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Legge 4 Agosto 2017, n. 124: modifiche al Codice delle Assicurazioni
Martedì 22 Agosto 2017 14:45	Francesco Annunziata
LEGGE 4 agosto 2017, n. 124 (estratto)
(Gazzetta Ufficiale n.189 del 14-08-2017)
(Entrata in vigore 29/08/2017)
Martedì 01 Agosto 2017 09:17	Francesco Annunziata
Il decreto legislativo n. 116 del 13 luglio 2017, pubblicato sulla G.U. n. 117, contiene la riforma della magistratura onoraria e, in particolare, dei giudici di pace, dei giudici onorari dei tribunali e dei vice procuratori onorari. Le disposizioni contenute nel decreto saranno vigenti dal 15 agosto 2017 (Leggi testo decreto legislativo)
Cass. 16437/2017.Le spese di giudizio possono essere compensate solo per gravi ed eccezionali motivi. Esempi proposti dalla Corte.
Sabato 15 Luglio 2017 17:34	Francesco Annunziata
La compensazione delle spese di lite è permessa allorché concorrano "gravi ed eccezionali ragioni". Tale formulazione costituisce una norma elastica, quale clausola generale che il legislatore ha previsto per adeguarla ad un dato contesto storico-sociale o a speciali situazioni, non esattamente ed efficacemente determinabili a priori, ma da specificare in via interpretativa da parte del giudice del merito, con un giudizio censurabile in sede di legittimità, in quanto fondato su norme giuridiche. Ne consegue la necessità di una giustificazione che, per essere ricondotta al parametro normativo, deve essere fondata su di una motivazione specifica ed eziologicamente ricollegabile in modo effettivo e non astratto alla controversia in oggetto. In altri termini, le "gravi ed eccezionali ragioni", da indicarsi esplicitamente nella motivazione, che ne legittimano la compensazione totale o parziale, devono riguardare specifiche circostanze o aspetti della controversia decisa e non possono essere espresse con una formula generica, inidonea a consentire il necessario controllo (Corte di Cassazione, III sez. Civile, Ordinanza del 05/07/2017, n. 16473).
Il condomino ha diritto al rimborso delle spese sostenute per la conservazione della cosa comune solo se ne prova l'urgenza (M. Cuomo)
Sabato 15 Luglio 2017 16:24	Maria Cuomo
Il condomino per aver diritto al rimborso della spesa affrontata per conservare la cosa comune deve dimostrarne l'urgenza, ai sensi dell'articolo 1134 cod. civ., ossia la necessità di eseguirla senza ritardo, e quindi , senza poter avvertire tempestivamente l'amministratore o gli altri condomini. Si tratta di una deroga al disposto di cui all'art. 1134 cod. civ. per il quale , il condomino che ha sostenuto delle spese per le cose comuni senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso. Ed invero, l’urgenza per giustificare l'esecuzione dei lavori, a prescindere dalle autorizzazioni dell'amministratore o dell'assemblea condominiale, deve essere tale da non consentire neppure quella minima dilazione necessaria per consentire al condominio di deliberarli o per ottenere l'autorizzazione dell'amministratore (Giudice di Pace di Nola - sentenza del 24.06.2017).
Giovedì 06 Luglio 2017 15:36	Francesco Annunziata
Con la sentenza che segue la Corte di Cassazione ha ritenuto che, sulla base sia del dato testuale che delle finalità della norma, che sono quelle di tutelare il terzo trasportato, in caso di scontro, per fargli avere nel modo più semplice e veloce possibile il risarcimento al quale ha diritto, individuando il soggetto sul quale allocare il rischio assicurativo in quello per lui più facilmente individuabile, deve ritenersi che l’art. 141 cod. ass. si applichi a prescindere dall’esistenza di due veicoli entrambi dotati di regolare assicurazione privata. A ben guardare, continua la Corte, la formula normativa presuppone soltanto la sussistenza di un sinistro, e di un danno subito dal terzo trasportato, che non sia dovuto a caso fortuito, ma non esige affatto, per la integrazione della sua fattispecie, che lo stesso si sia verificato a seguito di uno scontro tra due o più automezzi. Data questa lettura, la necessità che esista un secondo veicolo assicurato scolora sullo sfondo (Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza del 5 luglio 2017, n. 16477).
Domenica 04 Giugno 2017 15:15	Maria Cuomo
Nella sentenza che segue, il Giudice di Pace ha ritenuto la nullità della notifica all'indirizzo PEC tratto dall'elenco IPA. Invero, ha ritenuto il giudicante, il Registro IndicePA, istituito dall’art. 16, co. 8 del D.L. 185/2008, reca gli indirizzi di posta elettronica della quasi totalità delle Pubbliche Aministrazioni italiane, tuttavia il D.L. 90/2014 ha espunto il riferimento a Indice PA dall’art. 16 ter del D.L. 179/2012 (convertito con modificazioni in L. 221/2012), il quale riporta l’elenco dei pubblici registri dai quali è possibile estrarre gli indirizzi di posta elettronica certificata ai fini della notifica in proprio a mezzo PEC. Pertanto IndicePA non può più essere utilizzato a tal fine, in quanto, sebbene pubblico elenco, non è ricompreso nell’elenco dei pubblici elenchi utilizzabili ai fini della notifica a mezzo PEC, dovendosi invece far riferimento al registro PP.AA., istituito dall’art. 16, co. 12 D.L. 179/2012 (Giudice di Pace di Nola, sentenza 27.05.2017).
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Nuda ratio non facit aliquem debitorem.
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