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0.975.247.0
Abkommen vom 12. Mai 1994 zwischen dem Schweizerischen Bundesrat und der Regierung der Republik Kasachstan über die Förderung und den gegenseitigen Schutz von Investitionen
Accord du 12 mai 1994 entre le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de la République du Kazakhstan concernant la promotion et la protection réciproque des investissements
Accordo del 12 maggio 1994 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica del Kazakhstan concernente la promozione e la protezione reciproca degli investimenti
Art. 2 Promozione degli investimenti
Art. 3 Protezione e trattamento degli investimenti
Art. 6 Investimenti anteriori all’Accordo
Art. 9 Controversie tra una Parte contraente e un investitor...
Art. 10 Controversie tra le Parti contraenti
Art. 11 Rispetto degli impegni
Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica del Kazakhstan concernente la promozione e la protezione reciproca degli investimenti
Concluso il 12 maggio 1994
Entrato in vigore mediante scambio di note il 13 maggio 1998
(Stato 13 maggio 1998)
Il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica del Kazakhstan
in seguito denominati «le Parti contraenti»,
animati dal desiderio di rafforzare la cooperazione economica tra i due Stati nel reciproco interesse,
intenzionati a creare e mantenere condizioni favorevoli agli investimenti effettuati da investitori di una Parte contraente sul territorio dell’altra Parte contraente,
consapevoli della necessità di promuovere la prosperità economica nei due Stati mediante l’incentivazione e la protezione degli investimenti,
le persone fisiche che, secondo la legislazione di tale Parte contraente, hanno la cittadinanza della medesima;
gli enti giuridici, comprese le società, le società registrate, le società di persone o altre organizzazioni costituite o altrimenti organizzate conformemente alla legislazione di tale Parte contraente, che hanno sede sul territorio di tale Parte e vi esercitano attività economiche reali;
gli enti giuridici, costituiti secondo la legislazione di un qualsiasi Paese, controllati direttamente o indirettamente da cittadini di tale Parte contraente o da enti giuridici che hanno sede sul territorio di tale Parte e vi esercitano attività economiche reali.
(2) il termine «investimento» comprende ogni tipo di averi, in particolare:
la proprietà di beni mobili e immobili, nonché qualsiasi altro diritto reale come servitù, oneri fondiari, pegni immobiliari e mobiliari;
i diritti di proprietà intellettuale (quali diritti d’autore, brevetti d’invenzione, marchi di fabbrica o di commercio, marchi di servizio, nomi commerciali, indicazioni di provenienza) i procedimenti tecnici, il know-how e la clientela;
le concessioni, comprese le concessioni di prospezione, di estrazione o sfruttamento di risorse naturali, nonché ogni altro diritto conferito per legge, per contratto o per decisione dell’autorità in applicazione della legge.
(3) Il termine «territorio» designa il territorio di ciascuna Parte contraente e comprende le zone marittime adiacenti allo Stato costiero sulle quali quest’ultimo può esercitare diritti sovrani o la propria giurisdizione in conformità con il diritto internazionale.
(1) Ciascuna Parte contraente, nei limiti del possibile, promuove sul proprio territorio gli investimenti di investitori dell’altra Parte contraente e autorizza tali investimenti in conformità con le proprie leggi e i propri regolamenti.
(2) Dopo avere ammesso un investimento sul proprio territorio, ciascuna Parte contraente rilascia, conformemente alla propria legislazione, le autorizzazioni necessarie per tale investimento, comprese quelle per l’esecuzione di contratti di licenza, di assistenza tecnica, commerciale o amministrativa. Se necessario, ciascuna Parte contraente si adopera per rilasciare le autorizzazioni richieste per le attività di consulenti o di altre persone qualificate di cittadinanza straniera.
(1) Ciascuna Parte contraente protegge, sul proprio territorio, gli investimenti effettuati in conformità con le sue leggi e i suoi regolamenti da investitori dell’altra Parte contraente e non ostacola, con provvedimenti ingiustificati o discriminatori, la gestione, il mantenimento, l’uso, il godimento, l’estensione, la vendita e se del caso la liquidazione di tali investimenti. In particolare, ogni Parte contraente rilascia le autorizzazioni necessarie di cui all’articolo 2 paragrafo (2) del presente Accordo.
(2) Ciascuna Parte contraente garantisce sul proprio territorio un trattamento giusto ed equo degli investimenti effettuati da investitori dell’altra Parte contraente. Questo trattamento non può essere meno favorevole di quello che la Parte contraente accorda sul proprio territorio agli investimenti dei propri investitori o di quello che accorda sul proprio territorio agli investitori della nazione più favorita, se quest’ultimo è più favorevole.
(3) Il trattamento della nazione più favorita non obbliga una Parte contraente ad accordare agli investitori dell’altra Parte contraente il trattamento, i privilegi o le preferenze derivanti:
da un accordo di libero scambio, un’unione doganale o economica o un’organizzazione regionale simile, esistenti o future, di cui una delle Parti contraenti è, o sta per diventare, membro;
da un accordo internazionale concluso per evitare la doppia imposizione.
Ciascuna Parte contraente sul cui territorio sono stati effettuati investimenti da investitori dell’altra Parte contraente accorda a tali investitori il libero trasferimento dei pagamenti relativi a detti investimenti e in particolare di:
interessi, dividendi, benefici e altri redditi correnti;
rimborsi di prestiti;
importi destinati a coprire le spese relative alla gestione degli investimenti;
canoni e altri pagamenti derivanti dai diritti di cui all’articolo 1 paragrafo (2) lettere (c), (d) ed (e) del presente Accordo;
conferimenti supplementari di capitali necessari al mantenimento o allo sviluppo degli investimenti;
proventi della vendita o della liquidazione parziale o totale di un investimento, comprese le eventuali plusvalenze.
(1) Nessuna Parte contraente prende, direttamente o indirettamente, misure di espropriazione o nazionalizzazione, né misure analoghe o con effetti equivalenti nei confronti degli investimenti di investitori dell’altra Parte contraente, salvo per ragioni di interesse pubblico e a condizione che esse non siano discriminatorie, siano conformi alle prescrizioni legali e prevedano un indennizzo effettivo e adeguato. L’ammontare dell’indennizzo è versato senza indugio all’avente diritto, indipendentemente dal suo luogo di domicilio o di sede, nella valuta del Paese di origine dell’investimento.
(2) Gli investitori di una Parte contraente i cui investimenti abbiano subìto perdite a seguito di una guerra o di qualsiasi altro conflitto armato, di una rivoluzione, di uno stato di emergenza o di una rivolta avvenuti sul territorio dell’altra Parte contraente, fruiscono, da parte di quest’ultima, di un trattamento conforme all’articolo 3 paragrafo (2) del presente Accordo per quanto riguarda la restituzione, l’indennizzo, la compensazione o ogni altro regolamento.
Il presente Accordo si applica anche agli investimenti effettuati sul territorio di una Parte contraente, in conformità con le sue leggi e con i suoi regolamenti, da investitori dell’altra Parte contraente prima dell’entrata in vigore dello stesso.
Le condizioni previste dal presente Accordo non ostano all’applicazione di condizioni più favorevoli che sono state o che saranno convenute da una Parte contraente con gli investitori dall’altra Parte contraente.
Se una Parte contraente ha accordato una garanzia finanziaria contro i rischi non commerciali per un investimento effettuato da un suo investitore sul territorio dell’altra Parte contraente e ha effettuato dei pagamenti in virtù di tale garanzia, l’altra Parte contraente, in virtù del principio di surrogazione, riconosce la cessione dei diritti dell’investitore alla prima Parte.
(1) Per comporre eventuali controversie in materia di investimenti insorte tra una Parte contraente e un investitore dell’altra Parte contraente, le parti interessate procedono a consultazioni nell’intento di raggiungere una soluzione amichevole.
(2) Se tali consultazioni non portano a una soluzione entro dodici mesi, su autorizzazione scritta dell’investitore interessato la controversia è sottoposta all’arbitrato del Centro internazionale per la composizione delle controversie relative agli investimenti (CIRDI), istituito dalla Convenzione di Washington del 18 marzo 19651 per la composizione delle controversie relative agli investimenti tra Stati e cittadini di altri Stati.
(3) Con la firma del presente Accordo, ciascuna Parte contraente acconsente a sottoporre al CIRDI ogni controversia in materia di investimenti.
(4) La Parte contraente che è parte in causa non può, in nessun momento della procedura di composizione della controversia o di esecuzione del lodo, eccepire il fatto che l’investitore abbia ottenuto in virtù di un contratto di assicurazione un indennizzo a copertura totale o parziale del danno subito.
(5) Il lodo è vincolante per entrambe le parti alla controversia; non sono ammessi rimedi giuridici o altri mezzi di ricorso diversi da quelli previsti dalla Convenzione di Washington. L’esecuzione del lodo è disciplinata dalle leggi pertinenti in vigore nella Parte contraente sul cui territorio l’esecuzione è richiesta.
(6) Nessuna delle Parti contraenti proporrà un’azione in via diplomatica per una controversia sottoposta all’arbitrato del CIRDI, salvo nel caso in cui l’altra Parte contraente si rifiuta di conformarsi al lodo.
(1) Le controversie tra le Parti contraenti in merito all’interpretazione o all’applicazione delle disposizioni del presente Accordo sono composte per via diplomatica.
(2) Se le due Parti contraenti non giungono a un’intesa entro dodici mesi dall’insorgere della controversia, quest’ultima è sottoposta, su richiesta dell’una o dell’altra Parte, a un tribunale arbitrale composto da tre membri. Ciascuna Parte contraente designa un arbitro e i due arbitri così designati nominano un presidente, che deve essere cittadino di uno Stato terzo.
(3) Se una Parte Contraente non designa il suo arbitro e non dà seguito all’invito rivoltole dall’altra Parte di procedere entro due mesi a tale designazione, l’arbitro è designato, su richiesta di quest’ultima Parte, dal Presidente della Corte internazionale di Giustizia.
(4) Se, entro due mesi dalla loro designazione, i due arbitri non possono accordarsi sulla scelta del presidente, quest’ultimo è nominato, su richiesta dell’una o dell’altra Parte contraente, dal Presidente della Corte internazionale di Giustizia.
(5) Se, nei casi di cui ai paragrafi (3) e (4) del presente articolo, il Presidente della Corte internazionale di Giustizia è impedito di esercitare il mandato in questione o se è cittadino di una Parte contraente, le nomine sono effettuate dal Vicepresidente. Se anch’egli è impedito o è cittadino di una Parte contraente, le nomine sono effettuate dal membro più anziano della Corte che non sia cittadino di una Parte contraente.
(6) Salvo disposizione contraria delle Parti contraenti, il tribunale arbitrale stabilisce la propria procedura.
(7) Le decisioni del tribunale sono definitive e vincolanti per entrambe le Parti contraenti.
Ciascuna Parte contraente garantisce in ogni momento il rispetto degli impegni assunti nei confronti degli investimenti effettuati dagli investitori dell’altra Parte.
(1) Il presente Accordo entrerà in vigore il giorno in cui i due Governi si saranno reciprocamente notificati l’adempimento delle rispettive prescrizioni costituzionali relative alla conclusione e alla messa in vigore di accordi internazionali e rimarrà in vigore per dieci anni. Se non è denunciato per scritto sei mesi prima della scadenza di tale periodo, è considerato tacitamente rinnovato di volta in volta per una durata di due anni, alle stesse condizioni.
(2) In caso di denuncia ufficiale, le disposizioni degli articoli da 1 a 11 del presente Accordo continuano ad applicarsi agli investimenti effettuati prima della denuncia per un periodo supplementare di dieci anni.
Fatto a Almaty, il 12 maggio 1994, in due originali, ciascuno dei quali in kazako, francese e inglese, ogni testo facente parimenti fede. In caso di divergenze prevale il testo inglese.
Per il Governo della Repubblica del Kazakhstan:
Akeschan Kazhegeldin
RU 2010 4951
Abkommen zwischen dem Schweizerischen Bundesrat und der Regierung der Republik Kasachstan über die Förderung und den gegenseitigen Schutz von Investitionen
Abgeschlossen am 12. Mai 1994
In Kraft getreten durch Notenaustausch am 13. Mai 1998
(Stand am 13. Mai 1998)
Der Schweizerische Bundesrat und die Regierung derRepublik Kasachstan
im Folgenden als «die Vertragsparteien» bezeichnet,
in der Erkenntnis der Notwendigkeit, durch Förderung und Schutz von Investitionen zur Mehrung des wirtschaftlichen Wohlstandes in beiden Staaten beizutragen,
(1) bezieht sich der Begriff «Investor» hinsichtlich beider Vertragsparteien auf:
natürliche Personen, die gemäss der Gesetzgebung der betreffenden Vertragspartei als deren Staatsangehörige betrachtet werden;
juristische Gebilde, einschliesslich Gesellschaften, Körperschaften, wirtschaftlicher Vereinigungen und anderer Organisationen, die nach dem Recht der betreffenden Vertragspartei konstituiert oder sonstwie rechtmässig organisiert sind, ihren Sitz im Hoheitsgebiet derselben Vertragspartei haben und dort echte Wirtschaftstätigkeiten entfalten;
juristische Gebilde, die nach dem Recht eines beliebigen Staates gegründet sind und die, direkt oder indirekt, von Staatsangehörigen der betreffenden Vertragspartei oder von juristischen Gebilden kontrolliert werden, die ihren Sitz im Hoheitsgebiet der betreffenden Vertragspartei haben und dort echte Wirtschaftstätigkeiten entfalten.
(2) bezeichnet der Begriff «Investitionen» alle Arten von Vermögenswerten, insbesondere:
bewegliche und unbewegliche Vermögenswerte sowie sämtliche anderen dinglichen Rechte wie Dienstbarkeiten, Grundlasten, Grund- und Fahrnispfandrechte;
Rechte an geistigen Eigentum (wie Urheberrechte, Patente, Handels- und Dienstleistungsmarken, Handelsnamen, Ursprungsbezeichnungen), technische Verfahren, «Know-how» und «Goodwill»;
Öffentlich-rechtliche Konzessionen, einschliesslich solcher zur Prospektion, Gewinnung und Verwertung von natürlichen Ressourcen, sowie sämtliche anderen Rechte, die durch Gesetz, Vertrag oder Entscheid einer Behörde in Anwendung des Gesetzes verliehen werden;
(3) bezeichnet der Begriff «Hoheitsgebiet» das Territorium jeder Vertragspartei einschliesslich der an die Küste des betreffenden Staates angrenzenden Meereszonen, über die er gemäss Völkerrecht souveräne Rechte oder Gerichtsbarkeit ausüben darf.
Art. 2 Förderung von Investitionen
(2) Hat eine Vertragspartei auf ihrem Hoheitsgebiet eine Investition zugelassen, so erteilt sie die erforderlichen Bewilligungen im Zusammenhang mit einer solchen Investition, einschliesslich solcher für die Ausführung von Lizenzverträgen und Verträgen über die technische, kommerzielle oder administrative Unterstützung. Jede Vertragspartei ist bestrebt, soweit notwendig, die Bewilligungen zu erteilen, die für die Tätigkeit von Beratern und anderen qualifizierten Personen fremder Staatsangehörigkeit erforderlich sind.
Art. 3 Schutz und Behandlung von Investitionen
(1) Jede Vertragspartei schützt auf ihrem Hoheitsgebiet die in Übereinstimmung mit ihren Gesetzen und Rechtsvorschriften von Investoren der anderen Vertragspartei getätigten Investitionen und unterlässt es, die Verwaltung, den Unterhalt, den Gebrauch, die Nutzniessung, die Erweiterung, den Verkauf und allenfalls die Liquidation solcher Investitionen durch ungerechtfertigte oder diskriminierende Massnahmen zu behindern. Insbesondere erteilt jede Vertragspartei die in Artikel 2 Absatz (2) dieses Abkommens erwähnten erforderlichen Bewilligungen.
(2) Jede Vertragspartei stellt auf ihrem Hoheitsgebiet eine gerechte und billige Behandlung der Investitionen von Investoren der anderen Vertragspartei sicher. Diese Behandlung darf nicht weniger günstig sein als jene, welche die Vertragspartei Investitionen angedeihen lässt, die auf ihrem Hoheitsgebiet von eigenen Investoren getätigt wurden, oder als die Behandlung, die Investitionen auf ihrem Hoheitsgebiet von Investoren des meistbegünstigten Staates geniessen, sofern diese Behandlung günstiger ist.
(3) Die Meistbegünstigungsbehandlung ist nicht so zu verstehen, dass sie eine Vertragspartei verpflichten würde, Investoren der anderen Vertragspartei eine Behandlung, Bevorzugung oder Begünstigung zu gewähren, die sich aus:
einer bestehenden oder zukünftigen Freihandelsabkommen, einer Zoll- oder Wirtschaftsunion oder einer ähnlichen regionalen Organisation ergibt, bei der die eine oder andere Vertragspartei Mitglied ist oder wird;
einem internationalen Abkommen zur Vermeidung der Doppelbesteuerung ergibt.
Art. 4 Freier Transfer
Jede Vertragspartei, auf deren Hoheitsgebiet Investoren der anderen Vertragspartei Investitionen getätigt haben, gewährt diesen Investoren den freien Transfer von Zahlungen im Zusammenhang mit diesen Investitionen, insbesondere von:
Zinsen, Dividenden, Gewinnen und anderen laufenden Erträgen;
Beträgen, die zur Deckung der Aufwendungen im Zusammenhang mit der Verwaltung der Investition bestimmt sind;
Lizenzgebühren und anderen Zahlungen, die sich aus Rechten gemäss Artikel 1 Absatz (2) Buchstaben (c), (d) und (e) dieses Abkommens ergeben;
Art. 5 Besitzesentziehung, Entschädigung
(1) Keine Vertragspartei trifft direkt oder indirekt Enteignungs- oder Verstaatlichungsmassnahmen oder irgendwelche anderen Massnahmen derselben Art oder Wirkung gegenüber Investitionen von Investoren der anderen Vertragspartei, es sei denn, solche Massnahmen erfolgen im öffentlichen Interesse, sind nicht- diskriminierend und erfolgen in einem ordentlichen Verfahren und unter der Voraussetzung, dass eine tatsächlich verwertbare und wertentsprechende Entschädigung vorgesehen ist. Der Entschädigungsbetrag wird dem Berechtigten unabhängig von dessen Wohn- oder Geschäftssitz unverzüglich in der Währung des Herkunftslandes der Investition überwiesen.
(2) Investoren einer Vertragspartei, deren Investitionen als Folge eines Krieges oder eines anderen bewaffneten Konfliktes, einer Revolution, eines Ausnahmezustandes oder einer Rebellion auf dem Hoheitsgebiet der anderen Vertragspartei Verluste erlitten haben, haben Anspruch darauf, von der letzteren hinsichtlich Rückerstattung, Entschädigung, Abfindung oder sonstigen Regelung gemäss Artikel 3 Absatz (2) dieses Abkommens behandelt zu werden.
Art. 6 Vor dem Abkommen getätigte Investitionen
Dieses Abkommen ist auch anwendbar auf Investitionen im Hoheitsgebiet einer Vertragspartei, die in Übereinstimmung mit deren Gesetzen und übrigen Rechtsvorschriften von Investoren der anderen Vertragspartei vor dem Inkrafttreten dieses Abkommens getätigt wurden.
Art. 7 Günstigere Bedingungen
Ungeachtet der Vorschriften des vorliegenden Abkommens finden günstigere Bedingungen Anwendung, die zwischen einer Vertragspartei und einem Investor der anderen Vertragspartei vereinbart worden sind oder werden.
Hat eine der Vertragsparteien in Bezug auf eine Investition eines Investors auf dem Hoheitsgebiet der anderen Vertragspartei eine finanzielle Garantie gegen nicht-kommerzielle Risiken gewährt und wurde aufgrund dieser Garantie eine Zahlung geleistet, so anerkennt die andere Vertragspartei aufgrund des Subrogationsprinzips den Übergang der Rechte des Investors auf die erste Vertragspartei.
Art. 9 Streitigkeiten zwischen einer Vertragspartei und einem Investor der anderen Vertragspartei
(1) Zur Beilegung von Streitigkeiten bezüglich Investitionen zwischen einer Vertragspartei und einem Investor der anderen Vertragspartei finden zum Zwecke der einvernehmlichen Lösung Beratungen zwischen den betroffenen Parteien statt.
(2) Führen diese Beratungen innerhalb von zwölf Monaten nicht zu einer Lösung, so wird die Streitigkeit, falls der betroffene Investor schriftlich die Einwilligung erteilt, der Schiedsgerichtsbarkeit des Internationalen Zentrums zur Beilegung von Investitionsstreitigkeiten (ICSID) unterbreitet, welches unter dem Washingtoner Übereinkommen zur Beilegung von Investitionsstreitigkeiten zwischen Staaten und Angehörigen anderer Staaten vom 18. März 19651 errichtet wurde.
(3) Jede Vertragspartei willigt hiermit der Unterbreitung einer Investitionsstreitigkeit dem ICSID ein.
(4) Die am Streit beteiligte Vertragspartei kann in keiner Phase des Streitbeilegungsverfahrens oder des Vollstreckungsverfahrens des Schiedsspruchs den Einwand erheben, der Investor habe aufgrund eines Versicherungsvertrages eine Entschädigung für einen Teil oder die Gesamtheit des entstandenen Schadens erhalten.
(5) Der Schiedsspruch ist für die Parteien bindend; es bestehen keine Rechtsmittel oder sonstigen Rechtsbehelfe ausser denjenigen, die im Washingtoner Übereinkommen vorgesehen sind. Die Vollstreckung des Schiedsspruches untersteht den geltenden Gesetzen über die Vollstreckung von Urteilen derjenigen Vertragspartei, auf deren Hoheitsgebiet um Vollstreckung ersucht wird.
(6) Keine der Vertragsparteien wird einen Streitfall, der dem ICSID unterbreitet wurde, auf diplomatischem Wege weiterverfolgen, es sei denn, die andere Vertragspartei befolge den in diesem Streitfall ergangenen Schiedsspruch nicht.
Art. 10 Streitigkeiten zwischen den Vertragsparteien
(1) Streitigkeiten zwischen den Vertragsparteien bezüglich Auslegung oder Anwendung der Bestimmungen dieses Abkommens werden auf diplomatischem Wege beigelegt.
(2) Falls sich die beiden Vertragsparteien nicht innerhalb von zwölf Monaten nach Entstehung der Streitigkeit verständigen können, ist sie auf Ersuchen der einen der beiden Vertragsparteien einem aus drei Mitgliedern bestehenden Schiedsgericht zu unterbreiten. Jede Vertragspartei ernennt einen Schiedsrichter; diese beiden Schiedsrichter ernennen einen Angehörigen eines Drittstaates zum Vorsitzenden.
(3) Falls eine Vertragspartei ihren Schiedsrichter nicht ernennt und der Aufforderung der anderen Vertragspartei, innerhalb von zwei Monaten diese Ernennung vorzunehmen, nicht nachkommt, so wird der Schiedsrichter auf Ersuchen der letzteren Vertragspartei vom Präsidenten des Internationalen Gerichtshofes ernannt.
(4) Können sich die beiden Schiedsrichter nicht innerhalb von zwei Monaten nach ihrer Ernennung auf die Wahl des Vorsitzenden einigen, so wird dieser auf Ersuchen einer der beiden Vertragsparteien vom Präsidenten des Internationalen Gerichtshofes ernannt.
(5) Ist der Präsident des Internationalen Gerichtshofes in den in Absatz (3) und Absatz (4) erwähnten Fällen an der Ausübung der besagten Aufgabe verhindert, oder ist er Staatsangehöriger einer der beiden Vertragsparteien, so werden die Ernennungen vom Vizepräsidenten vorgenommen. Ist auch dieser verhindert oder Staatsangehöriger einer der beiden Vertragsparteien, so werden die Ernennungen durch das amtsälteste Mitglied des Gerichtshofes vorgenommen, das nicht Staatsangehöriger einer Vertragspartei ist.
(6) Sofern die Vertragsparteien nichts anderes bestimmen, regelt das Schiedsgericht sein Verfahren selber.
(7) Die Entscheide des Schiedsgerichts sind für die Vertragsparteien endgültig und bindend.
Art. 11 Einhaltung von Verpflichtungen
Jede Vertragspartei gewährleistet zu jedem Zeitpunkt die Einhaltung der durch sie eingegangenen Verpflichtungen bezüglich der Investitionen der Investoren der anderen Vertragspartei.
(1) Das vorliegende Abkommen tritt an dem Tage in Kraft, an dem die beiden Regierungen sich mitgeteilt haben, dass sie die verfassungsrechtlichen Vorschriften für den Abschluss und das Inkrafttreten von internationalen Abkommen erfüllt haben, und gilt für die Dauer von zehn Jahren. Wird es nicht durch schriftliche Anzeige sechs Monate vor Ablauf dieser Frist schriftlich gekündigt, gilt das Abkommen unverändert um jeweils weitere zwei Jahre.
(2) Im Falle der offiziellen Kündigung dieses Abkommens bleiben für Investitionen, die vor seiner Kündigung getätigt wurden, die Bestimmungen der Artikel 1–11 noch während der Dauer von weiteren zehn Jahren anwendbar.
Geschehen zu Almaty am 12. Mai 1994, im Doppel je in Kasachisch, Französisch und Englisch, wobei jeder Text gleichermassen verbindlich ist. Im Falle von Abweichungen geht der englische Text vor.
Für die Regierung der Republik Kasachstan:
AS 2010 4951
Accord entre le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de la République du Kazakhstan concernant la promotion et la protection réciproque des investissements
Conclu le 12 mai 1994
Entré en vigueur par échange de notes le 13 mai 1998
(Etat le 13 mai 1998)
Le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de la République du Kazakhstan,
ci-après dénommés les «Parties Contractantes»,
(1) Le terme «investisseur» désigne, en ce qui concerne chaque Partie Contractante:
les entités juridiques établies conformément à la législation d’un quelconque pays, qui sont contrôlées, directement ou indirectement, par des nationaux de cette Partie Contractante ou par des entités juridiques ayant leur siège, en même temps que des activités économiques réelles, sur le territoire de cette Partie Contractante.
les droits dans le domaine de la propriété intellectuelle (tels que droits d’auteur, brevets d’invention, marques de fabrique ou de commerce, marques de service, noms commerciaux, indications de provenance), procédés techniques, savoir-faire et clientèle;
(3) Le terme «territoire» désigne le territoire des Parties Contractantes et inclut les zones maritimes adjacentes à l’Etat côtier sur lesquelles cet Etat peut exercer sa souveraineté ou sa juridiction conformément au droit international.
Art. 2 Promotion des investissements
(2) Lorsqu’elle aura admis un investissement sur son territoire, chaque Partie Contractante délivrera les autorisations qui seraient nécessaires en relation avec cet investissement, y compris avec l’exécution de contrats de licence, d’assistance technique, commerciale ou administrative. Chaque Partie Contractante veillera à délivrer, chaque fois que cela sera nécessaire, les autorisations requises en ce qui a trait aux activités de consultants ou d’autres personnes qualifiées de nationalité étrangère.
Art. 3 Protection et traitement des investissements
(1) Chaque Partie Contractante protégera sur son territoire les investissements effectués conformément à ses lois et règlements par des investisseurs de l’autre Partie Contractante et n’entravera pas, par des mesures injustifiées ou discriminatoires, la gestion, l’entretien, l’utilisation, la jouissance, l’accroissement, la vente et, le cas échéant, la liquidation de tels investissements. En particulier, chaque Partie Contractante délivrera les autorisations nécessaires visées à l’art. 2, al. (2), du présent Accord.
(2) Chaque Partie Contractante assurera sur son territoire un traitement juste et équitable aux investissements des investisseurs de l’autre Partie Contractante. Ce traitement ne sera pas moins favorable que celui accordé par chaque Partie Contractante à des investissements effectués sur son territoire par ses propres investisseurs ou que celui accordé par chaque Partie Contractante à des investissements effectués sur son territoire par les investisseurs de la nation la plus favorisée, si ce dernier traitement est plus favorable.
(3) Le traitement de la nation la plus favorisée ne sera pas interprété de manière à obliger une Partie Contractante à étendre aux investisseurs de l’autre Partie Contractante le bénéfice d’un traitement, d’une préférence ou d’un privilège résultant:
d’un accord présent ou futur de libre-échange, d’une union douanière ou économique ou d’une organisation régionale analogue dont l’une ou l’autre des Parties Contractantes est ou deviendrait membre;
d’un accord international conclu en vue d’éviter la double imposition.
Chacune des Parties Contractantes, sur le territoire de laquelle des investisseurs de l’autre Partie Contractante ont effectué des investissements, accordera à ces investisseurs le libre transfert des paiements afférents à ces investissements, notamment:
des intérêts, dividendes, bénéfices et autres revenus courants;
des remboursements d’emprunts;
des montants destinés à couvrir les frais relatifs à la gestion des investissements;
des redevances et autres paiements découlant des droits énumérés à l’art. 1, al. (2), let. (c), (d) et (e), du présent Accord;
des apports supplémentaires de capitaux nécessaires à l’entretien ou au développement des investissements;
du produit de la vente ou de la liquidation partielle ou totale d’un investissement, y compris des plus-values éventuelles.
(1) Aucune des Parties Contractantes ne prendra, directement ou indirectement, des mesures d’expropriation, de nationalisation ou toute autre mesure ayant le même caractère ou le même effet, à l’encontre des investissements d’investisseurs de l’autre Partie Contractante, si ce n’est pour des raisons d’intérêt public et à condition que ces mesures ne soient pas discriminatoires, qu’elles soient conformes aux prescriptions légales et qu’elles donnent lieu au paiement d’une indemnité effective et adéquate. Le montant de l’indemnité sera réglé dans la monnaie du pays d’origine de l’investissement et sera versé sans retard à l’ayant droit, sans égard à son domicile ou à son siège.
(2) Les investisseurs de l’une des Parties Contractantes dont les investissements auront subi des pertes dues à la guerre ou à tout autre conflit armé, révolution, état d’urgence ou révolte, survenus sur le territoire de l’autre Partie Contractante, bénéficieront, de la part de cette dernière, d’un traitement conforme à l’art. 3, al. (2), du présent Accord, en ce qui concerne la restitution, l’indemnisation, la compensation ou tout autre règlement.
Le présent Accord s’appliquera également aux investissements effectués sur le territoire d’une Partie Contractante, conformément à ses lois et règlements, par des investisseurs de l’autre Partie Contractante avant l’entrée en vigueur du présent Accord.
Art. 7 Conditions plus favorables
Nonobstant les conditions prévues par le présent Accord, les conditions plus favorables qui ont été ou qui seraient convenues par l’une des Parties Contractantes avec des investisseurs de l’autre Partie Contractante sont applicables.
Dans le cas où une Partie Contractante a accordé une garantie financière quelconque contre des risques non commerciaux à l’égard d’un investissement de l’un de ses investisseurs sur le territoire de l’autre Partie Contractante, cette dernière reconnaîtra les droits de la première Partie Contractante selon le principe de subrogation dans les droits de l’investisseur si un paiement a été fait en vertu de cette garantie par la première Partie Contractante.
(1) Afin de trouver une solution aux différends relatifs à des investissements entre une Partie Contractante et un investisseur de l’autre Partie Contractante, des consultations auront lieu entre les parties concernées en vue de régler le différend à l’amiable.
(2) Si ces consultations n’apportent pas de solution dans un délai de douze mois, et si l’investisseur en cause y consent par écrit, le différend sera soumis pour arbitrage au Centre international pour le règlement des différends relatifs aux investissements (CIRDI), institué par la Convention de Washington du 18 mars 1965 pour le règlement des différends relatifs aux investissements entre Etats et ressortissants d’autres Etats1.
(3) Chaque Partie Contractante consent à soumettre au CIRDI tout différend concernant un investissement.
(4) La Partie Contractante qui est partie au différend ne pourra à aucun moment de la procédure de règlement ou de l’exécution d’une sentence, exciper du fait que l’investisseur a reçu, en vertu d’un contrat d’assurance, une indemnité couvrant tout ou partie du dommage subi.
(5) La sentence sera obligatoire à l’égard des parties et ne pourra être l’objet d’aucun appel ou autre recours, à l’exception de ceux prévus dans la Convention susmentionnée. L’exécution de la sentence sera régie par la législation concernant l’exécution des jugements passés en force dans la Partie Contractante sur le territoire de laquelle cette exécution est demandée.
(6) Aucune Partie Contractante ne poursuivra par la voie diplomatique un différend soumis au CIRDI, à moins que l’autre Partie Contractante ne se conforme pas à la sentence rendue en l’espèce.
(3) Si l’une des Parties Contractantes n’a pas désigné son arbitre et qu’elle n’a pas donné suite à l’invitation adressée par l’autre Partie Contractante de procéder dans les deux mois à cette désignation, l’arbitre sera nommé, à la requête de cette dernière Partie Contractante, par le Président de la Cour internationale de justice.
(4) Si les deux arbitres ne peuvent se mettre d’accord sur le choix du président dans les deux mois suivant leur désignation, ce dernier sera nommé, à la requête de l’une ou de l’autre Partie Contractante, par le Président de la Cour internationale de justice.
(6) A moins que les Parties Contractantes n’en disposent autrement, le tribunal fixera lui-même sa procédure.
(7) Les décisions du tribunal sont définitives et obligatoires pour les Parties Contractantes.
Art. 11 Respect des engagements
Chacune des Parties Contractantes assurera à tout moment le respect des engagements assumés par elle à l’égard des investissements des investisseurs de l’autre Partie Contractante.
Art. 12 Dispositions finales
(1) Le présent Accord entrera en vigueur le jour où les deux gouvernements se seront notifié que les formalités constitutionnelles requises pour la conclusion et la mise en vigueur d’accords internationaux ont été accomplies; il restera valable pour une durée de dix ans. S’il n’est pas dénoncé par écrit six mois avant l’expiration de cette période, il sera considéré comme renouvelé aux mêmes conditions pour une durée de deux ans, et ainsi de suite.
(2) En cas de dénonciation, les dispositions prévues aux art. 1 à 11 du présent Accord s’appliqueront encore pendant une durée de dix ans aux investissements effectués avant la dénonciation.
Fait à Almaty, le 12 mai 1994, en deux originaux, en kazakh, français et anglais, chaque texte faisant également foi. En cas de divergence, le texte anglais prévaudra.
Pour le Gouvernement de la République du Kazakhstan:
RO 2010 4951

References: Art. 2

Art. 3

Art. 6

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 2

Art. 3

Art. 7

Art. 11

Art. 12
 art. 1