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Timestamp: 2019-02-20 14:34:06+00:00

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Art. 48 cod. proc. civile: Sospensione dei processi | La Legge per tutti
I processi relativamente ai quali è chiesto il regolamento di competenza sono sospesi (1) dal giorno in cui è presentata l’istanza al cancelliere a norma dell’articolo precedente o dalla pronuncia dell’ordinanza che richiede il regolamento (2).
(1) Pur richiamandosi le forme e gli effetti della sospensione ex artt. 295 ss., tuttavia qui si tratta di una forma impropria di sospensione, che, in deroga all’art. 298, consente il compimento degli atti ritenuti urgenti dal giudice e che soprattutto determina una quiescenza solo apparente del processo, aprendosi piuttosto una fase speciale del procedimento innanzi alla Corte di Cassazione sulla questione di competenza.
(2) La sospensione è un effetto automatico, anche se occorre comunque un’ordinanza, che dia atto dell’avvenuto deposito del ricorso (momento dal quale opera la sospensione).
Sospensione necessaria del processo di merito.
1.1. Sospensione ex lege.
L’art. 48 c.p.c., nel prevedere la sospensione dei processi in relazione ai quali è richiesto il regolamento di competenza al fine di impedire che la causa sia decisa da un giudice eventualmente incompetente, si riferisce unicamente a quei processi la cui decisione dipenda dalla risoluzione della questione di competenza dedotta con l’istanza di regolamento, per cui, ove sia stata proposta opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, in virtù del quale sia stata iniziata l’espropriazione mobiliare in danno dell’ingiunto, la proposizione del regolamento di competenza avverso la sentenza, che abbia dichiarato l’incompetenza del giudice adito con l’opposizione all’ingiunzione, non produce l’automatico effetto sospensivo anche del procedimento esecutivo. In tal caso, infatti, non si realizza la condizione prevista dal citato art. 48 c.p.c. della contemporanea pendenza, dinanzi allo stesso o a diversi giudici, di due procedimenti di cognizione entrambi subordinati alla decisione della questione di competenza, considerato, altresì, che la sospensione del processo esecutivo, che non sia disposta dal giudice davanti al quale è impugnato il titolo esecutivo (art. 623 c.p.c.), può derivare solo in virtù di apposito provvedimento ex art. 624 c.p.c. del giudice dell’esecuzione. Cass. 31 marzo 2007, n. 8061; conforme Cass. 27 gennaio 1992, n. 864.
1.2. Sospensione c.d. «impropria»: il rimedio del regolamento di competenza.
In pendenza di sospensione del processo, ai sensi dell’art. 48 c.p.c., dovuta per un regolamento di competenza proposto da una parte, l’ordinanza con la quale il giudice della causa abbia poi disposto, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., la sospensione del processo in attesa della risoluzione di un’altra causa, ritenuta pregiudiziale rispetto a quella sottoposta alla sua cognizione, è anch’essa impugnabile con lo strumento del regolamento di competenza, ai sensi dell’art. 42 c.p.c., anche allo scopo di far valere quei vizi dell’atto di sospensione che non attengono alla semplice mancanza del nesso di pregiudizialità. Infatti la natura eccezionale del rimedio di cui all’art. 42 cit., non è di ostacolo alla cognizione delle nullità processuali dalle quali tale atto di sospensione sia, in ipotesi, affetto. Cass. 27 febbraio 2004, n. 4110.
Cassazione civile sez. III 31 marzo 2007 n. 8061
1.3. Sospensione nel regime delle impugnazioni.
La sospensione necessaria del processo, salvo che sia prevista da un’espressa norma di legge, presuppone un rapporto di pregiudizialità-dipendenza tra cause; pertanto, definito il giudizio di primo grado con sentenza sulla competenza impugnata con regolamento di competenza e, limitatamente al capo sulle spese, con appello, non deve farsi luogo a sospensione necessaria ai sensi dell’art. 295 c.p.c. del giudizio di appello, in quanto ai fini della decisione del medesimo si deve tener conto della soccombenza come risultante dalla sentenza declinatoria della competenza, indipendentemente dall’esito del regolamento, che non si pone in rapporto di pregiudizialità né logica né giuridica rispetto ad esso Cass. 8 settembre 1999, n. 9512.
Proposizione del regolamento ed effetti sul piano delle impugnazioni.
Qualora la sentenza d’appello abbia disposto la rimessione delle parti al primo giudice per l’integrazione necessaria del contraddittorio, la regola fissata dall’art. 353, comma 3, c.p.c., secondo cui, se è proposto ricorso per cassazione, il termine per la riassunzione è interrotto, comporta che il giudizio eventualmente riassunto prima della proposizione del ricorso per cassazione deve essere sospeso, in applicazione della norma di cui all’art. 48 c.p.c., che con efficacia di principio generale regola il coordinamento tra il giudizio riassunto ed il giudizio d’impugnazione. Cass. 12 marzo 2004, n. 5119.
Riassunzione del processo sospeso.
3.1. Termini per la riassunzione.
3.2. Aspetti procedurali della riassunzione.
È inammissibile la censura di violazione degli artt. 47 e 48 c.p.c. per avere il giudice ad quem, dinanzi al quale è stato riassunto il processo a seguito di declaratoria di incompetenza di altro giudice, ma avverso il quale è stato proposto il regolamento necessario, ignorato l’istanza di sospensione del processo e trasmissione degli atti alla Corte di cassazione, perché la cognizione di quest’ultima è rigorosamente limitata alle questioni attinenti alla competenza e ai connessi accertamenti di fatto, restando esclusa ogni altra questione processuale o di merito prospettata dal ricorrente. Cass. 30 marzo 1999, n. 3075.
Autorizzazione al compimento degli atti urgenti.
Il provvedimento di assunzione della prova, disposto ai sensi dell’art. 48, comma 2, c.p.c., per ragioni d’urgenza, durante la sospensione del procedimento a seguito di proposizione di regolamento di competenza, ha carattere ordinatorio e non decisorio, con la conseguenza che deve ritenersi inammissibile il ricorso straordinario per cassazione proposto avverso tale provvedimento. Cass. lav.,13 maggio 2005, n. 10043.
Regolamento di competenza nella procedura fallimentare.
È configurabile un’ipotesi di conflitto positivo di competenza, qualora pendano, dinanzi a due diversi tribunali, procedure concorsuali anche di tipo diverso (come quella fallimentare e quella di amministrazione straordinaria), con la conseguenza che è ammissibile la proponibilità di un’istanza di regolamento di competenza, ovvero la richiesta d’ufficio di tale mezzo d’impugnazione innanzi alla cassazione. App. Milano, 17 febbraio 2005.

References: art. 48
 art. 624
 Cass. 
 Cass. 
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 sentenza 
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