Source: http://www.fedelazio.org/leggeregionale/leggeregionale3.htm
Timestamp: 2019-01-21 16:39:15+00:00

Document:
Legge Regionale del 31 luglio 2003, n° 23
Art. 5 - Giornata regionale dell’emigrazione laziale
Art. 6 - Registro regionale delle associazioni che operano a favore degli emigrati
Art. 7 - Contributi alle associazioni
Art. 8 - Consulta regionale per l’emigrazione
Art. 9 - Costituzione e funzionamento della Consulta
Art. 10 - Compiti della consulta
Art. 11 - Comitato esecutivo della Consulta
Art. 13 - Disposizione abrogativa
a) i cittadini di origine laziale, per nascita o residenza, che si trovino stabilmente all’estero per motivi di lavoro;
b) i cittadini che, rientrati definitivamente in Italia da non più di tre anni, dopo aver maturato un periodo di permanenza all’estero per motivi di lavoro, non inferiore a due anni, abbiano fissato la propria residenza in un comune del Lazio;
c) i figli ed il coniuge, anche superstite, nonché, se cittadini italiani, i parenti dei soggetti di cui alle lettere a) e b), entro il terzo grado, se in linea retta, entro il primo grado, se collaterali.
a) favorire la formazione e la riqualificazione professionale degli emigrati rimpatriati, agevolando la frequenza di appositi corsi o mediante iniziative formative specifiche;
b) favorire il reinserimento degli emigrati rimpatriati, agevolando l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di un alloggio nel territorio regionale mediante la concessione di contributi sugli interessi per mutui contratti a tale fine, con priorità per le iniziative cooperative, ovvero favorendo l’assegnazione di alloggi di tipo economico e popolare e di aree edificabili;
c) favorire, mediante la concessione di contributi una tantum, il reinserimento degli emigrati rimpatriati nelle attività produttive nei settori artigiano, agricolo, commerciale, turistico e peschereccio, con particolare riferimento alle zone dell’esodo e con priorità per iniziative cooperative;
d) favorire l’inserimento dei figli degli emigrati nell’ordinamento scolastico nazionale e la loro frequenza a scuole ed a corsi universitari mediante la concessione di assegni di studio e l’agevolazione per la fruizione dei benefici in materia di diritto allo studio, anche attraverso il convenzionamento con gli organismi scolastici e con gli istituti di diritto allo studio universitario (ADISU);
e) favorire per i lavoratori rimpatriati il raggiungimento dei requisiti minimi contributivi ai fini del pensionamento da parte dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), contribuendo al riscatto dei periodi di lavoro effettuato in paesi non convenzionati con l’Italia;
f) mantenere e rinsaldare il legame degli emigrati con la propria terra e il rapporto con la loro cultura di origine, anche in corcorso con altre regioni, enti ed istituzioni pubbliche e private operanti nel settore dell’emigrazione, sia attraverso iniziative e manifestazioni di carattere culturale e sociale all’estero, sia divulgando la conoscenza della lingua italiana mediante specifici corsi ovvero promuovendo accordi con gli stati esteri per l’insegnamento della stessa nelle scuole frequentate da figli di immigrati;
g) organizzare nel territorio della regione iniziative formative, soggiorni per emigrati anziani e vacanze culturali di studio per giovani figli di emigrati nonché iniziative di turismo sociale e di interscambio culturale;
h) promuovere iniziative all’estero dirette alla diffusione della conoscenza del patrimonio storico, culturale, artistico, economico, ambientale e sociale della regione;
i) favorire l’informazione degli emigrati sulle attività della Regione, sullo sviluppo sociale, culturale, produttivo e sulla situazione occupazionale del Lazio, nonché sulle modalità per accedere ai benefici previsti da leggi regionali, a mezzo stampa, comunicazioni radio televisive e reti telematiche;
l) effettuare, direttamente o mediante convenzione con istituti e centri di ricerca particolarmente qualificati, indagini e studi relativi al fenomeno migratorio finalizzati alla programmazione degli interventi regionali, istituendo, anche, una borsa di studio a favore di studenti o ricercatori impegnati a ricostruire la storia dell’emigrazione laziale;
m) favorire, in modo organico e coordinato, le iniziative e le attività delle associazioni degli emigrati di cui all’articolo 6, sostenendo la formazione di cooperative tra emigrati laziali residenti all’estero nonché valorizzare il ruolo degli stessi anche attraverso scambi commerciali;
n) agevolare forme di attività promozionali nei settori produttivi organizzate all’estero con il concorso delle associazioni di emigrati di cui all’articolo 6;
o) agevolare la prima sistemazione degli emigrati rimpatriati, anche concedendo contributi sulle spese di viaggio e trasporto delle masserizie sostenute per se e per i propri familiari;
p) contribuire alle spese per la traslazione nella regione delle spoglie degli emigrati e dei loro familiari deceduti all’estero, nonché rimborsare le spese stesse, non coperte da assicurazioni, in caso di decesso per infortuni sul lavoro;
q) sostenere ogni altra iniziativa ritenuta utile al superamento dei problemi dei lavoratori emigrati.
a) la tipologia degli interventi attuati direttamente dalla Regione;
b) la tipologia degli interventi di competenza dei comuni e i criteri e le modalità per il relativo finanziamento;
c) i criteri e le modalità per la concessione dei contributi previsti dall'articolo 7 a favore delle associazioni di cui all’articolo 6;
d) la tipologia degli interventi eventualmente attuabili da altri enti o organismi e i criteri e le modalità per il relativo finanziamento;
e) le indicazioni di priorità geografiche per la realizzazione degli interventi, che tengano conto delle realtà socio-economiche dei Paesi di accoglimento, prevlegiando le situazioni di maggiori difficoltà degli emigrati laziali;
f) i criteri di ripartizione delle risorse previsti nel bilancio regionale per tipologie d’intervento;
g) le modalità per la verifica dello stato di attuazione degli interventi e per l'eventuale revoca dei finanziamenti o dei contributi, in relazione alle lettere b), c) e d).
b) democraticità dell’organizzazione;
d) previsione dei criteri di ammissione ed esclusione degli associati, nonché dei loro diritti ed obblighi;
e) obbligatorietà del bilancio e previsione delle modalità per la sua approvazione.
a) copia dell’atto costitutivo e dello statuto autenticata dall’autorità consolare o da autorità dello Stato straniero;
b) documentazione da cui risulti l’idoneità ad assicurare lo svolgimento della loro funzione nei confronti degli emigrati. In particolare deve essere indicata la sede e la struttura organizzativa;
c) relazione documentata sull’attività svolta a favore degli emigrati laziali, risalente almeno al triennio precedente la domanda;
d) elenco degli associati, con indicazione dell’origine e delle generalità complete, vistata dall’autorità consolare o da autorità dello Stato straniero.
a) le federazioni di associazioni di emigrati laziali iscritte e le confederazioni delle federazioni iscritte, con il limite d’iscrizione di una sola federazione per stato unitario o stato regionale o stato membro di stato federale ed una sola confederazione per stato federale, con il ruolo di coordinamento rispettivamente delle attività delle singole associazioni e delle attività delle federazioni;
b) le associazioni a carattere nazionale operanti nel settore dell’emigrazione ed aventi una sede nella regione.
a) iniziative volte al recupero linguistico, alla pubblicazione di periodici e ad attività culturali rivolte ai giovani;
b) iniziative all’estero dirette a favorire l’integrazione e la promozione culturale nei paesi di residenza;
c) iniziative all’estero dirette alla diffusione della conoscenza del patrimonio storico, culturale, artistico, economico, ambientale e sociale della regione;
d) affitto o manutenzione della sede;
e) organizzazione di riunioni ed attività di comunicazione da parte delle federazioni e delle confederazioni di cui all’articolo 6, comma 4, lettera a).
a) dal presidente della commissione consiliare competente in materia di emigrazione o un suo delegato, che la presiede;
b) dall’Assessore regionale competente in materia di emigrazione o un suo delegato;
c) da otto consiglieri regionali designati dal Consiglio regionale;
d) da sedici emigrati, residenti da almeno cinque anni all’estero, designati, d’intesa, tra loro, dalle associazioni iscritte nel registro secondo la seguente ripartizione territoriale a maggior consistenza di comunità laziali:
1.1 Francia: uno;
1.2 Belgio: uno;
1.4 Regno Unito: uno;
2) America del Sud:
2.1 Brasile: uno;
3.1 Stati Uniti d’America: uno;
4) Australia: due, di cui uno di età inferiore ai 30 anni.
e) da cinque rappresentanti, designati, d’intesa, dalle associazioni di cui all’articolo 6, comma 4, lettera b);
f) da un rappresentante, residente nel Lazio, dell'associazione “Laziali nel Mondo”;
g) da quattro rappresentanti, residenti nel Lazio, dei patronati a carattere nazionale aventi una sede nella regione ed operanti nei paesi stranieri che si occupino della assistenza agli emigrati, designati dai rispettivi organi regionali;
h) da tre rappresentanti designati dalle strutture regionali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative in campo nazionale;
i) da un rappresentante di ciascuna amministrazione provinciale;
l) da tre rappresentanti dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI) regionale;
m) da un rappresentante dell’Unione Nazionale Comuni ed Enti Montani del Lazio (UNCEM Lazio);
n) da un rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, designato dal Ministero stesso;
o) da un rappresentante della Direzione generale degli italiani all’estero e politiche migratorie del Ministero degli affari esteri, designato dal Ministero stesso;
p) da un rappresentante delle categorie produttive designato dalla struttura regionale dell’Unioncamere.
6. La partecipazione alla Consulta è gratuita, con esclusione del rimborso delle spese di viaggio per coloro che non siano dipendenti della pubblica amministrazione e non risiedano nel comune nel quale ha sede la Consulta stessa. Ai componenti della Consulta che provengono dall’estero spetta il rimborso delle spese per alloggio e vitto, di norma per non oltre tre giorni per coloro che provengono dai paesi europei e per non oltre cinque giorni per coloro che provengono da paesi extraeuropei, nonché il trattamento di missione previsto per i dipendenti regionali.
a) studia il fenomeno dell’emigrazione nelle cause e negli effetti che esso determina nell’economia, nella vita sociale della regione, nelle condizioni di vita e di lavoro degli emigrati all’estero e delle loro famiglie, promuovendo gli opportuni collegamenti con uffici, enti ed organizzazioni del settore, per quanto attiene alle attività di competenza;
b) propone iniziative per la diffusione, a mezzo stampa e con ogni altro mezzo ritenuto utile, diretto ai corregionali emigrati all’estero, di notizie sui vari problemi ed aspetti della vita regionale, sull’attività della Regione, sulla legislazione regionale ed in particolare sulle possibilità di occupazione, al fine anche di favorire un afflusso programmato di professionalità non reperibile sul territorio regionale;
c) esprime pareri su proposte di leggi regionali che dispongono, anche incidentalmente, in materia di emigrazione e, se richiesta, sugli strumenti della programmazione regionale e sul bilancio di previsione della Regione;
d) formula proposte in ordine ad iniziative promozionali all’estero nelle materie di competenza della Regione;
e) esprime parere obbligatorio sul programma di cui all'articolo 4;
f) provvede alla redazione e pubblicazione di un notiziario di informazione destinato agli emigrati all’estero ed a fornire direttamente notizie che interessino il mondo dell’emigrazione.
a) due scelti tra i consiglieri regionali;
b) tre scelti tra i residenti all’estero designati dalle associazioni iscritte nel registro;
c) uno scelto tra i designati dalle associazioni di cui all’articolo 6, comma 4, lettera b);
d) uno scelto tra i designati dagli enti di patronato;
e) uno scelto tra i designati dall’ANCI regionale, dall’UNCEM Lazio e dalle amministrazioni provinciali;
f) il componente designato dall’Unioncamere;
g) uno scelto tra i designati dalle organizzazioni sindacali.
1. Agli oneri derivanti dall’attuazione degli interventi di competenza dei comuni, dall’attuazione degli interventi di competenza della Regione di cui all’articolo 3 e
agli oneri derivanti dall’erogazione dei contributi in favore delle associazioni di cui all’articolo 7 si fa fronte con gli stanziamenti previsti negli appositi capitoli, nell’ambito dell’unità previsionale di base H43 del bilancio regionale per l’esercizio 2003, istituiti in attuazione della legge regionale 21 ottobre 1991, n. 68. (Interventi regionali nel settore dell’emigrazione) e successive modifiche.
1. In sede di prima applicazione della presente legge, il Presidente della Giunta regionale provvede alla costituzione della Consulta di cui all’articolo 8 entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa. Fino alla data di insediamento della Consulta resta in carica la Consulta regionale dell’emigrazione costituita ai sensi della l.r. 68/1991, la quale esercita i propri compiti secondo le disposizioni della presente legge.
Il testo non ha valore legale; rimane, dunque, inalterata l'efficacia degli attilegislativi originari.

References: Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 13