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ricongiungimento familiare. - Pagina 2 - GrNet.it
Re: ricongiungimento familiare.
Messaggio da gino59 » gio feb 25, 2016 6:35 pm
Diabolikus ha scritto: Caro collega,
Ti ringrazio immensamente per il plauso e le belle nonchè gentili parole che hai speso per ME.
Nel mio piccolo, come tanti su questo forum, cerco sempre di contribuire e di essere utile al prossimo, sebbene mi sia assentato da diverso tempo a causa di alcuni episodi di scarsa considerazione e degli interventi di alcuni utenti "mordi e fuggi" che non si sono neanche degnati di ringraziare per la risposta ricevuta.
Ogni tanto faccio un salto da queste parti (come adesso), ma mi limito solo a leggere qualche news, anche in considerazione del fatto che il tempo per scrivere è sempre più tiranno e la stanchezza comincia a farsi sentire.
==================Ben ritrovato=================================
Un fratreno abbraccio.
Messaggio da Diabolikus » gio feb 25, 2016 8:38 pm
È sempre un piacere rileggerti.
Messaggio da gino59 » gio feb 25, 2016 10:28 pm
Diabolikus ha scritto: Carissimo Gino.
========================Idem anche per me,spero che rimani a dare il tuo contributo=================
Messaggio da panorama » gio apr 14, 2016 5:17 pm
Messaggio da panorama » gio giu 23, 2016 5:51 pm
Fa seguito al mio post datato 12/07/2014 relativo alla sentenza del Tar di Milano.
1) - riesame dell'istanza di trasferimento sia ai sensi dell'art. 398 del R.G.A. che ai sensi dell'art. 42 bis del D.Lgs. n. 151/2001.
Il CdS rigetta l'appello del Min.Dif.
Sig. G. B., rappresentato e difeso dall'avv. Giuseppe Naccarato, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, Via Tagliamento, 76;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di G. B.;
1.- Il sig. G. B., carabiniere in servizio presso la Stazione dei Carabinieri di A. (MI), presentava, in data 29 ottobre 2011, istanza di trasferimento presso varie sedi del Lazio, ai sensi dell'art. 398 del R.G.A. per il ricongiungimento al coniuge sig.ra OMISSIS dipendente a tempo indeterminato presso un esercizio commerciale di Civitavecchia.
Anche tale istanza veniva respinta dal Comando Generale, con provvedimento n ……/T-2-2 notificato il 16 marzo 2013, in ragione della asserita inapplicabilità al personale militare della normativa richiamata dal sig. B...
Avverso i suddetti provvedimenti il sig. G.. B.. proponeva ricorso al T.A.R. per la Lombardia.
Il T.A.R. con altra ordinanza n. 2105/2013, accoglieva, inoltre, l'istanza del 29 maggio 2013 con cui il sig. B.., nel contestare il diniego dell'amministrazione in relazione alla propria richiesta di accesso agli atti, chiedeva la consultazione e l'estrazione di copia dei documenti relativi: a) ai trasferimenti per ricongiungimento familiare, disposti ai sensi dell’articolo 398 R.G.A., degli appartenenti alla Legione Lombardia, nel periodo che va dal 1 gennaio 2011 al 31 dicembre 2012, compreso quelli in favore della caserma di Sa.. indicati nel secondo motivo di ricorso, nonché i relativi provvedimenti di accoglimento o di rigetto; b) all’atto di approvazione della programmazione triennale del fabbisogno di personale militare complessivo del 2012; c) ai piani occupazionali relativi agli anni 2012, 2013, 2014; d) alle piante organiche della Legione Carabinieri Lombardia e della Legione Carabinieri Lazio, con indicazione delle carenze di personale.
Il T.A.R., con sentenza non definitiva n. 2786/2013, accoglieva la domanda di annullamento della nota del Comando Generale dell'Arma dei carabinieri prot. n. ……/T-2-2 del 23.2.2013, con cui era stata respinta l'istanza di assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche ai sensi dell'art. 42 bis del D.Lgs. n. 151/2001 e reiterava l'obbligo a carico dell'amministrazione di esibire i documenti richiesti e non ottenuti dal sig. B.. attinenti alle dotazioni organiche e alla situazione dei trasferimenti dei reparti di interesse. Tale sentenza risulta appellata dal Ministero della Difesa (r.g. n.4455/2014) e allo stato non risulta fissata l'udienza di merito.
Il Comando Generale, in esecuzione dell'ordinanza n. 593/2013 e della pronuncia non definitiva del T.A.R., con provvedimento del 22 gennaio 2014, assegnava il sig. G.. B.., per un periodo di tre anni fatti decorrere retroattivamente dal giorno della nascita del figlio e fino al 28 ….. 2015, alla Stazione di To.. (RM), ai sensi dell'art. 42 bis del D.Lgs. n. 151/2001.
1b.- Il T.A.R., con la sentenza definitiva n. 1811 dell'11 luglio 2014, ha annullato il provvedimento n. ……./T11-33 del 30 gennaio 2013 con cui è stata rigettata l'istanza di trasferimento avanzata dal sig. B.. ex art. 398 del regolamento generale dell'arma dei Carabinieri ed ha accolto la richiesta di risarcimento danni, formulata con i motivi aggiunti, liquidati nella misura complessiva di €. 2.500,00.
Si è costituito in giudizio il sig. G.. B.. che ha chiesto di rigettare l'appello.
L'appellante contesta infine la condanna al risarcimento dei danni in favore del sig. G.. B.. disposta dal T.A.R. per il ritardo dell'amministrazione nell'esercizio della propria azione, assumendo che alla P.A. potrebbe essere addebitata una responsabilità solo in caso di condotta "gravemente negligente" o di "una intenzionale volontà di nuocere".
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in misura di euro 3.000,00 in favore dell'appellato sig. G.. B...
Condanna la parte soccombente al pagamento delle spese del presente grado di giudizio, che si liquidano in misura del sig. G.. B.., appellato .
tara932016
Iscritto il: sab set 24, 2016 3:01 pm
Messaggio da tara932016 » sab set 24, 2016 3:25 pm
Salve ....vorrei informazioni in merito al ricongiungimento familiare,sono una ragazza di 24 anni che vive in Sicilia con un lavoro a tempo indeterminato full time in una multinazionale americana, il mio ragazzo 27 anni lavora come carabiniere trasferito in Calabria da più di 4 anni ma originario come me della Sicilia. vorremmo sposarci anche perché sono in attesa con rischio di aborto dovuto alla trombofilia che mi porta ad essere sempre sotto controllo medico, purtroppo non potrei trasferirmi io in Calabria anche se mi dispiace tanto, ma non è ancora presente il negozio per la quale lavoro,quindi dovrebbe spostarsi lui qui in Sicilia da me....potrei sapere se il ricongiungimento sarebbe fattibile a queste condizioni ? Ringrazio in anticipo chiunque mi risponda
Messaggio da panorama » lun ago 28, 2017 7:01 pm
ai colleghi CC. partecipo che,
il C.G.A. - SM - Ufficio Personale Marescialli, ha pubblicato nel portale la circolare n. 944001-1/T31-8, datata 28/07/2017, ad Oggetto: Raccolta di disposizioni riguardanti le assegnazioni e i trasferimenti dei Marescialli, Brigadieri e Carabinieri. Edizione 2017.
Praticamente sarebbe un Compendio che sostituisce la Pubblicazione del 1970.
Iscritto il: mer dic 13, 2017 3:07 pm
Messaggio da ricca » mer dic 13, 2017 3:31 pm
Mi scuso per aver riesumato questo topic un po' risalente, ma qualcuno sa se il coniuge (dipendente P.A.) del militare/FFPP ha un limite di tempo per presentare domanda di trasferimento (o ccomando/distacco) ai sensi dell'art 17 DLgs 266/99?
Trattandosi di diritto soggettivo sarei portato a pensare che nn esista un termine per farlo valere, ma vorrei un riscontro.
Messaggio da panorama » gio dic 21, 2017 6:07 pm
convivente more uxorio con altra impiegata dello Stato trasferita da Milano ad Ancona e padre di una figlia neonata.
Il Tar di Milano cmq. chiarisce:
1) - Dall’esame degli atti risulta che l’amministrazione ha respinto la domanda, in primo luogo, con riferimento alla mancanza di rapporto di coniugio.
2) - In merito occorre rammentare che è riconosciuto, oltre che a livello giurisprudenziale, anche a livello normativo, la piena equiparazione della convivenza more uxorio al rapporto di coniugio, nell’ambito della disciplina volta alla tutela dei minori, anche in conseguenza della piena equiparazione dei figli nati fuori dal matrimonio rispetto a quelli nati tra i coniugi.
3) - Per quanto attiene poi alle esigenze di servizio occorre rilevare che i dati forniti dall’amministrazione in merito, occorre rilevare la contraddittorietà dei dati forniti ai fini della decisione della causa, e cioè di una eccedenza organica nel ruolo Ispettori complessivamente registrata nell’ambito della richiesta Legione Carabinieri Marche (+ 32 marescialli), rispetto ai conteggi del personale previsti nell’ambito della procedura automatizzata di trasferimenti a comando tra differenti comandi di Corpo/Legione, nei quali risulta la carenza di 2 unità di personale nel ruolo Ispettori.
SENTENZA ,sede di MILANO ,sezione SEZIONE 3 ,numero provv.: 201701236, - Public 2017-06-05 -
N. 01236/2017 REG.PROV.COLL.
N. 02673/2015 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 2673 del 2015, proposto da: L. M., rappresentato e difeso dagli avvocati Gianpiero Luongo, Ilaria Zanesi, con domicilio eletto presso lo studio Ilaria Zanesi in Milano, via Besana, N. 7;
Ministero della Difesa, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distr.le dello Stato di Milano, domiciliata in Milano, via Freguglia, 1;
Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, Comando Legione Carabinieri Lombardia, Legione Carabinieri Lombardia - Comando Provinciale di Milano non costituiti in giudizio;
- della determinazione n. ……/T4-8/Pers. Mar. dd. 20 luglio 2015 del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e delle relative note accompagnatorie n. ……/8 TA-9/Pers. Mar. dd. 20 luglio 2015 e n. 238/106-121 dd 22 luglio 2015, notificate il 3 agosto 2015, recanti la reiezione dell’istanza di trasferimento dal Comando Provinciale di Milano al Comando Legione Marche, presentata dal ricorrente in data 1 aprile 2015;
- nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti.
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 15 marzo 2017 il dott. Alberto Di Mario e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
1. Il ricorrente ispettore con grado di Maresciallo dei Carabinieri ha presentato, in data 1.4.2015, un'istanza di trasferimento presso gli uffici del Comando Legione Marche di Ancona, ai sensi dell'art. 398 del Regolamento Generale dell'Arma in quanto convivente more uxorio con altra impiegata dello Stato trasferita da Milano ad Ancona e padre di una figlia neonata.
Il Comanda Generale dell’Arma respingeva la domanda per:
1) "mancanza dei requisiti previsti dalla circolare di settore, atteso che la persona con cui chiede di ricongiungersi non era coniugata con la S. V";
2) "condizione organica marcatamente deficitaria nel ruolo di Ispettori della
Legione Carabinieri Lombardia e del Comando Provinciale Carabinieri di Milano" e per altro verso "situazione organica esuberante nel ruolo di Ispettori della Legione Carabinieri Marche";
3) "motivato ed unanime parere contrario espresso dai superiori in via gerarchica";
4) "preminenza delle esigenze dell'Amministrazione rispetto a quanto rappresentato". La decisione veniva confermata con la nota impugnata in via principale.
Contro i suddetti atti il ricorrente proponeva e seguenti motivi di ricorso.
I) Violazione ed erronea applicazione dell'art. 398 RGA e della circolare n. 944001-1/t-16/pers. mar. dd. 9.2.2010; eccesso di potere per difetto di presupposti ed istruttoria, per travisamento dei fatti, per manifesta ingiustizia ed illogicità: omessa e comunque erronea motivazione. In subordine, violazione dell'art. 117 Cost. in relazione all'art. 8 CEDU e degli artt. 30, 31 e 32 Cost.; contrarietà ai principi fondamentali della tutela della vita familiare e della funzione genitoriale.
Secondo il ricorrente la convivenza more uxorio dev’essere equiparata al matrimonio. In secondo luogo la domanda ex art. 398 R.G.A. è sufficientemente motivata con riferimento alle ragioni di famiglia che avrebbero dovuto essere comparate dall’amministrazione con le esigenze di famiglia.
II) Eccesso di potere per travisamento dei fatti, per difetto di presupposti ed istruttoria, per contraddittorietà, ingiustizia ed illogicità manifeste, e violazione dei principi di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa; omessa e comunque erronea motivazione.
I motivi di servizio, secondo il ricorrente, sarebbero stati integrati in modo illegittimo con “appunti” dell’ufficio e sarebbero contraddittori in quanto: 1) in merito al dato fornito per l'intera Legione Lombardia (-81 SU), lo stesso non assumerebbe di per sé alcun rilievo, non attenendo allo specifico Comando di Provenienza del signor Miliano; 2) con riferimento, invece, al dato relativo al Comando Provinciale di Milano (-15 SU), non può revocarsi in dubbio che un esubero di sole 15 unità sia assolutamente minimale e trascurabile e, in ogni caso, in contraddizione con l'affermazione riportata nel provvedimento di diniego, inerente ad una "condizione organica marcatamente deficitaria"; 3) inoltre, quanto al dato riguardante l'intero organico regionale della Legione "Marche" (+32 SU), anch'esso sarebbe evidentemente troppo generico per essere considerato in sede di ponderazione dei contrapposti interessi, tenuto peraltro conto che il signor M.. aveva richiesto il trasferimento al Comando di Legione e non ai Comandi provinciali.
Da ultimo le esigenze di servizio indicate sarebbero del tutto generiche.
Secondo la difesa dell’Avvocatura dello Stato il saldo negativo di personale del ruolo ispettori esistente presso la Legione Lombardia (-81 Marescialli) ha indotto inevitabilmente il Comando Generale a ritenere che l’eventuale ulteriore depauperamento di personale in un’area particolarmente sensibile sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica sarebbe stato oltremodo disfunzionale, soprattutto ove si consideri che l’eventuale trasferimento dell’odierno ricorrente avrebbe creato un’ulteriore vacanza nel ruolo presso il Comando Provinciale di Milano, reparto ove il Mar. M.. è effettivo (attualmente già deficitario di 15 unità). Inoltre, si tenga conto della contestuale rilevante eccedenza organica nel ruolo Ispettori complessivamente registrata nell’ambito della richiesta Legione Carabinieri Marche (+ 32 marescialli), che, in caso di accoglimento della domanda, sarebbe stata ulteriormente sovralimentata.
La disposizione sopra riportata, infatti, consente di affermare che l’Amministrazione, a fronte di una richiesta da parte del proprio dipendente, non è tenuta ad effettuare inderogabilmente il trasferimento richiesto, in quanto trattasi di esercizio di una prerogativa per il dipendente e non di un diritto assoluto.
Con ordinanza di questa Sezione n. 567 del 23/03/2016 il Tribunale ha parzialmente accolto l’istanza di accesso presentata dal ricorrente, rinviando la pronuncia sulle spese al definitivo.
All’udienza del 15 marzo 2017 la causa è stata trattenuta dal Collegio per la decisione.
2.1 L’art. 398 del Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri prevede che "i sottoufficiali, gli appuntati e i carabinieri che aspirano, invece, al trasferimento - per fondati e comprovati motivi - nell'ambito delle regioni, delle Brigate e della Divisioni o fuori di detti comandi, possono, indipendentemente dal periodo di permanenza ad uno dei suddetti reparti o comandi, presentare istanza, da inoltrare tramite gerarchico, ai comandi competenti a decidere".
Si tratta di disposizione che contempla la possibilità di derogare, sul presupposto di situazione personali particolarmente delicate, alle ordinarie disposizioni in materia di impiego, che impongono un periodo minimo di permanenza presso il reparto di destinazione (T.A.R. Piemonte, Sez. I, Sent., 20-02-2013, n. 232).
La disposizione speciale di cui all'art. 398 va letta inoltre in maniera disgiunta e alternativa rispetto alla procedura automatizzata di trasferimenti a comando tra differenti comandi di Corpo/Legione, in quanto opera in deroga alla disciplina ordinaria e su presupposti che vengono valutati caso per caso a fronte di istanze specifiche e motivate (T.A.R. Piemonte, Sez. I, Sent., 20-02-2013, n. 232).
In applicazione di tale normativa l’amministrazione ha emanato la circolare n. 944001-1/t-16/pers. mar. dd. 9.2.2010 la quale prevede il rispetto dei presupposti dettati dall'art. 393 c. 1 del Regolamento Generale dell'Arma, secondo il quale i militari non possano prestare servizio nelle sedi ove sussistano "obiettive situazioni di incompatibilità ambientale che possano condizionare l'imparzialità nell'espletamento dei propri compiti e nuocere al prestigio dell’istituzione”. Nel corpo della circolare si indica inoltre che causa di possibile reiezione della domanda sono le incomprimibili ed altrettanto comprensibili esigenze di organico e di servizio.
2.2 Dall’esame degli atti risulta che l’amministrazione ha respinto la domanda, in primo luogo, con riferimento alla mancanza di rapporto di coniugio.
In merito occorre rammentare che è riconosciuto, oltre che a livello giurisprudenziale, anche a livello normativo, la piena equiparazione della convivenza more uxorio al rapporto di coniugio, nell’ambito della disciplina volta alla tutela dei minori, anche in conseguenza della piena equiparazione dei figli nati fuori dal matrimonio rispetto a quelli nati tra i coniugi.
2.3 Per quanto attiene poi alle esigenze di servizio occorre rilevare che i dati forniti dall’amministrazione in merito, occorre rilevare la contraddittorietà dei dati forniti ai fini della decisione della causa, e cioè di una eccedenza organica nel ruolo Ispettori complessivamente registrata nell’ambito della richiesta Legione Carabinieri Marche (+ 32 marescialli), rispetto ai conteggi del personale previsti nell’ambito della procedura automatizzata di trasferimenti a comando tra differenti comandi di Corpo/Legione, nei quali risulta la carenza di 2 unità di personale nel ruolo Ispettori.
Per tali ragioni il ricorso va accolto con conseguente annullamento dell’atto impugnato.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla l’atto impugnato.
Condanna l’amministrazione al pagamento delle spese processuali al ricorrente, che liquida in euro 2000,00 oltre IVA e CPA come per legge.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 15 marzo 2017 con l'intervento dei magistrati:
Alberto Di Mario	Ugo Di Benedetto
E' stato proposto appello con il num. 201706405.
Non è stato ancora pubblicato nessun provvedimento.
Messaggio da panorama » dom gen 28, 2018 1:54 pm
Accolto ( ma, sicuramente come sempre, potrebbe esserci l'appello dietro l'angolo con la sospensiva ).
Ecco alcuni brani (anche se tutta l'analisi fatta dal Tar è coerente con l'istanza prodotta).
1) - Considerato, pertanto, alla luce di tale premessa, che nell’ipotesi di trasferimento del personale militare "a domanda", l'interesse pubblico non si connota come l'oggetto primario del procedimento, ma come "mero limite esterno", alla luce del quale occorre verificare la compatibilità della domanda del dipendente con le contrarie esigenze di servizio che, qualora ritenute sussistenti, vanno puntualmente specificate (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 10/04/2006 n. 1964; Cons. Stato, Sez. VI, 4/06/2004 n. 3164; Cons. Stato, Sez. IV, 30 maggio 2005 n. 2831; TAR Abruzzo, Pescara, 22/05/2003 n. 536; TAR Sicilia, Palermo; 11/02/2003 n. 169);
2) - Rilevato che, ai sensi della disposizione richiamata, il ricorrente ha chiesto di essere trasferito dalla Stazione OMISSIS (FG) al Comando Provinciale di Lecce, allegando fra le altre ragioni giustificative della domanda, le condizioni di salute di entrambi i genitori e corredando l’istanza con la documentazione medica attestante le relative patologie, nonché la necessità di assicurare “una presenza fattiva in qualità di genitore” della propria figlia minore;
3) - Considerato, alla luce delle dette coordinate ermeneutiche, che l’impugnato provvedimento reso in data 2.8.2017 non soddisfa i parametri di legittimità sopra delineati, nella parte in cui pone a fondamento del diniego la sussistenza, espressa in termini generici, di “ineludibili esigenze di organico e di servizio” e una “situazione globale di sottodimensionamento” del personale in servizio presso il Comando Provinciale di Foggia,
- ) - non risultando esplicitata in maniera chiara ed oggettiva una scopertura tale da giustificare - all'esito della necessaria operazione di bilanciamento di interessi di entrambe le parti - un giudizio di prevalenza delle esigenze organizzative rispetto a quelle di tutela della situazione personale e familiare del militare;
4) - Rilevato, infine, che anche sull’esigenza di ricongiungimento familiare, valore cui l’ordinamento giuridico riconosce rilievo preminente
(v. in tema di ricomposizione dell'unità familiare e di esercizio della funzione genitoriale, l’art. 42 bis D.Lgs. 151/2001 in tema di pubblico impiego e la circolare nr. 944001-1/T7-4/Pers Mar. del 3/11/2005 per il personale dell’Arma dei Carabinieri),
- ) - l’Amministrazione non esprime il necessario giudizio di bilanciamento tra le proprie necessità operative e tale legittima pretesa del ricorrente;
SENTENZA BREVE ,sede di BARI ,sezione SEZIONE 1 ,numero provv.: 201800108 - Public 2018-01-25 -
N. 00108/2018 REG.PROV.COLL.
N. 01163/2017 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 1163 del 2017, proposto da:
Stefano P.., rappresentato e difeso dagli avvocati Luisa Carpentieri e Salvatore Cristian Sturdà, con domicilio eletto presso Antonio Maria Scalioti, in Bari, via Melo, 198;
Ministero della Difesa, Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari, domiciliataria in Bari, via Melo, 97;
Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri - Comando Legione Puglia, Comando Provinciale Carabinieri Foggia, Carabinieri - Comando Stazione OMISSIS, non costituiti in giudizio;
- dell'atto prot. N.851/T-4-6-2014 del 02.08.2017, notificato in data 11.8.2017, con cui il Comandante della Legione Carabinieri Puglia ha determinato il non accoglimento dell'istanza di trasferimento ex art. 398 del Regolamento Generale dell'Arma dei Carabinieri presentata dal ricorrente in data 5.1.2017;
- nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e/o conseguenziali, ancorché non conosciuti.
Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 novembre 2017 il dott. Alfredo Giuseppe Allegretta e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale d’udienza;
Premesso in fatto che, con il ricorso in epigrafe, P.. Stefano ha impugnato il provvedimento meglio indicato in oggetto, recante il diniego del beneficio del trasferimento richiesto ai sensi dell'art. 398 del Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri, articolando un unico motivo di ricorso, con cui ha dedotto censure di violazione di legge (ai sensi del citato art. 398 RGA, nonché dell’art. 33, L. n. 104/1992) ed eccesso di potere per illogicità, contraddittorietà e carenza di motivazione;
Rilevato in diritto che l’art. 398 del Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri riconosce a sottufficiali, appuntati e carabinieri, che aspirino al trasferimento per fondati e comprovati motivi, la possibilità di presentare apposita istanza a tal fine, indipendentemente dal periodo di permanenza minima nel reparto di appartenenza;
Considerato che, in termini generali, la norma in esame non garantisce la pretesa del militare al trasferimento per ragioni personali e familiari, poiché le preferenze dell’interessato devono essere necessariamente contemperate con le esigenze organizzative dell'Amministrazione militare, che costituiscono un limite al positivo apprezzamento del trasferimento a domanda, quando occorra scongiurare un pregiudizio per l'attività istituzionale;
Considerato, pertanto, alla luce di tale premessa, che nell’ipotesi di trasferimento del personale militare "a domanda", l'interesse pubblico non si connota come l'oggetto primario del procedimento, ma come "mero limite esterno", alla luce del quale occorre verificare la compatibilità della domanda del dipendente con le contrarie esigenze di servizio che, qualora ritenute sussistenti, vanno puntualmente specificate (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 10/04/2006 n. 1964; Cons. Stato, Sez. VI, 4/06/2004 n. 3164; Cons. Stato, Sez. IV, 30 maggio 2005 n. 2831; TAR Abruzzo, Pescara, 22/05/2003 n. 536; TAR Sicilia, Palermo; 11/02/2003 n. 169);
Considerato, altresì, che a fronte della discrezionalità riconosciuta dall'ordinamento militare alla P.A. in materia di trasferimento ex art. 398 RGA, l'unico strumento di controllo di legalità esercitabile dall’interessato rimane l’analisi della motivazione del provvedimento di diniego, che richiede, quanto meno, una ponderazione concreta tra le specifiche esigenze familiari con quelle di servizio e la disponibilità negli organici degli Uffici interessati dal trasferimento, sulla base di parametri oggettivi, anche numerici, certi, non potendosi ritenere congrua argomentazione motivazionale il generico richiamo a gravi carenze di organico, poiché ciò renderebbe oscuro l’iter logico ed istruttorio seguito dalla P.A. nel caso concreto ed astrattamente rigettabili un numero indefinito di domande;
Rilevato che, ai sensi della disposizione richiamata, il ricorrente ha chiesto di essere trasferito dalla Stazione OMISSIS (FG) al Comando Provinciale di Lecce, allegando fra le altre ragioni giustificative della domanda, le condizioni di salute di entrambi i genitori e corredando l’istanza con la documentazione medica attestante le relative patologie, nonché la necessità di assicurare “una presenza fattiva in qualità di genitore” della propria figlia minore;
Considerato, alla luce delle dette coordinate ermeneutiche, che l’impugnato provvedimento reso in data 2.8.2017 non soddisfa i parametri di legittimità sopra delineati, nella parte in cui pone a fondamento del diniego la sussistenza, espressa in termini generici, di “ineludibili esigenze di organico e di servizio” e una “situazione globale di sottodimensionamento” del personale in servizio presso il Comando Provinciale di Foggia, non risultando esplicitata in maniera chiara ed oggettiva una scopertura tale da giustificare - all'esito della necessaria operazione di bilanciamento di interessi di entrambe le parti - un giudizio di prevalenza delle esigenze organizzative rispetto a quelle di tutela della situazione personale e familiare del militare;
Rilevato, infatti, che il provvedimento impugnato non reca alcuna indicazione descrittiva della dotazione organica della sede di provenienza e di quella di eventuale destinazione, sicché le valutazioni espresse in merito all’opportunità dello spostamento del militare risultano insuscettibili di riscontro e non apprezzabili nella loro congruenza;
Rilevato, altresì, che non risulta, dalle motivazioni rappresentate dall’Amministrazione nel provvedimento impugnato, che la stessa abbia minimamente preso in considerazione la più urgente tra le ragioni esplicitate nell’istanza di trasferimento da parte del militare, ovvero la gravità dello stato di salute di entrambi i genitori, circostanza opportunamente documentata, ma sulla quale il Comando non esprime alcuna valutazione;
Rilevato, infine, che anche sull’esigenza di ricongiungimento familiare, valore cui l’ordinamento giuridico riconosce rilievo preminente (v. in tema di ricomposizione dell'unità familiare e di esercizio della funzione genitoriale, l’art. 42 bis D.Lgs. 151/2001 in tema di pubblico impiego e la circolare nr. 944001-1/T7-4/Pers Mar. del 3/11/2005 per il personale dell’Arma dei Carabinieri), l’Amministrazione non esprime il necessario giudizio di bilanciamento tra le proprie necessità operative e tale legittima pretesa del ricorrente;
Considerato, peraltro, che il pregresso trasferimento presso la Stazione OMISSIS (FG) - pur costituendo un avvicinamento del ricorrente dalla sede originariamente occupata presso il Comando regionale Lombardia - appare essere stato in concreto un provvedimento latamente contraddittorio rispetto alla possibilità, tramite esso, di offrire una occasione di ricongiungimento familiare e un miglior contemperamento delle esigenze di vita e di lavoro dell’interessato;
Considerato che, in ragione delle considerazioni che precedono ed in particolare in relazione al deficit motivazionale e alla contraddittorietà del provvedimento impugnato, le doglianze del ricorrente appaiono fondate, e che, pertanto, il ricorso vada accolto, con conseguente annullamento del provvedimento in oggetto;
Considerato, infine, che le spese di lite debbano seguire la soccombenza e liquidarsi come da dispositivo;
il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Sede di Bari, Sezione I, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.
Condanna il Ministero della Difesa e il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in solido fra loro, al pagamento delle spese di lite, che si liquidano in €. 1.500,00, oltre accessori come per legge.
Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 22 novembre 2017 con l'intervento dei magistrati:
Alfredo Giuseppe Allegretta Angelo Scafuri
Iscritto il: mar gen 30, 2018 8:12 am
Messaggio da kissman » mar gen 30, 2018 8:31 am
buongiorno, è il mio primo accesso al forum...
sono un neo Carabiniere sebbene abbia 27 anni di servizio come ex forestale.
Il 26 gennaio 2017 ho inoltrato istanza di trasferimento ed ho atteso fino al 12/12/17 quando ho ricevuto il preavviso di diniego. L'ultimo dei 10 gg utili per le "controdeduzioni", ho inoltrato le memorie, ossia il 22/12/2017. Sapreste indicarmi quanti giorni ha l'amministrazione per notificarmi il provvedimento finale, quindi dal 22/12/17?

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 provvedimento n. 
 art. 398

SENTENZA 
e contrario
 art. 398

SENTENZA 
 art. 398
 art. 398
 art. 398