Source: https://www.meltingpot.org/Yemen-la-Germania-complice-del-massacro.html
Timestamp: 2020-02-20 13:30:11+00:00

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Yemen: la Germania complice del massacro - Progetto Melting Pot Europa
Yemen: la Germania complice del massacro
Vende armamenti per 1,5 miliardi a Stati della coalizione saudita colpevoli di crimini umanitari
La terza parte dell’inchiesta "Yemen: in nome di quale Dio".
Leggi anche la prima e la seconda parte.
Autore: Pietro Giovanni Panico
La nave bellica Frankenthal-Klasse, di matrice tedesca ma controllata dagli Emirati Arabi Uniti, si muove come una squalo affamato verso il porto di Mocha. Città dello Yemen affacciata sul Mar Rosso, Mocha è controllata dalla coalizione saudita.
Un panzer Leclerc dell’alleanza sunnita si muove famelico nelle città yemenite: questi modelli sono alimentati da motori della società tedesca MTU di Friedrichshafen.
L’aviazione saudita sgancia bombe su scuole, ospedali, carceri. Macella i civili [1]: caccia eurofighter (con tecnologia tedesca), tornado, Airbus A330 MRTT (con la doppia funzione di rifornimento/trasporto militare: sede dell’industria è Amburgo). Il marchio di fabbrica è, anche, della Germania. [2]
Cosa ci fanno navi, panzer, aerei e tornado di matrice tedesca sotto il controllo dell’alleanza saudita?
Cosa ci fanno armamenti tedeschi in mano all’Arabia Saudita, colpevole di aver causato una delle più grandi crisi umanitarie del nuovo millennio?
La Germania fa affari d’oro con la coalizione capeggiata dall’Arabia Saudita: nel 2018, il business di armamenti con l’alleanza del Re Salman è stato a nove zeri.
La Germania vende armamenti a Stati della coalizione saudita colpevoli di crimini umanitari in Yemen: 1.479.523.981 di euro.
Quasi un miliardo e mezzo. Un interesse macroeconomico.
Ha concesso 3.766 licenze (1,48 miliardi €) all’alleanza araba, collocandosi al primo posto della lista dei paesi che fanno affari con la guerra (tra parentesi il numero di licenze):
• USA 524.719.565 (1.586)
• Arabia Saudita 416.423.547 (416)
• Regno Unito 206.067.057 (628)
• Qatar 96.387.100 (66)
• Francia 85.882.329 (513)
• Emirati Arabi Uniti 45.267.104 (40)
• Canada 44.805.681 (358)
• Bahrein 16.199.779 (7)
• Egitto 14.276.299 (29)
• Turchia 12.867.843 (58)
• Giordania 9.574.756 (17)
• Marocco 3.488.266 (9)
• Kuwait 3.103.099 (36)
• Sudan 407.000 (1)
• Senegal 54556 (1)
L’Arabia Saudita è il quarto importatore di armi tedesche [3]: compra specialmente armi di tipologia A0005. Trattasi di elementi di artiglieria, controllo antincendio e relative apparecchiature, calcolatori per il bombardamento, affusti mezzi cingolati o ruotati per cannoni (capaci di raggiungere i 40 km).
Le spese per armamenti di tipo A0005 si attestano al 60,8%. Ovvero 253.185 milioni di euro.
Armi A0009 (vendute anche ad Al-Sisi ed Erdogan): navi da guerra, sottomarini, attrezzature e accessori navali progettati per uso militare [4].
Tra di questi motori diesel con potenza pari o superiore a 1,12 MV e velocità di rotazione pari o superiore a 700 giri al minuti. Motori con potenza di almeno 37,3 KW.
Il business tra Germania ed Arabia è remunerativo: 161.572 milioni di euro (38,8%).
Una nave da guerra attraccata a Mocha, utilizzata dai sauditi sul fronte ovest dello Yemen, ha seminato razzie e morte: la matrice era tedesca.
Quanti morti avrà causato?
Oltre alle categorie A0005 e A0009 vengono vendute ai sauditi:
macchine militari, carri armati, mine ed attrezzature annesse, veicoli blindati e per il traino delle armi (A0006);
veicoli senza equipaggio, motori ed apparecchiatura aeronautiche, veicoli aerei senza equipaggio (RPV), tute anti-G, caschi e maschere protettive, paracaduti (A0010);
apparecchiature elettroniche per scopo militare. Per esempio, per introdurre segnali estranei/errati nella comunicazione del nemico (A0011);
attrezzature per addestramento militare (A0014).
Il commercio di armi, per quanto la normativa internazionale disciplini e quindi vieti contratti con Stati che non rispettano i diritti umani (e belligeranti), è remunerativo. E fiorente.
Categoria A0004, ovvero: bombe, siluri, razzi, missili, granate, dispositivi per la demolizione con annesso kit, bombe incendiari, esplosivi, apparecchi per la liquefazione del gas in grado di produrre fino a 1.000 kg di gas liquido.
Il governo tedesco vende armi di categoria A0004 ai questi paesi: Qatar (44.627.000 €), Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Egitto e Turchia. Nazioni che, oltre che ad avere sistemi dittatoriali al proprio interno, sono attivamente coinvolti nel massacro dello Yemen ed nell’altrettanto sanguinario conflitto siriano.
A0007: trattasi di agenti chimici/biologi tossici e materiali radioattivi.
Nello specifico: materiale radioattivo utilizzato per l’uso bellico e per produrre vittime umane e degradare l’attrezzatura nonché danneggiare l’ambiente. Quindi, agenti per la guerra chimica (CW Chemical Werfare). [5]
Armi chimiche [6] e agenti vescicanti (in nota l’elenco completo dei materiali per guerra chimica venduti) [7] ceduti al Qatar, alla Giordania ed al Kuwait.
Armi violentissime, in grado di affliggere pesanti sofferenze ai civili, come testimoniato e denunciato in Yemen.
Eppure la Germania le vende, queste armi di distruzione di massa.
Categoria A0008: materiali per l’uso di lanciafiamme e bombe incendiarie, esplosivi militari e propellente (e relative sostanze). Ossia, polvere di alluminio (CAS 7429-90-5) con particelle inferiori a 60 μm (un milionesimo di millimetro). Combustibili di metallo in fiocchi o sferici di berillio, polvere di ferro (meno di 3 μm), miscele contenenti zirconio e boro. [8]
Di fatto, tutti materiali utilizzabili contro i civili. Come succede quotidianamente in Yemen.
La Germania vende armamenti categoria A0008 a Turchia, Giordania, Qatar, Kuwait e Marocco.
Cinque nazioni, cinque sistemi repressivi, cinque Stati guerrafondai, cinque dittature feroci.
I rapporti economici tra Germania e la coalizione saudita sembrano in contrapposizione con le “best practices” per ottemperare agli obblighi internazionali (il cosiddetto Criterion One) e sono in conflitto con quanto enunciato dal Segretario Generale del Consiglio dell’Unione Europea (Bruxelles, 20-06-2015, 10858/15 [9] ) in una seduta incentrata sulle esportazioni di armamenti.
Vendere armi a questi governi non è in linea con la normativa 2008/944/PESC1, che sottolinea l’obbligo di “impedire l’esportazione di tecnologia e attrezzature militari che possano essere utilizzate per la repressione interna o l’aggressione internazionale o contribuire all’instabilità regionale”.
Ancor più grave è la vendita di armi CW per la guerra chimica, essendo obbligatorio il rispetto “della convenzione sulle armi batteriologiche e tossiniche e della convenzione sulle armi chimiche”. In Yemen è in corso una gravissima crisi umanitaria [10]] ed è obbligatorio il divieto di rilasciare a queste nazione il rilascio delle “licenze di esportazione qualora esista un rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possano essere utilizzate a fini di repressione interna” [11] e “rifiutano licenze di esportazione qualora esista un rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possono essere utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto umanitario internazionale [12]”.
Vendere armamenti a questi Stati equivale ad infrangere la normativa ed essere complici del massacro: oltre ai precedenti articoli (2008/944 PESC articolo 2 criterio 2 a - articolo 2 criterio 2 c) si aggiungono:
articolo 3 - Criterio 3 - “situazione interna del paese di destinazione finale in termini di esistenza di tensioni o conflitti armati“;
articolo 4 - Criterio 4 - “mantenimento della pace, della sicurezza e della stabilità regionali”. Ovvero vietare le “licenze di esportazione qualora esista un rischio evidente che il destinatario previsto utilizzi la tecnologia o le attrezzature militari da esportare a fini di aggressione contro un altro paese o per far valere con la forza una rivendicazione territoriale”;
articolo 4 - Criterio 4 a) - obbligo di tener conto “dell’esistenza o della probabilità di un conflitto armato fra il paese destinatario e un altro paese”;
articolo 4 - Criterio 4 b) - obbligo di verificare se è in corso “una rivendicazione territoriale nei confronti di un paese vicino che il paese destinatario abbia in passato tentato o minacciato di far valere con la forza”;
articolo 4 - Criterio 4 c) e d) - obbligo di valutare “della probabilità che la tecnologia o l’attrezzatura militare sia usata per scopi diversi da quelli legittimi di sicurezza nazionale e difesa del paese destinatario” e “della necessità di non pregiudicare in modo significativo la stabilità della regione”;
articolo 4 - Criterio 6 - “comportamento del paese acquirente nei confronti della comunità internazionale, segnatamente per quanto riguarda la sua posizione in materia di terrorismo, la natura delle sue alleanze e il rispetto del diritto internazionale”;
articolo 4 - Criterio 6 b) e c): “adempimento di impegni internazionali, in particolare riguardo al non ricorso alla forza, e del diritto umanitario internazionale” e “il suo impegno per la non proliferazione e altri settori del controllo degli armamenti e del disarmo, in particolare firma, ratifica e attuazione delle pertinenti convenzioni in materia di controllo degli armamenti e di disarmo”.
Il business di armamenti tedeschi non è eticamente accettabile, a maggior ragione con Stati come la Turchia, l’Egitto, la Giordania, il Kuwait, il Qatar, il Marocco, gli Emirati Arabi e l’Arabia Saudita. Nazioni che attuano l’aggressione deliberata come modus operandi, che massacrano migliaia e migliaia di civili innocenti. Stati colpevoli della più grande crisi umanitaria del nuovo millennio. Che non hanno assolutamente rispetto dei più basilari diritti umani, che non adempiono minimamente agli impegni internazionali (in molti casi si rifiutano persino di firmarli). Paesi che stanno pregiudicando in maniera irreparabile la stabilità di un’intera macro regione.
I criteri per la vendita delle armi (Obblighi internazionali - Diritti Umani - Situazione Internazionale - Stabilità regionale - Sicurezza degli alleati - Attitudine al terrorismo - Rischio di diversione - Sviluppo sostenibile) vengono, nel concreto, non rispettati.
Il business tedesco di armi chimiche, bombe e navi belliche raggiunge i nove zeri.
Un miliardo e mezzo.
Un business infame di soldi sporchi. Di sangue innocente. Di polvere delle macerie di scuole ed ospedali, crollate sotto le vili bombe. Di gas orticanti. Di agenti chimici che rendono la pelle lava bollente. Di sostanze tossiche che tappano i polmoni e fanno sputare la bile.
L’Eritrea è stata colpita dall’embargo della Germania. Eppure una Muray Jip di 65 metri, prodotta dalla Lürssen, fende le onde ad Assab. E’ stata venduta agli Emirati Arabi Uniti ed attraversa il Corno d’Africa e sarà lì, imponente ed enorme, a fissarsi lungo la costa yemenita. Ad eseguire uno dei tanti blocchi portuali che non consentono gli aiuti umanitari da parte delle organizzazioni internazionali e delle ONG. Uno dei tanti blocchi che fa morire di fame i bambini.
Berlino - Abu Dhabi - Assab è la strada del traffico di armamenti navali tedeschi: è così che le navi prodotte in Germania possono arrivare sulle coste dello Yemen.
Carri armati Leclerc [13], con scudi così simili da sembrare uguali a quelle inimitabili prodotti a Burbach: macinano chilometri. Vanno veloci perché sparano all’impazzata e non si fermano davanti a nulla. Neanche alle donne. Ai fanciulli. Il loro compito è macellare come animali i civili.
Tornado tagliano l’aria dello Yemen. Senza pietà sganciano grappoli di bombe facendo zampillare sangue innocente. Attacchi aerei ingiustificabili ed arbitrai che violano il diritto internazionale. Caccia forniti dalla Gran Bretagna, partner della coalizione saudita. Per aggirare l’embargo del 2016 imposto all’Arabia Saudita, Berlino vende gli aerei al Re Salem passando per Londra.
Berlino - Londra - Ryad è la rotta del traffico di armi “di aria”: tornado, caccia, aerei militari. Il Regno Unito ha versato 30,085 milioni di euro (14,6% sulle esportazioni totali degli inglesi) ai tedeschi per aerei ed elicotteri: è lecito pensare che la rotta sia ancora aperta.
Un razzo è partito.
Un bambino si tappa le orecchie.
E chiude gli occhi.
Last stop, Khamer: displaced people in exile in northwestern Yemen, MSF - Photo Story, 3 September 2019
Yemen, l’inferno dei bambini. La guerra senza fine tra i ribelli houti e le forze governative appoggiate dall’Arabia Saudita uccide soprattutto i più piccoli, con malattie e fame. Nell’indifferenza del mondo- di Francesca Mannocchi, L’Espresso, 20 settembre 2019
[1] I raid aerei ed i bombardamenti sono la causa maggiore della strage di innocenti in corso: il 79%, ossia 3.820 persone, sono state uccise dalle bombe che le coalizioni si ostinano a chiamare vilmente “intelligenti”. Il maggior numero di vittime è stato proprio segnalato all’interno delle case: 1.443 civili deceduti, il 30% del totale. Sintomo di bombardamenti senza pietà, tesi ad inginocchiare tutta la popolazione, a distruggere un intero territorio. La zona più colpita dalla ferocia è Sa’ada: 379 morti.
https://www.meltingpot.org/Yemen-in-nome-di-quale-Dio.html
[2] Deutscher Bundestag, Drucksache 19/10374, 21.05.2019 http://ruestungsexport-info.de/fileadmin/media/Dokumente/Hintergrundinformationen/Bundestag/BT1910374-KA-20190521-Jemen.pdf
[3] Dietro soltanto ad Algeria (1), Stati Uniti (2) e Australia (3)
[4] “Kriegsschiffe (über oder unter Wasser), Marine-Spezialausrüstung, Zubehör, Bestandteile hierfür und andere Überwasserschiffe wie folgt”
Bericht der Bundesregierung über ihre Exportpolitik für konventionelle Rüstungsgüter im Jahre 2018
[5] "biologische Agenzien" oder radioaktive Stoffe ausgewählt oder geändert zur Steigerung der Wirksamkeit bei der Außergefechtsetzung von Menschen oder Tieren, der Funktionsbeeinträchtigung von Ausrüstung, der Vernichtung von Ernten oder der Schädigung der Umwelt
[6] Licenza di armi A0006 comprendente: Methylphosphonyl difluorid (CAS 676-99-3), Chlorosarin (1445-76-7) , CAS 57856-118, Chlorosoman (CAS 7040-57-5), Bromobenzil cianuro (CAS 5798-79-8), meta: (CAS 620-13-3) Chlorobenzylidenemalononitrile (CAS 2698-41-1), Cloroacetonefenone(CAS 532-27-4), Oxazepina (CAS 257-07-8), carbonyl chloride (CAS 75-44-5); trichloromethyl chloroformate (diphosgene) (CAS 503-38-8); ethyl bromoacetate (CAS 105-36-2); CAS 89-92-9, CAS 104-81-4, benzyl bromide (CAS 100-39-0), benzyl iodide (CAS 620-05-3), bromo acetone (CAS 598-31-2), cyanogen bromide (CAS 506-68-3), bromo methylethylketone (CAS 816-40-0), chloro acetone (CAS 78-95-5), ethyl iodoacetate (CAS 623-48-3), iodo acetone (CAS 3019-04-3), chloropicrin (CAS 76-06-2).
[7] Chloroethylchloromethylsulphide (CAS 2625-76-5), sulphide (CAS 505-60-2), Bis methane (CAS 63869-13-6), chloroethylthio ethane (CAS 3563-36-8), (CAS 63905-10-2), (CAS 63918-89-8), 2-chlorovinyldichloroarsine (CAS 541-25-3), (CAS 40334-69-8), Tris (2-chlorovinyl) arsine (CAS 40334-70-1); bis (2-chloroethyl) ethylamine (CAS 538-07-8), bis (2-chloroethyl) methylamine (CAS 51-75-2), (2-chloroethyl) amine (CAS 555-77-1);
[8] Altre sostanze categoria A0008: hexanitrostilbene (CAS 20062-22-0), diaminotrinitrobenzene (CAS 1630-08-6), triaminotrinitrobenzene (CAS 3058-38-6), triaminoguanidinenitrate (CAS 4000-16-2), dinitroglycoluril (CAS 55510-04-8), tetranitroglycoluril (CAS 55510-03-7), tetranitrobenzotriazolobenzotriazole (CAS 25243-36-1), diaminohexanitrodiphenyl (CAS 17215-44-0), picrylaminodinitropyridine (CAS 38082-89-2), CAS 932-64-9
[9] http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-10858-2015-INIT/en/pdf
[10] [https://www.meltingpot.org/Yemen-in-nome-di-quale-Dio.html#.XYZSHUYzbIU
[11] 2008/944/PESC, articolo 2 criteri 2 a,
[12] 2008/944/PESC, articolo 2 criteri 2 c,
[13] https://www.stern.de/politik/ausland/germanarms--waffentechnik-aus-deutschland-im-kriegseinsatz-im-jemen-8597442.html
L’Eritrea, ponte per la razzia saudita in Yemen
Un business da 423 miloni di euro. Così la Francia viola l’embargo e vende armi alla Libia
[ 24 settembre 2019 ]
Photo credit: Khamer, Amran governorate, northwestern Yemen. April 2019 © Agnes Varraine-Leca/MSF
Diritti umani, Migrazioni e guerre, Reportage e inchieste

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