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Timestamp: 2020-08-04 05:50:22+00:00

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Seduta 48a, martedì 13 settembre 2016
Seguito dell'esame di uno schema di relazione intermedia sull'attività svolta
Assistono alla seduta, ai sensi dell’articolo 23, comma 6, del Regolamento interno, i collaboratori dottor Bruno Giordano, dottor Gerardo Corea, dottor Francesco Gagliardi, dottor Marco Accorinti, ingegner Angelo Robotto, dottor Antonio Pepe e maresciallo aiutante Claudio Vuolo.
L'ordine del giorno reca il seguito dell'esame della terza relazione semestrale predisposta da questa Commissione.
Ricordo ai colleghi commissari che abbiamo concordato un termine per la presentazione di eventuali proposte di modifica per lunedì 5 settembre, alle ore 13. Sono pervenute alla Commissione osservazioni da parte dei senatori Barozzino e Borioli e la Commissione ha pensato di tenerne conto nella forma che la Presidenza vi propone.
Nel caso del senatore Barozzino, ritengo che non si tratti tanto di osservazioni, quanto di commenti approfonditi, corposi ed esaustivi, taluni anche molto interessanti, su alcune parti della relazione. Se il senatore Barozzino è d'accordo, terremo questi commenti agli atti come se si trattasse di un intervento, ammesso che egli non voglia invece darne lettura.
Ci sono alcuni punti che abbiamo trovato molto interessanti e che erano già contenuti nella nostra relazione, ma che abbiamo ritenuto di riprendere per rafforzare ulteriormente il concetto presente alla luce delle osservazioni e dei commenti formulati.
Il riferimento, in prima istanza, è alla collaborazione tra il nuovo Ispettorato nazionale del lavoro e le ASL competenti. Abbiamo modificato il testo- nella copia aggiornata potete trovare la modifica - a pagina 11, al punto 3 delle conclusioni: dopo le parole «a cui ora si aggiunge l'Ispettorato nazionale del lavoro (che però non ha competenza in materia di sicurezza del lavoro agricolo)», abbiamo aggiunto, tenuto conto delle sue osservazioni, senatore Barozzino, «e risulta pertanto necessaria ed improrogabile l'attuazione di un coordinamento con le ASL». Nella nota che ci è stata presentata lei aveva infatti sottolineato che aggiungendo l'Ispettorato nazionale del lavoro risulta necessaria un'attività di coordinamento con le ASL. Questa osservazione, emersa come criticità, era già scritta, ma abbiamo ritenuto di doverla sottolineare ulteriormente.
Per quanto riguarda la valutazione dei rischi, a pagina 19 delle conclusioni della nostra relazione riferita all'inchiesta che abbiamo aperto sulla ditta Fireworks, la fabbrica di fuochi d'artificio, il senatore Barozzino ha fatto notare che nel corso dell'inchiesta viene rilevato come nella gran parte dei casi la valutazione dei rischi e i procedimenti ad essa connessi si sia tradotta in un adempimento meramente formale e burocratico, senza un'effettiva capacità di limitazione dei pericoli e delle criticità. Ebbene, è certamente uno degli elementi emersi nell'inchiesta relativa alla Fireworks e dovrebbe essere un altro argomento al centro di una riflessione franca e non rituale della Commissione. Al comma 2, a pagina 19, delle conclusioni, all'articolo 17, comma 1, si riprende quindi questa osservazione del senatore Barozzino che non è stata modificata, ma è puntuale e rispondente anche a quello che avevamo già scritto. L'articolo 17, che è il documento di valutazione dei rischi in relazione all'incompleta ed inefficace valutazione degli stessi, riprende il concetto che è stato sottolineato e cioè che spesso il documento viene espletato in modo assolutamente formale, senza entrare realmente nel merito dei rischi di cui dovrebbe tenere conto. Ovviamente avete letto la relazione e sapete quanto ciò ha inciso nel caso specifico della Fireworks.
Per quanto riguarda invece le osservazioni del senatore Borioli, a pagina 43 delle conclusioni circa la questione dell'inchiesta sulla Isochimica di Avellino abbiamo inserito le parole seguenti: «si evidenzia infine che l'inchiesta in questione apre una finestra sulla condizione generale riguardante la presenza di amianto nel materiale ferroviario, che dovrà essere oggetto di futuri approfondimenti da parte della Commissione».
Abbiamo inserito anche le osservazioni sul tema del caporalato, che non è una vicenda conclusa, ma resta sostanzialmente ancora aperta. Anche questa settimana, infatti, articoli di stampa richiamano episodi avvenuti in alcune parti d'Italia che ci fanno capire che il tema non è risolto e chiuso. Nonostante recentemente, prima della pausa estiva, il Senato abbia anche approvato in prima lettura la cosiddetta legge sul caporalato, per quanto ci riguarda il focus sulla questione resta aperto.
Sempre per quanto riguarda le osservazioni del senatore Borioli, tenuto conto del disegno di legge sul caporalato approvato il 1° agosto 2016 dal Senato che costituisce un significativo passo avanti, rafforzando gli strumenti di contrasto civili e penali ed, in particolare, colpendo i patrimoni con la confisca e rendendo più forte la rete del lavoro agricolo e la qualità, si devono porre alcune considerazioni che, lungi dal poter ritenere esaurito il compito della Commissione, costituiscono valido motivo per ulteriori approfondimenti.
Pertanto, a pagina 12 delle conclusioni relative alla sicurezza del lavoro agricolo abbiamo richiamato, al comma 4, il disegno di legge n. 2119, approvato in prima lettura dal Senato, così come nella pagina precedente.
Queste sono le osservazioni che sono state proposte alla Commissione e delle quali abbiamo ritenuto di dover assolutamente tenere conto. Desidero ringraziare i colleghi, i commissari, i consulenti, per la collaborazione che hanno offerto in questi mesi al lavoro della Commissione.
Cedo la parola ai colleghi per eventuali interventi.
Signora Presidente, nel ringraziare lei, tutti i componenti della Commissione e i consulenti per questa relazione rispetto alla quale esprimo non solo il voto favorevole, ma anche il compiacimento per l'approfondimento che è stato riservato, in particolare, ad un tema che posi all'attenzione della Commissione, implementandolo con le osservazioni che lei richiamava poc'anzi. Sto parlando della vicenda dell'ex Isochimica di Avellino: è un tema che voi conoscete benissimo, che ha ancora oggi la sua tragica attualità.
Fatta questa premessa, che è propedeutica al mio voto favorevole sulla relazione, vorrei sottoporre a lei e alla Commissione due osservazioni. Credo che la prima possa essere semplicemente di drafting: a pagina 4, al punto 1, in riferimento ai sopralluoghi della Commissione, si parla di Caserta e Avellino. Io direi piuttosto Aversa e Avellino, perché a Caserta non abbiamo proceduto a nessuna audizione per impedimenti sopravvenuti nel giorno stesso.
In secondo luogo, vorrei sottoporre sempre a lei, Presidente, e alla Commissione, l'opportunità che una qualche attenzione possa essere posta a quel sopralluogo anche in ragione della relazione che è stata trasmessa a questa Commissione dal procuratore generale della Repubblica del Tribunale di Napoli Nord e di cui (almeno, a me sembra, forse per una mia distratta e molta rapida lettura) non mi pare si faccia menzione. Mi sembra che proprio la vicenda di Aversa, verificatasi in una scuola, sia un po' accantonata in questa relazione che io ritengo invece particolarmente importante. Si tratta (vorrei ricordarlo) di una vicenda accaduta in una scuola di ingegneria ex facoltà, possiamo dire, della II Università degli Studi di Napoli, che insiste sul territorio appunto di Aversa.
Tutto questo, ovviamente, non inficia assolutamente il voto favorevole che esprimerò tra poco.
Signora Presidente, ringrazio anche io per quella che sicuramente è una buona relazione, un punto di partenza e anche di ripartenza del nostro lavoro. Preannunciando sin d'ora il mio voto favorevole sullo schema di relazione intermedia, voglio sottolineare soltanto un paio di aspetti di carattere generale, scusandomi per non essere riuscita ad inviare le mie considerazioni, anche se credo che i colleghi abbiano fatto un ottimo lavoro.
Per quanto riguarda innanzi tutto la questione del caporalato, con specifico riferimento all'area di Latina e dell'Agro Pontino che abbiamo preso in considerazione, molti di noi - io sicuramente - hanno presentato al Governo interrogazioni in merito, facendo dunque approfondimenti su quanto stava avvenendo e su quanto avviene in generale. Penso, ad esempio, al caso della povera signora Paola Clemente o alla situazione del Nord Italia, che io ho approfondito insieme ad alcune persone che si occupano specificamente di caporalato.
Il mio timore è che con la relazione che andremo a presentare in Aula si rischi di fare soltanto una fotografia della situazione esistente: in sostanza, diremo come stanno le cose, ma non si capisce se poi riusciremo a trovare le modalità per incidere su quanto accade. Mi chiedo, quindi, se non sia opportuno costituire un sottogruppo di lavoro su questa specifica tematica. È una proposta che sottopongo all'attenzione della Commissione anche perché molto spesso riusciamo comunque ad analizzare la situazione di certe aziende: le aziende tra l'altro ci sono, pur con qualche problema legato alla mancata ottemperanza ad alcuni obblighi burocratici. È la stessa evasione fiscale presente in misura ampia nel nostro Paese a dirci che esistono moltissime situazioni in cui la sicurezza sul lavoro viene davvero meno.
In ogni caso, c'è il decreto legislativo n. 81 del 2008, così come c'è - ed è molto importante - il disegno di legge sul caporalato, per cui si tratta di capire la pregnanza che queste norme vengono ad avere sul territorio nazionale.
Proprio per questo ho letto e apprezzato la parte dello schema di relazione dedicata alla valutazione delle politiche pubbliche, che ritengo sia importante. In particolare, nella premessa si fa riferimento alla scelta che la Commissione dovrà fare, decidendo il modo con cui si intende intervenire nell'analisi delle politiche pubbliche: da un lato, infatti vi è l'analisi ex ante, intesa a valutare la fase di realizzazione delle politiche - un po' come accade per le politiche europee nella fase ascendente - e dall'altro vi è l'analisi ex post ovvero, ancora, la possibilità di ricorrere ad entrambe. Non so quale sarà la decisione della Commissione - lo valuteremo magari in seconda battuta - ma a mio avviso dovremmo sviluppare entrambe le analisi. Da un lato, infatti, l'analisi ex post ci offrirebbe la possibilità di fare sostanzialmente una fotografia della situazione, riportandoci al problema che ho evidenziato in precedenza, dall'altro, l'analisi ex ante potrebbe non riuscirci bene, ma ci darebbe comunque l'opportunità di vedere come intervenire sulle situazioni - è un po' quello che è accaduto con il Testo unico sull'amianto - o come dare al Governo e al Parlamento gli input per gli interventi necessari.
Per quanto mi riguarda, dunque, porrei l'accento su questi due aspetti. Capisco che il lavoro diventa più difficoltoso, ma è indispensabile, perché diversamente corriamo davvero il rischio di continuare a trovarci di fronte a certe situazioni di cui in maniera intelligente evidenziamo le criticità senza che poi, alla fine, queste vengano risolte.
Signora Presidente, la ringrazio innanzi tutto per l'attenzione che ha voluto riservare alle osservazioni e ai suggerimenti che ho formulato: le assicuro che sono il risultato di un lavoro approfondito, che ho svolto anche insieme ad altre persone. Ci tengo a dirlo perché non soffro di protagonismo e perchè quando si parla di sicurezza credo che sia importante che ciascuno metta a disposizione la propria esperienza.
Preannunciando sin d'ora il voto favorevole sullo schema di relazione in esame, che ritengo soddisfacente, mi consenta di fare soltanto due appunti, signora Presidente.
Poco fa, nel suo intervento introduttivo, lei ha dimenticato di ricordare quanto è riportato nella relazione con riferimento all'industria Materit, vale a dire che devono proseguire i controlli: probabilmente nella premessa deve esserle sfuggito questo aspetto, che ci tengo però a richiamare.
Mi preme poi portare a conoscenza di tutte le senatrici e di tutti i senatori la questione riguardante le condizioni di lavoro dei medici e del personale sanitario che non hanno optato per l'obiezione di coscienza in materia di interruzione di gravidanza. Stando a quanto ho letto e in base alle notizie che mi sono state fornite da chi si interessa di questo problema, è in atto una sorta di discriminazione nei confronti di questi lavoratori, mentre bisognerebbe sempre rispettare l'opinione di tutti, anche di coloro che non sono favorevoli all'obiezione di coscienza.
Ci tengo ad evidenziare questa problematica e a sollecitare davvero una riflessione sul tema, che ritengo particolarmente delicato anche dal punto di vista della democrazia del nostro Paese, e non solo. È una questione a me molto cara; e chi meglio delle donne può rendersi conto di quello di cui stiamo parlando?
Ringrazio innanzitutto il senatore Romano per la sua precisazione sulla vicenda di Aversa, che è particolarmente delicata per le premesse che sono state richiamate: tengo a ribadire che sarà parte integrante del lavoro che faremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Per quanto riguarda, invece, la questione segnalata dalla senatrice D'Adda in merito alla valutazione delle politiche pubbliche, voglio precisare che quello che è stato fatto è ovviamente uno studio di fattibilità. Dagli esperti del CNR sono stati prospettati alcuni percorsi: starà poi alla Commissione decidere come andare avanti, quale strada scegliere e quali valutazioni fare. A me spetta il compito di riferirvi che sono stati fatti alcuni incontri - ai quali hanno preso parte, peraltro, anche il dottor Cacopardo ed il dottor Giordano - al fine di proporre una strada che ci porti a sperimentare qualcosa che fino ad oggi non è mai stato fatto, vale a dire la valutazione delle politiche pubbliche sui temi della sicurezza sui luoghi di lavoro, che rappresentano poi l'oggetto della nostra attività.
Quanto all'intervento del senatore Barozzino, ci tengo a dire che, su suo suggerimento, abbiamo inviato una lettera al Presidente della Regione Basilicata per acquisire tutto il materiale riguardante lo stabilimento dell'ex Materit. Sulla questione la Commissione dovrà proseguire il suo lavoro, secondo le modalità che sono state individuate e secondo quanto è stato scritto.
Con riferimento, infine, alla questione del personale medico che ha optato per l'obiezione di coscienza, sebbene la cosa esuli un po' dal mio ruolo di Presidente, tengo a dire che nel mio territorio ho fatto già diverse riunioni sul tema perché so quanto sia delicato, quanto discrimini e quanto coinvolga alcuni aspetti specifici che mortificano in certi casi anche le donne. Ho ritenuto, però, di non dover inserire il tema nella relazione perché oggettivamente, al di là dell'importanza della questione - di cui ciascuno di noi potrà andare puntualmente ad interessarsi in base ai propri compiti, alle proprie competenze e alle responsabilità che ricopre - non rientra comunque tra quelle legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro: tenuto conto, quindi, dei confini del lavoro della nostra Commissione, credo che non sia una problematica su cui aprire una riflessione o piuttosto condurre un'inchiesta o un'indagine. Si tratta di una questione che è molto delicata e che conosco bene, ma che ho ritenuto non rientrasse tra quelle legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro.
Parliamo della discriminazione dei medici, signora Presidente.
Sì, questo in parte è vero, ma probabilmente è un tema che rientra nell'ambito di una discussione ancora più ampia e più importante.
Signora Presidente, ringrazio lei e tutti coloro che hanno lavorato allo schema di relazione al nostro esame, che condivido e sul quale preannuncio sin d'ora con convinzione il voto favorevole, anche a nome del mio Gruppo.
Sul merito non ho nulla da aggiungere. Prendendo spunto dalle cose che diceva la senatrice D'Adda, mi limito solo ad osservare che, rispetto alla valutazione delle politiche pubbliche, forse varrebbe la pena - non so se sia possibile - dedicare uno dei nostri prossimi incontri ad ascoltare gli estensori dello schema che ci viene proposto, visto che ci pone dinanzi ad un'opzione, per cui dovremmo scegliere quale strada intraprendere. Lo schema di per sé è scritto in maniera molto chiara, ma personalmente ritengo che potrebbe essere utile un'interlocuzione diretta, dalla quale potrebbero anche emergere per noi degli elementi di orientamento un po' più precisi.
Volevo solo dare questo suggerimento e chiedere, se possibile, di dedicare una seduta della Commissione ad un confronto con gli estensori di questa proposta, in modo tale da poter definire, dopo averne parlato anche con loro, quale possa essere la strada da prendere.
(La Presidente accerta la presenza del numero legale)
Metto ai voti lo schema di relazione intermedia - nella versione da ultimo prospettata - pubblicato in allegato al resoconto della seduta odierna.
È approvato. (All'unanimità).
Mi corre l'obbligo, senza alcuna forma, di ringraziare tutti voi. Il lavoro che è stato fatto testimonia che vi sono alcuni temi qualificanti sui quali l'impegno è trasversale, per cui è possibile lavorare bene, senza divisioni. Credo che stia a cuore a tutti noi la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori: si tratta di dare una mano - per quelle che sono le nostre professionalità, le nostre competenze ed il nostro ruolo - per risolvere quei casi che hanno minato la credibilità del nostro Paese dal punto di vista dei diritti, del lavoro, della dignità e della sicurezza. Per questo, davvero, vi ringrazio.
LE NUOVE INCHIESTE ATTIVATE DALLA COMMISSIONE.
I SOPRALLUOGHI DELLA COMMISSIONE.
LA SICUREZZA DEL LAVORO AGRICOLO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL’AREA DELL’AGROPONTINO IN PROVINCIA DI LATINA.
I lavoratori agricoli punjabi e il mercato del lavoro nell’agropontino.
L’ispezione del 24 maggio 2016.
Attività successiva all’ispezione della Commissione.
Le cause del disastro.
I profili gestionali dell'organizzazione della sicurezza nella fabbrica.
Il datore di lavoro e il RSPP.
LA NORMATIVA IN MATERIA DI AMIANTO E L’ATTENZIONE VERSO ALCUNE REALTÀ INDUSTRIALI CON ESPOSIZIONE AD AMIANTO.
Verso un testo unico sull’amianto.
Lo stabilimento Isochimica di Avellino.
La storia dello stabilimento.
L’organizzazione dell’attività.
L’interramento e i cubi.
Lo smaltimento all’esterno dello stabilimento.
L’intervento dell’INAIL, dell’USL, dell’Ispettorato del lavoro e della Pretura di Firenze.
Il riconoscimento di Isochimica come "industria insalubre di prima classe".
Il fallimento del 1990 e la prosecuzione di ElSid srl.
La prima richiesta per il riconoscimento dell’interesse nazionale.
Il sequestro ex art. 51 d.lgs 22/1997, la procedura di infrazione 2003/2077 e la messa in sicurezza della GEISA srl.
L’approvazione del piano di intervento, gli appalti e i subappalti.
Il piano generale per la bonifica e la sospensione dei lavori del 2010.
La consulenza tecnica del dr. Auriemma.
Il decreto di sequestro e la nomina del sindaco come custode giudiziario.
L’inserimento di Isochimica nel Piano Regionale di bonifica e la seconda richiesta per il riconoscimento come SIN.
La messa in sicurezza del 2014.
L’accordo con la Regione Campania.
La stesura del piano di Caratterizzazione Integrativo.
Caratterizzazione, pesatura e smaltimento dei cubi in cemento amianto.
La situazione attuale della bonifica.
L'intervento dell’art. 1 comma 475 legge di stabilità 2016.
1. Premessa e Sommario.
2. L’attività di valutazione.
3. Caratteristiche ed elementi essenziali della valutazione.
4. Valutare l’impatto delle politiche per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro.
5. Il piano di valutazione.
6. Possibili criticità.
In effetti presso l’azienda - anche mediante accertamenti ancora in corso - è stata registrata la presenza di lavoratori collegati come rapporto di lavoro alla ditta Evolution Services s.r.l. con sede legale in Napoli alla via G. Porzio, ed operativa in Sabaudia (LT), alla via Sant'Isidoro nr. 9 presso la sede della Società Cooperativa Agricola Centro Lazio. In particolare venivano individuati in attività nr.107 lavoratori,di cui nr.2 cittadini italiani, un cittadino marocchino e nr. 104 cittadini indiani, tutti risultati regolarmente assunti. Inoltre non è stato consegnato dall’azienda alcun documento di valutazione del rischio interferenziale redatto in ordine ad eventuali contratti di appalto e/o l'atto di individuazione di un incaricato del committente per sovraintendere all'attività di coordinamento ex art. 26 comma 3 d.lgs 81/08; fatto particolarmente grave se si considera che i 107 lavoratori risultano dipendenti della società Evolution Service che fornisce la manodopera sotto forma di appalto.
Il clima di paura e umiliazione è stato colto visibilmente attraverso i racconti di episodi di discriminazione, di mortificazione e di sfruttamento. In tale contesto bracciantile qualsiasi reale condizione di sicurezza è inesistente.
A seguito dell’ispezione, attese le illiceità trovate, le forze di polizia hanno proseguito l’attività di accertamento che finora ha portato a rilevare da parte dei CC dei NAS in collaborazione con l’ARPA la presenza di 31 fusti da 200 lt TELONE 97 e 70 fusti da 50 lt. di DIDICLOR liquidi tossici e pericolosi per l’ambiente, su cui è stata notiziata l’autorità competente. Inoltre, acquisita la documentazione di lavoro alla presenza del consulente del lavoro della ditta, è tutt'ora in corso la verifica della posizione contrattuale dei lavoratori che da una prima valutazione ha palesato un appalto illecito tra società e conseguente somministrazione di manodopera, mancato rispetto dei termini del contratto collettivo di settore in relazione agli orari di lavoro, alla retribuzione della paga oraria e al mancato godimento dei riposi settimanali e domenicali.
4. Si può e si deve porre rimedio con il controllo del territorio, mediante l’estensione delle competenze dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro di recente costituzione, l’adeguamento della normativa previdenziale e assicurativa, del reato di intermediazione illecita ex art. 603 bis c.p. per estendere la responsabilità anche agli utilizzatori (come già previsto nel disegno di legge AS 2119, approvato in prima lettura dal Senato).
Attualmente tale disposizione punisce solo l’intermediario e non l’imprenditore utilizzatore della manodopera. Viene infatti circoscritto l’ambito soggettivo di applicazione della nuova incriminazione a colui che non può essere identificato con l’utilizzatore finale del lavoro e cioè alla sola figura del "caporale". Occorre introdurre e sistematizzare forme di tutela dei lavoratori denuncianti (come ad es. il giusto indennizzo a carico dello Stato recentemente introdotto dall’art. 11 legge europea 122 del 2016) nonché della responsabilità delle imprese per il medesimo reato secondo il d.lvo 231/01.
La combustione attivata con il taglio è poi immediatamente passata alla polvere di lancio e, inevitabilmente, secondo un effetto domino inarrestabile, a tutto il materiale accatastato all’esterno ed all’interno del laboratorio n. 3 e successivamente al materiale presente nei pressi e/o all’intemo dei caselli contrassegnati con i n. 2 e 6 e 8.
Inoltre avrebbero dovuto controllare e impedire l'impiego di materiale non idoneo. Infatti gli strumenti rinvenuti e verosimilmente utilizzati non erano tutti in legno o metallo anti-scintilla e ciò ha costituito la sorgente di innesco che ha provocato l’attivazione e la conseguente deflagrazione (in alcuni punti da considerare violenta) delle materie prime, dei miscugli esplosivi pulverulenti in fase di lavorazione, degli artifizi pirotecnici in fase di realizzazione/caricamento e di quelli finiti e temporaneamente custoditi all’interno dei caselli dell’opifìcio.
2. Artt. 17 comma 1 lett. a), 28 commi 1 e 2 lett. a), b), d), f) e 46 comma 4 del D.Lgs. 09/04/ 2008 n. 81; Art. 5 comma 2 del D.Lg s. 17/08/1999 n. 334 ed Art. 2 del D.M. 10/0 3/1998 (in relazione alla incompleta ed inefficace valutazione dei rischi e, in particolare, del rischio di incendio e di esplosione richiamato anche dall'art. 225 commi 6 e 7 del D.Lgs. 09/ 0 4/2008 n. 81).
4. Artt. 18 comma 1 lett. l), 36 commi 1 e 2, 37 commi 1, 3 e 5, 71 comma 7 lett. a) e 73 commi 1 e 2 del D.Lgs. 0 9/04/2008 n. 81, Art. 5 comma 2 del D.Lg s. 17/08/1999 n. 334, Art. 3 comma 1 lett. f), p.ti 2.1 e 2.3 All. 2 ed All. 7 del D.M. 10/0 3/1998, Art. 21 comma 1 del D.P.R. n. 302/1956, (in relazione a formazione, informazione ed addestramento dei lavoratori).
6. Artt. 18 comma 1 lett. q), t), 46 comma 2 e 71 comma 2 lett. a), b), c) del D.Lg s. 09/04/2008 n. 81, Art. 3 comma 1 lett. a) del D.M. 10 /03/1998, (in relazione alla messa a disposizione dei lavoratori di utensili non idonei per la specifica attività, in quanto non amagnetici, antistatici e non scintillanti).
Rilevanti al riguardo si sono dimostrate le audizioni e il sopralluogo a Matera in data 13 giugno 2016 circa le vicende dei lavoratori della Materit, industria del gruppo Eternit su cui sono attive le indagini della Procura di Matera, e su cui la Commissione dovrà continuare negli accertamenti. Altrettanto importanti si sono rivelati gli incontri avuti con le Istituzioni locali a Senigallia e a Pistoia circa le problematiche dei lavoratori ex esposti rispettivamente della Sace Italcementi e della Breda.
Il piano di bonifica consta di 516 locomotive elettriche, 1002 mezzi leggeri elettrici, 271 mezzi leggeri termici e 4044 carrozze. Nel piano sono inoltre previste le caratteristiche dei locali adibiti alla bonifica, le attrezzature, i mezzi di protezione individuali e collettivi, le misure igieniche e di sicurezza e le modalità di esecuzione delle lavorazioni.
Il ciclo produttivo è composto da diverse fasi di lavorazione e complessivamente dura quindici giorni, di solito vengono lavorate circa venticinque carrozze in contemporanea all’interno dello stesso capannone. L’amianto, nonostante le continue richieste degli operai alla direzione e ai tecnici FFSS, non poteva essere bagnato o inumidito, per non danneggiare le vetture sulle quali avveniva il lavoro. Solo successivamente, quando la consapevolezza degli operai comincia ad aumentare, sono state previste delle modalità di inumidimento per diminuire la dispersione della polvere.
Il riconoscimento di Isochimica come "industria insalubre di prima classe”
La competenza del progetto di bonifica, fino all’emanazione del d.lgs. 152/2006, spettava secondo l’art. 17 del d.lgs. 22 /1997 al soggetto che, anche in maniera accidentale, aveva cagionato il superamento dei limiti previsti per le sostanze inquinanti o aveva determinato il pericolo concreto ed attuale di superamento dei limiti medesimi. In caso di mancato interessamento da parte dei responsabili, gli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale dovevano essere realizzati d'ufficio dal Comune territorialmente competente e ove questo non avesse provveduto dalla Regione, che poteva avvalersi anche di altri enti pubblici. Il decreto del 1997 viene sostituto con il d.lgs. 152/2006, che all’art. 239 stabilisce che sia il responsabile dell’inquinamento a mettere in opera le misure di prevenzione e nel caso di "contaminazioni storiche" a svolgere indagini preliminari sui parametri dell’inquinamento. Viene inoltre previsto l’onere di comunicazione dei risultati delle indagini al Comune e alla Provincia, presentando un piano di caratterizzazione e un progetto operativo di bonifica che in casi di particolare complessità può essere diviso in fasi. Sia il piano di caratterizzazione che il progetto di bonifica sono soggetti all’approvazione della Regione. Anche in questo decreto è presente l’obbligo sussidiario del Comune e della Regione e la possibilità di intervento di ogni "altro soggetto interessato".
Il comune di Avellino con l’ordinanza n. 209 del 29 maggio 2012 integra ed estende il contenuto dell’ordinanza n. 100 disponendo che il presidente del consorzio ASI riprenda i lavori di bonifica e messa in sicurezza permanente il cui completamento dovrà avvenire entro sessanta giorni. L’ASI deposita una deliberazione in cui stabilisce che: "lo stato dei luoghi è gravemente mutato e deteriorato ed esiste un danno ambientale per la presenza di materiali altamente nocivi quali l’amianto".
L'intervento dell’art. 1 comma 475 legge di stabilità 2016
■ informazioni su come concretamente la politica viene operativamente attuata e gestita;
■ lista nominativa delle imprese finanziate;
■ lista nominativa dei richiedenti esclusi;
■ database con dati sulla tipologia degli investimenti;
■ database con dati sugli infortuni denunciati nelle singole imprese;
■ informazioni su come le banche dati sopra elencate sono state create, come vengono gestite ed alimentate.
«Valutazione è ogni studio e ricerca finalizzata a stabilire il valore o il merito di un programma pubblico o di politica pubblica per il raggiungimento, date certe condizioni, di un obiettivo prestabilito» (Martini 2009)¹
«Valutare significa analizzare se una azione intrapresa per uno scopo corrispondente ad un interesse collettivo abbia ottenuto gli effetti desiderati o altri, ed esprimere un giudizio sullo scostamento che normalmente si verifica» (Stame 1998).²
In queste definizioni si ritrovano richiamati i principali concetti che stanno alla base della valutazione. Anzitutto la valutazione è quindi da interpretare come «un processo o un insieme di processi che sono agiti allo scopo di raccogliere dati che consentano di decidere se accettare, cambiare o eliminare qualcosa» (Ornstein e Hunkins 1998: 320)⁹ e che essa «costituisce l’attività di base per una pratica riflessiva un mezzo per esplorare una gamma di foci a una varietà di differenti livelli» (Ashcroft e Palacio 1996: 94)⁴ A questo fine si possono utilizzare dei dati di monitoraggio, anche con lo scopo di individuare questioni e fattori non soltanto previsti, ma anche imprevisti, che sono rilevanti per gli scopi della valutazione. In questa ottica, è forse utile ribadire la distinzione fra monitoraggio e valutazione. Il monitoraggio implica la continua ricerca di questioni e fattori legati a obiettivi predefiniti ed è essenziale per identificare problemi che devono essere risolti lungo il cammino, pur senza necessariamente essere capace di spiegarne l’origine o la ragione per la quale un prodotto perseguito non è stato conseguito. La valutazione, è, invece, essenzialmente l’atto di determinare i risultati e gli effetti di un intervento in relazione ad alcune variabili d’interesse, come ad esempio standard predeterminati attesi di performance. Non ci si limita quindi alla sola misurazione di cosa è stato realizzato, che è compito del monitoraggio, ma attraverso la valutazione si esprime un giudizio, si stabilisce cioè un valore o il merito di una politica. Un giudizio che non è comunque arbitrario ma è basato sulla raccolta e sull’interpretazione di informazioni e come tale si configura come un processo di ricerca. Si tratta in altri termini di un giudizio argomentato.
Dal punto di vista del metodo ciò comporta l’esigenza di capire se e quanto i cambiamenti prodotti da una politica - siano essi positivi o negativi, voluti o inattesi - possono essere attribuibili, esclusivamente o in quale misura, alla sua azione, o per contro, se queste modifiche si sarebbero comunque realizzate anche in assenza dell’intervento.
Ad esempio, volendo individuare un esercizio valutativo nel campo di competenza della Commissione che riguardi l’analisi di processo, ci si potrebbe riferire agli ultimi dispositivi in materia di sicurezza e lavoro adottati nell’esercizio della legge delega n° 183 del 10 dicembre 2014, riguardanti la creazione di una Agenzia per ispezioni del lavoro e la semplificazione e razionalizzazione delle procedure ispettive. In questo caso l’esercizio valutativo, con caratteristiche parzialmente di analisi ex ante, deve essere quello attento a valutare la fase di realizzazione. Utilizzando una felice espressione inglese si tratta di valutare se e come da policy fìnction (cioè da un disegno normativo di principio) si possa transitare su un livello policy facts, il che vuol dire valutare capacità, volontà e interesse degli attori che a diverso titolo devono incorporare nella loro azione quotidiana, dettato e obiettivi della previsione normativa.
Per questa tipologia d’intervento vi è un meccanismo causale evidente e circoscritto - sintetizzabile nel passaggio:
intervento pubblico o realizzazione o risultato.
Per contro, le attività promozionali rivolte alla diffusione di una cultura della sicurezza, agendo sui percorsi scolatici, delineano una catena di nessi causali troppo lunga e non lineare prima di arrivare all’atteso miglioramento sul livello di sicurezza e salute. In questo caso non sarebbe quindi possibile adottare, come variabile, risultato una qualche misura del livello di sicurezza (riduzione degli infortuni e delle malattie professionali.
La valutazione dovrebbe ragionevolmente arrestarsi a misurare l’output dell’intervento (per esempio l’accresciuta conoscenza e consapevolezza dei rischi e delle pratiche corrette per ridurli) ma non potrebbe arrivare a misurare l’impatto sulla sicurezza e la salute dei lavoratori. Lo stesso si può affermare riguardo alle attività di formazione, informazione e addestramento, da attuare a valere sugli articoli 36 e 37 sopra ricordati. Anche in questo caso appare complesso individuare grandezze osservabili sull’impatto atteso, da collegare secondo un meccanismo causale chiaro e sufficientemente univoco alle attività informative e formative implementate. In sintesi, benché le attività promozionali e formative siano certamente di particolare interesse e possano costituire l’oggetto di attività valutative, presentano però rilevanti complessità analitiche, che impediscono di realizzare una vera e propria valutazione di impatto, dovute all’agire contestuale sul risultato di più componenti, ciascuna delle quali è difficile da identificare e comunque da isolare per stimarne l’effetto specifico, arrivando poi all’identificazione dell’impatto netto della politica sulla variabile obiettivo finale.
- la possibilità di identificare gruppi omogenei di beneficiari (industria, agricoltura, edilizia), riducendo così le perturbazioni derivanti dal differente contesto. A tal riguardo si osserva che, in un esercizio valutativo sperimentale e più contenuto, l’analisi potrebbe concentrarsi sulle imprese industriali, in quanto in tale comparto i dati - prevalentemente di fonte contabile - per la probazione delle imprese (per esempio al fine dell’identificazione del gruppo controfattuale), sono più affidabili e di facile acquisizione;
La strategia assunta nel progetto si è rilevata pertinente e capace di conseguire gli obiettivi che si era posta ?
Analisi dell'effettività
Quale è stato il coinvolgimento dei lavoratori nelle iniziative realizzate ?
• lista nominativa dei richiedenti esclusi: qualora esista (non sempre questo è compatibile con il tipo di politica valutato, per esempio non esiste nel caso in cui la politica vada erogata a tutti gli aventi diritto o a tutti i richiedenti - interventi demand constrained) questa lista è utile per definire un campione d’imprese con caratteristiche analoghe a quelle finanziate da utilizzare come riferimento per una analisi di tipo controfattuale, vale a dire di misurazione degli effetti basate sul confronto con soggetti non trattati dall’intervento (cosiddetto "impatto netto della politica");
¹ Martini A., 2009 Valutare il successo delle politiche pubbliche, Bologna, Il Mulino, 2009.
² Stame N., L’esperienza della valutazione, Roma, SEAM, 1998.
³ Ornstein A.C., Hunkins P.F, Curriculum fundamentals: principales and issues, Boston, Allyn&Bacon,1998.
⁴Ashcroft K., Palacio D. Researching into assessment and evaluation, London, Kogan Page, 1996.

References: art. 51
 art. 26
 art. 603
 Art. 5
 Art. 2
 Art. 5
 Art. 3
 Art. 21
 Art. 3