Source: https://renatodisa.com/2014/09/19/corte-di-cassazione-sezione-iv-sentenza-1-settembre-2014-n-36495-in-tema-di-valutazione-della-chiamata-in-reita-o-correita-in-sede-cautelare-le-dichiarazioni-accusatorie-rese-dal-coindagato/
Timestamp: 2018-11-17 22:33:09+00:00

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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 1 settembre 2014, n. 36495. In tema di valutazione della chiamata in reita' o correita' in sede cautelare, le dichiarazioni accusatorie rese dal coindagato o coimputato nel medesimo reato o da persona indagata o imputata in un procedimento connesso o collegato, integrano i gravi indizi di colpevolezza di cui all'articolo 273 c.p.p., comma 1, - in virtu' dell'estensione applicativa dell'articolo 192 c.p.p., commi 3 e 4, ad opera dell'articolo 273 c.p.p., comma 1 bis, introdotto dalla Legge n. 63 del 2001, articolo 11 - soltanto se esse, oltre ad essere intrinsecamente attendibili, risultino corroborate da riscontri estrinseci individualizzanti, tali cioe' da assumere idoneita' dimostrativa in ordine all'attribuzione del fatto-reato al soggetto destinatario di esse, ferma restando la diversita' dell'oggetto della delibazione cautelare, preordinata a un giudizio prognostico in termini di ragionevole e alta probabilita' di colpevolezza del chiamato, rispetto a quella di merito, orientata invece all'acquisizione della certezza processuale in ordine alla colpevolezza dell'imputato - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 1 settembre 2014, n. 36495. In tema di valutazione della chiamata in reita’ o correita’ in sede cautelare, le dichiarazioni accusatorie rese dal coindagato o coimputato nel medesimo reato o da persona indagata o imputata in un procedimento connesso o collegato, integrano i gravi indizi di colpevolezza di cui all’articolo 273 c.p.p., comma 1, – in virtu’ dell’estensione applicativa dell’articolo 192 c.p.p., commi 3 e 4, ad opera dell’articolo 273 c.p.p., comma 1 bis, introdotto dalla Legge n. 63 del 2001, articolo 11 – soltanto se esse, oltre ad essere intrinsecamente attendibili, risultino corroborate da riscontri estrinseci individualizzanti, tali cioe’ da assumere idoneita’ dimostrativa in ordine all’attribuzione del fatto-reato al soggetto destinatario di esse, ferma restando la diversita’ dell’oggetto della delibazione cautelare, preordinata a un giudizio prognostico in termini di ragionevole e alta probabilita’ di colpevolezza del chiamato, rispetto a quella di merito, orientata invece all’acquisizione della certezza processuale in ordine alla colpevolezza dell’imputato
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Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2014-09-19T12:13:24+00:0019 settembre 2014|Cassazione penale 2014, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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