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Timestamp: 2018-08-18 16:16:32+00:00

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DIRITTO URBANISTICO - Fascia di rispetto autostradale - Art. 9 L. n. 729/1961 - Finalità - Divieto assoluto di edificare - Verifica in concreto dei rischi per la circolazione stradale - Necessità - Esclusione - Divieto di costruire a distanza inferiore a 25 metri - Art. 9, c. 1 L. n. 729/1961 - Vigenza - Autostrade costruite successivamente all’entrata in vigore della legge. CONSIGLIO DI STATO, Sez. IV - 8 giugno 2011, n. 3498
DIRITTO URBANISTICO - Fascia di rispetto stradale - Art. 9 L. n. 729/1961 - Finalità - Divieto assoluto di edificare - Verifica in concreto dei rischi per la circolazione stradale - Necessità - Esclusione. Il divieto di costruire a una certa distanza dal nastro autostrdale, imposto dall'art. 9 l. n. 729/1961 e dal d.m. Lavori Pubblici 1 aprile 1968, non può essere inteso restrittivamente, e cioè come previsto al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibilità di costituire, per la prossimità alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e alla incolumità delle persone, in quanto è correlato alla più ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito dei materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limitazioni connesse alla presenza di costruzioni. Pertanto, il vincolo in questione, traducendosi in un divieto assoluto di costruire, rende legalmente inedificabili le aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale, indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessità di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale (Cass. civ., sez. II, 3 novembre 2010 n. 22422; Cons. Stato, sez. IV, 14 aprile 2010 n. 2076) Pres. f.f. Leoni, Est. Forlenza - M.L. e altri (avv.ti Liuzzi e Maggiora) c. A. s.p.a. (Avv. Stato) - (Conferma T.A.R. VENETO, n. 06733/2002) - CONSIGLIO DI STATO, Sez. IV - 8 giugno 2011, n. 3498
DIRITTO URBANISTICO - Fascia di rispetto autostradale - Divieto di costruire a distanza inferiore a 25 metri - Art. 9, c. 1 L. n. 729/1961 - Vigenza - Autostrade costruite successivamente all’entrata in vigore della legge. Il divieto di costruire di ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie, a distanza inferiore a 25 m. dal limite della zona di occupazione dell'autostrada, di cui all'art. 9, 1° comma, l. 24 luglio 1961, n. 729, opera soltanto per le autostrade la cui costruzione è avvenuta dopo l'entrata in vigore della legge medesima, oppure alle autostrade la cui costruzione è stata già concessa anteriormente a tale data. È la stessa lettera della legge ad implicare tale conclusione, laddove fa riferimento alle autostrade e ai relativi accessi, previsti sulla base di progetti regolarmente approvati: tanto basta a rendere inapplicabile la nuova normativa ad autostrade già edificate in base al generale principio della irretroattività sancito dall'art. 11 delle preleggi. (Consiglio di Stato sez. IV, 29 aprile 2002 n. 2277) Pres. f.f. Leoni, Est. Forlenza - M.L. e altri (avv.ti Liuzzi e Maggiora) c. A. s.p.a. (Avv. Stato) - (Conferma T.A.R. VENETO, n. 06733/2002) - CONSIGLIO DI STATO, Sez. IV - 8 giugno 2011, n. 3498
N. 03498/2011REG.PROV.COLL.
sul ricorso numero di registro generale 1951 del 2004, proposto da:
Montresor Lodovico, e successivamente , Montresor Francesco e Montresor Michele, in proprio e quali soci accomandatari della Azienda agricola Ottella s.a.s. di F. e M. Montresor, rappresentati e difesi dagli avv. Antonio Liuzzi, Maria Gabriella Maggiora, con domicilio eletto presso Antonio Liuzzi in Roma, via Dardanelli, 13;
Anas S.p.A. gia' Ente Nazionale Per Le Strade-Anas, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Gen.Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.A., rappresentato e difeso dall'avv. Alberto Cartia, con domicilio eletto presso Andrea Manzi in Roma, via Federico Confalonieri, 5; Comune di Peschiera del Garda;
della sentenza del T.A.R. VENETO - VENEZIA: SEZIONE II n. 06733/2002, resa tra le parti, concernente diniego di sanatoria di opere edilizie realizzate in zona di rispetto autostradale.
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 1 marzo 2011 il Cons. Oberdan Forlenza e uditi per le parti gli avvocati Maggiora, Gigli, su delega di Cartia e l'avv. dello Stato Greco;
L’art. 9 l. 24 luglio 1961 n. 729 (dapprima parzialmente abrogato dall’art. 231 d. lgs. n. 285/1992 e successivamente abrogato dall’art. 24 d.l. n. 112/2008) prevede, in particolare, che: “lungo i tracciati delle autostrade e relativi accessi, previsti sulla base dei progetti regolarmente approvati, è vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie a distanza inferiore a metri 25 dal limite della zona di occupazione dell'autostrada stessa. La distanza è ridotta a metri 10 per gli alberi da piantare” (comma 1).
Tale vincolo opera già prima del diverso e successivo vincolo introdotto dal D.M. 1 aprile 1968 (il cui art. 4 prevede un vincolo di inedificabilità di 60 m. dal ciglio della autostrada), sia per effetto diretto dell’entrata in vigore della legge n. 729/1961, sia per effetto dell’art. 41-septies della l. 17 agosto 1942 n. 1150 (introdotto dall’art. 19 l. n. 765/1967), in base al quale, in attesa del decreto ministeriale di definizione delle categorie di strade e delle distanze minime di rispetto a protezione del nastro stradale (il successivo D.M. 1 aprile 1968), “si applicano a tutte le autostrade le disposizioni di cui all'art. 9 della legge 24 luglio 1961, n. 729.”.
Si è anche precisato che il divieto di costruire a una certa distanza, imposto dall'art. 9 l. n. 729/1961 e dal d.m. Lavori Pubblici 1 aprile 1968, non può essere inteso restrittivamente, e cioè come previsto al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibilità di costituire, per la prossimità alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e alla incolumità delle persone, in quanto è correlato alla più ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito dei materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limitazioni connesse alla presenza di costruzioni. Pertanto, il vincolo in questione, traducendosi in un divieto assoluto di costruire, rende legalmente inedificabili le aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale, indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessità di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale (Cass. civ., sez. II, 3 novembre 2010 n. 22422; Cons. Stato, sez. IV, 14 aprile 2010 n. 2076)
“Va, in ogni caso, ribadito come l'art. 9, l. n. 729/61 trova applicazione solo in relazione alle autostrade di nuova costruzione e cioè a quelle che non erano state realizzate all'epoca dell'entrata in vigore della legge . . .
La disciplina della fattispecie di che trattasi è pertanto sottratta all'art. 9, 1° comma, l. 24 luglio 1961, n. 729, il cui divieto di costruire di ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie, a distanza inferiore a 25 m. dal limite della zona di occupazione dell'autostrada, opera soltanto per le autostrade la cui costruzione è avvenuta dopo l'entrata in vigore della legge medesima, oppure alle autostrade la cui costruzione è stata già concessa anteriormente a tale data.
È la stessa lettera della legge ad implicare tale conclusione, laddove fa riferimento alle autostrade e ai relativi accessi, previsti sulla base di progetti regolarmente approvati: tanto basta a rendere inapplicabile la nuova normativa ad autostrade già edificate in base al generale principio della irretroattività sancito dall'art. 11 delle preleggi.”
Infine, con riferimento al rapporto tra vincolo stradale e cd. condono edilizio, occorre osservare che l’art. 33 l. n. 47/1985 prevede che “le opere di cui all'articolo 31 non sono suscettibili di sanatoria quando siano in contrasto con i seguenti vincoli, qualora questi comportino inedificabilità e siano stati imposti prima della esecuzione delle opere stesse: . . . d) ogni altro vincolo che comporti la inedificabilità delle aree.”.
E tra tali vincoli – stante la sua natura già ampiamente esposta - rientra senza dubbio il vincolo ex art. 9 l. n. 729/1961 e D.M. 1 aprile 1968 (Cons. Stato, sez. IV, 12 febbraio 2010 n. 772 e 30 dicembre 2008 n. 6627)
c) che il vincolo autostradale, stante la sua natura e gli interessi pubblici per la cui tutela esso è previsto, opera indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessità di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale;
Quanto appena affermato sub c) già consente di ritenere infondati i motivi di appello riportati sub lettere c) e d) dell’esposizione in fatto – quest’ultimo con riferimento ai motivi, assorbiti in primo grado ed ora riproposti e riportati sub d1), d2) e d3) - con i quali in sostanza si lamentano vizi di eccesso di potere connessi al difetto di motivazione e di istruttoria, con riferimento al mancato accertamento e valutazione della concreta idoneità dei manufatti realizzati a costituire pericolo per la sicurezza stradale.
- nessuno degli atti dell’ANAS impugnati fa riferimento ad un vincolo imposto dalla l. n. 729/1961, la cui violazione è stata sostenuta dall’ANAS solo in corso di giudizio, quindi “a posteriori” e con una “motivazione estranea all’atto”. Al contrario, “per valutare la legittimità o meno di un parere negativo, esclusivamente fondato sulla asserita incompatibilità (delle opere di cui si chiede la sanatoria) con i vincoli derivanti dal D.M. 1 aprile 1968, occorre esclusivamente accertare se sussista o meno l’incompatibilità con le prescrizioni di cui al D.M. 1 aprile 1968, senza che abbia rilievo alcuno l’asserita incompatibilità con altri vincoli, la cui violazione non è stata contestata”;
- i manufatti sono anteriori anche al 1961, e quindi agli stessi non possono essere applicati i vincoli di cui alla l. n. 729/1961;
- il tratto autostradale in oggetto “è stato realizzato a cavallo degli anni cinquanta e sessanta, prima dell’entrata in vigore della l. 729/1961, che si applica solo ai tratti autostradali costruiti successivamente. In definitiva, si tratta di “vincoli inapplicabili al caso in esame (o comunque di vincoli che non comportano una inedificabilità assoluta).
- si assume senza alcun riscontro che i manufatti siano collocati a 20 m. dal ciglio autostradale (quelli realizzati prima del 1968) ed a 40 m. (quelli realizzati successivamente a tale data);
- si deve rilevare che, in epoca successiva, vi è stato ampliamento della sede autostradale con “corrispondente traslazione della fascia di rispetto”, e di tanto non ha tenuto conto né il parere ANAS, né la impugnata sentenza.

References: Art. 9
 Art. 9
 Art. 9
 Art. 9
 sentenza 
 art. 4
 art. 9