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Timestamp: 2019-07-18 04:59:40+00:00

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Piano casa 2: le nostre 7 domande allâ€™assessore Civita |
Piano casa 2: le nostre 7 domande allâ€™assessore Civita
L’Assessore all’Urbanistica e alla MobilitÃ della Regione Lazio Michele Civita – fotografo: BenvegnÃ¹ – Guaitoli
Secondo voci insistenti, la PL 75 dovrebbe essere approvata grazie a un maxiemendamento della giunta – Â una sorta di â€œfiduciaâ€ -Â il cui testoÂ sarÃ presumibilmente quello che giÃ conosciamo, cioÃ¨ il testo licenziato dalla Commissione Panunzi a marzo scorso, con l’aggiunta di alcuni emendamenti, tra cui sicuramente tutti quelli dell’Assessore Civita. (scarica ilÂ IL PIANO CASA 2 – 20 ottobre 2014 con emendamenti giunta il testo integrale delle modifiche a confronto con precedenti versioni)Â E proprio all’Assessore Civita, dopo aver passatoÂ al setaccio i suoi interventi in Consiglio, il testo della proposta di legge e i suoi stessi emendamenti, vogliamo rivolgereÂ alcune domande che ci sorgono spontanee,Â per contribuire a rendere piÃ¹ chiare le conseguenze della proroga del Piano casa ai cittadini e anche ai consiglieri che dovranno votare la legge. Con una preghiera:Â se l’Assessore dovesse decidere di risponderci, vorremmo conoscereÂ gli articoli e i commi della PL 75 a cui si riferisce, in modo da chiarire una volta per tutte le questioniÂ piÃ¹ controverse. Ecco le domande (sotto le ripetiamo con qualche spiegazione)
1) IL COMUNE E I MUNICIPI AVRANNO LA POSSIBILITAâ€™ DI ESPRIMERSI Â NEL MERITO DEGLI INTERVENTI?
2) QUALI E QUANTI ARTICOLI O COMMI INTRODOTTI DAL PIANO CASA CIOCCHETTI/POLVERINI SONO STATI ELIMINATI O MODIFICATI IN MODO SOSTANZIALE DAL PIANO CASA CIVITA/ZINGARETTI?Â
3) MA SI CONSUMA SUOLO O NO?Â
4) CON QUESTO PIANO CASA, COME CON QUELLO POLVERINI, SI POSSONO AUMENTARE LE CUBATURE DI EDIFICI DI CUI NON Eâ€™ NEANCHE ANCORA INIZIATA LA COSTRUZIONE? (A differenza di tutte le altre regioni dâ€™Italia?)
5) CON QUESTO PIANO CASA, COME CON QUELLO POLVERINI, SI POSSONO CANCELLARE ACCORDI GIAâ€™ STIPULATI CON Lâ€™AMMINISTRAZIONE ?
6) CON QUESTO PIANO CASA, COME CON QUELLO POLVERINI, SI PUOâ€™ CAMBIARE DESTINAZIONE AGLI EDIFICI â€œIN AUTOMATICOâ€?
7) CON QUESTO PIANO CASA, COME CON QUELLO POLVERINI, SI PREVEDE IL CAMBIO DI DESTINAZIONEÂ NON SOLO PER GLI EDIFICI DISMESSI MA ANCHE, in alcuni casi,Â PER QUELLI â€œIN VIA DI DISMISSIONEâ€?
LEÂ DOMANDE CON LE NOSTRE OSSERVAZIONI
1) IL COMUNE E I MUNICIPI AVRANNO LA POSSIBILITAâ€™ DI ESPRIMERSI Â NEL MERITO DEGLI INTERVENTI? SarÃ possibile per i Comuni, dopo aver considerato gli impatti sui territori degli aumenti di cubatura o dei cambi di destinazione o della inadeguatezza degli standard urbanistici (â€œmonetizzatiâ€), esprimere un parere vincolante rispetto a determinati interventi, decidendone la non opportunitÃ o sottomettendoli a delle precise prescrizioni?
Lâ€™assessore Civita ha affermato, fin dalla illustrazione della proposta in Consiglio lâ€™11 settembre che â€œLa legge 75 si pone tre obiettivi. Il primo Ã¨ cancellare o modificare le norme che possono stravolgere la pianificazione urbanisticaâ€¦â€(1) e ancora, il 16 ottobre, rispondendo agli esponenti del M5S che chiedevano lâ€™abrogazione delle parole â€œin deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti o adottatiâ€(2), ricorrendo a un quasi ossimoro: â€œIn primo luogo, la legge disciplina e quindi eÌ€ sulla disciplina delle deroghe che bisogna entrare nel dettaglioâ€, per poi aggiungere che â€œLe deroghe che chiediamo prevedono passaggi in Consiglio comunale, nelle Giunte, quindi unâ€™attivazione consapevole da parte delle amministrazioni comunali non per espandere, ma per indirizzare lâ€™attivitaÌ€ edilizia verso il rinnovo e la riqualificazioneâ€. E ancora piÃ¹ oltre: â€œstiamoâ€¦levando le deroghe che possono stravolgere la pianificazione urbanistica, ridando un ruolo ai Consigli comunaliâ€(3). Ora, noi abbiamo cercato dappertutto, e non abbiamo trovato traccia di questi â€œpassaggiâ€ nÃ© di â€œruoli restituitiâ€,nÃ© di possibilitÃ di â€œindirizzareâ€, per cui chiediamo allâ€™Assessore di darci le indicazioni per trovare i corrispondenti passaggi normativi.
2) QUALI E QUANTI ARTICOLI O COMMI INTRODOTTI DAL PIANO CASA CIOCCHETTI/POLVERINI SONO STATI ELIMINATI O MODIFICATI IN MODO SOSTANZIALE DAL PIANO CASA CIVITA/ZINGARETTI?
A dire la veritÃ , ogni volta che lâ€™Assessore Civita inizia lâ€™elenco delle â€œnumerose modifiche e migliorieâ€ da lui apportate al Piano Ciocchetti, si ferma sempre allo stesso, solitario esempio: â€œstiamo levando e modificando lâ€™attuale legge Polverini-Ciocchetti levando le deroghe che possono stravolgere la pianificazione urbanistica, ridando un ruolo ai Consigli comunali come ad esempio sui piani attuativi dove cancelliamo del tutto la premialitaÌ€. La cancelliamo del tutto, quando invece prima, nellâ€™attuale legge, si prevede il 10 per cento dellâ€™intera volumetria del Piano. Parliamo per Roma di piani attuativi di 3 milioni, di 2 milioni di metri cubi; quindi, parliamo di una premialitaÌ€ di 200-300.000 al di fuori della pianificazione fatta dal Consiglio comunale. Noi la cancelliamo del tutto. Questo per far capire, e mi fermo qui, come noi unâ€™idea su come dare fiato allo sviluppo edilizio rispettando il paesaggio e lâ€™ambiente e rigenerando le nostre cittaÌ€ ce lâ€™abbiamo e la vogliamo confrontare con il Consiglioâ€ (4) . Una premialitÃ che â€“ come abbiamo piÃ¹ volte sottolineato e come ha ribadito in varie occasioni lâ€™ Assessore Caudo â€“ non aveva alcun senso di esistere, e che ci saremmo stupiti se non fosse stata cancellata. E chiediamo allâ€™Assessore Civita di â€œnon fermarsi quiâ€, per una volta, e di voler gentilmente finire lâ€™elenco, indicando con precisione gli articoli e i commi che a suo dire sono stati cancellati o migliorati dalla sua versione.
Ne anticipiamo un comma, oltre a quello giÃ citato, inserito in un paio di articoli:Â Al fine di implementare la qualitÃ urbana nel territorio limitrofo agli ambiti di intervento, l’importo degli oneri di urbanizzazione derivanti dai medesimi interventi e da eventuali contributi straordinari relativi agli standard…Ã¨ utilizzato esclusivamente per realizzare le opere pubbliche nel perimetro dell’intervento stesso o nel territorio circostante e comunque, fino alla sua utilizzazione, l’importo di cui sopra Ã¨ vincolato a tale scopo in apposito capitolo del bilancio comunale.” PerÃ² non Ã¨ un articolo del tutto nuovo, dato che cona una formulazione diversa era giÃ presente nel “Piano Casa Marrazzo”: “Le risorse derivanti dai contributi straordinari sono destinate dai comuni allâ€™adeguamento dei servizi e delle infrastrutture nei territori interessati dagli interventi”
3) MA SI CONSUMA SUOLO O NO? Vorremmo maggiori chiarimenti anche sulle reiterate affermazioni dellâ€™Assessore Civita sul fatto che gli ampliamenti non comporterebbero consumo di suolo in quanto ricadrebbero in aree che il Piano Regolatore prevede giÃ come edificabili. Naturalmente dobbiamo intenderci su cosa intendiamo per “cosnumo di suolo”. Se intendiamo consumo di suolo agricolo, questo piano casa effettivamente non dovrebbe consentirlo. Se intendiamo “suolo non edificato” all’interno delle aree urbanizzate, il discorso Ã¨ piÃ¹ complesso, e ancora una volta richiederebbe valutazioni caso per caso da parte di un soggetto pubblico “super partes”. Infatti, leggendo lâ€™Art. 3, risulta evidente che non comportano edificazioni di aree non ancora costruiteÂ solo gli ampliamenti eseguiti â€œin altezzaâ€, mentre le comportanoÂ quelli realizzati â€œ in adiacenza, in aderenza rispetto al corpo di fabbricaâ€¦ â€œ e anche quelli per cui â€œpuÃ² essere autorizzata la costruzione di un corpo edilizio separato di carattere accessorio e pertinenzialeâ€ (5). E in moltissimiÂ interventiÂ si darebbeÂ la possibilitÃ di aumentare gli abitanti senza aumentare gli standard previsti, tra cui quelli per il verde pubblico, riducendo di fatto le aree verdi al servizio dei cittadini anche in zoneÂ giÃ molto urbanizzate. Infatti, seÂ il Piano Regolatore prevede un intervento su un lotto privato, il cui proprietario dovrebbe cedere al Comune un’area adeguata perÂ garantire gli standard prescritti – parcheggi, Â servizi eÂ anche verde – proprozionata al numero dei futuri residenti, nel caso che, Â aumentando le cubature in adiacenza o in un corpo separato, non fosse piÃ¹ in grado di cedere una ulteriore quota di superficie per adeguare gli standardÂ agli ulteriori residenti, eÂ facesse ricorso alla monetizzazione, non Ã¨ certoÂ che il Comune sia in grado di trovare aree adeguate nelle vicinanze. E’ il drammatico caso di S.Lorenzo, dove una serie di interventi piccolo/medi (12 in pochi isolati) vanno a gravare su un’area dove Ã¨ giÃ molto scarsa la dotazione di giardini pubblici, e che non presenta aree inedificate utilizzabili, per cui si continueranno ad aumentare gli abitanti senza poter fornire nÃ¨ verde, nÃ¨ parcheggi, anche se magari sono giÃ presenti i servizi e i collegamenti.
4) CON QUESTO PIANO CASA, COME CON QUELLO POLVERINI, SI POSSONO AUMENTARE LE CUBATURE DI EDIFICI DI CUI NON Eâ€™ NEANCHE ANCORA INIZIATA LA COSTRUZIONE? (A differenza di tutte le altre regioni dâ€™Italia)
5) CON QUESTO PIANO CASA, COME CON QUELLO POLVERINI, SI POSSONO CANCELLARE ACCORDI GIAâ€™ STIPULATI CON Lâ€™AMMINISTRAZIONE ? Gli accordi di programma, che prevedono una â€œcontropartita pubblicaâ€ allâ€™autorizzazione degli interventi privati, possono essere rinegoziati senza che lâ€™amministrazione possa imporre al proponente privato di rispettare gli impegni presi in precedenza?
6) CON QUESTO PIANO CASA, COME CON QUELLO POLVERINI, SI PUOâ€™ CAMBIARE DESTINAZIONE AGLI EDIFICI â€œIN AUTOMATICOâ€ trasformando quelli non residenziali Â in â€œcaseâ€, Â ma anche in centri commerciali, alberghi e quantâ€™altro, senza che nÃ© Comune nÃ© Municipi possano opporsi?
7) CON QUESTO PIANO CASA, COME CON QUELLO POLVERINI, SI PREVEDE IL CAMBIO DI DESTINAZIONEÂ NON SOLO PER GLI EDIFICI DISMESSI MA ANCHE PER QUELLI â€œIN VIA DI DISMISSIONEâ€? Câ€™Ã¨ molta retorica nellâ€™espressione â€œrigenerazione urbanaâ€, che Ã¨ diventato un nuovo mantra, come â€œmobilitÃ sostenibileâ€. Un tormentone che, come sempre, non vuol dire niente di per sÃ©, perchÃ© dipende da come viene condotta, da chi, con quali regole. E vogliamo dirlo chiaramente: si tratta di â€œrigenerazioneâ€ se lâ€™intervento riguarda edifici abbandonati e/o fatiscenti, da riutilizzare in modo vantaggioso, possibilmente per tutta la comunitÃ , passando attraverso la valutazione dellâ€™amministrazione pubblica; si tratta di â€œspeculazioneâ€ se invece vengono date nuove cubature e cambiate destinazioni a qualsiasi privato che ne faccia richiesta, anche per edifici in cui si svolgono attivitÃ produttive e magari anche per servizi â€“ seppure privati – che verrebbero cosÃ¬ trasformati in case (che non producono nulla). Il Piano Polverini – e ora il Piano Zingaretti – infatti, oltre a consentire i â€œcambi di destinazione dâ€™uso a residenziale attraverso interventi di ristrutturazione edilizia, di sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione, e di completamento, con ampliamento entro il limite del 30 per centoâ€¦degli edifici â€¦aventi destinazione non residenziale, che siano dismessi o mai utilizzati alla dataâ€¦â€(6) introduce lâ€™eccezione per gli edifici con destinazione dâ€™uso direzionale, cioÃ¨ gli uffici, â€œin via di dismissioneâ€. E se giÃ non Ã¨ cosÃ¬ chiaro in base a che quali criteri gli edifici siano da considerarsi â€œdismessiâ€, Ã¨ ancora piÃ¹ oscuro quali siano i criteri con cui si dovrebbero considerare gli uffici â€œin via di dismissioneâ€, e chi dovrebbe verificarlo. Il Piano Polverini poi aggiunge, con un comma specifico, pure unâ€™altra categoria di â€œbeneficiariâ€ per cui fare eccezione, i proprietari di cliniche privateÂ . Eccezioni e benefici rimasti anche nella nuova versione, a cui sono stati aggiunti i proprietari di strutture private per lâ€™ emergenza abitativa affittate agli enti pubblici (7). E noi chiediamo allâ€™Assessore Civita a quale pubblico interesse risponde il favorire la trasformazione di strutture sanitarie – seppure private – in appartamenti, che tra lâ€™altro hanno un carico urbanistico molto piÃ¹ impattante? E a quale pubblico interesse risponde il nuovo comma introdotto da questa giunta sulla falsariga del precedente, che beneficia i proprietari di residences? Non câ€™Ã¨ il rischio che anzichÃ© il riuso di strutture inutilizzate si incentivi la dismissione prematura di strutture funzionanti meno remunerative per i proprietari? Non vorremmo che alla fine il Piano casa, anzichÃ© offrire soluzioni per il recupero dei â€œrelitti urbaniâ€, favorisca la cancellazione di realtÃ produttive ancora vive, Â col risultato di far prevalere sullâ€™interesse della cittÃ la convenienza economica dei possidenti privati. Infine: permettere la deregulation del cambio di destinazioni, cioÃ¨ ad esempio aprire lâ€™ennesimo centro commerciale in una zona che ne Ã¨ giÃ satura, non rischia di creare disastri sociali, condannando altre strutture preesistenti a mandare a casa un bel poâ€™ di dipendenti?
A FUTURA MEMORIA: Come detto sopra ci risulta cheÂ a S.Lorenzo, nel Municipio II, dove sono in corso molti interventi che si avvalgonoÂ del Piano casa Polverini,Â siano state trasformate in cubature residenziali addirittura delle tettoie/capannoni adibite alla protezione delle auto parcheggiate. Speriamo di essere contraddetti, ma per adesso nulla ci puÃ² far pensare che casi del genere non possano ripetersi con il Piano Zingaretti 10,100, 1000 altre volte…
scarica testo Civita 11 settembre SCARICA IL DISCORSO INTEGRALE (dal sito del Consiglio Regionale) Piano casa intervento Civita 11 settembre 2014
lâ€™espressione compare 6 volte nel testo attuale, le stesse sei volte introdotte dalla Polverini negli stessi articoli: Art.3 comma 1, Art.3 Comma 2, Art. 3 ter comma 1, Art. 3 quater comma 1, Art. 4 comma 1, Art.5 comma 1
scarica il resoconto stenografico, del 16 ottobre Pag 28 PIANO CASA – 2 seduta_n34.8_del_16.10.14
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â€™Art. 3 (Interventi di ampliamento degli edifici) (â€¦)Gli ampliamenti di cui al comma 1 sono consentiti anche con aumento del numero delle unitÃ immobiliari:
a) in adiacenza, in aderenza rispetto al corpo di fabbrica, anche utilizzando parti esistenti dellâ€™edificio; ove ciÃ² non risulti possibile oppure comprometta lâ€™armonia estetica del fabbricato esistente puÃ² essere autorizzata la costruzione di un corpo edilizio separato di carattere accessorio e pertinenziale
Art. 3 ter (Interventi finalizzati al reperimento di alloggi a canone calmierato attraverso il cambiamento di destinazione dâ€™uso da non residenziale a residenziale Comma 1. In deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed ed emendamento CIVITA: SOSTITUITO â€œedâ€ CON â€œdei regolamentiâ€ (2349) edilizi comunali vigenti o adottati nonchÃ© nei comuni sprovvisti di tali strumenti, sono consentiti cambi di destinazione dâ€™uso a residenziale attraverso interventi di ristrutturazione edilizia, di sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione, e di completamento, con ampliamento entro il limite del 30 per cento Idella volumetria oppure della superficie utile esistente calcolata sulla quantitÃ oggetto del cambio di destinazione d’uso nei limiti previsti dalla lettera c), previa acquisizione del titolo abilitativo di cui allâ€™articolo 6, degli edifici o di parti degli edifici di cui allâ€™articolo 2 aventi destinazione non residenziale, che siano dismessi o mai utilizzati alla data delÂ 31 dicembre 2013 , ovvero che alla stessa data siano in corso di realizzazione e non siano ultimati e/o per i quali sia scaduto il titolo abilitativo edilizio ovvero, limitatamente agli edifici con destinazione dâ€™uso direzionale, che siano anche in via di dismissione. Gli interventi di cui al presente comma sono consentiti nel rispetto delle seguenti condizioni
Art. 3 ter (Interventi finalizzati al reperimento di alloggi a canone calmierato attraverso il cambiamento di destinazione dâ€™uso da non residenziale a residenziale)Comma 4. Fermo restando quanto stabilito dal comma 1 sono consentiti cambi di destinazione dâ€™uso a residenziale degli edifici adibiti a strutture sanitarie private che cessano lâ€™attivitÃ sanitaria in conseguenza di quanto previsto nei piani regionali di rientro della rete ospedaliera o nel piano di rientro dal disavanzo sanitario, nonchÃ© di tutti i provvedimenti ad essi connessi. Inoltre, ai sensi del comma1, sono consentiti cambi di destinazione dâ€™uso a residenziale degli edifici adibiti ad alloggi temporanei per lâ€™emergenza abitativa in forza di atti e contratti con la pubblica amministrazione, che alla data del 31 dicembre 2013 siamo dismessi o abbiano ricevuto lettera di disdetta, anche ai soli fini di ricontrattazione dei termini o che non possano piÃ¹ proseguire lâ€™attivitÃ emergenziale per manifesta volontÃ dellâ€™amministrazione in conseguenza di quanto previsto dal decreto legge 6 luglio 2012,n.95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonchÃ© misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario) convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.135 nonchÃ© di tutti i provvedimenti delle stesse amministrazioni pubbliche ad esso connessi.
(7) Vedi nostro articolo â€œComma 17â€
Ultima risposta il 21 ottobre 2014
PAOLO EMILIO CARTASSO
Guarda 21 ottobre 2014
Il Cambio di destino d’uso dovrebbe riguardare soltanto gli edifici esistenti. Sopratutto le mostruositÃ , come capannoni abbandonati, o ruderi. E’ ora di finirla con i premi di cubature, NASCONDONO IL PRINCIPIO CHE PER IL COMUNE E’ UN SISTEMA PER FARE CASSA.
L’Assessore al Comune di Roma, Giovanni Caudo, il 5 luglio 2013, appena nominato dichiarÃ²: “Il recupero non deve servire per fare cassa”. Si eliminerebbero mostri come quelli della via Tiburtina (25). Per i fabbricati dismessi esistono, quasi sempre, le urbanizzazioni primarie e secondarie, soprattutto si eviterebbe il consumo di suolo, non si distruggerebbero aree agricole dove, come quasi sempre accade, dopo le edificazioni, dovremmo portare i servizi!
© 2014, ↑ AgriAtlante

References: Art.3
 Art.3
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 Art. 4
 Art.5

Art. 3

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