Source: http://noiradiomobile.org/accettando-la-remissione-di-querela-rende-il-motivo-di-ricorso-privo-di-interesse-corte-di-cassazione-sezione-v-penale-sentenza-13-giugno-2018-n-27134/
Timestamp: 2019-03-25 06:48:35+00:00

Document:
Accettando la remissione di querela, rende il motivo di ricorso privo di interesse (Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 13 giugno 2018, n. 27134). – Noi Radiomobile™
Home »News»Leggi dello Stato»Accettando la remissione di querela, rende il motivo di ricorso privo di interesse (Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 13 giugno 2018, n. 27134).
Accettando la remissione di querela, rende il motivo di ricorso privo di interesse (Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 13 giugno 2018, n. 27134).
1. Avverso la decisione ha proposto ricorso la difesa per erronea applicazione della legge penale, in relazione all’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 7 del 2016, che ha abrogato i delitti di ingiuria e danneggiamento.
Per altro verso ha lamentato che l’udienza era stata trattata un’ora prima di quella prestabilita in assenza dei difensore di fiducia e che la parte civile presente non avrebbe dato atto della comunicazione ricevuta per la quale l’imputato non avrebbe accettato incondizionatamente la remissione della querela.
1.1. Occorre preliminarmente affermare che l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 7 del 2006 ha abrogato i reati di ingiuria ex articolo 594 c.p., e danneggiamento ex articolo 635 c.p., cosi come precedentemente formulato.
1.1.1. Nel caso di specie, inoltre, la sopravvenuta irrilevanza penale del fatto assume carattere pregiudiziale rispetto alla rilevazione dell’esistenza di una causa estintiva del reato, quale la remissione di quercia, non potendo dichiararsi estinto un reato quando il fatto che io integra non e’ più previsto come tale dalla legge penale (Sez. 3, n. 9096 1993); d’altra parte la pronunzia adottata dal giudice di Mantova e’ meno favorevole per l’imputato, poiché idonea ad incidere sull’addebito delle spese del procedimento che, in caso di remissione della querela sono, ai sensi dell’articolo 340 c.p.p., e salvo diversa pattuizione – che nella fattispecie in esame non e’ presente – a carico del querelato. (Sez. 5 n. 12276 del 2017).
2.2. Il motivo di ricorso in definitiva consiste in una mera ed implicita contestazione dell’attivita’ difensiva svolta dal difensore d’ufficio presente in udienza mentre l’odierno ricorrente lascia solo presumere che, qualora fosse stato presente, non avrebbe accettato la querela se non a certe condizioni, non specificando, pero’, quali.
2.3. A tal proposito, cio’ che per questa Corte rileva e’ quanto si evince dalla sentenza impugnata, dalla quale si ricava che c”te nell’udienza del 2 Dicembre 2016 il difensore d’ufficio dell’odierno imputato, legittimamente nominato ai sensi dell’articolo 97 c.p.p., comma 4, si e’ associato alle richieste del P.M., in relazione alla richiesta di estinzione del reato per intervenuta remissione di querela.
3. A fronte di tali evidenze risultano manifestamente infondate le censure generiche e prive di fondamento della difesa, considerando, inoltre, che l’accettazione della remissione di querela, ritualmente avvenuta, rende il motivo di ricorso privo di interesse, ai sensi dell’articolo 591 c.p.p., comma 1, lettera a).
Infatti, secondo la giurisprudenza di questa Corte, il riconoscimento del diritto al gravame e’ subordinato alla presenza di un interesse immediato, concreto ed attuale a rimuovere una situazione di svantaggio processuale derivante da una decisione giudiziale, di cui si contesta la correttezza e a conseguire un’utilita’, ossia una decisione dalla quale derivi per il ricorrente un risultato piu’ vantaggioso. Sez. 1, Sentenza n. 8763 del 25/11/2016 Cc. (dep. 22/02/2017) Rv. 269199.
3.1 Si e’ piu’ ampiamente sostenuto che nel sistema processuale penale, la nozione di interesse ad impugnare non puo’ essere basata sul concetto di soccombenza – a differenza delle impugnazioni civili che presuppongono un processo di tipo contenzioso, quindi una lite intesa come conflitto di interessi contrapposti – ma va piuttosto individuata in una prospettiva utilitaristica, ossia nella finalita’ negativa, perseguita dal soggetto legittimato, di rimuovere una situazione di svantaggio processuale derivante da una decisione giudiziale, e/o in quella, positiva, del conseguimento di un’utilita’, ossia di una decisione piu’ vantaggiosa rispetto a quella oggetto del gravame, e che risulti logicamente coerente con il sistema normativo (Sez. U, Sentenza n. 6624 del 27/10/2011 Cc. (dep. 17/02/2012) Rv. 251693).
4. Alla luce dei principi e delle considerazioni che precedono la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio limitatamente agli addebiti di ingiuria e danneggiamento, perché i fatti non sono previsti come reato e per il resto il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata quanto alle imputazioni di cui agli articoli 594 e 635 c.p., perche’ i fatti non sono previsti come reato.
← Previous Previous post: Ricettazione di moduli di assegni in bianco (Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza 13 giugno 2018, n. 26938).
Next → Next post: T-RED: i fotogrammi fotografici delle infrazioni, commesse alle intersezioni regolate da semaforo, ove omologati ed utilizzatati nel rispetto delle prescrizioni riguardanti le modalità’ di installazione e di ripresa delle infrazioni, sono divenuti idonei a funzionare anche in modalità completamente automatica, senza la presenza degli agenti di polizia (Corte di Cassazione, Sezione VI Civile, Sentenza 3 marzo 2015, n. 4257).

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 articolo 594
 articolo 635
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza