Source: http://daily.wired.it/news/scienza/2012/06/12/aborto-legge-194-corte-costituzionale-234666.html
Timestamp: 2013-06-19 19:19:16+00:00

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La legge 194 sull'aborto è costituzionale? - Wired.it
La legge 194 sull'aborto è costituzionale?
Il caso di una ragazza minorenne che vorrebbe abortire senza il coinvolgimento dei genitori riapre la discussione sulla legge 194. Facciamo un punto
L'hashtag è parte di un'iniziativa per preservare la legge sull'aborto, che il 20 giugno sarà valutata dalla Corte Costituzionale
A 34 anni dalla sua approvazione, per l’ennesima volta, la legge 194 sull’aborto sta per essere messa a dura prova. E non dai movimenti pro-life o dai medici obiettori, seppure continuino a ostacolarla, ma dalla Corte Costituzionale, chiamata il prossimo 20 giugno a esprimere un parere sulla compatibilità della legge con la Costituzione italiana e con una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea sulle invenzioni biotecnologiche. La Consulta è stata chiamata in causa, lo scorso gennaio, da un giudice del Tribunale di Spoleto che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale (
qui il ricorso) in seguito alla richiesta di una minorenne di abortire senza l’obbligo di coinvolgere i genitori.
Quello che è iniziato come la singola battaglia di una ragazza, si è ora trasformata in un attacco alla legge italiana sull’aborto. Nel centro del mirino, in particolare, l’
articolo 4, secondo cui per l’
interruzione volontaria della gravidanza (Ivg) entro i primi novanta giorni, “la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito” può rivolgersi a un consultorio.
Per il giudice minorile, la norma comporterebbe “l’inevitabile risultato della distruzione di quell’embrione umano che è stato riconosciuto quale soggetto da tutelarsi in modo assoluto”. In pratica, il giudice ritiene che l’articolo 4 della legge 194 si porrebbe in contrasto con la definizione di “
embrione umano” data dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 18 ottobre 2011 che stabilisce l'impossibilità di brevettare “le utilizzazioni di embrioni umani a fini industriali o commerciali”. Dunque, nulla a che vedere direttamente con l’
aborto. Inoltre, secondo il giudice di Spoleto la legge 194 sarebbe anche in contrasto con i principi generali della Costituzione ed in particolare con quelli della tutela dei diritti inviolabili dell’uomo (
articolo 2) e del diritto fondamentale alla salute dell’individuo (
articolo 32 primo comma della Costituzione). Altre obiezioni sono state formulate dal giudice con riferimento agli articoli 11 (
cooperazione internazionale) e 117 (
diritto all’assistenza sanitaria e ospedaliera) della Costituzione.
Per la Corte Costituzionale si tratta ora di capire se la sentenza della Corte europea, basata principalmente sulle invenzioni biotecnologiche, possa andare a intaccare il diritto all’
aborto. Su questo punto gli esperti in materia sono divisi. C’è chi pensa che ci sia spazio per una nuova riflessione e chi invece crede che la questione sia totalmente priva di fondamento. Termometro di questa diatriba è come sempre la Rete. Emblematico è il caso dell’
hashtag #save194 su Twitter che ha spopolato sul social network e che ha l’obiettivo dichiarato di tenere alta l’attenzione in prossimità della fatidica data del 20 giugno.
Quello giurdico però non è il solo fronte di battaglia in cui è impegnata la legge 194. C’è infatti un nemico, forse anche più duro, che negli ultimi anni sta osteggiando il diritto alle donne di abortire, ed è il fronte degli obiettori di coscienza. Secondo il Ministero della Salute, 7 medici su 10 si rifiutano di praticare l’aborto. L’esercito degli obiettori sta crescendo a dismisura: si è passati dal 58,7 per cento del 2005 al 70,7 per cento del 2009 per quanto riguarda i ginecologi, per gli anestesisti dal 45,7 per cento al 51,7 per cento e per il personale non medico dal 38,6 per cento al 44,4 per cento. In alcune parti del nostro paese la quota degli obiettori è praticamente schiacciante. Al Sud ci sono ospedali completamente obiettanti. In altre zone la percentuale di chi rifiuta di interrompere la gravidanza sfiora l’80 per cento, come in Molise, Campania, Sicilia, Bolzano. Siamo sopra l’85% in Basilicata. Praticamente, il diritto della donna ad abortire è ostacolato in vario modo in base alla regione di residenza. Ecco perchè lo scorso 8 giugno Aied e Associazione Luca Coscioni hanno inviato a tutti i Presidenti e assessori alla sanità delle Regioni un documento sulle soluzioni da adottare per garantire la piena efficienza del servizio pubblico di Ivg. Tra le proposte: la creazione di un albo pubblico dei medici obiettori di coscienza, l’elaborazione di una legge quadro che definisca e regolamenti l’obiezione di coscienza; concorsi pubblici riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di Ivg; l’utilizzo dei medici gettonati per sopperire urgentemente alle carenze dei medici non obiettori; deroga al blocco dei turnover nelle Regioni dove i servizi di Ivg sono scoperti. This opera is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.	mer 05
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References: sentenza 

articolo 4
 sentenza 

articolo 2

articolo 32
 sentenza