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Timestamp: 2015-10-09 15:58:06+00:00

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TESTO UNICO SICUREZZA 81/2008 Aggiornato a Settembre 2013 in seguito alle modifiche apportate dal Decreto legge 28 giugno 2013, n. 76 e dal Decreto legge 21 giugno 2013, n. 69 convertito dalla legge 9 agosto 2013
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TESTO UNICO SICUREZZA AGGIORNATO A SETTEMBRE 2013
Aggiornato a Settembre 2013 in seguito alle modifiche apportate dal Decreto legge 28 giugno 2013, n. 76 e dal Decreto legge 21 giugno 2013, n. 69 convertito dalla legge 9 agosto 2013
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Sommario Linkabile ai vari articoli di legge e Allegati
Art. 3 Campo di applicazione.
Art. 5.Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Art. 6. Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul Lavoro.
Art. 7. Comitati regionali di coordinamento.
Art. 8. Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro.
Art. 9. Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Art. 10. Informazione e assistenza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Art. 12. Interpello.
Art. 15.Misure generali di tutela.
Art. 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente.
Art. 19. Obblighi del preposto.
Art. 25. Obblighi del medico competente.
Art. 26. Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione.
Art. 28.Oggetto della valutazione dei rischi
Art. 30. Modelli di organizzazione e di gestione.
Art. 31.Servizio di prevenzione e protezione.
Art. 32.Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni
Art. 33. Compiti del servizio di prevenzione e protezione.
Art. 35. Riunione periodica.
Art. 36.Informazione ai lavoratori
Art. 38. Titoli e requisiti del medico competente.
Art. 39. Svolgimento dell'attività di medico competente.
Art. 40. Rapporti del medico competente con il Servizio sanitario nazionale.
Art. 41 Sorveglianza sanitaria.
Art. 42.Provvedimenti in caso di inidoneità alla mansione specifica.
Art. 44.Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato.
Art. 45.Primo soccorso.
Art. 47.Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Art. 48.Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale.
Art. 49.Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo.
Art. 50.Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Art. 52. Sostegno alla piccola e media impresa, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali e alla pariteticità.
Art. 53.Tenuta della documentazione.
Art. 54.Comunicazioni e trasmissione della documentazione.
Art. 55.Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente.
Art. 56.Sanzioni per il preposto.
Art. 58.Sanzioni per il medico competente.
Art. 60. Sanzioni per i componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, per i lavoratori autonomi, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti
Art. 61. Esercizio dei diritti della persona offesa.
Titolo II LUOGHI DI LAVORO..
Art. 63. Requisiti di salute e di sicurezza.
Art. 64. Obblighi del datore di lavoro.
Art. 66. Lavori in ambienti sospetti di inquinamento.
Art. 67.Notifiche all'organo di vigilanza competente per territorio.
Art. 68. Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente.
Titolo III USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Capo I Uso delle attrezzature di lavoro.
Art. 70.Requisiti di sicurezza.
Art. 71. Obblighi del datore di lavoro.
Art. 72.Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso.
Art. 73.Informazione, formazione e addestramento.
Art. 75.Obbligo di uso.
Art. 77.Obblighi del datore di lavoro.
Art. 79.Criteri per l'individuazione e l'uso.
Art. 80.Obblighi del datore di lavoro.
Art. 81.Requisiti di sicurezza.
Art. 82.Lavori sotto tensione.
Art. 83.Lavori in prossimità di parti attive.
Art. 85.Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature.
Art. 87.Sanzioni a carico del datore di lavoro, del dirigente, del noleggiatore e del concedente in uso.
Art. 88.Campo di applicazione.
Art. 91.Obblighi del coordinatore per la progettazione.
Art. 95.Misure generali di tutela.
Art. 97.Obblighi del datore di lavoro dell'impresa affidataria.
Art. 99.Notifica preliminare.
Art. 100.Piano di sicurezza e di coordinamento.
Art. 101.Obblighi di trasmissione.
Art. 102.Consultazione dei rappresentanti per la sicurezza.
Art. 103.Articolo abrogato dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106.
Art. 104-bis.Misure di semplificazione nei cantieri temporanei o mobili.
Art. 105.Attività soggette.
Art. 106.Attività escluse.
Art. 108.Viabilità nei cantieri
Art. 109.Recinzione del cantiere.
Art. 110.Luoghi di transito.
Art. 111.Obblighi del datore di lavoro nell'uso di attrezzature per lavori in quota.
Art. 112.Idoneità delle opere provvisionali
Art. 113.Scale.
Art. 114.Protezione dei posti di lavoro.
Art. 115.Sistemi di protezione contro le cadute dall'alto.
Art. 116.Obblighi dei datori di lavoro concernenti l'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi
Art. 117.Lavori in prossimità di parti attive.
Art. 118.Splateamento e sbancamento.
Art. 122.Ponteggi ed opere provvisionali
Art. 123.Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali
Art. 124.Deposito di materiali sulle impalcature.
Art. 125.Disposizione dei montanti
Art. 126.Parapetti
Art. 127.Ponti a sbalzo.
Art. 128.Sottoponti
Art. 129.Impalcature nelle costruzioni in conglomerato cementizio.
Art. 130.Andatoie e passerelle.
Art. 131.Autorizzazione alla costruzione ed all'impiego.
Art. 132.Relazione tecnica.
Art. 133.Progetto.
Art. 134.Documentazione.
Art. 135.Marchio del fabbricante.
Art. 136.Montaggio e smontaggio.
Art. 137.Manutenzione e revisione.
Art. 138.Norme particolari
Art. 139.Ponti su cavalletti
Art. 140.Ponti su ruote a torre.
Art. 143.Posa delle armature e delle centine.
Art. 144.Resistenza delle armature.
Art. 145.Disarmo delle armature.
Art. 146.Difesa delle aperture.
Art. 147.Scale in muratura.
Art. 150.Rafforzamento delle strutture.
Art. 151.Ordine delle demolizioni
Art. 152.Misure di sicurezza.
Art. 153.Convogliamento del materiale di demolizione.
Art. 154.Sbarramento della zona di demolizione.
Art. 155.Demolizione per rovesciamento.
Art. 156.Verifiche.
Art. 157.Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori
Art. 158.Sanzioni per i coordinatori
Art. 159.Sanzioni per i datori di lavoro e dirigenti
Art. 160.Sanzioni per i lavoratori autonomi
Titolo V SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO..
Art. 161.Campo di applicazione.
Art. 163.Obblighi del datore di lavoro.
Art. 164.Informazione e formazione.
Art. 165.Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente.
Art. 166.Articolo abrogato dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106.
Art. 167.Campo di applicazione.
Art. 168.Obblighi del datore di lavoro.
Art. 169.Informazione, formazione e addestramento.
Art. 170.Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente.
Art. 171.Articolo abrogato dal D.Lgs 3 agosto 2009, n. 106.
Art. 172.Campo di applicazione.
Art. 174.Obblighi del datore di lavoro.
Art. 175.Svolgimento quotidiano del lavoro.
Art. 176.Sorveglianza sanitaria.
Art. 177.Informazione e formazione.
Art. 178.Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente.
Art. 179.Articolo abrogato dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106.
Art. 180.Definizioni e campo di applicazione.
Art. 185.Sorveglianza sanitaria.
Art. 186.Cartella sanitaria e di rischio.
Art. 187.Campo di applicazione.
Art. 189.Valori limite di esposizione e valori di azione.
Art. 190.Valutazione del rischio.
Art. 191.Valutazione di attività a livello di esposizione molto variabile.
Art. 192.Misure di prevenzione e protezione.
Art. 194.Misure per la limitazione dell'esposizione.
Art. 196.Sorveglianza sanitaria.
Art. 197.Deroghe.
Art. 199.Campo di applicazione.
Art. 201.Valori limite di esposizione e valori d'azione.
Art. 203.Misure di prevenzione e protezione.
Art. 204.Sorveglianza sanitaria.
Art. 205.Deroghe.
Art. 206.Campo di applicazione.
Art. 207.Definizioni
Art. 208.Valori limite di esposizione e valori d'azione.
Art. 209.Identificazione dell'esposizione e valutazione dei rischi
Art. 210.Misure di prevenzione e protezione.
Art. 211.Sorveglianza sanitaria.
Art. 212.Linee guida.
Art. 213.Campo di applicazione.
Art. 215.Valori limite di esposizione.
Art. 218.Sorveglianza sanitaria.
Art. 219.Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente.
Art. 220.Sanzioni a carico del medico competente.
Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSE.
Art. 221.Campo di applicazione.
Art. 225.Misure specifiche di protezione e di prevenzione.
Art. 226.Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze.
Art. 229.Sorveglianza sanitaria.
Art. 230.Cartelle sanitarie e di rischio.
Art. 233.Campo di applicazione.
Art. 235.Sostituzione e riduzione.
Art. 236.Valutazione del rischio.
Art. 238.Misure tecniche.
Art. 239.Informazione e formazione.
Art. 240.Esposizione non prevedibile.
Art. 242.Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche.
Art. 243.Registro di esposizione e cartelle sanitarie.
Art. 246.Campo di applicazione.
Art. 247.Definizioni
Art. 248.Individuazione della presenza di amianto.
Art. 249.Valutazione del rischio.
Art. 250.Notifica.
Art. 251.Misure di prevenzione e protezione.
Art. 252.Misure igieniche.
Art. 253.Controllo dell'esposizione.
Art. 254.Valore limite.
Art. 256.Lavori di demolizione o rimozione dell'amianto.
Art. 259.Sorveglianza sanitaria.
Art. 260.Registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio.
Art. 262.Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente.
Art. 263.Sanzioni per il preposto.
Art. 264.Sanzioni per il medico competente.
Art. 264-bis.Sanzioni concernenti il divieto di assunzione in luoghi esposti
Art. 265.[Articolo abrogato dal D.Lgs 3 agosto 2009, n. 106]
Art. 266.Campo di applicazione.
Art. 269.Comunicazione.
Art. 270.Autorizzazione.
Art. 271.Valutazione del rischio.
Art. 273.Misure igieniche.
Art. 274.Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie.
Art. 275.Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari
Art. 277.Misure di emergenza.
Art. 278.Informazioni e formazione.
Art. 279.Prevenzione e controllo.
Art. 281.Registro dei casi di malattia e di decesso.
Art. 284.Sanzioni a carico del medico competente.
Titolo XI PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE.
Art. 287.Campo di applicazione.
Art. 290.Valutazione dei rischi di esplosione.
Art. 292.Coordinamento.
Art. 293.Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive.
Art. 294-bis.Informazione e formazione dei lavoratori
Art. 295.Termini per l'adeguamento.
Art. 296.Verifiche.
Titolo XII DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALE.
Art. 298.Principio di specialità.
Art. 300.Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
Art. 301.Applicabilità delle disposizioni di cui agli articoli 20 e seguenti del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758.
Art. 301-bis.Estinzione agevolata degli illeciti amministrativi a seguito di regolarizzazione.
Art. 302.Definizione delle contravvenzioni punite con la sola pena dell'arresto.
Art. 302-bis.Potere di disposizione.
Art. 303.Articolo abrogato dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106)
Art. 305.Clausola finanziaria.
Art. 306Disposizioni finali
Allegato I Gravi violazioni ai fini dell'adozione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale.
Allegato 3A.
Allegato 3B Informazioni relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria.
ALLEGATO IV REQUISITI DEI LUOGHI DI LAVORO..
ALLEGATO VI DISPOSIZIONI CONCERNENTI L'USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO..
ALLEGATO VII VERIFICHE DI ATTREZZATURE.
ALLEGATO XII Contenuto della notifica preliminare di cui all'articolo 99.
Allegato XV.2. ELENCO INDICATIVO E NON ESAURIENTE DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI AI FINI DELL'ANALISI DEI RISCHI CONNESSI ALL'AREA DI CANTIERE, DI CUI AL PUNTO 2.2.1.
ALLEGATO XVI FASCICOLO CON LE CARATTERISTICHE DELL'OPERA.
ALLEGATO XVII IDONEITÀ TECNICO PROFESSIONALE.
ALLEGATO XX A. Costruzione e impiego di scale portatili
ALLEGATO XX B. Autorizzazione ai laboratori di certificazione (concernenti ad esempio: scale, puntelli, ponti su ruote a torre e ponteggi)
ALLEGATO XXI Accordo Stato, regioni e province autonome sui corsi di formazione per lavoratori addetti a lavori in quota.
Soggetti formatori, durata, indirizzi e requisiti minimi di validità dei corsi per lavoratori e preposti addetti all'uso di attrezzature di lavoro in quota.
ALLEGATO XXIII DEROGA AMMESSA PER I PONTI SU RUOTE A TORRE.
ALLEGATO XXIV PRESCRIZIONI GENERALI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA.
ALLEGATO XXVII PRESCRIZIONI PER LA SEGNALETICA DESTINATA AD IDENTIFICARE E AD INDICARE L'UBICAZIONE DELLE ATTREZZATURE ANTINCENDIO..
Allegato XXVIII PRESCRIZIONI PER LA SEGNALAZIONE Dl OSTACOLI E Dl PUNTI DI PERICOLO E PER LA SEGNALAZIONE DELLE VIE DI CIRCOLAZIONE.
ALLEGATO XXXI PRESCRIZIONI PER LA COMUNICAZIONE VERBALE.
ALLEGATO XXXV.
Allegato XXXVII RADIAZIONI OTTICHE.
Valori limite di esposizione professionale.
ALLEGATO XXXIX VALORI LIMITE BIOLOGICI OBBLIGATORI E PROCEDURE DI SORVEGLIANZA SANITARIA PIOMBO e suoi composti ionici.
ALLEGATO XLIII Valori limite di esposizione professionale.
ALLEGATO XLV Segnale di rischio biologico.
ALLEGATO XLVII Specifiche sulle misure di contenimento e sui livelli di contenimento.
ALLEGATO XLIX RIPARTIZIONE DELLE AREE IN CUI POSSONO FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE OSSERVAZIONE PRELIMINARE.
ALLEGATO LI (articolo 293, comma 3) SEGNALE DI AVVERTIMENTO PER INDICARE LE AREE IN CUI POSSONO FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE.
a) "lavoratore": persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell'ente stesso; l'associato in partecipazione di cui all'articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l'allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l'allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile;; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni; b) "datore di lavoro": il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell'organizzazione stessa o dell'unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall'organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell'ubicazione e dell'ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l'attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l'organo di vertice medesimo;
g) "addetto al servizio di prevenzione e protezione": persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32, facente parte del servizio di cui alla lettera l);
n) "prevenzione": il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell'integrità dell'ambiente esterno;
ee) "organismi paritetici": organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attività formative e l'elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; l'assistenza alle imprese finalizzata all'attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento;
2. Nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, dei servizi di protezione civile, nonché nell'ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle università, degli istituti di istruzione universitaria, delle istituzioni dell'alta formazione artistica e coreutica, degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, degli uffici all'estero di cui all'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative ivi comprese quelle per la tutela della salute e sicurezza del personale nel corso di operazioni ed attività condotte dalla Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, nonché dalle altre Forze di polizia e dal Corpo dei vigili del fuoco, nonché dal Dipartimento della protezione civile fuori dal territorio nazionale, individuate entro e non oltre trentasei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dai Ministri competenti di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della salute e per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nonché, relativamente agli schemi di decreti di interesse delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri ed il Corpo della Guardia di finanza, gli organismi a livello nazionale rappresentativi del personale militare; analogamente si provvede per quanto riguarda gli archivi, le biblioteche e i musei solo nel caso siano sottoposti a particolari vincoli di tutela dei beni artistici storici e culturali. Con decreti, da emanare entro cinquantacinque mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri competenti, di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede a dettare le disposizioni necessarie a consentire il coordinamento con la disciplina recata dal presente decreto della normativa relativa alle attività lavorative a bordo delle navi, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, in ambito portuale, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, e per il settore delle navi da pesca, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, e l'armonizzazione delle disposizioni tecniche di cui ai titoli dal II al XII del medesimo decreto con la disciplina in tema di trasporto ferroviario contenuta nella legge 26 aprile 1974, n. 191, e relativi decreti di attuazione.
Gli schemi dei decreti di cui al citato comma 2 del presente articolo sono trasmessi alle Camere per l'espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti, da rendere entro trenta giorni dalla data di assegnazione. 3. Fino all'emanazione dei decreti di cui al comma 2, sono fatte salve le disposizioni attuative dell'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, nonché le disposizioni di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, e le disposizioni tecniche del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e del decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, richiamate dalla legge 26 aprile 1974, n. 191, e dai relativi decreti di attuazione. 3-bis. Nei riguardi delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, e delle organizzazioni di volontariato della protezione civile, ivi compresi i volontari della Croce Rossa Italiana e del Corpo Nazionale soccorso alpino e speleologico, e i volontari dei vigili del fuoco, le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle particolari modalità di svolgimento delle rispettive attività, individuate entro il 31 dicembre 2011 con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Dipartimento della protezione civile e il Ministero dell'interno, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.
12-bis. Nei confronti dei volontari di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, dei volontari che effettuano servizio civile, dei soggetti che prestano la propria attività, spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso di spese, in favore delle associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni sportive dilettantistiche di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398, e all’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, nonché nei confronti di tutti i soggetti di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 21 del presente decreto. Con accordi tra i soggetti e le associazioni o gli enti di servizio civile possono essere individuate le modalità di attuazione della tutela di cui al primo periodo. Ove uno dei soggetti di cui al primo periodo svolga la sua prestazione nell’ambito di un’organizzazione di un datore di lavoro, questi è tenuto a fornire al soggetto dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti nei quali è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla sua attività. Egli è altresì tenuto ad adottare le misure utili a eliminare o, ove ciò non sia possibile, a ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del soggetto e altre attività che si svolgano nell’ambito della medesima organizzazione.
13. In considerazione della specificità dell'attività esercitata dalle imprese medie e piccole operanti nel settore agricolo, il
Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri della salute e delle politiche agricole, alimentari e forestali, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cui alla normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, e limitatamente alle imprese che impiegano lavoratori stagionali ciascuno dei quali non superi le cinquanta giornate lavorative e per un numero complessivo di lavoratori compatibile con gli ordinamenti colturali aziendali, provvede ad emanare disposizioni per semplificare gli adempimenti relativi all'informazione, formazione e sorveglianza sanitaria previsti dal presente decreto, sentite le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative del settore sul piano nazionale. I contratti collettivi stipulati dalle predette organizzazioni definiscono specifiche modalità di attuazione delle previsioni del presente decreto legislativo concernenti il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel caso le imprese utilizzino esclusivamente la tipologia di lavoratori stagionali di cui al precedente periodo. 13-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della salute, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari e sentite la Commissione consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro di cui all’articolo 6 del presente decreto e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cui alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro e fermi restando gli obblighi di cui agli articoli 36 e 37 del presente decreto, sono definite misure di semplificazione della documentazione, anche ai fini dell’inserimento di tale documentazione nel libretto formativo del cittadino, che dimostra l’adempimento da parte del datore di lavoro degli obblighi di informazione e formazione previsti dal presente decreto in relazione a prestazioni lavorative regolamentate dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, che implicano una permanenza del lavoratore in azienda per un periodo non superiore a cinquanta giornate lavorative nell’anno solare di riferimento.
13-ter. Con un ulteriore decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cui alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sono definite misure di semplificazione degli adempimenti relativi all’informazione, formazione, valutazione dei rischi e sorveglianza sanitaria per le imprese agricole, con particolare riferimento a lavoratori a tempo determinato e stagionali, e per le imprese di piccole dimensioni. Art. 4.
Art. 5.Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro
1. Presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, è istituito il Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Comitato è presieduto dal Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali ed è composto da:
5. Le modalità di funzionamento del comitato sono fissate con regolamento interno da adottarsi a maggioranza qualificata rispetto al numero dei componenti; le funzioni di segreteria sono svolte da personale del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali appositamente assegnato.
g) [un rappresentante del Ministero dei trasporti;]
g) discutere in ordine ai criteri finalizzati alla definizione del sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi di cui all'articolo 27. Il sistema di qualificazione delle imprese è disciplinato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, acquisito il parere della Conferenza per i rapporti permanenti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto; h) valorizzare sia gli accordi sindacali sia i codici di condotta ed etici, adottati su base volontaria, che, in considerazione delle specificità dei settori produttivi di riferimento, orientino i comportamenti dei datori di lavoro, anche secondo i principi della responsabilità sociale, dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati, ai fini del miglioramento dei livelli di tutela definiti legislativamente;
i bis) redigere ogni cinque anni una relazione sull'attuazione pratica della direttiva 89/391/CEE del Consiglio e delle altre direttive dell'Unione europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro, comprese le direttive del Consiglio 83/477/CEE, 91/383/CEE, 92/29/CEE e 94/33/CE, con le modalità previste dall'articolo 17-bis della direttiva 89/391/CEE del Consiglio
m) indicare modelli di organizzazione e gestione aziendale ai fini di cui all'articolo 30;
2. Il Sistema informativo di cui al comma 1 è costituito dal
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dal [Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,] dal Ministero dell'interno, dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dall'INAIL, dall'IPSEMA e dall'ISPESL, con il contributo del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL).
Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 1. L'ISPESL, l'INAIL e l'IPSEMA sono enti pubblici nazionali con competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro che esercitano le proprie attività, anche di consulenza, in una logica di sistema con il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,[ il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,] le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
3. L'attività di consulenza di cui alla lettera c) del comma 2, non può essere svolta dai funzionari degli istituti di cui al presente articolo che svolgono attività di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. I soggetti che prestano tale attività non possono, per un periodo di tre anni dalla cessazione dell'incarico, esercitare attività di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. Nell'esercizio dell'attività di consulenza non vi è l'obbligo di denuncia di cui all'articolo 331 del codice di procedura penale o di comunicazione ad altre Autorità competenti delle contravvenzioni rilevate ove si riscontrino violazioni alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro; in ogni caso, l'esercizio dell'attività di consulenza non esclude o limita la possibilità per l'ente di svolgere l'attività di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. Con successivo decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, [di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali] per la parte concernente i funzionari dell'ISPESL, è disciplinato lo svolgimento dell'attività di consulenza e dei relativi proventi, fermo restando che i compensi percepiti per lo svolgimento dell'attività di consulenza sono devoluti in ragione della metà all'ente di appartenenza e nel resto al Fondo di cui all'articolo 52, comma 1.
d) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, le prestazioni del Fondo di cui all'articolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In sede di prima applicazione, le relative prestazioni sono fornite con riferimento agli infortuni verificatisi a fare data dal 1° gennaio 2007. Le somme eventualmente riversate all'entrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di gestione realizzatesi nell'esercizio finanziario sono riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
d-bis) può erogare prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa non ospedaliera, previo accordo quadro stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, sentito l'INAIL, che definisca le modalità di erogazione delle prestazioni da parte dell'INAIL, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
e) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, le prestazioni del Fondo di cui all'articolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, con riferimento agli infortuni del settore marittimo. In sede di prima applicazione, le relative prestazioni sono fornite con riferimento agli infortuni verificatisi a fare data dal 1° gennaio 2007. Le somme eventualmente riversate all'entrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di gestione realizzatesi nell'esercizio finanziario sono riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
b) finanziamento, da parte dell'INAIL e delle regioni, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di progetti formativi specificamente dedicati alle piccole, medie e micro imprese, ivi compresi quelli di cui all'articolo 52, comma 1, lettera b);
c) finanziamento, da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca., previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, delle attività degli istituti scolastici, universitari e di formazione professionale finalizzata all'inserimento in ogni attività scolastica ed universitaria, nelle istituzioni dell'alta formazione artistica e coreutica e nei percorsi di istruzione e formazione professionale di specifici percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche volti a favorire la conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza nel rispetto delle autonomie didattiche.
2. Ai finanziamenti di cui al comma 1 si provvede con oneri a carico delle risorse di cui all'articolo 1, comma 7-bis, della legge 3 agosto 2007, n. 123, come introdotto dall'articolo 2, comma 533, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Con decreto del
Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'istruzione e dell'università e della ricerca, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede al riparto annuale delle risorse tra le attività di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1.
3-bis. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto delle proprie competenze e con l'utilizzo appropriato di risorse già disponibili, finanziano progetti diretti a favorire la diffusione di soluzioni tecnologiche o organizzative avanzate in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sulla base di specifici protocolli di intesa tra le parti sociali, o gli enti bilaterali, e l'INAIL. Ai fini della riduzione del tasso dei premi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, ferma restando la verifica dei criteri di cui al comma 1 del predetto articolo 3, si tiene anche conto dell'adozione , da parte delle imprese, delle soluzioni tecnologiche o organizzative di cui al precedente periodo, verificate dall'INAIL.
5. L'INAIL finanzia con risorse proprie, anche nell'ambito della bilateralità e di protocolli con le parti sociali e le associazioni nazionali di tutela degli invalidi del lavoro, finanzia progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro rivolti in particolare alle piccole, medie e micro imprese e progetti volti a sperimentare soluzioni innovative e strumenti di natura organizzativa e gestionale ispirati ai principi di responsabilità sociale delle imprese. Costituisce criterio di priorità per l'accesso al finanziamento l'adozione da parte delle imprese delle buone passi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera v). L'INAIL svolge tali compiti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
2. Ferme restando le competenze in materia di vigilanza attribuite dalla legislazione vigente al personale ispettivo del
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, ivi compresa quella in materia di salute e sicurezza dei lavoratori di cui all'articolo 35 della legge 26 aprile 1974, n. 191, lo stesso personale esercita l'attività di vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nelle seguenti attività, nel quadro del coordinamento territoriale di cui all'articolo 7:
4. È condizione per la revoca del provvedimento da parte dell'organo di vigilanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali
7. L'importo delle somme aggiuntive di cui al comma 4, lettera c), integra la dotazione del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, ed è destinato al finanziamento degli interventi di contrasto al lavoro sommerso ed irregolare individuati con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali
di cui all'articolo 1, comma 1156, lettera g), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Art. 15.Misure generali di tutela
r) comunicare in via telematica all'INAIL e all'IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all'articolo 8, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento e, a fini assicurativi, quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni; l'obbligo di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui all'articolo 53 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;*

References: Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 12

Art. 15

Art. 18

Art. 19

Art. 25

Art. 26

Art. 28

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 35

Art. 36

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 44

Art. 45

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 58

Art. 60

Art. 61

Art. 63

Art. 64

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 75

Art. 77

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 85

Art. 87

Art. 88

Art. 91

Art. 95

Art. 97

Art. 99

Art. 100

Art. 101

Art. 102

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Art. 104

Art. 105

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Art. 116

Art. 117

Art. 118

Art. 122

Art. 123

Art. 124

Art. 125

Art. 126

Art. 127

Art. 128

Art. 129

Art. 130

Art. 131

Art. 132

Art. 133

Art. 134

Art. 135

Art. 136

Art. 137

Art. 138

Art. 139

Art. 140

Art. 143

Art. 144

Art. 145

Art. 146

Art. 147

Art. 150

Art. 151

Art. 152

Art. 153

Art. 154

Art. 155

Art. 156

Art. 157

Art. 158

Art. 159

Art. 160

Art. 161

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Art. 164

Art. 165

Art. 166

Art. 167

Art. 168

Art. 169

Art. 170

Art. 171

Art. 172

Art. 174

Art. 175

Art. 176

Art. 177

Art. 178

Art. 179

Art. 180

Art. 185

Art. 186

Art. 187

Art. 189

Art. 190

Art. 191

Art. 192

Art. 194

Art. 196

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Art. 226

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Art. 233

Art. 235

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Art. 238

Art. 239

Art. 240

Art. 242

Art. 243

Art. 246

Art. 247

Art. 248

Art. 249

Art. 250

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Art. 252

Art. 253

Art. 254

Art. 256

Art. 259

Art. 260

Art. 262

Art. 263

Art. 264

Art. 264

Art. 265

Art. 266

Art. 269

Art. 270

Art. 271

Art. 273

Art. 274

Art. 275

Art. 277

Art. 278

Art. 279

Art. 281

Art. 284

Art. 287

Art. 290

Art. 292

Art. 293

Art. 294

Art. 295

Art. 296

Art. 298

Art. 300

Art. 301

Art. 301

Art. 302

Art. 302

Art. 303

Art. 305

Art. 306
 Art. 4

Art. 5
 articolo 3

Art. 15