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FACTORING E CONCENTRAZIONE DEI RISCHI
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1 FACTORING E CONCENTRAZIONE DEI RISCHI Il 31 dicembre 1998 ha rappresentato una data importante per gli intermediari finanziari sottoposti alla vigilanza prudenziale della Banca d Italia, ai sensi dell art. 107, comma 2, del Testo Unico. Intorno a tale data ruotano infatti alcune disposizioni transitorie relative alla disciplina della concentrazione dei rischi. Tali disposizioni riguardano prima di tutto la definizione dei grandi rischi, che fino al 31 dicembre 1998 sono considerati tali per le posizioni di rischio risultanti pari o superiori al 15% del patrimonio di vigilanza (anziché al 10%, come previsto dalle disposizioni generali). SOMMARIO - Il mercato estero - Le statistiche - Notizie dai siti Web - Da: "Il Factoring: 10 domande e 10 risposte" - Notizie dalle Associate - Notizie dal Consiglio e dalle Commissioni Tec-niche - Le circolari Assifact - Attività associative - Documentazione distribuita - Ordina oggi Per quanto riguarda il limite individuale, fino alla stessa data del ASSIFACT Via Cerva, Milano Tel Fax Internet NUMERO CHIUSO IL dicembre 1998 si applica un limite del 60% agli intermediari finanziari appartenenti ai gruppi bancari (anziché del 40%). Più in generale, agli intermediari finanziari è consentito riallineare le posizioni di rischio verso la clientela (clienti singoli o connessi in gruppo) alle disposizioni, secondo i seguenti termini: 60% del patrimonio di vigilanza entro il 31 dicembre 1996; 40% del patrimonio di vigilanza entro il 31 dicembre 1998; 25% del patrimonio di vigilanza entro il 31 dicembre Per quanto riguarda, da ultimo, i grandi rischi, questi devono essere ricondotti dagli intermediari entro il limite globale nel più breve tempo possibile e comunque, ancora una volta, entro il 31 dicembre Non vi è dubbio quindi che tale scadenza abbia prodotto effetti rilevanti sulle relazioni tra gli intermediari finanziari e la clientela di maggiori dimensioni. La portata degli effetti delle norme in tema di concentrazione dei rischi è peraltro ampiamente differenziata in relazione alle caratteristiche delle specifiche attività finanziarie non bancarie. Nell ambito del rischio di credito, le norme di vigilanza prudenziale esplicitamente previste per gli intermediari finanziari sono rappresentate da disposizioni in materia di frazionamento dei rischi, volte ad evitare l assunzione di posizioni eccessivamente concentrate. Gli intermediari sono tenuti, in primo luogo, ad osservare un limite globale, cioè a contenere l ammontare complessivo dei grandi rischi entro il limite di otto volte il patrimonio di vigilanza. I grandi rischi sono costituiti in particolare dalle posizioni di rischio di importo pari o superiore al 10% del patrimonio di vigilanza. In secondo luogo gli intermediari sono tenuti ad osservare un limite individuale, cioè a contenere ciascuna posizione di rischio verso singoli clienti (o gruppi di questi) entro il limite del 25% del patrimonio di vigilanza. Nel caso del factoring, gli anticipi erogati a fronte di acquisti di crediti rappresentano attività a rischio nei confronti del debitore ceduto, per le operazioni pro soluto, e del cedente, per le operazioni pro solvendo. In quest ultimo caso è lasciata all intermediario la facoltà di considerare l esposizione in capo al debitore ceduto, applicando la relativa ponderazione; tale opzione deve essere mantenuta con riferimento a tutte le operazioni concluse con il medesimo cedente. Gli impegni assunti a fronte di acquisti di crediti pro soluto relativi ad importi non anticipati, così come gli importi relativi a crediti ceduti a terzi pro solvendo rientrano tra le attività di rischio fuori bilancio. I crediti per cui l intermediario si limiti a curare l incasso senza alcun anticipo o2 garanzia a fronte della cessione, non costituiscono attività di rischio. La normativa non si applica comunque ai rapporti intercorrenti tra società appartenenti al medesimo gruppo bancario; ai crediti vantati nei confronti di altri soggetti iscritti nell elenco speciale appartenenti al medesimo gruppo dell intermediario finanziario; ai crediti acquistati da terzi e vantati nei confronti di società appartenenti al gruppo dell intermediario finanziario (fattispecie tipica, ad esempio, nel factoring cosiddetto monoceduto, posto in essere dalle società captive operanti nell ambito di gruppi non finanziari), a condizione che l intermediario stesso non abbia in essere operazioni di raccolta del risparmio presso il pubblico ai sensi dell art. 11 del Testo Unico; ai crediti acquistati da terzi e vantati nei confronti di società partecipanti al capitale dell intermediario, ancorché non appartenenti al medesimo gruppo (pluricaptive), a condizione che queste svolgano la propria attività prevalentemente nei confronti degli stessi soci (con preventiva comunicazione alla Banca d Italia, corredata dai riferimenti sulla compagine sociale e sui soggetti nei confronti dei quali viene svolta l attività di factoring). Gli intermediari finanziari appartenenti a gruppi bancari non sono inoltre sottoposti ad alcun limite globale nell ammontare complessivo dei grandi fidi; per essi vige un limite individuale pari al 40% del patrimonio di vigilanza (anziché al 25%). Certamente il modello di vigilanza prudenziale proposto dalla Banca d Italia per gli intermediari finanziari tiene conto dell esigenza di assicurare la parità di trattamento tra i diversi soggetti operanti nel settore finanziario, perseguendo un obiettivo di neutralità degli strumenti di controllo rispetto alle formule istituzionali e organizzative utilizzabili per lo svolgimento dell attività (intermediario finanziario specializzato o pluriprodotto, offerta diretta da parte della banca). Esso si propone peraltro anche di rispettare, attraverso la differenziazione delle caratteristiche tecniche degli strumenti di vigilanza, le peculiarità delle tipologie di attività svolte e delle modalità operative utilizzate, cosi come prospettato dalla delibera CICR del 29 marzo Tale finalità deve essere tenuta presente nel valutare l impatto delle norme sulla concentrazione dei rischi sull attività di factoring. Il factoring si caratterizza infatti per la particolarità del rapporto tra il factor ed il cliente cedente e fa leva proprio sull acquisizione di un importo rilevante di crediti nell ambito dell economia dell impresa cliente, che consente a quest ultima di sfruttare i vantaggi del ricorso allo strumento, in termini di risparmio di costi amministrativi e organizzativi, ed alla società di factoring di acquisire una visione ed un controllo più ampi ed efficaci dell attività della clientela. Nel factoring il controllo sulla concentrazione del rischio è assicurato in via principale dalle politiche di composizione dei portafogli crediti acquistati (in termini di diversificazione e frazionamento dei debitori ceduti), piuttosto che da una parcellizzazione dei cedenti, che porta ad alterare le specificità dello strumento creando le premesse per l assunzione di generici e più pericolosi rischi economici e finanziari. In questo senso le norme generali sulla concentrazione dei rischi non risultano adatte alle caratteristiche dell attività di factoring e rischiano di segnare l avvio di un processo di alterazione dei connotati distintivi dello strumento, spingendo il comparto a modificare significativamente la natura delle relazioni con la clientela, nella direzione dell offerta di generici apporti finanziari al capitale circolante dell impresa più che di sostegno operativo alla sua gestione dei crediti commerciali, per rispettare gli obblighi previsti dalla vigilanza. Ciò può compromettere l evoluzione del settore del factoring, da tempo impegnato in una importante opera di riconversione, tesa a consolidare le differenze dei prodotti offerti rispetto ai finanziamenti tradizionali, a tutto svantaggio di una equilibrata e diversificata offerta di servizi all economia reale da parte del sistema finanziario. La Banca d Italia ha reagito positivamente all evidenziazione delle problematiche sopra esposte ed ha per il momento prorogato la disciplina transitoria vigente. Alessandro Carretta tel IL MERCATO ESTERO EUROPAFACTORING LEGAL AFFAIRS COMMITTEE In occasione della Conferenza Annuale di Europafactoring, Federazione Europea delle Associazioni Nazionali del Factoring, tenutasi il 3 luglio 1998 a Stoccolma, è stato nominato chairman della Europafactoring Legal Affairs Committee il Dr. Jur. Ulrich Brink, responsabile della Deutsche Factoring Verband. Il giorno 19 maggio 1999 è prevista la prima riunione del suddetto Comitato, che tratterà i seguenti temi: 1. UNCITRAL Draft convention on international receivables; 2. Value Added Tax and Factoring in Europe. Liliana Corti tel3 LE STATISTICHE IL MERCATO DEL FACTORING Nel 1998 il mercato del factoring conferma, per il terzo anno consecutivo, una netta propensione alla crescita. Se nel 1997, infatti, il turnover complessivo segnava un incremento pari al 20%, nel 1998 tale percentuale si è innalzata fino a raggiungere il 25%. Anche l'ammontare dei crediti acquistati in essere ha conosciuto un sensibile sviluppo, aumentando di 14 punti percentuali rispetto al medesimo campione censito nel I dettagli delle statistiche ed i valori aggiornati sono disponibili anche presso il sito web Assifact, nella sezione "Statistiche 98". (per informazioni : Enrico Memo tel NOTIZIE DAI SITI WEB Il sito Web di Assifact è stato aggiornato: (http://www.assifact.it) Notizie sull'impatto dell'euro sono disponibili al seguente indirizzo: Tutto sulla privacy: Enrico Memo tel DA: "IL FACTORING, 10 DOMANDE E 10 RISPOSTE" Il factoring è un'alternativa al finanziamento bancario? Il factoring è uno strumento per gestire professionalmente i crediti e, come tale, comprende diversi servizi: Amministrazione, gestione ed incasso dei crediti Assistenza legale nella fase di recupero dei crediti Valutazione dell'affidabilità della clientela Anticipo dei crediti prima della relativa scadenza Garanzia di buon fine delle operazioni Alessandro Carretta tel Crediti acquistati Crediti acquistati Turnover Turnover in essere in essere al al RILEVAZIONE DATI STATISTICI ANNO 1998 Scadenza restituzione dischetto: 25 febbraio 1999 NOTIZIE DALLE ASSOCIATE Variazione di denominazione Dal 1 gennaio 1999 l Istituto Bancario San Paolo di Torino ha cambiato denominazione in San Paolo IMI. Nuove cariche Comit Factoring S.p.A. ha nominato come Direttore, in sostituzione del Sig. Ugo Ingrassia, il Sig. Luciano Menegotto. Barbara Perego tel4 NOTIZIE DAL CONSIGLIO E DALLE COMMISSIONI TECNICHE Dal Consiglio Dal 2 febbraio il Sig. Luciano Menegotto (Direttore Comit Factoring S.p.A.) ed il Sig. Giorgio Burchi (Amministratore Delegato Mediofactoring S.p.A.) sostituiscono in Consiglio Assifact rispettivamente il Sig. Ugo Ingrassia ed il Dott. Carlo Alfei. Il Consiglio Assifact, in data 2 febbraio, ha designato due nuovi membri del Comitato Esecutivo nella persona del Sig. Luciano Menegotto (Comit Factoring S.p.A.) e del Sig. Giorgio Burchi (Mediofactoring S.p.A.). Il Consiglio di Assifact ha recentemente ammesso una nuova Associata. Le Associate Assifact sono attualmente 35: ABF Factoring, Banca Carige, Banca di Roma, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco di Desio e della Brianza, C.B.I. Factor, Centro Factoring, Cofiri F&L, Comit Factoring, Credem Factor, Credit Factoring, Deutsche Bank Factoring, Faber Factor, Factorcoop, Factor Industriale, Factorit, Farmafactoring, Fercredit, Fin-Eco Factoring, Fivefactor, Gallo & C., Ge Capital Finance, Ifis Factoring, Ifitalia, Mediofactoring, Merchant Leasing & Factoring, Padana Factoring, Pool Factor, Presto Leasing, Riesfactoring, San Paolo IMI, Savagest, Serfactoring, UFB Factoring Italia, Veneta Factoring. Il Consiglio di Assifact ha recentemente deciso di trasformare la preesistente Commissione Centrale Rischi nella nuova Commissione Tecnica Segnalazioni di vigilanza e di Centrale Rischi, la quale si prenderà carico di tutte le problematiche connesse alle segnalazioni in parola. Liliana Corti tel LE CIRCOLARI ASSIFACT Circolari Informative n. 03 del Calendario riunioni periodo gennaio-febbraio Circolari Tecniche n. 01 del Composizione Commissione Segnalazioni di vigilanza e di Centrale Rischi. Circolari Statistiche n. 04 del Risultati rilevazione sull attività di factoring nel 1998 n. 05 del Dischetto per la rilevazione dei dati statistici relativi all ANNO Barbara Perego tel ATTIVITA ASSOCIATIVE Svolte nel mese di febbraio Milano Stato avanzamento lavori progetto formazione (c/o Dida.El) Milano Consiglio Milano Stato avanzamento lavori progetto formazione (c/o Dida.El). Previste per il mese di marzo Milano Centrale Rischi Associativa (ABI) Milano Sottocomitato Associazioni di Prodotto (ABI) Barbara Perego tel DOCUMENTAZIONE DISTRIBUITA - Opuscolo associativo 10 domande e 10 risposte (ai Direttori) - Modulo d ordine copie aggiuntive rapporto Euro e intermediazione finanziaria non bancaria (ai Direttori) - Provvedimento dell Autorità Garante per la protezione dei dati personali in tema di esonero dall obbligo di informativa agli interessati relativamente ai dati raccolti presso terzi (Commissione Legale) Barbara Perego tel ORDINA OGGI Supplemento al numero 1 anno 1 MARZO 1999 di Fact & News Liliana Corti tel5 O R D I N A O G G I... Supplemento al numero 1 - anno 1 - marzo 1999 di "Fact & News"6 SOMMARIO DEL VOLUME ASSIFACT Associazione Italiana per il Factoring Gli Organi dell Associazione Il mercato del factoring e l attività associativa nel 1996/1997 Dati statistici Le Commissioni Tecniche Attività 1997 La domanda di factoring Sintesi dell indagine promossa da ASSIFACT Supporto multimediale alla formazione IL FACTORING Gli Associati Lo Statuto Sociale MODULO D'ORDINE Desideriamo acquistare n.... copie del volume al prezzo: riservato alle Associate di Lit (spedizione compresa) riservato alle non Associate di Lit (spedizione compresa) L'indirizzo al quale spedire i volumi è il seguente: La fattura dovrà essere indirizzata a: (NB: compilare se diverso dal destinatario dei volumi). (data) (timbro e firma) Da restituire a: ASSIFACT Via Cerva, MILANO FAX N7 SOMMARIO DEL VOLUME ASSIFACT Associazione Italiana per il Factoring Gli Organi dell Associazione Struttura Il mercato del factoring e l attività associativa nel 1997/1998 Dati statistici Le Commissioni Tecniche Attività 1998 Il factoring: 10 domande e 10 risposte Supporti multimediali alla formazione: - Il Factoring - Valutazione della convenienza del factoring per la clientela Gli Associati Lo Statuto Sociale Elenco delle pubblicazioni Assifact MODULO D'ORDINE Desideriamo acquistare n.... copie del volume al prezzo: riservato alle Associate di Lit (spedizione compresa) riservato alle non Associate di Lit (spedizione compresa) L'indirizzo al quale spedire i volumi è il seguente: La fattura dovrà essere indirizzata a: (NB: compilare se diverso dal destinatario dei volumi). (data) (timbro e firma) Da restituire a: ASSIFACT Via Cerva, MILANO FAX N8 1. Presentazione SOMMARIO DEI VOLUMI VOLUME I 2. Obiettivi e metodologie dell indagine 3. La domanda di factoring: una visione d insieme 4. Le caratteristiche delle imprese indagate 5. L analisi della domanda di factoring per zone geografiche, classi dimensionali, attività delle imprese 6. Il punto di vista dei non utilizzatori del factoring e dei debitori ceduti 7. Il comportamento delle diverse tipologie di clientela 8. Conclusioni VOLUME II 1. I risultati dell indagine: l analisi delle risposte 2. L analisi del campione di imprese MODULO D'ORDINE Desideriamo prenotare n.... copie del volume al prezzo: riservato alle Associate di Lit IVA riservato alle non Associate di Lit IVA L'indirizzo al quale spedire i volumi è il seguente:... C.A.. La fattura dovrà essere indirizzata a: (compilare se diverso dal destinatario dei volumi)... (data) (timbro e firma) 3. Il questionario d indagine Da restituire a: ASSIFACT FAX N9 INDICE INTRODUZIONE TANCREDI BIANCHI Presidente dell'abi PAOLO SCIUMÉ Presidente dell'assifact ROBERTO RUOZI Prorettore dell'università.commerciale Luigi Bocconi, Presidente Onorario dell'assifact LE BANCHE ED IL FACTORING ROBERTO MAZZOTTA Presidente della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde. LE IMPRESE ED IL FACTORING PAOLO SCOPAZZI Vice Direttore Generale Affari Economici e Societari, IBM Semea IL FACTORING E LO SVILUPPO DEL SISTEMA INDUSTRIALE LUCIO SCIALPI Direttore Centrale dell'area Economia e Impresa, Confindustria LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE COME UTENTE DEL FACTORING ANTONIO CATRICALÀ Consigliere di Stato IL FACTORING NELLA PROSPETTIVA DEL TESTO UNICO SUL CREDITO RENZO COSTI Ordinario di diritto commerciale, Università di Bologna MODULO D'ORDINE Desideriamo acquistare n.... copie del volume al prezzo di (spedizione compresa). L'indirizzo al quale spedire i volumi è il seguente: C.A.... La fattura dovrà essere indirizzata a: (compilare se diverso dal destinatario dei volumi) (data) (timbro e firma) LA REGOLAMENTAZIONE DELL'ATTIVITÀ DI FACTORING MARIO CARDILLO Capo Servizio della Vigilanza sulla Intermediazione Finanziaria, Banca d'italia IL SETTORE DEL FACTORING E LA LEGGE 52/91 ALESSANDRO CARRETTA Associato di Economia delle Aziende di credito, Università Commerciale Luigi Bocconi, Segretario Generale dell'assifact LEGGE 52 E NUOVO CONTRATTO DI FACTORING GIORGIO DE NOVA Ordinario di Diritto Civile, Università Statale di Milano PROFILI FISCALI DELL'OPERAZIONE DI FACTORING REMO DOMINICI Professore a contratto di Diritto Tributario, Università di Modena PROFILI CONTABILI DELL'OPERAZIONE DI FACTORING BRUNO GRILLO Audit Partner IL FACTORING NELLE ESPERIENZE INTERNAZIONALI PAOLO BOLZONI Direttore alla Pianificazione e Sviluppo,Factors Chain International CONCLUSIONI GIUSEPPE ZADRA Direttore Generale dell'associazione Bancaria Italiana Da restituire a: ASSIFACT FAX N10 INDICE GENERALE Introduzione 1. LA TRANSIZIONE VERSO L'EURO: ASPETTI GENERALI 1.1. L'Euro nel quadro della prospettiva dell'unione Monetaria e dell'integrazione dei mercati europei 1.2. Gli aspetti istituzionali ed il quadro regolamentare dell'introduzione dell'euro 1.3. Euro e sistema economico: le principali implicazioni per famiglie, imprese e pubblica amministrazione 2. L'IMPATTO DELL'EURO SUL SISTEMA FINANZIARIO E SULLE ATTIVITÀ FINAN- ZIARIE NON BANCARIE 2.1. Le principali direttrici di cambiamento nel sistema finanziario: una visione d'insieme 2.2. La struttura dei bilanci e le performances degli intermediari finanziari 2.3. La contrattualistica e la tutela dei rapporti con la clientela 2.4. I profili tecnici, informatici e organizzativi 2.5. L'informazione della clientela e la tutela del consumatore 3. PROBLEMI E PROSPETTIVE DELLA TRAN- SIZIONE VERSO L'EURO DELL'INTERME- DIAZIONE FINANZIARIA NON BANCARIA 3.1. Percezione dell'euro e direttrici di cambiamento negli intermediari finanziari: risultati di una indagine empirica 3.2. Le principali conseguenze della transizione verso 1'euro ed i problemi aperti 4. ALLEGATI: I risultati dell'indagine empirica sull'impatto dell'euro sulle attività di credito al consumo e immobiliare, factoring e leasing MODULO D'ORDINE Desideriamo acquistare n.... copie del volume al prezzo di Lit IVA esclusa. L'indirizzo al quale spedire i volumi è il seguente: C.A.... La fattura dovrà essere indirizzata a: (compilare se diverso dal destinatario dei volumi) (data) (timbro e firma) Da restituire a: ASSIFACT FAX N11 Numero copie Costo in lire (2) Personalizzazione (1) IL FACTORING - 10 DOMANDE E 10 RISPOSTE SI NO IL FACTORING - 10 DOMANDE E SI NO RISPOSTE (1): In caso di personalizzazione, invieremo, su richiesta, il nostro logo e altro materiale su file (2): IVA esclusa - Spedizione inclusa MODULO D'ORDINE Desideriamo acquistare n.... copie del volume al prezzo di Lit IVA esclusa. L'indirizzo al quale spedire i volumi è il seguente: C.A.... La fattura dovrà essere indirizzata a: (compilare se diverso dal destinatario dei volumi) (data) (timbro e firma) Da restituire a: ASSIFACT FAX N12 Numero copie Costo in lire (2) Personalizzazione (1) SINTESI DELL' INDAGINE SULLA DOMANDA DI FACTORING SI NO SINTESI DELL' INDAGINE SULLA SI NO DOMANDA DI FACTORING (1): In caso di personalizzazione, invieremo, su richiesta, il nostro logo su file (2): IVA esclusa - Spedizione inclusa L'indirizzo al quale spedire i volumi è il seguente: TIMBRO E FIRMA Alla c.a. di:.. La fattura dovrà essere indirizzata a: (NB: compilare se diverso dal destinatario dei volumi) Restituire il presente modulo a: ASSIFACT FAX N13 Corso multimediale di formazione factoring-base Il prodotto, disponibile in ambiente CD-Rom, ma riversabile anche su dischetti in ambiente DOS, presenta i diversi argomenti (Inquadramento del factoring nelle problematiche di gestione e finanziamento dei crediti dell'impresa; caratteristiche e tipologie dello strumento; mercato del factoring; valutazione della convenienza del factoring per la clientela; attività delle società di factoring; vendita del factoring) secondo una logica unitaria ed è orientato a porre in risalto le specificità dello strumento dal punto di vista sia della domanda che dell'offerta. Esso può essere destinato, nell'ambito di piani di "autoformazione" individuale o con il supporto di tutor/docenti interni, al personale commerciale e amministrativo delle società di factoring, al personale di banche o di altri soggetti comunque preposti alla distribuzione e vendita del factoring, alla clientela finale. Il supporto multimediale è stato inoltre concepito in modo tale da consentire, in relazione alle diverse tipologie di utenti e ad altre specifiche esigenze formative ed informative, una "navigazione" selettiva tra le diverse tematiche presentate, opportunamente prescelte da ciascuna Associata. Il Sig. della Società RICHIESTA DI INFORMAZIONI desidera essere contattato da Assifact per avere maggiori informazioni (contenuto, prezzo, ecc.) relativamente al corso di formazione factoring-base. (data) (timbro e firma) Da restituire a: ASSIFACT - FAX N14 Corso multimediale di formazione Valutazione della convenienza del factoring per la clientela L' Associata (Nome società) aderisce al progetto SI NO Costo previsto: Lit IVA (*) (*) Il costo potrà essere precisamente individuato una volta noto il numero di Associate aderenti. Restituire il presente modulo a: ASSIFACT Via Cerva, MILANO FAX N15 S E G NA L I A M O I N O LT R Ẹ.....16 Assifact Associazione Italiana per il Factoring Presidenza e Segreteria: Via Cerva, Milano MI Telefono(02) Telefax: (02) SITO WEB: Codice Fiscale Partita I.V.A Documenti analoghi
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 art. 11
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 art. 37
 art. 107
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