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Bur n. 84 del 13 ottobre 2009
LEGGE REGIONALE n. 25 del 09 ottobre 2009
Art. 2 - Circuiti regionali di qualità del cinema e dell’audiovisivo
Art. 3 - Promozione della cultura cinematografica
Art. 4 - Programma triennale
Art. 6 - Piano annuale di attività di film commission
b) sostenere e contribuire allo sviluppo delle imprese di produzione con sede nel Veneto attraverso il sostegno a progetti proposti dalle stesse, anche in rapporto di co-produzione con società italiane ed estere;
Art. 7 - Sostegno alle produzioni
Art. 9 - Sviluppo e qualificazione dell’attività cinematografica
Art. 10 - Indirizzi e strumenti della programmazione
Art. 11 - Piano regionale delle sale cinematografiche
Art. 12 - Nucleo tecnico di valutazione
Art. 13 - Procedimento di autorizzazione
Art. 15 - Finalità
1. É confermata, presso la struttura regionale competente, la Mediateca regionale, già istituita ai sensi della legge regionale 1° giugno 1983, n. 30, al fine di promuovere e diffondere la conoscenza del Veneto mediante la salvaguardia, la diffusione e la valorizzazione del patrimonio audiovisivo e fotografico riguardante la storia, il patrimonio artistico e culturale, nonché l’evoluzione del territorio del Veneto.
Art. 16 - Rete di mediateche pubbliche
Art. 17 - Attività
Art. 18 - Norme transitorie e finali
Art. 19 - Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo
Venezia, 9 ottobre 2009
Dati informativi concernenti la legge regionale 9 ottobre 2009, n. 25
- La Giunta regionale, su proposta del Presidente Giancarlo Galan, ha adottato il disegno di legge con deliberazione 7 agosto 2007, n. 14/ddl;
- Il disegno di legge è stato presentato al Consiglio regionale in data 22 agosto 2007, dove ha acquisito il n.262del registro dei progetti di legge;
- Il progetto di legge è stato assegnato alla 6°commissione consiliare;
- La 6° commissione consiliare ha completato l’esame del progetto di legge in data 10 marzo 2009;
- Il Consiglio regionale, su relazione del consigliere Daniele Stival, ha esaminato e approvato il progetto di legge con deliberazione legislativa 1° ottobre 2009, n. 12452.
dopo l’entrata in vigore, nel gennaio 2004, del decreto legislativo n. 28 “Riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche, a norma dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”, si è aperto un periodo di transizione, determinato da un lato dall’attesa che venissero emanati i decreti attuativi e dall’altro dal contenzioso avviatosi con alcune Regioni che hanno ritenuto il decreto formato da una serie di norme che rimandano ad un controllo centralizzato del sostegno al cinema, contestando inoltre la mancanza di una “intesa forte” tra Stato e Regioni che permettesse a queste ultime la partecipazione alla promozione ed all’organizzazione delle attività cinematografiche.
In questo contesto si è inserita, nel luglio 2005, la sentenza n. 285 della Corte Costituzionale che accoglie le ragioni dei ricorsi e sancisce l’incostituzionalità di molte delle norme in esame, riconoscendo alle Regioni nuove competenze in materia di cinema.
Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28 prevede, fra l’altro, una serie di norme riguardanti l’autorizzazione per l’apertura delle sale cinematografiche.
In particolare, l’articolo 22, al comma 1 dispone che le Regioni, con proprie leggi, disciplinino le modalità di autorizzazione alla realizzazione, trasformazione ed adattamento di immobili da destinare a sale ed arene cinematografiche, nonché alla ristrutturazione di sale ed arene già in attività. La finalità è anche quella di razionalizzare la distribuzione sul territorio delle diverse tipologie di strutture cinematografiche.
Le norme citate delineano un quadro chiaro di riferimento, in cui la Regione disciplina con propria legge le modalità di autorizzazione all’apertura di sale cinematografiche nonché di trasformazione e adattamento di immobili da destinare a tale uso, ovvero di ristrutturazione e ampliamento di sale e arene già in attività.
Le Regioni si trovano pertanto nella necessità di legiferare in materia. Si ritiene di proporre un disegno di legge che interessa l’intero settore del cinema, disciplinando i principali aspetti nei quali si articolano le competenze delle Regioni in tale ambito:
1) la diffusione e il sostegno dell’attività cinematografica e la promozione della cultura cinematografica - Capo II “Promozione del cinema e dell’audiovisivo”;
2) il sostegno alla produzione cinematografica e audiovisiva con la definizione delle attività e degli obiettivi della Veneto film commission - Capo III “Sostegno alla produzione cinematografica e audiovisiva nel Veneto”;
3) la promozione, lo sviluppo e la razionale distribuzione dei luoghi e delle strutture adibiti allo spettacolo cinematografico - Capo IV “Diffusione dell’esercizio cinematografico”;
4) le attività della Mediateca regionale dirette a promuovere e valorizzare, attraverso i mezzi audiovisivi, la storia, l’arte, la cultura e le tradizioni del Veneto - Capo V “Mediateca regionale”.
Per quanto riguarda il Capo II, nel riconoscere nel processo di diffusione del cinema e dell’audiovisivo di qualità un importante elemento di promozione e crescita culturale, sociale ed economica delle comunità locali, si intende favorire e promuovere lo sviluppo di circuiti regionali del cinema di qualità attraverso l’erogazione di specifici contributi volti alla realizzazione di progetti qualificati, con particolare attenzione a quelli finalizzati ad avvicinare allo spettacolo cinematografico di qualità il mondo della scuola. Sono previsti altresì contributi per la realizzazione di progetti finalizzati alla circuitazione e al coordinamento di rassegne e retrospettive dedicate ad autori, temi e generi cinematografici di valore storico, artistico e della ricerca di nuovi linguaggi espressivi.
Per quanto riguarda il Capo III, si intende promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico, le risorse professionali e lo sviluppo delle imprese che nel Veneto operano nel settore dell’audiovisivo, oltre che creare le condizioni per attrarre nel Veneto produzioni cinematografiche ed audiovisive, mediante le attività di film commission.
Con propria deliberazione n. 315/2000, la Giunta regionale ha istituito la Veneto film commission, con l'obiettivo di promuovere il territorio regionale e l'insieme delle attività professionali che agiscono nell'ambito della produzione audiovisiva, favorire i rapporti tra le produzioni e gli enti locali per la concessione di permessi e autorizzazioni. Successivamente, con legge regionale 16 agosto 2002, n. 25, è stata modificata la preesistente legge regionale n. 30/1983, istitutiva della Mediateca regionale, e le attività di film commission regionale sono state inserite nell’ambito delle competenze assegnate alla Mediateca stessa. Più precisamente, la Regione ha previsto di attuare le iniziative di promozione del territorio veneto come luogo per ambientazioni cinematografiche ed audiovisive in genere, con particolare riferimento alla promozione presso le produzioni, anche attraverso accordi con enti locali, associazioni imprenditoriali e di categoria, per favorire:
1) la conoscenza del territorio;
2) la conoscenza delle specifiche professionalità;
3) le modalità delle procedure circa le specifiche concessioni.
Si è ritenuto di inserire la Veneto film commission nel presente disegno di legge sul cinema, assegnandole un ruolo centrale nella politica di promozione e sviluppo della produzione cinematografica ed audiovisiva, istituendo altresì un Fondo regionale per l’audiovisivo, in grado di perseguire gli obiettivi assegnati alla Film commission, che sono descritti all’articolo 6 del disegno di legge.
Nell’ambito delle attività di film commission, si prevede il sostegno a progetti di pre-produzione, produzione, post-produzione e di distribuzione, proposti da soggetti operanti nel Veneto. Pertanto, la Giunta regionale potrà concedere contributi per lo sviluppo di progetti cinematografici e audiovisivi, sostenere la loro promozione ai diversi livelli, nazionali ed internazionali anche favorendo la loro circuitazione nei festival, nelle rassegne e nei premi dedicati al settore. Inoltre, per le medesime finalità si è ritenuto opportuno prevedere la possibilità di sostenere la partecipazione dei professionisti veneti a corsi di formazione ed aggiornamento.
Per quanto riguarda il Capo IV, va precisato che la legiferazione in materia di esercizio cinematografico non può prescindere da un attento esame sulle caratteristiche specifiche che riguardano la diffusione nel Veneto dell’esercizio cinematografico, al fine di promuovere la più adeguata presenza, la migliore distribuzione oltre che la qualificazione e lo sviluppo delle attività cinematografiche sul territorio.
Le finalità in tale ambito possono così sintetizzarsi:
1) centralità dello spettatore, che possa contare su una rete di sale efficiente, diversificata, capillare sul territorio e tecnologicamente avanzata;
2) sviluppo e innovazione della rete di sale cinematografiche, per favorire la crescita dell’imprenditoria e dell’occupazione, nonché la qualità del lavoro e la formazione professionale degli operatori e dei dipendenti;
3) pluralismo ed equilibrio tra le diverse tipologie di esercizio;
4) valorizzazione della funzione dell’esercizio cinematografico per la qualità sociale delle città e del territorio;
5) valorizzazione delle sale cinematografiche parrocchiali come centri di aggregazione sociale e dell'associazionismo locale attivo nella promozione del cinema in piccoli centri.
All’articolo 8 vengono date le definizioni sulla base delle tipologie indicate nell’articolo 22, comma 2 del decreto legislativo n. 28/2004. All’articolo 9 e 10 vengono individuati i contenuti dello sviluppo e qualificazione dell’attività cinematografica nonché gli indirizzi e gli strumenti della programmazione regionale in materia di esercizio cinematografico.
L’articolo 11 prevede il piano regionale delle sale cinematografiche contenente i criteri e le norme per l’autorizzazione alla realizzazione, trasformazione ed adattamento di immobili da destinare a sale ed arene cinematografiche, nonché alla ristrutturazione o ampliamento di sale e arene già in attività.
L’articolo 12 introduce il Nucleo tecnico di valutazione istituito ai fini della predisposizione, dell’applicazione e della verifica del piano di cui al precedente articolo 11. L’articolo 13 definisce il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio. L’articolo 14 prevede, infine, un’attività di monitoraggio finalizzata ad analizzare compiutamente il sistema dell’offerta cinematografica regionale.
Per quanto riguarda il Capo V, la proposta di legge regionale riprende quanto già previsto con legge regionale n. 30/1983 “Istituzione della Mediateca regionale” e definisce agli articoli 15 e 16, rispettivamente, le finalità e le attività.
Al Capo VI nel definire le norme transitorie e finali viene istituito, con l’articolo 18, il Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo quale strumento di intervento regionale finalizzato al perseguimento degli obiettivi della legge.
La Sesta Commissione consiliare permanente nella seduta del 10 marzo 2009, ha espresso all'unanimità il proprio parere favorevole con modifiche al disegno di legge in questione, che viene ora sottoposto all'esame dell'Aula.
Erano rappresentati i gruppi LV-LNP (con delega del Gruppo F.I. - Verso il nuovo partito dei moderati e dei liberali), Italia dei Valori con Di Pietro (con delega del Gruppo l'Ulivo - Partito Democratico Veneto).
- Il testo dell’art. 147 della legge regionale n. 11/2001 è il seguente:
“Art. 147 - Funzioni delle Province.
1. É delegata alle province la funzione di incentivazione in ordine alla promozione, diffusione e sviluppo delle attività artistiche, musicali, teatrali e cinematografiche di rilevanza locale. Essa comprende le agevolazioni finanziarie ordinarie tramite assegnazione di sovvenzioni, contributi, agevolazioni creditizie, prestazioni di garanzia, assegnazione di fondi e ogni altro tipo di intervento nei limiti e con le modalità stabilite da leggi regionali, piani e programmi regionali e nel rispetto degli atti di indirizzo e coordinamento adottati dalla Regione nel settore dello spettacolo.
2. Sono, in particolare, delegate alle province le seguenti funzioni:
a) erogazione di contributi in materia di promozione e diffusione di attività artistiche, musicali, teatrali e cinematografiche;
b) erogazione di contributi in materia di promozione della cultura musicale di tipo corale e bandistico.”.
- Il testo dell’art. 26 del DPR n. 252/2006 è il seguente:
“26.Deposito dei film - Soggetti obbligati e istituti depositari.
1. Il produttore di opere filmiche consegna alla Cineteca Nazionale una copia positiva nuova, conforme al negativo o al master, dei documenti di cui all'articolo 2, lettera f), numero 4). Nel caso di film riconosciuti di interesse culturale ai sensi dell'articolo 7, il produttore di opere filmiche consegna alla Cineteca nazionale anche una copia negativa del film. del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28
2. Per i film ammessi ai benefici di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, il produttore di opere filmiche assolve all'obbligo di deposito legale mediante la consegna della copia di cui all'articolo 24, comma 1., del citato decreto legislativo n. 28 del 2004
3. L'esportazione definitiva dei negativi originali di film è comunicata alla Cineteca nazionale, alla quale il produttore di opere filmiche, o i suoi aventi causa, garantiscono il libero accesso in perpetuo ai negativi originali, a fini di duplicazione conservativa e restauro.
4. Un'ulteriore copia dei documenti di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f), numero 4), è consegnata ad istituti della regione nella quale ha sede il soggetto obbligato, provvisti di idonee strutture di conservazione ed individuati, per ciascuna regione, dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8, con le modalità indicate all'articolo 4.”. del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281
U.P. Attività culturali e spettacolo

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19
 sentenza 
 articolo 11