Source: http://fvg.videoassemblea.it/dettaglio_seduta.php?id_seduta=4132
Timestamp: 2019-08-23 15:38:43+00:00

Document:
Consiglio regionale - Seduta n. 7 di Giovedì 28-06-2018
n. 007 - 28.06.18
[14:42] MAZZOLINI Stefano
[14:42] SUL PROCESSO VERBALE
[14:42] SEGUITO DELLA DISCUSSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE: "NORME URGENTI IN MATERIA DI FUNZIONI DELLE UNIONI TERRITORIALI INTERCOMUNALI" (3)
[14:43] CENTIS Tiziano
[14:48] MAZZOLINI Stefano
[14:48] HONSELL Furio
[14:56] MAZZOLINI Stefano
[14:56] IACOP Franco
[15:03] MAZZOLINI Stefano
[15:06] MAZZOLINI Stefano
[15:06] ROBERTI Pierpaolo
[15:20] IACOP Franco
[15:20] MAZZOLINI Stefano
[15:21] CAPOZZELLA Mauro
[15:22] MAZZOLINI Stefano
[15:22] CENTIS Tiziano
[15:23] MAZZOLINI Stefano
[15:23] HONSELL Furio
[15:23] IACOP Franco
[15:23] CAPOZZELLA Mauro
[15:23] DI BERT Mauro
[15:24] ROBERTI Pierpaolo
[15:25] MAZZOLINI Stefano
[15:25] CAPOZZELLA Mauro
[15:27] CALLARI Sebastiano
[15:30] MORETTI Diego
[15:31] HONSELL Furio
[15:32] MAZZOLINI Stefano
[15:33] BORDIN Mauro
[15:35] MAZZOLINI Stefano
[15:35] BOLZONELLO Sergio
[15:37] MAZZOLINI Stefano
[15:37] CENTIS Tiziano
[15:38] MAZZOLINI Stefano
[15:39] CALLARI Sebastiano
[15:41] MAZZOLINI Stefano
[15:44] HONSELL Furio
[15:45] MAZZOLINI Stefano
[15:45] IACOP Franco
[15:47] CAPOZZELLA Mauro
[15:47] CALLARI Sebastiano
[15:49] ROBERTI Pierpaolo
[15:50] RUSSO Francesco
[15:50] IACOP Franco
[15:51] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "ISTITUZIONE DI COMMISSIONE D'INCHIESTA A NORMA DELL'ARTICOLO 168 DEL REGOLAMENTO INTERNO" (1)
[15:51] RUSSO Francesco
[15:51] MORETUZZO Massimo
[15:58] RUSSO Francesco
[15:58] BORDIN Mauro
[16:01] RUSSO Francesco
[16:02] BOLZONELLO Sergio
[16:07] RUSSO Francesco
[16:10] RUSSO Francesco
[16:10] BASSO Alessandro
[16:12] RUSSO Francesco
[16:16] RUSSO Francesco
[16:22] RUSSO Francesco
[16:29] RUSSO Francesco
[16:29] ZILLI Barbara
[16:36] RUSSO Francesco
[16:36] BOLZONELLO Sergio
[16:37] RUSSO Francesco
[16:37] MORETUZZO Massimo
[16:40] RUSSO Francesco
[16:40] FEDRIGA Massimiliano
[16:44] RUSSO Francesco
[16:45] SOSPENSIONE SEDUTA
[16:56] RIPRESA SEDUTA
[16:56] MAZZOLINI Stefano
[16:56] VOTAZIONI PER L'ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI NELLA COMMISSIONE PREVISTA DALL'ARTICOLO 70, TERZO COMMA, DELLO STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA (COMMISSIONE TRIESTE)
[16:58] VACCHER Christian
[17:09] MAZZOLINI Stefano
[17:17] MAZZOLINI Stefano
[17:18] VOTAZIONI PER L'ELEZIONE DI TRE EX CONSIGLIERI REGIONALI, COMPONENTI DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO, AI SENSI DELL'ART. 24 DELLA L.R. 38/95
[17:18] MAZZOLINI Stefano
[17:20] VACCHER Christian
[17:36] Chiusura Seduta Pubblica
Dichiaro aperta la settima seduta del Consiglio regionale. Informo che sono a disposizione dei Consiglieri alcune copie del processo verbale della seduta n. 5. Qualora non vi fossero eccezioni nel corso della seduta odierna, il verbale sarà considerato approvato. Ripartiamo quindi dal punto n. 3. Gli interventi erano terminati, quindi, dato che sono rientrati anche i relatori, chiedo se ritengono di intervenire ancora. La discussione è chiusa. Chiedo la parola ai relatori per le repliche perché avevamo chiuso gli interventi. Non ce ne erano più, quindi abbiamo ritenuto chiusa la discussione. Ha chiesto la parola il consigliere Centis. Avevamo chiuso di fatto la discussione, quindi non posso fare strappi al Regolamento. Ha la parola il consigliere Centis. Grazie. Ha chiesto la parola Centis, poi Honsell e poi Iacop. Grazie.
Grazie Presidente. Io voglio restare nel tema della questione, la proposta, alla ddl, quindi il cambio, il superamento della data al primo luglio 2019, anche perché se poi entriamo nei contenuti della legge n. 26/2014 ce n’è da dire che non termina qua oggi la giornata di seduta del Consiglio regionale, ma andremo avanti ancora per giorni e giorni, e probabilmente anche – questa è la mia lettura – l’inizio, il percorso della legge n. 26/2014, come qualcuno ha ricordato, i ventisei, i ventisette o i ventotto e tanti passaggi fatti, probabilmente saranno stati anche questi momenti e motivi di ascolto nei confronti dei comuni e nei confronti dei sindaci, quindi la partenza e l’inizio di quel percorso legge n. 26/2014 è stato contraddistinto da questo ascolto che con ovvie e tante difficoltà ha caratterizzato la strada di questa riforma delle Unioni territoriali. Se restiamo nel merito della questione, come ho già detto prima, ribadisco il parere favorevole come gruppo consiliare Cittadini, perché, leggendo in questi giorni anche il verbale del CAL riunito il 15 giugno e l’11 giugno, ci sono interventi, dichiarazioni, pensieri, opinioni e considerazioni di una decina di presidenti di UTI che tutto sommato raccomandano di non fermarsi, raccomandano di continuare a sostenere e portare avanti le politiche di investimento che hanno riguardato le Unioni territoriali, raccomandano a questa nuova Amministrazione regionale di non buttare tutto via, raccomandano di riempire quella scatola di attrezzi per metà vuota e quindi dare la possibilità alle Unioni territoriali di completare, implementare e continuare a lavorare, e qui c’è scritto tutto. Qui ci sono dichiarazioni di sindaci, di presidenti di UTI, che raccomandano questo. Qui ci sono anche dichiarazioni importanti dell’Assessore Roberti, che dà segnali importanti, che conferma aperture importanti e che ribadisce di non pensare minimamente agli eventuali commissariamenti, visti come terrore da parte dei presidenti delle UTI, perché vanno a far implodere completamente tutto quanto fatto di buono fino ad ora dalle Unioni territoriali. Se l’intenzione di questa Amministrazione regionale e dell’Assessore Roberti è quella di continuare a migliorare, a implementare e a dare la possibilità alle Unioni di poter riattrezzare con funzioni, con metodi, con possibilità per poter lavorare meglio, io ci sto, noi ci stiamo, do un’apertura di credito, do la possibilità di poter lavorare in questa direzione, mi convince questo tipo di proposta, perché non va ovviamente a bloccare tutto, non va a togliere e a staccare la spina a un percorso che con tantissime difficoltà oggi ha portato almeno a un risultato, che si è visto come bicchiere mezzo pieno, che si è visto come una scatola di attrezzi mezza vuota, ma che con ovvie, giuste e possibili soluzioni ha la possibilità di poter ricostruire insieme e ripartire insieme. Non voglio assolutamente pensare che ci sia da parte di questa Amministrazione regionale l’intento di cancellare tutto, riformare tutto, ripartire su tutto, che si chiami UTI o che si chiami cantoni, ma quello che conta e quello che è indispensabile è che i comuni, le Unioni e i sindaci abbiano la possibilità di poter lavorare, di far funzionare i propri servizi, di dare ai cittadini le giuste risposte, di far risparmiare, se è possibile, anche importanti risorse che poi vengono rimesse a disposizione delle comunità e dei comuni, e quindi portare sempre al centro dell’attenzione il bene e il beneficio che i cittadini tutti di questa regione hanno diritto ad avere. Grazie.
Grazie Consigliere. Consigliere Honsell.
Grazie Presidente. Anche io ritengo opportuno cercare di fare sintesi anche perché nel primo intervento purtroppo per non incorrere anche nel suo rigore del rispetto dei tempi sono andato un po’ veloce. Penso che sotto alcuni punti di vista questa sia la riforma o la legge ancora non perfezionata. Carissimo Assessore, carissima Giunta, è chiaro che voi potete per la storia legare il vostro nome a quella che è la riforma degli Enti locali di questa regione, però è chiaro che questo è un nodo di assoluta importanza e proprio il fatto che si debba andare verso l’aggregazione di enti e mettere in qualche misura a comune determinate metodologie, pur mantenendo la giusta sovranità… d’altra parte in Francia, dove quattro volte i comuni rispetto a noi, hanno fatto esattamente la stessa operazione e le fasce con il tricolore francese sono più numerose che in Italia, ma tanti servizi vengono gestiti in forma aggregata proprio per poter garantire quella omogeneità di servizio. Noi abbiamo territori che hanno un’unica identità anche socioeconomica e commerciale nelle nostre aree che sono suddivisi tra vari comuni e addirittura tra vari UTI. È impossibile per qualunque imprenditore e per qualunque operatore immaginare di dover dialogare con tanti soggetti diversi. Lo stesso discorso vale per gli sportelli unici e gli ambiti stessi. È vero che c’è stato un grande tentennamento e c’è stato nel passato, come ho ribadito, molto dirigismo. Io stesso si figuri che sono stato un sostenitore e sono stato commissariato, quindi questo lo riterrei uno tra i paradossi dei paradossi. Ne riconosco… Dalla Giunta precedente. No, lo sapevate. Ne comprendo chiaramente… Mi lasciate concludere? Perché non sono venuto qui a giocare. Un minimo di rispetto per quest’Aula. Non siamo qui a giocare. Adesso capisco che sono le 14.45… è il nodo fondamentale e allora proprio sotto questi aspetti io vorrei evidenziare quelle che mi sembrano le leve sulle quali voi potete agire e da parte mia avrete il massimo del sostegno. Uno chiaramente è il tema del personale, il comparto unico non è mai stato veramente valorizzato in modo da permettere quella osmosi che c’era tra le diverse tipologie di enti locali. C’è stata invece un’attrazione centralistica e l’abbiamo sentito. Io stesso mi sono fatto carico della gestione come UTI del Friuli centrale di tutte le scuole secondarie superiori di tutta la provincia e alla fine non ho potuto ereditare quelle che erano le unità di personale che gestivano quel servizio. Indubbiamente sul tema del personale bisogna in qualche modo essere fermi e interpretare quel giusto spirito del comparto unico. Io oggi non l’ho sentito nominare, ma o si utilizza oppure si perde un’opportunità. L’altro aspetto fondamentale è quello della legge n. 18, che a mio avviso anche quella è stata poco citata, ma mi sembra che sia la cosa più preziosa che voi ricevete in eredità, più della legge n. 26, quel famoso articolo 7 che prevede l’intesa per lo sviluppo. È la prima volta che io penso che a livello europeo si riesce a dialogare e intervenire tra i due livelli diversi con una convergenza e una condivisione comune, quindi per favore questo qui è un patrimonio straordinario, voi lo potete riutilizzare, lo potete potenziare, per favore conservatelo. Proprio per quello è un po’ doloroso per me assistere a tutto questo succedersi di norme puntuali perché in un certo senso non porteranno a una strategia. È meglio per un attimo rimandare le scadenze, fare il disegno e discutere del disegno. Non troverete assolutamente da parte mia un’opposizione pregiudiziale alle idee che voi portate, perché è troppo importante il tema. Quindi per favore anche vedere questo stillicidio – adesso lo so che non è il tema – di emendamenti, di togliere la norma che escludeva il personale e quindi aggiungere un’altra cosa. Questo si chiama intarsio normativo, per cui bisogna leggere tre o quattro leggi per capire che cosa effettivamente diventa efficace. Se potete eliminarlo il più possibile prendetevi una moratoria e dite di lasciare le cose come stanno oppure fate una norma ombrello che dice che in qualche modo tutta una serie di cose possono andare, ma per favore datevi una scadenza e proponete la vostra soluzione. Erano molto chiari sia l’ANCI, e lo so perché ne ho fatto parte, sia il CAL: il grande successo delle Unioni territoriali è proprio quello di garantire quel policentrismo di tutto il nostro territorio e che può finalmente dialogare senza enti intermedi con quella che è la Regione. Dunque, proprio in questo senso, se viene adesso reintrodotto un organismo di primo livello, questo indubbiamente… Mi concede quei pochi secondi per cui c’era stato quel momento un po’ ludico? Se mi concede quei trenta secondi chiudo. È importante questo. Lasciamo questo ente di secondo livello, semmai quello che può essere importante è rafforzare la governance di queste UTI, che oggettivamente adesso si trova a essere un po’ squilibrata e c’è un deficit forse di rappresentanza dei Consigli comunali e oggettivamente – lo diceva prima Giacomelli in Commissione – Trieste è stata costretta ad approvare una cosa, ma tanto comunque anche se non l’avesse approvata sarebbe scattata lo stesso. Cerchiamo in questo senso di poter rafforzare un attimo la governance, ma per favore non introducete un ente di nuovo di primo livello proprio perché l’aver eliminato uno strato permette di poter realizzare un dialogo con la Regione che è efficace per la Regione e per i comuni stessi.
Grazie Consigliere. Passo la parola al consigliere Iacop.
Grazie Presidente. Avrei preferito se l’Assessore Roberti fosse intervenuto al termine del dibattito generale così da poter avere qualche spunto in più relativamente a quello che è il suo pensiero e la sua visione che abbiamo colto in vari momenti, ma che forse di fronte all’Aula in questo momento ci consentiva nella replica ovviamente di tenerne conto. Il dibattito ha fatto emergere tutta una complessità della materia, non ultima la questione del commissariamento del Sindaco Honsell; evidentemente grida alla vendetta in questo caso, nel senso che chi più del Sindaco Honsell deve essere tutelato dall’Amministrazione precedente. In realtà quindi il tema, com’è stato più volte rilevato, della complessità e anche della variabilità del metodo di affrontare e anche di tentare di risolvere quelle che sono questioni che stanno sul tappeto da dieci anni e più, da quindici – venti anni in più… ricordo una norma simile alla 26 fatta al tempo dall’Assessore Ciriani e Ciani prima, quando per primi idearono (era il 2000, allora ero sindaco) le ATO, gli Ambiti Territoriali Ottimali, con perimetri fissati. Mi ricordo che nel confronto andammo avanti per due anni a cercare di trovare un perimetro da imporre ottimale e alla fine non trovando ovviamente nessun perimetro, perché l’ottimo potremmo tentare di raggiungerlo e intanto sarebbe importante fare ciò che si riesce a fare bene, quindi risolvere ovviamente una complessità di sistema che richiama una serie di valutazioni che fanno di fatto vedere come l’approccio alla questione sia un approccio complicato, seppur l’obiettivo finale è un obiettivo che noi in qualche maniera individuiamo e proclamiamo nei nostri interventi: la dimensione ottimale, l’adeguatezza delle dimensioni rispetto alle funzioni che vengono attribuite, il mantenimento ovviamente dell’autonomia e della capacità ovviamente della sovranità ai livelli elettivi, quindi dai Consigli comunali, a quelle che sono le rappresentanze che vengono elette, quindi una serie di argomenti che nella loro complessità poi hanno visto vari tentativi di soluzione che addirittura, come ha sottolineato il collega Marsilio, alternativamente sono state sponsorizzate dal centrodestra e dal centrosinistra magari anche in atteggiamenti contraddittori, nel senso che ciò che era positivo per l’uno era negativo per l’altro e viceversa. Quindi, Assessore, ci aspettiamo dal suo intervento che effettivamente cominci a segnare quello che è un percorso. Nel frattempo ovviamente con una serie credo di proposte che facciamo cerchiamo di dire che il lavoro che è stato fino ad oggi è un lavoro che, non essendoci adesso una proposta per un cambiamento o per una modifica visibile, sia un lavoro che viene salvaguardato, che viene valorizzato nell’aspetto delle opportunità che sono state colte e dell’impegno che è stato posto, e quindi con il nostro emendamento sostanzialmente vogliamo mantenere la legge nel suo profilo. In questo caso lei più volte ha detto che toglie l’obbligatorietà. È stato fatto un esempio: 110 milioni sull’incentivazione derivante dalla legge n. 1, ma perché alla fine la legge n. 1 si è chiusa? Perché il primo atto della Giunta Tondo fu sopprimere gli ambiti di sviluppo territoriale, che erano quelle aggregazioni alle quali erano finalizzati i fondi di sviluppo e di investimento che dovevano essere decisi in ambito concertato dall’assemblea delle AST, che erano associazioni volontarie, ma che trovavano nella volontarietà e nell’adesione a un progetto di territorio vasto anche la scelta di opere strategiche, di interventi strategici e di scelte di investimento. Dall’altro lato è stato bloccato quello che era il piano di valorizzazione cosiddetto per le parti che incentivava in maniera selettiva una serie di convenzioni o integrazioni tra servizi e tra comuni lasciando il sistema assolutamente al caso, alla casualità, alla volontarietà assoluta. A quel punto lei comprende che, oltre alle valutazioni che sono quelle di opportunità funzionale, scattano anche altre (le amicizie, le simpatie, i segretari che fanno i segretari in più sedi, magari tra loro distanti, ma così gli va bene per gestire). Il termine di una guida è fondamentale. Chiamiamolo come vogliamo (incentivo, disincentivo, obbligatorietà), ma una guida è fondamentale sul sistema, perché il progetto del sistema istituzionale è per competenza statutaria in mano alla Regione, a questo Consiglio con le sue leggi e all’agire della Giunta con la sua determinazione e il suo indirizzo. Deve essere così e non può essere diversamente, perché non è lo Stato che qui indica qual è l’organizzazione del sistema delle autonomie locali, ma è questa Regione e questo Consiglio ed è questa che deve avere il progetto al quale poi il sistema deve orientarsi e deve tendere. Non possiamo disimpegnare il tutto dicendo “faccia qualcuno nella sua volontarietà assoluta”, perché per esperienza le posso dire che la volontarietà poi segue percorsi che sono i più vari, i più alternativi e anche i più bizzarri ogni tanto. La invito a valutare questo. Il tema poi riferito all’ordine del giorno è la proposta dell’ordine del giorno che ovviamente è un atto formale di impegno alla Giunta a mantenere quello che lei aveva già evidenziato, cioè il rispetto di quelle che sono le attività già intraprese con le intese per lo sviluppo.
Grazie Consigliere. Passo la parola al consigliere Di Bert.
Presidente, io chiudo avendo prima iniziato sottolineando che comunque è stata una giornata positiva perché c’è stata una sostanziosa anticipazione di quella che sarà la discussione in sede di presentazione della proposta di modifica di questa importante disciplina, però non dimentichiamo di vista che quest’oggi è quasi un momento meramente tecnico di assoluta responsabilità da parte della maggioranza, che va incontro a quelle che sono le reali esigenze delle UTI. Tutti lo sanno che buona parte delle UTI – non credo di dire cose non vere – o sono partite a stento o non sono partite e ben poche mi risultano decollate. Ma non voglio entrare nel merito di questa vicenda. Credo che sia un gesto di assoluta responsabilità da parte dell’Assessore e della maggioranza dare questa opportunità e nel contempo riconoscere quella giusta autonomia perché ho sentito dire che c’è stato l’obbligo a partire, a non partire, altrimenti non sarebbero partiti, però in tutti questi anni di esperienza professionale che ho avuto ho sempre sentito gli amministratori rivendicare la voglia forte di autonomia. In questo momento gliela stiamo dando e credo che sia una cosa assolutamente importante, quindi quest’oggi mi fermerei a quello che è l’oggetto del dibattito per mettere la possibilità a queste amministrazioni comunali di esercitare con grande responsabilità la decisione se far decollare tutto o non decollare o in parte. Quindi mi limiterei a questo; ho notato che è stato anche un esercizio dialettico per molti, assolutamente interessante, un sostanzioso anticipo di quella che sarà la discussione. Vi prego magari con maggioranza larga trovare l’incontro su questo dato normativo. Mi è piaciuto il metodo. Ho apprezzato il Presidente della Commissione, che ha aperto alle minoranze quando hanno obiettato su qualche difetto di tempo o di metodo. Abbiamo coinvolto – lo abbiamo detto prima – UNCEM, ANCI e quant’altri e credo che il percorso virtuoso sia stato fatto. Quello che chiedo è un richiamo all’assoluta responsabilità e diamo a questo momento tecnico questo ampio respiro alle amministrazioni comunali, e di conseguenza alle UTI, per potersi organizzare al meglio. Nel mentre resta l’impegno da lei assunto, e da parte nostra starle vicino, elaborare sempre con metodi di assoluta condivisione, perché una materia del genere deve avere la più assoluta trasversalità, perché è una materia che entra nei nervi, nelle famiglie, perché gli Enti locali sono l’ultimo front-office che il cittadino italiano ha. Da piccolo o grande che sia il comune, merita rispetto, quindi credo che si sia già detto tutto, o forse anche di più. Limitiamoci all’argomento oggetto del contendere di quest’oggi e mi auguro un gesto di responsabilità e ho motivo di ritenere che, avendo una minoranza che con personaggi che hanno fatto gli amministratori, ci vengano incontro e riconoscano la bontà dell’operato della Commissione e in primis dell’Assessore. Grazie.
Grazie Consigliere. Volevo chiedere se il consigliere Capozzella voleva replicare o proseguiamo. Va bene. A questo punto do la parola alla Giunta, all’Assessore Roberti.
Grazie Presidente. Ho ascoltato con molto interesse il dibattito di questa mattina e finito qualche secondo fa. In particolare, per quanto riguarda l’opposizione, ovviamente ho ascoltato tutti allo stesso modo, ma, per rassicurare il consigliere Honsell, ho particolarmente apprezzato e ho seguito molto attentamente il suo intervento, tant’è che quando sono stato richiamato all’ordine in realtà mi scrivevo degli appunti perché ci sono delle parole e dei termini che ha utilizzato nel suo intervento che mi hanno effettivamente molto colpito. Partiamo dall’inizio. Da più di qualche parte si è detto che abbiamo partorito un topolino, ed è vero, nel senso che se qualcuno pensava di trovarsi alla prima seduta dopo un mese dall’insediamento con una riforma organica della legge n. 26 sugli Enti locali penso che questo qualcuno ovviamente non ha ben capito come funzionano le cose. La precedente Amministrazione regionale ci ha messo un anno per partorire la legge n. 26 non ascoltando nessuno e dovendo quindi andare a alle oltre venti modifiche che hanno comportato in realtà centinaia di modifiche sul testo complessivo, non accontentando comunque gli Enti locali, perché sappiamo come è andata a finire. Noi – lo abbiamo detto subito – ci siamo presi del tempo e ci vogliamo prendere del tempo, tutto il tempo necessario per quella strada che abbiamo indicato, cioè la strada della massima condivisione con i territori e con i sindaci per rispettare chi è stato eletto democraticamente dai cittadini. Era del tutto evidente che il primo intervento andava fatto con carattere d’urgenza e se nel primo intervento abbiamo messo soltanto questa modifica era proprio per venire incontro a quelle che erano le prerogative che ci siamo fissati, cioè il dialogo e l’ascolto. Non volevamo mettere dentro in un provvedimento che per forza di cose era urgente troppa roba, troppa carne sul fuoco, perché l’abbiamo dovuta attivare in procedura d’urgenza (lo sapete) e anche sulle Commissioni abbiamo cercato di forzare quanto più possibile per arrivare nei tempi tecnici alla data del 28 giugno, alla data odierna, e sappiamo che la scadenza di cui stiamo parlando è la scadenza del primo luglio 2018. È una scadenza, come ricordava il consigliere Iacop, che in realtà era già stata spostata dalla precedente Amministrazione regionale perché inizialmente si parlava della data del primo gennaio 2018, quindi partivamo dalla data del primo gennaio 2018, si erano già dati sei mesi in più alle UTI… ai comuni facenti parte delle UTI di conferire le ulteriori funzioni e nonostante questi sei mesi la situazione che ci siamo trovati è che dieci UTI su diciotto ad oggi non sono in grado di conferire quelle ulteriori funzioni. Questo vuol dire che senza un intervento normativo urgente noi ci saremmo trovati nella condizione che alla data del primo luglio 2018 dieci UTI su diciotto sarebbero state fuori legge e non avrebbero rispettato la legge n. 26. Quindi l’intervento normativo andava fatto, ma andava fatto come? Lei, consigliere Honsell, ha detto per tre volte (due volte nel primo intervento e una volta adesso nella replica) di dirigismo ingiustificato. Parlate di dirigismo ingiustificato e poi il primo emendamento che presentate sulla legge n. 26 è un emendamento che, rispetto alla proposta iniziale, vuole togliere l’autonomia alle singole UTI per riportarle in capo alla Regione, che deve decidere e stabilire una data. In questo senso, seppure la modifica al testo originario è piccolissima, come ricordavo prima (è davvero un topolino), già in questa c’è un chiaro messaggio e il messaggio è di tornare a dare la parola ai sindaci e ai territori, e in questo caso alle UTI, contrapposta a una politica dirigista e ingiustificata, come diceva lei, che invece vuole imporre delle date e vuole imporre un vestito (non mi ricordo chi l’ha detto prima) uguale per condizioni completamente diverse, e infatti, se è vero che ci sono dieci comuni aderenti alle UTI che non hanno conferito tutte le funzioni e che non sarebbero in grado di farlo, ci sono anche delle UTI che magari potrebbero farlo dopodomani, magari l’hanno già fatto sei mesi prima, ma ce ne sono sicuramente altre che magari nemmeno il primo luglio 2019 sarebbero in grado di conferirle tutte perché non sono praticamente ancora partite. In questo senso mi sembra la cosa più logica e più ovvia dire “tu, singola UTI, ti decidi, vai in assemblea e decidi una data più utile per te e più adatta al tuo vestito”. Ti scegli il vestito più adatto. Ma arriviamo al punto sulle UTI, perché ovviamente si è parlato, come in Commissione, molto poco del tema della discussione, ovvero della proposta di modifica, e tanto in generale del concetto delle UTI. Sempre lei, consigliere Honsell, ha parlato di efficienza e di grande opportunità e, a dire la verità, per misurare l’efficienza e la grande opportunità non posso che pensare ai numeri. Un numero è quello che ho appena detto: dieci UTI su diciotto, nonostante la prima proroga di sei mesi, non ce la fanno e le stesse UTI che non ce l’hanno fatta avevano proposto quella soluzione che avete poi riportato in emendamento di spostare di un altro anno, quindi arrivando a diciotto mesi di ritardo sulla tabella di marcia. Questo già non mi fa pensare a una grande efficienza e a un grande funzionamento del sistema. C’è un altro dato che posso darvi oggi. Ad oggi un’UTI su diciotto ha presentato il rendiconto. La scadenza dei rendiconti era al 30 aprile 2018; siamo già due mesi in ritardo e un’UTI su diciotto ha presentato il rendiconto. Questa è la situazione attuale che evidentemente non è che mi raffiguri un quadro in cui si sia creata con questa riforma una maggiore efficienza del sistema, un maggior funzionamento, uno snellimento da parte dei comuni, anzi c’è un appesantimento importante da parte dei comuni che in questo momento, mentre si pensa ai bilanci di previsione dei comuni e mentre si pensa ai rendiconti dei comuni, devono magari molto spesso prestare l’unico ragioniere a disposizione all’UTI per andare a lavorare sul rendiconto dell’UTI stessa. In questo senso – devo dire la verità – mi riesce difficile capire in quale modo abbiano inciso nell’efficienza e nell’efficacia del sistema degli Enti locali. Andiamo avanti. Si è detto… il consigliere Iacop ha citato un articolo di stampa del Messaggero Veneto. Gli articoli di stampa se ne fanno tanti, anche oggi è uscito un articolo di stampa che non c’entrava niente sull’attività della Giunta regionale e fortunatamente non dobbiamo rispondere a dei titoli sulle prime pagine dei giornali. Non c’è uno stop alle UTI, ma c’è semplicemente un testo che è stato presentato, che avete tutti quanti sotto gli occhi, in cui si parla di differire una data e fare in modo che dieci UTI su diciotto non siano fuori legge tra due giorni. Consigliere Bidoli, penso di aver già risposto, nel senso che non sanno cosa fare. Lei ha detto che le UTI in questo momento non sanno cosa fare e potrei risponderle “comincino a fare i rendiconti che ci mancano”, ma evidentemente il problema non è tanto quello del non sapere cosa fare, ma il problema è che si è creato uno strumento talmente tanto complicato e talmente tanto complesso che le stesse UTI non è che non sanno cosa fare, ma non riescono a fare neanche quello che dovrebbero fare e che è imposto per legge di fare. Andiamo avanti. Sarò ancora brevissimo perché ci sono un paio di cose ancora che volevo dire sull’ordine del giorno che avete presentato. Premesso che questo ordine del giorno, leggermente corretto, perché chiedo sull’impegnativa di cancellare la parola “confermare”, da sostituire con “mantenere”, anche perché l’Amministrazione regionale in questo momento… la Giunta non deve confermare un bel niente. C’è un percorso già avviato e non dobbiamo fare nessun nuovo atto per confermare. Se togliete la parola “confermare” e la modificate con “mantenere”, questo ordine del giorno lo faccio proprio e lo accolgo tranquillamente senza nessun problema. Ma – devo dire la verità, e qua mi rivolgo ai Consiglieri firmatari – evidentemente qua vale il detto che ognuno si misura con il proprio braccio perché - io penso di averlo già detto almeno in una dozzina di occasioni tra Commissione, CAL, interviste con la stampa – nessuno ha intenzione di andare a penalizzare nessuno. I comuni che hanno aderito alle Unioni territoriali durante gli ultimi anni lo hanno fatto in base a una legge e la precedente Amministrazione regionale ha deciso di andare a premiare alcuni e andare a bastonare gli altri, perché questo è quello che è successo. Centocinquanta comuni aderenti alle Unioni territoriali hanno avuto un sacco di soldi, cinquantaquattro comuni fuori dalle UTI non hanno ricevuto un soldo. Questo è quello che è successo perché la linea politica della precedente Amministrazione regionale era quella di andare a punire chi non seguiva un determinato percorso. Noi abbiamo sempre detto che quella linea cambia e cambierà, quindi non c’è nessuna volontà di andare a punire nessuno, anche perché quando si punisce un comune non si punisce semplicemente un sindaco, ma si punisce il cittadino che abita in quel comune, che vive in quel comune e che ha dei servizi minori. Ritorno su quello che dicevo prima: ognuno si misura col proprio braccio e se voi avete deciso in passato di andare a colpire i cittadini dei comuni non facenti parte delle UTI noi non vogliamo commettere lo stesso errore, quindi, come avevamo annunciato, i piani per lo sviluppo non vengono toccati di un centesimo, ma sarà cura di questa maggioranza andare a reperire le risorse necessarie per andare a colmare un divario che evidentemente si è creato negli ultimi anni, ed è l’opera che andremo a fare con il prossimo assestamento di bilancio, andando a reperire le risorse necessarie per pareggiare semplicemente i conti e trasformare quelli che erano diventati cittadini di serie B per la precedente maggioranza, per la precedente Amministrazione regionale, in cittadini di serie A, esattamente come tutti gli altri. Chiudo su altri due interventi che mi hanno colpito. Uno riguarda un paragone che è stato fatto… da un esempio che è stato tirato in ballo dal consigliere Shaurli riguardo ai sindaci inglesi che ormai praticamente fanno più che altro rappresentanza. Se questa è l’idea e il modello che dobbiamo seguire noi siamo assolutamente contrari a dei sindaci che vengono eletti per fare pura rappresentanza, quindi c’è la nostra assoluta contrarietà. L’ultima – consigliere Honsell, torno ancora su di lei, mi ha chiesto lei maggiore attenzione e io ho prestato massima attenzione a quello che ha detto - c’è una frase che sinceramente mi ha turbato perché quando lei mi dice che “tornare e trasformarli in enti di primo livello sarebbe il ritorno al peggior passato”, capisco che questa affermazione arrivi all’indomani di una tornata elettorale dove evidentemente c’è stato un premio particolare verso una parte politica, che non è la sua, ma dire che il voto dei cittadini sia il ritorno verso il peggior passato sinceramente è qualcosa che non condivido per niente e mi trova completamente in disaccordo.
Grazie Assessore. Passiamo quindi ora all’articolato. Ci sono due emendamenti. All’articolo 1, l’emendamento 1.0.1 presentato dai relatori Iacop, Russo e Honsell. Il secondo emendamento 1.1 presentato da Capozzella, Dal Zovo, Sergo e Ussai Do subito la parola a Iacop per l’illustrazione dell’emendamento.
Diamo l’emendamento ampiamente per illustrato in quanto abbiamo più volte… più volte siamo intervenuti su questo tema. Per il parere, poi daremo il parere successivamente sugli altri.
La motivazione di questo emendamento e il senso di questo emendamento non è assolutamente essere d’accordo con le UTI, che non ci piacciono, anzi vogliamo rivedere tutto l’impianto degli enti intermedi, però riteniamo anche che sia giusto, se noi pensiamo nella nostra azione politica, mettere al centro il bene dei cittadini, che l’ho sentito un po’ evadere in quest’Aula. Non vogliamo buttare via l’acqua sporca con il bambino, quindi abbiamo inserito questo emendamento per evitare eventuali futuri… Evitare dubbi interpretativi che diano adito e possano dare adito a contenziosi, quindi sempre mettendo al centro il benessere del cittadino abbiamo ritenuto di dover inserire questo emendamento. Grazie.
Grazie Consigliere. Apro la discussione sui due emendamenti. Chi vuole prendere la parola? Mi sembra che nessuno voglia prendere la parola. A questo punto passo la parola per il parere ai relatori, prima di minoranza. Centis, se vuole, Honsell, Iacop. Deve esprimere un parere.
Per quanto riguarda l’emendamento Iacop, astensione.
L’1.1?
Emendamento Capozzella, astensione.
Honsell. Parere sull’1.0.1?
Per coerenza, sono favorevole. Per quanto riguarda l’altro, me lo sono perso nel mare di carte. Era quello relativo al mantenere l’azione... favorevole anche a quello.
Iacop, sull’emendamento 1.0.1.
1.0.1 sì e 1.1 sì.
Va bene. Capozzella, emendamento 1.0.1?
1.0.1 no, 1.1 ovviamente sì.
Sul primo evidentemente contrario perché è antitetico alla nostra proposta, sul 2 dico no anche perché non capisco il significato dal punto di vista giuridico. Lo ritengo pleonastico, non per altro. Il resto viene accolto, come diceva l’Assessore Roberti. Questa è la nostra posizione.
Chiedo il parere alla Giunta. Assessore Roberti, sull’emendamento 1.0.1 e 1.1. Prima sul primo.
Sull’emendamento Honsell, Iacop, eccetera, ovviamente parere contrario. Sull’emendamento Capozzella io do un parere negativo e anzi invito il ritiro più che altro perché in realtà le motivazioni dell’emendamento non ci sono, nel senso che non si va a toccare niente di più che la data, quindi in realtà questo è un rafforzativo di un obbligo in più per il Comune, che in realtà è già implicito nella legge.
Consigliere Capozzella, vuole ritirare l’emendamento?
Va bene. A questo punto metto ai voi il primo emendamento, l’1.0.1. (Non è approvato) Pongo in votazione l’emendamento 1.0. (Non è approvato) Pongo quindi in votazione l’articolo 1. (È approvato) Passiamo all’emendamento 1 bis.1 La parola all’Assessore Callari.
Grazie Presidente. Ringrazio anche il collega Roberti per la cortesia di farmi presentare questo emendamento, che vuole in qualche modo essere un emendamento puramente tecnico, non vuole entrare nelle dinamiche politiche del decreto-legge in quanto riteniamo che sia soltanto una valutazione di tipo tecnico, di tipo amministrativo, quella di associare al decreto-legge in esame oggi la possibilità per quei comuni che si sono ritrovati nelle difficoltà estreme di poter assumere del personale, visto che la legge n. 18 del 9 dicembre 2016 ha deliberato che i comuni che non hanno aderito alle Unioni territoriali dovessero o potessero assumere il personale in pensionamento soltanto nella quota del 50 per cento. Questo ha creato dei notevoli problemi. La mia area, i miei uffici sono stati sommersi in questi ultimi mesi da richieste da parte dei comuni per le estreme difficoltà in cui si trovano, con sindaci che spesso sono tenuti ad andare nell’Ufficio anagrafe perché non hanno il dipendente in quel momento. Quindi vorremmo in qualche modo porre rimedio a questo vulnus, a questo danno, solo per sanare una situazione che, come diceva prima il collega Roberti, non è nei confronti di un sindaco che ha aderito o non ha aderito, ma nei confronti di cittadini che in questo momento non hanno i servizi adeguati. Quindi è proprio per questo che ho presentato questo emendamento e in pratica – vi leggo un po’ il disposto – all’articolo 56 della legge regionale 9 dicembre 2016, n. 18 (Disposizioni in materia di sistema integrato del pubblico impiego regionale e locale), sono apportate le seguenti modifiche. Al primo periodo del comma 19 le parole “e i comuni partecipanti alle medesime” sono sostituite dalle seguenti: “i comuni partecipanti alle medesime e i comuni non partecipanti alle Unioni territoriali”. Le parole “ai fini del calcolo del limite di spesa per le UTI e i comuni” sono sostituite dalle seguenti: “ai fini del calcolo del limite di spesa per le UTI e i comuni partecipanti alle medesime”. Il comma 20, che è quello che entra nello specifico della possibilità di assunzione al 50 per cento, viene abrogato. Faccio mia una precisazione, che credo che sia importante, cioè che questo emendamento non introduce nuovi elementi di spesa in quanto l’incremento delle facoltà assunzionali deriva dall’emendamento e per i comuni non partecipanti alle UTI e avrà copertura finanziaria nell’ambito dei bilanci dei singoli Enti a fronte delle corrispondenti cessazioni di personale del servizio, quindi non vi saranno nuovi oneri finanziari per le regioni, ma nemmeno per le Unioni territoriali; si dà soltanto la possibilità a quei comuni che hanno la possibilità finanziaria di poter assumere il personale di avere gli opportuni spazi assunzionali. Grazie.
Grazie Assessore. È aperta la discussione, se volete iscrivervi a intervenire. Moretti, ha la parola.
L’ho detto prima in discussione generale; mi dispiace contraddire l’Assessore Callari. Sembra che ce l’abbia con lui, ma non ce l’ho con lui. Di tecnico non ha niente; questa è una scelta propriamente politica, rispettabile, non la condividiamo, della Giunta rispetto all’allargamento degli spazi assunzionali. In mancanza di un quadro più generale, che peraltro l’Assessore ha annunciato, mi pare questa una forzatura. È libera di farlo e ovviamente la maggioranza di votarla, però mi pare che di tecnico, Assessore, ci sia poco e politico. Che poi l’aspetto finanziario ricada sui comuni ovviamente questo vale per tutti, anche per chi già adesso poteva utilizzare tale spazio, però mi sembra che questa cosa sia veramente una forzatura e abbia poco di tecnico e molto di politico. Mi pare almeno da parte mia non accoglibile.
È evidente che qui ci troviamo di fronte, come avevo anticipato, a questo stillicidio di norme puntuali lì dove invece, proprio sul tema del personale e in particolare sul tema del comparto unico, si deve giocare una partita di ben altro respiro. Dunque fare questo passaggio può forse fare un favore e risolvere qualche piccolo problema puntuale di qualche comune, ma di fatto crea ulteriore incertezza e destabilizza un percorso che dovrebbe essere affrontato – ripeto – con un quadro organico proprio in termini di personale, com’è stato evidenziato in tutti questi giorni di dibattito, soprattutto avvalendosi su quelle che sono le potenzialità del comparto unico. Quindi io mi esprimerò… non so, bisogna fare dichiarazione di voto? Io voterò contro.
Grazie Consigliere. Consigliere Bordin.
Dispiace che si parli di destabilizzazione e non si colga invece l’occasione di riportare giustizia dove non ve ne era. In questo momento questa norma è sacrosanta e va nell’ottica che l’Assessore ha illustrato, ed è quella di creare un clima di lavoro all’interno degli Enti locali che permetta di riprendere mano in questa riforma e fare gli accorgimenti, le modifiche e gli interventi necessari per creare un nuovo sistema di autonomie locali. Per farlo dobbiamo ripartire mettendo tutti sullo stesso piano e mettendo tutti nelle condizioni di lavorare. Credo che la situazione in cui si trova a operare gli Enti locali sia evidente a tutti. Naturalmente è evidente a noi, ma credo sia evidente anche a voi, perché i contatti e i riferimenti li avete anche voi. Oggi noi ci troviamo con un sistema delle autonomie locali in cui i comuni sono assolutamente sotto organico, non c’è personale, non ci sono dipendenti, non c’è la possibilità di operare efficacemente per dare servizi ai cittadini e questa penalizzazione la subiscono soprattutto coloro che hanno avuto un’ulteriore limitazione alla possibilità di assumere. Questa norma non fa altro che consentire a questi comuni quantomeno di poter assumere alcune persone che siano in grado di dare i servizi ai cittadini e lavorare nei propri uffici, altrimenti ci troveremo sempre di più dei comuni e dei municipi con le sale vuote, con le stanze vuote e il cittadino non sa più dove andare a finire. Quindi mi auguro che questa posizione non sia interamente condivisa dalla minoranza e che ci sia anche chi ha voglia di dare risposta a questi comuni, altrimenti dovreste andare a dire ai comuni non UTI che per voi non è giusto che loro assumano. Credo che una posizione del genere sia assolutamente discriminatoria e inaccettabile e mi auguro naturalmente che questa norma di buonsenso possa essere accolta. Cerchiamo di porre rimedio ai danni che sono stati commessi da alcune scelte, che hanno effettivamente creato difficoltà operative, tecniche, assunzionali ai comuni della nostra regione. Avete abolito le province, avevate una possibilità, che era quella di prendere il personale delle province e distribuirlo assegnandolo ai comuni e alle UTI, non l’avete fatto, oggi il personale delle province è ammassato quasi tutto in Regione e abbiamo i comuni e le UTI al collasso. Cerchiamo quantomeno di porvi rimedio. Noi abbiamo assunto su questa tematica un atteggiamento assolutamente collaborativo, propositivo, abbiamo assunto l’idea di procedere con un percorso condiviso e non con grandi strappi, credo che la volontà dell’Assessore e di questa maggioranza dovrebbe trovare quantomeno la disponibilità di chi è responsabile del sistema che ha creato.
Grazie consigliere Bordin. Passo la parola a Bolzonello.
Grazie Presidente. Io prendo la parola solo per un motivo quasi tecnico, nel senso che abbiamo accettato l’impostazione di andare a un ragionamento complessivo sul CAL, e ringrazio ovviamente l’Assessore e la Giunta della capacità di andare oltre il singolo ragionamento, ma portandolo in un ragionamento un po’ più complessivo. Se mi spiegate l’urgenza tra il 7 e il 16 di questo emendamento proviamo a capirne qualcosa in più, se invece non c’è l’urgenza e possiamo portare il 16 il pacchetto completo di una prima mini rivisitazione rispetto al CAL, rispetto a questi comuni, e la portiamo in una discussione organica in Commissione e lì affrontiamo anche il tema complessivamente, penso che con la stessa modalità con cui abbiamo fatto le cose fino ad oggi in questo inizio di legislatura rispetto a questo tema, dove mi pare abbiate avuto un’opposizione che ha saputo cercare di distinguere le vostre richieste con altre legittime posizioni, penso che si possa arrivare. Andare oggi a questo emendamento senza capirne la reale urgenza, a meno che non ci sia… io penso che sia un emendamento tecnico, com’è stato detto. Se ci dite tecnicamente qual è l’urgenza noi ne prendiamo atto e cerchiamo di capire. Se non c’è da qui al 16 portiamolo in Commissione, facciamo la partita insieme al CAL e arriviamo tranquillamente il 16 con una grande soddisfazione di tutti e penso anche con un voto che sarà sicuramente un voto non dico all’unanimità, ma sicuramente sarà un voto ampiamente positivo.
Grazie Consigliere. Consigliere Centis.
Grazie Presidente. Nella V Commissione di martedì scorso gli ospiti presenti (il Presidente ANCI, il Presidente CAL, il Presidente UNCEM) hanno manifestato le loro difficoltà, ricevute ovviamente dai vari sindaci che compongono i vari organi, a portare garanzie e certezze per quanto riguarda le attività svolte all’interno delle proprie Unioni, dei propri comuni e quindi anche alle risorse che hanno a disposizione per quanto riguarda il funzionamento delle proprie comunità, dei bisogni e delle necessità. Quando leggo “cessazione di personale del servizio” ovviamente mi viene subito in mente le difficoltà che i comuni hanno per quanto riguarda il proprio personale. Ci sono tanti comuni (grandi e piccoli) che devono combattere quotidianamente con i bisogni del proprio territorio, con i bisogni della propria comunità, con i bisogni dei propri cittadini e quindi non hanno risorse né per l’assunzione di personale e quindi di conseguenza neanche il personale per mettere a disposizione delle proprie comunità. Se questo è un passaggio tecnico che ha la necessità di portare risorse, di mettere risorse e di stanziare ulteriori risorse a beneficio dei comuni, in modo particolare per quanto riguarda il personale, mi trova d’accordo e do il mio ok.
Quindi ritengo che ha già espresso il parere sull’emendamento 1 bis.1. Passo la parola all’Assessore, che ha richiesto la parola. Callari.
Grazie Presidente. Volevo un attimino aggiungere qualcosa. Prima il consigliere Moretti ha parlato di una decisione politica. Indubbiamente chi siede qua dentro porta l’Aula ad assumersi delle decisioni politiche. Io faccio parte di un’Amministrazione e faccio una proposta che è in ordine al mio referato (1:09:30). Io ho in questo momento dei comuni che domani devono dire a delle persone che sono disponibili a lavorare nel proprio comune che possono assumerle perché, diversamente, queste persone andranno presso altre sedi. Facciamo dei favori, consigliere Honsell? Mi dispiace che lei usi questo termine, ma se vuole posso aderire. Facciamo un favore a tutti quei cittadini che in questo momento sono in sofferenza, facciamo un favore a tutti quei sindaci che gridano costantemente da tanti mesi che sono in difficoltà. In questo senso facciamo dei favori. Se poi invece vuole dire che questo favore è soltanto in una direzione… io non sono voluto entrare in discussioni che sono prerogativa del Consiglio per quanto riguarda gli aspetti politici, però se lei vuole dire questo le dico assolutamente di no, perché vi sono anche comuni aderenti all’UTI, e questo lo sappiamo tutti, che sono in estrema difficoltà. Questo intendimento in ordine a questo tipo di provvedimento cerca di dare un aiuto a qualcuno, ma sono sicuro che non basterà. Non basterà certamente perché la discussione andrà fatta, ma in questo preciso momento il problema è reale. Ci sono dei comuni in estrema difficoltà. Aspettare ancora un giorno per questi comuni potrebbe essere un aumento ulteriore di queste difficoltà. Io questo vorrei evitare e per questo chiedo all’Aula una riflessione su questo e un voto favorevole. Grazie.
Grazie Assessore. La parola al consigliere Zanin.
Grazie Presidente. Grazie Assessore. Io qui sono portatore, insieme ai colleghi, di una riflessione che abbiamo fatto in sede di Commissione, nella quale c’erano altri provvedimenti di una certa urgenza. Penso al CAL, penso alla CUC, penso a una serie di altri provvedimenti che si possono fare puntualmente e che vanno nell’ottica di dare una risposta agli Enti locali, ai comuni e alle comunità rappresentate. Quindi l’impegno, anche assunto con l’Assessore, era quello di cominciare a presentare da parte del Consiglio, su iniziativa del Consiglio, una serie di modifiche normative da poter sottoporre alla Commissione prima e all’Aula nella seduta del 16 o quella, in base ai tempi, una successiva. Abbiamo in qualche modo aderito alla proposta dell’Assessore Callari come lui l’ha dichiarata, perché c’è stato spiegato, e l’Assessore in qualche modo lo ha confermato, e di questo credo che anche informalmente sia stata data comunicazione un po’ a tutti i gruppi di questo Consiglio regionale, che ci sono delle richieste di comuni trasversali – penso civici – che hanno delle necessità impellenti di dare risposte rispetto alla possibilità o meno di attivare concorsi che sono oggi bloccati dal limite del 50 per cento previsto dalla norma. Se su questa cosa è una questione tecnica, e siamo d’accordo, perché nella discussione che abbiamo avuto su questo emendamento, che è stato già posto all’attenzione anche da chi vi parla, ma anche da altri colleghi in sede di Commissione, sulla stampa, e abbiamo detto che tutti su questo limite, che comunque viene visto come una delle ultime penalizzazioni previste dall’assetto normativo tra comuni fuori UTI e comuni dentro UTI, perché uno assume al cento e l’altro al 50, quindi c’era un’adesione di massima, visto che c’era anche un’urgenza di ordine tecnico rispetto a delle richieste che sono oggi presso l’Assessorato di poter attivare concorsi in base a quello che prevede oggi questa modificata norma, se passiamo al cento per cento, abbiamo detto informalmente… auditi su questo abbiamo dato disponibilità a poterlo votare come un emendamento tecnico in linea con una discussione che è già avvenuta senza togliere comunque l’iniziativa al Consiglio regionale nelle prossime sedute di intervenire con ulteriori modifiche puntuali che possono migliorare quantomeno la vivibilità di questi comuni fuori UTI. Con questa motivazione l’emendamento secondo me va colto evidenziando in Aula l’aspetto tecnico da una parte e l’altro un aspetto di grande condivisione che diventa fine a se stesso oggi spostare solo di sei giorni. Se in linea di massima oggi c’è l’accordo su questo e c’è la necessità di arrivare anche con quindici giorni di anticipo, perché quindici giorni nei comuni sono importanti, mi sembra che siamo nell’ottica di quelle cose che ci eravamo detti sia in Commissione e anche negli incontri informali. Grazie.
Grazie consigliere Zanin. Chiudo quindi la discussione. Non ci sono altri che vogliono intervenire. Chiedo di esprimersi e dare il parere i relatori. Honsell, gentilmente, il parere sull’emendamento 1 bis.1.
Il tema è quello che tutte le UTI e tutti i comuni hanno bisogno del personale. Questo è stato ribadito più volte e ho già ridetto qual è la soluzione.
Consigliere, scusi, non voglio interromperla, però deve solo dare il proprio parere senza un’altra discussione.
Stavo motivando, sennò che cosa mi chiedevate?
Parere favorevole o contrario, grazie. Consigliere, lei è già intervenuto nella discussione, quindi le chiediamo il parere.
L’avevo già anticipato. Parere contrario.
Va bene, contrario. Consigliere Iacop.
Chiedo ovviamente il ritiro di questo emendamento per le motivazioni che sono state espresse. Credo che la disponibilità… c’è un caso specifico, per cui c’è una disponibilità urgentissima, oppure il quadro di un’opportunità com’è stata fatta per la modifica del CAL e poter portare in Commissione competente e anche locale in questo caso, perché è una norma che riguarda direttamente le autonomie locali, è chiaro che passando con l’emendamento non si passa ovviamente dal Consiglio per le Autonomie Locali. Evidentemente questa è una scelta che voi fate e nel caso specifico si poteva anche valutare quello che era l’impatto di questa norma. Se da qui al 16 ci saranno le assunzioni nei comuni vorrà dire, Assessore, che capiremo qual è l’estrema urgenza di questa misura tale da impedire che venga riportata. Se c’è il ritiro noi siamo pronti a ragionare il 16 anche nei termini di una valutazione non contraria a questa impostazione, che è altrimenti… rimane una questione chiaramente di natura politica, cioè nel senso che qui si toglie quella che è una delle azioni che venivano intraprese per fare assecondare un percorso previsto dalla legge. In questo caso se ciò non avviene noi non partecipiamo al voto su questo punto.
Grazie Consigliere. Il consigliere Centis aveva già dichiarato il suo parere positivo, quindi passo la parola a Capozzella sul parere. Poi Di Bert.
Io voto sì, ma, se mi permette, una precisazione. Io vengo dal mondo delle autonomie e molti qua dentro hanno fatto gli amministratori come me. Quindici giorni non è poca cosa voi comprendete. Io voglio dare un’apertura di credito all’Assessore. È vero che la norma deve avere carattere di generalità e astrattezza; lui ha fatto un caso specifico, non dovrebbe essere così, però i comuni sono veramente alla canna del gas (mi passi questo termine). Se è possibile dare una mano a un comune, e lei ha anche detto qual è in camera caritatis, io voto e propongo di votare sì alla sua proposta di emendamento. Grazie.
Grazie Consigliere. Volevo chiedere all’Assessore Callari, in base alla proposta di Iacop sul ritiro, se voleva intervenire.
Grazie Presidente. Non intendo ritirare l’emendamento.
Benissimo. Chiudo la discussione.
BOLZONELLO (Intervento fuori microfono).
Però io preannuncio un’interrogazione per vedere quante persone saranno assunte a seguito dell’emendamento ora in discussione.
Chiudo la discussione. Pongo in votazione l’emendamento n. 1 bis.1. (È approvato) Do lettura dell’articolo 2: Pongo in votazione l’articolo 2. (È approvato) È stato presentato il seguente ordine del giorno: La parola alla Giunta.
Grazie Presidente. Come ho preannunciato prima, è assolutamente ininfluente quell’ordine del giorno, nel senso che non è nient’altro che la ripetizione di affermazioni che ho già fatto in più sedi, dai CAL alla stampa, all’ANCI, in Commissione. Non avete fatto altro che riprendere quello che avevo già detto più volte e riportarlo su un ordine del giorno, quindi ovviamente sono d’accordo con le mie affermazioni. Vi chiedo – ripeto – di togliere… di correggere quel testo perché “confermare” non è corretto. Grazie.
La parola al consigliere Iacop.
Accogliamo la richiesta e quindi modifichiamo il termine. Non “a confermare”, ma “a mantenere”. D’accordo.
Con questa modifica l’ordine del giorno è accolto. Qualche Consigliere vuole intervenire per dichiarazione di voto? Mettiamo allora ai voti il disegno di legge n. 3 nella sua interezza. Il consiglio approva Passiamo al punto successivo all’ordine del giorno, che prevede “Istituzione di Commissione d’inchiesta a norma dell’articolo 168 del Regolamento interno”. Do la parola al consigliere Moretuzzo, presentatore.
Grazie Presidente. Parlerò in friulano, per cui se qualcuno deve mettere le cuffie… grazie Presidente. Grazie, colleghi. Presento la mozione che avrete avuto già modo di vedere, che è relativa alla possibilità che è contemplata dall’articolo 168 del Regolamento interno del Consiglio regionale, dove si dà la possibilità di istituire delle Commissioni d’inchiesta, la cui composizione deve rispettare quelli che sono i gruppi consiliari e che ha la possibilità di deliberare su materie… di fare delle indagini su materie di pubblico interesse. L’oggetto che noi abbiamo messo all’interno della Commissione è quello dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione, che sono intervenuti nelle ultime due legislature. Vado avanti. Libero il tavolo da qualunque interpretazione diversa da quello che vuole essere l’obiettivo di questa Commissione. Non c’è la volontà di mettere sotto accusa nessuno, non c’è la volontà sicuramente di mettere sotto accusa il lavoro che è stato fatto, in particolare dagli uffici regionali e dalla Ragioneria. Qui il tema non è un tema tecnico, per capire se i conti sono stati fatti nel modo giusto, se uno più uno fa due oppure tre. Il tema è un tema politico; per questo io ritengo sia importante andare avanti con una Commissione di inchiesta, così come previsto dal Regolamento. Il tema politico è quello di comprendere quello che è successo negli ultimi dieci anni, qual è l’impatto sui conti della Regione Friuli Venezia Giulia e degli accordi finanziari fatti dalla Giunta Tondo con il Governo, dove il Ministro era Tremonti, e da Serracchiani con Padoan. Capire come la modifica dell’articolo 49 dello Statuto, che sappiamo essere quello dove si stabilisce quali sono le quote e i meccanismi di compartecipazione, è stato modificato e qual è l’impatto sui costi e sul bilancio della Regione perché se con un emendamento passato in finanziaria si è intervenuti su questo articolo facendo una modifica statutaria e si è detto che l’impatto sarebbe stato a saldo zero io mi chiedo allora quale sia la ratio di questa modifica dell’articolo 49. Questo sembra dai primi conti che sono stati fatti che l’impatto non sia per niente a saldo zero, ma che questa modifica dell’articolo 49 del nostro Statuto regionale, che è una modifica sostanziosa, abbia impatti molto significativi. E allora riteniamo che serva uno strumento per far capire quello che dobbiamo fare da qui a un anno quando dovremo ritornare a negoziare il patto Serracchiani – Padoan, quali strumenti avremo e quali sono le intenzioni e la direzione che avremo intenzione di prendere. Capire anche quello che è successo negli ultimi dieci anni, e non solo, rispetto ai costi delle funzioni che stiamo esercitando come competenza primaria, se il costo della gestione della sanità è lo stesso del 1997 oppure se serve un’analisi approfondita su quelle che sono le funzioni che abbiamo, sulle competenze che abbiamo, su come le esercitiamo e quali risorse abbiamo bisogno di avere a disposizione per esercitarne in modo corretto. Mi permetto anche di dire, anche per andare avanti rispetto alla rivendicazione di nuove competenze, com’è stato annunciato, non solo in campagna elettorale, ma anche dal Presidente Fedriga, che abbiamo l’opportunità in questa legislatura di chiedere altre competenze, ad esempio come quella dell’istruzione come competenza primaria. Capire quali risorse servono penso sia uno dei temi fondamentali. Mi rendo conto che la questione della Commissione d’inchiesta come nome ha spaventato più di qualcuno, tant’è vero che mi è arrivato sul banco un emendamento interamente sostitutivo della mozione che propone di istituire una sottocommissione della I Commissione al posto della Commissione d’inchiesta. Io credo siano due strumenti diversi e che questa faccenda dei rapporti con lo Stato e dei rapporti finanziari con lo Stato non sia una questione che può essere analizzata in una sottocommissione. Ritengo che per questa legislatura, per usare una parola forte, sia la madre di tutte le questioni perché capire come riusciamo a impostare i rapporti finanziari con lo Stato e capire che risorse abbiamo a disposizione, come possiamo trattare per portare a casa queste risorse ritengo sia fondamentale. Per questo serve uno strumento straordinario come quello della Commissione d’inchiesta. Chiudo, per non dilungarmi eccessivamente, e leggo poche righe della sentenza della Corte costituzionale n. 188/2016, dove si è richiamato lo Stato al rispetto del… non è che la Corte costituzionale, come sapete, negli ultimi anni, sia stata così tenera con le autonomie locali. Questa sentenza afferma in maniera così forte come lo Stato non si è comportato in modo leale con la nostra Regione. Le ultime righe sono queste: “Il Friuli Venezia Giulia e i propri enti sono comunità esponenziali del pluralismo sociale, nella cornice di una Repubblica una e indivisibile tale anche in ragione del pluralismo istituzionale e delle istanze di autonomia che ne caratterizzano il tessuto democratico. In tale contesto la chiarezza e la trasparenza dei rapporti tra prelievo tributario e suo impiego per le politiche regionali diventano un corredo indefettibile affinché tale esponenzialità si esplichi con connotati concreti”. Io ritengo che questo oggi serva a fare chiarezza su questi temi per partire nel modo giusto nei rapporti con lo Stato. Grazie.
Grazie Consigliere. È aperta la discussione generale. A conclusione della discussione generale, che non si svolge, comunico che… A conclusione, prendo atto della presentazione di un emendamento interamente sostitutivo della mozione n. 1, firmato dai consiglieri Bordin, Zanin, Di Bert, Giacomelli, Bolzonello, Centis e Honsell. Do quindi la parola al consigliere Bordin per l’illustrazione dell’emendamento.
Innanzitutto chiariamo che noi siamo assolutamente per la massima trasparenza, pertanto non c’è nessun tipo di problema e nessun tipo di difficoltà. Anzi c’è il desiderio anche noi di approfondire la materia e di verificare effettivamente lo svolgimento e l’evoluzione dei rapporti finanziari Stato/Regione, però dobbiamo anche cercare di muoverci all’interno di quello che è il contesto normativo e regolamentare di questa regione. Riteniamo che la Commissione d’inchiesta, così come era stata proposta, non sia lo strumento utile, corretto e idoneo a svolgere questo tipo di attività. Riteniamo in realtà che questo sia un approfondimento, un’indagine, che può giustamente e correttamente essere svolta all’interno delle Commissioni permanenti, che sono istituite. Ci sono poi anche alcuni passaggi all’interno dell’ordine del giorno che non ci convincevamo e non ci convincono. In particolare il fatto che comunque l’Aula vada a imbrigliare quella che è l’attività della Giunta e del Presidente per quanto riguarda la gestione dei rapporti finanziari con lo Stato o il fatto che si cerchino responsabilità negli organi della Regione. È chiaro che si tratta e si è trattato di scelte politiche, come tali naturalmente vanno valutate e come tali vanno approfondite e analizzate. Proprio perché si tratta di scelte politiche che si sono dipanate nel corso degli anni, nel corso delle legislature, riteniamo che la I Commissione permanente possa tranquillamente istituire al proprio interno una sottocommissione che abbia la scopo di valutare quelli che sono stati i rapporti finanziari tra Stato e Regione in modo tale da istituire anche un tavolo di confronto e di collegamento stabile con la Giunta, che nel frattempo ha naturalmente il compito di procedere a questa rinegoziazione cercando condizioni assolutamente più favorevoli per la nostra regione e ha la possibilità, con tutti gli strumenti di indagine del caso, di verificare qual è la storia di questi rapporti finanziari. Quindi si tratta di un’operazione assolutamente condivisibile, un’operazione che riteniamo di fare e che vogliamo fare, ma che riteniamo di fare con gli strumenti che abbiamo a disposizione senza andare ad attivare una procedura, quella della Commissione di inchiesta, che, oltre a essere esorbitante rispetto alla finalità che si propone di realizzare, apre il capitolo dei costi che potrebbe avere, perché è chiaro che una Commissione di inchiesta ex novo avrà bisogno di personale che la segue e c’è un’attività che in qualche modo potrebbe comportare dei costi ulteriori. Sinceramente non riteniamo che sia necessario farlo, non riteniamo che sia utile farlo e non riteniamo che sia corretto farlo in particolare. Riteniamo che sia assolutamente importante darsi un termine, lavorare in questa ricostituzione, verificare quello che è successo, analizzare la situazione, collaborare e quindi essere in stretto collegamento con la Giunta dando il massimo supporto con tutte le notizie, tutte le informazioni e tutti i dati che abbiamo la possibilità di reperire affinché il Presidente e la Giunta possano con lo Stato rinegoziare le migliori condizioni possibili per questa regione.
Grazie consigliere Bordin. Prima di dare la parola al consigliere Bolzonello, ricordo i tempi (immagino non li utilizzeremo tutti): il gruppo della Lega 27 minuti, 11 Forza Italia, 10 Progetto FVG, 7 Fratelli d’Italia, 18 minuti il PD, 7 Patto per l’Autonomia, 10 Movimento 5 Stelle, 7 Cittadini e 6 per il Gruppo Misto. La parola al consigliere Bolzonello.
Grazie Presidente. Abbiamo voluto mettere la firma come gruppo nell’emendamento sostitutivo alla mozione proprio per una serie di motivi che sono stati poc’anzi anche accennati dal Presidente Bordin, ma che vorremmo anche provare a esplicitare in modo ulteriore. Io penso che in questa campagna elettorale passata abbiamo sentito per mille e una volta ballare numeri e ballare opinioni e qualcuno di noi, che in questi anni in vari ruoli tutta questa vicenda l’ha vissuta, e devo dire che mi sarebbe piaciuto che la Commissione d’inchiesta partisse dal momento in cui questa Regione ha deciso di prendersi in carico la sanità, perché forse magari qualche vulnus anche in quella materia poteva anche esserci… se parliamo di tutta questa vicenda su chi più, chi meno, chi è più bravo, chi è meno bravo, chi ha fatto e chi non ha fatto, sarebbe opportuno andare un po’ più indietro addirittura degli ultimi dieci anni. Detto questo, sono fermamente convinto che questa discussione debba esserci e debba esserci in modo professionale prima di tutto e che quindi ci sia la necessità che accanto alla Commissione, che sono convinto debba essere una Commissione consiliare e non serva andare a una Commissione speciale, a una Commissione d’inchiesta, ci sia, come peraltro è consentito – in questo caso con una sottocommissione – anche la possibilità di avere una serie di accompagnamenti di natura tecnica in materia, perché diversamente ancora una volta andremo su una posizione faziosa, una posizione di tipo politico, rappresentativa di momenti storici e di partiti storici e di coalizioni storiche che andavano a prendere delle decisioni. Bisogna che una volta per tutte, proprio perché ci accingiamo a un ragionamento nella ridiscussione del patto, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, si abbia la certezza della materia su cui andiamo a discutere con lo Stato, anche perché… lo abbiamo detto in campagna elettorale più d’uno e io penso di poter rivendicare per primo la richiesta della competenza in materia di istruzione, poi seguito dagli altri candidati Presidenti, ma penso che per primo nel programma sono l’unico che l’ha messo per iscritto, che l’ha argomentata, eccetera… penso che nel momento in cui dovremo andare a chiedere anche queste ulteriori competenze dovremo avere tutta questa materia ben sviscerata. Io penso che la Commissione possa lavorare molto velocemente con la sottocommissione, penso che ci sia la necessità anche di un accompagnamento tecnico da individuare nel modo migliore e non vedo in alcun modo la necessità di una Commissione di indagine, perché qui non c’è nulla da indagare come se fossimo in un processo dove c’è da una parte un pubblico ministero e dall’altra parte una difesa e una corte che deve giudicare tutto questo. Questa partita è già finita da un pezzo. Qui siamo un’Assemblea legislativa, siamo in grado di fare tutto questo, di farlo nel modo migliore senza una Commissione d’inchiesta e naturalmente con i mezzi tecnici che devono esserci e che devono essere messi a disposizione di coloro che saranno all’interno. Ci va benissimo ovviamente, altrimenti non l’avremmo sottoscritta, che questa sottocommissione venga pesata esattamente in base anche alle rappresentanze che ci sono, perché, se è così, dobbiamo seguire le regole dell’Aula, e quindi va benissimo anche questo, quello che chiediamo ovviamente sono dei tempi che siano dei tempi compatibili, perché ovviamente questo deve servire al Presidente Fedriga e all’Assessore Zilli di poter avere tutta una serie di elementi per potersi sedere al tavolo con il Governo per poter fare una serie di ragionamenti. Spero che questa partita venga, e questo è a lato rispetto all’argomento, condivisa insieme all’Aula perché penso che questa volta non possa essere solo una ricontrattazione di parti, come abbiamo detto fino ad adesso, ma deve essere un ragionamento complessivo sull’autonomia e la specialità di questa Regione e sulla capacità di decidere dove vuole portare alcune materie, se portarsele in casa oppure no e nel suo insieme.
Grazie consigliere Bolzonello. Ha chiesto la parola il consigliere Centis. Ne ha facoltà.
Grazie Presidente. Ricostruire la storia dei rapporti finanziari dell’ultimo decennio tra lo Stato e la Regione è un obiettivo senz’altro positivo e ci trova quindi d’accordo, anche perché sono stati dieci anni difficili, di forti crisi, di forti contrazioni, e quindi è giusto capire un attimo quali sono stati i rapporti tra Stato e Regione Friuli Venezia Giulia. Questo è importante e ci trova d’accordo perché porrà in condizione i Consiglieri regionali, in particolare i neoeletti, di acquisire utili elementi di conoscenza su questo aspetto centrale per il futuro della nostra regione, centrale in quanto incide sulla concreta possibilità di spesa a favore delle comunità e consentirà di accompagnare consapevolmente l’attività negoziale che il Presidente Fedriga dovrà necessariamente avviare a breve, considerato che tra un anno il patto Serracchiani – Padoan dovrà essere rinegoziato. Quindi ben venga una specifica attività conoscitiva da parte del Consiglio regionale, ma ci preme sottolineare che riteniamo non condivisibile la proposta contenuta nella mozione di svolgere tale attività istituendo una Commissione d’inchiesta, Commissione d’inchiesta che inevitabilmente ha un sapore vagamente inquisitorio, di ricerca di attribuzione di responsabilità, che in particolare per ciò che riguarda la Ragioneria Generale della nostra Regione sono totalmente da escludere, mentre credo e sono convinto molto più opportuno sarebbe, sempre riferito al Regolamento del Consiglio regionale, articolo 42, istituire una Commissione speciale o una sottocommissione che svolga anche, se è possibile, in tempi brevi e adeguati tutta l’attività conoscitiva necessaria e utile per una maggiore e migliore rinegoziazione dei patti vigenti. Nella sostanza siamo d’accordo, ma è la forma… Commissione d’inchiesta non è un processo, non dobbiamo mettere in piedi… non c’è un banco di imputati, non ci sono capi di accusa. È una verifica, una valutazione, una considerazione utile per noi Consiglieri per capire cosa è stato fatto in questi ultimi dieci anni (due Giunte, due Amministrazioni, due maggioranze politiche diverse) e cosa spetterà poi al Presidente Fedriga quando andrà a rinegoziare i patti fra un anno. Grazie.
Grazie Consigliere. La parola al consigliere Basso.
Grazie Presidente. Due osservazioni di cui una di carattere politico e una legata al ruolo che sono chiamato a svolgere all’interno del Consiglio. Dal punto di vista politico tocca essere d’accordo col consigliere Bolzonello, nel senso che… e ringrazio anzi i gruppi politici che si sono attivati per proporre un emendamento sostitutivo perché uscire da uno dei primi Consigli regionali con l’istituzione di una Commissione d’inchiesta di carattere processuale, quasi censorio, rispetto all’attività su un tema che - non dobbiamo nasconderci dietro a un dito – ha caratterizzato, com’è stato ben detto, i temi della campagna elettorale del centrodestra, caratterizza l’attività dell’Amministrazione regionale, che è chiamata a governare questa regione per i prossimi cinque anni, e caratterizza il nostro Presidente, che ha instaurato dal giorno dopo in cui è stato eletto i rapporti corretti necessari per poter trattare rispetto ai patti finanziari con lo Stato centrale. Quindi saremmo in contraddizione ad avallare la costituzione di una Commissione per fare un’inchiesta su un’attività che deve rimanere in ambito prettamente politico. È vero che vanno considerati gli aspetti tecnici di questa azione, perché senza gli aspetti tecnici rischiamo di non avere quei dati necessari perché il Presidente possa condurre la trattativa del patto l’anno venturo, è anche però vero che noi, come Consiglio regionale, non ci possiamo sottrarre da questo compito e sono le Commissioni che sono chiamate a esprimersi su materie di questo tipo, sono le Commissioni che possono avere la possibilità e devono avere la possibilità di leggere questi dati tecnici e interpretarli dal punto di vista politico per poi costruire le norme per l’Assemblea legislativa e per creare quelle discussioni che servono poi per amministrare la regione. La seconda osservazione, come dicevo, è legata al ruolo di Presidente della I Commissione. La I Commissione sarà chiamata a istituire questa sottocommissione, che mi pare la soluzione migliore anche nella proporzionalità e la rappresentatività delle forze politiche, lo farà ovviamente al termine del processo di analisi dei documenti di assestamento e di bilancio del mese di luglio, ma possiamo garantire già da una prima discussione che è stata fatta anche con l’Amministrazione che già dal mese di settembre analizzeremo questo tema, che interessa tutti, tanto in maggioranza quanto in opposizione, e interessa soprattutto la Giunta, che ha interesse prioritario ad affrontare questi temi e ad avere questi dati perché sono alla base dell’operato politico e del programma elettorale di questa Amministrazione.
Grazie Consigliere. L’ultimo intervento è quello del consigliere Honsell.
Io ringrazio il consigliere Bordin, che mi ha coinvolto nella possibilità di condividere con la mia firma questo emendamento interamente sostitutivo della mozione perché rappresenta esattamente i sentimenti che io provavo di fronte a questo tipo di problematica. Nei rapporti Regione/Stato c’è sempre stata in questi anni poca chiarezza. Quando dico “questi anni” non intendo dire gli ultimi cinque e nemmeno gli ultimi dieci. Certamente è molto lunga la vicenda e purtroppo, per toccare anche un tema che non è stato affrontato, ma è il famoso tema dell’extra gettito, chiunque ha operato negli Enti locali ha dovuto subire queste incertezze che hanno destabilizzato spesso il proprio bilancio perché non si sapeva effettivamente… forse l’ultimo bilancio siamo riusciti a saperlo con sufficiente anticipo, ma sennò avevamo sempre un’incertezza che si risolveva poi addirittura a settembre, creando sia nel bene che nel male situazioni di difficoltà. Dunque, se davvero in questa sottocommissione, che avrà il compito di indagare i rapporti Regione/Stato nell’ambito più ampio dei patti Serracchiani – Padoan e il precedente Tondo – Tremonti, i decimi e tutto, si potesse anche dare risposte definitive credo che tutti ne acquisiremmo un beneficio, anche perché tutti questi temi e questa incertezza viene strumentalizzata a svantaggio di tutta la collettività, perché quando le informazioni non sono precise nessuno ne esce vincitore, ma escono vincitori soltanto coloro che rimestano in qualche modo nel torbido. Ben venga questa Commissione, anche io trovo assolutamente inopportuno parlare di Commissione di inchiesta, francamente trovo una metodologia da rifiutare quella di affrontare i temi politici con lo spirito di delegarli ai giudici, anche perché per esperienza diretta so che alla fine questo diventa un’operazione di pongistica per la quale non si ha mai una vera risposta. Chiaramente, volendo, si sarebbe potuta fare, ma avrebbe di nuovo avuto questo epiteto (commissione di inchiesta) una valenza solo mediatica. Non avrebbe portato penso a nulla come efficacia dell’azione di indagine della Commissione, quindi ben venga, mi trova perfettamente d’accordo e spero possa dare risposte chiare e possa essere approfondito ogni risvolto, compresi quelli che hanno riguardato indirettamente gli Enti locali perché dobbiamo una risposta ai tanti sindaci che hanno vissuto anni difficili e francamente non devono più riviverli. Grazie.
Grazie Consigliere. Sono stato eccessivamente sbrigativo; non era l’ultimo intervento. La parola ora la consigliere Sergo.
Grazie Presidente. Io preannuncio che insieme ai colleghi del mio gruppo vorremmo apporre la firma alla mozione n. 1. Questo ovviamente lasciando presagire che noi appoggiamo l’idea e la proposta di una Commissione di inchiesta su questo tema, così come nella passata legislatura – lei non c’era, Presidente – noi abbiamo richiesto altre tre volte sia Commissioni speciali che Commissioni di inchiesta in quest’Aula. La Commissione speciale è stata respinta, volevamo trattare in maniera compiuta, precisa e puntuale di un tema che in questo Consiglio regionale praticamente poi negli anni, perché era uno dei primi mesi in cui eravamo qui, non si è mai discusso, che è il tema dell’energia, la seconda riguardava il tema di Mediocredito, della nostra banca, e la terza e ultima il tema delle zone industriali e le bonifiche sostanzialmente dell’area di Servola e della Caffaro. Come ho detto, nel primo caso è stata bocciata la proposta e poi non si è dato neanche atto nelle Commissioni di merito di poter parlare in maniera approfondita di quella tematica. Per quanto riguarda le aree industriali - questo lo dico anche ai firmatari che ovviamente non erano qui con noi nella passata legislatura – c’è stato richiesto di ritirare la Commissione, ex articolo 168, con l’impegno dell’Assessore di parlarne compiutamente in Commissione con tanto di impegno ad ascoltare e audire tutti i soggetti interessati a quelle problematiche. La IV Commissione di merito non è mai stata convocata per parlare di quella vicenda in un anno e mezzo di tempo che c’era. Chiaramente quando si vuole affossare qualcosa – lei ovviamente lo sa, perché essendo stato senatore sa come funzionano queste cose – si trova sempre un modo. Questo sicuramente non sarà il caso; non credo che la proposta emendativa partita dalla maggioranza abbia intenzione di affossare alcunché, però era giusto ricordare come sono andate le cose in passato e ricordo anche com’è andata invece la mozione sul caso di Mediocredito, perché in rispetto a quella mozione c’era stato invece l’impegno del Presidente Liva di approfondire la tematica in I Commissione. Noi abbiamo fatto praticamente una volta l’anno le audizioni del Presidente Compagno, che veniva a dirci qual era la situazione della banca, ma del passato praticamente non si è mai parlato. C’è stato un veloce accenno a possibili atti giudiziari che la banca avrebbe intrapreso avverso i precedenti amministratori, poi però non abbiamo saputo più nulla, non si sa ancora quali siano le cause che hanno portato a tutti i milioni di euro che noi abbiamo dovuto mettere come aumento di capitale per salvare di fatto una banca, che poi vedremo quale futuro avrà da qui a breve. Sull’idea di fare una Commissione d’inchiesta – l’ho già detto proprio quando presentai la mozione sulle bonifiche delle crisi industriali – quello che spaventa quest’Aula è la parola “inchiesta”, perché ogni volta che si sente parlare di inchiesta ovviamente si deve per forza bocciare la proposta e ovviamente presupponendo che fare quello che prevede il Regolamento debba portare per forza a condannare qualcuno. Se siamo tutti convinti di aver fatto le cose così come dovevano essere fatte e che non ci sono responsabilità di nessun tipo, una Commissione di inchiesta scriverà nella relazione “è stato fatto tutto quello che si doveva fare e si poteva fare per salvaguardare la Regione Friuli Venezia Giulia e l’autonomia di questa regione”, altrimenti, se qualcuno è spaventato dalla parola “inchiesta” e da quello che potrà essere la relazione, presumo che abbia già il retro-pensiero che qualcosa non sia andato come doveva andare, perché – ripeto – altrimenti si fa una relazione, si stabilisce passaggio per passaggio tutto quello che c’è stato e si dice “abbiamo fatto il massimo, lo Stato ci ha chiesto dei sacrifici, abbiamo dovuto dire di sì e chinare il capo, partiamo, andiamo avanti e vediamo da qui in poi cosa potrà ovviamente essere fatto”. Io credo che questo sia il modo giusto di affrontare il tema. Concludo dicendo solo una cosa, Presidente. Vedo che nell’emendamento presentato dal centrodestra è stato stralciato di fatto, se non ho letto male, il paragrafo che così recita: “Considerato che i provvedimenti precedentemente ricordati che hanno inciso e incideranno pesantemente sulla capacità di spesa della Regione non sono stati preceduti da un’adeguata e trasparente discussione in Consiglio regionale”. Devo capire che secondo questa maggioranza e chi ha firmato questa legge c’è stato un ampio dibattito in questo Consiglio regionale. Io mi ricordo ancora chi c’era e gridava ai quattro venti il fatto che tutto era già stato deciso a Roma e noi non sapevamo assolutamente nulla.
Grazie consigliere Sergo. Mi riservo di chiedere – posso farlo subito – al consigliere Bordin intanto se accetta la richiesta di sottoscrizione da parte del consigliere Sergo e del gruppo… Chiedo scusa ai colleghi. Procederemo successivamente. Specifico al consigliere Sergo comunque che l’emendamento sostitutivo non è soltanto dei Consiglieri di maggioranza, ma in questo momento rappresenta molte parti dell’Aula. La parola ora al consigliere Zanin.
Presidente, su questo emendamento che abbiamo presentato vorrei soffermarmi prima sulle modalità. La modalità dell’emendamento sostitutivo, che è una modalità sicuramente che va a usurpare, se vogliamo, l’iniziativa di solito da parte del proponente, e che mi dicono nella passata legislatura sia stata usata molte volte per togliere l’iniziativa ai proponenti da parte della passata maggioranza, in questo caso si rende necessario perché è stato chiesto al proponente di modificarlo in quanto la questione fondamentale della richiesta, che è condivisibile, come poi emerge dall’emendamento che abbiamo presentato noi, utilizza uno strumento sbagliato, e abbiamo anche sentito nelle parole di Sergo che si fa un po’ di confusione tra Commissione di inchiesta relativa ad atti avvenuti che hanno una parvenza di non correttezza, e quindi necessitano di un maggiore approfondimento, ma devono essere atti puntuali e devono essere in qualche modo atti dai quali emerga una volontà di andare a fare un’inchiesta. In questo caso è un atto politico perché comunque nella procedura della sottoscrizione dei patti erano nelle competenze di chi li ha sottoscritti, perché nessuno li ha impugnati quei patti. Dietro c’è forse un approfondimento, che sarebbe stato necessario, politico, ed è per questo che lo strumento non è la Commissione di inchiesta, ma è la Commissione politica, così come correttamente ha detto il consigliere Bolzonello, perché nella Commissione di inchiesta anche la rappresentanza è diversa, dovendo in qualche modo tutelare le forze politiche, ma nella Commissione consiliare invece c’è una rappresentanza dei pesi ponderali dell’intero Consiglio regionale, che rispetta la volontà dell’elettorato, sennò è uno strumento improprio che viene utilizzato forse anche in maniera furbesca – uso questa parola tra virgolette – per in qualche modo sviare invece qual è l’obiettivo finale. Questo lo abbiamo fatto presente al proponente dicendo di trasformare lo strumento da una Commissione di inchiesta a una Commissione consiliare, una sottocommissione consiliare. Su questo c’è la disponibilità perché nel merito, così come il nostro emendamento prevede, siamo d’accordo. In questo caso il subemendamento si è reso necessario per modificare lo strumento di attuazione e non è stato un escamotage per scippare la proposta da parte di chi l’ha fatta. Per quanto riguarda invece il problema delle risorse, il problema che è strettamente collegato al problema dell’autonomia - non possiamo sottacere questo – va detto che nel passato, e prendo un arco di tempo che risale sicuramente nel momento in cui questo Consiglio regionale ha voluto gestire la sanità in proprio, perché non possiamo dimenticarci che i problemi del bilancio di questa Regione nascono anche nel momento in cui abbiamo assunto una competenza totale senza avere il controllo sulla spesa di questa competenza, che ha… decidono da altre parti e noi dobbiamo solo pagare, quindi c’è un problema che risale a quel tempo. Parlo del Presidente Cecotti per essere chiari, perché fu fatta la scelta di fare… da lì nasce il problema della cesura rispetto alle risorse e di una cesura anche dell’autonomia, perché senza risorse autonomia non se ne fa, proseguendo con l’accordo Tondo – Tremonti, per finire con l’accordo Serracchiani – Padoan. Dico questo perché in questa sottocommissione l’atteggiamento che il gruppo di Forza Italia avrà sarà un atteggiamento che cercherà di evitare la sudditanza politica perché noi riteniamo che negli ultimi due accordi, più che l’interesse della comunità regionale, si è messo davanti l’interesse dell’adesione del partito, degli interessi del partito, della disciplina di partito. Abbiamo sacrificato su altari diversi, che sono quelli forse della fortuna e della forza politica, la fortuna della nostra comunità regionale perché abbiamo perso le risorse. L’ultimo patto, quello che è stato fatto in dispregio di quella che è stata la sentenza della Corte costituzionale, che non l’abbiamo impugnata e che avrebbe in qualche modo dato maggiori risorse alla nostra regione, di fatto nasce da un accordo di questo tipo. In questa ottica credo che in maniera trasversale, così come ho visto e apprezzo la firma di quasi tutti, tranne due, i gruppi politici rappresentanti in questo Consiglio regionale, si possa fare un lavoro insieme all’Assessorato, insieme alla Giunta e insieme al Presidente Fedriga, che ha una responsabilità anche importante e un legame importante nei confronti del Governo nazionale, dei Ministri che lo rappresentano, una questione di verità e di giustizia. Bisogna che sia chiaro che, se noi vogliamo gestire autonomia reale, specialità e riteniamo di attivare in maniera concreta e totale il nostro statuto di specialità, bisogna che questo debba essere accompagnato dalle risorse necessarie perché sennò parliamo solo di un’autonomia sulla carta. Credo che questa sottocommissione possa dare un contributo positivo e concreto in termini di dati, in termini di riferimenti e anche in termini di auto-responsabilità di questo Consiglio, che io credo può e deve partire da questa indagine e da quello che è successo nel passato per non fare gli stessi errori e per cercare in qualche modo di portare maggior progresso per la nostra comunità.
Grazie Consigliere. Verifico soltanto il nome del consigliere Giacomelli, che è scomparso. Credo si sia cancellato dall’iscrizione, perché era comparso in iscrizione. Prendiamo atto. Chiedo alla Giunta se vuole intervenire, all’Assessore Zilli.
Grazie Presidente. Ringrazio i Consiglieri che sono intervenuti su questo tema perché hanno davvero permesso, com’è stato detto, di iniziare questa legislatura parlando di un tema che sta a cuore a questa maggioranza, che sta a cuore a questa Giunta, ovverosia la questione dei patti finanziari e degli accordi finanziari con Roma. È vero altrettanto che molti degli interventi che si sono susseguiti in questo dibattito hanno chiarito come ci sono dei punti di forte coesione. Lo stesso presentatore Moretuzzo ha parlato dell’importanza dell’autonomia, del fatto che questo è un tema politico, della necessità di avere uno strumento per capire ciò che è stato per sapere agire meglio in futuro, anche in prospettiva della rinegoziazione dei patti che avverranno il prossimo anno. Però – abbiamo avuto modo di dirglielo anche informalmente – lo strumento che è stato proposto è uno strumento errato, è uno strumento che va a violare e a comprimere proprio l’autonomia di quest’Aula e delle sue Commissioni consiliari, atteso che nel Regolamento interno è prevista all’articolo 162 bis la possibilità per le Commissioni, nella loro autonomia e al loro interno, di istituire anche degli incarichi di inchiesta, quindi in che forma? Mediante sottocommissioni ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento medesimo, che possono svolgere attività conoscitive, di indagine, chiedere audizioni, fare raccolta di documenti, tutto quanto necessario per mettere il Consiglio regionale in condizione di avere conoscenza completa sulle vicende che occupano la nostra Regione e proprio la nostra autonomia. Noi crediamo, e lo abbiamo detto, che rispetto alla cultura dell’inchiesta, caro Sergo, sia preferibile la cultura del dialogo politico. Noi crediamo in questo e accogliamo, ed è per questo che abbiamo proposto un emendamento sostitutivo alla mozione dei colleghi autonomisti. Crediamo che ci siano già nel nostro ordinamento gli strumenti utili per dar corpo e gambe alle richieste rivendicate, che sono condivisibili, all’interno di quel documento politico, e non voler accettare, ma io confido in una riflessione dei colleghi anche dei 5 Stelle, che hanno deciso di sottoscrivere la mozione n. 1, questa proposta significa davvero a nostro giudizio comprimere il vostro ruolo di Consiglieri facendo che cosa? Creando a carico dell’apparato regionale un ulteriore organismo che maturerà sicuramente dei costi, avrà un presidente di Commissione, probabilmente ci saranno delle missioni che dovranno essere svolte e credo che tutto questo non risponda alle esigenze che voi stessi avete proposto nello spirito della mozione. Questo è importantissimo anche nell’ottica di un altro organismo che è previsto all’interno del nostro ordinamento, che è il Comitato legislazione, valutazione e controllo, la cui presidenza spetta all’opposizione, che può aprire un’importante analisi anche su temi relativi a questi, se c’è la volontà politica. Da questo punto di vista l’emendamento sostitutivo… mi sento di rincuorare Sergo su quanto ha detto, che ha visto sparire dal testo dei riferimenti. Attenzione, noi qui siamo assolutamente collaborativi e crediamo nel valore dell’Aula. Se sei nostalgico, collega, rispetto al passato fattene una ragione. C’è la volontà, ed era nel nostro programma elettorale, di rinegoziare i patti, di portare a casa più autonomia, e l’autonomia non significa fare Commissioni di inchiesta e bacchettare eventuali asseriti responsabili, ma significa lavorare tutti verso una stessa direzione, che è quella di riconoscere a questa Regione il ruolo che si spetta, considerato – ve lo dico per le notizie che ho appreso facendo in questo breve periodo l’Assessore alle Finanze – che la nostra, insieme al Trentino – Alto Adige, è l’unica regione in Italia che gode di bilanci in positivo. parlare di autonomia, parlare di maggiori competenze e parlare di quello che è stato il costo delle competenze trasferite è assolutamente corretto, fare una Commissione di inchiesta significa snaturare il ruolo della stessa Aula e della sua autonomia. Pertanto con questo emendamento noi invitiamo la I Commissione – ringrazio il Presidente, che aveva già indicato nella sua volontà politica con la maggioranza di voler occuparsi dei patti finanziari – in un modo un po’ insolito, perché normalmente le mozioni impegnano la Giunta a fare qualche cosa, a istituire al suo interno la sottocommissione e crediamo che questa sottocommissione debba giustamente essere lo specchio dei componenti di maggioranza e opposizione, ma al suo interno, per quanto riguarda per esempio i tempi - ho sentito alcuni dire che non c’è indicazione dei tempi - sarà l’autonomia della Commissione e della sottocommissione in seno alla I che deciderà che tempistiche e che road map darsi in ordine a tutto ciò che si riterrà opportuno fare per verificare quello che è stato il patto Padoan – Serracchiani, prima ancora il patto Tondo – Tremonti e più in generale quanto abbiamo dato allo Stato nell’ottica di questi accordi finanziari. Concludo dicendo che questa maggioranza è aperta a tutte le proposte, ma che rimangano nell’alveo della dialettica politica e che non si trincerino in culture dell’inchiesta e di iniziative di inchiesta che non portano giovamento alla dialettica e anche nel passato di questa regione hanno dimostrato di essere stati strumenti utilizzati in modo scorretto e che non hanno dato i frutti auspicati.
Ringrazio l’Assessore Zilli. Per quale motivo, consigliere Bolzonello? Perché…
Se è possibile, alla luce proprio dell’intervento dell’Assessore Zilli, chiedo un subemendamento orale integrando il Presidente della LCV dentro la subcommissione della I Commissione. Potrebbe essere… se è possibile.
Temo sia proceduralmente complicato. Credo che nella sua autonomia la Commissione possa eventualmente integrare. Immagino invece che il proponente, il consigliere Moretuzzo, voglia replicare. A lui la parola.
Parlo in italiano perché temo che il friulano sia stato poco compreso. Sembra che… mi sono scritto alcune cose che mi hanno divertito: carattere processuale censorio, delegare i giudici, esproprio del Consiglio. Capiamoci. Se avete letto il testo della mozione e avete letto il Regolamento del Consiglio regionale, stiamo parlando di una Commissione dove la rappresentanza del Consiglio è garantita dal fatto che dentro sono rappresentati proporzionalmente i gruppi consiliari. Non stiamo dicendo che il consigliere Moretuzzo nomina di sua sponte i membri della Commissione, ma vengono rappresentati in modo proporzionale i gruppi consiliari, e quindi il tema della rappresentanza del Consiglio mi sembra che sia davvero fuori luogo. Come ho detto all’inizio, e adesso lo ridico in italiano, è fuori da qualunque volontà il fatto di muovere delle accuse alla struttura tecnica regionale – sentivo il consigliere Centis, che però è della Ragioneria – che gode, e lo dico a scanso di qualunque equivoco, della mia stima personale totale, ma credo di tutta l’Aula, che viene riconosciuta anche fuori da questa sede come una struttura importante che sa fare il suo lavoro e che quindi non è assolutamente oggetto di questa Commissione. L’obiettivo mi sembra di capire però che è condiviso, cioè tutti nei loro interventi hanno detto che il tema dei rapporti finanziari con lo Stato è un tema centrale. Ripasso al friulano per ridire quella storiella della ragazza che tutti dicevano “guarda che bella ragazza”, che poi è rimasta single perché nessuno l’ha sposata. Corriamo il rischio di cadere di nuovo in questa situazione, cioè di cadere nella situazione in cui tutti diciamo che è un tema importante e poi quando abbiamo gli strumenti importanti e straordinari, che un tema importante e straordinario richiede, non li utilizziamo. Il tema dell’inchiesta dell’addossare responsabilità non mi appartiene, non è questa la cultura che voglio esprimere, però credo che perdiamo assolutamente un’occasione. Chiudo, Presidente, chiedendo comunque la rilevazione dei nomi nel voto. Credo anche che, da come mi sembra andranno le cose, il voto di questa mozione sia un po’ coerente con la storia degli ultimi dieci anni. Grazie.
Grazie Consigliere. Chiede il Presidente Fedriga di replicare.
Consigliere Moretuzzo, mi dispiace molto di queste sue affermazioni. La disponibilità personale nel discutere e di mettere nelle mani del Consiglio uno strumento per andare a difendere l’autonomia e verificare quanto è avvenuto fino ad oggi è stata totale. Abbiamo solo proposto uno strumento diverso che non è vero che non prevede l’inchiesta. Invito anche il consigliere Sergo a leggere perlomeno il Regolamento del Consiglio nel quale siede, dove l’articolo 162 bis dice esplicitamente che le Commissioni fanno delle inchieste consiliari. Non ci preoccupa la parola “inchiesta”. Vogliamo solo creare uno strumento che dia dignità al Consiglio, che permetta di operare al Consiglio e che non sia invece un carrozzone per dare visibilità a qualcuno, perché credo che l’autonomia non si possa utilizzare come clava contro l’avversario politico, ma debba essere utilizzata come risposta da dare alle nostre comunità, altrimenti si continuerà ancora per dieci anni a dirci quanto è buono uno, quanto è cattivo l’altro, ma ci continueranno a togliere risorse e quindi competenze da esercitare. Per noi e per la mia Giunta era estremamente comodo, non avendo alcun tipo di responsabilità precedente, essendo la prima volta che siedo in questo Consiglio, venire qua e incominciare a dire quanto è stato cattivo chi mi ha preceduto. Io non sono mai seduto in questo Consiglio; era molto semplice. Penso però che se ci fosse la collaborazione da parte di tutto il Consiglio, di tutti i colori politici che siedono in questo Consiglio, la difesa dell’autonomia e delle risorse che rimangono in questa regione avrà molto più forza e l’azione che potremmo fare nella negoziazione con Roma sarà molto più reale nell’avere indietro quanto ci spetta, ed è questo l’appello. Non voglio utilizzare questo punto che ritengo punto fondamentale del mio programma politico per cercare di avere un vantaggio di maggioranza rispetto alle diverse Giunte che mi hanno preceduto (non una). Per questo abbiamo proposto questo strumento. Mi sembra un modo assolutamente responsabile, dove tutti possiamo collaborare insieme e dove insieme possiamo portare avanti questa battaglia. Non c’è nessuna negazione dell’inchiesta (lo ribadisco), non c’è nessuna negazione della volontà del Consiglio, anzi una sottocommissione può rappresentare perfettamente la volontà del Consiglio, non c’è nessuna volontà di non parlare del tema, anzi la prima missione che ho fatto a Roma è stata quella di andare dal Governo e la seconda specificatamente… anzi, prima da tutti i Capigruppo, perché il Governo doveva ancora formarsi. Sono andato da tutti i Capigruppo di quelli che sarebbero diventati Capigruppo di maggioranza e di opposizione (non lo sapevo ancora) e la seconda missione è stata con il Ministro Stefani, dove era presente anche una rappresentanza del MEF, proprio per sottolineare questi problemi, proprio per evidenziare le criticità in cui si trova a vivere Regione Friuli Venezia Giulia per i tagli che il nostro bilancio ha subito nei diversi anni. Come ho detto nel mio programma, 920 milioni in meno all’anno. O ci mettiamo d’accordo e portiamo avanti questa battaglia insieme – dopo ci accuseremo sull’immigrazione, sulla scuola, sulla cultura e sulle strade, legittimamente – però penso che questa sia una battaglia che tutto questo Consiglio ha la responsabilità di portare avanti insieme, oppure ho paura che tra cinque anni ci ritroveremo qua a dire quanto è bravo uno e quanto è cattivo l’altro, ma non avremo risolto e affrontato i problemi della nostra comunità. Grazie.
Grazie Presidente. Mettiamo in votazione l’emendamento interamente sostitutivo della mozione n. 1, dei consiglieri Bordin, Zanin, Di Bert, Giacomelli, Bolzonello, Centis e Honsell, con rilevazione dei nomi, così come richiesto dal consigliere Moretuzzo. Il Consiglio approva. Prima di passare al successivo ordine del giorno, chiedo qualche minuto di sospensione (cinque minuti) per preparare l’Aula e le cabine elettorali. Grazie. Passiamo al punto n. 3 dell’ordine del giorno, che prevede: “Votazioni per l’elezione di cinque componenti nella Commissione prevista dall’articolo 70, terzo comma, dello Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia (Commissione Trieste)”. Ricordo che sono eleggibili i Consiglieri regionali eletti nella circoscrizione di Trieste. I nominativi degli eleggibili sono stati già comunicati ai Consiglieri. Il voto è limitato a tre nominativi in applicazione dell’articolo 157, comma 3 bis, del Regolamento interno. L’elezione si svolgerà a scrutinio segreto per scheda, come stabilito dall’articolo 157, comma 1, del Regolamento interno. Informo altresì che, trattandosi di votazione a scrutinio segreto, se qualcuno volesse chiedere la parola, può farlo solo per annunciare l’astensione prima del voto, ciò ai sensi dell’articolo 81, comma 2, del Regolamento interno. Verrà ora effettuato il primo appello. I Consiglieri quando saranno chiamati riceveranno la scheda di votazione dagli assistenti d’Aula e voteranno nelle apposite cabine. Sfileranno quindi davanti alle urne deponendovi la scheda piegata in quattro. Indìco pertanto la votazione. Prego il consigliere Vaccher, che è già alla mia destra, di procedere quindi all’appello in ordine alfabetico per dare inizio alla votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Procederò io stesso, coadiuvato dal Consigliere Segretario, allo spoglio delle schede. Comunico il risultato della votazione: Votanti 46, Schede bianche 1, Schede valide 46. Hanno ottenuto voti: Camber 28, Ghersinich 27, Giacomelli 26, Cosolini 12, Russo 11, Ussai 6, Gabrovec 2, Slokar 1. Sono eletti Camber, Ghersinich, Giacomelli, Cosolini e Russo. Passiamo al punto n. 4 dell’ordine del giorno, che prevede: “Votazioni per l’elezione di tre ex Consiglieri regionali, componenti dell’Ufficio di Presidenza integrato, ai sensi dell’art. 24 della l.r. 38/95”. Ricordo che sono eleggibili cinque ex Consiglieri indicati dall’Associazione Consiglieri della Regione Friuli Venezia Giulia, i cui nominativi sono già stati comunicati ai Consiglieri. Il voto è limitato a un nominativo, ai sensi del citato articolo 24 della legge n. 38/95, l’elezione si svolgerà a scrutinio segreto per scheda, come stabilito dall’articolo 157, comma 1, del Regolamento interno. Informo altresì che, trattandosi di votazione a scrutinio segreto, se qualcuno volesse chiedere la parola, può farlo solo per annunciare l’astensione prima del voto, ciò ai sensi dell’articolo 81, comma 2, del Regolamento interno. Verrà ora effettuato il primo appello. I Consiglieri, quando saranno chiamati, riceveranno la scheda di votazione dagli assistenti d’Aula e voteranno nelle apposite cabine. Sfileranno quindi davanti alle urne depositando la scheda piegata in quattro. Pertanto, apro la votazione. Il consigliere Segretario, già al mio fianco, può procedere all’appello in ordine alfabetico. Grazie. Dichiaro chiusa la votazione. Procedo io stesso, coadiuvato dal Consigliere Segretario, allo spoglio delle schede. Comunico il risultato della votazione: Votanti 46, Schede nulle 1, Schede bianche 4, Schede valide 45. Hanno ottenuto voti: Bortuzzo 16, Barnaba 12, Petris 11, Pustetto 2, Staffieri 0. Vengono, quindi, eletti Bortuzzo, Barnaba e Petris. Dichiaro quindi la seduta pomeridiana chiusa. Il prossimo Consiglio è il 16 luglio nel primo pomeriggio.

References: articolo 7
e contrario
e contrario
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 sentenza 
 sentenza 
 articolo 42
 articolo 168
 sentenza 
 articolo 24