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Timestamp: 2016-10-24 01:08:10+00:00

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Carota di Ispica (IGP) - Eccellenze Italiane
Carota di Ispica (IGP)
“CAROTA NOVELLA DI ISPICA” Art. 1 – Denominazione L’indicazione Geografica Protetta “Carota Novella di Ispica” è riservata esclusivamente alle carote che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Art. 2 – Descrizione e caratteristiche al consumo La “Carota Novella di Ispica” ad indicazione geografica protetta è il prodotto della coltivazione della specie Daucus carota L.
All’atto della sua immissione al consumo presenta i seguenti parametri qualitativi: 1) Morfologici – forma cilindrica-conica; – assenza di radichette secondarie e radice apicale; – aspetto lucido dell’epidermide; – uniformità di colore; – assenza di fessurazioni del fittone; – calibro minimo: diametro 15 mm – peso 50 g; – calibro massimo: diametro 40 mm – peso 150 g.
2) Fisici – polpa tenera, consistente e croccante; – cuore poco fibroso.
3) Chimici-Nutrizionali – contenuto in glucidi: > 5% del peso fresco; – contenuto in beta-carotene, in considerazione dell’epoca di produzione: > 4 mg/100 g di prodotto fresco; – contenuto in sali minerali: compreso tra 0.5% e 0.9%.
4) Organolettici – sensoriali Le caratteristiche sensoriali sono state valutate attraverso il metodo UNI 10957 del 2003 che ha portato alla definizione di un profilo sensoriale costruito mediante un panel di 12 assaggiatori esperti, secondo quanto definito dalla norma ISO 8586-2 del 2008. Tutte le valutazioni sono state effettuate in locali di analisi in linea con quanto definito dallo standard UNI ISO 8589 del 1989. I
descrittori sono stati quantificati utilizzando una scala di intensità a 5 punti secondo lo schema UNI
ISO 4121 del 1989 con un intervallo che va dalla più bassa intensità (valore 1) alla più alta (valore 5).
Il punteggio minimo espresso dai giudici per i principali descrittori sono i seguenti: – intensità del colore 2.5
Può ottenere il riconoscimento solo la “Carota Novella di Ispica” appartenente alle categorie commerciali Extra e I , definite dalla norma CEE-ONU riguardante la commercializzazione e il controllo della qualità commerciale delle carote, così distinte: a) Categoria extra Le carote di questa categoria devono essere di qualità superiore e obbligatoriamente lavate.
Le radici devono essere: – intere; – lisce; – di aspetto fresco; – di forma regolare; – non spaccate; – senza ammaccature e screpolature; – esenti da danni provocati da gelo.
b) Categoria 1a Le carote di questa categoria devono essere di buona qualità.
Le radici devono essere: – intere; – di aspetto fresco.
Art. 3 – Zona di produzione La zona di produzione dell’Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) “Carota Novella di Ispica” comprende i comuni delle seguenti province fino ad un’altitudine di 550 m.s.l: – provincia di Ragusa: comuni di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Ispica, Modica, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli, Vittoria; – provincia di Siracusa: comuni di Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero, Rosolini; – provincia di Catania: comune di Caltagirone; – provincia di Caltanissetta: comune di Niscemi.
Giunti a casa Iacona in contrada Terrana, lascia il confine percorrendo una stradella che, costeggiando buona parte del vallone Terrana, passa nei pressi della torre di Terrana, delle case capreria Cocuzza, del mulino Terrana, del Palazzetto e delle case di Cristo incrociando in fine il confine tra le province di Catania e Ragusa. Prosegue poi percorrendo tale confine fino all’incrocio 3
con la statale 514 RG-CT e lungo detta statale continua per circa km. 8 in direzione Ragusa fino in c/da Favarotta.
Da qui prosegue lungo la strada provinciale n. 77, attraversando le contrade Ganzeria e Cifali dove presso le case Pizzarelle continua lungo una stradella vicinale, passando presso le case Muliesina e case Don Pietro per giungere alle case Canicarao. Da quì lungo la strada vicinale giunge in contrada Pupi di Canicarao presso l’abitato di Comiso che viene escluso aggirandolo in direzione Nord- Ovest fino a incontrare la strada provinciale n. 20 Comiso-S.Croce Camerina percorrendola in direzione S.Croce fino all’incrocio con la ferrovia. Prosegue poi lungo quest’ultima fino alle case Paolina scendendo per un tratto di circa 1 km, sulla strada provinciale n.13 fino in contrada Passolato, dove si prosegue lungo la linea che separa la zona pianeggiante da quella collinare per arrivare in contrada Mistretta al km. 1 della SP 21. Da qui in linea diretta si prosegue giungendo al km. 19 della SP 60, Ragusa – S. Croce Camerina, in contrada Malavita. Tale strada si percorre fino a raggiungere l’abitato di S. Croce Camerina che viene aggirato percorrendo la tangenziale Sud-Est, immettendosi così sulla SP 36 S. Croce Camerina-Marina di Ragusa che si percorre fino all’abitato di Marina di Ragusa.
Escludendo il centro abitato si percorre la SP 89 Marina di Ragusa-Donnalucata fino a incrociare il fiume Irminio, lungo il quale si risale fino in contrada Scarfaletto per proseguire lungo una strada vicinale, fino alle case Roccasalva sulla SP 38, che si percorre giungendo in contrada Fondo di Marta. Da detta contrada si percorre, in direzione sud, il confine naturale sul ciglio superiore del versante destro del torrente Modica-Scicli che, da contrada Bommacchiella, dopo circa km.4
incrocia la SP 39 in contrada Porta di Ferro. Proseguendo lungo la cava di Pizzilucca si arriva alle case Timpa Rossa dalle quali si prosegue per una strada vicinale fino a incrociare la SP 56 Scicli- Cava D’alica. Proseguendo su questa passata da Villa S.Marco ci si immette lungo la cava S.
Bartolomeo che si percorre fino a incrociare la SS 194 Modica-Pozzallo. Da qui percorrendo porzioni delle SP 41, 43 e 96 si arriva sulla SS 115 al km. 344,500 presso la bettola del Capitano.
Da qui si prosegue per la SP 32 che passa per la Cava d’ Ispica e prosegue per contrada Favarottella e ancora per case Poidomani da dove si prosegue percorrendo una stradella vicinale che porta sul fiume Tellaro passando per case Terrenazzo. Passato il fiume in contrada Tatatauso si percorre la strada che porta alla SS 115 dove prosegue in direzione di Noto. In prossimità di Noto prosegue sulla strada che incrocia la SS 115 e che da Noto porta fino a Calabernardo.
Art. 4 – Origine del Prodotto Ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando per ognuna gli input e gli output.
Art. 5 – Tecniche di produzione 5.1 – Lavorazioni preparatorie 4
5.2 – Tecniche di avvicendamento La rotazione colturale deve essere effettuata allo scopo di ridurre le problematiche fitosanitarie e di evitare fenomeni di stanchezza del terreno. A tal fine dovrà essere attuata una rotazione triennale e, pertanto, la coltivazione di carota non potrà ritornare sullo stesso appezzamento prima che siano trascorse due annate agrarie. E’ ammessa la coltivazione sullo stesso appezzamento per due annate successive solo nei terreni in cui non sia stata mai coltivata la carota (ad esempio terreni in cui vi è stato un espianto di colture arboree).
5.3 – Semina La semina è eseguita in autunno e effettuata con l’ausilio di seminatrici pneumatiche di precisione a sesto prestabilito e successiva rullatura con interramento medio del seme a cm 1. L’investimento colturale varia da 1.500.000 a 2.000.000 di semi per ettaro di superficie a seconda del sistema colturale adottato.
5.4 – Fertilizzazione La fertilizzazione viene effettuata con un intervento in pre-semina (concimazione di base) e un paio di interventi post-emergenza (concimazione di copertura). Le unità fertilizzanti (U.F.) distribuite vengono calcolate in relazione ai livelli di asportazione della coltura per una resa media stimata in 400 – 500 quintali per ettaro, privilegiando sempre concimi misto-organici onde evitare accumulo di nitrati nei fittoni. E’ ammesso l’uso di concimi a base di meso e micro elementi.
In ogni caso non possono essere superate le seguenti quantità di U.F. ad ettaro: N P2O5 K2O MgO
150 80 240 40
5.5 – Irrigazione Svolgendosi il ciclo vegetativo della pianta nel periodo autunnale – invernale – primaverile, le irrigazioni verranno effettuate per aspersione o irrigazione localizzata, utilizzando 150-300 mc di acqua per ettaro.
5.6 – Difesa fitosanitaria La difesa fitosanitaria viene basata sui principi della lotta integrata, attraverso interventi agronomici (semine rade, rispetto delle rotazioni colturali, scelta degli appezzamenti di coltivazione in funzione dell’esposizione, semine tardive nella seconda decade di ottobre meno suscettibili agli attacchi di 5
alternaria), biologici (utilizzo di Bacillus per la lotta a lepidotteri nottuidi, oculata scelta delle varietà) e chimici.
5.7 – Raccolta La raccolta, effettuata giornalmente, sarà eseguita a partire dal 20 febbraio e fino al 15 di giugno.
5.8 – Lavorazione del prodotto La lavorazione del prodotto fresco raccolto sarà eseguita giornalmente con le linee di lavorazioni presenti nelle aziende. Le fasi principali che caratterizzano il processo di lavorazione delle carote sono le seguenti: lavaggio, selezione scarti, calibratura, confezionamento. Le strutture di condizionamento e lavorazione devono ricadere nella zona di produzione individuata all’art. 3 del presente disciplinare, al fine di garantire la qualità, il controllo e la tracciabilità del prodotto.
Art.6 – Legame con l’ambiente Il riconoscimento della Carota Novella di Ispica come indicazione geografica protetta è giustificato dalla caratteristica di precocità del prodotto.
Sin dagli anni 70 l’intima connessione della “Carota Novella di Ispica” con il territorio del comprensorio delimitato è stata occasione di pubblicazioni scientifiche (Pina avveduto, “La coltivazione della Carota ad Ispica”, L.E.R, 1972), convegni, tesi di laurea con riferimenti a prove e sperimentazioni svolte nel territorio del comprensorio, (G. Corallo, “La carota ad Ispica”, A.A
1969-1670, Università degli studi di Catania –Facoltà di Economia e Commercio).
Le origini documentate della coltivazione della carota di Ispica risalgono al 1955 e a pochi anni dopo le prime notizie sulla sua esportazione. Dagli anni ’50, la coltivazione della Carota di Ispica si è progressivamente allargata fino a comprendere l’area delimitata al punto 4, sia per motivi legati al fenomeno agrario della “stanchezza del terreno” sia per il grande successo commerciale riscontrato sui mercati nazionali ed esteri. Importanti testimonianze sono fornite dalla pubblicazione di Pina 7
Avveduto “La Coltivazione della Carota ad Ispica” del 1972, l’autrice relativamente alla rapida espansione della coltivazione della Carota di Ispica scriveva: “ Come è intuibile , la rapida diffusione della nuova coltivazione è stata favorita dalla facile commerciabilità del prodotto, accettato ed anzi richiesto da tutti i mercati nazionali ed internazionali per i sui pregi intrinseci […]. La nostra carota infatti si fa preferire per precocità, qualità di forma (pezzatura), proprietà organolettiche (colore, sapore), proprietà chimiche ( ricchezza di carotene e glucosio)”.
Art. 7 – Controlli Il controllo sulla conformità del prodotto al disciplinare è svolto, da una struttura di controllo, conformemente a quanto stabilito dagli articoli 10 e 11 del Reg. (CE) n. 510/2006. Tale struttura è l’Organismo di controllo Suolo e Salute, Via Paolo Borsellino, 12/B – 61032 Fano (PU), tel./ fax.
+39 0721 860543, e-mail : info@suoloesalute.it.
Art. 8 – Confezione ed Etichettatura La “Carota Novella di Ispica” IGP è confezionata in imballaggi sigillati, in maniera tale che l’apertura della confezione comporti la rottura del sigillo. Sono ammesse le seguenti confezioni: – vassoio fino a 2 kg ricoperto da film di protezione; – sacco di peso compreso tra 1 e 6 kg, in polietilene o polipropilene; – sacco salva-freschezza di peso compreso tra 6 e 12 kg.
La confezione reca obbligatoriamente sulla etichetta a caratteri di stampa chiari e leggibili, oltre al simbolo grafico comunitario e le informazioni corrispondenti ai requisiti di legge le seguenti ulteriori indicazioni: – logo della denominazione “Carota Novella di Ispica” IGP; – il nome, la ragione sociale, l’indirizzo dell’azienda produttrice e confezionatrice; – la categoria commerciale di appartenenza “extra” e “I”.
I colori pantone di riferimento sono: Pantone 348 C (verde) stampa in quadricromia: C=100; M=0; Y=79; K=27; Pantone 144c (arancio) stampa in quadricromia: C=0; M=47; Y=100; K=0.
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Art. 2

Art. 3
in fine

Art. 4

Art. 5

Art.6

Art. 7

Art. 8