Source: http://resistenza.univr.it/chi%20siamo/verbali/assemblea%206%20giugno%202008.htm
Timestamp: 2018-01-20 09:03:41+00:00

Document:
assemblea soci 6 giugno 2008 Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell'età contempoanea
Venerdì 6 giugno 2008, ore 17.30
2. Nomina del Segretario verbalizzante
3. Relazione morale del Presidente, prof. Maurizio Zangarini
4. Relazione scientifica del Direttore, prof. ssa Agata La Terza
5. Proposta di attività per il nuovo anno sociale
6. Relazione finanziaria del Presidente del Collegio dei revisori dei conti, dott. Roberto Bonente
7. Approvazione del Conto consuntivo e del Bilancio preventivo
8. Modifiche allo Statuto
Raul Adami è nominato presidente dell’assemblea.
Annapia Lobbia è nominata segretaria verbalizzante
3. Relazione morale del Presidente, prof. Maurizio Zangarini (P.)
Il P. ringrazia la dott.ssa Lucia Cametti, nominata dall’Amministrazione comunale, comunica che Graziano Perini, pure nominato dall’Amministrazione, è assente perché a Roma; del terzo nominato, sig. Beschin, non si hanno notizie.
Intervento Cametti: il terzo nominato, sig. Beschin, si è dimesso, al suo posto è stato nominato il sig. Francesco Spangaro, che arriverà con leggero ritardo.
Il P., che non era stato informato della sostituzione, prosegue con i saluti da parte del presidente onorario Emilio Franzina, assente per motivi accademici, di Fiorot e di Ventura.
Il P. ricorda i cambiamenti intercorsi nel 2007 (Franzina = ex presidente ora presidente onorario; Zangarini ex direttore ora presidente; Agata La Terza direttore) e ringrazia sia Franzina che La Terza per il loro impegno.
Il 2007 è stato un anno complesso e difficile.
Ci si proponeva di ripartire in modo nuovo ed è stato così, malgrado le difficoltà del cambiamento dei ruoli, con il necessario periodo di prova in vista dei nuovi incarichi ed impegni.
Molti aspetti positivi: si è allargato il numero dei collaboratori, ciascuno molto attivo secondo le sue competenze; sono molto aumentati i soci, con conseguente maggior sostegno finanziario: è la conferma del ruolo dell’Istituto in città, e dell’attenzione con cui sono seguite le sue iniziative: vedi la costante numerosa partecipazione agli incontri organizzati in sede.
C’è stato l’insediamento della nuova Amministrazione comunale che nei confronti dell’Istituto ha avuto atteggiamenti alterni: vedi l’episodio della nomina di Miglioranzi, che poi si è ritirato; le affermazioni di Beschin sull’inutilità dell’Istituto, e quelle di Cametti.
Però è stata assegnata la sede, e ci sono stati anche momenti di comprensione se non di condivisione, vedi l’atteggiamento del sindaco in occasione delle iniziative per il 27 gennaio.
In compenso non è stata concessa , come in passato, piazzetta Pescheria per la festa del 25 aprile, festa che poi si è svolta, con molto successo (grande partecipazione di pubblico e di artisti) a S. Marta: sarà il caso di chiarire se in futuro si potranno o no usare le piazze cittadine per manifestazioni pubbliche.
L’Istituto vuole collaborare con l’Amministrazione comunale: sa di poter essere di aiuto alla vita culturale della città, intende farlo, e quindi si sente in relazione diretta con l’Amministrazione che rappresenta la città.
Collegamenti anche con altre Istituzioni:
Provincia (socio fondatore). Ci sono già state varie iniziative insieme con paesi della provincia, e pochi giorni fa è arrivata una proposta di collaborazione con scuole della provincia.
Sindacato CGIL, CISL, UIL. Il Sindacato è stato spesso vicino al lavoro dell’Istituto: si cercherà di individuare insieme il lavoro da svolgere.
Società Letteraria. Legata a noi da un analogo spirito di ricerca culturale, è già stata sede di incontri e mostre organizzate dall’Istituto; si vedrà insieme come continuare la collaborazione.
Alla fine della relazione il P. regala a Cametti i DVD degli incontri sulla Storia di Verona, che sono stati seguiti da un pubblico molto numeroso, a testimonianza di come l’Istituto sia inserito nella città e contribuisca alla sua vita culturale.
Relazione scientifica del Direttore, prof. ssa Agata La Terza
Cametti (C.). Dichiara di sentirsi idealmente diversa, ma dichiara anche il suo rispetto nei confronti di chi segue ideali e lavora per essi. Non è qui come avversario. Invita a rompere con le divisioni, a puntare ad un’Italia unita. Ringrazia per i DVD che le saranno utili per conoscere la storia. In riferimento all’articolo uscito sul giornale “Fuori l’Istituto….”: Quando era venuta in visita a S. Marta, non sapeva che l’Istituto avesse qui la sua sede. Riteneva che questo fosse un luogo ideale per una presenza culturale, così aveva pensato a un centro di ricerca sulla RSI.
Ribadisce la sua amicizia personale con alcuni presenti.
Pensa che i giovani debbano impegnarsi a studiare, ma in entrambe le direzioni, anche verso la storia dei vinti: molti giovani aderirono alla RSI in buona fede; sbagliarono, ma erano in buona fede. Vorrebbe vedere lo stesso slancio ideale nei giovani d’oggi. Il gran numero di associazioni di volontariato in città sta a dimostrare che VR non è la città violenta che si vorrebbe far credere.
C. si lamenta del comportamento in sala di qualche socio.
L’Amministrazione Comunale offre la massima disponibilità ad una ricerca condivisa. Nello Statuto dell’Ist. Res. Si parla di libertà (anche la riv. Francese), ma la libertà deve contemplare anche dei limiti, dei doveri.
Nei nostri codici ci sono ancora leggi approvate negli anni del fascismo, leggi fasciste: la nostra vita si fonda sul codice Rocco. Cambiamole, queste leggi; operiamo per l’età contemporanea: rispettiamo il passato, ma pensiamo anche al presente e ai traguardi futuri.
C. propone una riflessione a largo raggio, una riflessione in cui ciascuno possa parlare liberamente ed essere ascoltato: così saremo cittadini di una nazione unita.
Facciamo in modo che il prossimo 25 aprile sia una festa di tutti e non di una sola parte.
C. ribadisce la sua ammirazione per chi crede intensamente in un ideale.
Porta i saluti dell’Amministrazione comunale e dichiara la sua coerenza con i principi del suo partito.
Si augura che ci sia qualche riunione in più per la realizzazione delle sue proposte.
Presidente Zangarini (P.)
Ricambia i saluti dell’Amministrazione.
Circa il dibattito chiesto da Cametti, si può cominciare subito: anche quando si parla del Codice Rocco, bisogna affrontare il discorso nell’ambito dei principi della nostra Costituzione, unico nostro punto di riferimento.
P. non è d’accordo sulla fandonia della memoria condivisa: ancora l’importante è riconoscersi nella Costituzione, questa sì condivisa.
Deve essere evitato l’uso politico della memoria, uso praticato da destra e da sinistra: l’Istituto non vuole saperne di uso politico della memoria, l’Istituto vuole fare storia e storiografia, e questo può essere fatto solo sui documenti.
Va bene lavorare insieme, purchè sia fatto sui documenti.
Un istituto per la RSI esiste in varie città, ma un Istituto per la RSI non può sostituire il nostro Istituto: possono operare contemporaneamente. E’ un problema analogo a quello dei libri di testo: non può esserci un solo libro “giusto”, ma vari libri, diversi; siano i docenti a scegliere: questa è democrazia.
Pozzani (PO).
A proposito di memoria condivisa: anche Ciampi ha recuperato la memoria della Repubblica (vedi il ritorno della festa della Rep. 2 giugno, festa dello Stato, dopo vent’anni).
Oggi lo Stato e la Repubblica sono in pericolo perché ci sono forze che li contestano con forza.
Si è persa anche la memoria del Risorgimento (passati sotto silenzio gli anniversari di Garibaldi e Mazzini).
Nella contrapposizione tra i ragazzi partigiani e quelli della RSI, PO. sta dalla parte dei primi. E’ d’accordo con Cametti sul fatto che i secondi abbiano sbagliato: molti di loro l’hanno capito e dichiarato, ma altri hanno fatto scelte diverse e disastrose.
D’accordo anche sui doveri: è vero che nelle riv. francese e russa si è puntato sui diritti, ma già nel 1860 Mazzini ribadiva l’importanza anche dei doveri, in un discorso rivolto agli operai.
Spangaro (S.)
Idealità di grande portata quella di chi (Ist. Res.) si propone di ricostruire storicamente, utilizzando gli apparati critici della ricerca storica, avvenimenti anche tragici.
Un appello a tutti: non sprechiamo questa vocazione.
S. non ama la storia scritta dai vincitori o dai vinti, ma una storia scritta da studiosi, con l’ausilio di tutti gli strumenti critici e tecnici a disposizione.
Dopo 60 anni si può forse cominciare a scrivere una storia oggettiva.
Perché nell’elenco sindacale sono state nominate solo CGIL, UIL, CISL? È una scelta parziale, che può pregiudicare una ricostruzione oggettiva: la ricerca storica deve puntare alla verità.
Democrazia vuole che si offrano ai cittadini strumenti il più obiettivi possibile: in questo contesto di carica ideale, che usa gli strumenti critici nella ricerca positiva della verità storica, sicuramente ci sarà la collaborazione dell’Amministrazione comunale.
Se si verificheranno situazioni orientate, l’Istituto potrebbe essere esposto a qualche difficoltà.
S. si augura che non ci saranno problemi: è una grande occasione per percorrere insieme una strada alla ricerca della verità.
Fasoli (F.)
Compito dell’Istituto è fare la sua parte, cercare il suo spazio e il suo ruolo nella città.
In occasione del 25 aprile, parte della città, e dell’amministrazione (vedi finanziamenti comunali), preferisce festeggiare le Pasque veronesi.
L’Istituto Res. deve ricordare che il 25 aprile è la Festa della Liberazione. Ciò non toglie che chi voglia festeggiare S. Marco può andarsene tranquillamente in chiesa.
F. fa riferimento ad alcuni episodi spiacevoli a proposito della Festa in Rosso e chiede che venga chiarito che cosa l’Amministrazione intenda fare circa la gestione delle piazze.
A Verona si sono verificati fatti preoccupanti: tutti i veronesi devono cercare di capirne le cause e di cercare delle soluzioni. Se poi questi fatti nascono in certi ambienti, non si possono certo chiudere gli occhi.
Saletti (SA.)
Quella di oggi è una vera occasione: per la prima volta c’è un confronto schietto con la maggioranza che guida il Comune, persone che la pensano in modo diverso da noi.
Eliminiamo la retorica: per lo storico non esistono le categorie vincitori o vinti, anzi lo storico le considera pericolose; esistono solo i documenti.
Ma è pericoloso anche utilizzare tali categorie qui nell’Istituto e anche in Comune.
Chiariamoci le idee su ciò che noi facciamo qui: studiamo documenti, facciamo ricerca, siamo aperti a qualsiasi confronto; nessuno storico crede di aver concluso definitivamente un capitolo storico.
Siamo aperti a discutere su ciò che sappiamo fare: studiare i documenti storici e insegnare.
Ricorda il recente ciclo di incontri (con mostra e filmati) GULAG, sul regime concentrazionario sovietico, organizzato dalla Società Letteraria.
Propone di studiare insieme ( con l’Amministrazione) la realizzazione di un percorso LUOGHI DELLA MEMORIA.
Verona è una delle poche città d’Italia che non hanno ancora organizzato viaggi di riflessione storica (altra cosa dal turismo) sui luoghi della memoria.
Suggerisce che un problema ancora aperto è quello della memoria europea, di quei paesi la cui memoria non è stata ancora affrontata.
Votazione per l’approvazione delle relazioni
2 astenuti: Cametti e Spangaro
Tutti gli altri votano a favore
Proposta di attività per il nuovo anno sociale
La Direttrice La Terza ricorda che si tratta di linee guida.
Non c’è tutto, non compaiono i nomi dei relatori, quelli dei curatori, i titoli dei film …
Si tratta di un quadro di progettualità aperto ad eventuali integrazioni
Vedi schede allegate.
In queste schede non compare l’attività interna all’Istituto: archiviazione, ricerca, apertura al pubblico, gestione biblioteca, tirocinio, tutte attività che naturalmente continueranno.
Relazione finanziaria del Presidente del Collegio dei revisori dei conti, dott. Roberto Bonente
Valpiana: Perché non viene previsto un finanziamento della Provincia (Socio fondatore)?
Zangarini: La Provincia preferisce dare i suoi contributi su progetti specifici
Saletti: Il preventivo riguardante le attività culturali sembra misero se confrontato al numero e alla qualità di tali attività.
Zangarini: Dobbiamo fare i conti con i soldi che abbiamo; però contiamo su contributi in itinere.
Votazioni per l’approvazione del bilancio
1 astenuto: Cametti.
7. Modifiche allo Statuto
Beppe Muraro (M.)dà visione delle modifiche apportate allo statuto:
Art. 2 I comma
Art. 3 (nuovo patrimonio ideale)
Art.5 (patrimonio)
Art. 8 (quota associativa)
Art.9 (decadenza soci)
Art. 10 (viene tolto comitato scientifico)
Art. 11 (diritto di voto)
Art. 14 (competenze assemblea straordinaria)
Art. 17 (direttivo integrazione comma l, garanzie tutela patrimonio)
Art. 22 (nuovo anno sociale)
Art. 25 (direttore amministrativo/tesoriere)
Art. 27 (norme transitorie e finali)
Art. 12 su proposta di Spangaro (socio Comune) si modifica sul momento aggiungendo “sarà fatta”)
M. sottolinea come le modifiche siano frutto del lavoro di una commissione sulla scorta delle disposizioni di legge vigenti e sulla base di una comparazione con altri statuti di istituti e/o associazioni.
Le modifiche vengono complessivamente messe ai voti:
Votazioni per l’approvazione delle modifiche allo Statuto
Tutti i presenti votano a favore, tranne Alagia (contrario) perché “vista l’ora (le 20) ritiene che sia troppo tardi per poter procedere ad una votazione”. Beltrami Margherita si astiene.
vai al nuovo statuto
Adami rinnova la proposta di organizzare degli aperitivi culturali come momento per uno scambio di idee e informazioni
Berardinelli Alessia chiede se sia possibile organizzare alcuni incontri, come quelli su Verona, in orario più tardo per poter permettere, anche a quelli che lavorano, di seguirli.
Zangarini risponde sottolineando come questo sia una necessità già sollevata da altri soci, e come il direttivo stia pensando di approntare qualche incontro dopo le 18.
Alle ore 20,20 il Presidente dichiara chiusa la seduta.

References: Art. 2

Art. 3

Art.5

Art. 8

Art.9

Art. 10

Art. 11

Art. 14

Art. 17

Art. 22

Art. 25

Art. 27

Art. 12