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Timestamp: 2018-09-25 11:26:21+00:00

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Albano Carrara
1 Master in Gestione ed innovazione nelle Amministrazioni Pubbliche Facoltà di Giurisprudenza di Verona IL BILANCIO DELLE AZIENDE NO-PROFIT Appunti delle lezioni Dott. Vinicio Tredici Dipartimento Scienze aziendali Università di Firenze
2 SOMMARIO 1. LE AZIENDE NON PROFIT: CLASSIFICAZIONE 2. ASPETTI GENERALI DEL BILANCIO 3. LO STATO PATRIMONIALE 4. IL RENDICONTO DELLA GESTIONE 5. LA NOTA INTEGRATIVA 6. IL PROSPETTO DI MOVIMENTAZIONE DEI FONDI 7. LA RELAZIONE DI MISSIONE O RELAZIONE MORALE 8. UNA PROPOSTA DI RENDICONTAZIONE 2
3 1. LE AZIENDE NON PROFIT: CLASSIFICAZIONE La realtà delle aziende non profit appare complessa, in quanto caratterizzata da una varietà di soggetti giuridici, oltre che di campo di attività, che rende difficilmente inquadrabile e classificabile il settore soggetti giuridici campo di attività 3
4 1. LE AZIENDE NON PROFIT: CLASSIFICAZIONE Campi di attività A livello di campo di attività le aziende non profit operano in molteplici settori cultura assistenza arte. culto tutela dei diritti civili sanità sport ricerca ambiente istruzione formazione. 4
5 1. LE AZIENDE NON PROFIT: CLASSIFICAZIONE La galassia delle aziende non profit Enti di promozione sociale (legge n. 383/00) Fondazioni e associazioni bancarie (Decreto Lgs. n. 356/90; Decreto Lgs. n. 461/99) Associazioni riconosciute Art. 14 c.c Fondazioni riconosciute Art. 14 e ss. c.c. Associazioni e fondazioni non riconosciute art. 36 e ss. c.c. Comitati art. 36 e ss. c.c. Istituti di patronato (legge n.804/97, 112/80, DPR 1017/86) AZIENDE NON PROFIT Organizzazioni di volontariato (legge n. 266/91) Cooperative sociali (legge n. 381/91) Enti di formazione professionale (legge n. 845/78) Enti lirici (D.lgs. n. 367/96).. Ipab (legge n. 381/90 e n. 328/00) Enti ecclesiastici cattolici (legge n. 49/87) Enti di promozione sociale (legge n.287/91) Organizzazioni non governative (Ong) Enti religiosi di altre confessioni 5
6 1. LE AZIENDE NON PROFIT: CLASSIFICAZIONE.da un punto di vista tributario "enti non commerciali "ONLUS" DPR 917/86, TUIR D.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460 enti commerciali 6
7 1. LE AZIENDE NON PROFIT: CLASSIFICAZIONE.da un punto di vista economico impresa perseguimento eccedenza dei ricavi sui costi rappresenta l'obiettivo guida di tutta l'attività ANP costituisce esclusivamente il presupposto che consente agli stessi di perseguire nel tempo le finalità sociali in condizioni di autonomia economica Aziende private di sola erogazione (ANP pure) presentano > unitarietà Aziende private sia di erogazione che di produzione (ANP composite) finalità prevalente il soddisfacimento diretto di bisogni socialmente rilevanti (assistenziali, culturali, ricreativi, sportivi,di natura ideale, ecc.), rispetto a cui la massimizzazione del reddito costituisce soltanto una finalità di seconda approssimazione, del tutto strumentale al raggiungimento della prima. N. B. anche nelle ANP il soddisfacimento di condizioni di equilibrio economico costituisce premessa indispensabile per garantire nel tempo la continuità aziendale e la soddisfazione dei fini per i quali essa è stata istituita. 7
8 1. LE AZIENDE NON PROFIT: CLASSIFICAZIONE.da un punto di vista economico-aziendale Le ANP dal punto di vista economico-aziendale, presentano le seguenti peculiarità : 1) dispongono di un soggetto economico privato 2) prevedono una costituzione con atto formale 3) si basano sul principio di autogoverno 4) si caratterizzano per l assenza di distribuzione di utili 5) sono contraddistinte dalla frequente presenza di proventi dal significativo ammontare destinati da parte di finanziatori che non si attendono di ricevere controprestazioni (rimborsi e benefici), proporzionati al valore delle risorse erogate 6) si fondano sulla presenza di un rapporto di natura fiduciaria con la collettività di riferimento, sia per i servizi prestati sia per i fondi ricevuti 7) sono caratterizzati dall assenza di interessi proprietari che possano essere ceduti, o riscattati, o che comportino il diritto ad una distribuzione delle risorse liberate in sede di eventuale liquidazione dell'istituto. 8
9 1. LE AZIENDE NON PROFIT: CLASSIFICAZIONE Le ANP presentano i caratteri propri dell'azienda - unità - autonomia - durabilità - dinamismo ma con rilevanti differenziazioni che incidono fortemente sulla gestione degli enti stessi. 9
10 1. LE AZIENDE NON PROFIT: CLASSIFICAZIONE Caratteri dell azienda UNITA si consegue per il "comune sentire" dei partecipanti, non legato, come nelle imprese, a finalità reddituali AUTONOMIA presenta caratteri molto diversi dalle imprese, ove è garantita dagli interessi proprietari, e può, ridursi in funzione di specifiche situazioni (entità delle dotazione patrimoniale, capacità e attitudini a fare raccolta fondi, adesione al progetto di soggetti "forti", ecc.) DURABILITA è legata alla possibilità di essere autonomi e alla capacità manageriale (non sempre considerata prioritaria nelle ANP) DINAMISMO implica la necessità della programmazione e di condizioni di flessibilità strategica, attualmente, poco presenti in numerose aziende non profit 10
11 2. ASPETTI GENERALI DEL BILANCIO Data la peculiarità delle aziende non profit ed i suoi caratteri gestionali tipici È fondamentale garantire la trasparenza dell attività svolta al fine di consentire la continuità e il perseguimento della propria missione o accountability, può essere garantita (in prima istanza) attraverso BILANCIO e suoi allegati necessità di mantenere vivo nel tempo il rapporto fiduciario con la collettività di riferimento, che è destinataria dell output (servizi prestati) e da cui proviene l input (fondi ricevuti e lavoro volontario). 11
12 2. ASPETTI GENERALI DEL BILANCIO associazioni fondazioni Altre istituzioni non profit di carattere privato Attuale normativa non prevede particolari obblighi contabili E peraltro previsto un obbligo generico per le associazioni (art.20 c.c.) ove l assemblea è chiamata ad approvare il bilancio al termine di ogni esercizio. più in generale, l art.18 del c. c. stabilisce che per gli amministratori siano applicabili le regole del mandato (artt.1710 e segg.del c.c.) si fa un diretto rinvio anche all art.1713 che è intitolato obbligo di rendiconto e impone agli amministratori di rendere conto del proprio operato. 12
13 2. ASPETTI GENERALI DEL BILANCIO Organizzazioni di volontariato Cooperative sociali legge 266/91 richiamo all art c.c. - disposizioni generiche sulle modalità di redazione del bilancio (senza indicazione struttura e contenuti) - stabilisce che dal bilancio devono risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti - atto costitutivo o lo statuto devono definire le modalità di approvazione del bilancio da parte dell assemblea degli aderenti. obblighi di redazione e pubblicazione previsti per S.p.A. (artt.2423-bis e ter, artt.2424, 2425, 2427 e 2426) ONLUS Enti non commerciali che raccolgono fondi art.20 bis, DPR 600/73, inserito dal D.Lgs. 460/97 D.Lgs.460/97 Leggi speciali - contabilità generale e sistematica - bilancio, da cui risultino la situazione patrimoniale, economica e finanziaria, distinguendo le attività istituzionali da quelle direttamente connesse. obbligo di redazione di apposito rendiconto delle attività di raccolta pubblica di fondi. D.Lgs 29/6/96 n. 367 Enti lirici L. 2/1/97 n. 2 Partiti politici 13
14 2. ASPETTI GENERALI DEL BILANCIO A parte queste norme non vi sono regole predeterminate né legislative, né norme generalmente accettate per la formazione e il contenuto dei bilanci delle aziende non profit. Raccomandazioni contabili CNDC Occorre quindi riferirsi alla tecnica, alle norme stabilite per le imprese, se applicabili, ed eventualmente ai principi utilizzati presso altri Paesi. Codice unico delle ANP In tal senso si è espressa anche l Amministrazione finanziaria che tiene conto che le aziende non profit devono predisporre un rendiconto in grado di rappresentare i risultati di sintesi della gestione aziendale. 14
15 2. ASPETTI GENERALI DEL BILANCIO FINALITA LA PRINCIPALE FINALITA DEL BILANCIO DELLE ANP rispondere in modo sistematico e periodico alle esigenze conoscitive dei SOGGETTI INTERESSATI Sostenitori azione guida del governo aziendale di sviluppare efficace azione di guida sul piano direzionale ed operativo di svolgere funzione di coordinamento e di integrazione dell azione dei diversi organi e delle differenti unità aziendali di realizzare un confronto sistematico tra obiettivi e risultati raggiunti Destinatari dell attività dell ANP Operatori interni Partner commerciali e finanziari Collettività di riferimento Pubblica amministrazione ricerca delle condizioni con cui garantire trasparenza e accountability dell azione dell azienda quale strumento per ottenere crescente legittimazione e accettabilità sociale 15
16 2. ASPETTI GENERALI DEL BILANCIO Principi generali a) PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA b) COMPRENSIBILITA la sostanza rappresenta l essenza nonché la rilevanza economica dell evento Il sistema dei prospetti contabili deve poter essere comprensibile nella sua sostanza e nella sua forma c) IMPARZIALITA d) PRUDENZA e) COMPARABILITA E COERENZA f) ANNUALITA g) VERIFICABILITA DELL INFORMAZIONE h) SIGNIFICATIVITA le informazioni contenute devono essere imparziali (neutre), ossia scevre da distorsioni preconcette L impiego di un grado di cautela nell esercizio dei giudizi necessari per effettuazione delle stime affinchè le attività e i proventi non siano sovrastimati e le passività e gli oneri non siano sottostimati l accezione di comparabilità assuma un duplice significato: spaziale e temporale vincolo delle operazioni a un esercizio sociale le informazioni contenute devono essere verificabili attraverso un indipendente ricostruzione del procedimento contabile le informazioni sono significative quando sono in grado di influenzare le decisioni degli utilizzatori aiutandoli a 16 valutare gli eventi passati, presenti e futuri
17 2. ASPETTI GENERALI DEL BILANCIO E necessario definire un contenuto minimo del bilancio d esercizio delle ANP, e questo potrebbe essere costituito dai seguenti documenti: Stato Patrimoniale Rendiconto della gestione Nota integrativa Prospetto di movimentazione dei fondi Relazione di missione (c.d. conto morale)! Tali documenti sono rappresentati come schema generale ed il loro contenuto può quindi essere adattato alle diverse peculiari realtà di ciascuna azienda 17
18 3. LO STATO PATRIMONIALE Stato patrimoniale ANP dovrebbe riprende lo struttura di base dello schema previsto per le imprese dall art del c.c. con modifiche e aggiustamenti che tengono conto delle peculiarità che contraddistinguono la struttura del patrimonio di tali realtà aziendali 18
19 3. LO STATO PATRIMONIALE - ATTIVO 19
20 3. LO STATO PATRIMONIALE - PASSIVO 20
21 3. LO STATO PATRIMONIALE Lo schema di Stato patrimoniale indicato conferma la struttura sostanziale prevista dall art c.c. apportando alcune modifiche: sono stati superati tutti i riferimenti alle società controllanti che in forza del criterio di autogoverno non possono esistere le quote da versare sono relative a quote associative ancora da versare da parte di associati con riferimento alle poste ideali del patrimonio netto si evidenzia il patrimonio libero: è costituito dalle riserve derivanti dai risultati gestionali realizzati e dai contributi in conto capitale liberamente utilizzabili, e pertanto si compone del: risultato gestionale esercizio in corso; delle riserve statutarie; dei risultati gestionali relativi ad esercizi precedenti; dei contributi in conto capitale liberi il fondo di dotazione: se previsto può essere sia libero che vincolato in funzione delle indicazioni statutarie il patrimonio vincolato: è composto da fondi, riserve e contributi in conto capitale vincolati per scelte operate da terzi donatori 21
22 3. LO STATO PATRIMONIALE ANP accanto all attività istituzionale possono svolgere anche attività cosiddette accessorie (o strumentali, o collaterali). il raggiungimento dell obiettivo generale della rappresentazione chiara veritiera e corretta della situazione patrimoniale dell ANP impone in tale circostanza, un lieve adattamento dello schema di Stato patrimoniale. la gestione unitaria si presenta come maggiormente complessa ed eterogenea eterogeneità che deve trovare evidenza nel BILANCIO esempio istituzione di una colonna ad hoc e descrizione nella Nota integrativa 22
23 3. LO STATO PATRIMONIALE 23
24 3. LO STATO PATRIMONIALE sotto l aspetto patrimoniale, per lo svolgimento dell attività accessoria, l ANP può usare A) STESSO PATRIMONIO (E FINANZIAMENTI) utilizzato/accesi per lo svolgimento dell attività istituzionale B) BENI PATRIMONIALI (E/O FINANZIAMENTI) SPECIFICI 1) beni dell ANP destinati dal cda esclusivamente o prevalentemente per l attività accessoria 2) beni ceduti da terzi all ANP esclusivamente o prevalentemente per essere utilizzati nell ambito della specifica attività accessoria 3) beni dell ANP che in generale vengono utilizzati specificamente (esclusivamente o prevalentemente) nell ambito dell attività accessoria o sono specificamente afferenti alla stessa. 4) finanziamenti specifici dell attività accessoria, quelli accesi specificamente (esclusivamente) per finanziare tale attività e non le altre svolte dall ANP 24
25 4. IL RENDICONTO DELLA GESTIONE RENDICONTO DELLA GESTIONE SCOPO FONDAMENTALE rappresentare il risultato economico (+/-)di periodo illustrare attraverso il confronto tra i proventi/ricavi ed i costi come si sia pervenuti al risultato finale per le IMPRESE il risultato economico di sintesi della gestione è rappresentato dal conto economico per le ANP risulta più indicata la denominazione di rendiconto gestionale non hanno generalmente un mercato di riferimento e se lo hanno le operazioni di scambio tipiche sono strumentali ad altri fini il risultato del confronto fra impiego e destinazione dei fattori (costi di gestione) da un lato ed i ricavi (che spesso non si possono definire tali in quanto non si formano nello scambio) ed i proventi (contribuzioni, interessi, etc.) dall altro non assume il significato economico che tipicamente questo risultato di sintesi assume nel caso dell impresa 25
26 4. IL RENDICONTO DELLA GESTIONE l attività di rendicontazione nelle aziende non profit..ha come scopo principale quello di informare i terzi sull attività posta in essere dall azienda nell adempimento della missione istituzionale.ha come oggetto le modalità in cui l azienda ha acquisito ed impiegato le risorse nello svolgimento di tale attività 26
27 4. IL RENDICONTO DELLA GESTIONE Le aree gestionali (1) Il rendiconto gestionale a proventi ed oneri informa sulle modalità con cui le risorse sono state acquisite e sono state impiegate nel periodo con riferimento alle cosiddette aree gestionali Attività tipica o di istituto Attività promozionale e di raccolta fondi Attività accessoria Attività di gestione finanziaria e patrimoniale Attività di natura straordinaria Attività di supporto generale ambiti dell attività aziendali contraddistinti da elevati livelli di uniformità sono correlate ai fini perseguiti o alle caratteristiche delle combinazioni e dei processi di produzione e consumo 27
28 4. IL RENDICONTO DELLA GESTIONE Le aree gestionali (2) Attività tipica o di istituto Attività promozionale e di raccolta fondi Attività accessoria Attività di gestione finanziaria e patrimoniale Attività di natura straordinaria Attività di supporto generale tutte le operazioni che sono direttamente correlate alla missione aziendale attività svolte dall azienda nel tentativo di ottenere contributi ed elargizioni finalizzate al perseguimento dei fini istituzionali attività diversa da quella istituzionale ma in grado di garantire risorse economiche con cui proseguire le finalità istituzionali attività di gestione patrimoniale e finanziaria strumentali all attività di istituto attività straordinarie strumentali all attività di istituto. Attività non programmate svolte occasionalmente attività di direzione e di conduzione dell azienda che garantiscono l esistenza delle condizioni organizzative di base che ne determinano il divenire 28
29 4. IL RENDICONTO DELLA GESTIONE ONERI PROVENTI 1) Oneri da attività tipiche 1) Proventi da attività tipiche 1.1) Materie prime 1.1) Da contributi su progetti 1.2) Servizi 1.2) Da contributi con enti pubblici 1.3) Godimento beni di terzi 1.3) Da soci e associati 1.4) Personale 1.4) Da non soci 1.5) Ammortamenti 1.5) Altri proventi 1.6) Oneri diversi di gestione 2) Oneri promozionali e di raccolta fondi 2) Proventi da raccolta fondi 2.1) Raccolta 1 2.1) Raccolta 1 2.2) Raccolta 2 2.2) Raccolta 2 2.3) Raccolta 3 2.3) Raccolta 3 2.4) Attività ordinaria di produzione 2.4) Altri 3) Oneri da attività accessorie 3) Proventi da attività accessorie 3.1) Materie prime 3.1) Da contributi su progetti 3.2) Servizi 3.2) Da contributi con enti pubblici 3.3) Godimento beni di terzi 3.3) Da soci e associati 3.4) Personale 3.4) Da non soci 3.5) Ammortamenti 3.5) Altri proventi 3.6) Oneri diversi di gestione 4) Oneri finanziari e patrimoniali 4) Proventi finanziari e patrimoniali 4.1) Su prestiti bancari 4.1) Da depositi bancari 4.2) Su altri prestiti 4.2) Da altre attività 4.3) Da patrimonio edilizio 4.3) Da patrimonio edilizio 4.4) Da altri beni patrimoniali 4.4) Da altri beni patrimoniali 5) Oneri straordinari 5) Proventi straordinari 5.1) Da attività finanziarie 5.1) Da attività finanziarie 5.2) Da attività immobiliari 5.2) Da attività immobiliari 5.3) Da altre attività 5.3) Da altre attività 6) Oneri di supporto generale 6.1) Materie prime 6.2) Servizi 6.3) Godimento beni di terzi 6.4) Personale 6.5) Ammortamenti 6.6) Oneri diversi di gestione 7) Altri oneri 6) Altri proventi Risultato della gestione positivo Risultato della gestione negativo 29
30 4. IL RENDICONTO DELLA GESTIONE Il modello generale di rendicontazione è costituito da un rendiconto gestionale a proventi ed oneri di periodo e presenta l'esposizione ordinata di proventi ed oneri classificati per area gestionale proventi ed oneri sono rilevati sulla base del criterio della competenza economica il risultato gestionale è determinato per contrapposizione di proventi ed oneri riferiti al periodo: tali proventi ed oneri sono rilevati al lordo, senza compensazioni parziali. Viene identificato con la nozione di "risultato gestionale (positivo o negativo) dell ANP la differenza tra proventi ed oneri complessivi. Il risultato gestionale rappresenta la variazione positiva o negativa del patrimonio netto dell ANP nell'esercizio d riferimento per effetto della gestione 30
31 4. IL RENDICONTO DELLA GESTIONE SEMPLIFICATO DI PURA CASSA Fondi finanziari di inizio periodo Entrate da attività tipiche Entrate da raccolta fondi Entrate da ttività accessorie Entrate finanziarie Entrate straordinarie Totale Entrate (Uscite da attività tipiche) (Uscite da raccolta fondi) (Uscite da ttività accessorie) (Uscite finanziarie) (Uscite straordinarie) (Altre Uscite) Avanzo della gestione (o disavanzo) FONDI FINANZIARI DI FINE PERIODO 31
32 5. LA NOTA INTEGRATIVA Indicazione dell organo che ha effettuato la revisione del bilancio Informazioni circa le esenzioni fiscali di cui beneficia l ANP Indicazione del numero, alla fine del periodo, dei dipendenti Informazioni circa la data di costituzione dell ente, i riferimenti civilistici, legislativi, speciali e fiscali Criteri adottati nella valutazione delle voci di bilancio e specificare se gli stessi sono variati rispetto all esercizio precedente Dettaglio delle variazioni delle voci più significative dello stato patrimoniale Informazioni relative ai contributi e proventi ricevuti e ai corrispondenti oneri sostenuti nelle manifestazioni e iniziative di fund reasing Se l ANP svolge attività accessorie o diversificate è opportuno riportare la classificazione degli oneri e dei proventi per ciascun tipo di attività Prospetto della variazione dei fondi 32
33 6. IL PROSPETTO DI MOVIMENTAZIONE DEI FONDI Finalità evidenziare e sintetizzare i movimenti delle poste accolte in patrimonio netto e di articolare l impiego delle risorse secondo le varie condizioni di vincolo esistenti. Lo schema assume nel contesto delle aziende non profit un ruolo estremamente importante sotto il profilo comunicazione esterna aspetto organizzativo gestionale interno 33
34 6. IL PROSPETTO DI MOVIMENTAZIONE DEI FONDI Per la finalità del prospetto, i fondi devono essere suddivisi fondi non vincolati fondi vincolati fondi resi direttamente disponibili agli amministratori la cui disponibilità non è sottoposta ad alcuna forma di vincolo ed il cui uso deve essere inteso come finalizzato al conseguimento dello scopo istituzionale (vincolo di missione) indipendentemente dall uso specifico che ne viene fatto. fondi il cui utilizzo è soggetto a vincoli d uso. Tali vincoli possono, sia esterni, ossia connessi alla volontà del contributore, sia interni, ossia collegati a progetti od operazioni specifiche da parte dell organo direzionale. 34
35 6. IL PROSPETTO DI MOVIMENTAZIONE DEI FONDI 35
36 6. IL PROSPETTO DI MOVIMENTAZIONE DEI FONDI Esempio: presenza, in principio di esercizio di: - fondi vincolati alla ricerca per fondi vincolati all assistenza per perdite pregresse per 50 svolta attività di raccolta fondi per 250, di cui 50 vincolati all assistenza. Nel corso dell esercizio si è effettuata attività di ricerca per 150, di cui 50 a carico delle pregresse raccolte fondi e 100 a carico dell esercizio e attività di assistenza per
37 6. IL PROSPETTO DI MOVIMENTAZIONE DEI FONDI Fondi vincolati alla ricerca Fondi vincolati all assistenza Fondi disponibili Totali Apertura dell esercizio Risultato della gestione Delibere di assegnazione del consiglio direttivo Erogazioni effettive nel corso dell esercizio Variazioni di vincolo Situazione di chiusura dell esercizio
38 7. LA RELAZIONE DI MISSIONE rappresenta lo strumento informativo ANP documenta in termini quali-quantitativi la propria capacità di perseguire la missione che le è stata assegnata in sede di costituzione o in occasione di momenti di modifica della stessa 38
39 7. LA RELAZIONE DI MISSIONE fornire le informazioni sulle modalità tecniche e operative di svolgimento dell attività descrivere le fonti di finanziamento e i relativi impieghi i cambiamenti strutturali dell azienda le operazioni gestionali straordinarie i programmi e le prospettive dei successivi esercizi ogni altra informazione che consente ai destinatari del bilancio di acquisire una conoscenza completa sui risultati raggiunti e sulla condizioni che consentono a quest ultimi di consentire il perseguimento dei fini che giustificano e sono alla base dell esistenza dell azienda stessa 39
40 8. UNA PROPOSTA DI RENDICONTAZIONE Il sistema di rendicontazione proposto risulta strutturato in tre aree la prima, di presentazione dei valori fondanti, dell attività e delle caratteristiche strutturali dell organizzazione non profit AREA DEI VALORI la seconda, di dimostrazione delle performance economiche e sociali di periodo AREA DEI RISULTATI la terza, di carattere più descrittivo che tecnico-contabile, tendente ad evidenziare in che modo l azienda intende operare per consolidare e rafforzare il proprio ruolo istituzionale, economico e sociale AREA DEI PROGRAMMI 40
41 8. UNA PROPOSTA DI RENDICONTAZIONE Area dei Valori CARA DEI VALORI Area dei Risultati STATO PATRIMONIALE A. DICHIARAZIONE DI MISSIONE B. STILE ETICO C. PROFILO ORGANIZZATIVO RENDICONTO GESTIONALE NOTA INTEGRATIVA RAPPORTO ISTITUZIONALE Area dei Programmi PROGRAMMA ECONOMICO-SOCIALE 41
GIORGIO SGANGA PRESIDENTE MARCO ELEFANTI COMPONENTI MARCO CANNELLA ROSANNA D AMORE ALBERTO KUNZ DAVIDE MAGGI MATTEO POZZOLI ANTONIO SOLDANI
CONSIGLIO NAZIONALE DOTTORI COMMERCIALISTI COMMISSIONE AZIENDE NON PROFIT DOCUMENTO DI PRESENTAZIONE DI UN SISTEMA RAPPRESENTATIVO DEI RISULTATI DI SINTESI DELLE AZIENDE NON PROFIT CONSIGLIERE DELEGATO
L ATTIVITA E IL PATRIMONIO DELLE AZIENDE DI EROGAZIONE AZIENDE NON PROFIT
L ATTIVITA E IL PATRIMONIO DELLE AZIENDE DI EROGAZIONE AZIENDE NON PROFIT 1 COOPERATIVE SOCIALI ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO ONLUS 2 Le aziende di erogazione: producono beni e servizi non destinati allo
Antonino Guella Dottore Commercialista
PERCORSO FORMATIVO ENTI NON PROFIT Il mondo degli enti non profit è un mondo particolarmente complesso, in quanto caratterizzato da una varietà di soggetti giuridici, oltre che di campi di attività, che

References: Art. 14
 Art. 14
 art. 36
 art. 36
 art.18
 art.1713
 art.20