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Timestamp: 2019-06-26 06:05:48+00:00

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LR SICILIA 7/2002 Disciplina lavori forniture e servizi
REGIONE SICILIA LEGGE REGIONALE 2 AGOSTO 2002, N. 7
(Pubblicata nella G. U. R. S n. 10 agosto 2002 - n. 37)
[Ultime modifiche apportate dalla LR Sicilia 19 maggio 2003 n 7]
TITOLO I - DISCIPLINA DEGLI APPALTI DI LAVORI PUBBLICI E NORME ACCELERATORIE
CAPO I - APPALTI DI LAVORI PUBBLICI
Art. 1. Applicazione normativa nazionale
1. La legge 11 febbraio 1994, n. 109, recante "Legge quadro in materia di lavori pubblici", nel testo vigente alla data di approvazione della presente legge, di seguito indicata "legge n. 109 del 1994", si applica nel territorio della Regione, ad eccezione del comma 16 bis del l'articolo 4; dell'articolo 5; dell'articolo 6; del comma 15 dell'articolo 7; dell'articolo 15; dell'articolo 23; del comma 2 dell'articolo 27; del comma 3 dell'articolo 34; del l'articolo 38, con le sostituzioni, modifiche ed integrazioni di cui alla presente legge.
2. Si applicano altresï¿½ nel territorio della Regione, nel testo vigente alla data di approvazione della presente legge, ad eccezione delle parti incompatibili con la disciplina di cui alla presente legge:
b) il decreto ministeriale 19 aprile 2000, n. 145, "Regolamento recante il capitolato generale d'appalto dei lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 3, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni";
c) il decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, "Regolamento recante istituzione del sistema di qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni";
4. I riferimenti alla licitazione privata, contenuti nella legge n. 109 del 1994 e nei regolamenti di attuazione della stessa, non si applicano nell'ambito della Regione ad eccezione di quelli relativi alla licitazione privata per la concessione di costruzione e gestione. Si applicano, altresï¿½, nell'ambito della Regione i riferimenti alla licitazione privata contenuti nelle disposizioni di cui al Titolo II della presente legge recante "Disciplina degli appalti di fornitura di beni e degli appalti di servizi e nei settori esclusi".
5. Le eventuali modifiche ed integrazioni ai regolamenti di cui al comma 2, successive all'approvazione della presente legge, semprechï¿½ coerenti con la legislazione regionale in vigore, sono adottate nella Regione con regolamento approvato con decreto del Presidente della Regione su proposta dell'Assessore regionale per i lavori pubblici, di concerto, per ciï¿½ che concerne il regolamento di cui al comma 2, lettera d), con l'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, previo parere vincolante della Commissione legislativa competente in materia di lavori pubblici del l'Assemblea regionale siciliana, che si esprime entro 30 giorni dalla ricezione dello schema di regolamento.
Art. 2. Ambito oggettivo e soggettivo di applicazione della legge
2. La lettera a) del comma 2 dell'articolo 2 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ cosï¿½ sostituita: "a) all'amministrazione regionale, alle aziende ed agli enti pubblici da essa dipendenti e/o comunque sottoposti a vigilanza, agli enti locali territoriali e/o istituzionali e loro associazioni e consorzi, agli enti ed aziende da questi dipendenti e comunque sottoposti a vigilanza, nonchï¿½ agli altri organismi di diritto pubblico e soggetti di diritto privato a prevalente o intera partecipazione pubblica".
3. Alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 2 della legge n. 109 del 1994, dopo le parole "strettamente connesse e funzionali alla esecuzione di opere comprese nella disciplina del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158" sono aggiunte le parole "ed alle societï¿½ di trasformazione urbana di cui all'articolo 120 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267".
3 bis. Al comma 2 dell'articolo 2 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 ï¿½ aggiunta la seguente lettera:
"d) agli enti di culto e/o di formazione religiosa e/o agli enti privati, limitatamente alle opere per le quali ï¿½ prevista una programmazione regionale di finanziamento. ï¿½
4. Dopo il comma 3 dell'articolo 2 della legge n. 109 del 1994, ï¿½ inserito il seguente: "3-bis. Le disposizioni della presente legge non si applicano agli interventi eseguiti direttamente dai privati a scomputo di contributi connessi ad atti abilitanti all'attivitï¿½ edilizia o conseguenti agli obblighi di cui al quinto comma dell'articolo 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, o di quanto ad essi assimilabile; per le singole opere d'importo superiore alla soglia comunitaria i soggetti privati sono tenuti ad affidare le stesse nel rispetto delle procedure di gara previste dalla direttiva 93/37/CEE del Consiglio del 14 giugno 1993. ".
4 bis. Dopo il comma 3 bis dell'articolo 2 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 ï¿½ aggiunto il seguente:
"3 ter. Gli enti di cui al comma 2, lettera d) del presente articolo, per le opere ivi previste e gli enti sottoposti a vigilanza privi di uffici tecnici si avvalgono, per le fasi di istruttoria, di aggiudicazione e successive, degli enti locali territorialmente competenti; inoltre, nei confronti degli stessi, limitatamente alle opere per le quali ï¿½ prevista una programmazione regionale di finanziamento, trovano applicazione le norme prescritte per i soggetti di cui al comma 2, lettera a) del presente articolo, ad eccezione delle norme di cui all'articolo 14. ï¿½
5. Al comma 4 dell'articolo 2 della legge n. 109 del 1994, le parole: "Le amministrazioni aggiudicatrici devono prevedere nel bando l'obbligo per il concessionario di appaltare a terzi una percentuale minima del 40 per cento dei lavori oggetto della concessione" sono sostituite dalle seguenti: "Le amministrazioni aggiudicatrici possono imporre al concessionario di lavori pubblici, con espressa previsione del bando di concessione, di affidare a terzi appalti corrispondenti a una percentuale minima del 30 per cento del valore globale dei lavori oggetto della concessione, pur prevedendo la facoltï¿½ per i candidati di aumentare tale percentuale, oppure invitare i candidati concessionari a dichiarare nelle loro offerte la percentuale, ove sussista, del valore globale dei lavori oggetto della concessione che essi intendono affidare a terzi. ".
Art. 3. Autoritï¿½ per la vigilanza sui lavori pubblici ed Osservatorio regionale dei lavori pubblici
1. Il comma 17 dell'articolo 4 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ sostituito dal seguente:
"17. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti aggiudicatori o realizzatori sono tenuti a comunicare al l'Osservatorio dei lavori pubblici, per i lavori pubblici di importo superiore a 150. 000 euro, entro trenta giorni dalla data del verbale di gara o di definizione della trattativa privata, i dati concernenti la denominazione dei lavori, il contenuto dei bandi e dei verbali di gara, i soggetti invitati, l'importo di aggiudicazione, il nominativo del l'aggiudicatario o dell'affidatario e del progettista e, entro sessanta giorni dalla data del loro compimento ed effettuazione, l'inizio, gli stati di avanzamento e l'ultimazione dei lavori, l'effettuazione del collaudo, l'importo finale del lavoro. Il soggetto che ometta, senza giustificato motivo, di fornire i dati richiesti ï¿½ sottoposto, con provvedimento dell'Autoritï¿½, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino a 30. 000 euro. La sanzione ï¿½ elevata fino a 60. 000 euro se sono forniti dati non veritieri non dipendenti da errori o errata interpretazione dei dati richiesti. Per i lavori pubblici di importo compreso fra 20. 000 euro e 150. 000 euro, le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti aggiudicatori o realizzatori sono tenuti a comunicare all'Osservatorio regionale dei lavori pubblici esclusivamente note informative sintetiche con cadenza annuale. ".
1 bis. Al comma 18 dell'articolo 4 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, l'inciso "alle sezioni regionali dell'Osservatorio dei lavori pubblici che li trasmettono alla sezione centrale" ï¿½ sostituito con il seguente "all'Osservatorio regionale dei lavori pubblici.
"19. L'Autoritï¿½ opera nel territorio della Regione.
20. L'Assessore regionale per i lavori pubblici ï¿½ autorizzato a stipulare apposita convenzione, previo parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, con l'Autoritï¿½ per la vigilanza sui lavori pubblici per l'assolvimento, nel territorio della Regione, dei compiti e delle funzioni cui l'organo ï¿½ preposto.
22. L'Osservatorio regionale dei lavori pubblici ï¿½ istituito presso l'Assessorato regionale dei lavori pubblici quale ufficio speciale posto alle dirette dipendenze dell'Assessore regionale per i lavori pubblici, cui ï¿½ preposto un dirigente.
23. L'Osservatorio regionale dei lavori pubblici ï¿½ lo strumento tecnico-gestionale della Regione per lo svolgimento di tutte le attivitï¿½ ed i compiti previsti dalla presente legge. Al fine di massimizzare l'efficienza e minimizzare l'onere di trasmissione dei dati da parte delle stazioni appaltanti di cui al comma 2, dell'articolo 2, al solo Osservatorio regionale dei lavori pubblici compete la raccolta delle informazioni relative all'intero ciclo di realizzazione dei lavori pubblici, in particolare alla fase di programmazione, esperimento della gara di appalto, affidamento, esecuzione, collaudo e gestione. Tutti i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, hanno l'obbligo di rapportarsi esclusivamente all'Osservatorio regionale per la raccolta delle informazioni utili ai servizi informativi e statistici.
25. L'Osservatorio regionale dei lavori pubblici opera anche avvalendosi del supporto tecnico e strumentale di soggetti esterni, pubblici e privati, al fine di ottimizzare qualitï¿½ e costi di gestione.
a) rileva e raccoglie informazioni e dati statistici sulle modalitï¿½ di esecuzione e sui risultati degli appalti di lavori e sul rispetto delle disposizioni vigenti in materia di subappalto, di contrattazione collettiva e di prevenzione degli infortuni;
c) promuove attivitï¿½ di indirizzo e regolazione, anche cooperando con le altre regioni ed i competenti organismi statali;
d) promuove attivitï¿½ dirette alla formazione ed alla qualificazione del personale delle amministrazioni appaltanti preposto alle attivitï¿½ di cui alla presente legge, con particolare riferimento alla sicurezza; realizza studi e ricerche, organizza convegni, acquisisce e diffonde documentazione tecnica e dati;
e) assicura le attivitï¿½ necessarie per il funzionamento del sito informatico, per la pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara;
f) espleta attivitï¿½ finalizzate agli approfondimenti ed all'uniformitï¿½ degli indirizzi interpretativi in materia di lavori pubblici;
28. I proventi dell'attivitï¿½ sanzionatoria dell'Autoritï¿½, effettuata nel territorio della Regione, e concernenti violazioni di normativa regionale, salva l'eventuale detrazione di una quota da convenirsi nella convenzione di cui al comma 20, affluiscono in entrata nel bilancio della Regione in apposita posta da istituirsi nella rubrica Dipartimento regionale lavori pubblici.
29. L'Osservatorio regionale dei lavori pubblici esplica le funzioni previste ai commi precedenti anche per i contratti di forniture di beni di cui all'articolo 31, nonchï¿½ per gli appalti di servizi e nei settori esclusi di cui agli articoli 32 e 33, per importi superiori a 50. 000 euro. ".
Art. 4. Conferenza di servizi
01. Alla fine del comma 1 dell'articolo 7 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 ï¿½ aggiunto il seguente periodo:
"Nominano altresï¿½ un responsabile unico del procedimento per le opere di manutenzione ordinaria escluse dal programma triennale di cui al comma 3 dell'articolo 14
1. Dopo il comma 6 dell'articolo 7 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ introdotto il seguente comma:
"7. Qualora alla Conferenza di servizi, convocata ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche, il rappresentante di una amministrazione invitata sia risultato assente o comunque non dotato di adeguato potere di rappresentanza, la Conferenza ï¿½ riconvocata per una sola volta, tra il decimo ed il quindicesimo giorno dalla prima convocazione, e decide prescindendo dalla presenza della totalitï¿½ delle amministrazioni invitate e dalla adeguatezza dei poteri di rappresentanza dei soggetti intervenuti. ".
Art. 5. Pareri sui progetti e Ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto di lavori pubblici
"Art. 7 bis. Conferenza speciale di servizi per i lavo-ri pubblici e Commissione regionale dei lavori pubblici ï¿½
1. Per tutti i lavori pubblici il cui importo complessivo sia inferiore o uguale alla soglia comunitaria, il parere sui progetti in linea tecnica ï¿½ espresso dal responsabile del procedimento.
2. I pareri sui progetti di importo complessivo superiore alla soglia comunitaria e fino a tre volte il medesimo importo vengono resi dalla Conferenza speciale di servizi che ï¿½ convocata con le modalitï¿½ e l'osservanza delle procedure di cui al comma 7 dell'articolo 7 dall'ingegnere capo del Genio civile della provincia in cui ricade l'opera, sulla base del progetto definitivo o esecutivo delle opere inviato dal responsabile del procedimento. Il voto del presidente in caso di paritï¿½ determina la maggioranza.
a) l'ingegnere capo del Genio civile, in qualitï¿½ di presidente;
c) i responsabili degli uffici degli enti pubblici e/o privati delegati per legge ad esprimere pareri di competenza, in qualitï¿½ di componenti;
7. L'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio, qualora ne ravvisi la necessitï¿½, puï¿½ avvalersi di non piï¿½ di cinque consulenti tecnico-giuridici scelti tra liberi professionisti di comprovata esperienza o docenti universitari.
8. Con decreto dell'Assessore regionale per i lavori pubblici sono determinate le modalitï¿½ per le spese generali per il funzionamento, per i partecipanti ed i consulenti della Conferenza speciale di servizi.
9. Ai lavori della Conferenza speciale di servizi partecipano, altresï¿½, per l'acquisizione degli assensi di competenza, i responsabili di enti e/o societï¿½ private proprietari di immobili e/o infrastrutture interessati dalla realizzazione degli interventi previsti in progetto.
10. I pareri sui progetti di importo superiore a tre volte la soglia comunitaria nonchï¿½ sui progetti di interesse ultra provinciale sono resi dalla Commissione regionale dei lavori pubblici, di seguito denominata Commissione regionale, istituita quale organo tecnico consultivo della Regione. La Commissione regionale espri-me anche il parere nei casi di appalto-concorso di cui al comma 4 dell'articolo 20.
11. La Commissione regionale svolge attivitï¿½ di consulenza tecnica per la Regione e, per consulenze di particolare complessitï¿½, su richiesta degli altri enti di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 2.
12. Al fine della semplificazione dei procedimenti di valutazione, di autorizzazione e di finanziamento per l'esecuzione di lavori pubblici di cui al comma 10, il responsabile del procedimento, o il soggetto privato attuatore di interventi, richiede la convocazione della Commissione regionale, alla quale partecipano tutti i soggetti competenti al rilascio di intese, pareri, concessioni, autorizzazioni, licenze, nulla osta ed assensi comunque denominati previsti dalla normativa vigente, nonchï¿½ il responsabile del procedimento.
13. Il parere della Commissione regionale, da rendersi su progetti definitivi o esecutivi ai sensi dell'articolo 16, sostituisce, a tutti gli effetti, qualsiasi altro esame o parere di amministrazioni o di organi consultivi monocratici o collegiali e di uffici regionali in materia di opere pubbliche.
14. La Commissione regionale assume i provvedimenti di competenza con l'osservanza delle procedure di cui al comma 7 dell'articolo 7. Il voto del presidente della Commissione regionale, in caso di paritï¿½, determina la maggioranza.
15. La Commissione regionale ï¿½ composta dal dirigente generale del dipartimento regionale dei lavori pubblici, dall'ispettore tecnico, dall'ispettore tecnico regionale, dall'avvocato generale della Regione, dall'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio e da cinque consulenti tecnico-giuridici designati dall'Assessore regionale per i lavori pubblici.
16. L'Assessore regionale per i lavori pubblici designa altresï¿½ il presidente della Commissione tra i dirigenti generali degli ispettorati tecnici, cui ï¿½ attribuito il potere di convocazione della Commissione regionale dei lavori pubblici con le modalitï¿½ di cui al comma 7 dell'articolo 7.
17. Le funzioni di segretario della Commissione regionale sono svolte da un dirigente tecnico del dipartimento cui ï¿½ affidata la presidenza.
18. Con decreto dell'Assessore regionale per i lavori pubblici sono determinate le modalitï¿½ per le spese generali per il funzionamento relativamente ai componenti ed ai consulenti della Commissione regionale.
20. Nel caso di opere e interventi sottoposti a procedura di valutazione di impatto ambientale o a procedura di incidenza in attuazione dell'articolo 4 della direttiva 85/337/CEE del Consiglio del 27 giugno 1985, partecipa alla Conferenza speciale o alla Commissione regionale l'autoritï¿½ competente in materia di valutazione di impatto ambientale ai sensi dell'articolo 91 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6.
21. Nel caso di opere ed interventi ricadenti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, a vincolo idrogeologico, che comportino riduzione di superfici boscate, che ricadono in parchi e riserve naturali ed in siti di importanza comunitaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 e successive modificazioni, nonchï¿½ nel caso di progetti richiedenti la procedura di valutazione di impatto ambientale, ovvero la procedura di valutazione di incidenza e di progetti sottoposti a preventive autorizzazioni di natura ambientale, la Conferenza speciale di servizi o la Commissione regionale si esprimono sul progetto preliminare, al fine di concordare quali siano le condizioni per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze ed i nulla osta previsti dalla normativa vigente.
22. Per le finalitï¿½ del presente articolo ï¿½ autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 200 migliaia di euro in termini di competenza e di 100 migliaia di euro in termini di cassa.
23. All'onere di cui al comma 22 si provvede in termini di competenza con parte delle disponibilitï¿½ dell'UPB 4. 2. 1. 5. 2 (capitolo 215704, codice 1001) ed in termini di cassa con parte delle disponibilitï¿½ dell'UPB 4. 2. 1. 5. 1 (capitolo 215711).
24. Per gli esercizi finanziari successivi la spesa ï¿½ valutata in 100 migliaia di euro, cui si provvede con parte delle disponibilitï¿½ dell'UPB 4. 2. 1. 5. 2 (capitolo 215704). ï¿½
ï¿½Art. 7 ter. Ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto di lavori pubblici - 1. Nelle more della compiuta applicazione del capo I della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 10, ï¿½ istituito l'Ufficio regionale per l'espletamento di gare per ldi lavori pubblici.
4. La sezione centrale svolge attivitï¿½ di espletamento delle gare d'appalto per le opere di interesse sovra-provinciale con importo a base d'asta superiore a 1. 250 migliaia di euro.
5. Le sezioni provinciali svolgono attivitï¿½ di espletamento delle gare d'appalto per le opere di interesse provinciale, intercomunale e comunale per i lavori con importo a base d'asta superiore a 1. 250 migliaia di euro.
6. Le sezioni centrale e provinciali redigono un verbale delle operazioni di gara che viene trasmesso alle amministrazioni appaltanti nonchï¿½ ai soggetti collocatisi al primo ed al secondo posto in graduatoria. Il verbale costituisce proposta ai fini dell'adozione del provvedimento di aggiudicazione da parte dell'organo competente dell'amministrazione appaltante.
7. Gli importi di cui ai commi 4 e 5 possono essere modificati, in relazione agli elementi statistici utili a determinare la concreta funzionalitï¿½ delle sezioni, con decreto dell'Assessore regionale per i lavori pubblici su deliberazione adottata dalla Giunta regionale previo parere della competente Commissione dell'Assemblea regionale siciliana
8. E' data facoltï¿½ alle amministrazioni appaltanti di avvalersi, con motivata richiesta, delle sezioni provinciali, indipendentemente dall'importo dell'appalto.
9. Presso ciascuna sezione provinciale ï¿½ costituita una commissione di tre componenti in possesso di adeguata professionalitï¿½ scelti rispettivamente tra le seguenti figure:
a) un dirigente amministrativo dell'Amministrazione regionale, previo parere della Commissione "Affari istituzionali" dell'Assemblea regionale siciliana;
10. La sezione centrale ï¿½ costituita dai presidenti delle sezioni provinciali.
11. Presso ogni sezione ï¿½ istituito un ufficio di segreteria tecnico-amministrativa, al quale ï¿½ preposto un dirigente regionale.
12. Nell'ambito degli uffici di segreteria tecnico-amministrativa, la cui dotazione non puï¿½ superare le trenta unitï¿½, possono essere assegnate in posizione di comando non piï¿½ di dieci unitï¿½ di personale proveniente da amministrazioni comunali, provinciali o dagli enti territoriali interessati.
14. All'atto dell'accettazione dell'incarico ciascun componente delle sezioni ï¿½ tenuto a presentare dichiarazione di non trovarsi in alcuna delle condizioni ostative di cui alla legge 27 marzo 2001, n. 97.
15. I componenti delle sezioni e i funzionari preposti alle segreterie restano in carica due anni. Durante tale periodo i componenti in attivitï¿½ di servizio sono distaccati presso l'Ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto di lavori pubblici. Dopo tre assenze continuative il componente dell'Ufficio di cui al comma 1 ï¿½ dichiarato decaduto e si procede alla sua sostituzione. Il rinnovo delle nomine ï¿½ effettuato almeno sei mesi prima della naturale scadenza. L'incarico di componente della commissione non puï¿½ essere rinnovato prima di due anni dalla cessazione del precedente incarico.
16. Ai componenti delle commissioni di nomina regionale spetta un'indennitï¿½ annua lorda di funzione da determinarsi con il regolamento di cui al comma 17. Per gli altri componenti l'eventuale indennitï¿½ ï¿½ posta a carico delle rispettive amministrazioni di provenienza.
19. Per l'attuazione delle disposizioni di cui al presente Capo si provvede ad imputare il relativo onere a carico del bilancio regionale relativo all'esercizio finanziario 2003. ".
Art. 6. Qualificazione
01. L'articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, si applica con le modifiche apportate dall'articolo 7, comma 1, lettera d), della legge 1 agosto 2002, n. 166.
1. Il comma 11 quinquies dell'articolo 8 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ sostituito dal seguente:
"11 quinquies. Per i lavori di importo pari o inferiore a 150. 000 euro il sistema di qualificazione delle imprese esecutrici di lavori pubblici ï¿½ cosï¿½ determinato:
a) per le imprese iscritte all'albo separato delle imprese artigiane, istituito presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, il requisito richiesto per partecipare agli appalti dei lavori pubblici, ï¿½ esclusivamente la presentazione del certificato di iscrizione, da almeno due anni, al rispettivo albo camerale;
b) per le imprese cooperative iscritte al registro prefettizio, sezione produzione e lavoro, il requisito richiesto per partecipare agli appalti dei lavori pubblici, ï¿½ esclusivamente la presentazione del certificato di iscrizione, da almeno due anni, al registro prefettizio;
c) per tutte le altre imprese non rientranti nelle fattispecie di cui alle lettere a) e b), per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici i requisiti richiesti sono quelli previsti dall'articolo 28, comma 1, lettera a) del decreto del Presidente della Repubblica del 25 gennaio 2000, n. 34 ridotti del cinquanta per cento. ".
Art. 7. Consorzi stabili
1. Al comma 5 dell'articolo 12 della legge n. 109 del 1994, l'ultimo periodo ï¿½ sostituito dal seguente: "E' vietata la partecipazione a piï¿½ di un consorzio stabile".
2. Dopo il comma 8 dell'articolo 12 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, sono aggiunti i commi 8 bis e 8 ter, come introdotti dall'articolo 7, comma 1, lettera e), della legge 1 agosto 2002, n. 166.
Art. 7 bis. - Riunione di concorrenti.
1. L'articolo 13 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, si applica con le modifiche apportate dall'articolo 7, comma 1, lettera f), della legge 1 agosto 2002, n. 166.
Art. 8. Programmazione dei lavori pubblici
1. L'articolo 14 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ sostituito dal seguente:
"Art. 14. Programmazione dei lavori pubblici ï¿½
1. L'attivitï¿½ di realizzazione dei lavori di cui alla presente legge di singolo importo superiore a 100. 000 euro si svolge sulla base di un programma triennale e di suoi aggiornamenti annuali che i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), predispongono ed approvano, nel rispetto dei documenti programmatori, giï¿½ previsti dalla normativa vigente, e della normativa urbanistica, unitamente all'elenco dei lavori da realizzare nell'anno stesso.
2. Il programma triennale costituisce momento attuativo di studi di fattibilitï¿½ e di identificazione e quantificazione dei propri bisogni che i soggetti di cui al comma 1 predispongono nell'esercizio delle loro autonome competenze e, quando esplicitamente previsto, di concerto con altri soggetti, in conformitï¿½ agli obiettivi assunti come prioritari. Gli studi individuano i lavori strumentali al soddisfacimento dei predetti bisogni, indicano le caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali ed economico-finanziarie degli stessi e contengono l'analisi dello stato di fatto di ogni intervento nelle sue eventuali componenti storico-artistiche, architettoniche, paesaggistiche, e nel-le sue componenti di sostenibilitï¿½ ambientale, socio-economiche, amministrative e tecniche. In particolare le amministrazioni aggiudicatrici individuano con prioritï¿½ i bisogni che possono essere soddisfatti tramite la realizzazione di lavori finanziabili con capitali privati, in quanto suscettibili di gestione economica. Lo schema di programma triennale e i suoi aggiornamenti annuali sono resi pubblici, prima della loro approvazione, mediante affissione nella sede dei soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), per almeno sessanta giorni consecutivi.
3. Il programma triennale deve prevedere un ordine di prioritï¿½. Nell'ambito di tale ordine sono da ritenere comunque prioritari i lavori di manutenzione, di recupero del patrimonio esistente, di completamento dei lavori giï¿½ iniziati, i progetti esecutivi approvati, nonchï¿½ gli interventi per i quali ricorra la possibilitï¿½ di finanziamento con capitale privato maggioritario.
4. Nel programma triennale sono altresï¿½ indicati i beni immobili pubblici che, al fine di quanto previsto all'articolo 19, comma 5-ter, possono essere oggetto di diretta alienazione anche del solo diritto di superficie, previo esperimento di una gara; tali beni sono classificati e valutati anche rispetto ad eventuali caratteri di rilevanza storico-artistica, architettonica, paesaggistica e ambientale e ne viene acquisita la documentazione catastale e ipotecaria.
5. I soggetti di cui al comma 1 nel dare attuazione ai lavori previsti dal programma triennale devono rispettare le prioritï¿½ ivi indicate. Sono fatti salvi gli interventi imposti da eventi imprevedibili o calamitosi, nonchï¿½ le modifiche dipendenti da sopravvenute disposizioni di legge o regolamentari ovvero da altri atti amministrativi adottati a livello statale o regionale.
6. L'inclusione di un lavoro nell'elenco annuale di cui al comma 1 ï¿½ subordinata, per i lavori di importo inferiore a 1. 000. 000 di euro, alla previa approvazione di uno studio di fattibilitï¿½ e, per i lavori di importo pari o superiore a 1. 000. 000 di euro, alla previa approvazione della progettazione preliminare, redatta ai sensi dell'articolo 16, salvo che per i lavori di manutenzione, per i quali ï¿½ sufficiente l'indicazione degli interventi accompagnata dalla stima sommaria dei costi.
7. Un lavoro puï¿½ essere inserito nell'elenco annuale, limitatamente ad uno o piï¿½ lotti, purchï¿½ con riferimento all'intero lavoro sia stata elaborata la progettazione almeno preliminare e siano state quantificate le complessive risorse finanziarie necessarie per la realizzazione dell'intero lavoro. In ogni caso l'amministrazione nomina, nell'ambito del personale ad esso addetto, un soggetto idoneo a certificare la funzionalitï¿½, fruibilitï¿½ e fattibilitï¿½ di ciascun lotto.
9. L'elenco annuale predisposto dalle amministrazioni aggiudicatrici deve essere approvato unitamente al bilancio preventivo, di cui costituisce parte integrante, e deve contenere l'indicazione dei mezzi finanziari stanziati sullo stato di previsione o sul proprio bilancio, ovvero disponibili in base a contributi o risorse dello Stato, o di altri enti pubblici, giï¿½ stanziati nei rispettivi stati di previsione o bilanci, nonchï¿½ acquisibili ai sensi dell'articolo 3 del decreto legge 31 ottobre 1990, n. 310, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 1990, n. 403, e successive modificazioni. Un'opera non inserita nell'elenco annuale puï¿½ essere realizzata solo sulla base di un autonomo piano finanziario che non utilizzi risorse giï¿½ previste tra i mezzi finanziari dell'amministrazione al momento della formazione dell'elenco, fatta eccezione per le risorse resesi disponibili a seguito di ribassi d'asta o di economia. Agli enti locali territoriali si applicano le disposizioni previste dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni ed integrazioni.
12. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti ad adottare il programma triennale e gli elenchi annuali dei lavori sulla base di schemi tipo, definiti con decreto del l'Assessore regionale per i lavori pubblici entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. I programmi e gli elenchi, dopo la loro adozione, sono trasmessi alla sezione regionale dell'Osservatorio dei lavori pubblici che ne dï¿½ pubblicitï¿½.
14. Costituiscono parte integrante ed essenziale del programma una cartografia su scala adeguata, che indichi la localizzazione di tutte le opere previste ed una relazione generale, che illustri la concreta utilitï¿½ di ciascuna delle opere in rapporto alla situazione complessiva delle strutture localmente esistenti o inserite nel programma, raffrontata all'effettivo bacino di utenza ed evidenzi le condizioni che possono influire sulla realizzazione delle singole opere alla stregua delle previsioni degli strumenti urbanistici e dell'eventuale esistenza di vincoli a tutela di interessi pubblici.
15. Il programma adottato dall'ente ï¿½ trasmesso alla Presidenza della Regione e a ciascuno degli assessorati regionali competenti a finanziare le opere inserite. Il programma ï¿½, altresï¿½, inviato per conoscenza alle province regionali nel cui territorio le opere devono essere realizzate.
16. Nell'adottare il programma, gli enti possono modificare le previsioni o l'ordine delle prioritï¿½ di quello precedente in dipendenza di nuove disposizioni legislative o di sopravvenute circostanze di fatto, da indicare nella relativa deliberazione, che rendano opportuno il mutamento nell'interesse pubblico, ovvero, nel caso di elezione diretta del sindaco o del presidente della provincia regionale, limitatamente all'adattamento del programma triennale di opere pubbliche al programma elettorale depositato. Le modifiche richiedono il voto favorevole della maggioranza dei presenti nella seduta dell'organo deliberante.
18. E', altresï¿½, riservata all'Amministrazione regionale competente la programmazione degli interventi di sistemazione idraulica ed idraulico-forestale tenuto conto delle proposte degli ispettorati forestali, degli uffici del Genio civile, degli enti locali e degli enti gestori delle aree naturali protette.
19. I soggetti di cui alla lettera a) del comma 2 del l'articolo 2 nel provvedere al conferimento di incarichi di progettazione ed agli atti conseguenziali tendenti alla realizzazione di opere pubbliche, si attengono al l'or dine di prioritï¿½ contenuto nel programma di cui al presente articolo. In casi di particolare urgenza gli enti possono derogare all'ordine di prioritï¿½ generale, con voto favorevole dell'organo deliberante dell'ente, purchï¿½ sia in ogni caso rispettato l'ordine relativo al settore di intervento. ".
Art. 9. Programmi regionali di finanziamento di opere pubbliche. Relazioni istituzionali
"Art. 14 bis. Programmi regionali di finanziamento di opere pubbliche - 1. Salvo eventi imprevedibili o calamitosi che richiedano interventi urgenti ed indifferibili, ï¿½ vietato all'Amministrazione regionale concedere finanziamenti a carico di fondi propri, o di cui abbia la gestione, in favore degli enti di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 2 per la realizzazione di opere pubbliche estranee ai programmi di cui al precedente articolo o quando la richiesta dell'ente non ne rispetti l'ordine delle prioritï¿½.
3. La Presidenza della Regione e ciascuno degli assessorati regionali ripartiscono annualmente le somme disponibili per il finanziamento di opere pubbliche secondo un programma di spesa cui possono aggiungersi altri interventi solo in caso di economie o di sopravvenute disponibilitï¿½ finanziarie. Il programma ï¿½ corredato di una relazione contenente l'elenco delle richieste di finanziamento pervenute e l'enunciazione dei criteri di selezione delle stesse.
4. In aderenza agli obiettivi indicati dal documento di programmazione economico-finanziaria di cui all'articolo 2 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, i programmi di spesa identificano i settori di intervento, gli ambiti territoriali di intervento prioritari per ciascun settore, le prioritï¿½ per ogni settore ed indicano tutte le risorse disponibili e le fonti regionali ed extra regionali che concorrono alla formazione delle risorse.
6. Le istanze di finanziamento, insieme con i programmi triennali delle opere pubbliche, sono presentate dai soggetti interessati alla Presidenza della Regione o ai singoli assessorati regionali in relazione alle rispettive competenze; nelle stesse istanze deve essere specificato se per la medesima opera ï¿½ stata o sarï¿½ presentata richiesta di finanziamento ad enti diversi dalla Regione o ad altro ramo dell'Amministrazione regionale e/o se ï¿½ stato o sarï¿½ previsto il concorso di finanza privata. Il provvedimento di ammissione a finanziamento determina l'obbligo di presentazione del progetto esecutivo dell'opera entro il termine di centoventi giorni, salvo rinunzia espressa.
a) attuazione di prioritï¿½ contenute nel piano di sviluppo socio-economico regionale e nei relativi progetti di attuazione;
b) esigenza di completamento di progetti generali di opere, parte delle quali siano state giï¿½ realizzate;
8. Nel programma di spesa ciascun progetto ï¿½ sempre finanziato per intero. E' tuttavia possibile il finanziamento di progetti che, pur facendo parte di un piï¿½ ampio progetto generale, siano giï¿½ dotati di una distinta funzionalitï¿½ e prevedano la realizzazione di opere autonomamente fruibili da parte degli utenti.
10. L'insieme dei programmi deve comprendere l'intera disponibilitï¿½ offerta dal bilancio regionale e da risorse finanziarie gestite dalla Presidenza della Regione o dagli assessorati regionali. I programmi devono assicurare che una parte delle disponibilitï¿½ possa essere impiegata per la copertura di eventuali maggiori spese emergenti dalla progettazione esecutiva. Restano estranei ai programmi di cui al presente articolo le somme destinate ad interventi imposti da eventi imprevedibili o calamitosi, nonchï¿½ le modifiche dipendenti da sopravvenute disposizioni di legge o di regolamenti ovvero da altri atti amministrativi adottati a livello statale o regionale.
11. La Presidenza della Regione e ciascuno degli assessorati regionali provvedono con decreto al finanziamento delle singole opere dopo l'approvazione del progetto esecutivo, che l'ente deve inoltrare corredato degli atti che comprovano la realizzabilitï¿½ dell'opera alla stregua della normativa urbanistica nonchï¿½ la positiva acquisizione delle autorizzazioni e dei pareri ivi compresi quelli relativi alla eventuale valutazione di impatto ambientale richiesti dalle leggi vigenti. Si ha riguardo al l'approvazione del progetto definitivo quando la gara deve essere bandita sul progetto medesimo. Contestualmente al finanziamento viene disposto l'accreditamento delle somme occorrenti per i pagamenti che si prevede debbano essere effettuati entro l'esercizio finanziario.
12. Qualora gli enti destinatari dei finanziamenti disposti dall'Amministrazione regionale non provvedano ad avviare le procedure per l'appalto dei lavori entro tre mesi dalla comunicazione del decreto di finanziamento, l'Assessore regionale che ha concesso il finanziamento provvede senza necessitï¿½ di diffida alla nomina di un commissario "ad acta" per gli adempimenti di competenza e per quelli relativi alla stipula del contratto d'appalto e per la consegna dei lavori.
13. Le somme corrispondenti ai ribassi d'asta dei lavori finanziati dall'Amministrazione regionale con fondi propri affluiscono per il cinquanta per cento in entrata del bilancio degli enti appaltanti di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 2 in apposito capitolo "Fondo di rotazione" per l'anticipazione delle spese professionali e tecniche per la progettazione, per lo studio geologico e per gli altri studi ed indagini necessarie, il cui importo ï¿½ reintegrato al momento del finanziamento dell'opera; il restante cinquanta per cento ï¿½ iscritto in appositi capitoli da istituirsi negli stati di previsione della spesa del ramo di Amministrazione regionale che ha disposto il finanziamento per essere utilizzato, ove necessario, per il finanziamento di eventuali perizie di variante e suppletive dei lavori entro il limite previsto dalla vigente normativa nonchï¿½ per la realizzazione di opere della medesima tipologia d'investimento e, solo in caso di ulteriore residualitï¿½ delle somme, per il finanziamento di opere di imperiosa urgenza; puï¿½ altresï¿½ essere iscritto nell'apposito capitolo dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici per essere utilizzato per il funzionamento e la nomina dei consulenti della Conferenza speciale di servizi per i lavori pubblici e per il funzionamento della Commissione regionale dei lavori pubblici.
14. Nel caso di opere ricadenti in comuni con popolazione non superiore a cinquemila abitanti e per i comuni delle isole minori la percentuale dei ribassi d'asta che affluisce in entrata nel bilancio dei comuni stessi, nell'apposito capitolo "Fondo di rotazione" per le finalitï¿½ previste dal comma 12, ï¿½ pari al 60 per cento.
15. Al compimento dell'intera opera entro i termini contrattuali, i fondi residui, destinati ai finanziamenti e alla realizzazione della stessa ed economizzati, costituiscono avanzo di amministrazione vincolato da utilizzare per il finanziamento di spese in conto capitale dei bilanci degli enti appaltanti o per impinguare il capitolo di bilancio relativo al "Fondo di rotazione" per le spese di progettazione di cui al comma 12. ï¿½
ï¿½Art. 14 ter. Relazioni istituzionali - 1. Nell'ambito dei lavori di predisposizione del programma triennale, nonchï¿½ per quelli di aggiornamento annuale, il Presidente della Regione o l'Assessore regionale competente convoca una o piï¿½ riunioni con le associazioni degli imprenditori e le organizzazioni sindacali, per illustrare le scelte compiute, le finalitï¿½ delle opere nei programmi e le risorse finanziarie disponibili.
3. I soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), prima di inviare al Presidente della Regione o all'Assessore regionale competente le proposte di lavori pubblici da realizzare nel loro territorio, convocano una o piï¿½ riunioni con le associazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali, per illustrare le scelte compiute e le finalitï¿½ delle opere incluse nei programmi.
4. Nelle riunioni di cui al comma 1, i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a) verificano le osservazioni e le proposte pervenute che, per quanto compatibili con le finalitï¿½ del programma triennale o di quello annuale, sono ivi inserite.
Art. 10. Modifiche all'articolo 16 della legge n. 109 del 1994
1. Il titolo dell'articolo 16 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ sostituito dal seguente: "Attivitï¿½ di studio e progettazione".
2. Dopo il comma 2 dell'articolo 16 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ inserito il seguente comma:
"2 bis. Ove richiesto, l'attivitï¿½ di progettazione ï¿½ preceduta da uno studio di fattibilitï¿½ che si articola in una relazione contenente:
a) l'esposizione della fattibilitï¿½ dell'intervento, le relazioni geologiche, geotecniche, idrologiche, idrauliche e sismiche di prima approssimazione delle aree interessate e dell'esito degli accertamenti in ordine agli eventuali vincoli di natura storica, artistica, archeologica, paesaggistica o di qualsiasi altra natura interferenti sulle aree o sugli immobili interessati;
b) lo studio sui prevedibili effetti della realizzazione dell'intervento e del suo esercizio sulle componenti ambientali e sulla salute dei cittadini. ".
3. Al comma 6 dell'articolo 16 della legge n. 109 del 1994, dopo le parole "momenti di verifica" ï¿½ inserita la seguente parola "tecnica".
Art. 11. Attivitï¿½ di studio, progettazione, direzione dei lavori ed accessorie
1. L'articolo 17 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ sostituito dal seguente:
"Art. 17. Effettuazione delle attivitï¿½ di studio, progettazione, direzione dei lavori e accessorie ï¿½
1. Le prestazioni relative alle attivitï¿½ di studio, rilievi ed indagini connesse, progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva nonchï¿½ alla direzione dei lavori, alle funzioni dei responsabili della sicurezza, ed agli incarichi di supporto tecnico-amministrativo alle attivitï¿½ del responsabile unico del procedimento e del dirigente competente alla formazione del programma triennale di cui all'articolo 14, e a tutte le attivitï¿½ di cui alle categorie 11 e 12 dell'allegato 1A del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157 e successive modifiche ed integrazioni, comprese le prestazioni professionali dei geologi, sono espletate:
b) dagli uffici consortili di progettazione e di direzione dei lavori che i comuni, i rispettivi consorzi ed unioni, le aziende unitï¿½ sanitarie locali, i consorzi, gli enti di industrializzazione e gli enti di bonifica possono costituire con le modalitï¿½ di cui agli articoli 2, comma 2, 30, 31 e 32 del decreto legislativo 18 giugno 2000, n. 267;
c) dagli organismi di altre pubbliche amministrazioni di cui le singole amministrazioni aggiudicatrici possono avvalersi per legge o per ordinanza; per le opere marittime e portuali possono altresï¿½ avvalersi del Genio civile opere marittime;
e) dalle societï¿½ di professionisti di cui al comma 5, lettera a);
f) dalle societï¿½ di ingegneria di cui al comma 5, lettera b);
g-bis) da consorzi stabili di societï¿½ di professionisti di cui al comma 6, lettera a), e di societï¿½ di ingegneria di cui al comma 6, lettera b), anche in forma mista, formati da non meno di tre consorziati che abbiano operato nel settore dei servizi di ingegneria e architettura, per un periodo di tempo non inferiore a cinque anni, e che abbiano deciso di operare in modo congiunto secondo le previsioni del comma 1 dell'articolo 12. E' vietata la partecipazione a piï¿½ di un consorzio stabile. Ai fini della partecipazione alle gare per l'affidamento di incarichi di progettazione e attivitï¿½ tecnico-amministrative ad essa connesse, il fatturato globale in servizi di ingegneria e architettura realizzato da ciascuna societï¿½ consorziata nel quinquennio o nel decennio precedente ï¿½ incrementato secondo quanto stabilito dall'articolo 12, comma 8-bis, della presente legge; ai consorzi stabili di societï¿½ di professionisti e di societï¿½ di ingegneria si applicano altresï¿½ le disposizioni di cui ai commi 4, 5, 6 e 7 del predetto articolo 12.
2. I provvedimenti di affidamento concernenti la scelta degli uffici, organismi e soggetti di cui al comma 1 nonchï¿½ gli affidamenti aventi natura fiduciaria sono di competenza:
3. Gli studi e i progetti redatti dai soggetti di cui al comma 1, lettere a), b) e c), sono firmati da dipendenti delle amministrazioni abilitati all'esercizio della professione. I tecnici diplomati, in assenza dell'abilitazione, possono firmare i progetti, nei limiti previsti dagli ordinamenti professionali, qualora siano in servizio presso l'amministrazione aggiudicatrice, ovvero abbiano ricoperto analogo incarico presso un'altra amministrazione aggiudicatrice da almeno cinque anni e risultino inquadrati in un profilo professionale tecnico e abbiano svolto o collaborato ad attivitï¿½ di progettazione.
4. Il regolamento definisce i limiti e le modalitï¿½ per la stipulazione per intero, a carico delle amministrazioni aggiudicatrici, di polizze assicurative per la copertura dei rischi di natura professionale a favore dei dipendenti incaricati dello studio o della progettazione o delle altre attivitï¿½ previste nella presente legge. Nel caso di affidamento delle medesime attivitï¿½ a soggetti esterni, la stipulazione ï¿½ a carico dei soggetti stessi.
a) societï¿½ di professionisti le societï¿½ costituite esclusivamente tra professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali, nelle forme delle societï¿½ di persone di cui ai Capi II, III e IV del Titolo V del libro quinto del Codice civile ovvero nella forma di societï¿½ cooperativa di cui al Capo I del Titolo VI del libro quinto del Codice civile, che eseguono studi di fattibilitï¿½, ricerche, consulenze, progettazioni o direzioni dei lavori, valutazioni di congruitï¿½ tecnico-economica o studi di impatto ambientale. I soci delle societï¿½ agli effetti previdenziali sono assimilati ai professionisti che svolgono l'attivitï¿½ in forma associata ai sensi dell'articolo 1 della legge 23 novembre 1939, n. 1815. Ai corrispettivi delle societï¿½ si applica il contributo integrativo previsto dalle norme che disciplinano le rispettive casse di previdenza;
b) societï¿½ di ingegneria le societï¿½ di capitali di cui ai Capi V, VI e VII del Titolo V del libro quinto del Codice civile, che eseguono studi di fattibilitï¿½, ricerche, consulenze, progettazioni o direzioni dei lavori, valutazioni di congruitï¿½ tecnico-economica o studi di impatto ambientale. Ai corrispettivi relativi alle predette attivitï¿½ professionali si applica il contributo integrativo qualora previsto dalle norme legislative che regolano la cassa di previdenza di ciascun professionista firmatario del pro getto.
6. Il regolamento stabilisce i requisiti organizzativi e tecnici che devono possedere le societï¿½ di cui al comma 5.
7. Indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto affidatario dell'incarico, lo stesso deve essere espletato da professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali, personalmente responsabili e nominativamente indicati giï¿½ in sede di presentazione dell'offerta o nella convenzione di incarico, ove lo stesso sia affidato direttamente, con la specificazione delle rispettive qualificazioni professionali. Deve inoltre essere indicata, sempre nell'offerta o nella convenzione di incarico, ove lo stesso sia affidato direttamente, la persona fisica incaricata dell'integrazione tra le varie prestazioni specialistiche. Il regolamento definisce le modalitï¿½ per promuovere la presenza anche di giovani professionisti nei gruppi concorrenti ai bandi per l'aggiudicazione.
8. Gli affidatari di incarichi di studio o progettazione non possono partecipare agli appalti o alle concessioni di lavori pubblici, nonchï¿½ agli eventuali subappalti o cottimi, per i quali abbiano svolto la suddetta attivitï¿½ di progettazione; ai medesimi appalti, concessioni di lavori pubblici, subappalti e cottimi non puï¿½ partecipare un soggetto controllato, controllante o collegato all'affidatario di incarichi di progettazione. Le situazioni di controllo e di collegamento si determinano con riferimento a quanto previsto dall'articolo 2359 del Codice civile. I divieti di cui al presente comma sono estesi ai dipendenti dell'affidatario dell'incarico di progettazione, ai suoi collaboratori nello svolgimento dell'incarico e ai loro dipendenti, nonchï¿½ agli affidatari di attivitï¿½ di supporto alla progettazione e ai loro dipendenti.
9. Per l'affidamento degli incarichi relativi alle prestazioni di cui al comma 1, il cui importo stimato sia pari o superiore alla corrispondente soglia comunitaria, IVA esclusa, si applicano le disposizioni di cui alla direttiva 92/50/CEE del Consiglio del 18 giugno 1992, ed al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157 e successive modificazioni.
11. Per gli incarichi relativi alle prestazioni di cui al comma 1 il cui importo stimato sia inferiore a 100. 000 euro, IVA esclusa, le stazioni appaltanti possono procedere all'affidamento a professionisti singoli o associati di loro fiducia.
12. Gli enti appaltanti non possono subordinare la corresponsione dei compensi relativi allo svolgimento della progettazione e delle attivitï¿½ tecnico-amministrative ad essa connesse all'ottenimento del finanziamento dell'opera.
13. Ciascun ente non puï¿½ affidare nel corso dell'anno solare allo stesso professionista incarichi fiduciari che cumulativamente eccedano l'importo di 100. 000 euro, IVA esclusa. Nel caso di incarico fiduciario a professionisti associati, ai fini del calcolo predetto, si fa riferimento alla quota attribuita ad ogni singolo professionista associato, e ciï¿½ anche nel caso di affidamento ai soggetti di cui alle lettere e) ed f) del comma 1.
14. La stazione appaltante che ha conferito l'incarico fiduciario deve darne adeguata pubblicitï¿½ con comunicazione scritta da inviare agli ordini e collegi professionali competenti per territorio entro trenta giorni dal conferimento medesimo attraverso il rappresentante legale dell'ente.
15. Gli enti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a) non possono affidare incarichi di studio, di progettazione e di direzione lavori a dipendenti di uffici tecnici di altri enti pubblici, salvo che si tratti di dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale, con prestazione lavorativa non superiore al cinquanta per cento di quella a tempo pieno, nonchï¿½ di categorie di dipendenti pubblici ai quali ï¿½ consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attivitï¿½ libero-professionali.
16. Nella convenzione stipulata fra stazione appaltante e progettista incaricato sono previste le condizioni e le modalitï¿½ per il pagamento dei corrispettivi con riferimento a quanto previsto dagli articoli 9 e 10 della legge 2 marzo 1949, n. 143, e successive modificazioni.
17. Nel caso di affidamento di incarichi di progettazione ai sensi del comma 1, l'attivitï¿½ di direzione dei lavori ï¿½ affidata, con prioritï¿½ rispetto ad altri professionisti esterni, al progettista incaricato. In tal caso il conteggio effettuato per stabilire l'importo stimato, ai fini dell'affidamento dell'incarico di progettazione, deve comprendere l'importo della direzione dei lavori.
18. Quando la prestazione riguarda la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, nonchï¿½ tecnologico, le stazioni appaltanti valutano in via prioritaria la opportunitï¿½ di applicare la procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee. A tali concorsi si applicano le disposizioni in materia di pubblicitï¿½ previste dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157 e successive modificazioni.
19. I corrispettivi delle attivitï¿½ di progettazione sono calcolati, ai fini della determinazione dell'importo da porre a base dell'affidamento, applicando le aliquote che il Ministro di giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture, determina, con proprio decreto, ripartendo in tre aliquote percentuali la somma delle aliquote attualmente fissate, per i livelli di progettazione, dalle tariffe in vigore per i medesimi livelli. Con lo stesso decreto sono rideterminate le tabelle dei corrispettivi a percentuale relativi alle diverse categorie di lavori, anche in relazione ai nuovi oneri finanziari-assicurativi, e la percentuale per il pagamento dei corrispettivi per le attivitï¿½ di supporto di cui all'articolo 7, comma 5, nonchï¿½ per le attivitï¿½ del responsabile di progetto e le attivitï¿½ dei coordinatori in materia di sicurezza introdotti dal decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494.
20. I corrispettivi determinati in conformitï¿½ al decreto ministeriale 4 aprile 2001 e, per quanto in esso non previsto, alla legge 2 marzo 1949 n. 143 e sue modifiche ed integrazioni ovvero ai provvedimenti normativi concernenti l'aggiornamento degli onorari spettanti agli ingegneri ed agli architetti, sono minimi inderogabili ai sensi del l'ultimo comma dell'articolo unico della legge 4 marzo 1958, n. 143, introdotto dall'articolo unico della legge 5 maggio 1976, n. 340. Ogni patto contrario ï¿½ nullo.
21. In tutti gli affidamenti di cui al presente articolo l'affidatario puï¿½ avvalersi del subappalto, per la propria area di competenza, limitatamente alle attivitï¿½ relative alle indagini geologiche, geotecniche e sismiche, a sondaggi, a rilievi, a misurazioni e picchettazioni, alla predisposizione di elaborati specialistici e di dettaglio, con l'esclusione delle prestazioni professionali. Resta comunque impregiudicata la responsabilitï¿½ del progettista.
22. Le progettazioni definitiva ed esecutiva sono di norma affidate al medesimo soggetto, pubblico o privato, salvo che in senso contrario sussistano particolari ragioni, accertate dal responsabile del procedimento. In tal caso occorre l'accettazione, da parte del nuovo progettista, dell'attivitï¿½ progettuale precedentemente svolta. L'affidamento puï¿½ ricomprendere entrambi i livelli di progettazione, fermo restando che l'avvio di quello esecutivo resta sospensivamente condizionato alla determinazione delle stazioni appaltanti sulla progettazione definitiva.
23. I soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), operanti nei settori di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, possono affidare le progettazioni, nonchï¿½ le connesse attivitï¿½ tecnico-amministrative per lo svolgimento delle procedure per l'affidamento e la realizzazione dei lavori di loro interesse direttamente a societï¿½ di ingegneria di cui al comma 5, lettera b), che siano da essi stessi controllate, purchï¿½ almeno l'80 per cento della cifra d'affari media realizzata dalle predette societï¿½ nella Unione europea negli ultimi tre anni derivi dalla prestazione di servizi al soggetto da cui esse sono controllate. Le situazioni di controllo si determinano ai sensi dell'articolo 2359 del Codice civile. ".
Art. 12. Fondo di rotazione per la progettazione definitiva
1. Dopo l'articolo 17 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ inserito il seguente articolo:
"Articolo 17 bis. Fondo di rotazione per la progettazione definitiva ï¿½
1. E' istituito nel bilancio della Regione, rubrica Ispettorato tecnico lavori pubbli ci, un fondo di rotazione per la copertura finanziaria delle spese occorrenti per la progettazione definitiva ed il perfezionamento delle procedure tecniche, amministra tive ed operative, necessarie per l'accesso ai flussi di finanziamento, anche di provenienza extraregionale, per la realizzazione di interventi per la riqualificazione urbana ed il recupero del tessuto urbanistico, edilizio ed ambientale.
2. L'importo del fondo di cui al comma 1 ï¿½ determinato, per l'esercizio finanziario 2003, in 20. 000 migliaia di euro cui si provvede, ai sensi dell'articolo 45, comma 14, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, mediante l'utilizzo di parte delle economie realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per i lavori pubblici, previa deliberazione della Giunta regionale, vengono stabilite le modalitï¿½ di utilizzazione del fondo di cui al comma 1 che comunque devono attenersi ai seguenti criteri:
a) validitï¿½ triennale del programma di utilizzazione con riferimento ai programmi di spesa;
b) ripartizione del fondo con prioritï¿½ per gli enti locali, o consorzi tra essi, con popolazione complessiva inferiore a 15. 000 abitanti e per gli interventi di completamento o di messa in sicurezza o di valorizzazione del patrimonio urbanistico e/o ambientale.
4. A seguito del finanziamento dell'opera le spese di progettazione anticipate con le risorse del fondo vengono reintroitate al medesimo. ".
Art. 13. Incentivi e spese di progettazione
01. Al comma 1 dell'articolo 18 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 le parole "ed assunti in un regolamento adottato dall'amministrazione" sono sostituite con le parole "e fissati da ciascun ente in un regolamento".
02. Dopo il primo periodo del comma 1 dell'articolo 18 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, sono inseriti i periodi: "Per le attivitï¿½ di cui al presente comma svolte dagli uffici centrali e periferici della Regione, i criteri di ripartizione delle somme e la percentuale effettiva sono stabiliti, previa contrattazione decentrata, con decreto dell'Assessore regionale competente. Il decreto di ripartizione emanato dall'Assessore regionale per i lavori pubblici costituisce linee guida per l'Amministrazione regionale.
1. Al comma 2 dell'articolo 18 della legge n. 109 del 1994, dopo le parole "lo abbiano redatto" aggiungere le seguenti: "tenendo conto del grado di responsabilitï¿½ professionale assunta".
1 bis. Al comma 2 dell'articolo 18 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, sono soppresse le parole "nel regolamento di cui.
2. Dopo il comma 2 dell'articolo 18 della legge n. 109 del 1994, aggiungere il seguente comma 2. 1:
"2. 1. Il 25 per cento delle somme di cui ai precedenti commi ï¿½ assegnato al responsabile unico del procedimento, in considerazione dell'importanza delle sue funzioni e delle responsabilitï¿½ assunte. ".
Art. 14. Inserimento di articoli
"Art. 18 bis. Prezzario unico regionale - 1. Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale e su proposta dell'Assessore regionale per i lavori pubblici, ï¿½ adottato il prezzario unico regionale per i lavori pubblici, a cui si attengono, per la realizzazione dei lavori di loro competenza, tutti gli enti di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 2. Il prezzario deve contenere il maggior numero possibile di prezzi corrispondenti a lavorazioni e forniture in opera, compiutamente descritte, realizzabili nelle opere pubbliche in Sicilia.
2. Il prezzario unico regionale ï¿½ aggiornato, ogni dodici mesi, anche con riferimento al prezzario unico nazionale, con la stessa procedura di cui al comma 1. ï¿½
ï¿½Art. 18 ter. Aggiornamento prezzi - 1. Gli enti di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 2 nel caso in cui sia stato pubblicato un nuovo prezzario unico regionale, prima della indizione della gara possono aggiornare, su parere motivato del responsabile del procedimento, i prezzi dei progetti, senza necessitï¿½ di sottoporre gli stessi ad ulteriori pareri o ad approvazioni.
2. L'aggiornamento viene effettuato sulla base del prezzario regionale vigente. ï¿½
ï¿½Art. 18 quater. Parere igienico-sanitario - 1. Il parere igienico-sanitario ï¿½ espresso dal responsabile del competente servizio di igiene pubblica distrettuale dell'azien-da unitï¿½ sanitaria locale nel cui territorio ricade l'opera progettata.
2. Nel caso di opere che ricadano nel territorio di piï¿½ aziende sanitarie locali, non appartenenti allo stesso comune, esprime il parere il servizio di igiene pubblica del distretto dell'azienda unitï¿½ sanitaria locale il cui territorio ï¿½ maggiormente interessato dalla realizzazione dell'opera, con l'obbligo di darne conoscenza alle altre aziende.
4. Fatta salva la responsabilitï¿½ dell'organo competente ad esprimere il parere, questo s'intende reso favorevolmente in mancanza di pronunzia entro i termini previsti. ï¿½
ï¿½Art. 18 quinquies. Opere marittime e portuali e sul demanio marittimo - 1. Per l'esecuzione di opere pubbliche di urbanizzazione primaria relative a strumenti urbanistici approvati, ricadenti in terreno demaniale marittimo regionale, ï¿½ richiesta l'autorizzazione del l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, che esprime il proprio parere, senza consultazioni di altri uffici regionali o statali, salvo gli obblighi derivanti da prescrizioni dell'autoritï¿½ militare o da necessitï¿½ connesse alla difesa nazionale.
2. L'autorizzazione dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente s'intende acquisita favorevolmente in mancanza di pronunzia entro novanta giorni dalla richiesta, in pendenza di successive regolarizzazioni amministrative. ".
Art. 15. Sistemi di realizzazione dei lavori pubblici
1. L'articolo 19 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, ï¿½ sostituito dal seguente:
3. La stazione appaltante ï¿½ facultata a ricorrere al sistema di cui al comma 2, lettera b), nei seguenti casi:
a) lavori la cui componente impiantistica o tecnologica incida per piï¿½ del 50 per cento sul valore dell'opera;
4. Per l'affidamento dei contratti di cui al comma 2, lettera b), la gara ï¿½ indetta sulla base del progetto definitivo di cui all'articolo 16, comma 4.
5. L'appaltatore che partecipa ad un appalto integrato di cui al comma 2, lettera b), deve dimostrare nell'offerta il possesso dei requisiti professionali previsti dal bando per la redazione del progetto esecutivo, e ciï¿½ anche mediante l'eventuale ricorso a professionisti esterni; il bando indica l'ammontare delle spese di progettazione esecutiva comprese nell'importo a base di appalto ed i requisiti richiesti al progettista, in conformitï¿½ a quanto richiesto dalla normativa in materia di gare di progettazione. L'ammontare delle spese di progettazione non ï¿½ soggetto a ribasso d'asta. L'appaltatore risponde dei ritardi e degli oneri conseguenti alla necessitï¿½ di introdurre varianti in corso d'opera a causa di carenze del progetto esecutivo.
6. Le concessioni di lavori pubblici sono contratti conclusi in forma scritta fra un imprenditore e una amministrazione aggiudicatrice, aventi a oggetto la progettazione definitiva, la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori pubblici, o di pubblica utilitï¿½, e di lavori a essi strutturalmente e direttamente collegati, nonchï¿½ la loro gestione funzionale ed economica. La controprestazione a favore del concessionario consiste unicamente nel diritto di gestire funzionalmente e di sfruttare economicamente tutti i lavori realizzati. Qualora necessario il soggetto concedente assicura al concessionario il perseguimento dell'equilibrio economico-finanziario degli investimenti e della connessa gestione in relazione alla qualitï¿½ del servizio da prestare, anche mediante un prezzo, stabilito in sede di gara. A titolo di prezzo, i soggetti aggiudicatori possono cedere in proprietï¿½ o diritto di godimento beni immobili nella propria disponibilitï¿½, o allo scopo espropriati, la cui utilizzazione sia strumentale o connessa all'opera da affidare in concessione, nonchï¿½ beni immobili che non assolvono piï¿½ a funzioni di interesse pubblico, o altri beni aventi valore economico. Qualora il soggetto concedente disponga di progettazione definitiva o esecutiva, l'oggetto della concessione, quanto alle prestazioni progettuali, puï¿½ essere circoscritto alla revisione della progettazione e al suo completamento da parte del concessionario.
7. La durata della concessione non puï¿½ essere superiore a trenta anni salvo motivati casi di equilibrio economico-finanziario degli investimenti che richiedano termini di durata piï¿½ ampi. I presupposti e le condizioni di base che determinano l'equilibrio economico-finanziario degli investimenti e della connessa gestione, da richiamare nelle premesse del contratto, ne costituiscono parte integrante. Le variazioni apportate dall'amministrazione aggiudicatrice a detti presupposti o condizioni di base, nonchï¿½ norme legislative e regolamentari che stabiliscano nuovi meccanismi tariffari o nuove condizioni per l'esercizio delle attivitï¿½ previste nella concessione, qualora determinino una modifica dell'equilibrio del piano, comportano la sua necessaria revisione da attuare mediante rideterminazione delle nuove condizioni di equi librio, anche tramite la proroga del termine di scadenza delle concessioni, e in mancanza della predetta revisione il concessionario puï¿½ recedere dalla concessione. Nel caso in cui le variazioni apportate o le nuove condizioni introdotte risultino favorevoli al concessionario, la revisione del piano deve essere effettuata a vantaggio del concedente. Nel caso di recesso del concessionario si applicano le disposizioni dell'articolo 37 septies, comma 1, lettere a) e b), e comma 2. Il contratto deve contenere il piano economico-finanziario di copertura degli investimenti e deve prevedere la specificazione del valore residuo al netto degli ammortamenti annuali, nonchï¿½ l'eventuale valore residuo dell'investimento non ammortizzato al termine della concessione.
9. Il concessionario, ovvero la societï¿½ di progetto di cui all'articolo 37 quater, partecipano alla conferenza speciale di servizi o alla Commissione regionale di cui all'articolo 7 bis finalizzate all'esame ed alla approvazione dei progetti di loro competenza; in ogni caso essi non hanno diritto di voto.
10. L'Assessore regionale per i lavori pubblici promuove un'intesa con INPS, INAIL e Cassa edile, al fine di semplificare le procedure relative alla certificazione della regolaritï¿½ contributiva, mediante un documento unico (DURC). Il documento unico attesta la regolaritï¿½ contributiva e retributiva del rapporto di lavoro relativamente all'impresa esecutrice di lavori pubblici, in occasione di ogni pagamento ed alla conclusione dei lavori, rispetto all'adempimento da parte delle imprese degli obblighi relativi ai versamenti dei contributi previdenziali ed assicurativi dovuti all'INPS, all'INAIL ed alla Cassa edile. La mancata o negativa certificazione preclude ogni forma di pagamento in favore dall'impresa esecutrice dei lavori.
12. Per i fini di cui ai commi precedenti ï¿½ istituito un collegamento informatizzato tra l'Osservatorio regionale dei lavori pubblici e le casse edili presenti nel territorio della Regione. Le modalitï¿½ di attivazione e le procedure applicative sono determinate da un accordo da realizzarsi tra l'Assessore regionale per i lavori pubblici, le associazioni degli imprenditori edili e le organizzazioni sindacali di rappresentanza dei lavoratori delle costruzioni.
13. Salvo quanto previsto dall'articolo 7 ter e dal comma 3 ter dell'articolo 2, le amministrazioni aggiudicatrici e i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), non possono affidare a soggetti pubblici o di diritto privato l'espletamento delle funzioni e delle attivitï¿½ di stazione appaltante di lavori pubblici. Sulla base di apposita convenzione le amministrazioni dei comuni possono affidare le funzioni di stazione appaltante all'amministrazione della rispettiva provincia regionale.
16. In sostituzione totale o parziale delle somme di denaro costituenti il corrispettivo dell'appalto, il bando di gara puï¿½ prevedere il trasferimento all'appaltatore della proprietï¿½ o altro diritto reale su beni immobili ovvero di altri beni aventi valore economico appartenenti all'amministrazione aggiudicatrice; detto trasferimento avviene non appena approvato il certificato di collaudo dei lavori. La gara avviene tramite offerte che possono riguardare la sola acquisizione dei beni, la sola esecuzione dei lavori, ovvero congiuntamente l'esecuzione dei lavori e l'acquisizione dei beni. L'aggiudicazione avviene in favore della migliore offerta congiunta relativa alla esecuzione dei lavori e alla acquisizione dei beni ovvero in favore delle due migliori offerte separate relative, rispettivamente, alla acquisizione dei beni e alla esecuzione dei lavori, qualora la loro combinazione risulti piï¿½ conveniente per l'amministrazione aggiudicatrice rispetto alla predetta migliore offerta congiunta. La gara si intende deserta qualora non siano presentate offerte per l'acquisizione del bene. Il regolamento di cui all'articolo 3, comma 2, disciplina compiutamente le modalitï¿½ per l'effettuazione della stima degli immobili di cui al presente comma nonchï¿½ le modalitï¿½ di aggiudicazione. ".
Art. 16. Procedure di scelta del contraente
1. Il comma 1 dell'articolo 20 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ cosï¿½ sostituito:
"1. Gli appalti di cui all'articolo 19 sono affidati mediante pubblico incanto. ".
2 bis. Al comma 3 dell'articolo 20 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, dopo le parole "o trattativa privata" sono aggiunte le parole "o cottimo-appalto, di cui all'articolo 24 bis.
3. Il comma 4 dell'articolo 20 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ sostituito dal seguente:
"4. L'affidamento di appalti mediante appalto concorso ï¿½ consentito ai soggetti appaltanti in seguito a propria motivata decisione, previo parere della Commissione regionale dei lavori pubblici, per speciali lavori o per la realizzazione di opere complesse o ad elevata componente tecnologica, la cui progettazione richieda il possesso di competenze particolari o la scelta tra soluzioni tecniche differenziate. Lo svolgimento della gara ï¿½ effettuato sulla base di un progetto preliminare, redatto ai sensi dell16, nonchï¿½ di un capitolato prestazionale corredato dell'indicazione delle prescrizioni, delle condizioni e dei requisiti tecnici inderogabili. L'offerta ha ad oggetto il progetto esecutivo ed il prezzo. ".
4. All'articolo 20 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ aggiunto il seguente comma:
"5. Con decreto dell'Assessore regionale per i lavori pubblici, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e sentito il parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, sono emanati bandi tipo uniformi che devono essere adottati ed applicati, per l'espletamento delle gare di cui al presente articolo ad eccezione di quelle di cottimo-appalto, da tutti gli enti appaltanti, nonchï¿½ il capitolato di appalto tipo, secondo le prescrizioni del decreto ministeriale 19 aprile 2000, n. 145. Il responsabile del procedimento certifica la corrispondenza del bando al bando tipo di riferimento; in casi eccezionali possono inserirsi nel bando specifiche modifiche che il responsabile del procedimento deve idoneamente evidenziare e giustificare in sede di certificazione. ".
Art. 17. Criteri di aggiudicazione e commissioni aggiudicatrici
1. Il comma 1 dell'articolo 21 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ cosï¿½ sostituito:
"1. L'aggiudicazione degli appalti mediante pubblico incanto ï¿½ effettuata con il criterio del prezzo piï¿½ basso inferiore a quello posto a base di gara, determinato, per tutti i contratti, sia a corpo che a misura, che a corpo e misura, mediante offerta espressa in cifra percentuale di ribasso, con 2 cifre decimali, sull'importo complessivo a base d'asta, da applicare uniformemente a tutto l'elenco prezzi posto a base di gara. ".
2. Al comma 1 bis dell'articolo 21 della legge n. 109 del 1994 il primo periodo si applica con le modifiche introdotte con l'articolo 7, comma 1, lettera n) della legge 1 agosto 2002, n. 166, al medesimo comma ï¿½ soppresso il secondo periodo; dopo il terzo periodo sono inseriti i seguenti: "Il bando o la lettera di invito possono precisare le modalitï¿½ di presentazione delle giustificazioni, nonchï¿½ indicare quelle eventualmente necessarie per l'ammissibilitï¿½ delle offerte. Ove l'esame delle giustificazioni richieste e prodotte non sia sufficiente ad escludere l'incongruitï¿½ della offerta, il concorrente ï¿½ chiamato ad integrare i documenti giustificativi ed all'esclusione puï¿½ provvedersi solo all'esito della ulteriore verifica, in contraddittorio. ".
"1 ter. L'aggiudicazione degli appalti mediante pubblico incanto, o licitazione privata nel caso di concessione di costruzione e gestione, puï¿½ essere effettuata con il criterio dell'offerta economicamente piï¿½ vantaggiosa, determinata in base agli elementi di cui al comma 2, lettera a), nel caso di appalti di importo superiore alla soglia comunitaria in cui, per la prevalenza della componente tecnologica o per la particolare rilevanza tecnica delle possibili soluzioni progettuali, si ritiene possibile che la progettazione possa essere utilmente migliorata con integrazioni tecniche proposte dall'appaltatore.
1 quater. Il possesso di tutti i requisiti di partecipazione alla gara richiesti dal relativo bando deve essere attestato in un'unica dichiarazione resa dal partecipante a norma di legge. ".
Art. 18. Aggiudicazione ed esecuzione di lavori in caso di ricorso amministrativo e/o giudiziario
1. Dopo l'articolo 21 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ inserito il seguente articolo:
"Art. 21 bis. - Aggiudicazione ed esecuzione di lavori in caso di ricorso amministrativo e/o giudiziario - 1. Il verbale di gara di appalto dei lavori deve essere redatto immediatamente, sottoscritto dall'impresa aggiudicataria, se presente, e pubblicato, per almeno tre giorni consecutivi non festivi nella sede degli enti dove ï¿½ svolta la gara. Ove l'aggiudicatario non sia presente, deve essergli data comunicazione immediata da parte del responsabile del procedimento.
3. In caso di rilievi e contestazioni l'ente appaltante, e per esso il responsabile del procedimento, ï¿½ tenuto a decidere entro il termine perentorio di dieci giorni dalla loro trasmissione.
4. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 3, in mancanza di decisione, i rilievi e le contestazioni si intendono respinti ed il verbale di gara diviene definitivo.
5. Fatto salvo l'esercizio del potere di autotutela, in caso di ricorso in sede amministrativa e/o giurisdizionale l'ente appaltante, in assenza di provvedimento cautelare sospensivo definitivo, ï¿½ tenuto a consegnare i lavori all'aggiudicatario risultante dal verbale divenuto definitivo ai sensi dei commi 2, 3 e 4 senza attendere la definizione nel merito del giudizio.
6. La disposizione di cui al comma precedente si applica anche per le procedure relative agli appalti di fornitura di beni e servizi. ".
Art. 19. Trattativa privata
1. Al comma 1, lettera a), dell'articolo 24 della legge n. 109 del 1994 l'inciso "non superiore a 300. 000 ECU" ï¿½ sostituito dal seguente: "non superiore a 150. 000 euro".
Al comma 1, lettera b) , dell'articolo 24 l'inciso "superiore a 300. 000 ECU" ï¿½ sostituito dal seguente: "superiore a 150. 000 euro". Al comma 1, lettera c), dell'articolo 24 l'inciso "non superiore a 300. 000 ECU" ï¿½ sostituito dal seguente: "non superiore a 150. 000 euro".
2. Il comma 5 dell'articolo 24 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ cosï¿½ sostituito:
"5. L'affidamento di appalti di cui al comma 1 avviene mediante gara informale alla quale debbono essere invitati almeno cinque concorrenti nei comuni con popolazione inferiore a 10. 000 abitanti e almeno dieci concorrenti nei comuni con popolazione superiore a 10. 000 abitanti. ".
9. Il ricorso alla trattativa privata ï¿½ di competenza del legale rappresentante dell'ente, il quale adotta la relativa determinazione previo parere degli uffici competenti.
11. Per l'affidamento dei lavori mediante trattativa privata, previa gara informale, si applica il criterio del massimo ribasso di cui all'articolo 1, primo comma, lettera a) della legge 2 febbraio 1973, n. 14. Sono escluse dall'aggiudicazione le offerte che presentano un ribasso superiore di oltre il 20 per cento rispetto alla media aritmetica di tutte le offerte ammesse. La procedura di esclusione automatica non ï¿½ esercitabile qualora il numero delle offerte ammesse risulti inferiore a cinque.
Art. 20. Cottimo e contratto aperto
"Art. 24 bis. cottimo-appalto - 1. Il cottimo ï¿½ consentito per l'esecuzione di opere o lavori di importo fino a 150. 000 euro.
2. Il ricorso al cottimo-appalto ï¿½ di competenza del legale rappresentante dell'ente, il quale adotta le determinazioni di autorizzazione all'espletamento delle gare informali previo parere degli uffici competenti.
4. Nelle procedure di affidamento a cottimo-appalto si applicano le disposizioni di cui all'articolo 24, comma 11.
5. Ai fini della formazione degli elenchi delle imprese che possono assumere lavori con la procedura del cottimo, sulla diramazione degli inviti e sulla partecipazione alla relativa gara informale, si osservano le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Regione 25 novembre 1993 recante il Regolamento tipo sulle modalitï¿½ di affidamento di lavori pubblici mediante cottimo fiduciario.
6. Entro il 31 dicembre 2003 gli enti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a) adottano i propri regolamenti in conformitï¿½ al Regolamento-tipo di cui al comma 5 e formano gli elenchi ivi indicati.
7. Decorso il termine di cui al comma 6 non ï¿½ consentito l'affidamento di alcun cottimo da parte degli enti che non abbiano ancora formato gli elenchi di cui al comma 5.
8. Fino alla formazione degli elenchi di cui al comma 5, e comunque non oltre il 31 dicembre 2003, gli enti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a) esperiscono le procedure di cottimo-appalto sulla base delle norme in vigore alla data di approvazione della presente legge. ï¿½
ï¿½Art. 24 ter. Contratto aperto per lavori di pronto intervento e di manutenzione - 1. Sono contratti aperti gli appalti in cui la prestazione ï¿½ pattuita con riferimento ad un determinato arco di tempo, per interventi non predeterminati nel numero, ma resi necessari secondo le necessitï¿½ della stazione appaltante.
2. Nel caso di contratti aperti relativi a lavori di pronto intervento e a lavori di manutenzione, di cui deve essere comunque dimostrata l'imprevedibilitï¿½ e l'urgenza, qualora l'importo dei lavori da eseguire ecceda l'importo contrattuale, il direttore dei lavori dï¿½ comunicazione al responsabile del procedimento per le opportune determinazioni. Il responsabile del procedimento puï¿½ autorizzare l'ulteriore spesa, fino ad un totale complessivo pari all'originario importo posto a base di gara e comunque non superiore a 150. 000 euro. ".
(comma 2 delï¿½art24 ter abrogato dalla LR Sicilia 7/2003)ï¿½
Art. 21. Varianti in corso d'opera
1. L'ultimo periodo del comma 3 dell'articolo 25 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ sostituito dal seguente:
"L'importo in aumento relativo a tali varianti non puï¿½ superare, rispettivamente, il 10 per cento per i lavori di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro e il 5 per cento per gli altri lavori dell'importo originario del contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera tra le somme a disposizione dell'amministrazione".
Art. 22. Collaudi
1. L'articolo 28 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ sostituito dal seguente:
"Art. 28. Collaudi - 1. Per tutti i lavori oggetto della presente legge ï¿½ redatto un certificato di collaudo secondo le modalitï¿½ previste dal regolamento. Il certificato di collaudo ha carattere provvisorio e assume carattere definitivo decorsi due anni dall'emissione del medesimo. Decorso tale termine, il collaudo si intende tacitamente approvato ancorchï¿½ l'atto formale di approvazione non sia intervenuto entro due mesi dalla scadenza del medesimo termine. Nel caso di lavori di importo sino a 200. 000 euro il certificato di collaudo ï¿½ sostituito da quello di regolare esecuzione; per i lavori di importo superiore, ma non eccedenti i 500. 000 euro, ï¿½ in facoltï¿½ del soggetto appaltante sostituire il certificato di collaudo con quello di regolare esecuzione. Il certificato di regolare esecuzione ï¿½ comunque emesso non oltre tre mesi dalla data di ultimazione dei lavori.
a) in caso di opere di particolare complessitï¿½;
4. La nomina del collaudatore tecnico-amministrativo ï¿½ di competenza del Presidente della Regione o del l'Assessore regionale competente per le opere direttamente finanziate ad altri enti o di propria competenza, ferma restando l'imputazione della spesa per il collaudo alla quota per spese tecniche previste in progetto ai sensi della presente legge. L'Amministrazione regionale interessata deve ricevere lo stato finale e gli atti necessari entro la metï¿½ del tempo indicato nel capitolato speciale d'appalto per l'esecuzione del collaudo; nei casi previsti dal comma 2 del presente articolo, l'Amministrazione regionale interessata, non oltre novanta giorni dal ricevimento della comunicazione di stipulazione del contratto, procede alla nomina. Decorso infruttuosamente tale termine la nomina ï¿½ effettuata dalle amministrazioni aggiudicatrici. Gli incarichi di collaudo statico sono conferiti dall'amministrazione aggiudicatrice. La nomina del collaudatore tecnico-amministrativo, nel caso di opere non finanziate dalla Regione, ï¿½ di competenza dell'ente che finanzia l'opera medesima.
5. Gli incarichi di collaudo tecnico-amministrativo sono affidati a tecnici liberi professionisti con specifica competenza, purchï¿½ iscritti da almeno dieci anni negli albi degli ordini professionali per opere di importo superiore ad un milione di euro. Per opere di importo pari o inferiore a un milione di euro la suddetta anzianitï¿½ ï¿½ ridotta a cinque anni. Per queste ultime gli incarichi di collaudo tecnico-amministrativo possono essere affidati anche a tecnici pubblici funzionari, con anzianitï¿½ di servizio non inferiore a 5 anni e muniti di idonea professionalitï¿½. Il corrispettivo dei predetti incarichi di collaudo grava sulla somma di cui al comma 1 dell'articolo 18 ed ï¿½ determinato secondo quanto ivi previsto.
6. Se il collaudo ï¿½ affidato a commissioni, queste possono comprendere pubblici funzionari e/o dirigenti, in servizio con almeno dieci anni di anzianitï¿½ nella rispettiva qualifica presso la pubblica amministrazione, fatto salvo il disposto dell'articolo 13 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.
7. Ai fini dell'affidamento degli incarichi di cui ai commi 5 e 6 l'anzianitï¿½ di servizio presso la pubblica amministrazione e quella eventuale di iscrizione agli albi degli ordini professionali con la medesima competenza sono cumulabili, semprechï¿½ non siano contestuali.
8. L'anzianitï¿½ ï¿½ rilevata dagli elenchi degli ordini professionali provinciali o dalle tabelle delle amministrazioni.
9. Gli incarichi di collaudo non possono essere affidati a magistrati ordinari, amministrativi e contabili, a tecnici appaltatori di opere pubbliche o interessati negli appalti stessi; non possono altresï¿½ essere affidati a legali rappresentanti, amministratori, soci, sindaci o dipendenti o consulenti stabili di imprese individuali, di cooperative o societï¿½ aventi per oggetto l'appalto affidato. Tali requisiti devono risultare da apposita dichiarazione degli interessati, presentata contestualmente all'accettazione dell'incarico e con firma autenticata a norma di legge.
10. Le amministrazioni aggiudicatrici, nell'affidamento di incarichi di collaudo a propri funzionari e/o dirigenti ai sensi del comma 4, tenuto conto della capacitï¿½ e delle esperienze professionali, devono osservare il principio della rotazione degli incarichi stessi, nonchï¿½ quello della loro equa ripartizione anche in relazione all'entitï¿½ finanziaria dell'opera.
11. Non possono essere conferiti incarichi di collaudatore, di collaudatore statico o di componente di commissione di collaudo, in corso d'opera o finale, di componente di commissione giudicatrice di appalto-concorso, di componente di commissione giudicatrice di concorso di progettazione, di componente di commissione giudicatrice di concessione di costruzione e gestione, nonchï¿½ di componente di commissione di appalto per forniture di beni o servizi, a chi nei due anni precedenti la data del conferimento abbia ricevuto uno o piï¿½ di detti incarichi, per uno o piï¿½ contratti di appalto di lavori pubblici i cui importi iniziali, cumulati, eccedano i 35 milioni di euro, esclusa IVA.
12. Non puï¿½ inoltre conferirsi incarico di collaudatore, di collaudatore statico, di componente di commissione di collaudo, a chi abbia in corso altro di tali incarichi relativamente ad appalto di lavori pubblici affidato alla stessa impresa con cui intercorre il contratto oggetto del nuovo incarico. Il divieto vige anche nel caso in cui il precedente rapporto concerna una delle imprese riunite titolari del nuovo contratto o un raggruppamento di imprese che comprenda l'appaltatore o una delle imprese riunite cui ï¿½ affidata la realizzazione dell'opera.
15. Nell'applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 non si tiene conto degli incarichi non retribuiti perchï¿½ svolti nell'adempimento dei compiti di istituto.
16. I componenti di uffici od organi competenti ad esprimere pareri tecnici o a dare autorizzazioni su opere sulle quali ï¿½ chiamato a pronunziarsi l'ufficio o l'organo di cui fanno parte, non possono ricevere incarichi retribuiti di studio, di progettista, direttore dei lavori o collaudatore anche statico relativamente a tali opere.
18. I componenti di organi consultivi della Regione o degli enti locali, che abbiano reso dichiarazioni non veritiere in ordine alle situazioni di incompatibilitï¿½ di cui al presente articolo, decadono automaticamente dall'incarico. La revoca ï¿½ dichiarata dall'autoritï¿½ competente alla nomina.
19. Per le opere di importo superiore a 2. 500 migliaia di euro, esclusa I. V. A, si procede alla nomina di commissioni di collaudo, composte da due componenti. Per le opere di importo superiore a 5. 000 migliaia di euro, esclusa I. V. A. , il numero dei componenti le commissioni di collaudo ï¿½ elevato a tre; in tal caso almeno due dei componenti devono essere in possesso di professionalitï¿½ tecnica.
20. Gli incarichi di collaudo tecnico-amministrativo conferiti a commissioni di piï¿½ professionisti, ai fini dell'applicazione delle tariffe professionali, si intendono affidati a componenti non riuniti in collegio, ad eccezione di quelli riguardanti lavori caratterizzati dalle presenze di piï¿½ categorie specialistiche, nel quale caso deve essere specificata, nel disciplinare d'incarico, l'attribuzione ai singoli tecnici della categoria per la quale sono chiamati ad effettuare le attivitï¿½ di collaudo.
22. Al medesimo spetta un compenso pari ad un terzo dell'onorario del singolo collaudatore, oltre al rimborso delle spese documentate. Lo stesso criterio di rimborso delle sole spese documentate ï¿½ applicato a tutti gli altri componenti della commissione di collaudo.
23. Resta salva la facoltï¿½ di conferire incarichi di collaudo a tecnici diplomati nei limiti delle specifiche competenze ed, in tal caso, agli stessi ï¿½ corrisposto un onorario determinato secondo le tariffe di appartenenza.
24. Gli incarichi di collaudatore, anche statico, o di componente di commissione di collaudo non possono essere conferiti, a pena di nullitï¿½, prima dell'affidamento dei lavori.
25. Le norme del presente articolo si applicano per gli incarichi affidati dopo l'entrata in vigore della presente legge. ".
Art. 23. Pubblicitï¿½
1. L'articolo 29 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ sostituito dal seguente:
"Art. 29. Pubblicitï¿½ - 1. Le caratteristiche essenziali degli appalti di lavori pubblici di importo pari o superiore alla soglia comunitaria, contenuti nei programmi, sono rese note mediante comunicazione di preinformazione all'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali dell'Unione europea.
2. Per i lavori di importo pari o superiore alla soglia comunitaria, gli avvisi ed i bandi sono inviati all'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali dell'Unione europea. Gli avvisi e i bandi sono altresï¿½ pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e, dopo dodici giorni dall'invio all'ufficio delle pubblicazioni ufficiali dell'Unione europea, per estratto su almeno uno dei principali quotidiani nazionali con particolare diffusione nella Regione e su almeno tre quotidiani regionali.
3. Per i lavori di importo pari o superiore a un milione di euro ed inferiore alla soglia comunitaria, gli avvisi ed i bandi di gara sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e, per estratto, su uno dei principali quotidiani nazionali con particolare diffusione nella regione e su almeno tre quotidiani regionali, nonchï¿½ su almeno un periodico a diffusione regionale e su un periodico edito dall'Assemblea regionale siciliana o dalla Fondazione "Federico II".
4. Per i lavori di importo compreso tra 200. 000 e un milione di euro gli avvisi ed i bandi di gara sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e, per estratto, su almeno tre dei principali quotidiani aventi maggiore diffusione nella provincia in cui si eseguono i lavori, nonchï¿½ su un periodico a diffusione regionale.
5. Per gli importi inferiori a 200. 000 euro la pubblicazione ï¿½ effettuata presso l'albo pretorio del comune ove si eseguono i lavori ovvero presso l'albo pretorio del comune sede della stazione appaltante.
6. E' facoltï¿½ dell'ente appaltante ricorrere ad ulteriori forme di pubblicitï¿½ anche telematica.
8. La Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana deve pubblicare, senza oneri, i bandi di cui al presente articolo entro dodici giorni dalla ricezione della richiesta. Il termine di ricezione della domanda di partecipazione alla gara deve essere stabilito dagli enti appaltanti in misura non inferiore a quindici giorni dalla data della pubblicazione suddetta. Ai fini dell'assolvimento del predetto ordine di pubblicitï¿½, lo stesso giornale non puï¿½ essere utilizzato contemporaneamente come nazionale e come regionale.
9. La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana dei bandi va fatta per estratto e non deve eccedere, di massima, le seicentocinquanta parole. Al termine dell'estratto, l'ente appaltante deve indicare l'ufficio presso cui gli interessati possono acquisire il bando in forma integrale. La pubblicazione per estratto dei predetti avvisi e bandi su quotidiani e periodici deve essere effettuata utilizzando lo stesso corpo dei caratteri dei testi della Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
10. Gli estratti di avvisi e di bandi di gara contengono le seguenti notizie: la tipologia delle commesse, l'importo dei lavori, la localitï¿½ di esecuzione, la data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunitï¿½ europee e/o nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, la data di presentazione dell'offerta e della domanda di partecipazione alla gara, l'indirizzo dell'ufficio ove potere acquisire le informazioni necessarie.
11. Le spese relative alla pubblicitï¿½ devono essere inserite nel quadro economico del progetto tra le somme a disposizione dell'amministrazione, che ï¿½ tenuta ad assicurare il rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo, tramite il responsabile del procedimento di cui all'articolo 80, comma 10, del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, il quale, in caso di mancata osservanza delle disposizioni stesse, deve effettuare a proprio carico le forme di pubblicitï¿½ ivi disciplinate, senza alcuna possibilitï¿½ di rivalsa sull'amministrazione.
Art. 24. Garanzie e coperture assicurative
01. Al comma 1 dell'articolo 30 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 le parole "dall'impegno del fideiussore" sono sostituite dalle parole "dall'impegno di un fideiussore.
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 30 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ aggiunto il seguente comma:
"1 bis. Per i lavori d'importo a base d'asta inferiori alla soglia comunitaria e superiori a 150. 000 euro la cauzione di cui al comma 1 ï¿½ ridotta allo 0,50 per cento da prestarsi a mezzo di fideiussione bancaria. Per i lavori d'importo a base d'asta fino a 150. 000 euro la cauzione non ï¿½ richiesta. La previsione di cui al presente comma, nelle gare per lavori di importo a base d'asta inferiore a 750. 000 euro, non si applica alle imprese che presentino copia autenticata di tre fideiussioni bancarie provvisorie ancora valide; in tali casi si applica il comma 1".
2. Al comma 2 dell'articolo 30 della legge n. 109 del 1994 il secondo periodo ï¿½ sostituito dai seguenti:
"In caso di aggiudicazione con ribasso d'asta superiore al 10 per cento, la garanzia fideiussoria ï¿½ aumentata di un punto percentuale per ciascun punto eccedente il 10 per cento e fino al 20 per cento di ribasso; ove poi il ribasso sia superiore al 20 per cento, al precedente si aggiunge l'aumento di due punti percentuali, per ogni punto di ribasso superiore al 20 per cento. La cauzione definitiva ï¿½ progressivamente svincolata a decorrere dal raggiungimento di un importo dei lavori eseguiti, attestato mediante stati d'avanzamento lavori o analogo documento, pari al 50 per cento dell'importo contrattuale. Al raggiungimento dell'importo dei lavori eseguiti di cui al precedente periodo, la cauzione ï¿½ svincolata in ragione di 1/3 dell'ammontare garantito. L'ammontare residuo ï¿½ svincolato secondo la normativa vigente. ".
3. Al comma 4 dell'articolo 30 della legge n. 109 del 1994 le parole "gli ammontari stabiliti con decreto del Ministro dei lavori pubblici" sono sostituite con " gli ammontari stabiliti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ".
5. Al comma 5 dell'articolo 30 della legge n. 109 del 1994 dopo le parole "dal pagamento della parcella professionale" ï¿½ inserito il seguente periodo: "La garanzia ï¿½ ridotta del 50 per cento in caso di progettista o progettisti incaricati della progettazione esecutiva certificati con il sistema di qualitï¿½ conforme alla norme europee della serie UNI EN ISO 9000 e alla vigente normativa nazionale, rilasciata da soggetti accreditati ai sensi delle norme europee della serie UNI EN ISO 45000, ovvero in caso di progettista o progettisti provvisti di dichiarazione della presenza di elementi significativi e tra di loro correlati del sistema di qualitï¿½ rilasciata dai soggetti accreditati ai sensi delle norme europee della serie UNI EN ISO 45000. ".
6. Alla fine del comma 7 bis dell'articolo 30 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ aggiunto il seguente periodo: "Il sistema, una volta istituito, ï¿½ obbligatorio per tutti i contratti di cui all'articolo 19, comma 2, lettera b), di importo superiore a 50 milioni di euro. ".
Art. 25. Modifiche all'articolo 31 della legge 11 febbraio 1994, n. 109
1. All'articolo 31 della legge n. 109 del 1994, ovunque ricorrono le parole "decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494", sono aggiunte le seguenti: "e successive modifiche ed integrazioni. ".
Art. 26. Modifiche all'articolo 32 della legge 11 febbraio 1994, n. 109
2. Alla fine del comma 4 dell'articolo 32 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ aggiunto il seguente periodo: "Sono fatte salve le disposizioni che prevedono la costituzione di collegi arbitrali in difformitï¿½ alla normativa abrogata, contenute nelle clausole di contratti o capitolati d'appalto giï¿½ stipulati alla data di entrata in vigore del regolamento, a condizione che i collegi arbitrali medesimi non risultino giï¿½ costituiti alla data di entrata in vigore della presente disposizione".
3. Dopo il comma 4 dell'articolo 32 della legge n. 109 del 1994 ï¿½ aggiunto il seguente:
"4 bis. Sono abrogate tutte le disposizioni che, in contrasto con i precedenti commi, prevedono limitazioni ai mezzi di risoluzione delle controversie nella materia dei lavori pubblici come definita all'articolo 2. ".
Art. 27. Riunione di concorrenti
7. Qualora le imprese riunite in associazione temporanea e risultate aggiudicatarie si costituiscono successivamente in consorzio, devono ricomprendere nella composizione degli organi della struttura consortile solo i soggetti che nelle singole imprese avevano la rappresentanza legale o compiti di direzione tecnica dell'impresa alla data della celebrazione della gara. ".
(Articolo abrogato dalla Legge Regione Sicilia 19 maggio 2003 n 7)
Art. 27 bis. - Aree cimiteriali. ï¿½
1. All'articolo 37 bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109, ï¿½ aggiunto il seguente comma:
"3. Per gli ampliamenti di aree cimiteriali ed interventi nelle stesse, la competenza a ricorrere allo strumento della finanza di progetto ï¿½ attribuita all'organo esecutivo della stazione appaltante, il quale delibera anche in deroga ai termini di cui al presente articolo.
Art. 28. Societï¿½ di progetto
1. Il comma 1 bis dell'articolo 37 quinquies della legge n. 109 del 1994 ï¿½ cosï¿½ sostituito:
"1 bis. I lavori da eseguire e i servizi da prestare da parte delle societï¿½ disciplinate dal comma 1, e dalle societï¿½ di trasformazione urbana di cui all'articolo 120 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, si intendono realizzati e prestati in proprio anche nel caso che siano affidati direttamente dalle suddette societï¿½ ai propri soci, sempre che essi siano in possesso dei requisiti stabiliti dalle vigenti norme legislative e regolamentari. Restano ferme le disposizioni legislative, regolamentari e contrattuali che prevedano obblighi di affidamento dei lavori o dei servizi a soggetti terzi. ".
Art. 29. Inserimento di articoli in materia di finanza di progetto
"Art. 37 decies. Finanza di progetto - 1. I lavori pubblici ed i lavori di pubblica utilitï¿½ possono essere realizzati mediante finanza di progetto nel rispetto del principio della concorrenza e delle previsioni della presente legge.
2. In aggiunta alle procedure di cui agli articoli 19, 20 e 21 e alle procedure di cui agli articoli 37 bis, 37 ter e 37 quater per l'attuazione, promozione ed incentivazione della finanza di progetto, si applica altresï¿½ la procedura negoziata di cui alla direttiva 93/37/CEE del Consiglio del 14 giugno 1993 nei casi eccezionali ove si tratti di lavori la cui natura o i cui imprevisti non consentano una fissazione preliminare o globale dei prezzi. ï¿½
ï¿½Art. 37 undecies. Nucleo tecnico per la finanza di progetto - 1. E' istituito un Nucleo tecnico per la finanza di progetto presso la Presidenza della Regione, dipartimento della programmazione. Il Nucleo svolge attivitï¿½ istruttoria nell'individuazione dei progetti strategici, promuove l'utilizzo ed il finanziamento privato delle infrastrutture, fornisce i primi elementi di valutazione sulla redditivitï¿½ delle opere per cui si intende fare ricorso al finanziamento privato, coordina gli interventi di finanza di progetto con la programmazione delle risorse del POR Sicilia e degli accordi di programma quadro.
4. Il Nucleo svolge la propria attivitï¿½ in collaborazione con l'unitï¿½ tecnica finanza di progetto istituita presso il CIPE ai sensi dell'articolo 7 della legge 17 maggio 1999, n. 144.
5. Per le finalitï¿½ del presente articolo ï¿½ autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 200 migliaia di euro in termini di competenza e di 100 migliaia di euro in termini di cassa.
6. All'onere di cui al comma 5 si provvede in termini di competenza con parte delle disponibilitï¿½ dell'U. P. B. 4. 2. 1. 5. 2 (capitolo 215704, accantonamento 1001) ed in termini di cassa con parte delle disponibilitï¿½ dell'U. P. B. 4. 2. 1. 5. 1 (capitolo 215711).
7. Per gli esercizi finanziari successivi la spesa ï¿½ valutata in 100 migliaia di euro, cui si provvede con parte delle disponibilitï¿½ dell'U. P. B. 4. 2. 1. 5. 2 (capitolo 215704). ".
CAPO II - NORME DI ACCELERAZIONE DELLE PROCEDURE IN MATERIA DI LAVORI PUBBLICI
Art. 30. Realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici d'interesse regionale
TITOLO II - DISCIPLINA DEGLI APPALTI DI FORNITURA DI BENI E DEGLI APPALTI DI SERVIZI E NEI SETTORI ESCLUSI
Art. 31. Contratti di fornitura di beni
1. Le forniture di beni nella Regione siciliana sono disciplinate dalle disposizioni del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358 e successive modifiche ed integrazioni.
2. I contratti di fornitura di importo inferiore alla soglia di applicazione della normativa di cui al comma 1 e superiori a 100. 000 euro sono disciplinati dai regolamenti degli enti di cui alla lettera a), del comma 2, dell'articolo 2 nel rispetto dei principi del decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 573 e successive modifiche ed integrazioni.
3. E' consentito l'affidamento a trattativa privata mediante gara informale disciplinata dai regolamenti di cui al comma 2 di forniture di beni di importo fino a 100. 000 euro.
4. Con le procedure di cui al comma 3 non ï¿½ consentito, nel corso di uno stesso anno solare, affidare ad una stessa impresa forniture il cui importo complessivo superi i 100. 000 euro.
Art. 32. Appalti di servizi
3. Nel corso di uno stesso anno solare, non ï¿½ possibile affidare ad una stessa impresa, con le procedure della trattativa privata disciplinate dai regolamenti degli enti di cui al comma 2, servizi il cui importo complessivo raggiunga o superi la soglia comunitaria.
Art. 33. Appalti nei settori esclusi
Art. 34. Ricorso a trattativa privata
1. (comma 1 abrogato dalla LR Sicilia 19 maggio 2003 n 7)
[In deroga ad ogni altra disposizione di legge nonchï¿½ a norme statutarie o regolamentari, il ricorso alla trattativa privata senza gara formale per l'affidamento degli appalti di cui al presente titolo ï¿½ consentito, senza previe autorizzazioni, per importi non superiori a 25. 000 euro. ]
2. Nelle more dell'approvazione dei regolamenti di cui agli articoli 31 e 32, anche in deroga all'articolo 8 della legge regionale 10 dicembre 2001, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni, il ricorso alla trattativa privata per l'affidamento degli appalti di cui agli articoli 31 e 32 ï¿½ consentito senza previa autorizzazione, per importi non superiori a 25. 000 euro.
3. Nei casi predetti si deve procedere, a pena di nullitï¿½, ad espletare gara informale invitando almeno cinque ditte, ridotte a tre nei comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti, con l'esclusione dell'acquisto di forniture di beni e servizi gestiti da soggetti in regime di privativa.
4. (comma 4 abrogato dalla LR Sicilia 19 maggio 2003 n 7)
[Tutte le determinazioni sono immediatamente esecutive e devono essere trasmesse per conoscenza entro il termine di cinque giorni dall'adozione alla presidenza dell'organo assembleare o consiliare ed, ove istituito, al difensore civico. Le stesse devono essere pubblicate a norma di legge nell'albo dell'ente. ]
Art. 35. Pubblicitï¿½
1. La pubblicitï¿½ dei bandi di gara prevista dai decreti legislativi di cui agli articoli 31, 32 e 33, fatte salve le norme concernenti la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunitï¿½ europee, va effettuata mediante pubblicazione nell'albo degli enti ove la stazione appaltante ha sede nonchï¿½, ove l'importo sia superiore a 100. 000 euro, mediante pubblicazione senza oneri nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e ove l'importo sia superiore a 200. 000 euro mediante la pubblicazione per estratto, su almeno tre quotidiani e un periodico regionali. Trovano applicazione, per quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 23.
Art. 36. Procedure per le espropriazioni e le occupazioni
1. Le disposizioni riguardanti le espropriazioni per pubblica utilitï¿½ di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 e successive modificazioni, si applicano nell'ordinamento regionale contestualmente all'entrata in vigore della presente legge ovvero, ove successive, con le decorrenze previste nel citato decreto.
2. Sino all'entrata in vigore del decreto di cui al comma 1 continuano ad applicarsi le vigenti leggi regionali in materia di espropriazioni ed occupazioni anche se formalmente abrogate con la presente legge
Art. 37. Modifiche alla legge regionale 13 settembre 1999, n. 20
1. Al comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 ï¿½ premesso il seguente comma:
"01. In materia di subappalti, noli e forniture, si applicano le disposizioni di cui al presente articolo nonchï¿½ le disposizioni di cui all'articolo 18 della legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modifiche ed integrazioni. ".
Art. 38. Certificazione antimafia
1. Le disposizioni che prevedono l'obbligo della certificazione antimafia sono estese, nel caso di societï¿½ che partecipano ad appalti pubblici, ai componenti dell'organo di amministrazione e del collegio sindacale.
Art. 39. Esclusione del rimborso dei finanziamenti per opere marittime e per opere idrauliche
Art. 40. Interventi per l'approvvigionamento idro-potabile
1. L'Amministrazione regionale provvede, per l'ap-provvigionamento idropotabile dei comuni della Regione, al finanziamento delle opere di costruzione, completamento, rifacimento, ristrutturazione e riparazione di acquedotti da alimentare con acque pubbliche, in favore di enti pubblici regionali, locali ed istituzionali e dei consorzi, sulla scorta di apposita dichiarazione, rilasciata sotto la propria responsabilitï¿½ dal legale rappresentante dell'ente richiedente il finanziamento, attestante la disponibilitï¿½ giuridica o l'uso dell'acqua utilizzata, purchï¿½ sia pendente il perfezionamento delle procedure previste dalla vigente normativa in materia di acque.
Art. 41. Norme transitorie
1. I programmi annuali e triennali delle opere pubbliche adottati entro i dodici mesi successivi all'entrata in vigore della presente legge possono includere, in deroga a quanto previsto dalla presente legge, opere munite di progetto giï¿½ tecnicamente approvato come progetto esecutivo ai sensi della disciplina regionale previgente.
2. Sono fatti salvi i bandi di gara giï¿½ approvati dall'organo esecutivo competente dell'ente appaltante alla data di entrata in vigore della presente legge.
6. Le disposizioni relative alle spese per la gestione degli impianti di dissalazione di cui ï¿½ titolare l'Amministrazione regionale continuano ad applicarsi anche dopo l'attivazione del servizio idrico integrato. Il disposto di cui all'articolo 3 della legge regionale 15 novembre 1982, n. 134, nel testo previgente alle modifiche introdotte con l'articolo 88 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, continua ad applicarsi fino alla data di attivazione della gestione dei sistemi acquedottistici sovrambito.
7. I programmi regionali di finanziamento di opere pubbliche per l'anno 2002 possono includere, in aggiunta alle opere dotate di progetti definitivi o esecutivi muniti di tutte le autorizzazioni e i pareri conseguibili in dette fasi di elaborazione dei progetti, opere munite di progetto giï¿½ tecnicamente approvato come progetto di massima o esecutivo ai sensi della disciplina vigente prima dell'entrata in vigore della presente legge.
8. L'affidamento dei lavori con le procedure di scelta del contraente di cui alla presente legge puo essere avviato anche sulla scorta di progetti giï¿½ tecnicamente approvati come esecutivi secondo la normativa vigente prima dell'entrata in vigore della presente legge. In tal caso il responsabile del procedimento deve attivare le procedure per l'adeguamento del capitolato speciale di appalto alle previsioni della presente legge.
9. Le competenze ad esprimere pareri tecnici sulle perizie di variante e/o suppletive, sui nuovi prezzi e sulle riserve dell'appaltatore, nonchï¿½ sugli atti di contabilitï¿½ finale e di collaudo, per i lavori sottoposti alla disciplina previgente alla presente legge rimangono ascritte agli organi tecnici individuati dall'articolo 3 della legge regionale 2 settembre 1998, n. 21, anche se formalmente abrogato.
10. Fino al 31 dicembre 2003, nell'elenco annuale di cui all'articolo 8 e nei programmi di spesa regionali, di cui all'articolo 9, possono essere incluse opere dotate di progetti di massima giï¿½ muniti di tutte le autorizzazioni e dei pareri acquisiti prima dell'entrata in vigore della presente legge.
11. Per gli interventi connessi all'attuazione del POR 2000-2006, nel caso di incarichi di progettazione giï¿½ espletati, la direzione dei lavori puï¿½ essere affidata allo stesso progettista, anche in deroga ai limiti di cui all'articolo 11, comma 1, sub "articolo 17", capoverso 13, con le modalitï¿½ di cui al capoverso 11 del medesimo articolo, ma entro le soglie di importo di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157.
12. Nel caso di incarichi di progettazione giï¿½ espletati, la direzione dei lavori si affida agli stessi professionisti anche in deroga alle soglie di importo previste dal comma 13 dell'articolo 11 della presente legge.
Art. 41 bis. - Norme transitorie in materia di finanza di progetto.
1. I procedimenti avviati con offerte di finanza di progetto presentate alla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi del comma 4 dell'articolo 42 ter della legge regionale 29 aprile 1985, n. 21, introdotto dall'articolo 21 della legge regionale 8 gennaio 1996, n. 4, devono essere conclusi secondo le disposizioni dell'articolo 42 ter medesimo. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge i promotori devono confermare l'attualitï¿½ e validitï¿½ della proposta presentata, pena la decadenza delle proposte non confermate.
2. Entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge le amministrazioni aggiudicatrici valutano la fattibilitï¿½ delle proposte sotto il profilo costruttivo, urbanistico ed ambientale, nonchï¿½ della qualitï¿½ progettuale, della funzionalitï¿½, della fruibilitï¿½ dell'opera, dell'accessibilitï¿½ al pubblico, del rendimento, del costo di gestione e di manutenzione, della durata della concessione, delle tariffe da applicare, anche alla luce dell'adeguamento ISTAT delle stesse, a far data dalla presentazione della promozione, della metodologia di aggiornamento delle stesse, del valore economico e finanziario del piano e del contenuto della bozza di convenzione; altresï¿½ verificano l'assenza di elementi ostativi alla loro realizzazione ed, esaminate le proposte, sentiti i promotori, provvedono ad individuare quelle che ritengono di pubblico interesse.
4. In assenza di comunicazione, entro il termine di cui al comma 3, la proposta ï¿½ ritenuta assentita e l'ente deve concludere il procedimento ai sensi dei commi 7 e seguenti dell'articolo 42 ter della legge regionale 29 aprile 1985, n. 21. "
Art. 42. - Abrogazione di norme.
- la legge regionale 2 agosto 1954, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni;
- la legge regionale 20 settembre 1957, n. 53 e successive modifiche ed integrazioni;
- la legge regionale 18 novembre 1964, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni;
- la legge regionale 25 luglio 1969, n. 23 e successive modifiche ed integrazioni, con esclusione degli articoli 1, 3, 14 e 18;
- l'articolo 23 della legge regionale 8 marzo 1971, n. 5;
- gli articoli da 1 a 3 e l'articolo 14 della legge regionale 31 marzo 1972, n. 19;
- gli articoli da 5 a 23, 29, 32, 33, 34, 36, 37 e 38 della legge regionale 10 agosto 1978, n. 35;
- la legge regionale 29 aprile 1985, n. 21, con esclusione dell'articolo 7, dell'articolo 16, commi 1, 2, 4, 5, 6, dell'articolo 27 e dell'articolo 30;
- la legge regionale 12 gennaio 1993, n. 10, ad eccezione del capo I e dell'articolo 60;
- gli articoli da 150 a 152 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25;
- gli articoli da 1 a 11 della legge regionale 7 giugno 1994, n. 19;
- gli articoli da 1 a 4 della legge regionale 10 gennaio 1995, n. 10;
- gli articoli da 1 a 14 e da 16 a 22 della legge regionale 8 gennaio 1996, n. 4;
- gli articoli da 1 a 20 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 22;
- l'articolo 11, comma 9, della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5;
- gli articoli 1, 2 e 3 della legge regionale 2 settembre 1998, n. 21;
- l'articolo 100, commi 2 e 3, della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6;
- gli articoli 44 e 120 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.
2. Sono altresï¿½ abrogate tutte le altre disposizioni normative e regolamentari regionali, generali e speciali, in contrasto o, comunque, incompatibili con la presente legge. Restano valide le disposizioni dell'articolo 94 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, nonchï¿½ le disposizioni della legge regionale 15 maggio 2002, n. 4 e quelle dell'articolo 9 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.
Art. 43. Testo coordinato
1. Il testo della legge n. 109 del 1994, coordinato con le norme di cui alla presente legge, ï¿½ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana contestualmente alla pubblicazione della presente legge.
1. La presente legge sarï¿½ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ed entrerï¿½ in vigore trenta giorni dopo la sua pubblicazione.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11
 articolo 12

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

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Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 41

Art. 42

Art. 43