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Timestamp: 2020-05-25 20:44:41+00:00

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“Covid-19”: pubblicato il Decreto “Cura Italia”, con tutte le novità di interesse per gli Enti Locali | Enti Locali Online
23 Mar, 2020 by Redazione
È stato pubblicato in G.U. – Serie generale n. 70 del 17 marzo 2020 il Dl. 17 marzo 2020, n. 18, rubricato “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”, contenente le misure adottate al fine di stabilizzare l’economia a seguito dell’emergenza “Covid-19”.
Le misure previste dal Decreto in commento sono vigenti dalla stessa data di pubblicazione in G.U.
Esaminiamo di seguito i temi della fiscalità erariale, nonché degli aspetti tributari, delle gare di appalto, delle Società pubbliche, del personale delle P.A. e di ogni altro aspetto di interesse per gli Enti Locali, affrontati dal Dl. n. 18/2020.
Artt. da 1 a 3 e da 7 a 13 (Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale)
Per far fronte all’emergenza “Covid-19” sono previste una serie di misure eccezionali volte a potenziare, sia sul piano economico che quantitativo, le risorse per il personale sanitario e tecnico in diversi ambiti:
incremento delle risorse da destinare alle prestazioni di lavoro straordinario del personale medico e non impegnato in attività di contrasto alla emergenza epidemiologica determinata dal diffondersi del “Coronavirus”, tramite appositi finanziamenti da parte dello Stato ed in deroga al limite di cui all’art. 23, comma 2, del Dlgs. n. 75/2017 (art. 1);
assunzione a tempo determinato, presso il Ministero della Salute, di diversi profili di Dirigente Medico, veterinario e tecnici, della prevenzione al fine di potenziare le attività di vigilanza, di controllo igienico-sanitario e profilassi svolte presso i principali porti e aeroporti (art. 2);
al fine di potenziare le reti di assistenza territoriale, le Regioni, le Province autonome e le Aziende sanitarie possono stipulare Accordi contrattuali ex art. 8-quinquies del Dlgs. n. 502/1992, per l’acquisto di ulteriori prestazioni sanitarie, in deroga ai vigenti limiti di spesa nel caso in cui la situazione di emergenza richieda l’attuazione del Piano, adottato in attuazione della Circolare del Ministero della Salute (Prot. Gab. n. 2627) in data 1° marzo 2020, al fine di incrementare la dotazione dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità operative di pneumologia e di malattie infettive, e si manifesti l’impossibilità di perseguire gli obiettivi di potenziamento indicato nelle strutture pubbliche e nelle strutture private accreditate, mediante le prestazioni acquistate con i contratti in essere alla data del presente Decreto.
Qualora non sia possibile perseguire gli obiettivi indicati tramite Accordi ex art. 8-quinquies del Dlgs. n. 502/1992, è consentita, in deroga, la stipula di contratti con strutture private non accreditate, purché autorizzate ai sensi dell’art. 8-ter del medesimo Dlgs. n. 502/1992.
Inoltre, per fronteggiare l’eccezionale carenza di personale medico e delle professioni sanitarie, in conseguenza dell’emergenza dovuta alla diffusione del “Covid-19”, in quanto ricoverato o in stato contumaciale a causa dell’infezione, le strutture private, accreditate e non, su richiesta delle Regioni o delle Province autonome o delle Aziende sanitarie, mettono a disposizione il personale sanitario in servizio nonché i locali e le apparecchiature presenti nelle suddette strutture (art. 3);
autorizzato, per l’anno 2020, l’arruolamento eccezionale, a domanda, di militari dell’Esercito italiano in servizio temporaneo, con una ferma eccezionale della durata di un anno, di Ufficiali Medici, Sottufficiali Infermieri, cittadini italiani di età non superiore ad anni 45 e in possesso della Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia e della relativa abilitazione professionale ovvero della laurea in infermieristica e della relativa abilitazione professionale.
Le procedure di arruolamento di cui al presente articolo sono gestite tramite Portale on-line sul sito internet del Ministero della Difesa “www.difesa.it” e si concludono entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente Decreto (art. 7);
il Ministero della Difesa, verificata l’impossibilità di utilizzare personale già in servizio, può conferire incarichi individuali a tempo determinato, previo avviso pubblico, fino a un massimo di 6 unità di personale di livello non dirigenziale di Funzionario tecnico per la biologia, la chimica e la fisica (art. 8);
potenziamento dei servizi sanitari militari per l’acquisto di dispositivi medici e presidi sanitari mirati alla gestione dei casi urgenti e di biocontenimento (art. 9);
l’Inail, anche quale soggetto attuatore degli interventi di Protezione civile, è autorizzato ad acquisire un contingente di 200 Medici specialisti e di 100 Infermieri, conferendo incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, di durata non superiore a 6 mesi, eventualmente prorogabili in ragione del perdurare dello stato di emergenza, e comunque non oltre il 31 dicembre 2020, in deroga all’art. 7 del Dlgs. n. 165/2001 e dell’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/2010 convertito con modificazioni dalla Legge n. 122/2010 (art. 10);
per l’Iss sono state stanziate risorse aggiuntive per far fronte alle esigenze di sorveglianza epidemiologica e di coordinamento connesse alla gestione dell’emergenza e per effettuare assunzioni a tempo determinato in deroga ai limiti previsti dalla legge (art. 11);
possibilità perle Aziende e gli Enti del Servizio sanitario nazionale, fino al perdurare dello stato di emergenza, di trattenere in servizio i Dirigenti medici e sanitari, nonché il personale del ruolo sanitario del Comparto sanità e gli operatori socio-sanitari, anche in deroga ai limiti previsti dalle disposizioni vigenti per il collocamento in quiescenza (art. 12);
consentito l’esercizio temporaneo di qualifiche professionali sanitarie ai professionisti che intendono esercitare sul territorio nazionale una professione sanitaria conseguita all’estero regolata da specifiche Direttive dell’Unione europea, in deroga delle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie (art. 13).
Tale norma prevede, per Regioni e Province autonome, la disapplicazione, per tutta la durata dell’emergenza, dei requisiti autorizzativi e di accreditamento per la costruzione di strutture sanitarie, all’interno o all’esterno delle strutture di ricovero preesistenti, previsti dal Dpr. n. 380/2001, oltre alle Leggi regionali, ai Piani regolatori e ai Regolamenti edilizi locali, per tutta la durata dello stato di emergenza “Covid-19” deliberato dal Consiglio dei Ministri in data 31 gennaio 2020, nonché agli obblighi di cui al Dpr. n. 151/2011 (“Schema di regolamento per la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi”). I Progetti di ampliamento o nuova costruzione delle Aree sanitare di cui sopra si ritengono avviati una volta presentata la Scia al Comune competente. Tali misure di emergenza sono applicabili anche agli Ospedali, ai Policlinici universitari, agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, alle Strutture accreditate ed autorizzate.
Al comma 3 del medesimo art. 4 si fanno salve le misure già adottate (ai sensi del comma 1) dalle Strutture sanitarie per cause di forza maggiore per far fronte all’emergenza “Covid-19”.
Infine, si prevede al comma 4 che, per attuare tali disposizioni, si rende disponibile un “Fondo” fino ad un massimo di Euro 50 milioni, a valere sull’importo fissato dall’art. 20 della Legge n. 67/1988 (“Legge Finanziaria 1988”), così come rifinanziato dall’art. 1, comma 555, della Legge n. 145/2018 (“Legge di bilancio 2019-2021”), trattandosi di risorse dei fondi perequativi alle Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, derogando rispetto al concorso di queste ultime sulla base delle quote d’accesso al fabbisogno sanitario indistinto corrente rilevate per l’anno 2019. L’assegnazione dell’importo avviene secondo la Tabella di cui all’Allegato “B”, che costituisce parte integrante del Decreto in commento. Lo stanziamento delle risorse avverrà tramite l’emanazione di Decreti dirigenziali del Mef e del Ministero della Sanità.
Tale art. 5 attribuisce il potere in capo al Commissario straordinario, avvalendosi dei fondi dell’Agenzia Impresa Spa – Invitalia, di assicurare l’approvvigionamento di “dpi” (“dispositivi di protezione individuali”), erogando finanziamenti e contributi a fondo perduto o a rendiconto gestionale alle Imprese che producono dispositivi medici e “dpi”, ai valori di mercato correnti al 31 dicembre 2019, a seconda dell’esigenza per far front all’emergenza “Covid-19”.
Entro 5 giorni dall’entrata in vigore del Dl n. 18/2020, il Commissario straordinario designato provvederà all’avvio della misura e fornisce specifiche disposizioni per assicurare la gestione della stessa. Viene allo stesso modo autorizzata la spesa di Euro 50 milioni per l’anno 2020, a titolo di contributi a fondo perduto oltre che a finanziamenti agevolati, secondo quanto stabilito dalla normativa europea. Tali risorse saranno accreditate su un apposito conto corrente infruttifero intestato all’Agenzia, aperto presso la Tesoreria centrale dello Stato.
Con l’art. 6, viene concessa, per tutta la durata dell’emergenza così come stabilita dal Cdm. 31 gennaio 2020, la facoltà di disporre, da parte del Capo del Dipartimento della Protezione civile (nel limite di Euro 150 milioni per l’anno 2020), su richiesta del Commissario straordinario di cui all’art. 122, attraverso l’emanazione di Decreti dirigenziali, la requisizione in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare la predetta emergenza sanitaria, anche per assicurare la fornitura delle strutture e degli equipaggiamenti alle Aziende sanitarie o ospedaliere ubicate sul territorio nazionale, nonché per implementare il numero di posti letto specializzati nei reparti di ricovero dei pazienti affetti da detta patologia. La requisizione potrà protrarsi fino al 31 luglio 2020 o fino alla fine dello stato di emergenza. Non potrà durare oltre 6 mesi dalla data di apprensione del bene. Se, entro la scadenza di tale termine, la cosa non è restituita al proprietario senza alterazioni sostanziali e nello stesso luogo in cui fu requisita, o in altro luogo se il proprietario vi consenta, la requisizione in uso si trasforma in requisizione in proprietà, salvo che l’interessato consenta espressamente alla proroga del termine.
A seconda del caso, al legittimo proprietario potrà essere corrisposta una somma di denaro a titolo di indennità, 100% se viene requisita la proprietà o verrà corrisposta un’indennità per ogni mese di requisizione pari a 1/60 del valore del bene requisito.
L’indennità di requisizione è liquidata nello stesso Decreto del Prefetto, che ai fini della stima si avvale dell’Agenzia delle Entrate, alla stregua del valore corrente di mercato dell’immobile requisito o di quello di immobili di caratteristiche analoghe, in misura corrispondente, per ogni mese o frazione di mese di effettiva durata della requisizione, allo 0,42% di detto valore.
L’art. 15 in esame consente, fermo restando quanto disposto dall’art. 34 del Dl. 2 marzo 2020, n. 9, per la gestione dell’emergenza “Covid-19”, e fino al termine dello stato di emergenza di cui alla Delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, la produzione, l’importazione e l’immissione in commercio di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni. Occorre tuttavia un’autocertificazione da parte del soggetto produttore o importatore che il “dpi” prodotto sia conforme agli standard, previa verifica, da effettuarsi entro 3 giorni da parte dell’Iss.
La disposizione dell’art. 16, al fine di contenere il diffondersi del virus “Covid-19”, fino al termine dello stato di emergenza di cui alla Delibera del Consiglio dei Ministri, ha previsto sull’intero territorio nazionale, per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di 1 metro, l’utilizzo le mascherine chirurgiche quali dispositivi di protezione individuale. Gli individui presenti sull’intero territorio nazionale sono autorizzati all’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio “CE” e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio.
Art. 17 (Disposizioni urgenti materia di sperimentazione dei medicinali e dispositivi medici per l’emergenza epidemiologica da “Covid-19”)
Con l’art. 17 si prevedono misure straordinarie che riguardano la sperimentazione clinica dei medicinali, i pareri dei Comitati etici e l’attività dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).
Limitatamente al periodo dello stato di emergenza, ferme restando le disposizioni vigenti in materia di sperimentazione clinica dei medicinali e dei dispositivi medici, al fine di migliorare la capacità di coordinamento e di analisi delle evidenze scientifiche disponibili – si legge nel Decreto – è affidata ad Aifa, la possibilità di accedere a tutti i dati degli studi sperimentali e degli usi compassionevoli specificati nel comma successivo, cioè i dati delle sperimentazioni che riguardano esclusivamente gli studi sperimentali e gli usi compassionevoli dei medicinali per pazienti con “Covid-19”. I protocolli di studio saranno valutati in via preliminare dalla Commissione tecnico-scientifica (Cts) dell’Aifa, che “ne comunica gli esiti anche al Comitato tecnico scientifico dell’Unità di crisi del Dipartimento della Protezione civile”.
Si prevede, per far fronte all’emergenza “Covid-19”, il potenziamento della capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria.
Vengono individuate le coperture per le 20.000 assunzioni già deliberate per il Sistema sanitario nazionale ed è incrementato il “Fondo emergenze nazionali” complessivamente di 1,65 miliardi. Lo stanziamento di risorse per gli straordinari del personale sanitario viene incrementato di Euro 150 milioni per il 2020.
E’ finanziato l’aumento dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità di pneumologia e malattie infettive (anche in deroga ai limiti di spesa), mentre le strutture private devono mettere a disposizione il personale sanitario in servizio, i locali e le proprie apparecchiature (per una spesa di Euro 340 milioni).
Viene concessa l’autorizzazione a Invitalia ad erogare finanziamenti agevolati o contributi a fondo perduto alle Imprese produttrici di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale (per un tetto massimo di spesa di Euro 50 milioni).
E’ anche concessa la possibilità di incrementare il personale medico e infermieristico militare con una ferma eccezionale di un anno, mentre vengono potenziati i servizi sanitari militari. L’Inail potrà assumere a tempo determinato 200 Medici specialisti e 100 Infermieri, mentre viene incrementato lo stanziamento a favore dell’Istituto Superiore di Sanità per far fronte alle esigenze di sorveglianza epidemiologica (il totale di questi interventi assomma ad Euro 64 milioni).
Vengono introdotte disposizioni in merito all’anticipazione del prezzo nei contratti pubblici, volte a velocizzare le procedure d’acquisto e di pagamento di materiali e strumentazioni sanitari.
E’ disposta l’istituzione del “Fondo per la sanificazione degli ambienti di Province, Città metropolitane e Comuni”.
Si prevede che, nella vigenza dello stato di emergenza e, in ogni caso, sino al 31 luglio 2020, l’acquisizione di forniture e servizi da parte delle Aziende, Agenzie e degli Enti del Ssn, da utilizzare nelle attività di contrasto alla diffusione del “Covid-19”, qualora sia finanziata in via esclusiva tramite donazioni di persone fisiche o giuridiche private, avvenga mediante affidamento diretto, senza previa consultazione di 2 o più operatori economici, per importi non superiori alle soglie già previste, a condizione che l’affidamento sia conforme al motivo delle liberalità.
La disposizione dell’art. 19 consente ai datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza “Covid-19”, di richiedere il trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 per una durata massima di 9 settimane e comunque entro il mese di agosto 2020. A tali fini, sono previste procedure semplificate, in deroga alla legislazione vigente (comma 2).
L’assegno ordinario di cui al comma 1 è concesso, limitatamente per il periodo indicato e nell’anno 2020, anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al “Fondo di integrazione salariale” (“Fis”) che occupano mediamente più di 5 dipendenti. Il predetto trattamento, su istanza del datore di lavoro, può essere concesso con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’Inps.
I lavoratori destinatari delle presenti misure devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 23 febbraio 2020.
Artt. 20-21 (Trattamento ordinario di integrazione salariale per le Aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria e per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegni di solidarietà in corso)
Per le Aziende che alla data di entrata in vigore del Dl. n. 6/2020 (23 febbraio 2020) hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario e per i datori di lavoro iscritti al “Fondo di integrazione salariale” (“Fis”), è possibile presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale ai sensi dell’art. 19. La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce il trattamento di integrazione straordinario già in corso. La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale è subordinata alla sospensione degli effetti della concessione della cassa integrazione straordinaria precedentemente autorizzata e il relativo periodo di trattamento ordinario di integrazione salariale concesso ai sensi dell’art. 19 non è conteggiato ai fini dei limiti previsti dall’art. 4, commi 1 e 2, e dall’art. 12, del Dlgs. n. 148/2015. Limitatamente ai periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale concessi ai sensi del comma 1 non si applica la contribuzione aggiuntiva prevista dall’art. 5 del Dlgs. n. 148/2015.
Per i datori di lavoro privati, compresi quelli del Settore agricolo e pesca, che non rientrano nell’ambito di applicazione delle tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, previo Accordo che può essere concluso anche in via telematica con le Organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro, trattamenti di Cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a 9 settimane. Per i lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori. L’Accordo di cui al presente comma non è richiesto per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti. Sono esclusi dall’applicazione dell’istituto i datori di lavoro domestico.
Art. 23 (Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del Settore privato, i lavoratori iscritti alla “Gestione separata” di cui all’art. 2, comma 26 della Legge n. 335/1995, e i lavoratori autonomi, per emergenza “Covid-19”)
A decorrere dal 5 marzo 2020, in conseguenza dei Provvedimenti di sospensione dei Servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle Scuole di ogni ordine e grado, di cui al Dpcm. 4 marzo 2020, i lavoratori dipendenti del Settore privato hanno diritto a fruire per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a 15 giorni, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione, calcolata secondo quanto previsto dall’art. 23 del Dlgs. n. 151/2001, ad eccezione del comma 2 del medesimo articolo. I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa (comma 1).
Gli eventuali periodi di congedo parentale di cui agli artt. 32 e 33 del Dlgs. n. 151/2001, fruiti dai genitori durante il periodo di sospensione sono convertiti nel congedo sopra citato con diritto all’indennità e non sono computati né indennizzati a titolo di congedo parentale (comma 2).
I lavoratori iscritti in via esclusiva alla “Gestione separata” di cui all’art. 2, comma 26, della Legge n. 335/1995, hanno diritto a fruire per il periodo di cui al comma 1, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50 % di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità. La medesima indennità è estesa ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’Inps ed è commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto (comma 3). La fruizione del congedo è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di 15 giorni, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore (comma 4). Ferma restando l’estensione della durata dei permessi retribuiti per assistenza a figlio con handicap grave di cui all’art. 24, il limite di età di 12 anni non si applica in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 4, comma 1, della Legge n. 104/1992, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in Centri diurni a carattere assistenziale (comma 5).
I lavoratori dipendenti del Settore privato con figli minori di età compresa tra i 12 e i 16 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle Scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro(comma 6). La presente disposizione vale anche nei confronti dei genitori affidatari (comma 7).
In alternativa al congedo sopra indicato per i medesimi lavoratori beneficiari, è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di Euro 600, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di cui al comma 1. Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia di cui all’art. 54-bis, della Legge n. 50/2017 (comma 8). Detto bonus è altresì riconosciuto ai lavoratori autonomi non iscritti all’Inps, subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari.
I benefici di cui alla presente disposizione sono riconosciuti nel limite complessivo di Euro 1.261,1 milioni per l’anno 2020.
Art. 24 – (Estensione durata permessi retribuiti ex art. 33, Legge n. 104/1992)
La disposizione dell’art. 24 in commento ha previsto la possibilità di incrementare fino ad ulteriori 12 giornate il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’art. 33, comma 3, della Legge n. 104/1992, usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020. Il beneficio è riconosciuto al personale sanitario compatibilmente con le esigenze organizzative delle Aziende ed Enti del Servizio sanitario nazionale impegnati nell’emergenza “Covid-19” e del comparto sanità.
Art. 25 (Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del Settore pubblico, nonché bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per i dipendenti del Settore sanitario pubblico e privato accreditato, per emergenza “Covid -19”)
A decorrere dal 5 marzo 2020, in conseguenza dei Provvedimenti di sospensione dei Servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle Scuole di ogni ordine e grado, di cui al Dpcm. 4 marzo 2020, e per tutto il periodo della sospensione ivi prevista, i genitori lavoratori dipendenti del Settore pubblico hanno diritto a fruire dello specifico congedo e relativa indennità di cui all’art. 23, commi 1, 2, 4, 5, 6 e 7. Congedo e relativa indennità non spettano in tutti i casi in cui uno o entrambi i lavoratori stiano già fruendo di analoghi benefici. L’erogazione dell’indennità, nonché l’indicazione delle modalità di fruizione del congedo sono a cura della P.A. datrice di lavoro. Per i lavoratori dipendenti del Settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei Medici, degli Infermieri, dei Tecnici di laboratorio biomedico, dei Tecnici di radiologia medica e degli operatori socio-sanitari, il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori fino a 12 anni di età, previsto dall’art. 23, comma 8 in alternativa alla prestazione di cui al comma 1, è riconosciuto nel limite massimo complessivo di Euro 1.000.
La disposizione di cui al presente comma si applica anche al personale del Comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da “Covid-19”. Ai fini dell’accesso al bonus, il lavoratore presenta domanda tramite i canali telematici dell’Inps e secondo le modalità tecnico-operative stabilite in tempo utile dal medesimo Istituto indicando, al momento della domanda stessa, la prestazione di cui intende usufruire, contestualmente indicando il numero di giorni di indennità ovvero l’importo del bonus che si intende utilizzare. I benefici previsti dalla presente disposizione sono riconosciuti nel limite complessivo di Euro 30 milioni per l’anno 2020.
Fino alla data di cessazione dello stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti “Covid-19”, i permessi per i Sindaci previsti all’art. 79, comma 4, del Tuel, possono essere rideterminati in 72 ore.
Per i Sindaci lavoratori dipendenti pubblici le assenze dal lavoro derivanti dal presente comma sono equiparate a quelle disciplinate dall’art. 19, comma 3, del Dl. n. 9/2020 (ossia costituiscono servizio prestato a tutti gli effetti di legge).
Per i lavoratori privati, il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dovuto a “Covid-19” è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto. Fino al 30 aprile 2020, ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge n. 104/1992, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti Organi medico-legali attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’art. 3, comma 1, della medesima Legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’art. 19, comma 1, del Dl. n. 9/2020. In deroga alle disposizioni vigenti, gli oneri a carico del datore di lavoro, che presenta domanda all’Ente previdenziale, e degli Istituti previdenziali connessi con le tutele di cui alla presente disposizione. Sono posti a carico dello Stato nel limite massimo di spesa di Euro 130 milioni per l’anno 2020.
Ai liberi professionisti titolari di Partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla “Gestione separata Inps” che non siano titolari di pensione e non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo 2020 pari a Euro 600. Tale indennità non concorre alla formazione del reddito imponibile ai sensi del Dpr. n. 917/1986.
L’indennità in parola è erogata dall’Inps, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di Euro 203,4 milioni per l’anno 2020. L’Inps provvederà al monitoraggio del rispetto del limite di spesa dandone comunicazione circa i risultati al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e al Mef. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non saranno adottati altri provvedimenti concessori.
Art. 28 (Indennità lavoratori autonomi iscritti alle “Gestioni speciali” dell’Ago)
Ai lavoratori autonomi iscritti alle “Gestioni speciali” dell’Assicurazione generale Obbligatoria (Ago), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della “Gestione separata”, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo 2020 pari ad Euro 600. L’indennità non concorre alla formazione del reddito imponibile ai sensi del Dpr. n. 917/1986.
L’indennità di cui al presente art. 28 è erogata dall’Inps, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di Euro 2.160 milioni per l’anno 2020. L’Inps provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e comunica i risultati di tale attività al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e al Mef. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non saranno adottati altri provvedimenti concessori.
Art. 31 – (Incumulabilità tra indennità)
Le indennità di cui agli artt. 27, 28, 29 (“Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali”), 30 (“Indennità lavoratori del Settore agricolo”) e 38, non sono tra esse cumulabili e non sono altresì riconosciute ai percettori di “Reddito di cittadinanza”.
Art. 33 (Proroga dei termini in materia di domande di disoccupazione “Naspi” e Dis-coll)
Al fine di agevolare la presentazione delle domande di disoccupazione “Naspi” e “Dis-coll” per gli eventi di cessazione involontaria dall’attività lavorativa verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, in considerazione dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, i relativi termini sono ampliati da 68 a 128 giorni
La disposizione dell’art. 34 in commento ha previsto che, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020, il decorso dei termini di decadenza e prescrizione relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’Inps e dall’Inail è sospeso di diritto. Sono altresì sospesi, per il medesimo periodo di cui al comma 1, e per le medesime materie ivi indicate, i termini di prescrizione.
Art. 35 (Disposizioni in materia di “Terzo Settore”)
Tale norma proroga dal 30 giugno al 31 ottobre 2020:
il termine per gli “Enti del Terzo Settore” per l’adeguamento dei loro Statuti (art. 10, comma 2, Dlgs. n. 117/2017);
il termine per le Imprese sociali per adeguarsi alle disposizioni del Dlgs. n. 112/2017, in base all’art. 17, comma 3, di tale norma;
il termine entro cui le Onlus, le Organizzazioni di volontariato iscritte nei Registri regionali e delle Province autonome e le Associazioni di promozione sociale iscritte nei Registri nazionale, regionali e delle Province autonome, possono approvare i bilanci, laddove per tali Enti la scadenza del termine di approvazione dei bilanci ricada all’interno del periodo emergenziale, come stabilito dalla Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020.
Per i lavoratori iscritti al “Fondo pensioni lavoratori dello Spettacolo” con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo “Fondo”, da cui deriva un reddito non superiore a Euro 50.000, e non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo 2020 pari a Euro 600. Detta indennità non concorre alla formazione del reddito ai sensi del Dpr. n. 917/1986.
La norma dell’art. 39 ha previsto che, fino al 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti con handicap grave o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con handicap grave di cui all’art. 3, comma 3, della Legge n. 104/1992, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile ai sensi dagli artt. da 18 a 23 della Legge n. 81/2017, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Ai lavoratori del Settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile.
Art. 40 (Sospensione degli obblighi e delle misure di condizionalità per i soggetti da ricollocare al lavoro)
Ferma restando la fruizione dei relativi benefici economici, considerata la situazione di emergenza sul territorio nazionale relativa al rischio di diffondersi del virus “Covid-19” decretata per la durata di 6 mesi con Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020 e le misure adottate allo scopo di contrastare la diffusione del virus di cui ai Dpcm. 8 marzo 2020 e 9 marzo 2020, al fine di limitare gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari, sono sospesi per 2 mesi dall’entrata in vigore del presente Decreto gli obblighi connessi alla fruizione del “Reddito di cittadinanza” e i relativi termini ivi previsti, le misure di condizionalità e i relativi termini comunque previsti per i percettori di “Naspi” e indennità di disoccupazione di (“Dis-coll”) per i beneficiari di integrazioni salariali, gli adempimenti relativi agli obblighi di collocamento obbligatorio ex art. 7 della Legge n. 68/1999, le procedure di avviamento a selezione ex art. 16 della Legge n. 56/1987, nonché i termini per le convocazioni da parte dei Centri per l’impiego per la partecipazione ad iniziative di orientamento di cui all’art. 20, comma 3, lett. a), del Dlgs. n. 150/2015.
La disposizione dell’art. 42 ha previsto la sospensione, nel periodo dal 23 febbraio al 1° giugno 2020, dei termini di decadenza e prescrizione per la presentazione delle richieste da presentare all’Inail per l’accesso alle prestazioni erogate dall’istituto, nonché i termini di scadenza relativi alla revisione delle rendite.
Sono inoltre indicate le attività dell’Inail per la certificazione di infezione da “Coronavirus” (“Sars-Cov-2”) e come trattare i casi di lavoratori dal punto di vista assicurativo. La presente disposizione si applica ai datori di lavoro pubblici e privati.
Art. 43 – (Contributi alle imprese per la sicurezza e potenziamento dei presidi sanitari)
Allo scopo di sostenere la continuità dei processi produttivi delle Imprese in assoluta sicurezza dei lavoratori, a seguito dell’emergenza sanitaria “Coronavirus”, è stato assegnato ad Invitalia l’importo di Euro 50 milioni, che l’Inail provvederà a trasferire entro il 30 aprile 2020, quale contributo da erogare alle imprese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale.
L’Inail è autorizzato a bandire procedure concorsuali pubbliche per l’assunzione a tempo indeterminato, a decorrere dall’anno 2020, di un contingente di 100 unità di personale con qualifica di Dirigente medico di primo livello nella branca specialistica di medicina legale e del lavoro. Le conseguenti assunzioni di personale hanno effetto in misura pari al 50%, a decorrere dal 1° novembre 2020 e, per il restante 50%, a decorrere dal 1° gennaio 2022.
Art. 44 – (Istituzione del “Fondo per il reddito di ultima istanza” a favore dei lavoratori danneggiati dal virus “Covid -19”)
Per garantire misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti e autonomi che, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, è istituito, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il “Fondo per il reddito di ultima istanza” volto a garantire il riconoscimento ai medesimi soggetti di cui al presente comma, una indennità, nel limite di spesa Euro 300 milioni per l’anno 2020.
I criteri di priorità e le modalità di attribuzione della predetta indennità, nonché la eventuale quota del limite di spesa da destinare, in via eccezionale, al sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli Enti di diritto privato di previdenza obbligatoria saranno stabiliti, con successivi Decreti del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il Mef, da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del presente Decreto.
Dal 17 marzo 2020, data di entrata in vigore del presente Dl. n. 18/2020, l’avvio delle procedure di impugnazione dei licenziamenti individuali e collettivi di cui agli artt. 4, 5 e 24, della Legge n. 223/1991, è precluso per 60 giorni e nel medesimo periodo sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020. Sino alla scadenza del suddetto termine, il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 3, della Legge n. 604/1966.
Art. 47 – (Strutture per le persone con disabilità e misure compensative di sostegno anche domiciliare)
Sull’intero territorio nazionale, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus “Covid-19” anche tenendo conto della difficoltà di far rispettare le regole di distanziamento sociale, nei Centri semiresidenziali a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità, è sospesa l’attività dalla data del Decreto in commento e fino alla data del 3 aprile 2020.
L’Azienda sanitaria locale può, d’accordo con gli Enti gestori dei Centri diurni socio-sanitari e sanitari, attivare interventi non differibili in favore delle persone con disabilità ad alta necessità di sostegno sanitario, ove la tipologia delle prestazioni e l’organizzazione delle strutture stesse consenta il rispetto delle previste misure di contenimento. In ogni caso, per la durata dello stato di emergenza le assenze dalle attività dei centri in questione, indipendentemente dal loro numero, non sono causa di dismissione o di esclusione dalle medesime.
Fermo quanto previsto dagli artt. 23, 24 e 39, del presente Decreto, e fino alla data del 30 aprile 2020, l’assenza dal posto di lavoro da parte di uno dei genitori conviventi di una persona con disabilità non può costituire giusta causa di recesso dal contratto di lavoro ai sensi dell’art. 2119 Cc., a condizione che sia preventivamente comunicata e motivata l’impossibilità di accudire la persona con disabilità a seguito della sospensione delle attività dei Centri.
Durante la sospensione dei Servizi educativi e scolastici e delle attività socio-sanitarie e socio-assistenziali nei Centri diurni per anziani e per persone con disabilità, considerata l’emergenza di Protezione civile e il conseguente stato di necessità, le Pubbliche Amministrazioni forniscono, avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in tali servizi, dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto:
prestazioni a distanza, oppure
prestazioni rese nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione.
Tali servizi si possono svolgere secondo priorità individuate dall’Amministrazione competente, tramite coprogettazione con gli Enti gestori, impiegando i medesimi operatori ed i fondi ordinari destinati a tale finalità, anche in deroga ad eventuali clausole contrattuali, convenzionali, concessorie.
Durante la sospensione dei servizi indicati, le Pubbliche Amministrazioni sono autorizzate al pagamento dei gestori privati dei servizi per il periodo della sospensione.
In particolare, saranno corrisposte 2 quote:
le prestazioni convertite in altra forma, previo Accordo tra le parti secondo quanto sopra previsto, saranno retribuite ai gestori con quota-parte dell’importo dovuto per l’erogazione del servizio, secondo le modalità attuate precedentemente alla sospensione e subordinatamente alla verifica dell’effettivo svolgimento dei servizi;
sarà corrisposta un’ulteriore quota che, sommata alla precedente, darà luogo, in favore dei soggetti cui è affidato il servizio, ad una corresponsione complessiva di entità pari all’importo già previsto, al netto delle eventuali minori entrate connesse alla diversa modalità di effettuazione del servizio stesso. La seconda quota sarà corrisposta previa verifica dell’effettivo mantenimento da parte degli affidatari dei servizi delle strutture attualmente interdette, fermo restando che le stesse dovranno risultare immediatamente disponibili e in regola con tutte le disposizioni vigenti, con particolare riferimento a quelle emanate ai fini del contenimento del contagio da “Covid-19”, all’atto della ripresa della normale attività.
I pagamenti delle 2 quote comportano la cessazione dei trattamenti del “Fondo di integrazione salariale” e di Cassa integrazione in deroga laddove riconosciuti per la sospensione dei Servizi educativi per l’infanzia, dei Servizi degli educatori nella Scuola primaria o dei Servizi socio-sanitari e socio-assistenziali resi in convenzione.
Art. 49 (“Fondo centrale di garanzia Pmi”)
Si provvede a rafforzare ed estendere l’utilizzo del “Fondo di garanzia” per le Pmi di cui all’art. 2, comma 100, lett. a), della Legge n. 662/1996, attraverso modifiche che rimarranno in vigore per 9 mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto in commento.
Nello specifico, si applicano, tra le altre, le seguenti misure:
l’importo massimo garantito per singola impresa è elevato, ad Euro 5 milioni;
per gli interventi di garanzia diretta, la percentuale di copertura è pari all’80% dell’ammontare di ciascuna operazione di finanziamento per un importo massimo garantito per singola impresa di Euro 1.500.000.
le Amministrazioni e i soggetti titolari di Sezioni speciali del “Fondo” o di Programmi Ue che ne integrano le risorse o l’operatività possono assicurare il loro apporto ai fini dell’innalzamento della percentuale massima garantita dal “Fondo” sino al massimo dell’80% in garanzia diretta e del 90% in riassicurazione;
per le operazioni per le quali Banche o gli Intermediari finanziari hanno accordato, anche di propria iniziativa, la sospensione del pagamento delle rate di ammortamento, o della sola quota capitale, in connessione degli effetti indotti dalla diffusione del “Covid-19” su operazioni ammesse alla garanzia del “Fondo”, la durata della garanzia del “Fondo” stesso è estesa in conseguenza;
per operazioni di investimento immobiliare nei Settori turistico–alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore ad Euro 500.000, la garanzia del “Fondo” può essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti;
sono ammissibili alla garanzia del “Fondo”, con copertura all’80% in garanzia diretta e al 90% in riassicurazione, nuovi finanziamenti a 18 mesi meno un giorno di importo non superiore a Euro 3.000 erogati da Banche, Intermediari finanziari e dagli altri soggetti abilitati alla concessione di credito e concessi a favore di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni assoggettati la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza “Covid-19” come da dichiarazione autocertificata ai sensi dell’art. 47 del Dpr. n. 445/2000. In favore di tali soggetti beneficiari l’intervento del “Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie Imprese” è concesso gratuitamente e senza valutazione;
le Amministrazioni di Settore, anche unitamente alle Associazioni e gli Enti di riferimento, possono conferire risorse al “Fondo” ai fini della costituzione di Sezioni speciali finalizzate a sostenere l’accesso al credito per determinati settori economici o filiere d’impresa;
sono prorogati per 3 mesi tutti i termini riferiti agli adempimenti amministrativi relativi alle operazioni assistite dalla garanzia del “Fondo”.
Art. 54 (Attuazione del “Fondo solidarietà mutui ‘prima casa’”, cd. “Fondo Gasparrini”)
Fino al 17 dicembre 2020, in deroga alla ordinaria disciplina del “Fondo”, l’ammissione ai benefici dello stesso (fino ad oggi con beneficiari i lavoratori sospesi dal lavoro per almeno 30 giorni) è esteso anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato un calo del proprio fatturato superiore al 33% in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza “Covid-19”.
Il “Fondo” è incrementato per il 2020 di Euro 400 milioni. Con Decreto Mef saranno adottate le disposizioni di attuazione fra cui il requisito “Isee” di accesso.
La presente disposizione dell’art. 55 è volta ad incentivare la cessione di crediti deteriorati che le Imprese hanno accumulato negli ultimi anni. Qualora una Società ceda a titolo oneroso, entro il 31 dicembre 2020, crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori inadempienti, può trasformare in credito d’imposta le attività per Imposte anticipate riferite ai seguenti componenti: perdite fiscali non ancora computate in diminuzione del reddito imponibile alla data della cessione, importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto, non ancora dedotto né fruito tramite credito d’imposta alla data della cessione. Ai fini della trasformazione in credito d’imposta, i componenti di cui al presente comma possono essere considerati per un ammontare massimo non eccedente il 20% del valore nominale dei crediti ceduti. I crediti d’imposta derivanti dalla trasformazione non sono produttivi di interessi, ma possono essere utilizzati, senza limiti di importo, in compensazione ovvero possono essere chiesti a rimborso. I crediti d’imposta vanno indicati nella dichiarazione dei redditi e non concorrono alla formazione del reddito di impresa né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.
Art. 56 (Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie Imprese colpite dall’epidemia di “Covid-19”)
Con l’obiettivo di sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di “Covid-19” le Imprese, in relazione alle esposizioni debitorie nei confronti di Banche, di Intermediari finanziari e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia, beneficiano delle seguenti misure di sostegno finanziario:
Al fine di supportare la liquidità delle Imprese colpite dall’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, le esposizioni assunte da Cassa Depositi e Prestiti Spa in favore delle Banche e degli altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito che concedono finanziamenti sotto qualsiasi forma alle Imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della citata emergenza, operanti in Settori individuati con apposito Dm., possono essere assistite dalla garanzia dello Stato. La garanzia dello Stato è rilasciata in favore di Cassa fino ad un massimo dell’80%.
In sintesi, le disposizioni contenute nel presente art. 57 hanno la finalità di supportare le Imprese consentendo alle Banche di erogare più agevolmente i finanziamenti.
Art. 59 (Disposizioni a supporto dell’acquisto da parte delle Regioni di beni necessari a fronteggiare l’emergenza “Covid-19”)
Limitatamente al periodo di stato di emergenza derivante dalla diffusione del “Covid-19”, Sace Spa è autorizzata a rilasciare garanzie e coperture assicurative, a condizioni di mercato e beneficianti della garanzia dello Stato, in favore di fornitori esteri per la vendita alle Regioni di beni inerenti la gestione dell’emergenza sanitaria per il “Covid-19”. Le modalità operative degli interventi sopra descritti sono definite da Sace Spa, in base alle proprie regole di governo e nei limiti specifici indicati annualmente dalla legge di approvazione del bilancio dello Stato.
La norma dell’art. 60 proroga a venerdì 20 marzo 2020 tutti i versamenti nei confronti delle P.A., inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza lo scorso lunedì 16 marzo 2020.
Tale minima proroga, di soli 4 giorni rispetto alla scadenza originaria, riguarda soltanto i soggetti con ricavi superiori ad Euro 2 milioni, mentre per particolari categorie di soggetti o per chi ha ricavi inferiori a tale soglia, valgono i diversi termini contenuti, rispettivamente, negli artt. 61 e 62 di seguito commentati (si rimanda alla Tabella di sintesi riportata di seguito ed all’approfondimento contenuto nel presente numero delle Rivista, con il quale sono evidenziate alcune criticità applicative).
L’art. 61 sospende fino al 30 aprile 2020 i versamenti delle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/1973, dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza prima di tale data, per la seguente vasta gamma di soggetti, aggiuntivi rispetto a quelli già contemplati dall’art. 8, comma 1, del Dl. n. 9/2020 (Imprese turistico-ricettive, Agenzie di viaggi e turismo, Tour operator aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in Italia):
i) Aziende termali di cui alla Legge n. 323/2000 e Centri per il benessere fisico;
r) Onlus iscritte negli appositi registri, Organizzazioni di volontariato iscritte nei Registri regionali e delle Province autonome, associazioni di promozione sociale iscritte nei Registri nazionale, regionali e delle Province autonome.
Per tutti i soggetti sopra indicati, inclusi quelli di cui al citato art. 8, comma 1, del Dl. n. 9/2020, sopra richiamati:
i versamenti delle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/1973 (ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati, non su redditi di lavoro di lavoro autonomo), dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria sono sospesi fino al 30 aprile 2020 e dovranno essere effettuati, senza sanzioni ed interessi, entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020;
i versamenti dell’Iva in scadenza nel mese di marzo 2020 sono sospesi e dovranno essere effettuati, senza sanzioni ed interessi, entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 (ciò significa che per i versamenti dell’Iva in scadenza il 16 di aprile, salvo nuove future proroghe, resta al momento valida tale data).
Non viene rimborsato quanto eventualmente già versato.
Le Federazioni sportive nazionali, gli Enti di promozione sportiva, le Associazioni e le Società sportive, professionistiche e dilettantistiche, ricomprese nella lett. a) sopra indicata, applicano la sospensione di cui al medesimo comma fino al 31 maggio 2020. I versamenti sospesi ai sensi del periodo precedente sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020. Anche in tal caso non viene rimborsato quanto già versato.
In merito all’applicazione di tale norma agli Enti Locali nella veste di sostituti d’imposta, viste le tipologie di soggetti interessati la stessa potrebbe ritenersi applicabile a quegli Enti che gestiscono direttamente, con proprio personale, i Servizi mensa, le attività del teatro, i Servizi museali, di gestione biblioteche, di gestione Asili nido, di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili (per una disamina dettagliata dei Codici Ateco a cui fare riferimento, si rimanda alla Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 12/E diffusa tempestivamente lo stesso 18 marzo 2020, nonché alla successiva Risoluzione n. 14/E diffusa il 20 marzo 2020, che specifica come i Codici Ateco contenuti nella Risoluzione n. 12/E sono “puramente indicativi e non individuano tutti i soggetti a cui sono applicabili le sospensioni dei versamenti”, inserendo altri Codici sempre a titolo esemplificativo).
Tuttavia, dal momento che tali Enti operano sotto il generico Codice Ateco 84.11.10 (non ricompreso nell’elenco contenuto nella Risoluzione), si ritiene che per il versamento delle ritenute, dei contributi e dell’Iva, per essi valgano le regole dettate dagli artt. 60 e 62, da considerare a seconda del loro volume d’affari ai fini Iva (si rimanda alla Tabella di sintesi riportata di seguito ed all’approfondimento contenuto nel presente numero delle Rivista, con il quale si sono evidenziate alcune criticità applicative).
L’art. 62, norma di carattere generale, prevede per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia la sospensione degli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’Addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.
Resta ferma la disposizione di cui all’art. 1 del Dl. n. 9/2020, recante disposizioni riguardanti i termini relativi alla Dichiarazione dei redditi precompilata 2020.
Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia, con ricavi o compensi non superiori ad Euro 2 milioni nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto in commento, sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020:
a) relativi alle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/1973 (ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati, non su redditi di lavoro di lavoro autonomo) e alle trattenute relative all’Addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
La sospensione dei versamenti Iva si applica, a prescindere dal volume dei ricavi o compensi percepiti, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza.
Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei Comuni individuati nell’allegato 1 al Dpcm. 1° marzo 2020, restano ferme le disposizioni di cui all’art. 1 del Decreto Mef 24 febbraio 2020.
Tutti i versamenti sospesi di cui sopra sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 (mentre per i medesimi versamenti in scadenza il 16 di aprile, salvo nuove future proroghe resta al momento valida tale ultima data).
Non viene rimborsato quanto già eventualmente versato.
Gli adempimenti sospesi sono invece effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni (di interesse per gli Enti Locali segnaliamo in particolare la Dichiarazione Iva annuale, in scadenza il 30 aprile 2020, nonché la Comunicazione Iva riferita al I trimestre 2020, in scadenza il 31 maggio 2020, entrambe da intendersi prorogate al 30 giugno 2020).
Infine, per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa Italia con ricavi o compensi non superiori a Euro 400.000 nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto in commento, i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del Decreto in commento e il 31 marzo 2020 non sono assoggettati alle ritenute d’acconto di cui agli artt. 25 e 25-bis del Dpr. n. 600/1973 (es. professionisti e lavoratori autonomi in generale), da parte del sostituto d’imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. I contribuenti,che si avvalgono della presente opzione, rilasciano apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della disposizione in commento e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto o entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione, oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi (si rimanda alla Tabella di sintesi riportata di seguito ed all’approfondimento contenuto nel presente numero delle Rivista, con il quale sono evidenziate alcune criticità applicative).
SCHEMA DI SINTESI DELLE PRINCIPALI PROROGHE FISCALI DI INTERESSE GENERALE CONTENUTE NEGLI ARTT. 60-61-62 DEL DL. N. 18/2020 (*) (**)
SOSPENSIONE VERSAMENTI RITENUTE IRPEF DA PARTE DEI SOSTITUTI D’IMPOSTA, IVA, CONTRIBUTI INPS E PREMI INAIL:
A1) Soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia, con ricavi o compensi non superiori a Euro 2 milioni (art. 62): Sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020: a) relativi alle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/1973 (ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati, non su redditi di lavoro di lavoro autonomo) e alle trattenute relative all’Addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta; b) relativi all’Iva; c) relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria. Tutti i versamenti sospesi di cui sopra sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 (mentre per i medesimi versamenti in scadenza il 16 di aprile, salvo nuove future proroghe resta al momento valida tale ultima data). Non viene rimborsato quanto già eventualmente versato.
A2) Soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia, con ricavi o compensi superiori a Euro 2 milioni (art. 60): Proroga a venerdì 20 marzo 2020 di tutti i versamenti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza lo scorso lunedì 16 marzo 2020.
A3) Soggetti indicati dall’art. 61 del Dl. n. 18/2020, riferiti a particolari Settori (Sport, Cultura, Turismo, Attività educative, Attività assistenziali, Trasporti, ecc…) (art. 61): I versamenti delle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/73 (ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati, non su redditi di lavoro di lavoro autonomo), dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria sono sospesi fino al 30 aprile 2020 e dovranno essere effettuati, senza sanzioni ed interessi, entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. I versamenti dell’Iva in scadenza nel mese di marzo 2020 sono sospesi e dovranno essere effettuati, senza sanzioni ed interessi, entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 (ciò significa che per i versamenti dell’Iva in scadenza il 16 di aprile, salvo nuove future proroghe, resta al momento valida tale data). Non viene rimborsato quanto eventualmente già versato (le Federazioni sportive nazionali, gli Enti di promozione sportiva, le Associazioni e le Società sportive, professionistiche e dilettantistiche applicano la sospensione di cui al medesimo comma fino al 31 maggio 2020. I versamenti sospesi ai sensi del periodo precedente sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020. Anche in tal caso non viene rimborsato quanto già versato). Per una disamina dettagliata dei Codici Ateco a cui fare riferimento, si rimanda alla Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 12/E diffusa tempestivamente lo stesso 18 marzo 2020. Riguardo agli Enti Locali, anche se detta Risoluzione ricomprende alcuni Codici Ateco tipici delle attività Iva da essi svolte (es. Asili nido, Mense, Musei, Teatri, ecc.), dal momento che operano sotto il generico Codice Ateco 84.11.10 (non ricompreso nell’elenco contenuto nella Risoluzione), si ritiene che per il versamento delle ritenute, dei contributi e dell’Iva, per essi valgano le regole dettate dagli artt. 60 e 62, da considerare a seconda del loro volume d’affari ai fini Iva.
SOSPENSIONE ALTRI ADEMPIMENTI TRIBUTARI DIVERSI DAI VERSAMENTI (ES. ADEMPIMENTI DICHIARATIVI):
Tutti i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia (art. 62): Gli adempimenti diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’Addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, sono rinviati al 30 giugno 2020 (es. Dichiarazione Iva, in scadenza il 30 aprile 2020).
SOSPENSIONE TRATTENUTE IRPEF AI PROFESSIONISTI E SIMILARI:
Soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa Italia con ricavi o compensi non superiori a Euro 400.000 nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto in commento (art. 62): I ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del Decreto in commento e il 31 marzo 2020 non sono assoggettati alle ritenute d’acconto di cui agli artt. 25 e 25-bis del Dpr. n. 600/1973 (es. professionisti e lavoratori autonomi in generale), da parte del sostituto d’imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. I contribuenti,che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della disposizione in commento e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto o entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione, oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.
* Ricordiamo anche che l’Agenzia delle Entrate, in data 19 marzo 2020, ha diffuso una serie di schede illustrative sulle novità fiscale contenute nel Decreto, riferite agli artt. da 60 a 71, nonché alle Faq pubblicate in data 20 marzo 2020 inerenti ad alcune specifiche sulle cartelle esattoriali e ai differimenti dei termini di riscossione dell’Agenzia delle Entrate.
** Nella Sezione ‘Gli Approfondimenti alla presente Rivista abbiamo cercato di riassumere i dubbi ad oggi esistenti afferenti la corretta applicazione, in particolare da parte degli Enti Locali, delle norme indicate dagli artt. 60-61-62.
La disposizione dell’art. 63 ha previsto l’erogazione di un bonus di Euro 100 ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, con un reddito complessivo riferito all’anno precedente di importo non superiore a Euro 40.000, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.
I sostituti d’imposta riconoscono, in via automatica, l’incentivo a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno e recuperano il premio erogato tramite compensazione ex art. 17 del Dlgs. n. 241/1997.
Per l’anno di imposta 2020, con l’obiettivo di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus “Covid-19”, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione è riconosciuto, un credito d’imposta, nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino a un massimo di Euro 20.000 per ciascun beneficiario e comunque nel limite complessivo massimo di Euro 50 milioni per l’anno 2020.
I criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta, anche per assicurare il rispetto del limite di spesa di cui sopra, saranno stabiliti da apposito Dm. da adottarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Dl. n. 18/2020 in commento.
Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, la disposizione in esame riconosce ai soggetti esercenti attività d’impresa, per l’anno 2020, un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella Categoria catastale “C/1” (e cioè negozi e botteghe). Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione e non si applica alle attività che sono state identificate come essenziali (es. Farmacie, Parafarmacie, punti vendita di generi alimentari di prima necessità, ecc.).
La Risoluzione n. 13/E del 20 marzo 2020 ha istituito il codice-tributo “6914”, denominato “Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi – art. 65 del Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”, al fine di consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta di cui trattasi, tramite Modello “F24”.
Art. 66 (Incentivi fiscali per erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”)
Tale norma dell’art. 66 prevede che per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle persone fisiche e dagli Enti non commerciali, in favore dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali territoriali, di Enti o Istituzioni pubbliche, di Fondazioni e Associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, spetta una detrazione dall’Imposta lorda ai fini dell’Imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a Euro 30.000.
Per le erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, effettuate nell’anno 2020 dai soggetti titolari di reddito d’impresa, si applica l’art. 27 della Legge n. 133/1999 (norma riferita alle erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari, per il tramite di fondazioni, associazioni, comitati ed enti. Tali erogazioni sono deducibili dal reddito d’impresa e non si considerano destinate a finalità estranee all’esercizio di impresa). Ai fini Irap, tali erogazioni liberali sono deducibili nell’esercizio in cui sono effettuate.
Per la valorizzazione delle erogazioni in natura di cui sopra, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli artt. 3 e 4 del Dm. Lavoro e Politiche sociali 28 novembre 2019, riferito alle erogazioni liberali in natura a favore degli “Enti del Terzo Settore”.
Il presente art. 67 dispone la sospensione dall’8 marzo al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, effettuate dagli Enti impositori.
Sono sospesi, per il medesimo periodo, i termini per fornire risposta alle istanze di interpello, ivi comprese quelle da rendere a seguito della presentazione della documentazione integrativa, oltre anche al termine per la regolarizzazione delle predette istanze.
Sono inoltre sospesi i termini di cui all’art. 7, comma 2, del Dlgs. n. 128/2015, ovverosia i termini entro i quali l’Agenzia delle Entrate è tenuta a fornire risposta, anche a seguito della documentazione integrativa presentata dal contribuente, alle Istanze di Interpello presentate ai sensi dell’art. 11 della Legge n. 212/2000, nonché i termini di cui all’art. 1–bis del Dl. n. 50/2017 riguardo alle procedure di cooperazione e collaborazione rafforzata.
Per le Istanze di Interpello presentate nel periodo di sospensione, i termini per la risposta previsti dalle relative disposizioni, nonché il termine previsto per la loro regolarizzazione, iniziano a decorrere dal primo giorno del mese successivo al termine del periodo di sospensione. Durante il periodo di sospensione, la presentazione delle predette Istanze di Interpello e di consulenza giuridica è consentita esclusivamente per via telematica, attraverso l’impiego della Pec ovvero, per i soggetti non residenti che non si avvalgono di un domiciliatario nel territorio dello Stato, mediante l’invio alla casella di posta elettronica ordinaria div.contr.interpello@agenziaentrate.it.
Sono altresì sospese, ai sensi del comma 3, dall’8 marzo al 31 maggio 2020 le attività non aventi carattere di indifferibilità ed urgenza, consistenti nelle risposte alle Istanze, formulate ai sensi dell’art. 492-bis del Cpc., relative ai pignoramenti posti in essere dagli Ufficiali giudiziari, di richiesta di accesso alla banca dati dell’Anagrafe Tributaria, compreso l’Archivio dei rapporti finanziari, autorizzate dai Presidenti, oppure dai Giudici delegati, nonché le risposte alle richieste di accesso agli atti e documenti amministrativi formulate ai sensi dell’art. 5, del Dlgs. n. 33/2013.
Con riferimento ai termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli Uffici, si applica l’art. 12 del Dlgs. n. 159/2015, ai sensi del quale i versamenti sospesi sono effettuati entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, quindi nel caso di specie dovranno essere effettuati entro il 30 giugno, e gli adempimenti e versamenti tributari, che scadono entro il 31 dicembre 2020 sono prorogati fino al 31 dicembre 2022. In detto periodo di sospensione, ai sensi del comma 3, del citato art. 12, l’Agente nazionale della riscossione non procede alla notifica delle cartelle di pagamento.
Si rileva infine che la Circolare Entrate n. 4/E del 20 marzo 2020 ha fornito tempestivamente i primi chiarimenti e le prime indicazioni operative sulla trattazione delle Istanze di Interpello nel periodo di sospensione dei termini. Rinviamo il commento di tale documento al prossimo numero della Rivista.
Con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, con l’art. 68 vengono sospesi i termini dei versamenti scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli Agenti della riscossione, nonché dagli avvisi di accertamento emessi dagli Agenti stessi e dall’Inps per il recupero delle somme di propria competenza.
I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, ovverosia entro il 30 giugno 2020.
Anche per gli atti sopra riportati si applicano le disposizioni dell’art. 12 del Dlgs. n. 159/2015.
La predetta sospensione si applica anche alle ingiunzioni di pagamento ed agli accertamenti esecutivi emessi dagli Enti Locali.
Sono differiti al 31 maggio 2020 il termine di versamento delle rate di cui alla “rottamazione-ter” disciplinata dal Dl. n. 119/2018, inizialmente fissato al 28 febbraio, e il termine di versamento degli importi dal cd. “saldo e stralcio” di cui all’art. 1, comma 190, della Legge n. 145/2018, fissato al 31 marzo.
Si segnala infine che la Circolare Entrate n. 5/E del 20 marzo 2020 ha fornito tempestivamente i primi chiarimenti in merito alla sospensione dei termini per il pagamento degli importi dovuti in relazione alla notifica di avvisi di accertamento cosiddetti esecutivi ai sensi dell’art. 29 del Dl. n. 78/2010.
Rinviamo il commento di tale documento al prossimo numero della Rivista.
Con l’art. 69 sono prorogati, per il Settore dei giochi, i termini per il versamento del prelievo unico erariale (Preu) sugli apparecchi e del canone concessorio in scadenza il 30 aprile 2020.
Le somme dovute dovranno essere versate in unica soluzione entro il 29 maggio 2020, o in rate mensili di pari importo, con l’aggiunta degli interessi legali dello 0,05% dal 2020. Per chi paga a rate, la prima deve essere versata entro il 29 maggio 2020 e le successive entro l’ultimo giorno del mese; l’ultima rata è versata entro il 18 dicembre 2020.
Per l’anno 2020, considerati i rilevanti impegni derivanti dall’incremento delle attività di controllo presso i porti, gli aeroporti e le dogane interne, come conseguenza dell’emergenza sanitaria da “Covid-19”, le risorse destinate alla remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, vengono incrementate di Euro 8 milioni, a valere sui finanziamenti dell’Agenzia stessa.
Con Decreto del Mef, saranno previste specifiche modalità con cui poter menzionare sul sito istituzionale del Ministero, i contribuenti che hanno deciso di non avvalersi delle sospensioni dei versamenti previste dal Decreto, al fine di un ritorno di immagine da parte dell’opinione pubblica.
Art. 72 (Misure per l’internazionalizzazione del “Sistema Paese”)
Il Provvedimento istituisce un “Fondo” da ripartire per la promozione integrata presso il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, al fine di potenziare gli strumenti di promozione e di sostegno all’internazionalizzazione delle varie componenti del “Sistema Paese”, tra i quali il Piano straordinario di sostegno al Made in Italy realizzato tramite l’Ice.
Art. 73 (Semplificazioni in materia di Organi collegiali degli Enti Locali)
Nel periodo dello stato di emergenza “Covid-19”, i Consigli dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane e le Giunte comunali, possono in ogni caso (anche senza preventiva regolamentazione) svolgere le sedute in videoconferenza, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità; deve essere assicurata l’identificazione certa dei partecipanti, la pubblicità delle sedute e devono essere garantite le funzioni del Segretario comunale.
Quanto sopra è valido anche per gli Organismi collegiali degli Enti pubblici nazionali, anche articolati su base territoriale.
È sospesa l’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 1, commi 9 e 55, della Legge n. 56/2014, ossia per il suddetto periodo, per completare il procedimento non saranno obbligatori i pareri delle assemblee dei sindaci e delle conferenze metropolitane per l’approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi, nonché gli altri pareri richiesti dagli statuti provinciali e metropolitani.
Anche le Associazioni private, riconosciute o meno, e le Fondazioni potranno svolgere le sedute in videoconferenza.
L’art. 74 in esame prevede lo stanziamento di fondi per il pagamento degli straordinari dovuti ai maggiori compiti connessi all’emergenza per le Forze di Polizia, le Forze Armate, il Corpo di Polizia penitenziaria, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, il personale della carriera prefettizia, quello dei ruoli dell’Amministrazione civile dell’Interno e quello delle Polizie locali, nonché per la sanificazione e la disinfezione straordinaria degli Uffici, degli ambienti e dei mezzi in uso alle medesime Forze, e per assicurare l’adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale.
Con la norma dell’art. 75 si intende dare ulteriore impulso al processo di digitalizzazione che si sta rilevando strategico per contribuire a superare le difficoltà dell’emergenza epidemiologica. In tal senso, si dispone fino al 31 dicembre 2020 una procedura semplificata per l’acquisto di servizi e lo sviluppo dei sistemi informativi. In particolare, è previsto che le Amministrazioni aggiudicatrici, come definite dall’art. 3 del Dlgs. n. 50/2016 (“Codice dei Contratti pubblici”), nonché le Autorità amministrative indipendenti possano, sino al 31 dicembre 2020, acquistare beni e servizi informatici, preferibilmente basati sul modello Cloud SaaS (software as a service), nonché servizi di connettività, mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara ai sensi dell’art. 63, comma 2, lett. c), del ”Codice dei Contratti pubblici”, selezionando l’affidatario tra almeno 4 operatori economici, di cui almeno una “start-up innovativa” o una “piccola e media impresa innovativa” (come tale si intendono le Imprese iscritte nell’apposita Sezione speciale del Registro delle imprese di cui all’art. 25, comma 8, del Dl. n. 179/2012, e all’art. 4, comma 2, del Dl. n. 3/2015. Gli atti con i quali sono indette le procedure negoziate devono poi essere trasmessi al Dipartimento per la Trasformazione digitale e al Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Al fine di semplificare il procedimento di acquisto, viene previsto che le Amministrazioni possano:
stipulare il contratto previa acquisizione di una autocertificazione dell’operatore economico aggiudicatario attestante il possesso dei requisiti generali, finanziari e tecnici, la regolarità del Durc e l’assenza di motivi di esclusione secondo segnalazioni rilevabili dal Casellario Informatico di Anac, nonché previa verifica del rispetto delle prescrizioni antimafia, di cui al Dlgs. n. 159/2011;
stipulare immediatamente il contratto ed avviare l’esecuzione dello stesso, anche in deroga ai termini di cui all’art. 32 del Dlgs. n. 50/2016.
La scelta delle soluzioni informatiche dovrà tenere conto delle indicazioni del “Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione”; la scelta delle soluzioni applicative dovrà quindi essere fatta all’interno del Catalogo dei servizi qualificati Cloud per la P.A. (https://cloud.italia.it/marketplace/). Il passaggio è indispensabile per garantire la realizzazione di un Sistema integrato, efficiente e con elevati standard di sicurezza nel rispetto del Regolamento europeo per la privacy. Le soluzioni acquistate dovranno prioritariamente garantire la diffusione del lavoro agile e l’erogazione dei servizi on line. A tal scopo quindi le soluzioni dovranno essere progettate secondo il Paradigma “Saas”, e quindi web based, indispensabile anche per permettere il lavoro agile mediante gli strumenti informatici personali dei dipendenti (“BYOD – bring your own device”).
Non sono previste risorse aggiuntive; pertanto ogni Amministrazione dovrà procedere agli acquisti con fondi propri.
Art. 76 (Gruppo di supporto digitale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’attuazione delle misure di contrasto all’emergenza “Covid-19”)
La norma dell’art. 76 dispone la costituzione di un contingente di esperti con comprovata esperienza nei processi di trasformazione tecnologica, alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La disposizione intende dare impulso al progetto già avviato all’interno del Ministero per la trasformazione digitale con la costituzione del Dipartimento ad hoc nel quale è confluito dal 1° gennaio 2020 il Team digitale, al fine di rafforzare la governance delle iniziative di cui all’art. 75: garantire lo sviluppo del lavoro agile e dare immediata diffusione dei servizi on line.
Tale diposizione dell’art. 77 comporta lo stanziamento di fondi per la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici, per dotarsi dei materiali per la pulizia straordinaria dei locali, nonché di dispositivi di protezione e igiene personali, sia per il personale sia per gli studenti, autorizzando la spesa di Euro 43,5 milioni nel 2020. Le predette risorse finanziarie sono ripartite tra le Istituzioni scolastiche ed educative pubbliche del Sistema nazionale di istruzione, ivi incluse le Scuole paritarie, attraverso le disposizioni contenute di cui all’art. 1, comma 601, della Legge n. 296/2006 (“Legge Finanziaria 2007”).
L’art. 78 istituisce un “Fondo” da Euro 100 milioni a sostegno delle Imprese agricole e per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca, prevedendo l’obiettivo di garantire la copertura totale degli interessi passivi su finanziamenti bancari destinati al capitale circolante e alla ristrutturazione dei debiti, ed assicurare la copertura dei costi sostenuti per interessi maturati negli ultimi 2 anni su mutui contratti dalle medesime Imprese.
Viene previsto altresì l’aumento dal 50% al 70% degli anticipi dei contributi “Pac” a favore degli agricoltori, misura dal valore complessivo oltre Euro 1 miliardo.
Si introduce anche l’aumento del “Fondo indigenti” di Euro 50 milioni per assicurare la distribuzione delle derrate alimentari – risorse che si aggiungono ai Euro 6 milioni già destinati nei giorni scorsi all’acquisto di latte crudo, in accordo con il Tavolo “Spreco alimentare”.
Alla luce dei danni subiti dall’intero Settore dell’aviazione a causa dell’insorgenza dell’epidemia da “Covid-19”, alle Imprese titolari di licenza di trasporto aereo di passeggeri rilasciata dall’Enac che, alla data di emanazione del Decreto “Cura Italia”, esercitano oneri di servizio pubblico, sono riconosciute misure a compensazione dei danni subiti come conseguenza diretta dell’evento eccezionale al fine di consentire la prosecuzione dell’attività.
Con Decreto di natura non regolamentare del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sono stabilite le modalità di applicazione di tali misure.
Prevista inoltre la costituzione di una nuova Società – interamente controllata dal Mef ovvero controllata da una Società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta – in considerazione della situazione determinata dall’emergenza citata sulle attività di Alitalia – Società Aerea Italiana Spa, e di Alitalia Cityliner Spa, entrambe in amministrazione straordinaria.
Con uno o più Decreti Mef, di natura non regolamentare e sottoposti alla registrazione della Corte dei conti, che rappresentano l’atto costitutivo della nuova Società, saranno definiti l’oggetto sociale, lo Statuto e il capitale sociale iniziale, ed ogni altro elemento necessario per la costituzione e il funzionamento della Società stessa.
Per l’attuazione delle disposizioni è istituito un “Fondo” con una dotazione di Euro 500 milioni per l’anno 2020.
Art. 80 (Incremento della dotazione dei “contratti di sviluppo”)
Per la concessione delle agevolazioni introdotte dall’art. 43 del Dl. n. 112/2008, per favorire l’attrazione degli investimenti e la realizzazione di Progetti di sviluppo di impresa rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, è autorizzata la spesa di ulteriori Euro 400 milioni per l’anno 2020.
A causa dello stato di emergenza “Covid-19”, il termine entro il quale deve essere indetto il referendum confermativo della Legge Costituzionale in materia di riduzione del numero dei Parlamentari è fissato in 240 giorni dalla comunicazione dell’Ordinanza che lo ha ammesso, in deroga a quanto previsto dall’art. 15, comma 1, della Legge n. 352/1970 (massimo 60 giorni).
La norma così permette lo slittamento della consultazione a data da stabilire (al massimo ad inizio autunno 2020).
La norma dell’art. 82 è volta a stimolare interventi di potenziamento delle infrastrutture e ad assicurare la forniture di servizi di comunicazione elettroniche in grado di supportare la crescita dei consumi e la gestione di picchi di traffico generati dalla necessità di svolgere attività (smart working, e-learning) o di passare il proprio tempo a casa utilizzando la rete Internet (informazione, comunicazione, intrattenimento, acquisti on line)
Art. 83 (Nuove misure urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da “Covid-19” e contenerne gli effetti in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare)
L’art. 83 abrogagli artt. 1 e 2 del Dl. 8 marzo 2020, n. 11, e detta nuove disposizioni specifiche in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare.
Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020, le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli Uffici giudiziari sono rinviate d’ufficioa data successiva al 15 aprile 2020, ad eccezione di alcune controversie elencate al comma 3 (tra le quali figurano, in materia civile, i procedimenti cautelari aventi ad oggetto la tutela di diritti fondamentali della persona ed in materia penale, i procedimenti di convalida dell’arresto o del fermo).
Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali. Ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. In caso di termini computati a ritrosoricadenti in tutto o in parte nel periodo di sospensione, è differita l’udienza o l’attività da cui decorre il termine in modo da consentirne il rispetto. Si intendono altresì sospesi, per la stessa durata, i termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie e il termine di cui all’art. 17-bis, comma 2, del Dlgs. n. 546/1992 (termine di 90 giorni dalla notifica del ricorso entro il quale deve essere conclusa la procedura di reclamo-mediazione per le controversie tributarie di valore non superiore ad Euro 50.000,00). La suddetta sospensione non opera per i particolari procedimenti di cui al comma 3 (per i quali, come già evidenziato sopra, non opera il rinvio d’ufficio delle udienze).
Per il medesimo periodo sono sospesi anchei termini per lo svolgimento di qualunque attività nei procedimenti di mediazione ai sensi del Dlgs. n. 28/2010, nei procedimenti di negoziazione assistitaai sensi del Dl. n. 132/2014, nonché in tutti i procedimenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie regolati dalle disposizioni vigenti, quando i predetti procedimenti siano stati promossi entro il 9 marzo 2020 e quando costituiscano condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Sono conseguentemente sospesi i termini di durata massima dei medesimi procedimenti.
Per il periodo dal 16 aprile al 30 giugno 2020 è prevista unafase di gestione discrezionale dell’emergenza, in cui sono rimessi poteri organizzativi ai Dirigenti degli Uffici giudiziari (Presidente della Corte di Appello, Presidenti degli Ordini, Capo della Procura).
Per quanto riguarda i termini non processuali, si segnala la sospensione della decorrenza dei termini di prescrizione e decadenzaper i diritti che possono essere esercitati solo mediante presentazione della domanda giudiziale.
In tema di deposito telematico degli atti e di pagamento del ”contributo unificato”, il comma 11 dell’arti. 83 in esame prevede che, fino al 30 giugno 2020, negli Uffici che hanno la disponibilità del servizio di deposito telematico anche gli atti e documenti di cui all’art. 16-bis, comma 1-bis, del Dl. n. 179/2012, convertito dalla Legge n. 221/2012 (“Obbligatorietà del deposito telematico degli atti processuali”), sono depositati esclusivamente con le modalità previste dal comma 1 del medesimo articolo; gli obblighi di pagamento del “contributo unificato”di cui all’art. 14 del Dpr. n. 115/2002, nonché l’anticipazione forfettaria di cui all’art. 30 del medesimo Decreto, connessi al deposito degli atti con le modalità previste dal periodo precedente, sono assolti con Sistemi telematicidi pagamento anche tramite la Piattaforma tecnologica di cui all’art. 5, comma 2, del Dlgs. n. 82/2005.
Le disposizioni dell’art. 83 in esame, in quanto compatibili, si applicano altresì ai procedimenti relativi alle Commissioni tributarie e alla Magistratura militare.
Si rileva infine che la Circolare Entrate n. 5/E del 20 marzo 2020 ha fornito tempestivamente i primi chiarimenti in merito alla sospensione dei termini per il pagamento degli importi dovuti in relazione alla notifica di avvisi di accertamento cosiddetti esecutivi ai sensi dell’art. 29 del Dl. n. 78/2010. Rinviamo il commento di tale documento al prossimo numero della Rivista.
Art. 84 (Nuove misure urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da “Covid-19” e contenerne gli effetti in materia di Giustizia amministrativa)
La norma dell’art. 84 abroga l’art. 3 del Dl. 8 marzo 2020, n. 11, dettando nuove misure in materia di Giustizia amministrativa.
E’ prevista, al comma 1, la sospensione dall’8 marzo al 15 aprile 2020 di tutti i termini del processo amministrativo, secondo la disciplina della sospensione feriale. Inoltre, le udienze pubbliche e camerali dei procedimenti pendenti presso gli Uffici della Giustizia amministrativa, fissate in tale periodo temporale, sono rinviate d’ufficio a data successiva. I procedimenti cautelari, promossi o pendenti nel medesimo lasso di tempo, sono decisi con Decreto monocratico dal Presidente o dal Magistrato da lui delegato e la relativa trattazione collegiale è fissata a una data immediatamente successiva al 15 aprile 2020.
In deroga a quanto previsto dal comma 1, dal 6 aprile al 15 aprile 2020 le controversie fissate per la trattazione, sia in udienza camerale sia in udienza pubblica, passano in decisione, senza discussione orale, sulla base degli atti depositati, se ne fanno congiuntamente richiesta tutte le parti costituite mediante istanza da depositare entro il termine perentorio di 2 giorni liberi prima dell’udienza; in tal caso, entro lo stesso termine le parti hanno facoltà di depositare brevi note.
Successivamente al 15 aprile 2020 e fino al 30 giugno 2020, in deroga alle previsioni del “Codice del Processo amministrativo”, tutte le controversie fissate per la trattazione, sia in udienza camerale sia in udienza pubblica, passano in decisione, senza discussione orale, sulla base degli atti depositati, ferma restando la possibilità di definizione del giudizio ai sensi dell’art. 60 del Cpa, omesso ogni avviso. Le parti hanno facoltà di presentare brevi note sino a 2 giorni liberi prima della data fissata per la trattazione. Il giudice, su istanza proposta entro lo stesso termine dalla parte che non si sia avvalsa della facoltà di presentare le note, dispone la rimessione in termini in relazione a quelli che, per effetto del secondo periodo del comma 1, non sia stato possibile osservare e adotta ogni conseguente provvedimento per l’ulteriore e più sollecito svolgimento del processo. In tal caso, i termini di cui all’art. 73, comma 1, del “Codice del Processo amministrativo” (cioè i termini per il deposito di documenti, memorie e repliche) sono abbreviati della metà, limitatamente al rito ordinario; pertanto, nei procedimenti trattati con rito ordinario, è consentito il deposito di documenti fino a 20 giorni liberi prima dell’udienza, il deposito di memorie fino a 15 giorni liberi prima dell’udienza ed il deposito di repliche ai nuovi documenti ed alle nuove memorie fino a 10 giorni liberi prima dell’udienza.
A decorrere dall’8 marzo e fino al 30 giugno, i presidenti titolari delle Sezioni del Consiglio di Stato, il Presidente del Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana e i Presidenti dei Tribunali amministrativi regionali e delle relative Sezioni staccate adottano le necessarie misure organizzative per evitare assembramenti all’interno degli Uffici giudiziari e contatti ravvicinati tra le persone. Fra queste misure possono rientrare, a titolo esemplificativo, la limitazione dell’accesso agli Uffici giudiziari ai soli soggetti che debbono svolgervi attività urgenti, la limitazione dell’orario di apertura al pubblico degli Uffici, la predisposizione di servizi di prenotazione per l’accesso ai servizi, l’adozione di linee-guida vincolanti per la fissazione e la trattazione delle udienze, il rinvio delle udienze a data successiva al 30 giugno 2020, fatta eccezione per le udienze e camere di consiglio cautelari, elettorali, e per le cause rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre grave pregiudizio alle parti.
Art. 85 (Nuove misure urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da “Covid-19” e contenerne gli effetti in materia di giustizia contabile)
La norma dell’art. 85 in commento, in tema di Giustizia contabile, abroga, al comma 8, l’art. 4, comma 1 del Dl. n. 11/2020, e richiama espressamente, al comma 1, le disposizioni di cui agli artt. 83 e 84, in quanto compatibili e non contrastanti con le disposizioni recate dall’art. 85 in esame.
Sempre l’art. 85 detta una nuova disciplina delle misure emergenziali in tema di Giustizia contabile, che prevede il potere dei vertici istituzionali degli Uffici territoriali e centrali, a decorrere dall’8 marzo 2020 e fino al 30 giugno 2020, sentita l’Autorità sanitaria regionale e, per le attività giurisdizionali, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati, di adottare le misure organizzative, anche incidenti sulla trattazione degli affari, necessarie per consentire il rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie fornite dal Ministero della Salute, anche d’intesa con le Regioni, e delle prescrizioni di cui all’Allegato “1” al Dpcm. 8 marzo 2020.
c) la predisposizione di servizi di prenotazione per l’accesso ai servizi;
d) l’adozione di linee-guida vincolanti per la fissazione e la trattazione delle udienze o delle adunanze, ivi inclusa la eventuale celebrazione a porte chiuse;
e) la previsione dello svolgimento delle udienze che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti, ovvero delle adunanze che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai rappresentati delle Amministrazioni, mediante collegamenti da remoto;
Nel caso di rinvio, con riferimento a tutte le attività giurisdizionali, inquirenti, consultive e di controllo, intestate alla Corte dei conti, i termini in corso alla data dell’8 marzo 2020 e che scadono entro il 30 giugno 2020, sono sospesi e riprendono a decorrere dal 1° luglio 2020.
Per il periodo successivo al 15 aprile 2020 e fino al 30 giugno 2020, in deroga alle previsioni del “Codice di Giustizia contabile”, tutte le controversie pensionistiche fissate per la trattazione innanzi al Giudice contabile in sede monocratica, sia in udienza camerale sia in udienza pubblica, passano in decisione senza discussione orale, sulla base degli atti depositati. Le parti hanno facoltà di presentare brevi note e documenti sino a 2 giorni liberi prima della data fissata per la trattazione.
Resta salva la facoltà del Giudice di decidere in forma semplificata, con Sentenza depositata in segreteria entro 15 giorni dalla Pronuncia.
Sono fatte salve tutte le disposizioni compatibili con il presente rito previste dalla Parte IV, Titolo I, del Dlgs. n. 174/2016.
Art. 86 (Misure urgenti per il ripristino della funzionalità degli Istituti penitenziari e per la prevenzione della diffusione del “Covid-19”)
L’art. 86 in analisi, con l’obiettivo di ripristinare la piena funzionalità e garantire le condizioni di sicurezza degli Istituti penitenziari danneggiati nel corso delle proteste dei detenuti anche in relazione alle notizie sulla diffusione epidemiologica a livello nazionale del “Covid-19”, autorizza, al comma 1, la spesa di Euro 20.000.000 nell’anno 2020 per la realizzazione di interventi urgenti di ristrutturazione e di rifunzionalizzazione delle strutture e degli impianti danneggiati nonché per l’attuazione di misure di prevenzione.
Il comma 2, in considerazione della situazione emergenziale e al fine di consentire l’adeguata tempestività degli interventi di cui al comma precedente, autorizza, fino al 31 dicembre 2020, l’esecuzione dei lavori di somma urgenza con le procedure di cui all’art. 163 del Dlgs. n. 50/2016 (procedure in caso di somma urgenza e di Protezione civile), anche in deroga ai limiti di spesa ivi previsti (Euro 200.000), fatto salvo il limite della soglia europea, e ai termini di presentazione della perizia giustificativa dei lavori.
Art. 87 (Misure straordinarie in materia di lavoro “agile” e di esenzione dal servizio e di procedure concorsuali)
L’art. 87 in esame dispone che, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da “Covid-19”, ovvero fino ad una data antecedente stabilita con Dpcm. su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione, il “lavoro agile” costituisce la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle P.A. di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001, che, conseguentemente:
b) prescindono dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi previsti dagli artt. da 18 a 23 della Legge n. 81/2017.
La prestazione lavorativa “in lavoro agile” può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dall’Amministrazione.
Il comma 3 prevede che, qualora non sia possibile ricorrere al “lavoro agile”, le Amministrazioni utilizzano gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca-ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto della Contrattazione collettiva. Esperite tali possibilità le Amministrazioni possono motivatamente esentare il personale dipendente dal servizio. Il periodo di esenzione dal servizio costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge e l’Amministrazione non corrisponde l’indennità sostitutiva di mensa, ove prevista.
Il comma 5 statuisce che lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al “Pubblico Impiego”, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, sono sospese per 60 giorni a decorrere dall’entrata in vigore del Decreto in commento. Resta ferma la conclusione delle procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati, nonché la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di incarichi, anche dirigenziali, nelle P.A., che si istaurano e si svolgono in via telematica e che si possono concludere anche utilizzando le modalità lavorative di cui ai commi sopra commentati, ivi incluse le procedure relative alle progressioni di cui all’art. 22, comma 15, del Dlgs. n. 75/2017.
Il testo dell’art. 88 fa riferimento alle disposizioni dell’art. 28 del Dl. 2 marzo 2020, n. 9, che si applicano anche ai contratti di soggiorno per i quali si sia verificata l’impossibilità sopravvenuta della prestazione a seguito dei recenti provvedimenti (art. 1463 del Cc.).
Sia per i contratti di soggiorno che i biglietti di spettacoli, cinema e musei, l’acquirente deve presentare, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del Dl. n. 18/2020 (17 marzo 2020), apposita Istanza di rimborso al venditore, allegando il titolo di acquisto. Il venditore ha tempo 30 giorni per provvedere all’emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro 1 anno dall’emissione.
Art. 89 (“Fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo”)
All’art. 89 si prevede, in capo al Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, l’istituzione di 2 “Fondi” per le emergenze nei Settori dello Spettacolo e del Cinema e Audiovisivo. I “Fondi” di cui al primo periodo hanno una dotazione complessiva di Euro 130 milioni per l’anno 2020, di cui Euro 80 milioni per la parte corrente e Euro 50 milioni per gli interventi in conto capitale.
Con Decreto Mibact, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del presente Dl. n. 18/2020, sono stabilite le modalità di ripartizione e assegnazione delle risorse agli operatori dei settori, ivi inclusi artisti, autori, interpreti ed esecutori.
Con l’art. 91 è aggiunto il comma 6-bis all’art. 3 del Dl. n. 3/2020, in base al quale il rispetto delle misure di contenimento relative all’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, previste dallo stesso Decreto, è sempre valutato ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1218 e 1223 del Cc., della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti.
Viene inoltre prevista la possibilità di erogare l’anticipazione del prezzo per appalti di lavori, servizi e forniture di cui all’art. 35, comma, 18 del Dlgs. n. 50/2016 (“Codice dei Contratti pubblici”), anche nel caso di consegna in via d’urgenza, ai sensi dell’art. 32, comma 8, dello stesso “Codice”.
Al fine di fronteggiare l’improvvisa riduzione dei traffici marittimi afferenti al trasporto di merci e di persone, in relazione alle operazioni effettuate dal 17 marzo al 30 aprile 2020, viene sospeso il pagamento della Tassa di ancoraggio di cui all’art. 1 del Dpr. n. 107/2009 e dei canoni di cui agli artt. 16, 17 e 18, della Legge n. 84/1994 (“Riordino della legislazione in materia portuale”).
I pagamenti dei diritti doganali, in scadenza tra il 17 marzo ed il 30 aprile 2020, sono differiti di ulteriori 30 giorni senza applicazione di interessi.
In considerazione dello stato di emergenza nazionale, è autorizzata fino al 31 ottobre 2020 la circolazione dei veicoli da sottoporre entro il 31 luglio 2020 alle attività di visita e prova di cui agli artt. 75 e 78 del Dlgs. n. 285/1992 (“Nuovo Codice della strada”), ovvero alle attività di revisione di cui all’art. 80 del medesimo Decreto.
Al fine di garantire maggiori condizioni di sicurezza ai conducenti ed ai passeggeri, con l’art. 93 è riconosciuto un contributo in favore dei soggetti che svolgono autoservizi di trasporto pubblico non di linea, che dotano i veicoli adibiti ai medesimi servizi di paratie divisorie atte a separare il posto guida dai sedili riservati alla clientela, muniti dei necessari certificati di conformità, omologazione o analoga autorizzazione.
Con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, da adottare entro 60 giorni dal 17 marzo 2020, verrà determinata l’entità massima del contributo riconoscibile e saranno disciplinate le modalità di presentazione delle domande di contributo e di erogazione dello stesso. Il contributo non potrà comunque essere superiore al 50% del costo di ciascun dispositivo installato.
Art. 94 (Incremento dotazione del “Fondo di solidarietà per il Settore aereo”)
E’ stabilito lo stanziamento di ulteriori risorse, per un ammontare di aggiuntivi 200 milioni per il “Fondo di solidarietà per il Settore del Trasporto aereo e del Sistema aeroportuale” per l’anno 2020.
Fino al 31 dicembre 2020 può essere autorizzato – nel limite complessivo di 200 milioni per l’anno 2020 e nel limite massimo di 10 mesi, previo Accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, anche in presenza dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dello Sviluppo economico nonché della Regione interessata – il trattamento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale qualora l’azienda operante nel Settore aereo abbia cessato o cessi l’attività produttiva e sussistano concrete prospettive di cessione dell’attività con conseguente riassorbimento occupazionale.
La disposizione dell’art. 95 statuisce, per le Federazioni sportive nazionali, gli Enti di promozione sportiva, le Società e Associazioni sportive, professionistiche e dilettantistiche, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, la sospensione, dalla data di entrata in vigore del Dl. n. 18/2020 in commento e fino al 31 maggio 2020, i termini per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli Enti territoriali (es. i canoni di concessione che gli Enti Locali incassano dai gestori degli impianti sportivi)
Art. 97 (Aumento anticipazioni “FSC”)
Per sostenere gli interventi finanziati con risorse del “Fondo Sviluppo e Coesione” (“FSC”) 2014-2020 nell’ambito dei Piani operativi delle Amministrazioni centrali” e dei “Patti per lo sviluppo”, le anticipazioni finanziarie possono essere richieste nella misura del 20% delle risorse assegnate ai singoli interventi, qualora questi ultimi siano dotati:
nel caso di interventi infrastrutturali, di Progetto esecutivo approvato;
nel caso di interventi a favore delle Imprese, di Provvedimento di attribuzione del finanziamento.
Restano esclusi gli interventi di competenza di Anas e di Rete ferroviaria italiana.
Al fine di contrastare la crisi degli investimenti pubblicitari della Stampa, la norma in commento introduce, per il solo 2020, una modifica alla disciplina del contributo di cui all’art. 57-bis del Dl. n. 50/2017 (c.d. “Manovrina”, vedi Entilocalinews n. 27 del 3 luglio 2017), destinato alle Imprese, ai lavoratori autonomi e agli Enti non commerciali che effettuino investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica (cartacea e non) e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente. Per il solo 2020, tale contributo è concesso – sempre sotto forma di credito d’imposta – nella misura unica del 30% del valore degli investimenti effettuati, anziché del 75% del valore incrementale degli stessi.
Art. 99 (Erogazioni liberali a sostegno del contrasto all’emergenza epidemiologica da “Covid-19”)
La norma dell’art. 99 introduce la possibilità per il Dipartimento della Protezione civile di aprire uno o più conti correnti bancari dedicati in via esclusiva alla raccolta per le erogazioni liberali destinate a far fronte all’emergenza epidemiologica del virus “Covid-19”, purché rispettosi di quanto previsto dall’art. 27, commi 7 e 8, del Dlgs. n. 1/2018 (“Codice della Protezione civile”), per tutta la durata dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri in data 31 gennaio 2020 e, in ogni caso sino al 31 luglio 2020, al fine di procedere all’acquisizione di forniture e servizi da parte delle Aziende, Agenzie e degli Enti del Servizio sanitario nazionale da utilizzare nelle attività di contrasto dell’emergenza “Covid-19”, qualora sia finanziata in via esclusiva tramite donazioni di persone fisiche o giuridiche private, ai sensi dell’art. 793 del Cc., mediante affidamento diretto, senza previa consultazione di 2 o più operatori economici, per importi non superiori a quanto stabilito dal “Codice degli Appalti” (art. 35 del Dlgs. n. 50/2016) a condizione che l’affidamento sia conforme al motivo delle liberalità. L’art. 99 stabilisce inoltre che eventuali maggiori introiti integrano e non assorbono i budget stabiliti con Decreto di assegnazione regionale.
Infine, per le erogazioni liberali di cui al presente art. 99, ciascuna Pubblica Amministrazione beneficiaria attua apposita rendicontazione separata, per la quale è autorizzata l’apertura di un conto corrente dedicato presso il proprio Tesoriere, assicurandone la completa tracciabilità. Al termine dello stato di emergenza nazionale da “Covid-19”, tale separata rendicontazione dovrà essere pubblicata da ciascuna Pubblica Amministrazione beneficiaria sul proprio sito internet o, in assenza, su altro idoneo sito internet, al fine di garantire la trasparenza della fonte e dell’impiego delle suddette liberalità.
La costituzione per l’anno 2020 di un Fondo denominato “Fondo per le esigenze emergenziali del Sistema dell’Università, delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli Enti di ricerca”, con una dotazione pari a Euro 50 milioni, demandando al Miur di individuare i criteri di riparto e di utilizzazione delle risorse tra le Università, le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e gli Enti di ricerca ed i Collegi universitari di merito accreditati.
Lo stesso art- 100 poi prevede per gli Enti pubblici di ricerca, ad esclusione dell’Istat, la proroga dei mandati dei componenti degli Organi statutari, laddove scaduti alla data del 17 marzo 2020 ovvero in scadenza durante il periodo dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri in data 31 gennaio 2020, fino al perdurare dello stato di emergenza medesimo.
L’art. 101 dispone, in deroga alle disposizioni dei Regolamenti di Ateneo, l’ultima sessione delle prove finali per il conseguimento del titolo di studio presso le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica relative all’anno accademico 2018/2019 è prorogata al 15 giugno 2020, con la conseguente proroga di ogni altro termine connesso all’adempimento di scadenze didattiche o amministrative funzionali allo svolgimento delle predette prove.
Con l’art. 102 in esame viene disposto che al fine di conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione di Medico-chirurgo, occorre il conseguimento della Laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, titolo valido per la durata dell’emergenza e fino a nuova decretazione, all’esercizio della professione di Medico-chirurgo previo giudizio di idoneità sui risultati relativi alle competenze dimostrate nel corso del tirocinio pratico-valutativo svolto all’interno del corso di studi.
I termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, sono sospesi per il periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020.
Le Pubbliche Amministrazioni adottano ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati. Sono pertanto prorogati o differiti, per il tempo corrispondente, i termini di formazione della volontà conclusiva dell’Amministrazione nelle forme del silenzio significativo (silenzio assenso o silenzio diniego) previste dall’ordinamento.
Tale disposizione non si applica ai pagamenti di stipendi, pensioni, retribuzioni per lavoro autonomo, emolumenti per prestazioni di lavoro o di opere, servizi e forniture a qualsiasi titolo, indennità di disoccupazione e altre indennità da ammortizzatori sociali o da prestazioni assistenziali o sociali, comunque denominate nonché di contributi, sovvenzioni e agevolazioni alle imprese comunque denominati.
Le disposizioni sopra indicate, che prevedono una sospensione di scadenze, non si applicano ai termini stabiliti da specifiche disposizioni del Decreto in commento e dei Dl. n. 6/2020, n. 9/2020 e n. 11/2020, nonché dei relativi Decreti di attuazione.
I termini dei procedimenti disciplinari del personale delle Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001, ivi inclusi quelli del personale di cui all’art. 3 del medesimo Decreto, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, sono sospesi fino al 15 aprile 2020.
È altresì sospesa l’esecuzione dei Provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, fino al 30 giugno 2020.
Si sottolinea infine che l’Anac, con la Delibera n. 268 del 19 marzo 2020, ha fornito disposizioni operative in merito alla sospensione dei termini nei procedimenti di competenza dell’Autorità e modifica dei termini per l’adempimento degli obblighi di comunicazione nei confronti della stessa. Rinviamo il commento di tale documento al prossimo numero della Rivista.
È prorogata al 31 agosto 2020 la validità di:
documenti di riconoscimento (da intendersi come ogni documento munito di fotografia del titolare e rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, che consenta l’identificazione personale del titolare),
documenti di identità (carta di identità ed ogni altro documento munito di fotografia del titolare e rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, con la finalità prevalente di dimostrare l’identità personale del suo titolare),
documenti di identità elettronici (documenti analoghi alla Carta di identità elettronica rilasciati dal Comune fino al compimento del quindicesimo anno di età), rilasciati da Amministrazioni pubbliche, scaduti o in scadenza successivamente alla data del 17 marzo 2020.
La disposizione dell’art. 106, in considerazione della situazione generata dall’emergenza “Covid-19”, consente alle Società di poter convocare l’Assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio 2019 nel termine più lungo di 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, anziché i canonici 120 giorni, e questo in deroga a quanto previsto dagli artt. 2364, comma 2, Cc. (Spa), e 2478-bis Cc. (Srl) o alle diverse disposizioni statutarie.
Inoltre, i commi 2 e 3 prevedono, per le Spa, Sapa, Srl, Società cooperative e Mutue assicuratrici, la possibilità dell’espressione del voto mediante l’utilizzo di mezzi elettronici o per corrispondenza, nonché l’intervento in Assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie.
Per le Srl è prevista la possibilità che l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto.
Per le Società quotate è consentito il ricorso all’istituto del “rappresentante designato” per l’esercizio del diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie, a cui possono essere conferite deleghe e sub-deleghe. Tale disposizione si applica anche alle Società ammesse alla negoziazione su un sistema multilaterale di negoziazione e alle società con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante.
Come previsto dal comma 6, anche le Banche popolari e le Banche di credito cooperativo, le Società cooperative e le Mutue assicuratrici, possono utilizzare l’istituto del rappresentante designato, nonché prevedere nell’avviso di convocazione che l’intervento in assemblea si svolga esclusivamente tramite il predetto rappresentante designato.
Dette disposizioni, si applicano alle assemblee convocate entro il 31 luglio 2020 ovvero entro la data, se successiva, fino alla quale è in vigore lo stato di emergenza da “Covid-19”.
Per quanto riguarda le Società a controllo pubblico, come definite dall’art. 2, comma 1, lett. m), del Dlgs. n. 175/2016, l’applicazione delle nuove disposizioni ha luogo nell’ambito delle risorse finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
A causa dello stato di emergenza “Covid-19” è stata valutata la necessità di alleggerire i carichi amministrativi di Enti e Organismi pubblici anche con la dilazione degli adempimenti e delle scadenze sotto indicati:
il termine di adozione dei rendiconti o dei bilanci d’esercizio relativi all’esercizio 2019 ordinariamente fissato al 30 aprile 2020, viene differito:
al 31 maggio 2020, per gli Enti e i loro Organismi strumentali destinatari delle disposizioni del Titolo I del Dlgs. n. 118/2011: Regioni, Provincie autonomie e Enti Locali. Per le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sono rinviati al 31 maggio 2020 e al 30 settembre 2020 i termini per l’approvazione del rendiconto 2019, rispettivamente, da parte della Giunta e del Consiglio;
al 30 giugno 2020 per gli Enti e gli Organismi pubblici diversi dalle Società destinatari delle disposizioni del Dlgs. n. 91/2011: Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, della Legge n. 196/2009 (Enti pubblici di cui all’Elenco Istat e Autorità indipendenti, comprese le loro articolazioni organizzative, anche a livello territoriale); sono qui espressamente esclusi le Regioni, gli Enti Locali, e i loro Enti ed Organismi strumentali, e gli Enti del Servizio sanitario nazionale.
Conseguentemente, per gli Enti o gli Organismi pubblici vigilati, i cui rendiconti o bilanci di esercizio sono sottoposti ad approvazione da parte dell’Amministrazione vigilante competente, il termine di approvazione dei rendiconti o dei bilanci di esercizio relativi all’esercizio 2019, ordinariamente fissato al 30 giugno 2020, è differito al 30 settembre 2020;
il termine per la deliberazione, sempre per tutti gli Enti pubblici (compresi quindi gli Enti Locali), del bilancio di previsione 2020-2022 è differito al 31 maggio 2020;
il termine per l’adozione dei bilanci di esercizio dell’anno 2019 da parte della Giunta regionale è differito al 31 maggio 2020, e di conseguenza i seguenti termini (di cui al comma 7 dell’art. 32 del Dlgs. n. 118/2011), per l’anno 2020, sono posticipati:
al 30 giugno 2020 (anziché al 31 maggio), l’approvazione della Giunta regionale dei bilanci d’esercizio dell’anno 2019 dei seguenti Enti (di cui alle lett. b), punto i), e c), del comma 2, dell’art. 19, del Dlgs. n. 118/2011): Regioni per la parte del finanziamento del Servizio sanitario relativa alla gestione sanitaria accentrata presso la Regione, Asl, Aziende ospedaliere, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici (anche se trasformati in Fondazioni), Aziende ospedaliere universitarie integrate con il Ssn.;
al 31 luglio 2020 (invece che il 30 giugno), l’approvazione della Giunta regionale del bilancio consolidato dell’anno 2019 del Servizio sanitario regionale;
il termine per la determinazione delle tariffe della Tari e della Tari corrispettivo è differito al 30 giugno 2020. I Comuni possono approvare le tariffe della Tari e della Tariffa corrispettiva adottate per l’anno 2019, anche per l’anno 2020, provvedendo obbligatoriamente entro il 31 dicembre 2020 alla determinazione e all’approvazione del Pef del “Servizio rifiuti” per l’esercizio 2020.
L’eventuale conguaglio tra i costi risultanti dal Pef per il 2020 ed i costi determinati per l’anno 2019 può essere ripartito fra gli anni 2021, 2022 e 2023;
il termine per la deliberazione del Dup da parte del Consiglio dell’Ente Locale è differito al 30 settembre 2020;
i seguenti termini stabiliti dal Tuel per gli Enti Locali in “Dissesto” o “Pre-dissesto” sono rinviati (in ogni caso):
al 30 giugno 2020, il termine della trasmissione della Deliberazione di Dissesto al Ministero dell’Interno (art. 246, comma 2 – ordinariamente era previsto il termine di 5 giorni dalla data di esecutività della Deliberazione),
al 30 giugno 2020, il termine della prima riunione Consiliare in cui l’Ente dissestato è tenuto a deliberare le aliquote e le tariffe massime consentite per imposte/tasse di propria spettanza (art. 251, comma 1 – ordinariamente era previsto il termine di 30 giorni dalla Dichiarazione di dissesto),
al 30 giugno 2020, il termine per la presentazione al Viminale da parte del Consiglio dell’Ente dissestato dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato (art. 259, comma 1 – ordinariamente era previsto il termine di 3 mesi dalla data di emanazione del Decreto di nomina dell’Osl),
al 30 giugno 2020, il termine per l’Ente dissestato per dare risposta ai rilievi e alle richieste istruttorie della Cosfel (art. 264, comma 1 – ordinariamente era previsto il termine di 60 giorni),
al 30 giugno 2020, il termine per l’Ente dissestato per presentare una nuova ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato nel caso l’esame del precedente da parte della Cosfel abbia dato esito negativo (art. 261, comma 4 – ordinariamente era previsto il termine di 45 giorni dalla data di notifica del Provvedimento),
al 30 settembre 2020, il termine dalla data del Decreto di approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato per la deliberazione da parte dell’Ente dissestato di eventuali altri bilanci di previsione o rendiconto non ancora deliberati dall’Ente e per la presentazione delle relative certificazioni (art. 264, comma 2 – ordinariamente era previsto il termine di 120 giorni);
al 30 giugno 2020, il termine per la deliberazione del “Piano di riequilibrio finanziario pluriennale” da parte del Consiglio dell’Ente (art. 243-bis, comma 5 – ordinariamente era previsto il termine di 90 giorni dalla data di esecutività delle Deliberazione di accesso alla procedura di “Pre-dissesto”),
al 30 giugno 2020, il termine per la trasmissione da parte dell’Ente del “Prfp” alla Sezione regionale della Corte dei conti (art. 243-quater, comma 1 – ordinariamente era previsto il termine di 10 giorni dall’approvazione del “Prfp”),
al 30 giugno 2020, il termine per l’Ente in “Pre-dissesto” per rispondere ai rilievi e alle richieste istruttorie formulate dalla Cosfel (art. 243-quater, comma 2 – ordinariamente era previsto il termine di 30 giorni),
al 30 giugno 2020, il termine da parte dell’Ente in “Pre-dissesto” per impugnare la Deliberazione di diniego al “Prfp” (art. 243-quater, comma 5 – ordinariamente era previsto il termine di 30 giorni),
al 31 dicembre 2020, il termine per la Commissione straordinaria per la gestione dell’Ente, sciolto e per i quali sussistono squilibri strutturali di bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario, per richiedere un’anticipazione di cassa per il pagamento del personale, per il rimborso dei mutui e per garantire i servizi essenziali (art. 243-quinquies, comma 1 – ordinariamente era previsto il termine di 6 mesi);
i seguenti termini stabiliti dal Tuel sono differiti fino al 31 agosto 2020:
la scadenza di cui all’art. 141, comma 7 (Procedura di scioglimento e sospensione dei Consigli comunali e provinciali: massimo termine della possibilità per il Prefetto di sospendere i Consigli e nominare un Commissario per la provvisoria amministrazione dell’Ente), è fissato in 180 giorni (anziché 90);
il termine di cui all’art. 143, comma 3 (Scioglimento dei Consigli comunali e Provinciali per fenomeni di infiltrazione mafioso: termine massimo dal deposito delle conclusioni della Commissione d’indagine entro cui il Prefetto deve inviare la propria Relazione al Ministero dell’Interno), è fissato in 135 giorni (anziché 45);
la data ultima di cui all’art. 143, comma 4 (Scioglimento dei Consigli comunali e provinciali per fenomeni di infiltrazione mafioso: termine massimo per decretare lo scioglimento dell’Ente dalla trasmissione della Relazione prefettizia), è fissato in 180 giorni (anziché 3 mesi);
la scadenza ex art. 143, comma 12 (Scioglimento dei Consigli comunali e provinciali per fenomeni di infiltrazione mafioso: termine massimo per la possibile sospensione degli Organi in carica da parte del Prefetto nelle more dell’emissione del Decreto di scioglimento), è fissato in 150 giorni (anziché 60).
Art. 108 (Misure urgenti per lo svolgimento del “servizio postale”)
Dalla data di entrata in vigore del Decreto-legge in commento e fino al 30 giugno 2020, nell’intento di assicurare l’adozione delle misure di prevenzione della diffusione del “Covid-19”, per lo svolgimento del “servizio postale” relativo agli invii raccomandati, agli invii assicurati e alla distribuzione dei pacchi, nonché per l’effettuazione dei servizi di notificazione a mezzo posta, gli operatori postali procedono alla consegna dei suddetti invii e pacchi mediante preventivo accertamento della presenza del destinatario o di persona abilitata al ritiro, senza però raccoglierne la firma con successiva immissione dell’invio nella cassetta della corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda, al piano o in altro luogo, presso il medesimo indirizzo. La firma sul documento di consegna viene apposta dall’operatore postale.
Inoltre, sempre dall’entrata in vigore del Decreto in commento e fino al 31 maggio 2020, passa da 5 a 30 giorni il termine dalla notificazione della violazione al “Codice della Strada” per beneficiare della riduzione del 30% dell’importo da pagare.
Art. 109 (Utilizzo avanzi per spese correnti di urgenza a fronte dell’emergenza “Covid-19”)
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, limitatamente all’esercizio finanziario 2020, possono utilizzare la quota libera dell’avanzo di amministrazione per il finanziamento di spese correnti connesse con l’emergenza “Covid-19”, ferme restando le priorità relative alla copertura dei debiti fuori bilancio e alla salvaguardia degli equilibri di bilancio,
Quanto sopra vale anche per gli Enti Locali, i quali, fermo restando il rispetto del Principio di equilibrio di bilancio e sempre per il solo 2020, possono utilizzare, anche integralmente, i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni in materia edilizia di cui al Dpr. n. 380/2001 (ad eccezione di quelle relative alle ingiunzioni a demolire) per il finanziamento delle spese correnti connesse all’emergenza “Covid-19”.
Con l’art. 110 è differito il termine di cui all’art. 5, comma 1, lett. c), del Dlgs. n. 216/2010, relativo alla scadenza per la restituzione da parte delle Province e delle Città metropolitane del Questionario Sose denominato “FP20U” e dei Comuni denominato “FC50U”, ed è ora fissato in 180 giorni dalla pubblicazione, anziché 60.
I predetti Questionari sono stati pubblicati sulla G.U. del 28 novembre 2019 n. 279, e pertanto l’originaria scadenza, prevista per il 27 gennaio 2020, viene ora differita al 26 maggio 2020.
Le Regioni a Statuto ordinario sospendono il pagamento della quota capitale, in scadenza nell’anno 2020, successivamente alla data del 17 marzo 2020, dei prestiti concessi dal Mef e dalla Cassa Depositi e Prestiti Spa trasferiti al Mef in attuazione dell’art. 5, commi 1 e 3, del Dl. 30 settembre 2003, n. 269. Le quote sospese sono rimborsate nell’anno successivo a quello di conclusione di ciascun Piano di ammortamento contrattuale. Il risparmio di spesa è utilizzato dalla Regione, previa apposita variazione di bilancio da approvarsi dalla Giunta in via amministrativa, per le finalità di rilancio dell’economia e per il sostegno ai settori economico colpiti dall’epidemia di “Covid-2019”.
Ai fini del rispetto dei saldi del pareggio di bilancio, in sede di Conferenza Stato-Regioni, possono essere ceduti spazi finanziari finalizzati agli investimenti alle Regioni maggiormente colpite dall’epidemia.
La sospensione dei pagamenti della quota capitale non si applica alle anticipazioni di liquidità ex Dl. n. 35/2013 e successivi rifinanziamenti.
Per i mutui concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti Spa agli Enti Locali (soltanto per quelli trasferiti al Mef in attuazione dell’art. 5, commi 1 e 3, del Dl. n. 269/2003), il pagamento delle quote capitale, in scadenza nell’anno 2020 successivamente al 17 marzo 2020, è differito all’anno immediatamente successivo alla data di scadenza del piano di ammortamento contrattuale, sulla base della periodicità di pagamento prevista nei provvedimenti e nei contratti regolanti i mutui stessi. Il risparmio di spesa correlato è utilizzato per il finanziamento di interventi utili a far fronte all’emergenza “Covid-19”.
La sospensione però non si applica alle anticipazioni di liquidità ex Dl. n. 35/2013, e successivi rifinanziamenti, nonché ai mutui che hanno beneficiato di differimenti di pagamento delle rate di ammortamento in scadenza nel 2020, autorizzati dalla normativa applicabile agli Enti Locali i cui territori sono stati colpiti da eventi sismici.
La norma dell’art. 113 in commento dispone la proroga al 30 giugno 2020 di una serie di scadenze relative ai rifiuti. In particolare, si segnalano: il differimento del termine ultimo per la presentazione del “Modello unico di dichiarazione ambientale” (“Mud”), originariamente previsto per il 30 aprile 2020; lo slittamento del termine per la presentazione della comunicazione di cui all’art. 33, comma 2, del Dlgs. n. 49/2014, da parte dei titolari degli impianti di trattamento di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (anch’essa prevista per il 30 aprile 2020). Viene inoltre rinviato – sempre al 30 giugno 2020 – il termine per il versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale Gestori ambientali.
Art. 114 (“Fondo per la sanificazione degli ambienti di Province, Città metropolitane e Comuni”)
In considerazione del livello di esposizione al rischio di contagio da “Covid-19” connesso allo svolgimento dei compiti istituzionali, è istituito presso il Ministero dell’Interno un “Fondo”, con una dotazione di Euro 70 milioni per l’anno 2020, destinato per 65 milioni ai Comuni e per Euro 5 milioni alle Province e Città metropolitane, finalizzato a concorrere al finanziamento delle spese di sanificazione e disinfezione degli Uffici, degli ambienti e dei mezzi, di Province, Città metropolitane e Comuni.
Il “Fondo” in questione sarà ripartito con Decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Mef e del Ministero della Salute, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente Decreto, tenendo conto della popolazione residente e del numero di casi di contagio da “Covid-19” accertati.
Per l’anno 2020, le risorse destinate al finanziamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale della Polizia locale dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane direttamente impegnato per le esigenze conseguenti ai provvedimenti di contenimento del fenomeno epidemiologico da “Covid-19”, e limitatamente alla durata dell’efficacia delle disposizioni attuative adottate ai sensi dall’art. 3, comma 1, del Dl. n. 6/2020, con Dpcm. 9 marzo 2020 (fino al 3 aprile 2020), non sono soggette ai limiti del trattamento accessorio previsti dall’art. 23, comma 2, del Dlgs. n. 75/2017, fermo restando il rispetto dell’equilibrio di bilancio.
A tal fine presso il Ministero dell’Interno è istituito per l’anno 2020 un “Fondo” con dotazione pari a Euro 10 milioni per contribuire all’erogazione dei compensi per le maggiori prestazioni di lavoro straordinario e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale del medesimo personale. Il riparto delle risorse del “Fondo” sarà previsto con apposito Dm. Interno, di concerto con il Mef, sentita la Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente Decreto (16 aprile 2020), tenendo conto della popolazione residente e del numero di casi di contagio da “Covid-19” accertati.
In considerazione dello stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, dichiarato con la Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020, pubblicata sulla G.U. n. 26 del 1° febbraio 2020, i termini previsti dalla normativa vigente concernenti i provvedimenti di riorganizzazione dei Ministeri con Dpcm., con scadenza tra il 1 marzo e il 31 luglio 2020, sono prorogati di 3 mesi rispetto alla data individuata dalle rispettive disposizioni normative.
Art. 117 (Misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni)
La norma dell’art. 117 intende evitare che le procedure previste per il rinnovo del Presidente e dei componenti del Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, debbano svolgersi in un periodo caratterizzato da una possibile limitazione dell’attività delle Camere, chiamate a partecipare in diversa misura al rinnovo degli stessi Organi, in conseguenza dell’evoluzione dell’epidemia.
Il Presidente ed i Componenti del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali eletti dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei Deputati nelle rispettive sedute del 6 giugno 2012, continuano a esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino all’insediamento del nuovo Collegio e, comunque, entro i 60 giorni successivi alla data di cessazione dello stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, dichiarato con la Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020, pubblicata sulla G.U. n. 26 del 1° febbraio 2020.
Tale norma dell’art. 120 disciplina il riparto e la destinazione delle risorse, che complessivamente ammontano a Euro 85 milioni, destinate a:
messa a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, di dispositivi digitali individuali e connessione internet;
Euro 10 milioni nel 2020 per le spese di cui al punto 1 sopra riportato;
Euro 70 milioni nel 2020 per le spese di cui al punto 2 sopra riportato;
Euro 5 milioni nel 2020 per le spese di cui al punto 3 sopra riportato.
Le Scuole acquistano le piattaforme e i dispositivi sopra riportati (ai punti 1 e 2), mediante ricorso agli strumenti di cui all’art. 1, commi 449 e 450, della Legge n. 296/2006. Qualora non sia possibile ricorrere ai predetti strumenti, le Scuole provvedono succitati acquisiti anche in deroga alle disposizioni del Dlgs. n. 50/2016.
La ripartizione degli 85 milioni tra le scuole avverrà con Decreto del Ministro dell’Istruzione, tenuto conto della distribuzione per reddito nella relativa Regione e del numero di studenti di ciascuna.
Al fine di favorire la continuità occupazionale dei Docenti già titolari di contratti di supplenza breve e saltuaria, nei periodi di chiusura o di sospensione delle attività didattiche disposti in relazione all’emergenza sanitaria da “Covid-19”, il Ministero dell’Istruzione assegna comunque alle Istituzioni scolastiche statali le risorse finanziarie per i contratti di supplenza breve e saltuaria, in base all’andamento storico della spesa e nel limite delle risorse iscritte a tal fine nello stato di previsione del Miur. Le Istituzioni scolastiche statali stipulano contratti a tempo determinato al personale amministrativo tecnico ausiliario e docente provvisto di propria dotazione strumentale per lo svolgimento dell’attività lavorativa, nel limite delle risorse assegnate ai sensi del primo periodo, al fine di potenziare le attività didattiche a distanza presso le istituzioni scolastiche statali, anche in deroga a disposizioni vigenti in materia.
Art. 122 (Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica “Covid-19” )
L’art. 122 in analisi disciplina le modalità di nomina e i poteri affidati al “Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19”, di cui alla Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020.
Tale figura è chiamata ad attuare e vigilare su ogni intervento utile a fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso.
In accordo con il Capo del Dipartimento della Protezione civile e con le Regioni, le Province autonome e le Aziende sanitarie, il Commissario avrà – tra gli altri – il compito di ampliare la capienza delle strutture ospedaliere e quello di preservare e potenziare le filiere produttive dei beni necessari per il contrasto e il contenimento dell’emergenza “Covid-19”.
Il comma 8 sancisce che, ai contratti relativi all’acquisto dei beni necessari per fronteggiare l’emergenza, posti in essere dal Commissario e dai soggetti attuatori, non si applichi l’art. 29 del Dpcm. 22 novembre 2010 e che tali atti siano altresì sottratti al controllo della Magistratura contabile, fatti salvi gli obblighi di rendicontazione.
I termini per iniziare i lavori, previsti dall’art. 30, comma 14-bis, del Dl. n. 34/2019, per i Comuni beneficiari di contributi per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile, sono prorogati di 6 mesi (al 15 novembre 2020).
Il termine di cui all’art. 170-bis, comma 1, del Dlgs. n. 209/2005, entro cui l’Impresa di assicurazione è tenuta a mantenere operante la garanzia prestata con il contratto assicurativo fino all’effetto della nuova polizza, è prorogato di ulteriori 15 giorni fino a tutto luglio 2020, mentre i termini di cui all’art. 148, commi 1 e 2, sempre del Dlgs. n. 209/2005, in tema di procedura di risarcimento assicurativo per la formulazione dell’offerta o della motivata contestazione, nei casi di necessario intervento di un perito o del Medico legale ai fini della valutazione del danno alle cose o alle persone, sono prorogati di ulteriori 60 giorni, fino a tutto luglio 2020.
Art. 126 – Disposizioni finanziarie
L’art. 126 individua le fonti di provenienza dei finanziamenti e dei contributi per poter realizzare le misure previste dal Dl. n. 118/2020.
Iva: ribadita la rilevanza del servizio di illuminazione votiva erogato direttamente dai Comuni
L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Consulenza giuridica n. 4 del 4 dicembre 2018, ha chiarito – semmai
Nella Delibera n. 36 del 20 gennaio 2016, l’Anac si esprime sulla possibilità di ricorrere al “soccorso istruttorio” relativamente alle
Iva: in G.U. il Provvedimento di attuazione delle norme su controlli a distanza e semplificazioni fiscali per imprese e lavoratori autonomi
E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 208 del 6 settembre 2016, il Decreto Mef 4 agosto 2016, avente ad oggetto

References: art. 8
 art. 8
 art. 4
 art. 5

Art. 17

Art. 23

Art. 24
 art. 33

Art. 25

Art. 28
 art. 28

Art. 31

Art. 33

Art. 35

Art. 40
 art. 7
 art. 16

Art. 43

Art. 44

Art. 47

Art. 49

Art. 54

Art. 56
 art. 57

Art. 59
 art. 8
 art. 17
 art. 65

Art. 66
 art. 67
 art. 12

Art. 72

Art. 73

Art. 76

Art. 80

Art. 83

Art. 84

Art. 85
 Sentenza 

Art. 86

Art. 87

Art. 89

Art. 94

Art. 97

Art. 99
 art. 99
 art. 143

Art. 108

Art. 109

Art. 114

Art. 117

Art. 122

Art. 126