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Timestamp: 2014-07-28 12:20:18+00:00

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Sei in: Prima Pagina | Invalidi | TestoE' decaduta la facolt� di presentare la domanda in qualsiasi momento
Orfani inabili, niente reversibilit� dopo 5 anni
(Corte Conti 112/2001/A)
La domanda di pensione di reversibilit� di un orfano maggiorenne inabile non pu� essere accettata se viene presentata dopo il termine di 5 anni fissato dalla legge. La nuova disciplina in materia, infatti, fissando il termine quinquennale, ha modificato la vecchia legge secondo la quale era possibile presentare la domanda in qualsiasi momento. In pi�, per ottenere il beneficio, attualmente, � necessario sottoporsi ad un accertamento medico, mentre prima, al compimento del 65� anno di et�, scattava la cosiddetta presunzione di inabilit�. Fermo restando che � previsto, inoltre, il possesso di un reale bisogno economico, che deve essere provato dall'interessato. E' quanto dispone una recente sentenza della Corte dei conti, Sezione Prima Giurisdizionale Centrale di Appello, con la quale � stato rigettato il ricorso di un'orfana, inabile, che pretendeva l'accoglimento di una domanda che era stata presentata oltre i termini.
In altri parole, per effetto della nuova disciplina, al compimento del 65� anno di et�, i soggetti interessati non maturano pi� automaticamente il diritto alla pensione, che veniva loro attribuito a seguito di presunzione di inabilit�. La vecchia disciplina, inoltre, non prevedeva alcun termine per la presentazione della relativa domanda. Cosa che � stata invece superata dalle nuove norme che hanno introdotto il termine di prescrizione quinquennale e l'accertamento medico obbligatorio. Di qui il rigetto del ricorso, da parte dei magistrati contabili, che hanno anche dichiarato manifestatamene infondata la questione di legittimit� costituzionale, sollevata dalla ricorrente, riguardo alla disparit� di trattamento tra i soggetti che hanno usufruito della vecchia legge e coloro che, invece, sono stati assoggettati alla nuova disciplina.
(06 luglio 2001)
Sezione Prima Giurisdizionale Centrale di Appello-Sentenza del 7 maggio 2001 n.112/2001/A
Sentenza del 7 maggio 2001 n.112/2001/A
Presidente : C. De Rose - Relatore : A. Ricc�
Con la determinazione n. 36474 F.T. del 24.5.91 della Direzione Generale delle Pensioni di Guerra � stata dichiarata intempestiva la domanda di pensione prodotta in data 27.11.87 dalla sig-ra P. Rosa, orfana di P. Antonio, in quanto presentata dopo la scadenza dei termini di legge.
Contro il provvedimento � stato prodotto ricorso a questa Corte, corredato da successiva memoria, nel presupposto che nella fattispecie dovesse trovare applicazione l’art. 6 della L. 6.10.86, n.656 [1] , ed � stata sollevata questione di legittimit� costituzionale del D.P.R. n. 915/78 [2] nella parte in cui prevede la presentazione della domanda dopo il decorso di 5 anni dal raggiungimento dei requisiti prescritti.
La sezione adita ha ritenuto che gli effetti della L. n. 656/86 possono riflettersi solo sui rapporti ancora in essere e non su quelli del tutto esauriti ed ha perci� respinto il ricorso, contestualmente dichiarando la manifesta infondatezza della, proposta questione di legittimit� costituzionale.
L’indicata pronuncia � stata impugnata dalla sig-ra P. con il patrocinio dell’avv. Domenico B..
Nell’appello viene esclusa la maturazione di ogni decadenza posto che il termine quinquennale di cui agli artt. 100 [3] e133 del D.P.R. n. 915/78 [4] , avrebbe dovuto decorrere, secondo la tesi ivi esposta, dal momento dell’accertamento delle condizioni economiche, presupposto per l’operativit� del trattamento di reversibilit�.
Secondo l’appellante poi, la tesi esposta nella sentenza impugnata sarebbe inaccettabile, perch� alla stregua della sua impostazione, dovrebbe ritenersi che, a seconda della data della presentazione della istanza, i soggetti che prima della entrata in vigore della legge n 656, avessero compiuto i 65 anni, avrebbero potuto beneficiare della presunzione di inabilit�, mentre quelli che il giorno successivo alla entrata in vigore della legge stessa ne avessero compiutI 69 avrebbero potuto essere costretti a sottoporsi a visita diretta; da ci� viene fatta discendere la necessit� che la nuova norma, che ha previsto l’accertamento, caso per caso, dell’inabilit� a proficuo lavoro, venga applicata a tutte le situazioni.
Alla pubblica udienza del 27 giugno 2000, non costituita l’amministrazione , l’avv. B. ha
richiamato la sentenza delle Sezioni Riunite n.19/98 ed ha chiesto l’accoglimento dell’appello.
Il collegio premette, per la migliore intelligenza della questione proposta, che nel sistema regolato dalla L. n. 313/68, il diritto a pensione delle orfane maggiorenni inabili era collegato al conseguimento del sessantacinquesimo anno di et�, in relazione al quale l’inabilit� era da considerarsi presunta ( art. 74, settimo comma ).
Nella vigenza della detta norma, le domande per il predetto titolo erano attivabili senza limiti di tempo ( art. 88 ).
Il T.U. n. 915/78 ha riaffermato, dopo la parentesi aperta dalla l. n.1240/61 ( artt. 25 e 26 ) e dal suddetto art. 88 della l.n.313, il principio della prescrittibilit� del diritto a chiedere la pensione di guerra, sia diretta che indiretta ( artt. 99 e 100 ). Ai fini della decorrenza del termine di prescrizione � stata indicata, per i congiunti ( art. 100, commi I e III ), la data di trascrizione dell’atto di morte del dante causa, oppure il primo giorno dell’anno successivo a quello in cui si sia verificato lo stato di bisogno o, nel caso di inabilit� presunta, la data di compimento del 65� anno di et�, per i richiedenti che tali requisiti abbiano conseguito dopo la morte del dante causa.
Con norma transitoria ( art. 128 del T.U. ) � stato attribuito ai soggetti che, alla data (1�.2.79 ) di entrata in vigore del T.U., fossero in possesso dei prescritti requisiti, la possibilit� di produrre la domanda entro 2 anni dalla riferita data, con salvezza, tuttavia, del pi� favorevole termine quinquennale di cui all’art. 100.
Ai fini di cui sopra il Testo Unico ha introdotto anche il requisito delle condizioni economiche ( artt. 45,51 e 70 ) consistente nel possesso di un reddito non superiore a determinati importi..
Con altra norma transitoria ( art. 135 del T.U. ) � stato tuttavia disposto che agli orfani maggiorenni inabili a proficuo lavoro di cui agli artt. 45 e 51, non in possesso del requisito delle condizioni economiche,, venisse liquidato il trattamento previsto rispettivamente dalle tabelle I ed L.
L’art. 6 della L. n. 656/86 ha disposto l’effettivo accertamento dell’inabilit� a proficuo lavoro, abrogando la normativa precedente che considerava presunta l’inabilit� al compimento del 65� anno di et�.
La problematica di diritto transitorio si � posta in relazione al decorrere di termini di prescrizione che contemplano un " dies a quo" diverso secondo le varie leggi che si sono succedute nel tempo ( prima il compimento del 65� anno di et�, presunzione" juris et de jure" di inabilit� (v. sez. I n. 54/96/a del 5.8.96 ), poi, l’effettivo accertamento della inabilit�.
Occorreva infatti vedere se e come la legge nuova ( la n. 686 ) reagisse sui rapporti pregressi e se i rapporti definiti per prescrizione sotto la legge vecchia fossero suscettibili di riqualificazione sotto la legge nuova.
La questione non ha avuto una soluzione univoca in giurisprudenza ( v. sez III Pens. Guerra n. 120562 del 23.9.93, sez.I c. n.54/96, sez I Pens.Guerra n. 291479 del 28.4.94, sez. IV Pens. Guerra n. 75124 del 2.11.94 ).
La sezione del controllo, con delibera n. 1927 in data 24.3.88, ha ritenuto che, nella specie, la norma abrogativa, eliminando una condizione per il diritto, ha regolato il fatto costitutivo di un rapporto giuridico e che, in relazione al suo carattere sostanziale, non possa incidere sui rapporti pregressi.
Con riferimento poi al termine di prescrizione, in quanto ritenuto decorrente dal momento del possesso del requisito economico, questa sezione ha osservato che il T.U. n. 915/78, pur innovando sulla precedente normativa in punto di collegamento del diritto, alla condizioni economiche dei richiedentI, ha tuttavia transitoriamente conservato il diritto dei medesimi, anche se sprovvisti dell’indicato requisito, a fruire del minore trattamento di cui al cit. art. 135, ed esclusa la rifrazione del diritto in due diverse posizioni soggettive a seconda della tabella inerente al trattamento corrispettivo, ne ha tratto la conseguenza della attivabilit� del diritto stesso anche in difetto delle condizioni economiche, con le correlate conseguenze in punto di decorrenza della prescrizione (v. sez. I n. 54/96) Deferita la questione all’esame delle Sezioni Riunite, queste ultime, con sentenza n. 19/99/Q.M., hanno ritenuto che il termine quinquennale decorrente dal primo giorno dell’anno successivo a quello in cui viene accertata l’inidoneit� a proficuo lavoro, sia applicabile anche nei confronti degli orfani maggiorenni che, prima della entrata in vigore della legge n.. 656 del 1986, erano incorsi nella specifica decadenza associata alla presunzione di inabilit�, ex art. 100, comma 3, del D.P.R. n. 914/78, sempre che si tratti di soggetti che avessero presentato domande di pensione indiretta di guerra, dopo l’entrata in vigore della stessa legge n. 656..
Al riguardo, hanno reputato le Sezioni Riunite che, ove alla presunzione di inabilit� non corrispondesse uno stato di effettiva idoneit� al lavoro, la pronunciata decadenza non potesse equivalere a perdita del diritto alla pensione indiretta, ma soltanto a perdita del diritto – come configurato dal combinato disposto dell’art.45, comma 2, e dell’art.100, comma 3, del D.P.R. n. 915/78 – a pretendere la pensione per il semplice raggiungimento di uno stato anagrafico che era stato equiparato, presuntivamente, ad una condizione di inabilit�.
Sollevata tuttavia nuovamente questione di massima in ordine all’indicato problema ermeneutico, il supremo consesso giurisdizionale della Corte ha ritenuto (v.sentenza n 3/2001/Q.M.) che non pu� ipotizzarsi la sussistenza di un duplice diritto alla pensione, il primo ancorato alla inabilit� effettiva ed il secondo a quella presunta. Hanno di conseguenza statuito le Sezioni Riunite che il verificarsi del presupposto di legge per l’accesso alla trattamento pensionistico di guerra di reversibilit�, individuato , quanto all’orfano maggiorenne, nello stato di inabilit� a proficuo lavoro ( sia effettivo, sia – finch� consentito dalla legge-presunto), segna il momento iniziale del decorso del termine quinquennale assegnato per la proposizione della domanda pensionistica, che si compie, in entrambi i casi, allo scadere del quinquennio.
Questo secondo indirizzo appare, alla sezione, preferibile, posto che la duplicit� dei diritti alla pensione di reversibilit� in correlazione, da una parte, allo stato di inabilit� presunto e, dall’altra, allo stato di inabilit� effettivo, sembra doversi escludere in ragione del rilievo meramente probatorio della presunzione che, come tale, non pu� essere valevole a configurare una diversa situazione soggettiva, rispetto al secondo dei casi considerati.
N� pu� darsi rilevanza giuridica alla circostanza segnalata nel gravame e assertivamente conducente a conseguenze inaccettabili, secondo la quale, a seconda della data di presentazione della istanza, soggetti di 65 anni e di 69 anni potrebbero, alla stregua dell’orientamento contestato essere sottoposti ad un regime giuridico diverso in relazione alla relativa data di presentazione.
E infatti, � canone consolidato che l’addurre inconvenienti non equivale a porre argomenti risolutivi. Non appare peraltro possibile che, al fine di evitare discrasie in sede attuativa, si conferisca una valenza retroattiva a determinate norme, in contrasto con la loro natura.
L’appellante ha poi assunto che il termine di decadenza avrebbe dovuto decorrere dal momento della maturazione del requisito economico talch�, non risultando agli atti il possesso o meno di tale requisito, da parte dell’interessata, nel periodo a riferimento, la prescrizione non avrebbe avuto modo di compiersi
Una siffatta tesi non pu� trovare consenziente il collegio in quanto, a tacer d’altro, faceva carico all’appellante provare il momento di realizzazione del requisito economico quale fondamento del diritto vantato; ci� in relazione alla configurazione di tale circostanza come fatto impeditivo del fatto estintivo ( prescrizione ) eccepito dall’amministrazione.
In base alle suesposte considerazioni, l’appello deve essere respinto.
Non � luogo a pronuncia sulle spese.
La Corte dei conti sezione I giurisdizionale centrale respinge l’appello in epigrafe.
Cos� deciso in Roma nelle camere di consiglio del 27.6.2000 e 6 aprile 2001.

References: sentenza 

Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 74
 art. 88
 art. 88
 art. 100
 art. 128
 art. 135
 art. 135
 sentenza 
 art. 100