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Timestamp: 2019-08-19 22:20:09+00:00

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Art. 323 bis codice penale - Circostanze attenuanti - Brocardi.it
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Articolo 323 bis Codice penale
Dispositivo dell'art. 323 bis Codice penale
(1) Se i fatti previsti dagli artt. 314, 316, 316bis, 316ter, 317, 318, 319, 319 quater (2), 320, 322, 322bis e 323 sono di particolare tenuità, le pene sono diminuite (3).
Per i delitti previsti dagli articoli 318, 319, 319 ter, 319 quater, 320, 321, 322 e 322 bis, per chi si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati per l'individuazione degli altri responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite, la pena è diminuita da un terzo a due terzi. (4)
(1) La circostanza in esame è stata introdotta dalla l. 26 aprile 1990, n. 86, non senza sollevare problemi di compatibilità con l'aggravante di cui all'art. 62 n. 4. Si ritiene dunque plausibile un'applicazione combinata di entrambe, riferendosi rispettivamente la prima alla valutazione del fatto nella sua globalità, la seconda alle conseguenze di carattere patrimoniale.
(2) Il riferimento al reato di induzione di cui all'art. 319 quater è stata aggiunto dall'art. 1 della l. 6 novembre 2012, n. 190, che ha introdotto nel codice penale tale fattispecie.
(3) Si tratta di una circostanza attenuante speciale che concerne la particolare tenuità non dell'evento, ma del fatto nel suo insieme, ed indefinita, in quanto dipendente non da un elemento preciso, ma da un valutazione complessiva delle concrete modalità di realizzazione del fatto.
(4) Comma inserito dall'art. 1, comma 1, lett. i) della Legge 27 maggio 2015 n. 69.
La ratio di tale intervento successivo del legislatore si ravvisa nella volontà di meglio adattare la sanzione al caso concreto.
Spiegazione dell'art. 323 bis Codice penale
La circostanza attenuante speciale di cui al primo comma ricorre quando il reato, valutato nella sua globalità, presenti una gravità contenuta, dovendosi a tal fine considerare non soltanto l'entità del danno economico o del lucro conseguito, ma ogni caratteristica della condotta, dell'atteggiamento soggettivo del soggetto agente e dell'evento da questi determinato.
Per quanto concerne l'attenuante di cui al secondo comma, essa rappresenta un istituto premiale nei confronti di chi si adoperi per attenuare le conseguenze negative della sua condotta, dimostrando spontanea resipiscenza.
Massime relative all'art. 323 bis Codice penale
Cass. pen. n. 199/2012
In tema di delitti contro la P.A., la circostanza attenuante speciale prevista per i fatti di particolare tenuità ricorre quando il reato, valutato nella sua globalità, presenti una gravità contenuta, dovendosi a tal fine considerare ogni caratteristica della condotta, dell'atteggiamento soggettivo dell'agente e dell'evento da questi determinato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 199 del 10 gennaio 2012)
Cass. pen. n. 34248/2011
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 34248 del 16 settembre 2011)
Cass. pen. n. 26998/2003
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 26998 del 20 giugno 2003)
Cass. pen. n. 9727/1997
In tema di delitti contro la pubblica amministrazione, poiché il riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 323 bis c.p. (fatto di particolare tenuità) è subordinato alla verifica delle particolari modalità e circostanze dell'azione, ai mezzi usati ovvero alla valutazione del fatto nella sua globalità, non può assumere rilievo, ai fini della sua configurabilità, la mera considerazione delle sole conseguenze patrimoniali della condotta criminosa. (In applicazione di tale principio la Corte ha annullato la sentenza di merito che — sull'unico rilievo della lieve entità del danno cagionato alle persone offese — aveva riconosciuto la sussistenza dell'attenuante predetta a favore di un appartenente alle forze dell'ordine imputato di concussione nei confronti di due cittadini extracomunitari).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 9727 del 29 ottobre 1997)
Cass. pen. n. 4955/1997
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4955 del 28 maggio 1997)
Cass. pen. n. 2620/1997
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2620 del 18 marzo 1997)
Cass. pen. n. 4062/1994
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4062 del 7 aprile 1994)
Cass. pen. n. 3431/1991
In tema di reati contro la pubblica amministrazione, possono concorrere l'attenuante di cui all'art. 62, n. 4, c.p. e quella di cui all'art. 323 bis c.p. quando altre circostanze, diverse da quella relativa alla entità del danno patrimoniale, connotino di particolare tenuità il fatto criminoso posto in essere dal soggetto. (Nella specie è stato ritenuto che, alla già riconosciuta attenuante di cui all'art. 62, n. 4, c.p., non potesse aggiungersi anche l'attenuante di cui all'art. 323 bis c.p.perché gli artifizi e raggiri posti in essere per occultare il reato connotavano una infedeltà del pubblico funzionario tale da escludere che il fatto potesse essere ritenuto di particolare tenuità).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3431 del 26 marzo 1991)

References: Articolo 323

Articolo 323

Cass. 
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