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Timestamp: 2017-01-16 17:16:28+00:00

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RIVALUTAZIONE QUOTE PARTECIPAZIONE IN SOCIETA’ – ANNO 2016 – RIPA & PARTNERS – Studio Ripa e Commercialisti Associati
RIVALUTAZIONE QUOTE PARTECIPAZIONE IN SOCIETA’ – ANNO 2016	0
2021..:: RIVALUTAZIONE PARTECIPAZIONI IN SOCIETÀ – ANNO 2016.
L’articolo 1, commi 887 e 888 della Legge n. 208 del 28 dicembre 2015 (cosiddetta ‘Legge di Stabilità 2016), riapre nuovamente i termini per la rideterminazione del valore delle partecipazioni in società non quotate, posseduti alla data del 1° gennaio 2016.
La redazione ed asseverazione della perizia, nonché il versamento dell’imposta sostitutiva che si rende dovuta (o della prima rata), devono essere effettuate entro il 30 giugno 2016. Le partecipazioni interessate alla rivalutazione sono quelle possedute da persone fisiche per operazioni estranee all’attività di impresa (nonché per le società semplici, società ed enti ad esse equiparate di cui all’articolo 5 del TUIR, enti non commerciali per i beni che non rientrano nell’esercizio di impresa commerciale e soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia). Sono pertanto interessati alla disposizione agevolativa:
Artt. 5 e 7 della L. n. 448 del 28.12.2001
4% qualificate, 2% non qualificate
Art. 4, co. 3, del D.L. 24.09.2002, n. 209, convertito dalla L. n. 265/2002
Art. 2, comma 2, del D.L. 24.12.2002, n. 282, convertito dalla legge n. 27/2003
Art. 6 bis del D.L. n. 355/2003
Art. 1, co. 376 Legge n. 311 del 2004
D.L. 203 del 2005 art 11 quaterdecies
Art. 1, co. 91, Legge n. 244 del 24 dicembre 2007
Art. 2, co. 229, Legge n. 191 del 23 dicembre 2009
Art. 7, co. 2, lett da dd) a gg), D.L. n. 70 del 12 maggio 2011
Art. 1, comma 473, Legge n. 228/2012
Art. 1, commi 156-157, Legge n. 147/2013
Art. 1, commi 626-627, Legge n. 190/2014
8% qualificate, 4% non qualificate
Art. 2, commi 887-888, Legge n. 208/2015
8% sia qualificate che non qualificate
In particolare la predetta normativa permette di rivalutare le partecipazioni, detenute in società non quotate in mercati regolamentati, possedute alla data del 1° gennaio 2016, a condizione che che entro il 30 giugno 2016 venga redatta ed asseverata la perizia di stima e versata l’imposta sostitutiva stabilita nella misura dell’8% (sia in relazione alle partecipazioni qualificate, che per quelle non qualificate).
In definitiva, scopo della rivalutazione delle quote di partecipazioni in società è quello di conseguire un legittimo risparmio fiscale in vista della cessione delle stesse. Infatti, la normativa consente di corrispondere un’imposta, sostitutiva di quella ordinaria, generando un carico tributario a volte alquanto ridotto, rispetto a quello che occorrerebbe ‘sopportare’ in ipotesi ordinaria.
Esemplificando: una persona fisica possiede – non in regime di impresa – una quota di partecipazione in una s.r.l., avente un valore di acquisto di euro 20.000, che vuole alienare ad un prezzo di euro 300.000. In ipotesi ordinaria, la differenza di euro 280.000 (300.000 – 20.000) costituisce una plusvalenza realizzata. Tale plusvalenza rientra tra i cd. Redditi Diversi da indicare in sede di dichiarazione dei redditi (Unico PF) assoggettandola a tassazione ordinaria (con aliquota IRPEF variabile tra il 23% ed il 43%). La rivalutazione della quota attuata prima del 30 giugno 2016, ed il versamento dell’imposta sostitutiva dell’8% sull’intero valore rivalutato (imposta sostitutiva che nell’esempio precedente risulta pari ad euro 24.000, ossia euro 300.000 x 8%), consente un cospicuo ed evidente risparmio di imposta.
L’accesso all’agevolazione è subordinata al versamento di un’imposta sostitutiva dell’8%, sia nel caso si sia in presenza di una partecipazione qualificata, che di una partecipazione non qualificata.
Le partecipazioni sono considerate qualificate allorché rappresentino oltre il 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea o più del 25% del capitale sociale della società. Per partecipazioni non qualificate si intendono pertanto quelle che rappresentano complessivamente una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’Assemblea ordinaria pari o inferiore al 20% ovvero una partecipazione al capitale o al patrimonio pari o inferiore al 25%.
Il versamento può essere effettuato in unica soluzione entro il 30 giugno 2016 o in tre rate annuali di pari importo, a partire dalla predetta data, maggiorando la seconda e terza rata dell’interesse del 3% annuale: in tale ultima ipotesi pertanto, la seconda rata scadrà il 30 giugno 2017 e la terza rata il 30 giugno 2018.
L’anno di riferimento da indicare è il “2016“. L’imposta sostitutiva dovuta può essere compensata sul modello F24, utilizzando gli eventuali crediti tributari disponibili (IVA, IRPEF, etc.).
In caso di versamento rateale, la rivalutazione si perfeziona con il versamento della prima rata dell’imposta sostitutiva. L’Agenzia delle Entrate nella Circolare 4 agosto 2004, n. 35/E, ha chiarito che il mancato versamento delle rate successive alla prima non fa venir meno la validità della rivalutazione, ma comporta solo l’iscrizione a ruolo degli importi non versati: in tale ipotesi il contribuente potrà regolarizzare l’omesso versamento con il cd. ‘ravvedimento operoso’. In caso di comproprietà della quota di partecipazione, il versamento deve essere effettuato da ciascun comproprietario sulla base della quota allo stesso imputabile.
Il valore ri-determinato deve risultare da apposita perizia giurata di stima redatta (sempre entro il 30 giugno 2016) ai sensi dell’art. 64 del c.p.c. ed asseverata da un professionista abilitato. Risultano abilitati a redigere ed asseverare la predetta perizia:
– professionisti iscritti all’Albro dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili;
– professionisti iscritti al Registro dei Revisori Legali;
– periti iscritti alle Camere di Commercio ex articolo 32 del R.D. 20 settembre 1934, n. 2011.
Il giuramento va effettuato presso la Cancelleria del Tribunale o l’Ufficio di un Giudice di Pace o infine presso un Notaio. Il costo sostenuto per la redazione della perizia, può essere portato ad incremento del valore del bene rivalutato (se sostenuto da persone fisiche). Nel caso il costo venga sostenuto dalla società oggetto di rivalutazione, il costo relativo può essere dedotto fiscalmente dal reddito d’impresa in quote costanti nell’esercizio in cui è stata sostenuta e nei quattro successivi (quindi in cinque rate costanti annuali).
L’articolo 5 della Legge n. 448/2001, ‘istitutiva’ della normativa in parola, al comma 1, dispone che: “agli effetti della determinazione delle plusvalenze e minusvalenze di cui all’art. 81 (ora art. 67), comma 1, lett. c) e c-bis) del T.U.I.R., per i titoli, le quote e i diritti non negoziati nei mercati regolamentati, posseduti alla data del 1° gennaio 2002 (leggasi ora 1° gennaio 2016), può essere assunto, in luogo del costo o valore di acquisto, il valore a tale data della frazione di patrimonio netto della società, associazione o ente, determinato sulla base di una perizia giurata di stima,….. a condizione che il predetto valore sia assoggettato ad una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi…”.
Il costo rivalutato non è utilizzabile per la determinazione dei Redditi di Capitali, come quelli derivanti dal recesso, esclusione del socio o dalla liquidazione della società. Può essere invece utilizzato nel caso del cd. ‘recesso atipico’ realizzato attraverso l’acquisto da parte degli altri soci delle quote dei ‘recedenti’ proporzionalmente alle loro partecipazioni, oppure nel caso di acquisto delle medesime quote del socio recedente da parte di un terzo soggetto individuato dai soci stessi (Circolare Agenzia Entrate 22 aprile 2005, n. 16/E).
Per meglio ‘apprezzare’ il vantaggio di operare la rivalutazione delle quote di partecipazione societarie, occorre considerare il trattamento fiscale riservato alternativamente alla cessione delle medesime quote ‘ordinariamente’, quali Redditi di Capitali. In particolare: i) nel caso di partecipazione qualificata: la base imponibile della plusvalenza è data dal 49,72% di quella generata e su di essa si applica l’Irpef, per scaglioni progressivi di reddito, l’addizionale regionale e l’addizionale comunale;
ii) nel caso di partecipazione non qualificata: trova applicazione l’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza lorda.
I dati relativi alla rideterminazione del valore delle partecipazioni vanno indicati nel quadro RT del modello UNICO relativo al periodo d’imposta di riferimento della rivalutazione (nel caso in esame nel modello UNICO PF 2017 – redditi 2016).
Peraltro, come precisato nella Circolare Agenzia Entrate 15 febbraio 2013, n. 1/E, l’omessa indicazione nel Mod. UNICO dei dati relativi alla rivalutazione operata costituisce una violazione formale: si rendono applicabili le sanzioni previste dall’art. 8, comma 1, del D. Lgs. n. 471/1997, restando impregiudicati gli effetti della rideterminazione.

References: Art. 4

Art. 2

Art. 6

Art. 1

Art. 1

Art. 2

Art. 7

Art. 1

Art. 1

Art. 1

Art. 2
 articolo 32
 art. 67