Source: http://www.thepuchiherald.com/2009/06/10/il-brontolone-internet-e-di-destra-o-di-sinistra/
Timestamp: 2017-07-21 18:59:42+00:00

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Il brontolone: Internet è di destra o di sinistra? | The Puchi Herald Magazine
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Il brontolone: Internet è di destra o di sinistra?	antonio.ierano@ierano.it	06/10/2009	Editoriali in Italiano, Editorials, My Best Articles, Sic Transit Gloria Mundi	Vecchio Post su PostOffice2
Apriti cielo, anche i più duri e puri tra gli esperti di informatica si sono lanciati in spericolate ed arzigogolate analisi riguardo i pro o i contro, e soprattutto su cosa ci fosse sotto. In realtà poco di nuovo sotto la cenere, la esigenza di mettere in sicurezza un sistema operativo è una cosa di tutti i giorni, il malware attuale può colpire chiunque anche in relazione al fatto che non si fa sempre riferimento a vulnerabilità di sistema operativo ma a quel mondo di potenziali buchi che è lo strato applicativo delle nostre amate macchine. Browser, messengers, servizi vari ci espongono a rischi che vanno da possibili attacchi di social engineering a vere e proprie infezioni. Si pensi d esempio agli ultimi attacchi indirizzati a Firefox (anche di questo trovate ampia letteratura nel mio blog ) o alle compromissioni di siti pubblici. Allora perché tanto ardore nel difendere o presentare questa o quella visione?
Direi che la questione più che tecnica appartiene alla sociologia, si abbandonano i confronti razionali per indossare quelli più confortevoli della appartenenza ad un gruppo, allora scelte ed esperienze personali diventano il metro universale della realtà. Caratteristica tipica di questo atteggiamento è il perenne ed infinito scontro tra i linuxisti e i sostenitori Microsoft (ma ne esistono?). I primi forti di, nella maggior pare dei casi, un know how particolarmente elevato sulla piattaforma considerano le loro capacità come il metro minimo di giudizio per valutare le capacità di intervento ed uso, cosi il dover ricompilare un kernel per far funzionare un driver è considerato la norma, e non l’eccezione, e l’interfaccia grafica (orrore) uno strumento per sottosviluppati mentali. (ok lo so sono generalizzazioni un poco da macchietta, ma pensateci quando fate un discorso con un esperto Linux) I secondi invece demandano al sistema (?) tutto il loro know how, nel senso che non si pongono il problema di capire cosa e perché ma limitano la loro esperienza sensoriale alle interfacce più rapidamente raggiungibili [wizard miei cari wizard]. Inutile dire che la verità non risiede ne da una parte ne dall’altra, i sistemi si dividono in ben amministrati e gestiti o male amministrati e gestiti. Fare una scelta in luogo di una altra rientra, almeno dovrebbe , nel quadro di una analisi costi benefici in cui rientrano parametri come: il costo totale; il costo manutentivo; il livello di know how occorrente; la sostituibilità di tale know how anche in termini di risorse umane; una corretta analisi tecnica e cosi via.
Da anni in Italia (paese, come noto, di poeti santi e navigatori) si preferisce pensare ad internet come luogo di brutture inenarrabili piuttosto che ad uno strumento di diffusione di contenuti e di comunicazione. Questo è uno dei pochi atteggiamenti bipartisan della cultura italiana; di fronte a mostruosità come la condanna di un blogger per il reato di "stampa clandestina" vi è stato un unanime quanto fermo silenzio delle idee, a parte un sussulto di dignità della "Stampa" che ha riportato la cosa. Analogamente sono passati sotto silenzio, o con commenti che vanno tra il ridicolo e l’imbarazzante da parte delle fonti di informazioni ufficiali, tentativi reiterati di regolamentare con strumenti tecnicamente inadatti un mondo tecnologico complesso, si pensi al non ancora decaduto tentativo di imporre la registrazione al ROC dei blog o ad alcune ridicole idee tipo dare ip unico per motivi "di sicurezza" (in Ipv4 è impossibile). Per non parlare poi del diritto di autore, qualcuno ricorda la tassa sulle memorie di massa? [che paghiamo ancora tra l’altro, ndr]
Trovo curioso che se da un lato la assoluta mancanza di analisi critica e storica sia una costante (leggi liberticide in termini di comunicazione su internet sono assolutamente bipartisan, vedi, appunto, il ROC) dall’altro si trova sempre di più la assoluta mancanza della analisi tecnica. Si può criticare la condanna di un blogger per "stampa clandestina" per motivi tecnici giuridici, oltre che per motivazioni politiche inerenti alla necessità ed al diritto dovere di garantire a tutti il diritto di esprimersi. Ma la critica non è di per se ne di destra ne di sinistra (o di centro) e può essere avanzata indipendentemente dalla divisa politica o di appartenenza di gruppo, con una sola osservazione, la critica è l’esatto opposto della omologazione.
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