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Timestamp: 2019-12-06 05:47:19+00:00

Document:
Agroindustriale - Salariati fissi, Ascoli Piceno: Contratto collettivo di lavoro, 17 febbraio 1954
Data firma: 17 febbraio 1954
Parti: Unione Provinciale Agricoltori, Federazione Provinciale Coltivatori Diretti e Federazione Provinciale Salariati Braccianti Agricoli e Maestranze specializzate-Cisl, Federazione Provinciale Braccianti e Salariati Agricoli-Cgil
Settori: Agroindustriale, Salariati fissi, Ascoli Piceno
Art. 3. - Contratto individuale.
Art. 4. - Durata del contratto individuale e modalità delle disdette.
Art. 16. - Garzoni. Art. 17. - Classificazione e retribuzione delle categorie per età e sesso.
Art. 19. - Malattia ed infortuni.
Art. 20. - Diaria.
Art. 22. - Previdenza, assistenza e assegni familiari.
Art. 23. - Tutela della maternità.
Art. 24. - Permessi straordinari.
Art. 26. - Trapasso di azienda.
Art. 27. - Norme disciplinari.
Art. 28. - Indennità di anzianità.
Art. 29. - Controversie individuali.
Art. 30. - Controversie collettive.
Art. 32. - Durata del patto.
Contratto collettivo di lavoro per i salariati fissi dell’agricoltura della provincia di Ascoli Piceno, 17 febbraio 1954
Addì 17 febbraio 1954 nella sede dell’Unione Provinciale degli Agricoltori, in Ascoli Piceno, via Trieste, 32, tra l’Unione Provinciale Agricoltori [...], la Federazione Provinciale Coltivatori Diretti [...], e la Federazione Provinciale Salariati Braccianti Agricoli e Maestranze specializzate aderente alla Cisl [...], la Federazione Provinciale Braccianti e Salariati Agricoli, aderente alla Cgil [...], viene stipulato, in esecuzione a quanto disposto dalla norma n. 1 del Patto nazionale di Roma del 31 luglio 1951, il presente Patto collettivo provinciale di lavoro per i salariati fissi dell’agricoltura da valere per tutto il territorio della provincia di Ascoli Piceno.
Il presente patto provinciale fissa le norme regolanti i rapporti di lavoro fra i datori di lavoro agricoli ed i salariati fissi.
Per salariato fisso s’intende il lavoratore agricolo assunto e vincolato con contratto individuale a termine di durata normalmente non inferiore ad un anno, la cui prestazione si svolge ininterrottamente per tutta la durata del rapporto presso la stessa azienda agricola, ove generalmente risiede, fruendo dell’abitazione ed annessi, e la cui retribuzione, riferita di regola ad anno, viene corrisposta mensilmente.
Tra il datore di lavoro ed il salariato all’atto dell’assunzione dovrà essere redatto, firmato e scambiato il contratto individuale di lavoro da valere a tutti gli effetti di legge, conforme al modulo contenuto nel libretto sindacale di lavoro di cui all’art. 7.
Il datore di lavoro, può in relazione alle esigenze dell’azienda, adibire il salariato fisso a mansioni diverse purché esse non importino una diminuzione della retribuzione o un mutamento sostanziale della sua porzione, rispetto alla precedente qualifica.
Gli attrezzi ed utensili debbono essere annotati sul libretto sindacale con l’indicazione dello stato d’uso.
La durata normale di lavoro non potrà eccedere le 8 ore giornaliere e le 48 settimanali. La loro distribuzione nella giornata sarà fatta in periodi secondo le esigenze delle singole aziende.
La durata dell’orario normale di lavoro, tenute presenti le disposizioni del regio decreto-legge 10 settembre 1923, n. 1957, nei vari mesi dell’anno è stabilita nel modo seguente:
mesi di dicembre, gennaio e febbraio: ore 7;
mesi di marzo, aprile, maggio, settembre, ottobre e novembre: ore 8;
mesi di giugno, luglio e agosto: ore 9.
Per i salariati addetti ai lavori di cura, governo ed allevamento del bestiame, in considerazione del carattere discontinuo di tali prestazioni, l’orario normale di lavoro è determinato in via indiretta dalle mansioni e dalle dotazioni del bestiame previste per ciascuna categoria.
а) lavoro straordinario quello eseguito oltre l’orario normale di lavoro previsto dall’art. 11;
b) lavoro notturno quello eseguito da un’ora dopo l’Ave Maria all’alba. Per i lavori eseguiti al coperto è considerato lavoro notturno quello effettuato tra le ore 22 e le ore 6 antimeridiane;
c) lavoro festivo, quello eseguito nelle domeniche e negli altri giorni festivi riconosciuti dallo Stato di cui all’art. 14, nonché la festa del Patrono del luogo.
Fermo restante il disposto dell’art. 1, n. 6, 7 e 8 della legge 22 febbraio 1934, n. 370, a tutti i lavoratori è dovuto un riposo settimanale di 24 ore consecutive in coincidenza con la domenica.
Anche i salariati fissi addetti alla cura e governo del bestiame hanno diritto settimanalmente ad una giornata di riposo possibilmente in coincidenza con la domenica.
Qualora però a giudizio dell’agricoltore, ciò non fosse possibile, i salariati di cui al comma precedente dovranno eseguire anche nel giorno di riposo le mansioni tassative cui sono normalmente preposti.
Per mansioni tassative debbono intendersi quelle indispensabili ed inderogabili e dalle quali il lavoratore non possa esimersi senza danneggiamenti per le attività produttive inerenti alla stalla, quali le operazioni di alimentazione, mungitura e pulizia del bestiame e della stalla.
A tali salariati, i quali non possono fruire dell’intero riposo settimanale, dovrà essere concesso un periodo di riposo compensativo a forfait pari a 18 giorni retribuiti per ogni anno, in una sola volta o divisi in due periodi, a seconda delle esigenze dell’azienda.
I rapporti tra i lavoratori nell’azienda e tra questi ed il loro datore di lavoro, o chi per esso debbono essere ispirati a reciproco rispetto e tali da assicurare la normale disciplina aziendale.
Qualsiasi infrazione alla disciplina da parte del lavoratore potrà essere punita a seconda della gravità della mancanza nel modo seguente:
b) che per negligenza arrechi lievi danni alla azienda, al bestiame, alle macchine o agli attrezzi;
2) con una multa pari all’importo di una giornata di lavoro nei casi di maggiore gravità delle mancanze di cui al paragrafo 1).
3) con il licenziamento immediato senza preavviso e indennità nei seguenti casi:
а) mancanza grave verso il datore di lavoro o ad un suo rappresentante nell’azienda;
b) danneggiamenti dolosi degli attrezzi, alle coltivazioni, agli stabili e al bestiame;
d) recidiva di mancanze che abbiano dato luogo alla punizione prevista dal paragrafo 2);
e) in tutti quegli altri casi di tale gravità che non consentono la prosecuzione anche provvisoria, del rapporto di lavoro.
In caso di contestazione fra datore di lavoro e prestatore d’opera in dipendenza del rapporto di lavoro, qualora le parti non raggiungano l’accordo, la controversia individuale dovrà essere demandata alle rispettive Organizzazioni Sindacali per il tentativo di amichevole componimento. Il tentativo di conciliazione da parte delle Organizzazioni Sindacali dovrà essere esperito entro 15 giorni dalla data di ricevimento della richiesta stessa.
Le controversie collettive che dovessero sorgere per l’applicazione ed interpretazione del presente contratto collettivo provinciale saranno esaminate dalle Organizzazioni Sindacali contraenti per il sollecito amichevole componimento.

References: Art. 3

Art. 4

Art. 16
 Art. 17

Art. 19

Art. 20

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 32