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Timestamp: 2014-10-23 19:54:36+00:00

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Studio Gennai - Fisco Lavoro e dintorni: Licenziamento individuale e plurimo criteri di scelta
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Licenziamento individuale e plurimo criteri di scelta
Si riporta parere n. 5 diramato dalla Fondazione Studi Consulenti del lavoro sui criteri di scelta da parte dell'azienda in caso di licenziamento individuale e plurimo. Il parere è corredato da interessanti sntenze giurisprudenziali in materia.IL QUESITOSi chiede di precisare quali sono i criteri di scelta da rispettare in caso di licenziamento individuale plurimo per riduzione di personale.* * *LICENZIAMENTO COLLETTIVO E LICENZIAMENTO INDIVIDUALE PLURIMOL’esigenza aziendale di ridurre il personale può determinare sia un licenziamento collettivo che un licenziamento individuale (plurimo) per giustificato motivo oggettivo.Infatti, mentre l’art. 24 comma 1 della l. 223 del 1991, definisce i licenziamenti collettivi quali “conseguenza di una riduzione o trasformazione di attività o di lavoro”, l’art. 3 l. 604 del 1966, annovera tra i motivi oggettivi di licenziamento individuale le “ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa”.La prima fattispecie (licenziamento collettivo) differisce dalla seconda (licenziamento individuale per motivo oggettivo) in quanto caratterizzata da determinati indici legali quali: la dimensione dell’impresa (almeno quindici dipendenti), il numero dei licenziamenti (almeno cinque), l’arco temporale di riferimento (centoventi giorni); l’ambito territoriale (la provincia) (art. 24 l. n. 223/1991; cfr. Cass. 8 giugno 1999, n. 5662, in Orient. Giur. lav., 1999, fasc. 4; Cass. 12 ottobre 1999, n. 11455, in Riv. crit. dir. lav., 2000, 123).In presenza di tali elementi, il licenziamento è collettivo ed il datore di lavoro non può sottrarsi alle regole stabilite dalla legge. Per contro, qualora gli elementi in questione manchino, la riduzione del personale costituisce giustificato motivo oggettivo di licenziamento (individuale).In tal caso, si possono verificare due diverse situazioni, che prendiamo in esame qui di seguito.LICENZIAMENTO INDIVIDUALE PER SOPPRESSIONE DEL POSTO DI LAVOROSe le ragioni produttive od organizzative si riferiscono ai lavoratori in quanto addetti ad una specifica attività (ad es., soppressione di una mansione o di un ufficio; esternalizzazione di un settore; chiusura di una filiale; etc.), i lavoratori colpiti sono quelli addetti all’attività in questione e non possono invocare situazioni personali per ottenere che la scelta cada su altri lavoratori (Cass. 21 giugno 1985 n. 3752, Giust. Civ., 1986, I, 467; Cass. 5 aprile 1990 n. 2824, Mass. giur. lav., 1990, suppl., 75; Cass. 30 ottobre 1990 n. 10461, Mass. giur. lav., 1991, suppl., 4).Il datore di lavoro deve tuttavia assolvere agli oneri probatori imposti dalla legge: sussistenza e concretezza del presupposto legittimante il licenziamento (la effettiva soppressione del posto); nesso di causalità tra posto soppresso e attività svolta dal lavoratore licenziato; inutilizzabilità del lavoratore in altra posizione di lavoro disponibile in azienda (c.d. obbligo di repechage) (v. Cass. 30 ottobre 1990, n. 10461, in Not. giur. lav., 1991, 399; Cass. 27 aprile 1991, n. 4688, in Arch. civ., 1991, 921; Cass. 27 novembre 1996, n. 10527, in Mass. giur. lav., 1997, suppl., 7; Cass. 3 agosto 1998, n. 7628, in Not. giur. lav., 1998, 725).LICENZIAMENTO INDIVIDUALE PER RIDUZIONE DI PERSONALESe, invece, le ragioni tecnico od organizzative poste a base del licenziamento non si riferiscono ad una determinata attività o posizione lavorativa, ma all’esigenza più generica di ridurre il personale (di solito per il contenimento dei costi di gestione), il licenziamento può colpire – nell’ambito dell’intera azienda o di una parte di essa – tutti i lavoratori occupati o comunque tutti i lavoratori che svolgono analoghe mansioni (ad es., si intende licenziale tre addetti alle vendite, sui dieci addetti alle vendite occupati in totale).Si pone quindi il problema di individuare i criteri che devono essere osservati nella scelta dei lavoratori da licenziare.Sul punto si è pronunciata la Suprema Corte (Cass. 21 novembre 2001, n. 14663, in Dir. lav., 2002, 23) stabilendo che ove sussista una situazione di totale fungibilità tra dipendenti potenzialmente licenziabili, la legittimità del licenziamento dipende “dal rispetto delle regole di correttezza di cui all’art. 1175 c.c. nella scelta del lavoratore licenziato...” (in senso conforme Cass. 9 maggio 2002, n. 6667, in Riv. dir. lav., 2003, II, 108; Cass. 11 giugno 2004 n. 11124, Giur. lav., 2004, n. 32-33, 40).La selezione dei lavoratori, dunque, non può essere compiuta liberamente ma deve avvenire in conformità ai criteri di correttezza e buona fede. Secondo l’orientamento giurisprudenziale citato, la correttezza e buona fede si traduce nell’applicazione in via analogica dei criteri di scelta stabiliti dall’art. 5 della l. 223 del 1991 per i licenziamenti collettivi, e cioè: anzianità (di servizio), carichi di famiglia, esigenze tecnico-produttive ed organizzative. Devono quindi essere scelti per il licenziamento i soggetti con minore anzianità di servizio, con minori carichi di famiglia, e la cui presenza non è richiesta da esigenze produttive o organizzative.Lo stesso art. 5 prescrive, inoltre, che i criteri di scelta vengano applicati “in concorso tra di loro”. La giurisprudenza consolidata ammette, tuttavia, un concorso non rigido tra i criteri di scelta, che consenta di dare maggior peso ad uno di essi, purché nell’ambito di una valutazione globale e, in ogni caso, senza annullare completamente l’incidenza degli altri criteri (per la ponderazione tra i diversi elementi, si veda Cass. 10 gennaio 1996 n. 132 in Giur. it., 1996, I, 876; Cass. 19 maggio 2006 n. 11886, Mass. giur. lav., 2006, 969; Cass. 1° aprile 1999 n. 3140, in Riv. it. dir. lav., II, 862).Inoltre, hanno precedenza e vincolano il datore di lavoro gli eventuali criteri previsti in sede pattizia (Cass. 15 settembre 1995, n. 9734, in Riv. crit. dir. lav., 1996, 218). L’accordo, infatti, come per i licenziamenti collettivi, ben può individuare criteri convenzionali diversi o integrativi rispetto a quelli contemplati dall’art. 5 della l. 223 del 1991, a patto che si tratti di criteri obiettivi e generali, e che non violino norme imperative o il divieto di discriminazione previsto dall’art. 15 stat. lav. (Cort. Cost. 30 giugno 1994 n. 268, Foro it., 1994, I, 2307; Cass. 11 novembre 1998 n. 11387, Foro it., 1999, I, 885).PRINCIPALI RIFERIMENTI GIURISPRUDENZIALICass. 8 giugno 1999, n. 5662, in Orient. Giur. lav., 1999, fasc. 4;Cass. 12 ottobre 1999, n. 11455, in Riv. crit. dir. lav., 2000, 123;Pret. Milano 11 febbraio 1994 in Lav. Giur., 1994, 7, 732;Cass. 21 giugno 1985 n. 3752, Giust. Civ., 1986, I, 467;Cass. 5 aprile 1990 n. 2824, Mass. giur. lav., 1990, suppl., 75;Cass. 30 ottobre 1990 n. 10461, Mass. giur. lav., 1991, suppl., 4;Cass. 30 ottobre 1990, n. 10461, in Not. giur. lav., 1991, 399;Cass. 27 aprile 1991, n. 4688, in Arch. civ., 1991, 921;Cass. 27 novembre 1996, n. 10527, in Mass. giur. lav., 1997, suppl., 7;Cass. 3 agosto 1998, n. 7628, in Not. giur. lav., 1998, 725;Cass. 21 novembre 2001, n. 14663, in Dir. lav., 2002, 23;Cass. 9 maggio 2002, n. 6667, in Riv. dir. lav., 2003, II, 108;Cass. 11 giugno 2004 n. 11124, Giur. lav., 2004, n. 32-33, 40;Cass. 10 gennaio 1996 n. 132 in Giur. it., 1996, I, 876;Cass. 19 maggio 2006 n. 11886, Mass. giur. lav., 2006, 969;Cass. 1° aprile 1999 n. 3140, in Riv. it. dir. lav., II, 862;Cass. 15 settembre 1995, n. 9734, in Riv. crit. dir. lav., 1996, 218;Cort. Cost. 30 giugno 1994 n. 268, Foro it., 1994, I, 2307;Cass. 11 novembre 1998 n. 11387, Foro it., 1999, I, 885;Cass. 23 settembre 1999 n. 10368, Mass. giur. lav., 2000, 100;Cass. 28 luglio 2000 n. 9956, in Riv. it. dir. lav., 2001, II, 579;Cass. 9 settembre 2000 n. 11875, Foro it., 2000, I, 3099;Cass. 22 marzo 2001 n. 4140, Mass. giu. Lav., 2001, 608.RIFERIMENTI NORMATIVIArtt. 4, 5 e 24 della l. 223 del 1991;Art. 3 l. 604 del 1966.Fondazione Studi IL PRESIDENTERosario De Luca
Anonimo03 ottobre 2009 08:07mi risulta che al di sotto dei 15 dipendenti i criteri di valutazione come l'anzianità di servizio o i carichi di famiglia decadono. è corretto?RispondiEliminaAnonimo22 novembre 2009 14:13siamo 9 dipendenti su 50 ad essere messi im mobilità senza aver usato i criteri di scelta. sono assunto da 5 anni sono sposato ed ho una figlia di 2 anni e un altro figlio in arrivo. sapendo con certezza che ci sono circa 4 5 persone prossime alla pensione a sapendo con certezza che si tratta di una pulizia e non di crisi aziendale..quali sono le probabilità e soprattutto i tempi di essere reintegrati sapendo che il titolare farà di tutto per allungare i tempi? lo stesso titolare è al corrente che questa manovra gli costi ma mira più al fatto che se una vertenza gli durerà un anno se la caverà con 15 mensilità di retribuzione però non sapro dove cercarmi da mangiare per tutto l'anno quindi a causa finita non sarò in grado di accettare più il reintrego o cmq rassegnato e spero sistemato. con un buon avvocato me la posso cavare in un tempo breve vista la situazione sui criteri? grazieRispondiEliminaAggiungi commentoCarica altro...
Istituto Nazionale Previdenza Sociale, Nota 08.01.2013
Non essendo stata prorogata la relativa normativa per l'anno in corso, con decorrenza 1° gennaio 2013 non è più possibile iscrivere nelle liste di mobilità i lavoratori licenziati in forma individuale ex legge n. 236/1993; ne consegue che – sempre a partire dal 1° gennaio 2013 – gli incentivi all'assunzione o alla proroga o alla trasformazione a tempo indeterminato di tali soggetti non sono più applicabili. Nulla muta, invece, per i lavoratori licenziati nell'ambito di procedure collettive.
Indicazioni operative con la Circolare n. 4 del 18 gennaio 2013
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la Circolare n. 4 del 18 gennaio 2013, fornisce indicazioni operative al proprio personale ispettivo per lo svolgimento di una corretta attività di vigilanza nei confronti dei datori di lavoro/committenti che ricorrono al lavoro accessorio.
Link alla circolare operativa:
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/346D8BEC-9147-4EFC-A342-4827D55D8BB5/0/20130118_Circ_4.pdf
Approvazione definitiva del modello 730/2013
L'Agenzia delle Entrate, con provv. 15.1.2013 n. 5269, ha definitivamente approvato il modello 730/2013 con il quale i lavoratori dipendenti, pensionati o titolari di redditi assimilati al lavoro dipendente potranno presentare la dichiarazione dei redditi relativa al 2012, avvalendosi di un CAF-dipendenti o dell'assistenza fiscale eventualmente fornita dal proprio sostituto d'imposta.
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Approvazione definitiva dei modelli di dichiarazione IVA 2013 e delle istruzioni dei modelli IVA 74-bis e comunicazione annuale dati IVA
L'Agenzia delle Entrate, con i provvedimenti nn. 5267, 5272 e 5271, datati 15.1.2013, ha approvato, rispettivamente:
- i modelli di dichiarazione IVA relativi all'anno 2012;
- le istruzioni per la compilazione del modello di dichiarazione IVA 74-bis per il fallimento o la liquidazione coatta amministrativa;
- le istruzioni per la compilazione del modello di comunicazione annuale dati IVA.
Con particolare riguardo alla dichiarazione IVA relativa al 2013, le principali novità si riferiscono:
- all'eliminazione del quadro VR e alla contestuale ridefinizione del rigo VX4, che deve essere compilato per richiedere il rimborso IVA, specificandone l'importo;
- al recepimento delle novità relative all'IVA per cassa, in vigore dall'1.12.2012, con l'introduzione dei nuovi righi VE36 campo 3, VF19 campo 3 e VO15;
- all'estensione delle ipotesi di applicazione del reverse charge per le cessioni e gli acquisti di fabbricati, con la modifica dell'indicazione contenuta nei righi VE34 campo 5 e VJ14.
Ultima Books Store Ultima Books Store Riduzione premi Inail imprese artigiane anno 2012
Dopo il decreto del 27 gennaio 2012 relativo ai premi 2011, in base a quanto stabilito dai comma 780 e 781 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e in seguito alla determina presidenziale Inail 14 settembre 2012, n. 60, il Ministero del lavoro, di concerto con quello dell'economia e delle finanze, ha stabilito la riduzione in misura pari al 6,95% dell'importo del premio assicurativo dovuto per l'anno 2012 a favore delle imprese artigiane che non hanno avuto infortuni nel biennio 2010/2011.
Ultima Books Store Licenziamenti individuali
Primi chiarimenti del Min. Lavoro sulla procedura di conciliazione obbligatoria da attivarsi nei casi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Con la circ. Min. Lavoro 16.1.2013 n. 3, sono stati forniti i primi chiarimenti in merito alla procedura di conciliazione obbligatoria da attivarsi presso la DTL competente nei casi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, così come previsto dalle nuove regole introdotte dall'art. 1 co. 40 della L. 28.6.2012 n. 92, ovvero la riforma del mercato del lavoro. Si ricorda che questa tipo di licenziamento può essere intimato per motivi inerenti la sfera del lavoratore, ma a lui non imputabili a titolo di colpa, ovvero per "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa", così come previsto dall'art. 3 della L. 15.7.66 n. 604. Il documento ministeriale in argomento analizza la procedura nel suo complesso, soffermandosi sulle modalità di identificazione dei datori di lavoro interessati (con precisazioni in merito al calcolo della base numerica), sulle motivazioni del licenziamento, sui contenuti della comunicazione datoriale e le modalità di invio alla DTL (valida anche con PEC), sulle modalità seguite dalla DTL per la fase istruttoria e, infine sulle conseguenze derivanti da un esito negativo o positivo del tentativo di conciliazione.
Agenzia delle Entrate, Provvedimento 11.01.2013L'agenzia delle entrate ha approvato lo schema di certificazione dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati nonché dei contributi previdenziali e assistenziali ai fini delle erogazioni avvenute nell'anno 2012. Il datore di lavoro, ente pensionistico o altro sostituto d'imposta deve compilare la certificazione secondo le istruzioni contenute negli allegati 2 e 3 e deve rilasciarla in duplice copia al contribuente. Ultima Books Store Ultima Books Store Ultima Books Store Follow @studiogennai
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Modalità di comunicazione della PEC-imprese individuali al Registro delle imprese Anche le imprese individuali, ai fini della comunicazione del proprio indirizzo PEC al Registro delle imprese di cui all'art. 5 del DL 179/2012, possono indicare la mail dello studio professionale che assiste l'impresa stessa negli adempimenti burocratici.Tale possibilità era stata confermata dal Ministero dello Sviluppo economico nei pareri 16.11.2011 nn. 217140 e 217149, alla luce delle indicazioni già fornite dal medesimo Ministero nella circolare 3.11.2011 n. 3645/C-2011, con riferimento all'obbligo per le imprese costituite in forma societaria di cui all'art. 16 co. 6 del DL 185/2008. LAVORO SUBORDINATO – SOPRAVVENUTA IMPOSSIBILITÀ DELLA PRESTAZIONE LAVORATIVA
Statuizione della S.C. in tema di preavviso di licenziamento ed esecuzione della prestazione dedotta in contratto divenuta totalmente e assolutamente impossibile. Nella specie, la S.C. ha escluso il diritto al preavviso per inidoneità permanente al volo di un pilota di aeromobile, potendo questi rendere una diversa prestazione lavorativa, nel periodo di preavviso (ad es. tra il personale di terra), soltanto in esecuzione di un diverso contratto di lavoro. Sentenza n. 7531 del 29 marzo 2010(Sezione Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore P. Picone) Fermo amministrativo
- Veicoli bloccati dalle ganasce fiscali, l'uso non è reatoL'uso e la circolazione a bordo di un motorino sottoposto a fermo amministrativo non integra il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro.(Cassazione penale Sentenza, Sez. VI, 19/11/2009, n. 44498)
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Accertamento - Conto cassa negativo, è legittimo l'accertamento induttivoLa sussistenza di un saldo negativo di cassa, implicando che le voci di spesa sono di entità superiore a quella degli introiti registrati, oltre a costituire un'anomalia contabile, fa presumere l'esistenza di ricavi non contabilizzati in misura almeno pari al disavanzo.(Sentenza Cassazione civile 20/11/2009, n. 24509)
Riscossione - Manca l'indicazione del responsabile del procedimento: fermo amministrativo sempre nulloLa limitazione temporale della nullità a partire dal 1° giugno 2008 riguarda le sole cartelle di pagamento e non anche gli atti dell'Agente della riscossione, quali l'iscrizione di ipoteca sugli immobili o l'iscrizione del fermo amministrativo sugli autoveicoli.(Commissione tributaria provinciale Lecce, Sentenza 13/10/2009, n. 654)
Nozione di "retribuzione globale di fatto"
Con sentenza n. 19956/2009, la Cassazione ha affermato che nella nozione di "retribuzione globale di fatto", alla quale va commisurato il risarcimento del danno spettante al lavoratore illegittimamente licenziato, vanno riportate le somme che risultino dovute - anche in via non contributiva, purché non occasionale - in dipendenza del rapporto di lavoro e in correlazione ai contenuti e alle modalità di esecuzione della prestazione lavorativa. Ciò al fine di costituire il trattamento economico normale, che sarebbe stato effettivamente goduto se non vi fosse stato il licenziamento illegittimo.
Con sentenza n. 19253 del 4 settembre 2009, la Cassazione ha affermato che ai lavoratori in part-time verticale su base annua non spetta l'indennità di disoccupazione involontaria per i periodi di non lavoro, atteso che la stipula di tale contratto non consente, neanche in via analogica, l'estensione del principio regolatore della disciplina della disoccupazione involontaria, in quanto tale rapporto dipende dalla libera volontà del lavoratore contraente.
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Rinviato il Click Day per l'IRAP
Lo studio opera come centro delegato assistenza fiscale CAF
Licenziamento e impossibilità temporanea della prestazione lavorativa
Sentenza 10/03/2009 n. 5718 Corte di CassazioneLa sopravvenuta impossibilità temporanea della prestazione lavorativa dovuta ad un evento estraneo al rapporto di lavoro e non imputabile al dipendente autorizza il datore di lavoro a recedere dal rapporto stesso, ai sensi dell'art. 1464 cod. civ., in mancanza di un suo interesse apprezzabile alle future prestazioni lavorative, la sussistenza o meno del quale deve essere accertata, con valutazione "ex ante", in riferimento alla prevedibilità o meno del protrarsi della causa dell'impossibilità di esecuzione della prestazione e del tempo occorrente per il suo venir meno, nonché dei pregiudizi derivanti all'organizzazione del datore di lavoro; l'impossibilità parziale della prestazione, infatti, non giustifica il recesso solo quando, sulla base di tutte le circostanze del caso concreto, si può prevedere (dunque necessariamente a livello di prognosi) la ripresa della attualità del rapporto senza significativi pregiudizi per l'organizzazione del datore di lavoro in relazione alla prevedibile durata dell'assenza. Modello Picture Window. Powered by Blogger.

References: Cass. 
 Cass. 
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 Cass. 
 Cass. 
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 Cass. 
 Cass. 
 art. 5
 Cass. 
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 Sentenza 
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