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Timestamp: 2019-02-16 09:09:08+00:00

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In questa sezione le principali pronunce dei Giudici di Pace, Tribunali e Cassazione in materia civile, suddivise in base alle principali tematiche trattate ed inordine cronologico, Per aprire e leggere l'intero documento basta cliccare sul titolo del provvedimento.
Corte di Cassazione Ordinanza del 30 giugno - 11 ottobre 2011:ammissibile il riconoscimento dello status di asilo politico per le persecuzioni subite a mezzo di atti di violenza fisica e psichica e di provvedimenti amministrativi e giudiziari messi in atto da organi dello Stato del Togo a causa della sua appartenenza al partito di opposizione e dell'essere figlio di un esponente influente di tale partito che per tale motivo era stato incarcerato e presumibilmente ucciso in carcere.
Tribunale di Roma Sentenza del 21 giugno 2011 n. 5944: "rilevato che esistono fondati elementi che inducono a ritenere che il rientro nel paese di origine esporrebbe la ricorrente a situazioni di grave rischio, stante il perdurare ed il diffondersi di numerosi conflitti locali, a sfondo politico, etnico e religioso, e di un clima generale di violenza, in un contesto di assoluta carenza delle condizioni minime di sicurezza, soprattutto in relazione alla condizione femminile (...) si riconosce alla signora (...) nata in Nigeria (...) la protezione sussidiaria di cui all’art. 14 del d.lgs. 19 novembre 2007, n. 251, richiamato dall’art. 2, lett. F) del d.lgs. 28 gennaio 2008 n. 25"
Tribunale di Verona Decreto del 9 giugno 2011: protezione umanitaria in ragione dell'orientamento sessuale del richiedente. Annullato il provvedimento di diniego al rilascio di un permesso di soggiorno ex art. 5, c.6 D.Lgs.286/98.
Tribunale di Napoli Sentenza del 24 febbraio 2011 n. 30: rigetto domanda di protezione internazionale come rifugiato e previsione del rilascio del permesso per protezione umanitaria ai sensi dell'art. 5 comma 6 TUI
Tribunale di Genova Sentenza del 15 febbraio 2011 n. 698:riconoscimento status di rifugiato, onere probatorio attenuato
Corte di Cassazione Civile Sentenza del 23 dicembre 2010 n. 26056:al fine della concessione o negazione dello status di rifugiato, è doverosa ampia indagine, acquisendo completa documentazione anche officiosa e di complessiva valutazione anche della situazione reale del Paese di provenienza, doveri imposti dal D.Lgs. n. 25 del 2008. Secondo detta norma, ciascuna domanda deve essere esaminata alla luce di informazioni aggiornate sulla situazione del Paese di origine del richiedente asilo, informazioni che la Commissione Nazionale fornisce agli organi giurisdizionali chiamati a pronunciarsi su impugnazioni di decisioni negative.
Tribunale di Palermo, Decreto dell'11 Dicembre 2009: é illegittimo il diniego al rinnovo di un permesso di soggiorno per protezione umanitaria senza il pronunciamento della Commissione nazionale asilo
Corte di Cassazione Sentenza del 27 ottobre 2009, depositata il 15 dicembre 2009, n. 26253: la domanda di asilo presentata alla polizia di frontiera durante i controlli identificativi dallo straniero in condizione irregolare deve essere sempre raccolta e comporta il divieto di respingimento
Tribunale di Trieste Sentenza del 17 agosto 2009 n. 304/2009: ha diritto allo status di rifugiato il richiedente che subisce atti persecutori nel Paese di origine in ragione del suo orientamento sessuale e non può invocare la protezione delle autorità poiché lì l’omosessualità costituisce un reato
Corte di Cassazione Sentenza del 19 maggio 2009 n°11535: la Commissione Territoriale è competente a valutare la posizione del richiedente asilo.
Corte di Cassazione Sentenza del 14 maggio 2009 n. 11264: dalla pendenza di altro ricorso volto ad ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato politico in favore dello non deriva l’obbligo automatico di sospensione del procedimento di espulsione per lo straniero;
Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza del 21 aprile 2009, depositata il 19 maggio 2009, n. 11535: le Commissioni territoriali competenti a decidere delle domande di asilo devono, nei casi in cui non accolgano la domanda di protezione umanitaria, trasmettere gli atti al Questore per l'eventuale rilascio del permesso di soggiorno, quando ricorrano gravi motivi di carattere umanitario, e sussiste la giurisdizione del giudice ordinario su un provvedimento del Questore di diniego di rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, richiesto ai sensi dell'art. 5, sesto comma del d.lgs n. 286 del 1998.
Corte di Cassazione Ordinanza del 19 giugno 2008 n. 16730: se avverso l’espulsione si invocano motivi religiosi va presentata istanza di riconoscimento dello status di rifugiato
Tribunale del Lavoro di Milano - sentenza n. 373/08 depositata il 31 Gennaio 2008: i cittadini stranieri con status di rifugiato sono equiparati ai cittadini italiani in materia di assistenza sociale, ad esempio la corresponsione dell’indennità di accompagnamento ex L.18/80
Corte di Cassazione ordinanza del 28 aprile 2006: individuazione del Tribunale civile competente a ricevere i ricorsi avverso le pronunce negative emesse dalle Commissioni Territoriali
Corte di Cassazione - Sentenza del 25 novembre 2005 n. 25028:distinzione fra asilato e rifugiato
Corte di Cassazione - Sentenza del 21 marzo 2005 n. 6077: una mera enunciazione di condizioni personali e familiari appare inidonea a rappresentare le condizioni legali per l'ottenimento dello status di rifugiato e quindi ad attivare la relativa procedura di riconoscimento
Corte di Cassazione - Sentenza del 2 febbraio 2005 n. 2091: non spetta il riconoscimento dello status di rifugiato a qualunque soggetto che si allontani da un paese nel quale, notoriamente, sussista grave e diffusa compressione dei diritti civili, spettando lo status solo a colui che versi nel fondato timore di essere personalmente perseguitato inragione delle proprie idee o della propria condizione.
Tribunale di Catania - Sentenza del 15 dicembre 2004 n. 4010: l'Asilo costituzionale è un diritto che si può esercitare anche in mancanza di una legge specifica
Tribunale di Firenze, Ordinanza depositata il 9 agosto n. 2940/2011 R.G: l’assegno di maternità comunale va riconosciuto anche alle donne apolidi
Tribunale di Lecce sentenza del 5 Marzo 2010: va equiparata all'apolide una cittadina cubana che ha acquisito rispetto all'ordinamento di detto Paese la qualifica di emigrante e perciò perduto diritti e prestazioni essenziali, costituenti l’in se della cittadinanza cubana
Corte d'Appello di Firenze, sentenza del 17 novembre 2009, n. 1654: in materia di procedimenti per il riconoscimento dello status di apolide, in circostanze eccezionali l’onere della prova a carico del richiedente può essere attenuato ed è sufficiente un quadro indiziario della mancanza di un legame di cittadinanza
Corte di Appello di Salerno, Decreto del 20 agosto 2009, n. 32: il figlio minore, nato dal matrimonio tra cittadini stranieri, che in seguito a separazione giudiziale, viene affidato ad uno di essi, ha diritto ad ottenere la cittadinanza italiana anche nel caso in cui l’altro genitore, non affidatario, diventa cittadino italiano dopo la separazione. Per la Corte quello che è importante che si mantenga un rapporto tale da assicurare “la continuità di uno stabile rapporto familiare con il genitore divenuto cittadino italiano, il quale continua ad esercitare la sua potestà nelle forme di legge, così da poter assicurare l’effettiva sussistenza del vincolo morale e spirituale normalmente rinvenibile nel rapporto tra genitore e figlio”
Corte d'Appello di Firenze, sentenza dell'8 maggio 2009, n. 138: in materia di riconoscimento giudiziario dello status di apolidia, al pari degli altri procedimenti riguardanti lo stato delle persone, si deve adottare il rito camerale, in base al quale la competenza territoriale del giudice si radica nel luogo di domicilio o di residenza del soggetto che chiede l'accertamento dello status, e non in quello dell'Amministrazione convenuta.
Ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia del 9 aprile 2009: il termine nazionalità non ha alcuna specifica denotazione sul piano del linguaggio giuridico e giuridicamente deve essere ritenuta equivalente alla nozione di cittadinanza, né si rammenta alcun precedente giurisprudenziale che autorizzi la distinzione proposta, atteso che nella giurisprudenza della S.C. l’uso dell’uno e dell’altro termine appare del tutto indifferente.
Corte di Cassazione - Sezioni Unite - Sentenza del 25 febbraio 2009 n. 4466: riconosciuto il diritto al riconoscimento giudiziale della cittadinanza italiana ai discendenti delle donne, già cittadine italiane, che hanno perduto lo status civitatis per effetto di matrimonio con cittadino straniero anteriormente al 1 gennaio 1948.
Corte di Cassazione - Sezioni Unite - Sentenza del 9 dicembre 2008, n. 28873: va riconosciuto il diritto di domandare al giudice ordinario l'accertamento dello stato di apolide, cioè la ricognizione negativa della cittadinanza di qualsiasi Stato, sulla base dell'art. 17 del D.P.R. n. 572 del 1993
Corte di Cassazione - Sentenza 11 aprile – 22 novembre 2007 n. 24312: l'effetto preclusivo dell'acquisto della cittadinanza, previsto dall'art. 6 della legge n. 91 del 1992, dipende non tanto dalla mera irrogazione della sanzione penale, quanto dall'accertamento della responsabilità e dal giudizio di colpevolezza e pertanto non può derivare dalla pronuncia della sentenza di applicazione su richiesta ma richiede una vera e propria sentenza di condanna.
Corte di Cassazione - Sentenza del 19 febbraio 2004 n. 3331: sulle possibilità di riconoscimento della cittadinanza italiana "iure sanguinis"
Corte di Cassazione - sentenza del 30 marzo 1989 n. 1577: in materia di riconoscimento della cittadinanza italiana "iure sanguinis"
Tribunale di Milano, sez. lavoro, Ordinanza depositata il 12 gennaio 2012 n. 15243/2011 RG: dichiarato illegittimo in quanto avente carattere discriminatorio l’art. 3 del Bando nazionale per la selezione di 10.481 volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero (il c.d. Servizio Civile Nazionale), nella parte in cui ha previsto il requisito della cittadinanza italiana.
Tribunale di Milano Sentenza del 20 dicembre 2011 n. 6287:illegittimità dell’esclusione degli infermieri extracomunitari dai concorsi pubblici e dalle procedure di stabilizzazione del personale nella Pubblica Amministrazione.
Corte di Cassazione Sentenza del 1° settembre 2011 n. 17966: il cittadino marocchino in possesso del permesso di soggiorno ma non della carta di soggiorno può ottenere le prestazioni di cui alla legge n. 118 del 1971
Tribunale di Genova, ordinanza del 16 agosto 2011: discriminatoria l’esclusione dei cittadini di Paesi terzi non membri dell’UE dalle selezioni per gli incarichi di rilevatori comunali nel censimento generale della popolazione
Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, sentenza del 12 agosto 2011:Censimento generale della popolazione - I Comuni non possono escludere i cittadini extracomunitari dalle selezioni per il reclutamento dei rilevatori addetti al censimento
Tribunale di Trieste ordinanza del il 5 agosto 2011 n. 479/2011: il requisito di anzianità di residenza costituisce una discriminazione indiretta o dissimulata vietata dall'ordinamento dell'Unione europea, in quanto contrario al principio di libertà di circolazione dei cittadini di altri Paesi membri dell'UE e a quello di parità di trattamento previsto a favore non solo dei cittadini comunitari, ma anche di altre categorie di cittadini stranieri di Paesi terzi non membri dell'UE, ma ugualmente protetti da specifiche norme di diritto europeo (i titolari del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti e i rifugiati e i titolari della protezione sussidiaria)
Tribunale di Milano ordinanza depositata il 13 luglio 2011:discriminatorio il comportamento del Ministero dell’Interno che impedisce agli stranieri esclusi illegittimamente dalla procedura di emersione per effetto dell’applicazione dell’art. 14 c. 5 ter d.lgs. n. 286/98 di poter chiedere la riapertura del procedimento, rendendo così impossibile la fruizione della parità di trattamento spettante ai lavoratori regolari.
Corte di Cassazione sentenza depositata il 5 luglio 2011 n. 14733: l'extracomunitario regolarmente soggiornante anche se non in possesso della carta di soggiorno (pds CE per lungo soggiornanti) ha diritto all’indennità di accompagnamento
Tribunale di Monza ordinanza depositata il 10 giugno 2010 n. 36:discriminatoria la condotta del Comune che non concede ai lungo soggiornanti l’assegno INPS per i nuclei familiari numerosi
Tribunale di Vicenza ordinanza depositata il 31 maggio 2011 n. 1684: discriminatoria la condotta del Comune che aumenta arbitrariamente i parametri per il rilascio dei certificati di idoneità abitativa degli alloggi in uso agli stranieri
Tribunale di Milano, ordinanza depositata il 2 maggio 2011:“l’Amministratore pubblico che invita pubblicamente la cittadinanza a non affittare agli stranieri commette un atto di discriminazione”
Tribunale di Brescia ordinanza del 31 marzo 2011 n. 588:discriminatoria l'ordinanza del Comune di Calcinato che chiedeva agli stranieri un reddito minimo e l'idoneità dell'alloggio ai fini dell'iscrizione anagrafica e subordinava l'ospitalità di cittadini stranieri all'idoneità abitativa
Tribunale di Bologna Sentenza depositata l'8 marzo 2011 n. 528/2010: sulla base di quanto previsto dal diritto comunitario e, specificatamente, dall'art. 39 del TCE, così come interpretato dalla Corte di Giustizia europea, i posti di lavoro della Pubblica Amministrazione possono essere messi a disposizione esclusivamente dei cittadini dello Stato solo ove gli stessi comportino un esercizio del potere di imperio con funzioni caratterizzate da definitività, continuità e abitualità. Nel caso in esame , trattandosi di contratti a tempo determinato, l'Amministrazione non poteva certo avvalersi della deroga prevista dalla normativa europea.
Tribunale di Lodi Ordinanza del 18 febbraio 2011 RG 371/11: la situazione soggettiva della ricorrente doveva godere di particolare protezione in quanto titolare di carta di soggiorno ai sensi della normativa di recepimento della direttiva comunitaria n. 109/2003, la quale prevede espressamente una clausola di parità di trattamento nell'accesso alle attività lavorative subordinate o autonome, purchè non implichino, nemmeno in via occasionale la partecipazione all'esercizio di pubblici poteri (art. 11 comma 1).
Corte di Cassazione, ordinanza del 15 febbraio 2011 n. 3670:respinto il ricorso per regolamento di giurisdizione presentato dall’amministrazione comunale di Brescia contro i provvedimenti che avevano costretto il Comune ad elargire il bonus bebé anche ai residenti non aventi la cittadinanza italiana o comunitaria. La competenza rimane al giudice ordinario
Tribunale di Milano, sez. lavoro, ordinanza del 30 Luglio 2010 n. 5739/10: discriminatoria la delibera del Comune di Milano che subordina l’erogazione di un “sussidio integrativo al minimo vitale a favore degli anziani ultra-sessantenni “, per quanto concerne gli stranieri, al possesso della carta di soggiorno
Tribunale di Milano, sez. lavoro, ordinanza del 30 Luglio 2010 n. 5738/10: gli stranieri extracomunitari possono accedere agli impieghi nelle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale (ATER) in quanto quest’ultime sono enti pubblici economici ove i rapporti di impiego sono privatizzati
Tribunale di Biella, Ordinanza del 23 luglio 2010 n. 345: discriminatoria la decisione dell'Azienda Sanitaria, che aveva negato la partecipazione ad un concorso pubblico per collaboratori sanitari ad una candidata in quanto priva della cittadinanza italiana o di un altro Paese dell'Unione europea, in quanto in contrasto con il principio di parità di trattamento in materia di occupazione tra lavoratori migranti e lavoratori nazionali imposto dalla legge di ratifica della Convenzione OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) n. 143/1975
Tribunale di Brescia, Sez. Lavoro, odinanza del 22 luglio 2010:violano il principio di parità di trattamento i regolamenti del Comune di Adro che limitano ai cittadini UE l’accesso alle prestazioni sociali (fondo per l’affitto e bonus bebè)
Tribunale di Bergamo, sez. lavoro, ordinanza dell'8 Luglio 2010 n. 477/2010: accertato il carattere discriminatorio della delibera del Comune di Villa d'Ogna, con la quale veniva istituito un sussidio comunale di disoccupazione a favore dei soli cittadini italiani residenti nel Comune da almeno cinque anni.
Tribunale di Roma, ordinanza del 27 maggio 2010: non è discriminatorio il comportamento di un direttore responsabile di un periodico nel quale vengono pubblicati annunci economici che contengono forme di discriminazione su base etnico-razziale o religiosa.
Tribunale di Firenze, sentenza del 10 marzo 2010, n. 332:riconosciuto il diritto di un cittadino marocchino ad ottenere l'erogazione dell'assegno d'invalidità civile anche in mancanza del permesso di soggiorno Ce per lungo soggiornante
Tribunale di Gneova, ordinanza del 3 marzo 2010: riconosciuto il diritto del cittadino straniero ad ottenere il beneficio della pensione d'invalidità, pur in mancanza del possesso del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornante
Tribunale Civile di Brescia, Ordinanza del 19 Gennaio 2010 n. 4536/09: riconopsciuta la discriminazione collettiva contenuta nella delibera del comune di Chiari che aveva promosso un bando per l'assegnazione di borse di studio a favore di studenti di scuole secondarie ed universitari riservato esclusivamente ai cittadini italiani residenti. Conseguentemente, il giudice di Brescia ha ordinato al Comune di modificare la delibera, escludendo la clausola discriminatoria di cittadinanza, e di fissare nuovi termini di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso.
Tribunale di Brescia, sez. lavoro, Ordinanza del 25 settembre 2009:discriminatorio e, dunque, illegittimo il licenziamento operato nei confronti della badante straniera dal datore di lavoro non intenzionato a regolarizzarla in base all'art. 1 ter della legge n. 102/09. Il licenziamento va dunque annullato e la lavoratrice deve essere reintegrata nel posto di lavoro.
Tribunale di Bolzano, ordinanza del 16 giugno 2009 n. 379:discriminatorio il bando della Provincia autonoma di Bolzano/Bozen che assegna ai soli cittadini dell’Unione europea finanziamenti finalizzati all’apprendimento di lingue straniere, escludendo i cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti.
Tribunale di Brescia, Sezione Lavoro, ordinanza del 27 maggio 2009: respinto il reclamo del Comune di Brescia contro l'ordinanza del 12 marzo 2009 con cui il Tribunale ordinava all'amministrazione locale di cessare la condotta discriminatoria posta in atto con la revoca della delibera istitutiva del c.d. bonus bebe'
Tribunale di Parma Ordinanza del 13 Maggio 2009: il requisito della cittadinanza é irragionevole e discriminatorio ai fini dell’accesso al lavoro allorché si tratti di attività semplici realizzate dal p.a. nei suoi momenti meramente operativi; il requisito della cittadinanza può essere invece validamente richiesto solo in quanto riferito allo svolgimento di attività comportanti l’esercizio di pubblici poteri o di funzioni di interesse nazionale
Cassazione Civile, Sentenza del 7 maggio 2009 n. 10504: i familiari superstiti del cittadino extracomunitario deceduto in un incidente stradale hanno diritto ad accedere al risarcimento del danno a prescindere dalla cittadinanza e senza la verifica della condizione di reciprocità.
Tribunale di Parma Ordinanza del 5 Maggio 2009: contro la mancata ammissione concorsuale, da parte dell’Azienda Ospedaliera – Universitaria di Parma, delle lavoratrici in quanto prive del requisito della cittadinanza italiana.
Ordinanza Tribunale di Genova, sez. lavoro, del 17 aprile 2009:assegno di invalidità con il permesso di soggiorno
Tribunale di Brescia ordinanza del 20 febbraio 2009: il Bonus bebè previsto dal Comune di Brescia come da destinarsi ai soli nuclei familiari di cittadini italiani ovvero in cui almeno uno dei genitori sia cittadino italiano è illegittimo in quanto discriminatorio.
Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, Sent. n. 24278 del 29 settembre 2008: il beneficio dell’assegno familiare per i nuclei famigliari numerosi ed in condizioni di disagio economico non può essere riconosciuto ai lavoratori tunisini in base al principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale contenuto negli accordi di associazione euro mediterranei tra CE e Tunisia in quanto costituisce una misura di assistenza sociale.
Tribunale di Pistoia - Sentenza del 23 marzo 2007: su assegno sociale e possibilità di erogazione a stranieri
Tribunale di Bologna - Ordinanza del 23 dicembre 2006: studentessa extacomunitaria discriminata per diniego di iscrizione ad università privata
Corte di Cassazione - Sezione lavoro - sentenza 19 ottobre-13 novembre 2006, n. 24170: stranieri disabili, iscrizione a liste collocamento speciali e ipotesi di discriminazione
Tribunale di Trento - Sentenza del 29 ottobre 2004 n. 202:controversia in materia di previdenza e assistenza obbligatorie. Pensione di invalidità a favore di stranieri privi di carta di soggiorno
Giudice di pace di Agrigento, Ordinanza dell'8 novembre 2011: il provvedimento di respingimento differito adottato a distanza di giorni dal rintraccio di uno straniero risulta illegittimo per “eccesso di potere”
Giudice di Pace di Agrigento Ordinanza del 27 giugno 2011:accoglimento ricorso di coniuge di cittadina comunitaria detenuto in CIE di Sicilia
Tribunale di Varese Decreto del 30 maggio 2011: si disapplica per contrasto con l’art. 7 n. 1 della Direttiva 2008/115/CE e si annulla l’espulsione amministrativa ex art. 13 d.lgs. 286/1998 in quanto non prescrive la concessione di un termine per la partenza volontaria, compreso tra i sette e i trenta giorni
Giudice di Pace di Milano Sentenza del 26 maggio 2011 n. 25974:mancata concessione del termine per il rimpatrio volontario - violazione dell'art.7 della Direttiva Comunitaria 2008/115/CE
Corte di Cassazione Sentenza del 17 febbraio 2011 n. 3898: il giudice di pace deve accertarsi delle condizioni del paese di origine dello straniero prima di convalidare l’espulsione
Corte di Cassazione Sentenza del 3 febbraio 2011 n. 2647: può rimanere in Italia l’immigrato senza permesso di soggiorno che chiede di non essere rimpatriato per non compromettere il benessere psico-fisico del proprio figlio piccolo nato nel nostro Paese da una madre straniera ma residente regolarmente in Italia per ragioni di lavoro. L'articolo 31 TUI non postula necessariamente l'esistenza di situazioni di emergenza o di circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla sua salute, potendo comprendere qualsiasi danno effettivo, concreto, percepibile ed obbiettivamente grave
Decreto del Giudice di Pace di Terni del 30 ottobre 2010 n. 50:Rinnovo del pds oltre i 60 gg dalla scadenza - Il solo ritardo del rinnovo non può giustificare il provvedimento di espulsione
Tribunale di Torino, decisione del 6 luglio 2009 (R.G. n. 6353/2008 V.G.): L’aver compiuto reati minori di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali e percosse, oramai risalenti nel tempo, unitamente a denunce più recenti per contrabbando di tabacchi e porto abusivo d’armi non possono fondare, di per sé soltanto, un giudizio di pericolosità sociale del cittadino comunitario tale da giustificare l’adozione di un provvedimento espulsivo per motivi di pubblica sicurezza. Ugualmente, la mancata disponibilità di fonti lecite di reddito non può essere motivo di allontanamento per ragioni di sicurezza pubblica, in quanto la normativa comunitaria esclude che provvedimenti di allontanamento possano essere motivati da ragioni di ordine economico o di prevenzione generale. Nel caso specifico, inoltre, non si sono tenuti in debita considerazione i legami sociali e familiari dell’interessato con il territorio nazionale, derivanti dalla presenza in Italia della convivente e della loro figlia di anni tre. Per tali ragioni, il provvedimento di espulsione emanato dal Prefetto è illegittimo e deve essere annullato.
Corte di Cassazione - Sentenza 10 dicembre 2008 - 9 gennaio 2009, n. 394: nel provvedimento di invito ad allontanarsi emesso dal Questore a seguito di espulsione prefettizia sussiste l'obbligo di motivazione che non può essere soddisfatto attraverso il mero richiamo al provvedimento prefettizio di espulsione perché diversi sono i presupposti dell’uno e dell’altro provvedimento e diverso ne è l’oggetto.
Corte di Cassazione Ordinanza del 20 maggio 2008 n. 12793: non si può procedere all’espulsione se lo straniero ha presentato domanda di rinnovo del permesso di soggiorno
Corte di Cassazione - Sentenza dell'8 maggio 2008, n. 11440:necessità di traduzione del Decreto di espulsione in lingua conosciuta dal destinatario
Giudice di Pace di Treviso - verbale di udienza del 20 Febbraio 2008: in materia di accoglimento di ricorso contro espulsione a causa "della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine”, come ora previsto con il Decreto legislativo n. 5 dell’8 gennaio 2007
Corte di Cassazione - Sentenza n. 1649/2007: l’immigrato senza permesso che chiede di essere messo in regola (nel caso in questione con la sanatoria 2002) non può essere espulso se la procedura non si è ancora conclusa
Cassazione – Sezione prima civile – sentenza 23 settembre 2005 – 3 febbraio 2006, n. 2417: sui limiti del potere del giudice ordinario in sede di giudizio di opposizione avverso il decreto di espulsione dello straniero, ed in particolare se si possa sindacare nel merito il provvedimento di diniego del permesso di soggiorno al fine di stabilire l’ìillegittimità del decreto di espulsione
Tribunale di Milano - Sentenza del 3 agosto 2004 n. 3893:annullamento di decreti di espulsione in relazione alla CEDU che vieta le espulsioni collettive
Corte di Cassazione - Sentenza del 23 marzo 2004 n. 5728: in sede di convalida del decreto di espulsione emesso dal questore il giudice ha l’obbligo della previa audizione dell’interessato
Corte di Cassazione Sentenza depositata il 7 ottobre 2011 n. 20719: limiti alla espulsione ed al favor per la concessione del p.d.s. per ragioni familiari di cui agli artt. 19 c. 2 lett. C del decr. legis. 286/98 e 28 c. 1 lett. B del dPR 394/99 (avendo infatti lo straniero goduto di p.d.s. perché convivente con la madre cittadina italiana): la Corte di Appello ha erroneamente posto le varie situazioni ostative (o di contro impositive della espulsione o dell’allontanamento) sullo stesso piano, in tal guisa valutando che i precedenti penali dello straniero, peraltro antecedenti al rilascio del p.d.s. del 2004, e la indebita frequentazione di persone 'poco raccomandabili', potessero giustificare il rigetto della istanza di rinnovo
Corte di Cassazione Sentenza depositata il 23 settembre 2011 n. 14964: rilevanza giuridica alle manifestazioni di volontà del minore relativamente alle decisioni che riguardano la sua vita affettiva o relazionale, nella specie la volontà di instaurare e mantenere la convivenza con il parente straniero è stata manifestata non solo dal minore ma anche da entrambi i genitori e pertanto deve ritenersi integrata pienamente la fattispecie di cui all’art. 19, 2 comma lettera c) del d. lgs. n. 286 del 1998
Corte di Appello di Roma Decreto del 6 giugno 2011: il familiare del cittadino comunitario ha diritto alla carta di soggiorno a prescindere dal luogo e dalla data del matrimonio nonché dalla modalità d'ingresso
Tribunale di Treviso Sentenza del 9 maggio 2011 n. 185: rifiuto espresso dall'ufficiale dello stato civile avverso la richiesta di trascrizione di copia di atto di accertamento di sussistenza dei vincoli coniugali – il Tribunale in accoglimento del ricorso ordina all'ufficiale dello stato civile di procedere alla trascrizione dell'atto
Tribunale di Piacenza Decreto del 5 maggio 2011: non aver potuto ottenere il nulla osta previsto dall'art. 116 c.c., poiché l'Algeria subordina il rilascio del documento di nulla osta allo “attestato di conversione all'Islam” proveniente dal nubendo non musulmano (e, nel caso in esame, il signor ... non intende aderire alla religione musulmana) non impedisce la richiesta di pubblicazioni e il successivo matrimonio civile
Corte d'Appello di Venezia Decreto depositato il 9 febbraio 2011:diritto al visto per ricongiungimento familiare per i nipoti marocchini di un cittadino italiano, affidati a quest’ultimo secondo l’istituto di diritto marocchino della Kafalah.
Corte d'Appello di Venezia Decreto depositato il 21 gennaio 2011:Art. 31 .c.3 - Può rientrare in Italia la madre straniera per opporsi al procedimento di adottabilità della figlia
Corte di Cassazione Sentenza dell'11 gennaio 2011 n. 450: pari tutela ai familiari di vittime di incidenti stradali, siano essi italiani o immigrati che vivono nel luogo d'origine. I familiari di extracomunitari vittima di incidenti della strada nel nostro Paese devono, infatti, essere risarciti anche se vivono nel luogo d'origine.
Corte di Cassazione Sentenza del 17 dicembre 2010 n. 25564: ai fini del riconoscimento del diritto alla pensione di reversibilità deve considerarsi valido e legittimo il matrimonio consolare ossia celebrato presso un'ambasciata estera situata in Italia.
Corte di Cassazione Sentenza del 29 ottobre 2010 n° 22230: la cessazione della convivenza temporanea per motivi economici non è motivo di espulsione per il cittadino straniero coniugato con cittadino italiano.
Tribunale di Palermo Sentenza del 18 ottobre 2010 n. 4965:permesso di soggiorno per motivi familiari anche se non conviventi
Tribunale di Gorizia, ordinanza del 1° ottobre 2010 n. 351/10 R.G.L.:l’assegno INPS per le famiglie numerose previsto dall'art. 65 della L. n. 448/1998 va erogato anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti
Corte di Cassazione, sentenza del 23 luglio 2010 n. 17346: chiarimenti sulle condizioni di soggiorno regolare per i coniugi non comunitari di cittadini italiani. Ambito di applicazione del TUI e del D. Lgs 30/2007 e successive modifiche
Corte di Cassazione - Sezioni Unite - Sentenza del 6 luglio 2010 n. 21799: Art 31, comma 3 del Testo Unico - L’espulsione del genitore è da considerare un danno per lo sviluppo psicofisico del minore. Impossibile limitare a situazioni eccezionali e tranisitorie
Giudice di Pace di Trento, ordinanza del 16 giugno 2010 n. 680: sisospende il procedimento procedimento espulsivo a carico di una cittadina cilena cui erano state impedite le pubblicazioni di matrimonio e si rinvia gli atti alla Corte Costituzionale.
Corte di Cassazione, sentenza sentenza 14 gennaio 2010, depositata il 10 marzo 2010, n. 5856: ai fini dell'autorizzazione temporanea all'ingresso o alla permanenza del familiare straniero di minore soggiornante in Italia ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.lgs. 286/98, le condizioni di gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore previste dalla norma siano da escludersi qualora se ne invochi la sussistenza meramente in relazione alle ordinarie necessità di accompagnare l'integrazione ed il processo educativo, formativo e scolastico del minore, non trattandosi di esigenze caratterizzate dalla temporaneità, come invece la natura peculiare della misura richiede.
Corte di Cassazione Sentenza del 19 gennaio 2010 n. 823: il Permesso di soggiorno per assistenza minore va rilasciato perché l’allontanamento del genitore costituisce in ogni caso un pericolo per lo sviluppo psicofisico
Tribunale di Firenze, Decreto del 23 ottobre 2009: illegittima la revoca del nulla osta al ricongiungimento familiare precedentemente rilasciato a favore del padre della ricorrente, motivato con riferimento alla circostanza che il genitore fosse già presente sul territorio nazionale. Il precario stato di salute dell’interessato ha costituito infatti una causa di incolpevole impossibilità di attuare il presupposto dell'assenza del territorio nazionale, per cui il provvedimento dell’amministrazione deve essere annullato.
Corte d'Appello di Firenze, Ordinanza del 12 giugno 2009: il rilascio del visto è solo un’azione consequenziale al rilascio del nulla osta e la rappresentanza diplomatica non ha alcun potere discrezionale, e pertanto l’autorità consolare non ha alcuna discrezionalità circa la valutazione della sussistenza dei requisiti.
Tribunale di Forlì, Decreto 8 Giugno 2009: in materia di ricongiungimenti familiari "allorquando il procedimento amministrativo consti di varie fasi distinte, ciascun atto della serie trova la sua disciplina, in mancanza di disposizioni particolari in senso diverso, nelle norme del tempo del suo venire in essere".
Tribunale di Torino - Ordinanza del 29 maggio 2009: il d.lgs. 160/08, entrato in vigore il 5 novembre 2008, che ha modificato l'art. 29, comma 1, lett. d), del d.lgs. 286/98 nel senso di permettere allo straniero di richiedere il ricongiungimento con i genitori a carico solo ove questi non abbiano altri figli nel Paese di origine, non può incidere sui procedimenti di ricongiungimento familiare iniziati prima di tale data e ricadenti sotto la disciplina previgente, nel caso in cui lo Sportello Unico abbia già provveduto a rilasciare il nulla osta dandone comunicazione all'autorità consolare.
Corte di Cassazione Sentenza del 20 aprile - 28 maggio 2009 n° 12680: il permesso di soggiorno per attesa cittadinanza non preclude la richiesta di nulla osta per ricongiungimento familiare
Corte di Cassazione Sentenza del 17 gennaio - 20 maggio 2009 n°11803: é ammissibile il ricongiungimento anche senza contratto di lavoro di almeno un anno di durata
Tribunale di Savona Ordinanza del 4 maggio 2009 n°193: é illegittimo il diniego del visto di ingresso per ricongiungimento familiare se il nulla osta è stato rilasciato prima dell'entrata in vigore del d.lgs. 3 ottobre 2008 n°160
Corte di Appello di Venezia, decreto del 22 aprile 2009, R.G. n. 112/2009: un cittadino albanese coniuge di una cittadina rumena residente in Italia il diritto ha al rilascio della carta di soggiorno per famigliari di cittadini comunitari, anche se l’interessato ha fatto ingresso in Italia privo di visto di ingresso e non era legalmente soggiornante in Italia al momento della celebrazione del matrimonio.
Corte di Cassazione - Sentenza 29 aprile - 14 novembre 2008, n. 27224: é ritenuto illegittimo il diniego di ingresso in Italia per ricongiungimento familiare del cittadino extracomunitario coniugato con cittadino/a italiana, per il solo fatto che abbia pendente nei suoi confronti un provvedimento di espulsione con la relativa segnalazione nell’area Schengen.
Corte di Cassazione - Sentenza del 17 luglio 2008 n. 19734: ai fini del ricongiungimento familiare non si deve escludere a priori la "Kafalah" (fatti salvi gli opportuni controlli)
Corte di Cassazione Ordinanza del 27 maggio 2008 n. 13849: lo straniero che aspira al ricongiungimento con i familiari dovrebbe disporre quanto meno di un reddito minimo, con riferimento alle disponibilità complessive dell'aggregato familiare promotore del ricongiungimento.
Corte di Cassazione Sentenza del 03 Aprile 2008 n° 8582: ammissibile il ricongiungimento familiare anche se si é titolari di permesso di soggiorno per attesa cittadinanza
Corte di Cassazione - Sentenza del 20 marzo 2008 n. 7472: diritto di famiglia del Marocco (istituto della "kafala") e ricongiungimento familiare in Italia
Corte di Cassazione - Sentenza del 19 febbraio 2008 n. 4197: sui presupposti per la applicazione dell'art. 31 co. 3 TUI - Autorizzazione al soggiorno per assistenza al figlio minore
Tribunale di Milano - ordinanza depositata in data 11 Febbraio 2008: in merito al diniego di iscrizione figli di stranieri irregolari alle scuole materne
Corte di Cassazione a Sezioni Unite - Sentenza 24 luglio 2007, n. 16301: il permesso di soggiorno emesso dal questore in conseguenza del provvedimento, con cui il tribunale dei minorenni autorizza un familiare extracomunitario del bambino a restare sul territorio italiano per soddisfare le esigenze primarie del piccolo, è un atto dovuto e non discrezionale. Ne deriva che la giurisdizione sulle relative controversie compete al giudice ordinario e non a quello amministrativo
Tribunale di Milano - Sentenza del 6 Luglio 2007: illegittimi i ritardi alla ricongiunzione familiare in favore della moglie
Corte di Cassazione - Sentenza del 29 maggio 2007, n.12661: in materia di diniego del rilascio del visto per ricongiungimento familiare
Corte di Cassazione - Sezioni Unite - Sentenza del 26 novemvre 2006 n. 22216: su fattispecie di cui all'art. 31 comma 3 del Testo Unico Immigrazione
Sentenza del Corte di Cassazione - Sentenza del l'11 luglio 2006, n. 15754: in materia di "ricongiungimento di fatto" del minore
Corte di Cassazione - Sentenza del 5 giugno 2006 n. 13188: in materia di soggiorno e di matrimonio con cittadino italiano, ma senza successiva convivenza
Corte di Cassazione Sentenza 18 marzo 2006 n.6078: sulla possibilità per il single di procedere all’adozione internazionale nei casi particolari
Corte di Cassazione - Sentenza del 10- marzo 2006, n. 5220: un matrimonio celebrato secondo il rito ROM richiede una indagine - in applicazione dei principi di diritto - diretta a verificare se nello Stato estero di appartenenza quel matrimonio abbia la capacità di esplicare effetti giuridici.
Corte di Cassazione - Sentenza 11 gennaio 2006 n. 396: in materia di richiesta di autorizzazione al soggiorno per genitori irregolari in funzione della assistenza e dello sviluppo psicofisico del figlio minore
Tribunale di Bologna - Decreto del 26 settembre 2005:riconoscimento della possibilità di lavorare al genitore in possesso del permesso "per cure mediche" rilasciato ai sensi dell'art. 31 comma 3 del Testo Unico Immigrazione (secondo vecchie disposizioni)
Tribunale di Firenze - Decreto del 5 agosto 2005: sui requisiti e condizioni per il rilascio del permesso "per cure mediche" ai sensi dell'art. 31 comma 3 del Testo Unico Immigrazione (secondo vecchie disposizioni)
Corte di Cassazione - Sentenza 9 giugno 2005 n. 12169: va riconosciuto ilò diritto della moglie ripudiata, di religione islamica, ad ottenere il ricongiungimento familiare, se lavora
Corte di Cassazione -Sentenza del 4 febbraio 2005 n. 2358: va riconosciuto il diritto al soggiorno al genitore di un minore italiano, anche se é ritenuto socialmente pericoloso
Corte di Cassazione Sentenza del 21 luglio 2004, n. 13510: va ammessa la integrazione dei requisiti per il ricongiungimento familiare, prima non sussistenti, se vengono in essere nelle more della procedura della richiesta e del rilascio del nullaosta al ricongiungimento
Corte d'Appello di Catanzaro ordinanza del 6 luglio 2004: se può ritenersi munito di efficacia giuridica in Italia il provvedimento di “affido” del Giudice marocchino.
Corte d’Appello di Venezia - Decreto del 27 ottobre 2003 n. 113: ai fini del soggiorno rileva la conservazione dei legami familiari più stretti, anche senza effettiva convivenza
Tribunale Ordinario di Padova Sezione distaccata di Cittadella - Ordinanza del 28 luglio n. 80266: su illegittimità di ritardi nel rilascio del visto per ricongiungimento familiare
Tribunale di Bologna - Decreto del 6 febbraio 2003: possibilità di convertire il permesso di soggiorno per motivi di salute in permesso per motivi di famiglia
Corte di Cassazione Sentenza del 7 settembre 2011 n. 18384:accolto il ricorso proposto da cittadina italiana tendente ad ottenere il rilascio del visto di ingresso per ricongiungimento familiare in favore del fratello affetto da malattia cronica invalidante.
Tribunale di Milano ordinanza depositata il 13 luglio 2011: discriminatorio il comportamento del Ministero dell’Interno che impedisce agli stranieri esclusi illegittimamente dalla procedura di emersione per effetto dell’applicazione dell’art. 14 c. 5 ter d.lgs. n. 286/98 di poter chiedere la riapertura del procedimento, rendendo così impossibile la fruizione della parità di trattamento spettante ai lavoratori regolari.
Corte di Cassazione Sentenza del 21 Dicembre 2010 n. 25859: lo scambio di prestazioni di lavoro domestico, rese da una straniera estranea alla famiglia, contro vitto, alloggio e retribuzione pecuniaria sia pur modesta, dà luogo a rapporto di lavoro subordinato, ove non risultino tutti gli elementi del rapporto cosiddetto alla pari, richiesti dalla legge 18 maggio 1973, n. 304
Tribunale di Ferrara (Sez. Lavoro) Ordinanza del 3 maggio 2010:Sanatoria colf-badanti 2009 - Obbligo di stipulare il contratto di soggiorno da parte del datore di lavoro
Corte di Cassazione, sentenza del 26 marzo 2010 n. 7380: l'obbligo contributivo è una conseguenza automatica dell'obbligo retribuitivo che sussiste anche quanto lo straniero impiegato è irregolarmente presente sul territorio nazionale. Questo in virtù della lettura congiunta dell'art. 2126 del c.c. unitamente all'art. 22 del d.lgs. n. 286/98. Il fatto che il datore di lavoro sia stato già sanzionato penalmente per l'impiego di manodopera irregolare con la somministrazione di un'ammenda è ininfluente
Corte di Cassazione Sentenza 7 maggio - 7 agosto 2008 n. 21365: é presumibile che chi dà una mano con le faccende di casa sia un lavoratore dipendente, e quindi gli vanno riconosciuti stipendio e contributi. Per dimostrare che lo fa gratuitamente, per motivi affettivi simili a quelli che legano dei familiari, ci vogliono “prove rigorose”.
Tribunale di Padova, sentenza del 19 ottobre 2007 n. 737: il rapporto di lavoro del lavoratore non comunitario "clandestino" o irregolare, vale a dire non munito del permesso di soggiorno, non comporta la soppressione dei diritti patrimoniali maturati in conseguenza dello svolgimento della prestazione lavorativa
Corte di Cassazione Sentenza 4 Aprile - 9 ottobre 2007 n. 21067: su natura dei rapporti di lavoro con cittadini extracomunitari nel settore dello spettacolo
Tribunale Civile di Milano Ordinanza del 21 aprile 2011 n. 5242:accesso degli infermieri extracomunitari ai rapporti di pubblico impiego
Corte di Cassazione - Sezioni Unite civili - Sentenza del 16 ottobre 2006: in materia di autorizzazione all’ingresso e alla permanenza in Italia del familiare di un minore straniero
Tribunale di Roma, Ordinanza del 18 novembre 2011: accolto il ricorso di un cittadino egiziano transessuale contro la decisione del Questore di Milano che gli negava, nonostante il positivo parere della competente Commissione territoriale, il permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Corte di Cassazione Ordinanza dell'8 settembre 2011 n. 18480:"ai fini della conversione del permesso di soggiorno per ragioni di lavoro in permesso di soggiorno per motivi familiari, il requisito della regolare permanenza in Italia da almeno un anno non implica necessariamente io svolgimento continuativo dell'attività di lavoro nell'ambito di un unico rapporto a tempo indeterminato"
Corte di Cassazione Sentenza dell'11 gennaio 2011 n. 450:
pari tutela ai familiari di vittime di incidenti stradali, siano essi italiani o immigrati che vivono nel luogo d'origine. I familiari di extracomunitari vittima di incidenti della strada nel nostro Paese devono, infatti, essere risarciti anche se vivono nel luogo d'origine.
Corte di Cassazione, sentenza n. 21185 del 2 ottobre 2009: legittimoil provvedimento espulsivo per mancata richiesta del permesso di soggiorno entro i termini prescritti e la sottoposizione ad un intervento chirurgico non rende di per sè giustificato il ritardo.
Tribunale di Napoli - sezione distaccata di Ischia - Ordinanza del 23 Luglio 2008: per l'iscrizione nel registro dell'Anagrafe del Comune da parte di cittadini comunitari basta la dichiarazione di avere risorse economiche sufficienti per loro stessi e per le loro famiglie per non diventare un onere a carico dell'assistenza sociale dello stato membro ospitante
Tribunale di milano - Sezione Lavoro, Ordinanza depositata il 26 maggio 2006: in merito al requisito della certificazione della idoneità dell'alloggio per la stipula del contratto di soggiorno per la assunzione per un lavoro successivo al primo ingresso del lavoratore straniero
Corte di Cassazione - Sentenza 3 febbraio 2006, n. 2417: la disponibilità di mezzi di sussistenza va riferita al momento in cui viene chiesto il rilascio del permesso di soggiorno ovvero il suo rinnovo.
DA VENETO IMMIGRAZIONE

References: Sentenza 
 art. 5
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 art. 13
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