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Timestamp: 2018-05-28 03:30:33+00:00

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Omessa dichiarazione dei redditi Archivi - Avvocato Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 29 settembre 2016, n. 40697
Via libera al sequestro per evasione fiscale per il calciatore che non dichiara i maggiori compensi pagati al suo procuratore nel passaggio da una squadra all'altra Suprema Corte di Cassazione [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2016-10-19T17:10:16+00:00	19 ottobre 2016|Cassazione penale 2016, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 16 luglio 2015, n. 30890. Le presunzioni legali previste dalle norme tributarie, pur potendo avere valore indiziario, non possono costituire di per sé fonte di prova della commissione del reato, assumendo esclusivamente il valore di dati di fatto, che devono essere valutati liberamente dal giudice penale unitamente ad elementi di riscontro che diano certezza dell’esistenza della condotta criminosa
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 16 luglio 2015, n. 30890 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2015-08-31T12:18:09+00:00	31 agosto 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 24 giugno 2015, n. 26517. Il giudizio sul fumus commissi delicti, che giustifica il sequestro preventivo in vista della confisca, non si accontenta dell’astratta configurabilità del reato e impone al giudice di valutare le concrete risultanze processuali insieme con gli elementi forniti dalle parti e di indicare le ragioni a sostegno di un giudizio prognostico negativo sull’indagato
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 24 giugno 2015, n. 26517 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2015-07-13T13:02:55+00:00	13 luglio 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Diritto Tributario, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 16 giugno 2015, n. 24958. In tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente il giudice che emette il provvedimento ablativo è tenuto soltanto ad indicare l’importo complessivo da sequestrare, mentre l’individuazione specifica del bene è riservata alla fase esecutiva, con la conseguenza che una contestazione da parte dell’indagato relativa ai beni non può essere proposta mediante richiesta di riesame ma attraverso incidente di esecuzione con tutto ciò che consegue in termini di diversa disciplina. Là dove l’individuazione dei beni da sequestrare avvenga in sede esecutiva il terzo può rivendicare l’esclusiva titolarità o disponibilità del bene attraverso la richiesta di riesame in quanto finisce per mettere in discussione la stessa legittimità del sequestro proprio perché realizzato nei suoi confronti
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 16 giugno 2015, n. 24958 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2015-07-07T15:04:19+00:00	7 luglio 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Diritto Tributario, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza 14 ottobre 2014, n. 42886. Il credito a titolo di risarcimento del danno ottenuto a seguito dell’apertura della procedura concorsuale rappresenta una sopravvenienza tassabile, con la conseguenza che qualora detto credito venga successivamente ceduto a terzi, tale cessione determina una sopravvenienza tassabile all’esito della procedura di liquidazione. Come tale, detta sopravvenienza deve essere inserita nella relativa dichiarazione dei redditi, e la sua omissione rappresenta una condotta atta a integrare il delitto di omessa dichiarazione di cui all’art. 5 d. lgs. 74/2000. A nulla vale che la condotta del contribuente sia stata suffragata dal parere di autorevoli tributaristi, giacché non può parlarsi in tal caso di legittimo affidamento bensì di scelta autonoma e consapevole che non esclude l’elemento soggettivo doloso richiesto dal reato
Suprema Corte di Cassazione sezione III ordinanza 14 ottobre 2014, n. 42886 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2014-11-05T19:37:42+00:00	5 novembre 2014|Cassazione penale 2014, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Diritto Tributario, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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