Source: http://newnorma.dbi.it/contenzioso-anno
Timestamp: 2020-04-03 06:53:57+00:00

Document:
Il contenzioso dell'anno | Quotidiano d'informazione giuridica | NORMA
Il contenzioso dell'anno 2019
Premio "Il Contenzioso dell'Anno", nei settori del "Contenzioso di Diritto Amministrativo" e del "Contenzioso davanti la Corte di Cassazione", a cura del Quotidiano d'informazione giuridica online NORMA.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Gli Avvocati Renato Ambrosio, Stefano Bertone, Chiara Ghibaudo e Luigi M. Angeletti, dello Studio Ambrosio & Commodo di Torino, si aggiudicano la prima tappa mensile del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie al successo ottenuto nel ricorso al TAR Lazio, definito con la sentenza della Sezione Terza Quater, 15 gennaio 2019, n. 500, con la quale è stato dichiarato l'obbligo del Ministero dell'Ambiente, del Ministero della Salute e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ciascuno per il proprio ambito di competenza, di provvedere, in attuazione di quanto disposto dall'art. 10 della l. n. 36/2001, ad adottare, entro sei mesi, una campagna informativa capillare, rivolta alla intera popolazione, avente ad oggetto la individuazione delle corrette modalità d'uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e l'informazione dei rischi per la salute e per l'ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi.
La sentenza assume valore assoluto sotto diversi profili.
Sul piano tecnico giuridico appare innovativa l'affermazione, contenuta in sentenza, che le campagne informative e di educazione ambientale di cui all'art. 10 della l. n. 36/2001 non possano essere sussunte nella categoria degli atti meramente materiali, come era stato sostenuto dalle Amministrazioni resistenti, ma debbano essere ascritte al genus degli atti amministrativi generali, in quanto rivolte ad una pluralità indefinita di soggetti, trovando il fondamento giuridico in norme di rango legislativo e presupponendo lo svolgimento di un'attività istruttoria finalizzata alla individuazione dei rischi connessi all'esposizione del corpo umano ai campi elettromagnetici e alla individuazione delle precauzioni da adottare.
Sul piano della tutela del diritto alla salute, costituzionalmente tutelato (art. 32 della Costituzione), c'è certamente bisogno di sensibilizzare tutti gli utenti in merito ad un uso più consapevole degli apparecchi di telefonia mobile che con la tecnologia smart sono ormai divenuti, per molti, vere e proprie appendici esistenziali, la cui pericolosità, specialmente per i minori, andrebbe valutata non solo sul piano della pericolosità delle emissioni, ma anche su quello psicologico.
Il successo ottenuto nel predetto contenzioso ha quindi valore non solo giuridico ma anche civile, per cui agli Avvocati vincitori, oltre ai complimenti, va un sincero ringraziamento.
Studio Ambrosio & Commodo di Torino
T.A.R. Lazio - Roma / Sentenza 15 gennaio 2019 n. 500
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
L'Avvocatura Generale dello Stato, con l'Avv. Danilo Del Gauzio, si aggiudica la prima tappa mensile del Premio "Il contenzioso dell'anno" per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie al successo ottenuto nel ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione definito con l'ordinanza delle Sezioni Unite, 18 gennaio 2019, n. 1413, con la quale, in accoglimento del ricorso, è stata dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario.
Il contenzioso merita il riconoscimento per il valore certamente innovativo della decisione, con la quale le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in rito, hanno affermato che quando sia proposto un ricorso straordinario al Capo dello Stato, ai sensi degli artt. 8 e ss. del d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199, e l'opposizione dell'amministrazione intimata, ai sensi dell'art. 48 c.p.a., ancorché senza contestazioni in ordine alla sussistenza della giurisdizione amministrativa, sia stata dichiarata inammissibile dal competente T.A.R. per tardività, con conseguente rimessione degli atti all'amministrazione per la prosecuzione del giudizio in sede straordinaria, il regolamento preventivo di giurisdizione ben può essere proposto in tale sede, deducendosi la non riconducibilità della controversia nell'ambito della giurisdizione amministrativa, presupposto indefettibile del ricorso straordinario al Capo dello Stato, ai sensi dell'art. 7, comma 8, c.p.a., fino al momento della pronuncia del necessario parere del Consiglio di Stato, che costituisce l'antecedente necessario alla decisione del Presidente della Repubblica.
Passando poi alla specifica questione della identificazione del Giudice munito di giurisdizione, le Sezioni Unite hanno affermato, in contrario avviso al Consiglio di Stato (Sez. VI, 2 febbraio 2018, n. 677), che spetta alla giurisdizione del giudice ordinario la cognizione della controversia relativa alla procedura d'interpello per il conferimento di incarichi di nomina dei direttori dei musei archeologici nazionali in quanto priva di natura concorsuale, sebbene aperta a soggetti esterni e caratterizzata da una pluralità articolata di fasi, il cui segmento finale, sfociante nella formazione di terne di nominativi, nell'ambito delle quali operare la scelta conclusiva e fiduciaria a cura del Ministro o del Direttore generale, ha carattere dominante rispetto all'intero percorso della selezione (finalizzata alla nomina di un solo aspirante), cosicché esso conferisce il carattere sostanzialmente non concorsuale all'intera procedura d'interpello, con conseguente attribuzione della relativa cognizione giudiziale all'A.G.O.
Non c'è dubbio che da questo contenzioso, sicuramente innovativo sotto molteplici profili, emerga l'importanza di una qualità essenziale per chi esercita la professione di avvocato: saper fare di necessità virtù. La Difesa Erariale, per nulla scoraggiata dalla declaratoria di inammissibilità dell'opposizione proposta sul ricorso straordinario affinché la controversia fosse decisa davanti al TAR competente, ha comunque proposto ricorso per regolamento preventivo, "ben consapevole del problema (che è nuovo)", come le stesse Sezioni Unite hanno rilevato.
Ne è scaturito un risultato che, sul piano tecnico e giuridico, è certamente di grande valore e, per chi si appassiona al processo e ad alle sue alchimie, per certi versi anche spettacolare.
Avv. Danilo Del Gauzio
Cassazione Civile - Sez. Unite / Ordinanza 18 gennaio 2019 n. 1413
Lo Studio Legale Rödl, con gli Avvocati Roberto Pera, Silvio Rizzini Bisinelli e Carlo Spampinato, si aggiudica la tappa del mese di febbraio del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al TAR Lazio, Sezione Terza Quater, con sentenza 22 febbraio 2019, n. 2405, con l'annullamento dell'aggiudicazione del servizio di tesoreria di cassa bandito dalla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense.
Il contenzioso assume grande rilievo perché, oltre all'importanza dell'appalto, il TAR, in accoglimento delle censure sollevate, ha sancito diversi importanti principi in materia di procedure di affidamento di appalti pubblici, con particolare riguardo alla determinazione dei criteri di aggiudicazione ed alla attribuzione dei punteggi alle offerte presentate, nonché in materia di compatibilità di composizione della commissione aggiudicatrice, chiarendosi che la prova del conflitto di interessi dei membri della commissione giudicatrice deve essere valutata in concreto e non in astratto, tenendo conto delle specificità del caso.
Legale Rödl
T.A.R. Lazio - Roma / Sentenza 22 febbraio 2019 n. 2405
In foto l’Avv.to Claudio Coggiatti
Socio Fondatore dello Studio Coggiatti & Associati con sedi a Roma, Firenze, Milano e Verona che svolge attività giudiziale, stragiudiziale e contrattualistica nei settori del diritto civile, commerciale societario e fallimentare, arbitrati nazionali e internazionali, ad hoc e amministrati.
Cassazione Civile / Ordinanza 21 febbraio 2019 n. 4995
Avv. Prof. Francesco Saverio Marini
Consiglio di Stato / Sentenza 29 marzo 2019 n. 2085
L'Avv. Massimo Frontoni si aggiudica la tappa del mese di marzo del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti la Corte di Cassazione in favore delle Autostrade Meridionali S.p.A., concessionaria dell'autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno, contro un primario operatore di telecomunicazioni.
Con l'ordinanza n. 8453 del 27 marzo 2019, in accoglimento del ricorso, la Suprema Corte ha cassato la sentenza e rinviato alla Corte di Appello di Milano, tenuta a far applicazione dei principi enunciati sulla debenza del canone per occupazione del suolo autostradale e per i costi sostenuti per lo spostamento dei cavi di telecomunicazioni, in occasione dei lavori sul tratto autostradale.
La decisione assume grande rilievo perché ha escluso qualsiasi contrasto tra il Codice della Strada e il Codice delle comunicazioni elettroniche, rilevando che entrambe le discipline sono ispirate al principio dell'onerosità dell'uso della sede autostradale da parte dell'operatore di telecomunicazioni; la sola novità introdotta dal Codice delle comunicazioni elettroniche - precisa la Corte di Cassazione - consiste nel sancire le competenze del Ministero dello Sviluppo, relativamente all'adozione del decreto impositivo della servitù, e dell'Agenzia del territorio per quel che concerne la determinazione dell'indennità dovuta al gestore della sede autostrade.
E' stato quindi affermato il principio, negato invece dalla corte territoriale, che anche dopo l'entrata in vigore del Codice delle comunicazioni elettroniche l'operatore di telecomunicazioni che utilizzi la sede o le strutture autostradali per l'istallazione di cavi è tenuto al pagamento di un corrispettivo allo Stato proprietario dell'autostrada ovvero al concessionario.
Si comprende come questo precedente sia destinato a riverberarsi per il futuro su tutte le situazioni similari, nelle quali risulta ormai chiaramente delineato l'obbligo della corresponsione di un corrispettivo per l'occupazione del suolo autostradale anche in tale ipotesi.
In foto da sx gli Avvocati Massimo Frontoni e Gianluca Luzi.
Lo Studio Legale Frontoni oggi MFA – Massimo Frontoni Avvocati, svolge attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale e giudiziale in materia di appalti pubblici e privati, project financing, ambiente, ecologia, energie alternative, normativa antimafia e sulla sicurezza, diritto della concorrenza, diritto societario, operazioni di factoring e di cartolarizzazione dei crediti, procedure concorsuali.
Contrasto tra Codice della Strada e Codice delle comunicazioni elettroniche?
Sul principio dell'onerosità dell'uso della sede autostradale da parte dell'operatore di telecomunicazioni.
Cassazione Civile / Ordinanza 27 marzo 2019 n. 8453
Gli Avvocati Laura Gentili e Luca Pardo si aggiudicano la tappa del mese di marzo del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al TAR Lazio, Sez. II ter, con la sentenza 8 aprile 2019, n. 4517, che ha annullato l'aggiudicazione di una gara per le fornitura di sistemi di monitoraggio della rete cellulare indetta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze - Comando Generale della Guardia di Finanza.
Il contenzioso è di grande interesse perché il TAR, sulla base delle difese, ha dovuto preliminarmente esaminare funditus, sulla base della giurisprudenza della Corte di Giustizia e della Corte di Cassazione, la questione della permanenza dell'interesse a ricorrere nell'ipotesi in cui, nonostante non sussistano un ricorso principale ed un ricorso incidentale incrociati e speculari, si verta comunque in un caso di "carattere simmetrico delle ragioni di esclusione dalla gara", sostanzialmente identica a quella relativa al ricorso incidentale escludente, affermando quindi che devono essere ritenuti sussistenti, nel caso di specie, tanto l'interesse che la legittimazione ad agire in relazione all'interesse strumentale alla ripetizione della gara, annullando quindi l'aggiudicazione per ragioni per lo più tecniche, dipendenti dall'oggetto della fornitura e dagli specifici requisiti richiesti dalla lex specialis.
Un risultato rilevante all'esito di un contenzioso ad alta complessità.
In foto da sx gli Avvocati Luca Pardo, socio fondatore dello studio legale ONTIER Pardo Vicenzi, e Laura Gentili, responsabile del dipartimento di diritto amministrativo all'interno dello studio.
Lo Studio Legale ONTIER Pardo Vicenzi svolge attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale e giudiziale nell'ambito del diritto pubblico e amministrativo, diritto civile, diritto societario, diritto del lavoro, diritto penale.
T.A.R. Lazio - Roma / Sentenza 8 aprile 2019 n. 4517
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Prof. Benedetto Ballero e Raffaelle Spano il riconoscimento "Il contenzioso del mese di aprile", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.
Gli avvocati Prof. Benedetto Ballero e Raffaelle Spano si aggiudicano la tappa di aprile del Premio "Il contenzioso dell'anno" per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie alla vittoria ottenuta con la sentenza n. 10423 del 15 aprile scorso, che ha accolto il ricorso e cassato la sentenza della Corte di Appello di Cagliari di rigetto della domanda risarcitoria dei danni subiti in conseguenza di un delicato intervento chirurgico (splenectomia totale), eseguito dall'equipe medica dopo che era stata prospettata la necessità solo dell'asportazione di una cisti splenica, non ricevendo, così, la paziente alcuna preventiva informazione in merito all'operazione effettivamente eseguita.
Una tematica assai delicata quello del consenso informato del paziente e che ancora oggi dà luogo a rilevanti dibattiti.
La sentenza della Sezione III si contraddistingue proprio per la finalità di far chiarezza nella distinzione del caso in cui il paziente lamenti il mancato riconoscimento di un danno alla salute, riconducibile all'assenza di adeguata informazione all'intervento o trattamento, da quello in cui si dolga direttamente del pregiudizio discendente da detta condotta omissiva, per il sol fatto della lesione del diritto ad autodeterminarsi. La distinzione è importante in quanto le due prospettive risarcitorie, in ciascuno di tali casi, rispondono a diversi fondamenti logico-giuridici che si riflettono anche sul piano del riparto degli oneri probatori e che, con riferimento alla fattispecie in esame, la Corte di Appello aveva disatteso, ragione per cui la Suprema Corte ha precisato che il giudice del rinvio sarà tenuto a verificare, sulla base delle risultanze istruttorie acquisite, se il consenso prestato dalla paziente ("id est": l'informazione ricevuta) contemplasse la possibilità che l'intervento praticatole potesse risolversi in una splenectomia totale.
Si comprende come questo precedente sia destinato a riverberarsi per il futuro su tutte le situazioni similari, sollecitando non solo i giudici di merito ad approfondire l'esame delle risultanze probatorie circa la verifica dell'effettiva adeguatezza dell'informazione ricevuta dal paziente, ma prima ancora sensibilizzando il personale medico al rispetto dell'obbligo di informazione.
Un risultato, quindi, giuridicamente rilevante ed al contempo dalle evidenti ricadute sul piano della concreta tutela del diritto alla salute nelle sue varie sfaccettature.
Avv.ti Prof. Benedetto Ballero e Raffaelle Spano
Cassazione Civile / Sentenza 15 aprile 2019 n. 10423
Avv.ti Prof. Francesco Sciaudone, Prof. Bernardo Giorgio Mattarella, Adriano Pala Ciurlo, Flavio Iacovone e Gianluca Bucci
Corte dei Conti / Sez. Riunite in sede giurisdizionale / Sentenza 22 maggio 2019 n. 16/EL
In foto l'avv. Mario Benedetti del foro di Roma, socio fondatore di BLB Studio Legale specializzato in diritto amministrativo, ambiente, diritto civile, diritto commerciale e societario, internazionale, diritto penale e nel quale prestano la propria attività professionale l'Avv. Riccardo Di Bella, in qualità di penalista e of counsel dello studio, e l'Avv. Sergio Busacca.
Le Sezioni Unite si pronunciano sulla questione della responsabilità civile della P.A. per i fatti illeciti dei propri dipendenti
L'ente pubblico risponde civilmente del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche quando questi abbia approfittato delle sue attribuzioni e agito per finalità personali?
Cassazione Civile - Sez. Unite / Sentenza 16 maggio 2019 n. 13246
Avv.ti Alessandro Arcifa, Antonino Mirone Russo e Giampiero De Luca
T.A.R. Sicilia - Catania / Sentenza 11 giugno 2019 n. 1426
Avv.ti Federica Menici e Dario Ardizzone
Piena discrezionalità ai Sindaci in merito alla revoca degli amministratori delle società partecipate?
Cassazione Civile - Sez. Unite / Sentenza 18 giugno 2019 n. 16335
Avv.ti Raffaele Izzo e Alessandro Vinci Orlando
È necessario sottoporre a V.I.A. normativamente non obbligatoria anche le modifiche al progetto?
Consiglio di Stato / Sentenza 29 agosto 2019 n. 5972
Il contenzioso dell'anno: agli avvocati Lucio Ghia, Giuseppe Bernardi e Fabrizio Jacobacci, il riconoscimento "Il contenzioso dei mesi di luglio-agosto", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.
Gli avvocati Lucio Ghia, Giuseppe Bernardi e Fabrizio Jacobacci si aggiudicano la tappa del mese di luglio-agosto del Premio "Il contenzioso dell'anno", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie al successo ottenuto con la sentenza del 14 agosto 2019, n. 21405, pronunciata dalla Prima sezione della Corte di Cassazione, in riforma di una sentenza della Corte di Appello di Roma, sulla questione della legittimità dell'utilizzo, da parte di Autostrade per l'Italia, del sistema SafetyTutor.
A quest'ultima si contestava la violazione delle norme relative alla proprietà intellettuale da parte della società C. che da più di un decennio aveva rivendicato la paternità del sistema; la Corte di Cassazione ha affermato che il concetto di equivalenza in materia brevettuale attiene all'idea di soluzione del problema tecnico e non al problema affrontato, tenuto conto che per aversi contraffazione di una invenzione industriale occorre che si attuino gli elementi essenziali e caratteristici dell'idea inventiva, senza dei quali non si otterrebbe quel nuovo risultato industriale in cui si concreta l'invenzione; pertanto, soltanto ove sia imitata e sfruttata l'invenzione nella sua ideazione originale sussiste la contraffazione, non anche quando si pervenga a simile risultato senza appropriazione di una idea inventiva nuova. In tale prospettiva, la tecnica adottata da Autostrade è stata ritenuta pacificamente diversa da quella che marca la novità intrinseca ed estrinseca del brevetto della società C.
La definizione della questione - chiusa proprio alla vigilia del temuto "rientro" dalle vacanze dell'estate 2019 - ha permesso quindi ad Autostrade per l'Italia di riattivare ed utilizzare i Tutor nei tratti di sua competenza, di certo rendendo più sicure le relative autostrade.
Avv.ti Lucio Ghia, Giuseppe Bernardi e Fabrizio Jacobacci
In foto l'Avv. Prof. Giuseppe Bernardi, fondatore dello studio Legale Bernardi e Associati nel 1977, specializzato nel diritto civile, diritto commerciale, diritto amministrativo e diritto tributario. L'Avv. Prof. Giuseppe Bernardi, docente presso l'Istituto di diritto ed economia delle attività produttive della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", è autore di numerose pubblicazioni sulle più importanti riviste giuridiche Italiane.
Per aversi contraffazione di una invenzione industriale occorre che si attuino gli elementi essenziali e caratteristici dell'idea inventiva e non anche si pervenga allo stesso risultato con diversa soluzione.
Cassazione Civile / Sentenza 14 agosto 2019 n. 21405
Le Avvocatesse Lidia Scantamburlo e Mascia Fumini aggiudicano la tappa mensile di settembre del Premio "Il Contenzioso dell'anno" per il diritto amministrativo, grazie al successo ottenuto nel giudizio d'appello dinanzi al Consiglio di Stato, definito con la sentenza della Sezione Terza 23 settembre 2019, n. 6302, che ha riformato una pronuncia del T.A.R. Puglia.
Un'importante vittoria per il team - tutto al femminile - a tutela degli interessi di una Società leader in Italia nella gestione integrata delle tecnologie e apparecchiature biomedicali, elettromedicali, scientifiche e informatiche, che ha contestato una consultazione preliminare di mercato ingiustamente restrittiva, posto che - avendo ad oggetto tratti tipizzanti del futuro affidamento di servizi di manutenzione per una apparecchiatura elettromedicale ad elevata tecnologia e di rilevanza strategica, quale il sistema PET/TAC in dotazione ed uso presso l'Asp procedente e involgendo la previsione di requisiti di idoneità ai fini della partecipazione - aveva fissato limiti preclusivi in pregiudizio dell'appellante.
La tesi ha trovato riscontro nella sentenza del Consiglio di Stato, il quale ha avuto modo di evidenziare tratti e finalità dell'istituto della consultazione di mercato, per poi rilevare che quando la consultazione di mercato non è ad ampio raggio ma presuppone una prima forte restrizione del mercato, definito sulla scorta dei requisiti tracciati in modo rigido e vincolante dalla stazione appaltante, per rivolgersi esclusivamente agli operatori che, in via di mera tesi, già posseggano tali requisiti, si determina un ingiustificato effetto restrittivo della concorrenza, risultando così già impedito in apice l'accesso alla prestazione da affidarsi, salvo che al produttore ovvero ad operatori economici in rapporti qualificati con il costruttore, di fatto predeterminabili sulla base dei requisiti indicati nella consultazione di mercato, così obliterandosi il principio di equivalenza.
Avvocatesse Lidia Scantamburlo e Mascia Fumini
Consultazione di mercato: quando non è ad ampio raggio ma presuppone una prima forte restrizione del mercato
Uso erroneo e distorto della consultazione di mercato con la fissazione di requisiti di partecipazione limitativi della concorrenza "a monte" e non - come invece dovrebbe essere - "a valle".
Consiglio di Stato / Sentenza 23 settembre 2019 n. 6302
Le Avvocatesse Milena e Fabiola Liuzzi si aggiudicano la tappa del mese di settembre del Premio "Il contenzioso dell'anno", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie al successo ottenuto con l'ordinanza del 27 settembre 2019, n. 24167, pronunciata dalla Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione in riforma di una sentenza della Corte di Appello di Bologna, in materia di responsabilità medica, con particolare riguardo alla distribuzione degli oneri probatori tra medico e struttura sanitaria.
Le Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, proposto da un team tutto al femminile, a difesa di un chirurgo, sul quale la Corte D'Appello di Bologna aveva posto l'onere di provare la corresponsabilità della struttura sanitaria nella causazione del danno a seguito di operazione chirurgica dallo stesso eseguita.
La Sesta Sezione della Corte, a seguito di camera di consiglio fissata ex art. 380-bis c.p.c., nonostante il parere contrario del relatore ed in accoglimento del ricorso, ha invece fissato il principio di diritto - che sembra innovativo in quanto non basato sul richiamo di precedenti in termini - per il quale, a fronte di una responsabilità solidale, grava sulla struttura sanitaria citata in giudizio dal paziente danneggiato e che agisca in regresso nei confronti del chirurgo, dar prova dell'esclusiva responsabilità di colui che ha eseguito l'operazione e non viceversa.
Una decisione certamente di rilievo per le questioni processuali e sostanziali trattate, inerenti ad un settore quale quello della responsabilità medica, molto presente nelle aule dei tribunali.
Avvocatesse Milena e Fabiola Liuzzi
È sulla clinica, che agisce in regresso nei confronti del medico a fronte di una responsabilità solidale, che grava l'onere di provare l'esclusiva responsabilità di quest'ultimo?
Cassazione Civile / Ordinanza 27 settembre 2019 n. 24167
Avvocati Prof. Fabio Cintioli, Carlo Edoardo Cazzato, Paolo Giugliano e Prof. Antonio Catricalà
Fondatore dello Studio, Professor Fabio Cintioli è stato magistrato ordinario e quindi magistrato al T.A.R. È stato Consigliere di Stato e componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa e assistente presso la Corte Costituzionale. È stato Consigliere giuridico del Presidente del Senato nella XIV legislatura, nonché Segretario Generale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. È stato membro di diverse commissioni ministeriali. E’ componente del Comitato Legislativo della Regione Lombardia. Il Professor Cintioli ha svolto e svolge attività di docenza presso diverse Università. La sua attività professionale si concentra in modo particolare nei settori dei servizi pubblici e dei servizi di interesse economico generale, della regolazione dei mercati, del diritto della concorrenza, degli appalti pubblici, del contenzioso nei confronti della Pubblica Amministrazione e del processo amministrativo e contabile. È autore di numerosi articoli e di scritti monografici nel campo del diritto amministrativo e processuale amministrativo e del diritto pubblico dell’economia. Collabora inoltre con numerose riviste specializzate.
Collabora nello studio legale Lipani Catricalà & Partners l'Avv. Carlo Edoardo Cazzato, nel ruolo di coordinatore della pratice Antitrust & Regulatory.
Prof. Avv. Antonio Catricalà
Vanta una importante carriera nella magistratura ordinaria e amministrativa avendo assunto la presidenza della II Sezione del Consiglio di Stato. Attualmente è avvocato Cassazionista e professore di ruolo di Diritto Privato presso l'Università Telematica Pegaso ed è altresì Presidente dell'OAM e di Aeroporti di Roma.
Avv. Paolo Giugliano
Si occupa di diritto amministrativo e di diritto della concorrenza svolgendo attività giudiziale e stragiudiziale. La sua attività si concentra in modo particolare nei settori dei servizi pubblici e dei servizi di interesse economico generale, della regolazione dei mercati, della concorrenza, degli appalti pubblici. Dottore di ricerca in diritto amministrativo presso l’Università degli Studi del Sannio di Benevento è stato anche assegnista di ricerca e componente di progetti di ricerca nel medesimo Ateneo. Svolge regolarmente attività didattiche in materia di Diritto della Concorrenza e dei Consumatori, Diritto Amministrativo ed Istituzioni di Diritto Pubblico in corsi universitari e post-universitari presso Università italiane. Autore di saggi e commenti in materia di Diritto amministrativo e di Diritto della Concorrenza.
T.A.R. Lazio - Roma / Sentenza 17 ottobre 2019 n. 11960
Avvocati Prof. Arturo Cancrini e Francesco Vagnucci
È legittimo il bando che, richiamando il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, estenda gli interventi previsti nel progetto esecutivo anche ad ulteriori parti di opere nello stesso non previste?
T.A.R. Puglia - Lecce / Sentenza 31 ottobre 2019 n. 1664
Si può dare prova del contratto di assicurazione anche adducendo elementi che tengano luogo della proposta ed accettazione scritta?
Cassazione Civile / Ordinanza 15 ottobre 2019 n. 25920
Avv. Francesco Silvio Dodaro
Titolo espressamente dichiarato nel concorso pubblico, sia pure in maniera incompleta: è attivabile il soccorso istruttorio?
Consiglio di Stato / Sentenza 22 novembre 2019 n. 7975
Gli Avvocati Antonio Rizzo e Alessandro Belfiore si aggiudicano la tappa del mese di novembre del Premio "Il contenzioso dell'anno" per il contenzioso davanti la Suprema Corte, grazie al successo ottenuto con la sentenza del 21 novembre, n. 30442, pronunciata dalla I Sezione Civile in accoglimento del ricorso proposto per la cassazione della sentenza della Corte di Appello di Napoli n. 686/2014. La questione trattata è certamente singolare e prende le mosse dall'esigenza di consentire, nei casi estremi di insolvenza del concessionario - al quale lo Stato italiano abbia delegato poteri espropriativi ai fini della realizzazione di un'opera pubblica - il conseguimento dell'indennizzo da parte del soggetto che, come nella specie, sia stato il destinatario della vicenda ablativa a favore della P.A.; in questi casi si impone di far discendere dall'art. 42, terzo comma, Cost., l'esistenza di un obbligo della P.A. beneficiaria dell'espropriazione di provvedere al pagamento del ristoro dovuto. Ciò, s'intende, non per effetto del superamento delle regole che colgono nel concessionario il titolare dell'obbligo indennitario, ma attraverso l'individuazione di un autonomo obbligo di garanzia -piuttosto che per arricchimento senza causa - subordinato all'insolvenza del debitore principale, che riposa sulla necessità, costituzionalmente imposta, di assicurare l'effettivo realizzarsi del bilanciamento di interessi tra il titolare del bene ablato e la P.A. che persegue, attraverso l'espropriazione, finalità di interesse generale.
Avv.ti Antonio Rizzo e Alessandro Belfiore
Cassazione Civile / Sentenza 21 novembre 2019 n. 30442
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Paola Cozzi, Giuseppe Lepore, Antonello Mandarano e Maria Lodovica Bognetti il riconoscimento "Il contenzioso del mese di dicembre", per il diritto amministrativo.
Gli Avvocati Paola Cozzi, Giuseppe Lepore, Antonello Mandarano e Maria Lodovica Bognetti si aggiudicano l'ultima tappa del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie al successo ottenuto davanti al Consiglio di Stato, Sez. IV, con la sentenza 31 dicembre, n. 8919, che ha accolto l'appello promosso nell'interesse del Comune di Milano avverso la sentenza T.A.R. per la Lombardia - Sede di Milano, che aveva accertato il diritto della società ricorrente allo scomputo anche del costo di costruzione relativo alla realizzazione di una multisala cinematografica.
Il contenzioso è di interesse perché chiarisce la portata della disposizione di cui all'art. 16, comma 2, D.P.R. n. 380 del 2001 nel senso che la previsione dello scomputo degli oneri di urbanizzazione non può estendersi al costo di costruzione; si legge tra le righe della motivazione, in particolare, che l'ammissione della negoziabilità delle modalità solutorie delle obbligazioni tributarie (o, comunque, disciplinate dal diritto pubblico) cozzerebbe frontalmente con i principi costitutivi su cui si regge il vigente sistema di contabilità pubblica, fondato sulla generale e rigida indisponibilità anche per l'Amministrazione, salve specifiche e puntuali disposizioni legislative, di tutta la disciplina del tributo (o, comunque, della prestazione patrimoniale imposta) per come delineata dalla legge. Inoltre nella decisione è categoricamente esclusa anche la possibilità di richiamare l'istituto della compensazione, posto che si tratta di un istituto ontologicamente diverso dalla facoltà di scomputo di cui all'art. 16 cit. In effetti, la compensazione (che, peraltro, nel settore tributario opera solo in base ad espressa previsione normativa - cfr. art. 8, comma 6, L. n. 212 del 2000) valorizza a fini estintivi dell'obbligazione la compresenza, in capo all'Amministrazione ed al contribuente, di individuate ragioni contrapposte di credito/debito, laddove lo scomputo del costo di costruzione derogherebbe, senza alcuna base legislativa, all'ordinaria regulajuris di natura pubblicistica per cui il pagamento dei tributi (e, più in generale, delle prestazioni di diritto pubblico) si fa in moneta.
Si tratta all'evidenza di un arresto giurisprudenziale rilevante che, sul piano concretamente applicativo, ha fatto emergere profili innovativi.
Avv.ti Paola Cozzi, Giuseppe Lepore, Antonello Mandarano e Maria Lodovica Bognetti
Consiglio di Stato / Sentenza 31 dicembre 2019 n. 8919
Avv. Ennio Abonante
Cassazione Civile / Ordinanza 12 dicembre 2019 n. 32498

References: sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 380
e contrario
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 Sentenza