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Timestamp: 2020-02-22 22:19:52+00:00

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Dichiarazione tardiva entro 90 giorni: guida - Fiscomania
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Per dichiarazione tardiva si intende la dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine di legge. Le dichiarazioni tardive sono valide, salva l’applicazione delle sanzioni.
Chi può presentare la dichiarazione tardiva?
Dichiarazione presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni
Dichiarazione presentata entro il termine per quella successiva
Tabella sanzioni per dichiarazione tardiva
Esempio di ravvedimento operoso per dichiarazione tardiva
Dichiarazione tardiva: conclusioni
Sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine. Salva restando l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo (art. 2 co. 7 del DPR n 322/98). Pertanto, spirati 90 giorni dal termine, “agli occhi” del legislatore la dichiarazione cessa di essere tardiva e diviene omessa.
Questo significa, sostanzialmente che, se hai dimenticato di presentare una dichiarazione dei redditi o IVA nella scadenza ordinaria hai ancora una possibilità. Si tratta, appunto, della dichiarazione tardiva, che se presentata entro 90 giorni dalla scadenza, considera validamente presentata la dichiarazione stessa.
Vediamo, di seguito, tutte le informazioni utili sulla dichiarazione tardiva.
Possono presentare la dichiarazione tardiva i contribuenti che, per scelta o per errore, non hanno presentato la dichiarazione dei redditi o la dichiarazione IRAP o la dichiarazione IVA entro la scadenza. Come ad esempio:
Persone fisiche, titolari e non di partita IVA
Società: di persone, di capitali, studi professionali e società fiduciarie, cooperative
La dichiarazione tardiva è punita con una pena fissa, da 250 euro a 1.000 euro (C.M. 25.1.99 n. 23, cap. I, § 1.2).
A ben vedere, l’art. 1 del DLgs. n 471/97 contempla tale sanzione per il diverso caso in cui, nonostante l’omessa dichiarazione, non siano dovute imposte.
Si pensi alla dichiarazione che, se fosse stata presentata, sarebbe stata a credito, o di un soggetto che, sebbene tenuto all’obbligo dichiarativo, abbia posseduto solo redditi esenti, ma non di certo la fattispecie in cui la dichiarazione sia stata presentata tardivamente.
È sanzionabile pure l’omesso versamento delle imposte, nella misura del 30% o del 15% ex art. 13 del DLgs. n 471/97 (circ. Agenzia delle Entrate 12.10.2016 n. 42).
Ove la dichiarazione sia presentata entro il termine per l’invio di quella per il periodo d’imposta successivo e comunque prima dell’inizio di un controllo fiscale, la sanzione è dimezzata, e diviene quindi dal 60% al 120% delle imposte dovute, con un minimo di 200 euro (articolo 1 comma 1 e 5 co. 1 del DLgs n 471/97 post DLgs. n 158/2015).
Se non sono dovute imposte la sanzione è da 150 euro a 500 euro per la dichiarazione dei redditi e IRAP e da 150 euro a 1.000 euro per la dichiarazione IVA.
È possibile affermare che, sebbene, ex art. 13 co. 1 lett. c) del DLgs. n 472/97, il ravvedimento operoso sia possibile solo entro novanta giorni dalla violazione, possa talvolta essere opportuno trasmettere la dichiarazione decorsi i 90 giorni. Questo in quanto il contribuente potrebbe beneficiare del dimezzamento delle sanzioni e della non punibilità per il reato di omessa dichiarazione (vedasi l’art. 13 del DLgs. n 74/2000).
Il dimezzamento delle sanzioni opera se non è iniziato alcun controllo di natura tributaria. Mentre ai fini della causa di non punibilità è necessario sia il pagamento delle imposte sia l’assenza di controlli anche di natura penale.
Dichiarazione dei redditi e IRAP presentata entro i 90 giorni Da 250 euro a 1.000 euro (circ. Agenzia delle Entrate 12.10.2016 n. 42)
La Dichiarazione IVA presentata entro i 90 giorni Dai 250 euro a 2.000 euro (circ. Agenzia delle Entrate 12.10.2016 n. 42)
Dichiarazione dei redditi/IRAP/IVA presentata entro il termine per l’invio di quella successiva Dal 60% al 120% delle imposte dovute (minimo 200 euro) Articolo 1 co. 1 e 5 co. 1 del DLgs 471/97
La Dichiarazione dei redditi/IRAP presentata entro il termine per l’invio di quella successiva (se non sono dovute imposte) Da 150 euro a 500 euro Art. 1 co. 1 del DLgs. 471/97
Dichiarazione IVA presentata entro il termine per l’invio di quella successiva (se non sono dovute imposte) Da 150 euro a 1.000 euro Art. 5 co. 3 del DLgs. 471/97
Per effetto dell’art. 7 co. 4-bis del DLgs. 472/97, introdotto dal DLgs. 158/2015, “salvo quanto diversamente disposto da singole leggi di riferimento, in caso di presentazione di una dichiarazione o di una denuncia entro trenta giorni dalla scadenza del relativo termine, la sanzione è ridotta della metà“. Ciò non opera per le dichiarazioni dei redditi e IVA (circ. Agenzia delle Entrate 12.10.2016 n. 42).
Il più frequente caso di ravvedimento della dichiarazione attiene alla presentazione della cosiddetta dichiarazione tardiva.
Se la dichiarazione omessa alla scadenza ordinaria viene presentata entro 90 giorni dal termine ordinario, essa è valida a tutti gli effetti (Circolare n. 11/E/2010). Dopo il termine dei 90 giorni la dichiarazione resta inevitabilmente omessa.
Il ravvedimento della dichiarazione tardiva, presentata nel termine di 90 giorni, ha un costo particolarmente contenuto.
In particolare possiamo trovarci di fronte due casi particolari:
Dichiarazione tardiva senza imposte dovute – La lettera c) del comma 1 dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Prevede che in questo caso, la sanzione venga ridotta a 1/10 del minimo. In pratica, in assenza di imposte dovute, la regolarizzazione comporta il versamento della sanzione ridotta a €. 25 (codice tributo “8911”), in quanto la sanzione piena applicabile è di €. 258;
Poniamo il caso di una società di capitali che non ha inviato entro i termini (per l’anno “n”) il modello Redditi SC relativo all’anno “n-1”.
Le imposte sono state regolarmente versate alle scadenze previste.
La violazione può essere sanata in base alle disposizioni di cui alla lettera c) dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997 entro 90 giorni.
Per cui, entro i 90 giorni successivi alla scadenza del modello nell’anno “n” o eventualmente nell’anno “n+1” deve essere presentata la dichiarazione.
Per perfezionare il ravvedimento operoso, oltre ad inviare il modello Redditi SC, è necessario versare anche la relativa sanzione ridotta pari a €. 25,00 (1/10 di €. 258,00). Il versamento della sanzione deve avvenire con modello F24, utilizzando il codice tributo 8911, periodo di riferimento l’anno in cui è stata commessa la violazione, in questo caso l’anno “n”.
Nel caso in cui la dichiarazione venga presentata con un ritardo superiore a 90 giorni, ovvero nel caso in cui siano stati riscontrate le altre ipotesi che rendono la dichiarazione come “omessa” (dichiarazione presentata su modelli non conformi, non sottoscritta dal contribuente, ecc), è prevista molto onerosa.
In questo caso si applica una sanzione amministrativa che va dal 120% al 240% delle imposte dovute, con un minimo di € 250,00. Si tratta della sanzione applicabile per la “dichiarazione omessa“.
Tali sanzioni sono raddoppiate nel caso in cui si siano omessi redditi da locazione di immobili abitativi. Inoltre, la sanzione può essere aumentata fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili e che esiste una specifica maggiorazione di 1/3 per le sanzioni calcolate sui redditi prodotti all’estero.
Questo tipo di sanzioni sono quelle che imputerà l’Agenzia delle Entrate nel momento in cui effettuerà un accertamento induttivo nei confronti del contribuente.
Concretamente, la possibilità di trovarsi di fronte ad una fattispecie di dichiarazione tardiva è assai frequente nella pratica.
Negli ultimi anni il legislatore sta modificando le date di scadenza di presentazione dei vari modelli dichiarativi. Questo aspetto, può contribuire a creare confusione.
Per questo motivo se ti sei accorto di essere incappato in questa fattispecie devi ricordarti di utilizzare il ravvedimento operoso per il calcolo ed il versamento della sanzione ridotta di € 25,00. Assieme al versamento della sanzione può essere presentata la dichiarazione dei redditi.
Qualora, invece, tu ti sia accordo della dimenticanza oltre la scadenza dei 90 giorni, ti trovi di fronte ad una fattispecie di dichiarazione omessa, ed in questo caso le conseguenze a tuo carico sono sicuramente maggiori. Questo, in quanto, anche se presenti la dichiarazione la stessa per l’Amministrazione finanziaria “rimane omessa“. Questo determina metodologie di accertamento dei redditi indicati assai più invasive (accertamento induttivo).
In questo caso il consiglio che posso darti è quello di rivolgerti ad un professionista preparato che possa analizzare la tua situazione e fornirti le migliori soluzioni.
Se hai un dubbio o desideri ricevere una mia consulenza, contattami al link seguente.
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References: § 1
 art. 13
 art. 13
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 5