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Corte Costituzionale Ordinanza n 180/2014 - Giudice di Pace
Corte Costituzionale Ordinanza n 180/2014
Scritto da Redazione on 30 Giugno 2014 . Postato in Risarcimento Veicoli Natanti
Corte Costituzionale Ordinanza n 180 - Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Responsabilita' civile - Danni da sinistro stradale - Accesso al Fondo di garanzia per le vittime della strada. - Decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), art. 287, comma 1. - (GU 1a Serie Speciale - Corte Costituzionale n.27 del 25-6-2014) - 18/06/2014. -
Presidente:Sabino CASSESE;
Giudici :Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro
CRISCUOLO, Paolo GROSSI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Sergio
nel giudizio di legittimita' costituzionale dell'art. 287, comma 1, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), promosso dal Tribunale ordinario di Macerata
- sezione distaccata di Civitanova Marche, nel procedimento civile vertente tra Falcone Alfonso e la Compagnia di Assicurazioni Allianz spa e Tagliaferro Motor Sport A.C. sas, con ordinanza del 21 novembre
2011, iscritta al n. 223 del registro ordinanze 2013 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 43, prima serie speciale, dell'anno 2013.
Ritenuto che - in un giudizio civile risarcitorio di danni da sinistro stradale, proposto dal terzo trasportato (che si dichiarava inconsapevole della circolazione illegale del veicolo su cui
viaggiava) nei confronti dell'impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, ai sensi dell'art. 283, comma 2, ultimo periodo, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice
delle assicurazioni private), di seguito «c.d.a.» - l'adito Tribunale ordinario di Macerata - sezione distaccata di Civitanova Marche, al fine del decidere sull'eccezione della convenuta, di improponibilita' della domanda per mancato invio della richiesta risarcitoria anche alla societa' Concessionaria di servizi assicurativi pubblici (CONSAP), come ora richiesto dal successivo art. 287, comma 1, del medesimo d.lgs. n. 209 del 2005, ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 76, 77 e 24 della Costituzione, la questione di legittimita' costituzionale del predetto art. 287;
che la norma denunciata dispone, con riguardo alle ipotesi di cui al precedente art. 283 (nelle quali i danni da sinistro stradale debbono essere risarciti dal Fondo di garanzia per le vittime della strada), che la richiesta risarcitoria del danneggiato, dalla quale decorre il termine dilatorio di sessanta giorni per l'esperibilita' dell'azione giudiziaria, debba essere ora comunicata, con lettera raccomandata, «all'impresa designata ed alla CONSAP - Fondo di garanzia per le vittime della strada», cumulativamente cioe' ad entrambe, e non piu', disgiuntamente, all'una o all'altra, come previsto dal previgente art. 22, in relazione all'art. 19, della legge 24 dicembre 1969, n. 990 (Assicurazione obbligatoria della responsabilita' civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti);
che, ad avviso del rimettente, la nuova norma espressa nel censurato art. 287 c.d.a. violerebbe, appunto, gli artt. 76 e 77 Cost., ponendosi in contrasto con le direttive della delega di cui
all'art. 4 della legge 29 luglio 2003, n. 229 (Interventi in materia di qualita' della regolazione, riassetto normativo e codificazione. Legge di semplificazione 2001), in quanto, invece di agevolare, come
ivi prescritto, la tutela per il danneggiato, contraente debole, avrebbe aggravato la sua posizione, con l'imposizione di un onere ulteriore, incidente negativamente sul suo diritto di difesa, dal che
la violazione anche dell'art. 24 Cost.;
che e' intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri per eccepire la non fondatezza della questione.
Considerato che questione testualmente identica a quella riproposta con l'ordinanza in epigrafe, gia' sollevata dal medesimo Tribunale, e' stata dichiarata manifestamente infondata, con ordinanza di questa Corte n. 73 del 2012, sulla base, tra l'altro, del «rilievo che, rispetto alla ratio della delega di cui all'art. 4 della citata legge n. 229 del 2003 - la quale, nel quadro di un complessivo "riassetto della materia", si e' proposta di rafforzare la tutela del danneggiato anche attraverso la promozione di
condizioni per una maggiore effettivita' e un miglioramento delle prestazioni assicurative (sentenze n. 230 del 2010 e n. 180 del 2009)
- assolutamente coerente, e non certo con essa in contrasto, nonche' espressiva comunque di scelte che rientrano nella fisiologica attivita' di riempimento che lega i due livelli normativi, e' la disposizione del decreto legislativo qui censurata». La quale risulta «finalizzata alla piu' razionale esplicazione dell'attivita' solidaristica del fondo di garanzia per le vittime della strada» ed e' «funzionale anche all'eventuale intervento, a rafforzamento della garanzia del danneggiato, della CONSAP nella fase del giudizio (art. 287, comma 3, c.d.a.), con l'introduzione di un meccanismo - quello appunto dell'invio della doppia raccomandata - che si risolve in un adempimento meramente formale, che non comporta alcun sostanziale aggravio per il danneggiato al fine del successivo esercizio dell'azione giudiziaria»;
che - stante l'assoluta identita' di contenuto tra l'ordinanza di rimessione oggetto della richiamata pronuncia del 2012 e quella odierna - la questione da quest'ultima reiterata va,
conseguentemente, a sua volta, dichiarata manifestamente infondata per le stesse ragioni (per altro anche richiamate nella successiva ordinanza n. 157 del 2013).
dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimita' costituzionale dell'art. 287, comma 1, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata, in riferimento agli artt. 76, 77 e 24 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Macerata - sezione distaccata di Civitanova Marche, con l'ordinanza di cui in epigrafe.
Palazzo della Consulta, l'11 giugno 2014.

References: art. 287
 art. 287
 art. 287
 art. 283
 art. 22
 art. 287