Source: http://www.sindacatofsi.it/1999/11/30/ccnl-integrativo-del-ccnl-dellarea-della-dirigenza-dei-ruoli-sanitario-professionale-tecnico-ed-amministrativo-del-ssn-stipulato-l-8-giugno-2000/
Timestamp: 2018-10-19 07:06:51+00:00

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CCNL integrativo del CCNL dell’area della dirigenza dei ruoli sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo del SSN stipulato l’ 8 giugno 2000 | Sindacato FSI
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CCNL INTEGRATIVO DEL CCNL AREA DELLA DIRIGENZA
RUOLI SANITARIO, PROFESSIONALE, TECNICO ED AMMINISTRATIVO
Avv. Guido Fantoni (Presidente) ……..Firmato…….
Determinazione dei compensi per ferie non godute
Indennità per servizio notturno e festivo
Tutela dei dirigenti portatori di handicap
Passaggio diretto ad altre amministrazioni dei dirigenti in eccedenza
Comando finalizzato
Struttura dello stipendio
Incrementi contrattuali e stipendio tabellare dei dirigenti
Clausole integrative ed interpretative dei CCNL dell’8 giugno 2000
Procedure di conciliazione in caso di recesso
CAPO III – DIRIGENZA DELLE PROFESSIONI SANITARIE INFERMIERISTICHE, TECNICHE, DELLA RIABILITAZIONE, DELLA PREVENZIONE E DELLA PROFESSIONE OSTETRICA
Istituzione della qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica . Norma programmatica
1. Ad integrazione di quanto previsto dall’art. 21 del CCNL 5 dicembre 1996, l’attività prestata in giorno festivo infrasettimanale – a richiesta dei dirigenti indicati all’art. 16, comma 1, del CCNL 8 giugno 2000 da effettuarsi entro trenta giorni – dà titolo a equivalente riposo compensativo per le ore di servizio prestate o alla corresponsione – per i soli dirigenti sanitari – del compenso per lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per i giorni festivi.
c) la durata di due anni e per una sola volta nell’arco della vita lavorativa per i gravi e documentati motivi di famiglia, individuati – ai sensi dell’art. 4, commi 2 e 4 della legge 53/2000 – dal Regolamento interministeriale del 21 luglio 2000, n. 278, pubblicato sulla GU dell’11 ottobre 2000, serie generale n. 238. Tale aspettativa può essere fruita anche frazionatamente e può essere cumulata con l’ aspettativa di cui al comma 1 se utilizzata allo stesso titolo.
3. Qualora risulti – su segnalazione della struttura che segue il progetto – che i dirigenti di cui al comma 1 non si sottopongono per loro volontà alle previste terapie, l’azienda dispone, con le modalità previste dalle norme vigenti, l’accertamento dell’idoneità allo svolgimento della prestazione lavorativa. Il dirigente deve riprendere servizio presso l’azienda nei 15 giorni successivi alla data di completamento del progetto di recupero.
a) nel periodo di astensione obbligatoria, ai sensi degli artt. 2, 16 e 17, comma 1 del dlgs. 151 del 2001, alla dirigente o al dirigente – anche nell’ipotesi di cui all’art. 28 del citato decreto – spettano l’intera retribuzione fissa mensile di cui alle tabelle 1 e 2 del CCNL II biennio economico 2000-2001 sottoscritto l’8 giugno 2000, ivi compresa la R.I.A., ove in godimento ;
d) successivamente al periodo di astensione di cui alla lett. a) e sino al compimento del terzo anno di vita del bambino, nei casi previsti dall’art. 47, comma 4 del dlgs. 151 del 2001, alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri sono riconosciuti 30 giorni di assenza retribuita per ciascun anno di età del bambino – computati complessivamente per entrambi i genitori – secondo le modalità indicate nella stessa lett. c) ;
4. La mobilità di urgenza, ferma restando la necessità di assicurare in via prioritaria la funzionalità della struttura di provenienza, ha carattere provvisorio, essendo disposta per il tempo strettamente necessario al perdurare delle situazioni di emergenza e non può superare il limite massimo di un mese nell’anno solare salvo consenso del dirigente, espresso sia per la proroga che per la durata. La mobilità di urgenza – ove possibile – è effettuata a rotazione fra tutti i dirigenti, qualsiasi sia l’incarico loro conferito. Agli interessati, se ed in quanto dovuta, spetta l’indennità di trasferta prevista dall’art. 32 per la durata dell’assegnazione provvisoria.
1. Al fine di consentirne la partecipazione ad attività formative diverse da quelle obbligatorie, il dirigente a tempo indeterminato con anzianità di servizio di almeno 5 anni maturata presso la stessa azienda ovvero senza soluzione di continuità in altre aziende o enti del comparto ai sensi dell’art. 11, comma 4 lett. a) del CCNL 8 giugno 2000, II biennio economico 2000 – 2001, può chiedere una sospensione del rapporto di lavoro per la formazione per un periodo non superiore ad undici mesi, continuativi o frazionati, nell’arco dell’intera vita lavorativa.
1. Per ciascun dirigente l’ufficio del personale dell’azienda di appartenenza conserva in apposito fascicolo tutti gli atti e documenti prodotti dall’azienda o dallo stesso dirigente ed attinenti all’attività da lui svolta e ai fatti più significativi che lo riguardano.
o per i dirigenti sanitari, dalla retribuzione base mensile di cui alla lettera b); dalla retribuzione di posizione, comprensiva della maggiorazione di cui all’art. 40, comma 9; dalla indennità di esclusività di rapporto, nonché da altri eventuali assegni personali a carattere fisso e continuativo comunque denominati, corrisposti per tredici mensilità; dalla indennità di struttura complessa di cui all’art. 41 del CCNL 8 giugno 2000; dalla retribuzione individuale di anzianità;
o per i dirigenti dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo, dalla retribuzione base mensile di cui alla lettera b); dalla retribuzione di posizione, comprensiva della maggiorazione, di cui all’art. 40, comma 9, nonché da altri eventuali assegni personali a carattere fisso e continuativo comunque denominati, corrisposti per tredici mensilità;dalla retribuzione individuale di anzianità; dalla indennità di struttura complessa di cui all’art. 41 del CCNL 8 giugno 2000.
– le generalità, il codice fiscale e previdenziale del dirigente;
– il periodo cui la retribuzione di riferisce;
– l’importo dei singoli elementi, di cui all’art. 35 del CCNL 8 giugno 2000, che concorrono a formularla;
– l’elencazione delle trattenute di legge e di contratto (ivi comprese quelle sindacali) sia nell’aliquota applicata che nella cifra corrispondente nonchè le trattenute di altra natura preventivamente autorizzate.
+ £. 40.000 (pari a € 20,66) per ogni periodo di 24 ore di trasferta;
+ un importo determinato proporzionalmente per ogni ora di trasferta, in caso di trasferte di durata inferiore alle 24 ore o per le ore eccedenti le 24 ore, in caso di trasferte di durata superiore alle 24 ore;
e. il compenso per lavoro straordinario – esclusivamente per i dirigenti di cui all’art. 16, comma 1 del CCNL 8 giugno 2000 – in presenza delle relative autorizzazioni nel caso che l’attività lavorativa nella sede della trasferta si protragga per un tempo superiore al normale orario di lavoro previsto per la giornata. Si considera, a tal fine, solo il tempo effettivamente lavorato.
Integrazioni ed interpretazioni dei CCNL dell’8 giugno 2000
Clausole integrative ed interpretative dei CCNL 8.6. 2000
1. Le parti concordano in via di interpretazione autentica ai sensi dell’art. 12 CCNL 8 giugno 2000, che all’art. 7, comma 3, al termine dell’ ultimo periodo del CCNL 8 giugno 2000, II biennio economico 2000 – 2001, va aggiunto, con decorrenza dall’entrata in vigore del CCNL 8 giugno 2000, il seguente :
2. Nel caso in cui il dirigente sanitario esercente l’attività libero professionale extra moenia sia cessato dal servizio prima del 14 marzo 2000, data di scadenza del termine per l’opzione per il rapporto esclusivo, avendo lo stesso mantenuto il diritto all’opzione, non trovano applicazione le sanzioni economiche e di carriera previste dagli artt. da 45 a 47 del CCNL dell’8 giugno 2000. A tale proposito le parti concordano, tuttavia, che il 50% della retribuzione di posizione – parte variabile – e la retribuzione di risultato lasciata disponibile dal dirigente concorrano – pro quota e poi in misura intera per l’anno successivo ad incrementare i risparmi aziendali di cui all’art. 5, comma 7, lettera C) del CCNL 8 giugno 2000, II biennio economico, per il finanziamento dell’indennità di esclusività. La presente clausola assume valore di interpretazione autentica.
3. In via di interpretazione autentica, le parti concordano che l’equiparazione di cui all’art. 3 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio economico 2000 – 2001, riguarda anche i dirigenti di ex IX livello che alla data del 14 marzo 2000 non abbiano optato per il rapporto di lavoro esclusivo. La riduzione di cui all’art. 47 del citato CCNL del I biennio economico, trova applicazione sulla retribuzione di posizione – parte variabile – così rideterminata nel II biennio economico. La presente clausola entra in vigore dal 1 febbraio 2001 come l’art. 3 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio economico.
1. In favore del dirigente riconosciuto, con provvedimento formale, invalido o mutilato per causa di servizio è concesso un incremento percentuale, nella misura – rispettivamente – del 2,50% e dell’1,25% del trattamento tabellare in godimento alla data di presentazione della relativa domanda, a seconda che l’invalidità sia stata ascritta alle prime sei categorie di menomazione, ovvero alle ultime due di cui alla tabella A allegata al DPR 915 del 23 dicembre 1978. Il predetto incremento, non riassorbibile, viene corrisposto a titolo di salario individuale di anzianità.
a) per la determinazione dell’equo indennizzo, si considera il trattamento economico tabellare previsto, in relazione all’esclusività del rapporto di lavoro, dagli artt. 36 e 37 del CCNL 8 giugno 2000, relativi al I biennio economico 1998 – 1999, come aggiornati dall’art. 2 del CCNL, stipulato in pari data, per il II biennio 2000 – 2001. Per i dirigenti sanitari già di II livello di struttura complessa che fruiscono della norma transitoria prevista dall’art. 39 del citato CCNL, lo stipendio tabellare è comprensivo dell’assegno personale di cui allo stesso art. 39, comma 1, lett. b), limitatamente alla misura di £. 12.432.000 (pari a € 6.420,59), pari alla differenza degli stipendi tabellari tra ex primo ed ex secondo livello dirigenziale alla data del 31 luglio 1999. Per i dirigenti del ruolo professionale, tecnico ed amministrativo già di XI livello ai sensi del DPR 384 del 1990, ai quali non sia corrisposta l’indennità di struttura complessa nello stipendio tabelllare è ricompreso il maturato economico previsto dall’art. 44, comma 2, lett. b) del CCNL 5 dicembre 1996.
7. Ove il collegio di conciliazione o l’arbitro, con motivato giudizio, accolga il ricorso , ritenendo ingiustificato il licenziamento ma non trovi applicazione il comma 6, dispone a carico dell’azienda una indennità supplementare, determinata in relazione alle valutazioni dei fatti e delle circostanze emerse, tra un minimo, pari al corrispettivo del preavviso maturato, maggiorato dell’importo equivalente a due mensilità ed un massimo pari al corrispettivo di 22 mensilità.
o 7 mensilità in corrispondenza del 51^ anno compiuto;
o 6 mensilità in corrispondenza del 50^ e 52^ anno compiuto;
o 5 mensilità in corrispondenza del 49^ e 53^ anno compiuto;
o 4 mensilità in corrispondenza del 48^ e 54^ anno compiuto;
o 3 mensilità in corrispondenza del 47^ e 55^ anno compiuto;
o 2 mensilità in corrispondenza del 46^ e 56^ anno compiuto.
10. Il dirigente che accetti l’indennità supplementare non può successivamente adire l’autorità giudiziaria o l’arbitro ai sensi dell’art. 39, comma 3 . In tal caso l’azienda non può assumere altro dirigente nel posto precedentemente coperto dal ricorrente, per un periodo corrispondente al numero di mensilità riconosciute dal collegio di conciliazione o dall’arbitro, ai sensi dei commi 7 e 8.
11. Per un periodo di tempo pari ai mesi cui è correlata la determinazione dell’indennità supplementare e con decorrenza dalla pronuncia del Collegio o dell’arbitro, il dirigente il cui licenziamento sia stato ritenuto ingiustificato ai sensi del comma 7 può avvalersi della disciplina di cui all’art. 38 comma 10 del CCNL del 5 dicembre 1996, senza obbligo di preavviso. Tale disciplina è stata confermata dall’art. 20 comma 6 del CCNL dell’8 giugno 2000 ed il riferimento normativo ivi contenuto è ora da intendersi correlato al presente comma. Qualora si realizzi il trasferimento ad altra azienda, il dirigente ha diritto ad un numero di mensilità risarcitorie pari al solo periodo non lavorato.
Dirigenza delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche,
Istituzione della qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche,
– ai sensi dell’art. 6 della legge 10 agosto 2000, n. 251 nel ruolo sanitario del personale del Servizio sanitario nazionale può essere istituita la qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica;
– la medesima legge negli all’artt. 6 e 7 stabilisce che tali dirigenti siano inseriti nel ruolo sanitario e nell’area III di contrattazione di cui al CCNQ del 25 novembre 1998 riferita alla dirigenza dei ruoli sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo del SSN;
– la disciplina concorsuale sarà emanata con successivo regolamento ministeriale ed i requisiti di accesso saranno analoghi a quelli previsti dall’art. 26 del d.lgs. 165/2001 per la dirigenza dei ruoli professionale, tecnico e amministrativo.
– dai CCNL del 5 dicembre 1996 e successive modificazioni ed integrazioni;
– dai CCNL dell’8 giugno 2000 (con particolare riferimento agli articoli da 26 a 34 relativi alla graduazione delle funzioni ed alle modalità di conferimento, revoca, conferma e verifica degli incarichi);
– dal CCNL del 22 febbraio 2001 sull’impegno ridotto;
– dal presente contratto.
10. Qualora per l’applicazione del comma 2 si proceda alla trasformazione dei posti della dirigenza sanitaria i fondi di cui al comma 9 saranno formati con le quote di trattamento economico provenienti dai fondi contrattuali relativi alla predetta dirigenza.Tali fondi saranno ridotti in misura corrispondente alle quote utilizzate, comunque non superiore ai minimi contrattuali da attribuire ai dirigenti di nuova istituzione. Le quote confluiranno nei nuovi fondi in base alla loro natura. I fondi saranno utilizzati con i tempi indicati nel comma 11. In ogni caso, ai sensi dell’art. 53 del CCNL 8 giugno 2000, ove le risorse derivanti dai fondi contrattuali interessati dalla trasformazione dei posti non garantissero la retribuzione di posizione minima contrattuale di cui al comma 8 nonchè il pagamento del trattamento accessorio del comma 5, l’integrazione dei fondi di riferimento graverà sul bilancio delle aziende stesse. La parte variabile aziendale della retribuzione di posizione in relazione alla tipologia degli incarichi di cui all’art. 27 del CCNL dell’ 8 giugno 2000 – conferibili dopo il quinquennio – dovrà essere calcolata sulla base della graduazione delle funzioni e finanziata con le metodologie di cui al citato art. 53.
11. Ove ricorra l’ipotesi del comma 10, la riduzione dei fondi ivi indicati decorrerà dalla data della effettiva assunzione in servizio dei nuovi dirigenti che, a regime, avviene con la stipulazione del contratto individuale ai sensi dell’art. 13, comma 1 del CCNL 8 giugno 2000. Nelle more della assunzione, le quote di risorse disponibili da trasferire nei nuovi fondi per effetto della soppressione dei posti – secondo le previsioni dell’atto di programmazione del fabbisogno aziendale – ove provenienti dal fondo di cui all’art. 50 del CCNL dell’8 giugno 2000 saranno provvisoriamente utilizzate nella retribuzione di risultato dei medesimi dirigenti del ruolo sanitario dal cui fondo provengono, ai sensi del comma 5 dello stesso art. 50.
2. Per il reperimento delle risorse e per la formazione dei fondi, l’azienda procede applicando anticipatamente le disposizioni di cui all’ art. 41, nel rispetto delle relazioni sindacali indicate nel comma 12 dello stesso, congelando, per il conferimento degli incarichi di cui al presente articolo, il numero di posti di organico occorrenti, in modo da pervenire alla loro eventuale trasformazione ed al consolidamento dei fondi così formati solo in seguito, al verificarsi – cioè – delle condizioni di cui all’art. 41, comma 14.
– del diploma di dirigente dell’assistenza infermieristica rilasciato dalle ex scuole dirette a fini speciali o di diploma di formazione manageriale – conseguito in corsi di perfezionamento o similari, rilasciato da Università o da altre istituzioni pubbliche od equiparate – attestante un percorso formativo che – per contenuti e durata – sia ritenuto idoneo come requisito dall’azienda;
– di esperienza professionale – non inferiore a cinque anni di servizio a tempo indeterminato – maturata nella categoria D, ivi compreso il livello economico DS, dello specifico profilo professionale.
”La retribuzione di posizione riportata in questa tabella è quella minima contrattuale attribuita, ai sensi della tabella all. 1 al CCNL del 5.12.1996, II biennio economico 1996-1997 (cfr. art. 40, comma 5) e quella rideterminata ai sensi degli artt. 3 e 4 del presente CCNL. Successivamente al contratto del 1996, la retribuzione di posizione di parte variabile è stata suscettibile di incremento in sede aziendale, sulla base della graduazione delle funzioni. Per i dirigenti di struttura complessa assunti successivamente al 1° agosto 1999 citati in tabella la retribuzione di posizione è attribuita dalle aziende sulla base della graduazione dell’incarico assegnato nel rispetto dell’art. 40, comma 3, per quanto attiene la componente della retribuzione stessa di parte fissa e variabile”
Le parti si danno atto che per la lotta al Mobbing sarà adottato uno specifico codice di comportamento da allegare al CCNL del quadriennio 2002 – 2005.
CGIL-FP, CISL-FPS, UIL-FPL sottoscrivono quest’accordo, riconoscendo l’importanza dello stesso sia per quanto riguarda il miglioramento e l’aggiornamento della normativa; sia per il recupero del differenziale economico del secondo biennio; che per l’inserimento, all’interno del CCNL, nell’area della dirigenza sanitaria, la nuova qualifica di dirigente delle professioni sanitarie delle leggi 42/99 e 251/00, in attuazione degli articoli 6 e 7 della stessa legge 251 e realizzando un’antica rivendicazione sindacale.
Sull’ultimo punto dobbiamo rimarcare che l’andamento e l’evoluzione della trattativa hanno evidenziato la presenza di uno stato di pregiudizio diffuso nei confronti di queste professioni non riconoscendo loro, ancora, lo stesso status di professioni laureate, autonome e responsabili, al pari delle altre.
Non si condivide la previsione dell’articolo 42, comma 5, seconda alinea, poiché introduce elementi di rigidità che limitano le opportunità per gli operatori interessati. Le sottoscritte OO.SS. ritengono che l’idoneità dei requisiti posseduti da operatori che, comunque, hanno acquisito professionalità pluriennale e requisiti culturali anche di livello universitario possa, nella fase transitoria, essere valutata anche in deroga ai limiti previsti nel suddetto comma. Questa previsione è, inoltre, in contraddizione con quanto previsto dallo stesso articolo 7 della L. 251 e dalle prime normative regionale di attuazione.
Pertanto CGIL-FP, CISL-FPS e UIL-FPL auspicano una modifica di queste condizioni per la sottoscrizione definitiva dell’accordo stesso.
Con riferimento all’art.22 “Risoluzione Consensuale” del C.C.N.L_ sottoscritto 8-6–2000 il CIDA-SIDirSS, riaffermando la necessità che l’istituto di cui trattasi sia disciplinato in forma omogenea in tutte le aree negoziali della dirigenza pubblica, conferma la richiesta di prevedere che la relativa indennità abbia “pieno effetto sia ai fini del trattamento di pensione che della buonuscita”, così come previsto nel corrispondente art. 26 del vigente C.C.N.L. del personale Dirigente dell’AREA I.
(contratto integrativo del CCNL area della dirigenza ruoli SPTA del SSN stipulato l’8 giugno 2000)
La CONFEDIR, nel ribadire il proprio impegno per la revisione delle norme riguardanti il recesso, come già avvenuto durante la trattativa per il CCNL area dirigenziale III 1998 – 2001, ritiene indispensabile che il recesso non abbia applicazione durante la procedura avanti il Collegio di Conciliazione, come espressamente previsto dall’articolo 55 comma 7 del d.lgs 165/2001.
L’ARAN non ha ritenuto di accogliere la proposta Confedir di modificare una posizione in conformità della disposizione legislativa richiamata.
La proposta si configura non solo come esigenza di non peggiorare con la normativa contrattuale la disciplina legislativa della dirigenza, ma si inquadra in una azione di tutela del fondamentale carattere dell’autonomia che deve avere la funzione dirigenziale, che può esplicarsi solo se sostenuta da solide garanzie, che si rendono più che mai necessarie dopo che talune le aziende sanitarie hanno fatto ricorso a nomine dirigenziali indiscriminate di soggetti esterni e talvolta senza neanche il requisito del titolo di studio.
Le Organizzazioni Sindacali UIL FPL e FPS CISL in relazione all’articolo 41 dichiarano la loro contrarietà alla scelta operata dall’ARAN, sulla base delle indicazioni del Comitato di Settore, di attribuire al dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, di ostetrica e riabilitative nonché delle professioni tecnico sanitarie e della prevenzione l’indennità prevista dall’articolo 11, comma 3 del CCNL 8 giugno 2000 in vece dell’indennità di esclusività prevista dallo stesso contratto.
Le stesse Organizzazioni Sindacali ritengono che alla nuova figura dirigenziale l’indennità di esclusività debba essere attribuita in quanto contrattualmente destinata “alla dirigenza del ruolo sanitario” – nel quale la nuova figura viene inserita – e non ad uno specifico e limitato gruppo di profili in essa ricompresi. Inoltre il personale di alcuni profili dei comparto che potranno conseguire la qualifica dirigenziale possono – ad oggi ed in base alla legge 1/2002 – svolgere attività in regime libero-professionale, facoltà che dovrà comunque essere valutata, all’atto del passaggio, in relazione al regime di esclusività vigente nell’area dirigenziale.
UIL FPL ed FPS CISL hanno, comunque, ritenuto di siglare l’ipotesi di CCNL perché permette l’importante risultato di prevedere contrattualmente la nuova figura e, soprattutto, perché l’articolo 41 è una norma programmatica.
Nel periodo che dovrà intercorrere tra la fase transitoria degli incarichi provvisori a quella a regime dell’inquadramento nella qualifica, le sottoscritte Organizzazioni Sindacali si adopereranno, quindi, per trovare soluzioni adeguate, a partire dalla piattaforma per il rinnovo contrattuale del prossimo quadriennio.
Le parti, inoltre, prendono atto che la chiusura anticipata del CCNL, avvenuta per quest’Area negoziale l’ 8 giugno 2000, ha comportato il mantenimento di stipendio tabellare, ora rideterminato a £ 39.300.000 annui (€ 20.296,76), in modo difforme rispetto alla costituzione dei tabellari dei dirigenti collocati nell’area negoziale I, Regioni e Autonomie locali e dirigenza scolastica; le parti sottoscriventi rivendicano, pertanto, anche per quest’Area negoziale la medesima costituzione del trattamento tabellare per il prossimo quadriennio.
CIDA – SIDIRSS: firmato
SNABI – SDS: firmato
FP – CGIL: firmato
CONFEDIR SANITA’ : firmato

References: art. 39
 art. 53
 art. 50
 art. 41
 art. 40
 articolo 7
 art. 26