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Timestamp: 2019-01-21 12:47:53+00:00

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1 N /2011 REG.PROV.COLL. N /2011 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 1729 del 2011, proposto da Guangxing Pan, rappresentato e difeso dagli Avv. Ignazio Gargano e Mario Corso, con domicilio eletto presso lo studio del secondo sito in Palermo, corso Finocchiaro Aprile n. 45; contro Ministero degli Interni - Questura di Palermo, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici domicilia per legge in Palermo, via A. De Gasperi n. 81; per l'annullamento - del provvedimento cat. A 12/2010 emesso dal Questore di Palermo dell' , con il quale veniva rigettata l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno del ricorrente; - nonchè di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenziali; Visti il ricorso e i relativi allegati;
2 Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell'interno Direzione e di Questore di Palermo; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 settembre 2011 il dott. Pier Luigi Tomaiuoli e uditi per le parti i difensori sono presenti l'avv. M. Corso e l'avv. dello Stato M. Pollara;; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Con ricorso ritualmente notificato all Amministrazione resistente e depositato il Pan Guangxing, premesso che in data aveva ottenuto il permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato; che in data , scaduto il predetto, aveva inviato istanza di rinnovo del medesimo; che in data era stato ricoverato presso l ospedale Umberto I di Enna, ove era stato ricoverato sino al per diverse patologie (tubercolosi polmonare, fibrosi polmonare, bronchite cronica, infezione da entero bacter aerocenes, diabete mellito, linfadenopatia); che in data gli era stato notificato il provvedimento impugnato, emesso per sussistenza di una condanna ostativa del inflitta per il reato di cui all art. 474 c.p.; tutto quanto sopra premesso, ha impugnato il provvedimento in epigrafe indicato lamentandone l illegittimità per 1) violazione e/o falsa applicazione dell art. 3 della l. 241/90; 2) violazione e/o falsa applicazione dell art. 10 bis della L. 241/90; 3) violazione e/o falsa applicazione dell art. 25 Cost., dell art. 12 preleggi, dell art. 2 c.p., dell art. 1, comma 22, lett. a), della L. 15 luglio 1009 n. 94, dell art. 4 comma 8 del D. Lg.vo 286/98 nonché eccesso di potere per manifesta illogicità e/o manifesta ingiustizia. All adunanza camerale del , fissata per la trattazione dell istanza cautelare del ricorrente, si è costituita l Amministrazione resistente, senza depositare memoria scritta ed instando per il rigetto del ricorso avversario;
3 all esito della detta adunanza il ricorso è stato trattenuto in decisione. Ritiene preliminarmente il Collegio che il giudizio possa essere definito con sentenza in forma semplificata emessa ai sensi dell art. 60 del Codice del processo amministrativo ed adottata in esito alla camera di consiglio per la trattazione delle istanze cautelari, stante l integrità del contraddittorio e l avvenuta, esaustiva, trattazione delle tematiche oggetto di giudizio; possibilità espressamente indicata alle parti, dal Presidente del Collegio, in occasione dell adunanza camerale fissata per la trattazione della predetta istanza cautelare. Il ricorso appare fondato sotto l assorbente profilo dell omessa valutazione, ad opera dell amministrazione intimata, dei vincoli familiari ormai consolidati sul territorio italiano, dello stato di integrazione dell istante nel tessuto sociale e dello svolgimento di una regolare attività di lavoro dipendente presso una ditta locale, espletata senza soluzione di continuità a far data dal febbraio 2003, circostanze incontestatamente dedotte in impugnativa e che dovevano formare oggetto di valutazione e contemperamento rispetto al precedente penale risalente, patteggiato per reati concernenti la tutela del diritto d autore, ritenuto ostativo al rinnovo del permesso di soggiorno (cfr. in tal senso T.A.R. Palermo, Sez. II, n. 418 del ). Per tale ragione, il caso di specie, anche considerata l insussistenza di provvedimenti espulsivi coattivi emessi a carico del ricorrente, deve essere deciso alla stregua della giurisprudenza del Consiglio di Stato, per la quale, ai sensi dell art. 8 CEDU, direttamente applicabile nel nostro ordinamento per effetto dell intervenuta comunitarizzazione della Convenzione Europea dei Diritti dell Uomo ad opera del Trattato di Amsterdam, la valutazione dell'effettività e della natura dei vincoli familiari va effettuata non soltanto in caso di avvenuto ricongiungimento familiare, ma in tutte le ipotesi in cui il provvedimento di diniego incide sui legami familiari del richiedente
4 istanza di rinnovo del permesso di soggiorno, che sia sottoposto a procedimento penale per ipotesi ostative al rilascio ai sensi dell'art. 5 d.lgs. n. 286 del 1998 (Cons. Stato, Sez. VI, 13 settembre 2010, n. 6566). Si consideri, peraltro, che la Direttiva comunitaria 2008/115/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio - auto-applicativa, per le prescrizioni di carattere chiaro, preciso ed incondizionato, in seguito alla scadenza del termine di recepimento senza che l ordinamento interno si sia uniformato - prevede espressamente, all art. 5, che gli Stati debbano tenere conto, tra l altro, della vita familiare dello straniero, annoverando il detto art. 5 tra le deroghe all adozione della decisione di rimpatrio di cui al successivo art. 6. Va, ancora, evidenziato che questa Sezione, con recente sentenza n del 26 luglio 2011, ha aderito all indirizzo giurisprudenziale segnato dal C.G.A. (v. sentenza n. 519 del 14 aprile 2010) e dal Consiglio di Stato, sez. VI (sentenza 2 aprile 2010, n e ordinanza 7 aprile 2009, 1791), in base al quale l art. 26 del D.Lgs. n. 286/98, comma 7 bis, secondo cui il permesso di soggiorno non può essere rilasciato, e se rilasciato è revocato, a quei soggetti i quali siano stati condannati con sentenza irrevocabile per i reati previsti dalle disposizioni del Titolo III, Capo III, Sezione II, della legge 22 aprile 1941, n. 633, relativi alla tutela del diritto d autore e dagli artt. 473 e 474 del codice penale, non è applicabile con riferimento a fatti di reato commessi, come nel caso di specie, anteriormente, quindi, all entrata in vigore della legge n. 189/2002 che ha introdotto tale divieto. Alla luce delle considerazioni che precedono il ricorso deve essere accolto e l atto con esso impugnato deve essere annullato, fatte salve le successive determinazioni dell Amministrazione resistente nel rispetto della portata precettiva della presente sentenza. La relativa novità di alcune delle questioni affrontate giustifica la compensazione delle spese del giudizio tra le parti. P.Q.M.
5 Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Seconda, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l effetto, annulla il provvedimento con esso impugnato. Compensa tra le parti le spese di lite. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 22 settembre 2011 con l'intervento dei magistrati: Nicolo' Monteleone, Presidente Francesca Aprile, Referendario Pier Luigi Tomaiuoli, Referendario, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 24/10/2011 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

References: SENTENZA 
 art. 60
 art. 474
 art. 3
 art. 10
 art. 25
 art. 12
 art. 2
 art. 1
 art. 4
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 art. 60
 art. 8
 art. 5
 art. 5
 art. 6
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 art. 26
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