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Timestamp: 2019-08-22 13:10:26+00:00

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Il diritto di recesso: la sentenza europea
Recesso 05.10.2012 Pdf Appunta Letti Post successivo
Affonta il tema delle spese di spedizione
Causa C-511/08
Alfa Heinrich Heine GmbH
Beta Nordrhein-Westfalen eV
«Direttiva 97/7/CE — Tutela dei consumatori — Contratti conclusi a distanza — Diritto di recesso — Addebito al consumatore delle spese di consegna dei beni»
Ravvicinamento delle legislazioni — Protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza — Direttiva 97/7 — Diritto di recesso
(Direttiva del Parlamento e del Consiglio 97/7, artt. 6, nn. 1, primo comma, seconda frase, e 2)
L’art. 6, nn. 1, primo comma, seconda frase, e 2, della direttiva 97/7, riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza, deve essere interpretato nel senso che osta ad una normativa nazionale che consente al fornitore, nell’ambito di un contratto concluso a distanza, di addebitare le spese di consegna dei beni al consumatore qualora questi eserciti il suo diritto di recesso.
Infatti, tali disposizioni autorizzano il fornitore ad addebitare al consumatore, in caso di recesso di quest’ultimo, unicamente le spese dirette di spedizione dei beni al mittente. Qualora le spese di consegna dovessero parimenti essere addebitate al consumatore, siffatto addebito, che sarebbe necessariamente tale da scoraggiare quest’ultimo dall’esercizio del suo diritto di recesso, sarebbe in contrasto con lo scopo stesso del citato art. 6.
Inoltre, un siffatto addebito sarebbe atto a rimettere in discussione l’equilibrata ripartizione dei rischi tra le parti nei contratti conclusi a distanza, accollando al consumatore tutte le spese connesse al trasporto dei beni.
(v. punti 55-57, 59 e dispositivo)
Nel procedimento C-511/08,
Beta Nordrhein-Westfalen eV,
composta dal sig. J.-C. Bonichot, presidente di sezione, dalla sig.ra C. Toader (relatore), dai sigg. C.W.A. Timmermans, P. Ku-ris e L. Bay Larsen, giudici,
cancelliere: sig.ra R. S,eres,, amministratore
– per la Beta Nordrhein-Westfalen eV, dall’avv. K. Haase, Rechtsanwalt;
2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Alfa Heinrich Heine GmbH (in prosieguo: la «Alfa Heinrich Heine») e la Beta Nordrhein-Westfalen eV (in prosieguo: la «Beta Nordrhein-Westfalen») in merito all’addebito ai consumatori delle spese di consegna dei beni nei contratti conclusi a distanza.
16 La Alfa Heinrich Heine è una società specializzata nella vendita per corrispondenza. Le condizioni generali di vendita di tale società prevedono che il consumatore paghi, a titolo di spese di consegna, un forfait di EUR 4,95 e che tale somma resti acquisita al fornitore in caso di recesso.
17 La Beta Nordrhein-Westfalen, un’associazione di consumatori costituita conformemente al diritto tedesco, ha intrapreso nei confronti della Alfa Heinrich Heine un’azione inibitoria intesa a farle rinunciare ad addebitare ai consumatori, in caso di recesso, le spese di consegna delle merci.
18 Il giudice di primo grado ha accolto la domanda della Beta Nordrhein-Westfalen.
19 L’appello proposto avverso tale sentenza dalla Alfa Heinrich Heine è stato respinto dall’Oberlandsgericht Karlsruhe.
20 Adito dalla Alfa Heinrich Heine con un ricorso per «Revision», il Bundesgerichtshof constata che il diritto tedesco non conferisce esplicitamente al consumatore alcun diritto al rimborso delle spese di consegna dei beni ordinati.
28 La Beta Nordrhein-Westfalen, i governi spagnolo, austriaco e portoghese, nonché la Commissione delle Comunità europee considerano che le disposizioni dell’art. 6 della direttiva 97/7 ostano ad una normativa nazionale che consente al fornitore di addebitare le spese di consegna dei beni al consumatore qualora questi eserciti il suo diritto di recesso.
51 Secondo una giurisprudenza costante, la necessità che le direttive dell’Unione vengano interpretate in modo uniforme esclude che, in caso di dubbio, il testo di una disposizione sia considerato isolatamente, e impone, invece, che esso venga interpretato e applicato alla luce dei testi redatti nelle altre lingue ufficiali (v., in tal senso, sentenze 2 aprile 1998, causa C-296/95, EMU Tabac e a., Racc. pag. I-1605, punto 36; 17 giugno 1998, causa C-321/96, Mecklenburg, Racc. pag. I-3809, punto 29; 20 novembre 2008, causa C-375/07, Heuschen & Schrouff Oriëntal Foods Trading, Racc. pag. I-8691, punto 46, nonché 10 settembre 2009, causa C-199/08, Eschig, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 54). Inoltre, in caso di difformità tra le diverse versioni linguistiche di un testo dell’Unione, la disposizione di cui trattasi deve essere intesa in funzione del sistema e della finalità della normativa di cui fa parte (v. sentenze 9 marzo 2000, causa C-437/97, EKW e Wein & Co., Racc. pag. I-1157, punto 42; 4 ottobre 2007, causa C-457/05, Schutzverband der Spirituosen-Industrie, Racc. pag. I-8075, punto 18, nonché 9 ottobre 2008, causa C-239/07, Sabatauskas e a., Racc. pag. I-7523, punto 39).
54 Relativamente, dall’altro lato, allo scopo dell’art. 6 della direttiva 97/7, si deve sottolineare che il quattordicesimo ‘considerando’ della stessa enuncia che il divieto di addebitare al consumatore, in caso di suo recesso, spese risultanti dal contratto è finalizzato ad assicurare che il diritto di recesso garantito da tale direttiva «[non] rest[i] formale» (v., a tale proposito, sentenza 3 settembre 2009, causa C-489/07, Messner, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 19). Dal momento che il citato art. 6 persegue quindi chiaramente lo scopo di evitare che il consumatore possa essere scoraggiato dall’esercitare il suo diritto di recesso, sarebbe contrario a detto scopo interpretare tale articolo nel senso che esso autorizzerebbe gli Stati membri a consentire che le spese di consegna siano addebitate al consumatore nel caso di un siffatto recesso.
56 Qualora le spese di consegna dovessero parimenti essere addebitate al consumatore, siffatto addebito, che sarebbe necessariamente tale da scoraggiare quest’ultimo dall’esercizio del suo diritto di recesso, sarebbe in contrasto con lo scopo stesso dell’art. 6 della direttiva, come rammentato al punto 54 della presente sentenza.
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