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Timestamp: 2019-06-20 10:56:53+00:00

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Art. 4 legge sul divorzio - Brocardi.it
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Articolo 4 Legge sul divorzio
Dispositivo dell'art. 4 Legge sul divorzio
1. La domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si propone al tribunale [del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza,](1) del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio. Qualora il coniuge convenuto sia residente all'estero o risulti irreperibile, la domanda si propone al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del ricorrente e, se anche questi è residente all'estero, a qualunque tribunale della Repubblica. La domanda congiunta può essere proposta al tribunale del luogo di residenza o di domicilio dell'uno o dell'altro coniuge.
4. Nel ricorso deve essere indicata l'esistenza di figli di entrambi i coniugi.
8. Se la conciliazione non riesce, il presidente, sentiti i coniugi e i rispettivi difensori nonché, disposto l'ascolto del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento, dà, anche d'ufficio, con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nell'interesse dei coniugi e della prole, nomina il giudice istruttore e fissa l'udienza di comparizione e trattazione dinanzi a questo. Nello stesso modo il presidente provvede, se il coniuge convenuto non compare, sentito il ricorrente e il suo difensore. L'ordinanza del presidente può essere revocata o modificata dal giudice istruttore. Si applica l'articolo 189 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile.
9. Tra la data dell'ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa deve essere notificata al convenuto non comparso, e quella dell'udienza di comparizione e trattazione devono intercorrere i termini di cui all'articolo 163 bis del codice di procedura civile ridotti a metà.
(1) La Corte Costituzionale, con sentenza 19-23 maggio 2008, n. 169 ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), nel testo sostituito dall'art. 2, comma 3-bis, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 (Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale) comma inserito dalla relativa legge di conversione 14 maggio 2005, n. 80 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, recante disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Deleghe al Governo per la modifica del codice di procedura civile in materia di processo di cassazione e di arbitrato nonché per la riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali), limitatamente alle parole "del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza,".
relative all'articolo 4 Legge sul divorzio
Norma di riferimento: Articolo 4 Legge sul divorzio - | Quesito Q201720071
B. D. chiede
martedì 05/12/2017 - Estero
“Quesito: competenza territoriale (foro) nel giudizio di divorzio.
- sono italiano residente a Lugano in svizzera con permesso "C", iscritto all'A.I.R.E. nel comune di Pieve di Soligo (TV)
dove sono nato e registrato l'atto matrimoniale
- consorte ufficiosamente domiciliata a Tenero in svizzera, ma abita, come dichiarato alla corte d'appello di milano,
stabilmente in italia a Grandola ed Uniti (CO)
- residenti, dal 1980 fino al 2010 circa, a Grandola ed Uniti (CO)
- separazione ottenuta dal tribunale di Como a giugno 2012
posso portare la pratica di divorzio presso il tribunale di Treviso? Oppure, secondo l'ordinanza della corte di cassazione 15186/14 o + recenti, devo, per competenza territoriale, presentarla solamente presso il tribunale di Como?
In ogni caso vorrei evitare che la controparte impugni l'ordinanza con ricorso per regolamento di competenza.
La norma che disciplina la competenza territoriale del Giudice chiamato a decidere nel procedimento di divorzio è l’art. 4 della Legge 898/1970, la quale – tra le altre - testualmente recita sul punto: ”1. La domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si propone al tribunale del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio (…)”.
Fino al 2008, la norma indicava i due fori speciali (quello dell’ultima residenza comune dei due coniugi e quello della residenza o domicilio del coniuge convenuto) come successivi, oltre che esclusivi e inderogabili.
Tuttavia, con sentenza n. 169 del 23/5/2008, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità del citato articolo 4 limitatamente alle parole "del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza", rendendo il primo/principale criterio di determinazione della competenza territoriale quello del luogo di residenza o domicilio del coniuge convenuto.
La Corte ha ben spiegato che il criterio fissato dalla norma non è ragionevole.
Infatti, con l’espressione “in mancanza” si deve intendere solo l’ipotesi in cui la residenza comune dei coniugi non sia mai esistita (è pacifico infatti, in dottrina e in giurisprudenza, che i coniugi possano anche non avere mai avuto una residenza comune) e non anche quella in cui la residenza comune dei coniugi sia venuta meno.
E’ solo la prima la fattispecie ipotizzata dal legislatore - dal momento che l'art. 144, primo comma, del codice civile, nel prevedere l'obbligo della fissazione della residenza della famiglia, non esclude che, in concreto, i coniugi, per motivi legittimi, possano non procedere a tale fissazione.
Ma allora – secondo la Corte - qualora i coniugi abbiano avuto, per il passato, una residenza comune, per la norma in commento sarebbe stato necessario fare capo, ai fini della individuazione del giudice competente, al tribunale del luogo ove detta residenza si trovava anche nella ipotesi in cui, al momento dell'introduzione del giudizio, nessuna delle parti aveva più alcun rapporto con quel luogo.
Ciò è stato ritenuto manifestamente irragionevole, “non sussistendo alcuna valida giustificazione della adozione dello stesso, ove si consideri che, in tema di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, nella maggioranza delle ipotesi, la residenza comune è cessata, quanto meno dal momento in cui i coniugi, in occasione della domanda di separazione - giudiziale o consensuale - sono stati autorizzati a vivere separatamente, con la conseguenza che, tenute presenti le condizioni per proporre la successiva domanda di divorzio, non è ravvisabile alcun collegamento fra i coniugi e il tribunale individuato dalla norma”.
A seguito della predetta sentenza, dunque, unico e principale criterio (inderogabile) per l’individuazione del Giudice competente a decidere sul divorzio è quello del luogo della residenza o domicilio del convenuto: nel caso in esame il Tribunale competente, qualora a promuovere il giudizio sia il marito, sarà solo ed esclusivamente quello di residenza della moglie, ovvero Como.

References: Articolo 4

Articolo 4
 sentenza 
 Articolo 4
 sentenza 
 articolo 4