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Timestamp: 2020-05-30 01:55:40+00:00

Document:
LEGGE 4 ottobre 2019, n. 117.
(Gazzetta Ufficiale n. 245 del 18 ottobre 2019)
1. Il Governo è delegato ad adottare, secondo i termini, le procedure, i princìpi e criteri direttivi di cui agli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234 (1), i decreti legislativi per l'attuazione delle direttive elencate nell'allegato A alla presente legge.
(1) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2013, pag. 452.
1. Il Governo, fatte salve le norme penali vigenti, è delegato ad adottare, ai sensi dell'articolo 33 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e secondo i princìpi e criteri direttivi dell'articolo 32, comma 1, lettera d), della medesima legge, entro 2 anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, disposizioni recanti sanzioni penali o amministrative per le violazioni di obblighi contenuti in direttive europee attuate in via regolamentare o amministrativa, ovvero in regolamenti dell'Unione europea pubblicati alla data di entrata in vigore della presente legge, per i quali non sono già previste sanzioni penali o amministrative.
Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione
della Direttiva (UE) n. 2017/1371, relativa
alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari
dell'Unione mediante il diritto penale
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2017, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) individuare i reati previsti dalle norme vigenti che possano essere ritenuti reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione europea, in conformità a quanto previsto dagli articoli 1, 2, 3, 4 e 5 della Direttiva (UE) n. 2017/1371;
b) sostituire nelle norme nazionali vigenti che prevedono reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione europea il riferimento alle Comunità europee con il riferimento all'Unione europea;
c) abrogare espressamente tutte le norme interne che risultino incompatibili con quelle della Direttiva (UE) n. 2017/1371 e in particolare quelle che stabiliscono che i delitti che ledono gli interessi finanziari dell'Unione europea di cui agli articoli 3 e 4 della medesima direttiva non sono punibili a titolo di concorso o di tentativo;
d) modificare l'articolo 322-bis del Codice penale nel senso di estendere la punizione dei fatti di corruzione passiva, come definita dall'articolo 4, paragrafo 2., lettera a), della Direttiva (UE) n. 2017/1371, anche ai Pubblici ufficiali e agli incaricati di pubblico servizio di Stati non appartenenti all'Unione europea, quando tali fatti siano posti in essere in modo che ledano o possano ledere gli interessi finanziari dell'Unione;
f) prevedere, ove necessario, che i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione europea, qualora ne derivino danni o vantaggi considerevoli, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3., della Direttiva (UE) n. 2017/1371, siano punibili con una pena massima di almeno 4 anni di reclusione;
g) prevedere, ove necessario, che, qualora un reato che lede gli interessi finanziari dell'Unione europea sia commesso nell'ambito di un'organizzazione criminale ai sensi della Decisione quadro n. 2008/841/GAI del Consiglio, del 24 ottobre 2008, ciò sia considerato una circostanza aggravante dello stesso reato;
h) prevedere, ove necessario, che, in caso di reati che ledonogli interessi finanziari dell'Unione europea, in aggiunta allesanzioni amministrative previste dagli articoli da 9 a 23 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, siano applicabili, per le persone giuridiche, talune delle sanzioni di cui all'articolo 9 della Direttiva (UE) numero 2017/1371 e che tutte le sanzioni siano effettive, proporzionate e dissuasive;
i) adeguare, ove necessario, le norme nazionali in materia di giurisdizione penale a quanto previsto dall'articolo 11, paragrafi 1. e 2., della Direttiva (UE) n. 2017/1371, nonchè prevedere, ove necessario, una o più delle estensioni di tale giurisdizione contemplate dall'articolo 11, paragrafo 3., della stessa direttiva.
2. I decreti legislativi per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2017/1371 sono adottati su proposta del Ministro per gli Affari Europei e del Ministro della Giustizia, di concerto con i Ministri dell'Economia e delle Finanze e degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Delega al Governo per l'adeguamento
della normativa nazionale alle disposizioni
del Regolamento (UE) n. 2017/1939, relativo
all'attuazione di una cooperazione rafforzata
sull'istituzione della Procura europea - EPPO
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro 9 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all'articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) numero 2017/1939 del Consiglio, del 12 ottobre 2017, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea (EPPO).
a) individuare l'Autorità competente a designare, a norma dell'articolo 16, paragrafo 1., del Regolamento (UE) n. 2017/1939, i 3 candidati al posto di Procuratore europeo nonchè i criteri e le modalità di selezione che regolano la designazione e il relativo procedimento;
b) individuare, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 2., del Regolamento (UE) n. 2017/1939, l'Autorità competente a concludere con il Procuratore capo europeo l'accordo diretto a individuare il numero dei Procuratori europei delegati nonchè la ripartizione funzionale e territoriale delle competenze tra gli stessi; individuare altresì il procedimento funzionale all'accordo e apportare le necessarie modifiche alle disposizioni dell'Ordinamento giudiziario dirette a costituire presso uno o più uffici requirenti l'ufficio per la trattazione dei procedimenti relativi ai reati di cui all'articolo 22 del Regolamento (UE) n. 2017/1939;
c) individuare, ai sensi dell'articolo 17 del Regolamento (UE) n. 2017/1939, l'Autorità competente a designare i candidati al posto di Procuratore europeo delegato ai fini della nomina da parte del Collegio su proposta del Procu-ratore capo europeo, nonchè i criteri e le modalità di selezione che regolano la designazione;
d) coordinare le disposizioni dell'Ordinamento giudiziario in materia di attribuzioni e di poteri dei titolari degli uffici del Pubblico Ministero con le disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/1939 in materia di competenze del Collegio, in modo da preservare i poteri di supervisione e di indirizzo spettanti agli Organi dell'EPPO nei procedimenti rientranti nell'ambito di applicazione del medesimo regolamento (UE) e garantire la coerenza, l'efficienza e l'uniformità della politica in materia di azione penale dell'EPPO;
e) integrare le disposizioni dell'Ordinamento giudiziario che prevedono la trasmissione di copia del decreto motivato di avocazione al Consiglio Superiore della Magistratura e ai Procuratori della Repubblica interessati, prevedendo un'analoga trasmissione nel caso di decisione motivata da parte del Procuratore europeo ai sensi dell'articolo 28 del Regolamento (UE) n. 2017/1939;
f) adeguare le disposizioni dell'Ordinamento giudiziario alle norme del Regolamento (UE) n. 2017/1939 in materia di:
competenze del Collegio dell'EPPO;
poteri di controllo e di indirizzo della Camera permanente e del Procuratore europeo incaricato della supervisione;
esercizio della competenza dell'EPPO;
poteri di riassegnazione, riunione e separazione dei casi spettanti alla Camera permanente;
diritto di avocazione dell'EPPO;
poteri della Camera permanente in ordine all'esercizio dell'azione penale, all'archiviazione del caso e alle procedure semplificate di azione penale;
g) adeguare le disposizioni dell'Ordinamento giudiziario alle norme del Regolamento (UE) n. 2017/1939 che disciplinano la rimozione dall'incarico o l'adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti del Procuratore nazionale nominato Procuratore europeo delegato, in conseguenza dell'incarico rivestito nell'EPPO, e in particolare:
1) prevedere che i provvedimenti adottati dalla Sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura che comportino la rimozione dall'incarico o, comunque, i provvedimenti disciplinari nei confronti di un Procuratore nazionale nominato Procuratore europeo delegato per motivi non connessi alle responsabilità che gli derivano dal Regolamento (UE) n. 2017/1939 siano comunicati al Procuratore capo europeo prima che sia data loro esecuzione;
2) prevedere clausole di salvaguardia analoghe a quelle di cui al numero 1) a fronte di qualsiasi altra procedura di trasferimento di ufficio che comporti la rimozione dall'incarico di Procuratore europeo delegato;
h) coordinare le disposizioni dell'Ordinamento giudiziario in materia di valutazioni di professionalità con le norme del Regolamento (UE) n. 2017/1939 che attribuiscono al Collegio, su proposta del Procuratore capo europeo, l'adozione di norme sui criteri di rendimento e sulla valutazione dell'insufficienza professionale dei Procuratori europei delegati, in modo da integrare la disciplina procedimentale nazionale in materia di valutazioni di professionalità, facendo salve le prerogative del Collegio dell'EPPO e regolandone l'incidenza sul procedimento di valutazione interno;
i) apportare le necessarie modifiche alle disposizioni processuali al fine di prevedere che i Procuratori europei delegati svolgano le funzioni indicate dall'articolo 51 del Codice di procedura penale dinanzi al Tribunale ordinariamente competente per i delitti di cui alla Direttiva (UE) n. 2017/1371;
l) prevedere che il Procuratore europeo delegato, in relazione ai delitti attribuiti alla competenza dell'EPPO, svolga le sue funzioni in collegamento e d'intesa, anche mediante acquisizione e scambio di informazioni, con il Procuratore europeo che supervisiona le indagini e si attenga alle direttive e alle istruzioni dallo stesso impartite;
m) prevedere che, nel caso di indagini transnazionali, il
Procuratore delegato cooperi con i Procuratori delegati degli altri Stati membri dell'Unione europea mediante scambio di informazioni e presti la richiesta assistenza, salvo l'obbligo di segnalare al Procuratore europeo incaricato della supervisione e di consultare il Procuratore delegato richiedente se:
n) prevedere che il Pubblico Ministero, quando sia stato informato dell'avvio del procedimento di cui all'articolo 27 del Regolamento (UE) n. 2017/1939, possa adottare e richiedere atti urgenti fino all'intervenuta decisione sull'avocazione da parte dell'EPPO, astenendosi dall'adozione di atti che possano precluderne l'esercizio;
o) prevedere che, in caso di intervenuta decisione di avocazione delle indagini da parte dell'EPPO, il Pubblico Ministero trasmetta gli atti all'EPPO secondo quanto stabilito dall'articolo 27 del Regolamento (UE) n. 2017/1939;
p) prevedere che il Procuratore europeo delegato svolga le funzioni ai fini della proposizione degli atti di impugnazione;
q) in relazione ai delitti di cui alla Direttiva (UE) numero 2017/1371, prevedere come obbligatoria la denuncia all'EPPO, fermo restando quanto stabilito dall'articolo 331 del Codice di procedura penale, nonchè l'obbligo di informazione in relazione ai medesimi delitti da parte del Pubblico Ministero in ogni fase del procedimento, al fine dell'esercizio dei poteri di cui all'articolo 27 del Regolamento (UE) n. 2017/1939;
r) apportare ogni opportuna modifica alle norme processuali e ordinamentali al fine di dare piena attuazione alle previsioni del Regolamento (UE) n. 2017/1939, con particolare riguardo alle disposizioni non direttamente applicabili, e per coordinare le norme interne vigenti con quanto in esso previsto, prevedendo anche l'abrogazione delle disposizioni incompatibili con quelle contenute nel citato Regolamento (UE) n. 2017/1939.
4. Fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni adottate in attuazione del criterio di delega di cui al comma 3, lettera a), la procedura per la designazione, a norma dell'articolo 16 del Regolamento (UE) n. 017/1939, di 3 candidati al posto di Procuratore europeo è regolata dalle disposizioni di cui ai commi da 5 a 8.
5. Le domande per la candidatura al posto di Procuratore europeo sono proposte al Consiglio Superiore della Magistratura da Magistrati requirenti o giudicanti in possesso almeno della 4ª valutazione di professionalità, anche se collocati fuori dal ruolo organico della Magistratura.
6. Il Consiglio Superiore della Magistratura e il Ministro della Giustizia, al quale le domande sono inoltrate, procedono autonomamente alla valutazione dei candidati nel rispetto dei criteri di cui al paragrafo 1. del citato articolo 16 del Regolamento (UE) n. 2017/1939. Il Ministro della Giustizia trasmette la graduatoria dei candidati corredata dalle relative valutazioni al Consiglio Superiore della Magistratura che, qualora le condivida, provvede alla designazione e trasmette il relativo provvedimento al Ministro della Giustizia perchè lo comunichi agli Organi dell'EPPO.
7. Quando il Consiglio Superiore della Magistratura non condivide le valutazioni che sorreggono la formazione della graduatoria di cui al comma 6, restituisce, con provvedimento motivato, gli atti al Ministro della Giustizia. Entro 15 giorni il Ministro della Giustizia può, alternativamente:
a) trasmettere al Consiglio Superiore della Magistratura una proposta di graduatoria conforme alle valutazioni del medesimo Consiglio;
b) invitare, con richiesta motivata, il Consiglio Superiore della Magistratura a rivedere le proprie valutazioni.
8. Ricevuta la proposta o la richiesta di cui alle lettere a) e b) del comma 7, il Consiglio Superiore della Magistratura provvede in ogni caso alla designazione, fornendo specifica motivazione quando non aderisce all'invito di cui alla medesima lettera b). Il provvedimento di designazione è comunicato a norma del comma 6.
9. Al magistrato nominato Procuratore europeo ai sensi dell'articolo 16, paragrafi 2. e 3., del Regolamento (UE) n. 017/1939 non si applicano i commi 68, 69, 71 e 72 dell'articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190 (2).
10. Per l'attuazione della delega di cui al presente articolo è autorizzata la spesa di € 88.975 per l'anno 2020 e di € 533.848 annui a decorrere dall'anno 2021, cui si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all'articolo 41-bis della legge 24 dicembre 2012, n. 234.
(2) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2012, pag. 3452.
del Regolamento (UE) n. 655/2014, che istituisce
una procedura per l'ordinanza europea
di sequestro conservativo su conti bancari
al fine di facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all'articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) n. 655 del 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014.
g) prevedere che per il procedimento di cui all'articolo 34 del Regolamento (UE) numero 655/2014 è competente il Tribunale del luogo in cui il terzo debitore ha la residenza;
Delega al Governo per il compiuto adeguamento
della Decisione quadro n. 2002/584/GAI, relativa
al mandato d'arresto europeo
e alle procedure di consegna
tra Stati membri, e disposizioni in materia di mandato
di arresto europeo e procedure di consegna
tra Stati membri
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all'articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per il più compiuto adeguamento della normativa nazionale alla Decisione quadro n. 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, apportando le opportune modifiche alla legge 22 aprile 2005, n. 69.
3. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1 il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, numero 234, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) armonizzare le disposizioni della legge 22 aprile 2005, n. 69, alla Decisione quadro n. 2002/584/GAI, sia in relazione alla procedura di consegna e agli obblighi di informazione che alla disciplina dei motivi di rifiuto, prevedendo in particolare quali motivi di non esecuzione facoltativa del mandato di arresto europeo quelli indicati dall'articolo 4 della Decisione quadro n. 2002/584/GAI, al fine di assicurare il principio del mutuo riconoscimento e la salvaguardia dei princìpi fondamentali dell'Ordinamento, secondo quanto stabilito dall'articolo 1 e dal considerando (12) della decisione quadro, tenuto conto del principio di presunzione del rispetto dei diritti fondamentali da parte degli altri Stati membri, come interpretato dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, e di quanto stabilito dal Titolo I-bis del Libro XI del Codice di procedura penale;
b) risolvere i contrasti giurisprudenziali sull'interpretazione dell'articolo 31 della Decisione quadro numero 2002/
584/GAI, prevedendo che si possano continuare ad applicare gli accordi o intese bilaterali o multilaterali vigenti al momento dell'adozione della decisione quadro se contribuiscono a semplificare o agevolare ulteriormente la consegna del ricercato.
4. In sede di esercizio della delega in conformità ai criteri di cui al comma 3, lettera a), possono essere apportate anche le opportune modifiche alle disposizioni di cui agli articoli 18 e 18-bis della legge 22 aprile 2005, n. 69, come rispettivamente modificato e introdotto dal comma 5 del presente articolo.
5. Alla legge 22 aprile 2005, n. 69, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l'articolo 18 è sostituito dal seguente:
"Art. 18. (Motivi di rifiuto obbligatorio della consegna) - 1. La Corte di appello rifiuta la consegna nei seguenti casi:
f) se il mandato d'arresto europeo ha per oggetto un reato politico, fatte salve le esclusioni previste dall'articolo 11 della Convenzione internazionale per la repressione degli attentati terroristici mediante utilizzo di esplosivo, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il 15 dicembre 1997, resa esecutiva dalla legge 14 febbraio 2003, n. 34; dall'articolo 1 della Convenzione europea per la repressione del terrorismo, fatta Strasburgo il 27 gennaio 1977, resa esecutiva dalla legge 26 novembre 1985, n. 719; dall'articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1;
i) se la persona oggetto del mandato d'arresto europeo era minore di anni 14 al momento della commissione del reato, ovvero se la persona oggetto del mandato d'arresto europeo era minore di anni 18 quando il reato per cui si procede è punito con una pena inferiore nel massimo a 9 anni, o quando la restrizione della libertà personale risulta incompatibile con i processi educativi in atto, o quando l'Ordinamento dello Stato membro di emissione non prevede differenze di trattamento carcerario tra il minore di anni 18 e il soggetto maggiorenne o quando, effettuati i necessari accertamenti, il soggetto risulti comunque non imputabile o, infine, quando nell'Ordinamento dello Stato membro di emissione non è previsto l'accertamento della effettiva capacità di intendere e di volere;
m) se risulta che la persona ricercata è stata giudicata con sentenza irrevocabile per gli stessi fatti da uno degli Stati membri dell'Unione europea purchè, in caso di condanna, la pena sia stata già eseguita ovvero sia in corso di esecuzione, ovvero non possa più essere eseguita in forza delle leggi dello Stato membro che ha emesso la condanna;
o) se è stata pronunciata, in Italia, sentenza di non luogo a procedere, salvo che sussistano i presupposti di cui all'articolo 434 del Codice di procedura penale per la revoca della sentenza;
p) se la persona richiesta in consegna è una donna incinta o madre di prole di età inferiore a 3 anni con lei convivente, salvo che, trattandosi di mandato d'arresto europeo emesso nel corso di un procedimento, le esigenze cautelari poste a base del provvedimento restrittivo dell'Autorità giudiziaria emittente risultino di eccezionale gravità;
q) se il provvedimento cautelare in base al quale il mandato d'arresto europeo è stato emesso risulta mancante di motivazione;
r) se la persona richiesta in consegna beneficia per la legge italiana di immunità che limitano l'esercizio o il proseguimento dell'azione penale;
s) se la sentenza per la cui esecuzione è stata domandata la consegna contiene disposizioni contrarie ai princìpi fondamentali dell'Ordinamento giuridico italiano";
"Art. 18-bis. (Motivi di rifiuto facoltativo della consegna) - 1. La Corte di appello può rifiutare la consegna nei seguenti casi:
a) se, per lo stesso fatto che è alla base del mandato d'arresto europeo, nei confronti della persona ricercata, è in corso un procedimento penale in Italia, esclusa l'ipotesi in cui il mandato d'arresto europeo concerne l'esecuzione di una sentenza definitiva di condanna emessa in uno Stato membro dell'Unione europea;
b) se il mandato d'arresto europeo riguarda reati che dalla legge italiana sono considerati reati commessi in tutto o in parte nel suo territorio, o in luogo assimilato al suo territorio; ovvero reati che sono stati commessi al di fuori del territorio dello Stato membro di emissione, se la legge italiana non consente l'azione penale per gli stessi reati commessi al di fuori del suo territorio;
c) se il mandato d'arresto europeo è stato emesso ai fini della esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privative della libertà personale, qualora la persona ricercata sia cittadino italiano o cittadino di altro Stato membro dell'Unione europea, che legittimamente ed effettivamente abbia residenza o dimora nel territorio italiano, sempre che la Corte di appello disponga che tale pena o misura di sicurezza sia eseguita in Italia conformemente al suo diritto interno".
6. Dall'esercizio della delega non devono derivare oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono ai compiti derivanti dalle disposizioni di cui al presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Princìpi e criteri direttivi per la compiuta attuazione
della Direttiva (UE) n. 2017/828,
che modifica la Direttiva n. 2007/36/CE
per quanto riguarda l'incoraggiamento dell'impegno
a lungo termine degli azionisti
1. Nell'esercizio della delega per la compiuta attuazione della Direttiva (UE) n. 2017/828 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, recepita con il decreto legislativo 10 maggio 2019, n. 49, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, della presente legge, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) apportare al Codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, le integrazioni alla disciplina del sistema di governo societario per i profili attinenti alla remunerazione, ai requisiti e ai criteri di idoneità degli esponenti aziendali, dei soggetti che svolgono funzioni fondamentali e dei partecipanti al capitale, al fine di assicurarne la conformità alle disposizioni della Direttiva n. 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione, alle disposizioni direttamente applicabili dell'Unione europea, nonchè alle raccomandazioni, alle linee guida e alle altre disposizioni emanate dalle Autorità di vigilanza europee in materia;
b) prevedere sanzioni amministrative efficaci, proporzionate e dissuasive ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 1, n. 5), della Direttiva (UE) n. 2017/828, nel rispetto dei criteri e delle procedure previsti dalle disposizioni nazionali vigenti che disciplinano l'esercizio del potere sanzionatorio da parte delle Autorità nazionali competenti a irrogarle. Le sanzioni amministrative pecuniarie non devono essere inferiori nel minimo a € 2.500 e non devono essere superiori nel massimo a 10 milioni di euro.
2. I decreti legislativi per l'attuazione della Direttiva (UE) numero 2017/828 sono adottati su proposta del Ministro per gli Affari Europei e del Ministro dell'Economia e delle Finanze, di concerto con i Ministri della Giustizia, del Lavoro e delle Politiche Sociali, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dello Sviluppo Economico.
della Direttiva (UE) n. 2017/1852, sui meccanismi
di risoluzione delle controversie in materia fiscale
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) apportare al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, recante disposizioni sul processo tributario, le modifiche e le integrazioni necessarie al corretto e integrale recepimento della Direttiva (UE) n. 2017/1852;
b) coordinare e raccordare le disposizioni dei decreti legislativi per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2017/1852 con gli obblighi internazionali in materia fiscale, ivi compresa la Convenzione relativa all'eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifica degli utili di imprese associate, con atto finale e dichiarazioni, fatta a Bruxelles il 23 luglio 1990, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 22 marzo 1993, n. 99;
c) procedere, oltre a quanto previsto dalla lettera a), alla modifica delle altre disposizioni nazionali al fine di dare attuazione a quanto stabilito dalla Direttiva (UE) n. 2017/1852, tenuto conto anche degli obblighi internazionali in materia fiscale di cui alla lettera b);
d) fissare i princìpi e le modalità di interazione con i procedimenti giurisdizionali nazionali per assicurare la puntuale attuazione di quanto previsto dalla Direttiva (UE) n. 2017/1852, con particolare riferimento alle facoltà di cui all'articolo 16 della medesima direttiva.
2. I decreti legislativi per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2017/1852 sono adottati su proposta del Ministro
per gli Affari Europei e del Ministro dell'Economia e delle Finanze, di concerto con i Ministri della Giustizia e degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
3. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in € 893.750 annui a decorrere dall'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all'articolo 41-bis della legge 24 dicembre 2012, n. 234.
del Regolamento (UE) n. 2017/1129, relativo al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione
alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato,
e che abroga la Direttiva n. 2003/71/CE
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all'articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) n. 2017/1129 del Parlamento europeo, del 14 giugno 2017.
a) adottare, in conformità alle definizioni e alla disciplina del Regolamento (UE) n. 2017/1129, le occorrenti modificazioni alla normativa vigente per i settori interessati dalla normativa da attuare, al fine di realizzare il migliore coordinamento con le altre disposizioni vigenti, con l'obiettivo di assicurare l'integrità dei mercati finanziari e un appropriato grado di tutela degli investitori;
b) apportare al Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, le modifiche e le integrazioni necessarie per dare attuazione alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/1129 e alle pertinenti norme tecniche di regolamentazione e di attuazione che lo richiedono, provvedendo ad abrogare espressamente le eventuali norme dell'Ordinamento nazionale riguardanti gli istituti disciplinati dal medesimo regolamento, fatte salve le compatibili disposizioni nazionali vigenti in materia di offerte al pubblico di sottoscrizione e di vendita di prodotti finanziari diversi dai titoli;
c) prevedere, in coerenza con quanto stabilito dagli articoli 94 e seguenti del Testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, il ricorso alla disciplina secondaria adottata dalla CONSOB per le finalità specificamente previste dal Regolamento (UE) n. 2017/1129 e dalla legislazione dell'Unione europea attuativa del medesimo regolamento;
d) attribuire alla CONSOB, in coerenza con le disposizioni vigenti in materia di offerta al pubblico stabilite dall'articolo 100 del Testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, il potere di prevedere con regolamento, nel rispetto delle condizioni previste dall'articolo 3 del Regolamento (UE) n. 2017/1129, l'esenzione dall'obbligo di pubblicazione del prospetto per le offerte al pubblico di titoli aventi un corrispettivo totale, nell'Unione europea e per un periodo di 12 mesi, pari a un importo monetario compreso tra un minimo di 1 milione di euro e un massimo di 8 milioni di euro, avendo riguardo alla necessità di garantire un appropriato livello di tutela degli investitori nonchè la proporzionalità degli oneri amministrativi per le imprese interessate;
e) attribuire alla CONSOB il potere di esercitare la facoltà prevista dall'articolo 7, paragrafo 7., comma 2, del Regolamento (UE) n. 2017/1129, quando l'Italia è Stato membro d'origine ai fini del predetto regolamento, secondo un criterio di proporzionalità degli oneri amministrativi a carico degli emittenti;
f) prevedere l'attribuzione della responsabilità delle informazioni fornite in un prospetto e in un suo eventuale supplemento, nonchè, quando applicabile, in un documento di registrazione o in un documento di registrazione universale, all'emittente o ai suoi Organi di amministrazione, direzione o controllo, all'offerente, al soggetto che chiede l'ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato o al garante, a seconda dei casi; con riguardo alle informazioni contenute nella nota di sintesi, prevedere la responsabilità dei soggetti interessati nei limiti di quanto disposto dall'articolo 11, paragrafo 2., del Regolamento (UE) n. 2017/1129; prevedere, inoltre, la responsabilità dell'Autorità competente nei soli casi di approvazione del prospetto, conformemente a quanto disposto dall'articolo 20, paragrafo 9., comma 2, del citato regolamento;
g) designare la CONSOB quale Autorità competente ai sensi dell'articolo 31 del Regolamento (UE) numero 2017/1129, assicurando che possa esercitare tutti i poteri previsti dal regolamento stesso, anche ai fini della cooperazione con le Autorità competenti degli Stati membri nonchè con le Autorità di vigilanza di Paesi terzi e con l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (AESFEM), ai sensi degli articoli 30, 33 e 34 del medesimo regolamento;
h) attribuire alla CONSOB il potere di imporre le sanzioni amministrative e le altre misure amministrative per le violazioni elencate dall'articolo 38 del Regolamento (UE) n. 2017/1129, tenendo conto delle circostanze elencate nell'articolo 39 del regolamento medesimo, nonchè nel rispetto dei limiti e delle procedure ivi previsti e delle disposizioni nazionali vigenti che disciplinano l'esercizio del potere sanzionatorio da parte della CONSOB;
i) apportare le occorrenti modificazioni alla normativa vigente al fine di prevedere che le decisioni adottate in applicazione del Regolamento (UE) n. 2017/1129 siano adeguatamente motivate e soggette a diritto di impugnazione in conformità all'articolo 40 del medesimo regolamento;
l) adeguare la disciplina degli articoli 4-undecies e 4-duodecies del Testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in conformità a quanto previsto in materia di segnalazione delle violazioni dall'articolo 41 del Regolamento (UE) n. 2017/1129.
Delega al Governo per l'adeguamento della normativa
nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE)
n. 2017/1131, sui Fondi comuni monetari
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all'articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) numero 2017/1131 del Parlamento europeo, del 14 giugno 2017.
a) adottare, in conformità alle definizioni e alla disciplina del Regolamento (UE) n. 2017/1131, le occorrenti modificazioni alla normativa vigente, anche di derivazione europea, per i settori interessati dalla normativa da attuare, al fine di realizzare il migliore coordinamento con le altre disposizioni vigenti, anche attraverso l'adeguamento della normativa nazionale relativa alla revisione legale dei Fondi comuni di investimento per gli aspetti di rilevanza, assicurando un appropriato grado di protezione dell'investitore e di tutela dell'integrità dei mercati finanziari;
b) apportare al Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, le modifiche e le integrazioni necessarie per dare attuazione alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/1131 che lo richiedono e provvedere ad abrogare espressamente le norme dell'Ordinamento nazionale riguardanti la disciplina contenuta nel medesimo regolamento;
c) apportare le necessarie modifiche e integrazioni alle disposizioni del Testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, sulla base di quanto previsto nel Capo VIII del Regolamento (UE) n. 2017/1131, affinchè le Autorità di vigilanza e di settore, secondo le rispettive competenze, dispongano dei poteri di vigilanza e di indagine necessari per l'esercizio delle loro funzioni ai sensi del medesimo regolamento;
d) prevedere che le autorità di cui alla lettera c) possano imporre le sanzioni e le altre misure amministrative stabilite dal Titolo II della Parte V del Testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di disciplina degli intermediari, secondo i criteri e nei limiti massimi degli importi edittali ivi previsti, nei casi di violazione delle disposizioni del Regolamento (UE) numero 2017/1131.
Delega al Governo per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) numero 2016/2031, relativo alle misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante, che modifica i Regolamenti (UE) n. 228/2013, (UE) n. 652/2014 e (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga le Direttive n. 69/464/CEE, n. 74/647/CEE, n. 93/85/CEE, n. 98/57/CE, n. 2000/29/CE, n. 2006/91/CE e n. 2007/33/CE del Consiglio, e, limitatamente alla normativa nazionale sulla sanità delle piante, alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/625 relativo ai controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali effettuati per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonchè sui prodotti fitosanitari, recante modifica dei Regolamenti (CE) numero 999/2001, (CE) numero 396/2005, (CE) n. 1069/2009, (CE) numero 1107/2009, (UE) n. 1151/2012, (UE) n. 652/2014, (UE) 2016/429 e (UE) 2016/2031 del Parlamento europeo e del Consiglio, dei Regolamenti (CE) n. 1/2005 e (CE) numero 1099/2009 del Consiglio e delle Direttive n. 98/58/CE, n. 1999/74/CE, numero 2007/43/CE, n. 2008/119/CE e numero 2008/120/CE del Consiglio, e che abroga i Regolamenti (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, le Direttive numero 89/608/CEE, n. 89/662/CEE, n. 90/425/CEE, n. 91/496/CEE, n. 96/23/CE, n. 96/93/CE e n. 97/78/CE del Consiglio e la Decisione n. 92/438/CEE del Consiglio, nonchè per l'adeguamento della normativa nazionale in materia di sementi, di materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle ortive e dei materiali di moltiplicazione della vite, al fine del riordino e della semplificazione normativa
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all'articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, uno o più decreti legislativi con i quali provvede ad adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2016/2031 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, e, limitatamente alla normativa nazionale sulla sanità delle piante, alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/625 del Parlamento europeo, del 15 marzo 2017, nonchè a raccogliere in appositi Testi unici tutte le norme vigenti in materia di sementi e di materiali di moltiplicazione delle piante da frutto, delle ortive e dei materiali di moltiplicazione della vite, divise per settori omogenei, in coordinamento con le disposizioni del Regolamento (UE) n. 2016/2031, relativo alle misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante, e con le pertinenti disposizioni del Regolamento (UE) numero 2017/625.
e) individuazione delle Autorità competenti, degli Organismi delegati e dei compiti conferiti per l'applicazione del Regolamento (UE) n. 2016/2031 e del Regolamento (UE) n. 2017/625 nel settore della protezione delle piante dagli organismi nocivi;
f) adozione di un Piano di emergenza nazionale, in cui siano definite le linee di azione, le Strutture partecipanti, le responsabilità, le procedure e le risorse finanziarie da mettere a disposizione in caso di scoperta di focolai di organismi nocivi in applicazione del Regolamento (UE) n. 2016/2031;
g) adeguamento dei posti di controllo frontalieri, già punti di entrata di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, anche sotto il profilo delle dotazioni strumentali e di personale, per dare applicazione al Regolamento (UE) n. 2017/625 nel settore della protezione delle piante dagli organismi nocivi;
i) designazione dei laboratori nazionali di riferimento, con le strutture e le risorse necessarie, nonchè dei laboratori ufficiali di cui al Regolamento (UE) n. 2017/625 per l'effettuazione di analisi, prove e diagnosi di laboratorio su organismi nocivi, piante e prodotti vegetali di cui al Regolamento (UE) n. 2016/2031;
l) individuazione delle stazioni di quarantena e delle Strutture di confinamento, di cui al Regolamento (UE) n. 2016/2031, con le necessarie dotazioni e risorse;
n) ridefinizione del sistema sanzionatorio per la violazione delle disposizioni del Regolamento (UE) numero 2016/2031 e del Regolamento (UE) n. 2017/625, attraverso la previsione di sanzioni amministrative efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità delle violazioni medesime, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al presente comma;
o) destinazione di una quota parte dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie di nuova istituzione previste dai decreti legislativi di cui al comma 1 all'attuazione delle misure di eradicazione, gestione e coordinamento dell'Autorità unica centrale, di cui al Regolamento (UE) n. 2016/2031, nel limite del 50% dell'importo complessivo;
p) ricognizione e abrogazione espressa delle disposizioni nazionali oggetto di abrogazione tacita o implicita nonchè di quelle che siano prive di effettivo contenuto normativo o comunque obsolete.
Delega al Governo per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/625, relativo ai controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali effettuati per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonchè sui prodotti fitosanitari, recante modifica dei Regolamenti (CE) numero 999/2001, (CE) n. 396/2005, (CE) n. 1069/2009, (CE) numero 1107/2009, (UE) n. 1151/2012, (UE) n. 652/2014, (UE) 2016/429 e (UE) 2016/2031 del Parlamento europeo e del Consiglio, dei Regolamenti (CE) n. 1/2005 e (CE) n. 1099/2009 del Consiglio e delle Direttive n. 98/58/CE, n. 1999/74/CE, n. 2007/43/CE, numero 2008/119/CE e numero 2008/120/CE del Consiglio, e che abroga i Regolamenti (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, le Direttive n. 89/608/CEE, n. 89/662/CEE, n. 90/425/CEE, n. 91/496/CEE, n. 96/23/CE, n. 96/93/CE e n. 97/78/CE del Consiglio e la Decisione n. 92/438/CEE del Consiglio
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all'articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) n. 2017/625 del Parlamento europeo, del 15 marzo 2017.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro per gli Affari Europei e del Ministro della Salute, di concerto con i Ministri delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, della Giustizia, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell'Economia e delle Finanze e dello Sviluppo Economico.
a) adeguare e raccordare le disposizioni nazionali vigenti alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/625, con abrogazione espressa delle norme nazionali incompatibili e mediante coordinamento e riordino di quelle residue;
b) fermo restando che il Ministero della Salute è designato quale Autorità unica di coordinamento e di contatto, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2., lettera b), del Regolamento (UE) n. 2017/625, individuare il Ministero della Salute, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e le Aziende sanitarie locali, nell'ambito di rispettiva competenza, quali Autorità competenti ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento (UE) numero 2017/625, deputate a organizzare o effettuare i controlli ufficiali e le altre attività ufficiali nei settori di cui all'articolo 1, paragrafo 2., lettera a), anche con riferimento agli alimenti geneticamente modificati, lettera c), anche con riferimento ai mangimi geneticamente modificati, lettere d), e), f) e h), del medesimo regolamento, garantendo un coordinamento efficiente ed efficace delle menzionate Autorità competenti;
c) individuare il Ministero della Salute quale Organismo unico di coordinamento ai sensi dell'articolo 109 del Regolamento (UE) n. 2017/625 e quale Organo di collegamento per lo scambio di comunicazioni tra le Autorità competenti degli Stati membri, ai sensi degli articoli da 103 a 107 del medesimo regolamento, nel rispetto dei profili di competenza istituzionale di cui alla lettera b) del presente comma;
d) ferma restando la competenza del Ministero della Salute quale Autorità unica di coordinamento e di contatto ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2., lettera b), del Regolamento (UE) n. 2017/625, nei settori indicati all'articolo 1, paragrafo 2., lettere a), c), d), e), f) e h), del predetto regolamento, individuare il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, quale Autorità competente ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1., del Regolamento (UE) n. 2017/625, deputata a organizzare o effettuare i controlli ufficiali e le altre attività ufficiali nei settori di cui all'articolo 1, paragrafo 2., lettere a) e c), per i profili privi di impatto sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi ma che possono incidere sulla correttezza e trasparenza delle transazioni commerciali, lettere g), i) e j) del paragrafo 2. dell'articolo 1 dello stesso regolamento, nonchè nei settori di cui al medesimo articolo 1, paragrafo 4., lettera a), per gli aspetti relativi ai controlli effettuati a norma dell'articolo 89 del Regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, e alle pratiche fraudolente o ingannevoli relative alle norme di commercializzazione di cui agli articoli da 73 a 91 del Regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013;
e) individuare il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo quale Organo di collegamento per lo scambio di comunicazioni tra le Autorità competenti degli Stati membri, ai sensi degli articoli da 103 a 107 del Regolamento (UE) n. 2017/625, nei settori di competenza come individuati alla lettera d) del presente comma;
f) adeguare alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/625 la normativa nazionale in materia di controlli sanitari sugli animali e sulle merci provenienti dagli altri Stati membri dell'Unione europea e le connesse competenze degli Uffici veterinari del Ministero della Salute per gli adempimenti degli obblighi comunitari in conformità alle norme sull'assistenza amministrativa contenute negli articoli da 102 a 108 del medesimo regolamento, che disciplinano nuovi obblighi e procedure;
g) rivedere le disposizioni del decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 194 (3), in coerenza con le modalità di finanziamento dei controlli sanitari ufficiali ivi previste all'articolo 7 e in conformità alle norme contenute nel Capo VI del Titolo II del Regolamento (UE) n. 2017/625, al fine di attribuire alle Autorità competenti di cui alla lettera b) le risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie per organizzare ed effettuare i controlli ufficiali, nonchè le altre attività ufficiali, al fine di migliorare il sistema dei controlli e di garantire il rispetto delle disposizioni dell'Unione europea in materia;
h) adeguare e riorganizzare i posti di controllo frontalieri, ai quali sono trasferite le competenze dei posti di ispezione frontaliera e degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del Ministero della Salute, anche sotto il profilo delle dotazioni strumentali e di personale, per dare applicazione al Regolamento (UE) n. 2017/625;
i) ridefinire il sistema sanzionatorio per la violazione delle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/625 attraverso la previsione di sanzioni amministrative efficaci, dis-suasive e proporzionate alla gravità delle violazioni medesime.
(3) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2009, pag. 68.
Delega al Governo per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2018/410, che modifica la Direttiva n. 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio e la Decisione (UE) n. 2015/1814, nonchè per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/2392, recante modifica della Direttiva n. 2003/87/CE al fine di mantenere gli attuali limiti dell'ambito di applicazione relativo alle attività di trasporto aereo e introdurre alcune disposizioni in vista dell'attuazione di una misura mondiale basata sul mercato a decorrere dal 2021, e della Decisione (UE) n. 2015/1814, relativa all'istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato nel sistema dell'Unione per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra e recante modifica della Direttiva n. 2003/87/CE
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2018/410 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2018, il Governo è tenuto ad acquisire il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonchè a dare attuazione anche agli atti di cui al comma 2 e a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, anche i princìpi e criteri direttivi specifici di cui al comma 4.
2. Con i medesimi decreti legislativi adottati ai sensi del comma 1, il Governo è delegato ad adottare, secondo le procedure e i termini di cui all'articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e delle competenti Commissioni parlamentari, anche le disposizioni necessarie per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/2392 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2017, nonchè per l'attuazione della Decisione (UE) n. 2015/1814 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 ottobre 2015.
4. Nell'esercizio della delega di cui ai commi 1 e 2 il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
b) ottimizzazione e informatizzazione delle procedure rientranti nel Sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (European union emissions trading system - EU ETS) allineando e integrando tali procedure con altre normative e politiche dell'Unione europea e nazionali;
della Direttiva (UE) n. 2018/849, che modifica
le Direttive n. 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso,
n. 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti
di pile e accumulatori e n. 2012/19/UE
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2018/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) riformare il sistema di gestione dei veicoli fuori uso, in attuazione della Direttiva (UE) n. 2018/849, nel rispetto delle seguenti indicazioni:
1) coordinare le disposizioni del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, con le disposizioni contenute nella Direttiva (UE) n. 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la Direttiva n. 2008/98/CE relativa ai rifiuti, con particolare riferimento, tra l'altro, allo schema di responsabilità estesa del produttore;
b) riformare il sistema di gestione dei rifiuti di pile e accumulatori in attuazione della Direttiva (UE) n. 2018/849, nel rispetto delle seguenti indicazioni:
1) definire obiettivi di gestione dei rifiuti di pile e accumulatori per i produttori, ai sensi dell'articolo 8-bis della Direttiva n. 2008/98/CE, introdotto dalla Direttiva (UE) n. 2018/851;
3) adeguare lo schema di responsabilità estesa alle nuove disposizioni, tenendo conto anche delle disposizioni previste al riguardo dalla Direttiva (UE) n. 2018/851;
c) riformare il sistema di gestione dei RAEE in attuazione della Direttiva (UE) n. 2018/849, nel rispetto delle seguenti indicazioni:
1) definire obiettivi di gestione dei RAEE per i produttori, ai sensi dell'articolo 8-bis della Direttiva numero 2008/98/CE, introdotto dalla Direttiva (UE) numero 2018/851;
2) adeguare lo schema di responsabilità estesa alle nuove disposizioni, tenendo conto anche delle disposizioni previste al riguardo dalla Direttiva (UE) n. 2018/851;
della Direttiva (UE) n. 2018/850, che modifica
la Direttiva n. 1999/31/CE relativa
alle discariche di rifiuti
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2018/850 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) riformare il sistema dei criteri di ammissibilità dei rifiuti nelle discariche al fine di consentire il pronto adeguamento alle disposizioni di cui all'articolo 1, numero 4), della Direttiva (UE) numero 2018/850 nonchè la semplificazione del procedimento per la modifica degli allegati tecnici;
b) adottare una nuova disciplina organica in materia di utilizzazione dei fanghi, anche modificando la disciplina stabilita dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, al fine di garantire il perseguimento degli obiettivi di conferimento in discarica previsti dalle disposizioni di cui all'articolo 1, numero 4), della Direttiva (UE) n. 2018/850, nel rispetto delle seguenti indicazioni:
d) definire le modalità, i criteri generali e gli obiettivi progressivi, anche in coordinamento con le regioni, per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Direttiva (UE) n. 2018/850 in termini di percentuali massime di rifiuti urbani conferibili in discarica.
della Direttiva (UE) n. 2018/851, che modifica
la Direttiva n. 2008/98/CE relativa ai rifiuti,
e della Direttiva (UE) n. 2018/852,
che modifica la Direttiva n. 1994/62/CE
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, e della Direttiva (UE) n. 2018/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) riformare il sistema di responsabilità estesa del produttore, in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1 della Direttiva (UE) n. 2018/851 e all'articolo 1 della Direttiva (UE) n. 2018/852, nel rispetto delle seguenti indicazioni:
1) procedere al riordino dei princìpi generali di riferimento nel rispetto degli obiettivi ambientali, della tutela della concorrenza nonchè del ruolo degli Enti locali;
1) consentire, anche attraverso l'istituzione di un Registro melettronico nazionale, la trasmissione, da parte degli enti e delle imprese che producono, trasportano e gestiscono rifiuti a titolo professionale, dei dati ambientali inerenti alle quantità, alla natura e all'origine dei rifiuti prodotti e gestiti e dei materiali ottenuti dalle operazioni di preparazione per il riutilizzo, dalle operazioni di riciclaggio e da altre operazioni di recupero. I costi del Registro sono posti a carico degli operatori;
2) garantire l'omogeneità e la fruibilità dei dati, mediante specifiche procedure per la tenuta in formato digitale dei registri di carico e scarico, dei formulari di trasporto e del catasto dei rifiuti, per la trasmissione dei rela-tivi dati al Registro elettronico nazionale, anche al fine di conseguire una maggior efficacia delle attività di controllo;
c) riformare il sistema delle definizioni e delle classificazioni, di cui agli articoli 183, 184 e 218 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, numero 3), della Direttiva (UE) n. 2018/851 e all'articolo 1, numero 2), della Direttiva (UE) n. 2018/852, e modificare la disciplina dell'assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani in modo tale da garantire uniformità sul piano nazionale;
d) razionalizzare e disciplinare il sistema tariffario al fine di incoraggiare l'applicazione della gerarchia dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3., della Direttiva n. 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, di attuare le disposizioni di cui all'allegato IV-bis alla medesima Direttiva (UE) n. 2008/98/CE nonchè di garantire il perseguimento degli obiettivi previsti dalle disposizioni di cui all'articolo 1, numero 12), della Direttiva (UE) n. 2018/851, nel rispetto delle seguenti indicazioni:
3) riformare il tributo per il conferimento in discarica di cui all'articolo 3, commi 24 e seguenti, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 (4);
e) riformare la disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto, in attuazione delle disposizioni dell'articolo 6 della Direttiva n. 2008/98/CE, come modificato dall'articolo 1, numero 6), della Direttiva (UE) n. 2018/851, nel rispetto delle seguenti indicazioni:
1) disporre che le autorizzazioni in essere alla data di entrata in vigore del decreto legislativo attuativo della disciplina di cui alla presente lettera siano fatte salve e possano essere rinnovate, eventualmente anche al fine dell'adeguamento alle migliori tecnologie disponibili (BAT), unitamente alle autorizzazioni per le quali sia stata presentata l'istanza di rinnovo alla stessa data, nelle more dell'adozione dei decreti e nel rispetto dei criteri generali di cui all'articolo 184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonchè nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 6 della Direttiva n. 2008/98/CE, come modificato dalla Direttiva (UE) n. 2018/851;
g) al fine di garantire il raggiungimento dei nuovi obiettivi in materia di raccolta e di riciclo dei rifiuti urbani stabiliti dalle disposizioni di cui all'articolo 1, numero 12), della Direttiva (UE) n. 2018/851 e in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, numero 19), della medesima direttiva, prevedere che entro il 31 dicembre 2020 i rifiuti organici siano raccolti in modo differenziato su tutto il territorio nazionale, nonchè misure atte a favorire la qualità dei rifiuti organici raccolti e di quelli consegnati agli impianti di trattamento nonchè lo sviluppo di sistemi di controllo della qualità dei processi di compostaggio e di digestione anaerobica, predisponendo altresì sistemi di promozione e di sostegno per lo sviluppo della raccolta differenziata e del riciclo dei rifiuti organici, anche attraverso l'organizzazione di idonei sistemi di gestione dei rifiuti, l'incentivazione di pratiche di compostaggio di prossimità come quello domestico e di comunità e l'attuazione delle disposizioni dell'articolo 35, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164;
i) riformare la disciplina della prevenzione della formazione dei rifiuti, in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, numero 10), della Direttiva (UE) n. 2018/851, e all'articolo 1, numeri 3) e 4), della Direttiva (UE) numero 2018/852, disciplinando anche la modalità di raccolta dei rifiuti dispersi nell'ambiente marino e lacuale e la gestione degli stessi dopo il loro trasporto a terra;
disciplinare le attività di riutilizzo considerandole come attività non soggetta ad autorizzazione ambientale e definendo opportuni metodi di misurazione dei flussi;
l) riordinare l'elenco dei rifiuti e delle caratteristiche di pericolo in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, numero 7), della Direttiva (UE) n. 2018/851, provvedendo anche all'adeguamento al Regolamento (UE) n. 1357/2014 della Commissione, del 18 dicembre 2014, e alla Decisione n. 2014/955/UE della Commissione, del 18 dicembre 2014;
5.3) provvedere alla definizione di linee guida sui conte-nuti minimi delle autorizzazioni rilasciate ai sensi degli articoli 208, 215 e 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
7.2) coordinare le previsioni adottate con quelle della legge 7 aprile 2014, n. 56 (5), eventualmente specificando quali funzioni in materia di rifiuti devono essere considerate fondamentali;
8.2) specificare, ove necessario, quali funzioni in materia di rifiuti devono essere considerate fondamentali, ai sensi dell'articolo 117, comma 2, lettera p), della Costituzione;
9) con riferimento ai compiti di vigilanza e di controllo:
prevedere adeguati poteri sostitutivi regionali e, ove occorra, provinciali, in caso di funzioni interconnesse, per garantire che l'inadempimento di una funzione da parte di un ente di minori dimensioni non pregiudichi il buon esito di funzioni assegnate all'ente di maggiori dimensioni; predeterminare, inoltre, alcuni casi in cui il mancato adempimento di compiti da parte delle regioni, delle province, delle città metropolitane, dei comuni e degli Enti di Governo d'ambito determina la sussistenza delle condizioni per l'applicazione dell'articolo 120, comma 2, della Costituzione, prevedendo altresì la possibilità di giovarsi di Strutture amministrative per i relativi interventi sostitutivi e conferendo poteri adeguati allo scopo;
2. I decreti legislativi di attuazione delle Direttive (UE) n. 2018/851 e n. 2018/852 sono adottati, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, su proposta del Ministro per gli Affari Europei e del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con i Ministri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Giustizia, dell'Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico e, per quanto riguarda il recepimento della direttiva in materia di imballaggi, della salute. I medesimi decreti, limitatamente alle disposizioni del comma 1, lettera m), del presente articolo, sono adottati previa intesa in sede di Conferenza unificata, ai sensi dell'articolo 9 del citato decreto legislativo n. 281 del 1997.
(4) Ved. Boll. Lav. e Trib. 1996, pag. 290; I.L.P. 1996, pag. 129.
(5) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2014, pag. 1380; I.L.P. 2014, pag. 708.
della Direttiva (UE) n. 2017/2108, che modifica
la Direttiva n. 2009/45/CE, relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2017/2108 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) adeguare le disposizioni del decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45, recante attuazione della Direttiva n. 98/18/CE relativa alle disposizioni e alle norme di sicurezza per le navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali, con abrogazione espressa delle disposizioni superate;
d) prevedere sanzioni amministrative efficaci, proporzionate e dissuasive, consistenti nel pagamento di una somma da € 500 a € 15.000, in caso di violazioni diverse da quelle di cui alla lettera c) in materia di navi da passeggeri;
e) individuare nel capo del compartimento marittimo l'Autorità competente a ricevere il rapporto previsto dall'articolo 17, comma 1, della legge 24 novembre 1981, n. 689, per gli illeciti amministrativi in materia di sicurezza delle navi da passeggeri.
3. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti di cui al presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 18.
Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2017/2109, che modifica la Direttiva n. 98/41/CE del Consiglio, relativa alla registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri della Comunità, e la Direttiva n. 2010/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa alle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e/o in partenza da porti degli Stati membri
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2017/2109 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) apportare alla normativa vigente e, in particolare, al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 (6), le modifiche e le integrazioni necessarie al coordinamento ordinamentale, con espressa abrogazione delle disposizioni incompatibili;
b) adeguare le disposizioni in materia di impiego dei sistemi di identificazione automatica (AIS) e della rete AIS nazionale contenute nel decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 196, recante attuazione della Direttiva n. 2002/59/CE relativa all'istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio e di informazione sul traffico navale;
c) abrogare il decreto del Ministro dei Trasporti e della Navigazione 13 ottobre 1999, recante recepimento della Direttiva n. 98/41/CE del Consiglio del 18 giugno 1998, relativa alla registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri della Comunità, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 251 del 25 ottobre 1999;
d) prevedere misure sanzionatorie penali efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di inosservanza di norme in materia di conteggio e di registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri nonchè di formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e in partenza, la cui violazione possa compromettere la sicurezza della navigazione;
e) prevedere sanzioni amministrative efficaci, proporzionate e dissuasive, consistenti nel pagamento di una somma da € 500 a € 15.000, in caso di violazioni, diverse da quelle di cui alla lettera d), in materia di conteggio e di registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri dell'Unione europea nonchè di formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e in partenza da porti degli Stati membri;
f) individuare nel Capo del Compartimento marittimo l'Autorità competente a ricevere il rapporto previsto dall'articolo 17, comma 1, della legge 24 novembre 1981, n. 689, per gli illeciti amministrativi in materia di conteggio e di registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri dell'Unione europea nonchè di formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e in partenza da porti degli Stati membri.
(6) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2013, pag. 372; I.L.P. 2013, pag. 164.
della Direttiva (UE) n. 2017/2110, relativa
a un sistema di ispezioni per l'esercizio in condizioni
di sicurezza di navi ro-ro da passeggeri e
di unità veloci da passeggeri adibite a servizi di linea
e che modifica la Direttiva n. 2009/16/CE
e abroga la Direttiva n. 1999/35/CE del Consiglio
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2017/2110 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) abrogare il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 28, recante attuazione della Direttiva n. 1999/35/CE relativa a un sistema di visite obbligatorie per l'esercizio in condizioni di sicurezza di traghetti roll-on/roll-off e di unità veloci da passeggeri adibiti a servizi di linea, nonchè disciplina delle procedure di indagine sui sinistri marittimi;
b) adeguare le disposizioni del decreto legislativo 24 marzo 2011, n. 53, recante attuazione della Direttiva n. 2009/16/CE recante le norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri, con abrogazione espressa delle disposizioni superate;
d) prevedere sanzioni amministrative efficaci, proporzionate e dissuasive, consistenti nel pagamento di una somma da € 500 a € 15.000, in caso di violazioni diverse da quelle di cui alla lettera c) in materia di navi ro-ro da passeggeri e di unità veloci da passeggeri adibite a servizi di linea;
e) individuare nel capo del compartimento marittimo l'Autorità competente a ricevere il rapporto previsto dall'articolo 17, comma 1, della legge 24 novembre 1981, numero 689, per gli illeciti amministrativi in materia di condizioni di sicurezza di navi ro-ro da passeggeri e di unità veloci da passeggeri adibite a servizi di linea.
della Direttiva n. 2013/59/EURATOM, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione
alle radiazioni ionizzanti, e che abroga
le Direttive n. 89/618/EURATOM, n. 90/641/EURATOM,
n. 96/29/EURATOM, n. 97/43/EURATOM
e n. 2003/122/EURATOM
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva n. 2013/59/EURATOM del Consiglio, del 5 dicembre 2013, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) introdurre le modifiche e le integrazioni necessarie al corretto e integrale recepimento della Direttiva numero 2013/59/EURATOM, anche attraverso l'emanazione di un nuovo testo normativo di riassetto e semplificazione della disciplina di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, ovvero di un Testo unico volto al riordino e all'armonizzazione della normativa di settore, con abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili e, in particolare, del citato decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, del decreto legislativo 26 maggio 2000, n. 187, e del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 52, assicurando altresì il necessario coordinamento tra le disposizioni oggetto di modifica o integrazione;
b) ferme restando le disposizioni dell'articolo 104 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, prevedere il rafforzamento e l'ottimizzazione della protezione dell'ambiente dagli effetti dannosi delle radiazioni ionizzanti tenendo conto, ai fini della protezione della salute umana nel lungo termine, di criteri ambientali basati su dati scientifici riconosciuti a livello internazionale e richiamati dalla Direttiva n. 2013/59/EURATOM;
e) prevedere il mantenimento, ove già previste dalla normativa nazionale vigente, delle misure di protezione dei lavoratori e della popolazione più rigorose rispetto alle norme minime stabilite dalla Direttiva n. 2013/59/EURATOM;
f) procedere alla revisione, con riferimento alle esposizioni mediche, dei requisiti riguardanti le informazioni ai pazienti, la registrazione e la comunicazione delle dosi dovute alle procedure mediche, l'adozione di livelli di riferimento diagnostici, la gestione delle apparecchiature nonchè la disponibilità di dispositivi che segnalino la dose, introducendo altresì una chiara identificazione dei requisiti, dei compiti e delle responsabilità dei professionisti coinvolti, con particolare riferimento al medico, all'odontoiatra o ad altro professionista sanitario titolato a farsi carico della responsabilità clinica per le esposizioni mediche individuali in accordo con i requisiti nazionali;
i) nella predisposizione del sistema di controlli, di cui alla Direttiva n. 2013/59/EURATOM, garantire i più alti livelli di salute per il personale aeronavigante esposto a radiazioni ionizzanti, comprese quelle cosmiche;
n) adottare un nuovo Piano nazionale radon che, sulla base di quanto già attuato in Italia e tenendo conto delle altre esperienze di pianificazione in materia, anche realizzate da Stati esteri, recepisca le disposizioni della Direttiva n. 2013/59/EURATOM, preveda adeguati strumenti per la sua attuazione, attraverso il coordinamento tra le Amministrazioni competenti in relazione ai diversi settori di interesse, e introduca indicatori di efficacia delle azioni pianificate.
del Regolamento (UE) n. 2017/821, che stabilisce
obblighi in materia di dovere
di diligenza nella catena
di approvvigionamento per gli importatori
dell'Unione di stagno, tantalio e tungsteno,
dei loro minerali, e di oro, originari di zone
di conflitto o ad alto rischio
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all'articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) n. 2017/821 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017.
a) designazione del Ministero dello Sviluppo Economico quale Autorità nazionale competente, responsabile dell'applicazione effettiva e uniforme del Regolamento (UE) n. 2017/821, dell'esecuzione di adeguati controlli ex post allo scopo di garantire che gli importatori dell'Unione europea di minerali o di metalli adempiano agli obblighi conformemente a quanto previsto dal citato regolamento, nonchè di favorire la cooperazione e lo scambio di informazioni con la Commissione europea, con le Autorità doganali e con le Autorità competenti degli altri Stati membri, ai sensi degli articoli da 10 a 13 del medesimo regolamento;
b) definizione delle modalità dei controlli ex post di cui alla lettera a) del presente comma, in conformità alle disposizioni dell'articolo 11 del Regolamento (UE) n. 2017/821;
c) istituzione, presso l'Autorità nazionale competente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di un Comitato per il coordinamento delle attività, allo scopo di assicurare l'applicazione effettiva e uniforme del Regolamento (UE) n. 2017/821, composto da rappresentanti delle diverse Amministrazioni coinvolte, prevedendo che il medesimo Comitato coordini le attività anche ai fini della relazione da presentare alla Commissione europea entro il 30 giugno di ogni anno, contenente le notifiche circa le misure correttive e le relazioni riguardanti gli obblighi di audit svolti da soggetti terzi indipendenti, in conformità alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/821;
d) previsione di sanzioni efficaci, dissuasive e proporzio-nate alla gravità della violazione delle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/821, conformemente alle disposizioni dell'articolo 32, comma 1, lettera d), della legge 24 dicembre 2012, n. 234;
e) destinazione di una quota parte dei proventi derivanti dalle sanzioni pecuniarie di nuova istituzione previste dai decreti legislativi di cui al comma 1 all'attuazione delle misure di controllo di cui alla lettera b) del presente comma, almeno nella misura del 50% dell'importo complessivo.
del Regolamento (UE) n. 952/2013, che istituisce
il codice doganale dell'Unione, del Regolamento delegato (UE) n. 2015/2446, che integra il Regolamento (UE)
n. 952/2013 in relazione alle modalità che specificano alcune disposizioni del Codice doganale dell'Unione,
e del Regolamento di esecuzione (UE) n. 2015/2447, recante modalità di applicazione di talune disposizioni
del Regolamento (UE) n. 952/2013
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all'articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, un decreto legislativo per l'adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, al Regolamento delegato (UE) n. 2015/2446 della Commissione, del 28 luglio 2015, e al Regolamento di esecuzione (UE) n. 2015/2447 della Commissione, del 24 novembre 2015.
2. Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato su proposta del Ministro per gli Affari Europei e del Ministro dell'Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
3. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, anche il seguente criterio direttivo specifico: rivedere le disposizioni legislative in materia doganale, comprese quelle contenute nel Testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, attraverso la modifica, l'integrazione, l'abrogazione e il coordinamento formale delle disposizioni vigenti, allo scopo di allinearne il contenuto al quadro giuridico unionale in materia doganale e di assicurare la coerenza sistematica della normativa, l'aggiornamento e la semplificazione del linguaggio normativo.
4. Entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo, con la procedura prevista dai commi 1 e 2 e nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al comma 3, può emanare disposizioni correttive e integrative del medesimo decreto legislativo.
Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della
Direttiva (UE) n. 2018/844, che modifica la Direttiva n. 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia
e la Direttiva n. 2012/27/UE sull'efficienza energetica
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2018/844 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, il Governo, oltre a seguire i princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, assicura che le norme introdotte favoriscano, nel rispetto delle disposizioni dell'Unione europea, l'ottimizzazione del rapporto tra costi e benefici, al fine di minimizzare gli oneri a carico della collettività.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, numero 281, su proposta del Ministro per gli Affari Europei e del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con i Ministri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Giustizia, dell'Economia e delle Finanze e dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/1938, concernente misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas
e che abroga il Regolamento (UE) n. 994/2010
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all'articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) n. 2017/1938 del Parlamento europeo, del 25 ottobre 2017.
a) riordino, coordinamento e aggiornamento delle disposizioni nazionali, con particolare riferimento alle disposizioni del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, e del decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93, per l'adeguamento alle disposizioni del Regolamento (UE) numero 2017/1938, con abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili, per l'attuazione dei meccanismi di solidarietà previsti dallo stesso regolamento e per la definizione di misure in materia di sicurezza degli approvvigionamenti anche nelle zone emergenti e isolate;
b) individuazione delle modalità tecniche e finanziarie per l'applicazione delle misure di solidarietà in caso di emergenza del sistema del gas naturale ai sensi dell'articolo 13 del Regolamento (UE) n. 2017/1938, anche al fine di prevedere che determinati compiti, nell'applicazione del meccanismo di solidarietà, siano affidati ai gestori del sistema di trasporto e agli operatori del gas interessati;
c) individuazione dei criteri per la determinazione delle compensazioni economiche per le attività connesse all'attuazione dell'articolo 13 del Regolamento (UE) numero 2017/1938, anche sulla base delle indicazioni fornite dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente per gli aspetti di competenza;
d) previsione di sanzioni amministrative effettive, proporzionate e dissuasive applicabili in caso di mancato rispetto delle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2017/1938, nei limiti di cui all'articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234.
della Direttiva (UE) n. 2019/692, che modifica la Direttiva n. 2009/73/CE relativa a norme comuni
per il mercato interno del gas naturale
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2019/692 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, che modifica la Direttiva numero 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale, il Governo, oltre a seguire i princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, definisce le deroghe previste all'articolo 14 e all'articolo 49-bis della Direttiva n. 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, nei limiti stabiliti dalla stessa direttiva, con riferimento ai gasdotti di trasporto tra uno Stato membro e un Paese terzo completati prima del 23 maggio 2019 per le sezioni dei gasdotti di trasporto situate sul territorio nazionale e nelle acque territoriali italiane.
della Direttiva (UE) n. 2017/159, recante attuazione dell'accordo relativo all'attuazione della Convenzione
sul lavoro nel settore della pesca del 2007
dell'Organizzazione internazionale del lavoro
1. Nell'esercizio della delega per l'attuazione della Direttiva (UE) n. 2017/159 del Consiglio, del 19 dicembre 2016, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 1, comma 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: assicurare che le norme introdotte garantiscano adeguate condizioni di lavoro e adeguati standard di salute e sicurezza per i lavoratori nel settore della pesca promuovendo, nel rispetto delle disposizioni dell'Unione europea, azioni volte al raggiungimento della parità salariale tra uomo e donna e contrastando ogni forma di discriminazione.
Data a Roma, addì 4 ottobre 2019
1) Direttiva n. 2013/59/EURATOM del Consiglio, del 5 dicembre 2013, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le Direttive n. 89/618/EURATOM, n. 90/641/EURATOM, n. 96/29/EURATOM, n. 97/43/EURATOM e n.2003/122/EURATOM (termine di recepimento: 6 febbraio 2018);
2) Direttiva (UE) n. 2017/159 del Consiglio, del 19 dicembre 2016, recante attuazione dell'accordo relativo all'attuazione della Convenzione sul lavoro nel settore della pesca del 2007 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, concluso il 21 maggio 2012, tra la Confederazione generale delle cooperative agricole nell'Unione europea (COGECA), la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti e l'Associazione delle organizzazioni nazionali delle imprese di pesca dell'Unione europea (Europêche) (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 15 novembre 2019);
3) Direttiva (UE) n. 2017/828 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che modifica la Direttiva n. 2007/36/CE per quanto riguarda l'incoraggiamento dell'impegno a lungo termine degli azionisti (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 10 giugno 2019);
4) Direttiva (UE) n. 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2017, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale (termine di recepimento: 6 luglio 2019);
5) Direttiva (UE) n. 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell'Unione europea (termine di recepimento: 30 giugno 2019);
6) Direttiva (UE) n. 2017/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, recante modifica della Direttiva n. 2011/65/UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 12 giugno 2019);
7) Direttiva (UE) n. 2017/2108 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, che modifica la Direttiva n. 2009/45/CE, relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 21 dicembre 2019);
8) Direttiva (UE) n. 2017/2109 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, che modifica la Direttiva n. 98/41/CE del Consiglio, relativa alla registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri della Comunità, e la Direttiva n. 2010/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa alle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e/o in partenza da porti degli Stati membri (termine di recepimento: 21 dicembre 2019);
9) Direttiva (UE) n. 2017/2110 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, relativa a un sistema di ispezioni per l'esercizio in condizioni di sicurezza di navi ro-ro da passeggeri e di unità veloci da passeggeri adibite a servizi di linea e che modifica la Direttiva n. 2009/16/CE e abroga la Direttiva n. 1999/35/CE del Consiglio (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 21 dicembre 2019);
10) Direttiva (UE) n. 2017/2397 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali nel settore della navigazione interna e che abroga le Direttive n. 91/672/CEE e n. 96/50/CE del Consiglio (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 17 gennaio 2022);
11) Direttiva (UE) n. 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la Direttiva n. 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 17 gennaio 2020);
12) Direttiva (UE) n. 2017/2455 del Consiglio, del 5 dicembre 2017, che modifica la Direttiva n. 2006/112/CE e la Direttiva n. 2009/132/CE per quanto riguarda taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni (termine di recepimento: 31 dicembre 2018 per l'articolo 1 e 31 dicembre 2020 per gli articoli 2 e 3);
13) Direttiva (UE) numero 2018/131 del Consiglio, del 23 gennaio 2018, recante attuazione dell'accordo concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF), volto a modificare la Direttiva n. 2009/13/CE conformemente alle modifiche del 2014 alla convenzione sul lavoro marittimo del 2006, approvate dalla Conferenza internazionale del lavoro l'11 giugno 2014 (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 16 febbraio 2020);
14) Direttiva (UE) n. 2018/410 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 14 marzo 2018, che modifica la Direttiva n. 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio e la Decisione (UE) n. 2015/1814 (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 9 ottobre 2019);
15) Direttiva (UE) n. 2018/645 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 aprile 2018, che modifica la Direttiva n. 2003/59/CE sulla qualificazione iniziale e formazione periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti al trasporto di merci o passeggeri e la Direttiva numero 2006/126/CE concernente la patente di guida (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 23/5/2020);
16) Direttiva (UE) n. 2018/822 del Consiglio, del 25 maggio 2018, recante modifica della Direttiva n. 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all'obbligo di notifica (termine di recepimento: 31 dicembre 2019);
17) Direttiva (UE) n. 2018/843 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la Direttiva (UE) n. 2015/849 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo e che modifica le Direttive n. 2009/138/CE e n. 2013/36/UE (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 10 gennaio 2020);
18) Direttiva (UE) n. 2018/844 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la Direttiva n. 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la Direttiva n. 2012/27/UE sull'efficienza energetica (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 10 marzo 2020);
19) Direttiva (UE) n. 2018/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica le Direttive n. 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, numero 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e numero 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 5 luglio 2020);
20) Direttiva (UE) n. 2018/850 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la Direttiva n. 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 5 luglio 2020);
21) Direttiva (UE) n. 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la Direttiva n. 2008/98/CE relativa ai rifiuti (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 5 luglio 2020);
22) Direttiva (UE) n. 2018/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la Direttiva n. 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 5 luglio 2020);
23) Direttiva (UE) n. 2018/957 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 giugno 2018, recante modifica della Direttiva n. 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi (termine di recepimento: 30 luglio 2020);
24) Direttiva (UE) n. 2018/958 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 giugno 2018, relativa a un test della proporzionalità prima dell'adozione di una nuova regolamentazione delle professioni (termine di recepimento: 30 luglio 2020);
25) Direttiva (UE) n. 2018/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, che modifica la Direttiva n. 2012/27/UE sull'efficienza energetica (Testo rilevante ai fini del SEE) (termini per il recepimento: 25 giugno 2020 e 25 ottobre 2020 per i punti da 5) a 10) dell'articolo 1 e i punti 3) e 4) dell'allegato);
26) Direttiva (UE) n. 2019/692 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, che modifica la Direttiva n. 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale (Testo rilevante ai fini del SEE) (termine di recepimento: 24 febbraio 2020).

References: articolo 16
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 1
 Art. 18