Source: http://www.diritto-penale.it/le-indagini-della-polizia-giudiziaria.htm
Timestamp: 2018-03-19 10:55:49+00:00

Document:
Dal 12/06/09 6724055
Obbligo di riferire la notizia del reato.
1. Acquisita la notizia di reato [330; 112 att.], la polizia giudiziaria senza ritardo [16 att.], riferisce [361 c.p.] al pubblico ministero [51], per iscritto [108-bis att.], gli elementi essenziali del fatto e gli altri elementi sino ad allora raccolti, indicando le fonti di prova e le attività compiute [55, 326, 348], delle quali trasmette la relativa documentazione [3506, 3524, 353, 3551, 357, 386] (1).
2. Comunica, inoltre, quando è possibile, le generalità, il domicilio e quanto altro valga alla identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini, della persona offesa e di coloro che siano in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti [349].
2-bis. Qualora siano stati compiuti atti per i quali è prevista l'assistenza del difensore [350, 352, 353 2, 354] della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini [61], la comunicazione della notizia di reato è trasmessa al più tardi entro quarantotto ore dal compimento dell'atto, salve le disposizioni di legge che prevedono termini particolari (1).
3. Se si tratta di taluno dei delitti indicati nell'articolo 407, comma 2, lettera a), numeri da 1 a 6 e, in ogni caso, quando sussistono ragioni di urgenza, la comunicazione della notizia di reato è data immediatamente anche in forma orale [112 att.]. Alla comunicazione orale deve seguire senza ritardo quella scritta con le indicazioni e la documentazione previste dai commi 1 e 2 (1).
4. Con la comunicazione, la polizia giudiziaria indica il giorno e l'ora in cui ha acquisito la notizia [221 coord.].
(1) V. sub art. 331. L'art. 4 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356 ha così sostituito il comma 1, inserito il comma 2-bis e sostituito il primo periodo del comma 3, che è stato successivamente così modificato dall'art. 212l. 8 agosto 1995, n. 332. Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. l'art. 11 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.
Assicurazione delle fonti di prova.
1. Anche successivamente alla comunicazione della notizia di reato, la polizia giudiziaria continua a svolgere le funzioni indicate nell'articolo 55 raccogliendo in specie ogni elemento utile alla ricostruzione del fatto e alla individuazione del colpevole [55, 326, 346] (1).
a) alla ricerca delle cose e delle tracce pertinenti al reato [352-354] nonché alla conservazione di esse e dello stato dei luoghi [354-357 2b];
b) alla ricerca delle persone in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti [351];
3. Dopo l'intervento del pubblico ministero, la polizia giudiziaria compie gli atti ad essa specificamente delegati a norma dell'articolo 370, esegue le direttive del pubblico ministero ed inoltre svolge di propria iniziativa, informandone prontamente il pubblico ministero, tutte le altre attività di indagine per accertare i reati ovvero richieste da elementi successivamente emersi e assicura le nuove fonti di prova (2).
4. La polizia giudiziaria, quando, di propria iniziativa o a seguito di delega [370] del pubblico ministero, compie atti od operazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, può avvalersi di persone idonee [143] le quali non possono rifiutare la propria opera [650 c.p.; 359].
(1) Comma così sostituito dall'art. 4 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356.
(2) Comma così sostituito dall'art. 8 l. 26 marzo 2001, n. 128.
Identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini e di altre persone.
1. La polizia giudiziaria procede alla identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini [61] e delle persone in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti [351].
2-bis. Se gli accertamenti indicati dal comma 2 comportano il prelievo di capelli o saliva e manca il consenso dell'interessato, la polizia giudiziaria procede al prelievo coattivo nel rispetto della dignità personale del soggetto, previa autorizzazione scritta, oppure resa oralmente e confermata per iscritto, del pubblico ministero (1).
3. Quando procede alla identificazione, la polizia giudiziaria invita la persona nei cui confronti vengono svolte le indagini a dichiarare o a eleggere il domicilio per le notificazioni a norma dell'articolo 161. Osserva inoltre le disposizioni dell'articolo 66 [357 2e].
4. Se taluna delle persone indicate nel comma 1 rifiuta di farsi identificare ovvero fornisce generalità o documenti di identificazione in relazione ai quali sussistono sufficienti elementi per ritenerne la falsità [495, 496 c.p.], la polizia giudiziaria la accompagna [132, 133] nei propri uffici e ivi la trattiene per il tempo strettamente necessario per la identificazione e comunque non oltre le dodici ore [942 att.] ovvero, previo avviso anche orale al pubblico ministero, non oltre le ventiquattro ore, nel caso che l'identificazione risulti particolarmente complessa oppure occorra l'assistenza dell'autorità consolare o di un interprete ed in tal caso con facoltà per il soggetto di chiedere di avvisare un familiare o un convivente (2).
5. Dell'accompagnamento e dell'ora in cui questo è stato compiuto è data immediata notizia al pubblico ministero [347] il quale, se ritiene che non ricorrono le condizioni previste dal comma 4, ordina il rilascio della persona accompagnata.
(1) Comma inserito dall'art. 101d.l. 27 luglio 2005, n. 144, conv., con modif., in l. 31 luglio 2005, n. 155. Ai sensi del successivo comma 4-quater tali disposizioni «si osservano anche per le procedure di identificazione di cui all'articolo 11 del decreto-legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 1978, n. 191».
(2) Le parole da «ovvero, previo avviso» alla fine del comma sono state aggiunte dall'art. 10 2 d.l. n. 144, cit.
Sommarie informazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini.
1. Gli ufficiali di polizia giudiziaria [57] assumono, con le modalità previste dall'articolo 64, sommarie informazioni utili per le investigazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini [61] che non si trovi in stato di arresto [380-383] o di fermo a norma dell'articolo 384 [357 2b].
2. Prima di assumere le sommarie informazioni, la polizia giudiziaria invita la persona nei cui confronti vengono svolte le indagini a nominare un difensore di fiducia [96] e, in difetto, provvede a norma dell'articolo 97, comma 3.
3. Le sommarie informazioni sono assunte con la necessaria assistenza del difensore [179, 503 3], al quale la polizia giudiziaria dà tempestivo avviso. Il difensore ha l'obbligo di presenziare al compimento dell'atto.
5. Sul luogo o nell'immediatezza del fatto, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono, anche senza la presenza del difensore, assumere dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini, anche se arrestata in flagranza [380-383] o fermata a norma dell'articolo 384, notizie e indicazioni utili ai fini della immediata prosecuzione delle indagini [348].
6. Delle notizie e delle indicazioni assunte senza l'assistenza del difensore sul luogo o nell'immediatezza del fatto a norma del comma 5 è vietata ogni documentazione [347 1, 357] e utilizzazione [62, 191].
7. La polizia giudiziaria può altresì ricevere dichiarazioni spontanee dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini [357 2b], ma di esse non è consentita la utilizzazione [191] nel dibattimento, salvo quanto previsto dall'articolo 503, comma 3 (1).
(1) Comma così sostituito dall'art. 4 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356. Prima della sostituzione, la Corte cost., con sentenza 12 giugno 1991, n. 259 aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale, per violazione degli artt. 76 e 771 Cost., ed in riferimento alla direttiva ex art. 2 n. 31 l. delega 16 febbraio 1987, n. 81, di questo comma 1, limitatamente all'inciso «salvo quanto previsto dall'articolo 503 comma 3».
Altre sommarie informazioni.
1. La polizia giudiziaria assume sommarie informazioni dalle persone che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini [63, 195 4, 357 2c, 500]. Si applicano le disposizioni del secondo e terzo periodo del comma 1 dell'articolo 362 (1).
1-bis. All'assunzione di informazioni da persona imputata in un procedimento connesso ovvero da persona imputata di un reato collegato a quello per cui si procede nel caso previsto dall'articolo 371, comma 2, lettera b) [210], procede un ufficiale di polizia giudiziaria [57]. La persona predetta, se priva del difensore, è avvisata che è assistita da un difensore di ufficio [97], ma che può nominarne uno di fiducia [96]. Il difensore deve essere tempestivamente avvisato e ha diritto di assistere all'atto (2).
(1) Comma così modificato dall'art. 4 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356 e successivamente dall'art. 131l. 1° marzo 2001, n. 63.
(2) Comma aggiunto dall'art. 4 d.l. n. 306, cit.
3. La perquisizione domiciliare [225 coord.] può essere eseguita anche fuori dei limiti temporali dell'articolo 251 quando il ritardo potrebbe pregiudicarne l'esito.
4. La polizia giudiziaria trasmette senza ritardo, e comunque non oltre le quarantotto ore, al pubblico ministero del luogo dove la perquisizione è stata eseguita il verbale delle operazioni compiute [347]. Il pubblico ministero, se ne ricorrono i presupposti, nelle quarantotto ore successive, convalida la perquisizione [13 Cost.] (2).
(1) Comma inserito dall'art. 9 l. 18 marzo 2008, n. 48.
(2) V. art. 27 l. 19 marzo 1990, n. 55. Per le perquisizioni e la «cattura» di navi ed aeromobili sospetti di attendere al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope v. artt. 99 e 103 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. V. anche l'art. 25-bis d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356. Si veda, infine, l'art. 5 d.l. 26 aprile 1993, n. 122, conv., con modif., nella l. 25 giugno 1993, n. 205.
Acquisizione di plichi o di corrispondenza.
1. Quando vi è necessità di acquisire plichi sigillati o altrimenti chiusi, l'ufficiale di polizia giudiziaria [57] li trasmette intatti al pubblico ministero [347] per l'eventuale sequestro [103 6, 254].
2. Se ha fondato motivo di ritenere che i plichi contengano notizie utili alla ricerca e all'assicurazione di fonti di prova che potrebbero andare disperse a causa del ritardo, l'ufficiale di polizia giudiziaria informa col mezzo più rapido il pubblico ministero il quale può autorizzarne l'apertura immediata [356] e l'accertamento del contenuto (1).
3. Se si tratta di lettere, pieghi, pacchi, valori, telegrammi o altri oggetti di corrispondenza [15 Cost.; 616 c.p.] , anche se in forma elettronica o se inoltrati per via telematica, per i quali è consentito il sequestro a norma dell'articolo 254, gli ufficiali di polizia giudiziaria, in caso di urgenza, ordinano a chi è preposto al servizio postale, telegrafico, telematico o di telecomunicazione di sospendere l'inoltro. Se entro quarantotto ore dall'ordine della polizia giudiziaria il pubblico ministero non dispone il sequestro, gli oggetti di corrispondenza sono inoltrati [357 2e] (2).
(1) L'art. 9 l. 18 marzo 2008, n. 48 ha modificato il presente comma, aggiungendo, in fine, le seguenti parole: «e l'accertamento del contenuto».
(2) Comma così modificato dall'art. 9 l. 18 marzo 2008, n. 48. Il testo precedente recitava: «3. Se si tratta di lettere, pieghi, pacchi, valori, telegrammi o altri oggetti di corrispondenza per i quali è consentito il sequestro a norma dell'articolo 254, gli ufficiali di polizia giudiziaria, in caso di urgenza, ordinano a chi è preposto al servizio postale di sospendere l'inoltro. Se entro quarantotto ore dall'ordine della polizia giudiziaria il pubblico ministero non dispone il sequestro, gli oggetti di corrispondenza sono inoltrati».
2. Se vi è pericolo che le cose, le tracce e i luoghi indicati nel comma 1 si alterino o si disperdano o comunque si modifichino e il pubblico ministero non può intervenire tempestivamente, ovvero non ha ancora assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali di polizia giudiziaria [113 att.] compiono i necessari accertamenti e rilievi sullo stato dei luoghi e delle cose [244, 356]. In relazione ai dati, alle informazioni e ai programmi informatici o ai sistemi informatici o telematici, gli ufficiali della polizia giudiziaria adottano, altresì, le misure tecniche o impartiscono le prescrizioni necessarie ad assicurarne la conservazione e ad impedirne l'alterazione e l'accesso e provvedono, ove possibile, alla loro immediata duplicazione su adeguati supporti, mediante una procedura che assicuri la conformità della copia all'originale e la sua immodificabilità. Se del caso, sequestrano il corpo del reato e le cose a questo pertinenti [253, 3572e; 81 att.; 10 reg.] (1) (2).
(2) Per la possibilità concessa sia agli ufficiali di polizia giudiziaria addetti alle unità specializzate antidroga sia alle autorità doganali di omettere o ritardare l'esecuzione di provvedimenti di sequestro, v. l'art. 98 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Per il potere del pubblico ministero di ritardare l'esecuzione o disporre che sia ritardata l'esecuzione del sequestro quando sia necessario in relazione alle indagini in tema di sequestro di persona a scopo di estorsione, v. l'art. 7 d.l. 15 gennaio 1991, n. 8, conv., con modif., nella l. 15 marzo 1991, n. 82. Circa la destinazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, dei campioni delle medesime, dei beni o valori sequestrati o confiscati a seguito di operazioni antidroga, nonché circa il dovere dell'autorità che effettua il sequestro di simili sostanze di darne immediata notizia al Servizio centrale antidroga cose sono state sequestrate, v. inoltre gli artt. 87, 88, 100 e 101 d.P.R. n. 309, cit. Vedi sub art. 352.
(3)L'ultimo periodo di questo comma, aggiunto dall'art. 104-terd.l. 27 luglio 2005, n. 144, conv., con modif., in l. 31 luglio 2005, n. 155, e che recitava «Se gli accertamenti comportano il prelievo di materiale biologico, si osservano le disposizioni del comma 2-bis dell'articolo 349», è stato soppresso dall'art. 27 della legge 30 giugno 2009, n. 85.
Convalida del sequestro e suo riesame.
1. Nel caso in cui abbia proceduto a sequestro [354], la polizia giudiziaria enuncia nel relativo verbale il motivo del provvedimento e ne consegna copia alla persona alla quale le. Il verbale è trasmesso senza ritardo [347; 229 coord.], e comunque non oltre le quarantotto ore, al pubblico ministero del luogo dove il sequestro è stato eseguito.
2. Il pubblico ministero, nelle quarantotto ore successive [229 coord.], con decreto motivato convalida il sequestro se ne ricorrono i presupposti ovvero dispone la restituzione delle cose sequestrate. Copia del decreto di convalida è immediatamente notificata alla persona alla quale le cose sono state sequestrate (1).
3. Contro il decreto di convalida, la persona nei cui confronti vengono svolte le indagini e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione [262 s.] possono proporre, entro dieci giorni dalla notifica del decreto ovvero dalla diversa data in cui l'interessato ha avuto conoscenza dell'avvenuto sequestro, richiesta di riesame, anche nel merito, a norma dell'articolo 324.
(1)La Corte cost., con sentenza interpretativa di rigetto 8 aprile 1993, n. 151, ha affermato che ove la convalida del sequestro probatorio operato dalla polizia giudiziaria non intervenga nel termine di quarantotto ore, sorge in capo al pubblico ministero il dovere di provvedere alla restituzione della cosa sequestrata. In mancanza di un simile provvedimento, l'interessato può proporre opposizione a norma dell'art. 2635 c.p.p.
1. Il difensore della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini [61] ha facoltà di assistere [1781c], senza diritto di essere preventivamente avvisato, agli atti previsti dagli articoli 352 e 354 oltre che all'immediata apertura del plico autorizzata dal pubblico ministero a norma dell'articolo 353 comma 2 [114 att.].
Documentazione dell'attività di polizia giudiziaria.
1. La polizia giudiziaria annota secondo le modalità ritenute idonee ai fini delle indagini [1151 att.], anche sommariamente, tutte le attività svolte, comprese quelle dirette alla individuazione delle fonti di prova [348].
2. Fermo quanto disposto in relazione a specifiche attività [123 2, 161 1, 268, 293 1, 295 1, 383, 386], redige verbale dei seguenti atti:
a) denunce [333], querele [337] e istanze [341] presentate oralmente;
b) sommarie informazioni rese e dichiarazioni spontanee ricevute dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini [350, 503];
c) informazioni assunte a norma dell'articolo 351 (1);
d) perquisizioni [352] e sequestri [354];
f) atti, che descrivono fatti e situazioni, eventualmente compiuti sino a che il pubblico ministero non ha impartito le direttive per lo svolgimento delle indagini [348].
3. Il verbale è redatto da ufficiali o agenti di polizia giudiziaria [57] nelle forme e con le modalità previste dall'articolo 373.
4. La documentazione dell'attività di polizia giudiziaria è posta a disposizione del pubblico ministero [347; 1152 att.].
5. A disposizione del pubblico ministero sono altresì poste le denunce, le istanze e le querele presentate per iscritto, i referti [334], il corpo del reato e le cose pertinenti al reato [2531-2].
(1) Lettera così sostituita dall'art. 4 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356.

References: art. 331
 sentenza 
 art. 2
 art. 27
in fine
 art. 352
 sentenza