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Timestamp: 2020-08-03 09:39:17+00:00

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La sentenza Mediaset e la politica italiana – PennabiroPennabiro
La sentenza Mediaset e la politica italiana
Pubblicato il 5 agosto 2013 da admin
La prima cosa da chiedersi davanti a una sentenza,chiunque sia l’imputato è se l’imputato è colpevole ed anche se la sentenza è giusta oppure no. Quindi la domanda è:Berlusconi ha commesso un reato di frode fiscale ?E se sì è giusta la condanna che ha ricevuto?
Leggendo alcuni commenti della stampa estera e straniera,ci hanno colpito alcuni particolari. Innanzitutto un primo particolare ci ha colpito:Nei giudizi precedenti del processo l’interdizione dai pubblici uffici era stata posta a 5 anni e adesso il procuratore generale che ha condotto l’accusa si è accorto che c’era un errore palese e cioè che il limite massimo è 3 anni. Impensabile che magistrati competenti non se ne siano accorti prima,molto più probabile che in questo modo ,alzando l’asticella,abbiano voluto chiudere in anticipo la possibilità ad una sentenza più mite ad esempio di 1 anno. Un giornalista tedesco,normalmente molto critico con Berlusconi, trovava strano che gli altri soci di Mediaset,di cui ricordiamo la famiglia Berlusconi detiene circa il 50%,e che avrebbero tratto un danno da queste operazioni illecite,non abbiano mai in tutti questi anni ravvisato irregolarità. Non si può che restare perplessi.
La sentenza Mediaset ,cui si è arrivati con una procedura d’urgenza per evitare la prescrizione,cade in un momento di grave crisi crisi economica e di grande confusione politica. C’è un collasso generale della democrazia e del quadro politico ,in particolare nei due maggiori partiti che sorreggono il governo Letta. Nel PdL c’è una parte che spinge per continuare la trattativa con il Presidente della Repubblica e mantenere il sostegno al governo e un’altra che considera questa trattativa inutile .Nel PD,mentre una parte segue la linea delle larghe intese voluta dal Colle ed un’altra vuole uscire da questa linea ,la lotta è ormai tra Letta e Renzi e tra le varie correnti in cui questo partito è diviso.Cè poi una parte che spinge a suon di editoriali per la crisi di governo e per una nuova maggioranza PD,SEL,Lista Civica e 5 stelle e cioè il gruppo economico-editoriale de La Repubblica e l’Espresso con evidenti agganci in settori del PD,ed è la parte che vuole assolutamente la fine di Berlusconi. Lo scossone ma anche il chiarimento e una proposta alternativa per far uscire il paese dalla crisi che ci si aspettava dal risultato elettorale di Grillo non sono venuti e il M5S appare diviso sulla possibile alleanza di governo con il PD,Casaleggio che ne è uno dei fondatori,ha già scartato questa ipotesi.
Di fatto questa sentenza,come era logico aspettarsi,cambia questo quadro politico e il dubbio che ,come ai tempi di Tangentopoli 20 anni fa,i processi a uomini politici vengano utilizzati per cambiare i governi dietro pressioni provenienti anche dall’esterno del paese,è lecito. Ci chiediamo:cosa intende dire il Presidente Napolitano quando ha dichiarato che adesso,con la commissione dei saggi da lui indicata,si deve mettere mano alla riforma della giustizia? Che ritiene allora che ci sia un uso politico da parte di qualcuno di una parte della magistratura?E se è così questo è avvenuto anche con la sentenza Mediaset?
Se è così allora la riforma va fatta subito,la giustizia deve essere tale e la magistratura va riformata,non è accettabile che sia diventata una casta di intoccabili verso la quale il singolo cittadino non ha nessun strumento per controllarne l’operato e difendersi da eventuali abusi e che quando sbaglia non è di fatto soggetta ad alcuna sanzione.
Se poi anche questa volta si fosse verificato un fatto del genere e cioè che la condanna di Berlusconi fosse stata decisa per toglierlo di scena , questo va considerato un attacco alla democrazia,indipendentemente dal giudizio su Berlusconi .Il governo Letta a questo punto rischia di cadere,noi siamo contro questo governo ma se deve cadere deve cadere alla luce del sole e non per manovre oscure .
Ci si è chiesti spesso dove terminava il Berlusconi presidente Mediaset e dove iniziava il Berlusconi presidente prima di Forza Italia e poi del Popolo della Libertà.In realtà non c’è mai stato un confine tra le due cose,Berlusconi è stato ed è tutte due.
Il suo progetto politico è stato fin dall’inizio quello di sostituire un blocco economico-politico costruito attorno alla FIAT ,ai grandi gruppi statali e alle banche che, a cavallo degli anni 80 e 90, dava chiari segni di crisi,con un altro blocco. Un progetto ambizioso,che ha incontrato molte opposizioni,in Italia e all’estero e che alla fine non si è realizzato,la rivoluzione liberale da lui prospettata non è mai stata portata avanti. Chi si è opposto a Berlusconi in tutto questo periodo,la cosiddetta sinistra,non lo ha fatto costruendo un serio progetto alternativo in grado di migliorare la situazione del paese e delle masse popolari,bensì per condurre una sorda lotta per il potere politico che pensava già di aver ottenuto per grazia ricevuta 20 anni fa dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana e del Partito socialista.
A Berlusconi è mancata anche una chiara visione che la carta da giocare era quella dell’Europa come fattore di equilibrio internazionale e di un nuovo rapporto con i paesi emergenti e l’Africa.Ed è mancata una altrettanto chiara visione di un ruolo non subalterno e di sviluppo dell’industria italiana.
Questa sentenza non significa una uscita di scena da parte di Berlusconi ma il suo futuro politico ne esce sicuramente condizionato e ridimensionato ,anche se la proposta di ricreare Forza Italia,ribadita anche nel comizio di domenica 4 agosto, dimostra che non ha gettato la spugna ma che si preoccupa di creare un’organizzazione politica dove possa chiaramente trasparire la sua volontà. Sicuramente la strategia del cosiddetto “passo indietro” in politica da lui stesso indicato,contando magari su un accordo con il PD sul futuro del Monte dei Paschi di Siena,terza banca italiana,mantenendo comunque un ruolo importante nella politica italiana,ha ricevuto un colpo mortale. Mediaset dovrà poi,come dimostra la trattativa con Murdoch, andare verso accordi con gli altri grandi gruppi mondiali della comunicazione.
Qualcuno,in Italia e all’estero,in questo caso il titolo del maggior quotidiano economico inglese,il Financial Times “Il Senato dovrebbe cacciare Berlusconi” è piuttosto eloquente,si rallegrerà per questa sentenza. Noi non siamo tra questi,per un semplice motivo,perchè gli altri sono sicuramente peggio.Non solo,è probabile che si aprano altre pagine torbide della politica italiana di cui molte,tra cui quella che da poco si è commemorata a Bologna per la strage avvenuta alla stazione,ancora da svelare.
Lo smarrimento dell’Italia moderna è totale,manca un orientamento culturale oltrechè politico,il governo attuale latita e si resta in attesa delle elezioni tedesche.
Il nostro paese ha invece bisogno di di chiarezza,di progetti per il futuro,di definire la propria posizione paritaria in Europa,di chiudere in modo positivo questi 20 anni. Per il futuro del paese,per evitare governi ancora peggiori di quelli che abbiamo avuto,di centro-destra e di centro-sinistra,occorre lavorare per una grande alleanza popolare basata sul lavoro,unica vera alternativa.
Salutiamo con questo articolo i nostri lettori,la redazione di pennabiro si prende una breve vacanza, semprechè non succedano fatti particolarmente importanti.
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