Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2016&numero=189
Timestamp: 2020-08-13 19:52:09+00:00

Document:
Sentenza 189/2016 (ECLI:IT:COST:2016:189)
Deposito del 20/07/2016; Pubblicazione in G. U. 27/07/2016 n. 30
Norme impugnate: Artt. 7, c. 1°, lett. f), 18, 20, 23, c. 6° e 7°, della legge della Regione autonoma Sardegna 21/11/2011, n. 21.
Massime: 39008 39009 39010 39011
Atti decisi: ric. 21/2012
Massima n. 39008 Massima successiva
Paesaggio - Norme della Regione Sardegna - Realizzazione in ambito costiero di strutture residenziali ricettive connesse ai campi da golf - Ricorso del Governo - Ius superveniens satisfattivo - Rinuncia al ricorso accettata dalla controparte - Estinzione del processo.
È estinto il processo relativo alle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 23, commi 6 e 7, della legge della Regione Sardegna 21 novembre 2011, n. 21 - impugnato dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lett. s), e 118, terzo comma, Cost. nonché all'art. 3 dello statuto speciale - che, apportando modifiche all'art. 5 della legge regionale 21 settembre 2011, n. 19 (Provvidenze per lo sviluppo del turismo golfistico), ha previsto, in particolare, che la Giunta regionale proponga gli adeguamenti al piano paesaggistico regionale necessari per consentire, anche in ambito costiero, la realizzazione di nuove strutture residenziali ricettive connesse ai campi da golf. La rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, formalmente accettata dalla Regione resistente, comporta, infatti, ai sensi dell'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, l'estinzione del processo.
legge della Regione autonoma Sardegna 21/11/2011 n. 21 art. 23 co. 6
legge della Regione autonoma Sardegna 21/11/2011 n. 21 art. 23 co. 7
Massima n. 39009 Massima successiva Massima precedente
Edilizia e urbanistica - Norme della Regione Sardegna - Piano casa - Previsione che gli interventi sono realizzati in deroga alle vigenti prescrizioni dei regolamenti edilizi, degli strumenti urbanistici comunali e delle disposizioni normative regionali, nonché agli indici massimi di fabbricabilità - Ricorso del Governo - Asserita violazione di leggi statali qualificabili come "riforme economico sociali" - Asserita esorbitanza dalle competenze legislative regionali in materia di edilizia ed urbanistica e di piani territoriali paesistici - Insussistenza - Possibilità di interpretare la disposizione censurata nel rispetto delle norme fondamentali contenute negli atti legislativi statali - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione.
Non sono fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 7, comma 1, lett. f), della legge della Regione Sardegna 21 novembre 2011, n. 21 - impugnato dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento agli artt. 9, 117, primo comma, e secondo comma, lett. l) e s), Cost. - che, inserendo il comma 5-ter nell'art. 8 della legge regionale n. 4 del 2009 (legge attuativa del cosiddetto piano casa), prevede che gli interventi edilizi di cui agli artt. 2, 3, 4, 5 e 6 della legge novellata «sono realizzati in deroga alle previsioni dei regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici comunali vigenti ed in deroga alle vigenti disposizioni normative regionali; possono essere superati gli indici massimi di fabbricabilità. È in ogni caso fatto salvo il rispetto delle disposizioni del Codice civile e i diritti dei terzi». La norma impugnata deve essere interpretata nel senso che gli interventi edilizi ivi previsti non possono essere realizzati in deroga né al piano paesaggistico regionale né alla legislazione statale. Infatti dal tenore letterale della norma emerge che gli interventi ammessi sono solo quelli in deroga ai regolamenti edilizi e agli strumenti urbanistici comunali vigenti e non anche al piano paesaggistico regionale. Inoltre, sempre il dato letterale della norma non consente che gli interventi possano essere posti in essere in deroga al d.m. n. 1444 del 1968 e alla normativa statale in materia di rischi di incidenti rilevanti. La stessa clausola di salvezza ivi prevista dimostra che il legislatore regionale ha voluto espressamente escludere che gli interventi edilizi possano essere realizzati in violazione delle disposizioni del codice civile (il cui richiamo deve intendersi come riferito all'intiera disciplina civilistica di cui il d.m. n. 1444 del 1968 è parte integrante e fondamentale) e dei diritti dei terzi.
Sul riconoscimento al legislatore statale del potere di vincolare la potestà legislativa primaria della Regione speciale attraverso l'emanazione di leggi qualificabili come "riforme economico-sociali", v. le citate sentenze nn. 51/2006 e 536/2002.
Sull'ammissibilità, nei giudizi in via principale, delle questioni prospettate in termini dubitativi o alternativi, purché le interpretazioni non siano implausibili e irragionevolmente scollegate dalle disposizioni impugnate, così da far ritenere le questioni medesime del tutto astratte e pretestuose, v. le citate sentenze nn. 3/2016, 245/2015, 269/2014 e 207/2014.
Sull'impossibilità per la legislazione regionale di porsi in contrasto con la normativa statale in materia di rischi di incidenti rilevanti, da ricondursi alla materia «tutela dell'ambiente» di cui all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost., v. le citate sentenze nn. 135/2005 e 407/2002.
Sul principio della prevalenza dei piani paesaggistici sugli altri strumenti urbanistici, v. la citata sentenza n. 11/2016 Sul d.m. n. 1444 del 1968, v. le citate sentenze n. 134/2014, 6/2013, 114/2012 e 232/2005.
Per la riconducibilità dell'intervento legislativo regionale sul piano paesaggistico regionale alla materia «edilizia e urbanistica», v. la citata sentenza n. 46/2014.
legge della Regione autonoma Sardegna 21/11/2011 n. 21 art. 7 co. 1
decreto del Presidente della Repubblica 22/05/1975 n. false art. 6 co. 2
Massima n. 39010 Massima successiva Massima precedente
Paesaggio - Norme della Regione Sardegna - Interventi di lieve entità su aree o immobili sottoposti alle norme di tutela paesaggistica - Assoggettamento al procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica - Ricorso del Governo - Asserito contrasto con il codice dei beni culturali e del paesaggio - Insussistenza - Possibilità di interpretazione conforme della disposizione impugnata - Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione.
Non è fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità dell'art. 18 della legge della Regione Sardegna 21 novembre 2011, n. 21 - impugnato dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - il quale, inserendo l'art. 5-bis dopo l'art. 5 della legge regionale n. 28 del 1998, prevede che gli interventi di lieve entità da realizzarsi su aree o immobili sottoposti alle norme di tutela siano assoggettati al procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica disciplinato dal regolamento adottato con il d.P.R. 9 luglio 2010, n. 139 e riconosce alla Giunta regionale la possibilità di individuare ulteriori forme di semplificazione del suddetto procedimento. La disposizione regionale censurata costituisce attuazione di quanto previsto dalla normativa statale. Infatti, l'art. 6 del regolamento, adottato a norma dell'art. 146, comma 9, del codice dei beni culturali e del paesaggio (d. lgs. n. 42 del 2004), dispone, da un lato, l'immediata applicazione delle sue disposizioni nelle regioni a statuto ordinario e, dall'altro, prevede che le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano - in ragione dell'attinenza delle disposizioni del decreto ai livelli essenziali delle prestazioni amministrative, di cui all'art. 117, secondo comma, lett. m), Cost., e della natura di grande riforma economico sociale del Codice e delle norme di semplificazione procedimentale in esso previste - entro centottanta giorni, adottino, in conformità agli statuti ed alle relative norme di attuazione, le norme necessarie a disciplinare il procedimento di autorizzazione paesaggistica semplificata secondo i criteri del decreto. Non risulta violato il parametro evocato in quanto il riconoscimento alla Giunta del potere di individuare «ulteriori» forme di semplificazione del procedimento di autorizzazione paesaggistica da parte della norma impugnata deve essere inteso nel senso che la Giunta può prevedere forme di semplificazione "diverse" da quelle previste dalla normativa statale ma non per questo di "maggiore semplificazione".
Sull'affermazione che non è ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione nei confronti di atti che siano la diretta applicazione di preesistenti disposizioni legislative non impugnate, v. la citata sentenza n. 30/2012.
legge della Regione autonoma Sardegna 21/11/2011 n. 21 art. 18
decreto legislativo 22/01/2004 n. false art. 146 co. 9
Massima n. 39011 Massima precedente
Paesaggio - Norme della Regione Sardegna - Aziende ricettive all'aria aperta - Allestimenti mobili di pernottamento - Statuita irrilevanza a fini paesaggistici - Contrasto con il codice dei beni culturali e del paesaggio, che individua tassativamente le tipologie di interventi in aree vincolate realizzabili anche in assenza di autorizzazione paesaggistica - Violazione della competenza legislativa statale esclusiva in materia di tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali - Necessità di espungere dal testo della disposizione impugnata le parole «e paesaggistici» - Illegittimità costituzionale parziale.
È costituzionalmente illegittimo, per violazione degli artt. 9 e 117, secondo comma, lett. s), Cost., l'art. 20 della legge della Regione Sardegna 21 novembre 2011, n. 21, limitatamente alle parole «e paesaggistici», che, nel sostituire il comma 4-bis dell'art. 6 della legge regionale 14 maggio 1984, n. 22, prevede l'irrilevanza non solo a fini urbanistici ed edilizi ma anche paesaggistici degli allestimenti mobili di pernottamento (quali tende, roulotte, caravan, mobil-home, maxicaravan o case mobili e pertinenze ed accessori funzionali all'esercizio dell'attività). La procedura di autorizzazione paesaggistica disciplinata dalla normativa statale, non derogabile da parte delle Regione, è volta a stabilire proprio se un determinato intervento abbia o meno un impatto paesaggistico significativo. La disposizione impugnata, invece, nel qualificare come paesaggisticamente irrilevanti taluni interventi nelle aziende ricettive all'area aperta, consente che essi vengano posti in essere a prescindere dall'autorizzazione paesaggistica di cui all'art. 146 del codice dei beni culturali e del paesaggio, la quale è norma di grande riforma economico-sociale che la Regione autonoma della Sardegna deve rispettare in quanto adottata nell'ambito della competenza esclusiva statale nella materia «tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali», di cui all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. La norma censurata si pone, dunque, in contrasto con il richiamato art. 146, oltre che con l'art. 149 del medesimo Codice dei beni culturali e del paesaggio - che individua tassativamente le tipologie di interventi in aree vincolate realizzabili anche in assenza di autorizzazione paesaggistica - e con l'Allegato 1 del d.P.R n. 139 del 2010 che reca un elenco tassativo degli interventi di «lieve entità», assoggettati a procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica.
Sulla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 9, della legge 23 luglio 2009, n. 99, v. la citata sentenza n. 278/2010.
Sulla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 41, comma 4, del d.l. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 9 agosto 2013, n. 98, v. la citata sentenza n. 189/2015.
Sull'autorizzazione paesaggistica, v. le citate sentenze nn. 235/2011, 101/2010 e 232/2008.
Sull'art. 146 del codice dei beni culturali e del paesaggio, quale norma di grande riforma economico-sociale, v. la citata sentenza n. 238/2013.
legge della Regione autonoma Sardegna 21/11/2011 n. 21 art. 20

References: art. 23
 art. 23
 sentenza 
 sentenza 
 art. 7
 art. 6
 sentenza 
 art. 18
 art. 146
 art. 146
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 20