Source: http://docplayer.it/1319083-La-valutazione-della-strategia-negli-enti-locali-l-applicazione-delle-balanced-scorecard.html
Timestamp: 2017-06-24 02:08:55+00:00

Document:
LA VALUTAZIONE DELLA STRATEGIA NEGLI ENTI LOCALI: l'applicazione delle Balanced Scorecard - PDF
Download "LA VALUTAZIONE DELLA STRATEGIA NEGLI ENTI LOCALI: l'applicazione delle Balanced Scorecard"
Lia Niccoletta Carboni
1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II DOTTORATO DI RICERCA IN SCIENZE AZIENDALI XVII CICLO TESI DI DOTTORATO LA VALUTAZIONE DELLA STRATEGIA NEGLI ENTI LOCALI: l'applicazione delle Balanced Scorecard Coordinatore Chiar.ma Prof.ssa ADELE CALDARELLI Candidata Dott.ssa VALERIA FINAMORE ANNO ACCADEMICO2 Indice Indice Introduzione Gli Enti Locali: analisi di scenario Dalla conformità degli atti alla logica dei risultati L evoluzione normativa L evoluzione dei sistemi di management della Pubblica Amministrazione Il nuovo ruolo del cittadino/cliente L Amministrazione a rete La programmazione negoziata Il ruolo dell Ente Locale nella gestione dei servizi pubblici locali L attuazione della strategia: il ruolo delle nuove tecnologie La separazione tra politica e gestione ed il nuovo ruolo del dirigente pubblico L approccio strategico negli EE.LL Il concetto di valore nell ente locale: valore economico e valore sociale Il sistema dei controlli nella Pubblica Amministrazione Locale Il Controllo di Gestione La valutazione della dirigenza Il controllo strategico Formulazione del problema della ricerca Il framework teorico Alcune definizioni Il concetto di strategia La pianificazione strategica La valutazione della strategia La strategia negli Enti Locali Il controllo direzionale Valutazione della strategia e valutazione d azienda: differenze e relazioni Modelli strategico-competitivi e modelli economico-finanziari: una possibile integrazione? L origine dei sistemi di pianificazione e controllo: i controlli interni L emergere degli studi di strategia e l utilizzo dei modelli finanziari e contabili di analisi Gli anni e l affermarsi di modelli basati sul valore per l azionista Il monitoraggio continuo delle performance aziendali negli anni 90 e la valutazione degli intangibles Le Balanced Scorecard La filosofia di fondo La struttura delle Balanced Scorecard Le prospettive di analisi L approccio top-down La Mappa Strategica Il processo di introduzione delle Balanced Scorecard in azienda Le critiche al modello Il ruolo dei sistemi informativi agli Enti Locali3 Indice 4. La metodologia della ricerca e l analisi dei risultati Il disegno della ricerca La formulazione del problema della ricerca e la definizione dell obiettivo Le scelte epistemologiche La definizione del quadro teorico di riferimento I propositi di ricerca La verifica empirica L universo di riferimento Il questionario Le modalità di esecuzione delle osservazioni dirette e delle interviste L analisi dei questionari Il processo di pianificazione e controllo Le Balanced Scorecard Le interviste e le osservazioni dirette Conclusioni Bibliografia Allegato 1 Universo di riferimento Allegato 2 Questionario4 Introduzione Introduzione Il presente lavoro di ricerca ha come oggetto il processo di cambiamento che ha caratterizzato la Pubblica Amministrazione nell ultimo decennio e che ha attirato l attenzione degli studiosi di discipline economiche ed, in particolare, di economia aziendale. L economia aziendale assume, infatti, come oggetto di analisi gli istituti pubblici nella loro dimensione aziendale, rappresentando il sistema pubblico come sistema di aziende dotate di autonomia e non come sistema unitario articolato in organi ed enti chiamati a dare attuazione a politiche centrali. Nel nuovo modello di Pubblica Amministrazione il comportamento amministrativo non è più visto come una mera applicazione di leggi e regolamenti, ma segue una logica più complessa che, pur tenendo conto della normativa vigente, focalizza l attenzione sugli aspetti strategici, organizzativi e gestionali. Tale processo di cambiamento viene descritto nel primo capitolo del lavoro di tesi 1 e da tale analisi discende la formulazione del problema della ricerca. I cambiamenti in atto all interno della Pubblica Amministrazione in generale, e degli Enti Locali in particolare, seppur necessari, dati i mutamenti del contesto di riferimento (Figura 1), pongono problemi che vanno affrontati in termini gestionali, organizzativi e, soprattutto, culturali. L introduzione di modelli di gestione manageriale, il cambiamento dei valori guida dell agire amministrativo, il continuo mutamento dei rapporti di forza tra componente politica e componente gestionale richiedono agli Enti una nuova capacità di pianificazione e controllo strategico (elemento questo essenziale per fornire valore alla comunità di riferimento). Gli strumenti previsti dalla normativa a supporto di questo nuovo agire dell Ente Locale, appaiono, sebbene innovativi e di indubbia utilità, ancora insufficienti a supportarlo in una corretta azione di pianificazione strategica. 1 Di seguito, sono illustrati, in modo sintetico, i punti salienti del lavoro di tesi, in modo da fornire al lettore un quadro d insieme della ricerca, che verrà poi approfondita e dettagliata all interno dei singoli capitoli. 35 Introduzione Figura 1 - Il problema della ricerca AMBIENTE ESTERNO Sviluppo tecnologico Sviluppo di sistemi a rete Separazione tra politica e gestione Valutazione dei dirigenti Passaggio dalla logica burocratica alla logica dei risultati Nuovo ruolo del cittadino-cliente Nuovi strumenti contabili e di pianificazione: contabilit à economica, PEG Nuove forme di gestione dei servizi (142/90) Esistono strumenti che, unitamente a quelli previsti dalla normativa vigente, possano supportare adeguatamente il processo di pianificazione e controllo strategico degli EE.LL.? AMBIENTE INTERNO Appare, a questo punto, necessario definire l obiettivo della ricerca: individuare, cioè, nuovi strumenti che possano integrare quelli esistenti e supportare l organo di governo e il management nell individuazione degli obiettivi strategici, nella loro definizione ed articolazione e nella verifica del grado di raggiungimento degli stessi. Tali strumenti devono consentire di modellizzare una realtà complessa come quella degli Enti Locali, tenendo conto delle influenze reciproche tra le diverse variabili e restituire, al tempo stesso, indicazioni facilmente leggibili ed interpretabili, che favoriscano la condivisione delle strategie all interno dell Ente. Nel secondo capitolo viene definito il framework teorico relativo ai temi della pianficazione e del controllo strategico, al fine di evidenziare le relazioni esistenti tra la definizione degli obiettivi, l analisi delle performance, la valutazione dei risultati, in termini di flussi informativi e tipologia di informazioni, tempi di realizzazione, meccanismi di feed-back e feed-foward e propedeuticità. Si intende, cioè, comprendere: 46 Introduzione se il momento della pianificazione strategica è disgiunto da quello del controllo, se il primo è propedeutico al secondo, o viceversa, o si tratta di un processo circolare; quali sono le tipologie di informazioni necessarie ad un corretto processo di pianificazione e controllo strategico; quali sono gli strumenti da utilizzare per la rilevazione e l elaborazione delle informazioni. Tale analisi è stata condotta in una prospettiva storico-temporale, evidenziando le connessioni esistenti tra i contributi forniti da studiosi di diverse discipline (strategia, accounting, ecc.) Nel terzo capitolo l attenzione si focalizza sullo strumento delle Balanced Scorecard e dopo averne descritto l evoluzione, si effettua una prima analisi critica dell utilizzo di tale strumento. Nel quarto capitolo si descrive la metodologia di ricerca adottata e si procede all analisi dei risultati. Il lavoro parte dai seguenti propositi di ricerca: verificare lo stato di attuazione del controllo strategico negli Enti Locali di maggiori dimensioni della Campania (unità di analisi: i Comuni della Campania con più di abitanti e le Province della Campania) 1. verificare il livello di applicazione delle Balanced Scorecard in tali Enti (unità di analisi: i Comuni della Campania con più di abitanti e le Province della Campania) 2. individuare gli ostacoli ed i fattori propulsivi per l attuazione di un corretto processo di pianificazione e controllo strategico negli Enti Locali della Campania (unità di analisi: i Comuni della Campania con più di abitanti e le Province della Campania) 3. analizzare gli eventuali vantaggi che l applicazione delle Balanced Scorecard può apportare al processo di pianificazione e controllo degli Enti Locali (unità di analisi: ì Comuni della Campania con più di abitanti 57 Introduzione e le Province della Campania che hanno applicato o stanno applicando le BSC) 4. Individuare i limiti che tale strumento ha manifestato e le ragioni per cui esso potrebbe risultare inadatto per gli Enti Locali (unità di analisi: i Comuni della Campania con più di abitanti e le Province della Campania che hanno scelto di non applicare le BSC) La ricerca empirica si è articolata in due step: il primo, finalizzato ad ottenere una panoramica sullo stato di attuazione del controllo strategico negli Enti Locali di maggiori dimensioni della Campania, ha previsto il ricorso ad una metodologia di tipo quantitativo e si è basato sulla somministrazione di un questionario; il secondo, finalizzato ad approfondire i risultati dell indagine quantitativa evidenziando le relazioni tra i diversi fenomeni, si è avvalso di metodologie di indagine qualitativa (l osservazione partecipante e le interviste a testimoni privilegiati ). In Figura 2 è schematizzato il processo seguito per la realizzazione della ricerca empirica. Figura 2 L indagine empirica Analisi desk Formulazione del problema Definizione dell obiettivo Definizione delle scelte epistemologiche Definizione del framework teorico di riferimento Formulazione dei propositi di ricerca Analisi field Indagine empirica Verifica dei propositi di ricerca Implementazione della ricerca 68 Introduzione L indagine quantitativa è stata condotta su tutti i Comuni e le Province della Campania con una popolazione superiore a abitanti Su tale universo di riferimento, data la numerosità limitata degli Enti (50 in totale) è stato possibile condurre un indagine censuaria. Di seguito viene fornita una rappresentazione di sintesi delle caratteristiche dell universo di riferimento (Tabella 1). Tabella 1 - Rappresentazione dell Universo di riferimento per provincia e fascia dimensionale Provincia Abitanti > ab ab ab. Totale Napoli Avellino Benevento Caserta Salerno Totale Provincia Provincia Provincia Provincia Provincia 5 Province 1 Comune 1 Comune 10 Comuni 1 Comune 1 Comune 2 Comuni 3 Comuni 17 Comuni 20 Comuni 1 Comune 6 Comuni 27 Comuni Provincia Provincia Provincia Provincia 31 Comuni 1 Comune 1 Comune 3 Comuni Provincia 5 Province 9 Comuni 45 Comuni La ricerca si è, dunque, completata con un indagine di tipo qualitativo condotta su due Comuni di diversa dimensione. I casi analizzati sono: il Comune di Napoli ( abitanti) ed il Comune di Ercolano ( abitanti). La metodologia utilizzata per lo studio dei due casi ha visto il ricorso ad interviste a testimoni privilegiati. All interno dei due Enti sono state effettuate interviste individuali ai diversi soggetti coinvolti nel processo di pianificazione e controllo dell Ente. L intervista individuale ha permesso di ottenere informazioni non mediate dall atteggiamento collettivo ed è stato un valido supporto per comprendere le reali opinioni dei singoli intervistati relativamente al problema. 79 Introduzione Le interviste, che hanno confermato la non adozione dello strumento delle Balanced Scorecard negli Enti Locali della Campania, sono state finalizzate a comprendere se il mancato utilizzo dello strumento è legato ad una scarsa conoscenza dello stesso o se esistono dei reali limiti alla sua applicazione. Le interviste sono, inoltre, state integrate dall osservazione partecipante di dirigenti e funzionari in formazione sui temi della pianificazione e del controllo strategico. In particolare, nel corso di appositi laboratori di progettazione, si sono evidenziate opportunità e problematiche tecniche, organizzative e culturali che favoriscono/impediscono l adozione delle Balanced Scorecard all interno degli Enti. 810 Gli Enti Locali: analisi di scenario 1. Gli Enti Locali: analisi di scenario La Pubblica Amministrazione è stata, tradizionalmente, oggetto di studio delle dottrine giuridiche (diritto costituzionale e diritto amministrativo) e della ragioneria pubblica. Solo negli ultimi decenni l attività svolta dalle aziende pubbliche ha risvegliato l attenzione degli studiosi afferenti agli altri ambiti dell economia aziendale. A questo proposito si rende necessaria una precisazione: l oggetto di indagine nell ambito dell economia aziendale sono le aziende pubbliche 2 ; il termine Pubblica Amministrazione, infatti, appare fuorviante rispetto ai modelli di analisi di tale disciplina, poiché consolida una concezione di sistema unitario, monolitico, regolabile con criteri e modalità uniformi (Borgonovi, 1996:50). L economia aziendale, al contrario, assume come oggetto di analisi gli istituti pubblici nella loro dimensione aziendale, guardando alla Pubblica Amministrazione come un sistema di aziende dotate di autonomia e non come sistema unitario articolato in organi ed enti chiamati a dare attuazione a politiche decise a livello centrale. Questo approccio si è reso possibile, solo negli anni recenti, grazie al processo di trasformazione di cui è stata oggetto la Pubblica Amministrazione italiana. Di seguito sono illustrati i tratti salienti di tale cambiamento che ha riguardato, anche se con tempi e modalità differenti sia la Pubblica Amministrazione centrale che gli Enti Locali. Si farà, quindi, riferimento alla Pubblica Amministrazione in generale, per quanto attiene i processi che hanno riguardato il sistema pubblico nel suo complesso e si parlerà di Enti Locali in relazione ai cambianti che hanno caratterizzato specificamente questi soggetti. Si farà, inoltre, cenno ai servizi pubblici locali per descrivere le modificazioni che, a seguito del processo di riforma, si sono prodotte nel sistema di relazioni tra gli Enti Locali, i soggetti gestori dei servizi pubblici ed i cittadini, e nelle modalità di gestione di tali servizi. 2 Per un approfondimento sul concetto di azienda pubblica si veda Filosa Martone R., Lezioni di Economia e Gestione delle Aziende di Pubblici Servizi, CUEN, Napoli, 2005:11 Gli Enti Locali: analisi di scenario 1.1. Dalla conformità degli atti alla logica dei risultati Fino agli anni 90, la Pubblica Amministrazione italiana era caratterizzata da una struttura organizzativa di tipo burocratico 3 e da un approccio di tipo istituzionalegarantista 4. I fondamenti di tale logica erano: la centralità della norma per la gestione della Pubblica Amministrazione (ecco perché la Pubblica Amministrazione era prevalentemente oggetto di studio delle discipline giuridiche), al punto che obiettivo dell azione amministrativa era il corretto adempimento degli atti 5 ; la separazione dell attività amministrativa da quella di governo; la neutralità della Pubblica Amministrazione nel perseguimento degli obiettivi, ottenuta imponendo all azione amministrativa la conformità a schemi predefiniti dalle norme, privilegiando in tal modo la 3 Le caratteristiche di un modello burocratico di stampo weberiano sono così identificate da Gerth e Mills (1958:101) I There is the principle of fixed and official jurisdictional areas, wich are generally ordered by rules, that is by laws or administrative regulations. 1. The regular activities required for the purpose of the bureaucratically governed structure are distributed in a fixed way as official duties. 2. The autority to give the commands required for the discharge of these duties is distributed in a stable way and is strictly delimited by rules concerning the coercive means, physical, sacerdotal, or otherwise which may be placet at the disposal of officilas. 3. Methodical provision is made for the regular and continuous fullfillment of these duties and for the execution of the corresponding rights; only persons who have the generally regulated qualifications to serve are employed. II The principles of office hierarchy and of levels of graded authority mean a firmly ordered system of super- and subordinate in which there is a supervision of the lower offices by the higher ones. III The management of the modern office is based upon written documents ( the files ), which are preserved in their original or draught form. IV Office management, at least all specialized office management and such management is distinctly modern usually presupposes thorough and export training. V The management of the office follows general rules, which are more less stable, more or less exhaustive, and which can be learned. Knowledge of these rules represents a special technical learning which the officials possess. It involves jurisprudence, or administrative or business management (Gerth, Mills, 1958: ). 4 L Istituto pubblico basava il rapporto di scambio con il cittadino su elementi rigidamente definiti. 5 Si riteneva che la soddisfazione dei bisogni del cittadino derivasse automaticamente del corretto adempimento degli atti amministrativi. 1012 Gli Enti Locali: analisi di scenario correttezza formale degli atti, piuttosto che la loro efficacia sostanziale (Pellicano, 1994, XIV). Conseguenze di tale approccio erano la verticalità istituzionale, cioè la sovraordinazione dell Ente rispetto al cittadino che lo legittimava a realizzare atti in modo autonomo da quest ultimo, e la rigidità del rapporto Pubblica Amministrazione-cittadino, che concedeva al dipendente pubblico un basso livello di autonomia nel fornire risposte ai bisogni dei cittadini (Fiorentini, 1990:18). I primi segnali del cambiamento della Pubblica Amministrazione, che si sarebbe affermato, in Italia, solo a partire dagli anni 90, si sono avuti con il mutamento del concetto di Stato che si è realizzato progressivamente nel XIX secolo con il passaggio dallo Stato di diritto liberale 6 allo Stato di diritto sociale 7. Mentre negli Stati liberali gli ordinamenti costituzionali incorporano solo divieti, che richiedono prestazioni negative a garanzia dei diritti di libertà, negli Stati di diritto sociale essi incorporano anche obblighi, che richiedono prestazioni positive a garanzia dei diritti sociali (Costa, De Martino, 1985:121). A dire il vero, la natura della Stato Italiano (che si è fatto carico di fornire ai cittadini una serie di servizi utili allo sviluppo della collettività proprio in virtù dell art. 43 Cost.), era tale da farlo definire sin dall origine come stato di diritto sociale. Tuttavia, la considerazione che le finalità degli istituti pubblici erano di tipo non economico, unitamente alla centralità degli atti e non dei risultati, ha determinato l incapacità della Pubblica Amministrazione di sostenere lo stesso tasso di sviluppo della collettività e delle sue richieste e l ha progressivamente allontanata dalla preoccupazione prioritaria di garantire i diritti sociali ai cittadini (divenuti sempre più esigenti), spingendola in modo sempre più deciso verso il formalismo giuridico dell adempimento. 6 Adam Smith (1776), Jean Baptiste Say (1803), David Ricardo (1817), Thomas Robert Malthus (1798), John Stuart Mill (1848) 7 Karl Marx (1894), John Mainard Keynes (1936) 1113 Gli Enti Locali: analisi di scenario Comunque, a partire dagli anni 70, in Italia, sono intervenuti numerosi fattori che hanno richiesto un mutamento nelle modalità di intervento pubblico (Fiorentini, 1990:36) Situazione economica. La grave crisi industriale degli anni 70 ha indotto lo Stato a farsi carico del problema del mantenimento dei livelli occupazionali e, quindi, dei bisogni del singolo, oltre che della collettività. Nuovi valori della società. Il cittadino ha assunto un ruolo più partecipativo, rivendicando il diritto di influire sulle decisioni dei vari livelli della Pubblica Amministrazione e di ottenere servizi sempre più personalizzati. Esigenza di un decentramento amministrativo. La constatazione che uno Stato accentrato rischiava di essere solo formalmente al servizio dei cittadini, per l incapacità di interpretare con sufficiente sensibilità i bisogni di questi, ha spinto ad un avvicinamento dei vari livelli dello Stato alla domanda della collettività. E stato proprio il processo di riforma avviato negli anni 90 ad aver colto tali esigenze, proponendole come valori guida e principi motori del cambiamento. Nel nuovo modello di Pubblica Amministrazione il comportamento amministrativo non è più visto come una mera applicazione di leggi e regolamenti, ma segue una logica più complessa che, pur tenendo conto della normativa vigente, focalizza l attenzione sugli aspetti strategici, organizzativi e gestionali (di qui l interesse degli studiosi di Economia Aziendale per il processo di cambiamento della Pubblica Amministrazione). 1214 Gli Enti Locali: analisi di scenario L evoluzione normativa Il processo di riforma della Pubblica Amministrazione, pur avendo origine alla fine degli anni 70, con il Rapporto Giannini del 1979 (che individuava con grande lungimiranza i problemi della Pubblica Amministrazione e tracciava le linee di una possibile riforma), ha visto la sua realizzazione essenzialmente negli anni 90. Di seguito verranno individuati i punti salienti di tale processo, facendo particolare riferimento alla normativa riguardante gli Enti Locali. E possibile suddividere la produzione normativa degli anni 90 in due fasi: i primi anni 90 ed il periodo che va dal 1997 ad oggi. Gli interventi relativi alla prima fase avevano come obiettivi: distinguere l attività di indirizzo politico-amministrativo da quella di gestione; conferire ai dirigenti pubblici una maggiore autonomia decisionale, relativamente alla gestione delle risorse umane, finanziarie e tecniche e, conseguentemente, una maggiore responsabilità sui risultati; ridefinire il rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici, secondo logiche di natura privatistica. Quelli della seconda fase riguardano: l evoluzione dei modelli organizzativi verso una logica orientata al raggiungimento degli obiettivi; l attuazione di una politica di decentramento e snellimento delle procedure burocratiche; l informatizzazione della Pubblica Amministrazione; la creazione di un Amministrazione a rete. Anche se l oggetto degli interventi è cambiato con il passare degli anni, l obiettivo di fondo di tutte le revisioni normative è rimasto invariato: avvicinare maggiormente la Pubblica Amministrazione ai cittadini e migliorare la 1315 Gli Enti Locali: analisi di scenario qualità dei servizi erogati, favorendo la transizione da un modello di tipo burocratico ad uno di tipo manageriale 8. In Tabella 1.1 sono sintetizzati i principali interventi di riforma che hanno riguardato gli Enti Locali: Tabella La riforma degli EE.LL. (ns. elaborazione da Filosa Martone, 2005, appendice I FASE Legge n. 142/90 Ordinamento delle autonomie locali Legge n. 241/90 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi (trasparenza) Decreto Legislativo n. 29/93 Razionalizzazione dell organizzazione delle amministrazioni pubbliche (revisione del pubblico impiego) D.P.C.M. 11/10/94 Direttiva sui principi per l'istituzione ed il funzionamento degli uffici per le relazioni con il pubblico Decreto Legislativo n. 77/95 Ordinamento finanziario e contabile degli Enti Locali II FASE Legge n. 59/97 Legge n. 127/97 Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa (Bassanini) Misure urgenti per lo snellimento dell attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo (Bassanini bis) 8 Le differenze tra i due modelli possono essere così sintetizzate (Cocozza, 1998): ELEMENTI ORGANIZZATIVI MODELLO BUROCRATICO MODELLO MANAGERIALE 1. Ambiente di Prevedibile Turbolento riferimento 2. Strategia Atti amministrativi, conservazione, Obiettivi, evoluzione, innovazione, mantenimento, nicchia personalizzazione 3. Struttura Piramidale, accentrata, rigida, a A rete, decentrata, flessibile, compartimenti stagni circolarità/feedback 4. Sistema Scarsa responsabilità, poco incline alla Responsabilità sugli obiettivi, delega per decisionale delega, poco tempestivo competenza, tempestività 5. Leadership Autoritaria, burocratica, adattiva Partecipativa, innovativa professionale 6. Sistema di relazioni sociali Consociativismo, corporativismo Partecipativo, condivisione di obiettivi 1416 Gli Enti Locali: analisi di scenario Legge n. 191/98 Legge n. 50/99 Legge 150/2000 Decreto Legislativo n. 267/2000 Modifiche ed integrazioni alle leggi 15 marzo 1997, n. 59, e 15 maggio 1997, n. 127, nonché norme in materia di formazione del personale dipendente e di lavoro a distanza nelle pubbliche amministrazioni. Disposizioni in materia di edilizia scolastica (Bassanini ter) Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1998 (Bassanini quater) Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali DPR n. 445/2000 Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa Legge n. 448/2001 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002). Un analisi più approfondita dei singoli provvedimenti aiuta a comprendere maggiormente le linee guida del processo complessivo. Relativamente alla prima fase del processo di riforma sono da segnalare: La legge 142/90. E la legge che ha dato avvio al processo di riforma. Si tratta di una cosiddetta legge di principi : essa, infatti, non disciplina specificamente il settore degli Enti Locali, ma si limita a fissare dei principi che lasciano al legislatore nazionale e, soprattutto, agli Enti Locali consistenti spazi per l esercizio di una autonomia gestionale (fino a questo momento quasi del tutto assente) che costituisce la maggiore novità del dettato normativo. Attraverso tale legge, infatti, viene conferita all Ente Locale autonomia statutaria e finanziaria. Si dà, così, all Ente la possibilità di autodisciplinarsi in modo da rispondere meglio alle esigenze del contesto di riferimento utilizzando le risorse proprie e quelle trasferite nel modo più adeguato. Nell ambito di tale provvedimento, inoltre, vengono utilizzati, per la prima volta all interno di un testo normativo, i termini qualità del servizio ed efficacia dell operato dell amministrazione in funzione delle quali si definiscono anche nuove 1517 Gli Enti Locali: analisi di scenario forme di gestione dei servizi pubblici locali 9. Vengono, infine, sanciti i principi della partecipazione del cittadino alla vita amministrativa, il diritto d accesso agli atti amministrativi ed il diritto all informazione. La legge 241/90. La filosofia che ispira l intera legge emerge dall art. 1 che recita: L attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia e di pubblicità. A parte la riaffermazione dei tempi tipici della gestione aziendale (efficienza ed efficacia), la legge 241/90 è, centrata integralmente sul tema della comunicazione. Secondo tale norma, infatti, la comunicazione pubblica (interna tra i diversi uffici ed esterna rispetto al cittadino) è un dovere per l amministrazione ed un diritto per il cittadino. Un principio, questo, che si concretizza nella necessità che i procedimenti amministrativi ed i relativi tempi di realizzazione siano resi pubblici e comunicati. Nella Legge 241/90, inoltre, viene individuata una persona fisica (il responsabile del procedimento amministrativo) che rappresenta, sotto il profilo interno, il coordinatore del procedimento stesso, il quale riguarda spesso più unità organizzative e, sotto il profilo esterno, il punto di riferimento del cittadino (Piazza, 1998:199). Tale figura deve assicurare che il procedimento amministrativo risulti estremamente efficiente e trasparente. Il decreto legislativo 29/93. Tale decreto introduce significativi cambiamenti in tema di privatizzazione del pubblico impiego (rapporto dipendente-amministrazione basato su criteri privatistici, ridefinizione delle piante organiche) finalizzati a rendere operativi all interno della Pubblica Amministrazione i principi di economicità ed efficacia dell azione amministrativa. Esso, inoltre, prevede la separazione tra indirizzo politico e gestione e la conseguente attribuzione della responsabilità della gestione al livello dirigenziale. Infine, il decreto istituisce l Ufficio per le Relazioni con il Pubblico che ha la triplice finalità di assicurare ai cittadini 9 Le forme di gestione consentite sono: la gestione in economia, la concessione a terzi, l azienda speciale, l istituzione e la società mista. 1618 Gli Enti Locali: analisi di scenario i diritti di accesso e di informazione, gestire le informazioni relative a tutti i procedimenti amministrativi dell Amministrazione, formulare proposte alla propria amministrazione relativamente agli aspetti organizzativi e logistici del rapporto con l utenza. Il decreto legislativo 77/95. Tale decreto riforma il sistema contabile degli Enti Locali; in particolare, esso introduce la contabilità economica all interno dell Ente, definisce lo strumento delle determinazioni, come atti di impegno di spesa direttamente realizzabili dai dipendenti, stabilisce lo sviluppo di un sistema di controllo di gestione come metodo di verifica delle performance dell Ente. La seconda fase di riforma della Pubblica Amministrazione prende l avvio nel periodo con le cosiddette Leggi Bassanini (L. 59/95, L. 127/97, L. 191/98, L 50/99). I temi chiave di tali leggi sono: il decentramento, la semplificazione amministrativa e la maggiore autonomia decisionale ed organizzativa attribuita agli Enti Locali: Per quanto riguarda il decentramento, una novità importantissima è costituita dal principio di sussidiarietà che prevede l attribuzione della generalità dei compiti e delle funzioni amministrative ai Comuni, alle Province ed alle Comunità Montane, cioè agli Enti più vicini al cittadino, riservando allo Stato solo l insieme delle competenze essenziali (e non delegabili) per l ordinato sviluppo del Paese ed affrontando il delicato compito del contemperamento delle diverse istanze necessario per salvaguardare l equilibrio centro-periferia. Nell ambito delle leggi Bassanini, la semplificazione amministrativa viene intesa come una materia soggetta ad una continua revisione. L attuazione del processo di semplificazione amministrativa prevede l emanazione a cadenza annuale di leggi che individuino le materie soggette a semplificazione e delegificazione e le relative modalità di attuazione. Tali leggi devono essere accompagnate da una relazione sullo stato di attuazione e sui risultati conseguiti. Per la prima volta il diritto amministrativo fa propria la logica del miglioramento continuo. 1719 Gli Enti Locali: analisi di scenario Relativamente all autonomia decisionale ed organizzativa, fondamentale è la cosiddetta legge Bassanini-ter che assegna al Sindaco la facoltà di attribuire le funzioni gestionali ai responsabili degli uffici e dei servizi indipendentemente dalla loro qualifica funzionale ed in deroga ad ogni altra diversa disposizione. La stessa legge prevede anche la possibilità di convenzionarsi con altri Enti per l espletamento di alcune funzioni o di affidare incarichi a tempo determinato a soggetti esterni 10. Per la prima volta, quindi, l organizzazione viene progettata sulla base delle attività da compiere e degli obiettivi da raggiungere. A questo proposito, fondamentali sono anche le precisazioni relative alla figura del Direttore Generale (già prevista dalla legge 142/90 per le province ed i comuni con più di abitanti) che diviene così un vero e proprio City Manager (Monea, 1997:98), in grado di assumere, in un clima di fiducia e coesione con gli organi politici, la responsabilità dei risultati della gestione, con vincoli di costo e di tempo, tenendo presente i principi di eguaglianza, imparzialità, visibilità sociale che presiedono all erogazione dei servizi pubblici. La produzione normativa degli ultimi anni si è concentrata sul tema della comunicazione con il cittadino, all interno delle amministrazioni e tra le amministrazioni, risultando quest ultima l elemento centrale del processo di semplificazione amministrativa avviato dalle leggi Bassanini. A tale proposito va segnalata la legge 150/2000 che individua e definisce le funzioni degli organi preposti alla comunicazione pubblica ed istituzionale (l Ufficio Relazioni con il Pubblico, l Ufficio Stampa il portavoce del Sindaco) affermando la centralità di tali soggetti all interno dell Amministrazione. Va, infine, segnalato, nell ambito della presente rassegna normativa (che non vuole essere esaustiva, ma intende presentare solo alcune leggi particolarmente significative per la realizzazione della riforma), l art. 35 della legge finanziaria 2002 che segna il passaggio da un sistema di offerta dei servizi pubblici locali 10 Tale provvedimento deve, naturalmente, essere motivato e non si può basare solo sull esistenza di un rapporto di fiducia. 1820 Gli Enti Locali: analisi di scenario circoscritto alla relazione triangolare tra l ente locale, l azienda di servizi pubblici e i cittadini, a un sistema in cui questa relazione triangolare può estendersi in forma reticolare, coinvolgendo una molteplicità di soggetti, ciascuno concentrato su una fase del processo di soddisfazione del bisogno pubblico: ente locale, società proprietaria delle reti, società di gestione delle reti, società di gestione del servizio, cittadini e autorità di settore (Cristofoli, Zerbini, 2002: 27). Da questa breve panoramica emerge chiaramente che l evoluzione normativa degli anni 90, è stata segnata da un insieme di provvedimenti di grande portata innovativa. Il proliferare di nuove norme, tuttavia, seppur prodotte nell intento lodevole di rompere con il passato, non può da solo mutare la realtà: Le norme da sole non bastano, il cambiamento reale passa attraverso le persone. (Filosa Martone, 1996:39). Non si tratta semplicemente di modificare la struttura organizzativa dell Ente e/o le procedure, ma di incidere fortemente sulla cultura dell organizzazione L evoluzione dei sistemi di management della Pubblica Amministrazione Si è già accennato al fatto che il modello burocratico basato su regole e procedure (al fine di garantire l imparzialità, l affidabilità e la prevedibilità del comportamento, di stampo weberiano, che fino a pochi anni fa ha caratterizzato la Pubblica Amministrazione), si è dimostrato inadeguato a fornire le necessarie risposte ad un ambiente diventato sempre più complesso. Tra i limiti di tale modello si evidenziano (Sarno, 2005:171): l impossibilità di adeguare il servizio offerto alle esigenze del cliente/utente; 19 Vedere altro
6 Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta Quadri sulla gestione Impiegati con responsabilità direttive Dirigenti di imprese private e organizzazioni pubbliche, interessati Dettagli Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo
Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione Dettagli LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI
LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI Premesse e riferimenti normativi La valutazione del personale, che costituisce un processo centrale nell ambito del management pubblico, ha registrato negli Dettagli COMUNE DI CORCIANO PROVINCIA DI PERUGIA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI
COMUNE DI CORCIANO PROVINCIA DI PERUGIA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 10 DEL 19 MARZO 2015 CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto Dettagli PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ
PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ La qualità dei servizi e delle politiche pubbliche è essenziale per la competitività del sistema economico e per il miglioramento delle condizioni di vita dei Dettagli Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione
FIRENZE 1 PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA IL SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO: RIFERIMENTI CONCETTUALI E NORMATIVI POSTI A CONFRONTO CON LA REALTÀ AZIENDALE FIRENZE 2 INDICE PREMESSA 3 MOTIVAZIONI Dettagli Il Sistema della performance e le direttive CIVIT. Università di Cagliari monfardini@unica.it
Il Sistema della performance e le direttive CIVIT Dott. Patrizio Monfardini Università di Cagliari monfardini@unica.it Art. 4 (ciclo di gestione della performance) 2 comma 1: [.] le amministrazioni pubbliche Dettagli COMUNE DI BRUGHERIO (PROVINCIA DI MONZA E DELLA BRIANZA)
PROCESSO DI VALUTAZIONE delle prestazioni (PERFORMANCE INDIVIDUALE) rese dal personale Il sistema di valutazione permanente intende promuovere, da un lato, il miglioramento della qualità delle prestazioni Dettagli Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper Dettagli Il sistema di misurazione e valutazione della performance dell ATER di Matera
Il sistema di misurazione e valutazione della performance dell ATER di Matera 1. Premessa: le norme, le indicazioni CIVIT, i requisiti necessari Il Sistema di misurazione e valutazione della performance Dettagli Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma
Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Documento basato sui risultati della Conferenza di Roma, 17 e 18 novembre 2014 In occasione della Presidenza Dettagli Il Piano di comunicazione
Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione Dettagli ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo
ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo Indice 1. Premessa 3 2. Il sistema di misurazione e valutazione delle performance 4 3. Criteri per la Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA
ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE ALTA VAL TAGLIAMENTO (Comuni di: Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Preone, Sauris, Socchieve) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE Dettagli COMUNE DI CESENA Piazza del Popolo, 10 47521 Cesena (FC) SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE
COMUNE DI CESENA Piazza del Popolo, 10 47521 Cesena (FC) SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE Approvato con deliberazione di Giunta Comunale n. 189 del 12/06/2012 Introduzione Il sistema Dettagli LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE CON QUALIFICA DIRIGENZIALE SISTEMA DI VALUTAZIONE (Approvato con deliberazione G.P. n.74/2006)
LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE CON QUALIFICA DIRIGENZIALE SISTEMA DI VALUTAZIONE (Approvato con deliberazione G.P. n.74/2006) Nel quadro della innovazione organizzativa avviato dalla Provincia, il Nucleo Dettagli 1) IL MODELLO DI VALUTAZIONE
SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI DEL DIRETTORE DELL ISTITUTO DI RICERCHE ECONOMICO SOCIALI. Il sistema di valutazione si articola, dal punto di vista metodologico, in tre aspetti distinti ma tra Dettagli Le nuove frontiere dell e-government. Il Controllo. Gestione. di nella. Pubblica. Amministrazione
Le nuove frontiere dell e-government Il Controllo Gestione di nella Pubblica Amministrazione Il controllo di gestione è la procedura diretta a verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati Dettagli SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE
PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA Premesso che il programma di Governo ha previsto una legislatura caratterizzata da profonde riforme istituzionali; che tale Dettagli Comune di Pontassieve. Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato. In collaborazione con
Comune di Pontassieve Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato In collaborazione con 1 Indice Indice... 1 1. Il processo di sviluppo organizzativo in corso... Dettagli Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità
Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità 2013-2015 INDICE 1. Introduzione: organizzazione e funzione dell Agenzia Regionale per la Tecnologica e l Innovazione - ARTI... 2 2. I dati... 4 2.1 Dettagli Tesi: Ruolo e funzioni del Dirigente scolastico. MASTER Dirigenza Scolastica Università della Calabria Lucia Scuteri
Tesi: Ruolo e funzioni del Dirigente scolastico MASTER Dirigenza Scolastica Università della Calabria Lucia Scuteri The object of education is to prepare the young,to educate themselves throughout their Dettagli Ministero della Salute
Relazione dell sul funzionamento complessivo del sistema di valutazione, trasparenza e integrità dei controlli interni Anno 2012 (art. 14, comma 4, lettera a del d.lgs. n. 150/2009) PRESENTAZIONE E INDICE Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PREMESSA Le recenti e numerose modifiche normative nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica Amministrazione impongono agli Enti Locali Dettagli Piano Formativo 2011 PROGRAMMA DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE
Piano Formativo 2011 PROGRAMMA DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE manageriali f o r m a z i o n e IL CONTESTO Le trasformazioni organizzative e culturali che stanno avvenendo nelle amministrazioni comunali, Dettagli Le novità normative in tema di rapporto di lavoro pubblico: il D.Lgs. 150/2009
Le novità normative in tema di rapporto di lavoro pubblico: il D.Lgs. 150/2009 Parma, Sala aurea C.C.I.A.A., Via Verdi 2 Gaetano Palombelli La riforma del lavoro pubblico nel contesto della riforma istituzionale Dettagli LA MISSIONE E GLI ASSI STRATEGICI DELLA LOGOSPA
LA MISSIONE E GLI ASSI STRATEGICI DELLA LOGOSPA LA MISSIONE LogosPA è una fondazione di partecipazione che: o si pone come uno strumento di raccordo e supporto tra la Pubblica Amministrazione e la collettività Dettagli PROVINCIA DI ROMA. Regolamento per il Controllo di Gestione
PROVINCIA DI ROMA Regolamento per il Controllo di Gestione Adottato con delibera della Giunta Provinciale n. 498/23 del 09/04/2003 1 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 Ambito di applicazione 1. Il presente Dettagli L autonomia scolastica
L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio Dettagli REGISTRO DEI DATORI DI LAVORO SOCIALMENTE RESPONSABILI ai sensi dell art. 15 della L. R. n. 30/2007
Dipartimento Istruzione, Formazione e Lavoro Settore Politiche del Lavoro e delle Migrazioni UO MONITORAGGIO E ANALISI REGISTRO DEI DATORI DI LAVORO SOCIALMENTE RESPONSABILI ai sensi dell art. 15 della Dettagli PROGETTO QUALITA PIANO FINANZIARIO
PROGETTO QUALITA PIANO FINANZIARIO Progetto Qualità INTESA-CCA 2014-2016 Pagina 1 PROGETTO QUALITA 2014-2016 PREMESSA: Il progetto dopo il periodo di avvio e consolidamento, in base alle osservazioni poste Dettagli Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici
Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l art. 5, comma 2, lettere b), e) ed f), della legge 23 agosto 1988, n. 400; Ritenuta Dettagli Koinè Consulting. Profilo aziendale
Koinè Consulting Profilo aziendale Koinè Consulting è una società cooperativa a responsabilità limitata che svolge attività di consulenza e servizi alle imprese, avvalendosi di competenze interne in materia Dettagli AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2011-2013
AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2011-2013 (Articolo 11 del decreto legislativo n. 150/2009) INDICE 1. Introduzione pag. 3 2. Selezione dei Dettagli Il Nuovo Portale Istituzionale della Provincia di Lecce
PROVINCIA DI LECCE SERVIZIO INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE SERVIZIO INNOVAZIONE TECNOLOGICA Il Nuovo Portale Istituzionale della Provincia di Lecce Il nuovo portale istituzionale, che oggi presentiamo, è Dettagli Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE
Ministero per la pubblica amministrazione e l innovazione Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE - 1 - PREMESSA Il documento di partecipazione ha come oggetto la progettazione esecutiva Dettagli COMUNE DI SERGNANO Provincia di Cremona
COMUNE DI SERGNANO Provincia di Cremona PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PREMESSA Le recenti e numerose modifiche normative nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica Dettagli ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE
ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Settembre 2010 SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE 1. INTRODUZIONE La legge-delega 4 marzo Dettagli 2. IL CONCETTO DELLA QUALITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Segreteria Generale Ufficio Programmazione e Controllo di gestione anno 2014 1. NOZIONI INTRODUTTIVE Ai sensi del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre Dettagli AZIENDA ULSS N. 8 - ASOLO. Sistema di misurazione e valutazione della performance
AZIENDA ULSS N. 8 - ASOLO Sistema di misurazione e valutazione della performance in attuazione del D.Lgs. n. 150/2009 1 Indice Presentazione... 3 Principi... 3 Articolazione del sistema... 4 1. La Valutazione Dettagli COMUNE DI RICCIONE Provincia di Rimini
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PARMA CORSO DI FORMAZIONE MANAGERIALE PER I DIRIGENTI DELLE AZIENDE SANITARIE La certificazione manageriale 29/07/2014 PREMESSA In diverse realtà sono stati attivati corsi di Dettagli Lezione n 15 17 Maggio 2013 Alberto Balducci
Lezione n 15 17 Maggio 2013 Alberto Balducci Obiettivi conoscitivi Il Budget nel sistema di programmazione e controllo I documenti che compongono il budget Le finalità e gli obiettivi di budget Il processo Dettagli Sistema di Valutazione delle prestazioni dei Direttori regionali del ruolo del Consiglio regionale ANNO 2009 e seguenti
Sistema di Valutazione delle prestazioni dei Direttori regionali del ruolo del Consiglio regionale ANNO 2009 e seguenti 1 Finalità e valori di riferimento Il presente Sistema di Valutazione valido per Dettagli Piano Strategico Territoriale Termini Imerese 2015
Città di Termini Imerese Provincia di Palermo Piano Strategico Territoriale Termini Imerese 2015 Documento Definitivo Piano di Comunicazione e struttura di monitoraggio - art. 9, lett. f) e g) - Termini Dettagli CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE
CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ ANNI 2015 2016 2017 1 allegato a) deliberazione del Consiglio di Amministrazione. n. /2015 PROGRAMMA TRIENNALE Dettagli A Il D.Lgs. 77/1995 e il D.Lgs. 267/2000
Finanza, contabilità e revisione economico-finanziaria Sommario 1 L ordinamento contabile: fonti normative. 2 Il regolamento di contabilità. 3 Gli strumenti della programmazione finanziaria. 4 Il rendiconto Dettagli LA LEADERSHIP INFERMIERISTICA NELLA GESTIONE DEI CONFLITTI SUL LAVORO: RICERCA SULLA REALTA DELL INTERAGIRE TRA IL PERSONALE INFERMIERISTICO
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO MASTER / COORDINAMENTO LA LEADERSHIP INFERMIERISTICA NELLA GESTIONE DEI CONFLITTI SUL LAVORO: RICERCA SULLA REALTA DELL INTERAGIRE Dettagli Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio
Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio Convegno su Processi di decentramento e rilancio dello sviluppo. Investimenti pubblici, infrastrutture e competitività Banca Intesa Dettagli UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME
QuickTime e un decompressore TIFF (Non compresso) sono necessari per visualizzare quest'immagine. UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME ANALISI DI ECONOMICITÀ, EFFICACIA ED EFFICIENZA Dettagli "GIOVANE CITTADINANZA: dalla prevenzione verticale alla peer education"
"GIOVANE CITTADINANZA: dalla prevenzione verticale alla peer education" SISTEMA DI VALUTAZIONE INDICE DEL DOCUMENTO 1. Linee guida per la valutazione.. pag. 2 2. Dimensioni e tempi della valutazione... Dettagli IL Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, Le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue.
IL Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, Le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue. La pubblica amministrazione è stata oggetto negli Dettagli l assicurazione di qualità della convalida dell apprendimento non formale e informale (LLP-LdV-TOI-11-IT-632)
(LLP-LdV-TOI-11-IT-632) l assicurazione di qualità della convalida dell apprendimento non formale e informale Il presente progetto è finanziato con il sostegno della Commissione europea. L autore è il Dettagli CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino
CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino In un contesto normativo e sociale caratterizzato da una costante evoluzione, al Comune, Dettagli Dialogare con il cliente esterno ed interno per un miglior servizio al cittadino. Giusi Miccoli - Amministratore Unico ASAP
Dialogare con il cliente esterno ed interno per un miglior servizio al cittadino Giusi Miccoli - Amministratore Unico ASAP CHI È ASAP ASAP Società in house della Regione Lazio Finalità Formazione del personale Dettagli Indice. Prefazione PARTE PRIMA LE FONDAZIONI DI PARTECIPAZIONE NELLE STRATEGIE COLLABORATIVE TRA AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE ED IMPRESE
Indice Prefazione XI PARTE PRIMA LE FONDAZIONI DI PARTECIPAZIONE NELLE STRATEGIE COLLABORATIVE TRA AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE ED IMPRESE Capitolo 1 Le partnership pubblico-privato nei nuovi modelli di gestione Dettagli Capitolo 3. L amministrazione verso i cittadini e le imprese
Capitolo 3 L amministrazione verso i cittadini e le imprese Capitolo 3 L amministrazione verso i cittadini e le imprese 3.1 La comunicazione istituzionale Il Dipartimento della Funzione Pubblica si propone Dettagli Corso di Programmazione e Controllo SEDE DI FANO
Corso di Programmazione e Controllo SEDE DI FANO Docente: Selena Aureli LEZIONE 3 1 Dalla funzione al contenuto dell attività direzionale Dopo la II WW (anni 50), molti autori cercano di approfondire in Dettagli REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI
UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA PROVINCIA DI PISA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio n. 1 del 07.01.2013 1 CAPO I PRINCIPI GENERALI INDICE Art. 1 Oggetto Dettagli I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione
I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione Premessa Obiettivo di questo breve documento è fornire una contributo in vista dell incontro dell 8 luglio; a tale Dettagli Solo chi ha un apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo
Solo chi ha un apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo B. Munari inside INSIDE è specializzata nella trasformazione organizzativa, nello sviluppo e nella valorizzazione del capitale umano Dettagli I sistemi di controllo di gestione. Nicola Castellano
I sistemi di controllo di gestione Nicola Castellano 1 Controllo di gestione e contabilità analitica Sommario: Controllo di gestione Definizione Il sistema di controllo Struttura organizzativa Processo Dettagli RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RIDUZIONE E TRASPARENZA DEGLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI
RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RIDUZIONE E TRASPARENZA DEGLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI A CARICO DI CITTADINI E IMPRESE Anno 2014 (Art. 7, comma 3, legge 11 novembre Dettagli METODI E STRUMENTI PER LA GESTIONE E IL CONTROLLO DELLA QUALITÀ NELL EROGAZIONE DI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ: IL CASO METRONAPOLI
Università degli Studi di Napoli Federico II Facoltà di Ingegneria Corso di laurea in Ingegneria Gestionale Abstract di tesi di laurea in GESTIONE AZIENDALE METODI E STRUMENTI PER LA GESTIONE E IL CONTROLLO Dettagli SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE
SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE 1) PRINCIPI I principi, cui si ispira il sistema di valutazione, riguardano la trasparenza dei criteri e dei risultati, l adeguata informazione e la partecipazione Dettagli Introduzione. Articolazione della dispensa. Il sistema del controllo di gestione. Introduzione. Controllo di Gestione
Introduzione Perché il controllo di gestione? L azienda, come tutte le altre organizzazioni, è un sistema che è rivolto alla trasformazione di input (risorse tecniche, finanziarie e umane) in output (risultati Dettagli CCIAA DI REGGIO EMILIA
CCIAA DI REGGIO EMILIA RELAZIONE SUL FUNZIONAMENTO COMPLESSIVO DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE, TRASPARENZA ED INTEGRITA DEI CONTROLLI INTERNI (ART.14, COMMA 4, LETTERA A E LETTERA G, D.LGS. 150/2009). 1 INDICE Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE (Approvato con deliberazione di G.C. 140/02.12.2010) 1 TITOLO I - SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE Capo I - Aspetti generali Dettagli Piccola dimensione Limitata formalizzazione Stili personali e culturali poco favorevoli alla formalizzazione
BUDGET Parole chiave Il processo di programmazione e controllo di gestione come strumento di governo delle organizzazioni Il processo di programmazione e controllo di gestione rappresenta quel processo Dettagli Lo Sviluppo delle Capacità
Lo Sviluppo delle Capacità 1 Come elaborare un Piano di sviluppo: premesse e processo 3 2 Appendice A: Una guida per la Diagnosi degli ostacoli 7 3 Appendice B: Una guida per la scelta delle Tecniche 8 Dettagli CITTÀ DI AVIGLIANO. (Provincia di Potenza) METODOLOGIA PERMANENTE DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE. (art. 6 C.C.N.L. 31/3/1999) SEZIONE I
CITTÀ DI AVIGLIANO (Provincia di Potenza) METODOLOGIA PERMANENTE DI DEL PERSONALE (art. 6 C.C.N.L. 31/3/1999) SEZIONE I PRINCIPI GENERALI 1. Generalità Il Comune di Avigliano valuta il proprio personale Dettagli tribunale di napoli carta dei servizi
tribunale di napoli carta dei servizi indice Il progetto regionale e la Carta dei servizi 3 1. INTRODUZIONE ALLA CARTA DEI SERVIZI 4 1.1. Cos è la Carta 4 1.2. Metodo di lavoro 5 1.3. Le norme ed i principi Dettagli COMUNE DI CUNEO Regolamento sui controlli interni
COMUNE DI CUNEO Regolamento sui controlli interni (art. 147 del TUELL 267/2000, modificato dal D.L. 174/2012 convertito nella legge 213/2012) INDICE Parte 1^ Premesse generali Art. 1 Finalità e ambito Dettagli Regolamento di disciplina della misurazione, della valutazione e della trasparenza delle performance.
Regolamento di disciplina della misurazione, della valutazione e della trasparenza delle performance. Art. 1 OBIETTIVI Il sistema di misurazione, valutazione e trasparenza delle performance viene applicato Dettagli Istituto Comprensivo " E. Mattei"
Istituto Comprensivo " E. Mattei" Centro Territoriale Permanente per l 'Istruzione e la Formazione in età adulta Viale Roma, 30 Tel. 0737 84339-787634 /Fax 0737 787634 E-mail: mcic80700n@istruzione.it Dettagli Programma triennale per l trasparenza e l integrità Istituto Comprensivo di S. Vito al T.
2014-16 Programma triennale per l trasparenza e l integrità Istituto Comprensivo di S. Vito al T. la trasparenza nei confronti dei cittadini e dell intera collettività, poiché rappresenta uno strumento Dettagli ambiti trasversali di interesse: verso i protocolli operativi di sostenibilità
9. ambiti trasversali di interesse: verso i protocolli operativi di sostenibilità Un altra tipologia di strumentazioni di supporto alla concretizzazione di una pratica di sostenibilità, intesa prettamente Dettagli REGOLAMENTO RECANTE LA DISCIPLINA DELLA MISURAZIONE, DELLA VALUTAZIONE, DELLA RENDICONTAZIONE E DELLA TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE
REGOLAMENTO PROVINCIALE SUI CONTROLLI INTERNI IN ATTUAZIONE DELL ART. 3 DEL DECRETO LEGGE 10 OTTOBRE 2012, N. 174, CONVERTITO IN LEGGE 7 DICEMBRE 2012, N. 213 TITOLO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1 Oggetto Dettagli Modello di ORGANIZZAZIONE GESTIONE e CONTROLLO
CARTADEIVALORI INTRODUZIONE Questa Carta dei Valori rappresenta in se stessa un Valore perché è il frutto di un grande impegno collettivo. Alla sua stesura hanno concorso migliaia di persone: i dipendenti Dettagli PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33
Settore Segreteria e Direzione generale Ufficio Trasparenza e Comunicazione PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33 Relazione anno 2014 a cura del Segretario Generale e della Dettagli La comunicazione istituzionale rappresenta, da oltre un decennio, un tema di rilevante interesse per le amministrazioni pubbliche italiane.
ALLEGATO 1 PROVINCIA DI BRINDISI SERVIZIO 1 SETTORE AMMINISTRAZIONE GENERALE P R O G E T T O UFFICIO STAMPA E SUPPORTO UFFICIO COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE DELLA PROVINCIA DI BRINDISI 1 MOTIVAZIONI La funzione Dettagli PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici Dettagli www.hcmschool.it APPROFONDIRE POTENZIARE APPLICARE
www.hcmschool.it APPROFONDIRE POTENZIARE APPLICARE Sviluppare competenze manageriali innovative per il mondo della Sanità Health Care Management School Il Sistema Sanitario rappresenta uno dei settori Dettagli Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR)
Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR) UNA CULTURA, UNA TRADIZIONE, UN SISTEMA PRODUTTIVO LOCALE: IL CASO DI CASTELLI (TE) Indicazioni progettuali per un analisi territoriale, per un progetto di Dettagli ASL TERAMO. (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE
ASL TERAMO (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE (ai sensi della legge 150/2000, del DPR 422/2001, e della Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Dettagli REGIONE TOSCANA PREAMBOLO
REGIONE TOSCANA L.R. 2 aprile 2009, n. 16 Cittadinanza di genere B.U. Regione Toscana 06 aprile 2009, n. 11 PREAMBOLO Visto l articolo 117, terzo, quarto e settimo comma della Costituzione; Visto l articolo Dettagli Il modello di organizzazione pubblica, con particolare riferimento agli enti locali: principi, criteri e strumenti
Master in gestione e innovazione nelle amministrazioni pubbliche Il modello di organizzazione pubblica, con particolare riferimento agli enti locali: principi, criteri e strumenti Giuseppe Panassidi 1 Dettagli FORMAZIONE DI MANTENIMENTO IVASS ANNO 2013
1. PROGETTO FORMATIVO FORMAZIONE DI MANTENIMENTO IVASS ANNO 2013 Si tratta di un iniziativa formativa svolta in ottemperanza ai disposti del Regolamento Isvap n 5 del 16 ottobre 2006, focalizzata su: mantenimento Dettagli Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Ministero per i Beni e le Attività Culturali ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (OIV) MANUALE OPERATIVO PER IL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE SETTEMBRE 2010 1. I riferimenti Dettagli ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE Dettagli Copyright Esselibri S.p.A.
CAPITOLO QUARTO PRINCIPI GENERALI SULL AMMINISTRAZIONE E LA CONTABILITÀ 1. L AMMINISTRAZIONE E LA CONTABILITÀ In quanto ente pubblico istituzionale l INPS è regolato dai principi della L. 70/1975 che ha Dettagli CODICE DI COMPORTAMENTO. Per il Personale Coinvolto nelle Attività di Trasporto, Stoccaggio e Distribuzione del Gas Naturale
1111 CODICE DI COMPORTAMENTO Per il Personale Coinvolto nelle Attività di Trasporto, Stoccaggio e Distribuzione del Gas Naturale INDICE 1 INTRODUZIONE...4 La separazione funzionale nel settore energetico... Dettagli Programma triennale per la trasparenza e l integrità
Istituto Comprensivo F. PAPPALARDO Via G. di Vittorio - 97019 Vittoria (RG) tel. 0932 519033 fax 0932 512256 C.F. 91015770885 - Cod.Mec. RGIC82700L e-mail: rgic82700l@istruzione.it pec: rgic82700l@pec.istruzione.it Dettagli COMUNE DI CASTELVETRANO Provincia di Trapani REGOLAMENTO PER LA GESTIONE, MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE
COMUNE DI CASTELVETRANO Provincia di Trapani REGOLAMENTO PER LA GESTIONE, MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Città di Castelvetrano Regolamento per la gestione, misurazione e valutazione della Dettagli RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE INDICE 1 PREMESSA 5 IL PROGETTO RIMOTIVAZIONE 6 PRIMA PARTE IL CONTESTO TEORICO DI RIFERIMENTO 8 CAPITOLO PRIMO I DIVERSI MODELLI Dettagli PROGRAMMA triennale per la trasparenza e l integrita

References: art. 43
 art. 1
 art. 35
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 4
 art.3
 Art.1
 art. 15
 art. 15
 art. 5
 art. 9
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 ART. 3
 Articolo 1
 articolo 117