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Linee guida Documentazione Iniziale relativa alla manutenzione (Dossier di Manutenzione) e Piano di Manutenzione dei veicoli BOZZA - PDF
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1 relativa alla manutenzione (Dossier di BOZZA Rev 0 REDATTO VERIFICATO APPROVATO M. Scrivani R. Cammarata M.G. Marzoni2 INDICE 1 Premessa Scopo e campo di applicazione Riferimenti legislativi e normativi Definizioni e acronimi Il dossier di manutenzione: creazione, modifica e valutazione Il dossier di manutenzione: cosa contiene Analisi RAMS Piano di Manutenzione Impostazione del piano di manutenzione preventiva Scadenze Gestione del piano di manutenzione Configurazione dei Manuali di Manutenzione e del Catalogo Ricambi Manuale di Manutenzione Catalogo Ricambi... 183 pag. 3 di 18 1 Premessa La gestione di un sistema di manutenzione è legata alla conoscenza del veicolo ferroviario ed in particolare di tutti i componenti critici per la sicurezza che richiedano manutenzione e possano comportare rischi per il sistema ferroviario. Il Soggetto Responsabile della Manutenzione (di seguito ECM) deve essere in grado di gestire e analizzare tutte le informazioni relative all esercizio dei veicoli di cui è responsabile per la manutenzione, in modo da essere in grado di mettere a punto l impostazione del suo sistema manutentivo. La Documentazione Iniziale relativa alla manutenzione (di seguito Dossier di manutenzione), fornita dal costruttore al momento della richiesta dell Autorizzazione di Messa in Servizio di un veicolo (di seguito AMIS), contiene le informazioni iniziali relative alla manutenzione necessarie per consentire all ECM, incaricato dal detentore del veicolo, di sviluppare il piano di manutenzione coerentemente al profilo di esercizio del veicolo. 2 Scopo e campo di applicazione Gli scopi della presente linea guida sono: per i veicoli non conformi o in deroga alle Specifiche Tecniche di Interoperabilità (di seguito STI) la definizione del Dossier di manutenzione che dovrà essere messo a disposizione dal costruttore per l autorizzazione di messa in servizio di veicoli ferroviari sull infrastruttura ferroviaria nazionale. Per quanto riguarda i veicoli conformi alle STI, relativamente alla definizione del Dossier di manutenzione e/o delle regole di manutenzione, vale quanto disciplinato nelle STI relative a ciascun sottosistema costituente il veicolo; per tutti i tipi di veicoli definire il piano di manutenzione che ciascun ECM dei veicoli dovrà sviluppare e mantenere aggiornato sulla base della documentazione suddetta. 3 Riferimenti legislativi e normativi UNI EN ISO 9001: Sistemi di gestione per la qualità Requisiti. UNI EN ISO 14001: Sistemi di gestione ambientale. Requisiti e guida per l uso. UNI EN 15341: Indicatori di prestazione della manutenzione (KPI). UNI 10584: Sistemi informativo di manutenzione. UNI 10685: Criteri per la formulazione di un contratto basato sui risultati (Global Service di manutenzione). UNI 10992: Previsione tecnica ed economica delle attività di manutenzione (budget di manutenzione) di aziende produttrici di beni e servizi - Criteri per la definizione, approvazione, gestione e controllo. UNI EN 13306: Terminologia della manutenzione. UNI EN 13460: Documenti per la manutenzione. UNI 11414: Linee guida per la qualificazione del sistema di manutenzione.4 pag. 4 di 18 UNI EN 13269: Linee guida per la preparazione dei contratti di manutenzione. UNI 11420: Qualificazione del personale di manutenzione. UNI 11063: Definizioni di manutenzione ordinaria e straordinaria. DECRETO ANSF 04/2012 del 09 Agosto Emanazione delle "Attribuzioni in materia di sicurezza della circolazione ferroviaria", del "Regolamento per la circolazione ferroviaria" e delle "Norme per la qualificazione del personale impiegato nelle attività di sicurezza della circolazione ferroviaria". DECISIONE n. 2012/88/UE della Commissione del 25 gennaio 2012 relativa alla specifica tecnica di interoperabilità per i sottosistemi «controllo-comando e segnalamento» del sistema ferroviario transeuropeo e s.m.i.. REGOLAMENTO UE 445/2011 relativo ad un sistema di certificazione dei soggetti responsabili della manutenzione di carri merci e che modifica il regolamento (CE) n. 653/2007. REGOLAMENTO UE 352/2009 relativo all'adozione di un metodo comune di determinazione e di valutazione dei rischi di cui all'articolo 6, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. REGOLAMENTO UE 402/2013 relativo al metodo comune di sicurezza per la determinazione e valutazione dei rischi e che abroga il regolamento (CE) n. 352/ APPLICABILE A DECORRERE DAL 21 MAGGIO Regolamento UE n. N. 321/2013 della Commissione del 13 marzo 2013 relativo alla specifica tecnica di interoperabilità per il sottosistema «materiale rotabile carri merci» del sistema ferroviario nell Unione europea e che abroga la decisione 2006/861/CE della Commissione. Regolamento UE n. XXX/XXXX della Commissione del XX.XX.XXXX relativo a una specifica tecnica di interoperabilità per il sottosistema Locomotive e materiale rotabile per il trasporto passeggeri del sistema ferroviario dell Unione europea (ST20EN06 Draft LOC&PASS TSI del 22/11/2013 Draft Commission Regulation concerning a technical specification for interoperability relating to the 'rolling stock - locomotives and passenger rolling stock' subsystem of the rail system in the European Union ). DIRETTIVA 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie e recante modifica della direttiva 95/18/CE del Consiglio relativa alle licenze delle imprese ferroviarie e della direttiva 2001/14/CE relativa alla ripartizione della capacità di infrastruttura ferroviaria, all'imposizione dei diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria e alla certificazione di sicurezza e s.m.i. DIRETTIVA 2008/57/CE relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario comunitario (rifusione) e s.m.i.. REGOLAMENTO UE 1078/2012 relativo a un metodo di sicurezza comune per il monitoraggio che devono applicare le imprese ferroviarie, i gestori dell'infrastruttura che hanno ottenuto un certificato di sicurezza o un'autorizzazione di sicurezza e i soggetti responsabili della manutenzione. DIRETTIVA 2008/110/CE che modifica la direttiva 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie (Direttiva sulla sicurezza delle ferrovie).5 pag. 5 di 18 DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2007, n Attuazione delle direttive 2004/49/CE e 2004/51/CE relative alla sicurezza e allo sviluppo delle ferrovie comunitarie. DECRETO LEGISLATIVO 8 ottobre 2010, n. 191 e s.m.i. - Attuazione della direttiva 2008/57/CE e 2009/131/CE relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario comunitario. DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2011, n Attuazione della direttiva 2008/110/CE che modifica la direttiva 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie. Decreto MIT 21 dicembre 2012 Attuazione dell'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 24 marzo 2011, n. 43, per l'adozione di un sistema provvisorio per la certificazione dei soggetti responsabili della manutenzione di carri ferroviari adibiti al trasporto di merci. Linee Guida ERA n. ERA-GUI-100 rev. 1.0 del 20/08/2013 Guide for the application of the Art 14 (a) of the Safety Directive and Commission Regulation (EU) No 445/2011 on a system of certification of entities in charge of maintenance for freight wagons. Linee guida ANSF n. 2/2013 Linee guida per il rilascio dell autorizzazione di messa in servizio di veicoli, sottosistemi strutturali o parti di essi. Linee guida per la qualifica da parte dell Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (AGENZIA) dei Verificatori Indipendenti di Sicurezza (VIS) Rev. 01 del 9/07/ Definizioni e acronimi Ai fini dell'applicazione delle presenti linee guida si intende per. a) Agenzia ferroviaria europea (ERA): l organismo istituito dal regolamento CE n. 881/2004 del parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004 (regolamento sull agenzia); b) Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF, di seguito Agenzia): l'organismo nazionale cui sono assegnati i compiti di Autorità preposta alla sicurezza per il sistema ferroviario italiano di cui al capo IV della direttiva 2004/49/CE e s.m.i.; c) Autorizzazione di messa in servizio: atto conclusivo di un processo attraverso il quale viene attestata la rispondenza di applicazioni generiche, sottosistemi strutturali e veicoli ai requisiti di sicurezza definiti dagli standard tecnici ad essi applicabili; d) Componente di interoperabilità: qualsiasi componente elementare, gruppo di componenti, sottoinsieme o insieme completo di materiali incorporati o destinati ad essere incorporati in un sottosistema, da cui dipende direttamente o indirettamente l'interoperabilità del sistema ferroviario. Il concetto di componente comprende i beni materiali e quelli immateriali, quali il software; e) Componente: qualsiasi componente elementare, gruppo di componenti elementari, sottoinsieme o insieme completo di materiali, non coperto o parzialmente coperto dalle specifiche tecniche di interoperabilità, incorporati o destinati ad essere incorporati in un sottosistema. Il concetto di componente comprende i beni materiali e quelli immateriali, quali il software; f) Detentore: il soggetto o l'entità che utilizza il veicolo come mezzo di trasporto ed è iscritto in quanto tale nel registro di immatricolazione nazionale di cui all'articolo 33 del D.Lgs. 191/2010: può esserne il proprietario o avere il diritto di utilizzarlo;6 pag. 6 di 18 g) Documentazione Tecnica (Technical File): definisce (sezione 2.4 allegato VI della Direttiva Interoperabilità) sulla base delle STI (Specifiche di Interoperabilità) o delle norme nazionali applicabili quali sono i documenti che un costruttore deve presentare per l autorizzazione di messa in servizio: caratteristiche tecniche relative al progetto incluse le progettazioni di massima e di dettaglio relative all esecuzione, gli schemi degli impianti elettrici e idraulici, gli schemi dei circuiti di comando, la descrizione dei sistemi informatici e degli automatismi, la documentazione relativa a funzionamento/esercizio e manutenzione (documentazione iniziale relativa alla manutenzione), ecc, pertinenti ai sottosistemi costituenti il veicolo; h) Documentazione Iniziale relativa alla Manutenzione (Dossier di Manutenzione): documentazione relativa alla manutenzione fornita dal Costruttore al momento dell Autorizzazione di Messa in Servizio e contenuta nel Technical File; i) Documentazione tecnica iniziale: documentazione tecnica, sulla base della quale deve essere costruito il piano di manutenzione, composta dal technical file e dalla documentazione tecnica addizionale richiesta contrattualmente dal richiedente l AMIS al costruttore (incluso la documentazione iniziale relativa alla manutenzione). j) Gestore dell'infrastruttura (di seguito GI): qualsiasi organismo o impresa incaricato in particolare della realizzazione, della manutenzione di una infrastruttura ferroviaria e della gestione dei sistemi di controllo e di sicurezza dell'infrastruttura e della circolazione ferroviaria. I compiti del gestore di una infrastruttura o di parte di essa possono essere assegnati a diversi soggetti con i vincoli definiti nelle norme comunitarie e nazionali vigenti. La norma non vieta ai Gestori dell'infrastruttura di essere, al contempo, anche proprietario, detentore, soggetto responsabile della manutenzione e richiedente della registrazione; k) Impresa Ferroviaria (di seguito IF): qualsiasi impresa titolare di una licenza ai sensi del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, e qualsiasi altra impresa pubblica o privata la cui attività consiste nella prestazione di servizi di trasporto di merci e/o di passeggeri per ferrovia e che garantisce obbligatoriamente la trazione; sono comprese anche le imprese che forniscono la sola trazione; sono incluse anche le imprese che svolgono esclusivamente servizi di manovra, ai sensi del Regolamento (CE) 653/2007 della Commissione del 13 giugno La norma non vieta alle Imprese Ferroviarie di essere, al contempo, anche proprietario, detentore, soggetto responsabile della manutenzione e richiedente della registrazione; l) Legale rappresentante: il soggetto al quale è riconosciuto il potere di agire in sostituzione di altro soggetto (rappresentato) nel compimento di un negozio giuridico; m) Numero Europeo del Veicolo (NEV): numero del veicolo a 12 cifre nel rispetto della Decisione 2006/920/CE e successive 2009/107/CE, 2010/640/UE e 2011/314/UE; n) Organismo designato (DeBo): l organismo designato da uno Stato membro, incaricato di istruire la procedura di verifica CE/nazionale dei sottosistemi strutturali quando si applichino norme nazionali di quello Stato; o) Organismo notificato (NoBo): l organismo designato da uno Stato membro, incaricato di valutare la conformità o l'idoneità all'impiego dei componenti di interoperabilità o di istituire la procedura di verifica CE dei sottosistemi, quali definiti nelle direttive 96/48/CE e 2001/16/CE e successive modificazioni;7 pag. 7 di 18 p) Piano di manutenzione: fascicolo con la descrizione degli interventi di manutenzione, inclusa la loro periodicità, e delle modalità con cui possono essere eseguite le attività di manutenzione previste. Gli interventi di manutenzione comprendono, tra l altro, ispezioni, controlli, prove, misurazioni, sostituzioni, adattamenti, riparazioni; deve essere basata sulla documentazione tecnica iniziale e dovrà essere preso in carico e gestito dall ECM durante il ciclo di vita del veicolo; q) Proprietario: soggetto che ha il diritto di godere e disporre del veicolo in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico, e che è iscritto in quanto tale nel registro immatricolazione nazionale; r) RAM: Per valutare le caratteristiche di un sistema si possono usare tre parametri chiave: affidabilità (reliability), disponibilità (availability), manutenibilità (maintainability) (RAM). Il primo parametro quantifica ciò che si guasta e ogni quanto. Indica la probabilità che una parte di apparecchiatura o un sistema funzioni in condizioni specifiche e per un periodo di tempo definito. Manutenibilità è genericamente definito come la probabilità che una parte di un apparecchiatura o di un sistema sia riportato a una condizione specifica, in un dato periodo di tempo, quando la manutenzione è svolta secondo le procedure prescritte. La disponibilità (availability) definisce la probabilità di un sistema di essere in grado di svolgere la funzione richiesta in un istante qualsiasi. Deriva da una combinazione dell affidabilità e della manutenibilità. s) Registrazione di un veicolo nel registro di immatricolazione nazionale (RIN): inserimento nel registro di immatricolazione nazionale di tutti i dati previsti dalle Decisioni n.2007/756/ce e 2011/107/UE, di un veicolo in possesso di autorizzazione di messa in servizio; t) Sistema di gestione della sicurezza: l organizzazione e i provvedimenti messi in atto da un gestore dell infrastruttura o da un Impresa ferroviaria per assicurare la gestione sicura delle operazioni. u) Sistema ferroviario: è l'insieme dei sottosistemi di natura strutturale (infrastrutture, energia, controllo-comando e segnalamento a terra, controllo-comando e segnalamento di bordo, materiale rotabile) e funzionale (esercizio e gestione del traffico, manutenzione, applicazioni telematiche per i servizi passeggeri e merci) quali definiti nelle direttive 96/48/CE e 2001/16/CE e s.m.i.; v) Soggetto Responsabile della Manutenzione (ECM): soggetto registrato in quanto tale nel registro di immatricolazione nazionale di cui all articolo 33 del D.Lgs. 191/2010; w) Sottosistemi: il risultato della divisione del sistema ferroviario come indicato nell allegato II della direttiva 2008/57/CE; x) Specifiche Tecniche di Interoperabilità (STI): specifiche adottate a norma della direttiva 2008/57/CE del Parlamento e del Consiglio, del 17 giugno 2008, di cui è oggetto ciascun sottosistema o parte di sottosistema, al fine di soddisfare i requisiti essenziali e garantire l'interoperabilità del sistema ferroviario; y) Veicolo: veicolo ferroviario atto a circolare con le proprie ruote sulla linea ferroviaria, con o senza trazione. Il veicolo si compone di uno o più sottosistemi strutturali e funzionali o di parti di tali sottosistemi.8 pag. 8 di 18 5 Il dossier di manutenzione: creazione, modifica e valutazione Per manutenzione si intende un insieme di attività volte a mantenere un unità funzionale in uno stato in cui può svolgere la sua funzione precipua, o a ripristinare tale stato, al fine di garantire l integrità costante di sistemi di sicurezza e la conformità con le norme applicabili. Per i veicoli conformi alle STI il technical file deve essere fornito dal Richiedente l AMIS, eventualmente tramite il richiedente la verifica CE se diverso dal Richiedente l AMIS, all atto della richiesta di AMIS per ciascun sottosistema che costituisce il veicolo. Il dossier di manutenzione è parte integrante del technical file e contiene tutta la documentazione iniziale relativa alla manutenzione sulla base della quale l ECM dovrà sviluppare il primo Piano di manutenzione. Per quanto riguarda il sottosistema Controllo-Comando e Segnalamento di bordo (di seguito CCS), per la costituzione del Dossier di manutenzione relativo, si dovrà tenere conto anche delle Regole di manutenzione definite nella STI relativa (DECISIONE n. 2012/88/UE e s.m.i.); il dossier di manutenzione dovrà quindi riportare i requisiti e le procedure di manutenzione (ivi compresi il monitoraggio del corretto funzionamento, la diagnostica, i metodi e gli strumenti di prova nonché le competenze professionali prescritte) necessari a rispettare i requisiti essenziali ed i valori indicati nei requisiti obbligatori della STI di riferimento durante l intero ciclo di vita delle apparecchiature (trasporto e immagazzinamento precedenti all installazione, funzionamento normale, malfunzionamenti, interventi di riparazione, controlli e interventi di manutenzione, dismissione etc). Per i veicoli non conformi alle STI o parzialmente conformi alle STI, quindi nel caso di procedura di verifica nel rispetto di norme nazionali, la documentazione tecnica (technical file) che accompagna la dichiarazione di verifica nazionale, redatta dal richiedente la verifica nazionale, è quella di cui alla sezione 2.4 dell allegato VI della Direttiva interoperabilità. Pertanto tale documentazione per ciascun sottosistema costituente il veicolo, dovrà contenere tutti i dati tecnici e quelli relativi al funzionamento/esercizio ed alla manutenzione esistenti che accompagnano il veicolo. Anche in questo ultimo caso il dossier di manutenzione è parte integrante della suddetta documentazione e contiene la documentazione iniziale relativa alla manutenzione sulla base della quale l ECM dovrà sviluppare il primo Piano di manutenzione. Ai sensi dell articolo 18, paragrafo 3, della direttiva 2008/57/CE, all Organismo Notificato (NoBo) compete la preparazione della documentazione tecnica, che contiene i documenti previsti per l esercizio e la manutenzione. Il NoBo deve verificare che sia fornita la documentazione prevista per la manutenzione e ne dovrà dare evidenza al richiedente l AMIS, eventualmente tramite il richiedente la verifica CE se diverso dal richiedente l AMIS, per il seguito nei confronti di ANSF nell ambito della richiesta di AMIS. Per i veicoli non conformi alle STI o parzialmente conformi alle STI l Organismo Designato (DeBo) è responsabile per la preparazione della documentazione tecnica, inclusi i documenti previsti per la manutenzione (Dossier di manutenzione). Il DeBo deve verificare che sia fornita tutta la documentazione iniziale relativa alla manutenzione e preparare un rapporto di valutazione che sarà consegnato dal richiedente l AMIS ad ANSF, eventualmente tramite il richiedente la verifica nazionale se diverso dal richiedente l AMIS, nell ambito della richiesta di AMIS. In tutti i casi, il suddetto dossier di manutenzione consegnato all atto della richiesta di AMIS del veicolo verrà riportato come riferimento nel provvedimento di AMIS rilasciato da ANSF. Secondo la direttiva sulla sicurezza (art.14a) il soggetto responsabile della manutenzione (ECM), eventualmente certificato, se previsto, e registrato nel RIN, deve assicurare che i veicoli del quale è responsabile siano correttamente manutenuti per mezzo di un sistema di gestione della9 pag. 9 di 18 manutenzione conformemente a quanto riportato nel piano manutenzione, e l ECM ha il dovere di svilupparlo e mantenerlo continuamente aggiornato coerentemente al profilo di esercizio del veicolo. Tale piano di manutenzione è sviluppato inizialmente dall ECM a partire dal Dossier di Manutenzione che è parte integrante del technical file del veicolo, rilasciato dal richiedente la verifica CE/nazionale e verificato dagli Organismi Notificati e/o Designati. E responsabilità del detentore dei veicoli designare un ECM per questo scopo e, quindi, rendergli disponibile la documentazione tecnica inziale per lo sviluppo del piano di manutenzione. Tale documentazione può coincidere in tutto o in parte con il technical file allegato alle dichiarazioni di verifica CE/Nazionale e può essere integrata da ulteriore documentazione tecnica stabilita nei rapporti contrattuali. Dovrà in ogni caso fornire tutti gli elementi utili per la definizione del piano di manutenzione (documentazione iniziale relativa alla manutenzione costituita dal Dossier di manutenzione e da altra documentazione tecnica richiesta contrattualmente). Le presenti linee guida intendono pertanto fornire le indicazioni utili per stabilire gli elementi e i contenuti che debbono essere comunque presenti nel sopracitato Dossier di Manutenzione. Eventuali modifiche del Dossier di manutenzione dovranno essere trattate dal richiedente l AMIS coerentemente con quanto previsto dal Regolamento europeo n. 352/2009 e s.m.i. e comporteranno un aggiornamento dell AMIS del veicolo secondo quanto previsto al punto delle linee guida ANSF n. 2/2013. Per potere effettuare le prove in linea, necessarie per ottenere l autorizzazione di messa in servizio di un veicolo, il costruttore dovrà produrre, nel caso in cui non sia stato già presentato il dossier di manutenzione completo, almeno la documentazione necessaria all ECM incaricato per il veicolo interessato per sviluppare il piano di manutenzione relativo ai primi chilometri di percorrenza, secondo quanto previsto al punto 8.2 delle Linee guida ANSF n. 2/ Il dossier di manutenzione: cosa contiene Il dossier di manutenzione, che il richiedente l AMIS deve consegnare al momento della richiesta di AMIS dello specifico veicolo, deve contenere tutte le informazioni necessarie per eseguire le attività di manutenzione sui sottosistemi costituenti il veicolo. Il Dossier di manutenzione consisterà in uno o più manuali in funzione delle informazioni da contenere che forniranno istruzioni per la manutenzione, incluse procedure da seguire per la ricerca guasti o nel caso di malfunzionamenti, per le ispezioni e le riparazioni, in un formato fruibile dal punto di vista pratico. Il dossier di manutenzione definirà le date di sostituzione obbligatoria, gli intervalli di ispezione obbligatoria e le pertinenti procedure ispettive. Sono da considerare obbligatorie le attività che, effettuate con tempistiche meno stringenti o con modalità diverse da quelle definite, possono pregiudicare l integrità costante dei sistemi di sicurezza o la conformità con le norme applicabili. Il dossier, coerentemente con quanto già previsto dalle STI relative ai sottosistemi Locomotive e materiale rotabile per il trasporto di passeggeri - Carri merci e dalle STI relative al sottosistema CCS (sezione 4.5 regole di manutenzione), è composto da:10 pag. 10 di Documentazione generale: disegni generali e descrizione dei sottosistemi costituenti il veicolo, nonché dei suoi componenti (inclusi i componenti di interoperabilità per veicoli conformi STI); requisiti previsti dalla legge vigente in materia di manutenzione; schemi dei vari impianti del veicolo (elettrico, pneumatico, idraulico), schemi dei circuiti di comando necessari per spiegare la funzione ed il funzionamento dei sistemi interessati; sistemi di bordo aggiuntivi (descrizione dei sistemi inclusa la funzionalità, specifiche di interfaccia e protocolli di trasmissione dati); per il sottosistema CCS la definizione della configurazione (ATT, nella STI è scritto definizione della LRU ) della LRU (Line Replaceable Units), delle versioni hardware e software autorizzate e della relativa matrice di compatibilità; per il sottosistema CCS la documentazione riporterà le condizioni per la manutenzione di primo livello, vale a dire le procedure per la sostituzione delle LRU guaste, per il monitoraggio del corretto funzionamento, per la diagnostica; riporterà i metodi e gli strumenti di prova e le competenze professionali prescritte per la manutenzione; per le componenti software, l identificazione del software autorizzato all installazione senza rimuovere la apparecchiatura; per applicazioni specifiche configurabili attraverso opzioni software o hardware, l identificazione di tali applicazioni e l identificazione delle configurazioni autorizzate. file di configurazione per ogni veicolo (distinta e lista componenti), ad un livello di dettaglio necessario a consentire la tracciabilità durante le attività di manutenzione, inclusiva delle componenti hardware e software; per il sottosistema CCS, le competenze professionali necessarie al corretto svolgimento delle attività; gli eventuali rischi per la salute e la sicurezza pubblica e per la salute degli addetti alla manutenzione. 2. Piano di Giustificazione del progetto di manutenzione: Descrive come sono definite, progettate e aggiornate le attività di manutenzione per garantire che le caratteristiche dei sottosistemi costituenti il veicolo siano mantenute entro i limiti di impiego accettabili durante l intera durata della sua vita utile. La documentazione deve contenere i dati di entrata necessari per determinare i criteri di ispezione e la periodicità degli interventi di manutenzione, cioè per mettere a punto il piano di manutenzione (Analisi RAMS di cui al capitolo 7). Il Piano di Giustificazione del progetto di manutenzione contiene: i precedenti, i principi e i metodi utilizzati per progettare la manutenzione dei sottosistemi costituenti il veicolo; profili di utilizzo: i limiti di utilizzo normale del veicolo (km/mese, limiti climatici, tipologie di carico autorizzate, etc.) in accordo a quanto pianificato nel progetto; i dati pertinenti usati per progettare la manutenzione e la loro origine (ritorno di esperienza); le prove, indagini, calcoli eseguiti per progettare la manutenzione. 3. Fascicolo con la descrizione degli interventi di manutenzione: Spiega in che modo devono essere eseguite le attività di manutenzione, che includono, tra le altre, ispezioni, controlli, prove, misurazioni, sostituzioni, adattamenti e riparazioni. Gli interventi di manutenzione si suddividono in: Manutenzione preventiva; progettata e controllata; Manutenzione correttiva.11 pag. 11 di 18 La documentazione con la descrizione degli interventi di manutenzione (manuali di manutenzione) deve contenere: la gerarchia dei componenti e descrizione funzionale: la gerarchia stabilisce i confini dei sottosistemi costituenti il veicolo mediante una distinta di tutti gli elementi che appartengono alla struttura di prodotto dei sottosistemi specifici e l uso di un numero adeguato di livelli discreti. L ultimo elemento deve essere un elemento sostituibile; un elenco dei pezzi di ricambio: l elenco dei pezzi di ricambio contiene le descrizioni tecniche e funzionali dei pezzi di ricambio (elementi sostituibili) e i riferimenti dei fornitori e produttori dei pezzi di ricambio, ai fini di una corretta identificazione e sostituzione degli stessi. La distinta deve menzionare tutti i pezzi di ricambio da sostituire o che possono necessitare di una sostituzione in caso di guasto elettrico o meccanico o che prevedibilmente dovranno essere sostituiti dopo un guasto accidentale (per esempio, vetro frontale). La distinta deve contenere inoltre i livelli delle modifiche componenti e software. I componenti di interoperabilità dovranno essere indicati e accompagnanti dalla corrispondente dichiarazione di conformità; i valori limite per i componenti che non devono essere superati durante l esercizio. È contemplata la possibilità di specificare le restrizioni operative associate a situazioni di degrado (valore limite raggiunto); lista di riferimento agli obblighi giuridici europei e/o nazionali ai quali i componenti o sottosistemi sono soggetti; l insieme strutturato di attività per eseguire la manutenzione (attività, procedure e mezzi) che contiene: - istruzioni per lo smontaggio/il montaggio; schemi necessari per un corretto montaggio/smontaggio dei pezzi di ricambio; - criteri di manutenzione; - verifiche e prove in particolare sui componenti di sicurezza: sono inclusi controlli visivi e test non distruttivi per identificare guasti che impattano sulla sicurezza; - attrezzature e materiali necessari per eseguire gli interventi di manutenzione; - materiali di consumo necessari; - attrezzature e disposizioni relative alla protezione individuale; - per il sottosistema CCS, le limitazioni e le procedure per garantire che durante gli interventi di manutenzione preventiva o correttiva sia comunque garantita la sicurezza, anche a fronte di un parziale rispetto dei valori indicati nei parametri di base; - procedure di verifica della configurazione del software e dell hardware autorizzati, attraverso i relativi part number, prima e dopo la attività di manutenzione. Tali procedure dettaglieranno come deve essere effettuata tale verifica che potrà limitarsi a controlli visivi delle pertinenti targhette identificative, quando la configurazione software sia indicata dalle targhette e l accessibilità ispettiva sia garantita, o dovrà prevedere procedure dedicate di interrogazione elettronica, quando il part number del software non sia riportato nella traghetta identificativa o l accessibilità ispettiva non sia garantita; - prove e procedure da eseguire dopo ogni intervento di manutenzione e prima della rimessa in servizio del veicolo (incluso le procedure necessarie a garantire il mantenimento delle condizioni di sicurezza definite nei Safety Case di applicazione specifica per quanto riguarda il sottosistema CCS). Tali procedure indicheranno, avendolo definito con criteri cautelativi per quanto riguarda la sicurezza, l esito dell attività manutentiva e le pertinenti limitazioni, sia nel caso non risulti possibile12 pag. 12 di 18 completare la verifica della configurazione autorizzata, sia nel caso la stessa dia esito negativo; - procedure specifiche per eseguire la manutenzione su apparecchiature che contengano software autorizzato all installazione (caricamento) senza rimuovere l apparecchiatura. Tali procedure richiederanno la verifica del buon esito della installazione (caricamento), così come della correttezza della configurazione installata; - procedure per eseguire la manutenzione su applicazioni specifiche che possono essere configurate a mezzo di selezioni software o hardware. Tali procedure richiederanno la verifica del buon esito della selezione, così come della correttezza della configurazione selezionata; - controlli da effettuare qualora le apparecchiature di CCS siano sottoposte a sollecitazioni eccezionali (ad esempio condizioni ambientali avverse o urti anomali); - controlli da effettuare in occasione di interventi di manutenzione di apparecchiature diverse da quelle di CCS che influenzano il sottosistema CCS (ad esempio variazione del diametro delle ruote); - procedure per l ispezione e la sostituzione della cablatura; - manuali di individuazione dei guasti (diagnosi dei guasti) o attrezzature per tutte le situazioni ragionevolmente prevedibili, completo di diagrammi funzionali e schemi di sistema oppure di sistemi informatici di individuazione dei guasti. 4. Fascicolo di configurazione: Viene creato per ciascun veicolo (elenco pezzi e distinta base) per permettere la tracciabilità, e non solo, delle attività di manutenzione durante l intera vita utile. Deve contenere l archivio della manutenzione effettuata, inclusivo della identificazione degli interventi, della configurazione interessata dalla manutenzione, identificata prima e dopo l attività manutentiva. La granularità della tracciabilità dipenderà dall impatto sulla sicurezza e sarà conforme alla normativa vigente. 7 Analisi RAMS Le attività RAMS si applicano ai progetti di fornitura di veicoli, apparecchiature, impianti, componenti di veicoli e modifiche importanti durante tutta la fase del ciclo di vita del veicolo e/o apparecchiatura a partire dalla fase di presentazione dell offerta di gara. Tali attività servono ad assicurare che tutti gli aspetti che hanno influenza diretta o indiretta sulle caratteristiche di affidabilità(reliability), Disponibilità (Availability), Manutenibilità (Maintenabily) e sicurezza (Safety) siano adeguatamente trattati nelle diverse fasi di sviluppo della fornitura e che siano definiti i criteri, i metodi, i formati, l organizzazione e l utilizzazione dei dati. Per il sottosistema CCS le analisi RAMS valutano la conformità ai requisiti di sicurezza come definito nella STI di riferimento. Le analisi indirizzeranno il rispetto dei tassi quantitativi tollerabili di situazioni pericolose da guasti casuali ed anche la capacità dei processi di sviluppo e verifica di limitare, rilevare ed eliminare i guasti sistematici, tipici di processi di sviluppo e verifica software e hardware; ciò richiede che il ciclo di vita del software e dell hardware e la fase della loro integrazione comprensiva di verifica dei risultati, siano condotte in accordo a norme riconosciute e secondo l appropriato livello di confidenza in termini di sicurezza.13 pag. 13 di 18 Ponendo attenzione alla fase manutentiva, è pertinente analizzare anche come i processi di gestione di configurazione del software/hardware programmabile non permettano modifiche non autorizzate e come i cicli di vita oggetto di analisi permettano di verificare la configurazione delle componenti software/hardware programmabile nell ambito di interventi manutentivi. Ciò includerà la completezza e la correttezza delle componenti installate, così come la loro compatibilità con l hardware autorizzato. La analisi includeranno anche funzionalità opzionali che possono essere configurate a mezzo di selezioni software o hardware, ed i mezzi per prevenire che selezioni inconsapevoli portino alla messa in servizio di configurazioni non autorizzate. Le attività RAMS ed i requisiti devono essere riferiti ad un piano di missione ben definito: - ciclo di lavoro inteso come attività normale, intensiva o stressata; - condizioni tecniche, funzionali, ambientali, di esercizio, di manutenzione; - cicli di manutenzione preventiva prescritti nelle specifiche tecniche. Le analisi RAMS riguardano anche la gestione della qualità e della sicurezza attuata dal fabbricante/fornitori nelle fasi di progettazione, fabbricazione e verifica, che saranno conformi agli standard richiesti. A fronte delle analisi RAMS viene definito un piano RAMS, che deve riportare la pianificazione delle attività scaturita dalla relative analisi. Il piano RAMS dovrà essere costituito dalla pianificazione delle attività rappresentate dai seguenti documenti (di cui deve essere verificata l esistenza): Piano di AFFIDABILITÀ; Piano delle attività di MANUTENZIONE; Piano di SICUREZZA; Piano di DIMOSTRAZIONE dei dati RAMS (prove di affidabilità); Piano di VERIFICA requisiti RAMS (periodo di verifica in esercizio). Le analisi RAMS sono parte integrante del Piano di Giustificazione del progetto di manutenzione di cui al capitolo 6. 8 Piano di Manutenzione Per costruire il (primo) piano di manutenzione (di seguito PdM), e prima della messa in servizio del veicolo, l ECM deve disporre della documentazione tecnica iniziale che include la documentazione di manutenzione iniziale, informazioni di progetto e sul servizio che verrà effettuato, obiettivi di performance e deve tenere conto di eventuali prescrizioni contenute nell AMIS. Una volta messo in servizio il veicolo, l ECM dovrà verificare se questo primo documento è in linea con il servizio effettuato e con gli obiettivi di performance richiesti dagli utilizzatori dei veicoli (detentore, impresa ferroviaria, gestore dell infrastruttura). Il PdM, con la descrizione degli interventi di manutenzione, spiega in che modo e con quali tempistiche devono essere eseguite le attività di manutenzione.14 pag. 14 di 18 Gli interventi di manutenzione comprendono tutte le attività necessarie tra cui ispezioni, controlli, prove, misurazioni, sostituzioni, adattamenti, riparazioni. La creazione e l aggiornamento del vero e proprio PdM avviene quindi sulla base della suddetta documentazione tecnica iniziale, e dipenderà da: - limiti di interoperabilità per i veicoli conformi alle STI (stabiliti nella documentazione tecnica iniziale) e dovranno essere rispettati per assicurare l interoperabilità del veicolo in accordo con l AMIS; - condizioni di utilizzo e prescrizioni contenute nell AMIS del veicolo; - ritorno di esperienza dall esercizio: comportamento in esercizio, tipo di esercizio (traffico passeggeri/merci, convenzionale/alta velocità, percorrenza su linee con lunghi tratti rettilinei o con molte curve, servizi diretti o con molte fermate, etc..), viaggia vuoto o a carico, chilometraggio giornaliero, incidenti, inconvenienti o difetti emersi dall esercizio, risultato delle verifiche tecniche effettuate dalle IF, condizioni ambientali; - documenti di registrazione sulla manutenzione effettuata e valutata secondo il ritorno di esperienza; - indagini tecniche: monitoraggio del comportamento dei vari componenti, progressi tecnologici, diponibilità di materiali e parti di ricambio; - evoluzione del quadro normativo di riferimento; - obiettivi di performance (affidabilità, disponibilità, sicurezza) imposti dagli utilizzatori. Nel PdM dovranno essere riportati (oltre alle informazione sul sistema/impianto trattato) gli interventi sotto forma di schede di manutenzione preventiva e di manutenzione correttiva. Le schede dovranno essere impostate in modo da contenere tutti gli elementi necessari a quella determinata attività. Dovranno essere riportati, per ciascuna attività i riferimenti dei Manuali di manutenzione, contenuti nel Fascicolo con la descrizione degli interventi di manutenzione (vedi Capitolo 6), ed ogni riferimento ad eventuali istruzioni/circolari tecniche non contenute nei suddetti Manuali. L'insieme delle schede di manutenzione preventiva, raggruppate per scadenza (temporale e/o chilometrica) costituiscono il PdM (piano di manutenzione preventiva) del veicolo. In caso di veicoli di nuova progettazione, nel corso del processo di AMIS e comunque quando è richiesta un autorizzazione temporanea di messa in servizio per prove di cui al punto 8.2 delle Linee Guida ANSF n. 2/2013, dovranno essere prodotte anche le schede di manutenzione preventiva complete relativamente ai primi chilometri di percorrenza. Tale schede dovranno essere sviluppate sulla base della documentazione fornita dal costruttore di cui al capitolo 5. In ogni caso ciascuna voce del piano di manutenzione preventiva dovrà riportare il codice della scheda di manutenzione preventiva di riferimento. E consigliato organizzare il PdM in modo da prevedere un certo numero d interventi raggruppati in 2 livelli (1 livello di tipo leggero e 2 livello di tipo pesante) cui corrispondono generalmente siti operativi di manutenzione differenziati. E consigliato suddividere le attività previste nella trama manutentiva del PdM in tre categorie in funzione dei possibili effetti di avaria e delle ripercussioni che le stesse possono avere durante la circolazione sull infrastruttura ferroviaria nazionale:15 pag. 15 di 18 S - Sicurezza (con quest etichetta sono individuate quelle operazioni atte a garantire nel tempo il mantenimento dei requisiti di sicurezza degli organi/apparati individuati nel Decreto ANSF n. 4/ Allegato C Allegato 5 Modulo Manutenzione dei Veicoli (MV), si tratta di operazioni prescrittive per la circolazione sull infrastruttura ferroviaria nazionale); R Regolarità di esercizio (con quest etichetta sono individuate quelle operazioni legate al mantenimento nel tempo dei requisiti di funzionalità/efficienza d organi la cui avaria può pregiudicare la sola regolarità d esercizio, sono consigliate per mantenere l affidabilità e la disponibilità del mezzo nel Tempo); C Comfort, decoro o altro (con quest etichetta sono individuate quelle operazioni legate al mantenimento nel tempo dei requisiti di funzionalità/efficienza d organi la cui avaria può pregiudicare il comfort dei passeggeri; dipendono anche dal livello qualitativo di servizio richiesto dal detentore del veicolo). Gli organi/apparati ricadenti sotto la categoria S sono quelli individuati nell Allegato C Norme per la qualificazione del personale impiegato in attività di sicurezza della circolazione ferroviaria del Decreto ANSF n. 4/2012 relativamente all attività di sicurezza manutenzione veicoli ferroviari MV. 8.1 Impostazione del piano di manutenzione preventiva Al fine di non appesantire l'attività manutentiva e nel contempo tenere sotto controllo l'intero veicolo, il PdM deve contenere le seguenti macro attività: - attività operative programmate: sostituzione filtri, oli, registrazioni periodiche; - attività per manutenzione predittiva: verifiche e controlli (sia strumentali che attraverso la diagnostica) con rimando alle schede di manutenzione correttiva pertinenti; - attività per manutenzione a condizione: interventi da eseguire al raggiungimento di una determinata scadenza comunque determinata. Le attività vanno inserite: - per scadenza (chilometrica/temporale); - per sottoassieme/complessivo, seguendo per l ordine l elenco dei manuali di manutenzione di cui al capitolo 10 (cassa, carrello, impianto pneumatico eccetera). 8.2 Scadenze L'effettuazione degli interventi è basata di norma su scadenze temporali e/o chilometriche. Le scadenze riportate nel PdM comprenderanno quelle elencate come obbligatorie nel Dossier di Manutenzione. Le scadenze devono essere multipli (ed eventualmente sottomultipli) della scadenza base derivante dal profilo di missione (capitolato cliente) e dalle criticità/caratteristiche dell'esercizio. Per consentire una corretta programmazione possono essere previste ed indicate anche le massime tolleranze ammesse per ogni tipo di intervento a percorrenza con la precisazione che le eventuali tolleranze utilizzate non devono essere tra loro cumulabili.16 pag. 16 di 18 Definita la scadenza base l ECM deve tarare gli interventi di manutenzione su questa scadenza, i suoi multipli ed eventualmente sottomultipli. Per ogni scadenza (base, multipli, sottomultipli) gli interventi devono essere esclusivamente quelli relativi a quella determinata scadenza. Altre impostazioni delle scadenze manutentive possono essere proposte. Ciascuna scadenza manutentiva sarà giustificata da una specifica analisi dei rischi. 9 Gestione del piano di manutenzione Dopo la messa in servizio del primo treno o veicolo di una serie, come descritto nel capitolo 8, l ECM deve assumersi la responsabilità della gestione dei cambiamenti che hanno ripercussioni sull'integrità del progetto, nonché la responsabilità della manutenzione del veicolo e della gestione del piano di manutenzione. Il piano di manutenzione deve essere gestito conformemente alle procedure definite nel proprio sistema di Gestione della Manutenzione. Quando i veicoli iniziano a circolare, l ECM deve disporre di procedure per: a) ottenere la documentazione iniziale e raccogliere informazioni sufficienti sulle attività programmate; b) analizzare la documentazione iniziale e trasmettere alle officine interessate il primo piano di manutenzione anche tenendo conto degli obblighi contenuti in eventuali garanzie associate; c) verificare che l esecuzione prevista dal primo piano di manutenzione sia effettuata correttamente. Per mantenere aggiornato il piano di manutenzione per tutta la durata di vita di un veicolo, l ECM deve disporre di procedure per: a) raccogliere almeno le informazioni pertinenti relative a: il tipo e la portata delle attività effettivamente eseguite includendo, ma non limitandosi ad essi, gli incidenti di esercizio che potrebbero avere conseguenze sotto il profilo della sicurezza sull integrità del veicolo; il tipo e la portata delle attività programmate; la manutenzione effettiva eseguita; b) definire la necessità di aggiornamenti, tenendo conto dei valori limite per l interoperabilità (nel caso di veicoli conformi alle STI) e di eventuali aggiornamenti delle condizioni di utilizzo e/o prescrizioni contenute nell AMIS del veicolo interessato; c) presentare proposte e approvare modifiche e la loro attuazione, per giungere ad una decisione basata su criteri chiari, tenendo conto dei risultati della valutazione di rischio; d) verificare che l esecuzione delle modifiche sia effettuata correttamente. In merito alla lettera c) le eventuali modifiche del piano di manutenzione dovranno essere trattate dall ECM coerentemente con quanto previsto dal Regolamento europeo n. 352/2009 e s.m.i..17 pag. 17 di Configurazione dei Manuali di Manutenzione e del Catalogo Ricambi Nel presente capitolo vengono forniti alcune indicazioni in merito alla configurazione dei Manuali di Manutenzione e del Catalogo Ricambi, documentazione facente parte del Dossier di manutenzione di cui al capitolo 6. E consigliata almeno la seguente configurazione di massima della documentazione di manutenzione, cioè indice (sommario) del manuale nei suoi vari volumi e la struttura di scomposizione del catalogo ricambi per ognuno dei suoi vari volumi Manuale di Manutenzione Il manuale di manutenzione è di norma suddiviso in più sub manuali o volumi per ogni impianto/apparato significativo. La suddivisione di massima è la seguente: a) Sottosistema Materiale Rotabile 01 cassa 02 carrello 03 impianto pneumatico 04 equipaggiamento elettrico 05 logica di comando 06 trazione 07 motore 08 porte 09 climatizzazione 10 comunicazione 11 alimentazione 12 controllo moto 13 diagnostica 14 allestimenti interni 15 servizi generali. N -.. b) Sottosistema Comando Controllo e Segnalamento N+1 Sistema di controllo della marcia del treno N+2 Vigilante N+3 GSM-R N+4 Registratore cronologico degli eventi N+5 - Diagnostica. c) Procedure operative M emergenza e recupero In base alla complessità del veicolo si possono avere accorpamenti o ulteriori suddivisioni. Di conseguenza ogni scheda di manutenzione preventiva e di manutenzione correttiva del PdM dovrà fare riferimento al numero del volume interessato ed al progressivo della scheda nel volume stesso.18 pag. 18 di 18 Il manuale (nei diversi volumi indicati sopra) conterrà tutte le informazioni tecniche necessarie per una corretta manutenzione preventiva e correttiva del veicolo e dei sottosistemi/apparati. A titolo di esempio il sommario/indice di ogni volume potrà essere così impostato: - sezione descrittiva generale e funzionale del sottosistema/apparato in questione e le sue interfacce col sistema treno; - sezione contenente le informazioni per la diagnosi e ricerca guasti; - sezione con tutte le attività di manutenzione preventiva e correttiva riportate sotto forma di schede di 1 e 2 livello opportunamente numerate che rappresentano la parte manutentiva vera e propria e quindi devono riportare tutti i dati (informazioni tecniche, procedure) necessari in forma completa in modo da dare ad ogni scheda una valenza a se stante. Ogni scheda deve riportare almeno i seguenti dati: a) attrezzature specifiche b) numero e livello di preparazione del personale necessario c) postazione di lavoro d) norme di sicurezza e) tipologia di prestazione di lavoro f) peso del particolare interessato all'attività (nel caso di stacco e riattacco) g) procedura dettagliata di intervento se la procedura richiede una attività preliminare (ad esempio messa a terra) si deve rimandare alla scheda specifica per quella attività Catalogo Ricambi Ogni catalogo parti di ricambio sarà caratterizzato da una struttura ad albero in cui, partendo dalla tavola che rappresenta la configurazione dell'intero veicolo si arriva alla descrizione dei sottosistemi/apparati principali e secondari. Su ogni tavola contenuta all'interno del volume saranno chiaramente richiamati (mediante disegno assonometrico o bidimensionale) le parti di ricambio di cui è prevista la fornitura e che troveranno la corrispondenza in un listato attiguo alla tavola stessa. In tale listato saranno riportate le seguenti informazioni: - Riferimento al disegno; - Codice del costruttore/fornitore; - Quantità; - Denominazione; - Tipo o sigla commerciale (per le parti commerciali). Ogni volume sarà corredato di un listato finale riepilogativo contenente l'indice alfanumerico di tutte le parti previste di ricambio ordinate per codice del costruttore/fornitore. Ogni particolare presente sul catalogo dovrà essere supportato da disegni e/o specifiche che ne consentano l individuazione univoca nonché il reperimento se possibile sul mercato. Vedere altro
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