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Timestamp: 2019-09-20 03:34:12+00:00

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Art. 2407 codice civile - Responsabilità - Brocardi.it
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Articolo 2407 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2407 Codice civile
I sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalità e la diligenza richieste dalla natura dell'incarico; sono responsabili della verità delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio (1).
Essi sono responsabili solidalmente [1292] con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato (2) in conformità degli obblighi della loro carica [2409, 2449].
All'azione di responsabilità contro i sindaci si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 2393, 2393 bis, 2394, 2394 bis e 2395 [2364, n. 4, 2434, 2632].
(1) Il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza i sindaci è posto in analogia al rispetto della riservatezza dei dati appresi in ambito sociale.
(2) La responsabilità dei sindaci per il loro illegittimo comportamento omissivo sussiste ove sia accertata la causalità tra il comportamento illegittimo e le conseguenze che ne sono derivate.
La ratio della norma è comune a quella della responsabilità degli amministratori (v. art. 2392), infatti estende anche ai sindaci l'azione individuale di responsabilità prevista per gli amministratori dall'art. 2395.
Spiegazione dell'art. 2407 Codice civile
La responsabilità dell'organo di controllo può essere esclusiva e direttamente collegata alla violazione di obblighi e doveri inerenti la funzione di controllo, ovvero indiretta e concorrente, scontando in tal caso una condotta pregressa o concomitante degli amministratori e derivando dall'omissione, da parte dei sindaci, della vigilanza richiesta dagli obblighi della loro carica.
La condotta dei sindaci è misurata secondo il parametro della professionalità e diligenza richieste dalla natura dell'incarico.
La responsabilità concorrente dei sindaci con gli amministratori presuppone:
a) la condotta illecita degli amministratori;
b) l'omesso adempimento di un obbligo di controllo gravante sui sindaci;
c) un pregiudizio patrimoniale;
d) il nesso di causalità fra la condotta omissiva dei sindaci e il danno patito dalla società o dai terzi.
La condotta omissiva dei sindaci può consistere nel mancato accertamento della situazione anomala.
La responsabilità concorrente dei singoli sindaci ai quali sia imputabile l'omissione ha carattere solidale tanto nei rapporti con gli amministratori quanto nei rapporti fra i sindaci stessi.
Di conseguenza l'azione di responsabilità può essere proposta anche contro uno solo dei sindaci, senza che sia necessario chiamare in giudizio anche gli altri.
L'obbligazione risarcitoria dei sindaci costituisce debito di valore.
In conformità alle regole sulle obbligazioni solidali, la rinuncia all'azione nei confronti degli amministratori libera i sindaci, salva l'espressa riserva del diritto a perseguire questi ultimi.
Massime relative all'art. 2407 Codice civile
Cass. civ. n. 2538/2005
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2538 del 8 febbraio 2005)
Cass. civ. n. 2624/2000
La responsabilità concorrente dei sindaci di una società per azioni per i comportamenti illegittimi degli amministratori ex art. 2407, secondo comma, c.c., è modellata su quella degli amministratori medesimi. Pertanto, essi possono essere chiamati a rispondere, in via solidale con questi ultimi, dei danni cagionati non solo alla società o ai creditori sociali, ma anche ai terzi, o a singoli soci, da fatti od omissioni attribuibili agli amministratori, tutte le volte in cui non abbiano adeguatamente vigilato in conformità agli obblighi della loro carica. Ne consegue che la responsabilità dei sindaci è configurabile, ove ad essi sia addebitabile una tale omissione, anche in caso di violazione, da parte degli amministratori, del divieto, posto dall'art. 2449, primo comma, c.c., di intraprendere nuove operazioni in presenza di una causa di scioglimento della società.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2624 del 8 marzo 2000)
Cass. civ. n. 9252/1997
In una società per azioni, se il difetto di controllo sindacale ha reso possibile la tenuta non regolare della contabilità, la quale, a sua volta, ha precluso l'esatta rappresentazione della situazione economica alla chiusura dell'esercizio annuale, consistente nella perdita totale del capitale, deve ritenersi verificato lo scioglimento della società a norma dell'art. 2448, primo comma, n. 4, c.c. (salva l'adozione da parte dell'assemblea — mancata per la suddetta ragione — di una delle deliberazioni consentite dall'art. 2447 c.c. come alternative alla liquidazione), con il conseguente divieto per gli amministratori di intraprendere nuove operazioni. In siffatta ipotesi, proseguita illegittimamente la gestione da parte degli amministratori, conseguendone un danno per la società consistente in perdite, sussiste la responsabilità dei sindaci per il danno da essi non evitato in violazione dei doveri istituzionali.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 9252 del 17 settembre 1997)
Cass. civ. n. 5444/1991
La responsabilità dei sindaci di una società, prevista dall'art. 2407, secondo comma, c.c., per omessa vigilanza sull'operato degli amministratori, ha carattere solidale tanto nei rapporti con gli amministratori, quanto nei rapporti fra i sindaci stessi.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 5444 del 15 maggio 1991)

References: Articolo 2407

Articolo 2407
 art. 2392

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 2407
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
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