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Timestamp: 2020-07-07 16:13:21+00:00

Document:
La Corte sulla legge elettorale della Lombardia: le soglie di sbarramento differenziate costituiscono un bilanciamento ammissibile tra esigenze della rappresentanza e della governabilità (3/2015)
Sentenza n. 193/2015 – giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale
Deposito del 24/09/2015 – Pubblicazione in G. U. 30/09/2015 n. 39
In questa decisione la Corte si pronuncia su alcuni profili di possibile incostituzionalità della legge elettorale della Regione Lombardia n. 17/2012, oggetto di questioni di costituzionalità sollevate dal TAR della Lombardia, nell'ambito di un giudizio volto all'annullamento, in parte qua, del verbale delle operazioni elettorali dell'Ufficio centrale elettorale e dei presupposti verbali degli Uffici centrali circoscrizionali.
A volte (non) ritornano: con ordinanza, la Corte conferma la fine del controllo preventivo di legittimità delle leggi siciliane (3/2015)
Ordinanza n. 175/2015 – giudizio di legittimità costituzionale in via principale
Deposito del 16/07/2015; Pubblicazione in G. U. 22/07/2015, n. 29
Con ricorso notificato il 9 agosto 2014 e depositato il successivo 18 agosto, il Commissario dello Stato per la Regione siciliana ha proposto questione di legittimità costituzionale della delibera legislativa della Regione siciliana, relativa al disegno di legge n. 475, recante «Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale», approvata dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta del 1° agosto 2014; in particolare, l’art. 4 di tale disegno di legge dispone che, al fine dell’assunzione degli igienisti dentali, le Aziende sanitarie provinciali provvedano mediante rimodulazione dei posti in pianta organica attraverso la soppressione di figure di operatori sanitari equiparabili e con equivalenti livelli salariali.
Non basta un Comitato interministeriale “misto” per fare leale collaborazione (3/2015)
Sentenza n. 171/2015 – giudizio di costituzionalità in via principale
La Regione Abruzzo ha promosso questione di legittimità costituzionale dell'art. 30-ter del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 (Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 116, per contrasto con gli artt. 117, terzo e quarto comma, 118, primo comma, e 120, secondo comma, della Costituzione, quest'ultimo anche in riferimento all'art. 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla L. Cost. 18 ottobre 2001, n. 3).
La Corte interviene per salvaguardare il giudicato costituzionale (3/2015)
Sentenza n. 169/2015 – giudizio di costituzionalità in via incidentale
Con due ordinanze di analogo contenuto, il Tribunale ordinario di Napoli, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 42, secondo comma, e 136 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 maggio 2014, n. 80 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, recante misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015) [recte: dell’art.5, comma 1-ter, del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47 (Misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015) convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 23 maggio 2014, n. 80 – come aggiunto dall’Allegato alla legge di conversione], secondo cui «Sono fatti salvi, fino alla data del 31 dicembre 2015, gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dei contratti di locazione registrati ai sensi dell’art. 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23».
Illegittimità costituzionale, per violazione dell’art. 123 cost., di legge regionale approvata in periodo di prorogatio in difetto dei presupposti previsti dallo statuto regionale (3/2015)
Sentenza n. 158/2015 – Giudizio di legittimità costituzionale in via principale
Deposito del 24/06/2015 - Pubblicazione in G.U. 22/07/2015
In applicazione di principi affermati da precedenti pronunce – sentenze nn. 81, 64 e 55 del 2015 – la decisione dichiara l’illegittimità costituzionale, per violazione dell’art. 123 Cost., dell’intero testo della legge della Regione Abruzzo 27 marzo 2014, n. 11, approvata dal Consiglio regionale nel periodo di prorogatio successivo allo scioglimento dell’assemblea regionale per fine legislatura (ed antecedente alla data fissata per lo svolgimento delle nuove elezioni), provvedimento impugnato dal Governo in base all’assunto che esso fosse stato adottato in difetto dei presupposti per l’esercizio del potere legislativo regionale che caratterizzano tale periodo, come indicati dallo statuto regionale. In particolare il Governo aveva denunciato la violazione dell’art. 123 Cost., allegando l’assenza delle condizioni che legittimano il Consiglio regionale a legiferare, contemplate nell’art. 86, comma 3 dello statuto abruzzese, in base al quale «[…] nei casi di scioglimento anticipato e di scadenza della Legislatura: a) le funzioni del Consiglio regionale sono prorogate, secondo le modalità disciplinate nel Regolamento, sino al completamento delle operazioni di proclamazione degli eletti nelle nuove elezioni limitatamente agli interventi che si rendono dovuti in base agli impegni derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea, a disposizioni costituzionali o legislative statali o che, comunque, presentano il carattere della urgenza e necessità […]».
Gli emendamenti al decreto-legge in sede di conversione necessitano un collegamento “forte” con il contenuto principale o alla ratio del decreto stesso (n. 3/2015)
Sentenza n. 154 del 2015 – giudizio di costituzionalità in via incidentale
Il Consiglio di Stato, sezione IV giur., ha promosso questione di legittimità costituzionale dell'art. 26, c. 7-ter, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 28 febbraio 2008, n. 31, lamentando la violazione degli artt. 3, 77, c. 2, e 97, c. 2 Cost.
Anche il vincolo del tetto massimo al trattamento economico annuo onnicomprensivo al personale delle Regioni rientra tra le misure di coordinamento della finanza pubblica (n. 3/2015)
Sentenza n. 153/2015 – giudizio di legittimità costituzionale in via principale
Deposito del 14/07/2015; Pubblicazione in G. U. 22/07/2015, n. 29
La Regione Campania impugna l'art. 13, commi 1, 2, 3 e 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 (Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 23 giugno 2014, n. 89, in riferimento agli articoli 3, 97, 117 primo, terzo e quarto comma, 118, 119, 120 e 123 della Costituzione, nella parte in cui impone alle Regioni di «adeguare i propri ordinamenti al nuovo limite retributivo di cui al comma 1 [del medesimo art. 13], ai sensi dell'articolo 1, comma 475, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nel termine ivi previsto».
Insussistenza del vizio di eccesso di delega nella nuova disciplina in materia di filiazione (n. 3/2015)
Sentenza n. 146/2015 – giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale
Deposito del 9 luglio 2015 – Pubblicazione in G.U. del 15/07/2015, n. 28
Nella sentenza n. 146 del 2015, la Corte ha esaminato la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Genova avverso l'art. 104, commi 2 e 3, del decreto legislativo 28 dicembre 2013, n. 154 (Revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, a norma dell'articolo 2 della legge 10 dicembre 2012, n. 219) per violazione degli artt. 2, 3 e 77 (rectius, art. 76 come rilevato dalla Corte medesima) della Costituzione.
Tutela e promozione dei beni culturali e disciplina delle attività commerciali e artigianali: la necessità dell’intesa (n. 3/2015)
Sentenza n. 140/2015 – giudizio di legittimità costituzionale in via principale.
Deposito del 9/7/2015 – Pubblicazione in G.U. 15/7/2015 n. 28
Con questa pronuncia la Corte costituzionale ha esaminato, accogliendoli parzialmente, i ricorsi promossi dalle Regioni Veneto e Campania contro gli artt. 2-bis e 4-bis del d.l. 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 ottobre 2013, n. 112, e gli artt. 4 e 16, commi 5 e 6, del d.l. 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 29 luglio 2014, n. 106. Le disposizioni impugnate integrano e modificano l'art. 52 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, adottato con d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42: la disciplina ch'esse recano mira alla promozione e alla salvaguardia delle attività artigianali e commerciali tradizionali e, per converso, al contrasto delle attività commerciali e artigianali ambulanti svolte nelle aree pubbliche dotate di peculiare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico. L'art. 16 del d.l. n. 83/2014, infine, regolamenta i tempi e le modalità di approvazione del nuovo statuto dell'ENIT – in via di trasformazione in ente pubblico economico – e di nomina del suo presidente.
Autodichia degli organi costituzionali: ammissibili i conflitti sollevati nei confronti del Senato e della Presidenza della Repubblica (n. 3/2015)
Ordinanze nn. 137 e 138/2015 – giudizi sull'ammissibilità di ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato
Deposito del 7/7/2015; Pubblicazione in G.U. 15/7/2015, n. 28
Con le ordinanze nn. 137 e 138/2015 la Corte costituzionale ha dichiarato ammissibili due ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevati dalle sezioni unite civili dalla Corte di cassazione nei confronti, rispettivamente, del Senato della Repubblica e del Presidente della Repubblica. Oggetto del conflitto sono perciò le disposizioni del t.u. delle norme regolamentari dell'Amministrazione riguardanti il personale del Senato – nella parte in cui precludono l'accesso dei dipendenti del Senato alla tutela giurisdizionale in riferimento alle controversie di lavoro insorte con l'Amministrazione stessa – e il decreto presidenziale 26 luglio 1996, n. 81, successivamente integrato e modificato, nella parte in cui preclude l'accesso dei dipendenti del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica alla tutela giurisdizionale in riferimento, ancora, alle controversie di lavoro insorte con l'amministrazione di appartenenza.

References: Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 
 art. 13

Sentenza 
 sentenza 
 art. 76

Sentenza