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Timestamp: 2019-08-24 00:04:42+00:00

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 24 marzo 2016, n. 5880. Se il danno subito da uno studente in un sinistro stradale produce un'invalidità «non lieve», il giudice non può ricondurre la menomazione della futura capacità lavorativa subita dal minore all'interno del danno «non patrimoniale» ma deve quantificarla separatamente, anche se non è provata la perdita di chance rispetto ad una specifica - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 24 marzo 2016, n. 5880. Se il danno subito da uno studente in un sinistro stradale produce un’invalidità «non lieve», il giudice non può ricondurre la menomazione della futura capacità lavorativa subita dal minore all’interno del danno «non patrimoniale» ma deve quantificarla separatamente, anche se non è provata la perdita di chance rispetto ad una specifica
1. Con sentenza del 30 novembre 2005 il Tribunale di Taranto, provvedendo sulla domanda introdotta nel marzo del 1998 da (OMISSIS) e (OMISSIS), nella qualita’ di genitori esercenti la potesta’ genitoriale sul figlio minorenne (OMISSIS) (che, divenuto maggiorenne nel corso del giudizio, si era poi costituito in proprio assumendo direttamente la lite), dichiarava l’esclusiva responsabilita’ di (OMISSIS), rimasto contumace, nella causazione di un sinistro occorso il 9 settembre 1997.
2. La sentenza del Tribunale di Taranto veniva appellata da (OMISSIS) con la prospettazione di varie censure, tutte funzionali al mancato riconoscimento da parte del tribunale di un danno da lesione della capacita’ lavorativa, e la Corte d’Appello di Lecce, Sezione Distaccata di Taranto, con sentenza del 14 novembre 2012, nella costituzione e resistenza all’appello della s.p.a. Ergo Assicurazioni (gia’ Bayerische Assicurazioni s.p.a.) e nella contumacia del (OMISSIS), ha rigettato l’appello con gravame delle spese di lite.
3. Avverso tale sentenza (OMISSIS) ha proposto ricorso per cassazione affidato a cinque motivi ed al ricorso ha resistito con controricorso la Ergo Assicurazioni.
1. In via preliminare va disattesa l’eccezione di tardivita’ della proposizione del controricorso da parte della Ergo Assicurazioni, prospettata dal (OMISSIS) nella sua memoria.
2. Con il primo motivo si denuncia “violazione e falsa applicazione dell’articolo 345 c.p.c. in relazione all’articolo 360 c.p.c., n. 3”.
3. Con il secondo motivo di ricorso si deduce “violazione e falsa applicazione degli articoli 115 e 116 c.p.c., omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, in relazione all’articolo 360 c.p.c.”.
3.2. Il motivo, in quanto dedotto ai sensi dell’articolo 360 c.p.c., n. 5 e’, invece, inammissibile alla stregua della ricostruzione del relativo significato di tale paradigma dato da Cass. sez. un. n. 8053 e 8054 del 2014, la’ dove Esse hanno statuito che “L’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5, riformulato dal Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, articolo 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, introduce nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia). Ne consegue che, nel rigoroso rispetto delle previsioni dell’articolo 366 c.p.c., comma 1, n. 6, e articolo 369 c.p.c., comma 2, n. 4, il ricorrente deve indicare il “fatto storico”, il cui esame sia stato omesso, il “dato”, testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il “come” e il “quando” tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua “decisivita'”, fermo restando che l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per se’, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorche’ la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie.”.
4. Con il terzo motivo si prospetta “violazione e falsa applicazione degli articoli 1226 – 2043 – 2054 – 2056 – 2059 c.c., omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, in relazione all’articolo 360 c.p.c., nn. 3 e 5”.
4.5. In definitiva, la Corte tarantina ha errato ad applicare il procedimento di sussunzione della fattispecie per come accertata, in quanto, una volta risultato che il (OMISSIS) non aveva dato dimostrazione che avrebbe fatto il ragioniere e che dunque aveva perso la chance di dispiegare la sua capacita’ lavorativa in un modo specifico secondo la naturale prospettiva degli studi a suo tempo seguiti (e non, come, invece, ha opinato la Corte di non aver dimostrato la perdita di una capacita’ lavorativa specifica, che egli, come s’e’ detto, non aveva perche’ studente), per cio’ solo ha concluso che il danno da perdita della capacita’ lavorativa generica bene era stato collocato nell’ambito di quello non patrimoniale (non si sa in che misura), la’ dove invece quella collocazione era vietata dalla circostanza che le lesioni avevano determinato un’invalidita’ permanente non lieve e che lo stesso c.t.u., salvo verifica delle sue valutazioni nel senso di “qualche difficolta'” e di “minimi risvolti negativi” in confronto con quelle del c.t.p., aveva comunque accertato la sicura lesione della capacita’ lavorativa “in piedi” ed intellettuale.
5. Il quarto motivo – con cui ci si duole di “violazione e falsa applicazione del Decreto Legge 23 dicembre 1976, n. 857, articolo 4 (L. n. 39 del 1977), omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, in relazione all’articolo 360 c.p.c., nn. 3 e 5” e si lamenta che il mancato riconoscimento del danno da lesione della capacita’ lavorativa sarebbe stato illegittimo anche perche’ la Corte territoriale avrebbe potuto individuare e quantificare il danno alla stregua del criterio parametrato alla previsione della norma del citato d.l., criterio la cui applicazione era stata sollecitata gia’ in primo grado dal ricorrente – resta assorbito.
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 4 febbraio 2016, n. 2209....

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 sentenza 
 Cass. sez. 
 articolo 54
 sentenza 
 articolo 369
 sentenza 
 articolo 4
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