Source: http://libertareligiosa.aiuto-chiesa-che-soffre.ch/selezione-del-paese/europa/germania-2018.html
Timestamp: 2020-04-09 08:37:10+00:00

Document:
Libertà religiosa nel mondo: Germania 2018
Superficie: 357376 km2 Popolazione: 80682000
La Legge fondamentale (Costituzione della Germania) prevede l’uguaglianza davanti alla legge e garantisce che nessuno possa essere svantaggiato o favorito in base alla fede o all’opinione religiosa1. L’articolo 4 protegge la libertà di fede e di coscienza, nonché la libertà di professare e praticare una religione e il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare2.
La legge fondamentale vieta una Chiesa di Stato. I gruppi religiosi possono organizzarsi liberamente e non sono tenuti a registrarsi presso il governo. Tuttavia, per beneficiare dell’esenzione fiscale, i gruppi religiosi devono registrarsi come associazioni senza scopo di lucro3. Le società religiose possono chiedere di organizzarsi come società di diritto pubblico (körperschaften) e, se concesso, possono beneficiare degli introiti fiscali devoluti alle Chiese e nominare cappellani carcerari, militari e ospedalieri4. In base alla Costituzione, la decisione di concedere lo status di società di diritto pubblico viene presa a livello statale e si basa su fattori che includono la dimensione, le attività e il rispetto del gruppo per l’ordine costituzionale e i diritti fondamentali.
180 gruppi religiosi godono dello status di società di diritto pubblico5. Nessuno Stato ha conferito tale status alla Chiesa di Scientology, la quale non ha ottenuto neanche lo status di associazione senza scopo di lucro. Gli appartenenti a Scientology sono anche interdetti dagli impieghi pubblici attraverso l’uso di “filtri settari”6. Pochi gruppi musulmani godono dello status di società di diritto pubblico7. L’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (Bundesamt für Verfassungsschutz) e alcuni uffici statali (Landesbehörde für Verfassungsschutz) controllano le attività della Chiesa di Scientology, nonché un certo numero di gruppi musulmani, che sono sospettati di promuovere ideologie estremiste8.
Nel febbraio 2017, dopo che più di 450 agenti di polizia vi avevano compiuto 24 ispezioni, le autorità hanno chiuso la moschea Fussilet 33 a Berlino per finanziamento ad attività terroristiche. Anis Amri, che ha commesso un attentato terroristico contro un mercatino di Natale di Berlino nel dicembre 2016, era stato un assiduo frequentatore del tempio islamico9.
Nell’agosto 2016 il governo della Renania settentrionale-Vestfalia ha sospeso i negoziati per conferire lo status di società di diritto pubblico a quattro organizzazioni islamiche, tra cui l’Unione turco-islamica per gli affari religiosi (Diyanetşşleri Türk-İslam Birliği) e il Consiglio centrale dei musulmani in Germania (Zentralrat der Muslime in Deutschland) a causa delle preoccupazioni relative ai legami dell’Unione turco-islamica con la Turchia10. Nel 2017, il ministro dell’Integrazione della Renania settentrionale-Vestfalia ha annunciato che se l’Unione turco-islamica per gli affari religiosi avesse interrotto i legami con la Turchia, avrebbe potuto unirsi alla Federazione Islamica liberale (Liberal-Islamischer Bund) e ad altre associazioni per fornire consigli relativi all’ampliamento dell’istruzione religiosa islamica nello Stato11.
La Corte costituzionale federale ha stabilito nel novembre 2017 che il divieto di indossare il velo integrale imposto agli insegnanti delle scuole pubbliche rappresenta una violazione della libertà religiosa, ma ha al tempo stesso conferito agli Stati la facoltà di decidere autonomamente se le circostanze giustificano un simile divieto. Lo Stato della Renania settentrionale-Vestfalia ha modificato le sue leggi al fine di autorizzare la proibizione, mentre in Baviera e in Saarland le decisioni vengono prese caso per caso12. Nell’aprile 2017 il Bundestag ha approvato un divieto parziale del velo islamico integrale noto come burka. Alle dipendenti pubbliche e alle donne soldato è proibito indossare il burka13 sul luogo di lavoro o in servizio, e tutti devono mostrare i loro volti durante i controlli di identità14.
L’istruzione in casa, anche per motivi religiosi, non è permessa15. Una famiglia cristiana ha intentato una causa contro la Germania presso la Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2017 (il processo è ancora in corso) dopo che le autorità avevano preso in custodia i figli e imposto sanzioni ai genitori per aver impartito ai minori l’istruzione a domicilio nel 201316.
L’educazione religiosa (oppure i corsi di etica per chi ha scelto di essere esonerato da tali corsi) nelle scuole pubbliche è disponibile in tutti gli Stati. Ai gruppi religiosi è permesso istituire scuole private, a condizione che queste soddisfino i requisiti del programma scolastico statale17.
Le leggi differiscono a seconda degli Stati per quanto riguarda le pratiche di macellazione rituale halal e kosher e la circoncisione maschile. La legge federale consente ai gruppi religiosi di nominare specialisti per circoncidere i maschi di età inferiore ai sei mesi. La circoncisione di ragazzi e bambini di età superiore ai sei mesi deve essere eseguita da un «medico professionista», evitando di infliggere inutilmente dolore18.
Nel 2017 i membri del partito Alternativa per la Germania (Alternative für Deutschland) hanno rilasciato commenti pubblici nei quali definivano un monumento in memoria dell’olocausto come «il monumento della vergogna» e affermavano che «l’Islam è una costruzione che non conosce né rispetta la libertà religiosa»19. Dopo che l’Alternativa per la Germania è entrato nel Bundestag per la prima volta nelle elezioni del settembre 2017, sia i gruppi musulmani che quelli ebraici hanno espresso il timore di un aumento dell’estremismo di destra20.
Il 1° ottobre 2017 è entrata in vigore la “legge di applicazione del diritto nella rete” (nota popolarmente come “legge Facebook”). La legislazione richiede che qualsiasi piattaforma Internet con un numero di utenti superiore ai due milioni (tra cui Facebook, Twitter, Google, YouTube e altri) sia tenuta a eliminare o bloccare «contenuti chiaramente illegali», inclusi discorsi di incitamento all’odio religiosamente motivati. I network non ottemperanti sono passibili di multe fino a 50 milioni di euro21.
Le cifre ufficiali relative ai crimini di odio con un pregiudizio anti-cristiano o anti-islamico non sono disponibili per il 2016, in quanto sono state registrate sotto la più ampia categoria di «pregiudizi contro la religione»22. Nel gennaio 2017, la polizia ha aggiunto le categorie di crimini di odio anticristiani e anti-islamici23.
L’Ufficio federale di polizia criminale (Bundeskriminalamt) ha riportato 129 reati di odio contro i cristiani nel 2017, 34 dei quali violenti. La maggior parte di questi erano motivati da «ideologia religiosa»24. Il dati forniti dalla società civile, pubblicati nel Rapporto sui crimini d’odio dell’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) del 2016 includeva 40 episodi anticristiani25.
Nel 2016, l’ONG Open Doors ha pubblicato due sondaggi effettuati tra i rifugiati cristiani. Il secondo, condotto nell’ottobre 2016, ha ampliato i dati raccolti nel sondaggio del maggio 2016, condotto su 231 rifugiati. Secondo Open Doors, ben 40.000 rifugiati cristiani sono stati molestati, insultati e aggrediti nei centri di accoglienza26. Definendo i risultati delle proprie indagini come la «punta di un iceberg», l’ONG ha riferito che 743 rifugiati cristiani sono stati vittime di crimini violenti e di bullismo a sfondo religioso tra il gennaio e il settembre 2016. La maggior parte degli intervistati ha riportato più di un incidente. Nel 91 percento dei casi, gli intervistati hanno riferito che alcuni rifugiati musulmani erano responsabili delle violenze loro inflitte27. Secondo l’Ufficio federale di polizia criminale, gli attacchi nei centri di accoglienza per rifugiati sono diminuiti nel 2017 fino a raggiungere i numeri registrati prima del 201528.
Nell’agosto 2016, 14 giovani iraniani cristiani sono fuggiti dal loro centro di accoglienza dopo aver subito per mesi le minacce di morte da parte di un gruppo di musulmani che vivevano nello stesso centro. I cristiani hanno riferito di aver vissuto una situazione simile a quella che li ha spinti a lasciare l’Iran29.
Nel dicembre 2016, un uomo tunisino ha rubato un camion e l’ha guidato in un affollato mercatino di Natale di Berlino, uccidendo 12 persone e ferendone 50. Aveva promesso fedeltà allo Stato Islamico (ISIS) e incoraggiato altri a uccidere «i maiali crociati». ISIS utilizza retoricamente il termine «crociati» per riferirsi ai cristiani30.
Un rifugiato afgano cristiano è stato picchiato e minacciato con un coltello fuori dalla sua casa vicino a Francoforte nell’agosto 2016 da quattro musulmani afgani che urlavano «Allahu Akbar». Era la terza volta che l’uomo veniva aggredito31. Sempre nell’agosto 2016, un richiedente asilo cristiano è stato assalito a Berlino dopo essere stato identificato come cristiano32. Nel luglio 2017, sempre nella capitale, un uomo è stato aggredito su un tram per aver indossato una collana con una croce33 e nel settembre 2017 un afgano che indossava una simile collana è stato picchiato da alcuni uomini che gli hanno chiesto perché fosse diventato cristiano34.
Nel gennaio 2017, un auto-proclamatosi «anti-teista» è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio religiosamente motivato della sua coinquilina cristiana, commesso nell’agosto 2016. Tre giorni prima del crimine, l’uomo aveva scritto un messaggio in cui si diceva dispiaciuto di non poter uccidere altri cristiani35.
Nell’aprile 2017, un richiedente asilo musulmano afgano ha ucciso una convertita cristiana afgana, di fronte ai suoi figli. Nel 2018, la corte ha definito il crimine come mosso da motivi religiosi e ha condannato l’uomo all’ergastolo36.
Nel luglio 2017, un rifugiato radicalizzato ha attaccato diverse persone con un coltello in un supermercato di Amburgo-Barmbek, uccidendo un cittadino tedesco. L’aggressore ha affermato che il suo obiettivo era «uccidere cristiani e giovani» e morire come martire37.
Atti vandalici ai danni di chiese e simboli cristiani pubblici registrati nel periodo in esame hanno incluso la distruzione con un’ascia di quattro croci poste su alcune cime delle Alpi bavaresi, commessa in un periodo di tre mesi nel 201638; il danneggiamento o la distruzione di oltre 60 statue cristiane nella regione del Münsterland tra l’ottobre 2016 e l’aprile 201739; e incendi dolosi in alcune chiese che hanno causato danni per diversi milioni di euro40.
Secondo l’Ufficio federale di polizia criminale, i reati antisemiti nel 2017 sono aumentati leggermente rispetto al 2016, passando da 1.468 (di cui 34 violenti) a 1.504 (di cui 37 violenti). La netta maggioranza degli episodi è stata attribuita ai pregiudizio diffusi tra gli elementi di estrema destra (94 percento)41. Nel Rapporto 2016 sui crimini d’odio dell’OSCE, la polizia ha contato 185 crimini di odio antisemiti, tra cui 28 aggressioni fisiche e due omicidi. I gruppi della società civile hanno riferito di 136 incidenti accaduti nel 2016, tra cui 37 violenti attacchi ai danni di persone42.
Nell’aprile 2017, il gruppo di esperti indipendenti sull’antisemitismo (Unabhängiger Expertenkreis Antisemitismus), istituito dal Bundestag, ha presentato la propria relazione, rilevando con preoccupazione il diffuso antisemitismo tra i musulmani, in particolare tra i rifugiati e i migranti, nonché tra gli estremisti di estrema destra. Il gruppo ha sottolineato la diffusione di casi di incitamento all’odio e di agitazione antisemita attraverso i social media e ha affermato che gli ebrei «sono sempre più preoccupati per la loro sicurezza a causa delle esperienze quotidiane di antisemitismo. Tali incidenti spesso non sono considerati reati penali, sono raramente segnalati, e a volte neanche ritenuti antisemiti dalle forze dell’ordine (sic)»43.
Esempi di aggressioni fisiche ai danni di persone includono un attacco del giugno 2016 ad un uomo ebreo da parte di un gruppo che durante l’assalto ha gridato insulti antisemiti. Un turista israeliano e sua figlia sono stati minacciati e aggrediti nell’agosto del 2016, mentre nell’ottobre 2016, un cittadino israeliano è stato picchiato dopo aver rivelato la sua nazionalità44.
Il 9 novembre 2016, nel 78° anniversario del pogrom anti-ebraico noto come Kristallnacht, un gruppo neonazista ha pubblicato su Facebook una mappa dal titolo «Gli ebrei tra noi» con i nomi e gli indirizzi di 70 imprese di proprietà ebraica, compresi alcuni asili nido. Due settimane dopo, in seguito alla pressione dei legislatori tedeschi, Facebook ha cancellato l’immagine, così come la pagina del gruppo che l’aveva pubblicata45.
I media hanno riportato nel marzo 2017 la storia di una coppia ebrea di Berlino che ha ritirato il figlio da una scuola pubblica dopo quattro mesi di molestie e di violenze fisiche antisemite, principalmente perpetrate da compagni di classe arabi o turchi. La scuola superiore ebraica di Berlino riceve tra le sei e le dieci domande all’anno da parte di genitori i cui figli sono stati aggrediti in altri istituti46.
Nel dicembre 2017, in seguito alle proteste per la decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, i rappresentanti ebraici hanno espresso preoccupazione per il livello di sicurezza all’esterno delle sinagoghe e delle scuole ebraiche. In alcuni casi, i manifestanti hanno bruciato bandiere israeliane, oppure hanno mostrato simboli di Hamas e cantato slogan antisemiti. La cancelliera Angela Merkel ha dichiarato alla stampa di condannare «questa violazione dei principi fondamentali dello stato di diritto» e si è opposta a «qualsiasi forma di antisemitismo»47.
Nell’aprile del 2018, dopo un'aggressione ai danni di due giovani uomini che portavano un copricapo ebraico ad opera di un rifugiato siriano48, la presidente Merkel ha dichiarato che «un’altra forma di antisemitismo» era stata importata in Germania da profughi arabi e che era «costernata» per il fatto che le scuole e le sinagoghe ebraiche avessero dovuto richiedere la protezione della polizia49.
Esempi di danni alla proprietà includono una pietra d’inciampo (stolperstein)50 intenzionalmente danneggiata nel 2016; un memoriale dell’Olocausto vandalizzato più volte nel 2016; la parola «ebreo» dipinta sulla porta dell’appartamento di una famiglia di religione ebraica51; e diverse tombe e cimiteri ebraici vandalizzati nel 201752.
L’Ufficio federale di polizia criminale ha anche riferito di 1.075 reati di odio contro i musulmani verificatisi nel 2017, 56 dei quali violenti. La maggior parte degli episodi è stata attribuita a pregiudizi appartenenti a formazioni di estrema destra53. I gruppi della società civile hanno segnalato 31 incidenti di questo tipo all’OSCE nel 2016, tra cui 14 aggressioni violente54.
Il movimento Pegida (Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes, Europei patriottici contro l’islamizzazione dell’Occidente) e gruppi simili hanno continuato a organizzare dimostrazioni settimanali a Dresda nel 2016 e 2017 e i sostenitori hanno regolarmente espresso sentimenti anti-islamici durante i raduni. Il numero di partecipanti è diminuito significativamente rispetto al 2015, ma nel 2017 si è comunque attestato tra circa 1.500 e 2.000 manifestanti per ciascuna manifestazione55.
Secondo un’indagine condotta nel settembre 2017 dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, la discriminazione contro i musulmani in Germania ha una componente sia religiosa che razziale. Tra i musulmani turchi intervistati, il 18 percento ha riferito di aver subito discriminazioni nei precedenti 12 mesi rispetto al 50 percento dei musulmani provenienti dall’Africa sub-sahariana56.
Nel settembre 2016, uno studio ha rilevato che per ottenere un impiego, le donne che indossano il velo devono presentare il quadruplo delle domande di lavoro rispetto alle altre donne57. Secondo la Rete europea contro il razzismo, le donne velate riferiscono di subire discriminazioni già durante il processo di selezione, dal momento che i datori di lavoro tedeschi spesso chiedono ai candidati di allegare una foto ai loro curricula vitae58.
Gli incidenti che coinvolgono donne musulmane includono un’aggressione del giugno 2016 ad una ragazza che «è stata sottoposta a insulti razzisti ed alla quale è stato strappato il velo». Nel luglio 2016, una donna «è stata oggetto di insulti anti-islamici e ha ricevuto un pugno»59. In tre occasioni, nell’aprile 2018, un autista di autobus della Bassa Sassonia si è rifiutato di lasciar salire sul suo autobus una donna incinta che indossava un velo integrale60.
Il 26 settembre 2016 una bomba è esplosa in una moschea di Dresda mentre l’imam, sua moglie e i suoi figli erano all’interno dell’edificio. Non sono stati riportati danni. A seguito di questo incidente, nel Paese è stata intensificata la sicurezza all’esterno dei siti musulmani61. Nel dicembre 2016 un uomo di 29 anni, che era precedentemente intervenuto a un raduno di Pegida sui «criminali stranieri» e i «pigri africani», è stato accusato dell’attentato62. Alla fine del giugno 2018, il processo a suo carico era ancora in corso63.
Durante il periodo in esame sono state riscontrate poche nuove o significative restrizioni governative sulla libertà religiosa. Tuttavia, se alcuni partiti politici anti-migranti continuano a guadagnare popolarità, potrebbe esservi un maggiore rischio di proposte legislative intese a limitare la libertà religiosa delle religioni minoritarie, e in particolare dei musulmani. Inoltre, aumenta il rischio di intolleranza all’interno della società nei confronti sia della religione di maggioranza che di quelle minoritarie. In alcuni casi, la maggiore intolleranza può rappresentare una reazione al terrorismo globale o a conflitti geopolitici esistenti attribuiti a gruppi religiosi, nonché essere generata da sentimenti suscitati dalle correnti radicali laiciste diffusesi in Germania.
Legge fondamentale della Repubblica federale di Germania del 1949, articolo 3, Bundestag, www.bundestag.de/gg; Costituzione della Germania del 1949 con emendamenti fino al 2014, Articolo 3, constituteproject.org, www.constituteproject.org/constitution/German_Federal_Republic_2014.pdf;
Articolo 4, Ibid.
Articolo 140, Ibid. Cfr. Articolo 137 Costituzione di Weimar, http://www.zum.de/psm/weimar/weimar_vve.php#Third%20Chapter%20:%20Religion%20and%20Religious%20Communities
Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Germania”, Rapporto 2017 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm?year=2017&dlid=280910
Ibid; Eckart Lohse, “In Deutschlandleben so viele Salafisten wie nie zuvor”, Frankfurter Allgemein eZeitung, 10 dicembre 2017, http://www.faz.net/aktuell/politik/zahl-der-salafisten-auf-allzeit-hoch-15333965.html
“Berliner Moscheeverein ‘Fussilet 33’ wird verboten”, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 28 febbraio 2017, http://www.faz.net/aktuell/politik/inland/anis-amri-moschee-verein-fussilet-33-in-berlin-verboten-14901777.html
Anke Petermann, “Gespräche mit Islam verbänden ausgesetzt”, Deutschlandfunk, 11 agosto 2016, https://www.deutschlandfunk.de/streit-um-ditib-gespraeche-mit-islamverbaenden-ausgesetzt.862.de.html?dram:article_id=362881
“Neue NRW-Regierungwill Islam-Unterricht ausweiten”, Welt, 6 luglio 2017, www.welt.de/regionales/nrw/article166349657/Neue-NRW-Regierung-will-Islam-Unterricht-ausweiten.html&nbsp;
Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, (2017), op. cit.
“German parliament moves to partially ban the burka”, BBC, 28 aprile 2017, http://www.bbc.com/news/world-europe-39741315
Alistair Walsh, “Bundestag bans face veils for civil servants amid security measures”, Deutsche Welle, 28 aprile 2017, http://www.dw.com/en/bundestag-bans-face-veils-for-civil-servants-amid-security-measures/a-38619204
Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro (2017), op. cit.
“German homeschooling case before European Court of Human Rights”, ADF International, https://adfinternational.org/news/german-homeschooling-case-before-european-court-of-human-rights/
Grundgesetz für die Bundesrepublik Deutschland, Artikel 7, op. cit.; Legge Fondamentale della Repubblica Federale di Germania, Articolo 7.
Masood Saifullah, “Far-right AfD’s surge worries Muslim refugees in Germany”, Deutsche Welle, 26 settembre 2017, www.dw.com/en/far-right-afds-surge-worries-muslim-refugees-in-germany/a-40688641; “Germany’s AfDis ‘destructive power,’ Jewish leader warns”, Deutsche Welle, 27 gennaio 2018, https://www.dw.com/en/germanys-afd-is-destructive-power-jewish-leader-warns/a-42330071
Netzwerkdurchsetzungsgesetz vom 1° settembre 2017 (BGBl. I S. 3352), www.gesetze-im-internet.de/netzdg/BJNR335210017.html; Ben Knight, “Germany implements new internet hate speech crackdown”, Deutsche Welle, 1° gennaio 2018, https://www.dw.com/en/germany-implements-new-internet-hate-speech-crackdown/a-41991590
Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani, Segnalazioni dei crimini d’odio 2016 – Germania, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, http://hatecrime.osce.org/germany
Bundesministerium des Innern, für Bau und Heimat, Straf- und Gewaltdaten im Bereich Hasskriminalität 2016 und 2017, https://www.bmi.bund.de/SharedDocs/downloads/DE/veroeffentlichungen/2018/pmk-2017-hasskriminalitaet.pdf;jsessionid=29350DDD769F81ED7E6CE91BA70C0893.2_cid287?__blob=publicationFile&v=3
Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani, (2016), op. cit.
“Bis zu 40.000 Nicht-Muslime drangsaliert”, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 9 maggio 2016, http://www.faz.net/aktuell/politik/fluechtlingskrise/christliche-fluechtlinge-bis-zu-40-000-nicht-muslime-im-fluechtlingsheim-drangsaliert-14223089.html
Open Doors Germany, Lack of protection for religious minorities in Germany: Religiously motivated attacks on 743 Christian refugees in German refugee shelters, ottobre 2016, https://www.opendoors.de/sites/default/files/Open_Doors_survey_Lack_of_protection_for_religious_minorities_in_Germany_2016_10_0.pdf
Bundesministerium des Innern, für Bau und Heimat (Ministro federale dell’Interno, dell’edilizia e della comunità nazionale, Niedrigste Zahl an verübten Straftaten seit 1992, https://www.bmi.bund.de/SharedDocs/pressemitteilungen/DE/2018/05/pks-und-pmk-2017.html
Sabine Kubendorff, “Muslime bedrohen junge iranishe Christen massiv”, Neue Westfälische, 4 agosto 2016, http://www.nw.de/lokal/kreis_guetersloh/schloss_holte_stukenbrock/20875670_Muslime-bedrohen-junge-iranische-Christen-massiv.html
“Berlin Christmas market the target of terrorist attack”, Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, https://www.intoleranceagainstchristians.eu/index.php?id=12&case=1952
“Afghan Christian attacked by four Muslim refugees”, Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, https://www.intoleranceagainstchristians.eu/index.php?id=12&case=1864
“Christian asylum seeker attacked for faith”, Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, https://www.intoleranceagainstchristians.eu/index.php?id=12&case=1816
“Man attacked for wearing a cross in Berlin”, Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, https://www.intoleranceagainstchristians.eu/index.php?id=12&case=2179
Cornelia Karin Hendrich, “Attacke auf Mann in Berlin – weil er ein Kreuztrug”, Welt, 12 settembre 2017, https://www.welt.de/politik/article168556235/Attacke-auf-Mann-in-Berlin-weil-er-ein-Kreuz-trug.html
“Antitheist murders flatmate for her Christian faith”, Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, https://www.intoleranceagainstchristians.eu/index.php?id=12&case=1983
“Germany: Afghan man sentenced to life for murder of converted Muslim”, Deutsche Welle, 9 febbraio 2018, https://www.dw.com/en/germany-afghan-man-sentenced-to-life-for-murder-of-converted-muslim/a-42516438
Phillipp Woldin, “Nach seiner Predigt griff Ahmad A. zum Küchenmesser”, Welt, 11 agosto 2017, https://www.welt.de/regionales/hamburg/article167590523/Nach-seiner-Predigt-griff-Ahmad-A-zum-Kuechenmesser.html
“Four summit crosses damaged in the Bavarian Alps”, Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, https://www.intoleranceagainstchristians.eu/index.php?id=12&case=1856
“Unbekannte schlagen 62 Heiligenfiguren Nasen und Hände ab”, Weltfälische Nachrichten, 3 aprile 2017, http://www.wn.de/Muensterland/Kreis-Coesfeld/Luedinghausen/2017/04/2760380-Mehrere-Figuren-verunstaltet-Unbekannte-schlagen-62-Heiligenfiguren-Nasen-und-Haende-ab
Patricia Brandt, “Unbekannte verwüsten Kirche in Bremen-Lesum”, Die Norddeutsche, 29 ottobre 2017, www.weser-kurier.de/region/die-norddeutsche_artikel,-unbekannte-verwuesten-kirche-in-bremenlesum-_arid,1663392.html; “Polizei schätzt Schaden in Ravensburger Sankt Jodok-Kirche auf mindestens zwei Millionen Euro”, Südkurier, 10 marzo 2018, https://www.suedkurier.de/region/bodenseekreis/ravensburg/Polizei-schaetzt-Schaden-in-Ravensburger-Sankt-Jodok-Kirche-auf-mindestens-zwei-Millionen-Euro;art372490,9651243
Deutscher Bundestag, Comunicato stampa, 24 aprile 2017, https://www.bundestag.de/blob/503232/e551c26a4eb8bb46f2de1721a7f417e6/antisemtismusbericht_press_release-data.pdf
Jeff John Roberts, “Facebook removes ‘Jews Among Us’ map after outcry in Germany”, Fortune, 29 novembre 2016, http://fortune.com/2016/11/29/facebook-jews/
Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro (2017), op. cit.; Toby Axelrod, “Classmates turn from friends to attackers after boy reveals he is Jewish”, The Jewish Chronicle, 24 marzo 2017, https://www.thejc.com/news/world/classmates-at-berlin-school-turn-from-friends-to-attackers-after-boy-reveals-he-is-jewish-1.434990
“German police investigate anti-Semitic attack in Berlin”, BBC, 18 aprile 2018, https://www.bbc.com/news/world-europe-43812273
“Merkel admits ‘a new form of anti-Semitism’”, Daily Mail, 23 aprile 2018, http://www.dailymail.co.uk/news/article-5646403/Merkel-admits-new-form-anti-Semitism-emerged-Germanys-Arab-refugees.html
Uno stolperstein, che letteralmente significa “pietra d’inciampo”, è un cubo della grandezza di un ciottolo (10 centimetri per 10) con una targa in ottone che riporta il nome di una o più vittime dell’olocausto o della persecuzione nazista e le loro date di nascita, deportazione e morte. Cfr. Joanna Robertson, “Setting the memory of Holocaust victims in stone”, BBC Radio 4, 31 maggio 2010, http://news.bbc.co.uk/2/hi/programmes/from_our_own_correspondent/8711939.stm
Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Germania”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, www.state.gov/j/drl/rls/irf/2016/, (consultato l’8 luglio 2018); Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, (2017), op. cit.
Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, “Muslims – Selected Findings”, Seconda inchiesta sulle minoranze e la discriminazione nell’Unione europea, settembre 2017, pp. 28-29, http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_uploads/fra-2017-eu-minorities-survey-muslims-selected-findings_en.pdf
Doris Weichselbaumer, “Discrimination against female migrants wearing head scarves”, Institute for the Study of Labor, settembre 2016, Documento di discussione n. 10217, https://www.iza.org/publications/dp/10217/discrimination-against-female-migrants-wearing-headscarves
Asmaa Soliman, “ForgottenWomen: The impact of Islamophobia on Muslim women in Germany”, European Network Against Racism, 2016, pp. 39-40, http://www.enar-eu.org/IMG/pdf/forgotten_women_report_germany_-_final.docx.pdf
“Germany boosts security for Muslim centers in Dresden after mosque bombing”, Reuters, 27 settembre 2016, https://www.reuters.com/article/us-germany-security/germany-boosts-security-for-muslim-centers-in-dresden-after-mosque-bombing-idUSKCN11X0IA
Luisa Schlitter, “Moschee-Bomber gefasst – er war Pegida-Redner!” Bild, 9 dicembre 2016,https://www.bild.de/regional/dresden/pegida/bombenleger-von-dresdner-moschee-war-pegida-redner-49224892.bild.html
Alexander Schneider, “Ein Splitter und viele Fragen”, Sächsische Zeitung, 27 giugno 2018, www.sz-online.de/nachrichten/ein-splitter-und-viele-fragen-3964286.html

References: articolo 3
 Articolo 3

Articolo 4

Articolo 140
 Articolo 137
 Articolo 7