Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/02/19/bancarotta-preferenziale-il-sequestro-preventivo-finalizzato-alla-confisca-facoltativa-dei-conti-correnti-della-societa-e-ammissibile-solo-se-sussiste-un-pericolo-di-sottrazione-o-dispersione-della-g/
Timestamp: 2020-08-06 13:39:06+00:00

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Bancarotta preferenziale: il sequestro preventivo finalizzato alla confisca facoltativa dei conti correnti della società è ammissibile solo se sussiste un pericolo di sottrazione o dispersione della garanzia patrimoniale – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Bancarotta preferenziale: il sequestro preventivo finalizzato alla confisca facoltativa dei conti correnti della società è ammissibile solo se sussiste un pericolo di sottrazione o dispersione della garanzia patrimoniale.
Si segnala ai lettori del blog la sentenza di legittimità n.6562/2019 resa in materia di misure cautelari reali nei reati fallimentari.
Nel caso di specie, la Suprema Corte, si è pronunciata sul tema della possibilità di sottoporre a sequestro preventivo facoltativo delle somme di denaro in relazione al requisito del periculum in mora.
Nel merito della vicenda processuale, il Tribunale del riesame di Bari respingeva l’appello proposto dal pubblico ministero avverso il provvedimento con cui il Giudice per le indagini preliminari aveva rigettato la richiesta di sequestro preventivo di 66 milioni di euro, ovvero della minor somma di 33,8 milioni di euro, ritenuta dal PM profitto del reato di bancarotta fraudolenta preferenziale e da sequestrarsi in danno di un noto istituto di credito.
Il GIP aveva ritenuto l’indagato gravemente indiziato del reato di bancarotta preferenziale, commessa quale “responsabile mercato pubblica amministrazione direzione centrale” del suddetto ente, coinvolto in un’operazione di ristrutturazione del credito nei confronti di altra società. Quest’ultima era stata ammessa al concordato preventivo e, secondo l’ipotesi accusatoria, la rimodulazione della linea di credito concessale dall’istituto erogatore e le dazioni che vi avevano dato attuazione sarebbero state poste in violazione della par condicio creditorum.
Lo stesso Giudice pur riconoscendo la sussistenza del requisito del fumus commissi delicti, aveva negato il provvedimento cautelare per assenza del requisito del periculumin mora, attesa l’incontrovertibilecapienza del patrimonio dell’istituto di credito rispetto all’eventualità di dover far fronte alla futura confisca, requisito ritenuto necessario rispetto al sequestro prodromico alla confisca facoltativa del profitto del reato, previsto dall’art. 321, comma 2, cod. proc. pen..
L’ordinanza reiettiva del riesame veniva impugnata dal pubblico ministero, il quale contestava l’interpretazione data alla giurisprudenza evocata nel provvedimento reso dal Collegio cautelare avversando l’affermazione secondo cui è necessario, per il sequestro ex art. 321, comma 2, cod. proc. pen., il pericolo della dispersione del profitto.
La Corte di Cassazione adita ha rigettato il ricorso.
Di seguito si riportano i passaggi del tessuto motivazionale della sentenza in commento:
“… il fuoco della presente decisione è senza dubbio la risposta all’interrogativo se, per giustificare il sequestro di cui all’art. 321 comma 2, cod. proc. pen. rispetto ad un bene suscettibile di confisca facoltativa, occorra il periculum in mora costituito dal rischio di dispersione del bene da confiscare. La questione è tutta in diritto, dal momento che nel ricorso del pubblico ministero non è stato messo in discussione il presupposto di fatto del ragionamento del Tribunale del riesame, vale a dire che il patrimonio della BNL sia oggi capiente rispetto all’entità della somma da confiscarsi in futuro. Orbene, il Collegio ritiene che le argomentazioni del Tribunale del riesame siano condivisibili.
Come correttamente argomentato dalla giurisprudenza evocata nel provvedimento del Giudice per le indagini preliminari prima e dal Tribunale del riesame poi, la misura cautelare reale di cui all’art. 321, comma 2, cod. proc. pen. si distingue da quella del comma primo perché non richiede il pericolo che la libera disponibilità della cosa possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato ovvero agevolare la commissione di altri reati; ciò, tuttavia, non consente di ignorare la rilevanza del termine “può” che si legge nella norma in esame e di escludere che esso vada riempito di significato laddove ci si trovi di fronte a beni suscettibili di confisca facoltativa e non già di confisca obbligatoria o per equivalente (Sez. 5, n. 2308 del 10/11/2017, dep. 2018, Greci e altri, Rv. 271999 – 01; Sez. 6, n. 1022 del 17/03/1995, Franceschini, Rv. 201943 – 01; Sez. 6, n. 151 del 19/01/1994, Pompei, Rv. 198258 – 01). L’esercizio del potere discrezionale che testualmente il codice di rito attribuisce al Giudice, infatti, non può avere altro significato che quello tracciato dai precedenti evocati nell’ordinanza impugnata laddove, di fronte alla qualificazione di un bene come profitto del reato e, quindi, di cosa suscettibile di confisca facoltativa ex art 240, comma 1, cod. pen., ha individuato il parametro su cui il margine di discrezionalità del giudicante può spaziare nel pericolo che il bene sfugga alla futura ablazione. D’altra parte, salvo voler tradire la natura cautelare del sequestro preventivo finalizzato alla confisca facoltativa — così cedendo ad un automatismo nonostante vi sia solo l’eventualità che il bene debba essere definitivamente sottratto all’avente diritto — esso deve avere il compito di vincolare il bene in vista della scelta, futura ed eventuale, di disporne l’ablazione definitiva e tale potere deve essere esercitato in termini di ragionevolezza. Tale ragionevolezza si rinviene, appunto, nell’esercizio del potere di sottrarlo in via anticipata al titolare solo laddove vi sia un pericolo di sottrazione o dispersione. Né giova alla tesi del ricorrente la giurisprudenza più recente evocata: se Cass. N. 45797 del 2004 non prende espressamente posizione sul tipo di confisca cui doveva ritenersi funzionale il sequestro nel caso concreto (quella obbligatoria ex art. 44 d.lgs 504 del 1995 o quella di cui all’art. 240 cod. pen.), la giurisprudenza in tema che esclude la necessità di accertare il periculum in mora si riferisce o ad ipotesi di confisca per equivalente o a confische obbligatorie. Se ne deve dedurre che, come condivisibilmente evidenziato dalla sentenza n. 2308 del 10 novembre 2017 di questa sezione, i principi ad esse relativi non possono estendersi a casi, come quello sub iudice, di confisca facoltativa[«Il sequestro funzionale alla confisca per equivalente, ha natura sanzionatoria (Sez. 3, n. 4097 del 19/01/2016 Rv. 265844) e così pure la confisca obbligatoria in caso di responsabilità amministrativa degli enti (Sez. U, n. 11170 del 25/09/2014 – dep. 17/03/2015, Rv. 263680), sicché pare difficile estendere i principi enunciati, che fanno riferimento a fattispecie in cui il sequestro è prodromico ad una confisca obbligatoria e/o con natura prevalentemente sanzionatoria ad una ipotesi, quale quella in esame, in cui si verte in tema di sequestro preventivo finalizzato ad una eventuale confisca del profitto del reato»]”.
Cassazione penale, sez. V , 07 dicembre 2018 , n. 1968
In tema di bancarotta fraudolenta, le pene accessorie previste dall’ art. 216, ult. comm., legge fall ., nella formulazione derivata dalla sentenza della Corte costituzionale n. 222 del 2018 , devono essere commisurate alla durata della pena principale, in quanto, essendo determinate solo nel massimo, sono soggette alla disciplina di cui all’ art. 37 cod. pen. (In applicazione del principio la Corte, riconoscendo d’ufficio l’illegalità delle pene accessorie irrogate prima della declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 216, ult. comm., legge fall ., ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla durata delle pene accessorie, che è stata quindi rideterminata in quella corrispondente alla pena principale inflitta all’imputato). Conf. Sez.5, n.1963 del 07/12/2018, dep.16/01/2019.
Cassazione penale, sez. V , 01 ottobre 2018 , n. 53193
Commette il delitto di peculato il notaio che omette o ritarda il versamento... Doppio binario processuale: la Cassazione conferma il difetto di valore probatorio...

References: sentenza 
 art. 321
 sentenza 
 Cass. 
 art. 44
 sentenza 
 art. 216
 sentenza 
 art. 37
 sentenza