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Timestamp: 2016-10-26 13:20:22+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 194 del 16.05.2008
Imposta di bollo - Art. 1, comma 1-bis, della
tariffa allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 642. Allegati agli atti da
registrare con procedure telematiche di cui all'art. 3-bis del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 463
Con istanza di
interpello, concernente l'interpretazione dell'art. 1 della tariffa allegata al DPR 26 ottobre
1972, n. 642 è stato esposto il seguente
Con riguardo all'articolo 1 della tariffa dell'imposta di bollo, parte
prima, annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
642 a seguito delle modifiche introdotte dal D.M. 22 febbraio 2007 si chiede di
conoscere se - a seguito della introduzione della modalità di pagamento
dell'imposta di bollo in sede di registrazione degli atti rogati, ricevuti o
autenticati da notai e da altri pubblici ufficiali mediante Modello Unico
Informatico - si debba ritenere che l'imposta di bollo assolta in tale sede
ricomprenda anche quella dovuta per tutti gli allegati all'originale.
Il notaio istante ritiene che la registrazione in
via telematica, con la conseguente applicazione dell'imposta di bollo in via
forfetaria, riguardi l'atto originale nella sua interezza e quindi anche gli
allegati allo stesso.
Diversamente si dovrebbe ritenere che il legislatore
abbia trattato in modo difforme il caso in cui alcuni elementi dell'atto stesso
siano in esso contenuti da quello in cui i medesimi risultino ad esso allegati;
il che, come ovvio, può dipendere esclusivamente dalla tecnica redazionale
dell'atto. Tale diversa valutazione da parte del legislatore sarebbe, ad avviso
dell'istante, priva di ogni fondamento. Il notaio istante, in conclusione,
afferma che ritenere ancora applicabile, in via autonoma ed ulteriore, l'imposta
di bollo sugli allegati, nonostante la registrazione in via telematica dell'atto
di cui gli stessi fanno parte, e ciò anche qualora essi siano documenti
autentici, rilasciati prima dell'atto al fine della sua attuazione (procure,
certificati di destinazione urbanistici etc.), non solo vanifica l'intento
innovatore del legislatore che ha mirato ad omogeneizzare, regolandola e
modernizzandola, l'applicazione dell'imposta di bollo sugli atti ricevuti da
pubblici ufficiali e registrati in via telematica, ma potrebbe addirittura
risultare contrario, in quanto costituirebbe una duplicazione, alla equa
applicazione del tributo de quo.
Si evidenzia, in via preliminare,
l'inammissibilità dell'istanza in esame in quanto non riferita a fattispecie
concreta e personale, come previsto dall'articolo 3, comma 1, del decreto del
ministero delle finanze 26 aprile 2001 n. 209.
La risposta che si fornisce non è produttiva,
pertanto, degli effetti tipici dell' "interpello del contribuente" di
cui all'articolo 11 della legge n. 212
Nel merito, si osserva quanto segue.
La registrazione, trascrizione, iscrizione, annotazione
nei registri immobiliari e la voltura catastale con procedure telematiche per
gli atti relativi a diritti sugli immobili è stata prevista con l'articolo 1
del decreto legislativo 18 gennaio 2000, n. 9,
che ha introdotto l'articolo 3-bis (Procedure telematiche, modello unico
informatico e autoliquidaizone) nel decreto legislativo 18 dicembre 18 dicembre
1997, n. 463.
Lo stesso articolo del decreto legislativo n. 9/2000, intervenendo sul decreto legislativo
n. 463/1997 (Modifiche alla disciplina dell'imposta di bollo), ha modificato
l'articolo 1, comma 1-bis, della tariffa dell'imposta di bollo e la relativa
nota 1-bis.
La circolare n. 3
del 2 maggio 2002, nell'illustrare il servizio telematico per gli atti
immobiliari, ha chiarito che "Per effetto delle disposizioni della nota
1-bis del predetto articolo 1 della tariffa annessa al d.P.R. n. 642 del 1972,
è consentito il pagamento in misura forfetaria, in un unico contesto,
dell'intero ammontare relativo all'imposta di bollo, connesso agli atti relativi
a diritti sugli immobili, sottoposti a registrazione con procedure telematiche e
cioè: imposta di bollo per l'atto rogato, ricevuto o autenticato e relative
copie conformi uso registrazione ed esecuzione di formalità ipotecarie,
comprese le note di trascrizione, le domande di annotazione e di voltura da essi
dipendenti, nonché l'imposta per l'iscrizione nel registro generale d'ordine di
cui all'articolo 2678 del codice civile. La nota aggiunta al menzionato articolo
1-bis, precisa, peraltro, che l'imposta è dovuta in misura cumulativa all'atto
della richiesta di formalità, mediante versamento da eseguire con le stesse
modalità di pagamento degli altri tributi dovuti per l'esecuzione delle
formalità per via telematica."
Successivamente, con il decreto legge 10 gennaio 2006,
n. 2, articolo 1, comma 3, - convertito con legge 11 marzo 2006, n. 81- è stata
prevista "la progressiva estensione delle procedure telematiche di cui
all'articolo 3-bis del decreto legislativo n. 463/97 a tutti i soggetti, nonché
a tutti gli atti, incluse la registrazione di atti e denunce, la presentazione
di dichiarazioni di successione, le trascrizioni, iscrizioni ed annotazioni nei
registri immobiliari ed alle volture catastali, da qualunque titolo
derivanti". I termini e le modalità dell'estensione di tale disciplina
sono stati stabiliti con provvedimento interdirigenziale dei Direttori delle
Agenzie delle entrate e del territorio, di concerto con il Ministero della
giustizia del 6 dicembre 2006.
Il comma 4 dello stesso articolo 1 del decreto legge n.
2 del 2006 ha previsto, inoltre, che con decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze fossero " stabilite a parità di gettito, le tariffe
dell'imposta di bollo dovuta in misura forfetaria ovvero commisurata alla natura
e all'entità degli adempimenti correlati, sugli atti" per i quali si
utilizza la procedura telematica.
Conseguentemente, con il decreto 22 febbraio 2007,
"ravvisata la necessità di determinare, a parità di gettito, gli importi
dell'imposta di bollo dovuti in misura forfetaria sugli atti trasmessi per via
telematica, tenendo conto, ove occorrente, degli adempimenti ad essi
correlati", sono state modificate le tariffe dell'imposta di bollo sugli
atti trasmessi per via telematica.
Come risulta dalla relazione di accompagnamento al
decreto del ministero dell'economia e delle finanze 22 febbraio 2007, "le
diverse misure dell'imposta sono state determinate tenendo conto del dettato
della norma che impone la parità di gettito nonché del "peso" medio
dei documenti relativi alle varie macrotipologie nelle quali sono stati
suddivisi gli atti. In primo luogo è stato sostituito il comma 1-bis
dell'articolo 1 della suddetta tariffa che concerne gli atti relativi a beni
immobili redatti da notai o altri pubblici ufficiali, inserendo anche gli atti
delle società e degli enti diversi dalle società. La disposizione prevede
diverse misure dell'imposta di bollo a seconda che l'atto: 1) abbia ad oggetto
il trasferimento o la costituzione di diritti reali di godimento su beni
immobili; 2) debba essere iscritto nel registro delle imprese in quanto riguarda
una società 3) comporti solo la formalità della trascrizione; 4) abbia ad
oggetto immobili, siti nei territori ove vige il sistema del libro fondiario
che, come è noto, non sono soggetti a trascrizione nei registri immobiliari ma
ad iscrizione nel libro ..."
I notai e gli altri pubblici ufficiali presentano le
richieste di registrazione, le note di trascrizione e di iscrizione nonché le
domande di annotazione e di voltura catastale su un modello unico informatico da
trasmettere per via telematica (articolo 3-bis, comma 3, d. lgs. 18/12/1997, n.
Tali formalità sono eseguite previo pagamento dei
tributi dovuti in base ad autoliquidazione.
Relativamente alle modalità di trasmissione telematica
degli atti, l'articolo 2 del d.P.R. 18 agosto 2000, n. 308 (Regolamento concernente
l'utilizzazione di procedure telematiche per gli adempimenti tributari in
materia di atti immobiliari), ha disposto che il modello unico informatico di
cui all' art. 3-sexies, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
463, deve essere trasmesso dai pubblici ufficiali per via telematica unitamente
a copia dell' atto e al prospetto in cui devono essere elencati "gli
estremi degli allegati, dei documenti e dei certificati da presentare in virtù
di disposizioni di legge o di regolamento, idonei all'applicazione del regime
tributario, anche agevolato, utilizzato in sede di autoliquidazione",
mentre la documentazione originale viene conservata dal pubblico ufficiale.
Quanto sopra premesso, si ritiene che gli importi
forfetari indicati nell'art. 1, comma 1-bis, della tariffa dell'imposta di bollo
devono intendersi riferiti all'atto principale e a quelli, da esso dipendenti,
finalizzati all'espletamento dei necessari adempimenti nei rispettivi pubblici registri (ad esempio, copia per la trascrizione e la registrazione,
nota di trascrizione e iscrizione).
Resta inteso che gli atti o documenti esterni all'atto
principale che, per tecnica redazionale, siano dal medesimo richiamati come
allegati non vanno assoggettati autonomamente all'imposta di bollo qualora per
gli stessi l'assolvimento del tributo non sia dovuto sin dall'origine, ossia,
dal momento della loro formazione (ad esempio, fotografie).
Al contrario, altri atti o documenti rilasciati o
ricevuti da pubblici ufficiali o pubbliche autorità che per loro natura siano
soggetti all'imposta fin dall'origine (ad esempio le procure, autorizzazioni,
certificati di destinazione urbanistica,ecc), ancorché allegati all'atto
principale, devono assolvere l'imposta di bollo autonomamente secondo le
indicazioni della tariffa.
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References: Art. 1
e contrario
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