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Timestamp: 2020-02-27 01:30:53+00:00

Document:
Falzè di Piave, 3.8.1944
Località Falzè di Piave, Sernaglia della Battaglia, Treviso, Veneto
Descrizione: Alle ore 8 del 3 agosto 1944 il responsabile del 29° Comando Militare Provinciale di Treviso colonnello Giorgio Milazzo, residente a Conegliano, come tutte le mattine percorreva in auto la strada per il capoluogo assieme all’autista maresciallo Cuoco. In località Barto di Susegana due sconosciuti aprirono d’improvviso il fuoco contro il veicolo: Milazzo riportò un’escoriazione al dito di una mano e Cuoco alcune leggere lesioni in varie parti del corpo. Appena si diffuse la notizia dell’attentato, mentre i militi del Centro Raccolta Alpini di Conegliano davano la caccia ai ‘ribelli’ di cui conoscevano già l’esistenza, da Treviso partì una spedizione punitiva di una trentina di militi agli ordini del capitano Francesco Tajer i quali, dopo avere invano cercato di rintracciare i responsabili dell’agguato, raggiunsero l’osteria Pozzi a Falzè di Piave, noto luogo di ritrovo dei partigiani, accompagnati da un paio di squadre di BBNN provenienti da Conegliano.
I fascisti arrivarono sparando in aria e lanciando bombe a mano. Nel locale sorpresero il figlio del proprietario Ivo Pozzi e un suo amico Dino De Boni, entrambi appartenenti alla Brigata ‘Mazzini’. De Boni tentò di fuggire ma fu subito catturato e i militi, avendogli trovato addosso alcune cartucce di pistola, lo trascinarono nel retro del locale e gli spararono nel ventre. Poi caricarono su un camion il proprietario dell’osteria Stefano Pozzi, il figlio Ivo e la figlia Danila, e appiccarono il fuoco a una catasta di legna addossata al retro dell’edificio. La moglie di Pozzi, Angela Zago, accorse per spegnere l’incendio che si stava propagando alla casa – osteria e vide De Boni che si contorceva al suolo agonizzante; il giovane, sollevata la canottiera per mostrarle le ferite da cui il sangue usciva a fiotti, ebbe la forza di dirle: “Signora, mi tocca morire”. I danni furono contenuti perché in aiuto della donna accorsero dei vicini e alcuni militari tedeschi che stavano passando di lì in automobile.
Della sorte di Ivo Pozzi si riferisce nella scheda del 4 agosto 1944 (Tribunale Militare Straordinario a Conegliano).
Estremi e note penali: CAS di Treviso, sentenza n.65 del 10.9.1946 - R.G. 53/46 - R.G.P.M. n.1779/375, a carico di Tajer, Barzilai e altri
CAS di Treviso, sentenza n.118/45 del 17 novembre 1945 - R.G. 114/45 - R.G.P.M. 1056-1252 a carico di Guerra Attilio e altri
Condanne comminate in primo grado dalla CAS di Treviso
Tajer Francesco, prosciolto per insufficienza di prove, anche se la Corte si disse convinta che aveva partecipato alla spedizione.
Barzilai Attilio, 7 anni di reclusione di cui 5 subito condonati
Ambrosetto Mario, assolto perché il fatto non costituisce reato
Badalamenti Lucio Bortolo e Carniato Antonio - che avevano partecipato all’impresa senza che il loro ruolo fosse chiarito - furono indagati e così si venne a sapere che appartenevano entrambi all’UPI del 29° CMP, ma non poterono essere nuovamente processati perché già assolti per amnistia.
Guerra Attilio, per questa vicenda fu assolto per insufficienza di prove (della sua condanna a morte, mai eseguita) si dirà in altra scheda.
Non si seppe mai chi uccise De Boni.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-07-07 13:10:27
De Boni Dino, classe 1923, falegname, Brigata ‘Mazzini’.
Cognome Carniato
Note responsabile Capitano, classe 1885, di Treviso, UPI del 29° CMP.
Note procedimento CAS di Treviso, sentenza n.65 del 10.9.1946 - R.G. 53/46 - R.G.P.M. n.1779/375, a carico di Tajer, Barzilai e altri. CAS di Treviso, sentenza n.118/45 del 17 novembre 1945 - R.G. 114/45 - R.G.P.M. 1056-1252 a carico di Guerra Attilio e altri. Badalamenti Lucio Bortolo e Carniato Antonio - che avevano partecipato all’impresa senza che il loro ruolo fosse chiarito - furono indagati e così si venne a sapere che appartenevano entrambi all’UPI del 29° CMP, ma non poterono essere nuovamente processati perché già assolti per amnistia.
Nome del reparto 29. Comando militare provinciale di Treviso
Attilio Barzilai
Cognome Barzilai
Note responsabile Tenente, classe 1897, di Trieste, 29° CMP.
Note procedimento CAS di Treviso, sentenza n.65 del 10.9.1946 - R.G. 53/46 - R.G.P.M. n.1779/375, a carico di Tajer, Barzilai e altri. Condannato a 7 anni di reclusione di cui 5 subito condonati.
Attilio Guerra
Cognome Guerra
Note responsabile Maggiore BN, classe 1895, di S. Urbano (PD), Ispettore generale della BN.
Note procedimento CAS di Treviso, sentenza n.118/45 del 17 novembre 1945 - R.G. 114/45 - R.G.P.M. 1056-1252 a carico di Guerra Attilio e altri. Guerra, per questa vicenda fu assolto per insufficienza di prove (della sua condanna a morte, mai eseguita) si dirà in altra scheda.
Cognome Tajer
Note responsabile Capitano, classe 1905, di Cornuda (TV), 29° CMP. Il capitano Tajer dal 15 agosto al 13 settembre 1944 diresse la XX BN di Treviso in qualità di generale e di Federale; dalla metà di settembre fu destinato all’ambasciata italiana di Berlino.
Note procedimento CAS di Treviso, sentenza n.65 del 10.9.1946 - R.G. 53/46 - R.G.P.M. n.1779/375, a carico di Tajer, Barzilai e altri. Prosciolto per insufficienza di prove, anche se la Corte si disse convinta che aveva partecipato alla spedizione.
Lucio Bortolo Badalamenti
Nome Lucio Bortolo
Cognome Badalamenti
Note responsabile Di Palermo, UPI del 29° CMP.
Note procedimento AS di Treviso, sentenza n.65 del 10.9.1946 - R.G. 53/46 - R.G.P.M. n.1779/375, a carico di Tajer, Barzilai e altri. CAS di Treviso, sentenza n.118/45 del 17 novembre 1945 - R.G. 114/45 - R.G.P.M. 1056-1252 a carico di Guerra Attilio e altri. Badalamenti Lucio Bortolo e Carniato Antonio - che avevano partecipato all’impresa senza che il loro ruolo fosse chiarito - furono indagati e così si venne a sapere che appartenevano entrambi all’UPI del 29° CMP, ma non poterono essere nuovamente processati perché già assolti per amnistia.
Mario Ambrosetto
Cognome Ambrosetto
Note responsabile Sergente, classe 1916, di San Polo di Piave, 29° CMP.
Note procedimento CAS di Treviso, sentenza n.65 del 10.9.1946 - R.G. 53/46 - R.G.P.M. n.1779/375, a carico di Tajer, Barzilai e altri. CAS di Treviso, sentenza n.118/45 del 17 novembre 1945 - R.G. 114/45 - R.G.P.M. 1056-1252 a carico di Guerra Attilio e altri. Assolto perché il fatto non costituisce reato.
Federico Maistrello, XX Brigata Nera - attività squadrista in Treviso e provincia (luglio 1944/ aprile 1945), Istresco, Treviso, 2006, pp. 79/84;
Elio Fregonese, I caduti trevigiani nella guerra di Liberazione 1943-1945, Istresco, Treviso, 1993 p. 78.
CAS di Treviso, sentenza n.65 del 10.9.1946 - R.G. 53/46 - R.G.P.M. n.1779/375, a carico di Tajer, Barzilai e altri;
CAS di Treviso, sentenza n.118/45 del 17 novembre 1945 - R.G. 114/45 - R.G.P.M. 1056-1252 a carico di Guerra Attilio e altri;
AISTRESCO TV, schede dell’Ufficio Addestramento e Situazione del 29° CMP, scheda 37 intestata Milazzo Giorgio;
Archivio del Tribunale di Treviso, Tribunale Speciale per la Difesa della RSI, fasc. RG 3064/1945, De Boni Dino, rapporto dei carabinieri di Pieve di Soligo del 15 aprile 1953.

References: sentenza 
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