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⭐RIFIUTI RADIOATTIVI. Servizio di Fisica Sanitaria AOU di Parma. Comacchio, 23 ottobre 2009
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Muzio Pasquali
1 RIFIUTI RADIOATTIVI Servizio di Fisica Sanitaria AOU di Parma Comacchio, 23 ottobre 20092 Quadro conoscitivo Indagine sui rifiuti radioattivi prodotti nelle 17 Aziende sanitarie della Regione nel 2007, hanno risposto 9 Aziende comunicando i loro dati mentre altre 5 Aziende hanno risposto di non produrre rifiuti radioattivi: si sono potuti così confrontare i risultati con analoghe indagini condotte nel 2001 e 2004, per una valutazione del trend di produzione. n colonne Mo99 - Tc99m AO 07 e AUSL 08 AUSL 01 AO 14 AO 15 AO 13 AUSL 18 AUSL 17 AO3 Quadro conoscitivo I-125, H-3, P-32 (litri) I-125 L I-125 S H-3 S/L o P-32 L/S In-111, Tl-201, Y-90, C14 (litri) In-111 S Tl-201 S Y-90 S C-14 S4 Quadro conoscitivo Radioisotopo Descrizione I-125 L I-125 S H-3 S/L o P-32 L/S I-131 S Terapia radiometabolica Y-90 S C-14 S In-111 S Tl-201 S Mo99-Tc99m (colonne) La produzione di rifiuti contaminati con H-3, I-125, P-32 (generalmente utilizzati nei laboratori Radioimmunoassay - RIA) è sensibilmente calata negli anni Il radioisotopo è utilizzato in 4 aziende, di cui due assorbono quasi completamente la produzione Produzione estremamente limitata e in forte diminuzione Radioisotopi utilizzati per la diagnostica: si sono mantenuti sostanzialmente stabili litri5 Quadro conoscitivo Le sorgenti sigillate smaltite sono per lo piu sorgenti di calibrazione decadute e sorgenti di 192 Ir per terapia HDR; queste ultime vengono di norma riconsegnate al fornitore. Per le sorgenti sigillate ed i radioisotopi a lunga emivita (come 3 H) tutte le Aziende si avvalgono di smaltitori autorizzati. Per gli altri radioisotopi, invece, 2 Aziende utilizzano il deposito per decadimento mentre 5 Aziende si avvalgono di smaltitore autorizzato Le rimanenti 2 Aziende utilizzano per lo più il deposito per decadimento ma, per alcuni rifiuti, si avvalgono dello smaltitore autorizzato. Le colonne di di 99 Mo- 99m Tc vengono generalmente riconsegnate al fornitore; alcune Aziende le conferiscono invece allo smaltitore autorizzato.6 Quadro normativo Un rifiuto che contiene radionuclidi con emivita >/= 75 gg oppure concentrazione >/= 1 Bq/g e le attività di gestione dello stesso sono soggette al D.Lgs. 230/95 Un rifiuto che contiene radionuclidi con emivita <75 gg in concentrazione <1 Bq/g non è considerato radioattivo e le attività di gestione dello stesso non sono più soggette al D.Lgs. 230/1995, ma al D.Lgs. 152/2006 (che ha sostituito il D.Lgs. 22/97) e al DPR 254/2003.7 D.Lgs. 230/95 Si verificano due possibili situazioni: 1. I rifiuti radioattivi vengono conferiti ad un soggetto in possesso delle autorizzazioni alla raccolta e deposito degli stessi, ai sensi degli artt. 31 e 33; 2. I rifiuti radioattivi con tempo di dimezzamento >/= 75 gg o in concentrazioni superiori a 1 Bq/g vengono conferiti ad installazioni o ambienti cui non si applicano i disposti del decreto (ad esempio smaltimento in sistema fognario, conferimento ad un inceneritore o immissione in atmosfera di sostanze radioattive) se la pratica è soggetta alla sola comunicazione preventiva di cui all'art. 22, o esente dalla comunicazione preventiva di cui all'art. 22, ma rientrante nel campo di applicazione del D.Lgs. 230/1995, lo smaltimento necessita di specifico provvedimento autorizzativo ai sensi dell'art. 30; se la pratica è soggetta a regime autorizzativo ai sensi dell'art. 27 (come nel caso delle Medicine Nucleari), il relativo nulla osta contiene anche le prescrizioni relative ai rifiuti radioattivi prodotti.8 Rifiuto Radioattivo ed Infettivo Una caratteristica importante dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività sanitarie è che parte di questi rifiuti presentano anche un potenziale rischio infettivo, se contaminati da: sangue o altri liquidi biologici che contengano sangue in quantità tale da renderlo visibile; liquido seminale, secrezioni vaginali, liquido cerebro-spinale, sinoviale, pleurico, peritoneale, pericardico o amniotico; feci o urine, nel caso in cui sia ravvisata clinicamente dal medico che ha in cura il paziente una patologia trasmissibile attraverso tali escreti. I pannolini, i pannoloni e gli altri oggetti contaminati solo da feci o urine di pazienti/reparti non infettivi, non sono rifiuti infettivi, ma sono assimilati agli urbani. Sono inoltre pericolosi a rischio infettivo tutti gli oggetti taglienti e pungenti monouso usati e, per comodità, sono gestiti allo stesso modo tutti gli oggetti taglienti e pungenti di cui ci si deve disfare.9 Rifiuto Radioattivo ed Infettivo Nel caso un cui un rifiuto presenti sia il rischio radioattivo che infettivo, si considera prevalente il rischio radiologico (è un rischio certo) rispetto al rischio infettivo (è un rischio potenziale) pari a zero nel caso in cui il rifiuto sia conservato in contenitori chiusi, che non permettano la dispersione di agenti biologici all'esterno e, nel caso di rifiuti taglienti o pungenti, siano utilizzati contenitori resistenti al taglio e alla puntura Il D.Lgs. 152/2006 esclude dal proprio campo di applicazione "i rifiuti radioattivi" (art. 185, c. 1 lett. b), "in quanto regolati da altre disposizioni normative che assicurano tutela ambientale e sanitaria" dal D.Lgs 230/95: con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri [ ] sono definiti i criteri e le modalità da rispettare per la gestione dei rifiuti radioattivi che presentano anche caratteristiche di pericolosità diverse dal rischio da radiazioni, nonché per il loro smaltimento nell'ambiente.in attesa del decreto ci si puo rifare a Guide Tecniche (IAEA)10 Quadro normativo Scarichi escreti di pazienti a cui sono stati somministrati radioisotopi: art. 105 del D.Lgs. 230/1995 e l art. 4, comma 9, allegato I, parte II, D.Lgs. 187/2000. Trattamenti terapeutici con scopi e/o sostanze radioattive diversi da quelli indicati nell allegato devono viceversa essere oggetto di ospedalizzazione con raccolta degli escreti e di valutazioni specifiche in ordine al rispetto dei limiti di dose e all ottimizzazione della protezione della popolazione. Devono essere considerati rifiuti radioattivi tutti gli effluenti aeriformi oggetto di valutazioni specifiche da parte dell esperto qualificato, sia in fase di progetto, che di esercizio dell installazione, per i quali non ricorrano le condizioni di applicabilità dell art. 154 del D.Lgs. 230/1995 (la loro immissione in ambiente deve essere ricompresa nel provvedimento autorizzativo di cui all'art. 27 oppure autorizzata ai sensi dell art. 30)11 Principali tipologie, modalità di produzione e vie di smaltimento dei rifiuti radioattivi Unità organizzativa di produzione (radionuclidi più comuni) Medicina nucleare (Tc99m, I123, I131, Tl201, F18, Ga67, Y90, Sm153) Tipologia Stato fisico Modalità di smaltimento CER Descrizione Escreti pazienti: fanghi degli impianti di trattamento scarichi (fosse imhoff) Escreti pazienti: liquidi contenuti negli impianti di trattamento scarichi (vasche di decadimento poste in serie) Oggetti da terapia/diagnosi (es. siringhe, fiale, vials) 1 Parti anatomiche non riconoscibili rimosse dai pazienti (es. tumori, linfonodi): tal quali; conservate in formalina 2 ; su vetrini Contenitori usati nella preparazione dei radioisotopi (es. fiale) Involucri in Pb delle colonne di Mo esaurite e altri contenitori in Pb Solido (fango) Liquido Decadimento e svuotamento delle imhoff affidato a ditta di autospurghi Conferimento come radioattivo qualora le condizioni non consentano di attendere il decadimento completo degli escreti solidi Sistema fognario separato con stoccaggio in vasche di decadimento e scarico in rete fognaria Conferimento come radioattivo qualora l impianto non consenta di attendere il decadimento completo degli escreti solidi Fanghi prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce / / / / / / Solido Deposito per decadimento * rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni Solido Deposito per decadimento * rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni Solido Deposito per decadimento * rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni Solido Ritiro ditta fornitrice / / Deposito per decadimento imballaggi metallici12 Unità organizzativa di produzione (radionuclidi più comuni) Medicina nucleare Radioterapia metabolica (I131, Y90, Sm153) Principali tipologie, modalità di produzione e vie di smaltimento dei rifiuti radioattivi Tipologia Stato fisico Modalità di smaltimento CER Descrizione Escreti pazienti: fanghi degli impianti di Escreti pazienti: fanghi degli impianti di trattamento scarichi (fosse imhoff) Escreti pazienti: liquidi contenuti negli impianti di trattamento scarichi (vasche di decadimento poste in serie) Materiali venuti a contatto con liquidi biologici del paziente 1 Solido Solido (fango) Liquido Decadimento e svuotamento delle imhoff Fanghi prodotti da altri trattamenti delle Decadimento e svuotamento delle imhoff affidato a ditta di autospurghi Fanghi prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce Conferimento come radioattivo qualora le condizioni non consentano di attendere il decadimento completo degli escreti solidi Sistema fognario separato con stoccaggio in vasche di decadimento e scarico in rete fognaria Conferimento come radioattivo qualora l impianto non consenta di attendere il decadimento completo degli escreti solidi / / / / / / Solido Deposito per decadimento * rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni Laboratorio di analisi cliniche o ricerca (I125, Cr51, H3) Solo per I131: oggetti monouso venuti a contatto con il paziente (es. lenzuola, stoviglie) o usati per pulire oggetti venuti a contatto col paziente (es. salviette) 2 Solido Deposito per decadimento * rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni Provette Solido Deposito per decadimento * rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni Liquidi di lavaggio Liquido Deposito per decadimento Carboni attivi (filtri sistema BACTEC) Solido Ritiro ditta fornitrice / / * sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce13 Principali tipologie, modalità di produzione e vie di smaltimento dei rifiuti radioattivi Unità organizzativa di produzione (radionuclidi più comuni) Medicina nucleare Tipologia Stato fisico Modalità di smaltimento CER Descrizione Escreti pazienti: fanghi degli impianti di Solido Decadimento e svuotamento delle imhoff Fanghi prodotti da altri trattamenti delle Radioterapia (Ir192, I125, Sr90) Sorgenti sigillate per brachiterapia e terapia da contatto Solido Ritiro ditta fornitrice / / Conferimento come radioattivo / / Fisica sanitaria Sr90, Co57, Am241, Ba 133; sorgenti multipicco; radionuclidi per medicina nucleare e laboratori Sorgenti di taratura in forma sigillata Solido Conferimento come radioattivo / / Sorgenti di taratura in forma non sigillata (es. siringhe, provette) Solido Deposito per decadimento Conferimento come radioattivo / / * rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni Sorgenti di taratura in forma non sigillata (soluzioni) Liquido Deposito per decadimento Conferimento come radioattivo / / * sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce14 Gestione operativa dei rifiuti radioattivi prodotti La gestione di un rifiuto deve pertanto essere intesa come una serie di operazioni fra loro coordinate, volte a tutelare l ambiente, la salute dei lavoratori, dei pazienti e dei visitatori, nel rispetto della normativa tecnica e legislativa vigente. Il processo di gestione può essere suddiviso in fasi: produzione e classificazione del rifiuto radioattivo in base agli isotopi contenuti e alla loro concentrazione; separazione e imballaggio nel luogo di produzione; trasporto interno; deposito temporaneo aziendale (ove esistente) o conferimento a smaltitore autorizzato; registrazioni e adempimenti amministrativi; trasporto esterno; smaltimento finale, presso smaltitore autorizzato.15 Gestione operativa dei rifiuti radioattivi prodotti Caso Emivita (giorni) Conc (Bq/g) Normativa Modalità di gestione Commento Restituzione al fornitore Preferibile D.Lgs. 230/95 Conferimento come radioattivo a smaltitore autorizzato Immissione autorizzata nell'ambiente (in caso di non rilevanza radiologica) Restituzione al fornitore 2 75 < 1 D.Lgs. 230/95 Conferimento come radioattivo a smaltitore autorizzato Immissione autorizzata nell'ambiente (in caso di non rilevanza radiologica) Deposito per decadimento in Azienda e successiva gestione come al caso 4 Preferibile 3 <75 1 D.Lgs. 230/95 Conferimento come radioattivo a smaltitore autorizzato 4 <75 < 1 D.Lgs. 152/06 e DPR 254/03 Immissione autorizzata nell'ambiente (in caso di non rilevanza radiologica) Rifiuto ordinario16 Registrazioni e adempimenti amministrativi Le Aziende sanitarie devono disporre dei dati relativi alla spedizione del materiale radioattivo, distinguendo nel registro di carico e scarico: rifiuti radioattivi inviati come tali a impianti autorizzati ("conferimento come radioattivi"); rifiuti con emivita < 75 gg tenuti in deposito fino a decadimento a concentrazione < 1Bq/g e poi classificati e gestiti come rifiuti sanitari non radioattivi, ai sensi del DPR 254/2003 ("deposito temporaneo"); materiale restituito al fornitore. Pur non essendo precisate dalla vigente normativa le modalità di registrazione, si sottolinea che essa deve avvenire seguendo una procedura documentata, atta a rendere identificabile in modo univoco la sorgente radioattiva ed a garantirne in ogni momento la tracciabilità17 Trasporto e smaltimento I rifiuti radioattivi devono essere trasportati rispettando sia le disposizioni del D.Lgs. 230/1995, artt. 21, 31 e 156, sia quelle relative alle merci pericolose; appartengono, infatti, alla classe 7 dell'adr. Lo smaltitore autorizzato dovrà inoltre corredare il collo radioattivo di bolla di trasporto indicante lo stato fisico del rifiuto (solido/liquido), il radionuclide in esso contenuto, se si tratta di sorgente sigillata o non sigillata, la sua attività ed il suo peso e la categoria a cui esso appartiene (ad esempio I- BIANCA) In passato ad alcune Aziende è pervenuta la richiesta dello smaltitore di dichiarare che i rifiuti radioattivi potenzialmente infetti fossero stati disinfettati come previsto dal DRP 915/1982. Tale richiesta fa riferimento ad una normativa superata e abrogata nel 1997, pertanto deve ritenersi priva di fondamento giuridico, oltre che non applicabile nella pratica, in quanto non esistono disinfettanti né metodiche standard per la disinfezione di materiali grossolani, come i rifiuti sanitari.18 Criticità: gestione dei pazienti a cui è stato somministrato materiale radioattivo L obiettivo è la riduzione al minimo del rischio radiologico le misure poste in atto dall'azienda in tal senso devono essere definite in specifiche procedure in grado di: Individuare tutti i flussi di radioisotopi Individuare tutti i flussi di pazienti trattati con radioisotopi Individuare i flussi attraverso i quali il paziente elimina la dose assunta Individuare e valutare tutti i rifiuti contaminati da radionuclidi: "conferiti come radioattivi" tenuti in "deposito per decadimento"19 Criticità: gestione dei pazienti a cui è stato somministrato materiale radioattivo Classificare il paziente e i rifiuti in base alla dose somministrata, agli isotopi coinvolti, alla loro concentrazione, alle vie di eliminazione, alla presenza nei rifiuti di liquidi biologici e di materiali taglienti o pungenti; Definire i tempi di permanenza del paziente nell'uo di medicina nucleare; Definire le modalità di gestione dei rifiuti e le registrazioni; Definire i flussi di comunicazione ed eventualmente i fabbisogni formativi per gli operatori; Definire i risultati attesi, le modalità di verifica e misurazione dell'applicazione della procedura, la reportistica necessaria, la documentazione da avere a disposizione in caso di verifica dell'autorità competente.20 Suggerimenti è opportuno che i pazienti da sottoporre a più trattamenti o esami diagnostici eseguano per ultimo quello che prevede la somministrazione di radioisotopi, al fine di evitare ad esempio che, subito dopo una scintigrafia, si esegua un prelievo sanguigno, dando luogo a sangue, aghi, provette, ecc. contaminati. è opportuno definito il tempo di permanenza del paziente, una volta terminato l esame/ trattamento con radiofarmaci, presso le sale d attesa calde dell U.O. di Medicina Nucleare (invitare il paziente ad idratarsi e ad usare i servizi igienici dell U.O. di Medicina Nucleare) i pazienti per i quali si individua la possibilità di produrre rifiuti radioattivi una volta usciti dalle U.O. di medicina nucleare (incontinenti, con drenaggio toracico, trattamento emodialitico, sottoposti a interventi chirurgichi come il linfonodo sentinella ) devono quindi essere individuati e seguiti anche una volta usciti dall U.O. di Medicina Nucleare, sia nel caso in cui siano ricoverati presso la medesima struttura, sia in caso di trasferimento presso un altra azienda; nel caso in cui facciano ritorno a casa, devono essere informati ed istruiti sulle norme di comportamento da osservare.21 Suggerimenti è consigliabile nella cartella clinica indicare l ora della somministrazione del materiale radioattivo e l ora in cui è previsto l allontanamento dalle sale calde ed inserire una nota informativa per gli operatori del reparto che lo accoglieranno in cui siano presenti le informazioni di sintesi su come gestire il paziente, trattare e contrassegnare i rifiuti prodotti dal paziente stesso; si suggerisce anche di inserire in cartella etichette/adesivi per distinguere questi contenitori. al paziente è opportuno consegnare una nota informativa sul comportamento da tenere a casa o nel reparto di destinazione, in cui, evitando di creare allarme, deve essere precisato per quanto tempo si consiglia la raccolta separata e la conservazione dei rifiuti prodotti dal paziente in reparto o nella propria abitazione, prima dello smaltimento22 Deposito per decadimento i rifiuti prodotti dai pazienti sono nella totalità dei casi contaminati da radioisotopi con emivita minore di 75 giorni, pertanto sono radioattivi per un periodo di tempo modesto, trascorso il quale la radioattività in essi presente decade e quindi divengono rifiuti comuni il numero minimo di giorni che occorrono perché l'attività scenda al di sotto di 1 Bq/g, e il numero di giorni per i quali il paziente produce rifiuti radioattivi dipendono dal radionuclide utilizzato, dal tipo esame/terapia e dalla radioattività somministrata, pertanto è necessario che siano stabilite da ciascuna U.O. di Medicina Nucleare, con la collaborazione del Fisico Medico e dell'esperto Qualificato23 Criticità: presenza di materiale radioattivo nei rifiuti ospedalieri Negli impianti di incenerimento per rifiuti urbani e speciali sono stati installati sistemi "a portale" per rilevare la radioattività dei rifiuti in ingresso ai forni, per evitare contaminazioni degli impianti da parte di materiali radioattivi erroneamente finiti fra i rifiuti ordinari. Questi "eventi anomali" sono affrontati dal gestore dell'impianto di incenerimento secondo le indicazioni predisposte da ARPA e comportano l'intervento di un Esperto Qualificato per caratterizzare il radioisotopo coinvolto e avviarlo al corretto smaltimento. E accaduto che i rifiuti intercettati contenessero radioisotopi impiegati nelle Aziende sanitarie e ha innescato azioni correttive in due direzioni: individuazione e controllo dei flussi del materiale radioattivo e dei pazienti sottoposti a trattamento verifica della radioattività dei rifiuti sanitari "ordinari" nell'area di deposito temporaneo, prima del trasporto nella gara regionale per i servizi di gestione dei rifiuti sanitari a è stato inserito il servizio di misura della radioattività24 Criticità: presenza di materiale radioattivo nei rifiuti ospedalieri Se viene rilevata presenza di radioattività superiore ai limiti di legge per la classificazione del rifiuto come radioattivo (1 Bq/g), l Esperto Qualificato deve: individuare i singoli contenitori il cui livello di radioattività supera tale limite; separare i contenitori con rifiuti radioattivi dagli altri, apporre sugli stessi specifiche etichette e depositarli quindi in sicurezza nel luogo preventivamente individuato; dare immediata comunicazione di quanto sopra al Referente aziendale per la gestione dei rifiuti. Nel caso in cui in Azienda non sia stata rilevata la presenza di rifiuti radioattivi e l impianto di smaltimento o recupero rilevi che il livello di radioattività del/dei contenitori o del carico sia superiore al limite di cui sopra, l'azienda provvede alla gestione di tale non conformità e dei relativi oneri (ivi comprese eventuali spese legali).25 GRAZIE DELL ATTENZIONE Documenti analoghi
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 art. 27
 ART. 1
 art. 26
 articolo 24
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