Source: https://www.fiscooggi.it/rubrica/giurisprudenza/articolo/detrazione-iva-buona-fede-conta-solo-se-dimostrata-allegato
Timestamp: 2020-07-09 02:17:28+00:00

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FiscoOggi.it - Detrazione Iva: la buona fede conta solo se dimostrata “in allegato”
In breve, il meccanismo fraudolento è caratterizzato da una serie di passaggi di beni, il più delle volte solo cartolari, tra diversi soggetti economici che inizia nel momento della prima cessione intracomunitaria degli stessi, cui fa seguito una successiva reimportazione a opera di una società inesistente (definita “cartiera”, in quanto società priva di locali, di beni strumentali, di personale dipendente, nonché di impianto contabile, dedita esclusivamente alla produzione di “carta”, intesa come documentazione fiscalmente rilevante per operazioni fittizie e inesistenti), sulla quale si incardina l’effettiva evasione dell’imposta. I beni vengono poi rivenduti da una società “filtro” ad un prezzo, comprensivo di Iva, pari al costo di acquisto dal fornitore comunitario e, mentre la relativa imposta non viene versata, la stessa, invece, viene ugualmente detratta nel successivo passaggio, mediante fattura soggettivamente inesistente.
Il giudizio di merito Un contribuente impugnava in Commissione tributaria provinciale un atto di accertamento, per maggiori imposte relative al reddito d’impresa, con il quale l’Amministrazione finanziaria comunicava di avere rilevato dei proventi complessivi di importo superiore, a seguito di verifiche svolte dalla Guardia di finanza nei confronti di un’altra società (cartiera), da cui era emersa l’emissione di fatture passive per operazioni di acquisto di beni con simulazione soggettiva della cedente.
L’Agenzia propone, allora, ricorso per Cassazione lamentando la erroneità della sentenza d’appello laddove il giudice non ha considerato che l’atto impugnato richiamava gli elementi del pvc redatto dalle Fiamme gialle, nell’ambito di una verifica svolta nei confronti di una società cartiera. In altri termini, secondo l’Amministrazione, l’apparente regolarità della contabilità celava, invero, una fattispecie elusiva che comportava l’indeducibilità dei costi riguardanti le fatture rilasciate dalla ditta cartiera, perché in nero.
La decisione della Cassazione Per la Cassazione la doglianza merita accoglimento. Infatti, secondo la Corte, “…la volontaria utilizzazione di documentazione fiscale non corrispondente alla realtà economica in tema di IVA, configurando nei confronti di…la partecipazione ad una frode fiscale, gli impedisce di avvalersi del principio della tutela del terzo di buona fede, cosi come delineato dalla giurisprudenza comunitaria (Cfr. Corte di Giustizia CE, sentenza 6 luglio 2009, in cause riunite C-439/04 e C-440/04) e quindi preclude la detraibilità dell’imposta risultante dalle fatture”. Alla luce di tale principio, continuano i giudici di piazza Cavour, consegue l’illegittimità della sentenza d’appello che, nel confermare la pronuncia di primo grado, aveva annullato l’avviso di rettifica di dichiarazione Iva per indebita detrazione di costi risultanti da fatture soggettivamente inesistenti, “…sul presupposto della mancanza di dolo del contribuente, il quale aveva effettivamente ricevuto e pagato la merce indicata in fattura, senza tener conto che la merce proveniva da un’impresa diversa da quella figurante sulle fatture medesime (V. pure Cass. Sentenze n. 5912 del 11/03/2010, n. 735 del 19/01/2010)”.
Osservazioni La sentenza in esame si allinea al copioso filone giurisprudenziale relativo all’indebita detrazione Iva per operazioni inesistenti, nella stessa peraltro richiamato. In particolare, la Cassazione ha precisato – da ultimo con la sentenza n. 9138 del 16 aprile scorso – che la nozione di “fattura inesistente” non contempla esclusivamente l’ipotesi di concreta insussistenza dell’operazione economica ivi descritta, bensì ogni tipo di divergenza fra la realtà commerciale e l’espressione documentale, compresa l’inesistenza soggettiva, anche qualora risulti l’ingresso di beni nel patrimonio dell’impresa utilizzatrice delle fatture e sia accertato che uno o entrambi i soggetti sono falsi.
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Frodi carosello, buona fede del tutto irrilevante

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