rito, il contributo dovuto è di euro 500;
d) per ricorsi di cui all’articolo 119, comma 1, lettere a) e b), del codice di cui all’allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il contributo dovuto è di euro 500 quando il valore della controversia è pari o inferiore ad euro 200.000; per quelle di importo compreso tra euro 200.000 e 1.000.0000 il contributo dovuto è di euro 1.000 mentre per quelle di valore superiore a 1.000.000 di euro è pari ad euro 2.000. Se manca la dichiarazione di cui al comma 3-bis. dell’articolo 14, il contributo dovuto è di euro 2.000;
e) in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto è di euro 350.
10. Per i ricorsi principale ed incidentale proposti avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali è dovuto il contributo unificato nei seguenti importi:
c) euro 100 per controversie di valore superiore a euro 5.000 e fino a euro 25.000 e per le controversie tributarie di valore indeterminabile;
d) euro 200 per controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a euro 75.000;
e) euro 350 per controversie di valore superiore a euro 75.000 e fino a euro 200.000;
f) euro 500 per controversie di valore superiore a euro 200.000”.
Le disposizioni, di cui al presente comma si applicano ai procedimenti iscritti a ruolo successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge».
Conseguentemente, all’articolo 22, dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis. Alle minori entrate derivanti dalle disposizioni di cui all’articolo 16-bis, valutate in 50 milioni di euro nel 2014 e in 300 milioni di euro a decorrere dal 2015, si provvede con le maggiori entrate derivanti dalle seguenti disposizioni:
a) ai commi 491 e 495 dell’articolo 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, le parole: ”dello 0,2 per cento”, sono sostituite dalle seguenti: ”dell’1 per cento”, al comma 492 del medesimo articolo 1 della legge 228 del 2012, l’imposta sulle operazioni su strumenti finanziari derivati, così come definita dalla tabella 3, è incrementata del 5 per cento per ciascuna tipologia di strumento e valore nazionale del contratto.
b) a decorrere dall’anno 2014, l’imposta di bollo di cui all’articolo 19, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, in legge 22 dicembre 2011, n. 214, si applica nella misura del 23 per mille;
c) coloro che hanno usufruito dei vantaggi fiscali disposti in relazione al rimpatrio e alla regolarizzazione delle attività finanziarie e patrimoni ali detenute all’estero, ai sensi dell’articolo 13-bis del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, e degli articoli 12 e 15 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, e successive modificazioni, sono tenuti al versamento di un contributo di solidarietà pari al 15 per cento del valore delle operazioni di rimpatrio o di regolarizzazione perfezionate a tutto il 30 aprile 2014. Il direttore dell’Agenzia delle entrate stabilisce con proprio provvedimento le disposizioni e gli adempimenti, anche dichiarativi, per l’attuazione del presente articolo. Le somme derivanti dalla presente disposizione concorrono integralmente al finanziamento degli interventi previsti dall’articolo 16-bis del presente decreto-legge;
d) a decorrere dal 1º gennaio 2014, il prelievo erariale unico di cui all’articolo 39, comma 13, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni, è determinato, in capo ai singoli soggetti passivi d’imposta, applicando un’aliquota pari al 15 per cento della raccolta delle somme giocate».
Al comma 1, dopo la lettera i), inserire le seguenti:
«i-bis) dopo l’articolo 696-bis è inserito il seguente:
”Art. 696-ter. – (Attività di ricognizione o di accertamento dello stato dei luoghi, di persone o di cose). – Per le attività di ricognizione o di accertamento dello stato dei luoghi, di persone o di cose il presidente del tribunale o il giudice di pace può nominare l’ufficiale giudiziario del luogo ove la ricognizione o l’accertamento devono essere eseguiti.
Il giudice procede a norma del terzo comma dell’articolo 696. All’ufficiale giudiziario di cui al primo comma del presente articolo possono, altresì, essere delegate le ispezioni previste dall’articolo 118”;
i-ter) all’articolo 769; al primo comma, dopo la parola: ”nataio” sono aggiunte le seguenti: ”o dell’ufficiale giudiziario o del funzionario dell’ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti del luogo in cui sono ubicati gli immobili”».
ZIZZA, ALICATA, BRUNI
Al comma 1, dopo la lettera i), è inserita la seguente:
”Art. 696-ter. – (Attività di ricognizione o di accertamento dello stato dei luoghi, di persone o di cose). – Per le attività di ricognizione o di accertamento dello stato dei luoghi, di persone o di cose il presidente del tribunale o il giudice di pace può nominare l’ufficiale giudiziario del luogo ove la ricognizione o l’accertamento devono. essere eseguiti.
Il giudice procede a norma del terzo comma dell’articolo 696.
All’ufficiale giudiziario di cui al primo comma del presente articolo possono, altresì, essere delegate le ispezioni previste dall’articolo 118”».
Al capo VI, dopo l’articolo 21 inserire il seguente:
«Art. 21-bis
(Modifiche della dotazione organica dell’amministrazione giudiziaria
del Ministero della giustizia)
1. In conformità a quanto disposto dall’articolo 10, comma 6, del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto Ministeri per il quadriennio normativo 2006-2009, di cui all’accordo 14 settembre 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta ufficiale n. 237 dell’11 ottobre 2007, in deroga all’articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e al fine di attuare la ricomposizione dei processi lavorativi per i profili professionali della medesima tipologia e il conseguente collocamento nella medesima area dei profili riconducibili a uno stesso settore di attività, il personale di ruolo dell’amministrazione giudiziaria del Ministero della giustizia appartenente al ruolo di ufficiale giudiziario, seconda area, fasce retributive F3, F4 e F5, è inquadrato nel profilo professionale di funzionario dell’ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti (UNEP); terza area, fascia retributiva F1.
2. La dotazione organica del profilo professionale di funzionario degli UNEP, terza area, fascia retributiva F1, è ampliata di 1.500 unità ed è contestualmente ridotta di 1.715 unità la dotazione organica del profilo professionale di ufficiale giudiziario, seconda area, posizioni economiche F3, F4 e F5.
3. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1 del presente articolo, relativi alle differenze retributive e contributive del personale, valutati in 1.200.000 euro a decorrere dall’anno 2014, si provvede mediante l’utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui alle lettere d e f del terzo comma dell’articolo 19 del presente decreto-legge.
5. Ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro della giustizia provvede al monitoraggio degli oneri di cui al presente articolo e riferisce in merito al Ministro dell’economia e delle finanze. Nel caso si verifichino scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 3 del presente articolo, fatta salva l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 11, comma 3, lettera l),della citata legge n. 196 del 2009, il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro della giustizia, provvede, con proprio decreto, alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall’attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte corrente iscritte, nell’ambito delle spese rimodulabili di cui all’articolo 21, comma 5, lettera b) della medesima legge n. 196 del 2009, nel programma ”Giustizia civile e penale” della missione ”Giustizia” dello stato di previsione del Ministero della giustizia per l’anno 2014. Il Ministro dell’economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli spostamenti e all’adozione delle misure di cui al secondo periodo.
6. Entro un mese dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto, provvede alla rideterminazione della dotazione organica dell’amministrazione giudiziaria del Ministero della giustizia, in attuazione di quanto previsto dal presente articolo.
7. Al decreto legislativo n 240 del 25 luglio 2006 sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 2 primo comma dopo la parola, ”amministrativo” sono inserite le seguenti:
”incluso quello in servizio presso gli Uffici Notifiche Esecuzioni e Protesti ivi compreso gli ufficiali giudiziari e funzionari unep”;
b) dopo l’articolo 3 è inserito il seguente:
”Art. 3-bis.
1. Ogni disposizione del D.P.R. n. 1229 del 15 dicembre 1959, nella quale si fa riferimento al Capo dell’Ufficio, al Presidente della Corte d’Appello, al Presidente del Tribunale deve intendersi riferita, al Magistrato capo dell’Ufficio o al Dirigente Amministrativo preposto all’Ufficio, secondo la individuazione delle competenze dei magistrati capi e dei dirigenti amministrativi disciplinata dagli articoli 1, 2 e 3 del decreto legislativo n. 240 del 2006”.
8. Ogni disposizione, del presente decreto-legge o di ogni altra legge o disposizioni contrattuali la quale fa riferimento all’ufficiale giudiziario, deve ritenersi riferita anche al funzionario unep. Le attività di notificazione e di esecuzione, ivi comprese quelle libero professionali e stragiudiziali, devono ritenersi espletate indistintamente ed autonomamente dal personale inquadrato nelle figure professionale di ufficiale giudiziario e di funzionario unep.
9. Al decreto del Presidente della Repubblica n. 1229 del15 dicembre 1959 sono appartate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 47, il primo comma è sostituito dal seguente: ”Nell’ufficio al quale sono addetti due o più- ufficiali giudiziari è nominato un ufficiale giudiziario coordinatore; nella scelta si deve tener conto dell’idoneità alle funzioni di coordinamento, dei precedenti di carriera.”;
b) l’articolo 48 è sostituito dal seguente: ”Art. 48. – I dirigenti amministrativi, gestiscono le risorse umane del personale unep compresi gli ufficiali giudiziari ed i funzionari.
Il dirigente amministrativo della Corte di appello gestisce le risorse umane di cui al comma precedente per il personale unep ivi addetto il dirigente amministrativo del Tribunale gestisce il personale unep ivì addetto.
Qualora manchi per qualsiasi motivo il dirigente amministrativo della corte di appello o del tribunale, provvedono alla gestione del personale di cui al precedente comma uno, i rispettivi dirigente amministrativi addetti alle rispettive Procure”;
L’ufficiale giudiziario coordinatore non è esentato, di regola, dalle normali attribuzioni.
c) all’articolo 59, il terzo comma è sostituito dal seguente: ”Il dirigente amministrativo ha la sorveglianza sugli ufficiali giudiziari e funzionari unep addetti all’ufficio ivi compresi quelli addetti ai presidi unep nonché sull’ufficiale giudiziario coordinatore.”;
d) all’articolo 105, il primo comma è sostituito dal ,seguente: ”Nelle sedi d’ufficio unico, il dirigente amministrativo provvede, all’inizio di ogni anno, alla designazione degli ufficiali giudiziari e dei funzionari unep preposti ai diversi rami di servizio,”;
e) all’articolo 107 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: ”Gli ufficiali giudiziari o i funzionari unep, oltre ad eseguire le notificazioni degli atti di cui al precedente comma due, possono eseguire, a mezzo servizio postale o strumenti informatici, le notificazioni degli atti relativi ad affari di competenza dell’autorità giudiziaria da cui l’ufficio del giudice di pace dipende.
È istituito un presidio UNEP presso il solo ufficio del Giudice di Pace che non sia sede di altri uffici giudiziari, Il Ministero della Giustizia, con proprio decreto determinerà; entro trenta giorni dalla conversione in legge del presente decreto-legge, il numero del personale da adibire al presidio UNEP,”;
f) all’articolo 146 è aggiunto, in fine, il seguente comma: ”Il funzionario unep coordinatore, espleta tutte le attività amministrative contabili previste nel titolo II, capo III, sezioni III, e V; Capo IV nonché nei titoli III, IV e V del presente decreto del Presidente della Repubblica del personale addetto al presidio unep istituito presso gli uffici del giudice di pace ci cui all’ultimo comma dell’articolo 107 precedente. Ai fini dell’attuazione del presente comma, gli ufficiali giudiziari o i funzionari addetti al presidio unep devono trasmettere, in tempo utile, al funzionario coordinatore da cui il presidio dipende tutto quanto occorre per la corretta amministrazione contabile e fiscale.”;
g) l’articolo 185 è sostituito dal seguente:
”Art. 185. – Ogni disposizione del presente ordinamento e di altre leggi o regolamenti, la quale fa espresso richiamo al solo ufficiale giudiziario dirigente, deve ritenersi riferita all’ufficiale giudiziario coordinatore.
Ogni disposizione del presente ordinamento, la quale fa espresso richiamo al solo ufficiale giudiziario, deve ritenersi riferita anche all’aiutante ufficiale giudiziario, in quanto le funzioni di notificazione, esecuzione e di coordinamento dei vari rami di servizio sono in comune tra le due figure professionali”».
ZIZZA, ALICATA
«Art. 21-bis.
1. Al decreto legislativo n. 240 del 25 luglio 2006 sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 2, il comma 1 è sostituito dal seguente:
”1. Il dirigente amministrativo preposto all’ufficio giudiziario è responsabile della, gestione del personale amministrativo incluso quello in servizio presso gli Uffici Notifiche Esecuzioni e Protesti, ivi compreso gli ufficiali giudiziari e funzionari UNEP, da attuare in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo, dell’ufficio e con il programma annuale delle attività di cui all’articolo 4.”;
”Art. 3-bis. – 1. Le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 1229, del 15 dicembre 1959, che si riferiscano al Capo dell’Ufficio, al Presidente della Corte d’Appello, al Presidente del Tribunale devono intendersi riferita al Magistrato Capo dell’Ufficio o al Dirigente Amministrativo preposto all’Ufficio, secondo la individuazione delle competenze dei magistrati capi e dei dirigenti amministrativi disciplinata dagli articoli 1, 2 e 3 del presente decreto”.
2. Ogni disposizione del presente decreto-legge o di ogni altra legge o disposizioni contrattuali la quale fa riferimento all’ufficiale giudiziario, deve ritenersi riferita anche al funzionario UNEP. Le attività di notificazione e di esecuzione, ivi comprese quelle libero professionali e stragiudiziali, devono ritenersi espletate indistintamente ed autonomamente dai personale inquadrato nelle figure professionale di ufficiale giudiziario e di funzionario UNEP.
3. Al decreto del Presidente della Repubblica n. 1229 del 15 dicembre 1959, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 47, il primo comma, è sostituito dal seguente:
”Nell’ufficio al quale sono addetti due o più ufficiali giudiziari è nominato un ufficiale giudiziario coordinatore; nella scelta si deve tener conto dell’idoneità alle funzioni di coordinamento, dei precedenti di carriera”;
b) l’articolo 48 è sostituito dal seguente:
”I dirigenti amministrativi, gestiscono le risorse umane del personale UNEP compresi gli ufficiali giudiziari ed i funzionari.
Il dirigente amministrativo della Corte di appello gestisce le risorse umane di cui al comma precedente per il personale UNEP ivi addetto. Il dirigente amministrativo del Tribunale gestisce il personale UNEP ivi addetto.
Qualora manchi per qualsiasi motivo il dirigente amministrativo della corte di appello o del tribunale, provvedono alla gestione del-personale di cui al precedente comma 1, i rispettivi dirigenti amministrativi addetti alle rispettive Procure.
L’Ufficiale giudiziario coordinatore non è esentato di regola dalle normali attribuzioni”.
c) l’articolo 59, terzo comma, è sostituito dal presente:
”Il diligente amministrativo ha la sorveglianza sugli ufficiali giudiziari e funzionari UNEP addetti all’ufficio ivi compresi, quelli addetti ai presidi UNEP nonché sull’ufficiale giudiziario coordinatore”;
d) l’articolo 105, primo comma è sostituito dal seguente:
”Nelle sedi d’ufficio unico, il dirigente amministrativo provvede, all’inizio di ogni’anno, alla designazione degli ufficiali giudiziari e dei funzionari UNEP preposti ai diversi rami di servizio”;
e) all’articolo 107 sono aggiunti; in fine, i seguenti commi:
”Gli ufficiali giudiziari o i funzionari UNEP, oltre ad eseguire le notificazioni degli atti di cui al precedente comma due possono eseguire, a mezzo servizio postale o strumenti informatici, le notificazioni degli atti relativi ad affari di competenza dell’autorità giudiziaria da cui l’ufficio del giudice di pace dipende.
È istituito un presidio UNEP presso il solo ufficio del Giudice di Pace che non sia sede di altri uffici giudiziari. Il Ministero della Giustizia, con proprio decreto determinerà, entro trenta giorni dalla conversione in legge del presente decreto-legge; il numero del personale da adibire al presidio UNEP”.
f) all’articolo 146 è aggiunto; in fine, il seguente comma:
”Il funzionario UNEP coordinatore, espleta tutte le attività amministrative contabili previste nel titolo II, capo III, sezioni III, IV e V; Capo IV nonchè nei titoli III, IV e V del presente D.P.R. del personale addetto al presidio UNEP istituito presso gli uffici del giudice di pace. Ai fini dell’attuazione del presente comma, gli ufficiali giudiziari o i funzionari addetti al presidio UNEP devono trasmettere, in tempo utile, al funzionario. coordinatore da cui il presidio dipende tutto quanto occorre per la corretta amministrazione contabile e fiscale”;
Ogni disposizione del presente ordinamento, la quale fa espresso richiamo al solo ufficiale giudiziario, deve ritenersi riferita anche all’aiutante ufficiale giudiziario, in quanto le funzioni di notificazione, esecuzione e di coordinamento dei vari rami di servizi sono in comune tra le due figure professionali”».
BRUNI, ZIZZA
(Modifiche all’articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374)
1. All’articolo 7 della legge 21 novembre 1991 n. 374 e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
”1. In attesa dell’entrata in vigore della complessiva riforma dell’ordinamento dei giudici di pace, il magistrato che esercita le funzioni di giudice di pace, alla scadenza del terzo mandato o che sia stato prorogato; è confermato per ulteriori tre mandati di quattro anni ciascuno, subordinatamente al giudizio di idoneità di cui all’articolo 7, commi 2-bis e 2-ter della presente legge, salva comunque la cessazione dall’esercizio delle funzioni al compimento del settantesimo anno di età. Il Giudice di Pace che alla scadenza del terzo quadriennio non ha raggiunto il limite di età di settanta anni, è confermato in servizio nell’Ufficio del processo per un ulteriore quadriennio. Resta salva la cessazione dalle funzioni al settantesimo anno di età”;
b) dopo il comma 2-quater, è aggiunto il seguente:
”2-quinquies. Fino alla decisione del Consiglio Superiore della Magistratura in ordine al rinnovo dell’incarico, il giudice di pace continua a prestare servizio. In caso di rinnovo il periodo di proroga legale si computa nel quadriennio. In caso di mancato rinnovo la cessazione dell’incarico avviene all’atto della notifica del decreto del Ministero della giustizia e gli atti emessi rimangono comunque validi”».

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 1
in fine
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