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Timestamp: 2019-03-25 18:25:39+00:00

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Spesa pubblica | eticaPA
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Lettera di oggi della Commissione europea al Governo italiano
Pubblichiamo qui sotto la lettera di oggi della Commissione Europea al Ministro Tria, a firma Valdis Dombrovkis e Pierre Moscovici, contenente le prime osservazioni sulla manovra finanziaria in corso. Continua a leggere→
Pubblicato in Europa, Home, Manovre finanziarie, PA e Politiche pubbliche, Spesa pubblica	| Contrassegnato lettera Unione Europea all'Italia 18 ottobre 2018, Manovra governo giallo-verde Commissione europea, Moscovici lettera all'Italia
Inserito il 12 agosto 2018
VEDI ORA QUI MEGLIO IL TESTO DEFINITIVO
Il sito web della Camera non ha pubblicato ad oggi il testo e la relazione illustrativa della proposta di legge n. 1071 del 6 agosto 2018 a cura dei deputati Francesco D’Uva (M5S) e Riccardo Molinari (Lega). Quello che presentiamo in anteprima, pertanto, è un testo che non ha carattere di ufficialità, Continua a leggere→
Pubblicato in Amministrazioni pubbliche, Corte Costituzionale, Dibattiti e polemiche sulla Pubblica Amministrazione, Home, Legislazione previdenziale, Previdenza e welfare, Spesa pubblica	| Contrassegnato 5 stelle e lega proposta di taglio pensioni d'oro, D'UVA e Molinari proposta taglio pensioni d'oro, pensioni d'oro testo proposta di legge n 1071 dell'agosto 2018, proposta di legge n. 1071 del 6 agosto 2018
Antonella Crescenzi, economista, già dirigente MEF responsabile dei documenti di programmazione economica nazionale, ha presentato ieri il suo ultimo lavoro: “La lepre e la tartaruga”. Il libro accompagna il lettore lungo un percorso a direzione inversa: dal 1945 al 1992 il processo di “convergenza” dell’economia italiana rispetto ai Paesi più avanzati (U.S.A., Inghilterra, Francia) e dal 1992 in avanti il processo inverso di “divergenza” Continua a leggere→
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Inserito il 30 giugno 2018
La recente Relazione annuale della Banca d’Italia riporta fra l’altro la distribuzione dei 2.236 miliardi di euro di debito pubblico fra i soggetti che tale debito detengono. Poco meno del 75% di tale debito è in mani italiane e ciò smentisce una delle tante “vulgata” raccontate per disorientare il giudizio dell’opinione comune:Il grosso del nostro debito pubblico non è in mano a “multinazionali” straniere. Continua a leggere→
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Inserito il 19 maggio 2018
Gli investimenti in opere pubbliche (ed in infrastrutture in genere) costituiscono in tutti gli Ordinamenti statuali uno dei segnali più evidenti e concreti della presenza dello Stato nel sistema economico: senza buoni investimenti il sistema economico langue e deperisce. In questi giorni si sono susseguiti molti articoli di stampa – vedi una rassegna sul sito http://www.sbloccacantieri.it – Continua a leggere→
Pubblicato in Amministrazioni pubbliche, Contributi qualificati, Dibattiti e polemiche sulla Pubblica Amministrazione, Home, PA e Politiche pubbliche, Spesa pubblica	| Contrassegnato Comuni non sanno fare gli appalti, opere pubbliche bloccate, Sabino Cassese infrastrutture investimenti
Un sano e doveroso esercizio di studio e’, o dovrebbe essere, il confronto fra gli istituti giuridico-istituzionali del nostro Paese con quelli esistenti nelle democrazie a noi più vicine. Nella materia del controllo dei bilanci pubblici, la ricerca ancora sostanzialmente attuale del Servizio studi del Senato, che qui sotto riproponiamo, descrive sinteticamente le caratteristiche, i soggetti competenti e l’area di operatività degli omologhi della Corte dei Conti italiana in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna e Stati Uniti. Continua a leggere→
Pubblicato in Bilanci pubblici, Controlli e valutazione, Home, Politiche pubbliche, Scenari internazionali, Spesa pubblica	| Contrassegnato bilanci pubblici in europa, controlli sui bilanci pubblici in Europa ed U.S.A., Corte dei Conti Francia Germania Inghilterra Spagna
I pagamenti dello Stato alle imprese private – Chi fa i titoli a La Repubblica?
E’ comparso su “La Repubblica” dello scorso 2 gennaio 2018 un articolo di Marco Ruffolo, molto ben documentato sulla situazione attuale dei tempi di pagamento alle imprese delle somme ad esse dovute da parte delle pubbliche amministrazioni. Il tema è di rilevanza primaria per lo stato del nostro sistema economico perchè i ritardati od omessi pagamenti alle imprese possono produrre nei casi più gravi anche licenziamenti e fallimento delle stesse. La tematica fu di stretta ed infuocata attualità 6 anni fa, ai tempi del governo Monti. Continua a leggere→
Pubblicato in Controlli e valutazione, Home, Politiche pubbliche, Spesa pubblica, Statistiche della Pubblica amministrazione	| Contrassegnato pagamenti delle amministrazioni pubbliche alle imprese, tempi dei pagamenti alle imprese
Il tema cui ci si riferisce non è quello della raccomandazione in un ufficio pubblico ricevuta da una persona educata, bensì una materia per la quale Richard H. Thaler ha ricevuto giorni fa il premio Nobel per l’economia. Continua a leggere→
Pubblicato in Amministrazioni pubbliche, Buone pratiche, Economia, Home, PA e Politiche pubbliche, Spesa pubblica	| Contrassegnato Economia comportamentale executive Order di Obama, Teria del Nudge nelle amministrazioni pubbliche, Thaler il nudge e la pubblica amministrazione italiana
Un articolo apparso su Il Sole 24 ore di ieri 10 ottobre 2017, a firma Gianni Trovati, delinea il quadro finanziario dei contratti collettivi nazionali dei quattro comparti del pubblico impiego, la cui definizione viene prevista entro la fine di quest’anno. Continua a leggere→
Pubblicato in Amministrazioni pubbliche, Bilanci pubblici, Costi della PA, Home, Manovre finanziarie, Spesa pubblica, Statistiche della Pubblica amministrazione	| Contrassegnato CCNL dipendenti pubblici 2017, costo del lavoro pubblico oneri contrattuali 2017
La ripresa dei negoziati per i CCNL dei lavoratori pubblici: l’atto d’indirizzo per la riapertura dei tavoli di contrattazione
Inserito il 12 luglio 2017
Pubblichiamo il primo atto ufficiale che segna l’avvio della contrattazione nazionale dei lavoratori pubblici dopo circa sette anni di stop. L’autore dell’attto d’indirizo è il diparrtimento della funzione pubblica Continua a leggere→
Pubblicato in Amministrazioni pubbliche, Home, Politiche pubbliche, Spesa pubblica	| Contrassegnato atto d'indirizzo CCNL 2016 2018, dipartimento funzione pubblica ARAN contratto 2016 2018, impiego pubblico CCNL 2016 2018
Piccolo riassunto dei nuovi poteri dell’agenzia delle Entrate-riscossione
Inserito il 21 maggio 2017
Come noto, Equitalia é stata soppressa (vedi testo coordinato del D.Legge n. 193/2016 come convertito nella Legge n. 225/2016- clicca qui ) e le sue funzioni sono ora accorpate a quelle dell’Agenzia delle Entrate. Col 1° luglio 2017 quest’ultimo sostituirà Equitalia con poteri di indagine e capacità investigativa spiegabilmente potenziata. Continua a leggere→
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Le legge sugli appalti pubblici scritta in modo barbaro.
Inserito il 23 luglio 2016
Vecchi dirigenti pubblici di carriera, quali noi siamo, avvampano d’imbarazzo al pensiero che un testo di legge – predisposto negli uffici di un Ministero e consegnato, prima ai responsabili politici e istituzionali, poi alla Gazzetta ufficiale – possa essere infarcito con ben 181 refusi, fra quali anche errori di ortografia. Continua a leggere→
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Inserito il 31 maggio 2016
Pubblichiamo gli atti del seminario tenutosi nel maggio 2016 presso la SVIMEZ sulla’”Analisi delle politiche pubbliche e controllo di gestione“. Promosso da Manin Carabba, presidente onorario della Corte dei Conti, con relazione introduttiva del prof. Bruno Dente: i discussant erano Giorgio Macciotta, Paolo De Ioanna, Antonio La Spina, Nino Zucaro, Giuseppe Beato, Mita Marra, Dario Ciccarelli. Continua a leggere→
Pubblicato in Amministrazioni pubbliche, Bilanci pubblici, Contributi qualificati, Controlli e valutazione, Home, Piani industriali, missioni e programmi, performances, indicatori di qualità, Politiche pubbliche, Spesa pubblica	| Contrassegnato Manin Carabba politiche pubbliche svimez, svimez atti del seminario 2016 sulle politiche pubbliche, valutazione delle performance giuseppe beato, valutazione politiche pubbliche Bruno Dente
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L’Osservatorio statistico dell’INPS sulla certificazione di malattia ha fornito diverse informazioni sulla dimensione del fenomeno – si veda l’articolo pubblicato su “La Repubblica” dello scorso 26 novembre. Fra le informazioni acquisite, meritano attenzione sopratutto queste due: a) quasi un terzo dei malesseri si concentrano nella giornata del lunedì (fenomeno palpabile per chi vive a Roma in relazione allo scarso traffico generalmente esistente in tale giornata); b) Il numero medio di giorni assenza medio di malattia di un lavoratore pubblico (10,5 gg.) é doppio di quelli di un lavoratore privato (5,67). Così é.
Le malattie dei lavoratori – La Repubblica 26 novembre 2015
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L’Italia dell’Alitalia – il riepilogo di una storiaccia e una possibile morale.
La recente condanna penale di Franceso Mengozzi, ad di Alitalia dal 2001 al 2004 e di Giancarlo CIMOLI, Presidente e ad dal 2004 al 2008 – vedi qui – rispettivamente a 5 e 8 anni di reclusione e al risarcimento alle parti civili di 355 milioni di euro derivanti dal reato di bancarotta induce a qualche riflessione su una parte di storia industriale del nostro Paese.
Va ricordata, innanzi tutto, la natura giuridica “bifronte” che ha avuto Alitalia, la sua dirigenza e il suo personale fino al 2008, quando è fallita: azienda formalmente privata, ma pienamente in mano pubblica (azionista unico il MEF), una “partecipata” si dice oggi. Questa modalità di governance – che ebbe momenti di vera “gloria” nell’IRI di Alberto Beneduce e nei tre decenni successivi alla seconda guerra mondiale – entrò in crisi profonda negli anni ’80, quando i vecchi “enti pubblici economici” che la componevano divennero terreno di caccia di vere e proprie scorribande politiche, nonché collettori di tangenti e di malaffare. Le privatizzazioni degli anni ’90 e la modifica della loro natura giudica in “aziende private” di proprietà dello Stato non mutò in molti casi la sostanza di queste storture: rimase nel management, nei sindacati, nel personale e, naturalmente, nei politici l’idea di fondo che le risorse dello Stato avrebbero comunque garantito la sopravvivenza dell’azienda, delle sue storture organizzative e dei suoi privilegi (vedi in questo senso l’illuminante ricostruzione di Alberto Statera su “La Repubblica” del 30 sett 2015 e un’altra completa ricostruzione dell’epoca sulla cattiva gestione pubblica – vedi qui). Con la proterva sicurezza di tutti i players all’epoca in campo che “oggi va bene così” e al domani ci avrebbe comunque pensato qualcun altro. Il risultato, a tutto il 2008 – anno del fallimento – fu un costo per l’erario di 13 miliardi di euro – fra capitalizzazioni e debiti ripianati – dall’anno 1989 in cui fu quotata in borsa fino al 2007, un deficit da ripianare a tutto il 2008 di 3 miliardi di Euro (sui quali la Procura ella Corte dei Conti – non a caso giudice patrimoniale e contabile delle società private finanziate dallo Stato – ha instaurato nel 2013 causa per danno erariale – vedi qui), 7000 esuberi su 20.000 dipendenti dell’epoca, tradottisi in spesa aggiuntiva per ammortizzatori sociali per circa 1,2 miliardi di euro (vedi articolo di Tito Boeri su La Repubblica.it del 2 gen 2009).
I fatti successivi sono noti: 1) nel 2008, rottura del patto con Air France KLM – già approvato dal cda – col quale quest’ultima si accollava tutti i debiti dell’azienda e prevedeva solo 1.300 esuberi attraverso un piano che non rinunciava alle rotte intercontinentali, come poi avvenuto, ma puntava a un’integrazione delle tre “case madri” su un programma di presenza globale su tutte le rotte internazionali; 2) difesa “dell’italianità” di Alitalia attraverso la costituzione di un’azienda privata – La CAI Alitalia – affidata a imprenditori privati “patrioti” guidati da Roberto Colannino,Giancarlo Elia Valori, Salvatore Ligresti, Francesco Bellavista Caltagirone, Emilio Riva, con acquisizione di tutte le risorse della vecchia Alitalia, che fu lasciata fallire (vedi su queste vicende gli articoli de La voce.info) ; 3) misero fallimento della vicenda CAI – vedi riepilogo nell’articolo di Oscar Giannino del 14 apr 2014 – conclusosi con la cessione nel 2014 del 49% della proprietà alla Ethiad, compagnia degli emirati arabi con sede ad Abu Dabhi. Con buona pace dell”italianità” sbandierata 5 anni prima.
Recitano in questo dramma trentennale troppe figure di dirigenti pubblico/privati di primo piano perché ciò non faccia sorgere seri dubbi sulla qualità complessiva di un’intera generazione di top manager ( come non ricordare i casi Parmalat, Cirio e la stessa FIAT, sull’orlo del fallimento prima dell’arrivo dall’italo-canadese Marchionne). Ne escono malissimo anche i sindacati, persi nella difesa dell’esistente, senza “se” e senza “ma”. Domina su tutto una politica miope, che punta su personaggi impresentabili (Giancarlo Cimoli, quando fu nominato a.d. Alitalia, era reduce da una pessima gestione delle Ferrovie dello Stato). Tuttavia, l’aspetto più significativo di questa, come di altre vicende consimili, ci pare il continuo colludere fra politici e manager di fiducia, con un incrocio di patti nascosti e di favori che tutto hanno garantito, fuorché la tutela dell’interesse generale del Paese. Ci pare necessario evidenziare questo aspetto in un frangente nel quale il “modello ideale” del manager pubblico viene proposto da troppi critici come fedele riproduzione del manager privato (vedi qui di Carlo Mochi Sismondi “Una dirigenza a rischio?”), legato al suo “capo” solo da legami fiduciari e portatore di sole “capacità manageriali“. Invece, proprio la storia di tanti manager “bifronte” pubblici/privati ci dovrebbe insegnare che un legame politica/dirigente basato sul solo rapporto fiduciario si traduce quasi sempre nelle aziende pubbliche (oppure private ma di proprietà pubblica) nell’affievolimento dei meccanismi di garanzia della tutela dell’interesse generale della collettività.
La riproposizione – su cui sempre insistiamo – del modello di una dirigenza di carriera come schema ineludibile di salvaguardia e garanzia degli interessi della collettività, tuttavia, non esime – ci pare- la dirigenza pubblica italiana da alcune severe autocritiche: esce vergine la dirigenza pubblica di carriera dalle tante brutte storie di quest’Italia della seconda Repubblica? Sicuramente no: anche a prescindere da singoli fatti eclatanti di malaPA emersi negli anni, il dato forte che emerge è che la dirigenza pubblica è stata in questi vent’anni assente e silente nel suo complesso rispetto agli eventi che si susseguivano, in ciò rinunciando a quel dovere di testimonianza, di critica e di propositività che attiene a un ceto dirigente che voglia qualificarsi come tale. La dirigenza pubblica non ha fatto sentire la sua voce, come uno dei ceti dirigenti del Paese. Forse i singoli si sono adagiati anch’essi sulla mera salvaguardia del personale e dell’esistente, senza ritenere necessaria e imprescindibile l’espressione comune di un pensiero su ciò che è giusto per il Paese e per la sua Pubblica Amministrazione. Forse in parecchi sono stati troppo distratti dalle proprie vicende personali e dai problemi del “giorno per giorno” per essere poi in grado di far sentire la propria voce in modo unitario come ceto dirigente. Questo ci pare il vero errore. E, nei fatti storici come nella vita, gli errori alla lunga si pagano sempre e in modo spesso salato.
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Inserito il 7 agosto 2015
Secondo un’indagine effettuata dall’Associazione Openpolis – vedi qui l’articolo completo – fra le 15 città più grandi d’Italia, Roma ha la spesa pro capite per i rifiuti (€ 303 a cittadino) più alta d’Italia, pari a quasi il doppio della media delle 15 città monitorate (€ 164 a cittadino). L’articolo precisa anche, a scanso di equivoci, che i dati di Openbilanci riguardano solamente i bilanci dei Comuni, non includendo quindi eventuali budget di partecipate a cui l’amministrazione affida la gestione dei rifiuti. Sarebbe interessante sapere a questo punto se nella spesa pro capite da loro calcolata per la città di Roma siano incluse o meno le bollette pagate dai cittadini romani direttamente all’AMA…….
In ogni caso per cittadini della Capitale un altro motivo d’orgoglio e di soddisfazione……
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Corte costituzionale – Sentenza n. 178 del 2015 sull’illegittimità del blocco dei contratti dei dipendenti pubblici.
Inserito il 27 luglio 2015
E’ stato finalmente pubblicato il testo della Sentenza con la quale la Corte costituzionale ha giudicato come illegittimo il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici.
Sentenza n 178 del 2015 ccnl
Vedi qui anche i commenti sugli impatti sui conti della finanza pubblica della Sentenza in questione.
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Giurisdizione della Corte dei Conti sulle Società partecipate.
Inserito il 29 marzo 2015
La giurisprudenza della Corte dei Conti ci evidenzia i contenuti del dibattito in corso su un tema decisivo di civiltà giuridica e di legalità generale: la responsabilità degli amministratori delle Società partecipate per i danni procurati al finanziatore pubblico nella propria attività. La Corte, con buona pace dei suoi detrattori, è un presidio sicuro di garanzia per la tenuta delle finanze pubbliche, anche nel contesto del patto di stabilità dell’Unione europea: l’intervento giurisdizionale pubblico è indispensabile per contrastare il pericolo che si producano sacche sempre più vaste di deroga alle norme di garanzia di buona amministrazione del danaro pubblico.
Sul tema è in pieno svolgimento un’approfondita interlocuzione con la Corte di Cassazione, nella sua qualità di giudice della giurisdizione, la quale invece ha più volte affermato il difetto di giurisdizione della Corte dei conti “in ordine all’azione di risarcimento danni subiti da una società a partecipazione pubblica…non essendo in tal caso configurabile, avuto riguardo a l’autonoma personalità giuridica della società, né un rapporto di servizio tra l’agente e l’ente pubblico titolare della partecipazione, quand’anche totalitaria, né un danno direttamente arrecato allo Stato o ad altro Ente pubblico” (si veda per tutte La Sentenza Cass n 7374 del 2013 civile a Sezioni unite difetto giurisdizione Corte dei Conti). In risposta a tale linea interpretativa, La prima sez giurisdizionale centrale della Corte dei Conti – con la sua Sentenza n. 178 del feb 2015 (vedi qui) – sviluppa condivisibili argomentazioni a contrario, tutte incentrate sulla titolarità sostanziale delle risorse finanziarie detenute dalle società partecipate, sugli obblighi nazionali scaturenti dall’articolo 126 del TFUE di Lisbona e, infine, richiamando le stesse linee interpretative adottate dalla Cassazione in ordine agli enti pubblici economici (Sez unite n 19663 del 2003 -vedi), alle società in house (Civile sez. unite n 26283 del 2013 – vedi), all’ANAS (Civile sez unite n 71 del 2014 – vedi): in tutte queste pronunce la Corte di Cassazione ha deciso per la giurisdizione in capo alla Corte dei Conti. Difficile sostenere che per le Società a prevalente partecipazione pubblica possa valere una regola diversa.
Pubblicato in Controlli e valutazione, Corte dei Conti, Corte di Cassazione, Home, Spesa pubblica
Buone letture sulla tematica dell'ambiente e sul ruolo delle istituzioni
L'INPS e il sistema amministrativo pubblico di fronte alla sfida gestionale del reddito di cittadinanza

References: Sentenza 
 Sentenza 

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