Source: https://www.avvocatiserralaconi.com/single-post/2016/03/03/Rito-del-lavoro-si-chieda-tutto-subito
Timestamp: 2020-08-11 16:26:32+00:00

Document:
Rito del lavoro: si chieda tutto, subito.
FONTE: www.dirittoegiustizia.it - Autore: Martina Tonetti Avvocato.
Al fine di assicurare il giusto processo e rispettare gli obblighi di correttezza e buona fede, è fatto divieto di frazionare le pretese creditorie riconducibili ad un unico rapporto obbligatorio.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 4016/16; depositata il 1° marzo)
A seguito di impugnazione di tale decisione da parte del P. la Corte d’appello di Torino, con sentenza del 27.4 - 8.6.2010, ha accolto il gravame del lavoratore, condannando la società convenuta al pagamento della predetta somma.
Per la cassazione della sentenza propone ricorso il Gruppo Torinese Trasporti - G.T.T. S.p.A. con un solo motivo, illustrato da memoria ai sensi dell’art. 378 c.p.c..
Invero, è evidente che un inutile ed evitabile aggravio della posizione dell’odierna ricorrente è "in re ipsa", essendo stata la società convenuta in due procedimenti e costretta, quindi, a valutare - anche dal punto di vista legale - la fondatezza di due pretese che, in realtà, facevano capo ad un unico rapporto di lavoro, ormai concluso. Come si è già avuto modo di precisare (Cass. sez. lav. n. 11256 del 2013), i principi enucleati con la sentenza delle Sezioni Unite di questa Corte n. 23726/2007 (cfr. anche Cass. n. 28719/2008 e Cass. n. 26961/2009) sono perfettamente applicabili alla fattispecie in quanto i crediti, frazionati con due distinti procedimenti, derivano dal medesimo rapporto di lavoro, come tale fonte unitaria di obblighi e di doveri per le parti.
Questa Corte ha, infatti, parlato di indebito frazionamento di pretese dovute in forza di un "unico rapporto obbligatorio", circostanza che sussiste anche nel caso di un rapporto di lavoro subordinato, come tale produttivo sia di crediti di natura contrattuale che di natura legale, collegabili unitariamente alla decisione originaria delle parti di stipulare un contratto di natura subordinata ex art. 2094 c.c..
Ebbene, il principio di diritto affermato dalla cassazione con giurisprudenza ormai consolidata vuole salvaguardare la regola che oggi trova conferma costituzionale nell’art. 111 Cost. di matrice sovranazionale del "giusto processo", sancito anche dall’art. 6 C.E.D.U. e dall’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Tale orientamento giurisprudenziale mira ad impedire che la parte debitrice sia sottoposta ad oneri ed a costi difensivi abnormi attraverso un’indebita ed evitabile parcellizzazione dei crediti che derivano da un rapporto obbligatorio unitario. Peraltro la protezione dell’interesse del debitore ad un comportamento processuale secondo correttezza e buona fede del creditore incontra anche ragioni di interesse pubblico alla razionalizzazione del sistema giudiziario, impedendo il formarsi di un contenzioso frammentato e disperso, ma riconducibile al medesimo rapporto obbligatorio, con il pericolo del formarsi di contrasti tra giudicati.
In definitiva, la predetta giurisprudenza è senz’altro applicabile alla fattispecie e soddisfa importanti esigenze sistematiche di evitare abusi processuali, tra i quali rientra con certezza il frazionamento, privo di ogni giustificazione, di una pretesa creditoria derivante da un rapporto unitario (come quello di dipendenza ex art. 2094 c.c.), per giunta dopo la sua conclusione, salvaguardando così il principio costituzionale e sovranazionale del "giusto processo".
Né va trascurato che alla radice dell’orientamento prima ricordato di questa Corte vi è una ricostruzione "costituzionalmente" orientata (ispirata anche a principi di diritto europeo in senso lato) del sistema processuale nel suo insieme, si da impedire effetti paradossali indebitamente vessatori e distruttivi, se diffusi, dell’efficienza del "sistema giustizia".

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 2094
 art. 2094