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Gilda Lelia Venturi
1 REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DELL ATTIVITA LIBERO PROFESSIONALE DEI DIRIGENTI MEDICI E SANITARI (aggiornato al D.L. 158/2012, conv. in Legge 189/2012) Approvato con deliberazione n. 505 del Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento al decreto Balduzzi - anno 2013
2 INDICE PRINCIPI GENERALI TITOLO I Art. 1 Definizione, quadro normativo e contrattuale di riferimento pag. 5 Art.2 Tipologie dell'alpi pag. 6 Art.3 Prestazioni escluse pag. 7 TITOLO II Art. 4 Limitazioni ed esclusioni pag. 7 TITOLO III Art. 5 Infrastruttura di rete - Informazione, prenotazione e accesso alle prestazioni pag. 8 TITOLO IV Art. 6 Modalità organizzative della libera professione pag. 9 Art. 6 Definizione dell importo da corrispondere a cura Pag. 9 bis dell assistito Art. 7 Remunerazione del Personale di supporto pag. 11 Art. 8 Destinatari del Fondo perequativo personale della dirigenza pag. 11 sanitaria Art. 9 Modalità autorizzative generali dell'alpi pag. 12 TITOLO V Art.10 Rapporto tra ALPI e attività istituzionale pag. 13 Art.11 Commissione per l'attività libero professionale pag. 13 Art.12 Composizione della Commissione ALPI pag. 15 Art.13 Verifiche contabili e amministrative pag. 15 TITOLO VI Art.14 Attività di consulenza pag. 15 Art.15 Consulti pag. 16 Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 1 di 26
3 TITOLO VII Art.16 Gli spazi disponibili pag. 16 Art.17 Intramoenia allargata pag. 17 Art.18 Responsabilità del professionista ed assicurazione pag. 18 Art.19 Regole per la corretta fatturazione pag. 18 Art.20 Aspetti fiscali, previdenziali e contabili pag. 19 Art.21 La determinazione delle tariffe e delle relative ripartizioni pag. 19 TITOLO VIII Art.22 Attività in regime di ricovero pag. 19 Art.23 Modalità operative pag. 20 Art.24 Aspetti organizzativi - assistenziali - assicurativi pag. 21 Art.25 Posti letto destinati all'alp in regime di ricovero pag. 21 Art.26 Richiesta del paziente pag. 21 Art.27 Tariffario per l'alp in regime di ricovero pag. 22 Art.28 Controlli di qualità attività di ricovero pag. 22 Art.29 Pazienti non assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale e LEA pag. 22 Art.30 Adempimenti amministrativi pag. 23 Art.31 Coinvolgimento di professionisti esterni all'azienda pag. 23 Art.32 Protocollo operativo pag. 23 Art.33 Adempimenti amministrativi pag. 23 Art.34 Modalità di ripartizione pag. 24 Art.35 Equipe di libera professione pag. 24 TITOLO IX Art. 36 Criteri generali di determinazione delle tariffe pag. 24 TITOLO X Art. 37 Norme transitorie e di salvaguardia pag. 25 Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 2 di 26
4 PRINCIPI GENERALI A fronte dell evoluzione normativa in tema di attività libero professionale del personale dirigente medico e sanitario ex art. 54 e seguenti C.C.N. L 08/06/2000, si ritiene utile evidenziare i principi ispiratori seguiti in sede di riesame del precedente testo regolamentare: 1) coerente razionalizzazione ed armonizzazione con i principi generali e norme attuative che disciplinano la materia; 2) necessità della revisione in accordo con il personale coinvolto delle modalità organizzative; 3) necessità di una più esaustiva regolamentazione della determinazione delle tariffe, dei compensi e dei fondi previsti dalla normativa vigente; 4) necessità di sviluppare gli strumenti organizzativi più idonei al fine di consentire lo svolgimento della libera professione intramuraria in applicazione degli articoli 4, commi 11, e 15 quinquies del d.l.g.s 502/1992 e nel rispetto dei principi dagli stessi fissati; 5) determinazione, in accordo con i professionisti, di un tariffario idoneo ad assicurare l'integrale copertura di tutti i costi direttamente ed indirettamente correlati alla gestione dell'attività libero professionale intramuraria, ivi compresi quelli connessi alle attività di prenotazione e riscossione, a garanzia della terzietà della stessa. Si ribadisce che è dovere ed interesse dell'azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico introdurre, incentivare, favorire l'attività libero professionale aziendale intramoenia della dirigenza medica e sanitaria. L'Azienda si impegna a consentirne l'esercizio a tutti dirigenti medici e sanitari che ne abbiano diritto secondo le vigenti disposizioni e nel rispetto dei seguenti principi: 1. salvaguardia del diritto del cittadino alla libera scelta sia del medico sia della modalità organizzativa ritenuta più soddisfacente; 2. assenza di contrasto con le finalità e gli obiettivi dell'attività istituzionale dell'azienda; 3. identificazione di modalità organizzative di incentivazione e stimolo all'attività libero professionale come elemento di sviluppo, promozione ed aggiornamento professionale, ma non di ostacolo al pieno svolgimento delle attività istituzionali; 4. prevenzione delle situazioni che determinano l'insorgenza di un conflitto d'interessi o di forme di concorrenza sleale e identificazioni di provvedimenti o eventuali sanzioni disciplinari da applicare in caso di inosservanza delle relative disposizioni. Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 3 di 26
5 TITOLO I Art. 1 - Definizione, quadro normativo e contrattuale di riferimento Definizione Per attività libero-professionale intramuraria (definita con l'acronimo ALPI) si intende l'attività che la dirigenza medica e sanitaria, individualmente o in equipe, esercita fuori dell'orario di lavoro, nelle strutture dell'azienda, in favore e su libera scelta dell'assistito pagante in proprio Quadro normativo Il presente regolamento aziendale disciplina l'esercizio dell'attività libero-professionale ai sensi delle seguenti fonti normative: DRG n del ; Legge n. 120 del e s.m.i - disposizioni in materia di attività libero professionale intramuraria; D.L 223 del (art. 22 bis), convertito in Legge n. 248 del esercizio straordinario di libera professione intramuraria in studi professionali; CCNL area dirigenza medica; CCNL della dirigenza SPTA; DGR n del ; D. L. N.81 del , convertito in legge 26 maggio 2004 n. 138; D.L. n. 89 del 3/04/2003, convertito in Legge n. 141 del 20/06/ proroga dei termini relativi all'attività libero-professionale dei medici; D.Lgs. n. 28/07/2000, n disposizioni correttive ed integrative del D.Lgs. n. 229/99 per potenziamento strutture per l'attività libero professionale dei dirigenti sanitari; D.P.C.M. n. 27/03/ Atto di indirizzo e coordinamento; CCNL della dirigenza medica del SSN; CCNL dell'area della dirigenza SPTA; D.G.R. n del 7/4/2000; D.Lgs. n. 502/92, art. 15 quinquies, come modificato dal D.Lgs. n. 229 del 16/9/1999 (art. 13); DGR n del ; Legge finanziaria anno 2000; Legge n. 448 del 29/12/1998 (art. 72 e. 4 e 5) finanziaria anno 1999; Legge n. 662 del 23/12/96 (art. le )- finanziaria anno 1997; Legge n. 724 del 23/12/94 (art. 3c. 6-7)- finanziaria anno 1995; D.Lgs. n. 314/ del (collegato alla Finanziaria anno 1997) e Circolare n. 326 del Ministro delle Finanze del 23/12/1997; Circolare del Ministero delle Finanze n. 69/E del 25/3/1999; D.Lgs. n. 124 del 29/4/1998; D.G.R. n del 25/9/1998; D.L. n. 175 del 20/6/1997 (art. 1) convertito in legge n. 272 del 7/8/1997 ; D.M. Sanità ; D.L n. 158, convertito in legge n Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 4 di 26
6 Ai sensi di quanto previsto dai CC.CC.NN.LL. della dirigenza medica e sanitaria, per attività libero-professionale del personale medico e delle altre professionalità della dirigenza sanitaria, si intende l'attività che detto personale, individualmente o in equipe, esercita fuori dell'orario di lavoro e delle attività previste dall'impegno di servizio, in regime ambulatoriale, (ivi comprese anche le attività di diagnostica strumentale e di laboratorio), di day hospital, di day surgery o di ricovero, in favore e su libera scelta dell'assistito e con oneri a carico dello stesso o di assicurazioni o di fondi integrativi del SSN di cui all'art. 9 del D.Lgs. n. 502/92 e s.m.i.. Art. 2 - Tipologie dell'alpi L'esercizio dell'alpi non deve essere in contrasto con le finalità istituzionali dell'azienda ed il suo svolgimento deve essere organizzato in modo tale da garantire l'integrale assolvimento dei compiti di istituto e da assicurare la piena funzionalità dei servizi. Ai sensi di quanto previsto dal D.Lgs. n. 502/92, art. 15 e s.m.i. e dai CC.CC.NN.LL della dirigenza medica e sanitaria, sono previste le seguenti tipologie di attività liberoprofessionale: 2.1- libera professione individuale caratterizzata dalla libera scelta, da parte dell'utente, del singolo professionista cui viene richiesta la prestazione ai sensi dell'art. 54, comma 4 e seguenti del C.C.N.L della Dirigenza - Medica e sanitaria del S.S.N., quali ad esempio: prestazioni terapeutiche e/o diagnostiche; certificazioni; consulenze e perizie; libera professione individuale, ai sensi dell'art. 54 comma 4, svolta in equipe all'interno delle strutture aziendali caratterizzata dalla richiesta di prestazioni da parte dell'utente singolo o associato anche attraverso forme di rappresentanza, quali ad esempio le assicurazioni; partecipazione ai proventi di attività professionale richiesta a pagamento da singoli utenti e svolta individualmente o in equipe, in strutture di altra azienda del SSN o di altra struttura sanitaria non accreditata, previa convenzione con le stesse; partecipazione ai proventi di attività professionali, a pagamento, richieste da terzi (utenti singoli, associati, aziende o enti) all'azienda anche al fine di consentire la riduzione dei tempi di attesa, secondo programmi predisposti dall'azienda stessa, d'intesa con le équipes dei servizi interessati e nel rispetto delle direttive regionali in materia, dandone opportuna comunicazione alle OO.SS. Si considerano prestazioni erogate nel regime di cui al punto 2.4 anche le prestazioni richieste in via eccezionale e temporanea, ad integrazione dell'attività istituzionale, dall'azienda ai propri dirigenti allo scopo di ridurre le liste d'attesa o di acquisire prestazioni aggiuntive, soprattutto in presenza di carenza di organico ed impossibilità anche momentanea di coprire i relativi posti, in accordo con le équipes dei servizi interessati, dandone opportuna comunicazione alle OO.SS. Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 5 di 26
7 Art. 3 - Prestazioni escluse Non sono erogabili le prestazioni che per condizioni oggettive, strutturali o per l'organizzazione del supporto necessario risultino economicamente negative per l'azienda o che, in base a valutazioni della Direzione aziendale, da notificarsi all'interessato e alle organizzazioni sindacali, si pongano in contrasto o in concorrenza agli interessi dell'azienda Sono escluse le attività libero professionali nei confronti di persone fisiche o giuridiche sulle quali l'azienda sia tenuta ad esercitare vigilanza ed ispezione. Eventuali richieste di deroghe saranno concordate dalla Direzione aziendale, sentito il Collegio di Direzione, in riferimento a specifiche e delimitate attività. Tali attività, in nessun caso dovranno configurare un conflitto d'interesse Non rientrano fra le attività libero professionali e non sono pertanto disciplinate dal presente Regolamento, ancorché comportino la corresponsione di emolumenti od indennità, le seguenti attività: a) attività didattiche in via esemplificativa, docenza in corsi di formazione, diplomi universitari e scuole di specializzazione e diploma, ecc; b) collaborazioni editoriali; c) partecipazione a commissioni presso enti pubblici e ministeri; d) relazioni s convegni e pubblicazioni dei relativi interventi; e) partecipazioni a comitati scientifici; f) partecipazioni a sperimentazioni; g) partecipazioni ad organismi istituzionali della propria categoria professionale o sindacale; h) attività professionale sanitaria, resa a titolo gratuito o con rimborso delle spese sostenute, a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, organizzazioni, e associazioni di volontariato o altre organizzazioni senza fine di lucro, previa comunicazione all'azienda della dichiarazione da parte dell'organizzazione interessata della totale gratuità delle prestazioni; i) attività richiesta dagli organi giudiziali ai singoli professionisti (CTU). Tutte le predette attività, ancorché a titolo gratuito, quando non contrastino con le esigenze di servizio, con il buon nome aziendale o non configurino conflitto d'interesse possono, tuttavia, essere svolte solo previa comunicazione o autorizzazione. TITOLO II Art. 4 - Limitazioni ed esclusioni Può svolgere I' ALPI ii personale della dirigenza medica e sanitaria con un rapporto di lavoro esclusivo. L eventuale richiesta di passaggio al rapporto di lavoro non esclusivo deve essere presentata entro il 30 novembre di ogni anno, con effetto dal 1 gennaio dell'anno successivo. Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 6 di 26
8 Ai sensi dell art. 5, comma 4, del D.P.C.M , l attività libero professionale è prestata nella disciplina di appartenenza. Il personale che, in ragione delle funzioni svolte o della disciplina di appartenenza, non può esercitare l'attività libero-professionale nella propria struttura o nella propria disciplina può essere autorizzato dal Direttore Generale, con il parere favorevole del Collegio di Direzione e delle OO.SS. firmatarie di contratto delle aree della dirigenza medica e sanitaria, ad esercitare l' ALPI in altra struttura dell'azienda o in una disciplina equipollente a quella di appartenenza, sempre che sia possesso del diploma di specializzazione o di un'anzianità di servizio di cinque anni nella stessa disciplina. Sono esclusi dal regime di attività libero professionale i ricoveri nei Servizi di Emergenza e di Terapia Intensiva, nelle Unità Coronariche e nei Servizi di Rianimazione Ogni attività ALPI è sospesa e non è consentita per il personale a tempo parziale fino al ripristino del rapporto a tempo pieno (art. 3, comma 1, Legge n. 120 del ) Ogni attività ALPI è sospesa per il personale assente per malattia, gravidanza e aspettative varie. TITOLO III Art. 5 - Infrastruttura di rete - informazione, prenotazione e accesso alle prestazioni Ai sensi dell art.1, comma 4, lettera a-bis della Legge n. 120 /2007 e s.m.i. (come modificato ed integrato dal D.L. 158/2012, conv. in Legge 189/2012), l Azienda, al fine di assicurare il corretto esercizio dell ALPI, si avvale di una infrastruttura di rete per il collegamento in voce o in dati, in condizioni di sicurezza, tra l'azienda e le singole strutture nelle quali vengono erogate le prestazioni di attività libero professionale intramuraria, interna o in rete. Con l'utilizzo esclusivo della predetta infrastruttura, si procede all'espletamento del servizio di prenotazione, all inserimento obbligatorio e alla comunicazione all'azienda, in tempo reale, dei dati relativi all'impegno orario del sanitario, ai pazienti visitati, alle prescrizioni ed agli estremi dei pagamenti, anche in raccordo con le modalità di realizzazione del fascicolo sanitario elettronico. I costi dell infrastruttura di rete sono coperti mediante la determinazione delle tariffe effettuata con le modalità di cui all art. 6 bis del presente Regolamento Per una gestione trasparente dell'alpi, per garantire la tutela dei diritti degli utenti e per consentire l'attuazione del principio della libera scelta da parte del cittadino, l'azienda rende disponibile ogni informazione, in ordine alle prestazioni erogabili ed ai professionisti esercitanti. Tali informazioni devono riguardare in particolare le condizioni di esercizio dell'attività istituzionale e di quella libero professionale intramuraria, nonché i criteri che regolano l'erogazione delle prestazioni e le priorità d'accesso. L'Azienda, inoltre, rende pubblico il Tariffario Libero Professionale e attiva un adeguato sistema di informazione concernente: A) in regime ambulatoriale: nominativi dei dirigenti del ruolo medico e sanitario o dell'equipe; gli orari e i luoghi; le modalità di fruizione delle prestazioni; Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 7 di 26
9 le prestazioni offerte e gli importi delle tariffe; le modalità e i luoghi di pagamento; B) in regime di ricovero: nominativi dei dirigenti del ruolo medico e sanitario o dell'equipe; le modalità di fruizione delle prestazioni; l'importo delle tariffe delle prestazioni offerte; le modalità e il luogo di pagamento; l'eventuale importo aggiuntivo dei servizi alberghieri. 5.2 II servizio di prenotazione di tutte le prestazioni rese in ALPI da espletarsi con l utilizzo esclusivo dell infrastruttura di rete di cui sopra - è affidato al personale aziendale, o comunque dall'azienda a ciò destinato, senza ulteriori oneri aggiuntivi, da eseguire in sedi e modalità diversi rispetto a quelli istituzionali, al fine anche di permettere il controllo dei volumi delle medesime prestazioni per ciascuna S.S.D./S.C., che non devono superare, globalmente considerati quelli eseguiti nell'orario di lavoro Le liste d'attesa sono tenute distinte dalle liste per le attività istituzionali, sotto la personale responsabilità del Direttore Medico dei singoli Presidi Ospedalieri, responsabile della qualità dei dati e della puntualità dei flussi informativi Tutti i cittadini che ne abbiano interesse possono richiedere alla S.S. Spedalità notizie sulle prenotazioni ed i relativi tempi di attesa, nel rispetto delle norme sulla privacy. TITOLO IV Art. 6 - Modalità organizzative della libera professione L'ALPI è svolta al di fuori del normale orario di lavoro, in orari predefiniti ed autorizzati. Il dirigente è tenuto a comunicare preventivamente giorni ed orari nei quali eserciterà l'attività libero professionale intramuraria che deve essere organizzata in orari diversi da quelli programmati per l'attività divisionale. In considerazione della loro peculiarità, in alcuni servizi l'alpi è svolta durante l'orario di lavoro e comporta un prolungamento orario proporzionale al rapporto fra le prestazioni erogate e il valore orario medio indicato per ciascuna prestazione e profilo professionale. Il debito orario dovuto da ciascun dipendente per l'attività istituzionale viene determinato mensilmente, in modo da consentirne la resa progressiva, che comunque deve avvenire entro i tre mesi successivi e secondo le indicazioni del Direttore della S.S.D./S.C. di appartenenza. Ai sensi di quanto previsto dai CC.CC.NN.LL. della dirigenza medica e sanitaria, l'attività libero-professionale non può globalmente comportare, un volume orario superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali. Inoltre, il numero di prestazioni erogate in libera - professione non può essere maggiore del numero di prestazioni erogate dalla S.S.D./S.C. di appartenenza in regime ordinario. Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 8 di 26
10 L'Amministrazione concorda con i singoli dirigenti e/o con le équipes interessate i volumi di attività libero-professionale intramuraria, che comunque non possono superare i volumi di attività assicurati istituzionalmente L'attività di supporto all'esercizio della libera professione intramoenia viene distinta in: supporto diretto di cui all'art. 4,c. 2) del D.M. Sanità attività svolta da personale direttamente coinvolto, singolarmente o in équipe, nei processi di erogazione delle prestazioni libero professionali, ovvero operante presso i reparti e servizi dove avviene l'erogazione stessa; supporto indiretto di cui all'art. 4, lettera a), del D.M. Sanità e all'art. 12, lettera a), del D.P.C.M. 27/3/ attività svolta da personale aderente al supporto libero professionale ma operante presso reparti e servizi non direttamente coinvolti nell'erogazione delle prestazioni libero professionali. Il personale di supporto diretto medico, infermieristico, tecnico e della riabilitazione che partecipa direttamente fuori dall'orario di lavoro all'alpi, può essere individuato dal medico prescelto o dal responsabile dell'equipe, di norma e se possibile con il criterio della rotazione. Non può partecipare il personale in orario ridotto a seguito di maternità ed il personale assente dal servizio a qualsiasi titolo. L'attività è riferita all'intera equipe quando per sua natura non sia possibile l'attribuzione diretta della stessa a singoli operatori. In questo caso la partecipazione ad attività di supporto dell'attività libero-professionale è obbligatoria. Negli altri casi, la partecipazione fuori orario di lavoro è volontaria e dà diritto a ricevere le quote economiche destinate al personale di supporto diretto. La prestazione effettuata dal personale di supporto diretto comprende la preparazione e il ripristino della struttura utilizzata, per quanto di competenza (strumentario chirurgico, apparecchiature elettromedicali, carrelli, ecc.). L'eventuale indisponibilità a svolgere funzioni di supporto extra orario deve essere espressamente dichiarata. 6 bis - Definizione dell importo da corrispondere a cura dell assistito Ai sensi dell art.1, comma 4, lettera c) della Legge n. 120 /2007 e s.m.i. (come sostituito dal D.L. 158/2012, conv. in Legge 189/2012), l Azienda ha provveduto a definire, d'intesa con i dirigenti interessati, gli importi da corrispondere a cura dell'assistito, idonei, per ogni prestazione, a remunerare i compensi del professionista, dell'equipe, del personale di supporto, articolati secondo criteri di riconoscimento della professionalità, i costi pro-quota per l'ammortamento e la manutenzione delle apparecchiature - salvo quanto previsto per lo svolgimento dell attività presso i singoli studi professionali - nonché ad assicurare la copertura di tutti i costi diretti ed indiretti sostenuti dall Azienda, ivi compresi quelli connessi alle attività di prenotazione e di riscossione degli onorari e quelli relativi alla realizzazione dell'infrastruttura di rete di cui alla lettera a-bis) del citato comma. Nell'applicazione dei predetti importi, quale ulteriore quota, oltre quella già prevista dalla vigente disciplina contrattuale, una somma pari al 5 % (cinque per cento) del compenso del libero professionista viene trattenuta dal Azienda per essere vincolata ad interventi di prevenzione ovvero volti alla riduzione delle liste d'attesa, anche con riferimento alle finalità di cui Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 9 di 26
11 all'articolo 2, comma 1, lettera c), dell'accordo sancito il 18 novembre 2010 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Art. 7 - Remunerazione del personale di supporto Il personale di supporto diretto viene remunerato attraverso quote percentuali specificamente declinate negli schemi di riparto delle prestazioni che ne prevedono la partecipazione, che può essere configurata a titolo nominativo o collettivo. Il personale di supporto indiretto viene remunerato attraverso un fondo comune ottenuto dall'accantonamento di una quota pari al 6,5% espressamente prevista negli schemi di riparto di tutta l'attività libero professionale. Per l'attività di ricovero, viene remunerato attraverso un fondo comune ottenuto dall'accantonamento di una quota pari al 8% espressamente prevista negli schemi di riparto di tutta l'attività libero professionale, così suddivisa: - 1% al personale amministrativo addetto alle funzioni di front-office, cassa e fatturazione ed al personale amministrativo operante presso la S.C. Economico Finanziaria, la S.C. Risorse Umane e S.S. Convenzioni, Progetti e Libera professione; - 4% al personale sanitario di supporto del comparto da distribuirsi all'interno del reparto interessato; - 3% al restante personale dirigente del reparto interessato. ll fondo verrà ripartito in quote indifferenziate annuali, su base annuale. L'assegnazione di quote dalla ripartizione del fondo determina per i percipienti la maturazione di un debito orario da rendere all'azienda secondo il presente regolamento. Non partecipa alla corresponsione delle quote relative all'attività libero professionale, comprese quelle dei fondi accantonati, il personale di supporto con lavoro a tempo parziale. Il personale, che esercitando attività di supporto diretto, percepisce una specifica remunerazione da tale attività, non accede al fondo comune di supporto indiretto. Dalla ripartizione del fondo non può derivare per i percipienti un beneficio economico superiore a quello medio del personale che espleta attività libero professionale effettivamente remunerata. Art. 8 - Destinatari del Fondo perequativo personale della dirigenza medica e sanitaria di cui all'art. 57, punto 2, lettera i), dei CC.CC.NN.LL dell'area della dirigenza medica e SATP dell'8/6/2000 Una quota delle tariffe libero professionali nella percentuale indicata nelle schede di scomposizione viene destinata alla costituzione di un Fondo aziendale da destinare alla perequazione per le discipline mediche, sanitarie che abbiano una limitata possibilità di esercizio della libera professione intramuraria. Tale percentuale non può essere inferiore al 5% di tutti i proventi derivanti dalle attività libero professionali, al netto dei costi di produzione, delle quote a favore dell'azienda e degli oneri fiscali e tributari. Accedono al fondo i dirigenti medici e sanitari esclusivisti e che nell'anno di riferimento non abbiano percepito alcuna remunerazione derivante da attività libero professionale a qualunque titolo. Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 10 di 26
12 Sono esclusi coloro che pur avendone la possibilità non svolgano attività libero professionale. Dalla ripartizione del fondo non può derivare per i percipienti un beneficio economico superiore a quello medio percepito dai dirigenti che espletano attività libero professionale intramoenia. Il fondo verrà ripartito in quote indifferenziate annuali, su base annuale. L'assegnazione di quote dalla ripartizione del fondo determina per i percipienti la maturazione di un debito orario da rendere l'azienda secondo il presente regolamento. Art. 9 - Modalità autorizzative generali dell'alpi L'avvio dell attività è subordinata alla comunicazione scritta del professionista interessato o della equipe, da inoltrarsi al Direttore Generale dell'azienda, per il tramite della Direzione Medica di Presidio che curerà tutti gli aspetti procedurali. Nella comunicazione dovranno essere indicate: la disciplina in cui la libera professione viene svolta; la sede e gli orari in cui si intende esercitare l'alpi; l'eventuale utilizzo di personale di supporto; l'eventuale utilizzo di strumentazione ed apparecchiature, e dell'eventuale materiale di consumo e sanitario ad esse connesso; le prestazioni che intende effettuare indicate con la precisa definizione del nomenclatore tariffario regionale, compreso il relativo codice numerico, ed il compenso libero-professionale proposto; l'impegno a rendere l'orario aggiuntivo per il recupero delle ore di servizio dovute per l'alpi (in caso di ALPI effettuata in orario di lavoro); le modalità organizzative delle attività, anche in relazione alla dotazione di personale di supporto; le tariffe da applicare secondo le diverse tipologie di attività libero professionale II Direttore Generale comunica al professionista le richieste che siano ammissibili secondo il presente Regolamento entro 30 giorni dalla richiesta Durante l'esercizio dell'attività libero professionale non è consentito l'uso del ricettario S.S.N. (art. 15 quinques, comma 4, D.Lgs n. 502 e s.m.i.) L'attività che inizia in libera professione intramuraria deve proseguire e finire in libera professione intramuraria (fatta eccezione per l'attività di ricovero conseguente a visita effettuata in regime di attività libero professionale) e viceversa per quella istituzionale, salvo libera scelta alternativa ed espressa dall'utente Il medico può, in particolari circostanze, prestare gratuitamente la sua opera purché tale comportamento non costituisca concorrenza sleale o illecito accaparramento di clientela. In questi casi la tariffa risulta ridotta nella misura corrispondente all'onorario, ferme restando le quote di competenza delle altre categorie di personale. Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 11 di 26
13 TITOLO V Art Rapporto tra ALPI e attività istituzionale I criteri da osservare al fine di assicurare l'equilibrio sono così definiti: quale parametro di riferimento di carattere generale (sia in termini temporali che quantitativi) devono essere tenuti presente i volumi complessivi di prestazioni per S.S.D./S.C., già negoziati in sede di definizione annuale del budget con i dirigenti responsabili delle equipe interessate relativamente alle attività istituzionali da assicurare in relazione alle risorse assegnate; di norma tutte le tipologie di prestazioni rese in libera professione sono permesse solo se garantite anche in regime di lavoro istituzionale; potranno essere rese in regime libero professionale prestazioni non previste in regime istituzionale, solo previa autorizzazione del Direttore Generale II corretto rapporto tra ALPI ed attività istituzionale è garantito da uno specifico organismo di verifica denominato Commissione Paritetica ALPI (di seguito Commissione ALPI) di cui all'art.11 del presente regolamento I ricoveri in libera professione devono essere aggiuntivi rispetto al budget di attività di degenza ordinaria fissata annualmente. L'Azienda determina annualmente un tetto quali-quantitativo, verificato a consuntivo ed adeguato sia in funzione del rendimento economico per l'azienda, sia del raggiungimento dei livelli programmati di attività di degenza ordinaria, sia della domanda non soddisfatta. Pertanto, l'attività libero professionale nell'ambito dei vincoli quantitativi programmati può non essere consentita alle unità operative che non rispettino gli obiettivi di attività individuati dalla programmazione aziendale. A fronte di periodici monitoraggi, saranno riformulati i piani aziendali anche attraverso riduzioni proporzionali stabilite in caso di verifica del mancato raggiungimento degli obiettivi sopraindicati L'autorizzazione all'attività libero professionale intramoenia potrà essere sospesa o revocata dalla Direzione Generale, quando si verifichino scostamenti quali-quantitativi ingiustificati, inadempienze contrattuali e/onormative tra le prestazioni istituzionali e quelle rese in regime libero professionale previa istruttoria degli Uffici competenti e sentito il parere del Collegio di Direzione. Art Commissione per l'attività Libero professionale II Direttore Generale istituisce una Commissione ALPI, quale organismo di promozione, verifica e garanzia della libera professione, costituito ai sensi dell'art. 15 quinquies del D.Lgs. n. 502/92 e s.m.i. ed in conformità a quanto previsto dall'art. 54, comma 6, dei CC.CC.NN.LL dell'8/6/2000 dell area della dirigenza medica e SPTA (che prevedono Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 12 di 26
14 la creazione di appositi organismi di verifica), nonché in ottemperanza della Legge n. 120/2007 e in conformità alle linee guida regionali, quale osservatorio a composizione paritetica, costituito da componenti designati in rappresentanza dell'azienda e componenti designati dai Sindacati della dirigenza medica e sanitaria, con atto congiunto da inoltrarsi al Direttore Generale. La designazione dei componenti risulterà da apposito atto aziendale Attività di promozione della Commissione ALPI La Commissione ALPI: propone l'adozione di provvedimenti necessari per la promozione ed il buon andamento dell'attività; produce una relazione semestrale sullo stato dell'alpi alla Direzione aziendale; esamina le opportunità offerte dal mercato, per poter adeguare le risposte dell'azienda e proporre l'aggiornamento del tariffario; formula proposte per il miglioramento continuo della qualità dei servizi offerti a tutti e a tutte le condizioni; attiva l'organizzazione e offre suggerimenti di percorso e proposte per una "politica" promozionale di marketing e di tariffe per pacchetti, per rendere efficace e operativo qualsiasi proposta che sia a vantaggio della qualità del servizio e arricchire l'immagine dell'azienda; formula proposte di nuove procedure e di modifica delle tariffe o di eventuali modifiche ed integrazioni del presente regolamento Attività di verifica e controllo Alla Commissione ALPI compete, inoltre, la verifica del corretto esercizio dell'attività liberoprofessionale secondo le disposizioni di legge ed il regolamento interno, nonché l'esame e la risoluzione di eventuali controversie o problematiche relative all'applicazione dell'istituto della libera-professione stessa. La Commissione ALPI redige il proprio regolamento per il controllo della libera-professione, oggetto di successivo provvedimento aziendale. Detto regolamento disciplina le modalità di funzionamento della Commissione ALPI in base alla normativa vigente ed al presente atto aziendale. Ai sensi dell'art. 15 quinquies del D.Lgs. n. 502/92 e s.m.i. ed in conformità a quanto previsto dall'art. 54, comma 6, dei CC.CC.NN.LL dell'8/6/2000 dell'area della dirigenza medica e SPTA, la Commissione ALPI indica altresì alla Direzione aziendale le sanzioni da adottare in caso di violazione di quanto previsto dalla normativa vigente e dal presente atto aziendale. Le sanzioni potranno consistere anche nella sospensione del diritto all'attività liberoprofessionale. Essa ha inoltre il compito di: vigilare sull'andamento dell attività.libero professionale con relazioni almeno semestrali, da inviare al Direttore Generale; verificare il mantenimento di un corretto ed equilibrato rapporto tra attività istituzionale e corrispondente attività libero professionale ed eventualmente proporre l'adozione di provvedimenti necessari per la promozione ed il buon andamento dell'attività; effettuare i controlli periodici ed estemporanei sul corretto svolgimento dell'attività libero professionale da parte dei dirigenti, sia per quella ambulatoriale e di diagnostica, sia per quella in regime di ricovero e, nel caso di accertamento di inadempienze, suggerisce i provvedimenti da adottare e le eventuali sanzioni da erogare; altrettanto dicasi, nel caso si accerti la mancata remuneratività dell'attività stessa; Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 13 di 26
15 dirimere eventuali questioni circa l'interpretazione del regolamento, nonché le vertenze che possono insorgere da parte di singoli dirigenti sanitari per tutte le questioni inerenti, l'esercizio dell'alpi; formulare proposte di nuove procedure organizzative o di eventuali modifiche ed integrazioni del regolamento. Art Composizione della Commissione ALPI Fanno parte di tale organismo, che dura in carica due anni, in rappresentanza dell'azienda: il Direttore Amministrativo Aziendale o un suo delegato il Direttore Sanitario Aziendale o un suo delegato; il Dirigente S.S. Convenzioni, Progetti e Libera Professione; il Dirigente SITRA o suo delegato; il Dirigente della S.S. Spedalità; cinque dirigenti sanitari (un medico area medicina, due medici area chirurgica, un medico area dei servizi, uno dirigente sanitario non medico) indicati dalle OO.SS. della dirigenza medica e sanitaria; un dipendente del Comparto indicato dalla RSU aziendale con funzioni consultive. Art Verifiche contabili e amministrative In relazione ai criteri di ripartizione dei proventi derivanti dall'alpi, si precisa che gli stessi devono necessariamente tener conto dei costi sostenuti dall'azienda per l'erogazione delle prestazioni, come determinati in maniera forfetaria in sede di definizione delle tariffe e ciò al fine di garantire, attraverso le quote di pertinenza della stessa Azienda, il pareggio di bilancio della contabilità relativa all'esercizio dell'alpi Trimestralmente saranno effettuate le verifiche contabili periodiche finalizzate all'accertamento del prescritto equilibrio gestionale. La gestione della libera professione è vincolata, per legge al necessario rispetto del pareggio di bilancio. In caso di disavanzo, il Direttore Generale dovrà adottare ogni provvedimento ritenga necessario per il conseguimento dello stesso, sentita la Commissione ALPI. TITOLO VI Disposizioni particolari Art Attività di consulenza Se la consulenza è svolta fuori dall'orario di lavoro istituzionale è a tutti gli effetti attività libero-professionale e, come tale, soggetta alla disciplina giuridica e ai limiti di cui al presente regolamento, fatte salve le emergenze e le urgenze La consulenza svolta fuori orario di lavoro, in regime quindi di libera - professione è assimilata ai soli fini fiscali al lavoro dipendente. Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 14 di 26
16 Restano fermi i principi di fungibilità e di rotazione, nonché di compatibilità della consulenza con i fini istituzionali. Il richiedente formulerà idonea proposta all'azienda, specificando la natura della prestazione richiesta fuori orario di lavoro, impegno orario, compenso omnicomprensivo, il professionista individuato e le modalità di pagamento all'azienda. Qualora l'attività consulenziale sia richiesta da Società privata non sanitaria o sia a carattere occasionale, non si darà luogo a stipula di una convenzione, ma si procederà con autorizzazione all'incarico, verificati i presupposti per la concessione della stessa L'attività di consulenza può essere svolta anche dal personale dirigenziale dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo La certificazione medico-legale resa per conto dell'inail per infortuni sul lavoro resa dal personale d'accettazione e pronto soccorso, rientra nell'attività di consulenza L'Azienda Ospedaliera è tenuta ad autorizzare le consulenze previste da specifiche disposizioni normative, se richieste nominativamente da enti ed autorità pubbliche La richiesta di percentuale fissa del compenso spettante al dirigente per l'attività di consulenza è determinata dall'azienda in conformità dei criteri stabiliti dal C.C.N.L, mentre in caso d' attività resa durante l'orario di lavoro il dipendente avrà diritto al rimborso delle spese sostenute come trattamento di missione Analogamente seguono la stessa disciplina delle attività di consulenza tecnica d'ufficio, le richieste all Azienda dagli Organi giudiziari. Art Consulti I consulti sono una tipologia di consulenza fatta a favore di un singolo paziente II consulto è ammesso esclusivamente nella disciplina di appartenenze e deve essere in ogni caso effettuato al di fuori dell'orario di lavoro istituzionale. Può essere svolto al domicilio del paziente. Il consulto deve essere preventivamente notificato alla S.S. Spedalità, comunicando data, ora, motivo e luogo del consulto stesso L'onorario minimo del consulto deve essere pari alla tariffa minima prevista per una pari prestazione libero professionale erogata in intramoenia. TITOLO VII Disposizioni amministrative Art Gli spazi disponibili Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 15 di 26
17 L'attività libero-professionale ambulatoriale clinica e diagnostica può essere svolta, in relazione agli spazi disponibili, negli stessi spazi e con le stesse attrezzature dedicate all'attività istituzionale, garantendo la separazione delle attività in termini di orari, prenotazioni e modalità (tempi e sede) di riscossione dei pagamenti. L'attività liberò professionale intramoenia, sia in regime ambulatoriale che in regime di degenza (day hospital, day surgery, degenza ordinaria) viene svolta utilizzando le attrezzature normalmente destinate all attività istituzionale, comprese quelle di sala operatoria. Le tariffe applicate sono infatti retributive dell'utilizzo delle suddette attrezzature. I calendari di accesso e le modalità di utilizzo delle attrezzature e della fruibilità degli spazi indispensabili per erogare le prestazioni (sia da parte dei singoli operatori che eventualmente delle equipes) sono definiti dalla Direzione Medica di Presidio secondo criteri di equità di accesso da parte delle varie equipe in rapporto alla effettiva richiesta di prestazioni a pagamento. II professionista, autorizzato all'esercizio dell'attività libero professionale strumentale e che intenda utilizzare attrezzature e/o apparecchiature di sua proprietà, è tenuto a sottoscrivere una dichiarazione liberatoria diretta a sollevare l'azienda da ogni onere economico derivante, sia da responsabilità civile che da oneri assicurativi. Art. 17- Intramoenia allargata Ai sensi dell art. 1, comma 4, della Legge n. 120 /2007, come modificata ed integrata dal Decreto Legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito in Legge 8 novembre 2012, n. 189, l Azienda, sulla base della ricognizione e del programma sperimentale ivi previsti, ha autorizzato, in via residuale, lo svolgimento delle attività libero professionale dei dirigenti medici afferenti alla S.S.D. Chirurgia Vascolare, alla S.C. Ostetricia e Ginecologia e alla S.C. Psichiatria, presso gli studi privati dei professionisti collegati in rete, previa sottoscrizione di una convenzione annuale rinnovabile tra il professionista interessato e l Azienda sulla base dello schema tipo approvato con accordo sancito dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano. E esclusa comunque la possibilità di svolgimento dell'attività libero professionale presso studi professionali collegati in rete nei quali, accanto a professionisti dipendenti in regime di esclusività o convenzionati del Servizio sanitario nazionale, operino anche professionisti non dipendenti o non convenzionati del Servizio sanitario nazionale ovvero dipendenti non in regime di esclusività, salvo deroga concedibile dall Azienda, su disposizione regionale, a condizione che sia garantita la completa tracciabilità delle singole prestazioni effettuate da tutti i professionisti dello studio professionale associato, con la esclusione, in ogni caso, di qualsiasi addebito a carico dell'azienda stessa. Il pagamento di prestazioni di qualsiasi importo da parte dell utente deve avvenire direttamente all Azienda, mediante mezzi di pagamento che assicurino la tracciabilità della corresponsione di qualsiasi importo. Nel caso dei singoli studi professionali in rete, la necessaria strumentazione è acquisita dal professionista, con oneri a proprio carico. I compensi relativi all attività svolta presso gli studi privati saranno, di norma, accreditati al professionista entro il mese successivo dalla data del versamento da parte dell assistito. Al riguardo si fa presente che l Azienda, pur privilegiando, nell interesse del professionista stesso, il pagamento tramite POS, lo stesso può essere effettuato dall utente anche con Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 16 di 26
18 assegno non trasferibile intestato all Azienda stessa, fermo restando che, in questo caso, le competenze del sanitario saranno erogate solo dopo l avvenuta verifica del buon fine dell incasso. La garanzia della riscossione degli onorari relativi alle prestazioni erogate è sotto la responsabilità dell'azienda e pertanto le fatture sono emesse in nome e per conto dell'azienda. Art Responsabilità del professionista ed assicurazione L'Azienda garantisce a tutti i dirigenti che svolgono la ALPI una copertura assicurativa per la responsabilità civile, ai sensi del CCNL vigente (art. 24 comma 1, art. 25 comma 1). Il personale di supporto diretto alla libera professione intramuraria, sia in regime di degenza che ambulatoriale, ai fini assicurativi (responsabilità civile e infortunistica) è istituzionalmente coperto come per l'attività ordinaria. La suddetta copertura aziendale vale anche per RC verso terzi derivante dall'utilizzo di spazi e' attrezzature dell'azienda (esclusi gli spazi e le attrezzature degli studi liberoprofessionali individuali). Per l'attività libero professionale svolta presso lo studio privato del professionista, l'assicurazione per RC verso terzi relativa all'utilizzo di spazi e apparecchiature compete al professionista stesso. In relazione alla sola attività libero-professionale, l'azienda non risponde per la copertura assicurativa di cui all'art. 19 del DPR 384/90 (danneggiamento al mezzo di trasporto di proprietà del dipendente, nonché lesioni o decesso del dipendente e delle persone trasportate) in quanto effettuata fuori dall'orario di lavoro. Art 19 - Regole per la corretta fatturazione Le prestazioni, anche se esenti da IVA, devono essere oggetto di fatturazione. Gli introiti da attività libero professionale intramuraria, quindi, sono accompagnati dal rilascio all'utente di apposita fattura contenente i dati anagrafici-fiscali (le generalità e domicilio dell'utente, il tipo di prestazione e il codice della prestazione e l'ammontare della tariffa applicata). Le prestazioni libero professionali intramurarie ambulatoriali verranno pagate presso le casse aziendali le quali rilasceranno fattura. Se la prestazione è resa quando, per causa del tutto accidentale o fortuita, la cassa è chiusa, il professionista incasserà direttamente la tariffa della prestazione e la verserà entro sette giorni lavorativi, rilasciando un documento provvisorio di incasso, cui seguirà regolazione contabile. L Azienda provvederà in tempi brevi ad istallare idonei punti automatizzati per l introito diretto dei compensi. Ad eccezione del caso sopramenzionato, è fatto assoluto divieto ai professionisti che svolgono l'attività libero-professionale in regime intramurario in spazi aziendali di riscuotere direttamente i compensi relativi alle prestazioni da loro erogate. Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 17 di 26
19 A ciascun dirigente, autorizzato all'esercizio dell'alpi, è assegnato un codice sezionale ALPI che accompagna la numerazione progressiva delle singole fatture. Di seguito, sono sancite le regole per una corretta fatturazione: la numerazione delle fatture è progressiva dal n. 1 ad "n", in ragione di anno solare; ciascuna fattura viene completata in tutte le sue voci (data, codice fiscale dell'utente, tipologia, ecc.) in quadruplice esemplare: il primo esemplare da consegnare all'utente, il secondo è destinato alla S.C. Economico Finanziaria, il terzo viene trattenuto dalla Cassa libera professione ed uno al dirigente che ha erogato la prestazione. Art Aspetti fiscali, previdenziali e contabili I compensi percepiti dai professionisti per l'alpi, ivi compresa quella esercitata dal personale autorizzato ad operare presso studi privati, sono considerati ai fini fiscali come redditi assimilati a quelli dal lavoro dipendente. Sono quindi applicate le disposizioni normative e fiscali vigenti Bilancio dell'attività libero professionale - La gestione dell'attività è soggetta alle norme di cui all'art. 3 commi 6 e 7 della legge della legge 23/12/1994, n. 724 in materia di obbligo di specifica contabilizzazione. La gestione dell'attività libero-professionale è vincolata al pareggio di bilancio. L'eventuale utile netto risultante a fine esercizio viene utilizzato discrezionalmente dall'azienda per finalità istituzionali. In caso di disavanzo dell'attività libero-professionale, l'azienda adotterà ogni provvedimento necessario, relativo all'attività stessa per il conseguimento del pareggio di bilancio. Art La determinazione delle tariffe e delle relative ripartizioni Le tariffe delle prestazioni libero-professionali vengono determinate dall'azienda, su indicazione dei professionisti, sulla base delle regole previste dal presente atto aziendale e nel rispetto del principio di congruità rispetto ai costi di prestazione e ai prezzi di mercato. Le tariffe delle prestazioni possono essere modificate di norma con una periodicità annua. E' compito dell'azienda dare adeguata pubblicità alle tariffe delle prestazioni liberoprofessionali, nel rispetto delle norme vigenti in materia Assicurazioni e fondi - Previo parere favorevole dei dirigenti interessati, l'amministrazione potrà stipulare eventuali convenzioni che prevedano l'applicazione di tariffe concordate per determinate categorie di utenza. Le attribuzioni operate a favore del personale saranno al netto degli oneri fiscali aziendali. TITOLO VIII Art Attività in regime di ricovero Nei Presidi Ospedalieri dell'azienda è garantita la possibilità di ricovero in regime libero professionale. Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 18 di 26
20 La Direzione Medica di Presidio assicura la disponibilità di posti letto entro i limiti fissati dalla normativa vigente ed in ragione dei flussi di domanda. L'attività di supporto garantita al paziente degente in regime di libera professione in costanza di ricovero viene espletata da tutto il personale della S.S.D./S.C. quale rientrante nella attività di istituto e retribuita secondo i criteri di riparto di cui all'art. 7 del presente regolamento. La Direzione Medica. di Presidio può ridurre o sospendere in via transitoria l'espletamento dell'alpi in costanza di ricovero, per motivate esigenze di ordine epidemiologico o d'emergenza. La prestazione libero professionale in regime di ricovero non può e non deve compromettere o diminuire l'attività istituzionale. Deve avvenire nel pieno rispetto e nella salvaguardia dei tempi di attesa previsti per le attività svolte in regime istituzionale. Art Modalità operative L'ALPI in regime di ricovero è autorizzata con le procedure di cui al presente regolamento. Le modalità organizzative debbono prevedere: 1. relativamente alle prestazioni chirurgiche, orari di norma diversi da quelli stabiliti per l'attività ordinaria. Se per ragioni tecnico-organizzative non è possibile l'articolazione in orari differenziati, il dirigente e/o l'equipe può chiedere che l'attività venga effettuata durante II normale orario di programmazione ordinaria. In ogni caso il relativo tempo di intervento viene quantificato sulla base dei dati riportati nel registro operatorio e nella documentazione inerente la prestazione; 2. per quanto riguarda l'alpi in regime di ricovero in area medica, così come per le prestazioni assistenziali pre e post operatorie a pazienti in area chirurgica, essa viene effettuata e distribuita sull'intero arco della giornata. Poiché ciò comporta l'oggettiva impossibilità di procedere di volta in volta a separate timbrature, si rende necessario quantificare un tempo medio giornaliero di assistenza dedicato a ciascun paziente da parte del Medico Prescelto e dell'equipe dell's.s.d./s.c., da computarsi quale debito orario a carico dell'operatore e/o dell'equipe stessa. Detto tempo medio verrà determinato con riferimento alla durata dell'assistenza medica giornaliera erogata a pazienti ricoverati in regime ordinario, predefìnito in sede autorizzativa. La mancata prestazione dell'orario aggiuntivo comporta la decurtazione dalla retribuzione per l'importo corrispondente e, se reiterata, ogni altra sanzione disciplinare, compresa la sospensione dell'autorizzazione all'esercizio dell' ALPI; 3. anche le prestazioni assistenziali effettuate dal personale infermieristico in favore dei pazienti in regime di libera professione di ricovero sono svolte con cartellino di timbratura inserito. In questo caso il personale interessato sarà tenuto ad un prolungamento di orario proporzionale agli introiti di competenza; 5. lo stesso metodo viene applicato nelle SS.CC. eroganti prestazioni strumentali connesse con la libera professione in regime di ricovero (Laboratorio Analisi, Radiologia, Anatomia Patologica e SIMT). Regolamento libera professione dei dirigenti medici e sanitari adeguamento decreto Balduzzi - anno pagina 19 di 26
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