Source: http://www.donnegeometra.it/portfolio/mancato-isolamento-termico-acustico-gravi-difetti-un-immobile/
Timestamp: 2017-11-23 07:30:33+00:00

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MANCATO ISOLAMENTO TERMICO E ACUSTICO TRA I GRAVI DIFETTI DI UN IMMOBILE - TECNICI&PROFESSIONE
Il mancato isolamento termico di un immobile può rientrare fra i gravi difetti di un immobile e giustificare un’azione risarcitoria nei confronti della ditta costruttrice e venditrice, anche perché può arrecare danni alla salute.
Una pronuncia di merito ha affrontato tale tematica (Sentenza del 24 Aprile 2017 n. 1078) , effettuando una ricostruzione analitica non solo dei soggetti che possono essere chiamati a rispondere di tale responsabilità ampliando anche la platea dei gravi difetti che possono menomare in modo apprezzabile il godimento di un immobile.
In considerazione dei risvolti estremamente tecnici della vicenda è stata disposta dal Tribunale di Bergamo una consulenza tecnica d’ufficio che, confermando la domanda del condominio, ha riscontrato “la discontinuità di isolamento termico in corrispondenza degli innesti di elementi termici…. in grado di determinare dispersioni termiche verso l’esterno… per cui si verifica la conduzione di calore dall’interno di una casa verso l’esterno in inverno, mentre d’estate viene veicolato dall’esterno all’interno”.
Dopo aver riscontrato la presenza di tale grave vizio, in virtù degli accertamenti effettuati dalla consulenza tecnica d’ufficio, la sentenza ha stabilito che la realizzazione dell’opera sia riferibile al costruttore-venditore anche quando questi, pur avendo affidato l’esecuzione della stessa all’appaltatore, abbia conservato il potere di impartire direttive, nonché un potere di sorveglianza sull’attività altrui. ( In questi termini vedasi Cass.12675/2014; Cass.2238/2012;567/2005).
Alla luce di tale ricostruzione essendo stato accertato da un canto un potere di vigilanza ed ingerenza da parte della ditta costruttrice e venditrice nei confronti dell’appaltatrice, e d’altro canto nei confronti della ditta appaltatrice una responsabilità a titolo di concorso omissivo colposo nell’inadempimento, entrambe sono state condannate al risarcimento dell’ingente danno subiti dal condominio (pari ad oltre cinquecentomila euro) per il cattivo isolamento termico dell’edificio.
Alla stessa stregua il mancato isolamento acustico di un immobile rientra nel novero dei gravi difetti costruttivi disciplinati dall’art. 1669 del codice civile e, se pregiudicano il godimento e l’utilizzazione delle unità abitative, legittimano l’esercizio dell’azione nei confronti dei soggetti responsabili. (Tribunale di Milano, sez. VII, 13 novembre 2015, n. 12818)
L’art. 1669 del codice civile rovina e difetti di cose immobili stabilisce che “Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta.
-che se entro dieci anni dalla realizzazione di un immobile si manifestano gravi difetti dell’opera l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente (In tema di gravi difetti dell’opera si segnala fra le pronunce più recenti Trib. Grosseto, 01-08-2015 che include nella nozione di grave difetti anche le carenze costruttive);
-La denunzia del committente deve essere effettuata entro un anno dalla scoperta del vizio;
-E il diritto del committente ad instaurare ad esempio la relativa azione giudiziaria volta ad accertare le responsabilità ed ad ottenere il risarcimento dei danni patiti si prescrive entro un anno dalla denunzia. (sui tre termini previsti dall’art. 1669 c.c. vedasi: Trib. Ivrea, 03-06-2015)
I proprietari delle singole unità immobiliari di un edificio citano in giudizio la società appaltatrice dei lavori di ristrutturazione, il progettista, il direttore dei lavori nonché i tecnici incaricati di redigere la relazione sui requisiti acustici dell’immobile al fine di ottenere una sentenza di condanna per il risarcimento dei danni derivanti dai gravi difetti dei loro immobili scaturenti dal mancato isolamento acustico e dal mancato rispetto dei parametri previsti dal DPCM del 5.12.1997.
A tal fine gli agguerriti proprietari deducono l’intollerabilità del livello di rumorosità percepito nelle singole unità abitative determinato dalla mancata insonorizzazione dell’edificio con corrispondente diminuzione di valore dello stesso.
Instaurato il giudizio si costituiscono i vari convenuti, ed il progettista ed il direttore dei lavori contestano le richieste degli attori ed eccepiscono la decadenza dall’azione ex art. 1669 c.c. in considerazione della tardività della denuncia e della proposizione della successiva azione giudiziaria.
La sentenza. Il Tribunale di Milano, ha rilevato in primo luogo l’infondatezza dell’eccezione di decadenza e prescrizione dell’azione e riportandosi all’orientamento espresso in tema di prescrizione dell’azione ex art. 1669 c.c. ha puntualizzato che il termine di un anno per la proposizione dell’azione in questione decorre dalla scoperta del vizio osservando che il dies a quo di decorrenza di tale termine “va fatto risalire al momento in cui il danneggiato dispone di sufficienti elementi conoscitivi in relazione sia alla gravità dei difetti costruttivi, sia al collegamento causale tra i vizi e l’attività progettuale costruttiva espletata” (Cass. civ. sez. II, 19.10.2012 n. 18078; Cass. sez. II, 1.02.2008 m. 2460).
Dopo aver chiarito che la natura del vizio denunciato mancato isolamento acustico dell’immobile richiedeva degli accertamenti tecnici e che pertanto solo al termine degli stessi gli attori sono stati pienamente a conoscenza dei vizi in questione, la sentenza evidenzia che essendo stata la relazione redatta nel maggio del 2010 e la denuncia è stata effettuata nel giugno dello stesso anno e l’azione, e cioè la notifica dell’atto di citazione, è stata instaurata nel dicembre dello stesso anno non vi era alcun dubbio sul rispetto dei termini previsti dall’art. 1669 c.c.
Nel merito, invece, la sentenza del Tribunale di Milano attraverso una dettagliata ricostruzione dei fatti di causa, dei rilievi effettuati dalla consulenza tecnica d’ufficio che ha messo in luce la mancata esecuzione delle opere necessarie per l’isolamento acustico dell’immobile, si conclude con la condanna a titolo di concorso della ditta appaltatrice dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, del direttore dei lavori e di tutti qui soggetti che a vario titolo hanno contributo, per colpa professionale, alla determinazione dell’evento dannoso. (Cass. sez. II, 16.2.2006 n. 3406; Cass. civ. sez. II, 21.5.2012 n. 8016)
In pratica la sentenza, condividendo le conclusioni alle quali è giunta la CTU, colloca nel novero dei gravi vizi ai quali fa riferimento l’art. 1669 del codice civile anche l’inadeguato isolamento acustico dell’immobile allineandosi in tal modo con l’orientamento ormai prevalente della giurisprudenza di legittimità secondo cui la nozione di difetto di costruzione ricomprende anche alterazioni che non investono parti essenziali dell’immobile “ma quegli elementi secondari o accessori funzionali all’impiego duraturo dell’opera e tali da incidere in modo considerevole sul godimento dell’immobile” (Cass. civ. sez. II, 4.10.2011 n. 20307; Cass. civ. sez.II, 19.2.2007 n. 3752)
Non vi è dubbio quindi, anche il mancato isolamento acustico rientra fra i gravi difetti dell’immobile e legittima il proprietario dell’unità immobiliare ad agire nei confronti di tutti quei soggetti che, a vario titolo, hanno contribuito a determinare l’evento dannoso (ditta appaltatrice, direttore dei lavori, progettisti, tecnici incaricati della redazione della relazione sull’isolamento acustico dell’edificio).

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 1669
 art. 1669
 Cass. sez. 
 sentenza 
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 Cass. 
 Cass.