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Timestamp: 2018-03-19 23:11:44+00:00

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PubblicatoCesarina Romani Modificato 2 anni fa
Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali Palermo 9 giugno Rita Costanzo Seminario SERVIZIO SOCIALE IN CONTESTI “Il Servizio Sociale negli Enti Locali “ 1
2 Le norme di riferimento nazionali Le Riforme Sanitarie:
2 In considerazione che la legge 328/00 è legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, nell’ istituire il sistema di welfare regionale, si è fatto riferimento alla normativa nazionale, sia del sottore sociale che sanitario, fondamentale per la costruzione del sistema di welfare regionale. Le norme di riferimento nazionali Le Riforme Sanitarie: anni 70: Legge n. 833/ Istituzione del servizio sanitario nazionale anni 90: Dlgs n. 502/ Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 Dlgs n. 517/ Modificazioni al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 Dlgs n. 229/ Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale
3 La Riforma delle Regioni e dei rapporti Stato e Regioni:
Anni 90: Dlgs n. 112/ Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 Anni 2000: Legge Costituzionale n. 3/ Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione Legge n. 42/ Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art. 119 della Costituzione
4 Le RIFORME del “TERZO SETTORE”:
Anni 90: Legge n. 381/ Disciplina delle cooperative sociali Legge n. 266/ Legge quadro sul volontariato Dlgs n. 460/ Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilita' sociale Anni 2000: Legge n. 383/ Disciplina delle associazioni di promozione sociale
5 Le RIFORME dei COMUNI e dei SERVIZI SOCIALI:
Anni 90: Legge n. 142/ Ordinamento delle autonomie locali Anni 2000: Legge n. 328/ Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali Dlgs n. 267/ Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali
6 GRANDI TENDENZE DEL SISTEMA DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI
CRESCENTE E PROGRESSIVO SPOSTAMENTO DELLE FUNZIONI DI “GOVERNO” VERSO LE REGIONI E GLI ENTI LOCALI DIFFERENZE DI POSIZIONE ISTITUZIONALE, COMPETENZE, RUOLI DECISIONALI FRA LE ASL ED I COMUNI FORTE ARTICOLAZIONE DEL SISTEMA DI OFFERTA DEI SERVIZI IMPORTANZA STRATEGICA DELLE CONNESSIONI INTER-ISTITUZIONALI (CONTRATTI DI APPALTO; ACCREDITAMENTO, CONVENZIONI, FORME ASSOCIATIVE) PROFESSIONALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI CONNESSE AL “LAVORO DI CURA”
7 Il DPRS 4/11/2002, quale atto di istituzione del sistema di welfare regionale, nonché documento programmatorio per il triennio 2001/2003 per l‘attuazione dei PdZ 2004/2006, ha “recepito”, la legge 328/00, le cui risorse, efferenti il FNPS (fondo nazionale politiche sociali) sono trasferite alle regioni ai sensi degli artt. 18/19 e 20 della citata legge 328/00. I successivi DPRS , si riferiscono ai documenti programmatori regionali, relativi ai trienni successivi erogati dallo Stato ex FNPS e precisamente: triennio FNPS 2004/2006 per l’attuazione dei PdZ 2007/2009 e triennio FNPS 2007/2009 per l’attuazione dei PdZ 2010/2012. Normativa di riferimento In Sicilia L.r. 22/86 - Riordino dei servizi e delle attività socio - assistenziali in Sicilia DPRS 4/11/02 – “ Linee guida per l’attuazione del piano socio-sanitario della Regione Siciliana “ di recepimento della legge 328/00 DPRS 23 marzo Integrazioni e modifiche del documento "Stesura aggiornata della programmazione degli interventi di cui al documento "Analisi, orientamenti e priorità L. 328/00 - FNPS 2004/2006“ DPRS 2 marzo 2009 – Programma regionale delle politiche sociali e socio-sanitarie – FNPS 2007/2009 L.r. 5/ Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale DPRS 11 novembre “Linee guida per l'attuazione delle Politiche Sociali e socio sanitarie 2013/2015 – FNPS 2010/2013
8 L.r. 22/86 principio di prevenzione (punto a, art.2);
La legge regionale 22/86, attualmente in vigore, è stata antesignana rispetto ai principi ispiratori della legge 328/00, infatti, già nel 1986 si parlava di prevenzione, rete di servizi, piano triennale, integrazione socio sanitaria, formazione, partecipazione alla spesa, livello di coordinamento. L.r. 22/86 principio di prevenzione (punto a, art.2); il concetto di rete di servizi per superare la frammentarietà degli interventi (punto d, art.2); un piano triennale per i servizi socio-assistenziali comunali (art.5); collegamento fra le strutture e i servizi comunali e i presidi socio-sanitari territoriali (art.5): l’indirizzo sulla formazione e l’aggiornamento degli operatori (punto e, art.15); quote di partecipazione alla spesa dei servizi (punto f, art.15); livello distrettuale di coordinamento dei servizi socio- assistenziali (art.17)
9 La legge rappresenta l’esito del prolungato ed intenso sforzo di riflessione, operato all’interno del nostro paese, sulla riforma dell’assistenza sociale. I cambiamenti avvenuti nel sistema di produzione e l’emergere di alcuni grandi problemi sociali, nei Paesi europei, hanno posto la necessità di rivedere completamente il sistema di protezione sociale così come organizzato dopo la seconda guerra mondiale. I modelli di welfare presenti in Europa, e in Italia in particolare, hanno innescato un grosso dibattito sulle possibilità di rileggere le tradizionali forme di protezione sociale, caratterizzate da un welfare fortemente centralizzato e basato esclusivamente su forma monetarie di assistenza. La rifondazione del welfare state su basi “comunitarie” è l’ipotesi avanzata da una parte sempre più consistente di studiosi dell’economia e della società, nella convinzione che un vero efficace sistema di protezione sociale possa consistere solo attraverso la creazione di una rete di solidarietà tra cittadini singoli e associati, all’interno dei vari luoghi in cui si svolge la vita quotidiana. 9 La Legge n. 328/2000 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali pone le radici delle nuove politiche sociali e familiari
10 1010 La Legge n. 328/2000 è una legge di riforma che mira, attraverso i piani di zona e la programmazione partecipata, a costruire la comunità locale, favorendo gli interventi e i modelli organizzativi che promuovono e incoraggiano la libertà e le iniziative di auto mutuo aiuto
11 PROTEZIONE SOCIALE ATTIVA
La Legge 328/2000 segna il passaggio da ASSISTENZA (luogo di bisogni che possono essere discrezionalmente soddisfatti) PROTEZIONE SOCIALE ATTIVA (luogo di esercizio della cittadinanza)
12 i finanziamenti europei
dai progetti… i finanziamenti europei le leggi di settore: 309/90 (tossicodipendenti), 216/91 (minori a rischio), 104/92 (disabili), 285/97 (diritti dei minori), 286/98(immigrati)… ai “Piani territoriali” L'esperienza della legge 285/97 Piani di Zona legge 328/00 ai Piani integrati di sviluppo Fondi strutturali
13 PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA'
LA RADICE DEL CONCETTO AFFONDA NEL RAPPORTO FRA STATO E SOCIETA’ CIVILE: PER OGNI FUNZIONE SPECIFICA VA INDIVIDUATO L’ORGANISMO PIU’ VICINO, A LIVELLO TERRITORIALE, AI CITADINI STATO REGIONI COMUNI BISOGNI FORMAZIONI SOCIALI PERSONA E GRUPPO SOCIALE DEVONO PROVVEDERE DA SE’ (FORMAZIONI SOCIALI, GRUPPI INTERMEDI) STATO ED ISTITUZIONI INTERVENGONO DOVE ESSI NON ARRIVANO
14 REGIONI COMUNI STATO Norme generali sui diritti di cittadinanza
Sanità: legislazione concorrente Servizi sociali: legislazione esclusiva COMUNI Forte ruolo nelle gestione e programmazione dei servizi sociali
15 ATTORI E SISTEMA di GOVERNO DELLE POLITICHE SOCIALI nella REGIONE SICILIANA
16 Indice ragionato per la stesura dei Piani di Zona
1616 Contestualmente alle Linee Guida del 2002, è stato elaborato l’Indice ragionato per la stesura dei PdZ, quale “allegato tecnico operativo” , da fornire agli operatori dei Distretti socio sanitari per un migliore utilizzo delle suddette linee guida. Per ogni documento programmatorio successivo l’indice ragionato è stato integrato di conseguenza. DPRS Linee guida per l’attuazione del piano socio-sanitario della Regione Siciliana Indice ragionato per la stesura dei Piani di Zona Piani di Zona
17 Livello Istituzionale
Livello Integrazione Supporto Tecnico Distrettuale Comitato dei Sindaci PIANO DI ZONA Gruppo Piano Provinciale Conferenza dei Sindaci Comitato di Garanzia Segreteria Tecnica Regionale Cabina di Regia Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale Ufficio Piano
20 Minori Gruppo Piano Immigrati Dipendenze
21 LE POLITICHE SOCIALI URBANISTICA TRASPORTI LAVORO SANITA’ FORMAZIONE
AMBIENTE SERVIZI SOCIALI CASA SERVIZI EDUCATIVI
22 Gli ambiti territoriali di riferimento
2222 Nella determinazione degli ambiti territoriali, impostata sul modello della distrettualizzazione sanitaria, è stato individuato il Distretto socio - sanitario quale ambito ottimale per attuare la completa integrazione delle prestazioni sanitarie, sociali e socio-sanitarie attraverso la condivisione dei diversi processi assistenziali. Sono stati costituiti 55 Distretti socio-sanitari di cui tre per le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Si è resa necessaria l’individuazione di un Comune all’interno di ogni Distretto al quale affidare l’organizzazione, la gestione ed il coordinamento degli interventi sul territorio. Il Comune così individuato è definito Comune capofila ed é identificato nel Comune sede del Distretto sanitario. I Comuni del Distretto socio-sanitario, si avvalgono dell’Ufficio di Servizio Sociale, delineato dalla l.r. 22/86 e dalle successive disposizioni attuative emanate con il Regolamento-Tipo (D.P.R.S.28/5/87), quale struttura tecnica deputata al coordinamento ed alla programmazione dei servizi alla persona. Gli ambiti territoriali di riferimento 55 Distretti socio-sanitari ( Città Metropolitane)
23 Il Distretto sanitario
2323 Oggi la norma di riforma del sistema sanitario ha previsto la perfetta coincidenza dei distretti sanitari con i distretti socio sanitari. Precedentemente, nel percorso della costruzione del sistema integrato, avviato con le Linee Guida, i distretti sanitari non coincidevano con i 55 distretti socio sanitari, presentando, evidentemente non poche difficoltà, che negli anni, comunque si è cercato di superare. Appare evidente, visto lo sforzo attuato per realizzare una reale integrazione, che finalmente si va sempre più concretizzando, ribadire con forza il consolidamento di tale sistema integrato, garantendo quella distrettualità che ha permesso di attuare nella Regione Siciliana un cambiamento culturale di portata rilevante. Il Distretto sanitario Art. 12, c. 2, della L.r. 5/ Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale “… In ogni caso i nuovi distretti sanitari devono coincidere con gli ambiti territoriali dei distretti socio-sanitari”.
24 Programmazione integrata Area dell’Integrazione socio sanitaria
2424 PAT Programmazione integrata PDZ Area dell’Integrazione socio sanitaria Il D.P.C.M. del rappresenta il riferimento fondamentale sul piano normativo in merito all’atto di indirizzo e coordinamento dell’integrazione socio-sanitaria.
25 Piano di Zona (art. 19 L. 328/00) : “documento programmatorio”
2525 Piano di Zona (art. 19 L. 328/00) : “documento programmatorio” Strumento: di programmazione locale di lettura del bisogno e della domanda della comunità (Relazione Sociale) di organizzazione dei servizi e delle risorse di coordinamento tra gli enti territoriali di progettazione sociale dal basso verso l’alto, con valorizzazione delle reti informali, dei gruppi sociali, e degli attori della vita quotidiana.
26 Risorse assegnate: € 123.790.541,37 Piani di Zona della Sicilia
Quadro riepilogativo regionale FNPS – Programmazione PdZ 2004/2006 Percorso Tempi Numero Percentuale PdZ Presentati 2003 55 100% PdZ Valutati 2003/2004 PdZ Finanziati 2004 Risorse assegnate: € ,37
27 Riequilibrio Temporale PdZ
FNPS Programmazione 2007/2009 Riequilibrio Temporale PdZ D.P.R.S. 23 marzo Integrazioni e modifiche del documento "Stesura aggiornata della programmazione degli interventi di cui al documento "Analisi, orientamenti e priorità L. 328/00 - Triennio 2004/2006"
28 FNPS anni 2004/2006 Programmazione PdZ 2007/2009
2005 2006 Totale
29 Programmi di iniziativa regionale DPRS 23 marzo 2007 Riequilibrio temporale dei Piani di Zona
- Buono socio-sanitario - Bonus nuovi nati - Centri di pronta accoglienza per minori immigrati non accompagnati - Progetto di vita - Progetti innovativi per le fasce deboli - Progetti innovativi (quota 6%) - Supporto tecnico ai distretti (facilitatori) - Patrocini onerosi
30 FNPS 2004-2006 LE RISORSE INDISTINTE
Oggetto 2004 2005 2006 Totale Fondo indistinto ripartito ai Distretti socio-sanitari carattere aggiuntivo rispetto alle risorse del Bilancio Comunale, destinate alle politiche sociali, e alle altre fonti di finanziamento
31 3131 In considerazione dell’ esiguità delle risorse(€ ), inoltre vista la disomogeneità del territorio nell’attuazione delle azioni del PdZ del triennio precedente (2001/2003), l’Amministrazione pro-tempore ha ritenuto opportuno riequilibrare temporalmente al 31 dicembre 2009, i PdZ, erogando ai 55 Distretti ss tali risorse, stabilendo delle priorità. Risorse e Priorità a. almeno il 25% delle risorse da destinare ai Distretti socio- sanitari (escluse le città riservatarie di Palermo e Catania) alla tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (L. 285/97); b. almeno il 25% delle risorse da destinare all’attuazione del Piano triennale delle persone con disabilità, con particolare riguardo alle gravi forme di handicap; c. il 50% delle risorse da destinare agli altri interventi, considerando infine, laddove sia documentata una positiva valutazione dei risultati, la possibilità di dare continuità alle progettualità attivate attraverso interventi a carattere regionale (D.P.R. 309/90, APQ, FSE, ecc…).
32 Buono socio-sanitario Riparto al netto della premialità
3232 Il documento programmatorio relativo al triennio 2007/2009 per la realizzazione dei PdZ 2010/2012, le cui attività, a livello distrettuale, sono ancora in itinere, nel ribadire, fortemente, il principio della programmazione integrata e del rafforzamento del sistema di governo, ha introdotto nuovi dispositivi per un miglior funzionamento del sistema, stabilendo che il PdZ, da parte dei distretti ss, dovrà essere gestito interamente attraverso il SIRIS (Sistema Informativo Regionale Integrato Socio Sanitario) al fine di realizzare il monitoraggio quali - quantitativo ed economico – finanziario, da realizzare entro il 31 ottobre di ogni anno a partire dal 2010, che ha permesso di erogare ai Distretti ss le risorse programmate relative alla Premialità, quale sistema per retribuire i territori virtuosi. La quota del 16% è stata ripartita per il finanziamento, nell’ambito del punto 3 del cap. 9.1 delle linee guida regionali, di sperimentazioni mirate. Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anni Piani di Zona 2010/2012 Assegnazione FNPS 16% Buono socio-sanitario Riparto al netto della premialità Premialità
33 3333 siris.regione.sicilia.it sistema web avanzato (Portale) per l’erogazione di servizi ed informazioni Sistema di coordinamento delle attività previste nell’ambito dell’attuazione dei Piani di Zona con relativo monitoraggio economico-finanziario e quali-quantitativo dei dati e delle informazioni gestite dal sistema. Piattaforma di e-learning per garantire l’accesso e la fruizione dei servizi di formazione a distanza
34 Glossario delle politiche sociali
Il Piano di Zona e il S.I.R.I.S. ha prodotto Glossario delle politiche sociali Sistema di classificazione dei servizi Sistema di classificazione dei target Sistema di monitoraggio e di valutazione
35 Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anni 2001-2009
La programmazione integrata Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anni Anno Risorse Finalizzate Risorse Indistinte Totale 2001 ,58 ,98 ,56 2002 ,00 ,00 ,00 2003 ,00 ,00 ,00 2004 ,00 ,00 ,00 2005 - ,00 2006 ,17 2007 ,00 2008 ,00 2009 ,00 ,58 ,15 ,73
36 Totale Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anni 2010-2012
Programmazione PdZ 2013/2015 Assegnazione FNPS 2010 ,16 2011 ,12 2012 ,63 Totale ,91
37 FNPS anni 2010/2013 Programmazione 2013/2015 DPRS 11 novembre “Linee guida per l'attuazione delle Politiche Sociali e socio sanitarie 2013/2015 – FNPS 2010/2013 2009/2010 2011 2012 2013 Totale ,17 ,12 ,63 ,00 ,32
38 3838 Riparto risorse FNPS 210/2013 PdZ 2013/2015 DPRS 11 novembre il DPRS 11 novembre 2013 destina ai distretti socio-sanitari la somma complessiva di 75 milioni di euro per la programmazione triennale dei Piani di Zona, da ripartire secondo tre indicatori: popolazione, numero dei Comuni facenti parte del distretto e presenza di isole minori; La differenza è stata destinata: - all’assistenza igienico-personale dei minori disabili inseriti nelle scuole superiori della Regione Siciliana - interventi di politiche sociali e azioni di sistema di rilevanza regionale, - attività di supporto tecnico svolta dalla struttura regionale.
39 Cosa prevedono i Piani di Zona nella programmazione 2013/2015
- Classificazione delle Azioni secondo macro-livelli e obiettivi di servizio individuati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. - L’erogazione delle somme da parte del Ministero dipenderà sia dalla spesa effettuata, sia dal monitoraggio delle Azioni.
40 Macrolivelli - Servizi e misure per favorire la permanenza a domicilio
- Servizi per la presa in carico da parte della rete assistenziale - Servizi e misure per favorire la permanenza a domicilio - Servizi per la prima infanzia e servizi territoriali comunitari - Servizi territoriali a carattere residenziale per le fragilità - Misure di inclusione sociale – sostegno al reddito
41 Aree di Intervento - Responsabilità familiari
- Disabilità e non autosufficienza - Povertà ed inclusione sociale
42 Macrolivello Obiettivi di Servizio
FNPS - Coofinanziamento SERVIZI PER L'ACCESSO E LA PRESA IN CARICO DA PARTE DELLA RETE ASSISTENZIALE ACCESSO – PRESA IN CARICO – PRONTO INTERVENTO SOCIALE € ,97 SERVIZI E MISURE PER FAVORIRE LA PERMANENZA A DOMICILIO ASSISTENZA DOMICILIARE € ,45 SERVIZI DI PROSSIMITA' ASILI NIDO E SERVIZI PRIMA INFANZIA CENTRI DIURNI E ALTRI SERVIZI TERRITORIALI € ,24 RESIDENZIALITA' € ,63 INTERVENTI PER L'INCLUSIONE E L'AUTONOMIA € ,99 MISURE DI SOSTEGNO AL REDDITO 42
43 MACRO LIVELLO: ACCESSO E PRESA IN CARICO
OBIETTIVI DI SERVIZIO TIPOLOGIA DI INTERVENTO N. AZIONI IMPORTO COMPL. ACCESSO SEGRETARIATO SOCIALE / CENTRI DI ASCOLTO/SPORTELLO INFORMATIVO 25 € ,12 AZIONI DI SISTEMA 10 € ,58 VALUTAZIONE MULTI DIMENSIONALE 16 € ,66 AFFIDAMENTO E ADOZIONE MINORI 11 € ,99 SERVIZI DI SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA / SPAZIO NEUTRO 8 € ,83 SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE 6 € ,21 MENSA E SERVIZI IGIENICO PERSONALI € ,58 82 € ,97 43
44 MACRO LIVELLO: SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA E SERVIZI TERRITORIALI COMUNALI
OBIETTIVI DI SERVIZIO TIPOLOGIA DI INTERVENTO N. AZIONI IMPORTO COMPL. ASILI NIDO E ALTRI SERVIZI PRE LA PRIMA INFANZIA EDUCATIVA DOMICILIARE 32 ,56 SPAZI AGGREGAZIONE PRIMA INFANZIA 8 ,40 SOSTEGNO GENITORIALITA' 5 ,19 CENTRI DIURNI GIOVANI E MINORI E FAMIGLIE 33 ,19 CENTRI DIURNI ANZIANI 12 ,85 CENTRI DIURNI DISABILI 40 ,88 ALTRO (CENTRI DI AGGREGAZIONE/ATTIVITA' SPORTIVE, LUDICHE , TEATRALI, INTEGRAZIONE IMMIGRATI) 13 ,17 143 ,24 44
45 MACRO LIVELLO: SERVIZI/MISURE PER FAVORIRE LA PERMANENZA A DOMICILIO
OBIETTIVI DI SERVIZIO TIPOLOGIA DI INTERVENTO N. AZIONI IMPORTO COMPL. ASSISTENZA DOMICILIARE ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI 19 € ,38 ASSISTENZA DISABILI PSICHICI 3 € ,08 ASSISTENZA DOMICILIARE DISABILI € ,44 ASSISTENZA IGIENICO-PERSONALE ALUNNI DISABILI 6 € ,65 SERVIZI DI PROSSIMITA' 5 € ,56 TRASPORTO PORTATORI HANDICAP/ANZIANI 4 € ,34 56 € ,45 45
46 MACRO LIVELLO: RESIDENZIALITA'
TIPOLOGIA DI INTERVENTO N. AZIONI IMPORTO COMPL. STRUTTURE RESIDENZIALI PER DISABILI 7 € ,00 ALTRO 2 € ,63 TOTALI 9 € ,63 46
47 MACRO LIVELLO: INCLUSIONE SOCIALE E SOSTEGNO AL REDDITO
OBIETTIVI DI SERVIZIO TIPOLOGIA DI INTERVENTO N. AZIONI IMPORTO COMPL. INTERVENTI/MISURE PER FACILITARE L'AUTONOMIA INSERIMENTO LAVORATIVO SOGGETTI DISABILI E CON DIPENDENZE 16 € ,48 INSERIMENTO LAVORATIVO SOGGETTI SOTTOPOSTI ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA 7 € ,00 INSERIMENTO LAVORATIVO SOGGETTI SOCIALMENTE SVANTAGGIATI 47 € ,84 ACCOGLIENZA IMMIGRATI 3 € ,00 47
48 MISURE DI SOSTEGNO AL REDDITO CONTRIBUTI PER SERVIZI ALLA PERSONA 13
€ ,03 BONUS SOSTEGNO FAMIGLIE DISABILI MIGRANTI AFFIDATARI 7 € ,51 BUONI SPESA CASA € ,45 SOSTEGNO ECONOMICO FAMIGLIE NUOVE POVERTA' 9 € ,58 48
49 Inclusione sociale e sostegno al reddito
Macro Livello Inclusione sociale e sostegno al reddito Azioni previste nei 55 Piani di Zona 203/2015 n. 108 Importo destinato: € ,99 Circa il 40% del F.N.P.S. È utilizzato per il sostegno al reddito 49
50 PAC – Piano di Azione E Coesione
Il Piano di Azione e Coesione (PAC) per i Servizi di Cura rappresenta un PROGRAMMA AGGIUNTIVO con il quale sono state assegnate risorse a quattro Regioni Obiettivo Convergenza (Sicilia, Calabria, Campania e Puglia) per il rafforzamento delle politiche rivolte alla prima infanzia (asili nido e servizi socio educativi per la prima infanzia 0 – 3 anni) e agli anziani non autosufficienti (A.D.I. Assistenza Domiciliare Integrata) attivate a seguito del QSN 2007/2013 che li individuava quali Obiettivi di Servizio strategici. Per la Sicilia sono stati stanziati 232 MEuro, di cui 128 MEuro per i servizi per la prima infanzia e 104 MEuro per l’A.D.I. per i soggetti anziani non autosufficienti.
51 Risorse assegnate alla regione Sicilia € 104.000.000
Risorse assegnate al I riparto € Ad oggi risultano approvati per la linea ADI la quasi totalità dei piani di intervento per un ammontare di risorse di Da una prima verifica intermedia dei Piani di Intervento in Sicilia come in Campania prevalgono gli interventi rivolti a soggetti non in ADI (oltre il 50% delle risorse destinate): 55% prestazioni in favore di soggetti non in ADI 37% prestazioni in favore di soggetti in ADI 8% investimenti ( soprattutto potenziamento del PUA e della rete informatizzata)
52 PAC II riparto Al secondo riparto sono destinati 155 milioni.
Il secondo Riparto richiede che vengano assicurati per il 2015 e il 2016, con le risorse proprie e le risorse del PAC (primo e secondo Riparto), livelli di servizio superiori a quelli già programmati per il 2014 e risultanti dai Piani di intervento presentati per il primo Riparto.

References: art.2
 art.2
 art.2
 art.15
 art.15
 Art. 12