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Timestamp: 2020-07-07 10:21:17+00:00

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Il valore probatorio della perizia di parte stragiudiziale
2 Novembre 2019 | Autore: Rugiada Gambaudo
Il processo civile prevede regole molto precise sulle prove, anche in merito alle modalità della loro valutazione da parte del giudice.
In un procedimento civile, il giudice deve decidere la causa in base alle prove proposte nel corso del giudizio dalle parti [1]. Quindi, ti stai chiedendo se per dimostrare le tue ragioni puoi presentare una perizia fatta in precedenza, ad esempio, dal tuo geometra oppure per il giudice non vale nulla, e presterà maggiore attenzione ai testimoni del tuo avversario. Il presente articolo servirà a chiarire il concetto di “prova”, a fare esempi concreti sui vari tipi di prova ammessi dalla legge e sulla loro diversa efficacia in giudizio. Vedremo, ad esempio, che il valore probatorio della perizia di parte stragiudiziale non è decisivo come spesso si crede, anche se il documento viene predisposto da professionisti qualificati (architetto, ingegnere, geometra, ecc…).
1 Nozione di “prova”
2 Prove “precostituite” e prove “costituende”
3 Prove tipiche e prove atipiche
4 Efficacia delle prove nel processo
Nozione di “prova”
Le prove sono gli strumenti processuali di cui il giudice si serve per formare il suo convincimento circa la verità o non verità dei fatti affermati dalle parti del giudizio; come già sopra accennato, il giudice può utilizzare soltanto le prove che gli sono offerte dai contendenti della causa (salvi i casi previsti dalla legge, di cui faremo un cenno più avanti).
Ma come entrano nel processo le prove? Vediamo di spiegarlo nel paragrafo seguente, con una semplice distinzione.
Prove “precostituite” e prove “costituende”
Le prime sono le prove che si formano fuori dal giudizio, solitamente prima del processo (da qui il termine “precostituite”); il classico esempio sono i documenti – scritture private o pubbliche -, ma anche fotografie, disegni, insomma tutto ciò che può servire a rappresentare la realtà materiale dei fatti.
Le prove precostituite entrano nel processo semplicemente producendole, cioè vengono inserite nel fascicolo di causa dalla parte che ha interesse a produrle, con tempi diversi a seconda dello stato del procedimento.
Se Lucia vuole fare causa al suo vicino perché ha piantato una siepe violando le norme di legge sulle distanze tra i fondi e fa fare preventivamente una perizia sui luoghi dal suo geometra per dimostrare l’avvenuta violazione, questa perizia rientra nelle cd. prove precostituite, proprio perché è stata fatta prima che il processo abbia inizio. Quindi, è stragiudiziale.
Al contrario, le prove cd. costituende si formano durante il processo; alcuni esempi sono la prova testimoniale, la confessione, il giuramento, la richiesta di informazioni alla Pubblica Amministrazione, ecc..
Prove tipiche e prove atipiche
Sempre per inquadrare correttamente l’argomento del presente articolo – il valore probatorio della perizia stragiudiziale -, occorre soffermarsi su un’altra distinzione: quella tra prove tipiche e prove atipiche: vediamo il perché.
I mezzi di prova ammessi in giudizio sono soltanto quelli espressamente previsti dalla legge, senza che il giudice o le parti possano, per così dire, inventarne altri (è il cd. principio di tipicità dei mezzi di prova); quindi le prove tipiche sono solo quelle disciplinate dal codice civile o dal codice di procedura civile.
Esistono, tuttavia, anche strumenti – detti impropriamente prove atipiche – che non sono previsti dalla legge ma possono fornire indizi o argomenti di prova: il loro valore probatorio è quindi minore rispetto alle prove tipiche, ma possono comunque essere utili al giudice, nel quadro generale della causa.
Ne sono esempi (l’elenco non è ovviamente esaustivo):
lo scritto proveniente da un terzo soggetto (rispetto alle parti in causa): ecco che vi rientra la nostra perizia stragiudiziale;
i verbali della polizia giudiziaria;
le certificazioni amministrative;
gli atti di notorietà.
In base a quanto detto sinora, sappiamo che la perizia stragiudiziale è un mezzo di prova precostituito e atipico, che ha valore di indizio.
Ma cosa significa, esattamente, che ha “valore di indizio”? Come si pone, in concreto, il giudice di fronte ad una perizia redatta da un professionista che l’ha sottoscritta, prendendosi la responsabilità di quanto affermato? Vediamo di chiarirlo nel paragrafo seguente.
Efficacia delle prove nel processo
In base alla regola della libera valutazione delle prove, il giudice deve valutarle “secondo il suo prudente apprezzamento, salvo che la legge disponga altrimenti” [2]. Questo significa che può valutarle a propria discrezione, tranne nel caso delle prove cd. legali, cioè quelle prove che, in deroga alla regola di cui sopra, vincolano il giudice al loro risultato: in altre parole, egli non può fare altro che prendere atto del risultato di quella prova. Quali sono le prove legali, dotate di una simile efficacia?
atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Tutte le altre sono prove liberamente apprezzabili, e tra queste è compresa la perizia stragiudiziale, che può essere:
semplice: trattasi di un’analisi tecnica svolta da un professionista abilitato e diretta ad accertare una determinata situazione, sotto la propria responsabilità;
asseverata: il professionista non solo esegue l’analisi tecnica, ma attesta la veridicità delle informazioni ivi contenute sotto la propria responsabilità;
giurata: la dichiarazione è suffragata da un giuramento reso dal perito dinnanzi al cancelliere di un ufficio giudiziario [3], o dinanzi ad un notaio [4].
Ne consegue, quindi, che la perizia stragiudiziale (sia essa semplice, asseverata o giurata) non ha valore di prova – nemmeno rispetto ai fatti che il consulente dichiara di aver accertato – perché essa è formata al di fuori del giudizio; tuttavia, come ogni altro documento proveniente da un terzo, può avere valore di indizio, che il giudice può valutare discrezionalmente e senza alcun obbligo [5].
Ciò significa che il giudice può non osservare le conclusioni contenute nella perizia senza obbligo di analizzarle; oppure, al contrario, il giudice può fondare la propria decisione su una perizia tecnica stragiudiziale, purché fornisca adeguata motivazione [6].
Dunque, gli indizi sono quelle circostanze dalle quali si può risalire al fatto da provare attraverso la presunzione, operazione logica per cui da un fatto noto si risale ad un fatto ignorato [7]; un esempio: le tracce di frenata lasciate sull’asfalto al momento di un incidente sono indizi dai quali si può risalire alla velocità dell’auto.
Una precisazione: il giudice può trarre il suo libero convincimento dall’apprezzamento discrezionale degli elementi indiziari prescelti, purché siano gravi, precisi e concordanti [8], mentre è da escludere che possa attribuirsi valore probatorio ad una presunzione fondata su dati puramente ipotetici [9].
[1] Art. 115 cod.proc.civ.
[2] Art. 116 cod.proc.civ., comma 1.
[3] Art. 5, R.D. n 1366/22.
[4] Art. 1, comma 1, R.D. n.1666/37.
[5] Cass. n. 33503/18 del 27/12/2018; Trib. Lagonegro n. 190/18 del 20/06/2018.
[6] Cass. n. 12411/01 del 11.10.2001.
[7] Art. 2727 cod.civ.
[8] Art. 2729 cod.civ.
[9] Cass. n. 2632/14 del 05.02.2014.

References: Art. 115
 Art. 116
 Art. 5
 Art. 1
 Cass. 
 Cass. 
 Art. 2727
 Art. 2729
 Cass.