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Timestamp: 2017-07-27 16:41:20+00:00

Document:
Disegno di legge S1512 Manlio
Disposizioni in materia di intercettazioni telefonichee ambientali e di pubblicità degli atti di indagine
Disegno di legge S1512 - Approvato dalla Camera dei
deputati il 17 aprile 2007
di concerto col Ministro dellinterno
e col Ministro delleconomia e delle finanze
Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenzail 19 aprile 2007
«2. È vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine delludienza preliminare»;
«2-bis. È vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine delludienza preliminare.
2-ter. È vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Di tali atti è tuttavia consentita la pubblicazione nel contenuto dopo che la persona sottoposta alle indagini ovvero il suo difensore abbiano avuto conoscenza dellordinanza in materia di misure cautelari, fatta eccezione per le parti che riproducono gli atti di cui al comma 2-bis»;
«3. Se si procede al dibattimento, non è consentita la pubblicazione, anche parziale, degli atti del fascicolo del pubblico ministero, se non dopo la pronuncia della sentenza in grado di appello. È sempre consentita la pubblicazione degli atti utilizzati per le contestazioni o dei quali sia data lettura in pubblica udienza»;
«7. Salvo quanto previsto dai commi 2, 2-bis e 2-ter, è consentita la pubblicazione del contenuto degli atti non coperti dal segreto».
«1-bis. La perizia sui documenti di cui allarticolo 240-bis è ammessa soltanto nel caso in cui venga dedotta o comunque rilevata lincompletezza o la contraddittorietà dei dati che emergono dal relativo verbale di consistenza, redatto ai sensi dellarticolo 240-ter; le attività peritali devono in tale caso essere compiute esclusivamente sui documenti il cui esame risulta necessario per rispondere ai quesiti posti dal giudice».
«Art. 240-bis. - (Documenti relativi a intercettazioni e raccolte di dati illecite).  1. I documenti che contengono dati inerenti a conversazioni o comunicazioni, telefoniche, informatiche o telematiche, illecitamente formati o acquisiti e i documenti redatti attraverso la raccolta illecita di informazioni non possono essere acquisiti al procedimento né in alcun modo utilizzati, tranne che come corpo del reato. Essi sono custoditi nellarchivio riservato previsto dal comma 3-ter dellarticolo 268.
Art. 240-ter. - (Udienza per la redazione del verbale di consistenza).  1. Quando vengono acquisiti al procedimento i documenti costituenti corpo del reato di cui allarticolo 240-bis, il pubblico ministero richiede entro dieci giorni al giudice per le indagini preliminari di procedere alla redazione del verbale di consistenza di cui al comma 4. Entro il medesimo termine il pubblico ministero trasmette anche i documenti acquisiti; ove sugli stessi debbano essere effettuati accertamenti tecnici in via preliminare, il giudice può autorizzare il pubblico ministero a ritardarne la trasmissione per non più di novanta giorni.
3. Il procedimento si svolge nelle forme previste dallarticolo 127, commi 1, 2, 6 e 10. Lavviso della data fissata per ludienza è comunicato, almeno tre giorni prima, al pubblico ministero; esso è notificato, entro lo stesso termine, allimputato, al suo difensore e agli altri soggetti interessati. Il pubblico ministero e i difensori sono sentiti se compaiono. Fino al giorno delludienza i documenti restano depositati in cancelleria, con facoltà per i difensori di esaminarli. È in ogni caso vietato il rilascio di copia degli stessi.
5. Il verbale di cui al comma 4 è inserito nel fascicolo del dibattimento ai sensi dellarticolo 431, comma 1, lettera h-bis).
(Modifica allarticolo 266 del codicedi procedura penale)
1. Allarticolo 266, comma 1, del codice di procedura penale, la parola: «telecomunicazione» è sostituita dalla seguente: «comunicazione».
«Art. 266-ter. - (Intercettazioni di corrispondenza postale).  1. Le norme del presente capo si applicano, in quanto compatibili, anche alle intercettazioni di corrispondenza postale che non interrompono il corso della spedizione.
«1. Il pubblico ministero richiede al giudice per le indagini preliminari lautorizzazione a disporre le operazioni previste dallarticolo 266. Lautorizzazione è data con decreto motivato che deve contenere, a pena di inutilizzabilità dei risultati dellintercettazione ai sensi dellarticolo 271, comma 1, lautonoma valutazione della sussistenza di gravi indizi di reato e della circostanza che lintercettazione sia assolutamente indispensabile per la prosecuzione delle indagini»;
«3. Il decreto del pubblico ministero che dispone lintercettazione indica le modalità e la durata delle operazioni per un periodo massimo di quindici giorni, prorogabile dal giudice con decreto motivato in pari misura e per una durata complessiva massima non superiore a tre mesi qualora permangano i presupposti indicati nel comma 1. Tale durata può essere superata solo qualora siano emersi nuovi elementi investigativi in relazione ai presupposti indicati nel comma 1. Tali elementi devono essere specificamente indicati nel provvedimento di proroga unitamente ai presupposti indicati nel comma 1. Con il decreto, il pubblico ministero individua lufficiale di polizia giudiziaria responsabile del corretto adempimento delle operazioni»;
«3-bis. La durata dellintercettazione di comunicazioni tra presenti eseguite nei luoghi di cui allarticolo 614 del codice penale non può essere prorogata più di due volte, salvo che siano emersi nuovi elementi investigativi in relazione ai presupposti indicati nel comma 1. Tali elementi devono essere specificamente indicati nel provvedimento di proroga unitamente ai presupposti indicati nel comma 1.
3-ter. Resta fermo quanto previsto dallarticolo 13 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e successive modificazioni, e dallarticolo 3 del decreto-legge 18 ottobre 2001, n. 374, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2001, n. 438, e successive modificazioni»;
«5. In apposito registro riservato tenuto presso ogni ufficio del pubblico ministero sono annotati, secondo lordine cronologico, la data e lora di emissione e la data e lora di deposito in cancelleria o in segreteria dei decreti che dispongono, autorizzano, convalidano o prorogano le intercettazioni e, per ciascuna intercettazione, linizio e il termine delle operazioni».
«3. Le operazioni di registrazione sono compiute per mezzo degli impianti installati e custoditi nei centri di intercettazione telefonica istituiti presso le procure generali o presso le procure della Repubblica della sede del distretto di corte di appello. Le operazioni di ascolto delle conversazioni intercettate sono compiute mediante impianti installati nei punti di ascolto istituiti presso la competente procura della Repubblica ovvero, previa autorizzazione del pubblico ministero, presso i servizi di polizia giudiziaria delegati per le indagini»;
3-quater. Ai procuratori generali presso la corte di appello e ai procuratori della Repubblica territorialmente competenti sono attribuiti i poteri di gestione, vigilanza, controllo e ispezione, rispettivamente, dei centri di intercettazione e dei punti di ascolto di cui al comma 3»;
2. Al fine di garantire la concreta rispondenza degli apparati di registrazione e ascolto installati presso le procure della Repubblica alle finalità e alle previsioni della presente legge, il Ministro della giustizia, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della stessa legge, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delle comunicazioni, definisce le procedure e le specifiche tecniche degli apparati, indicando lente che deve provvedere alla loro omologazione.
3. Allattuazione del comma 2 si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
(Introduzione degli articoli 268-bis, 268-ter, 268-quater, 268-quinquies e 268-sexies del codice di procedura penale)
«Art. 268-bis. - (Deposito e acquisizione dei verbali e delle registrazioni).  1. Entro cinque giorni dalla conclusione delle operazioni, il pubblico ministero deposita presso la segreteria i verbali e le registrazioni relativi alle conversazioni che ritiene rilevanti ai fini delle indagini, indicando le ragioni della rilevanza. Sono contestualmente depositati anche i decreti che hanno disposto, autorizzato, convalidato o prorogato lintercettazione nonché le relative richieste. Gli atti relativi a conversazioni di cui è vietata lutilizzazione e a quelle prive di rilevanza, in quanto riguardanti esclusivamente fatti o circostanze estranei alle indagini, restano custoditi nellarchivio riservato previsto dal comma 3-ter dellarticolo 268.
d) di indicare specificamente al giudice le conversazioni depositate che ritengono irrilevanti o di cui sia vietata lutilizzazione.
5. Scaduto il termine di cui al comma 2, il giudice, sentite le parti senza formalità, dispone con ordinanza lacquisizione delle conversazioni che ritiene rilevanti e di cui non è vietata lutilizzazione. Il giudice può sempre esaminare, se lo ritiene necessario, gli atti custoditi nellarchivio riservato previsto dal comma 3-ter dellarticolo 268.
8. I difensori delle parti possono estrarre copia delle conversazioni di cui è stata disposta lacquisizione.
9. I difensori, fino a quando non sia avvenuta la distruzione della documentazione di cui al comma 1 dellarticolo 269, possono esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni custoditi nellarchivio riservato previsto dal comma 3-ter dellarticolo 268, secondo le modalità di cui allarticolo 89-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie.
Art. 268-ter. - (Trascrizione delle registrazioni).  1. Il giudice, compiute le formalità di cui allarticolo 268-bis, dispone perizia per la trascrizione delle registrazioni ovvero la stampa in forma intellegibile delle informazioni contenute nei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche acquisite. Al termine delle operazioni i verbali e le registrazioni utilizzate per lo svolgimento dellincarico sono immediatamente restituiti al pubblico ministero e sono custoditi nellarchivio riservato previsto dal comma 3-ter dellarticolo 268. È vietata la trascrizione delle parti di conversazioni riguardanti esclusivamente fatti o circostanze estranei alle indagini. Il giudice dispone che i nominativi o riferimenti identificativi di soggetti estranei alle indagini siano espunti dalle trascrizioni delle conversazioni.
2. Le trascrizioni delle registrazioni e le stampe sono inserite nel fascicolo del dibattimento a norma dellarticolo 431.
Art. 268-quater. - (Utilizzo delle intercettazioni nel corso delle indagini preliminari).  1. Il pubblico ministero, anche prima del deposito previsto dallarticolo 268-bis, comma 1, al fine di presentare le sue richieste al giudice, può disporre la trascrizione delle conversazioni che ritiene rilevanti, anche per riassunto, ad opera della polizia giudiziaria o del consulente tecnico nominato ai sensi degli articoli 359 e 360. È vietata la trascrizione delle parti di conversazioni riguardanti esclusivamente fatti o circostanze estranei alle indagini. Il pubblico ministero dispone che i nominativi o riferimenti identificativi di soggetti estranei alle indagini siano espunti dalle trascrizioni delle conversazioni, ove ciò non rechi pregiudizio allaccertamento dei fatti per cui si procede.
2. Nel corso del dibattimento, il giudice può disporre, su richiesta specificamente motivata delle parti, lacquisizione delle intercettazioni in precedenza ritenute prive di rilevanza. Per la trascrizione si applicano le disposizioni di cui allarticolo 268-ter.
Art. 268-sexies. - (Avviso a persone non indagate).  1. Dopo la chiusura delle indagini preliminari il pubblico ministero dà avviso in piego chiuso ai soggetti titolari delle utenze in ordine alle quali è stata disposta intercettazione delle comunicazioni telefoniche o dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche, diversi da quelli nei confronti dei quali si procede e che non risultino indagati in procedimenti connessi o collegati, dellavvenuta intercettazione.
2. Lavviso contiene la mera notizia dellavvenuta intercettazione, la durata e il numero dellutenza intercettata, nonché lindicazione della facoltà di chiedere la distruzione anticipata delle registrazioni ai sensi dellarticolo 269, comma 2.
b) se dagli atti di indagine risulti che lutenza è stata comunque utilizzata da persone sottoposte ad indagine ovvero da indagati in procedimenti connessi o collegati;
c) se taluna delle conversazioni intercettate sulle utenze di cui al comma 1 sia stata acquisita al procedimento».
2. Allarticolo 6, comma 2, della legge 20 giugno 2003, n. 140, le parole: «di cui allarticolo 268, comma 6,» sono sostituite dalle seguenti: «di cui agli articoli 268-bis e seguenti».
«2. Ai fini dellutilizzazione prevista dal comma 1, i verbali e le registrazioni delle intercettazioni sono trasmessi allautorità competente per il diverso procedimento. Si applicano le disposizioni degli articoli 268-bis, 268-ter, 268-quater e 268-quinquies».
(Modifica allarticolo 293 del codicedi procedura penale)
1. Dopo il primo periodo del comma 3 dellarticolo 293 del codice di procedura penale è inserito il seguente: «Sono depositati soltanto i verbali e le autorizzazioni relativi alle intercettazioni espressamente indicate nella richiesta del pubblico ministero».
1. Dopo larticolo 329 del codice di procedura penale è inserito il seguente:
2. I documenti che contengono dati inerenti a conversazioni o comunicazioni, telefoniche, informatiche o telematiche, illecitamente formati o acquisiti e i documenti redatti attraverso la raccolta illecita di informazioni, ove non acquisiti al procedimento, sono sempre coperti dal segreto; i medesimi documenti, se acquisiti al procedimento come corpo del reato ai sensi dellarticolo 240-bis, sono coperti dal segreto fino alla chiusura delle indagini preliminari ovvero fino al termine delludienza preliminare».
1. Allarticolo 380, comma 2, del codice di procedura penale, dopo la lettera f) è inserita la seguente:
«f-bis) delitti di riciclaggio previsti dagli articoli 648-bis e 648-ter del codice penale».
1. Allarticolo 431, comma 1, del codice di procedura penale, dopo la lettera h) è aggiunta la seguente:
«h-bis) il verbale di cui allarticolo 240-ter, comma 4».
2-ter. Il funzionario di cui al comma 2-bis comunica al procuratore della Repubblica ogni due mesi lelenco delle operazioni che si protraggono da oltre tre mesi».
2. Il ristoro dei costi sostenuti dagli operatori per le prestazioni a fini di giustizia effettuate a fronte di richieste di intercettazioni ovvero di richieste di acquisizione di dati relativi al traffico telefonico da parte delle competenti autorità giudiziarie e le relative modalità di pagamento sono disciplinati con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze e con il Ministro delle comunicazioni, in forma di canone annuo. La determinazione dei suddetti costi non può in nessun caso comportare oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, rispetto a quelli derivanti dallapplicazione del listino di cui al comma 3.
3. Fino allemanazione del decreto di cui al comma 2 continua ad applicarsi il listino approvato con decreto del Ministro delle comunicazioni 26 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 2001.
«Art. 90-bis. - (Spese di gestione e di amministrazione in materia di intercettazioni telefoniche e ambientali).  1. Entro il 31 marzo di ogni anno, ciascun procuratore della Repubblica trasmette al Ministro della giustizia una relazione sulle spese di gestione e di amministrazione avente ad oggetto le intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate nellanno precedente. Ai fini del controllo sulla gestione amministrativa di cui alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni, la relazione è trasmessa dal Ministro della giustizia al procuratore generale della Corte dei conti».
c) allarticolo 684:
1) al primo comma, le parole: «o a guisa dinformazione» sono sostituite dalle seguenti: «o nel contenuto» e le parole da: «con lammenda» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «con lammenda da euro 10.000 a euro 100.000»;
«La condanna importa la pubblicazione della sentenza a norma dellarticolo 36».
a) larticolo 132 è sostituito dal seguente:
«Art. 132. - (Conservazione di dati di traffico per altre finalità).  1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 123, comma 2, i dati relativi al traffico telefonico, inclusi quelli concernenti le chiamate senza risposta, sono conservati dal fornitore per ventiquattro mesi, per finalità di accertamento e repressione dei reati; per le medesime finalità, i dati relativi al traffico telematico, esclusi comunque i contenuti delle comunicazioni, sono conservati dal fornitore per sei mesi.
2. Decorsi i termini di cui al comma 1, i dati relativi al traffico telefonico, inclusi quelli concernenti le chiamate senza risposta, sono conservati dal fornitore per ulteriori ventiquattro mesi e quelli relativi al traffico telematico, esclusi comunque i contenuti delle comunicazioni, sono conservati per ulteriori sei mesi per esclusive finalità di accertamento e repressione dei delitti di cui allarticolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, nonché dei delitti in danno di sistemi informatici o telematici.
3. I dati sono acquisiti presso il fornitore con le modalità di cui allarticolo 267-bis del codice di procedura penale, ferme restando, nel caso previsto dal comma 2 del medesimo articolo, le condizioni di cui allarticolo 8, comma 2, lettera f), del presente codice per il traffico entrante.
4. Il trattamento dei dati per le finalità di cui allarticolo 267-bis del codice di procedura penale è effettuato nel rispetto delle misure e degli accorgimenti a garanzia dellinteressato prescritti ai sensi dellarticolo 17 del presente codice, volti anche a:
a) prevedere in ogni caso specifici sistemi di autenticazione informatica e di autorizzazione degli incaricati del trattamento di cui allallegato B;
b) disciplinare le modalità di conservazione separata dei dati una volta decorsi i termini di cui al comma 1;
c) individuare le modalità di trattamento dei dati da parte di specifici incaricati del trattamento in modo tale che, decorsi i termini di cui al comma 1, lutilizzazione dei dati sia consentita solo nei casi di cui al comma 2 e allarticolo 7;
d) indicare le modalità tecniche per la periodica distruzione dei dati, decorsi i termini di cui ai commi 1 e 2»;
(Modifiche allarticolo 4 del decreto-legge 22 settembre 2006, n. 259, convertito,con modificazioni, dalla legge20 novembre 2006, n. 281)
b) al comma 2, il terzo e il quarto periodo sono sostituiti dai seguenti: «Agli effetti della prova della corrispondenza degli atti o dei documenti pubblicati con quelli di cui allarticolo 240-bis del codice di procedura penale fa fede il verbale di cui allarticolo 240-ter, comma 4, dello stesso codice. Si applicano le norme previste dagli articoli da 737 a 742 del codice di procedura civile. Non si applica larticolo 40, terzo comma, dello stesso codice»;
3. Allarticolo 96 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni, al comma 2, il secondo e il terzo periodo sono soppressi, e il comma 4 è abrogato.
2. Le disposizioni di cui al comma 3 dellarticolo 268 del codice di procedura penale, come modificato dallarticolo 9 della presente legge, si applicano decorsi tre mesi dalla data di pubblicazione di apposito decreto del Ministro della giustizia che dispone lentrata in funzione dei centri di intercettazione telefonica di cui al medesimo comma 3. Fino a tale data, continuano a trovare applicazione le disposizioni del comma 3 dellarticolo 268 del codice di procedura penale nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge.
1. Agli oneri derivanti dallattuazione dellarticolo 268 del codice di procedura penale, come modificato dallarticolo 9 della presente legge, pari a 820.000 euro per lanno 2007, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2007-2009, nellambito dellunità previsionale di base di conto capitale «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2007, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al medesimo Ministero.
2. Il Ministro delleconomia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 070619

References: sentenza 

Art. 240

Art. 268

Art. 268

Art. 268
 sentenza