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Timestamp: 2018-01-24 07:08:01+00:00

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6viola wiki:Ark Eventi - 6viola_wiki
6viola wiki:Ark Eventi
MANIFESTAZIONE 13 Ottobre 2013 (Rete Popoli Sovrani)
Conferenza: Roma 13-10-2013
Via Miranda 10 a Roma, ore 10-18 del 13 ottobre 2013 “Nobile Collegio Chimico Farmaceutico”
EVENTO SU FACEBOOK: https://www.facebook.com/events/372286192874350/?fref=ts
MANIFESTO RETE SOVRANISTA (per la piattaforma dei viola vedi la sezione intitolata: La PIATTAFORMA DI 6 VIOLA)
APPELLO A TUTTE LE FORZE SOVRANISTE
ASSOCIAZIONI, GRUPPI, PAGINE FACEBOOK
La sovranità di uno Stato è un bene irrinunciabile: è il pilastro dell'identità stessa di un popolo.
Proponiamo a tutte le forze sovraniste di unirci urgentemente in una rete e formare un coordinamento per la costituzione di una lista elettorale e la redazione di un programma da presentare alle prossime elezioni europee. L'urgenza deriva dalla situazione economica ed occupazionale in netto peggioramento, ma anche dalla situazione politica, che vede un disastroso governo delle "lunghe attese" unito nel segno del PUD€ ed una opposizione 5 stelle ondivaga e priva di un programma economico degno di questo nome. Dobbiamo riportare in primo piano il tema della disoccupazione, che consideriamo un vero e proprio crimine contro l’umanità ed un attentato ai fondamenti stessi della nostra Costituzione. L'Italia, da quando è entrata nell'euro, non è più una "repubblica democratica fondata sul lavoro". Il lavoro mancante deve essere CREATO per mandato costituzionale dallo Stato come "datore di lavoro di ultima istanza" complementare all'offerta di lavoro del settore privato. Non chiediamo sussidi di disoccupazione o redditi di cittadinanza, ma LAVORO vero, che crei ricchezza sociale e che ripaghi in quel modo i salari che lo Stato anticipa stampando il denaro necessario. Per realizzare questo programma è ovviamente necessaria una moneta sovrana che possa essere spesa a deficit senza veti europei: si deve quindi uscire dall’euro. L’uscita dall’euro è il nuovo terreno di lotta tra destra e sinistra nel prossimo futuro: non dobbiamo lasciare questo terreno all'estrema destra, come sta già succedendo in tutta Europa con movimenti che gettano il discredito sulle istanze sovraniste inquinandole con ideologie nazionaliste, populiste, xenofobe ed anche neonaziste: dobbiamo costruire un'uscita dall'euro che sia a vantaggio dei lavoratori, dei disoccupati e delle imprese, a difesa dei loro diritti, di una crescita sostenibile, equa e solidale, e non delle banche, delle multinazionali o dei poteri finanziari.
I PUNTI PROGRAMMATICI PROPOSTI PER LA "RETE SOVRANISTA"
1) Ripristino della Costituzione del 1948 e rispetto del dettato costituzionale. In particolare vanno riportati in primo piano gli art. 1, 4, 32, 33, 35, 36 e 38, che disciplinano la tutela del lavoro e del Welfare: Art. 1: "L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Art. 4: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.” Art. 32: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Art. 33: "La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato." Art. 35: "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro." Art. 36: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa." Art. 38: "I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria."
2) Ritorno alla sovranità monetaria: nuova lira. Il sistema dell'euro fa dipendere il finanziamento del settore pubblico dall'emissione dei Titoli di Stato, oltre che dalla tassazione, rendendo inevitabile l'indebitamento nei confronti di gruppi finanziari privati, che in tal modo tengono sotto scacco i governi nazionali. Assistiamo quindi a paradossi come quello dello Stato italiano, che ha da tempo un avanzo primario, cioè incassa più denaro di quanto ne spende per i cittadini, e tuttavia ha un deficit di bilancio pubblico sempre crescente a causa degli interessi passivi sul debito dovuto alla vendita dei Titoli di Stato. Pertanto: Lo Stato italiano deve tornare ad emettere la propria moneta, non convertibile e con cambio flessibile rispetto alle altre valute, in modo da tornare all'utilizzo del tasso di cambio come strumento di politica economica per supportare il raggiungimento degli obiettivi di politica economica nazionali descritti nei punti successivi. Va rigettato il principio del "pareggio di bilancio" introdotto nell'art. 81 della nostra Costituzione: lo Stato deve essere libero di perseguire politiche di spesa in deficit, quando necessario per il raggiungimento e successivo mantenimento dell'obiettivo della piena occupazione, in coordinamento con la politica monetaria perseguita dalla Banca Centrale. Va ripristinata la situazione pre-divorzio del 1981 fra Banca Centrale e Ministero del Tesoro, il che significa nazionalizzare la Banca d'Italia. Va prevista la reintroduzione di un Glass-Steagall Act riformulato in chiave moderna, che separi banche commerciali e banche di capitali per la necessità di tutelare i risparmi dei cittadini e l’esigenza di credito da parte delle imprese che operano nell'economia reale, con minore flessibilità per la speculazione finanziaria.
3) Uscita da UE e unione monetaria e ridefinizione dei trattati internazionali. Rifiutiamo con la massima determinazione i princìpi di scarsità della moneta e di minimizzazione dell’intervento dello Stato nell’economia su cui sono basati i parametri di Maastricht, il Fiscal Compact, il Meccanismo Economico di Stabilità e le linee di politica economica stabilite dai Trattati europei. Non riteniamo sussistano al momento le condizioni per riformare l'attuale Unione Europea. Va pertanto considerata assoluta e prioritaria la necessità di recedere dai Trattati e dall'Eurozona. Giudichiamo necessario che le nazioni e i popoli europei riacquistino la propria sovranità monetaria ed economica, come precondizione per la nascita di un'Europa dei popoli basata sulla collaborazione in condizioni di reciprocità.
4) Ridenominazione dei debiti. Ai debiti si applicheranno gli articoli 1277 e 1278 del Codice Civile. I debiti contratti in Italia (a prescindere se con controparte estera o italiana) verranno convertiti in lire, con tasso di cambio 1:1. I debiti contratti all'estero rimarranno in euro in caso di sopravvivenza della moneta unica europea, altrimenti verranno denominati nella nuova valuta dello Stato, salvo differenti accordi o rinegoziazioni bilaterali.
5) Avvio immediato di un piano di opere pubbliche per il raggiungimento della piena occupazione. Mediante la spesa in deficit lo Stato deve promuovere programmi di lavoro allo scopo di raggiungere l’obiettivo della Piena Occupazione. In questi anni di austerità e tagli, il patrimonio pubblico, le infrastrutture e i servizi fondamentali, sono andati incontro ad un costante degrado. Il primo obiettivo sarà quindi un piano di opere pubbliche di risanamento su tutto il territorio nazionale, che risponda alle legittime aspettative della popolazione e che riguardi scuola, sanità, ricerca, ambiente, energie rinnovabili, patrimonio storico e artistico, turismo, territorio, diritti, efficienza della macchina statale, banda larga eccetera, in cui lo Stato interverrà anche come "datore di lavoro di ultima istanza".
6) Fiscalità equa. Consideriamo l’attuale regime fiscale insostenibile e oppressivo. Al fine di rilanciare l’occupazione, gli investimenti e la domanda interna, proponiamo una cospicua riduzione di tutte le imposte sui fattori di produzione, dal lavoro alle imprese (cuneo fiscale) dato che, come l’attuale situazione dimostra, una politica favorevole alla crescita rimane l’unico modo per aumentare le entrate statali. Nel contempo riteniamo giusto promuovere una seria lotta all'evasione fiscale e contributiva.
7) Tutela delle aziende e delle istituzioni nazionali di interesse pubblico. Si procederà in direzione esattamente opposta a quella delle "privatizzazioni". Nello specifico riteniamo necessario: provvedere alla tutela di tutte le aziende nazionali operanti in settori strategici e/o di interesse pubblico: acqua, energia, trasporti, raccolta e smaltimento rifiuti, telecomunicazioni, istruzione, sanità, ricerca eccetera; riesaminare e correggere tutte le modifiche e le riforme apportate al sistema scolastico e della pubblica sanità, nell'ottica di perseguire gli obiettivi primari dei servizi di pubblica utilità sanciti dagli articoli 32 e 33 della Costituzione; restituire un ruolo centrale all'istruzione pubblica, oggi privata di qualsiasi seria valenza culturale, orientata verso le richieste del mercato e ridotta a luogo di "educazione" alla sottomissione nei confronti dell’impresa neoliberista. Esprimiamo ferma opposizione nei confronti di tale deriva aziendalista della scuola e proponiamo l’abolizione dell’art. 21 della legge Bassanini, che istituisce l’autonomia e la parità scolastica. Ribadiamo che la funzione dell'istruzione pubblica non è la formazione di consumatori, ma l’educazione di uomini e cittadini liberi.
8) Meccanismi di protezione per i redditi fissi. Sarà necessario prevedere una misura protezionistica una tantum per i redditi fissi, per arrivare poi alla riattivazione di meccanismi d’indicizzazione simili alla "scala mobile", con recupero a partire da un tasso di inflazione programmato, a protezione dei salari ed a tutela del reddito delle fasce meno abbienti.
La presentazione della lista sovranista alle europee non ha lo scopo di conquistare seggi nel Parlamento europeo, che consideriamo una istituzione inutile in quanto priva di potere decisionale, ma ha lo scopo principale di contarci, di avere una tribuna per diffondere il pensiero critico sovranista e di essere uno stimolo al M5S a mettersi in discussione e scegliere la via sovranista: in questo caso la nostra collaborazione con il Movimento sarà totale. Per quanto riguarda la tempistica e le modalità suggeriamo: · entro novembre convention gestita dal coordinamento, in cui verrà presentato il programma ufficiale ed uno statuto della organizzazione discussi in itinere dalla rete, dando il via alle iscrizioni; · congresso dei delegati delle varie regioni entro febbraio 2014, dove avverrà la votazione definitiva della lista e del programma. Dati i limiti attuali della democrazia diretta in rete, le decisioni importanti dovranno essere prese in riunioni reali.
Si ringraziano i gruppi Epic, ARS, Economia 5 Stelle ed Economia 5 Stelle Revenge per gli spunti suggeriti, ed il gruppo e Sovranità e Democrazia per la fattiva collaborazione alla stesura del presente documento.
MANIFESTAZIONE 7 SETTEMBRE 2013
Piazza SS Apostoli Roma 1-9-2013
fonte Evento su facebook: https://www.facebook.com/events/1402074420006956/?fref
EVENTO M5S (<il POPOLO VIOLA/6viola> piattaforma):
Secondo noi, come popolo VIOLA, che appoggiamo la manifestazione.. La Costituzione non è un monolite ma va mutata come si adattano le leggi con lo scorrere del tempo e le novità. Però non può essere usata -questa mutazione- per violentare il diritto della sovranità popolare che deve dare un esplicito mandato a coloro che spieghino come e dove la vogliono cambiare e perché.. oggi quindi va difesa.. dalle forze politiche se si sono presentate come antagoniste e poi si sono fuse per impedire un vero PARLAMENTO che non ratificasse solo le decisioni della decretazione del governo che si dichiara di emergenza.. ma non spiega come intende fronteggiare tale emergenza.. se è vero che sta svendendo tutti i beni pubblici e tagliando lo stato sociale .. infine oltre la Costituzione va difesa la Sovranità Italiana (§).. e Sovranità *_popolare_* .. significa anche capacità di dare direttive alla Banca Centrale sulle emissioni monetarie come una Vera Nazione o confederazioni di Nazioni danno alla loro Banca Centrale, anziché avere dettati i "compiti a casa" e subire "la cura Greca" della rana bollita .. quindi NO EURO .. non per pregiudizio sulla moneta ma perché la ARCHITETTURA attuale è <<fuori da un controllo democratico>> che si basa sul semplice fatto che un ministero del tesoro italiano o europeo dovrebbe RISPONDERE al POPOLO della politica economica e finanziaria tramite la delega del voto popolare, e ciò NON è, poiché la BCE è un organismo fuori controllo dalla sovranità popolare che possa giudicarne la azione tramite soggetti investiti da delega.
Oggi l'euro è utilizzato come una <<EURO=NUOVA ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA>> ma non dobbiamo Morire per Maastricht come dice Enrico Letta..
(LA SOVRANITA' poterebbe anche essere *Europea* se non si fosse violato l'art. 11 della Costituzione che dice che sono possibili cessioni di sovranità solo in condizioni di parità con gli altri Stati, ma alla Germania è stato consentito unilateralmente una ricapitalizzazione del fondo MES per una cifra max di 190 miliardi di euro, cosa che non è vincolante per gli altri Stati. cit: <<Il contributo di Berlino sarà tuttavia limitato a 190 miliardi e qualsiasi eventuale aumento dovrà essere sottoposto al parere positivo del Parlamento>>, fonte: http://www.altalex.com/index.php?idnot=59612)
Proposta più votata nel M5S è per uscire dall'euro: more info: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2013/08/appello-alla-mobilitazione-per-reagire-alla-catastrofe-dell-eurozona-no-euro-day-3.html
MORE INFO: http://6viola.wordpress.com/2013/08/10/difendi-la-costituzione-no-euro-day-7-9-2013-p-zza-del-popolo-roma/
COMUNICATO 26 AGOSTO 2013: Nuova Piazza (SS Apostoli) per Manifestazione 7 settembre 2013
Alessandro Gallo CENSURA E DITTATURA Punto della situazione: oltre a dover denunciare la criminale censura a proposito della “questione art 138″, permesso che il 19 agosto abbiamo presentato un preavviso di manifestazione per il 7 settembre a Piazza del Popolo, a seguito del quale ci era stata data la disponibilità, e si era fissato un appuntamento per la settimana successiva allo scopo di definire alcuni importanti dettagli, nonostante i recapiti da noi forniti, la Questura non ci informava di aver successivamente ricevuto notizia da parte del Comune di Roma di un’ occupazione del suolo pubblico per ospitare una fiera, evento che avrà termine il 6 settembre, ma per il quale Piazza del Popolo sarebbe occupata sino al 9. Si sottolinea che tale evento era programmato da diversi mesi, ma la location è stata comunicata solamente il 24 agosto. Il sospetto che questo sia l’ ennesimo tentativo di boicottaggio della nostra legittima e democratica iniziativa sorge più che spontaneo ! A questo punto ci è stata concessa Piazza SS Apostoli, dalle ore 14 alle 20. Nella stessa giornata, sempre a Roma, ci saranno altre mobilitazioni per le medesime motivazioni, e NOI CI SAREMO !
Agorà 1 Agosto 2013 M5S
Agorà 1 agosto 2013
Prossima Agorà 5 Stelle giovedì 1° Agosto 18:00-20:00 [1] cittadini e portavoce presenti siedono in cerchio intorno al logo M5S alternandosi al megafono x interagire in piazza in diretta streaming.L’incontro diretto fra cittadini e portavoce eletti in Camera, Senato, Regione, Comune e Municipi di Roma evidenzia le potenzialità della partecipazione democratica dal basso confermando e fortificando la validità di un processo di coesione sociale già avviatosi attraverso il M5S.La comunicazione qui è uno scambio osmotico propositivo diretto senza mediazioni: i portavoce espongono ai cittadini l’iter del lavoro in corso e svolto nelle istituzioni, mentre i cittadini propongono ai portavoce questioni irrisolte e idee da concretizzare .Nel rispetto dei principi di trasparenza e democrazia partecipativa i presenti danno inizio all’assemblea (in diretta streaming) sedendo in un cerchio inclusivo che si allarga passando la parola attraverso il megafono a chiunque sia disposto a interagire col MoVimento secondo queste modalità.Questo esperimento ambisce a diventare un appuntamento ricorrente ed è stata già preavvisata la questura, perciò anche questa volta il sit-in è regolarmente autorizzato.Correggeremo la mira via via coinvolgendo sempre meglio la rete da qui, intanto partecipiamo e passiamo parola: “spegni la tv, ci trovi direttamente in piazza e in streaming!” [2] l’evento su fb
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References: art. 1
 Art. 1
 Art. 4
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 38