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Timestamp: 2018-11-20 08:59:34+00:00

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Art. 168 cod. proc. civile: Iscrizione della causa a ruolo e formazione del fascicolo d'ufficio
Art. 168 cod. proc. civile: Iscrizione della causa a ruolo e formazione del fascicolo d’ufficio
All’atto della costituzione dell’attore, o, se questi non si è costituito, all’atto della costituzione del convenuto, su presentazione della nota d’iscrizione a ruolo (1), il cancelliere iscrive la causa nel ruolo generale (2).
Contemporaneamente il cancelliere forma il fascicolo d’ufficio, nel quale inserisce la nota d’iscrizione a ruolo, copia dell’atto di citazione, delle comparse e delle memorie in carta non bollata e, successivamente, i processi verbali d’udienza, i provvedimenti del giudice, gli atti d’istruzione e la copia del dispositivo delle sentenze (3).
Costituzione dell’attore: [v. 165]; Cancelliere: [v. 57]; Atto di citazione: [v. 163]; Processo verbale d’udienza: [v. 126]; Dispositivo: [v. 132].
Iscrizione della causa a ruolo: ha la funzione di documentare la pendenza di un processo davanti ad un certo ufficio giudiziario e di investire il giudice della causa, instaurando il rapporto fra questi e le parti. Presupposti per l’iscrizione sono la costituzione di una delle parti, la consegna della nota e la regolarità degli atti presentati. L’art. 71 att. elenca le indicazioni necessarie che devono essere contenute nella nota; mentre il successivo art. 72 dispone che la parte, insieme alla nota, depositi anche il proprio fascicolo, che sarà inserito nel fascicolo d’ufficio.
Ruolo generale delle cause: registro degli affari contenziosi civili, tenuto da ogni ufficio giudiziario, nel quale vengono iscritte in ordine cronologico le cause.
Fascicolo d’ufficio: contiene tutti gli atti assunti dall’ufficio: nota di iscrizione a ruolo, fascicolo dell’attore contenente l’atto di citazione notificato (ovvero il ricorso), verbale d’udienza. È formato dal cancelliere all’atto della iscrizione a ruolo, secondo un ordine cronologico (Ruolo generale) oltre all’assegnazione di un numero di ruolo relativo alla sezione ed al giudice istruttore cui la causa è concretamente assegnata. Nel corso del giudizio, in tale fascicolo vengono inseriti i fascicoli di parte, copia dei singoli scritti difensivi, il processo verbale d’udienza, l’eventuale relazione del CTU [v. 195] e tutti i provvedimenti del giudice, fino alla sentenza. Nel (—), inoltre, gli atti d’ufficio sono custoditi in originale, mentre quelli di parte in copia. Memoria: atto processuale mediante il quale le parti illustrano per iscritto la propria posizione sui punti di fatto e di diritto oggetto della controversia [v. 416].
(1) La parte che per prima si costituisce (che non è sempre necessariamente l’attore [v. 171 c. 2]) ha l’onere di presentare nella cancelleria del tribunale, insieme al proprio fascicolo, la nota di iscrizione a ruolo [v. 165], consistente in un atto scritto ove vengano indicati gli estremi della causa, ossia il nome delle parti e del procuratore che si costituisce, l’oggetto della domanda, la data di notificazione della citazione e quella della udienza di prima comparizione. È un atto organizzativo del lavoro giudiziario, interno all’ufficio, che ha la funzione di portare a conoscenza del giudice la causa che dovrà trattare. Essa non va confusa con l’iscrizione a ruolo che è atto del cancelliere. Il cancelliere ha il dovere di controllare la corrispondenza fra le indicazioni contenute nella nota di iscrizione a ruolo e gli atti e i documenti prodotti dalla parte e, anche in presenza di omissioni ed inesattezze, il cancelliere deve comunque procedere ugualmente all’iscrizione a ruolo, qualora sia possibile individuare gli elementi della causa necessari a tale scopo.
(2) La irregolarità dell’iscrizione comporta nullità degli atti successivi soltanto se talmente grave da non consentire l’individuazione della 168/2 Libro II - Del processo di cognizione 226 causa attraverso gli elementi desumibili dal ruolo. Tuttavia, in questo caso, se alla ricezione della causa da parte dell’ufficio segue la tempestiva costituzione delle parti, essendo stato raggiunto lo scopo dell’iscrizione, la nullità del procedimento non può essere dichiarata.
(3) Il fascicolo contiene la copia degli atti di parte e l’originale degli atti dell’ufficio, in maniera tale che il giudice e le stesse parti possano prendere conoscenza o visione di tutti gli atti anche quando una di esse abbia ritirato il proprio fascicolo [v. 169].
Iscrizione della causa a ruolo.
L’iscrizione della causa a ruolo avviene, a norma degli artt. 168 c.p.c. e 72 disp. att. (applicabili anche al giudizio dinanzi al giudice di pace), su iniziativa del convenuto solo se questi si costituisce quando non si è costituito l’attore, onde l’iscrizione non può essere effettuata su richiesta della parte convenuta qualora l’attore si sia già costituito ed abbia presentato la nota di iscrizione a ruolo, determinando la formazione del fascicolo di ufficio, al quale va unito il fascicolo del convenuto che si costituisce successivamente. Ne consegue che in caso di duplice iscrizione della causa a ruolo, ove le due udienze di prima comparizione ed il giudice istruttore non vengano a coincidere e i due processi non vengano riuniti, l’unica iscrizione che dà luogo a un processo regolare è quella effettuata dall’attore per prima, in quanto solo rispetto a questa il meccanismo processuale consente una valida instaurazione del contraddittorio e l’esercizio del diritto di difesa. Pertanto, qualora non venga disposta la riunione e il procedimento iscritto per secondo prosegua fino alla sentenza in assenza dell’attore, erroneamente considerato non costituito, sono nulle l’attività processuale compiuta e la sentenza emanata. Cass. 23 dicembre 2003, n. 19775; conforme Cass. 22 febbraio 1996, n. 1402.
Avvenuta la “translatio iudicii” davanti al giudice competente con comparsa in riassunzione notificata nel termine perentorio assegnato dal giudice dichiaratosi incompetente, la mancata iscrizione della causa a ruolo non determina l’estinzione del processo a norma del comma 3 dell’art. 307 c.p.c., posto che il processo, venendosi a trovare in una situazione di quiescenza ai sensi dei commi 1 e 2 dell’articolo citato, può essere riassunto davanti al giudice dichiarato competente, già adito con la precedente tempestiva riassunzione. Cass. 13 ottobre 2009, n. 21681.
A norma degli artt. 168 e 169 c.p.c., (applicabili anche al giudizio dinanzi al giudice di pace), all’atto della costituzione dell’attore (o, se questi non si sia costituito, del convenuto), su presentazione della nota di iscrizione a ruolo, il cancelliere iscrive la causa nel ruolo generale, onde sulla stessa citazione non possono aversi più iscrizioni a ruolo con formazione di più fascicoli d’ufficio e designazione di più giudici e, ove tale duplicazione avvenga, dovrà provvedersi alla riunione dei diversi fascicoli erroneamente formatisi ai sensi dell’art. 273 c.p.c. Nell’ipotesi in cui la riunione non sia stata disposta e il procedimento iscritto a ruolo per secondo sia proseguito fino alla sentenza in assenza dell’attore, pur costituito, deve ritenersi la nullità di tale procedimento e della relativa sentenza in quanto la violazione dell’art. 168 c.p.c., con formazione di un secondo procedimento in base alla costituzione del convenuto successiva a quella dell’attore si traduce in una violazione del contraddittorio. Cass. 25 marzo 2003, n. 4376.
Vizi dell’iscrizione a ruolo.
L’applicazione del principio secondo cui i vizi della iscrizione a ruolo non determinano alcuna nullità del procedimento e sono in ogni caso sanati per raggiungimento dello scopo dell’atto allorquando le altre parti abbiano comunque avuto la possibilità di attuare le loro difese postula che dette parti si siano tutte costituite tempestivamente senza lamentare di aver risentito alcun pregiudizio nei loro diritti e limitandosi, se mai, solo a rilevare l’esistenza del vizio dell’iscrizione medesima. Cass. 5 giugno 2007, n. 13163; conforme Cass. 29 novembre 1999, n. 13315.
I vizi dell’iscrizione della causa a ruolo, ed in particolare quelli che si risolvano in un errore materiale nell’indicazione del nome dell’attore, riportato nel ruolo generale degli affari civili o nella rubrica alfabetica tenuta dal cancelliere, non determinano nullità processuali, qualora l’errore, essendo agevolmente riconoscibile, non precluda alla parte destinataria della notificazione dell’atto di citazione di individuare ugualmente, attraverso un esame diligente dei suddetti registri, la causa iscritta a ruolo. Tali vizi risultano, invece, idonei a comportare l’invalidità dell’iscrizione stessa e del conseguente successivo corso del giudizio quando implichino violazione del diritto di difesa e del correlato principio di effettività del contraddittorio, di rilevanza costituzionale. Cass. 11 giugno 2009, n. 13528.
Il vizio di iscrizione della causa a ruolo, ed in particolare quello che si risolve nell’errata indicazione della data di differimento della prima udienza di comparizione, non determina ex se nullità processuale, e resta sanato se la parte destinataria della notificazione dell’atto introduttivo, onerata dell’esame diligente dei suddetti registri, ne abbia comunque avuto conoscenza. Inficia di contro l’iscrizione ed il conseguente procedimento se ha implicato violazione del diritto di difesa del correlato principio di effettività del contraddittorio. Cass. 24 ottobre 2011, n. 21960.

References: Art. 168
 art. 72
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