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Timestamp: 2016-08-30 04:53:56+00:00

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BrowseUploadSign inJoinBooksAudiobooksComicsSheet MusicWelcome to Scribd! Start your free trial and access books, documents and more.Find out moreIL CANE 2Ebook - Le Guide di www.cibocanigatti.it
Articolo 1 Articolo 2 Articolo 3 Articolo 4 Articolo 5 Articoli 6 e 7
Art. 1. 1 Il proprietario di un cane e' sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell'animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall'animale stesso. 2 Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta' ne assume la responsabilita' per il relativo periodo. 3 Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure: a. utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell'animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; b. portare con se' una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l'incolumita' di persone o animali o su richiesta delle Autorita' competenti; c. affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d. acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonche' sulle norme in vigore; e. assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.
4. Vengono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani con rilascio di specifica attestazione denominata patentino. Detti percorsi sono organizzati da parte dei comuni congiuntamente con le aziende sanitarie locali, in collaborazione con gli ordini professionali dei medici veterinari, le facolta' di medicina veterinaria, le associazioni veterinarie e le associazioni di protezione degli animali. 5. Il medico veterinario libero professionista informa i proprietari di cani in merito alla disponibilita' di percorsi formativi e, nell'interesse della salute pubblica, segnala ai servizi veterinari della ASL la presenza, tra i suoi assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale, in quanto impegnativi per la corretta gestione ai fini della tutela dell'incolumita' pubblica. 6. I comuni in collaborazione con i servizi veterinari, sulla base dell'anagrafe canina regionale decidono, nell'ambito del loro compito di tutela dell'incolumita' pubblica, quali proprietari di cani hanno l'obbligo di svolgere i percorsi formativi. Le spese riguardanti i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane. 7. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali con proprio decreto, emanato entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente ordinanza, stabilisce i criteri e le linee guida per la programmazione dei corsi di cui al comma 4
a) l'addestramento di cani che ne esalti l'aggressività ; b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l'aggressività ; c) la sottoposizione di cani a doping, così come definito all'articolo 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376; d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, con particolare riferimento a: 1) recisione delle corde vocali; 2) taglio delle orecchie; 3) taglio della coda, fatta eccezione per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, sino all'emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia. Il taglio della coda, ove consentito, deve essere eseguito e certificato da un medico veterinario, entro la prima settimana di vita dellâ'animale;
e) la vendita e la commercializzazione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d). 2. Gli interventi chirurgici su corde vocali, orecchie e coda sono consentiti esclusivamente con finalità curative e con modalità conservative certificate da un medico veterinario. Il certificato veterinario segue l'animale e deve essere presentato ogniqualvolta richiesto dalle autorità competenti. 3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione al presente articolo sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell'articolo 544 ter del codice penale. 4. È fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sè strumenti idonei alla raccolta delle stesse
2. I Servizi Veterinari, nel caso di rilevazione di rischio potenziale elevato, in base alla gravità delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose, stabiliscono le misure di prevenzione e la necessità di un intervento terapeutico comportamentale da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale. 3. I Servizi Veterinari devono tenere un registro aggiornato dei cani identificati ai sensi del comma 2. 4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al comma 3 provvedono a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e devono applicare sempre sia il guinzaglio che la museruola al cane quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.
a) ai delinquenti abituali o per tendenza; b) a chi e' sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale;
c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni; d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva o decreto penale di condanna, per i reati di cui agli articoli 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinques del codice penale e, per quelli previsti dall'art. 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189; e) ai minori di 18 anni, agli interdetti ed agli inabili per infermità di mente.
2. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 3, lettere a) b) e all'articolo 2, comma 4 non si applicano ai cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili. 3. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 3, lettere a) e b) non si applicano ai cani a guardia e a conduzione delle greggi e ad altre tipologie di cani comunque individuate con proprio atto dalle Regioni e dai Comuni.
FLUSH ,VITA DI UN CANE, (Virginia Woolf) IL CAPOBRANCO SEI TU (Cesar Millan, Melissa Jo Peltier) CANI SUPEREROI (Roberto Allegri) DIZIONARIO BILINGUE ITALIANO–CANE E CANE-ITALIANO (Jean Cuvelier, Roberto Marchesini) DALLE PAROLE AI FATTI (Luigi Polverini) CHI EDUCA CHI (Riccardo Morelli) UNA VACANZA DA CANE (J.F. Englert)
FLUSH ,VITA DI UN CANE, (Virginia Woolf)
In questo libro, leggero ma intrigante che con lo stile di sempre e forse anche CON un po’ di ironia, Virginia Woolf descrive la vita quotidiana di Flush e della compagna, la poetessa inglese Elizabeth Barret. Elizabeth dopo la morte del fratello ed una malattia per lei invalidante ,ha avuto come sua compagnia solo il cocker spaniel , Flush e l’amore per i libri e la poesia. La poetessa nella sua monotona vita , malata e triste al massimo ,sotto la tirannia paterna, in una strana casa , fra pareti mute, stanza buia dalle imposte ben chiuse, tra farmaci e libri impolverati, si consola con l’amore del suo cane. Fino a quando non si innamora del poeta Robert Browning, lo sposa e fuggono a Firenze dove nasceranno i suoi figli. Si narra di Elizabeth ma il protagonista assoluto del libro resta Flush il cane tanto amato dalla poetessa.
IL CAPOBRANCO SEI TU (Cesar Millan, Melissa Jo Peltier)
Cesar Millan, dopo aver per tanto tempo lavorato con cani abbandonati, aggressivi, disagiati, presso il suo Dog Psychology Center di Los Angeles,ha preparato una soluzione in tre fasi semplice e sicura: esercizio, disciplina, affetto. Non c'è bisogno di addestramento dice l’autore ma solo di “energia calmoassertiva”, cioè il modo di fare che il capobranco ha in natura con gli altri membri del gruppo. Con questo metodo si riesce a rispondere a tutte le domande che un proprietario di un cane si pone. Secondo l’autore adottando questa metodica oltre che a capire il cane il lettore capirà se stesso.
CANI SUPEREROI (Roberto Allegri)
Cani supereroi attraverso le storie vissute da Ferruccio Pilenga, fondatore dell’Associazione nazionale addestramento al salvataggio in acqua con cani, la storia di questa scuola, una realtà che fa parte del volontariato e della protezione civile. In questo libro non si narra solo l’abilità dei cani e dei loro ma fa capire ai lettori come un uomo se crede fortemente al suo sogno lo realizza certamente anche se con difficoltà. Anche in questo come in tanti altri libri si comprova, (se ancora ce ne fosse bisogno), più che mai, che il cane è un compagno fedele ed indispensabile alla propria armonia.
DIZIONARIO BILINGUE ITALIANO–CANE E CANEITALIANO (Jean Cuvelier, Roberto Marchesini)
I cani che vivono oggi nelle case degli italiani sono certamente milioni, ma quasi tutti i proprietari fanno fatica a capire le esigenze dei propri compagni, difatti non si riesce a capirli e non si riesce a farsi capire. Ecco l’idea di scrivere un dizionario bilingue per i cani e i loro padroni in cui vengono descritti e decifrati tutti i modi di fare e di agire con i relativi versi del cane. Si descrivono in questo libro tutte le situazioni che possono verificarsi durante la convivenza cane- uomo, più di centocinquanta parole-chiave, ordinate dalla A alla Z. che spiega come ci si deve comportare con il proprio compagno animale, come si può decifrare il comportamento tra cani.
DALLE PAROLE AI FATTI (Luigi Polverini)
Per avere un cane in casa,ci vuole oltre all’amore per gli animali, anche molta responsabilità, è come avere un figlio, bisogna mantenerlo ed educarlo, per questo bisogna conoscere il suo magnifico mondo. Questo libro scritto da un docente di Pedagogia e Psicologia cinofila e comportamentalista di grande maturità, Luigi Polverini, insegna a farlo facilmente spiegando cosa significa essere cane e quali sono gli sbagli si commettono relazionandosi con il proprio compagno-cane. In questo libro si possono apprendere attività e giochi da elaborare con il proprio compagno a quattro zampe, perché, asserisce l’autore, anche giocando si può educare un cane.
Il libro inizia con il racconto in prima persona di un cucciolo che entra per la prima volta in una casa, classifica tutti i membri della famiglia e ne coglie debolezze ed errori, poi comincia a dare lezioni al padrone facendogli intendere che lui non è solo un animale ma un individuo con intelligenza, emozioni e sentimenti. Il libro insegna ai cinofili che “educazione“ non vuol dire “ disciplina”, bisogna educare il cane insegnandogli il giusto modo di vivere insieme ed indirizzarlo verso retti comportamenti, giocare con lui rafforza la relazione e con ile attività ludiche lo si può anche educare.
CHI EDUCA CHI (Riccardo Morelli)
Un manuale pratico, completo per chi vuole avvicinarsi alla professione di educatore e per chi semplicemente è appassionato di cinofilia. Partendo da alcuni cenni sull’anatomia del cane, proseguendo con alcune pagine di genetica, Riccardo Morelli ci introduce dell’affascinante mondo del comportamento dei nostri amici. Analizzando tutti gli elementi che contribuiscono alla formazione del carattere e ad una buona socializzazione con l’uomo e con i propri simili, il libro descrive i meccanismi di apprendimento unendo la teoria a piccoli esercizi e giochi pratici da provare personalmente con il proprio cane.
UNA VACANZA DA CANE (J.F. Englert)
Il libro racconta di una crociera fatta ai Caraibi da un giovane artista di New York con il suo labrador nero, nella nave c’è un’atmosfera bellissima, ma i due amici sono a bordo non per vacanza ma solo per cercare la fidanzata del giovane, Imogen ,scomparsa nel nulla da un anno e mezzo. Le speranze di trovarla sono pochissime , Randolph, il labrador pensa di essere sulla strada giusta, lo confermano il suo olfatto, e il suo sesto senso. Harry, il giovane artista, non lo sa, ma Randolph è un cane diverso da tutti gli altri: sa leggere – Dante e Proust sono i suoi autori preferiti – e capisce il linguaggio di uomini e animali, però non sà parlare non sa parlare. Il protagonista di questo libro è un cane buffo, un po' grasso, fedele e furbo, con una passione particolare per i libri, ma soprattutto un talento innato alla Sherlock Holmes per risolvere misteri. Alla fine con la sua abilità porterà al padrone i veri colpevoli dell’omicidio di Kitty Tabasco , delitto legato a doppio filo con la sparizione di Imogen.
I dati in Italia Per avviare una attività Pubblicità e Marketing I negozi specializzati
Sono 43 milioni gli animali che vivono nelle case di circa 9 milioni di famiglie italiane, il giro d’affari collegato ai bisogni dei nostri amici a quattro zampe è notevole ed in continua crescita, secondo dati statistici elaborati dalla L.A.V. (Lega Antivivisezione) gli italiani spenderebbero ogni anno per, il nutrimento, la salute e la bellezza dei propri animali da compagnia circa tre ben tre miliardi di euro. A lasciar comprendere le ampie possibilità del mercato in questo settore, poi anche il fatto che di alcuni dei servizi, detti secondari, uniti al mondo dei cani, usufruiscono ancora pochi italiani, il che lascia spazio ad un’ulteriore amplificazione del mercato. Per esempio solo il 25% dei possessori di animali assicura i compagni pelosi per responsabilità verso terzi e solo il 5% li affida a pensioni o altre strutture quando si devono assentare da casa per lavoro, vacanze, ecc. Le case degli italiani nelle quali vive un cane sono in continuo aumento e le persone sono pronte a spendere (anche molto) per la cura ed il benessere dei propri cani.
Buone possibilità di successo per chi vuole operare nel settore avviando un negozio per cani ed altrettante possibilità di scelta per quanto riguarda la tipologia del negozio cui dare avvio, soprattutto in relazione alla varietà di prodotti e servizi da proporre . In genere in quasi tutti i negozi si può trovare: oltre ai cani, mangimistica, accessori, giochi, antiparassitari ,integratori, cucce , gabbie, prodotti parafarmaceutici specifici veterinari, prodotti per l'igiene, dietetica veterinaria, prodotti per ornitologia, ecc. Per tutto quanto detto i negozi di cani nelle grandi e medie città sono in aumento continuo.
Per avviare una attività
Se si decide di aprire un negozio di cani dal nulla è importante,
prima di tutto, conoscere e capire i concetti base della vendita al dettaglio, per queste informazioni ci sono varie fonti, come internet, libri o CD didattici. Le prime cose da fare è trovare un luogo adatto, creare il negozio, organizzare lo spazio idoneo ai cani, fare l'inventario, calcolare i prezzi, gestire le finanze, studiare un piano di interventi per gestire le esigenze del personale e di altre esigenze che possono presentarsi nel tempo. Poi si deve fare denuncia di inizio attività presso il comune in cui si impianta il negozio poi chiedere la certificazione igienico sanitaria al servizio di medicina veterinaria dell'A.S.L. di competenza infine si dovrà aprire la partita IVA e iscriversi al registro imprese alla Camera di Commercio. Dopo fatto ciò bisogna rivolgersi ad un buon commercialista affinchè si occupi delle pratiche per la gestione fiscale e contabile del negozio.
Per avviare un negozio di animali (“pet shop“) ,dove si può vendere cani, si può scegliere anche di partire con un sito web, ma comunque locali per la sede legale, la gestione ed il magazzino devono esserci. Un negozio di piccola entità ma ben attrezzato di prodotti ed accessori, dovrebbe avere una superficie di almeno 40 metri quadri (uffici, cucce per cani, scaffali di vendita, deposito). La spesa da sostenere, sarà quella relativa all’acquisto dei locali, all’arredamento ,ai costi dei cani e dei prodotti che si vogliono vendere, oltre alle spese fisse della luce, telefono, eventuale canone di affitto, personale del negozio e personale per le pulizie. Il negozio può anche offrire servizi aggiuntivi come; consegna a domicilio, assistenza a domicilio, trasporto dai veterinari (servizio molto richiesto dai possessori anziani), toelettatura, pensioni ecc.
Per avere più clienti possibili bisogna anche fare pubblicità al negozio; la migliore è quella rappresentata dal passaparola dei veterinari, perciò è indispensabile contattare il veterinario più vicino e chiedergli di lasciare nella sala d’aspetto del suo studio dei volantini pubblicitari che facciano conoscere ai proprietari di cani l’esistenza del negozio, sia presente fisicamente, che on line. Per il negozio si possono acquistare i cani da seri allevamenti e i prodotti che a loro servono, dalle aziende che li creano, questo tipo di acquisto diretto è molto interessante perché non c'è nessun intermediario per cui è possibile trattare prezzi migliori.
Attenzione per i negozi di dubbia fama,dietro un cucciolo con uno stupendo musetto peloso, può nascondersi il traffico di cagnolini dall’Europa dell’Est dove i cuccioli nascono in allevamenti a conduzione familiare o in vere 'fabbriche di cani'. Queste sono strutture che accolgono decine o centinaia di fattrici per la riproduzione, messe in box piccolissimi con tanto cibo quanto serve, non per nutrire, ma solo per sopravvivere. Quando i cuccioli hanno raggiunto i 30–40 giorni d'età, vengono caricati su camion o furgoni e trasportati nel nostro Paese, viaggiando soprattutto di notte, quasi sempre con passaporti falsi o falsificati, rinchiusi in scatoloni o borse. Il viaggio può protrarsi anche 10-11 ore, anche nascosti nei bagagliai di autovetture, celati in furgoni o TIR, all’interno di borsoni che non danno nell’occhio, in treno, in aereo. Nel nostro Paese sono messi in vendita in negozi e allevamenti poco o per niente seri, esposti in mercatini e fiere itineranti, venduti addirittura ai caselli autostradali o su internet. Acquistati con entusiasmo e fiducia, sogni d'affetto, di amicizia, di coccole e di giochi, infranti in strazianti malattie e repentini decessi.
I luoghi migliori ove acquistare un animale sono i negozi specializzati e gli allevamenti riconosciuti dall’Ente Nazionale Cinofilia Italiana; il cucciolo dovrà essere venduto insieme ad un libretto sanitario compilato con i dati dell’animale, compresa la data di nascita; mai comprare un cucciolo prima dello svezzamento, ovvero prima dei 40 giorni, l’età ideale è di circa un mese di vita. Nel libretto sanitario dovranno essere riportati anche i trattamenti antiparassitari, le vaccinazioni già effettuate con firma e timbro del veterinario. Alcuni negozianti poco onesti dichiarano che i cagnolini sono tutti acquistati da allevatori locali o "cresciuti in casa", iI loro personale è stato istruito a raccontare ai clienti che essi sono stati acquistati da allevatori locali mentre non è certamente vero. Nessun allevatore corretto e responsabile venderebbe i suoi cuccioli ad un negozio di cani, dove non gli è permesso parlare con l'acquirente per essere sicuro che il nuovo proprietario sia cosciente della responsabilità che si assume, prendendo un cucciolo che dovrà curare ed amare quasi come se fosse un figlio.
Il nuovo arrivato I metodi di scelta più comuni I nomi da evitare Esempi da Vip
Il cane è il migliore amico dell’uomo, esso diventa parte integrante della famiglia e ci attacchiamo a lui con tanto affetto, ma se ci da tanto amore e fedeltà, noi ricambiamo prendendoci cura di lui dal primo momento che lo abbiamo tra le braccia. Dargli un nome è la nostra prima incombenza ed è per noi importante come dare il nome ad un nostro bambino. Prendere un cane e quindi decidere di vivere con lui vuol dire instaurare un legame e un rapporto indissolubile che solo la morte potrà interrompere: la sintonia che si crea tra il padrone ed il proprio cane è un qualcosa di magico, di molto profondo che è impossibile spiegare a parole....bisogna viverlo per poterlo capire.
I metodi di scelta più comuni
La scelta del nome del cane è a volte un compito arduo, a volte tutti i componenti di una famiglia si riuniscono per discutere sulla scelta del nome più adatto per il proprio amico a quattro zampe e non si riesce a trovare una soluzione che accontenti tutti. Specialmente i bimbi vorrebbero i nomi dei loro cartoni preferiti (Clifford, Geronimo, Isidoro, ecc. ) e fanno capricci se non li si accontenta. Stringendo tra le braccia il nostro cucciolo indifeso, ci rendiamo conto che abbiamo valutato tutto: la scelta della razza in base alle sue ed alle nostre esigenze ambientali, alle nostre aspettative, ai nostri desideri ecc, abbiamo provveduto all'acquisto di ciotole, cibo, cuccia, giocattoli ecc, ma abbiamo dimenticato un'altra scelta importante: il nome. Presi da un improvviso "vuoto mentale" finiamo per dargli il primo nome che ci viene in mente, o quello di un cane che ci è stato particolarmente caro e che abbiamo perduto, o quello del cane di un nostro amico. A volte diamo a lui il nome del suo colore, ma per renderlo più interessante lo traduciamo in inglese, in spagnolo, o con vezzeggiativi (per es. nero e bianco ci sono moltisismi black, white, blanca, niger, nerone, nerino, bianchetta etc ).
I nomi da evitare
In ogni modo si dovrebbe evitare di dare a lui il nome di una persona Rosetta, Luisa, Giovanni, ecc) perché, per quanto si amino gli animali, a nessuno fa piacere essere scambiato per un cane. Si devono evitare anche i nomi troppo comuni (Lilli, Fido, Billy), altrimenti in un parco o in qualunque spazio aperto , al richiamo il vostro cagnetto può presentarsi con tanti altri dello stesso nome. Il nome per il cane è semplicemente un suono fra tanti, che lui deve imparare bene a capire per accorrere al richiamo del padrone: esso va dato, anche tenendo conto delle dimensioni, delle caratteristiche e del carattere del cane acquistato o meglio ancora preso dal canile.
Esempi da Vip
E’ importante poi che il cane impari bene il suo nome: i padroni quindi farebbero bene a non storpiare il nome ogni volta che lo chiamano, per non confondergli le idee. Per questa ragione è utile scegliere un nome breve, il cane non distingue certamente le lettere che compongono il suo nome, perciò deve essere breve, incisivo, facile da riconoscere in mezzo a tutti i suoni che sente in giro. Evitare dunque nomi troppo lunghi , e dare ai cani di grossa taglia nomi molto corti come Bart. Bobo, Tex, ecc.. Tutti vorrebbero dare al proprio cane un nome originale ed unico, ma quasi sempre si finisce col dare nomi già sentiti e risentiti o ridicoli come ha fatto la reginetta del gossip, Paris Hilton che, amante delle fiabe, si è ispirata ad esse per dare i nomi ai suoi 17 cani; ci sono Cinderella (Cenerentola) e la modaiola Chihuahua Tinkerbell (Campanellino). Nomi zuccherini per cani di piccola taglia che Paris sballotta in borsetta.
Quando e quanto pagare Attenti alle truffe Comprare da un privato Gli allevatori Alcuni costi indicativi
Trattando l’argomento prezzi dei cani, non si può fare a meno di consigliare chi vuole un cane, di non acquistarlo mai nei mercati itineranti o nelle fiere, dove i cuccioli sotto tendoni improvvisati, nelle piazze d’Italia, vengono stipati in gabbiette poco adatte al loro benessere. Il probabile acquirente assiste allo spettacolo di una fila di gabbie contenenti cuccioli di molte razze, dai prezzi oscillanti tra i 400 e gli 800 euro. Al di là del basso (non sempre) prezzo, non c’è alcun motivo che giustifica l’acquisto di un essere vivente in posti del genere. E' facilmente prevedibile che il venditore oggi è quì e domani chissà dove (difficile quindi far valere una "garanzia" sul cane), i cuccioli esposti viaggiano di continuo in condizioni pessime, esposti a caldo e freddo eccessivi. Questi cuccioli provengono nella stragrande maggioranza dei casi da quelle illimitate riserve di cuccioli, deboli e malaticci ,che sono i paesi dell'est Europa.
Non bisogna farsi allettare dalla proposta di un cucciolo di razza con un prezzo basso ( forse ), e non credere che si sia persa l’occasione di aver portato a casa un cucciolo risultato di una selezione accurata e provvisto di un’ottima salute psico-fisica. Non esiste allevatore serio ed onesto che cede i suoi cuccioli a gente che va per mercati e che non è in grado di garantire le più elementari regole di igiene ai cuccioli.
La realtà che si cela dietro questo tipo di commercio è fatta di gente senza scrupoli che vive in paesi dove i 50 € che gli vengono pagati per un cucciolo sono una cifra considerevole e che non hanno nessuna esitazione a far partorire cagnoline più o meno sane, cedendone poi le cucciolate agli esportatori. I cuccioli in questione hanno spesso meno di 30
giorni, non sono mai stati sverminati e vaccinati e vengono trasportati a centinaia sui mezzi inadatti, per viaggi di 12/18 ore che trascorrono in condizioni terribili senza né cibo né acqua. Ciò fa sì che anche un solo cucciolo ammalato contagi tutti gli altri, spesso all'arrivo il tasso di mortalità raggiunge livelli inimmaginabili e i cuccioli ancora vivi sono spesso destinati ad ammalarsi nei giorni seguenti di varie patologie. Con l'apertura delle frontiere è venuto a mancare anche il controllo minimo alle dogane.
Si può acquistare da un privato con prezzo più basso o dall’allevatore che si occupa solo ed esclusivamente di una o due razze , non di più. Nel primo caso si tratta in genere di cuccioli allevati in famiglia, nati da mamme sane e tenute con cura da un proprietario che desidera fare una cucciolata solo per godersi l'esperienza e non certo per lucrare. La sola cosa negativa in un simile acquisto è che il proprietario della femmina la fa accoppiare con un cagnolino qualsiasi, magari il cane dei vicini di casa, che potrebbe non essere adatto alla riproduzione oppure potrebbe aggiungere i suoi difetti a quelli della compagna. Il cucciolo di un accoppiamento poco selezionato potrebbe essere un cane non corrispondente allo standard di razza, ma, visto che i cuccioli allevati dai privati hanno costi più bassi di quelli degli allevatori, potrebbe comunque essere un acquisto positivo. Anche in questo caso è bene assicurarsi che la madre sia visitabile e richiedere la fotocopia del Modello A che deve essere stato inviato all' Enci dal proprietario della madre dei cuccioli.
L'allevatore che alleva una sola razza ben raramente lo fa a solo scopo di lucro, in genere lavora con il cuore, ama i suoi cani, non sfrutta eccessivamente le sue fattrici, e non esita a portare a far accoppiare le sue femmine anche con maschi diversi dai propri ,sostenendo maggiori costi e spesso dispendiosi spostamenti. Purtroppo le odierne politiche fiscali rendono sempre più arduo allevare una sola razza, ad un allevatore di cani viene richiesto, per essere "fiscalmente credibile" un minimo di 30 cuccioli allevati all'anno, questo fa capire che con razze di piccola taglia questo numero non può essere raggiunto, che con una decina di femmine in allevamento, cosa questa che rende quasi impossibile allevare in modo "familiare" le proprie cucciolate.
Bisogna pensare che gli allevatori seri (non cagnari) hanno la possibilità che le spese affrontate per 10- 20 cani sono ben più grandi di quelle di chi possiede un solo individuo, perciò nel prezzo del cucciolo che vendono si vorrebbe far rientrare il COSTO del resto dei cani: cibo , veterinario, personale per la cura e pulizia della struttura, imprevisti, ecc .. Chi alleva con criterio è sempre in rosso...non è miliardario, non è giusto fare i conti: 1000€ a cucciolo per 10 cuccioli, l'allevatore si è messo in tasca 10.000€, perché si saranno accantonati 10.000€ che serviranno durante l'anno per mantenere gli altri cani adulti e non è detto che bastino.
Alcuni costi indicativi
I prezzi sottoelencati sono solo indicativi, perché molte sono le cause che fanno lievitare i prezzi. C’è da tener conto se il cane acquistato serve solo per compagnia o è quello che ,figlio di campione, viene allevato per mostre o altra manifestazione, a volte internazionale e poi dalla sete di denaro che ha chi vende.
ALASKAN MALAMUTE 750 / 1200 € BARBONCINO TOY 650 / 1.000 € BASSET HOUND 900 / 1.200 € BASSOTTO Nano pelo corto 900 / 1.200 € BEAGLE 600€ / anche 1.500 € , L'harrier arriva anche ai 2500€ se è campione. BICHON A POIL FRISE’ 650 / 1.000 € BORDER COLLIE 800 /1200 € BOXER 600 / 1200 € BULL MASTIFF 800 / 1.200 € BULLDOG INGLESE 1.500 / 2.000 € BULLTERRIER 900 / 1.200 € CARLINO NERO 850 / 1.100 € CAVALIER KING 800 / 1.000 € CHIHUAHUA 700 / 1.200 € COKER SPANIEL INGLESE 600 / 1.200 € COLLIE 600 / 1.000 € DALMATA 800 / 1.200 € DOBERMAN 1.000 / 1.500 € FOX TERRIER 700 / 1.000 € LABRADOR 600 / 1.000 € MASTINO NAPOLETANO 1000 / 1.600 €
PASTORE BELGA 600 / 1.100 PASTORE TEDESCO 800 / 1.500 € PECHINESE 600 / 1.200 € PINSCHER 600 / 1.100 ROTTWEILLER 800 / 1.200 € SCHNAUZER 600 / 1.200 € SHIH TZU 800 / 1.300 € SIBERIANO HUSKY 800 /1.600 € SPITZ POMERANIA 700 / 1.200 € TERRANOVA 700 / 1.300 € VOLPINO 600 / 1.100 € YORKSHIRE TOY 700 / 1.200 € Si ribadisce il concetto che un cane non si dovrebbe mai pagare , ma prenderlo in un rifugio o canile, senza spese, perché l'amore per un amico a quattro zampe è una magia che avvolge, addolcisce lo spirito, ci rende "bambini", non ha nulla a che vedere con la "Razza" .
Un regalo speciale Cosa ricordarsi per fare un regalo perfetto Pelo, sesso e temperamento Accorgimenti per i bambini Consigli per gli adulti
In occasione di feste , compleanni, San Valentino, Natale, e così via, molti scelgono di regalare al proprio bambino , al proprio partner o a qualunque familiare qualcosa di più di un semplice peluche: un cucciolo in carne ed ossa. Perciò cani e gatti si ritrovano, in queste occasioni, tra le braccia di sprovveduti destinatari del regalo che forse non sanno manco come gestirli. Se è vero che tra cane e padrone deve instaurarsi immediatamente un certo feeling, e che il cane non va scelto, ma cane e padrone si prendono a vicenda. Se si vuole fare un regalo del genere ,riflettere molto per evitare un grosso errore, di cui a pagarne le spese sarà solo il povero cucciolo.
Prima di acquistare un cane per una persona ,bisogna assicurarsi che sarà un regalo gradito, pensare se la persona a cui và il cane ne preferisce uno di sola compagnia o è più attratto dalle mode o da una specifica razza e assolutamente che chi lo riceverà potrà prendersene cura per tutto il resto della sua vita. Se lo si prende dall'allevamento sarà una fregatura… si pagano tanti soldi per nulla... non vale assolutamente la pena di pagare minimo 700 euro per un cane da compagnia, quando c'è tanto bisogno di togliere un cane dal canile.
Si comincia con il pensare alla taglia, la dimensione del cane, essa è facile da prevedere se si regala un cane di razza ma lo è molto meno se si regala un meticcio anche se guardando le zampette un’ipotesi sulla futura taglia è fattibile. Se il destinatario del regalo-cucciolo non dispone di grandi spazi, bisogna scegliere una taglia media o piccola, piccoli cani si
adattano meglio alla vita in appartamento, anche se, tutti hanno l’inviolabile diritto ai loro spazi e alla loro passeggiata giornaliera. Se il cane dovrà essere regalato ad un bambino, la taglia conta poco, spesso si pensa che più sia piccolo il cane, più sia adatto ai bambini, ma i bimbi(specialmente se troppo piccoli) facilmente fanno del male o strapazzano troppo un animale di ridotte dimensioni, e quindi più fragile, come ad esempio un chihuahua. Un cane non è un giocattolo, e se da un lato va educato il cane a non avere comportamenti aggressivi, stessa cosa vale per i bimbi che non dovrebbero avere comportamenti violenti verso i cuccioli che tanto chiedono di avere. Anche se un cane grande potrebbe ritrovarsi a giocare con lui, adoperando troppa forza, e rischiando involontariamente di fargli male.
Prima di portare in regalo un cane rendiamoci conto che il pelo corto o lungo e piatto è più facile da spazzolare, quello lungo o ondulato tende ad aggrovigliarsi ed è più difficile da curare. Se chi riceve il regalo è un fanatico dell’igiene e non ammetterebbe il vedere ciocche di pelo che svolazzano per casa, oppure è poco incline a pettinarlo tutti i giorni e lavarlo frequentemente, evitate cani con peli troppo lunghi. Questa teoria vale anche se si regala a dei bambini , ovviamente il pelo diffonde sporcizia e quindi i bimbi devono essere assolutamente educati all’igiene. Sesso: Anche il sesso del regalo-cucciolo è un aspetto importante, una femmina comporta una serie maggiore di problemi a cui prestare attenzione, tra questi l’accoppiamento, il periodo di calore, che si verifica ogni sei mesi e dura circa 15 giorni, la possibilità di accoppiamento, o eventualmente la sterilizzazione. Temperamento: I cani di razza hanno un temperamento prevedibile, che in parte è fissato nei loro geni. Se si vuole regalare un cane amichevole o un cane sospettoso con gli estranei, un cane molto energico oppure tranquillo, si può scegliere tra le razze che possiedono quelle caratteristiche. Il destinatario del regalo può preferire per le sue esigenze un cane di razza con caratteristiche specifiche della “funzione” che sono chiamati a svolgere. Ad esempio: radunare le pecore, cacciare, custodire le proprietà, trainare slitte. Questo tipo di cane deve essere preso solo in allevamento o in un negozio specializzato dove ci si reca per trovare un cane da lavoro, che abbia i relativi brevetti o test attitudinali per quel lavoro specifico...
Accorgimenti per i bambini
Per un bimbo: il Cavalier King Charles Spaniel è un piccolo cagnolino da compagnia nel senso vero del
termine, in quanto possiede, nella sua indole, una spinta ad aggregarsi all’essere umano, propria di poche razze, assai pregiate (come il San Bernardo per esempio) ma meno "maneggevoli" data la loro mole! Il piccolo Cavalier, con il suo musino dolce, gli occhioni grandi e scuri, le orecchie che sembrano ali di farfalla durante la corsa, non può che conquistare una famiglia… ed essere considerato il compagno a quattro zampe ideale per un bambino di qualsiasi età. Il Cavalier è un cane molto intelligente, con un’attitudine spiccata alla socializzazione, sotto forma di coccole (da dare e da ricevere!) e di gioco: capace di accovacciarsi vicino al bimbo mentre guarda i cartoni animati, per poi diventare un uragano di simpatia "rubandogli" i giochi o il vestitino della bambola quando il bambino-a meno se lo aspetta! Ma la cosa più importante è che il Cavalier saprà rapportarsi in maniera differente e speciale con ogni membro della famiglia, riconoscendo e rispettando i ruoli di ognuno. Ed è per questo che potremo, in tutto e per tutto, considerarlo un compagno di giochi ideale. Costo 600€ circa.
Per un adulto che ami i cani da caccia il migliore è senz'altro il Breton, per il quale, se si trova da un privato, non si spende più di 350 € e, oltre ad essere anche affettuoso, si adatta perfettamente alle condizioni di vita che gli si impone. Lo si può portare a caccia di fagiani, nella cerca e nella ferma è un asso, nel riporto un pò meno, ma è davvero eccezionale anche se all’inizio non darà retta al padrone ma questi esigerà l’obbedienza da subito ed il Breton presto capirà. Costo 750€.
Il cane corso invece è idoneo per la guardia sia per la difesa, i secoli non hanno vietato alla razza di mantenere le sue doti peculiari. E’ una razza impavida, di temperamento tenace e rimane anche un eccellente morditore, anche se non attaccherebbe mai senza un motivo valido. E’ una delle migliori razze, insieme al Mastino Napoletano, per proteggere una casa o un terreno, ama il contatto con il proprio padrone e ne ha assolutamente bisogno. Può essere estremamente discreto e intelligente, inoltre riuscire a apire tutto quello che succede intorno a sé. Non è adatto a persone sedentarie ,è iperprotettivo e si affeziona in modo notevole ai bambini. Costo 700€ .
La scelta oculata Quali allevatori evitare Il "Certificato di idoneità" L'allevatore ideale
La scelta oculata
Per acquistare un cane, bisogna scegliere con oculatezza non soltanto la razza, ma anche la “fonte” a cui rivolgersi per l’acquisto. I cuccioli non sono tutti uguali, e farsi incantare dal primo che capita può tradursi in una serie di problemi che vanno dal semplice danno economico(se paghiamo una cifra sproporzionata al reale valore) al dolore di una perdita prematura (se il cucciolo non è sano) o addirittura a un potenziale pericolo (se il cane ha problemi caratteriali). Innanzitutto dobbiamo sapere esattamente ciò che ci aspettiamo da un cane. Se vogliamo un semplice cane da compagnia, per esempio, non avremo bisogno di un soggetto bellissimo o bravissimo. Ci basterà un cane tipico, sano ed equilibrato cioè privo di problemi caratteriali. Un buon allevamento sarà sicuramente in grado di procurarcelo, ma con un po’ di fortuna potremmo trovarlo anche presso un privato o in un buon negozio. Spesso in questi due casi non si è in presenza di esperti cinofili, che pertanto non potranno mai darci una “vera garanzia di qualità”, allora è meglio recarci presso un buon allevamento che opera una vera selezione sulle caratteristiche fisiche e psichiche dei suoi cani. Importante scegliere il cane solo in allevamenti riconosciuti dall’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) e specializzati nella razza che ci interessa.
Quali allevatori evitare
Molti allevatori non possono definirsi tali: o hanno solo un cartello fuori dal cancello ( ma non hanno un affisso riconosciuto dalla FCI Federazione Cinologica Internazionale- a cui è affiliato anche il nostro ENCI),o hanno un affisso sotto cui vengono commercializzate numerose razze. Un buon allevatore alleva una sola razza, al massimo due: qualcuno arriva a tre, ma non va oltre. Chi alleva cinquanta razze e magari “spedisce in tutta Italia”, isole comprese, con pagamento rateale” può anche
essere un onestissimo commerciante, ma non è un allevatore professionale e non potrà mai garantirvi un soggetto di alto livello, neppure se avesse cento affissi. Parlando di vendita cani, non si può fare ameno di parlare dell’importazione dei cuccioli dall’Europa dell’Est, che oggi preoccupa tutti quelli che amano gli animali di qualunque specie… Questo mercato è incosciente perché i cuccioli vengono portati in Italia con mezzi e da conducenti non adatti e senza la nuova “patente sul benessere degli animali” (certificazione di idoneità per i conducenti), il traportatore di animali vivi che non è munito di detta patente è punito con una sanzione fino a 4.500 Euro.
Il "Certificato di idoneità"
Il “certificato di idoneità” è uno dei nuovi adempimenti previsti dall’Unione Europea con il Regolamento1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto, al fine di migliorare le gravi condizioni di viaggio degli animali vivi ed è una vera e propria “patente” del benessere degli animali che i trasportatori devono avere obbligatoriamente per effettuare il trasporto degli animali. Il Regolamento 1/2005 prevede, infatti, che i conducenti dei mezzi adibiti al trasporto di animali vivi, italiani e comunitari, debbano avere adeguate conoscenze relative all’accudimento degli animali, saper valutare lo stress durante il trasporto e decidere le prime cure di emergenza in caso di condizioni di malessere degli stessi. Il “certificato di idoneità” rappresenta quindi uno degli adempimenti previsti dal legislatore comunitario per fare fronte alle tante sofferenze cui gli animali sono sottoposti nel corso dei lunghi viaggi, che possono durare anche alcuni giorni, in condizioni indicibili di grave sovraffollamento, esposti a temperature torride o fredde, a seconda della stagione, e molto spesso senza ricevere adeguato trattamento e soste , da persone senza nessun rispetto verso i piccoli trasportati ed infine questi cuccioli non hanno fatto la dovuta profilassi e la sverminazione, cosa molto importante che va fatta dall’allevatore quando il cucciolo ha 12/15 giorni, per garantire al piccolo uno sviluppo sano e normale. I cuccioli importati, una volta arrivati in Italia, vengono venduti in piccoli mercati senza il dovuto controllo sanitario per cui sono soggetti che quasi sicuramente contraggono varie malattie come parvovirus, cimurro, ecc.. Chi compra in questo modo deve sapere che un cucciolo di razza lo paga molto meno che se va in un allevamento riconosciuto, ma si ritroverà un cane malato o morto dopo pochi mesi.
L'allevatore ideale
Un buon allevatore è talmente preparato ed informato che spiegherà all’acquirente tutto ciò che c’è da sapere sul suo cucciolo per evitare che un domani si trovi con un animale diverso da quello che ha acquistato: un cucciolo finchè è piccolo è bello e dolce, tenero da accarezzare ma in età adulta incomincia ad avere esigenze diverse o può diventare un gigante ingestibile. Se non potete recarvi in un allevamento e avete deciso di rivolgervi ad un negozio specializzato dovete esigere il preciso indirizzo di provenienza del cucciolo e verificate l’esistenza dello stesso. Il cucciolo dovrà essere accompagnato da un libretto di vaccinazione compilato con la data di nascita precisa e i trattamenti antiparassitari, nonchè le vaccinazioni già effettuati da parte di un veterinario. Il venditore onesto non vi darà mai cuccioli tolti alla madre prima dell’età di 8 settimane circa ,questo periodo è il minimo necessario per un successivo sviluppo psichico
equilibrato del cucciolo. Il buon allevamento o negoziante onesto vi dara il cucciolo :pulito, ben nutrito, attivo ed amichevole; senza il nasino sporco, occhi lacrimanti, croste sul pelo, orecchie sporche, pulci ecc. Può accadere che venga venduto un animale non appartenente alla razza dichiarata e che all’acquirente venga chiesto un ulteriore somma di denaro per avere il pedigree, documento che invece dovrebbe essere a disposizione fin dalla nascita della cucciolata. Se l’animale è di razza ed ha il pedigree ,deve recare un numero e un tatuaggio impresso sull’orecchio o sulla coscia destra che ne indichi la reale identità; se di età inferiore ai quattro mesi il tatuaggio non può essere eseguito, ma il numero deve essere già assegnato. Inoltre non ci devono essere differenze tra la data di nascita riportata dal pedigree e quella del libretto sanitario: se ciò avviene probabilmente libretto e pedigree appartengono ad un altro animale. Infine, l’animale regolarmente iscritto ai libri genealogici lo è dalla nascita, non deve quindi essere richiesto un’aggiunta di denaro per procurare il pedigree attribuito, ad esclusione delle spese di spedizione. Parlare di garanzia quando si tratta di un cucciolo a cui si è affezionati può sembrare fuori luogo, esiste comunque un articolo di legge che regola la materia dell’ acquisto di animali. Si tratta dall’ art. 1496 del Codice Civile che tra l’altro recita: "Nella vendita di animali la garanzia per i vizi è regolata dalle leggi speciali o, in mancanza, dagli usi locali. Se neppure questi dispongono, si osservano le norme che precedono." (art. 1490 ss.) Questo significa che se vi accorgete che il cucciolo avuto presenta una malattia che si rivela esistente prima della vendita potete approfittare delle nuove norme sulla garanzia come qualsiasi altro privato che acquista un prodotto.
Il pedigree straniero Le mozioni della LAV Riflessioni sull'acquisto Norme vigenti
Per comprare una cane a volte capita, per risparmiare, di avere a che fare con persone disoneste che importano animali dall’ Est europeo e che questi cuccioli arrivano in Italia all’età di 40 – 50 giorni, con certificati contraffatti e stipati in gabbie in condizioni pessime, tanti di loro non arrivano neppure vivi a destinazione, oppure, anche se arrivano, saranno malati e vivranno poco. Nonostante La legge Italiana vieti l'importazione di cuccioli al di sotto dei 3 mesi (+ 21 giorni per l’antirabbica) questo fenomeno è aumentato in maniera esponenziale raggiungendo sul piano dell'evasione fiscale una cifra di tutto rispetto. Quindi se vi viene proposto un cane proveniente dall'Est Europa, con meno di 111 giorni, sappiate che si tratta di un cane importato illegalmente. Inoltre, in Italia, adesso è vietato vendere un cucciolo sotto i 60 giorni di età. Il pedigree pure in questo caso, quando c'è, non ha alcun valore in Italia.
Per regolarizzare i pedigree esteri occorre inviarli alla federazione del paese di provenienza allegando una somma di denaro (circa 100 euro ). Una volta ritornato, il pedigree deve essere regolarizzato anche all' ENCI allegando foto del cane ed altra somma di denaro. La spesa totale si aggira intorno ai 150 euro. I cuccioli, per arrivare in Italia in età vendibile, vengono tolti alla madre prestissimo (ad una età di 25/30 giorni). Da quel momento inizia una lunga teoria di trasferimenti e passamano fra operatori locali e italiani fatta di permanenze in gabbie strette e sporche. Una filiera spesso molto più lunga di quella di una cassetta di pomodori. Malattie, freddo, fame, stress da viaggio ed escrementi sono gli unici compagni di quelle povere creature. I cuccioli provenienti dall'estero (Bulgaria, Ungheria, Romania ) corrono dunque grossi rischi di salute in quanto il programma vaccinale, che in situazioni normali verrebbe effettuato a scadenze precise, risulta solitamente incompleto o del tutto assente. Le malattie più comuni importate sono : cimurro (mortale), gastroenterite (mortale), rogna, micosi. Frequente è anche la coccidiosi.
Le mozioni della LAV
Da tempo la LAV ( che si batte, dal 1977, per l'abolizione della vivisezione, la protezione degli animali, l'affermazione dei loro diritti, la difesa della biodiversità e dell’ambiente, la lotta alla zoomafia), denuncia l’ignobile traffico di cuccioli ed ha a tal fine promosso una petizione popolare che sarà presentata, raggiunta una quota di firme, al Ministro della Salute, al Presidente del Senato della Repubblica e al Presidente della Camera dei Deputati, che chiede una moratoria sugli ingressi di cani e gatti dai Paesi dell’Est Europeo. Un business , questo dell’importazione illegale di cuccioli, da capogiro, secondo i calcoli delle associazioni animaliste, LAV ed ENPA, che hanno collaborato con gli inquirenti: 330 milioni di euro all’anno.
Riflessioni sull'acquisto
L'Ordinanza sulla protezione degli animali prescrive che i futuri detentori di cani dimostrino prima dell'acquisto di disporre delle conoscenze necessarie circa la detenzione e il trattamento di questa specie. È esonerato da quest'obbligo chi è in grado di dimostrare di avere posseduto un cane fino a quel momento. Entro un anno dall'acquisto è necessario presentare la prova di aver frequentato un corso di detenzione canina insieme al proprio cane, che attesta la capacità del padrone di controllare il cane nelle situazioni di ogni giorno. Perché un cane non è un oggetto in prova, non è un vestito di cui puoi sostituire la taglia il colore e tantomeno il carattere .
Origini e storia Norme e regolamenti Gli allevamenti specializzati
Il Maltese è stato sempre il cane dell’aristocrazia e dei nobili. Fu il prediletto delle matrone romane, come delle dame medioevali e rinascimentali e poi delle signore ottocentesche. come la duchessa d’Alba, ritratta da Goya con un Maltese accanto, e della nobiltà rinascimentale, ma anche più recentemente da artisti ed attori, come Giuseppe Verdi (1813-1901), che adorava il suo splendido esemplare Loulou, e come Gary Cooper, che portava sempre con sé la sua cagnina. Numerosi sono gli artisti che nelle loro opere ritrassero cani di tipo Bichon, specie nel periodo rinascimentale, quando il Maltese fu di grande moda. Solo per citarne alcuni: Tiziano, Tintoretto, il Veronese, Antonio di Iacopo Benci, detto il Pollaiolo e suo fratello Piero, Rubens, Goya e tanti altri. Tutti i Bichon sono molto apprezzati come cani da compagnia e da guardia. In Belgio, a causa della caratteristica toelettatura di alcuni di loro, sono stati chiamati a lungo “cani leone”,. il Maltese odierno è stato forse ottenuto inserendo in Bichon bianchi, sangue di Épagneul nani, barboni nani e forse anche cani di Cayenna.
Per un certo periodo l’Inghilterra ha rivendicato il diritto di avere avuto l’origine della razza, portando come dimostrazione il fatto che essa era originaria dell’isola di Malta e che questa, fino al 1964, è stata colonia britannica. la tesi delle origini maltesi non è provata, anzi, e giustamente, nella riunione della F.C.I. tenutasi ad Interlaken in Svizzera il 20 e 21 settembre 1954, è stata asserita l’appartenenza della razza all’Italia. Il Maltese è conosciuto e diffuso in tutto il mondo, e in America, dove è giunto nel 1888, ha riscosso un successo notevole, in Italia, noto ed apprezzato. Il maltese è una razza italiana infatti pur non essendo chiarissima la sua storia la FCI nell’assemblea generale tenutasi in Svizzera il 20-21 settembre 1954 all’unanimità ha confermato l’appartenenza della razza all’Italia.
Ovviamente come ogni cane di razza viene venduto da allevamenti o negozi specializzati sempre in conformità alla legge del 21 ottobre 1997, n. 34
“Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo” prevede che “gli animali possono essere venduti soltanto previa certificazione di buona salute attestante che il soggetto non presenta sintomi clinici riferibili a malattie infettive trasmissibili ed è esente da malattie infettive trasmissibili, rilasciata dal servizio veterinario dell’azienda USL competente per territorio o da medici veterinari liberi professionisti della provincia autorizzati dalla stessa azienda USL. La validità del certificato è di due giorni dal rilascio”. Per i contravventori, articolo 24 comma 5, si applica “la sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa tra un minimo di 154,93 ed un massimo di 1549,37 euro”. L’articolo 2 comma 1 dell’Ordinanza del Ministro della Salutedel 9 settembre 2003 già richiamata, dispone che “è vietato acquistare, possedere o detenere cani di cui all’art.1(vedi elenco a pagina 36): a) ai delinquenti abituali, o per tendenza; b) a chi è sottoposto a misura di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale; c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni; d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per i reati di cui all’art. 727 del codice penale; e) ai minori di 18 anni e agli interdetti e inabilitati per infermità”. La compravendita di una cosa (a ciò dobbiamo purtroppo rifarci ancora in tema di animali) è un contratto che si completa prima ancora del trasferimento o consegna della cosa stessa, ai sensi dell’articolo 812 del Codice civile. Secondo l’articolo 5 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 febbraio 2003 che ha recepito l’Accordo Stato- Regioni sul benessere degli animali da compagnia e pet-therapy del 6 febbraio 2003,“le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano provvedono a sottoporre all’autorizzazione di cui all’art. 24 del Decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, anche le attività di commercio, di cui all’art. 1, comma 2, lettera c)”. A tal fine, le Regioni richiedono, almeno, alcuni requisiti fra i quali: e) il possesso per la persona responsabile, delle cognizioni necessarie all’esercizio di tale attività, di una qualificata formazione professionale o di una comprovata esperienza nel settore degli animali da compagnia;
f) i locali e le attrezzature utilizzate per l’attività abbiano requisiti che siano stati giudicati validi e sufficienti dalle Autorità sanitarie dell’Azienda Sanitaria locale che ha effettuato il sopralluogo; g) l’aggiornamento da parte dell’azienda dei registri di carico e scarico dei singoli animali da compagnia, compresa l’annotazione della loro provenienza e destinazione”
Gli allevamenti specializzati
buon allevatore ci mette il cuore nel suo lavoro e prodiga ogni cura ai suoi cani, sperando poi che possano diventare gli amici che gli acquirenti hanno sempre desiderato. I cuccioli che mette in vendita appartengono solo a cucciolate dell’allevamento, perciò all’atto dell’acquisto sono visitabili mamma e papà di ogni cucciolo.
Se si vende un cucciolo Maltese, l’allevatore non può asserire che sia un toy (richiesta sempre più frequente da persone incompetenti) perché in questa razza non esiste, la si può trovare nel Barboncino o il Bassotto. Ogni serio allevatore rispetta nella sua selezione le caratteristiche dello standard di razza facendo accoppiare solo cani con pedigree. Il pedigree non è altro che l’albero genealogico del cane che permette di verificare se due soggetti che si accoppieranno sono di puro sangue e non consanguinei. Il pedigree inoltre permette di verificare se negli antenati ci sono campioni ,ciò per poter aver maggiore tipicità nei cuccioli che nasceranno. Per rendere sempre più selettivo e professionale l’allevamento cinofilo l’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) ha richiesto di tutti i maschi riproduttori il deposito del DNA, se il serio allevatore si attiene a queste regole è difficile poi che possa tradire la fiducia dell’acquirente del cucciolo Maltese. Taluni allevatori pur di ottenere taglie molto piccole del Maltese ,nella loro selezione preferiscono comunque ottenere cuccioli che non superino da adulti i 2,200 kg/ 2,300 kg senza alterare le altre caratteristiche e senza cadere in gravi pecche come il rachitismo. Il prezzo del cucciolo Maltese è dai 450 € presso i privati e dai 500€ ai 1.500 € presso gli allevamenti specializzati.
Chi vende e come Le vendite dei privati Le vendite degli allevamenti Taglie, prezzi e consigli
Un privato, ha una cagnolina: perchè dovrebbe farla accoppiare, partorire per poi dare via i cuccioli a pagamento? E’ una cosa che chi ama i cani difficilmente fa, per svariati motivi: problemi in gravidanza, parto, migliaia di cuccioli nei canili, spese da affrontare per il veterinario ed infine i dubbi sui nuovi proprietari dei cuccioli. Forse chi lo fa pensa solo a lucrare e non al benessere dei futuri cuccioli, ipotizza che dopo il parto con 6 o 7 neonati può guadagnare un bel pò di euro, difatti un cucciolo di razza venduto da privati costa dai 400€ ai 900€ . E’ meglio
certamente guadagnare soldi con un lavoro onesto e non sfruttando e forse facendo soffrire un cane, che dà tanto amore e fedeltà al padrone, chiedendo pochissimo, tanto si sa ai cani i soldi non interessano affatto.
In genere l’allevatore segue molto volentieri la crescita dei suoi cuccioli anche dopo la vendita , sia per quanto riguarda l’alimentazione che per l’addestramento, è pronto a d affrontare qualsiasi problema genetico dei propri cani e consiglia i proprietari per gli eventuali accoppiamenti e cucciolate. Uno dei compiti di chi alleva dovrebbe essere quello di dare il cucciolo giusto alla persona giusta, ecco perché un allevatore sceglie personalmente i cuccioli in base alla persona , alla vita che conduce, alle esigenze del cane e del nuovo proprietario confidando nella sua all’esperienza di allevatore. In genere nelle cucciolate si sceglie sempre il più grande, pensando fosse il più bello e il più sano ma in realtà non sempre è così, nella cucciolata i piccoli sono più o meno uguali, e non è detto che il cucciolo che piace meno, non sia più bello da grande.
Taglie, prezzi e consigli
E' molto importante che il futuro acquirente si aggiorni bene, leggendo libri o chiedendo consigli ad un
veterinario di fiducia e valutare tutti i pro e i contro che riguardano l'acquisto del cucciolo, per non doversene poi pentire in futuro, soprattutto per il bene del cane.
il prezzo dei cuccioli della stessa cucciolata deve essere lo stesso per tutti i piccoli , costa meno solo se ha un difetto morfologico che non è ammesso nello standard di razza( mancanza di un dentino, una macchietta bianca non prevista ,ecc.). Quando si vende un cane, bisogna rilasciare il pedigree se i cuccioli sono nati da genitori con pedigree, e secondo legge per il cucciolo con difetti non può essere rilasciato il pedigree . Se il venditore avvisa il compratore dei difetti del cucciolo e delle probabili conseguenze che questi possano causare in futuro al cane, può venderlo se trova l’acquirente che non tiene molto allo standard di razza perché non lo vuole per esposizione , mostra o quant’altro ,ma solo per compagnia. In una cucciolata di 1200€ ognuno ,il piccolo con difetto può essere venduto senza problemi legali a 500 € . Ci sono negozi che vendono cani, senz’altro è il posto meno adatto per i cuccioli, che spesso vengono tolti alla madre troppo presto, passano la giornata in gabbia o in vetrina molto illuminata, in un luogo rumoroso e affollato, con tanta gente che li tocca, sono "messi in mostra" come qualsiasi bene alienabile. A volte ci si chiede la fine che fanno i cuccioli invenduti o quelli che poi presentando qualche difetto esono riportati indietro dalle persone che li hanno acquistati. La cosa più giusta sarebbe non andare per negozi ma prenderlo al canile così se nessuno cercasse più i cani lì , i negozianti si renderebbero conto che non è una "merce che tira" non li metterebbero più in vetrina come semplici oggetti.
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References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5

Art. 1
 art. 1496
 articolo 24