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Timestamp: 2018-06-24 08:14:45+00:00

Document:
Fabiano Raimondi
1 N /2016 REG.PROV.COLL. N /2016 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 163 del 2016, proposto da: **, rappresentato e difeso dall'avv. Alberto Raimondi, con domicilio eletto presso T.A.R. Segreteria in Brescia, Via Carlo Zima, 3; contro Questura di Bergamo - Ministero dell'interno, rappresentato e difeso per legge dall'avvocatura Distrettuale Stato, domiciliata in Brescia, Via S. Caterina, 6; per l'annullamento
2 del provvedimento emesso in data 10/02/2015 dalla Questura di Bergamo, con cui il Questore della Provincia di Bergamo ha annullato in autotutela il permesso di soggiorno. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Questura di Bergamo - Ministero dell'interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 10 marzo 2016 la dott.ssa Alessandra Farina e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Premesso che il ricorrente, cittadino senegalese, otteneva nell ambito della procedura di regolarizzazione ex D.lgs. 109/2012 dalla Questura di Bergamo un permesso per attesa occupazione, valido dal sino al ; che, successivamente, l amministrazione procedente, attesa l errata applicazione delle disposizioni introdotte dall art.9 del D.L. 76/2013, ritenuto in particolare che all esito negativo della regolarizzazione non potesse essere concesso il permesso per attesa occupazione, provvedeva in autotutela, annullando il permesso a tale titolo in precedenza rilasciato; che, in conseguenza del disposto annullamento, veniva altresì respinta, in quanto inammissibile, la domanda inoltrata al fine
3 di conseguire il rinnovo di tale titolo di soggiorno, trattandosi di rinnovo di un provvedimento erroneamente conseguito; con il ricorso in esame e per i motivi in esso dedotti parte istante denuncia l illegittimità di entrambi i provvedimenti assunti dall amministrazione, evidenziando, in fatto, la circostanza per cui, proprio in virtù del titolo annullato, il ricorrente aveva conseguito una serie di lavori intermittenti (cd. a chiamata) a tempo determinato, così come documentato in atti, di cui l ultimo prorogato sino al 30 giugno 2016 (cfr. doc. n. 10 p.ric.). L amministrazione intimata si è costituita in giudizio, con memoria formale. Nessuna ulteriore documentazione è stata prodotta in ordine alla pratica in oggetto. Come già ritenuto in fattispecie analoghe, si ritiene che il ricorso possa essere meritevole di accoglimento in considerazione della situazione lavorativa - rappresentata e comprovata in atti, seppure con rapporti di lavoro a tempo determinato avviata dal ricorrente proprio in costanza del possesso del titolo erroneamente rilasciato; invero, ferma restando la doverosità del disposto annullamento, può assumere rilevanza nel caso di specie la posizione dello straniero che, proprio in virtù del titolo conseguito, ha potuto confidare su di esso e per l effetto godere della tutela ad esso correlata in termini di conseguimento di un titolo per legittimare la presenza in territorio nazionale ed ivi svolgere l attività lavorativa.
4 Va al riguardo evidenziato che l affidamento ingenerato in capo al ricorrente possa essere ritenuto meritevole di tutela, atteso che lo straniero non risulta aver contribuito artificiosamente all adozione del titolo illegittimamente rilasciato. Ne consegue che, almeno per quanto riguarda il rinnovo del permesso per attesa occupazione, la richiesta possa essere valutata positivamente, quanto meno per consentire al ricorrente che ha dimostrato di essersi attivato, nei limiti del possibile, vista la congiuntura economica, al fine di conseguire redditi sufficienti per il suo sostentamento di consolidare la propria situazione reddituale e lavorativa. Per detti motivi il ricorso può trovare accoglimento, con conseguente annullamento degli atti impugnati, fatta salva per l amministrazione la possibilità di riesaminare la posizione del ricorrente relativamente agli elementi dallo stesso prodotti in giudizio. Le spese possono essere compensate. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l effetto dispone l annullamento del provvedimento impugnato. Spese compensate.
5 Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 10 marzo 2016 con l'intervento dei magistrati: Alessandra Farina, Presidente, Estensore Stefano Tenca, Consigliere Francesco Gambato Spisani, Consigliere IL PRESIDENTE, ESTENSORE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 15/03/2016 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
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References: SENTENZA 
 art. 60
 art.9
 sentenza 
 SENTENZA

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