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Timestamp: 2020-05-27 00:18:11+00:00

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29.11.2019 - urbanistica
SENTENZE DI INTERESSE RIGUARDANTI L’ORDINE DI DEMOLIZIONE
Sospensione dell’ordine di demolizione in caso di interesse pubblico
Corte di Cassazione, sentenza n.46390/2019 del 14/11/2019
Con la sentenza si ribadisce che il consiglio comunale può sospendere l’ordine di demolizione di un manufatto abusivo nel caso di interessi pubblici.
Il caso in esame riguarda la condanna di un imprenditore per avere eretto in zona sismica una costruzione, edificandola in maniera difforme rispetto alle prescrizioni urbanistiche vigenti. La violazione riveste carattere di particolare gravità dato che le disposizioni violate riguardavano la costruzione di opere in cemento. All’accertamento della responsabilità sono conseguite le sanzioni penali previste nel caso di specie e l’autorità giudiziaria ha disposto la demolizione integrale del manufatto abusivo.
Il costruttore ha portato la questione alla cassazione deducendo in apposito motivo di ricorso come l’eventuale esecuzione dell’ordine di demolizione avrebbe comportato notevoli danni, dal momento che il manufatto eretto in maniera difforme alla normativa era collegato ad altra costruzione conforme, che avrebbe riportato notevoli danni causati dalla demolizione.
La violazione delle norme urbanistiche determina la necessità di eliminare tutti i prodotti degli illeciti che modificano in maniera illegale lo stato dei luoghi preesistente. Tuttavia può verificarsi in taluni casi che il provvedimento possa provocare danni alle opere circostanti; pertanto di tale provvedimento potrà esserne sospesa l’operatività in ben precise ipotesi e casistiche, individuate da parte dei giudici della corte suprema con diverse pronunce. Nel caso di specie possono essere rilevati interessi ed esigenze che rendano necessarie lasciare lo stato dei luoghi nello stesso modo conseguente alla realizzazione degli illeciti. Il provvedimento dell’amministrazione infatti può essere sospeso nel caso in cui paia probabile l’adozione di un successivo provvedimento amministrativo, incompatibile con l’ordine di demolizione del manufatto abusivo.
Qualora l’amministrazione emetta un provvedimento di tale tipo manifesta un diverso assetto degli interessi pubblici presenti nella situazione concreta. Accanto a tale ipotesi può esserne individuata una di carattere diverso: nel caso in cui il Consiglio comunale competente abbia accertato la presenza di interessi pubblici identificabili nel luogo ove erano stati commessi gli illeciti contrastanti con l’esecuzione della demolizione della costruzione abusiva, potrà esser sospesa l’applicazione della normativa che prevede il provvedimento di demolizione. Nel caso in esame i giudici hanno precisato che non vi era alcuna necessità di revocare l’ordine di demolizione del manufatto in quanto non ricorrevano alcune delle ipotesi sopra menzionate.
Corte di Cassazione, sentenza n. 47105/19 del 20/11/2019
Con questa decisione i giudici della Corte suprema hanno respinto la domanda dell’appellante secondo cui, dal momento che erano trascorsi 10 anni dall’ordine di demolizione, questo doveva considerarsi prescritto. L’istituto ha natura amministrativa a carattere ripristinatorio del bene violato, imposto per ragioni di tutela del territorio e con carattere reale, come tale privo di finalità punitive, che sono invece presenti nella sanzione penale che per l’appunto si prescrive in 10 anni.
Condono e ordine di demolizione
Corte di Cassazione, sentenza n. 47102/19 del 20/11/2019
La sentenza dispone sulla relazione di demolizione e sanatoria con particolare riguardo all’ultimazione dei lavori per il condono. Il giudice dell’esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità e l’efficacia dell’atto amministrativo, sia sotto i profili del rispetto dei presupposti limiti temporale e volumetrico, che dei requisiti di forma e di sostanza richiesti dalla legge per il corretto esercizio del potere di rilascio. La sentenza esclude che, ai fini della revoca o sospensione di demolizione delle opere abusive, il rilascio del provvedimento comporti l’automatica esclusione dell’ordine di demolizione.

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