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Timestamp: 2017-12-16 18:52:06+00:00

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L. R. Friuli Venezia Giulia 11/11/2009, n. 19 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR23966
B.U.R. Friuli Venezia Giulia 18/11/2009, n. 46
- L.R. 11/08/2010, n. 13
- L.R. 16/10/2015, n. 24
- L.R. 15/07/2016, n. 12
- L.R. 01/12/2017, n. 39
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1. La Regione Friuli Venezia Giulia, in attuazione dell’articolo 4, primo comma, n. 12, della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia), disciplina con la presente legge e con il suo regolamento di attuazione la materia dell’attività edilizia, in conformità alla Costituzione e all’ordinamento comunitario, al fine di promuovere:
a) il miglioramento delle condizioni di sicurezza e del beness
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1. Il regolamento di attuazione della presente legge è emanato in conformità ai principi generali di cui all’articolo 1 della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso), e successive modifiche, nonché secondo i criteri di partecipazione, pubblicità e informazione, anche mediante utilizzo di s
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c) elementi costitutivi dell’edificio: fondazioni, intelaiatura strutturale, pareti perimetrali, solai interpiano, solaio di copertura, elementi di collegamento tra piani;
d) parete: ogni superficie collegante due orizzontamenti strutturali o un orizzontamento strutturale e le falde di copertura; la parete finestrata “, anche ai fini dell'applicazione di quanto disposto dall'articolo 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765),”N61 è la parete dotata di vedute ai sensi del codice civile;
e) superficie utile (Su): la superficie data dalla somma delle superfici agibili di tutti i piani fuori terra, dei piani interrati e seminterrati dell’unità immobiliare o d
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4) l’installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione;
5) l’installazione permanente su suolo inedificato di manufatti, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, realizzati all’esterno delle zone destinate ad attività ricettiva-turistica dallo strumento urbanistico comunale;
6) la realizzazione di manufatti pertinenziali di edifici esistenti che le norme tecnich
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Art. 5 - (Definizione delle destinazioni d’uso degli immobili)
1. Ai fini dell’applicazione delle norme di attuazione degli strumenti urbanistici comunali e dei regolamenti edilizi, le destinazioni d’uso degli immobili sono distinte nelle seguenti categorie:
a) residenziale: superfici di unità immobiliari destinate all’uso abitativo;
c) alberghiera: superfici di unità immobiliari, destinate all’uso abitativo ricettivo, integrate da locali di soggiorno e servizi di uso comune, nonché da eventuale ristorante e bar, definite dalla vigente legislazione di settore come strutture ricettive turistiche alberghiere, anche se gestite in forma periodica o stagionale, quali: alberghi, motel, villaggi albergo, “villaggi turistici, strutture ricettive a carattere sociale e” N7 residenze turistico-alberghiere; N1
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1. Nelle aree nelle quali le previsioni urbanistiche risultino inefficaci ai sensi di legge, è sempre ammissibile, nel rispetto delle leggi in materia di tutela dei beni culturali e del paesaggio e dalle altre leggi di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia, la realizzazione:
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2. Il regolamento edilizio disciplina, salvi gli ulteriori contenuti prescritti dalle altre leggi di settore aventi incidenza sulla materia edilizia e igienico-sanitaria, le attività di costruzione e di t
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Art. 8 - (Sportello Unico per l’Edilizia)
1. I Comuni, singoli o associati, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, possono istituire lo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) con il compito di curare tutti i rapporti fra i privati e le Amministrazioni pubbliche tenute a pronunciarsi in ordine all’intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso di costruire o di “segnalazione certificata di inizio attività” N14.
a) alla ricezione “delle segnalazioni certifi
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1. La struttura regionale competente in materia di pianificazione territoriale svolge l’attività di Osservatorio regionale della pianificazione territoriale e urbanistica per il monitoraggio degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, nonché per il monitoraggio dell’attività edilizia, dell’uso e del consumo di suolo e per la tutela del paesaggio mediante la raccolta e l’elaborazione di dati e informazioni in via telematica.
2. Per lo svolgimento delle attività dell’Osservatorio la Regione stipula intese con le Amministrazioni pubbliche per gestire la raccolta e l’elaborazione dei dati.
3. Gli Enti locali forniscono periodicamente tutte le informazioni relative allo svolgimento delle proprie competenze, seco
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b) dell’Amministrazione regionale e delle Amministrazioni provinciali, nonché delle opere pubbliche da eseguirsi dai loro formali concessionari.
2. Per le opere pubbliche di cui al comma 1, lettera a), l’accertamento di conformità alle prescrizioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi, salvo che per le opere destinate alla difesa militare di cui al comma 14, è eseguito dalle Amministrazioni statali competenti d’intesa con l’Amministrazione regionale, sentiti gli Enti locali nel cui territorio sono previsti gli interventi, entro centoventi giorni dalla richiesta da parte dell’Amministrazione competente. Gli Enti locali esprimono il parere entro trenta giorni dalla richiesta; scaduto tale termine si prescinde da esso.
3. Per le opere pubbliche di cui al comma 1, lettera b), l’accertamento di conformità è eseguito dalla struttura regionale competente, sentiti gli Enti locali nel cui territorio sono previsti gli interventi, entro sessanta giorni dalla richiesta da parte dell’Amministrazione competente. Gli Enti locali esprimono il parere entro trenta giorni dalla richiesta; scaduto tale termine si prescinde da esso.
4. Per le opere di competenza della Regione da realizzarsi mediante ricorso all’istituto della delegazione amministrativa intersoggettiva, la conformità urbanistica è accertata entro trenta giorni dalla richiesta dal Comune o dai Comuni nel cui territorio ricade l’opera da realizzare.
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1. Per la realizzazione delle opere pubbliche di competenza “dei Comuni, in forma singola o associata,”N65 la deliberazione dell’organo competent
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1. La realizzazione da parte di privati di interventi edilizi su aree demaniali è disciplinata dalla presente le
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Art. 13 - (Norme generali per la valutazione dell’attività edilizia)
1. L’attività edilizia, nell’ambito dell’applicazione del regime edificatorio di cui al presente capo, è valutata considerando separatamente le sue due componenti:
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Art. 14 - (Determinazione della destinazione d’uso degli immobili)
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Art. 15 - (Modifica di destinazione d’uso degli immobili)
1. Si ha modifica di destinazione d’uso, con o senza opere edili, quando si modifica l’uso in atto di un’unità immobiliare, passando da una categoria all’altra tra quelle elencate dall’articolo 5, per più del 25 per cento della superficie utile dell’unità stessa.
2. Si ha parimenti modifica di destinazione d’uso anche quando i limiti di cui al comma 1 vengono superati attraverso più interventi successivi N69 o nei casi di modifica
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1. Nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi comunali, e comunque nel rispetto delle altre discipline di settore aventi incidenza sull'attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di tutela dal rischio idrogeologico, nonché delle disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22/2004, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, lettera d), non necessitano di preventivo controllo tecnico-amministrativo le seguenti attività di rilevanza edilizia:
i) depositi temporanei di materiali a cielo aperto, esclusi i rifiuti, finalizzati all'utilizzo in loco e ubic
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c) realizzazione di pertinenze di edifici o unità immobiliari esistenti che comportino volumetria, quali bussole, verande, costruzioni a uso garage, serre e depositi attrezzi e simili, nei limiti del 10 per cento del volume utile dell'edificio o dell'unità immobiliare esistenti, se a destinazione residenziale, o nei limiti del 5 per cento della superficie utile dell'edificio o dell'unità immobiliare esistenti se a uso diverso dalla residenza; tali interventi non po
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b) gli interventi di ampliamento e la realizzazione di pertinenze o altre strutture, anche non pertinenziali, non
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a) gli interventi di nuova costruzione non realizzabili in "segnalazione certificata"N37 di inizio attività o in attività edilizia libera “, anche asseverata”N61;
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1. Il Comune può autorizzare a titolo precario interventi edilizi, ancorché difformi dalle previsioni degli strumenti urbanistici comunali approvati o adottati, qualora siano destinati al soddisfacimento di documentate esigenze di carattere improrogabile e transitorio, non altrimenti realizzabili. L’autorizzazione in precario non sostituisce le altre autorizzazioni previste dalla legge ed è rilasciata secondo
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1. La domanda per il rilascio del permesso di costruire o la “segnalazione certificata”N65 di inizio attività sono presentate dal proprietario dell’immobile o da altri soggetti nei limiti in cui è loro riconosciuto il diritto di eseguire le opere.
1 bis. Ai fini del rilascio o della formazione dei titoli abilitativi previsti dalla presente legge, i competenti uffici comunali sono tenuti ad acquisire d’ufficio i documenti, le informazioni e i dati, compresi quelli catastali, che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni e non possono richiedere attestazioni, comunque denominate, o perizie sulla veridicità e sull’autenticità di tali documenti, informazioni e dati. I soggetti di cui al comma 1 possono in sede di istanza produrre tutti i documenti ritenuti u
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1. Il permesso di costruire è rilasciato dal Sindaco o dal dirigente o responsabile del competente ufficio comunale, in relazione alle competenze individuate dallo statuto comunale, in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e
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2. Il termine per l’ultimazione dei lavori, entro il quale l’opera deve essere completata, non può superare i tre anni dalla data di ritiro del titolo. Il termine è prorogato previa presentazione di istanza motivata anteriormente alla scadenza del termine medesimo. L’at
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Art. 24 (Procedimento per il rilascio del permesso di costruire)
1. La domanda per il rilascio del permesso di costruire, sottoscritta da uno dei soggetti legittimati ai sensi dell’articolo 21, va presentata al competente ufficio comunale corredata di un’attestazione concernente il titolo di legittimazione, degli elaborati progettuali e degli altri documenti previsti dalla legge e dal regolamento di cui all’articolo 2. La domanda è accompagnata da dichiarazioni dei progettisti abilitati che asseverino la conformità del progetto agli strumenti urbanistici “vigenti e adottati, nel caso operi la misura di salvaguardia di cui all'articolo 22, comma 3”N65, ai regolamenti edilizi vigenti e alle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, alle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie nel caso in cui la verifica in ordine a tale conformità non comporti valutazioni tecnico-discrezionali, nonché alle norme relative all’efficienza energetica. Nei casi in cui la verifica della conformità comporti valutazioni tecnico-discrezionali, la dichiarazione del progettista abilitato può escludere tali aspetti.
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Art. 25 - (Silenzio-assenso sulla domanda di permesso di costruire)
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Art. 26 – (Disciplina della segnalazione certificata di inizio attività – SCIA)
1. Ferme restando le disposizioni sovraordinate richiamate dall’articolo 1, comma 2, il soggetto avente titolo ai sensi dell’articolo 21 presenta al Comune, anche mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento, la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) per gli interventi previsti dall’articolo 17 accompagnata:
a) da una dettagliata relazione, a firma di un progettista abilitato, e dagli opportuni elaborati progettuali, che asseveri che le opere da realizzare sono conformi agli strumenti urbanistici “vigenti”N77 e non in contrasto con quelli adottati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle leggi di settore aventi incidenza sullo specifico intervento, con particolare riferimento, laddove applicabili, alle norme in materia di sicurezza statica, antisismica, antincendio, igienico-sanitarie, sicurezza stradale, barriere architettoniche, salvo i casi di deroga previsti dalla legge;
b) dall’attestazione del versamento del contributo di costruzione, se dovuto, ai sensi dell’articolo 29;
c) dall’indicazione dell’impresa cui si intende affidare i lavori e del direttore dei lavori, salvo i casi di esecuzione diretta ai sensi del comma 10;
d) dalle eventual
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Art. 27 (Segnalazione certificata di agibilità)
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Art. 28 - (Procedimento di rilascio del certificato di agibilità e dichiarazione di inagibilità)
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1. Il rilascio del permesso di costruire, la presentazione di una SCIA, anche in alternativa al permesso di costruire, nonché l'attività edilizia libera asseverata comportano la corresponsione del contributo di costruzione qualora all'intervento consegua un incremento della superficie imponibile. Tale contributo è commisurato all'incidenza degli oneri di urbanizzazione, nonché al costo di costruzione, secondo le modalità indicate nel presente articolo e nel regolamento di attuazione di cui all'articolo 2. Nei casi di modifiche di destinazione d'uso senza opere edili, soggette a conguaglio ai sensi dell'articolo 15, il contributo è dovuto per la sola quota relativa agli oneri di urbanizzazione in ragione della maggiore incidenza della nuova destinazione. Sono fatti salvi i casi di esonero e riduzione previsti dagli articoli da 30 a 32.N73
2. A scomputo totale o parziale del contributo di costruzione, il richiedente il permesso di costruire può obbligarsi a realizzar
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1. Il contributo previsto dall’articolo 29 non è dovuto:
a) per gli interventi da realizzare nelle zone agricole, ivi comprese le residenze, in funzione della conduzione del fondo e delle esigenze dell’imprenditore agricolo a titolo professionale, ai sensi della legge di settore;
b) per gli interventi di ristrutturazione edilizia, restauro o risanamento conservativo ovvero manutenzione di edifici residenziali, compresi quelli che determinano un aumento della superficie imponibile inferiore o uguale al 20 per cento della superficie imponibile preesistente, anche nel caso di aumento delle unità immobiliari; oltre tale misura, il contributo di cui all'articolo 29 è dovuto per la sola quota eccedente;N79
b bis) per gli interventi di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione previsti dall&
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1. Il permesso di costruire relativo a costruzioni o impianti destinati ad attività industriali o artigianali dirette alla trasformazione di beni e alla prestazione di servizi comporta la corresponsione di un contributo pari all’incidenza delle opere di urbanizzazione, di quelle necessarie al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi e di quelle necessarie alla sistemazione dei luoghi ove ne siano alterate le caratteristiche. L’incidenza di tali opere è stabilita con deliberazione del Consiglio comunale in base alle tabelle parametriche di cui all&rsq
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1. L’area di pertinenza urbanistica di una costruzione è l’area che viene vincolata per il rispetto dell’indice di fabbricabilità fondiaria “o del rapporto di copertura” N7.
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1. Per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti chiunque ha diritto di ottenere dal Comune, entro il termine di trenta giorni dalla richiesta, il certificato di destinazione urbanistica contenente le prescrizioni urbanistiche “e le misure di tutela ambientale previste dalle leggi regionali 42/1996 e 9/2005 in materia, rispettivamente, di aree protette e prati stabili”N61 riguardanti l’area interessata. Esso conserva validità per un anno dalla data di rilascio se non siano intervenute modificazioni degli strumenti urbanistici.
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2. Ferme restando le previsioni più estensive degli strumenti urbanistici comunali, il patrimonio edi
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Art. 35 bis – (Progetti di riassetto ambientale)
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1. L’ampliamento e la ristrutturazione edilizia di edifici destinati a residenza agricola in zona agricola, ove ammessi dallo strumento urbanistico vigente e nel rispetto degli indici e dei parametri ivi indicati, possono comportare la realizzazione di un’unità immobiliare aggiuntiva con destinazione d’uso residenziale, anche in deroga al requisito della connessione funzionale con la conduzione del fondo e le esigenze dell’imprenditore agricolo professionale, purché:
a) l’unità immobiliare realizzata sia destinata a prima abitazione dei parenti di primo grado dell’imprenditore agricolo professionale o del coltivatore diretto proprietario dell’edificio ampliato o ristrutturato;
b) il soggetto avente titolo ai sensi dell’articolo 21 si obblighi, mediante convenzione con il Comune, a istituire un vincolo ventennale concernente il divieto di alienazione dell’immobile, nonché di concessione a terzi di diritti reali o personali di godimento su di esso, da trascrivere nei registri immobiliari o da annotare sul libro fondiario a cura del richiedente, entro sei mesi dalla data di ultimazione dei lavori.
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Art. 37 - (Misure per la promozione del rendimento energetico nell’edilizia)
1. Nel caso di edifici di nuova costruzione, lo spessore delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti, superiori ai 30 centimetri, il maggior spessore dei solai e tutti i maggiori volumi e superfici necessari a ottenere una riduzione minima “del 20 per cento”N54 dell’indice di prestazione energetica previsto dal decreto legislativo 19 agosto
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1. Gli interventi di ristrutturazione edilizia, con demolizione totale o parziale, possono comportare modifiche della sagoma e di collocazione dell’area di sedime, oltre che nei casi di adeguamento alla normativa antisismica e igienico-sanitaria, anche nei seguenti casi:
a) di esigenze di arretramento del profilo di facciata nel rispetto delle eventuali prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali in materia di allin
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1. Il recupero a fini abitativi del sottotetto di edifici destinati in tutto o in parte a residenza è ammesso, senza modifiche alla sagoma, in deroga ai limiti e ai parametri degli strumenti urbanistici vigenti e della legge regionale 23 agosto 1985, n. 44 (Altezze minime e principali requisiti igienico-sanitari dei locali adibiti ad abitazione, uffici pubblici e privati e alberghi), e successive modifiche, se contestuale a interventi di ristrutturazione edilizia,
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a) in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 2, né in deroga alle distanze minime previste dal Codice civile;
b) in deroga alle prescrizioni tipologico-architettoniche o di abaco contenute negli strumenti urbanistici e nei regolamenti edilizi vigenti
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a) mutamento della destinazione d’uso in altra non consentita per la zona dagli strumenti urbanistici comunali vigen
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Art. 40 bis - Norme in materia di progettazione
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1. L’esecuzione di interventi comportanti variazioni non superiori al 3 per cento rispetto alle misure del progetto con riferimento alla sagoma, alla superficie, "alle distanze o distacchi,"N31 alla volumetria e all’altezza non costituiscono variante al permesso di costruire, né
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Art. 42 - (Vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia)
1. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale esercita, anche secondo le modalità stabilite dallo statuto o dai regolamenti comunali, la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia nel territorio comunale per assicurarne la rispondenza alle norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici e alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi.
2. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale può avvalersi, qualora previsto dallo statuto o dal regolamento edilizio comunale, dello Sportello Unico per l’edilizia di cui all’articolo 8.
3. Il dirigente o il responsabile, quando accerti l’inizio, l’esecuzione in corso o l’avvenuto completamento di opere eseguite senza titolo su aree assoggettate, da leggi statali, regionali o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo di inedificabilità, o destinate a opere e spazi pubblici, ovvero a interventi di edilizia residenziale pubblica di cui alla
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Art. 43 - (Vigilanza su opere disciplinate dall’articolo 10)
1. In caso di opere iniziate o realizzate senza titolo, in difformità o con variazioni essenziali del progetto autorizzato, da parte di Amministrazioni statali, il Presidente della Regione, previa istruttoria da parte della struttura regionale competente "su segnalazione del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale ai sensi dell’articolo 42, comma 1"
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Art. 44 - (Responsabilità del titolare del permesso di costruire, del committente, del costruttore e del direttore dei lavori)
1. Il titolare del permesso di costruire N82 “o segnalazione certificata di inizio attività”
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Art. 45 - (Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali)
1. Sono interventi eseguiti in totale difformità dal permesso di costruire quelli che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione da quello oggetto del permesso stesso, ovvero quelli comportanti l’esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza e autonomamente utilizzabile.
2. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, accertata l’esecuzione di interventi in assenza di permesso, in totale difformità dal medesimo, ovvero con variazioni essenziali, determinate ai sensi dell’articolo 40, ingiunge al proprietario e al responsabile dell’abuso la rimozione o la demolizione, indicando nel provvedimento l’area che viene acquisita di diritto ai sensi del comma 3. "In alternativa all’ordine di rimozione o demolizione, è possibile applicare la sanzione pecuniaria stabilita dal regolamento di cui all’articolo 2 nei casi in cui sia accertata la presenza di uno o più dei seguenti requisiti:
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Art. 46 - (Interventi di ristrutturazione edilizia in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire)
1. Gli interventi e le opere di ristrutturazione edilizia eseguiti in assenza del permesso di costruire o in totale difformità da esso, ovvero in assenza della “segnalazione certificata di inizio attività in alternativa al permesso di costruire”N65, sono rimossi o demoliti
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1. Gli interventi e le opere realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire o dalla “segnalazione certificata”N65 di inizio attività in alternativa al permesso di costruire di cui all’articolo 18, so
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1. Qualora sia accertata la realizzazione, da parte di soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 10, di interventi in assenza di permesso di costruire o “di segnalazione certificata”N65 di inizio attività in al
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1. In caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire, o in difformità da esso o con variazioni essenziali, ovvero in assenza di “segnalazione certificata”N65 di inizio attività in alternativa al permesso di costruire di cui all’articolo 18, o in difformità da essa, fino alla scadenza dei termini previsti nei provvedimenti sanzionatori e comunque fino all’accertamento dell’inottemperanza, il responsabile dell’abuso, o l’attuale proprietario dell’immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente e adottata sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presen
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Art. 50 - (Interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla segnalazione certificata di inizio attività e sanatoria)
1. La realizzazione di interventi edilizi di cui all’articolo 17, in assenza della “segnalazione certificata di inizio attività” N14 o in difformità da essa, purché conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente e adottata, comporta la sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore N20 dell’immobile conseguente alla realizzazione degli interventi stessi e comunque in misura non inferiore a 1.000 euro, determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 2.
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1. In tutti i casi in cui siano accertate violazioni alle leggi e ai regolamenti aventi incidenza sull’attività edilizia, ovvero violazioni alle previsioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti comunali, ancorché gli interventi siano riconducibili ad attività edilizia libera di cui “agli articoli 16 e 16 bis”N65, il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale ingiunge al proprietario e al responsabile dell’abuso la rimozione o la demolizione con ripristino dello stato dei luoghi. In caso di inottemperanza, la rimozione o la demolizione con ripristino dello stato dei luoghi sono eseguite a cura del Comune e a spese del responsab
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1. In caso di annullamento del permesso di costruire, qualora non sia possibile, in base a motivata valutazione, la rimozione dei vizi delle procedure amministrative o non sia opportuna la restituzione in pristino, l’Amministrazione comunale territorialmente competente applica al
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1. In caso di inerzia del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale nell’adozione dei provvedimenti sanzionatori, protrattasi N85 oltre i termini fissati dall’articolo 42, l’Osservatorio regionale di cui all’articolo 9 segnala al Comune, per via telematica, la mancata conclusione del procedimento.
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1. Il mancato versamento nei termini stabiliti dal regolamento edilizio, o dal permesso di costruire, o dalla convenzione del contributo di costruzione previsto dall’articolo 29 comporta:
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Art. 55 - (Mancata apposizione del cartello di cantiere o mancata presentazione della segnalazione certificata di agibilità)
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1. Entro dieci anni dalla loro adozione le deliberazioni e i provvedimenti comunali che autorizzano interventi non conformi a prescrizioni degli strumenti urbanistici o dei regolamenti edilizi o comunque in contrasto con la normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della loro adozione, possono essere annullati dalla Regione, secondo le procedure individuate nel regolamento di cui all’articolo 2 qualora gli interventi risultino in contrasto con gli strumenti di pianificazione regionale vigen
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1. Gli articoli 58 e 59 individuano misure straordinarie finalizzate al rilancio dell’attività economica mediante la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente alla data di entrata in vigore del presente capo, attuata attraverso interventi edilizi realizzabili anche in deroga alle distanze, alle altezze, alle superfici e ai volumi previsti dagli strumenti urbanistici.N5
2. Gli interventi di cui agli articoli 58 e 59 assicurano il miglioramento della qualità energetica o igienico-funzionale degli edifici o delle unità immobiliari oggetto di inte
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1. Gli interventi di ristrutturazione edilizia “, ampliamento o manutenzione straordinaria” N7 di edifici o unità immobiliari esistenti o di parte di essi, a destinazione in tutto o in parte residenziale, alberghiera o ricettivo-complementare e direzionale possono comportare l’ampliamento “anche in corpo distaccato” N25, attraverso la sopraelevazione o la costruzione di manufatti edilizi interrati o fuori terra, nel limite massimo del 35 per cento del volume utile esistente.
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1. Nelle zone omogenee D “e H” N7, come individuate dagli strumenti urbanistici comunali vigenti
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Art. 60 - (Misure di promozione per la sostituzione di edifici ed esecuzione degli interventi in ambiti sottoposti a pianificazione attuativa)
1. Nei casi di interventi di ristrutturazione con demolizione totale o parziale, attuati con sostituzione di singoli edifici esistenti alla data di entrata in vigore del presente capo non coerenti con le caratteristiche storiche o architettoniche o paesaggistiche e ambientali individuate dagli strumenti urbanistici comunali ai sensi dell’articolo 38, comma 1, lettera b), e che comportino una diminuzione del volume o superficie utili o delle unità immobiliari esistenti, il Comune e il soggetto interveniente possono concordare il trasferimento dei diritti edificatori in altre aree del territorio comunale attraverso una convenzione che stabilisca:
a) i crediti edificatori derivanti da
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2. In deroga a quanto previsto dal comma 1, le definizioni dei parametri edilizi contenute nell’articolo 3, comma 1, e le definizioni delle destinazioni d’uso degli immobili di cui all’articolo 5, trovano applicazione all’atto dell’approvazione della variante generale allo strumento urbanistico generale comunale o all’atto dell’approvazione della deliberazione del Consiglio comunale di cui all’articolo 29, successiva all’entrata in vigore della presente legge. In caso di assenza di varianti agli strumenti urbanistici generali comunali o delle deliberazioni di cui all’articolo 29, le definizioni dei parametri edilizi contenute nell’articolo 3, comma 1, e le definizioni delle destinazioni d’uso degli immobili di cui all’articolo 5, prevalgono sulle disposizioni dei regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici comunali “decorso il termine di cui all’articolo 57, comma 2, lettera e)” N14, fatte salve le varianti generali adottate all’entrata in vigore della legge medesima.
2 bis. Resta salva la facoltà di adeguamento delle definizioni dei parametri edilizi e delle destinazioni d’uso di cui al comma 1 mediante varianti anche parziali allo strumento urbanistico comunale o al regolamento edilizio. In caso di variante allo strumento urbanistico, la stessa è assoggettata "alla procedura di cui al capo II della legge regionale n. 21/2015"N50, e deve indicare l’incidenza sulla capacità insediativa teorica residenziale, con la facoltà di modificare, se necessario, gli indici di fabbricabilità. "In tali casi lo strumento urbanistico o il regolamento edilizio possono prevedere specificazioni e integrazioni ai criteri di calcolo dei parametri edilizi di
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1. Non sono cumulabili le disposizioni di deroga agli indici e ai parametri previsti dagli strumenti urbanistici comunali contenute
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1. Gli importi delle sanzioni pecuniarie stabiliti nel capo VI sono aggiornati, in ap
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a) gli articoli 37, 38, 39, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51 e 52 della parte II (Disciplina dell’attività edilizia) della
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1. Tutti i riferimenti alla legge regionale 5
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Art. 66 - (Rinvio alle leggi statali per violazioni penali, lottizzazione abusiva e atti di trasferimento di diritti reali)
1. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni amministrative stabilite dal capo VI, per le violazioni penali trova applicazione l’
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1. Gli oneri derivanti dal disposto di cui all’articolo 9, comma 4, in materia di Osservatorio regionale della pianificazione territoriale e urbanistica fanno carico alle unità di bilancio 11.3.1.1189 - capitolo 156 e 11.3.2.1189 - capitoli 180 e 182 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2009-2011 e del bilancio per l’anno 2009.
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La legge reca al Capo VII le norme sul Piano Casa, rubricate come «Disposizioni straordinarie per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente».
L'art. 58 consente di effettuare interventi di ristrutturazione edilizia di edifici a destinazione in tutto o in parte residenziale, alberghiera o ricettivo-complementare e direzionale, con possibilità di realizzare un ampliamento, attraverso la sopraelevazione o la costruzione di manufatti edilizi interrati o fuori terra.
Gli interventi ammessi dagli artt. 58 e 59 del provvedimento, che possono essere effettuati anche in deroga alle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, devono assicurare il miglioramento della qualità energetica o igienico-funzionale degli edifici o delle unità immobiliari.
Gli interventi sopra descritti in nessun caso possono avere luogo su edifici abusivi non sanati entro il 30/09/2009, su aree o edifici soggetti a vincolo espropriativo o vincolo di inedificabilità assoluta, nonché in deroga alle disposizioni elencate dall'art. 57, comma 2, lettera a). I lavori devono iniziare entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge.
Sostituzione edifici e trasferimento diritti edificatori
L'art. 60 consente, infine - in caso di interventi di ristrutturazione con demolizione totale o parziale, attuati con sostituzione di singoli edifici esistenti non coerenti con le caratteristiche storiche o architettoniche o paesaggistiche e ambientali individuate dagli strumenti urbanistici comunali, e che comportino una diminuzione del volume o superficie utili o delle unità immobiliari esistenti - la stipula di una convenzione tra il Comune ed il soggetto interveniente per il trasferimento in altre aree dei diritti edificatori e l'aumento degli stessi.
L. R. Friuli Venezia Giulia 01/12/2017, n. 39
Articolo 57, comma 2, lettera e).
La legge modifica la lettera e) comma 2 dell’articolo 57 della L.R. Friuli Venezia Giulia 11/11/2009, n. 19 (Codice regionale dell’edilizia) prevedendo che per poter eseguire gli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio in regime di deroga, cosiddetto Piano casa, la richiesta di rilascio del permesso di costruire o, in alternativa, la segnalazione certificata di inizio attività, devono essere presentate entro la data della sua entrata in vigore.
In tal modo si evita che particolari incombenze istruttorie possano ostacolare la fruizione delle misure straordinarie previste dal Codice regionale dell’edilizia e, al contempo si limita l’effetto della modifica alle sole istanze già presentate ed in iter al momento della sua entrata in vigore, evitando la riapertura dei termini del Piano casa, già stabiliti al 18/12/2017.
Articolo 28; articolo 31, comma 6.
Articolo 1, comma 1, lettera a bis), lettera a ter); articolo 3, comma 1, lettera d), lettera f), comma 2 bis, comma 2 ter, comma 2 quater; articolo 8, comma 2, lettera a), lettera c), comma 3, comma 4; articolo 9, comma 3, comma 4, comma 4 bis; articolo 10, comma 5 bis, comma 14, comma 15; articolo 11, comma 1, comma 3; articolo 15, comma 2, comma 5, comma 6; articolo 16; articolo 16 bis; articolo 17, comma 1, comma 2; comma 3; articolo 18, rubrica, comma 1, comma 2; articolo 19, comma 1, lettera a), lettera f); Capo IV, rubrica; articolo 21, rubrica, comma 1, comma 3, comma 4, comma 5, comma 6, comma 7; articolo 23, comma 5; articolo 24, comma 1, comma 6; articolo 26, comma 1, lettera a), comma 2 bis, comma 2 ter, comma 7 bis; articolo 27; articolo 29, rubrica, comma 1, comma 3, comma 4, comma 4 bis, comma 8, lettera b), lettera d); articolo 30, rubrica, comma 1, lettera b), lettera b ter), comma 4 ter; articolo 31, comma 1, comma 1 bis; articolo 34, comma 1; articolo 38, comma 4; articolo 39 bis; articolo 40, comma 1, lettera d); articolo 41, comma 1; articolo 44, rubrica, comma 1, comma 2, comma 3; articolo 45, comma 2, lettera c); articolo 46, rubrica; articolo 47, comma 1; articolo 48, comma 1; articolo 49, comma 1, comma 2 ter; articolo 50, comma 3, comma 8; articolo 51, comma 1, comma 3, comma 4, comma 4 bis; articolo 52, comma 3; articolo 53, comma 1, comma 2, comma 5; articolo 55, rubrica, comma 2; articolo 56, comma 6; articolo 57, comma 2, lettera e); articolo 61, comma 3 ter; articolo 62, comma 1, comma 2.
L. R. Friuli Venezia Giulia 15/07/2016, n. 12
Articolo 32, comma 4
L. R. Friuli Venezia Giulia 16/10/2015, n. 24
Articolo 51, comma 4 bis
La legge, che entra in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, non si applica agli interventi per i quali siano già state depositate presso le sedi competenti, alla data di entrata in vigore della legge stessa, le relative richieste, dichiarazioni, segnalazioni o comunicazioni ai sensi della normativa vigente.
Articoli 16, comma 5 bis; 17, comma 2; 29, comma 8, lett. b); 30, comma 1, lett. b), c); 36, comma 3 ter; 37, comma 1; 37, comma 2; 64 bis
Articoli 11, comma 2; 60, comma 4; 61, commi 2 bis, 6
La procedura di formazione degli strumenti urbanistici comunali in corso alla data di entrata in vigore della presente legge è definita sulla base delle norme previgenti.
Articoli 4, comma 2 lett. b); 16 comma 1 lett. a bis)
Articoli 49, commi 2 ter, 4; 53, comma 3
Articoli 3, commi 1, lett. f), 2 bis; 4, commi 2, lett. c); 10, commi 8, 13; 16, commi 1, lett. p), u bis), 5; 17; 18, comma 1; 19, comma 1, lett. a), b), c), f); Capo IV rubrica; 21, comma 1 bis; 24; 28, comma 6 bis; 30, commi 1, lett. b bis), e), h), i bis), 4 bis; 31; 33, comma 4; 35, commi 2 bis, 4; 36, commi 3 bis, 4, lett. a); 37; 38, comma 4 bis; 39, comma 4; 41, commi 1, 2 bis, 2 ter; 43, comma 1; 45, comma 2; 46, comma 2 bis; 47, comma 2 bis; 49, comma 2 bis; 51, comma 4 bis; 57, comma 2, lett. b bis); 58, comma 1 bis; 59; 61, commi 2 bis, 3 bis, 7 quater
Art. 31 (comma 4)
Art. 61 (commi 7 bis, 7 ter)
artt. 3 [comma 1 lett. f), l)], 4 [comma 2 lett. b)], 16 [omma 1 lett. d bis)], 37 (comma 4 bis), 57 [comma 2 lett. a)], 58 (commi 1, 3)
artt. 3, 5, 7, 8, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 21, 23, 26, 27, 29, 33, 34, 35, 35 bis, 36, 39, 40, 40 bis, 41, 42, 44, 46, 47, 50, 52, 53, 58, 59, 60, 61
L.R. Friuli Venezia Giulia 11/08/2010, n. 13
Disposizioni a favore dei bed and breakfast e affittacamere. Modifiche alle LL.RR. 2/2002 e 19/2009.
D. Pres.R. Friuli Venezia Giulia 20/01/2012, n. 018/Pres.
Regolamento di attuazione della legge regionale 11 novembre 2009 n. 19 “Codice regionale dell’edilizia”.
Il provvedimento, in vigore dal 02/02/2012, rappresenta il Regolamento di attuazione della L.R. 19/2009 “Codice regionale dell’edilizia” e reca disposizioni in merito a:
criteri di calcolo dei parametri edilizi definiti dalla presente legge, ai fini della determinazione della superficie, dell’altezza, del volume utili, della superficie accessoria e della superficie coperta;
modulistica, documenti e atti di assenso o certificazione necessari all’esecuzione degli interventi edilizi;
criteri per il calcolo delle somme relative alle sanzioni pecuniarie e per il calcolo dell’incidenza degli oneri di urbanizzazione, del costo di costruzione e delle superfici imponibili;
individuazione delle categorie di opere pubbliche soggette a comunicazione di conformità e delle procedure istruttorie regionali in materia di regolamentazione delle servitù militari ai sensi della L. 24/12/1976, n. 898 (Nuova regolamentazione delle servitù militari) e successive modifiche;
disposizioni applicative in materia di sicurezza nei cantieri, abbattimento di barriere architettoniche e agibilità degli edifici.
Sent. C. Stato 04/08/2016, n. 3532
Edilizia e urbanistica - Tettoia di vetro destinata alla copertura di un terrazzo - Nuova volumetria - Esclusione - Regime abilitativo della SCIA ai sensi dell'art. 16, L.R. Friuli 19/2009 - Applicazione - Condizioni.
In materia edilizia, la realizzazione di una tettoia di vetro con superficie poco superiore ai 30 mq. destinata alla copertura di un terrazzo, aperta su tre lati, non crea nuova volumetria ed è soggetta al regime abilitativo della SCIA ai sensi dell'art. 16 della legge della regione Friuli n. 19/2009 nel caso in cui la presenza dei sostegni metallici verticali fissati al pavimento non costituisce elemento strutturale destinato ad ospitare componenti edilizi di chiusura, ma è unicamente funzionale alla tettoia, assicurandone l'appoggio e la necessaria stabilità.
Friuli Venezia Giulia: regolamento di attuazione del Codice regionale dell’edilizia
Un primo commento alle più importanti disposizioni introdotte dal Regolamento di attuazione della Legge Regionale 19/2009, recante il Codice regionale dell’edilizia: rilascio del certificato di agibilità, determinazione del contributo di costruzione, documentazione per la sicurezza nei cantieri.

References: Art. 5

Art. 8

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 35

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Art. 40

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 50

Art. 55

Art. 60

Art. 66

Articolo 57

Articolo 28
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