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Timestamp: 2019-06-25 10:03:01+00:00

Document:
Agroindustriale - Pesca, COOP: CCNL 5 febbraio 2003
Data firma: 5 febbraio 2003
Validità: 01.01.2003- 31.12.2006
Parti: Federcoopesca-Cci, Lega-Pesca, Agci-Pesca e Fai-Cisl, Flai-Cgil. Uila-Uil
Settori: Agroindustriale, Pesca, COOP
Dichiarazione a verbale - Piccola pesca
• a) Il contratto nazionale.
• b) Contrattazione decentrata di 2° livello.
• c) Dotazione vestiario da lavoro
Art. 3 - Classificazione del personale.
• Trasferimento.
Art. 5 - Livelli.
Art. 6 - Occupazione.
Art. 7 - Assunzione.
Art. 9 - Flessibilità.
• Flessibilità non strutturale.
• Flessibilità strutturale.
Art. 10 - Disciplina del rapporto a tempo determinato.
Art. 11 - Stagionalità.
Art. 12 - Articolazione dell'orario di lavoro.
Art. 13 - Orario straordinario.
Art. 14 - Indennità per pernottamento comandato in valle da pesca.
Art. 16 - Festività.
Art. 17 - Ferie.
Art. 18 - Permessi retribuiti.
Art. 19 - Congedi e permessi per handicap.
Art. 20 - Part time.
Art. 21 - Apprendistato.
Art. 23 - Servizio militare e civile.
Art. 24 - Conservazione del posto di lavoro.
Art. 25 - Trapasso di azienda.
Art. 26 - Visite di controllo.
Art. 27 - Indennità di malattia.
Art. 28 - Indennità di infortunio.
Art. 29 - Indennità nei giorni festivi.
Art. 30 - Aspettativa per malattia e infortunio.
Art. 31 - Ambiente e sicurezza.
Art. 32 - Gravidanza e puerperio.
Art. 33 - Retribuzione.
Art. 34 - Retribuzione di fatto.
Art. 35 - Retribuzione mensile.
Art. 36 - Quota giornaliera.
Art. 37 - Quota oraria. Art. 38 - Tabella retribuzioni.
Art. 39 - Aumenti
Art. 40 - Provvigioni.
Art. 41 - Indennità di cassa.
Art. 42 - Indennità funzione Quadri.
Art. 43 - Prospetto paga.
Art. 44 - Tredicesima mensilità.
Art. 45 - Quattordicesima mensilità.
Art. 46 - Scatti di anzianità.
Art. 47 - Missioni o trasferte.
Art. 48 - Dimissioni.
Art. 49 - Licenziamento.
Art. 50 - Risoluzione del contratto a tempo determinato.
Art. 51 - Recesso 'ad nutum'.
Art. 52 - Licenziamento disciplinare.
Art. 53 - Preavviso.
Art. 54 - Trattamento di fine rapporto (TFR).
Art. 55 - Decesso.
Art. 56 - Corresponsione del trattamento.
Art. 57 - Assenze.
Art. 58 - Contratti di formazione lavoro (CFL).
Art. 59 - Diritti sindacali.
• a) Rappresentanze sindacali d'azienda (RSA) e RSU.
• b) Riunioni in azienda.
• d) Distacchi sindacali.
Art. 60 - Formazione.
• a) Permessi per formazione professionale.
Art. 61 - Deleghe sindacali.
Art. 62 - Contributo di assistenza contrattuale.
Art. 63 - Assicurazioni previdenziali.
Art. 64 - Previdenza complementare.
Art. 65 - Fondo integrativo sanitario.
Art. 66 - Decorrenza e durata del contratto.
Art. 67 - Rinnovo del CCNL - Procedure.
Allegato n. 1 Recepimento nel contratto di una norma di legge
Allegato n. 2 Atto costitutivo del comitato intersindacale per il contributo di assistenza contrattuale (CCNL per il personale non imbarcato Dipendente da cooperative esercenti attività di pesca marittima, Attività di maricoltura, acquacoltura e vallicoltura)
Allegato n. 3 Tabelle retribuzioni e scatti di anzianità
Allegato n. 4 Facsimile lettera di assunzione
Allegato n. 5 Facsimile lettera di comunicazione dimissioni dipendente
Allegato n. 6 Facsimile comunicazione di licenziamento dipendente
Allegato n. 7 Facsimile lettera impegno di assunzione
Allegato n. 8 Facsimile lettera assunzione tempo determinato
Allegato n. 9 Facsimile contratto di lavoro a tempo parziale
Allegato n. 10 Facsimile trasmissione contratti part-time
Allegato n. 11 Protocollo di intesa per l'applicazione del D.Lgs. 19.9.94 n. 626, 5 ottobre 1995
Allegato n. 12 Accordo per la costituzione delle RSU
Allegato n. 13 Regolamento contributo assistenza contrattuale di cui all'art. 62 del CCNL
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non imbarcato dipendente da cooperative esercenti attività di pesca marittima, attività di maricoltura, acquacoltura e vallicoltura
Addì, 5 febbraio 2003 tra Federcoopesca/Cci […], assistita dalla Responsabile del Servizio Relazioni sindacali di Confcooperative […]; Lega/Pesca rappresentata dal Presidente […], dal Vice Presidente […] e dal Responsabile Relazioni industriali Legacoop […]; Agci/Pesca rappresentata dal Presidente […], dal Responsabile Relazioni industriali dell'Agci […] e Fai/Cisl […]; Flai/Cgil […]; Uila/Uil […] si è stipulato il presente CCNL da valere per il personale dipendente da cooperative esercenti l'attività di pesca marittima, maricoltura, acquacoltura e vallicoltura.
In particolare, le Associazioni cooperative stipulanti si impegnano a fornire alle Organizzazioni sindacali informazioni preventive sui programmi e sugli investimenti, ivi compresi quelli riguardanti l'innovazione tecnologica e/o organizzativa del sistema delle imprese cooperative, sull'andamento quantitativo e qualitativo dell'occupazione, sulle modifiche della organizzazione del lavoro, sulle misure per la tutela della salute e per la salvaguardia dell'ambiente.
In questo ambito e nei termini più generali l'informazione riguarderà anche, in quanto azioni di rilevanza nazionale, gli impegni relativi alla Programmazione Negoziata laddove intervengano costituzioni di nuove aziende, concentrazioni, fusioni, processi di sviluppo, ristrutturazioni, con particolare riferimento a programmi che comportano nuovi insediamenti e processi di mobilità dei lavoratori.
Le informazioni suddette saranno fornite con la necessaria tempestività, ai fini dell'utilità del confronto stesso.
Tali informazioni, saranno comunque fornite periodicamente, e almeno 1 volta all'anno entro il 31 dicembre, a livello nazionale nelle dimensioni di comparto o di grandi settori, a livello regionale o subregionale per gli aspetti riguardanti tale dimensione territoriale.
Al fine di raccogliere, elaborare e utilizzare gli elementi di conoscenza necessari a un confronto sistematico sui temi di rilevante interesse reciproco, le parti s'impegnano a realizzare nel quadriennio di vigenza del presente accordo un Osservatorio nazionale sulla cooperazione di pesca. Tale Osservatorio avrà lo scopo preciso di promuovere ed organizzare analisi, informazioni e ricerche, anche articolate per sottosettori e territori, sui problemi dello sviluppo della cooperazione di pesca, in coerenza con le attività inerenti il presente contratto, in una visione integrata con i problemi della trasformazione e commercializzazione dei prodotti, degli investimenti e della spesa pubblica, del mercato del lavoro e dell'andamento dell'occupazione.
Il presente CCNL si applica al personale dipendente che presta la propria opera negli uffici, negli impianti a terra, negli impianti di allevamento ittico o molluschicolo in acque marittime, lagunari e valli da pesca, non imbarcato sulle navi soggette alla legge n. 413/94.
La struttura della contrattazione è articolata su livello nazionale, aziendale e/o territoriale.
b) Contrattazione decentrata di 2° livello.
Nel corso della sua vigenza le parti, nei tempi che saranno ritenuti necessari, svolgeranno procedure di informazione, consultazione, verifica e contrattazione prevista dalle leggi, dai CCNL, dagli accordi collettivi e dalla prassi negoziale vigente, per la gestione degli effetti sociali connessi alle trasformazioni aziendali quali le innovazioni tecnologiche, organizzative e i processi di ristrutturazione che influiscono sulle condizioni di sicurezza, di lavoro e di occupazione anche in relazione alla legge sulle pari opportunità.
Potranno essere concordate tra le parti particolari norme riguardanti:
- tutti i nastri orari, distribuzione di lavoro attraverso uno o più regimi di orario turni continui, turni spezzati, fasce differenziate;
- tutela della salute e dell'integrità fisica dei lavoratori, ambiente sicurezza nei luoghi di lavoro;
- modalità di svolgimento dell'attività di patronato sindacale;
- altre materie espressamente demandate dagli articoli dei singoli istituti del presente CCNL;
Le parti, nel confermare la validità degli accordi aziendali realizzati, e in particolare le parti relative all'esercizio dei diritti di informazione, nonché i sistemi di relazioni sindacali in atto, si danno altresì atto che problemi relativi all'organizzazione del lavoro, potranno essere affrontati e definiti, in occasione degli incontri per la contrattazione aziendale o territoriale, in riferimento a programmi di innovazione.
La relativa contrattazione dovrà svolgersi con l'intervento delle Organizzazioni sindacali locali aderenti o facenti capo alle Organizzazioni nazionali stipulanti il presente CCNL e per i datori di lavoro delle rispettive Associazioni rappresentative.
c) Dotazione vestiario da lavoro
Nella contrattazione di 2° livello verranno concordate tra le parti le quote di massa vestiario da destinare ai dipendenti in base alla tipologia di lavoro svolto.
In relazione alle particolari esigenze del settore ittico, al fine di migliorare il servizio al consumatore, con particolare riferimento ai flussi stagionali, anche nelle singole unità, l'azienda potrà ricorrere, con le procedure indicate nel successivo art. 10, anche per singole unità produttive e tenuto conto delle esigenze dei lavoratori, alle seguenti forme di articolazione dell'orario settimanale di lavoro:
Si realizza mediante la concessione di mezza giornata di riposo in coincidenza con la chiusura infrasettimanale prevista dalle norme locali in vigore, e per le restanti 4 ore mediante la concessione di un'ulteriore mezza giornata a turno settimanale. […]
Nelle aziende o nelle singole unità delle stesse, non soggette alla disciplina legislativa sull'orario di apertura o chiusura dei negozi, nelle quali prima dell'entrata in vigore del presente contratto l'orario di lavoro settimanale era distribuito in 5 giorni, restano immutate le situazioni di fatto esistenti.
Negli altri casi, e sempre con riferimento alle aziende o a singole unità delle stesse non soggette alla disciplina legislativa sull'orario di apertura e chiusura dei negozi, le parti concordano di esaminare in sede di commissione di cui al comma 2 della presente lettera
b) 38 1/2 ore settimanali.
Si realizzano attraverso l'assorbimento delle 56 ore di permesso retribuito di cui all'art. 19.
Si realizza attraverso l'assorbimento delle 56 ore di permesso retribuito di cui all'art. 19 e di 16 delle 32 ore di permesso retribuite di cui all'art. 19.
Le parti si danno atto della necessità di definire a livello d'Azienda, entro il 1° trimestre di ciascun anno, il calendario di lavoro sulla base dei prevedibili programmi lavorativi nella salvaguardia delle punte di maggiore intensità produttiva e dei picchi stagionali.
In tale definizione sarà prevista la collocazione temporale delle ferie, dei riposi individuali, per l'ex festività, dei ROL, dei prevedibili periodi di flessibilità, degli orari, anche in funzione della gestione di eventuali fermate collettive.
Quanto sopra anche al fine di consentire alle aziende di pervenire a un ottimale utilizzazione degli impianti, ai migliori livelli di produttività, nella salvaguardia della qualità della produzione e delle condizioni di lavoro, adottando tutte le necessarie flessibilità per una immediata e puntuale risposta alla sollecitazione di mercato, coniugando tali dinamiche esterne con una gestione coerente delle risorse umane considerate quali imprescindibili fattori di competitività aziendale.
Qualora nell'arco dell'anno si dovessero verificare variazioni significative del calendario stabilito, anche per situazioni congiunturali negative di mercato, fra Direzione aziendale e RSU e/o Organizzazioni sindacali territoriali, si terrà un confronto onde procedere all'aggiornamento del programma.
Le parti riconoscono che la specifica tipologia di mercato in cui opera l'Azienda richieda, per cogliere ogni opportunità, di utilizzare prestazioni lavorative in regime di flessibilità a fronte di situazioni difficilmente fronteggiabili con altri strumenti.
Si conviene pertanto che a livello aziendale, nel rispetto di quanto previsto dal CCNL potranno realizzarsi regimi di flessibilità con riferimento, a titolo esemplificativo e non esaustivo, come contenuto nell'art. 10 (Flessibilità).
Flessibilità non strutturale.
In relazione a quanto sopra le parti concordano di prevedere in questa sede una serie di momenti-occasioni di flessibilità positiva e di flessibilità negativa da adottarsi nei casi in cui gli eventi previsti non possono essere fronteggiati adeguatamente nell'ambito della definizione dei calendari annui. Dopo esame congiunto, la Direzione aziendale e le RSU interessate ne verificheranno le modalità attuative (durata del periodo di flessibilità, numero dei lavoratori coinvolti, periodo temporale entro il quale collocare i riposi compensativi; il tutto nel rispetto dell'alternanza delle turnazioni e nell'ottica del principio di equa ripartizione dei carichi di lavoro).
A) Occasioni di flessibilità negativa:
(1) fermate di una o più linee produttive a causa di mancata richiesta di mercato;
(2) fermate per revisioni non programmate;
(3) fermate per interventi urgenti a seguito di guasti gravi;
(4) mix di prodotti che richiedono uri numero di addetti inferiori alla media;
(5) esaurimento di semilavorati (in particolare per quanto riguarda il reparto confezionamento).
B) Occasioni di flessibilità positiva:
(1) punta di mercato;
(2) operazioni promozionali;
(3) punte anomale di assenze del personale;
(4) mix di prodotti che richiedono un numero superiore di addetti alla media.
Al determinarsi di una o più occasioni di flessibilità non strutturale, come sopra stabilite, si procederà tra Direzione aziendale e RSU alla verifica, in sede sindacale, dei presupposti necessari e conseguentemente, si opererà nel modo seguente:
- nella settimana di flessibilità negativa ai lavoratori interessati verranno corrisposte ugualmente le 40 ore di retribuzione ordinaria e, nel contempo, verrà loro "addebitato" un numero di ore corrispondente alla flessibilità negativa effettuata;
- nella settimana di flessibilità positiva, ai lavoratori interessati verranno corrisposte le 40 ore di retribuzione ordinaria e in aggiunta, per le ore settimanali prestate oltre le normali 40 ore, verrà loro "accreditato" un numero di ore corrispondente alla flessibilità positiva effettuata.
Direzione aziendale ed RSU verificheranno periodicamente la quantità di flessibilità positiva e negativa effettuata dai lavoratori. […]
Si individua infine che il limite massimo delle ore utilizzabili in regime di flessibilità contrattuale è di 12 settimanali per un massimo di 144 ore l'anno.
Flessibilità strutturale.
Le parti convengono, per le Aziende che producono prodotti facilmente deteriorabili, di realizzare sistemi di orario, capaci di tenere conto dell'estrema variabilità dei volumi annuali di produzione e della assenza totale di conservanti e/o additivi, che comportano l'assoluta necessità di consegnare tempestivamente al mercato i prodotti nelle migliori condizioni di freschezza.
La gestione dei modelli in essere nelle aziende pur nelle loro specificità, vede oggi la necessità di riapprezzare e consolidare alcuni aspetti applicativi, che, nella situazione attuale, possono non rispondere appieno all'effettiva esigenza delle parti.
(1) confronto tra Direzione aziendale ed RSU o tra Organizzazioni sindacali territoriali e Organizzazioni datoriali territoriali, per comprovare le esigenze tecnico-produttive e organizzative che richiedono l'incremento della flessibilità attualmente esistente e, conseguentemente, per verificarne le modalità attuative;
(2) conferma dei trattamenti in essere per il monte delle ore di flessibilità stabilite dal presente CCNL.
In aggiunta a quanto convenuto in tema di flessibilità strutturale, le parti concordano sulla necessità di ridurre al minimo livello possibile il disagio derivante ai lavoratori dalla mutevole programmazione dei turni di lavoro salvaguardando però l'esigenza di soddisfare le richieste di mercato e la freschezza del prodotto.
Per contemperare al meglio le esigenze di cui sopra le parti convengono sulla necessità che i turni di lavoro vengano predeterminati, senza possibilità di ulteriore modifica, entro le ore 13 del venerdì precedente ogni settimana lavorativa.
Onde poter soddisfare i mutamenti non prevedibili e repentini della domanda commerciale si conviene altresì di poter variare la programmazione dei turni di lavoro dopo il termine di anzi indicato per non più di 6 volte nell'arco dell'anno, dandone preventiva comunicazione alle RSU e ai lavoratori.
Pertanto, quando si renda necessaria l'assunzione di lavoratori stagionali o comunque necessari per punte di maggior lavoro ricorrenti con contratto a tempo determinato, il numero dei lavoratori da assumere, il periodo di lavorazione e l'inquadramento professionale saranno esaminati preventivamente con le RSU o le Organizzazioni sindacali territoriali per verificare l'esatta applicazione delle norme contrattuali e di legge.
Qualora il datore di lavoro richieda agli operai il pernottamento in valle da pesca, dovrà corrispondere agli stessi una indennità aggiuntiva fissa nella misura di € 18,10 per singola notte. Detta presenza notturna, improntata ad un criterio di turnazione, non potrà interessare lo stesso lavoratore per un periodo superiore a 15 giorni nello stesso mese.
Si richiamano in maniera particolare le norme riguardanti: le attività stagionali e quelle con le quali il funzionamento domenicale corrisponda a esigenze tecniche o a ragioni di pubblica utilità; le aziende esercenti la vendita al minuto o in genere attività rivolte a soddisfare direttamente bisogni del pubblico; i lavori di manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti; la vigilanza delle aziende e degli interventi; la compilazione dell'inventario e del bilancio annuale.
Ai sensi dell'art. 16, legge n. 196/97, le cooperative che applicano il presente CCNL hanno facoltà di assumere lavoratori con contratto di apprendistato.
Il rapporto di apprendistato è regolato dalla vigente legislazione, nonché da quanto previsto dal presente articolo.
Le parti, al fine di rendere contrattualmente applicabili le norme sull'apprendistato previste dalla legge n. 196/97, convengono di istituire una specifica Commissione a livello nazionale che possa individuare i contenuti di formazione da realizzare all'esterno e all'interno dell'impresa, secondo le disposizioni vigenti in materia.
La Commissione, formata da rappresentanti ed esperti delle parti, dovrà provvedere entro 6 mesi alla predisposizione dei necessari contenuti formativi per gruppi di profili professionali omogenei, rispetto all'area di attività aziendale, sulla base della correlazione tra i titoli di studio in possesso dei giovani da formare e il profilo professionale da conseguire.
In materia di ambiente e sicurezza, si rinvia a quanto stabilito nell'Accordo interconfederale tra Centrali cooperative e Cgil, Cisl, Uil del 5.10.95 (allegato 11).
È previsto il licenziamento disciplinare nei confronti del lavoratore per le seguenti mancanze:
- infrazioni alle norme di legge circa la sicurezza per la lavorazione, il deposito, la vendita, il trasporto;
- recidiva oltre la 3a volta nell'anno solare in qualunque delle mancanze che prevedono la sospensione, fatto salvo quanto previsto per la recidiva nei ritardi.
a) Rappresentanze sindacali d'azienda (RSA) e RSU.
Nelle aziende che occupino più di 5 lavoratori, sarà eletto un delegato d'azienda nell'ambito di ciascuna delle Organizzazioni dei lavoratori firmatarie del presente CCNL; nelle aziende che occupano da 50 a 75 lavoratori potrà essere eletto un secondo delegato per ogni Organizzazione sindacale dei lavoratori contraente il presente CCNL; nelle aziende con oltre 75 dipendenti saranno eletti tre delegati per ogni Organizzazione sindacale.
b) Riunioni in azienda.
I lavoratori hanno diritto di riunirsi nell'ambito dell'azienda in cui prestano la loro opera fuori dell'orario di lavoro nonché durante l'orario di lavoro nei limiti di 13 ore annue regolarmente retribuite.
In virtù del ruolo fondamentale che la formazione riveste come investimento strategico per il miglioramento della qualità e della sicurezza del lavoro, dei prodotti e dei processi produttivi, nonché la crescita individuale e collettiva dei lavoratori, le parti s'impegnano a rispettare il diritto dei lavoratori a "proseguire i percorsi di formazione per tutto l'arco della vita, per accrescere conoscenze e competenze professionali" (art. 6, legge n. 52/00) e a promuovere e sostenere percorsi e programmi di formazione continua e permanente, sia per i lavoratori a tempo determinato che a tempo indeterminato, in base a progetti bilaterali presentati a livello aziendale, di filiera, di settore, secondo le modalità previste dalle normative vigenti.
Norma di legge. - Obblighi dei titolari di benefici accordati dallo Stato e degli appaltatori delle opere pubbliche.
Nei provvedimenti di concessione di benefici accordati ai sensi delle vigenti leggi dallo Stato a favore di imprenditori che esercitano professionalmente un'attività economica organizzata e nei capitolati di appalto attinenti all'esecuzione di opere pubbliche, deve essere inserita la clausola esplicita determinante l'obbligo per il beneficiario o appaltatore di applicare o far applicare nei confronti dei lavoratori dipendenti condizioni non inferiori a quelle risultanti dai CCNL nella categoria e nella zona.
Ogni infrazione al suddetto obbligo che sia accertata dall'Ispettorato del lavoro viene comunicata immediatamente ai Ministri o agli Enti, nella cui amministrazione sia stata disposta la concessione del beneficio e dell'appalto.
Questi adotteranno le opportune determinazioni fino alla revoca del beneficio e nei casi più gravi o nel caso di recidiva potranno decidere l'esclusione del responsabile per un tempo fino a 5 anni da qualsiasi ulteriore concessione di agevolazione finanziaria o creditizie ovvero da qualsiasi appalto.

References: Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37
 Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67
 art. 10