Source: http://www.forogiuridico.it/2015/03/
Timestamp: 2019-05-25 10:39:09+00:00

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Foro Giuridico: marzo 2015
Con sentenza depositata il 12 febbraio 2015, le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno affermato il seguente principio: 'L'applicazione di una pena accessoria extra o contra legem da parte del giudice della cognizione può essere rilevata, anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza, dal giudice dell'esecuzione, purchè essa sia determinata per legge (o determinabile, senza alcuna discrezionalità) nella specie e nella durata, e non derivi da un errore valutativo del giudice della cognizione'.
La Prima Sezione della Corte di Cassazione, pronunciandosi nella vicenda relativa al disastro provocato dagli stabilimenti della società Eternit s.p.a., ha, in particolare, esaminato il tema della conformazione strutturale del delitto di disastro doloso previsto dal capoverso dell'art. 434 cod. pen., affermandone la natura di reato aggravato dall'evento, e fornendo i criteri per l'individuazione del momento di consumazione del reato anche ai fini della decorrenza della prescrizione.
Eleonora Mattioli - edotto: Con sentenza n. 11394 depositata il 18 marzo 2015, la Corte di Cassazione, sesta sezione penale, ha annullato la pronuncia - per prescrizione del reato contestato - con cui la Corte d'Appello aveva condannato il Presidente di una Provincia per abuso d'ufficio.
Sotto il profilo giuridico, la Corte di Cassazione ha affermato che un "marchio debole" non cessa di essere tale solo perche` utilizzato per un lungo lasso di tempo. Questa e` anzi l`ipotesi normale, che lascia intatti i limiti di tutela, meno incisiva che in tema di marchi forti, frutto di fantasia e senza aderenze concettuali con i prodotti contraddistinti, bastando anche una lieve modificazione o aggiunta per escluderne la confondibilita` pur in prodotti similari (Cass., sez.1, 27 febbraio 2004 n.3984). Nel caso in esame si definiva "marchio debole" un segno distintivo "di colore, privo di
La Corte di Cassazione con la Sentenza n. 4991 del 12 marzo 2015, ha sentenziato che datore di lavoro e lavoratore possono concordare un periodo di preavviso maggiore rispetto a quello previsto dal contratto nazionale per il livello di inquadramento del dipendente, specialmente se la maggior durata del preavviso e` "compensata" da un beneficio (aumento di stipendio o promozione). Nel caso specifico trattato dalla sentenza, la Cassazione ha conseguentemente dichiarato la legittimita` della trattenuta operata dall`azienda in misura pari ai mesi di mancato preavviso concordato (anche oltre,
Eleonora Mattioli - edotto: Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è intervenuto il 19 marzo 2015 in Corte di Cassazione, alla presentazione del IV Rapporto sulla Giustizia civile in Italia, organizzata dell'Unione nazionale delle camere civili.
Eleonora Mattioli - edotto: Con sentenza n. 5473 depositata il 19 marzo 2015, la Corte di Cassazione, terza sezione civile, ha confermato la risoluzione del contratto di locazione di un immobile per grave inadempimento del conduttore,
Nota critica a Cassazione, Sez. III penale, n. 7423/2015. di Massimo GRISANTI
La Terza Sezione Civile ha rimesso al Primo Presidente, per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, le questioni, oggetto di contrasto, collegate al danno da nascita indesiderata per mancata informazione sull'esistenza di malformazioni congenite del feto, e relative all'onere di allegazione e al contenuto della prova a carico della gestante, nonché alla legittimazione, o meno, del nato a pretendere il risarcimento del danno.
In tema di revoca o sostituzione delle misure cautelari coercitive (diverse dal divieto di espatrio e dall'obbligo di presentazione alla p.g.) applicate nei procedimenti per reati commessi con violenza alla persona, la Sesta sezione della Corte di cassazione ha affermato che la sanzione di inammissibilità della relativa istanza, prevista dall'art. 299, comma 4 bis, cod. proc. pen. qualora la parte richiedente non provveda alla sua contestuale notifica al difensore della persona offesa (o, in mancanza di questo, alla persona offesa) ­ sanzione operante anche nell'ipotesi, prevista dal predetto
La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con la sentenza del 2 febbraio 2015 n. 4893, si e` espressa relativamente al reato per guida in stato di ebbrezza affermando come, lo stesso, sia da addebitarsi anche a chi conduca veicoli non motorizzati come, ad esempio, la bicicletta. La Suprema Corte, nello specifico, ha esaminato il caso di un uomo sorpreso alla guida della propria bicicletta in evidente stato di ebbrezza alcolica e successivamente condannato alla pena di due mesi e venti giorni di arresto ed euro 800,00 di ammenda. Secondo la Corte, anche la conduzione della bicicletta in
Nessuna responsabilità a carico titolare del bar se, tramite i cartelli rivolti ai clienti, chiede di evitare rumori molesti all'esterno del proprio locale. Quando lo schiamazzo diventa molestia,il gestore è sempre responsabile? La problematica analizzata recentemente dalla Corte di Cassazione, è stata oggetto di numerose pronunce. Per esempio: la sentenza 24 novembre 2004, n.
Corte di cassazione - Sezioni unite penali - Sentenza 2 febbraio 2015 n.4880
Eleonora Mattioli - edotto - La Corte di Cassazione, seconda sezione civile, con sentenza n. 4508 depositata il 5 marzo 2015,
I parametri forensi stabiliti nel 2012 di cui all'art 41 del d.m. 140/2012 hanno valore retroattivo. A stabilirlo è la Suprema Continua Giurdanella.it .

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