Source: https://scuolainsoffitta.wordpress.com/2011/11/09/poster-didattici-in-classe/
Timestamp: 2017-09-23 23:44:03+00:00

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Poster didattici in classe | La scuola in soffitta
Poster didattici in classe
Qualche giorno fa sono entrata nella classe di mio figlio grande per l’assemblea e mi sono stupita trovandola spoglia. L’anno scorso sulle pareti c’erano delle cartine dell’Italia, ad esempio, che pur non essendo necessarie per il programma di prima elementare davano comunque l’idea di un ambiente di studio. Quest’anno è sparito tutto (la classe è la stessa dell’anno scorso, non è nemmeno stata imbiancata). Hanno riappeso le vocali (programma dell’anno scorso) e i bambini hanno rifatto gli stessi disegni dei loro volti da appendere alla porta. So che non tutti gli insegnanti ritengono utili i cartelloni. So che la scuola è in ristrettezze. So che i tempi per la didattica sono all’osso, quindi anche per fare un cartellone non ce n’è, però sembra una cantina!! Sono entrata nella classe di fianco, anche quella una seconda come la nostra, insegnanti forse più giovani ma di poco. Innanzitutto c’era ORDINE: i cestini (carta, misto e umido) erano in un angolo non bella vista, i quaderni erano impilati per colore della copertina, c’era un cestino per la frutta e non una scatola di cartone delle chiacchiere (!!!! ovviamente con chiazze di unto). Sulla parete della lavagna c’erano dei cartelloni colorati con semplicemente delle fotocopie in A3 di alcune schede sugli errori ortografici. Sembrava un altro mondo.
Ora, superata l’invidia per l’altra classe, cosa posso fare? Ho stampato un calendario della frutta di stagione, che stanno studiando, e l’ho mandato a scuola. Sembra sia stato gradito e appeso.
Pensavo di comprare dei cartoncini colorati e mandarli a scuola dicendo che a casa avanzavano e magari potrebbero essere utili. Poi? mando dei dolci in un cestino e dico che non mi serve indietro?
Come sono le vostre classi? Avete dei poster in cameretta a puro uso didattico? Sapete dove li posso richiedere?
Questo articolo è stato pubblicato in Mamma e lavoro e taggato come scuola il 9 novembre 2011 da Daniela
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12 pensieri su “Poster didattici in classe”
acasaconlamamma 9 novembre 2011 alle 08:43
Ciao, Tommaso frequenta la quarta, ed all’assemblea due settimane fa mi sono guardata attorno anch’io. Diciamo che l’aspetto della classe è un po’ fatiscente, una mano di colore, che non sia il solito biancosporcogrigio, ma un colore caldo ed accogliente forse aiuterebbe i bambini a sentirsi un po’ più a casa. A parte questo, c’erano diversi lavori appesi alle pareti risalenti allo scorso anno, più qualcosa di nuovo. Molti barattoli (brutti) di colori ordinatamente suddivisi, scatoloni logori usati come contenitori, e la porta dell’armadio più una finestra sfasciate.
Molto dipende dagli insegnanti, che fanno quel che possono con i limitati mezzi che hanno a loro disposizione. Certo, nel corso dell’anno la classe cambia un po’ aspetto grazie ai lavori dei bambini, ma all’inizio è stato deludente entrarci. Io ho regalato alla maestra un mazzo di fiori in pannolenci, cartacrespa e velina, rimasugli di lavoretti fatti a casa, per tenerli sulla cattedra, ed anch’io come te avevo pensato di regalare dei cestini in midollino che non uso per conservarci i materiali da disegno.
Anzi, ora che me l’hai ricordato li vado a preparare per portarglieli dopo.
Quanto alla stanza dei bambini, non ho nulla di didattico appeso alle pareti, voglio che, fatti i compiti, la scuola si dimentichino che esiste, ma ho appeso delle riproduzioni di dipinti celebri acquistate in alcuni dei musei d’arte visitati con loro.
Caffenero Autore articolo 9 novembre 2011 alle 09:16
Vorrei proprio sapere quali dipinti celebri, se fai due passi nell’archivio di questo blog leggerai che non è una pratica nuova per noi!
Comunque questa mattina ho mandato a scuola del cartoncini colorati grandi dicendo che a casa ne avevamo tanti (sapevo di averli ma ieri sono andata in cartoleria con bimbo1 e ne ho comprati altri facendo finta di niente). Vediamo come va.
acasaconlamamma 9 novembre 2011 alle 09:33
Non sono riuscita a visitare tutto il tuo blog, ma corre il rischio di creare dipendenza! In camera abbiamo i classici e famosissimi Cherubini di Raffaello, e l’altrettanto famosa Maternità di Klimt, ma ogni tanto mi piace sostituirli, perciò quando andiamo un po’ in giro, ne acquisto di nuovi, senza contare le “riproduzioni” fatte dai bambini. Picasso è per ovvie ragioni il più gettonato.
Ma, se non l’hai ancora letto ed hai un po’ di tempo ho scritto qualcosa su questo post: acasaconlamamma.wordpress.com/tag/arte/
Caffenero Autore articolo 9 novembre 2011 alle 10:14
era questo il post: https://scuolainsoffitta.wordpress.com/2011/04/06/abitudini-stimolanti/
vado a leggere ciao
Catia 9 novembre 2011 alle 10:57
La classe di Matilde non è male.
Alle pareti ci sono delle cartine geografiche, tanti lavoretti dei bambini. Ultimamente le insegnanti hanno stampato e appeso le regole della classe, per ogni momento significativo durante l’anno vengono appese delle decorazioni a tema (Tante foglie per l’autunno, semplici piattini a tema Halloween, tra poco il Natale).
Con il fondo classe l’anno scorso avevo comprato delle piccole librerie per sistemarci i quadernoni suddivisi per materie e delle scatole colorate (IKEA) per sistemare i giochi in scatola che vanno alla grande durante l’intervallo.
Alle finestre io, in qualità di rappresentante di classe, ho provveduto a confezionare delle tende colorate e simpatiche, ma soprattutto coprenti, visto che in primavera i bambini avevano il sole sparato negli occhi.
E’ una classe nel complesso gradevole e vissuta.
L’unica cosa che io non gradisco è la sistemazione dei banchi, classica. Preferirei un ferro di cavallo in modo che i bambini possano guardarsi.
In cameretta di Matilde non ci sono poster didattici appesi. Solo il planning settimanale delle materie e un planisfero del National Geographic.
Tutto il materiale didattico è conservato nel nostro “Homeschooling’s cupboard”.
Concordo con “acasaconlamamma” quando afferma che una volta finiti i compiti, il discorso scuola è chiuso. E poi Matilde ha bisogno di un ambiente “povero”, che non la distragga, viste anche le sue difficoltà.
Caffenero Autore articolo 9 novembre 2011 alle 12:00
Ciao, Catia. Me lo fotografi il tuo “Homeschooling’s cupboard”? Sono curiosa come una scimmia.
Noi invece appendiamo qualcosa in cucina, facendo finta di niente: c’è un trenino con i numeri, una tavola pitagorica. A bimbo1 piace ognitanto guardarli e dirmi l’ultima osservazione del caso. A Milano non so perchè, se è una moda o vera tradizione, tutti inorridiscono quando sentono che noi mangiamo in cucina, è la nostra stube milanese, tutto gira dalla cucina: pro-memoria, avvisi sul frigo, disegni dei bambini. Abbiamo anche iniziato a leggere mentre aspettiamo che finisca anche bimbo2 la cena.
Catia 9 novembre 2011 alle 12:26
Perchè, gli altri dove mangiano?
Anche la nostra cucina è molto molto vissuta.
DIsegni di Matilde sul frigorifero, sulla lavagna magnetica, il menù della scuola, la lista della spesa, magnetini, la cartina muta dell’Italia (per un progetto di cui parlerò prossimamente) ecc….
L’armadio te lo fotografo conpiacere non appena finisco di sistemare anche tutti i faldoni relativi alla dislessia e i progetti inerenti.
P.S. Ma visto che siamo milanesi, quando riusciremo ad incontrarci?
Caffenero Autore articolo 9 novembre 2011 alle 12:50
Allora non sei milanese doc nemmeno tu! Ti spiego cosa mi hanno detto: la Milano-bene in cucina si limita a cucinare, questo locale infatti deve essere sobrio (qui già vacillo!), possibilmente minimo (Siamo esclusi!) e nascosto (un gabinetto insomma!), mentre si mangia in sala da pranzo (devi avere una porta da chiuderti dietro mentre esci dalla cucina altrimenti non vale) che non deve essere anche il salotto. Alla prima che mi ha chiesto se mangiavo in cucina ho risposto: “Qualche volta anche in terrazzino” e le è venuta una sincope. I giorni in cui mi è molto simpatica le racconto che quando sono da sola non metto la tovaglia e che ho convinto i miei figli che siccome siamo ecologisti e troppo olio fa male possiamo mangiare primo e secondo nello stesso piatto. Fa tutto parte di un esperimento scientifico: io le dico cose brutte e poi cronometro in quanto tempo compaiono i suoi capelli bianchi.
Devo farmi venire un’idea su come/dove incontrarci…
Catia 9 novembre 2011 alle 13:48
No, no decisamente non faccio parte della Milano-bene!!!!
E aggiungerei: Meno male!
Caffenero Autore articolo 9 novembre 2011 alle 13:55
Fonderemo il club della Milano-meno-male!
Anna 9 novembre 2011 alle 15:18
Ciao, sono Anna: posso pubblicare questo tuo post sul mio blog? E’ bellissima la riflessione che hai descritto parlando della classe di tuo figlio. Fammi sapere. Grazie per questo post. Bellissima l’idea di realizzare tu un cartellone e di spedirlo a scuola: e se tu continuassi cosi’, proponendoti come realizzatrice di cartelloni?!? 🙂 Un abbraccio
Caffenero Autore articolo 10 novembre 2011 alle 07:31
Ciao, Anna. Copia dove vuoi, fanne pure un CARTELLONE ( !!) purchè vengano fuori delle idee.

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