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Timestamp: 2018-01-19 01:47:24+00:00

Document:
Bosetti & Gatti - Circolare (interno) n. 9 del 1998 (prevenzione incendi)
MINISTERO DELL'INTERNO - CIRCOLARE 5 maggio 1998, n. 9
(G.U. n. 250 del 26 ottobre 1998)
Il d.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 57 del 10 marzo 1998, disciplina il procedimento per il rilascio del certificato di prevenzione incendi, di cui al n. 14 dell'allegato 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59, nel rispetto dei criteri principi e modalità indicati all'art. 20 della stessa legge.
L'attuale disciplina, dettata dalla legge 26 luglio 1965, n. 966, e dal d.P.R. 29 luglio 1982, n. 577, prevede che l'attività di controllo dei Comandi provinciali dei vigili dei fuoco sul rispetto delle condizioni di sicurezza per la prevenzione incendi sia articolata in due fasi tra loro coordinate:
stabilire un termine per la conclusione dei procedimento relativo all'esame dei progetti, correlato alla complessità degli stessi e comunque non superiore a quello attualmente previsto dall'art. 13 del d.P.R. n. 577 del 1982;
consentire il rinnovo dei certificato senza l'obbligo per il Comando di effettuare il sopralluogo, estendendo in via generale la procedura di cui all'art. 4 della legge n. 818 del 1984;
semplificare il rilascio di autorizzazioni in deroga, decentrandolo agli Ispettorati regionali dei vigili del fuoco e riducendo i relativi termini procedimentali;
prevedere una norma transitoria ai fini del passaggio dal regime del nulla osta provvisorio di cui all'art. 2 della legge n. 818 del 1984, a quello dei certificato di prevenzione incendi.
CHIARIMENTI Al VARI ARTICOLI DEL D.P.R. 12 GENNAIO 1998, N. 37.
a) è finalizzato a disciplinare i procedimenti di controllo delle condizioni di sicurezza per la prevenzione incendi, attribuiti in base alla vigente normativa, alla competenza dei Comandi provinciali dei vigili del fuoco, per le fasi relative all'esame dei progetti, agli accertamenti sopralluogo per il rilascio dei certificato, al rinnovo di quest'ultimo, ed alle procedure relative alla autorizzazione in deroga;
b) le attività cui si applica la disciplina del regolamento sono quelle riportate in allegato al d.m. 16 febbraio 1982, e successive modifiche ed integrazioni;
c) la disciplina procedurale prevista dal regolamento non si applica a quelle attività industriali, che seppur ricomprese tra quelle di cui al d.m. 16 febbraio 1982, ricadono nel settore delle attività a rischio di incidente rilevante soggette a notifica, ai sensi del d.P.R. 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche ed integrazioni.
Detta disciplina si applica invece alle attività industriali, ricomprese tra quelle dell'allegato al d.m. 16 febbraio 1982, e soggette a dichiarazione, ai sensi del citato d.P.R. n. 175/1988;
d) le attività riportate negli allegati A e B del d.P.R. n. 689 del 1959, e non ricomprese tra quelle di cui al d.m. 16 febbraio 1982, pur soggette ai controlli obbligatori da parte dei Comandi dei vigili del fuoco ai sensi dell'art. 2 della legge n. 966 dei 1965 e del d.P.R. n. 577 del 1982, non soggiacciono alla disciplina procedurale del regolamento;
Tale decreto (d.m. 4 maggio 1998), in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, costituirà certamente un valido strumento per garantire l'uniformità delle procedure, favorendo la trasparenza e la speditezza dell'azione amministrativa.
Al riguardo, il d.m. 4 maggio 1998 nel dettagliare la documentazione da allegare alla domanda di esame progetto, stabilisce anche i criteri tecnici generali da seguire in mancanza di una specifica regola tecnica.
Si precisa che il procedimento di esame del progetto non potrà essere avviato dal Comando se la domanda non è corredata di tutti gli allegati indicati nel d.m. 4 maggio 1998, e pertanto necessita che ciascun Comando si organizzi al fine di:
Da ultimo si forniscono chiarimenti in merito alla seguente disposizione contenuta in calce al comma 2, «Ove il Comando non si esprima, nei termini prescritti, il progetto si intende respinto».
Quest'ultima, infatti, a seguito della scadenza del termine di cui all'art. 2 del d.P.R. n. 37/1998, può, entro i successivi sessanta giorni, adire al giudice amministrativo per far dichiarare illegittime tale comportamento omissivo (Consiglio di Stato, sentenza n. 1331/1997).
Da quanto sopra emerge l'importanza che è stata riservata alla fase procedimentale relativa al parere di conformità sul progetto: infatti la mancata espressione di detto parere non permette di avviare la successiva fase procedurale finalizzata al rilascio del certificato di prevenzione incendi, né consente all'interessato di presentare la dichiarazione per l'avvio dell'attività, prevista dall'art. 3, comma 5.
Art. 3. Rilascio del certificato di prevenzione incendi
Infatti come meglio precisato nel d.m. 4 maggio 1998, ove tra l'altro è previsto un fac-simile di dichiarazione, le certificazioni di conformità da presentare a corredo della predetta dichiarazione sono le stesse che devono essere prodotte in allegato alla domanda di sopralluogo.
Da quanto sopra consegue che è opportuno ed utile per l'interessato presentare unitamente alla domanda di sopralluogo anche la predetta dichiarazione, che garantisce in via amministrativa la possibilità di avviare da subito l'esercizio dell' attività ai fini antincendio.
Al riguardo si riportano alcuni degli organi collegiali ove è chiamato a partecipare il Comando:
locali di pubblico spettacolo ed intrattenimento: commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo (art. 141 del regolamento dei T.U.L.P.S.);
depositi di oli minerali e g.p.l. autorizzati dalle prefetture: commissione nominata dal prefetto;
fabbriche, deposito e rivendite di esplosivi: commissione tecnica nominata dal prefetto (art. 49 del T.U.L.P.S.).
L'art. 4 semplifica la procedura di rinnovo del certificato di prevenzione incendi stabilendo che il comando provinciale dei vigili del fuoco provvede, senza l'effettuazione dei sopralluogo, sulla base della seguente documentazione allegata all'istanza:
a) dichiarazione del responsabile dell'attività attestante che la situazione riscontrata dal Comando alla data dì rilascio del certificato in scadenza non è mutata e che durante l'esercizio dell'attività ha osservato gli obblighi di cui all'art. 5 del regolamento;
In allegato al d.m. 4 maggio 1998, sono riportati i fac-simile di dichiarazione e di perizia giurata.
Gli adempimenti di cui alle precedenti lettere a) e b) rientrano, in particolare, tra gli obblighi già sanciti dalla vigente legislazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al decreto legislativo n. 626 del 1994, e sono stati oggetto di specifiche disposizioni nel d.m. 4 maggio 1998 (supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998). Pertanto i Comandi provinciali dovranno indicare nel certificato di prevenzione incendi e sulla copia della dichiarazione, di cui all'art. 3, comma 5, del regolamento da restituire all'interessato, il rispetto di quanto previsto all'art. 4 del d.m. 4 maggio 1998 per quanto attiene i controlli e la manutenzione degli impianti ed attrezzature antincendio.
Art. 6. Procedimento di deroga
L'art. 6 disciplina la nuova procedura per l'ottenimento della deroga al rispetto di disposizioni normative antincendio, semplificando sostanzialmente quando previsto dall'abrogato art. 21 del d.P.R. n. 577 del 1982.
L'attuale procedura è stata totalmente decentrata a livello regionale, in quanto prevede che l'autorizzazione in deroga venga rilasciata dall'ispettore regionale od interregionale dei vigili del fuoco competente per territorio, previa acquisizione del parere del comando dei vigili del fuoco interessato e del comitato tecnico regionale di prevenzione incendi, di cui all'art. 20 del citato d.P.R. n. 577 del 1982.
Al fine di garantire l'osservanza di criteri uniformi, nel decreto di cui all'art. 1, comma 5, dei regolamento, vengono fornite specifiche indicazioni sul contenuto della domanda di deroga e sulla documentazione da allegare.
le caratteristiche dell'attività e/o i vincoli esistenti che impediscono di ottemperare alle disposizioni normative cui si chiede di derogare;
L'art. 7 costituisce una norma transitoria ai fini del passaggio dal regime del nulla osta provvisorio di prevenzione incendi, rilasciato ai sensi dell'art. 2 della legge 7 dicembre 1984, n. 818, a quello del certificato di prevenzione incendi, da rilasciarsi secondo le procedure del nuovo regolamento. A tale scopo è previsto che il Ministro dell'interno, ove non già provveduto, emani entro tre anni specifiche direttive per singole attività o gruppi di attività, di cui all'allegato al d.m. 16 febbraio 1982, ove siano stabilite le misure di adeguamento ed i relativi termini temporali, per eliminare così con gradualità i nulla osta tuttora vigenti.
L'art. 4, comma 4, della legge 27 ottobre 1995, n. 437, ha prorogato la validità dei nulla osta provvisori rilasciati, o in corso di rilascio, sino alla data di entrata in vigore dei regolamento relativo alle procedure di prevenzione incendi, pertanto alla luce di quanto disposto dall'art. 7, possono determinarsi le due seguenti situazioni:
2) adeguamento dell'attività alle disposizioni emanate dal Ministro dell'interno entro i termini temporali ivi previsti, secondo la vigente normativa in materia di prevenzione incendi. Il regolamento precisa che le disposizioni di adeguamento, ove ancora non emanate devono essere adottate entro tre anni. Si riportano in allegato disposizioni normative in atto emanate dal Ministero dell'interno, ove sono stabilite le misure di adeguamento per attività esistenti ed i termini temporali entro cui le stesse vanno attuate.
A) d.P.R. n. 577 del 1982:
a1) disposizioni relative alle procedure di deroga ed alle relative competenze dei comitato centrale tecnico scientifico di prevenzione incendi (art. 10, comma 5; art. 11, comma 1, lettera d); art. 21);
L'abrogazione dell'obbligo di richiedere il rilascio del certificato di prevenzione incendi per le suddette manifestazioni, non fa venire meno l'attività di controllo sulla sicurezza antincendio espletata dai Comandi dei vigili dei fuoco nell'ambito delle commissioni provinciali di vigilanza, di cui all'art. 141 del r.d. 6 maggio 1940, n. 635.
b1) disposizioni sul nulla osta provvisorio, in contrasto con quanto stabilito nel nuovo regolamento (art. 2, commi 5, 6, 7, 8);
b2) disposizioni sul rinnovo dei certificati di prevenzione incendi di cui all'art. 4 della legge n. 818 del 1984, in quanto tale disciplina è stata completamente recepita nell'art. 4 del nuovo regolamento.
I procedimenti ed il servizio prevenzione incendi hanno assunto un interesse crescente si all'interno del Corpo nazionale dei vigili dei fuoco sia nei rapporti con altri enti ed istituti.
Particolare riguardo si impone nella scrupolosa osservanza delle disposizioni contenute nel testo regolamentare e nel d.m. 4 maggio 1998, segnatamente per quei profili che si rifanno a principi normativi di carattere generale come il rispetto dei termini previsti per la conclusione dei vari procedimenti.
Disposizione Attività (D.M. 16 febbraio 1982) Termine di adeguamento Proroga
D.M. 16 maggio 1987, n.246 94 - edifici civile abitazione 27 giugno 1992
D.M. 20 maggio 1992, n. 569 90 - edifici storici destinati a musei ecc. 4 marzo 1996
D.P.R. 30 giugno 1995, n. 418 90 - edifici storici destinati a biblioteca ecc. 7 ottobre 1998
D.M. 25 agosto 1992 85 - edilizia scolastica 31 dicembre 1999 Legge 23.12.1997, n. 649. Estens. ai privati legge 7.8.1997, n. 266
D.M. 9 aprile 1994 84 - attività turistico-alberghiere 26 aprile 1999
D.M. 13 ottobre 1994 4/b - depositi di GPL con capacità > 5 mc 12 novembre 2001
D.M. 18 maggio 1995 22 - depositi soluzioni idroalcoliche 9 giugno 2000
D.M. 19 agosto 1996 83 - locali di pubblico spettacolo 12 settembre 1999

References: sentenza 

Art. 3

Art. 6
 art. 21
 art. 11
 art. 21