Source: http://www.avvocatocarlin.it/parole-chiave/fabbricati/
Timestamp: 2018-04-22 10:24:38+00:00

Document:
Chiave di ricerca: fabbricati
Sentenza Cons. Stato, Sez. IV^, 5 dicembre 2012, n° 6253
Nel concetto di |costruzione| recato all´art. 873 del Codice Civile e che viene in rilievo nell´ambito delle distanze minime inderogabili tra edifici non assumo rilevanza i volumi tecnici realizzati nell´ambito di un edificio o gli impianti tecnologici strumentali alle esigenze tecnico-funzionali dell´immobile -nel caso specifico, dunque, non veniva in rilievo un´ascensore esterno realizzato a servizio dell´edificio- tuttavia le rimanenti costruzioni, non di carattere tecnico, quali terrazze, aggetti o simili, nelle quali in via stabile si verifichi l´utilizzazione o la presenza di persone, sono invece rilevanti e vanno computate.
Argomenti correlati: ascensore - distanze - fabbricati - tecnici - volumi
DISTANZE TRA FABBRICATI ED ELEMENTI RILEVANTI
Sentenza T.A.R. Lombardia – Milano, Sez. II^, 30 aprile 2013, n° 1124
Ai fini del calcolo della distanza minima inderogabile tra fabbricati stabilita dall´art. 9 del D.M. n° 1444/1968, non devono prendersi in esame elementi decorativi e privi di rilievo volumetrico quali gli sporti, le sporgenze non attinenti alle caratteristiche del corpo di fabbrica, le lesene, i risalti verticali con funzione decorativa, gli elementi in aggetto con ridotte dimensioni, le canalizzazioni di gronda e i loro sostegni, ma rilevano quegli elementi costruttivi caratteristici dell´edificio che consentono la stabile permanenza delle persone, quali, ad esempio, le terrazze anche se non chiuse dai lati o sul fronte.
Nel tema trattato dalla sentenza qui pubblicata va peraltro tenuto presente che la Legge 9 agosto 2013 n° 98 ha introdotto nel Testo Unico dell´Edilizia l´art. 2 bis dal titolo Deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati con cui ha consentito alle Regioni e alle Provincie autonome di prevedere con proprie leggi disposizioni derogatorie al D.M. n° 1444/1968. Potrà dunque intervenire una normativa regionale che supera la rigidità dei 10 metri di distacco tra fabbricati.
Argomenti correlati: calcolo - distanze - fabbricati - manufatti - rilevanti
DISTANZE TRA FABBRICATI E D.M. N° 1444/1968
Sentenza Corte Costituzionale, 23 gennaio 2013, n° 6
la materia della distanza tra fabbricati appartiene alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, attenendo all´ordinamento civile. In ragione di ciò le disposizioni del D.M. n° 1444/1968, emanate in attuazione di una Legge dello Stato, devono essere rispettate tanto dalla legislazione regionale quanto dalla regolamentazione locale in materia. La deroga speciale alle distanze minime tra fabbricati stabilita dall´art. 9, ultimo comma, di tale D.M. può trovare applicazione, pertanto, solo nel caso in cui le minori distanze siano fissate in Piani Particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche.
Argomenti correlati: distanze - fabbricati - lottizzazioni - particolareggiati - piani
SANATORIA EDILIZIA E DISTANZE TRA FABBRICATI
Sentenza Cons. Stato, Sez. VI^, 24 settembre 2012, n° 5057
Nel caso in cui lo strumento urbanistico locale preveda distanze minime tra fabbricati inferiori rispetto a quelle di legge, le relative norme debbono ritenersi inderogabili ad opera dei privati e comunque non superabili in sede di sanatoria perchè finalizzate a preservare interessi generali e pubblici in materia urbanistica. La sanatoria edilizia dev´essere, pertanto, rigettata nel caso in cui si riferisca ad edifici posti a distanza difforme rispetto a quella voluta dallo strumento.
Argomenti correlati: distanze - edilizia - fabbricati - sanatoria
DISTANZE TRA FABBRICATI E REGOLAMENTI LOCALI
Sentenza Corte d´Appello Trieste, Sez. I^ Civile, 4 aprile 2013, n° 312
La sentenza qui pubblicata ha ritenuto legittima la norma regolamentare di un Comune secondo cui gli edifici accessori, quali cantine, autorimesse, lavanderie e depositi, possono essere edificati a confine ed anche a distanza inferiore rispetto all´edificio principale frontestante su cui sono aperte finestre, purché siano rispettati determinati requisiti che attestano la modestia e la sostanziale irrilevanza dell´accessorio sotto il profilo della creazione di un´intercapedine dannosa -altezza massima non superiore ai 3 metri, inesistenza di un collegamento funzionale con un fabbricato abitativo e divieto di cambi d´uso futuri-. Una simile norma non può essere disapplicata per asserita illegittimità come sosteneva l´appellante, in quanto la funzione integrativa delle norme locali riconosciuta dal Codice Civile non impone l´adozione della distanza inderogabile per ogni e qualsiasi tipologia costruttiva, rimanendo nella discrezionalità dell´Amministrazione l´individuazione di edifici minori la cui presenza sotto i 10 metri non può creare quel |pregiudizio igienico sanitario| che è alla base delle distanza inderogabile tra pareti finestrate ai sensi del D.M. n° 1444/1968.
Argomenti correlati: accessori - distanze - edifici - fabbricati - finestrate - pareti

References: Sentenza 

Sentenza 
 sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 
 sentenza