Source: http://docplayer.it/2702077-Legge-22-febbraio-2000-n-28.html
Timestamp: 2017-03-25 02:16:20+00:00

Document:
Legge 22 febbraio 2000, n PDF
Download "Legge 22 febbraio 2000, n. 28"
1 Legge 22 febbraio 2000, n La p resente legge promuo ve e disciplina, al fin e d i g a r a n t e i rla parità di trattamento e l imp arzialità rispetto a tutti i so ggetti politici, l acce sso ai mez zi di inform a z i o n e per la comun icazione po litica. 2. La presente legge promuo ve e disciplin a altresì, allo stesso fine, l accesso ai mezzi d i inform azione du rante le camp agne p er l elezion e al Parlamento e urope o, per le elezioni politiche, regio nali e amministrative e per ogn i re f e re n d u m. 1. Le emittenti radiotelevisive devono assicurare a tutti i 1 - Tale rubrica è stata inserita, prima dell articolo 1 della presente legge, dall art. 1, comma 1, della legge 6 novembre 2003, n. 3132 soggetti politici con imparzialità ed equità l accesso all informazione e alla comunicazione politica. 2. S intende per co mun icazion e p olitica rad iotelevisiva ai fini della presente legge la diffu sione sui mezzi radio - televisivi d i pro gramm i contenen ti op in ioni e valutazio - ni poli tiche. Alla comunicazio ne politi ca si app licano le disp osizion i dei commi successivi. Esse no n si applicano alla diffu sione di notizie nei program mi di inform a- zione. 3. È assicu rata parità di co ndizion i nell espo sizio ne di opini oni e po sizion i po litiche nelle tribune p olitiche, nei dib attiti, nelle tavo le ro ton de, nelle presentazio ni in co ntra dd ittorio di progra mmi po litic i, ne i con fro n t i, nelle interviste e in ogn i altra trasm issio ne nella quale assuma carattere rilevante l espo sizione di opin ion i e valutazio ni p olitiche. 4. L o ferta di p rogrammi di co municazione politica radiotelevisiva è o bbligatoria per le conc ession arie rad iofoniche nazionali e per le co ncessionarie televisive nazionali con obbligo d i info rmazione che trasmetto no in chiaro. La partecip azione ai programmi medesimi è in ogni caso gratuita. 5. La Commissione parlame ntare p er l indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, d i se guito den ominata Commissione, e l Au torità pe r le ga ra nzie ne lle comun icazioni, di se gu ito d enomin ata Au torità, pre v i a consultazio ne tra loro e ciascu na nell ambito della pro p r i a competenza, sta biliscon o le regole per l applicazio ne della discip lina p revista d al presente articolo. 1. Le emitte nti radiofoniche e televisive che off rono spazi di comunicazion e politica gratuita ai sen si dell articolo 2, comma 3, possono tra smettere me ssaggi politici autogestiti,3 g r a t u i t i 2, di seguito denomina ti messaggi. 2. La trasmissione di messaggi è facoltativa per le emittenti private e obbligatoria per la concessionaria pubblica, che provvede a mettere a disposizione dei richiedenti le strutture tecniche necessarie per la realizzazione dei predetti messaggi. 3. I messaggi recano la motivata esposizione di un programma o di un opinione politica e hanno una durata compresa tra uno e tre minuti per le emittenti televisive e da trenta a novanta secondi per le emittenti radiofoniche, a scelta del richiedente. I messaggi non possono interrompere altri programmi, hanno un autonoma collocazione nella programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, di cui ogni emittente comunica alla Commissione o all Autorità, con almeno quindici giorni di anticipo, la collocazione nel palinsesto. I messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di affollamento pubblicitario previsti dalla legge. 4. Per ciascuna emittente radiofonica e televisiva nazionale gli spazi per i messaggi non possono superare il 25 per cento della effettiva durata totale dei programmi di comunicazione politica trasmessi ai sensi dell articolo 2, comma 3, dalla medesima emittente o sulla medesima rete nell ambito della stessa settimana e nelle stesse fasce orarie. Possono essere previsti fino a un massimo di due contenitori per ogni giornata di programmazione. 2 - Le parole o a pagamento, presenti a questo punto del testo, sono state sopp resse dall art. 2, comma 1, lettera a) della legge 6 novembre 2003, n. 313, con effetto dal 16 aprile 2004, giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del M inistro delle comunicazioni 8 aprile 2004 ( ).4 Gli spazi per i messaggi sono offe rti in con dizioni di parità di trattamento ai soggetti politici rappresentati negli organi la cui elezione è richiamata all articolo 1, comma 2. L assegnazio ne degli spazi in ciascu n con tenitore è eff e t- tuata median te sorteggio. Gli spazi spettanti a un soggetto politico e non utilizzati no n p ossono essere o fferti ad a l t ro soggetto p olitico. Ciascu n messaggio pu ò e ssere tra sme sso un a sola volta in ciasc un con te nitor e. Nessuno pu ò diff o n d e re pi ù di u n messaggio nel medesim o conten ito re. Ogn i messaggio re c a 4 l indicaz ione del so ggetto comm ittente. 7. Le emittenti nazionali possono trasmettere esclusivamente messaggi politici autogestiti gratuiti L Autorità e la Co mmissione, ciascu na ne ll amb ito delle rispettive competenze, fissano i criteri d i ro t a z i o n e per l utilizzo, nel corso di ogni periodo men sile, degli sp azi per i messaggi autogestiti di cu i ai com mi pre c e- denti e adottano le eventuali ulterio ri dispo siz ioni necessarie per l app licazione della discip lina prevista dal p resen te articolo. 3 - Comma abrogato dall art. 2, comma 1, lettera b) della legge n. 313 del 2003, con effetto dal 16 aprile 2004, giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 ( ). 4 - Le parole la denominazione messaggio autogestito gratuito o messaggio autogestito a pagamento e, presenti a questo punto del testo, sono state s o p p esse r dall art. 2, comma 1, lettera c) della legge n. 313 del 2003, con e ffetto dal 16 aprile 2004, giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del M inistro delle comunicazioni 8 aprile 2004 ( ). 5 - Il secondo periodo del comma 7 è stato soppresso dall art. 2 comma 1, lettera d) della legge n. 313 del 2003, con effetto dal 16 aprile 2004, giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del M i n i s o t rdelle comunicazioni 8 aprile 2004 ( ).5 1. Dalla d ata di con voc azion e de i co mizi elettora li la comu nicazione politica radio tele visiva si svolge ne lle se guenti forme: trib une po litiche, dibattiti, ta vole ro t o n- de, p resen tazio ne in contraddittorio di candidati e di p rogrammi p olitici, interviste e o gni altra forma che consenta il co nfron to tra le posizioni politiche e i candidati in competizione. 2. La Commissione e l Autorità, previa consultazione tra loro, e ciascuna nell ambito della propria competenza, regolano il riparto degli spazi tra i soggetti politici secondo i seguenti criteri: per il tempo intercorrente tra la data di convocazione dei comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature 6, gli spazi sono ripartiti tra i soggetti politici presenti nelle assemblee da rinnovare, nonché tra quelli in esse non rappresentati purché presenti nel Parlamento europeo o in uno dei due rami del Parlamento; per il tempo intercorrente tra la data di presentazione delle candidature 6 e la data di chiusura della campagna elettorale 7, gli spazi sono ripartiti secondo il principio della pari opportunità tra le coalizioni e tra le liste in competizione che abbiano presentato candidature in collegi o cir- 6 - Le candidature relative alle elezioni regionali (art. 9, primo comma, della legge 17 febbraio 1968, n. 108 e successive modificazioni: pag. 155; art. 1, comma 11, della legge 23 febbraio 1995, n. 43: pag. 389), alle elezioni provinciali (art. 14, ultimo comma, della legge 8 marzo 1951, n. 122, e successive modificazioni: pag. 43) ed alle elezioni comunali (art. 28, penultimo comma, ed art. 32, penultimo comma, del testo unico 16 maggio 1960, n. 570: pagg. 79 e 85) si presentano dalle ore 8 del 30 giorno alle ore 12 del 29 g i o no r antecedente quello della votazione. 7 - La campagna elettorale si conclude alle ore 24 del venerdì che precede il giorno stabilito per la votazione [art. 9, primo comma, della legge 4 aprile 1956, n. 212 ( e successive m o d i f i c a z i o n i ].6 coscrizioni che interessino almeno un quarto degli elettori chiamati alla consultazione, fatta salva l eventuale presenza di soggetti politici rappresentativi di minoranze linguistiche riconosciute, tenendo conto del sistema elettorale da applicare e dell ambito territoriale di riferimento; per il tempo intercorrente tra la prima e la seconda votazione nel caso di ballottaggio 8, gli spazi sono ripartiti in modo uguale tra i due candidati ammessi; per il referendum, gli spazi sono ripartiti in misura uguale fra i favorevoli e i contrari al quesito referendario. 3. Dalla data di presentazio ne delle can didature per le elezioni di cui all articolo 1, comma 2, le emittenti radio foniche e televisive nazionali p ossono trasmettere messaggi autogestiti pe r la presentaz ion e non in contradd ittorio di liste e p ro grammi, second o le modalità stabilite dalla Commissione e dall Autorità, sulla ba se de i seguenti criteri: gli spazi per i messaggi sono ripartiti tra i diversi soggetti politici, a parità di condizioni, anche con riferimento alle fasce orarie di trasmissione; i messaggi sono organizzati in modo autogestito, sono trasmessi gratuitamente e devono avere una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di un opinione politica, e comunque compresa, a scelta del richiedente, tra uno e tre minuti per le emittenti televisive e tra trenta e novanta secondi per le emittenti radiofoniche; i messaggi non possono interrompere altri programmi, nè essere interrotti, hanno un autonoma collocazione nella programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, prevedendo fino a un massimo di quattro contenitori per ogni giornata di programmazione; i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di affollamento pubblicitario previsti dalla legge; 8 - L eventuale turno di ballottaggio è previsto soltanto per le elezioni pro v i n c i a - li e le elezioni comunali.7 ciascun messaggio può essere trasmesso una sola volta in ciascun contenitore; nessun soggetto politico può diffondere più di due messaggi in ciascuna giornata di programmazione; ogni messaggio reca l indicazione messaggio autogestito e l indicazione del soggetto committente. 4. La trasmissione dei messaggi autogestiti di cui a l comma 3 è obbligato ria per la concessionaria pubblica, che pro v- vede a mettere a disp osizione dei richieden ti le strutture tecniche necessarie per la realizzazione dei predetti messaggi. 5. Alle emittenti radiofoniche e televisive locali che accettano di trasmettere messaggi autogestiti a titolo gratuito, nei termini e con le modalità di cui al comma 3, è riconosciuto un rimborso da parte dello Stato nella misura definita entro il 31 gennaio di ogni anno con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Alle emittenti radiofoniche è riservato almeno un terzo della somma complessiva annualmente stanziata. In sede di prima attuazione il rimborso per ciascun messaggio autogestito è determinato per le emittenti radiofoniche in euro 6,20 [anziché in lire ] e per le emittenti televisive in euro 20,66 [anziché in lire ], indipendentemente dalla durata del messaggio. La somma annualmente stanziata è ripartita tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in proporzione al numero dei cittadini iscritti nelle liste elettorali di ciascuna regione e provincia autonoma. Il rimborso è erogato, entro i novanta gior ni successivi alla conclusione delle operazioni elettorali, per gli spazi effettivamente utilizzati e congiuntamente attestati dalla emittente e dal soggetto politico, nei limiti delle risorse disponibili, dalla regione che si avvale, per 9 - L importo in lire deve intendersi convertito in euro ai sensi dell art. 4 del d e c eto r legislativo 24 giugno 1998, n. 213.8 l attività istruttoria e la gestione degli spazi offerti dalle emittenti, del comitato regionale per le comunicazioni o, ove tale organo non sia ancora costituito, del comitato region ale per i servizi radiotele visivi. Nella re g i o n e Trentino-Alto Adige il rimborso è erogato dalle province autonome, che si avvalgono, per l attività istruttoria, dei comitati provinciali per i servizi radiotelevisivi sino alla istituzione dei nuovi organi previsti dal comma 13 dell articolo 1 della legge 31 luglio 1997, n Le emittenti radiofoniche e televisive nazionali 11 comunicano all Autorità, entro il quinto giorno successivo alla data di cui al comma 1, la collocazione nel palinsesto dei contenitori. Fino al completamento delle operazioni elettorali, ogni successiva modificazione deve e ssere comunicata a lla medesima Autorità con almeno cinque giorni di anticipo. 9. A partire dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura della campagna elettorale 12, la trasmissione sui mezzi radiotelevisivi di messaggi di propaganda, pubblicità o comunicazione politica, comunque denominati, è ammessa esclusivamente secondo la disciplina del presente articolo. 10. Per le consultazioni referendarie la disciplina relativa alla diffusione della comunicazione politica e dei messag Commi abrogati dall art. 2, comma 1, lettera e) della legge n. 313 del 2003, con effetto dal 16 aprile 2004, giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 ( ) Le parole e locali, presenti a questo punto del testo, sono state soppre s s e dall art. 2, comma 1, lettera f) della legge n. 313 del 2003, con effetto dal 16 aprile 2004, giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta U fficiale del decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 ( ) Cioè sino alle ore 24 del venerdì che precede il giorno della votazione [art. 9, primo comma, della legge 4 aprile 1956, n. 212 ( ), e successive modificazioni].9 gi autogestiti di cui ai commi precedenti si applica dalla data di indizione dei referendum. 11. La Commissione e l Autorità, previa consultazione tra loro, e ciascuna nell ambito della propria competenza, stabiliscono l ambito territoriale di diffusione di cui ai commi precedenti anche tenuto conto della rilevanza della consultazione sul territorio nazionale. 1. La Commissione e l Autorità, previa consultazione tra loro e ciascuna nell ambito della propria competenza, definiscono, non oltre il quinto giorno successivo all indizione dei comizi elettorali, i criteri specifici ai quali, fino alla chiusura delle operazioni di voto, debbono conformarsi la concessionaria pubblica e le emittenti radiotelevisive private nei programmi di informazione, al fine di garantire la parità di trattamento, l obiettività, la completezza e l imparzialità dell informazione. 2. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto in qualunque trasmissione radiotelevisiva è vietato fornire, anche in forma indiretta, indicazioni di voto o manifestare le proprie preferenze di voto. 3. I registi ed i conduttori sono altresì tenuti ad un comportamento corretto ed imparziale nella gestione del programma, così da non esercitare, anche in forma surrettizia, influenza sulle libere scelte degli elettori. 4. Al comma 5 dell articolo 1 della legge 10 dicembre 1993, n , le parole: A decorrere dal trentesimo giorno precedente la data delle votazioni per l elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sono sostituite 13 - Riportato a pag. 344.10 dalle seguenti: Dalla data di convocazione dei comizi per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e fino alla chiusura delle operazioni di voto. 1. Le disposizioni degli articoli da 1 a 5 non si applicano alle imprese di radiodiffusione sonora di cui all articolo 11, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67 e successive modificazioni. Per tali imprese è comunque vietata la cessione, a titolo sia oneroso sia gratuito, di spazi per messaggi autogestiti. 1. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino a tutto il penultimo giorno prima della data delle elezioni, gli editori di quotidiani e periodici, qualora intendano diffondere a qualsiasi titolo messaggi politici elettorali, devono darne tempestiva comunicazione sulle testate edite, per consentire ai candidati e alle forze politiche l accesso ai relativi spazi in condizioni di parità fra loro. La comunicazione deve essere effettuata secondo le modalità e con i contenuti stabiliti dall Autorità. 2. Sono ammesse soltanto le seguenti forme di messaggio politico elettorale: annunci di dibattiti, tavole roton de, conferen ze, discorsi; pubblicazioni destinate alla presentazione dei programmi delle liste, dei gruppi di candidati e dei candidati; pubblicazioni di confronto tra più candidati. 3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano agli organi ufficiali di stampa dei partiti e dei movimenti politici e alle stampe elettorali di liste, gruppi di candidati e candidati. Non si applicano, altresì, agli altri quotidiani e periodici al di fuori del periodo di cui al comma 1.11 1. Nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto. 2. L Autorità determina i criteri obbligatori in conformità dei quali devono essere r ealizzati i sondaggi di cui al comma I risultati dei sondaggi realizzati al di fuori del periodo di cui al comma 1 possono essere diffusi soltanto se accompagnati dalle seguenti indicazioni, delle quali è responsabile il soggetto che ha realizzato il sondaggio, e se contestualmente resi disponibili, nella loro integralità e con le medesime indicazioni, su apposito sito informatico, istituito e tenuto a cura del Dipartimento per l informazione e l editoria presso la Presidenza del Consiglio dei ministri: soggetto che ha realizzato il sondaggio; committente e acquirente; criteri seguiti per la formazione del campione; metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati; numero delle persone interpellate e universo di riferimento; domande rivolte; percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda; data in cui è stato realizzato il sondaggio.12 1. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l efficace assolvimento delle proprie funzioni Le emittenti radiotelevisive pubbliche e private, su indicazione delle istituzioni competenti, informano i cittadini delle modalità di voto e degli orari di apertura e di chiusura dei seggi elettorali Le violazioni delle disposizioni di cui alla presente legge, nonché di quelle emanate dalla Commissione e dall Autorità sono perseguite d ufficio da quest ultima secondo le disposizioni del presente articolo. Ciascun soggetto politico interessato può, comunque, denunciare tali violazioni entro dieci giorni dal fatto. La denuncia è comunicata, anche a mezzo telefax: all Autorità; 14 - Il comma 1 introduce una nuova disciplina della comunicazione istituzionale, già contenuta nell art. 29, comma 6, della legge 25 marzo 1993, n. 81 ( ), e successive modificazioni, nonché nell art. 5 della legge 10 dicembre 1993, n. 515 ( ), articolo ora abrogato dall art. 13, comma 1, di questa stessa legge 22 febbraio 2000, n Per le elezioni regionali, provinciali e comunali, le operazioni di voto si svolgono dalle ore 8 alle ore 22 della domenica e dalle ore 7 alle ore 15 del lunedì successivo (art. 11, comma 1, della legge 25 marzo 1993, n. 81, come sostituito dall art. 1, comma 13, della legge 16 aprile 2002, n. 62).13 all emittente privata o all editore presso cui è avvenuta la violazione; al competente comitato regionale per le comunicazioni ovvero, ove il predetto organo non sia ancora costituito, al comitato regionale per i servizi radiotelevisivi; al gruppo della Guard ia di finanza nella cu i competenza territoriale rien tra il domicilio dell emittente o dell editore. Il p redetto grupp o della Gu ardia di finanza provvede al ritiro de lle re gistrazioni interessate dalla co munic azio ne dell Autorità o dalla denuncia entro le successive dodici ore. 2. L Autorità, avvalendosi anche del competente comitato regionale per le comunicazioni ovvero, ove il predetto organo non sia ancora costituito, del comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, nonché del competente ispettorato territoriale del Ministero delle comunicazioni e della Guardia di finanza, procede ad una istruttoria sommaria e, contestati i fatti, anche a mezzo telefax, sentiti gli interessati ed acquisite eventuali controdeduzioni, da trasmettere entro ventiquattro ore dalla contestazione, provvede senza indugio, e comunque entro le quarantotto ore successive all accertamento della violazione o alla denuncia, in deroga ai termini e alle modalità procedimentali previste dalla legge 24 novembre 1981, n In caso di violazione degli articoli 2, 4, commi 1 e 2, e 6, l Autorità ordina alle emittenti radiotelevisive la trasmissione di programmi di comunicazione politica con prevalente partecipazione dei soggetti politici che siano stati direttamente danneggiati dalle violazioni. 4. In caso di violazione degli articoli 3 e 4, commi 3 e 4 1 6, 16 - Le parole 3 e 4 hanno sostituito le parole da 3 a 7, già presenti a questo punto del testo, ai sensi dell art. 2, comma 1, le ttera g) della le gge n. 313 del 2003, con effetto dal 16 aprile 2004, giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 ( ).14 l Autorità ordina all emittente interessata, oltre all immediata sospe nsione delle trasmissioni programmate in violazione della p resente legge: la messa a disposizione di spazi, a titolo gratuito 17, per la trasmissione di messa ggi politici autogestiti in favore dei soggetti danneggiati o illegittimamente esclusi, in modo da r i p r i s t i e n l equilibrio a r tra le forze p olitiche; se del caso, il ripristino dell equilibrio tra gli spazi destinati ai messaggi e que lli destinati alla comunicazione politica gratuita. 5. In caso di violazione dell articolo 5, l Auto rità ordina all emittente inte re ssata la trasmissione di servizi di in form a z i o- ne ele ttora le con prevalen te partecipazion e d ei soggetti politici che siano stati direttamente d anneggiati dalla violazione. 6. In caso di violazione dell articolo 7, l Auto rità ordina all ed i t o e rinteressato la messa a d isposizione di spazi di pubblicità elettorale compen sativa in favore dei soggetti politici ch e ne siano stati illegittimamente esclusi. 7. In caso di violazione dell a rticolo 8, l Auto rità ordina all emittente o all editore inte ressato di dichiarare tale circ o- stan za sul mezzo di co municazione che ha diffuso il sondaggio con il mede simo rilievo, per fa scia ora ria, collocazione e caratteristiche editoriali, con cui i sondaggi stessi sono stati pubblicizzati. 8. Oltre a quanto previsto nei commi 3, 4, 5, 6 e 7, l Auto rità ordina: la trasmissione o la pubblica zione, a nche rip etuta a 17 - Le parole o a pagamento, presenti a questo punto del testo, sono state sopp resse dall art. 2, comma 1, lettera h) della legge n. 313 del 2003, con eff e t- to dal 16 aprile 2004, giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 ( ).15 seconda della gravità, di messaggi reca nti l indicazione della violazione commessa; ove necessario, la trasmissione o la pubblicazione, a nche ripetuta a seconda della gravità, di rettifiche, alle quali è dato un risalto non inferiore per fascia o raria, collocazione e caratte ristiche editoriali, della comunicazione da re t t i f i -c a re. 9. L Autorità può, inoltre, adottare anche ulteriori provvedimenti d urgenza al fine di ripristinare l equilibrio nell accesso alla comunicazione politica. 10. I provvedimenti dell Autorità di cui al presente articolo possono essere impugnati dinanzi al tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio entro trenta giorni dalla comunicazione dei provvedimenti stessi. In caso di inerzia dell Autorità, entro lo stesso termine i soggetti interessati possono chiedere al TAR del Lazio, anche in sede cautelare, la condanna dell Autorità stessa a provvedere entro tre giorni dalla pronunzia. In caso di richiesta cautelare, i soggetti interessati possono trasmettere o depositare memorie entro cinque giorni dalla notifica. Il TAR del Lazio, indipendentemente dalla suddivisione del tribunale in sezioni, si pronunzia sulla domanda di sospensione nella prima camera di consiglio dopo la scadenza del termine di cui al precedente periodo, e comunque non oltre il settimo giorno da questo. Le stesse regole si applicano per l appello dinanzi al Consiglio di Stato. 1. En tro tre nta giorni dalla consultazione elettorale per l elezione della Camera de i de putati e de l Senato de lla Repubblica ed anche nel caso di elezioni supp letive, i titolari di emitte nti ra diotelevisive, nazionali e locali, e gli editori di quotidiani e periodici comunicano a i Preside nti delle C a m e r nonché al collegio region ale di garanzia elettorale16 di cui all articolo 13 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, i servizi di comunicazione p olitica ed i messaggi politici eff e t- tuati ai sensi de i precedenti articoli, i nominativi di colo ro che vi hanno partecipato, gli spazi concessi a tito lo gratuito o a tariffa ridotta, gli introiti re alizzati ed i nominativi dei soggetti che hanno provveduto ai relativi pagamenti. 2. In caso di inosservanza degli obblighi stabiliti dal comma 1, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro a euro [anziché da lire dieci milioni a lire cento milioni 18 ] Le disposizioni del presente Capo si applicano alle emittenti radiofoniche e televisive locali. 2. Le disposizioni del presente Capo non si applicano alla programmazione regionale o comunque locale della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e dei soggetti privati titolari di concessione o di autorizzazione o comunque aventi altro titolo di legittimazione per trasmettere in ambito nazionale.. 1. Ai fini del presente Capo si intende: per "emittente radiofonica e televisiva locale", ogni sog L importo originario in lire deve intendersi tradotto in euro ai sensi e con le modalità di cui all art. 51 del decreto legislativo 24 giugno 1998, n L i n t o e rcapo II è stato inserito, dopo l articolo 11 della presente legge, dall art.1, comma 2, della legge 6 novembre 2003, n. 313.17 getto destinatario di autorizzazion e o conce ssione o comunque di altro titolo di legittimazione all'esercizio della radiodiffusione sonora o televisiva in ambito locale; per "programma di informazione", il telegiornale, il giornale radio e comunque il notiziario o altro programma di contenuto informativo, a rilevante presentazione giornalistica, caratterizzato dalla correlazione ai temi dell'attualità e della cronaca; per "programma di comunicazione politica", ogni programma in cui assuma carattere rilevante l'esposizione di opinioni e valutazioni politiche manifestate attraverso tipologie di programmazione che comunque consentano un confronto dialettico tra più opinioni, anche se conseguito nel corso di piu' trasmissioni. 1. Le emittenti radiofoniche e televisive locali devono garantire il pluralismo, attraverso la parità di trattamento, l'obiettività, l'imparzialità e l'equità nella trasmissione sia di programmi di informazione, nel rispetto della libertà di informazione, sia di programmi di comunicazione politica. 2. Al fine di garantire la parità di trattamento e l'imparzialità a tutti i soggetti politici, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al presente Capo le organizzazioni che rappresentino almeno il cinque per cento del numero totale delle emittenti radiofoniche o televisive locali o dell'ascolto globale televisivo o radiofonico di queste presentano al Ministro delle comunicazioni uno schema di codice di autoregolamentazione sul quale devono essere acquisiti i pareri della Federazione nazionale della stampa italiana, dell'ordine nazionale dei giornalisti, della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e delle competenti Commissioni della Camera dei18 deputati e del Senato della Repubblica. Decorso tale termine senza che le organizzazioni abbiano provveduto a presentare uno schema di codice di autoregolamentazione, il Ministro delle comunicazioni propone comunque uno schema di codice sul quale devono essere acquisiti i pareri de lla Federazione n aziona le della stamp a italiana, dell'ordine nazionale dei giornalisti, della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. 3. Il codice di autoregolamentazione di cui al presente articolo deve comunque contenere disposizioni che, dalla data di convocazione dei comizi elettorali, consentano la comunicazione politica secondo una effettiva parità di condizioni tra i soggetti competitori, anche con riferimento alle fasce orarie e al tempo di trasmissione. Alle emittenti radiofoniche e televisive locali che accettano di trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 4, commi 3 e 5. Il codice di autoregolamentazione disciplina le condizioni economiche di accesso ai messaggi politici autogestiti a pagamento, stabilendo criteri di determinazione dei prezzi da parte di ogni emittente che tengano conto della normativa in materia di spese elettorali ammesse per ciascun candidato e secondo un principio di comprovata parità di costo tra gli stessi candidati. 4. La Federazione nazionale della stampa italiana, l'ordine nazionale dei giornalisti, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e le Commissioni parlamentari esprimono il loro parere entro trenta giorni dalla ricezione dello schema di cui al comma 2. Lo schema, con i relativi pareri, è immediatamente trasmesso all'autorità, che delibera entro il termine di quindici giorni dalla sua ricezione tenuto conto dei pareri espressi.19 5. Entro i successivi trenta giorni le organizzazioni di cui al comma 2 sottoscrivono il codice di autoregolamentazione, che è emanato con decreto del Ministro delle comunicazioni, come deliberato dall'autorità. Decorso tale termine senza che le organizzazioni di cui al comma 2 abbiano provveduto a sottoscrivere il codice di autoregolamentazione, il Ministro delle comunicazioni emana comunque con proprio decreto il codice di autoregolamentazione. Il codice di autoregolamentazione acquista efficacia nei confronti di tutte le emittenti radiofoniche e televisive locali il giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro delle comunicazioni L'Autorità vigila sul rispetto dei principi contenuti nel presente Capo e di quanto disposto nel codice di autoregolamentazione di cui all'articolo 11-quater, nonchè delle disposizioni regolamentari e attuative emanate dall'autorità medesima. 2. In caso di acc ertame nto, d'uffic io o su denuncia da pa rte d i soggetti politici intere ssati ovvero del Consiglio nazio nale degli utenti istituito presso l'autorità, di comportamenti in violazione del p resente Capo o d el cod ice d i a u t o er golamentazion e di cui a ll'articolo 11-quater e d elle disposizion i regolamentari e attuative di cu i al comma 1, l'auto rità a dotta ne i co nfronti dell'emittente ogni pro v v e- dimento, anche in via d'urgenza, id oneo ad eliminare gli e ffetti di tali comp ortamenti e può ordinare, se del caso, la p rogrammaz ione di trasmission i a ca ra ttere compensativo Il codice di autoregolamentazione in materia di attuazione del principio del pluralismo da parte delle emittenti radiofoniche e televisive locali è stato emanato del decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2004.20 Qu alora non sia p ossibile ordinare tra smissioni a carattere compensativo, l'autorità può disp orre la sospe nsion e d elle trasmissioni d ell'emittente p er un p eriodo massimo di tre n- ta giorni. 3. L'Autorità verifica il rispetto dei propri provvedimenti adottati in applicazione delle disposizioni del presente Capo e, in caso di inottemperanza, irroga nei confronti dell'emittente la sanzione amministrativa pecuniaria da euro a euro. 4. I provvedimenti dell'autorità di cui al presente articolo possono essere impugnati dinanzi agli organi di giustizia amministrativa in sede di giurisdizione esclusiva, ai sensi dell'articolo 23-bis della legge 6 dicembre 1971, n La competenza di primo grado è attribuita in via esclusiva ed inderogabile al tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sede in Roma. 1. L'Autorità adegua le proprie disposizioni regolamentari e attuative alle disposizioni del presente Capo. 1. A decorrere dal giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro delle comunicazioni di cui al comma 5 dell'articolo 11-quater, cessano di applicarsi alle emittenti radiofoniche e televisive locali le disposizioni di cui al Capo I della presente legge, ad eccezione degli articoli 4, commi 3 e 5, e Vedasi nota 20. Vedere altro
LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della Dettagli Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni
Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni! Statuto del Politecnico di Torino TITOLO 2 - ORGANI DI GOVERNO DEL POLITECNICO Art. 2.3 - Senato Accademico 1. Il Senato Accademico è Dettagli CALENDARIO DELLE OPERAZIONI ELETTORALI
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO PROGETTO PER LO SVILUPPO DELLA RIFORMA ISTITUZIONALE ELEZIONE DEGLI ORGANI DEL COMUN GENERAL DE FASCIA COMUNI DI CAMPITELLO DI FASSA/CIAMPEDEL-CANAZEI/CIANACEI- MAZZIN/MAZIN-MOENA/MOENA- Dettagli LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20
Statuto del Partito Democratico Approvato dalla Assemblea Costituente Nazionale il 16 febbraio 2008 CAPO I Principi e soggetti della democrazia interna Articolo 1. (Principi della democrazia interna) 1. Dettagli DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.
DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ULTERIORI DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33, COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 88 Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Dettagli D. Lgs. 20 dicembre 1993, n. 533 e successive modificazioni Testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica
Regolamento unico in materia di esercizio del potere sanzionatorio da parte dell Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cui all art 8, comma 4, del D.Lgs. 12 Dettagli TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34
Pagina 1 di 7 TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34 Testo del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 66 del 20 marzo 2014), coordinato con la Dettagli Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa
CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma Dettagli Giunta Regionale della Campania
Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell'a.g.c. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata Dettagli Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari
Artt. 123, 127, 134, 135, 136, 137 della Costituzione Costituzione della Repubblica Italiana (Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298) [ ] TITOLO V LE REGIONI, LE PROVINCIE, I COMUNI Art. 123 Ciascuna Dettagli LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4
6232 LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4 Semplificazioni del procedimento amministrativo. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 12 aprile 2001, n. 11 (Norme sulla valutazione dell impatto ambientale), Dettagli COMITATO PER LE PARI OPPORTUNITÀ DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI.. R E G O L A M E N T O
COMITATO PER LE PARI OPPORTUNITÀ DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI.. R E G O L A M E N T O 1. Costituzione In applicazione della normativa nazionale ed europea al fine di: - Promuovere le politiche di pari Dettagli Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici
Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l art. 5, comma 2, lettere b), e) ed f), della legge 23 agosto 1988, n. 400; Ritenuta Dettagli DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 23 novembre 1944, n. 382
DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 23 novembre 1944, n. 382 Norme sui Consigli degli Ordini e Collegi e sulle Commissioni centrali professionali Pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 98 del 23 Dicembre Dettagli Art. 11 Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) Art. 12 Definizione dei contenuti del S.I.A. (scoping)
LEGGE REGIONALE 18 maggio 1999, n. 9 DISCIPLINA DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE Testo coordinato con le modifiche apportate da: L.R. 16 novembre 2000 n. 35 Titolo III PROCEDURA DI Dettagli 9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale.
9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale. Art. 27 Adeguamento della legge regionale n.3/2007 alla normativa nazionale 1. Alla legge Dettagli REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI
Pagina 1 di 6 DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2015, n. 23 Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00037) Dettagli REGOLAMENTO N. 9 DEL 19 MAGGIO 2015
Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966 con le modifiche della legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. Collegato Lavoro) Legge 28 giugno Dettagli REGOLAMENTO DEL SENATO
REGOLAMENTO DEL SENATO 95 96 REGOLAMENTO DEL SENATO 97 REGOLAMENTO DEL SENATO Testo approvato dall Assemblea il 17 febbraio 1971 (Gazzetta Ufficiale, Suppl. ord. n. 53 del 1º marzo 1971) e successive modificazioni Dettagli del Senato Le funzioni
LA FUNZIONE LEGISLATIVA IL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DELLE LEGGI ORDINARIE IL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DELLE LEGGI COSTITUZIONALI LA FUNZIONE DI INDIRIZZO POLITICO LA FUNZIONE DI CONTROLLO POLITICO Dettagli DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO.
Il decreto spiega tutte le possibilità e i limiti dell'eventuale cumulo Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego (Dm Funzione pubblica 331 del 29.7.1997) da CittadinoLex del 12/9/2002 Dettagli Legge federale su l acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera
Legge federale su l acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera (Legge sulla cittadinanza, LCit) 1 141.0 del 29 settembre 1952 (Stato 1 gennaio 2013) L Assemblea federale della Confederazione Svizzera, Dettagli COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano
COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL INFORMAZIONE E ALL ACCESSO AGLI ATTI E DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Approvato dal Consiglio Comunale con atto n. 8 in data 9/2/1995 Annullato Dettagli Legge 20-11-1982, n. 890 Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari.
Legge 20-11-1982, n. 890 Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari. Preambolo La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica Dettagli CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI. Articolo 1 Definizioni
Regolamento in materia di procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, approvato con delibera n. 173/07/CONS. [Testo consolidato con le modifiche apportate Dettagli CIRCOLARE N. 22/E. Direzione Centrale Normativa. Roma, 9 giugno 2015
CIRCOLARE N. 22/E Direzione Centrale Normativa Roma, 9 giugno 2015 OGGETTO: Modifiche alla disciplina dell IRAP Legge di Stabilità 2015 2 INDICE Premessa... 3 1) Imprese operanti in concessione e a tariffa... Dettagli Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969).
Il commento 1. Premessa La sospensione feriale dei termini è prevista dall art. 1, co. 1, della L. 07/10/1969, n. 742 1, il quale dispone che: Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni Dettagli VERBALE DELLE OPERAZIONI
MODELLO N. 15 (PARL. EUR.) Verbale delle operazioni dell ufficio elettorale di sezione per l elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all Italia ELEZIONE DEI MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO SPETTANTI Dettagli OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative
CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2014 OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Dettagli REGOLAMENTO DELL ASSOCIAZIONE ITALIANA ARBITRI
REGOLAMENTO DELL ASSOCIAZIONE ITALIANA ARBITRI Titolo primo L Associazione Italiana Arbitri Capo primo: Natura, funzioni e poteri. Art. 1 Natura e funzione 1.L Associazione Italiana Arbitri (AIA) è l associazione Dettagli La legge sul Volontariato della Regione Lazio
La legge sul Volontariato della Regione Lazio Legge 29 del 1993 Art. 2 Attività ed organizzazioni di volontariato 1. Ai sensi dell'art. 2 della legge n. 266 del 1991: a) l'attività di volontariato disciplinata Dettagli PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010
PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010 approvate dal Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. l 11 novembre 2010 e in Dettagli Codice di autoregolamentazione Tv e minori
PREMESSA Le Imprese televisive pubbliche e private e le emittenti televisive aderenti alle associazioni firmatarie (d ora in poi indicate come imprese televisive) considerano: a) che l utenza televisiva Dettagli dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126
REGOLAMENTO OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE Delibera n. 17221 del 12.3.2010 A cura della Divisione Tutela del Consumatore Ufficio Relazioni con il Pubblico Giugno 2010 [pagina bianca] Regolamento recante Dettagli PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 41 DEL 5 SETTEMBRE 2006 1 PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE REGOLAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE REGOLAMENTO N. 2 del 31 luglio 2006 Regolamento per l accesso Dettagli Si precisa che nessuna delle modifiche rientra tra le ipotesi che attribuiscono ai soci il diritto di recesso.
a) Legge provinciale 18 ottobre 1995, n. 20 1) Organi collegiali delle istituzioni scolastiche 1)Pubblicata nel B.U. 7 novembre 1995, n. 51. Art. 1 (Ambito di applicazione) (1) Tutte le istituzioni scolastiche Dettagli Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego
Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego La riforma Brunetta, introdotta dal D.Lgs. 150/09, ha modificato profondamente il sistema disciplinare nel pubblico impiego, intervenendo Dettagli Quadro legislativo: Quali sono le leggi che regolamentano gli appalti pubblici?
Lombardia/169/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott.ssa Simonetta Rosa dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone Dettagli IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Emanato con Decreto Rettorale n. 623/AG del 23 febbraio 2012 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo 2012 STATUTO DEL POLITECNICO DI MILANO TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI E PRINCIPI Art. Dettagli PROTOCOLLO (n. 2) SULL'APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ E DI PROPORZIONALITÀ
PROTOCOLLO (n. 2) SULL'APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ E DI PROPORZIONALITÀ LE ALTE PARTI CONTRAENTI, DESIDEROSE di garantire che le decisioni siano prese il più possibile vicino ai cittadini Dettagli DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITÀ
DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITÀ AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO DELIBERA 1 aprile 2015. Approvazione del regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole Dettagli 2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro.
L. 15 luglio 1966, n. 604 (1). Norme sui licenziamenti individuali (2). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 6 agosto 1966, n. 195. (2) Il comma 1 dell art. 1, D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, in combinato 1. Dettagli TARIFFA PROFESSIONALE CONSULENTI DEL LAVORO MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA. DECRETO 15 LUGLIO 1992, n. 430 (G.U. n. 265 10/11/92)
TARIFFA PROFESSIONALE CONSULENTI DEL LAVORO MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA DECRETO 15 LUGLIO 1992, n. 430 (G.U. n. 265 10/11/92) REGOLAMENTO RECANTE APPROVAZIONE DELLE DELIBERAZIONI IN DATA 16 MAGGIO Dettagli STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA
VERSIONE CONSOLIDATA DELLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA Il presente testo contiene la versione consolidata del Protocollo (n. 3) sullo Statuto della Corte di giustizia dell Unione Dettagli Decreto Legge 6/7/2011 n. 98 (G.U. 6/7/2011 n. 155) Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria
Legge n. 111 del 15 luglio 2011 - Conversione in legge, con modificazioni, del DL 98/11 recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria. (GU n. 164 del 16-07-2011) Decreto Legge 6/7/2011 Dettagli Preambolo LA CAMERA DEI DEPUTATI ED IL SENATO DELLA REPUBBLICA HANNO APPROVATO; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:
LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI LEGGE 11 agosto 2014, n. 125. Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; Dettagli RISOLUZIONE N. 42/E QUESITO
RISOLUZIONE N. 42/E Direzione Centrale Normativa Roma, 27 aprile 2012 OGGETTO: Interpello (art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212) - Chiarimenti in merito alla qualificazione giuridica delle operazioni Dettagli http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario
Pagina 1 di 5 LEGGE 10 ottobre 2014, n. 147 Modifiche alla disciplina dei requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l'accesso al trattamento pensionistico. (14G00161) (GU n.246 del 22-10-2014) Dettagli Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore
Testo aggiornato al 29 novembre 2011 Legge 15 marzo 2010, n. 38 Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2010, n. 65 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore La Camera dei Dettagli CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA ORDINARIA
Mid Industry Capital S.p.A Sede Legale Galleria Sala dei Longobardi 2, 20121 Milano Cod. Fisc. e P.IVA R.I. Milano 05244910963, R.E.A. Mi 1806317, Capitale Sociale Euro 5.000.225 i.v. CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA Dettagli PER AZIENDE AVENTI ALLE PROPRIE DIPENDENZE SOLO IMPIEGATI (VERSIONE AGGIORNATA AL 23 GENNAIO 2015)
Procedura relativa alla gestione delle adesioni contrattuali e delle contribuzioni contrattuali a Prevedi ex art. 97 del CCNL edili-industria del 1 luglio 2014 e ex art. 92 del CCNL edili-artigianato del Dettagli C O M U N E DI M O L I T E R N O
C O M U N E DI M O L I T E R N O (Provincia di Potenza) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera consiliare n.05 del 6/02/2013 modificato con delibera consiliare n. 54 del 30/11/2013 Indice Dettagli Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti.
L. 14 gennaio 1994, n. 20 (1). (commento di giurisprudenza) Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 14 gennaio 1994, n. 10. 1. Azione Dettagli CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015
CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Normativa Roma, 9 febbraio 2015 OGGETTO: IVA. Ambito soggettivo di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti Articolo 1, comma 629, lettera b), della Dettagli D.R. n. 15 del 26.01.2015
IL RETTORE Vista la legge 30 dicembre 2010, n. 240 Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l efficienza Dettagli Legge 6 agosto 1967, n. 765 MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI ALLA LEGGE URBANISTICA 17 AGOSTO 1942, N. 1150. (G.U. 31 agosto 1967, n.
Legge 6 agosto 1967, n. 765 MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI ALLA LEGGE URBANISTICA 17 AGOSTO 1942, N. 1150 (G.U. 31 agosto 1967, n. 218) INDICE Art. 1... 2 Art. 2... 2 Art. 3... 2 Art. 4... 3 Art. 5... 3 Dettagli Decreto Legislativo 19 novembre 2004, n. 297
Decreto Legislativo 19 novembre 2004, n. 297 "Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di Dettagli Pagina 1 di 12 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 agosto 2012, n. 137 Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, Dettagli PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Art. 1 - Finalità e ambito di applicazione Il presente Regolamento, emanato ai sensi della legge 9 maggio 1989, n. 168, disciplina, in armonia con i principi generali stabiliti dalla Carta Europea dei Dettagli Art. 1: Modalità di distribuzione dei compiti che danno diritto all incentivo 4. Art. 2: Ripartizione Generale dell incentivo fra le attività 4
Regolamento per la ripartizione e l erogazione dell incentivo ex art. 92 D. lgs. 163/06 e s.m.i. 1 INDICE TITOLO I :PREMESSA 3 Art. 1: Modalità di distribuzione dei compiti che danno diritto all incentivo Dettagli DECRETO 28 maggio 2001, n.295. Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego
DECRETO 28 maggio 2001, n.295 Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego Capo I Art. 1 Definizioni 1. Nel presente regolamento l'espressione: a) Dettagli CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI
CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI Adottata dal Consiglio d'europa a Strasburgo il 25 gennaio 1996 Preambolo Gli Stati membri del Consiglio d'europa e gli altri Stati, firmatari Dettagli Regolamento per l attribuzione a professori e ricercatori dell incentivo di cui all art. 29, comma 19, della Legge 240/2010
Regolamento per l attribuzione a professori e ricercatori dell incentivo di cui all art. 29, comma 19, della Legge 240/2010 Art. 1 - Oggetto 1. Il presente regolamento disciplina i procedimenti di selezione, Dettagli IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione;
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI PER IL RIORDINO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN CASO DI DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIA E DI RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI DISOCCUPATI, Dettagli LA COMPENSAZIONE DEI RUOLI ERARIALI
Il Ministro dello Sviluppo Economico Vista la legge 23 dicembre 1996, n. 662 e, in particolare, l articolo 2, comma 100, lettera a), che ha istituito il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese; Dettagli CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
REGOLAMENTO 16 luglio 2014, n. 6 Regolamento per la formazione continua IL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE nella seduta del 16 luglio 2014 visto l art. 11 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, rubricato Formazione Dettagli Consiglio Nazionale del Notariato
Consiglio Nazionale del Notariato REGOLAMENTO DEL FONDO DI GARANZIA DI CUI AGLI ARTT. 21 E 22 DELLA LEGGE 16 FEBBRAIO 1913, N. 89 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI Capo I Istituzione e finalità del Fondo di garanzia Dettagli Art. 1. Art. 2. Art. 3.
L. 20-3-1865 n. 2248. Legge sul contenzioso amministrativo (All. E) (2) (3). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 27 aprile 1865. (2) Vedi, anche, la L. 6 dicembre 1971, n. 1034. (3) Con riferimento al presente Dettagli IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Promulga. Art. 1
LEGGE 12 luglio 2012, n. 100 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59, recante disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile. (12G0123) La Camera Dettagli Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo
Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo DECRETO N. 12 (Disposizioni regolamentari per la costituzione dei consorzi obbligatori ai sensi dell art. 7 dell ordinanza Dettagli GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi)
GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi) Principali norme di riferimento 1) Legge n. 241/1990 - Nuove norme in Dettagli LEGGE 11 GENNAIO 1979, n. 12 NORME PER L ORDINAMENTO DELLA PROFESSIONE DI CONSULENTE DEL LAVORO. (Gazzetta Ufficiale n.
LEGGE 11 GENNAIO 1979, n. 12 NORME PER L ORDINAMENTO DELLA PROFESSIONE DI CONSULENTE DEL LAVORO (Gazzetta Ufficiale n. 20 del 20-1-1979) TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1. Esercizio della professione Dettagli Prot. Novara, 20 luglio 2015. Date Impegni Orario
Prot. Novara, 20 luglio 20 OGGETTO: CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI SETTEMBRE 20 Date Impegni Orario 1 settembre Collegio Docenti :00 2 settembre Prove studenti con giudizio sospeso (vedi elenco) 8:30 3 settembre Dettagli Regolamento per l'accesso agli atti amministrativi

References: articolo 1
 art. 1
 articolo 2
 articolo 2
 art. 2
 articolo 1
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 1
 art. 32
 articolo 1
 art. 4
 articolo 1
 art. 2
 art. 2
 articolo 1
 articolo 11
 art. 29
 art. 5
 art. 13
 art. 1
 art. 2
 articolo 5
 articolo 7
 art. 2
 articolo 13
 art. 51
 articolo 11
 art.1
 Art. 1
 Art. 2
 Articolo 1
 ARTICOLO 33
 articolo 31
 Art. 123
 art. 5
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 27
 Articolo 1
 art. 1
 articolo 1
 articolo 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
 art. 1
 art. 97
 art. 92
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5

Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 art. 92
 Art. 1
 Art. 1
 art. 29
 art. 29
 Art. 1
 articolo 2
 art. 11
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 1
 art. 7
 Art. 1