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Timestamp: 2020-02-20 22:56:07+00:00

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Contratto di interest rate swap e inefficienza del sistema di controllo del rischio di variazione del tasso.
Intermediazione finanziaria – Contratto di interest rate swap – Inidoneità a realizzare la ragione pratica dell’affare – Nullità per difetto di causa in concreto – Inefficienza del sistema di controllo del rischio di variazione del tasso.
E’ nullo il contratto di interest rate swap che si riveli inidoneo a realizzare la ragione pratica dell’affare e dunque carente della causa in concreto laddove solo in determinate circostanze il rischio di variazione del tasso di interesse sia mantenuto al di sotto della soglia di sostenibilità dell’esposizione debitoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 08 October 2018.
Sulla possibilità per l’investitore di fare un uso selettivo della nullità del contratto quadro.
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Nullità – Uso selettivo.
La Prima Sezione della Corte di cassazione ha rimesso all’esame del Primo Presidente, per la valutazione dell’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione di massima di particolare importanza concernente la possibilità per l’investitore di fare un uso selettivo della nullità del contratto quadro, limitandone gli effetti solo ad alcune delle operazioni poste in essere in esecuzione del rapporto dichiarato nullo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 October 2018, n. 23927.
Obbligo di informazione sull’andamento del titolo dopo l’acquisto.
Intermediazione finanziaria – Doveri infornativi dell’intermediario – Ordine di negoziazione contenente l’obbligo di informazione sull’andamento del titolo successivamente all’acquisto – Patti chiari – Fattispecie in tema di obbligazioni Lehman brothers.
Nel caso in cui l’ordine di negoziazione contenga la dicitura «il cliente sarà tempestivamente informato se un titolo facente parte dell’elenco (PATTI CHIARI) subisca una variazione significativa del livello di rischio», l’intermediario è responsabile del danno subito dall’investitore qualora, successivamente all’acquisto, non l’abbia informato del dell’aggravamento del rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 01 October 2018.
Mark to market: elemento essenziale del contratto di swap che deve essere chiaramente dichiarato o quantomeno determinabile in base a criteri oggettivi.
Contratto di swap - Definizione dell'oggetto del negozio - Mark to market - Rilevanza solo nelle vicende estintive del negozio - Esclusione.
La natura aleatoria dei contratti di swap discende dal fatto che le prestazioni reciproche, individuate nel regolamento, dipendono da un parametro che è per sua natura variabile, caratterizzato cioè da un’alea giuridica, rappresentata da un rischio finanziario. Naturalmente, quest’ultimo deve essere tecnicamente misurabile, sulla base di criteri e di modelli che il regolamento contrattuale, ovvero la disciplina applicabile, richiami testualmente. Pertanto, la trasparenza sul rischio impone che l’accordo tra intermediario ed investitore (art. 1325, n. 1, c.c.) abbia ad oggetto, a pena di nullità, il valore finanziario (mark to market) e il differenziale di probabilità, nonché, ovviamente, i criteri ed il modello utilizzati per calcolarli. (Michele Cespa) (riproduzione riservata)
Il mark-to-market – inteso come il valore probabilistico che ex ante si assegna al differenziale a scadenza del derivato, calcolato sulla base di determinati criteri – costituisce un elemento essenziale del contratto, configurandosi come il suo oggetto. Il suo valore deve essere espresso da un numero – non dall’indicazione di una percentuale del nozionale – che rappresenta la sintesi della distribuzione delle probabilità. Inoltre, le modalità di determinazione delle singole prestazioni esecutive dell’IRS devono essere ancorate a criteri tecnico-finanziari chiari ed attendibili e non attraverso ‘usi piazza’ in violazione del divieto di riferimento ad usi, sancito dall’art. 23, comma 2, TUF. (Michele Cespa) (riproduzione riservata)
Il Mark to market consiste in un differenziale attualizzato di contrapposti flussi finanziari, assumendo la veste di vero e proprio oggetto del contratto di IRS; lo stesso, quindi, lungi dall’operare solo in vicende estintive (risoluzione consensuale anticipata; risoluzione per procedure concorsuali; risoluzione per inadempimento contrattuale), viene utilizzato per misurare l’alea (i) in sede di costruzione dello strumento, ovvero di predeterminazione delle condizioni economiche del contratto; (ii) in sede di risk management; (iii) in sede di indicazione del fair value nella redazione del bilancio dell’investitore (ex art. 2427 bis c.c.); (iv) in sede di segnalazione alla Centrale Rischi di Banca d’Italia dell’esposizione in derivati del cliente. (Michele Cespa) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25 September 2018.
Collegamento negoziale, occasionalità e responsabilità contrattuale ed extra contrattuale.
Intermediazione finanziaria - Operazioni sul mercato del Forex - Collegamento negoziale - Obblighi della Banca depositaria - Responsabilità contrattuale - Violazione regole generali sul mandato - Assenza concorso di colpa cliente.
Sussiste, altresì, la violazione delle regole generali sul mandato in violazione dei vincoli, mentre non sussiste il concorso di colpa del cliente laddove non viene riportata la motivazione della disposizione eseguita dal conto vincolato dallo stesso intrattenuto. (Paoloandrea Monticelli) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 13 September 2018.
Buoni postali: alle Sezioni Unite della Cassazione la questione sulle modalità della modifica unilaterale del tasso di interesse.
Rimessa alle sezioni Unite la questione di massima particolare importanza se la riduzione del tasso di interesse sui Buoni Postali fruttiferi possa essere disposta in via unilaterale mediante pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che la dispone (il ministro disporrebbe quindi al riguardo di un vero e proprio potere discrezionale di modifica unilaterale delle condizioni economiche dell’investimento) oppure, affinché l’applicazione del nuovo tasso sia efficacie, occorre che il risparmiatore sia informato mettendo a sua disposizione presso gli uffici postali le tabelle riportanti i nuovi tassi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 August 2018, n. 21543.
Contratti swap e della commissione implicita.
Contratti swap – Nozione di commissione implicita – Nullità della commissione implicita e/o margine bancario per violazione dell’art 23 co. 2 tuf – Sussiste – Applicazione di commissioni implicite non negoziate e non trasparenti: contrarietà al dovere di condotta secondo buona fede – Sussiste.
La banca che applica commissioni ha l’obbligo di comunicarlo al cliente e ciò anche qualora esse siano state convenute; La previsione di commissioni implicite non negoziate, nè comunicate al cliente e prive di trasparenza costituisce dunque condotta contraria al canone di buona fede. (Duilio Manella) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 09 August 2018.
Procedimento sanzionatorio CONSOB e mancata previsione dell'obbligo di comunicazione all'incolpato della proposta dell'Ufficio Sanzioni.
Consob - Procedimento amministrativo sanzionatorio di cui all'art. 195 TUF - Mancata previsione dell'obbligo di comunicazione all'incolpato della proposta dell'Ufficio Sanzioni - Conseguenze - Violazione del principio del contraddittorio nella fase decisoria - Esclusione - Equiparabilità del detto procedimento amministrativo ad un processo penale agli effetti della garanzia di cui all'art. 6 CEDU - Esclusione - Fondamento.
Il procedimento amministrativo sanzionatorio della CONSOB, ai sensi dell'art. 195 TUF, non viola, nella parte in cui non prevede l'obbligo di comunicazione all'incolpato della proposta dell'Ufficio Sanzioni, l'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo né il principio del contraddittorio nella fase decisoria, atteso che l'assoggettamento del provvedimento applicato dall'autorità amministrativa ad un successivo sindacato giurisdizionale pieno assicura le garanzie del giusto processo. Poiché le sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dalla CONSOB diverse da quelle di cui all'art. 187 ter TUF non sono equiparabili, quanto a tipologia, severità, incidenza patrimoniale e personale, a quelle appunto irrogate dalla CONSOB per manipolazione del mercato, esse non hanno la natura sostanzialmente penale che appartiene a queste ultime, né pongono, quindi, un problema di compatibilità con le garanzie riservate ai processi penali dall'art. 6 CEDU, agli effetti, in particolare, della violazione del "ne bis in idem" tra sanzione penale ed amministrativa comminata sui medesimi fatti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 09 August 2018, n. 20689.
I contratti relativi alla prestazione di servizio di investimento non possono essere considerati di contenuto meramente informativo.
Articolo 30 Reg. Consob n. 11522/98 - Indicazione nel contratto quadro dei conti corrente e titoli utiizzabili per le operazioni di negoziazione - Necessità - Autonomia delle parti e regolamento negoziale - Rilevanza.
Sono nulle le operazioni finanziarie concluse al di fuori dei limiti di operatività del mandato quando la provvista è prelevata da un altro conto corrente del cliente e/o i titoli sono depositati in altro conto di appoggio. (Tiziana Sorriento) (riproduzione riservata) Appello Torino, 27 July 2018.
Mancato lancio dell’OPA e danno subito dall’azionista per la perdita di chance di disinvestimento.
Finanza e mercati – Offerta pubblica di acquisto – OPA – Mancato lancio dell’OPA – Danno all’azionista – Perdita di chance di disinvestimento – Raffrontando il prezzo di rimborso delle azioni in caso di Opa con il loro valore effettivo, ritratto dalle risultanze di borsa.
Ne discende che il danno da perdita di chance di disinvestimento patito dall'azionista, perciò commisurato alle probabilità che l'azionista avrebbe aderito all'Opa che non ha invece avuto luogo, va determinato raffrontando il prezzo di rimborso delle azioni in caso di Opa con il loro valore effettivo, ritratto dalle risultanze di borsa, secondo il successivo andamento del titolo, nell'arco temporale intercorrente tra il giorno in cui si è consumata la violazione dell'obbligo di Opa e quello del disinvestimento (se vi è stato, ovvero in caso contrario della proposizione della domanda risarcitoria), nella misura in cui, in applicazione dei principi generali, il pregiudizio patito dall'azionista si collochi sul piano delle conseguenze immediate e dirette alla violazione dell'obbligo di Opa, il tutto sempre nei limiti della prevedibilità, salvo non si versi in caso di dolo, e se del caso con liquidazione equitativa, escluso in tutto o in parte, in presenza dei relativi presupposti, il risarcimento in ipotesi di concorso del fatto colposo del creditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 July 2018, n. 19741.
Obbligo di offerta pubblica di acquisto totalitaria, inadempimento e risarcimento del danno per perdita di 'chance' di disinvestimento.
Società per azioni quotate in mercati regolamentati - Obbligo di offerta pubblica di acquisto totalitaria ex art. 106 del TUF - Inadempimento - Conseguenze risarcitorie - Perdita di "chance" di disinvestimento - Nozione - Quantificazione.
In tema di società per azioni quotate in mercati regolamentati, qualora sia inadempiuto l'obbligo di offerta pubblica di acquisto totalitaria, ai sensi dell'art. 106 del d.lgs. n. 58 del 1998, gravante a carico dell'acquirente del pacchetto azionario che superi la soglia del 30 per cento, compete agli azionisti, cui l'offerta avrebbe dovuto essere rivolta, il risarcimento del danno patrimoniale che dimostrino di avere sofferto in conseguenza della perdita di "chance" di disinvestimento che l'OPA avrebbe assicurato loro; detto danno va determinato raffrontando il prezzo di rimborso delle azioni in caso di OPA con il loro valore effettivo, ritratto dalle risultanze di borsa, secondo il successivo andamento del titolo nell'arco temporale intercorrente tra il giorno in cui si è consumato l'inadempimento dell'obbligo e quello del disinvestimento, se vi è stato, o, in caso contrario, della proposizione della domanda risarcitoria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 July 2018, n. 19741.
Pegno su titoli dematerializzati solo mediante annotazione sul conto dell’intermediario.
[Nel caso di specie, il tribunale ha ritenuto che il privilegio richiesto non potesse essere riconosciuto a causa della mancanza della prova che il pegno sui titoli menzionati sia stato annotato nel conto degli intermediari.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 19 July 2018.
Adeguatezza dell'investimento e rifiuto del cliente di sottoscrivere i prospetti informativi.
Risarcimento del danno da investimento - Responsabilità dell’intermediario - Doveri informativi - Valutazione della rischiosità.
Al cliente non può essere addossato l'onere di stimare l'adeguatezza dell'investimento anche se rifiuta di sottoscrivere i prospetti informativi. (Carlo G. Alvano) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 July 2018, n. 18482.
Insider trading e prova per presunzioni.
Sanzioni Consob – Garanzie del giusto processo – Violazione – Insussistenza
In tema di sanzioni che, pur qualificate come amministrative, abbiano natura sostanzialmente penale, la garanzia del giusto processo, ex art. 6 della CEDU, può essere realizzata, alternativamente, nella fase amministrativa - nel qual caso, una successiva fase giurisdizionale non sarebbe necessaria - ovvero mediante l'assoggettamento del provvedimento sanzionatorio - adottato in assenza di tali garanzie - ad un sindacato giurisdizionale pieno, di natura tendenzialmente sostitutiva ed attuato attraverso un procedimento conforme alle richiamate prescrizioni della Convenzione, il quale non ha l'effetto di sanare alcuna illegittimità originaria della fase amministrativa giacché la stessa, sebbene non connotata dalle garanzie di cui al citato art. 6, è comunque rispettosa delle relative prescrizioni, per essere destinata a concludersi con un provvedimento suscettibile di controllo giurisdizionale. (Eva Desana) (riproduzione riservata)
Gli elementi valorizzati dalla Consob al fine di fondare un ragionamento presuntivo volto a provare il passaggio di un’informazione privilegiata dal preteso insider primario al preteso insider secondario debbono essere caratterizzati da conseguenzialità sufficiente, anche alla stregua di canoni di ragionevole probabilità. Conseguentemente va annullata la Delibera Consob che abbia ritenuto accertato l’illecito valorizzando elementi noti non sufficienti a fondare un siffatto ragionamento presuntivo. (Eva Desana) (riproduzione riservata) Appello Torino, 04 July 2018.
Concorso dei singoli proprietari sulla massa costituita da valori custoditi alla rinfusa.
Deposito di beni – Conservazione alla rinfusa presso sale conta – Suddivisione a livello contabile – Formazione di un unico bene di proprietà comune – Applicazione della disciplina dei cui all’art. 939 c.c..
Le modalità operative del soggetto che custodisca valori in denaro di proprietà di banche depositanti conservandoli alla rinfusa nelle sale conta ma mantenendo la suddivisione dei medesimi solo a livello contabile dà luogo ad una commistione ai sensi dell’art. 939 c.c., un unico bene di proprietà comune formato dalla aggregazione dei singoli beni su cui, ai sensi della norma richiamata, possono concorrere soltanto i creditori della comunione in proporzione del valore dei beni a ciascuno spettanti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 28 June 2018.
Acquisto di obbligazioni argentine: il danno è pari al capitale investito al netto delle cedole riscosse e del controvalore dei titoli concambiati.
Contratti di borsa - Liquidazione del danno - Unico fatto illecito generatore del lucro e del danno - Necessità - Fondamento - Fattispecie in tema di "bond" argentini.
La corretta applicazione del criterio generale della "compensatio lucri cum damno" postula che, quando unico è il fatto illecito generatore del lucro e del danno, nella quantificazione del risarcimento si tenga conto anche di tutti i vantaggi nel contempo derivati al danneggiato, perché il risarcimento è finalizzato a sollevare dalle conseguenze pregiudizievoli dell'altrui condotta e non a consentire una ingiustificata locupletazione del soggetto danneggiato. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che aveva correttamente quantificato il danno, conseguente all'acquisto di obbligazioni argentine, in misura pari al capitale investito, sottraendo da tale importo il valore delle cedole riscosse ed il controvalore dei titoli concambiati, considerati un arricchimento derivante dal medesimo fatto illecito). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 June 2018, n. 16088.
Dettagliata informazione preventiva circa i titoli da negoziare indipendentemente da ogni valutazione di adeguatezza dell'investimento.
Servizi di investimento mobiliare - Informazione preventiva circa la natura dei titoli - Obbligo dell’intermediario - Omissione - Conseguenza - Inadempimento dell’intermediario - Valutazione dell’adeguatezza dell’investimento - Irrilevanza
In materia di servizi di investimento mobiliare, l'intermediario finanziario è tenuto a fornire al cliente una dettagliata informazione preventiva circa i titoli mobiliari e, segnatamente, con particolare riferimento alla natura di essi ed ai caratteri propri dell'emittente, ricorrendo un inadempimento sanzionabile ogni qualvolta detti obblighi informativi non siano integrati e restando irrilevante, a tal fine, ogni valutazione di adeguatezza dell'investimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 June 2018, n. 15936.
Irrilevante la valutazione di adeguatezza in assenza dell'informazione circa la natura dei titoli ed i caratteri propri dell'emittente.
Investimento mobiliare – Informazione preventiva circa la natura dei titoli – Obbligo dell’intermediario – Omissione – Conseguenza – Inadempimento dell’intermediario – Valutazione dell’adeguatezza dell’investimento – Irrilevanza.
Prec1...3456...64Succ

References: art. 2427

Articolo 30
 art. 106
 art. 6
 art. 6
 sentenza