Source: http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2020/03/20/0170/00379.html
Timestamp: 2020-04-09 05:08:00+00:00

Document:
Nota della Penitenzieria Apostolica circa Circa il Sacramento della Penitenza nell’attuale situazione di pandemia (19 marzo 2020)
Nota della Penitenzieria Apostolica circa Circa il Sacramento della Penitenza nell’attuale situazione di pandemia, 20.03.2020
La gravità delle attuali circostanze impone una riflessione sull’urgenza e la centralità del Sacramento della Penitenza/Riconciliazione, unitamente ad alcune necessarie precisazioni, sia per i fedeli laici, sia per i ministri chiamati a celebrare il sacramento.
Anche in tempo di Covid-19, il Sacramento della Penitenza/Riconciliazione viene amministrato a norma del diritto canonico universale (latino e orientale) e secondo quanto disposto nell’Ordo Paenitentiae.
La confessione individuale rappresenta il modo ordinario per la celebrazione di questo sacramento (cfr. can. 960 CIC e can. 720 CCEO), mentre l’assoluzione collettiva, senza la previa confessione individuale, non può essere impartita se non laddove ricorra l’imminente pericolo di morte, non bastando il tempo per ascoltare le confessioni dei singoli penitenti (cfr. can. 961, § 1 CIC e can. 720, § 2 CCEO), oppure una grave necessità (cfr. can. 961, § 1, 2° CIC e can. 720, § 2, 2° CCEO), la cui considerazione spetta al Vescovo diocesano/eparchiale, tenuto conto dei criteri concordati con gli altri membri della Conferenza Episcopale (cfr. can. 455, § 2 CIC) e ferma restando la necessità, per la valida assoluzione, delvotum sacramentida parte del singolo penitente, vale a dire il proposito di confessare a tempo debito i singoli peccati gravi, che al momento non era possibile confessare (cfr. can. 962, § 1 CIC e can. 721, § 1 CCEO).
Questa Penitenzieria Apostolica ritiene che, soprattutto nei luoghi maggiormente interessati dal contagio pandemico e fino a quando il fenomeno non rientrerà, ricorrano i casi di grave necessità, di cui al summenzionato can. 961, § 2 CIC e can. 720, § 3 CCEO.
Ogni ulteriore specificazione è demandata dal diritto ai Vescovi diocesani/eparchiali, tenuto sempre conto del supremo bene della salvezza delle anime (cfr. can. 1752 CIC e can. 1400 CCEO).
Qualora si presentasse la necessità improvvisa di impartire l’assoluzione sacramentale a più fedeli insieme, il sacerdote è tenuto a preavvertire, entro i limiti del possibile, il Vescovo diocesano/eparchiale o, se non potesse, ad informarlo quanto prima (cfr.Ordo Paenitentiae, n. 32).
Nella presente emergenza pandemica, spetta pertanto al Vescovo diocesano/eparchiale indicare a sacerdoti e penitenti le prudenti attenzioni da adottare nella celebrazione individuale della riconciliazione sacramentale, quali la celebrazione in luogo areato esterno al confessionale, l’adozione di una distanza conveniente, il ricorso a mascherine protettive, ferma restando l’assoluta attenzione alla salvaguardia del sigillo sacramentale ed alla necessaria discrezione.
Inoltre, spetta sempre al Vescovo diocesano/eparchiale determinare, nel territorio della propria circoscrizione ecclesiastica e relativamente al livello di contagio pandemico, i casi di grave necessità nei quali sia lecito impartire l’assoluzione collettiva: ad esempio all’ingresso dei reparti ospedalieri, ove si trovino ricoverati i fedeli contagiati in pericolo di morte, adoperando nei limiti del possibile e con le opportune precauzioni i mezzi di amplificazione della voce, perché l’assoluzione sia udita.
Laddove i singoli fedeli si trovassero nella dolorosa impossibilità di ricevere l’assoluzione sacramentale, si ricorda che la contrizione perfetta, proveniente dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono (quella che al momento il penitente è in grado di esprimere) e accompagnata dalvotum confessionis, vale a dire dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche mortali (cfr. CCC, n. 1452).
Mai come in questo tempo la Chiesa sperimenta la forza della comunione dei santi, innalza al suo Signore Crocifisso e Risorto voti e preghiere, in particolare il Sacrificio della Santa Messa/Divina Liturgia, quotidianamente celebrato, anche senza popolo, dai sacerdoti.

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