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Timestamp: 2019-06-19 05:37:45+00:00

Document:
Missioni valevoli nella seduta del 12 aprile 2016.
Angelino Alfano, Gioacchino Alfano, Alfreider, Amendola, Amici, Artini, Baldelli, Baretta, Bellanova, Bernardo, Dorina Bianchi, Bindi, Biondelli, Bobba, Bocci, Bonifazi, Michele Bordo, Borletti Dell'Acqua, Boschi, Brambilla, Bratti, Bressa, Brunetta, Bueno, Calabria, Caparini, Casero, Castiglione, Catania, Antimo Cesaro, Cicchitto, Cirielli, Costa, D'Alia, Dadone, Dambruoso, Damiano, De Micheli, Del Basso de Caro, Dell'Orco, Dellai, Di Gioia, Luigi Di Maio, Faraone, Fedriga, Ferranti, Fioroni, Gregorio Fontana, Fontanelli, Franceschini, Garofani, Gelli, Gentiloni Silveri, Giacomelli, Giancarlo Giorgetti, Gozi, La Russa, Locatelli, Lorenzin, Losacco, Lotti, Lupi, Madia, Manciulli, Marazziti, Mazziotti Di Celso, Merlo, Migliore, Orlando, Pes, Gianluca Pini, Pisicchio, Portas, Rampelli, Ravetto, Realacci, Rigoni, Rosato, Domenico Rossi, Rughetti, Sani, Scalfarotto, Schullian, Scotto, Sereni, Tabacci, Tidei, Valeria Valente, Velo, Vignali, Zampa, Zanetti.
Angelino Alfano, Gioacchino Alfano, Alfreider, Amendola, Amici, Artini, Baldelli, Baretta, Bellanova, Bernardo, Dorina Bianchi, Bindi, Biondelli, Bobba, Bocci, Bonifazi, Michele Bordo, Borletti Dell'Acqua, Boschi, Brambilla, Bratti, Bressa, Brunetta, Bueno, Calabria, Caparini, Casero, Castiglione, Catania, Antimo Cesaro, Cicchitto, Cirielli, Costa, D'Alia, Dadone, Dambruoso, Damiano, De Micheli, Del Basso de Caro, Dell'Orco, Dellai, Di Gioia, Luigi Di Maio, Faraone, Fedriga, Ferranti, Fioroni, Gregorio Fontana, Fontanelli, Franceschini, Garofani, Gelli, Gentiloni Silveri, Giacomelli, Giancarlo Giorgetti, Gozi, La Russa, Locatelli, Lorenzin, Losacco, Lotti, Lupi, Madia, Manciulli, Marazziti, Mazziotti di Celso, Merlo, Migliore, Orlando, Pes, Gianluca Pini, Pisicchio, Portas, Rampelli, Ravetto, Realacci, Rigoni, Rosato, Domenico Rossi, Rughetti, Sani, Scalfarotto, Schullian, Scotto, Sereni, Tabacci, Valeria Valente, Velo, Vignali, Zampa, Zanetti.
In data 11 aprile 2016 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:
DI SALVO: «Istituzione di una Commissione parlamentare per le pari opportunità tra uomo e donna nonché disposizioni in materia di statistiche di genere» (3736);
ROCCELLA ed altri: «Modifiche all'articolo 13 del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, nonché alla legge 8 agosto 1995, n. 335, e altre disposizioni in materia di erogazione, cumulabilità e regime tributario dei trattamenti pensionistici di reversibilità» (3737).
La proposta di legge PAOLA BOLDRINI ed altri: «Disposizioni per favorire l'applicazione e la diffusione della medicina di genere» (3603) è stata successivamente sottoscritta dalla deputata Antezza.
La proposta di legge ROSSOMANDO ed altri: «Istituzione dell'Agenzia italiana per le adozioni internazionali» (3635) è stata successivamente sottoscritta dalla deputata Lenzi.
BRIGNONE ed altri: «Modifica all'articolo 1 del decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8, concernente la sanzione amministrativa pecuniaria per il reato di aborto clandestino» (3678) Parere delle Commissioni I, V e XII (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 11 aprile 2016, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 8-ter del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con cui è autorizzato, in relazione a un intervento da realizzare tramite un contributo assegnato per l'anno 2010 in sede di ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF devoluta alla diretta gestione statale, l'utilizzo dei risparmi di spesa realizzati dal comune di Roccaspinalveti (Chieti) per il completamento della sistemazione idrogeologica del centro del comune.
Questo decreto è trasmesso alla V Commissione (Bilancio) e alla VIII Commissione (Ambiente).
Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per le politiche e gli affari europei, con lettera in data 7 aprile 2016, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 14, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, l'elenco delle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l'Unione europea, riferito al primo trimestre del 2016 (Doc. LXXIII-bis, n. 13).
Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 7 aprile 2016, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), per gli esercizi 2013 e 2014. Alla determinazione sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 376).
Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 7 aprile 2016, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Accademia della Crusca, per l'esercizio 2014. Alla determinazione sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 377).
Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 8 aprile 2016, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali (CNPR), per l'esercizio 2014. Alla determinazione sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 378).
Trasmissione dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso decreti ministeriali recanti variazioni di bilancio tra capitoli dello stato di previsione del medesimo Ministero, di pertinenza del centro di responsabilità "Dipartimento per le infrastrutture, i sistemi informativi e statistici", autorizzate, in data 5 e 20 novembre 2015, ai sensi dell'articolo 3, comma 5, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e dell'articolo 6, comma 14, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
Questi decreti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla VIII Commissione (Ambiente).
Trasmissioni dal Ministro dell'economia e delle finanze.
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 7 aprile 2016, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 26, comma 5, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, la relazione concernente i risultati ottenuti in materia di razionalizzazione della spesa per l'acquisto di beni e servizi per le pubbliche amministrazioni, riferita all'anno 2015 (Doc. CLXV, n. 4).
Questa relazione è trasmessa alla V Commissione (Bilancio).
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera pervenuta in data 12 aprile 2016, ha trasmesso una nota concernente alcune correzioni al testo della relazione ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, annessa al Documento di economia e finanza 2016 (Doc. LVII, n. 4 – Annesso), trasmessa in data 9 aprile 2016.
Il Ministro della difesa, con lettera del 7 aprile 2016, ha trasmesso una nota relativa all'attuazione data, per la parte di propria competenza, all'ordine del giorno RAMPI ed altri n. 9/2893-AR/2, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 31 marzo 2015, concernente la costituzione e l'impiego di appositi contingenti multinazionali di personale a tutela del patrimonio artistico e culturale e di contrasto al traffico di opere d'arte finalizzato al finanziamento delle azioni di matrice terroristica internazionale.
La suddetta nota è a disposizione degli onorevoli deputati presso il Servizio per il Controllo parlamentare ed è trasmessa alla IV Commissione (Difesa) competente per materia.
La Commissione europea, in data 11 aprile 2016, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni, con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):
Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1370/2013, recante misure per la fissazione di determinati aiuti e restituzioni connessi all'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, per quanto riguarda le limitazioni quantitative applicabili all'acquisto all'intervento di burro e latte scremato in polvere (COM(2016) 208 final), che è assegnata in sede primaria alla XIII Commissione (Agricoltura);
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo a norma dell'articolo 294, paragrafo 6, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardante la posizione del Consiglio sull'adozione di una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, e la libera circolazione di tali dati, e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (COM(2016) 213 final), che è assegnata in sede primaria alla II Commissione (Giustizia);
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo a norma dell'articolo 294, paragrafo 6, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardante la posizione del Consiglio sull'adozione di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati (regolamento generale sulla protezione dei dati) e che abroga la direttiva 95/46/CE (COM(2016) 214 final), che è assegnata in sede primaria alla II Commissione (Giustizia).
Annunzio di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea.
Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri ha trasmesso, in data 18 marzo 2016, le seguenti sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, che sono inviate, ai sensi dell'articolo 127-bis del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni, nonché alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):
Causa C-50/14: Sentenza della Corte (Quinta sezione) del 28 gennaio 2016. Consorzio artigiano servizio taxi e autonoleggio (CASTA) e altri contro azienda sanitaria locale di Ciriè, Chivasso e Ivrea (ASL TO4) e regione Piemonte. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte – Rinvio pregiudiziale – Appalti pubblici – Articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) – Direttiva 2004/18/CE – Servizi di trasporto sanitario – Normativa nazionale che autorizza le autorità sanitarie territoriali ad attribuire, mediante affidamento diretto e senza pubblicità, a fronte di un rimborso delle spese sostenute, le attività di trasporto sanitario alle associazioni di volontariato che soddisfano i requisiti di legge e sono registrate – Ammissibilità (Doc. LXXXIX, n. 105) – alla XII Commissione (Affari sociali);
Causa C-281/14 P: Sentenza della Corte (Decima sezione) del 21 gennaio 2016. Società per l'aeroporto civile di Bergamo-Orio al Serio Spa (SACBO Spa) contro Commissione europea e Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (INEA). Impugnazione – Rete transeuropea di trasporto – Contributo finanziario – Chiusura – Decisione che dichiara non finanziabili taluni costi e che stabilisce il computo finale – Articolo 263, quarto comma, del TFUE – Ricorso di annullamento – Atto impugnabile – Legittimazione ad agire – Soggetto diverso dal beneficiario del contributo (Doc. LXXXIX, n. 106) – alla IX Commissione (Trasporti);
Causa C-428/14: Sentenza della Corte (Seconda sezione) del 20 gennaio 2016. DHL Express (Italy) Srl e DHL Global Forwarding (Italy) SpA contro Autorità garante della concorrenza e del mercato. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da Consiglio di Stato. Rinvio pregiudiziale – Politica di concorrenza – Articolo 101 del TFUE – Regolamento (CE) n. 1/2003 – Settore delle spedizioni internazionali di merci – Autorità nazionali garanti della concorrenza – Valore giuridico degli strumenti della rete europea della concorrenza – Programma modello di clemenza di tale rete – Domanda d'immunità presentata alla Commissione – Domanda semplificata d'immunità depositata presso le autorità nazionali garanti della concorrenza – Rapporto tra tali due domande (Doc. LXXXIX, n. 107) – alla X Commissione (Attività produttive).
Il Ministero dell'interno, con lettere in data 8 aprile 2016, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 141, comma 6, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, i decreti del Presidente della Repubblica di scioglimento dei consigli comunali di Buonabitacolo (Salerno), Frignano (Caserta), Offagna (Ancona), Porlezza (Como) e Portico di Caserta (Caserta).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 8 aprile 2016, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la comunicazione concernente il conferimento al dottor Lucio Bedetta, ai sensi dei commi 4 e 5-bis del medesimo articolo 19, dell'incarico di livello dirigenziale generale di direttore della Direzione generale del bilancio e della contabilità, nell'ambito del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero della giustizia.
Questa comunicazione è trasmessa alla I Commissione (Affari costituzionali) e alla II Commissione (Giustizia).
Il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 8 aprile 2016, ha trasmesso, ai sensi degli articoli 16 e 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124, la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto legislativo recante modifiche all'articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sul licenziamento disciplinare (292).
Questa richiesta è assegnata, ai sensi del comma 4 dell'articolo 143 del Regolamento, alle Commissioni riunite I (Affari costituzionali) e XI (Lavoro) e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla V Commissione (Bilancio), nonché, d'intesa con il Presidente del Senato della Repubblica, alla Commissione parlamentare per la semplificazione. Le predette Commissioni dovranno esprimere i prescritti pareri entro l'11 giugno 2016.
Il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 8 aprile 2016, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 2 della legge 7 agosto 2015, n. 124, la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto legislativo recante norme per il riordino della disciplina in materia di conferenza di servizi (293).
Questa richiesta è assegnata, ai sensi del comma 4 dell'articolo 143 del Regolamento, alla I Commissione (Affari costituzionali) e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla V Commissione (Bilancio), nonché, d'intesa con il Presidente del Senato della Repubblica, alla Commissione parlamentare per la semplificazione. Le predette Commissioni dovranno esprimere i prescritti pareri entro l'11 giugno 2016.
Il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 12 aprile 2016, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1 della legge 9 luglio 2015, n. 114, la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/53/UE concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di apparecchiature radio e che abroga la direttiva 1999/5/CE (294).
Questa richiesta è assegnata, ai sensi del comma 4 dell'articolo 143 del Regolamento, alla IX Commissione (Trasporti) nonché, ai sensi del comma 2 dell'articolo 126 del Regolamento, alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea), che dovranno esprimere i prescritti pareri entro il 22 maggio 2016. È altresì assegnata, ai sensi del comma 2 dell'articolo 96-ter del Regolamento, alla V Commissione (Bilancio), che dovrà esprimere i propri rilievi sulle conseguenze di carattere finanziario entro il 2 maggio 2016.
Elementi ed iniziative in merito alle ricadute occupazionali derivanti dal piano industriale della società Whirlpool – 3-01909; 3-02172
BOSSI, GRIMOLDI e SIMONETTI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
dopo mesi di attesa, di accordi sulla cassa integrazione, di proposte varie sul personale in esubero, finalmente nel luglio 2015 la multinazionale Whirlpool ha reso noto le proprie scelte strategiche presentando al Ministero dello sviluppo economico il piano industriale;
nello specifico il piano prevede una missione per ogni sito: a Fabriano verrà creato un centro direzionale con circa 600 dipendenti, sede del consumer service, compresi la pianificazione dei ricambi e quality; Npi (new product introduction), divisione piccoli elettrodomestici, sistemi informativi, ricerca e sviluppo e parte del procurement; Melano diventerà l'unico hub europeo-mediterraneo per la produzione di piani cottura della zona Emea, con rientro delle produzioni dall'estero; vi sarà la chiusura del sito di Albacina con cessazione delle attività produttive del sito medesimo presumibilmente entro il primo semestre del 2016; Comunanza produrrà lavatrici con carica frontale e sarà produttore esclusivo in Emea di lavasciuga, con l'utilizzo dei contratti di solidarietà; il magazzino di None sarà ceduto in continuità alla società piemontese Mole, ma il personale in alternativa potrà comunque optare per il trasferimento ad altra sede del gruppo o accedere ai percorsi di uscita incentivata specificamente previsti; Napoli produrrà le lavatrici di alta gamma, anche con un modello aggiuntivo rivolto ai mercati extra-europei, e si utilizzeranno i contratti di solidarietà; Siena sarà il polo di produzione dei congelatori orizzontali, con rientro di prodotti anche dall'estero e possibilità di crescita ulteriore verso i mercati extra-europei ed anche per questo sito si utilizzeranno i contratti di solidarietà; a Caserta sarà costituito il polo europeo di ricambi e accessori, in cui troveranno inizialmente occupazione 320 persone, mentre il restante organico potrà accedere al trasferimento volontario incentivato per Varese con possibilità di colloqui anche per i familiari conviventi, ovvero accedere ai percorsi di uscita incentivata specificamente previsti per la Campania; Cassinetta di Biandronno perderà il service parts centre, ma si consoliderà come polo Emea per l'incasso, con produzione di forni, frigoriferi e microonde;
proprio le scelte sul sito di Caserta destano non poche preoccupazioni tra gli interinali – circa 380 – in forza al sito di Cassinetta di Briandronno;
si vocifera, infatti, che la proposta di trasferimento volontario incentivato per circa 400 lavoratori della ex Indesit di Caserta preveda un bonus di 32 mila euro, l'assunzione con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, nonché l'assunzione di un familiare da loro indicato tramite agenzia interinale;
ovvio che tale notizia abbia creato allarme tra i 380 lavoratori somministrati di Cassinetta di Briandronno, preoccupati di ritrovarsi sostituiti dall'oggi al domani dal personale proveniente da Caserta –:
se trovi conferma quanto riportato in premessa ovvero in quali termini si concretizzi la proposta di trasferimento volontario incentivato da Caserta a Varese per il personale interessato;
se non ritenga doveroso intervenire, per quanto di competenza, affinché per ogni sito siano garantiti in primis – in termini di occupazione e di contratto di lavoro – i lavoratori già attivi presso i medesimi ed in subordine il personale in esubero che sarà trasferito su base volontaria tra i poli delle diverse regioni.
(3-01909)
RICCIATTI, SCOTTO, GIANCARLO GIORDANO, FERRARA, AIRAUDO e PLACIDO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
Indesit Company è un'azienda multinazionale leader nel settore degli elettrodomestici che nella parte più lunga e importante della sua storia ha avuto il cuore produttivo e decisionale nelle Marche ed è appartenuta alla famiglia Merloni;
l'azienda marchigiana ha vissuto, come altre realtà economiche nazionali, la crisi economica che l'aveva portata a perdere nel 2009 il 17 per cento dei ricavi, situazione che era tuttavia migliorata negli anni successivi grazie all'andamento positivo di alcuni mercati esteri;
nel 2013 l'amministratore delegato Marco Milani subentrava alla presidenza ad Andrea Merloni. Per la prima volta nella storia della Indesit un manager esterno alla famiglia Merloni guidava l'azienda;
in data 4 giugno 2014 Indesit aveva annunciato l'esubero di 1400 lavoratori in Italia, per poter rendere più competitiva l'azienda;
a seguito di trattative tra le organizzazioni sindacali, l'azienda e le istituzioni – Ministero dello sviluppo economico e regione Marche tra le più attive – il 3 dicembre 2013 presso il Ministero dello sviluppo economico è stato siglato l'accordo relativo alla vertenza tra l'azienda, il Ministero dello sviluppo economico, le regioni Campania e Marche, Confindustria Ancona e Caserta, le organizzazioni sindacali dei lavoratori, ad eccezione della Fiom, che vi ha aderito successivamente ad un referendum dei lavoratori dell'azienda;
tale accordo prevede un investimento della azienda pari ad 83 milioni di euro e la ridefinizione delle missioni produttive per ogni sito del gruppo, l'impegno dell'azienda sino a tutto il 2018 di non ricorrere all'utilizzo di procedure unilaterali di mobilità, l'uso dei contratti di solidarietà, un limite alla cassa integrazione a zero ore di 4 mesi per ogni lavoratore, nei cinque anni di durata del piano, nonché la realizzazione di un centro di ricerca sui prodotti elettrodomestici, all'interno dello stabilimento Indesit di Melano nelle Marche, finanziato da diverse Istituzioni, tra le quali lo stesso Ministero dello sviluppo economico, le regioni Marche e Campania ed il Consiglio nazionale delle ricerche;
in data 11 luglio 2014 la stampa ha reso noto che la famiglia Merloni, attraverso la società Fineldo, ha ceduto alla società americana Whirlpool la partecipazione del 60,4 per cento del capitale (ossia il 66,8 per cento dei diritti di voto) della fabbrica di elettrodomestici. Il prezzo di acquisto era stato fissato a 11 dollari per ogni azione di Indesit, per un prezzo totale previsto pari a 758 milioni di dollari;
nonostante le diverse sollecitazioni, ad oggi non è ancora chiaro se Whirlpool riconoscerà il piano industriale siglato dalla Indesit, salvaguardando così i livelli occupazionali e gli impianti produttivi nel territorio marchigiano e campano, così come stabilito tra le parti e le istituzioni nell'accordo del 3 dicembre 2013;
le preoccupazioni, soprattutto da parte delle organizzazioni sindacali e dai lavoratori, risiedono nell'evidenza che Whirlpool produce prodotti della stessa tipologia merceologica della Indesit e possiede già diversi stabilimenti in Italia –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza delle intenzioni dell'acquirente Whirlpool circa il riconoscimento del piano industriale siglato da Indesit il 3 dicembre 2013;
quali strumenti di loro competenza intendano attuare i Ministri interrogati per salvaguardare livelli occupazionali e impianti produttivi nei territori interessati.
(3-02172)
Iniziative di competenza per l'avvio delle indagini, da parte della Commissione umanitaria internazionale, in merito agli attacchi aerei che hanno colpito il centro traumatologico Kunduz in Afghanistan, gestito da Medici senza frontiere – 3-01864
ZAMPA, QUARTAPELLE PROCOPIO, D'INCECCO, CARRA, GNECCHI, IORI, CARLONI, MOGNATO, RUBINATO, BRUNO BOSSIO, VENITTELLI, MARCHI, VALIANTE, GANDOLFI, GIUSEPPE GUERINI, MATTIELLO, TENTORI e LATTUCA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:
la notte del 3 ottobre 2015, raid aerei americani hanno colpito in modo continuativo il centro traumatologico Kunduz trauma centre, in Afghanistan, gestito dall'organizzazione internazionale medico-umanitaria, Medici senza frontiere. Nel raid sono morte 30 persone, di cui 13 membri dello staff di Medici senza frontiere, 10 pazienti e 7 persone che non è stato possibile identificare;
a quanto si apprende dall'organizzazione Medici senza frontiere, il Governo americano ha ammesso l'errore ed espresso le proprie scuse con una telefonata del Presidente Obama alla presidente dell'organizzazione, dottoressa Joanne Liu;
Medici senza frontiere lavora a Kunduz dal mese di agosto 2011, quando è stato aperto il centro traumatologico. Il Kunduz trauma centre era l'unica struttura del suo genere nel nord-est dell'Afghanistan. Il centro traumatologico forniva assistenza chirurgica gratuita di alto livello alle vittime di traumi generici, come gli incidenti stradali, e ai pazienti che si presentavano con lesioni da conflitto, per esempio esplosioni di bombe o colpi di arma da fuoco. L'ospedale aveva 92 posti letto, che erano aumentati eccezionalmente a 140 alla fine del mese di settembre 2015 per far fronte al numero senza precedenti di ricoveri. Il Kunduz trauma centre era dotato di un reparto di emergenza, tre sale operatorie e un'unità di terapia intensiva, nonché di reparti di radiologia, farmacia, fisioterapia e laboratori;
il centro traumatologico impiegava un totale di 460 dipendenti. Dall'apertura del Kunduz trauma centre nel 2011, erano stati effettuati oltre 15.000 interventi chirurgici ed erano stati trattati più di 68.000 pazienti in emergenza;
il 5 novembre 2015 Medici senza frontiere ha pubblicato un rapporto interno che esamina gli attacchi del 3 ottobre 2015 da parte delle forze statunitensi sull'ospedale di Medici senza frontiere nell'Afghanistan settentrionale. L'analisi cronologica dei fatti che si sono susseguiti, durante e immediatamente dopo gli attacchi aerei, attesterebbero che non vi sarebbe stata alcuna ragione per cui l'ospedale dovesse essere colpito. Non c'erano combattenti armati o combattimenti nell'area dell'ospedale;
l'analisi redatta da Medici senza frontiere mostrerebbe i fatti all'interno dell'ospedale nei giorni precedenti e durante l'attacco. Il rapporto comprende i dettagli della disposizione delle coordinate gps e il registro delle telefonate da parte di Medici senza frontiere alle autorità militari nel tentativo di fermare gli attacchi aerei;
sulla base del diritto internazionale umanitario, Medici senza frontiere aveva raggiunto l'accordo di rispettare la neutralità dell'ospedale con tutte le parti in conflitto;
la dottoressa Joanne Liu, presidente internazionale di Medici senza frontiere, ha dichiarato: «Noi abbiamo rispettato gli accordi. Il centro traumatologico di Medici senza frontiere a Kunduz era un ospedale pienamente funzionante e al momento degli attacchi aerei erano in corso degli interventi chirurgici. Il divieto di ingresso alle armi nelle strutture di Medici senza frontiere è stato rispettato e il personale ospedaliero aveva il pieno controllo della struttura prima e durante attacchi aerei»;
il direttore generale di Medici senza frontiere, dottor Christopher Stokes, ha dichiarato: «Stanno circolando alcuni resoconti pubblici che affermano che l'attacco al nostro ospedale potrebbe essere giustificato dal fatto che stavamo curando dei talebani. Ai sensi del diritto internazionale, i combattenti feriti sono pazienti, non devono subire attacchi e vanno curati senza discriminazioni. Il personale medico non dovrebbe mai essere punito o attaccato perché fornisce cure ai combattenti feriti». La dottoressa Liu ha, altresì, dichiarato: «L'attacco ha annientato la nostra capacità di soccorrere i pazienti nel momento in cui ne hanno più bisogno. Un ospedale funzionale che cura pazienti non può così facilmente perdere il suo status di protezione ed essere attaccato»;
secondo quanto reso noto da Medici senza frontiere tra i 105 pazienti al momento dei bombardamenti, vi erano, infatti, combattenti feriti di entrambe le parti in conflitto a Kunduz, così come donne e bambini;
le conclusioni del documento di Medici senza frontiere rilevano che:
a) «prima dell'attacco, l'accordo di rispettare la neutralità della struttura medica in base alle sezioni applicabili del diritto umanitario internazionale era pienamente in atto e concordato con tutte le parti in conflitto;
b) al momento dei bombardamenti, il Kunduz trauma centre era completamente funzionante come ospedale, con 105 pazienti ricoverati e interventi chirurgici in corso;
c) al momento dei bombardamenti, le direttive di Medici senza frontiere in ospedale erano attuate e rispettate, compresa la politica del “no alle armi”, e Medici senza frontiere era in pieno controllo dell'ospedale;
d) al momento dei bombardamenti, non c'erano combattenti armati all'interno del complesso ospedaliero e non c'erano combattimenti in corso provenienti dal Kunduz trauma centre o nelle immediate vicinanze;
e) le coordinate gps fornite a tutti i gruppi armati erano corrette e le équipe di Medici senza frontiere a Kabul e New York avevano preso i contatti necessari per avvisare le parti in conflitto degli attacchi aerei;
sulla base di queste conclusioni, è urgentemente necessario un riconoscimento ampiamente concordato e inequivocabile delle regole pratiche in base alle quali gli ospedali operano nelle zone di conflitto. Ciò significa:
a) un ospedale funzionante che cura pazienti, come quello di Kunduz, non può semplicemente perdere la protezione ed essere attaccato;
b) i combattenti feriti devono essere trattati senza discriminazione e non possono essere attaccati, il personale medico non può essere punito o attaccato perché fornisce cure ai combattenti feriti»;
considerata la sequenza di attacchi alle strutture sanitarie che si stanno verificando con sempre maggiore intensità nei conflitti attuali (dal Sud Sudan allo Yemen, dalla Siria all'Afghanistan), l'organizzazione Medici senza frontiere ha richiesto al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ulteriori iniziative di natura diplomatica per riaffermare i princìpi del diritto internazionale umanitario e il rispetto delle Convenzioni di Ginevra e, dal giorno dei raid americani, si è mobilitato a livello internazionale e in particolare affinché fosse attivata la Commissione umanitaria internazionale per l'accertamento dei fatti (International humanitarian fact-finding Commission) prevista e mai attivata dal primo protocollo addizionale alle Convenzioni di Ginevra del 1977;
la Commissione ha dato la propria disponibilità ad un'indagine imparziale e indipendente sui fatti, tuttavia per iniziare la sua attività necessita del consenso dei due Stati parti in causa, nello specifico Stati Uniti e Afghanistan. La richiesta da parte della Commissione è stata resa ufficiale per mezzo di due lettere identiche fatte arrivare ai rispettivi Governi il 7 ottobre 2015;
è di fondamentale importanza che si faccia luce sull'evento e che la Commissione possa espletare il suo mandato fino ad oggi silente –:
se il Governo non ritenga opportuno intraprendere iniziative affinché il Governo statunitense autorizzi la International humanitarian fact-finding Commission ad avviare l'indagine sugli avvenimenti del 5 novembre 2015 che hanno coinvolto il centro traumatologico di Kunduz in Afghanistan, onde far luce pienamente sugli eventi e riaffermare i princìpi del diritto internazionale umanitario ed il rispetto delle Convenzioni di Ginevra. (3-01864)
Stato di attuazione della «Strategia per la crescita digitale 2014-2020» – 3-01843
LIUZZI, SPESSOTTO, PETRAROLI e DE LORENZIS. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:
il 3 marzo 2015 il Consiglio dei ministri ha approvato la «Strategia per la crescita digitale 2014-2020», con l'obiettivo di colmare il cosiddetto digital divide nel nostro Paese, con particolare riferimento al settore infrastrutturale e ai servizi. Il documento si propone i seguenti obiettivi strategici:
a) determinare il progressivo switch-off dell'analogico a favore del digitale per la fruizione dei servizi pubblici, progettando e coordinando la digitalizzazione della pubblica amministrazione;
b) al fine di garantire la crescita economica e sociale, prevedere uno sviluppo di competenze digitali nelle imprese e di diffusione della cultura digitale fra i cittadini, potenziando rispettivamente la domanda e l'offerta di servizi digitali;
c) coordinare in maniera unitaria la programmazione e gli investimenti pubblici in innovazione digitale e information, communication and technology;
nel documento è stata prevista una tempistica ben precisa su ogni obiettivo (come, ad esempio, sulla predisposizione dell'accesso wifi graduale in tutti gli uffici pubblici, incluse le scuole, il progetto «Digital security per la PA» e la razionalizzazione del patrimonio ict, il consolidamento data center e cloud computing; l'avviamento del progetto Spid-Servizio pubblico d'identità digitale), la gestione digitale dell'anagrafe della popolazione; il pagamento elettronico; l'aggiornamento dei dati su ipa e adl-fatturazione elettronica; la realizzazione dell’open data; la digitalizzazione delle procedure burocratiche sanitarie e altri interventi in materia di scuola digitale e giustizia digitale; smart city e community). Nel documento è stato previsto un monitoraggio (condotto prevalentemente da Agid) sulla misurazione dei progressi dell'Italia verso il raggiungimento degli obiettivi di crescita digitale;
secondo i dati dalla Commissione europea nel cosiddetto «digital scoreboard» l'Italia si attesta al 25o posto su 28 Paesi europei per livello di penetrazione del digitale (la classifica europea considera diversi fattori rilevanti, tra i quali i dati di estensione della banda larga e ultralarga rispetto alla quale il nostro Paese è agli ultimi posti in Europa) –:
quale sia lo stato di attuazione della «Strategia per la crescita digitale 2014-2020». (3-01843)

References: articolo 73
 Sentenza 
 Sentenza 
 Articolo 263
 Sentenza 
 Articolo 101
 articolo 19