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Timestamp: 2019-07-16 23:08:35+00:00

Document:
Agroindustriale - Lav. conto terzi: CCNL 9 marzo 2004
Data firma: 9 marzo 2004
Parti: Unima e Flai-Cgil, Flai-Cisl, Uila-Uil
Settori: Agroindustriale, Agricoltura conto terzi
• a) Il contratto nazionale
• b) Contrattazione integrativa territoriale
Art. 3 - Decorrenza, durata, procedure di rinnovo, indennità di vacanza contrattuale.
• a) Decorrenza e durata
• b) Procedure di rinnovo
• c) Indennità di vacanza contrattuale
• b) Rappresentanze sindacali aziendali e Rappresentanze sindacali unitarie.
Art. 9 - Mansioni e cambiamento di qualifica
Art. 15 - Permessi straordinari
Art. 15 bis - Congedi parentali
Art. 17 - Servizio di leva
Art. 19 - Retribuzione
Art. 20 - Mensilità aggiuntive (13a e 14a)
Art. 21 - Previdenza complementare
Art. 23 - Indennità per lavori disagiati
Art. 24 - Mezzi di trasporto
Art. 25 - Trasferte e missioni
Art. 27 - Malattia ed infortunio
o A) Malattia
o B) Infortunio e malattia professionale
Art. 28 - Contratto d'inserimento
Art. 29 - Studio e corsi di formazione
Art. 29 bis - Formazione continua
Art. 31 - Ammissione al lavoro e tutela delle donne
Art. 32 - Tutela della maternità
Art. 33 - Mobbing e molestie sessuali
• a. molestie, discriminazioni
Art. 34 - Lavoratori svantaggiati
Art. 35 - Anticipazione sul trattamento di fine rapporto
Art. 36 - Norme in materia disciplinare
Art. 41 - Contributo per assistenza contrattuale
Allegato 1 Tabelle retributive a tempo indeterminato mensili
Allegato 2 Tabelle retributive operai a tempo determinato giornaliere
Allegato 3 Tabelle retributive operai a tempo determinato
• Tabelle retributive a tempo indeterminato mensili
• Tabelle retributive operai a tempo determinato
Allegato 5 Rappresentante per la sicurezza
• Modalità di elezione • Permessi retribuiti
• Attribuzioni del rappresentante per la sicurezza
• Formazione dei rappresentanti per la sicurezza
• Organismo bilaterale
Allegato 6 Protocollo di intesa per la costituzione delle RSU
• Modalità di costituzione e di funzionamento
o 1. Ambito ed iniziativa per la costituzione
o 2. Composizione della RSU
o 3. Numero dei componenti
o 4. Diritti, permessi, libertà sindacali, tutele e modalità di esercizio
o 5. Compiti e funzioni
o 6. Durata e sostituzione nell'incarico
o 7. Funzionamento della RSU
o 8. Elettorato attivo e passivo
o 9. Delegati sindacali
o 10.Rinvio all'Accordo quadro
o Clausola finale
• Disciplina della elezione della RSU
o 1. Modalità per indire le elezioni
o 2. Quorum per la validità delle elezioni
o 3. Presentazione delle liste
o 4. Commissione elettorale
o 5. Compiti della Commissione
o 6. Affissioni
o 7. Scrutatori/rici
o 8. Segretezza del voto
o 9. Schede elettorali
o 10.Preferenze
o 11.Modalità della votazione
o 12.Composizione del seggio elettorale
o 13.Attrezzatura del seggio elettorale
o 14.Riconoscimento degli/lle elettori/rici
o 15.Compiti del/la Presidente
o 16.Operazioni di scrutinio
o 17.Ricorsi alla Commissione elettorale
o 18.Comitato dei/lle garanti
o 19.Comunicazione della nomina dei componenti della RSU
o 20.Adempimenti dell'impresa
o 21.Clausola finale
Allegato 7 Contratti di formazione e lavoro
• 2. Progetto di formazione e lavoro
• 3. Altre disposizioni
• 4. Periodo di prova
• 5. Inquadramento e trattamento retributivo
• 6. Malattie e infortunio non sul lavoro
• 7. Assenze
• 8. Trasformazione in rapporto a tempo indeterminato
• Schema del progetto di formazione lavoro
Allegato 8 Accordo nazionale per la disciplina dell'apprendistato
• Art. 1 - Qualifiche, mansioni e limiti
• Art. 2 - Assunzione degli apprendisti
• Art. 4 - Trattamento normativo ed economico degli apprendisti
• Art. 5 - Malattia ed infortunio
• Art. 6 - Obblighi del datore di lavoro
• Art. 7 - Obblighi dell'apprendista
• Art. 8 - Durata del rapporto di apprendistato
• Art. 9 - Norme finali.
Allegato 9 Regolamento nazionale per l'assistenza contrattuale
Allegato 10 Contratto di inserimento
• Testo da aggiungere nell'articolato Relazioni Sindacali art. 4 del CCNL.
• Inquadramento e trattamento retributivo.
Il giorno 9 marzo 2004, presso la sede dell'Associazione Provinciale degli Industriali, Via Valfonda 9, in Firenze tra l'Unima (Unione Nazionale Imprese di Meccanizzazione Agricola) aderente alla Confindustria […] e la Fai Cisl […], la Flai- Cgil […], la Uila- Uil […] si è rinnovato il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti dalle imprese che esercitano attività di contoterzismo in agricoltura, con le condizioni di seguito accluse.
Il presente contratto si applica alle imprese esercenti lavorazioni meccanico- agricole ed affini del settore industriale ed artigianale (sia per conto terzi sia per conto proprio e terzi) e per tutte le lavorazioni dalle stesse svolte, comprese le riparazioni e manutenzioni eseguite nelle officine meccaniche condotte direttamente dalle imprese per l'approntamento del proprio macchinario; tale contratto si applica altresì alle imprese di cui al primo comma che effettuano anche lavori e servizi di sistemazione idraulica e di manutenzione agraria e forestale, di imboschimento, di creazione, sistemazione e manutenzione di aree verdi, nonché a quelle che esercitano attività di frangitura di olive prevalentemente per conto terzi, e in modo non prevalente di scavi meccanici, movimento terra e lavori affini.
La contrattazione integrativa territoriale può essere sostituita da accordi, ad essa alternativi, aziendali e limitatamente alle materie di cui alle lettere c, d, l ,m, p, del presente articolo.
Il Comitato è composto da 6 membri, di cui 3 designati dalla parte datoriale e 3 dalle Organizzazioni sindacali e si riunisce normalmente una volta ogni trimestre, e comunque ogni qualvolta una delle parti lo richieda. La convocazione è disposta dal Presidente, nominato alternativamente da una delle parti ogni due anni. Per il primo biennio il Presidente è nominato dalla parte datoriale.
- accertare la conformità dei Progetti e dei contratti individuali di formazione- lavoro alla disciplina dell'accordo quadro nazionale e trasmettere agli uffici regionali del lavoro ed alle sezioni circoscrizionali competenti, l'elenco dei progetti ritenuti conformi;
In connessione con i processi di trasformazione organizzativa, gli imprenditori segnaleranno ai propri rappresentanti l'eventuale fabbisogno di qualificazione e/o riqualificazione professionale della manodopera, perché il Comitato prospetti agli organi pubblici competenti l'attuazione dei corsi necessari.
b) Rappresentanze sindacali aziendali e Rappresentanze sindacali unitarie.
Tali rappresentanze possono essere comunque costituite in aziende che abbiano almeno 5 dipendenti compresi gli eventuali apprendisti. Alla rappresentanza sindacale è riconosciuto il diritto di valutare con le direzioni aziendali interessate i piani e i programmi al fine di migliorare l'occupazione e lo sviluppo economico e i compiti previsti all'art. 2.
Per le RSU- Rappresentanze sindacali unitarie, si applica l'accordo di cui all'allegato 6.
A tale scopo si fa riferimento ad un orario settimanale medio di 39 ore, corrispondente a 7 ore e 48 minuti giornalieri nel caso di settimana lavorativa di 5 giorni, e 6 ore e 30 minuti nel caso di settimana lavorativa di 6 giorni.
È inoltre ammesso il lavoro straordinario, nei casi previsti dai CIT, entro il limite massimo di 200 ore annuali.
Per gli adolescenti trovano applicazione le norme di legge vigenti.
Il lavoro straordinario non può superare le due ore giornaliere e le nove settimanali.
1) Ai lavoratori esposti a fattori di nocività è riconosciuto il diritto ad almeno due visite mediche annuali con regolare corresponsione del salario.
Al fine di consentire alle aziende di programmare l'eliminazione dei rischi, oppure, ove oggettivamente non siano eliminabili, provvedere ad una progressiva riduzione degli stessi, le rappresentanze sindacali dei lavoratori e i datori di lavoro concorderanno criteri di rotazione degli operai, nello svolgimento di lavori nocivi, al fine di ridurre il tempo complessivo di esposizione al rischio.
3) I datori di lavoro sono tenuti a dotare i lavoratori dei mezzi di difesa, individuali o collettivi, necessari contro l'azione dl agenti che, per la loro specifica natura e/o in determinate condizioni, possono risultare nocivi alla salute del lavoratore.
I mezzi protettivi di uso personale come: maschere, guanti, occhiali, tute, stivali, copricapo, sono assegnati in dotazione, possibilmente personale, per tutta la durata del lavoro e devono essere tenuti in stato di efficienza. L'equipaggiamento personale sarà definito dai CIT.
Ai lavoratori inviati a lavorare presso altre aziende compete una informazione dettagliata dei rischi presenti nei luoghi di lavoro dove dovranno espletare le loro mansioni.
Per particolari situazioni è necessario vengano formati ai fini della tutela della salute.
Ai fini dell'individuazione dei rischi e delle misure di prevenzione e protezione, si fa riferimento alle procedure di cui al D. Lgs. 626/94 e successive modificazioni (analisi e valutazione dei rischi).
In ogni azienda, ai sensi degli artt. 18 e 19 del D. Lgs. 626/94, sarà eletto almeno un Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza (RLS) (All. n°6), al quale si attribuiscono i compiti di cui all'art. 9 della legge 20/5/70 n. 300.
4) Ai fini dei controlli e delle iniziative promozionali di competenza delle rappresentanze sindacali aziendali, nonché della programmazione e attuazione della misure di protezione e prevenzione e di verifica dei risultati ai sensi dell'art. 9 della legge 20/5/ 1970, n. 300, le parti convengono che all'atto della stipula o rinnovo degli accordi integrativi:
a) si concorderanno i tempi, i modi e le priorità di programmi d'indagine finalizzati alla rilevazione e misurazione dei dati ambientali, alfine di vagliarne l'idoneità per la salvaguardia dell'integrità psicofisica dei lavoratori. Le indagini saranno normalmente effettuate da enti o istituti specializzati scelti di comune accordo tra le parti;
Le parti convengono inoltre che ai lavoratori esposti a fattori di nocività si applica un regime di orario per cui ad ogni ora effettuata in tali condizioni corrisponde una sosta retribuita di 20 minuti.
Le aziende informeranno i lavoratori interessati e le RSA dei fattori di nocività dei prodotti.
Le condizioni di lavoro disagiate non strettamente riconducibili ai rischi per la salute e sicurezza sul lavoro sono indennizzabili.
Le parti debbono, prima dell'avvio della contrattazione integrativa territoriale, definire l'elenco delle lavorazioni interessate.
I trattamenti economici in essere nei territori attribuiti dalla contrattazione ai fini dell'articolo 26 del precedente CCNL 1/1/2000 - 31/12/2003 saranno attribuiti in cifra ad personam.
Le parti concordano di verificare l'adesione al fondo Interprofessionale per la Formazione Continua in agricoltura, di cui all'art. 118 della Legge n.388/2000 e successive modificazioni.
Le Parti, riconoscendo nella formazione continua dei lavoratori dipendenti uno strumento prioritario per il miglioramento dell'efficacia, dell'efficienza e della qualità complessiva dei servizi offerti ai propri associati, sostengono e promuovono percorsi formativi condivisi e concordati, tra le parti stesse, da finanziare, oltre che attraverso il fondo interprofessionale nazionale, attraverso l'offerta articolata territorialmente da regioni ed enti locali (come peraltro previsto anche dall'art. 6, commi 1 e 4, della legge 53/2000).
I criteri di individuazione dei lavoratori e le modalità di orario connesse alla partecipazione agli interventi formativi concordati tra le parti saranno definiti dalla contrattazione collettiva aziendale e/o territoriale.
La partecipazione alle attività di formazione continua e permanente previste al presente articolo ed al precedente e l'acquisizione di maggiori competenze potrà avere riscontro, compatibilmente con le condizioni organizzative aziendali, nei percorsi di carriera e nei relativi livelli di inquadramento del personale.
Per la tutela della maternità valgono le disposizioni di legge in vigore. Il datore di lavoro garantirà e anticiperà il 100 % della retribuzione in caso di maternità per i 5 mesi da usufruire prima e dopo il parto previsti dal congedo parentale (ex astensione obbligatoria), nonché l'anticipazione del 30% della retribuzione per l'eventuale utilizzazione del congedo parentale nei termini e con le modalità previste dall'art. 32 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
a. molestie, discriminazioni
- molestie: situazione nella quale si verifica un comportamento indesiderato connesso al sesso di una persona avente lo scopo o l'effetto di violare la dignità di tale persona e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od offensivo;
Tali atti, atteggiamenti, comportamenti, miranti a discriminare, screditare, danneggiare il lavoratore nella propria carriera e status, da chiunque perpetrati, superiori, pari- grado, inferiori e datori di lavoro, sono da considerare violenze morali e persecuzioni psicologiche vietate e tali da rendere illegittime le variazioni delle condizioni di lavoro da esse originate.
Il datore di lavoro, dopo il programma terapeutico e socio- riabilitativo cui si è sottoposto il lavoratore tossicodipendente od etilista e, comunque, prima del suo reinserimento nel posto di lavoro, si riserva la facoltà di accertare, mediante apposita visita medica presso una struttura pubblica, la permanenza delle attitudini professionali previste dalla qualifica di appartenenza.
9. che in qualunque modo trasgredisca alle disposizioni del presente contratto o del regolamento interno dell'azienda o che commetta qualunque atto che porti pregiudizio alla morale o all'igiene, alla disciplina, purché gli atti relativi non debbano essere puniti con punizione più grave in relazione all'entità o alla gravità o alla abituale recidività dell'infrazione;
10.che commetta infrazioni di analoga gravità. […]
4. lavorazione e costruzione nel luogo di lavoro, senza autorizzazione della direzione, di oggetti per proprio uso e per conto terzi, allorché si tratti di lavorazione e di costruzione di rilevante entità;
5. recidiva in qualsiasi mancanza che abbia dato luogo a due sospensioni nei 12 mesi antecedenti;
7. abbandono ingiustificato del posto di lavoro da parte del guardiano e del custode dell'azienda;
9. danneggiamento volontario e messa fuori opera di dispositivi antinfortunistici;
10.atti implicanti dolo e colpa grave con danno per l'azienda;
12.inosservanza del divieto di fumare quando tale infrazione possa provocare gravi incidenti alle persone e alle cose;
13.insubordinazione grave verso i superiori;
14.ritiro della patente di guida per motivi di manifesta e comprovata negligenza e imperizia. Nel caso di specie la patente di guida deve costituire titolo specifico per la conduzione delle macchine di cui alla declaratoria delle mansioni inerenti la qualifica di appartenenza del lavoratore.
Nelle aziende è eletto o designato il rappresentante per la sicurezza, nell'ambito delle rappresentanze sindacali aziendali o tra i lavoratori.
È comunque demandato alla contrattazione territoriale il compito di definire forme diverse, anche a carattere interaziendale, di individuazione del rappresentante territoriale alla sicurezza.
Tale riunione può svolgersi anche in ambito interaziendale e coinvolgere lavoratori dipendenti da più aziende.
La riunione è convocata congiuntamente dalle RSA o dalle Organizzazioni sindacali provinciali aderenti alle Organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL.
Alla riunione possono partecipare dirigenti delle Organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL.
Risulterà eletto chi avrà ottenuto il maggior numero di voti. La durata dell'incarico è di 3 anni.
Prima di procedere alla elezione i lavoratori nominano il Segretario, il quale, a seguito dello spoglio delle schede, redige il verbale dell'elezione. Tale verbale sarà trasmesso al datore di lavoro e alle Organizzazioni sindacali provinciali aderenti alle Organizzazioni nazionali firmatarie il presente CCNL.
Ai rappresentanti per la sicurezza spettano, per l'espletamento dei compiti previsti dall'art. 19 del decreto legislativo 19 settembre 1994 n. 626, permessi retribuiti pari a:
- 10 ore annue, nelle aziende che occupano dipendenti per un numero di giornate annue complessive fino a 1.350;
- 15 ore annue, nelle aziende che occupano dipendenti per un numero di giornate annue superiori a 1.350.
Ai rappresentanti territoriali o interaziendali per la sicurezza spettano permessi retribuiti pari alla somma di quelli che ogni singola azienda dovrebbe concedere; in tal caso le singole aziende concorreranno alla spesa complessivamente prevista in quota proporzionale secondo modalità da concordare in sede di contrattazione territoriale.
Per l'espletamento degli adempimenti previsti dall'art. 19 citato, lettere b, c, d, g, i, l, non è utilizzato il monte ore definito nel presente articolo.
I permessi retribuiti definiti nel presente articolo sono, a tutti gli effetti, aggiuntivi a quelli spettanti alle RSA.
Con riferimento alle attribuzioni del rappresentante per la sicurezza, la cui disciplina legale è contenuta all'art. 19 del decreto legislativo 626/94, si concordano le seguenti procedure ed indicazioni:
b) Nei casi in cui il decreto legislativo 626/94 preveda, a carico del datore di lavoro, la consultazione del rappresentante alla sicurezza, questa si deve svolgere in modo da garantire la sua effettività e tempestività. Il datore di lavoro, pertanto, consulta il rappresentante per la sicurezza su tutti gli eventi per i quali la disciplina legislativa prevede un intervento consultivo dello stesso. Il rappresentante per la sicurezza ha facoltà di formulare proprie proposte e opinioni, sul tema oggetto di consultazione, secondo le previsioni di legge. Il verbale della consultazione, di cui l'azienda deve dotarsi, deve riportare le osservazioni e le proposte formulate dal rappresentante per la sicurezza.
Lo stesso conferma l'avvenuta consultazione apponendo la propria firma sul verbale.
c) Il rappresentante per la sicurezza ha diritto di ricevere le informazioni e la documentazione aziendale di cui alle lettere e ed f del comma 1 dell'art. 19 del decreto legislativo 626/94. Lo stesso rappresentante ha diritto di consultare il rapporto di valutazione dei rischi di cui all'art. 4 comma 2 custodito presso l'azienda nei casi previsti dal decreto legislativo 626/94 e successive modifiche.
Il datore di lavoro deve fornire, anche su istanza del rappresentante per la sicurezza, le informazioni e la documentazione richiesta, secondo quanto previsto dalla legge.
La contrattazione territoriale definirà le modalità di consultazione, di accesso ai luoghi di lavoro, di informazione e documentazione dei rappresentanti territoriali per la sicurezza.
Il rappresentante per la sicurezza ha diritto alla formazione prevista all'art. 19 comma 1 lettera g del decreto legislativo n. 626/94.
La formazione dei rappresentanti per la sicurezza, i cui oneri sono a carico delle imprese, si svolgerà mediante permessi aggiuntivi rispetto a quelli previsti per la loro normale attività.
Tale formazione dovrà comunque prevedere un iniziale programma base di 20 ore.
La contrattazione territoriale definirà le modalità per la formazione dei rappresentanti territoriali alla sicurezza e gli oneri relativi al sostegno dell'attività formativa stessa.
Fermo restando quanto previsto al titolo VI del decreto legislativo 626/94, il lavoratore che utilizza attrezzature munite di videoterminale in modo sistematico ed abituale, per almeno 4 ore giornaliere, ha diritto ad interrompere la sua attività mediante pause di 10 minuti ogni sessanta minuti di applicazione continuativa.
Le pause sono considerate a tutti gli effetti parte integrante dell'orario di lavoro e, come tale, non sono riassorbibili all'interno di eventuali accordi che prevedono riduzione dell'orario complessivo di lavoro.
È vietata la cumulabilità delle interruzioni all'inizio ed al termine dell'orario di lavoro.
In seno all'Osservatorio nazionale di cui all'art. 3 del CCNL è istituita una commissione paritetica, composta da un rappresentante effettivo ed un supplente di ogni organizzazione firmataria il CCNL, per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro.
Tale commissione svolgerà compiti di coordinamento delle attività di gestione del decreto legislativo 626/94 in particolare:
- promuovendo indagini sui fabbisogni formativi in materia di sicurezza sia per i rappresentanti alla sicurezza che per i lavoratori;
- eventuali altre attività concordate tra i soggetti firmatari del CCNL.
Qualora successivamente alla stipula del presente accordo siano approvate disposizioni di legge modificative delle disposizioni del decreto legislativo 19/9/94 n. 626 cui si riferisce il presente accordo, le parti si impegnano ad incontrarsi per adeguare le norme dell'accordo alle innovazioni legislative.
Le RSU possono essere costituite nelle unità produttive nelle quali l'impresa occupi più di 15 dipendenti e che abbia dichiarato almeno 4.050 giornate di occupazione con riferimento alle giornate dell'anno precedente, nonché nell'impresa che nel medesimo ambito comunale abbia le stesse caratteristiche occupazionali, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, dalle associazioni sindacali firmatarie del Protocollo 23 luglio 1993 e che siano firmatarie del CCNL(*).
In ogni caso le OO.SS. firmatarie del presente accordo o che comunque aderiscono alla disciplina in esso contenuta, partecipando alla procedura di elezione della RSU, nelle imprese che occupino più di 15 dipendenti e 4.050 giornate dichiarate nell'anno precedente, rinunciano formalmente ed espressamente a costituire RSA.
Nelle imprese che occupano fino a 15 dipendenti e meno di 4.050 giornate rilevate come sopra, continueranno ad applicarsi le normative previste dal CCNL in materia di RSA.
(*)Il numero di 15 dipendenti, più volte richiamato, va inteso come rapporto tra le giornate di occupazione dell'azienda e l'unità equivalente, che è pari a 270 giornate.
9. Delegati sindacali
10.Rinvio all'Accordo quadro
Le regole dell'accordo quadro Cgil, Cisl e Uil e del Protocollo 23/7/93 non modificate dal presente accordo quadro, sono applicabili anche se non espressamente richiamate.
Le iniziative formative, per le quali programmi e strutture saranno, ove necessario, concordati con la Regione, potranno riguardare progetti aziendali o territoriali interessanti più unità produttive.
1.2. A norma della legge 451/94, fermo restando il diritto dei datori di lavoro di presentare i progetti di formazione e lavoro alla Commissione regionale per l'impiego territorialmente competente, secondo le procedure indicate dal Ministero del Lavoro, le aziende tramite la propria associazione presenteranno i progetti di formazione e lavoro alle tre organizzazioni sindacali regionali aderenti alle organizzazioni nazionali firmatarie il CCNL le quali esprimeranno su di essi il proprio parere di conformità entro il termine massimo di 15 giorni dalla data in cui hanno ricevuto i progetti.
I progetti concordati tra le imprese aderenti all'Unima e le Organizzazioni sindacali, che saranno predisposti in attuazione del presente accordo sulla base della modulistica allegata, non devono essere sottoposti (art. 3, 3° comma L. 863/84) alla preventiva approvazione della Commissione Regionale per l'impiego e del Ministero del Lavoro nel caso di progetto interregionale, qualora vi sia esplicita rinuncia ai finanziamenti pubblici.
2. Progetto di formazione e lavoro
2.1Il progetto, a cura dell'azienda, deve essere compilato in base al fac-simile allegato al presente accordo e deve comunque indicare l'iter professionale dei lavoratori interessati, la durata del contratto, i contenuti e le finalità del programma formativo.
2.2. La qualifica di ingresso sarà al massimo di un livello inferiore a quella finale.
2.3. Il contratto di formazione e lavoro col quale possono essere assunti soggetti in età compresa tra sedici e trentadue anni è definito secondo le seguenti tipologie:
1) acquisizione di professionalità intermedie (par. 150 operai e par. 175 impiegati);
2) acquisizione di professionalità elevate (par. 200 operai e par. 220 impiegati);
b) contratto di formazione e lavoro, di durata non superiore a 12 mesi, mirato ad agevolare l'inserimento professionale mediante un'esperienza lavorativa che consenta un adeguamento delle capacità professionali al contesto produttivo ed organizzativo (par. 135 operai e par. 150 impiegati).
I contratti di cui alla lettera b) dello stesso comma dovranno prevedere una formazione teorica minima, da effettuarsi in luogo della prestazione lavorativa, non inferiore a 20 ore.
2.4. La formazione teorica potrà essere realizzata esternamente ed eventualmente nei corsi e nelle strutture concordate con la Regione (come previsto dal punto 1.2.).
L'azienda contribuirà alla formazione con personale qualificato che fornirà le conoscenze tecnico- pratiche necessarie alla comprensione dei processi produttivi e alle mansioni alle quali il giovane è avviato, nonché alla conoscenza dei rischi e delle norme di prevenzione e di igiene e sicurezza del lavoro, coerentemente con il progetto presentato e il programma di formazione.
In ogni caso, sarà assicurato, da parte delle aziende, l'inserimento di moduli concernenti la conoscenza della realtà produttiva e dei diritti e del ruolo del sindacato, di concerto con i Centri di Formazione delle Associazioni stipulanti.
Le parti stipulanti concordano di estendere ai rapporti di formazione e lavoro le disposizioni degli accordi interconfederali e del contratto collettivo nazionale di lavoro vigente per il settore.
Le disposizioni del citato contratto collettivo nazionale di lavoro si applicano ai contratti di formazione e lavoro salvo quanto esplicitamente previsto nella presente regolamentazione.
Art. 1 - Qualifiche, mansioni e limiti
L'apprendistato, disciplinato da legge 25/55, DPR 1668/56, legge 56/87, legge 196/97 e successive e dalle norme del presente contratto, ha lo scopo di consentire ai giovani lavoratori di conseguire le professionalità per le quali occorre un periodo di apprendimento.
Possono essere assunti come apprendisti i giovani di età non inferiore a 15 anni e non superiore a 24, ovvero a 26 anni nelle aree di cui agli obiettivi n° 1 e 2 reg. CEE 2081/93.
Art. 4 - Trattamento normativo ed economico degli apprendisti
Le ore di insegnamento di cui alla lett. d) dell'art. 6 del presente accordo sono comprese nell'orario normale di lavoro.
Art. 6 - Obblighi del datore di lavoro
a) d'impartire o di far impartire all'apprendista, nella sua azienda e presso struttura convenzionata autorizzata, sempre sotto l'egida di un tutor aziendale il cui specifico trattamento aggiuntivo sarà definito a livello di territorio, l'insegnamento necessario perché possa conseguire la professionalità per diventare lavoratore qualificato;
b) di non sottoporre l'apprendista a lavorazioni retribuite a cottimo né in generale a quelle ad incentivo;
c) di non adibire l'apprendista a lavori di manovalanza e di produzione in serie e di non sottoporlo in ogni caso a lavori superiori alle sue forze fisiche o che non siano attinenti alla lavorazione o al mestiere per il quale è stato assunto;
d) di accordare all'apprendista, senza operare trattenuta alcuna sulla retribuzione, permessi occorrenti per la frequenza obbligatoria dei corsi d'insegnamento complementare e per i relativi esami, nei limiti di 360 ore complessive per gli apprendisti di 5° e 4° livello e di 480 ore complessive per quelli di 3°, 2° e 1° livello; per i possessori di titolo di studio post- obbligo attinente la professionalità da conseguire tali periodi saranno ridotti del 25%;
Art. 7 - Obblighi dell'apprendista
Art. 9 - Norme finali.
Il presente accordo è parte integrante del CCNL e ne segue le sorti, pertanto entrerà in vigore dal 1 Gennaio 2000.
Il contratto di inserimento, di cui all'art. 54 del D.Lgs 276/2003 ed all'accordo interconfederale dell'11.02.2004, si applica per l'acquisizione di professionalità intermedie corrispondenti al livello 5° e 4° e di professionalità elevate corrispondenti ai livelli 3° e 2°, ai sensi dell'art. 8 del presente CCNL.
L'orario di lavoro contrattuale è quello previsto dall'articolo 10 del CCNL sottoscritto il 9.3.2004.
Testo da aggiungere nell'articolato Relazioni Sindacali art. 4 del CCNL.
I lavoratori con contratto d'inserimento hanno diritto a veder riconosciuta l'applicazione dei trattamenti economici- normativi previsti per gli altri lavoratori dal presente CCNL e dai contratti di secondo livello.
Per quanto non previsto dal presente articolo si fa esplicito riferimento all'art. 54 e seguenti del D.L.gsl. 276/2003 ed alle disposizioni del presente CCNL.

References: Art. 3

Art. 9

Art. 15

Art. 15

Art. 17

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 29

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 41
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 art. 4

Art. 1

Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 9
 art. 4