Source: http://lavocedeicondomini.blogspot.com/2013/
Timestamp: 2018-06-17 23:57:54+00:00

Document:
La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: 2013
«ATTENZIONE: Si informa che in data 21.10.2013 sono stati modificati i moduli per la presentazione delle CIAL di competenza delle Zone di decentramento e del SUE. Specifico avviso è stato pubblicato nella sezione "avvisi agli utenti" del Settore Sportello Unico per l'Edilizia»
«Gli interventi di manutenzione straordinaria, ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici (non prevedano aumento di S.l.p. nè cambi d’uso comportanti aggravio di dotazione di servizi) limitatamente alle sole opere interne a singola unità immobiliare e con esclusione delle opere di manutenzione straordinaria incidenti sulla facciata o sulle parti esterne dell’edificio oggetto di intervento»
«Gli uffici - L’esame dei progetti per opere edilizie minori compete al Servizio Interventi Edilizi Minori, via G.B. Pirelli 39, 2° piano corpo basso, i cui componenti sono suddivisi in cinque gruppi aventi la sottoindicata competenza territoriale:
· gruppo 1 - zona 1 - Responsabile del procedimento Geom. Mario Cantelmi (stanza n. 4 - tel. 02.884.66007) - Coordinatore procedure amministrative Sig.ra Maria Carmela Saitto (stanza 7 - tel. 02.884.66775);
· gruppo 2 - zone 5 - 6 - Responsabile del procedimento Geom. Roberto Cataldo (stanza n. 40 - tel. 02.884.66177) - Coordinatore procedure amministrative Sig.ra Letteria Messina (stanza 37 - tel. 02.884.66744);
· gruppo 3 - zone 2 - 4 - Responsabile del procedimento arch. Viviana Bertoldi (stanza n. 33 - tel. 02.884.66018) - Coordinatore procedure amministrative Sig.ra Patrizia Lamorte (stanza 36 - tel. 02.884.66748);
· gruppo 4 - zone 7 - 8 - Responsabile del procedimento Geom. Maurizio De Luca (stanza n. 25 - tel. 02.884.66333) - Coordinatore procedure amministrative Avv. Salvatore Smaldone (stanza 20 - tel. 02.884.66180);
· Gruppo 5 - zone 3 - 9 - Responsabile del procedimento Arch. Ivana Breganze (stanza n. 17 - tel. 02.884.66762) – Referente amministrativo (stanza 19 - tel. 02.884.66001/67904);»
La competenza per la ricezione e trattazione delle Comunicazioni di Inizio di Attività Edilizia Libera, relative agli interventi di edilizia libera di cui al comma 2 dell’art. 6 del DPR 380/2001, è ripartita tra Zone di Decentramento e Sportello Unico per l’Edilizia secondo le specifiche di seguito riportate.
Le CIAL di competenza delle Zone di Decentramento devono essere presentate presso gli sportelli di protocollo della Zona di Decentramento di riferimento per l’intervento oggetto della Comunicazione, utilizzando l’apposita modulistica allegata; comprendono, alla luce dell’art. 6 del TU Edilizia e del Regolamento Edilizio, esclusivamente le tipologie di intervento di cui ai punti 1, 3, 4, 6 dell’elenco riportato nella sezione “Gli interventi”.
Per quanto riguarda le suddette CIAL di competenza zonale le relative integrazioni, le varianti alle stesse che non ne mutano la qualifica e non riguardano parti esterne dell’edificio, le comunicazioni di interventi urgenti di cui all’art. 119 del Regolamento Edilizio vigente, devono essere presentate presso gli uffici protocollo delle Zone di Decentramento. Il modulo per la presentazione delle CIAL di competenza zonale precisa puntualmente le tipologie di intervento ammesse ed escluse.
Le CIAL di competenza dello Sportello Unico per l’Edilizia devono essere presentate presso gli sportelli di protocollo del Servizio Interventi Edilizi Minori - Via Pirelli, 39 - secondo piano c.b., utilizzando l’apposita modulistica allegata; comprendono esclusivamente le tipologie di intervento di cui al punto 2 dell’elenco riportato nella sezione “Gli interventi”. Il modulo per la presentazione delle CIAL di competenza del SUE precisa puntualmente le tipologie di intervento ammesse ed escluse.
Per quanto riguarda gli interventi di cui ai punti 1 e 2 del citato elenco, l'interessato, unitamente alla comunicazione di inizio attività libera, allega una relazione tecnica a firma di un tecnico abilitato, il quale assevera, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di uno specifico distinto titolo abilitativo. Vanno inoltre indicati i dati identificativi dell'impresa alla quale si intende affidare i lavori.
Per gli interventi di cui alla presente sezione, l'interessato deve inoltre presentare, ove necessarie, le autorizzazioni obbligatorie ai sensi delle normative vigenti.
E’ possibile presentare CIAL relative a lavori già eseguiti, con il pagamento della sanzione di cui all’art. 6 comma 7 del DPR 380/2001, solo se le opere già eseguite – necessariamente rientranti nell’ambito dell’attività edilizia libera di cui al predetto articolo - sono conformi alla normativa urbanistica edilizia vigente, agli strumenti urbanistici approvati ed ai regolamenti edilizi vigenti, oltre alle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia (cfr art. 6 commi 1 e 4 del DPR 380/2001). Nel caso in cui si preveda di avviare ulteriori opere a completamento, è possibile comunicarlo contestualmente, evidenziandolo esplicitamente nel progetto; in questo caso sia le opere già eseguite sia le opere da realizzare (di demolizione e/o costruzione), e quindi complessivamente gli interventi oggetto della CIAL, dovranno essere conformi alla normativa urbanistica edilizia vigente, agli strumenti urbanistici approvati ed ai regolamenti edilizi vigenti, oltre alle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia. Nel caso in cui l’intervento edilizio realizzato senza preventiva comunicazione non sia conforme alla normativa urbanistica edilizia vigente, agli strumenti urbanistici approvati ed ai regolamenti edilizi vigenti l’interessato dovrà provvedere alla demolizione (che dovrà evidenziare nella relazione), con la possibilità di presentare, anche in corso d’opera, CIAL che rappresenti lo stato legittimato e lo stato finale di progetto, che dovrà ovviamente essere conforme a norme e regolamenti, allegando attestazione di pagamento della sanzione amministrativa.
La mancata presentazione della CIAL, ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, comportano la sanzione pecuniaria pari a Euro 258,00. Tale sanzione è ridotta di due terzi (pari a € 86,00) se la Comunicazione è effettuata spontaneamente quando l'intervento è ancora in corso di esecuzione.
Alla presentazione di tali CIAL pertanto dovrà essere allegata ricevuta di versamento di € 258,00 (o di € 86 per lavori ancora in corso) tramite bollettino postale preintestato, che può essere ritirato presso le Zone di Decentramento o presso gli uffici del Servizio Interventi edilizi minori; in ogni caso potrà essere utilizzato un bollettino in bianco inserendo i seguenti dati: C.C. N. 1012551436 INTESTATO A: COMUNE MILANO SANZIONI AMM.VIOLAZ. ART.6 COMMA 7 DPR 380/2001 SER.TES ; CAUSALE: ZONA D. …………. VIA ……. N. …… U.I. PIANO ……. CATASTO: FOGLIO ………. MAPP. ……. SUB. ……… ; ESEGUITO DA …...; è presente una scansione del bollettino preintestato nella sezione allegati.
Si evidenzia che tutte le CIAL possono essere presentate solo a condizione che lo stato di progetto sia conforme alla normativa urbanistica edilizia vigente, agli strumenti urbanistici approvati ed ai regolamenti edilizi vigenti, oltre alle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia (cfr art. 6 commi 1 e 4 del DPR 380/2001), come da dichiarazione ed asseverazione contenuta nella modulistica dedicata alla presentazione delle stesse.
Si ricorda che per le CIAL non è prevista la presentazione di comunicazione Fine lavori e Certificato di collaudo delle opere eseguite.
Pubblicato da Dino a 08:43 Nessun commento:
Etichette: progetti per opere edilizie minori
Distacco da riscaldamento centralizzato: dal 18 giugno 2013 in vigore nuova disciplina condominio
Per impianti termici installati ex novo a partire dal 1 settembre 2013 - in tutte le tipologie di immobili - vige l'obbligo di scaricare a tetto. Deroghe previste solo per: sostituzioni di impianti aventi scarico a parete (o in canna ramificata) già esistenti prima del 1 settembre; nel caso di case storiche/stabili vincolati; di fronte all'impossibilità tecnica di sbocco a tetto, asseverata da un progettista. In tali casi, è ammesso lo scarico a parete, purché s'installino generatori di calore a gas (secondo norme UNI) ad alta prestazione energetica e basse emissioni.
(Aggiornato al: 3 settembre 2013)
La Legge n. 90/2 013, entrata in vigore il 4 agosto 2013, ha stabilito nuove disposizioni riguardanti l'evacuazione dei prodotti della combustione degli impianti termici. In particolare, l'art. 17-bis "Requisiti degli impianti termici", al comma 9 stabilisce che:
"Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente.
a) si procede, anche nell'ambito di una riqualificazione energetica dell'impianto termico, allasostituzione di generatori di calore individuali che risultano installati in data antecedente a quella di cui al comma 9, con scarico a parete o in canna collettiva ramificata;
9-ter. Nei casi di cui al comma 9-bis è obbligatorio installare generatori di calore a gasche, per valori di prestazione energetica e di emissioni, appartengono alle classi 4 e 5previste dalle norme UNI EN 297, UNI EN 483 e UNI EN 15502, e posizionare i terminali di tiraggio in conformità alla vigente norma tecnica UNI 7129, e successive integrazioni.
9-quater. I comuni adeguano i propri regolamenti alle disposizioni di cui ai commi 9, 9-bis e 9-ter".
In sintesi, rispetto alla precedente norma (per la Legge n. 221/2012, si veda box a fondo pagina), vanno rilevate le seguenti modifiche:
l'obbligo di scaricare a tetto, in via generale, ora è esteso a tutte le tipologie di edifici, anche, ad esempio, a villette unifamiliari (non solo più quindi agli "edifici costituiti da più unità immobiliari");
prima, si poteva scaricare a parete se s'installava una caldaia a condensazione; ora, sono indicati tre casi specifici in cui è possibile scaricare a parete, rispettivamente: se si va a sostituire l'impianto con uno già esistente prima del 1 settembre 2013 che già scaricasse a parete o fosse allacciato a canna collettiva ramificata; se lo scarico a tetto risulta incompatibile con norme di tutela degli edifici; se si dimostra, con un'asseverazione del progettista, che è impossibile tecnicamente realizzare uno sbocco a tetto;
lo scarico a parete, ammesso solo per i casi in deroga, è previsto purché gli impianti siano di classe 4 e 5 stelle nel rispetto delle norme UNI EN 297, UNI EN 483 e UNI EN 15502 e delle prescrizioni della UNI 7129:2008 (posizionamento dei terminali di tiraggio, distanze da balconi e finestre, aperture di aerazione/ventilazione). Noncompare più l'obbligo, come invece veniva riportato nella precedente normativa, di ricorrere esclusivamente alla specifica tipologia di caldaia a condensazione.
"VECCHIA" NORMATIVA SU SCARICO A PARETE (Legge n. 221/2012)
Dal 19 dicembre 2012 al 31 agosto 2013, bastava installare una caldaia a condensazione per poter scaricare i fumi a parete, mentre per l'installazione di tutti gli altri tipi di impianti termici c'era l'obbligo di collegamento a camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti di combustione con sbocco sopra il tetto dell'edificio. In particolare, la Legge n. 221/2012, all'art.34 comma 53, stabiliva che:
"Gli impianti termici siti negli edifici costituiti da più unità immobiliari devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti di combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione vigente, fatto salvo quanto previsto dal periodo seguente. Qualora si installino generatori di calore a gas a condensazione che, per valori di prestazione energetica e di emissioni nei prodotti della combustione, appartengano alla classe ad alta efficienza energetica, più efficiente e meno inquinante, prevista dalla pertinente norma tecnica di prodotto UNI EN 297 e/o UNI EN 483 o UNI EN 15502, il posizionamento dei terminali di tiraggio avviene in conformità alla vigente norma tecnica UNI 7129 e successive integrazioni".
- Testo della Legge n. 90/2013, 4 agosto 2013
- Testo della Legge n. 221/2012, 17 dicembre 2012
- Punti informativi UNI dove è possibile consultare gratuitamente le norme: vedi l'elenco
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Pubblicato da Dino a 20:32 Nessun commento:
Etichette: Scarico a tetto e a parete
Dichiarazione dei redditi: come richiedere i rimborsi fiscali
L'Agenzia delle Entrate spiega in un video come richiedere il rimborso delle maggiori imposte versate.
Un video pubblicato dall’Agenzia delle Entrate sul proprio canale YouTube fornisce chiarimenti ai contribuenti sulle modalità per chiedere un rimborso fiscale in modo semplice e immediato. Un tutorial che spiega passo a passo come richiedere il rimborso delle maggiori imposte versate in relazione a quanto dovuto sia nel caso in cui il rimborso risulti direttamente dalla dichiarazione dei redditi sia in tutte le altre ipotesi in cui potrebbe essere necessario presentare la domanda. =>Approfondisci il tema della dichiarazione dei redditi
nel caso di presentazione del modello UNICO andrà compilato il quadro RX o riportare il credito l’anno successivo, o ancora portare il credito in compensazione per altre imposte;
nel caso di modello 730, il rimborso può essere ricevuto in busta paga;
negli altri casi è necessario presentare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale un’istanza completa di tutta la documentazione utile a provare il diritto al rimborso.
Nel video viene quindi ricordato da parte dell’Agenzia di prestare attenzione alle scadenze dei termini per la presentazione:
entro 48 mesi per le ritenute e i versamenti diretti;
entro 36 mesi dalla data del versamento per i rimborsi relativi alle imposte indirette.
Si tratta, spiega in una nota l’Agenzia, di un video realizzato a costo zero e accessibile gratuitamente. La clip sottotitolata sia in italiano che nelle principali lingue straniere. =>Leggi chiarimenti ed iniziative dell’Agenzia
Vai all'articolo su PMI.it
Pubblicato da Dino a 21:43 Nessun commento:
Etichette: Rimborso Fiscale
Polizza assicurazione condominio
Quasi tutti i condomini sono coperti da una polizza: la cosiddetta “globale fabbricati”.
Globale perché nasce da almeno due diverse garanzie, quella contro gli incendi e quella per la responsabilità civile, a cui si unisce ormai quasi sempre quella per i danni da acqua corrente: vedremo più avanti di cosa si tratta.
Durata e disdetta
La disdetta della polizza deve avvenire sempre tramite lettera raccomandata, con preavviso di 60
giorni (salvo condizioni più favorevoli concesse dalla compagnia, mentre non valgono quelle che
anticipano questo termine). Per i contratti stipulati prima del 15 agosto 2009 il decreto Bersani
prevedeva che, anche se pluriennali, potessero essere disdetti ogni anno, alla stessa data della
stipula. Poi questa norma a tutela del consumatore è stata ammorbidita a suo svantaggio: per quelli
pluriennali stipulato dopo, si è deciso che il termine fosse la scadenza naturale, oppure i primi 5
anni.In entrambi i casi, non può essere prevista alcuna penale.
Il riesame delle polizze si impone per almeno due ragioni. La prima è che troppo spesso sono
stipulate “in proprio” dall’amministratore condominiale (ed è classico il sospetto di una piccola
“tangente”). Il secondo è che questo tipo si assicurazione e passato da un contratto “standard” molto
simile da una compagna all’altra, a uno che va via via raffinandosi, per coprire in modo flessibile le
reali esigenze (e talvolta le manie) della clientela.
By sito web CONFAPPI
Pubblicato da Dino a 19:39 Nessun commento:
Etichette: Polizza Assicuarativa
111 malanni di Lido Adriano lamentati dalla Pro Loco
Pubblichiamo l'interrogazione di Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna
«Molti marciapiedi sono rovinati o non praticabili in quanto sono stati piantati
alberi che oggi hanno rotto il marciapiede oppure sono cresciuti cosi tanto
che non c’è piu il passaggio per i pedoni tanto meno per i disabili.»
"Ieri ho ricevuto copia dell’esposto che la presidente della pro loco di Lido Adriano, Paola Fantinelli , ha trasmesso al sindaco Matteucci, a nome dell’associazione, in cui vengono segnalati i problemi che gravano su questa località, producendo le seguenti motivazioni,che Lista per Ravenna apprezza:
“Molti di questi problemi sono diventati cronici e non hanno mai ricevuto una concreta risposta. Alcuni problemi possono trovare una soluzione, senza investimenti importanti, ma con semplici scelte politiche mirate al miglioramento della vivibilità e alla crescita socio economica della località…Questa lunga lista…ha lo scopo di richiedere all’Amministrazione una maggiore attenzione e una migliore programmazione degli interventi nonché un maggiore impegno e accortezza nella gestione delle risorse già impegnate...Ci auspichiamo che nel 2014 molte di questi voci possano trovare una soluzione e che venga stilata una lista di interventi programmati da portare avanti negli anni… Da anni i cittadini e proprietari di seconde fanno presente il grande gettito economico che danno alle casse dell’Amministrazione Comunale e l’importante costo che ha per le famiglie le tasse sui rifiuti ecc. sulle seconde case, chiedono risposte e concretezza. Come Pro Loco chiediamo una risposta reale alle esigenze di una comunità che oggi è la più grande dopo la città di Ravenna”."
Vai all'articolo su più notizie
Pubblicato da Dino a 09:09 Nessun commento:
Etichette: Stato di agitazione
LA TABELLA DELLE NOVITA' SULLA RIFORMA DEL CONDOMINIO
by Altalex
La durata in carica dell’amministratore è prevista dall'articolo 9: "L'incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata". La revoca dell’amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall’assemblea, con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio. Sono inoltre elencati nel dettaglio i casi in cui i condomini, anche singolarmente, possono chiedere la convocazione dell’assemblea per far cessare eventuali violazioni e revocare il mandato all’amministratore (quele, ad esempio, la mancata apertura o la mancata utilizzazione del conto corrente condominiale).
Animali L'articolo 16 della legge stabilisce espressamente che "Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici".
Assicurazione amministratore L'assemblea può subordinare la nomina dell'amministratore alla presentazione ai condomini di una polizza individuale di assicurazione per la responsabilità civile per gli atti compiuti nell’esercizio del mandato.
Conto corrente condominiale obbligatorio Secondo il comma 7 dell'articolo 1129 (modificato dall'articolo 9 dellle legge n. 220/2012) l’amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio; ciascun condomino, per il tramite dell'amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica.
Destinazioni d’uso e sostituzione parti comuni Il nuovo articolo 1117-ter (introdotto dall'articolo 2 dellle legge n. 220/2012) prevede che per soddisfare esigenze di interesse condominiale, l'assemblea, con un numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell'edificio, puo' modificare la destinazione d'uso delle parti comuni. Tuttavia, sono vietate le modificazioni delle destinazioni d'uso che possono recare pregiudizio alla stabilita' o alla sicurezza del fabbricato o che ne alterano il decoro architettonico.
Fondo speciale In virtù del riformato art. 1135, l'assemblea dei condomini provvede alle opere di manutenzione straordinaria e alle innovazioni costituendo obbligatoriamente un fondo speciale, di importo pari all'ammontare dei lavori.
Riscaldamento e impianti comuni E' prevista la possibilità per il condomino di rinunciare all’utilizzo delle parti comuni, come l’impianto di riscaldamento e di condizionamento, qualora dal suo distacco non derivino notevoli squilibri di funzionamento né aggravi di spesa per gli altri condomini (art. 1118, co. 5)
Sito internet Su richiesta dell’assemblea, l’amministratore è tenuto ad attivare un sito internet del condominio che consenta agli aventi diritto di consultare ed estrarre copia in formato digitale dei documenti previsti dalla delibera assembleare. Le spese per l’attivazione e la gestione del sito internet sono poste a carico dei condomini.
Tabelle millesimali Il valore proporzionale di ciascuna unità immobiliare è espresso in millesimi in apposita tabella allegata al regolamento di condominio. Tali valori possono essere rettificati o modificati, anche nell’interesse di un solo condomino, con la maggioranza prevista dall’articolo 1136, secondo comma, del codice, nei seguenti casi:
2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell’edificio, in conseguenza di sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell’unità immobiliare anche di un solo condomino. In tal caso il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione.
Videosorveglianza Le deliberazioni concernenti l’installazione sulle parti comuni dell’edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall’assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.
Pubblicato da Dino a 20:07 Nessun commento:
Etichette: Tabella
ATTRIBUZIONI DELL'AMMINISTRATORE-Codice Civile art. 1130
Forum by e-mail sulla Riforma del Condominio TU COSA NE PENSI? Dillo alla Voce del Codominio info 02 39810868
o 346 6872531 oppure scrivere e-mail lavocedeicondomini@gmail.com
[(Testo in vigore dal 18 giugno 2013)
1. L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve:
(Articolo così sostituito dall’art. 10, comma 1, L. 11 dicembre 2012, n. 220, a decorrere dal 17 giugno 2013, ai sensi di quanto disposto dall’art. 32, comma 1, della medesima legge n. 220/2012)]
PER SAPERNE DI PIU', CLICCA QUI e QUI
Pubblicato da Dino a 09:15 Nessun commento:
Etichette: Norme
Meeting internazionale “Insurance Fraud 2013”
Business International organizza per la prima volta in Italia il meeting internazionale “Insurance Fraud 2013” che si terrà a Milano il 26 settembre; l’incontro sarà un esclusivo momento di networking per un apprendimento puntuale del tema delle Frodi nelle Assicurazioni.
Il contrasto alle Frodi: il punto di vista dell’autorità
Le Frodi emergenti: quali le nuove tendenze e come saperle prevenire
Il ruolo del Fraud manager
La Governance delle imprese assicurative per aumentare l’efficienza e innovare la sicurezza delle informazioni
Tecnologie e contrasto digitale alle Frodi
Gli strumenti di controllo (software) e di rilevazione dei dati per ottenere visibilità dei rischi e una migliore gestione della conformità
Frodi sui beni mobili – Auto, natanti, mezzi da lavoro e traffico internazionale: quale scenario 2013?
“MEDMAL” – Medical malpractice – microlesioni e incidenza dei danni alla persona
Per i lettori di PMI.it sconto del 50% sull’iscrizione (codice promo: pmi-it2013).
Ilaria Biasini
Business International – Fiera Milano Media
T. 06.84541.292
mailto:i.biasini@businessinternational.it
Pubblicato da Dino a 02:14 Nessun commento:
Liti in condominio, con la riforma torna la mediazione obbligatoria
Torna la mediazione obbligatoria in condominio. Lo prevede la legge di riforma e il "Decreto del fare" ha riscritto le norme che lo scorso anno avevano portato la Corte costituzionale a bocciare il testo delle norme. Se dal 24 ottobre 2012 la mediazione in condominio era solo un optional, ora il ricorso agli organismi di conciliazione torna ad essere obbligatorio, altrimenti non è possibile avviare una causa. Ovviamente l'obbiettivo delle disposizioni è quello di ridurre il numero delle cause in materia condominiale, anche considerando la grande mole di precedenti chiarimenti dati dalla Cassazione sugli argomenti che più di tutti sono oggetto delle dispute tra i condomini.Le liti interessate - Come stabilisce il nuovo art. 71-quater introdotto dalla legge di riforma del condominio, infatti, le controversie per le quali è previsto il ricorso alla mediazione, sono tutte quelle relative alle norme che regolano sia la comunione che il condominio in merito agli obblighi dei partecipanti - spese, diritti sulle parti comuni, innovazioni, maggioranze e delibere ecc - sia quelle relative alle stesse disposizioni per l'attuazione del codice, contenute negli articoli da 61 a 72, dalla partecipazione alle assemblee, alla ripartizione degli oneri venditore e acquirente, revisione delle tabelle millesimali ecc. Tutte, ma proprio tutte, le questioni condominiali, quindi, passano ora per la mediazione obbligatoria, anche l'impugnazione delle delibere. Chi vuol contestare quanto stabilito dall'assemblea deve, quindi, per prima cosa rivolgersi al mediatore. Anche in questo caso è previsto il termine massimo di 30 giorni per le delibere annullabili.
La procedura - La domanda di mediazione deve essere presentata, a pena di inammissibilità, presso un organismo di mediazione ubicato nella circoscrizione del tribunale nella quale il condominio è situato. Al procedimento è legittimato a partecipare l'amministratore, previa delibera assembleare da assumere con la maggioranza prevista per le delibere in materia di liti, ossia il sì della maggioranza dei presenti e almeno 500 millesimi. Con la stessa maggioranza deve essere approvata l'eventuale proposta di mediazione. Se non si raggiunge la maggioranza richiesta, la proposta si deve intendere non accettata.
Tre mesi di tempo per chiudere la lite - Il mediatore al quale affidarsi per trovare una soluzione può essere scelto liberamente tra i soggetti iscritti all'Albo degli organismi di conciliazione del Ministero della giustizia. All'atto della presentazione della domanda di mediazione fatta da una delle parti, il responsabile dell'organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro non oltre quindici giorni dal deposito della domanda. Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell'organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell'organismo, e tutta la procedura deve concludersi, per legge, nel termine massimo di 90 giorni, come previsto ora dal "Decreto del fare". In ogni caso tutti gli atti e le dichiarazioni sono coperte dal segreto professionale e non possono essere utilizzate in eventuali procedimenti successivi davanti al giudice. Se si raggiunge un accordo direttamente tra le parti, o su una proposta di conciliazione messa a punto dal mediatore, la procedura si conclude e il verbale di accordo può esser omologato dal tribunale.
Se l'altra parte non accetta l'invito alla mediazione - Se invece l’altra parte non aderisce alla convocazione o non si presenta all’incontro fissato dal mediatore, la segreteria della Camera di conciliazione consegna un verbale di fallita conciliazione per mancanza di adesione della controparte. A questo punto si potrà andare in tribunale allegando il verbale all’atto di citazione o al ricorso.
Quanto costa la procedura - La mediazione ha un costo che serve a retribuire il conciliatore, e che è a carico di entrambe le parti in causa. I costi per la mediazione sono fissati dal Ministero della Giustizia. Per favorire la mediazione è anche previsto anche un incentivo fiscale. Per chi trova un accordo è infatti riconosciuto un credito d'imposta rapportato alle spese pagate fino ad un massimo di 500 euro, ridotto della metà in caso di insuccesso della mediazione. Inoltre non sono dovute spese di registrazione del verbale fino ad un importo della lite pari a 50.000 euro.
di Antonella Donati Fonte Repubblica.it
La lista degli organismi di mediazione sul sito del Ministero della giustizia
Pubblicato da Dino a 16:06 Nessun commento:
Etichette: mediazione obbligatoria
15 agosto all'Annalisa di Lido Adriano Ravenna
PRANZO CONVIVIALE "come ai vecchi tempi".
Pubblicato da Dino a 11:09 Nessun commento:
Cambia la vita in condominio: la guida alle nuove regole
Molte novità nella riforma del condominio, appena entrata in vigore. Ecco le principali: in primo piano la figura dell'amministratore.
La nuova “vita” del (e nel) condominio è iniziata il 18 giugno. È la data in cui dopo oltre due anni di gestazione parlamentare e sei mesi di attesa, è entrata in vigore la riforma del condominio. La norma che in 32 articoli riscrive le regole del vivere in comune sarà finalmente messa alla prova: soltanto nell’applicazione pratica la “sudata” riforma che aggiorna una legislazione vecchia di 71 anni (le regole del codice civile sulla “proprietà comune” sono del 1942) dimostrerà se funziona davvero. Soprattutto se sarà in grado di ridurre l’altissimo livello di litigiosità e contenziosi che caratterizza attualmente la vita condominiale.
Molte delle novità riprendono del resto orientamenti consolidati dalla giurisprudenza ricalcando quasi fedelmente le sentenze emesse in questi anni dalla Cassazione. Tra queste, l’obbligo di creare un conto corrente condominiale su cui far transitare tutte le somme e la possibilità, per chi lo desidera, di staccarsi dal riscaldamento centralizzato.
La figura dell'amministratore
Le innovazioni più rilevanti riguardano, però, la figura dell’amministratore. Da una parte il ruolo si professionalizza e qualifica, dall’altra aumentano anche le sue prerogative e i suoi “obblighi”. Come quello di agire per la riscossione forzosa dei crediti condominiali, tenere il registro contabile e dell’anagrafe condominiale (novità che vanno nella direzione della trasparenza e della tracciabilità della gestione) e sospendere il condomino moroso per un semestre dalla fruizione dei servizi.
Il semplice buon senso ha poi suggerito di aggiornare l’ammontare delle sanzioni per chi viola il regolamento condominiale: si passa dai 5 centesimi di euro (le 100 lire previste dal codice civile) a 200 euro incrementabili, in caso di recidiva, fino a 800.
Ora, nel settore più litigioso della nostra vita in comune, si tratterà di misurare le parti della nuova nor­mativa che ancora hanno bisogno di una messa a punto. Il primo pas­so è stato fatto, chissà che non si debbano attendere altri 70 anni...
Le innovazioni punto per punto
La sua nomina è obbligatoria quando i condomini sono almeno nove. Resta in carica un anno e il suo mandato si intende rinnovato per uguale durata. Per l’esercizio del ruolo la riforma prevede requisiti specifici: godere dei diritti civili; non essere stati interdetti per delitti contro la pubblica amministrazione o il patrimonio; non essere nell’elenco dei protestati; avere il diploma di scuola superiore; aver frequentato un corso di formazione (ne sono esentati gli amministratori nominati tra i condomini e chi abbia esercitato negli ultimi 3 anni l’attività di amministratore per almeno un anno) e aggiornarsi periodicamente.
L’accettazione dell’incarico avviene in forma scritta con un documento che, oltre a specificare nel dettaglio l’onorario, deve contenere i dati anagrafici e professionali, il codice fiscale e (nel caso di società) la sede legale. Su richiesta dell’assemblea l’amministratore dovrà stipulare una polizza di assicurazione individuale per la responsabilità civile conseguente all’esercizio del mandato (è ammessa, anche se non è individuale, una polizza delle associazioni di categoria degli amministratori che assicuri tutti gli iscritti). Nel caso dovessero essere eseguiti lavori straordinari, il massimale della polizza andrà adeguato all’importo dei lavori. Su decisione dell’assemblea a maggioranza degli intervenuti e dei millesimi, deve attivare un sito web del condominio che consenta ai condomini in ogni momento di consultare i documenti e le delibere assembleari.
Tra i compiti dell’amministratore c’è la tenuta di quattro registri: dei verbali, delle nomine, della contabilità e dell’anagrafe condominiale. Un’innovazione che introduce maggiore trasparenza nella gestione condominiale ma anche un eccesso di burocratizzazione. Nel registro dei verbali vanno annotate le mancate costituzioni dell’assemblea, le deliberazioni approvate e le dichiarazioni rese dai condomini. Va conservato per la durata della vita condominiale e passato da un amministratore all’altro. In quello delle nomine vanno annotate cronologicamente le date di nomina e revoca di ciascun amministratore. Il registro dell’anagrafe condominiale deve contenere le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza. Ogni variazione nei dati deve essere comunicata entro 60 giorni all’amministratore in forma scritta. Infine c’è il registro di contabilità in cui vanno annotati, entro 30 giorni dall’effettuazione, i singoli movimenti di entrata e uscita.
Spetta all’amministratore redigere il rendiconto condominiale annuale delle gestione e convocare l’assemblea per la relativa approvazione entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Il rendiconto condominiale deve contenere le voci di entrata e di uscita e ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio, ai fondi disponibili e alle eventuali riserve, che devono essere espressi in modo da consentire l’immediata verifica. L’assemblea può nominare un revisore contabile. È imposto l’obbligo, già ribadito più volte dalla giurisprudenza, di creare un conto corrente condominiale su cui vanno fatte transitare le somme ricevute a qualunque titolo. La mancanza di questo conto rappresenta una giusta causa per la revoca dell’amministratore. Ciascun condomino può chiedere di prendere visione ed estrarre copia del conto.
Le deleghe devono essere obbligatoriamente scritte e nessuna delega può essere data all’amministratore. Inoltre se i condomini sono più di venti il delegato non può rappresentare più di 1/5 dei condomini e più di 1/5 del valore proporzionale.
I lavori e le innovazioni
Per le opere di manutenzione straordinaria e le innovazioni è obbligatorio costituire un fondo speciale di importo pari all’ammontare dei lavori. Per quanto riguarda le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo delle cose comuni, come per esempio l’installazione di un ascensore che modifica l’uso del vano scale o lo scavo nel cortile per costruire posti auto interrati, il quorum da raggiungere per l’autorizzazione a procedere è dei 2/3 del valore dell’edificio e della maggioranza dei partecipanti all’assemblea (anziché la maggioranza dei condomini).
Perché l’assemblea sia valida in seconda convocazione è necessaria la presenza di 1/3 degli aventi diritto che rappresentino almeno 1/3 dei millesimi dell’edificio. Per l’ordinaria amministrazione è sufficiente il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti in assemblea a patto che possiedano almeno 1/3 dei millesimi. Per le delibere fuori l’ordinaria amministrazione, come la nomina, revoca o riconferma dell’amministratore, l’approvazione del regolamento condominiale, il via libera a riparazioni straordinarie di notevole entità, è necessario il raggiungimento della maggioranza degli intervenuti in assemblea che possiedano almeno la metà del valore dell’edificio. Rispetto al passato lo stesso quorum è applicato anche alle delibere per le cosiddette “innovazioni agevolate”, opere con un marcato contenuto sociale: le migliorie per la sicurezza e salubrità degli edifici e degli impianti, l’eliminazione delle barriere architettoniche, il contenimento dei consumi energetici e l’uso di fonti di energia rinnovabile, la costruzione di parcheggi pertinenziali nel sottosuolo o al piano terra, l’installazione di impianti centralizzati per la ricezione televisiva e di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica, l’installazione di impianti di video-sorveglianza sulle parti comuni.
Del tutto nuova e “bulgara” è la maggioranza prevista per la modifica della destinazione d’uso delle parti comuni: il quorum prevede un numero di voti pari ai 4/5 dei condomini più i 4/5 del valore dell’edificio (800/1.000).
I morosi
L’amministratore è tenuto ad agire per la riscossione forzosa delle somme dovute entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio. Senza bisogno dell’autorizzazione dell’assemblea può ottenere un decreto di ingiunzione. È tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti, che lo interpellano, i dati dei morosi. I creditori, da parte loro, non possono rifarsi sui condomini in regola con il pagamento delle loro quote, se non dopo l’escussione (ossia dopo aver iniziato un processo di esecuzione di pagamento) dei morosi. Nel caso di morosità protratta per oltre un semestre l’amministratore è autorizzato a sospendere l’erogazione al condomino moroso dei servizi che possono essere goduti separatamente.
Il distacco dal riscaldamento centralizzato
La riforma del condominio, accogliendo sostanzialmente diverse sentenza della Corte di Cassazione, consente al condomino di distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato a patto che questo non arrechi notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. Non è previsto l’obbligo di preventiva informazione dell’amministratore o dell’assemblea, ma per chi si stacca resta quello di concorrere alle spese di manutenzione straordinaria dell’impianto centralizzato.
Manutenzione straordinaria: i soldi vanno anticipati
La riforma del condominio ci voleva, troppo sorpassate le norme che regolavano la materia. Se su questo punto sono tutti d’accordo, nessuno si azzarda a dire che quella partorita a fatica e approvata di corsa da un Parlamento in scadenza (la norma è diventata legge a novembre dello scorso anno, alla fine del governo Monti) sia una riforma perfetta.
Troppi i dubbi interpretativi sollevati già all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, troppe le burocratizzazioni che rischiano di rendere estremamente complicate le prassi condominiali. Non mancano, infine, alcune palesi contraddizioni.
Tra queste c’è, per esempio, l’aver aggravato la maggioranza richiesta per approvare l’abbattimento delle barriere architettoniche. Ci spiega Pietro Membri, presidente dell’Anaci (l’Associazione nazionale degli amministratori immobiliari): “Questo intervento fa parte di quelli per cui è prevista una maggioranza chiamata ‘agevolata’ pari alla maggioranza dei presenti in assemblea che rappresentino almeno la metà dei millesimi. Peccato che finora bastasse il voto favorevole di un terzo dei condomini in rappresentanza di almeno 1/3 dei millesimi. Non capiamo, sinceramente, come il legislatore abbia potuto alzare il quorum specie considerando che l’abbattimento delle barriere architettoniche è un argomento su cui riscontriamo, in genere, poca sensibilità da parte dei condomini. Con queste maggioranze diventerà ancora più difficile poter intervenire”.
Altra novità controversa è quella che obbliga, in caso di lavori di manutenzione straordinaria, a costituire un fondo apposito di importo pari all’ammontare della spesa (art. 1135). “A mio avviso la norma è stata voluta proprio dai costruttori per tutelarsi dai mancati pagamenti”, continua Membri. “Nella pratica rischia di ritorcerglisi contro: accantonare i soldi potrebbe rivelarsi molto difficile e quindi questa novità potrebbe agire come un deterrente. Insomma, c’è il rischio che stando così le cose i lavori non partano mai”.
Per essere una legge nata per semplificare la convivenza in condominio, la riforma rischia di creare fin troppi conflitti. “Rischiosa”, per esempio, la norma che consente il distacco dal riscaldamento centralizzato. Ancora Membri: “Chi vuole si potrà staccare senza l’obbligo di darne prima comunicazione né attendere il parere positivo dell’assemblea. Nello stesso tempo però la legge prescrive che il distacco avvenga senza aggravio di spesa per gli altri condomini né squilibri di funzionamento. Quindi, una volta che il condomino si è staccato, l’assemblea o l’amministratore potranno chiedergli conto della sussistenza dei due requisiti e, dunque, aprire un contenzioso e una guerra di perizie e controperizie”.
Fonte ER Il portale della Regione Emilia-Romagna
Pubblicato da Dino a 08:41 Nessun commento:
Tutte le somme passano dal conto corrente
Una tra le più novità introdotte dalla legge 220/2012 che hanno suscitato allarme tra gli amministratori condominiali, riguarda l'obbligo di far transitare tutte le somme riguardanti la gestione del condominio su uno specifico conto corrente. Questa necessità di trasparenza gestionale, introdotta al settimo comma del nuovo articolo 1129 del Codice civile, non fa altro che recepire l'ormai consolidata corrente giurisprudenziale che, pur in assenza di specifiche norme, stabiliva che l'amministratore era tenuto a far affluire i versamenti delle quote condominiali su un apposito e separato conto corrente per evitare sovrapposizioni e confusioni tra il patrimonio del condominio e il suo personale o eventualmente quello di altri condominii, senza necessità di espressa autorizzazione dell'assemblea in tal senso (Cassazone, sentenza 7162/2012).
Tutto ciò ha creato non poche preoccupazioni perché la norma, recitando che «l'amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio» di fatto impedisce a quest'ultimo di prelevare o depositare dei contanti senza specificare nella relativa movimentazione bancaria a che titolo questo contante viene prelevato o versato. Sicuramente questa nuova disposizione consente a ciascun condomino di verificare la regolarità dei pagamenti e la destinazione dei propri esborsi. Ma è pur vero che questa norma non deve di fatto paralizzare la gestione condominiale. Pensiamo, per esempio, al modesto fondo cassa che spesso viene dato a un consigliere al fine di provvedere alle spese più spicciole in condominio, come la lampadina fulminata nell'androne, oppure all'altrettanto fondo cassa, sempre contenuto, dato al portiere per far fronte alle piccole spese come i detergenti per la pulizia delle parti comuni a cui è tenuto, oppure i sacchi dell'immondizia.
In questo caso, il prelievo di contante in banca - proprio per non paralizzare la gestione - potrà avere una indicazione generica quale appunto quella del fondo cassa e l'amministratore dovrà poi indicare nel dettaglio della sua gestione contabile interna cosa è stato pagato con quel denaro prelevato.
Per quanto riguarda i versamenti che magari alcuni condomini insistono nel voler ancora effettuare in contanti, la rendicontazione appare decisamente più semplice, perché l'amministratore, se ritiene di voler accettare ancora questa forma di pagamento, verserà in banca quanto percepito, indicandone la provenienza.
In questo modo si rispetta l'obbligo di far transitare tutte le somme sul conto corrente, senza costringere i condomini a usare per forza la banca per le pagare le quote e l'amministratore a fare assegni di importi risibili per pagare i detersivi.
Leggi Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici-LEGGE 11 dicembre 2012, n. 220
Pubblicato da Dino a 06:23 Nessun commento:
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References: art. 6
 ART.6
 art. 6
 articolo 1117
 art. 1135
 art. 1130
 art. 71
 sentenza 
 articolo 1129
 sentenza