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Timestamp: 2017-12-12 02:45:38+00:00

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DIFFAMAZIONE REATO COSA FARE:AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA Ai fini della configurabilità del delitto in esame, la finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso è integrata solo quando la condotta posta in essere si manifesta come consapevole esteriorizzazione, immediatamente percepibile, di un sentimento connotato dalla volontà di escludere condizioni di parità per ragioni fondate sulla appartenenza della vittima ad una etnia, razza, nazionalità o religione. Invero, la “propaganda di idee” di cui all’art. 3, comma primo, lett. a), prima parte, legge 13 ottobre 1975 n. 654 deve consistere nella divulgazione di opinioni finalizzata ad influenzare il comportamento o la psicologia di un vasto pubblico ed a raccogliere adesioni; l’”odio razziale o etnico”, poi, è integrato non da qualsiasi sentimento di generica antipatia, insofferenza o rifiuto riconducibile a motivazioni attinenti alla razza, alla nazionalità o alla religione, ma solo da un sentimento idoneo a determinare il concreto pericolo di comportamenti discriminatori. Peraltro, la “discriminazione per motivi razziali” è quella fondata sulla qualità personale del soggetto, non – invece – sui suoi comportamenti. In ragione di ciò, è del tutto evidente che nel caso in esame non possa configurarsi la suddetta previsione incriminatrice, giacché le affermazioni del T. non sono riconducibili nel concetto di “odio razziale o etnico”, né comunque possono considerarsi potenzialmente discriminatori nei confronti di una determinata categoria di soggetti appartenenti ad una determinata razza, nazionalità o religione.Avvocato Penalista Bologna
Con decreto del 20 luglio 2015, il Giudice per le indagini preliminari di Verona, decidendo sull’opposizione proposta da G.C., M.B., L.M. e G.R., ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di O.T., indagato per il reato di diffamazione.
2. Hanno proposto ricorso per cassazione i difensori (muniti di procura speciale) dei suddetti soggetti opponenti.
I ricorrenti hanno denunziato violazione di legge, articolando le loro doglianze in due motivi.
Reati contro la persona AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA
“Chiunque, Con Violenza O Minaccia, Costringe Altri A Fare, Tollerare Od Omettere Qualche Cosa È Punito Con La Reclusione Fino A Quattro Anni”. In Particolare, Nel Secondo Comma Del Predetto Articolo, Il Legislatore Afferma Che : “ La Pena È Aumentata Se Concorrono Le Condizioni Prevedute Dall’articolo 339”.
Si Tratta Di Un Reato Comune, Di Danno A Carattere Commissivo Ed A Forma Vincolata Dove Il Tentativo Risulta Essere Configurabile Ed Ammissibile. Inoltre, Il Delitto Di Violenza Privata Ha Natura Di Reato Istantaneo Che Si Consuma Nel Momento In Cui L’altrui Volontà Sia Rimasta Di Fatto Costretta A Fare, Tollerare Od Omettere Qualcosa, Senza Che Sia Necessario Il Protrarsi Nel Tempo Dell’azione O Dell’omissione O Del Permanere Degli Effetti. ( Cassazione Penale, Sezione V, Sentenza 11 Febbraio 1988, N. 1738 )
I delitti contro la persona – la cui disciplina è posta a tutela di diritti fondamentali quali la vita, l’incolumità personale, l’onore, la libertà personale e sessuale sono disciplinati e non solo nel Titolo XII del Libro II del codice penale.
575 — Omicidio.
576 — Circostanze aggravanti. …
577 — Altre circostanze aggravanti. …
578 — Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale.
579 — Omicidio del consenziente.
580 — Istigazione o aiuto al suicidio.
Avvocato penalista Bologna per Redazione di denunce e querele
Redazione di denunce e querele AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA
Se sei venuto a conoscenza di un fatto reato Chiunque sia venuto a conoscenza di un fatto che costituisce reato può presentare denuncia del fatto, ovvero può esporre ad un pubblico ufficiale o direttamente al Pubblico Ministero gli elementi essenziali del fatto, l’indicazione del giorno dell’acquisizione della notizia nonché le fonti di prova già note.
Reati informatici AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA
I reati informatici, sono quei reati compiuti per mezzo o nei confronti di un sistema informatico, cioè un personal computer, Si pensi ad esempio agli enormi archivi documentali che, fino a non troppi anni fa, creavano grossi problemi di gestione nonché, soprattutto, di indicizzazione.
Il vantaggio della creazione di database informatici centralizzati ha permesso di risolvere gran parte di questi problemi, velocizzando ed ottimizzando tutte le operazioni di ricerca ed estrazione dati.
ovvero di un sistema telematico, cioè una rete di computer. Il computer, infatti, può essere il bersaglio di un reato, ed in questo caso l’obiettivo di colui che commette l’illecito si ravvisa nel sottrarre… Il reato di frode informatica si caratterizza rispetto alla truffa per la specificazione delle condotte fraudolente da tenere (di cui “la prima consiste nell’alterazione, in qualsiasi modo, del “funzionamento di un sistema informatica o telematica”: in tale fattispecie vanno fatte rientrare tutte le ipotesi in cui viene alterato, in qualsiasi modo, il regolare svolgimento di un sistema informatico o telematico”, la seconda è costituita dall’intervento “senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico”: si tratta di un reato a forma libera che, finalizzato pur sempre all’ottenimento di un ingiusto profitto con altrui danno, si concretizza in una illecita condotta intrusiva ma non alterativa del sistema informatico o telematico” Cass. 24.2.2011 n. 9891, Cass. 22.3.2013 n. 13475) e per il fatto che una simile attività fraudolenta investe non un determinato soggetto passivo, di cui difetta l’induzione in errore, bensì il sistema informatico attraverso la sua manipolazione. Nel caso in esame la corte territoriale ha correttamente escluso il ricorrere della seconda condotta prevista dall’art. 640 ter c.p., non essendovi stato alcun intervento intrusivo senza diritto, dato che chi inserì le operazioni (soggetto per di più da individuarsi non negli odierni imputati, ma nel cassiere G., che operò di sua iniziativa in assenza di suggerimenti esterni) era abilitato all’utilizzo del sistema e del DEBCRE.
‘AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA Reati ambientali D.P.R. 380/2001
) La Legge 22 maggio 2015 n.68 [1] recante Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente(G.U. Serie Generale n.122 del 28-5-2015), la quale, oltre ad aver modificato in maniera significativa il D.Lgs.152/2006 (ad esempio integrandovi un’intera sezione dedicata alla Disciplina sanzionatoria), ha introdotto all’interno del codice penale [2] un lungo elenco di reati ambientali (collocati nel nuovo Titolo VI-bis intitolato “Dei delitti contro l’ambiente”), una buona parte dei quali è configurato dalla Legge stessa come reato-presupposto atto a far scattare la responsabilità amministrativa dell’impresa, con conseguente modificazione e integrazione dell’articolo 25-undecies del decreto legislativo 8 giugno 2001 n.231.
N.B. E’ da notarsi che questa legge è già entrata in vigore (in data 29 maggio 2015) e che non prevede un regime transitorio; dunque la commissione dei reati contemplati all’interno di tale provvedimento è già possibile ed è già tale da far scattare – nel caso dei reati-presupposto del 231 – un giudizio per la responsabilità amministrativa dell’impresa.
Dopo il titolo VI del libro secondo del codice penale e’ inserito il seguente:
Art. 452-bis. (Inquinamento ambientale). – E’ punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili:
2) di un ecosistema, della biodiversita’, anche agraria, della flora o della fauna.
Quando l’inquinamento e’ prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena e’ aumentata.
Art. 452-ter. (Morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale). – Se da uno dei fatti di cui all’articolo 452-bis deriva, quale conseguenza non voluta dal reo, una lesione personale, ad eccezione delle ipotesi in cui la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni, si applica la pena della reclusione da due anni e sei mesi a sette anni; se ne deriva una lesione grave, la pena della reclusione da tre a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la pena della reclusione da quattro a nove anni; se ne deriva la morte, la pena della reclusione da cinque a dieci anni.
Nel caso di morte di piu’ persone, di lesioni di piu’ persone, ovvero di morte di una o piu’ persone e lesioni di una o piu’ persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per l’ipotesi piu’ grave, aumentata fino al triplo, ma la pena della reclusione non puo’ superare gli anni venti.
Art. 452-quater. (Disastro ambientale). – Fuori dai casi previsti dall’articolo 434, chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale e’ punito con la reclusione da cinque a quindici anni.
Quando il disastro e’ prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena e’ aumentata.
Art. 452-quinquies. (Delitti colposi contro l’ambiente). – Se taluno dei fatti di cui agli articoli 452-bis e 452-quater e’ commesso per colpa, le pene previste dai medesimi articoli sono diminuite da un terzo a due terzi.
Art. 452-sexies. (Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattivita’). – Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, e’ punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000 chiunque abusivamente cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona o si disfa illegittimamente di materiale ad alta radioattivita’.
La pena di cui al primo comma e’ aumentata se dal fatto deriva il pericolo di compromissione o deterioramento:
Fino a poco tempo fa, i “reati ambientali” consistevano essenzialmente in contravvenzioni previste nel codice penale e punite con lievi pene pecuniarie (ad es. la contravvenzione di “distruzione o deturpamento di bellezze naturali” .
DIRITTO PENALE AMBIENTALE AVVOCATO SERGIO ARMAROLI,CORRUZZIONE, CONCUSSIONE, MALVERSAZIONE AI DANNI DELLO STATO REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE tanatologico, danno da morte del congiunto, danno da morte iure hereditatis, danno da morte immediata, danno da morte tabelle milano 2014, danno da morte iure proprio
Sostanze stupefacenti D.P.R. 309/90 AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA
I reati in merito a sostanze stupefacenti sono i reati del D.P.R. n. 309/1990 (c.d. T.U. Stupefacenti).
Tale legge punisce le condotte di cessione, produzione, coltivazione, trasporto e commercio di sostanze qualificate come stupefacenti da apposite tabelle ministeriali. La pena può essere graduata, tra l’altro e soprattutto, in ragione della maggiore o minore quantità di sostanza..
AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA Reati stradali
I cosiddetti “reati stradali” sono disciplinati dal codice della strada e dal codice penale. L’avvocato Sergio Armaroli offre una costante ed approfondita preparazione delle numerose problematiche, sostanziali e processuali, attraverso l’analisi delle voci più autorevoli della dottrina e, soprattutto, dalla giurisprudenza ,
tDi «polverone motivazionale» parlava A. Aimi, Dolo eventuale e colpa cosciente al banco di
prova della casistica, in www.penalecontemporaneo.it 17.6.2013, 19. Ed infatti, ebbe a riconoscere il
dolo eventuale Cass. 1.2.2011, n. 10411, Ignatiuc, in CP 2012, 1324, con nota di V. Notargiacomo, La
L’omicidio colposo commesso ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica, con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l (art. 186 comma 2 lett. c) C.d.s.), ovvero in stato di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti (art. 187 C.d.s.), è punito con la pena della reclusione da otto a dodici anni (art. 589 bis comma 2 c.p.).
AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA Delitti contro il patrimonio
E’ infatti probabile che chiunque nella propria vita abbia subito ad esempio un furto, una appropriazione indebita, una truffa o un danneggiamento dei propri beni. àˆ patrimonio il complesso delle attività e delle passività che si riferiscono ad una persona. Dal punto di vista strettamente giuridico il patrimonio viene generalmente definito come il complesso dei rapporti giuridicamente rilevanti che fanno capo ad una persona. I cultori del diritto privato spiegano che, pià¹ che insieme di oggetti o cose, si tratta di insieme di rapporti, e cioè di diritti e di obblighi, ma pongono in rilievo che tali rapporti debbono riferirsi a cose o altre entità aventi un valore economico e, quindi, debbono essere valutabili in denaro. Il criterio del valore economico e pecuniario non puà² essere accolto dai penalisti nel senso ristretto in cui lo intende la maggior parte della dottrina privatistica.
Articolo 624. Furto
Articolo 624 bis. Furto in abitazione e furto con strappo
Articolo 625. Circostanze aggravanti
Articolo 625 bis. Circostanze attenuanti
Articolo 626. Furti punibili a querela dell’offeso
Articolo 627. Sottrazione di cose comuni
Articolo 628. Rapina
Articolo 629. Estorsione
Articolo 630. Sequestro di persona a scopo di estorsione
Articolo 631. Usurpazione
Articolo 632. Deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi
Articolo 633. Invasione di terreni o edifici
Articolo 634. Turbativa violenta del possesso di cose immobili
Articolo 635. Danneggiamento
Articolo 635 bis. Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici
Articolo 635 ter. Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità
Articolo 635 quater. Danneggiamento di sistemi informatici o telematici
Articolo 635 quinquies. Danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità
Articolo 636. Introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo
Articolo 637. Ingresso abusivo nel fondo altrui
Articolo 638. Uccisione o danneggiamento di animali altrui
Articolo 639. Deturpamento e imbrattamento di cose altrui
Articolo 639 bis. Casi di esclusione della perseguibilità a querela
Articolo 640. Truffa
Articolo 640 bis. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche
Articolo 640 ter. Frode informatica
Articolo 640 quater. Applicabilità dell’articolo 322-ter
Articolo 640 quinquies. Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica
Articolo 641. Insolvenza fraudolenta
Articolo 642. Fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona
Articolo 643. Circonvenzione di persone incapaci
Articolo 644. Usura
Articolo 644 bis. Usura impropria
Articolo 644 ter. Prescrizione del reato di usura
Articolo 645. Frode in emigrazione
Articolo 646. Appropriazione indebita
Articolo 647. Appropriazione di cose smarrite, del tesoro e di cose avute per errore o caso fortuito
Articolo 648. Ricettazione
Articolo 648 bis. Riciclaggio
Articolo 648 ter. Autoriciclaggio
Articolo 648 ter. Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita
Articolo 648 quater. Confisca
Articolo 649. Non punibilità e querela della persona offesa, per fatti commessi a danno di congiunti
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REATO DI CONTRAFFAZIONE NORME, CONTRAFFAZIONE GROSSOLANA
Questo articolo è stato pubblicato in Consulenza Legale il 14 maggio 2017 da Armaroli.
← BANCAROTTA FRAUDOLENTA PER DISSIPAZIONE AMMINISTRATORE COMPENSI SPROPOSITATI-AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA MILANO RAVENNA Art. 624-bis. Furto in abitazione e furto con strappo Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 309 a euro 1.032. Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, strappandola di mano o di dosso alla persona. La pena è della reclusione da tre a dieci anni e della multa da euro 206 a euro 1.549 se il reato è aggravato da una o più delle circostanze previste nel primo comma dell’articolo 625 ovvero se ricorre una o più delle circostanze indicate all’articolo 61. →

References: Sentenza 
 Cass. 
 Cass. 

Art. 452

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Art. 452
 Cass. 

Articolo 624

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