Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-undicesimo/titolo-ii/capo-ii/art722.html
Timestamp: 2020-02-21 03:58:28+00:00

Document:
Art. 722 codice di procedura penale - Custodia cautelare all'estero - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO UNDICESIMO - Rapporti giurisdizionali con autorità straniere > Titolo II - Estradizione > Capo II - Estradizione dall'estero > Articolo 722
Articolo 722 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 722 Codice di procedura penale
Fonti → Codice di procedura penale → LIBRO UNDICESIMO - Rapporti giurisdizionali con autorità straniere → Titolo II - Estradizione → Capo II - Estradizione dall'estero
1. La custodia cautelare all'estero in conseguenza di una domanda di estradizione presentata dallo Stato è computata ai sensi dell'articolo 303, fermo quanto previsto dall'articolo 304, comma 6.
L'originaria formulazione della norma rispondeva al fine di salvaguardare esigenze processuali ricollegabili alla presenza fisica dell'imputato dinnanzi all'organo procedente, ora divenute prive di qualsiasi rilevanza successivamente alla modifica intervenuta a seguito dell'intervento della Corte Costituzionale.
Spiegazione dell'art. 722 Codice di procedura penale
La formulazione originaria della norma affermava la fungibilità della custodia cautelare sofferta all'estero in conseguenza di una richiesta di estradizione, con quello disposta nel nostro Stato, stabilendo al contempo la computabilità di tale custodi con riferimento alle singole fasi.
La disposizione venne poi riformata dall'art. art. 10, del D.L. 8 giugno 1992, n. 306, convertito nella l. 7 agosto 1992, n. 356, che ridusse sensibilmente l'incidenza del computo, limitandolo solo ala durata complessiva (art. 303, comma 4) o alla durata massima della custodia (art. 304, comma 4). In seguito, la Corte Cost. dichiarò illegittimo l'articolo così modificato, con sent. 21 luglio 2004, n. 253 proprio nella parte in cui non prevede che la custodia cautelare all'estero in conseguenza di una domanda di estradizione presentata dallo Stato sia computata anche agli effetti della durata dei termini di fase previsti dall'art. 303, commi 1, 2 e 3.
Attualmente, quindi, alla persona detenuta all'estero in attesa di estradizione si applica la disciplina generale sui termini di custodia cautelare.
Massime relative all'art. 722 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 17804/2007
Ai fini dell'applicabilità di una misura cautelare nei confronti della persona richiesta in consegna sulla base di un mandato di arresto europeo, non ha rilievo l'indulto concesso in Italia con la L. n. 241 del 2006. (Mass. redaz.).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 17804 del 9 maggio 2007)
Cass. pen. n. 15439/2002
In tema di estradizione, la detenzione cautelare subita dal cittadino all'estero è computabile ai fini dei termini complessivi di custodia cautelare e non anche dei termini di fase, ai sensi dell'art. 722 c.p.p., a prescindere dall'esito della procedura, e quindi tanto nel caso di concessione dell'estradizione quanto nel caso di rifiuto.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 15439 del 24 aprile 2002)
Cass. pen. n. 3879/1999
Anche il periodo di custodia cautelare sofferto all'estero in esecuzione di provvedimento emesso dall'autorità giudiziaria italiana, in attesa e non in conseguenza di una domanda di estradizione, è computabile ai soli effetti della durata complessiva della custodia stabilita dall'art. 303, quarto comma, c.p.p., e non anche ai fini della durata del termine di fase.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3879 del 13 settembre 1999)
Cass. pen. n. 1188/1999
È legittimo l'arresto, in esecuzione di ordine di carcerazione, di persona presente nel territorio dello Stato in seguito a espulsione da parte dello Stato estero in cui si trovava, a nulla rilevando che lo stesso Stato ne avesse prima rifiutato l'estradizione chiesta per l'esecuzione del medesimo ordine e che l'espulsione fosse stata disposta per altra causa.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1188 del 29 aprile 1999)
Ai fini della quantificazione della pena definitiva da espiare, è da escludersi la detraibilità della detenzione sofferta all'estero a titolo di espiazione definitiva per un reato diverso da quello per il quale è stata chiesta l'estradizione sia pure per il periodo successivo alla notifica all'imputato ivi detenuto dell'ulteriore provvedimento restrittivo ai fini estradizionali. Tale principio, tuttavia, subisce una deroga nelle ipotesi in cui lo Stato ove il soggetto sia detenuto per altre cause stabilisce che il titolo di privazione della libertà personale dell'essere l'ordine di arresto ai fini estradizionali e non l'espiazione della pena.
Cass. pen. n. 1417/1995
In tema di estradizione dall'estero, è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 722 c.p.p., che stabilisce — ai fini della durata della custodia cautelare — che si abbia riguardo non ai termini massimi di fase, ma alla durata complessiva della custodia stessa, sollevata in riferimento all'art. 3 Cost. Diversa, infatti, è la situazione della persona sottoposta a misura cautelare in Italia da quella sottoposta ad analoga misura all'estero ed in attesa della definizione del procedimento di estradizione, considerata la maggiore difficoltà di svolgere le indagini in questo caso.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 1417 del 27 giugno 1995)
Cass. pen. n. 4089/1994
In materia di estradizione dall'estero, il termine di cinque giorni per procedere all'interrogatorio dell'arrestato va calcolato dal momento della consegna dell'estradato alle autorità italiane e non da quello dell'arresto in territorio estero.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4089 del 2 marzo 1994)

References: Articolo 722

Articolo 722
 art. 10

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza