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Timestamp: 2017-10-19 10:49:31+00:00

Document:
corte di cassazione - sezioni semplici - indagini preliminari e difensive
Archiviazione – particolare tenuità del fatto – assenza richiesta del P.M. – diritto di difesa – contraddittorio - lesione
Il giudice per le indagini preliminari non può adottare il provvedimento di archiviazione per particolare tenuità del fatto in assenza di una specifica richiesta in tal senso del pubblico ministero; riconoscere al giudice tale facoltà comporterebbe infatti da un lato l’assegnazione allo stesso di un potere di riconoscimento della responsabilità, seppure nella dimensione “lieve”, in assenza di richiesta della procura e, dall’altro la lesione del diritto di difesa dell’indagato e della persona offesa, che hanno diritto al contraddittorio sul punto.
Cass., sez. VI, 12 giugno 2017, n. 29151
Indagini preliminari – iscrizione nel registro delle notizie di reato di un fatto già iscritto - illegittimità
Secondo la disciplina dell’art. 335 c.p.p., al pubblico ministero è fatto divieto di procedere ad una nuova iscrizione nel registro degli indagati della stessa notizia di reato, dovendo disporne il mero aggiornamento ai sensi del comma 2 qualora risulti diversamente qualificata o circostanziata. Ne discende che la duplicazione dell’iscrizione della medesima notitia criminis deve ritenersi illegittima e, pertanto, tamquam non esset ai fini della determinazione del termine di durata massima delle indagini disciplinato dagli artt. 405 e seguenti stesso codice, con la conseguenza che dovranno ritenersi inutilizzabili gli atti che siano stati assunti “dopo la scadenza del termine” come decorrente dalla prima iscrizione, cui non abbia fatto seguito la proroga ai sensi degli artt. 406 e 407 stesso codice.
Indagini preliminari – personale A.r.p.a.t. – qualifica di p.g. – sussistenza
La normativa di riferimento in materia di personale dell’A.r.p.a.t. riveste indubbio carattere generale, relativo cioè all’intero territorio nazionale, come (implicitamente) richiesto dall’art. 57 c.p.p. proprio in tema di attribuzione delle funzioni di polizia giudiziaria. Poiché la tutela dell’ambiente è materia presidiata dalla legge penale, le funzioni di vigilanza e controllo che la normativa statale riconosce ai tecnici delle Agenzie regionali non possono non essere ricondotte nell’alveo della previsione di cui all’art. 55 c.p.p. e, quanto alla qualifica spettante ai soggetti che ne sono titolari, alla generale previsione di cui al terzo comma dell’art. 57 c.p.p.
Indagini preliminari – accertamenti urgenti – alcoltest – rifiuto di sottoporvisi - avvertimento del diritto di assistenza difensiva – obbligo – sussistenza
L’avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore, ex art. 114 disp. att. c.p.p., deve essere rivolto dagli organi di Polizia stradale al conducente del veicolo, nel momento in cui viene avviata la procedura di accertamento strumentale dell’alcolemia, con la richiesta di sottoporsi al relativo test; tale avvertimento deve essere dato anche in caso di rifiuto alla effettuazione dell’accertamento da parte dell’interessato.
Indagini preliminari – analisi del sangue su iniziativa della polizia dirette alla ricerca di alcool – mancato avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore – inutilizzabilità del risultato
E’ inutilizzabile il risultato delle analisi del sangue effettuate in ospedale su richiesta della polizia e dirette alla ricerca di alcool dopo un sinistro stradale se non viene comunicato alla persona sottoposta alle indagini che può farsi assistere da un difensore.
Cass., Sez. V, 3 marzo 2015, n. 9305
Indagini preliminari – conclusione – opposizione alla richiesta di archiviazione – provvedimento de plano - limiti
Qualora sia stata proposta opposizione alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero, il g.i.p., ai sensi dell'art. 410 c.p.p., può disporre l'archiviazione con provvedimento de plano esclusivamente in presenza di due condizioni, delle quali deve dare atto con adeguata motivazione, e cioè l'inammissibilità dell'opposizione, per l'omessa indicazione dell'oggetto dell'investigazione suppletiva, e l'infondatezza della notizia di reato. Al di fuori di tali ipotesi, in presenza di opposizione della persona offesa, non può che ricorrersi al procedimento camerale, senza del quale il provvedimento di archiviazione deve considerarsi emesso con violazione della garanzia del contraddittorio e perciò impugnabile con il ricorso per Cassazione. Ai fini dell'apprezzamento sull'ammissibilità dell'opposizione il giudice deve tenere conto della pertinenza (cioè la inerenza rispetto alla notizia di reato) e della rilevanza degli elementi di indagine proposti (cioè l'incidenza concreta sulle risultanze dell'attività compiuta nel corso delle indagini preliminari) senza però poter effettuare valutazioni anticipate di merito ovvero prognosi di fondatezza o meno di tali elementi di indagine. Cosicchè eventuali ragioni di infondatezza dei temi indicati nell'atto di opposizione non possono costituire motivo legittimo di inammissibilità, neppure ove attengano ad una valutazione prognostica dell'esito della "investigazione suppletiva" e delle relative fonti di prova indicate dalla parte offesa.
Cass., Sez. III, 23 febbraio 2015, n. 7930
Indagini preliminari – pvc Agenzia Entrate – obbligo di avviso ex art. 114 disp. att. c.p.p. – insussistenza
Considerata la natura di documento extraprocessuale ricognitivo di natura amministrativa del verbale di constatazione redatto dal personale dell'Agenzia delle Entrate, esso non presuppone l'obbligo di avviso al soggetto sottoposto a verifica fiscale della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia ed è, in quanto tale, acquisibile ed utilizzabile ai fini probatori ai sensi dell'art. 234 c.p.p.
Nel momento in cui emergono indizi di reato e non meri sospetti, occorre, però, procedere secondo le modalità prescritte dall'art. 220 disp. att. c.p.p., con la conseguenza che la parte di documento, compilata prima dell'insorgere degli indizi, ha sempre efficacia probatoria ed è utilizzabile, mentre non è tale quella redatta successivamente, qualora non siano state rispettate le disposizioni del codice di rito. Tale ultima disposizione, ricorda la Corte, va letta in relazione anche al successivo art. 223, relativo alle analisi di campioni da effettuare sempre nel corso di attività ispettive o di vigilanza ed alle garanzie dovute all'interessato, avendo lo scopo evidente di assicurare l'osservanza delle disposizioni generali del codice di rito dal momento in cui, in occasione di controlli di natura amministrativa, emergano indizi di reato.
Cass., Sez. III, 10 febbraio 2015, n. 5924
Procedimento contro ignoti – richiesta di archiviazione – poteri del g.i.p. – richiesta di iscrizione di persone note per reati diversi – legittimità
Il giudice per le indagini preliminari, richiesto dal pubblico ministero dell'archiviazione della notitia criminis iscritta contro persone ignote, può ordinare al pubblico ministero l'espletamento di ulteriori indagini nei confronti di soggetti noti e per notizie di reato diverse da quelle iscritte contro ignoti, previa annotazione del nome delle persone note e delle notizie di reato ad esse attribuite nel registro previsto dall'art. 335 cod. proc. pen. trattandosi di decisione che rientra nei poteri di controllo a lui devoluti dalla legge sull'intera "notitia criminis".
Cass., Sez. III, 20 ottobre 2014, n. 43552
Indagini preliminari – avviso ex art. 415 bis c.p.p.- omesso deposito di alcuni atti di indagine – conseguenze – nullità – esclusione – inutilizzabilità – limiti
L’omissione del deposito di atti dell'indagine preliminare, contestualmente alla notifica dell'avviso di conclusione prescritto dall'art. 415 bis cod. proc. pen., comporta l'inutilizzabilità degli atti stessi, ma non la nullità della successiva richiesta di rinvio a giudizio e del conseguente decreto che dispone il giudizio; l'indicata inutilizzabilità non sussiste quando si tratti di attività integrativa di Indagine, ex art. 430, comma secondo, cod. proc. pen., antecedente alla emissione del decreto che dispone il giudizio, se la documentazione relativa sia depositata e posta immediatamente a disposizione degli indagati, non essendo ravvisabile, in tal caso, alcuna violazione dei diritti di difesa (nella fattispecie, la documentazione bancaria relativa ad un imputato e alla società da lui amministrata, acquisita dalla polizia giudiziaria in esecuzione di decreto del pubblico ministero, ma a lui non consegnata e quindi non depositata nella Segreteria a conclusione delle indagini preliminari; la sentenza di primo grado fondava la colpevolezza degli imputati anche sulla base di detta documentazione bancaria depositata successivamente presso il pubblico ministero e cioè durante la fase dibattimentale e acquisita nel relativo fascicolo). La decisione richiama diversi precedenti conformi (Cass., Sez. 4, n. 7597 del 08.11.2013, Rv. 259121; Sez. 3, n. 8049 del 11.01.2007, Rv. 236102; Sez. 3, n. 44422 del 15.10.2003, Rv. 226346).
Cass., sez. IV, 25.3.2014, n. 13999
Indagini preliminari – accertamenti tecnici irripetibili – alcoltest – mancato avviso nomina difensore – conseguenze – nullità intermedia
La Corte di Cassazione affronta nuovamente la questione riguardante la violazione del diritto di difesa (art. 24 Cost.) dell’indagato nel momento in cui l’Autorità procedente non rispetta l’obbligo di avvisare l’interessato della facoltà di nominare un difensore per l’espletamento dell’atto (artt. 354 c.p.p. e 114 disp. att.). Con il consueto “restraint”, si ridimensiona notevolmente la possibilità di denunciare la violazione suddetta limitando i tempi entro cui potere eccepire la nullità. Qui di seguito il ragionamento seguito dal giudice di legittimità. L'accertamento del tasso alcolemico è da ricondursi alla tipologia richiamata dall'art. 354 c.p.p., comma 3; di conseguenza, in ragione del disposto dell'art. 114 disp. att. c.p.p., la polizia giudiziaria, nel compimento dell'atto, avverte la persona sottoposta alle indagini che ha facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia, senza che sia necessario procedere alla nomina di un difensore d'ufficio, qualora quello di fiducia non sia stato nominato o, nominato, non sia comparso, per procedere all'accertamento. La giurisprudenza di legittimità, con orientamento consolidato, ha affermato che la violazione dell'art. 114 disp. att. c.p.p. dà luogo ad una nullità di ordine generale ma non assoluta e richiama l'art. 182 c.p.p., comma 2, per affermare che tale nullità deve essere eccepita prima del compimento dell'atto ovvero, se ciò non è possibile, immediatamente dopo, senza attendere il compimento del primo atto successivo. La nullità in parola può essere anche rilevata d'ufficio, secondo quanto previsto dall'art. 182 c.p.p., ma ciò non è possibile quando la parte sia decaduta dalla possibilità di proporre la relativa eccezione e comunque quando la nullità si sia sanata. Con riferimento ai tempi entro cui eccepire la nullità di un atto al quale la parte assiste, Cass., sez. IV, 11.10.2012, n. 44840, CED 254959 e Cass., Sez. 1, 21.5.2004, n.24733, CED 228509, richiamano l'art. 182, comma 2, c.p.p. per fissare il termine al più tardi immediatamente dopo il compimento dell'atto, indipendentemente dal fatto che vi sia o meno un successivo atto del procedimento al quale intervengano la stessa parte o il difensore; quanto alle modalità, sarebbe possibile utilizzare lo strumento delle memorie o richieste che, ai sensi dell'art. 121 c.p.p., possono essere inoltrate in ogni stato e grado del procedimento. In alcune pronunce, la norma è stata interpretata nel senso che la nullità deve essere eccepita dal difensore subito dopo la sua nomina, ovvero entro il termine di cinque giorni che l'art. 366 c.p.p. gli concede per l'esame degli atti (Cass., Sez. III, 28.3.2012, n. 14873); in altre si è, comunque, affermato che deve considerarsi tardiva l'eccezione dedotta a distanza di parecchi giorni e in occasione di un primo atto successivo del procedimento (Cass., sez. IV, 4.11.2009, n. 45622). Assumendo una posizione ancora meno garantista, la Corte di legittimità ha precisato, inoltre, come non sia necessario, con specifico riferimento all'esecuzione di alcoltest che il termine entro il quale la nullità intermedia debba essere eccepita sia tale da garantire il previo instaurarsi del rapporto difensivo, trattandosi di eccezione che può essere avanzata direttamente dall'interessato in quanto non ricorrono facoltà processuali che comportino la cognizione di elementi tecnici rientranti nelle specifiche competenze professionali del difensore (Cass., sez. IV, 4.6.2013, CED 255989).

References: art. 114
 art. 114
 art. 223
 art. 415
 art. 430
 sentenza