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Timestamp: 2020-05-25 12:27:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8374 del 12/04/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8374 del 12/04/2011
Cassazione civile sez. II, 12/04/2011, (ud. 22/03/2011, dep. 12/04/2011), n.8374
M.G. (OMISSIS), elettivamente domiciliata
in ROMA, VIA T. MONTICELLI 12, presso lo studio dell’avvocato SESTITO
SALVATORE, rappresentata e difesa dall’avvocato ALIPERTI VINCENZO
avverso la sentenza n. 1624/2007 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
depositata il 18/05/2007;
22/03/2011 dal Presidente Dott. ROBERTO MICHELE TRIOLA;
udito l’Avvocato VINCENZO ALIPERTI difensore della resistente che ha
Con atto notificato il 20 ottobre M.G. conveniva la SO.FI Coop s.r.l. davanti al Tribunale di Napoli, chiedendo che fosse emessa in suo favore la sentenza ex art. 2932 c.c. in relazione ad un contratto preliminare con il quale la convenuta le aveva promesso in vendita un appartamento realizzato su terreno alla stessa concesso in proprieta’ dal Comune di Somma Vesuviana a seguito di convenzione stipulata ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 35;
Con sentenza in data 29 aprile 2003 il Tribunale di Napoli rigettava la domanda ex art. 2932 c.c. sia la domanda riconvenzionale.
M.G. proponeva appello incidentale, chiedendo la dichiarazione di nullita’ del contratto preliminare.
Con sentenza in data 18 maggio 2007 la Corte di appello di Napoli dichiarava la nullita’ del giudizio di primo grado ex art. 354 cod. proc. civ., rimettendo la causa al Tribunale di Napoli, sul presupposto che il contraddittorio avrebbe dovuto essere integrato nei confronti dei proprietari delle aree sulle quali era stato realizzato il complesso immobiliare di cui faceva parte l’appartamento all’origine della controversia e l’ente espropriante, in base alla seguente motivazione:
… va in primo luogo esaminato l’assunto difensivo della T. mediante il quale ella, denunciando la violazione del principio dell’integrita’ del contraddittorio, ha richiesto la declaratoria della nullita’ della sentenza impugnata.
Con l’atto introduttivo del giudizio, il T. ebbe a proporre una domanda diretta ad ottenere che fosse emessa sentenza ai sensi dell’art. 2932 c.c. produttiva degli stessi effetti del contratto non concluso trasferendo cosi la proprieta’ dei beni immobili in oggetto.
E’ noto, infatti, che la pronuncia di trasferimento ai sensi del citato art. 2932 c.c. e’ ammissibile e, comunque, produce reali effetti traslativi solo se il bene oggetto del contratto preliminare di vendita appartenga al promittente venditore, ovvero questi possa determinare gli effetti stessi; tant’e’ che “nei casi in cui il bene promesso in vendita appartenga a terzi, l’acquisto della relativa proprieta’ da parte del promittente venditore costituisce condizione dell’azione di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c.” (Cass. 11.572/04). Ne’ puo’ dubitarsi, alla luce degli sessi scritti difensivi delle parti, che nel caso di specie la questione si pone concretamente in modo del tutto evidente, emergendo in modo chiaro dal sostanziale conflitto esistente in ordine al diritto di proprieta’ dell’area in questione tra gli originar proprietari, l’Ente pubblico espropriante e la Soficoop, delegata all’espropriazione e cessionaria, per patto espresso, del diritto di proprieta’ ad aedificandum solo all’esito del procedimento ablativo e delle correlative trascrizioni.
Deducono, poi, le ricorrenti che comunque non sussisteva una ipotesi di litisconsorzio necessario, potendo la questione della proprieta’ dell’area essere oggetto di accertamento incidentale e portare al rigetto della domanda principale nel caso in cui fosse emerso che l’area sulla quale era stato realizzato l’edificio oggetto del contratto preliminare era mai pervenuto in proprieta’ alla SO.FI Coop s.r.l., conformemente a quanto deciso da questa S.C. con sentenza in data 26 luglio 2006 n. 17027 (erroneamente indicata con il numero 10927 nel ricorso), emessa in una controversia analoga, in cui era parte la SO. FI Coop s.r.l. e che ha confermato la sentenza del giudice di merito che aveva escluso che l’accertamento in via incidentale della proprieta’ del bene in capo al promittente venditore desse luogo da una ipotesi di litisconsorzio necessario, affermando il seguente principio: Al di fuori dei casi in cui la legge espressamente impone la partecipazione di piu’ soggetti al giudizio instaurato nei confronti di uno di essi, vi e’ litisconsorzio necessario solo allorquando l’azione tenda alla costituzione o alla modifica di un rapporto plurisoggettivo unico,- ovvero all’adempimento di una prestazione inscindibile comune a piu’ soggetti; pertanto non ricorre litisconsorzio necessario allorche’ il giudice proceda, in via meramente incidentale, ad accertare una situazione giuridica che riguardi anche un terzo, dal momento che gli effetti di tale accertamento non si estendono a quest’ultimo ma restano limitati alle parti in causa.
L’accoglimento del primo motivo comporta l’assorbimento del secondo, con il quale si censura la sentenza impugnata per avere omesso di pronunciarsi sulla domanda di risoluzione del contratto per inadempimento dell’attrice, domanda in relazione alla quale non era prospettabile la partecipazione al giudizio di altri eventuali litisconsorti necessari. In relazione al motivo accolto la sentenza impugnata va cassata, con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Napoli, che provvedera’ anche in ordine alle spese del giudizio di legittimita’.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2932
 art. 35
 sentenza 
 art. 2932
 sentenza 
 art. 354
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2932
 art. 2932
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza