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Timestamp: 2019-04-26 14:01:58+00:00

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Statuto - 2 di 2 :: Comune di Trenzano :: il paese delle risorgive e dei fontanili
Statuto - 2 di 2
TITOLO III - PARTECIPAZIONE E TRASPARENZA
Art. 46 - Partecipazione dei cittadini
Il Comune incentiva e garantisce la partecipazione dei cittadini all’Amministrazione locale.
Il Comune, per assicurare il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza, valorizza le libere forme associative incentivandone l’accesso alla struttura ed ai servizi dell’ente.
Il Comune, a tal fine, favorisce la formazione di organizzazioni di volontariato, di associazioni senza scopo di lucro con finalità umanitarie, scientifiche, culturali, religiose, di promozione sociale, civile e sportiva, di salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale ed artistico.
Le organizzazioni di cui al comma precedente, al fine di intrattenere rapporti col Comune ed avere accesso alle strutture dovranno presentare domanda di iscrizione nell’apposito albo.
L’iscrizione all’albo è deliberata dalla Giunta Comunale entro 45 giorni dalla richiesta.
La Segreteria Comunale è incaricata della conservazione dell’albo delle associazioni, suddiviso per categorie di finalità.
La valorizzazione delle libere forme associative può avvenire mediante concessione di contributi finalizzati e/o concessione in uso di locali di proprietà comunale, previe apposite convenzioni, volte a favorire lo sviluppo socio – economico, politico e culturale della comunità.
Il Comune garantisce in ogni circostanza e in qualunque momento la libertà, l’autonomia, l’imparzialità e, a parità di rappresentatività, uguaglianza di trattamento a tutte le libere forme associative e a tutti gli organismi di partecipazione.
Il Comune, nel perseguimento dei suoi obiettivi primari, può stabilire accordi, convenzioni, protocolli di intesa con gli enti di cui al presente articolo comma 3.
Art. 47 - Consultazioni
Il Comune consulta, anche su loro richiesta, le organizzazioni dei sindacati dei lavoratori dipendenti ed autonomi, le organizzazioni della cooperazione e le altre formazioni economiche e sociali.
L’apposito regolamento stabilisce le modalità ed i termini della consultazione.
Art. 48 - Diritto di petizione e di interrogazione
I cittadini e le organizzazioni di cui all'articolo 46 possono rivolgere petizioni al Consiglio comunale per chiedere provvedimenti o esporre comuni necessità.
Le organizzazioni di cui all'articolo 46 possono rivolgere interrogazioni scritte al Consiglio comunale, purché relative alle materie in cui abbiano interesse ed hanno diritto alla risposta scritta.
Il regolamento consigliare stabilisce le modalità di esercizio ed i casi di inammissibilità del diritto di petizione e di interrogazione.
Art. 49 - Diritto di iniziativa
L'iniziativa popolare per la formazione dei regolamenti comunali e dei provvedimenti amministrativi di interesse generale si esercita mediante la presentazione al Consiglio comunale di proposte redatte, rispettivamente, in articoli o in schemi di deliberazione.
La proposta deve essere sottoscritta da un numero di elettori pari ad almeno trecento.
Sono escluse dall'esercizio del diritto d'iniziativa le seguenti materie:
c) espropriazioni per pubblica utilità;
d) designazioni dei componenti in commissioni e altri organi collegiali e nomine di amministratori o rappresentanti in enti, aziende o società;
e) attività amministrative vincolate in forza di legge.
Il Comune, nei modi stabiliti dal regolamento, agevola le procedure e fornisce gli strumenti per l'esercizio del diritto d'iniziativa.
Art. 50 - Procedura per l'approvazione della proposta
La commissione consigliare, appositamente costituita, decide sulla ricevibilità ed ammissibilità formale delle proposte e presenta la sua relazione al Consiglio comunale entro trenta giorni da quello in cui è stata investita.
Il Consiglio comunale è tenuto a prendere in esame la proposta d'iniziativa entro sessanta giorni dalla presentazione della relazione della commissione.
Qualora per qualsiasi motivo la commissione non venga costituita, ovvero non presenti la relazione entro i termini del primo comma, ovvero la questione non sia esaminata dal Consiglio entro i termini del secondo comma, ciascun consigliere ha facoltà di chiedere che la proposta venga iscritta di diritto all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio comunale.
Art. 51 - Referendum
Il Comune riconosce nell’istituto del referendum uno degli strumenti più incisivi di democrazia diretta ed un valido mezzo per consentire una effettiva partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa, agevolando il rapporto fra organi elettivi e corpo elettorale. Sono ammessi referendum sulle questioni di rilevanza locale, interessanti l’intera collettività comunale, con l’esclusione, oltre a casi di cui all’art. 49 comma 3, delle materie seguenti:
a) atti che abbiano contenuto di regolamento;
b) mutui e prestiti;
c) atti programmatici;
d) ordinanze sindacali;
e) occupazioni d’urgenza;
f) funzionamento degli organi comunali;
g) pubblico impiego;
h) diritti delle minoranze;
i) atti già attuati, anche parzialmente, mediante impegni assunti con terzi.
Si fa luogo a referendum qualora sia richiesto da parte di un numero di elettori pari ad almeno ottocento, ovvero qualora sia deliberato dal Consiglio comunale a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al Comune.
Il regolamento disciplina le modalità per la raccolta e la autenticazione delle firme dei sottoscrittori e per lo svolgimento delle operazioni di voto.
Il quesito sottoposto a referendum è approvato se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli elettori e se ha raggiunto la maggioranza dei voti validamente espressi.
Entro novanta giorni dalla proclamazione dell'esito favorevole del referendum, proclamazione da effettuarsi dal presidente del primo seggio elettorale presso il quale dovranno pervenire i risultati dei voti espressi negli altri seggi, il Sindaco è tenuto a chiedere l’inserimento all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di un provvedimento conforme al quesito sottoposto a referendum.
Il Consiglio Comunale potrà discostarsi dal risultato della consultazione solo a maggioranza di 5/6 dei suoi componenti.
Non possono essere sottoposte a consultazione referendaria questioni già oggetto di referendum effettuato nei cinque anni precedenti.
CAPO II - PARTECIPAZIONE AI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI
Art. 52 - Avvio del procedimento
Il Comune deve dare notizia dell'avvio del procedimento mediante comunicazione personale, ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento è destinato a produrre effetti, a quelli che per legge possono intervenire, ai richiedenti in caso di procedimento su istanza di parte ed ai soggetti, individuati o facilmente individuabili, ai quali possa derivare pregiudizio dal provvedimento stesso.
c) le modalità con cui si può avere notizia del procedimento e prendere visione degli atti;
d) l'iter al quale il provvedimento è subordinato ed, anche sommariamente, i tempi necessari alla conclusione.
Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede a rendere noti gli elementi di cui al precedente comma, mediante idonee forme di pubblicità di volta in volta stabilite dall'amministrazione medesima.
Art. 53 - Partecipazione al provvedimento
Coloro che sono portatori di interessi, pubblici e privati, e le associazioni portatrici di interessi diffusi hanno facoltà di intervenire nel procedimento, qualora possa loro derivare un pregiudizio dal provvedimento.
I soggetti di cui all'articolo 52 e gli intervenuti di cui al comma 1 del presente articolo, hanno diritto di prendere visione degli atti del procedimento e di presentare memorie scritte e documenti, che l'amministrazione ha l'obbligo di valutare, qualora siano pertinenti all'oggetto del procedimento.
Art. 54 - Conclusione del procedimento
Tutti i provvedimenti suscettibili di incidere sugli interessi legittimi o sui diritti soggettivi, debbono essere conclusi in forma espressa.
Gli stessi provvedimenti, con l'eccezione di quelli normativi o a contenuto generale, debbono essere motivati indicando i presupposti di fatto, le ragioni giuridiche, i pareri intervenuti, in relazione alle risultanze istruttorie.
Ogni provvedimento notificato al destinatario deve indicare i termini e l'autorità cui è possibile ricorrere.
CAPO III - DIRITTO DI ACCESSO E DI INFORMAZIONE
Art. 55 - Pubblicità degli atti
Tutti gli atti del Comune e degli enti ed aziende da esso dipendenti sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa disposizione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione, rispettivamente del Sindaco o del presidente degli enti ed aziende, che ne vieti la esibizione qualora la loro diffusione possa pregiudicare il diritto di riservatezza delle persone, di enti o di imprese.
Negli uffici comunali devono essere tenute a disposizione dei cittadini le raccolte della Gazzetta Ufficiale della Repubblica, del Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, degli Statuti e dei regolamenti comunali, l'elenco dei responsabili dei servizi con le relative mansioni, le tariffe dei servizi, tasse, contributi, utenze, di competenza comunale; il tutto anche in forma informatizzata purché facilmente accessibile.
Art. 56 - Diritto di accesso
Tutti i cittadini, singoli o associati, hanno diritto di prendere visione degli atti e dei provvedimenti adottati dagli organi del Comune o degli enti ed aziende dipendenti, secondo le modalità ed i limiti stabiliti dal regolamento comunale per la disciplina del diritto di accesso agli atti amministrativi.
CAPO IV - STRUTTURE ED ISTITUTI COMPLEMENTARI
Art. 57 - Strutture sub-comunali
Il Consiglio comunale può costituire enti, aziende, istituzioni, fondazioni, consorzi, associazioni, società, e disporre la partecipazione ad essi, disciplinandone i compiti, la struttura organizzativa, ivi compreso gli organi decisionali e di gestione, i mezzi finanziari, i limiti di indirizzo, autonomia e controllo e la dotazione organica.
Art. 58 - Le Commissioni Consultive
Fuori dai casi di cui all'articolo 32, e ferme restando le commissioni obbligatorie per legge, possono essere istituite commissioni consultive, per materie omogenee, per un apporto collaborativo ai fini del conseguimento del pubblico interesse.
La composizione, il funzionamento, e l'attività di tali commissioni sono stabilite con regolamento, che dovrà basarsi sui seguenti principi:
a) pubblicità delle sedute, ad esclusione di casi eccezionali e motivati;
b) garanzia di rappresentanza dei gruppi consiliari, tramite commissari da essi designati o indicati;
c) gratuità della funzione e formalità delle attività svolte;
d) incompatibilità, decadenza per mancata partecipazione o per dimissioni similmente a quanto previsto per le commissioni consiliari;
e) non interferenza con gli organi amministrativi o burocratici dell'ente;
f) trasmissione al Consiglio o alla Giunta comunali, di proposte, comunicazioni e pareri, nelle materie di competenza assegnate, sia su richiesta sia su propria iniziativa.
L'istituzione delle Commissioni Consultive, il loro regolamento e la nomina dei membri sono attribuite alla Giunta Comunale.
Per problemi rilevanti in ambito intercomunale, possono essere costituite commissioni consultive in forma mista con altri enti a condizione che la componente del Comune sia nominata secondo i principi dello Statuto e la deliberazione istitutiva indichi l'oggetto della consultazione ed il termine per la conclusione dei lavori.
TITOLO IV - L'ORDINAMENTO FUNZIONALE DEL COMUNE
CAPO I - L'ORDINAMENTO AMMINISTRATIVO
Art. 59 - Principi e criteri direttivi
Il Comune informa la propria attività amministrativa al principio della separazione tra i compiti di indirizzo e di controllo, spettanti agli organi elettivi, ed i compiti di gestione amministrativa, tecnica e contabile, spettanti al segretario comunale e ai responsabili degli uffici e dei servizi.
Assume come caratteri essenziali della propria organizzazione i criteri dell'autonomia, della funzionalità ed economicità di gestione, dell'efficienza e dell'efficacia, secondo i principi di professionalità e responsabilità.
Gli Uffici comunali si ripartiscono in aree e settori funzionali;
Art. 60 - Personale
I dipendenti del Comune sono inquadrati in un ruolo organico, deliberato dalla Giunta Comunale da attenersi ai criteri generali determinati dal Consiglio Comunale.
Il regolamento disciplina, sulla base delle leggi vigenti:
a) la dotazione organica dal personale;
b) le procedure per l'accesso e la cessazione dall'impiego;
c) l'organizzazione degli uffici e dei servizi e le modalità dei conferimento della titolarità e responsabilità degli stessi;
d) l'attribuzione al Segretario Comunale e ai dirigenti di responsabilità gestionali per l'attuazione degli obiettivi fissati dagli organi comunali;
e) le modalità di funzionamento delle commissioni di disciplina;
f) le modalità per il conferimento delle collaborazioni esterne, ad alto contenuto di professionalità;
g) le sanzioni disciplinari, la sospensione, destituzione e riammissione, con i relativi procedimenti;
h) istituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, degli assessori o della Giunta Comunale per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite per legge.
Al Segretario competono inoltre le seguenti funzioni:
a) sovraintende e coordina l’attività dei responsabili dei procedimenti. L’esercizio di tale funzione è subordinata alla mancata nomina, da parte del Sindaco, del direttore generale. Il Sindaco, può avvalersi della facoltà di attribuire al Segretario le funzioni di direttore generale nel qual caso il Segretario Comunale sarà responsabile per il mancato raggiungimento degli obiettivi;
b) partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio comunale e della Giunta comunale e cura la verbalizzazione;
c) roga a sua discrezione tutti i contratti nei quali l’ente è parte, ad esclusione degli atti unilaterali e scritture private, per i quali può procedere solo alla autenticazione delle sottoscrizioni quando gli atti medesimi sono resi e stipulati nell’interesse dell’ente stesso;
d) esercita ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto regolamento o attraverso direttive del Sindaco.
CAPO II - L'ORDINAMENTO FINANZIARIO
Art. 62 - Demanio e patrimonio
Il Comune ha proprio demanio e patrimonio disponibile ed indisponibile, in conformità alla legge.
Di tutti i beni comunali sono redatti dettagliati inventari, secondo le norme stabilite dal regolamento sull'amministrazione del patrimonio; detti inventari, di regola, debbono essere aggiornati annualmente e revisionati almeno ogni dieci anni; il regolamento stabilisce le modalità di aggiornamento, di custodia e di pubblicità degli inventari e degli atti connessi.
E’ stabilito che non possono essere compratori, nemmeno all’asta pubblica, né direttamente né per interposta persona, gli amministratori dei beni del comune, rispetto ai beni affidati alla loro cura. Lo stesso divieto opera per i dipendenti ed i funzionari, rispetto ai beni che sono venduti per loro ministero; tali acquisti sono nulli come sancito dall’art. 1471 del Codice civile.
Art. 63 - Beni patrimoniali
Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 6, comma 4, i beni patrimoniali disponibili debbono essere dati in affitto.
Nessun bene patrimoniale può essere alienato se la delibera con la quale si dispone l'alienazione non preveda le finalità di utilizzazione del corrispettivo.
Art. 64 - Attività contrattuale
Agli appalti di lavori, alle forniture di beni e di servizi, alle vendite, agli acquisti a titolo oneroso, alle permute, alle locazioni, il Comune, per il perseguimento dei suoi fini istituzionali, provvede mediante contratti.
Le procedure per l'attività contrattuale sono stabilite dal regolamento per la disciplina dei contratti, fermo restando che ogni stipulazione deve essere preceduta da apposita determinazione che indichi le finalità, l'oggetto, la forma e le clausole essenziali del contratto, nonché le modalità di scelta del contraente.
In rappresentanza del Comune nella stipulazione dei contratti interviene il responsabile degli uffici o dei servizi delegato; nessuna obbligazione può sorgere per l'amministrazione fino alla stipula del contratto.
Art. 65 - Contabilità comunale: il bilancio, il conto consuntivo
L'ordinamento finanziario e contabile del Comune è disciplinato dalla legge dello Stato; con apposito regolamento sono emanate le norme relative alla contabilità generale.
La gestione finanziaria del Comune si svolge in base al bilancio annuale di previsione redatto in termini di competenza, deliberato del Consiglio comunale entro il 31 dicembre, per l'anno successivo, osservando i principi della universalità, dell'integralità e del pareggio economico e finanziario.
I provvedimenti dei responsabili dei servizi che comportano impegni di spesa sono trasmessi al responsabile del servizio finanziario, e sono esecutivi con l’apposizione del visto di regolarità contabile attestante la relativa copertura.
Alla gestione del bilancio provvede la Giunta comunale, collegialmente e a mezzo dell'assessore competente, ai sensi dell'articolo 40.
I bilanci e i rendiconti degli enti, organismi, istituzioni, aziende, in qualunque modo costituiti, dipendenti dal Comune, sono trasmessi alla Giunta comunale e vengono discussi ed approvati insieme, rispettivamente, al bilancio ed al conto consuntivo del Comune.
I consorzi, ai quali partecipa il Comune, trasmettono alla Giunta comunale il bilancio preventivo e il conto consuntivo, in conformità alle norme previste dallo Statuto consortile; il conto consuntivo è allegato al conto consuntivo del Comune.
Al conto consuntivo del Comune è allegato l'ultimo bilancio approvato da ciascuna delle società nelle quali il Comune ha una partecipazione finanziaria.
Il conto consuntivo è deliberato del Consiglio comunale entro il 30 giugno dell'anno successivo.
La Giunta comunale allega al conto consuntivo una relazione illustrativa con cui esprime le valutazioni di efficacia dell'azione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti, nonché la relazione del revisore dei conti.
Art. 66 - Controllo economico-finanziario
I responsabili degli uffici e dei servizi, verificano trimestralmente la rispondenza della gestione dei capitoli di bilancio, relativi ai servizi ed uffici ai quali sono preposti, con gli scopi perseguiti dall'amministrazione; in conseguenza essi predispongono apposita relazione, con la quale sottopongono le opportune osservazioni e rilievi al competente assessore.
Il revisore dei conti collabora con il Consiglio comunale nella funzione di controllo e di indirizzo, esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione dell'ente ed attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione consigliare del conto consuntivo.
Art. 67 - Tributi e Statuto del contribuente
Il Comune garantisce che al contribuente non siano richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell'Ente e di altre Pubbliche Amministrazioni, indicate dallo stesso, mediante autocertificazione, e garantisce altresì che prima dell'emissione di avvisi di liquidazione, nel caso di incertezze relative alla dichiarazione, vi sia preventiva richiesta di chiarimenti al contribuente secondo le modalità da fissare nel regolamento delle entrate.
Gli atti tributari del Comune dovranno essere sempre chiari e ben motivati, dovranno indicare l'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni sull'atto relativo e contenente le modalità per proporre ricorso avverso l'atto.
Il Comune garantisce infine ai contribuenti il diritto di interpello secondo le modalità ed i limiti previsti dall'art. 11 della Legge 212/2000.
TITOLO V - L'ATTIVITA' NORMATIVA
CAPO I - I REGOLAMENTI COMUNALI
Art. 68 - Ambito di applicazione dei regolamenti
I regolamenti comunali incontrano i seguenti limiti:
a) non possono contenere disposizioni in contrasto con le norme ed i principi costituzionali, con le leggi ed i regolamenti statali e regionali e con lo Statuto;
e) non sono abrogati che da regolamenti posteriori per dichiarazione espressa del Consiglio comunale o per incompatibilità con nuove disposizioni regolamentari o perché un successivo regolamento dispone per l'intera materia già disciplinata dal regolamento anteriore.
Art. 69 - Procedimento di formazione dei regolamenti
L'iniziativa per l'adozione dei regolamenti spetta a ciascun Consigliere Comunale, alla Giunta Comunale ed ai cittadini ai sensi dell'articolo 49.
I regolamenti sono adottati dal Consiglio comunale con esclusione del regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.
I regolamenti sono soggetti a duplice pubblicazione all'Albo pretorio: una prima, in via ordinaria, che consegue dopo l'adozione della deliberazione approvata; una seconda, da effettuarsi, per la durata di quindici giorni.
I regolamenti entrano in vigore esaurite le formalità delle pubblicazioni di cui al comma precedente; lo stesso regolamento può prevedere, purché con apposite norme transitorie, che l'efficacia di alcune norme sia in tutto od in parte differita in tempi successivi.
I regolamenti per l'organizzazione ed il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l'esercizio delle funzioni, devono essere adottati entro due anni dalla entrata in vigore dello Statuto; fino all'entrata in vigore dei predetti regolamenti continuano ad applicarsi i regolamenti vigenti in quanto compatibili con lo Statuto.
Art. 70 - Albo pretorio
Il Comune ha un albo pretorio per la pubblicazione delle deliberazioni, dei manifesti e degli atti che devono essere portati a conoscenza del pubblico.
Il dipendente nel cui mansionario è attribuita tale funzione è responsabile delle pubblicazioni.
All'albo pretorio, o nelle immediate vicinanze dello stesso, devono essere esposti in permanenza copia dello Statuto in vigore e l'elenco dei consiglieri e degli assessori in carica.
CAPO II - EFFICACIA E REVISIONE DELLO STATUTO
Art. 71 - Efficacia dello Statuto
Lo Statuto è adottato con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati; qualora non venga raggiunta tale maggioranza, la votazione è ripetuta in successive sedute, da tenersi entro trenta giorni, e lo Statuto è approvato se ottiene per due volte consecutive la maggioranza assoluta.
Lo Statuto è pubblicato per trenta giorni consecutivi all'Albo pretorio e trasmesso alla Regione per la pubblicazione sul B.U.R.L. e al Ministero dell'Interno.
Entro lo stesso termine è trasmesso in copia a tutti i consiglieri comunali.
Lo Statuto entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione all’albo pretorio.
Art. 72 - Revisione dello Statuto
Le revisioni dello Statuto devono avvenire con le stesse modalità previste per la prima adozione.
La deliberazione di abrogazione totale dello Statuto non è valida se non è accompagnata dalla deliberazione di un
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( Inserito: 06 Mag 2010 - Dimensione: 283.13 KBytes )
Lo Statuto del Comune di Trenzano

References: Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72