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Timestamp: 2019-10-17 20:16:40+00:00

Document:
CIRCOLARE 2 febbraio 1999, n. 2
Decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 403 , recante norme di attuazione degli articolo 1 e articolo 2 e articolo 3 della legge 15 maggio 1997, n. 127 , in materia di semplificazione delle certificazioni amministrative.
Pubblicato in GU, n. 36 del 13/02/1999
urn:nir:ministero.interno:circolare:1999-02-02;2
Segretariato generale Dipartimento della funzione pubblica A tutti i Ministeri: Gabinetto
e, per conoscenza: Al Gabinetto dell'onorevole signor Ministro
Nella Gazzetta Ufficiale n. 275 del 24 novembre 1998, e' stato pubblicato il decreto del Presidente della Repubblica n. 403 del 20 ottobre 1998 , recante il regolamento di attuazione degli articoli 1, 2 e 3, della legge 15 maggio 1997, n. 127 , in materia di semplificazione delle certificazioni amministrative.
L'emanazione del regolamento, previsto dall' art. 1 della legge n. 127/1997 conclude l'opera di semplificazione delle procedure amministrative iniziata con la legge stessa.
L'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 403/1998 e' fissata al 23 febbraio 1999 in virtu' del disposto dell' art. 1, comma 1, della legge n. 127/1997 . Da quella data, e' opportuno sottolinearlo, sono abrogate per espressa previsione del successivo comma 2 tutte le disposizioni, anche di legge, incompatibili con le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica in questione, oltre quelle espressamente abrogate dall'art. 13 dello stesso decreto del Presidente della Repubblica.
Cio' evidenzia la portata innovativa della nuova disciplina.
Considerata l'imminenza dell'entrata in vigore, si ritiene opportuno non soltanto richiamare l'attenzionesulle esigenze di semplificazione contenute nella delega al Governo e quindi nel successivo decreto del Presidente della Repubblica ma anche fornire, sentito l'Osservatorio per l'attuazione della legge n. 127/1997 (composto da rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell'interno e del Dipartimento della funzione pubblica), un primo commento ai singoli articoli della nuova normativa.
Il legislatore si e' posto l'obiettivo di ridurre sensibilmente il numero delle certificazioni, in particolare da parte delle amministrazioni comunali, e di dare il massimo impulso all'applicazione dell'istituto dell'autocertificazione (art. 1), che sostituisce, salvo specifiche disposizioni di legge (art. 2, comma 1), qualsiasi tipo di certificato che il cittadino debba esibire ad una pubblica amministrazione.
Quindi il ricorso all'autocertificazione diventa il principio fondamentale cui deve adeguarsi l'azione di qualsiasi pubblica amministrazione, unitamente a quello di acquisire autonomamente dati o notizie relative al cittadino senza richiedere allo stesso il relativo certificato.
In sostanza viene riaffermato e rafforzato il principio gia' introdotto dall' art. 5 della legge n. 15/1968 , ripreso poi dall' art. 3, comma 1, della legge n. 127/1997 , secondo il quale e' consentita l'assunzione diretta di dati da altri documenti che assicurino la certezza della fonte di provenienza dei dati medesimi, come ad es. l'assunzione dei dati di nascita o di residenza dalla carta di identita', dalla patente di guida o da altro certificato gia' in possesso dell'interessato.
L'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 403 comportera' un completo rinnovamento delle procedure sinora seguite dalle varie amministrazioni pubbliche, alcune delle quali gia' sono individuate nell'art. 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica: scuole, universita', uffici provinciali della motorizzazione civile. Si tratta degli uffici che piu' di altri richiedono certificazioni al cittadino ma non sono gli unici destinatari della norma, in quanto il suddetto decreto del Presidente della Repubblica, attuando la legge n. 127/1997 , si riferisce a tutto il comparto della pubblica amministrazione ( art. 3, comma 2, della stessa legge n. 127/1997 ).
Cio' premesso si ritiene necessario esaminare e commentare i singoli articoli del decreto del Presidente della Repubblica n. 403, al fine di evidenziare gli aspetti innovativi, anche nei confronti della stessa legge n. 15/1968 , ed il suo raccordo con le ulteriori innovazioni procedurali introdotte dalla legge n. 191/1998 .
L'art. 1 amplia l'utilizzo dell'autocertificazione gia' prevista dall' art. 2 della legge n. 15/1968 , estendendola a tutte le situazioni che formano oggetto di certificazione. Si avvalora cosi' la tesi che privilegiava una applicazione non restrittiva dell' art. 2 della legge n. 15/1968 .
L'art. 2 estende i casi di utilizzo della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' gia' prevista dall' art. 4 della legge n. 15/1968 , ricomprendendo anche i casi non rientranti nella previsione dell' art. 2 della legge n. 15/1968 .
Quanto alla sottoscrizione della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' richiesta dalla legge n. 15/1968 , la legge n. 127/1997 ha soppresso la necessita' di autenticazione della sottoscrizione, se la stessa viene apposta in presenza del dipendente addetto, sia esso appartenente ad una pubblica amministrazione o a un gestore o esercente di pubblico servizio.
Successivamente la legge n. 191/1998 , al comma 11 dell'art. 2, ha chiarito che in tal caso non e' richiesta l'autenticazione della sottoscrizione neppure nel caso in cui contenga dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge n. 15/1968 .
Le disposizioni della legge n. 191/1998 fanno si' che le istanze dirette ad una pubblica amministrazione non devono essere piu' autenticate, anche se contengono dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorieta', e vanno presentate con le modalita' indicate dal precedente comma 10, che ha sostituito il comma 11 dell'art. 3 della legge n. 127/1997 . L'abrogazione della autenticazione della sottoscrizione e' stata estesa, in base ad una interpretazione logicosistematica di tutta la legislazione di semplificazione, anche a quelle dichiarazioni rese ai sensi dell' art. 4 della legge n. 15/1968 non comprese in una istanza ad una pubblica amministrazione, ma comunque richiamate nell'istanza medesima o ad essa collegata funzionalmente, anche se prodotte non contestualmente ma in un secondo momento. Interpretazione questa condivisa dal Dipartimento della funzione pubblica nella circolare MIACEL n. 14 del 2 settembre 1998, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 212 dell'11 settembre, inerente il rilascio della carta di identita'.
Peraltro occorre considerare che, come enunciato dall' art. 1 della legge n. 15/1968 , la stessa si applica esclusivamente nei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadino e, salve specifiche eccezioni ammesse dalla legge, tale rapporto si svolge in base ad una istanza scritta rivolta dal cittadino ad una pubblica amministrazione - nel cui ambito sono da ricomprendersi anche i gestori di pubblici servizi - per ottenere l'emissione di un provvedimento amministrativo di qualsiasi specie. Ne consegue che le dichiarazioni in questione possono essere rese solo in tale contesto (con l'istanza o successivamente a completamento di una istanza gia' presentata).
Di conseguenza il successivo art. 13, comma 3, abroga il penultimo comma dell'art. 20-bis della legge n. 15/1968 , che prevedeva l'ammonizione in sede di autenticazione della sottoscrizione.
E' da sottolineare che la norma non parla di autenticazione della sottoscrizione ne', tanto meno, abroga o reca innovazioni all' art. 3, comma 11, della legge n. 127/1997 cosi' come modificato dall'art. 2, commi 10 e 11, della legge n. 191/1998 . Ne consegue che quando la dichiarazione e' contenuta nell'istanza ovvero e' contestuale o collegata o richiamata dalla stessa, non deve essere autenticata se presentata o inviata unitamente a fotocopia di documento di riconoscimento.
L'art. 4 ha semplificato la procedura relativa alle dichiarazioni rese da chi non sa o non puo' firmare, gia' disciplinata dall' art. 21 della legge n. 15/1968 , eliminando i testimoni ed affidando al pubblico ufficiale il compito di ricevere la dichiarazione ed attestare le cause dell'impedimento.
Al riguardo occorre specificare che deve trattarsi di impedimenti fisici o di analfabetismo, per cui rimangono esclusi i casi di incapacita' di intendere e di volere, in relazione ai quali continuera' a trovare applicazione l' art. 8 della legge n. 15/1968 , limitatamente alla parte in cui le dichiarazioni verranno rese da chi esercita la potesta' genitoriale o la tutela senza alcuna autentica di sottoscrizione.
Per quanto riguarda l'individuazione del pubblico ufficiale, la norma non fornisce alcuna indicazione; deve ritenersi che abbia fatto principalmente riferimento al funzionario competente a ricevere la documentazione.
Per quanto riguarda gli invalidi civili, si ricorda il disposto dell'art. 1, commi 248 e 249, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 , in base al quale le dichiarazioni da rendersi dagli invalidi civili e da chi esercita la tutela, vanno presentate entro il 31 marzo di ogni anno alla prefettura, all'unita' sanitaria locale o al comune senza alcuna operazione di autentica della sottoscrizione.
Cio' spiega l'abrogazione dell' art. 3 della legge n. 15/1968 e delle dichiarazioni temporanee ivi previste, che non hanno piu' ragione di esistere (art. 13, comma 2), in quanto tutto l'impianto del decreto del Presidente della Repubblica n. 403 esonera il cittadino dall'obbligo di produrre documentazioni.
Viene inoltre disposto che le amministrazioni predispongono la modulistica necessaria per rendere tali dichiarazioni, inserendo le relative formule ed un richiamo alle sanzioni penali previste dall' art. 26 della legge n. 15/1968 ed una eventuale informativa ai sensi dell' art. 10 della legge n. 675/1996 sulla protezione dei dati personali.
L'art. 7 prevede una ulteriore semplificazione, che si riconnette a quanto gia' stabilito dagli articoli 10 della legge n. 15/1968 e 18 della legge n. 241/1990 , ovverosia l'acquisizione diretta dei documenti da parte della amministrazione procedente presso altri uffici indicati dall'interessato, nei casi in cui il medesimo non voglia o non sia in grado di avvalersi delle autocertificazioni previste dagli articoli 1 e 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 403. L'acquisizione potra' avvenire, come dispone il decreto del Presidente della Repubblica, a mezzo fax o di altri strumenti telematici o informatici come ad esempio la posta elettronica, prevedendo l'indicazione dell'amministrazione, del responsabile dell'ufficio ed un recapito telefonico. In tal caso si e' in presenza di uno scambio di atti tra uffici e di conseguenza, secondo l'interpretazione fornita dal Ministero delle finanze con risoluzione n. 603 del 16 novembre 1993, i documenti saranno tutti esenti dall'imposta di bollo, trovando applicazione l'art. 16 della tabella annessa al decreto del Presidente della Repubblica 27 ottobre 1972, n. 642 .
Si ribadisce pertanto che in base all' art. 33 del decreto del Presidente della Repubblica n. 223/1989 i certificati anagrafici devono contenere, oltre alle generalita' del soggetto, soltanto l'oggetto della certificazione.
Il comma 2 fa divieto ai direttori sanitari di rilasciare il certificato di assistenza al parto, che viene sostituito da una attestazione contenente i dati necessari per formare l'atto di nascita e da un certificato di assistenza al parto in forma anonima, da rilasciare per esigenze statistiche. La norma conferma quanto gia' stabilito dall' art. 2 della legge n. 127/1997 , che ha sostituito integralmente l' art. 70 del regio decreto 7 luglio 1939, n. 1238 per quel che riguarda le dichiarazioni di nascita.
La norma, in pratica, fa venire meno la necessita' di richiesta di estratti da parte dei cittadini, anche in conseguenza dell'agevolazione prevista dall'art. 1, lettera i), che consente di autocertificare tutti i dati a diretta conoscenza dell'interessato contenuti nei registri di stato civile. Al riguardo e' opportuno ricordare che, in base al vigente ordinamento di stato civile, per estratti si intendono (articoli 184 e 185), sia quelli per riassunto (art. 184), sia quelli per copia integrale (art. 185). Ne consegue che la disposizione riguarda ambedue le fattispecie, non avendo fatto il legislatore alcuna distinzione.
L'art. 13 abroga esplicitamente alcuni articoli della legge n. 15/1968 e, precisamente, il 3, il 20-bis, il penultimo comma dell'art. 26, il 27 e l'intero decreto del Presidente della Repubblica 24 gennaio 1994, n. 130 .

References: articolo 1
 articolo 2
 articolo 3
 art. 1
 art. 1
 art. 5
 art. 3
 art. 3
 art. 2
 art. 2
 art. 4
 art. 2
 art. 4
 art. 1
 art. 13
 art. 3
 art. 21
 art. 8
 art. 3
 art. 26
 art. 10
 art. 33
 art. 2
 art. 70