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Comune di Livorno Area IV Assetto del Territorio UFFICIO EDILIZIA PRIVATA REGOLAMENTO EDILIZIO - PDF
Comune di Livorno Area IV Assetto del Territorio UFFICIO EDILIZIA PRIVATA REGOLAMENTO EDILIZIO
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1 Comune di Livorno Area IV Assetto del Territorio UFFICIO EDILIZIA PRIVATA REGOLAMENTO EDILIZIO
2 REGOLAMENTO EDILIZIO INDICE pagina CAPO I NORME GENERALI..5 Art. 1 Oggetto del regolamento edilizio 5 Art. 2 Interventi ammissibili con procedura d urgenza 5 Art. 3 Interventi ammissibili in assenza di titolo abilitativi 5 Art. 4 Diritto di accesso agli atti 5 Art. 5 Atti abilitanti all esecuzione di opere edilizie 6 CAPO II NORME PROCEDURALI.6 Art. 6 Concessione edilizia norme procedurali 7 Art. 7 Efficacia della concessione edilizia 8 Art. 8 Varianti 8 Art. 9 Direttore dei lavori 9 Art. 10 Comunicazione di inizio e fine lavori 9 Art. 11 Determinazione dei punti fissi di linea e di livello 9 Art. 12 Obbligo di tenere in cantiere la concessione edilizia O la denuncia di inizio attività 9 Art. 13 Denuncia di inizio attività norme procedurali 9 Art. 14 Controlli 10 CAPO III TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI E RELATIVI TITOLI ABILITATIVI 11 Art. 15 Definizione degli interventi edilizi 11 Art. 16 Opere soggette a concessione edilizia 12 Art. 17 Opere soggette a denuncia di inizio attività 13 Art. 18 Edifici demoliti a seguito di eventi calamitosi 13 CAPO IV DEFINIZIONI URBANISTICHE ED EDILIZIE 13 Art. 19 Definizioni edilizie ed urbanistiche 13 CAPO V DESTINAZIONI D USO Art. 20 Destinazioni d uso 22 CAPO VI COMMISSIONE EDILIZIA E COMMISSIONE EDILIZIA INTEGRATA Art. 21 Commissione edilizia 25 Art. 22 Commissione edilizia integrata 26 Art. 23 Funzionamento della commissione edilizia 26 2
3 Art. 24 Funzionamento della commissione edilizia integrata 26 CAPO VII PROGRAMMI URBANISTICI.27 Art. 25 Autorizzazione dal programma urbanistico 27 Art. 26 Piani di lottizzazione o piani planivolumetrici consensuali 27 Art. 27 Approvazione dei piani di lottizzazione 28 Art. 28 Convenzioni 28 Art. 29 Strade private 29 Art. 30. Obbligo di osservanza della normativa antisismica 29 Art. 31 Opere in cemento armato 29 Art. 32 Materiale da costruzione 29 CAPO VIII DISPOSIZIONI PER LA QUALITA URBANA ED IL DECORO DELLE OPERE 29 Art. 33 Antenne 29 Art. 34 Tende 30 Art. 35 Pergolati 30 Art. 36 Chioschi 30 Art. 37 Condizionatori d aria 31 Art. 38 Balconi e corpi sporgenti sulla pubblica via 31 Art. 39 Chiostrine 31 Art. 40 Chiostrine a confine di proprietà 32 Art. 41 Pavimento dei cortili e delle chiostrine 32 Art. 42 Requisiti estetici 32 Art. 43 Salvaguardia del verde 32 Art. 44 Recinzioni 32 Art. 45 Intonacature e tinteggiature esterne dei fabbricati 32 Art. 46 Pitture e rilievi ornamentali nei prospetti dei fabbricati 33 Art. 47 Rifiniture dei prospetti 33 Art. 48 Servitù pubbliche speciali 33 Art. 49 Portici 34 Art. 50 Canali di gronda e pluviali 34 Art. 51 Apposizione e mantenimento dei numeri civici e delle Tabelle toponomastiche 34 Art. 52 Apposizione e conservazione di lapidi commemorative Stemmi ed altro 34 Art. 53 Obbligo di adottare in casi speciali linee architettoniche Analoghe a quelle degli edifici vicini 34 Art. 54 Esecuzione di opere in fabbricati aventi carattere Artistico e storico 35 CAPO IX NORME RELATIVE ALL INTERNO DEI FABBRICATI..35 Art. 55 Scale: forma e disposizione 35 Art. 56 Coperture piane ed a tetto 35 Art. 57 Abbaini e lucernari 35 Art. 58 Cucine 36 Art. 59 Corridoi e disimpegni 36 Art. 60 Muri di separazione con parti condominiali 36 Art. 61 Locali per servizi igienici 36 Art. 62 Canne fumarie, impianti di aspirazione forni e caldaie 37 Art. 63 Scarichi di apparecchi igienico-sanitari 37 3
4 Art. 64 Spazi per stenditoi 37 CAPO X IGIENE DEL SUOLO E DELL ABITATO.. 37 Art. 65 Obbligo di evitare ristagni d acqua 37 Art. 66 Bonifica aree fabbricabili 38 Art. 67 Murature 38 Art. 68 Immissione degli scarichi privati nelle fogne pubbliche 38 Art. 69 Manomissione del suolo pubblico 38 Art. 70 Smaltimento liquami 38 CAPO XI NORME DI SICUREZZA PER L ESECUZIONE DEI LAVORI Art. 71 Formazione del cantiere 39 Art. 72 Ponti di servizio 39 Art. 73 Demolizioni e scavi 39 Art. 74 Occupazione di suolo pubblico 39 CAPO XII CLASSIFICAZIONE E CARATTERISTICHE DEI LOCALI ABITABILI ED AGIBILI..41 Art. 75 Locali abitabili ed agibili classificazione 41 Art. 76 Requisiti comuni 41 Art. 77 Dimensione dei locali 41 Art. 78 Altezza dei locali 42 Art. 79 Illuminazione dei locali abitabili o agibili 43 Art. 80 Areazione dei locali abitabili o agibili 44 Art. 81 Requisiti degli edifici esistenti 45 Art. 82 Requisiti specifici per ambienti di lavoro con caratteristiche Particolari 46 CAPO XIII COSTRUZIONI RURALI 46 Art. 83 Locali di ricovero per il bestiame, magazzini, concimaia Ed annessi agricoli 46 CAPO XIV ABITABILITA ED AGIBILITA..46 Art. 84 Abitabilità o agibilità delle costruzioni 46 Art. 85 Procedura istruttoria per le attestazioni di abitabilità o Agibilità 47 Art. 86 Controlli 47 CAPO XV NORME FINALI E TRANSITORIE.47. Art. 87 Sanzioni 47 Art. 88 Norme transitorie 47 Art. 89 Verifiche periodiche 47 ALLEGATO A 48 ALLEGATO B 50 4
5 REGOLAMENTO EDILIZIO CAPO I NORME GENERALI ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO EDILIZIO Il presente regolamento disciplina: - le attività di trasformazione edilizia del territorio comunale; - ogni altra attività che comporti modificazione dell ambiente sia urbano che rurale; - le condizioni igienico-sanitarie del suolo e dell abitato. La Giunta Comunale e gli altri organi del Comune con riferimento alla propria sfera di competenza, con appositi provvedimenti di carattere generale, possono regolare l applicazione degli istituti previsti e disciplinati dal presente regolamento. ART. 2 INTERVENTI AMMISSIBILI CON PROCEDURA D URGENZA Le opere da eseguirsi a seguito di ordinanza emessa a tutela della pubblica incolumità e le opere la cui necessità sorga a seguito di urgenti, improvvise e comprovate ragioni di sicurezza o igiene possono essere iniziate in assenza di atti o procedimenti abilitativi su tutto il territorio comunale limitatamente alle opere di messa in sicurezza per l eliminazione del pericolo a tutela dell incolumità delle persone. In ogni caso il proprietario o chi ne abbia titolo deve provvedere ai seguenti adempimenti: - entro 24 ore dall inizio degli interventi, deve darne comunicazione all Amministrazione Comunale; - entro 15 giorni dall inizio delle opere deve avviare il procedimento per il rilascio dell atto abilitativo o presentare attestazione di conformità ai sensi della normativa vigente. ART. 3 INTERVENTI AMMISSIBILI IN ASSENZA DI TITOLO ABILITATIVO Fatta salva la necessità di acquisire preventivamente le autorizzazioni o i nulla-osta previsti da normative specifiche, possono essere realizzati in assenza di titolo abilitativo i seguenti interventi: 1) opere di manutenzione ordinaria; 2) apposizione di targhe e bacheche; 3) installazione di tende e pergolati così come definiti all art. 20 del presente regolamento, realizzazione di barbecue, piccoli forni da giardino; 4) Installazione di antenne e parabole della radio e della televisione ad uso privato, singolo o condominiale; 5) installazione di insegne e cartelloni pubblicitari, salvo quanto previsto dagli specifici regolamenti che li riguardano. 6) Interventi volti alla eliminazione delle barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe ed ascensori esterni ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell edificio; 7) Opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico o siano eseguite in aree esterne al centro edificato. Gli interventi edilizi diversi da quelli indicati dal presente articolo possono essere realizzati solo previo rilascio dei titoli abilitativi o attivazione di procedimenti abilitativi, nel rispetto delle norme del presente regolamento e della vigente legislazione nazionale e regionale. ART. 4 - DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI 5
6 Chiunque può prendere visione ed estrarre copia degli atti abilitanti all esecuzione di opere edilizie; parimenti chiunque può prendere visione degli elaborati grafici ma possono estrarre copia dei medesimi solo coloro che siano titolari di interessi giuridicamente rilevanti. Il diritto di accesso agli atti istruttori o, comunque, interni al procedimento, diversi dall atto abilitante all esecuzione di opere edilizie, è riservato a coloro che siano titolari di interessi giuridicamente rilevanti. Il Sindaco, con proprio provvedimento, provvede ad individuare, nei limiti di legge, le categorie di atti sottratte all accesso nel rispetto dei principi dettati dalla legislazione nazionale in materia. ART. 5 - ATTI ABILITANTI ALL ESECUZIONE DI OPERE EDILIZIE Nel rispetto di quanto prescritto dalla normativa vigente, le attività comportanti trasformazione edilizia ed urbanistica del territorio, a seconda della loro natura ed entità, sono soggette: - a concessione edilizia - denuncia di inizio attività CAPO II - NORME PROCEDURALI ART. 6 - CONCESSIONE EDILIZIA - NORME PROCEDURALI La concessione edilizia può essere rilasciata al proprietario o a chi ne abbia titolo. I criteri e le modalità per la presentazione dell istanza nonché l elenco dei documenti e degli elaborati progettuali da allegare alla medesima viene determinato con atto del soggetto competente in base all organizzazione dell Ente, in relazione alle diverse tipologie di opere e di interventi. Per ogni istanza di concessione il soggetto competente provvede, nel termine di quindici giorni dal ricevimento, a verificare che la domanda sia completa in ogni sua parte e che siano stati prodotti tutti i documenti e gli elaborati necessari. Qualora rilevi l incompletezza della domanda o la mancanza di alcuno dei documenti richiesti, nello stesso termine ne dà comunicazione all interessato invitandolo a produrre le necessarie integrazioni nel termine massimo di sessanta giorni. Ove nel termine assegnato, il richiedente la concessione edilizia non provveda a depositare quanto richiesto per il proseguimento dell istruttoria, l istanza viene archiviata; qualora tuttavia la natura o la complessità degli atti richiesti ad integrazione lo giustifichino, su motivata richiesta dell interessato, potranno essere assegnati termini maggiori. In ogni caso, quanto siano richieste integrazioni documentali, il termine fissato dalla legge per il rilascio della concessione edilizia è interrotto e inizia a decorrere nuovamente per intero dal momento del deposito delle integrazioni medesime. L esame delle domande formalmente complete si svolge secondo l ordine di presentazione, fatte salve le istanze di rinnovo, laddove non sia nel frattempo stata modificata la disciplina urbanistica, quelle di variante non essenziale e quelle relative ad opere di pubblico interesse riconosciute tali con provvedimento della Giunta Comunale. La concessione, acquisiti tutti i pareri necessari, deve essere rilasciata nel termine indicato dall art. 7 della L.R. 52/99 e sue eventuali modificazioni. Il ritiro della concessione edilizia avviene previa corresponsione del contributo di concessione nella misura e secondo le modalità determinate con apposito provvedimento da parte della Giunta Comunale. 6
7 Richieste di concessione edilizia possono essere avanzate esclusivamente nei casi indicati all art.16 e mai nel caso di interventi soggetti ad attestazione di conformità. ART. 7 - EFFICIACIA DELLA CONCESSIONE EDILIZIA La concessione edilizia si intende rilasciata in ogni caso senza pregiudizio dei diritti dei terzi. Gli aventi causa del concessionario, ove intendano ottenere l intestazione della concessione, devono farne apposita istanza al Comune. A tutti gli effetti la concessione edilizia si intende rilasciata quando sia stata sottoscritta dal soggetto competente, datata, numerata e di queste operazioni sia stata notificata comunicazione al richiedente. Nella comunicazione notificata ai sensi del comma precedente, deve essere specificata l entità del contributo di cui al titolo IV della L.R. 52/99. Il ritiro dell atto è subordinato al deposito della attestazione di avvenuta corresponsione del contributo medesimo o, nel caso di richiesta di rateizzazione, della avvenuta prestazione di idonea garanzia fideiussoria secondo le modalità stabilite con apposito atto a carattere generale della Giunta Comunale. La concessione edilizia deve essere ritirata entro un anno dal rilascio. Ove l interessato non provveda al ritiro della concessione edilizia entro il termine stabilito, la concessione medesima decade di diritto e per l esecuzione delle opere è necessario procedere alla richiesta di un nuovo atto abilitante. Dell avvenuto rilascio delle concessioni edilizie viene data notizia al pubblico mediante affissione all albo pretorio con specificazione del titolare e della località nella quale le opere devono eseguirsi, L affissione non fa decorrere i termini per l impugnativa. Le opere edilizie oggetto dalla concessione devono essere iniziate entro un anno dal rilascio ed ultimate entro il termine di tre anni decorrenti dalla data dell inizio dei lavori pena la decadenza di diritto della concessione medesima. I lavori si intendono iniziati allorchè sia stata eseguita qualsiasi operazione (esclusa l installazione dei ponteggi) comunque funzionale alla realizzazione dell opera concessionata. Quando i lavori non siano iniziati nel termine sopra detto, per l esecuzione dei medesimi è necessario presentare nuova istanza di concessione edilizia; alla richiesta si applicano le norme generali sulle concessioni edilizie, ivi compresa la verifica di conformità alla normativa urbanistico-edilizia vigente al momento del rilascio della nuova concessione. Quando i lavori, regolarmente iniziati, non siano ultimati nel termine di validità della concessione, è possibile richiedere: 1) la proroga; 2) il rinnovo. La proroga del termine di ultimazione lavori può essere concessa solo per fatti estranei alla volontà del concessionario che siano sopravvenuti a ritardare i lavori durante la loro esecuzione quali, a titolo esemplificativo, il sequestro penale del cantiere, l ordine di sospensione dei lavori, impedimenti derivanti da eventi naturali ecc. In tali casi il concessionario può avanzare, entro il termine di validità della concessione, apposita istanza di proroga cui dovranno essere allegati i documenti attestanti la natura del fatto che ha provocato il ritardo e la sua durata. La proroga viene accordata senza tener conto della conformità della concessione alla normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della proroga stessa. 7
8 Per la realizzazione della parte dei lavori non ultimata nel termine di validità della concessione dovrà essere richiesta nuova concessione, a meno che i lavori medesimi non rientrino tra quelli realizzabili con DIA; in tal caso dovrà essere presentata una denuncia di inizio attività, previo ricalcolo, ove necessario, del contributo di concessione. Il rinnovo può essere richiesto anche successivamente alla scadenza del termine di validità della concessione originaria. All istanza deve essere allegata la relazione tecnica e gli elaborati descrittivi delle opere che ancora risultano da eseguire. Il rinnovo è subordinato alla verifica della conformità delle opere medesime alla normativa urbanistico-edilizia vigente al momento del rinnovo stesso. ART. 8 - VARIANTI Non è necessario alcun adempimento preliminare per eseguire in corso d opera varianti che: 1)siano conformi agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi vigenti e non in contrasto con quelli adottati né con le eventuali prescrizioni contenute nel titolo abilitativo; 2)non comportino modifiche della sagoma; 3) non comportino innovazioni che incidano sui parametri urbanistici come definiti dal presente regolamento; 4) non comportino aumento del numero delle unità immobiliari; 5) non necessitino del rilascio della autorizzazione di cui all art. 151 del T.U. 490/99. Ai fini dell applicazione della presente norma, - si considera modifica di sagoma anche la costruzione di manufatti non in aderenza al fabbricato principale; - non è consentita l attivazione della procedura di cui al presente articolo per la realizzazione di locali seminterrati e/o interrati; - non si considera innovazione che incide sui parametri urbanistici la diminuzione di SLP. Dette varianti sono eseguibili in qualsiasi momento e per esse sussiste esclusivamente l obbligo di trasmettere al Comune il progetto dell opera così come effettivamente realizzata contestualmente alla dichiarazione di ultimazione lavori. Qualora le varianti eseguite comportino un incremento del contributo di concessione, l interessato dovrà procedere ai necessari conguagli. Il pagamento di quanto dovuto dovrà essere effettuato con le stesse modalità previste per il versamento del contributo originario. Alle varianti che eccedono i limiti di cui al primo comma del presente articolo, si applicano le medesime disposizioni e procedure dell atto di cui costituiscono variante. Nel caso di varianti che comportino una totale difformità dell opera rispetto a quella oggetto dell atto originario, secondo la definizione di cui all art. 31 della L.R. 52/99, o che siano da definirsi essenziali, a norma dell art. 32 della L.R. 52/99, dovrà essere rilasciata nuova concessione edilizia o attivata nuova procedura abilitante nel rispetto della disciplina urbanistica eventualmente sopravvenuta. ART. 9 DIRETTORE DEI LAVORI Salve le eccezioni previste da disposizioni vigenti, possono assumere le funzioni di progettista e direttore dei lavori soltanto gli iscritti negli albi professionali degli ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, edili e dottori agronomi, nei casi e con i limiti assegnate alle loro attività professionali dalle leggi e dai regolamenti che li riguardano. E fatto obbligo al richiedente di comunicare tempestivamente al Comune la nomina e l eventuale cambiamento del direttore dei lavori, unitamente all accettazione dell incarico da parte del professionista. Il direttore dei lavori, unitamente al committente titolare della concessione o della denuncia di inizio attività e all esecutore dei lavori, è responsabile di ogni inosservanza alle norme generali di legge e di regolamento nonché alle disposizioni contenute nella concessione edilizia o nella denuncia di inizio attività. 8
9 Ai medesimi responsabili compete inoltre l obbligo di segnalare al Comune gli eventuali rinvenimenti artistici, storici, archeologici e quelli di gallerie, fogne, canalizzazioni ecc. ART. 10 COMUNICAZIONE DI INIZIO E FINE LAVORI Il titolare del titolo abilitativo o della procedura abilitante ha l obbligo di comunicare al Comune la data di inizio lavori, contestualmente comunicando il nominativo dell impresa che realizzerà i lavori unitamente ai codici di iscrizione identificativi delle posizioni presso Inps, Inail, Cassa edile dell impresa; qualora successivamente all inizio lavori si verifichi il subentro di altra impresa, il proprietario o chi ne abbia titolo dovrà comunicare i relativi dati entro quindici giorni dall avvenuto subentro. Ad ultimazione dei lavori, un professionista abilitato deve attestare la conformità dell opera al progetto presentato, salvo quanto disposto dall art. 8. ART DETERMINAZIONE DEI PUNTI FISSI DI LINEA E DI LIVELLO Il titolare del titolo abilitativo o della procedura abilitante dovrà richiedere all Amministrazione Comunale la determinazione dei punti fissi di linea e di livello ai quali dovrà esattamente attenersi e per i quali fornirà il personale e gli attrezzi occorrenti. Nella comunicazione suddetta deve essere indicato o confermato il nominativo del direttore dei lavori alla cui presenza tali operazioni sono avvenute. Delle operazioni svolte sarà redatto a cura dell Amministrazione Comunale apposito verbale in duplice copia di cui uno sarà consegnato al concessionario e dovrà essere tenuto in permanenza sul cantiere. ART OBBLIGO DI TENERE IN CANTIERE LA CONCESSIONE EDILIZIA O LA DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA. La concessione edilizia o la denuncia di inizio attività, dalla quale risulti la data di ricevimento della denuncia stessa, unitamente agli elaborati grafici allegati e al piano della sicurezza devono costantemente essere tenuti sul luogo dove si eseguono le opere ed esibiti ai funzionari e agenti comunali incaricati ogni volta che questi li richiedano. Il fronte principale del cantiere deve presentare un cartello ben visibile dalla pubblica via, nel quale siano indicati, con caratteri chiaramente leggibili, il numero della concessione edilizia o della attestazione di conformità e l oggetto della stessa, la destinazione dell opera ed i nomi dei progettisti, del/dei direttore/i dei lavori e della ditta esecutrice e di eventuali responsabili della sicurezza. Gli ufficiali o agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengano realizzate le opere non sia esibito il corrispondente titolo abilitativo o la sua riproduzione ovvero non sia apposto il cartello di cui al comma precedente ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia ne danno immediata comunicazione all autorità giudiziaria, alla provincia e all autorità comunale competente la quale verifica, entro trenta giorni, la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti. ART. 13 DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA - NORME PROCEDURALI. Almeno venti giorni prima dell effettivo inizio dei lavori, il proprietario o chi ne abbia titolo, deve presentare la denuncia di inizio attività accompagnata da 1) una dettagliata relazione a firma di un professionista abilitato e dagli elaborati progettuali, che asseveri la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici adottati o approvati ed ai regolamenti edilizi nonché il rispetto delle norme di riferimento vigenti; 2) gli elaborati progettuali e la descrizione dello stato di fatto dell immobile oggetto dei lavori; 3) ogni parere, nulla osta o atto di assenso comunque denominato, necessario per potere eseguire i lavori. 9
10 I criteri e le modalità per la presentazione della denuncia di inizio attività nonché l elenco dei documenti e degli elaborati progettuali da allegare sono determinati con atto del soggetto competente secondo l organizzazione dell ente, in relazione alle tipologie di opere ed interventi da realizzare. Nel caso di beni assoggettati alla tutela del Dlgs n. 490 alla denuncia di inizio attività dovrà essere allegata: 1) la disposizione di autorizzazione paesaggistica nel caso di immobili ricadenti nelle aree soggette alla tutela paesaggistica (ex L. 1497/1939); 2) il nulla osta della competente Soprintendenza ai BB.AA. nel caso di immobili notificati ai sensi della legge sulla tutela dei beni storici ed artistici (ex L. 1089/1939). Laddove si tratti di interventi su edifici classificati dal vigente regolamento urbanistico come appartenenti ai gruppi 1, 2 e 4, qualora non vincolati ai sensi del T.U. 490/99, alla denuncia di inizio attività dovrà essere allegato il parere della Commissione Edilizia Integrata. Entro quindici giorni dal ricevimento della denuncia, il soggetto competente verifica che la stessa sia completa in ogni sua parte e che siano stati prodotti tutti i documenti e gli elaborati richiesti, Qualora nello stesso termine verifichi la incompletezza della denuncia, invita l interessato a produrre le necessarie integrazioni nel termine massimo di sessanta giorni. Ove nel termine assegnato l interessato non provveda a depositare quanto richiesto, la denuncia di inizio attività viene archiviata. Qualora la natura e la complessità degli atti richiesti ad integrazione lo giustifichino, su motivata richiesta dell interessato potranno essere assegnati termini maggiori. Nel caso in cui siano richieste le integrazioni, il termine per l inizio lavori viene interrotto e inizia a decorrere nuovamente per intero dalla data di presentazione della documentazione richiesta. Il termine dell inizio lavori non può, a pena di decadenza, essere superiore ad un anno dalla data di presentazione della relativa denuncia. La denuncia di inizio attività consente l esecuzione dei lavori entro il termine massimo di tre anni decorrenti dalla data di presentazione della denuncia medesima. Entro detto termine l opera deve essere abitabile o agibile. Qualora i lavori non siano ultimati nel termine anzidetto, l interessato dovrà presentare una nuova denuncia concernente la parte non ultimata. Si applicano alla denuncia di inizio attività le disposizioni di cui agli artt. 8, 9, 10,11 e 12. ART. 14 CONTROLLI Indipendentemente dal controllo sulla completezza formale delle denunce di inizio attività, il Comune effettua verifiche, anche a campione, in ordine all esistenza di tutte le condizioni previste dalla legge, dagli strumenti urbanistici e dal presente regolamento per l effettuazione degli interventi previsti dalle denunce medesime. Nel caso in cui, entro il termine stabilito per l inizio lavori, venga riscontrata l assenza di una o più delle condizioni suddette, il soggetto competente notifica l ordine motivato di non attuare gli interventi previsti, contestualmente procedendo all archiviazione della denuncia. Ai fini della relazione asseverata e delle eventuali integrazioni, i professionisti competenti assumono la qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi degli articoli 359 e 481 del codice penale. In caso di false attestazioni dei professionisti medesimi, l autorità comunale competente ne dà contestuale notizia all autorità giudiziaria ed al consiglio o all ordine di appartenenza per l irrogazione delle sanzioni disciplinari. 10
11 Nel caso in cui l assenza di una o più delle condizioni previste venga riscontrata decorso il termine per l inizio dei lavori, la denuncia di inizio attività è nulla di diritto ed il soggetto competente provvede alla comunicazione di avvio del procedimento per l applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente. CAPO III - TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI E RELATIVI TITOLI ABILITATIVI ART DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI EDILIZI MANUTENZIONE ORDINARIA Opere finalizzate alla riparazione, rinnovamento, sostituzione delle finiture, comprensive di quelle necessarie per integrare e mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. Tali interventi non possono comunque comportare modifiche o alterazione degli elementi architettonici e decorativi degli edifici. MANUTENZIONE STRAORDINARIA Opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e/o realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d uso. La realizzazione o l eliminazione di aperture esterne nonché la modifica dell assetto distributivo dell immobile è consentita solo per la realizzazione di servizi igienico-sanitari e di impianti tecnologici. Fermo restando quanto previsto dal comma precedente, è ammessa la realizzazione e/o il tamponamento di porte interne. RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO Interventi rivolti a conservare l organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell organismo stesso, ne consentano destinazioni d uso con essa compatibili; tali interventi comprendono il rinnovo di elementi costitutivi dell edificio, l inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell uso, l eliminazione degli elementi estranei all organismo edilizio; tali interventi comprendono, altresì, gli interventi sistematici, eseguiti mantenendo gli elementi tipologici e strutturali dell organismo edilizio, volti a conseguire l adeguamento funzionale degli edifici (ancorchè recenti). Sono altresì consentiti interventi finalizzati al miglioramento delle caratteristiche fisiche di isolamento termico ed acustico; in tal caso dovrà essere prodotta adeguata relazione tecnica sulle caratteristiche e motivazioni dell intervento, redatta da un tecnico abilitato. In ogni caso, non è consentito l aumento della SLP. RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente; tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell edificio, la eliminazione, la modifica e l inserimento di nuovi elementi ed impianti, fino allo svuotamento dell involucro edilizio, anche quando questo comporti la creazione di nuova SLP (senza modifica dell involucro medesimo). E consentita la modifica della conformazione della copertura fino ad un massimo della pendenza del 30%, purchè non siano incrementate le altezze di ciascun fronte della costruzione. Sono inoltre consentite: a) la demolizione con fedele ricostruzione degli edifici, intendendo per fedele ricostruzione quella realizzata con gli stessi materiali o materiali analoghi così come definiti con decisione del Consiglio Comunale, con 11
12 lo stesso ingombro planivolumetrico e sulla stessa area di sedime, fatte salve esclusivamente le innovazioni necessarie per l adeguamento alla normativa antisismica; b) la demolizione di volumi funzionalmente secondari e la loro ricostruzione, nella stessa quantità o in quantità inferiore, in diversa collocazione sul lotto di pertinenza; c) le addizioni funzionali di nuovi elementi agli organismi edilizi esistenti che non si configurino come nuovi organismi edilizi e limitati interventi necessari per l adeguamento alla normativa antisismica; non sono computate ai fini dell applicazione degli indici di fabbricabilità fondiaria e territoriale le addizioni per realizzare volumi tecnici e autorimesse legate da vincolo di pertinenzialità ad unità immobiliari esistenti all interno del perimetro del centro abitato nonché per realizzare servizi igienici. Questi ultimi in ogni caso non potranno avere dimensione superiore a mq 6 comprensivi dell antibagno e non potranno essere in numero superiore a 2 per ogni unità immobiliare compreso l esistente. Sono comprese in questa fattispecie gli ampliamenti una tantum di cui all art. 5 comma 3 della L.R. n. 64 del come modificata dalla L.R. n. 25 del (disciplina degli interventi di trasformazione urbana ed edilizia nelle zone con prevalente funzione agricola). d) Il rialzamento, fino al massimo di mt.1, del sottotetto al fine di renderlo abitabile, senza che si costituiscano nuove unità immobiliari, solo nelle aree normative in cui il regolamento urbanistico consenta l intervento di ristrutturazione D2; in tal caso, non devono essere osservate le distanze tra fabbricati. e) Gli interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche ed all adeguamento degli immobili per le esigenze dei disabili, anche in aggiunta ai volumi esistenti ed in deroga agli indici di utilizzazione fondiaria; f) La realizzazione di piscine, campi da gioco, parcheggi interrati, aventi carattere di pertinenzialità. SOSTITUZIONE EDILIZIA Demolizione e ricostruzione di volumi esistenti non assimilabile alla ristrutturazione edilizia realizzata a parità di SLP anche con diversa articolazione, collocazione e destinazione d uso, senza alcun intervento sulle opere di urbanizzazione e sempre nel rispetto dei parametri edilizi ed urbanistici dell area normativa in cui ricade l intervento. RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA Interventi rivolti a sostituire l esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale. DEMOLIZIONE Interventi volti a rimuovere, in tutto o in parte, edifici o manufatti esistenti. Tali interventi, se preordinati alla costruzione di nuove opere o fabbricati, configurano un opera complessa di demolizione e nuova costruzione che deve essere valutata in modo unitario. ART. 16 OPERE SOGGETTE A CONCESSIONE EDILIZIA Sono soggette al rilascio di concessione edilizia: 1) gli interventi di nuova edificazione; 2) la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria da parte di soggetti diversi dal Comune; 3) la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente del suolo inedificato; 4) la realizzazione di depositi di merci o di materiali e la realizzazione di impianti per attività produttive all aperto che comporti l esecuzione di opere cui consegua la trasformazione in via permanente del suolo inedificato; 5) gli interventi di ristrutturazione urbanistica; 6) le addizioni volumetriche agli edifici esistenti non assimilate alla ristrutturazione edilizia; 12
13 7) gli interventi di sostituzione; 8) l installazione di manufatti, anche prefabbricati e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni che siano utilizzate come abitazioni, ambienti di lavoro oppure come depositi, magazzini e simili e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee. ART OPERE SOGGETTE A DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA Sono soggette a denuncia di inizio attività: 1) gli interventi di cui all articolo precedente, qualora siano specificamente disciplinati dai regolamenti urbanistici di cui all art. 28 della L.R n. 5, dai programmi integrati di intervento di cui all art. 29 della stessa legge, dai piani attuativi laddove tali strumenti contengano precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive la cui sussistenza sia espressamente attestata dal Consiglio Comunale in sede di approvazione dei nuovi strumenti o di ricognizione di quelli vigenti, previo parere della Commissione edilizia; 2) le opere di reinterro e di scavo non connesse all attività edilizia o alla conduzione dei fondi agricoli e che non riguardino la coltivazione di cave e torbiere; 3) i parcheggi all aperto, gli arredi da giardino così come definiti all art. 19, le tettoie a sbalzo, aventi tutti natura pertinenziale rispetto ad una unità immobiliare principale; 4) le demolizioni di edifici e manufatti non preordinate alla ricostruzione o alla nuova edificazione; 5) le occupazioni di suolo per esposizione o deposito di merci e materiali che non comportino modificazione permanente del suolo stesso; 6) la chiusura totale con verande di balconi laddove questo non comporti aumento di SLP; 7) gli interventi di manutenzione straordinaria; 8) gli interventi di restauro e risanamento conservativo. Tutti i progetti di restauro e risanamento conservativo dovranno essere accompagnati da una relazione contenente una analisi storico-stilistica dalla quale emergano: le notizie storiche sull edificio;l evoluzione architettonica ed edilizia dell edificio nonché del suo uso;la natura degli elementi costitutivi del fabbricato e del loro valore artistico-storico;gli eventuali ampliamenti non storicizzati nonché le alterazioni e le modifiche estranee all impianto originario;la compatibilità dell intervento rispetto ai caratteri tipologici, formali e strutturali dell organismo edilizio. 11) Interventi di ristrutturazione edilizia. ART EDIFICI DEMOLITI A SEGUITO DI EVENTI CALAMITOSI Fermo restando quanto previsto dall art. 5, comma 5 delle NN.TT.AA. al Regolamento Urbanistico per gli edifici demoliti a seguito di calamità naturale o di eventi di carattere eccezionale successivamente all approvazione delle stesse NN.TT.AA., i fabbricati demoliti per eventi calamitosi o eccezionali, ivi compresi gli eventi bellici, prima della suddetta data potranno essere ricostruiti solo previa approvazione di un apposito Piano di Recupero di iniziativa privata. CAPO IV DEFINIZIONI URBANISTICHE ED EDILIZIE ART DEFINIZIONI EDILIZIE ED URBANISTICHE GRUPPI DI EDIFICI Insieme di edifici esistenti definiti in base ai caratteri morfologico-funzionali degli edifici stessi AREA NORMATIVA Parte di sottosistema caratterizzata da omogenea morfologia di impianto e di uso. L area normativa disciplina le destinazioni d uso, gli interventi di modificazione ammissibili sugli edifici e sulle aree. 13
14 COMPARTO EDIFICATORIO Area operativa all interno di piani attuativi, oggetto di progetto unitario, anche se realizzato in fasi successive. INTERVENTI EDILIZI Insieme delle trasformazioni fisiche sull immobile interessato. STRUMENTI ATTUATIVI E GESTIONALI Per le definizioni e le modalità di attuazione di ciascun strumento esecutivo si rimanda alla relativa disciplina: - piani particolareggiati; - piano per l edilizia economica e popolare; - piano di recupero; - piano per gli insediamenti produttivi; - piano di lottizzazione; - programma di recupero urbano; - programmi integrati di intervento. PROGETTO UNITARIO O STUDIO UNITARIO Progetto proposto da soggetti pubblici o privati conforme alle disposizioni del Regolamento Urbanistico o con contenuti alternativi rispetto a queste, avente o meno valenza di strumento urbanistico attuativo, da approvarsi da parte dell Organo competente preventivamente alla richiesta di interventi edilizi. DESTINAZIONI D USO La destinazione d uso è l insieme delle attività ammesse in una determinata area normativa e/o nei gruppi di edifici secondo la classificazione adottata nel successivo art. 20. Per destinazione d uso di un immobile si intende quella risultante da concessioni edilizie a altri atti abilitativi in materia edilizia o, in mancanza, quella comunque attribuita da altri atti in possesso dell Amministrazione. In subordine potrà farsi riferimento alla posizione catastale. Per mutamento di destinazione d uso di un area, di un edificio o di parte di esso si intende il passaggio dall una all altra delle classi di attività di cui all art. 20. Il mutamento di destinazione d uso, realizzato contestualmente all esecuzione di opere edilizie, può effettuarsi solo nel rispetto ed in conformità a quanto prescritto dalle presenti norme e da quelle del Regolamento Urbanistico. SUPERFICIE TERRITORIALE (ST) Somma delle superfici fondiarie, espresse in mq,, destinate all edificazione, delle superfici per l urbanizzazione primaria, secondario e indotta esistenti o di progetto comprese in un ambito e sottoposte a piano attuativo o concessione convenzionata. SUPERFICIE FONDIARIA EDIFICABILE (SF) AREA DI CONCENTRAZIONE DELL EDIFICATO. Per superficie fondiaria edificabile si intende l area su cui si localizza l intervento edilizio con esclusione delle aree interessate da opere di urbanizzazione primaria e secondaria. SUPERFICIE LORDA DI PAVIMENTO 14
15 La somma di tutte le superfici di pavimento, al lordo degli ingombri murari, ai vari piani ed interpiani, sia fuori terra che in sottosuolo, comprese le superfici relative allo spazio preso tra l ultimo solaio e la copertura. Non devono essere computati nella SLP gli ingombri murari esterni eccedenti i 30 cm. e nei limiti dei 50 cm. quando sia dimostrato che il maggiore spessore è finalizzato al miglioramento delle caratteristiche fisiche di isolamento termico ed acustico. Non costituiscono SLP, ai fini del rispetto degli indici di edificabilità, le parti sottoelencate, al lordo degli ingombri murari non costituenti separazione da parti incluse nel computo della SLP: a) le superfici porticate a piano terreno, quando abbiano destinazione ad uso pubblico; b) le superfici relative a balconi, lastrici solari e terrazze scoperte; non comporta aumento di SLP la chiusura totale con verande di balconi che abbiano un aggetto non superiore a 1,50 m. c) le superfici dei porticati a piano terreno di uso privato allorché abbiano una dimensione non superiore a mq. 6 per edificio; la chiusura di porticati costituisce sempre aumento di SLP. d) Le superfici delle logge situate al di sopra del piano terreno allorché abbiano una dimensione complessiva massima di mq. 6 per edificio. La chiusura delle logge costituisce sempre aumento di S.L.P. e) le superfici relative a servizi pubblici cedute alle relative società di gestione (gas, luce, telefono ecc.) f) le tettoie a sbalzo; g) le superfici relative ai parcheggi in sottosuolo, al piano terreno degli edifici o in elevazione con altezza libera interna non superiore a m. 2,50 e altezza esterna al colmo non superiore a m. 3; h) le superfici relative ai sottotetti, purchè la pendenza del tetto sia inferiore al 30%, non costituiscano unità immobiliari autonome e abbiano altezza massima interna inferiore a 2,40 m. Nel caso di coperture piane la superficie del sottotetto non costituisce SLP qualora abbia un altezza massima interna non superiore a m. 1,80. La superficie dei sottotetti(o parte di essi) che abbiano un altezza massima interna uguale o superiore a 2,40 m. e un altezza media interna inferiore a 2,70 m. costituisce SLP; in tal caso, tuttavia, la suddetta superficie contribuisce al calcolo della SLP, anche ai fini della determinazione del contributo di concessione, nella misura del 60%.. I sottotetti devono essere realizzati entro il perimetro del fabbricato, calcolato escludendo gli aggetti di qualsiasi genere, non possono essere realizzati su locali destinati a garage o volumi tecnici e devono avere diretto ed esclusivo accesso interno dall unità sottostante. i) le superfici relative ai servizi pubblici costituenti standard urbanistici ai sensi del D.M. 1444/1968; j) le superfici occupate dal sistema distributivo verticale di uso condominiale, quali vani scala e ascensori, negli edifici costituiti da non più di 4 unità immobiliari; k) le superfici occupate dal sistema distributivo verticale e orizzontale di uso condominiale negli edifici costituiti da più di 4 unità immobiliari quali androni di ingresso, pozzi scala condominiali, ballatoi, ascensori ecc. l) le superfici dei soppalchi così come definiti dal presente articolo; m) le superfici dei gazebo così come definiti dal presente articolo che abbiano una superficie coperta non superiore a mq. 15 ed un altezza al colmo non superiore a m. 3; n) la superficie degli arredi da giardino così come definiti dal presente articolo; o) la superficie relativa ai volumi tecnici così come definiti dal presente articolo; per gli edifici ad uso residenziale i volumi tecnici sono esclusi dalla S.L.P. solo laddove la loro dimensione non sia superiore al 15% della SLP totale di ogni unità immobiliare per un massimo di 6 mq.; p) le superfici delle cantine ad uso residenziale, solo se realizzate al piano interrato o seminterrato, purchè siano contenute entro il perimetro del fabbricato, calcolato escludendo le terrazze, abbiano altezza non superiore a m. 2,40 e, nel caso di cantine seminterrate, la parte fuori terra non superi in nessun punto l altezza di mt. 1,20 dal piano di campagna definitivamente sistemato, con eventuale scannafosso di larghezza massima di m. 1,50. q) Le strutture pressostatiche e tensostrutture costituite da teli in tessuto o altro materiale similare, poste a protezione di impianti sportivi; dette strutture devono essere completamente apribili, avere esclusiva funzione di protezione dagli agenti atmosferici ed essere di dimensioni strettamente necessarie a coprire il campo da gioco. r) I giunti tecnici di dilatazione tra le strutture in osservanza della normativa antisismica. s) Locali per riunione condominiale negli edifici con più di 10 unità immobiliari. I locali individuati alle lettere g) e n) non possono comunque essere utilizzati a fini abitativi. 15
16 Non vengono escluse dal computo della SLP quelle superfici che al momento della costruzione dell immobile, sono state conteggiate ai fini dell utilizzazione della capacità edificatoria o che, comunque, siano legittimamente utilizzate come locali di abitazione o ambienti di lavoro, vendita, ufficio o supporto o siano state legittimate con condono edilizio. Ai fini della verifica delle altezze di cui al presente articolo, non deve tenersi conto dei controsoffitti leggeri quali cartongesso, legno, metallo ecc. Ai fini del calcolo della SLP, il sistema distributivo verticale di uso non condominiale è computato una volta allorchè costituisca collegamento fra piani fuori terra dei quali almeno uno sia abitabile. Nell ipotesi in cui il collegamento riguardi più piani abitabili, la superficie del sistema distributivo verticale sarà computata moltiplicando la medesima superficie per il numero dei piani detratto uno. SUPERFICIE UTILE Si definisce superficie utile la somma delle superfici di pavimento dei vani aventi i requisiti di abitabilità, misurata al netto dei muri perimetrali e di quelli interni, delle soglie di passaggio e degli sguinci di porte e finestre. E compresa nel calcolo della superficie utile la proiezione delle scale a giorno. INDICE DI UTILIZZAZIONE TERRITORIALE (I.T.) Rapporto espresso in mq. Tra la superficie lorda di pavimento (S.L.P. e la superficie territoriale (S.T.) interessata dall intervento. INDICE DI UTILIZZAZIONE FONDIARIA (I.F.) Rapporto espresso in mq. Tra la superficie lorda di pavimento (S.L.P.) e la Superficie Fondiaria Edificabile (S.F.) interessata dall intervento. SUPERFICIE ABITATIVA MEDIA Superficie lorda di pavimento che compete mediamente ad ogni abitante insediato od insediabile. CAPACITA EDIFICATORIA. UTILIZZAZIONE EDIFICATORIA (SLP) Prodotto tra gli indici di utilizzazione territoriale (I.T.) e la superficie territoriale (S.T.) o tra l indice di utilizzazione fondiaria (I.F.) e la superficie fondiaria (s.f.) o diverso valore indicato nelle schede normative. SUPERFICIE COPERTA Superficie individuata dalla proiezione sul piano orizzontale della sagoma racchiusa dalle pareti di chiusura della costruzione, con esclusione delle proiezioni di parti esterne (sporti, cornicioni, pensiline, balconi ecc.) aggettanti non più di 1,50 m. In caso di maggiore sporgenza, la superficie coperta sarà conteggiata sull intera proiezione. Non costituiscono superficie coperta le opere di sistemazione del terreno, anche laddove siano realizzate sulla copertura di locali seminterrati purchè la parte fuori terra non sia comunque superiore a m. 1,00. RAPPORTO DI COPERTURA (R.C.) Rapporto tra Superficie coperta (S.C.) e Superficie Fondiaria (S.F.) LOTTO DI PERTINENZA DELLE COSTRUZIONI 16
17 Totale delle superfici territoriali e fondiarie asservite per il calcolo degli indici di edificabilità territoriale e fondiaria. In caso di frazionamento della proprietà di aree, si fa riferimento, ai fini del calcolo delle capacità edificatorie, alla situazione esistente alla data del 13 agosto 1997 (data di pubblicazione sul BURT del Secondo Accordo di pianificazione da parte degli enti territoriali competenti) tenendo conto degli edifici già esistenti sulle medesime aree la cui S.L.P. deve essere detratta dalla capacità edificatoria consentita del Regolamento Urbanistico. AREA LIBERA Si intende libera l area sulla quale non esistono costruzioni in soprasuolo, nonché l area di pertinenza dei fabbricati, comunque libera da manufatti in soprasuolo.. Si intende libera l area nel cui sottosuolo sussistono manufatti o costruzioni. In sede di applicazione delle norme in materia di edilizia residenziale pubblica, si intende libera anche l area su cui insistono opere di sistemazione del terreno di altezza non superiore a m.1,00. VERDE PRIVATO Area libera di cui al comma precedente di pertinenza delle costruzioni, sistemata a verde, anche attrezzato. ALTEZZA MASSIMA DEI FABBRICATI L altezza massima dei fabbricati è il segmento di linea verticale compreso tra la quota del piano di campagna definitivamente sistemato e la linea di intersezione tra il piano verticale di facciata e l intradosso del solaio di copertura; nel caso di copertura arretrata rispetto al piano della facciata, il punto più alto del fabbricato è individuato nel punto di incontro della linea virtuale di prolungamento della falda di copertura più elevata con il fronte del fabbricato. Nel caso di coperture a falda unica, l altezza massima è calcolata in riferimento al punto più alto di intersezione tra il piano verticale della facciata e l intradosso del solaio di copertura. Nel caso di coperture piane, l altezza massima è costituita dall intradosso del solaio di copertura. Per i fabbricati destinati ad attività produttiva, l altezza viene determinata con riferimento al piano di posa della struttura di copertura. Negli edifici con più di due piani abitabili, sono esclusi dal computo dell altezza massima della costruzione gli spessori dei solai eccedenti i 30 cm., quando sia dimostrato che il maggiore spessore è finalizzato al miglioramento della capacità termica ed acustica dell edificio. Detto maggiore spessore non può essere superiore per ogni piano abitabile a 20 cm. VOLUME Prodotto tra SLP e relative altezze interpiano; in caso di coperture inclinate si assume come altezza dell ultimo piano quella media dal pavimento all intradosso del solaio di copertura. Si intende per interpiano la distanza intercorrente tra la quota del pavimento e quella dell estradosso del solaio superiore, esclusi i maggiori spessori dei solai di cui all'ultimo comma della definizione precedente. FILO STRADALE Limite della sede o piattaforma stradale, comprendente tutte le sedi viabili, sia veicolari che pedonali, ivi incluse le banchine. 17
18 Per le strade extraurbane, detto filo è costituito dal limite della proprietà stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o dalle fasce di esproprio del progetto approvato; in mancanza, il confine è costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia o della cunetta, ove esistenti, o dal piede della scarpata se la strada è in rilevato, dal ciglio superiore della scarpata se la strada è in trincea. FILO EDILIZIO O ALLINEAMENTO Limite della fascia non edificabile su cui devono attestarsi gli edifici, ove prescritto. SAGOMA DELL EDIFICIO Limite esterno dell involucro, compresa la copertura, delimitato dalle dimensioni aventi rilievo urbanistico: altezza, superficie coperta, SLP. Non concorre alla determinazione della sagoma la porzione interrata dell edificio, qualunque sia la destinazione e la consistenza della medesima. ASSE RETTORE Asse di tracciato urbano a cui deve fare riferimento l organizzazione dello spazio pubblico e dell edificato. DISTANZA DAL FILO STRADALE E DAL FILO EDILIZIO (D.S.) Distanza misurata in metri lineari della sagoma dell edificio, con esclusione di fregi, cornicioni e balconi aperti aggettanti per una misura non superiore a m. 1,50, dal filo stradale o dal filo edilizio. DISTANZA DA CONFINI PRIVATI (D.C.) Distanza in metri lineari dell edificio dai confini privati, misurata dal limite più esterno degli eventuali corpi aggettanti chiusi o aperti, con esclusione di fregi, cornicioni, balconi aperti aggettanti per una misura non superiore a m. 1,50; tale distanza deve essere misurata in modo perpendicolare alla linea di confine. In caso di maggiore sporgenza la distanza è da misurarsi dall estremità dell aggetto. Sono esclusi dalla verifica della distanza dai confini i muri di cinta, i garages, i gazebo, gli arredi da giardino ed i locali tecnici aventi tutti altezza al colmo inferiore a tre metri, le strutture in aderenza realizzate per il superamento delle barriere architettoniche e le scale esterne aperte; sono altresì escluse le opere di sistemazione del terreno, anche laddove siano realizzate sulla copertura di locali seminterrati, purchè la parte fuori terra non sia comunque superiore a m. 1,00. Le norme sulle distanze dai confini non si applicano nel caso di sopraelevazione di edifici già esistenti purchè sia comunque rispettata la distanza preesistente e fatto salvo il rispetto della distanza tra fabbricati. Per la disciplina della distanza dei fabbricati dai confini si applicano le norme contenute nelle NN.TT.AA. del Regolamento Urbanistico. Nel caso in cui la distanza minima dai confini non sia fissata dalle NN.TT..AA. del Regolamento Urbanistico, la distanza minima dai confini di proprietà non potrà essere inferiore a ml. 5, corrispondenti alla metà della distanza minima prescritta dall art. 9 del D.M. 1444/1968, fatta salva la possibilità di mantenere le distanze preesistenti, limitatamente all area di sedime già occupata e ferma la facoltà di costruire in aderenza ad edifici esistenti sul confine. Le prescrizioni in materia di distanze dai confini privati non si applicano alle porzioni completamente interrate degli edifici. 18
19 DISTANZA TRA FABBRICATI (D.F.) Distanza minima espressa in ml. tra le pareti di edifici o, in loro mancanza, tra i piani circoscritti alle strutture verticali, con esclusione di fregi, cornicioni e balconi aperti aggettanti per una misura non superiore a ml. 1,50. In caso di maggiore sporgenza la distanza è da misurarsi dall estremità dell aggetto. Sono esclusi dalla verifica della distanza tra fabbricati i muri di cinta, i garages, i locali tecnici, i gazebo, gli arredi da giardino aventi tutti altezza al colmo inferiore a 3 m. e le scale esterne aperte; sono altresì escluse le opere di sistemazione del terreno, anche laddove siano realizzate sulla copertura di locali seminterrati, purchè la parte fuori terra non sia comunque superiore a m. 1,00. Nel caso di muri aventi altezza superiore e 3 m. dovrà essere rispettata la distanza minima di m. 3. Per la disciplina sulle distanze tra fabbricati si applicano le norme contenute nelle NN.TT.AA. del Regolamento Urbanistico. Nel caso in cui la distanza minima tra fabbricati non sia fissata dalle NN.TT..AA. del Regolamento Urbanistico, detta distanza non potrà essere inferiore a ml. 10, fatta salva la possibilità di mantenere le distanze preesistenti, limitatamente all area di sedime già occupata e ferma la facoltà di costruire in aderenza ad edifici esistenti sul confine. DISTANZA TRA PARETI FINESTRATE DI EDIFICI ANTISTANTI (D.P.F.) Distanza espressa in ml. tra le pareti finestrate di edifici ovvero tra pareti di cui una sola sia finestrata. Pareti dotate di sole luci sono da considerarsi non finestrate. NUMERO DI PIANI (N.P.) Numero dei piani fuori terra coperti comunque praticabili compreso il piano terreno e con esclusione del piano sottotetto. SOPPALCHI Superficie di calpestio con altezza massima non superiore a m. 2,40, avente almeno un lato aperto ed una superficie non superiore al 50% del locale interessato, fermi restando i requisiti di abitabilità del locale sottostante; i soppalchi possono essere costruiti esclusivamente per la realizzazione di locali accessori o di locali per servizi igienici. La superficie relativa non costituisce quantità da verificare ai fini del calcolo della SLP. Fermo restando quanto previsto al comma precedente, i soppalchi realizzati in locali destinati ad ambienti di lavoro devono possedere i seguenti requisiti: 1) essere costruiti con strutture resistenti ai carichi di lavoro che devono sostenere; 2) avere profondità del piano di calpestio inferiore a 2,5 volte la minore delle due altezze risultanti dalla suddivisione in soppalco; 3) avere altezza minima non inferiore a 2,20 m. per uso deposito senza presenza di lavoratori; 4) non presentare delimitazioni verticali, anche trasparenti, dei volumi che vengono a crearsi con la realizzazione del soppalco, garantendo così il mantenimento dell ambiente unico. EDIFICIO UNIFAMILIARE Per edificio unifamiliare si intende il fabbricato costituito da un unica unità immobiliare, dotato di terreno di pertinenza di proprietà esclusiva, salva solo l attribuzione di una diversa categoria catastale per l autorimessa. La presenza di magazzini, uffici o altri locali con destinazione comunque diversa da quella residenziale esclude l edificio dalla presente definizione. 19
20 CORTILI Spazi compresi tra le fronti interne, liberi o occupati da bassi fabbricati SPESSORE DEL CORPO DI FABBRICA Distanza tra le pareti esterne del fabbricato misurata sul lato minore. PERTINENZA STORICA Area di pertinenza degli edifici appartenenti ai gruppi 1,2,3,4 come individuati nelle tavole di piano entro la quale il disegno del suolo ed i manufatti esistenti risultano parte architettonicamente integrata dell edificio stesso. PARAMETRI DI TRASFORMAZIONE Si articolano in: Parametri urbanistici: a) superficie fondiaria e superficie territoriale; b) indice di utilizzazione territoriale (IT); c) indice di utilizzazione fondiaria (IF) d) utilizzazione edificatoria (SLP) e) indice medio di superficie abitativa; f) destinazioni d uso; g) rapporto di copertura; h) opere di urbanizzazione primaria e secondaria; Parametri edilizi: a) altezza dei fabbricati: b) numero dei piani consentito c) distanza dai confini privati d) distanza tra fabbricati e) filo edilizio f) distanza dal filo stradale e/o dal filo edilizio g) dotazione di aree a verde privato h) dotazione di superficie a parcheggio privato i) asse rettore; l) spessore del corpo di fabbrica. Parametri di qualità: a) recupero e valorizzazione ambienti storici; b) uso di materiali e tecniche costruttive tradizionali c) riqualificazione dello spazio pubblico d) pedonalizzazione dello spazio pubblico e) allontanamento e/o abbassamento delle fonti di inquinamento acustico e miglioramento della qualità dell aria f) riequilibrio e riorganizzazione dei tempi, degli orari e delle necessità della mobilità g) incremento della dotazione di veicoli pubblici e di spazi pubblici h) incremento della dotazione di parcheggi pertinenziali in sottosuolo. 20
REGOLAMENTO EDILIZIO AREA IV - ASSETTO DEL TERRITORIO U. ORG.VA EDILIZIA PRIVATA
AREA IV - ASSETTO DEL TERRITORIO U. ORG.VA EDILIZIA PRIVATA REGOLAMENTO EDILIZIO DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE N 35 DEL 04/03/2009 REVISIONE DEL REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE APPROVAZIONE MODIFICATO

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 41
 Art. 42
 Art. 43
 Art. 44
 Art. 45
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 48
 Art. 49
 Art. 50
 Art. 51
 Art. 52
 Art. 53
 Art. 54
 Art. 55
 Art. 56
 Art. 57
 Art. 58
 Art. 59
 Art. 60
 Art. 61
 Art. 62
 Art. 63
 Art. 64
 Art. 65
 Art. 66
 Art. 67
 Art. 68
 Art. 69
 Art. 70
 Art. 71
 Art. 72
 Art. 73
 Art. 74
 Art. 75
 Art. 76
 Art. 77
 Art. 78
 Art. 79
 Art. 80
 Art. 81
 Art. 82
 Art. 83
 Art. 84
 Art. 85
 Art. 86
 Art. 87
 Art. 88
 Art. 89
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 art. 20
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 art. 7
 art.16
 ART. 7
 ART. 8
 art. 151
 art. 31
 art. 32
 ART. 9
 ART. 10
 art. 8
 ART. 13
 ART. 14
 art. 5
 ART. 16
 art. 28
 art. 29
 art. 19
 art. 5
 art. 20
 art. 20
 art. 9