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Timestamp: 2019-07-19 22:45:56+00:00

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Qualora l'azione di simulazione proposta dal creditore di una delle parti di un contratto di compravendita immobiliare si fondi su elementi presuntivi
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Qualora l’azione di simulazione proposta dal creditore di una delle parti di un contratto di compravendita immobiliare si fondi su elementi presuntivi
Corte di Cassazione, sezione seconda civile, Ordinanza 11 aprile 2019, n. 10182.
Ordinanza 11 aprile 2019, n. 10182
Qualora l’azione di simulazione proposta dal creditore di una delle parti di un contratto di compravendita immobiliare si fondi su elementi presuntivi che, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 2697 del Cc, indichino il carattere fittizio dell’alienazione, l’acquirente ha l’onere di provare l’effettivo pagamento del prezzo, potendosi, in mancanza, trarre elementi di valutazione circa il carattere apparente del contratto; tale onere probatorio non può, tuttavia, ritenersi soddisfatto dalla dichiarazione relativa al versamento del prezzo contenuta nel rogito notarile, in quanto il creditore che agisce per far valere la simulazione è terzo rispetto ai soggetti contraenti.
avverso l’ordinanza n. 340/2014 della CORTE D’APPELLO di TRENTO, depositata il 27/11/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 16/01/2019 dal Consigliere Dott. MAURO CRISCUOLO;
La Corte di Appello di Trento, con sentenza n. 119 del 2006, respingeva l’appello. A sostegno di questa decisione la Corte trentina osservava: a) che (OMISSIS) oltre ad avere proposto in via riconvenzionale la domanda di simulazione del contratto di compravendita oggetto della controversia, aveva anche avanzato l’azione di riduzione, considerato che lo stesso aveva espressamente richiamato l’articolo 537 c.c. e segg. che disciplinano la successione dei legittimari; b) essendo (OMISSIS) stato pretermesso dalle disposizioni testamentarie non era legittimato a proporre domanda ex articolo 556 c.c., richiamata in via principale ma l’unico obiettivo che poteva perseguire giuridicamente era quello di verificare attraverso la ricostituzione della massa ereditaria, facendo rientrare beni usciti con atti simulati, se si fosse verificata la lesione della sua quota di legittima; c) avendo il convenuto proposto l’azione di riduzione con specifico riferimento a tale azione ben poteva avvalersi della prova testimoniale al fine di provare la dedotta simulazione della compravendita, tenuto conto della sua posizione di terzo rispetto all’atto impugnato.
Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso (OMISSIS) sulla base di tre motivi.
Al riguardo, occorre evidenziare che alla luce dell’accertamento sollecitato dalla Corte di Cassazione al giudice del rinvio, quest’ultimo, partendo proprio dalla disamina del contenuto della scheda testamentaria ha rilevato che con la stessa in realta’ il de cuius aveva istituito quale suo erede universale il convenuto, sebbene i diritti attribuitigli fossero contenuti nei limiti della quota di riserva, partecipando pertanto alla divisione del relictum nei limiti di quanto attribuito dalla legge all’erede necessario (nella fattispecie i 2/9), da determinare pero’ non con un’indagine limitata ai soli beni relitti, ma in ogni caso comprensiva anche di quanto fuoriuscito dal patrimonio del de cuius per effetto di atti di liberalita’.
Sebbene l’effetto dell’accoglimento della domanda di simulazione in queste ipotesi sia il rientro del bene per intero nella massa, e non solamente per quella parte che risulti lesiva della quota di riserva dell’attore, il regime delle agevolazioni probatorie non puo’ subire differenziazioni a seconda del risultato finale cui conduca l’accoglimento della domanda, potendo quindi il legittimario avvalersi della sua qualita’ di terzo anche al fine di conseguire il ben piu’ vantaggioso risultato del recupero integrale del bene al patrimonio ereditario, e quindi alla sua quota ab intestato.
Va quindi escluso che solo la domanda di riduzione fosse supportata dall’allegazione della qualita’ di legittimario, dovendosi per converso ritenere che la spendita di tale qualita’ fosse immanente all’intero contenuto della citazione, non sussistendo incompatibilita’ assoluta tra la qualita’ di erede universale e quella di legittimario leso, nel caso in cui la lesione si consumi proprio per effetto di donazioni compiute in vita dal de cuius, il quale non abbia impedito con una pretermissione, l’acquisto della qualita’ di erede da parte del legittimario medesimo.
Poste tali premesse, e tornando al caso in esame, si rileva che la sentenza gravata ha ritenuto che emergesse un quadro indiziario deponente a favore della natura simulata della vendita, rilevando come non vi fosse prova dell’effettivo versamento del prezzo da parte della ricorrente al de cuius, essendo del tutto equivoci e non concludenti gli spostamenti di liquidita’ avvenuti sul e dal conto corrente cointestato alla (OMISSIS) in prossimita’ dell’atto, aggiungendo come fosse del tutto inverosimile che la cospicua somma di 180 milioni delle vecchie Lire fosse stata consegnata in contanti al de cuius, senza poi essere rinvenuta al momento dell’apertura della successione, pur a fronte di un decesso avvenuto a breve distanza di tempo dalla dedotta consegna del contante, ed a seguito di un protratto periodo di ricovero ospedaliero (che rendeva vieppiu’ difficile spendere la somma ricevuta a titolo di prezzo).
In tal senso, oltre a doversi rilevare che la valutazione in ordine al pagamento del prezzo non era l’unica posta a sostegno della decisione a favore dell’attore, fondandosi la sussistenza della simulazione su di un complesso di elementi presuntivi, va ricordato che secondo la giurisprudenza di questa Corte (cfr. da ultimo Cass. n. 5326/2017) qualora l’azione di simulazione proposta, nel caso ivi giudicato, dal creditore di una delle parti di un contratto di compravendita immobiliare si fondi su elementi presuntivi che, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 2697 c.c., indichino il carattere fittizio dell’alienazione, l’acquirente ha l’onere di provare l’effettivo pagamento del prezzo, potendosi, in mancanza, trarre elementi di valutazione circa il carattere apparente del contratto; tale onere probatorio non puo’, tuttavia, ritenersi soddisfatto dalla dichiarazione relativa al versamento del prezzo contenuta nel rogito notarile, in quanto il creditore che agisce per far valere la simulazione e’ terzo rispetto ai soggetti contraenti (conf. Cass. n. 1413/2006, nonche’ quanto alla irrilevanza della dichiarazione di versamento del prezzo contenuta nell’atto impugnato, Cass. n. 22454/2014; Cass. n. 12955/2014).
La circostanza che la concessione edilizia sia rilasciata dopo la stipula...
renatodisa - 20 Giugno 2019

References: sentenza 
 articolo 556
 sentenza 
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 Cass. 
 Cass. 
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