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LA FORMAZIONE BASE DELL'OSS. QUALE POSSIBILE INTEGRAZIONE CON LE ALTRE PROFESSIONI E QUALI STRUMENTI ACCIARRI CINZIA - PDF
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Fabiola Meloni
1 LA FORMAZIONE BASE DELL'OSS. QUALE POSSIBILE INTEGRAZIONE CON LE ALTRE PROFESSIONI E QUALI STRUMENTI ACCIARRI CINZIA Coordinatore Infermieristico Residenza Sanitaria Riabilitativa e Attività Ambulatoriali Distretto n. 2 Porto San Giorgio
2 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO CONFERENZA STATO REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 Oggetto: Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le regioni e province autonome di Trento e Bolzano, per la individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell' operatore socio sanitario e per la definizione dell'ordinamento didattico dei corsi di formazione.
3 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO Art. 1. Figura e profilo L'operatore socio sanitario è l'operatore che, a seguito dell'attestato di qualifica conseguito al termine di specifica formazione professionale, svolge attività indirizzata a:
4 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO Art. 2. La formazione 1..è di competenza delle regioni e province autonome, che provvedono alla organizzazione dei corsi e delle relative attività didattiche, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto.
5 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO Le regioni e le province autonome, sulla base del proprio fabbisogno annualmente determinato, accreditano le aziende UU.SS.LL. e ospedaliere e le istituzioni pubbliche e private, che rispondono ai requisiti minimi specificati dal Ministero della sanità e dal dipartimento degli affari sociali con apposite linee guida, alla effettuazione dei corsi di formazione.
6 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO Art. 7. Requisiti di accesso Per l'accesso ai corsi di formazione dell' operatore socio sanitario è richiesto il diploma di scuola dell'obbligo compimento del diciassettesimo anno di etàalla data di iscrizione al corso.
7 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO Art. 8. Organizzazione didattica La didattica è strutturata per moduli e per aree disciplinari. Ogni corso comprende i seguenti moduli didattici: a) un modulo di base b) un modulo professionalizzante
8 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO I corsi di formazione avranno durata annuale, per un numero di ore non inferiore a 1000, articolate secondo i seguenti moduli didattici: modulo di base: tipo di formazione teorica, numero minimo di ore 200 Motivazione orientamento e conoscenze di base: modulo professionalizzante: formazione teorica, numero minimo di ore 250; esercitazioni e stages, numero minimo di ore 100; tirocinio, numero minimo di ore 450.
9 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO 4. Oltre al corso di qualificazione di base sono previsti moduli di formazione integrativa, per un massimo di 200 ore di cui 100 di tirocinio; i moduli sono mirati a specifiche utenze e specifici contesti operativi, quali utenti anziani, portatori di handicap, utenti psichiatrici, malati terminali, contesto residenziale, ospedaliero, casa alloggio, RSA, centro diurno, domicilio, ecc. Modulo tematico: tipo di formazione teorica, numero minimo di ore 50. Tematiche professionali: tipo di formazione esercitazioni/stages, numero minimo di ore 50. Specifiche: tipo di formazione tirocinio, numero minimo di ore 100.
10 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO Art. 9. Moduli didattici integrativi post-base 1. Sono previste misure compensative in tutti i casi in cui la formazione pregressa risulti insufficiente, per la parte sanitaria o per quella sociale.
11 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO Art. 10. Materie di insegnamento 1. Le materie di insegnamento, relative ai moduli didattici di cui all'art. 8, sono articolate nelle seguenti aree disciplinari: a) area socio culturale, istituzionale e legislativa; b) area psicologica e sociale; c) area igienico sanitaria; d) area tecnico operativa.
12 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO Art. 11. Tirocinio Tutti i corsi comprendono un tirocinio guidato, presso le strutture ed i servizi nel cui ambito la figura professionale dell' operatore socio sanitario è prevista.
13 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO Art. 12. Esame finale e rilascio dell'attestato 1. La frequenza ai corsi èobbligatoria e non possono essere ammessi alle prove di valutazione finale coloro che abbiano superato il tetto massimo di assenze indicato dalla regione o provincia autonoma nel provvedimento istitutivo dei corsi, e comunque non superiore al 10% delle ore complessive.
14 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO 2. Al termine del corso gli allievi sono sottoposti ad una prova teorica e ad una prova pratica da parte di una apposita commissione d'esame, la cui composizione è individuata dal citato provvedimento regionale e della quale fa parte un esperto designato dall'assessorato regionale alla sanità ed uno dall'assessorato regionale alle politiche sociali
15 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO All'allievo che supera le prove, è rilasciato dalle regioni e provincie autonome un attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale, nelle strutture, attività e servizi sanitari, socio sanitari e socio assistenziali
16 PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE SOCIO SANITARIO Art. 13. Titoli pregressi Spetta alle regioni e province autonome, nel contesto del proprio sistema della formazione, quantificare il credito formativo da attribuirsi a titoli e servizi pregressi, in relazione all'acquisizione dell'attestato di qualifica relativo alla figura professionale di operatore socio sanitario prevedendo misure compensative in tutti i casi in cui la formazione pregressa risulti insufficiente, per la parte sanitaria o per quella sociale rispetto a quella prevista dal presente decreto.
17 SETTORE SANITARIO OSPEDALI CLINICHE PRIVATE CASE DI CURA CONTESTI OPERATIVI SETTORE SOCIALE COMUNITÀ ALLOGGIO CASE FAMIGLIA CASE PROTETTE CENTRI EDUCATIVI OCCUPAZIONALI DIURNI SERVIZI DOMICILIARI DI BASE SERVIZI ASSISTENZIALI SPECIALI (ES. SCOLASTICI) SETTORE SOCIO ASSISTENZIALE E SOCIO SANITARIO R.S.A R.S.R. HOSPICE A.D.I CENTRI DIURNI CASE DI RIPOSO
18 DOVE LAVORA: A DOMICILIO DELL UTENTE IN OSPEDALE NELLE STRUTTURE RESIDENZIALI O SEMIRESIDENZIALI
19 ATTIVITA DELL OSS:
20 L' O.S.S. svolge la sua attività in collaborazione con gli altri operatori professionali preposti all'assistenza sanitaria e a quella sociale, SECONDO IL CRITERIO DEL LAVORO MULTIPROFESSIONALE.
21 Come lo fa? ATTRAVERSO LE COMPETENZE TECNICHE RELATIVE ALLE CONOSCENZE RICHIESTE RELAZIONALI
22 IN CHE MODO OPERA In autonomia In cooperazione diretta con l infermiere Su prescrizione dell infermiere SECONDO IL CRITERIO DEL LAVORO MULTIPROFESSIONALE
23 L O.S.S. OPERA IN AUTONOMIA QUANDO: E IN GRADO DI FARLO SVOLGE COMPITI PERTINENTI ALLA PROPRIA FIGURA E CHE SIANO: Programmati nel piano di lavoro e/o di Assistenza Definiti nei protocolli assistenziali e/o procedure
24 L OSS OPERA IN COOPERAZIONE DIRETTA CON L INFERMIERE QUANDO E NECESSARIA LA PRESENZA DELL INFERMIERE PER LA COMPLESSITA DELL ATTIVITA DA SVOLGERE LE CONDIZIONI CLINICHE DEL PAZIENTE LE CAPACITA DELL OPERATORE IL CONTESTO LAVORATIVO
25 L O.S.S. OPERA SU PRESCRIZIONE QUANDO SVOLGE UN ATTIVITÀ SOLO SU PRECISA ATTRIBUZIONE DELL INFERMIERE E CON LA SUA SUPERVISIONE Tale attività deve essere: a) Compatibile con il profilo dell O.S.S b) Appropriata alle condizioni cliniche dell assistito c) Adeguata alle capacità dell operatore d) Adeguata al contesto operativo
26 ATTIVITA DELL OSS:
27 1) ASSISTENZA DIRETTA ED AIUTO DOMESTICO ALBERGHIERO: assiste la persona, in particolare non autosufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale; realizza attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico; collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psico-fisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale; realizza attività di animazione e socializzazione di singoli e gruppi; coadiuva il personale sanitario e sociale nell'assistenza al malato anche terminale e morente; aiuta la gestione dell'utente nel suo ambito di vita; cura la pulizia e l'igiene ambientale.
28 2) INTERVENTO IGIENICO SANITARIO E DI CARATTERE SOCIALE: osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio-danno dell'utente; collabora alla attuazione degli interventi assistenziali; valuta, per quanto di competenza, gli interventi più appropriati da proporre; collabora alla attuazione di sistemi di verifica degli interventi; riconosce ed utilizza linguaggi e sistemi di comunicazione/relazione appropriati in relazione alle condizioni operative; mette in atto relazioni-comunicazioni di aiuto con l'utente e la famiglia, per l'integrazione sociale ed il mantenimento e recupero della identità personale.
29 3) SUPPORTO GESTIONALE, ORGANIZZATIVO E FORMATIVO: utilizza strumenti informativi di uso comune per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio; collabora alla verifica della qualità del servizio; concorre, rispetto agli operatori dello stesso profilo, alla realizzazione dei tirocini ed alla loro valutazione; collabora alla definizione dei propri bisogni di formazione e frequenta corsi di aggiornamento; collabora, anche nei servizi assistenziali non di ricovero, alla realizzazione di attività semplici.
30 Negli ambiti delle attività e delle competenze individuate, l OSS : Opera:in quanto agisce in autonomia rispetto a precisi circoscritti interventi (es. Sanificazione ambientale, rifacimento del letto non occupato) Coopera: in quanto svolge solo parte delle attivitàalle quali concorre con altri professionisti (es. Rilevazione del rischio per l utente) Collabora: in quanto svolge attivitàsu precise indicazioni dei professionisti (es: cambio di semplici medicacazioni)
31 Attenzione! L autonomia dell O.S.S. pertiene esclusivamente alle modalità di esecuzione delle attività che rientrano nella sfera dell autonomia medesima
32 AREA DELL AUTONOMIA AREA DELLA COLLABORAZIONE assiste la persona, in particolare non autosufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale realizza attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico realizza attività di animazione e socializzazione di singoli gruppi cura la pulizia e l igiene ambientale. osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio-danno dell utente valuta, per quanto di competenza, gli interventi più appropriati da proporre riconosce ed utilizza linguaggi e sistemi di comunicazione-relazione appropriati in relazione alle condizioni operative mette in atto relazioni-comunicazioni di aiuto con l utente e la famiglia, per l integrazione sociale ed il mantenimento e recupero della identità personale utilizza strumenti informativi di uso comune per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psico-fisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale coadiuva il personale sanitario e sociale nell assistenza al malato anche terminale e morente osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio-danno dell utente collabora alla attuazione degli interventi assistenziali collabora alla attuazione di sistemi di verifica degli interventi collabora alla verifica della qualità del servizio concorre, rispetto agli operatori dello stesso profilo, alla realizzazione dei tirocini ed alla loro valutazione collabora alla definizione dei propri bisogni di formazione e frequenta corsi di aggiornamento collabora, anche nei servizi assistenziali non di ricovero, alla realizzazione di attività semplici
33 Allegato B: COMPETENZE DELL OSS
34 COMPETENZE TECNICHE In base alle proprie competenze ed in collaborazione con altre figure professionali, l' operatore socio sanitario sa attuare i piani di lavoro. È in grado di utilizzare metodologie di lavoro comuni (schede, protocolli ecc.). È in grado di collaborare con l'utente e la sua famiglia: nel governo della casa e dell'ambiente di vita, nell'igiene e cambio biancheria; nella preparazione e/o aiuto all'assunzione dei pasti; quando necessario, e a domicilio, per l'effettuazione degli acquisti; nella sanificazione e sanitizzazione ambientale.
35 COMPETENZE TECNICHE Sa curare il lavaggio, l'asciugatura e la preparazione del materiale da sterilizzare. Sa garantire la raccolta e lo stoccaggio corretto dei rifiuti, il trasporto del materiale biologico sanitario, e dei campioni per gli esami diagnostici, secondo protocolli stabiliti. Sa svolgere attività finalizzate all'igiene personale, al cambio della biancheria, all'espletamento delle funzioni fisiologiche, all'aiuto nella deambulazione, all'uso corretto di presidi, ausili e attrezzature, all'apprendimento e mantenimento di posture corrette.
36 COMPETENZE TECNICHE In sostituzione e appoggio dei famigliari e su indicazione del personale preposto è in grado di: aiutare per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso; aiutare nella preparazione alle prestazioni sanitarie; osservare, riconoscere e riferire alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l'utente può presentare (pallore, sudorazione ecc.); attuare interventi di primo soccorso effettuare piccole medicazioni o cambio delle stesse; controllare e assistere la somministrazione delle diete; aiutare nelle attività di animazione e che favoriscono la socializzazione, il recupero ed il mantenimento di capacità cognitive e manuali.
37 COMPETENZE TECNICHE collaborare ad educare al movimento e favorire movimenti di mobilizzazione semplici su singoli e gruppi; provvedere al trasporto di utenti, anche allettati, in barella carrozzella; collaborare alla composizione della salma e provvedere al suo trasferimento; utilizzare specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell'utente, riducendo al massimo il rischio; svolgere attività di informazione sui servizi del territorio e curare il disbrigo di pratiche burocratiche; accompagnare l'utente per l'accesso ai servizi.
38 COMPETENZE RELATIVE ALLE CONOSCENZE RICHIESTE. CONOSCE LE PRINCIPALI TIPOLOGIE DI UTENTI E LE PROBLEMATICHE CONNESSE. Conosce le diverse fasi di elaborazione dei progetti di intervento personalizzati. Riconosce per i vari ambiti, le dinamiche relazionali appropriate per rapportarsi all'utente sofferente, disorientato, agitato, demente o handicappato mentale ecc.
39 COMPETENZE RELATIVE ALLE CONOSCENZE RICHIESTE. CONOSCE LE PRINCIPALI TIPOLOGIE DI UTENTI E LE PROBLEMATICHE CONNESSE. È in grado di riconoscere le situazioni ambientali e le condizioni dell'utente per le quali è necessario mettere in atto le differenti competenze tecniche. Conosce le modalità di rilevazione, segnalazione e comunicazione dei problemi generali e specifici relativi all'utente.
40 COMPETENZE RELATIVE ALLE CONOSCENZE RICHIESTE. CONOSCE LE PRINCIPALI TIPOLOGIE DI UTENTI E LE PROBLEMATICHE CONNESSE. Conosce le condizioni di rischio e le più comuni sindromi da prolungato allettamento e immobilizzazione. Conosce i principali interventi semplici di educazione alla salute, rivolti agli utenti e ai loro famigliari. Conosce l'organizzazione dei servizi sociali e sanitari e quella delle reti informali.
41 COMPETENZE RELAZIONALI sa lavorare in equipe. si avvicina e si rapporta con l'utente e con la famiglia, comunicando in modo partecipativo in tutte le attività quotidiane di assistenza; sa rispondere esaurientemente, coinvolgendo e stimolando al dialogo. é in grado di interagire, in collaborazione con il personale sanitario, con il malato morente
42 COMPETENZE RELAZIONALI Sa coinvolgere le reti informali, sa rapportarsi con le strutture sociali, ricreative, culturali dei territori. Sa sollecitare ed organizzare momenti di socializzazione, fornendo sostegno alla partecipazione ad iniziative culturali e ricreative sia sul territorio che in ambito residenziale.
43 COMPETENZE RELAZIONALI È in grado di partecipare all'accoglimento dell'utente per assicurare una puntuale informazione sul servizio e sulle risorse. È in grado di gestire la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità. Affiancandosi ai tirocinanti, sa trasmettere i propri contenuti operativi.
44 L infermiere E il professionista responsabile dell assistenza generale infermieristica (profilo dell infermiere D.M739/94, codice deontologico) OSS
45 L infermiere. Partecipa all identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività Identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e formula i relativi obiettivi Pianifica, gestisce e valuta l intervento assistenziale infermieristico Garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostiche terapeutiche Agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali Per l espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell opera del personale di supporto L infermiere contribuisce alla formazione del personale di supportoe concorre direttamente all aggiornamento relativo al proprio profillo professionale
46 PROCESSO DI NURSING L infermiere interagisce con il personale di supporto, si avvale della sua opera ove necessario. Avvalersi della sua opera significa, sovrintendere alle loro attività, nello specifico L infermiere decide: in quel contesto operativo; secondo un modello di organizzazione dell assistenza definito; in modo coerente e pertinente al piano di assistenza; di attuare in collaborazione con l operatore di supporto o di attribuirgli, una attività definita, rivolta alla persona. Il risultato del processo decisionale dell infermiere è vincolato alla tutela della sicurezza dell assistito.
47 INFERMIERE DECISION MAKERS Il Profilo professionale: Autonomia Responsabilità Progettualità La progettualità va intesa come capacità di pianificare interventi specifici per migliorare la qualità di vita dell'assistito.
48 INFERMIERE DECISION MAKERS APPROCCIO OPERATIVO PROCESSO DI NURSING Il processo di nursing, in ambito progettuale, non persegue la logica del semplice fare o eseguire, ma la logica di risultato
49 PROCESSO DI NURSING Processo di nursing PIANIFICAZIONE VALUTAZIONE IDENTIFICAZIONE COMPITI ATTRIBUIBILI SUPERVISIONE ASSEGNAZIONE
50 L OSS NEL PROCESSO DI NURSING ACCERTAMENTO INFERMIERISTICO OSS DIAGNOSI INFERMIERISTICA PIANIFICAZIONE INFERMIERISTICA ATTUAZIONE OSS VALUTAZIONE DEI RISULTATI OSS
51 ASSISTENZA DIRETTA INFERMIERE OSS Rileva i problemi inf. potenziali e reali Contribuisce a fornire informazioni Decide interventi da mettere in atto Attua gli interventi e ne attribuisce l attuazione Valuta i risultati raggiunti Attua gli interventi attribuiti in autonomia ein collaborazione Contribuisce a fornire informazioni o dati
52 In ambito socio sanitario L infermiere èl unico responsabile dell assistenza infermieristica rappresenta il principale interlocutore che l OSS deve avere
53 Le responsabilitàe l autonomia dell oss Le attivitàdi assistenza indiretta sono completamente attribuibili all operatore OSS Le attivitàdi assistenza diretta (variabili: contesto operativo, équipe..) possono essere ritenute potenzialmente attribuibili previa valutazione da parte del responsabile dell assistenza infermieristica
54 RESPONSABILITÀ OSS: responsabilità soggettiva degli atti tecnici posti in essere LA RESPONSABILITÀPROFESSIONALE COMPLESSIVA È DELL OPERATORE PROFESSIONALE RESPONSABILE DELL INTERO PROCESSO ASSISTENZIALE
55 L INFERMIERE DEVE ESERCITARE UN DUPLICE CONTROLLO: verifica dei requisiti di idoneità tecnica verifica della rispondenza dell attivit attività svolta ai contenuti dell attribuzione (supervisione)
56 LA COLPA, DA CUI POTREBBE DERIVARE ALL INFERMIERE UN ADDEBITO DI CORRESPONSABILITÀ PER IL FATTO DELL OSS: colpa nella scelta dell oggetto dell attribuzione di competenze o nella scelta del destinatario (culpa in eligendo); colpa nella sorveglianza sull operato del destinatario (culpa in vigilando)
57 CULPA IN ELIGENDO L infermiere affida all operatore di supporto compiti che dovrà svolgere sotto la sua supervisione Dovrà selezionare i compiti che ritenga di poter assegnare all operatore di supporto. Dovrà scegliere tra gli OSS quelli che ritenga in grado di svolgere tali compiti adeguatamente
58 CULPA IN ELIGENDO È la colpa consistente nella cattiva scelta del soggetto a cui affidare/assegnare/attribuire i compiti
59 CULPA IN ELIGENDO Se dal comportamento dell operatore di supporto dovesse derivare un eventuale danno al paziente, all infermiere potrà essere mosso un addebito di colpa per aver errato nella scelta della persona affidataria dell incarico
60 CULPA IN VIGILANDO Attiene ai compiti di verifica attribuiti all infermiere all interno del processo assistenziale e del rispetto da parte dell operatore di supporto delle indicazioni impartite
61 CULPA IN VIGILANDO L infermiere potrà essere in colpa se omette di esercitare quelle verifiche doverose che sarebbero risultate idonee a impedire il verificarsi di eventi dannosi per il paziente
62 LE VARIABILI PER ATTRIBUIRE UN ATTIVITÀ ALL OSS Organizzazione Operatore OSS Persona assistita Compito da attribuire
63 1) Variabile : contesto organizzativo Metodologia del piano di assistenza e documentazione delle attività mediante procedure, protocolli e piani di lavoro Necessità affiancamento e formazione!!!
64 2) variabile: l OSS Conoscenze e abilità specifiche Grado si sviluppo del senso di responsaibilità Capacità relazionali
65 3) Variabile : la persona assistita Complessità assistenziale connessa al soddisfacimento dei bisogni Fattori di rischio della persona assistita Grado di autosufficienza e integrità capacità cognitive
66 4) variabile: il compito Grado di semplicità del compito Livello di standardizzazione del compito Presenza/assenza di rischi correlati al compito da effettuare Necessario procedure, istruzioni operative, protocolli!!!
67 NUOVE ESIGENZE NEI CONTESTI SANITARI E SOCIOSANITARI LE RILEVANTI TRASFORMAZIONI DEMOGRAFICHE IN CORSO (AUMENTO DELLA SPERANZA DI VITA COL CONNESSO INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE) DETERMINANO UN CAMBIAMENTO NELLA RICHIESTA DI CURE (DALLE CURE INTENSIVE NECESSARIE NELLE FASI ACUTE DELLE PATOLOGIE, ALLE CURE CONTINUATIVE NELLE DIVERSE CONDIZIONI DI FRAGILITA CORRELATE ALL INVECCHIAMENTO)
68 NUOVE ESIGENZE NEI CONTESTI SANITARI E SOCIOSANITARI I FENOMENI RILEVATI IMPONGO ANCHE UNA PROFONDA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA DELL OFFERTA SANITARIA, SOCIO-SANITARIA E ASSISTENZIALE DELLE STESSA ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA NECESSITA DI IMPLEMENTARE UN SUPPORTO SEMPRE MAGGIORE PER SOGGETTI NON AUTOSUFFICIENTI ED ALL ESIGENZA DI REALIZZARE UNA PRESA IN CARICO «COMPLESSIVA» DELLA PERSONA
69 CONSEGUENZE ORGANIZZATIVE nell ambito del contesto delineato si pone l esigenza di individuare diverse modalità di risposta alla cronicità mediante superamento della centralità dell ospedale potenziamento ed affermazione del ruolo del territorio nella cura e nell assistenza della non autosufficienza e della patologie croniche degenerative integrazione dei servizi sanitari e sociali integrazione delle diverse figure professionali che operano nell ambito di tali servizi
70 VALORIZZAZIONE DEL RUOLO DELL OSS un ruolo fondamentale con riferimento all evidenziato processo evolutivo puo e deve essere svolto dall OSS, in quanto figura che nasce proprio per fornire una risposta qualificata sia in ambito sanitario che socioassistenziale, potendo svolgere attivita indirizzate a: soddisfare i bisogni primari delle persone, nei limiti delle proprie aree di competenza, e a favorire il benessere e l autonomia della persona
71 VALORIZZAZIONE DEL RUOLO DELL OSS Importa conseguenzialmente la necessità di rivedere ruoli e responsabilità degli attori coinvolti nel processo assistenziale al fine di consolidare una logica di gestione sempre più integrata e multidisciplinare dei processi assistenziali in funzione della presa in carico globale della persona con riferimento a tutti i suoi bisogni, compresi quelli primari, e di diversi livelli di intensità del processo assistenziale
72 REVISIONE DEI TRADIZIONALI MODELLI ORGANIZZATIVI ASSISTENZIALI CENTRALITA DELLA PERSONA VISIONE OLISTICA DELLA PERSONA CONTINUITA ASSISTENZIALE PROGETTI DI CURA ED ASSISTENZA MULTIDISCIPLINARE
73 REVISIONE DEI TRADIZIONALI MODELLI ORGANIZZATIVI ASSISTENZIALI I NUOVI MODELLI ORGANIZZATIVI COMPORTANO UNA RIDEFINIZIONE DEI RUOLI E DELLE RESPONSABILITA DEI PROFESSIONISTI SANITARI E DEGLI ALTRI OPERATORI COINVOLTI NEL PROCESSO DI CURA GARANTIRE UN ASSISTENZA GLOBALE ED INTEGRATA FONDATA SULLA CONCRETA E CONSAPEVOLE INTERAZIONE DELLE DIVERSE COMPETENZE PROFESSIONALI
74 REVISIONE DEI TRADIZIONALI MODELLI ORGANIZZATIVI ASSISTENZIALI SERVIZIO PIU APPROPRIATO ED ADEGUATO ALLE ESIGENZE DELL UTENZA UTILIZZO PIU EQUO ED APPROPRIATO DELLE RISORSE ADEGUATA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE E DELLE DIVERSE PROFESSIONALITA CHE OPERANO NEL SISTEMA SALUTE E SOCIOASSISTENZIALE
75 REVISIONE DEI TRADIZIONALI MODELLI ORGANIZZATIVI ASSISTENZIALI MODELLO FUNZIONALE PICCOLE EQUIPES PRIMARY NURSING CASE MANAGER... PROCESSO DI NURSING PIANIFICAZIONE ASSISTENZIALE
76 QUALI STRUMENTI DI INTEGRAZIONE?
77 JOB DESCRIPTIONS PIANI DI LAVORO PIANI DI ATTIVITA' MATRICE DELLE RESPONSABILITA' PROTOCOLLI PROCEDURE ISTRUZIONI OPERATIVE CARTELLA INFERMIERISTICA INTEGRATA: QUALI STRUMENTI DI INTEGRAZIONE? SCHEDA DI ACCERTAMENTO INFERMIERISTICO SCHEDE ACCESSORIE (NORTON, DOLORE,ECC..) SCHEDA DI PIANIFICAZIONE INFERMIERISTICA SCHEDE DI ATTRIBUZIONI ATTIVITA' ALL'OSS SCHEDA DI REGISTRAZIONE DELL'ATTIVITA' DELL'OSS...
78 QUALI STRUMENTI DI INTEGRAZIONE? JOB DESCRIPTIONS
79 QUALI STRUMENTI DI INTEGRAZIONE? PIANI DI ATTIVITA : decrivono la sequenza ed i tempi delle azioni svolte dal personale in ogni turno PIANI DI LAVORO: strumento utilizzato per la programmazione a breve termine (qualche settimana o mese)
80 QUALI STRUMENTI DI INTEGRAZIONE? ATTIVITA INFERMIERE OSS ATTIVITA 1 R C MATRICE DELLE RESPONSABILITA' ATTIVITA
81 QUALI STRUMENTI DI INTEGRAZIONE? PROTOCOLLI: strumento metodologico di pianificazione dell assistenza infermieristica orientato da un modello concettuale di riferimento PROCEDURE: regole interne all organizzazione caratterizzate da un elevata prescrittivita ISTRUZIONI OPERATIVE: descrizione dei singoli passi da compiere per eseguire una determinata operazione
82 QUALI STRUMENTI DI INTEGRAZIONE? CARTELLA INFERMIERISTICA INTEGRATA: SCHEDA DI ACCERTAMENTO INFERMIERISTICO SCHEDE ACCESSORIE (NORTON, DOLORE,ECC..) SCHEDA DI PIANIFICAZIONE INFERMIERISTICA SCHEDE DI ATTRIBUZIONI ATTIVITA' ALL'OSS SCHEDA DI REGISTRAZIONE DELL'ATTIVITA' DELL'OSS..
83 QUALI STRUMENTI DI INTEGRAZIONE? FORMAZIONE PERCORSO DI INSERIMENTO DEL NEO ASSUNTO OSS RIUNIONI
84 L INFERMIERE È IL PROGRAMMATORE, IL GESTORE E IL VALUTATORE DELL ASSISTENZA INFERMIERISTICA
85 ALL INFERMIERE SPETTA LA REGIA DEL PROCESSO ASSISTENZIALE
86 L inserimento degli OSS nelle organizzazioni sanitarie è da vedersi come una importante opportunità,, anche come ricaduta positiva per l utente l in quanto si tratta di un operatore qualificato in grado di dare un valido contributo all interno dell equipe, equipe, dove i ruoli devono essere ben precisi.
87 Semina un pensiero e raccoglierai un'azione Semina un'azione e raccoglierai un'abitudine Semina un'abitudine e raccoglierai un carattere Semina un carattere e raccoglierai un destino C. Reade
88 Grazie per l attenzione! Cinzia Acciarri
Socio Sanitario. L Operatore. in VENETO. fp.venezia@veneto.cgil.it. www.fpcgilvenezia.it. /fpcgilvenezia2
L Operatore Socio Sanitario in VENETO fp.venezia@veneto.cgil.it www.fpcgilvenezia.it /fpcgilvenezia2 CGIL Funzione Pubblica Metropolitana di Venezia L'Operatore Socio Sanitario in Veneto piccola guida
a cura di FP CGIL Veneto
a cura di FP CGIL Veneto Perché nasce l Operatore Socio Sanitario La nascita del profilo professionale dell Operatore Socio Sanitario dobbiamo pensarla come un esigenza dei nostri tempi; è l espressione

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13