Source: http://adocpiemonte.it/accessibility/index.php/investimenti/2012?view=archive&month=3
Timestamp: 2019-03-26 08:54:35+00:00

Document:
PANCREAS COMMERCE
Ad oggi, stante l'elevato numero di persone offese, il procedimento a carico degli amministratori della Pancreas Commerce pendente presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Torino (titolare delle indagini P.M. dott.ssa Longo) è ancora in fase di indagini preliminari. Adoc Piemonte settimanalmente monitora lo stato delle indagini in corso e sarà Nostra cura notiziare tutti gli associati dei relativi sviluppi.
ADOC Piemonte - Ufficio Legale
GIORNATA di PRESENTAZIONE dei PROGETTI di ADOC PIEMONTE
GUIDA SUL CORRETTO CONSUMO NELLO SPORT (scarica la guida)
I diritti del consumatore passano attraverso una corretta informazione e educazione al consumo, tradotta anche nell’approfondimento di tematiche sul rapporto tra lo sport, l’alimentazione il doping.; è questa la mission che ha caratterizzato i progetti “La guida sul corretto consumo nello sport” e “Sportello itinerante” realizzati da ADOC Piemonte con il contributo del Comune di Torino, Divisione Sport e Tempo Libero.
Lo sportello itinerante è stato utile per incontrare i giovani presso le sedi delle Società sportive partecipanti (volley, basket e calcio) e confrontarsi con problematiche, richieste, raccogliere input e sensibilizzare sulle tematiche proposte nel progetto. E’ stata redatta da esperti del settore una guida sul corretto consumo nello sport per fornire elementi utili per una buona educazione al consumo, focalizzare l’attenzione sull’assunzione smisurata di integratori associata allo sport, descrivere gli aspetti sociologici e medici del doping e informare sui rischi psico-fisici derivati dall’abuso di farmaci e sostanze stupefacenti, concentrandosi soprattutto sulla prevenzione.
FURBOCONSUMO: Il RISPARMIO SOTTO CASA
Il progetto, realizzato con il contributo della Regione Piemonte e il patrocinio della Circoscrizione 2 di Torino vuole sviluppare azioni dirette alla lotta agli sprechi alimentari e ad una corretta informazione sia sul significato delle date di scadenza dei prodotti alimentari sia sulla reale qualità e bontà dei cibi in scadenza. Presso gli esercizi aderenti è situato un “CORNER FURBOCONSUMO” dove sono venduti prodotti ad un prezzo inferiore a quello di vendita standard in quanto prossimi alla data di scadenza; inoltre, indicativamente dalle 17.30/18.30 in avanti, sarà disposta una percentuale di sconto tra il 20 e il 40% per i prodotti freschi cosiddetti “a fine giornata”. Tutti i prodotti godono comunque della garanzia di perfetta conservazione, integrità e piena salubrità
Per illustrare l’attività svolta in questi mesi ADOC Piemonte ha promosso un convegno pubblico il 26 marzo 2011, ore 10.30 presso Salone Buozzi sito in Torino Via Bologna n. 11
Aiazzone, inchiesta per truffa mille clienti senza i mobili già pagati
La magistratura torinese ha aperto un' inchiesta sulle vicende della nota azienda di mobili. Da mesi, decine di cittadini attendono invano l'arrivo a casa di divani, tavoli cucine o librerie per i quali hanno versato somme di denaro a titolo di caparra o a saldo. Gli 850 dipendenti senza stipendio.
IN PIEMONTE PRIMA CLASS ACTION DELL’ADOC SUL TRASPORTO LOCALE
L’A.D.O.C. (Associazione Difesa e Orientamento Consumatori), da sempre attenta e sensibile alle problematiche legate al mondo dei pendolari, emigranti quotidiani che spesso devono sottostare a ritardi, sporcizia e sovraffollamenti, ha promosso la prima class action sul trasporto locale presso il Tribunale civile di Torino contro la Gtt (Gruppo Torinese Trasporti S.p.A.) per il servizio autobus offerto sulla tratta Torino-Cumiana.
Per oltre due milioni e mezzo di persone in Italia, infatti, raggiungere le scuole, le università o i posti di lavoro rappresenta una battaglia quotidiana.
ADOC METTE A DISPOSIZIONE DEI CONSUMATORI LA SENTENZA SORIS
La società di riscossione Soris spa non ha alcun titolo per emettere un’ingiunzione di pagamento per una multa arretrata. Il giudice di pace Pasquale Lanzone ha così deciso accogliendo il ricorso di un cittadino per una multa risalente al 2004 per sosta in zona vietata. La causa pilota è stata vinta dai legali ADOC che hanno deciso di contestare l’ingiunzione della Soris. L'Associazione, con l'intento di informare il cittadino della sentenza sopracitata e a seguito delle numerose richieste, ne ritiene necessaria la pubblicazione a scopo divulgativo. Per qualunque problema in merito, potete contattarci al numero 011/4364331, fax 011/4364373, e-mail adoc.torino@tiscali.it o presso i nostri sportelli in via Cigna, 45, 10152 Torino.
ADOC METTE A DISPOSIZIONE DEI CONSUMATORI LA SENTENZA CONTRO LA SORIS SPA
La società di riscossione Soris spa non ha alcun titolo per emettere un’ingiunzione di pagamento per una multa arretrata. Il giudice di pace di Torino Pasquale Lanzone, con la sentenza numero 1113/10 depositata il 14/01/10, ha così deciso accogliendo il ricorso di un cittadino per una multa risalente al 2004 per sosta in zona vietata. La causa pilota è stata vinta dai legali ADOC che hanno deciso di contestare l’ingiunzione della Soris. L'Associazione, con l'intento di informare il cittadino della sentenza sopracitata e a seguito delle numerose richieste, ne ritiene necessaria la pubblicazione a scopo divulgativo. Per qualunque problema in merito, potete contattarci al numero 011/4364331, fax 011/4364373, e-mail adoc.torino@tiscali.it o presso i nostri sportelli in via Cigna, 45, 10152 Torino.
Rassegna stampa 11 marzo 2010
La Stampa – Il gelo “riscalda” i mercati. “Frutta e verdura più care” – di Paola Italiano – pag. 48
La Stampa – “Meglio comprare la produzione della nostra terra” – di Maurizio Tropeano – pag. 49
HelpConsumatori.it – PREZZI. Benzina, rialzo per tutti i gestori
HelpConsumatori.it – Ue chiede difensore civico per le conciliazioni
HelpConsumatori.it – SICUREZZA ALIMENTARE. Vegetali surgelati meglio dei freschi? Non con la filiera corta
pag. 48 (Paola Italiano)
Zucchine aumentate del 120% in un giorno, carciofi svenduti perché rischiano di marcire, melanzane tolte dal banco perché non gelino. E il rischio di una prossima stangata sui prodotti che ora stanno aprendo le gemme. La nuova ondata di precipitazioni preoccupa un po' tutti nei mercati cittadini, venditori e clienti. «I grossisti aumentano i prezzi - si lamenta Michela Loriso, un banco di ortofrutta a Porta Palazzo - nonostante la merce arrivi ai mercati generali già patita e occorra selezionarla». Ma questo non porterebbe rincari nell'immediato: «Teniamo i prezzi bassi, altrimenti rischiamo di buttare via la merce. Carciofi, finocchi, pomodori si guastano in fretta. Ho pagato le arance 30 centesimi e le vendo a un euro per 3 kg. Per non rimetterci dovrei metterle a 2 euro». «Per colpa di acqua e neve i carciofi marciscono presto - spiega Marco Saputo, pochi banchi più in là - li stiamo praticamente regalando». Il problema dei prezzi si porrà soprattutto più avanti, come confermano i venditori e come temono che i pochi acquirenti che hanno sfidato la neve: «Vengo al mercato perché è più economico - dice Rosa Barile con le buste della spesa in mano - ma ora sono preoccupata che i prezzi possano salire anche qui». «Se saliranno, vuol dire che compreremo di meno - è la filosofia di sopravvivenza di Gennaro Petruccelli e di sua moglie Lucia, che dichiarano di acquistare soprattutto quei prodotti il cui prezzo oscilla di meno e di rinunciare alle primizie più care. «Gli effetti del maltempo li vedremo in primavera ed estate - è l'opinione dell'ambulante Erika Chirone - per ciliegie, pesche, nespole, che hanno la fioritura in questo periodo. Per ora il maggior danno è dato dal fatto che il freddo tiene la gente a casa». E infatti i banchi sono pochi, i clienti ancora meno. Non va meglio neppure al mercato della Crocetta, che offre un colpo d'occhio desolante rispetto al solito allegro trambusto. «La verdura sta gelando - conferma il commerciante Claudio Cannatà - questa mattina ai mercati generali era tutto più caro, perché non sono arrivati i camion da Spagna e Francia. Le zucchine ieri costavano 1,50 euro, oggi erano a più di 3 euro. I carciofi sono in aumento del 20-30%. Purtroppo il tempo è brutto anche nel nostro meridione e arriva poca merce. Spinaci e costine non ci sono: quello che si trova viene dalle serre, e i prodotti di serra costano di più». Anche al mercato della Crocetta i clienti si lamentano dei prezzi e c'è chi cerca modi per arrangiarsi senza salassi, come spiega Annamaria Berrato: «Cerco di cucinare con i prodotti più economici che riesco a trovare». «La gente non compra - è la voce che arriva anche dal mercato di Falchera Nuova, dove lavora Ruggiero Mazzilli - quando vado ad acquistare all'ingrosso ho sempre paura di prendere troppe cassette e di essere costretto a buttare via della merce. Quest'inverno è stato un disastro. Fagiolini e zucchine sono più care. Anche le melanzane, che questa mattina ho tolto dal banco insieme alle banane, perché rischiavano di gelare. Ma se la merce non è esposta, non si vende. Ma rischio di perdere il cliente se quando torna a casa scopre, tagliandola, che la melanzana è andata a male». A smentire che possano esserci in futuro temute speculazioni sui prezzi sono i grossisti, per voce di Ottavio Guala, presidente dell'Apgo (Associazione grossisti ortoflorofrutticoli). «In questo momento non ci sono rincari particolari, anzi: i prezzi sono inferiori all'anno scorso». Guala ammette: in questi giorni a causa del maltempo non arrivano i camion dal Marocco e dalla Spagna. Ma, per i grossisti, la produzione italiana è comunque abbondante per prodotti come peperoni e pomodori, e in realtà ci sarebbe un contraccolpo positivo per i nostri produttori: «Poiché la Francia - spiega - non può approvvigionarsi da Spagna e Marocco, compra merci dall'Italia». E sui possibili rincari futuri di frutta e verdura, afferma: «La gemmazione non c'è ancora stata. Al limite, si rischia un ritardo nella maturazione del prodotto, con la conseguenza di una grande produzione concentrata in tempi brevi. Questo sì, potrebbe avere contraccolpi sul mercato, ma è prematuro fare previsioni».
pag. 49 (Maurizio Tropeano)
Occhio al prezzo dei pomodori. E anche di melanzane, zucchine, spinaci e carciofi, tutti prodotti che arrivano dal sud Italia. E attenzione anche ad asparagi, peperoni, fagiolini, cetrioli e fave importate dalla Francia e dalla Spagna. Nei prossimi giorni i costi di questi generi alimentari potrebbe aumentare a causa delle difficoltà nei trasporti. Del resto già ieri mattina sui valichi alpini sono rimasti bloccati molti Tir per le nevicate e «la minor quantità disponibile di prodotto sul mercato ha fatto registrare impennate dei prezzi all’ingrosso», racconta Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Torino.
Detto questo, però, «il «maltempo di questi giorni non può far impazzire i prezzi dei listini e se ciò avviene, soprattutto per quanto riguarda i prodotti locali, vuol dire che qualcuno specula», denuncia Vittorio Viora, presidente torinese delle confederazione.
Speculatori a parte i consumatori hanno uno strumento per difendersi: comprare frutta e verdura di produzione locale. Un suggerimento interessato, si dirà ma secondo Viora conviene anche alle famiglie e non certo «per fare poesia sulla territorialità». Dunque, rispettando la stagionalità e la produzione locale si risparmia. In fondo c’è sempre l’imbarazzo della scelta: dalle cipolle ai cavolini di Bruxelles; dalle rape ai finocchi, dai porri ai cavoli. E ancora: cappuccio, cavolfiori, cardi, sedani, patate, broccoli, broccoletti, insalate, carote. Spiega Zuccaro: «Per quanto riguarda la frutta abbiamo a disposizione mele, pere, kiwi e nocciole e noci, tutto di produzione locale e dunque non soggetto a rincari a causa del maltempo». Anche perché alcuni di questi prodotti sono stati raccolti da tempo. Gli agricoltori, insomma, mettono le mani avanti rispetto ad eventuali rincari che si dovessero protrarre per più giorni perché slegati dagli eventi atmosferici. Zuccaro sottolinea come «l'inverno che stiamo vivendo certamente non è ordinario, ma il gelo e le nevicate di questi giorni non sono dannose per l'agricoltura, soprattutto dal punto di vista della qualità delle produzioni». Neve e pioggia, infatti, consentono al terreno di costituire una buona riserva idrica. E le temperature, che finora si sono sempre mantenute basse, hanno fatto sì che non sia ancora iniziato il germogliamento e conseguentemente la ripresa vegetativa. «In pratica abbiamo evitato fenomeni di gelate tipici di questa stagione negli anni precedenti», continua il direttore di Confagri. Le basse temperature, però, «stanno provocando danni su alcune colture orticole in particolare quelle in serre fredde ma anche quelle di pieno campo come cavoli e spinaci», spiegano alla Coldiretti regionale. Senza dimenticare il danno indiretto «dovuto all’aumento dei costi di produzione per le colture in serra legato all’aumento delle ore di riscaldamento stagionale».
Ci sarà, invece, un ritardo nelle semine del mais, fatto che potrebbe compromettere la quantità delle produzioni, anche se oggi è troppo presto per fare previsioni anche se Coldiretti non sottovaluta i rischi produttivi, Da valutare, poi, anche gli effetti futuri del maltempo sugli alberi da frutta: mandorli, albicocchi, susini, ciliegi e peschi.Il maltempo, però, rischia di aggravare ulteriormente la crisi delle imprese agricole. Secondo al Cia-Confederazione Italiana Agricoltori - ieri una delegazione piemontese ha partecipato alla protesta davanti al Parlamento - i problemi maggiori nascono dai danni che neve e pioggia possono provocare alle infrastrutture agricole: le serre, le stalle, le cascine e gli strumenti per il rimessaggio di foraggio.
Dopo i rialzi di ieri (Agip, Q8 e Shell), oggi tutte le altre compagnie mettono mano ai listini e portano il prezzo della verde a ridosso della soglia di 1,4 euro/litro e quello del gasolio a cavallo di 1,22 euro/litro. Stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, a ritoccare i prezzi all'insù sono oggi Api/IP, Esso, Total (rispettivamente +1 centesimo sulla benzina e +0,5 sul gasolio), Erg (+0,5 centesimi su entrambi i prodotti) e Tamoil (+1 centesimo sulla sola benzina). I prezzi vanno così oggi da 1,388 euro/litro (Erg) a 1,397 euro/litro (Shell) sulla verde e da 1,219 euro/litro (Erg, Esso, Q8 e Tamoil) a 1,234 euro/litro (Shell) sul gasolio.
Un mercato economicamente efficiente non è in contrasto con la tutela dei consumatori. Anzi un mercato che funziona è proprio quello in cui le imprese non hanno "paura" di creare nuovi posti di lavoro e dove i consumatori non sono in ansia quando devono acquistare beni o servizi. E' questo il messaggio chiave delle tre risoluzioni approvate dal Parlamento Europeo in seduta Plenaria a Strasburgo. La prima risoluzione riguarda la tutela dei consumatori ed invita gli Stati membri ad istituire un difensore civico speciale dei consumatori per la risoluzione extragiudiziale delle controversie ed esorta la Commissione Europea ad andare avanti sulla direttiva sui ricorsi collettivi, fornendo il prima possibile il seguito del Libro Verde sui ricorsi collettivi. La seconda risoluzione approvata è sul quadro di valutazione del mercato interno: il Parlamento Europeo invita la Commissione a sottoporre qualsiasi proposta legislativa ad un "test di mercato interno", e ad organizzare un forum annuale del mercato interno dove i rappresentanti degli Stati membri e le altre parti possano accordarsi sulle soluzioni migliori ai problemi di recepimento e trasposizione del diritto comunitario. L'ultima risoluzione chiede che la rete SOLVIT, per la risoluzione delle controversie di consumo, venga maggiormente promossa e rafforzata con personale più qualificato a livello nazionale. La rete SOLVIT è stata lanciata, si ricorda, nel 2002 per aiutare i consumatori a risolvere le controversie con le imprese, vista la scarsa applicazione della legge comunitaria sul mercato interno.
(Silvia Biasotto)
Dal campo alla tavola i vegetali freschi perdono oltre il 45% dei nutrienti. Lo rileva uno studio dell'Institute of Food Research britannico e commissionanto da un'industria produttrice di surgelati riportato nel Daily Telegraph. Secondo i ricercatori frutta e verdura impiegano anche due settimane per raggiungere i consumatori. Ecco qualche esempio: i fagiolini dopo 16 giorni perdono il 45% dei nutrienti, i broccoli e i cavolfiori il 25%, i pisellini il 15% e le carote il 10%. Diverso il percorso seguito dai surgelati, in quanto i prodotti vengono trattati subito dopo essere stati colti. Nella ricerca si parla di prodotti "freschi".Ma può essere davvero considerato fresco un ortaggio che viene offerto sul mercato dopo due settimane? Come precisa a Help Consumatori Rolando Manfredini, responsabile qualità di Coldiretti "Il confronto dovrebbe essere tra alimento surgelato da fresco e alimento che non è più fresco perché ha subito dei viaggi e dei trasporti che non permettono di definirlo come tale. Se si tratta di prodotti consumati dopo poche ore dalla raccolta i vantaggi in termini nutrizionali, e non solo, sono indubbi. Questo è l'esempio dei prodotti locali venduti dai mercati contadini o nelle iniziative di Campagna Amica. In questi casi l'agricoltore raccoglie i prodotti e li porta immediatamente sul mercato. "I vantaggi - prosegue Manfredini - come accennavo, non sono solo nutrizionali: si tratta di alimenti freschi che conservano ancora l'odore originario e della terra, che non hanno subito trattamenti tecnologici e che per arrivare sulle tavole dei consumatori non hanno inquinato in termini di emissioni di CO2 per il trasporto delle merci. In Italia i tempi di trasporto sono ridotti rispetto alla Gran Bretagna. Il nostro è un paese mediterraneo e produttore e quindi con indici di trasporto minori del 60-70% rispetto a quelli inglesi. La filiera corta garantisce, quindi, prodotti salubri. Per salubrità intendo ciò che fa bene. Concetto diverso da quello di sicurezza alimentare, ovvero ciò che non fa male". Parlando di sicurezza alimentare, i prodotti surgelati sono davvero sicuri? Secondo Manfredini "per definizione un prodotto surgelato mantiene la sicurezza dell'alimento al momento del processo di surgelazione. Si tratta di una procedura di carattere tecnologico che garantisce il mantenimento della sicurezza del prodotto." "È assurdo che ci sia ancora qualcuno che consideri i surgelati poco sicuri", conferma (sul sito Sapermangiare.mobi dell'Inran) Carlo Cannella ordinario di Scienza dell'Alimentazione presso la Facoltà di Medicina dell'Università La Sapienza di Roma. Ma avverte: "Stimolano la nostra pigrizia, e rischiano di uccidere la fantasia e la tradizione in cucina. Non è un difetto da prendere sottogamba". "L'industria del freddo - spiega Cannella- fornisce prodotti di buona qualità, già belli e pronti, ma, proprio per questo, non facilmente personalizzabili. Anzi, sempre uguali. I piselli surgelati vanno benissimo, ma dove sono andati a finire - tanto per restare fra i legumi - tutte le varietà di fagioli bianchi, rossi, variegati, le lenticchie, le fave, i ceci, le cicerchie? La varietà è un pilastro della dieta mediterranea. Rischiamo così di pagare il risparmio di tempo e di fatica con l'omologazione alimentare, che tende a mortificare i gusti individuali e i sapori della tradizione familiare o locale. I surgelati ci hanno "viziato" e hanno aperto la strada di un compromesso facile fra cibo sano e tempi ristretti, che, a lungo andare, può facilmente portare a mancanza di inventiva e di passione per la gastronomia. Oggi, addirittura, si trovano ovunque i preparati per il soffritto con cipolla, sedano e carote, perché non si vogliono sprecare nemmeno più due minuti a tagliuzzare gli odori. Mangiare, infatti, è molto di più che semplice mandar giù del cibo. Inizia al momento della scelta, prosegue con la preparazione, si personalizza con le mille variazioni personali, si esalta nel consumo conviviale. Io allora consiglierei, almeno il sabato, di andare al mercato, acquistare una decina di verdure fresche diverse, e, tornati a casa, preparare un bel minestrone alla vecchia maniera".
LA STAMPA - La SORIS non può riscuotere le multe
La sentenza di un giudice di pace: in ballo 130 milioni
La Soris non può emettere ingiunzioni di pagamento per recuperare multe arretrate, quegli atti vanno dunque annullati. Lo ha stabilito il giudice Pasquale Lanzone secondo cui, questo particolare strumento, può essere emesso solo dagli enti pubblici, ma non da Spa seppur a totalità pubblica come la Soris. La sentenza, che ha visto vittorioso un cittadino rappresentato dall’Adoc, mette a rischio i 130 milioni di euro di crediti vantati dal Comune. La Soris non ha alcun titolo per emettere un’ingiunzione di pagamento per una multa arretrata, dunque il cittadino non dovrà saldare nulla a Soris. Lo ha stabilito il giudice di pace Pasquale Lanzone accogliendo il ricorso di un torinese per una multa risalente al 2004 per sosta in zona vietata. La decisione è di quelle destinate a far discutere, anche perché se altri magistrati dovessero accogliere le tesi sostenute nella sentenza, questo metterebbe a rischio l’intero sistema di riscossione delle multe non pagate, attualmente affidato dal Comune alla Soris, la società partecipata al 100% da Palazzo Civico. Un sistema che vale circa 130 milioni di euro, secondo i calcoli effettuati dal Comune nell’agosto scorso. La causa pilota vinta dal torinese è stata intentata grazie alla consulenza dell’associazione dei consumatori Adoc che ha deciso di contestare l’ingiunzione della Soris. L’avvocato dell’Adoc, Bartolomeo Grippo, ha sostenuto davanti al giudice che, a norma di legge, il Comune incapace di recuperare la multa non pagata, non può affidarsi alle ingiunzioni della Soris per riuscire a recuperare quel credito. Citando la legge 689 del 1981 e alcune sentenze della Cassazione e del Consiglio di Stato, l’Adoc ha sostenuto che il Comune ha un’unica possibilità quando i tentativi di farsi pagare sono andati a vuoto: iscrivere a ruolo il debito e girarlo all’intendenza di finanza come si fa per le imposte dirette. Il Comune e la Soris si sono opposte a questa linea interpretativa, sostenendo che dalla fine del 1990 molte leggi e molte sentenze hanno fatto rientrare le sanzioni da codice della strada tra quelle «entrate di propria spettanza» che Comuni e Province possono far recuperare a società per azioni esterne. Ma l’Adoc ha sollevato un’eccezione: quelle leggi generali non modificano la normativa prevista per le sanzioni del codice della strada, regolamentate da una legge speciale. Il giudice ha accolto in pieno la tesi. Secondo il magistrato onorario la cosiddetta «ingiunzione fiscale», di cui si serve la Soris per chiedere il pagamento delle multe arretrate, è uno strumento riservato ai soli enti pubblici e non può essere usato da società private, anche se integralmente possedute da enti pubblici come Soris. Ma l’annullamento dell’ingiunzione, azzera anche la multa? «Tecnicamente no, ma è molto probabile - sostiene l’avvocato Grippo - Come si possono inviare due ingiunzioni diverse per lo stesso debito?». Per Silvia Cugini, presidente regionale Adoc, «questa sentenza è esemplare perché pone alcuni paletti in una materia dove regna ancora molta confusione. Sarebbe forse il caso che il Comune aprisse un tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori su queste tematiche perché il rischio, come dimostrato, è che si prendano strade poi difficili da seguire. Noi siamo pronti». Per l’associazione consumatori forse sarebbe il caso che l’assessore al Bilancio Gianguido Passoni riveda il suo netto rifiuto ad aderire alla sanatoria prevista dal decreto Milleproroghe per le multe antecedenti al 2004. «Non capiamo questa chiusura - conclude Grippo - chi ha violato la legge pagherebbe la multa più un aggio del 4% al concessionario ma senza i folli incrementi dovuti al tempo trascorso. Un Comune che non riesce a recuperare un credito in sette anni, non può scaricare tutto sul cittadino». (Raphaël Zanotti)
(5 marzo 2010, pag. 55)
Un aiuto sulla bolletta elettrica
Sconti sulle bollette con il “bonus energia elettrica” con validità di 12 mesi
e sarà riconosciuto retroattivamente al 2008 se richiesto entro il 30 aprile.
Lo sconto non è per tutti: occorre avere un reddito (certificato ISEE) inferiore o pari a 7500 euro (20 mila euro con quattro o più figli a carico) oppure avere in famiglia persone malate che necessitano di cure con apparecchi elettromedicali.
Ecco cosa fare per ottenere il bonus: compilare l’apposita modulistica e consegnarla al proprio Comune di residenza o presso altro istituto eventualmente designato dallo stesso Comune (esempio Centri di assistenza fiscale, CAF).
Per saperne di più contattare il numero verde 800 166 654 oppure visitare i siti web www.sviluppoeconomico.gov.it, www.autorita.energia.it, www.sgate.anci.it
Il miraggio del risparmio
Anziani nel mirino decine di raggiri su gas, luce, telefoni
«Nel giro di dieci minuti mi ha fatto firmare tre contratti. Era gentile, mi ha imbambolato. Ma poi a sera ci ho ripensato: non volevo. Per fortuna sono subito venuta qui e mi hanno spiegato che potevo recedere entro dieci giorni, altrimenti non avrei potuto fare più nulla».
Elena Broglia ha 79 anni. Vive da sola nella zona di Vanchiglietta. È una delle dieci anziane che, solo nell’ultima settimana, si sono presentate negli uffici dell’Adoc di via Cigna 45 fogli alla mano. La storia che raccontano è sempre la stessa: un giovane carino, affabile e gentile, ha fatto cambiare loro operatore per luce, gas e telefono. La tecnica? Belle maniere, determinazione e promettere risparmi di cui poi, sui contratti, si perdono le tracce. Ecco come accade.

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