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Timestamp: 2020-05-30 14:07:51+00:00

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il Garante ordina a Google la rimozione di notizie di cronaca giudiziaria di un soggetto riabilitato dopo una condanna - Foroeuropeo
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il Garante ordina a Google la rimozione di notizie di cronaca giudiziaria di un soggetto riabilitato dopo una condanna
Diritto all’oblio anche per chi si riabilita - Nel giudicare fondato il reclamo ed ordinare la deindicizzazione, l’Autorità ha ritenuto che l’ulteriore trattamento dei dati realizzato attraverso la persistente reperibilità in rete degli Url contestati - nonostante la riabilitazione e il tempo trascorso dal verificarsi dei fatti - determinasse un impatto sproporzionato sui diritti dell’interessato, che non risulta bilanciato da un attuale interesse del pubblico a conoscere la vicenda.
newsletter garante e decisione
L’interessato, dopo aver tentato di far deindicizzare le pagine direttamente a Google, si era rivolto all’Autorità lamentando il pregiudizio derivante alla propria reputazione personale e professionale dalla permanenza in rete di informazioni obsolete e non aggiornate.
Per questo motivo aveva chiesto al Garante di ordinare a Google la rimozione dai risultati di ricerca di due Url, reperibili digitando il proprio nominativo, che contenevano informazioni su una vicenda giudiziaria che lo aveva visto coinvolto nel 2007 e sulla sentenza di condanna pronunciata nei suoi confronti nel 2010. Nelle pagine web però non vi era alcuna traccia della successiva riabilitazione che l’uomo aveva chiesto e ottenuto nel 2013.
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI - Registro dei provvedimenti n. 153 del 24 luglio 2019
il pregiudizio derivante alla propria reputazione personale e professionale dalla permanenza in rete di informazioni ormai obsolete, tenuto conto del tempo decorso dai fatti e dell'avvenuta pronuncia, nei suoi confronti, di una sentenza con la quale è stata disposta l'applicazione di una pena ad otto mesi di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della stessa;
di aver chiesto ed ottenuto, nell'anno 2013, la riabilitazione in merito alla pena relativa al procedimento in cui è stato coinvolto e di non aver più subito "indagini o accuse per tali fatti";
VISTA la nota dell'8 marzo 2019 con la quale l’Autorità ha chiesto al titolare del trattamento di fornire le proprie osservazioni in ordine a quanto rappresentato nell’atto di reclamo;
di non poter accogliere la richiesta di rimozione avanzata dal reclamante ritenendo non sussistenti i presupposti per l'esercizio del diritto all'oblio, tenuto conto del fatto che i relativi URL rinviano a notizie riguardanti "fattispecie criminose particolarmente gravi" per le quali il medesimo ha patteggiato la pena, risalenti a meno di dieci anni fa (2010) e da ritenersi di interesse pubblico in quanto attinenti all'attività imprenditoriale da esso tuttora svolta;
che la riabilitazione ottenuta dall'interessato "estingue alcuni effetti penali della condanna, ma non estingue il reato né, ovviamente, conferisce a un soggetto il potere di censurare le notizie sulla sua precedente condanna";
il "fatto risale ad un episodio verificatosi nel 2007" e che la successiva sentenza è stata pronunciata nel 2010;
la notizia non è più attinente alla professione svolta in quanto l'attività ad oggi esercitata riguarda il commercio e la produzione di beni diversi da quelli in relazione ai quali è stata applicata a suo tempo la pena;
CONSIDERATO, con riguardo all’istanza di rimozione degli URL indicati nell'atto introduttivo in quanto reperibili in associazione al nominativo dell’interessato, che, ai fini della valutazione dell’esistenza dei presupposti per ritenere legittimamente esercitato il diritto all’oblio, occorre tenere conto, oltre che dell’elemento costituito dal trascorrere del tempo, anche degli ulteriori criteri espressamente individuati dal WP Art. 29 – Gruppo Articolo 29 sulla protezione dei dati personali attraverso le apposite “Linee Guida” adottate il 26 novembre 2014 a seguito della citata sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea;
il procedimento a suo tempo attivato contro il reclamante si è concluso, nel 2010, con l'applicazione della pena su richiesta delle parti che è stata determinata nella misura di otto mesi con il beneficio della sospensione condizionale della stessa;
l'interessato nel 2013 ha ottenuto la riabilitazione sulla base di una valutazione che ha tenuto conto, oltre che del tempo decorso dalla determinazione della pena, anche della condotta medio tempore tenuta dal condannato; tale istituto, infatti, pur non estinguendo il reato, comporta il venir meno delle pene accessorie e di ogni altro effetto penale della condanna come misura premiale finalizzata al reinserimento sociale del reo;
tale circostanza, unitamente al lasso di tempo decorso dal verificarsi dei fatti, implica che l'ulteriore trattamento dei dati dell’interessato, posto in essere mediante la perdurante reperibilità in rete degli URL contestati, determina un impatto sproporzionato sui diritti del medesimo che non risulta bilanciato da un attuale interesse del pubblico a conoscere della relativa vicenda (cfr. punto 8 della parte II delle Linee Guida), tenuto anche conto del fatto che i citati articoli non risultano aggiornati con riguardo agli sviluppi successivi della stessa (cfr. punto 7 della parte II delle Linee Guida);
RITENUTO di dover considerare il reclamo fondato in ordine a tale richiesta e di dover, per l’effetto, ingiungere a Google LLC, ai sensi dell’art. 58, par. 2, lett. c) e g), del Regolamento, di rimuovere, nel termine di venti giorni dalla ricezione del presente provvedimento, gli URL individuati nell'atto di reclamo quali risultati di ricerca reperibili in associazione al nominativo dell’interessato;
ai sensi dell’art. 57, par. 1 lett. f), del Regolamento dichiara il reclamo fondato e, per l’effetto, ai sensi dell'art. 58, par. 2, lett. c) e g) del medesimo, ingiunge a Google LLC di rimuovere, nel termine di venti giorni dalla ricezione del presente provvedimento, gli URL indicati nell'atto introduttivo quali risultati di ricerca reperibili in associazione al nominativo dell’interessato.

References: sentenza 
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 Art. 29
 Articolo 29
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