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Timestamp: 2018-04-24 09:40:20+00:00

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Circolare n Prot Roma, 20 novembre Regolamento UE n. 1169/11 G.U.C.E. L 304 del 22 nov D.lgs. 109/92 - PDF
Circolare n Prot Roma, 20 novembre Regolamento UE n. 1169/11 G.U.C.E. L 304 del 22 nov D.lgs. 109/92
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Gilda Mancuso
1 TITOLO DOCUMENTO Etichettatura degli alimenti: le nuove disposizioni del Reg. UE 1169/11 AREA TEMATICA Ambiente ed Energia SETTORE Qualità e Sicurezza alimentare ARGOMENTO SPECIFICO Sicurezza degli alimenti Circolare n Prot Roma, 20 novembre 2014 OGGETTO del documento Le nuove regole dell etichettatura degli alimenti entreranno in vigore il 13 dicembre 2014, secondo quanto previsto dal Reg. UE n. 1169/11. Sono qui riportate le principali novità anche in riferimento alle modifiche della legislazione italiana (D.lgs. 109/92) Precedenti circolari cui si fa riferimento Riferimenti legislativi Regolamento UE n. 1169/11 G.U.C.E. L 304 del 22 nov D.lgs. 109/92 Commento Conseguenze operative Informare gli Associati Allegati Regolamento UE n. 1169/11.
2 Circolare N Roma, 20 novembre 2014 Prot Redatta da: Area Ambiente e Energia Luigi Tozzi Corso Vittorio Emanuele II, Roma Tel Tel /301 -Telefax (06) mail: Alle Unioni Provinciali Agricoltori Alle Federazioni Regionali Agricoltori Alle Federazioni Nazionali di Prodotto Oggetto: Etichettatura degli alimenti: le nuove disposizioni del Reg. UE 1169/11. Introduzione Il regolamento (UE) n. 1169/2011, consolida e aggiorna l'etichettatura generica di prodotti alimentari e l'etichettatura nutrizionale, precedentemente regolata rispettivamente dalle direttive 2000/13/CE e 90/496/CEE; direttive sostituite dal regolamento in oggetto che sarà applicato a partire dal 13 dicembre 2014, salvo per l'articolo 9.1.l (etichetta nutrizionale) che entrerà in vigore dal 13 dicembre Le modifiche alla legislazione nazionale Il nuovo regolamento modifica ed integra le leggi nazionali vigenti in materia di informazioni ai consumatori (in Italia il D.lgs. 109/92). Di seguito le principali novità introdotte dal Regolamento UE 1169/11. Articolo 2- Definizioni Alimento preimballato Il regolamento estende la definizione a tutti i prodotti (anche di grossa pezzatura) che sono imballati, avvolti interamente o in parte da tale imballaggio (anche la carta o altro involucro protettivo), in modo tale che il contenuto non possa essere alterato senza aprire o cambiare l imballaggio. Articolo 7 Pratiche leali d'informazione Quest articolo sostituisce completamente l articolo 2 (Finalità dell etichettatura dei prodotti alimentari) del D.lgs. 109/92. L aspetto, la descrizione, le illustrazioni o l esaltazione della presenza
3 di certi ingredienti (anche se eliminati e/o sostituiti) non devono indurre il consumatore a credere che l alimento abbia caratteristiche diverse da quelle che ha naturalmente. Non è possibile, quindi, utilizzare l immagine di un arancia in un aranciata se questa non è presente come ingrediente, o di un formaggio se a questo è stato eliminato il latte (ad esempio con la soia). Art. 8 Responsabilità Nel caso che un prodotto preimballato sia venduto non direttamente al consumatore finale, ma ad un terzo (ristorante, trasformatore, ospedale, mensa etc.), che può anche frazionarlo, trasformarlo o tagliarlo, rimane la possibilità di fornire le informazioni obbligatorie nei documenti commerciali a patto che accompagnino l alimento. Tuttavia è importante segnalare che tra le informazioni da riportare è necessario aggiungere quelle relative alle condizioni particolari di conservazione e/o condizioni d'impiego. E altresì importante ricordare che il Termine Minimo di Conservazione (TMC) o data di scadenza, le condizioni particolari di conservazione, impiego e il nome/ragione sociale e indirizzo di chi commercializza il prodotto (non il produttore!) devono comparire sull imballaggio esterno nel quale gli alimenti preimballati sono presentati al momento della loro commercializzazione. Articolo 9 Elenco delle indicazioni obbligatorie Il Regolamento introduce nuove indicazioni obbligatorie. Tra queste ricordiamo: il paese d origine o il luogo di provenienza ove previsto (si veda più avanti la descrizione dell articolo 26); la dichiarazione nutrizionale (dal 13 dicembre 2016); la dichiarazione della presenza di allergeni (per la lista si veda l allegato II del regolamento). Si potrà continuare ad identificare l'operatore che commercializza il prodotto (nome/ragione sociale ed indicazioni dell indirizzo) col solo marchio registrato. Le indicazioni dell indirizzo non possono essere: la Casella Postale, l indirizzo internet o di posta elettronica, il numero telefonico, il numero di registrazione alla CCIA. Non è più obbligatorio (come era già riportato nella direttiva comunitaria mal recepita dal D.lgs. 109/92) indicare la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento se il prodotto è commercializzato da un terzo. Riamane comunque la possibilità di indicarlo volontariamente, purché non sostituisca il nome o la ragione sociale de l operatore con il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto o, dell importatore. In pratica i prodotti venduti a Marchio della GDO o importati non hanno più l obbligo di indicare chi l ha fabbricati.
4 Dicitura del Lotto Anche se il regolamento non riporta l obbligo della dicitura del lotto, rimane in vigore per la Direttiva 2011/91 che non è stata abrogata. Sono comunque esentati i prodotti ortofrutticoli destinati all industria di trasformazione, ai centri di immagazzinamento, alle cooperative ed OP. La vendita diretta dei prodotti ortofrutticoli ai consumatori non richiede la dicitura del lotto. Quantità netta La quantità di alimento da riportare sulla confezione è quella netta 1 e non più quella nominale 2. La norma non si applica ai prodotti che sono soggetti a notevoli perdite del loro volume o della loro massa come, ad esempio, gli ortofrutticoli. Peraltro per questi ultimi valgono le regole di commercializzazione stabilite dall OCM unica. Denominazione di vendita E obbligatorio indicare la denominazione di vendita e non più quella dell alimento. La differenza tra le due è che la prima si riferisce al prodotto finito (pasta, pane gelato etc.), mentre la seconda si riferisce al prodotto finito e alla denominazione del suo ingrediente (ad esempio pane all olio). Per la denominazione di vendita si veda l allegato VI del regolamento. Si ricorda che per denominazione dell alimento si intende la sua denominazione legale (formaggio, pane, pasta etc.). Termine minimo di conservazione Il TMC è definito dall articolo 24 e dall allegato X del Regolamento. Non è più obbligatorio indicarlo nello stesso campo visivo principale dell etichetta, ma si deve sempre riportare anche nell involucro con cui è commercializzato il prodotto. Origine dell alimento (art. 26) L obbligo di indicare il paese di origine o provenienza dell alimento non sussiste per i prodotti DOP IGP e STG. L indicazione del paese d origine o del luogo di provenienza è obbligatoria: Nel caso in cui l omissione di tale indicazione possa indurre in errore il consumatore in merito al paese d origine o al luogo di provenienza reale dell alimento, in particolare se le informazioni che accompagnano l alimento o contenute nell etichetta nel loro insieme potrebbero altrimenti far pensare che l alimento abbia un differente paese d origine o luogo di provenienza. 11 La quantità netta si riferisce al peso del prodotto escludendo, il peso del contenitore e di qualsiasi tara; sarà espressa in Litri e suoi sottomultipli, nel caso dei liquidi ed in kilogrammi e suoi sottomultipli in caso di massa. 2 Il peso nominale indica invece, un peso che non è perfettamente lo stesso per tutte le confezioni (variazione comunque non superiore al 3%)
5 In tal modo non sarà più possibile utilizzare simboli, immagini o altro che possano far ritenere che, (ad esempio un formaggio), sia italiano pur non essendo stato prodotto in Italia. Una novità importante per la lotta all Italian Sounding. Inoltre se il paese d origine o il luogo di provenienza di un alimento è indicato nell etichetta e non è lo stesso di quello del suo ingrediente primario (farina, latte, etc.) si deve indicare obbligatoriamente il paese d origine o il luogo di provenienza di tale ingrediente primario; oppure si deve specificare che il paese d origine o il luogo di provenienza dell ingrediente primario è indicato è diverso da quello dell alimento. Quest ultima disposizione si applicherà quando sarà pubblicato l atto delegato della Commissione che ne stabilirà le modalità corrette. Etichettatura nutrizionale Le informazioni nutrizionali sono già in vigore secondo la Direttiva 90/496/CEE. Anche se le modifiche saranno obbligatorie dal 13 dicembre 2016, molti produttori si stanno già adeguando. Si ritiene utile dare quindi alcune informazioni in merito. Secondo le nuove disposizioni, la "dichiarazione nutrizionale" obbligatoria indicherà il contenuto energetico e le percentuali di ogni singola sostanza riportata, come di seguito meglio specificato, in una tabella comprensibile sull'imballaggio. Le unità di misura da usare nella dichiarazione nutrizionale sono per l energia [kilojoule (kj) e kilocalorie (kcal) e per la massa grammi (g), milligrammi (mg) e microgrammi (µg). Tutte le informazioni dovranno essere espresse per 100 g o per 100 ml e potranno, inoltre, anche essere espresse in porzioni, purché sia riportata la quantità della porzione (ad esempio si deve riportare che un cucchiaino di olio sono 25 ml di prodotto). Nel rimanere a disposizione per ogni ulteriore approfondimento, si porgono cordiali saluti. Donato Rotundo Direttore
6 Il regolamento introduce l'obbligo dell'informazione nutrizionale per la maggioranza degli alimenti elaborati. Gli elementi da dichiarare obbligatoriamente sono: valore energetico - grassi - grassi saturi - carboidrati - zuccheri - proteine e sale. Non sono obbligati a presentare la dichiarazione nutrizionale: i prodotti non trasformati che comprendono un solo ingrediente o una sola categoria di ingredienti; i prodotti trasformati che sono stati sottoposti unicamente a maturazione e che comprendono un solo ingrediente o una sola categoria di ingredienti. Sono pertanto esclusi i prodotto ortofrutticoli. Conclusioni Il nuovo regolamento tende a raggruppare e migliorare i diversi dispositivi legislativi in materia di etichettatura che si sono susseguiti negli ultimi anni, cercando di armonizzare le informazioni fornite ai consumatori e agli operatori alimentari. E in preparazione un D.M. di recepimento del Regolamento 1169/11. Appena sarà in nostro possesso il presente documento sarà aggiornato.

References: Articolo 2
 Articolo 7
 articolo 2
 Art. 8
 Articolo 9
 articolo 26
 articolo 24