Source: https://www.yumpu.com/it/document/view/38101356/linee-guida-compost
Timestamp: 2020-02-21 01:22:14+00:00

Document:
Linee guida Compost
Compostato,
Ammendante,
VERDENAUTA
e l’impiego del Compost
nella realizzazione e manutenzione del
Linee guida per l’acquisto e l’impiego del Compost
nella realizzazione e manutenzione del verde pubblico
Assessore alle Politiche dell’Ambiente
Direttore Area Tecnico-Scientifica
e Area Ricerca e Informazione
Unità Operativa Rifiuti e Compostaggio
Lucio Bergamin, Alberto Ceron, Lorena Franz, Federica Germani,
Francesco Loro, Luca Paradisi, Luisa Santon
Unità Operativa Suoli
Paola De Lazzer
Massimo Centemero, Werner Zanardi
Paolo Antoniazzi, Mariano Chiarion
Maria Carta - Settore per la Prevenzione
e la Comunicazione Ambientale
Progetto “Utilizzo del compost di qualità in agricoltura e sperimentazione tecnica ed economica finalizzata alla riduzione dei concimi chimici azotati
tradizionali” realizzato da ARPAV, Veneto Agricoltura, Università degli Studi di Padova con finanziamento della Regione del Veneto, DCR n. 24 del
04/05/2004 – DDR n. 162 del 21/09/2005.
La Regione Veneto ha approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n° 24 del 4.5.2004 il progetto “Utilizzo del compost di qualità
in agricoltura e sperimentazione tecnica ed economica finalizzata alla riduzione dei concimi azotati tradizionali”, che rientra nell’ambito
degli interventi che la Regione attua per il disinquinamento della Laguna di Venezia.
Tale progetto, che vede coinvolti Veneto Agricoltura, ARPAV e l’Università degli Studi di Padova, prevede, fra le varie azioni, un intervento
relativo alla promozione e diffusione degli acquisti pubblici verdi (il Green Public Procurement - GPP), che è uno degli strumenti per poter
orientare una conversione ambientale della produzione e del consumo e quindi una delle componenti fondamentali delle “Politiche Integrate
di Prodotto”.
Il Piano d’Azione Nazionale per il GPP, recentemente adottato, ha l’obiettivo di dare la più ampia diffusione a questo strumento presso le
Amministrazioni Pubbliche. Con questo Piano si vuole dare un importante contributo nella direzione dello sviluppo sostenibile e dell’innovazione
del nostro sistema produttivo.
In questo contesto si colloca perfettamente l’Ammendante Compostato, che già di per sé rientra nel quadro delle strategie di sostenibilità
ambientale. E’ infatti un prodotto che, oltre ad essere strategico per il recupero della frazione organica nell’ambito della gestione dei rifiuti
urbani, rappresenta la chiusura del ciclo della sostanza organica e contribuisce al sequestro di carbonio e quindi alla riduzione dei gas
Pertanto l’utilizzo del compost nella realizzazione e manutenzione del verde pubblico costituisce un elemento innovativo nel sistema degli
acquisti verdi, per il quale si auspica una diffusione più ampia possibile a livello regionale e nazionale.
La Regione Veneto ha raggiunto livelli di eccellenza nell’ambito della gestione dei rifiuti urbani, con una percentuale di raccolta differenziata
che si attesta a circa il 51% per l’anno 2007.
Per il conseguimento di questo obiettivo, è stata fondamentale la diffusione, già a partire dalla seconda metà degli anni novanta, di sistemi
di raccolta innovativi tesi a separare i vari flussi già a livello domestico. In particolare la raccolta separata dell’organico, cosiddetta raccolta
secco-umido sia domiciliare sia stradale, oggi impegna più del 90% dei cittadini veneti.
Dai dati raccolti dall’Osservatorio Regionale per il Compostaggio di ARPAV risulta che nel 2007 gli impianti di compostaggio, presenti nel
territorio del Veneto, hanno trattato oltre 500.000 t di rifiuti organici raccolti in modo differenziato (scarti di cucina, sfalci d’erba, ramaglie,
potature ecc.) e prodotto oltre 210.000 t di “Ammendante Compostato di Qualità” destinato per oltre il 90% all’agricoltura.
Per le specifiche caratteristiche chimico fisiche l’Ammendante Compostato può essere convenientemente utilizzato anche in settori diversi
da quello agricolo, come ad esempio per la costruzione, la manutenzione e la ristrutturazione di parchi, giardini e aree a verde pubblico in
genere, nonché per tutte quelle situazioni in cui sia necessario aumentare o integrare il contenuto di sostanza organica e la fertilità di un
terreno o di un substrato colturale.
Questo lavoro vuole essere un documento di riferimento per le Pubbliche Amministrazioni che adottano politiche di GPP nel programmare
i cosiddetti Acquisti Pubblici Verdi utilizzando gli Ammendanti Compostati.
Il volume, che è costituito da una prima parte contenente i riferimenti normativi del settore e da una seconda che illustra le principali modalità
di utilizzo nelle diverse applicazioni, vuole rappresentare uno strumento utile per l’impiego del compost in un settore destinato ad
assumere una sempre maggiore rilevanza.
Introduzione.......................................................................................................................................................................................................1
1. Quadro normativo europeo e nazionale di riferimento
del GPP........................................................................................................................................................................................................3
2. Gli ammendanti negli acquisti delle pubbliche
amministrazioni...........................................................................................................................................................................................5
2.1 D.M. 203/03: Soggetti obbligati e settori disciplinati.................................................................................................................................................... 5
2.2 Circolare sugli ammendanti.........................................................................................................................................................................................6
2.3 Procedura d’aquisto e criteri per l’adozione del GPP...................................................................................................................................................7
Scheda - il “Compost Veneto”..................................................................................................................................................................................... 9
3. Gli ammendanti nella nuova disciplina sui fertilizzanti......................................................................................................................... 10
Scheda - “Ammendante Compostato Verde” (Allegato 2 del d.lgs 217/06)................................................................................................................11
Scheda - “Ammendante Compostato Misto” (Allegato 2 del d.lgs 217/06)................................................................................................................12
4. Caratteristiche degli ammendanti compostati........................................................................................................................................13
4.1 Ammendante Compostato Verde (ACV).....................................................................................................................................................................14
4.2 Ammendante Compostato Misto (ACM)...................................................................................................................................................................14
5. Modalità di impiego degli ammendanti compostati:
ammendamento di un terreno................................................................................................................................................................ 15
6. Realizzazione e manutenzione del verde ornamentale..................................................................................................................................18
6.1 Il tappeto erboso.......................................................................................................................................................................................................18
6.2 Operazioni di rinvaso.................................................................................................................................................................................................20
7. La pacciamatura o Mulching.................................................................................................................................................................... 21
8. L’impiego in campo ambientale:
8.1 Le opere antierosive e stabilizzanti e l’uso del compost di qualità .................................................................................................................................. 22
9. Il risanamento ambientale di siti degradati...................................................................................................................................... 24
la Bioremediation..............................................................................................................................................................................................24
Scheda - “Procedura per la fornitura e l’utilizzo di Ammendante Compostato”..........................................................................................................25
Glossario...........................................................................................................................................................................................................26
Riferimenti normativi e link ............................................................................................................................................................................28
Scheda progetto - PROGRAMMA DI INTERVENTI PER IL DISINQUINAMENTO DELLA
LAGUNA DI VENEZIA (Deliberazione CR n° 24 del 04/05/04)
Utilizzo del compost di qualità in agricoltura e sperimentazione
tecnica ed economica finalizzata alla riduzione dei concimi
azotati tradizionali.
Responsabile progetto: Veneto Agricoltura
• ARPAV – Osservatorio Regionale per il Compostaggio
• Università degli Studi di Padova:
• Dipartimento di Agronomia Ambientale e Produzioni
. . Vegetali
• Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali
• promuovere la certificazione del compost di qualità e l’utilizzazione
del marchio “Compost Veneto”;
• effettuare ricerche scientifiche e sperimentazioni volte ad
approfondire le conoscenze sulle caratteristiche e sugli effetti
agronomici ed ambientali del compost;
• sostenere l’utilizzo del “Compost Veneto” da parte delle
aziende agricole nel bacino idrografico scolante della Laguna
di Venezia, con specifiche azioni di promozione e pubblicizzazione
anche finalizzate alla commercializzazione del
Conformemente a questi obiettivi, il progetto si compone di
tre azioni, a loro volta suddivise in sottoazioni, relative a:
1...certificazione del compost,
2...sperimentazione e divulgazione dei risultati agronomici,
3...utilizzo del “Compost Veneto” nel Bacino Scolante in
Le presenti linee guida sono previste nell’ambito della sottoazione
3.4, Green Public Procurement.
Il Green Public Procurement (GPP) rientra nelle strategie individuate dall’Unione Europea per attuare la politica integrata dei prodotti
(Integrated Product Policy - IPP) che costituisce un approccio volto a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti e dei servizi
nell’arco del loro intero ciclo di vita, nell’ottica più ampia dello Sviluppo Sostenibile 1 .
Il GPP va inteso pertanto come un sistema di acquisti effettuati dalle Pubbliche Amministrazioni che consideri, oltre ai tradizionali
fattori di scelta, anche le performance ambientali dei prodotti e dei servizi, dall’estrazione delle materie prime alla produzione, distribuzione,
impiego e gestione dei rifiuti che ne derivano. Lo scopo è quello di riuscire ad ottenere, nel modo più efficiente possibile,
prodotti e servizi più ecologici e promuovere l’utilizzo di quelli maggiormente eco-compatibili, attraverso la leva della domanda
A livello nazionale si stima che la Pubblica Amministrazione investa ingenti risorse economiche per appalti e affidamenti di contratti
aventi ad oggetto la prestazione di servizi o l’acquisto di beni, compresi quelli provenienti dal riciclaggio. Il settore degli approvvigionamenti
pubblici rappresenta mediamente il 16,3% del PIL dell’UE 2 , raggiungendo il 17% in Italia e addirittura il 19% in alcuni
Stati membri (come ad esempio la Francia). Tali dati mettono in evidenza il grande peso economico di questo settore.
Anche l’Ammendante Compostato, così come definito dalla normativa nazionale, rientra a tutti gli effetti tra i “beni riciclati”. Si
tratta infatti di un prodotto che deriva da un processo biologico controllato in grado di trasformare matrici organiche di diversa
provenienza in un materiale omogeneo e stabile e caratterizzato da una buona dotazione di sostanza organica non fermentescibile.
Rientra nella categoria dei fertilizzanti e come tale è regolamentato dal d.lgs 217/06 “Revisione della disciplina in materia di
L’Ammendante Compostato rappresenta sicuramente un mezzo/materiale innovativo nel vasto panorama dei fertilizzanti organici, e
nonostante l’agricoltura tradizionale rappresenti il settore in cui prevale attualmente il suo impiego, è interessante notare come stia
assumendo particolare rilievo anche in altri ambiti, in seguito ad una domanda sempre più attenta e specifica.
Già impiegati come componenti per la creazione di substrati destinati alla coltivazione in contenitore, gli Ammendanti Compostati
sono largamente utilizzati anche in operazioni di realizzazione e manutenzione di aree verdi urbane o di interesse naturalistico.
La crescente esigenza di recuperare il territorio attraverso tecniche capaci di coniugare il ripristino delle condizioni fisiche e chimiche
del suolo con l’aspetto estetico-paesaggistico, ha fatto crescere l’offerta annua su scala nazionale di ammendanti compostati di
qualità. Nel 2006 infatti, si è stimata una produzione di circa 1.400.000 t 3 , con una potenzialità produttiva che non risulta ancora
completamente sfruttata.
COM (2001) 68 “Libro verde sulla politica integrata relativa ai prodotti”
Relazione della Commissione sugli effetti economici degli appalti pubblici, A report on the functioning of public procurement markets in the EU:
benefits from the application of EU directives and challenges for the future
Fonte: “Rapporto Rifiuti 2007 APAT”
Questa realtà è il risultato di sforzi dedicati ad una migliore attuazione nella gestione degli scarti organici. La Regione Veneto ad
esempio si colloca a livelli di eccellenza in Italia per le percentuali di raccolta differenziata, avendo raggiunto nel 2007 il 51% (oltre
l’obiettivo del 40% fissato per il 31 dicembre 2007 dalla legge Finanziaria del 2007); circa 530.000 t di scarti organici sono stati
recuperati allo scopo di produrre Ammendati Compostati 4 .
Le presenti linee guida forniscono informazioni sulle caratteristiche dei prodotti ottenuti attraverso il compostaggio, ed elencano
le principali operazioni e le migliori tecniche di utilizzo di tali materiali nella paesaggistica e nella cura del verde urbano. Si riportano
inoltre le modalità di impiego degli Ammendanti Compostati, in purezza o in miscela, con altre materie prime come sabbia e
Cumuli di compost depositati in campo prima della distribuzione
Fonte: “Banca dati ARPAV - Osservatorio Regionale Rifiuti, Anno 2007”
1. Quadro normativo europeo e nazionale
di riferimento del GPP
La Strategia di Lisbona, concertata dal Consiglio Europeo nel
2000 per l’incentivazione e l’innovazione dei mercati europei,
identifica nella sostenibilità ambientale uno dei pilastri della
competitività europea e promuove strategie per gli acquisti sostenibili
Prima dell’adozione di atti normativi, anche sulla scorta di pronunce
giurisprudenziali della Corte di Giustizia in materia, la
Commissione Europea si era già espressa con un atto di indirizzo
costituito dalla COM (2001) 274 “Il diritto comunitario degli appalti
pubblici e le possibilità di integrare le considerazioni ambientali
negli appalti”.
In Italia la delibera CIPE n. 57 del 2 agosto 2002 “Strategia
d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia” stabilisce
che almeno il 30% dei beni acquistati debba rispondere anche
a requisiti ecologici.
Il successivo Decreto 8 maggio 2003 n. 203 del Ministero dell’Ambiente
e della Tutela del Territorio individua regole affinché
le regioni adottino disposizioni destinate agli enti pubblici e alle
società a prevalente capitale pubblico, in grado di garantire che
manufatti e beni realizzati con materiale riciclato coprano almeno
il 30% del fabbisogno annuale.
La Comunicazione della Commissione Europea (COM 2003/203)
“Sviluppare il concetto di ciclo di vita ambientale” sulla politica integrata
dei prodotti (IPP) invita gli stati membri ad adottare, entro
il successivo triennio, un Piano d’azione accessibile al pubblico per
l’integrazione delle esigenze ambientali negli appalti pubblici.
La medesima Commissione, nell’ambito del Piano d’Azione per
la Diffusione delle Tecnologie Ambientali ETAP ha elaborato delle
apposite Linee Guida (“Guidelines for Member States to
set up Action Plans on Green Public Procurement (GPP), EU
Commission, DG Environment, Directorate G – Sustainable
Development and Integration, ENV.G2 – Industry and Imple-
mentation, 2005), per la predisposizione dei Piani GPP.
Le Direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE del 31 marzo 2004, quest’ultima
relativa al “Coordinamento delle procedure di aggiudicazione
degli appalti di forniture, di servizi e di lavori”, prevedono
la possibilità di introdurre legittimamente criteri di preferibilità
ambientale nelle procedure di selezione dei contraenti adottate
dalle Pubbliche Amministrazioni degli stati membri.
Il d.lgs 12.4.06, n.163 e ss.mm.ii. “Codice dei contratti pubblici di
lavori, servizi e forniture in attuazione alle direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE” (c.d. Codice De Lise) ha recepito il contenuto delle
stesse rafforzandone alcune previsioni disponendo, ad esempio:
• all’art. 2 (Principi), secondo comma, che “il principio di economicità
può essere subordinato, entro i limiti in cui sia espressamente
consentito dalle norme vigenti e dal presente codice,
ai criteri previsti dal bando, ispirati a esigenze sociali, nonché
alla tutela della salute e dell’ambiente e alla promozione dello
sviluppo sostenibile”;
• all’art. 68, primo comma (Specifiche tecniche) che “ogniqualvolta
sia possibile, dette specifiche tecniche devono essere
definite in modo da tenere conto…(omissis) ….della tutela
• al medesimo articolo, terzo comma, lett. b) che le specifiche
tecniche siano formulate secondo modalità che, tra l’altro, “in
termini di prestazioni o di requisiti funzionali possano includere
caratteristiche ambientali”.
Di seguito si citano gli altri articoli afferenti al tema degli acquisti
• art. 40 (qualificazione per eseguire lavori pubblici);
• art. 42 (capacità tecnica e professionale dei fornitori e dei prestatori
• art. 44 (norme di gestione ambientale);
• art. 69 (condizioni particolari di esecuzione del contratto);
• art. 83 (criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa);
• art. 91 (procedure di affidamento);
• art. 93 (livelli della progettazione per gli appalti e per le concessioni
Va anche precisato che il Codice De Lise costituisce il principale
riferimento normativo per gli appalti “sotto soglia” in ambito
nazionale, come stabilito dalla Circolare del Ministero per le Politiche
Comunitarie n. 8756 del 6.6.2002.
La L. 296/2006 - Finanziaria 2007 – prevede all’art.1 c. 1126,
1127 e 1128 l’elaborazione di un “Piano d’azione per la sostenibilità
ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione”,
a) riduzione dell’uso delle risorse naturali;
b) sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con fonti
c) riduzione della produzione dei rifiuti;
Con D.M. n.135 dell’11.4.2008 (G.U. 8.5.08, n. 107), il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha approvato
il “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi
nel settore della Pubblica Amministrazione”, volto a favorire la
Tabella 1 - Quadro normativo di riferimento per il GPP
diffusione e l’implementazione di pratiche d’acquisto sostenibili.
Nell’articolato ambito normativo regionale, per completezza
d’informazione debbono inoltre essere menzionati alcuni provvedimenti
emanati a livello locale, che costituiscono indubbiamente
significative fonti normative seppur a livello territoriale
circoscritto:
• la Legge Regionale Veneto n. 3 del 21-01-2000 “Nuove norme
in materia di gestione dei rifiuti”, che all’art. 51 comma 1
prevede che “… gli enti pubblici, … sono tenuti a soddisfare
il proprio fabbisogno annuale di carta riciclata pari almeno al
40% del fabbisogno stesso.”;
• la Legge Regione Puglia n. 23 del 01-08-2006 “Norme regionali
per la promozione degli acquisti pubblici ecologici e per l’introduzione
degli aspetti ambientali nelle procedure di acquisto
di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche”,
• la Deliberazione Regione Autonoma Sardegna n. 2/6 del
16.1.2007 “Promozione dell’introduzione di criteri e azioni di
eco-efficienza e sostenibilità ambientale nelle procedure di acquisto
di beni e servizi dell’Amministrazione regionale”,
Nella tabella 1 sono riassunti i principali provvedimenti che costituiscono
il quadro normativo di riferimento del GPP, a livello
Comunicazione della Commissione Europea “Sul diritto comunitario degli appalti pubblici e le possibilità di
integrare considerazioni di carattere ambientale …” COM (2001) 274 del 4.7.2001.
Direttiva 2004/18/CE del 31 marzo 2004 sul coordinamento delle procedure di appalti pubblici di lavori,
Deliberazione del CIPE n. 57/2002 su “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia”
D.lgs 12.4.06, n.163 e ss.mm.ii. “Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture in attuazione alle
direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”
L. 296/2006 - Finanziaria 2007 – art.1 co. 1126, 1127 e 1128
D.M. n.135 dell’11.4.2008, del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare “Piano d’azione
per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione”
2. Gli ammendanti negli acquisti
La legislazione italiana non sancisce, per la Pubblica Amministrazione,
disposizioni imperative in materia di acquisto di prodotti o
servizi ambientalmente sostenibili o provenienti dal riciclo.
Con la pubblicazione del d.lgs. 152/06 e ss.mm.ii. - Norme in materia
ambientale - sono stati ripresi e ribaditi i principi ispiratori
dell’ormai abrogato Decreto “Ronchi” disponendo “l’adozione
di misure economiche e la determinazione di condizioni di appalto
che prevedano l’impiego dei materiali recuperati dai rifiuti al
fine di favorire il mercato dei materiali medesimi” (art. 181).
Il D.M. n. 203/03 già definiva come riciclato un materiale realizzato
a partire da rifiuti derivanti dal post consumo, nei limiti in
peso imposti dalle tecnologie impiegate per la sua produzione,
e come manufatti e beni ottenuti con materiale riciclato quelli
realizzati con una prevalenza in peso di materiale riciclato, ovvero
prodotti che presentano una percentuale in peso di materiale
riciclato pari ad almeno il 51%.
Anche gli Ammendanti Compostati Verde e Misto rientrano a
tutti gli effetti tra i “beni riciclati” essendo dei prodotti derivanti
dalla trasformazione di scarti organici provenienti da raccolta
differenziata (umido, scarti vegetali, ecc.).
2.1 D.M. 203/03: Soggetti obbligati e settori disciplinati
L’acquisto di fertilizzanti organici e di altri ammendanti coinvolge
tutte le Amministrazioni Pubbliche che gestiscono aree verdi. Si
pensi ad esempio agli enormi quantitativi di substrati impiegati
nelle grandi città per la costruzione e manutenzione del verde
Vale la pena di rammentare che l’ambito soggettivo di applicazione
delle norme citate è molto ampio poiché il recentissimo
Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel
settore della Pubblica Amministrazione individua tutti gli enti
• enti pubblici territoriali (Regioni, Province, Città metropolitane,
Comuni, Comunità Montane);
• enti pubblici non economici, gli organismi di diritto pubblico e
altri enti aggiudicatori come le Agenzie delle Amministrazioni
centrali dello Stato e delle Regioni (ad esempio le ARPA);
• Enti parco Nazionali e Regionali;
• Università, gli enti di ricerca, gli istituti scolastici di ogni ordine
• enti e aziende ospedaliere;
• centrali di committenza (CONSIP SPA, Intercent-ER, ecc);
concessionari di pubblici servizi o lavori.
Il D.M. 203/03 affida inoltre, alle Regioni, il compito di individuare
ed aggiornare l’elenco dei destinatari delle rispettive aree
geografiche e comunicarlo all’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti
(ONR) che, a sua volta, provvede ad aggiornare e rendere pubblico
l’elenco nazionale dei destinatari.
I materiali riciclati e i manufatti o beni realizzati con materiale
riciclato, se ritenuti idonei, sono iscritti al Repertorio del Riciclaggio
(RR) istituito dal decreto, tenuto e reso pubblico dall’Osservatorio
Nazionale Rifiuti, e contenente:
• l’elenco dei materiali riciclati;
• l’elenco dei manufatti e beni in materiale riciclato, indicante
l’offerta, la disponibilità e la congruità del prezzo.
Al fine di agevolare l’applicazione della norma, una Commissione
Tecnica istituita ad hoc presso il Ministero dell’Ambiente, ha
deciso di elaborare e sottoporre all’approvazione del Ministro
dell’Ambiente e Tutela del Territorio, le circolari recanti indicazioni
per l’operatività nei diversi settori merceologici.
Ad oggi risultano approvate otto circolari operative e i settori
finora disciplinati sono:
• tessile e abbigliamento (Circolare 8 giugno 2004);
• plastica (Circolare 4 agosto 2004);
• carta (Circolare 3 dicembre 2004);
• legno e arredo (Circolare 3 dicembre 2004);
• ammendanti (Circolare 22 marzo 2005, modificata dalla Circolare
23 novembre 2005);
• edile, stradale e ambientale (Circolare 15 luglio 2005);
• articoli in gomma (Circolare 19 luglio 2005);
• oli minerali usati (Circolare 31 gennaio 2006).
riciclato e relativa metodologia di calcolo;
• congruità di prezzo;
• documentazione da produrre per l’iscrizione.
Per il settore degli ammendanti sono indicati, tra i materiali riciclati
ammissibili all’iscrizione nel Repertorio del Riciclaggio, i
seguenti prodotti così come classificati dal d.lgs 217 del 29 aprile
• Ammendante Compostato Verde (ACV);
• Ammendante Compostato Misto (ACM).
In tale settore non vi sono particolari limiti imposti dalle tecnologie.
Tuttavia l’Ammendante Compostato deve derivare almeno
per il 70% in peso sul totale del materiale riciclato da rifiuti organici
provenienti da raccolta differenziata (FORSU e verde).
Al punto 2 della Circolare, è indicato un elenco non esaustivo
delle categorie di prodotti ammissibili all’iscrizione al Repertorio
del Riciclaggio, che potrà essere integrato successivamente, e degli
impieghi più diffusi da parte delle Amministrazioni Pubbliche
(parchi e giardini, aree verdi ricreative e sportive, verde urbano,
coperture discariche, colture estensive e protette, interventi paesaggistici).
2.2 Circolare sugli ammendanti
Si analizza di seguito la Circolare sugli ammendanti, ponendo
l’attenzione agli aspetti più rilevanti ai fini dell’iscrizione al Repertorio
In particolare, la Circolare fornisce indicazione sui seguenti
• materiale riciclato e norme tecniche di riferimento;
• limiti in peso imposti dalle tecnologie;
• materiale riciclato e categorie di prodotti;
• metodologie di calcolo;
• obbligo per il destinatario di coprire almeno il 30% del fabbisogno
annuale di un bene con manufatti ottenuti con materiale
Pianta allevata in un substrato contenente compost
2.3 Procedura d’acquisto e criteri per l’adozione del
Affinché un ente pubblico realizzi una procedura d’acquisto che
abbia ad oggetto l’Ammendante Compostato, da ricomprendere
tra i beni che rientrano nel 30% del fabbisogno annuale, deve
fare riferimento all’Allegato 2 del d.lgs 217/06 “Revisione della
disciplina dei fertilizzanti” e formulare degli atti di gara (bando,
capitolato tecnico, ecc.) nei quali siano chiaramente indicati, tanto
nell’oggetto quanto nelle specifiche tecniche, le caratteristiche
ambientali del prodotto in termini prestazionali e di requisiti funzionali,
dando in tal modo rilevanza alla presenza di certificazioni
e marchi di prodotto e/o processo (Ecolabel, Marchio Compost
Veneto ed altri equivalenti, tab. 2), a norma dell’art. 68 del d.lgs
163/06 (codice dei contratti pubblici, tab. 1).
Tale articolo prevede infatti che siano utilizzate “le specifiche dettagliate
o, all’occorrenza, parti di queste, così come sono definite
dalle eco etichettature europee (multi)nazionali o da qualsiasi
altra eco etichettatura purché ricorrano le seguenti condizioni:
a) esse siano appropriate alla definizione delle caratteristiche
delle forniture o delle prestazioni oggetto dell’appalto;
b) i requisiti per l’etichettatura siano elaborati sulla scorta di informazioni
c) le eco etichettature siano adottate mediante un processo al
quale possano partecipare tutte le parti interessate, quali gli
enti governativi, i consumatori, i produttori, i distributori e le
d) siano accessibili a tutte le parti interessate”.
In tali casi l’ente appaltante può precisare nel capitolato di gara
che i prodotti o i servizi muniti di eco etichettatura si presumono
conformi alle specifiche tecniche richieste.
L’adozione del GPP da parte dell’Amministrazione Pubblica presuppone
un percorso che prevede:
1. l’analisi degli effettivi fabbisogni e della funzione del prodotto
e/o del servizio;
2. la verifica dell’impatto ambientale del prodotto e/o servizio
Tabella 2: - Certificazioni di qualità presenti in Italia per l’Ammendante Compostato
PAESE MARCHIO DI QUALITÀ ENTE CERTIFICATORE NORMATIVA DI RIFERIMENTO
EU Marchio Ecolabel Ministero dell’Ambiente
Reg. 2000/1980/CE
Dec. 2006/799/CE
DGRV 568/05
DDG 952/07
nel corso del suo ciclo di vita;
3. la verifica della disponibilità di un prodotto o servizio che sia
in grado di assolvere alle stesse funzioni ma che abbia migliori
performances ambientali rispetto ai prodotti/servizi tradizionali;
4. la verifica della possibilità di acquistare il prodotto/servizio da
fornitori che operino per la riduzione degli impatti ambientali
(es: riduzione degli imballaggi; risparmio energetico, ecc.) nel
corso del processo produttivo o nell’erogazione del servizio;
5. l’introduzione, nelle diverse fasi delle procedure d’acquisto,
di criteri e prescrizioni ambientali finalizzati a selezionare i
prodotti ed i servizi che garantiscano un miglior impatto ambientale,
lungo l’intero ciclo di vita.
Per ciascun settore merceologico è indicata anche la metodologia
di calcolo da utilizzare per la valutazione del 30% del fabbisogno
annuale di ciascun destinatario. Per il settore degli ammendanti il
riferimento è la quantità totale annua degli ammendanti acquistati
Nel caso dell’Ammendante Compostato, si può procedere come
1. analisi dei fabbisogni: valutare i quantitativi e la tipologia
di compost da impiegare, tenuto conto del tipo di intervento,
dell’estensione dell’area interessata, delle specie vegetali
impiegate ecc., secondo le modalità di impiego, illustrate nei
2. verifica dell’impatto ambientale: il compost in quanto tale
risponde già ai requisiti di minimizzazione di impatto ambientale,
poiché favorisce la “chiusura del ciclo del carbonio”, attraverso
a. l’apporto di sostanza organica nei suoli ne incrementa la
fertilità e riduce i rischi di erosione e desertificazione del
b. l’impiego del compost nel suolo costituisce un accumulo
di carbonio a lento rilascio riducendo l’immissione in atmosfera
di anidride carbonica;
c. il recupero delle frazioni organiche per la produzione di
compost consente di limitare gli impatti ambientali delle
discariche quali il rilascio di biogas (che ha un elevato
potere climalterante) e la produzione di percolato;
3. migliori performance ambientali rispetto a prodotti
analoghi: l’uso del compost in parziale sostituzione di torba
o concimi chimici consente di ridurre gli impatti ambientali
legati all’uso di questi materiali. In particolare, si riduce l’utilizzo
di un substrato non rinnovabile, qual è appunto la torba,
nonché i consumi energetici e di fonti fossili per la produzione
di concimi di sintesi;
4. selezione dei fornitori: un criterio per individuare i fornitori
è verificare il possesso di un marchio di qualità (nazionale,
regionale) o di certificazioni che attestino le caratteristiche
qualitative del processo produttivo, nonché del rispetto delle
norme ambientali;
5. criteri ambientali per la selezione dei prodotti: oltre a
quanto già enunciato al punto precedente relativamente alla
presenza di una certificazione di qualità, altri elementi di valutazione
possono essere la valutazione della stabilità/maturità
dell’ammendante e la presenza di un sistema di tracciabilità
Ammendante Compostato con marchio “Compost Veneto”
Scheda - IL “COMPOST VENETO”
I periodici monitoraggi effettuati dall’Osservatorio Regionale
per il Compostaggio hanno ampiamente dimostrato che
il compost prodotto in Veneto ha ottime caratteristiche ammendanti
per il suolo nonché proprietà fertilizzanti a lento
rilascio, come dimostrato dai valori medi riportati nella tabella
sottostante. Infatti l’apporto di nutrienti (azoto, fosforo
e potassio) non avviene nel breve periodo in quanto il loro
rilascio è legato al processo di decomposizione della sostanza
organica, che è condizionata dalle matrici di costituzione
del compost e dalla sua maturità. In particolare il rilascio dell’azoto
nel primo anno di distribuzione si aggira attorno al
20%, mentre la disponibilità di fosforo e potassio per le piante
presenta un’efficienza più elevata (attorno al 50-100%).
Proprio per queste positive caratteristiche del prodotto la Regione
Veneto ha inteso promuoverne e sostenerne l’utilizzo in
agricoltura innanzitutto attraverso la certificazione operata
dall’Osservatorio (DGRV 568/05) e di recente finanziando questo
progetto (vedi in premessa) finalizzato allo sviluppo di una
serie di azioni tese a promuovere la cultura del compost nel
L’istituzione del marchio ha come obiettivo quello di fornire
agli utilizzatori una garanzia sulla rintracciabilità del prodotto
e sulla costanza delle caratteristiche qualitative ed è basata
su una serie di azioni, effettuate dall’Osservatorio, finalizzate
alla verifica del rispetto di uno specifico disciplinare da parte
pH . 7,9
Umidità % 33
Salinità meq/100 g s.s. 63
Carbonio Organico % s.s. 29
Azoto totale % s.s. 2,1
Fosforo totale % s.s. 0,7
Potassio totale % s.s. 1,3
Caratteristiche agronomiche medie del Compost Veneto
Un aspetto innovativo del marchio è l’impostazione dell’audit
come controllo integrato ad ampio raggio effettuato dall’Osservatorio
in collaborazione con il Dipartimento ARPAV
competente per Provincia, al fine di verificare sia il disciplinare
di processo e di prodotto e sia il rispetto della normativa
Il progetto sopra citato è condotto in collaborazione con
Veneto Agricoltura e si compone di tre azioni, a loro volta
suddivise in sottoazioni, relative a:
1. certificazione del compost,
2. sperimentazione e divulgazione dei risultati agronomici,
3. utilizzo del “Compost Veneto” nel Bacino Scolante in Laguna.
L’azione 1 prevede uno studio specifico della filiera del compost
per evidenziare le criticità e le questioni aperte in seno
alla stessa e per favorire il mercato del compost e la definizione
di linee strategiche per il riconoscimento dei marchi regionali
relativi al compost.
L’azione 2, condotta in collaborazione
di Padova, facoltà di
Agraria, prevede lo studio
degli effetti dell’impiego del
Compost Veneto sulla produzione
delle grandi colture
erbacee e orticole. Infine
l’azione 3 prevede corsi di
formazione rivolti ad imprenditori
e tecnici agricoli,
visite alle prove sperimentali,
in campo con illustrazione
dei principali cantieri per la
distribuzione del prodotto e
delle modalità di impiego
3. Gli ammendanti nella nuova disciplina
l decreto legislativo 29 aprile 2006, n. 217 “Revisione della disciplina
in materia di fertilizzanti” ha abrogato la legge 748/84 ed
ha adeguato la normativa nazionale a quella comunitaria (Regolamento
2003/2003).
La nuova norma introduce degli elementi di novità assoluta, come
una semplificazione delle categorie di fertilizzanti (che passano
da 210 a 144), l’inserimento di nuove categorie (es. substrati di
coltivazione) e di nuovi adempimenti per i produttori (es. Registro
per i fabbricanti di fertilizzanti, Registro per i fertilizzanti).
In particolare il decreto legislativo nell’Allegato 2, oltre a fornire
una definizione di ammendante, classifica le tipologie di prodotti
che si possono ottenere attraverso il processo di compostaggio,
definendo limiti e caratteristiche per la loro commercializzazione.
Nelle schede seguenti sono riportate rispettivamente le caratteristiche
dell’Ammendante Compostato Verde e dell’Ammendante
Compostato Misto, come definite dal d.lgs 217/06.
Pianta coltivata con Ammendante Compostato
Scheda - AMMENDANTE COMPOSTATO VERDE – Allegato 2 del d.lgs 217/06
Modo di preparazione e componenti essenziali: prodotto
ottenuto attraverso un processo di trasformazione e stabilizzazione
controllato di rifiuti organici che possono essere
Titolo minimo in elementi e/o sostanze utili.
Criteri concernenti la valutazione.
• Umidità: massimo 50%
• pH: compreso tra 6 e 8,5
• C organico sul secco: minimo 30%
• C umico e fulvico sul secco: minimo 2,5%
• Azoto organico sul secco: almeno 80% dell’azoto totale
• C/N: massimo 50
• Rame totale sul secco: massimo 150 mg/kg
• Zinco totale sul secco: massimo 500 mg/kg
Note: È consentito dichiarare i titoli in altre forme di azoto,
fosforo totale e potassio totale.
Il tenore di materiale plastico, eventualmente presente
del diametro fino a 3,33 mm non può superare lo
0,45% sulla sostanza secca.
Il tenore di materiale plastico eventualmente presente
del diametro maggiore di 3,33 mm e minore di 10 mm
non può superare lo 0,05% sulla sostanza secca.
Il tenore di altri materiali inerti, eventualmente presenti,
0,9% sulla sostanza secca.
del diametro maggiore di 3,33 mm e minore di 10
mm non può superare lo 0,1% sulla sostanza secca.
Materiali plastici ed inerti di diametro superiore a 10
mm devono essere assenti.
costituiti da scarti di manutenzione del verde ornamentale,
residui delle colture, altri rifiuti di origine vegetale con esclusione
di alghe e altre piante marine.
Elementi oppure sostanze utili il cui titolo deve essere
dichiarato. Caratteristiche diverse da dichiarare.
• C organico sul secco
• C umico e fulvico sul secco
• Azoto organico sul secco
• Rame totale sul secco
• Zinco totale sul secco
• Salmonella: assenti in 25 g di campione tal quale,
dopo rivivificazione;
• Enterobacteriacee totali: massimo 1,0 x 102 UFC
• Streptococchi fecali: massimo 1,0 x 103 (MPN x g);
• Nematodi: assenti in 50 g sul tal quale;
• Trematodi: assenti in 50 g sul tal quale;
• Cestodi: assenti in 50 g sul tal quale.
Scheda - AMMENDANTE COMPOSTATO MISTO – Allegato 2 del d.lgs 217/06
• C organico: minimo 25%
• C umico e fulvico sul secco: minimo 7%
• C/N massimo 25
Note: Per “fanghi” si intendono quelli definiti dal decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n.99, di attuazione della
direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell’ambiente,
in particolare del suolo, nell’utilizzazione
dei fanghi di depurazione in agricoltura. I fanghi, tranne
quelli agroindustriali, non possono superare il 35%
(P/P) della miscela iniziale.
È consentito dichiarare i titoli in altre forme di azoto,
Il tenore di materiale plastico, eventualmente presente,
mm non può superare lo 0,05% sulla sostanza secca.
Modo di preparazione e componenti essenziali: prodotto ottenuto
attraverso un processo di trasformazione e stabilizzazione
controllato di rifiuti organici che possono essere costituiti dalla
frazione organica degli RSU proveniente da raccolta differenziata,
da rifiuti di origine animale compresi liquami zootecnici,
da rifiuti di attività agroindustriali e dalla lavorazione del legno
e del tessile naturale non trattato, da reflui e fanghi, nonché
dalle matrici previste per l’ammendante compostato verde.
• Salmonelle: assenti in 25 g di campione tal quale,
dopo la rivivificazione;
4. Caratteristiche degli ammendanti
compostati
L’incremento dell’impiego di Ammendanti Compostati è strettamente
legato ad una maggior confidenza che gli utilizzatori
hanno recentemente sviluppato nei confronti di questi prodotti.
Ciò si verifica soprattutto in quei comprensori dove, accanto alla
crescita dell’offerta di ammendante, si sviluppa parallelamente
un serio e costante rapporto tra produttori e consumatori che,
sulla base di particolari esigenze, contribuisce alla creazione di
specifici prodotti come gli ammendanti pelletati, arricchiti o miscelati
con altri materiali. L’Ammendante Compostato (Misto o
Verde) può essere impiegato in diversi ambiti, ognuno caratterizzato
da specifiche necessità. Pertanto la conoscenza delle sue
caratteristiche tecniche ed agronomiche diventa indispensabile
per un corretto utilizzo (tab. 3).
Attraverso l’applicazione di Ammendante Compostato in ambito
paesaggistico si possono perseguire i seguenti scopi:
- arricchire di sostanza organica le terre di coltivo impoverite;
- costruire substrati di semina per tappeti erbosi;
- ricaricare di sostanza organica i tappeti erbosi;
- coadiuvare le lavorazioni del terreno favorendo l’emergenza
omogenea delle piantine anche quando si usano semi che
sono tipicamente piccoli nel caso delle specie da prato;
- surrogare materiali come le torbe e il letame.
Tabella 3 - Caratteristiche chimico fisiche medie dell’ACV e ACM
pH . 8,2 7,6
Umidità % 46 32
Salinità meq/100 g 26 63
Sostanza Organica % s.s. 39 51
Azoto organico % s.t. 96 88
Azoto totale % s.s. 1,5 2,3
Fosforo totale % s.s. 0,3 0,8
Potassio totale % s.s. 1,0 1,4
Valori medi provenienti dalla banca dati sugli ammendanti di ARPAV - Osservatorio Regionale
Ammendante Compostato pellettato
Di seguito si riportano le principali caratteristiche e le modalità di
impiego delle due tipologie di Ammendante Compostato.
4.1 Ammendante Compostato Verde (ACV)
L‘ACV presenta caratteristiche fisico-idrologiche apprezzabili ed
è caratterizzato da una bassa salinità rispetto ad altri ammendanti
così da consentire un impiego meno problematico in buca
di piantagione o in vaso, e comunque ogni qualvolta sia a diretto
contatto con la radice. Sulla base di tali caratteristiche risulta
possibile la sua collocazione nel settore florovivaistico per la
costituzione di substrati e per l’utenza hobbystica in miscela a
componenti torbose. L’ACV, soprattutto se prodotto da matrici ad
elevata componente legnosa, presenta bassi valori in elementi
nutritivi (tipicamente per l’azoto, ma in particolar modo per il
fosforo e il potassio) e una limitata cessione degli stessi durante
la mineralizzazione della sostanza organica. Pertanto l’ACV svolge
essenzialmente la funzione di apportare sostanza organica
migliorando le proprietà fisico-strutturali e biologiche del terreno
o del substrato 5 .
Nell’ambito della coltivazione in contenitore, le attuali e più moderne
tecniche per la costituzione di terricci si sono consolidate sul
binomio “torba + Ammendante Compostato”. Si consiglia infatti
un’integrazione piuttosto che una sostituzione totale dei materiali
torbosi, soprattutto nei casi in cui la coltivazione si realizzi in contenitori.
Per le colture erbacee ornamentali (semina e mantenimento),
la miscela in grado di garantire le migliori prestazioni, può
essere costituita per circa il 30-35% di Ammendante Compostato
(per acidofile < 20%), mentre per le colture arboree ornamentali
e per tutte le colture trapiantate da un substrato a un altro, la percentuale
di ammendante può raggiungere il 60-70%.
4.2 Ammendante Compostato Misto (ACM)
L’ACM è in grado di garantire, oltre all’apporto di sostanza organica
(funzione ammendante) anche un buon effetto concimante
per quanto riguarda i principali fattori nutritivi (N-P-K e microelementi)
e un’apprezzabile quantità di magnesio e ferro. Il suo
impiego è da preferire, quindi, nei ricarichi di sostanza organica
su terreni vergini e su terre di riporto. Per gli impieghi a diretto
contatto con semi o radici, come il letto di semina per l’insediamento
e la rigenerazione di tappeti erbosi, o come materiale per
il riempimento di buche di piantagione, è richiesto un prodotto
con elevato grado di maturità per evitare eventuali problemi di
fitotossicità nei confronti delle colture.
L’ACM garantisce elevate prestazioni in particolare per le attività
che sono caratterizzate da elevati consumi di sostanza organica
come la paesaggistica (concimazioni, costituzione di soprassuoli,
reimpianti arborei), il recupero e il ripristino ambientale. Per
contro, l’elevato contenuto in sali solubili (espressi dalla conducibilità
elettrica specifica), limita la possibilità di impiego massiccio
nelle attività florovivaistiche dove la coltivazione avviene in
contenitore. 6
In generale comunque la somministrazione di ACM deve sempre
prevedere un’accurata miscelazione con la matrice, suolo o substrato,
che si vuole integrare.
M.Centemero. La produzione di Ammendante Compostato in Italia. Ed. CIC. Ottobre 2005
M. Centemero. Raccolte differenziate degli scarti compostabili in Europa ed il confronto con l’Italia: specificità, risultati, costi dei sistemi e qualità dei
prodotti compostati. Rifiuti Solidi Anno XVI n. 5 settembre-ottobre 2002. pagg. 293-308
5. Modalità di impiego degli ammendanti
compostati: ammendamento di un terreno
L’aggiunta di Ammendante Compostato ad un terreno cosiddetto
di riporto, proveniente ad esempio dagli scavi profondi di
cantieri e caratterizzato da bassa fertilità, ha lo scopo fondamentale
di apportare sostanza organica, migliorare la struttura, la
lavorabilità e quindi prepararlo all’insediamento di nuova vegetazione
di tipo erbaceo o arboreo. In questo caso, avendo a che
fare con materiali caratterizzati da un bassissimo contenuto di
sostanza organica si dovrebbe operare miscelando, subito dopo
la stesura, quantità di ammendante significative (500-1.000 mc/
ha) allo scopo di riportare il livello di sostanza organica del terreno
su valori sufficienti allo sviluppo delle piante.
In un tale contesto i risultati che si ottengono nel medio-lungo
periodo sono i seguenti:
- azione miglioratrice sulla struttura e sulla porosità: incremento
dell’aerazione e della capacità drenante del terreno, aumento
della disponibilità idrica per le piante, maggiore resistenza al
compattamento e all’erosione;
- stimolo dell’attività microbica, incremento della disponibilità
dei macro-nutrienti (carbonio, azoto, fosforo);
- potenziamento della velocità di degradazione degli inquinanti
organici (per es. fitofarmaci e altre sostanze potenzialmente
inquinanti) ed aumento della capacità di sequestro dei metalli
Nei casi in cui è previsto un consistente apporto di sostanza organica
mediante concimazione di fondo, la più corretta modalità
di utilizzo dell’Ammendante Compostato risulta essere
l’interramento, da effettuare in corrispondenza delle lavorazioni
di preparazione del terreno e prima della semina o della messa
a dimora di colture erbacee o arboree. La profondità di interramento
dell’Ammendante Compostato non deve superare i
20-30 centimetri, per consentire al materiale di essere presente
Concimazione in buca di piantagione
nell’area esplorata dalle radici in accrescimento e per evitare che
si collochi negli strati più profondi scarsamente ossigenati, dove
la trasformazione della sostanza organica in humus risulterebbe
molto rallentata.
In linea di massima per la concimazione di terreni destinati ad
ospitare colture erbacee, impianti arborei o tappeti erbosi è
possibile realizzare un idoneo apporto di sostanza organica e di
elementi fertilizzanti distribuendo 30 t/ha di Ammendante Compostato
possibilmente di tipo misto (ACM).
Se la concimazione è limitata alla singola buca di piantagione i
quantitativi possono variare secondo l’età della pianta posta a
dimora e quindi per vegetazione di un anno la quantità di Ammendante
Compostato è di circa 5-10 l/buca (dimensioni 20 x 20
x 25 cm), mentre per vegetazione che supera i 2 anni la quantità
da impiegare è pari a 20-30 l/buca (dimensioni 30 x 30 x 40
cm). Gli effetti positivi, che si evidenziano a partire dalla stagione
successiva all’impianto, derivano da una maggiore capacità di
trattenuta dell’acqua, che consente di mitigare gli stress idrici
particolarmente dannosi nelle prime fasi di crescita (tab. 4).
Gli ammendanti oltre a migliorare le caratteristiche fisico-meccaniche
del suolo, possiedono un discreto effetto concimante in
grado di sostituire totalmente l’apporto di altri materiali simili
come il letame e in misura significativa la fertilizzazione minerale.
Comparando il letame con i diversi Ammendanti Compostati
(tab. 5) si possono constatare le differenze esistenti nonché il
diverso apporto di elementi nutritivi.
Tabella 4 - Quantità di ACM da utilizzare come concimazione di un terreno
Distribuzione di ACM per la concimazione di fondo di un terreno t/ha 20 – 30
Impiego di ACM in buca di piantagione per vegetazione di 1 anno l 5-10
Impiego di ACM in buca di piantagione per vegetazione che supera i 2 anni l 20-30
Concimazione di mantenimento di siepi, arbusti e cespugli con distribuzione uniforme di ACM:
- per arbusti isolati. . kg/pianta 3
- per macchie. . kg/mq 3
*:tali quantitativi che devono essere rivisti nel caso in cui l’applicazione avvenga in terreni sottoposti a specifici vincoli (ad esempio: zone vulnerabili ai sensi della “Direttiva Nitrati”).
Tratto da: “Produzione e impiego di compost nell’azienda agricola”. Veneto Agricoltura - Manuale pratico
Tabella 5 - Sostanza organica e macroelementi apportati da 1 tonnellata tal quale di letame bovino e di Ammendante Compostato
(kg/t t.q.)
Letame bovino 250 188 5,0 2,5 7,0
ACV 536 379 8,0 3,7 6,4
ACM 678 507 15,6 12,4 11,4
Valori medi provenienti dalla banca dati sugli ammendanti di ARPAV - Osservatorio Regionale per il Compostaggio
Tabella 6 - Determinazione della quantità di Ammendante Compostato (t/ha) da distribuire in funzione del contenuto in sostanza organica del
medesimo e di quello del terreno da ammendare
(% s.s.)
Contenuto in Sostanza Organica del Compost
< 1.5 40-45 35-40 30-35 25-30
>1.5 30-35 25-30 20-25 15-20
* Per il calcolo è stato considerato un Ammendante Compostato con le seguenti caratteristiche medie:
- Coefficiente Isoumico (K1) = 20%;
- Umidità = 40-50%
Tratto da: Centemero M. (2002). Il ruolo del compost nei piani di fertilizzazione. Informatore Agrario 40/02, 57-60
Nella tabella 6 sono riportati i quantitativi di Ammendante Compostato
che si possono distribuire in base al contenuto di sostanza
organica del terreno.
Si specifica che le dosi riportate nella tabella 6 sono quelle necessarie
a mantenere costante il contenuto di sostanza organica
dei terreni e valide per ricarichi periodici da eseguire ogni 2-4
anni. In gravi situazioni di carenza di sostanza organica nei suoli
(contenuto S.O. < 1%) il piano di reintegro dovrà essere necessariamente
diverso e le dosi dovranno essere aumentate.
Come già anticipato, di norma, attraverso l’apporto di prodotti
organici, si somministra solo una parte degli elementi nutritivi
necessari alla coltura, lasciando alla concimazione minerale (necessaria
solo per l’azoto) il compito di coprire la quota restante.
Risulta perciò essenziale, al fine di non eccedere nella concimazione
chimica, considerare nel calcolo di fertilizzazione oltre che
la disponibilità di elementi nutritivi presenti nell’ammendante
anche quelli disponibili nel suolo su cui intervenire.
Per la valutazione dei risultati delle analisi del terreno può esser
utile far riferimento al volume “L’interpretazione delle analisi del
terreno” edito da ARPAV, collana Verdenauta – anno 2008.
Ammendante Compostato confezionato
6. Realizzazione e manutenzione
6.1 Il tappeto erboso
Il tappeto erboso rappresenta una delle componenti essenziali
degli spazi verdi e dal punto di vista della gestione può essere
considerato come un impianto poliennale. Tra le principali pratiche
di gestione risultano fondamentali gli apporti di fertilizzante organico
da eseguire preferibilmente prima della semina, o attraverso
distribuzioni in copertura per infittire e rinvigorire il cotico.
Per una buona gestione risultano importanti, oltre alla fertilità,
anche altri caratteri che influenzano il livello di sostanza organica
come ad esempio le caratteristiche fisiche del terreno. E’
frequente, infatti, riscontrare durante la fase di manutenzione di
un tappeto erboso il problema della compattazione del suolo.
Si tratta di un fenomeno essenzialmente riconducibile alla pressione
esercitata sul terreno, provocata ad esempio da un intenso
calpestio. Le particelle del suolo si comprimono riducendo
lo spazio e la continuità dei pori. Ciò provoca dei cambiamenti
significativi sulle proprietà strutturali del terreno che vede così
diminuire il proprio potere drenante e la capacità di fornire agli
apparati radicali il giusto approvvigionamento di ossigeno e i
necessari scambi gassosi. Come conseguenza, si assiste ad un
declino generale del tappeto erboso, del suo vigore e della sua
capacità di recupero a seguito di danni derivanti da usura. La
compattazione del suolo ed i suoi conseguenti effetti negativi
possono essere ridotti fornendo un substrato caratterizzato da
un opportuno contenuto di sostanza organica e di materiale inerte
dotato di appropriata granulometria e di buone caratteristiche
fisiche e chimiche, come ad esempio la sabbia.
Una serie innumerevole di prove a livello nazionale e internazionale
ha legittimato l’impiego dell’Ammendante Compostato
per la costituzione e manutenzione dei tappeti erbosi tecnici (top
dressing su campi da calcio, percorsi golf, ippodromi) soprattutto
Esempio di sistemazione a verde di area pubblica
in alternativa all’utilizzo dei terricci con prevalenza di componente
torbosa.
Per la realizzazione di un top soil (soprassuolo artificiale), gli
Ammendanti Compostati sono miscelati in quantità di circa 20
t/ha con 10 t/ha di sabbia grossolana (0,5-1 mm). Si crea in questo
modo uno strato superficiale destinato ad accogliere la gran
parte delle radici, la cui caratteristica è quella di garantire al
contempo una buona riserva idrica e provvedere ad un graduale
Giova a questo proposito ricordare che nell’ambito dell’implementazione
dei PAT (Piani di Assetto Territoriale) la presenza di
opere caratterizzate dall’uso di materiali in grado di esplicare
una ritenzione idrica utile, quali la creazione o il mantenimento
di strutture permeabili (ad es. aree verdi, prati carrabili ecc.), porta
ad un netto vantaggio non solo in termini di microclima, ma
anche in termini di riduzione nel dimensionamento delle opere
e dei sottoservizi fognari. A tale finalità concorrono quindi le
diverse soluzioni costruttive:
• mantenimento delle aree calpestabili oltre un valore indice significativo
(ad es. oltre il 50% della superficie complessiva);
• realizzazione di sistemi permeabili e di ritenzione idrica che utilizzano
materiali in grado di costituire buone riserve idriche;
• utilizzazione di prodotti in grado di aumentare il contenuto di
sostanza organica del suolo e quindi di aumentare la capacità
di ritenzione idraulica della superficie permeabile.
In tal senso l’uso di ammendanti ha la funzione di incrementare
la capacità di ritenzione idrica di un substrato, aumentando la
riserva di acqua di una data area e garantendo al tempo stesso
una maggiore compatibilità (idraulica ed ambientale) dell’area
stessa. La ritenzione idrica influisce infatti sui tempi di corrivazione,
ritardando i tempi di afflusso delle piene alla rete fognaria,
e consentendo così un miglioramento dell’efficienza del sistema
che razionalmente può invece entrare in crisi in minor tempo.
Dalla bibliografia tecnica è possibile desumere gli standard riassunti
in tabella 7.
L’uso di compost può quindi incrementare la ritenzione idrica di
un suolo poco strutturato di grandezze dell’ordine del 20 – 30%,
soprattutto grazie alla migliore aggregazione di microaggregati
che formano spazi utili (micropori) per l’acqua disponibile.
L’operazione di top dressing viene eseguita mediante scarificatura
o carotatura, operazioni effettuate con opportuni attrezzi
meccanici, per creare delle fessure nel terreno che successivamente
vengono riempite con una miscela di sabbia e Ammendante
Compostato. Per avere i migliori risultati devono essere
realizzate circa 200 carotature/scarificature al mq, profonde dai
10 ai 18 centimetri.
I periodi più favorevoli per eseguire questa operazione sono la
primavera, quando l’attività vegetativa è importante e il suolo è
sufficientemente asciutto per sopportare il passaggio della macchina,
e l’autunno, quando la sabbia può essere ben assorbita dal
tappeto erboso, prima del rallentamento dell’attività vegetativa.
La miscela impiegata è costituita da 1-2 kg di ammendante e 1 kg
di sabbia per mq e viene fatta penetrare nei buchi attraverso l’uso
di un erpice o a mezzo di una rete metallica trascinata (tab. 8).
Tabella 7 - Effetti della tipologia di inverdimento sulla capacità di accumulo idrico del suolo
Tipologia di inverdimento
Tratto da Zin Co – modificato Salvagnini
Altezza del substrato (cm)
Capacità di accumulo idrico (l/mq)
Tabella 8 - Quantità di Ammendante Compostato da utilizzare per creazioni di soprassuolo e top dressing
u.m. dose
Costituzione di soprassuolo (top soil) per realizzazione di prati e aiuole utilizzando
Ammendante Compostato in miscela con sabbia (miscela 2:1)
t/ha 20
Operazioni di manutenzione (top dressing) di prati utilizzando Ammendante Compostato in miscela
con sabbia (miscela 2:1)
l/mq 2-3
Tratto da: Zanardi W., Centemero M. (2006). “Gli Impieghi del compost di qualità in Italia”. Compost di Qualità – Annuario 2006/2007. ACER- Il verde Editoriale, 53-67
Area verde sul top soil realizzato con Ammendante Compostato
6.2 Operazioni di rinvaso
La crescente difficoltà di approvvigionamento di substrati torbosi
a costi contenuti (ostacolo legato all’effettiva non rinnovabilità
delle torbiere e quindi delle torbe) ha favorito la realizzazione di
miscele costituite da Ammendanti Compostati e tradizionali torbe.
Tale soluzione permette lo sfruttamento delle risorse ancora
disponibili sul mercato e il contenimento dei costi per l’acquisto
delle torbe che normalmente sono impiegate come componente
dei terricci per trapianti e rinvasi sia per piante da interno sia da
Il compost rappresenta un complemento alle caratteristiche chimiche
della torba (soprattutto quella bionda) in quanto ha una
reazione (pH) e una salinità più elevate. La salinità espressa dalla
Conducibilità Elettrica Specifica, nel caso delle coltivazioni in
contenitore, è un fattore tecnico ostativo se superiore a certi limiti
(1,5-2 dS/m). I compost da sole matrici lignocellulosiche (ACV)
rispettano generalmente ed ampiamente tali limiti; per contro, i
prodotti compostati a base di matrici organiche più “ricche” dal
punto di vista fitonutritivo (ACM) sono caratterizzate da maggiori
livelli di conducibilità. Per risolvere la variabilità delle caratteristiche
chimico-fisiche, imputabile alla spiccata eterogeneità
delle matrici organiche sottoposte al processo di compostaggio,
è consigliabile l’utilizzo di ACV.
E’ preferibile che la miscela con altri substrati, come torba, perlite,
pomice e sabbia, sia realizzata con le dosi di Ammendante
Compostato riportate in tabella 9.
Tabella 9 - Percentuale di ACV da utilizzare in miscela con torba per diverse piante ornamentali
Rinvasi in contenitore di annuali e perenni - miscela di ACV e torba % in volume 40-60
Rinvasi in contenitore di acidofile (rododendri, azalee, erica, ecc.) – miscela di ACV e torba % in volume 20-30
Rinvasi in contenitore di arboree ed arbustive – miscela di ACV e torba % in volume 50-70
dose di ACV
7. La pacciamatura o Mulching
La pacciamatura consiste nella copertura totale o parziale del
terreno, con materiali in grado di contrastare la germinazione e
lo sviluppo delle malerbe attraverso il blocco parziale delle radiazioni
luminose e per effetto dell’innalzamento termico che ne
deriva. A tale scopo, oltre ai film plastici, possono essere utilizzati
gli Ammendanti Compostati, preferibilmente di pezzatura grossolana
(circa 40 mm), distribuiti sulla superficie, lungo la fila di
piantagione o intorno alla singola pianta, in uno strato di spessore
pari ad almeno 4-6 cm. In genere l’operazione deve essere
ripetuta ad ogni stagione vegetativa.
L’ammendante utilizzato per la pacciamatura è in grado anche
di fornire elementi nutritivi alle piante, contribuendo alla restituzione
dei nutrienti asportati dalle produzioni e dallo sviluppo
vegetativo e consentendo così una riduzione nel ricorso ai concimi
minerali (tab. 10).
La realizzazione di strati pacciamati va essenzialmente prevista
subito dopo la messa a dimora delle giovani piante, potendo
determinare un miglioramento complessivo del loro sviluppo
in fase di allevamento ed esercitando un’influenza positiva sul
mantenimento della vigoria nella fase di mantenimento. Gli effetti
della pacciamatura risultano apprezzabili in mancanza di
impianti irrigui e su terreni particolarmente poveri di sostanza
organica. Lo strato di terreno sottostante il materiale pacciamante,
risulta avere un livello di umidità superiore rispetto ad una
Pacciamatura attorno alle piante con compost
superficie diserbata, lavorata o pacciamata con film plastico; ciò
è funzione della permeabilità del prodotto che consente l’immagazzinamento
dell’acqua nel terreno e limita le perdite per evaporazione
conseguenti ai fenomeni di risalita capillare.
Va aggiunto anche l’effetto coibente, in quanto a differenza di
ciò che avviene con le pacciamature ottenute con film plastici, è
limitato l’eccessivo innalzamento della temperatura del terreno
ed è garantita una minore escursione termica giornaliera.
Tabella 10 - Quantità di ACV per l’utilizzo nella pacciamatura
Pacciamatura su filare in strato l/m 5
Spessore della pacciamatura attorno alla singola pianta cm 4-6
8. L’impiego in campo ambientale
Le tecniche normalmente adottate nella progettazione degli interventi
di riqualificazione ambientale sono riferibili all’ambito
dell’Ingegneria Naturalistica, disciplina che prevede l’utilizzo di
materiali vivi e morti per la creazione di condizioni idonee per il
ripristino di ecosistemi che abbiano subito, per varie cause, processi
di degrado e/o erosione in grado di metterli a rischio.
Gli interventi di riqualificazione ambientale richiedono l’uso di
matrici pedologiche che consentano un effetto “starter” alla vegetazione,
un’attivazione biologica del suolo e che contribuiscano
significativamente alla riduzione delle aggressioni dovute agli
agenti atmosferici, che normalmente danno luogo a fenomeni
erosivi dapprima di superficie e successivamente profondi.
Queste tecniche, frequentemente utilizzate nel caso della riqualificazione
di ambiti estrattivi, discariche, aree di raccolta ed invaso
delle acque, aree fluviali e viarie, scarpate, ecc. richiedono
l’utilizzo di materiali idonei per consentire l’insediamento delle
specie vegetali erbacee, arbustive ed arboree, nelle successioni
che più si adattano e convengono alle esigenze di ricostruzione
ecosistemica.
Tali materiali hanno due funzioni principali:
• consentire la realizzazione di strutture di protezione della vegetazione
nei primi stadi di sviluppo, in modo da realizzare
strutture in grado di raggiungere una resistenza sufficiente
fino a che non avvenga il superamento dei primi stadi vegetativi;
• garantire l’insediamento di un substrato pedologico vitale ed
ideale per l’attecchimento delle talee utilizzate e per facilitare
lo sviluppo delle radici e la colonizzazione dell’intero profilo
pedologico, che richiede la più ampia e diffusa esplorazione
degli organi ipogei.
L’utilizzo di Ammendante Compostato in campo ambientale costituisce
oggi una delle frontiere di nuova generazione per la
diffusione di questo ammendante.
8.1 Le opere antierosive e stabilizzanti e l’uso del
Le opere antierosive e stabilizzanti sono funzionali alla riduzione
dei fenomeni erosivi di superficie, ed utilizzano sistemi di copertura
con reti e stuoie, ovvero sistemi a base di idrosemine
(a strato, potenziata, ecc.) in grado di creare un paramento difensivo
di superficie che limita la creazione di solchi di erosione
superficiale che possono evolvere successivamente in fenomeni
marcatamente destabilizzanti a maggiore profondità.
La loro caratteristica porta ad interessare orizzonti pedologici
difficilmente di spessore superiore a 30 cm, che comunque per
tale motivo assumono importanza determinante al fine dell’insediamento
delle popolazioni vegetali di cui si desidera l’inserimento
nelle seriazioni progettate.
Il miglioramento della stabilità della struttura del suolo è ottenuto
con l’aggiunta di matrici organiche ben stabilizzate e mature
che vanno miscelate ottenendo un’omogenea ripartizione della
sostanza organica anche negli orizzonti più profondi, soprattutto
se caratterizzati da matrici pedologiche compatte (argille od
orizzonti calcarei compatti).
Tali matrici organiche possono essere costituite da compost di
qualità, che deve essere indicativamente miscelato con apporti
percentuali in volume dell’ordine del 20 – 30%, anche se è
importante non eccedere nelle quantità impiegate – soprattutto
se localizzato negli orizzonti più superficiali - in quanto le radici
delle piante tenderebbero a colonizzare preferibilmente lo strato
Applicazione di compost in una cava con la tecnica dell’idrosemina e attecchimento della vegetazione.
fertile, ma incoerente, evitando di ancorarsi al substrato pedogenetico
(frequentemente caratterizzato da rocciosità) con possibili
conseguenze di smottamenti per sovraccarico.
Considerato che lo strato di suolo interessato da queste tecniche
sia di 30 cm, pari a 0,3 mc/mq, ne deriva che più comunemente
l’apporto di compost si attesta su volumi di 0,06 – 0,09 mc/mq,
ovvero, in peso (Peso Specifico dell’Ammendante Compostato =
0,7 t/mc), da 0,7 x 0,06 = 0,042 t = 42 kg per mq a 0,7 x 0,09
= 0,063 t = 63 kg di compost per mq di superficie esposta di
Nel caso di interventi a fasi separate (quelli che prevedono la
distribuzione dell’ammendante e il successivo interramento con
metodi tradizionali) è consigliabile impiegare matrici che siano
preventivamente sminuzzate, ovvero i cui aggregati siano ridotti
a dimensioni non superiori ai 20 mm, in modo da consentire un
adeguato rimescolamento tra matrici organiche e tessiturali.
Nel caso invece siano realizzati interventi a fasi integrate (come
idrosemina) è opportuno impiegare matrici organiche omogenee
e ben vagliate, preferibilmente di dimensioni inferiori a 4 mm, e
ciò non tanto per garantire il funzionamento delle idroseminatrici,
che risultano normalmente dotate di vagli o setacci e quindi in
grado di bloccare l’introduzione di frazioni organiche indecomposte
grossolane, ma per consentire di ottenere un sufficiente
omogeneità distributiva sul fronte di lavoro.
La presenza di matrici disomogenee porta infatti ad una peggiore
distribuzione sia in termini di lancio balistico che in termini di
volume distribuito, per cui l’effetto antierosivo può non essere
raggiunto a seguito di una non uniforme copertura della superficie
9. Il risanamento ambientale
di siti degradati: la Bioremediation
Gli Ammendanti Compostati trovano impieghi in grado di valorizzare
proprietà specifiche strettamente legate alla flora microbica
in essi contenuta. La ricchezza in batteri e funghi e la conseguente
elevata attività microbica li rende idonei ad alcuni impieghi
non convenzionali legati ad operazioni di disinquinamento e bonifica
ambientale identificate con il termine bioremediation.
L’aggiunta di Ammendante Compostato a suoli contaminati,
consente di convertire e degradare in forme meno tossiche moltissimi
inquinanti organici, come ad esempio i pesticidi, gli idrocarburi
policiclici aromatici, i coloranti sintetici, i conservanti del
legno, i rifiuti da esplosivi e i polimeri sintetici.
La popolazione microbica esplica una funzione bonificatrice in
virtù della presenza di sostanza organica, trovando nell’Ammendante
Compostato un substrato idoneo alla propria crescita e al
proprio sviluppo, contribuendo così alla degradazione biologica
delle componenti indesiderate (tab. 11).
Le dosi di Ammendante Compostato in questi casi possono essere
quantificate in funzione della tipologia di bonifica da attuare,
dopo aver caratterizzato il suolo o il substrato su cui intervenire
e soprattutto in base al tipo di contaminante da bonificare.
Tabella 11 - Diversi utilizzi del compost
Bonifica di suoli contaminati con componenti organiche tossiche
Trattamento delle arie e acque contaminate
Bonifica di cave e miniere
Impiego di compost nei suoli per accelerare la degradazione progressiva
di alcune componenti tossiche quali: solventi organici,
idrocarburi derivati dal petrolio, fitofarmaci, esplosivi.
Impiego di compost in miscele ad altri materiali per costituire un
biofiltro, ovvero un letto filtrante per purificare arie esauste da
Impiego di compost per la ricostituzione di uno “strato umico”
al fine di favorire la rivegetazione e la conseguente bonifica di
giacimenti minerari (ad es. di pirite) e cave (ad es. di argilla).
Scheda - PROCEDURA PER LA FORNITURA E L’UTILIZZO DI AMMENDANTE
di compost da impiegare, tenuto conto del tipo di
2. Definizione delle caratteristiche dell’Ammendante
Compostato: il materiale deve essere conforme ai requisiti
del d.lgs 217/06, Allegato 2.
analoghi: l’impiego del compost in parziale sostituzione
di torba o concimi chimici consente di ridurre gli impatti
ambientali legati all’uso di questi materiali.
4. Definizione delle caratteristiche del fornitore: un criterio
per individuare i fornitori è verificare la presenza di
un sistema di tracciabilità, del possesso di un marchio di
qualità (nazionale, regionale) e/o di altre certificazioni.
Ammendante Compostato di Qualità (ACQ)
Prodotto del compostaggio di matrici organiche selezionate provenienti da raccolta differenziata e/o di altre biomasse selezionate, atto al miglioramento
delle proprietà fisiche, meccaniche e biologiche del terreno, così come definito nella DGRV 568/2005 e come specificato nel d.lgs 152/06 e
Prodotto ottenuto attraverso un processo di trasformazione e stabilizzazione controllato di rifiuti organici che possono essere costituiti da scarti della
manutenzione del verde ornamentale, residui delle colture, altri rifiuti di origine vegetale con esclusione di alghe e altre piante marine come specificato
nell’Allegato 2 del d.lgs 217/06 e ss.mm.ii.
Prodotto ottenuto attraverso un processo di trasformazione e stabilizzazione controllato di rifiuti organici che possono essere costituiti dalla frazione
organica degli RSU proveniente da raccolta differenziata, da rifiuti di origine animale compresi liquami zootecnici, da rifiuti di attività agro-industriali
e da lavorazione del legno e del tessile naturale non trattati, da reflui e fanghi, nonché dalle matrici previste per l’Ammendante Compostato verde,
come specificato nell’Allegato 2 del d.lgs 217/06 e ss.mm.ii.
Processo biossidativo termofilo ed esotermico che avviene in condizioni controllate a carico di matrici organiche in fase solida. Esso evolve attraverso
due fasi (biossidazione e maturazione) e porta alla produzione di acqua, anidride carbonica, calore e Ammendante Compostato.
Compost Veneto (CV)
Prodotto del compostaggio di matrici organiche selezionate provenienti da raccolta differenziata, e/o di altre biomasse selezionate, atto al miglioramento
delle proprietà fisiche, meccaniche e biologiche del terreno, avente le caratteristiche indicate nella Tabella C del DGRV 568/05 e liberamente
utilizzabile in ambito regionale.
Green Public Procurement o Acquisti sostenibili della Pubblica Amministrazione (GPP)
Il GPP è l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando
la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle possibili soluzioni, che hanno il
minore impatto sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita.
Copertura del terreno allo scopo di controllare le infestanti, limitare l’evapotraspirazione e gli sbalzi termici, creando un ambiente favorevole allo
sviluppo dell’apparato radicale soprattutto nelle prime fasi della crescita. I materiali per pacciamatura comprendono prodotti di origine naturale o di
sintesi, quali, rispettivamente:
• Ammendante Compostato ottenuto da vagliatura ≥ 40 mm;
• ciottoli e altri materiali lapidei frantumati, corteccia di conifere, cippatura di ramaglia, scaglie di pigna, ecc.;
• argilla espansa, film in materiale plastico (PE, ecc.), teli in materiale tessuto non tessuto, ecc..
Repertorio del Riciclaggio (RR)
Rappresenta l’elenco di materiali riciclati e di manufatti e beni ottenuti con materiali riciclato cui gli enti pubblici devono fare riferimento per l’acquisto
di almeno il 30% del fabbisogno annuale.
Materiali diversi dai suoli in situ, dove sono coltivati vegetali, i cui tipi e caratteristiche sono riportate nell’Allegato 4 del d.lgs 217/06.
Strato superficiale del terreno (30-50 cm), mediamente esplorato dalle radici.
Termine con il quale si indica la copertura del terreno prativo con sabbia mista a materiali organici. L’operazione si esegue dopo la carotatura su terreni
compattati e asfittici allo scopo di livellare il suolo, favorire il drenaggio e apportare fertilizzanti.
Unità di misura utilizzate nelle linee guida
m Metro lineare
mq Metro quadro
ha Ettaro ( = 1.000 mq)
mc Metro cubo ( = 1.000 litri)
kg Chilogrammo ( = 1.000 g)
Decreto legislativo 5 febbraio 1997, N. 22: attuazione delle Direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli
imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Decreto Ronchi), abrogato dal d.lgs 152/06
Legge Regionale del Veneto 21 gennaio 2000, N. 3 e ss.mm.ii.: “Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti”
Decreto legislativo 13 gennaio 2003, N. 36 e ss.mm.ii.: attuazione della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti
Decreto legislativo 3 aprile 2006, N. 152 e ss.mm.ii.: “Norme in materia ambientale” (Testo Unico Ambientale)
• ec.europa.eu/environment/gpp
• http://compost.venetoagricoltura.org/
• www.acquistiverdi.it
• www.arpa.veneto.it
• www.compraverde.it
• www.dsa.minambiente.it/gpp
• www.procuraplus.org
Via Baciocchi, 9
Tel. + 39 0423 422 311
Fax + 39 0423 720 388
Progetto grafico JDW s.n.c. Bassano del Grappa (VI)
Stampa Alfabet, ecologia e colore (Loria - TV)
Stampato su carta Ecolabel Cyclus Print
per la Prevenzione e
Tel. +39 049 823 93 01
Fax +39 049 660 966
ISBN 88-7504-131-8
VERDENAUTA Linee guida per l’acquisto e l’impiego del Compost nella realizzazione e manutenzione del verde pubblico
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Page 37 and 38: Dipartimento Provinciale di Treviso
Magazine: Linee guida Compost

References: art. 40
 art. 42
 art. 44
 art. 69
 art. 83
 art. 91
 art. 93
 art.1