Source: http://overlex.com/news_leggi.asp?id=256
Timestamp: 2018-06-25 13:21:20+00:00

Document:
ESAME DI AVVOCATO 2011: TRACCE E SOLUZIONI SCHEMATICHE
15/12/2011 Autore : Redazione
Traccia 1 di diritto civile
Traccia 2 di diritto civile
Traccia 1 di diritto penale
Traccia 2 di diritto penale
Traccia di diritto civile n. 1 del 13.12.2011
L'agenzia immobiliare Beta, aveva ricevuto da Mevia, un mandato per la vendita di un immobile di sua proprietà. L'incarico era stato conferito in forma scritta con validità di un anno.
Alla scadenza, non avendo l' agenzia immobiliare reperito un acquirente per detto immobile, Mevia aveva revocato per iscritto il mandato.
Mevia concludeva successivamente la vendita del suo bene, a mezzo dell'intervento di altra agenzia immobiliare, l’agenzia Delta, alla quale la vendita era stata segnalata dalla agenzia Beta.
Il candidato assunta la veste di difensore della agenzia Beta, rediga motivato parere esponendo le problematiche sottese alla fattispecie in parola, in particolare l' eventuale riconoscimento parziale della provvigione.
Possibile soluzione schematica (civile 1) di Luigi Viola
Il quesito sotteso alla traccia sembra così enucleabile: Beta ha diritto alla provvigione ex art. 1758 c.c.?
Si potrebbe rispondere negativamente in quanto Beta ha agito al di fuori del mandato ad alienare, ovvero in una fase successiva alla revoca.
Tuttavia era preferibile rispondere positivamente, con la conseguenza che Beta potrà agire per ottenere una quota della provvigione; ciò in quanto:
-Beta ha contribuito causalmente alla conclusione dell’affare: infatti, come richiesto dall’art. 1758 c.c., è necessario un “intervento” ai fini del riconoscimento della provvigione, e ciò è avvenuto nel caso de quo, visto che “la vendita era stata segnalata dall’agenzia Beta”;
-inoltre, con riferimento al contributo di più mediatori nella conclusione dell’affare, non è richiesto uno specifico ed espresso accordo tra i mediatori (Beta e Delta) e neanche con il mandante (Mevia); ciò che conta è dare un contributo causale (l’inciso “è concluso per l’intervento”, ex art. 1758 c.c., non richiede un previo accordo);
-l’inciso “intervento” di cui all’art. 1758 c.c. rende ammissibile un contributo causale anche in forma “susseguente” o “antecedente” e non necessariamente contestuale
Alla luce di tali rilievi, Beta avrà diritto ad una quota della provvigione ex art. 1758 c.c. (normalmente calcolata in misura del contributo causale fornito).
E’ sostenibile il collegamento tra l’art. 1758 c.c. e l’art. 1173 c.c. laddove si parla di “altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento giuridico”.
Traccia di diritto civile n. 2 del 13.12.2011
A Caio che abita in un condominio, viene richiesto dalla ditta gamma che fornisce il combustibile utilizzato nell'impianto di riscaldamento condominiale centralizzato del pagamento dell'intera fornitura di gasolio.
Il candidato assunta la veste di legale di Caio rediga parere, illustrando gli istituti sottese alla fattispecie, e soffermandosi sulla solidarietà fra condomini delle obbligazioni contratte dal condominio.
Possibile soluzione schematica (civile 2) di Luigi Viola
Il problema sotteso è: l’obbligazione condominiale (c.d. esterna) ha natura giuridica solidale, oppure parziaria? Si applica l’art. 1294 c.c. oppure l’art. 1314 c.c.?
Se si ritiene abbia natura solidale, allora Caio dovrà certamente pagare ed, eventualmente, agire in regresso; se, diversamente, si ritiene che la natura sia parziaria, allora Caio sarà tenuto a pagare solo la sua quota.
La tesi classica della solidarietà si basa su tre rilievi, rendendo predicabile l’art. 1294 c.c.:
1) se nulla è detto, allora l’obbligazione è solidale, in base all’art. 1294 c.c.; poichè la legge nulla dice in ordine alle obbligazioni condominiali, allora queste sono avvinte dalla solidarietà;
2) il condominio è un ente di gestione e, come tale, dovrebbe essere assoggettato alla solidarietà, come gli altri enti di gestione (es. società);
3) emergono i 3 requisiti classici dell’obbligazione solidale :
a) pluralità soggettiva, cioè vi sono più soggetti coinvolti quali i condomini;
b) l’eadem causa obbligandi, cioè la stessa fonte dell’obbligazione (il fatto è unitario);
c) l’idem debitum (tutti i condomini sono tenuti a pagare lo stesso debito).
Diversamente, secondo altra tesi preferibile (condivisa dalla giurisprudenza a Sezioni Unite con la pronuncia 9148/2008) l’obbligazione de qua sarebbe parziaria; ciò in quanto:
1) l’obbligazione è divisibile perchè è possibile calcolare la “debenza” di ciascun condomino con la conseguenza logico-applicativa che trova applicazione l’art. 1314 c.c. (si dice quando l’obbligazione è divisibile è parziaria);
2) non è un ente di gestione il condominio perchè questi godono di autonomia patrimoniale, diversamente da quanto avviene nel condominio (al più c’è un mandato con rappresentanza);
3) non emergono i 3 requisiti classici dell’obbligazione solidale; manca, infatti, l’idem debitum perchè ciascun condomino è tenuto a debiti diversi perchè proporzionati alle tabelle millesimali
Alla luce dei suddetti rilievi, Caio sarà tenuto a pagare solo pro quota.
DATI INERENTI IL CORSO ONLINE TENUTO DA LUIGI VIOLA SU OVERLEX.COM:
Per la traccia 2 di diritto civile del 13.12.2011, il relativo caso:
-è stato affrontato nella lezione audio del 4.10.2011 (pure trascritta);
-con soluzione schematica è reperibile a pag. 3 dei Casi di Diritto Civile 2009, resi disponibili ai corsisti (2011) già da settembre;
-si era detto di studiare la collegata sentenza il giorno 1.10.2011 (rinviando espressamente a pag. 3 dei Casi di Diritto Civile 2009), con assegno di studi mirato;
-era stato indicato come argomento probabile nella c.d. black list (ribattezzata da alcuni violet list).
Traccia di diritto penale n. 1 del 14.12.2011
Sempronio, maresciallo della stazione dei carabinieri del comune di Delta, avvalendosi della propria casella di posta elettronica non certificata, con dominio riferito al proprio ufficio e accesso riservato, mediante password, invia all'ufficio dell'anagrafe del comune una e-mail, da lui sottoscritta con la quale chiede che gli siano forniti tutti gli elenchi di tutti gli individui di sesso maschile e femminile nati negli anni 1993 e 1994, precisando che tale informazioni sono necessarie per lo svolgimento di un’indagine di polizia giudiziaria, indicando il numero di procedimento penale di riferimento della locale procura della repubblica.
Di tale richiesta viene casualmente a conoscenza il comandante della stazione, il quale intuisce immediatamente, come poi effettivamente si accerterà, che non esiste alcuna indagine che richiede quel genere di accertamento.
Si accerta altresì che Caia, moglie del maresciallo Sempronio è titolare di un'autoscuola, sicché l'acquisizione dei nominativi dei residenti nel comune che da poco hanno compiuto o si accingono a compiere la maggiore età è finalizzata ad indirizzare mirate proposte pubblicitarie per i corsi di guida.
Di tanto il maresciallo Sempronio rende un ampia confessione mediante memoria scritta indirizzata al pubblico ministero. In seguito temendo le conseguenze penali del fatto commesso, Sempronio si rivolge ad un avvocato.
Il candidato, assunte le vesti del legale, analizzato il fatto valuti le fattispecie eventualmente configurabili redigendo motivato parere.
Indicazioni circa la soluzione di penale 1
La prima traccia poteva essere inquadrata nell'ambito del tentato abuso d'ufficio, ex artt. 56 - 323 (323bis attenuato) c.p.; si poteva aggiungere il tema del peculato, ex art. 314 c.p., e falsità ideologica, ex art. 479 c.p., verificando poi l'eventuale concorso di reati.
Non era tecnicamente sbagliato inquadrare il fatto nell'art. 615ter c.p.
Tribunale di Brescia, Sentenza N. 304/2008 N. 20603/04 R.G.MOD. Unico N. 4379/07 R.G.G.I.P., Sentenza N. 348/08
IL GIUDICE PER L'UDIENZA PRELIMINARE DEL TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Dr. L. B.
Nella causa penale contro: C. T. nato il X a XXX
Difeso di fiducia dall'avv. A. S. e dall'avv. P. S. del foro di Brescia
1. formando un atto pubblico falso nella parte in cui riportava la sottoscrizione del Maggiore M. R., Comandante del reparto;
C) per i reati p. e p. dagli ant. 81 co. 2 c.p., 9 e 12 L. 121/1981 perché, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, nella sua qualità di Maresciallo Capo in servizio presso il Nucleo Operativo - Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di XXX, avendo accesso per ragioni del suo ufficio alla banca dati SDI, faceva uso dei dati e delle informazioni ivi conservati per finalità diverse da quelle previste dall'art. 6 lett. a) L. 121/1981, operando numerose interrogazioni (in particolare e tra l'altro in relazione a G.B.U. e a C.V.) non attinenti ad indagini o accertamenti di polizia.
E' in atti la stampa di un messaggio di posta elettronica, proveniente da ...omissis...
Pare evidente che il fine della raccolta di dati era diverso, certamente diretto a favorire soggetti privati, che avrebbero potuto indirizzare mirate proposte pubblicitarie ai soggetti prossimi alla maggiore età e residenti in quei comuni. Il beneficiario di tali informazioni non è stato identificato con certezza; G.A., titolare della Autoscuola XXX di XXX., dichiara peraltro di avere conosciuto l'imputato al tempo in cui comandava la Stazione di YYY, e, con sospetta reticenza, dice di non poter affermare né escludere di avere mai avuto, da lui o da altri carabinieri, elenchi di giovani.
Ritiene il Giudice che tale comportamento integri gli estremi del tentativo di abuso di ufficio. La violazione di norme di legge e di regolamento, consistente nel sostituirsi al Comandante del N.O. simulando l'esistenza di un'indagine di polizia giudiziaria, è fuori discussione; e fuori discussione è il fatto che questo sia stato posto in essere esclusivamente per arrecare al privato utilizzatore degli elenchi l'ingiusto vantaggio patrimoniale consistente nella loro utilizzazione a fini commerciali. Il fatto non è stato portato a compimento a causa dei legittimi sospetti nati nel destinatario della richiesta Mar. G.L. Va quindi pronunciata sentenza di condanna.
Il Giudice, visti gli artt. 442 e 533 c.p.p. dichiara l'imputato responsabile del reato a lui ascritto al capo B), e, ritenuta l'attenuante di cui all'art. 323-bis c.p., concesse le attenuanti di cui all'art. 62 bis c.p., ed applicata la diminuente per il rito, lo condanna alla pena di giorni trenta di reclusione; sostituita la pena detentiva con Euro 1.140,00 di multa ai sensi dell'art. 53 l. 689/81.
Traccia di diritto penale n. 2 del 14.12.2011
Il 20 gennaio del 2011 Tizio riceve da Caio della merce in conto vendita. I contraenti convengono che Tizio debba esporre la merce nel proprio negozio, al fine di venderla ad un prezzo preventivamente determinato, nel termine di 4 mesi. L'accordo negoziale prevede che, alla scadenza stabilita, Tizio debba corrispondere a Caio il prezzo concordato, ovvero restituire la merce rimasta invenduta. Nel corso dei 4 mesi Tizio e Caio continuano ad intrattenere regolarmente rapporti commerciali, nonché di personale frequentazione sicché, alla scadenza del termine pattuito per la eventuale restituzione della merce rimasta invenduta, Caio non domanda nulla in merito alla esecuzione del primitivo contratto, ne' Tizio lo rende edotto del fatto che la merce e' rimasta totalmente invenduta. Soltanto agli inizi del mese di luglio, a seguito di una discussione per divergenze di opinione in merito ad altri affari, Caio chiede conto della avvenuta esecuzione del contratto, ricevendo da Tizio risposte evasive. Alla fine del mese di luglio i rapporti tra i due si rompono definitivamente. Al rientro dalle vacanze estive Caio fa un ulteriore tentativo di contattare Tizio per la restituzione della merce ovvero del corrispettivo e apprende dalla segretaria di Tizio che la merce e' rimasta invenduta. Decide quindi di tutelare le proprie ragioni in sede penale. Il candidato assunte le vesti di legale di Caio rediga motivato parere analizzando la fattispecie configurabile nel caso esposto, soffermandosi in particolare sulle problematiche correlate alla procedibilità dell'azione penale.
Possibile soluzione schematica (penale 2) di Luigi Viola
La traccia andava scomposta in due segmenti:
-uno sostanziale, attinente al reato configurabile (appropriazione indebita ex art. 646 c.p.);
-l’altro procedurale, attinente alla procedibilità dell’azione penale (su iniziativa di parte oppure d’ufficio, ex art. 61 n. 11 c.p.).
Sussiste il reato ex art. 646 c.p. in capo a Tizio?
Si poteva rispondere positivamente perché:
-l’art. 646 c.p. richiede che l’agente abbia a qualsiasi “titolo il possesso” (possesso da intendere non in senso civilistico) e Tizio ha il possesso, avendo ricevuto la merce in conto vendita;
-altresì, l’art. 646 c.p. pretende “l’altruità” del bene di cui ci si appropria; nel caso de quo la merce è di altri (Caio, in particolare), data la previsione contrattuale della restituzione (si restituisce una cosa di altri), con la conseguenza che la proprietà è sempre rimasta in capo a Caio.
Ne segue, come corollario logico-deduttivo, che Tizio ha commesso il reato ex art. 646 c.p.
E’ applicabile l’aggravante ex art. 61 n. 11 c.p.?
In caso positivo, l’azione penale sarà procedibile d’ufficio ex art. 646 comma 3 c.p. (relativamente al rinvio all’art. 61 n. 11 c.p. e non al deposito necessario, non configurabile per difetto di “necessarietà”); in caso negativo, lazione sarà procedibile su iniziativa di parte.
Si ritiene applicabile l’art. 61 n. 11 c.p. (relativamente all’abuso di relazioni di prestazione d'opera) perché:
-Tizio ha abusato della sua relazione (di matrice contrattuale), visto che non ha “restituito la merce rimasta invenduta”, diversamente da quanto pattuito;
-l’abuso si è basato su una prestazione d’opera, da intendere in senso stretto come “facere”.
Pertanto, Tizio ben potrà essere chiamato a rispondere del reato di appropriazione indebita aggravata, con procedibilità d’ufficio.
Per la traccia 2 di diritto penale del 14.12.2011, il reato di appropriazione indebita è stato:
-affrontato con il caso n. 12 assegnato il giorno 6.11.2011, con soluzione schematica e giurisprudenza correlata, sotto il profilo dell’altruità del bene;
-indicato come argomento probabile nella black list.
ATTO GIUDIZIARIO DI DIRITTO CIVILE del 15.12.2011
L’impresa edile Gamma sostiene, per contro, l’esistenza di un precedente preliminare di compravendita che recava il prezzo effettivo di euro 140.000 e che i contratti successivi erano stati simulati indicandosi il minor prezzo di euro95.000 e ritiene inoltre di poter fornire prova testimoniale di tale simulazione.
--l’atto di comparsa di
ATTO GIUDIZIARIO DI DIRITTO PENALE del 15.12.2011
Caio, dipendente del comune di Beta, viene sorpreso dal sindaco mentre, per mezzo del computer dell’ufficio naviga in internet visitando siti non istituzionali dai quali scarica, su archivi personali, immagini e filmati non attinenti alla pubblica funzione. Viene denunciato e sottoposto a procedimento penale.
Il computer viene sottoposto a sequestro. Nel corso delle indagini si accerta, grazie alla consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero sul computer sequestrato, che la citata attività si è protetta per circa un anno, e che il numero dei file scaricati è di circa 10 mila. Rinviato a giudizio Caio viene condannato alla pena di 3 anni di reclusione per il reato di peculato. Il candidato, assunta la veste di difensore di Caio, analizzato il caso della fattispecie giuridica, evidenziando, tra l’altro, che le indagini difensive definitivamente svolte hanno dimostrato che l’ente gestore del servizio telefonico aveva stipulato con il comune di Beta un contratto con tariffa forfettaria denominato “tutto incluso”.
ATTO GIUDIZIARIO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO del 15.12.2011 L’università degli studi di Alfa acquistava la totalità delle quote della società privata Zeta, proprietaria dell’immobile zeta, per destinarlo a sede universitaria. Modificato l’oggetto sociale di Zeta, includendovi anche attività di progettazione (architettonica ed urbanistica) e costruzione, l’università deliberava di procedere alla scissione della società zeta in due distinti enti: la società gamma, destinata alla gestione del patrimonio immobiliare posseduto, e la società delta cui si attribuivano compiti di progettazione e costruzione, previa cessione del ramo di azienda. I locali ordini degli architetti e degli ingegneri impugnavano gli atti con i quali era stata deliberata ed approvata la scissione della società Zeta, nonché quello con cui si attribuivano alla neo-costituita società delta i compiti di progettazione e costruzione, richiedendo, tra l’altro, la decisione del ricorso ai sensi dell’art 119 c.p.a. lamentando lo svolgimento di attività concorrenziale nei confronti dei professionisti da loro tutelati. Il candidato, assunte le vesti di legale dell’università, rediga l’atto ritenuto più idoneo alla tutela degli interessi della propria assistita illustrando le problematiche e gli istituti sottesi alla fattispecie in esame, con particolare riguardo alle questioni relative alla giurisdizione e all’interesse ad agire.

References: art. 1758
 art. 1758
 art. 1758
 sentenza 
 art. 314
 art. 479
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 646
 art. 61
 art. 646
 art. 646
 art. 61
 art. 646