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Timestamp: 2017-09-26 20:56:39+00:00

Document:
Essere Impresa Febbraio 2017 by CONFARTIGIANATO Forlì Federimpresa - issuu
01 • FEBBRAIO 2017
Anno 07 - Direttore Responsabile Roberto Faggiotto - Mensile di informazione tecnica, economica, sindacale - Forlì, viale Oriani, 1 - Aut. Tribunale di Forlì n. 548 del 24/11/78 - Tariffa R.O.C.: “Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale in regime libero - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, Commerciale Business Forlì n. 66/2009”
Confartigianato partner dell’impresa Debutta un nuovo servizio: lo Sportello Energia di Confartigianato Forlì. Grazie alle partnership, l’impresa risparmia sulle bollette. Un meccanismo che permette agli imprenditori di alleggerire i costi per mandare avanti l’azienda; la formula è semplice e si basa sull’offerta di tariffe convenienti e trasparenti. L’aggregazione della domanda di energia di imprese e famiglie, permette l’individuazione delle migliori tariffe riuscendo a ottenere dai fornitori prezzi scontati. Un’opportunità reale: l’energia costituisce, infatti, una voce di costo molto pesante. Soltanto per l’elettricità, le micro e piccole imprese italiane pagano, in media, oltre il 22% in più rispetto ai colleghi europei. Da pagina 8
in evidenza L’EDITORIALE: Il nuovo presidente di Confartigianato di Forlì, Luca Morigi si presenta. E annuncia l’impegno per intensificare l’attività di confronto con le istituzioni per promuovere interventi a misura di micro impresa. Propositivi, per ridare slancio al territorio. A pagina 3
IL NOTIZIARIO TECNICO: Le news dai servizi; chiarimenti su Telefisco e novità sui modelli Intra in attesa del “milleproroghe”. Spiegati l’incentivo occupazione giovani e il rinnovo del contratto edile artigiano e i dettagli della Certificazione Unica. Da pagina 15 a pagina 19
ASSOCIAZIONE: Competitivi nel mercato della green economy. L’attenzione all’ambiente e all’efficienza nella gestione delle risorse diventa occasione di risparmio per famiglie e aziende. Da pagina 8
I MOVIMENTI: Nuovi momenti di incontro per i soci Anap. I Giovani Imprenditori intensificano i contatti col mondo dell’istruzione. Donne Impresa avvia una riflessione sui pericoli della rete. Da pagina 20
associazione editoriale
Ladri di futuro • di Roberto Faggiotto
uale direzione può imboccare una società incapace di dare prospettive e fiducia alle nuove generazioni? La china pare inevitabile, se accade che un trentenne scelga di togliersi la vita per la frustrazione di non poter iniziare a vivere. Il declino è ciò che attende una società che confina i giovani nel limbo del precariato e addirittura condanna alla disoccupazione più del 40% di coloro che devono ancora compiere i venticinque anni. Tralasciando ogni valutazione personale sulla dolorosa vicenda, il grido d’allarme rimbalzato sui media, per volontà della famiglia del suicida, non può lasciare indifferenti: la crisi economica non deve essere l’alibi per tradire le aspettative dei giovani. Oggi più che mai è importante rafforzare la collaborazione tra scuola e mondo del lavoro per dare agli studenti l’opportunità di maturare quelle competenze che consentano loro di trovare un’occupazione. È indispensabile che le organizzazioni di rappresentanza di chi fa impresa collaborino alla definizione degli indirizzi di studio e dei profili professionali previsti dalla legge sulla ‘Buona scuola’ affinché corrispondano alle nuove esigenze del sistema produttivo. Fornire agli studenti gli strumenti per apprendere professioni e mestieri che siano immediatamente spendibili, significa dare ai ragazzi una chance di essere protagonisti. Il lavoro è ciò che consente di pianificare il futuro, affrontare le sfide della vita, acquistare una casa, costruire una famiglia. Procrastinare l’ingresso delle giovani generazioni nel mercato del lavoro, costringerli all’incertezza perché impreparati alle reali richieste del sistema imprenditoriale, significa mortificare le aspettative, privarli dei sogni. Da tempo ribadiamo che la riforma rappresenta un’occasione che non possiamo perdere. Per questo è necessario aggiornare costantemente e rapidamente le qualifiche e i diplomi inseriti nel repertorio nazionale al fine di corrispondere alle richieste del mercato del lavoro e alla domanda delle imprese. La disperazione che ha spinto un trentenne a un gesto tanto sconvolgente non deve più ripetersi, dare vita a una nuova alleanza, realmente efficace, fra chi ha il compito di formare le menti e chi ha specifiche esigenze nell’organico aziendale, è indispensabile. Lo ribadiamo e perseguiamo questa collaborazione, anche a livello locale, da prima che si pensasse alla “Buona Scuola”. E oggi non è più tempo di parole, ma di azioni. Viale Oriani, 1
Direttore Responsabile Roberto Faggiotto
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Redazione Roberta Zoli
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ORGANO UFFICIALE DI STAMPA DI CONFARTIGIANATO FORLÌ FEDERIMPRESE
Autorizzazione Tribunale di Forlì n. 548 del 24/11/1978
Anno VII • n. 01 FEBBRAIO 2017
Tariffa R.O.C: “Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale in regime libero
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2 • febbraio 2017 • • • essere impresa
D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, Commerciale Business Forlì n. 66/2009
Il prezzo di abbonamento al periodico è pari a 6 € ed è compreso nella quota associativa. La quota associativa non è divisibile. La dichiarazione viene effettuata ai fini postali.
il commento associazione Cambio al vertice di Confartigianato
L’ora del fare • a cura del presidente Luca Morigi
on la fine del 2016 sono arrivate a compimento le numerose iniziative per celebrare i settant’anni di vita di Confartigianato Forlì. Un anno vissuto all’insegna della concretezza e del fare, per sottolineare come questo prestigioso traguardo, coinciso con il perdurare di una lunga crisi senza precedenti, fosse per noi, non solo occasione di festa, bensì uno stimolo a essere ancora più incisivi. Un impegno che continua nel 2017. Un anno che si è aperto con importanti novità, tra le quali l’avvicendamento alla presidenza della struttura. Un cambiamento che avviene nel segno della continuità del lavoro svolto fino a oggi, rafforzando al contempo il dialogo con le istituzioni, per far ascoltare con maggiore forza la voce di chi fa impresa. Non a caso, il primo evento organizzato ha consentito una riflessione sulla nuova Finanziaria mettendo in luce come la riduzione del carico fiscale non sia ancora sufficiente per ridurre il divario con l’Europa: nel 2017, infatti, l’Italia mantiene un gap di 1,3 punti di PIL che tiene lontano il nostro Paese da quell’allineamento con i partner europei che si registrava nel periodo precrisi. Per questo va proseguita l’azione di calo della pressione fiscale finanziata da riduzioni della spesa pubblica improduttiva e degli sprechi. Ma importanti sono anche le novità che riguardano l’offerta a chi sceglie di essere parte del sistema. Confartigianato Forlì sta rafforzando i servizi tradizionali e introducendo nuove opportunità per l’impresa. A partire dallo Sportello Energia, che rappresenta un risparmio per le aziende, per valutare il consumo energetico, vagliando le opzioni maggiormente vantaggiose. Grazie alle collaborazioni avviate da Confartigianato Forlì gli imprenditori potranno scegliere soluzioni personalizzate per le aziende e le abitazioni, valutando periodicamente l’andamento dei consumi, ottimizzando il servizio di fornitura. Perché l’Associazione non offre unicamente i servizi tradizionali di tenuta della contabilità o dei libri paga, ma affianca chi fa impresa in ogni sua esigenza. Dalla consulenza creditizia a quella legale, passando per il controllo di gestione, avvalendosi di una rete di professionisti di comprovata esperienza. Senza dimenticare che l’imprenditore è anche una persona che vive e anima il territorio in cui opera, parte di una famiglia e di una comunità. Non a caso siamo da anni siamo attivi anche nel sociale, dalle numerose e partecipate edizioni della Scuola per Genitori, ai rapporti con le scuole per favorire il dialogo fra imprenditoria e mondo della formazione, sono molteplici i progetti avviati e che hanno innescato un circuito virtuoso di scambi e collaborazioni. Propositivi, sempre. Proprio come i nostri imprenditori. essere impresa • • • febbraio 2017 • 3
vita associativa Avvicendamento al vertice dell’Associazione
Confartigianato Forlì Luca Morigi nuovo presidente
uca Morigi (nella foto) è il nuovo presidente di Confartigianato Forlì. L’avvicendamento con Giorgio Grazioso avviene a seguito dell’assunzione di quest’ultimo del ruolo di presidente della neo costituita Unione Confartigianato Forlì Ravenna, siglata lo scorso 11 gennaio. Morigi, già vicepresidente vicario, ha ricevuto il mandato con consenso unanime da parte del Consiglio direttivo dell’Associazione forlivese. Il nuovo presidente, da anni attivo in seno alla dirigenza di Confartigianato Forlì, conferma l’impegno nell’attenzione all’imprenditore non solo come soggetto economico, ma componente di una comunità della quale è parte integrante, nonché al comprensorio, di cui l’impresa è motore produttivo. Come spiegato dal neopresidente, vengono mantenute vive le linee guida del mandato delle elezioni del 2015 “la collaborazione tra Confartigianato Forlì e Ravenna consentirà maggiore forza e una migliore rappresentanza nei confronti delle istituzioni, sempre meno legate agli ambiti locali, ma con un respiro più ampio. Tra le attività delle singole associazioni rimane invece determinante il presidio del territorio, per garantire agli imprenditori che operano nei diversi comuni del comprensorio la vicinanza, anche fisica, di Confartigianato. Sedi e mandamenti diffusi capillarmente consentono un dialogo e una stretta collaborazione con gli amministratori locali, elementi che non verranno meno neppure nell’attività futura. Scelta non scontata, soprattutto in un momento in cui la riduzione dei costi potrebbe essere una soluzione facile per contrastare la crisi.” L’Associazione forlivese, anche dopo il cambio di presidenza, conferma quindi un’attenzione sempre accesa all’imprenditore e alla realtà in cui opera. Chiarisce Morigi “ribadiamo da sempre che l’imprenditore per noi è un imprescindibile elemento di supporto allo sviluppo, in termini di occupazione e di indotto, dell’intera area in cui vive e di cui è parte attiva con la propria famiglia.” Confartigianato riconosce il ruolo di chi fa impresa per tenere vivi i comuni, anche quelli più lontani dall’asse viario principale. “Fare impresa a Tredozio è una sfida, ma è indispensabile che, chi vive nell’area, abbia l’opportunità di trovare un’occupazione in loco, per evita4 • febbraio 2017 • • • essere impresa
re che i comuni più piccoli si trasformino in meri dormitori. Le imprese, da quelle più strutturate, all’artigianato di servizio garantiscono la vitalità di una comunità.” Il neopresidente ha, infatti, maturato una significativa esperienza come dirigente dell’Associazione partendo dal comitato zonale di Forlimpopoli, comune nel quale ha sede la sua azienda. Conclude Morigi “la nuova sinergia, frutto della volontà delle due associazioni di superare gli sterili campanilismi, costituisce un’opportunità per incrementare la qualità dell’attività di Confartigianato a favore dell’imprenditoria. Non è un mero strumento per introdurre economie di scala, né per promuovere politiche di riduzione dei costi che possano creare disservizi agli associati. È una reale occasione di crescita, mantenendo solidi i legami con la nostra base associativa.”
vita associativa Partecipato convegno per le imprese
Legge di stabilità il confronto con Andrea Trevisani
unedì 23 gennaio nella sede di Confartigianato Forlì si è tenuto un approfondimento sui contenuti della Legga di Stabilità di recente approvazione, illustrata dall’esperto Andrea Trevisani, alla guida della Direzione Politiche fiscali di Confartigianato Nazionale. Il direttore Trevisani è da anni impegnato nel confronto col Governo durante la fase della definizione delle politiche fiscali, promuovendo l’elaborazione di proposte per ridurre il carico fiscale, semplificare gli adempimenti, sostenere la redditività delle piccole imprese, garantire trasparenza e certezza al rapporto tra fisco e contribuenti. Una costante attività di confronto con gli stakeholder istituzionali, anche attraverso la partecipazione a tavoli di discussione presso il Ministero dell’Economia e finanze e l’Agenzia delle entrate, per ricercare soluzioni che tutelino l’artigianato e la piccola impresa. Il confronto è stato pensato per gli imprenditori associati ma essendo aperto a tutti ha permesso ai numerosi intervenuti di conoscere in maniera più dettagliata il provvedimento, già in vigore dal primo gennaio. Il convegno è stato organizzato in collaborazione con Confartigianato Ravenna, il tema scelto rivestiva una notevole importanza per le aziende, sono, infatti, due i grandi filoni che riguardano direttamente gli artigiani: la conferma degli incentivi previsti dalla Legge Sabatini e il rifinanziamento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese italiane. Confartigianato ha esaminato gli effetti della manovra fiscale sul sistema delle piccole imprese. Un’analisi focalizzata su tredici tipologie di intervento per domanda, competitività e crescita - raggruppate in quattro ambiti - che ha fatto emergere come nel complesso gli interventi a favore di micro e piccole imprese fino a 50 addetti ammontino, su base annua, a 4.516 milioni di euro. Tra i quattro ambiti di intervento prevale quello degli Incentivi all’impresa con effetti su MPI per 1.431 milioni di euro (31,3 % dell’effetto totale), seguito da Domanda pubblica con 1.301 milioni di euro (28,8%), Tassazione d’impresa con 982 milioni di euro (21,8%) e Incentivi alla domanda privata con 820 milioni (18,2%). Il presidente di Confartigianato Forlì Luca Morigi alla prima uscita nel
nuovo incarico ha ribadito il piacere di collaborare con le altre associazioni del sistema dando vita a eventi di prestigio come quello organizzato “con l’intervento del dottor Andrea Trevisani, direttore dell’area Politiche Fiscali di Confartigianato Nazionale. Oltre all’importanza rivestita dal tema, la serata permette di presentare, anche a Forlì, la sinergia voluta per rafforzare il ruolo di interlocutori nei confronti delle istituzioni. Siamo, infatti, consapevoli che le decisioni politiche siano prese in un ambito sempre più centralizzato, rendendo necessario che l’attività di confronto coi decisori pubblici avvenga in un ambito romagnolo.” Ha poi concluso i saluti ricordando che “Confartigianato opera a vari livelli, facendo parte di un sistema che in Italia costituisce la più grande organizzazione di rappresentanza per l’artigianato e la piccola impresa, con una sede anche a Bruxelles per monitorare i lavori del Parlamento Europeo. Un respiro internazionale che si coniuga con l’orgoglio di essere comunque parte attiva del comprensorio, con sedi e mandamenti presenti in ogni comune, per essere realmente vicini alle aziende e ai nostri soci.” essere impresa • • • febbraio 2017 • 5
associazione Un servizio innovativo per il risparmio
Lo Sportello Energia di Confartigianato
nergia elettrica e gas sono fattori di produzione essenziali per le imprese. Il loro prezzo e le condizioni di approvvigionamento incidono sulla competitività aziendale. Confartigianato dedica quindi un’attenzione particolare al mercato dell’energia per ridurre i costi e migliorare le condizioni di fornitura a vantaggio degli imprenditori. Grazie ai consigli dei consulenti dell’Associazione è possibile decidere il fornitore di energia più conveniente e adatto alle proprie esigenze produttive. Lo sportello Energia di Confartigianato Forlì rappresenta un’occasione per le aziende, per valutare il consumo energetico, valutando le opzioni maggiormente convenienti e tagliate sulle reali esigenze. Grazie alle collaborazioni avviate da Confartigianato Forlì gli imprenditori potranno scegliere soluzioni personalizzate sia per le aziende, sia per le abitazioni, valutando periodicamente l’andamento dei consumi, ottimizzando il servizio di fornitura. Il contenimento dei costi aziendali - tra cui anche quelli dell’energia elettrica - è fondamentale in una economia manifatturiera prossima alla deflazione: sulla base de-
gli ultimi dati disponibili ad ottobre 2016 i prezzi alla produzione nei settori manifatturieri no energy segnano una ‘crescita zero’ su base tendenziale evidenziando condizioni di mercato che rendono difficile la traslazione degli eventuali incrementi dei costi. In parallelo, la generazione di margini nelle attività delle imprese è una condizione necessaria per sostenere lo sviluppo degli investimenti che per il 2017 sono previsti in salita del 2,6% (secondo l’ultimo European Economic Forecast della Commissione europea), in accelerazione rispetto al +2,1% del 2016. Solo in presenza di una maggiore accumulazione di capitale si potranno generare quegli effetti benefici su innovazione e produttività necessari per accelerare il tasso di crescita dell’economia italiana. Con Confartigianato è possibile ricercare la migliore offerta per l’approvvigionamento energetico, grazie alla consulenza di personale qualificato in grado di seguire l’utente in ogni fase, dal disbrigo delle pratiche all’assistenza per la verifica delle fatture, dalla consulenza per la risoluzione di problemi di natura tecnica, all’analisi costante della situazione. Per ulteriori informazioni contattare la referente del servizio Fabiola Foschi al numero 0543 452844 o all’indirizzo email ffoschi@confartigianato.fo.it
Confartigianato Energia Per le Imprese C.En.P.I.
Accendi il futuro, dai energia al tuo domani Il consorzio C.En.P.I. nasce nel 2003 come emanazione di Confartigianato, per garantire un supporto affidabile in tema di energia. C.En.P.I. offre assistenza e consulenza, qualificata e costante, finalizzata all’individuazione delle soluzioni migliori per ottimizzare le forniture di energia elettrica, gas e alla risoluzione di problematiche specifiche. Il consorzio rappresenta gli interessi della piccola impresa artigiana, ma anche di tutti coloro che intendono avere un referente qualificato, indipendente e, soprattutto, dalla parte dei propri clienti, tutelandone i diritti. Ogni anno il Consorzio seleziona gratuitamente le migliori e più trasparenti offerte del libero mercato da proporre ai soci. La fatturazione è chiara e comprensibile, garantisce, inoltre, un vero rapporto consulenziale nei confronti del 6 • febbraio 2017 • • • essere impresa
mercato libero dell’energia, sempre in evoluzione e sempre più globalizzato. Prima di qualsiasi impegno di fornitura, le imprese possono richiedere gratuitamente un preventivo dei costi di fornitura, sulla base del proprio fabbisogno energetico. L’adesione all’offerta non comporta spese di migrazione né di impianti, in quanto l’erogazione utilizza la rete già esistente. Il Consorzio, dal 2013, rappresenta anche gli interessi degli utenti domestici. A oggi più di 3.000 famiglie hanno scelto la professionalità e l’affidabilità del C.En.P.I. per la fornitura di casa propria. Il servizio prevede la ricerca e selezione della migliore offerta di energia elettrica e gas, la consulenza e l’analisi dei risparmi conseguiti e la personalizzazione dell’offerta.
essere impresa • • • febbraio 2017 • 7
associazione Efficienza energetica: l’Europa detta gli obiettivi
Occorre flessibilità per raggiungere il target
li obiettivi del 30% di efficienza energetica entro il 2030, indicati dall’Unione Europea, sono un’opportunità per le imprese, sia in termini di maggiori investimenti e di occupazione sia di risparmio sulle bollette. Ma servono maggiore flessibilità nell’utilizzo degli strumenti per raggiungere i target europei e una cabina di regia nazionale sui temi dell’energia, dell’ambiente e dei trasporti. È questa, in estrema sintesi, la posizione espressa dai rappresentanti di Rete Imprese Italia intervenuti all’Audizione presso la Commissione Industria del Senato sulle due proposte di Direttive europee in tema di efficienza energetica e prestazione energetica nell’edilizia. In merito alla soglia obbligatoria dell’1,5% di efficienza energetica per i distributori o i fornitori di energia, Rete Imprese Italia ritiene necessario rivedere l’uniformità di obblighi per i Paesi Ue, consentendo l’utilizzo di incentivi rivelatisi efficaci, come le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, per raggiungere questo obiettivo. Secondo i rappresentanti di Rete Imprese Italia, la proposta di direttiva sull’efficienza energetica è l’occasione per definire una normativa che consenta alle 200mila piccole e medie imprese del settore dei servizi energetici di operare in regime di libera concorrenza sul mercato, contribuendo così a raggiungere i target europei e con vantaggi per i consumatori finali e l’economia.
Le Associazioni che confluiscono in Rete Imprese Italia non condividono l’esclusione dell’energia elettrica dal campo di applicazione delle disposizioni su misurazione e fatturazione che costituiscono aspetti importanti nelle politiche di efficienza energetica e nella tutela dei consumatori finali. In merito alla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici che prevede l’introduzione di una Strategia di ristrutturazione a lungo termine, Rete Imprese Italia ritiene necessario eliminare ostacoli tra i quali, in primis, i limiti di accesso al credito, l’assenza di una contrattualistica specializzata, l’incertezza normativa, l’assenza di una strategia stabile e lo scarso coordinamento tra incentivi, benefici concreti e tempi di recupero, nonchè i limiti operativi connessi con l’utilizzo delle reti.
Mercato libero: prove generali In attesa del mercato libero, che nel nostro Paese scatterà nel 2018, per 4 milioni di piccole imprese, dal 1° gennaio 2017 è arrivata l’offerta di ‘Tutela simile’. Si tratta, in pratica, di una sorta di prova generale, un meccanismo transitorio che prevede l’adesione volontaria, via web, a una fornitura di elettricità a sconto, con contratto standard, definita dall’Autorità per l’energia. E sarà simile, appunto, a quella che, dal 2018, terminate le tutele di prezzo, verrà proposta sul mercato libero. Le offerte contrattuali di energia elettrica saranno rese disponibili da venditori del mercato libero ‘ammessi’ al meccanismo in base a rigorosi requisiti, verificati inizialmente e monitorati ogni tre mesi. Con la Tutela Simile, l’Autorità per l’energia vuole permettere ai piccoli imprenditori e alle famiglie, attualmente in regime di Maggiore Tutela, di ‘sperimentare’ una forma di offerta più vicina a quelle del mercato libero, in condizioni di trasparenza, semplicità e in un contesto di fornitura sorvegliata dall’Autorità stessa. Proprio per agevolare questa transizione, l’Autorità ha coinvolto Confartigianato nel ruolo di facilitatore. In pratica, le Associazioni potranno assistere gli imprenditori nel passaggio alla Tutela simile e nella stipula dei nuovi contratti. Un compito molto importante per guidare artigiani e piccole aziende nella convenienza delle offerte ed evitare brutte sorprese.
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associazione In azienda e a casa un’attenzione all’ambiente
Più energia con Bloomfield
ensa ecologico, pensa economico, pensa…” lo slogan di Bloomfield Srl è anche un invito ai potenziali clienti; investire in una tecnologia green non produce solo un beneficio per l’ambiente, ma anche un risparmio per aziende e famiglie. L’impresa, fondata a Forlì nel 2013 da Alex Raffoni e Federico Balestra, da un anno ha sede a Pievesestina, rappresentando una delle realtà maggiormente dinamiche del territorio, con un organico di quindici persone, tutte sotto ai quarant’anni. La giovane età del team si coniuga con l’esperienza, maturata nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico elettrico e termico, consentendo di valutare le migliori soluzioni per impianti fotovoltaici, solari e di condizionamento. Ma non solo. Come spiegato da Balestra (nella foto), Bloomfield, che ha conseguito la qualifica di start up innovativa dal 2016, ha la titolarità di un brevetto aziendale per un sistema di protezione dei frutteti e vigneti, una soluzione in grado di stendere, in maniera automatizzata, la rete anti pioggia e grandine solo in caso di reale necessità, consentendo al raccolto aerazione e luce solare non filtrata, per favorire i tempi di maturazione naturali. Interessante notare come sia proprio uno dei settori che nell’immaginario collettivo viene considerato maggiormente tradizionale, quale l’agricoltura, a essere in piena evoluzione tecnologica, nonché campo fecondo per l’introduzione di sistemi di automazione che rendano maggiormente efficienti coltivazioni e raccolti. Un cambio culturale, conseguenza di un modo più attento di vivere l’ambiente e di sfruttarne le risorse. “La scelta di diversificare la nostra attività, spaziando anche nella progettazione di sistemi per l’agricoltura nasce dalla consapevolezza
che il settore degli impianti elettrici e del fotovoltaico, oltre a essere caratterizzato da un’agguerrita concorrenza, ha risentito fortemente della crisi e della fine degli incentivi statali che avevano sostenuto l’evoluzione del comparto.” Dal 2014, inoltre, l’impresa progetta e realizza anche abitazioni in bioedilizia, con la partnership di altre aziende operanti nel settore, con cantieri a Bologna e a Rimini. Tratto distintivo è che Bloomfield, opera in sinergia con altri soggetti, coordinandone il lavoro, consentendo al cliente di interfacciarsi con un unico interlocutore. È attiva anche una collaborazione con la facoltà di Architettura dell’Università di Bologna, su di un bando europeo per promuovere il recupero degli edifici con interventi di bioedilizia e tecnologie ecocompatibili. Chiarisce Balestra “Oggi la sfida è sui prodotti ad altissima efficienza”. E continua “noi siamo in grado di offrire consulenza e soluzioni su misura non solo alle piccole e grandi imprese, ma anche per le abitazioni. Il cliente è sempre più informato, l’aumento della cultura nell’ambito delle rinnovabili non è soltanto indice di un’attenzione all’ecologia ma di una ricerca di scelte economicamente vantaggiose.” La nuova consapevolezza dell’utente consente di poter vagliare al meglio le opportunità. “Abbiamo riscontrato da parte dei clienti una maggiore preparazione sui prodotti, chi chiede informazioni ha già una conoscenza di base, che gli consente un pieno confronto con il consulente chiamato a presentare le diverse opzioni.” Pensare, dunque. Per costruire un futuro maggiormente sostenibile. essere impresa • • • febbraio 2017 • 9
associazione Imprese artigiane e green economy
Quale ruolo per l’artigianato?
artigianato è protagonista dell’economia circolare, secondo la quale i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile minimizzando la produzione di rifiuti. Al termine del ciclo di vita le risorse restano all’interno del sistema economico e vengono trasformate in modo da creare nuovo valore. Il 40,2% delle micro e piccole imprese fino a 20 addetti manifatturiere che opera nell’information technology si occupa di riparazione dei prodotti e il 15,8% di rigenerazione dei prodotti. L’utilizzo delle nuove tecnologie digitali si interseca virtuosamente con queste attività tipiche dell’economia circolare: le imprese che conoscono e usano almeno una tecnologia digitale mostrano, infatti, attività di riparazione nel 59,6% dei casi, quasi doppia rispetto al 32,1% delle imprese non digitali e attività di rigenerazione nel 19,8% dei casi oltre dei punti superiore al 13,7% delle imprese non digitali. La logica dell’economia circolare prevede che i prodotti siano progettati, realizzati e gestiti in modo da trasformare i rifiuti in risorse, con interventi lungo l’intero ciclo di vita del prodotto e non più limitati alla sola fase finale. Gli interventi possibili sono diversi, dall’alleggerimento, con la riduzione la quantità di materie necessarie a fornire un determinato servizio alla durabilità con allungamento della vita utile dei prodotti; passando per l’efficienza, con riduzione del consumo di energia e di
materiali nelle fasi di produzione e di uso. Tra gli elementi distintivi anche la sostituzione che riduce l’uso di materie pericolose o difficili da riciclare nei prodotti e nei processi di produzione, la progettazione ecocompatibile basata sulla concezione di prodotti facili da mantenere in buono stato, da riparare, ammodernare, rifabbricare o riciclare e lo sviluppo dei servizi manutenzione e riparazione rivolti ai consumatori. Altre caratteristiche tipiche sono gli incentivi per ridurre i rifiuti, per la corretta separazione e per l’adozione di sistemi di raccolta differenziata che contengano al minimo i costi di riciclaggio e riutilizzo, la simbiosi industriale che favorisce il raggruppamento di attività per evitare che i sottoprodotti diventino rifiuti, l’orientamento al noleggio, prestito o condivisione invece dell’acquisto e creazione di mercati delle materie prime secondarie (riciclate).
I numeri del riuso Negli ultimi tre anni la metà (50%) delle piccole e medie imprese italiane ha minimizzato gli sprechi riciclando o riutilizzando rifiuti o vendendoli a un’altra impresa (55% la media UE), un terzo (33%) ha ricalibrato l’uso dell’energia per minimizzare i consumi (38% la media UE), il 29% ha rinnovato prodotti e servizi per minimizzare l’uso dei materiali o utilizzando materiali riciclati (34% la media UE), il 15% ha ricalibrato l’uso dell’acqua per minimizzare l’uso e massimizzare il riutilizzo (19% la media UE) mentre il 14% ha usato energie rinnovabili (16% in Europa). Grazie all’impegno delle imprese nella razionalizzazione e miglior allocazione delle risorse l’Italia evidenzia una migliore performance nella generazione di ri10 • febbraio 2017 • • • essere impresa
fiuti di imprese e famiglie: nel confronto con i principali paesi europei, infatti, l’Italia si posiziona al penultimo posto per quantità di rifiuti pro capite con 2.734 kg/abitante, il 45,1% in meno dei 4.982 kg/abitante registrati per la media europea. A livello regionale si osserva che l’incidenza più elevata delle imprese con dipendenti artigiane green si rileva in: Marche (27,1%), Veneto (27,0%), Toscana (26,9%), Emilia-Romagna (26,8%), Lombardia, Umbria, Piemonte e Provincia Autonoma di Trento (tutte con il 26,6%).
associazione Da rifiuto a risorsa
Promuovere l’economia circolare la sfida di Altrimenti
anno vinto l’edizione 2015 di Primo Miglio (nella foto) classificandosi al secondo posto per la qualità dell’idea e l’efficacia del business plan presentato, a distanza di un anno “Altrimenti Srls” è una realtà innovativa che promuove l’economia circolare. Un’azienda ideata e costituita grazie alla forte sensibilità ambientale dei fondatori Alfredo Alietti, Natale Belosi, Lorenzo Bolognesi, Luigi Castori e Claudio Torrenzieri, e che promuove interventi di micro-raccolta per il recupero di frazioni di rifiuti di alta qualità. Un’impresa attenta ai temi della tutela dell’ambiente e di una migliore gestione dei rifiuti, che s’inserisce a pieno titolo nella green economy, uno dei temi e delle sfide del prossimo futuro. L’idea alla base del progetto è semplice; i rifiuti speciali non pericolosi generati da imprese, commerciali o artigianali, da professionisti e uffici o da pubblici esercizi e strutture ricettive, se correttamente raccolti, possono diventare una fonte di risparmio, oltre che una risorsa preziosa da riciclare. Come chiarisce Claudio Torrenzieri “ciò che viene definito rifiuto può essere riutilizzato se convenientemente trattato. La modalità corretta consiste nel non contaminare scarti e residui in modo che possano essere riciclati. Per questo Altrimenti si propone alle micro imprese e ai professionisti per curare la raccolta monomateriale dei rifiuti speciali non pericolosi, quali carta e imballaggi di cartone, plastica, alluminio e metalli non ferrosi, poi avviati ai diversi processi di lavorazione. Questa tipologia di ritiro, dello scarto di produzione o degli imballaggi, che definiamo micro-raccolta consente all’azienda di ottenere sconti sulla tassa dei rifiuti, destinando
al sistema di riuso e riciclo risorse preziose.” La riduzione dei rifiuti destinati all’incenerimento e la valorizzazione dello scarto, che diviene risorsa, ha indubbi vantaggi anche in tema di ecologia e tutela dell’ambiente, la riduzione degli sprechi ha interessanti ricadute anche in ambito sociale. Continua Torrenzieri “Altrimenti nasce da un’approfondita analisi del territorio, non solo romagnolo e da un’indagine sul conferimento dei rifiuti, sulle tipologie e sulle quantità. Studi che rendono evidenti le grandi quantità di materiali da intercettare prima che diventino rifiuti.” Con la micro-raccolta promossa da Altrimenti è possibile recuperare la plastica di bottiglie e recipienti di liquidi non pericolosi, imballaggi e film plastico, metalli non ferrosi, latta e lattine, alluminio e rame, la carta per stampanti e computer, giornali, riviste depliant e il cartone purché non sia contaminato da alimenti, nell’ottica di una riduzione degli scarti. Tra le idee attualmente in cantiere c’è Ciclo Riciclo, un sistema di raccolta ecologico, effettuato con cargo bike per muoversi con maggiore agilità anche nei centri storici, dove c’è un’alta concentrazione di uffici e piccole realtà produttive potenzialmente interessate al servizio, favorendo al contempo una mobilità ecologica. Ma non solo, riusare, riparare e riprogettare sono tra le azioni che Altrimenti vuole promuovere. Obiettivo è concretizzare il progetto OfficinaRicicleria per ridare vita agli spazi attualmente non vissuti, trasformando negozi sfitti in laboratori dove si riparano accessori e piccoli elettrodomestici, quando non addirittura trasformati in nuove oggetti d’arte e d’uso, per dare una seconda chance a ciò che è inutilizzato.
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i numeri dell’economia Artigianato e credito
Permangono le difficoltà
Ufficio Studi di Confartigianato, per il 2017, sulla base dei più recenti dati disponibili, indica per gli investimenti un impatto positivo dei bassi tassi di interesse e dei significativi incentivi pubblici previsti nell’ultima manovra di bilancio. La stessa Commissione Europea nel 2017 prevede un aumento degli investimenti fissi lordi in Italia del 2,4% (meglio del +1,9% del 2016); più accentuata la crescita degli investimenti in Macchinari e attrezzature (+4,6%) rispetto a quelli in Costruzioni (+1%). Incertezze sulle aspettative di crescita derivano dagli orientamenti della nuova amministrazione Usa, dalle scadenze elettorali in alcuni paesi europei, dai prossimi negoziati relativi alla Brexit, dalle potenziali perturbazioni degli scambi commerciali, dagli effetti sui Paesi emergenti di una stretta monetaria negli Stati Uniti e dai livelli di debito elevati e in aumento in Cina. L’andamento dei prestiti
alle imprese, dei tassi di interesse e delle sofferenze vede una crescita dello 0,2% mentre i prestiti al totale delle famiglie aumentano dell’1,9% e sono stabilmente in campo positivo da luglio 2015. A novembre 2016 i prestiti alle imprese medio-grandi sono in aumento dello 0,4% mentre persiste il calo per le imprese di minor dimensione con i prestiti alle imprese con meno di 20 addetti in flessione del 2% e le famiglie produttrici fino a 5 addetti in calo dell’1%. In particolare il calo dei prestiti alle microimprese non sembra determinato da condizioni strutturali di maggiore rischiosità: mediamente tra 2014 e 2016 i prestiti nei confronti delle società di capitali in condizioni economiche e patrimoniali equilibrate sono diminuiti solo per le microimprese (-2,2%) mentre sono cresciute soprattutto per le imprese grandi (5,9%), seguite dalle medie (1,3%) e dalle piccole (1,1%). A livello settoriale i prestiti crescono del 2,3% per
i Servizi, sono in lieve flessione dello 0,5% per il Manifatturiero e si osserva un calo sostenuto del 5,4% per le Costruzioni. Le operazioni di rifinanziamento finalizzate (TLTRO) effettuate dalla Banca Centrale Europea non hanno determinato il cambio di segno nel credito alle imprese: dal loro avvio, a settembre 2014, i prestiti lordi alle società non finanziarie e alle famiglie produttrici sono scesi a dicembre 2016 di 52,1 miliardi di euro (-5,7%). La politica monetaria espansiva prosegue invece a manifestare effetti positivi sul costo dei prestiti: il tasso di interesse sui prestiti pagato per nuove operazioni è pari all’1,54%, di 38 punti base più basso rispetto al valore di un anno prima e superiore di soli 4 punti base rispetto al 1,50% registrato a settembre 2016, il picco minimo degli ultimi dieci anni. Il tasso di interesse pagato dalle imprese italiane è di 8 punti Continua a pagina 13 • • •
UFFICIO CREDITO CONFARTIGIANATO Presso i nostri uffici troverete gli strumenti necessari per la gestione finanziaria della vostra impresa. In particolare ci occupiamo di: ➽	Analisi dei flussi finanziari aziendali ➽	Richiesta finanziamenti a tassi estremamente convenienti, attraverso l’utilizzo di garanzie previste dal FONDO EUROPEO PER GLI INVESTIMENTI e dal FONDO REGIONALE DI CO-GARANZIA. ➽	In convenzione con Unifidi è possibile ottenere finanziamenti a medio/lungo termine per investimenti, liquidità e consolidamento dei debiti, così come anche garanzie su linee di credito a breve (fido di c/c, SBF, e anticipo fatture) e su leasing, ➽	Condizioni bancarie vantaggiose, con la possibilità di controllare sia i tassi “dare” (scoperto di c/c, portafoglio sbf, anticipo fatture) sia i costi fissi (spese di chiusura, RI-BA, sconto e incasso SBF, giorni di valuta per assegni ed effetti, ecc.), ➽	Richiesta di agevolazioni all’impresa. ➽	In accordo con Fraer Leasing SpA siamo in grado di proporre soluzioni diversificate per l’acquisizione di beni strumentali (autovetture, veicoli commerciali, camion/rimorchi, macchine utensili, macchine operatrici, macchine da cantiere, immobili). Per informazioni contattare l’ufficio credito di zona Tel. 0543/452811 - Fax 0543/452843 - e-mail: credito@confartigianato.fo.it
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80.000 imprese, un solo consorzio di garanzia.
i numeri dell’economia Aziende e pagamenti elettronici
Buona performance dell’Emilia Romagna
analisi dei dati di Banca d’Italia sui sistemi di pagamento evidenzia che nell’ultimo anno sale a 110.847 milioni di euro il valore delle operazioni su POS con carta di debito con un aumento del 13,6% rispetto all’anno precedente, a fronte di un incremento dell’1,1% del controvalore del totale dei servizi bancari di pagamento. La crescita delle operazioni è stata possibile anche grazie alla maggiore adozione da parte delle imprese, pur a fronte di maggiori costi aziendali: nel biennio compreso tra il 2013 e il 2015 il numero di • • • Segue da pagina 12
Artigianato e credito
Permangono le difficoltà base più basso rispetto a quello pagato mediamente nell’Eurozona (1,62%). Al III trimestre 2016 l’incidenza delle sofferenze sui prestiti al totale delle imprese è pari al 17,4%. Il 70,3% delle sofferenze nette - al lordo di svalutazioni e al netto di eventuali passaggi a perdita - si concentra sopra i 500.000 euro e si riferisce al 4,7% degli affidati, con un valore medio di 2,2 milioni di euro, maggiormente compatibile con il taglio del finanziamento di medie e grandi imprese; sotto tale soglia troviamo il 95,3% degli affidati in sofferenza che rappresentano solo il 29,7% dell’importo, con un valore medio di 46 mila euro. Per quanto attiene ai prestiti all’artigianato lo stock concesso è di 42,9 miliardi di euro (il valore minimo degli ultimi quindi anni) che scende in un anno di 2,7 miliardi, pari al -5,8% (era -5,8% il trimestre precedente e -4,8% un anno prima). I prestiti a medio e lungo termine - maggiormente interessati dalla domanda di investimenti - sono il 66,1% del prestiti e diminuiscono meno (-3,4%) dei prestiti a breve termine (-10,2%). A settembre 2016 l’artigianato rappresenta il 4,9% del totale dei prestiti alle imprese, ma nell’ultimo anno il suo calo di 2,7 miliardi di euro spiega per l’11,2% la diminuzione di 23,7 miliardi di euro rilevata per i prestiti al totale delle imprese. In cinque anni i prestiti all’artigianato si sono ridotti complessivamente di un quarto (-24,8%), pari a 14,1 miliardi di euro in meno, calo quasi doppio rispetto a quello del totale imprese (-13,9%).
POS attivi è salito del 25,7%. In quattro regioni e in venticinque province l’aumento dei POS installati è stato superiore al 40%. Nell’ultimo triennio le transazioni elettroniche via POS sono salite ad un ritmo otto volte più veloce di quello dei consumi. Tra la fine del 2013 e la metà 2016 il valore delle operazioni con POS - cumulato degli ultimi quattro trimestri - è cresciuto del 40,7% mentre nello stesso arco di tempo la spesa a prezzi correnti per consumi delle famiglie è salita del 5,1%. A fronte di tali andamenti la quota di operazioni POS sulla spesa delle famiglie è salita di quasi tre punti percentuali, passando dall’8,0% della fine 2013 al 10,9% della metà 2016. Nel 2015 sono state 3.063.141 le imprese in possesso di servizi informativi e dispositivi di home banking, con cui ricevere informazioni e attivare per via telematica operazioni di pagamento. La quota è salita di 6,4 punti nell’ultimo anno. Vi sono 2.001.346 imprese (il 45,5% delle imprese) utenti dei servizi di corporate banking, servizi che permettono sia di inviare disposizioni di pagamento o di incasso sia di ricevere informazioni relative allo stato dei conti con riferimento a una pluralità di banche. Il valore delle transazioni con carta di credito ammonta a 54.148 milioni di euro, di cui 44.248 milioni di euro (81,7% del totale) per operazioni con carte personali e 9.900 milioni (18,3% del totale) con carte aziendali. L’analisi dei dati dell’Istat sull’ICT nelle famiglie evidenzia che sono 13.204.000 gli italiani che utilizzano servizi bancari via internet, pari al 41,3% della utenti internet. Si osserva un gap di genere di quasi dieci punti, con il 46% degli uomini che utilizzano i servizi di home banking a fronte del 36,3% delle donne; nella classi di età più giovani il divario scende in modo vistoso e tra per giovani tra 25 e 34 anni si riduce a 3,3 punti. In chiave territoriale la quota più elevata nel Nord (49,1%) seguita dal Centro (41,1%) e dal Mezzogiorno (28,8%). La regione con la maggiore quota di navigatori che effettuano operazioni di home banking è la Valle d’Aosta con il 54,5%, seguita dal Veneto con il 50,1%, dal Friuli-Venezia Giulia con il 50,0%, Piemonte e Lombardia con il 49,2%. Le quote più contenute in Puglia (27,7%), Calabria (24,8%) e Campania (23,2%). L’Emilia Romagna con il 48,3 di utilizzatore dei servizi online si colloca tra le regioni in cui il sistema è maggiormente diffuso. essere impresa • • • febbraio 2017 • 13
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Consulenza fiscale • a cura di Roberto Mambelli IL RITORNO DEI MODELLI INTRA ACQUISTI IN ATTESA DEL “MILLEPROROGHE” In attesa dell’entrata in vigore del c.d. “Decreto Milleproroghe”, nel quale è previsto lo slittamento di 1 anno della soppressione dei modd. Intra disposta dal “Collegato alla Finanziaria 2017”, con il Comunicato stampa 17.2.2017 l’Agenzia delle Entrate, congiuntamente con l’Agenzia delle Dogane e l’ISTAT, ha annunciato che: “Nell’ambito della conversione in legge del Dl n. 244/2016 (cosiddetto “Decreto Milleproroghe”), è imminente la formalizzazione di misure, già approvate dal Senato, che posticipano di un anno gli effetti della soppressione delle comunicazioni relative agli acquisti intracomunitari di beni ed alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in altro Stato membro dell’Unione europea (Modelli INTRA-2)”. In particolare, considerato che l’ISTAT deve comunque raccogliere a fini statistici le informazioni relative agli acquisti intraUE di beni: “l’obbligo di trasmissione delle comunicazioni in questione permane solo a carico dei soggetti passivi IVA già tenuti alla presentazione mensile dei Modelli INTRA-2 per gli acquisti di beni ovvero che rientrino in tale periodicità ...[a seguito del superamento del citato limite di €50.000]”. Pertanto, tali soggetti sono tenuti ad effettuare, con le consuete modalità, la comunicazione mensile dei modelli INTRA-2 compilando integralmente tali Modelli e a procedere al loro invio utilizzando i consueti canali telematici al fine di rispettare gli obblighi statistici definiti a livello UE. Da quanto sopra deriva quindi che i soggetti con periodicità mensile devono provvedere come di consueto all’invio dei modd. Intra-2 relativi agli acquisti di beni registrati nel mese di gennaio entro il prossimo 27.2.2017(il 25.2 cade di sabato). A seguito di ulteriori interlocuzioni con le Amministrazioni competenti, si conferma che l’obbligo di trasmissione dei modelli Intrastat, da parte dei soggetti con periodicità mensile, entro il 27 febbraio 2017 riguarda soltanto i dati relativi agli acquisti di beni relativi al mese di gennaio 2017; pertanto, nessun invio dei modelli Intrastat relativo alle prestazioni di servizi ricevuti va presentato entro il 27 febbraio.
La Confederazione ha rappresentato le difficoltà e l’incertezza che tale modo di legiferare crea negli operatori, dando luogo ad aspettative di semplificazione che vengono immediatamente disattese e rinviate di un ulteriore anno. Evidenziando le criticità relative all’imminente scadenza del 25 febbraio, e al rischio concreto che la norma di ripristino entrasse in vigore in prossimità della scadenza dell’adempimento,la Confederazione aveva richiesto all’Amministrazione un rapido chiarimento ufficiale. Il Comunicato stampa risponde alla richiesta di chiarimento e, per quanto criticabile, limita tuttavia l’obbligo ai soli soggetti tenuti all’adempimento con cadenza mensile.
BONUS RICERCA E SVILUPPO: CUMULABILITÀ Come noto, a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo (R&S) dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014 e fino a quello in corso al 31.12.2019 (2015 - 2019), è riconosciuto, ai sensi dell’art. 3, DL n. 145/2013, un beneficio sotto forma di credito d’imposta, relativamente: 	ai costi per l’assunzione di personale altamente qualificato impiegato nell’attività di ricerca; 	alle quote di ammortamento delle spese di acquisizione / utilizzazione di strumenti ed attrezzature di laboratorio; 	alle spese relative a contratti di ricerca “extra-muros”, stipulati con Università, enti di ricerca ed altre imprese, comprese le start-up innovative; 	spese di acquisizione delle competenze tecniche e privative industriali. L’agevolazione spetta a condizione che: 	le spese per attività di R&S del periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione siano complessivamente almeno pari a €30.000; 	si realizzi un incremento delle spese in esame rispetto al triennio precedente. Il credito è riconosciuto fino all’importo massimo annuo di €5 milioni. Il credito d’imposta è pari: 	al 25% della spesa incrementale per le spese sostenute in beni strumentali e per competenze tecniche e privative industriali; 	al 50 % della spesa incrementale per le spese sostenute per il personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo e per i contratti “extra-muros”. La Finanziaria 2017, oltre ad estendere l’agevolazione al 2020 a partire dal 2017, ha previsto il riconoscimento del credito d’imposta nella misura del 50% a prescindere dalla tipologia di spesa; inoltre ha elimiContinua a pagina 16 • • • essere impresa • • • febbraio 2017 • 15
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nato la condizione riferita al fatto che debba trattarsi di personale “altamente qualificato” e ha aumentato l’importo massimo annuo a € 20 milioni. Con la Risoluzione 25.01.2017 n. 12/E l’Agenzia ha affrontato il tema della cumulabilità del credito R&S con altre agevolazioni. In particolare l’Agenzia ha esaminato la possibilità di cumulo con i contributi UE. La questione della cumulabilità del credito d’imposta R&S con i contributi comunitari ed, in particolare, con quelli erogati nell’ambito del programma comunitario “Horizon 2000” (programma quadro di ricerca e innovazione 2014 - 2020), si pone in linea generale, come evidenziato dall’Agenzia nella Risoluzione n. 12/E in esame, con riguardo ai sovvenzionamenti dei costi “diretti”, mentre non interessa i contributi ricevuti per i costi “indiretti”.
Costi diretti Costi relativi al personale, di subappalto e per la fornitura del sostegno finanziario a terzi, per l’acquisto di attrezzature durevoli e materiali di consumo nonché spese di viaggio e relative indennità di soggiorno; 	con detti costi si può porre “un’eventuale «problema di cumulo»”, nella misura in cui i costi siano, in tutto o in parte, agevolabili con il riconoscimento del credito d’imposta R&S.
Costi indiretti Costi di struttura e supporto di natura amministrativa, tecnica e logistica, “che investono in modo trasversale l’operatività e le attività del beneficiario e che quindi non possono essere direttamente attribuite al progetto”, quali i canoni di locazione, le spese per acqua, elettricità, gas, le spese postali e telefoniche, i costi di manutenzione e assicurazione, i costi di comunicazione e connessione, i costi per i servizi di tipo amministrativo / legale; in questo caso “probabilmente” non sorgono problemi di cumulabilità, posto che detti costi “in linea di massima sovvenzionano costi non ammissibili al credito di imposta”. Stante il diverso trattamento delle 2 tipologie di costi, è pertanto necessario: 1.	individuare prioritariamente i costi riferibili alle categorie di investimenti ammissibili, considerando, quali costi rilevanti ai fini del credito d’imposta R&S l’importo degli stessi al lordo dei contributi correlati; 2.	calcolare il credito d’imposta R&S teoricamente spettante, “non sterilizzato dei costi comuni ai due incentivi”; 3.	verificare che la somma dell’importo dei contributi UE riferibili ai costi ammissibili e del credito d’imposta R&S teoricamente spettante non risulti superiore ai costi ammissibili di competenza del periodo d’imposta per il quale il contribuente intende fruire
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dell’agevolazione. Qualora detta somma sia pari / inferiore ai costi ammissibili, il credito d’imposta spetta per l’intero importo calcolato. N.B.: Confartigianato Forlì si avvale della collaborazione di società riconosciute dalla Regione Emilia Romagna che possono rilasciare perizie e relazioni tecniche a supporto degli adempimenti e formalità richiesti. Per contatti rivolgersi a Mauro Collina dell’Ufficio Credito e Sviluppo tel. 0543 452873
CHIARIMENTI TELEFISCO 2017 In occasione di Telefisco 2017 sono stati forniti alcuni chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate tra i quali se ne evidenziano alcuni di particolare interesse. È stato chiarito che chi si è dimenticato di comunicare prima del 3 dicembre 2016 la proroga del contratto di locazione mantiene la cedolare secca. La questione riguarda i proprietari di case affittate, che hanno optato per la cedolare secca e che sono tenuti a comunicare al fisco con il modello Rli la proroga del contratto di locazione. A tal riguardo è stato precisato che la mancata comunicazione non determina più (come in precedenza) la revoca della cedolare, ma una sanzione amministrativa pari a € 100 (€ 50 per chi rimedia entro i primi 30 giorni di ritardo). In tema di Iperammortamento e superammortamento sono stati chiariti alcuni concetti in merito al momento della esatta decorrenza dell’agevolazione. Come noto, l’articolo 1, comma 8, della legge n.232 del 2016 (legge di Stabilità 2017) proroga al 31 dicembre 2017 ovvero al 30giugno 2018 in presenza di determinate condizioni la disciplina relativa al c.d. “superammortamento”del 140% riguardante gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi (la proroga non vale per alcune tipologie di mezzi di trasporto a motore come le autovetture diverse da quelle esclusivamente strumentali). Il successivo comma 9 introduce un nuovo beneficio, il c.d. “iperammortamento”, che consiste nella possibilità di maggiorare del 250%, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento ovvero dei canoni di leasing, il costo di acquisizione di alcuni beni materiali strumentali nuovi ad alta tecnologia (elencati nell’allegato A annesso alla legge di Bilancio 2017). Ai fini della corretta decorrenza dell’agevolazione è estremamente importante individuare, secondo le regole di competenza fiscale, il momento di sostenimento del costo da cui dipende la possibilità di avvalersi dell’uno o dell’altro incentivo, o di nessuno dei due. La legge 232/2016 ha esteso al 2017 l’agevolazione del super ammortamento 140%, con una sostanziale prosecuzione delle regole precedenti. Risulterebbe dunque indifferente, ai fini della fruizione dell’agevolazione (140%) per gli investimenti in corso, stabilirne l’esatto momento di effettuazione (tra 2016 o 2017), poiché il Continua a pagina 17 • • •
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bonus - che spetta comunque - comincia ad essere fruito solo dall’entrata in funzione (data ancora differente). Per quanto concerne l’iperammortamento, come chiarito dalle Entrate nel corso di Telefisco 2017, questo spetta solo in presenza delle condizioni tecniche (bene dell’allegato A alla legge e “interconnesso”) soltanto per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2017. Un bene iperammortizzabile rientra dunque anche nel superammortamento (per data, investimento e tipologia), mentre non è vero il contrario. Quindi, se il costo è stato sostenuto (secondo le regole fiscali dell’articolo 109 del Tuir) entro il 31 dicembre 2016, il cespite potrà scontare solamente il 140% (anche se ha le caratteristiche Industria 4.0 ed entra in funzione dal 2017), mentre se il costo è sostenuto nel 2017, il bene usufruisce sicuramente del superammortamento, ma ci si può chiedere se può spettare anche l’iperdeduzione in base ai requisiti tecnici. Nel caso di investimenti in appalto vi sono numerosi dubbi in caso di due incentivi alternativi a cavallo del 1° gennaio 2017, ovvero, se l’appalto è avviato nel 2016 ma è ultimato nel 2017 ci si chiede se, in presenza delle condizioni legate all’iperammortamento, il bene sia iperagevolabile (250%) per l’intero costo o solo per la parte realizzata dopo il 1° gennaio. Se non erano previsti stati avanzamento lavori, la risposta corretta è la prima, mentre in caso di Sal occorre verificare se il costo in essi indicato sia da considerare sostenuto già nel 2016 (liquidazione definitiva ex articolo 1666 del Codice civile); in caso affermativo, su questa parte di prezzo si dovrebbe poter usufruire solo del 140%, mentre il costo rimanente andrebbe al 250%, ammesso che sullo stesso cespite realizzato tra 2016 e 2017 possano coesistere due diversi incentivi (questione che dovrà essere chiarita dalle Entrate). Un altro dei punti più controversi della manovra sugli iperammortamenti è l’obbligo, per beni di valore superiore a 500mila euro, di perizie tecniche per attestarne le caratteristiche “Industry 4.0” e l’interconnessione al sistema aziendale di produzione o alla rete di fornitura. L’emendamento della commissione Bilancio al Dl Mezzogiorno alleggerisce in parte l’onere in quanto, nel caso ci si rivolga a un ente di certificazione accreditato, basterà anche un semplice attestato di conformità. Resta l’obbligo di «una perizia tecnica giurata» se ci si rivolge a un ingegnere o a un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali. N.B.: Confartigianato Forlì si avvale della collaborazione di società riconosciute dalla Regione Emilia Romagna che possono rilasciare perizie e relazioni tecniche a supporto degli adempimenti e formalità richiesti. Per contatti rivolgersi a Mauro Collina dell’Ufficio Credito e Sviluppo tel. 0543 452873. Sempre in risposta a una domanda nel corso di Telefisco 2017 è stato inoltre escluso il beneficio del dell’iperammortamento (250%) agli esercenti arti e professioni, pertan-
to la maggiorazione del 250% riguarda solo titolari di redditi d’impresa.
Consulenza del lavoro • a cura di Susi Silvani Incentivo occupazione giovani È stato pubblicato sul sito istituzionale dell’Agenzia nazionale politiche del lavoro (ANPAL) il decreto che, nell’ambito del Programma operativo nazionale Iniziativa Occupazione Giovani (lo stesso piano al quale va ricondotta l’esperienza del progetto “Garanzia Giovani”), disciplina il nuovo incentivo riconosciuto ai datori di lavoro che, nel corso del 2017, assumano giovani di età compresa tra i 16 ed i 29 anni che non svolgano attività lavorative e non seguano studi o altri percorsi formativi. A seguire le principali caratteristiche del nuovo incentivo. Destinatari dell’incentivo sono i giovani: 	registrati al “Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani”, 	di età compresa tra i 16 e i 29 anni (che abbiano assolto all’obbligo scolastico se minorenni), 	disoccupati e non inseriti in un percorso di studio o formazione. Le tipologie contrattuali incentivate sono i contratti a tempo indeterminato, quelli di apprendistato professionalizzante e attualmente (salvo eventuali esclusioni da parte di disposizioni regionali) i contratti a tempo determinato di durata pari o superiore a 6 mesi. Sono esclusi invece il lavoro domestico, il lavoro intermittente (a chiamata) ed il lavoro accessorio (voucher). Si evidenzia che è possibile usufruire del beneficio anche in caso di contratti part time, con conseguentemente riduzione in misura proporzionale dell’incentivo. L’incentivo viene erogato sotto forma di sgravio contributivo: per i contratti a tempo indeterminato e di apprendistato professionalizzante, l’agevolazione è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL), nel limite massimo di 8.060 euro annui per ogni lavoratore. In caso di contratti a tempo determinato, invece, l’incentivo si riduce Continua a pagina 18 • • • essere impresa • • • febbraio 2017 • 17
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al 50% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro (premi INAIL esclusi) nel limite massimo di 4.030 euro annui. Le assunzioni dovranno essere effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017, con fruizione del beneficio, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2019. Le risorse rese disponibili ammontano a 200 milioni di euro e l’incentivo è fruibile, di regola e salvo situazioni particolari, nel rispetto del Regolamento UE sugli aiuti di Stato. Infine, si segnala che l’agevolazione non è cumulabile con altri incentivi all’assunzione, né di natura economica né di natura contributiva.
Rinnovo del contratto integrativo per il settore edile artigiano e delle piccole e medie imprese In data 26/01/2017 le parti sociali artigiane dell’edilizia, hanno compiuto un passaggio storico nella contrattazione decentrata di secondo livello in edilizia, andando all’armonizzazione ed al superamento dei contratti integrativi provinciali di Forlì-Cesena e di Rimini, realizzando così un Contratto Integrativo Interprovinciale valevole per i tre territori. La venticinquennale esperienza unitaria del sistema Bilaterale (Cassa Edile CEDAIIER e Scuola Edile Artigiana e P.M.I.) e la comune caratteristica delle imprese operanti sul territorio, sono gli elementi fondanti che hanno ispirato le parti sociali ad affrontare la trattativa ed a realizzare questo innovativo strumento contrattuale. Il settore edile è stato attraversato da una lunga crisi che ha comportato la chiusura di molte imprese e ridotto notevolmente le possibilità occupazionali sul territorio. In questa situazione, le materie della formazione e della sicurezza sul lavoro, sono fattori strategici per lo sviluppo e la riqualificazione delle imprese del settore, anche per contrastare il lavoro precario, irregolare e poco sicuro e per questo, grazie alla Scuola Edile, si potrà affrontare al meglio i nuovi impegni che il settore dovrà affrontare: bioedilizia, rigenerazione urbana, nuova legislazione sugli appalti pubblici. Nonostante la crisi dell’edilizia sia ancora lontana dal potersi dire superata, le parti sociali hanno realizzato un accordo con molti punti qualificanti a cominciare dalla interprovincialità, che consente ad imprese (circa 2.000) e lavoratori (circa 8.000) di armonizzare costi e trattamenti di due territori con storie contrattuali molto differenti, ma da anni unite nella medesima Cassa Edile (Cedaiier) e Scuola Edile. Altrettanto importante, per i dipendenti interessati, il fatto che da oggi siano state eliminate le differenze di trattamento tra le due province (paga oraria, indennità di trasferta, mensa, ed altre varie indennità). Considerato che diversi istituti contrattuali sono stati regolamentati come previsto dal precedente con-
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tratto provinciale, si riportano di seguito alcune delle principali novità inerenti alla gestione del personale:
TRASFERTA CON RIENTRO GIORNALIERO Sono considerati in trasferta i lavoratori che prestano la loro opera in cantieri posti in Comuni diversi da quello ove ha sede l’azienda e distanti più di 10 chilometri dalla sede della stessa. In regime di trasferta, con rientro giornaliero, l’azienda deve garantire il pasto di mezzogiorno ai dipendenti, consumato nello stesso cantiere o nelle immediate vicinanze attraverso ricorso a servizi esterni, centri di cottura o mense sia pubbliche che private, ristoranti o altri locali di ristorazione, ivi compresi i bar. Qualora l’azienda non sia in grado di garantire il pasto di mezzogiorno, dovrà erogare al dipendente in trasferta una “indennità di trasferta giornaliera” di € 18,50. Il pasto e l’indennità di trasferta non sono dovute nel caso di lavoro svolto nel Comune di abituale residenza o dimora del dipendente o quando questi venga ad essere favorito da un effettivo avvicinamento alla sua residenza o abituale dimora. Ai lavoratori che per esigenze organizzative, da concordarsi con l’azienda, dovranno utilizzare il loro mezzo per recarsi in trasferta, sarà corrisposto un rimborso chilometrico, pari a 0,25 € per ogni chilometro di strada percorso dalla propria residenza al cantiere di lavoro e viceversa, detratta una franchigia di 10 chilometri.
BUONO PASTO Ai lavoratori che prestino la loro opera in cantieri non in regime di trasferta e, per motivi organizzativi aziendali, siano impossibilitati a recarsi al proprio domicilio per consumare il pasto, l’azienda riconoscerà una indennità di buono pasto giornaliero pari a € 3,10 (tre euro e dieci centesimi). Il buono pasto verrà erogato a condizione di un accordo preventivo tra azienda e dipendenti, tramite il quale vengano identificati i motivi organizzativi aziendali che, di volta in volta, impediscono ai lavoratori interessati di recarsi al proprio domicilio.
INDENNITA’ DI REPERIBILITA’ Il servizio di reperibilità, è un istituto complementare alla normale prestazione lavorativa, in cui il lavoratore si pone a disposizione della Direzione aziendale per sopperire ad esigenze non prevedibili al fine di assicurare il ripristino e la continuità dei servizi, la funzionalità o sicurezza degli impianti. Il lavoratore in reperibilità, in caso di chiamata, è tenuto ad attivarsi immediatamente per far fronte all’intervento richiesto in un tempo congruo - in modo da raggiungere il luogo dell’intervento di norma entro 30 minuti dalla chiamata - e dovrà informare l’azienda del prevedibile tempo necessario per giungere sul luogo ove è chiamato ad intervenire quando non sarà possibile (es. per la distanza del luogo di intervento). Continua a pagina 19 • • •
notiziario tecnico • • • Segue da pagina 18
Il trattamento di reperibilità è dovuto per il periodo nel quale il lavoratore è in attesa di un’eventuale chiamata da parte dell’azienda. Per l’effettivo svolgimento dei turni di reperibilità si riconoscerà al lavoratore uno specifico compenso, avente natura retributiva, pari a: € 6 per ogni giornata lavorativa, € 10 per ogni giornata pre festiva e festiva, fatte salve le condizioni di migliore favore contrattate aziendalmente. Le ore di intervento effettuato rientrano nel computo dell’orario di lavoro e saranno compensate con le maggiorazioni previste dal vigente contratto nazionale per il lavoro straordinario, notturno e festivo nelle sue varie articolazioni.
ELEMENTO RETRIBUTIVO INTERPROVINCIALE In considerazione dell’evoluzione della materia riferita ai “premi di risultato”, con particolare riferimento all’Accordo Interconfederale dell’Artigianato del 23/11/2016, le parti concordano di sospendere l’attuazione dell’Elemento Variabile della Retribuzione (E.V.R.), previsto dal Contratto Collettivo Nazionale. In sostituzione dell’E.V.R. e con validità per la sola durata del presente Contratto Integrativo Interprovinciale, le parti istituiscono un Elemento Retributivo Interprovinciale (E.R.I.) avente le seguenti caratteristiche: 	non è correlato ai risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività delle imprese, per cui non beneficia delle agevolazioni fiscali di cui alla Legge 208/2015 e del D.M. 25/03/2016; 	è un importo annuale, erogato in 12 quote mensili, senza alcuna incidenza sui singoli istituti retributivi previsti dal vigente CCNL, ivi compreso il trattamento di fine rapporto, e senza alcuna incidenza sulle basi di calcolo per i contributi dovuti alla CEDAIIER; 	è dovuto, nella misura del 70%, agli apprendisti operai e impiegati delle imprese che applicano il vigente “CCNL per i dipendenti delle imprese artigiane e P.M.I. edili ed affini”; 	per i lavoratori che prestano solo parzialmente la loro opera nell’anno di riferimento l’E.R.I. sarà erogato proporzionalmente ai mesi di lavoro prestato (la frazione superiore a 15 giorni di calendario sarà considerata mese intero); 	per i lavoratori part-time, l’importo dell’E.R.I. sarà proporzionato all’orario contrattuale. 	Per l’anno 2017, l’Elemento Retributivo Interprovinciale è di € 120 annuali, pari ad € 10 mensili. 	Per l’anno 2018, l’Elemento Retributivo Interprovinciale è di € 150 annuali, pari ad € 12,5 mensili. 	Per l’anno 2019, l’Elemento Retributivo Interprovinciale è di € 180 annuali, pari ad € 15 mensili.
L’erogazione dell’E.R.I. cesserà improrogabilmente al 31/12/2019.
DECORRENZA E DURATA II contratto assorbe e sostituisce integralmente i precedenti Contratti Collettivi Integrativi Provinciali di Forlì - Cesena e di Rimini, che pertanto cessano di avere vigore. Salvo le diverse decorrenze e scadenze espressamente indicate, il presente Contratto Integrativo decorrerà dal 1 gennaio 2017 ed avendo validità triennale, non potrà essere rinnovato prima del 31 dicembre 2019, fatto salvo quanto previsto dai prossimi rinnovi contrattuali nazionali. Per maggiori informazioni e/o chiarimenti e’ possibile rivolgersi ai nostri uffici
Conversione in legge del decreto “Milleproroghe” Il D.L. n. 244 del 30 dicembre 2016 (cd. “Milleproroghe”) ha terminato il suo iter parlamentare con l’approvazione della legge di conversione nella quale è previsto, tra le altre cose, anche il differimento al 01 gennaio 2018 dell’entrata in vigore dell’obbligo per le imprese da 15 a 35 dipendenti (computabili ) di avere in forza almeno un lavoratore disabile, a prescindere dalla circostanza che il datore di lavoro proceda o meno a nuove assunzioni.
Altre novità della conversione decreto “Milleproroghe” Si segnala lo slittamento (dal 12 aprile al 12 ottobre 2017) dell’obbligo per il per il datore di lavoro di comunicare all’INAIL con modalità telematica, ai soli fini statistici, gli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento. Altresì si segnala il differimento al 1° gennaio 2018 per le nuove modalità di tenuta del LUL previste dall’art. 15 del D. Lgs. 151/2015; in base a questa previsione la tenuta - con modalità esclusivamente telematica -deve avvenire presso il Ministero del Lavoro.
Certificazione Unica (CU) Si ricorda che la Legge n. 225/2016, all’articolo 7-quater, comma 14 ha modificato il termine di consegna della Certificazione Unica ai soggetti percipienti: detto termine è stato posticipato dal 28 febbraio al 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui le somme e i valori sono stati corrisposti. Pertanto, con riferimento alle Certificazioni Uniche 2017 (relative al periodo d’imposta 2016 ) le CU dovranno essere consegnate dal datore di lavoro ai lavoratori entro il 31 marzo 2017. Rimane invece invariato il termine del 7 marzo 2017 prescritto per la trasmissione in via telematica della Certificazione Unica all’Agenzia delle Entrate. essere impresa • • • febbraio 2017 • 19
movimenti anap Contro le truffe agli anziani
Un impegno per la tutela dei più deboli
Anap, da anni, si batte per la sicurezza degli anziani, promuovendo, d’intesa con il Ministero degli Interni, una “campagna nazionale” contro le truffe a danno di una categoria più esposta quale quella degli anziani. È con soddisfazione che Anap apprende dell’iniziativa parlamentare che inasprisce le pene per i reati contro gli over sessantacinquenni e ne auspica una rapida definizione. Una nuova norma, infatti, sta prendendo corpo in commissione Giustizia alla Camera per tutelare proprio gli anziani che rimangono vittime di raggiri e truffe: si tratta di un ddl che inasprisce le pene per chi si approfitta degli ultrasessantacinquenni e della loro condizione di debolezza, smarrimento o di difficoltà. Insieme alle sanzioni e alle pene più severe per chi compie reati di questo genere, vengono introdotte due misure per contenere sul nascere il fenomeno: l’arresto in flagranza obbligatorio e la determinazione a vincolare la sospensione condizionale della pena alle restituzioni e al risarcimento del danno. Ma cosa cambia rispetto alle leggi già in vigore? Oggi la truffa è punita con il carcere da sei mesi a tre anni e una multa compresa tra i 50 e i mille euro. Se l’iter legislativo avrà successo, la reclusione salirà da uno a cinque anni e la multa da 300 fino a oltre 1.500 euro. Non ci sono modifiche, invece, alla circonvenzione di incapace: chi froda una persona in stato d’incapacità per la presenza
di patologie di decadimento o per indebolimento delle facoltà mentali continuerà a essere punito secondo l’articolo 643 del codice penale: reclusione da due a sei anni e multa da 206 a 2.065 euro. Un’altra buona notizia riguarda la tutela sul web. Non vi è dubbio che è aumentata la sensibilità nei confronti delle truffe on line, che ormai sono sempre più frequenti. Ora la seconda sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43705, afferma la configurabilità dell’aggravante della “minorata difesa”, prevista dall’art. 61 n. 5 del Codice Penale, richiamata dall’art. 640, comma 2, n. 2 bis, del Codice Penale. Il Codice Penale dispone all’articolo 640 c.p., relativo al reato di truffa, che “chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032. La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549: (omissis) bis) se il fatto è commesso in presenza della circostanza di cui all’articolo 61, numero 5).” L’articolo 61 (relativo alle Circostanze aggravanti comuni) dispone che aggravano il reato - quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti speciali - anche l’avere abusato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa.
Festa “Nonni e nipoti” 2017 Si terrà dal 9 al 16 giugno la festa dei “Nonni e Nipoti” al Marmorata Village, in località Marmorata Santa Teresa di Gallura (OT), l’appuntamento pensato per offrire un momento di svago ai giovanissimi al termine dell’attività scolastica, in compagnia dei nonni. La formula prevede la possibilità di partecipazione anche dei nipoti a una offerta vantaggiosa (terzo letto gratis da 2 a 12 anni) e per i quali sarà prevista animazione 20 • febbraio 2017 • • • essere impresa
specifica. La quota di adesione prevista per ciascun socio partecipante è di 490 euro a persona in camera doppia e comprende soggiorno in pensione completa: il servizio di ristorazione (prima colazione, pranzo e cena) è a buffet con bevande ai pasti (acqua microfiltrata e vino). Servizio spiaggia attrezzata con ombrelloni e lettini. Per informazioni contattare il coordinatore Anap Giuseppe Mercatali allo 0543 452809.
anap movimenti Anziani e costo della vita
Istat: nuovo elenco dei prodotti che compongono il paniere
gni anno, l’Istat rivede l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento della rilevazione dei prezzi al consumo finalizzata alla misura dell’inflazione. L’aggiornamento tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie e in alcuni casi arricchisce la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati. Nel paniere utilizzato nel 2017 figurano 1.481 prodotti elementari, raggruppati in 920 prodotti, a loro volta raccolti in 405 aggregati. Entrano nel paniere dodici nuovi beni e servizi: i preparati di carne da cuocere, i preparati vegetariani e/o vegani, i centrifugati di frutta e/o verdura al bar, la birra artigianale, gli smartwatch, i dispositivi da polso per attività sportive, le soundbar (barre amplificatrici di suoni), l’action camera, le cartucce a getto d’inchiostro, le asciugatrici, le centrifughe e i servizi assicurativi connessi all’abitazione. Anap da mesi chiede che il paniere che viene preso a base per la rivalutazioni delle pensioni venga cambiato e reso più idoneo a cogliere le esigenze dei pensionati. Pur parlandone da tempo e malgrado uno studio effettuato in proposito dal Cnel, nulla è stato fatto. Ma ora è giunto il momento di intervenire realmente. Anche lo studio condotto dal Cer, il Centro di ricerche europeo al quale il Cupla ha commissionato una ricerca su fisco e inadeguatezza dell’indi-
cizzazione che aumenta il disagio fra i pensionati poveri è chiaro in proposito. Dallo studio si evince che il divario di inflazione in sfavore dei più poveri dipende dalla composizione dei panieri di consumo per classe di spesa. Due sono le caratteristiche che distinguono il paniere di consumo delle famiglie relativamente più povere da quello delle più ricche: in primo luogo, il peso dei beni sugli acquisti totali è maggiore, prossimo al 70 per cento, contro un peso di poco superiore al 50 per cento per le famiglie più ricche. In secondo luogo, concentrandoci sull’acquisto dei beni, le famiglie più povere registrano un peso preponderante di beni alimentari e beni energetici. Le famiglie più ricche, al contrario, destinano la parte maggiore della loro spesa per beni sugli “altri beni”. Ora, negli ultimi dieci anni i beni alimentari e gli energetici hanno registrato incrementi dei prezzi maggiori del resto dei beni e degli stessi servizi. L’allargamento delle condizioni di disagio sociale dei pensionati sembra in parte legato alle caratteristiche del meccanismo di rivalutazione: da una parte non vi è una attenzione specifica sulle caratteristiche del paniere di consumo delle famiglie più povere; d’altra parte, l’indice dei prezzi al consumo utilizzato non sembra il più adatto a rilevare l’inflazione effettivamente subita dalle famiglie.
L’appuntamento a Sibari Per il 2017 la Festa del Socio si svolgerà presso il complesso Sibari Green Village, a Sibari (CS) dal 10 al 20 settembre 2017 (10 notti/11 giorni). La Festa è occasione di incontro e confronto tra i soci e anche un momento per sentirsi parte del sistema Anap. La manifestazione intitolata “Senior 2017” nasce in collaborazione con ANCoS e con artQuick società partecipata da Confartigianato che, oltre al soggiorno marino, organizzerà tantissimi momenti di confronto e di svago. La quota di adesione prevista per ciascun socio partecipante è di € 530 a persona in camera doppia. La quota di partecipazione comprende soggiorno in pen-
sione completa, il servizio di ristorazione (prima colazione, a buffet con caffetteria non espressa, pranzo e cena con show cooking) con bevande ai pasti (acqua microfiltrata e vino alla spina) incluse. Pizzette e spuntini in spiaggia dalle ore 11 alle ore 13, posto spiaggia assegnato (un ombrellone, una sdraio e un lettino per camera), uso individuale delle attrezzature sportive, partecipazione a lezioni collettive, animazione diurna e serale. Trasferimenti dall’aeroporto al villaggio e viceversa e l’assistenza di personale qualificato. Le camere disponibili sono 460. essere impresa • • • febbraio 2017 • 21
movimenti giovani imprenditori Un progetto per le scuole medie inferiori
A lezione di impresa
Giovani Imprenditori di Confartigianato Forlì continuano nel percorso avviato per consolidare le relazioni con il mondo della scuola, consentendo ai ragazzi di comprendere il significato del fare impresa. Ha, infatti, preso le mosse l’edizione 2017 della competizione fra classi dell’ITIS Marconi Confartigianato ABC, con l’avvio delle lezioni di tutoraggio degli studenti partecipanti da parte dei consulenti che li supporteranno nella stesura del business plan dell’idea imprenditoriale, che i ragazzi presenteranno per aggiudicarsi il trofeo in palio. Ma l’attività non si esaurisce con il format, ormai consolidato, rivolto ai ragazzi più grandi. Una testimonianza viva e autentica, da parte di due consiglieri del Gruppo Giovani, è stata portata anche agli allievi delle scuole medie, che hanno potuto ascoltare l’esperienza di Eleonora Tassani nel mondo della moda e di Federico Balestra nel campo dell’impiantistica. Il racconto del percorso dei due imprenditori ha affascinato i giovanissimi, che hanno ascoltato con attenzione come, partendo da ambiti molto differenti, entrambi abbiano raggiunto l’ obiettivo, dare vita alla propria azienda, costruendo autonomamente il proprio futuro, studiando, formandosi, coltivando passioni e interessi. Essere imprenditori implica studio, impegno, tempo dedicato alla formazione e all’approfondimento, ma costituisce un’alternativa, forse meno nota, al percorso lavorativo classico da dipendente. Obiettivo del Gruppo Giovani è informare, stimolare l’interesse e accendere una luce sulle potenzialità dell’artigianato. Essere curiosi e appassionati ed essere in grado di valutare tutte le opportunità per decidere chi diventare “da grandi”, con consapevolezza.
Innovazione a misura di pmi Il Ministero dello Sviluppo Economico, guidato da Carlo Calenda, ha reso disponibile on line la Guida al Piano nazionale Industria 4.0: un insieme di opportunità e di misure per stimolare la competitività e favorire l’innovazione delle piccole imprese italiane. Come spiegato dal Ministero, con l’avvento della quarta rivoluzione industriale, grazie alla diffusione delle tecnologie digitali, il comparto industriale sta vivendo una profonda trasformazione dei meccanismi attraverso cui produce valore, innovazione e benessere. I cambiamenti in atto sono caratterizzati da confini meno definiti e più ampi rispetto ai precedenti paradigmi: non sono investiti solo i processi di produzione ma, grazie all’accresciuta capacità di interconnessione, si stanno radicalmente trasformando anche i modelli di business e l’intera catena del valore. Il nostro tessuto imprenditoriale ha fatto della sua capacità di adattamento un punto di forza che oggi ha bisogno di essere ancor più stimolata: per questo ho ritenuto opportuno presentare in questo booklet tutti gli strumenti predisposti dal Governo per aiutare le imprese ad affrontare il cambiamento. Tutte queste misure, approvate con la Legge di Bilancio 2017, sono già operative. L’obiettivo di questo documento è dunque quello di fornire una visione chiara e sintetica delle numerose opportuContinua a pagina 23 • • •
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giovani imprenditori movimenti Imprenditori di se stessi
Occupazione: i giovani creano lavoro
n assenza di un’offerta di lavoro è in crescita, fra i giovani italiani, la tendenza a intraprendere. È quanto si evince dalla recente indagine realizzata in materia dall’Unione italiana delle Camere di Commercio. Infocamere e Unioncamere presentano i dati sull’occupazione e pongono l’accento su un dato interessante: internet dà lavoro ai giovani. Dall’indagine emerge che su 100 nuove imprese che si occupano di telecomunicazioni e di servizi di accesso a Internet, nate nel corso del 2016, il 52,4% ha alla propria guida giovani di meno di 35 anni. Nel commento ai dati si legge che grazie ai nuovi capitani d’azienda, il settore delle telecomunicazione conta oggi 2.200 imprese di giovani, poco meno di un quinto di tutte quelle esistenti. Ma gli under 35 si distinguono anche nel settore finanziario: le 3.400 imprese giovanili iscritte nel 2016 che si occupano di attività ausiliarie (promotori, agenti e broker assicurativi), rappresentano quasi il 50% delle nuove attività fondate in questo comparto. Protagonisti sono • • • Segue da pagina 22
Innovazione a misura di pmi nità a disposizione delle aziende. Il successo del Piano nazionale Industria 4.0 dipenderà anche dal supporto nel saper diffondere le informazioni tra le imprese affinché ognuna di esse possa decidere come investire in innovazione e crescere in competitività. Per Confartigianato “Industria 4.0 consente di innovare la manifattura italiana facendo leva sulla qualità. Il Governo ha recepito le sollecitazioni e ha puntato sulle competenze, sulla tradizione produttiva e le specializzazioni territoriali come fattori competitivi sul mercato globale, indipendentemente dalla taglia aziendale che li esprime. Industria 4.0 è l’occasione per far compiere a tutta la manifattura un deciso salto di qualità, esaltando i punti di forza e la complessità espressa da artigiani, micro e piccole imprese che rappresentano il 99,4% del sistema produttivo e sono ricchi di antica tradizione produttiva, ma al tempo stesso fortemente pervasi di creatività e orientate alla continua innovazione”.
inoltre nel 46% delle neonate attività di parrucchieri, barbieri, estetisti (3.756). Lo zoccolo duro dell’imprenditoria giovanile restano però quattro settori tradizionali. Oltre il 60% delle attività giovanili registrate si concentra infatti nel commercio (174mila imprese), nelle costruzioni (85mila), nel turismo (62mila) e, con sorpresa, considerando la lenta riduzione che sta da tempo conoscendo il settore, in agricoltura: 52mila le attività giovanili registrate a fine dicembre, quasi 10mila le iscrizioni nel 2016, oltre un terzo di quelle totali. A fine dicembre 2016, il Registro delle Camere di commercio contava 608.204 imprese guidate da giovani meno che trentacinquenni. I giovani imprenditori hanno messo a segno un saldo di 63.646 unità in più tra aperture e chiusure di imprese (+10,2%) nel corso dell’anno scorso. Anche in Emilia Romagna l’autoimprenditorialità è una risposta alla crisi, delle oltre 35mila aziende guidate da giovani, quasi 6900 sono nate nel corso del 2016, a fronte di 3430 chiusure, con un saldo positivo che infonde ottimismo nella ripresa. Molto positivo anche il saldo nella nostra provincia con un tasso di crescita pari al 9,1%. Imprese giovani e accorte nella scelta della forma giuridica da adottare: sono aumentate di quasi il 16% le società di capitali, sfiorando le 113mila unità. Aumenti superiori al 9% interessano anche le società di persone e le ditte individuali, che, con 435mila imprese registrate a fine 2016, restano comunque la forma giuridica più diffusa anche in questa specifica fascia di età.
L’orgoglio italiano nelle nuove aziende Il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello commentando l’indagine afferma “se il digitale è certamente il futuro delle economie avanzate come la nostra, la ricchezza e varietà delle produzioni agricole e agroalimentari sono una peculiarità dell’Italia che i giovani stanno evidentemente riscoprendo. E questo avrà effetti positivi sotto molti punti di vista. Non ultimo, quello della cura e della tutela del territorio”. essere impresa • • • febbraio 2017 • 23
movimenti donne impresa Pregi e difetti della rete
nternet e la diffusione dei social network rappresentano un’opportunità per conversare, essere informati, mantenersi in contatto con un universo di persone potenzialmente infinito, utilizzando i più diversi device e varie tecnologie. Una chance preziosa per semplificare le ricerche, per reperire in pochi click qualsiasi tipo di dato, un’ottima strategia per promuovere se stessi e la propria azienda. Ma il rovescio della medaglia c’è. Poiché anche lo strumento migliore, se utilizzato in maniera fraudolenta, diventa pericoloso. Le cronache denunciano, con crescente frequenza, casi di attacchi beceri a soggetti che si trova-
Adolescenza e internet Gli adolescenti di oggi sono sempre più dipendenti dai social, iniziano a navigare in rete troppo presto (a 11 anni ricevono il primo smartphone), frequentano siti non adatti e vivono quotidianamente episodi di cyberbullismo (più di uno su 10). E i genitori ignorano la maggior parte dei pericoli del web. “Tempo del web. Adolescenti e genitori online” l’indagine realizzata lo scorso anno da Telefono azzurro presenta dati allarmanti. Come si legge “le nuove tecnologie e Internet oggi permeano la vita dei ragazzi e delle famiglie. Internet non influenza solo i processi di costruzione dell’identità e di gestione dell’immagine di sé, la socializzazione e la ricerca di un partner, l’elaborazione di una separazione da una persona cara. La rete incide anche su riti e gesti della quotidianità, su modi, tempi e contenuti delle conversazioni familiari, sta cambiando gli stili educativi, condiziona consuetudini e scelte di ogni giorno: dalle abitudini a tavola, ai ritmi sonno veglia, alle modalità di acquisto.” Essere online è uno status e gli adolescenti vivono perennemente connessi. Il 17% dei ragazzi intervistati dichiara di non riuscire a staccarsi da smartphone e social, 1 su 4 è sempre online, quasi 1 su 2 (45%) si connette più volte al giorno, 1 su 5 (21%) si sveglia durante la notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare. Quasi 4 su 5 (78%) chattano continuamente su WhatsApp.
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no, loro malgrado, al centro di vicende che, nella migliore delle ipotesi, comportano il ricorso alla giustizia e, nel peggiore, sfociano in gesti estremi. Per l’umiliazione, per la vergogna, per il dolore. Le donne sono le vittime più frequenti di questi comportamenti che meritano non solo sanzioni penali esemplari, ma dovrebbero avere il biasimo dell’intera collettività. Purtroppo non sempre è così. Frustrazione, ignoranza o semplice maleducazione portano persone apparentemente normali a trasformarsi in leoni da tastiera, detrattori feroci che fomentano una violenza immotivata verso la vittima, che si ritrova al centro di attacchi lesivi della propria dignità. Donne Impresa Confartigianato Forlì ha pensato di realizzare un approfondimento sul tema del corretto utilizzo della rete e dei social network rivolto alle donne, in primo luogo per conoscere meglio questo fenomeno, imparare a riconoscerlo e alle modalità con le quali difendersi. Ma non solo. Acquisire i giusti strumenti è utile anche per coloro che hanno una responsabilità educativa nei confronti dei più giovani, per aiutarli a evitare di incorrere nelle insidie della rete. Come spiegato dalla presidente Patrizia Carpi “se è vero che i giovani sono stati definiti nativi digitali per l’abilità nel gestire le nuove tecnologie apprendendone l’uso con facilità, è altrettanto concreto il rischio che questi ragazzi sottovalutino i pericoli del web, forti delle proprie conoscenze del mezzo”. Eppure, come le cronache dimostrano con allarmante frequenza, la prontezza nell’apprendere l’uso dei più svariati strumenti non è necessariamente sinonimo di immunità dai rischi di fare brutti incontri. Pedofilia, adescamento, cyberbullismo, siti che inneggiano a bulimia e anoressia, fino a fenomeni di reclusione come Hikikomori che vede i giovani rifiutare il confronto col mondo reale, sono rischi concreti, agli adulti spetta il compito di riconoscerli e contrastarli. Conclude la presidente “la scelta del tema non è casuale, viviamo in un’epoca in cui a ciascuno viene data la possibilità di far conoscere il proprio pensiero. È indispensabile ascoltare, ma anche imparare come poter mettere a tacere chi mette a rischio la nostra sicurezza e quella dei nostri figli.”
donne impresa movimenti Differenze di genere
Sensibilizzazione continua vero strumento di contrasto
osa significa essere donna nel 2017? Senza dubbio, nascere ai nostri giorni, in un’economia avanzata, consente di avere accesso a opportunità prima impensabili, sia in termini di istruzione sia di occasioni di carriera, anche per le ragazze. Chance costruite con anni di impegno da parte di persone coraggiose, che hanno saputo affermarsi in ogni ambito, superando stereotipi e ostacoli imposti da un mondo maschile, in primo luogo culturali, ma anche attinenti a questioni
pratiche, come la conciliazione fra tempi di vita e di lavoro. Opportunità che le donne hanno dovuto conquistare in un mondo maschilista e che pare ancora declinato al maschile. Permangono, infatti, le differenze salariali, gli atteggiamenti che sminuiscono il ruolo femminile e una violenza che permea molti aspetti della società. Strumenti indispensabili per combattere la resistenza di questi cliché sessisti sono l’informazione e la cultura. Il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli (nella foto) ha recentemente commentato “troppo spesso le nostre ragazze sono condizionate inconsapevolmente da pregiudizi e stereotipi secolari che le vogliono non inclini per natura allo studio del sapere scientifico. Non è roba per te, non sono cose da femmine: sono espressioni che abbiamo sentito rivolgere a noi stesse più volte nella vita. Non è così. Non c’è niente che una studentessa o uno studente italiano non possano ottenere studiando e impegnandosi.” Impegno di Donne Impresa è promuovere momenti di confronto che consentano di ridurre il gap di genere, tenendo alta l’attenzione sul tema che diversamente rischierebbe di essere banalizzato.
Famiglie in difficoltà Assistere gli anziani nel nostro Paese costerà sempre di più. La Ragioneria Generale dello Stato valuta che la spesa per l’assistenza di lunga durata passerà dall’ 1,9% del PIL nel 2015 al 3,2% del PIL nel 2060. L’Istat stima che nel 2013 circa 2,5 milioni di anziani fossero afflitti da limitazioni funzionali. Ad oggi, tuttavia, per la prima volta nella storia del Paese la copertura dei servizi e degli interventi per anziani non autosufficienti presenta tutti segni negativi: diminuiscono gli anziani presi in carico nei servizi; gli utenti ospiti di strutture residenziali fra il 2009 e il 2013 sono diminuiti del 9,1%; quelli che hanno l’indennità di accompagnamento sono scesi dal 12,6% del 2011 al 12 del 2013. La spesa per servizi sociali per anziani di regioni e comuni dal 2009 al 2013 è diminuita del 7,9%. È quanto emerge dal testo appena pubblicato di Claudio Falasca su “Domiciliarità e residenzialità per l’invecchiamento attivo”, ricerca promossa da Auser. Una fotografia senza sconti sul cambiamento demografico in atto e su come vengono assistiti gli anziani nel nostro Paese, con forti disparità fra Nord e Sud. Un report che evidenzia come le persone di età avanzata non siano semplicemente degli anziani, ma maestri, professionisti, artigiani, contadini, persone in grado di badare ad altre. Certo, tra di loro ci sono anche persone fragili, colpite da demenza, malattie croniche e disabilità varie. Ma ridurre il tutto a questa seconda categoria, come spesso viene fatto in ossequio a vecchi stereotipi, è un grave errore. Secondo gli esperti dell’OCSE occorre invece avere un quadro preciso della ricchissima realtà rappresentata dagli anziani per costruire e pianificare il futuro su solide basi, liberandosi dei preconcetti sulla terza età e disegnando politiche che tengano conto della crescente longevità. Donne Impresa e Anap stanno realizzando una serie di iniziative congiunte proprio per valorizzare quella che gli esperti definiscono “silver economy”, una fase della vita piena e soddisfacente. essere impresa • • • febbraio 2017 • 25
categorie e mercato Politica fiscale
Prospettive incerte gravano sulla manovra
n queste settimane si sta compiendo una ennesima difficile ‘svolta’ sulla politica fiscale dei Paesi europei. In attesa delle comunicazioni della Commissione europea sul debito italiano, è in esame il programma di aggiustamento per la Grecia che prevede una assistenza finanziaria fino a 86 miliardi di euro; dal 2010 a metà 2016 nell’ambito dei tre programmi di assistenza si sono cumulati 237,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Grecia, pari al 135% del PIL greco. Come è noto l’Italia è sotto esame per il rispetto della regole europee sulla riduzione del debito pubblico. L’analisi dei più recenti dati di Banca d’Italia indica che al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano è di 2.217,7 miliardi di euro. Se il 2016 si chiudesse con un incremento in valore del PIL dell’1,8% - come previsto dall’ultimo Documento programmatico di bilancio di ottobre - il rapporto debito/PIL si collocherebbe al 132,6%, in aumento di 0,3 punti rispetto al 2015: a fine 2015, infatti, il debito ammontava a 2.172,7 miliardi, ed è pari al 132,3% del PIL. Il livello del debito a fine anno è inferiore dell’1,7% rispetto al picco di 2.256 miliardi di euro di luglio 2016. Sulla mancata riduzione del debito influisce il ridimensionamento dei programmi di privatizzazione: il Documento di Economia e Finanza dello scorso aprile indicava introiti da privatizzazioni per il 2016 pari allo 0,5% del PIL mentre nella Nota di aggiornamento di fine settembre si riducono allo 0,1% del PIL. Sul dato ha influito la fase di ribasso del mercato azionario. Ad aprile si prevedeva una riduzione del debito che nel corso dell’anno non si conferma; sul mancato raggiungimento dell’obiettivo di politica economica pesa quasi sempre il minor ritmo di bassa crescita, a conferma che politiche di austerity per ridurre deficit e spingere verso il basso il rapporto debito/PIL sono poco efficaci.
Restringere il ventaglio delle opzioni di politica fiscale è particolarmente dannoso per l’economia italiana, pesantemente vincolata dalla spesa per interessi. A causa dell’alto debito pubblico, infatti, l’Italia è il Paese dell’Eurozona che spende di più per interessi sul debito, e precisamente 445,8 miliardi di euro pagati complessivamente negli ultimi 5 anni, di gran lunga superiore ai 329,0 miliardi della Germania e ai 287,5 miliardi della Francia. In termini pro capite su ciascun italiano grava una spesa per interessi di 1.227 euro all’anno, 427 euro in più (il 53,3% in più) della media di 800 euro pagato dai cittadini dei 19 Paesi dell’Eurozona. Le prospettive sono incerte: sulla riduzione del ritmo di crescita pesa la prossima manovra di aggiustamento richiesta dalla Commissione europea - limitata nell’importo ma pericolosamente sbilanciata su maggiori entrate - e la possibilità di una stretta fiscale definita dalla legge di bilancio di fine anno che dovrebbe determinare una riduzione del deficit strutturale di 0,8 punti di PIL per il 2018 e di 0,7 punti nel 2019. Il quadro macroeconomico potrebbe registrare un rialzo dei tassi di interesse conseguente all’allentamento del Quantitative Easing a seguito di un rialzo dell’inflazione verso il target indicato dalla Bce del 2% (a gennaio 2017 l’inflazione nell’eurozona è all’1,8%, in salita rispetto all’1,1% di dicembre 2016) e un rialzo dei costi energetici, con effetti negativi sul valore aggiunto. Nella media gennaio-febbraio 2017 (ultima rilevazione al 13 febbraio) il prezzo del petrolio è di 51,34 euro al barile, livello del 30,4% superiore al 39,39 euro della media del 2016; il livello di inizio 2017 supera del 9,2% anche i 47,04 euro al barile della media del 2015. 47121 Forlì (FC) • Via Martin Luther King, 5 Tel. +39 0543 480580 • Fax +39 0543 480548 www.citienne.com • info@citienne.com
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www.citienne.com 26 • febbraio 2017 • • • essere impresa
categorie e mercato Artigianato e crisi
Previsioni di crescita zero virgola nel 2017
l 31 dicembre 2016 le imprese artigiane registrate sono 1.342.389 con una dinamica demografica data da 82.995 iscritte, pari al 6,1% e 98.806 cessate, il 7,3%. La natimortalità di impresa determina un saldo negativo di 15.811 unità, equivalente a un tasso di variazione del -1,2%, - dato dal rapporto percentuale tra la differenza tra iscritte e cessate non d’ufficio nell’anno e le registrate ad inizio del 2016 - in leggero miglioramento rispetto al -1,4% dell’anno precedente e rappresentando la dinamica migliore dell’ultimo quinquennio. Pur in un contesto ancora selettivo va sottolineato l’apporto delle nuove imprese alla crescita dell’occupazione. Tenuto conto delle 260 giornate all’anno in cui è possibile registrare un’impresa, nel corso del 2016 sono nate 319 imprese artigiane al giorno. Alcune evidenze della demografia di impresa richiamano il principio darwiniano di evoluzione, secondo il quale organismi di una stessa specie si evolvono nel tempo attraverso il processo di selezione naturale: in analogia le nuove imprese che superano la dura selezione dei primi anni di vita si irrobustiscono e forniscono un impulso decisivo all’occupazione. L’analisi di recenti dati dell’Istat mette in luce come il 50% delle imprese costituite nel 2010 sopravviva con un contributo alla crescita dell’occupazione decisivo: le imprese sopravviventi contavano 193.541 addetti nel 2010 e contandone all’ultima rilevazione 341.375, con un incremento di 147.834 unità, pari al 76,4%, con una accentuazione (+100,6%) proprio nel settore manifatturiero, maggiormente esposto alla concorrenza internazionale. Da rilevare come a dicembre 2016 l’indice della fiducia delle imprese riferito all’artigianato abbia registrato una flessione dell’1% rispetto a novembre e dello 0,5% di dodici mesi prima. Per quanto riguarda il fatturato del Manifatturiero - valutato con la
composizione settoriale dell’occupazione nell’artigianato - nei primi dieci mesi del 2016 diminuisce dello 0,5% su base tendenziale (in controtendenza rispetto al +0,9% di un anno prima). I listini delle imprese artigiane presentano prezzi che rimangono ai confini della deflazione: nei primi undici mesi del 2016 i prezzi alla produzione manifatturiera segnavano un calo limitato allo 0,1% (mentre crescevano dello 0,5% un anno prima). Il valore delle vendite al dettaglio nei primi dieci mesi del 2016 rimaneva stabile su base annua (saliva dell’1% un anno prima) con una flessione dello 0,6% per le vendite delle imprese operanti sulle piccole superfici (+0,1% un anno prima) mentre aumentavano dello 0,6% di quelle della grande distribuzione (+1,9 un anno prima). Nei primi dieci mesi del 2016 erano in territorio positivo le esportazioni dei settori a maggior concentrazione di MPI, con in aumento dello 0,7%, in frenata rispetto al +3,4% di un anno prima. Segnali positivi, seppur deboli, dai servizi, sale di un limitato 0,6% e attenua la crescita dell’1,4% registrata nei primi tre trimestri del 2015. Perdurano le difficoltà per le Costruzioni anche se in modo attenuato rispetto al passato: la produzione delle Costruzioni che nei primi undici mesi del 2016 segnava un calo dello 0,4, in miglioramento rispetto al -2% di un anno prima. Deflazione anche in edilizia: il prezzi delle abitazioni nuove, nei primi tre trimestri del 2016 registravano una flessione dell’1,2% (in leggero miglioramento rispetto al -1,5% di un anno prima), fenomeno che, in concomitanza con recente aumento dei costi di produzione, contribuisce a restringere i margini di utile delle imprese del comparto. Senza dimenticare che il quadro è, purtroppo, aggravato anche dalla difficile situazione del mercato del credito.
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categorie e mercato In crescita il mercato dei falsi online
Abusivismo e contraffazione: una piaga per il made in Italy L’analisi dei dati Ocse ed Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, evidenzia che l’Italia si colloca al secondo posto nell’economia mondiale per contraffazione subita con la quota di sequestri del 14,6%, dietro agli Stati Uniti (19,5%). La Cina si conferma il principale Paese per provenienza dei beni contraffatti: il 41,1% dei beni sequestrati ai confini dell’Unione Europea proviene dalla Cina. Considerando i comparti dell’alimentare e della moda, emerge che la quasi totalità degli articoli alimentari sequestrati proviene dal Benin, i due terzi dell’abbigliamento da Turchia e Cina, più della metà delle scarpe e degli orologi dalla Cina, sempre dalla Cina la quasi totalità degli occhiali e i tre quarti delle borse e gioielli. Concentrando l’analisi sui sequestri effettuati dalle autorità sul territorio italiano, il 65,8% dei sequestri di beni contraffatti tra il 2008 e il 2015 appartiene al comparto della moda. Proprio in questo settore, soppesando gli effetti diretti e indiretti, vengono valutati 9.888 milioni di euro di minori vendite per le imprese italiane da contraffazione pari a 88.467 posti di lavoro. Nei settori esposti alla contraffazione si determina una forte concorrenza sleale su un mercato in cui operano 63.025 imprese artigiane, pari al 19,8% dell’artigianato manifatturiero italiano. Il canale online segna una crescita dello scambio di beni contraffatti: tra il 2010 e il 2014 triplica
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la quota di sequestri nell’Unione Europea relativi a merci trasportate con corriere espresso e posta, usuale mezzo di trasporto per beni acquistati online, passando dal 5,7% al 16,3%. Particolarmente esposto alla contraffazione nel commercio online è l’abbigliamento, al secondo posto per quota di utenti che hanno ordinato o comprato online per uso privato a seconda del tipo di bene/servizio. Assieme agli alimentari e agli articoli per la casa, l’abbigliamento ha registrato tassi di crescita a doppia cifra degli acquirenti online nell’ultimo anno. In generale la contraffazione via web si colloca in un trend crescente della quota di acquirenti online, salita di 14,6 punti percentuali dal 2008 al 2016. Nell’alimentare, comparto in cui l’Italia è prima nell’Unione Europea con i 288 prodotti agroalimentari di qualità DOP, IGP e STG e in cui un’impresa su cinque è artigiana (20%), le minacce della contraffazione sono rilevanti e potrebbero danneggiare il trend di crescita, sostanzialmente ininterrotto, delle esportazioni di alimentari e bevande dell’ultimo decennio. In Europa il valore dei prodotti con indicazione geografica protetta contraffatti è stato di 4,3 miliardi di euro nel 2014, il 9% del mercato europeo di tali prodotti. Per l’Italia il valore dei prodotti contraffatti è di 682,4 milioni di euro, l’8,8% del mercato nazionale di questi prodotti.
categorie e mercato La piaga del sommerso danneggia l’artigianato
Il lavoro irregolare frena lo sviluppo delle piccole imprese La concorrenza sleale del sommerso è un fattore di blocco dello sviluppo che spiazza le imprese oneste attraverso diversi meccanismi. In primo luogo le imprese che evadono possono mantenere prezzi più bassi e mettono fuori mercato quelle regolari con analoghe funzioni di produzione; secondariamente la minore competitività delle imprese regolari può rendere ‘più conveniente’ atti-
L’allarme del Ministero dello Sviluppo Economico Come evidenziato dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, le aziende estere che utilizzano impropriamente segni distintivi e descrizioni promozionali che si rifanno in qualche modo al nostro Paese, adottano tecniche di mercato che inducono il consumatore ad attribuire ai loro prodotti caratteristiche di qualità italiana che in realtà non posseggono, concorrendo slealmente nel mercato e acquisendo un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza, non soltanto italiana. Nel nostro Paese vigono regole rigide sulla produzione agroalimentare, il cui obiettivo è quello di tutelare l’alta qualità dei prodotti oltre che la salute dei consumatori. “Made in Italy”, quindi, sta ad indicare non solo un prodotto di qualità, ma anche un prodotto sicuro. Gli altri prodotti, apparentemente italiani, non possono, in principio, ritenersi comunque tali.
vare azioni di evasione fiscale: nel lungo termine tendono a sopravvivere imprese marginali mentre le imprese solide si avvicinano progressivamente alla marginalità. Ma non solo, l’evasione a valle genera fondi extra contabili realizzati con i ricavi in nero utilizzati per acquisti non documentati che diffonde e allarga la portata del fenomeno e tende a mantenere il gap tra le aliquote fiscali pagate dalle imprese in regola e le imprese che evadono, dato che il mancato gettito rende difficile politiche fiscali espansive tramite la riduzione delle aliquote fiscali. Tra i danni causati anche la mancata espansione delle dimensioni aziendali: le imprese che evadono hanno una minore propensione all’investimento e all’ampliamento del volume d’affari e nel contempo spiazzano gli investimenti di coloro che non evadono e che non trovano redditività adeguata per l’ampliamento delle dimensioni aziendali. Confartigianato, sulla base degli ultimi dati disponibili sui conti nazionali, ha stimato che sono 3 milioni e 667 mila i lavoratori in condizione di non regolarità, occupati in prevalenza come dipendenti, con 2 milioni e 595 mila unità, a cui si aggiunge 1 milione e 72 mila unità di lavoro indipendente irregolare. Il tasso di irregolarità è pari al 15,7%, con un trend di incremento negli ultimi quattro anni di 1,2 punti, raggiungendo il massimo degli ultimi dieci anni.
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Convocazione assemblea dei soci - assemblee separate È convocata l’assemblea generale dei delegati della intestata società per il giorno 26 aprile 2017, alle ore 20.00 presso la sede sociale, ed occorrendo in seconda convocazione, per il giorno giovedì 27 aprile 2017 alle ore 20.30 sempre presso la sede sociale in Viale Oriani 1 Forlì , per discutere e deliberare sul seguente
C.	Assemblea della Sezione Alto Bidente presso saletta del Castello - ang. Piazza Giordano Bruno a Civitella di Romagna per il 3 aprile 2017 alle ore 06.00 in prima convocazione e per Mercoledì 5 aprile 2017 alle ore 20.30 in seconda convocazione.
D.	Assemblea della Sezione Basso Bidente presso sala del Consiglio (scala esterna) Comune di Forlimpopoli - Piazza Fratti a Forlimpopoli per il 9 aprile 2017 alle ore 06.00 in prima convocazione e per Lunedì 10 aprile 2017 alle ore 20.30 in seconda convocazione.
•	Bilancio d’esercizio al 31 dicembre ‘16 - approvazione e provvedimenti connessi e conseguenti; •	Rinnovo cariche consiliari - determinazioni; •	Rinnovo cariche Collegio Sindacale - determinazioni; •	Esito revisione esterna; •	Soci sovventori: regolamento; •	Varie ed eventuali. ***** In previsione della detta assemblea, sono convocate, con lo stesso ordine del giorno, come segue, le assemblee separate: A.	Assemblea della Sezione Marzeno presso Sala Bernabei - Piazza Matteotti n° 3 a Modigliana per il 2 aprile 2017 alle ore 06.00 in prima convocazione e per lunedì 3 aprile 2017 alle ore 20.30 in seconda convocazione. B.	Assemblea della Sezione Montone Rabbi presso sala consiliare del Comune di Castrocaro Terme - V.le Marconi 81 Castrocaro Terme per il 4 aprile 2017 alle ore 06.00 in prima convocazione e per Martedì 4 aprile 2017 alle ore 20.30 in seconda convocazione.
Confartigianato Servizi Forlì - Società Cooperativa Sede legale a Forlì (FC) in Via Oriani, n.1 tel 0543 452811 - fax 0543 452852 C.F. e numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Forlì-Cesena 01941330407 - REA n°229976 - Albo Cooperative n° A107986 Posta Elettronica Certificata (P.E.C): consorziosata.fo@ pec.confartigianato.it Si riportano alcune norme statutarie in merito al funzionamento delle assemblee ed all’organo amministrativo, rinviando, per il resto alla normativa civilistica:
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E.	Assemblea della Sezione Forlì presso la sede sociale in Confartigianato - Viale Oriani 1 Forlì , per il 10 aprile 2017 alle ore 06.00 in prima convocazione e per Martedì 11 aprile 2017 alle ore 20.30 in seconda convocazione. Il progetto di bilancio sarà a disposizione degli aventi diritto nei termini di legge presso la sede sociale e presso le unità locali della scrivente. Si presume che saranno raggiunti i quorum costitutivi in seconda convocazione. Attesa l’importanza degli argomenti da trattare si auspica la massima partecipazione. Distinti Saluti. IL PRESIDENTE (Alvaro Ravaglioli) Art. 35 (Votazioni assembleari - partecipazione) Per le votazioni si procederà normalmente con sistema palese, salvo che l’Assemblea non deliberi altre forme di votazione nei limiti imposti dalla legge, all’unanimità dei presenti. Per i soci finanziatori e per i soci sovventori si rinvia all’art. 22 del presente statuto. Gli organi dirigenti dell’Associazione attualmente denominata Confartigianato di Forlì - Federimprese possono assistere con propri rappresentanti ai lavori dell’assemblea generale e delle assemblee separate senza diritti di voto.
associazione Art. 36 (Assemblee separate) La cooperativa istituisce le assemblee separate anche in mancanza dell’obbligo di legge, assemblee che saranno regolate, oltre che dalle altre disposizioni del Codice Civile, dal presente Statuto e da apposito regolamento approvato dall’assemblea dei soci, nel rispetto della democraticità della cooperativa e del diritto di partecipazione dei soci alle decisioni sociali. L’Organo amministrativo convoca le assemblee separate nei modi e termini previsti all’art. 32. Il termine di preavviso deve essere rispettato per la prima assemblea separata e l’ultima dovrà tenersi almeno otto giorni prima dell’assemblea dei delegati. Allo scopo di facilitare la partecipazione dei soci e, conseguentemente, la convocazione e lo svolgimento delle assemblee separate, i soci della cooperativa sono raggruppati in Sezioni, in particolare avendo riguardo alla sede dell’impresa dagli stessi gestita qualora soci cooperatori, ovvero alla qualifica di socio finanziatore o di socio sovventore, secondo il regolamento all’uopo predisposto, come previsto nel primo capoverso del presente articolo e senza vincolo di un numero minimo di soci per la formazione della Sezione. Qualora il numero dei soci appartenenti ad una Sezione superi i 1.000 (mille) il Consiglio potrà valutare l’istituzione di più sezioni. Hanno diritto al voto nelle Assemblee separate i Soci appartenenti alla Sezione che risultino iscritti nel libro dei soci da almeno 90 giorni e che siano in regola con il versamento delle azioni sociali. In ossequio al principio della parità di voto ogni socio cooperatore sia persona fisica che persona giuridica ha diritto ad un solo voto qualunque sia l’ammontare delle azioni possedute. Il socio può farsi rappresentare in assemblea mediante delega scritta da altro socio avente diritto al voto ed appartenente alla stessa Sezione, che non sia amministratore, sindaco o dipendente della Cooperativa e sempre che non ostino altri divieti di legge; ogni socio non può rappresentare più di altri 5 (cinque) soci. Il socio imprenditore individuale può farsi rappresentare nell’Assemblea anche dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado o dagli affini entro il secondo che collaborano all’impresa, documentando tale qualifica, da riportare nella delega scritta attribuita in tal caso. Nella delega, la firma del delegante dovrà essere autenticata dal Presidente della Cooperativa, da un Notaio o dai Consiglieri di Amministrazione della Cooperativa a ciò espressamente incaricati dal Consiglio di Amministrazione. La delega dovrà essere consegnata alla Cooperativa entro il giorno precedente l’assemblea. Le deleghe debbono essere menzionate nel verbale dell’assemblea e conservate agli atti della Società. La delega non può essere rilasciata con il nome del rappresentante in bianco. Tutte le norme previste per lo svolgimento dell’assemblea generale, ordinaria o straordinaria, si applicano alle assemblee separate, ivi comprese le procedure per la videoconferenza, se non diversamente disposto in modo specifico. Ogni assemblea separata delibera sulle materie che formano oggetto dell’assemblea generale e nomina i delegati all’assemblea generale, in conformità con i criteri stabiliti dall’apposito regolamento, garantendo la proporzionale
rappresentanza delle minoranze da essa espresse. I delegati eletti dalle assemblee separate, compresi quelli espressi dalle eventuali minoranze, devono essere soci aventi diritto al voto. I delegati all’assemblea generale sono strettamente vincolati ad esprimere il loro voto secondo il mandato ricevuto dall’assemblea separata che li ha eletti. L’assemblea separata nomina delegati supplenti che sostituiscano quelli effettivi qualora impossibilitati a partecipare all’assemblea generale. Rimane fermo il diritto dei soci che abbiano partecipato all’assemblea separata di assistere all’assemblea generale, senza diritto di voto e nel rispetto delle norme e del corretto funzionamento dell’assemblea generale. Art. 37 (Presidenza dell’Assemblea) L’Assemblea dei delegati e quelle separate sono presiedute dal Presidente del Consiglio di Amministrazione od in sua assenza dal Vice Presidente, ed in assenza anche di questi dall’Amministratore più anziano di età presente all’adunanza. Negli altri casi è l’Assemblea che elegge nel proprio seno il Presidente. L’Assemblea nomina un Segretario anche non socio e quando occorra, due o più scrutatori. Le deliberazioni debbono constare da verbale sottoscritto dal Presidente dell’assemblea e dal Segretario. Il verbale dell’Assemblea straordinaria deve essere redatto da Notaio e non è necessaria la nomina del segretario. Art. 38 (Organo amministrativo) La società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un numero di membri variabile da nove a quindici. Gli amministratori possono essere scelti tra i soci persone fisiche ovvero tra le persone indicate dai soci diversi dalle persone fisiche; tuttavia, la maggioranza di essi deve essere scelta tra i soci imprenditori artigiani persone fisiche ovvero tra le persone indicate dai soci imprenditori artigiani diversi dalle persone fisiche, purché soci di questi. Il Consiglio viene nominato dall’Assemblea, previa determinazione del numero dei suoi componenti. Ai soci finanziatori e sovventori, in considerazione dell’interesse che essi hanno nell’attività sociale la deliberazione dell’assemblea di emissione delle azioni loro destinate può riservare la nomina di uno o più amministratori. In ogni caso ai soci finanziatori e sovventori non può essere attribuito il diritto di eleggere più di un terzo degli amministratori. La durata in carica del Consiglio di Amministrazione è di tre esercizi e scadono alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della carica. Gli Amministratori possono permanere in carica per più mandati consecutivi nei limiti previsti dalla legge. L’incarico di Consigliere è gratuito; tuttavia lo stesso Consiglio, sentito il parere del Collegio Sindacale se nominato potrà determinare oltre all’eventuale rimborso spese, il compenso dovuto a chi fra i suoi membri è chiamato a svolgere specifici incarichi a carattere continuativo. I membri del Consiglio di Amministrazione sono esonerati dall’obbligo di prestare cauzioni, ma assumono tutte le responsabilità e gli obblighi sanciti dalla legge. essere impresa • • • febbraio 2017 • 31
•	Forlì - Via Oriani, 1 - Tel 0543 452811 - Fax 0543 452852 www.confartigianato.fo.it •	•	•	•	•	•	•	•	•	•	•
Castrocaro Terme e Terra del Sole - Piazza Mazzini, 11 Castrocaro Tel 0543 452950 - Fax 0543 766742 Civitella di Romagna - Piazza Matteotti, 6 - Tel 0543 452980 - Fax 0543 983733 Forlimpopoli e Bertinoro - Via Montegrappa, 5 Forlimpopoli Tel 0543 452937 - Fax 0543 742750 Galeata - Via IV Novembre, 12/A - Tel 0543 981240 - Fax 0543 981240 Meldola - Viale Roma, 172 - Tel 0543 452910 - Fax 0543 490568 Modigliana - Corso Garibaldi, 67 - Tel 0543 452960 - Fax 0546 940285 Predappio - Via Roma, 100/B - Tel 0543 452921 - Fax 0543 921584 Premilcuore - Piazza Caduti, 3 - Tel 0543 452920 - Fax 0543 921584 Rocca San Casciano - Piazza Garibaldi, 53 - Tel 0543 452970 - Fax 0543 960068 Santa Sofia - Via Giovannetti, 6 - Tel 0543 452980 - Fax 0543 970170 Tredozio - Via XX Settembre - angolo Vicolo Biscanto, 1 Tel 0546 943493 - Fax 0546 943493
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References: art. 1
 art. 1
 articolo 1666
 sentenza 
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38