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Timestamp: 2013-12-12 09:58:23+00:00

Document:
EUR-Lex - 32006L0114 - IT
Direttiva 2006/114/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006 , concernente la pubblicità ingannevole e comparativa (versione codificata) (Testo rilevante ai fini del SEE)
GU L 376 del 27.12.2006, pagg. 21–27 (ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, SK, SL, FI, SV)
edizione speciale in lingua bulgare: capitolo 15 tomo 18 pag. 229 - 235
edizione speciale in lingua romena: capitolo 15 tomo 18 pag. 229 - 235
di entrata in vigore: 12/12/2007; entrata in vigore vedi art. 11
del recepimento: 01/10/1986; al più tardi vedi art. 10
ravvicinamento delle legislazioni, tutela dei consumatori, mercato interno
proposta Commissione; Com ? (Com if it refers to doc. type, otherwise Com.) 2006/0222 Def
parere Comitato economico e sociale; reso 26/10/2006
31984L0450 abrogazione 52006PC0222 approvazione Atti giuridici successivi:
collegamento 52012DC0702 Atto interessato dalla pronuncia:
A02LA Interpretato da 62011CJ0657 articolo 02 interpretazione richiesta da 62011CN0657 interpretazione richiesta da 62013CN0052 Visualizza le misure nazionali di esecuzione
32006R0510 Seleziona l'insieme dei documenti che citano il presente documento
(1) La direttiva 84/450/CEE del Consiglio, del 10 settembre 1984, concernente la pubblicità ingannevole e comparativa [3] è stata più volte modificata in modo sostanziale [4]. Per ragioni di chiarezza e razionalizzazione è opportuno procedere alla codificazione di tale direttiva.
(2) Esistono grandi disparità delle disposizioni legislative vigenti negli Stati membri in materia di pubblicità ingannevole. La pubblicità si estende oltre i confini dei singoli Stati membri e quindi ha un'incidenza diretta sul corretto funzionamento del mercato interno.
(4) La pubblicità, indipendentemente dal fatto che essa porti o no alla conclusione di un contratto, influisce sulla situazione economica dei consumatori e dei professionisti.
(5) La difformità delle disposizioni degli Stati membri in materia di pubblicità che induce in inganno le imprese ostacola la realizzazione di campagne pubblicitarie oltre i confini nazionali e quindi incide sulla libera circolazione di merci e servizi.
(6) Il completamento del mercato interno comporta una grande varietà dell’offerta. Poiché i consumatori e i professionisti possono e devono ricavare il massimo vantaggio dal mercato interno, e la pubblicità costituisce uno strumento molto importante per aprire sbocchi reali in tutta la Comunità per qualsiasi bene o servizio, le disposizioni essenziali che disciplinano la forma e il contenuto della pubblicità comparativa dovrebbero essere uniformi e le condizioni per l’utilizzazione della pubblicità comparativa in tutti gli Stati membri dovrebbero essere armonizzate. Il rispetto di queste condizioni contribuirà a mettere oggettivamente in evidenza i pregi dei vari prodotti comparabili. La pubblicità comparativa può anche stimolare la concorrenza tra i fornitori di beni e di servizi nell’interesse dei consumatori.
(7) Si dovrebbero fissare dei criteri minimi oggettivi in base ai quali si possa giudicare se una determinata forma di pubblicità è ingannevole.
(8) La pubblicità comparativa che confronti caratteristiche essenziali, pertinenti, verificabili e rappresentative e non sia ingannevole, può essere un mezzo legittimo per informare i consumatori nel loro interesse. È opportuno definire un concetto generale di pubblicità comparativa per includere tutte le forme della stessa.
(9) È opportuno stabilire le condizioni della pubblicità comparativa lecita, per quanto riguarda il confronto, per determinare quali prassi in materia di pubblicità comparativa possono comportare una distorsione della concorrenza, svantaggiare i concorrenti e avere un'incidenza negativa sulla scelta dei consumatori. Tali condizioni di pubblicità lecita dovrebbero includere criteri di confronto obiettivo delle caratteristiche di beni e servizi.
(10) Le convenzioni internazionali sui diritti d'autore nonché le disposizioni nazionali in materia di responsabilità contrattuale e responsabilità extracontrattuale dovrebbero essere applicate quando si fa riferimento, o si riproduce, nella pubblicità comparativa, il risultato di test comparativi effettuati da terzi.
(11) Le condizioni della pubblicità comparativa dovrebbero essere cumulative e soddisfatte nella loro interezza. A norma del trattato, la scelta della forma e dei mezzi di applicazione di tali condizioni dovrebbe essere lasciata agli Stati membri, nella misura in cui forma e mezzi non siano già determinati dalla presente direttiva.
(12) Queste condizioni dovrebbero, in particolare, tener conto delle disposizioni del regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari [5], in particolare l'articolo 13 e le altre disposizioni adottate dalla Comunità nel settore agricolo.
(13) L'articolo 5 della prima direttiva 89/104/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi di impresa [6], conferisce al titolare di un marchio di impresa registrato un diritto esclusivo, che comporta in particolare il diritto di vietare ai terzi di usare nel commercio un segno identico o simile per prodotti o servizi identici o, se del caso, anche per altri prodotti.
(14) Per poter svolgere una pubblicità comparativa efficace può, tuttavia, essere indispensabile identificare i prodotti o i servizi di un concorrente, facendo riferimento ad un marchio di cui quest'ultimo è titolare, oppure alla sua denominazione commerciale.
(15) Una simile utilizzazione del marchio, della denominazione commerciale o di altri segni distintivi appartenenti ad altri, se avviene nel rispetto delle condizioni stabilite dalla presente direttiva, non viola il diritto esclusivo del titolare del marchio, essendo lo scopo unicamente quello di effettuare distinzioni tra di loro e quindi di metterne obiettivamente in rilievo le differenze.
(17) I tribunali o gli organi amministrativi dovrebbero avere il potere di ordinare ed ottenere la cessazione della pubblicità ingannevole ed illegittimamente comparativa. In certi casi può essere opportuno vietare la pubblicità ingannevole ed illegittimamente comparativa anche prima che essa sia stata portata a conoscenza del pubblico. Tuttavia ciò non implica assolutamente che gli Stati membri siano tenuti ad istituire una regolamentazione che preveda un sistematico controllo preliminare della pubblicità.
(18) I controlli volontari esercitati da organismi autonomi per eliminare la pubblicità ingannevole ed illegittimamente comparativa possono evitare azioni giudiziarie o ricorsi amministrativi e devono quindi essere incoraggiati.
(19) Pur spettando al diritto nazionale stabilire l'onere della prova, è appropriato attribuire agli organi giurisdizionali e alle autorità amministrative il potere di esigere che il professionista fornisca prove sull'esattezza delle allegazioni fattuali che ha presentato.
(20) La regolamentazione della pubblicità comparativa appare necessaria per il buon funzionamento del mercato interno e un'azione a livello comunitario s'impone. L'adozione di una direttiva è la misura appropriata poiché stabilisce i principi generali uniformi, pur consentendo agli Stati membri di scegliere la forma e i mezzi appropriati per raggiungere detti obiettivi. Essa è conforme al principio di sussidiarietà.
(21) La presente direttiva dovrebbe far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione e applicazione di cui all’allegato I, parte B,
d) "professionista", qualsiasi persona fisica o giuridica che agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale; e chiunque agisca in nome o per conto di un professionista;
e) "responsabile del codice", qualsiasi soggetto, compresi un professionista o un gruppo di professionisti, responsabile della formulazione e della revisione di un codice di condotta e/o del controllo del rispetto del codice da parte di coloro che si sono impegnati a rispettarlo.
a) alle caratteristiche dei beni o dei servizi, quali la loro disponibilità, la natura, esecuzione, composizione, il metodo e la data di fabbricazione o della prestazione, l'idoneità allo scopo, gli usi, la quantità, la descrizione, l'origine geografica o commerciale o i risultati che si possono attendere dal loro uso, o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove e controlli effettuati sui beni o sui servizi;
b) al prezzo o al modo in cui questo viene calcolato, e alle condizioni alle quali i beni o i servizi vengono forniti;
c) alla natura, alle qualifiche e ai diritti dell'operatore pubblicitario, quali l'identità, il patrimonio, le capacità, i diritti di proprietà industriale, commerciale o intellettuale ed i premi o riconoscimenti.
a) non sia ingannevole ai sensi dell'articolo 2, lettera b, e degli articoli 3 e 8, paragrafo 1 della presente direttiva o degli articoli 6 e 7 della direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell' 11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno (direttiva sulle pratiche commerciali sleali) [7];
d) non causi discredito o denigrazione di marchi, denominazioni commerciali, altri segni distintivi, beni, servizi, attività o circostanze di un concorrente;
e) per i prodotti recanti denominazione di origine, si riferisca in ogni caso a prodotti aventi la stessa denominazione;
f) non tragga indebitamente vantaggio dalla notorietà connessa al marchio, alla denominazione commerciale o ad altro segno distintivo di un concorrente o alle denominazioni di origine di prodotti concorrenti;
g) non rappresenti un bene o servizio come imitazione o contraffazione di beni o servizi protetti da un marchio o da una denominazione commerciale depositati;
h) non ingeneri confusione tra i professionisti, tra l'operatore pubblicitario ed un concorrente o tra i marchi, le denominazioni commerciali, altri segni distintivi, i beni o i servizi dell'operatore pubblicitario e quelli di un concorrente.
a) promuovere un'azione giudiziaria contro tale pubblicità
b) sottoporre tale pubblicità al giudizio di un'autorità amministrativa competente a giudicare in merito ai ricorsi oppure a promuovere un'adeguata azione giudiziaria.
a) se le azioni giudiziarie possano essere promosse singolarmente o congiuntamente contro più professionisti dello stesso settore economico
b) se possano essere promosse nei confronti del responsabile del codice allorché il codice in questione incoraggia a non rispettare i requisiti di legge.
b) di far pubblicare inoltre, una dichiarazione rettificativa.
a) essere composte in modo che la loro imparzialità non possa essere messa in dubbio;
b) avere i poteri necessari per vigilare e imporre in modo efficace l'esecuzione delle loro decisioni, quando esse decidono in merito ai ricorsi
c) motivare, in linea di massima, le loro decisioni.
a) di esigere che l'operatore pubblicitario fornisca prove sull'esattezza materiale dei dati di fatto contenuti nella pubblicità se, tenuto conto dei diritti o interessi legittimi dell'operatore pubblicitario e di qualsiasi altra parte nella procedura, tale esigenza risulti giustificata, date le circostanze del caso specifico e nel caso della pubblicità comparativa di esigere che l'operatore pubblicitario fornisca tali elementi entro un periodo di tempo breve;
b) di considerare inesatti i dati di fatto, se le prove richieste conformemente alla lettera a) non siano state fornite o siano ritenute insufficienti dal tribunale o dall'organo amministrativo.
[1] Parere del 26 ottobre 2006 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
[2] Parere del Parlamento europeo del 12 ottobre 2006 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 30 novembre 2006.
[3] GU L 250 del 19.9.1984, pag. 17. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 149 dell’11.6.2005, pag. 22).
[4] V. allegato I, Parte A.
[5] GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12.
[6] GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 1. Direttiva modificata dalla decisione 92/10/CEE (GU L 6 dell'11.1.1992, pag. 35).
[7] GU L 149 dell’11.6.2005, pag. 22.
Direttiva 84/450/CEE del Consiglio (GU L 250 del 19.9.1984, pag. 17) | |
Direttiva 97/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 290 del 23.10.1997, pag. 18) | |
Direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 149 dell’11.6.2005, pag. 22) | limitatamente all’articolo 14 |
84/450/CEE | 1o ottobre 1986 | — |
97/55/CE | 23 aprile 2000 | — |
2005/29/CE | 12 giugno 2007 | 12 dicembre 2007 |
Direttiva 84/450/CEE | Presente direttiva |
Articolo 2, alinea | Articolo 2, alinea |
Articolo 2, punto 1 | Articolo 2, lettera a) |
Articolo 2, punto 2 | Articolo 2, lettera b) |
Articolo 2, punto 2bis | Articolo 2, lettera c) |
Articolo 2, punto 3 | Articolo 2, lettera d) |
Articolo 2, punto 4 | Articolo 2, lettera e) |
Articolo 3 bis, paragrafo 1 | Articolo 4 |
Articolo 4 paragrafo 1, primo comma, prima frase | Articolo 5, paragrafo 1, primo comma |
Articolo 4, paragrafo 1, primo comma, seconda frase | Articolo 5, paragrafo 1, secondo comma |
Articolo 4, paragrafo 1, secondo comma | Articolo 5, paragrafo 2, primo comma |
Articolo 4, paragrafo1, terzo comma | Articolo 5, paragrafo 2, secondo comma |
Articolo 4, paragrafo 2, primo comma, alinea | Articolo 5, paragrafo 3, primo comma, alinea |
Articolo 4, paragrafo 2, primo comma, primo trattino | Articolo 5, paragrafo 3, primo comma lettera a) |
Articolo 4, paragrafo 2, primo comma, secondo trattino | Articolo 5, paragrafo 3, primo comma lettera b) |
Articolo 4, paragrafo 2, primo comma, parole finali | Articolo 5, paragrafo 3, secondo comma |
Articolo 4, paragrafo 2, secondo comma, alinea | Articolo 5, paragrafo 3, terzo comma |
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Articolo 4, paragrafo 2, secondo comma, secondo trattino | Articolo 5, paragrafo 3, terzo comma |
Articolo 4, paragrafo 2, secondo comma, parole finali | Articolo 5, paragrafo 3, terzo comma |
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Articolo 4, paragrafo 2, terzo comma, primo trattino | Articolo 5, paragrafo 4, lettera a) |
Articolo 4, paragrafo 2, terzo comma, secondo trattino | Articolo 5, paragrafo 4, lettera b) |
Articolo 4, paragrafo 3, primo comma | Articolo 5, paragrafo 5 |
Articolo 4, paragrafo 3, secondo comma | Articolo 5, paragrafo 6 |
Articolo 7, paragrafo 1 | Articolo 8, paragrafo 1, primo comma |
Articolo 7, paragrafo 2 | Articolo 8, paragrafo 1, secondo comma |
Articolo 7, paragrafo 3 | Articolo 8, paragrafo 2 |
Articolo 7, paragrafo 4 | Articolo 8, paragrafo 3 |
Articolo 7, paragrafo 5 | Articolo 8, paragrafo 4 |
Articolo 8, primo comma | — |
Articolo 8, secondo comma | Articolo 9 |
Articolo 9 | Articolo 12 |

References: art. 11
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