Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/massimari/finanziario/1-3/Contratti+-+Nullita%27
Timestamp: 2020-06-01 08:33:44+00:00

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Contratti - Nullita'
La Prima Sezione della Corte di cassazione ha rimesso all’esame del Primo Presidente, per la valutazione dell’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione di massima di particolare importanza concernente la possibilità per l’investitore di fare un uso selettivo della nullità del contratto quadro, limitandone gli effetti solo ad alcune delle operazioni poste in essere in esecuzione del rapporto dichiarato nullo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2018, n. 23927. Segue...
Contratto di swap - Oggetto del contratto - Determinabilità - Esclusione - Nullità del contratto ex art. 1418 c.c.
Il mark-to-market – inteso come il valore probabilistico che ex ante si assegna al differenziale a scadenza del derivato, calcolato sulla base di determinati criteri – costituisce un elemento essenziale del contratto, configurandosi come il suo oggetto. Il suo valore deve essere espresso da un numero – non dall’indicazione di una percentuale del nozionale – che rappresenta la sintesi della distribuzione delle probabilità. Inoltre, le modalità di determinazione delle singole prestazioni esecutive dell’IRS devono essere ancorate a criteri tecnico-finanziari chiari ed attendibili e non attraverso ‘usi piazza’ in violazione del divieto di riferimento ad usi, sancito dall’art. 23, comma 2, TUF. (Michele Cespa) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25 Settembre 2018. Segue...
Sono nulle le operazioni finanziarie concluse al di fuori dei limiti di operatività del mandato quando la provvista è prelevata da un altro conto corrente del cliente e/o i titoli sono depositati in altro conto di appoggio. (Tiziana Sorriento) (riproduzione riservata) Appello Torino, 27 Luglio 2018. Segue...
Borsa e finanza - Contratto quadro relativo ai servizi di investimento - Contratti c.d monofirma - Consegna al cliente - Consenso dell'intermediario desumibile da comportamenti concludenti
Il requisito della forma scritta del contratto quadro relativo ai servizi di investimento, disposto dall'art. 23 del d.lgs. n. 57 del 1998, è rispettato ove sia redatto il contratto per iscritto e ne venga consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente la sola sottoscrizione dell'investitore, non necessitando quella dell'intermediario, il cui consenso ben si può desumere alla stregua di comportamenti concludenti da lui tenuti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 Gennaio 2018, n. 898. Segue...
Contratto di finanziamento “4you” – Nullità – Causa in concreto non meritevole di tutela – Inefficacia – Decorrenza – Fattispecie
Intermediazione finanziaria – Contratti sottoscritti fuori sede – Mancanza avviso possibilità di recesso – Legittimazione attiva
Intermediazione finanziaria – Contratti sottoscritti fuori sede – Mancanza avviso possibilità di recesso – Prescrizione azione di nullità
La nullità prevista dall’art. 30, commi 6 e 7, T.U.F., quale nullità relativa assimilabile all’annullabilità, è passibile di convalida e sottoposta ad un termine di prescrizione di cinque anni. La norma prevista dall’art. 1422 c.c., la quale prevede l’imprescrittibilità dell’azione di nullità, trova infatti giustificazione nel fatto che la nullità ex articolo 1418 c.c. tutela l’interesse generale, mentre l’articolo 30 del T.U.F. tutela l’interesse di una sola parte, così come accade per l’azione di annullabilità. (Alessandro Giorgetta) (Enrico Pamphili) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 12 Ottobre 2017. Segue...
Intermediazione finanziaria – Art. 23 Tuf. – Nullità del contratto – Obblighi informativi – Onere della prova – Carattere inderogabile e imperativo della forma scritta – Collegamento negoziale tra due contratti
Operazioni finanziarie – Stipula di contratti su derivati da parte di un ente pubblico – Natura speculativa del contratto – Conseguente nullità del contratto – Sussiste
La stipulazione di un contratto su un derivato che prevede possibilità di profitto e di perdita tanto nell’ipotesi di aumento quanto nell’ipotesi di diminuzione del tasso Euribor qualificano la natura assolutamente speculativa del contratto, che confligge con l’inderogabile disposto dell’art.41 della legge 448 del 2001 che consente agli enti locali il ricorso agli strumenti di finanza derivata esclusivamente per fini di tutela di rischi collegati all’indebitamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 18 Luglio 2016. Segue...
Nullità contratto quadro - Estensione a tutti gli ordini di acquisto sin dall’inizio del rapporto - Rigetto domanda
La nullità del contratto quadro comporta la nullità del singolo ordine impugnato dal cliente, unica sanzione espressamente prevista dall’art. 23 Tuf; la nullità è relativa, e posta in effetti a protezione e a vantaggio del cliente, ed è pertanto conforme alla sua natura e funzione che abbia un effetto “selettivo”; non può essere chiesta da altri soggetti, tantomeno contro interessati ed è limitata ai singoli ordini impugnati. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 12 Maggio 2016. Segue...
Richiesta restituzione cedole - Equiparazione ai frutti civili - Rigetto
Intermediazione finanziaria - Contratto di swap - Natura di strumento finanziario - Indicazione nel contratto della facoltà di recesso - Necessità - Nullità
Il contratto di swap rientra nella categoria degli strumenti finanziari di cui alla lettera a) dell'articolo 30, comma 1, del TUF e, nell'ipotesi in cui venga concluso presso la sede del cliente, lo stesso dovrà contenere, a pena di nullità, l'indicazione della facoltà di recesso di cui ai commi 6 e 7 della citata disposizione normativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Aprile 2016. Segue...
Contratti in materia creditizia e finanziaria – Forma scritta – Violazione – Nullità – Sottoscrizione del cliente con attestazione della ricezione di copia del contratto – Assenza di sottoscrizione dell'intermediario – Irrilevanza
Ai fini del rispetto del requisito della redazione del contratto per iscritto previsto dagli artt. 23 TUF e 117 TUB è sufficiente la sottoscrizione del cliente, unita alla dichiarazione di aver ricevuto copia del contratto debitamente sottoscritto dai soggetti abilitati dell’istituto contraente. Nei casi di specie si configura, infatti, una nullità di protezione la cui funzione è quella di costringere il predisponente, contraente professionale, a stipulare per iscritto il contratto e ad includervi ogni clausola in modo che il cliente, al momento dell’adesione, sia in grado di conoscere dettagliatamente gli obblighi e i rischi a cui si espone. Ne consegue che la produzione in giudizio del contratto completo in tutte le sue clausole che sia sottoscritto dal solo cliente e che comprenda la dichiarazione di aver ricevuto copia dello stesso, soddisfa pienamente la funzione informativa che la norma e la sanzione sono destinate ad assolvere, configurando la relativa dichiarazione. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 16 Febbraio 2016. Segue...
Contratti in materia creditizia e finanziaria - Norme imperative - Norme attinenti alla validità del contratto e norme attinenti alla condotta - Nullità - Distinzione
In ordine alla distinzione tra norme imperative attinenti alla validità del contratto e norme imperative attinenti alla condotta imposta ai contraenti, va osservato che non è vero che tutte le norme in materia creditizia e finanziaria, pur assumendo natura imperativa, determinino in caso di violazione la nullità del contratto, in quanto detta sanzione non è connessa alle norme che impongono al contraente una determinata condotta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 17 Settembre 2015. Segue...
Dai contratti di swap con enti pubblici o dagli atti amministrativi ad essi presupposti deve emergere la causa concreta dei negozi. Essi devono, quindi, contenere quei requisiti che consentano di individuarne la causa in concreto esercitata ossia: un oggetto determinato o determinabile; una percepibile e misurabile correlazione tra le posizioni creditorie e debitorie nonché fra i tassi praticati in dette posizioni e il tasso parametro che le parti reciprocamente si assegnano per le liquidazioni periodiche; l'indicazione dell'importo di riferimento (il nozionale) sottostante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 11 Marzo 2014. Segue...
Contratto di swap - Valutazione della causa in concreto - Consapevolezza del contraente debole del differente livello di rischio assunto - Facoltà di ciascuna parte di assumere consapevolmente un rischio maggiore dell'altra - Sussistenza - Squilibrio del rischio derivante da parametri inseriti nel contratto all'insaputa del contraente debole - Operatore qualificato - Controparte diretta in conflitto di interessi.
Nell'ambito del contratto di swap, ciò che rileva ai fini della valutazione della sussistenza della causa in concreto non è tanto o solo lo squilibrio dell'alea rispettivamente assunta, quanto la consapevolezza del contraente debole del differente livello di rischio assunto dalle parti. Il mero squilibrio delle alee assunte, infatti, non di per sé motivo per ritenere assente la causa in concreto, ben potendo le parti, nell'esercizio della loro autonomia contrattuale, consapevolmente stipulare un contratto di swap in cui una di esse si assume un rischio maggiore dell'altra. Questo squilibrio deve, però, essere frutto di una libera scelta delle parti e non una conseguenza derivante dai parametri inseriti nel contratto soggettivamente ignota al contraente debole, in quanto unilateralmente predisposta dalla banca, la quale indubbiamente riveste sia la qualifica di operatore qualificato, sia quella di controparte diretta del cliente e, quindi, come tale, per definizione in conflitto di interessi. Ciò che rileva, dunque, ai fini dell'insussistenza della causa in concreto è l'assenza di adeguata informazione fornita dalla banca al cliente in ordine ai rischi effettivamente assunti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17 Gennaio 2014. Segue...
Contratti derivati IRS - Up front quale indicatore di rischio - Dovere dell'intermediario di consulenza fedele - Intermediario quale controparte diretta del cliente.
Nei contratti derivati IRS l’up front costituisce un efficace indicatore della presenza di un rischio connaturato alla struttura contrattuale e impone all'intermediario un particolare dovere di consulenza fedele, atteso che l'obbligo di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza deve ritenersi connaturato al contratto di intermediazione finanziaria, tanto più nel caso in cui l'intermediario si ponga come diretta controparte dell'operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17 Gennaio 2014. Segue...
Contratti derivati IRS - Obbligo di informazione e di trasparenza della banca - Dovere di informazione sulle commissioni implicite e sulla differenza tra i market to market.
L'obbligo di informazione e trasparenza della banca non può che tradursi nel dovere di informazione in ordine alle cosiddette commissioni implicite individuabili nella differenza tra il market to market dei pagamenti del cliente e il market to market dei pagamenti in capo alla Banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17 Gennaio 2014. Segue...
Contratti derivati - Obblighi di informazione dell'intermediario - Puntuale illustrazione al cliente dei meccanismi del prodotto - Consapevolezza in ordine all'idoneità dello strumento finanziario a perseguire lo scopo dichiarato - Indicazione chiara dei reali costi della struttura e del margine effettivamente lucrato dall'intermediario controparte diretta.
Se è vero che all'intermediario sono imposti obblighi di informazione circa la natura, i rischi e le implicazioni dell'operazione, con riguardo a negoziazione di prodotti derivati tali obblighi devono tradursi anzitutto nella puntuale illustrazione al cliente dei meccanismi del prodotto, in maniera tale che, prima di sottoscrivere il contratto, questi sia correttamente informato sull'idoneità dello strumento finanziario a perseguire le finalità di copertura richieste nonché sui rischi rispettivamente dalle parti assunti. Gli obblighi di informazione in questione devono quindi tradursi nell'indicazione chiara dei reali costi della struttura, ivi compresi quelli di produzione e gestione del derivato addebitati al cliente ed il margine effettivamente lucrato dall'intermediario che si ponga come controparte diretta, anche perché detti costi incidono sullo stesso oggetto del contratto, sia sotto il profilo della pattuizione del compenso della banca, sia sotto il profilo dell'esatta determinazione delle alee rispettivamente assunte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17 Gennaio 2014. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro e forma scritta ad substantiam – Sottoscrizione del solo cliente – Nullità – Sanatoria e convalida – Esclusione.
In materia di intermediazione finanziaria, ai sensi e per gli effetti dell’art. 23 del TUF, vige l’onere della forma scritta per la stipula del contratto quadro cosicché, stanti anche i rilevanti doveri di protezione che scaturiscono da tale contratto e sui quali il contraente debole ha diritto di confidare, è necessaria la sottoscrizione di entrambe le parti negoziali non potendo essere superata, la mancanza di detta sottoscrizione, neppure dalla concorde ammissione delle parti, dalla dichiarazione confessoria di una delle parti ovvero dal comportamento dalle stesse tenuto e ciò in quanto il contratto di investimento nullo perché sottoscritto dal solo cliente, stante la generale insanabilità del contratto nullo per comportamento concludente, non può essere oggetto di sanatoria o convalida desumibile dal comportamento delle parti o dall’avvenuta esecuzione dello stesso. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 14 Ottobre 2013. Segue...
Contratti di interest rate swap - Dovere dell'intermediario di prestare al cliente specifica consulenza - Definizione dei contenuti e delle condizioni dell'alea nell'interesse del cliente - Irrilevanza dello scopo di copertura o speculativo.
L'intermediario, allorché negozia un interest rate swap, deve prestare una specifica consulenza al cliente, indipendentemente dalla conclusione di un apposito contratto di consulenza, sul presupposto che la natura stessa dello strumento finanziario richiede che nella definizione dei suoi contenuti - e quindi delle condizioni dell'alea - l'intermediario si raffiguri il miglior interesse del cliente, del tutto irrilevante restando il motivo che lo abbia indotto contrattare, sia esso di copertura, ovvero speculativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18 Settembre 2013. Segue...
Contratti derivati - Natura - Scommessa legalmente autorizzata - Causa ritenuta meritevole di tutela - Creazione razionale di alee reciproche e bilaterali - Distinzione rispetto alla scommessa legalmente tollerata socialmente improduttiva.
Il contratto derivato rientra nella categoria della scommessa legalmente autorizzata, la cui causa, ritenuta meritevole dal legislatore dell'intermediazione finanziaria, risiede nella consapevole e razionale creazione di alee che, nei derivati c.d. simmetrici, sono reciproche e bilaterali. Costituisce, del resto, un dato acquisito il fatto che l'articolo 1933 c.c. abbia un ambito di applicazione del tutto residuale, perché concernente esclusivamente le ipotesi di scommessa c.d. tollerata dal legislatore, mentre non riguarda affatto le scommesse legalmente autorizzate che, come tali, debbono attribuire azione per il pagamento. L'articolo 1933 c.c. non codifica una "eccezione di scommessa", bensì una assai più circoscritta "eccezione di scommessa meramente tollerata" - la scommessa, cioè, tradizionalmente concepita come socialmente improduttiva - del tutto estranea all'area dei contratti di scommessa legalmente autorizzata, considerati dal legislatore come socialmente ed economicamente produttivi. La stessa nozione, del pari acquisita, secondo cui il c.d. nozionale non rappresenta altro che una base di calcolo - e non un capitale effettivamente impegnato - testimonia che, giuridicamente, il nozionale contribuisce a definire il perimetro dell'evento dal quale i flussi differenziali vengono a dipendere. Il carattere fittizio, non reale, del richiamo al nozionale appare, pertanto, perfettamente coerente con la costruzione del derivato in termini di scommessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18 Settembre 2013. Segue...
Derivati OTC, over the counter - Intermediario quale controparte diretta del cliente - Condivisione dell'alea.
Diversamente da quanto avviene allorché l'intermediario si limiti ad acquistare il prodotto sul mercato quale mero mandatario del proprio cliente, nei derivati over the counter l'intermediario è sempre controparte diretta del proprio cliente e "condivide", pertanto, con lui l'alea contenuta nel contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18 Settembre 2013. Segue...
Derivati OTC, over the counter - Oggetto del contratto - Scambio di differenziali a determinate scadenze - Causa del contratto - Scommessa assunta da entrambe le parti - Scommessa legalmente autorizzata - Alea razionale per entrambe le parti - Necessità - Conoscenza ex ante degli scenari probabilistici e delle conseguenze del verificarsi degli eventi - Necessità - Omissione - Nullità.
Nel derivato over the counter, l'oggetto del contratto è costituito da uno scambio di differenziali a determinate scadenze, mentre la sua causa risiede in una scommessa che entrambe le parti assumono, con la precisazione che nella scommessa legalmente autorizzata, come quella ritenuta meritevole di tutela da parte del legislatore finanziario, l'alea non può che essere "razionale" per entrambi gli scommettitori e ciò a prescindere dall'intento che ha determinato la conclusione del contratto, sia esso di mera copertura, ovvero speculativo. Perché l'alea, che, come detto, costituisce l'oggetto del contratto, possa considerarsi "razionale" debbono essere definiti e conosciuti ex ante, con certezza, gli scenari probabilistici e delle conseguenze del verificarsi degli eventi. In sostanza, tutti gli elementi dell'alea e gli scenari che da essa derivano costituiscono ed integrano la causa stessa del contratto, perché appartengono alla "causa tipica" del negozio, indipendentemente dalle ricorrenti distinzioni tra scopo di copertura o speculativo. In difetto di tali elementi, il contratto deve ritenersi nullo per difetto di causa, poiché il riconoscimento legislativo risiede nella "razionalità" dell'alea e, quindi, nella sua "misurabilità", non essendo concepibile e non meritando, pertanto, tutela un negozio caratterizzato dalla creazione di alee reciproche e bilaterali, la qualità e la quantità delle quali siano ignote ad uno dei contraenti ed estranee all'oggetto dell'accordo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18 Settembre 2013. Segue...
Derivati IRS - Mancata conoscenza da parte dell'investitore del mark to market - Mancata conoscenza del rischio assunto - Nullità - Occultamento dei costi impliciti - Mancato accordo sul compenso - Nullità ex articolo 1709 c.c..
La circostanza che, al momento della conclusione del contratto, l'investitore non conosca il c.d mark to market e che questo elemento non rientri nel contenuto dell'accordo, comporta la radicale nullità dei contratti di interest rate swap, perché esclude che l'investitore abbia potuto concludere la "scommessa" conoscendo il grado di rischio assunto, laddove, per contro, l'intermediario aveva perfetta conoscenza del proprio rischio avendolo misurato scientificamente e su di esso predisposto lo strumento finanziario. La mancata indicazione del mark to market consente, inoltre, all'intermediario (il quale, in base al contratto quadro, è anche un mandatario oltre che controparte della scommessa) di occultare il suo compenso, rappresentato dai c.d. costi impliciti, all'interno delle condizioni economiche dell'atto gestorio. Il che determina la nullità del contratto derivato anche in ragione del difetto di accordo su un requisito essenziale del compenso ai sensi dell'articolo 1709 c.c, il quale dispone che, nel mandato oneroso, il compenso del mandatario sia consapevolmente stabilito dalle parti e quindi non occultato fra le condizioni economiche predisposte dal mandatario. Il compenso deve, quindi, essere determinato nel contratto o determinabile in virtù di un criterio (modello matematico di pricing) condiviso ex ante dall'intermediario e dal cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18 Settembre 2013. Segue...
Contratti di interest rate swap - Mancata esplicitazione del modello matematico di pricing e del mark to market - Liquidazione del corrispettivo del recesso - Illegittimità - Mancata indicazione del mark to market e degli scenari probabilistici - Nullità della clausola che prevede l'erogazione del c.d. up front..
Nei contratti di interest rate swap, la mancata esplicitazione del modello matematico di pricing e del market to market rende arbitraria la stessa liquidazione degli importi richiesti a titolo di corrispettivo del recesso, proprio perché siffatta liquidazione appare il frutto di una quantificazione unilaterale da parte dell'intermediario, del tutto slegata da criteri predeterminati nei contratti. Allo stesso modo, l'assenza del mark to market e degli scenari probabilistici rende del tutto priva di giustificazione causale la clausola che contempla l'eventuale erogazione del c.d. up front in quanto anche la misura in cui il finanziamento contribuisce ad integrare il riequilibrio del valore iniziale del derivato incide sulla causa dello stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18 Settembre 2013. Segue...
Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Distinzione dalla causa del contratto.
L'obbligo informativo a carico dell'intermediario deve essere tenuto distinto dalla causa del contratto, in quanto attiene alla esplicitazione dei contenuti del medesimo e dell'alea in esso contenuta e la omissione dell’informazione non involge profili di nullità, ma costituisce solo un inadempimento regolato dai principi che governano le conseguenze della violazione delle norme di condotta dettate dal TUF. Nei derivati uniformi, la verifica giurisdizionale del rispetto delle regole di condotta dell'intermediario dettate dal TUF e dalla normativa secondaria costituisce l'unica forma di controllo della correttezza delle contrattazioni. Trattandosi di compravendite di strumenti finanziari circolanti sul mercato, e già quotati, non si pone per essi il problema della "misurabilità" dell'alea in essi contenuta e della consapevole condivisione del rischio, ma unicamente un problema di adeguatezza o appropriatezza del prodotto rispetto al profilo di rischio dell'investitore, ovvero di assenza di eventuali conflitti di interesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18 Settembre 2013. Segue...
Swap - Previa sottoscrizione di contratto quadro - Necessità - Sanatoria successiva - Esclusione.
È nullo il contratto di swap che sia stato negoziato in assenza della previa sottoscrizione di un contratto quadro e la nullità non può essere sanata mediante la sottoscrizione successiva di detto contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05 Luglio 2013. Segue...
Trattasi, invero, di un contratto avente causa illecita, in quanto non riconosciuta dall’ordinamento per contrarietà a norma imperativa, quale quella che impone la predisposizione di contratti atipici solo a condizione che persegua interessi meritevoli di tutela (art.1322 e 1343 c.c.): il contratto con causa illecita, poi, è sanzionato con la nullità, secondo quanto disposto dal successivo art.1418 c.c.. (Pasquale Basso) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 02 Maggio 2013. Segue...
Contratti derivati – IRS con cap – Eccessività del valore del cap – Conseguente squilibrio tra le alee – Assenza di rischio in capo alla banca – Nullità per mancanza di causa concreta – Sussistenza.
Contratti derivati – IRS con cap – Clausola di salvaguardia a favore della banca – Formulazione oscura – Parametri di riferimento arbitrari ed ambigui – Sproporzione tra le alee – Nullità per indeterminatezza dell’oggetto – Sussistenza – Nullità per mancanza di causa concreta – Sussistenza.
Quando, in un contratto IRS in cui il cliente sia esposto al rischio di tasso fino a un determinato valore del parametro di riferimento, al di là del quale il tasso a suo carico rimane bloccato (c.d. cap), il cap sia talmente elevato che si possa ragionevolmente escludere che esso sarà mai raggiunto dall’andamento del mercato, la sproporzione tra la probabilità che si verifichi una perdita per il cliente e la probabilità che si verifichi una perdita per la banca (c.d. alea unilaterale) rende il derivato nullo per assenza di una causa meritevole che lo sorregga. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)
Costituisce ulteriore causa di nullità per immeritevolezza della causa e indeterminatezza dell’oggetto la presenza di una clausola di salvaguardia a favore della banca la quale preveda che, anche qualora il tasso di riferimento (Euribor + spread) superi il cap, il cliente sia comunque tenuto a pagare alla banca una somma determinata in base ad una formula matematica(*) di difficile, se non impossibile, comprensione che, per di più, prenda a base del calcolo tassi liberamente selezionati dalla banca, di ignota provenienza, oltre che con scadenza decisamente eccessiva. (*) (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 02 Maggio 2013. Segue...
La pretesa di fondare, in corso di causa, la censura di nullità al contratto quadro dopo aver invocato, in citazione, il vizio di nullità soltanto relativamente alle singole operazioni d’acquisto (nella specie di Bond Argentina) e per l’asserita violazione degli obblighi informativi dettati dalla normativa di riferimento, integra una palese mutatio libelli, poiché comportante non una semplice precisazione della causa petendi, ma un mutamento del fatto costitutivo della domanda, con l’introduzione nel giudizio di un tema d’indagine di fatto e di diritto del tutto nuovo e, quindi, implicante un’alterazione dell’originario tema del contendere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06 Febbraio 2013. Segue...
Intermediazione finanziaria - Mancato adeguamento della documentazione contrattuale alla normativa sopravvenuta - Sanzioni - Insussistenza - Automatica sostituzione delle clausole incompatibili.
Il mancato adeguamento alla normativa sopravvenuta della documentazione contrattuale relativa ai servizi di intermediazione finanziaria non comporta alcuna sanzione poiché, in applicazione dei principi generali, essendo il contratto di negoziazione, per le sue peculiari caratteristiche, un contratto di durata destinato a produrre i suoi effetti nel tempo, le eventuali clausole contrattuali incompatibili con il nuovo testo normativo devono considerarsi inoperanti e automaticamente sostituite dalle nuove norme di legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06 Febbraio 2013. Segue...
Contratto quadro – Nullità per mancata sottoscrizione da parte della banca – Azione di nullità proposta dall’investitore – Revoca del consenso – Nullità del contratto e degli ordini.
La domanda di accertamento della nullità per difetto di forma implica la volontà di revocare il consenso prestato con la sottoscrizione del documento, posto che se vi è la volontà di rimuovere tutti gli effetti di un accordo mediante l’esercizio dell’azione di nullità, di certo vi è anche la volontà di impedirne il sorgere mediante la revoca del consenso. Da ciò consegue che la produzione in giudizio da parte della banca del documento contenente il contratto quadro non può tener luogo della mancata sottoscrizione contestuale di detto documento, con la conseguenza che l’accordo è nullo così come nulli sono pure i singoli contratti di investimento stipulati in esecuzione del contratto quadro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 06 Febbraio 2013. Segue...
Obbligazioni e contratti - Azione di risoluzione - Natura di diritto potestativo - Interruzione del termine di prescrizione - Notifica dell'atto di citazione - Necessità.
Intermediazione finanziaria - Novità prevista dall'articolo 23 del TUF - Natura di nullità relativa - Prescrizione quinquennale al pari dell'azione di nullità.
La domanda di risoluzione, al pari di quella di annullabilità, costituisce esercizio di un diritto potestativo e, quindi, ai fini della interruzione del termine di prescrizione, occorre la notifica di un atto di citazione, non essendo allo scopo utile una missiva stragiudiziale di messa in mora. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata)
La nullità prevista dal TUF (art. 23), in quanto nullità relativa e, come tale, assimilabile alla annullabilità, è passibile di convalida ed è sottoposta ad un termine di prescrizione di cinque anni e non di dieci (prescrizione ordinaria). La norma prevista dall'articolo 1422 c.c., la quale prevede l'imprescrittibilità dell'azione di nullità, trova, infatti, giustificazione nel fatto che la nullità ex articolo 1418 c.c. tutela l'interesse generale, mentre l'articolo 23 del d.lvo n. 58 del 98 tutela l'interesse di una sola parte, così come accade per l'azione di annullabilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 26 Gennaio 2013. Segue...
Contratto quadro - Mancato adeguamento alla normativa sopravvenuta - Nullità - Verifica di conformità del contenuto alla nuova normativa - Necessità.
Contratto quadro - Mancato adeguamento alla normativa sopravvenuta - Mancanza delle clausole relative alle operazioni in contropartita diretta e di adeguatezza delle operazioni - Nullità - Automatica sostituzione delle clausole nulle con quelle imposte dalla legge - Esclusione - Mancanza di consenso dell'investitore in ordine al contratto modificato dalla nuova normativa.
Il mancato adeguamento del contratto quadro alla normativa sopravvenuta non è di per sé sufficiente a determinarne la nullità, essendo a tal fine necessaria una verifica del suo contenuto al fine di verificare la conformità delle singole clausole alla nuova normativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il contratto quadro che non sia stato adeguato alla normativa sopravvenuta di cui al decreto legislativo 58 del 1998 e del relativo regolamento Consob con le previsioni in ordine alle operazioni in contropartita diretta e alla clausola di adeguatezza delle operazioni deve essere considerato nullo ai sensi dell'articolo 1418 c.c. per contrarietà a norme imperative di ordine pubblico. In detta ipotesi, l’automatica sostituzione delle clausole nulle con quelle imposte dalla legge non consente di rimediare al problema della nullità del contratto in quanto l'investitore non ha avuto la possibilità di prestare il proprio consenso effettuando una completa valutazione del contratto modificato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 18 Gennaio 2013. Segue...
Contratto quadro concluso prima della entrata in vigore del TUF - Ordini di negoziazione eseguiti in epoca successiva - Nullità.
Intermediazione finanziaria - Nullità sopravvenuta degli ordini di acquisto - Reazione dell'ordinamento assimilabile alla risoluzione - Impossibilità giuridica sopravvenuta - Mancanza di legittimazione alle operazioni di investimento svolte dall'intermediario.
La cd. nullità sopravvenuta degli ordini di acquisto eseguiti sulla scorta di un contratto quadro sottoscritto prima della entrata in vigore delle disposizioni del TUF, non ha natura di vera e propria nullità, trattandosi, piuttosto, di una diversa tecnica di reazione dell'ordinamento assimilabile alla risoluzione per impossibilità giuridica sopravvenuta, in quanto connessa alla sopravvenuta inidoneità del contratto sottoscritto in epoca precedente a spiegare i suoi effetti di legittimazione delle operazioni di investimento svolte tramite l'intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 21 Dicembre 2012. Segue...
Intermediazione finanziaria - Contratto quadro mancante della sottoscrizione della banca - Produzione in giudizio quale equipollente della mancata sottoscrizione - Azioni di nullità proposta dal cliente - Effetti.
La produzione in giudizio del documento contrattuale non sottoscritto dalla parte che ha omesso di sottoscriverlo costituisce equipollente della mancata sottoscrizione e comporta l'effetto di perfezionare ex nunc il contratto. Detto effetto non può, tuttavia, prodursi quando il consenso dell'altra parte debba considerarsi revocato anche implicitamente, come nel caso della notifica della domanda giudiziale di nullità del contratto fondata proprio sul vizio in questione. In proposito, va poi precisato che per la revoca del consenso non è necessario l'intervento personale della parte in luogo di quello del procuratore alla lite, posto che l'attività compiuta nel processo dal soggetto al quale è stata conferita la procura deve essere riferita al cliente, salvo che sia espressamente proscritta la sua partecipazione personale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 19 Ottobre 2012. Segue...
La non rispondenza delle condizioni economiche contrattuali del contratto derivato Interest Rate Swap alla funzione di copertura del rischio nello stesso enunciata ne comporta la nullità per difetto di causa (art. 1418, comma secondo, c.c.), da intendersi quale sintesi degli interessi concretamente perseguiti dalla negoziazione (cfr. Cass. 10490/2006). (Marco Dalla Zanna) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 17 Luglio 2012. Segue...
Contratto-quadro – Anteriorità rispetto al Tuf – Mandato adeguamento – Norme imperative – Nullità sopravvenuta.
Un contratto quadro stipulato in data anteriore alla entrata in vigore del T.U.F. e non adeguato ai principi enunciati dall’art. 23 del Testo citato e meglio specificati dal regolamento Consob n. 11522/1998, è affetto da nullità sopravvenuta relativa, eccepibile dal solo cliente. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 20 Aprile 2012. Segue...
Contratto per la prestazione di servizi di investimento - Difetto di forma scritta - Domanda di accertamento della nullita ex art. 23 TUF - Nullità di protezione - Sanabilità della nullità ex art. 23 TUF - Convalida per facta concludentia.
La nullità di cui all'art. 23 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 prevista in caso di inosservanza della forma scritta del contratto relativo alla prestazione di servizi investimento è volta a tutelare in via principale (se non esclusiva) l'interesse dell'investitore per il quale la forma scritta è il veicolo di tutte le inforrnazioni occorrenti a delineare l'ambiente giuridico in cui si collocheranno i suoi rapporti con l'intermediario e le sue future scelte di invesitirnento; come tale la nullità in questione da ascrivere tra le nullita di "protezione", non solo è azionabile per espressa previsione di legge dal solo investitore ma è suscettibile di essere da questi sanata attraverso atti formali e espliciti ovvero attraverso fatti che chiaramente rivelino una sua volonta abdicativa del rimedio invalidatorio (nel caso di specie i ricorrenti, sulla base del contratto quadro in relazione al quale è stata chiesta la nullità ai sensi dell'art. 23 TUF, avevano per anni acquistato e negoziato, in modo sistematico, titoli attraverso l'intermediario e beneficiato delle cedole e di ogni altro provento conseguente alle operazioni di investimento effettuate). (Paolo Negri della Torre) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 07 Marzo 2012. Segue...
Contratto per la prestazione di servizi di investimento - Difetto difetto di forma scritta - Domanda di accertamento della nullità (ex art. 23 TUF) delle operazioni di investimento pregiudizievoli - Estensione della nullità, se attivata, a tutte le operazioni - Non sussiste la facoltà di scegliere operazioni da assoggettare a nullità.
L'articolo 23 del TUF, se da un lato riserva al cliente la scelta di azionare il rimedio, non gli attribuisce comunque la facoltà di "modulare" gli effetti in base alla natura favorevole o meno della singola operazione di investimento eseguita nell'ambito del rapporto regolato dal contratto quadro, atteso che il riconoscimento di una simile facoltà condurrebbe a dover illogicamente assumere che il contratto quadro sia stato un adeguato "veicolo" informativo in relazione agli ordini poi rivelatisi economicamente vantaggiosi e, nel contempo, inadeguato per quelli che successivamente si siano dimostrati pregiudizievoli. (Paolo Negri della Torre) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 07 Marzo 2012. Segue...
Mercati finanziari – Nullità del contratto di mandato – Utili percepiti dall’investitore – Effetti.
La nullità del contratto che conferisce ad un istituto di credito mandato per la negoziazione di strumenti finanziari, da riferirsi ab origine, con efficacia retroattiva al momento della stipula, ne travolge tutti gli effetti, ivi compresi gli utili percepiti dall’investitore. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20 Gennaio 2012. Segue...
Mercati finanziari – Nullità del contratto di mandato – Utili percepiti dall’investitore – Azione di arricchimento – Indifferenza.
Nell’ipotesi di nullità di un contratto di mandato alla negoziazione di strumenti finanziari, che ne travolge tutti gli effetti, ivi compresi gli utili percepiti dall’investitore, risulta infondata la contestazione a proposito del mancato esercizio, da parte di un istituto di credito, di un’azione di arricchimento avente ad oggetto gli utili medesimi, trattandosi appunto di effetti restitutori che devono tener conto dell’acquisto storicamente avvenuto per opera della banca dei titoli oggetto dell’ordine. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20 Gennaio 2012. Segue...
Contratto quadro - Forma scritta - Contratto sottoscritto solo dal cliente - Perfezionamento del negozio mediante produzione in giudizio del documento - Revoca del consenso - Nullità.
È nullo, per violazione del requisito della forma scritta ad substantiam, il contratto quadro recante la sola sottoscrizione del cliente e non quella dell'intermediario, il quale non può perfezionare il negozio mediante la produzione in giudizio del documento qualora la parte che ha sottoscritto abbia nel frattempo revocato il proprio consenso. La nullità del contratto quadro comporta la nullità di tutti gli ordini di negoziazione che ad esso dovrebbero fare riferimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 14 Novembre 2011. Segue...
Diritto bancario – Contratto quadro – Singole operazioni – Nullità – Insanabilità.
La nullità del contratto quadro e, di conseguenza, quella relativa alle singole operazioni, sono insanabili. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27 Ottobre 2011. Segue...
Diritto bancario – Contratto quadro – Mancanza originaria della sottoscrizione – Nullità.
La preventiva consegna al cliente, ad opera della banca, del contratto quadro non recante la propria sottoscrizione e la successiva produzione in giudizio di due (esattamente identici) dalla medesima sottoscritti conduce nel senso della originaria mancanza di sottoscrizione, con relativa applicazione della nullità del contratto quadro medesimo ex art. 23 TUF e conseguente nullità dei singoli ordini e negoziazioni che in tale accordo normativo trovano la propria base. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27 Ottobre 2011. Segue...
Diritto bancario – Contratto quadro – Mancanza originaria della sottoscrizione – Sopravvenienza alla revoca del cliente.
Non risulta applicabile il principio giurisprudenziale che consente l’integrazione della manifestazione di volontà dell’istituto di credito al momento dell’azione in giudizio, nell’ipotesi in cui la sottoscrizione del contratto quadro ad opera della banca sia sopravvenuta alla revoca del consenso da parte del cliente proponente (nella specie, da rinvenirsi nella più volte eccepita nullità del contratto per mancanza della sottoscrizione). (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27 Ottobre 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria - Sottoscrizione dei contratti via Internet - Firma digitale - Definizione nella vigenza del d.p.r. 10 novembre 1997, numero 513 - Omesso utilizzo della firma digitale - Nullità del contratto.
Poiché il d.p.r. 10 novembre 1997, n. 513, oggi non più in vigore, attribuiva valore di firma digitale solo a quella apposta mediante coppia di chiavi asimmetriche, con un certificatore tenuto ad attestare la corrispondenza tra la chiave pubblica e l'identità dell'utilizzatore, si deve ritenere che fosse nulla la manifestazione del consenso all’integrazione del contratto d’intermediazione finanziaria prevista dall’art. 30, comma 2, lett. e) reg. Consob n. 11522/98 effettuata attraverso la rete Internet senza l'utilizzo della firma digitale con chiavi asimmetriche. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 05 Ottobre 2011. Segue...
Contratto finanziario – Clausola contenente il rinvio alle condizioni generali di contratto – Carattere vessatorio – Sussistenza – Mancata approvazione specifica per iscritto – Inefficacia – Conseguenze – Inapplicabilità della disciplina riguardante l’oggetto del contratto – Nullità del contratto per mancanza dell’oggetto ex art. 1346 c.c. – Restituzione delle prestazioni eseguite.
La clausola con la quale in un contratto finanziario (polizza Unit Linked) il contraente dichiara di avere ricevuto, di conoscere e accettare le condizioni generali di contratto e il relativo prospetto o nota informativa, redatta conformemente alle previsioni di legge, ha carattere vessatorio e deve essere specificatamente approvata per iscritto.
In mancanza la clausola è inefficace; poiché le condizioni generali e la nota informativa costituiscono parte integrante del contratto l’inefficacia della clausola determina la non applicabilità di dette condizioni al contratto stesso che resta privo di oggetto. Il contratto pertanto è nullo ex art. 1346 c.c. con ogni conseguenza di carattere restitutorio ex art. 2033 c.c.. (Giorgio Pistoni) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 Settembre 2011. Segue...
Nessuna sanzione di nullità può desumersi dalla normativa di riferimento per il mancato adeguamento alla normativa del TUF, da effettuarsi entro il luglio del 1998, del contratto di negoziazione. Va inoltre osservato che, essendo il contratto di negoziazione un contratto di durata destinato a produrre i suoi effetti nel tempo, le eventuali clausole contrattuali incompatibili con il nuovo testo normativo devono considerarsi inoperanti e automaticamente sostituite dalle nuove disposizioni di legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25 Maggio 2011. Segue...
Contratto quadro - Forma scritta - Contratto sottoscritto solo dei clienti - Eccezione di mancanza di forma scritta - Revoca del consenso - Nullità - Sussistenza - Dichiarazione confessoria scritta contenente il riferimento al contratto - Comunicazioni della banca - Esecuzione spontanea - Irrilevanza.
Non può ritenersi assolto il requisito della forma scritta previsto dall'articolo 23 del TUF qualora il contratto quadro risulti sottoscritto solo dai clienti, i quali, eccependo la nullità del contratto per mancanza della forma scritta, abbiano espressamente manifestato la volontà di revocare il proprio consenso al perfezionamento del vincolo negoziale. Nè può valere a sanare il difetto di forma di cui si discute una semplice dichiarazione confessoria che contenga il riferimento al contratto concluso per iscritto, posto che detto documento non può sostituire quello contenente la volontà negoziale delle parti. Allo stesso modo, il contratto non può ritenersi concluso sulla base delle successive comunicazioni della banca, le quali costituiscono atti giuridici unilaterali privi di valenza negoziale o ancora attraverso l'esecuzione spontanea, non potendo questa valere a sanare la nullità del contratto per difetto di forma. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 04 Maggio 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro firmato dal solo investitore – Nullità relativa per difetto di forma scritta – Inammissibilità dell’azione di nullità relativa utilizzata per trarne conseguenze selettive.
Qualora un contratto quadro di negoziazione difetti di forma scritta per essere stato firmato soltanto dall’investitore e non anche dall’intermediario finanziario, viene in questione una nullità relativa ai sensi dell’art. 23 del T.U.F. n°58/1998, che può esser fatta valere solo dall’investitore; questi però non può farla valere in forma distorta per trarne conseguenze “selettive” (cioè per chiedere la restituzione dei soli investimenti risultati svantaggiosi mantenendo i restanti investimenti che pure costituiscono attuazione del medesimo contratto quadro); in ciò si ravvisa un abuso del diritto alla domanda, che urta contro i principi del giusto processo e della correttezza e rende inammissibili tanto la domanda di nullità quanto la consequenziale domanda restitutoria diretta a selezionare solo alcuni degli effetti suoi propri. (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 07 Marzo 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro firmato dal solo investitore – Nullità relativa per difetto di forma scritta – Interesse di protezione ugualmente raggiunto – Inammissibilità dell’azione di nullità relativa per difetto di interesse.
Intermediazione finanziaria – Ordine d’acquisto privo di forma scritta – Nullità non prevista.
Intermediazione finanziaria – Mancata segnalazione di inadeguatezza – Risarcimento del danno – Voci deducibili nella liquidazione del danno.
Qualora un contratto quadro di negoziazione difetti di forma scritta per essere stato firmato soltanto dall’investitore e non anche dall’intermediario finanziario, viene in questione una nullità relativa (“di protezione”) ex art.23 del T.U.F., che può essere fatta valere dall'investitore, il quale tuttavia che difetta di interesse qualora lo scopo previsto a sua tutela sia stato comunque raggiunto. È dunque inammissibile per mancanza d’interesse l’azione di nullità del contratto quadro di negoziazione quando non risulti leso lo scopo di rendere avvertito l’investitore della particolare importanza dell’atto e di informarlo delle caratteristiche del rapporto che viene disciplinato oltre che dei beni che potranno essere oggetto delle disposizioni che impartirà in attuazione di tale contratto, poi continuamente e sistematicamente eseguito tanto dall’investitore quanto dall’intermediario finanziario. (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata)
Non è prevista nullità per un ordine d’acquisto privo di forma scritta (ordine che nel caso concreto risulta provato per mancata contestazione della disposizione data). (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata)
Va accolta l’azione risarcitoria per danni da compimento di operazioni inadeguate (nel caso concreto, acquisti di obbligazioni Argentina e Parmalat in quantità rilevanti e non conformi agli obiettivi rilevabili per l’investitore) quando l’intermediario non abbia segnalato l’inadeguatezza e non abbia raccolto conferma scritta di procedere (art.29 regolamento Consob 11522/98); nella liquidazione di tali danni vanno considerati in deduzione l’importo delle cedole percepite nonché il valore di quanto ricevuto in séguito all’adesione all’Offerta Pubblica di Scambio per obbligazioni Argentina e in séguito ad assegnazione nel concordato per obbligazioni Parmalat. (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 21 Gennaio 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Omesso adeguamento alle prescrizioni della normativa sopravvenuta – Nullità.
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Adeguamento alle prescrizioni della normativa sopravvenuta – Comunicazione al cliente delle variazioni – Modalità – Deposito presso la casella di corrispondenza aperta presso l’intermediario – Inidoneità.
Il contratto d’intermediazione finanziaria, in quanto contratto di durata, deve essere adeguato ai mutamenti della normativa di settore intervenuti nel corso del tempo, risultando altrimenti affetto dal vizio di nullità sopravvenuta. Sono pertanto nulli gli ordini di negoziazione impartiti sulla base di un contratto d’intermediazione finanziaria non aggiornato e privo di tutte le informazioni che, per leggi sopravvenute, devono essere contenute in un nuovo contratto d’intermediazione con necessità di forma scritta ad substantiam. (Antonio Motti) (riproduzione riservata)
Non è idonea a far ritenere avvenuto l’adeguamento del contratto d’intermediazione alla disciplina medio tempore sopravvenuta la comunicazione di un documento avente ad oggetto “modifiche al contratto di negoziazione”, qualora tale comunicazione, la cui ricezione è sempre stata contestata dal cliente, avvenga con modalità di trasmissione del tutto irrituali, ossia tramite un (presunto e non provato) deposito in una casella di corrispondenza aperta presso la stessa Banca intermediaria e concernente esclusivamente le comunicazioni attinenti il rapporto di conto corrente. (Antonio Motti) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 30 Dicembre 2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro di negoziazione – Mancato aggiornamento nei termini stabiliti da nuove norme regolamenta della Consob – Nullità sopravvenuta – Esclusione.
La Delibera Consob 1 marzo, n. 12409 prevedeva che entro sei mesi dalla sua entrata in vigore gli intermediari si adeguassero agli obblighi derivanti dalle integrazioni di cui all’art. 30 della Delibera Consob 1 luglio 1998, n. 11522 concernente i contenuti dei contratti di negoziazione da stipulare in forma scritta (termine poi portato al 31 dicembre 2000 in sèguito a Delibera Consob 6 settembre 2000 n. 12716); tuttavia, dall’eventuale violazione dell’obbligo di adeguamento non potrebbe conseguire una nullità dei contratti di negoziazione anteriori alle nuove norme del 1998, non potendosi configurare un vizio di forma sopravvenuto, avuto riguardo alla irretroattività delle norme regolamentari e alla loro ininfluenza sulla normativa previgente. (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15 Dicembre 2010. Segue...
Il contratto di investimento nullo in quanto sottoscritto dal solo cliente non può essere convalidato, risultando irrilevanti a tale fine la mancata contestazione degli estratti del conto titoli, del conto corrente e l’invio da parte della banca degli attestati di esecuzione degli ordini di investimento, così come ogni eventuale condotta successiva o volontà implicite desumibili da comportamenti attuativi del contratto. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 09 Novembre 2010. Segue...
La nullità del contratto quadro determina la nullità dei singoli ordini di investimento impartiti dal cliente. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 09 Novembre 2010. Segue...
Il contratto di investimento nullo in quanto sottoscritto dal solo cliente non può essere convalidato, risultando irrilevante a tale fine ogni comportamento concludente di esecuzione del contratto quale la sottoscrizione degli ordini di investimento. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02 Novembre 2010. Segue...
La nullità del contratto quadro determina la nullità dei singoli ordini di investimento impartiti dal cliente. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02 Novembre 2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Procedimento sommario di cognizione – Domanda di nullità del contratto – Assenza di istanze di prova orale o di CTU – Ammissibilità.
E’ ammissibile il ricorso al procedimento sommario di cui all’art. 702 bis, codice procedura civile, ove si chieda la declaratoria di nullità di operazioni in strumenti finanziari causata dalla mancanza e quindi dalla nullità del contratto quadro, le parti non abbiano avanzato alcuna richiesta di istruttoria orale o di CTU e la causa sia, pertanto, di natura esclusivamente documentale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 29 Settembre 2010. Segue...
Contratto quadro – Consegna di copia cliente – Omissione – Nullità – Esclusione – Semplice onere della consegna su richiesta.
Non è motivo di nullità la mancata consegna al cliente di una copia del contratto quadro, posto che la consegna è semplicemente un onere che l'intermediario è tenuto ad assolvere in caso di richiesta da parte dell'investitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 26 Maggio 2010, n. 0. Segue...
Contratto quadro – Adeguamento alle entrate in vigore del regolamento Consob – Omissione – Nullità – Esclusione – Automatica sostituzione delle clausole difformi.
Il mancato adeguamento del contratto quadro all'entrata in vigore del Testo Unico della Finanza e del regolamento Consob 11522/1998 non comporta la nullità del contratto medesimo; nessuna norma prevede, infatti, la fattispecie della nullità sopravvenuta per l'entrata in vigore di una diversa regolamentazione, le cui diverse clausole peraltro sostituiscono ex lege quelle difformi ai sensi dell'articolo 1419 del codice civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 26 Maggio 2010, n. 0. Segue...
Contratto quadro – Nullità – Profitti derivanti da operazioni eseguite in presenza di contratto nullo – Nullità eccepita dall’intermediario e domanda riconvenzionale – Infondatezza.
La nullità delle operazioni effettuate sulla base di un contratto quadro nullo può essere fatta valere soltanto dall’investitore; deve pertanto essere respinta la domanda riconvenzionale dell’intermediario volta ad ottenere la restituzione dei profitti derivanti all’investitore da operazioni compiute in assenza di valido contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 29 Aprile 2010. Segue...
Contratto di negoziazione in derivati – Parte integrante del contratto quadro – Produzione in giudizio del solo contratto IRS – Mancanza dei requisiti di contenuto – Nullità delle operazioni di investimento – Sussistenza.
Non assolve all’onere di provare la stipula del cd. contratto quadro di negoziazione e trasmissione ordini la produzione in giudizio del solo contratto di investimento in prodotti derivati (nella specie IRS) che sia concepito come parte integrante del contratto quadro e non ne non contenga tutti i requisiti previsti dall’art. 30 reg. Consob n. 11522/98. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 23 Marzo 2010. Segue...
Intermediazione finanziaria - Mancanza di contratto quadro - Nullità relativa - Convalida - Ammissibilità.
La mancanza del contratto quadro integra una fattispecie di nullità relativa che può essere oggetto di convalida da parte dell'investitore. (Nel caso di specie, l'investitore, tra le molte operazioni eseguite, aveva impugnato solamente quelle che avevano generato perdite, per cui il Tribunale ha ritenuto che la volontà di non impugnare le altre operazioni sia da interpretare come convalida tacita della nullità del contratto quadro non sottoscritto). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 23 Marzo 2010. Segue...
I frequenti fenomeni di fusione tra enti intermediari può essere d’ostacolo al principio secondo il quale “la produzione in giudizio di una scrittura privata di firma, da parte di chi avrebbe dovuto sottoscriverla, equivale a sottoscrizione a condizione che tale produzione avvenga ad opera della parte stessa e non anche del suo erede, atteso che la manifestazione di volontà contrattuale, propria del soggetto contraente, non può essere espressa da terzi”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05 Febbraio 2010, n. 0. Segue...
La dicitura con la quale l’investitore dichiara di avere ricevuto copia del contratto quadro debitamente sottoscritta non può supplire al difetto della necessaria sottoscrizione dell’intermediario, posto che la manifestazione scritta della volontà di uno dei contraenti non può essere sostituita dalla dichiarazione confessoria dell’altra parte; allo stesso modo, il fatto che le parti abbiano dato corso ad investimenti, dando quindi di fatto attuazione al contratto quadro di negoziazione, non vale a rimediare al vizio della mancanza di forma scritta del contratto medesimo poiché il contratto nullo non può essere in alcun modo convalidato o sanato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05 Febbraio 2010, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Omesso adeguamento del contratto quadro – Nullità sopravvenuta – Sussistenza.
E’ affetto da nullità sopravvenuta il contratto quadro che non sia stato adeguato ai requisiti imperativi imposti da leggi intervenute dopo la sua stipulazione e tale situazione di invalidità incide sugli sviluppi successivi del programma di investimento con particolare riferimento agli ordini di negoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 28 Gennaio 2010, n. 0. Segue...
Contratto per la prestazione dei servizi di investimento – Convalida – Esclusione.
Il contratto relativo alla prestazione dei servizi di investimento non può essere oggetto di sanatoria o di convalida desumibile dal comportamento delle parti nemmeno qualora il rapporto abbia avuto esecuzione per un lungo periodo temporale. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05 Gennaio 2010, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Finanziamenti finalizzati all’acquisto di valori mobiliari – Previsione nel contratto quadro – Necessità – Omissione – Nullità.
Dal combinato disposto degli art. 23 TUF e 30 reg. Consob n. 11522/1998 si ricava che la disciplina di dettaglio relativa ad operazioni di finanziamento erogato al cliente per l’acquisto di prodotti finanziari deve essere contenuta nel contratto quadro a pena di nullità. Da ciò deriva che eventuali operazioni in strumenti finanziari effettuate in assenza di detta previsione devono essere dichiarate nulle come conseguenza della nullità del contratto quadro che si riveli incompleto. (Nel caso di specie, il contratto non prevedeva la regolamentazione dei finanziamenti in questione, mentre la linea di credito utilizzata dal cliente era stata concessa per l’acquisto di un immobile). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 11 Dicembre 2009. Segue...
L’eccezione di invalidità del contratto quadro non adeguato alle prescrizioni della nuova normativa di cui all’art. 37 reg. Consob n. 16190/2007 deve contenere l’indicazione specifica delle prescrizioni violate e ritenute rilevanti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 05 Novembre 2009, n. 0. Segue...
Qualora il contratto quadro contenga clausole nulle perché incompatibili con le prescrizioni contenute nell’art. 37 reg. Consob n. 16190/2007, dovrà farsi applicazione del principio di conservazione del contratto di cui all’art. 1419 codice civile, il quale prevede la sostituzione di diritto delle clausole nulle con le prescrizioni della nuova normativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 05 Novembre 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Operazioni eseguite con finanziamenti concessi dall’intermediario – Contratto quadro – Contenuto – Necessaria indicazione delle modalità di costituzione e ricostituzione della provvista – Necessità – Violazione – Nullità delle operazioni – Sussistenza.
Sono nulle le operazioni di negoziazione di strumenti finanziari eseguite con finanziamenti concessi dalla banca intermediaria qualora il contratto di negoziazione non contenga il requisito di cui all’art. 30, comma 1, lett. e) del reg. Consob n. 11522/98, consistente nell’indicazione delle modalità di costituzione e ricostituzione della provvista o garanzia delle operazioni disposte. (fb) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 05 Ottobre 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Mancanza di forma scritta - Nullità - Riqualificazione in annullabilità rafforzata - Convalida - Ammissibilità.
Intermediazione finanziaria - Convalida - Incasso delle cedole - Consapevolezza della nullità del contratto - Volontà di convalida - Sussistenza.
La sanzione prevista dall'articolo 23 del TUF per la mancanza di forma scritta del contratto quadro è una nullità di protezione, rilevabile solo dall’investitore e che deve, pertanto, necessariamente essere riqualificata come una peculiare forma di annullabilità rafforzata assoggettabile a convalida. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La volontà di conservare i titoli a tutti gli effetti, espressa tacitamente incassandone le cedole pur nella consapevolezza della nullità del contratto quadro ex articolo 23 del TUF, sta inequivocabilmente a significare l'intenzione di giovarsi del contratto che dovrà pertanto ritenersi convalidato ai sensi dell'articolo 1423 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 01 Ottobre 2009. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguamento del contratto quadro alla normativa sopravvenuta – Domanda di nullità – Indicazione specifica dei motivi di nullità – Necessità.
Colui che invoca la sanzione della nullità sopravvenuta del contratto come conseguenza del mancato adeguamento alla nuova normativa, trattandosi di nullità relativa, ha l’onere di indicare in modo specifico i motivi di nullità. (fb) Tribunale Torino, 26 Agosto 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Nullità del contratto per mancanza di forma scritta – Conseguenze.
La mancanza della forma prescritta dall’art. 23 del TUF comporta la nullità del contratto di mandato tra cliente ed intermediario e non anche quello di compravendita tra intermediario ed il terzo dal quale i titoli vengono acquistati. (fb) Tribunale Modena, 15 Giugno 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Nullità dell’acquisto di obbligazioni – Buona fede dell’investitore – Obbligo di restituzione delle cedole – Insussistenza.
In caso di dichiarazione di nullità dell’acquisto di obbligazioni, l’investitore in buona fede non è tenuto alla restituzione delle cedole incassate. (fb) Tribunale Modena, 15 Giugno 2009, n. 0. Segue...
Contratto quadro – Mancato adeguamento alla normativa di natura inderogabile successiva alla stipulazione – Nullità sopravvenuta – Sussistenza.
Poiché le operazioni poste in essere dall’intermediario per conto del cliente debbono essere conformi non solo al contenuto del contratto quadro ma anche alle norme inderogabili di legge, il contratto quadro, al fine di evitare la sostanziale vanificazione delle norme poste a tutela dell’investitore, deve conformarsi alle prescrizioni di natura imperativa ed inderogabile emanate dopo la sua stipulazione; in difetto, le singole operazioni di negoziazione potranno essere affette da nullità sopravvenuta ex artt. 23, comma 1, d. lgs. N. 58/1998 e 30 reg. Consob n. 11522/98. (fb) Tribunale Saluzzo, 28 Aprile 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Singole operazioni di negoziazione eseguite in forza del contratto quadro – Natura di singoli contratti – Nullità del contratto di commissione – Oggetto della restituzione.
Le operazioni di acquisto dei titoli eseguite in forza del contratto quadro devono essere considerate a loro volta altrettanti contratti, per cui, nell’ipotesi in cui i titoli (nella specie obbligazioni argentine) non vengano ceduti all’investitore dall’intermediario ma da questi acquistati da altro intermediario per conto dell’investitore, saranno configurabili altrettanti contratti di commissione ex art. 1731 codice civile per effetto dei quali l’acquisto in capo all’investitore ordinante avviene in forza della regola prevista per il mandato all’art. 1706, comma 1, codice civile, applicabile anche al contratto di commissione. In questo caso, l’eventuale dichiarazione di nullità della singola operazione avrà ad oggetto il contratto di commissione e non l’acquisto dell’intermediario sul mercato finanziario, con la conseguenza che l’oggetto della restituzione ex art. 2003 codice civile deve essere individuato nella provvista fornita dal cliente per l’acquisto dei titoli. (fb) Tribunale Saluzzo, 28 Aprile 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto stipulato prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 58/1998 – Conformità alle prescrizioni della nuova normativa – Obbligo normativo di adeguamento – Esclusione.
Non può essere dichiarata la nullità del contratto quadro stipulato prima dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 58/1998 qualora lo stesso sia conforme alle prescrizioni della nuova normativa, posto che, in ogni caso, nessuna specifica disposizione di legge impone il rinnovo di tali contratti. (fb) Tribunale Bergamo, 27 Aprile 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Obbligo di consegna di una copia al cliente – Nullità – Esclusione.
L’art. 23 del d.lgs. n. 58/1998 dispone che il contratto sia nullo solo in caso di inosservanza della forma prescritta e non di omessa consegna di un esemplare ai clienti. D’altra parte una mera modalità esecutiva inerente il rapporto negoziale già sorto non potrebbe certamente inficiarne il momento genetico. (ac) Tribunale Bergamo, 27 Aprile 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Mancanza di contratto quadro – Nullità – Incasso delle cedole – Convalida – Ammissibilità.
La nullità comminata dall’art. 23 del d.lgs. n. 58/1998 per la mancata adozione della forma scritta dei contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento è riconducibile ad una forma di annullabilità e come tale è suscettibile di convalida da parte dell’investitore che incassi le cedole delle obbligazioni acquistate senza lamentare alcunché e senza mostrare alcuna perplessità circa l’inadeguatezza dell’investimento. (fb) Tribunale Verona, 17 Aprile 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione mobiliare – Nullità del contratto per vizi formali – Restituzione ai risparmiatori dell’importo investito – Debito di valuta – Criterio di liquidazione del maggior danno – Rendistato calcolato al netto della ritenuta fiscale.
Domanda riconvenzionale proposta dalla banca – Legittimazione a far valere la nullità di operazioni distinte da quelle oggetto della domanda del risparmiatore – Esclusione.
Nel caso di nullità del contratto di intermediazione ai risparmiatori vanno restituite le somme versate al tempo dell’investimento maggiorate degli interessi ragguagliati al tasso del rendimento medio annuo netto dei titoli di stato (c.d. rendistato). (mb)
La nullità prevista dall’art. 23 del d. lgs. 58/1998 è, per espressa previsione normativa, di carattere relativo in quanto solamente il cliente è legittimato ad eccepirla e da ciò consegue che l’intermediario non è legittimato né ad eccepire la nullità del contratto di negoziazione per vizi formali né a far valere la nullità di operazioni distinte e autonome rispetto a quelle investite dalla domanda del risparmiatore. (mb) Tribunale Mantova, 22 Gennaio 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Contratto quadro stipulato in data anteriore all’entrata in vigore del d. lgs. 58/98 – Nullità sopravvenuta – Sussistenza.
Sono nulli gli ordini di negoziazione eseguiti in contropartita diretta sulla base di un contratto quadro stipulato prima della nuova normativa del TUF entrata in vigore nel 1998 e privo pertanto dei contenuti a carattere imperativo che presiedono all’acquisto de titoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 03 Aprile 2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione di requisiti di forma – Nullità.
E’ causa di nullità la violazione delle norme di intermediazione finanziaria che prescrivono determinati requisiti formali quali la forma scritta del contratto, la condotta da osservare in caso di operazione inadeguata e l’avvertimento dell’esistenza di un conflitto di interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 27 Marzo 2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Norme del Tuf e del reg. Consob di attuazione – Natura imperativa – Sussistenza – Violazione – Nullità.
Le norme del TUF e quelle del reg. Consob di attuazione, in quanto volte alla tutela del risparmio, bene costituzionalmente garantito dalla Costituzione, hanno natura imperativa ed è la nullità la sanzione da applicarsi ai contratti conclusi in violazione delle stesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 10 Gennaio 2008, n. 0. Segue...
Vendita di opzione put – Necessaria indicazione del sottostante, del premio e del prezzo strike – Omissione – Nullità per indeterminatezza dell’oggetto – Sussistenza.
Nel caso di prodotto finanziario che abbia ad oggetto la vendita di un’opzione put, il contratto stipulato con il risparmiatore deve chiaramente riportare gli elementi essenziali quali il tipo di prodotto sottostante l’opzione, il premio e il prezzo strike della medesima. La mancanza di tali indicazioni comporta la nullità del contratto per assoluta indeterminatezza dell’oggetto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 18 Luglio 2007, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Servizi d’investimento – Mancanza di contratto relativo alla prestazione di servizi di investimento - Atto di negoziazione per conto terzi – Nullità per mancanza di causa
È nullo per mancanza di causa l’atto di negoziazione di prodotti finanziari eseguito dall’intermediario in esecuzione di un ordine del cliente in caso di mancanza della forma scritta del contratto relativo alla prestazione di servizi d’investimento in strumenti finanziari. Tribunale Rovereto, 18 Gennaio 2006, n. 0. Segue...

References: art. 1418
 articolo 1418
 Art. 23
 articolo 1709
 art.1418
 articolo 1418
 Cass. 
 art. 23
 art. 23
 art. 23
 art. 23
 art. 1346
 art. 1346
 art. 2033
 art.23
 art. 23
 articolo 23
 art. 1731
 art. 2003