Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-secondo/titolo-v/art162.html
Timestamp: 2019-12-09 12:19:04+00:00

Document:
Art. 162 codice di procedura penale - Comunicazione del domicilio dichiarato o del domicilio eletto - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO SECONDO - Atti > Titolo V - Notificazioni > Articolo 162
Articolo 162 Codice di procedura penale
Comunicazione del domicilio dichiarato o del domicilio eletto
Dispositivo dell'art. 162 Codice di procedura penale
1. Il domicilio dichiarato, il domicilio eletto e ogni loro mutamento sono comunicati dall'imputato all'autorità che procede, con dichiarazione raccolta a verbale ovvero mediante telegramma o lettera raccomandata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da persona autorizzata o dal difensore (1) [att. 39].
4. Finché l'autorità giudiziaria che procede non ha ricevuto il verbale o la comunicazione, sono valide le notificazioni disposte nel domicilio precedentemente dichiarato o eletto (2).
4-bis. L’elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio non ha effetto se l’autorità che procede non riceve, unitamente alla dichiarazione di elezione, l’assenso del difensore domiciliatario. (3)
(1) Si tratta di un'elencazione di natura tassativa.
(2) Si ricordi che è spetta all'imputato fornire la prova della comunicazione relativa al mutamento del domicilio, altrimenti si considerano valide le notificazioni dirette al precedente domicilio.
(3) Comma aggiunto dall'art. 1, comma 24, L. 23/06/2017, n. 103 con decorrenza dal 03/08/2017.
La dichiarazione o l'elezione di domicilio si pone come condizione imprescindibile al fine di rendere più efficace il risultato conoscitivo cui è preordinato il sistema delle notificazioni.
Spiegazione dell'art. 162 Codice di procedura penale
La norma in esame si occupa delle forme della dichiarazione o dell'elezione di domicilio, fornendo un elenco tassativo.
Esse sono costituite essenzialmente da una comunicazione indirizzata all'autorità procedente e raccolta a verbale, oppure mediante telegramma o lettera raccomandata A/R, fornita di sottoscrizione autenticata dal notaio, da persona autorizzata o dal difensore.
L'elezione, la dichiarazione o il mutamento d domicilio acquistano efficacia dal momento in cui pervengono all'autorità giudiziaria procedente, mentre nel frattempo restano valide le notificazioni eseguite al domicilio eletto in precedenza.
L'elezione di domicilio fatta presso il proprio difensore non ha effetto fino a che essa non è accettata dal difensore stesso, mediante dichiarazione resa all'autorità giudiziaria.
Massime relative all'art. 162 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 19354/2017
In tema di notificazioni, non costituisce valida comunicazione ai sensi dell'art. 162 cod. proc. pen. dell'elezione di domicilio dell'imputato presso il difensore all'autorità che procede la trasmissione di un fax contenente detta elezione di domicilio, con sottoscrizione autenticata dal difensore, ma privo dell'indicazione del destinatario e dell'attestazione di deposito o di ricezione da parte della cancelleria.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 19354 del 21 aprile 2017)
Cass. pen. n. 42294/2006
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 42294 del 22 dicembre 2006)
Cass. pen. n. 11316/2006
Deve ritenersi validamente effettuata la comunicazione dell'avvenuta elezione di domicilio, da parte dell'imputato, presso il difensore, anche nel caso in cui l'atto contenente detta elezione, con sottoscrizione autenticata dal difensore, venga da quest'ultimo presentato direttamente nella cancelleria del giudice procedente anziché essere spedito per posta, come previsto dall'art. 162, comma 1, c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 11316 del 30 marzo 2006)
Cass. pen. n. 33085/2003
L'art. 162, comma 1 c.p.p. richiede che la dichiarazione di elezione di domicilio sia raccolta a verbale o sia spedita per telegramma o per lettera raccomandata con firma dell'imputato autenticata dal notaio o dal difensore. Ne consegue che non costituisce valida elezione di domicilio, attesa la formalità richiesta dal legislatore, la dichiarazione depositata o fatta pervenire in cancelleria senza l'osservanza delle predette forme. (Nella specie la Corte non ha ritenuto che fossero osservate le formalità previste, in quanto mancava la verbalizzazione del cancelliere e non vi era l'autentica della sottoscrizione dell'imputato).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 33085 del 5 agosto 2003)
Cass. pen. n. 1315/2003
In tema di notifica da eseguirsi presso il difensore, qualora questi abbia trasferito la propria sede presso altro circondario e non abbia eletto domicilio nel circondario ove il procedimento è pendente, la notificazione si esegue presso il presidente del consiglio dell'ordine forense della sede in cui è incardinato il procedimento (art. 65 att. c.p.p.).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1315 del 14 gennaio 2003)
Cass. pen. n. 12688/2000
Nel caso in cui l'imputato abbia eletto domicilio presso lo studio del difensore, il quale tuttavia ne muti successivamente la dislocazione, all'interessato incombe l'obbligo di comunicare il cambiamento, con la conseguenza che, mancando tale comunicazione ed essendo divenuta impossibile la notificazione presso il domicilio non revocato, questa deve essere effettuata mediante consegna al difensore, ai sensi dell'art. 161 comma 4 c.p.p. e, dunque, al suo nuovo recapito, rivestendo tuttavia, in tal caso, il professionista, non più veste di domiciliatario, ma di semplice consegnatario.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 12688 del 6 dicembre 2000)
Cass. pen. n. 7545/1999
In tema di notificazione all'imputato, la dichiarazione o l'elezione di domicilio hanno efficacia dalla data in cui pervengono all'autorità procedente. Pertanto la notifica è legittimamente eseguita al domicilio precedente quando la comunicazione della modifica è intervenuta in data successiva a quella in cui essa è stata disposta, cioè, dopo che l'atto è stato inoltrato all'ufficiale giudiziario. Diversamente l'ufficio dovrebbe rinnovare la notifica ad ogni mutamento del domicilio stesso, anche nel caso di atto già consegnato al notificatore.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 7545 del 11 giugno 1999)
Cass. pen. n. 5111/1999
Dopo che l'imputato abbia già eletto domicilio, la nuova elezione non può essere fatta informalmente nell'atto di appello sottoscritto personalmente, dato che la revoca della prima elezione deve essere effettuata nella forma prescritta, cioè con dichiarazione raccolta a verbale dal cancelliere ovvero mediante telegramma o lettera raccomandata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da persona autorizzata o dal difensore (art. 162, comma, c.p.p.), con la conseguenza che il decreto di citazione per il giudizio d'appello è ritualmente notificato nel domicilio originariamente eletto.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 5111 del 21 aprile 1999)
Cass. pen. n. 4067/1999
L'applicazione della misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale in località diversa da quella di abituale dimora, in mancanza di risultanze agli atti, non può costituire impedimento a comparire né può avere alcun effetto in ordine alle notificazioni, regolarmente effettuate al precedente indirizzo (fattispecie in tema di notificazione dell'estratto contumaciale e del decreto di citazione a giudizio).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4067 del 30 marzo 1999)
Cass. pen. n. 3052/1999
In tema di notifiche, il fatto che rende inidoneo il domicilio dichiarato dall'imputato ex art. 161 c.p.p. non comporta l'effetto automatico di esentare il medesimo dall'onere di comunicare il mutamento di domicilio, spettando comunque all'imputato dimostrare che la mancata comunicazione è dovuta a caso fortuito o forza maggiore. (Fattispecie in cui è stata ritenuta corretta la notifica effettuata al difensore ex art. 161, comma 4, ritenendosi inidoneo il domicilio dichiarato dall'imputato nel campo nomadi, dopo l'avvenuto sgombero da parte della polizia, che aveva fatto perdere al luogo ogni caratteristica o connotazione di domicilio).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 3052 del 5 marzo 1999)
Cass. pen. n. 1199/1999
La elezione di domicilio è un atto personale a forma vincolata, da compiersi esclusivamente secondo le modalità indicate nell'art. 162 c.p.p. Per conseguenza non può riconoscersi validità ed efficacia alla elezione di domicilio fatta presso il difensore e da questi depositata in cancelleria, anziché dichiarata a verbale dall'imputato o da questi trasmessa all'autorità procedente mediante telegramma o lettera raccomandata, con sottoscrizione autenticata.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1199 del 29 gennaio 1999)
Cass. pen. n. 13682/1998
Atteso il disposto di cui all'art. 162 c.p.p., secondo cui la dichiarazione e l'elezione di domicilio, come pure ogni loro successivo mutamento, debbono essere comunicati dall'imputato all'autorità procedente «con dichiarazione raccolta a verbale ovvero mediante telegramma o lettera raccomandata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da persona autorizzata o dal difensore», deve ritenersi che, nella prima di dette ipotesi, sia onere della parte far risultare l'attestazione del deposito in cancelleria e sia quindi da considerare inefficace il mutamento effettuato con atto privo di detta attestazione. (Nella specie, in applicazione di tale principio, è stata esclusa la validità di una nuova elezione di domicilio effettuata nell'atto di nomina del difensore, del quale non risultava attestato l'avvenuto deposito in cancelleria).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 13682 del 28 dicembre 1998)
Cass. pen. n. 2417/1998
Qualora l'imputato eserciti la facoltà, riconosciutagli dall'art. 161 c.p.p., di dichiarare o eleggere un nuovo domicilio con dichiarazione resa dinanzi ad organi della polizia giudiziaria, incombe su di lui l'onere di trasmettere tempestivamente il relativo verbale all'autorità giudiziaria procedente, dovendo trovare applicazione, in mancanza, il disposto del quarto comma dell'art. 162 c.p.p., il quale sancisce la validità delle notificazioni disposte nel domicilio precedentemente eletto o dichiarato finché il giudice che procede non abbia ricevuto il verbale o la comunicazione dell'avvenuta modifica.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 2417 del 26 febbraio 1998)
Cass. pen. n. 1946/1997
In materia di comunicazione del domicilio dichiarato o eletto (art. 162 c.p.p.), l'omessa autenticazione della sottoscrizione prescritta dal primo comma dell'articolo citato, determina la nullità assoluta — per i suoi effetti sull'intervento dell'imputato in udienza — dell'eseguita elezione.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1946 del 28 febbraio 1997)
Cass. pen. n. 8818/1996
Gli effetti della elezione di domicilio durano in ogni stato e grado del procedimento, salve le eventuali notificazioni al detenuto ovvero nel procedimento davanti alla cassazione; deve escludersi pertanto che al negozio processuale di elezione possano essere apposte clausole, che ne limitino ab origine gli effetti nel tempo, in modo che, alla prevista scadenza, la elezione medesima venga a cessare e si verifichi il ripristino di pregressa situazione, rilevante ai fini dell'art. 157 c.p.p. e disposizioni successive. Del resto, la irrilevanza di siffatta eventuale limitazione temporale della elezione di domicilio risulta confermata, implicitamente, dalla disciplina prevista dall'art. 162 c.p.p., che alla revoca espressa della elezione di domicilio attribuisce efficacia a condizione che sia effettuata indicazione del luogo ove si vuole che le successive notificazioni siano eseguite, in difetto restando all'uopo fissato il domicilio precedentemente eletto.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 8818 del 30 settembre 1996)
Cass. pen. n. 11924/1994
Una volta effettuata una valida dichiarazione di domicilio da parte dell'imputato, ove a questa non segua una dichiarazione di domicilio diversa, correttamente le notificazioni vengono effettuate mediante consegna al difensore, a nulla rilevando l'accertamento da parte dell'ufficiale giudiziario del trasferimento dell'imputato dal domicilio dichiarato, fermo restando la possibilità di provare di non essere stato in condizione di comunicare il mutamento del luogo dichiarato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 11924 del 25 novembre 1994)
Cass. pen. n. 5280/1994
L'istituto della elezione di domicilio è stato introdotto nell'ordinamento per consentire all'autorità giudiziaria di individuare un recapito certo e al destinatario di assicurarsi una tempestiva e sicura ricezione di atti. Ne consegue che l'imputato può avere un solo domicilio eletto e che ogni mutamento di elezione di domicilio, ritualmente comunicato all'autorità procedente, comporta revoca della precedente elezione, senza possibilità di elezione plurima, contraddittoria rispetto alla lettera e alla finalità della norma.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 5280 del 5 maggio 1994)
Cass. pen. n. 9376/1993
È valida la notificazione del decreto di citazione a giudizio al domicilio precedentemente dichiarato, disposta anteriormente alla ricezione della elezione di domicilio successivamente effettuata. Infatti, con l'espressione «notificazione disposta» l'art. 162, quarto comma, c.p.p. (e, l'art. 171, quarto comma, c.p.p. 1930) indica le notificazioni in corso di esecuzione, che sono da ritenere quelle per le quali abbia già avuto inizio l'iter procedimentale, destinato a concludersi con la consegna del documento al destinatario; iter che inizia con l'attività e nel momento stesso in cui l'autorità giudiziaria procedente dia concretezza — esteriormente apprezzabile — al proprio intento di darvi corso. A tal fine non si dovrà neppure attendere che la richiesta di notifica sia pervenuta all'ufficiale giudiziario, essendo sufficiente la possibilità di apprezzare un qualsiasi atto di quella autorità valido a realizzare comunque l'esteriorizzazione della richiesta. Il che segna concretamente l'inizio del procedimento notificatorio che diviene in tal modo non più modificabile.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 9376 del 19 ottobre 1993)
Cass. pen. n. 7941/1993
Non sussiste nullità del decreto di citazione a giudizio in appello notificato al precedente domicilio dell'imputato, quando la comunicazione del nuovo domicilio sia pervenuta alla cancelleria del giudice di appello il giorno stesso della emissione del suddetto decreto, dovendo essa pervenire, per avere effetto, almeno il giorno prima.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 7941 del 23 agosto 1993)
Cass. pen. n. 7569/1993
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 7569 del 3 agosto 1993)
Cass. pen. n. 5222/1993
Deve ritenersi rituale la notifica del decreto di citazione per il dibattimento di appello nel domicilio dichiarato dall'imputato che, arrestato dopo la dichiarazione medesima, non ne abbia dato notizia all'autorità giudiziaria in adempimento dell'obbligo di cui all'art. 161 c.p.p. In tal caso, infatti, non è ravvisabile una violazione dell'art. 156 c.p.p., poiché tale norma postula che lo stato di detenzione dell'imputato risulti già dagli atti.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 5222 del 20 maggio 1993)
Cass. pen. n. 8930/1992
Qualora l'imputato appellante abbia reso la dichiarazione di domicilio, le notificazioni vanno sempre eseguite nel luogo indicato, anche quando successivamente egli venga a trovarsi in stato di detenzione, in quanto il termine «mutamento» di cui al comma primo dell'art. 162 c.p.p. si riferisce anche a questa evenienza. (Nella fattispecie il ricorrente non aveva comunicato alla cancelleria del giudice d'appello il luogo della sua detenzione, pur essendo in attesa del giudizio di secondo grado da lui stesso promosso con l'impugnazione).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 8930 del 11 agosto 1992)
Cass. pen. n. 10414/1990
L'art. 171, quarto comma, c.p.p. 1930 dispone - similmente a quanto stabilito dall'art. 162, quarto comma, nuovo c.p.p. - che ogni mutazione relativa ai luoghi dichiarati o al domicilio eletto deve essere comunicata dall'imputato alla cancelleria od alla segreteria dell'ufficio che procede e che finché questo non abbia ricevuto la dichiarazione sono valide le notificazioni disposte nei luoghi risultanti dagli atti. La locuzione «notificazioni disposte» equivale a «notificazioni in corso di esecuzione», che non siano state cioè ancora eseguite al momento della comunicazione del mutamento del domicilio, pur dopo che gli atti siano stati già consegnati all'ufficiale giudiziario.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10414 del 17 luglio 1990)

References: Articolo 162

Articolo 162

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 161
 art. 161
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza