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Timestamp: 2017-12-16 22:54:12+00:00

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Prof. Nicola Costantino - ppt scaricare
PubblicatoMalvolia Bonfanti Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "Prof. Nicola Costantino"— Transcript della presentazione:
1 Prof. Nicola Costantino
2 La domanda di costruzioni
Edilizia (building) Ingegneria civile (non building) Privata Pubblica In cantiere Prefabbricazione/componenti industrializzati
3 Prefabbricazione / industrializzazione
Limiti delle esperienze di prefabbricazione edilizia pesante L’industrializzazione del prodotto L’industrializzazione del processo
4 Attenzione alla sostenibilità
Il settore delle costruzioni, nella U.E.: Contribuisce per l’11% al PIL. E’ responsabile del 40% del consumo complessivo di energia. Genera circa il 40% dei rifiuti totali.
5 L’intervento sull’esistente
100 60 40 totale riuso nuovo
6 Chi guida il mercato? La P.A. centrale Le amministrazioni locali
Gli operatori immobiliari I committenti industriali
7 Chi guida il mercato? La P.A. centrale Le amministrazioni locali
Gli operatori immobiliari I committenti industriali … ma, soprattutto
8 Chi guida il mercato? La P.A. centrale Le amministrazioni locali
Gli operatori immobiliari I committenti industriali … ma, soprattutto “La signora Maria” (CRESME, 1996)
9 Le conseguenze Riduzione della dimensione media del cantiere
Maggiore “unicità” Maggiore “personalizzazione” Nuovi modelli imprenditoriali
10 L’offerta di costruzioni
Estrema frammentazione Piccolissima dimensione media Artigianato Specializzazione Polarizzazione del mercato Relazioni semi-stabili GC/subcontractors: la macroimpresa
11 Imprese di costruzione
General Contractor (con o senza progettazione): l’impresa assume la responsabilità generale, realizzando in proprio e/o subappaltando) Committente General Contractor Progettisti (eventuali) Subappaltotore 1 Subappaltatore 2
12 Progettisti (eventuali)
Construction Manager Construction Manager (con o senza progettazione): l’impresa assume un ruolo di regia, gestendo i rapporti contrattuali (diretti) tra committente e appaltatori. Committente Construction Manager Progettisti (eventuali) contratti Appaltatore 1 Appaltatore 2 informazioni
13 Il fast track L’approccio tradizionale: sequenziale
L’approccio fast-track: in parallelo progettazione realizzazione Progettazione a Realizzazione a Progettazione b Realizzazione b Progettazione c Realizzazione c
14 LE NUOVE CATENE DI FORNITURA
Produttore Distributore Cliente Subappalto installazione INSTALLATORE ARTIGIANO
15 Nuovi soggetti imprenditoriali
Polarizzazione del sistema imprenditoriale “Dal produttore al consumatore” La Grande Distribuzione Organizzata Le imprese di pulizia (global service) I portali internet: Cataloghi intelligenti Aste on-line E-marketplace
16 Principi di organizzazione
Unità di comando Limite alle dipendenze dirette
17 Dipendenze funzionali
18 Dipendenze divisionali
19 Organigramma line/staff
20 Un’eresia: l’organizzazione matriciale
21 La produzione Produrre beni Produrre servizi
Organizzazione come ente di produzione di beni e servizi La produzione per il mercato: l’impresa
22 Modi di produzione La produzione artigianale
La produzione per flusso continuo La produzione su progetto
23 Le tre rivoluzioni industriali
Energia meccanica dal carbone (XVIII secolo) Organizzazione scientifica del lavoro (Taylor, XIX secolo) L’informatica (XX secolo) Biotecnologie? Nanotecnologie? (XXI secolo)
24 Il fordismo Organizzazione scientifica del lavoro
Intercambiabilità dei componenti (standardizzazione) Catena di montaggio
25 Le curve di apprendimento
La pin factory di Adam Smith (1776) Le curve di apprendimento 100% tempo
26 Il fordismo “immateriale”
La burocrazia Il taylorismo intellettuale Il “precedente”
27 Crisi del fordismo /1 Nella produzione di beni: domanda sempre più imprevedibile (ciclo di vita) e differenziata Ciclo di vita del prodotto (bene/servizio) tempo vendite
28 Crisi del fordismo /2 Nei servizi: Personalizzazione Differenziazione
Evoluzione delle condizioni al contorno Flussi non costanti
29 Crisi del fordismo /3 Alexis de Toqueville(1835): “Cosa ci si potrà attendere da un uomo che ha impiegato vent’anni della sua vita a fare capocchie di spilli? … Egli non appartiene più a se stesso, ma alla professione che ha scelto …Egli diviene ogni giorno più abile e meno industrioso e si può dire che in lui l’uomo si degradi via via che l’operaio si perfeziona”
30 Operare per progetti Project, design e progetto
Progetto: un insieme di attività integrate volte a conseguire uno o più obiettivi di qualità, in un certo tempo e con un limitato ammontare di budget e risorse a disposizione Project management: gestione per progetti
31 Processo di innovazione
Funzioni aziendali Ricerca & Sviluppo Project management Processo di innovazione Marketing Commerciale Distribuzione Acquisti Produzione Processo di evasione degli ordini (logistica)
32 Le fasi temporali La pianificazione (cosa fare = WBS)
La programmazione (quando fare) Il controllo (cosa si sta facendo) Il reporting (cosa si è fatto) Progetto Risorse Risultati obiettivi feedback
33 Meta - attività Budgeting: quanto costa (e quali ricavi)
Scheduling: calendario della WBS Allocazione delle risorse: che fa che cosa
34 La variabile tempo Necessità di controllare l’avanzamento dei progetto in corso d’opera Il diagramma di Gantt Progetto Risorse Risultati obiettivi feedback
35 Un progetto da programmare: spaghetti aglio, olio e peperoncino
Individuazione delle attività da svolgere: la WBS Far bollire l’acqua Salare l’acqua Cuocere la pasta Soffriggere l’aglio ed il peperoncino Scolare la pasta Condire la pasta
36 Quanto dura ogni attività?
Far bollire l’acqua = 4,5 min Salare l’acqua = 1,0 min Cuocere la pasta = 7,5 min Soffriggere l’aglio ed il peperoncino = 3 min Scolare la pasta = 1,0 min Condire la pasta = 1,0 min
37 Il diagramma di Gantt A B C D E F Durata complessiva stimata: 14,0 min
38 Il diagramma di Gantt A B C D E F Durata complessiva stimata: 14,0 min
nunc tempo (m)
39 Il diagramma di Gantt: quando si mangia?
Durata complessiva; stima aggiornata: 15,0 min A B C D E F nunc tempo (m)
40 Il limite del diagramma di Gantt
Precedenze tra le attività: Perché abbiamo collocato una attività in un certo istante? Ci sono vincoli di dipendenza logica? Se cambia la durata o l’istante (la data) di partenza di una attività, cosa succede alle altre?
41 Un approccio più evoluto: le tecniche reticolari
Attività = caratterizzate da durata (e da risorse impegnate) Eventi = attività istantanee, segnalano l’inizio e/o la fine di una o più attività Precedenze = indicano i vincoli di successione dovuti a dipendenza logica o ad opportunità.
42 La tabella dei dati di partenza
Attività codice durata prec. Inizio del progetto X 0,0 = Far bollire l’acqua A 4,5 Salare l’acqua B 1,0 Cuocere la pasta C 7,5 A, B Soffritto D 3,0 Scolare la pasta E Condire la pasta F D, E Termine del progetto Y
43 Il diagramma C.P.M. (critical path method)
Notazione europea (attività nei nodi, eventi nelle frecce) X D Y F A E C B
44 Quanto dura il progetto?
3 differenti cammini dall’inizio alla fine 0,0 3,0 X D 1,0 0,0 4,5 Y F A 7,5 1,0 C E 1,0 B
45 1° cammino = 0,0+3,0+1,0+0,0=4,0 X D Y F A C E B 0,0 3,0 1,0 0,0 4,5
7,5 1,0 C E 1,0 B
46 2° cammino=0,0+4,5+7,5+1,0+1,0+0=14 X D Y F A C E B 0,0 3,0 1,0 0,0
47 3° cammino=0,0+1,0+7,5+1,0+1,0+0,0=10,5 X D Y F A C E B 0,0 3,0 1,0
4,5 Y F A 7,5 1,0 C E 1,0 B
48 Il cammino critico è il più lungo: non ammette ritardi
Y X B A E D F C 0,0 4,5 1,0 7,5 3,0
49 Gli scorrimenti ammissibili
L’attività D (3 min.) è in parallelo con A+C+E (13 min.). Può pertanto ritardare di 13-3=10 min. senza compromettere la data prevista per l’ultimazione del progetto. Analogamente l’attività B (1 min.) è in parallelo con A (4,5 min.). Può pertanto ritardare di 3,5 min. senza compromettere la data prevista per l’ultimazione del progetto.
50 MS project: il diagramma di Gantt
51 MS project: il reticolo CPM
52 Programmazione integrata
tempo Progetto A Progetto B Progetto C
53 Livellamento delle risorse
Progetto A: 2 unità Progetto B: 3 unità Progetto C: 1 unità tempo 53 unità mese in 13 mesi
54 Livellamento delle risorse
Progetto A: 2 unità Progetto B: 3 unità Progetto C: 1 unità tempo 53 unità mese in 17 mesi
55 Livellamento delle risorse
Progetto A: 2 unità Progetto B: 3 unità Progetto C: 1 unità tempo 53 unità mese in 10 mesi
56 Gestione dei costi di progetto
Cost estimating: costo globale del progetto (quanto costa?) Cost budgeting: tempificazione dei costi (quando li sosteniamo?) Cost control: controllo concomitante dei costi (stiamo rispettando il budget?)
57 Relazioni tra budget e controllo
Il cost estimating è il “preventivo” complessivo Il cost budgeting precisa i costi per ogni fase o periodo Il cost control misura i costi man mano che maturano (competenza) e li raffronta con il budget Progetto Produzione Risorse budget feedback Misura concomitante dei costi
58 Budget / controllo dei costi
1° sem. (prev.) 1° sem. (cons.) 1° sem. (diff.) 2° sem. (prev.) 2° sem. (cons.) 2° sem. (diff.) MdO 700 760 +60 830 Materiali 450 430 -20 500 Noleggi 250 265 +15 180 Totale 1.400 1.455 +55 1.510
59 Il cost accounting La contabilità dei costi ha lo scopo di correlare i costi alle singole fonti di ricavo (contrariamente alla contabilità generale, che considera i ricavi complessivamente). Esistono molteplici criteri di classificazione dei costi.
60 Per natura / tipologia Costo dei materiali Costo risorse umane
Costo impianti Variazione scorte Acquisti Retribuzione immediata Retribuzione differita Consumi Quote di ammortamento Costi
61 Per riferimento temporale
Costi preventivi (standard) Costi correnti Costi consuntivi (effettivi o storici) Costi Utilità del costo standard: semplicità, “equità” nella distribuzione delle risorse (esempio: macchina nuova / ammortizzata)
62 Per variabilità rispetto ai volumi di produzione: costi fissi
Ricavi N.B.: impresa monoprodotto Costi fissi Volume di produzione
63 Per variabilità rispetto ai volumi di produzione: costi variabili
Ricavi Costi variabili Costi fissi Volume di produzione
64 Per variabilità rispetto ai volumi di produzione: costi totali
Ricavi Costi totali Costi variabili Costi fissi Volume di produzione
65 Per variabilità rispetto ai volumi di produzione: ricavi
Costi Ricavi Ricavi Costi totali Costi variabili Costi fissi Volume di produzione
66 Il diagramma di redditività
Costi Ricavi Ricavi Costi totali Costi variabili Costi = Ricavi Costi fissi Punto di pareggio Volume di produzione
67 Diagramma di redditività: esercizio
Negozio di t-shirt Quale risultato d’esercizio per 500 t-shirt/anno? E per 4.000? Quante t-shirt/anno per il pareggio? Fitto locale € 1.500 Al mese Stipendio commesso € 1.200 Telefono, Enel, ecc. € 1.000 Al bimestre T-shirt (acquisto) € 15 Cadauna T-shirt (vendita) € 25
68 Per centro di costo Costi diretti: attribuibili ad un centro omogeneo di spesa che coincide con un centro di profitto Costi indiretti: attribuibili ad un centro omogeneo di spesa che non coincide con alcun centro di profitto
69 Contabilità industriale
Prodotto A Prodotto B Totale Ricavi 1.000 2.000 3.000 Costi diretti 800 1.850 2.650 Costi indiretti 300
70 Contabilità industriale a costi diretti (direct costing)
Prodotto A Prodotto B Totale Ricavi 1.000 2.000 3.000 Costi diretti 800 1.850 2.650 Margine contributivo 200 150 350 Costi indiretti 300 Utile 50
71 Contabilità industriale a costo pieno (full costing)
Prodotto A Prodotto B Totale Ricavi 1.000 2.000 3.000 Costi diretti 800 1.850 2.650 Costi indiretti 100 200 300 Costi totali 900 2.050 2.950 Utile -50 50
72 Contabilità industriale: esercizio
Negozio di t-shirt e di camicie Nel 2003 vendute t-shirt e camicie Risultato ? (Direct costing e full costing) Fitto locale € 1.500 Al mese Stipendio commessi € 2.500 Telefono, Enel, ecc. € 1.000 Al bimestre T-shirt (acquisto) € 15 Cadauna T-shirt (vendita) € 25 Camicia (acquisto) € 30 Camicia (vendita) € 55
73 L’activity based costing (ABC)
Nelle imprese tecnologicamente più avanzate i costi indiretti tendono ad essere sempre maggiori. Ne deriva l’esigenza di elaborare forme evolute di “full costing”. Ciò avviene attraverso l’individuazione di “drivers” (causali di costo) riferiti alle attività.
74 Il costo pieno con l’ABC
Costo risorsa 1 Costo risorsa 2 Costo risorsa 3 Resourse drivers Costo attività i Costo attività ii Costo attività iii Costo attività iv Activity drivers Costo pieno prodotto A Costo pieno prodotto B
75 Esempio: negozio di parrucchiere
Costo lavorante 1 Costo lavorante 2 Costo shampoo Resourse drivers minuti centilitri minuti Pettinare capelli Tagliare capelli Lavaggio capelli Applicazione shampoo € € Activity drivers Solo taglio Taglio e shampoo
76 Il progetto come investimento
Fenomeni finanziari: gli esborsi precedono gli incassi Fenomeni economici: i benefici (futuri) superano i costi (attuali)
77 Budget di progetto Durata del progetto Costo mensile
78 Decisioni di spesa e costi di competenza
Budget di progetto decisione di spesa spesa (curva ad S) Durata del progetto
79 Curve di avanzamento progetto
BCWS (budgeted cost of work scheduled): costo da budget del lavoro previsto. ACWP (actual cost of work performed): costo effettivo del lavoro realizzato. BCWP (budgeted cost of work performed): costo da budget del lavoro effettivamente realizzato.
80 Cost control: analisi degli scostamenti dal budget
maggior costo a finire costi ritardo a finire BCWS ACWP variazione di costo “ritardo” (in €) BCWP nunc tempi
81 Un esempio Secondo budget, ad oggi avrei dovuto aver aperto 10 nuovi negozi ad un costo di € cadauno. In realtà ne ho aperti 9, ad un costo di € cadauno. BCWS = 10* = ACWP = 9* = BCWP = 9* =
82 Un esempio maggior costo a finire costi ritardo a finire
ACWP = variazione di costo = € BCWS = “ritardo” = € BCWP = nunc tempi
83 Analisi degli scostamenti
costo consuntivato (Acwp) prezzi costo unitario della risorsa costo preventivato (Bcws) efficienza unità di risorse impiegate
84 Valutazione degli investimenti
P.B.P. (Pay Back Period): tempo dopo il quale gli incassi pareggiano i costi P.B.P.: approssimato o attualizzato ricavi P.B.P.
85 L’attualizzazione Valore attuale di un incasso futuro F: VA = F
86 V.A.N. e T.I.R. V.A.N. (Valore Attuale Netto): somma algebrica dei flussi di cassa negativi (uscite) e positivi (entrate) attualizzati (di solito alla data della decisione di investimento). T.I.R. (Tasso Interno di Rendimento): valore del tasso di interesse i che rende nullo il V.A.N.
87 Esempio: tre progetti
88 Il Project Financing Corporate Financing: esamina l’impresa, come soggetto in grado di offrire garanzie Project Financing: esamina il progetto, come processo in grado di generare redditi
89 Il Project Financing è un’operazione in cui:
L’inziativa economica è affidata ad una società di progetto (Special Purpose Vehicle: S.P.V.) I finanziatori valutano principalmente la capacità della S.P.V. di produrre ricavi in grado di pagare il debito Le garanzie principali sono soprattutto di natura contrattuale
90 Il “ring fence” Mira alla separazione economica e giuridica tra il progetto ed i suoi promotori Si realizza attraverso la costituzione della Special Purpose Vehicle (S.P.V.) Separa la vita della S.P.V. (e del progetto) da quella dei promotori Separa i debiti della S.P.V. da quelli dei promotori
91 Tipologie di Project Financing
B.O.T. : Build, Operate and Transfer B.O.O. : Build, Operate and Own “Caldo” : ripagato dall’incasso delle tariffe per l’uso di opere pubbliche “Freddo” : ripagato da altri benefici privati “Puro” : senza intervento finanziario pubblico “Misto” : con intervento finanziario dell’ente pubblico
92 Il piano economico-finanziario
Costi: più bassi possibile (eventuale conflitto di interessi promotore/finanziatore) Stima di costi, tempi e ricavi attendibile (risk analysis e risk management)
93 Le garanzie Reali Contrattuali Di rivalsa Project Financing:
Without recourse (garantisce solo la S.P.V.) Limited recourse (garantiscono anche altri: promotori, enti pubblici, ecc.)
94 Limitazione /trasferimento del rischio
Sui costi/tempi di realizzazione: “chiavi in mano a forfait” “supply or pay” Sui ricavi: “take or pay” “price cap” (authority di settore)
95 Le condizioni di applicabilità
Dimensione adeguata Promotori affidabili Tecnologie mature Rischio ripartibile / accettabile Prodotto-servizio standardizzato Domanda ampia Domanda rigida
96 Gli attori Autorità pubbliche Promotori Finanziatori
Consulenti (asseveratori) Costruttori Clienti
97 Le autorità pubbliche (eventuali)
Promuovono il progetto Rilasciano garanzie Regolano i contratti Forniscono capitale (finanziamenti a fondo perduto e/o agevolati)
98 I promotori Promuovono l’iniziativa Costituiscono la S.P.V.
Forniscono il capitale di rischio
99 I finanziatori Valutano il progetto
Forniscono il capitale di rischio e/o quello di prestito
100 Le fasi del project financing
Identificazione (proposta, fattibilità, progettazione, negoziazione) Implementazione (finanziamento, realizzazione) Gestione (ricavi, servizio del debito)
101 Ridefinizione progetto
Promotore privato Promotore pubblico Confronto con la P.A. Ridefinizione progetto Sviluppo progetto Sviluppo progetto Necessitano fondi pubblici? sì no no Adeguati benefici pubblici? sì no Fondi pubblici disponibili? sì Necessitano aree pubbliche? sì no Aree pubbliche disponibili? no sì Avvio progetto
102 I contenuti del progetto
Informazioni generali Mercato Promotori Costo Tecnologia Impatto ambientale Quadro istituzionale Piano finanziario Struttura economica Contratti Rischi e garanzie
103 Securitization Ovvero cartolarizzazione dei crediti: sostituzione dei finanziamenti bancari con emissione di titoli di credito collocati sui mercati finanziari
104 Security package Complesso di accordi, contratti, impegni e garanzie tendenti a minimizzare e ripartire i rischi (prevalentemente dei finanziatori)
105 Tipologie di rischio Rischi generali Soggettivi Finanziari
Politici e legali Ambientali e di forza maggiore Rischi progettuali di costruzione Design Geologici Tecnologici Rischi progettuali di gestione Di mercato (domanda) Di mercato (offerta) Di manutenzione e gestione
106 Il sistema delle garanzie contrattuali
Suretyship Obligee (Project Owner) Principal (Construction Company) Surety (Bonding Company)
107 Le differenze tra suretyship ed assicurazione
Surety Bond Assicurazione Accordo di garanzia (tre parti) Accordo di indennizzo (due parti) Non prevede perdite Perdite previste Il premio remunera il credito Il premio remunera le perdite statisticamente previste Il costruttore conserva il rischio Il costruttore trasferisce il rischio Non cancellabile Cancellabile
108 Tipologie di bond Bid Bond: garanzia di rispetto dell’offerta
Performance bond: garanzia di performance Payment bond: garanzia del pagamento di terzi Maintenance bond: garanzia di prodotto/manutenzione Supply bond: garanzia di fornitura Completion bond:garanzia nei confronti del primo prestatore Dual obligee bond: garanzia a favore di più soggetti Bond non contrattuali
109 Performance bond negli appalti pubblici in Italia
Garanzia globale di esecuzione Art. 30, c. 7/bis L. n°109/94 Bozza di regolamento
110 IL PROJECT FINANCING IMMOBILIARE PUBBLICO
eventuale Finanziatori Surety Impresa o imprese S.P.V. Proposta “chiavi in mano” Amministrazione Area di proprietà della S.P.V. Progetto dell’impresa/e Concessione edilizia alla S.P.V. Contratto di locazione e/o leasing e/o vendita di cosa futura Congruità del prezzo
111 Alcuni esempi italiani
Caserme dei VVF Caserme dei CC La scuola della GdF a Bari Il maxipiano delle caserme GdF ( €)
112 PROJECT FINANCING PER OOPP
(Merloni/ter) eventuale Surety Finanziatori Impresa o imprese Promotore ex art 37-bis L.109/94 Proposta Amministrazione Società di gestione
113 La concessione di costruzione (e gestione)
L’esperienza delle autostrade La L n°584/77 La L n°109/94 (e successive modificazioni)
114 L. n°109/94 (e successivi aggiornamenti):
Art. 14: programmazione dei LLPP Art. 19: concessione di costruzione e gestione Art. 20: scelta del contraente Art. 2 (comma 4 e 4-bis): obbligo di appalto per le opere non realizzate in proprio
115 La L n°109/94 e il Project Financing
Art. 37-bis: il promotore Art. 37-ter: valutazione della proposta Art. 37-quater: indizione della gara Art. 37-quinques: società di progetto Art. 37-sexies: emissione di obbligazioni Art. 37-sepities: risoluzione Art. 37-octies: subentro Art. 37-nonies: privilegio sui crediti
116 I contenuti della proposta (Art. 37-bis)
Studio di inquadramento territoriale e ambientale Studio di fattibilità Progetto preliminare Bozza di convenzione Piano economico-finanziario (asseverato da un istituto di credito) Specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione Prezzo (eventuale, nel caso di servizi a prezzi amministrati) Tempo di esecuzione dei lavori Rendimento Durata della concessione Modalità di gestione, livello e criteri di aggiornamento delle tariffe Garanzie offerte all’amministrazione aggiudicatrice Eventuali ulteriori elementi
117 Alcuni punti controversi
118 Pubblica Amministrazione
Infrastrutture SpA Il ruolo di ISpA nel finanziamento di OOPP S.P.V. Pubblica Amministrazione Banche ISpA Finanziamento a medio termine Contributo a fondo perduto Finanziamento a lungo termine
119 L’INTERVENTO SUI CENTRI STORICI
Ricavi Costi Ricavo Costo Dimensione del progetto
120 Le Società di Trasformazione Urbana
D. Leg. 18/8/2000 n°267, Art. n° 120. 1. Le città metropolitane e i comuni, anche con la partecipazione della provincia e della regione, possono costituire società per azioni per progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti. A tal fine le deliberazioni dovranno in ogni caso prevedere che gli azionisti privati delle società per azioni siano scelti tramite procedura di evidenza pubblica. 2. Le società di trasformazione urbana provvedono alla preventiva acquisizione delle aree interessate dall'intervento, alla trasformazione e alla commercializzazione delle stesse. Le acquisizioni possono avvenire consensualmente o tramite ricorso alle procedure di esproprio da parte del comune. 3. Le aree interessate dall'intervento di trasformazione sono individuate con delibera del consiglio comunale. L'individuazione delle aree di intervento equivale a dichiarazione di pubblica utilità, anche per le aree non interessate da opere pubbliche. Le aree di proprietà degli enti locali interessate dall'intervento possono essere attribuite alla società a titolo di concessione. 4. I rapporti tra gli enti locali azionisti e la società per azioni di trasformazione urbana sono disciplinati da una convenzione contenente, a pena di nullità, gli obblighi e i diritti delle parti.
121 LA SPV: LA SOCIETA’ DI TRASFORMAZIONE URBANA
Consorzi di Imprese Imprese Altri privati Comune Provincia Regione Acquisizione consensuale immobili S.T.U. Intervento Vendita Espropri Utile della S.T.U.
122 UN ESEMPIO: SIMULAZIONE DI UN INTERVENTO S.T.U. A MOLFETTA (BA)
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References: Art. 30

Art. 14
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 2

Art. 37
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 37