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Timestamp: 2018-06-22 03:51:06+00:00

Document:
LEGGE del 20 MAGGIO 1985 n. 222
LEGGE 20 MAGGIO 1985, n. 222 (GU n. 129 Suppl.Ord. del 03/06/1985)
URN: urn:nir:stato:legge:1985-05-20;222
TITOLO 001 ENTI ECCLESIASTICI CIVILMENTE RICONOSCIUTI
PER ALTRE PERSONE GIURIDICHE CANONICHE, PER LE FONDAZIONI E IN GENERE PER GLI ENTI ECCLESIASTICI CHE NON ABBIANO PERSONALITÀ GIURIDICA NELL'ORDINAMENTO DELLA CHIESA, IL FINE DI RELIGIONE O DI CULTO È ACCERTATO DI VOLTA IN VOLTA, IN CONFORMITÀ ALLE DISPOSIZIONI DELL' ARTICOLO 16 .
LO ACCERTAMENTO DI CUI AL COMMA PRECEDENTE È DIRETTO A VERIFICARE CHE IL FINE DI RELIGIONE O DI CULTO SIA COSTITUTIVO ED ESSENZIALE DELL'ENTE, ANCHE SE CONNESSO A FINALITÀ DI CARATTERE CARITATIVO PREVISTE DAL DIRITTO CANONICO.
RESTA SALVO QUANTO DISPONE L' ARTICOLO 9 .
LE ASSOCIAZIONI COSTITUITE O APPROVATE DALL'AUTORITÀ ECCLESIASTICA NON RICONOSCIBILI A NORMA DELL'ARTICOLO PRECEDENTE, POSSONO ESSERE RICONOSCIUTE ALLE CONDIZIONI PREVISTE DAL CODICE CIVILE.
IN OGNI CASO È APPLICABILE L' ARTICOLO 3 DELLE PRESENTI NORME.
IL RICONOSCIMENTO DELLE CHIESE È AMMESSO SOLO SE APERTE AL CULTO PUBBLICO E NON ANNESSE AD ALTRO ENTE ECCLESIASTICO, E SEMPRE CHE SIANO FORNITE DEI MEZZI SUFFICIENTI PER LA MANUTENZIONE E LA OFFICIATURA.
LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA ACQUISTA LA PERSONALITÀ GIURIDICA CIVILE, QUALE ENTE ECCLESIASTICO, CON LA ENTRATA IN VIGORE DELLE PRESENTI NORME.
DALL'1 GENNAIO 1987, SU RICHIESTA DELL'AUTORITÀ ECCLESIASTICA COMPETENTE, PUÒ ESSERE REVOCATO IL RICONOSCIMENTO CIVILE AI CAPITOLI CATTEDRALI O COLLEGIALI NON PIÙ RISPONDENTI A PARTICOLARI ESIGENZE O TRADIZIONI RELIGIOSE E CULTURALI DELLA POPOLAZIONE.
GLI ENTI ECCLESIASTICI CIVILMENTE RICONOSCIUTI POSSONO SVOLGERE ATTIVITÀ DIVERSE DA QUELLE DI RELIGIONE O DI CULTO, ALLE CONDIZIONI PREVISTE DALL'ARTICOLO 7, N. 3, SECONDO COMMA, DELLO ACCORDO DEL 18 FEBBRAIO 1984.
TITOLO 002 BENI ECCLESIASTICI E SOSTENTAMENTO DEL CLERO
DALL'1 GENNAIO 1987 OGNI ISTITUTO PROVVEDE, IN CONFORMITÀ ALLO STATUTO, AD ASSICURARE, NELLA MISURA PERIODICAMENTE DETERMINATA DALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, IL CONGRUO E DIGNITOSO SOSTENTAMENTO DEL CLERO CHE SVOLGE SERVIZIO IN FAVORE DELLA DIOCESI, SALVO QUANTO PREVISTO DALL' ARTICOLO 51 .
IL RICONOSCIMENTO CIVILE DEI PROVVEDIMENTI CANONICI DI CUI AI COMMI PRECEDENTI AVVIENE CON LE MODALITÀ E NEI TERMINI PREVISTI DALL' ART. 22 .
CON PROVVEDIMENTI DEL VESCOVO DIOCESANO GLI EDIFICI DI CULTO, GLI EPISCOPI, LE CASE CANONICHE, GLI IMMOBILI ADIBITI AD ATTIVITÀ EDUCATIVE O CARITATIVE O AD ALTRE ATTIVITÀ PASTORALI, I BENI DESTINATI INTERAMENTE ALL'ADEMPIMENTO DI ONERI DI CULTO ED OGNI ALTRO BENE O ATTIVITÀ CHE NON FA PARTE DELLA DOTE REDDITIZIA DEL BENEFICIO, TRASFERITI ALL'ISTITUTO A NORMA DELL' ARTICOLO 28 , SONO INDIVIDUATI E ASSEGNATI A DIOCESI, PARROCCHIE E CAPITOLI NON SOPPRESSI.
CON L'ACQUISTO, DA PARTE DELLA PARROCCHIA, DELLA PERSONALITÀ GIURIDICA A NORMA DELL' ARTICOLO 29 , SI ESTINGUE, OVE ESISTENTE, LA PERSONALITÀ GIURIDICA DELLA CHIESA PARROCCHIALE E IL SUO PATRIMONIO È TRASFERITO DI DIRITTO ALLA PARROCCHIA, CHE SUCCEDE ALL'ENTE ESTINTO IN TUTTI I RAPPORTI ATTIVI E PASSIVI.
CON IL PROVVEDIMENTO DI CUI AL PRIMO COMMA DELL'ARTICOLO 29, LA AUTORITÀ ECCLESIASTICA COMPETENTE COMUNICA ANCHE L'ELENCO DELLE CHIESE PARROCCHIALI ESTINTE.
LE LIBERALITÀ DISPOSTE CON ATTO ANTERIORE ALL'1 LUGLIO 1987 A FAVORE DI UN BENEFICIO ECCLESIASTICO SONO DEVOLUTE ALL'ISTITUTO DIOCESANO PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO, QUALORA LA SUCCESSIONE SI APRA DOPO L'ESTINZIONE DEL BENEFICIO O LA DONAZIONE NON SIA STATA DA QUESTO ACCETTATA PRIMA DELL'ESTINZIONE.
ANALOGAMENTE LE LIBERALITÀ DISPOSTE A FAVORE DI UNA CHIESA PARROCCHIALE O CATTEDRALE SONO DEVOLUTE RISPETTIVAMENTE ALLA PARROCCHIA O DIOCESI CHE AD ESSA SUCCEDE A NORMA DELL' ARTICOLO 30 .
I SACERDOTI DI CUI ALL' ARTICOLO 24 COMUNICANO ANNUALMENTE ALL'ISTITUTO DIOCESANO PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO:
a) LA REMUNERAZIONE CHE, SECONDO LE NORME STABILITE DAL VESCOVO DIOCESANO, SENTITO IL CONSIGLIO PRESBITERIALE, RICEVONO DAGLI ENTI ECCLESIASTICI PRESSO I QUALI ESERCITANO IL MINISTERO;
L'ISTITUTO VERIFICA, PER CIASCUN SACERDOTE, I DATI RICEVUTI A NORMA DELL' ARTICOLO 33 . QUALORA LA SOMMA DEI PROVENTI DI CUI AL MEDESIMO ARTICOLO NON RAGGIUNGA LA MISURA DETERMINATA DALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA A NORMA DELL' ARTICOLO 24 , PRIMO COMMA, L'ISTITUTO STABILISCE L'INTEGRAZIONE SPETTANTE, DANDONE COMUNICAZIONE ALL'INTERESSATO.
GLI ISTITUTI DIOCESANI PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO PROVVEDONO ALL'INTEGRAZIONE DI CUI ALL' ARTICOLO 34 CON I REDDITI DEL PROPRIO PATRIMONIO.
LE SOMME PAGATE DALL'ACQUIRENTE OLTRE TRE MESI DALLA NOTIFICAZIONE DI CUI AL SECONDO COMMA, SONO RIVALUTATE, SALVA DIVERSA PATTUIZIONE, A NORMA DELL' ARTICOLO 38 .
LE ENTRATE DELL'ISTITUTO CENTRALE PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO SONO COSTITUITE PRINCIPALMENTE DALLE OBLAZIONI VERSATE A NORMA DELL' ARTICOLO 46 E DALLE SOMME DI CUI ALL' ARTICOLO 41 , SECONDO COMMA.
LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA DETERMINA ANNUALMENTE LE DESTINAZIONI DELLE SOMME RICEVUTE AI SENSI DELL' ARTICOLO 47 NELL'AMBITO DELLE SOLE FINALITÀ PREVISTE DALL' ARTICOLO 48 .
OGNI ISTITUTO PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO, PRIMA DELL'INIZIO DI CIASCUN ESERCIZIO, COMUNICA ALL'ISTITUTO CENTRALE IL PROPRIO STATO DI PREVISIONE, CORREDATO DALLA RICHIESTA DI INTEGRAZIONE DI CUI ALL' ARTICOLO 35 , SECONDO COMMA.
LO ISTITUTO CENTRALE, VERIFICATI I DATI DELLO STATO DI PREVISIONE, PROVVEDE ALLE EROGAZIONI NECESSARIE.
OGNI ISTITUTO PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO, ALLA CHIUSURA DI CIASCUN ESERCIZIO, INVIA ALL'ISTITUTO CENTRALE UNA RELAZIONE CONSUNTIVA, NELLA QUALE DEVONO ESSERE INDICATI IN PARTICOLARE I CRITERI E LE MODALITÀ DI CORRESPONSIONE AI SINGOLI SACERDOTI DELLE SOMME RICEVUTE A NORMA DELL' ARTICOLO 35 .
LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA TRASMETTE ANNUALMENTE ALL'AUTORITÀ STATALE COMPETENTE UN RENDICONTO RELATIVO ALLA EFFETTIVA UTILIZZAZIONE DELLE SOMME DI CUI AGLI ARTICOLI 46, 47 E 50, TERZO COMMA, E LO PUBBLICA SULL'ORGANO UFFICIALE DELLA STESSA CONFERENZA.
f) L'AMMONTARE DELLE RITENUTE FISCALI E DEI VERSAMENTI PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI OPERATI AI SENSI DELL' ARTICOLO 25 ;
h) GLI INTERVENTI OPERATI PER LE ALTRE FINALITÀ PREVISTE DALL' ARTICOLO 48 .
LE SOMME DA CORRISPONDERE A FAR TEMPO DALL'1 GENNAIO 1987 E SINO A TUTTO IL 1989 ALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA E AL FONDO EDIFICI DI CULTO IN FORZA DELLE PRESENTI NORME SONO ISCRITTE IN APPOSITI CAPITOLI DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEL TESORO, VERSO CONTESTUALE SOPPRESSIONE DEL CAPITOLO N. 4493 DEL MEDESIMO STATO DI PREVISIONE, DEI CAPITOLI N. 2001, N. 2002, N. 2031 E N. 2071 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'INTERNO, NONCHÉ DEL CAPITOLO N. 7871 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI.
A DECORRERE DALLO ANNO FINANZIARIO 1990 UNA QUOTA PARI ALL'OTTO PER MILLE DELL'IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE, LIQUIDATA DAGLI UFFICI SULLA BASE DELLE DICHIARAZIONI ANNUALI, È DESTINATA, IN PARTE, A SCOPI DI INTERESSE SOCIALE O DI CARATTERE UMANITARIO A DIRETTA GESTIONE STATALE E, IN PARTE, A SCOPI DI CARATTERE RELIGIOSO A DIRETTA GESTIONE DELLA CHIESA CATTOLICA.
PER GLI ANNI FINANZIARI 1990, 1991 E 1992 LO STATO CORRISPONDE, ENTRO IL MESE DI MARZO DI CIASCUN ANNO, ALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, A TITOLO DI ANTICIPO E SALVO CONGUAGLIO COMPLESSIVO ENTRO IL MESE DI GIUGNO 1996, UNA SOMMA PARI AL CONTRIBUTO ALLA STESSA CORRISPOSTO NELL'ANNO 1989, A NORMA DELL' ARTICOLO 50 .
LE QUOTE DI CUI ALL' ARTICOLO 47 , SECONDO COMMA, SONO UTILIZZATE: DALLO STATO PER INTERVENTI STRAORDINARI PER FAME NEL MONDO, CALAMITÀ NATURALI, ASSISTENZA AI RIFUGIATI, CONSERVAZIONE DI BENI CULTURALI; DALLA CHIESA CATTOLICA PER ESIGENZE DI CULTO DELLA POPOLAZIONE, SOSTENTAMENTO DEL CLERO, INTERVENTI CARITATIVI A FAVORE DELLA COLLETTIVITÀ NAZIONALE O DI PAESI DEL TERZO MONDO.
AL TERMINE DI OGNI TRIENNIO SUCCESSIVO AL 1989, UNA APPOSITA COMMISSIONE PARITETICA, NOMINATA DALL'AUTORITÀ GOVERNATIVA E DALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, PROCEDE ALLA REVISIONE DELL'IMPORTO DEDUCIBILE DI CUI ALL' ARTICOLO 46 E ALLA VALUTAZIONE DEL GETTITO DELLA QUOTA IRPEF DI CUI ALL' ARTICOLO 47 , AL FINE DI PREDISPORRE EVENTUALI MODIFICHE.
I CONTRIBUTI E CONCORSI NELLE SPESE A FAVORE DELLE AMMINISTRAZIONI DEL FONDO PER IL CULTO E DEL FONDO DI BENEFICENZA E RELIGIONE NELLA CITTÀ DI ROMA DI CUI AL CAPITOLO N. 4493 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEL TESORO PER L'ANNO FINANZIARIO 1984, GLI ASSEGNI AL PERSONALE ECCLESIASTICO EX PALATINO, LE SPESE CONCERNENTI L'INVENTARIO DEGLI STATI PATRIMONIALI DEGLI ISTITUTI ECCLESIASTICI E IL CONTRIBUTO PER INTEGRARE I REDDITI DEI PATRIMONI RIUNITI EX ECONOMALI DESTINATI A SOVVENIRE IL CLERO PARTICOLARMENTE BENEMERITO E BISOGNOSO E A FAVORIRE SCOPI DI CULTO, DI BENEFICENZA E DI ISTRUZIONE, ISCRITTI, RISPETTIVAMENTE, AI CAPITOLI N. 2001, N. 2002, N. 2031 E N. 2071 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'INTERNO PER L'ANNO FINANZIARIO 1984, NONCHÉ LE SPESE DI CONCORSO DELLO STATO NELLA COSTRUZIONE E RICOSTRUZIONE DI CHIESE DI CUI AL CAPITOLO N. 7871 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI PER L'ANNO FINANZIARIO 1984, SONO CORRISPOSTI, PER GLI ANNI FINANZIARI 1985 E 1986, NEGLI STESSI IMPORTI RISULTANTI DALLE PREVISIONI FINALI DEI PREDETTI CAPITOLI PER L'ANNO 1984, AL NETTO DI EVENTUALI RIASSEGNAZIONI PER IL PAGAMENTO DI RESIDUI PASSIVI PARENTI. LO STANZIAMENTO DEL SUDDETTO CAPITOLO N. 4493 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEL TESORO SARÀ COMUNQUE INTEGRATO DELL'IMPORTO NECESSARIO PER ASSICURARE NEGLI ANNI 1985 E 1986 LE MAGGIORAZIONI CONSEGUENTI ALLE VARIAZIONI DELL'INDENNITÀ INTEGRATIVA SPECIALE, DI CUI ALLA LEGGE 27 MAGGIO 1959, N. 324 , E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI, CHE SI REGISTRERANNO NEGLI ANNI MEDESIMI.
PER CIASCUNO DEGLI ANNI 1987, 1988 E 1989 GLI STESSI CONTRIBUTI, CONCORSI, ASSEGNI E SPESE, AUMENTATI DEL 5 PER CENTO, RISPETTO ALL'IMPORTO DELL'ANNO PRECEDENTE, SONO INVECE CORRISPOSTI ALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, AD ECCEZIONE DELLA SOMMA DI LIRE 3.500 MILIONI ANNUI CHE VERRÀ CORRISPOSTA, A DECORRERE DALL'ANNO 1987, AL FONDO EDIFICI DI CULTO DI CUI ALL' ARTICOLO 55 DELLE PRESENTI NORME.
LE EROGAZIONI ALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, DA EFFETTUARSI IN UNICA SOLUZIONE ENTRO IL 20 GENNAIO DI CIASCUN ANNO, AVVENGONO SECONDO MODALITÀ CHE SONO DETERMINATE CON DECRETO DEL MINISTRO DEL TESORO. TALI MODALITÀ DEVONO, COMUNQUE, CONSENTIRE L'ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI DI CUI AL SUCCESSIVO ARTICOLO 51 E IL FINANZIAMENTO DELL'ATTIVITÀ PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO DELL'ISTITUTO DI CUI ALL' ARTICOLO 21 , TERZO COMMA.
LE DISPOSIZIONI DI CUI AL REGIO DECRETO 29 GENNAIO 1931, N. 227 , E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI, SONO ABROGATE DALL'1 GENNAIO 1985, SALVO QUANTO STABILITO NEL PRECEDENTE ARTICOLO 50 .
LE SOMME LIQUIDATE PER L'ANNO 1984 A TITOLO DI SUPPLEMENTO DI CONGRUA, ONORARI E SPESE DI CULTO CONTINUANO AD ESSERE CORRISPOSTE, IN FAVORE DEI MEDESIMI TITOLARI, NEL MEDESIMO AMMONTARE E CON IL MEDESIMO REGIME FISCALE, PREVIDENZIALE E ASSISTENZIALE PER IL PERIODO 1 GENNAIO 1985-31 DICEMBRE 1986, AUMENTATE DELLE MAGGIORAZIONI DI CUI AL PRIMO COMMA DEL PRECEDENTE ARTICOLO 50 CONSEGUENTI ALLE VARIAZIONI DELLA INDENNITÀ INTEGRATIVA SPECIALE PER GLI ANNI 1985 E 1986. IL PAGAMENTO VIENE EFFETTUATO IN RATE MENSILI POSTICIPATE CON SCADENZA IL GIORNO 25 DI CIASCUN MESE E IL GIORNO 20 DEL MESE DI DICEMBRE.
PER GLI ANNI 1987, 1988 E 1989 LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA ASSUME, IN CONFORMITÀ AL TITOLO SECONDO DELLE PRESENTI NORME, TUTTI GLI IMPEGNI E ONERI AI QUALI FACEVANO FRONTE I CONTRIBUTI E CONCORSI CHE VENGONO AD ESSA CORRISPOSTI AI SENSI DELL'ARTICOLO 50, TERZO COMMA; ASSICURANDO IN PARTICOLARE LA REMUNERAZIONE DEI TITOLARI DEGLI UFFICI ECCLESIASTICI CONGRUATI.
NEI MEDESIMI ANNI POTRÀ ESSERE AVVIATO IL NUOVO SISTEMA DI SOSTENTAMENTO DEL CLERO ANCHE PER GLI ALTRI SACERDOTI CHE SVOLGONO SERVIZIO IN FAVORE DELLA DIOCESI, A NORMA DELLO ARTICOLO 24 .
DALL'1 GENNAIO 1990 LE DISPOSIZIONI DEL TITOLO SECONDO DELLE PRESENTI NORME SI APPLICANO, COMUNQUE, A TUTTI I SACERDOTI CHE SVOLGONO SERVIZIO IN FAVORE DELLA DIOCESI.
DALL'1 GENNAIO 1987 E FINO AL 31 DICEMBRE 1989, I BENEFICI EVENTUALMENTE ANCORA ESISTENTI NON POSSONO EFFETTUARE ALIENAZIONI DI BENI E ALTRI ATTI ECCEDENTI L'ORDINARIA AMMINISTRAZIONE SENZA I PROVVEDIMENTI CANONICI DI AUTORIZZAZIONE. I CONTRATTI DI VENDITA DEVONO CONTENERE GLI ESTREMI DI TALE AUTORIZZAZIONE, CHE DETERMINA ANCHE LE MODALITÀ DI REIMPIEGO DELLE SOMME RICAVATE.
GLI IMPEGNI FINANZIARI PER LA COSTRUZIONE DI EDIFICI DI CULTO CATTOLICO E DELLE PERTINENTI OPERE PARROCCHIALI SONO DETERMINATI DALLE AUTORITÀ CIVILI COMPETENTI SECONDO LE DISPOSIZIONI DELLE LEGGI 22 OTTOBRE 1971, N. 865 , E 28 GENNAIO 1977, N. 10 , E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI.
IL VINCOLO È TRASCRITTO NEI REGISTRI IMMOBILIARI. ESSO PUÒ ESSERE ESTINTO PRIMA DEL COMPIMENTO DEL TERMINE, D'INTESA TRA AUTORITÀ ECCLESIASTICA E AUTORITÀ CIVILE EROGANTE, PREVIA RESTITUZIONE DELLE SOMME PERCEPITE A TITOLO DI CONTRIBUTO, IN PROPORZIONE ALLA RIDUZIONE DEL TERMINE, E CON RIVALUTAZIONE DETERMINATA CON LE MODALITÀ DI CUI ALL' ARTICOLO 38 .
TITOLO 003 FONDO EDIFICI DI CULTO
IL FONDO PER IL CULTO E IL FONDO DI BENEFICENZA E RELIGIONE NELLA CITTÀ DI ROMA SONO SOPPRESSI DALL'1 GENNAIO 1987.
IL PATRIMONIO DEGLI EX ECONOMATI DEI BENEFICI VACANTI E DEI FONDI DI RELIGIONE DI CUI ALL' ARTICOLO 18 DELLA LEGGE 27 MAGGIO 1929, N. 848 , DEL FONDO PER IL CULTO, DEL FONDO DI BENEFICENZA E RELIGIONE NELLA CITTÀ DI ROMA E DELLE AZIENDE SPECIALI DI CULTO, DENOMINATE FONDO CLERO VENETO - GESTIONE CLERO CURATO, FONDO CLERO VENETO - GESTIONE GRANDE CARTELLA, AZIENDA SPECIALE DI CULTO DELLA TOSCANA, PATRIMONIO ECCLESIASTICO DI GROSSETO, È RIUNITO DALL'1 GENNAIO 1987 IN PATRIMONIO UNICO CON LA DENOMINAZIONE DI FONDO EDIFICI DI CULTO.
IL FONDO EDIFICI DI CULTO HA PERSONALITÀ GIURIDICA ED È AMMINISTRATO IN BASE ALLE NORME CHE REGOLANO LE GESTIONI PATRIMONIALI DELLO STATO CON I PRIVILEGI, LE ESENZIONI E LE AGEVOLAZIONI FISCALI AD ESSE RICONOSCIUTI.
2 COMPONENTI DESIGNATI DAL MINISTRO DELLO INTERNO;
1 COMPONENTE DESIGNATO DAL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI;
1 COMPONENTE DESIGNATO DAL MINISTRO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI;
I PROVENTI DEL PATRIMONIO DEL FONDO EDIFICI DI CULTO, INTEGRATI NELLA MISURA DI CUI AL TERZO COMMA DELL' ARTICOLO 50 , SONO UTILIZZATI PER LA CONSERVAZIONE, IL RESTAURO, LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DEGLI EDIFICI DI CULTO APPARTENENTI AL FONDO, NONCHÉ PER GLI ALTRI ONERI POSTI A CARICO DEL FONDO STESSO.
SONO ESTINTI, DALL'1 GENNAIO 1987, I RAPPORTI PERPETUI REALI E PERSONALI IN FORZA DEI QUALI IL FONDO EDIFICI DI CULTO, QUALE SUCCESSORE DEI FONDI SOPPRESSI DI CUI AL PRECEDENTE ARTICOLO 54 E DEI PATRIMONI DI CUI ALL' ARTICOLO 55 , HA DIRITTO DI RISCUOTERE CANONI ENFITEUTICI, CENSI, LIVELLI E ALTRE PRESTAZIONI IN DENARO O IN DERRATE DI AMMONTARE NON SUPERIORE A LIRE SESSANTAMILA ANNUE.
L'EQUIVALENTE IN DENARO DELLE PRESTAZIONI IN DERRATE È DETERMINATO CON I CRITERI DI CUI ALL' ARTICOLO 1, SECONDO COMMA, DELLA LEGGE 22 LUGLIO 1966, N. 607 .
IL FONDO EDIFICI DI CULTO, CON EFFETTO DALL'1 GENNAIO 1987, AFFRANCA I CANONI ENFITEUTICI PERPETUI O TEMPORANEI LA CUI SPESA GRAVA SUI BILANCI DEI FONDI, DELLE AZIENDE E DEI PATRIMONI SOPPRESSI DI CUI AGLI ARTICOLI 54 E 55, MEDIANTE IL PAGAMENTO DI UNA SOMMA CORRISPONDENTE A QUINDICI VOLTE IL LORO VALORE.
I CONTRATTI DI LOCAZIONE DI IMMOBILI SITI IN ROMA, TRENTO E TRIESTE A VANTAGGIO DEL CLERO OFFICIANTE, IL CUI ONERE GRAVA SUI BILANCI DEL FONDO DI BENEFICENZA E RELIGIONE NELLA CITTÀ DI ROMA E DEI PATRIMONI RIUNITI EX ECONOMALI, SONO RISOLTI A DECORRERE DALL'1 GENNAIO 1987, SALVA LA FACOLTÀ DEGLI ATTUALI BENEFICIARI DI SUCCEDERE NEI RELATIVI CONTRATTI ASSUMENDONE GLI ONERI.
IN CASO DI RIFIUTO SI APPLICA IL PROCEDIMENTO DI CUI AGLI ARTICOLI 2 E SEGUENTI DELLA LEGGE 22 LUGLIO 1966, N. 607 .
IL FONDO EDIFICI DI CULTO PUÒ ALIENARE GLI IMMOBILI ADIBITI AD USO DI CIVILE ABITAZIONE SECONDO LE NORME CHE DISCIPLINANO LA GESTIONE DEI BENI DISPONIBILI DELLO STATO E DEGLI ENTI AD ESSO ASSIMILATI, INVESTENDO IL RICAVATO IN DEROGA ALL' ARTICOLO 21 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 17 GENNAIO 1959, N. 2 .
TITOLO 004 DISPOSIZIONI FINALI
IL CLERO ADDETTO ALLE CHIESE DELLA SANTA SINDONE E DI SUPERGA IN TORINO, DEL PANTHEON E DEL SUDARIO IN ROMA, ALLE CAPPELLE ANNESSE AI PALAZZI EX REALI DI ROMA, TORINO, FIRENZE, NAPOLI, GENOVA, ALLA TENUTA DI SAN ROSSORE, ALL'ORATORIO ENTRO IL PALAZZO EX REALE DI VENEZIA, ALLE CAPPELLE ANNESSE AI PALAZZI DI DIMORA E DI VILLEGGIATURA DEGLI EX SOVRANI E DELL'EX FAMIGLIA REALE E ALLE CHIESE PARROCCHIALI DI SAN GOTTARDO AL PALAZZO IN MILANO, DI SAN FRANCESCO DI PAOLA IN NAPOLI E DI SAN PIETRO IN PALERMO, È NOMINATO LIBERAMENTE, SECONDO IL DIRITTO CANONICO COMUNE, DALLA AUTORITÀ ECCLESIASTICA COMPETENTE.
AL CLERO DI CUI ALL' ARTICOLO 66 IN SERVIZIO AL MOMENTO DELLA ENTRATA IN VIGORE DELLE PRESENTI NORME VIENE CONSERVATO, A TITOLO DI ASSEGNO VITALIZIO PERSONALE, L'EMOLUMENTO DI CUI ATTUALMENTE FRUISCE, RIVALUTABILE NELLA STESSA MISURA PERCENTUALE PREVISTA PER I DIPENDENTI DELLO STATO DAL RELATIVO ACCORDO TRIENNALE.
I SALARIATI ADDETTI ALLA BASILICA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA IN NAPOLI ALLA DATA DELL'1 LUGLIO 1984, E CHE CONTINUINO NELLE PROPRIE MANSIONI ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLE PRESENTI NORME, SONO MANTENUTI IN SERVIZIO.
LE CHIESE, LE CAPPELLE E L'ORATORIO DI CUI ALL' ARTICOLO 66 CONTINUANO AD APPARTENERE AGLI ENTI CHE NE SONO ATTUALMENTE PROPRIETARI.
PER LE CONFRATERNITE ESISTENTI AL 7 GIUGNO 1929, PER LE QUALI NON SIA STATO ANCORA EMANATO IL DECRETO PREVISTO DAL PRIMO COMMA DELLO ARTICOLO 77 DEL REGOLAMENTO APPROVATO CON REGIO DECRETO 2 DICEMBRE 1929, N. 2262, RESTANO IN VIGORE LE DISPOSIZIONI DEL MEDESIMO ARTICOLO.
LE FABBRICERIE ESISTENTI CONTINUANO AD ESSERE DISCIPLINATE DAGLI ARTICOLI 15 E 16 DELLA LEGGE 27 MAGGIO 1929, N. 848, E DALLE ALTRE DISPOSIZIONI CHE LE RIGUARDANO. GLI ARTICOLI DA 33 A 51 E L'ARTICOLO 55 DEL REGOLAMENTO APPROVATO CON REGIO DECRETO 2 DICEMBRE 1929, N. 2262, NONCHÉ IL REGIO DECRETO 26 SETTEMBRE 1935, N. 2032 , E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI, RESTANO APPLICABILI FINO ALL'ENTRATA IN VIGORE DELLE DISPOSIZIONI PER L'ATTUAZIONE DELLE PRESENTI NORME.
ENTRO IL 31 DICEMBRE 1989, PREVIA INTESA TRA LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA E IL MINISTRO DELL'INTERNO, CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, UDITO IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO, PUÒ ESSERE DISPOSTA LA SOPPRESSIONE DI FABBRICERIE ANCHE FUORI DEI CASI PREVISTI DALLE DISPOSIZIONI VIGENTI, FERMA RESTANDO LA DESTINAZIONE DEI BENI A NORMA DELLO ARTICOLO 1 DEL REGIO DECRETO 26 SETTEMBRE 1935, N. 2032 .
SONO ABROGATE, SE NON ESPRESSAMENTE RICHIAMATE, LE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE 27 MAGGIO 1929, N. 848 , E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI, E DELLE LEGGI 18 DICEMBRE 1952, N. 2522 , 18 APRILE 1962, N. 168 , E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI, E LE ALTRE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI INCOMPATIBILI CON LE PRESENTI NORME.
LE PRESENTI NORME ENTRANO IN VIGORE NELL'ORDINAMENTO DELLO STATO E IN QUELLO DELLA CHIESA CON LA CONTESTUALE PUBBLICAZIONE NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA E NEGLI ACTA APOSTOLICAE SEDIS.
PER LE DISPOSIZIONI DI CUI AL PRECEDENTE COMMA RELATIVE AL TITOLO SECONDO DELLE PRESENTI NORME, L'AUTORITÀ COMPETENTE NELL'ORDINAMENTO CANONICO È LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA.
LAVORI PREPARATORI CAMERA DEI DEPUTATI (ATTO N. 2337): PRESENTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (CRAXI) IL 3 DICEMBRE 1984. ASSEGNATO ALLE COMMISSIONI RIUNITE II (INTERNI) E III (AFFARI ESTERI), IN SEDE REFERENTE, IL 12 DICEMBRE 1984, CON PARERI DELLE COMMISSIONI I, IV, V, VI, VIII E IX. ESAMINATO DALLE COMMISSIONI RIUNITE II E III IL 20 FEBBRAIO 1985. RELAZIONE SCRITTA ANNUNCIATA IL 15 MARZO 1985 (ATTO N. 2337/A). ESAMINATO IN AULA IL 21, 27, 28, 29 MARZO 1985; 2, 11, 12, 15, 16 APRILE 1985 E APPROVATO IL 17 APRILE 1985. SENATO DELLA REPUBBLICA (ATTO N. 1306): ASSEGNATO ALLA TERZA COMMISSIONE (AFFARI ESTERI), IN SEDE REFERENTE, IL 18 APRILE 1985, CON PARERI DELLE COMMISSIONI PRIMA, SECONDA, QUINTA, SESTA, SETTIMA ED OTTAVA. ESAMINATO DALLA TERZA COMMISSIONE IL 22, 24, 30 APRILE 1985. RELAZIONE SCRITTA ANNUNCIATA IL 14 MAGGIO 1985 (ATTO N. 1306/A). ESAMINATO IN AULA IL 15 MAGGIO 1985 E APPROVATO IL 16 MAGGIO 1985.
DATA A ROMA, ADDÌ 20 MAGGIO 1985

References: ARTICOLO 16
 ARTICOLO 9
 ARTICOLO 3
 ARTICOLO 51
 ART. 22
 ARTICOLO 28
 ARTICOLO 29
 ARTICOLO 30
 ARTICOLO 24
 ARTICOLO 33
 ARTICOLO 24
 ARTICOLO 34
 ARTICOLO 38
 ARTICOLO 46
 ARTICOLO 41
 ARTICOLO 47
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 ARTICOLO 35
 ARTICOLO 35
 ARTICOLO 25
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 ARTICOLO 50
 ARTICOLO 47
 ARTICOLO 46
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 ARTICOLO 55
 ARTICOLO 51
 ARTICOLO 21
 ARTICOLO 50
 ARTICOLO 50
 ARTICOLO 24
 ARTICOLO 38
 ARTICOLO 18
 ARTICOLO 50
 ARTICOLO 54
 ARTICOLO 55
 ARTICOLO 1
 ARTICOLO 21
 ARTICOLO 66
 ARTICOLO 66
 ARTICOLO 77
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