Source: https://www.slideshare.net/lamtalia/riforma-statuto-sardo
Timestamp: 2018-01-16 22:28:29+00:00

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Riforma dello Statuto Sardo.
1. LEGA NORD - SARDINIAPROPOSTE DI RIFORME ISTITUZIONALI PER UNA NUOVA STAGIONEDELL’AUTONOMIA DELLA SARDEGNA
2. PREMESSA Sono trascorsi 60 anni dall’approvazione della Legge Costituzionale del 26 febbraio 1948 n.3, con la quale veniva promulgato lo Statuto autonomo della Regione Sardegna. Una conquistaimportante per il Popolo sardo, che si dotava di una autonomia legislativa ed organizzativa, al paridelle altre quattro regioni italiane a statuto speciale, che per ragioni storiche, culturali, linguistiche egeografiche rappresentava uno strumento indispensabile per affrontare la nuova fase istituzionaledopo la fine del secondo conflitto mondiale. Riteniamo che, dopo 60 anni, sia il tempo di aprire un’attenta riflessione e capire se lostrumento normativo e istituzionale del Popolo sardo sia da considerarsi superato e comeaffrontare le nuove sfide del XXI secolo. Molte cose sono cambiate, se non rivoluzionate, nello scenario nazionale, europeo emondiale, sia sul piano politico sia sul piano economico. Sul piano nazionale, la riforma costituzionale del Titolo V, nel 2001, ha aperto la strada alcosiddetto “federalismo interno” e ad una graduale redistribuzione dei poteri e delle funzioni traStato, Regioni ed enti locali. Il dibattito politico è sempre aperto e da più parti, a destra come asinistra, si ravvisa la necessità, di proseguire quel percorso di “devoluzione” anche in sensoeconomico e fiscale. Sul piano politico-economico europeo, dopo la caduta del Muro di Berlino, il vecchiocontinente ha avviato una fase di mutamento radicale. L’Europa divisa in “blocchi” è ormai unlontano ricordo, l’allargamento ad est dell’Unione europea apre inevitabilmente nuovi scenarigeopolitici anche nel rapporto con il mutato scacchiere internazionale. L’introduzione della monetaunica, nel bene o nel male, ha mutato i rapporti economici interni, europei e internazionali. Viviamo nella cosiddetta era del “mercato globale” o “globalizzazione”, e nuove potenzeeconomiche come Cina ed India andranno in prospettiva ad assumere ruoli di primo pianonell’economia mondiale, modificando di fatto i rapporti di forza e gli equilibri tra quelle che sonosempre state considerate le potenze economiche della seconda metà del XX secolo. La Sardegna e il Popolo sardo non possono sottrarsi da queste valutazioni e da questicontesti, che in apparenza potrebbero sembrare più grandi di noi, ma dobbiamo considerare lanostra posizione geografica il ruolo geopolitico che potremmo assumere in un contestomediterraneo ed europeo. L’apertura dei mercati e gli accordi economici in corso tra Unioneeuropea e Paesi del mondo arabo che si affacciano sul mediterraneo, dovrebbero vedere laSardegna protagonista e in posizione centrale rispetto alle nuove evoluzioni in atto. Riteniamo sia fondamentale e prioritario dare vita ad un nuovo assetto istituzionale dellanostra regione, perché per aprire una nuova fase dell’Autonomia della Sardegna e potersirapportare con le nuove sfide politiche ed economiche che ci attendono, non possiamo rimanereingessati e avvitati ad un sistema ormai vecchio di 60 anni. PROVINCE REGIONALI In materia di riforme istituzionali nazionali, da più parti ci si interroga sul ruolo che oggiassumono la amministrazioni provinciali nel nuovo contesto costituzionale dopo la riforma nel 2001del Titolo V. In Sardegna, abbiamo assistito con le elezioni del 2005, alla nascita delle nuoveprovince regionali, non riconosciute dallo Stato, con conseguenze di proliferazione di costi digestione, numero di amministratori, consulenze, ecc., che gravano pesantemente sul bilancio dellaRegione e di conseguenza sulle spalle dei sardi. Se si considera che sono oltre 200 i consiglieriprovinciali e oltre 50 gli assessori, basterebbe solo questo dato per comprendere la portata dellaspesa di denaro pubblico che occorre per tenere in piedi questi apparati. Crediamo che vada invertita la rotta. Nel rinnovato quadro dei rapporti istituzionali, vediamocome le amministrazioni comunali, dotati di una sempre maggiore autonomia gestionale debbanorapportarsi direttamente e costantemente con la Regione sia dal punto di vista economico-
3. finanziario, sia dal punto di vista della programmazione urbanistica e di sviluppo del proprioterritorio. La funzione intermediaria che dovrebbero svolgere le Province regionali è pressochéinesistente o marginale. La conseguenza è il naturale ingessamento del sistema Sardegna, dovele amministrazioni comunali e gli enti locali sono vittime di un centralismo regionale, che da solonon può tenere testa con efficacia alle esigenze di 377 comuni isolani. Il centralismo regionale è il vero freno allo sviluppo della Sardegna. E’ impensabile che unsolo grande “moloch” istituzionale possa essere l’autentico interprete delle particolari aspettativedelle nostre comunità territoriali. Dal centralismo regionale derivano le norme o le leggi capestroche ingabbiano i nostri Comuni, i quali subiscono spesso passivamente, ed in maniera impotente,restrizioni e decisioni che in più di una occasione sono state imposte dall’alto passando sulla testedei sardi. L’unica direzione che si dovrebbe intraprendere per arginare le conseguenze nefaste delcentralismo, è quella di un sistema integrato e coordinato di autonomie locali o territoriali nelcontesto di una rinnovata Autonomia regionale, attraverso l’istituzione di un meccanismo federaleinterno, dove la macchina burocratica, amministrativa e politica si renda più snella ed efficace perraccogliere le nuove sfide del XXI secolo. PROPOSTE PER UNA NUOVA STAGIONE DELL’AUTONOMIA DELLA SARDEGNA Proponiamo una profonda riforma dell’assetto istituzionale della Sardegna, attraverso unprocesso di revisione della Legge costituzionale del 26 febbraio 1948 n. 3 (Statuto Autonomo), suproposta della Regione Sardegna, che necessita di tutti i passaggi costituzionali alla Camera e alSenato. Ne deriva la conseguente modifica e integrazione degli artt. 116 e 117 della Cartacostituzionale. Proponiamo: 1. l’abolizione delle province regionali 2. l’istituzione di due province autonome (individuando le affinità storiche, linguistiche, geografiche e demografiche della nostra Regione) 3. la devoluzione dei poteri legislativi e amministrativi dalla Regione alle province autonome 4. un riassetto istituzione che veda la Regione con ruolo di coordinamento delle Province autonome e un Consiglio regionale che sia composto dalla sommatoria dei Consiglieri delle Province 5. l’istituzione delle Comunità Territoriali quali organi intermedi all’interno delle Province, che in base ad affinità storiche, geografiche ed economiche comprendano più Comuni 6. l’istituzione del Consiglio delle Autonomie locali per assicurare la partecipazione degli enti locali alle scelte di carattere istituzionale, allattività legislativa ed amministrativa della Provincia autonoma, in attuazione dellarticolo 123, quarto comma, della Costituzione 7. istituzione Conferenza permanente per i rapporti tra la Provincia e le autonomie localiLe Province Autonome sarde, al pari di quelle del Trentino-Alto Adige/Südtirol, faranno parte dellaConferenza Stato-Regioni e avranno direttamente rapporti con lo Stato centrale e l’UnioneEuropea sia sul piano politico sia su quello economico.
4. ORGANI, FUNZIONI E FINANZA DELLA NUOVA REGIONE E DELLE PROVINCE AUTONOME RAPPORTI CON LO STATOORGANI DELLA REGIONE Saranno organi della regione: il Consiglio regionale, la Giunta regionale e il Presidente dellaRegione. Il Consiglio regionale sarà composto dai membri dei consigli provinciali di Cagliari-Oristano edi Sassari-Nuoro. Per lesercizio del diritto elettorale attivo nelle province di Cagliari-Oristano e di Sassari-Nuoro sarà richiesto il requisito della residenza nel territorio regionale per un periodo ininterrotto diun anno. Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla regione e le altre funzioniconferitegli dalla Costituzione, dallo Statuto autonomo e dalle altre leggi dello Stato. I membri del Consiglio regionale rappresentano lintera regione.Lufficio di consigliere provinciale e regionale dovrà essere incompatibile con quello di membro diuna delle Camere, di un altro consiglio regionale, ovvero del Parlamento europeo. Il Consiglio regionale eleggerà tra i suoi componenti il presidente, due vice presidenti e isegretari. Il presidente e i vice presidenti dureranno in carica due anni e mezzo. Nei primi trenta mesi di attività del Consiglio regionale il presidente sarà eletto tra i consiglieriappartenenti alla provincia di Cagliari-Oristano. Per il successivo periodo il presidente sarà elettotra i consiglieri appartenenti alla provincia di Sassari-Nuoro. I vice presidenti saranno eletti tra iconsiglieri appartenenti alla provincia diversa da quella del presidente. I vice presidenti coadiuveranno il presidente, il quale sceglieranno il vice presidente chiamatoa sostituirlo in caso di assenza o di impedimento.POTESTÀ LEGISLATIVE DELLA REGIONE In armonia con la Costituzione e i principi dellordinamento giuridico della Repubblica e con ilrispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, la regione avrà la potestà diemanare norme legislative nelle seguenti materie: a) ordinamento degli uffici regionali e del personale ad essi addetto; b) ordinamento degli enti para-regionali; c) ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni; d) istituzione ed ordinamento degli enti di credito fondiario ed agrario, delle casse di risparmio, delle casse rurali, dei monti frumentari e di pegno e delle altre aziende di credito di carattere regionale; relative autorizzazioni; e) ordinamento degli enti sanitari ed ospedalieri; f) ordinamento delle camere di commercio; g) sviluppo della cooperazione e vigilanza sulle cooperative; h) espropriazione per pubblica utilità non riguardante opere a carico dello Stato; i) servizi antincendi.ORGANI DELLE PROVINCE Sono organi della provincia: il Consiglio provinciale, la Giunta provinciale e il Presidente dellaProvincia. Ciascun Consiglio provinciale sarà eletto a suffragio universale, diretto e segreto. Il Consiglioprovinciale di Cagliari-Oristano sarà composto di quarantacinque consiglieri, mentre il Consiglio
5. provinciale di Sassari-Nuoro sarà composto di trentacinque consiglieri. Entrambi i Consigliprovinciali dureranno in carica cinque anni. Se un Consiglio provinciale sarà rinnovatoanticipatamente rispetto allaltro, esso durerà in carica sino alla scadenza del quinquennio di quellonon rinnovato. I membri del Consiglio provinciale rappresenteranno lintera provincia. Prima di essereammessi allesercizio delle loro funzioni essi presteranno giuramento di essere fedeli allaCostituzione. I membri del Consiglio provinciale non potranno essere chiamati a rispondere delle opinioni edei voti espressi nellesercizio delle loro funzioni.POTESTÀ LEGISLATIVE PROVINCELe province avranno la potestà di emanare norme legislative nelle seguenti materie: 1) ordinamento degli uffici provinciali e del personale ad essi addetto; 2) toponomastica; 3) tutela e conservazione del patrimonio storico, artistico e popolare; 4) usi e costumi locali ed istituzioni culturali (biblioteche, accademie, istituti, musei) aventi carattere provinciale; manifestazioni ed attività artistiche, culturali ed educative locali; 5) urbanistica e piani regolatori; 6) tutela del paesaggio; 7) usi civici; 8) artigianato; 9) edilizia comunque sovvenzionata, totalmente o parzialmente, da finanziamenti a carattere pubblico, comprese le agevolazioni per la costruzione di case popolari in località colpite da calamità e le attività che enti a carattere extra provinciale, esercitano nelle province con finanziamenti pubblici; 10) linee marittime ed aeree di cabotaggio fra i porti e gli scali della Provincia; 11) fiere e mercati; 12) opere di prevenzione e di pronto soccorso per calamità pubbliche; 13) industria, commercio ed esercizio industriale delle miniere, comprese le acque termali, cave e saline; 14) produzione e distribuzione dell’energia elettrica; 15) caccia e pesca; 16) parchi per la protezione della flora e della fauna; 17) viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse provinciale; 18) comunicazioni e trasporti di interesse provinciale; 19) assunzione diretta di servizi pubblici e loro gestione a mezzo di aziende speciali; 20) turismo e industria alberghiera; 21) agricoltura, foreste e corpo forestale, patrimonio zootecnico ed ittico, consorzi agrari e stazioni agrarie sperimentali; 22) opere di grande e media bonifica e di trasformazione fondiaria; 23) espropriazione per pubblica utilità per tutte le materie di competenza provinciale; 24) costituzione e funzionamento di commissioni comunali e provinciali per lassistenza e lorientamento dei lavoratori nel collocamento; 25) assistenza e beneficenza pubblica; 26) scuola materna; 27) assistenza scolastica per i settori di istruzione in cui le province hanno competenza legislativa; 28) edilizia scolastica; 29) addestramento e formazione professionale.Le province emaneranno norme legislative nelle seguenti materie: a) polizia locale urbana e rurale;
6. b) istruzione elementare e secondaria (media, classica, scientifica, magistrale, tecnica, professionale e artistica); c) commercio; d) apprendistato; libretti di lavoro; categorie e qualifiche dei lavoratori; e) costituzione e funzionamento di commissioni comunali e provinciali di controllo sul collocamento; f) spettacoli pubblici per quanto attiene alla pubblica sicurezza; g) esercizi pubblici, fermi restando i requisiti soggettivi richiesti dalle leggi dello Stato per ottenere le licenze, i poteri di vigilanza dello Stato, ai fini della pubblica sicurezza, la facoltà del Ministero dellinterno di annullare dufficio, ai sensi della legislazione statale, i provvedimenti adottati nella materia, anche se definitivi. La disciplina dei ricorsi ordinari avverso i provvedimenti stessi è attuata nellambito dellautonomia provinciale; h) incremento della produzione industriale; i) utilizzazione delle acque pubbliche; j) igiene e sanità, ivi compresa lassistenza sanitaria e ospedaliera; k) attività sportive e ricreative con i relativi impianti ed attrezzature.FINANZA DELLA REGIONE E DELLE PROVINCE Saranno devoluti alla regione i proventi delle imposte ipotecarie percette nel suo territorio,relative ai beni situati nello stesso. Saranno altresì devolute alla regione le seguenti quote del gettito delle sottoindicate entratetributarie dello Stato, percette nel territorio regionale: a) i nove decimi delle imposte sulle successioni e donazioni e sul valore netto globale delle successioni; b) i due decimi dellimposta sul valore aggiunto, esclusa quella relativa allimportazione, al netto dei rimborsi effettuati ai sensi dellarticolo 38 bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni; c) i nove decimi del provento del lotto, al netto delle vincite; d) gli 0,5 decimi dellimposta sul valore aggiunto relativa allimportazione riscossa nel territorio regionale. Sarà devoluto alle province il provento dellimposta erariale, riscossa nei rispettivi territori,sullenergia elettrica ivi consumata. Per le concessioni di grande derivazione di acque pubbliche esistenti nella provincia,accordate o da accordarsi per qualunque scopo, lo Stato cederà a favore della provincia i novedecimi dellimporto del canone annuale stabilito a norma di legge. Le province potranno stabilire imposte e tasse sul turismo. La regione e le province avranno facoltà di istituire con leggi tributi propri in armonia con iprincipi del sistema tributario dello Stato, nelle materie di rispettiva competenza. La regione e le province avranno facoltà di emettere prestiti interni da esse esclusivamentegarantiti per provvedere ad investimenti in opere di carattere permanente per una cifra nonsuperiore alle entrate ordinarie. Saranno attribuite alle province le seguenti quote del gettito delle sottoindicate entratetributarie dello Stato, percette nei rispettivi territori provinciali: a) i sette decimi del gettito delle imposte sul reddito delle persone fisiche e sul reddito delle persone giuridiche riscosse nel territorio della provincia; b) i nove decimi delle imposte di registro e di bollo, nonché delle tasse di concessione governativa; c) i sette decimi del gettito delle ritenute alla fonte di cui allarticolo 23, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, operate da imprese industriali e commerciali che hanno la sede centrale nella provincia sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera nella sede
7. centrale e negli stabilimenti ed impianti situati nel territorio provinciale, nonché di quelle operate da imprese industriali e commerciali che hanno la sede centrale fuori dal detto territorio sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera presso stabilimenti ed impianti ubicati nellambito provinciale; le ritenute alla fonte operate da imprese industriali e commerciali con sede centrale nella provinciale sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera in stabilimenti ed impianti situati fuori dal territorio provinciale spettano per intero allo Stato; d) i nove decimi dellimposta di fabbricazione su tutti i prodotti che ne siano gravati, percetta nel territorio della regione; e) i nove decimi delle tasse di circolazione relative ai veicoli immatricolati nei rispettivi territori; f) i nove decimi dellimposta sul consumo dei tabacchi per le vendite afferenti ai territori delle due province; g) i sette decimi dellimposta sul valore aggiunto, esclusa quella relativa allimportazione, al netto dei rimborsi effettuati ai sensi dellarticolo 38 bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni; h) i canoni per le concessioni idroelettriche; i) i quattro decimi dellimposta sul valore aggiunto relativa allimportazione riscossa nel territorio regionale, da ripartire nella proporzione del 56 per cento alla Provincia di Cagliari- Oristano e del 44 per cento alla Provincia di Sassari-Nuoro; j) i nove decimi del gettito dellimposta di fabbricazione sulla benzina, sugli oli da gas per autotrazione e sui gas petroliferi liquefatti per autotrazione erogati dagli impianti di distribuzione situati nei territori delle due province; k) i redditi derivanti dal proprio patrimonio e dal proprio demanio; l) i nove decimi di tutte le altre entrate tributarie erariali, dirette o indirette, comunque denominate, inclusa limposta locale sui redditi, ad eccezione di quelle di spettanza regionale o di altri enti pubblici. Nellammontare delle predette quote saranno comprese anche le entrate afferenti allambitoprovinciale ed affluite, in attuazione di disposizioni legislative od amministrative, ad uffici situatifuori dal territorio delle rispettive province. Allo scopo di adeguare le finanze delle province autonome al raggiungimento delle finalità eallesercizio delle funzioni stabilite dalla legge, sarà devoluta alle stesse una quota non superiore aquattro decimi del gettito dellimposta sul valore aggiunto relativa allimportazione riscossa nelterritorio regionale, da ripartire nella proporzione del 56 per cento alla Provincia di Cagliari-Oristano e del 44 per cento alla Provincia di Sassari-Nuoro. La devoluzione avverrà senza vincolodi destinazione a scopi determinati. Nella determinazione di detta quota sarà tenuto conto, in base ai parametri della popolazionee del territorio, anche delle spese per gli interventi generali dello Stato disposti nella restante partedel territorio nazionale negli stessi settori di competenza delle province. La quota sarà stabilitaannualmente daccordo fra il Governo e il Presidente della Provincia.RAPPORTI FRA STATO, REGIONE E PROVINCE Nel territorio regionale saranno istituiti un commissario del Governo per la provincia diCagliari-Oristano e un commissario del Governo per la provincia di Sassari-Nuoro.Spetteranno ad essi: 1) coordinare, in conformità alle direttive del Governo, lo svolgimento delle attribuzioni dello Stato nella provincia e vigilare sullandamento dei rispettivi uffici, salvo quelli riflettenti lamministrazione della giustizia, la difesa e le ferrovie; 2) vigilare sullesercizio da parte delle province e degli altri enti pubblici locali delle funzioni ad essi delegate dallo Stato e comunicare eventuali rilievi al Presidente della Provincia;
8. Il commissario del Governo in Cagliari-Oristano eserciterà le attribuzioni di cui al n. 2) delprecedente comma nei riguardi della regione e delle altre amministrazioni pubbliche aventicompetenza sullintero territorio regionale. Il commissario del Governo provvederà al mantenimento dellordine pubblico, del qualerisponderà verso il Ministro per linterno. A tale fine egli potrà avvalersi degli organi e delle forze di polizia dello Stato, richiederelimpiego delle altre forze armate ai termini delle vigenti leggi e adottare i provvedimenti previstinellart. 2 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Resteranno ferme le attribuzioni devolute dalle leggi vigenti al Ministero dellinterno. ISTITUZIONI PROVINCIALI E LOCALI FUNZIONI E AUTONOMIA FINANZIARIAISTITUZIONE DELLE COMUNITÀ TERRITORIALI Per lo svolgimento delle funzioni dei comuni da esercitare in forma associata sarannocostituite le Comunità Territoriali. Le Comunità Territoriali sono enti pubblici locali a struttura associativa costituitiobbligatoriamente dai comuni compresi in ciascun territorio. Le Comunità Territoriali saranno disciplinate da uno statuto approvato da non meno di dueterzi dei comuni facenti parte del medesimo territorio e che rappresentino almeno i due terzi dellapopolazione residente nel medesimo. Lo statuto della Comunità Territoriale, approvato dal consiglio comunale a maggioranzaassoluta dei propri componenti dovrà prevedere: a) le attribuzioni degli organi della Comunità, riservando comunque allassemblea la deliberazione degli atti dindirizzo e di programmazione, ivi comprese le linee strategiche per lorganizzazione dei servizi, dei bilanci e dei rendiconti della gestione, l’approvazione dei regolamenti, compresi quelli di organizzazione e di disciplina dello svolgimento delle funzioni attribuite alla Comunità Territoriale, la scelta dei modelli organizzativi e della forma giuridica dei servizi, la definizione delle politiche dei tributi locali e tariffarie, lapprovazione delle carte dei servizi e delle relazioni sullo stato di realizzazione degli obiettivi programmati e dei livelli di servizio deliberati, l’approvazione di atti comportanti impegni di spesa di entità superiore a 2.500.000 euro nonché lapprovazione dei programmi e dei piani di sviluppo economico e sociale; b) le modalità di funzionamento degli organi della Comunità nonché i casi per i quali è richiesta una maggioranza qualificata per l’approvazione di determinate deliberazioni; c) che le deliberazioni assembleari di seguito indicate debbano essere approvate, quale condizione della loro efficacia, dalla metà più uno dei consigli dei comuni facenti parte del territorio di riferimento e che rappresentino la maggioranza della popolazione di quel territorio: 1) criteri e indirizzi generali per la definizione delle politiche di bilancio, compresi quelli relativi ai tributi locali, alle tariffe dei pubblici servizi e alla valorizzazione del patrimonio nonché alla pianificazione del territorio e dello sviluppo socioeconomico; 2) atti di verifica a carattere generale dei risultati ottenuti e dei livelli di servizio raggiunti rispetto agli obiettivi posti, nonché indirizzi generali per le conseguenti azioni eventualmente necessarie; d) che le decisioni dei consigli comunali previste alla lettera c) debbano essere adottate entro un termine non superiore a sessanta giorni dalla richiesta, decorso il quale le deliberazioni dellassemblea si intendono approvate;
9. e) le modalità, ulteriori rispetto a quelle previste dalla lettera c), per assicurare il coinvolgimento e lintegrazione tra le attività amministrative e organizzative della Comunità e quelle dei comuni che ne fanno parte; f) le funzioni e i compiti o le attività già di competenza dei comuni attribuite alla Comunità Territoriale per la gestione associata, nonché le eventuali attività e compiti che, nellambito delle funzioni esercitate in forma associata, possono essere mantenute in capo ai singoli comuni, purché sia rispettato il criterio di equivalenza dei costi e della qualità delle prestazioni e non siano aggravati, direttamente o indirettamente, i costi ovvero ridotta la qualità dei servizi e delle prestazioni per i restanti comuni della Comunità Territoriale; g) la facoltà della Comunità Territoriale di organizzare i servizi pubblici afferenti alle funzioni ad essa attribuite anche mediante la stipula di unapposita convenzione con altre Comunità, anche in casi diversi da quelli previsti dallarticolo 96, comma 1, lettera b); h) i rapporti economici e giuridici tra la Comunità Territoriale e i comuni che la costituiscono, prevedendo in ogni caso la diretta devoluzione alla Comunità delle somme spettanti ai comuni per il finanziamento delle funzioni trasferite ed esercitate in forma associata.Sono organi della Comunità Territoriale: a) lassemblea; b) lorgano esecutivo; c) il presidente. Lassemblea sarà costituita dai sindaci dei comuni facenti parte della Comunità Territorialenonché da un ulteriore numero di componenti pari a uno per comune. Per ciascuna Comunità Territoriale, i rappresentanti dei comuni ulteriori rispetto al sindacosaranno eletti da tutti i componenti dei consigli comunali e, ove costituiti, da tutti i componenti deiconsigli circoscrizionali dei comuni facenti parte della Comunità medesima sulla base di appositoprocedimento elettorale. Gli eletti dureranno in carica cinque anni e comunque fino all’elezione deinuovi rappresentanti nell’assemblea della Comunità.ARCHITETTURA ISTITUZIONALE PER LESERCIZIO DELLA POTESTÀ AMMINISTRATIVA ALIVELLO LOCALE I comuni eserciteranno la potestà amministrativa nelle materie e con riferimento alle funzionigià loro spettanti, e le Comunità Territoriali eserciteranno la potestà amministrativa per le funzioni ele materie conferite loro da apposita legge.I comuni eserciteranno la potestà amministrativa, con riferimento alle funzioni amministrative: a) direttamente, limitatamente ai altri comuni tra loro contermini compresi in uno specifico territorio; tali comuni sono tenuti a stipulare tra loro unapposita convenzione ai fini dellesercizio associato delle predette funzioni; b) mediante la costituzione della Comunità Territoriale con i comuni ricadenti nel medesimo territorio di riferimento; c) mediante la partecipazione allattività e allesercizio delle funzioni attribuite al Consiglio delle autonomie locali.TRASFERIMENTO DI FUNZIONI AMMINISTRATIVE DALLE PROVINCE AI COMUNISaranno trasferite ai comuni, con lobbligo di esercizio associato mediante la Comunità Territoriale,le funzioni amministrative nelle seguenti materie: a) assistenza scolastica ed edilizia scolastica relativa alle strutture per il primo ciclo di istruzione; b) assistenza e beneficenza pubblica, compresi i servizi socio-assistenziali, nonché il volontariato sociale per servizi da gestire in forma associata, ed esclusi gli accreditamenti di enti e strutture e le attività di livello provinciale da identificare d’intesa con il Consiglio delle autonomie locali; c) edilizia abitativa pubblica e sovvenzionata;
10. d) urbanistica, ad esclusione delle funzioni amministrative attinenti ad opere di competenza dello Stato, della Regione e della Provincia nonché delle funzioni di pianificazione urbanistica di livello provinciale, fermo restando quanto previsto dal comma 9, e delle funzioni di vigilanza e tutela compatibili con lordinamento dei comuni e con la Costituzione; e) espropriazioni per le opere o gli interventi dinteresse locale a carattere sovracomunale; f) programmazione economica locale e gestione amministrativa e finanziaria delle leggi di intervento nei settori economici per quanto riguarda il rispettivo ambito territoriale, secondo quanto stabilito dalle intese e dagli accordi di programma previsti dai commi 9 e 10; g) azioni e attività dinteresse locale nellambito delle politiche provinciali, attribuite dalla legge o dagli accordi di programma previsti dal comma 9 nelle materie: agricoltura, foreste, incremento della produzione industriale, artigianato, fiere e mercati, miniere, cave e saline, turismo e commercio; h) infrastrutture dinteresse locale a carattere sovracomunale, comprese le infrastrutture scolastiche; i) opere e interventi dinteresse locale a carattere sovracomunale relativi alla prevenzione dei rischi, alla protezione, alla gestione dell’emergenza e al ripristino definitivo dei danni derivanti da calamità pubbliche; j) servizi pubblici dinteresse locale per quanto non già di competenza dei comuni, fermo restando quanto previsto dal comma 7, e in particolare: 1) ciclo dellacqua, con particolare riguardo ai servizi di acquedotto, fognatura e depurazione; 2) ciclo dei rifiuti; 3) trasporto locale; 4) distribuzione dellenergia.Saranno trasferite ai comuni, senza lobbligo di esercizio associato, le funzioni amministrativerelative alle seguenti materie: a) volontariato sociale per i servizi dinteresse locale; b) corpi dei vigili del fuoco volontari, opere e interventi di interesse locale a carattere comunale relativi alla prevenzione dei rischi, alla protezione, alla gestione dell’emergenza e al ripristino definitivo dei danni derivanti da calamità pubbliche; c) espropriazioni per le opere e gli interventi dinteresse comunale. Con legge provinciale, previa intesa con il Consiglio delle autonomie locali, potranno essereindividuate le funzioni amministrative ulteriori da trasferire ai comuni, nonché le conseguentimodifiche a quelle riservate alla Provincia in ciascuna materia. Previa intesa con lassemblea della Comunità Territoriale, con decreto del Presidente dellaProvincia potranno essere individuati specifici compiti o attività, rientranti nelle funzioni trasferite aicomuni con lobbligo di esercizio in forma associata, che possono essere mantenuti in capo aisingoli comuni, nel rispetto del principio di equivalenza dei costi e della qualità delle prestazioni.PRINCIPI IN MATERIA DI AUTONOMIA FINANZIARIA DELLE ISTITUZIONI PROVINCIALI ELOCALI Le risorse finanziarie di cui la Provincia disporrà ai sensi del nuovo Statuto speciale sarannoutilizzate dalla Provincia, dai comuni e dalle comunità per lo svolgimento delle funzioni a essispettanti, comprese quelle esercitate o attribuite in base a questa legge. Ai comuni e alle Comunità Territoriali sarà assegnata una quota del gettito dei tributi devolutialla Provincia ai sensi del nuovo Statuto speciale, in forma di compartecipazioni al gettito dei tributierariali nonché di contributi e di trasferimenti a carico del bilancio provinciale. Lautonomia finanziaria dei comuni è garantita, nel rispetto della Costituzione e del nuovoStatuto speciale, dai tributi propri, dalle addizionali a essi spettanti nonché dai proventi delle tariffee dalle altre entrate proprie.
11. Le Comunità Territoriali disporranno delle risorse finanziarie assegnate dalla Provincia e daicomuni, dei proventi delle tariffe per i servizi offerti agli utenti e dei corrispettivi per i servizi prodottinellinteresse dei comuni.ISTITUZIONE DEL CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI Per assicurare la partecipazione degli enti locali alle scelte di carattere istituzionale, allattivitàlegislativa ed amministrativa della Provincia autonoma, in attuazione dellarticolo 123, quartocomma, della Costituzione, dovrà istituirsi il Consiglio delle autonomie locali della Provinciaautonoma, con sede presso il Consiglio provinciale. Il Consiglio delle autonomie locali è compostodai Presidenti delle Comunità Territoriali della Provincia. Al Consiglio delle autonomie locali spetteranno: a) la formulazione di pareri in materia di piani e programmi provinciali di carattere generaleaventi per oggetto il territorio, i servizi pubblici, lo sviluppo socio-economico; b) la formulazione di pareri in ordine ai disegni di legge di iniziativa della Giunta provinciale eai regolamenti provinciali, quando riguardano materie nelle quali in tutto o in parte le funzioni sonoattribuite o sono da attribuire ai comuni ovvero riguardano i tributi locali o la finanza locale; per idisegni di legge concernenti la manovra finanziaria provinciale, il parere è richiesto,preventivamente all’approvazione dei medesimi, con riguardo alle sole linee di impostazione dellamanovra di bilancio e ai contenuti del disegno di legge finanziaria riguardanti gli enti locali; c) la formulazione di proposte legislative; ove approvata a maggioranza dei due terzi deicomponenti, la proposta costituisce oggetto di apposito disegno di legge presentato dalla Giuntaprovinciale al Consiglio provinciale entro trenta giorni dal ricevimento; e) la formulazione, su richiesta dell’ente locale interessato, di pareri e di proposte su progettidi deliberazioni concernenti lo statuto, gli atti fondamentali di programmazione e di pianificazioneterritoriale, i regolamenti, i tributi e lorganizzazione dei servizi locali anche a carattereimprenditoriale; f) la promozione di intese per la programmazione e lattuazione di progetti di collaborazionetra enti locali, tra questi e la Provincia, nonché con i loro enti strumentali, anche per assicurare aicittadini, alle loro forme associative ed alle imprese adeguati livelli di servizio pubblico e losvolgimento più adeguato e coordinato delle funzioni amministrative nellambito del territorioprovinciale; laddove le predette intese riguardino la Provincia e gli enti locali, esse sono definitenell’ambito della conferenza permanente prevista dall’articolo 108; g) la formulazione di proposte relative a materie di interesse degli enti locali, da sottoporre alConsiglio provinciale o alla Giunta provinciale; h) la partecipazione alla conferenza permanente per la definizione delle intese ivi previste; i) lo svolgimento delle ulteriori attribuzioni demandate al Consiglio delle autonomie locali dallalegislazione provinciale.ISTITUZIONE CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LA PROVINCIA E LEAUTONOMIE LOCALI Si dovrà istituire la Conferenza permanente per i rapporti tra la Provincia e le autonomielocali, quale sede permanente per la definizione delle intese tra il Consiglio delle autonomie locali ela Giunta provinciale. La conferenza sarà costituita con la partecipazione del Presidente della Provincia, deicomponenti della Giunta provinciale e dei componenti del Consiglio delle autonomie locali.
12. PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALESTATUTO SPECIALEPER LA SARDEGNA
13. PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE STATUTO SPECIALE PER LA SARDEGNA INDICE DEGLI ARTICOLI Titolo I Titolo IV Costituzione della Regione Enti localiCapo I - Disposizioni generali Articoli 57 - 58 Articoli 1 - 3 Titolo V Demanio e patrimonioCapo II - Funzioni della regione della regione e delle province Articoli 4 - 6 Articoli 59 - 61Capo III - Funzioni delle province Titolo VI Finanza della regione e delle province Articoli 7 - 12 Articoli 62 - 77Capo IV - Disposizioni comuni alla regioneed alle province Titolo VII Rapporti fra Stato, regione e province Articoli 13 - 19 Articoli 78 - 79 Titolo II Organi della regione e delle province Titolo VIII Controllo della Corte costituzionaleCapo I - Organi della regione Articoli 80 - 81 Articoli 20 - 41 Titolo XIICapo II - Organi della provincia Disposizioni finali e transitorie Articoli 42 - 52 Articoli 82 - 84 Titolo III Approvazione, promulgazione e pubblicazione delle legge dei regolamenti regionali e provinciali Articoli 53 - 56
14. TITOLO I Costituzione della Regione Capo I Disposizioni generali Articolo 1La Sardegna con le sue isole è costituita in Regione autonoma fornita di personalitàgiuridica entro lunità politica della Repubblica Italiana, una e indivisibile, sulla base deiprincipi della Costituzione e secondo il presente Statuto. Articolo 2La Regione autonoma della Sardegna ha per capoluogo Cagliari. Articolo 3La regione comprende le province di Cagliari-Oristano e di Sassari-Nuoro.Alle province di Cagliari-Oristano e di Sassari-Nuoro sono attribuite forme e condizioniparticolari di autonomia, secondo il presente statuto. Capo II Funzioni della regione Articolo 4In armonia con la Costituzione e i principi dellordinamento giuridico della Repubblica econ il rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, la regione ha lapotestà di emanare norme legislative nelle seguenti materie: a) ordinamento degli uffici regionali e del personale ad essi addetto; b) ordinamento degli enti para-regionali; c) ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni; d) istituzione ed ordinamento degli enti di credito fondiario ed agrario, delle casse di risparmio, delle casse rurali, dei monti frumentari e di pegno e delle altre aziende di credito di carattere regionale; relative autorizzazioni; e) ordinamento degli enti sanitari ed ospedalieri; f) ordinamento delle camere di commercio; g) sviluppo della cooperazione e vigilanza sulle cooperative; h) espropriazione per pubblica utilità non riguardante opere a carico dello Stato; i) servizi antincendi.
15. Articolo 5Salva la competenza prevista nel precedente articolo, la Regione ha facoltà di adattarealle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica, emanando normedi integrazione ed attuazione, nelle altre materie previste da leggi dello Stato. Articolo 6Con leggi della regione, sentite le popolazioni interessate, possono essere istituiti nuovicomuni e modificate le loro circoscrizioni e denominazioni.Tali modificazioni, qualora influiscano sulla circoscrizione territoriale di uffici statali, nonhanno effetto se non due mesi dopo la pubblicazione del provvedimento nel "Bollettinoufficiale" della regione. Capo III Funzioni delle province Articolo 7Le province hanno la potestà di emanare norme legislative entro i limiti indicati dallart. 4,nelle seguenti materie: 1) ordinamento degli uffici provinciali e del personale ad essi addetto; 2) toponomastica; 3) tutela e conservazione del patrimonio storico, artistico e popolare; 4) usi e costumi locali ed istituzioni culturali (biblioteche, accademie, istituti, musei) aventi carattere provinciale; manifestazioni ed attività artistiche, culturali ed educative locali; 5) urbanistica e piani regolatori; 6) tutela del paesaggio; 7) usi civici; 8) artigianato; 9) edilizia comunque sovvenzionata, totalmente o parzialmente, da finanziamenti a carattere pubblico, comprese le agevolazioni per la costruzione di case popolari in località colpite da calamità e le attività che enti a carattere extra provinciale, esercitano nelle province con finanziamenti pubblici; 10) linee marittime ed aeree di cabotaggio fra i porti e gli scali della Provincia; 11) fiere e mercati; 12) opere di prevenzione e di pronto soccorso per calamità pubbliche; 13) industria, commercio ed esercizio industriale delle miniere, comprese le acque termali, cave e saline; 14) produzione e distribuzione dell’energia elettrica; 15) caccia e pesca; 16) parchi per la protezione della flora e della fauna; 17) viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse provinciale; 18) comunicazioni e trasporti di interesse provinciale; 19) assunzione diretta di servizi pubblici e loro gestione a mezzo di aziende speciali; 20) turismo e industria alberghiera;
16. 21) agricoltura, foreste e corpo forestale, patrimonio zootecnico ed ittico, consorzi agrari e stazioni agrarie sperimentali; 22) opere di grande e media bonifica e di trasformazione fondiaria; 23) espropriazione per pubblica utilità per tutte le materie di competenza provinciale; 24) costituzione e funzionamento di commissioni comunali e provinciali per lassistenza e lorientamento dei lavoratori nel collocamento; 25) assistenza e beneficenza pubblica; 26) scuola materna; 27) assistenza scolastica per i settori di istruzione in cui le province hanno competenza legislativa; 28) edilizia scolastica; 29) addestramento e formazione professionale. Articolo 8Le province emanano norme legislative nelle seguenti materie nei limiti indicati dallart. 5: a) polizia locale urbana e rurale; b) istruzione elementare e secondaria (media, classica, scientifica, magistrale, tecnica, professionale e artistica); c) commercio; d) apprendistato; libretti di lavoro; categorie e qualifiche dei lavoratori; e) costituzione e funzionamento di commissioni comunali e provinciali di controllo sul collocamento; f) spettacoli pubblici per quanto attiene alla pubblica sicurezza; g) esercizi pubblici, fermi restando i requisiti soggettivi richiesti dalle leggi dello Stato per ottenere le licenze, i poteri di vigilanza dello Stato, ai fini della pubblica sicurezza, la facoltà del Ministero dellinterno di annullare dufficio, ai sensi della legislazione statale, i provvedimenti adottati nella materia, anche se definitivi. La disciplina dei ricorsi ordinari avverso i provvedimenti stessi è attuata nellambito dellautonomia provinciale; h) incremento della produzione industriale; i) utilizzazione delle acque pubbliche; j) igiene e sanità, ivi compresa lassistenza sanitaria e ospedaliera; k) attività sportive e ricreative con i relativi impianti ed attrezzature. Articolo 9Allo scopo di integrare le disposizioni delle leggi dello Stato, le province hanno la potestàdi emanare norme legislative nella materia del collocamento e avviamento al lavoro, confacoltà di avvalersi - fino alla costituzione dei propri uffici - degli uffici periferici delMinistero del lavoro per lesercizio dei poteri amministrativi connessi con le potestàlegislative spettanti alle province stesse in materia di lavoro.I collocatori comunali saranno scelti e nominati dagli organi statali, sentiti il Presidentedella Provincia e i sindaci interessati.
17. Articolo 10La provincia può autorizzare lapertura e il trasferimento di sportelli bancari di aziende dicredito a carattere locale provinciale e regionale, sentito il parere del Ministero del tesoro.Lautorizzazione allapertura e al trasferimento nella provincia di sportelli bancari delle altreaziende di credito è data dal Ministero del tesoro sentito il parere della provinciainteressata.La provincia nomina il presidente e il vice presidente della cassa di risparmio, sentito ilparere del Ministero del tesoro. Articolo 11È obbligatorio il parere della provincia per le concessioni in materia di comunicazioni etrasporti riguardanti linee che attraversano il territorio provinciale.Lutilizzazione delle acque pubbliche da parte dello Stato e della provincia, nellambitodella rispettiva competenza, ha luogo in base a un piano generale stabilito dintesa tra irappresentanti dello Stato e della provincia in seno a un apposito comitato. Articolo 12Salvo che le norme generali sulla programmazione economica dispongano un diversosistema di finanziamento, il Ministero dellindustria, del commercio e dellartigianatoassegna alle province di Cagliari-Oristano e di Sassari-Nuoro quote degli stanziamentiannuali iscritti nel bilancio dello Stato per la attuazione di leggi statali che prevedonointerventi finanziari per lincremento delle attività industriali. Le quote sono determinatesentito il parere della provincia e tenuto conto delle somme stanziate nel bilancio statale edel bisogno della popolazione della provincia stessa. Le somme assegnate sono utilizzatedintesa tra lo Stato e la provincia. Qualora lo Stato intervenga con propri fondi nelleprovince di Cagliari-Oristano e di Sassari-Nuoro, in esecuzione dei piani nazionalistraordinari di edilizia scolastica, limpiego dei fondi stessi è effettuato dintesa con laprovincia. Capo IV Disposizioni comuni alla regione ed alle province Articolo 13Nelle materie e nei limiti entro cui la regione o la provincia può emanare norme legislative,le relative potestà amministrative, che in base allordinamento preesistente erano attribuiteallo Stato, sono esercitate rispettivamente dalla regione e dalla provincia.Restano ferme le attribuzioni delle province, ai sensi delle leggi in vigore, in quantocompatibili con il presente statuto.Lo Stato può inoltre delegare, con legge, alla regione, alla provincia e ad altri enti pubblicilocali funzioni proprie della sua amministrazione. In tal caso lonere delle spese perlesercizio delle funzioni stesse resta a carico dello Stato.La delega di funzioni amministrative dello Stato, anche se conferita con la presente legge,potrà essere modificata o revocata con legge ordinaria della Repubblica.
18. Articolo 14Con legge dello Stato può essere attribuita alla regione e alle province la potestà diemanare norme legislative per servizi relativi a materie estranee alle rispettivecompetenze previste dal presente statuto. Articolo 15La regione esercita normalmente le funzioni amministrative delegandole alle province, aicomuni e ad altri enti locali o valendosi dei loro uffici. La delega alle province è obbligatorianella materia dei servizi antincendi.Le province possono delegare alcune loro funzioni amministrative ai comuni o ad altri entilocali o avvalersi dei loro uffici. Articolo 16I presidenti delle province esercitano le attribuzioni spettanti allautorità di pubblicasicurezza, previste dalle leggi vigenti, in materia di industrie pericolose, di mestierirumorosi ed incomodi, esercizi pubblici, agenzie, tipografie, mestieri girovaghi, operai edomestici, di malati di mente, intossicati e mendicanti, di minori di anni diciotto.Ai fini dellesercizio delle predette attribuzioni i presidenti delle province si avvalgonoanche degli organi di polizia statale, ovvero della polizia locale, urbana e rurale.Le altre attribuzioni che le leggi di pubblica sicurezza vigenti devolvono al prefetto sonoaffidate ai questori.Restano ferme le attribuzioni devolute ai sindaci quali ufficiali di pubblica sicurezza o aifunzionari di pubblica sicurezza distaccati. Articolo 17I provvedimenti dellautorità statale adottati per motivi di ordine pubblico, che incidono,sospendono o comunque limitano lefficacia di autorizzazioni dei presidenti delle provincein materia di polizia o di altri provvedimenti di competenza della provincia, sono emanatisentito il Presidente della Provincia competente, il quale deve esprimere il parere neltermine indicato nella richiesta. Articolo 18Per losservanza delle leggi e dei regolamenti regionali e provinciali il Presidente dellaRegione e i presidenti delle province possono richiedere lintervento e la assistenza dellapolizia dello Stato, ovvero della polizia locale urbana e rurale. Articolo 19La regione e le province utilizzano - a presidio delle norme contenute nelle rispettive leggi- le sanzioni penali che le leggi dello Stato stabiliscono per le stesse fattispecie.
19. Titolo II Organi della regione e delle province Capo I Organi della regione Articolo 20Sono organi della regione: il Consiglio regionale, la Giunta regionale e il Presidente dellaRegione. Articolo 21Il Consiglio regionale è composto dai membri dei consigli provinciali di Cagliari-Oristano edi Sassari-Nuoro.Per lesercizio del diritto elettorale attivo nelle province di Cagliari-Oristano e di Sassari-Nuoro è richiesto il requisito della residenza nel territorio regionale per un periodoininterrotto di un anno. Articolo 22Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla regione e le altre funzioniconferitegli dalla Costituzione, dal presente statuto e dalle altre leggi dello Stato. Articolo 23Il nuovo consiglio si riunisce entro venti giorni dalla proclamazione degli eletti dei consigliprovinciali di Cagliari-Oristano e di Sassari-Nuoro su convocazione del Presidente dellaRegione in carica. Articolo 24I membri del Consiglio regionale rappresentano lintera regione.Non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni e dei voti espressi nelleserciziodelle loro funzioni.Lufficio di consigliere provinciale e regionale è incompatibile con quello di membro di unadelle Camere, di un altro consiglio regionale, ovvero del Parlamento europeo. Articolo 25Il Consiglio regionale elegge tra i suoi componenti il presidente, due vice presidenti e isegretari.Il presidente e i vice presidenti durano in carica due anni e mezzo.
20. Nei primi trenta mesi di attività del Consiglio regionale il presidente è eletto tra i consiglieriappartenenti alla provincia di Cagliari-Oristano. Per il successivo periodo il presidente èeletto tra i consiglieri appartenenti alla provincia di Sassari-Nuoro. I vice presidenti sonoeletti tra i consiglieri appartenenti alla provincia diversa da quella del presidente.In caso di dimissioni, di morte o di cessazione dalla carica per altra causa del Presidente odei vice presidenti del Consiglio regionale, il consiglio provvede alla elezione del nuovopresidente o dei nuovi vice presidenti secondo le modalità previste dal terzo comma.Lelezione deve avvenire nella prima seduta successiva ed è valida fino alla scadenza delperiodo di due anni e mezzo in corso.I vice presidenti coadiuvano il presidente, il quale sceglie il vice presidente chiamato asostituirlo in caso di assenza o di impedimento. Articolo 26Le norme che disciplinano lattività del Consiglio regionale sono stabilite da unregolamento interno approvato a maggioranza assoluta dei consiglieri. Articolo 27Il Presidente ed i vice presidenti del Consiglio regionale che non adempiano agli obblighidel loro ufficio sono revocati dal consiglio stesso a maggioranza dei due terzi dei suoicomponenti.A tale scopo il Consiglio regionale può essere convocato durgenza su richiesta di almenoun terzo dei consiglieri.Ove il Presidente od i vice presidenti del Consiglio regionale non provvedano allaconvocazione entro quindici giorni dalla richiesta, il Consiglio regionale è convocato dalPresidente della Regione.Se il Presidente della Regione non convoca il consiglio regionale entro quindici giorni dallascadenza del termine prescritto nel comma precedente, la convocazione ha luogo a curadel commissario del Governo. Articolo 28Le cause di scioglimento di cui allarticolo 47, primo e secondo comma, si estendono alConsiglio regionale. In caso di scioglimento del Consiglio regionale si procede, entro tremesi, a nuove elezioni dei consigli provinciali.Lo scioglimento è disposto con le procedure previste dallarticolo 47.Con il decreto di scioglimento è nominata una commissione di tre membri, scelti tra icittadini eleggibili al Consiglio provinciale.I consigli provinciali disciolti continuano ad esercitare le loro funzioni sino alla elezione deinuovi consigli provinciali. Articolo 29Il Consiglio regionale è convocato dal suo presidente in sessione ordinaria nella primasettimana di ogni semestre e, in sessione straordinaria, a richiesta della Giunta regionale o
21. del presidente di questa, oppure a richiesta di almeno un quinto dei consiglieri in carica,nonché nei casi previsti dal presente statuto. Articolo 30Nelle materie non appartenenti alla competenza della regione, ma che presentano peressa particolare interesse, il Consiglio regionale può emettere voti e formulare progetti. Gliuni e gli altri sono inviati dal Presidente della Regione al Governo per la presentazione alleCamere e sono trasmessi in copia al commissario del Governo. Articolo 31La Giunta regionale è composta del Presidente della Regione, che la presiede, di due vicepresidenti e di assessori effettivi e supplenti.Il presidente, i vice presidenti e gli assessori sono eletti dal Consiglio regionale nel suoseno a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta.Il presidente sceglie il vice presidente chiamato a sostituirlo in caso di assenza oimpedimento.Gli assessori supplenti sono chiamati a sostituire gli effettivi nelle rispettive attribuzioni. Articolo 32Il presidente e i membri della Giunta regionale restano in carica finché dura il Consiglioregionale e dopo la scadenza di questo provvedono solo agli affari di ordinariaamministrazione fino alla nomina del presidente e dei componenti la giunta da parte delnuovo consiglio.I componenti la Giunta regionale appartenenti ad un Consiglio provinciale discioltocontinuano ad esercitare il loro ufficio fino alla elezione del nuovo Consiglio provinciale. Articolo 33Il Presidente della Regione o gli assessori che non adempiano agli obblighi stabiliti dallalegge sono revocati dal Consiglio regionale. Articolo 34Qualora per morte, dimissioni o revoca del Presidente della Regione o degli assessorioccorra procedere alle loro sostituzioni, il Presidente del Consiglio regionale convoca ilconsiglio entro quindici giorni. Articolo 35Il Presidente della Regione rappresenta la regione.Egli interviene alle sedute del Consiglio dei ministri, quando si trattano questioni cheriguardano la regione.
22. Articolo 36Il Presidente della Regione dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato allaregione, conformandosi alle istruzioni del Governo. Articolo 37Il Presidente della Regione determina la ripartizione degli affari tra i singoli assessorieffettivi con proprio decreto da pubblicarsi nel Bollettino della regione. Articolo 38Il Presidente della Regione emana, con suo decreto, i regolamenti deliberati dalla giunta. Articolo 39La Giunta regionale è lorgano esecutivo della regione. Ad essa spettano: 1) la deliberazione dei regolamenti per la esecuzione delle leggi approvate dal Consiglio regionale; 2) lattività amministrativa per gli affari di interesse regionale; 3) lamministrazione del patrimonio della regione nonché il controllo sulla gestione, a mezzo di aziende speciali, dei servizi pubblici regionali di natura industriale o commerciale; 4) le altre attribuzioni ad essa demandate dalla presente legge o da altre disposizioni; 5) ladozione in caso di urgenza di provvedimenti di competenza del consiglio, da sottoporsi per la ratifica al consiglio stesso nella sua prima seduta successiva. Articolo 40La Giunta regionale deve essere consultata ai fini della istituzione e regolamentazione deiservizi nazionali di comunicazione e dei trasporti, che interessino in modo particolare laregione. Articolo 41Il Consiglio regionale può delegare alla Giunta regionale la trattazione degli affari dipropria competenza ad eccezione dellemanazione di provvedimenti legislativi.
23. Capo II Organi della provincia Articolo 42Sono organi della provincia: il Consiglio provinciale, la Giunta provinciale e il Presidentedella Provincia.In armonia con la Costituzione e i principi dellordinamento giuridico della Repubblica, conil rispetto degli obblighi internazionali e con losservanza di quanto disposto dal presentecapo, la legge provinciale, approvata dal Consiglio provinciale con la maggioranzaassoluta dei suoi componenti, determina la forma di governo della provincia e,specificatamente, le modalità di elezione del Consiglio provinciale, del Presidente dellaProvincia e degli assessori, i rapporti tra gli organi della provincia, la presentazione elapprovazione della mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente dellaProvincia, i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con le predette cariche, nonchélesercizio del diritto di iniziativa popolare delle leggi provinciali e del referendumprovinciale abrogativo, propositivo e consultivo. Al fine di conseguire lequilibrio dellarappresentanza dei sessi, la medesima legge promuove condizioni di parità per laccessoalle consultazioni elettorali. Le dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti ilConsiglio provinciale comportano lo scioglimento del consiglio stesso e lelezionecontestuale del nuovo consiglio e del Presidente della Provincia, se eletto a suffragiouniversale e diretto. Nel caso in cui il Presidente della Provincia sia eletto dal Consiglioprovinciale, il consiglio è sciolto quando non sia in grado di funzionare per limpossibilità diformare una maggioranza entro novanta giorni dalle elezioni o dalle dimissioni delpresidente stesso.Le leggi provinciali di cui al secondo comma non sono comunicate al commissario delGoverno ai sensi del primo comma dellarticolo 53. Su di esse il Governo della Repubblicapuò promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionaleentro trenta giorni dalla loro pubblicazione.Le leggi provinciali di cui al secondo comma sono sottoposte a referendum provinciale, lacui disciplina è prevista da apposita legge di ciascuna provincia, qualora entro tre mesidalla loro pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori o un quinto deicomponenti del Consiglio provinciale. La legge sottoposta a referendum non è promulgatase non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.Se le leggi sono state approvate a maggioranza dei due terzi dei componenti il Consiglioprovinciale, si fa luogo a referendum soltanto se, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, larichiesta è sottoscritta da un quindicesimo degli aventi diritto al voto per lelezione delConsiglio provinciale. Articolo 43Ciascun Consiglio provinciale è eletto a suffragio universale, diretto e segreto. Il Consiglioprovinciale di Cagliari-Oristano è composto di quarantacinque consiglieri, mentre ilConsiglio provinciale di Sassari-Nuoro è composto di trentacinque consiglieri. Entrambi iConsigli provinciali durano in carica cinque anni. Il quinquennio decorre dalla data delleelezioni. Le elezioni si svolgono contestualmente nella medesima giornata. Se unConsiglio provinciale è rinnovato anticipatamente rispetto allaltro, esso dura in carica sinoalla scadenza del quinquennio di quello non rinnovato.
24. Le elezioni del nuovo Consiglio provinciale sono indette dal Presidente della Provincia ehanno luogo a decorrere dalla quarta domenica antecedente e non oltre la secondadomenica successiva al compimento del quinquennio. Il decreto che indice le elezioni èpubblicato non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente la data stabilita per lavotazione.La prima riunione del nuovo Consiglio provinciale ha luogo non oltre il ventesimo giornodalla proclamazione degli eletti su convocazione del Presidente della Provincia in carica. Articolo 44I membri del Consiglio provinciale rappresentano lintera provincia. Prima di essereammessi allesercizio delle loro funzioni essi prestano giuramento di essere fedeli allaCostituzione.I membri del Consiglio provinciale non possono essere chiamati a rispondere delleopinioni e dei voti espressi nellesercizio delle loro funzioni. Articolo 45Ciascun Consiglio provinciale elegge tra i suoi componenti il presidente, un vicepresidente e i segretari. Articolo 46Ai consigli provinciali si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 26, 27,29, 30 e 33. Articolo 47Il Consiglio provinciale può essere sciolto quando compia atti contrari alla Costituzione ogravi violazioni di legge o non sostituisca la giunta o il suo presidente che abbianocompiuto analoghi atti o violazioni.Il Consiglio provinciale può altresì essere sciolto per ragioni di sicurezza nazionale.Lo scioglimento è disposto con decreto motivato del Presidente della Repubblica previadeliberazione del Consiglio dei ministri, sentita una commissione di deputati e senatoricostituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.Con lo stesso decreto di scioglimento è nominata una commissione di tre membri, sceltitra i cittadini eleggibili al Consiglio provinciale. La commissione elegge tra i suoicomponenti il presidente, il quale esercita le attribuzioni del Presidente della Provincia. Lacommissione indice le elezioni del nuovo Consiglio provinciale entro tre mesi e adotta iprovvedimenti di competenza della Giunta provinciale e quelli di carattere improrogabile.Questi ultimi perdono la loro efficacia, ove non siano ratificati dal Consiglio provincialeentro un mese dalla sua convocazione.Il nuovo Consiglio provinciale è convocato dalla commissione entro venti giorni dalleelezioni.Lo scioglimento del Consiglio provinciale non comporta lo scioglimento del Consiglioregionale. I componenti del Consiglio provinciale disciolto continuano ad esercitare lefunzioni di consigliere regionale fino alla elezione del nuovo Consiglio provinciale.
25. Con decreto motivato del Presidente della Repubblica e con losservanza delle forme dicui al terzo comma è disposta la rimozione del Presidente della Provincia, se eletto asuffragio universale e diretto, che abbia compiuto atti contrari alla Costituzione o reiteratee gravi violazioni di legge. La rimozione può altresì essere disposta per ragioni disicurezza nazionale. Articolo 48La Giunta provinciale è composta del presidente, del vice presidente e degli assessori.Lapprovazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Provincia elettoa suffragio universale e diretto, nonché la rimozione o le dimissioni dello stessocomportano le dimissioni della giunta e lo scioglimento del Consiglio provinciale. Articolo 49Si applicano al presidente e agli assessori provinciali le disposizioni dellarticolo 32, inquanto compatibili. Articolo 50Il Presidente della Provincia ha la rappresentanza della provincia.Adotta i provvedimenti contingibili ed urgenti in materia di sicurezza e di igiene pubblicanellinteresse delle popolazioni di due o più comuni.Il Presidente della Provincia determina la ripartizione degli affari fra i singoli assessorieffettivi con proprio decreto da pubblicarsi nel "Bollettino ufficiale" della regione.Egli interviene alle sedute del Consiglio dei ministri, quando si trattano questioni cheriguardano la provincia. Articolo 51Il Presidente della Provincia emana, con suo decreto, i regolamenti deliberati dalla giunta. Articolo 52Alla Giunta provinciale spetta: 1) la deliberazione dei regolamenti per la esecuzione delle leggi approvate dal Consiglio provinciale; 2) la deliberazione dei regolamenti sulle materie che, secondo lordinamento vigente, sono devolute alla potestà regolamentare delle province; 3) lattività amministrativa riguardante gli affari di interesse provinciale; 4) lamministrazione del patrimonio della provincia, nonché il controllo sulla gestione di aziende speciali provinciali per servizi pubblici; 5) la vigilanza e la tutela sulle amministrazioni comunali, sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, sui consorzi e sugli altri enti o istituti locali, compresa la facoltà di sospensione e scioglimento dei loro organi in base alla legge. Nei suddetti casi e quando le amministrazioni non siano in grado per qualsiasi motivo di
26. funzionare spetta anche alla Giunta provinciale la nomina di commissari. Restano riservati allo Stato i provvedimenti straordinari di cui sopra allorché siano dovuti a motivi di ordine pubblico e quando si riferiscano a comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti; 6) le altre attribuzioni demandate alla provincia dal presente statuto o da altre leggi della Repubblica o della regione; 7) ladozione, in caso di urgenza, di provvedimenti di competenza del consiglio da sottoporsi per la ratifica al consiglio stesso nella sua prima seduta successiva. Titolo III Approvazione, promulgazione e pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali e provinciali Articolo 53I disegni di legge approvati dal Consiglio regionale o da quello provinciale sono comunicatial commissario del Governo in Cagliari, se trattasi della regione o della Provincia diCagliari-Oristano, e al commissario del Governo in Sassari, se trattasi della Provincia diSassari-Nuoro. I disegni di legge sono promulgati trenta giorni dopo la comunicazione,salvo che il Governo non li rinvii rispettivamente al Consiglio regionale od a quelloprovinciale col rilievo che eccedono le rispettive competenze o contrastano con gliinteressi nazionali o con quelli di una delle due province nella regione.Ove il Consiglio regionale o quello provinciale li approvi nuovamente a maggioranzaassoluta dei suoi componenti sono promulgati, se, entro quindici giorni dallacomunicazione, il Governo non promuove la questione di legittimità davanti alla Cortecostituzionale, o quella di merito, per contrasto di interessi davanti alle Camere. In caso didubbio la Corte decide di chi sia la competenza.Se una legge è dichiarata urgente dal Consiglio regionale o da quello provinciale amaggioranza assoluta dei componenti rispettivi, la promulgazione e lentrata in vigore, se ilGoverno consente, non sono subordinate ai termini indicati.Le leggi regionali e quelle provinciali sono promulgate rispettivamente dal Presidente dellaRegione o dal Presidente della Provincia e sono vistate dal commissario del Governocompetente. Articolo 54Le leggi regionali e provinciali ed i regolamenti regionali e provinciali sono pubblicati nel"Bollettino ufficiale" della regione, ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo aquello della loro pubblicazione, salvo diversa disposizione della legge.Copia del "Bollettino ufficiale" è inviata al commissario del Governo. Articolo 55Le leggi approvate dai consigli regionali e provinciali ed i regolamenti emanati dalla Giuntaregionale e da quelle provinciali debbono essere pubblicati, per notizia, in una sezioneapposita della Gazzetta ufficiale della Repubblica.
27. Articolo 56Con legge regionale sono regolati lesercizio delliniziativa popolare e il referendum per leleggi regionali. Titolo IV Enti locali Articolo 57Spetta allo Stato la disciplina dellorganizzazione e del funzionamento degli enti pubbliciche svolgono la loro attività anche al di fuori del territorio della regione. Articolo 58Lordinamento del personale dei comuni è regolato dai comuni stessi, salva losservanzadei principi generali che potranno essere stabiliti da una legge regionale. Titolo V Demanio e patrimonio della regione e delle province Articolo 59Le strade, le strade ferrate e gli acquedotti che abbiano interesse esclusivamenteregionale e che saranno determinati nelle norme di attuazione del presente statutocostituiscono il demanio regionale. Articolo 60Le foreste di proprietà dello Stato nella regione, le miniere, le cave e le saline, quando ladisponibilità ne è sottratta al proprietario del fondo, gli edifici destinati a sedi di ufficipubblici regionali con i loro arredi, e gli altri beni destinati a un pubblico servizio regionalecostituiscono il patrimonio indisponibile della regione.I beni immobili patrimoniali dello Stato situati nella regione sono trasferiti al patrimoniodella regione.Nelle norme di attuazione della presente legge saranno determinate le modalità per laconsegna da parte dello Stato dei beni suindicati.I beni immobili situati nella regione che non sono proprietà di alcuno spettano alpatrimonio della regione. Articolo 61Le province, in corrispondenza delle nuove materie attribuite alla loro competenza,succedono, nellambito del proprio territorio, nei beni e nei diritti demaniali e patrimoniali di
28. natura immobiliare dello Stato e nei beni e diritti demaniali e patrimoniali della regione,esclusi in ogni caso quelli relativi al demanio militare, a servizi di carattere nazionale e amaterie di competenza regionale. Titolo VI Finanza della regione e delle province Articolo 621) Sono devoluti alla regione i proventi delle imposte ipotecarie percette nel suo territorio, relative ai beni situati nello stesso.2) Sono altresì devolute alla regione le seguenti quote del gettito delle sottoindicate entrate tributarie dello Stato, percette nel territorio regionale: a) i nove decimi delle imposte sulle successioni e donazioni e sul valore netto globale delle successioni; b) i due decimi dellimposta sul valore aggiunto, esclusa quella relativa allimportazione, al netto dei rimborsi effettuati ai sensi dellarticolo 38 bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni; c) i nove decimi del provento del lotto, al netto delle vincite; d) gli 0,5 decimi dellimposta sul valore aggiunto relativa allimportazione riscossa nel territorio regionale. Articolo 631) È devoluto alle province il provento dellimposta erariale, riscossa nei rispettivi territori, sullenergia elettrica ivi consumata. Articolo 64Per le concessioni di grande derivazione di acque pubbliche esistenti nella provincia,accordate o da accordarsi per qualunque scopo, lo Stato cede a favore della provincia inove decimi dellimporto del canone annuale stabilito a norma di legge. Articolo 651) Le province possono stabilire imposte e tasse sul turismo. Articolo 661) La regione e le province hanno facoltà di istituire con leggi tributi propri in armonia con i principi del sistema tributario dello Stato, nelle materie di rispettiva competenza.
29. Articolo 67La regione e le province hanno facoltà di emettere prestiti interni da esse esclusivamentegarantiti per provvedere ad investimenti in opere di carattere permanente per una cifra nonsuperiore alle entrate ordinarie. Articolo 681) Sono attribuite alle province le seguenti quote del gettito delle sottoindicate entrate tributarie dello Stato, percette nei rispettivi territori provinciali: a) i sette decimi del gettito delle imposte sul reddito delle persone fisiche e sul reddito delle persone giuridiche riscosse nel territorio della provincia; b) i nove decimi delle imposte di registro e di bollo, nonché delle tasse di concessione governativa; c) i sette decimi del gettito delle ritenute alla fonte di cui allarticolo 23, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, operate da imprese industriali e commerciali che hanno la sede centrale nella provincia sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera nella sede centrale e negli stabilimenti ed impianti situati nel territorio provinciale, nonché di quelle operate da imprese industriali e commerciali che hanno la sede centrale fuori dal detto territorio sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera presso stabilimenti ed impianti ubicati nellambito provinciale; le ritenute alla fonte operate da imprese industriali e commerciali con sede centrale nella provinciale sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera in stabilimenti ed impianti situati fuori dal territorio provinciale spettano per intero allo Stato; d) i nove decimi dellimposta di fabbricazione su tutti i prodotti che ne siano gravati, percetta nel territorio della regione; e) i nove decimi delle tasse di circolazione relative ai veicoli immatricolati nei rispettivi territori; f) i nove decimi dellimposta sul consumo dei tabacchi per le vendite afferenti ai territori delle due province; g) i sette decimi dellimposta sul valore aggiunto, esclusa quella relativa allimportazione, al netto dei rimborsi effettuati ai sensi dellarticolo 38 bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni; h) i canoni per le concessioni idroelettriche; i) i quattro decimi dellimposta sul valore aggiunto relativa allimportazione riscossa nel territorio regionale, da ripartire nella proporzione del 56 per cento alla Provincia di Cagliari-Oristano e del 44 per cento alla Provincia di Sassari-Nuoro; j) i nove decimi del gettito dellimposta di fabbricazione sulla benzina, sugli oli da gas per autotrazione e sui gas petroliferi liquefatti per autotrazione erogati dagli impianti di distribuzione situati nei territori delle due province; k) i redditi derivanti dal proprio patrimonio e dal proprio demanio; l) i nove decimi di tutte le altre entrate tributarie erariali, dirette o indirette, comunque denominate, inclusa limposta locale sui redditi, ad eccezione di quelle di spettanza regionale o di altri enti pubblici.
30. 2) Nellammontare delle predette quote sono comprese anche le entrate afferenti allambito provinciale ed affluite, in attuazione di disposizioni legislative od amministrative, ad uffici situati fuori dal territorio delle rispettive province. Articolo 691) Allo scopo di adeguare le finanze delle province autonome al raggiungimento delle finalità e allesercizio delle funzioni stabilite dalla legge, è devoluta alle stesse una quota non superiore a quattro decimi del gettito dellimposta sul valore aggiunto relativa allimportazione riscossa nel territorio regionale, da ripartire nella proporzione del 56 per cento alla Provincia di Cagliari-Oristano e del 44 per cento alla Provincia di Sassari-Nuoro. La devoluzione avviene senza vincolo di destinazione a scopi determinati, fermo restando il disposto dellarticolo 12 dello statuto e relativa norma di attuazione.2) Nella determinazione di detta quota sarà tenuto conto, in base ai parametri della popolazione e del territorio, anche delle spese per gli interventi generali dello Stato disposti nella restante parte del territorio nazionale negli stessi settori di competenza delle province. La quota sarà stabilita annualmente daccordo fra il Governo e il Presidente della Provincia. Articolo 70Larticolo 119, terzo comma, della Costituzione si applica anche alle province autonome diCagliari-Oristano e di Sassari-Nuoro. Articolo 711) Le province hanno competenza legislativa, nei limiti stabiliti dallarticolo 4, in materia di finanza locale. Articolo 72Allo scopo di adeguare le finanze dei comuni al raggiungimento delle finalità e alleserciziodelle funzioni stabilite dalle leggi, le province di Cagliari-Oristano e di Sassari-Nuorocorrispondono ai comuni stessi idonei mezzi finanziari, da concordare fra il Presidentedella relativa Provincia ed una rappresentanza unitaria dei rispettivi comuni. Articolo 731) La regione e le province collaborano allaccertamento delle imposte erariali sui redditi dei soggetti con domicilio fiscale nei rispettivi territori.2) A tal fine la Giunta regionale e le giunte provinciali hanno facoltà di segnalare, entro il 31 dicembre dellanno precedente a quello in cui scade il termine per laccertamento, agli uffici finanziari dello Stato nella regione e nelle province, dati, fatti ed elementi rilevanti per la determinazione di un maggiore imponibile, fornendo ogni idonea documentazione atta a comprovarla.
31. 3) Gli uffici finanziari dello Stato nella regione e nelle province sono tenuti a riferire alle rispettive giunte i provvedimenti adottati in base alle indicazioni dalle stesse ricevute. Articolo 74La regione, le province ed i comuni hanno un proprio bilancio per lesercizio finanziario checoincide con lanno solare. Articolo 75I bilanci predisposti dalla Giunta regionale o da quella provinciale e i rendiconti finanziariaccompagnati dalla relazione della giunta stessa sono approvati rispettivamente con leggeregionale o provinciale.Per lapprovazione dei bilanci e dei rendiconti finanziari della regione è necessario il votofavorevole della maggioranza dei consiglieri della Provincia di Cagliari-Oristano e di quellidella Provincia di Sassari-Nuoro. Se tale maggioranza non si forma, lapprovazione stessaè data da un organo a livello regionale. Articolo 76Fino a quando gli scambi di prodotti con lestero sono soggetti a limitazioni e adautorizzazioni dello Stato, è facoltà della regione di autorizzare operazioni del genere neilimiti che saranno stabiliti daccordo fra il Governo e la regione.In caso di scambi con lestero sulla base di contingenti che interessano leconomia dellaregione, verrà assegnata a questa una quota parte del contingente di importazione edesportazione, da stabilirsi daccordo tra il Governo e la regione. Articolo 77Le disposizioni generali sul controllo valutario emanate dallo Stato hanno vigore anchenella regione.Lo Stato, tuttavia, destina, per le necessità dimportazione della regione, una quota partedella differenza attiva fra le valute provenienti dalle esportazioni sarde e quelle impiegateper le importazioni.
32. Titolo VII Rapporti fra Stato, regione e province Articolo 78Nel territorio regionale sono istituiti un commissario del Governo per la provincia diCagliari-Oristano e un commissario del Governo per la provincia di Sassari-Nuoro.Spetta ad essi: 1) coordinare, in conformità alle direttive del Governo, lo svolgimento delle attribuzioni dello Stato nella provincia e vigilare sullandamento dei rispettivi uffici, salvo quelli riflettenti lamministrazione della giustizia, la difesa e le ferrovie; 2) vigilare sullesercizio da parte delle province e degli altri enti pubblici locali delle funzioni ad essi delegate dallo Stato e comunicare eventuali rilievi al Presidente della Provincia; 3) compiere gli atti già demandati al prefetto, in quanto non siano affidati dal presente statuto o da altre leggi ad organi della regione e delle province o ad altri organi dello Stato.Il commissario del Governo in Cagliari-Oristano esercita le attribuzioni di cui al n. 2) delprecedente comma nei riguardi della regione e delle altre amministrazioni pubbliche aventicompetenza sullintero territorio regionale. Articolo 79Il commissario del Governo provvede al mantenimento dellordine pubblico, del qualerisponde verso il Ministro per linterno.A tale fine egli può avvalersi degli organi e delle forze di polizia dello Stato, richiederelimpiego delle altre forze armate ai termini delle vigenti leggi e adottare i provvedimentiprevisti nellart. 2 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.Restano ferme le attribuzioni devolute dalle leggi vigenti al Ministero dellinterno. Titolo VIII Controllo della Corte costituzionale Articolo 80La legge regionale o provinciale può essere impugnata davanti la Corte costituzionale perviolazione della Costituzione o del presente statuto o del principio di parità tra i gruppilinguistici.Limpugnazione può essere esercitata dal Governo.La legge regionale può, altresì, essere impugnata da uno dei consigli provinciali dellaregione; la legge provinciale dal Consiglio regionale o dallaltro Consiglio provinciale dellaregione.
33. Articolo 81Le leggi e gli atti aventi valore di legge della Repubblica possono essere impugnati dalPresidente della Regione o da quello della provincia, previa deliberazione del rispettivoconsiglio, per violazione del presente statuto.Se lo Stato invade con un suo atto la sfera di competenza assegnata dal presente statutoalla regione o alle province, la regione o la provincia rispettivamente interessata possonoproporre ricorso alla Corte costituzionale per regolamento di competenza.Il ricorso è proposto dal Presidente della Regione o da quello della provincia, previadeliberazione della rispettiva giunta.Copia dellatto di impugnazione e del ricorso per conflitto di attribuzione deve essereinviata al commissario del Governo in Cagliari, se trattasi della regione o della Provincia diCagliari-Oristano, e al commissario del Governo in Sassari, se trattasi della Provincia diSassari-Nuoro. Titolo IX Disposizioni finali e transitorie Articolo 82Per le modificazioni del presente statuto si applica il procedimento stabilito dallaCostituzione per le leggi costituzionali.Liniziativa per le modificazioni del presente statuto appartiene anche al Consiglioregionale su proposta dei consigli delle province autonome di Cagliari-Oristano e diSassari-Nuoro e successiva conforme deliberazione del Consiglio regionale.I progetti di modificazione del presente statuto di iniziativa governativa o parlamentaresono comunicati dal Governo della Repubblica al Consiglio regionale e ai consigliprovinciali, che esprimono il loro parere entro due mesi.Le modifiche allo statuto approvate non sono comunque sottoposte a referendumnazionale. Articolo 83Fermo quanto disposto dallarticolo 82, le norme del titolo VI possono essere modificatecon legge ordinaria dello Stato su concorde richiesta del Governo e, per quanto dirispettiva competenza, della regione o delle due province.Le disposizioni di cui agli articoli 25 e 46, relative al cambiamento del Presidente delConsiglio regionale, possono essere modificate con legge ordinaria dello Stato suconcorde richiesta del Governo e della regione. Articolo 84Nelle materie attribuite alla competenza della regione o della provincia, fino a quando nonsia diversamente disposto con leggi regionali o provinciali, si applicano le leggi dello Stato.

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11
 Articolo 12
 Articolo 13
 Articolo 14
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 Articolo 16
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 Articolo 50
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 Articolo 58
 Articolo 59
 Articolo 60
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 Articolo 621
 Articolo 631
 Articolo 64
 Articolo 651
 Articolo 661
 Articolo 67
 Articolo 681
 Articolo 691
 Articolo 70
 Articolo 711
 Articolo 72
 Articolo 731
 Articolo 74
 Articolo 75
 Articolo 76
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 Articolo 78
 Articolo 79
 Articolo 80
 Articolo 81
 Articolo 82
 Articolo 83
 Articolo 84