Source: http://www.ivgtaranto.com/pages/le_vendite_mobiliari_1/index.html
Timestamp: 2020-03-29 05:30:38+00:00

Document:
I soggetti che intendono partecipare alle aste dei beni mobili, possono visionare il bene nei giorni precedenti la vendita come chiaramente indicato nelle schede pubblicate sul sito http://www.ivgtaranto.com , non sarà possibile visionare il bene in periodi diversi o durante l’asta stessa se non al momento della presentazione per l’incanto. I beni vengono venduti “nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano – visti e piaciuti”.
Per l’acquisto di beni registrati (automezzi – autoveicoli ecc.) la delega dovrà avere la firma autenticata.
Il pagamento per le aggiudicazioni delle aste giudiziarie deve essere immediato per contanti o assegni circolari non trasferibili intestati a Istituto Vendite Giudiziarie.
Si consiglia quindi ai potenziali acquirenti di presentarsi all’asta muniti di contanti o di assegni circolari non trasferibili (intestati a Istituto Vendite Giudiziarie) di piccolo taglio che potranno eventualmente essere restituiti alla banca qualora non si aggiudichino il bene.
La normativa Antiriciclaggio (art. 49 Dlgs 231/2007 e successive modificazioni) stabilisce che non possano essere ammessi pagamenti (anche frazionati) in contanti o con titoli al portatore per importi superiori a 5.000,00 euro.
In base a tale normativa pertanto se il valore dei beni aggiudicati sarà inferiore a 5.000,00 euro il pagamento potrà essere effettuato in contanti, mentre per acquisti di valore superiore sarà obbligatorio munirsi di assegni circolari non trasferibili intestati a – Istituto Vendite Giudiziarie – che, ricordiamo, potranno essere restituiti alla banca in caso di mancata aggiudicazione. Lo stesso criterio varrà anche nel caso di più aggiudicazioni in capo allo stesso soggetto di beni di valore complessivamente superiore a 5.000,00 Euro. Anche in questo caso potranno essere utilizzati unicamente assegni circolari non trasferibili intestati a Istituto Vendite Giudiziarie non potendo l’Istituto accettare contanti o assegni circolari al portatore – singolarmente inferiori a 5.000,00 euro – ma il cui importo cumulato superi tale cifra.
2. Se il colpevole è persona preposta dalla legge o dall’Autorità agli incanti o alle licitazioni suddette, la reclusione è da uno a cinque anni e la multa da L. 1 milione a 4 milioni.
1. Chiunque, per denaro, dato o promesso a lui o ad altri, o per altra utilità a lui o ad altri data o promessa, si astiene dal concorrere agli incanti o alle licitazioni indicati nell’articolo precedente, è punito con la reclusione sino a sei mesi o con la multa fino a L. 1 milione.
• Art. 532 cpc – “Vendita a mezzo commissionario”: il giudice dell’esecuzione può disporre la vendita senza incanto o tramite commissionario dei beni pignorati. Le cose pignorate devono essere affidate all’istituto vendite giudiziarie, ovvero, con provvedimento motivato, ad altro soggetto specializzato nel settore di competenza, affinché proceda alla vendita in qualità di commissionario. Nello stesso provvedimento di cui al primo comma il giudice, dopo aver sentito, se necessario, uno stimatore dotato di specifica preparazione tecnica e commerciale in relazione alla peculiarità del bene stesso, fissa il prezzo minimo della vendita e l’importo globale fino al raggiungimento del quale la vendita deve essere eseguita, e può imporre al commissionario una cauzione. Se il valore delle cose risulta da listino di borsa o di mercato (Cod. Civ. 1474), la vendita non può essere fatta a prezzo inferiore al minimo ivi segnato (539).
• Art. 533 cpc – “Obblighi del Commissionario”: il commissionario non può vendere se non per contanti. Egli e’ tenuto in ogni caso a documentare le operazioni di vendita mediante certificato, fattura o fissato bollato in doppio esemplare, uno dei quali deve essere consegnato al cancelliere col prezzo ricavato dalla vendita, nel termine stabilito dal pretore nel suo provvedimento. Qualora la vendita senza incanto non avvenga nel termine di un mese dal provvedimento di autorizzazione, il commissionario, salvo che il termine sia prorogato su istanza di tutti i creditori intervenuti, deve riconsegnare i beni, affinché siano venduti all’incanto (534; att. 168). Il compenso al commissionario e’ stabilito dal giudice dell’esecuzione con decreto.
• Art. 534 cpc – “Vendita all’incanto”: quando la vendita deve essere fatta ai pubblici incanti il giudice dell’esecuzione, col provvedimento di cui all’art. 530, stabilisce il giorno, l’ora e il luogo in cui deve eseguirsi, e ne affida l’esecuzione al cancelliere o all’ufficiale giudiziario o a un istituto all’uopo autorizzato (att. 159, 168; Cod. Pen. 353, 354). Nello stesso provvedimento il giudice dell’esecuzione può disporre che, oltre alla pubblicità prevista dal primo comma dell’art. 490, sia data anche una pubblicità straordinaria a norma del comma terzo dello stesso articolo.
• Art. 535 cpc – “Prezzo base dell’incanto”: se il valore delle cose risulta da listino di borsa o di mercato (Cod. Civ. 1474), il prezzo base e’ determinato dal minimo del giorno precedente alla vendita. In ogni altro caso il giudice dell’esecuzione, nel provvedimento di cui all’art. 530, sentito quando occorre uno stimatore (68; att. 161), fissa il prezzo di apertura dell’incanto o autorizza, se le circostanze lo consigliano, la vendita al migliore offerente senza determinare il prezzo minimo.
• Art. 537 cpc – “Modo dell’incanto”: le cose da vendere si offrono singolarmente oppure a lotti secondo la convenienza, per il prezzo base di cui all’art. 535. L’aggiudicazione al maggiore offerente segue quando, dopo una duplice pubblica enunciazione del prezzo raggiunto, non e’ fatta una maggiore offerta. Se la vendita non può compiersi nel giorno stabilito, e’ continuata nel primo giorno seguente non festivo. Dell’incanto si redige processo verbale (126), che si deposita immediatamente nella cancelleria (att. 169).
• Art. 538 cpc – “Nuovo incanto”: Quando una cosa messa all’incanto resta invenduta, il soggetto a cui è stata affidata l’esecuzione della vendita fissa un nuovo incanto ad un prezzo base inferiore di un quinto rispetto a quello precedente.
• Art. 539 cpc – “Vendita o assegnazione di oggetti d’oro e d’argento”: gli oggetti d’oro e d’argento non possono in nessun caso essere venduti per un prezzo inferiore al valore intrinseco. Se restano invenduti, sono assegnati (506 e seguenti) per tale valore ai creditori (disp. di att. 162).
• Art. 540 cpc – “Pagamento del prezzo e rivendita”: la vendita all’incanto si fa per contanti. Se il prezzo non e’ pagato, si procede immediatamente a nuovo incanto (538), a spese e sotto la responsabilità dell’aggiudicatario inadempiente (att. 168). La somma ricavata dalla vendita e’ immediatamente consegnata al cancelliere per essere depositata con le forme dei depositi giudiziari (att. 169).
• Art. 579 cpc – “Persone ammesse agli incanti”: per quanto e’ disposto nell’articolo seguente, ognuno, eccetto il debitore, e’ ammesso a fare offerte all’incanto. Le offerte debbono essere fatte personalmente o a mezzo di mandatario munito di procura speciale (83-2). I procuratori legali possono fare offerte per persone da nominare (571, 583).
- Articolo 2922 c.c

References: Art. 532
 Art. 533
 Art. 534
 Art. 535
 Art. 537
 Art. 538
 Art. 539
 Art. 540
 Art. 579
 Articolo 2922