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Timestamp: 2020-07-05 03:47:32+00:00

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Cambio di destinazione d’uso in centro storico: basta la S.C.I.A. - Geometra a Genova e Savona: Enrica Spirito
Cambio di destinazione d’uso in centro storico: basta la S.C.I.A.
Con la recente sentenza 1009/2017 del 29 agosto 2017 il Tar della Toscana ha legittimato che il cambio di destinazione d’uso è realizzabile con una semplice Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.) anche in pieno centro storico (Zona A) a patto che rientri nei lavori di “restauro e risanamento conservativo”.
Per comprendere appieno la sentenza occorre però partire dalla definizione di centro storico che è definito “zona A” ai sensi del D.M. 1444/1968 ed è formato da aree interessate da fabbricati, da nuclei, da spazi liberi e da percorsi che rivestono carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale e che, per le loro caratteristiche e la loro consistenza unitaria, sono destinate ad essere salvaguardate, conservate e valorizzate (descrizione tratta dal Piano Urbanistico Comunale di Genova).
Il tema era già stato trattato con la sentenza della Cassazione Penale 6873/2017 la quale aveva definitivo che il cambio di destinazione d’uso in zona A sarebbe stato equiparato a lavori di ristrutturazione edilizia ed avrebbe, pertanto, richiesto il rilascio del Permesso di Costruire.
Tale imposizione avrebbe messo a rischio interventi di riconversione di edifici in tutta Italia paralizzando in particolar modo le città con ampi centri storici come Genova.
Il legislatore è quindi intervenuto con la manovra correttiva (decreto Legge 50/2017) modificando le definizioni contenute nel Dpr 380/2001 in particolare l’art. 3 comma 1 lettera c) il quale ad oggi specifica che gli interventi di restauro e risanamento conservativo sono quegli interventi:
“rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano anche il mutamento delle destinazioni d’uso purché con tali elementi compatibili, nonché conformi a quelle previste dallo strumento urbanistico generale e dai relativi piani attuativi. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio”
In tal modo, con questa nuova definizione di interventi di restauro e risanamento conservativo, apre alla possibilità di concedere il cambio di destinazione d’uso anche all’interno dei centri storici tramite la presentazione della S.C.I.A. senza la necessità di una richiesta più lunga e complessa di Permesso di Costruire.
La perimetrazione del centro storico
Nel Caso di specie della Sentenza 1009 del 29 agosto 2017 del Tar della Toscana una banca presentava una S.C.I.A. per effettuare un’opera di restauro e risanamento conservativo diretta ad operare un mutamento della destinazione d’uso da residenziale a direzionale per la realizzazione di una nuova filiale dell’istituto bancario in zona classificata “A” dal D.M. 1444/1968.
La Banca presentava quindi ricorso al Tar Toscana contro l’ordinanza del Comune di Firenze, il quale veniva accolto in quanto l’intervento in questione è suscettibile di essere qualificato come restauro e risanamento conservativo e, ciò, considerando come si sia lasciata sostanzialmente inalterata la struttura dell’immobile e la suddivisione interna dei locali, per cui non obbligatorio il permesso di costruire ma ammissibile conuna semplice Segnalazione Certificata di Inizio Attività.
Testo Unico Edilizia – dpr 380/2001
Sentenza 1009/2017 del 29 agosto 2017 Tar Toscana
Sentenza Cassazione Penale 6873/2017
Susanna2017-10-13T12:42:49+00:00ottobre 9th, 2017|Approfondimenti|
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