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Timestamp: 2017-01-22 16:36:24+00:00

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⭐Non solo diritto sanitario: dalla medicina primordiale alla tutela della salute
Non solo diritto sanitario: dalla medicina primordiale alla tutela della salute
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Mariangela Bianchini
1 Anche se il presente manuale è stato concepito per fornire informazioni agli operatori della sanità, ai partecipanti ai corsi di aggiornamento, di laurea e di specializzazione in materia sanitaria ed a quanti si propongono di partecipare a concorsi del settore nonché per suscitare in loro riflessioni utili rispetto al ruolo che già svolgono od aspirano a svolgere all interno del sistema sanitario italiano, non vi è dubbio alcuno che la lettura dello stesso da parte della singola persona offre a quest ultima lo spunto per valutare il sistema con un ottica meno aprioristicamente pessimistica e critica e certamente più rispettosa della complessità e delle difficoltà in cui lo stesso si trova ad operare. Il manuale è il frutto dell esperienza maturata dall Autore nel corso dei molti anni (oltre 40) durante i quali, con diversi livelli di funzioni e con ruoli di responsabilità sempre più complessi ed impegnativi, lo stesso ha operato all interno del sistema. Della riferita esperienza come risultante dalle brevi note biografiche comprese nel manuale l Autore ha ricavata la convinzione che il sistema, per migliorarsi, necessiti non solo che lo Stato e le Regioni, nel rispetto delle relative competenze, siano in grado di ottimizzarne tutti gli aspetti (istituzionale, organizzativo, gestionale, finanziario, ecc.) riconducibili alle stesse e che le aziende sanitarie operino avendo come obiettivo il raggiungimento di una reale tutela della salute del singolo ma anche che: - coloro che sono chiamati ad assumere responsabilità strategiche e manageriali all interno delle aziende sanitarie siano scelti sulla base delle oggettive capacità personali possedute, non già di valutazioni esclusivamente politiche/ partitiche, clientelari, parentali od amicali; - gli operatori, indipendentemente dalle funzioni e dal ruolo assolti, siano scelti in base alla professionalità posseduta, si comportino responsabilmente nell agire quotidiano, siano valutati in relazione a criteri meritocratici oggettivi e quindi premiati in coerenza con i risultati di detta valutazione; - il singolo cittadino si renda disponibile ad assumersi la piena responsabilità sia per quanto attiene l adozione di stili di vita corretti che per quanto attiene il ricorso appropriato alle strutture sanitarie anche in conseguenza delle doverose iniziative informative di cui sono tenuti a farsi carico in primis le aziende sanitarie e gli operatori del settore. e 32,00 i.i. Non solo diritto sanitario: dalla medicina primordiale alla tutela della salute Prefazione di Walter Ricciardi Manuale per gli operatori della sanità i partecipanti a corsi di aggiornamento, laurea e specializzazione in materia sanitaria la preparazione ai concorsi del settore sanitario Gianfranco Carnevali, nato nel 1939 a Serravalle di Chienti (MC), è laureato in Giurisprudenza ed ha frequentato il Corso universitario di Perfezionamento in Diritto Sanitario ed il Corso di formazione in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria abilitante allo svolgimento dell incarico di Direttore Generale di Azienda Sanitaria. È coniugato ed ha un figlio. Ha maturato le seguenti esperienze lavorative: dal febbraio 1960: dipendente di Enti mutualistici; dal giugno 1968: Vice Direttore o Direttore Amministrativo di Enti Ospedalieri; dalla fine del 1978 al marzo 1983: responsabile, a seguito di comando presso l Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, dapprima del servizio di assistenza ospedaliera e, con l avvio del SSN, del servizio cui facevano carico le politiche del personale dipendente dalle UU.SS.LL. piemontesi; dal novembre 1980, a parte time, e dall aprile 1983, a tempo pieno: responsabile dei servizi personale ed affari generali e legali e, di norma, coordinatore amministrativo di varie UU.SS.LL.; dal gennaio 1995 al gennaio 2001 direttore generale di Aziende Sanitarie varie (Aziende Ospedaliere di Perugia, Maggiore della Carità di Novara, San Giovanni Battista-Molinette di Torino ed ASL RM C di Roma); dal marzo 2003 al maggio 2004 direttore amministrativo dell ASL di Rieti; dal giugno 2004 al gennaio 2006: direttore generale dell Ospedale Cottolengo di Torino. È stato: - consulente in tema di programmazione sanitaria e di organizzazione di soggetti pubblici e privati; - relatore su argomenti di legislazione/organizzazione sanitaria e di rapporto di pubblico impiego in corsi organizzati da enti e centri di rinomanza nazionale; - docente di diritto sanitario ed economia sanitariaaziendale in corsi universitari di diploma, laurea, specializzazione e master; - componente di gruppi interregionali per l attuazione della legge istitutiva del SSN e di organismi ministeriali e regionali concernenti l organizzazione sanitaria ed il rapporto di pubblico impiego; - direttore di collane e riviste specializzate. Ha sviluppato fin dai primi anni 70 una continua e cospicua attività di: - autore e/o coautore di monografie (15) e pubblicazioni (89) soprattutto in materia sanitaria; - collaboratore con giornali e riviste anche in veste di esperto per la formulazione di risposte a quesiti proposti dai lettori in tema di organizzazione dei servizi sanitari e di rapporto di lavoro.2 A mio figlio Claudio ed in memoria di mia figlia Emanuela e di mio padre Mario3 4 Gianfranco Carnevali L Assistenza sanitaria in Italia Non solo diritto sanitario: dalla medicina primordiale alla tutela della salute Manuale per gli operatori della sanità i partecipanti a corsi di aggiornamento, laurea e specializzazione in materia sanitaria la preparazione ai concorsi del settore sanitario esseditrice5 Gianfranco Carnevali L Autore ringrazia gli amici medici che, gentilmente, si sono resi disponibili a verificare i contenuti del manuale dedicati alla evoluzione della medicina rilevando comunque che la stessa è stata recuperata da testi che ne illustrano la storia. Editore ESSE EDITRICE srl Via Cancelliera, Cecchina (Roma) Tel Fax ISBN Esse Editrice Tutti i diritti sono riservati, la riproduzione anche parziale è vietata L autore ringrazia anticipatamente quanti vorranno fargli pervenire suggerimenti ed elementi da utilizzare per l eventuale stesura di una successiva edizione del manuale al seguente indirizzo di posta elettronica: 46 L assistenza sanitaria in Italia Prefazione Nel corso dei secoli, l assistenza sanitaria è divenuta una materia sempre più complessa. Da un interazione essenzialmente individuale tra medico e paziente si è passati ad un articolazione del lavoro sempre più interprofessionale e multidisciplinare, con il cittadino al centro di una rete di servizi che vedono sempre più operatori, non solo sanitari, ma anche sociali, alternarsi ed integrarsi per garantire una qualità dell assistenza appropriata alle esigenze dei singoli e delle collettività. I mutamenti demografici ed epidemiologici, la continua innovazione tecnologica, le aumentate aspettative della popolazione sono altri elementi importanti di questa crescente complessità. È per questo che il lavoro di Gianfranco Carnevali non solo è straordinariamente efficace e tempestivo nel fornirci uno strumento di comprensione ed approfondimento su una tematica di così grande importanza per la società contemporanea, ma è anche di grande interesse certamente per chi deve, per motivi di studio o di lavoro, avvicinarsi ai temi della programmazione ed organizzazione sanitaria. Il suo lavoro parte, correttamente, da un inquadramento storico dell assistenza, dalle primitive forme di medicina rituale e religiosa alla attuale medicina scientifica, con interessanti approfondimenti, in particolare sull evoluzione dell organizzazione sanitaria nel nostro Paese, arrivando fino all attuale fase di transizione verso un assetto sempre più federale del sistema sanitario italiano. Nella sua analisi, Carnevali sottolinea con grande precisione i diversi passaggi della storia sanitaria contemporanea in Italia, dall istituzione del Servizio Sanitario Nazionale nel 1978, all emergenza delle sue criticità, per molti versi drammatica, all inizio degli anni 90, dalla prima riforma al grande travaglio che attraversa l inizio del nuovo secolo per quanto concerne la 57 Gianfranco Prefazione Carnevali ricerca dei più corretti ed equilibrati assetti istituzionali e finanziari nel rapporto tra Stato e Regioni/Province Autonome. Una parte rilevante del libro è poi dedicata alla aziendalizzazione in sanità di cui l Autore descrive tutti i passaggi giuridici, organizzativi e funzionali sottolineando i pregi ma anche i problemi di un siffatto assetto organizzativo in un contesto culturalmente non ancora perfettamente sintonizzato sui temi dell efficienza gestionale. Una particolare attenzione viene dedicata alle risorse umane che, come noto, costituiscono un elemento essenziale per il buon funzionamento delle organizzazioni sanitarie; l approfondimemto di tale aspetto è certamente significativo solo che si consideri che non vi è dubbio alcuno che mai come in questo periodo gli aspetti formativi, organizzativi e gestionali delle risorse umane in sanità sono al centro di cambiamenti importanti, a volte radicali. Il passaggio da un approccio di tipo passivamente amministrativo ad una attenta gestione delle capacità e del potenziale di ogni singolo operatore sanitario, l attenzione al raggiungimento degli obiettivi operativi piuttosto che il semplice rispetto della norma legislativa, la capacità di gestire il continuo e, in molti casi, vorticoso cambiamento, sono alcune delle tematiche affrontate attraverso analisi sempre approfondite e puntuali. Uno sguardo conclusivo è poi rivolto al personale universitario che svolge funzioni assistenziali; un tema lungamente dibattuto e non ancora risolto, non solo nel nostro Paese, poiché rappresenta un esempio di particolare difficoltà in contesti di per sé, come abbiamo visto, estremamente complessi. Conciliare le esigenze della didattica (formare medici e operatori sanitari) e della ricerca (trovare strumenti sempre più efficaci di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione) con quelle dell assistenza (garantire interventi tempestivi, appropriati, efficaci, efficienti, equi ed umani) è impresa davvero difficile e tuttavia indispensabile se, come auspica Carnevali, alcuni dei requisiti per il successo delle organizzazioni sanitarie sono la disponibiltà di operatori in possesso di adeguata professionalità e il coinvolgimento e la responsabilizzazione degli operatori non solo sull attività rispettivamente prestata ma anche sul raggiungimento della mission aziendale. Altri elementi vanno ricercati nelle capacità manageriali dei dirigenti e nel criterio meritocratico nella loro scelta e valutazione, criteri tanto condivisibili quanto spesso, purtroppo, inapplicati nella quotidiana realtà di molte organizzazioni sanitarie che, proprio per questo, soffrono di elevati livelli di disfunzionalità ed inefficienza. 68 L assistenza sanitaria in Italia Un ultimo accenno, infine, al ruolo che l Autore individua per i cittadini: non più oggetti passivi né pazienti impazienti, ma soggetti attivi nella promozione e mantenimento della propria salute, attraverso scelte informate e responsabili. Questo sarà particolarmente importante per un Paese, come l Italia, caratterizzato da una preponderante morbosità legata a malattie cronico-degenerative, in larga parte correlate a fattori di rischio legati a stili di vita insalubri, il cui carico assistenziale può rapidamente diventare insostenibile se non si agisce tempestivamente sulla prevenzione: primaria, evitando cioè di ammalare attraverso la rimozione dei fattori di rischio, secondaria, intervenendo cioè tempestivamente con diagnosi precoci per evitare l insorgenza clinica e/o l aggravamento della malattia, terziaria, finalizzata a garantire ai soggetti malati una efficace riabilitazione ed una quanto più possibile buona qualità di vita. Senza questo ruolo attivo da parte dei cittadini nessun sistema, anche se vasto e costoso, potrà reggere l impatto di aspettative e costi crescenti. Il manuale di Gianfranco Carnevali va apprezzato in relazione al fatto che oltre a proporci uno spaccato dell evoluzione della medicina dalle sue origini ad oggi, una puntuale descrizione dell organizzazione dell assistenza sanitaria in Italia dall unificazione ai giorni nostri, da una parte prospetta una serie di interventi la cui realizzazione sembra in grado di assicurare a ciascun individuo un sistema sanitario non solo efficiente ed efficace ma anche tempestivo, appropriato, equo ed umano sempre che tutti i soggetti coinvolti (Stato, Regioni, Comuni, Aziende Sanitarie, Manager, operatori di ogni ruolo e livello) ed anche tutti i cittadini assolvano in maniera etica ai compiti di rispettiva spettanza. È anche con contributi come quelli forniti dal manuale che riteniamo possibile, per il nostro Paese, il raggiungimento dell obiettivo, vitale ed irrinunciabile, sancito dall articolo 32 della Costituzione: la tutela della salute quale diritto del singolo ed interesse della collettività. WALTER RICCIARDI Direttore Istituto di Igiene Università Cattolica di Roma 79 Gianfranco Carnevali Indice delle abbreviazioni A.I.D.S. Sindrome di Immuno-Deficienza Acquisita A.N.A.S. Azienda Nazionale Autonoma Strade A.O./A.S.O. Azienda Ospedaliera/Azienda Sanitaria Ospedaliera A.S.L./ A.U.S.L. Azienda Sanitaria Locale /Azienda Unità Sanitaria Locale A.S.U.R. Azienda Sanitaria Unica Regionale A.U.S.L. Azienda Unità Sanitaria Locale C.C.N.L. Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro C.I.P.E. Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica CSM Centro di Salute Mentale CUP Centro Unificato di Prenotazione ddl disegno di legge D.D.T. Dicloro Difenil Tricloroetano/Diclorofenotano D.E.A. Dipartimento di Emergenza ed Accettazione D.L. Decreto Legge Dlgs./Dlvo Decreto Legislativo D.Lgt. Decreto Luogotenenziale D.M. Decreto Ministeriale D.N.A. Desoxyribose Nucleic Acid/Acido desossiribonucleico D.P.C.M. Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri D.P.R. Decreto del Presidente della Repubblica D.R.G./R.O.D. Diagnosis Related Groups/Raggruppamenti Omogenei di Diagnosi E.C.M. Educazione Continua in Medicina E.N.P.A.L.S. Ente Nazionale per la Previdenza e l Assistenza dei Lavoratori dello Spettacolo E.N.P.A.S. Ente Nazionale per la Previdenza e l Assistenza agli Statali GC Governo Clinico/Clinical Governance H.I.V. Human Immunodeficiency Virus I.N.A.D.E L. Istituto Nazionale per l Assistenza ai Dipendenti degli Enti Locali I.N.A.I.L. Istituto Nazionale Assicurazione per gli Infortuni sul Lavoro I.N.A.M. Istituto Nazionale Assistenza Malattie I.P.A.B. Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza I.R.C.C.S. Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico I.S.P.E.S.L. Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro l. legge LEA Livelli Essenziali di Assistenza l.r. legge regionale MST Malattie Sessualmente Trasmissibili OO.PP. Opere Pie P.S.N. Piano Sanitario Nazionale P.S.R. Piano Sanitario Regionale R.D. Regio Decreto R.M.N. Risonanza Magnetica Nucleare s.m.i./smi successive modifiche ed integrazioni S.P.D.C. Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura S.S.N./S.s.n. Servizio sanitario nazionale T.A.C. Omografia Assiale Computerizzata T.B.C. Tubercolosi U.S.L. Unità Sanitaria Locale U.(S).S.L. Unità (Socio)-Sanitaria Locale 810 L assistenza sanitaria in Italia Indice generale 1. Introduzione... pag Origini della medicina... «15 3. Organizzazione ed evoluzione della medicina durante la civiltà romana... «31 4. Organizzazione ed evoluzione della medicina dalla liberalizzazione della professione della religione cristiana (313 d.c.) alla fine del I millennio con riferimento soprattutto al territorio italiano... «39 5. Organizzazione ed evoluzione della medicina dall inizio del II millennio all unità d Italia con riferimento soprattutto al territorio italiano... «43 6. Organizzazione ed evoluzione della medicina dall Unità d Italia alla riforma ospedaliera... «55 7. La riforma ospedaliera... «71 8. La crisi del sistema mutualistico-ospedaliero ed i primi provvedimenti per il suo superamento... «77 9. L evoluzione della medicina a partire dagli ultimi decenni del XX secolo e fino ai nostri giorni... « L istituzione del servizio sanitario nazionale... « Aspetti generali... « Il servizio sanitario nazionale: definizione, finalità e modalità di loro perseguimento... « L Unità sanitaria locale: definizione e competenze... « Gli aspetti istituzionali ed organizzativi delle unità sanitarie locali... « La programmazione sanitaria... « Il sistema di finanziamento... « Il personale dipendente e convenzionato... « Le criticità del primo decennio di applicazione della legge di riforma sanitaria e gli interventi finalizzati al loro superamento... «117 911 Gianfranco Carnevali 12. L aziendalizzazione del servizio sanitario nazionale... « Aspetti generali... « L assetto istituzionale... « L azienda sanitaria: tipologie e livelli di autonomia... « Gli organi dell azienda sanitaria... « Il direttore generale... « Il collegio dei revisori... « Gli organismi di supporto all attività del direttore generale... « L assetto organizzativo... « Le prime disposizioni in materia di accreditamento... « Il nuovo processo della programmazione sanitaria... « Le modifiche al sistema di finanziamento... « La partecipazione e la tutela dei diritti del cittadino... « Gli operatori... « Raffronto tra le scelte effettuate dalla legge n. 833/1978 e quelle effettuate dai decreti legislativi 502/1992 e 517/ « Il completamento del processo di aziendalizzazione e la regionalizzazione del servizio sanitario... « Aspetti generali... « L assetto istituzionale del SSN dopo le modifiche e le integrazioni introdotte nelle normativa preesistente al decreto legislativo n. 229/ « Le innovazioni concernenti la tipologia e l autonomia delle aziende... « Gli organi aziendali in base alla vigente normativa e relativi organismi di supporto... « Il direttore generale: ruolo e modalità di nomina... « Il collegio sindacale... « Gli organismi di supporto all attività del direttore generale... « L atto aziendale... « L organizzazione interna delle strutture aziendali con particolare riferimento all assetto organizzativo dei presidi ospedalieri, dei distretti, dei dipartimenti di preven- 1012 L assistenza sanitaria in Italia zione e delle strutture che svolgono attività di supporto alla direzione strategica ed alle strutture sanitarie... « Il sistema di accreditamento... « La programmazione sanitaria... « La rivisitazione del processo della programmazione... « I piani sanitari nazionali 2003/2005 e 2006/ « Il sistema di finanziamento dopo l emanazione, nell anno 1999, dei decreti legislativi 229 e « Il personale... « La formazione del personale... « Raffronto tra le scelte più significative effettuate dai decreti legislativi 502/1992 e quelle effettuate dal decreto legislativo 229/ « Il rapporto tra servizio sanitario nazionale ed università e le aziende Ospedaliero-universitarie... « Il rapporto ex art. 39 della legge n. 833/ « Il rapporto ex art. 6 del decreto legislativo n. 502/1992, come modificato dal decreto legislativo n. 517/ « Il rapporto ex decreto legislativo n. 517/ « Le aziende ospedaliero-universitarie... « Aspetti generali... « Assetto istituzionale... « Assetto organizzativo... « Finanziamento, controllo e contabilità... « Il personale universitario chiamato allo svolgimento di attività assistenziali... « Considerazioni conclusive... «311 Bibliografia... «321 1113 12 Gianfranco Carnevali14 L assistenza sanitaria in Italia 1 Introduzione La gestione dell assistenza sanitaria in Italia, nonostante gli interventi disposti dal Legislatore a partire dalla legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale (23 dicembre 1978, n. 833) costituisce uno degli argomenti più dibattuti sia tra le forze politiche che tra i livelli istituzionali più direttamente ad essa interessati -cioè Stato e Regioni- sia tra i singoli cittadini che tra le loro rappresentanze sociali e sindacali, sia tra gli esperti del settore che tra i responsabili dei soggetti pubblici e privati del Servizio sanitario nazionale. Ciò nonostante la convinzione del Legislatore di aver data, con la richiamata legge, piena attuazione al dettato costituzionale secondo il quale lo Stato è tenuto da un lato a tutelare la salute come fondamentale diritto dell individuo ed interesse della collettività e da altro lato a garantire cure gratuite agli indigenti. La considerazione esplicitata induce ad approfondire lo status del sistema sanitario, ossia dell assistenza sanitaria, in Italia avendo presente non solo che il Legislatore, con successivi interventi definiti durante l ultimo decennio del secolo da poco trascorso, si è fatto carico prima di avviare e poi di completare il processo di aziendalizzazione e di regionalizzazione del servizio sanitario nazionale disciplinato con la richiamata legge n. 833/1978 ma anche essendo consapevoli della opportunità di procedere previamente alla disamina dell evoluzione che la medicina e quindi l assistenza sanitaria ai malati hanno avuto fin dall antichità. A quest ultimo riguardo procederemo, giovandoci degli approfondi- 1315 Gianfranco Carnevali menti e delle scoperte effettuati dagli studiosi della storia della medicina, a fornire seppure in maniera succinta, nella prima parte del manuale, notizie: - sulle origini della medicina, - sull organizzazione ed evoluzione della medicina durante la civiltà romana, - sull organizzazione ed evoluzione della medicina dalla liberalizzazione della professione della religione cristiana (313 d.c.) alla fine del I millennio, con riferimento soprattutto al territorio italiano, - sull organizzazione ed evoluzione della medicina dall inizio del II millennio all unità d Italia, con riferimento soprattutto al territorio italiano. Successivamente ci faremo carico di approfondire l organizzazione del sistema sanitario ed a riferire dei più rilevanti aspetti dell evoluzione della medicina durante i successivi decenni, avuto presente che alcuni aspetti relativi a quest ultimo periodo assumono particolare rilevanza per comprendere le ragioni su cui si fonda l attuale sistema di tutela della salute nel nostro Paese, al quale peraltro sono dedicati i maggiori e più puntuali contenuti del testo. 1416 L assistenza sanitaria in Italia 2 Origini della medicina L impossibilità ovvero l obiettiva difficoltà di ricostruire scientificamente i primi interventi curativi realizzati dall uomo per rimuovere le cause che alteravano la salute del singolo individuo non ha precluso agli storici di affermare che la medicina, intesa come qualsiasi elemento finalizzato a raggiungere il riferito obiettivo, da una parte ha certamente avuto origine contestualmente all origine stessa dell uomo e, dall altra parte, si è sviluppata attraverso le successive fasi della: - medicina istintiva, - medicina sacerdotale, - medicina magica, - medicina empirica, - medicina scientifica. Al riguardo gli storici, dopo aver osservato che la medicina istintiva comprendeva tutte le modalità con cui l uomo primitivo si opponeva alla malattia ed al dolore (esempio: detersione e disinfezione o, per meglio dire, leccamento delle ferite con la saliva; eliminazione dei parassiti dal corpo; posizionamento non doloroso ovvero il meno doloroso possibile di un arto traumatizzato) hanno affermato che siffatto genere di medicina, praticata nell era preistorica e protostorica, deve essere considerata come l humus da cui hanno tratto origine le sue successive fasi la cui evoluzione è avvenuta in modi, luoghi e tempi diversi andando di pari passo con l evoluzione religiosa, filosofica e culturale dell uomo. A conforto dell affermazione gli storici 1517 Gianfranco Carnevali hanno evidenziato che mentre i popoli occidentali hanno sviluppato una filosofia basata sulla cura esclusiva del corpo e, quindi, dei sintomi della malattia, i popoli orientali hanno sviluppato una filosofia olistica che concepiva il corpo come un tutt uno con lo spirito. Per quanto concerne la medicina sacerdotale, la medicina magica e la medicina empirica, il cui sviluppo si realizzò nell arco di molti secoli, gli storici ritengono che: - la medicina sacerdotale abbia fatto perno sull intervento dei sacerdoti nella credenza -errata- che essi fossero in grado, tramite le preghiere ed i sacrifici offerti alle divinità, di influire positivamente sulle malattie e quindi di agevolare la guarigione da eventi determinati da fenomeni naturali trascendenti ogni possibilità umana. Si riteneva infatti che il dolore, la malattia e la stessa morte fossero provocati da divinità malvagie a ciascuna delle quali andava ricondotto uno piuttosto che un altro evento, per cui spettava ai sacerdoti farsi carico degli interventi riparatori presso i templi loro rispettivamente dedicati. La cura e l assistenza venivano fornite presso i templi da parte dei sacerdoti, cultori della medicina, nella maggior parte dei casi previo pagamento sia delle cure che dei farmaci; - la medicina magica si sia affermata nel momento in cui, constatato il fallimento degli interventi sacerdotali, si verificò il subentro dell uomo mago al sacerdote e, quindi, alle divinità nella credenza -anch essa errata- che la magia fosse in grado non solo di influenzare ma addirittura di comandare i suddetti fenomeni naturali; essa fu praticata da maghi piuttosto che da stregoni, sciamani e guaritori i quali tutti adottarono formule suggestive (purificazioni, esorcismi) per riconciliare il malato con l essere sovrannaturale ritenuto causa della malattia; - la medicina empirica, si sia sviluppata progressivamente durante le fasi della medicina sacerdotale e di quella magica. La stessa, secondo alcuni storici, ebbe origine dal momento in cui fu riconosciuta ai sacerdoti di grado inferiore la possibilità di curare i pazienti con l uso esclusivo di erbe e piante medicinali, anche esse in quanto dovute agli dei, mentre i sacerdoti di rango maggiore conservarono la prerogativa di soggetti in grado di ottenere le guarigioni tramite le preghiere ed i sacrifici. In realtà la medicina empirica permise di realizzare, a fronte di alterazioni omogenee dello stato di salute, interventi terapeutici uguali. Gli interventi, anche se basati su correlazioni -spesso errate- tra sintomo e malattia nonché tra strategia terapeutica ed effetto della stessa, 1618 L assistenza sanitaria in Italia suggerirono la formulazione di nuove ipotesi e, conseguentemente, di nuovi interventi terapeutici che, pur utilizzando mezzi inadeguati, portarono comunque ad un miglioramento della prognosi; - la medicina scientifica, si sia sviluppata dal momento in cui alla medicina empirica si affiancarono le prime osservazioni che portarono alla formulazione delle diagnosi -cioè al riconoscimento delle malattie partendo dai sintomi- da utilizzare per definire il tipo di cura per affrontarle; nasceva così il concetto di clinica, elemento cardine della medicina, che è tuttora in continua evoluzione. In merito alle riferite fasi evolutive della medicina sembra possibile azzardare che gli storici abbiano provveduto alla classificazione avendo riguardo non a tutti gli stati patologici ma esclusivamente alle malattie per la cura delle quali era necessario stabilire le origini (diagnosi) onde decidere con quali strumenti intervenire per rimuoverle. Dalle e affermazioni fatte dagli storici si evince ulteriormente che: - i popoli primitivi considerarono la malattia come un evento sovrannatuarale ovvero come un accidente più o meno casuale, comunque naturale, che era solo in parte condizionabile dal soggetto portatore della malattia piuttosto che da altri soggetti, riuscendo in tal modo a stabilire una prima connessione tra la singola malattia e la relativa sede; - la medicina primordiale ebbe una forte evoluzione in epoca classica dopo che fu sviluppata una prima classificazione delle malattie e dei relativi rimedi e fu dato l avvio alla formazione di soggetti in grado di fare una corretta diagnosi delle prime e di applicare i secondi; - alla medicina primordiale subentrò, con il passare dei secoli, la medicina di tipo naturalistico che fu praticata da soggetti che, pur confidando ancora nei benefici dell azione suggestiva, curavano i malati dopo aver formulato le prime diagnosi e, conseguentemente, praticarono i primi interventi chirurgici e/o utilizzarono sostanze con poteri farmacologici, prima di tutte le erbe. Gli approfondimenti effettuati dagli storici fanno risalire le prime testimonianze sulla pratica della medicina in Cina. Infatti in tale contesto territoriale, già intorno al 3600 a.c., risultava praticata la medicina empirica e, già intporno al 2800 a.c., era stato compilato il Nei Ching cioè il Canone della medicina nel quale erano contenute accanto a nozioni di anatomia e fisiologia umane, nozioni sulla pratica dell agopuntura e dei massaggi nonché sui quattro fondamenti (inchiesta, osservazione, ascoltazione e palpazione del polso) della semiologia 1719 Gianfranco Carnevali (oggi nota come semeiotica). Per gli storici, intorno all anno 1200 a.c., fu praticata una prima forma di vaccinazione contro il vaiolo consistente nella insufflazione nasale di crosta di pustola vaiolosa seccata e polverizzata ed ebbe particolare sviluppo la farmacologia, certamente la più evoluta tra quelle utilizzate da tutte le medicine antiche, come dimostra il raggruppamento dei farmaci in cinque distinte categorie (erbe - alberi - insetti, molluschi ed uccelli - minerali - grani) e la profonda conoscenza non solo delle piante medicinali ma anche dell azione terapeutica di alcuni minerali (esempio: arsenico per le malattie veneree e solfato di sodio come purgante) e di alcuni organi animali (esempio: tiroide pestata di pecora per curare il gozzo ed il cretinismo). Con riferimento alla medicina cinese va rilevato in particolare che: le metodiche indicate nel Nei Ching per l esecuzione dell agopuntura e dei massaggi vengono tuttora applicate senza sostanziali variazioni; all utilizzo del polso, quale elemento diagnostico, fu attribuita con l andar del tempo particolare importanza per stabilire l evoluzione delle malattie; la farmacologia comprendeva oltre 2000 preparati molti dei quali sono ancora usati nelle moderne terapie; i cinesi provvidero per primi alla definizione del ruolo del medico nonchè dei suoi compiti e limiti. Infatti i medici, inizialmente suddivisi in medici di Corte e medici comuni, a partire dalla fine del XII secolo a.c. vennero suddivisi, in seguito all avvento delle prime specializzazioni, in cinque categorie ciascuna delle quali aveva competenze diverse e precisamente: 1. il medico principale, cui spettava esaminare le attitudini dei colleghi e stabilire il loro campo di interesse, 2. il medico dietista, cui spettava indicare il tipo di cibo di cui il malato doveva fare uso, 3. il medico delle malattie semplici, cui spettava trattare le patologie mediche, 4. il medico delle ulcere, cui spettava trattare le patologie chirurgiche, 5. il medico degli animali, cui spettava curare gli animali e che, per questo, possiamo equiparare al veterinario dei nostri tempi. Con riferimento all agopuntura, all erboristeria e, più in generale, alla medicina cinese va riferito che mentre in Italia la stessa sembra prendere sempre più piede, in Cina cominciano a sorgere dubbi sulla sua validità. L affermazione si fonda da un lato sul fatto che, recentemente, un gruppo di scienziati cinesi ha proposta l eliminazione dalla Costituzione delle di- 1820 L assistenza sanitaria in Italia sposizioni che garantiscono pari dignità alla riferita millenaria medicina nei confronti della medicina attualmente praticata soprattutto in occidente, da un altro lato dal fatto che negli ultimi decenni il numero dei medici cinesi formatisi sulla medicina antica si è ridotto di circa il 50% e rappresenta ormai solo il 15% dei laureati complessivi ed infine da un ulteriore lato dal fatto che i medici cinesi più giovani e che abitualmente esercitano nelle metropoli praticano quasi esclusivamente la medicina occidentale considerando quella praticata dagli antenati una semplice superstizione. Ulteriori testimonianze sulla pratica della medicina a partire all incirca dall inizio del terzo millennio a.c. sono state rinvenute in Mesopotamia, Egitto ed India. In particolare gli storici affermano che: - in Mesopotamia, tra il 3000 ed il 2000 a.c., si sviluppò una medicina magico-teurgica che subì l influenza delle varie popolazioni di volta in volta dominanti (sumeri, accadici, babilonesi ed assiri); essa fu pervasa da un buon grado di empirismo che prevedeva tra le varie modalità terapeutiche anche l uso delle piante nel presupposto che la divinità del bene, Aura Mazda, si era fatta carico di creare almeno una pianta per guarire ogni tipo di malattia. Inizialmente la medicina fu praticata nel tempio ed affidata a tre categorie di sacerdoti e cioè ai sacerdoticlinici (dediti all eziologia, alla diagnosi ed alla prognosi della malattia), ai sacerdoti-esorcisti (capaci di scacciare i demoni responsabili della malattia) ed infine ai sacerdoti-guaritori (dediti alla cura del malato con l utilizzo dei farmaci). Ai sacerdoti subentrarono in un primo tempo i medici sumeri che, per scacciare le malattie e per impedire le infezioni delle ferite o comunque per ridurne il numero o la gravità, oltre a praticare riti magici praticarono medicazioni e cataplasmi a base di sale come antisettico e di salnitro come astringente ed, in epoche successive, medici appartenenti alle altre popolazioni che di volta in volta dominarono nella regione. Il maggiore sviluppo della medicina si ebbe con il dominio assiro-babilonese (XVIII-IV secolo a.c.); infatti durante il citato periodo storico la medicina nata come teurgica - laddove la malattia era considerata un castigo divino- evolve in una prima fase verso la medicina magica attraverso l uso, a scopo terapeutico, di formule magiche ed esorcismi e successivamente verso la medicina empirica tramite la realizzazione per lo più delle modalità terapeutiche e degli interventi chirurgici riportati e descritti nel codice di Hammurabi. Il testo comprende anche norme deontologiche, i compensi da richiedere per la singola prestazione erogata e le pene per i 19 Vedere altro
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References: articolo 32
 art. 39
 art. 6
 art. 4
 Art. 32
 art. 47