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Timestamp: 2018-02-19 00:53:35+00:00

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INFORMATIVA PRECONTRATTUALE. Emil Banca ED. 01/2011 Pag: 1/30. MiFID INFORMATIVA PRECONTRATTUALE - PDF
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2 Pag: 2/30 IL PRESENTE DOCUMENTO CONTIENE: 1. INFORMAZIONI SULL INTERMEDIARIO E I SUOI SERVIZI 2. INFORMAZIONI CONCERNENTI LA SALVAGUARDIA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DELLE SOMME DI DENARO 3. INFORMAZIONI SUI RISCHI DEGLI STRUMENTI FINANZIARI 4. INFORMAZIONI SUI COSTI E SUGLI ONERI 5. INFORMAZIONI SULLA CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA 6. INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI 7. TERMINI DEL CONTRATTO Egregio Signore, Gentile Signora, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, Le forniamo, di seguito, le informazioni necessarie, affinché Lei possa meglio comprendere la natura dei servizi di investimento e dei servizi accessori prestati dalla Banca, il tipo di strumenti finanziari trattati, i rischi che li accompagnano e, di conseguenza, Lei possa assumere le Sue decisioni di investimento con piena consapevolezza. Le informazioni Le vengono ora fornite in formato cartaceo; qualora Lei sia in possesso di un collegamento ad Internet e acconsenta espressamente a tale modalità di comunicazione, tutte le informazioni in tema di servizi di investimento e/o di servizi accessori prestati, nonché di distribuzione di prodotti finanziari di matrice assicurativa, sia generali sia a Lei personalmente indirizzate, avverranno tramite comunicazioni elettroniche. In particolare, per le informazioni non indirizzate a Lei personalmente, Le comunichiamo fin d ora che è attivo il sito internet Le informazioni ivi presenti sono sempre aggiornate e continuamente accessibili, per ogni Sua esigenza. Qualora Lei intenda accedere alla comunicazione in via elettronica delle informazioni a Lei personalmente indirizzate, dovrà fornirci l indirizzo e- mail cui destinarle. Allegato alla presente, troverà un apposito modulo dove esprimere la Sua scelta. La ringraziamo per l attenzione che ci ha dimostrato e rimaniamo a disposizione per ogni Sua esigenza. Distinti saluti EMIL BANCA -CRED.COOP.-SOC.COOP. 1. INFORMAZIONI SULL INTERMEDIARIO E I SUOI SERVIZI Fornite ai sensi dell art. 29 del Regolamento Intermediari Delibera Consob 16190/07 INFORMAZIONI SULLA BANCA Denominazione sociale: Credito Cooperativo Società Cooperativa Sede Legale: Via Mazzini 152, Bologna (BO) Sede Amministrativa: Via Trattati Comunitari Europei 1957/2007, n Bologna (BO) Numero di telefono: Numero di fax: Indirizzo e mail : Sito WEB: Codice ABI: Numero di iscrizione all Albo delle Banche: Numero di iscrizione all Albo delle Società Cooperative: A Numero di Repertorio Economico Amministrativo: BO, Codice Fiscale : Iscrizione al Registro delle imprese di Bologna n LINGUA NELLA QUALE IL CLIENTE PUO COMUNICARE CON LA BANCA E RICEVERE DOCUMENTI E ALTRE INFORMAZIONI Lingua italiana; nel caso in cui, con riferimento ai servizi di investimento e ai servizi accessori effettuati nonché agli strumenti finanziari trattati pervengano da terzi documenti ed informazioni riguardanti il cliente che siano redatti in altre lingue, la Banca, su richiesta, può fornirne traduzione al cliente in lingua italiana, previo rimborso delle spese allo scopo sostenute. METODI DI COMUNICAZIONE UTILIZZATI FRA LA BANCA E IL CLIENTE I metodi di comunicazione tra la Banca e il cliente possono essere: - di tipo tradizionale (comunicazioni a mezzo supporto cartaceo) - di tipo elettronico (e mail, web)
3 Pag: 3/30 Per quanto riguarda l invio e la ricezione di ordini da parte del cliente, presso gli sportelli della Banca, è prevista la forma cartacea. L elenco delle succursali della Banca è disponibile in via continuativa sul sito internet della Banca. E possibile per il cliente, previo accordo con la Banca, impartire ordini anche via telefono o a mezzo comunicazione elettronica AUTORIZZAZIONE ALLA PRESTAZIONE DEI SERVIZI DI INVESTIMENTO ED ACCESSORI E RECAPITO DELL AUTORITÀ COMPETENTE La Banca è autorizzata alla prestazione dei seguenti servizi di investimento e accessori: 1. Consulenza in investimenti 2. Esecuzione ordini per conto clienti 3. Negoziazione per conto proprio 4. Ricezione e trasmissione ordini 5. Sottoscrizione/Collocamento. strumenti finanziari L Autorità competente che ha concesso tali autorizzazioni è: BANCA D ITALIA Via Nazionale ROMA, Tel. 06/47921 AUTORIZZAZIONE ALLA INTERMEDIAZIONE ASSICURATIVA E RECAPITO DELL AUTORITÀ COMPETENTE La Banca è autorizzata alla prestazione di intermediazione assicurativa, iscritta al RUI al numero: D L Autorità competente che ha concesso tale autorizzazione è: ISVAP - Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo Via del Quirinale, Roma, Tel. 06/ NATURA, FREQUENZA E DATE DELLA DOCUMENTAZIONE CHE LA BANCA FORNISCE ALL INVESTITORE Per i servizi di esecuzione ordini, ricezione e trasmissione ordini, collocamento (ivi compresa l offerta fuori sede) la Banca fornisce all investitore la seguente documentazione a rendiconto dell attività svolta. - all atto della ricezione di un ordine allo sportello, rilascia al cliente un attestazione contenente, tra l altro, oltre ai dati identificativi dell ordine stesso, le eventuali avvertenze della Banca al cliente in materia di non appropriatezza dell operazione cui si riferisce l ordine; - quanto prima, e al più tardi entro il primo giorno lavorativo successivo a quello di esecuzione dell ordine, ovvero a quello in cui la Banca stessa ha avuto conferma, da parte dell intermediario cui è stato trasmesso, dell esecuzione dell ordine, invia al cliente un avviso di conferma scritto contenente le informazioni concernenti gli elementi identificativi dell operazione eseguita quali, tra l altro, giorno e orario di esecuzione, tipologia dell ordine, identificativo della sede di esecuzione, quantitativo, prezzo unitario, somma totale delle commissioni e spese; nel caso di operazione in cui lo strumento finanziario comporta il regolamento in una divisa diversa da quella del conto di regolamento, l avviso di cui sopra viene inviato entro il primo giorno lavorativo successivo alla fissazione del cambio, di norma il giorno successivo a quello della conclusione dell'operazione stessa, salvo aggiustamenti dovuti ad eventuali festività sul mercato dei cambi; nel caso di ordini relativi a quote o azioni emesse da organismi di investimento collettivo del risparmio, le informazioni sono fornite direttamente dalle SGR o dalle SICAV secondo le periodicità previste dalla normativa e dai regolamenti adottati dalle società stesse; - a richiesta del cliente, fornisce allo stesso informazioni circa lo stato del suo ordine; - nel caso di operatività che possa determinare passività effettive o potenziali superiori al costo di acquisto degli strumenti finanziari, comunica, entro la fine del giorno nel quale la soglia è superata (o del giorno successivo, se il superamento avviene in un giorno non lavorativo) eventuali perdite che superino la soglia predeterminata convenuta in contratto; - invia al cliente, quanto meno una volta all anno, un rendiconto degli strumenti finanziari detenuti dalla Banca contenente le informazioni concernenti gli strumenti finanziari stessi alla fine del periodo oggetto del rendiconto. Per le operazioni in derivati regolamentati l attività viene rendicontata giornalmente attraverso un apposito documento. SISTEMI DI INDENNIZZO DEGLI INVESTITORI E SISTEMI DI GARANZIA DEI DEPOSITANTI La Banca aderisce al Fondo Nazionale di Garanzia, previsto dall articolo 62, comma 1, del D. Lgs. 23 luglio 1996 n. 415 (sito web del Fondo Tale Fondo indennizza i crediti derivanti dalla prestazione di servizi di investimento nei confronti degli intermediari, entro il limite massimo complessivo di ECU [tasso di conversione: ECU/EURO = 1), nel caso di liquidazione coatta amministrativa, fallimento, concordato preventivo degli stessi. La Banca aderisce al Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti del Credito Cooperativo (sito web del Fondo Tale Fondo, alle condizioni previste, garantisce il portatore dei titoli fino alla somma di Euro ,38. La Banca aderisce al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo (sito web del Fondo Tale Fondo, alle condizioni previste, rimborsa i depositanti fino alla somma di Euro , 38 per ciascun depositante. DESCRIZIONE SINTETICA DELLA POLITICA SEGUITA DALLA BANCA IN MATERIA DI CONFLITTI DI INTERESSE In conformità alle disposizioni previste dagli artt. 23 e segg. del Regolamento emanato da Banca d Italia e Consob in data (d ora innanzi Regolamento Banca d Italia - Consob), la Banca è tenuta a mantenere ed applicare soluzioni organizzative e amministrative efficaci al fine di evitare che i conflitti di interesse identificati possano incidere negativamente sugli interessi dei clienti. A tal fine, la Banca applica e mantiene una politica aziendale di gestione di tali conflittualità adeguata alle dimensioni e all organizzazione della Banca stessa e alla natura, alle dimensioni e alla complessità dell attività svolta. L obiettivo del presente documento è quello di descrivere in forma sintetica la strategia seguita dalla Banca per la gestione dei conflitti di interesse; tuttavia la Banca mette a disposizione maggiori dettagli ai clienti che ne facciano apposita richiesta. Identificazione dei conflitti
4 Pag: 4/30 Ai sensi dell art. 24 del Regolamento Banca d Italia - Consob, ai fini dell identificazione dei conflitti di interesse che possono insorgere nella prestazione dei servizi e che possono danneggiare gli interessi di un cliente, la Banca considera, quale criterio minimo, se a seguito della prestazione di servizi, essa, un soggetto rilevante o un soggetto avente con essa un legame di controllo, diretto o indiretto: - lett. a) possano realizzare un guadagno finanziario o evitare una perdita finanziaria, a danno del cliente; - lett. b) siano portatori di un interesse nel risultato del servizio prestato al cliente, distinto da quello del cliente medesimo; - lett. c) abbiano un incentivo a privilegiare gli interessi di clienti diversi da quello a cui il servizio è prestato; - lett. d) svolgano la medesima attività del cliente; - lett. e) ricevano o possano ricevere da una persona diversa dal cliente, in relazione con il servizio a questi prestato, un incentivo, sotto forma di denaro, beni o servizi, diverso dalle commissioni o dalle competenze normalmente percepite per tale servizio. I soggetti rilevanti sono i soggetti appartenenti ad una delle seguenti categorie: - i componenti degli organi aziendali, soci che in funzione dell entità della partecipazione detenuta possono trovarsi in una situazione di conflitto di interessi, dirigenti o promotori finanziari della Banca; - dipendenti dell intermediario, nonché ogni altra persona fisica i cui servizi siano a disposizione e sotto il controllo della Banca e che partecipino alla prestazione di servizi di investimento e all esercizio di attività di investimento da parte della medesima; - persone fisiche che partecipino direttamente alla prestazione di servizi alla Banca sulla base di un accordo di esternalizzazione avente per oggetto la prestazione di servizi di investimento e l esercizio di attività di investimento da parte del medesimo intermediario. Di seguito si fornisce un elenco sintetico delle attività che, nell espletamento dei servizi e attività di investimento, implicano situazioni di conflitto di interesse per la Banca e/o per i soggetti rilevanti: - negoziazione in conto proprio di strumenti finanziari; - collocamento di obbligazioni di propria emissione, di azioni e di certificati di deposito; - esecuzione delle operazioni di pronti contro termine richieste dalla clientela mediante negoziazione in conto proprio di strumenti finanziari; - collocamento di strumenti finanziari, comprese quote di Oicr, emessi da società del Sistema del Credito Cooperativo; - distribuzione di prodotti finanziari assicurativi emessi da società del Sistema del Credito Cooperativo; - prestazione del servizio di consulenza che si sostanzia nel rilascio di raccomandazioni personalizzate aventi per oggetto prestiti obbligazionari di propria emissione e certificati di deposito; - prestazione del servizio di consulenza che si sostanzia nel rilascio di raccomandazioni personalizzate aventi per oggetto strumenti finanziari, comprese quote di Oicr, emessi da società del Sistema del Credito Cooperativo; - prestazione del servizio di consulenza che si sostanzia nel rilascio di raccomandazioni personalizzate aventi per oggetto prodotti finanziari assicurativi emessi da società del Sistema del Credito Cooperativo; - prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti combinata con la prestazione di altri servizi di investimento da parte della medesima unità organizzativa, in assenza di separatezza informativa e gestionale. Gestione dei conflitti La Banca dopo aver individuato le situazioni di conflitto di interesse pregiudizievoli per il cliente e le modalità di gestione delle stesse ha definito il dettaglio delle misure adottate per la gestione di tali conflitti. Al fine di individuare le misure organizzative e/o normative più appropriate alla gestione dei conflitti suscettibili di arrecare un pregiudizio al cliente, la Banca ha considerato la rilevanza del rischio di ledere gli interessi della clientela, il costo aziendale delle soluzioni organizzative definite, la dimensione e la complessità dell attività svolta dalla Banca. Le possibili misure di gestione dei conflitti di interesse individuate possono essere ricondotte alle tipologie previste dall art. 25 del Regolamento Banca d Italia - Consob. Precisamente, al fine di garantire l indipendenza dei soggetti rilevanti, la Banca adotta misure e procedure volte a: a) impedire o controllare lo scambio di informazioni tra i soggetti rilevanti coinvolti in attività che comportano un rischio di conflitto di interesse, quando lo scambio di tali informazioni possa ledere gli interessi di uno o più clienti; b) garantire la vigilanza separata dei soggetti rilevanti le cui principali funzioni coinvolgono interessi potenzialmente in conflitto con quelli del cliente per conto del quale un servizio è prestato; c) eliminare ogni connessione diretta tra le retribuzioni dei soggetti rilevanti che esercitano in modo prevalente attività idonee a generare tra loro situazioni di potenziale conflitto di interesse; d) impedire o limitare l esercizio di un influenza indebita sullo svolgimento, da parte di un soggetto rilevante, di servizi o attività di investimento o servizi accessori; e) impedire o controllare la partecipazione simultanea o successiva di un soggetto rilevante a distinti servizi o attività di investimento o servizi accessori, quando tale partecipazione possa nuocere alla gestione corretta dei conflitti di interesse. La Banca applica tali misure sui conflitti di interesse attraverso l adozione di un efficace modello operativo, una chiara e trasparente definizione dei compiti e delle responsabilità, l adozione di procedure interne e sistemi di controllo, la disposizione di mirate regole di condotta. Informativa sui conflitti di interesse Nel caso in cui le misure adottate per la gestione dei conflitti di interesse non siano sufficienti per assicurare, con ragionevole certezza, che il rischio di nuocere agli interessi dei clienti sia evitato, la Banca, prima di agire per loro conto, informerà chiaramente i clienti della natura e delle fonti di tale conflitto ( disclosure ). 2. INFORMAZIONI SULLA SALVAGUARDIA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DELLE SOMME DI DENARO DELLA CLIENTELA Fornite ai sensi dell art. 30 del Regolamento Intermediari Delibera Consob 16190/07
5 Pag: 5/30 Sub deposito dei titoli dematerializzati La Banca è autorizzata a sub-depositare, anche a mezzo di ICCREA Banca, quale soggetto abilitato all attività di custodia di strumenti finanziari per conto di terzi, gli strumenti finanziari presso la Monte Titoli S.p.A. o altro organismo di deposito centralizzato italiano o estero abilitato. Resta ferma la responsabilità della Banca, conformemente alla legislazione vigente, per gli strumenti finanziari detenuti dal soggetto abilitato su indicato in un conto omnibus intestato alla Banca, in cui sono immessi gli strumenti finanziari di pertinenza di una pluralità di clienti. Il cliente prende atto dei rischi che ne derivano La Banca istituisce e conserva apposite evidenze contabili degli strumenti finanziari dei clienti detenuti. Tali evidenze sono relative a ciascun cliente e sono aggiornate in via continuativa e con tempestività, in modo da poter ricostruire in qualsiasi momento con certezza la posizione di ciascun cliente. Esse sono regolarmente riconciliate con le risultanze degli estratti conto prodotti dal sub depositario indicato. La Banca si obbliga a rendere nota l eventuale modifica del sub-depositario mediante apposita comunicazione o nell ambito della rendicontazione periodicamente fornita al cliente. In relazione ai titoli sub depositati, il cliente prende atto che può disporre in tutto o in parte dei diritti inerenti a detti titoli a favore di altri depositanti ovvero chiedere alla Banca la consegna di un corrispondente quantitativo di titoli della stessa specie di quelli sub depositati, tramite i sub depositari aderenti e secondo le modalità indicate nel Regolamento dei servizi dell organismo di deposito centralizzato. Il Regolamento dei servizi dell organismo di deposito centralizzato è reso disponibile dalla Banca su richiesta del Cliente. Informazioni su privilegi e diritti Il contratto quadro relativo ai servizi di investimento prevede che: se il cliente non adempie puntualmente ed interamente alle sue obbligazioni, la Banca lo diffida a mezzo di lettera raccomandata A.R. a pagare entro il termine di 1 giorni dal ricevimento della lettera; se il cliente non adempie puntualmente e interamente alle obbligazioni assunte direttamente o indirettamente nei confronti della Banca, questa può valersi dei diritti a lei spettanti ai sensi degli artt. 2756, commi 2 e 3, 2761, commi 3 e 4 c. c., realizzando direttamente o a mezzo altro intermediario abilitato un adeguato quantitativo dei titoli depositati; la Banca si soddisfa sul ricavato netto della vendita e tiene il residuo a disposizione del cliente; se la Banca ha fatto vendere solo parte dei titoli, tiene in deposito gli altri alle stesse condizioni. Compensazione legale e volontaria Le condizioni generali che regolano i rapporti tra Banca/cliente prevedono la compensazione legale e volontaria tra le parti, nel caso di esistenza di più rapporti o più conti di qualsiasi genere o natura, anche di deposito, ancorché intrattenuti presso altre succursali ovvero sedi distaccate della Banca stessa. 3. INFORMAZIONI SUI RISCHI DEGLI STRUMENTI FINANZIARI Fornite ai sensi dell art. 31 del Regolamento Intermediari Delibera Consob 16190/07 La Banca, nella prestazione dei servizi di investimento ed accessori, nonché di distribuzione di prodotti finanziari di matrice assicurativa, esegue operazioni aventi per oggetto: - titoli di capitale (in tale categoria i più diffusi sono le azioni) - titoli di debito (in tale categoria, i più diffusi sono i titoli di stato, le obbligazioni, comprese quelle emesse dalla Banca e gli strumenti del mercato monetario, fra i quali i buoni del tesoro, le commercial paper ed i certificati di deposito, compresi quelli emessi dalla Banca) - quote e azioni di organismi collettivi di investimento (in tale categoria, i più diffusi sono i fondi comuni di investimento armonizzati e le Sicav - società di investimento a capitale variabile) - pronti contro termine - strumenti finanziari derivati - polizze di cui al rami vita III (cosiddette unit linked ed index linked) e V (polizze di capitalizzazione) di cui al D. Lgs. 209/2005 (c.d. Codice delle Assicurazioni) La Banca fornisce al cliente tutte le informazioni necessarie al fine di adottare decisioni di investimento consapevoli sulla natura e sui rischi degli strumenti finanziari offerti. Qualora gli strumenti siano oggetto di offerta al pubblico, ai sensi degli artt. 94 e ss.gg. del D. Lgs. 58/1998, la Banca mette a disposizione il prospetto informativo, predisposto ai sensi di legge. Si forniscono di seguito alcune informazioni di base sui rischi degli investimenti. Ulteriori e dettagliate informazioni sulla natura e sui rischi delle operazioni e di specifici strumenti finanziari di esse oggetto, necessarie per consentire al cliente di assumere decisioni di investimento informate e consapevoli, sono fornite all investitore al momento della richiesta di conferire l ordine ad operare su strumenti e prodotti finanziari. AVVERTENZE GENERALI Raccomandazione di informarsi sui rischi e la natura dell operazione Prima di effettuare un investimento in strumenti finanziari l investitore deve informarsi presso il proprio intermediario sulla natura e i rischi delle operazioni che si accinge a compiere. L investitore deve concludere un operazione solo se ha ben compreso la sua natura ed il grado di esposizione al rischio che essa comporta. 1 Indicare la data che viene menzionata nell art. 8 del contratto quadro, diffuso con circolare F.L. 258 prot. n del 23 novembre 2007.
6 Pag: 6/30 Prima di concludere un operazione, una volta apprezzato il suo grado di rischio, l investitore e l intermediario devono valutare se l investimento è adeguato per l investitore, con particolare riferimento alla situazione patrimoniale, agli obiettivi di investimento ed alla esperienza nel campo degli investimenti in strumenti finanziari di quest ultimo. Descrizione delle caratteristiche e rischi dei titoli di capitale e dei titoli di debito L acquirente di titoli di capitale diviene socio della società emittente e quindi partecipa interamente al rischio economico della società medesima. Ha diritto a percepire annualmente il dividendo sugli utili conseguiti nel periodo di riferimento che l assemblea degli azionisti eventualmente deciderà di distribuire. L acquirente di titoli di debito diviene finanziatore della società o dell ente emittente, e quindi ha diritto a percepire gli interessi previsti dal regolamento di emissione e, alla scadenza, al rimborso del capitale. A parità di condizioni, un titolo di capitale è più rischioso di un titolo di debito, in quanto la remunerazione spettante è più strettamente legato all andamento economico della società emittente. Il detentore di titoli di debito rischierà di non essere remunerato solo in caso di dissesto della società emittente. In caso di fallimento della società emittente: - i detentori di titoli di debito potranno partecipare con gli altri creditori alla suddivisione degli eventuali proventi derivanti dal realizzo delle attività societarie - i detentori di titoli di capitale solo in casi eccezionali potranno vedersi restituire di quanto investito Le obbligazioni convertibili sono strumenti finanziari che hanno natura intermedia fra i titoli di capitale e i titoli di debito. Questi strumenti offrono all investitore di restare creditore della società emittente e di convertire, in tutto o in parte, in determinato arco temporale e in base ad un rapporto di cambio prefissato, le obbligazioni in azioni della società emittente (conversione diretta) o di altra società (conversione indiretta), diventando socio delle stesse e assumendo i rischi tipici di un investimento in titoli di capitale. Fino a quando il cliente mantiene lo stato di creditore, subisce il rischio della riduzione del diritto di conversione in caso di andamento negativo della società di cui può diventare azionista. Il cliente può inoltre sottoscrivere titoli di debito accompagnati da un altro strumento finanziario (warrant), che conferisce la facoltà di ottenere un certa quantità di titoli (di capitale o di debito) dell emittente o di una società (collegata o non collegata), ad una data scadenza e in un arco di tempo prefissato, contro pagamento di una somma di denaro. Il warrant diversamente dal diritto di conversione può essere diviso dall obbligazione e negoziato separatamente da essa. Il sottoscrittore di tale tipo di titolo corre il rischio di vedere diminuire il valore del warrant, in caso di andamento negativo del titolo che il cliente può acquistare mediante l opzione che gli è stata concessa Il cliente può inoltre sottoscrivere titoli di debito con una componente derivativa (titoli strutturati). Tali titoli sono particolarmente rischiosi per l investitore in quanto il valore degli stessi è legato all andamento dell attività sottostante (azioni, tassi di interesse, cambi, indici di mercato, etc.). LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI UN INVESTIMENTO IN STRUMENTI FINANZIARI Per poter valutare il rischio derivante da un investimento nei predetti strumenti finanziari, è necessario tenere presente i seguenti elementi: variabilità del prezzo di strumento finanziario (c.d. volatilità ) - liquidità - divisa di denominazione - altri fattori fonte di rischi generali - effetto leva Il prezzo di ciascun strumento finanziario dipende da numerose circostanze e può variare in modo più o meno accentuato a seconda della sua natura. 1.1) titoli di capitale e titoli di debito. Occorre distinguere innanzitutto tra titoli di capitale ( i titoli più diffusi di tale categoria sono le azioni) e titoli di debito (tra i più diffusi titoli di debito si ricordano le obbligazioni e i certificati di deposito), tenendo conto che: a) acquistando titoli di capitale si diviene soci della società emittente, partecipando per intero al rischio economico della medesima; chi investe in titoli azionari ha diritto a percepire annualmente il dividendo sugli utili conseguiti nel periodo di riferimento che l assemblea dei soci deciderà di distribuire. L assemblea dei soci può comunque stabilire di non distribuire alcun dividendo; b) acquistando titoli di debito si diviene finanziatori della società o degli enti che li hanno emessi e si ha il diritto a percepire periodicamente gli interessi previsti dal regolamento dell emissione e, alla scadenza, al rimborso del capitale prestato. A parità di altre condizioni, un titolo di capitale è più rischioso di un titolo di debito, in quanto la remunerazione spettante a chi lo possiede è maggiormente legata all andamento economico della società emittente. Il detentore di titoli di debito invece rischierà di non essere remunerato solo in caso di dissesto finanziario della società emittente. Inoltre, in caso di fallimento della società emittente, i detentori di titoli di debito potranno partecipare, con gli altri creditori, alla suddivisione - che comunque si realizza in tempi solitamente molto lunghi - dei proventi derivanti dal realizzo delle attività della società, mentre è pressoché escluso che i detentori di titoli di capitale possano vedersi restituire una parte di quanto investito. 1.2) Rischio specifico e rischio generico. Sia per i titoli di capitale che per i titoli di debito, il rischio può essere idealmente scomposto in due componenti: il rischio specifico ed il rischio generico (o sistematico). Il rischio specifico dipende dalle caratteristiche peculiari dell emittente (vedi il successivo punto 1.3) e può essere diminuito sostanzialmente attraverso la suddivisione del proprio investimento tra titoli emessi da emittenti diversi (diversificazione del portafoglio), mentre il rischio sistematico rappresenta quella parte di variabilità del prezzo di ciascun titolo che dipende dalle fluttuazioni del mercato e non può essere eliminato per il tramite della diversificazione. Il rischio sistematico per i titoli di capitale trattati su un mercato organizzato si origina dalle variazioni del mercato in generale; variazioni che possono essere identificate nei movimenti dell indice del mercato. Il rischio sistematico dei titoli di debito (vedi il successivo punto 1.4) si origina dalle fluttuazioni dei tassi d interesse di mercato che si ripercuotono sui prezzi (e quindi sui rendimenti) dei titoli in modo tanto più accentuato quanto più lunga è la loro vita residua; la vita residua di un titolo ad una certa data è rappresentata dal periodo di tempo che deve trascorrere da tale data al momento del suo rimborso.
7 Pag: 7/30 1.3) Il rischio emittente. Per gli investimenti in strumenti finanziari è fondamentale apprezzare la solidità patrimoniale delle società emittenti e le prospettive economiche delle medesime tenuto conto delle caratteristiche dei settori in cui le stesse operano. Si deve considerare che i prezzi dei titoli di capitale riflettono in ogni momento una media delle aspettative che i partecipanti al mercato hanno circa le prospettive di guadagno delle imprese emittenti. Con riferimento ai titoli di debito, il rischio che le società o gli enti finanziari emittenti non siano in grado di pagare gli interessi o di rimborsare il capitale prestato si riflette nella misura degli interessi che tali obbligazioni garantiscono all investitore. Quanto maggiore è la rischiosità percepita dell emittente tanto maggiore è il tasso d interesse che l emittente dovrà corrispondere all investitore. Per valutare la congruità del tasso d interesse pagato da un titolo si devono tenere presenti i tassi d interesse corrisposti dagli emittenti il cui rischio è considerato più basso, ed in particolare il rendimento offerto dai titoli di Stato, con riferimento a emissioni con pari scadenza. 1.4) Il rischio d interesse. Con riferimento ai titoli di debito, l investitore deve tenere presente che la misura effettiva degli interessi si adegua continuamente alle condizioni di mercato attraverso variazioni del prezzo dei titoli stessi. Il rendimento di un titolo di debito si avvicinerà a quello incorporato nel titolo stesso al momento dell acquisto solo nel caso in cui il titolo stesso venisse detenuto dall investitore fino alla scadenza. Qualora l investitore avesse necessità di smobilizzare l investimento prima della scadenza del titolo, il rendimento effettivo potrebbe rivelarsi diverso da quello garantito dal titolo al momento del suo acquisto. In particolare, per i titoli che prevedono il pagamento di interessi in modo predefinito e non modificabile nel corso della durata del prestito (titoli a tasso fisso), più lunga è la vita residua maggiore è la variabilità del prezzo del titolo stesso rispetto a variazioni dei tassi d interesse di mercato. Ad esempio, si consideri un titolo zero coupon - titolo a tasso fisso che prevede il pagamento degli interessi in un unica soluzione alla fine del periodo - con vita residua 10 anni e rendimento del 10% all anno; l aumento di un punto percentuale dei tassi di mercato determina, per il titolo suddetto, una diminuzione del prezzo del 8,6%. E dunque importante per l investitore, al fine di valutare l adeguatezza del proprio investimento in questa categoria di titoli, verificare entro quali tempi potrà avere necessità di smobilizzare l investimento. 1.5) L effetto della diversificazione degli investimenti. Gli organismi di investimento collettivo. Come si è accennato, il rischio specifico di un particolare strumento finanziario può essere eliminato attraverso la diversificazione, cioè suddividendo l investimento tra più strumenti finanziari. La diversificazione può tuttavia risultare costosa e difficile da attuare per un investitore con un patrimonio limitato. l investitore può raggiungere un elevato grado di diversificazione a costi contenuti investendo il proprio patrimonio in quote o azioni di organismi di investimento collettivo (fondi comuni d investimento e Società d investimento a capitale variabile - SICAV). Questi organismi investono le disponibilità versate dai risparmiatori tra le diverse tipologie di titoli previsti dai regolamenti o programmi di investimento adottati. Con riferimento a fondi comuni aperti, ad esempio, i risparmiatori possono entrare o uscire dall investimento acquistando o vendendo le quote del fondo sulla base del valore teorico ( maggiorato o diminuito delle commissioni previste) della quota; valore che si ottiene dividendo il valore dell intero portafoglio gestito del fondo, calcolato ai prezzi di mercato, per il numero delle quote in circolazione. Occorre sottolineare che gli investimenti in queste tipologie di strumenti finanziari possono comunque risultare rischiosi a causa delle caratteristiche degli strumenti finanziari in cui prevedono di investire (ad esempio, fondi che investono solo in titoli emessi da società operanti in un particolare settore o in titoli emessi da società aventi sede in determinati Stati) oppure a causa di una insufficiente diversificazione degli investimenti. 2) La liquidità La liquidità di uno strumento finanziario consiste nella sua attitudine a trasformarsi prontamente in moneta senza perdita di valore. Essa dipende in primo luogo dalle caratteristiche del mercato in cui il titolo è trattato. In generale, a parità di altre condizioni, i titoli trattati su mercati organizzati sono più liquidi dei titoli non trattati su detti mercati. Questo in quanto la domanda e l offerta di titoli viene convogliata in gran parte su tali mercati e quindi i prezzi ivi rilevati sono più affidabili quali indicatori dell effettivo valore degli strumenti finanziari. Occorre tuttavia considerare che lo smobilizzo di titoli trattati in mercati organizzati a cui sia difficile accedere, perché aventi sede in paesi lontani o per altri motivi, può comunque comportare per l investitore difficoltà di liquidare i propri investimenti e la necessità di sostenere costi aggiuntivi. 3) La divisa Qualora uno strumento finanziario sia denominato in una divisa diversa da quella di riferimento per l investitore, tipicamente l'euro per l investitore italiano, al fine di valutare la rischiosità complessiva dell investimento occorre tenere presente la volatilità del rapporto di cambio tra la divisa di riferimento (euro) e la divisa estera in cui è denominato l investimento. L investitore deve considerare che i rapporti di cambio con le divise di molti paesi in particolare di quelli in via di sviluppo, sono altamente volatili e che comunque l andamento dei tassi di cambio può condizionare il risultato complessivo dell investimento. 4) Gli altri fattori fonte di rischi generali. 4.1) Denaro e valori depositati. L investitore deve informarsi circa le salvaguardie previste per le somme di denaro ed i valori depositati per l esecuzione delle operazioni, in particolare, nel caso di insolvenza dell intermediario. La possibilità di rientrare in possesso del proprio denaro e dei valori depositati potrebbe essere condizionata da particolari disposizioni normative vigenti nei luoghi in cui ha sede il depositario nonché dagli orientamenti degli organi a cui, nei casi di insolvenza, vengono attribuiti i poteri di regolare i rapporti patrimoniali del soggetto dissestato. 4.2) Commissioni ed altri oneri. Prima di avviare l operatività, l investitore deve ottenere dettagliate informazioni a riguardo di tutte le commissioni, spese ed altri oneri che saranno dovute all intermediario. Tali informazioni devono essere comunque riportate nel contratto d intermediazione. L investitore deve sempre considerare che tali oneri andranno sottratti ai guadagni eventualmente ottenuti nelle operazioni effettuate mentre si aggiungeranno alle perdite subite. 4.3) Operazioni eseguite in mercati aventi sede in altre giurisdizioni.
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Pag: 1/38 MiFID IL PRESENTE DOCUMENTO CONTIENE: Pag: 2/38 1. INFORMAZIONI SULL INTERMEDIARIO E I SUOI SERVIZI 2. INFORMAZIONI CONCERNENTI LA SALVAGUARDIA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DELLE SOMME DI DENARO

References: art. 29
 articolo 62
 art. 24
 art. 25
 art. 30
 art. 31
 art. 8