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COMUNE DI (PAVIA) INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO PRINCIPALE, MINORE, CONSORTILE RELAZIONE. luglio PDF
COMUNE DI (PAVIA) INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO PRINCIPALE, MINORE, CONSORTILE RELAZIONE. luglio 2010
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1 COMUNE DI MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA (PAVIA) INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO PRINCIPALE, MINORE, CONSORTILE RELAZIONE luglio 2010 Dr. ALBERTO MACCABRUNI - Geologo - via Roma, CASATISMA (PV) tel ; fax ;
2 INDICE 1. PREMESSA INDIVIDUAZIONE DI CORSI D'ACQUA E DEFINIZIONE DEL RETICOLO IDRICO PRINCIPALE, MINORE E CONSORTILE RETICOLO PRINCIPALE RETICOLO DI COMPETENZA DI CONSORZI DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE RETICOLO MINORE ELABORATI GRAFICI ATTIVITA' VIETATE O SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE DELL'AUTORITA' IDRAULICA SCARICHI OBBLIGHI DEI FRONTISTI AUTORIZZAZIONE PAESISTICA...8 ALLEGATI: - ESTRATTO del R.D. 523/ ESTRATTO NORME DI ATTUAZIONE DEL PAI - ESTRATTO D.G.R. 01/08/2003 n. 7/13950 All. B - ESTRATTO D.G.R. 01/08/2003 n. 7/13950 All. C - ESTRATTO D.G.R. 01/08/2003 n. 8/5774 MOD. All. C - ESTRATTO LINEE GUIDA DI POLIZIA IDRAULICA (Decr. Dir. Gen. 03/08/2007 N. 8943) pag. 1
3 1. PREMESSA La presente relazione descrive le modalità di individuazione del reticolo idrico principale, di competenza regionale, minore (di competenza comunale) e consortile, delle fasce di rispetto e della relativa normativa. La cartografia è stata allestita utilizzando la base aerofotogrammetrica comunale in scala 1:5000. Ai sensi della D.G.R. 25/1/2002 n.7/7868 e successive modificazioni le funzioni concessorie e di polizia idraulica sono attribuite alle seguenti Autorità idrauliche definite dalla Linee Guida approvate da D.d.g. 3 agosto 2007 n. 8943: - per il reticolo principale alla Regione, - per i canali individuati nell allegato D e successive modifiche ai Consorzi di Bonifica di competenza - per il reticolo minore al Comune. Si ricorda che nei compiti di polizia idraulica rientra la manutenzione dei corsi d'acqua, la vigilanza, il rilascio di concessioni ed autorizzazioni, la riscossione dei canoni, ecc. come stabilito in dettaglio negli allegati B e C alla D.G.R. 1 agosto 2003 n. 7/13950 e succ. mod., di cui si allega copia, e nelle "Linee guida di Polizia idraulica" (D.d.g. 3 agosto 2007 n. 8943) di cui si riporta estratto in allegato. pag. 2
4 2. INDIVIDUAZIONE DI CORSI D'ACQUA E DEFINIZIONE DEL RETICOLO IDRICO PRINCIPALE, MINORE E CONSORTILE 2.1. RETICOLO PRINCIPALE Nel territorio di Montebello della Battaglia sono stati individuati i seguenti corsi d acqua appartenenti al reticolo principale (D.G.R. 25/1/2002 n.7/7868 e successive modificazioni): Torrente Coppa (PV017) Torrente Schizzola (PV021) Roggia Torbida (PV022) Rio Luria e Brignolo (PV023) Rio Lurietta Brignoli (PV024) La fascia di rispetto relativa al reticolo principale presenta un ampiezza di 10 m, misurata dal piede arginale esterno o, in assenza di argini in rilevato, dalla sommità della sponda incisa RETICOLO DI COMPETENZA DI CONSORZI DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE Non sono stati individuati corsi d'acqua di competenza di Consorzi di bonifica ed irrigazione. pag. 3
5 2.3. RETICOLO MINORE Nel "reticolo minore" di competenza comunale sono stati inseriti i corsi d acqua indicati come demaniali nelle carte catastali, nonché i corsi d'acqua iscritti nell'elenco delle acque pubbliche della provincia di Pavia, approvato con Decreto Reale 14 dicembre 1931 (v. Tavole grafiche): Roggia Fossagazzo (MdB 01) Roggia dei Gamberi (MdB 02) Roggia Torbida (MdB 03) Roggia Molinara (MdB 04) Rio delle Rose (MdB 05) Rio Guarnasola (MdB 06) Fosso Moglie (MdB 07) La fascia di rispetto relativa al reticolo minore presenta un ampiezza di 10 m, misurata dal piede arginale esterno o, in assenza di argini in rilevato, dalla sommità della sponda incisa. pag. 4
6 3. ELABORATI GRAFICI Sono state redatte due carte, di seguito descritte: la Tav. 1 che individua i corsi d'acqua e la Tav. 2 che definisce il reticolo e le fasce di rispetto. Tav. 1 - Individuazione dei corsi d'acqua In questo elaborato sono riportati i corsi d'acqua individuati sulla base dei criteri stabiliti dalla D.G.R. 25/1/2002 n.7/786 e dalla D.G.R. 1 agosto 2003 n. 7/13950, vale a dire quelli che: sono stati individuati dalla Regione come reticolo "principale"; sono stati individuati di competenza di Consorzi di irrigazione e bonifica sono indicati come demaniali nelle carte catastali; sono stati oggetto di interventi di sistemazione idraulica con finanziamenti pubblici; sono rappresentati come corsi d'acqua nelle cartografie ufficiali (IGM, CTR); sono iscritti nell'elenco delle acque pubbliche della provincia di Pavia. Sono stati indicati inoltre i collettori secondari. Tav. 2 - Individuazione del reticolo minore e definizione delle fasce di rispetto Considerata l'assenza di corsi d'acqua di competenza di consorzi, in questo elaborato sono riportati: - il reticolo principale di competenza regionale e relative fasce di rispetto; - il reticolo minore, di competenza comunale e relative fasce di rispetto; - le aree sottoposte a vincolo paesistico ai sensi del D. Lgs. 42/2004. Per quanto riguarda le fasce di rispetto, è stata mantenuta l'ampiezza di 10 m sia per il reticolo principale che per il reticolo minore. La distanza dal corso d'acqua è misurata dal piede arginale all'esterno o, in assenza di argini in rilevato, dalla sommità della sponda incisa (v. schemi riportati sulla tav. 2). pag. 5
7 4. ATTIVITA' VIETATE O SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE DELL'AUTORITA' IDRAULICA Le attività all'interno delle fasce di rispetto individuate sono regolamentate dagli art. 59, , 97, 98 del r.d. 523/1904, dalla D.G.R. 25/01/2002 n. 7/7868 e successive modificazioni e integrazioni. Oltre a quanto stabilito dal r.d. 523/1904 (che si allega in estratto), è vietata: l'occupazione o la riduzione delle aree di espansione e di divagazione dei corsi d'acqua al fine della moderazione delle piene; la tombinatura dei corsi d'acqua ai sensi del d. lgs. 152/06 art. 115 e del relativo regolamento di applicazione regionale (da emanare); il posizionamento di infrastrutture longitudinalmente in alveo che riducano la sezione. In caso di necessità e di impossibilità di diversa localizzazione le stesse potranno essere interrate. Per quanto riguarda le opere ammesse previa autorizzazione, sono consentiti: all'interno delle fasce di rispetto le demolizioni senza ricostruzioni, la manutenzione ordinaria e straordinaria, il restauro ed il risanamento conservativo così come definiti dalle lettere a), b) e c) dell'art. 31 della L. 5 agosto 1978 n.457, senza aumento di superficie o volume e senza cambiamenti di destinazione d'uso; le attività di manutenzione ordinaria e pulizia dell'alveo senza modifiche della sezione di deflusso; gli interventi che non influiscono direttamente o indirettamente sul regime del corso d acqua; le difese radenti (con quota non superiore al piano campagna), realizzate in modo tale da non deviare la corrente verso la sponda opposta né provocare restringimenti d'alveo. Tali opere dovranno essere caratterizzate da pendenze e modalità costruttive tali da permettere l'accesso al corso d'acqua: la realizzazione di muri spondali verticali o ad elevata pendenza è consentita unicamente all'interno del centri abitato, e comunque dove non siano possibili alternative di intervento a causa della limitatezza delle aree disponibili. gli attraversamenti (ponti gasdotti, fognature ed infrastrutture in genere) con luce superiore a 6 m, che dovranno essere progettati e realizzati secondo le prescrizioni della direttiva 2/99 dell Autorità di Bacino dl fiume Po. Nella progettazione andrà comunque verificato che le opere non comportino un significativo aggravamento delle condizioni di rischio idraulico sul territorio circostante anche per piene superiori a quelle di progetto. In ogni caso i manufatti di attraversamento non dovranno: - restringere la sezione mediante spalle e rilevati di accesso; pag. 6
8 - avere l intradosso a quota inferiore al piano campagna; - comportare una riduzione della pendenza del corso d acqua mediante l'utilizzo di soglie di fondo. I manufatti realizzati al di sotto dell'alveo dovranno essere posti a quote inferiori a quelle raggiungibili dall'evoluzione morfologica prevista per l'alveo e dovranno comunque essere difesi dalla possibilità di danneggiamento per erosione del corso d'acqua. L'Amministrazione Comunale si riserva la facoltà di richiedere che le previsioni della deliberazione 2/99 dell'autorità di Bacino vengano applicate, in tutto o in parte, anche alla progettazione e realizzazione di attraversamenti con luce inferiore a 6 metri. Anche tali infrastrutture dovranno essere, comunque, dimensionate per una portata di piena con tempo di ritorno di almeno 100 anni. 5. SCARICHI Tra il compiti della polizia idraulica rientra anche l'autorizzazione di scarichi nei corsi d'acqua, sotto l'aspetto della quantità delle acque recapitate. La materia è normata dalle disposizioni contenute nel Regolamento Regionale 24 marzo 2006 n. 3 "Disciplina e regime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue domestiche e di reti fognarie, in attuazione dell'art. 52, comma 1 lett. a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26" e nel Regolamento Regionale 24 marzo 2006 n. 4 "Disciplina dello smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne in attuazione dell'art. 52, comma 1 lett. a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26", pubblicati nel BURL n. 13, 1 suppl. ord. Del 28 marzo Per quanto non espressamente previsto nei citati regolamenti si dovrà comunque rispettare quanto disposto nell'all. G delle Norme Tecniche del PTUA della Regione Lombardia, che indica i parametri di ammissibilità di portate addotte ai corsi d'acqua che presentano problemi di insufficienza idraulica. I limiti di accettabilità di portata di scarico fissati sono i seguenti: - 20 l/s per ogni ettaro di superficie scolante impermeabile relativamente alle aree di ampliamento e di espansione residenziali e industriali; - 40 l/s per ettaro di superficie scolante impermeabile, relativamente alle aree già dotate di pubbliche fognature. I suddetti limiti sono da adottare per tutti gli scarichi non ricadenti nelle sottoelencate zone del territorio regionale: - aree montane; pag. 7
9 - portate direttamente scaricate su laghi o sui fiumi Ticino, Adda, Brembo, Serio, Cherio, Oglio, Mella, Chiese, Mincio. Il manufatto di recapito dovrà essere realizzato in modo che lo scarico avvenga nella medesima direzione del flusso e prevedere accorgimenti tecnici (quali manufatti di dissipazione dell'energia) per evitare l'innesco di fenomeni erosivi nel corso d'acqua. L'autorizzazione ai soli fini idraulici degli scarichi in corso d'acqua superficiale è rilasciata dall'autorità idraulica competente (Regione per il reticolo principale e Comune per il reticolo minore) previa presentazione di una verifica idraulica del corso d'acqua e relativa certificazione ambientale. 6. OBBLIGHI DEI FRONTISTI I frontisti sono obbligati alla manutenzione delle loro proprietà in fregio al corso d'acqua in modo da evitare danni agli argini, alle rive, all'alveo, alle strade di servizio, ecc. Deve inoltre essere evitata qualsiasi circostanza che possa comportare problematiche al buon regime del corso d'acqua nonché pericolo per la pubblica incolumità. Dovranno inoltre avvertire tempestivamente l'autorità Idraulica competente di ogni circostanza che potrebbe ingenerare le problematiche e i pericoli sopra citati. Se le operazioni di manutenzione rientrano nella casistica per la quale è prevista l'autorizzazione, essa dovrà essere richiesta preventivamente. I frontisti saranno chiamati a rispondere dei danni derivanti dalla mancata ottemperanza degli obblighi di cui sopra. 7. AUTORIZZAZIONE PAESISTICA Il vincolo riguarda i corsi d'acqua iscritti agli elenchi delle acque pubbliche (r.d. 11 dicembre 1933 n. 1775) e/o che si trovano in aree di tutela ambientale; pertanto gli interventi e le opere da realizzare in dette aree dovranno essere autorizzate ai sensi della legge 31/85 e del d.lgs 42/04 e succ. mod. Non sono soggetti a tale vincolo: - i tratti dei corsi d'acqua iscritti negli elenchi delle acque pubbliche e derubricati; - i corsi d'acqua divenuti pubblici ai sensi dell'art. 1 della L. 36/94; pag. 8
10 - i tratti di corsi d'acqua che attraversano aree urbane classificate dal PRG "centro storico" e "area di completamento"; - opere realizzate, da sanare o da rinnovare, prima dell'imposizione del vincolo. Qualora l'area oggetto di intervento ricada in zona soggetta a vincolo paesistico il richiedente dovrà presentare apposito atto autorizzativo rilasciato dalla Regione Lombardia - Direzione Territorio e Urbanistica - U.O. Sviluppo Sostenibile del Territorio o, se l'opera rientra tra quelle sub-delegate, dagli Enti competenti individuati dalla L.R. 18/1997 e dalle successive modificazioni che si rendano opportune in relazione ai disposti della Delib.G.R. di riferimento dei seguenti criteri (d.g.r. 2121/2006 pag. 9
11 ALLEGATI pag. 10
12 ESTRATTO del R.D. 523/190 Art.59 Trattandosi di argini pubblici, i quali possono rendersi praticabili per istrade pubbliche e private sulla domanda che venisse fatta dalle amministrazioni o da particolari interessati, potrà loro concedersene l'uso sotto le condizioni che per la perfetta conservazione di essi argini saranno prescritte dal prefetto, e potrà richiedersi alle dette amministrazioni o ai particolari un concorso nelle spese di ordinaria riparazione e manutenzione. Allorché le amministrazioni o i privati si rifiutassero di assumere la manutenzione delle sommità arginali ad uso strada, o non la eseguissero dopo averla assunta, i corrispondenti tratti d'argine verranno interclusi con proibizione del transito. Art.93 Nessuno può fare opere nell'alveo dei fiumi, torrenti, rivi, scolatoi pubblici e canali di proprietà demaniale, cioè nello spazio compreso fra le sponde fisse dei medesimi, senza il permesso dell'autorità amministrativa. Formano parte degli alvei i rami o canali, o diversivi dei fiumi, torrenti, rivi e scolatoi pubblici, ancorché in alcuni tempi dell'anno rimangono asciutti. Art.96 Sono lavori ed atti vietati in modo assoluto sulle acque pubbliche, loro alvei, sponde e difese i seguenti: a) la formazione di pescaie, chiuse, petraie ed altre opere per l'esercizio della pesca, con le quali si alterasse il corso naturale delle acque. Sono eccettuate da questa disposizione le consuetudini per l'esercizio di legittime ed innocue concessioni di pesca, quando in esse si osservino le cautele od imposte negli atti delle dette concessioni, o già prescritte dall'autorità competente, o che questa potesse trovare conveniente di prescrivere; b) le piantagioni che si inoltrino dentro gli alvei dei fiumi, torrenti, rivi e canali, a costringerne la sezione normale e necessaria al libero deflusso delle acque; c) lo sradicamento o l'abbruciamento dei ceppi degli alberi che sostengono le ripe dei fiumi e dei torrenti per una distanza orizzontale non minore di nove metri dalla linea in cui arrivano le acque ordinarie. Per i rivi, canali e scolatoi pubblici la stessa proibizione è limitata ai piantamenti aderenti alle sponde; d) la piantagione sulle alluvioni delle sponde dei fiumi e torrenti e loro isole a distanza dalla opposta sponda minore di quella, nelle rispettive località, stabilita o determinata dal prefetto, sentite le amministrazioni dei comuni interessati e l'ufficio del Genio civile; e) le piantagioni di qualunque sorta di alberi ed arbusti sul piano e sulle scarpe degli argini, loro banche e sottobanche, lungo i fiumi, torrenti e canali navigabili; f) le piantagioni di alberi e siepi, le fabbriche, gli scavi e lo smovimento del terreno a distanza dal piede degli argini e loro accessori come sopra, minore di quella stabilita dalle discipline vigenti nelle diverse località, ed in mancanza di tali discipline, a distanza minore pag. 11
13 di metri quattro per le piantagioni e smovimento del terreno e di metri dieci per le fabbriche e per gli scavi; g) qualunque opera o fatto che possa alterare lo stato, la forma, le dimensioni, la resistenza e la convenienza all'uso, a cui sono destinati gli argini e loro accessori come sopra, e manufatti attinenti; h) le variazioni ed alterazioni ai ripari di difesa delle sponde dei fiumi, torrenti, rivi, canali e scolatori pubblici, tanto arginati come non arginati, e ad ogni altra sorta di manufatti attinenti; i) il pascolo e la permanenza dei bestiami sui ripari, sugli argini e loro dipendenze, nonché sulle sponde, scarpe, o banchine dei pubblici canali e loro accessori; k) l'apertura di cavi, fontanili e simili a distanza dai fiumi, torrenti e canali pubblici minori di quella voluta dai regolamenti e consuetudini locali, o di quella che dall'autorità amministrativa provinciale sia riconosciuta necessaria per evitare il pericolo di diversioni e indebite sottrazioni di acque; l) qualunque opera nell'alveo o contro le sponde dei fiumi o canali navigabili, o sulle vie alzaie, che possa nuocere alla libertà ed alla sicurezza della navigazione ed all'esercizio dei porti natanti e ponti di barche; m) i lavori od atti non autorizzati con cui venissero a ritardare od impedire le operazioni del trasporto dei legnami a galla ai legittimi concessionari; h) lo stabilimento di molini natanti. Art. 97 Sono opere ed atti che non si possono eseguire se non con speciale permesso del prefetto e sotto l'osservanza delle condizioni dal medesimo imposte, i seguenti: a) la formazione di pennelli, chiuse ed altre simili opere nell'alveo dei fiumi e torrenti per facilitare l'accesso e l'esercizio dei porti natanti e ponti di barche; b) la formazione di ripari a difesa delle sponde che si avanzano entro gli alvei oltre le linee che fissano la loro larghezza normale; c) i dissodamenti dei terreni boscati e cespugliati laterali ai fiumi e torrenti a distanza minore di metri cento dalla linea a cui giungono le acque ordinarie, ferme le disposizioni di cui all'art. 95, lettera c); d) le piantagioni delle alluvioni a qualsivoglia distanza dalla opposta sponda, quando si trovino di fronte di un abitato minacciato da corrosione, ovvero di un territorio esposto al pericolo di disalveamenti; e) la formazione di rilevati di salita o discesa dal corpo degli argini per lo stabilimento di comunicazione ai beni, agli abbeveratoi, ai guadi ed ai passi dei fiumi e torrenti; pag. 12
14 f) la ricostruzione, tuttoché senza variazioni di posizione e forma, delle chiuse stabili ed incili delle derivazioni, di ponti, ponti canali, botti sotterranee e simili esistenti negli alvei dei fiumi, torrenti, rivi, scolatoi pubblici e canali demaniali; g) il trasporto in altra posizione dei molini natanti stabiliti sia con chiuse, sia senza chiuse, fermo l'obbligo dell'intiera estirpazione delle chiuse abbandonate; h) l'estrazione di ciottoli, ghiaia, sabbia ed altre materie dal letto dei fiumi, torrenti e canali pubblici, eccettuate quelle località ove, per invalsa consuetudine si suole praticare senza speciale autorizzazione per usi pubblici e privati. Anche per queste località però l'autorità amministrativa limita o proibisce tali estrazioni ogniqualvolta riconosca poterne il regime delle acque e gl'interessi pubblici o privati esserne lesi; i) l'occupazione delle spiagge dei laghi con opere stabili, gli scavamenti lungh'esse che possano promuovere il deperimento o recar pregiudizio alle vie alzaie ove esistono, e finalmente la estrazione di ciottoli, ghiaie o sabbie; j) la realizzazione nonché ogni modifica delle seguenti opere: - ponti carrabili, ferroviari, passerelle pedonali, ponti-canali; - attraversamenti dell'alveo con linee elettriche, telefoniche o di altri impianti di telecomunicazione: - tubazioni aggraffate ai muri d'argine che occupino l'alveo in proiezione orizzontale; - muri d'argine ed altre opere di protezioen delle sponde; - opere di regimazione e di difesa idraulica; - opere di derivazione e di restituzione e scarico di qualsiasi natura; - scavi e demolizioni; - coperture parziali o tombinature dei corsi d'acqua nei casi ammessi dall'autorità idraulica competente; - chiaviche. Art. 98 Non si possono eseguire, se non con speciale autorizzazione del ministero dei lavori pubblici, e sotto la osservanza delle condizioni dal medesimo imposte, le opere che seguono: a,b,c ) (abrogati). d) le nuove costruzioni nell'alveo dei fiumi, torrenti, rivi, scolatoi pubblici o canali demaniali, di chiuse, ed altra opera stabile per le derivazioni di ponti, ponti canali e botti sotterranee, non che le innovazioni intorno alle opere di questo genere già esistenti ; e) la costruzione di nuove chiaviche di scolo a traverso gli argini e l'annullamento delle esistenti ; pag. 13
15 ESTRATTO NORME DI ATTUAZIONE DEL PAI (Piano Stralcio Per l Assetto Idrogeologico) Art. 14. Interventi di manutenzione idraulica e idrogeologica 1) Il Piano ha l obiettivo di promuovere gli interventi di manutenzione del territorio e delle opere di difesa, quali elementi essenziali per assicurare il progressivo miglioramento delle condizioni di sicurezza e della qualità ambientale e paesaggistica del territorio; in particolare di mantenere: - in buono stato idraulico e ambientale il reticolo idrografico, eliminando gli ostacoli al deflusso delle piene in alveo e in golena; - in buone condizioni idrogeologiche e ambientali i versanti; - in piena funzionalità le opere di difesa essenziali alla sicurezza idraulica e idrogeologica. e inoltre di garantire: - la funzionalità degli ecosistemi; - la tutela della continuità ecologica; - la conservazione e l'affermazione delle biocenosi autoctone. 2) Gli interventi di manutenzione del territorio fluviale e delle opere devono tutelare le caratteristiche naturali dell alveo, salvaguardare e ricostituire la varietà e la molteplicità delle biocenosi riparie autoctone e la qualità ambientale e paesaggistica del territorio, tenendo conto anche delle risultanze della Carta della natura di cui all art. 3, comma 3, della L. 16 dicembre 1991, n. 394: Legge quadro sulle aree protette. Gli interventi devono essere effettuati in maniera tale da non compromettere le funzioni biologiche del corso d acqua e degli ecosistemi ripariali, fatto salvo il rispetto delle esigenze di officiosità idraulica. 3) Gli interventi di manutenzione idraulica che comportano l asportazione di materiale litoide dagli alvei devono essere conformi alla Direttiva in materia di attività estrattive nelle aree fluviali del bacino del fiume Po approvata con D.P.C.M. 24 luglio 1998 e allegata alle presenti Norme. 4) Gli interventi di manutenzione dei versanti e delle opere di consolidamento o protezione dai fenomeni di dissesto devono tendere al mantenimento di condizioni di stabilità, alla protezione del suolo da fenomeni di erosione accelerata e instabilità, al trattenimento idrico ai fini della riduzione del deflusso superficiale e dell aumento dei tempi di corrivazione. In particolare privilegiano il ripristino di boschi, la ricostituzione di boschi degradati e di zone umide, i reimpianti, il cespugliamento, la semina di prati e altre opere a verde. Sono inoltre effettuati in maniera tale da non compromettere le funzioni e le caratteristiche naturali degli ecosistemi e quelle paesisticoambientali proprie dell ambito di intervento. 5) Le Amministrazioni competenti costituiscono e aggiornano, secondo modalità coordinate con l Autorità di bacino, un catasto delle opere di difesa idraulica, di consolidamento dei versanti e delle opere per la navigazione e/o con funzioni miste ai fini della programmazione degli interventi di manutenzione. Il catasto e i relativi pag. 14
16 aggiornamenti periodici vengono trasmessi da parte delle Amministrazioni competenti all Autorità di bacino. 6) L Autorità di bacino aggiorna la Direttiva per la progettazione degli interventi e la formulazione dei programmi di manutenzione approvata con deliberazione del Comitato Istituzionale n. 1 del 15 aprile 1998, come Allegato 3 al Programma di rilancio degli interventi di manutenzione. 7) Al fine di consentire interventi di manutenzione con mezzi meccanici nelle reti di scolo artificiali, le aree di rispetto lungo i canali consortili sono estese, rispetto all art. 140, lett. e) del Regolamento di cui al Regio Decreto 8 maggio 1904, n. 368, fino a 5 metri. pag. 15
17 ESTRATTO D.G.R. 01/08/2003 n. 7/13950 All. B "CRITERI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ DI POLIZIA IDRAULICA DI COMPETENZA COMUNALE" 5.2 Attività vietate o soggette ad autorizzazione comunale Per quanto concerne le fasce fluviali definite dai Piani Stralcio di Bacino, si rimanda alla normativa stabilita dagli stessi. All'interno delle fasce di rispetto di cui al precedente paragrafo 5.1, l'amministrazione comunale dovrà puntualmente definire le attività vietate o soggette ad autorizzazione. Potranno essere individuate più fasce di rispetto, alle quali associare normative con differenti gradi di tutela. Un primo fondamentale riferimento per la definizione di tali norme è costituito dalla disciplina di riferimento dell'attività di polizia idraulica. Per i fiumi, i torrenti, i rivi, gli scolatoi pubblici e i canali di proprietà demaniale varrà quanto disposto dai citati artt. 59, 96, 97, 98 del r.d. 523/1904. Si ribadisce che le distanze di rispetto e le relative norme previste dal r.d. 523/1904 possono essere derogate solo se previsto da discipline locali da intendersi anche quali norme urbanistiche vigenti a livello comunale, e pertanto solo se le indicazioni dell'elaborato di cui al presente documento verranno recepite con apposita variante allo strumento urbanistico. Per gli altri canali e le altre opere di bonifica varrà quanto disposto dai citati artt. 132, 133, 134, 135, 138 del r.d. n. 368 del 1904 che disciplina all'interno di ben definite fasce di rispetto delle opere di bonifica e loro pertinenze, le attività vietate, quelle consentite previa autorizzazione o quelle soggette al «nulla osta» idraulico. Altre norme di riferimento sono quelle contenute nel Piano Stralcio per l'assetto Idrogeologico (PAI) per le aree di esondazione e i dissesti morfologici di carattere torrentizio lungo le aste dei corsi d'acqua (art. 9, commi 5, 6, 6-bis). Si dovrà in ogni caso tenere conto delle seguenti indicazioni: - è assolutamente necessario evitare l'occupazione o la riduzione delle aree di espansione e di divagazione dei corsi d'acqua al fine della moderazione delle piene; - dovranno comunque essere vietate le nuove edificazioni e i movimenti di terra in una fascia non inferiore a 4 m dal ciglio di sponda, intesa quale «scarpata morfologica stabile» o dal piede esterno dell'argine per consentire l'accessibilità al corso d'acqua; - vige comunque il divieto di tombinatura dei corsi d'acqua ai sensi del d.lgs. 152/06 art. 115 e del relativo regolamento di applicazione regionale (ancora da emanare). Per le opere ammesse previa autorizzazione l'amministrazione comunale dovrà definire le procedure autorizzative necessarie per garantire che le stesse non comportino conseguenze negative sul regime delle acque. Potranno essere in generale consentiti: - gli interventi che non siano suscettibili di influire né direttamente né indirettamente sul regime del corso d'acqua; pag. 16
18 - le difese radenti (ossia senza restringimento della sezione d'alveo e a quota non superiore al piano campagna) realizzate in modo tale da non deviare la corrente verso la sponda opposta né provocare restringimenti d'alveo. Tali opere dovranno essere caratterizzate da pendenze e modalità costruttive tali da permettere l'accesso al corso d'acqua: la realizzazione di muri spondali verticali o ad elevata pendenza dovrà essere consentita unicamente all'interno di centri abitati, e comunque dove non siano possibili alternative di intervento a causa della limitatezza delle aree disponibili. Gli attraversamenti (ponti, gasdotti, fognature, tubature e infrastrutture a rete in genere) con luce superiori a 6 m dovranno essere realizzati secondo la direttiva dell'autorità di Bacino «Criteri per la valutazione della compatibilità idraulica delle infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico all'interno delle fasce a e b», paragrafi 3 e 4 (approvata con delibera dell'autorità di Bacino n. 2/99). È facoltà del comune richiedere l'applicazione, in tutto o in parte, di tale direttiva anche per i manufatti di dimensioni inferiori. Il progetto di tali interventi dovrà comunque essere accompagnato da apposita relazione idrologico-idraulica attestante che gli stessi sono stati dimensionati per una piena con tempo di ritorno di almeno 100 anni e un franco minimo di 1 m. In casi eccezionali, quando si tratti di corsi d'acqua di piccole dimensioni e di infrastrutture di modesta importanza, possono essere assunti tempi di ritorno inferiori, in relazione ad esigenze tecniche specifiche adeguatamente motivate. È comunque necessario verificare che le opere non comportino un significativo aggravamento delle condizioni di rischio idraulico su territorio circostante per piene superiori a quella di progetto. Le portate di piena dovranno essere valutate secondo le direttive idrologiche di Autorità di Bacino e Regione. In ogni caso i manufatti di attraversamento comunque non dovranno: - restringere la sezione mediante spalle e rilevati di accesso; - avere l'intradosso a quota inferiore al piano campagna; - comportare una riduzione della pendenza del corso d'acqua mediante l'utilizzo di soglie di fondo. Non è ammesso il posizionamento di infrastrutture longitudinalmente in alveo che riducano la sezione. In caso di necessità e di impossibilità di diversa localizzazione le stesse potranno essere interrate. In ogni caso gli attraversamenti e i manufatti realizzati al di sotto dell'alveo dovranno essere posti a quote inferiori a quelle raggiungibili in base all'evoluzione morfologica prevista dell'alveo, e dovranno comunque essere adeguatamente difesi dalla possibilità di danneggiamento per erosione del corso d'acqua. 6. Scarichi in corsi d'acqua Tra i compiti di polizia idraulica rientra anche l'autorizzazione di scarichi nei corsi d'acqua, sotto l'aspetto della quantità delle acque recapitate. pag. 17
19 In generale dovrà essere verificata, da parte del richiedente l'autorizzazione allo scarico, la capacità del corpo idrico a smaltire le portate scaricate. 7. Ripristino di corsi d'acqua a seguito di violazioni in materia di polizia idraulica In caso di realizzazione di opere abusive o difformi da quanto autorizzato, la diffida a provvedere alla riduzione in pristino potrà essere disposta con apposita Ordinanza Sindacale ai sensi dell'art. 14 della legge 47/ Autorizzazione paesistica Qualora l'area oggetto di intervento ricada in zona soggetta a vincolo paesistico il richiedente dovrà presentare apposito atto autorizzativo rilasciato dalla Regione Lombardia - Direzione Territorio e Urbanistica - U.O. Sviluppo Sostenibile del Territorio o, se l'opera rientra tra quelle sub-delegate, dagli Enti competenti individuati dalla L.R. 18/1997 e dalle successive modificazioni che si rendano opportune in relazione ai disposti della Delib.G.R. di riferimento dei seguenti criteri (d.g.r. 2121/2006). 9. Procedure per Concessioni nel caso di interventi ricadenti nel demanio Il comune, in caso di necessità di modificare o di definire i limiti alle aree demaniali dovrà proporre ai competenti uffici dell'amministrazione statale (Agenzia del Demanio) le nuove delimitazioni. Le richieste di sdemanializzazione sul reticolo minore dovranno essere inviate alle Agenzie del Demanio. L'amministrazione Comunale dovrà in tal caso fornire il nulla-osta idraulico. Si ricorda che, ai sensi dell'art. 115, comma 4, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, le aree del demanio fluviale di nuova formazione non possono essere oggetto di sdemanializzazione. pag. 18
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