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Timestamp: 2019-06-16 11:00:28+00:00

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Disegno di legge regionale n. 192 presentato il 16 dicembre 2011 Torna indietro
Disegno di legge regionale n. 192 presentato il 16 dicembre 2011
Art. 3 (Obbligo di esercizio associato di funzioni e di servizi)
Art. 4 (Esercizio associato di funzioni e di servizi)
Art. 5 (Unione di comuni)
Art. 6 (Convenzione)
Art. 7 (Aree territoriali omogenee)
Art. 8 (Requisiti di aggregazione)
Art. 9 (Procedimento di individuazione degli ambiti territoriali ottimali)
Art. 10 (Supporto economico per la gestione associata)
Art. 11 (Supporto tecnico-organizzativo)
Capo VI. FUSIONE DI COMUNI
Art. 12 (Fusione di comuni)
Art. 13 (Unioni montane di comuni)
Art. 14 (Soppressione delle comunità montane)
Art. 15 (Nomina del commissario liquidatore e procedure di liquidazione)
Art. 16 (Estinzione delle comunità montane)
Art. 17 (Trasferimento di funzioni delle soppresse comunità montane)
Art. 18 (Norme in materia di personale delle soppresse comunità montane)
Capo VIII. ABROGAZIONE DI NORME
Capo IX. DISPOSIZIONI FINANZIARIE
Art. 20 (Disposizioni finanziarie)
Capo X. DICHIARAZIONE D'URGENZA
Art. 21 (Dichiarazione d'urgenza)
Nell'ottica di tale valorizzazione la Regione utilizza la regolamentazione della gestione associata e del superamento delle attuali comunità montane quale fase di avvio del procedimento di riassetto dei livelli di governo.
La Regione sancisce inoltre la soppressione delle comunità montane del Piemonte.
In attuazione dei principi indicati ai commi 1 e 2 la presente legge individua:
nelle materie di cui all'articolo 117, commi terzo e quarto della Costituzione, ed in attuazione dell' articolo 14, comma 30 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito nella legge 30 luglio 2010, n. 122, la dimensione territoriale ottimale ed omogenea per area geografica per lo svolgimento in forma associata delle funzioni fondamentali, come previste dall' articolo 21, comma 3, della legge 5 maggio 2009, n. 42;
il limite demografico minimo per lo svolgimento in forma associata delle funzioni fondamentali di cui all' articolo 21, comma 3 della l. 42/2009 attraverso convenzione o unione dei comuni, in applicazione delle disposizioni di cui all' articolo 14, comma 28 del d.l. 78/2010, come modificato dall' articolo 16, comma 22 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;
il limite demografico minimo per lo svolgimento in forma associata di tutte le funzioni amministrative e di tutti i servizi pubblici attraverso unione, in applicazione delle disposizioni di cui all' articolo 16, comma 6 del d.l. 138/2011;
le modalità e le forme di incentivazione alle fusioni di comuni ;
le norme relative al personale delle comunità montane;
(Obbligo di esercizio associato di funzioni e di servizi)
Sono obbligati all'esercizio associato di funzioni e di servizi:
i comuni con popolazione fino ai 1000 abitanti per tutte le funzioni amministrative e tutti i servizi pubblici loro spettanti sulla base della legislazione vigente;
i comuni appartenenti o già appartenuti a comunità montane, con popolazione superiore ai 1000 e fino ai 3000 abitanti per le funzioni fondamentali di cui all' articolo 21, comma 3 della l. 42/2009;
i comuni non compresi nel caso di cui alla lettera b) con popolazione superiore ai 1000 e fino ai 5000 abitanti per le funzioni fondamentali di cui all' articolo 21, comma 3, della l. 42/2009.
I comuni obbligati all'esercizio associato svolgono le funzioni ed i servizi mediante unioni di comuni o convenzioni.
Fermo restando quanto stabilito dalle disposizioni di cui all'articolo 3 i comuni possono esercitare in forma associata le funzioni già conferite dalla Regione nelle materie di cui all'articolo 117, commi terzo e quarto della Costituzione.
L'esercizio associato delle funzioni e dei servizi di cui all'articolo 3 può essere svolto dai comuni attraverso unione di comuni (di seguito denominata unione) costituita secondo le modalità di seguito previste.
L'unione ha durata non inferiore a dieci anni.
Lo statuto dell'unione, approvato dai consigli dei comuni partecipanti con le procedure e la maggioranza richieste per le approvazioni statutarie:
individua la sede presso uno dei comuni associati;
prevede che il trasferimento delle funzioni in capo all'unione garantisca il trasferimento delle risorse umane necessarie allo svolgimento delle stesse;
prevede che il numero dei componenti dell'organo esecutivo, se presente, non superi di un quarto, arrotondato all'unità superiore, il numero dei componenti dell'organo consiliare;
disciplina i casi e le modalità di scioglimento dell'unione e di recesso da parte dei comuni partecipanti ed i conseguenti adempimenti, in modo da garantire la continuità dello svolgimento delle funzioni e dei rapporti di lavoro del personale che presta servizio a qualsiasi titolo presso l'ente.
L'unione può stipulare convenzioni con altre unioni o con comuni singoli o associati per l'esercizio di funzioni e servizi.
La previsione di cui al comma 3 è derogata nell'unico caso di costituzione di nuova unione attraverso il procedimento di fusione tra unioni.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano alle unioni costituite dai comuni con popolazione fino a 1000 abitanti, in quanto compatibili con le disposizioni di cui all' articolo 16 del d.l. 138/2011.
Nel caso in cui i comuni con popolazione fino a 1000 abitanti conferiscano tutte le funzioni amministrative e tutti i servizi pubblici loro spettanti, sulla base della legislazione vigente, a unioni di cui fanno parte anche comuni con popolazione superiore ai 1000 abitanti, non si applicano le disposizioni di cui all' articolo 16, comma 4 del d.l. 138/2011.
L'esercizio associato delle funzioni e dei servizi di cui all'articolo 3 può essere svolto dai comuni attraverso la stipulazione di una convenzione.
il fine e la durata;
Ai soli fini dell'applicazione della presente legge i comuni sono classificati come montani, collinari o di pianura sulla base della ripartizione del territorio in zone omogenee di montagna, collina e pianura realizzata dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e inseriti negli elenchi costituenti rispettivamente "Allegato A"(comuni dell'area montana), "Allegato B" (comuni dell'area collinare), e "Allegato C"(comuni dell'area di pianura) facenti parte integrante della presente legge regionale.
La classificazione di cui al comma 2 è efficace fino ad una eventuale nuova classificazione realizzata sulla base di diversi criteri approvati dalla Giunta regionale, previo parere della Conferenza permanente Regione Autonomie locali, sentita la Commissione consiliare competente.
I comuni formulano le proposte di aggregazione nel complessivo rispetto dei criteri di seguito indicati:
appartenenza degli enti interessati alla medesima provincia;
area montana: 3.000 abitanti;
area collinare: 3.000 abitanti;
area di pianura: 5.000 abitanti.
In deroga a quanto stabilito al comma 1, lettera c) il limite demografico minimo per l'esercizio in forma associata della funzione socio-assistenziale, fermo restando il rispetto degli obiettivi del piano socio-sanitario, è il seguente:
area montana: 15.000 abitanti;
area collinare: 15.000 abitanti;
area di pianura: 20.000 abitanti.
La Regione concede deroghe ai criteri di cui al comma 1, con le modalità di cui all'articolo 9, su richiesta motivata dei comuni proponenti e, nel caso di cui al comma 1, lettera b), previo parere favorevole delle province interessate.
Entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge i comuni interessati presentano alla Regione le proposte di aggregazione nel rispetto dei requisiti indicati.
La Giunta regionale valuta la compatibilità delle proposte di aggregazione non rispondenti ai requisiti richiesti con il quadro generale delle forme associative esistenti o da costituire, al fine di favorire il progressivo raggiungimento dell'ambito ottimale di gestione associata e del successivo inserimento nella "Carta delle forme associative del Piemonte".
I comuni nelle proposte di aggregazione indicano le forme prescelte per l'esercizio associato delle funzioni e dei servizi, le funzioni ed i servizi esercitati in forma associata ed i risultati previsti in termini di efficacia, efficienza ed economicità.
La Giunta regionale, acquisite e valutate le proposte di aggregazione da parte dei comuni, previo parere della Conferenza permanente Regione Autonomie locali, adotta la "Carta delle forme associative del Piemonte" che determina gli ambiti ottimali per lo svolgimento delle funzioni comunali in forma associata e sancisce l'istituzione delle forme associative presenti sul territorio regionale.
La Giunta regionale aggiorna la "Carta delle forme associative del Piemonte" con cadenza almeno triennale sulla base delle proposte pervenute nel rispetto, in quanto compatibili, delle procedure di cui alla presente legge.
I contributi regionali sono erogati alle forme associative che rispettano i requisiti di aggregazione di cui agli articoli 8 e 9, o che sono già inserite nella "Carta delle forme associative del Piemonte".
La Giunta regionale, previo parere della Conferenza permanente Regione Autonomie locali, definisce i criteri per l'erogazione dei contributi annuali, i destinatari degli stessi, l'entità e le modalità di concessione, nel rispetto di quanto previsto al comma 2.
(Fusione di comuni)
La fusione di comuni e la conseguente istituzione di un nuovo comune sono disciplinate dagli articoli 3 e 5 della legge regionale 2 dicembre 1992, n. 51 (Disposizioni in materia di circoscrizioni comunali, unione e fusione di Comuni, circoscrizioni provinciali).
Su richiesta dei comuni interessati alla fusione, deliberata dai due terzi dei consiglieri assegnati ai rispettivi consigli, la Giunta regionale presenta un disegno di legge per l'istituzione del nuovo comune.
La Regione destina, nei limiti delle disponibilità di bilancio, incentivi finanziari al comune istituito mediante fusione di due o più comuni contigui, da adibire anche ad iniziative a favore della comunità locale.
La Giunta regionale, previo parere della Conferenza permanente Regione Autonomie locali, definisce i criteri per l'erogazione degli incentivi finanziari, che sono assegnati in relazione alla situazione gestionale e patrimoniale del nuovo ente, alla fascia demografica di appartenenza dei comuni fusi ed al loro numero.
I comuni facenti parte delle attuali comunità montane, entro il termine perentorio di 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con deliberazione dei rispettivi consigli comunali assunta a maggioranza degli aventi diritto, possono chiedere alla Regione che l'ambito territoriale della comunità montana sia individuato come ambito ottimale di gestione associata per la costituzione di un'unione montana di comuni.
Se la richiesta è presentata dalla maggioranza dei comuni dell'ambito territoriale della comunità montana, l'ambito ottimale dell'unione montana di comuni coincide con l'ambito dei comuni aderenti.
I comuni, nel provvedimento di cui ai commi 1 e 2, approvano lo statuto dell'unione e stabiliscono di trasferire in capo alla stessa la gestione di tutte le funzioni ed i servizi di cui la legislazione vigente prevede l'obbligo di gestione associata.
La Giunta regionale, acquisiti i provvedimenti comunali attinenti la gestione associata, autorizza l'istituzione dell'unione montana di comuni a cui si applicano le disposizioni di cui all'articolo 5.
Nel caso di cui al comma 1 a decorrere dalla data di estinzione della comunità montana l'unione montana di comuni succede nei beni ed in tutti i rapporti attivi e passivi della comunità montana estinta.
Nel caso di cui al comma 2 l'unione montana di comuni succede nei beni e nei rapporti attivi e passivi della comunità montana estinta secondo il piano di liquidazione e riparto approvato con le modalità di cui all'art. 15, commi 6 e 7.
Alle unioni montane di comuni si applicano le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 9.
Il Presidente della Giunta regionale, decorso il termine perentorio di cui all'articolo 13, dispone con proprio decreto la soppressione delle comunità montane del Piemonte e la nomina per ciascuna di esse di un commissario liquidatore.
(Nomina del commissario liquidatore e procedure di liquidazione)
Il decreto del Presidente della Giunta regionale di soppressione delle comunità montane e di nomina del commissario liquidatore determina il relativo compenso.
I commissari liquidatori svolgono la loro attività nel rispetto dei principi previsti dall'ordinamento in materia di enti locali. In particolare:
esercitano ogni potere finalizzato alla liquidazione della soppressa comunità montana adottando gli atti amministrativi necessari a garantire la prosecuzione dell'attività fino alla chiusura della procedura di liquidazione;
I commissari liquidatori per lo svolgimento dell'incarico si avvalgono dei dipendenti della comunità montana soppressa, della sede e di ogni altro locale disponibile, delle strumentazioni e degli arredi necessari.
Le spese afferenti all'attività dei commissari liquidatori sono a carico della liquidazione.
Entro il termine perentorio di novanta giorni dal conferimento dell'incarico i commissari liquidatori trasmettono al Presidente della Giunta regionale dettagliata relazione avente ad oggetto il quadro generale della situazione patrimoniale e finanziaria, delle risorse finanziarie e strumentali della comunità montana soppressa, proponendo un'ipotesi di liquidazione e di riparto da cui emergano attività e passività eventualmente residue.
La Giunta regionale, acquisite le relazioni dei commissari liquidatori, può dettare specifiche disposizioni inerenti la liquidazione o autorizzarne l'ulteriore corso.
Entro il termine perentorio di 30 giorni dal provvedimento di cui al comma 6 i commissari adottano, con propri decreti, ogni atto finalizzato alla sua attuazione. I decreti commissariali costituiscono titolo per le trascrizioni, le volture catastali e ogni adempimento necessario alla liquidazione o alla successione.
Alla chiusura delle procedure di liquidazione, i commissari liquidatori approvano un conto consuntivo straordinario e lo trasmettono alla Regione.
Le procedure di liquidazione si concludono entro 180 giorni dall'approvazione del provvedimento di cui al comma 6. Trascorso tale termine, qualora la procedura di liquidazione non sia conclusa, il commissario liquidatore decade e la Regione nomina un liquidatore regionale.
Al termine della procedura di liquidazione il Presidente della Giunta regionale, con proprio decreto, dichiara estinta la comunità montana soppressa.
Il Presidente della Giunta regionale può adottare ogni atto necessario alla liquidazione della comunità montana e alla successione nei rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo all'ente soppresso.
(Trasferimento di funzioni delle soppresse comunità montane)
La Regione, entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto di soppressione delle comunità montane, previo parere del CAL, provvede al conferimento delle funzioni amministrative già attribuite alle soppresse comunità montane e al riordino delle relative funzioni proprie, che non richiedono l'unitario esercizio a livello regionale, alle province o ai comuni singoli o associati.
Con successivo provvedimento la Giunta regionale individua le risorse finanziarie, umane e strumentali da trasferire agli enti titolari delle funzioni conferite.
Al fine di garantire la continuità dell'azione amministrativa, la Giunta regionale definisce le modalità di coordinamento tra le disposizioni contenute in atti, bandi e provvedimenti di sua competenza nelle materie di settore e l'assetto istituzionale del territorio risultante dall'attuazione degli articoli 13 e 14.
(Norme in materia di personale delle soppresse comunità montane)
La Regione e gli enti da essa dipendenti, in relazione ai rispettivi piani occupazionali, ricoprono i posti vacanti delle rispettive dotazioni organiche prioritariamente attraverso la mobilità del personale a tempo indeterminato delle soppresse comunità montane, in applicazione delle disposizioni di cui all' articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche).
La Regione favorisce la copertura dei posti vacanti degli organici di altri enti locali o di enti pubblici non economici con il personale proveniente dalle soppresse comunità montane prevedendo forme di incentivazione finanziaria per più esercizi finanziari, decrescenti a partire dal terzo anno di reclutamento, secondo criteri stabiliti con deliberazione della Giunta regionale.
Il provvedimento di conferimento delle funzioni proprie delle soppresse comunità montane di cui all'articolo 16 della presente legge prevede il trasferimento del relativo personale e delle conseguenti risorse finanziarie.
Il personale trasferito dalle comunità montane soppresse ad altro ente nel rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge mantiene l'inquadramento giuridico ed economico e l'anzianità di servizio maturati al momento del trasferimento.
I processi di mobilità del personale a tempo indeterminato delle soppresse comunità montane non rilevano ai fini delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi 557 e 562 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2007)) e dell' articolo 76, comma 7 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito con modificazioni nella legge 6 agosto 2008, n. 133, nello stretto limite delle risorse riconducibili alla copertura della spesa già sostenuta per i dipendenti trasferiti dalle comunità montane.
Al personale delle comunità montane soppresse può essere proposta, senza aumentare la relativa spesa, la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro riconoscendo un'indennità supplementare quantificata fino ad un massimo di 24 mensilità.
La Giunta regionale definisce i criteri per l'accesso al beneficio, le modalità di risoluzione del rapporto di lavoro ed il periodo di applicazione dell'istituto nonché i criteri di corresponsione dell'indennità supplementare, previa attuazione delle relazioni sindacali con le rappresentanze sindacali delle soppresse comunità montane.
La Regione favorisce l'applicazione dell'istituto dell'esonero nel rispetto dei criteri e delle modalità di cui all' articolo 61 della legge regionale 6 agosto 2009, n. 22 (Disposizioni collegate alla manovra finanziaria per l'anno 2009).
gli articoli 10 e 11 della legge regionale 2 dicembre 1992, n. 51 (Disposizioni in materia di circoscrizioni comunali, unione e fusione di Comuni, circoscrizioni provinciali);
la legge regionale 2 luglio 1999, n. 16 (Testo unico delle leggi sulla montagna);
gli articoli 5, 6, 7 e 8 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 (Disposizioni normative per l'attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59);
la legge regionale 1° luglio 2008, n. 19 (Disposizioni modificative della legge regionale 2 luglio 1999, n. 16 "Testo unico delle leggi sulla montagna");
l' articolo 10 della legge regionale 26 marzo 2009, n. 10.
La data di decorrenza delle abrogazioni di cui al comma 2, lettere b) e g) è determinata al 30 settembre 2012, o alla diversa data individuata con la legge di riordino della normativa regionale per la valorizzazione, la tutela e lo sviluppo delle zone montane.
A decorrere dall'esercizio finanziario 2012 agli oneri di cui al capo V della presente legge si provvede con le risorse individuate secondo le modalità previste dall' articolo 8, comma 3, della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7 (Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall' articolo 30, comma 1, della legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l'anno 2003) iscritte in termini di competenza e di cassa nell'ambito dell'UPB DB05011, istituendo il capitolo di bilancio denominato "oneri per la gestione associata di funzioni e servizi comunali".
A decorrere dall'esercizio finanziario 2012 agli oneri di cui ai capi VII e VIII della presente legge si provvede con le risorse individuate secondo le modalità previste dall' articolo 8 della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7 (Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall' articolo 30 della legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l'anno 2003) iscritte in termini di competenza e di cassa nell'ambito dell'UPB DB14191, istituendo il capitolo di bilancio denominato "Oneri derivanti dalla soppressione delle Comunità montane".

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 20

Art. 21
 articolo 14
 articolo 21
 articolo 21
 articolo 14
 articolo 16
 articolo 16
 articolo 21
 articolo 21
 articolo 16
 articolo 16
 articolo 30
 articolo 76
 articolo 61
 articolo 10
 articolo 8
 articolo 30
 articolo 8
 articolo 30