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Timestamp: 2019-10-13 21:17:14+00:00

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BOZZA DI STATUTO PER LA DISCUSSIONE
Notiziario SOS Missionario - Novembre 2009
SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE DELEGA RECANTE DISPOSIZIONI PER LA REVISIONE DEL SISTEMA FISCALE
Art. 1 (Delega al Governo per la revisione del sistema fiscale) 1. Il Governo delegato ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o pi decreti legislativi, recanti la revisione del sistema fiscale, secondo i principi e i criteri direttivi indicati nella presente legge.
CAPO I Disposizioni generali rivolte allequit e alla razionalit del sistema Art. 2 (Revisione del catasto degli immobili) 1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1 il Governo delegato ad attuare una revisione del catasto dei fabbricati attribuendo a ciascuna unit immobiliare il relativo valore patrimoniale e la rendita, applicando in particolare per le unit immobiliari urbane censite al catasto fabbricati i seguenti principi e criteri direttivi: a) prevedere procedure di collaborazione con i Comuni nel cui territorio sono collocati gli immobili; b) definire gli ambiti territoriali del mercato immobiliare di riferimento; c) operare con riferimento ai rispettivi valori medi ordinari espressi dal mercato nel triennio antecedente lanno di entrata in vigore del decreto legislativo; d) rideterminare le definizioni delle destinazioni duso catastali ordinarie e speciali, tenendo conto delle mutate condizioni economiche e sociali e delle conseguenti diverse utilizzazioni degli immobili; e) determinare il valore patrimoniale medio ordinario secondo i seguenti parametri: 1) per le unit immobiliari a destinazione catastale ordinaria mediante un processo estimativo che: 1.1) utilizza il metro quadrato come unit di consistenza, specificando i criteri di calcolo della superfice dellunit immobiliare; 1.2) utilizza funzioni statistiche atte ad esprimere la relazione tra il valore di mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale; 1.3) qualora i valori non possono essere determinati sulla base delle funzioni statistiche di cui al presente numero, applica la metodologia di cui al successivo n. 2; 2) per le unit immobiliari a destinazione catastale speciale mediante un processo estimativo che: 2.1) opera sulla base di procedimenti di stima diretta con lapplicazione di metodi standardizzati e di parametri di consistenza specifici, per ciascuna destinazione catastale speciale; 2.2) qualora non sia possibile fare riferimento diretto ai valori di mercato, utilizza il criterio del costo per gli immobili a carattere prevalentemente strumentale, e il criterio reddituale per gli immobili per i quali la redditivit costituisce laspetto prevalente; f) determinare la rendita media ordinaria per le unit immobiliari mediante un processo estimativo che: 1) utilizza funzioni statistiche atte ad esprimere la relazione tra i redditi da locazione medi, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale, qualora sussistano dati consolidati sul mercato delle locazioni; 2) qualora non vi sia un consolidato mercato delle locazioni, mediante lapplicazione ai valori patrimoniali di specifici saggi di redditivit desumibili dal mercato, nel triennio antecedente lanno di entrata in vigore del decreto legislativo; g) prevedere meccanismi di adeguamento periodico dei valori e delle rendite delle unit immobiliari urbane, in relazione alla modificazione dei parametri utilizzati per la definizione del valore patrimoniale e della rendita.
2. Con i decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo delegato, altres, ad emanare norme dirette a: a) ridefinire le competenze e la composizione delle commissioni censuarie provinciali e della commissione censuaria centrale, assicurando la presenza in esse di rappresentanti dellAgenzia del Territorio, di professionisti e docenti qualificati in materia di economia ed estimo urbano e rurale, esperti di statistica ed econometria, nonch a magistrati appartenenti rispettivamente alla giurisdizione ordinaria e amministrativa e a commissioni tributarie anche al fine di prevedere procedure pregiudiziali di definizione delle controversie; b) assicurare la collaborazione tra lAgenzia del territorio ed i Comuni; c) prevedere la possibilit per lAgenzia del Territorio di impiegare, mediante apposite convenzioni, ai fini delle rilevazioni, tecnici indicati dagli ordini professionali; d) garantire, a livello nazionale da parte dellAgenzia del Territorio, l'uniformit e la qualit dei processi e il loro coordinamento e monitoraggio, nonch la coerenza rispetto ai dati di mercato dei valori e dei redditi nei rispettivi ambiti territoriali; e) utilizzare, in deroga alle disposizioni recate dall'articolo 74 della legge 21 novembre 2000, n. 342, adeguati strumenti di comunicazione anche collettiva per portare a conoscenza degli intestatari catastali le nuove rendite, in aggiunta alla notifica mediante affissione allalbo pretorio; f) procedere alla ricognizione, riordino, variazione e abrogazione delle norme che attualmente regolano il sistema catastale dei fabbricati; g) individuare lanno fiscale dal quale sono applicate le nuove rendite e valori patrimoniali; h) prevedere, contestualmente alla efficacia impositiva dei nuovi valori la modifica delle relative aliquote impositive, delle eventuali deduzioni, detrazioni o franchigie, finalizzate ad evitare un aggravio del carico fiscale medio con particolare riferimento alle imposte sui trasferimenti.
Art. 3 (Misurazione e monitoraggio dellevasione) 1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1 il Governo delegato ad introdurre norme dirette a: a) definire una metodologia di rilevazione dellevasione, riferita a tutti i principali tributi, basata sul confronto tra i dati di contabilit nazionale e quelli acquisiti dallanagrafe tributaria, utilizzando, a tal fine, criteri trasparenti, stabili nel tempo, cui garantire una adeguata pubblicizzazione. b) prevedere che i risultati siano calcolati e pubblicati a cadenza annuale; c) istituire presso lISTAT una commissione indipendente, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica, composta da esperti indicati dallISTAT dal Ministero delle economia e delle finanze e da altri Ministeri ovvero amministrazioni interessati. 2. Il Governo redige annualmente, allinterno della procedura di bilancio, un rapporto sulla strategia seguita e sui risultati conseguiti sul fronte delle misure di contrasto allevasione.
Art. 4 (Monitoraggio e riordino dellerosione fiscale) 1. Fermo quanto previsto dallarticolo 3, comma 2, il Governo redige altres annualmente, allinterno della procedura di bilancio, un rapporto sulle spese fiscali, intendendo per tali qualunque forma di esenzione, esclusione, riduzione dellimponibile o dellimposta, regime di favore, sulla base di metodi e criteri stabili nel tempo, che consentano anche un confronto con i programmi di spesa, eventualmente prevedendo la costituzione di una commissione indipendente composta da esperti indicati dal Ministero delleconomia e delle finanze e dalle altre Amministrazioni interessate senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica. 2. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1 il Governo delegato ad introdurre norme dirette a ridurre, eliminare o riformare le spese fiscali che appaiono, in tutto o in parte, ingiustificate o superate alla luce delle mutate esigenze sociali o economiche o che costituiscono una duplicazione, ferma restando la priorit di tutela della famiglia, della salute, delle persone economicamente o socialmente svantaggiate, del patrimonio artistico e culturale, della ricerca e dellambiente. Con gli stessi decreti legislativi il Governo altres delegato a procedere, in funzione delle maggiori entrate ovvero delle minori spese realizzate con lattuazione del presente articolo, alla razionalizzazione e stabilizzazione dellistituto del 5 per mille.
Art. 5 (Destinazione del gettito riveniente dal recupero di imponibili) 1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1 il Governo delegato a stabilire le procedure con cui destinare il gettito conseguente alla riduzione dellevasione, tenuto conto delle valutazioni effettuate secondo le metodologie di cui allarticolo 3, a un apposito fondo strutturale, destinato a finanziare sgravi fiscali, prevedendone il coordinamento con le procedure di bilancio, nel rispetto dei vincoli di bilancio e del patto di stabilit.
CAPO II Contrasto allevasione e allelusione e revisione del rapporto tra fisco e contribuente Art. 6 (Disciplina dellabuso del diritto ed elusione fiscale) 1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo delegato ad attuare la revisione delle vigenti disposizioni antielusive al fine di introdurre il principio generale di divieto dellabuso del diritto, esteso ai tributi non armonizzati, in applicazione dei seguenti princpi e criteri direttivi: a) definire la condotta abusiva come uso distorto di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio dimposta, ancorch tale condotta non sia in contrasto con alcuna specifica disposizione; b) garantire la libert di scelta del contribuente tra diverse operazioni comportanti anche un diverso carico fiscale e, a tal fine: 1) considerare lo scopo di ottenere indebiti vantaggi fiscali come causa prevalente delloperazione abusiva; 2) escludere la configurabilit di una condotta abusiva se loperazione giustificata da ragioni extrafiscali non marginali; stabilire che costituiscono ragioni extrafiscali anche quelle che non producono necessariamente una redditivit immediata delloperazione ma rispondono ad esigenze di natura organizzativa e consistono in un miglioramento strutturale e funzionale dellazienda del contribuente; c) prevedere linopponibilit allamministrazione fiscale degli strumenti giuridici di cui alla lettera a) e il conseguente potere della stessa di disconoscere il relativo risparmio di imposta; d) escludere la rilevanza penale dei comportamenti ascrivibili a fattispecie abusive; e) disciplinare il regime della prova ponendo a carico dellamministrazione lonere di dimostrare il disegno abusivo e le modalit di manipolazione e di alterazione funzionale degli strumenti giuridici utilizzati nonch la loro non conformit ad una normale logica di mercato gravando, invece, sul contribuente lonere di allegare la esistenza di valide ragioni extrafiscali alternative o concorrenti che giustifichino il ricorso a tali strumenti; f) prevedere, a pena di nullit, nella motivazione dellaccertamento fiscale una formale e puntuale individuazione della condotta abusiva; g) prevedere, specifiche regole procedimentali, che garantiscano un efficace contraddittorio con lamministrazione fiscale e salvaguardino il diritto di difesa in ogni fase del procedimento di accertamento ed in ogni stato e grado del giudizio tributario; h) prevedere che in caso di ricorso, le sanzioni e gli interessi sono riscuotibili dopo la sentenza della commissione tributaria provinciale.
Art. 7 (Gestione del rischio fiscale, governance aziendale e tutoraggio) 1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo delegato ad introdurre norme che prevedono forme di comunicazione e cooperazione rafforzata tra le imprese e lamministrazione finanziaria, nonch, anche, per i soggetti di maggiori dimensioni, la previsione di sistemi aziendali strutturati di gestione e controllo del rischio fiscale, con una chiara attribuzione di responsabilit nel quadro del complessivo sistema dei controlli interni. 2. Nella introduzione delle norme di cui al comma 1, il Governo pu, altres, prevedere incentivi sotto forma di minori adempimenti per i contribuenti, riduzione delle eventuali sanzioni. 3. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo delegato ad introdurre disposizioni per revisionare ed ampliare il cos detto tutoraggio al fine di garantire una migliore assistenza ai contribuenti, in particolare quelli di minori dimensioni e operanti come persone fisiche, per lassolvimento degli adempimenti, la predisposizione delle dichiarazioni e il calcolo delle imposte. 4. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo delegato ad introdurre disposizioni per la revisione della disciplina degli interpelli, per garantirne una maggiore omogeneit anche ai fini di una migliore tutela giurisdizionale ed una maggiore tempestivit nella redazione dei pareri.
Art. 8 (Semplificazione) 1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1 il Governo provvede, inoltre, alla: a) revisione sistematica dei regimi fiscali e loro riordino, al fine di eliminare complessit superflue [, ferma restando la priorit di tutelare le esigenze della famiglia, della salute, dei beni culturali e delle persone economicamente o socialmente svantaggiate. b) revisione degli adempimenti con particolare riferimento a quelli superflui o che diano luogo, in tutto o in parte, a duplicazioni, o risultino di scarsa utilit per lAmministrazione finanziaria ai fini dellattivit di controllo e di accertamento o comunque non conformi al principio di proporzionalit; c) revisione, nellottica della semplificazione, delle funzioni dei sostituti dimposta e di dichiarazione, dei Centri di assistenza fiscale e degli intermediari fiscali, con potenziamento dellutilizzo dellinformatica.
Art. 9 (Revisione del sistema sanzionatorio) 1. Revisione del sistema sanzionatorio penale secondo criteri di predeterminazione e proporzionalit rispetto alla gravit dei comportamenti, dando rilievo alla configurazione del reato tributario per i comportamenti fraudolenti, simulatori o finalizzati alla creazione e utilizzo di documentazione falsa; esclusione della rilevanza penale per i comportamenti ascrivibili allelusione fiscale; revisione del regime della dichiarazione infedele e del sistema sanzionatorio amministrativo al fine di meglio correlare, nel rispetto del principio di proporzionalit, le sanzioni alleffettiva gravit dei comportamenti; possibilit di ridurre le sanzioni per le fattispecie meno gravi, o di applicare sanzioni amministrative anzich penali. 2. Definizione della portata applicativa della disciplina del raddoppio dei termini, prevedendo che tale raddoppio si verifichi soltanto in presenza di effettivo invio della denuncia ai sensi dellarticolo 331 del codice di procedura penale effettuato entro un termine correlato allo spirare del termine ordinario di decadenza.
Art. 10 (Rafforzamento dellattivit conoscitiva e di controllo) 1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo delegato ad introdurre norme per il rafforzamento dei controlli, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) rafforzamento dellutilizzo da parte dellAmministrazione finanziaria di controlli mirati, utilizzando in modo appropriato e completo gli elementi contenuti nelle banche dati e prevedendo, laddove possibile, sinergie con altre autorit pubbliche nellottica di migliorare lefficacia delle metodologie di controllo. b) previsione dellobbligo di garantire lassoluta riservatezza nellattivit conoscitiva e di controllo fino alla completa definizione dellaccertamento; effettiva osservanza, nel corso dellattivit di controllo, del principio di ridurre al minimo gli ostacoli al normale svolgimento dellattivit economica del contribuente, garantendo in ogni caso il rispetto del principio di proporzionalit; rafforzamento del contraddittorio nella fase di indagine e subordinazione dei successivi atti di accertamento e liquidazione allesaurimento del contraddittorio procedimentale. c) potenziamento e razionalizzazione della tracciabilit dei pagamenti prevedendo espressamente i metodi di pagamento sottoposti a tracciabilit; d) potenziamento dellutilizzo della fatturazione elettronica.
Art. 11 (Revisione del contenzioso tributario e della riscossione degli enti locali) 1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo delegato ad introdurre norme per il rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente, nonch per lefficientamento dei poteri di riscossione delle entrate degli enti locali, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) previsione di misure acceleratorie della definizione delle controversie di competenza delle commissioni tributarie, prevedendo a tal fine procedure pregiudiziali di definizione delle liti di modesta entit; b) estensione della conciliazione giudiziale alla fase di appello e al giudizio di revocazione; c) miglioramento dellefficienza delle commissioni tributarie attraverso una ridistribuzione territoriale che garantisca lefficienza delle commissioni tributarie; d) riordino della disciplina della riscossione delle entrate degli enti locali, al fine di assicurare, in particolare, certezza, efficienza ed efficacia dei loro poteri di riscossione, competitivit, certezza e trasparenza nei casi di esternalizzazione di tali poteri, nonch forme di garanzia quanto alla trasparenza, effettivit e tempestivit dellacquisizione da parte degli enti locali delle entrate riscosse.
CAPO III Revisione della tassazione in funzione della crescita, dellinternazionalizzazione delle imprese commerciali e della tutela dellambiente Art. 12 ( )
1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo autorizzato ad introdurre norme per la ridefinizione dellimposizione sui redditi secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) assimilazione dellimposizione su tutti i redditi dimpresa commerciale o di lavoro autonomo, compresi quelli prodotti in forma associata, dagli attuali soggetti passivi dellIRPEF e dellIRES, assoggettandoli a unimposta unica, in particolare, prevedendo la deducibilit dalla base imponibile della predetta imposta unica delle somme prelevate dallartista o professionista o dai soci o associati ovvero dallimprenditore o dai soci, e la concorrenza delle predette somme alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF dellartista o del professionista e dei soci o associati e dellimprenditore o dei soci; b) istituzione per i contribuenti di minori dimensioni, di regimi che prevedano il pagamento a forfait di ununica imposta in sostituzione di quelle dovute, purch a tendenziale invarianza dellimporto complessivo dovuto, coordinandoli con analoghi regimi vigenti; c) possibilit di prevedere forme di opzionalit.
Art. 13 (Razionalizzazione della determinazione del reddito dimpresa e della produzione netta) 1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo delegato ad introdurre norme per ridurre le incertezze nella determinazione del reddito e della produzione netta e per favorire linternazionalizzazione dei soggetti economici operanti in Italia, in applicazione delle raccomandazioni derivanti dagli organismi internazionali e dalla Unione Europea, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) introduzione di criteri chiari e coerenti con la disciplina di redazione del bilancio, in particolare per determinare il momento del realizzo delle perdite su crediti, ed estensione del regime fiscale previsto per le procedure concorsuali anche ai nuovi istituti introdotti dalla riforma fallimentare e dalla normativa sul sovraindebitamento, nonch alle procedure similari previste in altri ordinamenti; b) revisione della disciplina impositiva delle operazioni transfrontaliere, con particolare riferimento allindividuazione della residenza fiscale, al regime di imputazione per trasparenza delle societ controllate estere e di quelle collegate, al regime di rimpatrio dei dividendi provenienti dagli Stati con regime fiscale privilegiato, al regime di deducibilit dei costi di transazione commerciale dei soggetti insediati in tali Stati, al regime di applicazione delle ritenute transfrontaliere, al regime di tassazione delle stabili organizzazioni allestero e di quelle insediate in Italia di soggetti non residenti, al regime di rilevanza delle perdite di societ del gruppo residenti allestero; c) revisione dei regimi di deducibilit degli ammortamenti, delle spese generali e di particolari categorie di costi, salvaguardando e specificando il concetto di inerenza e limitando le differenziazioni tra settori economici.
Art. 14 (Razionalizzazione dellIVA e di altre imposte indirette) 1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo delegato ad introdurre norme per il recepimento della direttiva 2006/112/CE, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) razionalizzazione, ai fini della semplificazione dei sistemi speciali in funzione della particolarit dei settori interessati; b) attuazione del regime del gruppo IVA previsto dallarticolo 11 della direttiva 2006/112/CE. 2. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo delegato ad introdurre norme per la revisione delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali, sulle concessioni governative, sulle assicurazioni e sugli intrattenimenti, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) semplificazione degli adempimenti e razionalizzazione delle aliquote; b) accorpamento o soppressione di fattispecie particolari.
Art. 15 (Tassazione ambientale) 1. In considerazione delle politiche e delle misure adottate dallUnione Europea per lo sviluppo sostenibile e la green economy, nonch della proposta di direttiva del Consiglio COM (2011) 169 recante modifica della direttiva 2003/96/CE, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dellelettricit, il Governo, con i decreti legislativi di cui allarticolo 1 delegato ad introdurre nuove forme di tassazione finalizzate a preservare e garantire lequilibrio ambientale (incentives and green taxes) e revisione della disciplina delle accise sui prodotti energetici in funzione del contenuto di carbonio, prevedendo che il gettito riveniente dallintroduzione della carbon tax sia destinato prioritariamente al finanziamento del sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili e degli interventi volti alla tutela dellambiente, in particolare alla diffusione delle tecnologie a basso contenuto di carbonio. La decorrenza degli effetti delle disposizioni contenute nei decreti legislativi previsti dal presente articolo sar coordinata con la data di recepimento, nei Paesi membri, della disciplina armonizzata stabilita in materia a livello europeo.
Art. 16 (Giochi pubblici) 1. Con i decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo delegato ad attuare il riordino delle vigenti disposizioni in materia di giochi pubblici, in applicazione dei seguenti princpi e criteri direttivi: a) raccolta sistematica ed organica delle disposizioni vigenti in funzione della loro portata generale ovvero della loro disciplina settoriale, anche di singoli giochi; b) adeguamento di tali disposizioni ai pi recenti principi, anche di fonte giurisprudenziale, stabiliti a livello europeo; c) introduzione di specifiche disposizioni volte a prevenire ovvero a recuperare i fenomeni di ludopatia, a contrastare forme di pubblicit del gioco non conforme a quello considerato lecito a legislazione vigente o comunque idonee ad indurre ad una partecipazione non responsabile ai giochi pubblici, nonch ad assicurare una efficace ed effettiva tutela dei minori dai rischi di loro attrazione alla partecipazione ai giochi pubblici con vincite in denaro ovvero del mancato rispetto, nei loro riguardi, del divieto di partecipazione a tali giochi; d) coordinamento formale delle disposizioni raccolte ed abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili ovvero non pi attuali; e) riordino della disciplina del prelievo erariale sui singoli giochi, distinguendo espressamente quello di natura tributaria in funzione delle diverse tipologie di gioco pubblico.
CAPO IV Disposizioni finali Art. 17 (Procedura) 1. Gli schemi dei decreti di cui allarticolo 1 sono trasmessi alle Camere ai fini dellespressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Il termine prorogato di dieci giorni, su espressa richiesta delle Commissioni stesse alle rispettive Camere, qualora ci si renda necessario per la complessit della materia o il numero dei decreti legislativi. Qualora sia stata chiesta la proroga e limitatamente alle materia per cui essa sia concessa, i termini per lesercizio della delega sono prorogati di dieci giorni. Trascorso il termine previsto per lemissione del parere o quello eventualmente prorogato, il parere sintende espresso favorevolmente. 2. Il Governo autorizzato ad emanare uno o pi decreti legislativi contenenti disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi di cui alla presente legge entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi medesimi, nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi previsti dalla presente legge e con le stesse modalit di cui al presente articolo. 3. Nella emanazione dei decreti legislativi di cui allarticolo 1, il Governo assicura la introduzione delle nuove norme mediante la modifica o integrazione dei testi unici e delle disposizioni organiche che regolano le relative materie, provvedendo ad abrogare espressamente le norme incompatibili. 4. Entro il medesimo termine di cui allarticolo 1, il Governo delegato ad adottare uno o pi decreti legislativi recanti le norme eventualmente occorrenti per il coordinamento formale e sostanziale dei decreti legislativi emanati ai sensi della presente legge con le altre leggi dello Stato e per labrogazione delle norme incompatibili.
Art. 18 (Oneri finanziari) 1. Dai decreti delegati di attuazione della presente delega non possono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.
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Art. 16
 Art. 17

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