Source: http://www.cedifop.it/appunti/DPR_24-05-1979_886.htm
Timestamp: 2018-12-10 11:58:50+00:00

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Legge 06712/1991, n. 394 D.L. 05/10/99, N. 478 il nuovo Codice di Navigazione
24 Maggio 1979, n. 886
Sulla proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con i Ministri degli affari esteri, dell'interno, e di grazia e di giustizia, della difesa, delle poste e delle telecomunicazioni, del lavoro e della previdenza sociale;
Gli ingegneri e i periti addetti all'U.N.M.I. ed alle sezioni idrocarburi possono effettuare visite di controllo ai mezzi, agli impianti ed alle attrezzature impiegati nella prospezione, nella ricerca e nella coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi. [1]
1 Per le modalità di funzionamento della Commissione incaricata degli accertamanti e delle verifiche relative alle norme per impianti destinati allla fabbricazione e deposito delle materie esplosive, vedi il D.M. 7 agosto 1995.
Art. 5 - Accesso ai lavori
Art. 6 - Denuncia di esercizio per attività di prospezione
Il titolare di un permesso di prospezione, di un permesso di ricerca, o di una concessione di coltivazione che intenda svolgere lavori di prospezione deve presentare denuncia di esercizio nei modi e nei termini di cui all'articolo 24, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128. [1]
La denuncia è fatta secondo le modalità di cui all'articolo 24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 128, del 1959. [1]
Le sostituzioni del direttore responsabile sono denunciate nei modi e nei termini di cui all'articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128. [3]
Le sostituzioni dei sorveglianti sono denunciate nei modi e nei termini di cui all'articolo 24 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 128 del 1959. [3]
Il titolare del permesso di prospezione o del permesso di ricerca o della concessione di coltivazione è responsabile nei confronti della pubblica amministrazione dell'opera delle imprese specializzate predette.
1 Comma sostituito dall' art. 20, comma 15, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
2 Comma soppresso dall' art. 20, comma 16, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
3 Comma sostituito dall' art. 20, comma 17, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
Art. 7 - Denuncia di esercizio per attività di ricerca e di coltivazione
Il titolare di un permesso di ricerca, o di una concessione di coltivazione deve presentare denuncia di esercizio per i lavori di ricerca o di coltivazione nei modi e nei termini di cui all'articolo 6 [1].
In particolare, per ogni cantiere di perforazione di pozzi destinati alla ricerca o alla coltivazione di giacimenti di idrocarburi sottostanti ad aree marine, ancorché si tratti di pozzi direzionali partenti dalla terra ferma e ricadenti pertanto sotto la disciplina vigente per le perforazioni a terra, il titolare del permesso di ricerca o della concessione di coltivazione deve denunciare le generalità delle persone responsabili delle operazioni da compiere sul cantiere o esternamente ad esso ai fini della esecuzione dei lavori di perforazione.
1 Comma sostituito dall' art. 20, comma 18, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
Art. 8 - Responsabilità del capo piattaforma
Per i capi piattaforma aventi cittadinanza diversa da quella italiana, il possesso delle capacità tecnico-nautiche deve essere attestato mediante la esibizione di titoli, ritenuti idonei dal Ministero della marina mercantile. Tali titoli devono essere dichiarati autentici dall'autorità consolare del Paese che li ha rilasciati.
Art. 9 - Responsabilità del comandante
Deve essere altresì tenuto, a cura del capo piattaforma, il giornale di sonda previsto dall'art. 67 del D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128.
Art. 10 - Infortuni [1]
1 Articolo abrogato dall' art. 103, comma 2, lettera a), D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
Art. 11 - Accertamenti [1]
Art. 12 - Incidenti o eventi straordinari
Art. 13 - Informazioni meteorologiche
Il capo piattaforma o il comandante, in caso di piattaforma semovente o di nave di perforazione, deve provvedere affinché dettagliate informazioni sulla situazione meteorologica della zona delle operazioni ed i preventivi avvisi di burrasca siano raccolti a bordo da personale esperto e con apparecchiature idonee.
Art. 14 - Programma di lavoro in permessi di prospezione
Art. 15 - Prescrizioni
Art. 16 - Programma di lavoro in permessi di ricerca o concessioni di coltivazione
Art. 17 - Documentazione
Art. 18 - Mezzi individuali di salvataggio ed esercitazioni
L'equipaggio delle navi impiegate nelle operazioni di prospezione ed il personale addetto ai lavori medesimi devono avere sempre a disposizione cinture di salvataggio in numero non inferiore al 110 per cento di tutte le persone imbarcate e salvagenti anulari in numero non inferiore a due, muniti di sagola e di boetta luminosa, cassette medicinali, e, quando occorra, calzature, guanti, occhiali, maschere ed indumenti adatti alle particolari condizioni di lavoro.
Art. 19 - Impiego di esplosivi
7) le apparecchiature radio trasmittenti impiegate a bordo delle navi per la esecuzione dei lavori di prospezione devono essere elettricamente schermate al fine di evitare interferenze con le operazioni di brillamento a mezzo di cariche esplosive.
Art. 20 - Programma di perforazione
1) l'ubicazione del pozzo mediante le coordinate geografiche e la rappresentazione grafica sulla carta nautica dell'Istituto idrografico della Marina alla scala 1:250.000 con il perimetro dell'area del permesso o della concessione, le eventuali altre installazioni minerarie ivi esistenti e, possibilmente, la linea di costa prospiciente;
Per le unità di perforazione che hanno già operato nelle zone di cui all'art. 1 del presente decreto da non più di cinque anni, la società richiedente può omettere la documentazione di cui al punto 5), indicando gli estremi della più recente autorizzazione ricevuta ed illustrando dettagliatamente, con l'ausilio anche di elaboratori grafici, le eventuali modifiche rilevanti ai fini della sicurezza successivamente apportate.
Art. 21 - Approvazione del programma
L'ingegnere capo della sezione idrocarburi trasmette, con il proprio avviso, il programma di perforazione all'U.N.M.I. che richiede alle altre amministrazioni civili e militari dello Stato interessate il parere di competenza, le condizioni e le limitazioni che esse ritengono indispensabili per garantire la libertà e la sicurezza della navigazione, l'esercizio della pesca, la conservazione delle risorse biologiche del mare, l'integrità degli impianti sottomarini nonché la tutela della sicurezza militare ed il soddisfacimento di speciali esigenze di natura militare.
Art. 22 - Modificazioni del programma
Ogni modificazione del programma di perforazione deve essere comunicata tempestivamente all'ingegnere capo della sezione idrocarburi, il quale, se necessario informa le altre amministrazioni interessate.
POSTAZIONE DELLE UNITA' DI PERFORAZIONE
Art. 23 - Ubicazione
Art. 24 - Indagine preliminare
Art. 25 - Postazione
Art. 26 - Prescrizioni per il trasbordo
Il trasbordo di persone da natanti può essere effettuato anche con gabbia azionata dalla gru di bordo. L'operazione deve essere effettuata da un gruista esperto con l'ausilio di almeno due operai sul natante.
Art. 27 - Operazioni di abbassamento e sollevamento
Art. 28 - Zone di sicurezza
SICUREZZA DELL'UNITA' DI PERFORAZIONE E DEGLI IMPIANTI A BORDO
Art. 29 - Generalità
Art. 30 - Alloggi
I locali stessi devono essere collegati mediante agevoli vie di transito, tenute sgombre, ai posti ove si trovino attrezzature di salvataggio o altri dispositivi per il rapido scampo. Essi devono inoltre essere sufficientemente isolati da rumori, ventilati, riscaldati quando occorra e adeguatamente illuminati.
Art. 31 - Prescrizioni
Art. 32 - Prescrizioni relative ai macchinari in genere
I macchinari e loro parti, gli attrezzi, le condotte, i serbatoi ed ogni altro impianto installato a bordo della piattaforma o della nave di perforazione devono rispondere, in relazione all'ambiente in cui si trova l'installazione, a requisiti di sicuro impiego e devono essere sempre tenuti in buono stato di manutenzione.
Art. 33 - Recipienti a pressione
Art. 34 - Apparecchiature elettriche
Art. 35 - Impianto elettrico di emergenza
Art. 36 - Sistema di batteria di emergenza
Art. 37 - Zone pericolose
Art. 38 - Prescrizioni per le zone pericolose
Nelle zone classificate "pericolose" ai sensi dell'articolo precedente, gli impianti di forza motrice e le apparecchiature elettriche devono essere conformi alle seguenti disposizioni:
2) gli impianti elettrici fissi di cui al punto precedente devono far capo a interruttori principali distinti per forza motrice per illuminazione, ubicati fuori della "zona pericolosa" e collocati in modo da poter essere prontamente accessibili in caso di emergenza;
3) l'equipaggiamento elettrico portatile e le lampade a mano devono essere di tipo antideflagrante;
4) i motori a combustione interna devono essere di tipo stagno e devono essere allogati in compartimenti chiusi costruiti con materiali incombustibili e mantenuti in sovrapressione.
Art. 39 - Responsabile degli impianti elettrici e motori
Art. 40 - Disposizioni per le unità galleggianti
Art. 41 - Disposizioni per le unità fisse [1]
Art. 42 - Servizio antincendio e piano di emergenza
In ogni unità di perforazione o produzione, se presidiata, il datore di lavoro organizza un servizio antincendio, costituito, quando del caso, da un capo responsabile e da una squadra di emergenza. [1]
La costituzione e le dotazioni della squadra sono determinate dal datore di lavoro. [2]
Il datore di lavoro, per le unità semoventi o navi di perforazione, predispone un piano di emergenza che preveda norme generali di condotta per tutto il personale e particolari incombenze per il personale del servizio antincendio. Il piano deve essere reso pubblico mediante affissione su appositi quadri posti anche nei locali logistici. [3]
1 Comma modificato dall' art. 91, comma 1, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
2 Comma modificato dall' art. 91, comma 2, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
3 Comma modificato dall' art. 91, comma 3, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
Art. 43 - Mezzi antincendio
Art. 44 - Allarme
Art. 45 - Fiamme libere
Nelle zone classificate pericolose a norma dell'art. 37 non è ammesso l'impiego di fiamme libere o di attrezzature che possano produrre fuoco o scintille né l'accumulo di materiali combustibili.
E' ammesso fumare soltanto nei locali riservati al personale e dove non ne sia fatto espresso divieto. Appositi avvisi di divieto devono essere affissi in particolari zone di pericolo permanente.
Art. 46 - Lavori di saldatura e taglio
Art. 47 - Bombole di gas in pressione
Il trasporto, il collocamento, la conservazione e l'impiego di recipienti contenenti gas in pressione, gas liquefatti o sostanze infiammabili in genere devono essere effettuati con l'osservanza delle norme vigenti.
Art. 48 - Comunicazione di incendio
Art. 50 - Monitoraggio degli idrocarburi gassosi [1]
Art. 51 - Monitoraggio dell'idrogeno solforato [1]
Art. 52 - Autorizzazione e modalità di impiego
Art. 53 - Prescrizioni generali
Il datore di lavoro deve prevedere la disponibilità, a seconda delle situazioni, di una camera iperbarica a bordo o di un rapido collegamento con un centro di emergenza dotato di tale attrezzatura. [1]
1 Comma aggiunto dall' art. 97, comma 1, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
Art. 54 - Navi-appoggio
Art. 55 - Impianti radiotelefonici
L'unità di perforazione deve essere dotata di impianti radiotelefonici per il collegamento con la terra ferma, con le navi-appoggio, con gli elicotteri di servizio e con altre eventuali unità di perforazione situate in zona.
Art. 56 - Prescrizioni per l'operatore radio
Art. 57 - Radiofari
Qualora più unità di perforazione siano situate entro un cerchio di quattro miglia nautiche di raggio è consentito che una sola di esse sia munita di radiofaro.
Art. 58 - Unità ferme
Art. 59 - Unità di movimento
Nei pozzi completati, sia nel fondo del mare che in superficie, le attrezzature di produzione devono comprendere una valvola di sicurezza costruita ed installata in modo da interrompere automaticamente l'erogazione, in caso di segnale di alta o bassa pressione nella tubazione a valle.
Art. 61 - Scarichi accidentali
Qualora, malgrado le cautele adottate, si verifichino versamenti accidentali e imprevedibili di sostanze oleose in mare, si dovrà intervenire immediatamente con le misure ed i mezzi più idonei, opportunamente predisposti per contenere, rimuovere o rendere innocue le sostanze inquinanti. A tal fine su ciascuna piattaforma, sulle navi-appoggio ed in terraferma, dovranno essere disponibili le attrezzature e le scorte necessarie per assicurare i necessari interventi, in base alle norme che, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge delegata, saranno emanate con decreto del Ministro della marina mercantile, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato . [1]
1 Le norme di esecuzione previste dal presente comma sono state emanate con D.M. 20 maggio 1982.
Art. 62 - Scarichi non accidentali
detriti di perforazione (cuttings) derivanti da perforazioni eseguite con l'impiego di fanghi a base oleosa o provenienti da strati mineralizzati ad olio, ad eccezione di quelli che siano stati preventivamente sottoposti ad adeguato lavaggio .
E' vietato infine lo scarico in mare di rifiuti solidi non degradabili, quali contenitori, sacchi di plastica, scatolame, bottiglie, ecc.
Art. 63 - Chiusura mineraria dei pozzi
Salvo eccezione autorizzata da quest'ultimo, sentiti i Ministeri della marina mercantile e della difesa-Marina, la parte della tubazione di rivestimento o altra installazione che emerga dal fondo marino deve essere totalmente rimossa.
Art. 64 - Requisiti fisici
Tale requisito per il personale nautico iscritto alla 3ª categoria deve essere accertato mediante visita annuale di controllo a cura dell'autorità marittima e per l'altro personale mediante i controlli medici di cui all'art. 93 e al titolo XVI del decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128, in quanto applicabili.
Art. 65 - Istruzioni al personale
Art. 66 - Elenco del personale
Art. 67 - Protezione individuale
Art. 68 - Servizi logistici
Art. 69 - Accesso a locali inquinati
Art. 70 - Infermeria
Sull'unità di perforazione deve essere sempre presente una persona in grado di prestare i primi soccorsi nonché altre persone in grado di praticare la respirazione artificiale agli infortunati.
Art. 71 - Intervento a bordo di un medico
Art. 72 - Mezzi collettivi
Lo stato di manutenzione dei mezzi stessi deve essere accertato inizialmente e controllato con adeguata periodicità.
Devono essere inoltre disposte le esercitazioni di salvataggio almeno una volta al mese, sotto la responsabilità del comandante o del capo piattaforma. Deve essere in ogni caso assicurato che il personale addetto all'unità di perforazione abbia partecipato almeno una volta ad esercitazioni di salvataggio sull'unità medesima.
Art. 73 - Mezzi individuali
L'unità di perforazione deve avere una dotazione di cinture di salvataggio di tipo approvato, in numero non inferiore al 110 per cento di tutte le persone imbarcate.
Ogni unità di perforazione deve essere provvista di salvagenti anulari, di numero non inferiore a due, muniti di sagola di lunghezza non inferiore a tre volte la altezza del ponte della unità sul livello del mare, posti sui lati dell'unità ed assicurati in modo da consentire un rapido slancio in caso di necessità.
Art. 74 - Emergenza
Art. 75 - Prescrizioni per gli impianti in superficie
1 Comma abrogato dall' art. 103, comma 2, lettera b), D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
Art. 76 - Rinvio
A tutte le piattaforme e strutture di cui al precedente art. 75, presidiate o meno, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 23, 24, 25, 26, 28, 31, 32, 33, 34, 37, 38, 47, 53, 58, 60, 61 e 62.
Alle piattaforme e strutture non presidiate si applicano nei periodi saltuari in cui vi è personale operante a bordo anche gli articoli 44, 45, 48, 64, 66, 67, 68, 69, 71 e 72.
Alle piattaforme e strutture abitualmente presidiate si applicano infine anche le disposizioni di cui agli articoli 8, 30, 35, 36, 39, 44, 45, 46, 48, 50, 51, 54, 55, 56, 57, 64, 65, 66, 67, 69, 70, 71, 72, 73 e 74.
Art. 77 - Operazioni di intervento ai pozzi
IMPIANTI DI PRODUZIONE E CONDOTTE SOTTOMARINE
Art. 78 - Prescrizioni per gli impianti sottomarini
Art. 79 - Condotte sottomarine
Nelle aree in cui sussistano concreti rischi di danneggiamento da parte di ancore, attrezzi da pesca, ecc., le autorità competenti possono richiedere l'interramento, parziale o totale, delle tubazioni.
Per l'installazione delle condotte devono esser osservate le disposizioni del codice della navigazione.
Art. 80 - Protezione delle condotte sottomarine
Analoghi dispositivi di protezione devono essere installati nei collettori, nei separatori ed in genere in tutti gli apparecchi di pressione destinati al trasporto, al contenimento ed al trattamento degli idrocarburi nelle piattaforme di produzione e strutture assimilabili.
Art. 81 - Deroghe
Art. 82 - Adeguamento impianti fissi
Art. 83 - Commissione consultiva
10) da un rappresentante dell'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza del lavoro di cui all'art. 23 della legge 23 dicembre 1978 n. 833, istitutiva del Servizio sanitario nazionale;
12-bis) dal direttore del Servizio per la sicurezza mineraria della Direzione generale delle miniere e da 3 Ingegneri capi dei Distretti minerari. [1]
In aggiunta ai pareri obbligatori previsti negli articoli 81 e 82 la commissione può essere consultata su tutta la materia oggetto delle presenti disposizioni, su richiesta delle amministrazioni interessate e degli uffici da esse dipendenti ed è altresì consultata preventivamente ai fini dell'autorizzazione di cui all'articolo 687 ter del decreto n. 128 del 1959. [2]
1 Numero aggiunto dall' art. 17, comma 1, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
2 Comma modificato dall' art. 17, comma 2, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.
DIFFIDE - DENUNCE - INTERVENTI AMMINISTRATIVI VARI - RICORSI
Art. 84 - Verbali
Il verbale è compilato in doppio esemplare e sottoscritto dal funzionario che lo ha redatto e dalle persone intervenute all'atto. In caso di rifiuto a sottoscrivere, se ne fa menzione. Copia del verbale deve essere trasmessa all'autorità marittima competente.
Art. 85 - Notizia di reato e diffida
Art. 86 - Controllo
Art. 87 - Situazioni di pericolo
Quando l'ingegnere capo non riconosca idonei in tutto o in parte i lavori e le misure di sicurezza progettati, ne dà avviso al direttore ed ordina le misure necessarie, stabilendo anche il termine di esecuzione. In modo analogo provvede in caso di mancata presentazione del piano entro il termine stabilito.
Art. 88 - Ricorso gerarchico
Art. 89 - Sanzioni
Art. 90 - Sanzioni [1]
E' punita con l'arresto da tre mesi a sei mesi o con l'ammenda da lire quarantamilioni a lire quattrocentomilioni la violazione degli articoli 53, 54, 61 terzo e quarto comma, 75 quinto comma, 78 sesto comma e 79 sesto comma in caso di inizio della produzione senza la prescritta autorizzazione; 75 ultimo comma, 78 ultimo comma e 79 ultimo comma in caso di dichiarazione non veritiera, 80.-
1 Articolo modificato dall' art. 26, comma 50, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758, a decorrere dal 26 aprile 1995.
Art. 91 - Sanzioni [1]
E' punita con l'arresto da due mesi a quattro mesi o con l'ammenda da lire quattromilioni a lire centomilioni la violazione degli articoli 24, primo e secondo comma; 26, terzo, quarto e quinto comma; 27, primo, terzo e quarto comma; 35, primo, secondo e terzo comma; 36; 38; 45, primo comma; 46; 50; 51; 52, primo, terzo e quarto comma; 61, primo e secondo comma; 62, primo e secondo comma; 63, secondo comma.
1 Articolo modificato dall' art. 26, comma 51, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758, a decorrere dal 26 aprile 1995.
Art. 92 - Sanzioni [1]
E' punita con l'arresto da un mese a tre mesi o con l'ammenda da lire quattromilioni a lire quarantamilioni la violazione degli articoli 8, secondo comma; 15; 18, primo comma; 19, primo comma; 27, secondo comma; 42, primo e secondo comma; 43; 48; 72, primo, secondo e terzo comma; 73.
1 Articolo modificato dall' art. 26, comma 52, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758, a decorrere dal 26 aprile 1995.
Art. 93 - Sanzioni [1]
E' punita con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da lire ottocentomila a lire ottomilioni la violazione degli articoli 5, terzo comma; 6, primo, sesto e settimo comma; 7, primo comma; 8, ottavo comma; 9, quarto, quinto e sesto comma; 10, ultimo comma; 12; 13; 16, secondo comma; 30; 31; 35, quarto comma; 42, terzo e quarto comma; 44; 55; 57; 58; 59; 62, terzo comma; 68.
1 Articolo modificato dall' art. 26, comma 53, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758 a decorrere dal 26 aprile 1995.
Art. 94 - Sanzioni [1]
E' punita con l'arresto fino a 2 mesi o con l'ammenda da lire quattrocentomila a lire quattromilioni la violazione degli articoli 5, secondo comma; 6, quarto, quinto, e ottavo comma; 7, quinto comma; 8, terzo comma; 9, ottavo e nono comma; 18, secondo comma; 41, primo comma; 42, quinto comma; 45, terzo comma; 56; 65; 70; 71; 72, quarto comma; 74; 75, terzo comma; 78, secondo comma; 79, secondo comma ed ogni altra violazione di precetti stabiliti dal presente decreto non altrimenti sanzionati.
1 Articolo modificato dall' art. 26, comma 54, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758 a decorrere dal 26 aprile 1995.
Pubblicato nella G.U. 26-04-1980, n. 114, Supplemento ordinario
1 Per le norme concernenti la sicurezza e la salute dei lavoratori nelle industrie estrattive, vedi il D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624.

References: Art. 5

Art. 6
 art. 20
 art. 20
 art. 20

Art. 7
 art. 20

Art. 8

Art. 9

Art. 10
 art. 103

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42
 art. 91
 art. 91
 art. 91

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53
 art. 97

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75
 art. 103

Art. 76
 art. 75

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83
 art. 17
 art. 17

Art. 84

Art. 85

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 89

Art. 90
 art. 26

Art. 91
 art. 26

Art. 92
 art. 26

Art. 93
 art. 26

Art. 94
 art. 26