Source: https://it.scribd.com/document/176046175/Social-Media-e-Avvocati
Timestamp: 2019-11-15 15:47:34+00:00

Document:
Presentazione dell'Avv. Ernesto Belisario
SalvaSalva Social Media e Avvocati per dopo
SOCIAL Networks media e AVVOCATI
La tecnologia... una cosa curiosa. Ti d grandi doni in una mano, e ti pugnala alle spalle con l'altra. (Charles Percy Snow)
Chi vuol navigare finch non sia passato ogni pericolo non deve mai prendere il mare.
Perch usare Internet e i Social Networks? Introduzione a Internet e Social Media Il marketing professionale sul Web Come usare Internet e i Social Networks? Il sito Web e il blog del professionista I Social Media (Linkedin, Twitter, Facebook) Cosa non fare sul Web? Le norme giuridiche e deontologiche da rispettare Limportanza delle Social Media Policy
Perch un professionista dovrebbe usare il Web?
Non la pi forte delle specie che sopravvive, n la pi intelligente, ma quella pi reattiva ai cambiamenti.
E arrivato il Social Web Siamo diventati tutti editori Tutti i settori sono stati travolti
Usati da tutti...
... proprio tutti
EI PROFESSIONISTI?
Attori o...Spettatori?
www.martindale-hubbell.co.uk/socialmedia
AVVOCATI DITALIA
Gli avvocati italiani iscritti agli albi forensi sono passati da un numero di 48.327 professionisti presenti nel 1985 a ben 208.000 nel 2009 con un incremento del 330%. Se nel 1985 era presente circa un avvocato ogni mille abitanti (0,9), nel 2009 sono presenti ben 3,4 avvocati ogni mille abitanti. La rilevante crescita del numero degli avvocati italiani un fenomeno abbastanza recente e ha di fatto determinato un ringiovanimento della popolazione forense.
fonte: CNF - GdL sugli effetti della crisi sulla professione forense
Prima modalit di presenza on line per il professionista Scarsa interattivit Targa telematica o brochure elettronica?
Il sito utile per tutti
Ha una graca professionale Usa un linguaggio chiaro Si fa trovare (SEO) Fornisce servizi (articoli, stato delle pratiche, consulenze on line) E social
Perch aprire un blog?
Visibilit Credibilit Differenziazione
Quale piattaforma? (Wordpress, Movable Type, Drupal) Dove? (siti gratuiti, piattaforme specializzate, proprio dominio) Su cosa sono preparato? (a scrivere e a rispondere) A chi mi rivolgo? Con quale frequenza? (un blog non aggiornato non una buona mossa di marketing) In quanti scriviamo? (blog personale, collettivo)
I diversi stili del blogger professionale
il divulgatore il bene-informato il contestatore levangelizzatore il video-blogger
Social media is like teen sex. Everyone wants to do it. Nobody knows how. When its finally done there is surprise its not better.
Con social media sintendono quelle tecnologie che facilitano la condivisione di informazioni e di contenuti generati dall'utente e sono spesso ospitati su piattaforme di terze parti.
fonte: http://jcmc.indiana.edu/vol13/issue1/boyd.ellison.html
Perch dovrebbero interessare un professionista?
Perch sono strumento di aggiornamento professionale Per capire i trend del mercato Per fare rete Per fare marketing (a basso costo) Perch concorrenti e clienti (non solo giovanissimi) li usano gi...
Non invitare i nostri contatti professionali a connettersi alla nostra rete; Non personalizzare gli inviti, impedendo alla persona cui scriviamo di ricordarci in che occasione ci siamo conosciuti; Non personalizzare lindirizzo della nostra pagina: sarebbe preferibile, infatti, utilizzare il nostro nome e cognome, oppure quello del nostro studio; Non registrarci ai gruppi che, invece, servono proprio per informarci su quello che sta succedendo nella nostra zona e nei settori di nostra attivit; Non aggiornare il prolo periodicamente, facendo quindi in modo che da esso non si evinca come possiamo aiutare i nostri potenziali clienti; Non aggiornare il nostro status; Non utilizzare lo strumento delle discussioni per condividere la nostra esperienza e imparare dagli altri; Non segnalare gli eventi (ad esempio convegni e seminari) cui partecipiamo ed inserire quelli che organizziamo; Non utilizzare lo strumento delle raccomandazioni; Non utilizzare la sezione Domande e Risposte, condividendo quello che sappiamo; Non utilizzare le funzionalit di ricerca per trovare le persone che vogliamo contattare.
1. Compilate il vostro prolo in almeno due lingue e tenetelo aggiornato! 2. Invitate tutti i vostri contatti a fare parte del vostro network, ma personalizzate gli inviti, ricordando alle persone a cui scrivete in che occasione vi siete conosciuti; 3. Iscrivetevi ai gruppi e partecipate alle discussioni, cos avrete modo di dimostrare davvero la vostra competenza ai potenziali clienti; 4. Fate attenzione alla riservatezza vostra e dei vostri clienti, non divulgate informazioni che devono rimanere segrete.
Un tweet di successo
1. Un link: incluso nel 98% dei casi di successo 2. Un hashtag: usato nel 72% dei casi per facilitare la ricerca della discussione 3. contenuti aggiornati in real time: 70% 4. Un call to action del tipo clicca qui: 40% 5. Luso del punto esclamativo: 40% 6. Una domanda: 24%
1. Non essere prolisso; 2. Usa titoli e immagini; 3. Il messaggio deve essere interessante; 4. Ricorda che non sei Lady Gaga.
1. Prolo o Pagina personale? Attenzione ai termini di servizio 2. Gestire le impostazioni privacy; 3. Propriet e titolarit dei contenuti; 4. Linea di conne tra uso personale e uso professionale.
Ulteriori strumenti social
RSS (GoogleReader) Segnalibri (Delicious) Presentazioni (Slideshare) Documenti (Scribd) Enciclopedia (Wikipedia) SN Tematici (Lawyrs.net) GeoSocial (Foursquare)
I social networks richiedono nuovi approcci
Parlano di te anche se non ci sei
Sperare non una strategia
Studia gli strumenti Identica i tuoi obiettivi (non troppo ambiziosi) Scegli gli strumenti pi adatti a raggiungerli Comincia ad utilizzarli Misura i risultati
Le regole doro sui SN
Le persone sono on line per conversare: ascoltale Ricorda che pi dai, pi ricevi: condividi Non ignorare le critiche: affrontale Sii onesto e trasparente: rispetta i tuoi interlocutori Comincia col piede giusto: cura il tuo prolo
Limportanza del prolo
Completo Aggiornato Circostanziato Linkato
Chiedi il permesso Scrivi una mail di accompagnamento Ringrazia Non offenderti se non viene accettata
1. inserire una propria foto nel prolo 2. chiedere un feedback 3. aggiungere le persone che si conoscono alla propria rete 4. registra il tuo username su tutti i SN 5. aggiorna il prolo con regolarit
1. non inserire una propria foto o cambiarla troppo spesso 2. chiedere un incarico 3. aggiungere centinaia di persone che non si conoscono (senza presentarsi) 4. usare tutti i SN 5. postare il menu delle cene con gli amici
Misura lefcacia della tua azione: www.google.com/alerts
Misura lefcacia della tua azione: www.google.com/analytics
Misura lefcacia della tua azione: www.klout.com
SIAMO PROFESSIONISTI!
Proli giuridici e deontologici
Privacy Copyright Policy (interna/esterna) Deontologia
Il professionista pu andare sul Web?
SM&DIRITTO: relazione complicata
Diritto dautore Privacy Libert di manifestazione del pensiero
SMP interna
modalit duso dei Social Network Site da parte del personale modalit di gestione degli account codice comportamento del personale contenuti
SMP esterna
ufcio che gestisce lo spazio il tipo di contenuti che saranno pubblicati quali sono i comportamenti consentiti linformativa ai sensi della normativa in materia di riservatezza dei dati personali contatti
Gli obblighi deontologici
COA Milano Parere 3 febbraio 1997
Il C.d.O. ritiene che sia consentito ai Colleghi l'inserimento su "Internet" cos come sul Martin Dale o su analoghe opere, del nome del proprio Studio (con l'indicazione degli eventuali membri dello stesso, degli studi seguiti, delle eventuali cariche universitarie, delle pubblicazioni effettuate, e delle collaborazioni a riviste specializzate). I Colleghi, peraltro, dovranno astenersi dall'elencare (anche in presenza di loro eventuale accordo preventivo) i nomi dei propri clienti; quanto alla indicazione di eventuali competenze speciche, i Colleghi dovranno limitarsi ad indicare i rami di operativit, professionale, con riferimento alle principali branche del diritto, quali consacrate dalla prassi e dalle discipline universitarie, astenendosi da ogni elencazione diffusa, che avrebbe una funzione reclamizzante, come tale non compatibile col decoro e con la dignit, proprie della nostra professione; non assolutamente consentito promettere consultazioni o pareri gratuiti.
COA Milano Parere 2 ottobre 2001
In relazione a quanto si potuto osservare su Internet in questi ultimi anni, il consiglio ritiene peraltro opportuno ribadire alcuni punti che sembrano non essere stati tenuti nella dovuta considerazione da parte dei colleghi, e in particolare: a) non pu essere consentita l'indicazione nominativa dei clienti, neppure nel caso esista il loro consenso; b) quanto alle "specializzazioni", si ricorda che non pu il collega autoattribuirsi qualicazioni positive che non derivino da titoli di studio (laurea) o di carriera universitaria (titolare di cattedra in materia giuridica). E' consentito al collega indicare i settori del diritto nei quali opera prevalentemente (esempio: civile, penale, amministrativo, tributario, fallimentare, diritto del lavoro ecc.), evitando peraltro un'elencazione di tutto lo scibile e di tutte le "materie", che costituirebbe vanteria reclamistica da evitare. Assai pi delicato il problema, di cui al punto 2, anche perch esso si riferisce a una situazione esplosa negli ultimi anni e in relazione alla quale non possibile trovare una specica disciplina nel codice deontologico n speciche decisioni o pareri da parte del consiglio dell'ordine, che non pu, peraltro, di fronte alle legittime richieste dei colleghi, non affrontare il problema.
Per risolverlo da tenere presente innanzitutto che caratteristica di Internet l'aver creato un vero e proprio "luogo di incontro" cui ciascuno pu accedere tramite il proprio computer, ricercando non solo le notizie che gli interessano (proprio a tal ne il consiglio dell'Ordine di Milano ha da poco istituito un proprio sito, ricco di notizie utili per i colleghi), ma anche contattare, interloquendo via e-mail, quei soggetti che gi conosce o che, mai prima visti o sentiti, appaiono comunque avere da offrire qualcosa (che pu essere un bene, cos come un servizio) di suo interesse, ma tale contatto, cos come l'eventuale successivo negozio che ne derivi (sia esso di compravendita, di mandato, di consulenza professionale), scaturisce sempre da un'iniziativa dell'utente: sotto questo punto di vista, da ritenersi essenziale, il cdo ritiene che l'offerta di consulenza "via Internet" debba essere tenuta distinta dalla pubblicit vietata dal codice deontologico, in quanto la pubblicit prevede un'esibizione del prodotto, del servizio reclamizzato, tramite manifesti o tramite mezzi di comunicazione di massa (giornali, radio, tv), esibizione che imposta, spesso (come negli spot televisivi), in modo disturbante a chi su quel veicolo cerca tutt'altro.
Sotto questo prolo ritiene il cdo che, una volta entrato in vigore l'articolo 17 del cd, nel rispetto dei principi di correttezza, lealt e soprattutto di decoro professionale, che non possono subire variazioni nel tempo, l'offerta di consulenze legali via Internet non rappresenti qualcosa di radicalmente diverso rispetto, per esempio, all'invio, certamente deontologicamente lecito nei limiti di cui si gi detto, di brochures, posto che queste non sono altro che una vera e propria dichiarazione di disponibilit ( e di volont) del collega, che le invia, a essere contattato dai nuovi clienti, per offrire loro la propria consulenza. Che poi quest'ultima avvenga personalmente, a mezzo telefono, lettera, fax o e-mail, appare a questo consiglio assolutamente indifferente da un punto di vista deontologico. Ritiene dunque il Consiglio che l'offerta di consulenze on-line non rientri nelle ipotesi disciplinate dall'art. 18 (che riferito a offerte di servizi a mezzo "stampa o altri mezzi di diffusione") e dall'art. 19 ("offerta di prestazioni professionali a mezzo agenzie, procacciatori o altri mezzi illeciti"): non occorre spendere parole per escludere Internet da questa denizione.
Resta invece da escludersi la possibilit di consulenza da parte di colleghi tramite "siti Internet" gestiti da terzi ("societ di servizi", associazioni ecc.). Naturalmente deve, a maggior ragione, essere scrupolosamente rispettata la dignit professionale e il divieto di accaparramento di clientela. E, dunque, da una parte devono essere evitate "vanterie" sulla rapidit o qualit della consulenza, sulle percentuali di vittorie delle cause, cos come ogni "garanzia di risultato"; da ritenersi vietata l'offerta di consulenze gratuite, ma anche l'indicazione specica delle tariffe che si intendono applicare, salvo le stesse non si sostanzino in un semplice richiamo a quelle forensi in vigore; caso per caso, potr il collega, dopo essere stato contattato dal potenziale cliente, concordare anche via e-mail con lo stesso il criterio di determinazione dei suoi onorari.
Art. 17 Informazioni sullattivit professionale.
Lavvocato pu dare informazioni sulla propria attivit professionale. Il contenuto e la forma dellinformazione devono essere coerenti con la nalit della tutela dellafdamento della collettivit e rispondere a criteri di trasparenza e veridicit, il rispetto dei quali vericato dal competente Consiglio dellOrdine. Quanto al contenuto, linformazione deve essere conforme a verit e correttezza e non pu avere ad oggetto notizie riservate o coperte dal segreto professionale. Lavvocato non pu rivelare al pubblico il nome dei propri clienti, ancorch questi vi consentano. Quanto alla forma e alle modalit, linformazione deve rispettare la dignit e il decoro della professione. In ogni caso, linformazione non deve assumere i connotati della pubblicit ingannevole, elogiativa, comparativa. I. Sono consentite, a ni non lucrativi, lorganizzazione e la sponsorizzazione di seminari di studio, di corsi di formazione professionale e di convegni in discipline attinenti alla professione forense da parte di avvocati o di societ o di associazioni di avvocati. II. E consentita lindicazione del nome di un avvocato defunto, che abbia fatto parte dello studio, purch il professionista a suo tempo lo abbia espressamente previsto o abbia disposto per testamento in tal senso, ovvero vi sia il consenso unanime dei suoi eredi.
Art. 17 bis Modalit dellinformazione.
Lavvocato che intende dare informazione sulla propria attivit professionale deve indicare: - la denominazione dello studio, con la indicazione dei nominativi dei professionisti che lo compongono qualora lesercizio della professione sia svolto in forma associata o societaria; - il Consiglio dellOrdine presso il quale iscritto ciascuno dei componenti lo studio; - la sede principale di esercizio, le eventuali sedi secondarie ed i recapiti, con lindicazione di indirizzo, numeri telefonici, fax, email e del sito web, se attivato. il titolo professionale che consente allavvocato straniero lesercizio in Italia, o che consenta allavvocato italiano lesercizio allestero, della professione di avvocato in conformit delle direttive comunitarie.
Pu indicare: - i titoli accademici; - i diplomi di specializzazione conseguiti presso gli istituti universitari; - labilitazione a esercitare avanti alle giurisdizioni superiori; - i settori di esercizio dellattivit professionale e, nellambito di questi, eventuali materie di attivit prevalente; - le lingue conosciute; - il logo dello studio; - gli estremi della polizza assicurativa per la responsabilit professionale; - leventuale certicazione di qualit dello studio; lavvocato che intenda fare menzione di una certicazione di qualit deve depositare presso il Consiglio dellOrdine il giusticativo della certicazione in corso di validit e lindicazione completa del certicatore e del campo di applicazione della certicazione ufcialmente riconosciuta dallo Stato;
Lavvocato pu utilizzare esclusivamente i siti web con domini propri e direttamente riconducibili a s, allo studio legale associato o alla societ di avvocati alla quale partecipa, previa comunicazione tempestiva al Consiglio dellOrdine di appartenenza della forma e del contenuto in cui espresso. Il professionista responsabile del contenuto del sito e in esso deve indicare i dati previsti dal primo comma. Il sito non pu contenere riferimenti commerciali e/o pubblicitari mediante lindicazione diretta o tramite banner o pop-up di alcun tipo.
ALTRE NORME RILEVANTI
Art. 5 Doveri di probit, dignit e decoro
Lavvocato deve ispirare la propria condotta allosservanza dei doveri di probit, dignit e decoro. I. Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare lavvocato cui sia imputabile un comportamento non colposo che abbia violato la legge penale, salva ogni autonoma valutazione sul fatto commesso. II. Lavvocato soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti lattivit forense, quando si riettano sulla sua reputazione professionale o compromettano limmagine della classe forense. III. Lavvocato che sia indagato o imputato in un procedimento penale non pu assumere o mantenere la difesa di altra parte nello stesso procedimento.
Art. 6 Doveri di lealt e correttezza.
Lavvocato deve svolgere la propria attivit professionale con lealt e correttezza. I. Lavvocato non deve proporre azioni o assumere iniziative in giudizio con mala fede o colpa grave.
Art. 8 Dovere di diligenza. Lavvocato deve adempiere i propri doveri professionali con diligenza.
Art. 9 Dovere di segretezza e riservatezza.
dovere, oltre che diritto, primario e fondamentale dellavvocato mantenere il segreto sullattivit prestata e su tutte le informazioni che siano a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato. I. Lavvocato tenuto al dovere di segretezza e riservatezza anche nei confronti degli ex clienti, sia per lattivit giudiziale che per lattivit stragiudiziale. II. La segretezza deve essere rispettata anche nei confronti di colui che si rivolga allavvocato per chiedere assistenza senza che il mandato sia accettato. III. Lavvocato tenuto a richiedere il rispetto del segreto professionale anche ai propri collaboratori e dipendenti e a tutte le persone che cooperano nello svolgimento dellattivit professionale. IV. Costituiscono eccezione alla regola generale i casi in cui la divulgazione di alcune informazioni relative alla parte assistita sia necessaria: a. per lo svolgimento delle attivit di difesa; b. al ne di impedire la commissione da parte dello stesso assistito di un reato di particolare gravit; c. al ne di allegare circostanze di fatto in una controversia tra avvocato e assistito; d. in un procedimento concernente le modalit della difesa degli interessi dellassistito. In ogni caso la divulgazione dovr essere limitata a quanto strettamente necessario per il ne tutelato.
Art. 19 Divieto di accaparramento di clientela.
E vietata ogni condotta diretta allacquisizione di rapporti di clientela a mezzo di agenzie o procacciatori o con modi non conformi alla correttezza e decoro. I. Lavvocato non deve corrispondere ad un collega, o ad un altro soggetto, un onorario, una provvigione o qualsiasi altro compenso quale corrispettivo per la presentazione di un cliente. II. Costituisce infrazione disciplinare lofferta di omaggi o prestazioni a terzi ovvero la corresponsione o la promessa di vantaggi per ottenere difese o incarichi. III. E vietato offrire, sia direttamente che per interposta persona, le proprie prestazioni professionali al domicilio degli utenti, nei luoghi di lavoro, di riposo, di svago e, in generale, in luoghi pubblici o aperti al pubblico. IV. E altres vietato allavvocato offrire, senza esserne richiesto, una prestazione personalizzata e, cio, rivolta a una persona determinata per un specico affare.
Art. 22 Rapporto di colleganza.
Lavvocato deve mantenere sempre nei confronti dei colleghi un comportamento ispirato a correttezza e lealt. I. Lavvocato che collabori con altro collega tenuto a rispondere con sollecitudine alle sue richieste di informativa. II. Lavvocato che intenda promuovere un giudizio nei confronti di un collega per fatti attinenti allesercizio della professione deve dargliene preventiva comunicazione per iscritto, tranne che lavviso possa pregiudicare il diritto da tutelare. III. Lavvocato non pu registrare una conversazione telefonica con il collega. La registrazione, nel corso di una riunione, consentita soltanto con il consenso di tutti i presenti.
CNF - Parere 21 novembre 2001
La Commissione ritiene che, in linea di principio, non sia da considerarsi deontologicamente scorretta la pratica di fornire consulenze legali on line, essendo la reteinternet un mero strumento attraverso il quale comunicare e trasmettere la prestazione professionale. Ci ovviamente purch la consulenza sia prestata nel rispetto dei principi forniti dal codice deontologico forense
CNF - Parere 14 gennaio 2011
Il quesito riguarda la legittimit o meno, in riferimento alle previsioni di cui all'art. 17 bis del Codice Deontologico Forense, dell'utilizzo da parte di uno studio legale di un indirizzo internetdel tipo "www.avvocati[citt].it" o "www.avvocati[regione].it".
Questa Commissione ha da tempo indicato come internet sia uno strumento senz'altro idoneo all'effettuazione di comunicazioni al pubblico e nanco alla trasmissione di consulenze o pareri (v. gi parere 21 novembre 2001, quesito del COA di Forl-Cesena). Peraltro, quando un avvocato cura e pubblica un sito internet, va precisato se si tratti di un sito di natura scientica o culturale, o piuttosto lo stesso dia riferibile direttamente allo studio legale. Allo stesso modo, va evitata ogni informazione che risulti fuorviante, o decettiva, in merito alla natura o alle modalit di effettuazione delle prestazioni professionali offerte, o altrimenti descritte. In questo senso, giova richiamare il parere con cui si stigmatizzato il contegno di colui che introduca elementi ambigui, o fuorvianti, che portino la clientela a non percepire l'appartenenza del sito ad uno specico professionista legale, ad esempio tramite l'inserimento nel sito di contenuti culturali od informativi pubblicati a titolo gratuito, senza enunciare chiaramente la propria qualit di legale (cfr. parere 27 aprile 2005, n. 35).
In altri termini, all'avvocato evidentemente garantita sulla rete la pi piena libert di espressione e comunicazione, con l'eccezione di contegni che portino ad una commistione tra la qualit di avvocato ed altre attivit, dando luogo, cos, ad un'elusione del principio di correttezza dell'informazione, nonch alla violazione dei criteri di trasparenza e veridicit. Sulla base di quanto precede, vi motivo di ritenere che l'utilizzo di u n d o m i n i o d e l t i p o " w w w. av v o c a t i [ c i t t ] . i t " o p p u r e "www.avvocati[regione].it", ometta di identicare il titolare dello studio legale curatore del sito medesimo senza alcuna apprezzabile motivazione. L'indicazione del cognome, o di altro elemento identicativo della persona o dello studio, rappresenterebbe invece una corretta informazione dell'utente n dal primo momento, ossia da quando il frequentatore della rete decide di fare ingresso in quel sito.
Il riferimento alla comunit locale degli avvocati, che pure sussiste in ciascuno dei richiami alla citt o alla Regione, equivoco, perch l'espressione "avvocati" seguita dal nome della citt non pu che logicamente riferirsi all'intera collettivit e non ad un singolo studio legale. Utilizzare, pertanto, diciture quali quelle di cui al presente quesito pu ingenerare nel pubblico il falso afdamento circa il fatto che, a quel determinato indirizzo, possano essere reperiti tutti gli avvocati della Citt o della Regione, o, addirittura, quelli migliori, oppure quelli che, diversamente da altri, avrebbero titolo per fregiarsi di una sorta di capacit rappresentativa dell'intera comunit locale degli avvocati. Appare, pertanto, non conforme a criteri di trasparenza e veridicit l'utilizzo di domini del tipo "www.avvocati[citt].it" oppure "www.avvocati[regione].it", quando gli stessi rimandino solo ad uno o pi iscritti nell'albo
impariamo da chi pi bravo...
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References: Art. 17

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Art. 5

Art. 6

Art. 8

Art. 9

Art. 19

Art. 22