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Multa Sicve Tutor-Vergilius: super facsimile di ricorso | Automobilista.it
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12 agosto 2012	Multa Sicve Tutor-Vergilius: super facsimile di ricorso
Be' no... lui non c'entra...
Solo per i miei amici lettori, sempre più numerosi, che magari fra poco riceveranno a casa una graditissima cartolina firmata Tutor o Vergilius, un facsimile di ricorso contro una multa. Perché ci sono diversi aspetti poco convincenti, a mio modo di vedere.
Al Sig. Giudice di Pace Coordinatore
Nullità della omologa. L’omologazione del sistema Sicve-Tutor è stata trasferita, contro legge, dalla società Autostrade per L’Italia spa a Autostrade Tech spa, con “Decreto dirigenziale 9 dicembre 2010 n.97818 AUTOSTRADE PER L’ITALIA SPA omologazione e/o approvazione dispositivi di controllo dei limiti massimi della velocità e delle ZTL e centri storici, trasferimento a nome della soc. AUTOSTRADE TECH SPA”; Dal 09/12/2010 tutti i verbali emessi con il sistema Sicve-Tutor dalla Polizia Stradale, che lo ha in uso, sono nulli. Infatti, l’art. 45 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 – Nuovo Codice della Strada – e successive modificazioni e l’art. 192 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada – e successive modificazioni, regolano l’omologazione delle apparecchiature. Più precisamente, il comma 5 dell’art. 192 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada, recita testualmente che “la omologazione o la approvazione di prototipi è valida solo a nome del richiedente e non è trasmissibile a soggetti diversi”. La trasmissione delle omologazioni che è intervenuta tramite il Decreto dirigenziale 9 dicembre 2010 n.97818 è sopravvenuta a seguito del contratto d’affitto di ramo d’azienda del 23 dicembre 2009, Rep n.43886, Raccolta n.14498, redatto dal Dott. Mario Scattone, iscritto nel ruolo dei distretti notarili riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia, che ha deliberato il conferimento di un ramo d’azienda dalla società Autostrade per l’Italia spa alla soc. Autostrade Tech S.p.A, il trasferimento/trasmissione della omologazione avvenuta con il Decreto Dirigenziale testè riportato ha violato quanto stabilito dalla legge. Infatti la “Cessione d’azienda” potrebbe rappresentare un evidente “aggiramento” della norma che dispone la intrassimissibilità della omologazione.
Indeterminazione del tipo di apparecchiatura utilizzata per l’accertamento dei transiti. Il sistema Sicve-Tutor, dal 2004 ad oggi è stato soggetto ad adeguamenti tecnologici, adeguamenti che hanno avuto conseguenti omologazioni. Nel verbale di accertamento n SCV_____ della Polizia Stradale di ____, non viene indicato il tipo di apparecchiatura che ha proceduto al rilevamento dei transiti (spire induttive o radar?), ma nel verbale viene indicato solo la prima omologa (che rappresenta un certo tipo di istallazione -con spire induttive e un determinato settaggio hardware e software che soggiace a specifiche regole manutentive-). In primo luogo è facile rilevare che tale anomalia, ossia l’indeterminatezza dell’indicazione del tipo di settaggio del sistema di rilievo del transito, palesa in maniera ineluttabile la mancanza, quantomeno, degli aggiornamenti del software che gestisce il sistema, impedendo al ricorrente la possibilità di contestare specificatamente il rilievo del transito alla base della contestazione dell’infrazione. Di seguito il copioso l’elenco dei decreti di omologazione del Sicve-Tutor del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti:
Mancata indicazione del controllo periodico del sistema. Il sistema Sicve-Tutor oggi in dotazione alla Polizia Stradale – in questa sede contestato – è omologato per la rilevazione della velocità puntuale e velocità media. Per quanto riguarda la validità della sua omologazione deve soddisfare entrambe i requisiti di omologazione ma può sanzionare o in velocità media o in velocità puntuale escludendo l’utilizzo abbinato. Pertanto la semplice omologazione degli strumenti, diretta a certificare l’identità delle apparecchiatura al prototipo approvato, non viene ritenuta sufficiente a garantire la perfetta funzionalità dell’apparecchio utilizzato, se lo stesso non sia stato sottoposto a periodico controllo tramite tarature, dirette a regolarlo e verificarlo per un suo uso corretto. Ancora di più, questa problematica si acuisce se ci si trova di fronte a diversi tipi di configurazione di apparecchiature necessarie per l’acquisizione dei dati di traffico (portali di acquisizione transiti tramite spire induttive, portali di acquisizione transiti con radar tipo “URV1-R”, portali di acquisizione transiti con radar tipo “URV2-R” e portali di acquisizione transiti con radar tipo URV2-S). La taratura, proprio per garantire certezza sulla attendibilità della velocità rilevata (una peculiarità del SICVe-Tutor rispetto a sistemi analoghi), deve essere comunque eseguita esclusivamente nei centri SIT (Sistema Nazionale di Taratura) e non può trovare sostituzione nel controllo che genericamente si afferma essere stato effettuato dagli Agenti Accertatori. L’importanza della taratura preventiva trova ulteriore conferma in considerazione del fatto che l’accertamento della velocità, oggetto di contestazione nel verbale ed indispensabile anche per determinare il tipo e l’entità delle sanzioni da applicare, è caratterizzata da irripetibilità; da ciò la necessità di precisione ed incontestabilità in ordine all’accertamento della velocità. È noto che per ormai consolidato orientamento giurisprudenziale, in tema di rilevazione dell’inosservanza dei limiti di velocità dei veicoli a mezzo di apparecchiature elettroniche, il verbale di accertamento dell’infrazione debba contenere, a pena di nullità, l’attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso, giacché, al contrario, l’efficacia probatoria di qualsiasi strumento di rilevazione elettronica della velocità dei veicoli perde ogni tipo di efficacia. Occorre però ulteriormente precisare che il suddetto indirizzo ermeneutico si è maggiormente consolidato in relazione all’uso di apparecchi di rilevazione automatica degli illeciti stradali che funzionano in modalità automatica, cioè senza la presenza ed il diretto controllo dell’operatore di polizia stradale nelle ipotesi espressamente previste e consentite. Questi ultimi sistemi di rilevazione, tra i quali rientra il Sicve-Tutor, richiedono, invece, allo scopo di evitare disfunzioni e conseguente lesione del diritto di difesa del cittadino attinto dall’azione di accertamento, una verifica periodica tendente a valutare la corretta funzionalità delle apparecchiature. Questa verifica periodica, secondo le disposizioni dell’art. 4 del D.M. 29.10.97, relativo all’approvazione dei prototipi degli strumenti per l’accertamento dell’osservanza dei limiti di velocità e alle loro modalità di impiego, “deve essere effettuata a cura del costruttore dell’apparecchio o di un’officina da questo abilitata con cadenza al massimo annuale” (Cass. Civ. Sez. 29334/08). Nel ridetto verbale di contestazione si fa riferimento al misuratore di velocità “”SICVe”” omologato dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti con provvedimento n. 3999 del 24/12/2004 senza che sia stata indicata la data in cui è stata effettuata la taratura dell’apparecchio benché tale obbligo sia stato indicato in sede di approvazione da parte dello stesso Ministero della Infrastrutture e dei Trasporti. Si ritiene opportuno precisare che, dall’esito della perizia tecnica d’ufficio disposta dal Tribunale di Lodi, si evince che, tutti gli strumenti di misura per essere attendibili devono essere tarati con riferimenti a campioni nazionali, inizialmente e periodicamente. nessuna tolleranza forfettaria (cioè il 5% stabilito dalla legge) può sostituire la taratura; pertanto, non possono essere considerati fonti di prova le risultanze di apparecchiature solamente “omologate“ ma è necessario che tale risultanze siano riferibili a strumenti la cui funzionalità ed affidabilità siano previamente e periodicamente certificate e documentate dagli enti proposti a tali controlli al fine di eliminare qualsiasi dubbio sulla certezza ed attendibilità sulla misurazione (oltre a tenere presente che l’apparecchiatura in argomento è soggetta ad alterazione dovute per varie cause come vento, pioggia transito di veicoli pesanti). Ed infatti: “I sistemi di rilevazione degli illeciti stradali che funzionano in modalità automatica, cioè senza la presenza ed il diretto controllo dell’operatore di polizia stradale, tra i quali rientra il c.d. Sicve-Tutor, richiedono, allo scopo di evitare disfunzioni e conseguente lesione del diritto di difesa del cittadino attinto dall’azione di accertamento, una verifica periodica tendente a valutare la corretta funzionalità delle apparecchiature” (Giudice di Pace di Bari, sentenza n. 403 del 20-1-2010). Ed ancora: “Affinché l’apparecchiatura per la misurazione della velocità risulti conforme nel tempo ai requisiti previsti per l’utilizzazione, è necessario che la stessa venga periodicamente sottoposta nel Laboratorio Metrologico Interno L.A.T.I. ad un insieme di operazioni che prendono il nome di conferma metrologica. La frequenza necessaria risulta di almeno un anno dalla data della prima uscita di fabbrica, e dalla data di ogni successiva dichiarazione di conformità che verrà rilasciata ogni volta” (Giudice di Pace di Ancona, sentenza n. 734/2007; conforme Gdp Ostuni sentenza n. 139/2008; Gdp. San Vito dei Normanni n. 123/2008; Gdp di Grummello del Monte (Bg) sentenza n. 665/2008, con la quale annulla il provvedimento opposto, perché gli apparecchi utilizzati in modalità continuativa/automatica, devono essere sottoposti ad una verifica periodica e di tale verifica non vi è traccia nel verbale impugnato; Gdp Porretta Terme 174/2008; si evidenzia come il Gdp di Porretta Terme ha archiviato – e tutt’ora archivia – tutti i verbali di contestazione, elevati per eccesso di velocità rilevato mediante un certo apparecchio automatico, tra cui anche il Tutor, in funzione in postazione fissa in territorio ricadente nella propria competenza, per i quali il ricorrente abbia sollevato qualche eccezione per la mancata taratura dello strumento; ed ancora Gdp Bari sentenza n. 13875/2008 e 13892/2008; Gdp Bisceglie 734/2007; Gdp Barletta 911/2007, Giudice di Pace di Modena 2753/2006; Giudice di Pace Bitonto 667/2007). Dalla mancata produzione, da parte della Pubblica Amministrazione della richiamata documentazione, dovrebbe derivare l’accoglimento del ricorso dell’automobilista. A questo proposito vale la pena ricordare il “Fondamentale principio di diritto secondo il quale, quando si contesta una contravvenzione e si sostiene che l’apparecchiatura utilizzata può non essere perfettamente funzionante, è il resistente – quindi la Pubblica Amministrazione – che deve portare la prova del corretto funzionamento, mediante deposito di idonea documentazione” (ex plurimis Gdp Martina Franca 127/07). Il Sicve-tutor nell’utilizzo di controllo delle infrazioni al Codice della Strada in velocità media ha assoluta necessità di conoscere la distanza precisa delle due postazioni di rilevamento (una di inizio ed una di fine tratta); è pertanto necessaria, oltre alla verifica periodica delle apparecchiature soggette al controllo presenti sui portali di rilevamento transiti, la verifica delle distanze tra i portali di rilevamento transito al fine di constatarne e garantirne la misurazione della distanza che i veicoli percorrono. Tale distanza è infatti l’elemento fondamentale, oltre al tempo di rilevamento del transito, per rilevare velocità media del veicolo e certificarne al fine sanzionatorio l’eccedenza dai limiti di velocità prescritti dal Codice della Strada.
Illegittimità Costituzionale del Sistema per violazione del Principio di non Discriminazione. Il sistema Tutor è viziato di illegittimità, anche sotto un altro, determinante, profilo. Infatti, la presenza all’interno della tratta interessata al controllo di uno svincolo tale da determinare l’introduzione di elementi di discriminazione e di iniquità tra gli stessi automobilisti, costituisce un altro valido motivo per contestare la legittimità giuridica di questa nuova, e contestatissima, strumentazione. L’art. 1, comma 4 del D.M. a firma della Direzione Generale per la Motorizzazione n. 3999 del 14/12/2004, che ha approvato il Sistema di Controllo dei Limiti di Velocità, denominato SICVe, contiene precise indicazioni circa la scelta dell’ubicazione delle unità di rilevamento e stabilisce che, all’interno delle tratte interessate al controllo non debbono essere presenti situazioni “statisticamente rilevanti”, quali svincoli, aree di servizio o di parcheggio tali da determinare l’introduzione di elementi di discriminazione e di iniquità tra gli stessi automobilisti. Tali indicazioni corrispondono a una precisa ratio, ossia quella di evitare disparità di trattamento tra gli automobilisti che effettuano soste o uscite dall’autostrada e coloro che, invece, percorrono l’intera tratta soggetta a controllo. Proprio per tale ragione l’accorgimento inserito nel Decreto ministeriale citato è stato adottato su prescrizione della V Sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici; tale prescrizione è stata adottata nell’adunanza del 28 aprile 2004, voto n. 71. Fu stabilito che “l’ubicazione delle unità di rilevamento deve essere scelta in modo che fra due sezioni, tra le quali viene accertata la velocità media, non vi siano immissioni oppure uscite di traffico e, preferibilmente, neppure aree di servizio o di parcheggio”. Nella tratta in questione tra le due postazioni di rilevamento ossia quella -di start- al km _____ e fino a quella – di fine tratta- al km _____ (per una tratta complessiva indicata nel verbale n. SCV_____ di km ___) insistono le importanti e primarie uscite ed immissioni che rendono dubbia la leggittimità della misurazione su questa specifica tratta. Si indicano per precisione le seguenti immissioni ed uscite presenti sulla tratte contestate :
al km __ Raccordo Fiorenzuola
al km __ Raccordo Autostrada A 21 Dir. Brescia
al km __ Area di Servizio “Arda Est”
al km __ Piacenza Nord
al km __ Area di Servizio “Somaglia”
Mancanza dell’indicazione e della firma del responsabile del procedimento amministrativo e del responsabile del procedimento informatico Legge n. 801 del 15/03/1991 e di chi procede a certificazione di atto conforme all’originale ( Cass. II civ. nr. 4265 del 07/05/99). L’accertamento è stato effettuato in violazione al decreto Dirigenziale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 3999 del 24/12/2004 “ LA GESTIONE OPERATIVA DELLE FORZE DI POLIZIA INCARICATE DEL CONTROLLO DEL TRAFFICO E DELL’ACCERTAMENTO DELLE VIOLAZIONI”. Al verbale opposto non può assolutamente riconoscersi “ Fede privilegiata “, considerando che, l’accertatore non ha assistito direttamente agli eventi “. La fede privilegiata, che conformemente al disposto dell’art. 2700 c.c., deve riconoscersi ai verbali redatti da pubblici ufficiali ai sensi e per gli effetti di cui alla legge 24 novembre 1981 n. 689, riguarda la contestazione senza alcun margine di apprezzamento di un fatto avvenuto in presenza del pubblico ufficiale e, pertanto, non può estendersi a quelle circostanze che, pur contenute del documento, si risolvano in suoi apprezzamenti personali perché mediati attraverso una percezione sensoriale che non può ritenersi fornita, in capo al pubblico ufficiale, di una indiscutibilità maggiore di quella normalmente presente in ciascun soggetto “ (CASS. CIV. SEZ. III 14/04/2000, N. 4844 ). L’art. 14 della legge 689/81, secondo cui l’omissione della contestazione immediata della violazione se sia stata effettuata tempestivamente la notifica del verbale di accertamento, non si applica alle violazioni del codice della strada per le quali la contestazione, quando sia materialmente possibile, deve essere sempre immediata, ai sensi dell’art. 200 D. Leg. 30 Aprile 1992 n. 285 ( nuovo codice della strada ). ( CASS. SEZ. I, 08/08/2003 nr. 11971). L’art. 4 della legge n. 168 del 01/08/2002, stabilisce che, dalle istallazioni o utilizzazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo dovrà essere portata a conoscenza degli utenti della strada con qualsiasi strumento di comunicazione disponibile ed anche attraverso la collocazione di idonei segnali stradali di indicazione ad adeguata distanza dal luogo in cui viene utilizzato il dispositivo (negli opposti verbale di accertamento) non risulta se siano stati mai istallati appositi segnali con cui viene data informazione agli utenti, anche in considerazione del Decreto – Legge 3 Agosto 2007, n. 117 e DM 15/08/2007, art. 3, comma 1, con ripetizione degli stessi segnali.
Violazione del diritto di difesa. Tanto la omessa individuazione immediata del trasgressore (________), quanto la differita notificazione dell’opposto verbale (_______), rappresentano elementi che pregiudicano il diritto di difesa, risultando difficile – se non addirittura impossibile – la ricostruzione di comportamenti e situazioni pregresse, tanto più se si considera che, nel caso di specie, sono stato posti in essere da persona diversa dal sottoscritto ricorrente e della quale non si è in grado di precisare alcunché, tenuto conto del fatto che l’autovettura in argomento, è normalmente utilizzata da più persone appartenenti alla propria famiglia. La stessa Corte Costituzionale ha chiaramente precisato come possa tollerarsi che l’inerzia o le disfunzioni organizzative della Pubblica Amministrazione gravino direttamente sul diritto di difesa del cittadino (Corte Costituzionale 17/06/96 n. 198). L’art. 4 del D.L. 20/06/2002 n. 121 convertito in legge e modificato dalla legge 01/08/2002 n. 168, precisa che , – la norma intende consentire un impiego diffuso della tecnologia, non con carattere di indiscriminata repressione (così come avviene), ma in modo da essere funzionale e coerente, ancorandola ai seguenti parametri: – un elevato livello di incidentalità sul tratto di strada; – la documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata sulla base delle condizioni plano-altimetriche (carattere tassativo) e di traffico.
Si allega unitamente al presente ricorso.
1) Copia originale dell’impugnati verbali di accertamento n. SCV____ e n. SCV____.
Decreti di omologa Sicve-Tutor;
Contratto di affitto di ramo aziendale Autostrade per L’Italia spa ad Autostrade Tech spa;
Estratto Codice della Strada e Regolamento di Attuazione;
Schema di funzionamento Sicve-Tutor;
Estratto delle mappe stradali interessate.
Salvo ogni diritto con vittoria di spese.
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 Cass. 
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 art. 3