Source: http://ww2.bibliotecaitaliana.it/cibit/vecchio_statuto.php
Timestamp: 2018-01-17 08:38:02+00:00

Document:
Lo statuto del CIBIT
Tra le Università di L'Aquila, Cassino, Ferrara, Genova, Messina, Napoli, Padova, Pavia, Pisa, Roma "La Sapienza", Torino, Trento, Udine, Venezia, allo scopo di promuovere la collaborazione scientifica e la costituzione e il potenziamento di servizi telematici in comune nel campo della documentazione primaria e secondaria relativa al patrimonio testuale (linguistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, religioso, politico, giuridico, economico, artistico, musicale, ecc.) della tradizione culturale italiana, ai sensi dell'art. 91 del DPR 382/1980 si conviene e si stipula quanto segue:
a) tra le Università sopra indicate rappresentate dai Rettori che sottoscrivono la presente Convenzione è costituito il "Centro Interuniversitario Biblioteca Italiana Telematica" (d'ora in poi designato come "CIBIT" o "Centro"), al fine di gestire iniziative comuni di ricerca e servizi di documentazione e comunicazione telematica relativi al patrimonio testuale della tradizione culturale italiana;
b) Il CIBIT è regolato dai seguenti articoli, da ritenersi nella loro interezza (compresa la Premessa) quale Statuto del Centro.
La standardizzazione delle procedure di trattamento informatico di basi-dati di testi e di immagini e la connessione in linea della rete informatica rendono praticabili progetti radicalmente innovativi: le nuove frontiere del libro elettronico e della biblioteca elettronica sono oggi nel mondo realtà operative di diverse istituzioni scientifiche, culturali e politiche, compresa l'Unione Europea. In questo quadro fortemente dinamico assume rilievo strategico coordinare le risorse tecnologiche disponibili con il più alto livello di competenza scientifica specializzata.
Il progetto "Biblioteca Italiana Telematica" intende soddisfare questa esigenza. Il dominio fondamentale del progetto "Biblioteca Italiana Telematica" è costituito dall'insieme dei testi in lingua italiana di età medievale, moderna e contemporanea, aperto alle altre lingue costitutive della tradizione culturale italiana: latino, altre lingue di cultura utilizzate nell'ambito di questa tradizione, antichi volgari, dialetti.
L'architettura integrata di ricerca, documentazione e servizi propria del progetto è finalizzata al trasferimento e alla gestione su supporto informatico, e alla distribuzione in rete, per lettura e per interrogazione, anzitutto delle fonti primarie della tradizione culturale italiana nelle sue molteplici tipologie e forme, eventualmente corredate di particolari trattamenti filologici e lessicografici (edizioni critiche elettroniche, lemmari, glossari), e di correlative fonti secondarie (repertori bibliografici o altri strumenti di consultazione elettronici).
Questa architettura integrata e modulare risulterà dall'aggregazione di ampi segmenti omogenei (per generi, problemi, tipologie, aree, ecc.) progressivamente acquisiti su supporto informatico (sia in formato testo che in formato immagine); la documentazione e l'informazione acquisite ed elaborate saranno diffuse prioritariamente tramite rete, e così rese universalmente disponibili.
Il progetto "Biblioteca Italiana Telematica" attiva la sinergia tra centri di ricerca scientifica sulla tradizione culturale italiana nei suoi vari aspetti, centri informatici specializzati nel trattamento di basi-dati testuali e nei sistemi informativi di rete, e strutture bibliotecarie attive nella digitalizzazione di documenti e collezioni librarie. Per l'ampiezza interdisciplinare dei domini scientifici implicati nel progetto, la varietà dei soggetti istituzionali chiamati a cooperarvi, l'alta qualità delle tecnologie sviluppate, il progetto "Biblioteca Italiana Telematica" si definisce come un sistema complesso risultante dall'integrazione di specifici sistemi di ricerca umanistica e tecnologica e di documentazione.
Il progetto "Biblioteca Italiana Telematica" dedica particolare attenzione alle potenzialità didattiche, non solo in riferimento all'Università ma all'intero sistema educativo, insite nell'uso delle tecnologie multimediali in rete, e concepisce il proprio sviluppo in rapporto con le domande poste dal mondo della scuola.
Nelle Università che sottoscrivono la presente Convenzione è da tempo maturata, anche in collaborazione con Centri di ricerca di alta specializzazione italiani e stranieri, e in particolare con l'Istituto di Linguistica Computazionale del CNR di Pisa, un'esperienza notevole nel settore del trattamento informatico di basi-dati testuali della tradizione italiana, che ha portato tra l'altro alla messa a punto di specifici protocolli di codifica e programmi d'interrogazione. La costituzione del CIBIT ha tra i suoi scopi anche quello di promuovere l'ulteriore perfezionamento di questi strumenti, anche a vantaggio di altri settori di documentazione e ricerca testuale nei quali essi possono essere esportati.
Gli standard messi a punto nella sua esperienza pluridecennale dall'Istituto di Linguistica Computazionale del CNR, e particolarmente il sistema DBT (Data Base Testuale), costituiscono per il CIBIT punto di riferimento operativo primario.
Art. 1 - Scopo del Centro .
Il CIBIT si propone di:
a) promuovere, eseguire e coordinare ricerche sulla documentazione relativa al patrimonio testuale della tradizione culturale italiana tramite il trattamento informatico delle sue fonti primarie e secondarie per serie omogenee e integrate di insiemi;
b) promuovere, realizzare e gestire servizi comuni per l'acquisizione e la distribuzione informatica della documentazione raccolta e opportunamente trattata;
c) favorire lo scambio della documentazione e dell'informazione non solo fra le Unità operative presso le Università afferenti, ma anche nel quadro di una collaborazione, eventualmente sancita da appositi accordi e convenzioni, con le altre istituzioni di ricerca universitarie, nazionali e internazionali; con gli Istituti e i Centri del CNR e con le altre istituzioni di Enti pubblici e privati che operino nel settore del trattamento informatico della documentazione e della distribuzione telematica; con le Biblioteche, gli Archivi e le altre istituzioni di conservazione che sviluppino progetti di digitalizzazione del patrimonio librario e documentario;
d) favorire l'elaborazione di programmi di gestione e interrogazione informatica finalizzati alla peculiarità della documentazione testuale raccolta, con particolare riguardo allo sviluppo di funzioni filologiche e lessicografiche avanzate, all'integrazione del trattamento di testo e immagine e all'interrogazione remota;
e) stimolare l'interazione con la propria rete di utenti (centri di ricerca, biblioteche, scuole, ecc.) al fine di adeguare costantemente l'offerta di servizi alle domande via via emergenti;
f) raccordare strettamente i suddetti obiettivi di documentazione e di ricerca con le prospettive di innovazione metodologica e tecnologica della didattica universitaria e scolastica in generale;
h) stipulare accordi di collaborazione internazionale con altri gruppi stranieri impegnati in omologhi progetti.
Art. 2 - Sede del Centro
Il CIBIT ha sede, ai soli fini organizzativi e amministrativi, presso l'Università di Pisa, segnatamente presso il Dipartimento di Studi italianistici, nei locali posti in Via del Collegio Ricci 10, Pisa, al terzo piano.
Organi del CIBIT sono:
a) le Unità operative;
d) la Giunta.
Art. 4 - Le Unità operative
Le attività del CIBIT si svolgono nelle Unità operative attivate presso le Università che contraggono questa convenzione, oppure, a seguito di specifiche convenzioni con altri Enti, presso altre sedi. Le Unità operative svolgono attività di ricerca, documentazione e servizi, articolando i propri programmi sulla base di quanto definito annualmente dal Consiglio .
Sono previste Unità operative di tre tipi:
a) Unità di ricerca. Svolgono ricerca sia propriamente sui testi, secondo la particolare angolazione (filologica, letteraria, linguistica, storica, filosofica, scientifica, religiosa, politica, giuridica, economica, artistica, musicale, ecc.) loro caratteristica, sia di natura linguistico-computazionale, sui metodi matematici per l'elaborazione e il trattamento automatico di testi in ambito umanistico. Elaborano e realizzano autonomi progetti di acquisizione elettronica dei testi. Curano la correttezza e la qualità filologica dei medesimi, portandone la responsabilità scientifica, in armonia con gli standard definiti dal Consiglio. Realizzano ulteriori elaborazioni filologiche o lessicografiche dei testi e strumenti di consultazione bibliografici o di altra natura fondati sulle basi-dati testuali acquisite. Hanno sede presso Dipartimenti, Istituti o Scuole di specializzazione delle Università afferenti. Possono essere membri delle Unità di ricerca professori universitari di ruolo, ricercatori, tecnici di ruolo. Le Unità possono avvalersi della collaborazione scientifica di professori e collaboratori a contratto, dottori di ricerca, dottorandi, specializzati e specializzandi, laureati e laureandi.
b) Unità informatiche. Collaborano all'acquisizione elettronica dei testi, garantiscono la funzionalità dei servizi di rete portandone la responsabilità tecnica, curano - anche in collaborazione con centri di ricerca non universitari - la manutenzione e l'implementazione degli strumenti informatici di ricerca, di gestione e di diffusione in rete delle basi-dati testuali. Partecipano a programmi di sviluppo degli strumenti telematici coordinandosi con centri nazionali e internazionali, particolarmente nell'ambito dei programmi di collaborazione scientifica della Unione Europea. Hanno sede di norma presso Centri di servizi informatici o altre strutture delle Università afferenti. Possono essere membri delle Unità informatiche tecnici di ruolo dell'area informatica, professori universitari di ruolo, ricercatori. Le Unità possono avvalersi della collaborazione tecnico-scientifica di professori, tecnici e altri collaboratori a contratto, dottori di ricerca, dottorandi, specializzati e specializzandi, laureati e laureandi, altro personale tecnico.
c) Unità bibliotecarie. Curano l'acquisizione elettronica di singoli documenti a stampa o manoscritti (a testo pieno o parti) e relative immagini, o di intere collezioni librarie, eventualmente in collegamento con i servizi catalografici e con altri servizi bibliografici, in armonia con gli standard definiti dal Consiglio. Curano la diffusione in rete di tali archivi digitalizzati, anche in collaborazione con biblioteche non universitarie, particolarmente nell'ambito dei progetti telematici coordinati dall'Osservatorio dei Programmi Internazionali per le Biblioteche e dall'Ufficio Centrale per i Beni Culturali, le Istituzioni Culturali e l'Editoria del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Hanno sede presso Biblioteche dipartimentali o interdipartimentali delle Università afferenti. Possono essere membri delle Unità bibliotecarie tecnici di ruolo dell'area bibliotecaria o informatica, professori universitari di ruolo, ricercatori. Le Unità possono avvalersi della collaborazione tecnico-scientifica di bibliotecari e altri collaboratori a contratto, dottori di ricerca, dottorandi, specializzati e specializzandi, laureati e laureandi, altro personale tecnico.
Sono membri delle Unità operative del CIBIT i professori universitari di ruolo, i ricercatori, i tecnici di ruolo delle Università convenzionate, la cui domanda di partecipazione, approvata dai Dipartimenti, Istituti, Centri di servizi o Biblioteche di appartenenza, sia stata approvata dal Consiglio.
Possono partecipare come associati alle attività del Centro, con delibera del Consiglio, anche studiosi ed esperti italiani e stranieri che non ne siano membri ma abbiano presentato formale domanda di associazione indirizzata al Direttore e approvata dal Consiglio .
Art. 5 - ll Consiglio
a) da un rappresentante per ogni Università aderente, nominato dal Rettore tra i professori universitari di ruolo dell'Università stessa;
b) da un rappresentante per ogni Unità operativa, eletto dai membri delle Unità operative stesse. Possono essere eletti rappresentanti delle Unità operative professori universitari di ruolo, ricercatori, tecnici di ruolo.
Il rappresentante di una Università può coincidere nella persona di un rappresentante di una Unità operativa di quella Università.
Il Consiglio può essere integrato, con delibera assunta a maggioranza degli aventi diritto, da studiosi ed esperti italiani e stranieri che abbiano dimostrato particolare competenza nel settore. In questo caso, essi entrano a far parte del Consiglio allargato, mentre il Consiglio nella composizione limitata ai soli rappresentanti delle Università e delle Unità operative si definisce Consiglio ristretto.
Al Consiglio allargato spetta:
a) fissare le linee generali dell'attività del CIBIT;
b) indicare gli standard scientifici a cui devono attenersi le Unità operative;
c) definire e curare la distribuzione degli obiettivi di ricerca e documentazione tra le Unità operative sulla base di programmi annuali;
d) deliberare sui principi e le modalità tecniche di diffusione telematica del patrimonio informativo costruito nell'ambito delle attività del CIBIT;
e) discutere e approvare la relazione scientifica del Direttore;
f) deliberare su ogni altro argomento sottoposto al suo esame dal Direttore, purché non direttamente attinente al bilancio e alla gestione amministrativa del Centro.
Al Consiglio ristretto spetta:
a) eleggere il Direttore e la Giunta;
b) discutere e approvare i bilanci annuali, preventivo e consuntivo;
c) deliberare sulla destinazione dei finanziamenti di qualunque provenienza pervenuti centralmente al CIBIT per il perseguimento dei propri compiti istituzionali;
d) deliberare sulle domande di partecipazione al CIBIT di nuove Università, di nuove Unità operative operanti presso Università già afferenti, di nuovi membri delle medesime, e di altri studiosi;
e) deliberare sulla stipula di convenzioni con Centri di ricerca nazionali e internazionali, Enti pubblici e privati, Fondazioni;
f) deliberare sulle condizioni finanziarie di diffusione telematica del patrimonio informativo costruito nell'ambito delle attività del CIBIT;
g) deliberare sulle utilizzazioni editoriali di basi-dati e altre elaborazioni prodotte nell'ambito delle attività del CIBIT;
h) deliberare sulle questioni riguardanti l'amministrazione del Centro e su ogni altro argomento attinente al bilancio e alla gestione amministrativa del Centro che sia sottoposto al suo esame dal Direttore.
Il Consiglio è convocato almeno due volte all'anno per l'approvazione dei bilanci, nonché ogni volta che il Direttore lo reputi necessario o sia richiesto da un terzo dei suoi componenti. Per la validità delle sue riunioni, tanto nella composizione allargata come in quella ristretta, è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti, escludendo dal computo dei componenti gli assenti giustificati.
Art. 6 - ll Direttore
Il Direttore è eletto, a maggioranza assoluta dei presenti, dal Consiglio ristretto tra i professori di ruolo del Consiglio ristretto stesso. Il Direttore dura in carica tre anni.
Il Direttore rappresenta il Centro ed esercita funzioni di iniziativa, di promozione del Centro e di sovrintendenza al suo funzionamento generale.
a) convocare e presiedere le riunioni del Consiglio e della Giunta e dare esecuzione alle relative delibere;
b) adottare provvedimenti d'urgenza su argomenti afferenti alle competenze del Consiglio, sottoponendoli allo stesso, per ratifica, nella prima adunanza successiva;
c) sottoporre al Consiglio, per l'esame e l'approvazione, le relazioni amministrative annuali di bilancio preventivo (di norma entro il novembre dell'anno precedente) e rendiconto consuntivo (di norma entro l'aprile dell'anno successivo), nonché gli argomenti istruiti dalla Giunta;
d) presentare al Consiglio una relazione annuale sull'attività del CIBIT.
In caso di assenza o impedimento del Direttore, le sue funzioni sono temporaneamente esercitate dal Vicedirettore, che è nominato dal Direttore tra i membri della Giunta.
La Giunta è l'organo che coadiuva il Direttore nell'esercizio delle sue funzioni. La Giunta è composta dal Direttore, che la presiede, e da cinque membri eletti dal Consiglio ristretto tra i membri del Consiglio ristretto stesso. La Giunta viene rinnovata al momento dell'elezione del Direttore.
a) preparare e istruire gli argomenti da sottoporre alla deliberazione del Consiglio ;
b) coadiuvare il Direttore nell'esecuzione delle deliberazioni e dei programmi di lavoro approvati dal Consiglio .
La Giunta è convocata dal Direttore almeno due volte l'anno e ogni volta che il Direttore lo ritenga necessario o qualora la convocazione venga richiesta da almeno tre membri. Per la validità delle sue riunioni è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti.
È facoltà del Direttore invitare a partecipare a riunioni della Giunta, a titolo consultivo e senza diritto di voto, altri membri del Consiglio, inclusi studiosi ed esperti cooptati nel Consiglio allargato secondo quanto previsto dall'art. 5, secondo comma, qualora il loro contributo sia importante per l'istruzione ed esecuzione delle materie all'ordine del giorno.
Art. 8 - Finanziamenti e gestione amministrativa
Il CIBIT e le Unità operative operano mediante finanziamenti che possono provenire:
a) dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica;
b) dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali;
c) dal Ministero della Pubblica Istruzione;
d) dalle Università afferenti;
e) dal CNR;
f) dalla Unione Europea e da altri organismi nazionali e internazionali;
g) da altri Enti pubblici e privati o Fondazioni.
Le singole Unità operative si attivano autonomamente per ottenere i finanziamenti necessari al conseguimento dei loro obiettivi specifici, e li gestiscono autonomamente in un rapporto costante di reciproca informazione e coordinamento con il Centro. La gestione amministrativa e contabile di tali finanziamenti è effettuata presso le strutture di appartenenza - Dipartimenti e Istituti, Centri di servizi informatici, Strutture bibliotecarie universitarie - secondo quanto disposto dalla normativa vigente.
Il CIBIT si attiva per ottenere finanziamenti complessivi per l'avanzamento dell'intero progetto di documentazione e ricerca, per il mantenimento e potenziamento dei servizi di rete e per lo sviluppo di tecnologie di interesse comune. Il Consiglio ristretto delibera sull'utilizzazione di questi finanziamenti. Qualora il Consiglio deliberi di gestire questi fondi presso la sede del Centro, questi verranno gestiti in ottemperanza alle norme amministrative previste per i Dipartimenti. Qualora il Consiglio deliberi di trasferire questi finanziamenti a singole Unità operative, destinandoli a fini che il Consiglio giudichi di interesse generale, tali fondi verranno gestiti presso le strutture di appartenenza come prescritto dal comma precedente; in tal caso le Unità operative locali renderanno tempestivamente al Centro un resoconto scientifico e contabile del loro utilizzo.
Il Consiglio, nella composizione ristretta, può deliberare forme di utilizzazione economica dei servizi telematici forniti dal CIBIT e dalle sue Unità. I proventi da ciò derivanti potranno esclusivamente essere reinvestiti dal CIBIT e dalle sue Unità nelle attività pertinenti alle proprie finalità istituzionali.
Art. 9 - Principi di utilizzazione delle basi-dati
Il CIBIT, per la sua natura di Centro dedicato alla plurisecolare tradizione culturale italiana, opera di norma su testi liberi da diritti d'autore.
Ogni base-dati e ogni altra elaborazione resa consultabile in rete recherà chiaramente indicate le strutture che le hanno prodotte, nonché i nomi degli autori, dei curatori e dei collaboratori che hanno contribuito alla loro produzione, specificandone le rispettive responsabilità scientifiche, secondo una scheda descrittiva standard definita dal Consiglio.
Le basi-dati testuali e le ulteriori elaborazioni prodotte da ogni Unità operativa, indipendentemente dalle fonti di finanziamento grazie alle quali siano state prodotte, sono liberamente e integralmente consultabili in rete da ogni altra Unità operativa e sono nella piena disponibilità del CIBIT quanto a diffusione all'esterno, per sola consultazione, secondo le linee fissate dal Consiglio.
Il Consiglio determina la politica di diffusione telematica del CIBIT, nel rispetto degli eventuali vincoli propri di ogni Unità operativa, perseguendo il fine generale di promuovere e assicurare la massima pubblicità di tutti i dati per il mondo della ricerca, ed eventualmente il fine di contribuire contestualmente all'autofinanziamento della crescita del patrimonio informativo stesso.
Le singole Unità operative, e i singoli autori, curatori e collaboratori che hanno prodotto basi-dati testuali e ulteriori elaborazioni, possono utilizzare tali basi-dati e tali elaborazioni per uscite editoriali, pur continuando a garantire al CIBIT la piena consultabilità interna ed esterna di esse nei termini stabiliti dai precedenti commi del presente articolo. Qualora tali basi-dati ed elaborazioni siano state totalmente o parzialmente prodotte con un contributo proveniente da finanziamenti centrali del CIBIT, le modalità di ogni utilizzazione editoriale dovranno essere approvate, nel rispetto delle norme vigenti in materia, dal Consiglio del CIBIT.
Art. 10 - Composizione iniziale del CIBIT e ammissione di altre Università, Unità di ricerca, membri
La composizione iniziale del CIBIT è descritta nell'Allegato 1 al presente Statuto.
Possono entrare a far parte del CIBIT altre Università, altre Unità operative, e altri membri, dietro formale richiesta presentata al Direttore del CIBIT.
Tali nuove ammissioni, vagliate dalla Giunta, saranno sottoposte alla ratifica del Consiglio, al quale compete decidere se l'ammissione di nuovi membri di Università già afferenti comporti o no l'attivazione di nuove Unità operative. Nel caso il Consiglio deliberi l'ammissione di nuove Unità operative, queste eleggono un loro rappresentante secondo quanto stabilito dall'art. 5 del presente Statuto. Appena eletto, tale rappresentante viene integrato a pieno titolo nel Consiglio del CIBIT.
Le variazioni nel numero delle Università, delle Unità operative, e dei membri afferenti al CIBIT, approvate dal Consiglio, costituiscono atti formali aggiuntivi alla presente Convenzione e non comportano modifica del presente Statuto.
Art. 11 - Modifica del presente Statuto
Il presente Statuto può essere modificato dal Consiglio ristretto con la maggioranza di due terzi degli aventi diritto. Le modifiche entreranno in vigore solo dopo essere state approvate dagli organi accademici delle Università aderenti ed essere state sottoscritte dai rispettivi Rettori.
Art. 12 - Durata della Convenzione e suo scioglimento
La presente Convenzione entra in vigore alla data di stipula e ha validità di dieci anni. Sentito il parere delle Università consociate, sarà rinnovabile per altri dieci anni.
In caso di cessazione del Centro, il Direttore presenterà ai Rettori delle Università afferenti una relazione scientifica e una relazione amministrativa sul lavoro svolto. Il patrimonio di beni inventariabili del Centro, alla sua cessazione, sarà devoluto all'Università presso la quale ha la sua sede, salvo quanto sia stato acquisito dalle Unità operative locali, che sarà devoluto al Dipartimento, Istituto, Centro di servizi o Biblioteca presso cui operava l'Unità stessa.
Al fine di non disperdere, in caso di cessazione del Centro, il patrimonio informativo - costituito dalle basi-dati testuali e da ogni ulteriore elaborazione - accumulato dalle Unità operative locali e dal CIBIT nel suo insieme durante il periodo di attività del CIBIT stesso, in considerazione del rilevante valore pubblico di tale patrimonio per il mondo della ricerca, le Università che sottoscrivono la presente Convenzione si impegnano, in caso di cessazione del Centro, a lasciare integralmente depositato il patrimonio informativo costruito dalle proprie Unità operative presso l'Università costituita come sede del CIBIT, affinché questa continui a garantirne l'universale consultabilità telematica, per esclusivi scopi di ricerca. L'Università costituita come sede del CIBIT, a sua volta, si impegna a garantire tale universale consultabilità telematica, per esclusivi scopi di ricerca, nei termini ed entro i limiti fissati dall'art. 9 del presente Statuto.
In caso di disdetta della presente Convenzione da parte di una o più Università, purché le Unità operative coinvolte nella disdetta siano inferiori alla metà del numero totale di Unità afferenti al Centro, il Centro non cessa la sua esistenza, e l'Università o le Università che hanno presentato disdetta conserveranno i beni inventariabili acquisiti dalle proprie Unità operative.
Al fine di non impoverire, in caso di disdetta della presente Convenzione da parte di una o più Università, il patrimonio informativo - costituito dalle basi-dati testuali e da ogni ulteriore elaborazione - accumulato dalle Unità operative locali e dal CIBIT nel suo insieme, in considerazione del rilevante valore pubblico di tale patrimonio per il mondo della ricerca, le Università che sottoscrivono la presente Convenzione si impegnano, in caso di propria disdetta della presente Convenzione, a lasciare integralmente depositato il patrimonio informativo costruito dalle proprie Unità operative presso l'Università costituita come sede del CIBIT, per i fini esclusivi ed entro i limiti stabiliti dal terzo comma del presente articolo in caso di cessazione del Centro, e l'Università costituita come sede del CIBIT assume contestualmente gli stessi impegni di cui al terzo comma del presente articolo.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12