Source: http://docplayer.it/16117121-Zonizzazione-acustica-comune-di-seregno.html
Timestamp: 2020-07-09 08:39:33+00:00

Document:
Zonizzazione Acustica Comune di SEREGNO - PDF Download gratuito
Download "Zonizzazione Acustica Comune di SEREGNO"
Florindo Agostini
1 Zonizzazione Acustica Comune di SEREGNO - Norme tecniche di attuazione -
2 INDICE Premessa Pg. 2 Competenze del Comune.. Pg. 2 D.P.C.M Pg. 3 Classificazione acustica del territorio comunale Pg. 7 Valutazione previsionale di impatto acustico Pg. 7 Valutazione di clima acustico Pg. 8 Piani di risanamento acustico delle imprese.. Pg. 8 Requisiti acustici passivi degli edifici Pg. 9 Autorizzazione per lo svolgimento di attività a carattere temporaneo Pg. 9 Regolamentazione dell attività di esercizi pubblici, locali di pubblico spettacolo e/o d intrattenimento danzante. Pg. 12 Ordinanze contingibili ed urgenti... Pg. 12 Sanzioni amministrative. Pg. 12 Appendice A: Definizioni.. Pg. 14 1
3 1.Premessa Le presenti Norme sono finalizzate alla corretta ed efficace attuazione del Piano di Classificazione Acustica del territorio comunale di Seregno con l obiettivo di salvaguardare il benessere dei cittadini e la salubrità dell ambiente dall inquinamento acustico e adottare misure di prevenzione e di risanamento. Oltre alla definizione dei limiti di rumorosità ammissibili nelle diverse classi acustiche del territorio, nelle presenti norme vengono disciplinate nell interesse dei singoli e della collettività: a) i requisiti acustici delle nuove edificazioni o ristrutturazioni e degli impianti tecnologici in esse installati secondo quanto indicato nel D.P.C.M Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici b) le modalità di autorizzazione comunali per le attività a carattere temporaneo quali attività di spettacolo, feste popolari, sagre o cantieri edili e stradali c) la valutazione previsionale dell impatto acustico prevista per alcune tipologie di nuove opere infrastrutturali e urbanistiche d) la valutazione previsionale di clima acustico per alcune tipologie di nuovi insediamenti e) i piani di risanamento delle imprese f) la regolamentazione dell attività di esercizi pubblici, locali di pubblico spettacolo e/o di intrattenimento danzante g) le sanzioni amministrative Le Norme seguono i riferimenti legislativi vigenti: la Legge Quadro 26 ottobre 1995 n. 447, pubblicata sulla G.U. n. 254 del 30 ottobre 1995 ed i relativi decreti attuativi: il D.P.C.M pubblicato sulla G.U. n. 280/ , la Legge Regionale n. 13 del 10 agosto 2001 pubblicata sul B.U.R.L. n supplemento ordinario al n 33 del e la Deliberazione VII/8313 dell , pubblicata sul B.U.R.L. n 12 del Competenze del Comune 1. Sono di competenza del Comune, secondo quanto stabilito dagli articoli 6, e 14 della Legge 447/95: a) la classificazione del territorio comunale in zone acustiche, secondo i criteri stabiliti dalla normativa; b) il coordinamento degli strumenti urbanistici con la zonizzazione acustica; c) l adozione di piani di risanamento di cui all articolo 7 della Legge 447/95; d) il controllo del rispetto della normativa per la tutela dall inquinamento acustico all atto del rilascio delle concessioni edilizie relative a nuovi impianti e infrastrutture adibite ad attività produttive, sportive e ricreative, a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano all utilizzazione dei medesimi 2
4 immobili e infrastrutture, nonché dei provvedimenti di licenza o di autorizzazione all esercizio di attività produttive; e) l adozione di regolamenti per l attuazione della disciplina statale e regionale per la tutela dall inquinamento acustico; f) la rilevazione e il controllo delle emissioni sonore prodotte dai veicoli, fatte salve le disposizioni di cui al D.L. 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni; g) l autorizzazione, anche in deroga ai limiti stabiliti, per lo svolgimento di attività temporanee, di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e di spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile, nel rispetto delle prescrizioni indicate dal comune stesso; g) le funzioni amministrative relative al controllo sull osservanza: 1) delle prescrizioni attinenti il contenimento dell inquinamento acustico prodotto dal traffico veicolare e dalle sorgenti fisse; 2) delle disposizioni e/o prescrizioni impartite in materia di contenimento dell inquinamento acustico in fase di licenza d uso e nulla osta all esercizio per le attività produttive, sportive e ricreative e per postazioni di servizi commerciali polifunzionali; 3) della disciplina e delle prescrizioni tecniche relative all attuazione della zonizzazione acustica 4) della corrispondenza alla Deliberazione della Giunta Regionale VII/8313 dell dei contenuti della documentazione in materia di impatto acustico o di valutazione previsionale di clima acustico, fornita in fase progettuale e di concessione edilizia ai sensi dell articolo 8 della Legge 447/95 per gli insediamenti, le attività e le infrastrutture ivi previste. 2. Per l esercizio delle funzioni di controllo e vigilanza, di cui è titolare, il Comune si può avvalere del supporto della Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente così come definito dall articolo 15 dalla Legge Regionale del 10 agosto 2001 n D.P.C.M : Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore Il D.C.P.M fissa i valori limite per l ambiente esterno e per l ambiente abitativo delle sorgenti sonore, singole o nel loro insieme. Prevede che il territorio comunale venga suddiviso in sei classi con diversa destinazione d uso e valori limite differenti, dalla Classe I Aree di particolare tutela fino alla Classe IV Aree esclusivamente industriali. I valori limite sono differenziati in funzione del periodo della giornata: si distinguono due periodi, il periodo diurno dalle ore 6 alle ore 22 e il periodo notturno, dalle ore 22 alle ore 6. Naturalmente nel periodo notturno i valori limite sono, rispetto alla classe, maggiormente cautelativi. 3
5 Le classi di destinazione d uso del territorio sono indicate nella tabella A allegata al D.P.C.M. 14 novembre 1997, di seguito riportata: Tabella 1 Classificazione del territorio comunale (Tabella A del D.P.C.M. 14 novembre 97) Classe I Aree particolarmente protette Classe II Aree destinate ad uso prevalentemente residenziale Classe III Aree di tipo misto Classe IV Aree di intensa attività umana Classe V Aree prevalentemente industriali Classe VI Aree esclusivamente industriali Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. Rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali ed artigianali. Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici. Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali; le aree con limitata presenza di piccole industrie. Rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni. Rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi. 4
6 3.1 Valori limite di emissione I valori limite di emissione sono riferiti alla singole sorgente sonora, sono espressi in livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato A e sono indicati nella tabella B allegata al D.P.C.M. 14 novembre Tabella 2 Valori limite di emissione - L eq in db(a) (Tabella B del D.P.C.M ) Classi di destinazione d'uso del Tempi di riferimento territorio Diurno Notturno I - Aree particolarmente protette II - Aree prevalentemente residenziali III - Aree di tipo misto IV - Aree di intensa attività umana V - Aree prevalentemente industriali VI - Aree esclusivamente industriali Valori limite assoluti di immissione I valori limite assoluti di immissione si riferiscono al livello equivalente di rumore ambientale, cioè al contributo globale di tutte le sorgenti sonore nel loro insieme. I valori limite di assoluti di immissione sono indicati nella tabella C allegata al D.P.C.M. 14 novembre Tabella 3 Valori limite assoluti di immissione - Leq in db(a) (Tabella C del D.P.C.M ) Classi di destinazione d'uso del territorio Tempi di riferimento Diurno Notturno I - Aree particolarmente protette II - Aree prevalentemente residenziali III - Aree di tipo misto IV - Aree di intensa attività umana V - Aree prevalentemente industriali VI - Aree esclusivamente industriali Valori di qualità I valori di qualità, definiti all art.2, comma h, della Legge Quadro n.447/95 sono i valori di rumore da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo, con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili. Sono indicati nella tabella C allegata al D.P.C.M. 14 novembre 1997: 5
7 Tabella 4 Valori di qualità (Leq in db(a)) - Tabella D del D.P.C.M Classi di destinazione d'uso del territorio Tempi di riferimento Diurno Notturno I - Aree particolarmente protette II - Aree prevalentemente residenziali III - Aree di tipo misto IV - Aree di intensa attività umana V - Aree prevalentemente industriali VI - Aree esclusivamente industriali Valori limite differenziali di immissione I valori limite differenziali di immissione si riferiscono alla differenza tra il livello equivalente di rumore ambientale ed il livello continuo equivalente del rumore residuo e si applicano esclusivamente all interno degli ambienti abitativi. I valori limite differenziali di immissione sono indicati nell articolo 4, comma 1 del D.P.C.M. 14 novembre 1997 e sono pari a 5 db(a) per il periodo diurno e a 3 db(a) nel periodo notturno. Ai sensi dell articolo 4, commi 1, 2 e 3 del D.P.C.M. 14 novembre 1997, i limiti differenziali non si applicano: - nelle zone classificate come aree esclusivamente industriali (zone di Classe VI); - se valgono entrambe le seguenti condizioni: a) il rumore misurato a finestre aperte è inferiore a 50 db(a) nel periodo diurno o a 40 db(a) nel periodo notturno e b) il rumore misurato a finestre chiuse è inferiore a 35 db(a) nel periodo diurno o a 25 db(a) nel periodo notturno. - alla rumorosità prodotta dalle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime; - alla rumorosità prodotta da attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali; - alla rumorosità prodotta da servizi e impianti fissi dell edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al disturbo provocato all interno dello stesso. Ai sensi dell articolo 3, comma 1, del D.M. 11 dicembre 1996, gli impianti a ciclo produttivo continuo, così come definiti dall articolo 2 dello stesso decreto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto, vengono esclusi dall applicazione del criterio differenziale a condizione che siano rispettati i valori assoluti di immissione. 6
8 4. Classificazione acustica del territorio comunale Il territorio comunale è stato suddiviso in zone acustiche omogenee corrispondenti alle sei classi di destinazione d uso. All interno di ciascuna zona acustica omogenea valgono i limiti di emissione, di immissione, di attenzione e di qualità, sopra riportati. Per la stesura della Classificazione acustica del territorio comunale si rimanda alla Relazione Tecnica. Per la cartografia su supporto informatico si è utilizzata la seguente legenda: Tipo di area Colore Zona acustica omogenea di Classe I Zona acustica omogenea di Classe II Zona acustica omogenea di Classe III Zona acustica omogenea di Classe IV Zona acustica omogenea di Classe V Zona acustica omogenea di Classe VI verde chiaro verde scuro giallo arancione rosso blu 5. Valutazione previsionale di impatto acustico Ai sensi dell articolo 8, comma 2, della Legge 447/95, nell ambito delle procedure di valutazione di impatto ambientale ai sensi dell art.6 della legge 8 luglio 1986, n.349, ovvero su richiesta dei comuni, i soggetti titolari dei progetti o delle opere devono predisporre una documentazione di impatto acustico relativa alla realizzazione, alla modifica o al potenziamento delle seguenti opere: a) aeroporti, aviosuperfici, eliporti; b) strade di tipo A, B, C, D, E, F, secondo la classificazione di cui al D.L.vo 285/92 e successive modifiche ed integrazioni; c) discoteche; d) pubblici esercizi e circoli privati ove sono istallati macchinari o impianti rumorosi; e) impianti sportivi e ricreativi; f) ferrovie ed altri sistemi di trasporto su rotaia. Ai sensi dell articolo 8, commi 4 della Legge 447/95, le domande per il rilascio di concessioni edilizia relative per nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative, e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili ed 7
9 infrastrutture nonché le domande di licenza o di autorizzazione all esercizio di attività produttive devono contenere una documentazione di previsione di impatto acustico. La documentazione di previsione di impatto acustico deve essere redatta da un tecnico competente in acustica ambientale seguendo le modalità e i criteri tecnici riportati nella Deliberazione della Giunta regionale n. VII/8313 dell I progetti sottoposti a valutazione d impatto ambientale (V.I.A.) per la normativa statale o regionale devono comunque contenere specifiche informazioni in merito alle emissioni sonore e devono essere redatti in conformità alle esigenze di tutela dall inquinamento acustico delle popolazioni interessate. 6. Valutazione del clima acustico Ai sensi dell articolo 8, comma 3, della Legge 447/95, è fatto obbligo di produrre una relazione di valutazione del clima acustico per le aree interessate alla realizzazione delle seguenti tipologie di insediamenti: a) scuole e asili nido; b) ospedali; c) case di cura e di riposo; d) parchi pubblici urbani ed extraurbani; e) nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere di cui all articolo 19, comma 2. La documentazione di valutazione del clima acustico deve essere redatta da un tecnico competente in acustica ambientale seguendo le modalità e i criteri tecnici riportati nella Deliberazione della Giunta regionale n. VII/8313 dell Piani di risanamento acustico delle imprese Ai sensi dell art.15, comma 2, della Legge Quadro n.447/95, le imprese che, nello svolgimento della loro attività, provocano immissioni sonore nell ambiente esterno e/o in ambienti abitativi confinanti, devono presentare all Amministrazione Comunale un piano di risanamento acustico, entro sei mesi dall approvazione della classificazione acustica del territorio comunale, per l adeguamento ai valori limite indicati nel D.P.C.M Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore. In mancanza della presentazione del piano di risanamento acustico, l impresa, entro il medesimo termine di sei mesi dall approvazione della classificazione acustica, dovrà comunque adeguarsi ai valori limite in essa previsti. Il piano di risanamento ai sensi dell art.2, comma 6 della Legge Quadro n. 447/95, dovrà essere redatto seguendo i criteri della Delibera di Giunta Regionale n. 7/6906 del , pubblicata sul B.U.R.L. n. 50 del e dovrà contenere almeno le seguenti informazioni: 1) le generalità dei soggetti titolari o responsabili dell impresa e il tipo di attività specifica che l impresa svolge 2) la tipologia degli impianti con l indicazione dei cicli tecnologici, il periodo di 8
10 funzionamento, i turni di lavoro ecc. 3) la destinazione urbanistica dell area e la classificazione acustica della zona 4) i dati fonometrici rilevati in ambiente esterno, al confine di proprietà e all esterno di esso, con l attività in funzione in periodo diurno e notturno, se anche in tale periodo si svolge l attività della ditta 5) una descrizione degli interventi di bonifica acustica che verranno adottati per il contenimento delle emissioni sonore con una previsione della riduzione attesa 6) il tempo di realizzazione di tali interventi 7) l eventuale realizzazione di interventi temporanei di contenimento delle emissioni sonore, di tipo tecnico, e di tipo organizzativo, nell attesa che vengano realizzati gli interventi definitivi di bonifica acustica A tutela della salute dei cittadini, l Amministrazione Comunale, nella valutazione dello specifico piano di risanamento, potrà richiedere l adozione di interventi temporanei di contenimento delle emissioni e fissare un limite temporale massimo per la realizzazione di tutti gli interventi. Il termine massimo per la realizzazione degli interventi previsti dal piano non può comunque essere superiore ad un periodo di trenta mesi dalla presentazione del piano. Ad ultimazione degli interventi di bonifica indicati nel piano di risanamento, l impresa dovrà comunicare all Amministrazione comunale il termine dei lavori entro 30 giorni. 8. Requisiti acustici passivi degli edifici Ai sensi dell art. 7 della Legge Regionale n. 13 i progetti relativi ad interventi sul patrimonio edilizio esistente che ne modifichino le caratteristiche acustiche e i proegtti relativi a nuove costruzioni devono essere corredati da dichiarazione del progettista che attesti il rispetto dei requisiti acustici stabiliti dal D.P.C.M Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici e dai regolamenti comunali. 9. Autorizzazione per lo svolgimento di attività a carattere temporaneo Ai sensi del presente Regolamento sono definite attività a carattere temporaneo quelle che si svolgono e si concludono in un periodo di tempo limitato, in genere in luoghi non attrezzati per accogliere stabilmente tali attività. Sono attività a carattere temporaneo i cantieri, le feste popolari di partito e associazioni, le sagre, i cinema all aperto, gli spettacoli musicali all aperto, le manifestazioni sportive all aperto, ecc.. Per il rilascio dell autorizzazione si rimanda allo specifico art. 8 della Legge Regionale n. 13/01. 9
11 Nei due paragrafi seguenti verranno riportate note specifiche per le due tipologie più comuni di attività a carattere temporaneo: feste e spettacoli, cantieri edili e/o stradali. 9.1 Feste, sagre e spettacoli in luogo pubblico o aperto al pubblico In generale si possono suddividere le zone in cui si svolgono manifestazioni all aperto in aree attrezzate ed aree non attrezzate. Le prime, individuate da anni ed utilizzate da più soggetti, sono quelle che la consuetudine d uso ha portato a dotarle di un minimo di strutture fisse di base, come ad esempio una pista da ballo in cemento od un palco all interno di un area pubblica. Nella seconda tipologia rientrano le aree dove si svolgono eventi di minor portata, durata e tradizione e che non richiedono grandi spazi, come ad esempio le feste di piccole associazioni, feste di quartiere e quant altro. Oltre alle indicazioni riportate al precedente paragrafo, per le aree attrezzate l Amministrazione Comunale, o altro eventuale proprietario, deve individuare l area destinata ad essere normalmente utilizzata per le manifestazioni più rilevanti, ovvero che abbiano una durata superiore ai 3 giorni. Deve essere predisposto un elaborato grafico dove siano evidenziati gli spazi a diverso utilizzo (piste da ballo, palco per orchestra, altoparlanti, schermo cinematografico ecc.), che devono essere localizzati alla massima distanza possibile dagli insediamenti abitativi. Tali aree non devono essere individuate in vicinanza di zone per le quali la quiete rappresenta un elemento base per la salute, quali ospedali o case di riposo. In queste aree possono essere previste strutture di contenimento delle emissioni sonore quali barriere acustiche di tipo fisso o comunque permanenti per tutto il periodo di utilizzo dell area. Deve essere prevista da parte dell Amministrazione Comunale una limitazione d orario nell arco della giornata; in assenza di specifiche prescrizioni, gli orari ai quali riferirsi sono i seguenti: al mattino, l inizio non antecedente alle ore 9.00 ed il termine non oltre le ore 13.00; l inizio pomeridiano non prima delle ore ed il termine fra le e le Particolare attenzione deve essere rivolta al rumore prodotto dall afflusso di pubblico e dai mezzi di trasporto, valutando anche i percorsi di accesso all area attrezzata, la disponibilità e l ubicazione dei parcheggi e i collegamenti con i servizi pubblici di trasporto, al fine di contenere le emissioni sonore soprattutto nelle fasi di deflusso del pubblico in orario notturno. 9.2 Cantieri edili e stradali Nell autorizzazione potranno essere indicate alcune prescrizioni quali quelle di seguito riportate: Per i cantieri edili: a) dovrà essere fornito un elenco dei macchinari utilizzati nel cantiere corredati, ove previsto, dalla dichiarazione di conformità alle normative nazionali e comunitarie (Direttive CEE) con l indicazione, ove previsto, della potenza sonora emessa b) gli impianti più rumorosi a funzionamento continuo, quali ad esempio generatore di corrente, betoniere, compressori ecc., dovranno essere di tipo silenziato e dovranno essere localizzati il più lontano possibile dai recettori più vicini 10
12 c) per le lavorazioni più rumorose e l utilizzo di impianti rumorosi dovrà essere prevista una limitazione d orario. Tali lavorazioni dovranno in generale essere svolte nei seguenti orari: dalle ore 8 alle ore 12 e dalle ore alle ore 19 nei giorni feriali con l esclusione del sabato pomeriggio, fatto salvo specifiche deroghe concesse dall Amministrazione Comunale d) relativamente ai cantieri di ristrutturazione di singoli condomini o di singoli edifici, le lavorazioni più rumorose dovranno in generale essere svolte in un orario centrale della mattinata e del pomeriggio, con esclusione del periodo compreso tra le ore 12 e le ore 14, alternando l'attività rumorosa con adeguati intervalli di pausa, fatto salvo specifiche deroghe concesse dall Amministrazione Comunale Per i cantieri stradali e assimilabili: a) le lavorazioni più rumorose dovranno preferibilmente essere eseguite in periodo diurno b) dovranno essere utilizzati macchinari silenziati, ove possibile, e con caratteristiche conformi alle normative nazionali e comunitarie (Direttive CEE); dovrà inoltre essere assicurata una buona manutenzione dei macchinari, come previsto dal libretto macchina La verifica dell adozione delle prescrizioni indicate dall Amministrazione Comunale è demandata alla Polizia Municipale. Particolare attenzione andrà rivolta alle modifiche della viabilità dovuta alla presenza del cantiere edile o stradale e all indotto dei mezzi di cantiere, senza trascurare il fatto che possono essere utilizzati percorsi alternativi tali da peggiorare la qualità acustica di aree che normalmente non sono pesantemente interessate dalla rumorosità dovuta al traffico autoveicolare. In generale per i cantieri e anche per le ristrutturazioni di singoli appartamenti, qualora non sia necessaria la richiesta di autorizzazione in deroga ai valori limite, è tuttavia opportuno per particolari lavorazioni, quali a titolo esemplificativo le demolizioni, le rimozioni, le fresature in parete ecc., prevedere adeguati intervalli di pausa. Per i cantieri edili o stradali che vengano attivati in emergenza, per il ripristino urgente dell erogazione di servizi pubblici (linee telefoniche o elettriche, gas, acqua ecc.) oppure in situazioni di pericolo per la popolazione, in generale, non è prevista alcuna richiesta di autorizzazione in deroga o prescrizione specifica, se la durata del cantiere è inferiore a 7 giorni. Infine, in casi specifici di motivata necessità, quali ad esempio cantieri edili o stradali nei pressi di ricettori sensibili (scuole, ospedali, case di riposo ecc.) il Sindaco o l Amministrazione Comunale può prevedere prescrizioni ulteriori o provvedimenti particolari, da adottare a cura del cantiere, quali ad esempio periodi di intervallo per le lavorazioni più rumorose, utilizzo di schermi temporanei ecc. 11
13 10. Regolamentazione dell attività di esercizi pubblici, locali di pubblico spettacolo e/o d intrattenimento danzante Gli esercizi pubblici e i locali di pubblico spettacolo e/o d intrattenimento danzante dovranno adeguarsi a quanto indicato nel D.P.C.M. n. 215 del Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi ed assolvere tutti gli obblighi previsti dalla citata normativa. Per l apertura di nuovi esercizi pubblici o locali di pubblico spettacolo e/o d intrattenimento danzante o per un ampliamento o una modifica sostanziale di locali già esistenti, dovrà essere presentata all Amministrazione Comunale una valutazione previsionale di impatto acustico. L Amministrazione Comunale valuterà soprattutto la compatibilità urbanistica e ambientale dell area in cui il nuovo esercizio andrà ad inserirsi. Per i locali e gli esercizi pubblici già esistenti, che siano stati oggetto di segnalazioni da parte della cittadinanza e per i quali siano stati accertati superamenti dei valori limite indicati nel D.P.C.M Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore, l Amministrazione Comunale può prevedere specifiche prescrizioni tecniche o regolamentari quali una limitazione della potenza sonora degli impianti di diffusione installati all interno del locale, interventi di bonifica acustica sulla struttura, una variazione degli orari di apertura dell attività ecc.. Il personale dell Amministrazione Comunale e della Polizia Municipale, avvalendosi anche degli organismi tecnici di controllo, verificherà in funzione della propria competenza l osservanza alle prescrizioni richieste dal Comune. 11. Ordinanze contingibili ed urgenti Ai sensi dell art.9 della Legge Quadro n.447/95, qualora sia richiesta da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell ambiente, il Sindaco, nell ambito delle proprie competenze e con provvedimento motivato, può ordinare il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, ivi compresa l inibitoria parziale o totale di determinate attività. 12. Sanzioni amministrative Secondo quanto indicato all art.10 commi 1, 2 e 3, della Legge Quadro n.447/95 e all art. 16 della Legge Regionale n.13/01, l Amministrazione comunale provvederà all emanazione di una sanzione amministrativa nei seguenti casi: a) per la non ottemperanza ad un ordinanza sindacale contingibile ed urgente, emanata per urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell ambiente, ai sensi dell art.9, comma 1 della Legge Quadro n.447/95, pagamento di una somma da 1000 a b) per il superamento dei valori limite di immissione o di emissione, pagamento di una somma da 500 a 5000 c) per la violazione di una disposizione dettata in applicazione della Legge Quadro n. 447/95 dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia o dal Comune, pagamento di una 12
14 somma da 250 a d) per la mancata richiesta di autorizzazione per lo svolgimento di attività temporanee, pagamento di una somma da 250 a 1500 e) per la mancata osservanza alle prescrizioni indicate dal Comune nell autorizzazione in deroga per lo svolgimento di attività temporanee, pagamento di una somma da 500 a 3000 f) per la mancata presentazione del piano di risanamento acustico o per il mancato adeguamento entro il termine di sei mesi ai valori limite previsti dalla classificazione acustica, pagamento di una somma da 500 a 3000 g) per la mancata comunicazione da parte dell impresa dell avvenuta conclusione degli interventi indicati nel piano di risanamento acustico, pagamento di una somma da 250 a 500 h) per la mancata osservanza di prescrizioni indicate dal Comune per esercizi pubblici e/o locali di intrattenimento, pagamento di una somma da 250 a 1500 L accertamento delle infrazioni verrà eseguito, in funzione delle proprie competenza, da personale dell Amministrazione Comunale, dalla Polizia Municipale e/o dagli organismi tecnici di controllo. Ai sensi dell art.10, comma 4, della Legge Quadro n.447/95, il 70 % delle somme derivanti dal pagamento delle sanzioni sarà versato all entrata del bilancio dello Stato; il restante 30 % sarà utilizzato dall Amministrazione Comunale per attività di prevenzione e riduzione dell inquinamento acustico sul proprio territorio, e di sensibilizzazione e di educazione della popolazione residente alle problematiche connesse all inquinamento acustico. 13
15 Appendice A Definizioni Per le presenti norme vengono assunte, in conformità alla Legge 447/95, al D.P.C.M e al D.M. 16 marzo 1998, le seguenti definizioni: Inquinamento acustico L'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi; Ambiente abitativo Ogni ambiente interno ad un edificio destinato alla permanenza di persone o di comunità ed utilizzato per le diverse attività umane, fatta eccezione per gli ambienti destinati ad attività produttive per i quali resta ferma la disciplina di cui al decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, salvo per quanto concerne l'immissione di rumore da sorgenti sonore esterne ai locali in cui si svolgono le attività produttive; Sorgenti sonore fisse Gli impianti tecnici degli edifici e le altre installazioni unite agli immobili anche in via transitoria il cui uso produca emissioni sonore; le infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali, marittime, industriali, artigianali, commerciali ed agricole; i parcheggi; le aree adibite a stabilimenti di movimentazione merci; i depositi dei mezzi di trasporto di persone e merci; le aree adibite ad attività sportive e ricreative. Sorgenti sonore mobili Tutte le sorgenti sonore non comprese nella definizione di sorgenti fisse; Livello di pressione sonora L p [db] Esprime il valore della pressione acustica di un fenomeno sonoro mediante la scala logaritmica dei decibel (db) ed è dato dalla relazione seguente: 2 p (t) Lp = 10 log 2 p 0 dove p(t) è il valore efficace della pressione sonora misurata in pascal (Pa) e p 0 è la pressione di riferimento che si assume uguale a 20 Pa in condizioni standard. Livello continuo equivalente di pressione sonora L eq, T [db] (o L eq [db]) É definito dalla relazione analitica seguente: = T 2 1 p (t) Leq T 10 log dt 0 2 T p0 14
16 dove p(t) è il valore istantaneo della pressione sonora; p 0 è il valore della pressione sonora di riferimento, che si assume uguale a 20 Pa in condizioni standard; T è l'intervallo di tempo di integrazione; L eq, T esprime il livello energetico medio del rumore nell intervallo di tempo T considerato. Livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato 'A'. L Aeq,T [db] (o L Aeq [db] o L eq [db(a)]) É il parametro fisico adottato per la misura del rumore, definito dalla relazione analitica seguente: 2 1 p (t) L eq (A), T = T A 10 log 0 2 T p0 dt dove p A (t) è il valore istantaneo della pressione sonora ponderata secondo la curva A (norma I.E.C. n. 651); p 0 è il valore della pressione sonora di riferimento, che si assume uguale a 20 Pa in condizioni standard; T è l'intervallo di tempo di integrazione. L Aeq, T esprime il livello energetico medio del rumore ponderato in curva A nell intervallo di tempo T considerato. Livello di rumore residuo - L r [db(a)] É il livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato 'A' che si rileva quando si escludono le specifiche sorgenti disturbanti. Esso deve essere misurato con le identiche modalità impiegate per la misura del rumore ambientale. Livello di rumore ambientale - L a [db(a)] É il livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato 'A' prodotto da tutte le sorgenti di rumore esistenti in un dato luogo e durante un determinato tempo. Il rumore ambientale è costituito dall'insieme del rumore residuo (come precedentemente definito) e da quello prodotto dalle specifiche sorgenti disturbanti. Livello differenziale di rumore É la differenza tra il livello di rumore ambientale (L a ) e quello del rumore residuo (L r ). Rumore con componenti impulsive Emissione sonora nella quale siano chiaramente udibili e strumentalmente rilevabili eventi sonori di durata inferiore ad un secondo. Rumori con componenti tonali Emissioni sonore all'interno delle quali siano evidenziabili suoni corrispondenti ad un tono puro o contenuti entro 1/3 di ottava e che siano chiaramente udibili e strumentalmente rilevabili. Tempo di riferimento - T r É il parametro che rappresenta la collocazione del fenomeno acustico nell'arco delle 24 ore: si individuano il periodo diurno e notturno. Il periodo diurno è di norma, quello 15
17 relativo all'intervallo di tempo compreso tra le h 6,00 e le h. 22,00. Il periodo notturno è quello relativo all'intervallo di tempo compreso tra le h 22,00 e le h 6,00. Tempo di osservazione - T o É un periodo di tempo, compreso entro uno dei tempi di riferimento, durante il quale l'operatore effettua il controllo e la verifica delle condizioni di rumorosità. Tempo di misura - T m É il periodo di tempo, compreso entro il tempo di osservazione, durante il quale vengono effettuate le misure di rumore. 16

References: articolo 7
 articolo 8
 articolo 15
 art.2
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 3
 articolo 2
 articolo 8
 art.6
 articolo 8
 articolo 8
 articolo 19
 art.15
 art.2
 art. 7
 art. 8
 art.9
 art.10
 art. 16
 art.9
 art.10