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Timestamp: 2019-05-23 07:02:13+00:00

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Art. 1321 - 1469 Libro IV Codice Civile Vicolo Italia
Codice Civile -> Libro IV -> 1321 - 1469sexies
Capo I - Disposizioni preliminari.
Art. 1321 - Nozione.
Art. 1322 - Autonomia contrattuale.
Le parti possono anche concludere contratti che non appartengono ai tipi aventi una disciplina particolare, purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico.
Art. 1323 - Norme regolatrici dei contratti.
Art. 1324 - Norme applicabili agli atti unilaterali.
Salvo diverse disposizioni di legge le norme che regolano i contratti si osservano, in quanto compatibili, per gli atti unilaterali tra vivi aventi contenuto patrimoniale [1334, 1414].
Capo II - Dei requisiti del contratto.
Art. 1325 - Indicazione dei requisiti.
1) l'accordo delle parti [1326 ss.];
2) la causa [1343 ss.];
3) l'oggetto [1346 ss.];
4) la forma, quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di nullità [1350 ss.].
Sezione I - Dell'accordo delle parti.
Art. 1326 - Conclusione del contratto.
Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte [1335].
Art. 1327 - Esecuzione prima della risposta dell'accettante.
Art. 1328 - Revoca della proposta e dell'accettazione.
Art. 1329 - Proposta irrevocabile.
Art. 1330 - Morte o incapacità dell'imprenditore.
La proposta o l'accettazione, quando è fatta dall'imprenditore [2082]nell'esercizio della sua impresa, non perde efficacia se l'imprenditore muore o diviene incapace [1425] prima della conclusione del contratto, salvo che si tratti di piccoli imprenditori [2082 ss.] o che diversamente risulti dalla natura dell'affare o da altre circostanze.
Art. 1331 - Opzione.
Se per l'accettazione non è stato fissato un termine, questo può essere stabilito dal giudice [1183].
Art. 1332 - Adesione di altre parti al contratto.
Se ad un contratto possono aderire altre parti e non sono determinate le modalità dell'adesione, questa deve essere diretta all'organo che sia stato costituito per l'attuazione del contratto o, in mancanza di esso, a tutti i contraenti originali.
Art. 1333 - Contratto con obbligazioni del solo proponente.
Art. 1334 - Efficacia degli atti unilaterali.
Art. 1335 - Presunzione di conoscenza.
Art. 1336 - Offerta al pubblico.
Art. 1337 - Trattative e responsabilità precontrattuale.
Art. 1338 - Conoscenza delle cause d'invalidità.
La parte che, conoscendo o dovendo conoscere l'esistenza di una causa d'invalidità del contratto [1418 ss.], non ne ha dato notizia all'altra parte è tenuta a risarcire il danno da questa risentito per avere confidato, senza sua colpa, nella validità del contratto.
Art. 1339 - Inserzione automatica di clausole.
Le clausole, i prezzi di beni o di servizi, imposti dalla legge sono di diritto inseriti nel contratto, anche in sostituzione delle clausole difformi apposte dalle parti [1419, 1679, 1815, 1932].
Art. 1340 - Clausole d'uso.
Art. 1341 - Condizioni generali di contratto.
Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell'altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza [1370].
In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità, [1229], facoltà di recedere dal contratto [1373] o di sospenderne l'esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell'altro contraente decadenze [2964 ss.], limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni [1462], restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi [1379], tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie [c.p.c. 808] o deroghe [c.p.c. 6] alla competenza dell'autorità giudiziaria.
Art. 1342 - Contratto concluso mediante moduli o formulari.
Nei contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari, predisposti per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, le clausole aggiunte al modulo o al formulario prevalgono su quelle del modulo o del formulario qualora siano incompatibili con esse, anche se queste ultime non sono state cancellate [1370].
Sezione II - Della causa del contratto.
Art. 1343 - Causa illecita.
La causa è illecita quando è contraria a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume [1418].
Art. 1344 - Contratto in frode alla legge.
Art. 1345 - Motivo illecito.
Il contratto è illecito quando le parti si sono determinate a concluderlo esclusivamente per un motivo illecito comune ad entrambe [788, 1418].
Sezione III - Dell'oggetto del contratto.
Art. 1346 - Requisiti.
L'oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile [1418].
Art. 1347 - Possibilità sopravvenuta dell'oggetto.
Il contratto sottoposto a condizione sospensiva [1353] o a termine [1184] è valido, se la prestazione inizialmente impossibile diviene possibile prima dell'avveramento della condizione o della scadenza del termine.
Art. 1348 - Cose future.
La prestazione di cose future [820, 1472, 2823] può essere dedotta in contratto, salvi i particolari divieti della legge [458, 771].
Art. 1349 - Determinazione dell'oggetto.
Se la determinazione della prestazione dedotta in contratto è deferita a un terzo e non risulta che le parti vollero rimettersi al suo mero arbitrio, il terzo deve procedere con equo apprezzamento. Se manca la determinazione del terzo o se questa è manifestamente iniqua o erronea, la determinazione è fatta dal giudice [778, 1287, 1473, 2264, 2603].
Sezione IV - Della forma del contratto.
Devono farsi per atto pubblico [2699 ss.] o per scrittura privata [2702 ss.], sotto pena di nullità:
2) i contratti che costituiscono, modificano o trasferiscono il diritto di usufrutto [978 ss.] su beni immobili, il diritto di superficie [952 ss.], il diritto del concedente e dell'enfiteuta [957]:
3) i contratti che costituiscono la comunione [1100 ss.] di diritti indicati dai numeri precedenti;
4) i contratti che costituiscono o modificano le servitù prediali [1027 ss.] , il diritto di uso su beni immobili e il diritto di abitazione [1021 ss.];
8) i contratti di locazione di beni immobili per una durata superiore a nove anni [1571 ss.];
9) i contratti di società [2247 ss.] o di associazione [2549 ss.] con i quali si conferisce il godimento di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari per un tempo eccedente i nove anni o per un tempo indeterminato;
10) gli atti che costituiscono rendite perpetue [1861 ss.] o vitalizie [1872 ss.], salve le disposizioni relative alle rendite dello Stato [1871].;
12) le transazioni [1965 ss.] che hanno per oggetto controversie relative ai rapporti giuridici menzionati nei numeri precedenti;
13) gli altri atti specialmente indicati dalla legge [14, 47, 162, 484, 519, 601 ss., 782, 1392, 1403, 1503, 1543, 1978, 2096, 2328, 2464, 2475, 2504, 2518, 2603, 2821, 2879, 2882; c.p.c. 807, 808; c. nav. 237, 249, 328, 565, 852, 857].
Art. 1351 - Contratto preliminare.
Art. 1352 - Forme convenzionali.
Se le parti hanno convenuto per iscritto di adottare una determinata forma per la futura conclusione di un contratto, si presume che la forma sia stata voluta per la validità di questo [2725].
Capo III - Della condizione nel contratto.
Art. 1353 - Contratto condizionale.
Art. 1354 - Condizioni illecite o impossibili.
È nullo il contratto al quale è apposta una condizione, sospensiva o risolutiva, contraria a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume [prel. 31].
La condizione impossibile rende nullo il contratto se è sospensiva; se è risolutiva, si ha come non apposta [634].
Se la condizione illecita o impossibile è apposta a un patto singolo del contratto, si osservano, riguardo all'efficacia del patto, le disposizioni dei commi precedenti, fermo quanto è disposto dall'articolo 1419.
Art. 1355 - Condizione meramente potestativa.
È nulla l'alienazione di un diritto o l'assunzione di un obbligo subordinata a una condizione sospensiva che la faccia dipendere dalla mera volontà dell'alienante o, rispettivamente, da quella del debitore.
Art. 1356 - Pendenza della condizione.
Art. 1357 - Atti di disposizione in pendenza della condizione.
Art. 1358 - Comportamento delle parti nello stato di pendenza.
Colui che si è obbligato o che ha alienato un diritto sotto condizione sospensiva, ovvero lo ha acquistato sotto condizione risolutiva, deve, in pendenza della condizione, comportarsi secondo buona fede per conservare integre le ragioni dell'altra parte [1175, 1375].
Art. 1359 - Avveramento della condizione.
Art. 1360 - Retroattività della condizione.
Gli effetti dell'avveramento della condizione retroagiscono al tempo in cui è stato concluso il contratto, salvo che, per volontà delle parti o per la natura del rapporto, gli effetti del contratto o della risoluzione debbano essere riportati a un momento diverso [646].
Se però la condizione risolutiva è apposta a un contratto ad esecuzione continuata o periodica, l'avveramento di essa, in mancanza di patto contrario, non ha effetto riguardo alle prestazioni già eseguite [1465].
Art. 1361 - Atti di amministrazione.
Salvo diverse disposizioni di legge o diversa pattuizione, i frutti percepiti sono dovuti dal giorno in cui la condizione si è avverata [646].
Capo IV - Dell'interpretazione del contratto.
Art. 1362 - Intenzione dei contraenti.
Art. 1363 - Interpretazione complessiva delle clausole.
Le clausole del contratto si interpretano le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso dell'atto.
Art. 1364 - Espressioni generali.
Art. 1365 - Indicazioni esemplificative.
Art. 1366 - Interpretazione di buona fede.
Il contratto deve essere interpretato secondo buona fede [1337, 1375].
Art. 1367 - Conservazione del contratto.
Nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno [1424].
Art. 1368 - Pratiche generali interpretative.
Nei contratti in cui una delle parti è un imprenditore [2082], le clausole ambigue s'interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui è la sede dell'impresa.
Art. 1369 - Espressioni con più sensi.
Art. 1370 - Interpretazione contro l'autore della clausola.
Le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto [1341] o in moduli o formulari [1342] predisposti da uno dei contraenti s'interpretano, nel dubbio, a favore dell'altro.
Art. 1371 - Regole finali.
Qualora, nonostante l'applicazione delle norme contenute in questo capo [1362 ss.], il contratto rimanga oscuro, esso deve essere inteso nel senso meno gravoso per l'obbligato, se è a titolo gratuito, e nel senso che realizzi l'equo contemperamento degli interessi delle parti, se è a titolo oneroso.
Capo V - Degli effetti del contratto.
Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge [1671, 2227].
Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge [1411].
Nei contratti a esecuzione continuata o periodica, tale facoltà può essere esercitata anche successivamente, ma il recesso non ha effetto per le prestazioni già eseguite o in corso di esecuzione [1671, 2227].
Art. 1374 - Integrazione del contratto.
Art. 1375 - Esecuzione di buona fede.
Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede [1337, 1358, 1366, 1460].
Art. 1376 - Contratto con effetti reali.
Art. 1377 - Trasferimento di una massa di cose.
Art. 1378 - Trasferimento di cosa determinata solo nel genere.
Nei contratti che hanno per oggetto il trasferimento di cose determinate solo nel genere, la proprietà si trasmette con l'individuazione fatta d'accordo tra le parti o nei modi da esse stabiliti [1465]. Trattandosi di cose che devono essere trasportate da un luogo a un altro, l'individuazione avviene anche mediante la consegna al vettore [1678 ss.] o allo spedizioniere [1737 ss.].
Il divieto di alienare stabilito per contratto ha effetto solo tra le parti, e non è valido se non è contenuto entro convenienti limiti di tempo [965] e se non risponde a un apprezzabile interesse di una delle parti [1260].
Art. 1380 - Conflitto tra più diritti personali di godimento.
Se nessuno dei contraenti ha conseguito il godimento, è preferito quello che ha il titolo di data certa [2704] anteriore.
Sono salve le norme relative agli effetti della trascrizione [2644 ss.].
Art. 1381 - Promessa dell'obbligazione o del fatto del terzo.
Sezione II - Della clausola penale e della caparra.
Art. 1382 - Effetti della clausola penale.
La clausola, con cui si conviene che, in caso d'inadempimento o di ritardo nell'adempimento [1218], uno dei contraenti è tenuto a una determinata prestazione, ha l'effetto di limitare il risarcimento alla prestazione promessa, se non è stata convenuta la risarcibilità del danno ulteriore [1223].
Art. 1383 - Divieto di cumulo.
Art. 1384 - Riduzione della penale.
Art. 1385 - Caparra confirmatoria.
Se al momento della conclusione del contratto [1326] una parte dà all'altra, a titolo di caparra, una somma di danaro o una quantità di altre cose fungibili, la caparra, in caso di adempimento, deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta [1194].
Se la parte che ha dato la caparra è inadempiente [1218], l'altra può recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente è invece la parte che l'ha ricevuta, l'altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra [1386].
Se però la parte che non è inadempiente preferisce domandare l'esecuzione o la risoluzione [1453 ss.] del contratto, il risarcimento del danno è regolato dalle norme generali [1223 ss.].
Art. 1386 - Caparra penitenziale.
Capo VI - Della Rappresentanza.
Art. 1387 - Fonti della rappresentanza.
Il potere di rappresentanza è conferito dalla legge [48, 320, 357, 360, 424, 643; c.p.c. 78] ovvero dall'interessato.
Art. 1388 - Contratto concluso dal rappresentante.
Il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell'interesse del rappresentato, nei limiti delle facoltà conferitegli [19], produce direttamente effetto nei confronti del rappresentato.
Art. 1389 - Capacità del rappresentante e del rappresentato.
Quando la rappresentanza è conferita dall'interessato, per la validità del contratto concluso dal rappresentante basta che questi abbia la capacità di intendere e di volere [428, 1425], avuto riguardo alla natura e al contenuto del contratto stesso, sempre che sia legalmente capace il rappresentato.
Art. 1390 - Vizi della volontà.
Il contratto è annullabile [1427 ss., 1441 ss.] se è viziata la volontà del rappresentante. Quando però il vizio riguarda elementi predeterminati dal rappresentato, il contratto è annullabile solo se era viziata la volontà di questo.
Art. 1391 - Stati soggettivi rilevanti.
Nei casi in cui è rilevante lo stato di buona o di mala fede, di scienza o d'ignoranza di determinate circostanze, si ha riguardo alla persona del rappresentante, salvo che si tratti di elementi predeterminati dal rappresentato.
Art. 1392 - Forma della procura.
La procura non ha effetto se non è conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere [1350 ss.].
Art. 1393 - Giustificazione dei poteri del rappresentante.
Art. 1394 - Conflitto d'interessi.
Il contratto concluso dal rappresentante in conflitto d'interessi col rappresentato può essere annullato [1441 ss.] su domanda del rappresentato, se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo.
Art. 1395 - Contratto con se stesso.
È annullabile [1441 ss.] il contratto che il rappresentante conclude con se stesso, in proprio o come rappresentante di un'altra parte, a meno che il rappresentato lo abbia autorizzato specificatamente ovvero il contenuto del contratto sia determinato in modo da escludere la possibilità di conflitto d'interessi [1735].
L'impugnazione può essere proposta soltanto dal rappresentato [1471].
Art. 1396 - Modificazione ed estinzione della procura.
Le modificazioni e la revoca della procura devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei. In mancanza, esse non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione del contratto [19, 2266].
Le altre cause di estinzione del potere di rappresentanza conferito dall'interessato [1722 ss.] non sono opponibili ai terzi che le hanno senza colpa ignorate.
Art. 1397 - Restituzione del documento della rappresentanza.
Art. 1398 - Rappresentanza senza potere.
Colui che ha contrattato come rappresentante senza averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli, è responsabile del danno che il terzo contraente ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validità del contratto [1338].
Art. 1399 - Ratifica.
Il terzo contraente può invitare l'interessato a pronunziarsi sulla ratifica assegnandogli un termine, scaduto il quale, nel silenzio, la ratifica s'intende negata [1712].
Art. 1400 - Speciali forme di rappresentanza.
Le speciali forme di rappresentanza nelle imprese agricole e commerciali sono regolate dal libro V [2138, 2150, 2203 ss.].
Capo VII - Del contratto per persona da nominare.
Art. 1401 - Riserva di nomina del contraente.
Nel momento della conclusione del contratto [1326] una parte può riservarsi la facoltà di nominare successivamente la persona che deve acquistare i diritti e assumere gli obblighi nascenti dal contratto stesso.
Art. 1403 - Forme e pubblicità.
Se per il contratto è richiesta a determinati effetti una forma di pubblicità [2643 ss.], deve agli stessi effetti essere resa pubblica anche la dichiarazione di nomina, con l'indicazione dell'atto di procura o dell'accettazione della persona nominata.
Art. 1404 - Effetti della dichiarazione di nomina.
Art. 1405 - Effetti della mancata dichiarazione di nomina.
Se la dichiarazione di nomina non è fatta validamente nel termine stabilito dalla legge o dalle parti, il contratto produce i suoi effetti tra i contraenti originari [1762].
Capo VIII - Della cessione del contratto.
Art. 1406 - Nozione.
Art. 1407 - Forma.
Se una parte ha consentito preventivamente che l'altra sostituisca a sé un terzo nei rapporti derivanti dal contratto, la sostituzione è efficace nei suoi confronti dal momento in cui le è stata notificata o in cui essa l'ha accettata [1264].
Se tutti gli elementi del contratto risultano da un documento nel quale è inserita la clausola “all'ordine” o altra equivalente, la girata del documento produce la sostituzione del giratario nella posizione del girante.
Art. 1408 - Rapporti fra contraente ceduto e cedente.
Art. 1409 - Rapporti fra contraente ceduto e cessionario.
Art. 1410 - Rapporti fra cedente e cessionario.
Il cedente è tenuto a garantire la validità del contratto [1266].
Se il cedente assume la garanzia dell'adempimento del contratto, egli risponde come un fideiussore per le obbligazioni del contraente ceduto [1942, 1944].
Capo IX - Del contratto a favore di terzi.
Art. 1411 - Contratto a favore di terzi.
È valida la stipulazione a favore di un terzo [1875, 1920], qualora lo stipulante vi abbia interesse [1174].
Art. 1412 - Prestazione al terzo dopo la morte dello stipulante.
Se la prestazione deve essere fatta al terzo dopo la morte dello stipulante, questi può revocare il beneficio anche con una disposizione testamentaria e quantunque il terzo abbia dichiarato di volerne profittare, salvo che, in quest'ultimo caso, lo stipulante abbia rinunciato per iscritto al potere di revoca [1921].
Art. 1413 - Eccezioni opponibili dal promittente al terzo.
Capo X - Della simulazione.
Art. 1414 - Effetti della simulazione tra le parti.
Art. 1415 - Effetti della simulazione rispetto ai terzi.
La simulazione non può essere opposta né dalle parti contraenti, né dagli aventi causa o dai creditori del simulato alienante, ai terzi che in buona fede [1147] hanno acquistato diritti dal titolare apparente, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di simulazione [2652].
Art. 1416 - Rapporti con i creditori.
La simulazione non può essere opposta dai contraenti ai creditori del titolare apparente che in buona fede hanno compiuto atti di esecuzione sui beni che furono oggetto del contratto simulato [2910 ss.].
Art. 1417 - Prova della simulazione.
La prova per testimoni [2721 ss.] della simulazione è ammissibile senza limiti, se la domanda è proposta da creditori o da terzi e, qualora sia diretta a far valer l'illiceità del contratto dissimulato [1343 ss., 1354], anche se è proposta dalle parti.
Capo XI - Della nullità del contratto.
Art. 1418 - Cause di nullità del contratto.
Producono nullità del contratto la mancanza di uno dei requisiti indicati dall'articolo 1325, l'illiceità della causa [1343], l'illiceità dei motivi nel caso indicato dall'articolo 1345 e la mancanza nell'oggetto dei requisiti stabiliti dall'articolo 1346.
Il contratto è altresì nullo negli altri casi stabiliti dalla legge [458, 778, 1471, 1472, 1895, 1904, 1972].
Art. 1419 - Nullità parziale.
La nullità di singole clausole non importa la nullità del contratto, quando le clausole nulle sono sostituite di diritto da norme imperative [1339, 1679, 1815, 1932, 2066, 2077, 2115].
Art. 1420 - Nullità nel contratto plurilaterale.
Art. 1421 - Legittimazione all'azione di nullità.
Art. 1422 - Imprescrittibilità dell'azione di nullità.
L'azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione, salvi gli effetti dell'usucapione [1158 ss.] e della prescrizione delle azioni di ripetizione.
Art. 1423 - Inammissibilità della convalida.
Il contratto nullo non può essere convalidato [1444], se la legge non dispone diversamente [799].
Art. 1424 - Conversione del contratto nullo.
Il contratto nullo può produrre gli effetti di un contratto diverso, del quale contenga i requisiti di sostanza e di forma, qualora, avuto riguardo allo scopo perseguito dalle parti, debba ritenersi che esse lo avrebbero voluto se avessero conosciuto la nullità [1367].
Capo XII - Dell'annullabilità del contratto.
Sezione I - Dell'incapacità.
Art. 1425 - Incapacità delle parti.
Il contratto è annullabile se una delle parti era legalmente incapace di contrattare [1441 ss.].
È parimenti annullabile, quando ricorrono le condizioni stabilite dall'articolo 428, il contratto stipulato da persona incapace d'intendere o di volere [1191].
Art. 1426 - Raggiri usati dal minore.
Sezione II - Dei vizi del consenso.
Art. 1427 - Errore, violenza e dolo.
Il contraente, il cui consenso fu dato per errore [1428 ss.], estorto con violenza [1434 ss.] o carpito con dolo [1439], può chiedere l'annullamento del contratto [1441 ss.] secondo le disposizioni seguenti [122, 624].
Art. 1428 - Rilevanza dell'errore.
Art. 1429 - Errore essenziale.
3) quando cade sull'identità o sulle qualità della persona dell'altro contraente, sempre che l'una o le altre siano state determinanti del consenso [122];
4) quando, trattandosi di errore di diritto, è stato la ragione unica o principale del contratto [1969].
Art. 1430 - Errore di calcolo.
Art. 1431 - Errore riconoscibile.
L'errore si considera riconoscibile quando, in relazione al contenuto, alle circostanze del contratto ovvero alla qualità dei contraenti, una persona di normale diligenza [1176] avrebbe potuto rilevarlo.
Art. 1432 - Mantenimento del contratto rettificato.
Art. 1433 - Errore nella dichiarazione o nella sua trasmissione.
Le disposizioni degli articoli precedenti si applicano anche al caso in cui l'errore cade sulla dichiarazione, o in cui la dichiarazione è stata inesattamente trasmessa dalla persona o dall'ufficio che ne era stato incaricato [2706].
Art. 1434 - Violenza.
Art. 1435 - Caratteri della violenza.
La violenza deve essere di tal natura da far impressione sopra una persona sensata e da farle temere di esporre sé o i suoi beni a un male ingiusto e notevole. Si ha riguardo, in questa materia, all'età, al sesso e alla condizione delle persone.
Art. 1436 - Violenza diretta contro terzi.
Art. 1437 - Timore riverenziale.
Art. 1438 - Minaccia di far valere un diritto.
Art. 1439 - Dolo.
Art. 1440 - Dolo incidente.
Sezione III - Dell'azione di annullamento.
Art. 1441 - Legittimazione.
L'incapacità del condannato in istato di interdizione legale [c.p. 32] può essere fatta valere da chiunque vi ha interesse.
Art. 1442 - Prescrizione.
L'azione di annullamento si prescrive in cinque anni [428, 761, 775].
Quando l'annullabilità dipende da vizio del consenso o da incapacità legale [1425 s.], il termine decorre dal giorno in cui è cessata la violenza, è stato scoperto l'errore o il dolo, è cessato lo stato d'interdizione o d'inabilitazione [429], ovvero il minore ha raggiunto la maggiore età [2].
Negli altri casi il termine decorre dal giorno della conclusione del contratto [428, 775].
Art. 1443 - Ripetizione contro il contraente incapace.
Se il contratto è annullato per incapacità [1425] di uno dei contraenti, questi non è tenuto a restituire all'altro la prestazione ricevuta se non nei limiti in cui è stata rivolta a suo vantaggio [1190, 2039].
Art. 1444 - Convalida.
Art. 1445 - Effetti dell'annullamento nei confronti dei terzi.
L'annullamento che non dipende da incapacità legale non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona fede, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di annullamento [23, 25, 2377, 2652, trans. 165].
Art. 1446 - Annullabilità nel contratto plurilaterale.
Capo XIII - Della rescissione del contratto.
Art. 1447 - Contratto concluso in istato di pericolo.
Il contratto con cui una parte ha assunto obbligazioni a condizioni inique, per la necessità, nota alla controparte, di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona [2045], può essere rescisso sulla domanda della parte che si è obbligata.
Non possono essere rescissi per causa di lesione i contratti aleatori [1970].
Art. 1449 - Prescrizione.
L'azione di rescissione si prescrive in un anno dalla conclusione del contratto; ma se il fatto costituisce reato, si applica l'ultimo comma dell'articolo 2947.
Art. 1450 - Offerta di modificazione del contratto.
Art. 1451 - L'inammissibilità della convalida.
Art. 1452 - Effetti della rescissione rispetto ai terzi.
La rescissione del contratto non pregiudica i diritti acquistati dai terzi, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di rescissione [2652].
Capo XIV - Della risoluzione del contratto.
Sezione I - Della risoluzione per inadempimento.
Art. 1453 - Risolubilità del contratto per inadempimento.
Nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l'altro può a sua scelta chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno [1223 ss.].
Dalla data della domanda (c.p.c. 163) di risoluzione l'inadempiente non può più adempiere la propria obbligazione.
Art. 1454 - Diffida ad adempiere.
Alla parte inadempiente l'altra può intimare per iscritto di adempiere in un congruo termine, con dichiarazione che, decorso inutilmente detto termine, il contratto s'intenderà senz'altro risoluto [1662, 1901].
Art. 1455 - Importanza dell'inadempimento.
Il contratto non si può risolvere se l'inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avuto riguardo all'interesse dell'altra [1522, 1564, 1668, 1901].
Art. 1456 - Clausola risolutiva espressa.
In questo caso, la risoluzione si verifica diritto [1517] quando la parte interessata dichiara all'altra che intende valersi della clausola risolutiva.
Art. 1457 - Termine essenziale per una delle parti.
Art. 1458 - Effetti della risoluzione.
La risoluzione del contratto per inadempimento ha effetto retroattivo tra le parti, salvo il caso di contratti ad esecuzione continuata o periodica, riguardo ai quali l'effetto della risoluzione non si estende le prestazioni già eseguite [1360].
La risoluzione, anche se è stata espressamente pattuita, non pregiudica i diritti acquistati dai terzi, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di risoluzione [2652; trans. 165].
Art. 1459 - Risoluzione nel contratto plurilaterale.
Art. 1460 - Eccezione d'inadempimento.
Nei contratti con prestazioni corrispettive, ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione, se l'altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria, salvo che termini diversi per l'adempimento siano stati stabiliti dalle parti o risultino dalla natura del contratto [1565].
Tuttavia non può rifiutarsi l'esecuzione se, avuto riguardo alle circostanze, il rifiuto è contrario alla buona fede [1375].
Art. 1461 - Mutamento nelle condizioni patrimoniali dei contraenti.
Ciascun contraente può sospendere l'esecuzione della prestazione da lui dovuta, se le condizioni patrimoniali dell'altro sono divenute tali da porre in evidente pericolo il conseguimento della controprestazione, salvo che sia prestata idonea garanzia [1822, 1956, 1959; trans. 169].
Art. 1462 - Clausola limitativa della proponibilità di eccezioni.
La clausola con cui si stabilisce che una delle parti non può opporre eccezioni al fine di evitare o ritardare la prestazione dovuta, non ha effetto per le eccezioni di nullità [1418 ss.], di annullabilità [1425 ss.] e di rescissione [1447 ss.] del contratto.
Nei casi in cui la clausola è efficace, il giudice, se riconosce che concorrono gravi motivi, può tuttavia sospendere la condanna, imponendo, se del caso, una cauzione [trans. 167].
Sezione II - Dell'impossibilità sopravvenuta.
Art. 1463 - Impossibilità totale.
Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta [1256] non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell'indebito [2033].
Art. 1464 - Impossibilità parziale.
Quando la prestazione di una parte è divenuta solo parzialmente impossibile [1258], l'altra parte ha diritto a una corrispondente riduzione della prestazione da essa dovuta, e può anche recedere dal contratto qualora non abbia un interesse apprezzabile all'adempimento parziale [1181].
Art. 1465 - Contratto con effetti traslativi o costitutivi.
Nei contratti che trasferiscono la proprietà di una cosa determinata ovvero costituiscono o trasferiscono diritti reali [1376], il perimento della cosa per una causa imputabile all'alienante non libera l'acquirente dall'obbligo di eseguire la controprestazione, ancorché la cosa non gli sia stata consegnata.
Qualora oggetto del trasferimento sia una cosa determinata solo nel genere, l'acquirente non è liberato dall'obbligo di eseguire la controprestazione, se l'alienante ha fatto la consegna o se la cosa è stata individuata [1378].
L'acquirente è in ogni caso liberato dalla sua obbligazione, se il trasferimento era sottoposto a condizione sospensiva e l'impossilità è sopravvenuta prima che si verifichi la condizione [1360].
Art. 1466 - Impossibilità nel contratto plurilaterale.
Sezione III - Dell'eccessiva onerosità.
Art. 1467 - Contratto con prestazioni corrispettive.
Nei contratti a esecuzione continuata o periodica ovvero a esecuzione differita, se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione può domandare la risoluzione del contratto, con gli effetti stabiliti dall'articolo 1458 [trans. 168].
La parte contro la quale è domandata la risoluzione può evitarla offrendo di modificare equamente le condizioni del contratto [1623, 1664].
Art. 1468 - Contratto con obbligazioni di una sola parte.
Art. 1469 - Contratto aleatorio.
Le norme degli articoli precedenti non si applicano ai contratti aleatori per loro natura [1879] o per volontà delle parti [1448, 1472].
Capo XIV bis - Dei contratti del consumatore.
Capo così aggiunto ad opera dell'articolo 25 L. 6 febbraio 1996, n. 52 (L. comunitaria per il 1994).
Art. 1469 bis - Clausole vessatorie nel contratto tra professionista e consumatore.
Nel contratto concluso tra il consumatore e il professionista si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.
5) consentire al professionista di trattenere una somma di denaro versata dal consumatore se quest'ultimo non conclude il contratto e ne recede, senza prevedere il diritto del consumatore di esigere dal professionista il doppio della somma corrisposta se é quest'ultimo a non concludere il contratto oppure a recedere;
6) imporre al consumatore in caso di inadempimento o di ritardo nell'adempimento il pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento, clausola penale o altro titolo equivalente d'importo manifestamente eccessivo;
11) consentire al professionista di modificare unilateralmente la clausola del contratto, ovvero le caratteristiche del prodotto o del servizio da fornire, senza un giustificato motivo indicato nel contratto stesso;
13) consentire al professionista di aumentare il prezzo del bene o del servizio senza che il consumatore possa recedere se il prezzo finale é eccessivamente elevato rispetto a quello originariamente convenuto;
17) consentire al professionista di sostituire a sé un terzo nei rapporti derivanti dal contratto anche nel caso di preventivo consenso dal consumatore, qualora risulti diminuita la tutela dei diritti di quest'ultimo;
20) prevedere l'alienazione di un diritto o l'assunzione di un obbligo come subordinati ad una condizione sospensiva dipendente dalla mera volontà del professionista a fronte di un'obbligazione immediatamente efficace del consumatore. È fatto salvo il disposto dell'articolo 1355.
Se il contratto ha ad oggetto la prestazione di servivi finanziari a tempo indeterminato il professionista può, in deroga ai numeri 8) e 11) del terzo comma:
1) recedere qualora vi sia un giustificato motivo, senza preavviso, dandone immediata comunicazione al consumatore;
Se il contratto ha ad oggetto la prestazione di servizi finanziari il professionista può modificare, senza preavviso, sempre che vi sia un giustificato motivo in deroga ai numeri 12) e 13) del terzo comma, il tasso d'interesse o l'importo di qualunque altro onere relativo alla prestazione finanziaria originariamente convenuti, dandone immediata comunicazione al consumatore che ha diritto di recedere dai contratto.
I numeri 8), 11), 12) e 13) del terzo comma non si applicano ai contratti aventi ad oggetto valori mobiliari, strumenti finanziari ed altri prodotti o servizi il cui prezzo è collegato alle fluttuazioni di un corso e di un indice di borsa o di un tasso di mercato finanziario non controllato dal professionista, nonché la compravendita di valuta estera di assegni di viaggio o di vaglia postali internazionali emessi in valuta estera.
Art. 1469 ter - Accertamento della vessatorietà delle clausole.
La vessatorietà di una clausola é valutata tenendo conto della natura del bene o del servizio oggetto del contratto e facendo riferimento alle circostanze esistenti al momento della sua conclusione ed alle altre clausole del contratto medesimo o di un altro collegato o da cui dipende.
La valutazione del carattere vessatorio della clausola non attiene alla determinazione dell'oggetto del contratto, né all'adeguatezza del corrispettivo dei beni e dei servizi purché tali elementi siano individuati in modo chiaro e comprensibile.
Art. 1469 quater - Forma e interpretazione.
La disposizione di cui al secondo comma non si applica nei casi di cui all'articolo 1469 sexies (1).
(1) Comma aggiunto dall'articolo 25, legge 21 dicembre 1999, n. 526 (legge comunitaria 1999).
Art. 1469 quinquies - Inefficacia.
Le clausole considerate vessatorie ai sensi degli articoli 1469 bis e 1469 ter,sono inefficaci mentre il contratto rimane efficace per il resto.
2) escludere o limitare le azioni del consumatore nei confronti del professionista o di un'altra parte, in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento inesatto da parte del professionista;
L' inefficacia opera soltanto a vantaggio del consumatore e può essere rilevata d'ufficio dal giudice.
É inefficace ogni clausola contrattuale che, prevedendo l'applicabilità al contratto di una legislazione di un Paese extracomunitario, abbia l'effetto di privare il consumatore della protezione assicurata dal presente capo, laddove il contratto presenti un collegamento più stretto con il territorio di uno Stato membro dell'Unione europea (1).
(1) Comma così modificato dall'articolo 25, legge 21 dicembre 1999, n. 526 (legge comunitaria 1999).
Art. 1469 sexies - Azione inibitoria.
Le associazioni rappresentative dei consumatori e dei professionisti e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, possono convenire in giudizio il professionista o l'associazione di professionisti che utilizzano condizioni generali di contratto e richiedere al giudice competente che inibisca l'uso delle condizioni di cui sia accertata l'abusività ai sensi del presente capo.
L'inibitoria può essere concessa, quando ricorrono giusti motivi di urgenza, ai sensi degli articoli 669 bis e seguenti del codice di procedura civile.

References: Art. 1321

Art. 1322

Art. 1323

Art. 1324

Art. 1325

Art. 1326

Art. 1327

Art. 1328

Art. 1329

Art. 1330

Art. 1331

Art. 1332

Art. 1333

Art. 1334

Art. 1335

Art. 1336

Art. 1337

Art. 1338

Art. 1339

Art. 1340

Art. 1341

Art. 1342

Art. 1343

Art. 1344

Art. 1345

Art. 1346

Art. 1347

Art. 1348

Art. 1349

Art. 1351

Art. 1352

Art. 1353

Art. 1354

Art. 1355

Art. 1356

Art. 1357

Art. 1358

Art. 1359

Art. 1360

Art. 1361

Art. 1362

Art. 1363

Art. 1364

Art. 1365

Art. 1366

Art. 1367

Art. 1368

Art. 1369

Art. 1370

Art. 1371

Art. 1374

Art. 1375

Art. 1376

Art. 1377

Art. 1378

Art. 1380

Art. 1381

Art. 1382

Art. 1383

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Art. 1386

Art. 1387

Art. 1388

Art. 1389

Art. 1390

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Art. 1401

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Art. 1436

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Art. 1443

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Art. 1452

Art. 1453

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Art. 1456

Art. 1457

Art. 1458

Art. 1459

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Art. 1462

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Art. 1465

Art. 1466

Art. 1467

Art. 1468

Art. 1469

Art. 1469

Art. 1469

Art. 1469

Art. 1469

Art. 1469