Source: http://anitrav.com/news/la-corte-costituzionale-italiana-da-ragione-alle-tesi-di-an.htm
Timestamp: 2018-05-21 12:54:51+00:00

Document:
La Corte Costituzionale Italiana da ragione alle tesi di ANITraV
"Questa Corte (con riferimento a discriminazioni tra imprese sulla base di un mero elemento di
localizzazione territoriale) ha ripetutamente sancito «il divieto per i legislatori regionali di frapporre
barriere di carattere protezionistico alla prestazione, nel proprio ambito territoriale, di servizi di carattere
imprenditoriale da parte di soggetti ubicati in qualsiasi parte del territorio nazionale (nonché, in base ai
principi comunitari sulla libertà di prestazione dei servizi, in qualsiasi paese dell’Unione europea)»
(sentenze n. 124 del 2010 e n. 391 del 2008).
Appare indiscutibile come siffatte considerazioni possano ben estendersi al caso in cui (come nella
specie) la misura protezionistica venga ad incidere sulla libertà di stabilimento, così vulnerando
l’evocato parametro costituzionale, che impone l’esercizio della potestà legislativa dello Stato e delle
Regioni nel rispetto, tra l’altro, dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario. Tra i quali –
trattandosi di servizi nel settore trasporti che non rientrano nell’àmbito di applicazione del Titolo V del
Trattato CE, essendo quindi soggetti alla direttiva 12 dicembre 2006, n. 2006/123/CE (Direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato interno), ai sensi dell’art. 2, paragrafo
2, alinea e lettera d) della medesima direttiva – è espressamente previsto il divieto di subordinare
«l’accesso ad una attività di servizi o il suo esercizio sul loro territorio al rispetto dei requisiti seguenti:
1) requisiti discriminatori fondati direttamente o indirettamente sulla cittadinanza o, per quanto riguarda
le società, sull’ubicazione della sede legale, in particolare: […] b) il requisito della residenza sul loro
territorio per il prestatore, il suo personale, i detentori di capitale sociale o i membri degli organi di
direzione e vigilanza» (art. 14, alinea e numero 1, lettera b, della citata direttiva n. 2006/123/CE).
Risulta palese, dunque, che la previsione impugnata determina un’ingiustificata compressione
dell’assetto concorrenziale del mercato degli autoservizi pubblici non di linea e favorisce (per tale sola
loro condizione) quei richiedenti già da tempo localizzati nel territorio regionale, con ciò violando anche
il principio di parità di trattamento (id est, di non discriminazione: sentenze n. 339 e n. 213 del 2011),
sotteso alla previsione dell’art. 49 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in tema di libertà
di stabilimento (sentenze n. 340 e n. 180 del 2010). La conformazione della quale è, altresì, delineata nel
punto 65 del Considerando della menzionata direttiva n. 2006/123/CE, secondo cui – poiché «la libertà
di stabilimento è basata, in particolare, sul principio della parità di trattamento che non soltanto comporta
il divieto di ogni forma di discriminazione fondata sulla cittadinanza, ma anche qualsiasi forma di
discriminazione indiretta basata su criteri diversi ma tali da portare di fatto allo stesso risultato» –
«L’accesso ad un’attività di servizi o il suo esercizio in uno Stato membro, a titolo principale come a
titolo secondario, non dovrebbero quindi essere subordinati a criteri quali il luogo di stabilimento, di
residenza, di domicilio o di prestazione principale dell’attività»."
Sono queste alcune parti sostanziali della sentenza della Corte Costituzionale che di fatto abbatte i principi tanto cari ai tassisti romani e che hanno portato questi con i loro padrini politici a far modificare la Legge 21/1992 nelle parti riguardanti il servizio di noleggio con conducente.
"Anche se la sentenza non fa riferimento esplicito al comma 1 quater dell'art. 29 DL 207/2008" riporta in una nota il Presidente Nazionale dell'ANITraV Mauro Ferri " di fatto mette una vera e propria pietra tombale su tutta la vicenda riguardante la modifica alla Legge 15 gennaio 1992 n 21 che anche se sospesa continua a creare enormi difficoltà alle imprese italiane. La nostra Associazione ormai da cinque anni è impegnata a difesa delle imprese ncc italiane e quotidianamente combatte contro le assurde pretese feudali delle Amministrazioni Pubbliche governate da politici incapaci od inutili", continua il Presidene Ferri " dopo questa ultima sentenza non ci dovranno essere più alibi o paure di chi ha la competenza e il dovere di porre fine alle irrazionali tesi delle varie sigle sindacali romane, già da noi denunciate alla Procura della Repubblica, che stanno determinando caos in molte amministrazioni pubbliche locali attraverso dolose ed ingannevoli note inviate a comuni, provincie e regioni. Penso al caos generato dalla Direzione della Mobilità della Regione Abruzzo che ancora oggi da indicazioni per l'applicazione del comma 1 quater omettendo che tale norma è sospesa ma anche violando la Costituzione Italiana; ora basta !! Le Amministrazioni Pubbliche Locali si allineino all'ordinamento legislativo e costituzionale e la smettano di fare sponda ai tassisti romani e il Governo faccia il suo dovere sostenendo la libertà di stabilimento e la libera circolazione di beni e servizi modificando in tal senso la Legge 15 gennaio 1992 n 21"
Il responsabile della Regione Lazio per l'ANITraV Giulio Aloisi ha così commentato la notizia della sentenza della Corte Costituzionale " La sentenza tocca anche un altro profilo importante, quello del ruolo provinciale dei conducente, argomento già da noi individuato come discriminatorio se visto nella sua provincialità; proprio lunedì 18 con il Presidente Nazionale ci siamo recati alla Regione Lazio per evidenziare la problematica sollevata dai diversi ruoli provinciali laziali che ad oggi non consentono molte imprese di iscriversi nelle CCIAA, devo dire che abbiamo trovato molta sensibilità da parte dell'assessorato alla mobilità della Regione Lazio. Voglio anche dire che ANITraV trova in questa sentenza il raggiungimento del traguardo che da sempre si è prefissa e cioè che il libero esercizio e la libertà di impresa sono l'unico vero motore propulsore per il ritorno ad una proficua economia."
Nel documento allegato la Sentenza personalizzata Anitrav

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