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Timestamp: 2019-12-11 02:27:17+00:00

Document:
Consiglio - Assemblea legislativa regionale delle Marche - Resoconto della seduta n.21 del 19/10/2010
Resoconto della seduta n.21 del 19/10/2010
SEDUTA N. 21 DEL 19 OTTOBRE 2010
La seduta inizia alle ore 10,25
PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 20 del 12 ottobre 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
- n. 44/2010, in data 30 settembre 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Marangoni, Zaffini, Trenta, Marinelli, Latini, Camela, Malaspina, Eusebi, D’Anna, Massi, Acquaroli, Ricci, Ciriaci concernente: “Interventi regionali per il sostegno e la promozione di osterie, locande, taverne, botteghe e spacci di campagna storici”, assegnata alla I Commissione in sede referente, alla II Commissione per l’espressione del parere di cui all’articolo 69 del Regolamento interno, e al Consiglio delle autonomie locali per il parere ai sensi dell’articolo 11, comma 2, della legge regionale n. 4/2007 e alla III Commissione per l’eventuale richiesta di espressione di parere ai sensi dell’articolo 68 del Regolamento interno;
- n. 45/2010 in data 8 ottobre 2010, ad iniziativa del Consigliere Latini, concernente: “Istituzione della Conferenza Regione – Ordini e collegi professionali”, assegnata alla I Commissione in sede referente.
E’ stata presentata la seguente petizione:
- n. 1/2010, ad iniziativa dell’Associazione trapiantati d’organo delle Marche, concernente: “Richiesta provvidenze per i trapiantati di fegato”, assegnata alla V Commissione in sede referente.
Comunico inoltre che:
- è pervenuta da parte di 15 Consiglieri la richiesta motivata di costituzione di una Commissione d’Inchiesta relativa al “Progetto sperimentale del CUP unico”;
- in data 13 ottobre 2010 ho provveduto con decreto n. 27 alla “Ricostituzione del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro (CREL)” e con decreto n 28 ho provveduto a dare esecuzione all’ordinanza del TAR Marche n. 00613/2010 del 7/10/2010 – “Nomina dell’Autorità di garanzia per il rispetto dei diritti di adulti e bambini – Ombudsman regionale”;
- il Consigliere Zaffini con nota n. 7391 del 18 ottobre 2010 ha rimosso la causa di incompatibilità contestata dall’Assemblea legislativa con deliberazione n. 14 del 5/10/2010, rassegnando le dimissioni dalla carica di Deputato ed optando per quella di Consigliere regionale.
Il Presidente della Giunta ha trasmesso le seguenti deliberazioni:
- n. 1426 del 4/10/2010: “Art. 26 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazioni finalizzate da parte dello Stato in campo sanitario delle relative spese. € 297.323,97";
- n. 1427 del 4/10/2010: “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con DDGR n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 4.756.664,20”.
Comunico, inoltre, che il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la seguente legge regionale:
- n. 13 in data 11 ottobre 2010: “Modifica alla legge regionale 14 aprile 1986, n. 9 “Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna”.
Hanno chiesto congedo i Consiglieri Cardogna e Trenta.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ortenzi.
Rosalba ORTENZI. Presidente, come ho detto anche nella Conferenza dei Capigruppo, chiedo l’iscrizione all’ordine del giorno e la conseguente discussione della mozione n. 62 “Passaggio al digitale terrestre, Piano nazionale assegnazione delle frequenze (PNAF), problematiche per le emittenti locali e per il pluralismo dell’informazione” a firma di tutti i membri della prima Commissione e da tutti i Capigruppo dell’Assemblea legislativa regionale.
Inoltre il Consigliere Eusebi ed io chiediamo l’anticipo della mozione n. 41 riguardante la grave situazione della casa di reclusione di Fermo.
PRESIDENTE. Se su queste due proposte non ci sono richieste di intervento passiamo alla votazione.
Pongo in votazione l’iscrizione all’ordine del giorno della mozione n. 62 come primo atto del punto 4) all’ordine del giorno.
Pongo in votazione la proposta di anticipo della mozione n. 41 e di trattarla subito dopo la mozione n. 62 appena iscritta.
PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Binci, ne ha facoltà
Massimo BINCI. Semplicemente per dire, Presidente, avendo lei provveduto con decreto – di cui ha dato comunicazione poc’anzi – alla rinomina del Difensore civico Tanoni con integrazione delle motivazioni, che vorrei intervenire sulla questione.
PRESIDENTE. Consigliere, non è possibile intervenire su una comunicazione. Io ho comunicato, così come di fatto suggerito dal TAR, in merito all’integrazione di quella nomina – gli atti naturalmente sono pubblici, quindi può essere visualizzata –, dopodiché potrebbe semmai assumere conseguenti atti ispettivi o mozioni.
Massimo BINCI. Però sulle comunicazioni e oltretutto su un atto di questo genere che riguarda l’Assemblea legislativa penso si possa intervenire, Presidente. Tra l’altro, a mio parere, il decreto di rinomina di Tanoni non è comprensivo della sospensione dell’esecuzione del decreto. Cioè non c’è stata una fase di sospensione dell’esecuzione del decreto, anzi, nelle sue motivazioni dice proprio di non voler prendere atto di questa sospensione. Oltretutto nelle motivazioni riguardo alla validità della nomina viene riportato semplicemente un elenco di titoli di studio, dicendo che è per questo che è stato scelto.
Secondo me il Presidente avrebbe dovuto approfittare di questa fase per dare anche una valutazione comparativa con l’altro candidato, l’Ombudsman uscente Samuele Animali.
Samuele Animali è stato premiato a livello nazionale, tanto che la nostra Regione è capofila del Coordinamento nazionale degli Ombudsman, è pertanto riferimento italiano per tutte le istituzioni internazionali che si occupano della difesa civica, dall’Onu al Consiglio d’Europa. Ma tutti questi meriti, tutto il lavoro svolto, oltre a tutte le sue competenze all’Ombudsman uscente non sono state neppure citate. Io nella precedente seduta ho ricordato che ha attivato circa 400 procedimenti di confronto con i cittadini e i soggetti che lui tutela, ha attivato un monitoraggio, accompagnato anche dai Consiglieri, presso le carceri, inoltre nell’ultimo anno ha accorpato due nuove competenze, quella di tutela dei detenuti e di tutela dell’infanzia, facendolo in maniera validissima e con le stesse risorse.
Quindi secondo me è stata persa un’occasione di rivedere quella nomina, che oltretutto era supportata dalla maggior parte dei Consiglieri che avevano appunto apprezzato il lavoro portato avanti dal dott. Animali.
PRESIDENTE. Consigliere Binci, solo per conoscenza le dico che non risponde a vero il fatto che non ci sia stata la sospensione. Si è preso atto della sospensiva e si è agito di conseguenza. Quindi ci sono stati alcuni giorni in cui è valsa la sospensione, poi nel momento in cui è stata fatta l’integrazione, così come contenuto nel dispositivo del TAR, si è ritornati nella piena operatività.
Ha chiesto ora la parola il Consigliere D’Anna, ne ha facoltà.
Giancarlo D’ANNA. Presidente, chiedo di intervenire non solo come Consigliere regionale, ma anche come Vicepresidente della Commissione sanità, ed ovviamente anche a nome del gruppo del PDL.
Considerato che i giornali riportano i risultati dell’Avvocatura della Regione relativamente alla questione del CUP, a grossi titoli si dice che sono stati individuati i responsabili. Considerato che qualche settimana fa il Presidente Spacca si era assunto tutte le responsabilità – così aveva detto pubblicamente – della questione del CUP. Credo che sia opportuno che l’Assemblea legislativa e la Commissione sanità vengano messi a conoscenza dei risultati dell’indagine che è stata fatta.
Fermo restando che noi andremo avanti con la Commissione d’inchiesta, perché, come dice il dott. Rinaldi, sembra che l’Avvocatura non sia super partes.
Per cui vorremmo sapere se coloro che hanno indicato le responsabilità in Rinaldi, nell’Azienda San Salvatore o nelle procedure, se oggi pensano di chiudere il capitolo, addossando appunto le responsabilità semplicemente a chi non fa parte nemmeno più della struttura sanitaria della Regione Marche. Responsabilità che a nostro avviso sono invece della Giunta, dell’Assessorato e di tutti quei servizi che hanno portato a un disservizio ancora attivo nella nostra Regione.
Quindi non credo ci si possa accontentare delle risposte che leggiamo sui giornali questa mattina. Certamente sarebbe stato più opportuno, vista la tempistica, comunicarlo oggi di fronte a tutta l’Assemblea legislativa e non in tarda serata alla stampa, cercando così di evitare un dibattito. Dibattito che invece a questo punto ritengo sia necessario per capire veramente che cosa è successo, se i responsabili sono quelli indicati, oppure se si tratta semplicemente di trovare un capro espiatorio della più grossa operazione fallimentare che la Regione Marche ha mai effettuato nel campo della sanità.
Pertanto in merito chiedo una comunicazione del Presidente Spacca.
PRESIDENTE. Evidentemente la risposta su questo deve darla la Giunta, quindi se vorrà recepire lo valuteremo.
PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Eusebi, ne ha facoltà.
Paolo EUSEBI. Ho una richiesta da fare, Presidente, in relazione alla proposta di legge n. 19 di cui all’ordine del giorno.
Più di una motivazione, non ultima quella che lei ci ha illustrato alla Conferenza dei Capigruppo, ovvero la richiesta dei Consigli comunali di Ancona, Falconara e Chiaravalle, che si riuniranno per valutare questa proposta di legge nei prossimi giorni, mi inducono a chiedere il rinvio della discussione di questo atto.
Io ho tentato di emendarla, ovviamente sempre nella direzione e con il presupposto valido illustratoci dal Presidente Spacca, e so che anche il Presidente Badiali, che come al solito vive e conosce i problemi, ha tentato di formulare degli emendamenti migliorativi.
Ritengo in ogni caso ci sia bisogno di qualche altro giorno di riflessione, pertanto credo sia opportuno, anche per rispetto dei Consigli comunali di tre città importanti che ce lo chiedono, un rinvio di qualche giorno di questa proposta di legge.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Badiali, ne ha facoltà.
Fabio BADIALI. Il rinvio ora richiesto dal Consigliere Eusebi credo non possa essere accolto, e non per spirito di contraddizione, ma perché quindici giorni fa c’è stata la votazione in Commissione, per cui secondo me quando l’atto esce da questa sede poi deve essere portato in Aula.
Certo, se ci sono dei problemi grandi e insormontabili si può sicuramente valutare e discuterne, ma vorrei tranquillizzare il Consigliere Eusebi che la terza Commissione all’unanimità ha approvato un emendamento nel quale si evidenzia che le attività già programmate per il 2011 saranno garantite, questo significa dare un anno di tempo agli enti locali, alle associazioni e alle camere di commercio per lavorare su una nuova società privata-pubblica che possa gestire le fiere nella nostra regione. Insomma, non è che le fiere chiuderanno da domani, si avrà tutto il 2011 per trovare una soluzione.
Inoltre chiederò di riunire la terza Commissione per cinque minuti al fine di valutare un altro emendamento nel quale si dica che a gestire questo periodo transitorio all’interno dell’assessorato sarà il personale che viene dall’ERF con il suo direttore, di concerto con la politica, quindi con l’Esecutivo regionale, e con il dirigente dell’ufficio commercio della Regione Marche.
Quindi chiedo di andare avanti con l’approvazione di questo atto perché, ripeto, ci sono tutte le condizioni di garanzia sia per gli enti locali, quali i Comuni di Ancona Falconara, Chiaravalle e la Camera di Commercio, sia per la Regione, ciò nel rispetto dei piani programmati che abbiamo messo in atto.
Giacomo BUGARO. Mi sembra strano essere in linea con le proposte dell’Italia dei Valori, che in genere ci vede completamente antitetici per ciò che riguarda la politica, però questa volta il collega Eusebi ha avanzato una proposta di assoluto buonsenso. Effettivamente anche le vicende sviluppatesi in Commissione a seguito del licenziamento dell’atto – mi riferisco alle posizioni unilaterali che la Camera di Commercio di Pesaro ha assunto in questi giorni, all’iniziativa presa dal Sindaco di Pesaro – non vanno nel solco di una concertazione e di una strutturazione di carattere regionale. Aspetto, quest’ultimo, che invece dovrebbe essere alla base, perché se la Regione Marche perde il ruolo di programmazione e di indirizzo che cosa ci sta a fare l’Ente Regione Marche e il Governo regionale?!
Quindi ripensare questo atto e rimettere gli attori di questo film attorno a un tavolo ritengo sia assolutamente una proposta di buonsenso che mi auguro trovi una larga convergenza all’interno di quest’Aula.
Devo dire che questa mattina in Conferenza dei Capigruppo sia il Gruppo dell’Italia dei Valori che il Gruppo dell’UdC si sono espressi in questa maniera, perché penso abbiano avvertito nel territorio e nelle categorie economiche questa necessità. Una necessità che è oggettiva e forte, infatti si è proceduto con una frettolosità eccessiva, con decisioni, secondo il nostro punto di vista, un po’ troppo rigide che rischiano di creare un amorfo e di dare in mano a varie personalità della Regione una competenza che secondo me dovrebbe trovare il punto di caduta tra una giusta responsabilità pubblico-privato.
PRESIDENTE. Scusate, Consiglieri, ma il Regolamento prevede che su una proposta di questo tipo ci può svolgere un intervento a favore e uno contro, però ho qui la richiesta di intervento dei Consiglieri Marinelli, Ricci e Silvetti. Quindi vi darò la parola solo a patto che conteniate i vostri interventi nei due-tre minuti, altrimenti mi vedo costretto ad applicare il regolamento e sospendere qui la discussione su questo rinvio.
Per cui se vi assumete la responsabilità di fare interventi brevissimi darei la parola ai Consiglieri Marinelli, Ricci, Silvetti, dopodiché il Presidente Spacca ha espresso la volontà di dare una risposta al dibattito che si è aperto su questa richiesta di rinvio.
Prego Consigliere Marinelli.
Erminio MARINELLI. Presidente sarò sicuramente contenuto, è già stato detto abbastanza. Il Presidente della terza Commissione Consigliere Badiali giustamente dice di andare avanti perché la Commissione ha esaminato l’atto e la maggioranza è d’accordo sulla soppressione dell’ERF come proposto dal PdL.
Però se questi quindici-venti giorni, o magari anche di meno, servono per portare un’alternativa di contenuto a una legge che è chiara, bene, altrimenti, visto che ormai, come hanno detto sia il Capogruppo del PD Ricci, sia il Presidente della Commissione Badiali e come ha detto il Presidente Spacca quindici giorni fa, una decisione politica giusta o non giusta è stata comunque presa, credo si possa anche discutere in Aula.
La soppressione dell’ERF è un dato di fatto, la legge ha quattro articoli, ci sono alcuni emendamenti, quindi deve essere soppresso.
Sulle motivazioni, come la crisi economica, la globalizzazione, la giustizia europea che dice che l’Ente fiera deve essere non un monopolio pubblico ma privato, siamo tutti d’accordo, siamo però preoccupati che dopo i novanta giorni dalla approvazione di questa legge – mi rivolgo al Presidente della Commissione Badiali – ci sarà lo zero assoluto, non c’è una strategia politica nel programmare l’Ente fieristico. Si parla di manifestazioni fieristiche leggere sul territorio, credo... (…) No, abbiamo solamente espresso alcune considerazioni... (…)
PRESIDENTE. Vi prego, Consiglieri! Consigliere Binci!
Erminio MARINELLI. Il problema allora è che dobbiamo trovare il tempo di discutere il dopo soppressione dell’ERF, perché così è la volontà della Giunta e della maggioranza, se è così bene, altrimenti andiamo in discussione oggi.
E’ questo quello che volevo dire, mi dispiace che oggi il Consigliere Binci sia un po’ meteoropatico...
PRESIDENTE. Per favore, Consigliere Marinelli, lei è sempre così calibrato, la prego! Ha la parola il Consigliere Ricci.
Mirco RICCI. Penso anch’io si debba solo avere la dichiarazione di un voto favorevole ed uno contrario e andare avanti.
Io ho cercato nella Conferenza dei Capigruppo di trovare una sorta di ragionamento mediato, poi mi sono anche confrontato con la Giunta e con il Presidente Badiali. E come dicevo appunto ai Capigruppo la chiarezza di percorso su questa riforma dell’ERF c’è, sia per quel che riguarda la soppressione dell’ente che c’era, sia per la verifica puntuale sul sistema di fiere diffuso.
Quindi ritengo ci siano le condizioni per andare avanti, per cui il PD vota contro la richiesta di rinvio proposta dal Consigliere Eusebi.
Daniele SILVETTI. Solo per annunciare che noi invece siamo assolutamente favorevoli alla proposta dell’Italia dei Valori. Anche noi vorremmo rinviare la discussione in quanto riteniamo che oggi sia assolutamente inopportuna e addirittura pericolosa la soppressione sic et simpliciter dell’ente. Anzi, si dovrebbe dare un mandato proprio all’Assessore Canzian affinché possa essere lui la figura di commissario, chiamiamola così, che possa in queste settimane proprio svolgere e presentare all’Assemblea legislativa – visto che è l’organo che deve votare un atto del genere, e qui richiamo anche i colleghi dell’Assemblea dicendo che dovremmo appropriarci di quel ruolo di controllo che ci compete, perché non possiamo accettare quelle che sono linee guida secondo noi assolutamente fumose e aleatorie – un’azione di monitoraggio e di ricerca sul territorio. Vista anche la posizione attendista di molte Camere di commercio, e sappiamo benissimo quali sono gli intendimenti e gli interessi di Pesaro in questa vicenda.
Allora ci sembra assolutamente più opportuno non perdere tempo a babbo morto, bensì avere, conseguentemente a una proposta di soppressione, una proposta di continuità per capire quale tipo di strategie di sviluppo prevede questa Regione per il sistema fiere.
Quindi sono assolutamente favorevole al rinvio.
PRESIDENTE. Ha la parola Eusebi.
Paolo EUSEBI. Grazie Presidente per questo strappo alla regola di cui cercherò di non abusare.
Condivido le parole del Presidente della Commissione Badiali, come al solito di buon senso, però condividendo anche lo spirito della proposta di legge in toto ritengo che gli stessi gli emendamenti presentati all’ultimo minuto, i tentativi di aggiustamento dovrebbero far capire ai colleghi che questa proposta di legge non va bene.
Ripeto, di questa proposta di legge ne condivido lo spirito, ne condividiamo le finalità, quindi non capisco perché non si possa prendere qualche settimana di tempo per migliorarla, ascoltando anche cosa ci dicono i Consigli comunali.
PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Spacca.
Gian Mario SPACCA. Rispettiamo sicuramente la volontà dell’Aula e la sovranità che essa propone con le sue determinazioni, però vorrei che fossimo coerenti rispetto a dibattiti che facciamo. Nel senso che su questo argomento è stata presentata dal PdL una mozione che ci ha consentito già di approfondire sufficientemente quali siano le motivazioni che stanno dietro a questa proposta di legge presentata dalla Giunta regionale.
Ci sono ovvero motivazioni molto forti che oltrepassano quelle che questa mattina sento. Nel senso che questa proposta di legge si inserisce su un percorso di riqualificazione della spesa della nostra Regione per cercare di recuperare delle risorse finanziarie che facciano fronte al taglio drastico dei trasferimenti ricevuti dall’Amministrazione centrale dello Stato.
Questa proposta di legge si iscrive in un capitolo che significa per la nostra Regione complessivamente, attraverso diverse iniziative, il recupero di 10 milioni di euro di risorse che appunto vanno a compensare i tagli fatti in misura minima, peraltro, ma che sono comunque indispensabili per poi costruire quella programmazione finanziaria che ci siamo dati con delle priorità che vanno in direzione dei bisogni fondamentali dei cittadini e della nostra comunità.
Ogni ritardo rispetto agli atti concatenati che produciamo, di cui la proposta di legge dell’ERF è un elemento, inducono un abbassamento della disponibilità di risorse, una minore disponibilità di risorse. Quindi anche la tempestività con cui l’Assemblea legislativa si pronuncia rispetto a queste proposte è fondamentale ai fini di raggiungere l’obiettivo che ci proponiamo.
Noi abbiamo annunciato che rispetto ai tagli che ci sono stati alcune funzioni amministrative che la Regione esercita debbono essere spente, non c’è un problema di equilibri, non c’è un problema di tatticismi o di scelte combinate. Alcune funzioni devono essere spente. Soprattutto possono essere spente quelle funzioni che in base alla normativa esistente vengono esercitate già da altri soggetti che ne hanno la titolarità. Una titolarità che, ripeto, anche nel dibattito estivo c’è stata richiamata in modo autorevole dagli amministratori centrali dello Stato.
Quello allora che la Giunta ha proposto all’Assemblea legislativa rispetto all’ERF non è di trovare una soluzione combinata o una situazione di equilibrio rispetto al contesto in cui questa funzione si svolge, ma di spegnere la funzione di governance rispetto all’attività promozionale, che riguarda la fiera ma che riguarda, tra poco, anche l’attività promozionale nel suo complesso, questo perché non abbiamo più le risorse finanziarie per poterle gestire. Chiamando a responsabilità, se possibile, gli altri soggetti che su questo argomento dell’attività promozionale hanno delle competenze, affinché siano loro ad esercitare la governance. E rispetto al progetto che loro ci proporranno daremo un contributo affinché quest’attività, rispetto alle categorie produttive, sia comunque esercitata e abbia buone finalità.
Noi dunque non eserciteremo più la governance di questa attività, daremo una contribuzione sulla base dei progetti che ci saranno presentati e ci comporterà una minore spesa. Che non è fatta soltanto dai costi delle funzioni amministrative che stanno nell’ERF, ma di una serie di comportamenti che noi oggi non siamo in condizioni di controllare e che comportano un incremento di spesa per quanto riguarda il bilancio della Regione Marche.
Quindi vi chiediamo un pronunciamento rispetto a questo elemento, un pronunciamento di coerenza rispetto a una strategia di programmazione e di finanza che, peraltro, è soltanto agli inizi.
Nessuno mette in dubbio la possibilità di fare la Fiera della pesca di Ancona, su cui la Regione continuerà a dare il proprio contributo in termini di costi reali al progetto che si determinerà o altre fiere che riguardano i nostri settori produttivi, come le calzature, ma se qualcuno mette in dubbio questo problema perché ha bisogno di garantire qualche emolumento ai propri rappresentanti politici, siamo molto, molto lontani da quel senso di responsabilità che abbiamo richiamato in quest’Aula e che dovremmo portare fino in fondo. Portare fino in fondo! Perché quello che dovremo attraversare nel 2011 sarà drammatico per i conti dello Stato, delle Regioni e di tutti gli altri enti locali.
Per cui se non ci caricheremo di un forte senso di responsabilità questa partita non la vinceremo e il discredito che ricadrà sulle istituzioni non ricadrà personalmente solo sul Presidente della Giunta regionale o sulla Giunta regionale o su qualche Consigliere regionale, ma sulle istituzioni nel loro complesso, si incrinerà il rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni.
Questa è la riflessione che dobbiamo fare oggi. E questa è soltanto una piccola cartina di tornasole, per cui se perderemo già qui allora veramente ci sarà da preoccuparsi rispetto al proseguo di un cammino che ci comporterà ben altre difficoltà e ben altre complicazioni.
Ora, Presidente, approfittando del fatto che ho la parola, vorrei dire un’altra cosa rispetto alla richiesta formulata dal Consigliere D’Anna.
Credo che oggi non ci sia la necessità di offrire all’Assemblea legislativa – lo dico con forte senso di responsabilità – altre comunicazioni rispetto al Centro unico di prenotazioni. Perché la relazione dell’ufficio legale in realtà dà una risposta rispetto a una fase formale che è molto chiara, rispetto a cui non è possibile avere incertezze o dubbi o richiamare altre responsabilità o approfondirle di più. Perché? Perché la relazione che ha fatto l’ufficio legale prende in esame una semplicissima questione, ossia che una delibera della Giunta regionale è stata attuata in maniera totalmente difforme da parte dell’ente incaricato di procedere. Quindi va all’individuazione di responsabilità formali rispetto a chi non ha correttamente e intelligentemente applicato un’indicazione che la Giunta regionale aveva dato e che non è stata mai modificata, che poteva essere interpretata diversamente se la Giunta regionale avesse modificato quella delibera, che però non ha mai modificato. Mi riferisco alla delibera del 2007.
E questo è un problema. Poi ce n’è un altro, che però non possiamo valutare oggi, ossia perché, nonostante si sia modificata quell’indicazione della Giunta regionale e si sia proceduto su un altro percorso autonomo definito soggettivamente da altri, questo percorso non abbia funzionato. Cioè il perché questo mancato funzionamento del percorso alternativo, non indicato dalla Giunta regionale ma autonomamente costruito all’interno dell’ospedale San Salvatore, non abbia funzionato.
Ma questa partita, dicevo, la vedremo nel momento in cui, come la Giunta ha chiesto, si farà il collaudo dell’intera procedura.
Quindi dopo il 30 novembre ci sarà una seconda fase in cui faremo un’ulteriore valutazione delle responsabilità, del perché questa nuova procedura, che, ripeto ancora, non ha rispettato le indicazioni della Giunta regionale, non abbia funzionato.
Per cui dopo il 30 novembre, ovvero quando sarà stato fatto il collaudo e quando verranno fatte le ulteriori valutazioni, il Presidente garantisce che verrà in Assemblea legislativa a riferire ai Consiglieri.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Spacca. Ora non essendo più possibile, come ho detto poc’anzi, fare altri interventi, abbiamo già fatto una forzatura al Regolamento…(...) No, Consigliere D’Anna, veramente, con tutta la buona volontà, non è possibile! Snatureremo i princìpi che governano quest’Aula.
Pongo in votazione la proposta del Consigliere Eusebi di rinviare la discussione del punto 3) all’ordine del giorno di cui alla proposta di legge regionale n. 19 ad iniziativa della Giunta “Soppressione dell’ente regionale per le manifestazioni fieristiche”.
del Consigliere Bugaro
“Immobile ex ospedale Lancisi”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 102 del Consigliere Bugaro. Ha la parola l’Assessore Marcolini.
Pietro MARCOLINI. Per quanto concerne l’aspetto immobiliare dell’ex ospedale Lancisi si fa presente che l’attiguo appezzamento di terreno, già di proprietà privata, è stato acquistato in proprietà dall’Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti Umberto I, dopo che era stata emessa la sentenza di usucapione del Tribunale di Ancona n. 514/2009, pubblicata il 22 aprile 2009.
Successivamente a tale data si è svolto un confronto con il Comune di Ancona che è stato condizionato da tre aspetti.
Il primo è la verifica dell’opportunità di cambiare la destinazione dell’edificio (da sanitaria a residenziale) rispetto al mantenimento dell’attuale destinazione con costituzione di RSA e Residenze protette.
Inoltre, come l’interrogante sicuramente sa, perché era impegnato personalmente nella campagna elettorale, le elezioni comunali del maggio 2009 hanno necessariamente rimesso in discussione e rinviato l’utilizzo dell’immobile e solo nel settembre 2009 si è potuto riprendere il confronto con il Comune di Ancona che aveva nel frattempo riorganizzato i propri uffici e le proprie deleghe.
Il terzo aspetto riguarda la definizione del numero di metri quadrati del nuovo edificio da ricostruire dopo la demolizione del vecchio e il cambio di destinazione da sanitaria a residenziale, da finalizzare all’affitto con clausola sociale, cioè a canone agevolato.
Chiariti questi aspetti, insieme al titolare della sanità collega Mezzolani, nel giugno 2010 abbiamo presentato al Comune la richiesta ufficiale di variante urbanistica per il cambio di destinazione d’uso.
Su richiesta del Comune stiamo ora predisponendo la documentazione integrativa, che entro il corrente mese verrà consegnata.
E’ prevedibile, secondo le stime che abbiamo fatto con gli uffici di Ancona, che il Comune possa approvare realisticamente nei primi mesi del 2011 la variante, dopodiché si procederà all’asta per la vendita.
Alla luce di quanto sopra esposto è evidente che nessuna risorsa è stata persa, nessun impegno finanziario è evaporato oppure che abbiamo sprecato risorse in tal senso. Ciò anche perché il valore di mercato del bene immobile sarà quello ricavabile dopo l’avvenuto mutamento della destinazione della variante urbanistica e della pesatura della cosiddetta clausola sociale. Che mentre in un primo momento sembrava abbassare notevolmente il valore dell’immobile, visto l’andamento del mercato immobiliare, la pezzatura più piccola per piccoli nuclei familiari oppure per fitti, sembra essere invece quella quota di edilizia residenziale che ha un andamento anticiclico rispetto alla compravendita di appartamenti di civile abitazione o addirittura lussuosi.
Giacomo BUGARO. Il Presidente Spacca non è in Aula, non lo vedo, e questo mi dispiace perché oggi stiamo trattando un’interrogazione per la terza volta a cavallo di due legislature. Il Presidente Spacca giustamente dice che ci sono difficoltà di bilancio, che il mondo non è più quello di una volta – pensate che in quest’Aula la scorsa settimana si è discusso una mozione su un finanziamento da dare o meno all’Istituto Pergolesi per 150 mila euro, peraltro determinanti alla vita di quell’Istituto! –, però poi abbiamo un immobile, ovvero quello dell’ex Lancisi, un ospedale importante di Ancona, che è vuoto da sette anni. Noi sono quattro anni che presentiamo interrogazioni per capire il perché quell’immobile rimane chiuso. Nel frattempo si sono avvicendate tre amministrazioni regionali, perché il primo protocollo d’intesa portava la firma D’Ambrosio-Sturani, il secondo protocollo d’intesa portava la firma Spacca-Sturani, il terzo, l’attuale, porta la firma Spacca-Gramillano.
Da parte dell’Amministrazione regionale e da parte dell’Amministrazione comunale c’è una consonanza di vicinanza politica, i due enti sono governati dalla medesima maggioranza politica, aspetto che dovrebbe facilitare un accordo, ma l’insipienza amministrativa del Comune di Ancona, e mi consenta Assessore Marcolini, anche quella vostra del Governo regionale, ha fatto sì che l’immobile ex Lancisi sia diventato un ricovero di ratti ormai da sette-otto anni. Peraltro – e non lo dice certamente Bugaro, bensì l’ANCE, l’assemblea nazionale di categoria – negli ultimi anni 2009-2010 si è registrato un calo del 30% del valore degli immobili. Quindi la vostra insipienza porterà al fatto che quando questo immobile – quando! – verrà venduto varrà il 30% in meno sul mercato. E siccome presumo che sia un immobile che possa valere dai 5 agli 8 milioni di euro, voi avrete perso diversi milioni di euro dei marchigiani a causa della vostra incapacità a saper amministrare.
Se quell’immobile fosse stato di un privato sapete quando avrebbe deciso di porlo in vendita sul mercato? Il giorno dopo della decisione di spostare il Lancisi dalla sede in discussione a Torrette, quindi il giorno dopo la liberazione dei locali avrebbe consegnato le chiave dell’immobile al nuovo proprietario.
Questa è la differenza fra come amministra un buon padre di famiglia, cioè il soggetto privato, e l’Amministrazione regionale insieme all’Amministrazione comunale di Ancona.
Per un frustolo di terreno ci sono gli strumenti legali per intervenire con un decreto d’urgenza, caro Assessore Marcolini, e lei lo sa perfettamente! Questa è l’ennesima vostra magra figura! Vi incalzeremo ancora con altri atti ispettivi, perché la risposta che mi ha dato, Assessore Marcolini, se lei leggesse il resoconto, nella seduta del 18 novembre 2008, è la stessa, le sue parole sono le medesime! Lei ha fatto un copia incolla del 2008, però sono passati altri due anni e l’immobile nel frattempo si è deprezzato del 30% (…) Ma la crisi del Comune di Ancona è durata tre mesi, Assessore! Dal febbraio 2009 a giugno 2009 c’era già una nuova maggioranza. Poi se il Partito Democratico di Ancona cambia dieci assessori in un anno, la colpa non può ricadere sui cittadini se siete incapaci di fare politica! Inoltre mi risulta, fatto oltremodo strano, che un suo dirigente è anche assessore all’urbanistica del Comune di Ancona ed è l’unico che in questi dieci mesi non è cambiato, mi sto riferendo al dott. Pasquini.
Insomma, credo ci siano tutte le condizioni per riuscire a portare in porto questa operazione. Operazione che farebbe bene alle casse regionali, vista la magrezza che il Presidente Spacca ci ricorda ad ogni seduta.
State facendo una figuraccia davanti a tutti quanti. Voi, la Giunta Spacca e la Giunta Gramillano, state facendo rimettere dei denari ai cittadini perché siete capaci di sistemare un frustolo di terreno! Una persona con un minimo di capacità questa vicenda l’avrebbe sistemata in una settimana! Glielo dico anche con cognizione di causa posto l’attività professionale che facevo. In una settimana questa vicenda si sarebbe sistemata, sono invece sette anni che la stiamo trascinando e abbiamo rimesso il 30% di un valore cospicuo. Probabilmente per voi che siete abituati a maneggiare i denari è poca cosa, ma per me qualche milione di euro ha un valore notevole, soprattutto quando non è di un soggetto privato bensì dei cittadini marchigiani.
Altra cosa. Siccome lei nell’assestamento del bilancio 2008 o 2009 con un artificio anche molto intelligente – le riconosco questa capacità – modificò l’articolo 22, permettendo quindi di poter immettere nella spesa corrente la vendita del patrimonio, allora mi raccomando, quando venderete questo immobile, se ne sarete capaci, non fate questo errore, ossia non finanziate la spesa corrente con il patrimonio, ma destinate queste somme ai nuovi investimenti. Altrimenti depaupereremo il patrimonio storico di questa regione. Attività che avete voi inaugurato con l’Umberto I di Ancona venduto per 70 milioni di euro e che con il riveniente attivo risanato un debito presso la Banca delle Marche per circa 35 milioni di euro e, Assessore Mezzolani, mi pare che ci avete coperto anche la vostra incapacità amministrativa nella zona di Fano, perché ci avete pagato la spesa corrente che era stata esageratamente lasciata andare in quella parte di gestione sanitaria.
Questa operazione non può essere consentita, perché se un genitore ha il vizio delle carte poi questo non può essere finanziato con la vendita dell’appartamento in cui risiede la famiglia, significherebbe impoverire tutto il nucleo familiare.
I sacrifici dei marchigiani che sono stati fatti negli anni non possono essere svenduti in questa maniera.
“Impegno della società Pirelli e delle Istituzioni a creare le condizioni per la riapertura dei locali ex Mercatone Zeta”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 114 del Consigliere Latini. Ha la parola l’Assessore Luchetti.
Marco LUCHETTI. Innanzitutto mi scuso con il Consigliere Latini per il disguido della volta scorsa.
I lavoratori interessati dalla procedura di mobilità sono 99, ed ovviamente mi riferisco all’ex Mercatone Zeta. E’ già terminato il primo anno, cosicché alcuni lavoratori (quelli giù giovani) sono già privi dell’indennità di mobilità.
Attualmente, secondo le informazioni non ancora ufficiali, la Pirelli Re avrebbe intessuto dei contatti con grandi società di distribuzione potenzialmente interessate all’ex Mercatone.
Contemporaneamente Pirelli Re sta predisponendo un progetto di ristrutturazione dell’ex Emmezeta proprio per affittarlo e cederlo a qualcuno di questi grandi gruppi. Ancora non sono stati ufficializzati, per ovvi motivi, i nomi dei gruppi, ma da contatti informali c’è ampia disponibilità da parte di Pirelli, nelle prossime settimane, ad incontri con le organizzazioni sindacali e con le Istituzioni.
Non appena il percorso di ristrutturazione sarà concretamente avviato, la stessa Pirelli Re coinvolgerà negli incontri i grandi Gruppi contattati ed interessati a rilevare l’attività.
La Regione Marche ha già incontrato nei mesi scorsi sia la società che i sindacati, manifestando la massima disponibilità nell’ambito delle proprie competenze a ricercare tutte le soluzioni che garantiscano il mantenimento dell’attività e il riassorbimento di tutti i lavoratori dell’ex Mercatone.
Personalmente proprio alla vigilia dei lavori mi sono incontrato con Pirelli, perché dovevano presentare il progetto al Comune di Camerano, e con il Sindaco di Camerano, per capire quali fossero le intenzioni di questa società edilizia, che avrebbe intenzione di utilizzare tutto il contenitore proprio per offrire delle opportunità di nuove attività a delle grandi ditte di distribuzione.
Ci siamo chiariti sul fatto che comunque anche le clausole degli affitti dovrebbero essere correlate alla salvaguardia dei lavoratori esistenti, alcuni dei quali, come ho già detto, hanno perso la mobilità. Ma sopratutto quello che andava sottolineato era proprio l’intenzione concreta di pervenire a questa attività. Perché? Perché loro nella ristrutturazione ci stanno investendo 10 milioni di euro, quindi non è cosa da poco, peraltro noi, fino a quando non abbiamo visto concretamente il progetto, non è che ci siamo esposti tanto, volevamo capire bene. Comunque è andato avanti, tanto è vero che fino ad oggi per mantenere la licenza, in modo da passarla agli acquirenti, hanno improvvisato un’attività commerciale specifica.
Da qui a poco tempo ci dovremo rivedere, visto che i lavori sono già iniziati, si prevede che nei primi mesi del prossimo anno saranno finiti, perché nel frattempo bisognerà ritornare a trattare proprio per garantire l’occupazione dei lavoratori fuoriusciti dal Mercatone Zeta.
Dino LATINI. Ringrazio intanto l’Assessore Luchetti per la risposta. Vorrei soltanto che la Regione nel suo complesso, come ha fatto in passato, continui a tenere alta non solo la guardia, ma anche il ruolo di mediazione, di cinghia di trasmissione fra coloro che devono rioccupare il posto di lavoro.
E’ in corso una crisi occupazionale che coinvolge dal 2007 molti settori dell’economia, ma soprattutto il settore del commercio, crisi da abbattere in relazione a quelle che sono le potenzialità della ristrutturazione e anche dell’autorizzazione delle grandi distribuzioni di vendita.
Quindi riguardo alle direttive europee e soprattutto riguardo alle possibilità di un territorio – ormai destinato ad attività terziarie o commerciali, come quello appunto della zona Ancona sud ma anche di altre zone di tutto il territorio marchigiano – mi auguro ci sia una volontà specifica della Regione Marche – come testé ha detto l’Assessore Luchetti – di essere veramente una stanza di compensazione, ma non in termini di cassa integrazione ed altro, ma proprio per rimettere in piedi quelle che potrebbero essere iniziative ulteriori nel settore del commercio. Un settore dove via via vediamo sostituire il tradizionale metodo di vendita degli ultimi trenta anni con la grande distribuzione.
E in questo senso la finalità ultima non è tanto quella di favorire i grandi distributori, quanto salvaguardare in questo settore l’occupazione esistente, ma senza precarizzarlo ulteriormente. Infatti è un settore che è stato soggetto, e lo è ancora, a una turnazione del lavoro molto forte, con uno sfruttamento del lavoro giovanile molto, molto alto.
Quindi l’intervento della Regione, sia dal punto di vista strutturale che dal punto di vista della collocazione del personale, dovrebbe essere destinato a dare una specifica valenza di salvaguardia a quelle persone che già lavoravano all’interno dell’ex Mercatone Zeta – ma mi potrei riferire anche ad altri centri di distribuzione commerciale –, favorendo appunto la loro riallocazione, e nello stesso tempo riqualificare il settore in quella zona che necessita di una capacità di distinzione notevole nel campo della distribuzione.
Credo quindi sia opportuno tenere alta la guardia e non perdere nessuna occasione, sia quella della Pirelli, sia di altre che si stanno sviluppando, cercando di favorire tutte le procedure e le autorizzazioni che la Regione può mettere in piedi insieme alla Provincia e ai Comuni interessati. Affinché dalla Conferenza dei servizi nasca non soltanto la volontà, ma l’effettiva capacità di riallocare tutto il personale in mobilità, che oggi vive, come tutti possiamo ben comprendere, situazioni abbastanza angoscianti.
Interrogazione n. 92
del Consigliere Silvetti
“Ritardo della Regione Marche per acquisto vaccinazioni prevenzione tumori all’utero”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 92 del Consigliere Bugaro. Ha la parola l’Assessore Mezzolani.
Almerino MEZZOLANI. In riferimento all’interrogazione presentata dal Consigliere Silvetti si risponde con i punti di seguito specificati.
La Regione Marche ha recepito il documento d’intesa Stato-Regioni del 20 dicembre 2007 “Strategia per l’offerta del vaccino contro l’HPV in Italia” con DGR 433 del 26 marzo 2008 che prevede l’offerta attiva gratuita di vaccino a partire dalle adolescenti che nel 2008 avrebbero compiuto il 12° anno di età e che tale diritto alla gratuità sarebbe continuato anche negli anni successivi.
La medesima DGR prevedeva l’offerta di vaccino anche alle donne non comprese nella fascia di gratuità e fino al compimento del 18° anno di vita, con partecipazione totale alla spesa, calcolata sulla base del prezzo di acquisto del vaccino da parte dell’ASUR, maggiorato di 12 euro per la prestazione.
Nel luglio 2009 con DGR 1226 la Regione Marche ha deciso di allargare l’offerta gratuita del vaccino sino al compimento del 18° anno di vita, e di offrire il vaccino con partecipazione totale alla spesa, calcolata sul prezzo di acquisto dal parte dell’ASUR maggiorata di 12 euro per la prestazione, per tutte le donne non comprese nelle fasce di gratuità e fino al compimento del 26° anno di vita. Ciò sulla base dei dati raccolti nel primo anno di campagna vaccinale che hanno mostrato una adesione molto modesta alla vaccinazione delle donne comprese nelle corti con offerta a pagamento, secondo quanto indicato nella precedente DGR 433/08;
La DGR 1226/09 indica però che l’erogazione dell’ampliamento dell’offerta vaccinale è subordinata a nuova aggiudicazione di vaccino al fine di garantire un risparmio economico derivante dalla diminuzione dei costi nel frattempo intercorsa.
In data 11 maggio 2010 il Direttore del Servizio salute ha richiesto alla Direzione generale ASUR di dare avvio alla gara prevista dalla delibera 1226/09.
Il Direttore amministrativo dell’ASUR, con nota del 30 settembre 2010 indirizzata al Direttore del Servizio Salute, informa che:
a) in conformità alla delibera ha provveduto, con determina 757 del 19 agosto 2010, alla nomina del responsabile del procedimento al fine di bandire la gara;
b) nel fornire al RUP la documentazione necessaria per detta indizione, la competente Area aziendale acquisti e logistica ha tuttavia verificato che è tutt’ora in essere la fornitura del farmaco di cui trattasi con scadenza 31 ottobre 2011 in quanto il vaccino HPV corrisponde infatti al lotto 790 della gara esperita a livello regionale per tutte le aziende sanitarie, e per innumerevoli farmaci, aggiudicata con determina dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona 990 del 2 ottobre 2008 e successiva integrazione 1138 del 26 ottobre 2009. Alla fine del mese di giugno 2010, per tutto il periodo pregresso, sono state effettivamente acquisite 50.000 dosi di vaccino HPV, a fronte di una disponibilità nel .triennio pari a 165.000 dosi;
d) per quanto sopra, proprio a fronte della suddetta disponibilità e vigenza temporale è preclusa all’ASUR la facoltà di indire una nuova procedura di gara, essendo diversamente necessario ottemperare agli obblighi derivanti dal vigente rapporto contrattuale.
La nota ASUR si conclude indicando che in assenza di diverso avviso da parte del Servizio Salute, procederà a far fronte alle richieste delle articolazioni territoriali della Azienda con la disponibilità derivante dalla gara in essere fino all’esaurimento dei quantitativi ovvero alla naturale scadenza temporale del rapporto.
Le crescenti difficoltà derivanti dal ritardo di erogazione delle prestazioni sanitarie programmate, oggetto dell’interrogazione odierna, sono state confermate in più occasioni da tutti i Servizi di igiene e sanità pubblica e formalizzate recentemente da quelli di Pesaro, Urbino, Fabriano e Civitanova Marche;
Il Direttore del Servizio salute con nota n. 642.171 dell’8 ottobre 2010, in risposta a quella ASUR sopra ricordata, vista l’urgenza di avviare a soluzione le crescenti difficoltà segnalate dal territorio a corrispondere alle richieste degli utenti derivanti dall’allargamento dell’offerta di vaccino previsto nella DGR 1226/09, concorda nel procedere con l’offerta gratuita di vaccino solo per gli utenti compresi nelle classi di età previste che ne faranno spontanea richiesta.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Silvetti.
Daniele SILVETTI. Grazie Assessore. Dai passaggi che mi ha appena letto della nota ASUR mi sembra di aver intuito che siamo in procinto di veder finalmente intrapresa questa gara. Comunque è chiaro che siamo un po’ in ritardo. Però mi permetto di dire, senza vena polemica, visto che la Regione Marche aveva recepito questo documento d’intesa fra Stato e Regioni alla fine del 2007 e vista questa interrogazione datata 1° luglio, che a settembre un qualcosa si è mosso, un qualcosa si è intrapreso.
Pertanto le chiedo soltanto di essere messo al corrente degli sviluppi di questa gara, e di quelli che saranno i tempi per l’erogazione di questo servizio. Un servizio, come lei si è reso conto dalla lettura di questa nota, assolutamente indispensabile non solo per la meritoria opera di prevenzione, ma anche per la pressante richiesta che si è stata registrata da parte degli utenti.
Ritengo si possa parlare di buona sanità solo laddove si cominci a parlare di una buona prevenzione e di un buon servizio dato ai cittadini.
Quindi, Assessore, le chiedo la cortesia di rendermi edotto degli ulteriori sviluppi.
“Nomina Direttore generale Azienda Sanitaria e Direttori zone territoriali”
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 103 del Consigliere Bugaro viene ritirata.
“Modalità di reclutamento di personale da parte della Giunta regionale”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 99 del Consigliere Bucciarelli. Ha la parola l’Assessore Viventi.
Luigi VIVENTI. Il Consigliere Bucciarelli esamina una situazione relativa a fatti accaduti nella scorsa legislatura, che però se si adottano certe procedure continuano ad applicarsi anche in questa legislatura. Consigliere, le leggo la nota che mi è stata predisposta, perché forse è più completa, ma se avrà bisogno sono a disposizione.
L’articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, concernente: “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni”, prevede che l’assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro:
Il ricorso al Centro per l’impiego è consentito, pertanto, solo per assunzioni fino alla categoria contrattuale B.
L’articolo 36 del d.lgs. 165/2001 prevede per le pubbliche amministrazioni la possibilità di avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzioni e di impiego del personale.
L’attivazione dei contratti con le agenzie di somministrazione di lavoro a tempo determinato è regolamentato dall’art. 4, comma 1, lettera a) del d.lgs. n. 276/2003 (c.d. riforma Biagi), che, tra l’altro all’art. 20, disciplina il ricorso alla somministrazione di lavoro a tempo determinato.
La Giunta regionale ha fatto ricorso all’Agenzia, nel rispetto del decreto legislativo n. 276/2003, in virtù di un contratto di evidenza pubblica, che tra l’altro giunge a scadenza ad ottobre 2010, al fine di utilizzare lavoratori, nell’ambito di categorie contrattuali superiori alla B, in possesso di specifici titoli culturali e professionali.
E’ stato escluso il ricorso all’Agenzia per ragioni tecniche, produttive ed organizzative connesse ai compiti istituzionali ordinari e per ragioni sostitutive.
L’affidamento del servizio di somministrazione di lavoro a tempo determinato, ai sensi dell’art. 36 del d.lgs. 165/2001, successivamente è stato attivato con decreto n. 366/OGP_02 del 12 giugno 2007 e s.m., tramite procedura semplificata e cioè attraverso l’invito alla presentazione di un’offerta alle Agenzie di lavoro iscritte all’Albo, di cui all’art. 4, comma 1, lettera a) d.lgs. 276/2003.
La Commissione giudicatrice, incaricata a valutare le offerte tecnico economiche presentate dalle Agenzie per l’affidamento del servizio di somministrazione, ha individuato quale migliore offerta quella presentata dall’Agenzia per il lavoro “Articolo 1 SPA” con sede a Roma, alla quale, con decreto n. 514/OGP 02 del 3 agosto 2007, è stato aggiudicato definitivamente il servizio, previa verifica dei requisiti generali.
L’allora Giunta regionale ha sempre effettuato assunzioni a tempo determinato, sia in ordine a criteri di equità e trasparenza, sia nel rispetto delle misure di contenimento e di controllo della spesa fissate dalla Giunta regionale, mediante:
a) avviamento degli iscritti alle liste di collocamento per le assunzioni della categoria B;
b) utilizzo delle graduatorie di concorsi pubblici, anche a tempo determinato, per le altre categorie contrattuali previste dall’ordinamento professionale dei dipendenti del Comparto regioni ed autonomie locali.
Nell’ambito delle stesse misure sono disposte assunzioni a tempo determinato per l’esecuzione di piani, progetti o interventi straordinari finanziati dall’Unione europea o con le risorse del Fondo per le Aree sottoutilizzate anche tramite l’impiego dell’Agenzia di somministrazione.
Il ricorso a quest’ultima forma di utilizzo di unità a tempo determinato si è reso necessario nei soli casi in cui le richieste di personale, proprio per la particolarità delle funzioni da espletare, richiedevano il possesso di requisiti culturali e professionali ulteriori rispetto alla scuola dell’obbligo e quindi non consentivano di poter ricorrere alla modalità di cui al punto a), ovvero nel caso in cui non erano disponibili graduatorie di concorsi pubblici, punto b).
Si precisa che ad oggi i lavoratori utilizzati con l’Agenzia Articolo 1 sono esclusivamente cinque.
Raffaele BUCCIARELLI. Ringrazio l’Assessore per la risposta. Una risposta squisitamente tecnica che però elude il punto che era stato evidenziato, ovvero quello di una decisione di questa Assemblea legislativa con la quale si impegna la Giunta regionale a far sì che tutte le amministrazioni direttamente o indirettamente collegate alla Regione si avvalgano esclusivamente della consulenza e dei servizi offerti dai Centri pubblici per l’impiego. Questa era la volontà del legislatore regionale, volontà che evidentemente non viene riconosciuta dal Governo regionale.
Assessore, per carità, non è un fatto personale, però mi rendo conto che veramente il rapporto tra il Governo regionale e l’Assemblea – e questo è un problema che riguarda tutti i Consiglieri, anche tutti coloro che distratti pensano alle loro cose, leggono o telefonano! – è un fatto proprio di democrazia, il rapporto tra il Governo e l’Assemblea legislativa deve essere per forza basato sulla correttezza. Altrimenti parliamo di altri ma noi ci comportiamo peggio!
Quindi io denuncio il fatto che il Governo regionale non tiene conto della volontà dell’Assemblea legislativa, tanto più quando si parla di occupazione, dove anziché preferire – se non fosse stato obbligato dall’Assemblea – di avere rapporti trasparenti, alla luce del sole, con enti pubblici previsti dalla legge, fa un bando per utilizzare esclusivamente agenzie interinali. Alla faccia della politica per l’occupazione stabile!
PRESIDENTE. Bene, ora passiamo…(…)
Luigi VIVENTI. …io, Consigliere Bucciarelli, premesso che personalmente ho delle idee, ritengo che se la legge Biagi consente delle opportunità sia giusto utilizzarle anche da parte della pubblica amministrazione, però queste sono cose che appartengono alla passata legislatura, ovvero quando lei era Presidente dell’Assemblea legislativa e stava in maggioranza, allora non ho capito perché le dice oggi e non le ha dette negli anni passati!
PRESIDENTE. A posto, bene, grazie Assessore.
Interrogazione n. 161
dei Consiglieri Marangoni, Zaffini
“Progetto manifestazione Marche di Charme: turismo a 5 sensi”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 161 dei Consiglieri Marangoni, Zaffini. Ha la parola l’Assessore Moroder.
Serenella GUARNA MORODER. La mia risposta sarà lunga, per cui armatevi di pazienza.
Uno degli obiettivi prioritari è quello di attuare una campagna di comunicazione più incisiva, volta a far emergere, in forma originale, il turismo marchigiano, al fine di rafforzare la percezione del “brand Marche”, tenendo conto delle differenti filiere di turismo.
La comunicazione promozionale che si sta realizzando, infatti, tiene conto principalmente degli elementi peculiari che connotano le Marche come destinazione da scoprire nel panorama dell’offerta nazionale e internazionale, basandosi su ciò che la rende unica e ricca di eccellenze e curiosità, di bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche, all’interno di uno spazio geografico in cui è possibile concedersi molteplici e svariate esperienze di arricchimento personale, nonché momenti di incontro con una popolazione ospitale, perché le Marche è costituita da gente ospitale.
A tal proposito nel Programma promozionale turistico regionale 2010 sono previste una serie di azioni ed iniziative atte a veicolare e promuovere le Marche. Tra queste si è ritenuto opportuno realizzare il progetto “Marche di Charme” – lei saprà benissimo, Consigliere, che charme è l’anagramma di Marche, e non credo che ci sia nessun altra regione che possa anagrammare il proprio nome per farne venir fuori, appunto, la parola charme – finalizzato a sensibilizzare un pubblico quanto più vasto possibile sulle eccellenze della regione, che, insieme alla diffusione dello spot di Hoffman, diffondano l’immagine di una terra capace di offrire vari turismi (ambientali, culturali, enogastronomici, ecc.) suggestivi e di qualità, sia in alta che in bassa stagione.
Il progetto è stato avviato con una serata di presentazione a Roma, dedicata alla stampa specializzata del settore turismo e non, al fine di stabilire una serie di pubbliche relazioni, prevedendo anche la degustazione di piatti tipici e dei prestigiosi prodotti DOP e DOC regionali. L’organizzazione è stata disposta con considerevole urgenza, tenendo conto della stagione estiva ormai iniziata e della necessità di richiamare l’attenzione sulle proposte di eccellenza dell’offerta marchigiana.
Per quanto riguarda il primo punto dell’interrogazione, relativo alla data del DDPF n. 439/TEP_07 di aggiudicazione definiva della gestione del progetto, si precisa che tale documento è stato adottato in data 9 luglio 2010, come si può rilevare dalla relativa impronta – vuole le che legga il numero dell’impronta? D08A2FDFF983D6A729CA47F6086F62EOBDF169CC,493/01 del 9 luglio 2010 TEP_ 07L(_L) –. Il provvedimento adottato è stato poi registrato, a seguito della registrazione dell’impegno di spesa, avvenuta in data 12 luglio 2010, in repertorio in data 13 luglio 2010.
Quindi si deve rilevare che il provvedimento è stato ovviamente assunto prima dello svolgimento dell’evento promozionale e solo la inclusione dell’atto nel repertorio telematico è avvenuta conseguentemente.
Per quanto concerne il secondo punto dell’interrogazione si evidenzia che l’evento si è svolto con grande successo la sera del 12 luglio 2010 presso l’Aldovrandi Palace Hotel, attraverso la società aggiudicataria (DACAR 2005 srI) che ha svolto, come da incarico, le iniziative seguenti:
FASE PREPARATORIA. Attività propedeutiche:
-	contatti e accordi con referenti istituzionali per definizione programma e linee guida;
-	contatti e accordi con referenti location per serata (Hotel Aldovrandi) e sopralluogo con definizione scaletta serata;
-	contatti e accordi con fornitori (chef, grafici, tipografia, fotografo, hostess, video ecc);
-	redazione mailing list stampa per inviti (con confronto con referenti istituzionali per lista definitiva);
- realizzazione grafica invito (con confronto con referenti istituzionali per approvazione);
- stampa e invio invito;
-	realizzazione grafica menu (con confronto con referenti istituzionali per approvazione);
- stampa del menu;
- preparazione n. 60 cartelle stampa con applicazione immagine stampata in formato digitale di immagine spot Dustin Hoffman; stampa digitale personalizzata su cd per masterizzazione;
-	redazione comunicato stampa (con confronto con referenti istituzionali per approvazione);
- redazione testi cartelle stampa (con confronto con referenti istituzionali per approvazione);
- preparazione, impaginazione e duplicazione dossier stampa (in numero adeguato con supporto cartaceo istituzionale fornito dalla Regione ed aggiuntiva masterizzazione su cd Invito).
GIORNO DELL’EVENTO. Servizi:
- attività di supervisione all’organizzazione durante l’intera giornata e la serata;
- attività di PR durante la serata;
- assistenza ad Assessore e referenti istituzionali;
- realizzazione servizio fotografico;
- attività personale agenzia per allestimento omaggi e cartelle stampa;
- attività hostess per gestione ingressi, consegna omaggi e assistenza ospiti.
FASE POST EVENTO. Attività:
- invio su larga scala alla stampa del comunicato stampa e del dossier predisposto;
- invio alla stampa di materiale fotografico generico e riguardante la serata;
- raccolta del materiale fotografico documentario su cd;
La cena è stata preparata con prodotti tipici da 5 chef del territorio marchigiano (alcuni dei quali “stellati” Michelin). Questi gli chef intervenuti, aderenti all’Associazione Cuochi di Marca:
- Lucio Pompili – “Symposium”
- Mauro Uliassi – “Uliassi”
- Massimo Emiliozzi – “San Giacomo”
- Michele Biagiola – “Le Case”
- Flavio Cerioni – “La Lanterna”.
La cena ha evidenziato le qualità dei prodotti legati al territorio e della proposta di ristorazione della Regione Marche. Va considerato come ormai da anni l’enogastronomia rappresenti un essenziale biglietto da visita per il turismo, che lei saprà benissimo è al secondo posto per motivo di viaggio.
Vuole che le legga il menù? Flavio Cerioni ha preparato gli aperitivi, Mauro Uliassi ha preparato un “Gambero in gelatina di scalogno e pinoli”, Massimo Emiliozzi ha preparato i “Passatelli con alici e pecorino e fiori di zucca”, Michele Biagiola ha preparato il “Piccione ripieno con erbe verdure e visciole”, Lucio Pombili ha preparato la “Carota sottoterra”. Sono stati preparati poi i mignon e il pane con i grani marchigiani di Altura e l’olio DOP di Cartoceto. Caffè, liquori Varnelli e Meletti e infine nel menù si ringraziano i produttori delle Marche che hanno offerto gratuitamente i vini.
Io sono stata presidente del movimento del turismo del vino, per cui ho fatto delle telefonate ai vignaioli che in maniera generosa hanno offerto i propri vini, e glieli leggo tutti:
Lacrima di Morro D’Alba DOC: Az. Stefano Mancinelli, Az. Marotti Campi, Az. Lucchetti, Az. Agr. Mezzanotte Sandrino, Az. Agr. Vicari
Lacrima di Morro D’Alba DOC Passito: Az. Stefano Mancinelli, Az. Agr. Vicari
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC: Az. Persiano, Az. Moncaro, Az. Agr. Mezzanotte Sandrino, Az. Agr. Accadia, Az. Agr. Vallerosa Bonci
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Passito: Conti di Buscareto, Az. Agr. Sabbionare
Rosso Conero DOC: Az. Silvano Strologo, Fattoria Le Terrazze, Az. Agr. Alessandro Moroder
Marche IGT Bianco: Fazi Battaglia, Soc. Agr. Fattoria Colmone della Marca
Brut Rosè: Az. Agr. Alessandro Moroder, Az. Guerrieri
Brut Passerina: Az. Colli Ripani
Offida DOC: Az. Agr. S. Giovanni
Bianchello del Metauro DOC: Az. Agr. Claudio Morelli, Az. Guerrieri, Az. Cignano
Colli Pesaresi DOC: Az. Roberto Lucarelli
Colli Maceratesi DOC: Az. Agroforestale Fontezoppa di Piero Luzi.
Adesso le leggo gli ospiti presenti e le testate che rappresentavano: Atzeni Gianluca per AP Com Agroalimentare, Auricchio Sergio per Agra Trade, Bechi Gabriella per Mondo Agricolo, Carrus Giuseppe per Gambero Rosso, Donna Cianciullo Antonio per Repubblica Sezione Ambiente, Cremona Teresa per Touring Club Italiano, D’Agostino Francesco per Cucina e Vini, De Cesare Viola Federico per Il Sole 24 Ore Viaggi, De Risi Giuliano direttore dell’AGI, Della Seta Daniel per Radio Italia che va, Della Seta Claudio Caporedattore del TG5, Di Carlo Michela per Agrisole, Di Pietro Alessandro per RAI 1 Occhio alla spesa, Serenella GUARNA MORODER, Gabbrielli Andrea per Dove, Guadagni Claudia per Sky TV, Imperato Rosalia per Le Vie del Gusto, Licci Sabina per Asca, Lippo Antonella per Il Corriere Mezzogiorno, Foschini Paolo	per ADN Kronos video, Mallozzi Luciano per La Prova del Cuoco, Marinelli Laura	per Decanter Radio RAI, Moneti Alessandra per l’ANSA, sezione turismo e agricoltura, Morosi Mariella per Italia a Tavola RAI, Naselli Elvira per La Repubblica Salute e Turismo, Nata Camilla per la RAI Festa Italiana, Oliverio Francesca per Eco Radio, Oreggia Marco per Guida Flos Olei, Palmieri Giuseppe Vicedirettore di ADN Kronos, Paolini Antonio per Il Messaggero Economia, Parisi Ada per APCOM Cultura turismo, Rogai Federica per l’Agenzia Il Velino, Pietro per Il Mondo Romano, Rossetti Marco per La Gola in Tasca, Ruggeri Laura per Velvet – Viaggi e Sapori, Ruscitti Ermanno per Marco Polo, Scorsone Alessandro per Linea VerdeWeek end, Scrobogna Daniela per AIS (associazione italiana sommelier) Bibenda, Siena Giulia per Viaggi e turismo Cronica, Squadrilli Luciana per i Ristoranti del Gambero Rosso, Francesca Topi per Alice TV, Torio Cosimo per La Stampa, Turchetti Fabio per Messaggero, Valenti Giacomina Responsabile del Canale Marco Polo.
Lo slogan “Marche di Charme – Turismo a 5 sensi” ha incontrato il favore dei partecipanti e verrà utilizzato anche in futuro per promuovere le attività legate alla Regione Marche.
La qualità degli invitati, come lei avrà sicuramente compreso dall’elenco, è stata molto alta, comprendendo professionisti delle più importanti agenzie di stampa (Ansa, Agi e Adn Kronos, APCom, II Velino, ASCA), le tv (Rai, Mediaset, Alice TV e Gambero Rosso), i quotidiani e le riviste, con una particolare attenzione nei confronti di quelle che si occupano di turismo.
Questi i costi, secondo la ripartizione effettuata dall’agenzia:
Costo totale dell’operazione euro 29.700,00 + IVA 20% di cui:
- affitto sede Hotel Aldovrandi più servizio e noleggio attrezzature e video per riproduzione filmati istituzionali tra cui spot di Dustin Hoffman: euro 8.439,00 (IVA esclusa);
- chef: costo omnicomprensivo di compenso, spese di viaggio, pernottamento e spese collaboratori: euro 9.166,67 (IVA esclusa);
- compenso d’agenzia: comprensivo del Servizio Sommeliers AIS, Assistenti e hostess serata, Servizio fotografico, Realizzazione tipografica con immagini richieste, riportate su cartelle stampa e realizzazione cd con cartella stampa in formato vettoriale, stampa inviti e menu e duplicazione copie con testi per dossier stampa: euro 12.094,33 (IVA esclusa).
Concludo con un elemento di riflessione.
Questa serata, che è stata fatta a Roma, costituisce un patrimonio importante di rapporti e relazioni da coltivare e sviluppare. Proprio per questo ritengo che la nostra realtà debba creare ora delle occasioni di visibilità che possano vedere il coinvolgimento della stampa che ha partecipato all’evento.
Non posso terminare senza ringraziarvi, Consiglieri, per avermi offerto l’opportunità di dire quello che pensano persone come me che sentono che la politica sia un servizio e non una opportunità per se stessi.
Forse lei saprà, Consigliere, che domenica scorsa a Roma c’è stata la premiazione dei migliori vini d’Italia e mio marito era tra i presenti. Cosa doveva fare l’Assessore Petrini, non dargli il premio perché si chiama Moroder! Sicuramente lei non saprà – visto che ha voluto l’elenco dei vini, e non è casuale, non siamo nati ieri! – che l’azienda Moroder ha ricevuto per prima questo tipi di premi. E se lei vorrà, magari mi farà un’altra interrogazione, io sarò felice di elencarle puntualmente tutti i premi che ha ricevuto un’azienda di questo territorio e che fa, insieme ad altre aziende, l’eccellenza marchigiana.
Le rammento che due lunedì scorsi siamo andati a fare una Giunta presso l’Hotel Le Grotte, altro imprenditore che ha lavorato per questo territorio e che nella sua categoria ha ricevuto il premio come miglior hotel d’Italia.
Quello che intendo dire è che le Marche vivono anche di questi imprenditori, che fanno di una regione una regione riconosciuta come eccellenza. Ma forse lei preferisce le miss!
PRESIDENTE. Consiglieri, chiedo a tutti compostezza, a chi interroga e a chi risponde.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marangoni.
Enzo MARANGONI. Ringrazio l’Assessore Moroder, ma l’ultima parte della risposta mi lascia alquanto perplesso. Assessore, lei ha parlato della politica giustamente intesa come servizio, invece poi ha utilizzato l’ultima parte della risposta per fare pubblicità alla sua azienda. Complimenti! E sul fatto che io preferisca le miss non c’è dubbio, preferisco le donne agli uomini, ma ciascuno ha le sue scelte!
Che cosa c’entrava l’ultima parte della sua risposta all’interrogazione non l’ho assolutamente capito, è completamente fuori luogo.
Ma andiamo con ordine. Lei dice che l’aggiudicazione provvisoria è stata fatta il 9 luglio mentre quella definitiva il 13 luglio 2010, come ho anche indicato nella mia interrogazione, dopodiché l’evento è stato fatto il 12 luglio.
Quindi abbiamo un’aggiudicazione definitiva successiva di un giorno all’evento, però mi ha detto… (…) il 9 luglio, esatto, quella provvisoria, mentre quella definitiva è il 13 luglio. Il 9 luglio, che guarda caso era venerdì, è stato dato l’incarico provvisorio, ratificato poi il 13 luglio. Il 12 luglio era lunedì, quindi quell’evento che io chiamo “abbuffata di lusso” – tale è! – è stato organizzato il sabato e la domenica. Quindi le faccio nuovamente i complimenti per l’efficienza del suo Assessorato, perché l’elenco preciso, e glielo riconosco, delle cose che ha detto è stato fatto tutto il sabato e la domenica. Complimenti per l’efficienza!
Complimenti anche per la carta dei vini, per i piatti prelibati, tra l’altro ho notato che molti vini, e se ho capito bene anche alcuni prodotti, sono stati offerti gratuitamente dalle aziende che lei ha elencato e per i quali ha fatto pubblicità in questo contesto. Magari potrebbe invitare questi produttori a rifornire anche i nostri buffet che sono sempre purtroppo molto magri! Potremmo così beneficiarne anche noi e contemporaneamente si farebbe anche pubblicità! E semmai per questo la ringrazio!
Lei chiama patrimonio importante ciò che ha fatto. Bèh, il Governo italiano ha salvato l’Italia con il taglio dei costi enormi, che altrimenti sarebbe diventata come la Grecia, e il nostro governatore Spacca tutte le volte ci ricorda la sforbiciata enorme che è stato costretto a fare, anche pochi minuti fa ha parlato di spegnimento delle funzioni. Lei invece, Assessore, secondo me non ha fatto nessun investimento, ha solo sprecato del denaro pubblico, ossia 29.700 euro più IVA sono stati sprecati per fare un’abbuffata di lusso!
Grazie comunque per la precisa indicazione dei vini, compresi quelli della sua azienda di famiglia!
dei Consiglieri Marinelli, Massi
“Legge 18 giugno 2009, n. 69 e d.lgs. 3 ottobre 2009, n. 153 – sostegno ai nuovi servizi erogati dalle farmacie”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 106 dei Consiglieri Marinelli, Massi. Ha la parola l’Assessore Mezzolani.
Almerino MEZZOLANI. La legge 18 giugno 2009, n. 69 e d.lgs. 3 ottobre 2009, n. 153 prevedono dei nuovi servizi sanitari che le farmacie convenzionate possono erogare ai cittadini.
Il Governo centrale, la settimana scorsa, ha approvato tre decreti attuativi che passeranno all’esame della Conferenza Stato-Regioni, essi riguardano: le prestazioni di infermiere e fisioterapista; le analisi di prima istanza e telemedicina; le prenotazioni di prestazioni di visite ed esami (specialistica).
Si ricorda che manca il quarto decreto che deve fissare i criteri per l’adesione delle farmacie ai nuovi servizi, in base ai quali si deve garantire il rispetto delle norme vigenti in materia di patto di stabilità diretta agli Enti locali, senza maggiori oneri per la finanza pubblica e senza incrementi di personale.
Prima della legge 69/2009 la Regione Marche, con DGR 921 dell’1 giugno 2009 avente per oggetto “Atto di indirizzo per l’attivazione di un percorso progettuale volto alla trasformazione ed evoluzione della farmacia da impresa professionale a impresa a valenza sociale” ha dato un forte impulso allo sviluppo della farmacia verso migliori servizi sanitari a vantaggio della comunità marchigiana e nello stesso tempo senza costi aggiuntivi per il SSR.
Gli attuali accordi, compreso quello sottoscritto in data 3 marzo 2010 (decreto dir. n. 94/S04/CR del 6 maggio 2010) tra la regione Marche e le farmacie prevedono:
·	la fornitura di prodotti dietetici per celiaci, nefropatici cronici, per malattie genetiche (dal 1994);
·	dal 2004, la fornitura domiciliare di ossigeno terapeutico per conto dell’ASUR;
·	dal mese di ottobre 2004, la distribuzione di farmaci per conto dell’ASUR, noto come Progetto Marche;
·	dall’1 gennaio 2010 fatti salvi i contratti in essere presso le singole Zone la fornitura di dispositivi medici per assorbenza monouso (pannoloni, traverse, ecc.), anche per l’assistenza domiciliare;
·	la fornitura di prodotti per il cateterismo e ausili per le stomie, da questo mese con tempistiche diverse in base alle esigenze/accordi zonali (dall’1 gennaio 2011 per le Zone di Jesi, Fermo, San Benedetto e Ascoli Piceno, da novembre per le Zone di Civitanova, Macerata e Camerino);
·	la distribuzione di prodotti per la cura del diabete, da questo mese e dall’1 gennaio 2011 per le Zone di Jesi, Fermo, San Benedetto e Ascoli Piceno;
·	il nuovo CUP unico regionale in Farmacia dall’11 ottobre 2010 in via sperimentale per 60 giorni con le farmacie convenzionate della Zona n. 12 di San Benedetto del Tronto. E’ prevista la possibilità di estendere questo servizio ad altre farmacie. Nella fase sperimentale le farmacie effettueranno gratuitamente le prenotazioni. Questa fase è necessaria per gli aspetti tecnici e per offrire un servizio più efficiente al cittadino, nonché per la determinazione economica con le farmacie convenzionate;
·	le analisi di laboratorio di prima istanza, in base alla normativa vigente;
·	il defibrillatore in farmacia, già presente in 22 farmacie ubicate nelle zone di San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno;
·	le informazioni all’assistito per la campagna di prevenzione per i tumori e la partecipazione attiva e gratuita da parte delle farmacie: screening del Colon-retto;
·	la farmacovigilanza sui farmaci;
·	la vigilanza sui dispositivi medici.
Per quanto riguarda il punto 2 dell’interrogazione risulta che per i nuovi servizi relativi all’Assistenza Integrativa Regionale (forniture di prodotti per diabetici, stomizzati e quant’altro, previsto dagli accordi regionali del 3 marzo 2010) le OO.SS. delle farmacie “private” e pubbliche (Federfarma Marche e Confservizi Marche Assofarma) hanno attivato uno specifico programma di formazione rivolto a tutti i farmacisti, senza oneri per il SSR.
Infine, le farmacie come previsto per gli altri operatori economici, possono accedere a specifiche risorse messe a disposizione dalla Regione Marche per le piccole e medie imprese.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marinelli.
Erminio MARINELLI. Grazie, Assessore, per questa elencazione dei servizi erogati dalle farmacie.
La mia interrogazione non è casuale perché è di una persona che vive il problema della medicina facendo il medico di base dal 1976, è la posizione di uno che in campagna elettorale si è fatto garante nel programmare una serie di iniziative, non a sostegno ma con le farmacie, per un servizio sanitario di distribuzione di servizi migliori, più articolati, non quindi come quello finora realizzato.
Come ben diceva, Assessore, il decreto legislativo dell’ottobre 2009 dava degli indirizzi ben precisi, finalizzati a far sì che le farmacie non fossero un semplice luogo di distribuzione del farmaco, bensì un posto dove ci sia la possibilità di parlare di educazione sanitaria, di prevenzione, di autoanalisi, di screening di patologie, di prenotazioni – questa interrogazione è del giugno 2010, in quel periodo non si sapeva ancora della situazione del CUP –. Quindi già questo decreto dava indirizzi ben precisi, in attesa che poi ogni Regione, per quanto di loro competenza, elaborassero degli accordi.
Devo dire che quanto riferito corrisponde a realtà, ma fino a un certo punto, perché durante la mia campagna elettorale i rappresentanti di Federfarma, ecc. si erano dimostrati molto interessati, tenendo conto che quanto da lei affermato era in parte in itinere, in parte già organizzato e realizzato, ma che molto c’era ancora da fare.
Le farmacie sono punti di distribuzione del farmaco e del parafarmaco, ma hanno incominciato a distribuire anche prodotti dietetici, ossigeno, addirittura in determinate zone di area vasta i pannoloni vengono portati perfino a domicilio, che certamente è un servizio ottimo. Ma secondo me, Assessore, le farmacie devono fare un salto di qualità in più, devono dare un qualcosa in più, come se fossero operatori sanitari da utilizzare nel territorio. O meglio, la Regione Marche deve “utilizzare” le farmacie come fossero una medicina che sta nel territorio, come appunto sono i presìdi medici, gli ambulatori, ciò al fine di evitare un affollamento negli ospedali, le liste di attesa, per evitare che le piccole cose passino nei pronti soccorso.
Quindi la invito, Assessore, ad essere più determinato, più preciso, più circostanziato in questa problematica, perché le farmacie – di questo ne ho parlato con i presidenti dell’ordine delle nostre cinque province – aspettano un salto di qualità.
Ovviamente c’è anche la questione economica, è chiaro che non si fa niente senza niente, non so se la questione economica possa essere un ostacolo nell’espletare nuove funzioni, però bisogna rendersi conto di quello che le farmacie, tramite i loro rappresentanti, potrebbero dare in termini pratici. E unendo la struttura ospedaliera, i medici del territorio, i medici di famiglia e le farmacie si potrebbe trovare un punto di contatto anche economico. Peraltro potrebbe esserci anche un risparmio economico di tempo, di qualità e dunque di vita di quella persona che va a chiedere una determinata cosa. Per questo deve starci anche un corrispettivo economico.
Per quanto riguarda l’esperimento del CUP a San Benedetto so che c’è una difficoltà estrema, certamente le cose miglioreranno. Io ho parlato con amici farmacisti, c’è difficoltà della connessione in rete, un farmacista deve stare a tempo pieno per prenotare delle visite, non fanno altro che mandare lontano da San Benedetto anche per visite banali come quella oculistica. Quindi penso che il CUP anche attraverso le farmacie risenta delle difficoltà e del caos organizzativo. Problema che mi auguro quanto prima venga risolto, perché qui non parliamo di un prodotto come le scarpe, una borsa o un prodotto alimentare, qui parliamo del prodotto salute.
Io comunque ho fiducia, Assessore, affinché con questo tavolo allargato si possano trovare gli elementi, quelli di cui ho parlato in maniera analitica e precisa in campagna elettorale, basta andarli a vedere, dopodiché, nell’interesse di tutti, confrontarci con serenità
“Bando per l’ammissione al corso speciale di differenziazione didattica Montessori per insegnanti di scuola primaria”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 126 del Consigliere Pieroni. Ha la parola l’Assessore Luchetti.
Marco LUCHETTI. L’Ufficio scolastico regionale e la sua articolazione provinciale di Ancona non promuovono bandi per ammissione a corsi di differenziazione didattica Montessoriana per insegnanti di scuola primaria. I corsi sono organizzati dall’Opera Nazionale Montessori, ente morale con riconoscimento di personalità giuridica, accreditato per la formazione dal Ministero della pubblica istruzione per la formazione superiore e continua, come risulta dal sito: http://www.operanazionalemontessori. it/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1
Il MIUR ha da anni un protocollo d’intesa con l’Opera nazionale che prevede anche la formazione di docenti e laureati in scienza della formazione. E’ stato rinnovato il 20 luglio 2010.
La Fondazione Chiaravalle-Montessori di Chiaravalle realizza una parte dell’attività formativa dell’Opera Nazionale in qualità di Ente gestore e di sede di svolgimento dei corsi.
E’ in corso l’attività per la scuola 0-3 anni e entro l’anno è prevista l’uscita di un bando per l’insegnamento nella scuola primaria.
Trattasi di formazione a pagamento con rilascio di diploma di specializzazione, e la Regione non interviene nella programmazione delle attività.
Il Consigliere Pieroni sa, perché della questione dell’insegnamento montessoriano ne abbiamo parlato, che una parte dei docenti che già si erano specializzati in questa direzione avevano chiesto la sospensione dei corsi per non inflazionare il numero dei docenti che potevano essere chiamati una volta vacanti i posti di insegnamento, in quanto erano già sovrabbondanti rispetto al fabbisogno.
Abbiamo fatto del tutto presso l’ufficio regionale per tentare di bloccare questo ulteriore allargamento, ma purtroppo ci siamo imbattuti in una questione che non è di riferimento né dell’ufficio regionale né della Regione. Purtroppo l’Opera nazionale Montessori è libera, dato che è un ente formativo accreditato dal Ministero, di poter svolgere questi corsi, che tra l’altro non sono neanche finanziati direttamente ma sono a pagamento.
Inoltre questo allargamento della base degli insegnanti potrebbe procurare per chi già è specializzato degli svantaggi. Per esempio nel momento in cui ci fossero dei posti vacanti i diplomati già specializzati si potrebbero vedere scavalcati da coloro che sono laureati e che quindi prenderanno la specializzazione.
Questo è il quadro e purtroppo come Regione non possiamo fare altro.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Pieroni.
Moreno PIERONI. Intanto voglio ringraziare l’Assessore per l’impegno e la puntualità messa nel ricercare le motivazioni al fine di rispondere a questa mia interrogazione.
Io ritengo, Assessore, non sia questo un modo troppo giusto, per usare un termine non fortissimo. Perché a seguito di un bando espletato circa un anno e mezzo fa, come lei ricordava, sono state qualificate 75 persone. E tutti i Consiglieri sanno che le scuole, anzi, le classi montessoriane presenti nella regione Marche sono al massimo cinque, di cui tre nella nostra provincia, quindi ci potrà essere un’occupazione massima di cinque o sei figure tra queste qualificate.
Credo che la preoccupazione, che nasce appunto dalle circa 75 figure che si sono qualificate un anno fa, sia proprio quella di andare a creare delle grandi aspettative anche, come diceva lei Assessore, in maniera molto lineare e puntuale, con corsi che sono totalmente a pagamento, se non erro si parla di circa 2.000-2.500 euro ogni corso –.
Qui apro una parentesi semplicissima Assessore. Ritengo che essendo un’Opera nazionale questi corsi potrebbero essere esplicitati anche in un’altra regione, e non ancora una volta solo nella regione Marche. E’ la Fondazione montessoriana di Chiaravalle che ha richiesto all’Opera nazionale di poter espletare questi corsi. Ma si potrebbe creare un ulteriore aggravamento e appesantimento delle figure qualificate per questo percorso montessoriano scolastico, che in prospettiva, Assessore, come lei sicuramente ben sa, nelle Marche vedrà l’apertura, oltre le cinque-sei classi che già ci sono, al massimo di sole altre due classi.
Quindi ci sono grandi aspettative da parte della Fondazione chiaravallese e da parte dell’Opera nazionale montessoriana a fronte però di un’occupazione di pochissimi posti. Tenendo anche conto che nel quadro delle graduatorie regionali legate alla pubblica istruzione questo titolo non ha nessun valore aggiunto, cioè chi fa il corso non ha nessuna opportunità in più nelle varie graduatorie regionali.
Quello che a me e al Partito Socialista preoccupa è che ci sia – lo dico con molta franchezza – una speculazione economica da parte di chi propone questi corsi, a fronte di opportunità reali.
Quindi ritengo che occorra fare qualcosa per fermare questo percorso perverso che alla fine, ripeto, crea soltanto facili illusioni senza dare nella sostanza nessuna opportunità a queste ragazze che verranno qualificate successivamente. Oltretutto andando a creare, come ricordava lei, Assessore, ulteriori disagi, perché le 75 persone qualificate l’anno scorso molto probabilmente verranno superate nella graduatoria da altre che hanno requisiti diversi.
Per quanto mi riguarda, Assessore, io cercherò di non fermarmi a questa semplice interrogazione, però intanto, ribadisco ancora, non è giusto che chi è in buona fede partecipa a questi corsi, pagando di propria tasca, però poi dal punto di vista occupazionale non verrà sicuramente premiato, perché non ci sono spazi e perché la scuola nazionale e marchigiana non è ancora preparata a questi percorsi montessoriani, che seppure siano importanti non hanno un riscontro nella nostra regione.
PRESIDENTE. Concludiamo qui la trattazione delle interrogazioni, per cui non potendosi svolgere neppure le interpellanze in quanto il Consigliere Cardogna è in congedo, passiamo alla trattazione del punto 3) all’ordine del giorno.
Proposta di legge regionale n. 19
“Soppressione dell’Ente regionale per le manifestazioni fieristiche”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 19 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Badiali.
Fabio BADIALI. Con questa proposta di legge provvediamo alla soppressone dell’Ente regionale fieristico. E’ una legge semplice composta da cinque articoli. Da una parte si cerca di ridurre i costi degli apparati amministrativi e politici, una questione che non riguarda soltanto l’ERF, ma anche le altre società partecipate dalla Regione. Però la cosa più importante è che dobbiamo adeguarci alla normativa europea, infatti la Corte Costituzionale ci ha richiamato sul fatto che l’ERF non può essere gestito da un ente totalmente pubblico, deve esserci una gestione a concorrenza tra privato e pubblico.
L’ERF, istituito nel 1995, comprende la struttura fieristica di Ancona, seppure non sia di proprietà dell’ERF bensì dell’Autorità portuale, e la struttura di Civitanova Marche i cui padiglioni sono invece di proprietà dell’ERF. Con la sua soppressione il personale dipendente, composto da nove persone compreso il direttore, rientrerà nel ruolo del personale della Regione.
Inoltre abbiamo previsto, nell’ottica di un’attenzione verso il nostro territorio e le nostre imprese, le nostre associazioni di categoria, che per tutto il 2011 le attività già programmate, come ad esempio la Fiera della pesca di Ancona o quelle delle macchine calzature di Civitanova, potranno essere svolte dalla stessa Regione attraverso appunto quel personale dell’ERF, tra cui ovviamente anche l’attuale direttore della Fiera, che verrà assorbito nel ruolo regionale.
Ciò al fine di dare la possibilità nell’arco dell’anno 2011 di mettere in piedi una società pubblico-privata, quindi costituita dalle Camere di commercio, dalle associazioni di categoria e da altri soggetti interessati, insieme ad una parte pubblica che potrebbe essere costituita dalle Province, dai Comuni più grandi e dalla stessa Regione (infatti all’interno della legge abbiamo previsto che anche la Regione può partecipare alla nuova società), proprio per gestire le fiere che si ritengono più opportune ed importanti a livello regionale. Speriamo che questa società possa essere messa in campo con la partecipazione di tutti i soggetti sopra richiamati.
La Commissione ha valutato attentamente questa proposta di legge e ha ritenuto di apportare le seguenti correzioni.
All’articolo 2, comma 1, dove viene detto che “La Regione può partecipare alla costituzione della società”, noi invece diciamo che “La Regione può partecipare a una società promossa e costituita da soggetti pubblici e privati che abbia per scopo l’esercizio unitario dell’attività di organizzazione di manifestazioni fieristiche finalizzate alla promozione dell’immagine delle Marche, delle sue imprese e dei suoi prodotti”. Queste sono le finalità per cui questa società dovrebbe nascere.
Inoltre l’articolo 1, comma 2, dove recita “La Regione subentra nell’esercizio delle funzioni e nei rapporti giuridici attivi e passivi” viene così modificato “La Regione subentra nell’esercizio delle funzioni e della gestione delle attività già programmate per il 2011". Ciò al fine di dare un’apertura verso tutti i soggetti pubblici e privati che hanno così il tempo necessario per costituire questa nuova società.
Ancora, dopo l’articolo 3 chiediamo di aggiungere un articolo 3 bis “La Regione dà attuazione alle iniziative approvate dal consiglio di amministrazione dell’ERF per l’anno 2011 mediante l’utilizzo del personale di cui all’articolo 3 – quello che verrà assorbito dalla Regione attualmente dipendente dell’ERF – affidando la responsabilità della gestione al direttore dell’ente medesimo.”. Cioè l’attuale direttore dell’ERF, che diventerà dipendente della Regione Marche, gestirà, di concerto con l’assessorato e con il funzionario del commercio, queste attività programmate per il 2011.
Tutto questo nella speranza che sorga questo nuovo soggetto.
Erminio MARINELLI. Dell’ERF si parla ormai abbondantemente da tempo qui in Aula, attraverso le interrogazioni, i giornali, le prese di posizione. In Commissione abbiamo analizzato il testo in maniera abbastanza analitica, è un testo molto semplice, si compone di quattro articoli, poi ci sono alcuni emendamenti, è un testo che sopprime l’Ente fieristico regionale.
Nelle considerazioni, nelle premesse che accompagnano la proposta di legge siamo d’accordo, perché se ci sono minori risorse economiche occorre ottimizzare quello che uno spende. A livello europeo si parla che le istituzioni non devono avere il monopolio del sistema fieristico, ma deve essere ad appannaggio del privato. Quindi non si può non essere d’accordo con simile premesse.
La preoccupazione è per il dopo, infatti novanta giorni dopo l’entrata in vigore di questa legge, se passerà così com’è, avremo delle difficoltà a capire come il territorio si dovrà organizzare. Ultimamente il Presidente Spacca ha detto che l’ERF deve essere spento e bisogna creare un sistema privato dove le Istituzioni possono o no entrare, affinché in maniera snella si possa propagandare il territorio.
Credo che a questo punto sia opportuno ricordare che cos’è l’ERF. E’ stato fondato nel 1995, in un momento in cui gli spazi fieristici causavano dei buchi enormi. Nel 1995 la Regione mise mano al portafoglio a piè di lista, ma non solo la Regione, lo dovettero fare anche altre istituzioni, ad esempio per la fiera di Civitanova il Comune nel 1996 dovette investire ben 200 milioni per mettere mano a una situazione che non era gestita bene.
L’ERF è dunque partito con una legge regionale del 1995, ha cominciato ad operare nel 1997, cercando di sostenere i distretti produttivi. Quindi secondo me ha avuto un ruolo nella crescita dello sviluppo economico della nostra regione.
Guardando un po’ i bilanci dell’ERF che gestisce le fiere di Ancona e Civitanova, si può vedere che i numeri sono positivi – parlo di utili o perdite di esercizio – fino al 2004, poi dal 2005 vi è una perdita di esercizio cospicua, fino ad arrivare a circa 477 mila euro in negativo nel 2009.
Però un’azione politica positiva non deve giudicare solo dai numeri, ossia se c’è un più o se c’è un meno, l’azione politica deve capire se un sistema è importante ed eventualmente scegliere le priorità dove poter intervenire.
Vi ricordo anche che nel 2004 questa Assemblea legislativa votò la trasformazione dell’ERF in spa. Da allora sono passati ben sei anni, vi è stato un primo incontro nel 2005, un tavolo tecnico nel 2006, una bozza di statuto, insomma tanto parlare, però poi alla fine si propone una legge per sopprimere l’ERF.
Indipendentemente dalle considerazioni di mercato, dalle considerazioni politiche, dalle considerazioni economiche, dalla Corte di giustizia europea che parla di una libera concorrenza, credo che dovremmo renderci conto che questa semplice legge, ma molto determinata e tombale, può dimostrasi veramente in morte per tante realtà produttive e per tanti distretti che non avranno più una loro definizione precisa.
Le difficoltà dei nostri territori sono evidenti, quindi la politica credo debba sapersi interrogare se possono in parte essere risolte anche attraverso un ente fieristico gestito in maniera oculata ed economica.
Come ex Sindaco ho assistito sin dal 1995 alla trasformazione dell’ERF. Vorrei soltanto ricordare a questa Assemblea che dal dicembre 2009 c’è un tavolo permanente fra il Ministero dello sviluppo economico (Regioni e associazioni), è stato stabilito che per il 2010 sono previste 210 manifestazioni, con un incremento del 5%, dedicate a 28 settori merceologici e che avranno sicuramente una media di 110 mila espositori l’anno, con un 27% proveniente dall’estero e con 13 milioni di visitatori.
E’ chiaro che nel 2010 bisogna parlare di specializzazione, di qualificazione, di internazionalizzazione, ma è anche evidente che, seppure nelle difficoltà delle fiere a livello nazionale, nel 2009 il sistema fieristico nazionale ha tenuto. Vi ricordo che il sistema fieristico italiano è secondo in Europa dopo la Germania ed è quarto nel mondo.
Fatte queste considerazioni, che forse lasciano il tempo che trovano, credo che indipendentemente dalle peculiarità della Fiera della pesca di Ancona o della Fiera della Calzatura, in questi ultimi anni, grazie ai presidenti che si sono succeduti, la Fiera di Ancona non è solo la Fiera della pesca, è anche una serie di fiere che hanno contribuito ad elevare l’attenzione del sistema fieristico, così come pure Civitanova.
Per quanto riguarda Ancona permettetemi di dare alcune dati. E’ una realtà veramente difficile, già l’Autorità portuale aveva avvertito il Comune il 6 ottobre 2005 del non rinnovo. Dal 2005 non è stato fatto nulla, c’è stata poca attenzione della parte politica e amministrativa comunale, è arrivata un’altra lettera il 31 dicembre 2008 che segna la campanella di chiusura per il 31 dicembre 2011.
E’ chiaro che la situazione di Ancona è difficile, ma Ancona è anche il capoluogo, è un luogo dove c’è un aeroporto. Un aeroporto di cui tutti diciamo che deve decollare, ma certamente non decollerà andando a Timisoara o a Trapani, decollerà attraverso l’imprenditività, attraverso le imprese. E se Pesaro ha comprato le quote dell’aeroporto di Rimini la cosa certamente è preoccupante in prospettiva di un salto di qualità e di numeri della nostra attività aeroportuale.
Io sono d’accordo di sopprimere eventualmente l’Ente fieristico, ma non sono d’accordo con l’emendamento del Consigliere Badiali che dice che nel 2011 con le forze della Regione e con le risorse si potrà mantenere la qualità delle nostre fiere. Io sono preoccupato perché nel 2011 non so quale soggetto privato e con quali istituzioni l’Ente fieristico verrà sostituito.
Dobbiamo razionalizzare, va bene, razionalizziamo, ma credo che l’investimento politico ed economico sulla nostra piccola regione, sulla nostra regione al plurale, con i nostri tanti distretti ed attività produttive, meriti da tutti noi uno sforzo e un’intelligenza diversa dal solito.
PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Zinni.
Giovanni ZINNI. Innanzitutto ringrazio i relatori che ci hanno fornito una disamina chiara di quello che sta accadendo, però devo dire che trovo ancora nebulotico il percorso con il quale si deciderà quali saranno i criteri per portare avanti le attività fieristiche delle Marche.
Dico subito che c’è un dato centrale, essenziale, in questa vicenda che a mio avviso non è stato adeguatamente sviscerato e approfondito, ed è il rapporto fiduciario che hanno le istituzioni con le imprese.
Credo che sia un dato oggettivo che larga parte delle attività fieristiche nelle Marche, ma anche in Italia, purtroppo stentano a far decollare le imprese. Spesso vengono considerate attività che determinano delle perdite. Spesso vengono considerate non di vero supporto alla crescita dei fatturati delle imprese. Noi non possiamo fare finta che questo non sia un dato centrale anche in questa vicenda.
Poi c’è il problema della territorialità, cioè la capacità di ogni territorio di esprimere eventi in questo senso.
Credo che questa soppressione, per come è stata immaginata, sia da un lato un atto necessario. Credo che la sussidiarietà , come dissi già nel precedente dibattito, ci imponga di smantellare qualunque forma di carrozzone parastatale che non produce nulla al servizio delle imprese e dei cittadini, però credo anche rappresenti un grande salto nel vuoto. Perché, ve lo dico francamente, io ho la sensazione che da una parte andiamo sì a fare un’opera di bonifica del nostro bilancio, quindi sopprimiamo un qualcosa che non funziona, che non va, non c’è, però dall’altra ci nascondiamo dietro la sussidiarietà per consentire ad altri di fare probabilmente una società che non farà niente. Produrrà cinque eventi fieristici all’anno con caratura regionale, con timbro e certificazioni di qualità della Regione Marche, e probabilmente andremo a fare quello che molto spesso ha fatto la politica marchigiana negli ultimi anni, cioè andremo a prendere atto che fra le tante criticità delle Marche c’è anche quella di non essere più in grado di fare attività fieristiche. Questa è la verità.
Siccome per l’Istituzione si è prolungata un’agonia di un metodo sbagliato, siccome le imprese hanno giustamente paura, vorrei fosse chiaro che la nostra funzione politica deve essere soprattutto quella di recuperare un rapporto fiduciario con le imprese che metta in campo le loro energie. Perché senza le loro energie non si può fare alcun tipo di attività, né di promozione, né di marketing editoriale, né di valorizzazione delle eccellenze, né qualunque altra cosa, cioè senza le imprese non esistono le fiere, però le imprese hanno paura. E questo è stato abbondantemente manifestato dall’atteggiamento delle Camere di commercio, che a parte quella di Pesaro che ha messo in campo questa proposta centralizzante da parte del Presidente Drudi, abbiamo visto che sono molto preoccupate. Perché giustamente vorrebbero fare le attività fieristiche, ma hanno anche paura di sobbarcarsi oneri che non sono investimenti ma solo costi e pesi morti.
In uno scenario del genere non credo che la Regione Marche non possa fare una riflessione per capire una tempistica dei punti fermi. Credo che prima di tutto dobbiamo assolutamente cercare di ricreare un rapporto fiduciario con le imprese, rapporto che non c’è, è solo un rapporto formale, non è di partecipazione attiva, è un rapporto quasi a scarica barile dovuto, ripeto, dalla oggettiva non produttività del sistema fieristico.
Punto secondo, dobbiamo immaginare una programmazione che faccia un salto di livello. Non mi interessa sapere se gli eventi debbano essere sessanta, quindici, otto o quattro, mi interessa sapere che quei pochi che ci sono determinano un valore aggiunto ai fatturati delle nostre imprese, perché se non c’è questo poi qualunque attività fieristica diventa di plastica, finta, è solo un contenitore per politici.
Come diceva giustamente il Presidente Spacca, non bisogna cadere nella tentazione di voler avere i consiglieri di amministrazione politici, d’accordo, ma non dobbiamo neanche cascare nella tentazione di far vedere che la Regione Marche fa quando non fa e quando non vogliono fare le imprese, allora facciamo un’operazione di plastica, ossia facciamo vedere che la fiera la facciamo, ma in realtà non la facciamo perché non la vuole nessuno.
Questo ve lo dico perché ho visto addirittura atteggiamenti palesemente rinunciatari da parte dei sindaci dei territori interessati oggettivamente dall’ERF. Quando vedo il Sindaco Gramillano di Ancona che fa un po’ una difesa d’ufficio in Consiglio comunale e rivendica la necessità dell’attività fieristica, però lo si vede in viso pallido e preoccupato di chi si sobbarcherà i costi della realizzazione di alcuni eventi, di fatto mettiamo già nelle condizioni un sindaco di avere un atteggiamento rinunciatario. Perché quando la Regione dice: “io da oggi me ne lavo le mani” è evidente che il Sindaco si preoccupa, perché tra i mille debiti che ha si deve accollare anche l’organizzazione strutturale delle fiere, non è sostenibile.
Quindi signori vi dico che personalmente sono ancora indeciso come votare questo atto. Perché, ripeto, capisco la tempistica del governatore Spacca, la condivido, ossia quella di dire bonifichiamo il nostro bilancio da un carrozzone inutile – fermo restando che forse avrebbe dovuto avere il coraggio di farlo nella precedente legislatura –, ma posto in essere che l’agenda politica oggi è questa, io sono d’accordo, però non voglio fare neppure il salto nel vuoto, non voglio un rapporto freddo e formale con le imprese. E non voglio nemmeno ritrovarmi ancora una volta a dover dibattere sul fatto che dobbiamo fare le fiere, perché se non si fanno ci dobbiamo vergognare, fermo restando poi a scoprire che alle fiere ci vanno 2.000 utenti e non succede nulla.
Allora cosa fare oggi. Le strade sono due, o questa Assemblea legislativa si assume la responsabilità di creare una fase commissariale tendenzialmente gratuita, transitoria, di liquidazione dell’ERF nell’arco del 2011, garantendo da un lato le manifestazioni e dall’altro lavorare fissando in un documento – lo dico in Aula per la spontaneità del dibattito, non può essere sempre tutto strategico e artefatto – dei paletti sul dopo. Perché io immagino una società di gestione ad esempio che sia strutturata su due livelli, una fondazione sul patrimonio immobiliare, una società di gestione sulle attività da organizzare. Immagino che tutto questo debba avvenire con un ruolo chiaro da parte delle imprese, che non possono essere filtrate solamente attraverso le camere di commercio. Noi nella precedente seduta avevamo chiesto un rinvio su richiesta del Consigliere Bugaro, ma oggi io personalmente non ho avuto informazioni ufficiali su queste audizioni. Qui non si sa niente, non si sa qual è il vero e reale pensiero delle nostre associazioni di categoria e delle imprese. Ripeto, la Camera di commercio è una cosa, poi ci sono le associazioni di categoria.
Pertanto o immaginiamo uno scenario di transizione reale, di chiusura dei costi bonificando il nostro bilancio, ma impedendo fughe in avanti del furbetto del quartierino e cercando di recuperare un rapporto fiduciario con le imprese, altrimenti temo che si vada a commettere un grave crimine, cioè quello di far finta di applicare la sussidiarietà e poi di scaricare la palla con una certa fretta agli operatori economici.
Io amo la sussidiarietà, la considero un principio essenziale dell’azione politica del mio partito, ma la sussidiarietà, lo dice la parola stessa, è un qualcosa che nasce dal basso, ma io dal basso oggi non ho visto nulla, se non i comunicati stampa del Presidente Drudi. Non mi basta, non credo che sia questo il percorso, credo che oggi la Regione Marche debba fissare dei paletti sul dopo: E’ ovvio che non possono essere paletti eccessivamente invadenti, perché se vogliamo dare tutto alle imprese poi diventerebbe parossistico fissare dei paletti che strangolano il percorso alle stesse. Però con questo metodo di far finta di fare, ma di fatto non voler più fare e di creare uno scenario in cui la prossima fiera che si farà nelle Marche sarà la fiera della barzelletta, io francamente non ci sto.
Mi piacerebbe vedere veramente una valorizzazione sostanziale – sostanziale! – del sistema produttivo marchigiano, dobbiamo immaginare degli eventi che polarizzino fuori dalle Marche, altrimenti le fiere saranno sempre in perdita.
Invito pertanto il governatore Spacca a non consentire questa fuga in avanti in questo modo, se necessario che si faccia un’altra Assemblea legislativa oppure magari fare una sospensione per una chiacchierata fra i Capigruppo al fine di individuare un documento dove si mettano dei paletti, dove si fissa un criterio. Oppure se c’è la volontà di scioglierlo con una tempistica, cioè creare effetti di bilancio positivi alla Regione nel 2011, ma allo stesso tempo gli effetti giuridico-amministrativi e programmatori dell’attività prolungarli rendendoli efficaci dall’1 gennaio 2012.
Ritengo che questa possa essere una linea politica di equilibrio.
Auspico ulteriori interventi in questo senso, in ogni caso, ripeto, se la forzatura deve ridursi a scaricare il cerino in mano a qualcun altro, personalmente non parteciperò a votare questa legge. Le criticità delle imprese le conosciamo tutti, ci manca solo che appioppiamo loro la necessità di salvaguardare l’immagine storica delle Marche facendo le fiere, facendogliele pagare e in più facendo prendere atto che i loro fatturati non hanno alcun benefit.
Questo è un meccanismo che non voglio sostenere, se ne assumerà le responsabilità solamente Spacca, sarà lui che farà questa forzatura e nessun altro.
Daniele SILVETTI. Alcune considerazioni le devo fare anche per il percorso accidentato di queste ore. Io non tanto come Consigliere di opposizione quanto come Consigliere facente parte dell’Assemblea legislativa devo registrare una volta di più che la Giunta continua a dettare l’agenda dei lavori dell’Assemblea. La Giunta continua a dettare la linea politica dell’Assemblea legislativa. Mi rendo conto che c’è una continuità fra maggioranza e Giunta, ma credo che l’Assemblea legislativa non possa essere svuotata delle sue prerogative, nel suo ruolo non solo istituzionale ma anche politico. Anche perché il dibattito ed il lavoro in Aula continua ad essere piuttosto povero di atti amministrativi e di proposte di legge, poi si subiscono queste clamorose accelerazioni solo su specifici aspetti e su alcune precise proposte di legge, vedi il fotovoltaico, oggi l’ERF.
E sull’ERF alla Conferenza dei Capigruppo c’era stata l’intesa comune e una implicita disponibilità a rinviarlo, ma non per un rinvio sic et simpliciter. E’ infatti una proposta di legge che non è proprio acqua fresca, è una cosa importante, perché si tratta di sopprimere un ente che quindici anni fa era comunque uno strumento idoneo per gestire lo sviluppo fieristico di questa regione.
Poi il Presidente ha letto anche la richiesta formale di tre Comuni, Ancona, Chiaravalle, Falconara, di soprassedere, in quanto ci sarebbe stato da qui a breve un incontro formale istituzionale per discutere, per dirimere, per approfondire aspetti sostanziali della vicenda fiere. E nemmeno questo si è voluto ascoltare. Quindi non si ascolta i territorio.
So perfettamente che le Camere di commercio di questa regione hanno un atteggiamento attendista. Qui tutti riscontrano che i tagli del Governo, la razionalizzazione della spesa comporta inevitabilmente una rivisitazione della situazione dell’Ente fiera di questa regione. Da una parte ci si accorge che gli imprenditori non hanno più i soldi per partecipare alle fiere, dall’altra però ci so rende anche conto che questa proposta di legge è ancora monca su ciò che riguarda la prospettiva, cioè la seconda puntata dopo la soppressione. Ricordo che la famosa proposta di legge n. 24 del 2004, quindi sei anni fa, diceva sì sopprimiamolo però creiamo una società di gestione, perché comunque bisognava dare continuità alla soppressione, bisognava dare continuità alla prospettiva e allo sviluppo del sistema fiera di questa regione.
Poi il 7 ottobre giunse la lettera del presidente dell’Ente fiera Merlonghi che contrito nel suo dolore espone una situazione politica amministrativa ingestibile, per questo si andrebbe a cessare un’attività di un ente importante per lustro e per capacità, che dispone ancor oggi – questo lo scrive il presidente – un patrimonio immobiliare e mobiliare pari a 15 milioni di euro.
In questa proposta di legge il comma 3 dell’articolo 1 stabilisce che “Il presidente dell’ERF, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, effettua la ricognizione della consistenza patrimoniale”, mi sembra che l’abbia già fatto, ma a parte questo, mi sembra di capire che la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra. Voglio dire che se c’è un patrimonio di questo genere qualcosa bisognerà anche dire a questa Assemblea legislativa. Perché se manca di fatto una programmazione in quanto si dà in via del tutto ipotetica la possibilità che la Regione possa far parte di una società. Se è vero che i tagli sono imposti dalla situazione politica attuale e quindi la razionalizzazione dei conti sia un’inevitabile conseguenza. Allora mi preoccupo se questo patrimonio un domani dovesse essere introitato dalla Regione e andare a ripianare i disavanzi di bilancio, senza poterli reinvestire su quella che è la prospettiva di una vera fiera regionale.
Sono scelte piuttosto singolari, non voglio per forza scendere sul polemico, però a me sembra l’ennesima questione pesarese, e non è una questione di campanile, prima col CUP c’è stata la guerra e il tiro incrociato al piccione al povero Mezzolani, poi c’è stata la quadratura del cerchio su Pesaro e poi lo si è difeso – giustamente, per carità –, ora c’è la questione fiera. Insomma ci stiamo facendo carico di questioni che sinceramente credo non stiano facendo un gran servizio al contesto regionale.
Inoltre, e non ultima, vi è la considerazione che dietro all’impoverimento del territorio e alla necessità dei tagli ci sia in realtà la mancanza di idee e di progetti. Questo è ciò che emerge dalla discussione e da questa proposta di legge, ossia manca una proposta seria. E la famosa contestazione sulla programmazione che noi da sempre facciamo a questa Giunta e al Presidente Spacca, è che non vi è una seria programmazione nemmeno in questo settore, e lo vediamo proprio perché è una proposta di legge che tende soltanto a sopprimere. È una semplice legge che va a sopprimere un soggetto giuridico, soggetto che ha un suo patrimonio, una sua faticosa economia, ma che ha comunque la sua storia, ha il suo indotto, ha le sue responsabilità dal punto di vista occupazionale ed ha un ruolo sociale non indifferente.
E’ ma possibile che questa Assemblea legislativa non riesca oggi ad imporre, non al territorio ma alla Giunta, una linea, un programma, una qualsivoglia linea politica, senza che venga svuotata del proprio ruolo e senza subire l’agenda di questa Giunta e il diktat di qualche lobby o di qualche Provincia! E’ assolutamente inaccettabile!
Pertanto questa legge, così come composta, penalizza il territorio e non dà le risposte alle categorie.
Paolo EUSEBI. Nella mia proposta di rinvio non c’erano strani tatticismi, non era assolutamente finalizzata a fornire emolumenti ai propri rappresentanti. In questa vicenda ognuno ha cercato di capire quello che era meglio per il futuro di un settore importante della nostra economia, ma la cosa che mi è più spiaciuta è che a una delle persone che politicamente amo di più sia venuto in mente di dire a me, visto che mi conosce bene da tanto tempo, una cosa del genere.
In tal senso per inciso dico – poi farò alcune veloci considerazioni – che in tal senso al mio emendamento, dove propongo il commissariamento dell’attuale presidente per questo periodo di traghettamento, ho presentato un subemendamento dove dico che il presidente debba svolgere questa funzione gratuitamente, con il solo rimborso delle spese documentate. Quindi questa sciocchezza viene cancellata dall’agenda.
Vorrei ora porre alcune domande. Chi opererà alla gestione delle attività già programmate per il 2011 – vedi emendamento del presidente Badiali –?. Sarà un altro dirigente della Regione? Ho visto un emendamento che dice l’attuale dirigente dell’ERF. Ancora una volta la politica marchigiana abdica al suo ruolo per far aumentare il potere di un altro dirigente.
Come ho detto nel mio primo intervento fatto in quest’Aula – ero molto emozionato, quindi non so se mi sono fatto capire – ritengo che la politica abbia già abdicato troppo nei confronti dei dirigenti. I quali dirigenti, essi sì, spesso causano lo spreco del pubblico denaro – ho detto spesso, non ho detto sempre, abbiamo fior di dirigenti che lavorano più di quello che dovrebbero e con efficacia –.
Insomma, basta con una politica che abdica sempre al proprio ruolo nei confronti dei tecnici. Questa è un po’ la storia della società civile, perché un po’ per i dirigenti, un po’ appunto per la società civile, la politica poi abdica sempre al proprio ruolo. E’ ora di finirla con questo atteggiamento!
Da un’analisi della situazione economica – ovviamente non son un tecnico, sono novello, quindi a volte potrò anche sbagliare nel fare l’analisi – mi sembra che di risparmi con questa legge non ce ne potranno essere. La filosofia è giusta, dobbiamo smettere di fare cose in economia e che spettano all’economia. Siamo d’accordo col Presidente Spacca, ma vogliamo dare tempo in questa occasione all’economia di assorbire le novità e di organizzarsi per prendersi le proprie responsabilità dopo aver fatto i loro conti! Perché l’economia fa i conti e poi agisce se i conti portano.
Allora, siccome i risparmi non ci saranno, io ho l’impressione che va bene smantellare una filosofia di gestione, però almeno aiutiamo gli attori a delinearne un’altra, ma non economicamente, dandogli il tempo dell’organizzazione.
Mi dispiace ammetterlo, ma gli interventi dei miei amici Zinni e Silvetti – certo, condivido anche quelli di molti altri – come filosofia sono stati interventi di maggioranza – so che per loro potrebbe essere anche un’offesa questa, ma io glielo faccio come un complimento –, sono stati razionali, ragionevoli, ci potrebbero aiutare a costruire un futuro più idoneo in questo settore.
Per esempio gradirei sapere cosa ne pensa l’Assessore Canzian di questa situazione. E’ possibile – mi viene da dire addirittura per via di un’impuntatura – che non si possa ancora ragionare per quindici giorni andando ad ascoltare bene che cosa pensano – mi dispiace Consigliere Zinni che le rubo questo pezzetto! – le categorie sulla questione. Le Camere di commercio abbiamo visto che nicchiano, ma per forza, nel giro di un mese abbiamo detto “tòh”! E questi che in questa cosa sono sì competenti, hanno delle strutture ottime, ma non sono dinamicissimi, allora sono come dei pugili suonati, e dicono: “bèh, adesso che succede!”.
Quindi, ribadisco, secondo me sarebbe stato opportuno rinviare questa legge, ma non l’avete voluto fare. Ho comunque preparato alcuni emendamenti che a mio parere danno quel lasso di tempo necessario. E qui nessuno potrà dire, visto il mio subemendamento, che lo faccio perché voglio dare 600 euro al mese a Merlonghi! Ma questo è quello che qualcuno – seppure di solito è un qualcuno che di solito le sciocchezze non le dice mai! – scioccamente ha detto. Merlonghi 600 euro non li vuole! Noi non vogliamo dare niente a Merlonghi!
E mi perdoni il Presidente Badiali, che ha la mia totale stima per quanto riguarda la sua intelligenza, ma io dico no al commissariamento di un presidente gratuito dell’ERF, un politico – poi ognuno dà i giudizi che vuole sulle persone – che poi è anche un funzionario. Io dico no!
Mirco RICCI. Volevo intanto velocemente dire al collega Silvetti che a Pesaro non c’è una “questione Pesaro”, a Pesaro c’è la fiera, c’è una struttura, non c’è una “questione fiera”. C’è una fiera che è stata fra l’altro – ma non lo dico in modo polemico, mai esaltare i campanilismi, certo, ci sono, ma insomma ragioniamola in maniera pacata – finanziata da una scheda dei fondi FAS approvata dal Governo e dal CIPE. Quindi c’è un intervento di potenziamento. Ripeto, non c’è un problema fiera, c’è solo una fiera che vogliamo difendere ovviamente nell’interesse regionale.
Semmai vorrei che non ci fosse un problema Ancona. Ossia, dovremmo trovare le condizioni affinché anche in tema fieristico Ancona abbia ciò che ha sempre avuto, abbia la possibilità con un nuovo soggetto e un nuovo sistema di valorizzare le cose che abbiamo già detto.
Per cui a questo punto mi sottraggo dal dibattito, che pure è così, di pensare che votiamo questa legge solo per risparmiare risorse. Non è più così! Dobbiamo infatti ricordarci che la riforma dell’ente fieristico, Consigliere Massi, è vecchia di qualche anno, seppure oggi ci sia un’opportunità in più, ovvero quella di razionalizzare, di risparmiare.
Certamente la vicenda della riforma degli enti strumentali è centrale nel programma di governo di questa Regione per andare incontro anche al minor contraccolpo dei tagli del Governo sulle spese regionali e locali, sicché al centro della riforma c’è anche l’ERF.
Ma il tema dell’Ente fieristico da riformare, come ho detto, è vecchio, ce lo hanno chiesto gli operatori stessi, di quel sistema che non funzionava più ci si è accorti anni fa, ci siamo accorti che era opportuno avvicinare direttamente gli operatori alla promozione fieristica. Casomai, allora, è questo il tema.
Poi ovviamente questa legge semplifica perché sopprime l’Ente fieristico, riduce le spese. Consigliere Zinni, questa legge non ha un allegato. Io capisco che sarebbe forse opportuno avere un allegato, una nota a margine, cioè prefigurare il futuro, ma non può esserci. E non perché non sappiamo cosa vogliamo fare – collega Eusebi, non c’è bisogno dei Consiglieri Zinni e Silvetti, che pure stimo! –, perché questa maggioranza ha discusso le prospettive del soggetto successivo ed il Presidente Spacca ha risposto alla mozione di Bugaro in maniera chiara. Ossia, noi vogliamo avere nelle Marche un sistema fieristico diffuso che valorizzi almeno quei due-tre poli che sono ancora siti anche logisticamente di grande interesse, Pesaro, Ancona, Civitanova.
Allora, Consigliere Zinni, non c’è quell’allegato, però c’è sicuramente una strategia abbastanza precisa.
Molto spesso con l’opposizione si discute se rinviare o meno un atto, ci sono anche questioni di opportunità politica, però secondo me questa soppressione dell’ERF arriva in Aula addirittura in ritardo.
Poi è chiaro che quando non si è pronti – questo capita anche alla maggioranza, capita anche a me –, quando non si vede una prospettiva adeguata al territorio, si può anche chiedere un rinvio, ma attenzione, sull’Ente fieristico non c’è un’accelerazione, ma siamo, ripeto, in ritardo. E un’ipotesi di riforma dell’Ente fieristico era agli atti già all’inizio della legislatura. Perché quando noi in maggioranza abbiamo appunto discusso – lo ricordo anche ai colleghi dell’UdC e dell’IdV che in Commissione hanno cercato di favorire un rinvio – di questa riforma abbiamo preso dai cassetti delle proposte di legge vecchie di qualche mese, quindi la discussione non è recentissima, è datata.
Ecco perché dico che alla fine oggi ci apprestiamo a votare un atto già atteso da tempo, che si colloca, certo, anche nel solco del risparmio attraverso la riforma degli enti strumentali.
Poi è evidente – certamente alcune cose le colgo – che gli operatori devono in qualche modo dirci come si sta nella crisi che c’è, come si sta nei mercati internazionali, come si vive con la globalizzazione in termini di nuovi rapporti commerciali ed economici, sono gli operatori che devono suggerircelo, poi noi insieme a loro dobbiamo assicurare uno scenario diverso.
Però mi pare non ci sia un problema fiere Pesaro o altrove, c’è invece un sistema regionale da mettere in campo tale che non penalizzi nessuno, quanto meno che riduca quelle realtà importanti come quella di Ancona rispetto a un’eccellenza che invece in questi anni è stata portata avanti, mi riferisco alla Fiera della pesca.
In ultima analisi voglio dire, seppure non avrei voluto neppure intervenire perché ne avevamo già molto discusso, che aver voluto ridurre la discussione su questo tema al solo tema del risparmio ha portato ad un dibattito secondo me leggermente ridimensionato. È un tema di prospettiva, la maggioranza e la Giunta hanno le idee molto chiare, quindi auspico, questo sì, che magari una discussione sul che cosa sarà messo in campo possa essere avviata in temi ragionevolmente brevi.
Francesco MASSI. Il Consigliere di minoranza collega Marinelli ha illustrato in maniera dettagliata, documentata e approfondita la strategia che per noi deve essere seguita. Quindi ha illustrato sia la critica a questa proposta come pure la parte costruttiva, su cui ovviamente tutto il Gruppo del PdL ci si ritrova in pieno.
Devo dire con una battuta, collega Ricci, collega Eusebi e ad altri colleghi della maggioranza, che sicuramente il Ministro Tremonti ha fatto un miracolo! Perché qui vediamo il governatore Spacca che si fa fotografare con Brunetta, che ringrazia Berlusconi per aver citato Matteo Ricci, poi si fa fotografare con Gianni Letta e con altri esponenti del Governo, ai quali però sicuramente in quel momento non dice quello che spesso viene detto qui, cioè che è in atto un attentato alla Costituzione, un colpo di Stato, un rovesciamento dei poteri. Perché è questo quello che di fatto voi dite qui, questo è quello che di fatto dice anche il governatore Spacca. Ecco, sta arrivando, ben trovato governatore! Certo, io dico quello che sento, a me fa piacere vedere il mio governatore…(…) Presidente, a luglio, quando abbiamo parlato dei tagli! E certamente ben aiutato dalla maggioranza e dagli Assessori, mica ho detto da solo! (…) Io sono contento quando il governatore della mia regione interagisce con il Governo. In questi anni ho sempre detto che la diversità di colore tra i livelli di governo è uno stimolo a fare meglio, perché a concertarsi tra uomini che la pensano in maniera diversa, quando si hanno responsabilità di governo diverso, secondo me può essere solo una ricchezza e non una penalizzazione.
Parto allora proprio da questo per dire due cose.
La prima è che siamo di fronte a un provvedimento che, è vero, è stato determinato soltanto dall’esigenza di ridimensionare i costi. La seconda – concordo certamente con quanto ha detto Marinelli, ma mi pare di averlo colto anche in altri – è che qui siamo in ritardo a prescindere. Perché Presidente? Perché noi siamo qui a parlare da anni di sussidiarietà, questo concetto astratto che viene riportato in tutte le campagne elettorali e in tutti i programmi, e che soprattutto, lasciatemelo dire, hanno sempre portato avanti per primi esponenti che hanno alle spalle una militanza nel mondo cattolico, in un partito che si faceva direttamente ai valori della dottrina sociale della Chiesa, però poi nell’attuazione pratica la sussidiarietà è lontanissima da quest’Aula, dalle leggi, dai provvedimenti, qui siamo lontani anni luce. E se siamo lontani nella scuola, nel sociale – magari in altri settori, come la protezione civile, si è forse attuata di più –, insomma, se siamo lontani come concetto da questi settori figuriamoci da quelli dell’economia.
Per cui quello che sfugge in questo atto, Presidente, è che dietro la soppressione dell’ERF – al quale non è che siamo affezionati per un qualche motivo fideistico, noi rifuggiamo dagli ossequi agli apparati, alle strutture che appesantiscono non solo le casse ma anche i rapporti diretti tra il Governo e il cittadino –, dietro la soppressione di un organismo, di una Spa – sulla quale, come ha detto Marinelli, dal 2004 manca ogni programmazione e ogni strategia – non si intravede nulla. E nella definizione dei ruoli tra la sussidiarietà, cioè quello che possono dare tutti quei soggetti che vanno dalle Camere di commercio alle associazioni degli imprenditori, agli imprenditori, nel loro rapporto con il soggetto pubblico, credo non sfugga a nessun che siamo assolutamente nel vago.
Sia il collega Silvetti che il collega Zinni hanno approfondito altri aspetti, ossia quelle che sono le incertezze per quanto riguarda il patrimonio, le strategie complessive, dal personale al patrimonio, alla programmazione, allora su questo credo sia necessario un approfondimento. Qualcuno prima mi ha chiesto: “perché il gruppo del PdL non ha votato per il rinvio?”, perché intanto questo confronto in Aula era necessario per mettere nero su bianco quelle che sono le posizioni. Ecco perché, collega Eusebi, abbiamo ritenuto di non accogliere prima quella richiesta, una richiesta che però condividiamo nella sostanza, perché lei anche in Conferenza dei Capigruppo ha posto dei problemi sulle incertezze che poi sono state qui riprese anche dai colleghi Bugaro, Zinni, Silvetti e Marinelli. Quindi è stato solo per una questione di metodo, cioè perché volevamo che qui stamattina dovevano intanto essere iscritte le posizioni iniziali di ognuno.
A tutti sta a cuore la programmazione sul territorio, faccio allora solo un inciso – lo dico da vicino di casa, mi scuso con i colleghi delle altre province, ragiono un attimo con i maceratesi –.Ossia, per comprendere quanto siamo lontani dal capire dove si vuole andare, quindi dall’avere la bussola del territorio, io ad esempio non ho sentito alcuna voce dal comune di Macerata magari per quel che riguarda il polo di Villa Potenza che pure ha avuto iniziative gloriose sul territorio che molti di voi hanno inaugurato negli anni scorsi.
Insomma, credo ci sia il bisogno di fermarsi un momento e di rimettersi a definire strutture. E qui il Presidente ammonisce dicendo “struttura leggera”, certo, figuriamoci se a noi del centro-destra, che predichiamo certe cose per quanto riguarda la proposta organizzativa degli assetti di governance e amministrazione, non siamo favorevoli nell’avere strutture leggere, strutture non pesanti, strutture che sostengano il territori senza invadere, strutture che permettano di collaborare con i soggetti che portano avanti creatività, ingegno e proposte. Ci mancherebbe!
Allora ritengo sia questo il momento possibile per un rinvio ai fini di un approfondimento, questo ci sentiamo di chiederlo, anche se naturalmente noi siamo pronti, ossia non siamo d’accordo a una proposta che sopprime solo, non crea nulla, non dà nessuna indicazione.
Quindi su questo non siamo d’accordo, però se possiamo sospendere e rinviare di quindici giorni per approfondire, potremo dare sicuramente un contributo maggiore a quei soggetti che fuori da qui stanno aspettando le nostre decisioni.
Raffaele BUCCIARELLI. Faccio intanto una premessa generale. A sei mesi dall’insediamento di questa maggioranza, se non vado errato, questa è la seconda legge che l’Assemblea legislativa approva. Quindi questa maggioranza, che si ritiene veloce, rapida, incisiva nella situazione sociale ed economica della regione, tutto questo deve ancora dimostrarlo. Comunque aspettiamo.
Detto ciò vado al merito della legge, ed il mio intervento servirà anche come dichiarazione di voto.
Del tema della fiera e del sistema fieristico regionale ne abbiamo ormai parlato abbastanza. C’è stata una mozione, c’è stato un dibattito approfondito, il tema si è sviscerato a fondo anche in terza Commissione. Quindi ritengo se ne sia parlato abbastanza. A volte la discussione assume veramente caratteri quasi surreali, a volte ci si domanda: “ma di cosa parliamo!”.
Sono anni che il mondo politico ha preso coscienza che il sistema fieristico regionale aveva bisogno di profondi cambiamenti, tutti su questo eravamo d’accordo.
Allora nel momento in cui arriviamo ad approvare uno strumento che incide fortemente – io capisco il collega Eusebi, capisco il suo dolore, ovviamente disinteressato, per la soppressione di questo ente – dovremmo anche andare a guardare i numeri. Il sistema fiere Marche riceveva del denaro pubblico di circa 1 milione di euro all’anno, oltre 300 mila euro li assegnava la Regione direttamente, oltre 300 mila euro il Ministero agricoltura e pesca, che tra l’altro si sono persi (tutti ne conosciamo il perché, ma nessuno l’ha detto) pare per una piccola incomprensione fra il presidente dell’ERF Marche e il dirigente del Ministero, ossia per una incomprensione si sono persi 300 mila euro! Poi 220-230 mila euro l’anno la Regione li sborsava per organizzare e gestire Eco&Equo, certo, un’ottima iniziativa, ma comunque anche questa finanziata dalla Regione.
Insomma si faceva, in nome del libero mercato, dell’iniziativa privata, delle iniziative pagate dal pubblico. Questa era la realtà! Inoltre sappiamo che gli imprenditori stessi oggi dicono che il sistema fiere non funziona. Allora sì che c’è bisogno di cambiamento.
In Commissione abbiamo ovviamente esaminato l’atto della Giunta e quello che ne segue, quindi io lo voterò perché oltretutto è stato modificato secondo proposte che io ho stesso ho fatto e che la Commissione ha accettato. Ci sono infatti modifiche soprattutto per quanto riguarda l’articolo 2 che credo sia la chiave. Mentre la proposta della Giunta per certi aspetti faceva rientrare dalla finestra quello che usciva dalla porta, noi abbiamo detto no, se il sistema imprenditoriale economico marchigiano con il sistema pubblico, le Camere di commercio in primis, crederanno sia utile riorganizzare una società snella e veloce per promuovere le Marche, allora la Regione l’accompagnerà, e potrà partecipare a questa nuova società, ma non potrà essere la Regione a costituire questa società, perché appunto faremmo rientrare dalla finestra ciò che esce dalla porta.
Quindi basta un mercato privato e libero fatto con fondi pubblici. Ma se veramente ci sarà la capacità e la volontà da parte del mondo economico imprenditoriale di rilanciare, in un sistema organico coordinato tra tutti gli enti, questo made in Marche, bene, credo che a quel punto sia giusto che anche l’Ente Regione svolga il suo ruolo.
Quindi il Gruppo della Federazione della Sinistra, Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista, voterà a favore di questa legge.
Dino LATINI. Il mio intervento sarà molto breve. Ritengo che l’obbligatorietà della scelta imposta alla Regione Marche offra un’occasione per dirimere una questione che, come hanno detto i colleghi, si è protratta per troppo tempo. Ossia quella della partecipazione della Regione in un sistema che ha delle economicità di scala e delle indicazioni di mercato, un punto fondamentale che non va di pari passo con il ruolo di un’istituzione della pubblica amministrazione.
Quindi tale aspetto, che viene colto in questa legge che da cui a poco verrà posta in votazione, è un fatto determinante per la Giunta regionale delle Marche. Una Giunta che non fugge da un ostacolo che si è posto, ovvero quello del contenimento della spesa. Contenimento della spesa che in questo caso non vuol dire esclusivamente il taglio di un ente, che seppure storico e importante non è visto come un totem o un tabù da non dover salvaguardare, ma si inquadra, a mio avviso, nell’altra parte della scelta che deve fare la Regione, quella della programmazione di partecipazione, che non vuol dire programmazione fieristica propria, ma partecipazione a un sistema diffuso, a volte nascosto e a volte addirittura non esaltato nelle sue possibilità e nelle sue eccellenze. Una Regione che potrà da qui in avanti, con le poche risorse rimaste a disposizione, scegliere, partecipare e incentivare.
Allora ai colleghi che giustamente offrono all’esame dell’Assemblea dubbi e che pongono la necessità di una sospensione per una riflessione, il mio invito è quello di valutare con attenzione non soltanto l’obbligatorietà di questa scelta, ma di lasciare una maggior riflessione per un dibattito futuro per quanto riguarda la partecipazione della Regione in quelle vaste opportunità che il sistema stesso, così come verrà rideterminato da questa votazione, offrirà al mondo fieristico e al mondo produttivo in generale.
Concludo dicendo che questa legge non può essere vista solo come il taglio dei costi né tanto meno come una detrazione del valore storico della Fiera della pesca o della Fiera di Civitanova, oppure, come giustamente ha richiamato il Consigliere Massi, della vasta attività compiuta dal Centro fieristico di Villa Potenza, anzi, deve essere l’occasione e il presupposto di partenza affinché si possa rimettere mano, non sotto la regia di qualcuno in maniera predeterminata e compiuta ma in senso paritetico, alla filiera fondamentale per le nostre attività produttive, cioè la possibilità di fare mercato e sistema insieme, e quindi di rendere validi i prodotti del nostro territorio agli occhi della nazione e del mercato mondiale.
Francesco ACQUAROLI. Farò un intervento breve, perché ritengo che del nocciolo sicuramente rilevante della questione se ne è già da tempo discusso, è sui giornali da qualche settimana, ma alcune aspetti li voglio comunque sottolineare.
Innanzitutto esprimo la mia perplessità su questa iniziativa della Giunta. In questo momento di difficoltà economica, non solo per le famiglie, ma anche per quelle tante imprese che cercano di ritrovare un entusiasmo e un sostegno da parte delle Istituzioni, non credo che questo sia da parte della politica il messaggio giusto. Anzi, è tutt’altro, ritengo sia un messaggio che per l’ennesima volta pone un ostacolo tra quella che è la sfida della globalizzazione ed il progetto del territorio. Progetto che deve essere sempre governato e gestito dalla politica, quindi soprattutto dall’Ente Regione, che va verso la sfida appunto della globalizzazione, orientato dunque a sostenere e coordinare le nostre imprese in quella direzione.
La nostra è una regione che storicamente vive dei problemi di campanilismo e si divide un po’ su tutto, dal nord al sud si frappongono mille usi, mille costumi, mille situazioni diverse fra loro e che difficilmente riuscirebbero a mettersi insieme per creare un progetto unico, insomma, a mio avviso proprio culturalmente abbiamo dei gap da colmare. Per cui l’auspicio che faccio, che credo sia quello anche dei tanti imprenditori e attori positivi che ci sono sul nostro territorio, è che la politica regionale, in particolare, possa essere portatrice di questo progetto unico che vada da Pesaro ad Ascoli.
Sicuramente l’Ente fiera per come è oggi va ridiscusso, forse va anche ridimensionato o magari dovremmo anche riformarlo completamente, però collegato ad un’opera di rilancio. Qui stiamo correndo il rischio reale di creare un vulnus e di lasciare a soggetti diversi dalla politica, addirittura a soggetti privati, quello che è invece il ruolo delle imprese e del territorio, che quindi occorre promuovere per rilanciare l’economia.
Qui invece, ripeto, potrebbe verificarsi un salto nel vuoto, un salto che potrebbe portare un danno importante alla cultura dell’impresa, alla cultura e al coordinamento del territorio, un danno importante a quel messaggio che invece la politica dovrebbe dare agli investitori e agli imprenditori.
Forse l’Ente fiera in questi anni ha effettuato degli errori di gestione, magari si è anche esagerato nei costi, io non voglio tutelare e difendere gli errori commessi e le scelte strategiche sbagliate fatte in passato, e sicuramente ci sono dei momenti in cui occorre ridurre le spese, ma ridurre le spese non significa certamente ridurre quel progetto di valorizzazione e di promozione del territorio che deve essere promosso da parte della politica.
Ritengo quindi che il ruolo istituzionale dell’Ente fiera debba rimanere e non deve essere cambiato e barattato con nulla se non c’è certezza d’azione. Questo è il mio auspicio. Spero che quest’Aula ci pensi seriamente prima di rischiare veramente di fare un salto nel vuoto.
Massimo BINCI. Inizio con una nota campanilistica sia dal punto di vista politico che geografico.
A margine di questa dismissione voglio evidenziare la bufala politica della passata maggioranza, che per ottenere la firma del Comune di Falconara all’adesione alla Quadrilatero – allora la Giunta era guidata dal centro-sinistra – fece decine di riunioni qui in Regione per chiedere di rinunciare ai 13 milioni di ICI e oneri in cambio di uno sviluppo strategico dell’area dell’aeroporto e che si sarebbe materializzato con la fiera di Ancona.
Quindi, indipendentemente dal fatto che ora non ci sono più le risorse, continuo a sostenere che quella era una bufala politica. Perché la Quadrilatero diventava proprietaria, espropriava il Comune, toglieva 13 milioni di euro, poi avrebbe realizzato ai prezzi di mercato. Peraltro anche quando non c’era la crisi proponeva cifre assurde per l’affitto della fiera, tipo 2 milioni di euro all’anno.
Allora rappresentavo delle forze politiche che su questa scelta a Falconara decisero di uscire dalla maggioranza, per cui, ripeto, rivendico ancora oggi quella scelta, anche nell’interesse dei cittadini di Falconara che per quell’adesione persero 10 milioni di euro.
Dopodiché, condivido questa operazione di risparmio di 10 milioni, condivido lo spegnimento di una funzione, ma dalle riflessioni qui emerse mi sembra proprio che nessuno voglia spegnere niente. Mi sembra ci sia solo un rimando ad ulteriori impegni, un rimando a sviluppare questa funzione anche con un ruolo della Regione. Insomma, non vedo quell’indirizzo dato dallo stesso Presidente Spacca. Egli ha parlato di spegnimento di una funzione ed eventuale finanziamento di singoli interventi, se però considerati all’interno di una strategia. Strategia che però, ricordo, la Regione ha già di per sé, ovvero quella della funzione di internazionalizzazione e di promozione delle imprese del territorio, delle tipicità e del turismo della nostra regione.
Pertanto noi abbiamo già questa funzione, che peraltro, come è stato detto, è sufficiente per il terzo millennio. Le fiere invece sono un po’ il ricordo del far west quando si vendeva la medicina magica. Voglio dire che ormai non sono più una necessità delle nostre imprese in queste dimensioni, bisognerà investire in altre.
Però mi sembra, ripeto, che sia gli interventi della politica pesarese, sia quelli che ognuno ha fatto per i propri distretti, puntino a mantenere risorse al fine di lasciare vive queste strutture.
Pertanto voterò a favore di questo atto. Ricordo ancora l’indebita appropriazione che c’è stata ai danni del Comune di Falconara. Inoltre dico che se spegnimento delle funzioni ci deve essere poi non deve esserci una riaccensione in altre società fantasma.
Questo è un settore in cui dobbiamo lasciare che i privati lavorino per promuovere i prodotti nella libera iniziativa delle imprese, è una sfida che viene lanciata. Seppure non so se ci riusciranno, perché di fatto, al di là di tutto quello che si dice, mi sembra che anche ai privati piaccia essere assistiti.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Canzian.
Antonio CANZIAN. Vorrei provare a mettere in fila alcune considerazioni che ho maturato ascoltando gli interventi dei colleghi Consiglieri.
Credo ovvero di poter esprimere un convincimento, cioè che le ragioni che hanno portato la Giunta regionale a predisporre e a presentare all’Assemblea questa proposta di legge siano in realtà ampiamente condivise. Ora non le ricordo nuovamente, dico solo, così come esplicitate dal Presidente, che sono ragioni inoppugnabili e che non ammettono oggettivamente grandi contraddittori.
Questa proposta di legge è molto semplice, come è stato ricordato, ritengo che sin dal giorno successivo alla sua approvazione potrà iniziare il percorso di costituzione di una nuova società. Una società che veda le aziende, i privati, le Camere di commercio, gli enti locali, e anche la Regione nei modi e nelle forme che deciderà, partecipare a questo nuovo percorso.
Da alcuni interventi che ho ascoltato ritengo debba essere anche sottolineato che le politiche fieristiche, così come le abbiamo vissute negli anni precedenti, in realtà vanno profondamente riviste. Oggi esse ad esempio non sono più legate, tra l’altro per ammissione degli stessi operatori economici, a strutture fisse, su cui sia nei mesi precedenti che nei giorni scorsi vi è stato un ampio confronto e anche scontro anche sui giornali.
Credo dunque che le politiche fieristiche vadano ampiamente riviste
Mi sembra inoltre sia stato il Consigliere Zinni ad affermare che c’è una certa perplessità da parte delle Camere di commercio o di alcuni privati a partecipare a questo percorso, un’affermazione che dovrebbe farci ulteriormente riflettere su quelle che debbono essere le politiche di promozione fieristica del nostro territorio. E questo non è secondario, a mio modo di vedere sottolinea ancor più la validità e i contenuti di questa proposta di legge.
Invece un elemento di preoccupazione che condivido è quello che prende in considerazione su quale debba essere per il 2011 la programmazione già messa in campo e che nella proposta di legge presentava qualche lato oscuro. Credo allora che l’emendamento presentato dal Presidente Badiali in sede di Commissione, oggi all’esame dell’Assemblea legislativa, sia in grado di chiarire e di tranquillizzare ulteriormente tutti gli operatori economici, come pure alcuni enti locali, mi riferisco ad esempio al Comune di Ancona che aveva fatto presente questo aspetto. Quindi un emendamento che mette a regime un aspetto che indiscutibilmente andava affrontato e risolto.
Ritengo che il percorso messo in campo dalla Giunta regionale con questa proposta di legge sia, al di là delle considerazioni che ho ascoltato, non solo chiaro e trasparente, ma anche dovuto e che produrrà gli effetti che ci si popone.
Però l’aspetto fondamentale cui occorre concentrare la nostra attenzione è che è arrivato il momento, certamente anche attraverso questa proposta di legge, di ripensare davvero all’attività promozionale fieristica del nostro territorio. E su non credo che tutti la pensiamo allo stesso modo.
Credo occorra davvero fare un salto di qualità, come pure un salto culturale, che debba però vedere come attori principali gli operatori del settore e le Camere di commercio, seppure queste negli ultimi mesi abbiano mostrato alcune titubanze, forse legate alla indecisione o ad alcuni problemi contingenti che abbiamo ascoltato nel confronto non solo in quest’Aula ma anche dalle pagine dei giornali.
Ritengo, ripeto, che dal giorno dopo l’approvazione di questa proposta di legge il meccanismo si metterà in moto e lo farà su quei contenuti di cui prima ho fatto riferimento.
Quindi con molta tranquillità dobbiamo approvare questa proposta di legge, che comunque mette un punto fermo su quello che è stato il percorso dell’Ente fiera regionale, che ovviamente, con quelle modalità, ha ora esaurito la sua funzione e il suo percorso. Sicché da domani, auspico tutti insieme, inizieremo un percorso nuovo comunque necessario e ineludibile.
Giovanni ZINNI. Il Gruppo del Popolo della Libertà chiede una sospensione della seduta di pochi minuti per decidere se presentare dei documenti integrativi alla proposta di legge oppure no.
PRESIDENTE. So benissimo che quando si chiede una sospensiva, nonostante ci sia la buona volontà dei richiedenti, diventa veramente sempre lunga. Per cui se si tratta veramente di dieci minuti massimo un quarto d’ora non ci sono problemi, però che sia tale, altrimenti sarò costretto, trascorso questo tempo, a riprendere i lavori.
Giovanni ZINNI. Presidente, è interesse nostro perché i documenti li vogliamo presentare.
PRESIDENTE. Bene, la seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Passiamo alla votazione. (…) Ha chiesto la parola il Consigliere Massi, ne ha facoltà.
Francesco MASSI. Senza ripetere e riassumere i contenuti del dibattito precedente, almeno per quanto riguarda gli interventi dei colleghi del centro-destra, in particolare del PdL e del relatore di minoranza, chiediamo il rinvio di questa votazione, di questo argomento.
PRESIDENTE. Però, Consigliere Massi, le vorrei ricordare che stamattina abbiamo già votato sul rinvio richiesto dal collega Eusebi.
Francesco MASSI. Mi sembra sia diversa un’istanza di rinvio posta prima di un dibattito da quella posta invece in corso di dibattito. Perché comunque dal dibattito si sono evidenziate le posizioni. Pertanto visto quello che si è detto e vista anche la potenzialità che c’è per migliorare questo atto, noi questa proposta la facciamo adesso. Perché riteniamo che anche i colleghi di maggioranza hanno espresso delle posizioni utili e con i quali ci possiamo raccordare; se in futuro potremo votare un atto insieme mica ci dispiace.
Oggi diciamo che possiamo mettere mano a questo atto per migliorarlo, ma naturalmente rinviandolo. I motivi li ho detti, ossia, oggi si fa una soppressione senza sapere cosa c’è dietro l’angolo, non lo sa nessuno, alzi la mano chi lo sa.
PRESIDENTE. Io posso comprendere che ci sono valutazioni che attengono alla politica. Allora una cosa è se lei mi rappresenta che nell’interruzione ha avuto contatti con altri Gruppi assembleari che fanno dire che c’è una proposta di rinvio concordata, e questo sarebbe un aspetto che attiene alla politica, ma se non c’è questo io non posso far votare nella stessa seduta due volte su uno stesso argomento, in questo caso sul rinvio della discussione di un punto all’ordine del giorno. Per carità, chiedo anche l’ausilio dei tecnici, però non mi pare possa essere possibile.
Quindi se la valutazione è rimessa a me dico di no, perché, ripeto, se non ci sono novità che attengono alla politica…
Francesco MASSI. Qua dentro è solo politica, Presidente!
PRESIDENTE. No, se c’è un accordo extra moenia lo riportiamo, e va bene, ma qui si va avanti anche con delle procedure, con il rispetto delle regole. In questo caso non essendoci fatti nuovi ritengo che non possa essere rimessa in votazione questa seconda richiesta di rinvio.
Francesco MASSI. Ma quante volte l’abbiamo fatto, Presidente!
PRESIDENTE. Non lo so però…
Francesco MASSI. E’ successo, si è chiesto il rinvio di un atto, si è entrati comunque nella discussione, però poi alla fine l’abbiamo rinviato, l’abbiamo fatto un sacco di volte!
PRESIDENTE. Ripeto, se ci sono delle condizioni nuove è un conto, altrimenti non è possibile fare una votazione sul medesimo identico punto. Non è possibile! Tra l’altro costituirebbe un precedente che non ho nessuna voglia di costituire, glielo dico francamente!
Francesco MASSI. Ma non c’è niente di medesimo dall’inizio della discussione, Presidente. Ora ad esempio, a differenza della fase iniziale, c’è stata la presentazione di subemendamenti che prima non c’erano!
PRESIDENTE. Io non ho avuto nel corso della seduta null’altro che non era già a corredo della proposta di legge sin dall’inizio della seduta. Nuovi emendamenti non ne ho avuti! Non è cambiato nulla, non c’è un elemento dirimente rispetto alla scelta che abbiamo fatto. Quindi andiamo avanti! Sull’articolo 1 c’è un primo subemendamento a firma del Consigliere Eusebi… (…) Consigliere Massi, io stamattina sedendomi qua ho avuto questa proposta di legge con gli emendamenti e i subemendamenti, e sono rimasti gli stessi. (…) E allora no! (…) No, io ce l’avevo da stamattina! Parlo del subemendamento all’emendamento n. 1/1 che recita “dopo la parola ‘funzione’ aggiungere ‘,senza compenso, con la sola previsione del rimborso delle spesse vive per svolgere tale funzione’ “. Questo è il subemendamento! Abbia pazienza, Consigliere Massi, se le dico di no è no! Allora, guardi, facciamo una cosa, è arrivato dopo ma non cambio idea! Andiamo avanti! (…) E sarà sbagliato, però, scusi… (…) Ma come non si fanno i rinvii! Io prima la richiesta di rinvio l’ho accordata, il problema è che non si può ripetere una votazione che abbiamo già fatto! Non mi sembra di dire una cosa strana! (…) Il Consigliere Eusebi ha chiesto di rinviare questo punto all’ordine del giorno, punto! (…) Consigliere Massi, no, non è possibile! (…) Allora lei mi deve citare un punto del regolamento – che se mi permette l’ho studiato in profondità – che mi dà la possibilità sulla stessa cosa di votare due volte! Mi faccia questa cortesia, se lei mi cita l’articolo, il comma, il codicillo, sono anche disposto a tornare indietro. (…) Ma quale rinvio! (…) L’abbiamo chiesto noi il rinvio, l’abbiamo chiesto noi! La votazione è finita con 6 a 26! Quando dico “noi” intendo dire noi della maggioranza! Stamattina l’ha chiesto un gruppo di maggioranza, l’ha chiesto il Consigliere Eusebi! Noi abbiamo bocciato una proposta di rinvio di un consigliere di maggioranza! (…) Bene, parli pure, Consigliere Massi.
Francesco MASSI. Glielo posso spiegare, Presidente?
PRESIDENTE. Come no!
Francesco MASSI. Quando uno chiede un rinvio o in sede di Capigruppo o all’inizio prima della discussione in Aula, lo fa per quello che dice lei, per la politica, è tutto legittimo, ossia uno sottopone all’Aula la possibilità di rinviare ma ovviamente non entra nel merito, per cui io in quel momento ancora non so quali saranno gli interventi dei colleghi, le proposte durante l’atto, i subemendamenti. O no! Quante volte abbiamo iniziato un atto e poi durante la discussione abbiamo detto che era meglio rinviarlo per una pausa di riflessione di quindici giorni! L’abbiamo fatto mille volte!
PRESIDENTE. Bene, e questo è vero.
Francesco MASSI. Ma io sto chiedendo solo questo! Tanto è vero che c’è un subemendamento che è sostanziale rispetto all’intervento che ha fatto il Presidente, quindi cambia completamente le posizioni iniziali. Per cui nel corso del dibattito è sorta una situazione diversa. Quante volte l’abbiamo fatto, pure i bilanci abbiamo rinviato! Da adesso in poi non si può più fare?! Se volete fare questo, benissimo, vorrà dire che ogni volta che chiederemo un rinvio ci incateneremo di fuori! Sappiatelo!
PRESIDENTE. Scusate, il tema è questo, io non contesto il fatto che durante lo svolgimento del dibattito si possa chiedere la sospensione, se lo chiede la maggioranza o la minoranza, è uguale, io non faccio distinzioni, comprendo che c’è la necessità. Così come comprendo che dopo una sospensione ci possa essere un atteggiamento diverso, magari che si possa presentare, che so, un ordine del giorno o altro. E questo è un conto. Ma altro è che dopo la sospensione lei mi richieda di ripetere un voto su una proposta che è già stata oggetto del medesimo voto. Ha capito! Non è una lesione del diritto dei Consiglieri, me ne guarderei bene, non lo farei mai! Non lo farei mai! E’ un problema di tecnica, nel senso che non si può votare due volte sullo stesso argomento, creeremmo un precedente in Aula che io non mi sento di creare. (…) Può anche darsi, io questo non lo escludo.
Detto questo passiamo alla votazione.
Articolo 1. Subemendamento n. 1/1/1 del Consigliere Eusebi:
All’emendamento n. 1/1 dopo la parola “funzione” aggiungere “,senza compenso, con la sola previsione del rimborso delle spesse vive per svolgere tale funzione,”.
Giovanni ZINNI. Stiamo presentando, il Consigliere Bugaro ed io, un subemendamento al n. 1/1/1 del Consigliere Eusebi.
(La Presidenza valuta l’ammissione di questo secondo subemendamento)
PRESIDENTE. Consigliere Zinni, questo suo subemendamento non è ammissibile in quanto è sul comma 1 dove non c’è nessun emendamento. Mentre il subemendamento 1/1/1 è sul comma 2.
Giovanni ZINNI. Se il comma 2 viene modificato si deve modificare anche il comma 1, altrimenti non è possibile il coordinamento tecnico!
PRESIDENTE. Perché?
Giovanni ZINNI. Come perché! Adesso glielo spiego, Presidente.
PRESIDENTE. No, come mi spiega! Capisco che vogliamo creare dei precedenti, però quello che lei sostiene, Consigliere Zinni, potrebbe significare che la scadenza sulla presentazione degli emendamenti non si rispetta più! (…) Ho capito, ma lei può preparare un subemendamento su un emendamento che c’è! E in questo caso non c’è! (…) Allora, visto che vogliamo farne una questione di lana caprina, le dico che questo sub emendamento va ripresentato casomai come subemendamento al comma 2, dopodiché in sede di coordinamento…(…) No, i commi 1 e 2 verranno unificati nell’unico comma che resta. (…) Ma c’è qualche problema a mettere 2?
Giovanni ZINNI. Ma scriva 2!
(Contestazioni di alcuni Consiglieri in ordine agli aspetti tecnici)
PRESIDENTE. Allora se lui fa il subemendamento al comma 2 poi in sede di coordinamento tecnico valuteranno, perché così il comma 1 rimane comunque in piedi, è questo il fatto!
Giovanni ZINNI. Capisco la stanchezza, cercherò di essere molto breve, ed immagino che non sia nemmeno un subemendamento molto risolutivo. Detto questo la dignità politica di un Gruppo consistente come il PdL ritiene che si debba lasciare adeguata traccia in quest’Aula del perché diciamo certe cose.
Questo subemendamento ha un fine specifico, cioè quello di impedire un percorso che sia un salto nel vuoto e che non sia trasparente fino in fondo. Inoltre prendiamo spunto anche per dire che non vogliamo nemmeno che il dopo dell’attività fieristica diventi magari quell’attività liquidatoria fatta da un burocrate competente della Regione ma che sostanzialmente va a liquidare le attività fieristiche.
Quindi il nostro subemendamento tiene conto di quello di Eusebi, perché prevediamo che nei novanta giorni previsti dalla legge sia il presidente uscente il commissario straordinario, che può essere, sempre che si comporti in maniera corretta – è sottointeso – il garante della continuità delle attività già programmate.
Ma ad esso aggiungiamo uno step ulteriore, cioè che passati i novanta giorni poi entro altri sessanta giorni l’Assemblea legislativa dovrà approvare il piano di liquidazione dell’ERF. E quindi dovrà valutare fino in fondo le attività programmate per il 2011. Per cui è un’assunzione di responsabilità diretta politica dell’Aula.
Pertanto è evidente che i tempi di novanta più sessanta consentiranno al nuovo soggetto di presentarsi nei confronti della politica locale in maniera chiara, netta e trasparente, immagino anche con un business plan di quella che sarà l’attività del 2012.
Quindi il subemendamento diventa sostanziale nei confronti della legge proprio perché ci prendiamo centocinquanta giorni di tempo complessivi per avere la nuova società di gestione che si dovrà proporre in maniera chiara, netta e trasparente alla politica, alle associazioni di categoria, alle imprese.
Sono centocinquanta giorni per dire chiaramente alle Marche che fine faranno le attività fieristiche, sessanta giorni di tempo dalla soppressione per consentire all’Assemblea legislativa una presa d’atto e una responsabilizzazione.
E’ evidente che noi su questo emendamento siamo disposti a verificare fino in fondo questa soppressione dell’ERF, perché fissando questi paletti non saremo compartecipi di un salto nel vuoto ma ci saremo responsabilizzati.
Se non ci sarà una presa di coscienza favorevole a questo subemendamento voteremo contro la proposta di legge. Però sia chiaro – voglio rispondere sin d’adesso al Capogruppo Ricci del PD – che noi siamo favorevoli alla liquidazione del carrozzone. Tant’è che il subemendamento consente gli effetti immediati di legge di bilancio sull’ERF, perché non andiamo a toccare quello che ha proposto la Giunta a bilancio.
Quindi con questo subemendamento ci interessa semplicemente fissare dei paletti sul dopo. Pertanto che nessuno si permetta di dire, lo dico molto francamente, che il PdL voterebbe contro perché contrario alla liquidazione. No, noi voteremo contro solo se non verrà accettato questo subemendamento in quanto, ripeto, fissa un paletto di percorso nell’individuazione del dopo.
Fabio BADIALI. Soltanto per rimarcare il fatto che qui non si fa un salto nel buio, perché abbiamo tempo tre mesi, ossia fino a dicembre, con l’attuale presidente, poi da gennaio 2011 fino a dicembre 2011 ci sarà il tempo per ricostituire una nuova società privata-pubblico, dove il pubblico dovrà fare la sua parte come tessitore di un rapporto sociale sul territorio regionale per mettere insieme i vari soggetti.
Quindi c’è un anno e tre mesi di tempo, non è un salto nel buio, ma soltanto una prospettiva per adeguarci sia ad una normativa che ci impone l’Europa, sia ad un’altra che ci impone la legge finanziaria con i tagli che ci sono stati. E soprattutto per costruire un qualcosa di più nuovo, di più adatto al territorio, di più confacente alle nuove regole che il mercato ci obbliga di applicare.
Quindi dico di votare contro il subemendamento del Consigliere Zinni e di attenerci a quello che abbiamo approvato in Commissione e successivamente ai due emendamenti sempre a firma della Commissione.
PRESIDENTE. Subemendamento n. 1/1/2 a firma Zinni, Bugaro:
“A decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla soppressione dell’ente regionale per le manifestazioni fieristiche (ERF), il piano di liquidazione viene approvato dall’Assemblea legislativa regionale e le funzioni degli organi di cui al comma 1 sono svolte dalla data di scioglimento dal presidente dell’ERF, il quale assume gratuitamente la funzione di commissario straordinario e liquidatore dell’ente e provvede all’effettuazione della ricognizione della consistenza patrimoniale, del personale e dei rapporti giuridici pendenti nonché delle attività programmate per l’anno 2011.”.
Se viene approvato questo subemendamento decade il subemendamento n. 1/1/1 e l’emendamento n. 1/1 presentati entrambi dal Consigliere Eusebi come pure l’emendamento n. 1/2 presentato dalla terza Commissione
Subemendamento n. 1/1/1 del Consigliere Eusebi:
Dopo la parola “funzione” aggiungere “, senza compenso, con la sola previsione del rimborso delle spese vive per svolgere tale funzione,”.
Emendamento n. 1/1 del Consigliere Eusebi:
Il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Le funzioni degli organi di cui al comma 1 sono svolte dalla data di scioglimento, dal Presidente dell’ERF, il quale assume le funzioni di commissario straordinario dell’Ente e provvede all’effettuazione della ricognizione della consistenza patrimoniale, del personale e dei rapporti giuridici pendenti nonché delle attività programmate per l’anno 2011.”.
Emendamento n. 1/2 della terza Commissione:
Al comma 2 dopo le parole “delle funzioni e” sono aggiunte le seguenti: “della gestione delle attività già programmate per il 2011 nonché”.
Paolo EUSEBI. Voterò a favore di questo emendamento perché risponde, anche se parzialmente, a una delle più importanti esigenze che ponevamo. Resta il dubbio su chi gestirà tale attività, però, pur non essendo reciproca per sua dichiarazione, ribadiamo la fiducia nel Presidente Spacca, quindi, ripeto, voterò questo emendamento.
PRESIDENTE. Emendamento n. 1/2. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 1/3 del Consigliere Eusebi. Decaduto.
Articolo 1, così come emendato.
Emendamento n. 3/1 del Consigliere Eusebi:
Al comma 1 dopo le parole “è trasferito” sono inserite le parole “dall’1 gennaio 2012".
Subemendamento n. 3bis/1/1 del Consigliere Eusebi:
All’emendamento n. 3bis/1 le parole “direttore dell’ente medesimo” sono sostituite dalle seguenti: “presidente, senza compenso, con la previsione del solo rimborso delle spese vive indispensabili per svolgere tale funzione.”.
Paolo EUSEBI. Apprezzo il tentativo del Presidente Badiali, non so se lo fa a titolo personale o come presidente della Commissione, ma è lo stesso, in quanto tenta di dare risposta a un’altra delle esigenze di chiarire una legge che secondo il mio modesto parere è troppo nebulosa. Però voterò contro questo suo emendamento per i motivi espressi nel corso del dibattito che sintetizzo. Noi non crediamo, non ci stancheremo mai di ripeterlo, che si debba consegnare il ruolo politico ai burocrati e ai funzionari di nessun ente, compresa la Regione.
Per cui, ripeto, penso che l’emendamento Badiali abbia tentato di dare una risposta apprezzabile, ma per i motivi espressi voteremo contro.
Il presente mio subemendamento, invece, tenta di dare una risposta più congrua alle intenzioni, pur lodevoli, del Presidente Badiali.
PRESIDENTE. Subemendamento n. 3bis/1/1. Lo pongo in votazione.
Emendamento n. 3bis/1 (aggiuntivo) della terza Commissione:
Dopo l’articolo 3 è inserito il seguente: “Articolo 3 bis (Norma transitoria)
1.	La Regione dà attuazione alle iniziative approvate dal consiglio di amministrazione dell’ERF per l’anno 2011 mediante l’utilizzo del personale di cui all’articolo 3, affidando la responsabilità della gestione al soggetto che attualmente riveste l’incarico di direttore dell’ente medesimo.”.
Ha la parola il Consigliere Silvetti.
Daniele SILVETTI. Alla luce dei lavori che sono maturati in Aula dichiaro che il Gruppo Futuro e Libertà voterà convintamente contro questa proposta di legge.
E’ evidente che c’era la volontà da parte della maggioranza, sin dal rifiuto che c’è stato nei confronti della richiesta del rinvio, di non approfondire un tema che non è pretestuoso ma assolutamente di buonsenso.
Ci rallegriamo anche del fatto che altre forze di questa Assemblea hanno maturato l’idea di votare contro questo atto
Un atto, lo ribadiamo, che è assolutamente contrario agli interessi del territorio e lacunoso in modo grave e penoso per le nostre categorie. E non si capisce come mai – come diceva giustamente il Consigliere Ricci, era infatti una questione pregressa e sicuramente già dibattuta – non si sia dato seguito all’atto che venne votato nel 2004, mi riferisco alla legge n. 24 del 2004 con cui era stato già individuato il percorso di soppressione e di costituzione di una società di gestione.
Sono passati sei anni, ne prendiamo atto, e purtroppo oggi ritengo ci sia invece un percorso peggiorativo che prevede solo ed esclusivamente una chiara soppressione.
Per cui, ripeto, voteremo convintamente contro.
Paolo EUSEBI. Presidente, lei dovrà scusarmi se oggi le ho dato particolarmente fastidio. Noi voteremo convintamente contro questa proposta di legge, ma lo facciamo con grande dispiacere.
Ci sembrava opportuno un rinvio per approfondire l’argomento. Secondo noi questa legge, nonostante gli sforzi apprezzabili del Presidente Badiali, resta nebulosa, non risponde alle esigenze economiche del territorio, non risponde positivamente a consessi comunali che ci chiedevano un momento di riflessione.
Tra l’altro mi piacerebbe sapere, visto che avete votato un articolo sul personale, perché il patto di stabilità che viene invocato per l’ARS e per l’ERF non funziona. Ma questo qualcuno ce lo dirà in un’altra sede più opportuna, o magari sono io che non ho capito.
Comunque il nostro è un no dispiaciuto, ma è soprattutto dispiaciuto per i modi a cui si è giunti, in quanto ci sono stati anche apprezzamenti di carattere personale che mi sono particolarmente dispiaciuti, ma di cui prendo atto e metto in cassaforte.
Noi come gruppo Italia dei Valori voteremo no perché questa proposta di legge, che sta per diventare legge se avrà i voti sufficienti, non ci convince, riteniamo non sia una buona legge.
Francesco MASSI. Il collega Eusebi questa legge l’ha definita nebulosa, io invece dico che è completamente oscura, viene oscurata la strategia della Regione, quella che era stata promessa alle ultime elezioni.
Durante il corso della legislatura, quando vince il centro-sinistra, quelle che sono state certe promesse e certi impegni si sciolgono come neve al sole, salvo poi recuperare a fine legislatura con una sapiente strategia demagogica, che tutta l’Italia vi invidia, perché su questo siete veramente insuperabili.
Voglio vedere che ne penseranno domani le Camere di commercio, gli imprenditori, le associazioni di categoria, di fronte a una legge che non dice niente.
Noi siamo solo contenti del fatto che si azzera un baraccone, collega Ricci, ma quello che c’è dopo è il nulla. Sul dopo non c’è assolutamente alcuna strategia, non c’è stata data la possibilità di poter costruire, anche insieme a voi, una strategia di proposta. Il collega Marinelli, come altri colleghi intervenuti, avevano indicato anche delle possibilità, ma oggi si è deciso di tagliare.
Dando un giudizio politico nei giorni scorsi ho detto questo, ossia che prima la scusa della confusione era per la presenza della sinistra o dell’estrema sinistra nella coalizione, oggi non c’è la sinistra e l’estrema sinistra, però la confusione c’è lo stesso. Tanto è vero che di fronte a un emendamento del Consigliere Eusebi, con il quale si censurava rispetto a quello che il Presidente Spacca ha detto con un’arringa veramente forte, che succede? Il resto della maggioranza boccia questo emendamento.
Questa discussione è stata viziata, secondo me, anche da un errore procedurale, ma questo lo vedremo nei prossimi giorni quando toccherà a voi chiedere qualche rinvio. Per cui veramente è un passaggio abbastanza triste di quest’Aula.
Nel merito è proprio perché nessuno sa – alzi la mano qualcuno che lo sa – cosa c’è dietro l’angolo, nessuno riesce a saperlo in materia fieristica, di promozione, di sviluppo, di salvaguardia del territorio, di affiancamento delle imprese, di tutela della sussidiarietà.
Quindi il minimo che possiamo fare è votare assolutamente convinti contro.
Enzo MARANGONI. Noi per definizione siamo assolutamente contro i carrozzoni, allora certamente votare contro va motivato, ma l’hanno già fatto ampiamente i colleghi del PdL, cioè qui non si vede nulla, non si vede il dopo, seppure ovviamente ci sarà.
Noi abbiamo fatto anche una proposta di grande buonsenso per dare proprio una tempistica affinché questo dopo venisse costruito in tempi ragionevoli, ma c’è stata bocciata con grande arroganza da parte di questa maggioranza
Una maggioranza che ha umiliato se stessa oltre ad umiliare una sua componente, ovvero l’Italia dei Valori – mi riferisco agli emendamenti del Consigliere Eusebi bocciati appunto dalla maggioranza –.
Ancora una volta c’è stato un utilizzo dell’Assemblea legislativa da parte di questa Giunta veramente arrogante. Immagino infatti ci sarà sicuramente un atto di programmazione in fieri, cioè in costruzione. Ossia do per scontato che la Giunta abbia delle idee e stia costruendo un futuro di questo carrozzone che oggi viene abolito, però non ha comunque voluto proporre, non ha voluto dire nulla. E questo non fa certamente onore alla governance di questa Regione.
Quindi il nostro voto è contrario per l’assoluta arroganza di questa maggioranza verso la minoranza e arroganza anche verso se stessa, ossia verso quella componente rappresentata dal collega Eusebi.
Mirco RICCI. Il collega Marangoni, che rappresenta la Lega, ha fatto contorsioni, quando invece d’istinto dovrebbe votare a favore contro i baracconi, contro gli sprechi, dovrebbe essere per il risparmio, ma nonostante questo non ci riesce perché si adegua, si ammorbidisce a una logica di compattamento dell’opposizione. Mi sorprende davvero molto, pur tuttavia ognuno sceglie di fare quello che vuole.
Noi invece molto convintamente voteremo a favore di questa proposta di legge. Io sono convinto che sia le parole della maggioranza, sia quelle del Presidente Spacca in risposta alla mozione del Consiglierei Bugaro, siano inserite in un percorso strategico verso la costruzione di un nuovo soggetto in accordo, come diceva l’Assessore Canzian, con gli operatori principali, Camere di commercio, imprese, enti locali e Regione.
L’indirizzo è netto, io l’ho intravisto, ripeto, sia nel dibattito in maggioranza che nelle parole di Spacca, quindi sono sicuro che quella carenza che in questo testo comunque c’è, cioè quel famoso allegato che dovrebbe raffigurare l’azione futura, la maggioranza, il Consigliere Ricci e il suo Gruppo la vede chiara. E’ però evidente che dobbiamo aspettare un tempo rapidissimo per realizzarlo.
Inoltre questo voto rappresenta anche un risparmio nella spesa, come avevamo tutti chiesto. Allora mi sorprende che chi chiede di essere morigerati nell’azione di governo oggi voti contro questa proposta di legge.
Erminio MARINELLI. Per fortuna che questa legge era di quattro punti, perché fra emendamenti, subemendamenti 1 e subemendamenti 2, siamo riusciti ad arrivare a quest’ora, diamoci una regolata per il piano casa, altrimenti in quest’Aula bisognerà piazzare la tenda, Consigliere Ricci! Lei parla di risparmio, e sono d’accordo, e qui è stato presentato un emendamento dal Consigliere Eusebi molto corretto sul presidente Merlonghi, certo, non credo che 5.000 euro cambino l’economia della Regione, ma è il principio, è il metodo. Siccome voi parlate sempre della necessità di dare delle risposte, qui la vostra risposta è stata veramente fallimentare.
Sapete che voterò contro, lo sa anche il mio Presidente di Commissione Badiali, nonostante che questa legge sia secondo me giusta.
Dal 1995 sono cambiate le condizioni, ma avete avuto comunque sei anni di tempo dal 2004 per fare qualcosa, però non è stato fatto niente. Siccome mancano gli allegati, come dice il Consigliere Ricci, Capogruppo del PD, non sappiamo nel 2012 quello che succederà. Voi sorridete, non vi interessa, ma qui il territorio è in sofferenza e la responsabilità politica è solo dell’Amministrazione di Spacca.
Luca ACACIA SCARPETTI. Il mio non si può neppure definire un intervento, già questa mattina ne abbiamo sentite tante, però a me piace chiamare le cose col proprio nome, allora faccio solo una precisazione su due terminologie che ho sentito pronunciare in quest’Aula. Penso che chiamare le cose col giusto nome valga più di ogni intervento.
Ho sentito da più Consiglieri definire l’ERF un carrozzone. Io non sono molto convinto di questo, perché un ente con un bilancio sostanzialmente in pareggio, addirittura con un piccolo attivo, e il cui presidente percepisce 5.000 euro l’anno, mi pare che rispetto a questi numeri si possa usare tutta la terminologia italiana meno che dire che sia un carrozzone.
Forse carrozzone è un ente o un istituto che come consulente ha soltanto un ingegnere che prende 500 mila euro e poi magari quel servizio non funziona. Ma quella è un’altra partita, e abbiamo sentito precisi impegni del Presidente Spacca.
Un altro concetto che penso sia giusto precisare in questo dibattito è che non si annulla nulla, quant’anche fosse un carrozzone, ma lo si sposta per un salto al buio. Poi questo buio potrebbe essere anche illuminato con ulteriori raziocini e risparmi, certo, però noi andiamo comunque al buio.
Proposta di legge n. 19, così come emendata.
Potrei anche dichiarare chiusa la seduta, però se usiamo l’intelligenza e la cortesia di non discutere bensì di approvare semplicemente la mozione n. 62, visto che è condivisa da tutti, sarebbe opportuno, in quanto ci dà la possibilità di svolgere la nostra battaglia nella difesa dell’emittenza locale.
dei Consiglieri Ortenzi, Perazzoli, Traversini, Giorgi, Bucciarelli, Ricci, Latini, Binci, Eusebi, Malaspina, Pieroni, Cardogna, Massi, Marangoni, Marinelli
“Passaggio al digitale terrestre, Piano nazionale assegnazione delle frequenze (PNAF), problematiche per le emittenti locali e per il pluralismo dell’informazione”
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 62.

References: sentenza 
 Articolo 1
 articolo 3

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e contrario