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Timestamp: 2018-02-19 02:11:06+00:00

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Pignoramento Equitalia: per la prova basta l'estratto di ruolo
Lo sai che? Pignoramento Equitalia: per la prova basta l’estratto di ruolo
Lo sai che? Pubblicato il 24 giugno 2015
> Lo sai che? Pubblicato il 24 giugno 2015
Equitalia può provare il credito e la validità del pignoramento con il solo estratto di ruolo e non ha bisogno di produrre in giudizio le copie delle cartelle notificate al contribuente.
Equitalia può procedere al pignoramento nei confronti del debitore producendo, in giudizio, solo l’estratto ruolo e non necessariamente la cartella esattoriale: il pignoramento resta infatti ugualmente valido. E questo perché l’atto in originale non è in possesso della società di riscossione, ma del contribuente.
Lo ha detto la Cassazione in una recente sentenza [1]. Resta fermo, ovviamente, che se il contribuente asserisce di non aver mai ricevuto le cartelle, la prova contraria non potrà che essere la relata di notifica o l’avviso di ricevimento. Ma, insieme a questi ultimi, non è necessario produrre anche la cartella: e questo perché l’originale è stato consegnato all’ufficio postale per la notifica. Basta, quindi, l’estratto di ruolo che, peraltro – si legge in sentenza – è una identica riproduzione della cartella stessa.
Una delle questioni più dibattute in materia di pignoramenti da parte di Equitalia riguarda la possibilità di considerare sufficiente, ai fini della prova del credito fatto valere dall’Ente di riscossione, il deposito dell’estratto di ruolo senza necessità di produrre anche le cartelle notificate. Secondo i giudici supremi, Equitalia non ha l’onere di produrre le cartelle, anche perché gli originali si troverebbero solo nelle mani del debitore.
A voler essere precisi, tuttavia, quest’ultima considerazione potrebbe contrastare con la legge [2] secondo cui Equitalia deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento e ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione. Stando a tale norma, dunque, Equitalia non potrebbe giustificare, quando sono trascorsi meno di 5 anni dalla notifica, il mancato deposito delle copie delle cartelle. Ma evidentemente, trattandosi solo di una questione di prova, per i giudici basta l’estratto di ruolo.
Già con una precedente sentenza la Cassazione [3] aveva affermato che, quando il destinatario della cartella contesta esclusivamente il vizio di notifica ed Equitalia ne prova invece la regolare esecuzione, resta preclusa la deduzione di vizi concernenti la cartella non tempestivamente opposti e non sussiste l’onere di Equitalia di produrre in giudizio la copia integrale della cartella.
Certamente, affinché l’estratto di ruolo possa bastare per provare il credito e fondare l’esecuzione forzata, sono necessari determinati requisiti. Essendo lo stesso una riproduzione fedele della cartella, deve contenere gli stessi elementi essenziali di quest’ultima: dati del contribuente, dati dell’ente creditore, numero della cartella, importo dovuto, importo già riscosso e importo residuo, aggio, descrizione del tributo, codice e anno di riferimento del tributo, anno di iscrizione a ruolo, data di esecutività del ruolo, estremi della notifica della cartella.
[1] Cass. sent. n. 12888 del 23.6.15.
[2] Art. 26 D.P.R. 602/1973.
[3] Cass. sent. n. 10326/2014.
Alfredo Manzella ha detto:
26/06/2015 alle 07:41
Tale autorevole pronuncia, ammette che tra gli atti opponibili ai sensi dell’art. 615 – 1° comma e 617 c.p.c., permette opposizione agli atti esecutivi ed all’esecuzione avverso anche agli estratti di ruolo…….

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Art. 26
 Cass.