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Timestamp: 2020-05-30 21:58:21+00:00

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Art. 27 codice di procedura civile - Foro relativo alle opposizioni all'esecuzione - Brocardi.it
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Articolo 27 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 27 Codice di procedura civile
Per le cause di opposizione all'esecuzione forzata di cui agli artt. 615 (1) e 619 (2) è competente il giudice del luogo dell'esecuzione, salva la disposizione dell'art. 480 terzo comma [28, 618bis] (3) (4). Per le cause di opposizione a singoli atti esecutivi [617] è competente il giudice davanti al quale si svolge l'esecuzione (5).
(1) Opposizione con cui si contesta il diritto della parte istante di procedere ad esecuzione forzata. Se l'esecuzione forzata non è ancora iniziata si può proporre opposizione al precetto con atto di citazione davanti al giudice competente per materia, valore e territorio.
Se l'esecuzione è già iniziata, l'opposizione andrà proposta con ricorso al giudice dell'esecuzione stessa, il quale fissa con decreto l'udienza di comparizione delle parti e il temrmine perentorio per la notificazione del ricorso.
(2) Opposizione promossa da un terzo estraneo all'esecuzione, che vanta un diritto di proprietà o altro diritto reale sui beni pignorati, al fine di sottrarli all'esecuzione.
(3) Ai sensi dell'art. 480 del c.p.c., nel caso in cui la parte istante, nel notificare il precetto, abbia omesso di dichiarare la residenza o eleggere il domicilio nel comune in cui ha sede il giudice competente per l'esecuzione, l'opposizione al precetto si propone innanzi al giudice del luogo nel quale è avvenuta la notifica.
(4) Si precisa che la competenza per valore e per materia viene individuata in ragione delle norme ordinarie (17).
(5) Se l'esecuzione non è ancora iniziata, il giudice competente a conoscere della opposizione al singolo atto esecutivo (617) si individua a norma dell'art. 480 terzo comma.
La norma in esame individua il foro territorialmente competente e inderogabile ai sensi dell'art. 28 del c.p.c. per le opposizioni ellì'esecuzione o agli atti ad essa preliminari. La norma trova applicazione anche alle opposizioni all'esecuzione promosse contro la pubblica amministrazione: in questo caso, infatti, non trova applicazione il foro erariale di cui all'art. 25.
Spiegazione dell'art. 27 Codice di procedura civile
L’articolo in esame fa riferimento alle cause di opposizione contemplate dagli artt. 615 e 619 c.p.c. (a cui viene fatto rinvio), stabilendo che in questi casi la competenza territoriale spetta inderogabilmente al giudice del luogo in cui avviene l’esecuzione.
In particolare, l’art. 615 del c.p.c. fa riferimento all’opposizione con cui viene contestato il diritto della parte istante di procedere all’esecuzione, mentre l’art. 619 del c.p.c. si riferisce alle opposizioni promosse da un terzo che intende vantare un diritto reale sul bene.
Lo stesso primo comma della norma fa salva la disposizione di cui al terzo comma dell’art. 480 del c.p.c., norma che sancisce l’obbligo per la parte istante di dichiarare la residenza o eleggere domicilio nel Comune in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione; sarà proprio a questo giudice che spetterà la competenza a conoscere dell’opposizione a precetto.
Infatti, continua la stessa norma dicendo che, nel caso in cui il precetto non contenga la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio della parte istante nel comune in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione, l’opposizione a precetto andrà proposta davanti al giudice del luogo in cui esso è stato notificato, ossia quello del luogo di residenza del debitore opponente.
Infatti, secondo la prevalente dottrina, l’assenza in questo secondo comma del richiamo al 3° comma del suddetto articolo, è dovuta ad un mero difetto di coordinamento, e ciò tenuto anche conto del fatto che lo stesso primo comma dell’art. 617 c.p.c. prevede espressamente che le opposizioni relative alla regolarità formale del titolo esecutivo e del precetto si propongono, prima che sia iniziata l’esecuzione, davanti al giudice indicato all’art. 480 comma 3 c.p.c.
Massime relative all'art. 27 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 186/1998
La contemporanea pendenza, relativamente al medesimo credito, di un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo e di altro di opposizione a precetto intimato sulla base di quel medesimo titolo, ha influenza esclusivamente sul piano degli accertamenti esperibili in ciascuno di tali procedimenti e sul conseguente contenuto della decisione adottabile nell'una e nell'altra sede, ma non comporta modificazioni della competenza, che rispettivamente appartiene, secondo criteri inderogabili, in base all'art. 645 c.p.c., al giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo opposto e, in base agli artt. 27 comma primo e 615 comma primo c.p.c., al giudice del luogo dell'esecuzione competente per materia e per valore.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 186 del 12 gennaio 1998)
Cass. civ. n. 2427/1996
Nel caso di esecuzione immobiliare che l'amministrazione finanziaria intraprenda a carico del proprietario del bene per Invim da altri dovuta, l'opposizione proposta da detto proprietario, al fine di sostenere l'improcedibilità dell'azione per omessa notifica del titolo e del precetto, ovvero per inesistenza degli stessi, resta nell'ambito dell'opposizione agli atti esecutivi, non all'esecuzione, perché non coinvolge l'an od il quantum della pretesa del creditore, e, pertanto, rimane soggetta alle ordinarie regole di competenza, sottraendosi all'applicazione delle disposizioni speciali dell'art. 7 del R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2427 del 21 marzo 1996)
Cass. civ. n. 7086/1995
Appartiene al pretore, in funzione di giudice del lavoro, a norma degli artt. 618 bis e 409, n. 5, c.p.c., la competenza a conoscere delle opposizioni all'esecuzione — così come delle opposizioni agli atti esecutivi proposte dopo l'inizio dell'esecuzione (art. 27, secondo comma, c.p.c.) — qualora la controversia si riferisca ad aspetti del rapporto di lavoro dei dipendenti di enti pubblici che siano estranei alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. (Nella specie, crediti di medici e biologi dipendenti di una Usl per corrispettivi di prestazioni svolte in regime di plus orario, liquidate con decreto ingiuntivo, emesso dal giudice ordinario, munito di clausola di provvisoria esecuzione).
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 7086 del 23 giugno 1995)
Cass. civ. n. 6557/1994
In forza del combinato disposto degli artt. 7 e 8, R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611, i giudizi relativi a procedimenti di esecuzione per i quali la prima di tali norme esclude l'operatività del foro erariale sono quelli concernenti la validità formale del procedimento (opposizione agli atti esecutivi ex art. 617, c.p.c.) o l'eventuale coinvolgimento di beni di soggetti estranei all'esecuzione (opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c.) o contestazioni insorte intorno alla dichiarazione del terzo pignorato (art. 548 c.p.c.), vale a dire situazioni che prescindono dall'an e dal quantum della pretesa tributaria. Rientrano, invece, nella regola del foro erariale le controversie, insorte in executivis, concernenti tale pretesa, come le opposizioni all'esecuzione diretta a contestare il fondamento della pretesa tributaria (e non l'impignorabilità dei beni o situazioni ugualmente estranee a tale pretesa).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6557 del 13 luglio 1994)
Cass. civ. n. 10083/1990
Nel giudizio di opposizione all'esecuzione, la competenza per territorio, inderogabilmente fissata in base al luogo della esecuzione medesima (artt. 27 e 28 c.p.c.), non può essere declinata, in favore di altro giudice preventivamente adito con opposizione al precetto, dato che le disposizioni dell'art. 39 secondo comma c.p.c., in tema di continenza, non trovano applicazione quando detto altro giudice difetti di competenza, sulla causa introdotta successivamente, per ragioni inderogabili di territorio.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 10083 del 15 ottobre 1990)

References: Articolo 27

Articolo 27

Cass. 
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 art. 619
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