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Timestamp: 2019-02-20 17:23:12+00:00

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Un caso particolare, la registrazione dell’ordine di negoziazione di valori mobiliari integra un requisito di forma dello stesso ordine?
Cass. civ., Sez. I, Ord., 8 febbraio 2018, n. 3087
In tema di intermediazione finanziaria, ove la previsione contenuta nel contratto quadro richiami ai sensi dell'art. 1352 c.c. la possibilità di dare all'intermediario ordini orali, secondo quanto prevede il regolamento CONSOB n. 11522/98, imponendo alla banca intermediaria di registrare su nastro magnetico, o altro supporto equivalente, gli ordini inerenti alle negoziazioni in valori mobiliari impartiti telefonicamente dal cliente, la documentazione attraverso la registrazione dell'ordine non costituisce, un requisito di forma, sia pure ad probationem, degli ordini suddetti ma uno strumento atto a facilitare la prova - altrimenti più difficile – dell'avvenuta richiesta di negoziazione dei valori, con il conseguente esonero da ogni responsabilità quanto all'operazione da compiere.
Forma ad substantiam e oggetto del contratto; è necessario che la forma richiesta a pena di nullità (la forma ad substantiam) copra tutti gli elementi essenziali del contratto, tra i quali l’oggetto, ma per questo si pone il problema se la determinabilità dell’oggetto può anche sfuggire alla regola della forma ad substantiam; la risposta della cassazione è negativa.
Cass. civ. Sez. II, 09-10-2014, n. 21352.
Nei contratti in cui è richiesta la forma scritta " ad substantiam ", l'oggetto del contratto deve essere determinato o determinabile sulla base degli elementi risultanti dal contratto stesso, non potendo farsi ricorso ad elementi estranei ad esso.
Ne consegue che se le parti di una compravendita immobiliare hanno fatto riferimento, per individuare il bene, a una planimetria allegata all'atto, è necessario che essa non solo sia sottoscritta dai contraenti, ma anche espressamente indicata nel contratto come parte integrante del contenuto dello stesso. (Rigetta, App. Milano, 26/06/2008) FONTI CED Cassazione, 2014
Cass. civ. Sez. II, 16-09-2014, n. 19488
Ai fini della configurabilità dell'atto scritto richiesto ad substantiam per la validità di una compravendita immobiliare, occorre che in esso risulti inequivocabilmente la manifestazione specifica della volontà di concludere il suddetto contratto, non potendosi ricorrere ad elementi esterni all'atto scritto per accertare l'esistenza di tale volontà. FONTI Quotidiano Giuridico, 2014
La donazione prevede la forma per atto pubblico a pena di nullità, ma tale requisito non è soddisfatto se non sono presenti i due testimoni previsti dalla legge.
Cass. civ. Sez. II, 30-06-2014, n. 14799 (rv. 631218)
Per la validità della donazione, ai sensi dell'art. 48 della legge notarile, anche prima della modifica introdotta dalla legge 28 novembre 2005, n. 246 , è necessaria l'assistenza di due testimoni, alla mancanza dei quali non può supplire neanche la prestazione del giuramento decisorio. (Rigetta, App. Bologna, 04/08/2008). FONTI CED Cassazione, 2014
La forma ad probationem nel caso di cessione di azienda; secondo la cassazione l’unico modo per provarla è l’atto scritto.
Cass. civ. Sez. II, 27-08-2014, n. 18409 (rv. 631863)
La cessione di un'azienda esercente attività assicurativa può essere provata solo per atto scritto, ai sensi dell'art. 2556 cod. civ. , trattandosi di impresa soggetta a registrazione, a norma dell'art. 2195, n. 4, cod. civ. (Rigetta, App. Roma, 25/02/2010) FONTI CED Cassazione, 2014
Se per un contratto è prevista la forma scritta ad probationem, vuol forse dire che non è possibile provarlo in nessun altro modo; a parte il caso dell’azienda ( dove c’è la regola dell’art. 2195) è possibile provare in altro modo l’esistenza del contratto, esclusa la prova testimoniale, è possibile il giuramento o anche la confessione; alla fine l’unica prova preclusa è proprio la prova testimoniale.
Cass. civ. Sez. lavoro, 28-01-2013, n. 1824
La forma del contratto di agenzia, essendo prevista da una fonte negoziale, deve ritenersi prescritta "ad probationem" con la conseguenza che, in mancanza di essa, è valida l'esecuzione volontaria del contratto, la conferma di esso e la sua ricognizione volontaria, come pure la possibilità di ricorrere alla confessione ed al giuramento, dovendosi escludere unicamente la possibilità della prova testimoniale (salvo che per dimostrare la perdita incolpevole del documento) e di quella per presunzioni.
Ove, peraltro, risulti documentata per iscritto l'esistenza del contratto, è ammissibile il ricorso alla prova orale (o per prestazioni) al fine di dimostrare quale sia stata la comune intenzione della parte mediante un'interpretazione del contratto non limitata al senso strettamente letterale delle parole. (Rigetta, App. Bari, 25/11/2010)

References: Cass. 

Cass. 

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