Source: http://agenziastampamolise.it/index.asp?red=5&arg=23&precedenti=10&successivi=20
Timestamp: 2017-11-19 03:20:08+00:00

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Enti Locali:Senza la stipula del contratto decentrato non possono erogare qualsivoglia indennità aggiuntiva al personale.
Lo stabilisce l’ARAN con un suo precipuo recente parere.
(AGMnews) - V.G. - Roma, 10 Mar. Si discuteva se erano legittime o meno le corresponsioni di indennità aggiuntive accessorie da dare al personale del comparto degli Enti Locali ( Regioni, Comuni,Province, Camere di Commercio ecc.) prima dell’approvazione dei contratti decentrati tra le Amministrazioni e le OO.SS. . Ora con un recente parere dell’ARAN, ( parere Ral 1901) è stato sancito definitivamente che occorre dare corso il prima possibile alla costituzione del fondo per le risorse decentrate ed alla stipula del medesimo contratto decentrato integrativo prima di assegnare soldi in più ai propri dipendenti del comparto ENTI LOCALI). Sulla base delle regole innovative dettate dalla introduzione della armonizzazione del sistema contabile si possono infatti determinare elementi pesantemente negativi a seguito della mancata integrale utilizzazione delle somme destinate al salario accessorio del personale. L’ultima spinta, in ordine di tempo, a dare corso rapidamente alla contrattazione decentrata integrativa arriva da questo parere Ral 1901 con cui l’Aran giudica illegittima la erogazione di qualsivoglia indennità in assenza di contrattazione decentrata. Non si può comunque mancare di rilevare che nella costituzione del fondo del 2017 vi sono attualmente numerose incertezze che possono spingere molte amministrazioni ad attendere chiarimenti prima di procedere a tale adempimento, che è l’elemento minimo essenziale per potere dare corso alla contrattazione.
L’ARAN dunque avverte che le Amministrazioni Locali e regionali non possono corrispondere indennità fino a che non sia stipulato il contratto collettivo decentrato integrativo con cui si dispongono la ripartizione dei fondi e la disciplina dei compensi. Questo vincolo si applica anche con riferimento alle indennità che sono interamente disciplinate dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Sono queste le principali indicazioni che sono contenute nel parere Ral 1901, per molti aspetti innovativo, reso noto dall’Aran nei giorni scorsi. Sulla base di questo parere neppure le indennità di reperibilità e di rischio possono essere erogate senza la preventiva stipula del contratto collettivo decentrato integrativo.
Termoli, Il consulente dott. Donato Petrosino assolto
Per diversi mesi il dott. Petrosino ha ricenuto accuse a seguito di un esposto a firma di alcuni consiglieri di minoranza
(AGMnews) - Termoli (CB), 08 mar. Il Tribunale di Larino, nella persona del giudice D'Agnone, ha assolto il dott. Donato Petrosino, difeso dagli avvocati Nicolino Cristoforo e Erminio Roberti, dalle accuse avanzate dalla Procura della Repubblica di Larino a seguito di un esposto querela a firma di alcuni consiglieri di minoranza tra cui, in primis, il consigliere Di Brino e il consigliere Di Michele. Entrambi i consiglieri, per diversi mesi, hanno condotto nei confronti del dott. Petrosino e dell'amministrazione Sbrocca una vera e propria campagna diffamatoria con accuse a mezzo stampa, conferenze e azioni plateali quali l'incatenamento di Di Michele davanti al municipio. "L'azione dell'amministrazione è stata legittima e trasparente - ha dichiarato il sindaco Sbrocca - quanto calunniosi sono stati gli atteggiamenti e le azioni poste in essere da chi ha voluto strumentalizzare per fini politici una vicenda che non aveva nulla di illegale. Il tribunale ha ripristinato la verità e torno a ringraziare il dott. Petrosino a cui rinnovo la qualifica di galantuomo per l'attività che ha svolto, che sta svolgendo e che svolgerà. Ancora una volta qualche consigliere di minoranza utilizza strumenti quali le querele a meri fini politici, strumenti che però poi gli si rivolgono contro ad effetto boomerang".
Un ospedale da rispettare e una provincia da riconquistare
Conferenza stampa indetta dal sindacalista Izzo domani 31 dicembre per la difficile situazione che attualmente si ritrova la provincia pentra
(AGMnews) - Isernia, 30 dic. Acqua ne è passata sotto i ponti dalla costituzione del “COMITATO IMPEACHMENT – DIMISSIONI PER FRATTURA”, approdato alle cronache circa due anni or sono, tanta ma non abbastanza per spazzare prima di fine mandato, questa oscena maggioranza regionale targata Frattura-Renzi! In verità, erano e sono talmente tante le nefandezze politiche e gestionali perpetrate dal presidente di nessuno nei confronti dei molisani, che nessun fiume, per quanto in piena, può trascinarle tutte e subito a mare. Ma il tempo è galantuomo e ci sta dando ragione sulla bontà della nostra iniziativa di lotta. Ovviamente le azioni subdole non finiscono mai, noi attenti alle cronache terremo sempre informato chi ha voglia di scrollarsi di dosso questo sudiciume e approfittando dell’anno che volge al termine, terremo sabato 31 dicembre 2016, alle ore 11.00 davanti all’ospedale di Isernia, una conferenza stampa – sit in per riassumere l’attività del Comitato, per snocciolare tutte le perle di saggezza di Frattura e per protestare con vigore contro le scelte di cancellare quanto più presto possibile, quel che resta dell’ospedale di Isernia. Non mi aspetto gli eroi, ma sono certo che molti cittadini sapranno ribellarsi ed essere presenti davanti al “Veneziale” per difendere la loro casa della salute!
"Non ti amo da morire" cortometraggio per dire No alla violenza sulle donne
Evento e programmazione martedì 27 dicembre a Civitanova del Sannio con dibattiti e riflessioni sul tema del femminicidio
(AGMnews) Livia Garofalo -24 dic. Nell’ambito delle iniziative legate alla campagna di sensibilizzazione sui temi del femminicidio “Ti amo da morire”, martedì 27 dicembre alle ore 17,00 presso l'Auditorium di Civitanova nel Sannio, l’Associazione “ME TOO” presenterà il video “Ora non puoi più farlo”. Il progetto, che si è avvalso della consulenza della psicoterapeuta Paola Di Sabato e quindi della sua esperienza clinica, è il dialogo crudo e serrato tra un uomo e una donna, tra la vittima ed il suo carnefice. Una conversazione che è prima ancora un dialogo interiore di ciascuno, e che riceve ritmo, direzione e conclusione dalle parole della donna, forte della coscienza sua condizione, quindi capace di dare risposte chiare e forti a sé stessa e all’uomo che continua a provocarla. E’ il racconto di chi ritrova la libertà, e di un uomo soggiogato dal delirio della sua miseria interiore, impotente di fronte all’energia che scaturisce dalla coscienza rigenerata della sua vittima. Lo stile volutamente asciutto, conciso, essenziale enfatizza la sofferenza dei protagonisti, le cui parole sono quelle di storie vere, di donne che, dopo impegnativi percorsi di crescita personale, hanno trovato la forza e le ragioni per ribellarsi, per riprendersi l’esistenza e la dignità calpestata. In quella occasione interverrano con un dibattito Giuditta Lembo consigliera pari oppurtunità Regione Molise, l' avvocato Bice Antonelli e Annamaria Mastronardi psicologa con la partecipazione dei maestri Maurizio Esposito e Antonietta Di Palma dimostrazione di difesa personale con Monica Venditti e Ernesto Rossi. Infine si terrà una sfilata daltitolo "SfiliAmo" dove sfileranno abiti di Camilla Lastoria e Rachele Bucciero. Un'iniziativa questa per dire basta alla violenza sulle donne.
Diritti dei detenuti, l’associazione Antigone Molise si presenta
Il presidente del Consiglio, Michele Durante: “Ci batteremo per l’introduzione del reato di tortura nel nostro Codice Penale”
(AGMnews) - Campobasso, 21 dic. “L’associazione Antigone Molise si propone di tutelare e rivendicare il diritto sacrosanto dei detenuti ad avere tutte le garanzie previste dal sistema penale e penitenziario italiano ed europeo attraverso iniziative di solidarietà, ma anche di denuncia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio comunale di Campobasso, Michele Durante, in occasione della presentazione dell’associazione che si è tenuta in mattinata nella sala consiliare a Palazzo di Città e di cui egli stesso fa parte. “Aspettiamo da tempo – ha sottolineato ancora Durante – l’introduzione del reato di tortura nel nostro Codice Penale ed è una delle battaglie fondamentali che l’associazione porterà avanti a livello locale. È un tema nascosto, sottaciuto ed è, purtroppo, una pratica ancora utilizzata in maniera diffusa. Basti pensare – ha concluso il presidente del Consiglio – che qualche giorno fa è stato ricordato il 30esimo anniversario della ratifica dell’Italia della Convezione dell’Onu sulla tortura, cui però il nostro Paese non ha dato seguito emanando una legge in merito”.
Un altro operaio molisano morto di fatica e di sfruttamento
La denuncia de "Il partito Rifondazione Comunista" sulle morti bianche dell'ultimo periodo
(AGMnews) - Redazione - 20 dic. Qualche giorno fa è morto un operaio di 54 anni, Massimo Lombardo, con mansioni di riparatore, a seguito di un malore, mentre svolgeva il turno di notte presso lo stabilimento FIAT di Termoli. Questo lavoratore era gravemente sofferente di cuore e, per tale motivo, aveva chiesto e ottenuto l’esenzione dal lavoro notturno. Non si sa, quindi, per quale motivo si trovasse là in quel momento. Esprimiamo, innanzi tutto, il nostro cordoglio. Questo tragico episodio, che si aggiunge, purtroppo, alla lunga sequenza, anche nella nostra regione, delle morti sul lavoro, si presta altresì ad alcune considerazioni di carattere generale. Nelle fabbriche, l’orario contrattuale non si sposta dalle 38 ore settimanali. Simili livelli di prestazione lavorativa sono incompatibili sia con i processi di avanzata automazione che riguardano alcuni segmenti produttivi, se si vuol far fronte alla necessità sociale di mantenere (per lo meno) i livelli occupazionali, sia, nei settori che permangono ad organizzazione tayloristica (catena di montaggio) e in quelli che richiedono consolidate professionalità di tipo artigianale (manutentori, riparatori, etc.), con gli elevati livelli di stress psicofisico richiesti. Secondo il Partito della Rifondazione Comunista è, quindi, maturo il tempo di un intervento legislativo che riduca drasticamente l’orario di lavoro. A ciò va aggiunto che nelle aziende, in Italia come in Molise, l’orario di fatto, imposto unilateralmente dalle gerarchie aziendali, eccede, spesso e di gran lunga, il già spropositato orario contrattuale. Ciò è dovuto all’espandersi del senso comune neoliberista, che ha contribuito a smobilitare la combattività operaia, e soprattutto al clima di paura, creato nei lavoratori (soprattutto i più giovani) dalla più recente legislazione in materia di lavoro, promossa dai governi, in particolare dal governo Renzi. Il jobs act, smantellando l’art. 18 dello statuto dei lavoratori (che prevedeva il reintegro nel suo posto del lavoratore immotivatamente e/o ingiustificatamente licenziato) ha ripristinato di fatto il vecchio licenziamento ad nutum di sapore ottocentesco: il padrone ti può cacciare con un cenno, senza più nessuna giustificazione. La Costituzione è stata cacciata dai luoghi di lavoro. Il governo, inoltre ha emanato misure di incentivazione fiscale sul lavoro straordinario, che dando al lavoratore l’illusione di un maggiore guadagno, lo inducono a turni di lavoro massacranti. Il clima di ricatto instaurato nelle aziende fa sì che tanti lavoratori si pieghino al lavoro straordinario imposto unilateralmente dalle gerarchie aziendali. Il PCR, mentre ribadisce il proprio impegno ad abrogare le parti più odiose del jobs act nel prossimo referendum, si esprime perché lo straordinario, anziché incentivato, sia disincentivato. Il Partito della Rifondazione Comunista del Molise si appella alle rappresentanze sindacali delle aziende della regione perché vigilino sui temi della prestazione di lavoro e garantisce il proprio impegno sul terreno della difesa della dignità, del salario e della salute dei lavoratori
Sicurezza stradale, record di gravi infrazioni per un 30enne sorpreso dai Carabinieri alla guida di un’auto, sottratta alla sua compagna
Il ragazzo era in stato di ubriachezza, sotto effetto di stupefacenti, senza aver mai conseguito la patente di guida e privo di copertura assicurativa.
(AGMnews) - Isernia, 30 nov. Un record di gravi infrazioni al codice della strada, un vero e proprio guinness dei primati, quello battuto da un 30enne di Isernia, denunciato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia, in quanto sorpreso alla guida di un’auto, indebitamente sottratta alla sua compagna, completamente ubriaco e sotto effetto di stupefacenti. Inoltre i militari hanno accertato che il 30enne non aveva mai conseguito la patente di guida e che il veicolo era privo di copertura assicurativa. Il tasso alcolemico superava di ben quattro volte il limite previsto dall’attuale normativa, mentre lo stupefacente che il giovane aveva assunto è verosimilmente riconducibile allo “shaboo”, una nuova droga sintetica, del tipo metanfetamina, importata dalla Cina e i cui effetti sono pari a dieci volte quelli della cocaina. Nei suoi confronti è scattata una denuncia alla competente Autorità Giudiziaria mentre sono in corso ulteriori verifiche per accertare se dell’utilizzo dell’auto condotta dal giovane, ne era o meno consapevole la legittima proprietaria, poiché in caso affermativo anche la donna risponderebbe di una grave infrazione che prevede l’incauto affidamento del veicolo. Sotto sequestro una Mercedes classe A, priva di copertura assicurativa. Ulteriori indagini sono tutt’ora in corso anche per scoprire l’eventuale canale di rifornimento dello stupefacente assunto dall’automobilista.
Il presidente Durante: "la mentalita' degli uomini cambi con il rispetto di se stessi attraverso le donne che incontrano"
(AGMnews) - Campobasso, 25 nov. Il presidente del Consiglio comunale di Campobasso, Michele Durante, è intervenuto alla presentazione delle giornate di contrasto alla violenza di genere, alla violenza contro le donne e contro ogni forma di discriminazione che si è tenuta in mattinata nella sala consiliare. “Esprimo piena condivisione e apprezzamento per l’ottima iniziativa del Comune che si svilupperà in ben un’intera settimana con incontri, convegni ed altri eventi collaterali – ha detto – e rivolgo un plauso sentito alle associazioni di volontariato, alle Ong laiche e cattoliche per lo spirito di solidarietà e la generosità con cui operano. In questo contesto però – ha sottolineato il presidente Durante – devo purtroppo rilevare che sono stati 116 i femminicidi avvenuti negli ultimi dieci mesi e sono numeri inconcepibili per una società che si definisce moderna e culturalmente avanzata. Accanto a questi dati agghiaccianti, resta sempre aperta la questione della discriminazione delle donne sul posto di lavoro le quali, a parità di mansioni svolte, percepiscono il 30% in meno degli uomini; non hanno la parità di accesso alle cariche pubbliche che non deve essere stabilita per legge, ma per il merito e l’intelligenza delle donne stesse. In questo contesto – ha spiegato ancora Durante – non bisogna dimenticare che in Italia viviamo in un retaggio culturale in cui il delitto d’onore e il matrimonio riparatore sono stati abrogati nel 1981; vale a dire che, fino a 35 anni fa, il nostro sistema giuridico ne garantiva l’impunità in netta dissonanza con il referendum sul divorzio che si era tenuto 10 anni prima”. Fermo restando che “sono inaccettabili i dati che emergono, invito le donne a denunciare e a non sottomettersi a nessuna forma di abuso, tanto più che a Campobasso, e lo ricordo con gioia, – ha sottolineato il presidente dell’assise civica – è stato aperto un centro antiviolenza che rappresenta un presidio importante per ascoltare, supportare, raccogliere eventuali denunce e suggerire alle donne le soluzioni più opportune contro queste forme di violenza. Tutto questo in una società non inclusiva e incapace di dare risposte considerando l’oltranzismo e la xenofobia che subiscono tante donne e bambine straniere quando arrivano nel nostro Paese e trovano i sindaci del ‘non a casa mia’. E allora, ben venga il Molise che si definisce la cenerentola d’Italia e tutte le realtà che attuano correttamente i programmi di valutazione e inclusione sociale e mi auguro altresì – ha concluso Durante – che ci sia una corretta persecuzione dei reati contro le donne e soprattutto che la mentalità degli uomini possa cambiare con il rispetto di se stessi attraverso le donne che incontrano”.
"Ti amo da morire onlus" campagna di prevenzione contro il femminicidio
Martedì 15 novembre si terrà un evento nella capitale al quale seguiranno due cortometraggi per far luce sulle atrocità che subiscono le donne
(AGMnews) - 13 nov. Nell’ambito della Campagna Permanente contro la Violenza di Genere, l’Associazione “Ti Amo da Morire ONLUS” è lieta di InvitarLa, martedì 15 novembre 2016 alle ore 20.30, presso il Teatro ARCILIUTO, Piazza Montevecchio, 5 - tra via dei Coronari e il Chiostro del Bramante, praticamente dietro piazza Navona, alla presentazione del libro “Sei ore e ventitré minuti” di Domitilla Shaula Di Pietro, cui seguirà uno spettacolo musicale. L’autrice, presente in sala, presenterà il suo romanzo autobiografico e l’attore e regista Claudio Castana ne interpreta le atmosfere. Domitilla Shaula Di Pietro è nata e cresciuta a Roma. Si sposa poco più che ventenne e dedica la sua vita ai figli. A quarant’anni diventa pittrice quasi per caso, riscuotendo fin da subito un buon successo. Dopo due sceneggiature scritte per il cinema, “Sei ore e ventitré minuti” è il suo primo romanzo.
a seguire: “Uomini che amano le donne”, Canzoni e Poesie con:
Ernesto Bassignano - Roberto Kunstler - Giovanni Samaritani - Lino Rufo - Marco Rò - Yuki Rufo
Dalle 20.30 alle 21.30 apericena con buffet €10,00­­­, è l’unico provento destinato al teatro che offre la location a titolo gratuito, l’ingresso è libero!
Scopo dell’associazione è svolgere finalità di solidarietà sociale nei confronti di persone svantaggiate, attraverso uno “Sportello d’Ascolto Legale e/o Psicologico – Ti ascolTiAmo da Morire” dedicato a tutte le donne che si trovino sul territorio nazionale e che, al di là della loro condizione sociale, culturale ed economica, subiscano, sia in ambito familiare che extrafamiliare, qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico quali ad esempio, violenza, sfruttamento, stalking, mobbing familiare, emarginazione e discriminazione, atti questi spesso preludio del ben più grave FEMMINICIDIO, nonché ai minori, appartenenti al nucleo familiare in sofferenza, vittime, sia pur in modo riflesso, di qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico nella loro condizione di soggetti svantaggiati. Lo sportello d’ascolto fornisce consulenze qualificate e supporto tecnico da parte di avvocati, psicologi, sociologi e assistenti sociali, al fine di individuare i loro bisogni e fornire le prime risposte, mediante il numero verde 800-642328, in questo ambito l’associazione si propone, inoltre, di indirizzare i soggetti sottoposti a maltrattamenti, che a essa si rivolgono, in caso di necessità e al fine di sottrarle all’imminente pericolo, verso associazioni similari fornite di strutture protette per l’accoglienza, che avrà cura di individuare, siano esse private o pubbliche, sia in ambito regionale quanto in ambito nazionale. L’associazione garantisce la gratuità dei servizi offerti e l’anonimato. "Ti Amo da Morire ONLUS" crede che sia possibile fare opera di prevenzione attraverso la cultura e per questo motivo è un amplificatore di informazioni, è l’occasione per poter promuovere iniziative artistiche e culturali (mostre, concerti, rassegne, presentazioni librarie, appuntamenti didattici ecc…) e allo stesso tempo lasciare una traccia indelebile del tema primario, ovvero la lotta contro la violenza sulle donne, preludio al FEMMINICIDIO. "Ti Amo da Morire ONLUS" mira alla comunione d’intenti e al raggiungimento di una densità di attività che, finalmente connesse, aumentano la loro forza di penetrazione nel tessuto sociale. E’ un progetto multidisciplinare che tende a coinvolgere, a creare consensi attivi, a informare, a trasformare una semplice adesione in un atto utile al conseguimento degli obiettivi primari.
Pensionati Inps: rimborsi e ricalcolo della pensione
Class action promossa dal Movimento Consumatori
(AGMnews) - Campobasso, 7 nov. L’ultimo recente congresso del Movimento Consumatori ha segnato una svolta che ha portato a prendere atto delle crescenti iniquità e diseguaglianze sempre più profonde e quindi la necessità di un complessivo ripensamento del ruolo delle istituzioni nazionali e sovranazionali nell’economia. Per questo MC ha ripreso il cammino che punta al pieno riconoscimento dei diritti economici di cittadinanza. A questo nuovo corso s’ispirano le vittoriose azioni legali collettive contro banche ed istituti assicurativi scorretti per tutelare i piccoli risparmiatori. Con questa ispirazione MC ha avviato azioni collettive per le perequazioni delle pensioni INPS e le iniziative di rimborso a favore di quanti hanno diritto. Nel dicembre 2011, il Governo ha azzerato il meccanismo di adeguamento automatico delle pensioni al costo della vita. La Corte Costituzionale, con sentenza n.70 del 30 aprile 2015 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 25, del decreto legge 6 dicembre 2011, n.201, riconoscendo il diritto dei pensionati a una prestazione previdenziale adeguata e rivalutata per conservare il potere d’acquisto delle somme percepite. Sono interessati o pensionati che hanno percepito nel 2012 una pensione mensile superiore ad un importo netto di € 1.088,00 e per il 2013 superiore ad un importo netto di €1.117,00. Con la nostra azione collettiva possono ottenere il ricalcolo della pensione e il rimborso di quanto non percepito. Movimento Consumatori per consentire ai pensionati di far valere i propri diritti ha avviato azioni collettive e ha attivato un servizio di assistenza presso la sede o rivolgendosi agli indirizzi indicati nella locandina allegata. Martedì 8 novembre si terrà un’assemblea informativa con i pensionati presso l’aula consiliare della Provincia di Campobasso, in via Roma, con inizio alle ore 10,30. L’assemblea sarà tenuta dall’Avvocato Bruno Maizzi, Vice presidente nazionale di Movimento Consumatori e Filippo Poleggi, Presidente di MC Molise.
Proclamazione dello sciopero generale nazionale delle associazioni di categoria
Ad annunciarlo è il consigliere regionale Petraroia il quale ha espresso la sua volontà di partecipare
(AGMnews) - Campobasso, 2 nov. Michele Petraroia spiega le sue ragioni tramite una nota stampa. "Vista la proclamazione dello sciopero generale nazionale del 28/09/2016 indetto dalle segreterie nazionali di categoria (SLP-CISL; SLC-CGIL; Failp-CISAL; Confsal Comunicazioni e UGL Comunicazioni) e la vostra nota del 31 ottobre, confermo la mia adesione al presidio dei lavoratori postali molisani previsto per il 4 Novembre prossimo a Campobasso, per condividere insieme a voi la difesa della funzione pubblica di POSTE ITALIANE S.p.A e del servizio universale svolto su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento alle aree interne dove nessuna azienda vocata al profitto potrebbe mai abbattere la diseconomia tra costi e ricavi. Bisogna contrastare l’ipotesi di totale privatizzazione di POSTE ITALIANE S.p.A e mantenere il controllo societario con maggioranza in mano alla Cassa Depositi e Prestiti e allo Stato, al fine di evitare ogni speculazione finanziaria di Fondi Sovrani di Paesi Esteri e/o di speculatori internazionali, orientati a massimizzare i profitti a detrimento della qualità dei servizi, ed arretrando dalle periferie e dalle zone marginali e meno popolate. Il risparmio privato italiano non può finire nelle mani di società estere disinvolte e del tutto disinteressate sia all’universalità del servizio pubblico e sia ai diritti degli utenti e dei lavoratori. E’ indispensabile contrastare questo scellerato disegno di svendita del patrimonio pubblico nazionale e salvaguardare una società che svolge un’attività di pubblica utilità con un’encomiabile attenzione per gli anziani e per le comunità più piccole del nostro paese.
Processo Zuccherificio di Termoli: Iorio e Vitagliano assolti!.
Soddisfatti ed entusiasti Iorio e Vitagliano per il giudizio dato a loro favore per la sentenza sullo Zuccherificio
(AGMnews) - Campobasso, 21 ott. Sono stati assolti perché "il fatto non sussiste" l'ex governatore Michele Iorio e l'ex assessore regionale Gianfranco Vitagliano al termine del processo, in Tribunale a Campobasso, per la vicenda della cessione delle quote dello Zuccherificio di Termoli; entrambi erano accusati di abuso d'ufficio (il pm Venturi aveva chiesto una condanna a 8 mesi). Il verdetto è arrivato poco prima delle 18, dopo un'ora di camera di consiglio. L'ex assessore Vitagliano ha pianto non appena appresa la sentenza e non ha voluto commentare. Visibilmente soddisfatto invece l'ex governatore Iorio: "Ho sempre avuto la tranquillità di chi ha operato onestamente", ha detto. Le motivazioni della sentenza si conosceranno entro 90 giorni. Anchel'ex governatore Michele Iorio ha detto la sua in merito: " Sono soddisfatto, anche se ne ero certo, dell’assoluzione decisa oggi dal tribunale di Campobasso sulla vicenda Zuccherificio. Ancora una volta, si tratta della diciottesima sentenza a mio favore, un giudice terzo mi ha dato ragione rispetto alle accuse mosse nei miei confronti dalla Procura di Campobasso. Sono sicuro che sarà così anche per altre vicende che mi vedono coinvolto e che aspettano ancora di passare al vaglio di un giudice terzo. Le numerose inchieste aperte nei miei confronti, infatti, rappresentano l’assetto patologico di una attività inquirente che si è ostinata e continua ad ostinarsi a trasformare atti amministrativi, che attengono esclusivamente alla politica, in reati quasi sempre per abuso d’ufficio. Quando la magistratura trasforma gli atti della pubblica amministrazione in illeciti penali senza avere fondamenti di prove di colpevolezza si espone naturalmente al legittimo dubbio che ci sia un preconcetto.
Centro antiviolenza per le donne vittime di sopruso. La proposta del Partito Socialista Italiano
Il COmune di Campobasso con il suggeirmento dal partito istituirà una casa rifugio e un centro antiviolenza per le donne
(AGMnews) - Campobasso, 17 ott. Sarà pure stato un “difetto di comunicazione” che ha impedito alla Ministra Maria Elena Boschi si sapere che la Regione Molise, in “zona Cesarini”, ha provveduto a pubblicare il bando per l’istituzione di una casa rifugio e un centro antiviolenza per le donne, vinto e aggiudicato al Comune di Campobasso. Sarà così ma a noi, sempre lieti quando un problema si avvia, si “avvia” a trovare risposta, francamente il tempo, tra l’approvazione della legge regionale, il reperimento delle risorse finanziarie e l’indizione della gara ci pare proprio troppo. E ci sarà pure stata l’influenza della denunzia della Consigliera di Parità Giuditta Lembo e della mobilitazione delle donne, e del Patito Socialista del Molise in prima fila, con una petizione e relativi banchetti e raccolta firme, che hanno consentito al Presidente Frattura di “salvarsi in calcio d’angolo”. Il nostro tono che vuole essere né rabbioso né drammatico non ci lascia però sfuggire che il ritardo dell’intervento è grave, tenendo conto che in questo tempo molte donne, nel silenzio, nell’indifferenza dei più, nella loro sofferenza, avrebbero potuto trovare aiuto, solidarietà, possibilità di uscita da situazioni così intollerabili anche al nostro pensiero e alla nostra riflessione di cittadini che, per quanto possono, si fanno carico di responsabilità sociale. Non possiamo evitare di fare un'altra riflessione ad alta voce. Sappiamo con certezza di sfoghi privati, e non sempre, del Presidente Frattura per i ritardi della macchina regionale; a volte per carenza di fondi, a volte per i vincoli ed il patto di stabilità, non poche volte perché “i soldi ci sono e non si riesce a spenderli”. Ad esempio proprio nel settore sociale, dove ci sono energie, cittadini che non stanno a guardare ma non possono esprimere tutto il loro impegno civile proprio nei settori dove si vive disagio e sofferenza che si potrebbero alleviare con la solidarietà che affianca l’intervento pubblico. Presidente, anche i ritardi burocratici sono un problema grave, attendiamo l’esito dei suoi provvedimenti di ristrutturazione dell’apparato ma resta che anche questo è un problema intollerabile. Detto questo con pacatezza e fermezza,noi non siamo amanti di processi mediatici e di esibizione di noi stessi, guardiamo avanti ! Recuperiamo! Accorciamo i tempi ! Lo diciamo al Comune di Campobasso e al suo Ambito delegato all’esecuzione del provvedimento; molti sono gl’ interventi drammaticamente urgenti ma questo è uno di quelli che con più forza turba le nostre coscienze che esigono risposte. Ci auguriamo che l’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso allarghi il suo riferimento territoriale a tutta la regione e si apra alla solidale sinergia con tutte le presenze pubbliche e private e a tutte le forme in cui i cittadini vogliono esprimere la loro concreta e responsabile partecipazione.
Di Pietro: "A Chiesa e Occhetto non devo nemmeno un euro: carta canta"
(AGMnews) - 30 set. Un’altra giornata di fango è passata e da domani mi tocca prendere nuovamente carta e penna e querelare i soliti organi di informazione che hanno sparato a caratteri cubitali (sia su carta, sia in rete) la falsa notizia secondo cui sarei stato “condannato” (per alcuni addirittura con “sentenza”) a pagare 2,7 milioni di euro ad un movimento politico facente capo a Giulietto Chiesa ed Achille Occhetto, quale quota parte che – secondo la loro versione dei fatti – spetterebbe loro a titolo di rimborso elettorale che io avrei ricevuto a seguito delle elezioni al Parlamento europeo del 2004. Nulla di più falso. Ho semplicemente ricevuto un decreto ingiuntivo del Tribunale di Roma che – su richiesta di Giulietto Chiesa e sulla base della sua sola prospettazione – mi ha sì “ingiunto” di pagare tale somma ma ha anche disposto (come prevede la legge in questi casi) che ho “diritto di proporre opposizione” contro il predetto decreto nei prossimi 40 giorni. In tal caso semplicemente si instaurerà un normale processo ordinario in cui il giudice dovrà ascoltare anche la mia versione dei fatti e visionare anche la documentazione a mia disposizione e solo allora potrà decidere con “sentenza” da che parte sta la ragione. E’ ciò che farò anche questa volta, come peraltro ho già fatto nelle diverse altre volte che lo stesso Giulietto Chiesa (ed il suo difensore avv. Paola) hanno richiesto e provvisoriamente ottenuto decreti ingiuntivi simili a quello odierno. Prossimamente mi farò carico anche di mettere in rete i tanti altri provvedimenti (giudiziari, amministrativi, contabili e parlamentari) che hanno smentito le assurde pretese avanzate dai rappresentanti della suddetta associazione ma sin d’ora allego due documenti che – da soli – già sono più che sufficienti a smontare alla radice tali pretese. Mi riferisco alla “Attestazione allegata all’accettazione della candidatura per l’elezione al Parlamento Europeo sottoscritta (addirittura davanti ad un notaio) da Giulietto Chiesa” e da Achille Occhetto (leggi allegato) in occasione delle predette elezioni europee del 2004. In tale attestazioni c’è scritto, nero su bianco che “compete all’Italia dei Valori il diritto a richiedere e usufruire dei rimborsi di cui alla legge 157/99 e legge 156/2002” (appunto i rimborsi elettorali all’epoca vigenti) e c’è anche scritto che “è facoltà dell’Italia dei Valori poter utilizzare il simbolo della lista “Società civile-Di Pietro-Occhetto”. Più chiaro di così! Solo chi non vuol capire non capisce. Ma siccome gli organi di informazione sanno tutto ciò da molti anni, perché affermano falsamente che il giudice avrebbe emesso una “sentenza” (inesistente) in cui sarei stato “condannato” (il che non è vero) a pagare 2,7 milioni di euro?
Fuori legge registrare la navigazione internet, le telefonate e le email dei propri dipendenti.
Lo ha deciso la Corte di Cassazione con una recentissima sentenza, la n. 18302 del 19.09.16
(AGMnews) - Roma, 22 Sett. In materia di controlli sui lavoratori, la Corte di Cassazione, ha stabilito l’illegittimità dei controlli sulle modalità di utilizzo di computer, e-mail e telefono da parte dei dipendenti senza il preventivo accordo con le rappresentanze sindacali, così come previsto dall’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. Inoltre, anche in caso di accordo con le RSA, chiariscono i giudici del palazzaccio, il datore di lavoro non può comunque tracciare le pagine web visitate dai lavoratori, mantenere sui server aziendali le mail inviate per lunghi periodi ovvero registrare le telefonate: tali fatti, pur fatti passare dal datore di lavoro come azioni volte a tutelare il patrimonio aziendale, sono da considerarsi controlli a distanza lesivi della privacy dei lavoratori, in quanto costituiscono un’indagine sulle loro opinioni e condotte, vietata dall’articolo 8 della Legge n. 300/1970. Illegittimo registrare navigazione internet, telefonate e mail dei dipendenti.
Sottostante il link della sentenza della Suprema Corte che fa definitivamente chiarezza in merito .alla quale tutte le Amministrazioni pubbliche e, non solo, devono attenersi.
http://www.diritto-lavoro.com/wp-content/uploads/2016/09/sentenza-n.-18302-del-2016.pdf
In consiglio regionale si discute sul tema della criminalità. Ipotesi avanzate dai grillini
Manzo: "Sarà costituita una commissione speciale temporanea"
(AGMnews) - Campobasso, 21 set. Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno in tema criminalità: primi firmatari i portavoce del Movimento 5 Stelle Patrizia Manzo e Antonio Federico. In questo modo – spiega la stessa Manzo – “l’Aula si è impegnata a costituire una commissione speciale temporanea per fare luce sul rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata sul tessuto economico sociale del nostro territorio. Potrebbe essere un primo passo verso una legge istitutiva di una commissione permanente antimafia. Il nostro ordine del giorno condiviso da tutte le forze politiche presenti in consiglio avrà come obiettivo la stesura di un rapporto al fine di sensibilizzare tutte le istituzione pubbliche e promuovere una collaborazione con la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. Usciamo dall’omertà che avvolge questo fenomeno, perché la criminalità organizzata si alimenta e si rafforza anche con gli atteggiamenti omertosi. Il silenzio è mafia”.
Petraroia: 'Sull'infiltrazione della mafia in Molise non basta il silenzio!"
Lo dichiara il consigliere comunale Michele Petraroia tramite una nota stampa
(AGMnews) - Campobasso, 8 set. Michele petraroia ha così dichiarato: "Nel mentre a Campobasso si discuteva in Consiglio Regionale sull'iscrizione all'ordine del giorno della Delibera n.217/2016 in materia di infiltrazione della ‘Ndrangheta nel Basso Molise, a Foggia si sparava. Un noto boss della mafia locale è stato colpito, in pieno giorno insieme al nipotino di 4 anni, da un sicario, di una cosca rivale, in uno dei periodici regolamenti di conti che hanno scalzato e sostituito lo Stato nel contorno del territorio. Un evento che venti anni fa sarebbe stato respinto dalla mobilitazione popolare, dall'indignazione dei cittadini e dalla reazione unanime delle istituzioni democratiche, oggi viene considerato ovvio, banale e quindi normale, come se affidare la gestione di attività produttive, esercizi commerciali e iniziative economiche alle mafie, fosse la cosa più scontata del mondo. Il Molise è alle prese con le allarmanti azioni della camorra della confinante Provincia di Caserta, subisce progressivamente i mutamenti intervenuti nelle Province di Foggia, Benevento e Frosinone, e da ultimo sono alcuni anni che si misura con il fenomeno della ‘Ndrangheta arrivata a cavallo tra Abruzzo e Molise attraverso pentiti o collaboratori di giustizia che hanno promosso attività in particolare nella fascia costiera. La fragilità sociale delle nostre comunità e la disattenzione delle energie più vive di istituzioni, associazioni e società civile, non aiuta a costruire un movimento di resistenza che sappia reagire con determinazione su fatti di inaudita gravità come quelli confermati anche dall'ultima inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia dell'Abruzzo. Al di là della Mozione presentata a mia firma su questi temi il 1° giugno scorso ed approvata, con il solo voto contrario della collega del Movimento 5 Stelle, nella seduta consiliare del 14 giugno insieme a due provvedimenti similari dei consiglieri Di Pietro sugli organici delle Forze di Polizia e sulla tutela della Legione dei Carabinieri dei colleghi del centrodestra, poche o nulle sono state le reazioni in Molise sul rischio ‘Ndrangheta. Anche dopo l'inchiesta della Procura Antimafia non ci sono state mobilitazioni, incontri pubblici, consigli comunali aperti e a dire il vero non ci sono state nemmeno prese di posizione, comunicati di contrasto o iniziative di alcun genere. È come se il Molise considerasse simili eventi come fatti normali su cui non si può far niente, alla stregua di ciò che sta accadendo a Foggia. A poco serve la discussione nella prossima seduta del Consiglio Regionale su questi temi se persiste un generalizzato silenzio della comunità molisana che si somma in negativo con il silenzio del Governo, che in tre mesi, non ha trovato un attimo per ricevere la delegazione consiliare guidata dal Presidente Cotugno". Tra l'indifferenza dei tre Ministri dell'Interno, della Giustizia e della Difesa, e l'indifferenza del Molise, sussiste il rischio che Campobasso scivoli verso le pessime abitudini foggiane, casertane o degli altri territori in cui si considera ovvio regolare i conti con le armi e non rispettando le leggi dello Stato.
Scuole sicure, fanno appello i genitori per la messa in sicurezza degli edifici scolastici
L'amministrazione del capoluogo non ha dissipato i dubbi sugli edifici di via D'Amato e via Tiberio. Dopo il crollo di Amatrice, occorrono risposte chiare
(AGMnews) - Campobasso, 27 ago. Dopo il recente sisma di grado 6.0 che ha colpito i comuni di Rieti, è tornata la paura e l’inquietitudine tra i genitori degli alunni che a breve torneranno a frequentare i banchi scolastici del comune di Campobasso. L’area colpita dal sisma ha una conformazione geologica molto simile a quella molisana…. E se fosse capitato a noi? Come avrebbero reagito i nostri edifici scolastici? I bambini e le docenti avrebbero avuto il tempo per mettersi in salvo? Nella scuola di via D’Amato manca anche una scala esterna antincendio….La scuola è il luogo in cui i nostri figli vivono, crescono ed apprendono. La scuola ha il compito di trasmettere alle giovani generazioni gli elementi fondamentali di una civiltà, di una cultura o di avviare ad una determinata professione; oltretutto la primaria è scuola dell'obbligo, quella che ogni cittadino italiano è obbligato per legge a frequentare. Il valore di una scuola, quale incubatrice e riflesso della società futura, è da questo punto di vista inestimabile. La scuola è anche un luogo strategico dove accogliere la popolazione per eventi calamitosi. A quanto pare, questa premessa non serve per le scuole del capoluogo molisano e in particolare per gli istituti siti in via D’Amato. Se la scuola è il riflesso della società futura, per questa scuola non si può parlare di un futuro roseo. I genitori degli alunni di via D’Amato, dopo lo sciame sismico del gennaio 2016, hanno chiesto al sindaco Battista e all’Ass. dei Lavori Pubblici Maio se gli edifici scolastici, dopo i lavori di miglioramento eseguiti nel 2012, siano sicuri. La risposta non è mai pervenuta, se non come promessa di una futura verifica tecnica. Si è costituito un Comitato genitori che ha inviato due note dettagliatissime sull’evidente stato critico degli edifici e sulle incongruenze tecniche ed amministrative che riguardano le assegnazioni delle scuole di via Sant’Antonio dei Lazzari e via Berlinguer alla scuola di via Crispi, per la quale è oltretutto prevista la costruzione della futura scuola innovativa. Ma anche per quelle sedi a quanto pare vi sono grossi problemi.In seguito alle note dettagliate del comitato la questione è stata affrontata anche in seno al consiglio comunale su sollecitazione del consigliere Simone Cretella, il quale ha richiesto informazioni precise. Come documentato dal verbale di seduta del consiglio comunale dell’11 maggio 2016, pag. 77, la risposta è stata alquanto evasiva e sconcertante. L’unica risposta pervenuta è stata la messa in vendita delle scuole di via d’Amato, notizia data tramite stampa senza alcun preavviso neanche al dirigente scolastico. Il 18 giugno vi è stato un incontro con il sindaco, il quale ha promesso lo svolgimento urgente di studi di vulnerabilità per le scuole di via D’Amato e via Tiberio. Ma a quanto pare, anche questa promessa cadrà nel vuoto. I genitori sono disorientati, si stanno chiedendo i motivi del completo disinteresse mostrato dall’Amministrazione. Il Comune di Campobasso ha fuorviato il problema mettendo in vendita gli edifici usati per un servizio pubblico, senza pensare preventivamente a collocare docenti ed alunni in locali idonei e senza commissionare alcuno studio di vulnerabilità sismica aggiornato sugli edifici stessi, cosa ripetutamente richiesta dal Comitato. E’ noto, attraverso delibere regionali e comunali, che le scuole di via Sant’Antonio dei Lazzari e di via Berlinguer siano state progettate per rispondere ad un’emergenza riscontrata per le scuole di via D’Amato e via Tiberio, ora dimenticate e messe da parte per fare spazio ad un’emergenza più fresca, quella della scuola di via Crispi. Per le scuole di via D’Amato e via Tiberio si chiedevano solo delle verifiche tecniche, per quest’ultima anche per la mancata esecuzione di lavori, in vista della costruzione del nuovo edificio in via Sant’Antonio dei Lazzari. Quale è stato il risultato? I bambini saranno destinati tutti a rientrare a settembre nelle vecchie sedi senza alcuna risposta e certezza sullo stato di sicurezza degli edifici, senza capire ancora per quanto tempo debba durare questa incertezza e per quanto tempo i bambini dovranno frequentare quelle sedi. I genitori si chiedono perché alle richieste presentate, l’Amministrazione non risponde con chiarezza, perché non si pensa di creare una scala di priorità tra tutte le scuole. La sopraggiunta chiusura dell’Istituto di Via Crispi, ha certamente portato l’attenzione pubblica sull’argomento delle scuole sicure in città, ma non su tutte. Oltretutto, per la formazione del neopolo didattico via Crispi-via D’Amato come prefigurato dal sindaco e dall’ass. Maio nella missiva di risposta pervenuta al Comitato e per la corretta progettazione degli spazi della futura scuola innovativa, dovrebbe essere l’amministrazione pubblica a formalizzare l’unione delle due scuole e non delegare questo problema ai genitori. Siamo coscienti che la scuola di via Crispi vive gli stessi problemi, ma per essa già sono stati presi provvedimenti. Per tale motivo ed a causa della mancata risposta di sicurezza degli edifici di Via D’Amato e Via Tiberio, il Comitato genitori ha proposto al sindaco l’affitto di locali privati, per i quali la stessa Amministrazione comunale aveva in precedenza fatto un’indagine di mercato e ricevuto risposta positiva da parte di costruttori del capoluogo, a cui però non è stato dato alcun seguito. E’ in programma una forma di protesta popolare e stiamo raccogliendo firme presso il bar di fronte la scuola di via D’Amato. Preghiamo chiunque sia sensibile a queste tematiche di firmare. Le questioni amministrative non possono essere risolte dai cittadini, ci dovrebbe essere un’Amministrazione a dover svolgere questo ruolo. Non si può pensare che vada sempre tutto bene, il Molise è un territorio altamente sismico, i terremoti sono imprevedibili, e questo i geologi lo sanno. Non vogliamo una seconda San Giuliano di Puglia. L’Aquila e i comuni di Rieti sono molto simili a noi. I bambini e la scuola vanno salvaguardati perché sono il riflesso della società futura. Il sindaco e la sua giunta confidano che nulla accada ma di terremoto si muore e noi cittadini lo abbiamo capito e la conferma si è avuta con gli eventi sismici recenti. Basta con le chiacchiere, i cittadini chiedono fatti e risposte, settembre è alle porte!
(AGMnews) - Campobasso, 7 ago. “Non siete soli #chiamatecisempre” è il claim che la Polizia di Stato ha scelto di legare alla nuova campagna contro le truffe agli anziani. L’iniziativa è stata lanciata tramite un video pubblicato sulle pagine ufficiali Twitter e Facebook della Polizia di Stato e dell’Agente Lisa. Il progetto ha quest’anno un testimonial d’eccezione, Gianni Ippoliti, ideatore degli spot che, in questi giorni, verranno lanciati sui canali social della Polizia di Stato. Il conduttore televisivo, con la collaborazione degli attori Fabiana Latini e Giovanni Platania, lancia un semplice e preciso messaggio agli anziani: diffidate degli estranei e chiamate la Polizia. Sono purtroppo tanti i casi di anziani che, soprattutto nel periodo estivo, vengono avvicinati e raggirati. Il fenomeno, infatti, a livello nazionale ha avuto un sensibile aumento negli ultimi 3 anni, facendo registrare il picco nel 2015 con circa 15.000 casi accertati di truffe ai danni di over 65. Tra le regioni più colpite risultano la Lombardia, la Campania ed il Lazio. Ai fini del contrasto al fenomeno, notevole è stato l’impegno profuso dalla Polizia di Stato di Campobasso che, su iniziativa del Questore Pagano, ha promosso, da oltre un anno, campagne di informazione, sensibilizzazione e prevenzione - realizzate sia a mezzo stampa che attraverso incontri presso i maggiori centri sociali di aggregazione - per fornire agli anziani utili consigli su come difendersi dalle truffe: questa attività informativa ha già prodotto importanti risultati, facendo registrare un deciso decremento del trend di tale tipologia di reati, in ambito provinciale. La casistica è infinita. Tra le truffe più ricorrenti ci sono quelle in abitazione che iniziano sempre con una scusa per entrare in casa: controllo del gas, lettura della luce, consegna di un pacco o, addirittura, finti appartenenti alle forze dell’ordine. In strada gli anziani vengono avvicinati in prossimità delle banche o degli uffici postali dopo aver ritirato denaro oppure vicino casa da sconosciuti che si fingono conoscenti di vecchia data, i quali, con modi gentili, si fanno invitare a casa per svuotarla dei preziosi. Una terza tipologia è la telefonata di un falso parente o di un falso amico di un famigliare che richiede soldi preannunciando l’arrivo di un incaricato per il ritiro. In tutti questi casi, come dice Gianni Ippoliti “Non siete soli…#chiamatecisempre”.
Tragedia di Marcinelle, il ricordo di 60 anni fa
Il sindaco Battista e il presidente del Consiglio ricordano le vittime della tragedia di Marcinelle
(AGMnews) - Campobasso, 6 ago. Una storia di emigrazione e di duro lavoro come tante finita in una tragedia come poche. Sessant’anni fa l’orrore nel buio della miniera di Marcinelle, in Belgio. Lì, in quel giacimento di carbone Bois du Cazier, alle 8,10 dell’8 agosto del 1956 fu l’inizio della fine. A quasi mille metri di profondità due carrelli rimasero incastrati in una gabbia e risalendo provocarono il distacco di una trave che cadde tranciando due cavi elettrici e i tubi di olio e aria compressa: l’incendio fu inevitabile. Un inferno di fuoco e fumo ovunque. Delle 274 persone intrappolate nella miniera, 262 persero la vita. Il prezzo più alto lo pagò l’Italia: 136 i nostri connazionali che morirono intossicati o divorati dalle fiamme. A tutti loro, alle loro mogli e ai loro figli va il nostro ricordo in questa giornata in cui si comemorano le vittime di Marcinelle, il nostro pensiero abbraccia in special modo i sette molisani (Liberato Palmieri nato l’11 febbraio 1920 a Busso, Francesco Granata nato il 9 gennaio del 1916, Michele Granata nato il 27 ottobre 1913 e Michele Moliterno nato l’11 maggio 1917 tutti e tre di Ferrazzano, Felice Casciato nato il 23 settembre 1912 e Francesco Cicora nato il 1 novembre 1908 a San Giuliano di Puglia e Pasquale Nardacchione nato il 16 aprile 1930 a San Giuliano del Sannio). Uomini, poco più che ragazzini, che partirono dai loro piccoli paesi in cerca di fortuna e che si ritrovarono a scavare carbone in Belgio, lontano dalla loro terra e dai loro affetti, pur di mantenere le loro famiglie. Un esempio di vita, di coraggio e di grande responsabilità che non vogliamo e non possiamo dimenticare, perché quella di Marcinelle è una tragedia legata alla mancanza di sicurezza sul posto di lavoro ma legata anche alla storia della nostra emigrazione, al bisogno di tanti papà molisani costretti a lasciare l’Italia per costruirsi un futuro e una vita migliore tanto per loro quanto per i loro figli. Un sogno che, per i 136 italiani e i loro sfortunati colleghi, divenne un incubo senza uscita a mille metri sotto terra, nella miniera Bois du Cazier. Il ricordo delle vittime di Marcinelle deve però essere anche un monito al fine di rafforzare la sicurezza sui posti di lavoro. Una commemorazione, quella dell’8 agosto, che diventa il modo più vero e sentito per garantire la dignità di chi ogni giorno opera con senso di responsabilità in un mondo, quello occupazionale, sempre più complicato. Amministratori e istituzioni insieme impegnati in una missione comune: annullare il rischio che simili tragedie possano ripetersi ancora oggi.

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