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Timestamp: 2020-04-05 04:03:51+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1274 del 19/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1274 del 19/01/2017
Cassazione civile, sez. III, 19/01/2017, (ud. 08/07/2016, dep.19/01/2017), n. 1274
sul ricorso 10010-2014 proposto da:
B.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FRANCESCO
SIACCI 2/B, presso lo studio dell’avvocato CORRADO DE MARTINI, che
UNIPOLSAI ASSICURAZIONI SPA, in persona della procuratrice speciale
PONTESILLI, rappresentata e difesa dall’avvocato GIANCARLO ZANNIER
avverso la sentenza n. 859/2013 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE,
udito l’Avvocato CORRADO DE MARTINI;
Con sentenza del 10/10/2013 la Corte d’Appello di Trieste, in parziale accoglimento del gravame interposto dal sig. B.R. e in conseguente parziale riforma della pronunzia Trib. Pordenone n. 43/2010, ha ascritto alla esclusiva responsabilità della sig. A.S. il sinistro stradale avvenuto il (OMISSIS) in località (OMISSIS), per l’effetto rideterminando la somma in favore del medesimo liquidata dal giudice di prime cure.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito il B. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 3 motivi, illustrati da memoria.
Resiste con controricorso la compagnia assicuratrice per la r.c.a. società Unipolsai Assicurazioni s.p.a. (già Ugf Assicurazioni s.p.a., già Aurora Assicurazioni s.p.a., già Winthertur Assicurazioni s.p.a.), che ha presentato anche memoria, con documenti.
Con il 1 motivo il ricorrente denunzia “omesso esame” di fatto decisivo per il giudizio, nonchè “contraddittorietà della motivazione”, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Con il 2 motivo denunzia “violazione e/o falsa applicazione” dell’art. 324 c.p.c., art. 2909 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 3 motivo denunzia “violazione e falsa applicazione degli artt. 2043, 1223, 1226 e 1227, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè “omesso esame” di fatto decisivo per il giudizio, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Va anzitutto osservato che esso risulta formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che il ricorrente fa riferimento a fatti, atti e documenti del giudizio di merito (es., alla sentenza del giudice di prime cure, all'”atto di citazione di appello”, alla comparsa di costituzione e risposta di controparte in sede di gravame, alla espletata prova testimoniale, alla circostanza che “prima del sinistro lavorava come capo cuoco-operaio di 2^ livello presso la Gemeaz Cusin s.r.l., al momento del sinistro effettuava anche diverse ore di straordinario e aveva inoltre la responsabilità delle cucine in occasione di pranzi importanti, banchetti ecc.”, alla CTU) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente (per la parte strettamente d’interesse in questa sede) riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Con particolare riferimento al 1 motivo non può per altro verso sottacersi che, oltre a non risultare nemmeno indicate le norme censurate, a fronte di (generica) denunzia di violazione di legge non risultano invero sviluppati argomenti in diritto con i contenuti richiesti dal combinato disposto dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, e art. 366 c.p.c., comma 1, n. 4, essendosi il ricorrente limitato a muovere apodittiche doglianze, sicchè quanto dedotto si risolve nella proposizione in realtà di un “non motivo” (cfr. Cass., 8/7/2014, n. 15475; Cass., 1/10/2012, n. 17318; Cass., 17/1/2012, n. 537).
Deve altresì osservarsi che il vizio di motivazione risulta inammissibilmente dedotto al di là dei limiti consentiti dalla vigente formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (v. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053), alla cui stregua il vizio di motivazione denunciabile con ricorso per cassazione si sostanzia solamente nell’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, dovendo riguardare un fatto inteso nella sua accezione storico-fenomenica, e non anche l’omesso esame di determinati elementi probatori, essendo sufficiente che come nella specie il fatto sia stato esaminato, senza che sia necessario dare conto di tutte le risultanze probatorie emerse all’esito dell’istruttoria come astrattamente rilevanti (cfr. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053, e, da ultimo, Cass., 29/9/2016, n. 19312).
Il vizio di motivazione non conferisce infatti al giudice di legittimità il potere di riesaminare il merito dell’intera vicenda processuale sottoposta al suo vaglio.
Senza sottacersi che nella specie in ogni caso si tratta al più di mero errore materiale, da farsi pertanto se del caso valere come tale.
Quanto al 2^ motivo, deve porsi ulteriormente in rilievo come il ricorrente risulti invero privo d’interesse (tranne che in punto spese) con riferimento alla ivi mossa censura all’esito del pagamento ricevuto dalla società Unipolsai Assicurazioni s.p.a.
In ordine al 3^ motivo, va sotto altro profilo osservato che trattasi di inammissibile censura concernente accertamenti di fatto e volta alla rivalutazione delle prove.
Le spese, liquidate come in dispositivo in favore della controricorrente società Unipolsai Assicurazioni s.p.a. (già Ugf Assicurazioni s.p.a., già Aurora Assicurazioni s.p.a., già Winthertur Assicurazioni s.p.a.), seguono la soccombenza.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 2.600,00, di cui Euro 2.000,00 per onorari, oltre ad accessori come per legge, in favore della controricorrente società Unipolsai Assicurazioni s.p.a. (già Ugf Assicurazioni s.p.a., già Aurora Assicurazioni s.p.a., già Winthertur Assicurazioni s.p.a.).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2909
 sentenza 
 art. 366