Source: https://www.ilcompagno.it/la-strage-di-bologna-dopo-quarantanni-nessuna-verita/
Timestamp: 2020-08-12 20:42:09+00:00

Document:
La strage di Bologna: dopo quarant’anni nessuna verità | La strage di Bologna: dopo quarant’anni nessuna verità – Il Compagno
Si trattò del più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra. Malgrado fosse subito evidente che il gesto era l’ultimo segnale in ordine di tempo della strategia neofascista della tensione che aveva segnato gli anni ’70 e ’80 in Italia, dopo una serie di depistaggi, la sentenza finale del 1995 condannò Valerio Fioravanti e Francesca Mambro «come appartenenti alla banda armata che aveva organizzato e realizzato l’attentato di Bologna» e per aver «fatto parte del gruppo che sicuramente quell’atto aveva organizzato», mentre nel 2007 si aggiunse anche la condanna di Luigi Ciavardini, ritenuto anche lui esecutore, minorenne all’epoca dei fatti. La banda c’era, ma non si è trovata. Tutto qua
Il 28 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emise 28 ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari, di Terza Posizione e del Movimento Rivoluzionario Popolare. A questi se ne aggiunsero altri, per un totale di oltre 50. Le accuse erano quelle di associazione sovversiva, banda armata ed eversione dell’ordine democratico. Tutti saranno successivamente scarcerati nel 1981. L’11 dicembre 1985 i giudici istruttori Vito Zincani e Sergio Guastaldo, accogliendo le richieste dei magistrati Libero Mancuso e Attilio Dardani, emisero venti mandati di cattura e il 14 giugno 1986 furono rinviate a giudizio altrettante persone. L’11 luglio 1988 la sentenza con la condanna all’ergastolo per il delitto di strage di Massimiliano Fachini, Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Sergio Picciafuoco. Il successivo processo d’appello, quattro anni dopo si risolveva in una complessiva assoluzione per tutti, e dovevano passare altri sei anni perché le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione dichiarassero che il processo d’appello doveva essere rifatto, in quanto la sentenza era definita illogica e priva di fondamento, «tanto che in alcune parti i giudici hanno sostenuto tesi inverosimili che nemmeno la difesa aveva sostenuto» Ma già un congruo numero di neofascisti erano stati prosciolti.
Nuovo processo durato solo un anno . sino alla sentenza del 16 maggio 1994, con l’ergastolo per Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Sergio Picciafuoco. Assolto Massimiliano Fachini. Nuove vicende sino alla sentenza definitiva della Cassazione del 23 novembre 1995. Furono condannati all’ergastolo, quali esecutori dell’attentato, i neofascisti dei NAR Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti (mentre hanno ammesso e rivendicato decine di altri omicidi, con l’eccezione di quello di Alessandro Caravillani, di cui la Mambro si dichiara innocente), mentre l’ex capo della P2 Licio Gelli, gli ufficiali del SISMI Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, e il faccendiere Francesco Pazienza (collaboratore del SISMI) furono condannati per il depistaggio delle indagini. Nuove vicende processuali con altre assoluzioni, sino alla condanna a 30 anni di Luigi Ciavardini, con sentenza definitiva del 2007 e la conferma dell’ergastolo per Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, riconosciuti definitivamente colpevoli
Sulla strage di Bologna si è detto di tutto: oltre alla pista neofascista, la più gettonata, ratificata anche da una lapide, dalla quale qualcuno voleva rimuovere proprio la parola “fascista”. si è parlato di un tentativo di dirottare l’attenzione dalla strage di Ustica, allorchè sembra essere avvenuta una battaglia nei cieli per uccidere il leader libico Gheddafi, di contatti con la mafia, a partire da Portella della Ginestra per arrivare alle stragi mafiose del 1992. E’ stata tirata in mezzo la massoneria, il SISDE, il SISMI, i servizi deviati, la crema del neofascismo italiano, la banda della Magliana, la ndrangheta, eventuali relazioni o diversioni rispetto al crack finanziario del Banco Ambrosiano, alla bancarotta del faccendiere Michele Sindona, colluso con la mafia e la P2, Marcello dell’Utri e altri campioni della politica italiana, ma niente è venuto alla luce come verità sui mandanti , sugli esecutori e sulle finalità del gesto.
In parole povere il terrorismo dei nostri giorni ha i suoi precedenti e i suoi precursori nel terrorismo neofascista italiano. Naturalmente non solo su quello. Quarant’anni senza verità sono troppi? I morti di Portella della Ginestra aspettano da quel tragico primo maggio 1947, cioè da 73 anni. Aspettano tutte le vittime delle stragi, delle quali non sono mai stati trovati con certezza colpevoli e mandanti, in un torbido groviglio di verità negate e nascoste, che coinvolge uomini delle istituzioni, militari, magistrati, personaggi politici, ricchi imprenditori ed esecutori addestrati a compiere le più terribili nefandezze. Nessuno creda che quel periodo, che Sergio Zavoli chiamò “la notte della repubblica”, sia finito.
Il quadro sulla strage è del pittore Gaetano Porcasi

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza