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Timestamp: 2019-10-15 04:04:02+00:00

Document:
5° Protocollo di intesa tra la Regione Marche e l’INAIL in materia di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro, 9 gennaio 2015
5° PROTOCOLLO DI INTESA TRA LA REGIONE MARCHE E L’INAIL IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO
La Regione Marche, con sede legale in Ancona, Via Gentile da Fabriano n. 9, codice fiscale n. ***, rappresentata dal Presidente della Giunta Regionale, Dott. Gian Mario Spacca, nato a Fabriano (AN) il ***, autorizzato alla stipula del presente atto con Delibera della Giunta Regionale n. 1220 del 27.10.2014
L’INAIL - Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro della Regione Marche - con sede legale in Ancona, Via Piave n. 25, codice fiscale n. ***, rappresentato dal Direttore Regionale Dott.ssa Antonella Onofri, nata a Pesaro (PU) il ***
di seguito congiuntamente indicati come “LE PARTI”
• dal 2001 ad oggi sono stati siglati dall’INAIL Marche e dalla Regione Marche n. 4 protocolli di intesa, il primo in data 11/10/2001 della durata di due anni, il secondo in data 05/11/2004 della durata di tre anni, il terzo in data 24/04/2008 della durata di tre anni ed il quarto in data 17.10.2011 della durata di tre anni;
• l’applicazione di detti protocolli ha permesso la realizzazione di significative iniziative e progetti che sono risultati utili per la crescita del “Sistema regionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro”, contribuendo, in parte, alla nota riduzione degli infortuni sul lavoro che si è verificata nel territorio della Regione Marche nell’ultimo decennio;
• al fine di sviluppare questo complessivo “Sistema regionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro”, a detti protocolli sono stati collegati ulteriori atti e convenzioni siglate dall’INAIL Marche e dalla Regione Marche, con gli altri soggetti istituzionali e intermedi interessati alla problematica prevenzionistica quali le Associazioni datoriali, sindacali e della bilateralità, le Università, l’Ufficio Scolastico Regionale, la Direzione Regionale del Lavoro, creando un sistema integrato di rapporti e relazioni che nel tempo si sono consolidati in un “unicum” strutturato e sinergicamente organizzato, che fa diretto riferimento al Comitato Regionale di Coordinamento nella materia della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro di cui all’art. 7 del D.Lgs. 81 del 09/04/2008 e al DPCM 21/12/2007, aggiornato nella sua funzione e nella sua composizione mediante DGR 875 del 30/06/2008 e successivi Decreti del Dirigente Servizio Salute n. 115/08, n. 24/11;
• come conseguenza di quanto sopra le attività ed i progetti contenuti nei citati protocolli di intesa INAIL e Regione Marche, sono stati parte integrante e prevalente della programmazione approvata dal Comitato di Coordinamento ex art. 7 del D.Lgs. n. 81/2008 e smi, realizzati attraverso una “tendenziale compartecipazione” organizzativa (risorse economiche, professionali, mezzi e procedure), dei vari partner del “sistema della prevenzione regionale”, con particolare riferimento ai due partner principali Regione Marche ed INAIL;
• a partire dal DPCM 17.12.2007, avente ad oggetto: “Patto per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, ad oggi, sono intervenute in materia di salute e sicurezza un’ abbondante proliferazione di norme, accordi e disposizioni che hanno tracciato un percorso chiaro ed esaustivo che - valutato insieme all’andamento infortunistico, e tecnopatico regionale, ai settori e alle mappe di rischio presenti sul territorio - favoriscono una lineare lettura dei campi di intervento in materia di salute e sicurezza, di seguito indicati, nei confronti dei quali LE PARTI firmatarie del presente accordo, per conto del Comitato di coordinamento ex art. 7 D.Lgs. 81/08 della Regione Marche, si pongono l’obiettivo di lavorare in sinergia con i partner del “Sistema regionale della prevenzione”;
• l’Intesa Stato/Regioni - Resp. 153/CU - del 20.12.2012 nel fornire linee di indirizzo finalizzate alla realizzazione di efficaci programmi prevenzionali, ha tra l’altro indicato di “consolidare nei territori la metodologia, già positivamente sperimentata, di operare mediante protocolli d’intesa tra le Regioni e Province Autonome e le Direzioni Regionali INAIL, con la finalità di sostenere congiuntamente i programmi di prevenzione nazionali, declinati ed integrati con quelli derivanti dalla analisi epidemiologica dei bisogni territoriali, condivisi nei Comitati ex art. 7”;
• le “Linee di indirizzo operativo per la prevenzione (LIOP) 2014 e relativo “addendum” emanate dalla Direzione centrale Prevenzione INAIL stabiliscono i contenuti strategici e contabili-amministrativi entro i quali l’Istituto a livello territoriale può operare, in sinergia con altri partner, al fine di attuare obiettivi e mission in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
• nil Comitato di Coordinamento ex art. 7 D.Lgs. 81/08 nella prima seduta di ciascun anno solare approva il programma di lavoro per l’anno di riferimento e in data 21 febbraio 2014 detto Comitato ha approvato il programma di lavoro relativo all’anno 2014;
• i contenuti individuati nel presente Protocollo sono stati determinati attraverso la valutazione degli indirizzi programmatori nazionali di settore e dei dati scaturenti dal “Sistema informativo integrato per la prevenzione nei luoghi di lavoro” ed elaborati a livello regionale in considerazione dell’andamento infortunistico e tecnopatico, delle mappe di rischio, dei settori di rischio in maggiormente critici e delle azioni di tutela fino ad oggi realizzate.
Tutto ciò premesso e considerato, le Parti, come sopra rappresentate, convengono e stipulano il presente Protocollo di Intesa con la finalità di ridurre gli infortuni sul lavoro e le patologie lavoro correlate.
Art. 2 Oggetto del Protocollo di Intesa
Il Protocollo di Intesa ha come oggetto la preliminare definizione e pianificazione delle prioritarie attività prevenzionali:
• con particolare riferimento a specifici comparti produttivi;
• con particolare riferimento a specifici rischi e patologie;
• con particolare riferimento a strumenti trasversali di prevenzione da implementare.
Comparti produttivi a cui dare priorità di intervento:
• AGRICOLTURA - attraverso il completamento delle azioni previste nella DGR 1188/2012, che ha permesso l’emanazione dei bandi per la formazione, l’informazione e l’adeguamento delle trattrici e l’aggiornamento del Piano Regionale di Prevenzione in agricoltura inserito nelle DD.GG.RR. 1856/2010 e 1102/2013 relative al complessivo Piano Regionale della Prevenzione;
• EDILIZIA - completando l’attuazione del piano regionale di prevenzione in edilizia inserito nelle DD.GG.RR. 1856/2010 e 1102/2013, relative al complessivo Piano Regionale della Prevenzione, e avendo particolare attenzione allo sviluppo dei programmi di informazione, formazione, controllo del territorio, adeguamento macchinari, scambio flussi informativi inseriti nel vigente protocollo di intesa vigente tra INAIL e la bilateralità specifica (CPT provinciali ed EDILART);
• MANIFATTURIERO - completando i programmi avviati con la bilateralità specifica dell’artigianato (OPRA) e con Confindustria Marche, indicati nei relativi protocolli d’intesa con INAIL e finalizzati ai temi della informazione, formazione, sistemi di gestione, supporto alla efficace l’azione della rete degli RLST, sconti alle imprese che attuino interventi di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza;
• SCUOLA: aggiornando i programmi di supporto alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado nell’attività formativa ed informativa, sia obbligatoria che di miglioramento della cultura della salute e sicurezza, rivolta agli studenti ed al personale come sviluppo delle esperienze realizzate a seguito dei protocolli di intesa tra Regione Marche ed Ufficio Scolastico Regionale (USR) di cui alle DGR 1483/2010 e 1696/2013.
Rischi e patologie a cui dare priorità di intervento:
• MALATTIE PROFESSIONALI CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE NEOPLASIE ED ALLE PATOLOGIE MUSCOLO SCHELETRICHE: completando ed aggiornando i programmi regionali già in atto, alla luce delle indicazioni nazionali derivanti dai Piani Nazionali della Prevenzione;
• RISCHIO AMIANTO: realizzando il piano regionale integrato già condiviso all’interno del comitato di coordinamento regionale ex art. 7 D.Lgs 81/08;
• RISCHIO BIOLOGICO: gli attuali fenomeni sociali collegati al flusso di migranti, così come le epidemie collegate alla globalizzazione, indicano la necessità di considerare tra le priorità azioni di informazione e formazione rivolte ai dipendenti della Pubblica Amministrazione coinvolti, con particolare riferimento agli operatori della Sanità.
Le parti si riservano di approfondire altri comparti, settori o rischi specifici, ove ne emergesse la necessità derivante o da criticità rilevate dal sistema dei flussi informativi regionali, ovvero in applicazione di specifici indirizzi nazionali.
Le parti, inoltre, concordano nel portare a compimento le azioni che, riferite ai precedenti protocolli di
intesa, non fossero ancora completamente realizzate.
Strumenti trasversali a cui dare priorità di implementazione:
• SISTEMA INFORMATIVO INTEGRATO REGIONALE PER LA PREVENZIONE:
Il “sistema informativo integrato per la prevenzione” nei luoghi di lavoro è stato avviato nella regione Marche dal 2008 con D.D. 2 SAP ed è oggi un costante supporto alle azioni regionali sostenendo sia la definizione dei comparti lavorativi e le tipologie di rischi verso i quali rivolgere le progettualità, sia le singole aziende con indici infortunistici particolarmente elevati verso le quali indirizzare prioritariamente verifiche. Il sistema è anche utilizzato per valutare l’efficacia delle azioni attuate attraverso l’analisi delle variazioni degli indici statistici di infortuni e malattie professionali.
In base al percorso realizzato, per il prossimo triennio si prevede di:
- realizzare percorsi formativi di approfondimento specialistico per gli operatori ASUR ed INAIL già coinvolti e di primo livello per i referenti delle parti sociali e delle altre istituzioni coinvolte;
- migliorare l’utilizzo dei dati contenuti nei report per finalità informative e comunicative verso la popolazione generale e target specifici.
• INFORMAZIONE:
Nella logica di proseguire le attività informative già avviate nel recente passato, le azioni progettuali saranno orientate principalmente al miglioramento del rapporto tra istituzioni, cittadini, lavoratori e “media”, avendo come contenuto prioritario quello della “comunicazione del rischio”.
Sulla base delle precedenti esperienze, le azioni saranno orientate a sviluppare un complessivo progetto di qualificazione della formazione, che agirà sui seguenti assi:
- Individuazione di poli formativi stabili o itineranti;
- formazione continua dei formatori, in particolare per qualificare gli aspetti comunicativi e delle modalità operative della formazione dell’adulto;
- sperimentazione di percorsi formativi che possano rappresentare standard qualitativi di riferimento (“buone prassi”) per il trasferimento efficace delle conoscenze e per il miglioramento delle competenze e dei comportamenti;
- Percorsi formativi rivolti agli operatori ASUR finalizzati a migliorare la capacità di verifica della efficacia formativa realizzata nel territorio.
supportare imprenditori e lavoratori, in particolare attraverso la bilateralità e il sistema delle rappresentanze, affinché possano diffondersi:
- i sistemi di gestione e responsabilità sociale di impresa;
- l’utilizzo, ai fini della valutazione dei rischi nelle imprese artigiane, del prodotto multimediale “Impresa Sicura” derivante dalla progettualità realizzata da Regione Marche, INAIL, ASUR, EBAM e riconosciuta come “buona prassi” ai sensi dell’art. 6 p. 8 comma d) del D.Lgs 81/08 dal Ministero del Lavoro (http://www.lavoro.gov.it/SicurezzaLavoro/MS/BuonePrassi/Documents/IMPRESA_SICURA.pdf) in data 23.11.2013;
- percorsi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza non obbligatoriamente previste per legge, che consentano tra l’altro l’applicazione dell’art. 24 delle M.A.T. di cui alla Tariffa dei premi dell’INAIL di cui al Decreto ministeriale 12.12.2000.
• SOSTEGNO DEI RLS/RLST:
proseguire nel potenziamento del ruolo di queste fondamentali figure della prevenzione aziendale, attraverso l’allargamento della risposta ai bisogni informativi/formativi già evidenziati mediante le specifiche ricerche effettuate nel 2009 e 2013, con sostegno informativo mirato (es. mailing list, sportelli font - office, ecc.), istituzionale (portale della prevenzione) e formativo.
• NETWORK UNIVERSITÀ:
in continuità con le azioni previste nel precedente protocollo d’intesa, in parte realizzate, mantenere il sostegno allo sviluppo di un network per la prevenzione nei luoghi di lavoro che coinvolga le Università presenti nelle Marche, con l’obiettivo di qualificare ulteriormente le iniziative avviate, connotarle con le caratteristiche dell’alta specializzazione e della ricerca applicata, rendendole ancor più coerenti con le indicazioni di programmazione nazionale e regionale specifica per la prevenzione nei luoghi di lavoro. In particolare sono già coinvolte in progettualità condivise: Università Politecnica delle Marche (Facoltà di Medicina e Chirurgia, Facoltà di Ingegneria, Facoltà di Economia - CRISS, Facoltà di Agraria), Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” (Facoltà di Giurisprudenza); Università degli Studi di Macerata (Facoltà di Scienze della Comunicazione); Università degli Studi di Camerino (Dipartimento di Medicina Sperimentale e Sanità Pubblica).
Art. 3 Modalità di attuazione
Al fine di dare piena attuazione al presente Protocollo d’Intesa, le parti si impegnano a stimolare e favorire le forme di coinvolgimento più ampie ed auspicate di tutti gli attori del sistema prevenzione attraverso un percorso organizzativo/programmatorio, già positivamente condiviso nel tempo, che si sviluppa con le seguenti modalità:
- costituzione di “tavoli di coordinamento” o “gruppi di lavoro”, per ogni singolo progetto o per più progetti omogenei, che svilupperanno piani operativi di dettaglio;
- stipula di specifici accordi sulla base dei contenuti operativi dei progetti definitivi elaborati dai “tavoli di coordinamento” - nei quali sono contenuti obiettivi specifici e cronoprogramma, nonché le responsabilità attuative, il sistema di monitoraggio, il piano di comunicazione, la quantificazione delle risorse organizzative condivise (economiche, professionali, mezzi e procedure), le ricadute sul territorio.
I referenti delle attività saranno individuati congiuntamente nell’ambito dei gruppi di lavoro.
Le parti firmatarie del presente Protocollo e i partner del “Sistema” che parteciperanno alla realizzazione del presente atto, contribuiranno in misura tendenzialmente paritaria nell’apporto delle risorse complessivamente intese (professionali, economiche, strumentali) rinviando ad atti successivi la loro determinazione ed il loro impegno.
Art. 4 Durata del Protocollo d’Intesa
Il presente Protocollo d’Intesa ha durata triennale a partire dalla data di sottoscrizione dello stesso.
Tutta la documentazione e le informazioni fornite da una all’altra Parte, dovranno essere considerate di carattere strettamente confidenziale; esse non potranno essere utilizzate per scopi diversi da quelli per i quali sono state fornite anche nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali (L. 675/96 e successivi provvedimenti).
Ciascuna delle Parti avrà cura di applicare opportune misure per mantenere circoscritte nel proprio ambito le informazioni e documentazioni ottenute dalle altre Parti; di conseguenza, si impegna a non divulgare a non permettere che altri divulghino tali documentazioni e/o informazioni senza l’esplicito consenso, di volta in volta espresso per iscritto dalla Parte che le ha fornite, salvo per quanto deve essere necessariamente comunicato a terzi per la realizzazione delle attività e fatti salvi eventuali obblighi derivanti da leggi e regolamenti. L’obbligo di riservatezza di cui sopra non si applica alle informazioni che siano, o divengano, di dominio pubblico per cause di cui la Parte non sia responsabile o che la stessa dimostri di aver acquisito legittimamente da terzi.
Le parti si impegnano al trattamento dei dati comunque derivanti dall’attuazione del presente Protocollo d’Intesa nel rispetto di quanto previsto dal D.Lgs 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”.
Art. 7 Registrazione
Il presente Protocollo si compone di n. 7 fogli, viene redatto in n. 2 esemplari, viene sottoscritto con firma digitale ed è soggetto a registrazione in caso d’uso.
Ancona, 9 gennaio 2015
Dott. Gian Mario Spacca IL DIRETTORE
I.N.A.I.L. Marche
Dott.ssa Antonella Onofri

References: art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 7

Art. 2
 art. 7

Art. 3

Art. 4

Art. 7