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Timestamp: 2018-07-19 09:39:44+00:00

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Legge n. 977 del 17 ottobre 1967: “Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti” – ANTeS Associazione Nazionale Tecnici della Sicurezza
9 febbraio 2018 | ALLEGATO I (di cui all’articolo 2, comma 2 DPR 151/2011) ELENCO DELLE ATTIVITA’ SOGGETTE ALLE VISITE E AI CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI
Legge n. 977 del 17 ottobre 1967: “Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”
1. La presente legge si applica ai minori dei diciotto anni, di seguito indicati «minori», che hanno un contratto o un rapporto di lavoro, anche speciale, disciplinato dalle norme vigenti.
c) orario di lavoro: qualsiasi periodo in cui il minore è al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni;
d) periodo di riposo: qualsiasi periodo che non rientra nell’orario di lavoro.
1. L’età minima per l’ammissione al lavoro è fissata al momento in cui il minore ha concluso il periodo di istruzione obbligatoria e comunque non può essere inferiore ai 15 anni compiuti.
1. È vietato adibire al lavoro i bambini, salvo quanto disposto dal comma 2.
2. La direzione provinciale del lavoro può autorizzare, previo assenso scritto dei titolari della potestà genitoriale, l’impiego dei minori in attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo, purché si tratti di attività che non pregiudicano la sicurezza, l’integrità psicofisica e lo sviluppo del minore, la frequenza scolastica o la partecipazione a programmi di orientamento o di formazione professionale.
3. Al rilascio dell’autorizzazione si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 365.
Art.5. (Articolo abrogato dall’art. 16, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 345)
1. È vietato adibire gli adolescenti alle lavorazioni, ai processi e ai lavori indicati nell’allegato 1.
2. In deroga al divieto di cui al comma 1, le lavorazioni, i processi e i lavori indicati nell’allegato 1
3. Fatta eccezione per gli istituti di istruzione e di formazione professionale, l’attività di formazione di cui al comma 2 deve essere preventivamente autorizzata dalla direzione provinciale del lavoro. 4. Per i lavori comportanti esposizione a radiazioni ionizzanti si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230.
5. L’allegato I è adeguato al progresso tecnico e all’evoluzione della normativa comunitaria con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità.
1. Il datore di lavoro, prima di adibire i minori al lavoro e a ogni modifica rilevante delle condizioni di lavoro, effettua la valutazione dei rischi prevista dall’articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, con particolare riguardo a:
a) sviluppo non ancora completo, mancanza di esperienza e di consapevolezza nei riguardi dei rischi lavorativi, esistenti o possibili, in relazione all’età;
f) pianificazione dei processi di lavoro e dello svolgimento del lavoro e della loro interazione sull’organizzazione generale del lavoro;
g) situazione della formazione e dell’informazione dei minori.
2. Nei riguardi dei minori, le informazioni di cui all’articolo 21 del decreto legislativo n. 626 del 1994 sono fornite anche ai titolari della potestà genitoriale
1. I bambini nei casi di cui all’articolo 4, comma 2, e gli adolescenti, possono essere ammessi al lavoro purché siano riconosciuti idonei all’attività lavorativa cui saranno adibiti a seguito di visita medica.
2. L’idoneità dei minori indicati al comma 1 all’attività lavorativa cui sono addetti deve essere accertata mediante visite periodiche da effettuare ad intervalli non superiori ad un anno.
3. Le visite mediche di cui al presente articolo sono effettuate, a cura e spese del datore di lavoro, presso l’azienda unità sanitaria locale territorialmente competente.
4. L’esito delle visite mediche di cui ai commi 1 e 2 deve essere comprovato da apposito certificato.
5. Qualora il medico ritenga che un adolescente non sia idoneo a tutti o ad alcuni dei lavori di cui all’articolo 6, comma 2, deve specificare nel certificato i lavori ai quali lo stesso non può essere adibito.
6. Il giudizio sull’idoneità o sull’inidoneità parziale o temporanea o totale del minore al lavoro deve essere comunicato per iscritto al datore di lavoro, al lavoratore e ai titolari della potestà genitoriale. Questi ultimi hanno facoltà di richiedere copia della documentazione sanitaria.
Art.9. (Articolo abrogato dall’art. 16, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 345)
Art.10. (Articolo abrogato dall’art. 16, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 345)
Art.11. (Articolo abrogato dall’art. 16, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 345)
Art.12. (Articolo abrogato dall’art. 16, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 345)
Art.13. (Articolo abrogato dall’art. 16, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 345)
Art.14. (Articolo abrogato dall’art. 16, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 345
Art.15. 1. È vietato adibire i minori al lavoro notturno, salvo quanto disposto dall’articolo 17.
2. Con il termine «notte» si intende un periodo di almeno 12 ore consecutive comprendente l’intervallo tra le ore 22 e le ore 6, o tra le ore 23 e le ore 7. Tali periodi possono essere interrotti nei casi di attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati o di breve durata nella giornata.
Art.16. (Articolo abrogato dall’art. 16, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 345)
Art.17. 1. In deroga a quanto stabilito dall’articolo 15, la prestazione lavorativa del minore impiegato nelle attività di cui all’articolo 4, comma 2, può protrarsi non oltre le ore 24. In tale caso il minore deve godere, a prestazione compiuta, di un periodo di riposo di almeno 14 ore consecutive.
2. Gli adolescenti che hanno compiuto 16 anni possono essere, eccezionalmente e per il tempo strettamente necessario, adibiti al lavoro notturno quando si verifica un caso di forza maggiore che ostacola il funzionamento dell’azienda, purché tale lavoro sia temporaneo e non ammetta ritardi, non siano disponibili lavoratori adulti e siano concessi periodi equivalenti di riposo compensativo entro tre settimane. Il datore di lavoro deve dare immediata comunicazione alla direzione provinciale del lavoro indicando i nominativi dei lavoratori, le condizioni costituenti la forza maggiore, le ore di lavoro.
Art.18. Per i bambini, liberi da obblighi scolastici, l’orario di lavoro non può superare le 7 ore giornaliere e le 35 settimanali.
Per gli adolescenti l’orario di lavoro non può superare le 8 ore giornaliere e le 40 settimanali.
Art.20. L’orario di lavoro dei bambini e degli adolescenti non può durare senza interruzione più di 4 ore e mezza. Qualora l’orario di lavoro giornaliero superi le 4 ore e mezza, deve essere interrotto da un riposo intermedio della durata di un’ora almeno.
I contratti collettivi possono ridurre la durata del riposo a mezz’ora.
Art.21. In deroga a quanto disposto dall’articolo 20, la Direzione provinciale del lavoro può, nei casi in cui il lavoro presenti carattere di pericolosità o gravosità, prescrivere che il lavoro dei bambini e degli adolescenti non duri senza interruzione più di 3 ore, stabilendo anche la durata del riposo intermedio.
Art.24. I bambini di qualsiasi età, anche se adibiti al lavoro in violazione delle norme sull’età minima di ammissione di cui alla presente legge, hanno diritto alle prestazioni assicurative previste dalle vigenti norme in materia di assicurazioni sociali obbligatorie.
Gli istituti assicuratori hanno diritto di esercitare azione di rivalsa nei confronti del datore di lavoro per l’importo complessivo delle prestazioni corrisposte al minore, detratta la somma corrisposta a titolo di contributi omessi.
Art.25. I bambini di 14 anni compiuti possono essere ammessi dagli Uffici del lavoro a frequentare corsi di formazione professionale per il primo avviamento al lavoro, riconosciuti idonei a fornire ai bambini stessi un’adeguata formazione professionale.
Art.26. 1. L’inosservanza delle disposizioni contenute negli articoli 4, comma 1; 6, comma 1; 8, comma 7, è punita con l’arresto fino a sei mesi.
2. L’inosservanza delle disposizioni contenute negli articoli 3; 6, comma 2; 7, comma 2; 8, commi 1, 2, 4, 5; 15, comma 1; 17, comma 1; 18; 21; 22 è punita con l’arresto non superiore a sei mesi o con l’ammenda fino a lire dieci milioni.
3. L’inosservanza delle disposizioni contenute negli articoli 8, comma 6; 17, comma 2; 19; 20, primo e secondo comma è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire cinque milioni.
4. Chiunque adibisce al lavoro i minori nei casi previsti dall’articolo 4, comma 2, senza l’autorizzazione della direzione provinciale del lavoro, è punito con la sanzione amministrativa fino a lire cinque milioni.
5. Chiunque adibisce al lavoro gli adolescenti nei casi previsti dall’articolo 6, comma 3, senza l’autorizzazione della direzione provinciale del lavoro, è punito con la sanzione amministrativa fino a lire cinque milioni.
6. Le sanzioni previste per l’inosservanza delle disposizioni di cui agli articoli 3; 4, comma 1; 6, comma 1, si applicano in misura non inferiore alla metà del massimo a chi, rivestito di autorità o incaricato della vigilanza sopra un minore, ne consente l’avvio al lavoro in violazione delle disposizioni contenute nei medesimi articoli.
7. L’autorità competente a ricevere il rapporto con le violazioni amministrative previste dal presente articolo e ad emettere l’ordinanza-ingiunzione è la direzione provinciale del lavoro.
Art.28. Fino all’emanazione del decreto del Presidente della Repubblica previsto dall’articolo 6, mentre per le attività industriali restano ferme le tabelle allegate al regio decreto 7 agosto 1936, n. 1720, per le altre attività la valutazione della pericolosità, faticosità e gravosità dei lavori è rimessa temporaneamente alla Direzione provinciale del lavoro.
Art.29. La vigilanza sull’applicazione della presente legge è affidata al Ministero del lavoro e della previdenza sociale che la esercita attraverso lo Ispettorato del lavoro, salve le attribuzioni degli organi di polizia.
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giorno intero Abbiategrasso (MI): Convegno ANT... @ Castello Visconteo
Abbiategrasso (MI): Convegno ANT... @ Castello Visconteo
Nella splendida cornice del castello Visconteo di Abbiategrasso (MI) l’Associazione Nazionale Tecnici della Sicurezza (A.N.Te.S.) celebrerà in occasione del decimo anno dall’emanazione del testo unico della sicurezza nei luoghi di lavoro, il convegno/seminario tecnico che[...]

References: Art.5

Art.9

Art.10

Art.11

Art.12

Art.13

Art.14

Art.15

Art.16

Art.17

Art.18

Art.20

Art.21

Art.24

Art.25

Art.26

Art.28

Art.29