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Timestamp: 2020-04-07 06:22:44+00:00

Document:
Lavoro e contratti: le ultime novità 2019 – FRANCESCO SECLÌ
18 giugno 2019 Francesco Secli
Mobbing: quali prove sono necessarie?
La Cassazione, con una nuova ordinanza [49], ha chiarito che, perché si configuri il mobbing, il lavoratore deve provare:
l’esistenza di più comportamenti di carattere persecutorio da parte del datore di lavoro o di un superiore (bossing);
i comportamenti possono essere illeciti o anche leciti, se considerati singolarmente;
che i comportamenti siano stati posti in essere in modo sistematico e prolungato;
che i comportamenti risultino mirati contro il dipendente, con intento vessatorio;
la lesione della sua salute o della sua personalità;
il collegamento tra la condotta del datore o del superiore gerarchico e il pregiudizio alla sua integrità psico-fisica;
l’intento persecutorio.
Licenziamento per giusta causa: necessario valutare tutte le condotte sanzionabili
La Cassazione, con una nuova sentenza [48], ha fornito importanti chiarimenti sull’ipotesi di licenziamento per giusta causa a fronte di più violazioni. In questi casi, la giusta causa di licenziamento può essere valutata non solo con riferimento all’insieme dei fatti contestati, ma ciascuna violazione può essere idonea a giustificare l’espulsione del lavoratore. Di conseguenza, pur avendo il giudice l’obbligo di esaminare le violazioni nel loro complesso, ha anche l’obbligo di valutare la sanzionabilità di ogni singola inadempienza.
Premi Inail dovuti anche se l’attività è sospesa
Se il rapporto lavorativo è sospeso senza retribuzione, dietro accordo tra datore di lavoro e dipendente, i premi Inail sono comunque dovuti, e devono essere calcolati sulla retribuzione che sarebbe spettata in caso di normale svolgimento dell’attività. Lo ha stabilito la Cassazione, con una nuova sentenza [47] , nella quale chiarisce che, ai fini della base di calcolo per il pagamento del premio, non rileva la retribuzione corrisposta di fatto, salvo il caso in cui risulti superiore alla retribuzione contributiva di riferimento, o minimale contributivo. Inoltre, la Cassazione esclude che la parti abbiano la libertà di rimodulare l’obbligo di versare contributi e premi sulla base della presenza al lavoro o dell’orario lavorativo, ma, al contrario, prevede che il rapporto assicurativo sia indipendente dal rapporto retributivo.
Periodo di comporto: conteggio secondo il calendario comune
La Cassazione, con una nuova sentenza [46], ha chiarito che il periodo di comporto determinato in mesi deve essere contato, salvo diversa disposizione del contratto collettivo applicato, secondo il calendario comune e l’effettiva consistenza dei mesi, in applicazione dei principi del codice civile in merito al computo dei termini.
In particolare, il codice civile prevede che, per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osservi il calendario comune; non si tiene conto del giorno dal quale parte il conteggio, né del numero dei giorni che compongono i mesi o gli anni: in questo modo, il termine va a scadere nel giorno del mese o dell’anno numericamente corrispondente a quello di decorrenza del termine iniziale, indipendentemente dal fatto che l’anno sia bisestile.
Non deve dunque essere data al mese la durata convenzionale di 30 giorni, in quanto si avrebbe un calendario di 360 giorni e non di 365.
Obbligo di misurare l’orario di lavoro
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con una nuova sentenza [44], ha stabilito che, in ottemperanza ai diritti previsti dalla Direttiva europea sull’orario di lavoro [45], gli Stati membri devono imporre ai datori di lavoro l’obbligo di istituire un sistema oggettivo, affidabile e accessibile, che consenta la misurazione della durata dell’orario di lavoro giornaliero svolto da ciascun dipendente.
Aumentano gli assegni familiari
L’Inps ha pubblicato i nuovi importi degli ANF, gli assegni per il nucleo familiare, per il periodo che va dal 1° luglio 2019 al 30 giugno 2020: gli assegni sono stati rivalutati in base alla variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo calcolata dall’Istat tra l’anno 2017 e l’anno 2018, che è risultata pari a +1,1%. Qui le tabelle ANF con gli importi spettanti (a seconda della composizione del nucleo familiare e del reddito familiare di riferimento).
Ricordiamo che ora gli assegni devono essere richiesti direttamente dal lavoratore all’Inps, online o tramite patronato, non è più possibile inviare la domanda al datore di lavoro.
Il datore di lavoro deve gestire gli assegni e calcolare gli importi risultanti in concreto sulla base dei dati elaborati dall’istituto, disponibili nell’area del sito web dedicata ad aziende e consulenti, seguendo il percorso: Prestazioni e Servizi / Servizi per le aziende ed i consulenti/ cassetto previdenziale/ Consultazione importi ANF.
L’applicazione consente di visualizzare le informazioni concernenti le domande di assegno al nucleo familiare relative ai lavoratori per i quali si effettua la ricerca: in particolare, è possibile consultare gli importi massimi giornalieri e mensili dovuti in relazione a ciascun periodo di riferimento. È consentita la visualizzazione delle sole domande accolte.
Maternità obbligatoria: possibile fruire di tutti e 5 i mesi dopo il parto
La legge di bilancio 2019 [42] ha introdotto la facoltà, per le lavoratrici madri, di fruire dei 5 mesi di congedo obbligatorio e della relativa indennità direttamente dopo il parto. In sostanza, le lavoratrici non saranno più obbligate ad assentarsi 1 o 2 mesi prima del parto.
Relativamente alla nuova facoltà, l’Inps, con un recente messaggio [43], ha chiarito che, fino all’emanazione della circolare operativa e dei conseguenti aggiornamenti dell’applicazione “Gestione Maternità”, le lavoratrici madri possono esercitare l’opzione per fruire del congedo dopo il parto presentando domanda telematica di indennità di maternità, e spuntando la specifica casella.
In ogni caso, la domanda di maternità deve essere presentata prima dei 2 mesi che precedono la data prevista del parto e non oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile, tramite il sito web dell’istituto, oppure tramite patronato o contact center Inps (raggiungibile al numero 803.164, o 06.164.164 per chi chiama da cellulare).
La documentazione sanitaria necessaria per poter fruire del congedo di maternità esclusivamente dopo il parto deve essere inviata alla sede Inps competente, in originale e in busta chiusa, recante la dicitura “contiene dati sensibili”.
Le nuove domande di congedo non potranno essere elaborate dalla procedura “Gestione Maternità” fino all’emanazione della circolare operativa ed ai conseguenti aggiornamenti.
Inail: nuovi minimi di retribuzione
L’Inail, con una nuova circolare [41], ha comunicato i limiti minimi di retribuzione imponibile per il calcolo dei premi assicurativi per l’anno 2019:
per l’anno 2019, il limite minimo di retribuzione giornaliera è pari a 48,74 euro, ossia il 9,5% dell’importo del
trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1° gennaio 2019, che ammonta a 513,01 euro mensili: ne deriva che le retribuzioni effettive non possono scendere sotto questi
limiti adeguati, se inferiori, a euro 48,74;
il limite minimo mensile è pari a 1.267,24 euro;
alle retribuzioni convenzionali dei lavoratori con uno specifico limite minimo di retribuzione giornaliera si applica il limite minimo giornaliero di 27,07 euro;
alle retribuzioni convenzionali dei lavoratori senza uno specifico limite minimo di retribuzione giornaliera si applica il limite minimo giornaliero di 48,74 euro;
per i lavoratori part time, la retribuzione minimale convenzionale oraria ammonta a 7,31 euro.
La circolare illustra anche i minimali e le retribuzioni sulla cui base calcolare i premi relativi a:
beneficiari di trattamenti integrativi di prestazioni mutualistiche e previdenziali;
disoccupati avviati ai cantieri scuola e lavoro, rimboschimento e sistemazione montana;
lavoratori a chiamata;
lavoratori della pesca marittima;
partecipanti all’impresa familiare;
lavoratori di società ex compagnie e gruppi portuali – non cooperative;
addetti a lavorazioni meccanico-agricole per conto terzi
soci volontari delle cooperative sociali;
lavoratori con retribuzioni convenzionali giornaliere stabilite a livello provinciale;
lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari
lavoratori dell’area dirigenziale
Anf: chiarimenti Inps sulla nuova procedura per fruire degli assegni familiari
L’Inps, con un nuovo messaggio [40], ha chiarito le nuove modalità di presentazione della domanda di Anf (assegni al nucleo familiare) per i lavoratori dipendenti delle aziende del settore privato (non agricole).
Il messaggio, in particolare, indica:
le modalità di presentazione e di gestione della domanda Anf (che deve essere presentata direttamente dal lavoratore all’istituto, in via telematica o con l’aiuto di un patronato);
le modalità di gestione degli assegni per il datore di lavoro, che può visionare la posizione del lavoratore all’interno del sito Inps, servizi per aziende e consulenti;
le istruzioni per i datori di lavoro in merito alla compilazione del flusso UniEmens di competenza del mese di luglio 2019.
Danno da mobbing: è malattia professionale
La Cassazione, con una recente sentenza [39] , ha chiarito che il danno biologico derivante da mobbing, accertato a carico del lavoratore nella misura dell’8%, possa essere qualificato come malattia professionale non tipizzata.
Le condotte sistematicamente poste in essere verso il dipendente mobbizzato, difatti, procurano allo stesso una vera e propria invalidità psico-fisica, cioè una riduzione permanente della capacità lavorativa.
È dunque corretto inquadrare il mobbing all’interno della categoria delle malattie professionali che danno diritto al riconoscimento del danno biologico: il danno è conseguenteallo svolgimento di attività lavorativa e, dunque, coperto dall’assicurazione obbligatoria dell’Inail, se sussistono i presupposti per l’esonero dalla responsabilità civile del datore di lavoro.
Certificato di agibilità obbligatorio per i lavoratori autonomi dello spettacolo
Con un recente messaggio [38], l’Inps, in seguito alle disposizioni introdotte dal decreto Semplificazione, ha fornito delle spiegazioni in merito all’obbligo del certificato di agibilitàper i lavoratori dello spettacolo.
In particolare, i seguenti datori di lavoro:
imprese teatrali, cinematografiche e circensi;
teatri tenda;
gli enti;
le imprese del pubblico esercizio;
le emittenti radiotelevisive;
possono impiegare i lavoratori autonomi dello spettacolo, compresi quelli con rapporti di collaborazione, solo se questi sono in possesso del certificato di agibilità.
L’impiego del lavoratore autonomo senza certificato di agibilità comporta per il committente la sanzione amministrativa di 129 euro per ogni giornata di lavoro prestata. L’obbligo di richiesta del certificato di agibilità prescinde dalla durata temporale della prestazione.
Per conoscere tutti gli incentivi all’assunzione operativi nel 2019: Bonus assunzione 2019.
Lo stop al sistema Savio, il cosiddetto cervellone dell’Inps, finalizzato all’invio delle visite fiscali nei casi sospetti, sta creando dei danni non indifferenti, considerando che ogni anno l’istituto spende 2 milioni di euro d’indennità di malattia per i lavoratori del settore privato, mentre la malattia dei dipendenti pubblici vale 2,8 milioni di euro annui.
[38] Inps messaggio n.1612 del 19/04/2019.
[39] Cass. sent. n. 6346/2019.
[40] Inps, Messaggio n. 1777 dell’8/05/2019.
[41] Inail circolare n. 11 del 9 maggio 2019.
[42] Art.1, co. 485, L. 145/2018.
[43] Inps messaggio 1738/2019.
[44] Corte europea, sentenza C-55/18 del 14/05/2019.
[45] Dir. 2003/88.
[46] Cass. sent 9751/2019.
[47] Cass. sent. 15120 /2019.
[48] Cass. sent. n. 11539/2019.
[49] Cass. ord. n. 11777/2019.
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