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Timestamp: 2018-03-17 07:03:00+00:00

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RASSEGNA STAMPA. Martedì, Il Sole 24 Ore. Il Secolo XIX - Ed. Levante. 1 Split payment, rimborsi semplificati
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1 RASSEGNA STAMPA Martedì, Il Sole 24 Ore 1 Split payment, rimborsi semplificati 2 Precompilata, deleghe dettagliate 3 Statali, pronte le tabelle per la mobilità Il Secolo XIX - Ed. Levante 1 Rimarrà attivo il servizio CUP nella sede della Croce Rossa
2 pag. 39 NORME E TRIBUTI Imposte indirette. Dm correttivo del Mef: meno vincoli ai fornitori della Pa per l ammissione all elenco prioritario di recupero dell Iva Split payment, rimborsi semplificati Prime istanze a partire da aprile ma mancano il nuovo modello TR e il codice Meno vincoli per i rimborsi Iva da split payment. È l effetto del Dm Economia datato 20 febbraio che corregge il precedente decreto attuativo del 23 gennaio. Non è più necessario che il contribuente sia in attività da almeno tre anni, né che l ammontare del credito Iva sia superiore a 10mila o 3mila euro rispettivamente per i rimborsi annuali o trimestrali, né che l eccedenza superi al 10% dell imposta complessivamente assolta sugli acquisti/importazioni effettuati nel periodo di riferimento della richiesta. Il nuovo decreto cancella, infatti, il riferimento alle condizioni previste dall articolo 2 del Dm Finanze del 31 marzo 2007 e stabilisce che le nuove disposizioni si applicano già alle richieste di rimborso relative al primo trimestre In pratica, le istanze che potranno essere presentate alle Entrate entro il 30 aprile anche se allo stato attuale mancano sia il nuovo modello TR sia il codice che identificherà la priorità nei rimborsi. Ma andiamo con ordine. Le operazioni in regime di split payment rientrano come operazioni ad aliquota zero fra quelle rilevanti per il requisito stabilito dall articolo 30, comma 2, lettera a), del Dpr 633/1972, ossia quello dell aliquota media sugli acquisti superiore a quella media sulle operazioni attive. Ciò consente di chiedere il rimborso del credito annuale, ma anche di presentare istanza trimestrale, purché si superi la soglia di 2.582,28 euro. Chi effettua operazioni in scissione dei pagamenti, inoltre, può ottenere il rimborso in via prioritaria ai sensi dell articolo 38-bis, comma 10, del Dpr 633/1972. Il primo Dm attuativo sullo split payment (quello del 23 gennaio 2015) precisa che il beneficio compete già per le richieste relative al primo trimestre di quest anno. Per accedere alla corsia preferenziale occorre anche alla luce della semplificazione arrivata con il Dm correttivo del 20 febbraio rispettare il presupposto dell articolo 30, comma 2, lettera a). Il primo decreto del Mef, infatti, ha stabilito che la priorità spetta per un importo non superiore a quello dell Iva addebitata in regime di split payment sulle operazioni effettuate nel periodo di riferimento del rimborso. Accertato il rispetto di questi vincoli, il credito effettivamente erogabile in via prioritaria potrebbe dunque ridursi di molto. In ogni caso, una volta definiti gli importi recuperabili, il contribuente dovrà fare i conti anche con le nuove regole in materia di rimborsi annuali e trimestrali. Al pari di quanto previsto per gli altri contribuenti, infatti, gli operatori che applicano lo split payment e che chiedono il rimborso di crediti oltre 15 mila euro, se non intendono prestare la garanzia (quando non vi sono obbligati per legge), dovranno far apporre il visto di conformità/sottoscrizione del revisore sulla dichiarazione annuale o sull istanza trimestrale e rilasciare la dichiarazione sostitutiva di notorietà per attestare i requisiti fissati dall articolo 38-bis, comma 3, del Dpr 633/1972. Il modello TR per i rimborsi del primo trimestre 2015, pertanto, dovrà essere adeguato per recepire tali novità, in linea con quanto già avvenuto per la dichiarazione annuale, e per precisare il codice da indicare nel frontespizio al fine d individuare i nuovi contribuenti ammessi al rimborso prioritario. La compensazione Apparentemente più semplice l utilizzo del credito Iva in compensazione orizzontale. Se si compensano più di 15mila euro, infatti, serve il visto di conformità sulla dichiarazione annuale (fino a tale limite il visto non è richiesto). L adempimento, peraltro, non pare necessario se la compensazione è chiesta con istanza trimestrale, salvo sorprese in sede d approvazione del nuovo TR. In presenza di crediti da split payment d importo non particolarmente elevato oppure destinati a verificarsi solo in certi periodi dell anno (perché conseguenti ad attività caratterizzate da una marcata stagionalità, per esempio), il contribuente potrebbe dunque valutare più conveniente non chiedere il rimborso del credito, preferendo compensarlo con altri debiti. RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina a cura di Stefania Saccone e Massimo Sirri
3 I CASI PRATICI - LA SITUAZIONE pag. 39 IL POSSIBILE COMPORTAMENTO Le modalità di richiesta dei rimborsi da split payment L'ALIQUOTA MEDIA Un impresa presta servizi di manutenzione macchine ufficio esclusivamente a enti pubblici locali. Nel primo trimestre 2015, l impresa ha fatturato complessivamente un importo di 8mila euro e maturato un credito Iva di 6mila euro per l acquisto di servizi con Iva 22 per cento. Sulla base di quale presupposto normativo previsto dagli articoli 38-bis e 30, comma 2, del Dpr 633/1972 è possibile richiedere il rimborso Iva trimestrale? Quali sono le modalità? È obbligatoria la garanzia? L impresa può chiedere il rimborso Iva trimestrale sulla base del presupposto dell aliquota media. L istanza deve essere presentata tramite il modello TR solo per via telematica direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati, entro il mese successivo al trimestre di riferimento (quindi entro il 30 aprile per il primo trimestre 2015). I rimborsi Iva fino a 15mila euro sono eseguiti senza obbligo di prestare garanzie e senza ulteriori adempimenti specifici, tenendo presente quanto previsto dai due decreti del Mef LA VERIFICA DEI PRESUPPOSTI Una società vende l 80% dei prodotti a enti territoriali e il restante 20% a imprese industriali. Nel primo trimestre 2015, la società ha fatturato complessivamente 100mila euro (80mila in regime di split payment e 20mila con Iva al 22 per cento). Nello stesso periodo, la società ha acquistato servizi per 50mila euro + Iva 22% e materie prime per 10mila euro + Iva 10 per cento. Il trimestre chiude con un credito di euro. Sussiste il presupposto dell aliquota media? Il presupposto dell aliquota media sussiste se l aliquota media sugli acquisti è superiore a quella delle vendite aumentata del 10 per cento. Sono esclusi dal calcolo acquisti, importazioni e cessioni di beni ammortizzabili. Nel caso esaminato, l aliquota media sugli acquisti è pari a 20 %, mentre l aliquota media sulle vendite maggiorata del 10% è pari a 4,84 % (4,40+0,44). Siccome l aliquota media sugli acquisti è maggiore di quella sulle vendite, spetta il rimborso del credito Iva di euro IL VISTO DI CONFORMITÀ Una società farmaceutica vende, per il 90% dei suoi ricavi, farmaci ad aziende ospedaliere. Nel corso del primo trimestre, la società ha maturato un credito Iva di 50mila euro. Si può compensare il credito Iva per l importo di 15mila euro con altri tributi e richiedere il restante credito a rimborso? Qualora non siano stati notificati avvisi di accertamento nel biennio antecedente alla data di richiesta del rimborso, è obbligatorio prestare la garanzia? Va indicato distintamente nel modello Iva TR l importo del credito Iva che si chiede a rimborso e quello che si desidera compensare. Non è obbligatorio prestare la garanzia per l importo chiesto a rimborso di 35mila euro, non essendo la società un soggetto a rischio. L istanza di rimborso I- va trimestrale deve recare il visto di conformità/sottoscrizione da parte dell organo che esegue il controllo contabile, nonché la dichiarazione sostitutiva di atto notorio IL LIMITE ANNUALE DEI 15MILA EURO Una società fornisce servizi di mensa scolastica al Comune. Nel primo trimestre, la società chiede il rimborso Iva per l importo di 14mila euro. Nell ipotesi in cui la posizione creditoria persista per tutto l anno 2015, ai fini del calcolo del limite di 15mila euro per l esonero dalla garanzia e dal visto di conformità/sottoscrizione, si deve fare riferimento alla singola richiesta o alla somma degli importi chiesti a rimborso per l intero anno? Il limite di 15mila euro per l erogazione dei rimborsi senza garanzie né oneri aggiuntivi riguarda i rimborsi del periodo d imposta e non la singola richiesta (circolare 32/E/2014). Pertanto, superato tale limite, la società dovrà presentare la dichiarazione/istanza trimestrale munita di visto conformità/sottoscrizione assieme alla dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Per i crediti oltre 15 mila euro, resta fermo l obbligo della garanzia se la società è un soggetto a rischio
4 NORME E TRIBUTI pag. 41 Dichiarazioni Vanno indicati anno d imposta di riferimento e data di conferimento - Necessaria la copia del documento d identità Precompilata, deleghe dettagliate Registro ad hoc per Caf e intermedairi - Il contribuente può rispedire dal 1 maggio Dichiarazione precompilata con delega dettagliata al Caf o all intermediario abilitato. È quanto emerge dal provvedimento diffuso ieri dalle Entrate che recepisce anche le osservazioni del Garante della privacy (si veda Il Sole 24 Ore di sabato 21 febbraio). Acquisizione e registrazione Il primo adempimento a carico del Caf o del professionista che intende accedere alla precompilata del proprio cliente è quello di acquisire la delega. Quest ultima dovrà contenere (oltre al codice fiscale e ai dati anagrafici del contribuente) l anno d imposta cui si riferisce la precompilata e la data di conferimento nonché la precisazione che la stessa si estende anche alla consultazione dell elenco dei dati inseriti (e non) nella precompilata. Insieme alla delega bisognerà acquisire anche copia del documento d identità del contribuente. Le deleghe saranno quindi numerate e annotate, giornalmente, in un registro cronologico, nel quale andrà riportato: il numero progressivo e data della delega; il codice fiscale e dati anagrafici del contribuente delegante e gli estremi del documento di identità del delegante. La regolarità dell adempimento verrà verificato con controlli a campione da parte dell Agenzia che potrà richiedere all intermediario copia della delega e del documento d identità del contribuente, documenti che dovranno essere trasmessi via pec (posta elettronica certificata) entro 48 ore dalla richiesta. Qualora fossero riscontrate irregolarità nella gestione delle deleghe si procederà, tra l altro, alla revoca dell abilitazione al servizio telematico ferme la responsabilità civile e l applicazione delle eventuali sanzioni penali a carico del trasgressore. Completata la prima parte della procedura, il Caf o il professionista potrà inviare (tramite il software che sarà messo a disposizione dalle Entrate) l elenco dei contribuenti per i quali richiede «l accesso alla precompilata». Quest ultimo dovrà contenere: il nominativo: il codice fiscale, i dati relativi al reddito complessivo e all imposta a credito o debito (ante acconti) risultanti dalla dichiarazione dell anno precedente, il numero di protocollo e la data della delega acquisita, il tipo e il numero del documento d identità. Per le richieste regolarmente pervenute entro il 14 aprile i documenti saranno resi disponibili all intermediario, nell area autenticata del sito dei servizi telematici dell Agenzia, entro 5 giorni dal 15 aprile (per quelle prevenute a partire dal 15 aprile i dati saranno disponibili entro 5 giorni dalla data della richiesta). Quindi bisognerà attrezzarsi per tempo. L accesso all area delle precompilata resta, in ogni caso, una mera facoltà e non un obbligo, dato che è consentito al contribuente presentare la propria dichiarazione (730 compreso) secondo le modalità ordinarie. Quindi anche per parte di Caf e intermediari abilitati, l accesso alla precompilata, è da ritenere possa essere evitato presentando il modello 730 ordinario. Sull attività dell intermediario, a ogni buon conto, potrà vigilare sia il contribuente, che avrà diritto di sapere chi sono i soggetti abilitati all accesso alle proprie informazioni reddituali, sia l Agenzia che dovrà garantire procedure atte ad individuare comportamenti anomali e la riservatezza delle informazioni trasmesse. I Caf e i professionisti, dal canto loro, dovranno garantire un idoneo trattamento delle informazioni acquisite. L accesso «fai-da-te» Qualora sia lo stesso contribuente che intende abilitarsi per accedere alla propria area autenticata, non vi sono particolari problemi, salvo l acquisizione delle credenziali necessarie (Pin) anche tramite l Inps. Quest ultimo dopo aver effettuato l accesso ai dati potrà inviare telematicamente la dichiarazione accettata o modificata o integrata direttamente a partire dal 1 maggio tramite Fisconline. RIPRODUZIONE RISERVATA Mario Cerofolini Gian Paolo Ranocchi
5 pag. 42 NORME E TRIBUTI Pa. Il ministro Madia: «In arrivo i criteri per spostarsi da un comparto all altro» Statali, pronte le tabelle per la mobilità MILANO La «tabella di equiparazione» che mette a confronto i livelli di inquadramento del personale nei diversi comparti del pubblico impiego è pronta, e sta per essere pubblicata. Si elimina in questo modo uno degli ostacoli che finora ha frenato la mobilità, anche volontaria, dei dipendenti pubblici. L annuncio arriva dal ministro della Pa e della semplificazione, Maria Anna Madia, che ieri è intervenuta al convegno sulla «Pa che vogliamo» organizzato dalla Sda Bocconi. Sulla riforma della Pubblica amministrazione che ora sta affrontando il primo passaggio in Senato (nei prossimi giorni riprenderà la discussione in commissione Affari costituzionali) il ministro dice di prevedere tre letture, che comunque dovrebbero concludersi «entro l estate. Nel frattempo - ha aggiunto Madia - stiamo scrivendo i decreti attuativi, per fare in modo che in un mese dall approvazione della delega si possa partire davvero». Proprio l attuazione, del resto, rappresenta spesso la fase più delicata delle riforme, e la vicenda della tabella di equiparazione lo dimostra in modo chiaro. A promettere questo strumento, indispensabile per avviare davvero una mobilità ordinata fra i diversi comparti della Pubblica amministrazione, è infatti il capitolo precedente nella lunga storia delle riforme della Pa, quello scritto da Renato Brunetta. Prevista dal 2009 (il decreto attuativo della riforma Brunetta l ha inserita all articolo 29-bis del Testo unico del pubblico impiego, il Dlgs 165/2001), la tabella è però rimasta in sonno anche per il complicatissimo iter che avrebbe dovuto generarla tramite Dpcm dopo aver sentito i sindacati e ottenuto il parere della Conferenza unificata. Il decreto Pa della scorsa estate (Dl 90/2014, articolo 4, comma 3) l ha rilanciata prevedendo che, in caso di mancato accordo, avrebbe provveduto direttamente il ministero della Pa, di concerto con l Economia: ora anche Via XX Settembre ha dato il via libera, e la tabella dovrebbe vedere la luce a giorni. Il passaggio è importante soprattutto in tempi di rilancio della mobilità: questo strumento è considerato strategico dal Governo per attuare la riforma delle Province (entro il 31 marzo dovrebbero essere individuate le «eccedenze» di personale negli enti di area vasta), ma anche per riformare a regime la Pubblica amministrazione. «La riforma - nelle intenzioni del ministro - vuole disegnare una Pubblica amministrazione unita, perché non si deve essere dipendenti e dirigenti di questo o quel ministero, ma della Repubblica»; sempre che si superino le tante resistenze che, fra le altre cose, fino a oggi hanno impedito anche solo di ridurre il numero dei comparti. RIPRODUZIONE RISERVATA Gianni Trovati
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References: articolo 2
 articolo 30
 articolo 38
 articolo 30
 articolo 38
 articolo 29
 articolo 4