Source: http://www.gielle.it/legislazione_halon.htm
Timestamp: 2018-04-25 01:05:29+00:00

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Sulla GUUE L 286/2009 è stato pubblicato il Reg. (CE) n. 1005/2009 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono.
Il Regolamento, che abroga il precedente Reg. (CE) n. 2037/2000 e trova applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2010, stabilisce le norme in materia di produzione, importazione, esportazione, immissione sul mercato, uso, recupero, riciclo, rigenerazione e distruzione delle sostanze che riducono lo strato di ozono nonché in materia di comunicazione delle informazioni relative a tali sostanze e all’importazione, esportazione, immissione sul mercato e uso di prodotti e apparecchiature che contengono o dipendono da tali sostanze.
In sintesi esso si applica alle sostanze controllate, alle sostanze nuove e ai prodotti ed alle apparecchiature che contengono o dipendono da tali sostanze.
Le sostanze controllate sono specificamente elencate nell’Allegato I al Regolamento ed includono i loro isomeri, sole o in miscela, vergini, recuperate, riciclate o rigenerate.
In base al Regolamento sono vietati la produzione, l’immissione sul mercato e l’uso di sostanze controllate salvo le specifiche esenzioni e deroghe in base alle quali esse possono – rispettando le dettagliate prescrizioni – essere utilizzate e immesse sul mercato come materia prima di sostanze controllate, come agenti di fabbricazione, a fini di distruzione o rigenerazione o di prodotti e apparecchiature che contengono o dipendano da dette sostanze, per uso di laboratorio o di analisi di sostanze controllate, ecc..
In particolare, per quanto concerne gli halon il Regolamento prescrive che gli stessi possono essere immessi sul mercato ed impiegati per gli usi critici specificati nell’apposito allegato (halon 1301, halon 1211, halon 2402 – All. VI). Essi possono essere immessi in commercio soltanto dalle imprese autorizzate dall’Autorità competente dello Stato Membro interessato per il magazzinaggio di halon per usi critici.
In merito al controllo delle emissioni le sostanze contenute in apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d’aria e pompe di calore, apparecchiature contenenti solventi o sistemi di protezione antincendio ed estintori sono recuperate, nel corso delle operazioni di manutenzione o assistenza delle apparecchiature o prima che le stesse siano smantellate od eliminate, per essere distrutte oppure per essere riciclate o rigenerate. Le stesse sostanze possono essere distrutte soltanto mediante le tecnologie approvate (All. VII) oppure, nel caso di sostanze controllate che non figurano in tale allegato, mediante la tecnologia di distruzione più ecocompatibile che non comporti costi eccessivi, a condizione che l’uso di tali tecnologie sia conforme alla normativa comunitaria e nazionale in materia di rifiuti e che siano rispettati ulteriori requisiti previsti da tale normativa.
In un apposito allegato (All. VII) è indicato un elenco dei prodotti e delle apparecchiature per i quali il recupero di sostanze controllate o la distruzione di prodotti ed apparecchiature senza previo recupero di sostanze controllate sono considerati tecnicamente ed economicamente praticabili, specificando se opportuno, le tecnologie da utilizzare.
Le imprese dovranno adottare tutte le misure precauzionali praticabili per evitare e ridurre al minimo fughe ed emissioni di sostanze controllate. Qualora le stesse gestiscano apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d’aria o pompe di calore o sistemi di protezione antincendio inclusi i circuiti, contenenti sostanze controllate, dovranno provvedere ad una verifica della presenza di fughe:
a) almeno ogni 12 mesi nelle apparecchiature o sistemi fissi con una carica di fluido pari o superiore a 3 Kg di sostanze controllate (tale disposizione non si applica alle apparecchiature con sistemi ermeticamente sigillati, etichettati come tali e contenenti meno di 6 Kg di sostanze controllate);
b) almeno ogni 6 mesi nelle apparecchiature o sistemi fissi con una carica di fluido pari o superiore a 30 Kg di sostanze controllate;
c) almeno ogni 3 mesi nelle apparecchiature o sistemi fissi con una carica di fluido pari o superiore a 300 Kg di sostanze controllate.
La fuga individuata andrà riparata prima possibile ed in ogni caso entro 14 giorni; con un successivo controllo, da effettuarsi entro un mese dalla riparazione, ci si assicurerà che la riparazione sia efficace.
Tali imprese dovranno tenere un registro in cui riporteranno la quantità e il tipo di sostanze controllate aggiunte e la quantità recuperata durante le attività di manutenzione, di assistenza e di smaltimento definitivo delle apparecchiature o dei sistemi fissi. Dovranno istituire, altresì, registri contenenti informazioni pertinenti, inclusi i dati della società o del tecnico che ha eseguito la manutenzione o l’assistenza nonché le date ed i risultati delle verifiche della presenza di fughe effettuate.
Su richiesta, detti registri saranno messi a disposizione dell’Autorità Competente di uno Stato Membro e della Commissione UE.
Per quanto riguarda le sostanze nuove, specificatamente indicate in Allegato II al Regolamento in oggetto, la loro produzione, importazione, immissione sul mercato, uso ed esportazione è soggetta a particolari restrizioni e controlli.
Entro il 31 marzo di ogni anno ciascuna impresa comunicherà alla Commissione UE, inviandone copia all’Autorità Competente, per ciascuna sostanza controllata e per ciascuna sostanza nuova di cui all’Allegato II dettagliati dati concernenti la produzione, l’importazione, l’esportazione, la distruzione e l’utilizzo come materia prima o agente di fabbricazione.
Anteriormente al 31 marzo di ogni anno, ciascun produttore o importatore titolare di licenza riguardante le sostanze controllate diverse dagli idroclorofluorocarburi prodotte o importate per usi essenziali di laboratorio o a fini di analisi, comunicherà alla Commissione UE una pluralità di dettagliati dati, inviandone copia all’Autorità competente dello Stato Membro interessato, relativamente a ogni sostanza per la quale ha ottenuto l’autorizzazione.
Gli Stati Membri effettueranno ispezioni per verificare che le imprese rispettino il Regolamento, adottando un approccio basato sui rischi, comprese ispezioni sulle importazioni e sulle esportazioni di sostanze controllate nonché di prodotti e apparecchiature che contengano tali sostanze o il cui funzionamento si basa su di esse e stabiliranno le norme relative alle sanzioni da irrogare in caso di violazione delle citate disposizioni.
Esso sostituisce ed integra il vecchio Regolamento 2037 del 2000, che viene abrogato, e riguarda tutti i refrigeranti clorurati (CFC e HCFC) e gli halon.
dal 1 gennaio 2010 è vietata la produzione di CFC, HCFC e halon.
dal 1 gennaio 2010 sono vietati l’immissione sul mercato e l’uso di CFC, HCFC e halon vergini.
dal 1 gennaio 2010 è vietata l’immissione sul mercato di prodotti e apparecchiature che contengono CFC e HCFC, salvo alcune deroghe
fino al 31 dicembre 2014 gli HCFC riciclati possono essere utilizzati per la manutenzione o l’assistenza di apparecchiature di refrigerazione e condizionamento d’aria e pompe di calore esistenti, purché siano stati recuperati da tali apparecchiature e possono essere utilizzati soltanto dall’impresa che ha effettuato il recupero nell’ambito della manutenzione o dell’assistenza o per conto della quale è stato effettuato il recupero nell’ambito della manutenzione o dell’assistenza.
le imprese che gestiscono apparecchiature di refrigerazione e condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti un fluido riciclato in quantità pari o superiore a 3 kg tengono un registro della quantità e del tipo di sostanza recuperata e aggiunta, nonché della società o del tecnico che ha effettuato la manutenzione o l’assistenza.
le imprese che utilizzano HCFC rigenerati o riciclati per manutenzione o assistenza tengono un registro delle imprese che hanno fornito gli HCFC rigenerati e della provenienza degli HCFC riciclati.
apparecchiature di refrigerazione e condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti 3 kg o più di CFC o HCFC devono essere controllati periodicamente per la ricerca di eventuali fughe presenti.
per le apparecchiature di refrigerazione e condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti 3 kg o più di CFC o HCFC deve essere predisposto un registro dell'apparecchiatura (libretto d'impianto)
Regolamento 00/ 2037/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 giugno 2000 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono
CAPITOLO III - COMMERCIALIZZAZIONE
Articolo 6 - Licenze di importazione da paesi terzi
1. L'immissione in libera pratica nella Comunità o il perfezionamento attivo di sostanze controllate sono soggetti alla presentazione di una licenza di importazione. Le licenze sono rilasciate dalla Commissione previa verifica del rispetto degli articoli 6, 7, 8 e 13. La Commissione trasmette copia della licenza all'autorità competente dello Stato membro nel quale le sostanze saranno importate. A tal fine, ciascuno Stato membro designa la propria autorità competente. Le sostanze controllate dei gruppi I, II, III, IV e V, elencate nell'allegato I, non sono importate per il perfezionamento attivo.
2. La licenza, se comporta una procedura di perfezionamento attivo, può essere rilasciata solo se le sostanze controllate sono usate nel territorio doganale della Comunità nell'ambito del sistema di sospensione di cui all'articolo 114, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CEE) n. 2913/92, a condizione che i prodotti compensatori vengano riesportati verso uno Stato in cui la produzione, il consumo o l'importazione di tale sostanza controllata non sono vietati. La licenza è rilasciata soltanto dopo approvazione dell'autorità competente dello Stato membro in cui ha luogo il perfezionamento attivo.
3. La domanda di licenza contiene: a) il nome e l'indirizzo dell'importatore e dell'esportatore; b) il paese di esportazione; c) il paese di destinazione finale qualora le sostanze controllate siano usate nel territorio doganale della Comunità nell'ambito della procedura di perfezionamento attivo di cui al paragrafo 2; d) la descrizione di ciascuna sostanza controllata, compresi: - la designazione commerciale, - la descrizione e il codice della nomenclatura combinata, come indicato nell'allegato IV, - la natura della sostanza (vergine, recuperata o rigenerata), - la quantità della sostanza espressa in chilogrammi; e) la finalità dell'importazione proposta; f) se conosciuti, l'indicazione del luogo e della data dell'importazione proposta e, se del caso, eventuali modifiche di tali dati.
4. La Commissione può richiedere un certificato che attesti la natura delle sostanze da importare.
5. La Commissione può, conformemente alla procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2, modificare l'elenco delle voci riportate al paragrafo 3 e nell'allegato IV.
Articolo 7 - Importazioni di sostanze controllate da paesi terzi
L'immissione in libera pratica nella Comunità di sostanze controllate importate da paesi terzi è soggetta a restrizioni quantitative. Le restrizioni sono fissate e alle imprese sono assegnate quote per il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 1999 e per ciascun periodo successivo di 12 mesi, conformemente alla procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2. Le quote sono assegnate solo: a) per le sostanze controllate dei gruppi VI e VIII di cui all'allegato I; b) per le sostanze controllate impiegate per usi essenziali o critici o per applicazioni di quarantena o per trattamento anteriore al trasporto; c) per le sostanze controllate usate come materia prima o come agente di fabbricazione; d) alle imprese che hanno impianti di distruzione, per le sostanze controllate recuperate se le sostanze controllate vengono distrutte nella Comunità con tecnologie approvate dalle parti.
Articolo 8 - Importazioni di sostanze controllate da Stati non parti del protocollo
Sono vietati l'immissione in libera pratica nella Comunità e il perfezionamento attivo di sostanze controllate importate da Stati non parti del protocollo.
Articolo 9 - Importazioni di prodotti contenenti sostanze controllate
da Stati non parti del protocollo
1. È vietata l'immissione in libera pratica nella Comunità di prodotti e apparecchiature contenenti sostanze controllate importati da Stati non parti del protocollo.
2. L'allegato V riporta a titolo orientativo per le autorità doganali degli Stati membri un elenco di prodotti contenenti sostanze controllate e i codici della nomenclatura combinata. Conformemente alla procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2, la Commissione può aggiungere e sopprimere voci o modificare tale elenco sulla base degli elenchi redatti dalle parti.
Articolo 10 - Importazioni di prodotti fabbricati con sostanze controllate
Alla luce della decisione delle parti, il Consiglio, su proposta della Commissione, adotta le norme relative all'immissione in libera pratica nella Comunità di prodotti fabbricati impiegando sostanze controllate, ma non contenenti sostanze identificabili come sostanze controllate, importati da Stati non parti del protocollo. Nell'identificazione di detti prodotti sono rispettate le avvertenze tecniche fornite periodicamente alle parti. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Articolo 11 - Esportazione di sostanze controllate o prodotti contenenti sostanze controllate
1. Sono vietate le esportazioni dalla Comunità di clorofluorocarburi, altri clorofluorocarburi completamente alogenati, halon, tetracloruro di carbonio, 1,1,1-tricloroetano e idrobromofluorocarburi o di prodotti e apparecchiature, diversi dagli effetti personali, che contengono queste sostanze o che continuano a funzionare solo se alimentati con tali sostanze. Il divieto non si applica alle esportazioni di: a) sostanze controllate la cui produzione è stata autorizzata ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 6, per soddisfare al fabbisogno interno fondamentale delle parti a norma dell'articolo 5 del protocollo; b) sostanze controllate prodotte ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 7, per soddisfare usi essenziali o critici delle parti; c) prodotti o apparecchiature contenenti sostanze controllate prodotte ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5, o importate ai sensi dell'articolo 7, lettera b); d) prodotti o apparecchiature contenenti halon, per soddisfare gli usi critici di cui all'allegato VII; e) sostanze controllate per l'uso come materia prima o come agente di fabbricazione.
2. Sono vietate le esportazioni dalla Comunità di bromuro di metile verso Stati non parti del protocollo.
3. Dal 1° gennaio 2004 sono vietate le esportazioni dalla Comunità di idroclorofluorocarburi verso Stati non parti del protocollo. La Commissione, conformemente alla procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2, esamina la succitata data alla luce degli sviluppi internazionali pertinenti nell'ambito del protocollo e la modifica se del caso.
Articolo 12 - Autorizzazioni all'esportazione
1. Le esportazioni dalla Comunità di sostanze controllate sono soggette ad autorizzazione. Tale autorizzazione è rilasciata dalla Commissione alle imprese per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2001 e per ciascun periodo successivo di 12 mesi, previa verifica dell'osservanza dell'articolo 11. La Commissione invia copia di ogni autorizzazione all'esportazione all'autorità competente dello Stato membro interessato.
2. La domanda di autorizzazione all'esportazione contiene: a) il nome e l'indirizzo dell'esportatore e del produttore, se diverso dal primo; b) la descrizione delle sostanze controllate da esportare, compresi: - la designazione commerciale, - la descrizione e il codice della nomenclatura combinata di cui all'allegato IV, - la natura della sostanza (vergine, recuperata o rigenerata); c) la quantità totale di ogni sostanza da esportare; d) il paese o i paesi di destinazione finale delle sostanze controllate; e) la finalità dell'esportazione.
3. Ogni esportatore notifica alla Commissione le eventuali variazioni intervenute nel periodo di validità dell'autorizzazione, relativamente ai dati notificati ai sensi del paragrafo 2. Ogni esportatore comunica i dati alla Commissione conformemente alle disposizioni di cui all'articolo 19.
Articolo 13 - Autorizzazione eccezionale agli scambi con Stati non parti del protocollo
In deroga all'articolo 8, all'articolo 9, paragrafo 1, all'articolo 10, all'articolo 11, paragrafo 2, e all'articolo 11, paragrafo 3, gli scambi di sostanze controllate e di prodotti contenenti e/o fabbricati con una o più di queste sostanze con Stati non parti del protocollo possono essere autorizzati dalla Commissione qualora sia accertato, in una riunione delle parti, che tali Stati ottemperano pienamente al disposto del protocollo e hanno presentato la relativa documentazione in conformità dell'articolo 7 del medesimo. La Commissione decide secondo la procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2, del presente regolamento.
Articolo 14 - Scambi con territori non soggetti al protocollo
1. Fatte salve eventuali decisioni ai sensi del paragrafo 2, le disposizioni degli articoli 8 e 9, dell'articolo 11, paragrafo 2 e dell'articolo 11, paragrafo 3, si applicano a qualsiasi territorio non contemplato dal protocollo così come si applicano a Stati non parti del protocollo.
2. Qualora le autorità di un territorio non contemplato dal protocollo si conformino pienamente a quanto stabilito dal protocollo ed abbiano presentato la relativa documentazione in conformità dell'articolo 7 del medesimo, la Commissione può decidere che le disposizioni degli articoli 8, 9 e 11 del presente regolamento non si applichino, parzialmente o totalmente, a detto territorio. La Commissione decide secondo la procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2.
Articolo 15 - Informazione degli Stati membri
La Commissione informa senza indugio gli Stati membri di tutti i provvedimenti da essa adottati a norma degli articoli 6, 7, 9, 12, 13 e 14.
CAPITOLO IV - CONTROLLO DELLE EMISSIONI
Articolo 16 - Recupero delle sostanze controllate usate
1. Le sostanze contenute in: - apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d'aria e pompe di calore, tranne i frigoriferi e i congelatori domestici, - apparecchiature contenenti solventi, - sistemi di protezione antincendio ed estintori, sono recuperate per essere distrutte con tecnologie approvate dalle parti o ogni altra tecnologia di distruzione accettabile dal punto di vista ambientale, oppure per essere riciclate o rigenerate nel corso delle operazioni di manutenzione e riparazione delle apparecchiature o prima che tali apparecchiature siano smantellate o eliminate.
2. Le sostanze controllate contenute in frigoriferi e congelatori domestici sono recuperate e trattate come indicato nel paragrafo 1 dopo il 31 dicembre 2001.
3. Le sostanze controllate contenute in prodotti, impianti e apparecchiature diversi da quelli indicati nei paragrafi 1 e 2 sono recuperate, se fattibile, e trattate come indicato nel paragrafo 1.
4. Le sostanze controllate non sono immesse sul mercato in contenitori a perdere, tranne se impiegate per usi essenziali.
5. Gli Stati membri agiscono per promuovere il recupero, il riciclaggio, la rigenerazione e la distruzione delle sostanze controllate e conferiscono agli utenti, ai tecnici della refrigerazione o ad altri organismi appropriati la responsabilità di assicurare il rispetto delle disposizioni del paragrafo 1. Gli Stati membri definiscono i requisiti professionali minimi del personale utilizzato. Entro il 31 dicembre 2001 gli Stati membri comunicano alla Commissione i programmi relativi ai suddetti requisiti professionali. La Commissione valuta le misure adottate dagli Stati membri. Alla luce di tale valutazione e di informazioni tecniche o di pertinenti informazioni di altro tipo, la Commissione, se del caso, propone misure concernenti detti requisiti professionali minimi.
6. Gli Stati membri notificano alla Commissione entro il 31 dicembre 2001 i sistemi istituiti per promuovere il recupero delle sostanze controllate usate, inclusi gli impianti disponibili, e le quantità di sostanze controllate usate, recuperate, riciclate, rigenerate o distrutte.
7. Il presente articolo non pregiudica la direttiva 75/442/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1975, relativa ai rifiuti(8) e le misure adottate in forza dell'articolo 2, paragrafo 2, di detta direttiva.
Articolo 17 - Fughe di sostanze controllate
1. Sono adottate tutte le misure precauzionali praticabili per evitare e ridurre al minimo fughe di sostanze controllate. In particolare le apparecchiature fisse contenenti liquido refrigerante in quantità superiore a 3 kg sono controllate annualmente onde verificare la presenza di fughe. Gli Stati membri definiscono i requisiti professionali minimi del personale utilizzato. Entro il 31 dicembre 2001 gli Stati membri comunicano alla Commissione i programmi relativi ai suddetti requisiti professionali. La Commissione valuta le misure adottate dagli Stati membri. Alla luce di tale valutazione e di informazioni tecniche o di pertinenti informazioni di altro tipo, la Commissione, se del caso, propone misure concernenti detti requisiti professionali minimi. La Commissione promuove l'elaborazione di norme europee relative al controllo delle fughe e al recupero delle sostanze fuoriuscite da apparecchiature commerciali e industriali di condizionamento d'aria e di refrigerazione, da sistemi antincendio e da apparecchiature contenenti solventi nonché, ove opportuno, ai requisiti tecnici in materia di sistemi di refrigerazione a prova di fughe.
2. Sono adottate tutte le misure precauzionali praticabili per evitare e ridurre al minimo fughe di bromuro di metile da impianti di fumigazione e da operazioni in cui è usato bromuro di metile. Se il bromuro di metile è usato per la fumigazione del terreno, è obbligatorio l'uso di film plastici virtualmente impermeabili per un periodo sufficiente di tempo, o di altre tecniche che garantiscano almeno lo stesso livello di protezione dell'ambiente. Gli Stati membri definiscono i requisiti professionali minimi per il personale utilizzato.
3. Sono adottate tutte le misure precauzionali praticabili per evitare e ridurre al minimo fughe di sostanze controllate usate come materia prima o agente di fabbricazione.
4. Sono adottate tutte le misure precauzionali praticabili per evitare e ridurre al minimo fughe di sostanze controllate prodotte involontariamente durante la fabbricazione di altri prodotti chimici.
5. La Commissione elabora, se del caso, note informative che descrivano le migliori tecnologie disponibili e le migliori pratiche ambientali concernenti la prevenzione e la riduzione al minimo delle fughe e delle emissioni di sostanze controllate, e ne cura la diffusione.
CAPITOLO V - COMITATO, COMUNICAZIONE DEI DATI, ISPEZIONE E SANZIONI
Articolo 18 - Comitato
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa. Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a un mese.
Articolo 19 - Comunicazione dei dati
1. Entro il 31 marzo di ogni anno, ciascun produttore, importatore e esportatore di sostanze controllate comunica alla Commissione, inviandone copia all'autorità competente dello Stato membro interessato, per il periodo 1° gennaio - 31 dicembre dell'anno precedente e per ciascuna sostanza controllata, i dati specificati di seguito. L'articolazione di tale comunicazione è definita conformemente alla procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2. a) Ogni produttore comunica: - la sua produzione totale di ciascuna sostanza controllata, - la produzione immessa sul mercato o usata dal produttore per proprio conto nella Comunità, distinguendo la produzione usata come materia prima, come agente di fabbricazione quarantena e trattamento anteriore al trasporto e per altri usi, - la produzione per soddisfare usi essenziali o critici nella Comunità, per la quale è stata ottenuta licenza ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, - la produzione autorizzata ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 6 per soddisfare al fabbisogno interno fondamentale delle parti ai sensi dell'articolo 5 del protocollo, - la produzione autorizzata ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 7 per soddisfare usi essenziali o critici delle parti, - l'aumento della produzione autorizzata ai sensi dell'articolo 3, paragrafi 8, 9 e 10 per ragioni di razionalizzazione industriale, - le quantità riciclate, rigenerate o distrutte, - gli stock. b) Ogni importatore, compresi i produttori che svolgono anche attività di importazione, comunica: - le quantità immesse in libera pratica nella Comunità, distinguendo le importazioni per uso come materia prima e come agente di fabbricazione, quelle per usi essenziali o critici per i quali è stata ottenuta licenza ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, quelle per applicazioni di quarantena o per trattamento anteriore al trasporto e quelle destinate alla distruzione, - le quantità di sostanze controllate introdotte nella Comunità nell'ambito della procedura di perfezionamento attivo, - le quantità di sostanze controllate usate importate per essere riciclate o rigenerate, - gli stock. c) Ogni esportatore, compresi i produttori che svolgono anche attività di esportazione, comunica: - le quantità di sostanze controllate esportate dalla Comunità, comprese le sostanze riesportate nell'ambito della procedura di perfezionamento attivo, distinguendo le quantità esportate in ciascun paese di destinazione e le quantità esportate per uso come materia prima e come agente di fabbricazione, quelle per usi essenziali, per usi critici, quelle per applicazioni di quarantena o per trattamento anteriore al trasporto, quelle per soddisfare al fabbisogno interno fondamentale delle parti ai sensi dell'articolo 5 del protocollo e quelle destinate alla distruzione, - le quantità di sostanze controllate usate, esportate per essere riciclate o rigenerate, - gli stock.
2. Le autorità doganali degli Stati membri restituiscono ogni anno alla Commissione, entro il 31 dicembre, i documenti timbrati relativi alle licenze. 3. Anteriormente al 31 marzo di ogni anno, ciascun utilizzatore autorizzato ad avvalersi di una deroga per uso essenziale ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, comunica alla Commissione, inviandone copia all'autorità competente dello Stato membro interessato, relativamente a ogni sostanza per la quale ha ottenuto l'autorizzazione, il tipo di uso, le quantità utilizzate l'anno precedente, quelle detenute in stock, quelle riciclate o distrutte e le quantità dei prodotti contenenti tali sostanze immesse sul mercato comunitario e/o esportate.
4. Anteriormente al 31 marzo di ogni anno, ciascuna impresa autorizzata ad usare sostanze controllate come agente di fabbricazione comunica alla Commissione le quantità utilizzate l'anno precedente, nonché una stima delle emissioni prodotte durante l'uso.
5. La Commissione adotta le misure opportune per tutelare la riservatezza dei dati che le sono comunicati.
6. La Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2, può modificare le prescrizioni in materia di comunicazione dei dati di cui ai paragrafi da 1 a 4, per ottemperare al protocollo o per migliorare l'attuazione concreta di tali prescrizioni.
Articolo 20 - Ispezione
1. Nell'esecuzione dei compiti ad essa assegnati in forza del presente regolamento, la Commissione può ottenere tutte le informazioni necessarie dai governi e dalle autorità competenti degli Stati membri, nonché dalle imprese.
2. Quando invia una richiesta di informazioni a un'impresa, la Commissione ne invia contemporaneamente copia all'autorità competente dello Stato membro nel cui territorio l'impresa ha sede, unendovi la motivazione della richiesta.
3. Le autorità competenti degli Stati membri svolgono le indagini che la Commissione ritiene necessarie in forza del presente regolamento. Gli Stati membri effettuano inoltre controlli a campione sulle importazioni di sostanze controllate e ne comunicano alla Commissione il calendario e i risultati.
4. Previo accordo fra la Commissione e l'autorità competente dello Stato membro nel cui territorio si deve svolgere l'indagine, i funzionari della Commissione assistono i funzionari dell'autorità nazionale nello svolgimento dei loro compiti.
5. La Commissione adotta i provvedimenti atti ad incentivare un adeguato scambio di informazioni e la cooperazione tra le autorità nazionali e tra questi ultime e la Commissione. La Commissione adotta le misure opportune per tutelare la riservatezza delle informazioni ottenute in virtù del presente articolo.
Gli Stati membri determinano le necessarie sanzioni da irrogare in caso di violazione del presente regolamento. Le sanzioni sono efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano le disposizioni relative alle sanzioni alla Commissione entro il 31 dicembre 2000, nonché, quanto prima possibile, le relative modifiche.
CAPITOLO VI - SOSTANZE NUOVE
Articolo 22 - Sostanze nuove
1. È vietata la produzione, l'immissione in libera pratica nella Comunità e il perfezionamento attivo, l'immissione sul mercato e l'uso delle nuove sostanze di cui all'allegato II. Tale divieto non si applica alle nuove sostanze se utilizzate come materia prima.
2. La Commissione presenta, se del caso, proposte relative all'inclusione nell'allegato II, di sostanze diverse dalle sostanze controllate ma che il comitato di valutazione scientifica istituito nel quadro del protocollo considera abbiano un notevole potenziale di riduzione dell'ozono, incluse eventuali deroghe al paragrafo 1.
Il regolamento (CE) n. 3093/94 è abrogato dal 1° ottobre 2000. I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento.
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Esso si applica a decorrere dal 1° ottobre 2000.
Per il Consiglio Il Presidente M. Marques da Costa
IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

References: Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 22