Source: http://aspecarige.blogspot.com/2018/04/comunicato-n-100-verbale-assemblea.html
Timestamp: 2019-02-21 17:08:23+00:00

Document:
As. Pe. Carige: COMUNICATO N. 100 - Verbale Assemblea Ordinaria 2018
COMUNICATO N. 100 - Verbale Assemblea Ordinaria 2018
Assemblea Ordinaria 2018 AS.PE. Carige 2018-04-11
L'anno 2018, il giorno 11 del mese di Aprile alle ore 15:00 –in Genova nell’Aula Magna del Liceo scientifico Statale CASSINI, Via Galata 34 –Genova -a seguito convocazione effettuata con lettera del 23 Marzo 2018 si è tenuta l’Assemblea dei Soci dell’Associazione Pensionati Banca Carige -AS.PE. CARIGE, con il seguente ordine del giorno:
a) Relazione annuale del Presidente.
b) Bilancio dell’esercizio 2017 e relazione del Collegio dei Revisori dei conti.
c) Vertenza domande di rimborso delle maggiori imposte trattenute sugli zainetti.
d) Esito delle prime sentenze delle Commissioni Tributarie: valutazioni in merito alla conciliazione e/o prosecuzione delle vertenze individuali in appello.
e) Orientamento per le istanze di rimborso dei soci collocati a riposo dopo il 1/1/2007.
f) Situazione del Fondo Rimborsi Fiscali e modalità di destinazione delle somme disponibili.
g) Sentenza n. 250/17 della Corte Costituzionale sul blocco della perequazione 2012/2013: ricorsi alla Corte Europea per le pensioni INPS: riflessi sulle pensioni integrative aziendali residue.
h) Causa minimo FIP: esito sentenza di appello.
i) Nuova polizza sanitaria Allianz.
j) Varie ed eventuali.
Conduce la riunione a norma di Statuto, il Presidente Giorgio Guglielmi; cura la stesura del verbale il Segretario Riccardo Puccio. Risultano presenti tutti gli altri membri del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori.
Il Segretario comunica che sono presenti 108 Soci in proprio, portatori di 82 deleghe, per un totale di 200 votanti su un totale di 598 soci in regola con il versamento della quota associativa.
Il Presidente Giorgio Guglielmi augura buon pomeriggio, dà il benvenuto a tutti i convenuti, meno numerosi dello scorso anno a causa dell’allarme meteo in corso e/o del disservizio dell’agenzia postale a cui ci eravamo tempestivamente affidati per le consegne delle lettere personalizzate, molte delle quali non ancora pervenute. La convocazione dell’assemblea e stata pubblicata sul nostro sito Internet e il relativo ordine del giorno inviato ai soci tramite e-mail.
Il Presidente procede alla lettura della relazione qui riportata:
Prima ancora di iniziare i lavori mi sia consentito di rivolgere un commosso e riverente pensiero alla memoria dei soci che ci hanno lasciato nel corso del 2017, e più precisamente: Ugo Merlo, Giuseppe Marino, Fabio Fregni, Wanda Chiluzzi, Amando Pellegatti, Enrico Scarfò, G.B. Rollando e Giovanni Tixi.
Malgrado queste dolorose perdite e nonostante le 28 dimissioni di quanti hanno ritenuto che l’accettazione dello zainetto comportasse l’abbandono della nostra associazione sono particolarmente lieto di poter informare che al 31 dicembre 2017, per effetto di 61 nuove iscrizioni, si è registrato un saldo positivo di 27 unità con il conseguente aumento della “popolazione As.Pe.” da 637 a 664 Associati.
Dato quest’ultimo di grande rilievo e tale da identificare la nostra associazione quale unico valido punto di riferimento della categoria dei pensionati Carige, confermato dall’evoluzione dei dati statistici storici proiettati in sala, che in cinque anni di gestione, ha portato il fondo comune ad un importo di poco inferiore a € 20.000, più esattamente € 19.877,40, vale a dire un “tesoretto” che garantisce la possibilità di sostenere spese straordinarie e/o iniziative collettive future; questo avviene grazie ad una oculata gestione dei costi e, soprattutto, per merito dell’opera di volontariato svolta da tutti i Consiglieri, della fattiva collaborazione di alcuni soci volenterosi (Luigina Quatrale, Giacomo Bruzzo, Gianfranco Uber e Franco Bisso) nonché della partecipazione degli incaricati di zona Domenico Bagnato, Giuliano Fenocchio e Gian Luigi Ranise.
Nel 2016, preso atto del pressoché totale smantellamento del FIP, si è dato corso alla variazione della denominazione sociale, già “AS.PE. Associazione Pensionati Fondo Integrativo Aziendale Banca Carige”, passando alla formulazione attuale “AS.PE. Associazione Pensionati della Banca Carige”.
La variazione non è soltanto formale: le continue modifiche di legge, gli attacchi politici e le notizie di stampa che si susseguono incessantemente su veri o presunti tagli della spesa pensionistica, rendono sempre più necessaria l’unitarietà della categoria a difesa dei diritti messi a repentaglio da norme e procedure concepite proprio allo scopo di scoraggiare anche le rivendicazioni più ragionevoli e motivate.
A questo riguardo, basti pensare a come è stata risolta dalla Suprema Corte la questione dell’incostituzionalità del blocco della perequazione 2012-13; alla fine è stato mantenuto il blocco delle rivalutazioni ISTAT, che dura da ben 6 anni, a fronte del riconoscimento di un modestissimo aumento dello 0,495% per il 2018.
Per tentare di ribaltare quella iniqua sentenza esiste la possibilità di ricorrere al Tribunale di Strasburgo con tempi e modi sui quali riferirà più diffusamente il Consigliere Carlo Arzani, trattando il punto g) dell’O.d.G.
Nel mese di marzo 2017 è stata finalmente liquidata ad un limitato numero di soci, senza ricorso alle vie legali, la transazione delle spettanze non prescritte per l’indebito blocco della vecchia perequazione 1998/2000.
Molto più importante -non tanto in termini di valore quanto sotto il profilo morale -il pieno successo in primo grado della causa per la rivalutazione del minimo garantito, contrastato pervicacemente dalla Banca in appello (udienza del 14/3 u.s.), sollevando persino la questione di supposti vizi formali per alcune posizioni minori; sul ricorso Carige i giudici decideranno il 30 maggio p.v. e ci auguriamo quindi di poter dare presto notizia di un esito positivo, che confermerebbe anche giudizialmente il discutibile comportamento della Banca nei confronti dei pensionati al minimo aziendale negli ultimi 20 anni.
La restante attività è stata prevalentemente concentrata sul tema della tassazione degli zainetti: un problema reso complicato da una lunga serie di leggi, emendamenti, abrogazioni e circolari stratificate nel tempo, quasi incomprensibili persino a valenti professionisti, che ha portato al risultato di suddividere in tre diversi regimi di imposizione fiscale le quote maturate nel periodo antecedente, transitorio e a regime della riforma pensionistica del 1993.
L’esito sfavorevole delle prime cause non rende giustizia degli sforzi profusi dall’Associazione e dallo Studio Uckmar per impostare e motivare i ricorsi dei pensionati ante 2006 e sebbene esistano delle differenze normative da far valere rende più problematico l’avvio di nuove istanze per i soci collocati a riposto in epoca più recente,
Di questo argomento, che riguarda tutti i percettori di zainetto, riferirà diffusamente il VPv Gianni Lo Vetere trattando i punti d), e) ed f) dell’O.d.G.
Uno dei punti di forza della nostra aggregazione associativa è rappresentato dalla polizza sanitaria, passata da UNISALUTE ad ALLIANZ, che seppure con premi leggermente aumentati, copre un periodo di età a forte rischio assicurativo con un premio comunque contenuto, specie se riferito alle omologhe polizze private.
Il numero dei sottoscrittori, passato da 123 a 129, dimostra che l’iniziativa incontra le concrete esigenze dei nostri soci e delle loro famiglie.
La migrazione alla nuova Compagnia assicurativa ha peraltro comportato un lavoro aggiuntivo per il rinnovo delle iscrizioni, per l’adeguamento del data base anagrafico di titolari e famigliari e per la diffusione delle istruzioni operative non ancora del tutto completate e sperimentate. L’addebito del premio per il 2018 è stato infatti eseguito solo a partire dal 20 marzo scorso.
Su questo argomento riferirà più ampiamente, fornendo anticipazioni, notizie e chiarimenti il Consigliere Giuseppe Mongiardino al punto h) dell’O.d.G.
L’Associazione ha proseguito, sia pure con risultati limitati, nel fornire informazioni su come utilizzare al meglio le procedure informatiche per il disimpegno delle pratiche personali (INPS, Agenzia delle Entrate, Assicurazione sanitaria, ecc. ormai universalmente diffuse e/o obbligatorie) e per il rilascio on line della delega per l’accredito continuativo periodico della quota sociale annuale.
Pratica, quest’ultima, che nonostante i ripetuti appelli alla collaborazione per semplificare gli adempimenti amministrativi di inizio anno, sembrerebbe essere per molti soci un adempimento secondario o troppo complicato da eseguire in modo corretto.
Voglio infine ricordare che il prossimo anno, di questi tempi, si terranno le elezioni per il rinnovo degli Organi Statutari e che la continuità e il successo di qualsiasi istituzione, anche di pensionati come la nostra, sono assicurati, oltre che dalla crescita del numero degli iscritti, dall’affiancamento e dal graduale avvicendamento degli amministratori
Il Consiglio Direttivo in scadenza è rimasto pressoché lo stesso del primo mandato (dal 2013 ai giorni nostri si è verificato il solo avvicendamento di Anna Cardinale, sostituita da Guido Esposito).
L’età media, salita nel frattempo da 76 a 81 anni, depone sull’indubbia capacità, la dedizione e l’impegno dei suoi componenti, ma sta anche a significare che chiunque sia dotato di buona volontà può mettere a frutto le proprie personali esperienze e provare a svolgere un ruolo nell’ambito del Consiglio Direttivo prossimo venturo.
Invito pertanto quanti si volessero candidare a voler sin d’ora sperimentare le proprie attitudini collaborando ad alcune delle attività di sede.
A questo punto, se non ci sono interventi in sala, cedo la parola al Tesoriere Angelo Di Salvo per il commento e l’approvazione del Bilancio d’Esercizio 2017 di cui al punto b) dell’O.d.G.
Su invito del Presidente il Tesoriere Angelo Di Salvo illustra il bilancio consuntivo al 31/12/2017 che chiude con un avanzo di € 7.122.
Il Fondo comune, che a inizio anno ammontava a € 12.755 a fine esercizio sale a € 19.877.
Il numero dei Soci è aumentato da 637 a 664 unità.
Esaminando le singole poste patrimoniali si osserva quanto segue:
- all’attivo le due voci più rilevanti sono costituite dal saldo del c/c intrattenuto con la Banca Carige (senza spese conto) pari a € 19.912 e dall’investimento di parte del fondo comune in titoli di Stato per complessivi € 10.146;
- al passivo figurano i fondi accantonati per spese legali attinenti alla causa del minimo garantito (€ 4.003), in corso di restituzione ai soci versanti, e alla vertenza dei rimborsi fiscali (€ 5.688) con destinazione da definire in relazione all’evoluzione dei ricorsi
Per quanto attiene al conto economico si osserva un lieve incremento delle quote sociali (€ 10.515 fronte di € 10.170 dell’anno precedente), incrementato peraltro dalle quote maggiorate di € 185 versate da 15 soci sostenitori.
Le donazioni sono state effettuate da alcuni soci assistiti nella transazione delle vecchia perequazione favorevolmente conclusa: Pino Colla € 200, Angelo Di Salvo € 100, Domenico Bagnato € 50, nonché da Giorgio Chiuzzi € 40 a titolo di liberalità e da Gianni Lo Vetere € 31 a copertura dell’ulteriore svalutazione delle azioni Carige in portafoglio.
Altre donazioni per complessive € 800 sono affluite direttamente al Fondo cause rimborsi fiscali da parte di Puccio, Lantero, Ferrari e Modica, destinate a spese legali liquidate nell’esercizio in corso.
Tra le sopravvenienze attive figurano € 60 derivanti dalla cessione a soci di beni strumentali acquistatati da tempo, completamente ammortizzati e dismessi.
Le spese generali risultano sensibilmente diminuite rispetto all’esercizio precedente passando da € 7.515 del 2016 (quando vi furono spese legali e assemblee straordinarie) a €. 4.301 del 2017 (miglioramento ottenuto grazie anche ad una ulteriore e oculata razionalizzazione dei costi, limitati all’indispensabile):
- le spese per utenze, fotocopie, postali e cancelleria sono in linea con i dati dell’esercizio precedente;
- le spese informatiche incrementano per l’acquisto di supporti e di programmi necessari all’elaborazione dei conteggi e alla stampa personalizzata di istanze all’AdE, nonché procure e convezioni legali;
- alla voce trasporti e trasferte sono inclusi i costi di partecipazione l’Assemblea nazionale FAP Credito e il rimborso delle spese al Segretario, compresi i viaggi in Riviera per la raccolta delle procure dei rimborsi fiscali;
- le spese di rappresentanza includono per la maggior parte costi per colazioni di lavoro con l’avv. Iacoviello in occasione dei dibattiti presso il Tribunale di Genova;
Tutte le poste di bilancio sono state verificate anche di concerto con i Revisori dei Conti, la documentazione giustificativa di appoggio è disponibile presso la sede sociale
Il Revisore dei conti Armando Botto, a nome del Collegio, legge la Relazione di verifica (che costituisce parte integrante del presente verbale) dalla quale si evince che la contabilità è tenuta in modo corretto e conforme alla documentazione di entrata e di spesa.
il Bilancio al 31/12/2017 viene approvato all’unanimità. (per visualizzarlo clicca QUI)
d) Esito delle prime sentenze delle Commissioni Tributarie: valutazioni in merito alla conci-liazione e/o prosecuzione delle vertenze individuali in appello.
Il Presidente invita il VPv Gianni Lo Vetere a trattare gli argomenti relativi alla vertenza dei rimborsi fiscali con un’unica relazione per affinità d’argomento.
Prendendo la parola il VPv si riallaccia all’informazione data in apertura di seduta dal Presidente dell’esito sfavorevole delle prime sentenze dei ricorsi per i rimborsi fiscali.
Fa la storia di questa importante vertenza e dei presupposti che l’hanno originata sia perché ha impegnato molto l’Associazione sia perché si ritiene che la strada del contenzioso andasse percorsa, anche se durante il cammino il presunto buon diritto ha perso i pezzi a causa dell’onda lunga delle sentenze di Cassazione relative ad analoghe cause promosse da altri soggetti.
La rendita è tassata su un’imponibile dell’87,50%, e la stessa A.d.E. motiva la riduzione forfettaria per evitare la doppia imposizione, mentre il capitale maturato entro il 2000 è tassato su un imponibile al netto dei contributi versati se contestuale al pensionamento, dopo il pensionamento si parla sempre di netto che però non sembra legato alla deduzione dei contributi.
Una sentenza di Cassazione del 2011 ammetteva la tassazione al 12.50% della quota di capitale formato con rendite di titoli pubblici (come il FIP), purché certificate e divisibile, cosa evidentemente impossibile a distanza di 30/40 anni, ma il vizio della doppia imposizione sia pure a livello collettivo resta.
Nel 2012 la Cassazione stabiliva che il capitale era esclusivamente reddito differito di lavoro, equivalente a quello della pensione rinunciata (parzialmente in contrasto con la precedente sentenza); sembrava così aperta la strada per il riconoscimento della riduzione forfettaria dell’imponibile anche sulla capitalizzazione.
Nell’aprile del 2016 scrivemmo a Carige affinché tenesse conto di queste sentenze; per tutta risposta, dopo alcuni mesi, fummo informati dell’esito negativo dell’interpello presentato sulla materia dalla Banca alla Agenzia delle Entrate a nostra insaputa e a mera tutela del proprio operato di sostituto d’imposta.
La Banca si fece autorizzare la deducibilità dei contributi versati dai lavoratori, liquidando il conguaglio impositivo conseguente nel novembre dello stesso anno; apparentemente un nostro sia pur modesto successo se questo pagamento non avesse complicato la difesa della nostra tesi sulla riduzione forfettaria dell’imponibile netto.
Poco tempo prima gli Uffici Territoriali di Venezia avevano accolto e rimborsato analoghe domande senza contenzioso e una Commissione Tributaria aveva accolto un ricorso di 1° grado.
Abbiamo allora chiesto il parere tre diversi e qualificati Studi Tributari, tutti convinti della sostenibilità con successo della tesi dell’equivalenza fiscale fra capitale e rendita in termini di imponibilità; tra questi anche l’Avv. Michele Iacoviello, che pubblica ancor oggi sul suo sito Internet il parere proiettato sullo schermo.
La scelta è caduta sullo Studio Uckmar per la presenza degli Uffici in Genova e per le favorevolissime condizioni di gruppo offerte.
Infatti, l’altro primario Studio di Genova interpellato prevedeva parcelle troppo elevate, peraltro giustificate dall’onerosità della gestione delle pratiche, mentre lo Studio Iacoviello assicurava l’assistenza sin dall’avvio dell’istanza all’A.d.E. a una modica tariffa fissa, abbinata al compenso variabile del 10% non solo in caso di vittoria, ma anche di rinuncia nel corso dell’iter processuale di incerto esito. Questo compenso variabile, che sarebbe stato dovuto anche nel caso di rinuncia alla causa, comportava il rischio di dover sostenere le spese di controparte in caso di prosecuzione sino alla Corte di Cassazione.
Per prudenza avviammo comunque alcune domande pilota e la risposta dell’Ufficio Territoriale di Ge1 sembrò incoraggiante, in quanto subordinava il rimborso ad una dichiarazione di errore del sostituto d’imposta (peraltro non percorribile, visto che il Fisco avrebbe potuto revocare e sanzionare l’operazione entro i termini quinquennali dell’accertamento definitivo).
Non era nemmeno possibile procedere con una sola causa pilota perché i tempi della giustizia non avrebbero mai permesso di conoscerne l’esito definitivo prima del termine della prescrizione per gli altri percipienti lo zainetto. Inoltre, con la mancanza di un accordo tariffario per un elevato numero di cause, le spese legali sarebbero state proibitive per tutti.
Oltre alla richiesta principale, cioè la riduzione dell’imponibile sul maturato ante 31/12/2000 al 87,50%, esistono altre due problematiche: la prima è quella del calcolo degli anni effettivi di servizio, anziché il massimo dei 35 anni applicato dalla Banca, che comporta una maggior trattenuta iniziale; la seconda è quella della riliquidazione dell’aliquota di tassazione dello zainetto che il Fisco sembrerebbe pretendere ancorché a giudizio di valenti fiscalisti (e in questo caso della stessa Banca) quest’ultima norma dovrebbe essere abrogata.
Abbiamo dovuto portare in Commissione Tributaria Provinciale di Genova tutte le pratiche che avevano ricevuto il diniego di rimborso dall’A.d.E. senza conoscere l’esito delle prime sentenze per non lasciar scadere i termini del ricorso. Nel frattempo siamo stati informati che le recenti sentenze di Cassazione da un lato interpretavano l’equivalenza fiscale come sola parificazione della categoria di reddito e non .del tipo di imponibilità (e quindi la tassazione per la Cassazione deve essere diversa tra rendita e capitale) con la non dimostrata motivazione che la tassazione separata del capitale fosse sempre più favorevole dell’imposta marginale applicata alla rendita (sottacendo che l’aliquota per la rendita è pari all’87.50% di quella marginale) e dall’altro statuivano che la riscossione del capitale in sostituzione della rendita è la conseguenza di una scelta libera opzionale del contribuente.
Le prime sentenze delle varie Sezioni della C.T. di Genova non potevano che adeguarsi a questo indirizzo, molte lo hanno fatto con motivazioni errate, ma la sostanza non cambia, per cui abbiamo avviato le conciliazioni per la domanda principale con compensazione di spese per evitare che qualche giudice (due soltanto sinora) decidesse di addebitare le spese di controparte.
Per ora una sola sentenza ha accolto la domanda per la maggiore anzianità di servizio, altre hanno omesso la decisione al riguardo o rinviato ad una eventuale azione nei confronti della Banca, ma abbiamo fondate speranze di un ribaltamento in appello per cui abbiamo sconsigliato ai ricorrenti di conciliare anche questa domanda.
Che non fosse una vertenza facile lo sapevamo e per questo ci siamo assunti il carico dei conteggi e delle istanze preventive, in modo da non impegnare i soci sin dalla presentazione della prima istanza, convenendo inoltre con i legali delle parcelle definite per ogni grado di giudizio, allo scopo di lasciare a tutti una economica via d’uscita anche in caso di revoca del mandato o rinuncia alla causa se fosse diventata troppo onerosa o plausibilmente perdente.
Esiste ancora una questione aperta: la tassazione della quota maturata post 2007, la cui aliquota secondo le norme di legge dovrebbe essere più bassa di quella applicata dalla Banca seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle entrate, come sempre non senza incertezze interpretative.
Tolta la parte più consistente di rimborso (la riduzione del 12.50% dell’imponibile), le cifre in gioco non sono però molto elevate, tali da giustificare un contenzioso giudiziario, tuttavia potrebbe essere un punto da inserire in un’istanza all’Agenzia delle Entrate, anche per i pensionati ante 2007, insieme alla questione della riliquidazione e/o della maggiore anzianità di servizio quando e se arriverà l’accertamento della tassazione separata, anche alla luce delle sentenze nel frattempo emesse in 1° grado o in appello per i casi specifici.
Vista la disponibilità del Fondo rimborsi fiscali e l’interesse dell’Associazione a portare avanti un limitato numero di cause di bandiera e/o di rettifica di errori di alcune sentenze di 1° grado, chiede che l’Assemblea deleghi al Consiglio Direttivo la restituire ai ricorrenti della marca tributaria (orientativamente in misura non superiore a € 60) e a sostenere le spese di alcune posizioni opportunamente individuare per l’eventuale prosecuzione del contenzioso (in particolare per fronteggiare le spese di controparte, in caso di condanna), dichiarandone l’interesse generale finalizzato all’interpretazione delle norme che possano interessare i soci che non avendo presentato istanza di rimborso sono ancora nei termini di legge per ricorrere.
Interviene il socio Giancarlo Carosio chiedendo di inserire un limite massimo di spesa, che il Vice Presidente ritiene di poter quantificare in un massimo di € 5.000 nel peggiore dei casi.
Il Presidente mette ai voti la proposta che viene approvata all’unanimità.
g) Sentenza n. 250/17 della Corte Costituzionale sul blocco della perequazione 2012/2013: ri-corsi alla Corte Europea per le pensioni INPS: riflessi sulle pensioni integrative aziendali re-sidue.
Il Presidente invita il Consigliere Carlo Arzani ad illustrare la questione che risulta giuridicamente molto complessa.
Arzani ricorda che con la Legge 201/2011, c.d. la legge Fornero, la perequazione dei trattamenti pensionistici sia pubblici che integrativi di importo totale superiore a tre volte il minimo (€ 1.405) è stata bloccata per gli anni 2012 e 2013. Detto blocco che ha interrotto, di fatto, gli adeguamenti al costo della vita delle pensioni sia INPS che FIP di tutti i soci è stato, con successivi provvedimenti legislativi, ulteriormente prorogato negli anni successivi e solo nel 2018 si è avuto una minuscola perequazione (lo 0,495%).
In un primo tempo la Corte Costituzionale dichiarava l’incostituzionalità della legge, e il Governo disponeva, con decorrenza retroattiva, una nuova disciplina (c.d. decreto Renzi) che di fatto ripristinava la sospensione della perequazione.
Nasceva un’altra ondata di contenziosi giudiziari sulla legittimità costituzionale della nuova norma a cui hanno partecipato anche alcuni soci con l’assistenza dell’Avv. Iacoviello.
La questione è stata decisa negativamente dalla Corte Costituzionale con sentenza n.205/2017.
Il relatore segnala che l’Avv. Iacoviello ritiene che il decreto Renzi rappresenti un’interferenza tra l’attività di due Organi istituzionali, la Corte costituzionale e il Governo, vulnus impugnabile con ricorso alla Corte Europea di Strasburgo da parte dei singoli danneggiati contro il Governo italiano. Riferisce che l’Avv. Iacoviello ha comunicato che sta preparando tale ricorso a cui hanno già aderi-to oltre 4.000 pensionati e osserva che in caso di vittoria il vantaggio sarebbe consistente rispetto alle spese da sostenere. Per chi ha una pensione di € 2.000 mensili la possibile vincita della causa porta ad un recupero per ogni mese di circa € 100 per un totale di € 6.000 di arretrati mentre la spe-sa iniziale è contenuta: circa € 165 + 10% in caso di successo per chi non ha già partecipato alla prima causa sulla perequazione.
Il relatore precisa che il contenzioso comprenderà sia la perequazione sulla pensione INPS sia quel-la sulla pensione FIP e che questo vale anche per chi ha preso lo zainetto (salvo maggiori approfondimenti). Segnala che chi vuole partecipare al contenzioso deve farlo a titolo individuale entro il 10/5 p.v. andando sul sito www.iacoviello.it
Arzani precisa infine che il ricorso alla Corte Europea di Strasburgo riguarda i solo arretrati che, in caso di vittoria, dovranno essere pagati dallo Stato italiano. I pagamenti per il periodo successivo devono essere ordinati dalla Commissione europea allo Stato italiano con apposito provvedimento. La durata del contenzioso è prevista in 4/5 anni.
L’Assemblea prende atto.
Il Presidente fa presente che l’informativa è stato già data al punto a) Relazione del Presidente.
Il Presidente invita il Consigliere Giuseppe Mongiardino a illustrare l’argomento.
Il relatore ricorda che la progressiva esclusione dei pensionati dalle polizze assicurative stipulate dalla Banca Carige a favore del personale ha indotto AS.PE. a cercare per i propri associati soluzio-ne alternative alle proprie esigenze sanitarie. Segnala che la polizza è attualmente fruita da 126 soci con un incremento di 12 rispetto allo scorso anno.
Fa presente che non si è riusciti a stipulare, per i piccoli numeri dei nostri associati, una convenzio-ne diretta con una Compagnia assicurativa, ma ci si appoggia alla U.P.B.N che ha un numero di aderenti molto elevato.
La migrazione da UNISALUTE ad ALLIANZ, che ha affidato la gestione dei rimborsi a CASPIE, sta creando alcuni problemi, di cui ci stiamo attivamente occupando, per una pronta risoluzione.
Mongiardino invita chi non lo avesse ancora fatto a registrarsi sul sito della CASPIE seguendo le istruzioni riportate sul manualetto riprodotto sul sito dell’AS.PE. onde poter fruire con rapidità dei vari servizi e poter conoscere le strutture e gli specialisti convenzionati.
Risponde, infine, alle domande dei soci in merito al costo della copertura assicurativa e alle modali-tà operative per usufruire nel modo migliore delle clausole contrattuali.
Non viene proposto nessun nuovo argomento.
Alle ore 17:30 il Presidente non essendovi altro argomento da esaminare e discutere dichiara conclusa l’Assemblea
Pubblicato da AS. PE CARIGE a 12:29
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