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Timestamp: 2017-04-24 11:50:51+00:00

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LE OPERAZIONI STRAORDINARIE - ppt scaricare
PubblicatoMaddalena Micheli
Presentazione sul tema: "LE OPERAZIONI STRAORDINARIE"— Transcript della presentazione:
LE OPERAZIONI STRAORDINARIE1 Giulio Andreani
LE OPERAZIONI STRAORDINARIEI PRINCIPI DELLA LEGGE DELEGA art. 4, comma 1, lett. m, Legge n. 80/2003 Abolizione dell’imposta sostitutiva di cui agli artt. 1, 2 e 3 D.Lgs. n. 358/1997 Abolizione della possibilità, prevista dall’art. 6 D.Lgs. n. 358/97, di affrancamento dei disavanzi di fusione e scissione Mantenimento e razionalizzazione dei regimi di neutralità fiscale e di determinazione del reddito imponibile previsti dal D. Lgs. n. 358/1997 e dal D. Lgs. n. 544/1992
LE OPERAZIONI STRAORDINARIEOperazioni straordinarie nazionali Il D. Lgs. n. 358/1997 e le disposizioni del D.p.r. n. 917/1986 sono state trafuse con modificazioni negli artt. 170 e 177del nuovo Tuir La trasformazione di società artt. 170 e 171 La fusione di società art. 172 La scissione di società art. 173 Gli scambi di partecipazioni art. 177 La cessione di azienda art. 86 Il conferimento di aziende e di partecipazioni di controllo o collegamento artt. 175 e 176 Operazioni straordinarie intracomunitarie Il D. Lgs. n. 544/1992, relativo a fusioni, scissioni, conferimenti di attivo, scambi di azioni concernenti società di Stati membi diversi è stato trafuso negli artt. 178 e 181del nuovo Tuir, rimanendo sostanzialmente immutato
LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA’La disciplina della trasformazione tiene conto delle nuove disposizioni del codice civile che introducono, accanto alla trasformazione omogenea, quella eterogenea (artt septies e 2500-octies) Trasformazione da società commerciali di persone in società di capitali e viceversa (art. 170 Tuir) Trasformazione da società di capitali in enti associativi diversi e viceversa (art. 171 Tuir) Tra gli enti associativi rientrano i consorzi, le società consortili, le società cooperative, le comunioni d’azienda, le associazioni non riconosciute e le fondazioni. I consorzi, le associazioni e le fondazioni possono essere enti commerciali o non commerciali a seconda che essi abbiano per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale.
LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA’La trasformazione omogenea La trasformazione da un tipo di società commerciale (società non soggetta ad Ires) ad un altro tipo di società commerciale (società soggetta ad Ires) è disciplinata in modo sostanzialmente identico: neutralità fiscale della trasformazione; separazione in due periodi di imposta dell’esercizio interessato dalla trasformazione assoggettati all’imposizione propria del gruppo di appartenenza in base alle risultanze di un apposito conto economico; le riserve costituite prima della trasformazione conservano il regime del momento in cui sono state costituite, a condizione che esse vengano distintamente indicate in bilancio dopo la trasformazione. Continua a non essere disciplinata fiscalmente la data di effetto dell’operazione, che coincide pertanto con quella civilistica, in funzione dell’iscrizione dell’atto nel registro delle imprese. Secondo il nuovo art c.c. la trasformazione ha effetto dall’ultimo degli adempimenti pubblicitari relativi all’atto di trasformazione e all’atto di cessazione dell’ente che si è trasformato. ... segue
LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA’La trasformazione omogenea Nel caso di trasformazione da società di capitali in società di persone, il credito d’imposta sui dividendi, che in vigenza della vecchia normativa veniva ricono- sciuto ai soci della società di persone nel caso di distribuzione delle riserve costituite prima della trasformazione, è ora sostituito dal regime applicabile alla distribuzione delle riserve delle società di capitali (art. 170, comma 5, Tuir). Le riserve concorrono alla formazione del reddito dei soci come segue: Soci-soggetti passivi Iref/Ire Soci-soggetti passivi Ires: Dividendi tassati per il 5% Dividendi tassati per il 40%, nel caso di partecipazioni detenuta nell’esercizio di impresa Reddito di capitale negli altri casi (ritenuta del 12,50% se partecipazione non qualificata; tassazione per il 40% se partecipazione qualificata)
LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA’La trasformazione eterogenea Le ipotesi Le situazioni considerate sono il passaggio da società di capitali in ente associativo (art septies) e il passaggio da ente associativo in società di capitali (art octies). In entrambi i casi può verificarsi un mutamento del regime impositivo, che pone il problema della sorte delle plusvalenze maturate sui beni prima della trasformazione e realizzate successivamente. Possono verificarsi tre ipotesi: trasformazione di società di capitali in altro soggetto commerciale; trasformazione di società di capitali in altro soggetto non commerciale; c) trasformazione di soggetto non commerciale in società di capitali. L’ ... segue
LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA’La trasformazione eterogenea I regimi fiscali A) Trasformazione di società di capitali in altro soggetto commerciale Regime di neutralità fiscale La trasformazione di società di capitali in altro soggetto commerciale (es. consorzio, società cooperativa) non è disciplinata dall’art. 171. Tale trasformazione non determina nessuna particolare conseguenza – salvo l’obbligo di comunicare la variazione della tipologia - in quanto sia il soggetto preesistente che quello nuovo sono tassati su un unico risultato determinato con le regole del reddito d’impresa. ... segue
LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA’La trasformazione eterogenea I regimi fiscali B) Trasformazione di società di capitali in altro soggetto non commerciale Regime del realizzo a valore normale dei beni salvo confluenza degli stessi nell’azienda dell’ente La trasformazione di società di capitali in altro soggetto non commerciale (es. fondazione) determina il realizzo dei beni della società in base al valore normale e quindi la tassazione delle plusvalenze in regime d’impresa. Tuttavia per i beni che confluiscano nell’attività d’impresa del soggetto non commerciale il passaggio avviene in regime di neutralità. Le riserve di utili, costituite prima della trasformazione, sono assoggettate a tassazione nei confronti dei soci o associati, secondo i criteri previsti per la trasformazione da società di capitali in società di persone. ... segue
LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA’La trasformazione eterogenea I regimi fiscali B.1) Trasformazione di società di capitali in comunione d’azienda Stesso trattamento previsto per l’affitto dell’unica azienda da parte dell’imprenditore individuale (art. 67, comma 1, lett. h), Tuir) La trasformazione di società di capitali in comunione d’azienda, per effetto di tale assimilazione, determina la produzione di un reddito diverso. Tale reddito sarà tassato per trasparenza nei confronti dei partecipanti alla comunione. La comunione d’azienda si configura alla stregua di una società semplice, in quanto soggetto non svolgente attività commerciale. Il nuovo Tuir non disciplina la trasformazione in società semplice; tuttavia, poichè, per effetto di tale trasformazione la società commerciale esce dal regime di impresa, essa non può beneficiare della neutralità propria della trasformazione. ... segue
LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA’La trasformazione eterogenea I regimi fiscali C) Trasformazione di soggetto non commerciale in società di capitali Regime dei conferimenti limitatamente ai beni non compresi nell’azienda dell’ente La trasformazione di un soggetto non commerciale in società di capitali determina il realizzo delle plusvalenze sui beni in regime di redditi diversi, ricorrendone le condizioni (art. 67, comma 1, lett. n). Pertanto, l’ente sarà tassato solo nel caso in cui i presupposti per l’imposizione si manifestano anche nel realizzo mediante vendita a terzi (es. l’ente che trasferisce un fabbricato posseduto da più di 5 anni non dovrà pagare nulla). Tali beni sono presi in carico dalla società in base al valore normale. Tuttavia, per i beni già rientranti nella sfera commerciale dell’ente il passaggio avviene in regime di neutralità, con mantenimento dei costi fiscalmente riconosciuti. ... segue
LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA’La trasformazione eterogenea I regimi fiscali C) Trasformazione di soggetto non commerciale in società di capitali La norma non specifica alcunché riguardo ai partecipanti all’ente non commerciale che diventano soci della società, per i quali non è prevista alcun tipo di tassazione in dipendenza della trasformazione. Resta imprecisato, tra l’altro, quale è il costo di carico della partecipazione societaria acquisita (ragionevolmente il costo originariamente sostenuto).
LA FUSIONE DI SOCIETA’ La disciplina della fusione è contenuta nell’art. 172 del nuovo Tuir, il quale oltre a dare attuazione ai principi della legge delega relativi all’abrogazione della possibilità di affrancamento dei disavanzi di fusione, ha introdotto altre novità rispetto alla disciplina in tema di fusione dettata dall’art. 123 del vecchio Tuir. Le novità rispetto al regime ante-riforma riguardano i seguenti aspetti: la neutralità fiscale; la ricostituzione delle riserve in sospensione d’imposta; l’avanzo di fusione e l’aumento di capitale; il riporto delle perdite fiscali. T
Situazione ante-riforma Situazione post-riformaLA FUSIONE DI SOCIETA’ La neutralità fiscale Situazione ante-riforma Possibilità di ottenere il riconoscimento fiscale del disavanzo di fusione (da annullamento/concambio), imputato ai beni patrimoniali o all’avviamento dell’incorporante, mediante pagamento dell’imposta sostitutiva del 19%. Possibilità di operare l’affrancamento gratuito del disavanzo da annullamento. Situazione post-riforma Impossibilità di affrancare il disavanzo (sia a pagamento che gratuitamente) I maggiori valori iscritti con l’utilizzo del disavanzo non hanno valenza fiscale ... segue
Abrogazioni e disciplina transitoriaLA FUSIONE DI SOCIETA’ La neutralità fiscale Abrogazioni e disciplina transitoria L’art. 3, comma 2, del D.Lgs. n. 344/2003 dispone l’abrogazione delle disposizioni del D.Lgs. n. 358/1997 con riguardo alle operazioni di fusione perfezionate successivamente al 31 dicembre 2003. Tuttavia l’affrancamento gratuito del disavanzo da annullamento continua ad essere possibile in relazione ad operazioni di fusione deliberate dalle assemblee delle società partecipanti entro il 30 aprile 2004 (art. 4, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 344/2003) Tale disposizione consente il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti per effetto del disavanzo di annullamento anche se le operazioni stesse sono perfezionate successivamente alla data del 30/4/2004. Si deve ritenere che tale disposizione si applichi anche allle operazioni di fusione perfezionate dopo il 31/12/2003 e prima del 30/4/2004. ... segue
Abrogazioni e disciplina transitoriaLA FUSIONE DI SOCIETA’ La neutralità fiscale Abrogazioni e disciplina transitoria Si pone la questione se ai fini del riconoscimento gratuito del disavanzo da annullamento rilevino le plusvalenze tassate in capo al cedente derivanti da operazioni di cessione attuate a decorrere dal 1/1/2004. Un’interpretazione letterale dell’art. 6, comma 2, del D.lgs. n. 358/1997 lett. a), sembrerebbe impedire l’affrancamento gratuito. Tale norma, infatti, fa riferimento alle “plusvalenze rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta sostitutiva ai sensi del comma 1 dell’art. 5 del D.Lgs.n. 461/1997”.Tuttavia tale soluzione non sembra accettabile da un punto di vista sistematico. ... segue
LA FUSIONE DI SOCIETA’ La neutralità fiscale Situazione post-riformaAssoluta neutralità fiscale dell’operazione di fusione con riguardo ai vari soggetti interessati dall’operazione Società incorporate o fuse Società incorporante o risultante dalla fusione Soci delle società Concambio di partecipazioni Plusvalenze e minusvalenze dei beni di tali società Irrilevanza reddituale del disavanzo e avanzo da fusione Irrilevanza fiscale dei maggiori valori iscritti in bilancio a seguito dell’imputazione del disavanzo La questione del rapporto di derivazione tra questi due regole ... segue
Situazione post-riformaLA FUSIONE DI SOCIETA’ La neutralità fiscale Situazione post-riforma Neutralità fiscale con riguardo alla società incorporante o risultante dalla fusione L’irrilevanza fiscale dei disavanzi iscritti sulle poste della società incorporate o fuse comporta che i beni ricevuti sono valutati fiscalmente in base all’ultimo valore riconosciuto ai fini delle II.RR.. E’ previsto l’obbligo a carico della società incorporante di predisporre un apposito prospetto di riconciliazione nella dichiarazione dei redditi tra i valori civilistici esposti in bilancio e i valori fiscalmente riconosciuti. La questione del rapporto di derivazione del principio dell’irrilevanza fiscale delle rivalutazioni eseguite mediante imputazione del disavanzo dal principio dell’irrilevanza fiscale delle differenze di fusione assume rilevanza in alcune fattispecie (ad es. se il disavanzo viene utilizzato per rivalutare elementi patrimoniali della società incorporante o per rivalutare elementi patrimoniali delle società incorporate o fuse diverse da quelle dalla cui incorporazione è emerso il disavanzo). ... segue
Situazione post-riformaLA FUSIONE DI SOCIETA’ La neutralità fiscale Situazione post-riforma Neutralità fiscale con riguardo ai soci delle società incorporate o fuse Viene ribadito il principio di intassabilità del cambio delle partecipazioni a seguito della fusione. Tale principio viene mitigato dalla previsione di tassabilità dei conguagli in denaro ai soci. Tale tassazione avviene, a seconda della natura giuridica del socio, come reddito di capitale ai sensi dell’art. 47, comma 7, o, se ne ricorrono i presupposti come reddito d’impresa ai sensi degli artt. 58 (plusvalenze tassate in misura pari al 40%) e 87 (plusvalenze).
LA FUSIONE DI SOCIETA’ La ricostituzione delle riserve in sospensione d’imposta Le riserve in sospensione d’imposta vanno distinte in due categorie: - riserve tassabili in ogni caso; riserve tassabili solo in caso di distribuzione. Situazione ante-riforma · Devono essere ricostituite dalla società incorporante, perchè in caso contrario concorrono alla formazione del reddito di quest’ultima. · La ricostituzione può avvenire usando l’avanzo di fusione, vincolando una riserva o una parte ideale del capitale sociale dell’incorporante dandone evidenza nella nota integrativa. . · Non vi è l’obbligo di ricostituzione nel patrimonio della società incorporante. · Tuttavia lo stato di sospensione si trasferisce sull’eventuale avanzo di fusione e/o sull’eccedenza dell’aumento di capitale dell’incorporante rispetto al capitale complessivo delle società che partecipano alla fusione che viene concambiato. ... segue
LA FUSIONE DI SOCIETA’ La ricostituzione delle riserve in sospensione d’imposta Le riserve in sospensione d’imposta vanno distinte in due categorie: - riserve tassabili in ogni caso; riserve tassabili solo in caso di distribuzione. Situazione post-riforma · Devono essere ricostituite dalla società incorporante, perchè in caso contrario concorrono alla formazione del reddito di quest’ultima. · Introduzione di un criterio di priorità circa l’utilizzo delle poste del patrimonio netto della società risultante dalla fusione o incorporante: la loro ricostituzione deve avvenire in via prioritaria utilizzando l’eventuale avanzo di fusione. . · Si applicano le regole ante-riforma. In particolare resta confermato che, per questo tipo di riserve, l’inesistenza di avanzo o di eccedenza del nuovo capitale sociale, rispetto alla somma dei capitali delle società partecipanti, determina l’estinzione del vincolo di sospensione di imposta. ... segue
LA FUSIONE DI SOCIETA’ La ricostituzione delle riserve in sospensione d’imposta Situazione post-riforma Poichè l’avanzo di fusione assume rilevanza ai fini della ricostituzione di entrambe i tipi di riserve in sospensione d’imposta, sorge la necessità di coordinare le due disposizioni. In particolare occorre stabilire se, in presenza di entrambi i tipi di riserve nell’ultimo bilancio delle società incorporate o fuse, l’avanzo di fusione che rileva per le riserve tassabili solo in caso di distribuzione sia l’intero avanzo di fusione o soltanto la quota di tale posta di equilibrio contabile che (eventualmente) residua dopo il suo utilizzo per ricostituire le riserve tassabili in ogni caso. Nel caso di adesione alla seconda soluzione potrebbe venire definitivamente meno la possibilità di assoggettare a tassazione le riserve tassabili solo in caso di distribuzione, qualora l’avanzo di fusione venga interamente utilizzato per ricostituire l’altro tipo di riserve in sospensione (non sembra possibile).
LA FUSIONE DI SOCIETA’ La ricostituzione delle altre riserveSituazione ante-riforma L’art. 123 del Tuir non prevedeva specifiche modalità di ricostituzione, in capo alla società risultante dalla fusione o incorporante, delle altre riserve (di utili e di capitali) delle società incorporate o fuse. Situazione post-riforma E’ stato previsto un criterio in base al quale le riserve in oggetto vengono ricostituite nel bilancio alla società risultante dalla fusione o incorporante secondo un criterio di proporzionalità (art. 171, comma 6, Tuir). All’aumento di capitale o all’avanzo di fusione che eccede la ricostituzione delle riserve in sospensione, si applica il regime fiscale delle riserve della società incor- porata o fuse (diverse da quelle in sospensione) che hanno proporzionalmente concorso alla relativa formazione. Trattasi di un principio, di fatto già seguito nella prassi, per individuare la natura fiscale dell’incremento di patrimonio netto che si origina nel bilancio della società risultante dalla fusione per effetto dell’annullamento della partecipazione nella società incorporata o del concambio. ... segue
La ricostituzione delle altre riserve Situazione post-riformaLA FUSIONE DI SOCIETA’ La ricostituzione delle altre riserve Situazione post-riforma Esempio n. 1 Società incorporante A – ante fusione Partecipazione 100% in B Capitale sociale Riserve di utili libere Debiti Società incorporanda B – ante fusione Patrimonio netto 500, così suddiviso: Capitale sociale Riserve di utili libere Riserve di utili in sospensione d’imposta ... segue
La ricostituzione delle altre riserve Situazione post-riformaLA FUSIONE DI SOCIETA’ La ricostituzione delle altre riserve Situazione post-riforma Esempio n. 1 (segue) Società incorporante A – post fusione Patrimonio netto 300, così suddiviso: Capitale sociale Riserve di utili libere Avanzo di fusione Poi: Riserve di utili in sospensione d’imposta Avanzo di fusione residuo L’avanzo di fusione residuo dopo la ricostituzione delle riserve in sospensione d’imposta avrà la seguente natura fiscale: riserve di capitale (40 / 350 x 100) = 11,43 riserve di utili (310 / 350 x 100) = 88,57
Il riporto delle perdite fiscali Situazione ante-riformaLA FUSIONE DI SOCIETA’ Il riporto delle perdite fiscali L’utilizzo delle perdite fiscali pregresse relative alle società partecipanti alla fusione da parte della società risultante della fusione o incorporante soggiace ad una serie di limitazioni. Situazione ante-riforma · Il riporto è possibile per la parte dell’ammontare delle perdite che non eccede il patrimonio netto aziendale risultante dall’ultimo bilancio (delle società incorporate o fuse) o se, inferiore dalla situazione patrimoniale di cui all’art quater del c.c. Il patrimonio netto che rileva quale ammontare massimo della perdita riportabile deve essere computato senza tener conto dei conferimenti e versamenti fatti negli ultimi 24 mesi dalla data cui si riferisce la situazione patrimoniale. · Occorre verificare la vitalità della società, rappresentata dai ricavi e dai proventi [voce A)1] e dalle spese per prestazioni di lavoro subordinato e relativi contributi [Voci B)9)a) e B)9)b)] quali risultano dal conto economico dell’esercizio precedente a quello in cui la fusione è stata deliberata: l’importo di tali parametri deve essere superiore al 40% della media degli ultimi due esercizi anteriori. . ... segue
Il riporto delle perdite fiscali Situazione post-riformaLA FUSIONE DI SOCIETA’ Il riporto delle perdite fiscali Situazione post-riforma · Viene chiarito che i contributi erogati a norma di legge dallo Stato o da altri enti pubblici non sono compresi tra i conferimenti e versamenti fatti negli ultimi 24 mesi a decurtazione del patrimonio della società le cui perdite sono riportabili; · Al fine della verifica della condizione di vitalità della società, non è più previsto alcun riferimento diretto alla voce A)1) del conto economico, assumendo rilevanza i ricavi e proventi dell’attività caratteristica. A seguito della seconda modifica possono usufruire del riporto delle perdite anche le holding e le società finanziarie, e in generale le società che svolgono un’attività i cui ricavi non sono contabilizzati nella voce A)1). Peraltro, le incertezze applicative relative alle holding erano state già risolte dalla risoluzione n. 337/E del 29/10/2002. ... segue
Il riporto delle perdite fiscali Situazione post-riformaLA FUSIONE DI SOCIETA’ Il riporto delle perdite fiscali Situazione post-riforma · E’ stata eliminata la previsione che stabilisce la rilevanza delle perdite fiscali pregresse dell’incorporata soltanto per la parte di esse che eccede l’ammontare dei plusvalenze iscritte nel bilancio della società incorporante o risultante dalla fusione per effetto dell’imputazione del disavanzo da annullamento. Trattasi di una modifica meramente formale. Tale previsione era, in effetti, da ritenersi implicitamente abrogata in seguito all’introduzione dell’art. 27, Legge n. 724/1994 (cfr. la circolare ministeriale n. 108/E del 3/5/1996 e la circolare Assonime n. 42 del 27/5/1998).
LA SCISSIONE DI SOCIETA’La disciplina della scissione è contenuta nell’art. 173 del nuovo Tuir, il quale riproduce le disposizioni dell’art bis del vecchio Tuir, con modifiche analoghe a quelle evidenziate a proposito della fusione. Le novità rispetto al regime ante-riforma riguardano i seguenti aspetti: la neutralità fiscale; la ricostituzione delle riserve della società scissa da parte delle società beneficiarie; il riporto delle perdite fiscali. T
LA SCISSIONE DI SOCIETA’La ricostituzione delle riserve della società scissa Situazione ante-riforma Alle riserve in sospensione d’imposta iscritte nell’ultimo bilancio della società scissa si applica la disciplina prevista in tema di fusione. Situazione post-riforma Viene estesa alla scissione non solo la disciplina prevista in tema di fusione con riferimento alle riserve in sospensione d’imposta, ma anche la nuova disciplina prevista con riferimento alla ricostituzione delle altre riserve.
LA SCISSIONE DI SOCIETA’Il riporto delle perdite fiscali L’utilizzo delle perdite fiscali pregresse relative alle società partecipanti alla scissione soggiace alle stesse limitazioni previste per la fusione. Situazione ante-riforma La disciplina relativa al riporto delle perdite si applica con riferimento alle perdite della sola società scissa. Situazione post-riforma L’art. 173, comma 10, specifica che le limitazioni previste dall’art. 172, comma 7, per le fusioni si applicano sia alla società scissa (equiparata alla società fusa o Incorporata) sia alla beneficiaria (equiparata all’incorporante o alla società risultante dalla fusione).
IL TRASFERIMENTO D’AZIENDAIl trasferimento d’azienda può essere effettuato mediante: la cessione diretta dell’azienda stessa; - la cessione delle partecipazioni di controllo e di collegamento nella società che detiene l’azienda. Il regime fiscale di tali operazioni è stato modificato per effetto: - dell’abrogazione dell’imposta sostitutiva del 19% prevista dall’art. 1 del D.Lgs. n. 358/97 sulle plusvalenze derivanti da cessioni di aziende e partecipazioni; - dell’introduzione della participation exemption (art. 87 nuovo Tuir). Le innovazioni introdotte nel trattamento tributario dei trasferimenti di azienda tendono ad avvantaggiare i trasferimenti operati attraverso le partecipazioni societarie (beni di secondo grado) anzichè quelli attuati mediante la cessione dei beni di primo grado. Ciò però impedisce alla società acquirente di recuperare fiscalmente il maggior costo sostenuto.
IL TRASFERIMENTO D’AZIENDALa cessione d’azienda Situazione ante-riforma Fiscalità del cedente E’ prevista l’imponibilità della plusvalenza secondo le seguenti regole: a) tassazione ordinaria con aliquota IRPEG del 34%; b) possibilità di rateizzazione fino a 5 esercizi se l’azienda è posseduta per almeno 3 anni; c) possibilità di usufruire della tassazione al 19% se è soddisfatto il requisito della detenzione triennale. Situazione post-riforma Fiscalità del cedente E’ prevista l’imponibilità della plusvalenza secondo le seguenti regole: a) tassazione ordinaria con aliquota IRES del 33%; b) possibilità di rateizzazione fino a 5 esercizi se l’azienda è posseduta per almeno 3 anni. ... segue
IL TRASFERIMENTO D’AZIENDALa cessione d’azienda Situazione post-riforma È stata prevista la permuta neutrale di aziende. Infatti, l’art. 86, comma 2, Tuir, ha esteso alle operazioni sulle aziende la disciplina della permuta già prevista per i beni ammortizzabili costituenti corrispettivi della cessione plusvalente. - E’ da ritenere che se, nell’ambito dell’azienda sono comprese partecipazioni dotate dei requisiti per l’esenzione, la quota di plusvalenza ad esse attribuibile possa usufruire della non imponibilità. Tuttavia la questione merita un chiarimento ufficiale. - Sarà comunque possibile usufruire di un regime di esenzione sulle plusvalenze derivanti dalla cessione di aziende tra società appartenenti al medesimo gruppo fiscale per effetto del consolidato domestico. Tale istituto consente il trasferimento infragruppo senza realizzo di plusvalenze o minusvalenze e senza alterazione dei valori fiscalmente riconosciuti dei beni diversi da quelli che producono ricavi. ... segue
IL TRASFERIMENTO D’AZIENDALa cessione d’azienda Situazione ante-riforma Fiscalità del cessionario L’azienda acquisita è iscritta sulla base del costo di acquisto, con corrispondente ammortamento degli assets. Situazione post-riforma Fiscalità del cessionario l’azienda acquisita è iscritta sulla base del costo di acquisto, con corrispondente ammortamento degli assets. NESSUNA MODIFICA (fatti salvi gli effetti della permuta di azienda)
IL TRASFERIMENTO D’AZIENDALa cessione di partecipazioni Situazione ante-riforma Fiscalità del cedente E’ prevista l’imponibilità della plusvalenza secondo le seguenti regole: tassazione ordinaria con aliquota IRPEG del 34%; possibilità di rateizzazione fino a 5 esercizi se trattasi di partecipazioni iscritte negli ultimi 3 bilanci tra le immobilizzazioni finanziarie; possibilità di optare per la tassazione sostitutiva al 19% se trattasi di partecipazioni di controllo o collegamento. Situazione post-riforma Fiscalità del cedente E’ prevista l’imponibilità della plusvalenza secondo le seguenti regole: tassazione ordinaria con aliquota IRES al 33%; possibilità di rateizzazione fino a 5 esercizi se trattasi di partecipazioni iscritte negli ultimi 3 bilanci tra le immobilizzazioni finanziarie; possibilità di beneficiare della participation exemption (art. 87 Tuir) ... segue
IL TRASFERIMENTO D’AZIENDALa cessione di partecipazioni Situazione ante-riforma Fiscalità del cessionario Il cessionario iscriveva la partecipazione in bilancio sulla base del costo di acquisto. Tale partecipazione era valutata secondo i criteri previsti dall’art. 61 Tuir. Situazione post-riforma Fiscalità del cessionario Il cessionario iscrive la partecipazione in bilancio sulla base del costo di acquisto. È prevista l’indeducibilità delle eventuali minusvalenze iscritte.
IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONILa disciplina del conferimento di azienda e di partecipazioni di controllo e di collegamento è contenuta negli artt. 175 e 176 del nuovo Tuir, i quali hanno sostituito le disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 358/1997. Il legislatore della riforma, nell’abrogare il D. Lgs. n. 358/1997 (in particolare l’imposizione sostitutiva del 19% sulle plusvalenze derivanti dai conferimenti), ha riproposto alcune disposizioni già contenute nel suddetto decreto legislativo. Sono state inoltre introdotte nuove disposizioni per estendere l’ambito di applicazione di alcune operazioni e per coordinare la disciplina con il regime di participation exemption previsto dall’art. 87 Tuir.
IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONISituazione ante-riforma La plusvalenza realizzata è tassata con aliquota IRPEG al 34%, con possibilità di rateizzazione fino a 5 anni (se l’azienda è posseduta da almeno 3 anni e se le partecipazioni sono iscritte negli ultimi tre bilanci tra le immobilizzazioni finanziarie). E’ prevista la possibilità di optare per la tassazione sostitutiva del 19% su detta plusvalenza (art. 1 del D.Lgs. n. 358/1997). Il D.Lgs. n. 358/1997 prevede due particolari regimi: il regime di determinazione della base imponibile ancorato ai valori contabili per i conferimenti di aziende e partecipazioni di controllo e collegamento (cd. regime del realizzo controllato); - il regime di neutralità fiscale (cd. doppio binario) per i conferimenti di aziende possedute da almeno 3 anni tra società di capitali residenti. ..
IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONISituazione post-riforma - La plusvalenza realizzata è tassata con aliquota IRES al 33%, con possibilità di rateizzazione fino a 5 anni. - In caso di conferimenti di partecipazioni che godono dei requisiti previsti dall’art. 87 si ha l’esenzione della plusvalenza. - E’ stata abrogata la possibilità di optare per l’imposta sostitutiva del 19%. Sono mantenuti, con modifiche e integrazioni, il regime del realizzo controllato e il regime di neutralità fiscale. E’ stato modificata, in particolare, la disciplina dei conferimenti di azienda da parte di imprese individuali. ..
IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONISituazione post-riforma Il regime del realizzo controllato Per effetto di tale regime si considera valore di realizzo il maggiore tra: - il valore di iscrizione contabile, da parte del conferente, delle partecipazione ricevute; - il valore di iscrizione contabile, da parte del conferitario, dell’azienda ovvero della partecipazione conferita. Tale regime di determinazione della base imponibile non può essere applicato per i conferimenti di partecipazioni di controllo/collegamento, prive dei requisiti per fruire dell’esenzione, qualora la partecipazione ricevuta in cambio abbia invece i suddetti requisiti. In questo caso, il valore di realizzo è pari al valore normale della partecipazione (art. 175, comma 2).
IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONISituazione post-riforma Il regime di neutralità fiscale L’art. 176 del Tuir, riproduce il regime di neutralità fiscale dei conferimenti di azienda previsto dall’art. 4 del D.Lgs. n. 358/97. Le modifiche e le integrazioni apportate a tale regime riguardano: - l’ estensione dell’ambito soggettivo di applicazione per consentire a tutti i soggetti imprenditori (e non solo alle società di capitali) di poter effettuare conferimenti in doppio binario a favore di società di capitali residenti. - l’ eliminazione del requisito del possesso triennale dell’azienda per poter utilizzare detto regime. - l’ esplicita previsione dell’irrilevanza, ai fini dell’ applicazione della norma antielusiva di cui all’ art. 37-bis D.p.r. n. 600/73, dell’ operazione di conferimento d’azienda in doppio binario, seguito dalla cessione della partecipazione ricevuta, in esenzione totale o parziale. .. ... segue
Situazione post-riforma Il regime di neutralità fiscaleIL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONI Situazione post-riforma Il regime di neutralità fiscale Coordinando il regime del conferimento neutrale di azienda con quello dell’esenzione sulle plusvalenze da realizzo delle partecipazioni, il conferente potrebbe cedere pressochè immediatamente la partecipazione ricevuta, accedendo al regime di esenzione sulla plusvalenza, nel rispetto delle altre condizioni previste dall’art. 87 Tuir. In questo modo, le plusvalenze sul trasferimento di azienda vengono tramutate in plusvalenze da cessione di partecipazioni con relativa monetizzazione in esenzione fiscale dei plusvalori sospesi sull’azienda conferita. L’art. 176, comma 3, Tuir, afferma esplicitamente che tale operazione non è considerata operazione elusiva da sanzionare ai sensi dell’art. 37-bis D.p.r. n. 600/73. Tale principio dovrebbe valere anche per i conferimenti realizzati secondo il regime del realizzo controllato previsto dall’art. 175 Tuir, dove l’azienda non è trasferita in neutralità ma con assoggettamento a tassazione di una parte della plusvalenza. ... segue
IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONISituazione post-riforma Il regime di neutralità fiscale L’art. 176, comma 5, disciplina il trasferimento al conferitario dei regimi di sospensione di imposta di cui all’art. 109, comma 4, Tuir, sorti in capo al conferente. Trattasi della possibilità di dedurre le spese e gli altri componenti negati- vi senza la loro imputazione a conto economico, subordinata al vincolo sul patrimonio. Il conferimento in regime di neutralità fiscale non fa venir meno tali sospensioni di imposta, che si trasferiscono al conferitario, a condizione che questi istituisca il vincolo sulle proprie riserve del patrimonio netto. Trattasi di una disposizione del tutto innovativa, in quanto il regime di continuità previsto dall’art. 176 opera solo rispetto agli elementi dell’attivo e del passivo dell’azienda conferita e non riguarda, diversamente da quanto accade nelle fusioni e scissioni, le posizioni soggettive del conferente.
IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONIIl conferimento di impresa individuale Situazione ante-riforma Per il conferimento dell’unica azienda da parte dell’imprenditore individuale (che determina l’estinzione dell’impresa) è consentita la possibilità di mantenere latenti le plusvalenze implicite nei beni, utilizzando il regime del realizzo controllato. La successiva cessione delle partecipazioni ricevute per effetto del conferi- mento, se effettuata entro 3 anni dalla data del conferimento, si considera effettuata nell’esercizio di impresa. L’imposta sostitutiva sui capital gain si applica solo alle cessioni effettuate oltre il triennio. ..
IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONIIl conferimento di impresa individuale Situazione post-riforma Per il conferimento dell’unica azienda da parte dell’imprenditore individuale è stabilito che la successiva cessione delle partecipazioni ricevute per effetto del conferimento non si considera effettuata nell’esercizio di impresa. Pertanto la tassazione ha luogo secondo il regime di capital gain, previsto per la cessione di partecipazioni qualificate ex art. 67, comma 1, lett. c) e art. 68, assumendo come costo delle partecipazioni il valore attribuito alle stesse ai sensi del suddetto regime. Tale disposizione si applica nel caso di conferimento dell’unica azienda, effettuato sia secondo il regime di realizzo controllato sia secondo il regime di neutralità fiscale.
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References: art. 4
 art. 172
 art. 173
 art. 177
 art. 86
 art. 37
 art. 67
 art. 68