Source: http://www.magistropoli.it/AAA-Affossato%20il%20diritto/MemoriaArezzo.htm
Timestamp: 2013-12-10 16:00:54+00:00

Document:
(Procedimento N. 4923/2002 R.G.)
Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI � qui indagato per il reato di diffamazione nei confronti del P.M. dott. Vincenzo BARBA per aver scritto, nella "Lettera Aperta al P.M�.." datata I Marzo 2000 successivamente pubblicata sul sito Internet sottoposto a sequestro ed in altre pagine presso altri siti, precedenti e successivi all�avvenuto sequestro con (dal 26 agosto al 17 ottobre 2003) il pregiudizievole accostamento del sito web sequestrato ad altro denominato "www.digitalsin.org" con domicilio a Praga notoriamente sede di web pornofili (sito questo sottoposto a sequestro su disposizione della Procura di Roma nel 2001 e che nulla aveva a che vedere con quello del sottoscritto) le seguenti affermazioni:
"Lei, signor P.M., appartenendo alla categoria di Magistrati sensibili ai condizionamenti ambientali da me denunciati, voleva "punirmi" per aver osato sfidare la potente lobby dei Magistrati disonesti che, purtroppo per gli onesti, ancora sopravvive in Terra di Puglia. Chiedendo la mia condanna a due anni e sei mesi di reclusione, Lei ha chiaramente dimostrato, con l�uso parziale e strumentale del Suo potere, il fine manifestamente intimidatorio della sua vergognosa richiesta" - Orbene, la sua temerariet� supera ogni decenza!" � "A Lei non interessa la verit�! A lei sig. P.M. interessa coprire le malefatte di quei Magistrati, in omaggio al consolidato sistema clientelare locale�" � "�tra i Magistrati che operano a Bari e Potenza si annoverano pochi Magistrati con la m maiuscola e purtroppo per gli onesti molti magistrati inquirenti e giudicanti che tutto fanno tranne il loro dovere. Tra questi alla Procura di Potenza spicca per la sua vergognosa parzialit� a favore dei colleghi indegni della toga che indossano un tale dal nome Vincenzo Barba".
Va subito precisato, per quanto attiene al capo di imputazione (originariamente formulato dalla Procura di Perugia) che questa valutazione risulta errata laddove si attribuisce al sottoscritto la responsabilit� di aver accusato il Dott. Vincenzo BARBA di "sottoposizione" a centri di potere. Il sottoscritto, infatti, si � limitato a contestare al P.M. dott. BARBA fatti gravi inoppugnabili da questi tenuti nei confronti del sottoscritto. Questo per onore della verit�. Ci� premesso, va detto che tutto nasce da una Sentenza di condanna del Tribunale di Bari a carico di due politici-amministratori emessa il 21 Dicembre 1994 (Allegato 6 del Dossier "Giustizia in Puglia") per il reato di concussione a mio danno che, in data 20 Novembre 1995, venne riformata dalla Corte di Appello di Bari con la piena assoluzione. Il fatto grave � che nella Sentenza di assoluzione della Corte di Appello si attesta, falsamente, l�esistenza in atti di documenti mai esistiti e cio� "furono fatti gli inviti a tre ditte: una non present� l�offerta; un�altra la mand� fuori termine; la terza � quella del Broglio � si aggiudic� la gara perch� risult� la migliore offerta" (Allegato 7 del Dossier "Giustizia in Puglia" pag. 8/9). La verit� � che dopo la riapertura dei termini venne formalizzato un solo invito, con Prot. 7215 del 18/11/1982, quello appunto alla ditta STILE UFFICIO del sottoscritto, che rispose con plico raccomandato del 22 novembre 1982. La comparazione, come si evidenzia dalle offerte visibili in calce all�allegato 6 del Dossier (documenti prodotti dalla difesa) venne fatta rispettivamente con le tre offerte (concertate) relative al primo invito ed infatti portano le date del 14 e 18 ottobre 1982. Da queste si rileva altres� che a parte quella della ditta Carlo CRIACCI di Gioia del Colle, concessionaria Olivetti competente per la sede USL di Acquaviva delle Fonti, formalmente corretta e completa dei requisiti richiesti nel capitolato, le altre due (di appoggio) risultano dattiloscritte con la stessa macchina per scrivere e senza i requisiti richiesti (descrizione prodotto, condizioni di vendita, garanzia, modalit� e tempi di pagamento e clausola di accettazione espressamente richiesta con la lettera di invito).
Dunque, il sottoscritto, alla luce di accadimenti veri e documentati di seguito rappresentati non ritiene di aver diffamato qualsivoglia persona. In particolare, per quanto attiene al P.M. dott. Vincenzo BARBA le vicende che hanno preceduto l�invio della "Lettera Aperta" giustificano appieno lo sfogo e lo sdegno per il comportamento da questi tenuto in relazione al dossier "Giustizia in Puglia" datato 20 Dicembre 1996 a lui affidato dalla Procura di Potenza nel mese di Gennaio1997 e con l�altro, altrettanto grave (se non penalmente, sicuramente sotto il profilo etico-morale) di essersi sostituito il 14 Giugno 1999 al P.M. titolare nel processo contro il sottoscritto riguardante, come parti lese, gli stessi magistrati chiamati in causa nel dossier al suo esame, si badi bene, dal Gennaio al Luglio 1997. Con questo dossier, infatti, si ribadiva, tra l�altro, che i Magistrati della Corte di Appello di Bari avevano assolto gli imputati ricorrendo a falsit� in atti giudiziari come evidenziato alle pagine 15-19 del detto dossier. Il P.M. dott. BARBA, infatti, in violazione dell�art. 408 e delle norme sulla competenza territoriale (con gravi omissioni ed abuso di potere in atti e doveri d�ufficio) risulta abbia trasmesso il citato dossier in archivio con provvedimento del 7.07.�97 (Allegato N. 5). E proprio la data di questo provvedimento e la scoperta, nei giorni successivi all�arrivo dell�attestato, che il P.M. che aveva chiesto la condanna del sottoscritto a due anni e sei mesi il 14 Giugno �99 era il medesimo che il 7 Luglio �97 aveva dichiarato di non aver mai visto il citato "dossier", evidenzia la temerariet� lamentata e contestata nella "lettera aperta" e la decisione, scaturita dal molto deprecabile comportamento del P.M. dott. BARBA e quindi dallo stato d�ira conseguente, di realizzare e pubblicare in Internet le sue quasi incredibili vicissitudini.
Difatti, sulla base di un Appello-Denuncia datato 25 Dicembre 1995 inviato a tutte le Istituzioni (Appello-Denuncia scaturito dalla iniqua riforma della Sentenza di assoluzione della Corte di Appello del 20 Novembre 1995, appello inviato anche al Procuratore Generale della Repubblica di Bari per il possibile ricorso in Cassazione da parte dello stesso in quanto, allo stato, unico legittimato a farlo non essendosi il sottoscritto costituito parte civile � accluso come allegato 14 al dossier -) la Procura di Potenza indagava autonomamente il sottoscritto per il reato di cui all�art. 368 c.p. e, proprio nella mattinata di quel 7 Luglio 1997, presso il Tribunale di Potenza, si svolse l�udienza presso il GIP che, su sollecitazione dello stesso scrivente, ne dispose il rinvio a giudizio. Orbene, al termine dell�Udienza Preliminare di quel 7 Luglio 1997 il sottoscritto si rec� presso il Registro Generale per conoscere la posizione del dossier "Giustizia in Puglia" rimesso al Procuratore Generale della Repubblica di Potenza e qui apprese che il Fascicolo, protocollato al N. 389/97 della Procura Generale era stato trasmesso ai primi di Gennaio �97 alla Procura in sede, iscritto al N. 71/97-45 e delegato al P.M. Vincenzo Barba. Conosciuta la notizia verso le ore 12,55-13,10 il sottoscritto si recava nell�Ufficio del predetto con copia del pi� volte citato "dossier" costituito da ben 330 pagine. Il P.M. dott. BARBA, preso in mano il fascicolo, afferm� di non averlo mai visto e, alla replica che lo stesso risultava trasmessogli fin dal mese di Gennaio �97, ripropose che al suo ufficio non era ancora arrivato!
Allora, se � vero che alla data del 7 Luglio 1997 (ore 12,55-13,10) il P.M. dott. Barba non aveva ancora ricevuto il citato dossier deve spiegare come ha fatto, in quello scorcio di mattinata (dalle 13,10 alle 14,00) a rintracciare presso la Procura detto fascicolo, leggere le 19 pagine di esposto e 14 allegati per complessivi 330 fogli, preparare il provvedimento (con quale plausibile motivazione?) e, in violazione di legge, trasmetterlo in archivio omettendo nella circostanza, con mancato rispetto delle norme, tutti gli adempimenti istruttori che il documentato "dossier" imponeva. La verit�, alla luce degli accadimenti, � che il P.M. Dott. BARBA conosceva bene il fascicolo e, subito dopo la visita del sottoscritto, decise immediatamente (e appunto temerariamente) di seppellire la verit�. E lo ha fatto, come sopra detto, in violazione delle norme di legge anche per quanto riguarda l�espressa richiesta formulata ai sensi dell�art. 408 c.p.p., e sia per quanto attiene le norme sulla competenza territoriale in quanto il "dossier" chiamava in causa sia magistrati del distretto barese che quelli della stessa Procura di Potenza e pertanto, nella fattispecie, la competenza spettava di fatto alla Procura di Salerno.
"Lei sig. P.M. appartenendo alla categoria dei magistrati sensibili ai condizionamenti ambientali voleva "punirmi"per aver osato sfidare �." risulta essere una delle frasi ritenuta diffamatorie. Orbene, al pari delle altre che seguiranno, questa frase non pu� ritenersi diffamatoria per i seguenti motivi:
Il P.M. dott. Vincenzo BARBA, pur avendo avuto affidato dalla Procura il dossier "Giustizia in Puglia" con il quale si denunciavano, fra l�altro, gli alti magistrati della Procura di Bari, nell�udienza conclusiva del Processo seguito all�Appello-Denuncia del 25 Dicembre 1995 tenutasi a Potenza il giorno 14 Giugno 1999 (la prima Udienza si svolse il 26 Aprile � P.M. il dott. Francesco Basentini) si sostitu� al P.M. titolare e, pur consapevole delle gravi responsabilit� dei magistrati della Corte di Appello di Bari (per aver avuto al suo esame da Gennaio a Luglio 1997 il citato dossier) affermava nella sua requisitoria che il sottoscritto non aveva offerto "elementi seri e comprovati che potessero far desumere una responsabilit� dei magistrati di Bari e su cui incentrare attivit� da parte del Pubblico Ministero" (ignorando totalmente sia il contenuto della Memoria acquisita agli atti nell�Udienza del 26 Aprile �99 (Allegato N. 3) sia il dossier "Giustizia in Puglia" riguardante gli stessi magistrati baresi) e perci� cos� concluse: "�Pertanto il P.M., alla luce di queste valutazioni, conclude chiedendo che l�imputato Broglio Montani Mario venga ritenuto colpevole del reato a lui ascritto e condannato alla pena di anni 2 e mesi 6 di reclusione".
Come risulta dal Verbale di Udienza del 14 Giugno 1999 (allegato N. 4) questa la conclusione del Tribunale: "In nome del Popolo Italiano, il Tribunale, letto l�articolo 530 comma secondo Codice di Procedura Penale, assolve Broglio Montani Mario dal reato a lui ascritto perch� il fatto non costituisce reato."
Risulta qui assai chiaro il fine manifestamente intimidatorio della richiesta di condanna; il P.M. dott. BARBA era ben consapevole delle responsabilit� dei magistrati baresi ma, � qui notorio, la Giustizia in Puglia e Basilicata viene spesso gestita alla luce dei gravi condizionamenti ambientali cui i magistrati di estrazione locale difficilmente sfuggono: scambi di cortesia, favori pi� o meno leciti, raccomandazioni, ricatti ecc. ecc. come conferma la recente clamorosa inchiesta del P.M. di Potenza Dott. Henry John Woodcock che, infatti, risulta estraneo ai detti condizionamenti essendo egli di radici napoletane.
Una parziale conferma viene poi dalla circostanza che alla severa domanda di ben 2 anni e 6 mesi di reclusione ed alla intervenuta assoluzione, il P.M. non abbia ritenuto, se veramente convinto della responsabilit� di calunniatore del sottoscritto, di proporre il doveroso appello. Ma non solo: in aula il sottoscritto ha accusato i Magistrati baresi di falsit� ideologica e materiale, accuse confermate con la Memoria 26 Aprile acquisita agli atti. Perch� il P.M. dott. BARBA non ha chiesto l�incriminazione del sottoscritto per grave calunnia nei confronti dei Magistrati baresi? Ed ancora perch� alla "Lettera Aperta al P.M. dott. Santucci" del 5 Agosto 2002 (Allegato 9) accusato dal sottoscritto del reato di "omissione di atti e doveri d�ufficio" per la stessa vicenda riguardante i magistrati baresi (si veda esposto-denuncia allegato 13a dossier del 7 Marzo 1996) non ha fatto seguito una formale denuncia al posto della quasi certa sollecitazione al P.M. BARBA di mettermi a tacere come poi avvenuto il successivo 27 Agosto con il sequestro preventivo del sito? "A Lei non interessa la verit�! A Lei signor P.M. interessa coprire le malefatte�." sono affermazioni che trovano fondamento nella realt� dei fatti. Infatti, successivamente all�incontro di quel 7 Luglio 1997 con il P.M. dott. BARBA, nelle mattinate del 15 e del 17 settembre 1997 , come contestato nell�incriminata "Lettera Aperta" il sottoscritto, presente alla Procura della Repubblica di Potenza, chiese inutilmente di essere dallo stesso ricevuto ma la risposta fu una sola: "Il dottore non pu� riceverla perch� � troppo impegnato". Ma, come si rileva dalla requisitoria che il P.M. dott. BARBA ha sostenuto nell�Udienza conclusiva del 14 Giugno, lo stesso ha avuto il coraggio di sostenere che "In realt�, il Broglio Montani, al di l� di queste dichiarazioni di principio (�) non offre poi elementi seri e praticamente comprovati che possano in qualche modo effettivamente far desumere una responsabilit� dei magistrati di Bari e su cui incentrare un�ulteriore attivit� da parte del Pubblico Ministero" (pag.4 righe 23/25 �pag 5 righe 1/3). Ed ancora "Stante il fatto che non era la prima volta che questo accadeva, stante anche la pervicacia, la persistenza nell�atteggiamento calunnioso dello stesso imputato � addirittura anche in questa sede dibattimentale � senza offrire dei giusti motivi che potevano essere, in qualche modo, saggiati e valutati dall�ufficio competente �." (pag. 5 righe 21/25).
Il P.M. dott. Vincenzo BARBA si � sentito diffamato! Significativo per� che gli imputati condannati in primo grado ad un anno ed undici mesi per concussione, assolti poi dalla Corte di Appello e quindi pienamente legittimati a querelare il sottoscritto per grave calunnia non l�abbiano fatto. Ed altrettanto dicasi per i magistrati della Corte di Appello di Bari citati nel sito come responsabili di una iniqua riforma con il ricorso a falsit� in atti giudiziari, in quanto hanno attestato nella Sentenza di assoluzione l�esistenza, negli atti del procedimento, di documenti probatori che invece risultano inesistenti. "�tra i Magistrati che operano a Bari e Potenza si annoverano pochi Magistrati con la m maiuscola e purtroppo per gli onesti molti magistrati inquirenti e giudicanti che tutto fanno tranne il loro dovere �" � l�espressione usata per rappresentare la grave situazione giudiziaria in Puglia e Basilicata. Questa affermazione, al pari delle altre, non pu� ritenersi diffamatoria in quanto confermata da altre gravi violazioni commesse dalla magistratura di Potenza in relazione all�Esposto-Denuncia Integrazione al Dossier "Giustizia in Puglia" del 24 Ottobre 1997 con il quale venivano denunciati alcuni Magistrati delle Procure di Bari, Potenza e Roma. Questa denuncia, acclusa come "Allegato N. 2", venne inviata alle diverse Istituzioni e, ai fini giurisdizionali, consegnata personalmente alla Procura della Repubblica di Salerno il 27 Ottobre 1997. Orbene, nonostante il richiamo all�art. 408 e in violazione delle norme sulla competenza territoriale, tale Esposto-Denuncia ha avuto rispettivamente i seguenti esiti:
Fascicolo iscritto al N. 28/98/45 trasmesso alla Procura della Repubblica di Potenza;
Fascicolo trasmesso alla Procura di Bari il 20/01/1998, iscritto al n. 123/98-45 e trasmesso per competenza alla Procura della Repubblica di Potenza in data 16/02/1998;
La Procura della Repubblica di Potenza, in relazione al Fascicolo trasmessogli dalla Procura di Salerno attesta in data 08.03.2000 "che non sussistono iscrizioni suscettibili di comunicazione"con ci� facendo intendere che il fascicolo fosse ancora nella fase istruttoria � (Allegato N. 6) -.
Il successivo 29.03.2000, dopo numerose sollecitazioni telefoniche, la stessa Procura, equivocando con il Fascicolo trasmessogli da Bari, attesta invece "che il procedimento 28/98-45 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari (Salerno) � stato iscritto al n. 134/98-45 di questo ufficio come atto non costituente notizia di reato concernente un esposto a firma di Broglio Montani Mario, diretto al C.S.M. e ad alcune autorit�, con cui si sollecitano indagini e provvedimenti in merito a precedenti esposti e denunce a sua firma.
Il fascicolo, trattandosi di fatto non costituente notizia di reato � stato trasmesso de plano all�archivio dell�ufficio in data 5.03.99" � (Allegato N.7) -.
La stessa Procura, in relazione al Fascicolo inviato alla Procura Antimafia e da qui a Bari e successivamente a Potenza dichiara in data 22.05.2000, a parziale modifica ed integrazione dell�attestato del 29 Marzo (Allegato N. 8) che il Fascicolo 123/98-45 proveniente dalla Procura di Bari, "� stato iscritto al N. 164/98-45 di quest�ufficio come atto non costituente notizia di reato concernente una denuncia di Broglio Montani Mario contro magistrati del distretto barese ed altre persone", � stato parimenti archiviato con provvedimento del 5.03.99. Evidentemente, per aggirare il problema della competenza territoriale, la Procura di Potenza ha ritenuto che i PP.MM. Erminio Rinaldi e Paolo Severini unitamente al GIP Anna Maria LOPRETE in carico tutti alla Procura di Potenza, specificatamente chiamati in causa con l�Esposto-Denuncia del 24 Ottobre 1997, fossero da identificarsi pi� semplicemente con il termine "altre persone".
Per quanto attiene la controversa questione dei documenti probatori considerati agli atti dalla Corte d�Appello di Bari ma effettivamente mai esistiti, dovrebbe risultare chiara la ricostruzione fatta nel suddetto Esposto-Denuncia del 24 Ottobre �97 (Allegato N. 2). Pi� specificatamente la questione � trattata alle pagine 15-23 di quest�ultimo Esposto-Denuncia con il conforto, nell�allegato 6 dello stesso, delle pagine 90-100 del Verbale stenotipico dell�udienza del Tribunale di Bari del 27 Ottobre 1994 e, particolarmente significative, dalle pagine 48-49 della Sentenza di condanna del 21 Dicembre 1994, sentenza acclusa come allegato N. 6 nel Dossier "Giustizia in Puglia" (69 pp. � 1/30 diritto -31/69 fatto).
Quanto sopra rappresentato corrisponde alla verit� storica dei fatti. Il sottoscritto, a conclusione della presente Memoria e nella eventualit� che la rappresentazione e la documentazione prodotta non risulti sufficiente a stabilire che effettivamente i magistrati della Corte di Appello di Bari hanno dato per acquisiti agli atti documenti invece mai esistiti, rivolge all�Illustre P.M. formale richiesta a che il giudizio sia esteso ad accertare la verit� o meno dei fatti al P.M. dott. BARBA attribuiti e, in modo specifico, che sia accertata nel Fascicolo N. 2945/92 P.M. del Tribunale di Bari, l�esistenza o meno dei documenti posti a fondamento della Sentenza di assoluzione e cio� gli inviti, dopo la riapertura dei termini di gara, ad altre due ditte oltre a quella del sottoscritto, il mancato riscontro di uno dei due inviti e per ultimo l�esistenza o meno della seconda offerta che, stando a quanto scritto nella sentenza, sarebbe giunta fuori termine. Il sottoscritto chiede altres� al P.M. procedente di essere sottoposto ad interrogatorio riservandosi, in detta circostanza, di depositare tutta la documentazione di cui agli allegati citati nella presente Memoria.
Putignano, 14 Dicembre 2003
Mario Broglio Montani
Allegati: � Allegato N. 1 (Dossier "Giustizia in Puglia" del 20.12.1996). Contiene come "Allegato 6" la Sentenza di condanna del Tribunale e come "Allegato 7" la riforma della Corte di Appello;
� Allegato N. 2 (Esposto-Denuncia/Integrazione del 24.10.1997);
� Memoria 26 Aprile 1999 Tribunale di Potenza;
� Verbale di Udienza del 14 Giugno 1999 Tribunale di Potenza;
� Attestato della Procura di Potenza del 16 Febbraio 2000 richiesto con Raccomandata AR dell�11 Ottobre 1999;
� Attestato della Procura di Potenza dell�8 Marzo 2000;
� Attestato della Procura di Potenza del 29 Marzo 2000;
� Dichiarazione della Procura di Potenza del 22 Maggio 2000;
� "Lettera Aperta al P.M. dott. Santucci" della Procura di Potenza del 5 Agosto 2002.

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