Source: http://www.mpl.it/le-chiacchiere-sui-costi/
Timestamp: 2020-01-21 14:27:01+00:00

Document:
Movimento per L'Aquila Per Le Aree Interne » Le chiacchiere sui costi
Un dibattito inutile e stucchevole. Ogni tanto si riparla della riduzione dei costi della politica e della soppressione o ristrutturazione degli enti inutili. Se ne parla e riparla, ma nulla accade. Siamo andati a spulciare gli archivi del Consiglio regionale. Ebbene, soltanto negli ultimi tre anni sono stati presentati una ventina di progetti di legge, ben fatti e ben articolati, finalizzati al riordino della sfasciatissima burocrazia regionale. Qui di seguito ne pubblichiamo uno tra i tanti, un progetto di legge recante "Disposizioni per la semplificazione e la riforma degli Enti regionali”, presentato addirittura il 7 aprile 2008, e che giace insieme a decine di progetti analoghi negli archivi polverosi delle varie commissioni. Il fatto è che non c’è alcuna volontà politica, né da parte della maggioranza né dell’opposizione, di eliminare veramente le direzioni regionali inutili (come la Direzione Formazione che dovrebbe essere accorpata alle attività produttive) e gli enti strumentali inutili o superati dalla evoluzione normativa (come ad esempio Abruzzo Lavoro o la FIRA). Ricordiamo che gli Enti strumentali e le Società partecipate e controllate regionali dispongono di circa 250 sedi e uffici sul territorio regionale, e non solo sul territorio regionale, di oltre 3500 addetti diretti ed indiretti e di una pletora di direttori, vice direttori, consigli di amministrazione, consulenti, presidenti e vice presidenti.
“Disposizioni per la semplificazione e la riforma degli Enti regionali”
Il presente disegno di legge, che riprende le “best practices” in materia, risponde alla sentita esigenza di riduzione dei costi della politica e di riorganizzazione degli enti strumentali regionali. Il disegno di legge introduce una maggiore attenzione sui temi della programmazione e del controllo, oltre a determinare riduzioni strutturali nei costi di funzionamento dell’apparato regionale. Particolare attenzione viene posta sul tema, oggi di grande sensibilità, dei costi e degli sprechi della politica e dei collegati apparati. Nel corso degli anni, il “sistema Regione” ha dimostrato una evidente difficoltà a riformarsi per autonoma iniziativa, ed anzi si sono moltiplicati, ed alle volte duplicati, enti, funzioni e strutture, portando a costi insopportabili per la collettività amministrata e ad un generale decadimento dell’efficienza e dell’efficacia dell’indirizzo politico. Il Consiglio Regionale, oltre un anno fa, prese l’impegno ufficiale per attuare una riforma e una riduzione degli Enti strumentali e delle Società partecipate, al fine di contenerne i costi, ma fino ad oggi gli esempi di effettivi risparmi sono veramente pochi, ed anzi in alcuni casi alle pletoriche strutture politiche (consigli di amministrazione) si sono aggiunte ridondanti strutture manageriali, con la nomina di direttori e addirittura vicedirettori generali, non sempre funzionali al perseguimento delle mission e degli obiettivi strategici degli Enti strumentali e delle società partecipate.
Gli Enti strumentali e le Società partecipate e controllate dispongono di circa 250 sedi e uffici sul territorio regionale, e di circa 3.500 addetti diretti e indiretti.
Le sigle e la ragione sociale dei principali enti strumentali e società controllate, partecipate e miste, censiti dal Nucleo Regionale ed a noi risultanti sono:
Tutti gli Enti regionali devono svolgere le funzioni attribuite ed i progetti assegnati secondo i criteri di efficienza e di efficacia della gestione, sottoponendo i risultati di esercizio al controllo di gestione che non sia, come oggi, un mero esercizio formale.
Molti di questi Enti, inoltre, sono inutili, poiché le rispettive competenze:
a) sono state nel frattempo diversamente declinate dalla legge e/o attribuite a diversi livelli di governo come Comuni e Province (è il caso, ad esempio, di Abruzzo Lavoro, ente da sopprimere);
b) ovvero sono state assunte da strutture più recenti, lasciando al contempo attive pure quelle precedentemente costituite (creando quindi sovrapposizioni e duplicazioni di costi).
Gli enti sovrabbondanti, invece, come nel caso del settore dei trasporti (dove operano ben quattro Spa: Arpa, Gtm, Sangritana, Saga) devono essere soggetti a processi di razionalizzazione e/o di fusione per incorporazione.
E’ evidente che gli enti inutili o sovrapposti devono essere soppressi, e questo comporterà ripercussioni in materia di gestione del personale coinvolto. Il progetto di legge prevede non solo la salvaguardia integrale degli attuali livelli occupazionali, ma pure dei diritti maturati rispetto alla previdenza ed al trattamento di quiescenza. La riduzione dei costi, in buona sostanza, riguarderà i livelli politici e di governo (membri dei consigli di amministrazione, dirigenti di nomina politica, revisori de conti, ecc.) e non già le funzioni di linea che saranno riattribuite, attraverso l’accorpamento, agli enti riformati (e ridotti di numero) per materie omogenee ovvero alle strutture regionali.
Art.1 – Linee generali
1.La Regione Abruzzo disciplina, in coerenza con la Costituzione e con i principi di buon andamento dell’Amministrazione, il numero e l’ordinamento degli Enti dipendenti dalla regione, dei consorzi, delle agenzie e delle società controllate.
2. È istituita presso il Consiglio Regionale, entro 30gg dall’approvazione del presente provvedimento, la “Commissione per il riordino degli Enti regionali” presieduta dal Presidente del Consiglio Regionale o da suo delegato e composta da cinque consiglieri, dei quali due dell’opposizione. In base alla natura ed alla delimitazione degli interventi, possono partecipare temporaneamente ai lavori della Commissione esperti nelle materie specifiche, direttori regionali, presidenti degli enti regionali, nonché altri Consiglieri, Presidenti di Provincia e/o rappresentanti di unioni di comuni. Possono entrare a far parte della Commissione, sulla base del regolamento predisposto dalla stessa Commissione, i rappresentanti di ulteriori soggetti istituzionali. Le modalità di funzionamento della Commissione sono disciplinate con regolamento interno, predisposto ed approvato a maggioranza semplice dalla Commissione stessa entro 30gg. dall’insediamento.
3.Ai componenti della Commissione non compete alcuna indennità.
Art.2 – Commissione per il riordino degli Enti regionali
1.La Commissione, nel rispetto dei principi costituzionali e della normativa in materia, predispone entro 120gg dall’insediamento il “Piano di riordino degli enti dipendenti dalla Regione Abruzzo”, economici e non, dei consorzi, delle agenzie, nonché delle società controllate. Per gli enti e società partecipati, ma non controllati, la Commissione detta linee di indirizzo vincolanti.
2.La Commissione approva il Piano a maggioranza semplice, indicando analiticamente le priorità di intervento, i provvedimenti legislativi-regolamentari da adottare ed i vantaggi di costo-efficacia e costo-efficienza derivanti dall’applicazione del programma.
3.Il Piano viene adottato con delibera della Giunta regionale ed approvato dal Consiglio regionale.
Art.3 – Priorità del piano
Sono di prioritario interesse, per il raggiungimento degli obiettivi della legge si prefigge, i seguenti punti cardine che il Piano di riordino (art.2) deve necessariamente rispettare:
1.Gli Enti regionali devono svolgere le funzioni attribuite ed i progetti assegnati secondo i criteri di efficienza e di efficacia, sottoponendo i risultati ad un effettivo controllo di gestione. Il Piano individua le “modalità organizzative tipiche” degli Enti regionali (Società per azioni, Agenzia regionale, concessione, partecipazione non totalitaria) nei casi in cui la produzione di beni e servizi non possa avvenire in house;
2.Il Piano deve individuare i settori strategici di intervento della Regione Abruzzo (sanità, trasporti, agricoltura, industria, lavoro, commercio, ecc.) e prevedere un solo ente o società per ciascuno di tali settori, in aggiunta alle strutture regionali “in house” (direzioni regionali);
3.Le nomine degli organi di vertice (presidenti, direttori generali, vicedirettori generali, consiglieri di amministrazione, direttori) saranno effettuate dal Consiglio regionale su proposta della Giunta regionale;
4.Le nomine degli organi di vertice, individuali e collegiali, devono rispondere a stringenti requisiti di professionalità ed esperienza maturata nel settore specifico. In particolare, i direttori generali ed i vicedirettori generali devono possedere, all’atto della nomina, i requisiti minimi del direttore regionale. Per ciascuna nomina deve essere pubblicato un bando pubblico;
5.Le nomine ai commi precedenti hanno durata pari a quella della legislatura regionale e cessano in ogni caso all’insediamento del nuovo consiglio regionale;
6.Il compenso lordo stabilito per dette nomine deve essere tassativamente indicato nel Piano, per ciascun Ente, in considerazione dei livelli di complessità della gestione e della relativa professionalità richiesta. Una parte variabile della retribuzione (non inferiore al 30%) deve essere correlata ai risultati raggiunti.
Art.4 – Controllo di gestione
1.Gli organi regionali e le strutture amministrative (direzioni e servizi) sono responsabili dei risultati di gestione dell’Ente rispetto agli obiettivi programmati ed ai risultati conseguiti. Le retribuzioni dei dirigenti e dei quadri degli Enti, per la parte variabile, devono essere correlati ai risultati conseguiti (Management by Obiectives). In ogni caso, devono essere predisposti sistemi premianti del merito e del raggiungimento degli obiettivi posti.
2.Gli Enti devono adottare metodologie standard di contabilità dei costi, di misura della produttività e di efficacia sociale. Il controllo di audit viene svolto dalle strutture regionali preposte.
Art.5 – Personale degli enti soppressi o incorporati
1.In caso di soppressione di un Ente o di fusione per incorporazione, il personale in servizio presso l’Ente soppresso o incorporato, con deliberazione della Giunta regionale, viene trasferito alle strutture regionali o, previa verifica delle esigenze, all’Ente incorporante nei limiti della pianta organica del nuovo Ente.
2.In caso di soppressione dovuta al trasferimento di funzioni ad altri Enti locali (Comuni e Province) il personale viene trasferito agli enti locali.
3.Il personale trasferito dall’Ente soppresso o incorporato, ad altre strutture regionali, a nuovo Ente regionale o ad altri Enti locali, mantiene in ogni caso le posizioni giuridiche ed economiche attribuite presso l’Ente di appartenenza.
Art.6 – Abrogazione
E’ abrogata ogni disposizione regionale in contrasto con la presente legge.
Art.7 – Norme straordinarie
Nelle more della predisposizione e dell’applicazione del Piano di riordino di cui supra, è fatto divieto assoluto agli Enti di acquisire partecipazioni in società, di assumere dirigenti, di stabilizzare direttori generali e loro vice, di alienare beni immobili. Eventuali assunzioni di personale non dirigenziale devono essere espressamente e nominalmente autorizzate dalla Giunta regionale.
La presente legge non comporta oneri a carico del bilancio regionale.
Art. 8 – Urgenza
La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul BURA.

References: Art.1

Art.2

Art.3

Art.4

Art.5

Art.6

Art.7

Art. 8