Source: https://lawbrary.ch/en/browser/Lferr/742_101__1/?plang=it
Timestamp: 2020-07-06 16:29:55+00:00

Document:
Lawbrary | Lferr - Legge federale sulle ferrovie
Disposizioni generali (1 - 4)
Gestori dell'infrastruttura (5 - 8)
Imprese di trasporto ferroviario (8 - 9)
Vigilanza (10 - 16)
Piani, costruzione ed esercizio
Principi (17 - 17)
Procedura di approvazione dei piani (18 - 18)
Zone riservate (18 - 18)
Allineamenti (18 - 18)
Indennità per restrizioni della proprietà (18 - 18)
Ricomposizione particellare (18 - 18)
Sicurezza (18 - 23)
Interoperabilità con il sistema ferroviario europeo(23 - 23)
Incroci tra strade pubbliche e ferrovie (24 - 32)
Costi di mantenimento degli enti di difesa (32 - 32)
Collaborazione tra le ferrovie (33 - 37)
Interruzione dell'esercizio (38 - 38)
Servizi accessori (39 - 39)
Competenza dell'UFT in caso di controversie (40 - 40)
Commissione d'arbitrato (40 - 40)
Responsabilità (40 - 40)
Prestazioni particolari a favore di amministrazioni pubbliche (41 - 48)
Ampliamento dell'infrastruttura(48 - 48)
In generale (49 - 57)
Finanziamento dell'ampliamento dell'infrastruttura (58 - 58)
Aiuto in caso di gravi danni causati dalle forze della natura (59 - 61)
Separazione dei trasporti e dell'infrastruttura(62 - 65)
Contabilità (66 - 74)
Diritto di compera degli enti pubblici (75 - 79)
Attività rilevanti per la sicurezza nel settore ferroviario(80 - 85)
Disposizioni penali e misure amministrative (86 - 90)
Disposizioni finali (91 - 97)
Disposizioni finali della modifica del 24 marzo 1995
Disposizioni finali della modifica del 20 marzo 1998
Disposizioni finali della modifica del 18 giugno 1999
Disposizione transitoria della modifica del 20 marzo 2009
Disposizione transitoria della modifica del 16 marzo 2012
del 20 dicembre 1957 (Stato 1° gennaio 2018)
visti gli articoli 81, 87 e 87a della Costituzione federale2;3 visto il messaggio del Consiglio federale del 3 febbraio 19564,
1La pre­sen­te leg­ge di­sci­pli­na la co­stru­zio­ne e l'eser­ci­zio del­le fer­ro­vie.
2La fer­ro­via com­pren­de l'in­fra­strut­tu­ra uti­liz­za­ta per il tra­spor­to di viag­gia­to­ri sog­get­to a con­ces­sio­ne o aper­ta al traf­fi­co in re­gi­me di ac­ces­so al­la re­te, non­ché i tra­spor­ti ef­fet­tua­ti av­va­len­do­si di ta­le in­fra­strut­tu­ra.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­ci­de dell'as­sog­get­ta­men­to al­la pre­sen­te leg­ge di al­tri im­pian­ti e vei­co­li a gui­da vin­co­la­ta.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2012 5619, 2013 1603; FF 2011 823).
Art. 2 Imprese ferroviarie
Le im­pre­se fer­ro­via­rie so­no im­pre­se che:
co­strui­sco­no ed eser­ci­ta­no l'in­fra­strut­tu­ra (ge­sto­ri dell'in­fra­strut­tu­ra);
ef­fet­tua­no tra­spor­ti av­va­len­do­si dell'in­fra­strut­tu­ra (im­pre­se di tra­spor­to fer­ro­via­rio).
Art. 3 Espropriazione
1Le im­pre­se fer­ro­via­rie ti­to­la­ri di una con­ces­sio­ne d'in­fra­strut­tu­ra se­con­do l'ar­ti­co­lo 5 pos­so­no eser­ci­ta­re il di­rit­to di espro­pria­zio­ne con­for­me­men­te al­la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le se, al mo­men­to del ri­la­scio del­la con­ces­sio­ne, è con­fer­ma­to l'in­te­res­se pub­bli­co se­con­do l'ar­ti­co­lo 6 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a.
2La pro­ce­du­ra di espro­pria­zio­ne è ap­pli­ca­bi­le sol­tan­to se so­no fal­li­ti i ten­ta­ti­vi di ac­qui­si­re i di­rit­ti ne­ces­sa­ri me­dian­te trat­ta­ti­ve pri­va­te o me­dian­te ri­com­po­si­zio­ne par­ti­cel­la­re.
3I di­rit­ti sui fon­di ap­par­te­nen­ti al­le fer­ro­vie non pos­so­no es­se­re ac­qui­si­ti per usu­ca­pio­ne.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
2 Giu­sta la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457), in tut­ta la leg­ge i ti­to­li mar­gi­na­li so­no tra­sfor­ma­ti in ru­bri­che cen­tra­li. I nu­me­ri e le let­te­re non so­no ri­pre­si.
1 Abro­ga­to dal n. 18 dell'all. al­la L del 24 mar. 2000 sul fo­ro, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2355; FF 1999 2427).
Capitolo 2: Imprese ferroviarie
Sezione 1: Gestori dell'infrastruttura
Art. 5 Concessione d'infrastruttura e autorizzazione di sicurezza
1Chi in­ten­de co­strui­re ed eser­ci­ta­re un'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria de­ve di­spor­re di una con­ces­sio­ne d'in­fra­strut­tu­ra (con­ces­sio­ne).2
2L'im­pre­sa fer­ro­via­ria con­ces­sio­na­ria ha il di­rit­to e l'ob­bli­go di co­strui­re ed eser­ci­ta­re l'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria se­con­do le pre­scri­zio­ni del­la le­gi­sla­zio­ne fer­ro­via­ria e del­la con­ces­sio­ne.
3L'eser­ci­zio dell'in­fra­strut­tu­ra com­pren­de l'al­le­sti­men­to e la ma­nu­ten­zio­ne de­gli im­pian­ti, non­ché la ge­stio­ne dei si­ste­mi di ali­men­ta­zio­ne elet­tri­ca, di di­re­zio­ne dell'eser­ci­zio e di si­cu­rez­za.
4Per l'eser­ci­zio dell'in­fra­strut­tu­ra è inol­tre ne­ces­sa­ria un'au­to­riz­za­zio­ne di si­cu­rez­za. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­ve­de­re age­vo­la­zio­ni per le im­pre­se at­ti­ve a li­vel­lo re­gio­na­le.3
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2012 5619, 2013 1603; FF 2011 823).
Art. 6 Rilascio, modifica e rinnovo della concessione
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le ri­la­scia la con­ces­sio­ne se:
sus­si­ste un in­te­res­se pub­bli­co al­la co­stru­zio­ne e all'eser­ci­zio dell'in­fra­strut­tu­ra; o
ci si può at­ten­de­re un eser­ci­zio fi­nan­zia­to con mez­zi pro­pri.
2Per il ri­la­scio del­la con­ces­sio­ne il pre­sup­po­sto è inol­tre che:
non vi si op­pon­ga­no in­te­res­si pub­bli­ci es­sen­zia­li, in par­ti­co­la­re in ma­te­ria di pia­ni­fi­ca­zio­ne del ter­ri­to­rio, pro­te­zio­ne dell'am­bien­te, pro­te­zio­ne del­la na­tu­ra e del pae­sag­gio o coo­pe­ra­zio­ne na­zio­na­le in ma­te­ria di si­cu­rez­za;
l'eser­ci­zio di una fer­ro­via sen­za fun­zio­ne di col­le­ga­men­to adem­pia le con­di­zio­ni se­con­do l'ar­ti­co­lo 11 del­la leg­ge del 20 mar­zo 20092 sul tra­spor­to di viag­gia­to­ri; e
l'im­pre­sa sia iscrit­ta nel re­gi­stro di com­mer­cio.
3Pri­ma di ri­la­scia­re la con­ces­sio­ne il Con­si­glio fe­de­ra­le sen­te i Can­to­ni in­te­res­sa­ti.
4Per le tran­vie de­ve es­se­re sta­ta con­ces­sa o ga­ran­ti­ta l'au­to­riz­za­zio­ne pre­vi­sta dal di­rit­to can­to­na­le per l'uso del­la stra­da pub­bli­ca.
5La con­ces­sio­ne è ac­cor­da­ta per 50 an­ni al mas­si­mo. Può es­se­re mo­di­fi­ca­ta e rin­no­va­ta.
6Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell'am­bien­te, dei tra­spor­ti, dell'ener­gia e del­le co­mu­ni­ca­zio­ni (DA­TEC) è com­pe­ten­te per:
le mo­di­fi­che del­la con­ces­sio­ne, sal­vo le esten­sio­ni;
il rin­no­vo del­la con­ces­sio­ne.3
3 In­tro­dot­to dal n. II 3 del­la LF del 21 giu. 2013 con­cer­nen­te il fi­nan­zia­men­to e l'am­plia­men­to dell'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 651; FF 2012 1283).
Art. 7 Trasferimento
1Su ri­chie­sta del ti­to­la­re del­la con­ces­sio­ne, il DA­TEC può tra­sfe­ri­re la con­ces­sio­ne a un'al­tra im­pre­sa.2 I Can­to­ni in­te­res­sa­ti de­vo­no es­se­re pre­via­men­te con­sul­ta­ti.
2Se so­no tra­sfe­ri­ti so­lo ta­lu­ni di­rit­ti o ob­bli­ghi le­ga­li o de­ri­van­ti dal­la con­ces­sio­ne, il ti­to­la­re del­la con­ces­sio­ne sot­to­po­ne all'Uf­fi­cio fe­de­ra­le dei tra­spor­ti (UFT), per co­no­scen­za, i con­trat­ti d'eser­ci­zio con­clu­si a ta­le sco­po. Il ti­to­la­re del­la con­ces­sio­ne con­ti­nua a ri­spon­de­re, di fron­te al­la Con­fe­de­ra­zio­ne, dell'adem­pi­men­to de­gli ob­bli­ghi le­ga­li o de­ri­van­ti dal­la con­ces­sio­ne.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2012 5619, 2013 1603; FF 2011 823).
Art. 8 Revoca ed estinzione
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le, sen­ti­ti i Can­to­ni in­te­res­sa­ti, può re­vo­ca­re la con­ces­sio­ne qua­lo­ra:
la co­stru­zio­ne non sia ini­zia­ta o ul­ti­ma­ta o l'im­pian­to non sia mes­so in eser­ci­zio en­tro i ter­mi­ni sta­bi­li­ti nel­la con­ces­sio­ne;
l'im­pre­sa fer­ro­via­ria vio­li gra­ve­men­te gli ob­bli­ghi ad es­sa im­po­sti dal­la leg­ge e dal­la con­ces­sio­ne;
in­te­res­si pub­bli­ci es­sen­zia­li, in par­ti­co­la­re il sod­di­sfa­ci­men­to ade­gua­to ed eco­no­mi­co del­le esi­gen­ze di tra­spor­to, lo giu­sti­fi­chi­no; in que­sto ca­so l'im­pre­sa fer­ro­via­ria dev'es­se­re in­den­niz­za­ta ade­gua­ta­men­te.
2La con­ces­sio­ne si estin­gue:
al­la sua sca­den­za;
me­dian­te ri­scat­to da par­te del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
in se­gui­to a ri­nun­cia se il Con­si­glio fe­de­ra­le, sen­ti­ti i Can­to­ni in­te­res­sa­ti, l'au­to­riz­za;
se, nel­la li­qui­da­zio­ne for­za­ta, l'im­pre­sa fer­ro­via­ria non può es­se­re ag­giu­di­ca­ta al mi­glior of­fe­ren­te nem­me­no al se­con­do in­can­to.
Art. 8a Rilascio e rinnovo dell'autorizzazione di sicurezza
1L'au­to­riz­za­zio­ne di si­cu­rez­za è ri­la­scia­ta dall'UFT.
2L'au­to­riz­za­zio­ne di si­cu­rez­za com­pren­de l'ac­cet­ta­zio­ne del si­ste­ma di ge­stio­ne del­la si­cu­rez­za del ge­sto­re dell'in­fra­strut­tu­ra e l'ac­cet­ta­zio­ne dei prov­ve­di­men­ti che lo stes­so ha pre­so per ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za dell'eser­ci­zio sul­le sue trat­te.
3L'au­to­riz­za­zio­ne di si­cu­rez­za è ri­la­scia­ta per cin­que an­ni al mas­si­mo; può es­se­re rin­no­va­ta.
1 In­tro­dot­to dal n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2012 5619, 2013 1603; FF 2011 823).
Art. 8b Revoca
L'UFT re­vo­ca l'au­to­riz­za­zio­ne di si­cu­rez­za, com­ple­ta­men­te o par­zial­men­te, sen­za di­rit­to di in­den­niz­zo, qua­lo­ra le con­di­zio­ni del ri­la­scio non sia­no più sod­di­sfat­te o se il ge­sto­re dell'in­fra­strut­tu­ra si è re­so col­pe­vo­le di vio­la­zio­ne gra­ve o ri­pe­tu­ta del­la leg­ge o dell'au­to­riz­za­zio­ne.
Sezione 2: Imprese di trasporto ferroviario
Art. 8c Autorizzazione di accesso alla rete e certificato di sicurezza
1Chi in­ten­de ef­fet­tua­re tra­spor­ti fer­ro­via­ri de­ve di­spor­re di una li­cen­za in quan­to im­pre­sa di tra­spor­to fer­ro­via­rio (au­to­riz­za­zio­ne di ac­ces­so al­la re­te) e di un cer­ti­fi­ca­to di si­cu­rez­za. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­ve­de­re de­ro­ghe per le im­pre­se at­ti­ve a li­vel­lo re­gio­na­le.
2L'im­pre­sa di tra­spor­to fer­ro­via­rio che di­spo­ne di un cer­ti­fi­ca­to di si­cu­rez­za è abi­li­ta­ta a ef­fet­tua­re tra­spor­ti fer­ro­via­ri su tut­te le sue trat­te e sul­le trat­te di ter­zi per le qua­li è va­li­do il cer­ti­fi­ca­to di si­cu­rez­za.
3L'im­pre­sa di tra­spor­to fer­ro­via­rio de­ve ri­spet­ta­re le pre­scri­zio­ni le­ga­li sviz­ze­re, in par­ti­co­la­re:
le pre­scri­zio­ni tec­ni­che e d'eser­ci­zio;
le pre­scri­zio­ni sul­le at­ti­vi­tà ri­le­van­ti per la si­cu­rez­za.
4È fat­to sal­vo il di­rit­to di tra­spor­ta­re re­go­lar­men­te viag­gia­to­ri a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le con­fe­ri­to se­con­do gli ar­ti­co­li 6-8 del­la leg­ge del 20 mar­zo 20092 sul tra­spor­to di viag­gia­to­ri.
Art. 8d Rilascio e rinnovo dell'autorizzazione di accesso alla rete
1L'UFT ri­la­scia l'au­to­riz­za­zio­ne di ac­ces­so al­la re­te se l'im­pre­sa di tra­spor­to fer­ro­via­rio:
di­spo­ne di un'or­ga­niz­za­zio­ne suf­fi­cien­te e del­le co­no­scen­ze e dell'espe­rien­za ne­ces­sa­rie per ga­ran­ti­re un eser­ci­zio si­cu­ro e af­fi­da­bi­le;
ha una ca­pa­ci­tà fi­nan­zia­ria e una co­per­tu­ra as­si­cu­ra­ti­va suf­fi­cien­ti;
sod­di­sfa i re­qui­si­ti in ma­te­ria di af­fi­da­bi­li­tà dei re­spon­sa­bi­li del­la di­re­zio­ne;
os­ser­va le pre­scri­zio­ni in ma­te­ria di di­rit­to del la­vo­ro e le con­di­zio­ni di la­vo­ro abi­tua­li nel set­to­re;
ha la pro­pria se­de in Sviz­ze­ra.
2L'au­to­riz­za­zio­ne è ri­la­scia­ta per die­ci an­ni al mas­si­mo. Può es­se­re rin­no­va­ta.
3Se il ri­co­no­sci­men­to re­ci­pro­co è con­ve­nu­to con al­tri Sta­ti, le au­to­riz­za­zio­ni ri­la­scia­te da que­sti Sta­ti so­no va­li­de an­che in Sviz­ze­ra.
Art. 8e Rilascio e rinnovo del certificato di sicurezza
1L'UFT è com­pe­ten­te per il ri­la­scio del cer­ti­fi­ca­to di si­cu­rez­za.
2Il cer­ti­fi­ca­to di si­cu­rez­za com­pren­de l'ac­cet­ta­zio­ne del si­ste­ma di ge­stio­ne del­la si­cu­rez­za dell'im­pre­sa di tra­spor­to fer­ro­via­rio e l'ac­cet­ta­zio­ne dei prov­ve­di­men­ti che la stes­sa ha pre­so per ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za dell'eser­ci­zio sul­le trat­te uti­liz­za­te. L'im­pre­sa de­ve in par­ti­co­la­re pro­va­re che:
il per­so­na­le di­spo­ne del­le qua­li­fi­che ne­ces­sa­rie per ga­ran­ti­re un eser­ci­zio si­cu­ro;
il ma­te­ria­le ro­ta­bi­le sod­di­sfa i re­qui­si­ti per un eser­ci­zio si­cu­ro.
3Il cer­ti­fi­ca­to di si­cu­rez­za è ri­la­scia­to per cin­que an­ni al mas­si­mo. Può es­se­re rin­no­va­to.
4Se il ri­co­no­sci­men­to re­ci­pro­co è con­ve­nu­to con al­tri Sta­ti, i cer­ti­fi­ca­ti ri­la­scia­ti da que­sti Sta­ti so­no va­li­di an­che in Sviz­ze­ra.
Art. 8f Revoca
L'UFT re­vo­ca l'au­to­riz­za­zio­ne di ac­ces­so al­la re­te e il cer­ti­fi­ca­to di si­cu­rez­za, com­ple­ta­men­te o par­zial­men­te, sen­za di­rit­to di in­den­niz­zo, qua­lo­ra le con­di­zio­ni del ri­la­scio non sia­no più sod­di­sfat­te o se l'im­pre­sa di tra­spor­to fer­ro­via­rio si è re­sa col­pe­vo­le di vio­la­zio­ne gra­ve o ri­pe­tu­ta del­la leg­ge, dell'au­to­riz­za­zio­ne o del cer­ti­fi­ca­to.
1 Abro­ga­to dal n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, con ef­fet­to dal 1° lug. 2013 (RU 2012 5619, 2013 1603; FF 2011 823).
Art. 9a Garanzia dell'accesso alla rete
1Il ge­sto­re dell'in­fra­strut­tu­ra ac­cor­da al­le im­pre­se di tra­spor­to fer­ro­via­rio l'ac­ces­so sen­za di­scri­mi­na­zio­ni al­la re­te.2
2e 3...3
4L'ac­ces­so al­la re­te su un per­cor­so de­fi­ni­to nel­lo spa­zio e nel tem­po (trac­cia) può es­se­re chie­sto da ogni im­pre­sa in­te­res­sa­ta a svol­ge­re il tra­spor­to fer­ro­via­rio. L'im­pre­sa de­ve pre­sen­ta­re, al­me­no un me­se pri­ma dell'ini­zio dell'eser­ci­zio, un'au­to­riz­za­zio­ne di ac­ces­so al­la re­te op­pu­re in­ca­ri­ca­re un'im­pre­sa di tra­spor­to fer­ro­via­rio di svol­ge­re il tra­spor­to. L'im­pre­sa di tra­spor­to fer­ro­via­rio che ef­fet­tua il tra­spor­to de­ve pre­sen­ta­re il cer­ti­fi­ca­to di si­cu­rez­za al più tar­di al mo­men­to dell'ini­zio del­le cor­se.4
5Le trac­ce non pos­so­no es­se­re né ven­du­te né tra­sfe­ri­te a un'al­tra im­pre­sa. L'in­ca­ri­co di cui al ca­po­ver­so 4 non è con­si­de­ra­to ven­di­ta o tra­sfe­ri­men­to.5
6Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­fi­ni­sce gli ul­te­rio­ri prin­ci­pi dell'ac­ces­so al­la re­te e di­sci­pli­na i par­ti­co­la­ri. Può con­clu­de­re con al­tri Sta­ti ac­cor­di che ga­ran­ti­sco­no l'ac­ces­so al­la re­te al­le im­pre­se este­re. A tal fi­ne tie­ne con­to del prin­ci­pio di re­ci­pro­ci­tà.6
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2835; FF 1997 I 809).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° dic. 2012 (RU 2012 5619; FF 2011 823).
3 Abro­ga­ti dal n. II 3 dell'all. al­la L del 25 set. 2015 sul tra­spor­to di mer­ci, con ef­fet­to dal 1° gen. 2017 (RU 2016 1845; FF 2014 3253).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° dic. 2012 (RU 2012 5619; FF 2011 823).
5 In­tro­dot­to dal n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° dic. 2012 (RU 2012 5619; FF 2011 823).
6 In­tro­dot­to dal n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° dic. 2012 (RU 2012 5619; FF 2011 823).
Art. 9b Utilizzazione della rete e attribuzione delle tracce
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce in un pro­gram­ma di uti­liz­za­zio­ne del­la re­te il nu­me­ro mi­ni­mo di trac­ce da ri­ser­va­re ai sin­go­li ge­ne­ri di tra­spor­to. Al ri­guar­do con­si­de­ra in par­ti­co­la­re:
gli sco­pi de­gli in­ve­sti­men­ti ef­fet­tua­ti o de­ci­si dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne, dai Can­to­ni e dai pri­va­ti per il traf­fi­co fer­ro­via­rio;
la ri­chie­sta di ca­te­ne di tra­spor­to con­cer­ta­te nel traf­fi­co viag­gia­to­ri e mer­ci;
le ca­pa­ci­tà ne­ces­sa­rie per sod­di­sfa­re la do­man­da pre­vi­sta nel traf­fi­co viag­gia­to­ri e mer­ci;
la pos­si­bi­li­tà di ot­te­ne­re un'ese­cu­zio­ne eco­no­mi­ca del traf­fi­co viag­gia­to­ri e mer­ci per fer­ro­via.
2Se ne­ces­sa­rio, il Con­si­glio fe­de­ra­le ade­gua il pro­gram­ma al­le mu­ta­te con­di­zio­ni.
3I ge­sto­ri dell'in­fra­strut­tu­ra ela­bo­ra­no un pia­no di uti­liz­za­zio­ne del­la re­te per cia­scu­no dei sei an­ni che pre­ce­do­no ogni an­no d'ora­rio. Nel pia­no con­cre­tiz­za­no il pro­gram­ma di uti­liz­za­zio­ne del­la re­te e sta­bi­li­sco­no in par­ti­co­la­re la ri­par­ti­zio­ne gior­na­lie­ra e set­ti­ma­na­le del­le trac­ce per i sin­go­li ge­ne­ri di tra­spor­to. Sot­to­pon­go­no il pia­no per ap­pro­va­zio­ne all'UFT.
4Le trac­ce so­no at­tri­bui­te con­for­me­men­te ai pia­ni di uti­liz­za­zio­ne del­la re­te. Nel­la mi­su­ra in cui esi­sta­no ca­pa­ci­tà li­be­re, la prio­ri­tà è da­ta al traf­fi­co viag­gia­to­ri ca­den­za­to. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­ve­de­re de­ro­ghe a que­sta prio­ri­tà te­nu­to con­to del­le esi­gen­ze ma­croe­co­no­mi­che e del­la pia­ni­fi­ca­zio­ne del ter­ri­to­rio.
5L'UFT di­sci­pli­na la pro­ce­du­ra di at­tri­bu­zio­ne del­le trac­ce e i det­ta­gli re­la­ti­vi ai pia­ni di uti­liz­za­zio­ne del­la re­te.
1 In­tro­dot­to dal n. II 3 dell'all. al­la L del 25 set. 2015 sul tra­spor­to di mer­ci, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 1845; FF 2014 3253).
Art. 9c Diritto alla rimunerazione
1L'im­pre­sa fer­ro­via­ria con­ces­sio­na­ria ha di­rit­to a una ri­mu­ne­ra­zio­ne per l'uti­liz­za­zio­ne del­la sua in­fra­strut­tu­ra.
2Le im­pre­se in­te­res­sa­te di­sci­pli­na­no in una con­ven­zio­ne le mo­da­li­tà del di­rit­to di ac­ces­so e del­la ri­mu­ne­ra­zio­ne. Se le par­ti non tro­va­no un ac­cor­do, de­ci­de la com­mis­sio­ne di ar­bi­tra­to (art. 40a).
3La ri­mu­ne­ra­zio­ne va sta­bi­li­ta sen­za di­scri­mi­na­zio­ne e de­ve co­pri­re al­me­no i co­sti mar­gi­na­li cau­sa­ti nor­mal­men­te da una trat­ta mo­der­na e fis­sa­ti dall'UFT per quel­la ca­te­go­ria di trat­te. La ri­mu­ne­ra­zio­ne con­si­de­ra in par­ti­co­la­re i di­ver­si co­sti con­nes­si al­la re­te e all'im­pat­to am­bien­ta­le dei vei­co­li, non­ché la do­man­da. Nel ca­so del tra­spor­to re­go­la­re di viag­gia­to­ri, la ri­mu­ne­ra­zio­ne cor­ri­spon­de ai co­sti mar­gi­na­li fis­sa­ti dall'UFT per la ca­te­go­ria di trat­ta e al­la quo­ta sui pro­ven­ti del tra­spor­to fis­sa­ta dall'au­to­ri­tà con­ce­den­te.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce i prin­ci­pi per il cal­co­lo e di­sci­pli­na la pub­bli­ca­zio­ne. Nel­lo sta­bi­li­re que­sti prin­ci­pi fa in mo­do che i prez­zi di trac­cia sia­no ugua­li sul­le trat­te com­pa­ra­bi­li e che le ca­pa­ci­tà fer­ro­via­rie sia­no sfrut­ta­te in mo­do ot­ti­ma­le.2
1 Ori­gi­na­rio art. 9b. In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2835; FF 1997 I 809).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 19 dic. 2008 (mo­di­fi­che del di­rit­to dei tra­spor­ti), in vi­go­re dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5973; FF 2007 3997).
Art. 10 Autorità di vigilanza
1La co­stru­zio­ne e l'eser­ci­zio del­le fer­ro­vie sot­to­stan­no al­la vi­gi­lan­za del Con­si­glio fe­de­ra­le. Es­so può ade­gua­ta­men­te li­mi­tar­la per le fer­ro­vie che ser­vo­no pre­va­len­te­men­te il traf­fi­co lo­ca­le o che si tro­va­no in con­di­zio­ni par­ti­co­lar­men­te sem­pli­ci e non so­no tec­ni­ca­men­te con­giun­te ad al­tre fer­ro­vie.1
2L'UFT è l'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za.2
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 9 del­la LF del 18 giu. 1999 sul coor­di­na­men­to e la sem­pli­fi­ca­zio­ne del­le pro­ce­du­re d'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 3071; FF 1998 2029).
1 Abro­ga­to dal n. 75 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197; FF 2001 3764).
Art. 12 Competenze speciali dell'UFT
L'UFT può an­nul­la­re, op­pu­re im­pe­di­re che sia­no ese­gui­te, le de­ci­sio­ni e le di­spo­si­zio­ni de­gli or­ga­ni o dei ser­vi­zi dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria che so­no con­tra­rie al­la pre­sen­te leg­ge, al­la con­ces­sio­ne o a con­ven­zio­ni in­ter­na­zio­na­li o che le­do­no im­por­tan­ti in­te­res­si na­zio­na­li.
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 18 giu. 1993, con ef­fet­to dal 1° gen. 1994 (RU 1993 3199; FF 1993 I 609).
1 Abro­ga­to dal n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, con ef­fet­to dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
Art. 14a Obbligo di notifica e di collaborazione
1Le im­pre­se fer­ro­via­rie de­vo­no co­mu­ni­ca­re sen­za in­du­gio all'UFT gli in­for­tu­ni e gli in­ci­den­ti gra­vi nell'eser­ci­zio del­le fer­ro­vie.
2De­vo­no in ogni mo­men­to for­ni­re all'UFT le in­for­ma­zio­ni e i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri. De­vo­no inol­tre con­ce­de­re all'UFT li­be­ro ac­ces­so a tut­te le par­ti de­gli im­pian­ti fer­ro­via­ri e dei vei­co­li e coa­diu­var­lo a ti­to­lo gra­tui­to nel­le at­ti­vi­tà di esa­me e di con­trol­lo.
1 In­tro­dot­to dall'all. al­la LF del 1° ott. 2010 (RU 2011 1119; FF 2009 4263). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 3205; FF 2013 6175).
Art. 15 Inchiesta sugli infortuni e gli incidenti gravi
1Per ogni in­for­tu­nio e in­ci­den­te gra­ve nell'eser­ci­zio del­le fer­ro­vie è aper­ta un'in­chie­sta in­te­sa a chia­rir­ne le cir­co­stan­ze, lo svol­gi­men­to e le cau­se.
2L'in­chie­sta ser­ve a im­pe­di­re in­for­tu­ni ana­lo­ghi. Es­sa non ver­te sul­la de­ter­mi­na­zio­ne del­la col­pa e del­la re­spon­sa­bi­li­tà.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'all. al­la LF del 1° ott. 2010, in vi­go­re dal 1° nov. 2011 (RU 2011 1119 4573; FF 2009 4263).
Art. 15a Commissione d'inchiesta
1Per svol­ge­re le in­chie­ste il Con­si­glio fe­de­ra­le isti­tui­sce una com­mis­sio­ne ex­tra­par­la­men­ta­re d'in­chie­sta se­con­do gli ar­ti­co­li 57a-57g del­la leg­ge fe­de­ra­le del 21 mar­zo 19972 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del Go­ver­no e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne.
2La Com­mis­sio­ne d'in­chie­sta si com­po­ne di al­me­no tre e al mas­si­mo cin­que esper­ti in­di­pen­den­ti.
3La Com­mis­sio­ne d'in­chie­sta è in­di­pen­den­te dal­le au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­ve e di­spo­ne di una pro­pria se­gre­te­ria. È am­mi­ni­stra­ti­va­men­te ag­gre­ga­ta al DA­TEC.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na l'or­ga­niz­za­zio­ne del­la Com­mis­sio­ne d'in­chie­sta. Può ac­cor­par­la con la Com­mis­sio­ne d'in­chie­sta di cui all'ar­ti­co­lo 25 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 21 di­cem­bre 19483 sul­la na­vi­ga­zio­ne ae­rea.
1 In­tro­dot­to dall'all. al­la LF del 1° ott. 2010 (RU 2011 1119 4573; FF 2009 4263). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al­la LF del 16 giu. 2017, in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 5607; FF 2016 6401).
Art. 15b Procedura della Commissione d'inchiesta
1La Com­mis­sio­ne d'in­chie­sta pre­sen­ta un rap­por­to per ogni in­chie­sta. Il rap­por­to non co­sti­tui­sce una de­ci­sio­ne for­ma­le e non può es­se­re im­pu­gna­to.
2Per chia­ri­re i fat­ti, la se­gre­te­ria può or­di­na­re:
la ci­ta­zio­ne di per­so­ne che pos­so­no for­ni­re in­for­ma­zio­ni uti­li;
per­qui­si­zio­ni do­mi­ci­lia­ri, per­qui­si­zio­ni di car­te e re­gi­stra­zio­ni, non­ché per­qui­si­zio­ni di per­so­ne e og­get­ti;
se­que­stri;
ana­li­si me­di­che qua­li pro­ve del san­gue e dell'uri­na;
au­top­sie;
ana­li­si dei da­ti con­te­nu­ti in ap­pa­rec­chi di re­gi­stra­zio­ne;
3Se tan­ge di­rit­ti od ob­bli­ghi, la se­gre­te­ria ema­na de­ci­sio­ni for­ma­li. Per quan­to la pre­sen­te leg­ge non di­spon­ga al­tri­men­ti, si ap­pli­ca la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 19682 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va.
4Le de­ci­sio­ni ema­na­te dal­la se­gre­te­ria nell'am­bi­to dell'in­chie­sta pos­so­no es­se­re im­pu­gna­te en­tro die­ci gior­ni me­dian­te op­po­si­zio­ne di­nan­zi al­la Com­mis­sio­ne d'in­chie­sta.
5La Com­mis­sio­ne d'in­chie­sta ge­sti­sce un si­ste­ma di as­si­cu­ra­zio­ne del­la qua­li­tà. Prov­ve­de in par­ti­co­la­re af­fin­ché si ten­ga ade­gua­ta­men­te con­to del­le istan­ze di tut­ti gli in­te­res­sa­ti.
6Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na la pro­ce­du­ra, in par­ti­co­la­re le mi­su­re coer­ci­ti­ve e la pub­bli­ca­zio­ne dei rap­por­ti.
Art. 15c Spese della procedura d'inchiesta
1Se in un al­tro pro­ce­di­men­to è sta­to ac­cer­ta­to con una sen­ten­za pas­sa­ta in giu­di­ca­to che qual­cu­no ha cau­sa­to in­ten­zio­nal­men­te o per ne­gli­gen­za gra­ve l'even­to og­get­to di in­chie­sta, la Com­mis­sio­ne d'in­chie­sta può ad­dos­sar­gli una par­te del­le spe­se d'in­chie­sta.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na il cal­co­lo di ta­li spe­se. Al ri­guar­do con­si­de­ra la gra­vi­tà del­la col­pa.
Art. 16 Trattamento di dati da parte dell'UFT
1Nell'am­bi­to del­la sua at­ti­vi­tà di vi­gi­lan­za l'UFT è au­to­riz­za­to a ri­le­va­re i da­ti ne­ces­sa­ri pres­so le im­pre­se fer­ro­via­rie e a ela­bo­rar­li. Le im­pre­se fer­ro­via­rie for­ni­sco­no i da­ti ne­ces­sa­ri per la sta­ti­sti­ca uf­fi­cia­le dei tra­spor­ti.2
2L'UFT può ri­le­va­re da­ti che ser­vo­no per al­le­sti­re una li­cen­za pres­so le per­so­ne in­te­res­sa­te e ela­bo­rar­li.
3Ai fi­ni del­la pia­ni­fi­ca­zio­ne dei tra­spor­ti, l'UFT può chie­de­re al­le im­pre­se fer­ro­via­rie di ri­le­va­re e tra­smet­ter­gli da­ti re­la­ti­vi al­le trat­te. Può di­vul­gar­li nel­la mi­su­ra ne­ces­sa­ria per con­se­gui­re gli obiet­ti­vi pre­fis­sa­ti e se sus­si­ste un in­te­res­se pub­bli­co pre­pon­de­ran­te.
4Do­po aver va­lu­ta­to la pro­por­zio­na­li­tà del prov­ve­di­men­to, l'UFT può pub­bli­ca­re da­ti de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne se es­si con­sen­to­no di trar­re con­clu­sio­ni sul ri­spet­to del­le pre­scri­zio­ni in ma­te­ria di si­cu­rez­za da par­te dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria. Può in par­ti­co­la­re pub­bli­ca­re in­for­ma­zio­ni con­cer­nen­ti:
il ri­ti­ro o la re­vo­ca di con­ces­sio­ni e au­to­riz­za­zio­ni;
vio­la­zio­ni del­le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti la pro­te­zio­ne del la­vo­ro o le con­di­zio­ni di la­vo­ro.
5Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na i det­ta­gli, in par­ti­co­la­re la for­ma del­la pub­bli­ca­zio­ne.
2 Per. in­tro­dot­to dal n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2012 5619, 2013 1603; FF 2011 823).
Art. 16a Trattamento di dati da parte del titolare della concessione
1Per le at­ti­vi­tà che rien­tra­no nel­la con­ces­sio­ne, il ti­to­la­re del­la stes­sa sot­to­stà agli ar­ti­co­li 16-25bis del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 19922 sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti (LPD). Se agi­sce se­con­do il di­rit­to pri­va­to, sot­to­stà in­ve­ce agli ar­ti­co­li 12-15 LPD.
2Il ti­to­la­re del­la con­ces­sio­ne può trat­ta­re da­ti per­so­na­li de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne e pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà se è ne­ces­sa­rio per la si­cu­rez­za dell'in­fra­strut­tu­ra, in par­ti­co­la­re per la co­stru­zio­ne e l'eser­ci­zio del­la me­de­si­ma. Que­sto va­le an­che per ter­zi che svol­go­no com­pi­ti per il ti­to­la­re del­la con­ces­sio­ne. Il ti­to­la­re del­la con­ces­sio­ne ri­ma­ne re­spon­sa­bi­le del ri­spet­to del­le di­spo­si­zio­ni sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti.
3La vi­gi­lan­za è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 27 LPD.
1 In­tro­dot­to dal n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
Art. 16b Videosorveglianza
1A tu­te­la dell'in­fra­strut­tu­ra, il ti­to­la­re del­la con­ces­sio­ne può in­stal­la­re una vi­deo­sor­ve­glian­za.
2Il ti­to­la­re del­la con­ces­sio­ne può af­fi­da­re la vi­deo­sor­ve­glian­za a ter­zi ai qua­li ha af­fi­da­to com­pi­ti di si­cu­rez­za. È re­spon­sa­bi­le del ri­spet­to del­le di­spo­si­zio­ni sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti.
3I se­gna­li vi­deo pos­so­no es­se­re re­gi­stra­ti. Di prin­ci­pio de­vo­no es­se­re ana­liz­za­ti al più tar­di il gior­no fe­ria­le suc­ces­si­vo al­la re­gi­stra­zio­ne.
4Do­po l'ana­li­si i se­gna­li vi­deo de­vo­no es­se­re con­ser­va­ti in un luo­go a pro­va di fur­to. I se­gna­li vi­deo con­ser­va­ti de­vo­no es­se­re pro­tet­ti da­gli abu­si e di­strut­ti al più tar­di en­tro 100 gior­ni.
5Le re­gi­stra­zio­ni pos­so­no es­se­re co­mu­ni­ca­te so­lo al­le au­to­ri­tà di per­se­gui­men­to pe­na­le o al­le au­to­ri­tà pres­so le qua­li le im­pre­se pre­sen­ta­no una de­nun­cia o fan­no va­le­re pre­te­se le­ga­li.
6Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na i det­ta­gli, se­gna­ta­men­te il mo­do in cui i se­gna­li vi­deo de­vo­no es­se­re con­ser­va­ti e pro­tet­ti da­gli abu­si.
Capitolo 4: Piani, costruzione ed esercizio
Art. 17 Esigenze del traffico, dell'ambiente e della sicurezza
1Gli im­pian­ti fer­ro­via­ri e i vei­co­li de­vo­no es­se­re co­strui­ti, ge­sti­ti, con­ser­va­ti e rin­no­va­ti se­con­do le esi­gen­ze del traf­fi­co, dell'am­bien­te e i pro­gres­si del­la tec­ni­ca. I bi­so­gni del­le per­so­ne con mo­bi­li­tà ri­dot­ta van­no pu­re con­si­de­ra­ti ade­gua­ta­men­te.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la co­stru­zio­ne e l'eser­ci­zio, non­ché l'uni­tà tec­ni­ca e l'am­mis­si­bi­li­tà, fer­mi re­stan­do l'in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà e uno stan­dard di si­cu­rez­za con­for­me al­la trat­ta. Il Con­si­glio fe­de­ra­le fa in mo­do che non si abu­si del­le pre­scri­zio­ni tec­ni­che per im­pe­di­re la li­be­ra con­cor­ren­za.
3L'UFT ema­na pre­scri­zio­ni re­la­ti­ve al ser­vi­zio fer­ro­via­rio.3
4Nel qua­dro del­le pre­scri­zio­ni, le im­pre­se fer­ro­via­rie so­no re­spon­sa­bi­li del­la si­cu­rez­za d'eser­ci­zio de­gli im­pian­ti fer­ro­via­ri e dei vei­co­li. Es­se so­no te­nu­te a re­di­ge­re le pre­scri­zio­ni ne­ces­sa­rie per la si­cu­rez­za dell'eser­ci­zio e a pre­sen­tar­le all'UFT.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2835; FF 1997 I 809).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
Art. 17a Registro dei veicoli immatricolati
1L'UFT tie­ne un re­gi­stro di tut­ti i vei­co­li im­ma­tri­co­la­ti in Sviz­ze­ra con­for­me­men­te al­la pre­sen­te leg­ge.
2I ti­to­la­ri di un'au­to­riz­za­zio­ne d'eser­ci­zio (de­ten­to­ri) so­no te­nu­ti ad an­nun­cia­re i lo­ro vei­co­li all'UFT per la re­gi­stra­zio­ne.
3Il re­gi­stro è ac­ces­si­bi­le a tut­te le au­to­ri­tà sviz­ze­re ed este­re pre­po­ste al­la si­cu­rez­za e a tut­ti i ser­vi­zi sviz­ze­ri ed este­ri d'in­chie­sta su­gli in­ci­den­ti non­ché a tut­te le al­tre per­so­ne che han­no un in­te­res­se le­git­ti­mo.
l'iden­ti­fi­ca­zio­ne dei vei­co­li;
i det­ta­gli con­cer­nen­ti l'ac­ces­so al re­gi­stro;
i con­te­nu­ti del re­gi­stro ac­ces­si­bi­li al pub­bli­co.
5Il Con­si­glio fe­de­ra­le può:
de­le­ga­re a ter­zi la te­nu­ta del re­gi­stro;
de­si­gna­re ca­te­go­rie di vei­co­li esen­ta­te dall'ob­bli­go di re­gi­stra­zio­ne.
1 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 19 dic. 2008 (mo­di­fi­che del di­rit­to dei tra­spor­ti) (RU 2009 5973; FF 2007 3997). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2012 5619, 2013 1603; FF 2011 823).
Art. 17b Manutenzione dei veicoli
1È re­spon­sa­bi­le del­la ma­nu­ten­zio­ne del vei­co­lo la per­so­na iscrit­ta co­me ta­le nel re­gi­stro dei vei­co­li im­ma­tri­co­la­ti in Sviz­ze­ra.
2Se il vei­co­lo non è re­gi­stra­to o se nel re­gi­stro non è in­di­ca­to un re­spon­sa­bi­le del­la ma­nu­ten­zio­ne, ta­le re­spon­sa­bi­li­tà in­com­be al de­ten­to­re o, a ti­to­lo sus­si­dia­rio, al­la per­so­na che ha il po­te­re di di­spor­re ef­fet­ti­va­men­te del vei­co­lo.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le può sta­bi­li­re i re­qui­si­ti che de­vo­no adem­pie­re le per­so­ne re­spon­sa­bi­li del­la ma­nu­ten­zio­ne e le per­so­ne in­ca­ri­ca­te del­la ma­nu­ten­zio­ne.
1 In­tro­dot­to dal n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2012 5619, 2013 1603; FF 2011 823).
Art. 17c Valutazione degli aspetti rilevanti per la sicurezza
1Nel­le pro­ce­du­re di au­to­riz­za­zio­ne l'UFT va­lu­ta gli aspet­ti ri­le­van­ti per la si­cu­rez­za in fun­zio­ne dei ri­schi, sul­la scor­ta di pe­ri­zie di si­cu­rez­za o me­dian­te con­trol­li per cam­pio­na­tu­ra.
2L'UFT sta­bi­li­sce i pun­ti per i qua­li il ri­chie­den­te de­ve pro­dur­re pe­ri­zie di si­cu­rez­za.
1Le co­stru­zio­ni e gli im­pian­ti de­sti­na­ti esclu­si­va­men­te o pre­va­len­te­men­te al­la co­stru­zio­ne e all'eser­ci­zio di una fer­ro­via (im­pian­ti fer­ro­via­ri) pos­so­no es­se­re co­strui­ti o mo­di­fi­ca­ti uni­ca­men­te pre­via ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni da par­te dell'au­to­ri­tà com­pe­ten­te.
2L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni è l'UFT.2
3Con l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni so­no ri­la­scia­te tut­te le au­to­riz­za­zio­ni ne­ces­sa­rie se­con­do il di­rit­to fe­de­ra­le.
4Non è ne­ces­sa­ria al­cu­na au­to­riz­za­zio­ne o pia­no del di­rit­to can­to­na­le. Va te­nu­to con­to del di­rit­to can­to­na­le per quan­to es­so non li­mi­ti in mo­do spro­por­zio­na­to l'adem­pi­men­to dei com­pi­ti dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria.
5Per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni di pro­get­ti che in­ci­do­no con­si­de­re­vol­men­te sul­la pia­ni­fi­ca­zio­ne del ter­ri­to­rio e sull'am­bien­te, oc­cor­re di prin­ci­pio un pia­no set­to­ria­le se­con­do la leg­ge fe­de­ra­le del 22 giu­gno 19793 sul­la pia­ni­fi­ca­zio­ne del ter­ri­to­rio.
6So­no con­si­de­ra­ti im­pian­ti fer­ro­via­ri an­che le strut­tu­re di rac­cor­do e gli im­pian­ti con­nes­si con la co­stru­zio­ne e l'eser­ci­zio non­ché le ubi­ca­zio­ni per il ri­ci­clag­gio e il de­po­si­to di ma­te­ria­le di sca­vo o di de­tri­ti che so­no in uno stret­to rap­por­to spa­zia­le e fun­zio­na­le con l'im­pian­to pro­get­ta­to.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 9 del­la LF del 18 giu. 1999 sul coor­di­na­men­to e la sem­pli­fi­ca­zio­ne del­le pro­ce­du­re d'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 3071; FF 1998 2029).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 3205; FF 2013 6175).
Art. 18a Diritto applicabile
La pro­ce­du­ra di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni è ret­ta dal­le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te leg­ge e, in su­bor­di­ne, da quel­le del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 giu­gno 19302 sull'espro­pria­zio­ne (LE­spr).
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'8 ott. 1982 (RU 1984 1429; FF 1981 I 313). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 9 del­la LF del 18 giu. 1999 sul coor­di­na­men­to e la sem­pli­fi­ca­zio­ne del­le pro­ce­du­re d'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 3071; FF 1998 2029).
Art. 18b Introduzione della procedura
La do­man­da di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni va pre­sen­ta­ta, con la do­cu­men­ta­zio­ne ne­ces­sa­ria, all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni. Que­sta esa­mi­na se la do­cu­men­ta­zio­ne è com­ple­ta e, se del ca­so, chie­de di com­ple­tar­la.
Art. 18c Atti preparatori
1Pri­ma del de­po­si­to pub­bli­co del­la do­man­da, l'im­pre­sa di co­stru­zio­ni2 de­ve met­te­re in evi­den­za, me­dian­te pic­chet­ta­men­to e, per gli edi­fi­ci, me­dian­te l'in­di­ca­zio­ne dei pro­fi­li, le mo­di­fi­che del ter­re­no ne­ces­sa­rie per l'ope­ra pro­get­ta­ta.
2Le obie­zio­ni con­tro il pic­chet­ta­men­to o l'in­di­ca­zio­ne di pro­fi­li de­vo­no es­se­re pre­sen­ta­te su­bi­to, al più tar­di pe­rò en­tro il ter­mi­ne di de­po­si­to dei pia­ni, pres­so l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni.
3Agli al­tri at­ti pre­pa­ra­to­ri, all'eli­mi­na­zio­ne del­le di­ver­gen­ze o per con­so­li­da­re le ba­si de­ci­sio­na­li si ap­pli­ca la pro­ce­du­ra di cui all'ar­ti­co­lo 15 LE­spr3. Cir­ca le obie­zio­ni di ter­zi de­ci­de l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni.
2 Ret­ti­fi­ca del­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne dell'AF: in­ve­ce di «im­pre­sa di co­stru­zio­ni» leg­ga­si «im­pre­sa fer­ro­via­ria».
Art. 18d Consultazione, pubblicazione e deposito dei piani
1L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni tra­smet­te la do­man­da ai Can­to­ni in­te­res­sa­ti, in­vi­tan­do­li a espri­me­re il lo­ro pa­re­re en­tro tre me­si. In ca­si mo­ti­va­ti ta­le ter­mi­ne può ec­ce­zio­nal­men­te es­se­re pro­ro­ga­to.
2La do­man­da de­ve es­se­re pub­bli­ca­ta ne­gli or­ga­ni uf­fi­cia­li di pub­bli­ca­zio­ne dei Can­to­ni e dei Co­mu­ni in­te­res­sa­ti e de­po­si­ta­ta pub­bli­ca­men­te du­ran­te 30 gior­ni.
3Il de­po­si­to pub­bli­co ha per con­se­guen­za il ban­do d'espro­pria­zio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 42-44 LE­spr2.
Art. 18e Avviso personale
Al più tar­di con il de­po­si­to pub­bli­co del­la do­man­da l'im­pre­sa fer­ro­via­ria de­ve in­via­re agli aven­ti di­rit­to all'in­den­ni­tà se­con­do l'ar­ti­co­lo 31 LE­spr2 un av­vi­so per­so­na­le sui di­rit­ti da espro­pria­re.
1Chi ha qua­li­tà di par­te se­con­do le pre­scri­zio­ni del­la leg­ge del 20 di­cem­bre 19682 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va o del­la LE­spr3 può, du­ran­te il ter­mi­ne di de­po­si­to dei pia­ni, fa­re op­po­si­zio­ne pres­so l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te. Se non fa op­po­si­zio­ne, è esclu­so dal se­gui­to del­la pro­ce­du­ra.
2En­tro il ter­mi­ne di de­po­si­to dei pia­ni van­no sol­le­va­te tut­te le obie­zio­ni re­la­ti­ve al di­rit­to d'espro­pria­zio­ne e van­no pre­sen­ta­te tut­te le do­man­de di in­den­ni­tà o di pre­sta­zio­ni in na­tu­ra. Suc­ces­si­ve op­po­si­zio­ni e do­man­de se­con­do gli ar­ti­co­li 39-41 LE­spr de­vo­no es­se­re inol­tra­te all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni.
3I Co­mu­ni sal­va­guar­da­no i lo­ro in­te­res­si me­dian­te op­po­si­zio­ne.
Art. 18g Eliminazione delle divergenze
L'eli­mi­na­zio­ne del­le di­ver­gen­ze nell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le è di­sci­pli­na­ta dall'ar­ti­co­lo 62b del­la leg­ge fe­de­ra­le del 21 mar­zo 19973 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del Go­ver­no e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne.
Art. 18h Durata di validità
1Con l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te de­ci­de si­mul­ta­nea­men­te an­che cir­ca le op­po­si­zio­ni re­la­ti­ve al di­rit­to di espro­pria­zio­ne.
2Può ap­pro­va­re pro­get­ti a tap­pe, se la lo­ro trat­ta­zio­ne se­pa­ra­ta non pre­giu­di­ca la va­lu­ta­zio­ne glo­ba­le del pro­get­to.
3L'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni de­ca­de se en­tro cin­que an­ni dal pas­sag­gio in giu­di­ca­to del­la de­ci­sio­ne non è sta­to da­to ini­zio all'ese­cu­zio­ne del pro­get­to di co­stru­zio­ne.
4Per gra­vi mo­ti­vi, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni può pro­ro­ga­re di tre an­ni al mas­si­mo la du­ra­ta di va­li­di­tà dell'ap­pro­va­zio­ne. La pro­ro­ga è esclu­sa se la si­tua­zio­ne de­ter­mi­nan­te di fat­to o di di­rit­to si è so­stan­zial­men­te mo­di­fi­ca­ta dal pas­sag­gio in giu­di­ca­to dell'ap­pro­va­zio­ne.
3 Abro­ga­to dal n. 75 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197; FF 2001 3764).
Art. 18i Procedura semplificata
pro­get­ti di co­stru­zio­ni e im­pian­ti li­mi­ta­ti lo­cal­men­te e che con­cer­no­no po­chi in­te­res­sa­ti chia­ra­men­te in­di­vi­dua­bi­li;
im­pian­ti fer­ro­via­ri la cui mo­di­fi­ca o tra­sfor­ma­zio­ne del­la de­sti­na­zio­ne non al­te­ra­no in ma­nie­ra so­stan­zia­le l'aspet­to ester­no, non le­do­no in­te­res­si de­gni di pro­te­zio­ne di ter­zi e han­no sol­tan­to ri­per­cus­sio­ni in­si­gni­fi­can­ti sul­la pia­ni­fi­ca­zio­ne del ter­ri­to­rio e sull'am­bien­te;
im­pian­ti fer­ro­via­ri che so­no ri­mos­si en­tro tre an­ni al più tar­di.
2Ai pia­ni par­ti­co­la­reg­gia­ti che si ba­sa­no su un pro­get­to già ap­pro­va­to si ap­pli­ca la pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta.
3L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni può or­di­na­re il pic­chet­ta­men­to. La do­man­da non è né pub­bli­ca­ta né de­po­si­ta­ta pub­bli­ca­men­te. L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni sot­to­po­ne il pro­get­to agli in­te­res­sa­ti, sem­pre­ché non ab­bia­no da­to pre­ce­den­te­men­te il lo­ro con­sen­so per scrit­to; que­sti pos­so­no fa­re op­po­si­zio­ne en­tro 30 gior­ni. L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni può chie­de­re un pa­re­re a Can­to­ni e Co­mu­ni. Im­par­ti­sce un ter­mi­ne ade­gua­to a tal fi­ne.
Art. 18k Procedura di stima; immissione in possesso anticipata
1Do­po la con­clu­sio­ne del­la pro­ce­du­ra di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni è ese­gui­ta, se ne­ces­sa­rio, la pro­ce­du­ra di sti­ma di­nan­zi al­la Com­mis­sio­ne fe­de­ra­le di sti­ma (Com­mis­sio­ne di sti­ma) se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la LE­spr2. Ven­go­no di­scus­se sol­tan­to le pre­te­se an­nun­cia­te.
2L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni tra­smet­te al pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne di sti­ma i pia­ni ap­pro­va­ti, il pia­no di espro­pria­zio­ne, la ta­bel­la dei fon­di di cui si chie­de l'espro­pria­zio­ne e le pre­te­se an­nun­cia­te.
Art. 18l Partecipazione dei Cantoni
1Se la co­stru­zio­ne di im­pian­ti fer­ro­via­ri, in par­ti­co­la­re di gal­le­rie, ge­ne­ra con­si­de­re­vo­li quan­ti­tà di ma­te­ria­li di sca­vo o di de­tri­ti che non pos­so­no es­se­re ri­ci­cla­ti o de­po­si­ta­ti nei pres­si dell'im­pian­to, i Can­to­ni in­te­res­sa­ti de­si­gna­no i si­ti ne­ces­sa­ri per la lo­ro eli­mi­na­zio­ne.
2Se al mo­men­to dell'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni non vi è un'au­to­riz­za­zio­ne pas­sa­ta in giu­di­ca­to del Can­to­ne in­te­res­sa­to, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni può de­si­gna­re un si­to per il de­po­si­to tem­po­ra­neo e sta­bi­li­re le con­di­zio­ni e gli one­ri con­nes­si al suo uso. In tal ca­so si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni pro­ce­du­ra­li re­la­ti­ve agli im­pian­ti fer­ro­via­ri. Il Can­to­ne de­si­gna en­tro cin­que an­ni i si­ti per l'eli­mi­na­zio­ne dei ma­te­ria­li.
1 In­tro­dot­to dal n. I 9 del­la LF del 18 giu. 1999 sul coor­di­na­men­to e la sem­pli­fi­ca­zio­ne del­le pro­ce­du­re d'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 3071; FF 1998 2029).
Art. 18m Impianti accessori
1L'edi­fi­ca­zio­ne e la mo­di­fi­ca di co­stru­zio­ni e di im­pian­ti non de­sti­na­ti to­tal­men­te o pre­va­len­te­men­te all'eser­ci­zio fer­ro­via­rio (im­pian­ti ac­ces­so­ri) so­no sot­to­po­ste al di­rit­to can­to­na­le. L'edi­fi­ca­zio­ne e la mo­di­fi­ca pos­so­no es­se­re au­to­riz­za­te uni­ca­men­te pre­vio con­sen­so dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria se gli im­pian­ti ac­ces­so­ri:
oc­cu­pa­no ter­re­ni del­la fer­ro­via o con­fi­na­no con es­si;
po­treb­be­ro pre­giu­di­ca­re la si­cu­rez­za dell'eser­ci­zio.
2L'au­to­ri­tà can­to­na­le sen­te l'UFT pri­ma di au­to­riz­za­re un im­pian­to ac­ces­so­rio:
su pro­po­sta di una del­le par­ti, se il com­mit­ten­te del­la co­stru­zio­ne e l'im­pre­sa fer­ro­via­ria non giun­go­no a un'in­te­sa;
se la co­stru­zio­ne ren­de im­pos­si­bi­le il fu­tu­ro svi­lup­po dell'im­pian­to fer­ro­via­rio o lo com­pli­ca con­si­de­re­vol­men­te;
se il ter­re­no edi­fi­ca­bi­le è in­clu­so in una zo­na ri­ser­va­ta o in un al­li­nea­men­to di di­rit­to fer­ro­via­rio.
3L'UFT può im­pu­gna­re le de­ci­sio­ni del­le au­to­ri­tà can­to­na­li in ap­pli­ca­zio­ne del­la pre­sen­te leg­ge e del­le sue di­spo­si­zio­ni d'ap­pli­ca­zio­ne con i ri­me­di giu­ri­di­ci del di­rit­to fe­de­ra­le e del di­rit­to can­to­na­le.
Sezione 3: Zone riservate
Art. 18n Determinazione
1L'UFT può, di mo­do pro­prio o su pro­po­sta di un'im­pre­sa fer­ro­via­ria, di un Can­to­ne o di un Co­mu­ne, de­ter­mi­na­re zo­ne ri­ser­va­te con­cer­nen­ti re­gio­ni esat­ta­men­te de­li­mi­ta­te, per as­si­cu­ra­re la di­spo­ni­bi­li­tà dei ter­re­ni ne­ces­sa­ri a co­stru­zio­ni e im­pian­ti fer­ro­via­ri. I ser­vi­zi fe­de­ra­li, i Can­to­ni, i Co­mu­ni e i pro­prie­ta­ri fon­dia­ri in­te­res­sa­ti de­vo­no es­se­re con­sul­ta­ti. La con­sul­ta­zio­ne dei Co­mu­ni e dei pro­prie­ta­ri fon­dia­ri in­te­res­sa­ti spet­ta ai Can­to­ni.
2Le de­ci­sio­ni sul­la de­ter­mi­na­zio­ne di zo­ne ri­ser­va­te so­no pub­bli­ca­te nei Co­mu­ni in­te­res­sa­ti, con l'in­di­ca­zio­ne del ter­mi­ne di ri­cor­so. Il ri­cor­so non ha ef­fet­to so­spen­si­vo.
1 Ori­gi­na­rio art. 18b. In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'8 ott. 1982, in vi­go­re dal 1° gen. 1985 (RU 1984 1429 1435; FF 1981 I 313).
Art. 18o Effetti
1Nel­le zo­ne ri­ser­va­te non può es­se­re ese­gui­ta al­cu­na tra­sfor­ma­zio­ne con­tra­ria al lo­ro sco­po. So­no ec­cet­tua­ti i prov­ve­di­men­ti di ma­nu­ten­zio­ne o per l'eli­mi­na­zio­ne di pe­ri­co­li e di im­mis­sio­ni no­ci­ve. In ca­si ec­ce­zio­na­li, pos­so­no es­se­re au­to­riz­za­ti ul­te­rio­ri prov­ve­di­men­ti, se il pro­prie­ta­rio ri­nun­cia a qual­sia­si suc­ces­si­va in­den­ni­tà per il plu­sva­lo­re.
2Nel­le zo­ne ri­ser­va­te, fis­sa­te o pre­vi­ste, pos­so­no aver luo­go at­ti pre­pa­ra­to­ri. L'ar­ti­co­lo 15 del­la LE­spr3 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia.
1 Ori­gi­na­rio art. 18c. In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'8 ott. 1982, in vi­go­re dal 1° gen. 1985 (RU 1984 1429; FF 1981 I 313).
Art. 18p Soppressione
1Le zo­ne ri­ser­va­te de­ca­do­no non ap­pe­na la de­ci­sio­ne che de­ter­mi­na gli al­li­nea­men­ti pas­sa in giu­di­ca­to, ma al più tar­di do­po cin­que an­ni; pos­so­no es­se­re pro­ro­ga­te di tre an­ni al mas­si­mo. Se una zo­na ri­ser­va­ta de­ca­de, può es­ser­ne ri­de­fi­ni­ta un'al­tra con pe­ri­me­tro par­zial­men­te o to­tal­men­te iden­ti­co.
2L'UFT sop­pri­me una zo­na ri­ser­va­ta, d'uf­fi­cio o su do­man­da dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria, del Can­to­ne o del Co­mu­ne, quan­do con­sta­ta che l'im­pian­to fer­ro­via­rio pro­get­ta­to non sa­rà ese­gui­to.
3Le de­ci­sio­ni con­cer­nen­ti la sop­pres­sio­ne del­le zo­ne ri­ser­va­te de­vo­no es­se­re pub­bli­ca­te nei Co­mu­ni in­te­res­sa­ti, con l'in­di­ca­zio­ne dei ter­mi­ni di ri­cor­so.
Sezione 4: Allineamenti
Art. 18q Determinazione
1L'UFT può de­ter­mi­na­re al­li­nea­men­ti per as­si­cu­ra­re co­stru­zio­ni ed im­pian­ti fer­ro­via­ri esi­sten­ti o fu­tu­ri. I ser­vi­zi fe­de­ra­li, i Can­to­ni, i Co­mu­ni e i pro­prie­ta­ri fon­dia­ri in­te­res­sa­ti de­vo­no es­se­re con­sul­ta­ti. La con­sul­ta­zio­ne dei Co­mu­ni e dei pro­prie­ta­ri fon­dia­ri in­te­res­sa­ti spet­ta ai Can­to­ni. Gli al­li­nea­men­ti de­vo­no cor­ri­spon­de­re al­lo sta­to fi­na­le pre­ve­di­bi­le del­le ope­re e te­ner con­to del­la pia­ni­fi­ca­zio­ne del ter­ri­to­rio e del­la pro­te­zio­ne dell'am­bien­te. Pos­so­no es­se­re de­li­mi­ta­ti ver­ti­cal­men­te.
2Gli al­li­nea­men­ti pos­so­no es­se­re de­ter­mi­na­ti sol­tan­to in vir­tù di pia­ni ap­pro­va­ti.
3Le de­ci­sio­ni sul­la de­ter­mi­na­zio­ne di al­li­nea­men­ti so­no pub­bli­ca­te nei Co­mu­ni in­te­res­sa­ti, con l'in­di­ca­zio­ne del ter­mi­ne di ri­cor­so.
1 Ori­gi­na­rio art. 18e. In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'8 ott. 1982, in vi­go­re dal 1° gen. 1985 (RU 1984 1429; FF 1981 I 313).
Art. 18r Effetti
1En­tro gli al­li­nea­men­ti, co­me an­che fra un al­li­nea­men­to e un im­pian­to fer­ro­via­rio non può es­se­re ese­gui­ta al­cu­na tra­sfor­ma­zio­ne o al­tro in­ter­ven­to con­tra­ri al­lo sco­po dell'al­li­nea­men­to. So­no ec­cet­tua­ti i prov­ve­di­men­ti pre­si per la ma­nu­ten­zio­ne de­gli im­mo­bi­li o per l'eli­mi­na­zio­ne di pe­ri­co­li e di ef­fet­ti no­ci­vi. In ca­si ec­ce­zio­na­li, pos­so­no es­se­re au­to­riz­za­ti ul­te­rio­ri prov­ve­di­men­ti, se il pro­prie­ta­rio ri­nun­cia a qual­sia­si suc­ces­si­va in­den­ni­tà per il plu­sva­lo­re.
2Nell'in­ter­no de­gli al­li­nea­men­ti fis­sa­ti o pre­vi­sti pos­so­no aver luo­go at­ti pre­pa­ra­to­ri. L'ar­ti­co­lo 15 del­la LE­spr2 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia.
1 Ori­gi­na­rio art. 18f. In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'8 ott. 1982, in vi­go­re dal 1° gen. 1985 (RU 1984 1429; FF 1981 I 313).
Art. 18s Soppressione
1L'UFT sop­pri­me d'uf­fi­cio o su pro­po­sta di un'im­pre­sa fer­ro­via­ria, di un Can­to­ne o di un Co­mu­ne gli al­li­nea­men­ti di­ve­nu­ti pri­vi d'og­get­to.
2Le de­ci­sio­ni sul­la sop­pres­sio­ne di al­li­nea­men­ti so­no pub­bli­ca­te nei Co­mu­ni in­te­res­sa­ti, con l'in­di­ca­zio­ne del ter­mi­ne di ri­cor­so.
3I prin­ci­pi dell'in­de­bi­to ar­ric­chi­men­to s'ap­pli­ca­no per ana­lo­gia ai ca­si in cui è sta­ta ver­sa­ta un'in­den­ni­tà. Se trat­ta­si di alie­na­zio­ne, il nuo­vo pro­prie­ta­rio è te­nu­to al­la re­sti­tu­zio­ne. In ca­so di li­ti­gio, de­ci­de la Com­mis­sio­ne di sti­ma. …2
1 Ori­gi­na­rio art. 18g. In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'8 ott. 1982, in vi­go­re dal 1° gen. 1985 (RU 1984 1429; FF 1981 I 313).
2 Per. abro­ga­to dal n. 75 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197; FF 2001 3764).
Art. 18t Riserva del diritto cantonale
D'in­te­sa con l'UFT, pos­so­no es­se­re de­ter­mi­na­ti, ol­tre a quel­li nel sen­so del­la pre­sen­te leg­ge, an­che al­li­nea­men­ti se­con­do il di­rit­to can­to­na­le, se espli­ca­no ef­fet­ti giu­ri­di­ci più este­si.
1 Ori­gi­na­rio art. 18h. In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'8 ott. 1982, in vi­go­re dal 1° gen. 1985 (RU 1984 1429; FF 1981 I 313).
Sezione 5: Indennità per restrizioni della proprietà
1Se equi­val­go­no a un'espro­pria­zio­ne, le re­stri­zio­ni del­la pro­prie­tà se­con­do gli ar­ti­co­li 18n-18t dan­no luo­go a un'in­den­ni­tà in­te­gra­le. È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 21. Per il cal­co­lo dell'in­den­ni­tà so­no de­ter­mi­nan­ti le con­di­zio­ni esi­sten­ti all'en­tra­ta in vi­go­re del­la re­stri­zio­ne del­la pro­prie­tà.
2L'in­den­ni­tà è do­vu­ta dall'im­pre­sa fer­ro­via­ria op­pu­re, se man­ca l'im­pre­sa, da co­lui che ha cau­sa­to la re­stri­zio­ne del­la pro­prie­tà.
3L'in­te­res­sa­to de­ve an­nun­cia­re per scrit­to le sue pre­te­se all'im­pre­sa fer­ro­via­ria, en­tro 10 an­ni dal gior­no in cui è en­tra­ta in vi­go­re la re­stri­zio­ne del­la pro­prie­tà. Se le pre­te­se so­no con­te­sta­te, in tut­to o in par­te, si ap­pli­ca la pro­ce­du­ra se­con­do gli ar­ti­co­li 57-75 LE­spr3.
4Ta­le pro­ce­du­ra ri­guar­da uni­ca­men­te le pre­te­se an­nun­cia­te. So­no esclu­se suc­ces­si­ve op­po­si­zio­ni con­tro la re­stri­zio­ne del­la pro­prie­tà fon­dia­ria e do­man­de in­te­se a mo­di­fi­ca­re au­to­riz­za­zio­ni di im­pian­ti ac­ces­so­ri (art. 18m), zo­ne ri­ser­va­te e al­li­nea­men­ti.
5L'in­den­ni­tà pro­du­ce in­te­res­si dal mo­men­to in cui ha ef­fet­to la re­stri­zio­ne del­la pro­prie­tà.
2 Abro­ga­ta dal n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, con ef­fet­to dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
Sezione 6: Ricomposizione particellare
1Se con­sen­te di as­si­cu­ra­re i di­rit­ti rea­li ne­ces­sa­ri a un pro­get­to e se non av­vie­ne vo­lon­ta­ria­men­te, la ri­com­po­si­zio­ne par­ti­cel­la­re dev'es­se­re or­di­na­ta su do­man­da dell'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni en­tro un ter­mi­ne da es­sa fis­sa­to in vir­tù del di­rit­to can­to­na­le. Se ta­le ter­mi­ne non è os­ser­va­to, si ef­fet­tua la pro­ce­du­ra or­di­na­ria con espro­pria­zio­ni.
2Nel­la pro­ce­du­ra di ri­com­po­si­zio­ne par­ti­cel­la­re:
pos­so­no es­se­re in­se­ri­ti fon­di dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria;
può es­se­re ri­dot­ta la su­per­fi­cie dei fon­di in­clu­sa nel­la pro­ce­du­ra;
pos­so­no es­se­re com­pu­ta­ti i plu­sva­lo­ri da bo­ni­fi­che fon­dia­rie re­se ne­ces­sa­rie dal­la co­stru­zio­ne fer­ro­via­ria;
l'im­pre­sa fer­ro­via­ria può es­se­re an­ti­ci­pa­ta­men­te im­mes­sa in pos­ses­so;
pos­so­no es­se­re pre­si al­tri prov­ve­di­men­ti di di­rit­to can­to­na­le.
3Il ter­re­no ce­du­to all'im­pre­sa fer­ro­via­ria per i suoi bi­so­gni me­dian­te ri­du­zio­ni di su­per­fi­cie è bo­ni­fi­ca­to all'im­pre­sa di ri­com­po­si­zio­ne par­ti­cel­la­re, al va­lo­re ve­na­le.
4Se il di­rit­to can­to­na­le non pre­ve­de una pro­ce­du­ra par­ti­co­la­re, si ap­pli­ca la pro­ce­du­ra di ri­lot­tiz­za­zio­ne del­le aree edi­fi­ca­bi­li ri­spet­ti­va­men­te di rag­grup­pa­men­to dei fon­di e del­le fo­re­ste; la zo­na di ri­lot­tiz­za­zio­ne e il pe­ri­me­tro pos­so­no es­se­re li­mi­ta­ti al con­se­gui­men­to del­lo sco­po del­la ri­com­po­si­zio­ne par­ti­cel­la­re per la co­stru­zio­ne fer­ro­via­ria.
5Al­la co­stru­zio­ne fer­ro­via­ria so­no ad­de­bi­ta­ti i co­sti sup­ple­men­ta­ri che ha pro­vo­ca­to. Se la ri­com­po­si­zio­ne par­ti­cel­la­re de­ve es­se­re ese­gui­ta esclu­si­va­men­te a cau­sa del­la co­stru­zio­ne fer­ro­via­ria, l'im­pre­sa fer­ro­via­ria sop­por­ta in­te­gral­men­te le spe­se.
Sezione 7: Sicurezza
Art. 18w Autorizzazione d'esercizio
1Per gli im­pian­ti fer­ro­via­ri e i vei­co­li è ne­ces­sa­ria un'au­to­riz­za­zio­ne d'eser­ci­zio. L'UFT può pre­ve­de­re de­ro­ghe.
2L'UFT ri­la­scia l'au­to­riz­za­zio­ne d'eser­ci­zio se il ri­chie­den­te ha for­ni­to la pro­va in me­ri­to al­la si­cu­rez­za e il pro­get­to cor­ri­spon­de al­le pre­scri­zio­ni de­ter­mi­nan­ti.
3L'UFT può pro­ce­de­re ad al­tre ve­ri­fi­che. L'im­pre­sa fer­ro­via­ria met­te gra­tui­ta­men­te a di­spo­si­zio­ne il per­so­na­le e il ma­te­ria­le ne­ces­sa­ri a ta­le sco­po, non­ché i do­cu­men­ti oc­cor­ren­ti; for­ni­sce inol­tre tut­te le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie.
1 In­tro­dot­to dal n. I 9 del­la LF del 18 giu. 1999 sul coor­di­na­men­to e la sem­pli­fi­ca­zio­ne del­le pro­ce­du­re d'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni (RU 1999 3071; FF 1998 2029). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
Art. 18x Omologazione di tipo
L'UFT ri­la­scia un'omo­lo­ga­zio­ne di ti­po per i vei­co­li, gli ele­men­ti dei vei­co­li e gli ele­men­ti de­gli im­pian­ti fer­ro­via­ri che de­vo­no es­se­re uti­liz­za­ti al­lo stes­so mo­do e nel­la stes­sa fun­zio­ne, se il ri­chie­den­te ha for­ni­to la pro­va in me­ri­to al­la si­cu­rez­za e il pro­get­to cor­ri­spon­de al­le pre­scri­zio­ni de­ter­mi­nan­ti.
Art. 19 Misure di sicurezza
1Con­for­me­men­te al­le pre­scri­zio­ni del Con­si­glio fe­de­ra­le e al­le con­di­zio­ni sta­bi­li­te nell'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni, l'im­pre­sa fer­ro­via­ria pren­de tut­te le mi­su­re per ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za del­la co­stru­zio­ne e dell'eser­ci­zio del­la fer­ro­via e per evi­ta­re che per­so­ne o co­se sia­no espo­ste a pe­ri­co­lo. Qua­lo­ra i la­vo­ri di co­stru­zio­ne pre­giu­di­chi­no ope­re pub­bli­che, co­me stra­de e vie, con­dut­tu­re e im­pian­ti si­mi­li, l'im­pre­sa fer­ro­via­ria de­ve prov­ve­de­re ad as­si­cu­rar­ne l'uso, per quan­to sia ri­chie­sto dall'in­te­res­se pub­bli­co.
2L'im­pre­sa fer­ro­via­ria sop­pe­ri­sce al­le spe­se ca­gio­na­te da que­ste mi­su­re. Le spe­se de­ri­va­te da mi­su­re re­se ne­ces­sa­rie da pro­get­ti di co­stru­zio­ne o da al­tre esi­gen­ze di ter­zi so­no a ca­ri­co di que­sti ul­ti­mi.
Art. 20 Obbligo d'indennità
L'ob­bli­go d'in­den­ni­tà, per i dan­ni ca­gio­na­ti dall'im­pre­sa fer­ro­via­ria con una vio­la­zio­ne di di­rit­ti di ter­zi, che non de­ve es­se­re tol­le­ra­ta con­for­me­men­te al di­rit­to di vi­ci­na­to o ad al­tre pre­scri­zio­ni le­ga­li e che è una con­se­guen­za ine­vi­ta­bi­le o dif­fi­cil­men­te evi­ta­bi­le del­la co­stru­zio­ne o dell'eser­ci­zio del­la fer­ro­via, è di­sci­pli­na­to dal­la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le sull'espro­pria­zio­ne.
Art. 21 Limitazioni nell'interesse della sicurezza della ferrovia
1I ter­zi che con la­vo­ri, im­pian­ti, al­be­ri od ope­re pre­giu­di­ca­no la si­cu­rez­za del­la fer­ro­via de­vo­no, a do­man­da dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria, ri­me­diar­vi1. Se le par­ti non si ac­cor­da­no, l'UFT, su pro­po­sta dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria e sen­ti­te le par­ti, de­ci­de le mi­su­re da pren­de­re. Nel frat­tem­po, de­ve es­se­re tra­la­scia­to qual­sia­si in­ter­ven­to che pre­giu­di­ca la si­cu­rez­za del­la fer­ro­via. Nei ca­si di gran­de ur­gen­za, l'im­pre­sa fer­ro­via­ria può adot­ta­re i prov­ve­di­men­ti op­por­tu­ni al­la ri­mo­zio­ne del pe­ri­co­lo.2
2Se gli im­pian­ti e le ope­re dei ter­zi esi­ste­va­no già pri­ma dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge o pri­ma del­la co­stru­zio­ne de­gli im­pian­ti fer­ro­via­ri, il di­rit­to dei ter­zi all'in­den­ni­tà, al­la qua­le è te­nu­ta l'im­pre­sa fer­ro­via­ria, è di­sci­pli­na­to dal­la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le sul­la espro­pria­zio­ne. Per gli im­pian­ti o le ope­re dei ter­zi ese­gui­ti do­po, il lo­ro ti­to­la­re de­ve sop­pe­ri­re al­le spe­se ca­gio­na­te dal­le mi­su­re pre­vi­ste nel ca­po­ver­so 1; inol­tre, non ha di­rit­to ad al­cu­na in­den­ni­tà. I co­sti per prov­ve­di­men­ti vol­ti al­la ri­mo­zio­ne di al­be­ri pre­giu­di­zie­vo­li al­la si­cu­rez­za del­la fer­ro­via se­con­do il ca­po­ver­so 1 so­no a ca­ri­co dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria ove non com­pro­vi il do­lo del ter­zo re­spon­sa­bi­le.3
1 Nuo­vo te­sto del­la fra­se giu­sta l'art. 55 n. 2 del­la LF del 4 ott. 1991 sul­le fo­re­ste, in vi­go­re dal 1° gen. 1993 (RU 1992 2521; FF 1988 III 137).
2 In­tro­dot­to dall'art. 55 n. 2 del­la LF 4 ott. 1991 sul­le fo­re­ste, in vi­go­re dal 1° gen. 1993 (RU 1992 2521; FF 1988 III 137).
3 In­tro­dot­to dall'art. 55 n. 2 del­la LF 4 ott. 1991 sul­le fo­re­ste, in vi­go­re dal 1° gen. 1993 (RU 1992 2521; FF 1988 III 137).
Art. 22 Impianti di segnalazione e di telecomunicazione
Le im­pre­se fer­ro­via­rie pos­so­no col­lo­ca­re ed eser­ci­ta­re gli im­pian­ti e ap­pa­rec­chi elet­tri­ci e ra­dioe­let­tri­ci ne­ces­sa­ri al lo­ro ser­vi­zio. Il DA­TEC de­si­gna gli im­pian­ti e gli ap­pa­rec­chi e ne di­sci­pli­na l'uso. Gli im­pian­ti di te­le­co­mu­ni­ca­zio­ni sog­giac­cio­no in ogni ca­so al­la pro­ce­du­ra d'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni pre­vi­sta da­gli ar­ti­co­li 18-18i.1
1 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I 9 del­la LF del 18 giu. 1999 sul coor­di­na­men­to e la sem­pli­fi­ca­zio­ne del­le pro­ce­du­re d'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 3071; FF 1998 2029).
Art. 23 Prescrizioni sull'uso
1I ge­sto­ri dell'in­fra­strut­tu­ra pos­so­no ema­na­re pre­scri­zio­ni sull'uso dei lo­ro im­pian­ti, nel­la mi­su­ra in cui ta­li pre­scri­zio­ni sia­no ne­ces­sa­rie per un eser­ci­zio si­cu­ro e sen­za in­top­pi.
2Pos­so­no ema­na­re de­ci­sio­ni vol­te ad at­tua­re le pre­scri­zio­ni sull'uso.
3Pub­bli­ca­no le pre­scri­zio­ni sull'uso.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 3205; FF 2013 6175).
Sezione 7a: Interoperabilità con il sistema ferroviario europeo
Art. 23a Principio
Le fer­ro­vie a scar­ta­men­to nor­ma­le de­vo­no adem­pie­re, se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te se­zio­ne, le con­di­zio­ni tec­ni­che e d'eser­ci­zio ne­ces­sa­rie per con­sen­ti­re la cir­co­la­zio­ne si­cu­ra e sen­za so­lu­zio­ne di con­ti­nui­tà di tre­ni nel si­ste­ma fer­ro­via­rio eu­ro­peo (in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà).
Art. 23b Campo d'applicazione
1Le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te se­zio­ne si ap­pli­ca­no al­la co­stru­zio­ne e all'eser­ci­zio del­le trat­te a scar­ta­men­to nor­ma­le e dei vei­co­li uti­liz­za­ti su que­ste trat­te.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le può de­ci­de­re che le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te se­zio­ne non si ap­pli­ca­no o si ap­pli­ca­no so­lo par­zial­men­te a de­ter­mi­na­te trat­te e ai vei­co­li im­pie­ga­ti su ta­li trat­te.
Art. 23c Sottosistemi
1L'im­pre­sa di tra­spor­to fer­ro­via­rio può met­te­re in eser­ci­zio sot­to­si­ste­mi de­sti­na­ti all'im­pie­go nel traf­fi­co in­te­ro­pe­ra­bi­le sol­tan­to se l'UFT ha ri­la­scia­to un'au­to­riz­za­zio­ne d'eser­ci­zio.
2L'UFT ri­la­scia l'au­to­riz­za­zio­ne d'eser­ci­zio se l'im­pre­sa ha for­ni­to la pro­va in me­ri­to al­la si­cu­rez­za e se il sot­to­si­ste­ma, com­pre­se le sue in­ter­fac­ce, sod­di­sfa i re­qui­si­ti es­sen­zia­li, le di­spo­si­zio­ni tec­ni­che d'ese­cu­zio­ne e le al­tre pre­scri­zio­ni de­ter­mi­nan­ti.
3L'UFT può pro­ce­de­re ad al­tre ve­ri­fi­che. A tal fi­ne l'im­pre­sa met­te gra­tui­ta­men­te a di­spo­si­zio­ne il per­so­na­le, il ma­te­ria­le e i do­cu­men­ti oc­cor­ren­ti; for­ni­sce inol­tre le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri per for­ni­re la pro­va in me­ri­to al­la si­cu­rez­za.
1 Ve­di an­che la di­sp. trans. del­la mod. del 16 mar. 2012 al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
Art. 23d Ristrutturazione e rinnovo di sottosistemi
1Per ri­strut­tu­ra­zio­ne s'in­ten­do­no i la­vo­ri di mo­di­fi­ca di un sot­to­si­ste­ma che ne mi­glio­ra­no le pre­sta­zio­ni. Per rin­no­vo s'in­ten­do­no i la­vo­ri di so­sti­tu­zio­ne di un sot­to­si­ste­ma che non ne mo­di­fi­ca­no le pre­sta­zio­ni.
2I sot­to­si­ste­mi ri­strut­tu­ra­ti pos­so­no es­se­re mes­si in eser­ci­zio sol­tan­to se l'UFT ha ri­la­scia­to una nuo­va au­to­riz­za­zio­ne d'eser­ci­zio.
3Se un sot­to­si­ste­ma è rin­no­va­to, l'UFT de­ci­de nel sin­go­lo ca­so se per la mes­sa in eser­ci­zio è ne­ces­sa­ria una nuo­va au­to­riz­za­zio­ne d'eser­ci­zio.
Art. 23e Componenti di interoperabilità
1Chi im­met­te in com­mer­cio un ele­men­to di co­stru­zio­ne de­sti­na­to a es­se­re in­cor­po­ra­to in un sot­to­si­ste­ma (com­po­nen­te di in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà) de­ve po­ter di­mo­stra­re che i re­qui­si­ti es­sen­zia­li so­no sod­di­sfat­ti.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri per for­ni­re ta­le pro­va.
Art. 23f Competenze
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce i re­qui­si­ti es­sen­zia­li e le di­spo­si­zio­ni tec­ni­che d'ese­cu­zio­ne per i sot­to­si­ste­mi e i com­po­nen­ti di in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà; a tal fi­ne tie­ne con­to del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le.
2D'in­te­sa con la Se­gre­te­ria di Sta­to dell'eco­no­mia, l'UFT de­fi­ni­sce le nor­me tec­ni­che ido­nee ad at­tua­re i re­qui­si­ti es­sen­zia­li e le di­spo­si­zio­ni tec­ni­che d'ese­cu­zio­ne. Per quan­to pos­si­bi­le de­si­gna nor­me ar­mo­niz­za­te a li­vel­lo in­ter­na­zio­na­le.
3L'UFT de­ci­de qua­li di­spo­si­zio­ni si ap­pli­ca­no a com­ple­men­to del­le di­spo­si­zio­ni tec­ni­che d'ese­cu­zio­ne e sta­bi­li­sce le ec­ce­zio­ni al­la lo­ro ap­pli­ca­zio­ne; a tal fi­ne tie­ne con­to del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le può con­clu­de­re con Sta­ti este­ri od or­ga­ni­smi in­ter­na­zio­na­li ac­cor­di sul­la coo­pe­ra­zio­ne nell'am­bi­to dell'ela­bo­ra­zio­ne e dell'ap­pli­ca­zio­ne di pre­scri­zio­ni e nor­me in­ter­na­zio­na­li.
Art. 23g Adempimento dei requisiti essenziali
1Se il sot­to­si­ste­ma o il com­po­nen­te di in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà è al­le­sti­to o fab­bri­ca­to con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni tec­ni­che d'ese­cu­zio­ne e al­le nor­me tec­ni­che, si pre­su­me che i re­qui­si­ti es­sen­zia­li sia­no sod­di­sfat­ti.
2Chi in­ten­de met­te­re in ser­vi­zio sot­to­si­ste­mi o im­met­te­re in com­mer­cio com­po­nen­ti di in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà che non so­no con­for­mi al­le di­spo­si­zio­ni tec­ni­che d'ese­cu­zio­ne o al­le nor­me tec­ni­che, de­ve po­ter di­mo­stra­re che i re­qui­si­ti es­sen­zia­li so­no sod­di­sfat­ti in al­tro mo­do.
Art. 23h Immissione in commercio
I sot­to­si­ste­mi e i com­po­nen­ti di in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà pos­so­no es­se­re im­mes­si in com­mer­cio se sod­di­sfa­no i re­qui­si­ti es­sen­zia­li.
Art. 23i Sorveglianza del mercato
1L'UFT eser­ci­ta una sor­ve­glian­za in fun­zio­ne dei ri­schi per ve­ri­fi­ca­re se i sot­to­si­ste­mi o i com­po­nen­ti di in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà im­mes­si in com­mer­cio sod­di­sfa­no i re­qui­si­ti es­sen­zia­li.
2A que­sto sco­po gli or­ga­ni di con­trol­lo dell'UFT pos­so­no:
esi­ge­re gli at­te­sta­ti e le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­ri;
pre­le­va­re cam­pio­ni;
ef­fet­tua­re o far ef­fet­tua­re con­trol­li;
ac­ce­de­re a sco­po di ispe­zio­ne, du­ran­te il nor­ma­le ora­rio di la­vo­ro, ai lo­ca­li com­mer­cia­li del­le per­so­ne te­nu­te a for­ni­re in­for­ma­zio­ni;
esi­ge­re che i do­cu­men­ti o le in­for­ma­zio­ni sia­no re­dat­ti in una del­le lin­gue uf­fi­cia­li.
3L'UFT può esi­ge­re che per un de­ter­mi­na­to pe­rio­do di tem­po l'Am­mi­ni­stra­zio­ne del­le do­ga­ne gli no­ti­fi­chi l'im­por­ta­zio­ne di com­po­nen­ti di in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà, de­si­gna­ti con pre­ci­sio­ne.
4Le ul­te­rio­ri com­pe­ten­ze dell'UFT so­no ret­te dall'ar­ti­co­lo 10 ca­po­ver­si 2-6 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 12 giu­gno 20091 sul­la si­cu­rez­za dei pro­dot­ti.
Art. 23j Valutazione della conformità
1La pro­va che il sot­to­si­ste­ma o il com­po­nen­te di in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà sod­di­sfa i re­qui­si­ti es­sen­zia­li e le di­spo­si­zio­ni tec­ni­che d'ese­cu­zio­ne è for­ni­ta me­dian­te un at­te­sta­to di con­for­mi­tà ri­la­scia­to da un or­ga­ni­smo di va­lu­ta­zio­ne del­la con­for­mi­tà.
2Gli or­ga­ni­smi di va­lu­ta­zio­ne del­la con­for­mi­tà de­vo­no:
es­se­re ac­cre­di­ta­ti in Sviz­ze­ra e di­spor­re di un'as­si­cu­ra­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le; o
es­se­re no­mi­na­ti da uno Sta­to mem­bro dell'Unio­ne eu­ro­pea.
3Gli at­te­sta­ti di con­for­mi­tà ri­la­scia­ti da or­ga­ni­smi di va­lu­ta­zio­ne del­la con­for­mi­tà este­ri so­no ri­co­no­sciu­ti se un ac­cor­do in­ter­na­zio­na­le lo pre­ve­de.
Art. 23k Organismo federale di valutazione della conformità
Il Con­si­glio fe­de­ra­le può isti­tui­re un or­ga­ni­smo di va­lu­ta­zio­ne del­la con­for­mi­tà, in­di­pen­den­te dall'UFT. Ta­le or­ga­ni­smo dev'es­se­re ac­cre­di­ta­to in Sviz­ze­ra.
Art. 23l Trattamento dei dati
L'UFT è abi­li­ta­to a rac­co­glie­re pres­so le im­pre­se fer­ro­via­rie i da­ti ne­ces­sa­ri per l'in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà, a trat­tar­li ul­te­rior­men­te e a pub­bli­car­li.
Sezione 8: Incroci tra strade pubbliche e ferrovie
Art. 24 Approvazione
1La co­stru­zio­ne, la mo­di­fi­ca­zio­ne e lo spo­sta­men­to di in­cro­ci tra fer­ro­vie e stra­de pub­bli­che o pri­va­te sog­giac­cio­no all'ap­pro­va­zio­ne dell'UFT. So­no ap­pli­ca­bi­li gli ar­ti­co­li 18-18i e 18m.2
2Gli in­cro­ci con stra­de pub­bli­che, de­sti­na­te all'uso co­mu­ne, de­vo­no es­se­re ap­pro­va­ti, se, du­ran­te e do­po la lo­ro co­stru­zio­ne, il re­go­la­re eser­ci­zio del­la fer­ro­via è ga­ran­ti­to da mi­su­re ap­pro­pria­te e da im­pian­ti di si­cu­rez­za e se non pre­giu­di­ca­no una pre­vi­sta si­ste­ma­zio­ne de­gli im­pian­ti fer­ro­via­ri.
3Nuo­vi in­cro­ci con stra­de pub­bli­che de­vo­no es­se­re ese­gui­ti, d'or­di­na­rio, me­dian­te sot­to o so­prap­pas­sag­gi. Nel­la pro­ce­du­ra d'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni, l'UFT, su pro­po­sta del­le au­to­ri­tà in­te­res­sa­te, de­ve con­sul­ta­re pe­ri­ti del­le co­stru­zio­ni e del­la cir­co­la­zio­ne stra­da­li.
2 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I 9 del­la LF del 18 giu. 1999 sul coor­di­na­men­to e la sem­pli­fi­ca­zio­ne del­le pro­ce­du­re d'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 3071; FF 1998 2029).
Art. 25 Spese
1Se una nuo­va li­nea fer­ro­via­ria, de­sti­na­ta al traf­fi­co pub­bli­co, in­cro­cia una stra­da pub­bli­ca o se una nuo­va stra­da pub­bli­ca in­cro­cia una li­nea fer­ro­via­ria, il pro­prie­ta­rio del­la nuo­va via di co­mu­ni­ca­zio­ne de­ve sop­pe­ri­re al­le spe­se ca­gio­na­te da tut­ti gli im­pian­ti nel luo­go d'in­cro­cio.
2L'uso del fon­do stra­da­le o fer­ro­via­rio nei luo­ghi d'in­cro­cio è gra­tui­to.
Art. 26 Modifiche di incroci esistenti
1Se un pas­sag­gio a li­vel­lo de­ve es­se­re so­sti­tui­to con un sot­to o so­prap­pas­sag­gio, op­pu­re de­ve es­se­re sop­pres­so a cau­sa del­lo spo­sta­men­to del­la stra­da, le spe­se ca­gio­na­te da tut­ti i cam­bia­men­ti agli im­pian­ti fer­ro­via­ri o stra­da­li so­no a ca­ri­co:
dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria se la mo­di­fi­ca è ri­chie­sta so­prat­tut­to dal­le esi­gen­ze del traf­fi­co fer­ro­via­rio;
dei pro­prie­ta­ri del­la stra­da se la mo­di­fi­ca è ri­chie­sta so­prat­tut­to dal­le esi­gen­ze del traf­fi­co stra­da­le.2
2Per tut­te le al­tre mo­di­fi­ca­zio­ni ese­gui­te a un in­cro­cio, com­pre­so l'ade­gua­men­to e il mi­glio­ra­men­to de­gli im­pian­ti di si­cu­rez­za, l'im­pre­sa fer­ro­via­ria e il pro­prie­ta­rio del­la stra­da de­vo­no sop­pe­ri­re al­le spe­se ca­gio­na­te da tut­ti i cam­bia­men­ti agli im­pian­ti fer­ro­via­ri e stra­da­li nel­la mi­su­ra in cui le mo­di­fi­ca­zio­ni so­no ri­chie­ste dal­lo svi­lup­po del traf­fi­co su l'una o l'al­tra di que­ste vie di co­mu­ni­ca­zio­ne.
3È ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 25 ca­po­ver­so 2.
Art. 27 Partecipazione in proporzione ai vantaggi
1In ogni ca­so, cia­scu­na del­le par­ti de­ve par­te­ci­pa­re al­le spe­se nel­la mi­su­ra in cui trae van­tag­gi dal­la mo­di­fi­ca­zio­ne del­le con­di­zio­ni.
2La par­te, che, nell'in­te­res­se di uno sta­bi­le mi­glio­ra­men­to o di una ul­te­rio­re si­ste­ma­zio­ne dei suoi im­pian­ti, po­ne spe­cia­li esi­gen­ze, de­ve sop­pe­ri­re da so­la al­le mag­gio­ri spe­se nel luo­go d'in­cro­cio.
Art. 28 Nuove strade private
L'ar­ti­co­lo 25 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia all'in­cro­cio di una fer­ro­via con una nuo­va stra­da pri­va­ta. L'im­pre­sa fer­ro­via­ria può esi­ge­re, per le spe­se, l'an­ti­ci­pa­zio­ne o la pre­sta­zio­ne di ga­ran­zie e, per l'uso del fon­do del­la fer­ro­via, un'equa in­den­ni­tà.
Art. 29 Incrocio con nuove strade private
Gli ar­ti­co­li 25 a 28 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia al­le spe­se ca­gio­na­te dai la­vo­ri di ma­nu­ten­zio­ne e di rin­no­va­men­to e da tut­te le mi­su­re tem­po­ra­nee e per­ma­nen­ti pre­se al­lo sco­po di pre­ve­ni­re in­for­tu­ni nei luo­ghi d'in­cro­cio, com­pre­se quel­le cau­sa­te dal ser­vi­zio de­gli im­pian­ti de­sti­na­ti a ta­le sco­po.
Art. 30 Incroci tra ferrovie
Gli ar­ti­co­li 24 a 27 e 29 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia agli in­cro­ci tra fer­ro­vie.
Art. 31 Incroci con altri impianti
1L'ar­ti­co­lo 24 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia agli in­cro­ci di una fer­ro­via con cor­si d'ac­qua pub­bli­ci o pri­va­ti, im­pian­ti di tra­smis­sio­ne, te­le­fe­ri­che, con­dut­tu­re e al­tri si­mi­li im­pian­ti.
2Le spe­se di co­stru­zio­ne, di ma­nu­ten­zio­ne e di rin­no­va­men­to ca­gio­na­te dall'ese­cu­zio­ne di un nuo­vo in­cro­cio o dal­la mo­di­fi­ca­zio­ne di un in­cro­cio già esi­sten­te, co­me pu­re da tut­te le mi­su­re tem­po­ra­nee o per­ma­nen­ti de­sti­na­te a pre­ve­ni­re dan­ni nei luo­ghi d'in­cro­cio so­no sop­por­ta­te dal com­mit­ten­te. L'im­pre­sa fer­ro­via­ria può esi­ge­re una equa in­den­ni­tà per l'uso del­la sua pro­prie­tà a van­tag­gio di im­pian­ti pri­va­ti. Gli ar­ti­co­li 25 ca­po­ver­so 2, e 26 ca­po­ver­so 3 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia agli in­cro­ci con im­pian­ti pub­bli­ci.
3È ri­ser­va­ta la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le con­cer­nen­te gli in­cro­ci di im­pian­ti elet­tri­ci.
Art. 32 Convenzioni speciali
Gli ar­ti­co­li 25 a 31 non so­no ap­pli­ca­bi­li, qua­lo­ra le par­ti ab­bia­no con­chiu­so o con­chiu­da­no con­ven­zio­ni che di­sci­pli­na­no di­ver­sa­men­te la ri­par­ti­zio­ne del­le spe­se.
Sezione 8a: Costi di mantenimento degli enti di difesa
1I ge­sto­ri dell'in­fra­strut­tu­ra par­te­ci­pa­no ai co­sti di man­te­ni­men­to de­gli en­ti di di­fe­sa nel­la mi­su­ra in cui que­sti ul­ti­mi for­ni­sco­no pre­sta­zio­ni fi­na­liz­za­te all'in­ter­ven­to su­gli im­pian­ti fer­ro­via­ri.
2I ge­sto­ri dell'in­fra­strut­tu­ra con­clu­do­no con i Can­to­ni in­te­res­sa­ti con­ven­zio­ni sul­la for­ni­tu­ra di sif­fat­te pre­sta­zio­ni e sull'as­sun­zio­ne del­le re­la­ti­ve spe­se.
3Il DA­TEC sta­bi­li­sce in par­ti­co­la­re qua­li pre­sta­zio­ni può com­por­ta­re la pre­pa­ra­zio­ne all'in­ter­ven­to de­gli en­ti di di­fe­sa e le mo­da­li­tà di cal­co­lo dei co­sti di man­te­ni­men­to.
Sezione 9: Collaborazione tra le ferrovie
Art. 33 Stazioni nodali
1Se le in­fra­strut­tu­re di di­ver­se im­pre­se fer­ro­via­rie con ugua­le scar­ta­men­to e con stan­dard tec­ni­ci ugua­li si in­cro­cia­no, le im­pre­se fer­ro­via­rie con­cor­da­no chi rea­liz­za ed eser­ci­ta il no­do.
2Il con­fi­ne di pro­prie­tà e d'eser­ci­zio tra le in­fra­strut­tu­re del­le due im­pre­se si si­tua di re­go­la fuo­ri del no­do ve­ro e pro­prio. Le im­pre­se in­te­res­sa­te lo fis­sa­no in mo­do che sia pos­si­bi­le una chia­ra de­li­mi­ta­zio­ne del­la re­spon­sa­bi­li­tà.
3Nel­la co­stru­zio­ne e nell'eser­ci­zio del no­do, il traf­fi­co da e ver­so l'in­fra­strut­tu­ra al­trui non de­ve es­se­re svan­tag­gia­to ri­spet­to al traf­fi­co da e ver­so la pro­pria in­fra­strut­tu­ra.
4Le im­pre­se di­sci­pli­na­no per scrit­to in una con­ven­zio­ne le pre­sta­zio­ni re­ci­pro­che nell'eser­ci­zio del no­do e del­le trat­te col­le­ga­te.
Art. 34 Raccordo dal profilo tecnico e dell'esercizio
1Ogni im­pre­sa fer­ro­via­ria è te­nu­ta a con­ce­de­re il rac­cor­do dal pro­fi­lo tec­ni­co e dal pro­fi­lo dell'eser­ci­zio a un'al­tra fer­ro­via in mo­do che:
i viag­gia­to­ri pos­sa­no pas­sa­re sen­za dif­fi­col­tà dai tre­ni di una li­nea fer­ro­via­ria a quel­li dell'al­tra li­nea fer­ro­via­ria;
il ma­te­ria­le ro­ta­bi­le di ugua­le scar­ta­men­to pos­sa pas­sa­re sen­za dif­fi­col­tà da una li­nea fer­ro­via­ria all'al­tra;
in ca­so di scar­ta­men­to di­ver­so sia pos­si­bi­le il rac­cor­do a im­pian­ti di tra­sbor­do o a fos­se per car­rel­li tra­spor­ta­to­ri.
2Le im­pre­se di­sci­pli­na­no per scrit­to in una con­ven­zio­ne l'uti­liz­za­zio­ne in co­mu­ne di co­stru­zio­ni, im­pian­ti e in­stal­la­zio­ni e le pre­sta­zio­ni re­ci­pro­che, per quan­to es­se non fac­cia­no par­te dell'ac­ces­so al­la re­te.
Art. 35 Raccordo con altre imprese di trasporti pubblici
L'ar­ti­co­lo 34 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a e ca­po­ver­so 2 si ap­pli­ca per ana­lo­gia al rac­cor­do tra fer­ro­vie e al­tre im­pre­se di tra­spor­ti pub­bli­ci.
Art. 36 Assunzione di compiti preminenti
1L'im­pre­sa che as­su­me com­pi­ti pre­mi­nen­ti di eser­ci­zio o svi­lup­po dell'in­fra­strut­tu­ra di­sci­pli­na per scrit­to con tut­te le al­tre im­pre­se in­te­res­sa­te che eser­ci­ta­no un'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria i com­pi­ti, la con­sul­ta­zio­ne re­ci­pro­ca e la ri­par­ti­zio­ne dei co­sti. Se le im­pre­se non giun­go­no a un ac­cor­do, de­ci­de l'UFT.
2Se per i la­vo­ri di svi­lup­po, in­clu­sa la de­ter­mi­na­zio­ne di stan­dard, è ne­ces­sa­rio coin­vol­ge­re im­pre­se di tra­spor­to fer­ro­via­rie, tut­te le im­pre­se in­te­res­sa­te de­vo­no es­se­re coin­vol­te sen­za di­scri­mi­na­zio­ne.
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 1998, con ef­fet­to dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2835; FF 1997 I 809).
Sezione 10: Interruzione dell'esercizio
1L'im­pre­sa fer­ro­via­ria che cau­sa o con­sta­ta un'in­ter­ru­zio­ne dell'eser­ci­zio è te­nu­ta a in­for­ma­re im­me­dia­ta­men­te le al­tre im­pre­se in­te­res­sa­te e a con­cor­da­re con es­se i prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri. Il tra­spor­to re­go­la­re di viag­gia­to­ri de­ve es­se­re ga­ran­ti­to me­dian­te de­via­zio­ni del traf­fi­co o al­tri mez­zi di tra­spor­to, ec­cet­to in ca­so di for­za mag­gio­re.
1bisLa re­vo­ca di trac­ce già at­tri­bui­te non dà di­rit­to a ri­sar­ci­men­to del dan­no se av­vie­ne a se­gui­to del­la chiu­su­ra im­pre­ve­di­bi­le di una trat­ta e al­lo sco­po di sfrut­ta­re al me­glio la ca­pa­ci­tà esi­sten­te.3
2Le fer­ro­vie che ser­vo­no esclu­si­va­men­te o pre­va­len­te­men­te al tra­spor­to di viag­gia­to­ri nel traf­fi­co lo­ca­le o che, se­con­do la con­ces­sio­ne, non so­no te­nu­te ad as­si­cu­ra­re l'eser­ci­zio du­ran­te tut­to l'an­no, non de­vo­no or­ga­niz­za­re al­cun ser­vi­zio so­sti­tu­ti­vo. Lo stes­so va­le du­ran­te l'in­ter­ru­zio­ne dell'eser­ci­zio per la re­vi­sio­ne ob­bli­ga­to­ria de­gli im­pian­ti.
3 In­tro­dot­to dal n. II 3 dell'all. al­la L del 25 set. 2015 sul tra­spor­to di mer­ci, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1845; FF 2014 3253).
Sezione 11: Servizi accessori
1L'im­pre­sa fer­ro­via­ria che eser­ci­ta l'in­fra­strut­tu­ra è au­to­riz­za­ta a isti­tui­re nel­le aree del­le sta­zio­ni ser­vi­zi ac­ces­so­ri a sco­pi com­mer­cia­li, pur­ché ta­li ser­vi­zi cor­ri­spon­da­no al­le esi­gen­ze de­gli uten­ti del­la fer­ro­via.
2L'im­pre­sa fer­ro­via­ria che ef­fet­tua il tra­spor­to è au­to­riz­za­ta a isti­tui­re sui tre­ni ser­vi­zi ac­ces­so­ri a sco­pi com­mer­cia­li.
3Ai ser­vi­zi de­fi­ni­ti ac­ces­so­ri dal­le im­pre­se fer­ro­via­rie non si ap­pli­ca­no le pre­scri­zio­ni can­to­na­li e co­mu­na­li in ma­te­ria di ora­ri di aper­tu­ra e di chiu­su­ra. Ta­li ser­vi­zi sog­giac­cio­no tut­ta­via al­le ul­te­rio­ri pre­scri­zio­ni di po­li­zia com­mer­cia­le, sa­ni­ta­ria ed eco­no­mi­ca e al­le re­go­la­men­ta­zio­ni del rap­por­to di la­vo­ro di­chia­ra­te vin­co­lan­ti dal­le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti.
4Le con­tro­ver­sie tra i lo­ca­ta­ri di lo­ca­li per ser­vi­zi ac­ces­so­ri e le im­pre­se fer­ro­via­rie sot­to­stan­no al­la giu­ri­sdi­zio­ne ci­vi­le.2
2 In­tro­dot­to dal n. 2 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 3205; FF 2013 6175).
Sezione 12: Competenza dell'UFT in caso di controversie
1Sen­ti­ti gli in­te­res­sa­ti, l'UFT de­ci­de sul­le con­tro­ver­sie con­cer­nen­ti:3
esi­gen­ze del­la co­stru­zio­ne e dell'eser­ci­zio fer­ro­via­ri (art. 18 e 18m);
b.5 i prov­ve­di­men­ti per ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za del­la co­stru­zio­ne e dell'eser­ci­zio del­le fer­ro­vie e per pro­teg­ge­re le per­so­ne e le co­se (art. 19 cpv. 1, 21 cpv. 1, 24, 30, 31 cpv. 1 e 32a);
il col­lo­ca­men­to e l'eser­ci­zio di im­pian­ti elet­tri­ci e ra­dioe­let­tri­ci di se­gna­la­zio­ne e di te­le­co­mu­ni­ca­zio­ne (art. 22);
il ri­fiu­to di pre­star­si al rac­cor­do o le pre­te­se ec­ces­si­ve per pre­star­vi­si (art. 33-35);
la ne­ces­si­tà d'isti­tui­re ser­vi­zi ac­ces­so­ri e il lo­ro ora­rio d'aper­tu­ra e di chiu­su­ra (art. 39).
2L'UFT giu­di­ca an­che le con­tro­ver­sie re­la­ti­ve all'ap­pli­ca­zio­ne del­le di­spo­si­zio­ni del pre­sen­te ca­pi­to­lo con­cer­nen­ti le spe­se e la lo­ro ri­par­ti­zio­ne non­ché le in­den­ni­tà (art. 19 cpv. 2, 21 cpv. 2 e 25-35).7
2 Abro­ga­ta dal n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, con ef­fet­to dal 1° lug. 2013 (RU 2012 5619, 2013 1603; FF 2011 823).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 9 del­la LF del 18 giu. 1999 sul coor­di­na­men­to e la sem­pli­fi­ca­zio­ne del­le pro­ce­du­re d'ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 3071; FF 1998 2029).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2012 5619, 2013 1603; FF 2011 823).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
Sezione 12a: Commissione d'arbitrato
Art. 40a Organizzazione
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le isti­tui­sce una Com­mis­sio­ne d'ar­bi­tra­to in ma­te­ria fer­ro­via­ria (CAF), com­po­sta di al­me­no cin­que e al mas­si­mo set­te mem­bri; ne de­si­gna il pre­si­den­te e il vi­ce­pre­si­den­te. I mem­bri de­vo­no es­se­re esper­ti in­di­pen­den­ti. Non pos­so­no es­se­re im­pie­ga­ti di im­pre­se fer­ro­via­rie o ap­par­te­ne­re a lo­ro or­ga­ni.
2La CAF de­ci­de sen­za istru­zio­ni del Con­si­glio fe­de­ra­le e del DA­TEC. È in­di­pen­den­te dal­le au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­ve. Di­spo­ne di una pro­pria se­gre­te­ria.
3La CAF ema­na un re­go­la­men­to sul­la pro­pria or­ga­niz­za­zio­ne e ge­stio­ne; il re­go­la­men­to sot­to­stà all'ap­pro­va­zio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 1998 (RU 1998 2835; FF 1997 I 809). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 16 mar. 2012 sul­la se­con­da fa­se del­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2012 5619, 2013 1603; FF 2011 823).
1La CAF de­ci­de sul­le con­tro­ver­sie con­cer­nen­ti:
la con­ces­sio­ne dell'ac­ces­so al­la re­te;
le con­ven­zio­ni sull'ac­ces­so al­la re­te;
il cal­co­lo del­la ri­mu­ne­ra­zio­ne per l'uti­liz­za­zio­ne dell'in­fra­strut­tu­ra;
l'ac­ces­so agli im­pian­ti di tra­sbor­do per il traf­fi­co com­bi­na­to e ai bi­na­ri di rac­cor­do co­fi­nan­zia­ti dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne.2
2La CAF può av­via­re in­chie­ste d'uf­fi­cio se sus­si­ste il so­spet­to che l'ac­ces­so al­la re­te sia osta­co­la­to o non sia ga­ran­ti­to sen­za di­scri­mi­na­zio­ne.
3La CAF si pro­nun­cia me­dian­te de­ci­sio­ne sul­le mi­su­re da adot­ta­re.
4I ge­sto­ri dell'in­fra­strut­tu­ra e le im­pre­se con ac­ces­so al­la re­te, non­ché i ter­zi che par­te­ci­pa­no all'ac­ces­so al­la re­te de­vo­no for­ni­re al­la CAF tut­te le in­for­ma­zio­ni uti­li al­le sue ve­ri­fi­che e pre­sen­ta­re i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri. Il di­rit­to di non for­ni­re in­for­ma­zio­ni è di­sci­pli­na­to dall'ar­ti­co­lo 16 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 19683 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va.
5Se de­ve giu­di­ca­re que­stio­ni fon­da­men­ta­li che in­te­res­sa­no la leg­ge del 6 ot­to­bre 19954 sui car­tel­li, la CAF con­sul­ta la Com­mis­sio­ne del­la con­cor­ren­za. Nel­la de­ci­sio­ne men­zio­na il pa­re­re di ta­le Com­mis­sio­ne.5
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 3 dell'all. al­la L del 25 set. 2015 sul tra­spor­to di mer­ci, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1845; FF 2014 3253).
4 RS 251
5 In­tro­dot­to dal n. II 3 dell'all. al­la L del 25 set. 2015 sul tra­spor­to di mer­ci, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1845; FF 2014 3253).
1Al pro­ce­di­men­to su azio­ne da­van­ti al­la CAF si ap­pli­ca­no gli ar­ti­co­li 7-43 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 19682 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va (PA), non­ché le di­spo­si­zio­ni del­la PA re­la­ti­ve al­la pro­ce­du­ra di ri­cor­so che pos­so­no es­se­re ap­pli­ca­te per ana­lo­gia in un pro­ce­di­men­to in pri­ma istan­za, in par­ti­co­la­re gli ar­ti­co­li 52, 56, 57, 60 e 63-71 PA.
2So­no am­mes­si l'in­ter­ven­to ac­ces­so­rio, il cu­mu­lo di azio­ni, il li­ti­scon­sor­zio e la do­man­da ri­con­ven­zio­na­le. In que­sti ca­si si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 15, 24, 26 e 31 del­la leg­ge del 4 di­cem­bre 19473 di pro­ce­du­ra ci­vi­le fe­de­ra­le.
3Gli at­ti scrit­ti e gli al­le­ga­ti de­vo­no es­se­re pre­sen­ta­ti in un esem­pla­re per la CAF e uno per ogni con­tro­par­te.
1 In­tro­dot­to dal n. II 3 dell'all. al­la L del 25 set. 2015 sul tra­spor­to di mer­ci, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1845; FF 2014 3253).
Art. 40aquater Apertura del procedimento su azione
1Il pre­si­den­te apre il pro­ce­di­men­to su azio­ne con­fer­man­do per scrit­to il ri­ce­vi­men­to dell'azio­ne.
2Se non re­pu­ta a prio­ri che l'azio­ne sia inam­mis­si­bi­le, il pre­si­den­te in­vi­ta la con­tro­par­te al­la con­sul­ta­zio­ne.
Art. 40aquinquies Composizione richiesta per la decisione
1La CAF de­ci­de nel­la com­po­si­zio­ne dell'in­te­ra Com­mis­sio­ne. Per que­stio­ni giu­ri­di­che di im­por­tan­za se­con­da­ria de­ci­de nel­la com­po­si­zio­ne del pre­si­den­te e di al­tri due mem­bri.
2Al ter­mi­ne del­la pro­ce­du­ra d'istru­zio­ne, il pre­si­den­te de­ci­de se la CAF giu­di­che­rà nel­la com­po­si­zio­ne di tre mem­bri o dell'in­te­ra Com­mis­sio­ne e de­si­gna i mem­bri che par­te­ci­pa­no al­la de­ci­sio­ne.
Art. 40asexies Trattamento dei dati
Nell'am­bi­to del­la sua at­ti­vi­tà di sor­ve­glian­za del mer­ca­to, la CAF è au­to­riz­za­ta a ri­le­va­re i da­ti ne­ces­sa­ri pres­so le im­pre­se fer­ro­via­rie e a ela­bo­rar­li. Le im­pre­se fer­ro­via­rie de­vo­no for­ni­re i da­ti ne­ces­sa­ri.
Sezione 13: Responsabilità
1Se i ri­schi ca­rat­te­ri­sti­ci le­ga­ti all'eser­ci­zio del­la fer­ro­via cau­sa­no la mor­te o il fe­ri­men­to di una per­so­na o un dan­no ma­te­ria­le, il ti­to­la­re dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria ri­spon­de del dan­no.
2 Il ti­to­la­re dell'im­pre­sa fer­ro­via­ria ri­spon­de dei dan­ni cau­sa­ti:
agli og­get­ti che si tro­va­no sot­to la cu­sto­dia del viag­gia­to­re, esclu­si­va­men­te in vir­tù del­la leg­ge del 20 mar­zo 20092 sul tra­spor­to di viag­gia­to­ri;
agli og­get­ti tra­spor­ta­ti, esclu­si­va­men­te in vir­tù del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni4 e dei per­ti­nen­ti ac­cor­di in­ter­na­zio­na­li.
3In quan­to la re­spon­sa­bi­li­tà nei ca­si di cui al ca­po­ver­so 2 non sia di­sci­pli­na­ta dal­la leg­ge sul tra­spor­to di viag­gia­to­ri o dal­la leg­ge del 25 set­tem­bre 20155 sul tra­spor­to di mer­ci, si ap­pli­ca­no esclu­si­va­men­te le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni re­la­ti­ve ai con­trat­ti.6
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 3 dell'all. al­la L del 25 set. 2015 sul tra­spor­to di mer­ci, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1845; FF 2014 3253).
5 RS 742.41
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 3 dell'all. al­la L del 25 set. 2015 sul tra­spor­to di mer­ci, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1845; FF 2014 3253).
Art. 40c Esonero
1Il ti­to­la­re è li­be­ra­to dal­la re­spon­sa­bi­li­tà se un fat­to che non gli è im­pu­ta­bi­le ha con­tri­bui­to a pro­dur­re il dan­no in mi­su­ra ta­le da do­ver es­ser­ne ri­te­nu­to la cau­sa prin­ci­pa­le.
2So­no fat­ti di ta­le ge­ne­re in par­ti­co­la­re:
la for­za mag­gio­re; o
la col­pa gra­ve del dan­neg­gia­to o di un ter­zo.
Art. 40d Utilizzazione dell'infrastruttura
1Il ti­to­la­re di un'im­pre­sa fer­ro­via­ria che uti­liz­za l'in­fra­strut­tu­ra di un'al­tra im­pre­sa fer­ro­via­ria ri­spon­de nei con­fron­ti dei dan­neg­gia­ti.
2Ha di­rit­to di re­gres­so ver­so il ti­to­la­re dell'im­pre­sa che eser­ci­ta l'in­fra­strut­tu­ra se que­sta ha con­cor­so a cau­sa­re il ve­ri­fi­car­si del dan­no.
3Se non è pos­si­bi­le de­ter­mi­na­re qua­le im­pre­sa fer­ro­via­ria ab­bia cau­sa­to il dan­no, ri­spon­de il ti­to­la­re dell'im­pre­sa che eser­ci­ta l'in­fra­strut­tu­ra.
Art. 40e Convenzioni
1Ogni con­ven­zio­ne che esclu­da o re­strin­ga la re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le di­sci­pli­na­ta dal­la pre­sen­te leg­ge è nul­la.
2Ogni con­ven­zio­ne che sta­bi­li­sce un ri­sar­ci­men­to ma­ni­fe­sta­men­te in­suf­fi­cien­te è im­pu­gna­bi­le en­tro un an­no dal­la sua con­clu­sio­ne.
Art. 40f Applicazione del Codice delle obbligazioni
Sal­vo di­spo­si­zio­ne con­tra­ria del­la pre­sen­te leg­ge, la re­spon­sa­bi­li­tà è ret­ta dal­le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni1 su­gli at­ti il­le­ci­ti.
Capitolo 5: Prestazioni particolari a favore di amministrazioni pubbliche
Art. 41 Norma fondamentale
Sal­vo di­spo­si­zio­ni con­tra­rie del­la pre­sen­te leg­ge o con­ven­zio­ni spe­cia­li fra le par­ti, le pre­sta­zio­ni par­ti­co­la­ri del­le im­pre­se fer­ro­via­rie a fa­vo­re del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, dei Can­to­ni, dei Co­mu­ni e di al­tre cor­po­ra­zio­ni di di­rit­to pub­bli­co, co­me pu­re dei lo­ro sta­bi­li­men­ti e ser­vi­zi de­vo­no es­se­re ri­sar­ci­te se­con­do i prin­ci­pi ge­ne­ral­men­te am­mes­si nel com­mer­cio.
Art. 42 Difesa nazionale
1Ove fos­se or­di­na­to dal Con­si­glio fe­de­ra­le, gli im­pian­ti fer­ro­via­ri, i vei­co­li e il lo­ro par­co de­vo­no es­se­re co­strui­ti, com­ple­ta­ti e te­nu­ti pron­ti al ser­vi­zio con­for­me­men­te ai bi­so­gni del­la di­fe­sa na­zio­na­le mi­li­ta­re ed eco­no­mi­ca. È ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 18.
2La Con­fe­de­ra­zio­ne as­su­me le spe­se ca­gio­na­te dal­le mi­su­re ri­chie­ste a tal fi­ne.2
Art. 43 Trasporti militari
1Le im­pre­se fer­ro­via­rie, nei li­mi­ti del­la lo­ro ca­pa­ci­tà, de­vo­no ese­gui­re per l'eser­ci­to e l'am­mi­ni­stra­zio­ne mi­li­ta­re i tra­spor­ti or­di­na­ti dai com­pe­ten­ti or­ga­ni mi­li­ta­ri. So­no ri­ser­va­te le ec­ce­zio­ni e le li­mi­ta­zio­ni de­ci­se dal Con­si­glio fe­de­ra­le.
3La Con­fe­de­ra­zio­ne sop­pe­ri­sce al­le spe­se ca­gio­na­te da mi­su­re spe­cia­li di si­cu­rez­za che do­ves­se­ro es­se­re pre­se per ese­gui­re tra­spor­ti mi­li­ta­ri.
1 Abro­ga­to dall'art. 53 n. 4 del­la LF del 4 ott. 1985 sul tra­spor­to pub­bli­co, con ef­fet­to dal 1° gen. 1987 (RU 1986 1974; FF 1983 II 159).
1La Con­fe­de­ra­zio­ne è re­spon­sa­bi­le nei con­fron­ti del­le im­pre­se fer­ro­via­rie dei dan­ni ca­gio­na­ti dai tra­spor­ti mi­li­ta­ri, in quan­to nes­su­na col­pa pos­sa es­se­re at­tri­bui­ta all'im­pre­sa o al per­so­na­le di que­sta.
2La Con­fe­de­ra­zio­ne è re­spon­sa­bi­le nei con­fron­ti del­le im­pre­se fer­ro­via­rie, se­con­do le nor­me del di­rit­to ci­vi­le, dei dan­ni ca­gio­na­ti dal­la co­stru­zio­ne, dal­la pre­sen­za e dall'uso di ope­re e im­pian­ti mi­li­ta­ri sul fon­do del­la fer­ro­via o nel­le vi­ci­nan­ze di es­so.
1 Abro­ga­to dal n. 15 dell'all. al­la L del 18 mar. 2005 sul­le do­ga­ne, con ef­fet­to dal 1° mag. 2007 (RU 2007 1411; FF 2004 485).
Art. 47 Igiene pubblica
La le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le con­cer­nen­te l'igie­ne de­gli uo­mi­ni e de­gli ani­ma­li, il traf­fi­co del­le mer­ci e la lot­ta con­tro i pa­ras­si­ti sta­bi­li­sce le pre­sta­zio­ni del­le im­pre­se fer­ro­via­rie ri­chie­ste dal­la sua ese­cu­zio­ne. Per ta­li pre­sta­zio­ni, le im­pre­se fer­ro­via­rie han­no di­rit­to a un'equa in­den­ni­tà.
Art. 48 Controversie
1L'UFT de­ci­de sul­le con­tro­ver­sie re­la­ti­ve al­la pre­sen­te se­zio­ne.
2Le de­ci­sio­ni dell'UFT pos­so­no es­se­re im­pu­gna­te me­dian­te ri­cor­so se­con­do le di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li sull'am­mi­ni­stra­zio­ne del­la giu­sti­zia fe­de­ra­le.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 75 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197; FF 2001 3764).
Capitolo 5a: Ampliamento dell'infrastruttura
Art. 48a Obiettivi
L'am­plia­men­to dell'in­fra­strut­tu­ra per­se­gue i se­guen­ti obiet­ti­vi:
traf­fi­co viag­gia­to­ri:
mi­glio­ra­re i col­le­ga­men­ti con le aree me­tro­po­li­ta­ne eu­ro­pee,
mi­glio­ra­re i col­le­ga­men­ti tra le aree me­tro­po­li­ta­ne sviz­ze­re e al lo­ro in­ter­no,
mi­glio­ra­re i col­le­ga­men­ti all'in­ter­no del­la re­te ur­ba­na sviz­ze­ra e con i cen­tri del­le aree me­tro­po­li­ta­ne,
am­plia­re il traf­fi­co re­gio­na­le e il traf­fi­co d'ag­glo­me­ra­to,
mi­glio­ra­re i col­le­ga­men­ti con le re­gio­ni di mon­ta­gna e le re­gio­ni tu­ri­sti­che;
traf­fi­co mer­ci:
tra­sfe­ri­re il traf­fi­co pe­san­te tran­sal­pi­no dal­la stra­da al­la fer­ro­via,
mi­glio­ra­re il traf­fi­co in­ter­no, non­ché il traf­fi­co di im­por­ta­zio­ne e di espor­ta­zio­ne,
mi­glio­ra­re la di­spo­ni­bi­li­tà del­le trac­ce.
Art. 48b Programma di sviluppo strategico
1L'in­fra­strut­tu­ra è am­plia­ta per fa­si nell'am­bi­to di un pro­gram­ma di svi­lup­po stra­te­gi­co.
2La Con­fe­de­ra­zio­ne ag­gior­na pe­rio­di­ca­men­te il pro­gram­ma di svi­lup­po stra­te­gi­co d'in­te­sa con i Can­to­ni del­le ri­spet­ti­ve re­gio­ni di pia­ni­fi­ca­zio­ne e con le im­pre­se fer­ro­via­rie in­te­res­sa­te.
3Ogni quat­tro an­ni il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le un rap­por­to sul­lo sta­to dell'am­plia­men­to, sui ne­ces­sa­ri ade­gua­men­ti del pro­gram­ma di svi­lup­po stra­te­gi­co e sul­la suc­ces­si­va fa­se di am­plia­men­to pia­ni­fi­ca­ta.
Art. 48c Fasi di ampliamento
1Gli at­ti nor­ma­ti­vi sul­le sin­go­le fa­si di am­plia­men­to so­no ema­na­ti in for­ma di de­cre­to fe­de­ra­le. Ta­li de­cre­ti fe­de­ra­li sot­to­stan­no a re­fe­ren­dum fa­col­ta­ti­vo.
2Le mi­su­re pre­vi­ste nel­le fa­si di am­plia­men­to si ba­sa­no su una pro­va del­la ne­ces­si­tà e su un'ana­li­si dell'of­fer­ta ef­fet­tua­ta se­con­do cri­te­ri di eco­no­mia azien­da­le e ma­croe­co­no­mi­ci.
3Nei mes­sag­gi re­la­ti­vi al­le fa­si di am­plia­men­to il Con­si­glio fe­de­ra­le il­lu­stra in par­ti­co­la­re i co­sti sus­se­guen­ti per l'in­te­ro si­ste­ma fer­ro­via­rio.
4In ogni fa­se di am­plia­men­to è per­se­gui­to an­che l'obiet­ti­vo di as­si­cu­ra­re la qua­li­tà dell'of­fer­ta sul­la re­te già esi­sten­te del traf­fi­co a lun­ga di­stan­za e so­no pre­vi­sti i cre­di­ti ne­ces­sa­ri a ta­le sco­po.
Art. 48d Pianificazione delle fasi di ampliamento
1In quan­to re­spon­sa­bi­le del pro­ces­so, l'UFT di­ri­ge e coor­di­na le pia­ni­fi­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie per le fa­si di am­plia­men­to. Tie­ne con­to del­le pia­ni­fi­ca­zio­ni re­gio­na­li dei Can­to­ni e coin­vol­ge le im­pre­se fer­ro­via­rie in­te­res­sa­te.
2I Can­to­ni as­si­cu­ra­no la pia­ni­fi­ca­zio­ne re­gio­na­le dell'of­fer­ta. A tal fi­ne de­fi­ni­sco­no re­gio­ni di pia­ni­fi­ca­zio­ne ade­gua­te. Le im­pre­se fer­ro­via­rie in­te­res­sa­te so­no coin­vol­te in mo­do ade­gua­to.
Art. 48e Progettazione ed esecuzione delle misure
1Le im­pre­se fer­ro­via­rie e i ter­zi in­ca­ri­ca­ti del­la rea­liz­za­zio­ne del­le mi­su­re (so­cie­tà co­strut­tri­ci) pro­get­ta­no le mi­su­re per l'am­plia­men­to dell'in­fra­strut­tu­ra, le coor­di­na­no con le esi­gen­ze del man­te­ni­men­to del­la qua­li­tà e le ese­guo­no.
2In ta­le con­te­sto, ten­go­no co­stan­te­men­te con­to, se­con­do il prin­ci­pio dell'ot­ti­miz­za­zio­ne azien­da­le ed eco­no­mi­ca, dei pro­gres­si tec­no­lo­gi­ci in cam­po fer­ro­via­rio, del­le mi­glio­rie or­ga­niz­za­ti­ve e dell'evo­lu­zio­ne nel traf­fi­co viag­gia­to­ri e mer­ci.
Art. 48f Convenzioni di attuazione
1La Con­fe­de­ra­zio­ne con­clu­de con­ven­zio­ni di at­tua­zio­ne re­la­ti­ve al­le mi­su­re di am­plia­men­to con le im­pre­se fer­ro­via­rie o le so­cie­tà co­strut­tri­ci. In ta­li con­ven­zio­ni so­no sta­bi­li­ti in det­ta­glio le mi­su­re per le sin­go­le trat­te e i sin­go­li no­di, le pre­sta­zio­ni, i co­sti e le sca­den­ze, la con­ces­sio­ne dei mez­zi fi­nan­zia­ri e l'or­ga­niz­za­zio­ne.
2Se le mi­su­re ne­ces­si­ta­no di in­ter­ven­ti su­bor­di­na­ti cor­re­la­ti per il man­te­ni­men­to del­la qua­li­tà, an­che que­sti so­no sta­bi­li­ti nel­le con­ven­zio­ni di at­tua­zio­ne.
3Le con­ven­zio­ni so­no con­clu­se dal DA­TEC. Gli ade­gua­men­ti di mi­no­re en­ti­tà, in par­ti­co­la­re di ca­rat­te­re or­ga­niz­za­ti­vo o tec­ni­co, pos­so­no es­se­re con­ve­nu­ti dall'UFT.
Capitolo 6: Finanziamento dell'infrastruttura
1Fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 9b, la Con­fe­de­ra­zio­ne as­su­me l'one­re prin­ci­pa­le del fi­nan­zia­men­to dell'in­fra­strut­tu­ra.
2I Can­to­ni par­te­ci­pa­no al fi­nan­zia­men­to dell'in­fra­strut­tu­ra.
3Fat­te sal­ve le pre­sta­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 59, dal­le pre­sta­zio­ni fe­de­ra­li ai sen­si del­la pre­sen­te leg­ge so­no esclu­se le trat­te che:
as­si­cu­ra­no il col­le­ga­men­to ca­pil­la­re;
col­le­ga­no lo­ca­li­tà che non so­no abi­ta­te tut­to l'an­no;
non ser­vo­no per il tra­spor­to di con­si­sten­ti quan­ti­tà di mer­ci.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 3 del­la LF del 21 giu. 2013 con­cer­nen­te il fi­nan­zia­men­to e l'am­plia­men­to dell'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 651; FF 2012 1283).
Art. 50 Condizioni
1Han­no di­rit­to all'in­den­ni­tà le im­pre­se:
la cui pre­sen­ta­zio­ne dei con­ti sod­di­sfa le esi­gen­ze del ca­pi­to­lo 9;
la cui con­ta­bi­li­tà è sud­di­vi­sa in set­to­ri e at­te­sta i co­sti non co­per­ti di ogni set­to­re; e
che ge­sti­sco­no co­me set­to­ri di­stin­ti al­me­no il tra­spor­to re­gio­na­le di viag­gia­to­ri e l'even­tua­le in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria.
2La Con­fe­de­ra­zio­ne può ac­cor­da­re age­vo­la­zio­ni al­le im­pre­se stra­nie­re con po­che li­nee in Sviz­ze­ra.
Art. 51 Convenzioni sulle prestazioni
1La Con­fe­de­ra­zio­ne, rap­pre­sen­ta­ta dall'UFT, e le im­pre­se fer­ro­via­rie con­clu­do­no con­ven­zio­ni sul­le pre­sta­zio­ni ogni quat­tro an­ni. In ta­li con­ven­zio­ni so­no an­ti­ci­pa­ta­men­te con­ve­nu­ti l'of­fer­ta di pre­sta­zio­ni non­ché le in­den­ni­tà e i mu­tui pre­vi­sti nel set­to­re dell'in­fra­strut­tu­ra sul­la scor­ta del­le prio­ri­tà in ma­te­ria di po­li­ti­ca dei tra­spor­ti del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei con­ti di pre­vi­sio­ne del­le im­pre­se.
2Se il man­te­ni­men­to del­la qua­li­tà ne­ces­si­ta di mi­su­re di am­plia­men­to su­bor­di­na­te, an­che que­ste so­no sta­bi­li­te nel­la con­ven­zio­ne sul­le pre­sta­zio­ni.
3Le in­den­ni­tà e i mu­tui ser­vo­no in pri­mo luo­go a man­te­ne­re l'in­fra­strut­tu­ra in buo­no sta­to e ad ade­guar­la al­le esi­gen­ze del traf­fi­co e al­lo sta­to del­la tec­ni­ca. In ta­le con­te­sto so­no in par­ti­co­la­re con­si­de­ra­ti:
i col­le­ga­men­ti ba­si­la­ri ade­gua­ti;
gli im­pe­ra­ti­vi del­la po­li­ti­ca re­gio­na­le, in par­ti­co­la­re i bi­so­gni ine­ren­ti al­lo svi­lup­po eco­no­mi­co del­le re­gio­ni sfa­vo­ri­te;
gli im­pe­ra­ti­vi del­la po­li­ti­ca di as­set­to del ter­ri­to­rio e d'ag­glo­me­ra­to;
gli im­pe­ra­ti­vi del­la pro­te­zio­ne dell'am­bien­te.
Art. 51a Controversie relative alle convenzioni sulle prestazioni
1Se l'UFT e le im­pre­se fer­ro­via­rie non rie­sco­no ad ac­cor­dar­si su una con­ven­zio­ne sul­le pre­sta­zio­ni o sul­la sua ap­pli­ca­zio­ne, la de­ci­sio­ne spet­ta al DA­TEC.
2Le de­ci­sio­ni del DA­TEC pos­so­no es­se­re im­pu­gna­te me­dian­te ri­cor­so se­con­do le di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li sull'am­mi­ni­stra­zio­ne del­la giu­sti­zia fe­de­ra­le. Pos­so­no es­se­re fat­ti va­le­re:
la vio­la­zio­ne del di­rit­to fe­de­ra­le, com­pre­si l'ec­ces­so o l'abu­so del po­te­re d'ap­prez­za­men­to;
l'ac­cer­ta­men­to ine­sat­to o in­com­ple­to di fat­ti giu­ri­di­ca­men­te ri­le­van­ti.
3I ri­cor­si in­ter­po­sti con­tro le de­ci­sio­ni del DA­TEC non han­no ef­fet­to so­spen­si­vo.
1 In­tro­dot­to dal n. II 3 del­la LF del 21 giu. 2013 con­cer­nen­te il fi­nan­zia­men­to e l'am­plia­men­to dell'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 651; FF 2012 1283).
Art. 51b Modalità di finanziamento dell'esercizio e del mantenimento della qualità
1I co­sti pia­ni­fi­ca­ti e non co­per­ti per l'eser­ci­zio e il man­te­ni­men­to del­la qua­li­tà, com­pre­si gli am­mor­ta­men­ti e i co­sti d'in­ve­sti­men­to non at­ti­va­bi­li, so­no fi­nan­zia­ti me­dian­te in­den­ni­tà.
2Gli in­ve­sti­men­ti che su­pe­ra­no i mez­zi fi­nan­zia­ri de­sti­na­ti all'am­mor­ta­men­to e le ri­ser­ve di li­qui­di­tà di­spo­ni­bi­li so­no fi­nan­zia­ti con mu­tui sen­za in­te­res­si e rim­bor­sa­bi­li con­di­zio­nal­men­te. Se i mez­zi fi­nan­zia­ri de­sti­na­ti all'am­mor­ta­men­to su­pe­ra­no gli in­ve­sti­men­ti, i mu­tui in cor­so rim­bor­sa­bi­li con­di­zio­nal­men­te de­vo­no es­se­re rim­bor­sa­ti al Fon­do per l'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria con­for­me­men­te al­la leg­ge del 21 giu­gno 20132 sul Fon­do per l'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria o com­pen­sa­ti con le al­tre pre­sta­zio­ni di ta­le Fon­do.
3I mu­tui rim­bor­sa­bi­li con­di­zio­nal­men­te del­la Con­fe­de­ra­zio­ne pos­so­no es­se­re con­ver­ti­ti in ca­pi­ta­le pro­prio, fat­te sal­ve le de­ci­sio­ni ne­ces­sa­rie a tal fi­ne se­con­do il di­rit­to del­la so­cie­tà ano­ni­ma. La Con­fe­de­ra­zio­ne può inol­tre ri­nun­cia­re al rim­bor­so dei mu­tui se vi ri­nun­cia pu­re il Can­to­ne o a ti­to­lo di par­te­ci­pa­zio­ne al­le mi­su­re di ri­sa­na­men­to fi­nan­zia­rio ne­ces­sa­rie.
Art. 52 Gestione razionale
1Le im­pre­se fer­ro­via­rie ade­ri­sco­no ad as­so­cia­zio­ni pro­fes­sio­na­li e or­ga­niz­za­zio­ni di ca­te­go­ria adat­te a raf­for­za­re la pro­pria po­si­zio­ne sul mer­ca­to.
2La Con­fe­de­ra­zio­ne può ob­bli­ga­re le im­pre­se fer­ro­via­rie a svol­ge­re con­giun­ta­men­te im­por­tan­ti ga­re d'ap­pal­to.
3La Con­fe­de­ra­zio­ne, sen­ti­ti i Can­to­ni in­te­res­sa­ti, può ri­dur­re l'in­den­ni­tà fat­ta va­le­re nel­la pro­ce­du­ra di or­di­na­zio­ne da un'im­pre­sa fer­ro­via­ria la cui ge­stio­ne non è ra­zio­na­le.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 3 del­la LF del 19 giu. 2015 sul pac­chet­to di con­so­li­da­men­to e di ve­ri­fi­ca dei com­pi­ti 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 4747; FF 2013 727, 2014 7247).
Abro­ga­to
1 Abro­ga­to dal n. II 3 del­la LF del 21 giu. 2013 con­cer­nen­te il fi­nan­zia­men­to e l'am­plia­men­to dell'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria, con ef­fet­to dal 1° gen. 2016 (RU 2015 651; FF 2012 1283).
1I Can­to­ni ver­sa­no un con­tri­bu­to di 500 mi­lio­ni all'an­no al Fon­do per l'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria per fi­nan­zia­re i co­sti dell'in­fra­strut­tu­ra.
1bisIl con­tri­bu­to si ba­sa sui prez­zi del 2016. È ade­gua­to all'evo­lu­zio­ne del pro­dot­to in­ter­no lor­do rea­le e se­gue l'in­di­ce di rin­ca­ro del­le ope­re fer­ro­via­rie. Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze di­sci­pli­na i det­ta­gli d'in­te­sa con il DA­TEC.2
2La par­te­ci­pa­zio­ne di ogni Can­to­ne è de­ter­mi­na­ta dal­le pre­sta­zio­ni di traf­fi­co re­gio­na­le or­di­na­te al­le im­pre­se fer­ro­via­rie (viag­gia­to­ri-chi­lo­me­tri e tre­ni-chi­lo­me­tri) se­con­do la chia­ve di ri­par­ti­zio­ne in­ter­can­to­na­le3.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na i par­ti­co­la­ri per via d'or­di­nan­za, do­po aver con­sul­ta­to i Can­to­ni.
2 In­tro­dot­to dal n. I 6 del­la LF del 17 mar. 2017 sul pro­gram­ma di sta­bi­liz­za­zio­ne 2017-2019, in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 5205; FF 2016 4135).
3 Te­sto ret­ti­fi­ca­to dal­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le (art. 58 cpv. 1 LParl; RS 171.10).
Sezione 2: Finanziamento dell'ampliamento dell'infrastruttura
Art. 58 Crediti d'impegno
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le stan­zia me­dian­te de­cre­to fe­de­ra­le i cre­di­ti d'im­pe­gno ne­ces­sa­ri per le fa­si di am­plia­men­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 48c.
2Se sin­go­le mi­su­re su­bi­sco­no ri­tar­di, i cre­di­ti d'im­pe­gno pre­vi­sti per le stes­se pos­so­no, qua­lo­ra non sia­no esau­ri­ti, es­se­re de­sti­na­ti al­la rea­liz­za­zio­ne di al­tre mi­su­re la cui pia­ni­fi­ca­zio­ne è pre­vi­sta da un de­cre­to fe­de­ra­le.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce le mi­su­re da rea­liz­za­re se­con­do il ca­po­ver­so 2.
Art. 58a Modalità di finanziamento dell'ampliamento
1La Con­fe­de­ra­zio­ne, me­dian­te il Fon­do per l'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria, met­te a di­spo­si­zio­ne le ri­sor­se stan­zia­te per il fi­nan­zia­men­to del­le mi­su­re sot­to for­ma di mu­tui sen­za in­te­res­si, rim­bor­sa­bi­li con­di­zio­nal­men­te, e di con­tri­bu­ti a fon­do per­so.
2I det­ta­gli so­no di­sci­pli­na­ti nel­le con­ven­zio­ni di at­tua­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 48f.
Art. 58b Finanziamento di misure supplementari o alternative da parte di terzi
1I Can­to­ni e al­tri ter­zi pos­so­no fi­nan­zia­re mi­su­re sup­ple­men­ta­ri o al­ter­na­ti­ve se que­ste pos­so­no es­se­re in­te­gra­te nel pro­gram­ma di svi­lup­po stra­te­gi­co.
2Es­si as­su­mo­no:
in ca­so di mi­su­re sup­ple­men­ta­ri: tut­ti i co­sti;
in ca­so di mi­su­re al­ter­na­ti­ve: la dif­fe­ren­za tra i co­sti del­le mi­su­re pre­vi­ste dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne e quel­le da lo­ro pre­vi­ste.
3La par­te­ci­pa­zio­ne di ter­zi non de­ve com­por­ta­re un one­re sup­ple­men­ta­re per la Con­fe­de­ra­zio­ne né nel­la fa­se di co­stru­zio­ne né in quel­la d'eser­ci­zio.
4La Con­fe­de­ra­zio­ne con­clu­de con i ter­zi e le im­pre­se fer­ro­via­rie con­ven­zio­ni con­cer­nen­ti le mi­su­re. In ta­li con­ven­zio­ni so­no sta­bi­li­ti in det­ta­glio le pre­sta­zio­ni, i co­sti e le sca­den­ze, la con­ces­sio­ne dei mez­zi fi­nan­zia­ri e l'or­ga­niz­za­zio­ne.
Art. 58c Prefinanziamento
Le im­pre­se fer­ro­via­rie pos­so­no con­clu­de­re con i Can­to­ni in­te­res­sa­ti e con ter­zi con­ven­zio­ni sul pre­fi­nan­zia­men­to del­le mi­su­re la cui rea­liz­za­zio­ne o pia­ni­fi­ca­zio­ne è sta­ta de­ci­sa dall'As­sem­blea fe­de­ra­le. Ta­li con­ven­zio­ni sot­to­stan­no all'ap­pro­va­zio­ne dell'UFT.
Art. 58d Disposizioni di esecuzione
Il DA­TEC ema­na le di­spo­si­zio­ni di ese­cu­zio­ne re­la­ti­ve al­la su­per­vi­sio­ne del­le pre­sta­zio­ni, dei co­sti, del­le fi­nan­ze e del­le sca­den­ze con­cer­nen­ti le mi­su­re ap­pro­va­te.
Art. 58e Rapporto
Il Con­si­glio fe­de­ra­le ri­fe­ri­sce an­nual­men­te all'As­sem­blea fe­de­ra­le in me­ri­to al fi­nan­zia­men­to dell'am­plia­men­to dell'in­fra­strut­tu­ra, se­gna­ta­men­te:
sul­lo sta­to e sul se­gui­to dei la­vo­ri;
sul­le spe­se in ba­se ai cre­di­ti d'im­pe­gno stan­zia­ti.
Capitolo 7: Aiuto in caso di gravi danni causati dalle forze della natura
Art. 59 Danni causati dalle forze della natura
La Con­fe­de­ra­zio­ne può con­ce­de­re al­le im­pre­se fer­ro­via­rie che han­no su­bì­to gra­vi dan­ni cau­sa­ti dal­le for­ze del­la na­tu­ra aiu­ti fi­nan­zia­ri per il ri­pri­sti­no o la so­sti­tu­zio­ne di im­pian­ti dan­neg­gia­ti o di­strut­ti e per i la­vo­ri di sgom­be­ro.
Art. 60 e 61
1 Abro­ga­ti dal n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, con ef­fet­to dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
1 Ori­gi­na­rio art. 60a. In­tro­dot­to dal n. 16 dell'all. al­la LF del 5 ott. 1990 sui sus­si­di (RU 1991 857; FF 1987 I 297). Abro­ga­to dal n. II 13 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, con ef­fet­to dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
Capitolo 8: Separazione dei trasporti e dell'infrastruttura
Art. 62 Estensione dell'infrastruttura
1L'in­fra­strut­tu­ra com­pren­de tut­te le co­stru­zio­ni, tut­ti gli im­pian­ti e tut­te le in­stal­la­zio­ni che de­vo­no es­se­re uti­liz­za­ti in co­mu­ne nell'am­bi­to dell'ac­ces­so al­la re­te, in par­ti­co­la­re:
la via di cor­sa;
gli im­pian­ti di ali­men­ta­zio­ne elet­tri­ca, se­gna­ta­men­te le sot­to­sta­zio­ni e i rad­driz­za­to­ri;
gli im­pian­ti di si­cu­rez­za;
le in­stal­la­zio­ni per il pub­bli­co;
le sta­zio­ni di smi­sta­men­to e gli im­pian­ti per ri­ce­ve­re e for­ma­re i tre­ni;
gli im­pian­ti di ca­ri­co pub­bli­ci, con­si­sten­ti in bi­na­ri e aree di ca­ri­co, in cui le mer­ci pos­so­no es­se­re tra­sbor­da­te au­to­no­ma­men­te e in­di­pen­den­te­men­te (im­pian­ti di ca­ri­co e sca­ri­co);
i lo­co­mo­to­ri di smi­sta­men­to nel­le sta­zio­ni di smi­sta­men­to;
gli edi­fi­ci di ser­vi­zio e i lo­ca­li ne­ces­sa­ri per la ma­nu­ten­zio­ne e l'eser­ci­zio dell'in­fra­strut­tu­ra se­con­do le let­te­re a-g.
2L'in­fra­strut­tu­ra può inol­tre com­pren­de­re le co­stru­zio­ni, gli im­pian­ti e le in­stal­la­zio­ni che so­no le­ga­ti all'eser­ci­zio dell'in­fra­strut­tu­ra ma non so­no og­get­to dell'ac­ces­so al­la re­te. Vi rien­tra­no in par­ti­co­la­re:
gli im­pian­ti per la ma­nu­ten­zio­ne gior­na­lie­ra del ma­te­ria­le ro­ta­bi­le;
le cen­tra­li elet­tri­che e gli elet­tro­dot­ti;
le in­stal­la­zio­ni di ven­di­ta;
i lo­ca­li per ser­vi­zi ac­ces­so­ri;
i lo­ca­li di ser­vi­zio per le im­pre­se di tra­spor­to fer­ro­via­rie;
gli al­log­gi di ser­vi­zio;
le gru e le al­tre ap­pa­rec­chia­tu­re di tra­sbor­do ne­gli im­pian­ti di ca­ri­co e sca­ri­co;
gli im­pian­ti di tra­sbor­do per il tra­spor­to di mer­ci, com­pre­si i bi­na­ri per gru e di ca­ri­co.
3Fan­no par­te del­le fer­ro­vie ai sen­si del­la pre­sen­te leg­ge, ma non dell'in­fra­strut­tu­ra:
i bi­na­ri e gli edi­fi­ci per la ma­nu­ten­zio­ne del ma­te­ria­le ro­ta­bi­le (im­pian­ti per la ma­nu­ten­zio­ne e of­fi­ci­ne);
i bi­na­ri e gli edi­fi­ci per lo sta­zio­na­men­to a lun­go ter­mi­ne del ma­te­ria­le ro­ta­bi­le (im­pian­ti di sta­zio­na­men­to);
i bi­na­ri ubi­ca­ti in can­tie­ri fer­ro­via­ri o uti­liz­za­ti per l'ac­ces­so a ta­li can­tie­ri (bi­na­ri di can­tie­re).
4Non fa par­te dell'in­fra­strut­tu­ra nem­me­no la for­ni­tu­ra di pre­sta­zio­ni di tra­spor­to nel traf­fi­co mer­ci e viag­gia­to­ri.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 3 dell'all. al­la L del 25 set. 2015 sul tra­spor­to di mer­ci, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1845; FF 2014 3253).
Art. 63 Esercizio dell'infrastruttura
Rien­tra­no nell'in­fra­strut­tu­ra an­che l'eser­ci­zio e la ma­nu­ten­zio­ne del­le co­stru­zio­ni, de­gli im­pian­ti e del­le in­stal­la­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 62.
Art. 64 Organizzazione
1L'im­pre­sa fer­ro­via­ria de­ve se­pa­ra­re a li­vel­lo or­ga­niz­za­ti­vo il set­to­re dell'in­fra­strut­tu­ra da­gli al­tri set­to­ri azien­da­li, ren­den­do­lo in­di­pen­den­te. L'UFT può di­spen­sa­re da que­st'ob­bli­go le fer­ro­vie a scar­ta­men­to ri­dot­to e le im­pre­se fer­ro­via­rie mi­no­ri.
2L'in­fra­strut­tu­ra ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 62 ca­po­ver­so 2 e le re­la­ti­ve pre­sta­zio­ni di ser­vi­zio pos­so­no es­se­re se­pa­ra­te dal set­to­re dell'in­fra­strut­tu­ra a li­vel­lo or­ga­niz­za­ti­vo. I lo­ro co­sti de­vo­no es­se­re fat­tu­ra­ti in­te­gral­men­te ai be­ne­fi­cia­ri del­le pre­sta­zio­ni.
Art. 65 Esenzione fiscale
L'in­fra­strut­tu­ra ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 62 ca­po­ver­si 1 e 2 è esen­te dal­le im­po­ste can­to­na­li e co­mu­na­li sui be­ni im­mo­bi­li.
Capitolo 9: Contabilità
Art. 66 Principi
1La con­ta­bi­li­tà del­le im­pre­se fer­ro­via­rie è ret­ta dal­la se­zio­ne 7 del­la leg­ge del 20 mar­zo 20092 sul tra­spor­to di viag­gia­to­ri, fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te leg­ge.
2Nel bi­lan­cio e nel con­to in­ve­sti­men­ti, l'im­pre­sa fer­ro­via­ria de­ve se­pa­ra­re il set­to­re dell'in­fra­strut­tu­ra da­gli al­tri set­to­ri.
3Nel con­to eco­no­mi­co l'im­pre­sa fer­ro­via­ria tie­ne un con­to set­to­ria­le per l'in­fra­strut­tu­ra.
Art. 67 Impiego dell'utile e rimunerazione del capitale proprio
Non so­no am­mes­se le ri­par­ti­zio­ni dell'uti­le e la ri­mu­ne­ra­zio­ne del ca­pi­ta­le pro­prio a ca­ri­co del con­to set­to­ria­le dell'in­fra­strut­tu­ra. L'uti­le de­ve sem­pre es­se­re at­tri­bui­to com­ple­ta­men­te al­la ri­ser­va spe­cia­le per i fu­tu­ri di­sa­van­zi del set­to­re dell'in­fra­strut­tu­ra.
1 Abro­ga­ti dal n. I del­la LF del 24 mar. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1996 (RU 1995 3680; FF 1994 I 441).
Art. 70 a 72
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 24 mar. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1996 (RU 1995 3680; FF 1994 I 441).
Capitolo 10: Diritto di compera degli enti pubblici
Art. 75 Diritto di compera nell'interesse del Paese
1Se l'in­te­res­se del Pae­se lo esi­ge, la Con­fe­de­ra­zio­ne può ac­qui­sta­re al va­lo­re con­ta­bi­le l'in­fra­strut­tu­ra og­get­to di una con­ces­sio­ne di qual­sia­si im­pre­sa fer­ro­via­ria. I mu­tui che la Con­fe­de­ra­zio­ne aves­se con­ces­so all'im­pre­sa so­no com­pu­ta­ti nel prez­zo d'ac­qui­sto.
2Il di­rit­to di com­pe­ra di cui al ca­po­ver­so 1 spet­ta an­che ai Can­to­ni e ai Co­mu­ni cui la con­ces­sio­ne con­fe­ri­sce ta­le fa­col­tà. Se Can­to­ni o Co­mu­ni han­no ac­qui­sta­to un'in­fra­strut­tu­ra fer­ro­via­ria, la Con­fe­de­ra­zio­ne può esi­ge­re che la stes­sa le sia ce­du­ta al­le con­di­zio­ni sta­bi­li­te nel­la pre­sen­te leg­ge.
Art. 76 a 78
Art. 79 Contestazioni
In ca­so di con­te­sta­zio­ne sul­la de­ter­mi­na­zio­ne del prez­zo d'ac­qui­sto de­ci­de l'au­to­ri­tà di sor­ve­glian­za.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 15 dell'all. all'O del 3 feb. 1993 sul­le au­to­ri­tà le cui de­ci­sio­ni pos­so­no es­se­re de­fe­ri­te al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le e al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le del­le as­si­cu­ra­zio­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 1994 (RU 1993 901).
Capitolo 11: Attività rilevanti per la sicurezza nel settore ferroviario
Art. 80 Esame di capacità
Il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­scri­ve­re che:
le per­so­ne che svol­go­no un'at­ti­vi­tà ri­le­van­te per la si­cu­rez­za nel set­to­re fer­ro­via­rio deb­ba­no so­ste­ne­re un esa­me di ca­pa­ci­tà teo­ri­co e pra­ti­co; può pre­ve­de­re la con­se­gna di una li­cen­za se l'esa­me vie­ne su­pe­ra­to;
le per­so­ne che in­ten­do­no se­gui­re una for­ma­zio­ne per svol­ge­re un'at­ti­vi­tà se­con­do la let­te­ra a ne­ces­si­ta­no di una tes­se­ra d'al­lie­vo ri­la­scia­ta dall'UFT;
le per­so­ne che svol­go­no un'at­ti­vi­tà se­con­do la let­te­ra a o che in­ten­do­no se­gui­re una for­ma­zio­ne a tal fi­ne de­vo­no sod­di­sfa­re de­ter­mi­na­ti re­qui­si­ti per­so­na­li e tec­ni­ci; il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­ve­de­re an­che esa­mi psi­co­lo­gi­ci e me­di­ci vol­ti ad ac­cer­ta­re i re­qui­si­ti per­so­na­li.
Art. 81 Inidoneità a prestare servizio
Chi sot­to l'in­flus­so di al­col, stu­pe­fa­cen­ti o me­di­ca­men­ti o per al­tri mo­ti­vi non di­spo­ne del­la ne­ces­sa­ria ca­pa­ci­tà fi­si­ca e men­ta­le è ini­do­neo a pre­sta­re ser­vi­zio e nel pe­rio­do in que­stio­ne non può svol­ge­re at­ti­vi­tà ri­le­van­ti per la si­cu­rez­za nel set­to­re fer­ro­via­rio.
Art. 82 Accertamento dell'inidoneità a prestare servizio
1Le per­so­ne che svol­go­no un'at­ti­vi­tà ri­le­van­te per la si­cu­rez­za nel set­to­re fer­ro­via­rio pos­so­no es­se­re sot­to­po­ste a un'ana­li­si al­co­le­mi­ca dell'ali­to.
2Se pa­le­sa in­di­zi di ini­do­nei­tà a pre­sta­re ser­vi­zio che non van­no o non van­no uni­ca­men­te ri­con­dot­ti all'in­flus­so dell'al­col, la per­so­na in­te­res­sa­ta può es­se­re sot­to­po­sta ad al­tri esa­mi pre­li­mi­na­ri, in par­ti­co­la­re all'esa­me dell'uri­na, del­la sa­li­va, del su­do­re, dei ca­pel­li e del­le un­ghie.
3È or­di­na­ta una pro­va del san­gue se:
vi so­no in­di­zi di ini­do­nei­tà a pre­sta­re ser­vi­zio; o
la per­so­na in­te­res­sa­ta si op­po­ne o si sot­trae all'ese­cu­zio­ne dell'ana­li­si al­co­le­mi­ca dell'ali­to o elu­de lo sco­po di que­sta mi­su­ra.
4Per mo­ti­vi gra­vi la pro­va del san­gue può es­se­re ef­fet­tua­ta an­che sen­za il con­sen­so del­la per­so­na so­spet­ta­ta di non es­se­re ido­nea a pre­sta­re ser­vi­zio. So­no fat­ti sal­vi al­tri mez­zi di pro­va.
Art. 83 Revoca della licenza
1Se una per­so­na che svol­ge un'at­ti­vi­tà ri­le­van­te per la si­cu­rez­za nel set­to­re fer­ro­via­rio si tro­va in uno sta­to che esclu­de l'eser­ci­zio si­cu­ro di ta­le at­ti­vi­tà, glie­ne de­ve es­se­re vie­ta­to l'eser­ci­zio fin­tan­to che è ne­ces­sa­rio; de­ve inol­tre es­ser­le ri­ti­ra­ta la li­cen­za.
2Le li­cen­ze ri­ti­ra­te de­vo­no es­se­re tra­smes­se im­me­dia­ta­men­te all'au­to­ri­tà che le ha ri­la­scia­te; que­sta de­ci­de im­me­dia­ta­men­te sul­la re­vo­ca. Fi­no a ta­le de­ci­sio­ne, il ri­ti­ro del­la li­cen­za ha l'ef­fet­to di una re­vo­ca.
Art. 83a Comunicazioni alle autorità estere
1L'UFT in­for­ma le com­pe­ten­ti au­to­ri­tà este­re nel ca­so in cui:
vie­ta a una per­so­na di un'im­pre­sa este­ra che svol­ge un'at­ti­vi­tà ri­le­van­te per la si­cu­rez­za nel set­to­re fer­ro­via­rio l'eser­ci­zio di ta­le at­ti­vi­tà;
ri­ti­ra una li­cen­za este­ra va­li­da in Sviz­ze­ra;
an­nul­la la va­li­di­tà in Sviz­ze­ra di una li­cen­za este­ra.
2Le li­cen­ze ri­ti­ra­te so­no tra­smes­se im­me­dia­ta­men­te all'au­to­ri­tà este­ra che le ha ri­la­scia­te.
Art. 84 Competenze
L'or­di­ne e l'ese­cu­zio­ne di mi­su­re se­con­do gli ar­ti­co­li 82 e 83 com­pe­to­no:
al­le per­so­ne o uni­tà azien­da­li de­si­gna­te dal­le im­pre­se fer­ro­via­rie;
al­le au­to­ri­tà di­chia­ra­te com­pe­ten­ti dai Can­to­ni;
all'UFT;
al­la po­li­zia dei tra­spor­ti, se ne è in­ca­ri­ca­ta da­gli or­ga­ni com­pe­ten­ti se­con­do le let­te­re a-c.
Art. 85 Disposizioni di esecuzione
1 Il Con­si­glio fe­de­ra­le:
fis­sa il tas­so al­co­le­mi­co a con­ta­re dal qua­le, in­di­pen­den­te­men­te da al­tre pro­ve e dal gra­do in­di­vi­dua­le di sop­por­ta­bi­li­tà dell'al­col, si am­met­te l'ini­do­nei­tà a pre­sta­re ser­vi­zio ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 81 (sta­to di ebrie­tà) e sta­bi­li­sce qua­le al­co­le­mia è con­si­de­ra­ta qua­li­fi­ca­ta;
può fis­sa­re, per al­tre so­stan­ze che di­mi­nui­sco­no l'ido­nei­tà a pre­sta­re ser­vi­zio, la con­cen­tra­zio­ne nel san­gue a con­ta­re dal­la qua­le, in­di­pen­den­te­men­te da al­tre pro­ve e dal gra­do in­di­vi­dua­le di sop­por­ta­bi­li­tà, si am­met­te l'ini­do­nei­tà a pre­sta­re ser­vi­zio ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 81;
ema­na pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti gli esa­mi pre­li­mi­na­ri (art. 82 cpv. 2), la pro­ce­du­ra per l'ana­li­si al­co­le­mi­ca dell'ali­to e la pro­va del san­gue, la va­lu­ta­zio­ne di que­ste ana­li­si e l'ul­te­rio­re vi­si­ta me­di­ca del­la per­so­na so­spet­ta­ta di non es­se­re ido­nea a pre­sta­re ser­vi­zio;
può pre­scri­ve­re che per l'ac­cer­ta­men­to di una di­pen­den­za che ri­du­ce l'ido­nei­tà a pre­sta­re ser­vi­zio sia­no va­lu­ta­ti gli esa­mi ef­fet­tua­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 82 ca­po­ver­si 2 e 3;
sta­bi­li­sce le esi­gen­ze in ma­te­ria di per­so­na­le, tec­ni­che e or­ga­niz­za­ti­ve con­cer­nen­ti le per­so­ne e le uni­tà azien­da­li de­si­gna­te se­con­do l'ar­ti­co­lo 84 let­te­ra a.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­fi­ni­sce le at­ti­vi­tà ri­le­van­ti per la si­cu­rez­za nel set­to­re fer­ro­via­rio.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 8

Art. 8

Art. 8

Art. 8

Art. 8

Art. 8

Art. 9

Art. 9

Art. 9
 art. 9

Art. 10

Art. 12

Art. 14

Art. 15

Art. 15

Art. 15

Art. 15

Art. 16

Art. 16

Art. 16

Art. 17

Art. 17

Art. 17

Art. 17

Art. 18

Art. 18

Art. 18

Art. 18

Art. 18

Art. 18

Art. 18

Art. 18

Art. 18

Art. 18

Art. 18

Art. 18
 art. 18

Art. 18
 art. 18

Art. 18

Art. 18
 art. 18

Art. 18
 art. 18

Art. 18
 art. 18

Art. 18
 art. 18

Art. 18

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 40

Art. 40

Art. 40

Art. 40

Art. 40

Art. 40

Art. 40

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 47

Art. 48

Art. 48

Art. 48

Art. 48

Art. 48

Art. 48

Art. 48

Art. 50

Art. 51

Art. 51

Art. 51

Art. 52

Art. 58

Art. 58

Art. 58

Art. 58

Art. 58

Art. 58

Art. 59

Art. 60
 art. 60

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 70

Art. 75

Art. 76

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 83

Art. 84

Art. 85