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Timestamp: 2020-07-10 12:09:31+00:00

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Gli oneri processuali del debitore opponente
Il Tribunale di Napoli Nord, nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, si è espresso su alcuni temi di primaria importanza per il contenzioso bancario fornendo interessanti spunti di riflessione.
In primo luogo, il Tribunale rigetta la tesi difensiva del debitore opponente che contestava l’opponibilità della cessione del credito.
La sentenza – in maniera a dir poco lapidaria – chiarisce che la cessione del credito diviene opponibile nei confronti del debitore ceduto per effetto della semplice notificazione (prevista dall’art. 1264 c.c.) per cui la legge non prevede alcun limite di forma, in quanto “atto a forma libera, purché idoneo a porre il debitore nella consapevolezza della mutata titolarità attiva del rapporto obbligatorio e, pertanto, può essere effettuata sia mediante ricorso per decreto ingiuntivo, sia mediante comunicazione operata nel corso del successivo giudizio di opposizione ex art. 645 c.p.c.”.
Il Giudice si sofferma poi sull’onere della prova nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo.
La decisione in commento, sulla scorta di molti interventi di pari contenuto, afferma che la parte opposta deve fornire prova del titolo da cui sorgono gli obblighi di pagamento (nel caso di specie si trattava di un contratto di finanziamento) ed allegare l’inadempimento della controparte, mentre il debitore opponente è tenuto a formulare contestazioni specifiche nonché a provarne la fondatezza.
Il Tribunale, infatti, ricorda che nell’opposizione a decreto ingiuntivo la parte opponente è onerata di provare la sussistenza di elementi estintivi ed impeditivi del credito azionato: “il debitore convenuto è gravato dell’onere della dimostrazione del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento, o dall’eccezione d’inadempimento del creditore ex art. 1460 c.c.” (Cass. ord. n. 25584/18)”.
Merita attenzione anche quanto affermato dal Tribunale in materia di disconoscimento della scrittura privata.
Il Giudice dichiara l’inammissibilità del disconoscimento poiché generico e formulato dopo la parziale esecuzione del contratto: “Nel caso di specie l’opponente si limita ad affermare che “non ha mai sottoscritto alcun contratto di credito, tanto meno per l’acquisto di pavimentazione, pertanto ne disconosce sin da questo momento la firma apposta” (cfr. atto di citazione, pag. 3): tale disconoscimento deve considerarsi del tutto generico e indeterminato, senza alcun riferimento a documenti specifici. Tale disconoscimento risulta poi in netto contrasto con l’avvenuta parziale e volontaria esecuzione del contratto da parte dello stesso (cfr. sul punto Cass. 10849/2012), nonché dalla ricezione a mezzo posta della comunicazione di cessione del credito, con tanto di sottoscrizione per ricevuta”.
La sentenza affronta anche il tema della prescrizione del credito nei contratti di finanziamento affermando che la prescrizione (decennale) inizia a decorrere solo dalla scadenza dell’ultima rata prevista dal contratto: “nel contratto di mutuo la prescrizione del diritto al rimborso della somma mutuata inizia a decorrere dalla scadenza dell’ultima rata, atteso che il pagamento dei ratei configura un’obbligazione unica ed il relativo debito non può considerarsi scaduto prima della scadenza dell’ultima rata”.
Il Tribunale, infine, rigetta le eccezioni dell’opponente in materia di usura ed anatocismo accertandone il contenuto generico in netto spregio dell’onere della prova: “Tali eccezioni infatti appaiono meramente (e apoditticamente) enunciate dall’opponente, senza alcuna specifica allegazione relativa al rapporto concreto oggetto di causa e senza allegare tempi, modi e importi di tali asseriti addebiti”.
In conclusione, il Giudice conferma i noti principi (sostanziali e processuali) che prevedono che in sede di opposizione a decreto ingiuntivo sia il debitore opponente a formulare contestazioni specifiche e circostanziate, essendo suo onere provare attivamente la sussistenza di elementi estintivi ed impeditivi della pretesa creditoria contenuta nel decreto ingiuntivo.
Trib. Napoli Nord, Sez. III, 16 giugno 2020, n. 1266
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References: sentenza 
 art. 645
 art. 1460
 Cass. 
 sentenza 
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