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Timestamp: 2016-10-27 14:58:59+00:00

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⭐L applicazione del D.Lgs. 81/08 nella scuola
1 L applicazione del D.Lgs. 81/08 nella scuola Materiale prodotto dal Gruppo regionale Sistema di Gestione della Sicurezza - SGS del Revisione e aggiornamento al D.Lgs. 106/09 e check-list SGSSL a cura del prof. Alberto Cesco-Frare, per conto dell Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto (ott. 2009) 81 LEGENDA Novità introdotta dal D.Lgs. 81/08 rispetto al precedente D.Lgs. 626/ Corsivi Novità introdotta dal D.Lgs. 106/09 Indicazioni e suggerimenti (non contenuti nelle norme)2 D.Lgs. 81/2008 Attuazione dell articolo 1 della Legge 123/2007, in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro Sommario E composto da 306 articoli, 13 titoli, 51 allegati Titolo I Disposizioni Generali Titoli dal II al XI Disposizioni Speciali Titolo XII Disposizioni in materia penale e procedura penale Titolo XIII Norme transitorie e finali3 D.Lgs. 81/2008 Filosofia del decreto Anni 50 (primi DPR sulla sicurezza): Filosofia della protezione: Eliminazione o riduzione delle condizioni pericolose Anni 90 (direttive europee e decreto 626) Filosofia della prevenzione: Riconoscimento preventivo dei rischi e predisposizione delle misure per agire sulle azioni pericolose Anno 2008 (Testo Unico) Filosofia della programmazione e organizzazione della sicurezza, per conferire effettività ed efficacia all azione di prevenzione: Predisposizione dei sistemi di controllo dell efficacia e dell efficienza delle misure adottate Ripartizione intersoggettiva dell obbligo di sicurezza e salute fra i ruoli della linea gerarchico-funzionale4 D.Lgs. 81/2008 Abroga e sostituisce gran parte della precedente disciplina in materia di sicurezza sul lavoro E entrato in vigore il 15 maggio 2008 Tuttavia: Le disposizioni relative ai rischi da stress lavoro-correlato slittano all 1 agosto Le disposizioni relative ai rischi da radiazioni ottiche artificiali slittano al 26 aprile 2010 Le disposizione relative ai rischi da campi elettromagnetici slittano al 30 aprile 20125 D.Lgs. 81/2008 Capo I - Disposizioni generali Capo II - Sistema Istituzionale Capo III - Gestione della Prevenzione nei luoghi di lavoro Titolo I PRINCIPI COMUNI Sezioni I - Misure di Tutela e Obblighi II - III - Valutazione dei rischi Servizio di Prevenzione e Protezione IV - V - VI - Formazione Informazione e Addestramento Sorveglianza Sanitaria Gestione delle Emergenze VII - Consultazione e partecipazione dei RLS VIII - Documentazione tecnico-amministrativa e statistiche Capo IV - Disposizioni Penali6 D.Lgs. 81/2008 Titolo II e allegato IV Titolo III e allegati V-IX capo I capo II capo III Titolo IV e allegati X-XXIII capo I capo II Titolo V e allegati XXIV-XXXII Titolo VI e allegato XXXIII Titolo VII e allegato XXXIV Titolo VIII e allegati XXXV-XXXVII capo I Titolo IX e allegati XXXVIII XLIII capo I Luoghi di lavoro Attrezzature di lavoro e DPI Uso delle attrezzature di lavoro Uso dei DPI Impianti e apparecchiature elettriche Cantieri temporanei e mobili Misure di tutela nei cantieri edili Lavori in quota Segnaletica di sicurezza e salute sul lavoro Movimentazione manuale dei carichi Videoterminali Agenti fisici Disposi. comuni a tutti gli agenti fisici Sostanze pericolose Protezione da agenti chimici: dispos. generali Titolo X e allegati XLIV-XLVIII Titolo XI e allegati XLIX-LI Titolo XII Agenti biologici Atmosfere esplosive Disposizioni penali e di procedura7 D.Lgs. 81/2008 Capo I Disposizioni Generali Art. 2: definizioni Datore di Lavoro (DL), Dirigente, Preposto Lavoratore (e studente equiparato) Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) Responsabile e Addetto SPP (R-ASPP) Medico Competente (MC) Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) Prevenzione Sorveglianza sanitaria Azienda e Unità produttiva Salute Sistema di promozione della salute e sicurezza Modello di organizzazione e gestione Valutazione dei rischi Pericolo e rischio Norme tecniche, linee guida e buone prassi Formazione, informazione e addestramento Organismi paritetici Responsabilità sociale delle imprese8 D.Lgs. 81/2008 Art. 3: Campo di applicazione a tutti i Settori, pubblici e privati Capo I Disposizioni Generali Tuttavia saranno emanati decreti entro 12 mesi per: Forze armate e di Polizia Vigili del fuoco Soccorso alpino, difesa civile e servizi di protezione civile Strutture penitenziarie, giudiziarie, di sicurezza e di ordine pubblico Scuole e università Organizzazioni di volontariato Mezzi di trasporto aerei e marittimi Biblioteche, musei, archivi e strutture sottoposte a vincoli di tutele dei beni artistici, storici e culturali Attività a bordo di navi, ambito portuale e settore della pesca9 D.Lgs. 81/2008 Art. 3: Campo di applicazione Capo I Disposizioni Generali a tutti i tipi di Contratto contratti di somministrazione distacco del lavoratore lavoratore pubblico con dipendenza funzionale presso altre amministrazioni lavoratori a progetto e collaboratori coordinati e continuativi prestazioni occasionali di tipo accessorio lavoro a domicilio e contratto collettivo dei proprietari di fabbricati lavoro a distanza con impiego di attrezzature informatiche10 D.Lgs. 81/2008 Capo I Disposizioni Generali Art. 3: Campo di applicazione a tutti i tipi di Lavoratore: Lavoratore subordinato con o senza retribuzione Soggetto che svolge un attività nell ambito dell organizzazione del DL Socio lavoratore di società o cooperative anche di fatto che presti la propria opera per per conto dell ente stesso Associato in partecipazione il cui apporto consiste in prestazioni d opera nell ambito della organizzazione stessa Beneficiario di tirocini formativi e di orientamento professionale o di alternanza studio-lavoro Studente di ogni ordine e grado o il partecipante a corsi di formazione ove si faccia uso di laboratori, agenti chimici, fisici o biologici e attrezzature in genere compreso i VDT, limitatamente al periodo di utilizzo (art. 2,comma a) Volontari delle varie associazioni compresi quelli dei Vigili del Fuoco o della Protezione Civile Lavoratori socialmente utili Lavoratori autonomi (si applicano solo gli art. 21 e 26) Componenti dell impresa familiare (si applica l articolo 21)11 OBBLIGHI del DIRIGETE SCOLASTICO/DL enunciati nell art.18 Si possono così riassumere: 1. nomina delle figure preposte alla sicurezza e degli addetti all emergenza (figure sensibili) 2. formazione di R-ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti valutazione dei rischi 4. individuazione, programmazione e attuazione delle misure di prevenzione e protezione 5. stesura e aggiornamento del DVR 6. informazione, formazione e addestramento dei lavoratori 7. organizzazione dell emergenza 8. sorveglianza sanitaria e nomina del Medico Competente (quando previsto) 9. gestione della sicurezza (nell ottica del miglioramento continuo) 10. promozione della didattica della sicurezza rivolta agli allievi Le modifiche introdotte dal D.Lgs. 106/09 all art. 18 sono poche (vedi successive precisazioni)12 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 1. nomina delle figure preposte alla sicurezza e gli addetti all emergenza (figure sensibili) RSPP Per ogni istituzione scolastica ci può essere solo un RSPP Svolgimento della funzione da parte del DS (art. 34) Condizioni: - possesso dei requisiti formativi (16 ore ex D.M. 16/1/97, previste modifiche + aggiornamento) - numero dei lavoratori non superiore a 200, esclusi gli allievi (art. 4 c.1 lett. c). Nomina di un lavoratore del proprio istituto (art. 32 c. 8) Nomina di un lavoratore di un altra unità scolastica (art. 32 c. 8) Nomina di un esperto esterno, se non reperibile personale della scuola (art. 32 c. 9) La nomina di un RSPP interno, diverso dal DS, deve essere intesa come la soluzione da preferirsi13 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 1. nomina delle figure preposte alla sicurezza e gli addetti all emergenza (figure sensibili) RSPP interno Da inquadrare funzionalmente con modalità che garantiscano risorse dedicate in termini di tempo a disposizione.e/o di compenso (da definire in relazione a dimensione/complessità scuola) Requisiti: Attestato ex D.Lgs. 195/03 Opportune: funzione docente, competenze organizzative e comunicative, in subordine, tecniche14 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 1. nomina delle figure preposte alla sicurezza e gli addetti all emergenza (figure sensibili) ASPP Obbligatorio almeno un ASPP se RSPP esterno, compreso RSPP di un altra unità scolastica (art. 32 c. 10) Opportuno in tutti i casi, maggiormente se la funzione di RSPP è svolta dal DS Numero in relazione a dimensione /complessità scuola 81 Requisiti: attestato ex D.Lgs. 195/03 opportune: funzione docente, competenze organizzative e comunicative, in subordine, tecniche Nel caso il RSPP sia esterno, opportuno precisare i compiti dell ASPP, tra i quali il rapporto con RSPP.15 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 1. nomina delle figure preposte alla sicurezza e gli addetti all emergenza (figure sensibili) COMPITI SPP (art. 33) valutazione dei rischi individuazione ed elaborazione delle misure, anche procedurali, di prevenzione e protezione proposta di programmi di informazione e formazione partecipazione alla riunione periodica informazione dei lavoratori16 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 1. nomina delle figure preposte alla sicurezza e gli addetti all emergenza (figure sensibili) ADDETTI EMERGENZA (art. 43) Criteri di scelta: lavoratori consenzienti (anche se non possono rifiutare la designazione, se non per giustificato motivo), in posizione funzionale e lavorativa adeguata alle esigenze organizzative Opportuna individuazione dei coordinatori squadra antincendio e addetti PS Definizione incentivazioni per coordinatori e addetti Requisiti addetti: attestati corsi formazione ex D.M. 10/3/98 per antincendio e ex D.M. 388/03 per PS Opportuno dare un incarico agli addetti e ai relativi coordinatori che precisi i compiti non direttamente previsti dalla norma (es. verifica periodica del contenuto della cassetta PS, registrazione degli interventi di PS) o eventuale dotazione assegnata (es. mascherina per rianimazione, cellulare)17 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 1. nomina delle figure preposte alla sicurezza e gli addetti all emergenza (figure sensibili) RLS L elezione (o designazione) del RLS è di competenza dei lavoratori (no DS, no SPP) Viene individuato prioritariamente dalle RSU tra le RSU (se presenti e consenzienti), altrimenti dai lavoratori (esclusi gli studenti equiparati) tra tutti i lavoratori (consenzienti), altrimenti, se nessuno intende assumersi l incarico, NON viene designato (ipotesi di RLS Territoriale) Internamente alla scuola, la nomina va comunicata formalmente al DS Verso l esterno, il DS ha l obbligo di comunicare all INAIL provinciale la nuova nomina del RLS (art. 18 c. 1 lett. aa) e, quando sarà attivata la via telematica per la comunicazione (nota INAIL), il RLS in carica attuale 10618 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 1. nomina delle figure preposte alla sicurezza e gli addetti all emergenza (figure sensibili) RLS Il RLS deve essere consultato circa la designazione di R- ASPP, addetti emergenze ed eventuali altre figure preposte alla sicurezza (art. 50 c. 1)19 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti RSPP Prima di nominare un RSPP interno, il DS dovrà assicurare la frequenza ad un corso formativo ex D.Lgs. 195/03 dedicato al settore ATECO 8: modulo A (28 ore), B (24 ore), C (24 ore), con verifiche d apprendimento Previsto aggiornamento quinquennale di 40 ore Se RSPP esterno, il DS dovrà verificare il possesso dei medesimi requisiti formativi20 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti ASPP Prima della nomina, il DS dovrà assicurare la frequenza ad un corso formativo ex D.Lgs. 195/03 dedicato al settore ATECO 8: modulo A (28 ore), B (24 ore), con verifiche d apprendimento Previsto aggiornamento quinquennale di 28 ore La frequenza al modulo C (24 ore) risulta opportuna21 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti RLS Il DS dovrà assicurare la formazione prevista di almeno 32 ore, di cui 12 sui rischi specifici del comparto scuola (meglio se diversificati tra I e II ciclo), con verifica di apprendimento + aggiornamento periodico di almeno 8 ore/anno (modalità da stabilire in sede di contrattazione collettiva nazionale), da effettuarsi in orario di lavoro (art. 37 c. 10, 11, 12, art. 50 lett. g) 8122 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti ADDETTI ANTINCENDIO Il DS dovrà assicurare una formazione di 8 ore per presenze contemporanee per edificio inferiori a 300, di 8 ore con esame di idoneità tecnica (presso VVF) tra 300 e 1000 presenze contemporanee per edificio, di 16 ore con esame di idoneità tecnica (presso VVF) per presenze contemporanee superiori a 1000 per edificio (D.M. 10/3/98)23 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti ADDETTI PS Il DS dovrà assicurare la formazione di 12 ore con aggiornamento triennale di 4 ore (D.M. 388/03)24 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti PREPOSTI Il DS dovrà assicurare la formazione prevista dall art. 37 c. 7 e relativo aggiornamento, previa individuazione dei preposti secondo la definizione della funzione riportata nell art Persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa (art. 2).25 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti PREPOSTI Non è necessario alcun atto formale di nomina da parte del DS, essendo tale figura individuabile già sulla base dei compiti concretamente svolti dal lavoratore. Deve però essere redatta e pubblicata una lista delle persone individuate come preposti, indicando, per ognuno di questi e in modo preciso, i soggetti nei confronti dei quali si intende esercitato tale ruolo.26 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti DIRIGENTI Il DS dovrà assicurare la formazione prevista dall art. 37 c. 7 e relativo aggiornamento, previa individuazione dei dirigenti secondo la definizione della funzione riportata nell art Persona che, in ragione delle competenze professionali e dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro (DS), organizzando l attività lavorativa e vigilando su di essa (art. 2).27 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti Esempi di individuazione del preposto e del dirigente fra le varie figure scolastiche Figura scolastica Ruolo nel sistema sicurezza Compiti e responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro Soggetti nei confronti dei quali viene esercitato il ruolo di preposto / dirigente Insegnanti tecnicopratici e docenti teorici che insegnano discipline tecniche o tecnicoscientifiche, durante l utilizzo dei laboratori Preposto addestrare gli allievi all'uso di attrezzature, macchine e tecniche di lavorazione sviluppare negli allievi comportamenti di autotutela della salute promuovere la conoscenza dei rischi e delle norme di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, ai quali i laboratori sono assimilabili informare gli studenti sugli obblighi che la legge prescrive per la sicurezza nei laboratori segnalare eventuali anomalie all'interno dei laboratori Limitatamente alle condizioni nelle quali i propri studenti sono equiparati a lavoratori (quando frequentano i laboratori)28 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti Esempi di individuazione del preposto e del dirigente fra le varie figure scolastiche Figura scolastica Ruolo nel sistema sicurezza Compiti e responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro Soggetti nei confronti dei quali viene esercitato il ruolo di preposto / dirigente Dirigente Persona particolarmente qualificata, responsabile della direzione generale degli uffici amministrativi e di altro personale ausiliario Personale amministrativo e ausiliario DSGA Preposto Sovrintendere il lavoro del personale amministrativo Sorvegliare che il lavoro d ufficio venga svolto secondo le procedure di sicurezza definite dal DS Assicurarsi che le postazioni di VDT siano rispondenti a quanto indicato dal RSPP e che non vengano modificate Personale di segreteria e amministrativo in genere Responsabile di ufficio, Capoufficio Preposto Persona particolarmente qualificata, responsabile della direzione dell ufficio Personale del proprio ufficio29 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti Esempi di individuazione del preposto e del dirigente fra le varie figure scolastiche Figura scolastica Ruolo nel sistema sicurezza Compiti e responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro Soggetti nei confronti dei quali viene esercitato il ruolo di preposto / dirigente Coordinatore o caposquadra del personale ausiliario (se presente nell organizzazione della scuola) Preposto Persona che si trova in una posizione di supremazia gerarchica in seno all organizzazione scolastica, tale cioè da porla in condizioni di sovrintendere alle attività lavorative di altri lavoratori, soggetti ai suoi ordini Personale ausiliario Capo Ufficio Tecnico Preposto Persona particolarmente qualificata, responsabile della direzione generale dell Ufficio Tecnico e del personale ad esso assegnato (es. manutentori) Personale tecnico assegnato all Ufficio Tecnico in relazione all organizzazione della scuola30 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 2. formazione di RSPP e ASPP, RLS, figure sensibili, preposti, dirigenti Esempi di individuazione del preposto e del dirigente ra le varie figure scolastiche Figura scolastica Ruolo nel sistema sicurezza Compiti e responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro Soggetti nei confronti dei quali viene esercitato il ruolo di preposto / dirigente Responsabile del magazzino Preposto Persona particolarmente qualificata, responsabile della direzione generale del magazzino Personale addetto al magazzino Coordinatore delle biblioteca Preposto Persona particolarmente qualificata, responsabile della direzione generale della biblioteca Personale addetto alla biblioteca Vicepreside, vicario, direttore di plesso Dirigente Persona particolarmente qualificata, con autonomia gestionale e decisionale, con margini di discrezionalità e influenza sull organizzazione del lavoro Tutto il personale dipendente della scuola o del plesso31 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 3. valutazione dei rischi La valutazione dei rischi è un processo continuo, che deve riguardare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell istituto, (art. 28 c. 1). 81 Richiede la collaborazione del SPP e dell eventuale MC, e la realizzazione delle attività connesse alla valutazione deve avvenire previa consultazione del RLS (art. 29, art. 50 c. 1). Il DS può fare ricorso a consulenti esterni per rischi che richiedano competenze tecniche specifiche.32 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 4. individuazione e programmazione delle misure di prevenzione e protezione Ai rischi individuati devono seguire azioni correttive di tipo tecnico, procedurale e organizzativo, informativo e formativo, come indicato dall art. 15. Per le soluzioni strutturali e di manutenzione, il DS dovrà inoltrare richiesta formale di adempimento all ente proprietario dell edificio scolastico (art. 18 c. 3). Il RLS dovrà essere consultato preventivamente all individuazione e programmazione delle misure (art. 50 c. 1 lett. b) e potrà inoltrare proposte in merito (art. 50 c. 1 lett. h, m).33 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 5. stesura e aggiornamento del DVR Il DVR dovrà indicare (art. 28 c. 2): i criteri di valutazione adottati le misure di prevenzione e protezione collettive e individuali attuate il programma delle misure per migliorare nel tempo i livelli di sicurezza le procedure e le competenze per l attuazione delle misure le mansioni che espongano a rischi particolari i nominativi di RSPP, RLS e MC che ha partecipato alla valutazione 81 La sottoscrizione del DVR, insieme al DS, da parte di tutti i soggetti coinvolti (RSPP, MC, RLS) assolve all obbligo di certificare la data del DVR. E possibile utilizzare anche un supporto informatico per l archiviazione dl DVR 10634 Come fare la valutazione dei rischi I RISCHI DA VALUTARE I rischi presenti negli ambienti secondo i requisiti minimi dei luoghi di lavoro previsti dal titolo II I rischi delle attrezzature di lavoro, verificando la rispondenza con i requisiti di sicurezza indicati al titolo III I rischi specifici connessi con le mansioni presenti nell organizzazione I rischi normati che richiedono una sezione di valutazione approfondita, ad esempio: Movimentazioni manuale di carichi VDT Rumore Sostanze e prodotti chimici Amianto (se presente) Agenti biologici (se presenti) I nuovi rischi35 Come fare la valutazione dei rischi I NUOVI RISCHI 81 Stress lavoro-correlato, secondo accordo europeo 8 ottobre 2004 Rischi riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo il D.Lgs. 151/2001 Rischi connessi alle differenze di genere Rischi connessi alle differenze di età Rischi connessi alle differenze di provenienza da altri Paesi36 Come fare la valutazione dei rischi Stress lavoro-correlato secondo accordo europeo 8 ottobre 2004 Rischi legati al contesto di lavoro funzione e cultura organizzativa ruolo nell organizzazione sviluppo carriera modalità di presa decisioni stili di gestione e controllo mobilità e trasferimenti relazioni interpersonali Contenuto del lavoro Tipo di compito Ritmi e orari di lavoro Carichi di lavoro Autonomia Professionalità Condizioni ambientali Rumore/Riverbero Microclima Condizioni ergonomiche sfavorevoli37 Accordo Europeo in tema di stress da lavoro dell 8/10/2004 «Lo stress è uno stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali e che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti». Alcuni Indicatori suggeriti dall Accordo Europeo: alto assenteismo elevata rotazione del personale conflitti interpersonali lamentele frequenti da parte dei lavoratori Alcuni elementi di analisi/misura suggerite dall Accordo Europeo dell organizzazione e i processi di lavoro delle condizioni e l ambiente di lavoro della comunicazione dei fattori soggettivi Alcune cause indicate dalla letteratura medica: - ripetuti mutamenti di turno - lavoro notturno - prestazione di attività lavorativa in emergenza - lavoro ripetitivo38 Come fare la valutazione dei rischi ESEMPIO di VALUTAZIONE dei RISCHI DI STRESS LAVORO-CORRELATO fra il PERSONALE DOCENTE e NON DOCENTE delle scuole 1. Raccolta dati oggettivi assenteismo: giorni di assenza per malattia rapportati al numero dei lavoratori divisi per categoria e genere (andamento negli ultimi 3 anni) ritardi sistematici esposti di classi o genitori numero di invii alla Commissione L. 300/70 per problemi connessi a comportamenti o assenze ripetute per malattia (andamento negli ultimi 3 anni) segnalazioni a DS, DSGA; R-ASPP, RLS di problemi connessi a relazioni o organizzazione del lavoro Segnalazioni (anonime) da parte del Medico Competente di problematiche riferite o sindromi correlabili a questi aspetti emerse in corso di sorveglianza sanitaria Tale indagine viene organizzata dal SPP, condivisa da RLS ed eventuale MC, approvata dal DS. Comporta il coinvolgimento di DS, DSGA e segreteria, MC, RLS.39 Come fare la valutazione dei rischi ESEMPIO di VALUTAZIONE dei RISCHI DI STRESS LAVORO-CORRELATO fra il PERSONALE DOCENTE e NON DOCENTE delle scuole 2. Indagine soggettiva rivolta a figure di riferimento colloquio/intervista con DS, DSGA, dirigenti, preposti, insegnanti coordinatori classi, allievi e genitori rappresentanti di classe, docente referente CIC sul clima relazionale 3. Indagine soggettiva rivolta ai lavoratori Somministrazione, da parte del SPP, di un questionario, differenziato per personale docente e non docente Tali indagini vengono realizzate dal SPP, gli strumenti sono in fase di studio e validazione da parte del40 Come fare la valutazione dei rischi Rischi riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza secondo il D.Lgs. 151/01 Riconoscimento delle mansioni vietate (spostamento o astensione anticipata) Verifica dei rischi per la gestante anche per le mansioni non vietate (adozione di precauzioni o spostamento o astensione anticipata) Rischi connessi alle differenze di genere Garantire pari opportunità (elementi che provocano effetti diversi a seconda del sesso e che pregiudicano formazione, carriera, ecc.) Rischi da molestie (condotte continuative che creano situazioni intimidanti, ostili e offensivi) Rischi connessi alle differenze di età: Allievi giovanissimi (ridotta percezione del rischio, custodia, sorveglianza, ecc.) Maturi di età superiore ai 55 anni Rischi ergonomici Orario, turni e ritmi di lavoro Rischi connessi alle differenze di provenienza da altri Paesi Difficoltà linguistiche (anche connesse all in-formazione sulla sicurezza) Differenze culturali e religiose (clima d aula)41 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 5. stesura e aggiornamento del DVR L aggiornamento del DVR deve avvenire a seguito di rischi evidenziati da infortuni significativi occorsi e per ogni variazione sostanziale delle situazioni e condizioni di lavoro (art. 29 c. 3). 81 Il DVR deve essere custodito presso l istituto al quale si riferisce (nel caso di più sedi/plessi presso la sede centrale) (art. 29 c. 4). Su precisa richiesta, il RLS ha diritto di ricevere 81 copia del DVR (art. 50 c. 4, art. 18 c. 1 lett. o). Opportuno definire le competenze e le modalità di coinvolgimento del RLS in caso di modifiche e regolamentare l eventuale accesso al DVR da parte di figure diverse dal R-ASPP, RLS (es. richiesta scritta motivata) o l illustrazione ai lavoratori dei contenuti in occasione di incontri informativi.42 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 5. stesura e aggiornamento del DVR Rispetto agli infortuni che accadono a scuola, il DS ha l obbligo di (art. 18 c. 1 lett. r): 81 ai fini statistici e informativi, comunicare all INAIL provinciale gli infortuni con assenza di almeno 1 giorno, escluso quello dell evento (attendere nota INAIL sull attivazione della via telematica) ai fini assicurativi, comunicare all INAIL provinciale gli infortuni con assenza di almeno 3 giorni, escluso quello dell evento (idem c.s.) Infortunio significativo: per l obbligo di aggiornare il DVR, definire cosa si intende per significativo43 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 5 bis. stesura del DUVRI in caso di contratti d appalto art. 26 Il committente (DS o Ente proprietario dell edificio): verifica l idoneità tecnico professionale (impresa appaltatrice o lavoratore autonomo): Acquisizione del certificato di iscrizione alla CCIAA Acquisizione dell autocertificazione del possesso dei requisiti fornisce dettagliate (funzionali e non generiche) informazioni sui rischi specifici presenti nell edificio scolastico e sulle misure di prevenzione ed emergenza adottate promuove la cooperazione e il coordinamento con la ditta appaltatrice, elaborando un Documento Unico di Valutazione dei Rischi di Interferenza (DUVRI), che indica le misure adottate per eliminare le interferenze tra le attività della suola e quelle dell impresa 8144 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 5 bis. stesura del DUVRI in caso di contratti d appalto art. 26 L obbligo di redigere il DUVRI non si applica a: servizi di natura intellettuale (consulenze, esperti esterni, ecc.) mere forniture di materiali o attrezzature (fornitori abituali, ditte di distribuzione di generi alimentari, ecc.) lavori o servizi di durata non superiore ai 2 giorni (salvo casi molto particolari, infrequenti in ambito scolastico) 106 Nel caso in cui il committente sia l Ente proprietario dell edificio (Comune o Provincia): la stesura del DUVRI e di competenza dell Ente (sulla base di una ricognizione dei rischi standard relativi alla prestazione) il DS integra il DUVRI riferendolo a rischi specifici d interferenza dei luoghi in cui si svolgerà l opera 10645 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 5 bis. stesura del DUVRI in caso di contratti d appalto art. 26 Tutte le imprese appaltatrici o subappaltatrici 81 cooperano alla attuazione delle misure di prevenzione e protezione per i rischi incidenti sull attività lavorativa oggetto dell appalto coordinano gli interventi di prevenzione e protezione informandosi reciprocamente al fine di eliminare i rischi dovute alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese forniscono tutto il loro personale di tessera di riconoscimento corredata di fotografia contenente le generalità del lavoratore e l indicazione del DL Il contratto di appalto deve riportare: i costi relativi alla sicurezza (non soggetti a ribasso) Il DUVRI (in allegato)46 Obbligo di cooperazione e coordinamento L azione di cooperazione, prima e durante tutta l esecuzione dei lavoro consiste Realizzare gli interventi provvisionali, le misure e gli accorgimenti necessari per eliminare o ridurre al minimo i rischi comuni (pericoli che per effetto delle opere eseguite dall appaltatore vanno a incidere sia sui dipendenti del committente che su quelli dell appaltatore Le azioni di coordinamento consistono in Eliminare i rischi prodotti dalla circostanza che più lavoratori di imprese diverse siano coinvolti nell esecuzione di un opera complessiva. Significa collegare razionalmente le varie fasi di lavoro in modo da evirare disaccordi, sovrapposizioni intralci. Valutazione pianificata del lavoro e della tempistica delle fasi operative47 DIRIGENTE SCOLASTICO/DL 6. informazione, formazione e addestramento dei lavoratori L informazione verte sui rischi generali e specifici dell istituto, sulle misure di prevenzione e protezione adottate, sull organigramma della sicurezza e sulle misure per gestire l emergenza, (art. 36 c. 1 e 2). Deve essere assicurata dal SPP (art. 33 c. 1). La formazione verte sugli aspetti indicati dall art. 37 c. 1, 3 (concetti generali e rischi delle mansioni); deve essere assicurata, così come l addestramento, all inizio del rapporto lavorativo e in occasione di cambio di mansione o di introduzione di nuovi fattori di rischio (art. 37 c. 4); va ripetuta periodicamente (art. 37 c. 6). 81 Le attività formative devono avvenire in orario di lavoro e senza oneri economici a carico dei lavoratori (art. 37 c. 12) (da intendersi anche per le attività di informazione). Vedere altro
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 art. 26
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