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Timestamp: 2019-01-20 23:18:42+00:00

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Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 20 ottobre 2015, n. 21209. L’art. 68 della legge professionale forense – il quale prescrive che tutte le parti che hanno transatto sono solidalmente obbligate al pagamento degli onorari e al rimborso delle spese in favore degli avvocati che hanno partecipato al giudizio definito con quella transazione – non è applicabile allorquando la causa sia stata definita direttamente dal giudice con una sentenza che, oltre a disporre la cessazione della materia del contendere a seguito della sopravvenuta transazione, abbia pronunciato sulle spese - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 20 ottobre 2015, n. 21209. L’art. 68 della legge professionale forense – il quale prescrive che tutte le parti che hanno transatto sono solidalmente obbligate al pagamento degli onorari e al rimborso delle spese in favore degli avvocati che hanno partecipato al giudizio definito con quella transazione – non è applicabile allorquando la causa sia stata definita direttamente dal giudice con una sentenza che, oltre a disporre la cessazione della materia del contendere a seguito della sopravvenuta transazione, abbia pronunciato sulle spese
ordinanza 20 ottobre 2015, n. 21209
sul ricorso 21093/2014 proposto da:
avverso la sentenza n. 2245/2013 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del 16/05/2013, depositata il 04/06/2013;
“L’avv. (OMISSIS) otteneva un decreto ingiuntivo nei confronti di (OMISSIS), ex articolo 68 legge professionale, per il pagamento degli onorati a lui dovuti per l’attivita’ professionale prestata in favore del suo cliente (OMISSIS) in una causa con l’ (OMISSIS) definita con transazione stragiudiziale (alla quale l’avvocato non aveva partecipato) cui aveva fatto seguito una pronuncia di cessazione della materia del contendere.
L’ (OMISSIS) si opponeva al decreto chiamando in causa il (OMISSIS) ai fini di esercitare il regresso nei suoi confronti.
Il Tribunale di Sorrento rigettava sia la opposizione a decreto ingiuntivo che la domanda di regresso dell’ (OMISSIS).
La Corte d’Appello di Napoli, con la sentenza n. 2245 del 4.6.2013 qui impugnata, accoglieva in parte l’appello del (OMISSIS) sulle spese, ed accoglieva l’appello incidentale della (OMISSIS), condannando il (OMISSIS) a rivalere l’ (OMISSIS) di quanto da questa versato al (OMISSIS).
Avverso la decisione della Corte d’Appello di Napoli ha proposto tempestivo ricorso per cassazione (OMISSIS), formulando sei morivi.
Gli intimati non hanno svolto attivita’ difensive.
Il ricorso puo’ essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli articoli 376, 380 bis e 375 c.p.c., in quanto appare destinato ad essere rigettato.
Con il primo motivo, il (OMISSIS) assume la violazione e falsa applicazione dell’articolo 269 c.p.c., articolo 2969 c.c., e articolo 24 Cost., per non aver la corte d’appello rilevato l’irritualita’ della sua chiamata in giudizio in primo grado.
Il ricorrente propone i motivi successivi in via subordinata rispetto al primo, deducendo con il secondo motivo la violazione sempre dell’articolo 269, e inoltre degli articoli 645, 167, 165 e 106 c.p.c., e articolo 24 Cost..
Con il terzo, lamenta la violazione e falsa applicazione dell’articolo 68 legge professionale e dell’articolo 1299 c.c..
Con il quarto motivo, il ricorrente lamenta sempre la violazione dell’articolo 1299 c.c., ed anche dell’articolo 2697 c.c., articoli 112, 113, 114, 115 e 184 c.p.c., e articolo 24 Cost., in relazione all’articolo 360, nn. 3 e 5.
Infine, con i motivi quinto e sesto, lamenta la violazione e falsa applicazione degli articoli 91 e 92, e con il quinto anche degli articoli 101 e 345 c.p.c..
Preliminarmente, va detto che il ricorrente, per tutti e sei i motivi, prospetta la sussistenza sia della violazione e falsa applicazione di legge, sia del vizio di motivazione. Tuttavia, i rilievi relativi al dedotto vizio di motivazione appaiono complessivamente inammissibili in quanto non e’ mai neppure prospettato da quale, delle varie ed alternative ipotesi di vizio di motivazione sarebbe affetta la sentenza impugnata ne’ i motivi di ricorso-sono idoneamente sviluppati sotto questo profilo.
Il primo e il secondo motivo possono essere trattati congiuntamente in quanto connessi ed appaiono infondati avendo la corte d’appello rilevato la formazione del giudicato sulla questione della irregolarita’ della chiamata in causa del (OMISSIS), non avendo questi proposto appello incidentale sul punto. Di fronte al giudicato, si arresta anche il potere del giudice di rilevare d’ufficio la questione.
Con il terzo motivo, il (OMISSIS) ripropone la questione per cui la domanda del proprio avvocato di farsi pagare l’onorario professionale dalla (OMISSIS) sarebbe stata improponibile in quanto, essendo stata la causa definita con una decisione di cessazione della materia del contendere, e non per l’inattivita’ delle parti, si farebbe fuori dall’ambito di applicazione del R.D.L. n. 1578 del 1933, articolo 68, (legge professionale forense).
– l’articolo 68 della legge professionale forense, stabilendo che tutte le parti che hanno transatto sono solidalmente obbligate al pagamento degli onorari e al rimborso delle spese in favore degli avvocati che hanno partecipato al giudizio definito con quella transazione, si riferisce ad ogni accordo mediante il quale le parti facciano cessare, senza la pronuncia del giudice, una lite gia’ cominciata;
– che, affinche’ possa sussistere l’obbligazione solidale prevista dalla citata norma e il difensore possa richiedere il pagamento degli onorari ed il rimborso delle spese nei confronti della parte avversa al proprio cliente, e’ necessaria la definizione del giudizio con una transazione (o con un accordo equivalente) che sottragga al giudice la definizione del giudizio e la pronuncia in ordine alle spese (Cass., Sez. 2 , 13 settembre 2004, n. 18343, in motivazione);
– che la norma citata non e’ applicabile allorquando la causa sia stata definita direttamente dal giudice con una sentenza che, oltre a disporre la cessazione della materia del contendere a seguito della sopravvenuta transazione, abbia pronunciato sulle spese.
Cio’ che rileva quindi, ai fini ostativi all’applicabilita’ dell’articolo 68 legge professionale, non e’ se la definizione della causa sia avvenuta con una pronuncia, che non tocca il merito della controversia, intervenuta per abbandono piuttosto che per cessazione della materia del contendere, ma che la decisione contenga una statuizione del giudice in ordine alla liquidazione delle spese. Difatti, in tal caso, manca il presupposto stesso per l’applicazione del citato articolo 68, il quale implica l’esistenza di un accordo diretto, appunto, a sottrarre al giudice anche la pronuncia sulle spese.
Il ricorrente, pero’ non prospetta neppure che la decisione di cessazione della materia del contendere contenesse anche la pronuncia alle spese.
Con il quarto motivo, il (OMISSIS) deduce di aver pagato all’avv. (OMISSIS) quanto a questi dovuto per l’attivita’ professionale svolta, e di averne offerto la prova,sia in primo grado che in appello, con la comparsa conclusionale.
Con il quinto motivo critica la sentenza impugnata laddove lo ha condannato al pagamento delle spese di lite, in solido con l’ (OMISSIS), in favore dell’avv. (OMISSIS).
Il motivo e’ infondato, la condanna alle spese del (OMISSIS) in favore del (OMISSIS) non e’ che il portato dell’accoglimento, anche sotto il profilo delle spese processuali, dell’azione di regresso proposta nei suoi confronti dalla (OMISSIS), sua controparte nella transazione, condannata a pagare in virtu’ dell’articolo 68 legge professionale per le prestazioni erogate dal (OMISSIS) in favore del solo (OMISSIS).
Infine, si appalesa infondato anche il sesto ed ultimo motivo, con il quale il (OMISSIS) contesta che non siano state compensate le spese legali nei confronti del (OMISSIS), e che non siano state compensate le spese legali tra lui e la (OMISSIS). Tuttavia, la sentenza appare aver correttamente in entrambi i casi applicato il principio della soccombenza.
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 9 aprile 2015, n. 7086....

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 68
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 articolo 2969
 articolo 24
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 articolo 68
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