Source: http://anclsu.com/quesiti/1922/bonus-sud-1.html
Timestamp: 2018-01-23 20:10:27+00:00

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24 ottobre 2017 - RISTORAZIONE - CCNL applicato:PUBBLICI ESERCIZI MINORI
Buongiorno, vorrei sottoporre un mio dubbio circa la fruizione BONUS SUD: un dipendente DIMISSIONARIO in data 10/05/2017 e assunto presso altra Ditta avente assetti societari coincidenti (stesso Titolare, da Individuale a SAS) in data 12/05/2017 a Tempo Determinato sino al 31/10/2017. Se dovessi trasformarlo a Tempo Indeterminato con decorrenza 01/11/2017 non mi serve verificare che non abbia avuto negli ultimi 6 mesi un rapporto di lavoro con il medesimo datore in quanto trattasi di trasformazione, non mi serve verificare che sia privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi (lavoratore oltre i 25 anni di età) in quanto dal 12/05/2017 al 31/10/2017 non ha superato i 6 mesi di rapporto e, pertanto, lo considero privo di impiego regolarmente retribuito, considerando la dichiarazione che l'Azienda dichiara che è consapevole che ......"5. gli incentivi non spettano con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati, nei sei mesi precedenti (NDR dalla data di trasformazione 01/11/2017), da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest'ultimo in rapporto di collegamento o controllo (art. 31, co. 1, lett. d), d.lgs. 150/2015);", non potrei procedere alla richiesta Bonus Sud ma come devo considerare la frase "...quei lavoratori che siano stati licenziati...." visto che il mio caso riguarda un lavoratore DIMISSIONARIO e che l'Azienda precedente è CESSATA?
il dipendente non è stato licenziato ma si è dimesso, pertanto nella conferma prenotazione INPS dichiarando tale consapevolezza non credo di dichiarare il falso
Per poter fornire un’adeguata risposta al quesito è necessario ricostruire il quadro normativo che regola la fruizione dell’incentivo all’assunzione denominato “Bonus Sud”. La fonte che disciplina il campo di applicazione e i requisiti soggettivi ed oggettivi del suddetto incentivo è il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 367 del 21 novembre 2016. Tale Decreto prevede all’art. 2, comma 1 che i «datori di lavoro privati che, senza esservi tenuti, assumono» lavoratori con determinate caratteristiche hanno diritto ad accedere ad un incentivo. I soggetti che possono essere assunti sono «persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19 del D.lgs. n. 150/2015» e cioè coloro che sono «privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro di cui all'articolo 13, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l'impiego» e che abbiano un’età compresa «tra i 15 anni e 24 anni» (cfr. art. 2, comma 2, lett. a del D.M. 21 novembre 2016). Posso accedere a tale incentivo anche i datori di lavoro che assumono lavoratori con un’età superiore ai 25 anni purché «privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 20 marzo 2013» (cfr. art. 2, comma 2, lett. b del D.M. 21 novembre 2016). Il decreto precisa che tali soggetti «non devono aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il medesimo datore di lavoro» (cfr. art. 2, comma 3 del D.M. 21 novembre 2016).
Il riconoscimento dell’incentivo
L’incentivo è riconosciuto per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 con sedi di lavoro ubicate in determinate regioni, nei limiti delle disponibilità finanziarie stanziate. In particolare, l’incentivo spetta a condizione che la prestazione lavorativa si svolga in una regione «meno sviluppata» (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o in una regione «in transizione» (Abruzzo, Molise, Sardegna) indipendentemente dalla residenza della persona da assumere e dalla sede legale del datore di lavoro (cfr. circolare Inps 1° marzo 2017, n. 41).
L’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro che assumono persone di cui all’art. 2 del Decreto con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere o contratto di lavoro a tempo parziale. L’incentivo è riconosciuto anche in caso di trasformazione del rapporto da tempo determinato a tempo indeterminato (art. 4, comma 5). L’incentivo, ad eccezione dell’agevolazione prevista per l’apprendistato, non è cumulabile con altri incentivi all’assunzione di natura economica o contributiva. Nella normativa di riferimento si stabilisce che sono esclusi dal “Bonus Sud” i contratti di lavoro domestico e di lavoro accessorio (cfr. art. 8 del D.M. 21 novembre 2016).
Principi generali per la fruizione degli incentivi
Il legislatore, con decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, ha stabilito delle regole di carattere generale per poter accedere a qualsiasi tipo di incentivo. In particolare gli incentivi «non spettano con riferimento a quei lavoratori che sono stati licenziati nei sei mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume o utilizza in somministrazione, ovvero risulta con quest'ultimo in rapporto di collegamento o controllo» (cfr. art. 31, comma 1, lett. d del d.lgs. n. 150/2015).
Nel caso in questione, il dipendente si è dimesso in data 10 maggio 2017 ed è stato assunto con contratto a tempo determinato il 12 maggio 2017 da un’altra ditta che però è presieduta dallo stesso titolare della società per la quale precedentemente (fino al 10 maggio 2017) il lavoratore prestava la propria attività. Il 31 ottobre 2017 si è risolto il rapporto di lavoro a termine. Il titolare della ditta si chiede se sia possibile trasformare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato così da poter accedere agli incentivi economici previsti dal Decreto Ministeriale del 21 novembre 2016. Infatti, il decreto, come detto, all’art. 4, comma 5, prevede che «nel rispetto dei requisiti previsti dall’articolo 2, comma 2, l’incentivo è riconosciuto anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a tempo determinato».
Tuttavia, la norma generale per la fruizione dell’incentivo prevede che questi «non spettano con riferimento a quei lavoratori che sono stati licenziati nei sei mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume o utilizza in somministrazione, ovvero risulta con quest'ultimo in rapporto di collegamento o controllo» (cfr. art. 31, comma 1, lett. d del d.lgs. n. 150/2015). Nel caso di specie, tenuto conto che coincidono gli assetti proprietari tra la società per la quale lavorava e la ditta per la quale attualmente lavora, il dipendente non è stato licenziato ma si è dimesso. Dunque, ad un primo impatto, sembrerebbe che la ditta possa richiedere astrattamente il riconoscimento dell’incentivo. Tuttavia, è bene notare che mentre la norma generale non riconosce l’incentivo solo per l’assunzione di lavoratori che «sono stati licenziati nei sei mesi precedenti», il Decreto Ministeriale che disciplina il “Bonus Sud” prevede che i lavoratori per i quali è possibile riconoscere l’incentivo «non devono aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il medesimo datore di lavoro» (cfr. art. 2, comma 3 del D.M. 21 novembre 2016). Dunque, dalla costruzione della disposizione contenuta nel Decreto sembra legittimo ritenere che l’incentivo non spetti in quei casi in cui vi sia stato un rapporto nei sei mesi precedenti la nuova assunzione, a prescindere dal fatto che questo si sia concluso con un licenziamento o con delle dimissioni. Di conseguenza, pur essendo un contratto di lavoro rientrante tra le tipologie che il Decreto incentiva (contratto di lavoro a tempo indeterminato), la ditta non potrà assumere il lavoratore usufruendo del “Bonus Sud” poiché dal combinato disposto tra l’art. 31 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 e l’art. 2, comma 3 del Decreto Ministeriale, è possibile ritenere che è vietato usufruire degli incentivi nel caso in cui il lavoratore interessato dall’assunzione abbia avuto un rapporto di lavoro nei sei mesi precedenti con il datore di lavoro che, al momento della risoluzione del rapporto per licenziamento o per dimissioni, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti.

References: art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 8
 art. 31
 art. 31
 art. 2