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Dipartimento Assistenziale ad Attività Integrata di Pediatria Direttore Prof. R. Troncone - PDF
Dipartimento Assistenziale ad Attività Integrata di Pediatria Direttore Prof. R. Troncone
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Emma Viola Rubino
1 AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA Direttore Prof. R. Troncone Centro Regionale Fibrosi Cistica D.R. n.1168 del 16/03/2001 Responsabile U.O.S. Prof.ssa V. Raia IL CORE COMPETENCE DEL FISIOTERAPISTA CHE OPERA IN FIBROSI CISTICA Il documento è stato realizzato da un gruppo di lavoro composto da fisioterapisti componenti del gruppo professionale fisioterapisti della SIFC (Società Italiana Fibrosi Cistica), con condivisione del lavoro e stesura definitiva del documento nel VI Congresso Nazionale SIFC,Rimini Novembre Introduzione La Fibrosi Cistica (FC) è una patologia complessa che richiede un approccio olistico, ossia una presa in carico globale che consideri i diversi problemi del singolo paziente. A conferma di ciò è raccomandato che presso i Centri di cura vi operi un team multidisciplinare. Una delle figure professionali che vi devono far parte è quella del fisioterapista. Come per gli altri professionisti, anche il fisioterapista che opera in FC deve possedere competenze specifiche. In letteratura sono disponibili diversi documenti che forniscono un importante guida all attività dei fisioterapisti FC. In particolare, ad oggi, esistono delle Linee Guida prodotte nel Regno Unito ed una Consensus Australiana. Tali documenti descrivono gli ambiti di attività dei fisioterapisti e stabiliscono delle raccomandazioni sui comportamenti professionali da adottare. Essi tuttavia, pur essendo estremamente rilevanti, non descrivono le competenze specifiche che i fisioterapisti FC devono possedere. Inoltre, la realtà italiana presenta alcune peculiarità per cui risulta molto complessa l implementazione delle Linee Guida prodotte in altri paesi. In Italia infatti la storia dei Centri FC è tale per cui essi si presentano estremamente differenti gli uni dagli altri. Vi sono Centri che accolgono grandi numeri di pazienti, Centri autonomi, Centri di Riferimento regionale, Centri che hanno una vita di anni e allo stesso tempo vi sono Centri che accolgono piccoli numeri di pazienti, Centri che afferiscono ad altre Unità Operative, Servizi di Supporto, Centri istituiti da pochi anni. Di conseguenza anche tra i professionisti, nel caso specifico dei fisioterapisti, sono probabilmente presenti importanti differenze in termini di formazione, di esperienza in FC, di ambiti di intervento e quindi di competenze possedute. Il gruppo Professionale Fisioterapisti della Società Italiana per lo studio della Fibrosi Cistica (SIFC) ha colto questo importante aspetto e, poiché tra gli obiettivi del gruppo vi sono il confronto professionale, l'elaborazione e l applicazione di approcci fisioterapici basati sulle prove di efficacia e condivisi, lo sviluppo professionale, il gruppo ha ritenuto indispensabile affrontare tale argomento. Per questo ha dato il via ad un primo progetto, condotto nel 2009, con lo scopo di indagare la presenza numerica di fisioterapisti presso i Centri FC italiani. I risultati hanno dimostrato che esiste una notevole differenza tra i Centri, in particolare vi sono Centri in cui i fisioterapisti operano esclusivamente in FC ed altri in cui i fisioterapisti si occupano anche di altre patologie. Inoltre è stato dimostrato che il numero di fisioterapisti presenti nei Centri è mediamente molto inferiore a quello raccomandato dagli2 Standard di Cura Europei 1. Tali risultati hanno reso ancora più rilevante la necessità di stabilire le competenze che i fisioterapisti FC devono possedere. Se la realtà è così diversificata infatti risulta importante capire cosa è fondamentale che i fisioterapisti offrano ai pazienti ed inoltre individuare le strategie per uniformare l attività. Da qui la necessità di definire le competenze core (distintive). Il termine competenza, seppur ampiamente utilizzato, è di complessa definizione. Esistono infatti definizioni ed accezioni diverse del termine stesso. In sintesi è possibile affermare che per competenza si intende l insieme di conoscenze, abilità ed attitudini che, chi occupa una determinata posizione lavorativa, deve possedere per svolgere le funzioni, le attività ed i compiti ad essa corrispondenti. Il core competence è invece l insieme delle competenze fondamentali e distintive (essenziali e irrinunciabili) necessarie ad un determinato ambito professionale. Scopi Lo scopo del presente è di definire le competenze distintive che deve possedere un fisioterapista che opera in un Centro Fibrosi Cistica (FC). Definire le competence core del fisioterapista FC risulta rilevante al fine di: - Fornire uno strumento utile all accreditamento dei Centri FC - Fornire uno strumento che consenta ai fisioterapisti l autovalutazione e quindi il miglioramento - Fornire uno strumento in grado di rendere più efficace la pianificazione delle attività formative rivolte ai fisioterapisti - Uniformare le competenze e quindi le attività dei diversi Centri FC italiani - Facilitare l attività di gestione delle risorse umane da parte dei coordinatori, dei direttori dei Centri e delle UO a cui i Centri FC afferiscono - Rendere visibile la specificità professionale Metodologia Il lavoro è stato realizzato attraverso attività di consenso e attraverso l analisi della letteratura. E stato costituito un gruppo di lavoro composto da 5 fisioterapisti esperti (esperienza lavorativa in ambito di FC di almeno 10 anni). Il gruppo di lavoro, sorto nell ottobre 2009, ha scandito l attività nelle seguenti fasi: Fase A: primo incontro in cui é stato condiviso il metodo di lavoro e sono stati definiti obiettivi e tempi della consegna dell elaborato. Ottobre XV Congresso SIFC Soverato. Fase B: ricerca, analisi e sintesi della letteratura. Il materiale raccolto ha permesso di individuare le funzioni del fisioterapista che opera in FC ed i membri del gruppo hanno lavorato individualmente su una o due di esse abbozzando le relative competenze. Novembre3 febbraio Fase C: sintesi della letteratura e dei lavori individuali e presentazione alla SIFC del lavoro prodotto. Aprile VI Meeting Nazionale SIFC Roma. Fase D: focus group con riflessione sulle competenze individuate. Luglio Firenze. Fase E: lavoro individuale di ridefinizione delle competenze. Agosto Settembre Fase F: sintesi dei lavori individuali e stesura bozza core competence. Ottobre Torino Commissione Accreditamento SIFC. Fase G: invio bozza ai fisioterapisti referenti dei Centri FC italiani per suggerimenti e riflessioni. 27 Novembre Fase H: riunione del gruppo professionale fisioterapisti della SIFC con condivisione del lavoro e stesura definitiva del core competence. Rimini VI Congresso Nazionale SIFC Rimini Novembre Note Il presente lavoro descrive le competenze distintive dei fisioterapisti FC. Esso quindi non descrive le competenze di base, ossia le competenze che tutti i professionisti devono possedere all ingresso nel mondo del lavoro e comprendono la conoscenza dell anatomia, la fisiopatologia, l inglese, l informatica, l organizzazione aziendale, la legislazione sanitaria. Esso inoltre non entra in merito alle competenze trasversali che corrispondono alle competenze comuni ad ogni professionista dell ambito sanitario e che comprendono la gestione, la formazione, la ricerca e la consulenza. Tuttavia sono stati affrontati alcuni aspetti delle competenze trasversali che risultano specifici all attività del fisioterapista FC. Non è stata inclusa nel lavoro un ulteriore area di competenze quali le capacità comunicative e relazionali che qualsiasi professionista in qualunque settore professionale dovrebbe possedere. COMPETENZE FISIOTERAPISTA CENTRO FIBROSI CISTICA Il fisioterapista rappresenta una delle figure professionali che devono far parte del team multidisciplinare di un Centro di cura per la FC. Il suo ruolo si esplica in alcune funzioni (o macroaree di attività): valutazione, educazione, impostazione/gestione del programma fisioterapico respiratorio, impostazione/gestione del programma di esercizio fisico, gestione delle complicanze e delle situazioni specifiche. Le situazioni specifiche comprendono la gravidanza, l ossigenoterapia, il trapianto, la ventilazione non invasiva e la fase terminale. Vi sono inoltre altre due aree di intervento del fisioterapista: sviluppo professionale e controllo della qualità. Tali aree, come precedentemente descritto, sono da considerarsi aree di competenze trasversali e non distintive. Pertanto in riferimento ad esse saranno descritte solo gli aspetti peculiari della FC. Le macroaree di attività del fisioterapista FC sono descritte nella tabella 1. In seguito per ciascuna di esse verranno descritte, dopo una breve sintesi di definizione e scopi, le competenze distintive che dovrebbe possedere il fisioterapista FC. Non vengono quindi fornite indicazioni relativamente al cosa si deve fare che sono di pertinenza di linee guida, consensus, protocolli, procedure ai quali si rinvia.4 Sviluppo professionale Controllo qualità Valutazione Educazione MACROAREE ATTIVITÀ Formulazione/gestione programma fisioterapico Gestione programma esercizio fisico Gestione complicanze Gestione situazioni specifiche Gravidanza Ossigenoterapia Trapianto Ventilazione Non Invasiva Fase terminale 1. Valutazione Definizione. Raccolta d informazioni relative allo stato di salute psico-fisica del paziente. Scopi. La valutazione del paziente è il punto di partenza fondamentale, per un intervento riabilitativo appropriato. Essa, infatti, consente di identificare i problemi del singolo paziente (e loro priorità), gli obiettivi, di stendere un programma mirato e personalizzato, seguirne il decorso, verificarne periodicamente i risultati, modificandolo ove necessario, e di effettuare controlli a distanza (follow-up). Il fisioterapista del centro Fibrosi Cistica deve essere in grado di: Adeguare la frequenza delle valutazioni oltre che alle procedure standardizzate, alle caratteristiche e ai bisogni del singolo paziente Eseguire un anamnesi fisioterapica Eseguire l auscultazione toracica Acquisire e valutare segni e sintomi respiratori Identificare e valutare il pattern respiratorio Valutare la postura, la mobilità del torace e le alterazioni muscolo-scheletriche Valutare la tosse nelle sue diverse componenti Monitorare volume e caratteristiche dell escreato Rilevare ed interpretare pulsossimetria Interpretare esami ematici Interpretare e/o eseguire prove di funzionalità respiratoria Interpretare radiologia torace (Rx o TC) Valutare stato nutrizionale e/o composizione corporea Valutare la tolleranza all esercizio fisico: saper interpretare un test da sforzo cardiopolmonare, eseguire e interpretare 6MWT e shuttle test, test di forza muscolare Valutare l indicazione alla NIV, le sue modalità, parametri, interfaccia e outcomes Valutare la presenza ed andamento di complicanze respiratorie o associate (artropatie, dolore,5 incontinenza urinaria, osteoporosi, emottisi, pneumotorace, ) Valutare modalità di esecuzione dell aerosolterapia l adeguatezza dei dispositivi Valutare quali sono i dispositivi più adeguati per il singolo paziente (dispositivi per la clearance delle vie aeree, l aerosolterapia, la disostruzione nasale, l ossigenoterapia, la NIV) e la loro integrità ed adeguatezza nel tempo Valutare l aderenza al trattamento. Valutare il programma di aerosolterapia, di clearance delle vie aeree superiori ed inferiori, di esercizio fisico 2. Educazione Definizione. L educazione è definita come una pianificata esperienza d apprendimento attuata attraverso una combinazione di metodi tra i quali l insegnamento, il counseling e le modificazioni del comportamento. Scopi. L educazione è un elemento chiave del rapporto tra operatori e pazienti. Lo scopo generale dell educazione, che è un processo continuo, è quello di fornire al paziente e alla sua famiglia informazioni adeguate e un training su ciò che deve fare dal punto di vista terapeutico per il suo benessere e adattare il suo trattamento in sintonia con un piano concordato in anticipo con gli operatori sanitari. L enfasi deve essere posta allo sviluppo di un sodalizio tra gli operatori sanitari, il paziente, la famiglia del paziente e/o i caregivers. Gli scopi specifici dell educazione del paziente consistono in: Aumentare la comprensione Aumentare le abilità Aumentare la soddisfazione Aumentare la confidenza e, di conseguenza Aumentare la aderenza al trattamento e l autogestione Il fisioterapista del centro Fibrosi cistica deve essere in grado di: Utilizzare un approccio comunicativo e relazionale modulato in base alle abilità del paziente o del caregiver Comunicare al paziente e/o al caregiver gli aspetti della malattia maggiormente rilevanti Fare acquisire al paziente e/o al caregiver le abilità tecniche necessarie all autogestione del piano di cura a livello domiciliare Far comprendere al paziente e/o ai familiari l importanza dell aderenza al programma di fisioterapia in tutte le sue componenti Fornire informazioni in grado di rispondere alle domande del paziente e/o al caregiver, elaborare ed utilizzare materiale informativo scritto chiaro e comprensibile Utilizzare strategie per facilitare l'aderenza al piano di cura, in particolare instaurare e mantenere un rapporto di fiducia basato su una comunicazione aperta e frequente Individuare strategie per ridurre il carico terapeutico e risparmiare tempo6 3. Formulazione/gestione del programma di fisioterapia respiratoria Definizione. Insieme di attività terapeutiche di tipo fisioterapico riabilitativo che comprende l aerosolterapia, la clearance delle alte e basse vie respiratorie, l esercizio fisico/sport, la prescrizione dei dispositivi. Scopi. Prevenire, curare e limitare i problemi clinici di un singolo paziente. Il fisioterapista del centro Fibrosi cistica deve essere in grado di: Impostare un programma fisioterapico individualizzato, ragionevole, ottimizzato, efficace ed efficiente, che tenga conto di tutti gli aspetti rilevanti per il malato sia sul piano fisico che psicosociale Adattare continuamente il programma all età e al mutare dei bisogni del paziente e delle circostanze 3.1 Aerosolterapia Conoscere i principi che determinano l'efficacia dell'aerosolterapia Conoscere i principali dispositivi disponibili per l'aerosolterapia Conoscere i principi attivi dei farmaci utilizzati nell aerosolterapia Costruire in team e/o utilizzare protocolli di ottimizzazione dell'aerosolterapia tenendo conto degli effetti indesiderati e delle controindicazioni quali la broncoirritabilità, il rischio di reinfezioni e la scarsa aderenza Scegliere i dispositivi per l'aerosolterapia adatti al singolo paziente Stabilire l'adeguato ordine di somministrazione dei diversi aerosol prescritti e la loro allocazione temporale nella giornata. Modificare, in base alla valutazione, il programma di aerosolterapia 3.2 Tecniche di clearance delle vie aeree superiori Conoscere le varie modalità di disostruzione delle vie aeree ed i relativi dispositivi 3.3 Tecniche di clearance delle vie aeree inferiori Conoscere e saper applicare le principali tecniche di disostruzione bronchiale: Ciclo Attivo di Tecniche Respiratorie (ACBT), Drenaggio Autogeno (DA), Flutter, Cornet, Acapella, Oscillazione Toracica ad Alta Frequenza (HFCWO), Vibrazione Percussiva Intrapolmonare (IPV), Pressione Espiratoria Positiva (PEP), Drenaggio posturale con percussioni (DP), Ventilazione non Invasiva (NIV) Scegliere la o le tecniche adeguate al singolo paziente Eseguire la raccolta di un campione di secrezioni dell apparato respiratorio (espettorato/ aspirato faringeo/ tampone nasale-faringeo) Stabilire l'adeguato ordine ed i tempi delle diverse tecniche di clearance delle vie aree Introdurre l utilizzo della Ventilazione Non Invasiva per la clearance delle secrezioni bronchiali Modificare, in base alla valutazione, il programma di clearance bronchiale 3.4 Esercizio fisico e sport Individuare il programma di esercizio adeguato al paziente (età, stato nutrizionale, personalità,7 interessi, capacità fisica, situazione clinica respiratoria) Impostare un programma di esercizio fisico aerobico e di rinforzo muscolare Modificare, in base alla valutazione, il programma di esercizio fisico /sport 3.5 Prescrizione dispositivi fisioterapici Individuare i dispositivi necessari per i singoli pazienti Conoscere la normativa per la FC e l iter burocratico per la prescrizione, fornitura, collaudo e successive verifiche dei dispositivi per la terapia respiratoria Gestire l iter per la fornitura dei disposivi 4. Gestione complicanze Definizione e scopi. Insieme di azioni terapeutiche di tipo fisioterapico riabilitativo che consentono di prevenire, curare e limitare le complicanze della FC. Il fisioterapista del centro Fibrosi Cistica deve essere in grado di: Conoscere le possibili complicanze FC e loro approccio terapeutico riabilitativo: Aspergillosi Broncopolmonare Allergica (ABPA), artropatie, atelectasia diabete, dolore, emottisi, epatopatia, incontinenza urinaria, osteopenia/osteoporosi, pneumotorace, sindrome da ostruzione intestinale distale, reflusso gastro esofageo. Modificare il programma fisioterapico in relazione alla presenza di una o più complicanza e al loro decorso. 5. Gestione situazione specifiche Definizione e scopi. Insieme di azioni terapeutiche di tipo fisioterapico riabilitativo che consentono di affrontare e curare alcune situazioni specifiche della FC. 5.1 Gravidanza Fase pre natale Conoscere le modificazioni della ventilazione e relativi aumentati rischi Modificare la fisioterapia respiratoria in base al periodo di gestazione, al grado di dispnea, di comfort e di dolore. Conoscere il tipo di attività fisica appropriata Riconoscere la presenza di problematiche relative al pavimento pelvico Riconoscere la presenza di problematiche a livello del rachide Fase post natale Saper adeguare il programma di clearance delle vie aeree 5.2 Ossigenoterapia Conoscere indicazioni, controindicazioni e i principi che determinano l efficacia dell ossigenoterapia Conoscere i sistemi di somministrazione, saper individuare il/i sistema/i di somministrazione adeguati al singolo paziente8 Modificare, in base alla valutazione, le modalità di somministrazione dell ossigenoterapia 5.3 Trapianto Fase Pre-trapianto Ottimizzare le tecniche clearance delle vie aeree Ottimizzare un programma di riallenamento e riadattamento allo sforzo con esercizi muscolari ed attività aerobica Contribuire alla gestione della ventilazione non invasiva come ponte al trapianto Fase Post-trapianto (medio lungo periodo): Conoscere l aumentato rischio di infezioni da immunosoppresione Conoscere la persistenza delle problematiche a livello delle vie aeree superiori Le implicazioni specifiche dell intervento sul meccanismo della tosse Monitorare la tolleranza allo sforzo Conoscere le necessità di adeguamento del programma di riallenamento all esercizio fisico/sport Collaborare alla gestione della spirometria quotidiana Instaurare uno stretto contatto e collaborazione con il centro trapianti fondamentale. 5.4 Controllo delle infezioni Conoscere ed applicare i documenti italiani di sintesi della letteratura relativa al controllo delle infezioni in fibrosi cistica Saper motivare il paziente rendendolo sensibile al problema della prevenzione 5.5 Ventilazione Non Invasiva (NIV) La NIV viene utilizzata nell insufficienza respiratoria acuta e cronica, in attesa di trapianto polmonare, per curare i disturbi del sonno, per coadiuvare le tecniche di clearance e l esercizio fisico. Individuare i pazienti che possono beneficiare della NIV Contribuire alla scelta del ventilatore9 Assemblare il ventilatore Scegliere la corretta interfaccia Contribuire al settaggio del ventilatore Favorire e valutare l adattamento del paziente al ventilatore Monitorare la risposta al trattamento Sorvegliare la comparsa di complicanze Addestrare paziente e familiari Contribuire al follow-up 5.6 Cure di fine vita e palliazione Sapere individuare e trattare i sintomi che causano discomfort Saper garantire la miglior qualità di vita residua possibile Educare e preparare i famigliari e i care-givers Sapere come adattare le tecniche fisioterapiche ai bisogni individuali e nel rispetto della volontà della persona Sapere in che cosa consiste la palliazione e contribuire con accorgimenti/tecniche non usuali nel trattamento dei pazienti con patologia respiratoria Saper utilizzare la NIV nel contesto delle cure palliative 6. Sviluppo professionale Definizione e scopi. Per formazione si intende il processo attraverso il quale il soggetto adulto riqualifica le proprie competenze e ne acquisisce di nuove. La formazione è alla base dello sviluppo professionale delle persone e permette di conseguire risultati sempre migliori sia da parte del singolo lavoratore che dell organizzazione di cui fa parte. Essa è un diritto ma anche un dovere di ogni professionista. Per quel che riguarda le professioni sanitarie il diritto ed il dovere in tema di formazione è alla base del sistema ECM (Educazione Continua in Medicina) Le competenze relative allo sviluppo professionale sono pertanto competenze trasversali e non specifiche del fisioterapista. Nel documento Standard of Care infatti si sottolinea che ciascun membro del team multidisciplinare deve essere responsabile del proprio sviluppo professionale. Ossia che deve essere a conoscenza ed applicare le evidenze scientifiche disponibili e che deve partecipare regolarmente a corsi di aggiornamento, ai congressi FC nazionali ed internazionali. Deve inoltre essere coinvolto nella formazione degli altri professionisti coinvolti nel team e dei colleghi, sia di colore che operano nel centro FC sia di coloro che operano nei servizi territoriali. Alla luce di tali importanti affermazioni è possibile stabilire che il fisioterapista FC deve essere in grado di: Sorvegliare la letteratura internazionale riguardo il proprio specifico ambito (fisioterapia riabilitazione in fibrosi cistica) Integrare con la propria esperienza le conoscenze apprese dalla letteratura disponibile Riconoscere l importanza di partecipare passivamente e/o attivamente ai Congressi Nazionali ed Internazionali riguardanti la Fibrosi Cistica10 Riconoscere l importanza e partecipare attivamente al gruppo professionale fisioterapisti della SIFC BIBLIOGRAFIA 1. 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 art. 8
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25