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Timestamp: 2020-05-27 04:20:35+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 32385 del 14/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32385 del 14/12/2018
Cassazione civile sez. II, 14/12/2018, (ud. 22/05/2018, dep. 14/12/2018), n.32385
sul ricorso 26554-2017 proposto da:
P.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GOLAMETTO 4,
avverso il decreto n. 911/2017 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositato il 05/04/2017, RC.n. 4816/2012 VG;
22/05/2018 dal Consigliere Dott. ROSSANA GIANNACCARI.
– con ricorso L. n. 89 del 2001, ex art. 3 depositato il 30.7.2012 presso la alla Corte d’Appello di Perugia, P.M. chiedeva la condanna del Ministero della Giustizia al pagamento dell’indennizzo derivante dalla irragionevole durata di un giudizio in materia di equa riparazione svoltosi innanzi alla Corte d’Appello di Roma durato oltre otto anni;
– l’adita Corte d’Appello, con decreto del 5.4.2017, accoglieva la domanda e, per quanto ancora rileva nel giudizio di legittimità, condannava il Ministero convenuto al pagamento delle spese di lite in favore degli odierni ricorrenti nella misura di Euro 405,00, da distrarsi ex art. 93 c.p.c. in favore dei procuratori antistatari;
per la cassazione del decreto, P.M. ha proposto ricorso sulla base di un unico motivo;
– in prossimità dell’udienza il ricorrente ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c.
– con il primo motivo di ricorso si denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., dell’art. 2233 c.c. in relazione al D.M. n. 55 del 2014 per avere la corte territoriale liquidato un importo, pari ad Euro 405,00 inferiore ai minimi tariffari di cui al D.M. n. 55 del 2014, ratione temporis applicabile trattandosi di liquidazione successiva al 3.4.2014; inoltre la corte territoriale, liquidando un compenso così modesto, avrebbe leso il decoro professionale dell’avvocato;
– l’opinione secondo la quale il D.M. Giustizia 10 marzo 2014, n. 55 nella parte in cui stabilisce un limite minimo ai compensi tabellarmente previsti (art. 4) non può considerarsi derogativo del Decreto n. 140, emesso dallo stesso Ministero il 20/7/2012, il quale, stabilendo in via generale i compensi di tutte le professioni vigilate dal Ministero della Giustizia, al suo art. 1, comma 7, dispone che “In nessun caso le soglie numeriche indicate, anche a mezzo di percentuale, sia nei minimi che nei massimi, per la liquidazione del compenso, nel presente decreto e nelle tabelle allegate, sono vincolanti per la liquidazione stessa”, non è condivisa dalla Corte, in quanto: come ricorda lo stesso controricorrente, il D.M. n. 140, risulta essere stato emanato (D.L. n. 1 del 2012, conv. nella L. n. 27 del 2012) allo scopo di favorire la liberalizzazione della concorrenza e del mercato, adempiendo alle indicazioni della UE, a tal fine rimuovendo i limiti massimi e minimi, così da lasciare le parti contraenti (nella specie, l’avvocato e il suo assistito) libere di pattuire il compenso per l’incarico professionale;
per contro, il giudice resta tenuto ad effettuare la liquidazione giudiziale nel rispetto dei parametri previsti dal D.M. n. 55, il quale non prevale sul D.M. n. 140, per ragioni di mera successione temporale, bensì nel rispetto del principio di specialità, poichè non è il D.M. n. 140 – evidentemente generalista e rivolto a regolare la materia dei compensi tra professionista e cliente (ed infatti, l’intervento del giudice ivi preso in considerazione riguarda il caso in cui fra le parti non fosse stato preventivamente stabilito il compenso o fosse successivamente insorto conflitto) – a prevalere, ma il D.M. n. 55, il quale detta i criteri ai quali il giudice si deve attenere nel regolare le spese di causa;
considerato che a motivo dell’esposto il provvedimento gravato deve essere cassato e, sussistendone le condizioni, decisa la causa nel merito, il complessivo compenso può essere liquidato in Euro 1198,50 (Euro 255,00 per la fase di studio, Euro 255,00 per la fase introduttiva, Euro 283,50 per la fase istruttoria, Euro 405,00 per la fase decisionale), oltre IVA e contributo L. n. 576 del 1980, ex art. 11, con distrazione in favore dagli avv.ti Giovambattista Ferriolo e Ferdinando Emilio Abbate, che ne hanno fatto richiesta, dichiarandosi antistatari;

References: Sentenza 
 art. 3
 art. 93
 art. 378
 art. 1
 art. 11