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Timestamp: 2017-10-19 23:45:01+00:00

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...Cosi' e' se mi pare: Legge bavaglio - Napolitano - Costituzione
Legge bavaglio, il presidente Napolitano ricordi gli articoli 74 e 87 della Costituzione
Il Senato ha approvato la legge bavaglio.
Questo blog, come altri e come i media non proni al cavaliere, e’ listato a lutto perche’ e’ stato inferto un colpo mortale alla liberta’ dei giornalisti e alla liberta’ degli italiani, espropriati del diritto inalienabile di informare, di essere informati e di conoscere. L’ esecuzione della liberta’ di stampa sara’ della Camera dei deputati, dove il ddl dovra’ essere approvato secondo il diktat del neoduce di Arcore (o palazzo Grazioli, scegliete voi) senza alcuna modifica.
Al Senato e’ stata posta la fiducia, possibile che si replichi anche a Montecitorio, nonostante il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, abbia criticato l’ abuso di questo strumento. Ma l’ ex pupillo di Almirante, anche se ogni tanto mugugna, e’ rientrato nei ranghi, docilmente ubbidiente al cavaliere. Alzi la mano chi credeva che l’ ex missino fosse veramente il leader di una destra moderna in linea con quella europea, per esempio di Nicolas Sarkozy o del nuovo premier inglese David Cameron? E’ bastato che il neoduce alzasse appena la voce e il fido alleato ha prontamente smesso di abbaiare.
Adesso tutti aspettano che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rinvii la legge, una volta approvata anche dall’ aula di Montecitorio, alle camere per una nuova deliberazione.
Certo e’ che la sua ultima dichiarazione ‘’I professionisti della richiesta al presidente di non firmare sono numerosi, ma molti spesso parlano a vanvera’’ non lascia ben sperare, considerato i precedenti per leggi poi dichiarate incostituzionali.
L’ osservazione di Napolitano sarebbe irreprensibile se, come ha scritto il direttore del ‘’FattoQuotidiano’’, Antonio Padellaro, si riferisce all’ impossibilita’ di mettere la firma sotto un testo che deve essere approvato dalla Camera dei deputati, e dunque non ancora definitivo.
Personalmente ritengo che non sia questa la giusta interpretazione di quanto detto dall’ abitante del Quirinale.
Mi auguro che al momento opportuno Napolitano rammenti, o qualcuno gli ricordi, che esiste l’ articolo 74 della Costituzione: ‘’Il presidente della Repubblica prima di promulgare la legge, puo’ con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata’’.
Questo obbrobrio di legge di motivi per essere respinta ne ha a iosa, dalla violazione dell’ articolo 21, quello della liberta’ di stampa, al fatto che e’ un provvedimento che aiuta a criminali a farla franca, infatti, senza intercettazioni i magistrati si attaccheranno al tram.
E’ vero che se la legge sara’ approvata di nuovo dovra’ essere promulgata, ma vorrei che il presidente della Repubblica ricordi, o qualcuno glielo rammenti, che esiste anche l’ articolo 87 della Costituzione che recita cosi’:
‘’ Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Ebbene ritengo che il ddl approvato dal Senato rappresenti un vulnus all’ unita’ nazionale in quanto consente a una parte e ai suoi compari di essere al di sopra della legge nonostante quello che affermano magistrati, editori, giornalisti e opposizione parlamentare.
Presidente rammenti o qualcuno glielo ricordi che puo’ inviare, in base al secondo comma dell’ articolo 87 della Costituzione messaggi alle Camere.
Il 23 luglio 2002 - ricorda presidente Napolitano? - l’ allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi invio’ un messaggio alle Camere ‘’In materia di pluralismo e imparzialità dell'informazione’’, proprio a norma dell'articolo 87, secondo comma, della Costituzione.
‘’La garanzia del pluralismo e dell’imparzialità dell’informazione – scrisse Ciampi - costituisce strumento essenziale per la realizzazione di una democrazia compiuta; si tratta di una necessità avvertita dalle forze politiche, dal mondo della cultura, dalla società civile’’.
Ricordo anche questo passo del messaggio: ‘’La giurisprudenza costituzionale, sviluppatasi nell’arco di un quarto di secolo, ha trovato la sua sintesi nella sentenza n. 420 del 1994, nella quale la Corte ha richiamato il vincolo, imposto dalla Costituzione al legislatore, di assicurare il pluralismo delle voci, espressione della libera manifestazione del pensiero, e di garantire, in tal modo, il fondamentale diritto del cittadino all’informazione.
Questi princìpi hanno avuto conferma nell’aprile scorso nella sentenza n. 155 del 2002 della stessa Corte che, richiamando i punti essenziali delle precedenti decisioni, ha ribadito l’imperativo costituzionale, secondo cui il diritto di informazione garantito dall’articolo 21 della Costituzione deve essere ‘qualificato e caratterizzato, tra l’altro, sia dal pluralismo delle fonti cui attingere conoscenze e notizie – così da porre il cittadino in condizione di compiere le proprie valutazioni avendo presenti punti di vista e orientamenti culturali e politici differenti – sia dall’obiettività e dall’imparzialità dei dati forniti, sia infine dalla completezza, dalla correttezza e dalla continuità dell’attività di informazione erogata’.’’
Mi auguro che al momento opportuno lei presidente Napolitano sappia tener conto sia dell’ articolo 74, sia dell’ articolo 87 della nostra Costituzione.
Scritto il 11/06/10 alle 15:56 nella Legge bavaglio - Napolitano - Costituzione | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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