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Timestamp: 2019-02-16 13:11:03+00:00

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Sent. C. Cass. 29/05/1995, n. 6036 | Bollettino di Legislazione Tecnica
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1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Immobili costruiti senza concessione - Art. 15, 7° comma, L. n. 10/1977 - Nullità degli atti giuridici relativi. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Compravendita di immobile costruito senza licenza - Validità - Limite - Ignoranza del compratore.
1. L'art. 15, 7° comma, L. 28 gennaio 1977 n. 10, che sancisce la nullità degli atti giuridici aventi per oggetto immobili costruiti senza concessione edilizia ove da essi non risulti che l'acquirente era a conoscenza della mancanza della concessione stessa, sia per il suo carattere innovativo, sia perché contenuto in una normativa speciale ispirata alla tutela degli interessi pubblici legati all'ordinato assetto e sviluppo urbanistico del territorio, è norma di stretta interpretazione, non applicabile oltre i casi ed i tempi in essa considerati (art. 14 Preleggi). 2. La costruzione di un immobile senza licenza edilizia comporta unicamente l'illiceità dell'attività del costruttore, ma non impedisce che l'edificio costruito diventi proprietà del proprietario del suolo su cui esso è edificato né che questi possa liberamente disporne in favore di terzi; è valida, pertanto, la compravendita di un immobile costruito senza licenza, salva la risoluzione del contratto ad istanza del compratore che sia stato ignaro di tale difetto.
1. Conf. Cass. 31 ottobre 1989 n. 4554[R=W31O894554]; L. 28 gennaio 1977 n. 10, art. 15, 7° comma: "Gli atti giuridici aventi per oggetto unità edilizie costruite in assenza di concessione sono nulli ove da essi non risulti che l'acquirente era a conoscenza della mancanza della concessione". 2. Conf. Cass. 27 luglio 1984 n. 4439[R=W27L844439]. Cod. civ. art. 1495: (Termini e condizioni per l'azione). Il compratore decade dal diritto alla garanzia se non denunzia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, salvo il diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge. La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l'esistenza del vizio o l'ha occultato. L'azione si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna; ma il compratore, che sia convenuto per l'esecuzione del contratto, può sempre far valere la garanzia, purché il vizio della cosa sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e prima del decorso dell'anno dalla consegna; e art. 1497 (Mancanza di qualità). Quando la cosa venduta non ha le qualità promesse ovvero quelle essenziali per l'uso a cui è destinata, il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento, purché il difetto di qualità ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi. Tuttavia il diritto di ottenere la risoluzione è soggetto alla decadenza e alla prescrizione stabilite dall'articolo 1495. 1a. e 2a. Come nota 1a. a Tsa 4 aprile 1995 n. 32.R
Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici - Compravendita - Clausole di esclusione di un bene comune - Nullità.
La clausola contenuta nel contratto di compravendita di un appartamento sito in un edificio condominiale che prevede l'esclusione dal trasferimento dei diritti su alcune parti comuni dell'edificio stesso è nulla (nella fattispecie trattasi di un corridoio condominiale). Infatti con tale clausola si attuerebbe la rinuncia di un condomino alle dette parti comuni, rinuncia che è vietata dal capoverso dell'art. 1118 Cod. civ..
Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici - Impianto di riscaldamento - Distacco dal centralizzato - Legittimità - Condizioni - Risarcimento danni - Esclusione.
È legittima la rinuncia di un condomino all'uso dell'impianto centralizzato di riscaldamento, anche senza autorizzazione o approvazione da parte degli altri condomini, purché l'impianto non ne sia pregiudicato, con il conseguente esonero, in applicazione del principio contenuto nell'art. 1123, comma 2, Cod. civ., dall'obbligo di sostenere le spese per l'uso del servizio centralizzato e l'obbligo di pagare solo le spese di conservazione. (Nel caso in esame un condomino aveva lamentato il cattivo funzionamento dell’impianto centralizzato, che non riusciva ad irradiare calore sufficiente nella sua abitazione, e chiedeva la cessazione dell’obbligo di contribuire alle spese di esercizio, il diritto alla restituzione delle somme già versate, l’autorizzazione ad isolare i termosifoni dall’impianto centralizzato ed i danni. La Cassazione ha concluso che il condomino può farsi restituire le somme pagate per il servizio dopo la domanda di distacco precisando, altresì, che il condomino ha il diritto di chiedere il distacco, ma non quello di domandare un risarcimento).
1. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Immobili costruiti senza concessione - Alienazione - Nullità ex art. 15, comma 7 L. 1977 n. 10.
1. L'art. 15 comma 7 L. 28 gennaio 1977 n. 10, che sancisce la nullità degli atti di compravendita aventi per oggetto immobili costruiti senza concessione edilizia ove da essi non risulti che l'acquirente era a conoscenza della mancanza della concessione stessa, sia per il suo carattere innovativo sia perché contenuto in una normativa speciale ispirata alla tutela di interessi pubblici legati all'ordinato assetto e sviluppo urbanistico del territorio, è norma di stretta interpretazione, non applicabile oltre i casi ed i tempi in essa considerati (art. 14 Disp. prel. Cod. civ.).

References: Cass. 
 Art. 15
 Cass. 
 art. 15
 Cass. 
 art. 1495
 art. 1497
 art. 15