Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-5060-del-02-03-2011
Timestamp: 2020-06-06 08:15:55+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 5060 del 02/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5060 del 02/03/2011
Cassazione civile sez. trib., 02/03/2011, (ud. 13/12/2010, dep. 02/03/2011), n.5060
sul ricorso 31861/2007 proposto da:
EQUITALIA PERUGIA AGENTE RISCOSSIONE PROVINCIA DI PERUGIA SPA, in
persona dell’Amministratore Delegato, elettivamente domiciliato in
ROMA VIA A. CARONCINI 6, presso lo studio dell’avvocato FRONTICELLI
BALDELLI Giovanni, che lo rappresenta e difende, giusta delega in
avverso la sentenza n. 10/2007 della COMM. TRIB. REG. di PERUGIA,
depositata il 11/04/2007;
13/12/2 010 dal Consigliere Dott. SERGIO BERNARDI;
L’Equitalia Perugia s.p.a. (nuova ragione sociale dell’esattore) ricorre la cassazione della sentenza, con atto notificato anche all’Agenzia delle Entrate, che non si è costituita in giudizio. La non si è difesa.
La CTR ha osservato: “Questa Commissione Tributaria … è favorevole alla tesi delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione che sostiene che la cartella esattoriale è atto amministrativo e la mancata sottoscrizione della cartella esattoriale è requisito essenziale per la sua validità”.
La ricorrente deduce violazione di legge, in quanto nè i principi generali, in relazione alla natura dell’atto, nè la disciplina normativa specifica della cartella di pagamento (contenuta nel D.P.R. n. 602 del 1999, art. 25) ne impongono la sottoscrizione autografa a pena di nullità.
Il ricorso è fondato. La giurisprudenza di questa corte è invero orientata in senso opposto a quello che la CTR ha dichiarato di voler seguire. E’ stato ripetutamente chiarito che la mancanza o l’illeggibilità della sottoscrizione della cartella di pagamento da parte del funzionario competente non ne comporta l’invalidità, perchè quel che rileva è la sicura attribuibilità di essa all’ufficio procedente, ricavabile dal contesto documentale a prescindere dalla sua sottoscrizione (Cass. 4923/07, 4283/2010).
Nella specie, la provenienza dell’atto dal collettore provinciale costituisce il presupposto del processo ed è pacifico in causa.
Va dunque accolto il ricorso; cassata la sentenza impugnata e poichè non sono necessari altri accertamenti di fatto – l’appello della contribuente. Le spese dei giudizi di impugnazione debbono seguire la soccombenza.
Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’appello proposto avverso la sentenza 74.06.04 della CTP di Perugia. Condanna T.L. a rimborsare le spese dei gradi di impugnazione, liquidate in Euro 1.200,00 (di cui Euro 200,00 per esborsi) per il giudizio di legittimità ed in Euro 800,00 per onorari e Euro 400,00 per diritti per il giudizio d’appello, per entrambi i gradi oltre spese generali ed accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 25
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza