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Timestamp: 2020-08-12 04:17:13+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26343 del 20/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26343 del 20/12/2016
Cassazione civile, sez. lav., 20/12/2016, (ud. 29/09/2016, dep.20/12/2016), n. 26343
sul ricorso 29835-2015 proposto da:
A.M. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,
A.M. C.F. (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 782/2015 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata il 25/06/2015, R.G. N. 224/2015;
1. – Con sentenza del 25 giugno 2015 la Corte di Appello di L’Aquila, pronunciando in sede di reclamo a mente della L. n. 92 del 2012, ha respinto il gravame avverso la sentenza di primo grado che aveva dichiarato inammissibile l’impugnativa di licenziamento proposta da A.M. nei confronti della INTECS Spa.
Dopo aver ritenuto che l’errore nel modus operandi del primo giudice che aveva depositato la motivazione della sentenza oltre il termine di dieci giorni dalla lettura del dispositivo non determinava la nullità della stessa e che, comunque, un tale motivo di nullità si convertiva in mezzo di impugnazione, con la conseguenza dell’esame delle questioni solevate in primo grado, la Corte ha confermato l’inammissibilità del ricorso del lavoratore perchè l’impugnativa stragiudiziale del licenziamento era stata sottoscritta dal solo legale, senza che la procura fosse portata a conoscenza del datore di lavoro prima della scadenza dei sessanta giorni e senza che fosse stata acquisita la prova della sua anteriorità.
2. – Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso del 23 dicembre 2015 l’ A. con due motivi. La società ha resistito con controricorso, contenente ricorso incidentale condizionato; ha preliminarmente eccepito l’inammissibilità del ricorso per cassazione per tardività.
Nella specie la comunicazione della sentenza di appello è stata effettuata contestualmente alla pubblicazione in data 25 giugno 2015, come dichiarato nel ricorso per cassazione medesimo: “ricorso avverso la sentenza n. 782/2015 … decisa in data 11/6/2015 e pubblicata oltre che comunicata a mezzo PEC in data 25/6/2015” e come risulta altresì dalla comunicazione a mezzo PEC allegata alla sentenza depositata dallo stesso Avv. Di Loreto.
All’eccezione di tardività formulata nel controricorso nulla ha replicato parte ricorrente. Per mera completezza si osserva che l’art. 45 disp. att. c.p.c., comma 2, come modificato dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, conv. in L. n. 221 del 2012, stabilisce che “il biglietto contiene in ogni caso …. il testo integrale del provvedimento comunicato”; necessità della comunicazione del testo integrale poi ribadita dal D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 114, che ha modificato l’art. 133 c.p.c., secondo cui, entro cinque giorni dal deposito della sentenza, il cancelliere, “mediante biglietto contenente il testo integrale della sentenza, ne dà notizia alle parti costituite” (cfr. Cass. n. 10017 del 2016). Quanto alla precisazione contenuta nell’art. 133 c.p.c., comma 2, novellato, secondo cui “la comunicazione non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all’art. 325”, questa Corte (v. Cass. n. 23526 del 2014, recentemente avallata da Cass. SS.UU. n. 25208 del 2015) ha statuito che la modifica dell’art. 133 c.p.c., in discussione attiene al regime generale della comunicazione dei provvedimenti da parte della cancelleria, sicchè non può investire, neppure indirettamente, le previsioni speciali che appunto in via derogatoria, comportino la decorrenza di termini – anche perentori – dalla semplice comunicazione del provvedimento, e tale è certamente il caso previsto dalla L. n. 92 del 2012, art. 1, comma 62.

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 Cass. 
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 art. 1