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Timestamp: 2013-05-23 15:43:25+00:00

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Legge Veneto| ANBBA
22 ottobre 1999, n. 49 (B.U.R. 93/1999)
Legge n. 29 del 21 settembre 2007 Regione Veneto Disciplina dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande. La presente legge indica come obbligatori i corsi di formazione per la somministrazione di alimenti in Veneto per le strutture B&B con P. IVA ed Affittacamere che intendono somministrare la colazione agli alloggiati (art. 4, c. 14); sono esenti le strutture B&B con P. IVA ed Affittacamere già aperte alla data di entrata in vigore della L.R. 29/2007 (art. 38, c.7); sono esenti le strutture B&B senza P. IVA (si evince dall' art. 4, c. 14). Per visionare il Testo di Legge integrale, clicca qui. DISCIPLINA E CLASSIFICAZIONE DI ALCUNE STRUTTURE RICETTIVE EXTRALBERGHIERE CAPO I Norme generali
CAPO II Definizioni e caratteristiche delle strutture ricettive extralberghiere
4. I locali destinati all'esercizio di affittacamere devono essere conformi alle prescrizioni edilizie e igienico-sanitarie.
6. Ai fini della classificazione di cui all' articolo 14, comma 1 gli esercizi di affittacamere devono possedere i requisiti di cui all' allegato I, lettera b).
3. Le attività ricettive in esercizi di ristorazione sono soggette alle medesime disposizioni di cui all' articolo 3, commi 1, 2, 4, 5, 6.
2. Le attività ricettive di cui al comma 1 devono assicurare i servizi minimi di cui all' allegato II.
2. Gli immobili destinati a unità abitative ammobiliate a uso turistico devono essere conformi alle prescrizioni edilizie ed igienico-sanitarie.
3. Le unità abitative ammobiliate a uso turistico devono assicurare i servizi minimi di cui all' allegato III.
2) la fornitura di biancheria pulita, ivi compresa quella del bagno, a ogni cambio di cliente e cambio di biancheria a richiesta; b) in forma imprenditoriale, fornendo solo i servizi di cui all'allegato III;
5. La gestione in forma non imprenditoriale viene attestata mediante dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n.15 da parte di coloro che hanno la disponibilità delle unità abitative di cui al presente articolo. Art. 7 - Strutture ricettive-residence.
1. Sono strutture ricettive-residence i complessi unitari costituiti da uno o più immobili comprendenti appartamenti arredati e dotati di servizi igienici e di cucina autonomi, dati in locazione ai turisti, con contratti aventi validità non superiore ai sei mesi.
2. Gli immobili destinati all'attività ricettiva residence devono essere conformi alle prescrizioni edilizie ed igienico-sanitarie.
3. Le strutture ricettive di cui al comma 1, sono gestite in forma imprenditoriale e devono fornire i servizi minimi di cui all' allegato IV.
3. Le attività ricettive di cui al comma 1 assicurano i servizi minimi previsti all' allegato V, lettera a).
4. Gli immobili destinati ad attività ricettive in residenze rurali devono essere conformi alle prescrizioni edilizie ed igienico-sanitarie e devono avere una pertinenza di terreno di almeno 5.000 mq., eventualmente utilizzato anche per l'animazione sportivo-ricreativa con le relative attrezzature.
3. In aggiunta alla dizione case per ferie è consentita la denominazione di centri di vacanze per ragazzi per le attività ricettive caratterizzate dal tipo di clientela, individuata di norma al di sotto dei 14 anni, aperte nei periodi di vacanze estive e/o invernali, finalizzate oltre che al soggiorno, allo sviluppo sociale e pedagogico. Nei centri di vacanze per ragazzi deve essere inoltre assicurata la presenza continuativa di personale specializzato nei settori pedagogico, medico o, tramite specifica convenzione, assistenza sanitaria con medico e/o struttura sanitaria per le necessità di pronto intervento. 4. Nelle case per ferie è garantita non solo la prestazione dei servizi ricettivi di base, ma anche la disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al comma 1. Le case per ferie possono essere altresì dotate di particolari strutture che consentano il soggiorno di gruppi autogestiti, secondo autonome modalità organizzative, compresa la disponibilità di cucina e punti cottura per uso autonomo, sotto la responsabilità del titolare dell'autorizzazione.
5. Gli immobili, adibiti a case per ferie, devono essere conformi alle vigenti prescrizioni edilizie ed igienico-sanitarie e devono possedere i requisiti minimi di cui all' allegato VI.
2. Gli immobili, adibiti a ostelli per la gioventù devono essere conformi alle prescrizioni edilizie ed igienico-sanitarie e devono possedere i requisiti di cui all' allegato VI.
1. Sono case religiose di ospitalità le strutture ricettive caratterizzate dalle finalità religiose dell'ente gestore che offre, a pagamento, ospitalità a chiunque lo richieda nel rispetto del carattere religioso dell'ospitalità stessa e con accettazione delle conseguenti regole di comportamento e limitazioni di servizio. 2. Ai sensi del comma 1 sono considerati enti a fini religiosi gli enti ecclesiastici riconosciuti in base alla legge 20 maggio 1985, n. 222.
4. Gli immobili, adibiti a case religiose di ospitalità, devono essere conformi alle vigenti prescrizioni edilizie ed igienico-sanitarie e devono possedere i requisiti minimi di cui all' allegato VI.
3. I centri soggiorno studi sono attrezzati per il soggiorno degli ospiti in camere dotate dei requisiti minimi previsti per le strutture alberghiere classificate a due stelle ai sensi della legge regionale 27 giugno 1997, n. 26 .
CAPO III Classificazione e modalità di esercizio
1. Gli esercizi di affittacamere, le attività ricettive in esercizi di ristorazione, le unità abitative ammobiliate a uso turistico di cui all' articolo 6, comma 4, lettere a) e b), le strutture ricettive - residence, sono classificati in terza, seconda e prima categoria in base ai requisiti posseduti e così definiti con apposito provvedimento della Giunta regionale, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
1. La classificazione di cui all' articolo 14, è effettuata dalla Provincia competente per territorio e ha validità quinquennale a partire dal 1° gennaio 2000.
3. Per l'esercizio delle attività ricettive di cui all' articolo 14 la domanda di classificazione è presentata alla Provincia dall'interessato, corredata della documentazione di cui all' allegato VII.
5. La classificazione è assegnata dalla Provincia sulla base degli elementi denunciati di cui all' allegato VII a seguito di verifica e sentito il parere dell'Azienda di promozione turistica competente per territorio da fornirsi entro quindici giorni dalla richiesta. Nel caso di silenzio la Provincia provvede, comunque, alla classificazione entro quaranta giorni dalla presentazione della domanda.
6. Entro il mese di aprile dell'ultimo anno di ogni quinquennio, il modulo di classificazione deve essere inviato dalla Provincia all'interessato, con la copia della denuncia dell'attrezzatura. I moduli pervenuti, con la conferma o la modifica dei dati in essi contenuti, devono essere ripresentati dall'interessato alla Provincia entro il mese di giugno. La ripresentazione di tutta la documentazione di cui all' allegato VII è obbligatoria solo in caso di modifiche strutturali intervenute.
1. Le attività ricettive di cui all' articolo 14 possono essere intraprese su denuncia di inizio attività ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, così come modificato dall'articolo 2 comma 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537.
1. Le strutture ricettive indicate all' articolo 14 possono avere apertura annuale o stagionale. L'apertura è annuale quando le strutture sono aperte per l'intero arco dell'anno. L'apertura è stagionale quando le strutture sono aperte per una durata non inferiore a tre mesi consecutivi nell'arco dell'anno. 2. Le strutture ricettive ad apertura stagionale possono altresì essere aperte per ulteriori periodi temporanei nello stesso arco dell'anno, senza limite minimo di durata e per un periodo complessivo comunque non superiore a nove mesi.
3. I periodi di apertura, annuale e stagionale, devono essere comunicati alla Provincia, congiuntamente alla comunicazione delle attrezzature e dei prezzi di cui all' articolo 20, e al Comune competente per territorio.
1. Gli esercizi classificati previsti all' articolo 14, ad apertura annuale, possono chiudere per ferie per non più di sessanta giorni, distribuiti in uno o più periodi nell'anno solare; possono altresì chiudere per altri motivi e per non più di ulteriori novanta giorni nell'arco dell'anno solare. In entrambi i casi è fatto obbligo di comunicare preventivamente i periodi di chiusura al Comune, alla Provincia e all'Azienda di promozione turistica competenti.
3. La chiusura temporanea delle strutture, non conforme a quanto stabilito nei commi 1 e 2, determina l'applicazione della sanzione amministrativa prevista dall' articolo 25, comma 5.
4. La chiusura delle strutture ricettive, di cui all' articolo 14, per cessazione dell'attività va comunicata al Comune, alla Provincia e all'Azienda di promozione turistica almeno tre mesi prima della data di cessazione, salvo cause di forza maggiore e imprevedibili per le quali viene data comunicazione immediatamente dopo l'evento.
5. Nel caso di carenze di alcuni dei requisiti oggettivi previsti e quando comunque l'attività del complesso sia ritenuta dannosa o contraria agli scopi per cui viene riconosciuta o abbia dato luogo a irregolarità tecnico-amministrative, il Comune provvede alla chiusura temporanea della struttura ricettiva per un periodo non superiore a sei mesi se, a seguito di diffida, non si ottemperi, entro trenta giorni, alle prescrizioni previste.
c) qualora venga meno il requisito soggettivo per il titolare della struttura ricettiva previsto all' articolo 17 comma 3, o in presenza di rifiuto di accoglienza, illegittimamente discriminante, da parte del medesimo;
e) in caso di recidivo comportamento di cui all' articolo 25, comma 6.
Art. 20 - Disciplina due prezzi.
1. I titolari e gestori delle strutture ricettive di cui all' articolo 14 comunicano alla Provincia competente, su modello regionale, i prezzi minimi e massimi che intendono applicare. Tale comunicazione deve essere inviata entro il 1° ottobre di ogni anno con validità dal 1° gennaio dell'anno successivo. È consentita una ulteriore comunicazione entro il 1° marzo dell'anno successivo, per la variazione di prezzi e servizi che si intendono applicare e fornire a valere dal 1° giugno dello stesso anno. Per le zone montane i prezzi comunicati entro il 1° ottobre hanno validità dal 1° dicembre successivo.
4. La mancata o incompleta comunicazione entro i termini previsti comporta l'impossibilità di applicare prezzi superiori a quelli indicati nell'ultima regolare comunicazione e l'applicazione della sanzione prevista all' articolo 25, comma 8.
5. Per le nuove strutture ricettive o in caso di subingresso la comunicazione dei prezzi deve essere presentata contestualmente alla comunicazione di inizio attività di cui all' articolo 17, comma 4.
7. Per le unità abitative ammobiliate ad uso turistico di cui all' articolo 6, comma 4, lettere a) e b), i prezzi devono essere comprensivi dei servizi indicati all' allegato III, mentre per le strutture ricettive - residence, i prezzi devono essere comprensivi dei servizi di cui all' allegato IV. I costi di riscaldamento e raffreddamento possono essere scorporati dalle tariffe e addebitati a parte solo ove sia installato il contatore.
8. Per le attività ricettive in residenze rurali, i prezzi devono essere comprensivi dei servizi di cui all' allegato V lettera a) e devono essere stabiliti in riferimento:
9. Per le attività ricettive in case per ferie, ostelli per la gioventù, centri soggiorno studi la pensione completa comprende l'alloggio, la prima colazione, la colazione e il pranzo. La mezza pensione comprende l'alloggio, la prima colazione e un pasto. I prezzi sono comprensivi dei servizi di cui all' allegato VI lettera b) e di IVA.
10. É facoltà del gestore o del titolare determinare l'ora entro cui il cliente deve lasciare disponibile la camera, e comunque non prima delle ore 10.
Art. 21 - Forme pubblicità dei prezzi.
2. È fatto obbligo di esporre, in luogo visibile, in ogni camera o in ogni unità abitativa di struttura ricettiva indicata all' articolo 14, fatta esclusione per le case per ferie, ostelli per la gioventù, foresterie per turisti, case religiose di ospitalità, un cartellino contenente i dati di cui all' allegato VIII, aggiornati all'anno solare in corso.
3. Per le strutture ricettive previste dall' articolo 14, è fatto altresì obbligo di esporre in ogni camera o in ogni unità abitativa, oltre il piano terra, un apposito cartello indicante il percorso di emergenza antincendio.
Art. 22 - Adempimenti specifici per le attività ricettive a conduzione familiare bed & breakfast, per le unità abitative ammobiliate non classificate, per le foresterie per turisti.
3. Chi intende locare direttamente le unità abitative ammobiliate ad uso turistico nella forma non imprenditoriale, di cui all' articolo 6, comma 4, lettera c), lo comunica alla Azienda di promozione turistica competente per territorio, su apposito modulo predisposto e fornito dalla stessa Azienda su modello regionale, allegando la dichiarazione di cui all' articolo 6 comma 5. 4. L'Azienda di promozione turistica competente per territorio, alla quale sono inviate dagli interessati le denuncie di inizio attività di cui ai commi 2 e 3, provvede entro trenta giorni ad effettuare apposito sopralluogo ai fini della rilevazione statistica della consistenza ricettiva, dandone quindi comunicazione alla Regione e alla Provincia competente.
CAPO IV Norme comuni e finali
1. La vigilanza sull'osservanza delle norme della presente legge è esercitata dalla Provincia ad eccezione delle norme concernenti le attività ricettive a conduzione familiare bed and breakfast, di cui all' articolo 5, e le unità abitative ammobiliate ad uso turistico, di cui all' articolo 6, comma 4, lettera c), le foresterie per turisti di cui all'articolo 11 sulle quali la vigilanza viene esercitata dall'Azienda di promozione turistica competente per territorio. La Provincia e l'Azienda di promozione turistica nell'esperimento di accertamenti possono chiedere la collaborazione di dipendenti della Regione.
4. Nel caso in cui il reclamo risulti fondato, il Presidente della Giunta provinciale o il Presidente dell'Azienda di promozione turistica, comunica, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, al reclamante e al responsabile della struttura ricettiva, che il servizio fornito o il prezzo applicato non erano conformi a quanto previsto dalle norme di legge, dando corso al procedimento relativo all'applicazione della sanzione amministrativa prevista dall' articolo 25, comma 8.
9. La mancata esposizione del cartello di cui all' articolo 21 comma 3 comporta la sanzione amministrativa da lire 400 mila a lire 800 mila.
11. Le sanzioni di cui ai commi 1, 5 e 9 sono comminate dal Comune competente e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente, salvo quanto previsto al comma 13. 12. Le sanzioni di cui ai commi 2, 3, 4, 6, 7 e 8 sono comminate dalla Provincia competente e le somme introitate sono da essa trattenute, salvo quanto previsto al comma 13.
2. A tal fine i titolari degli esercizi di affittacamere, di case e appartamenti per vacanze, di case per ferie, di ostelli per la gioventù, di foresterie per turisti esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge e già disciplinati dalla legge regionale 9 agosto 1988, n. 37 e successive modifiche, sono tenuti a denunciare su appositi moduli, predisposti e forniti dalla Province su modello regionale, i dati necessari per la classificazione medesima entro sessanta giorni dal loro ricevimento.
2. É altresì abrogata la legge regionale 6 settembre 1991, n. 26 .
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, si fa fronte, a decorrere dall'esercizio finanziario 2000, con lo stanziamento del capitolo n. 4100 denominato "Fondo per il finanziamento delle funzioni amministrative delegate alle Province" e determinato annualmente ai sensi dell'articolo 32 della vigente legge regionale di contabilità. ALLEGATO I previsto dall' articolo 3
ALLEGATO previsto dall' articolo 5
ALLEGATO previsto dall' articolo 6
ALLEGATO previsto dall' articolo 7
ALLEGATO V previsto dall' articolo 8
CASE PER FERIE - OSTELLI PER LA GIOVENTÙ
b) Servizi minimi: 1) pulizia quotidiana dei locali;
(1) requisito non obbligatorio per le tipologie: foresterie per turisti e case religiose di ospitalità
(2) nel rispetto del rapporto con i posti-letto non si computano quelli in camere con servizi privati
ALLEGATO previsto dall' articolo 15
PER LA RICHIESTA DI CLASSIFICAZIONE.
ALLEGATO previsto dall' articolo 21
DATI DEL CARTELLINO DA ESPORRE NELLE CAMERE/ UNITÀ ABITATIVE
f) l'ora entro cui deve essere lasciata libera la camera; g) l'autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi previsti dalla presente legge.
c) il prezzo della unità abitativa come da comunicazione inviata alla Provincia; d) l'ora entro cui deve essere lasciata libera l'unità abitativa ai sensi del precedente articolo;
Strutture ricettive-residence:
e) l'ora entro cui deve essere lasciato libero l'unità abitativa;
e) l'ora entro cui deve essere lasciata libera la camera; f) l'autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi previsti dalla presente legge.

References: art. 4
 articolo 14
 articolo 3
 Art. 7
 articolo 6
 articolo 14
 articolo 14
 articolo 14
 articolo 14
 articolo 20
 articolo 14
 articolo 25
 articolo 14
 articolo 17
 articolo 25

Art. 20
 articolo 14
 articolo 25
 articolo 17
 articolo 6

Art. 21
 articolo 14
 articolo 14

Art. 22
 articolo 6
 articolo 6
 articolo 5
 articolo 6
 articolo 25
 articolo 21
 articolo 3
 articolo 5
 articolo 6
 articolo 7
 articolo 8
 articolo 15
 articolo 21