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Timestamp: 2019-11-19 21:11:48+00:00

Document:
Consiglio - Assemblea legislativa regionale delle Marche - Resoconto della seduta n.23 del 15/03/2016
Resoconto della seduta n.23 del 15/03/2016
SEDUTA N. 23 DEL 15 MARZO 2016
PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 23 del 15 marzo 2016.
- n. 38 in data 14 marzo, ad iniziativa della Consigliera Leonardi, concernente: “Diritto dei marchigiani alle case di edilizia residenziale pubblica. Modifica alla legge regionale 16 dicembre 2005, n. 36 'Riordino del sistema regionale delle politiche abitative' e alla legge regionale 26 maggio 2009, n. 13 'Disposizioni a sostegno dei diritti e dell'integrazione dei cittadini stranieri immigrati'”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla IV Commissione assembleare per l'espressione del parere di cui all'articolo 68 del Regolamento interno, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale 4/2007, al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per l’espressione del parere di cui all’articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale 15/2008 e alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno.
- n. 13 in data 10 marzo, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Piano integrato per l'internazionalizzazione e la promozione all'estero – anni 2016/2018. Legge regionale 30 ottobre 2008, n. 30”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla I Commissione ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento interno, al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 2, lettera c) della l.r. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b) della l.r. 15/2008.
- n. 100 del Consigliere Carloni, concernente: “Difesa delle attività balneari delle Marche”;
- n. 101 dei Consiglieri Maggi, Zura Puntaroni, Leonardi, Pergolesi, Zaffiri, Giorgini, Malaigia, Fabbri, concernente: “Sfiducia verso l'Assessore alla Sanità per aver accettato contributi elettorali provenienti da parte di privati operanti nel settore sanitario”.
Hanno chiesto congedo il Presidente Ceriscioli e gli Assessori Casini e Bora.
PRESIDENTE. Salutiamo la scuola secondaria di primo grado “Francesco Podesti” di Ancona, classi II A, II B e II C, benvenuti ragazzi.
ad iniziativa dei Consiglieri Maggi, Fabbri, Pergolesi, Giorgini
"Capacità assunzionale posta a fondamento del concorso pubblico per n. 3 dirigenti presso l’Assemblea legislativa regionale e del concorso pubblico per n. 13 dirigenti presso la Giunta regionale”.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 108 dei Consiglieri Maggi, Fabbri, Pergolesi, Giorgini.
Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Con riferimento all'interrogazione di tale oggetto si rappresenta quanto segue.
L'articolo 1, comma 424 della legge 190/2014 statuisce che le Regioni e gli enti locali per gli anni 2015 e 2016 destinano le risorse per le assunzioni a tempo indeterminato nelle percentuali stabilite dalla normativa vigente all'immissione nei ruoli di vincitori di concorso pubblico collocati nelle proprie graduatorie vigenti o approvate alla data di entrata in vigore della presente legge ed alla ricollocazione nei propri ruoli delle unità sovranumerarie destinatarie dei processi di mobilità.
Esclusivamente per le finalità di ricollocazione del personale in mobilità le Regioni e gli enti locali destinano altresì la restante percentuale della spesa relativa al personale di ruolo cessato negli anni 2014 e 2015 salva la completa ricollocazione del personale sovranumerario.
Fermi restando i vincoli del patto di stabilità interno e la sostenibilità finanziaria e di bilancio dell'ente, le spese per il personale ricollocato secondo il presente comma non si calcolano al fine del rispetto del tetto di spesa di cui al comma 557 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296.
Il numero delle unità di personale ricollocato o ricollocabile è comunicato al Ministero per gli affari regionali e le autonomie, al Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione al Ministro dell'economia e delle finanze nell'ambito delle procedure di cui all'accordo previsto dall'articolo 1, comma 91, della legge 7 aprile 2014, n. 56 le assunzioni effettuate in violazione del presente comma sono nulle.
Questa norma ci dice come ci si vuole complicare la vita, quindi va da sé.
In attuazione della precitata normativa il Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, con circolare del 30 gennaio 2015 n. 1 Linee guida in materia di attuazione delle disposizioni in materia di personale e di altri profili connessi al riordino delle funzioni delle province e delle città metropolitane, articolo 1, commi dal 418 al 430, della legge 190/2014, hanno specificato che, nelle more del completamento del procedimento di cui ai commi 424 e 425, alle amministrazioni sopra individuate è fatto divieto di effettuare assunzioni a tempo indeterminato a valere sui budget 2015 e 2016.
Le assunzioni effettuate in violazione dei commi 424 e 425 sono nulle.
Rimangono consentite le assunzioni, a valere sui budget degli anni precedenti, e quelle previste da norme speciali.
Il contesto normativo di riferimento è quello dell'articolo 3, comma 5 del d.l. 90/2014, il quale prevede che negli anni 2014 e 2015 gli Enti Locali sottoposti al patto di stabilità interno possano procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 60% di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente. La predetta facoltà assunzionale è fissata nella misura dell'80% negli anni 2016 e 2017 e del 100% a decorrere dall'anno 2018. Il comma 5 quater dell'articolo 3 citato prevede, poi, vincoli meno stringenti per gli enti virtuosi in cui l'incidenza della spesa di personale è pari o inferiore al 25% della spesa corrente (80% della spesa dell'anno precedente a partire dal 1° gennaio 2014 e 100% della spesa dell'anno precedente a partire dal 1° gennaio 2015).
Nel quadro normativo sopra delineato la Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti, con la deliberazione n. 26 del 20 luglio 2015, adottata ai sensi dell'articolo 6, comma 4 del d.l. 10 ottobre 2012 n. 174, ha stabilito il principio in base al quale gli Enti tenuti all'applicazione del comma 424 citato e, quindi, anche le Amministrazioni regionali, possono, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato utilizzando la capacità assunzionale del 2014 derivante dalle cessazioni di personale nel triennio 2011-2013.
Restano, invece, soggetti ai vincoli posti dall'articolo 1, comma 424 della legge 190/2014 e vincolati al riassorbimento del personale provinciale o all'immissione in ruolo dei vincitori di concorso i budget di spesa del biennio 2015-2016 riferiti alle cessazioni intervenute nel 2014 e nel 2015.
Il principio affermato dalla Sezione delle Autonomie nella predetta deliberazione 26/2015, secondo quanto esplicitato e argomentato dalla Sezione regionale di controllo delle Marche, con parere n. 191/2015, rimane confermato anche successivamente all'entrata in vigore della Legge 7 agosto 2015 n. 124 recante "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche".
La Sezione regionale di controllo delle Marche, nella precitata deliberazione, afferma che i principi contenuti nella legge delega vincolano esclusivamente il contenuto dei decreti legislativi, per cui l'articolo 17, comma 1, lettera c) citato non interferisce in alcun modo con l'utilizzo delle capacità assunzionali di esercizi diversi rispetto a quelli presi in considerazione dal comma 424 citato, quindi 2015 e 2016.
Ne consegue che l'impiego dei budget assunzionali relativi al 2014 e agli esercizi precedenti non resta assoggettato, conformemente all'insegnamento reso dalla Sezione Autonomie con la delibera 26/2015, ad alcun vincolo di destinazione.
I concorsi pubblici indetti dalla Giunta regionale con deliberazione n. 1724 del 10 dicembre 2012 e dall'Ufficio di Presidenza con delibere n. 861 del 10 dicembre 2012 e n. 913/2013 si fondano su un diverso quadro normativo che è quello di cui all'articolo 76, comma 7, del decreto legge n. 112/2008, il quale prevedeva altri e diversi limiti al turnover degli enti territoriali.
Il comma 7 dell'articolo 76 del decreto legge n. 112/2008 è stato poi abrogato dall'art. 3, comma 5, d.l. 24 giugno 2014, n. 90.
In tale differente quadro normativo la Corte dei Conti, Sezioni riunite, con deliberazione n. 52/2010 afferma che "l'interpretazione delle norme che pongono limiti alla spesa per il personale deve fondarsi su una lettura sistematica e deve essere, comunque, orientata nella direzione che le norme perseguono e cioè il contenimento della spesa pubblica. Appare, quindi ragionevole che debbano dispiegare pienamente effetto le misure che sono indirizzate al raggiungimento dell'obiettivo del contenimento della spesa, ma non sembra ammissibile che tali misure possano produrre effetti ulteriori quando l'obiettivo del contenimento della spesa sia già stato raggiunto. In tale ultima ipotesi esse si tradurrebbero in irragionevoli limitazioni alle prerogative di auto organizzazione degli enti di dubbia ammissibilità nel panorama delle misure di coordinamento finanziario che possono essere adottate nei confronti degli enti di autonomia territoriale. E' possibile, quindi intendere l'espressione "nel limite delle cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato complessivamente intervenute nel precedente anno" come comprensiva di tutte le vacanze complessivamente verificatesi dall'entrata in vigore della norma limitatrice, non ancora coperte alla data di riferimento.
Peraltro, in tale contesto normativo e di interpretazione, è entrata in vigore la legge regionale 27 novembre 2012 n. 37 la quale, al comma 1 dell'articolo 27, ha previsto che la Giunta regionale e l'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea legislativa predispongono, nell'ambito della programmazione triennale del fabbisogno per gli anni 2012, 2013 e 2014, un piano per la copertura dei posti vacanti della dirigenza mediante concorso pubblico e nel rispetto del limite del 40% della spesa corrispondente alle cessazioni degli anni precedenti non utilizzate ai sensi dell'articolo 76, comma 7, del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito nella legge 6 agosto 2008 n. 133.
Di evidenza dunque, che la programmazione delle assunzioni propedeutica all'indizione dei concorsi di dirigente, sia della Giunta regionale che dell'Assemblea legislativa, è legittima.
La stessa Corte dei Conti poi, in sede di giudizio di parifica del rendiconto generale e comunque di controllo atti, non ha mai rilevato vizi nelle procedure di programmazione del fabbisogno di personale dirigente.
Ha, invece, sollecitato la solerte definizione delle procedure concorsuali di specie che sono pertanto pienamente legittime.
In definitiva spero che questa risposta, mi rendo conto molto articolata, molto lunga, molto tecnica, sia veramente esaustiva e possa tacitare tanti dubbi che sono stati posti dagli interroganti ed ovviamente la consegno, perché mi rendo conto che l'esposizione può restare anche per certi versi non pienamente comprensibile.
Consegno la risposta agli uffici che la consegneranno agli interroganti.
Piergiorgio FABBRI. La complessità della materia è nota. L'Assessore Cesetti che è un fine oratore parla a braccio, ora ha letto 4 pagine, questo la dice lunga e quindi leggerò anch'io per non sottrarmi dal puntualizzare alcuni aspetti.
L'interpretazione della normativa regionale rispetto all'incongruenza con quella nazionale non è chiara, noi riteniamo che i concorsi dovrebbero essere sospesi ed annullati in attesa dell'attuazione dei decreti della legge Madia e l'aver fatto ricorso ai soldi recuperati dagli anni 2000 e dagli anni 2005 anziché dall'anno 2011 sia una forzatura per creare posti per dirigenti superiori al dovuto. Faccio soltanto riferimento al fatto che potremmo come Consiglio nominare 10 dirigenti, ma i dipendenti sono 120 circa e quindi sarebbe assolutamente un numero a nostro avviso spropositato.
Dal parere della Corte dei Conti che il Presidente Mastrovincenzo ha richiesto su indicazione del Movimento 5 Stelle a novembre, risulta che la Regione può assumere a tempo indeterminato utilizzando la capacità assunzionale derivante dalle cessazioni di personale nel triennio 2011-2013, questa capacità per la Giunta ed il Consiglio invece è ridotta secondo la normativa nazionale.
Il piano del fabbisogno dirigenziale per gli anni 2012 e 2013 è stato redatto senza tener conto di questa normativa statale, considerando l'arco temporale dal 2000 al 2013 per il Consiglio e dal 2005 al 2012 per la Giunta.
Infatti il cumulo delle risorse è consentito solo se il personale è cessato nel triennio 2011-2013, invece la Regione per reperire le risorse necessarie a bandire i concorsi ha considerato, nel calcolo della capacità assunzionale, i dirigenti cessati dal 2000 al 2012.
Il Movimento 5 Stelle ha proposto di sospendere il concorso e di chiedere un secondo parere alla Corte dei Conti alla luce della legge di stabilità anno 2016, ma il Presidente Mastrovincenzo non ha inviato la richiesta.
Per cercare di approfondire la questione e fare chiarezza è stata presentata anche un’interrogazione parlamentare dall'On. Agostinelli del Movimento 5 Stelle al Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione nella seduta dell'11 febbraio 2016, dalla quale attendiamo risposta.
Comunque la Giunta che ha a cuore i dirigenti, martedì scorso ha approvato la proposta di legge di riorganizzazione che prevede l'aumento del fondo dirigenziale per garantire la copertura della dotazione organica di n. 10 dirigenti per il Consiglio su 120 dipendenti.
Infine il bando non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e potenziali concorrenti residenti fuori Regione potrebbero presentare ricorso perché esclusi dalla partecipazione, infatti la mancata pubblicazione non ha garantito quell'adeguata pubblicità prevista dall'articolo 4 del DPR 487/94 e il Consiglio di Stato, ha affermato che la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale costituisce una regola generale attuativa dell'articolo 51, comma 1 e dell'articolo 97, comma 3, della Costituzione.
Il Movimento 5 Stelle ribadisce che il concorso dovrebbe essere annullato, e che in caso contrario la Regione rischia di dover far fronte a numerosi ricorsi o ad accertamenti di organi competenti, spendendo denaro pubblico.
Non ci riteniamo quindi pienamente soddisfatti.
"Sistema idrico integrato della Regione Marche – situazione attuale prospettive future”.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 127 del Consigliere Giorgini. E’ l’ultima interrogazione della mattinata in quanto le altre tre sono rinviate al prossimo Consiglio vista l’assenza del Presidente Ceriscioli e dell’Assessore Casini.
Ha la parola per la risposta l’Assessore Sciapichetti.
Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Giorgini, nelle risposte che io do alle sue interrogazioni c'è anche il motivo per cui stiamo mettendo mano al sistema idrico integrato nella Regione Marche.
Lei chiede come mai la Regione non ha mai costituito la Conferenza. regionale per il coordinamento e la verifica delle funzioni delle Assemblee di Ambito. L'articolo 3 della legge regionale 30/2011 prevede l'istituzione della Conferenza regionale per il coordinamento e la verifica delle funzioni delle Assemblee di Ambito, formata dal Presidente della Giunta Regionale o Assessore da lui delegato (con funzioni di Presidente della Conferenza) e dai Presidenti delle Assemblee d'Ambito.
Non è stato ancora possibile costituire tale Conferenza in quanto i Presidenti delle Assemblee d'Ambito, oggi nominate Enti di Governo dell'Ambito Territoriale Ottimale dagli ultimi aggiornamenti del decreto legislativo 152/2006 sono stati nominati solo recentemente:
•	ATO n. 1 - deliberazione n. 12 del 4 agosto 2015; elezione del Presidente con deliberazione n. 13 del 4 agosto 2015;
•	ATO n. 3 - deliberazione n. 1 del 3 novembre 2015; elezione del Presidente con deliberazione n. 2 del 3 novembre 2015;
•	ATO n. 4 - deliberazione n. 1 del 18 novembre 2015; elezione del Presidente con deliberazione n. 2 del 18 novembre 2015.
Fanno eccezione I'ATO n. 2 e n. 5 che ancora oggi non hanno attuato le disposizioni della legge regionale 30/11.
Per I'ATO 2, le motivazioni sono relative al fatto che sono in attesa del riordino regionale di tutto il sistema idrico integrato.
Per I'ATO 5, la mancanza dell'adozione della Convenzione tipo da parte dei Comuni di Monteprandone e Spinetoli, impedisce l'istituzione dell'Assemblea e la nomina del Presidente.
Lei chiede se tutti gli ambiti hanno costituito la Consulta degli utenti con i rappresentanti delle associazioni dei consumatori. L'articolo 4 della legge regionale 30/2011 prevede l'istituzione, in ogni Assemblea d'Ambito, della Consulta degli utenti. Ad oggi la sua costituzione non è avvenuta in quanto non è stato predisposto il provvedimento contenente i criteri sulla composizione, costituzione e funzionamento.
La mancanza d'insediamento delle Assemblee d'Ambito sta rallentando tale istituzione.
Si stanno promuovendo iniziative per il conseguimento di quanto previsto, per presentare al più presto alla Giunta regionale un testo condiviso con le Assemblee d'Ambito e i portatori d'interesse.
Il terzo quesito è relativo a quale sia lo stato degli Enti di Governo d'Ambito. Ad oggi, le Autorità di Ambito Territoriale Ottimale, istituite con legge regionale 18/98, che non sono state sostituite con l'istituzione delle Assemblee di Ambito Territoriale Ottimale formate dai Comuni e dalle Provincie, operano secondo gli indirizzi della vigente norma, come indicato al comma 6 dell'articolo 12 (AATO nn. 2 e 5).
Atti e delibere di competenza sono invece emesse dalle Assemblee di Ambito Territoriale Ottimale istituite.
Lei chiede se risulta vero che 28 enti locali non hanno ancora aderito all'Ente di Governo dell'Ambito. Con nota prot. n. 399089 del 5 giugno 2015 è stata trasmessa agli Enti inadempienti, la delibera di Giunta regionale del 13 maggio 2015 n. 411 di diffida a provvedere, entro 40 giorni, all'adesione della convenzione per la costituzione dell'Assemblea d'Ambito. Ad oggi, nonostante due Assemblee d'Ambito non siano state costituite, solo 2 Comuni (Monteprandone e Spinetoli) non hanno sottoscritto la convenzione tipo.
Tutti i Comuni hanno aderito ed affidato le proprie strutture idriche al Gestore Idrico Integrato competente territorialmente, con l'eccezione di alcuni Comuni montani con un numero di abitanti inferiore a 1.000, come previsto dalla vigente normativa.
Tutte queste cose che le ho detto e che descrivono una situazione a macchia di leopardo per quanto riguarda il sistema idrico nelle Marche, ci portano a fare un'unica considerazione: intervenire al più presto, e lo stiamo facendo, nelle prossime settimane prenderà il via una proposta di legge regionale ad iniziativa della Giunta che dovrà portare all'istituzione di un unico ATO regionale per quanto riguarda l'idrico, con 5 sub ambiti che corrisponderanno agli ATO attuali ed un unico, come dice la legge, gestore provinciale per quanto riguarda il gestore.
Stiamo mettendo mano al riordino del sistema perché c'è una situazione troppo diversa tra provincia e provincia, tra ambito ed ambito, tra territorio e territorio.
E’ questo lo spirito per cui noi stiamo lavorando su una proposta di legge che ovviamente nelle settimane prossime prenderà il percorso istituzionalmente preposto e sarà oggetto poi di confronto e di discussione in Commissione con tutte le forze politiche e con le associazioni fuori da questa sede per quelli che vorranno confrontarsi sul tema. Grazie.
Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Sono molto soddisfatto, Assessore, e la ringrazio per la risposta che è rassicurante perché in questo viene rispettato il principio di lasciare al territorio - con questi cinque sub ambiti, sono cinque ma potrebbero essere anche quattro – i servizi fondamentali, tra cui quello dell'acqua che è vitale per ogni provincia.
Difatti la provincia di Ascoli Piceno, per esempio, ha un gestore unico, di proprietà di ben 56 Comuni che oltre ad esercitare un eccellente servizio, e sottolineo eccellente, è un ente con un bilancio forte e virtuoso.
Mi lasci però fare una precisazione su quanto potrebbe accadere in provincia di Macerata, ne parlavamo prima, dove i gestori sono diversi tra cui c'è il Tennacola che usufruisce dell'acqua dell'ATO 5, in quanto la legge sulla riforma degli ATO parla di un gestore unico per ogni sub ambito. Lo afferma la 152/2006 e credo anche che la vostra nuova proposta di legge preveda questo, quindi mi chiedo come si potrà risolvere la situazione in provincia di Macerata con il Tennacola, considerato che ogni provincia deve avere un gestore unico.
Spero che questo si possa risolvere nel migliore dei modi e comunque sono molto soddisfatto della linea che ha preso la Giunta perché credo che l'attenzione che i cittadini hanno sull'acqua sia molto importante e per questo la ringrazio di quanto state facendo. Grazie.
Deliberazione legislativa statutaria
“Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 ‘Statuto della Regione Marche’”.
(Approvata nell’Assemblea legislativa regionale a maggioranza assoluta nella seduta del 6 ottobre 2015, n. 7)
Seconda approvazione ai sensi dell’art. 123, secondo comma, della Costituzione.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la deliberazione legislativa statutaria. Seconda approvazione ai sensi dell’art. 123, secondo comma, della Costituzione.
Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Andiamo oggi con questo atto alla modifica dello Statuto del Consiglio regionale che prevede alcune questioni che andrò ad illustrare.
La prima lettura di questo provvedimento è stata fatta in data 6 ottobre 2015, dovevano trascorrere 2 mesi prima della seconda lettura, ed oggi siamo di fatto alla seconda lettura di questo provvedimento, che se approvato dal Consiglio regionale con la maggioranza assoluta dei voti, quindi con 16 voti, entrerà in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione, perché ci sono 30 giorni nei quali il Governo, dopo la pubblicazione, può impugnare questa modifica statutaria di fronte alla Corte Costituzionale e ci sono 30 giorni per l'eventuale richiesta di indizione di referendum.
Quali sono i temi? Lo dirò in modo sintetico anche perché la discussione di fatto l'abbiamo fatta in sede di approvazione, quindi di prima lettura.
Gli articoli della modifica dello Statuto sono sostanzialmente 4.
Nel primo articolo viene previsto che, nella prima seduta di insediamento del Consiglio regionale, i due Consiglieri più giovani di età fra gli eletti assistono il Presidente che presiede l'Aula in via provvisoria, e svolgono le funzioni di Consiglieri Segretari, non hanno il ruolo di Vicepresidenti, e devono supportare il Presidente provvisorio durante la chiama dei Consiglieri per l'elezione del Presidente. Questo è il primo articolo.
Il secondo articolo, se volete quello un po' più corposo, prevede l'inserimento nell'Ufficio di Presidenza di due Consiglieri Segretari previsti fino alla IX legislatura, che sono stati soppressi con una modifica dello Statuto ed oggi vengono, con questa modifica statutaria, reinseriti per dare maggior rappresentanza a tutti i gruppi consiliari che sono presenti nel Consiglio regionale e per rendere più collegiali possibili le decisioni che l'Ufficio di Presidenza dovrà assumere.
Se guardiamo anche la situazione attuale, abbiamo una minoranza che è composta da un numero piuttosto corposo di gruppi, questa presenza dei Consiglieri Segretari, che sono in rappresentanza della minoranza e della maggioranza, dà la possibilità all'Ufficio di Presidenza di essere il più collegiale possibile, tenuto conto che è il massimo organo di governo e di gestione dell'Assemblea legislativa.
Credo che questo sia molto importante, ma l'altro fatto molto importante, che tengo a sottolineare, è che l’introduzione delle figure dei Consiglieri Segretari viene fatta a costo zero, con tagli che sono stati già deliberati in sede di Consiglio regionale il 6 ottobre, quando abbiamo fatto la lettura per l'abbattimento dei costi per la gestione dei gruppi.
Questo è un fatto importante che consente all'Ufficio di Presidenza di essere il più collegiale possibile e di consentire a più gruppi di partecipare alle principali scelte che verranno fatte dall'Ufficio di Presidenza per il governo dell'Assemblea legislativa della Regione Marche.
Risulteranno eletti come Vicepresidenti e come Consiglieri Segretari i Consiglieri rispettivamente di maggioranza e di minoranza che avranno ottenuto il maggior numero di voti, in caso di parità tra i Consiglieri di maggioranza e i Consiglieri di minoranza risulterà eletto il Vicepresidente più anziano per età ed il Segretario più giovane di età, questo perché l'anzianità può portare esperienza nella gestione dell'Aula, mentre il ruolo di Segretario è più collaborativo nell'attività della gestione del Consiglio regionale.
L'altro tema che viene previsto nell'articolo 2, che va a modificare l'articolo 13 dello Statuto, della legge statutaria, prevede la possibilità di revocare i componenti dell'Ufficio di Presidenza. Viene detto che il Presidente e ciascun componente in presenza di gravi motivi, questo deve essere sottolineato perché non è che si può chiedere la mozione di revoca senza motivazioni, possono essere revocati dal Consiglio con una mozione presentata da almeno un terzo dei Consiglieri in carica ed approvata per appello nominale con una maggioranza che non sia inferiore ai quattro quinti dei componenti dell'Assemblea.
C'è un'altra specifica, la mozione non può essere posta in discussione prima di 10 giorni dalla sua presentazione, questo innanzitutto per evitare che le dimissioni di un Vicepresidente comportino la decadenza automatica dell'altro, che va sicuramente in qualche modo regolamentata. La motivazione a garanzia è che non solo la mozione deve contenere i gravi motivi, ma deve essere presentata da un numero consistente di Consiglieri, quindi un terzo, deve essere votata dai quattro quinti dei componenti l'Assemblea e non deve essere messa in discussione prima di 10 giorni per evitare che sull'emotività di un fatto accaduto si possa il giorno dopo presentare la mozione e far decadere i componenti dell'Ufficio di Presidenza.
Questo è un po' anche in linea con quello che è scritto alla Camera dei Deputati ed anche nelle altre Assemblee legislative italiane.
Questa regola viene estesa nell'articolo 3 anche ai Presidenti ed ai Vicepresidenti di Commissione, quindi è prevista la possibilità di revocare, sempre per gravi motivi e sempre con i quattro quinti, anche i Presidenti delle Commissioni.
L'ultima cosa che viene prevista nell'articolo 4 è che il Consiglio regionale entro 15 giorni dall'entrata in vigore della legge statutaria è convocato per procedere alla elezione dei Consiglieri Segretari che rimarranno in carica per il periodo intercorrente dalla data di elezione fino alla scadenza dei 30 mesi, che è il periodo di mandato dell'Ufficio di Presidenza. Tenuto conto che questa è una norma transitoria ed in fase di prima applicazione i Consiglieri Segretari saranno eletti dopo un periodo già trascorso da parte dell'Ufficio di Presidenza, quindi scadranno con i 30 mesi insieme a tutto l'Ufficio di Presidenza.
Ribadisco che questa modifica statutaria dovrà essere approvata in seconda lettura da almeno 16 Consiglieri, quindi a maggioranza assoluta dei componenti dell'Aula.
Credo che non ci sia altro da aggiungere se non che questa modifica statutaria va a sanare una mancanza che c'era nello Statuto relativamente alla possibilità di revoca dei componenti dell'Ufficio di Presidenza, che credo sia giusta ed opportuna, che per gravi motivi …, tra l'altro questa proposta viene dall'Ufficio di Presidenza e, se non ricordo male, era stata firmata anche dalla Vicepresidente Malaigia. L'Ufficio di Presidenza si mette in discussione perché di fatto il mandato che l'Ufficio di Presidenza riceve dall'Aula lo mette a disposizione della stessa quando ci sono delle motivazioni. L'Aula è sovrana e decide relativamente alla propria rappresentanza in seno all'Ufficio di Presidenza.
Il fatto di inserire i Consiglieri Segretari credo che sia una scelta opportuna, tenuto conto che si fa a costo zero e dà la possibilità all'Ufficio di Presidenza di essere il più collegiale possibile e, come ho detto prima, se è vero che assume tutte le scelte importanti di Governo dell'Assemblea legislativa, si ritiene opportuno che sia il più collegiale possibile e il più rappresentativo possibile di tutti i gruppi consiliari presenti in Aula. Grazie.
Giovanni MAGGI. Signor Presidente, colleghi Consiglieri, dalla prima discussione di questa deliberazione statutaria lo scenario è cambiato ed io l'avevo già detto nella precedente seduta in questa Aula quando si era parlato di questa deliberazione statutaria.
Lo scorso dicembre avevo parlato, e lo ribadisco, mi sembra, di progressiva marginalizzazione del ruolo dei Consiglieri e in particolare dello svilimento della loro prerogativa e delle loro funzioni, segnatamente dei Consiglieri di minoranza, ma anche dei Consiglieri di maggioranza che spesso fanno fatica a nascondere il loro disagio per decisioni già prese che sono chiamati esclusivamente a ratificare in modo frettoloso senza che si conceda loro il tempo di approfondire e di discutere.
Penso, quando affermo questo, ai tempi per discutere ed approfondire un documento d'economia e finanza regionale generico, senza indicazione dei tempi, dei percorsi da seguire, delle scadenze da rispettare, penso ai tempi per discutere ed approfondire l'assestamento del bilancio 2015 e il bilancio previsionale 2016-2018 del Consiglio regionale, penso alle variazioni di bilancio con le cifre che dovevano essere presentate nei primi giorni di questo mese e che ancora non conosciamo, se non in minima parte, perché l’Assessore Cesetti ci ha detto in I Commissione che i dirigenti sono impegnati a studiare per il concorso.
Tutto questo anche in barba alle osservazioni del Crel che si era lamentato di ricevere all'ultimo momento i documenti su cui esprimere il parere ed auspicava per il futuro il rispetto dei tempi necessari per svolgere adeguatamente la propria funzione.
Questa deliberazione statutaria che si discute oggi in seconda approvazione, era stata discussa in prima lettura in un contesto completamente diverso da quello attuale, che io ho cercato di rappresentare nella sua evoluzione o meglio nella sua involuzione.
La volontà politica che ha determinato questo contesto, quello in cui ci troviamo oggi, non si cambia certo allargando l’Ufficio di Presidenza con due Segretari, che non danno affatto maggiore rappresentatività alle componenti di minoranza, come cerca motivare la maggioranza stessa.
Basta leggere come vengono eletti, con un'unica elezione, i due Segretari rispettivamente di maggioranza e di minoranza per capire che la maggioranza può eleggere come Segretario di minoranza un altro “Carloni” a lei gradito.
Con l'elezione della maggioranza del Presidente di minoranza della Commissione di inchiesta di Banca Marche le regole sono cambiate e le dichiarazioni di non volersi intromettere nelle scelte che spettano alla minoranza il capogruppo del Partito Democratico, Consigliere Busilacchi, se l'è rimangiate.
Il Movimento 5 Stelle è dunque contrario all'allargamento dell'Ufficio di Presidenza proposto da questa maggioranza di cui non condivide i contenuti e la prassi politica.
Il clima che si è palesato in questi 10 mesi di vita della X legislatura ci fa capire che questa deliberazione non nasce assolutamente dalla volontà di allargare la rappresentatività democratica, ma dall'esigenza di creare nuove poltrone, e noi alle nuove poltrone non siamo interessati. Grazie.
Mirco CARLONI. Grazie Presidente. Non è la prima volta che il Consigliere Maggi utilizza il mio nome quando non sa cosa deve dire, quindi lo prego anche di …,.
Vorrei dire questo: c'è stato un momento in cui l'Aula ha bocciato l'ipotesi di creare i Consiglieri Segretari e secondo me, ho fatto parte della scorsa legislatura che ha abolito quelle figure, oggi è improponibile introdurre questa figura ancorché senza costi aggiuntivi, ma in realtà riducendo i risparmi.
Sono profondamente contrario a questa deliberazione e credo anche che, al di là del politichese stretto che il Consigliere Maggi ha raccontato finora, il vero obiettivo dei Consiglieri del Movimento 5 Stelle oggi sia quello di ottenere un ruolo nell'Ufficio di Presidenza mascherato da “Noi lo esigiamo, lo pretendiamo, ma non lo chiediamo, ce lo dovete dare voi”.
Sinceramente sono profondamente contrario a questo metodo di partecipazione non attiva alla politica, ma soltanto per presa diretta di interessi individuali e devo dire che il Consigliere Maggi fa veramente cattivo servizio a questa Aula quando continua ad utilizzare il mio nome per giustificare i suoi desideri.
Se ha dei desideri Consigliere Maggi lo dica apertamente, non comprima i suoi bisogni, lo dica chiaramente, faccia outing.
Piero CELANI. Grazie Presidente. Anch'io sarò abbastanza breve perché questa proposta di deliberazione di modifica dello Statuto sta a significare come effettivamente, in questo periodo molto strano, la politica ha perso un po' il suo filo conduttore, direi che ha perso gli obiettivi che giornalmente si propone, diventando quasi, perdonatemi il termine, schizofrenica, un giorno diciamo una cosa e poi siamo pronti a smentire tutto e dire il contrario di tutto.
Questo non è bello, in questo periodo di grande confusione dove i cittadini chiedono certezza, chiedono punti di riferimento, non mi sembra che sia una cosa molto bella.
Mi spiego meglio. Appena un anno fa questo Consiglio ha approvato la modifica di Statuto e diversi colleghi che stanno in quest'Aula hanno votato quella modifica, l'hanno votata anche un po' glorificandosi, autoincesandosi verso l'opinione pubblica. C'era una campagna elettorale alle porte, c'era l'opinione pubblica, belva affamata, a cui si doveva dare in pasto per forza il risparmio, mai sazia, a cui si doveva dare in pasto la politica. Il Governo aveva dato in pasto le Province: risparmieremo miliardi di euro, risparmieremo gettoni di presenza da 20 euro, i servizi miglioreranno. Le Regioni dopo questa riforma istituzionale erano nel mirino e venivano attaccate ed ognuna ha cercato di venirne fuori attraverso dei provvedimenti che potessero placare l'ira funesta dell'opinione pubblica.
Ricordo, se volete prendiamo gli articoli di stampa, tanti gruppi consiliari, tanti gruppi politici, tanti Consiglieri che si fregiavano di questo grande atto di riduzione dell'apparato politico ed amministrativo, di riduzione di tutto, di questa modifica dello Statuto che riguardava l'Ufficio di Presidenza. Riduzione dei Consiglieri da 43 a 31, tutto fatto in questa ottica qui. Ma c'è di più, appena una settimana fa abbiamo approvato un'altra proposta di legge che va verso la razionalizzazione, far funzionare meglio l'apparato politico-amministrativo del Consiglio, ed abbiamo dibattuto sulla figura del direttore generale trasformato in segretario generale, della relazionalità che si doveva stabilire fra Giunta e Consiglio per quanto riguarda i collaboratori, nell'ottica di uno snellimento.
Oggi torniamo indietro non dico di un anno e si va a modificare nuovamente lo Statuto, vorrei sapere come fanno i Consiglieri, che stanno qui dentro e che votarono la modifica dello Statuto non meno di un anno fa, cosa ci dicono? Cosa è cambiato? Lo dico in tutta onestà, senza polemica politica. Ripeto, una settimana fa abbiamo fatto un altro discorso su questo aspetto!
Oggi si modifica tutto e il Vicepresidente Minardi nella sua relazione dice che “serve per allargare la presenza delle minoranze”. Onestamente se c'è qualcuno della minoranza che l'ha chiesto lo dica, Forza Italia non ha chiesto questa maggiore rappresentatività perché credo che la nostra partecipazione sia qui, in quest'Aula, non nelle sagrestie ristrette dove ci sono 3 o 4 componenti che decidono le cose.
Credo, mi auguro, spero, voglio credere, che questa sia l'assise dove si decidono le cose, non può essere l'Ufficio di Presidenza, non può essere una Commissione ristretta, non può essere l'incontro al bar di due capigruppo. Spero di no! Vicepresidente Minardi credo che quando dice questa cosa: si fa per dare maggiore rappresentatività, non cambi nulla perché con l'introduzione di due Segretari, uno di maggioranza e uno di minoranza, non mi sembra che cambi qualcosa.
Un altro aspetto fa sorridere, e poi chiudo, perché noi dopo quest'operazione abbiamo una Giunta composta da 7 componenti ed un Ufficio di Presidenza di 5, qualcosa in questa struttura non va, allora lo Statuto va rivisto completamente, alla fine noi abbiamo 7+5 graduati su 31, se poi ci mettiamo anche i Presidenti delle Commissioni abbiamo tutti graduati, qui la truppa non c'è più, questo è il discorso.
Credo che una riflessione un po' più approfondita e seria da questo punto vada fatta, così come va fatta in merito a questi gravi motivi. Qualcuno adesso dovrà specificare in un apposito regolamento, punto per punto, quali sono questi gravi motivi, altrimenti c'è una lesione delle nostre funzioni in modo incredibile. L'altra volta fu detto: non possiamo lasciare il libero arbitrio di un gruppo, due gruppi, tre gruppi, che si incontrano in sagrestia e decidono perché c’è il Consigliere con gli occhi azzurri, perché uno non ci piace, perché ha detto una cosa che non va nel verso dei nostri pensieri ed allora lo sfiduciamo. Anche questa mi sembra una situazione molto problematica, quando si vuole normare tutto c'è qualcosa che non funziona in un'Assemblea, anche questo è un aspetto molto significativo, la democrazia sta proprio nel dibattere, nello scegliere e nel decidere tutti insieme, quando invece si vuole arrivare a normare tutto anche la virgoletta, lo spostamento del granello di sabbia, lì nascono i problemi e si introduce la voglia di combinare qualcosa.
Lo dico per esperienza professionale quando si fa una gara, un appalto, e si vuole normare anche lo spostamento di un granello di sabbia siamo rovinati è lì che nascono le controversie, quando invece c'è la possibilità di dibattere tutti insieme su una questione il discorso diventa molto più ragionevole, ecco il motivo per cui io credo di essere fermamente contrario a questa proposta di modifica dello Statuto.
Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Questo provvedimento torna in Aula per la terza volta, perché alcuni mesi fa quando è giunto qui per la seconda lettura è stato rinviato.
Mi sento subito di dire che fra i tanti principi che ci animano ci devono essere anche lealtà e trasparenza, rifiuto quindi l'ipocrisia e rispondo subito al Consigliere Celani quando ha fatto riferimento esplicito a quei colleghi, a quei Consiglieri che un anno fa hanno votato il provvedimento.
Dico subito che la mia è una adesione disciplinata a questo provvedimento, non è un'adesione motivata, perché l'adesione motivata era quella di un anno fa, quando siamo passati da 42 a 30 Consiglieri e quando siamo passati da 5 a 3 Consiglieri, anzi per usare una categoria gramsciana, il relatore di maggioranza è in sintonia, in connessione sentimentale con il suo popolo perché quel relatore di maggioranza, 15 giorni fa, ha vinto le primarie nella sua città, a San Benedetto del Tronto, come candidato Sindaco, quindi c'è anche questa connessione sentimentale perché altrimenti le primarie non si vincono.
Nella prima seduta, quando questo provvedimento venne in Aula, ebbi a dire, ricordo il ragionamento che feci, che la modifica dello Statuto non era nel cuore e nella testa dei marchigiani. Non è una priorità dei marchigiani, però un dato di fatto, questo lo dico per obiettività, una oggettività questa modifica ce l'ha perché in nome del pluralismo e della collegialità mi sento di dire che possono essere sacrificati, ripeto, se poi di questo si tratta di pluralismo e collegialità, altri momenti.
Mi sento di dire un'altra cosa per correttezza: questo provvedimento non è a costo zero, perché con questa affermazione offenderemo la nostra intelligenza, un provvedimento ha un costo, altrimenti avremmo componenti dell'Ufficio di Presidenza di serie B, perché l'organizzazione del Consiglio: Commissioni, Presidenti di Commissioni, Vicepresidenti di Commissioni, Ufficio di Presidenza prevede delle indennità e se pensiamo che qualcuno di questa filiera abbia un trattamento diverso rispetto ad altri è sicuramente una figura che non ha la stessa dignità delle altre.
Ripeto, il problema non sta nelle indennità perché la riduzione vera dei costi, noi possiamo motivarla come vogliamo, non sta soltanto nella sobrietà dell'indennità dei Consiglieri e degli Assessori della Regione Marche, ma sta soprattutto nella riduzione del numero, torno a ripeterlo da 42 a 30, e nella riduzione di altri organismi, come la riduzione del numero dei componenti della Giunta o dell'Ufficio di Presidenza. Quindi, fermo restando le motivazioni con cui ho aperto rispetto a questa adesione disciplinata, voto il provvedimento.
Non aggiungo altro se non un aspetto, in seconda lettura proposi un emendamento che aveva la stessa filosofia della riduzione dei costi, del privilegiare la partecipazione, la democrazia, del dare forza agli eletti. ovvero ridurre il numero degli esterni nella composizione della Giunta.
Quando presentai quell'emendamento mi fu detto che essendo questo provvedimento in seconda lettura, quella modifica avrebbe ritardato l'approvazione definitiva, decisi di ritirarlo, ma al tempo stesso mi resi promotore di una raccolta di firme ed in molti abbiamo firmato una proposta di legge per ridurre il numero da 3 a 2. Oggi quel provvedimento è stato licenziato dalla Commissione, è tornato in Aula, dall'Aula è tornato in Commissione, credo che sia il momento - tra l'altro il Presidente Giacinti è persona corretta e competente - che quel provvedimento possa ritornare in Aula perché anche questa filosofia è chiarissima, fino ad un numero limitato gli esterni rappresentano una ricchezza per la Giunta perché, ripeto, possiamo cogliere una sensibilità culturale, una rappresentanza del territorio, una competenza specialistica, ma se il numero raggiunge il 50% fra eletti e non eletti significa che riduciamo lo spazio della rappresentanza vera che è quella degli eletti dal popolo, dai cittadini, dai marchigiani, quindi chiedo che questo provvedimento ritorni quanto prima in Aula.
Mi fermo qui, non so quello che leggerete da questo mio intervento, da questa mia dichiarazione, una cosa però ci tengo a dirla: credo di essere stato molto franco e di aver privilegiato la trasparenza e la lealtà.
Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Per quanto mi riguarda sono contraria a questa proposta di deliberazione n. 7 che prevede di apportare due modifiche allo Statuto regionale.
La prima riguarda la reintroduzione dei due Consiglieri Segretari, che sono stati aboliti e quindi ridotti da 5 a 3 nella passata legislatura.
Il Consigliere Celani mi ha chiesto: “Forza Italia ha chiesto la reintroduzione?”, io ho risposto: ”Assolutamente no”.
In Commissione bilancio, prima di Natale, a novembre, io ho votato contro la reintroduzione di queste due figure. Non siamo stati noi della minoranza a chiedere la reintroduzione, o meglio Consigliere Maggi, mi dispiace dirlo, però visto e considerato che il Movimento 5 Stelle ha sempre la verità assoluta, lei era propenso alla reintroduzione dei Consiglieri Segretari tanto che ha chiesto alla sottoscritta se c'era un aumento di costo.
Io ho detto no, però la reintroduzione dei Segretari non è a costo zero, perché le risorse vengono spostate da una parte all'altra, quindi è vero che non c'è un aumento dei costi, ma è altrettanto vero che la figura dei Segretari verrà retribuita.
Il Consigliere Maggi aveva chiesto di poter essere tutelati nella votazione perché noi della minoranza siamo in 12, 7 contro 5, volevate essere tutelati per essere eletti nell'Ufficio di Presidenza.
A me dispiace dire queste cose però qualche volta la verità deve essere anche detta, io sono contraria, lo ero in Commissione bilancio e lo sono tuttora.
La motivazione che ha espresso il Consigliere Minardi per la reintroduzione di questa figura, sarebbe quella di un’equa rappresentatività delle diverse componenti assembleari della minoranza, ma in realtà la minoranza, come lei ha già detto bene, è composta di più gruppi e non tutti i gruppi possono essere rappresentati nell'Ufficio di Presidenza.
Non si può fare una cosa l’anno precedente, cioè abolire queste figure, poi arriviamo noi e le introduciamo un'altra volta.
Per quanto riguarda la seconda modifica, ossia la possibilità di revoca di un componente dell'Ufficio di Presidenza, io sono assolutamente contraria anche a questo perché dobbiamo capire quali sono i gravi motivi, in quanto andiamo a ledere le nostre funzioni e la nostra autonomia. Grazie.
Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Mi trovo a dover fare un intervento che non pensavo di dover fare anche perché solitamente quando si è in seconda lettura il dibattito, come ha già detto bene il relatore di maggioranza, è già stato effettuato nelle sedi opportune, però è giusto che ogni occasione democratica possa consentire ulteriori confronti.
Credo che sia utile rammentare alcuni aspetti di questa vicenda, è vero che nella scorsa legislatura l'Aula, il Consiglio regionale, prese delle scelte, ricordo che all'inizio di questa legislatura il Presidente della Giunta fece un discorso a nostro avviso molto condivisibile, perché la realtà politica è in divenire e perché rispetto ad un pluralismo anche della minoranza il Presidente ritenne di scegliere un impegno politico, quello di utilizzare, ricordo utilizzò questa formula, una reintroduzione a iso risorse dell'Ufficio di Presidenza per consentire un pieno svolgimento della democrazia.
Questa fu un'analisi, una valutazione politica che noi come maggioranza condividemmo con il Presidente.
Voglio però ricordare che dentro questa modifica di Statuto non c'è solamente quest'aspetto, pure importante, ma ci sono anche altre le cose che sono intervenute in questi mesi, ad esempio il comma 6, dell'articolo 2, la possibilità di revoca per gravi motivi dell'Ufficio di Presidenza, un aspetto intervenuto nel corso della legislatura, c'è la durata di 30 mesi dell'Ufficio di Presidenza, c'è insomma un insieme di norme, tra cui anche quella del Consigliere Segretario, che evidentemente sono il frutto di una valutazione che in questi mesi, da quando ci siamo insediati, è intervenuta perché nel frattempo sono avvenuti dei fatti, si è modificata la realtà politica, e queste modifiche, queste trasformazioni hanno indotto ad una riflessione sul migliore funzionamento degli organi della democrazia.
Credo che sia utile ricordare questa storia per amore di verità, quindi noi intendiamo andare avanti e votare, come abbiamo già fatto nella prima lettura, a favore di questo atto.
Luca MARCONI. Grazie Presidente. Questo dibattito non mi sembra inutile anche se, come ha ricordato bene il Consigliere Busilacchi, siamo in seconda lettura, e il fatto che ci sia in questa discussione anche la presenza di diversi Consiglieri della maggioranza significa che questo dibattito interessa, che questo dibattito mette in moto anche argomenti non scontati, forse, Consigliere Busilacchi, ci sono cose che avremmo voluto o potuto dire e non stiamo dicendo per buona pace di quest'Aula.
Di fronte ad alcune osservazioni e viste certe premesse di qualche mese fa - sembrava che questo provvedimento dovesse andare giù liscio come l'olio, quasi un'esigenza di allargare la rappresentanza democratica all'interno dell'Ufficio di Presidenza a tutto beneficio delle minoranze - per cui sentirsi fare da alcuni banchi della minoranza osservazioni in questo senso lascia un po' perplessi.
Mi auguro che la maggioranza prenda atto di questo, colga la lezione, l'ennesima che riceviamo rispetto ai tentativi di buona volontà nei quali si dice: bene facciamo una cosa che a noi tutto sommato cambia quasi nulla come maggioranza, ma lo facciamo sinceramente, la facciamo con questo spirito di collaborazione, la facciamo perché desideriamo che all'interno dell'Aula ed all'interno del dialogo fra le forze di minoranze e di maggioranza ci sia un atteggiamento di comprensione, ma la comprensione deve essere reciproca, Consigliere Busilacchi, se questa comprensione non c'è cominciamo a prenderne atto in maniera serena, con questo non tracciamo solchi, Presidente Mastrovincenzo, non è che dobbiamo fare i reticolati, però prendiamone atto.
Faccio questo intervento perché nessuno, esplicitamente, ha detto come siamo partiti in questa vicenda, ma io la domanda l'avevo fatta: “Come siamo partiti? Eravamo matti?” Io non ho richiesto questa modifica, adesso mi sento addirittura accusato di fare una cosa che non ho chiesto, ma ho capito che erano altre le esigenze maturate in un contesto forse di legislatura un po' diverso da quello che si è registrato.
Ripeto, ognuno ha diritto a cambiare opinione, ognuno ha diritto a rivedere le proprie posizioni, però valutiamo bene il futuro quando partiamo su questi percorsi.
Nella sostanza sono rimasto colpito dall'intervento della Consigliera Marcozzi perché mi sono sentito coinvolto e convinto riguardo all'articolo 2, relativamente alla rimozione. Su questo voglio fare una riflessione perché oggi non siamo neanche nella condizione di permetterci voti simbolici, siamo 16 in maggioranza, se vogliamo che questo atto passi dobbiamo essere tutti compatti, però Consigliera Marcozzi io mi rassereno per un fatto, primo perché la gravità del motivo è oggettivamente imponderabile, ha perfettamente ragione, non si può ponderare il grave motivo perché un'affermazione fatta in Aula, magari in un contesto scherzoso, può apparire a qualcuno gravissima e lesiva della dignità dell'Aula e promuovere una sorta di impeachment contro chi l'ha pronunciata e non produrre quest'impressione in un'altra parte.
La ripetuta assenza, l'incapacità, che è sempre molto difficile da valutare perché siamo in Italia e siamo uomini e donne quindi tutti molto permalosi, queste sono ragioni imponderabili.
Che cosa ci garantisce rispetto a questo? Ci garantisce il fatto che abbiamo quattro quinti, cioè il fatto che non può essere una rimozione promossa dalla maggioranza o addirittura da una parte di essa, perché questa maggioranza di 19 potrebbe avere con 16 un numero sufficiente per rimuovere, ma i quattro quinti riguardano tutti gli organi costituzionali, riguardano le Presidenze delle Camere del Parlamento, riguarda il Presidente della Repubbliche, chiaramente tutto questo è affidato al buon senso e a quella che una volta veniva chiamata la politica, che poi qualcuno ha cercato di distruggere, o sta cercando di distruggere, o è quasi riuscito a distruggere, che invece è l'unica cosa che ci salva, perché non ci salva né il moralismo, né tanto meno la legge. La legge di per sé non salva nessuno, la legge serve per condannare non per salvare, la legge c'è perché ci sono i giudici che devono condannare, ma il ricorso alla legge è l'ultima ratio in una società civile in cui non si campa di leggi, si campa di politica, si campa di relazioni umane, si campa di buon senso. Di convenzioni? Con le convenzioni già ci stiamo avvicinando alla legge, si parla di accordi, perché fra le persone di buon senso e fra le persone oneste una volta bastava la stretta di mano, quando questa non c'è più …, questo lo dico e lo ripeterò per tutta la legislatura, quindi imparate questo ritornello che diventerà una sorta di litania religiosa che faccio a difesa della prima Repubblica, a difesa della Monarchia, a difesa di tutte quelle istituzioni antecedenti, quando lo Stato era una cosa seria, quando lo Stato non era una barzelletta, e barzelletta è diventato per tanti motivi, c'è diventato perché chi era nelle istituzioni si è comportato in maniera indecorosa, indegna e da galera, ma anche perché ci sono tanti che hanno approfittato di alcuni che si sono comportati male per poi distruggere l'intera istituzione dicendo sono io quello che la può salvare. Il processo tipico della formazione delle dittature, io sono convinto che in Italia è in corso la formazione di una dittatura, da un punto di vista mediatico basta vedere alcune trasmissioni televisive durante le quali non è possibile intervenire. Qualche giorno fa durante una trasmissione, un sottosegretario PD del Governo portava un dato Istat per provare a dire che in Italia erano diminuiti i reati, da parte di un gruppo di ascoltatori si è levato un vociare assordante che non ha dato la possibilità di esprimere una opinione. Questa è dittatura, quando io non posso parlare e non posso dire la mia perché appena parlo mi vengono addosso. Questa è dittatura! Per quel poco che conto in quest'Aula cercherò sempre di mettere in evidenza intolleranze di questo tipo che per fortuna almeno qui non si sono verificate.
Chiudo con questo appello, Presidente Mastrovincenzo, perché in questa vicenda voto per un principio, almeno su questo siamo ancora liberi di farlo, io temo che nel corso di questo quinquennio, o meglio nel corso di questi 2 anni che sono rimasti per la chiusura della legislatura nazionale, se non si voterà l'anno prossimo, avremo ancora molti tentativi per limitare ulteriormente l'autonomia regionale, alcuni sorretti dalla legge, le cosiddette leggi di indirizzo, altri sorretti dal ricatto perché qualche anno fa i Governi hanno proposto alle Regioni delle soluzioni dicendo: “Questa è la soluzione, io non te la posso imporre, ma siccome questa soluzione porta un risparmio di 5 milioni, se tu la fai, bene, se non la fai ti tolgo 5 milioni dal bilancio”, cioè dai trasferimenti, questo è ricatto!
Questo significa che se fra gli organi della Repubblica, Stato e Regioni, si innesca questo tipo di meccanismo - le Regioni magari useranno la loro forza nei confronti dei Comuni - verrà meno l'elemento non solo della convivenza, come diceva l'Assessore Cesetti, ma del patto sociale, non c'è più patto sociale, non ci si può più fidare di nessuno.
Caro Presidente solo la sua sensibilità, alziamo la testa nei confronti del Parlamento perché non è possibile che sul numero degli Assessori, sullo status dei Consiglieri, su quello che dobbiamo fare nella sanità, sulle leggi elettorali, sugli Uffici di Presidenza, noi dobbiamo sempre e comunque ricorrere e sottostare a quello che decide il Parlamento.
A questo punto chiudiamo le Regioni, ci sia un dibattito più serio a questo riguardo, ritorniamo alla monarchia, a quando c'erano le Province, oppure le allarghiamo, si chiude questo dibattito sulle Macroregioni, si fanno più grosse ed a questo punto possiamo immaginare l'Italia Federale vera in cui siamo un Paese serio che si assume le proprie responsabilità, poi le Regioni faranno i fallimenti? Bene, i fallimenti qualcuno li pagherà, li stiamo pagando perché paghiamo i fallimenti delle banche, paghiamo i fallimenti della sanità, paghiamo i fallimenti delle aziende, non c'è più lo Stato-mamma che copre tutto, se lo Stato non è quella mamma che copre tutto, non può essere neanche quel padre che dà legnate e che dice come dobbiamo comportarci, come dobbiamo soffiarci il naso.
Sandro ZAFFIRI. L'intervento del Consigliere Marconi mi ha fatto riflettere e credo che abbia fatto riflettere anche l'Aula su cosa è successo in questo periodo dalla prima approvazione di questa legge.
Secondo noi sono successi molti fatti che non sono stati determinati dalla minoranza, ma dalla maggioranza, li ha determinati il gruppo del Partito Democratico che si è intromesso in ruoli, in termini istituzionali, che rispetto alle leggi di questo Consiglio non erano prevedibili.
Questa legge era partita in un contesto diverso, era questa la riflessione da fare oggi in Aula. Probabilmente era partita da riflessione diversa anche per i gruppi, perlomeno per qualche gruppo, se ricordo bene, della minoranza, ed oggi ci troviamo a discutere su una situazione - questo lo vogliamo sottolineare come gruppo - diversa rispetto a 3, 4 mesi fa.
Se c'è qualcosa di diverso da 3, 4 mesi fa non è un problema delle minoranze, ma è un qualcosa su cui riflettere in termini probabilmente diversi.
Noi l'altra volta votammo contro questo provvedimento perché non ci piaceva e non ci piace nemmeno oggi, perché siamo sempre alle solite, l'abbiamo già ascoltata questa frase, probabilmente ripetuta qualche giorno fa dallo stesso Vicepresidente Minardi: “Gravi motivi, gravi motivi, gravi motivi”, io per 30 o 40 anni a causa del lavoro che ho fatto ho sempre sentito le parole: gravi motivi, situazioni non democratiche, e sentendo tutte queste cose qua, mi trovo di fronte alla stessa frase.
Gravi motivi è una valutazione soggettiva, se io vengo in Aula con una maglietta, oppure con una cosa con cui non dovrei venire, posso essere contestato. Queste contestazioni possono avvenire per qualsiasi cosa, non c'è il peso, la determinazione della percentuale, quant'è grave l'affermazione? Questa è una cosa soggettiva, per questi motivi credo che su questa proposta di deliberazione ci sia da riflettere.
Dal momento che qualche tempo fa non era passata in seconda lettura, credevo si ripresentasse con qualche variazione circa gli aspetti evidenziati nella precedente lettura, invece si è mantenuta la stessa posizione, mantenendo la stessa posizione noi manifestiamo le stesse perplessità dell'altra volta e credo che il gruppo di maggioranza di questa Aula debba riflettere perché qualcosa effettivamente non funziona più, in questo periodo in modo particolare. Grazie.
Elena LEONARDI. Intervengo anch’io per fare la mia dichiarazione di voto perché mi sembra che la discussione sia stata abbastanza sviscerata anche rispetto alla volta scorsa.
In prima lettura anch'io ero contraria e resto contraria tuttora anche perché sono state evidenziate, da chi mi ha preceduto, le stesse incongruenze.
Anch'io ho ascoltato con attenzione le parole del Consigliere Marconi, ma francamente non credo che il taglio dei due Consiglieri Segretari dell'Ufficio di Presidenza sia stato dettato da norme nazionali, altrimenti non sarebbe stato reintrodotto, ma più probabilmente, per non dire certamente, è stato dettato, come ha detto il Consigliere Celani, da una volontà di presentarsi al corpo elettorale con una immagine di tagli, di buona politica, che di fatto forse non ha funzionato ed è stata solo una mossa demagogica, tant'è che oggi ci torniamo sopra.
La seconda questione oggetto di questa modifica dello Statuto è quella che è, in qualche modo, una sorta di bavaglio, così è stato visto anche nelle altre sedute in cui si è discussa questa modifica di regolamento, perché anche se è stata ampliata la base che può decidere una sfiducia, rispetto a fatti che sono successi all'interno di quest'Aula, di fatto dà la possibilità di togliere un ruolo che è sempre dato ad un Consigliere in quanto tale.
Chi è eletto all'interno dell'Ufficio di Presidenza è eletto in quanto Consigliere legittimamente eletto dai cittadini marchigiani, e la possibilità di mettere questo bavaglio, per quanto mi riguarda, va contro la volontà di ogni Consigliere di potersi esprimere in maniera congrua e consona, ed il fatto che non ci siano delle fattispecie specificate rende la valutazione molto aleatoria e molto discrezionale, forse troppo discrezionale, tanto che può essere male utilizzata da chicchessia. Reputo che questo sia una costrizione della libertà del Consigliere che non è, per quanto mi riguarda, accettabile.
Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Questo argomento ci vede qui a discutere un po' a intermittenza, sono almeno 6 mesi che ne parliamo, a volte sembra che si vada verso una direzione, a volte sembra che sia tutto in stasi, ecco perché dico a intermittenza.
Più volte, sia ad ottobre, ma anche oggi, è stato ricordato e preso un po' come pretesto, per così dire, come alibi, il fatto che io abbia aderito a questa proposta di modifica.
Queste modifiche alla legge statutaria mi hanno vista come firmataria in quanto in un clima di iniziale collaborazione con i colleghi dell'Ufficio di Presidenza, io ho pensato che la presenza dei Consiglieri Segretari potesse, in teoria si, assicurare maggiore rappresentatività alle minoranze, alle opposizioni.
Sono stata firmataria anche dopo essermi assicurata maggiori garanzie a tutela dei membri dell'Ufficio di Presidenza, e questo lo dico con riferimento alla mozione di sfiducia per gravi motivi.
L'aggettivo gravi non è certamente un criterio oggettivo e a mio avviso lascia troppo spazio all'interpretazione, io più volte dico che in seno alle istituzioni non ci dovrebbe essere assolutamente spazio per le interpretazioni perché l'interpretazione è suscettibile di cambiamenti di scenari che potrebbero succedere e che effettivamente si sono verificati.
In definitiva l'aver avallato questa modifica non fa certo di me una paladina di questo atto pertanto, come già dichiarato in passato, sono qui a ribadire la mia astensione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carloni.
Mirco CARLONI. Potrei cambiare anche il voto e votare a favore perché bisogna essere trasparenti. Il Consigliere Minardi ha detto una cosa importante, mi era sfuggita, e per fortuna l'ha ribadita il Consigliere Celani e poi la Consigliera Marcozzi: questa proposta di deliberazione nasce come istanza da un’esigenza di alcune minoranze.
Con grande trasparenza e chiarezza, se c'è un’esigenza che è nata da qualche gruppo di minoranza, sono convinto che è anche giusto andare incontro a questa necessità, ritengo però che, in una logica dialettica e non populista, sia altrettanto giusto che sia chiaro … cioè io credo che se un Maggi qualsiasi avesse …
(interrompe il Consigliere Maggi)
PRESIDENTE. Consigliere Maggi dopo le do la parola.
Mirco CARLONI. Se il Consigliere Maggi ha questa esigenza per cui dice: voglio entrare nell'Ufficio di Presidenza per dare una rappresentanza al mio gruppo, è legittimo, anzi sono qui a dirle che gliela voto, però sarebbe bello che urbi et orbi sapessero anche che il Movimento 5 Stelle ha delle esigenze di rappresentatività, come tutti, legittime e ambisce, legittimamente, a far parte dell'Ufficio di Presidenza senza far passare sempre gli altri come quelli che devono avere i posti e voi come quelli che non ne avete bisogno.
Se avete questa esigenza ditela chiaramente ed io la voto.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto il Consigliere Maggi.
Giovanni MAGGI. Ricordo perfettamente che questa proposta di deliberazione è stata presentata dall'Ufficio di Presidenza per prevedere due Segretari. Noi non l'abbiamo mai richiesta, casomai se avessimo dei vuoti di memoria credo ci siano i verbali della Commissione e dell'Aula, allora di fronte ai verbali ed agli scritti da cui risulta che noi abbiamo richiesto questa riforma statutaria io mi inchino e dico che non mi ricordavo.
Siccome sono certo che noi non l'abbiamo richiesta, questa cosa è sicuramente una menzogna, che il Movimento 5 Stelle, in particolare la mia persona, ha chiesto i due Segretari.
Quello che voglio dire, lo dico anche alla Consigliera Marcozzi, è che le esigenze, espresse molto bene dal Conigliere Zaffiri, sono completamente mutate, sono venute mutando in un crescendo rossiniano che è arrivato alla nomina della minoranza da parte della maggioranza nella Commissione su Banca Marche.
Il Consigliere Carloni non se la deve prendere se io cito “Carloni”, ormai, come gli americani chiamano le fotocopie Xerox e l'aspirapolvere Hoover, il Consigliere di minoranza eletto dalla maggioranza verrà chiamato “Carloni”, non c'è niente di personale, è un lessico normale che viene fuori questa cosa.
(interrompe il Consigliere Carloni)
Giovanni MAGGI. Ma chi l'ha chiesto all'Ufficio di Presidenza? Le dichiarazioni vanno dimostrate con i fatti e con le prove, non c'è nessuna prova che noi abbiamo chiesto questa cosa perché ….
Giovanni MAGGI. L'abbiamo chiesta noi? Ma lei mente sapendo di mentire, perché noi non l'abbiamo mai chiesta! Noi non la vogliamo, noi non siamo a caccia di Presidenze come lo è lei, che ha fatto la campagna elettorale per essere votato dalla maggioranza Presidente di minoranza. Lei ha fatto una campagna elettorale mandando e-mail a tutti noi dicendo: “Io sono la persona più adatta”, noi non siamo così, noi non veniamo dalla legislatura di Spacca, non ci siamo presentati con Spacca, noi siamo vergini di queste cose, quindi scusate e tollerate la nostra inesperienza! Capito?
Vi chiediamo scusa, vi chiediamo tolleranza, vi chiediamo comprensione, voi siete avvezzi alla politica, voi venite dall'altra legislatura, avete fatto tutto quello che è stato fatto e adesso criticate in questa legislatura, quello che avete fatto nella IX legislatura lo criticate nella X. Noi non siamo così scafati, forse ci arriveremo o forse non ci arriveremo mai perché non ci vogliamo arrivare, quindi noi votiamo contro perché questa riforma dello Statuto non l'abbiamo mai chiesta, non c'è mai venuto in testa. Tutto quello che viene detto dell'Ufficio di Presidenza l’abbiamo discusso in I Commissione e questo allargamento della maggioranza ci sembrava una cosa che potesse essere buona, non l'abbiamo mai richiesta e se qualcuno ha la prova di questa richiesta io mi inchino e dirò: “Ho sbagliato” però vi voglio ricordare sempre, l'ho citata l'altra volta, la massima di Bertrand Russel “Gli stupidi hanno sempre certezze, le persone intelligenti sono sempre piene di dubbi”.
Luigi ZURA PUNTARONI. Sono rimasto in silenzio, ma in cuor mio ho sempre desiderato far parte dell'Ufficio di Presidenza, l'ho tenuto per me, perché magari ci sono persone più degne in questa Aula.
Io sono un grande perché nonostante il grande piacere di stare lassù in alto, sono rimasto qui in silenzio, quindi adesso vedete voi come fare meglio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l'Assessore Pieroni.
Moreno PIERONI. Non avrei voluto prendere la parola perché il dibattito è stato già ampio, però uno stimolo l'ho avuto dal Consigliere Maggi e, se non ricordo male, ma sicuramente ricordo male, la prima votazione sulla modifica dello Statuto è stata votata anche da voi, molto probabilmente ricordo male.
Capisco che in 6 mesi possono cambiare i rapporti, le situazioni, però se all'epoca si è votato a favore ed oggi si vota contro, non so cosa possa essere successo di così grave, visto che è la stessa proposta data in prima lettura, lo ripeto, non è cambiato niente. C’è qualcosa che non comprendo, perché io provengo dalla precedente legislatura ed ero un Consigliere abbastanza vivace, anche se stavo nella maggioranza, ed alcuni percorsi mi rimanevano abbastanza chiari, adesso mi manca questo passaggio e non riesco a capire, Consigliere Maggi, cosa può essere cambiato per il Movimento 5 Stelle in sette mesi, a meno che non sia successo qualcosa di grave, però, ripeto, ognuno nella sua coscienza, nel suo modo di fare, nel modo di approcciarsi in questo consesso è libero.
Questa è una riflessione che voglio fare a voce alta e proprio adesso ho avuto la conferma che lo Statuto era stato votato da tutta l'Assemblea consiliare, è cambiato qualcosa? Penso di si, non so cosa, ma questo dubbio mi rimane.
Jessica MARCOZZI. Forza Italia per le motivazioni già espresse voterà contro. Grazie.
Deliberazione legislativa statutaria. La pongo in votazione
“Modifica alla legge regionale 9 febbraio 2010, n. 4 ‘Norme in materia di beni e attività culturali”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 31 ad iniziativa del Consigliere Giacinti.
Francesco GIACINTI. Grazie Presidente, buon giorno a tutti i colleghi. Con la presente proposta di legge, che va in sostanza a modificare la legge regionale numero 4 del 2010 “Norme in materia di beni e attività culturali”, si è voluto offrire un impulso sinergico volto a migliorare e qualificare i servizi culturali e ambientali esistenti o programmati, valorizzandoli in modo più incisivo, sia a vantaggio delle popolazioni locali che ai fini della valorizzazione turistica, con particolare riferimento alle aree interne.
Per questo scopo, con questa modifica si è voluto riconoscere, accreditare, consolidare, promuovere, le esperienze ecomuseali in atto nella nostra regione e favorirne l'allargamento ad altre realtà territoriali.
Gli ecomusei sono ambiti territoriali che, per le loro risorse e peculiarità storiche, culturali, paesaggistiche e ambientali, vanno preservati e valorizzati anche in senso turistico, in quanto rappresentativi della cultura e delle tradizioni locali nel quadro di uno sviluppo sostenibile.
Gli ecomusei sono altresì una forma organizzativa gestionale che ha natura prevalentemente associativa condivisa tra soggetti pubblici e privati.
La Regione Marche tramite un apposito regolamento riconosce, disciplina e promuove sul proprio territorio gli ecomusei di concerto con le comunità locali, allo scopo di recuperare, testimoniare, valorizzare e accompagnare nel loro sviluppo la memoria storica, la vita, le figure, i fatti, la cultura materiale e immateriale, i mestieri, i saperi, le relazioni tra ambiente naturale e ambiente antropizzato, le tradizioni, le attività e il modo in cui l'insediamento ha caratterizzato la formazione e l'evoluzione del paesaggio e del territorio regionale, i saperi e le pratiche delle popolazioni locali e le loro trasformazioni nel tempo, nella prospettiva di orientare il futuro del territorio in una logica di sostenibilità ambientale, economica e sociale, di responsabilità civica e di partecipazione attiva dei soggetti pubblici e privati e dell'intera comunità.
Dalla presente proposta di legge non derivano oneri finanziari a carico della Regione Marche.
Per onore del vero devo aggiungere che questa proposta di modifica è avvenuta coinvolgendo i servizi interessati, nel caso specifico quello della cultura e dell'ambiente, al fine di evitare duplicazioni di testi normativi che rischiano di essere non completamente ed appieno attuati. Si è ritenuto - con una semplice modifica della legge esistente sui beni culturali - alla fine di queste riunioni di lavoro che questa strada fosse quella più snella ed agile al fine di giungere al risultato prefissato.
Dico al Presidente che è necessario far ricorso a degli emendamenti che sono stati presentati e che illustrerò al momento del voto, di solito facciamo in questa maniera. Grazie.
Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Con questa proposta di legge si vuole imprimere un’accelerazione al processo, a dire il vero per molti aspetti stagnante, della valorizzazione dei nostri territori partendo proprio dai cardini delle eccellenze locali, sintetizzate negli ecomusei.
Valorizzare al meglio gli ecomusei potrà comportare anche la creazione di posti di lavoro e di veri e propri distretti della cultura.
Simili istituzioni possono, se opportunamente valorizzate ed incentivate, anche divenire un valido presidio della cultura e delle tradizioni locali a fronte di una progressiva omologazione identitaria e di un inarrestabile spopolamento delle zone montane con flussi migratori sempre più portati verso la costa.
Già da anni in altre Regioni e località italiane, come ad esempio la Provincia autonoma di Trento, l'Umbria, la Lombardia, il Molise, la Puglia gli ecomusei sono stati normati con precise leggi e quindi è giunto il momento che anche le Marche si attivino al riguardo partendo proprio dall'ampliamento della lettera f), del comma 1, dell'articolo 2, della legge regionale 9 del febbraio 2010, n. 4 dove vengono citati in uno striminzito richiamo alla promozione gli ecomusei.
Data la valenza dell'ecomuseo alcuni nostri territori si sono già attivati autonomamente e mi riferisco ad esempio alla Val d'Aso, alla costa pesarese o ai Monti Sibillini, ma questi rappresentano solo una punta, seppure di diamante, di quanto in termini di identità territoriale e valenza culturale, la nostra Regione può offrire.
Per apprezzare tutta la loro bellezza e valenza le Marche hanno bisogno di essere vissute e non solo di essere visitate.
La modifica che si propone va invece nella direzione sopra citata del potenziamento di questa realtà in perfetta sintonia con la volontà di tutelare e preservare tradizioni locali e beni artistico architettonici - ambientali delle Marche che proprio per la loro conformazione ambientale e demografica non devono temere concorrenza in materia di valorizzazione della cultura ambientale.
Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Giacinti per questa proposta di legge che mi pare molto interessante ed importante e sono contento che ci sia un’ampia condivisione.
Vorrei approfittare di questa sede per trattare un aspetto che è marginalmente e tangenzialmente collegato a questo tema e che riguarda in generale il rapporto tra musei ed ambiti territoriali, che viene trattato da questa legge, perché una legge della Regione Marche che prevede il Parco regionale della Memoria esiste sulla carta, ma che non è stata portata avanti sufficientemente con impulso da chi di dovere.
Vanno benissimo tutte le nostre iniziative, auspico che anche questa proposta diventi legge regionale, sarebbe bene che, dopo che noi votiamo gli atti in Aula, essi possano avere pieno diritto anche nella loro fase attuativa, poiché quella legge è collegata a questa ed anch'essa prevede la creazione di un parco regionale e di una serie di iniziative che la Regione Marche dovrebbe fare per sollecitare e sostenere quell'iniziativa. L'auspicio è che insieme possano trovare non solamente un riconoscimento legislativo, ma anche una piena fattibilità. Questo nell'interesse di una piena identità regionale, anche per offrire servizi alla comunità, in questo caso di carattere turistico, di promozione e di valorizzazione dei territori.
Questo comporta che ci siano delle risorse da spendere sul piano finanziario, sul piano umano e su quello dell'impegno.
Credo che sia utile che tutta l'Aula, tutta l'istituzione dell'Assemblea legislativa, quando condivide un bel percorso, come questo, poi si attivi anche in seguito per far sì che possa trovare piena concretizzazione.
Luca MARCONI. Presidente per due cose. Innanzitutto voglio complimentarmi con questa iniziativa perché già nella precedente legislatura si era tentato di arrivare a questa soluzione e finalmente viene raggiunta dalla I Commissione e dal suo Presidente, quindi sicuramente l’appoggio in maniera convinta.
L'altro aspetto, mi unisco alla osservazione fatta dal Consigliere Busilacchi, Presidente, per chiedere formalmente in Aula che si proceda alla ricognizione di tutte le leggi, almeno degli ultimi 3 anni o indietro, che sono state approvate da questo Consiglio e mai rese esecutive, perché a questo punto o compiamo un atto di onestà e le revochiamo, oppure si apre un confronto serio con l'amministrazione. Chiaramente questo esecutivo non ha responsabilità di alcun tipo, però facciamo una verifica anche con i dirigenti per capire se queste leggi devono essere attuate oppure no, perché quella distanza che viene segnalata molto spesso fra cittadini ed istituzione in questo caso si allarga ancora di più.
Non c'è solo il problema dell'indennità e dei vitalizi, c'è anche quello che se un'istituzione funziona pagata dai cittadini, poi questa deve produrre i risultati che lei stessa ha deciso. Se abbiamo deciso che deve esserci un risultato riguardo a determinate leggi, lasciamo perdere le mozioni, Presidente, perché su quelle ognuno se la canta e se la suona come meglio crede, ma le leggi sono una cosa diversa, è un rispetto all'Aula ed è un rispetto ai cittadini che hanno partecipato alla formazione di quegli atti o che in qualche maniera li hanno addirittura suggeriti. Grazie per l'attenzione.
Piero CELANI. Grazie Presidente. Esprimo anch'io valutazioni positive su questo testo proposto relativo alla valorizzazione e alla promozione degli ecomusei.
Provo a fare una domanda ed una raccomandazione: in fase di discussione in Commissione chi si è posto il problema dell’approvazione e della gestione di eventuali ecomusei che vanno a crearsi in ambiti fortemente vincolati? Qui si parla di territorio, l'ecomuseo è una struttura aperta, è una struttura che racchiude una serie di asset, i più importanti molto spesso sono immateriali: quelli storici e quelli paesaggistici, mentre quelli materiali sono quelli architettonici, e li vediamo.
Noi abbiamo in questo nostro territorio, bellissimo, in questa nostra regione straordinaria, qualcosa di cui tante altre regioni non si possono fregiare, cioè la presenza di due parchi nazionali.
Ora è naturale andare a creare strutture all'interno, ma in regimi fortemente vincolati questo crea sicuramente dei problemi.
Vorrei prevedere, se non è stato fatto nella stesura del Regolamento, di interfacciarsi con la componentistica dei parchi affinchè queste strutture non restino sulla carta e questa legge non resti sulla carta, come ha detto il Consigliere Marconi, perché una cosa è creare un ecomuseo in un ambito bellissimo, che non ha un discorso paesaggistico così forte come quello dei Sibillini e come quello dei Parchi nazionali, una cosa è crearlo all'interno di quegli asset lì. Lì c'è il Ministero dei beni culturali, c'è l'Ente Parco, ci sono una serie di situazioni che tendono a recintare quei territori in modo tale da non fare entrare altri ambiti per poterlo normare, per poterlo a volte anche utilizzare, perché l'ambiente va vissuto, l'ambiente va inteso come risorsa perché se noi intendiamo mummificare l'ambiente non abbiamo raggiunto alcun obiettivo.
L'ecomuseo va proprio in questo verso, quello di impedire che l'ambiente venga mummificato in modo tale che possa essere vissuto, che possa essere messo a reddito. Mi raccomando, se questa riflessione non è stata fatta, nella stesura del Regolamento per quanto riguarda la promozione e soprattutto la gestione di questi ecomusei si faccia attenzione a quelle aree che ricadono all'interno dei Parchi nazionali, perché lì potremmo trovare molte difficoltà e sarebbe deleterio perché sono gli ambiti maggiormente qualificati e qualificanti l'opera normalizzata di questa legge.
Voglio far questa breve raccomandazione, ovviamente sono favorevole a questo testo.
Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Io parto dalla considerazione che ha fatto il mio, il nostro Capogruppo Busilacchi allargando il ragionamento al Parco regionale della memoria.
Sulla legge anch'io voglio complimentarmi e ringraziare il Consigliere Giacinti, tra l'altro per chi conosce il territorio marchigiano viene spontaneo dire che ha messo insieme la sua capacità legislativa con la conoscenza del territorio, come ha ricordato anche la Consigliera Marcozzi, lei faceva riferimenti ai Sibillini e al pesarese, ma in particolare l'ecomuseo, quello vero, è quello della Val d'Aso, il territorio di cui il Consigliere Giacinti ha un'ottima conoscenza.
Sulle finalità di questa legge siamo d'accordo: l'ambiente, la natura, la memoria storica, ma il nostro capogruppo ha parlato di Parco regionale della memoria ed io intervengo non per dire quanto già è stato detto, ma per evidenziare che alcuni giorni fa, Consigliere Maggi, ho partecipato con lei e con il Consigliere Rapa ad una iniziativa a cui era presente il Presidente del Consiglio Mastrovincenzo, rispetto non soltanto all'attuazione della legge citata dal Consigliere Busilacchi, ma all'attività nel suo insieme. Tra l'altro qui c'è stata una mozione rispetto alle leggi n. 15 del 2013 e n. 26 del 2009, relativa alla memoria storica, ai partiti politici, agli istituti storici, non soltanto non c'è stata l'attuazione di quella legge, ma si rischia quasi uno strappo quando un’associazione come l'Anpi in modo più o meno velato - io tra l'altro al Presidente regionale gliel'ho detto apertamente, altrimenti non ne avrei parlato qui visto che lui non può rispondermi - dice o la Regione partecipa con rispetto e sostiene con coerenza le nostre iniziative oppure non può limitarsi alla presenza nei momenti più significativi della storia della Repubblica ed alle celebrazioni di questi momenti.
Bene questa legge su cui c'è un voto convinto, bene l'allargamento a cui ha fatto riferimento il Consigliere Busilacchi, ma credo che dobbiamo ricondurre il tutto - tra l'altro alla presenza del Presidente Mastrovincenzo è stato un momento importante - ad un momento di impegno profondo dell'istituzione di cui siamo componenti.
Emendamento 1/1 ad iniziativa della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.
Francesco GIACINTI. Vado in ordine secondo la numerazione oppure la Consigliera Leonardi illustra quelli da lei presentati?
Elena LEONARDI. Ho presentato due emendamenti e li illustrerò insieme perché di fatto sono consequenziali.
Il primo prevede l'introduzione della parola “generale” dopo la parola regolamento in quanto da come è strutturato l'articolo 1 si evince che verrà realizzato un unico Regolamento, reputo però che questo sia in parte carente in quanto la peculiarità dell'ecomuseo è data da una forte interazione con la territorialità, quindi con le realtà che operano nel territorio che diventa un ecomuseo, non solo le istituzioni, ma anche la cittadinanza o le varie associazioni possono essere chiamate ad essere parte attiva, ad esempio, nell'insegnamento didattico, non solo di quella che è la realtà paesaggistica o storica di quel posto, che diventa un ecomuseo, ma anche di quelle che sono le tradizioni legate all'agricoltura, alla pastorizia, all'artigianato locale, penso al tombolo e ad altre realtà particolari del nostro entroterra. Qui si lega il primo emendamento nel quale chiedo, specificando per la prima parte del primo articolo, che quando si parla di regolamento si intenda un regolamento generale che possa essere utile per tutti gli ecomusei.
Nel secondo emendamento chiedo di introdurre le parole: “i regolamenti dei singoli ecomusei avvengono con il concorso di tutti i soggetti interessati, pubblici e privati” perché i soggetti interessati, pubblici o privati, in linea generale possono essere le varie amministrazioni, possono essere i rappresentanti degli enti parchi, possono essere quelle autorità che, in qualche modo, hanno un potere sul territorio.
Se andiamo a realizzare un ecomuseo in uno specifico territorio reputo che sia indispensabile il coinvolgimento di quelle realtà locali che poi dovranno essere chiamate ad illustrare ai ragazzi, ai bambini l'ecomuseo, piuttosto che interagire con un'industria agricola che opera come privato nel territorio o con altri.
Reputo che questa differenziazione di momenti, quindi di un regolamento generale e di un regolamento particolare, sia più ferrata rispetto alla struttura dell'ecomuseo che si inserisce in maniera coinvolgente ed interattiva con la realtà locale. Grazie.
Francesco GIACINTI. Esprimo parere favorevole nei confronti di questi emendamenti che accettiamo perché si vanno a collocare e meglio specificano, ciò che vuole la Consigliera Leonardi.
Devo dire che non trovo lo stesso riscontro con gli emendamenti presentati dalla Consigliera Malaigia, che lei illustrerà dal suo punto di vista, però per quanto mi concerne ho fatto una verifica e questi emendamenti si scontrano, uno con il Titolo V della Costituzione, secondo il quale noi non possiamo andare ad occuparci di materia che è riservata alla competenza statale, stessa cosa per il secondo che è di competenza esclusiva dello Stato per cui non possiamo disciplinare questa materia.
Per quanto concerne gli emendamenti da me presentati, li illustro.
Il primo ad onore della verità era un emendamento presentato dal Consigliere Maggi in Commissione, votato unanimemente dalla Commissione, che però è sfuggito nella presentazione del testo, per cui la Commissione lo ripresenta come suo, è l'emendamento 1/1.
C’è poi l'emendamento 1/4 che si rende necessario per correggere una dicitura, così come fatto notare dal Consiglio delle Autonomie Locali, che ha peraltro espresso parere favorevole alla proposta di modifica, prendiamo il suggerimento del Cal secondo il quale sarebbe buona cosa ascoltare anche il parere del Crel, non solo del Cal, come era presente nel testo originario.
Mi sento di appoggiare questo suggerimento, anzi ci scusiamo per non aver fin dall'inizio inserito il parere del Crel come obbligatorio, al pari di quello del Cal.
PRESIDENTE. Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.
Emendamento 1/2 a firma della Consigliera Leonardi. Lo pongo in votazione.
Emendamento 1/3 a firma della Consigliera Leonardi. Lo pongo in votazione.
Emendamento 1/4 ad iniziativa della I Commissione. Lo pongo in votazione.
Articolo 1, così come emendato, lo pongo in votazione.
Articolo 1 bis.
Emendamento 1 bis/1, istitutivo dell’art. 1 bis, a firma della Consigliera Malaigia, chiede la parola, ne ha facoltà.
Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. In risposta a quello che ha appena detto il Consigliere Giacinti dico che i miei emendamenti non parlano di competenze esclusive, ma di ciò che scaturisce dalle azioni di cui all'articolo 2, perché se vogliamo precisare, anche il sistema dell'ecomuseo in sè stesso non rientrerebbe nella fattispecie dell'articolo 1 della legge 4 del 2010.
La tutela dei beni culturali marchigiani deve comprendere anche quelle tipologie contemplate dal codice ed anche quelle che scaturiscono dalle attività di ricerca e catalogazione. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 1 bis/1. Lo pongo in votazione.
Emendamento 1 bis/2, istitutivo dell’art. 1 bis, a firma della Consigliera Malaigia. Lo pongo in votazione.
Proposta di legge n. 31, così come emendata, la pongo in votazione.
Proposta di deliberazione n. 10
“Proposta di legge costituzionale alle Camere concernente: ‘Modifica dell’articolo 33 della Costituzione in materia di promozione e valorizzazione dello sport’”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 10 ad iniziativa della Giunta regionale.
Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Saluti a tutti. Questo è un provvedimento che è stato ampiamente discusso e condiviso nell'ultima Commissione che abbiamo effettuato la settimana scorsa.
Si tratta di inserire nella Costituzione italiana, esattamente all'articolo 33, insieme a quelli che sono i valori dell'arte, dell'istruzione, della scuola e dello spettacolo, anche i valori relativi allo sport.
Questa forse è una di quelle piccole mancanze che possiamo rimproverare ai padri costituenti, tante volte abbiamo detto che forse la Costituzione italiana è una delle pagine più belle che siano mai state scritte in questo Paese.
Noi facciamo riferimento ad un aspetto che è inserito in tantissime Costituzioni europee, così come inserito all'interno di molti trattati della Comunità europea. Ad esempio noi abbiamo dei Paesi che nelle loro Costituzioni hanno proprio degli articoli dedicati, come Spagna, Portogallo, Svizzera e immancabilmente la Grecia, il Paese patria delle Olimpiadi per le quali durante il loro svolgimento si fermavano addirittura i conflitti in corso.
Questo è un aspetto e come Regione Marche vogliamo stimolare il nostro Governo ed il nostro Parlamento ad inserire al più presto questo comma nell'articolo 33 della Costituzione.
Come abbiamo detto prima, nell'Unione europea ed anche in molti altri Paesi dell'occidente è viva la consapevolezza che lo sport sia, soprattutto in un periodo come questo, uno strumento di integrazione, ma soprattutto uno strumento di trasmissione di valori fondamentali della nostra società, quali la lealtà, il rispetto dell'avversario, la fatica, il riconoscimento dell'avversario.
Grazie a tutti e spero che questo provvedimento sia condiviso da tutti in Aula.
Giovanni MAGGI. Che nella nostra Costituzione manchi lo sport è anche comprensibile, si veniva da una guerra, prima quella mondiale e poi quella di liberazione, e forse l'unico sport che poteva essere praticato, in quel periodo così difficile, era il salto del pasto.
Noi siamo favorevoli all'inserimento dello sport, siamo sfavorevoli nel momento in cui lo sport viene inteso come privilegio di pochi, con un sacco di soldi che girano sui campioni sportivi.
Anche per gli sport che venivano considerati dilettantistici ormai i diritti televisivi e le acquisizioni degli atleti vengono fatte a suon di milioni di euro o di dollari, in un momento così difficile, dove ci sono persone che fanno molta fatica ad arrivare alla fine del mese.
Siamo soprattutto favorevoli all'ultimo periodo che dice: “valorizza l'associazionismo sportivo in particolare nelle forme del volontariato” questo ci piace in modo particolare, per cui noi siamo favorevoli all'inserimento nella nostra Costituzione del valore dello sport e del valore del volontariato.
Chi è padre, chi ha figli sa bene quali sacrifici nelle associazioni sportive vengono fatte dai volontari che impegnano il proprio tempo in favore di questi ragazzi che crescono nello spirito dello sport, quindi ci piace questa contrapposizione tra lo sport come ricchezza e come privilegio di pochi ed il valore dell'associazionismo, il valore del volontariato, il valore del portare i ragazzi allo sport ed a tutto quello che lo sport può insegnare nella formazione di un ragazzo. Grazie.
Jessica MARCOZZI. Mi auguro che l'eventuale modifica della nostra Costituzione, dell'articolo 33, come richiesto dalla Giunta regionale sia il primo passo dell'amministrazione verso una valorizzazione dello sport, che non può prescindere da concreti investimenti rivolti all'associazionismo ed alle strutture sportive che da nord a sud nella nostra regione, in molti casi, presentano evidenti lacune, a fronte di innumerevoli e prestigiosi risultati che i nostri atleti centrano da sempre. Non solo agonismo o protezionismo, anzi l'attenzione dello sport deve essere riversata anche e soprattutto a tutti coloro che, a tutte le età, praticano qualsiasi disciplina sportiva anche a livello amatoriale o ludico.
Non può infatti non essere rimarcata con forza la ripercussione positiva che lo sport ha sulla salute delle persone e di riflesso sul costo del sistema sanitario nazionale, quindi, investire nello sport per vivere meglio e risparmiare sulla sanità. Grazie.
Elena LEONARDI. Vorrei ribadire un si convinto e quindi un voto favorevole a questa proposta di legge perché credo che i valori dello sport intesi come lealtà, come impegno, intesi anche come gioco di squadra, che spesso i nostri i bambini, i nostri ragazzi, gli uomini di domani, imparano all’interno delle associazioni sportive, che sono sicuramente una base fondamentale per la creazione di persone migliori.
Mi faccio portavoce di un augurio, ma anche di alcune distorsioni che sono state in qualche modo accennate dal Consigliere Maggi, che vedono nello sport a volte una conflittualità piuttosto che un momento di divertimento e di crescita personale nel quale ragazzi si pongono degli obiettivi. Mi auguro che insieme a questo, quando potrà essere inserito nella Carta Costituzionale, trovino spazio quei valori positivi che sono certamente più che condivisibili. Sono da aiutare e da supportare anche attraverso le parole, il supporto divulgativo, ma anche e soprattutto con degli interventi concreti che possano aiutare quei genitori, quelle associazioni sportive che oggi si reggono soprattutto sulla buona volontà di tanti padri e madri che si impegnano in prima persona, non solo come volontari, ma anche come genitori, per fare dello sport uno strumento di crescita, uno strumento di sviluppo.
Assolutamente positiva la proposta e assolutamente condivisibili i principi che ci sono dietro.
Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Quando sento in televisione o nei dibattiti parlare di modifiche alla Costituzione sinceramente ho sempre un po' di timore, nel senso che la Costituzione è fatta talmente bene, a mio avviso, ed è talmente bella che forse bisognerebbe utilizzare un’attenzione in più ogni volta che si vuole intervenire, anche perché purtroppo la politica in questi anni ci ha dato l'impressione di voler modificare la Costituzione per fini non così trasparenti e chiari.
In questo caso, visto il valore universale che tutti noi riconosciamo allo sport, credo che questa proposta sia assolutamente valida, apprezzabile e meritevole, anzi vorrei leggere, non so se è stato fatto, l'articolo proposto che è bello e recita così: “La Repubblica promuove lo sport nella varietà delle sue discipline e manifestazioni e ne sostiene la funzione civile, sociale, educativa e di tutela della salute, valorizza l'associazionismo sportivo in particolare nelle forme del volontariato”, ripeto, una proposta assolutamente condivisibile.
Mi unisco alla raccomandazione della Consigliera Marcozzi perché se come Regione Marche intendiamo promuovere questa modifica della Costituzione poi dobbiamo essere i primi nella nostra regione a valorizzare lo sport, a valorizzare le associazioni, a valorizzare tutte quelle forme che nel territorio facilitano la pratica dello sport, per cui si a questa proposta, ma anche ad un impegno forte e conseguente per la Regione Marche e per il territorio marchigiano. Grazie.
Luca MARCONI. Grazie Presidente. Intervengo molto rapidamente per fare alcune proposte.
Sono favorevole a questa proposta del Consigliere Urbinati che mi stava spiegando che troverà anche un largo consenso a livello parlamentare. Per quello che è possibile mettiamo a disposizione ognuno di noi i propri parlamentari di riferimento perché la cosa proceda più rapidamente possibile.
La trovo particolarmente intelligente per un motivo semplicissimo, c'è un’ipocrisia intorno al volontariato che va svelata, come a dire che non si vuole riconoscere che in effetti il volontariato c'è, è quello che sostiene nel sociale, nella cultura, nello sport, più del 95% delle attività e non si vuole neanche riconoscere che questo costa.
Mi auguro, Consigliere Urbinati, che quella parola “valorizza”, siccome il valore è anche economico, tenga conto anche di questo e per quanto mi riguarda mi metto a disposizione per proposte che riguardino la nostra legislazione regionale, nella quale possiamo in maniera chiara mettere delle risorse, anche fra quelle già destinate, per rasserenare l'Assessore Cesetti, senza aumento di spesa e destinarle in maniera più puntuale verso il volontariato, ripeto, uscendo da quest'ipocrisia.
Che il volontario non debba essere pagato è un principio sacrosanto, se sei volontario non prendi nulla, ma è evidente che il volontario facendo quell'attività ha dei costi.
Negare che debbano esserci dei costi intorno all'attività di volontariato è una ipocrisia e si finisce per limitarne l'attività stessa e tutto quello che può essere proposto intorno ad essa.
Se ci sono delle proposte, Consigliere Urbinati, che possiamo fare in questo senso già nella nostra disponibilità possiamo proporle da subito.
Sandro ZAFFIRI. Credo che questo articolo, che propone di inserire un argomento estremamente importante nella nostra Costituzione, sia una cosa estremamente positiva, anche perché questo ruolo e questo spazio, ruolo e spazio dello sport, vanno ripresi nella Costituzione in quanto sono argomenti interessanti ed io aggiungo indispensabili.
Indispensabili perché credo che in merito al contesto dello sport, anche dalle ultime notizie che abbiamo ascoltato poche ore fa, bisogna riflettere con molta attenzione in quanto la criminalità organizzata si è inserita in questo mondo ed ha determinato scenari apocalittici per le scommesse, creando dei disastri.
Credo che se questo argomento, cioè l'articolo 1, andrà a buon fine, quindi ripreso nella Costituzione, sarà un fatto estremamente importante, di conseguenza è chiaro che tutto quello che gira illegalmente, illecitamente, attorno allo sport sarà un argomento pesantissimo da prendere in considerazione, perché, ripeto, gli ultimi fatti dimostrano purtroppo che in questo mondo stanno accadendo o sono accadute gravissime cose.
Penso che sia una realtà molto ampia questa dello sport e proprio perché è molto ampia credo che vada ripresa, nel senso del controllo, in modo molto più attivo, questo è l'aspetto essenziale e che tutto giri, nel limite dell’’impossibile, con la massima trasparenza e non avvenga purtroppo quello che è accaduto e lo abbiamo ascoltato ieri che, in un modo criminoso, si modifichino completamente gli assetti dello sport.
Credo che questa sia una riflessione che noi, nel mondo anche piccolo di questo Consiglio, dobbiamo fare e se questo argomento, questo articolo verrà inserito e troverà il suo buon fine nella Costituzione, considerato quello che sto evidenziando in questo momento, si potranno prevedere anche leggi molto pesanti o pesantissime per questi fatti che purtroppo sono accaduti o che accadranno, anche se ci auguriamo che accadano sempre di meno o addirittura possano sparire completamente. Grazie.
Piero CELANI. Esprimo soddisfazione per questa proposta di legge costituzionale per far si che anche nella Costruzione venga rafforzato il ruolo dello sport ed i valori in esso compresi possano essere presi a riferimento dalla società civile, dalla collettività e, in modo particolare, dai nostri giovani in un momento dove ogni scorciatoia, nel peggiore dei modi, viene presa per poter raggiungere scopi e obiettivi non sempre leciti.
Credo che rimarcare questo aspetto sia molto importante.
Ho apprezzato molto che nella relazione illustrativa si sia fatto un confronto tra le Costituzioni europee per capire come le altre hanno esplicitato il ruolo dello sport nello sviluppo della promozione umana dei propri cittadini. Dopo farò una piccola riflessione su questo confronto in quanto ho fatto un'esperienza da Sindaco con alcuni Comuni della cinta parigina.
E' stata rimarcata l'importanza del volontariato, lo ha detto anche il Consigliere Marconi, se questo settore, come per sociale, si ferma, non avendo più a disposizione gratuitamente milioni di ore in un anno, si ferma tutto il sistema dello sport amatoriale, dello sport con valenza sociale, quello che interessa a noi. Certamente a noi non interessa lo sport professionistico o fatto per altri fini.
Credo che questa proposta di legge costituzionale possa esserci utile per fare alcune riflessioni sull'associazionismo sportivo che in pratica ci sta sfuggendo un po' di mano, nel senso che in tutti i territori esistono una miriade di società e di associazioni sportive che non sempre hanno la volontà di rispettare i canoni, i principi, i valori per cui sono nate.
Occorrerà anche regolamentare questo mondo dell'associazionismo sportivo, ad esempio, sapete che gli enti territoriali, gli enti locali, in particolare i Comuni, mettono a disposizione le proprie strutture a favore di queste associazioni sportive in modo particolare l'impiantistica sportiva collegata alle scuole, le mitiche e famose palestre. Molto spesso il problema nasce a causa di liti fortissime per l'utilizzo degli spazi, degli orari e quando due associazioni litigano e si spezzano per avere più spazi, c'è tutto un mondo molto particolare che non va a favore della promozione dello sport inteso in senso lato, ma soprattutto per soddisfare alcune esigenze personalistiche.
In Francia hanno fatto un'esperienza molto importante, loro sono molto attenti a questo mondo dell'associazionismo sportivo, tanto è vero che in ogni territorio, in ogni provincia, ogni anno, c'è la festa delle associazioni sportive, le hanno regolamentate in modo talmente stretto da far sì che lo Stato centrale, attraverso gli enti territoriali, finanzi queste associazioni con contributi che non servono a coprire tutte le spese dell'associazione, ma per far sì che queste possano sviluppare effettivamente quel ruolo che lo statuto impone.
Si tratta di uno statuto di carattere generale che ogni provincia fa e lo mette a disposizione di questo sistema, di questo grande mondo variegato del volontariato e dell'associazionismo sportivo. Soltanto quelle associazioni che operano in questo settore, secondo questi canoni, secondo questi principi, secondo queste regole, accedono a dei finanziamenti che sono statali, sono dei trasferimenti dallo Stato centrale agli enti territoriali per quelle finalità e vi dico che funzionano, non c'è più questa pletora di associazioni che molto spesso vanno a vanificare l'opera di chi realmente lavora con coscienza in questo settore.
Credo che questa potrebbe essere l'occasione affinché l'Assessore allo sport metta mano a questo tema, cioè regolamenti il mondo dell'associazionismo sportivo amatoriale per far si che possiamo dare un contributo al loro sviluppo.
Gianluca BUSILACCHI. Grazie. Anch'io apprezzo molto questa proposta, ma anche il dibattito che ho seguito con attenzione e che contiene degli spunti che mi sento di condividere, a partire dalla considerazione, forse più profonda, che inserire lo sport nella Costituzione vuole dire probabilmente elevare al giusto rango la Cenerentola del welfare italiano, perché lo sport sta nel welfare, ha a che fare con il nostro benessere, eppure non ha il riconoscimento dalla politica pari agli altri pezzi del welfare italiano, pari all'assistenza, alla previdenza.
Sappiamo che sono indiscutibili, lo ricorda la relazione, sia quanto detto dal nostro relatore che quello che è scritto, l'aspetto educativo, l'aspetto di prevenzione della salute, l'aspetto formativo dello sport, il suo valore civile, sociale e culturale. Lo dicono i dati, lo dice l'esperienza, lo dicono le tante iniziative che ci sono anche nel nostro Paese, però credo che sia necessario che la politica ne prenda piena consapevolezza da tutti i punti di vista.
Ad esempio un tema che c'è è quello che riguarda la pratica dello sport nelle scuole primarie. E’ un'iniziativa che noi dovremmo sostenere perché è importante che i bambini vengano avviati nell'ambito della scuola all'attività sportiva. Ci sono alcuni Paesi dove questo avviene in maniera decisamente maggiore, questo comporta che sia un insegnamento, sia sul piano della salute che su quello della socialità.
C’è anche un secondo tema che è quello che riguarda il sostegno e la promozione della pratica sportiva, quindi il tema già citato dell'associazionismo, ma anche degli impianti, argomento dolente in tutta Italia, perché comporta dei costi, però se ci crediamo dobbiamo poi essere conseguenti.
Da ultimo, ma non ultimo, c'è il tema che riguarda la governance dello sport, la forza che noi diamo alle federazioni con tutto quello che comporta anche sul piano politico, quindi grandi eventi sportivi e l'organizzazione di momenti che sono importanti sul piano turistico, sul piano della visibilità e in alcuni casi – penso agli eventi più importanti – anche sul piano infrastrutturale per il Paese ospitante.
Potremmo continuare a lungo ma concludo qui, sarebbe bello che questo dibattito che ci ha offerto questa proposta di legge, che voteremo con grande convinzione, possa proseguire in approfondimenti, in altri momenti e in tutte le politiche che porteremo avanti.
Fabrizio CESETTI. Gli spunti del dibattito dimostrano, qualora ce ne fosse stato bisogno, di quanto sia importante questa nostra iniziativa costituzionale.
Qualcuno ha detto, mi sembra il Consigliere Bisonni, che la nostra Costituzione è la più bella al mondo, se questa modifica verrà apportata sarà ancora più bella e potrà compensare anche qualche strafalcione che è stato fatto in questi ultimi anni.
Il dibattito stesso ha dimostrato quanto siano importanti i motivi per cui si rende necessaria questa modifica, che sono ben spiegati nella relazione illustrativa, perché non è soltanto la valorizzazione e la tutela dello sport in sé, ma lo sport come strumento di prevenzione della salute, come strumento per la crescita psicofisica dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, come fatto educativo e formativo per le generazioni di un Paese. Questo è notorio, lo sport con le sue regole sa tenere insieme una comunità perché insegna anche a vivere, ma soprattutto, e termino, questa modifica è importante perché indurrà inevitabilmente il legislatore ordinario ad intervenire meglio in questo settore che troppo spesso viene lasciato in una sorta di disordine generale.
Si evocava la necessità di sostenere, ad esempio, l'associazionismo sportivo e io sono d'accordo, c'è la necessità anche di regolarlo, soprattutto di regolarlo, e questo è un compito che, con questa modifica, potrà essere assegnato a tutte le articolazioni della Repubblica, dello Stato, quindi al Governo, alle Regioni, agli stessi Comuni, dovrà essere regolamentato perché certi eccessi vengano anche adeguatamente sanzionati.
Pensiamo un attimo che, e faccio solo questa riflessione, nell'associazionismo c'è, nella stragrande maggioranza dei casi, la tensione ideale e altruistica delle persone, ma spesso nelle organizzazioni si verificano degli eccessi, come si sono verificati nel nostro Paese in alcune realtà dove ci sono state infiltrazioni, questo pure è stato evocato, della criminalità o in altri settori dove, ad esempio, spesso queste forme di associazionismo sono state utilizzate anche per pratiche illegali, e questo va regolamentato.
Dico una cosa banale, e mi taccio veramente, ma tanto banale non è, pensiamo alle pratiche delle sponsorizzazioni nello sport o in altre categorie. Dobbiamo dire che molto spesso, nella stragrande maggioranza dei casi, sono state lo strumento per promuovere la pratica dell'evasione fiscale, molto in voga nel nostro Paese.
Questo deve essere regolamentato una volta per tutte e una modifica di questo tipo indurrà il legislatore ordinario ad intervenire in una materia che da una parte è da sostenere e dall'altra, per sostenerla bisogna sorreggerla, occorre mettere anche ordine e disciplina, perché questo Paese ha bisogno, anche in siffatta materia, di ordine e disciplina. Ben venga quindi questa modifica.
Proposta di deliberazione n. 10 - ricordo che con questa votazione finale si approvano anche la relazione illustrativa e la relazione tecnica - la pongo in votazione.
Sostituzione di un componente del Consiglio direttivo dell’Associazione “Università per la Pace”.
(articolo 15, comma 5, l.r. 18 giugno 2002, n. 9 – articolo 12, comma 6, Statuto Ente – deliberazione dell’Assemblea n. 125/2009 e successive modificazioni) – voto limitato a uno.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di un componente del Consiglio direttivo dell’Associazione “Università per la pace”. Voto limitato a uno.
PRESIDENTE. Ricordo che l’Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità e di inconferibilità dei candidati.
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 23
Schede valide n. 18
Torbidoni Giulia n. 14
Scipioni Maria Paola n. 4
Capitini Luciano n. 0
Ruggieri Nedio n. 0
Proclamo eletta nel Consiglio direttivo dell’Associazione “Università per la pace” la dott.ssa Giulia Torbidoni.
“Adesione al progetto di formazione e lavoro della figura dell’accompagnatore turistico e assistente delle destinazioni turistiche”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 65 che, d’accordo il Consigliere Maggi, viene rinviata alla prossima seduta.
Giovanni MAGGI. Ho parlato con chi se ne occupa nella maggioranza e siccome il nostro obiettivo è quello di discutere e di fare approvare la mozione, anche perché è una proposta che ci viene dal territorio, ci viene da una nostra attivista di Cupramarittima, siamo favorevoli al rinvio di una settimana per vedere di approvarla insieme. Grazie.
Mozione n. 69
“Salvaguardia dei fondi relativi al ‘Piano E.R.P. 2006-2008’ non ancora assegnati per inadempienza della Provincia di Macerata”.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 69 della Consigliera Leonardi che viene rinviata alla prossima seduta per l’assenza dell’Assessore Casini.
“Modifica assetti di reparto all’Ospedale di Urbino. Mantenimento potenzialità della Medicina dell’Ospedale ‘Santa Maria della Misericordia’”.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 68 della Consigliera Leonardi che ha la parola per illustrarla.
Elena LEONARDI. Questa mozione riporta un richiamo all'applicazione della deliberazione di Giunta regionale n. 735 del 2013, che è precedente all'approvazione della 139, che però non modifica il concetto espresso nella mozione che vado ad illustrare.
A seguito dell'applicazione della deliberazione n. 735, ma anche di quella successiva che riguarda la riconversione delle piccole strutture ospedaliere, i presidi di Sassocorvaro, Cagli, Fossombrone dovevano essere riconvertiti dall’1 gennaio.
In concomitanza a questa riconversione l'attuale Direttore dell'Area vasta 1 intendeva attivare immediatamente, senza avere degli spazi fisici a disposizione, 20 posti letto per acuti presso l'ospedale civile di Urbino denominandoli sotto la dicitura di geriatria.
Non essendovi gli spazi per questi 20 posti, leggo, di geriatria presso l'ospedale di Urbino, il Direttore di Area vasta 1 sembra aver stabilito di ricavarli dimezzando il reparto di medicina e lungodegenza del medesimo nosocomio che al momento contempla 50 posti letto, pertanto verranno ridotti di 20 unità.
Contestualmente sembra che il Direttore dell'Area vasta 1 intenda anche nominare come responsabile della geriatria dell'ospedale di Urbino l'attuale primario di Cagli affinché esso diventi primario di geriatria di Cagli, Urbino, Sassocorvaro e Fossombrone, quindi di 4 nosocomi, primario, quello di specie, che è già incaricato su nomina fiduciaria con una serie di caratteristiche.
Considerato che, nessuna modifica dei posti letto sarebbe attuata a carico della medicina e lungodegenza di Urbino, 35 posti di medicine e 15 di lungodegenza, inevitabilmente si darebbe vita all'interno della medicina e lungodegenza ad un nuovo reparto di geriatria che toglierebbe posti letto alla stessa medicina e lungodegenza.
Dai dati costantemente prodotti negli anni, il reparto di medicina e lungodegenza ha dimostrato di aver ottenuto risultati lusinghieri di gestione in termini di numero di ricoveri, quasi tutti vengono dal pronto soccorso; risultati positivi anche per quanto riguarda i tempi di ricovero: circa 7 giorni di media, e nel periodo fra il 2010 e il 2014 per i 2100 ricoveri si è rimasti nei margini consentiti dalla spesa nonostante il budget messo a disposizione fosse stato costantemente ridotto.
Considerato che, la condivisione negli stessi spazi di questi due reparti non potrà non portare ad un peggioramento nelle prestazioni rispetto all'ottimizzazione raggiunta dall'attuale medicina e che la frammentazione della gestione metterà a rischio i risultati fino ad ora raggiunti, per quanto fin qui esposto, con la mia mozione vorrei impegnare la Giunta affinché venga mantenuto l'attuale assetto del reparto di medicina e lungodegenza senza scorporare questi posti letto e il personale infermieristico.
L'eventuale attivazione di un autonomo reparto di geriatria dovrà essere realizzato solo quando saranno pronti dei posti letto aggiuntivi ed una struttura che sia appositamente dedicata, con la direzione del primario di Urbino, sia per motivi logistici che per motivi di risparmio economico. Infine venga resa maggiormente efficiente la gestione dei tre reparti di lungodegenza degli ospedali di Fossombrone, Cagli e Sassocorvaro. Grazie.
Federico TALE'. Non so Consigliera Leonardi, non essendo lei del territorio, chi le ha sollecitato questa mozione, però propongo di rigettarla perché non ha modo di esistere in quanto i tre punti riguardano la gestione, quindi penso che non competa a questa Assemblea addirittura nominare il primario di geriatria.
Per quanto riguarda il primo punto che è quello relativo al fatto che i 20 posti letto di geriatria non debbano andare ad intasare la medicina dell'ospedale di Urbino, è una cosa che non è mai passata per la testa a nessuno, io logicamente ho chiamato immediatamente il Direttore di Area vasta il quale ha detto che saranno 20 posti letto autonomi ed entro l'anno 2016 partiranno i lavori e saranno 20 posti letto separati.
Nel secondo punto andiamo addirittura a dire chi deve fare il primario, qua è stato già nominato perché con la soppressione del reparto di medicina di Cagli, dove c'era già un primario, la legge ed i contratti prevedono che nell'ambito della riorganizzazione appena c'è una nuova unità operativa quello sarà il primario, se ha le stesse capacità, a dover essere sostituito e quindi impegnato nella nuova unità operativa.
Il terzo punto è quello relativo alla gestione delle lungodegenze dei presidi di Fossombrone, Cagli e Sassocorvaro che sono assolutamente efficienti, nella prima settimana di febbraio avevano il 90% dei posti letto occupati, nella prima settimana di marzo addirittura il 95%. Per questo penso che non ci sia altro da dire.
Mozione n. 68. La pongo in votazione.
Sandro ZAFFIRI. Noi abbiamo presentato questa mozione perché dai nostri terminali sul territorio ci è venuta notizia che, in un momento particolare della discussione dell'avvio dell'anno scolastico, c'era la possibilità, per quanto riguarda questo istituto che ricade sulla città di Fano, una città estremamente importante per la provincia di Pesaro, che poteva venire a mancare questo istituto per il non raggiungimento del numero degli iscritti.
Noi riteniamo che questa prassi o questa regola dell'iscrizione, in questo caso del numero dei ragazzi iscritti all'istituto, sia una cosa un po' becera, perché guardiamo con interesse al ruolo e allo sviluppo della città di Fano.
Venendo a mancare questo istituto, per esempio, si avrebbe uno spostamento di ulteriori attività, in questo caso scolastiche, verso la città di Pesaro e si creerebbero ulteriori difficoltà alla città di Fano, perché nell'equilibrio del territorio, a prescindere dalle disposizioni che in questo contesto, secondo noi, andrebbero messe da una parte, si dovrebbe valutare il ruolo che ha o che potrebbe avere la città di Fano con l'istituto o senza istituto.
Per noi la posizione politica estremamente importante per questa città è che il “Cesare Battisti” rimanga a Fano e se c'è necessità anche di deroghe …, secondo noi le regole e le normative vigenti per il raggiungimento del numero “legale” dei ragazzi che si iscrivono al “Cesare Battisti” andrebbero rimosse perché non è un aspetto tecnico, è un aspetto politico e chi si mette fuori da questa mozione non fa gli interessi della città di Fano, non ha interesse per questo territorio, tutto questo affinché il territorio non venga depauperato ulteriormente di attività, in questo caso scolastiche, verso altri territori, come ho citato, per esempio il capoluogo di Pesaro.
Chiedo una riflessione politica attenta soprattutto delle persone e dei Consiglieri di questo territorio: valutino con attenzione se questa mozione può rispondere al vero, a prescindere da quello che succederà nella direzione regionale della scuola regionale, o altra interpretazione che sia contraria all’ipotesi del mantenimento del “Cesare Battisti”. Grazie.
Letizia BRAVI. Grazie. Una cosa che mi interessa è che questa mozione porta la data del 22 dicembre 2015, quindi fa riferimento alle linee guida del 2016/2017 che noi abbiamo approvato in questo Consiglio il 19 gennaio, quindi è un po' obsoleta come data, questo però mi porta a dire che non è obsoleto il contenuto e dà l'occasione per riproporre un'argomentazione su un problema serio che è quello del “Cesare Battisti”.
Premesso che io ho dei numeri attuali sulle iscrizioni dell'ultimo tempo, non sono numeri veritieri più di tanto, quindi ne possiamo parlare con chi li vuol conoscere, ma non vedo perché mi debba dare dei numeri quando non sono certi e non vengono dalle fonti, e la fonte è l'Ufficio scolastico regionale.
Questa è una cosa che dobbiamo tenere bene a mente, è l'Ufficio Scolastico che ha la competenza nel dare un'autonomia: amministrativa, didattica, organizzativa.
Da qui nasce un fatto che io mi sento in grande libertà di dirvi e di comunicarvi, come si era detto nella seduta del 19 gennaio, abbiamo iniziato dei tavoli di concertazione, avevo detto che li avremmo fatti a febbraio e così è stato, sono finiti, da oggi pomeriggio con i dirigenti ci metteremo a lavorare sui loro esiti.
Il 21 marzo finiremo la concertazione per la scuola di primo grado, non per la secondaria, l'abbiamo fatta sui territori, andando provincia per provincia.
Dico questo perché se voi leggete i giornali o guardate la televisione avrete visto quello che ho detto: per me la scuola non è un'impresa, non vorrei essere stretta dai numeri, 400 o 600, vorrei avere la libertà di fare qualche progetto, di avere un concetto di territorio che non sia risicare alla costa un alunno o due, o farli iscrivere 36 volte, come sono costretti a fare nell'entroterra per sopravvivere. Ho lanciato l'idea che, da insegnante prima che da Assessore, bisogna avere una progettualità, si possono fare distretti montani e cercare di non chiudere le scuole perché la scuola è come la piazza e come la chiesa, per me, il punto in cui la gente sta.
E’ dura! Onestamente mi sento di dire che è una lotta un po' contro i mulini a vento perché va di moda vedere la scuola come un'azienda. La scuola ha 400 iscritti nelle zone montane e 600 nella zona non montana.
La mia volontà è quella di mantenere l’autonomia, laddove possibile, non dobbiamo avere l'idea dei grandi numeri, devo dirvi la verità ricevendo i dirigenti molti si stimano dal loro numero: “Io ne ho 1400, 1500” ed io ho risposto “Bravo ne scappano 2”, nel senso che i ragazzi vanno guardati, non dobbiamo stimarci di avere queste grandi masse, perché il Preside dovrebbe avere l'attenzione e la relazione con i docenti e con i ragazzi.
Sto cercando di lottare per una via di mezzo che salvi il più possibile le scuole.
A questa mozione non so cosa rispondere, primo perché è vecchia come tempo, le linee 2016/2017 sono andate e le abbiamo bloccate, stiamo lavorando per far passare un'idea di accorpamento marchigiano nuovo, che valuti l'entroterra, i progetti e su questo il “Cesare Battisti” nella fattispecie è una di quelle scuole che sta morendo per la fisionomia che ha, quindi cercheremo di fare progetti per i geometri e per il marketing, però questi sono tempi lunghi, abbiamo iniziato, ma non posso rispondere a questa mozione diversamente. Grazie.
Gianluca BUSILACCHI. Grazie. Ho ascoltato con interesse l’intervento dell'Assessore e m’induce a una considerazione più generale anche rispetto ad una cosa che ho detto prima.
Il Consiglio regionale deve avere un ruolo, è importante che l'abbia, deve essere ben consapevole di quello che è il suo ruolo, ma non può debordare in cose che non gli competono.
Talvolta accade che noi stessi, mi ci metto io per primo, facciamo delle mozioni che vanno un po' al di là del ruolo del Consiglio regionale, quindi la proposta che faccio ai firmatari - visto che comunque il tema è meritevole di attenzione e sul piano delle procedure c'è la competenza degli uffici scolastici, c'è una tempistica che probabilmente renderebbe errato il voto di oggi in Aula – è di portare questo atto in Commissione per un approfondimento con gli uffici scolastici, in modo che i Consiglieri possano avere l'occasione di interloquire con l'Assessore, con chi di dovere e possano avere la sede opportuna per un approfondimento, altrimenti saremo costretti a votare contro la mozione per le ragioni illustrate dall'Assessore, che non sono tanto nella questione di merito, nello specifico, ma c’è una sfasatura di questa mozione per una questione di tempistica di competenze.
Per salvare il dibattito farei prima questa proposta.
Sandro ZAFFIRI. Sapevo già che questo problema sarebbe finito in questi termini, anche se non sono né un mago, né tanto meno un preveggente.
Ho cercato di evidenziare il problema ed adesso lo ripeto: non è una questione tecnica, lo so che la mozione è datata dicembre quando c’era il periodo caldo della discussione sul “Cesare Battisti”, allora come oggi non è un problema tecnico, Assessore, un problema di numeri, l'ho detto prima, è un problema politico perché in quel territorio si sta discutendo politicamente se svuotare di contenuti, di attività, i servizi di Fano e portarli a Pesaro, è così anche se non abito in quel territorio. E’ così! Punto.
Io ho richiamato al buon senso l'Aula perché so che ci sono Consiglieri, che non appartengono all'opposizione, alla minoranza, ma alla maggioranza ed ho chiesto una riflessione. Questa riflessione è venuta, per quanto mi riguarda, dalla voce e dalla proposta del capogruppo del Partito Democratico, noi questa mozione non la ritiriamo e vogliamo andare al voto, anche se il PD ha già detto di votare “tasto rosso” come poc'anzi ho ascoltato.
Per noi la logica di questa mozione risponde al territorio, alla politica, non risponde alla questione tecnica. Se il partito di maggioranza non sostiene questa mozione, è chiaro che è favorevole a che l'istituto “Cesare Battisti” venga spostato da un'altra parte. E’ evidente, non ci vuole né la sfera di cristallo, né altre mediazioni per l'interpretazione di questo problema.
La mozione per noi rimane valida, credo che ognuno debba svolgere il proprio ruolo e presentare le mozioni anche se chi fa parte della maggioranza non è d'accordo e per escamotage propone la discussione in altra sede. E’ da dicembre che si discute sul “Cesare Battisti”, credo che dopo 4 mesi la cosa sia stata approfondita. Grazie.
Mirco CARLONI. Ho seguito insieme ad altri e molto da vicino questa vicenda. Ho ringraziato pubblicamente e lo rifaccio oggi l'Assessore Bravi perché in un momento di confusione in cui poteva cambiare l'assetto organizzativo delle dirigenze ha preferito rinviare la decisione e fare un approfondimento ed un'analisi.
Credo che la Lega abbia fatto questa mozione che atteneva a un altro dibattito e a un altro momento, successivamente si è deciso di rinviare, però è chiaro che ancora oggi l’argomento è attuale e tutto sommato, anche se la mozione arriva in ritardo, c'è una discussione ancora da fare.
Credo anche che in merito al “Cesare Battisti”, come è stato rilevato più volte dagli stessi dirigenti scolastici - lo voglio dire in quest'Aula perché altrimenti ne parliamo solo in modo negativo, come se fosse una scuola che sta fallendo, che sta chiudendo, diamo segnali giusti e positivi -, è da gennaio, momento in cui la questione è stata cristallizzata, che la dirigenza scolastica, che io ho incontrato più volte ed ho incontrato anche gli studenti, ha avviato una campagna di comunicazione, devo dire anche di buon livello, per promuovere i corsi scolastici e cercare di aumentare il numero degli iscritti e di questa linea credo che bisogna darlei atto.
Devo dire che l’Assessore è stata un po' evasiva quando ha risposto alla mozione. Sarebbe bene, anche in tempi brevi, dare chiarezza e spiegare quanto meno la metodologia. Più o meno abbiamo capito che cosa ha in testa l’Assessore, però se spiega meglio la metodologia, eviteremo che tra qualche mese riparta non solo il “Cesare Battisti” ma tutta la grancassa degli istituti scolastici che ad oggi non sanno nemmeno i criteri con i quali il suo ufficio, insieme alle province, sta predisponendo il piano, altrimenti si genera confusione e ci saranno altri casi come il “Cesare Battisti”.
In ogni caso anche se tardiva questa discussione è quanto mai utile ed il mio sostegno va a questa mozione.
Luca MARCONI. Grazie Presidente. Innanzitutto avrei un’osservazione, se non proprio un’obiezione sul metodo.
Capisco che nel gioco delle parti le minoranze hanno assunto in questa legislatura, più che in altre, sicuramente più che nella precedente, questo modo di assumere bandiere su situazioni più o meno definite per poter dire: “Vedete? Noi abbiamo proposto questa cosa e la maggioranza l'ha respinta perché non vuole sostenere questa situazione” nello specifico dell'Istituto Tecnico “Battisti” di Fano.
Viene fatto continuamente per la sanità, viene fatto per la scuola, viene fatto per l'ambiente, viene fatto per decisioni che neanche ci riguardano, impossibili, e quindi è ovvio, Consigliere Zaffiri, che la maggioranza respinga queste mozioni in linea di principio, perché sono già comprese in atti ed è ovvio che si vada in Commissione perché io di questa roba non so assolutamente nulla e non sarei in nessun modo in condizione di poterla discutere.
Qui non si tratta di dire sono favorevole o sono contrario, io dopo ho una mozione che riguarda l'affido familiare, la mozione è chiara, impegna la Giunta in determinate cose, uno può essere favorevole o contrario, mentre qui c'è da capire all'interno di quel contesto che io non conosco … poi avrei altre 10 mozioni da presentare per le province di Macerata e Fermo, perché magari conosco quell'istituto che dovrebbe avere una classe di più mentre quell'altro una di meno, ma è il metodo che non può essere accettato e, in linea di principio, per quello che mi riguarda, fosse anche per la duplicazione del Comune di Recanati dirò sempre che è sbagliato, perché non si possono presentare mozioni impossibili o non verificate da un punto di vista programmatico e tecnico ed anche politico perché quando diciamo “rinviamo in Commissione” non diciamo che siamo contrari al dibattito, diciamo che in quella sede, in maniera più approfondita, articolata e analitica si può verificare se una cosa vale la pena di farla oppure no, poi i Commissari e tutti i Consiglieri interessati discutono e risolvono le cose.
Cito la mozione sulla cannabis, estremamente contrastata e contrariata, che alla fine è tornata in Commissione, è arrivata in Aula ed è stata approvata.
Non è vero che c'è un atteggiamento pregiudizievole da parte della maggioranza nei confronti di chi propone cose ragionevoli, se uno propone cose per poter andare a Fano ad attaccare i manifesti, è chiaro che li attacca, ma non con il nostro consenso.
Sandro BISONNI. Faccio un intervento breve per fare i miei complimenti all'Assessore, perché ho sentito un ragionamento che a me piace molto anche da insegnante e condivido il fatto di non guardare in maniera sterile i numeri, ma di cercare una progettualità, di vivere la scuola, di capire l'importanza della scuola nel territorio.
Se questo stesso ragionamento, Assessore, fosse applicato anche alla sanità noi non avremo quel massacro dell'entroterra che sta avvenendo o perlomeno ci sarebbe un'attenzione molto diversa.
Sono molto concorde con il suo ragionamento, le faccio i miei complimenti, da insegnante ho capito perfettamente il suo ragionamento e quello che c'è sotto, mi auguro vivamente che si trovino le soluzioni per le scuole dell'entroterra. E' molto importante tutelare le piccole scuole, per quanto possibile, per quello che la legge ci consente di fare, perché mi rendo conto anche che un Assessore non può fare quello che vuole, non è il meccanico del vapore che fa quello che vuole, ma ci sono delle leggi da rispettare, però nell'ambito di queste leggi cercare di trovare quelle possibilità che permettano di tutelare le piccole scuole, le scuole dell'entroterra, le scuole che stanno in difficoltà, sono ragionamenti e progettualità meritevoli del mio consenso.
Detto questo, capisco anche che un argomento del genere vada approfondito perché ci sono sottese delle leggi, delle condizioni da rispettare, per cui credo che sia giusto che questo argomento, come ha detto l'Assessore, vada approfondito magari con un passaggio in Commissione, con gli uffici, proprio per cercare di trovare una soluzione per questa scuola.
Ritengo di accogliere la preoccupazione dell'Assessore, preoccupandomi delle scuole dell'entroterra, delle scuole che stanno in difficoltà, e proprio per tutelare queste scuole ritengo che sia giusto avere i numeri, numeri ufficiali, e sia giusto fare dei ragionamenti e delle progettualità.
Piero CELANI. Credo che questa mozione non sia assolutamente tardiva, anzi rimette in moto una discussione che rischia di avvenire in tempi molto stretti, soltanto all'ultimo momento, quando i giochi sono fatti.
Ritengo che sia giusto che se ne parli adesso, anzi credo che sia giusto che si discuta in Consiglio una relazione dell'Assessore su quelle che sono state le risultanze di questi tavoli, le risultanze di queste audizioni, dell'ascolto che è stato fatto sui territori con i dirigenti scolastici, spero non solo con i dirigenti scolastici, perché molto spesso c'è una visione un po' troppo stretta, legata al mantenimento di un proprio orticello da coltivare a più non posso a colpi di numeri, a colpi di promozione e non so con quali altri metodi, che poi non servono assolutamente ai ragazzi per fare delle scelte consapevoli, ai ragazzi ed alle famiglie.
Ritengo che questo sia giusto altrimenti lasciamo in mano il tutto ai funzionari dell'Ufficio scolastico regionale, non solo, anche a qualche funzionario che con la calcolatrice disegna la nuova rete scolastica regionale suddivisa in ambiti provinciali. Questo secondo me non sarebbe giusto.
Devo dire che non avevo colto con grande entusiasmo il rinvio che era stato proposto l'altra volta, perché pensavo che ci fossero già delle condizioni per poter cominciare a decidere, in quanto la deliberazione relativa alle linee di indirizzo della programmazione della nuova rete scolastica per l'anno scolastico appena iniziato, cioè il 2016-17, era stata fatta e credevo che fosse abbastanza delineata e precisa. Avevo pensato che quel rinvio fosse dettato dal fatto che la politica potesse in qualche modo intervenire prevaricando un po' le sue competenze, a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca ed avevo avuto questo sentore soprattutto per quanto riguarda alcune province che penso di conoscere abbastanza bene, la mia in particolare, quella di Ascoli.
Oggi noto con soddisfazione che l'Assessore ci dice che i suoi progetti, i suoi indirizzi non sono legati esclusivamente ai numeri, così come il Ministero ci vuole imporre, così come l'Ufficio scolastico regionale ci vuole imporre, ma le decisioni saranno collegate a dei progetti da fare sui territori.
Benissimo, questo lo accogliamo con grande soddisfazione.
Due raccomandazioni: la prima è quella di cercare di salvaguardare il più possibile quelle che sono state le eccellenze di riferimento importanti nei territori per la formazione dei nostri ragazzi, se qualcosa ha funzionato ed è stato un riferimento molto importante ed ha sua specificità è chiaro che va tutelato e salvaguardato nei modi rispettosi della legge.
La seconda è un mio pallino, chiedo scusa all'Assessore ed al consesso, è inutile che il Ministero e la Regione in modo particolare per sopperire a questa mancanza di educazione scientifica/professionale sui nostri territori, ci raccomandino di privilegiare i pochi tecnici professionali e nei territori poi nascono dei guazzabugli. Questo è il discorso.
Penso che non possiamo non riflettere su queste cose, i tempi sono maturi, nelle Marche abbiamo delle strutture eccellenti dal punto di vista della formazione tecnico/professionale, ma nonostante questo abbiamo una carenza della formazione professionale e tecnica nei nostri territori, ve lo dico anche come professionista, abbiamo una carenza grossissima nella formazione professionale, negli istituti, nei poli che devono dare molto da questo punto di vista per la crescita di alcune professioni e dei nostri giovani.
Teniamo in conto queste cose, non facciamo delle direttive, non facciamo degli indirizzi che poi restano sulla carta, questo è importante, se ci crediamo, se la prossima deliberazione della programmazione della rete scolastica regionale per quanto riguarda le singole province, 2017/2018, ricalca gli indirizzi che fino adesso la Regione si è data, che credo giusti indipendentemente dalla Giunta, dai Consigli, lavoriamo in modo asettico, facciamo un passo indietro e guardiamo quello che è successo nelle Marche da tre anni a questa parte. Sono state prese delle direttive molto precise e specifiche, ancora si può aggiustare qualcosa, se vengono confermati quegli indirizzi agiamo di conseguenza e mi auguro che non si proceda anche quest'anno a dei rinvii che sarebbero strumentali. Viene da pensare che ci siano delle interferenze che non giovano alla crescita del sistema e della rete scolastica regionale.
Siamo in un momento di grande trasformazione per quanto riguarda la scuola, per quanto riguarda l'educazione, non soltanto, anche per quanto riguarda la formazione specifica. Noi dobbiamo fare in modo che i nostri ragazzi quando escono dalla scuola, se faranno l'Università o se verranno introdotti nel mondo del lavoro, non perdano tempo e vengano subito introdotti nel sistema.
Dobbiamo avere delle scuole, degli istituti che lavorano in questo senso, quindi spero che questa mozione, cui sono favorevole, possa dare il “la” allo spunto per un ulteriore dibattito in quest'Aula quando l'Assessore ci metterà a conoscenza di quelli che sono stati i risultati nei vari territori, dopodiché ci possiamo confrontare provincia per provincia.
Credo che alla fine questa nuova deliberazione della programmazione della rete scolastica 2017/2018 nasca nel verso giusto e potrà essere rispettata punto per punto in modo tale che quando andremo il prossimo mese di gennaio a dibattere su questo tema non ci arrovelleremo su polemiche sterili ed inutili che farebbero i singoli dirigenti dei nostri territori.
Loretta BRAVI. Ringrazio per questa attenzione che giustamente la scuola merita, perché io ho delle deleghe un po' sensibili: la scuola, il lavoro, lì incroci la gente e nascono i problemi seri.
Vi ringrazio molto di questo perché andare a toccare la scuola è una cosa, pensiamoci un attimo, abbastanza difficile, quindi vi ringrazio di questo.
Vorrei proporre una cosa, ma prima aggiungerei 2, 3 flash.
Rispondo al Consigliere Zaffiri, su Fano il problema non è politico, lei può ritenere quello che vuole, però su Fano non è un problema politico, è un problema didattico. Il problema è che l'Ufficio scolastico regionale fa fatica a dare l'autonomia ad un “Cesare Battisti” o ad altre scuole, il problema non è solo del “Cesare Battisti”, io ho fatto una ricognizione su tutte le Marche e ce ne sono parecchie, non è la sola, perché va sotto i 600 iscritti.
Il discorso è quello che ha fatto il Consigliere Celani, se si va con la calcolatrice qui c'è chi vive e c'è chi chiude o soffre, se non si va con la calcolatrice, ma si va con un minimo di ratio, si può pensare di salvare le scuole dei territori, non per essere controcorrente, ma perché vanno salvate. La scuola va salvata. Voglio fare un esempio su tutti: sono andata in un paese piccino, Monte San Martino - quasi dislocato dove vivo io, se non di più - ha due tavole del Crivelli, ha 5, 7 bambini ed io ho chiesto e scongiurato queste persone di fare un distretto montano e di provare uno a tenersi la scuola dell'infanzia, l'altro la primaria e quando i ragazzini devranno incrociarsi un po' di più faranno le medie in un posto un po' più grande, potranno prendere un pulmino, cioè dobbiamo avere quest'intelligenza di sopravvivere altrimenti ci fanno chiudere.
Come vi ho detto prima, cercherò di muovermi perché non siano i numeri a dare l'ultima parola, ma sarà durissima, io lo dico qua perché non voglio illudere né me né altri su questioni sulle quali c'è poco da illudersi. Qua si fanno i conti, quando mi sono permessa di dire che la scuola non è un'azienda, qualcuno si è risentito, non è che la cosa sia così semplice.
Comunque per quello che riguarda la Giunta, per quello che riguarda la nostra attività, noi ci impegneremo perché la vostra mozione, ripeto, va sul 2016/2017, quindi ribadisco che come gergo oggi, come data, è obsoleta. E’ vero che il contenuto è attuale e dobbiamo costruire, però si rivolge al 2016/2017. Noi ci impegniamo per il mantenimento dell'autonomia, laddove possibile, nel 2017/2018, però io lo proporrò, come voi avete richiesto, quindi accolgo quello che voi avete proposto, di rinviare questa discussione.
Prima si parlava di una relazione sugli esiti, benissimo, posso fare la relazione sugli esiti, li ho incontrati tutti e per la scuola secondaria di secondo grado si può fare, per la primaria mi dovete dare due settimane perché devo finire, lunedì devo andare ad Ascoli e poi mi manca Pesaro, le altre sono fatte, per una va bene tra una settimana, per l'altra tra due settimane.
Lo vogliamo fare in Commissione? A me va benissimo, per quel che mi riguarda si può rinviare la discussione e vi ringrazio perché se c'è una discussione ognuno di noi capirà come è intrecciata la questione. Grazie.
Sandro ZAFFIRI. Se i Consiglieri non hanno il coraggio di votarla non la votino. Qui si gioca sempre sulla non trasparenza delle cose che diciamo! Questo per non essere presi in giro!
Se questa mozione viene ripresentata al prossimo Consiglio o all'altro, perché l'Assessore ha bisogno di 15 giorni, va bene, però non parliamo di Commissione, non parliamo di altre cose per ritirare questa mozione, perché se parliamo di altre cose, Assessore, questa mozione per quanto ci riguarda si può votare. Chiedo questo per essere chiaro con me stesso e con l'Aula. Quando ci sarà, Presidente Mastrovincenzo, il prossimo Consiglio l'Assessore non avrà la possibilità perché non ci sono i tempi, ma il prossimo Consiglio questa mozione n. 70 presentata dalla Lega dovrà tornare in Aula, se queste sono le condizioni bene, altrimenti credo che dovrebbe essere votata questa mattina, Presidente. (…) Io la voglio cambiare, però rimane la mozione n. 70.
Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Credo che siamo arrivati alla lana caprina: se dobbiamo rinviare in Commissione o se dobbiamo rinviare in Consiglio.
Penso che questa mozione abbia dei fondamenti, stiamo parlando di un istituto scolastico importante della città di Fano che sta combattendo per la propria autonomia rispetto ad una proposta fatta dall'amministrazione provinciale e concordata anche con il responsabile del mondo scolastico, che quella della perdita dell'autonomia.
Devo dare atto del lavoro che è stato fatto dalla Giunta e dall'Assessore Bravi. Con il lavoro di congelamento della situazione, viste le spinte che arrivavano da tutta la regione per aprire corsi nuovi, per fare un nuovo dimensionamento, l'Assessore ha chiesto di prendere un po' di tempo, di aprire dei tavoli di concertazione, di confronto, a tutti i livelli, tavoli che, mi pare di aver capito dal suo intervento, sono a buon punto o si stanno concludendo, quindi è quanto mai opportuno avere in mano le risultanze di questo lavoro.
Peraltro con il lavoro di congelamento la Giunta, l'Assessore, questo Consiglio, di fatto hanno salvaguardato l'autonomia del “Cesare Battisti”. Credo che sia una cosa giusta perché nel contempo ha congelato anche altre situazioni che avevano delle esigenze o in qualche caso, non dico diritto, ma sicuramente delle motivazioni forti a che nascessero altre situazioni, parlo nella mia provincia per l’istituto agrario, ma so che c'erano varie situazioni anche in altre province, diciamo che c'è stato un momento di riflessione.
E' chiaro che in tutto questo ragionamento va vista non solo l'operazione di salvaguardia del “Cesare Battisti”, che ha una sua importanza, una sua legittimità, perlomeno di quella che è la volontà, ma ci sta anche un po' il ripensamento di tutta l'offerta formativa di Fano e di quel territorio. Mi riferisco in particolare alle due vallate, del Metauro e del Cesano, perché se qua dovessimo presentare le mozioni per salvaguardare tutti gli istituti alla fine le approveremo tutte e non faremo più niente.
Il “Cesare Battisti” ha una sua peculiarità, che conosciamo, una scuola storica che ha formato migliaia di studenti, che oggi sono i professionisti di quel territorio, che ha nella sua storia anche delle peculiarità importanti dal punto di vista formativo che credo sia giusto salvaguardare, visto anche in un quadro più complessivo perché il ragionamento va visto in una proposta complessiva dell'offerta formativa di quel territorio, di Fano e delle due vallate.
Per concludere credo che sia accoglibile la proposta che ha fatto l'Assessore: di avere una settimana o due di tempo per poter approfondire alla luce di quelle che sono le risultanze dei lavori che sta portando avanti, di avere un rinvio per riportare la mozione in Commissione, dopodiché la mozione è stata presentata, Consigliere Zaffiri, è agli atti e non viene cambiata da qualcuno, qui c'è solo l'Aula che eventualmente la può cambiare o emendare.
L'unica cosa che voglio dire al Consigliere Zaffiri è questa: qui non c'è qualcuno che sta immaginando di spostare le autonomie o l'offerta formativa da Fano a Pesaro, non ho visto assolutamente questo disegno perché l'autonomia del “Cesare Battisti” anche nella proposta iniziale fatta dalla Provincia era prevista in un istituto comprensivo del territorio di Fano, quindi non c'è alcuna volontà di depauperare Fano a favore di altri territori, c'è sicuramente l'esigenza di rivedere l'offerta formativa complessiva della città di Fano a partire dal “Cesare Battisti”, tenendo conto anche delle altre scuole, per cui riprenderei la proposta dell'Assessore, che ha fatto anche il Consigliere Busilacchi, di rinviare di una settimana o due questa mozione per avere tutti gli elementi per fare una valutazione e una discussione più approfondita anche nel merito con delle informazioni in più.
Luca MARCONI. Intervengo rispetto al regolamento per dichiarazione di voto. Non riesco a comprendere le controproposte fatte relativamente al rinvio di 7, 15, 22 giorni, cioè dire: noi portiamo questa mozione in Commissione insieme ad altre 15, che io ho pronte, perché ci sono altre 15 situazioni di istituti scolastici di cui, secondo le indicazioni della Giunta e l'impegno che l'Assessore ha preso, noi abbiamo rinviato la discussione perché era l'anno di insediamento.
L'Assessore Bravi ha anticipato, credo, di 10 mesi il lavoro che dovrebbe portarci, a gennaio del prossimo anno, all'atto deliberativo del Consiglio relativamente alla formazione scolastica 2017/2018, almeno quando diamo i numeri diamoli chiari. Noi a gennaio di quest'anno abbiamo deliberato la programmazione scolastica 2016/2017, perché da quando deliberi a quando sposti, a quando sistemi, c'è bisogno di diversi mesi.
Della proposta si dice che nella sostanza è accettabile, ma è intempestiva nei termini, perché insieme a questa, credo Assessore, ce ne sono tante altre che lei ha già preso in considerazione e che con enorme celerità, anticipando i tempi, ha già enucleato. Che facciamo? Fra 15 giorni, Presidente, riapriamo il dibattito o apriamo in anticipo il dibattito sul 2017/2018? Basta saperlo, perché se è questo il modo con cui procedere io porterò le mie 15 mozioni, per il momento continuo a ribadire l'intenzione di votare contro la mozione e a favore di un rinvio in Commissione per uno studio insieme a tutte le altre, perché se dobbiamo mettere le bandierine, ripeto, io ne ho 15 da mettere e le presenterò tutte la prossima volta.
Loretta BRAVI. Mi sento di concludere così, poi fate voi, la discussione in Commissione si può fare, si può iniziare, do la mia disponibilità, come ha detto il Consigliere Marconi con 10 mesi di anticipo, forse qualcuno non ha capito quello che dico di questa mozione, e chiedo scusa se insisto, questa mozione impegnava la Giunta a mantenere l'autonomia per il 2016/2017, l'abbiamo fatta. O cambiate la data in 2017/2018, allora si può ragionare, se no l'autonomia per 2016/1017 è già stata fatta, in quanto abbiamo congelato ed il 19 gennaio abbiamo dato la risposta a questa mozione.
Se mi dice cosa facciamo per il 2017/2018 la questione cambia e ci mettiamo a ragionare su questo. Ripeto, non è per essere pignoli, ma c'è una data che rende la mozione obsoleta, cambiate la data e riapriamo il discorso, altrimenti così non è accettabile.
Ben venga il discorso di rimandare la discussione, anzi io direi di farla presto perché gli ordini e gradi della scuola sono due, le questioni sono tante, stamattina parliamo del “Cesare Battisti”, ma ci sono tanti “Cesare Battisti” in giro per le Marche e soprattutto ci sono scuole che chiudono dove i bambini hanno sette anni e forse la situazione è peggiore rispetto al “Cesare Battisti”.
Ricordo anche che non è la chiusura della scuola, ma è la reggenza ad un preside vicino, non in un'altra città, bisogna che ci vediamo nel luogo giusto per dialogare di queste cose. Grazie.
Gianluca BUSILACCHI. A questo punto, ascoltato il dibattito, anche gli ultimi interventi che condivido, proporrei il rinvio di questa mozione in Commissione in modo da approfondirla sia nello specifico che sulla tempistica e considerare anche altre richieste, come per esempio annunciate dal Consigliere Marconi. La possibilità di approfondire tutto il tema mi sembra la cosa più opportuna.
Sandro ZAFFIRI. Io ho lavorato per 35, 40 anni attorno a queste dichiarazioni e documenti, qui c'è una mozione Presidente, non c'è una proposta di rinvio in Commissione, c'è una mozione che i proponenti chiedono di votare.
PRESIDENTE. Proposta di rinvio, la pongo in votazione.
“Promuovere e valorizzare l’affidamento familiare”.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 81 del Consigliere Marconi che ha la parola per illustrarla.
Luca MARCONI. La mozione spiega già tutto, quindi non ripeto le cose che sono scritte e che i colleghi hanno potuto vedere.
Faccio una precisazione rapida dicendo in maniera chiara che non c'è da parte della Regione una competenza specifica per quanto riguarda l'affidamento familiare, perché l'affido e l'adozione sono di materia esclusiva dello Stato.
Quello che noi possiamo fare è intervenire sulla gestione amministrativa dell'affidamento e dell'adozione, in modo particolare dell'affidamento che passa attraverso le competenze amministrative che riguardano le comunità per i minori fuori famiglia, che vengono gestite dalla Regione e dai Comuni su assegnazioni del Tribunale dei Minori.
Con questa mozione chiediamo che sia composto un tavolo che metta tutti gli operatori del settore intorno all'argomento, che ci siano iniziative integrate fra questi soggetti, che ci sia anche un'adeguata campagna di sensibilizzazione riguardo alla materia dell'affido, materia estremamente delicata, soprattutto nel riguardo di quelle migliaia di famiglie che chiedono l'adozione e che potrebbero essere in qualche maniera interessate o sensibilizzate verso l'affido.
Negli anni siamo andati sempre più verso forme integrate fra istituzioni e famiglie, le famiglie ottengono l'affido, ma sono sostenute dalle comunità, e le comunità hanno in affido i bambini, ma ricevono l'aiuto delle famiglie che possono sostenere la loro opera.
In questa nuova elasticità chiediamo una spinta in questa direzione affinchè venga applicata dalla Giunta e dall'Assessore ai servizi sociali.
Jessica MARCOZZI. Sono favorevole a questa mozione del Consigliere Marconi volta a favorire l'istituto dell'affidamento familiare che purtroppo in Italia è visto ancora da molti con diffidenza e preoccupazione.
Purtroppo la crisi economica e le sempre maggiori difficoltà in ambito familiare non lo favoriscono e anche l'andamento della famiglia, stando ai dati Istat, è preoccupante.
I dati sull'instabilità coniugale, dal 2013 al 2014, non lasciano ben sperare e nel mezzo ci sono comunque loro, i minori, che più di ogni altro componente del nucleo familiare meritano massima attenzione.
La Regione rispetto alle sempre più evidenti criticità della famiglia intensifichi le attività a tutela dei minori per garantire loro una crescita serena a prescindere dallo status genitoriale di provenienza.
Mozione n. 81. La pongo in votazione.

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