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Timestamp: 2020-06-05 13:55:33+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 13794 del 06/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13794 del 06/07/2016
Cassazione civile sez. lav., 06/07/2016, (ud. 20/04/2016, dep. 06/07/2016), n.13794
sul ricorso 29007-2010 proposto da:
difesi dagli avvocati ANTONINO SGROI, LELIO MARITATO, LUIGI
TEKAL S.P.A.;
TEKAL S.P.A. IN CONCORDATO PREVENTIVO, C.F. (OMISSIS), in
domiciliata in ROMA, VIALE GORIZIA 14, presso lo studio
dell’avvocato FRANCO SABATINI, rappresentata e difesa dall’avvocato
LUCA GROSSI, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 799/2009 della CORTE D’APPELLO DI L’AQUILA,
depositata il 11/12/2009 R.G.N. 204/09;
udito l’Avvocato CARLA D’ALOISIO per delega verbale Avvocato
udito l’Avvocato LORENZO MINISCI per delega LUCA GROSSI;
Con sentenza depositata l’11.12.2009, la Corte d’appello dell’Aquila confermava la statuizione di primo grado che, accogliendo l’opposizione a cartella esattoriale proposta da Tekal s.p.a., aveva dichiarato l’infondatezza della pretesa dell’INPS di recuperare quanto da essa fruito nel periodo 1995-2001 a titolo di sgravi contributivi in relazione alla stipulazione di contratti di formazione e lavoro con personale alle sue dipendenze.
La Corte, per quel che qui rileva, prendeva atto che, in sede di ricorso in appello, l’INPS aveva ridotto la propria pretesa ad un importo inferiore a Euro 100.000,00 e riteneva per ciò solo applicabile la regola comunitaria c.d. de minimis, secondo la quale non sono soggetti a recupero aiuti di Stato che, ancorchè illegittimi, non superino nel triennio l’anzidetto importo.
Il motivo è infondato. Questa Corte di legittimità ha infatti da tempo posto il principio secondo cui il rilievo d’ufficio di fattispecie impeditive, modificative o estintive del fatto costitutivo addotto dall’attore a fondamento della domanda costituisce, invero, la regola generale desumibile dall’art. 112 c.p.c., che trova la sua eccezione laddove la manifestazione della volontà della parte sia invece strutturalmente prevista quale elemento integrativo della fattispecie difensiva, come nel caso di eccezioni corrispondenti alla titolarità di un’azione costitutiva, ovvero quando singole disposizioni espressamente prevedano come indispensabile l’iniziativa di parte, dovendosi in ogni altro caso ritenere la rilevabilità d’ufficio dei fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultanti dal processo, sempre che i medesimi siano stati tempestivamente allegati (Cass. S.U. n. 1099 del 1998). E poichè nella specie è stato l’INPS, nel ricorso in appello, ad allegare il fatto che la Corte di merito ha considerato estintivo della sua pretesa e la possibilità del rilievo ufficioso si estende logicamente anche ai fatti sopravvenuti dotati di tale idoneità (cfr. in tal senso Cass. n. 421 del 2006), la sentenza impugnata sfugge alla censura di ultrapetizione.
Con il secondo motivo del ricorso principale, l’INPS denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 87 e 88 del Trattato CE, del Regolamento (CE) n. 994/1995, dell’art. 2 del Regolamento (CE) n. 69/2001, della decisione della Commissione Europea dell’11.5.1999, della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea 7.3.2002, C-310/99, nonchè degli artt. 2697 c.c., L. n. 451 del 1994, art. 16 e L. n. 196 del 1997, art. 15 ed altresì omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, per avere la Corte territoriale ritenuto applicabile la disciplina propria della regola c.d. de minimis pur in assenza di prova dei relativi presupposti.
Stante dunque la fondatezza del secondo motivo del ricorso principale, viene in rilievo l’unico motivo del ricorso incidentale, con il quale l’azienda in epigrafe si duole di violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., per non avere la Corte di merito ritenuto improcedibile l’appello dell’INPS nonostante la sua notifica fosse avvenuta oltre il termine di dieci giorni di cui all’art. 435 c.p.c., comma 2.
Il motivo è infondato. La violazione del termine di dieci giorni entro il quale l’appellante, ai sensi della disposizione ult. cit., deve notificare all’appellato il ricorso tempestivamente depositato in cancelleria, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza di discussione, non produce infatti alcuna conseguenza pregiudizievole per la parte, nè incide su alcun interesse di ordine pubblico processuale o su di un interesse dell’appellato, sempre che sia rispettato il termine che, in forza del medesimo art. 435 c.p.c., commi 3 e 4, deve intercorrere tra il giorno della notifica e quello dell’udienza di discussione (cfr. da ult. Cass. n. 3959 del 2016). E poichè nella specie ciò non è nemmeno in discussione, è evidente che nessuna censura può essere mossa sul punto alla sentenza impugnata.
La Corte, pronunciando sui ricorsi riuniti, accoglie il secondo motivo del ricorso principale, rigettati il primo e il ricorso incidentale. Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’appello dell’Aquila, in diversa composizione.

References: Sentenza 
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 Cass. 
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 sentenza 
 art. 16
 art. 15
 art. 435
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