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ciampolillopinoisoladellefemmine: gennaio 2007
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Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la direttiva 2003/4/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, concernente l'accesso del pubblico all'informazione ambientale, che abroga la direttiva 90/313/CEE delConsiglio;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, recante disposizioni perl'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italiaalle Comunita' europee (Legge comunitaria 2003);
Visto il decreto legislativo del 24 febbraio 1997, n. 39, recanteattuazione della direttiva 90/313/CEE, concernente la liberta' diaccesso alle informazioni in materia di ambiente;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n.352, e successive modificazioni, recante regolamento per ladisciplina delle modalita' di esercizio e dei casi di esclusione deldiritto di accesso ai documenti amministrativi, in attuazionedell'articolo 24, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il codicedell'amministrazione digitale;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,adottata nella riunione del 20 maggio 2005;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella sedutadel 16 giugno 2005;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 29 luglio 2005;
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto coni Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell'economia edelle finanze, per la funzione pubblica e per gli affari regionali;
1. Il presente decreto, nello stabilire i principi generali inmateria di informazione ambientale, e' volto
a:a) garantire il diritto d'accesso all'informazione ambientaledetenuta dalle autorita' pubbliche e stabilire i termini, lecondizioni fondamentali e le modalita' per il suo esercizio;
b) garantire, ai fini della piu' ampia trasparenza, chel'informazione ambientale sia sistematicamente e progressivamentemessa a disposizione del pubblico e diffusa, anche attraverso i mezzidi telecomunicazione e gli strumenti informatici, in forme o formati facilmente consultabili, promuovendo a tale fine, in particolare,l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - del13 ottobre 2005, si procedera' alla ripubblicazione deltesto del presente decreto legislativo, corredato dellerelative note, ai sensi dell'art. 8, comma 3, delregolamento di esecuzione del testo unico delledisposizioni sulla promulgazione delle leggi, sullaemanazione dei decreti del Presidente della Repubblica esulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,approvato con decreto del Presidente della Repubblica14 marzo 1986, n. 217.
a) «informazione ambientale»: qualsiasi informazione disponibilein forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altraforma materiale concernente:
1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria,l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio, i siti naturali,compresi gli igrotopi, le zone costiere e marine, la diversita'biologica ed i suoi elementi costitutivi, compresi gli organismigeneticamente modificati, e, inoltre, le interazioni tra questielementi;
2) fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore, leradiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gliscarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che incidono o possonoincidere sugli elementi dell'ambiente, individuati al numero 1);
3) le misure, anche amministrative, quali le politiche, ledisposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordiambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonche'le attivita' che incidono o possono incidere sugli elementi e suifattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2), e le misure o leattivita' finalizzate a proteggere i suddetti elementi;
5) le analisi costi-benefici ed altre analisi ed ipotesieconomiche, usate nell'ambito delle misure e delle attivita' di cuial numero 3);
6) lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa lacontaminazione della catena alimentare, le condizioni della vitaumana, il paesaggio, i siti e gli edifici d'interesse culturale, perquanto influenzabili dallo stato degli elementi dell'ambiente di cuial punto
1) o, attraverso tali elementi, da qualsiasi fattore di cuiai punti
2) e 3);
b) «autorita' pubblica»: le amministrazioni pubbliche statali, regionali, locali, le aziende autonome e speciali, gli enti pubblicied i concessionari di pubblici servizi, nonche' ogni persona fisica ogiuridica che svolga funzioni pubbliche connesse alle tematicheambientali o eserciti responsabilita' amministrative sotto ilcontrollo di un organismo pubblico;
c) «informazione detenuta da un'autorita' pubblica»: l'informazione ambientale in possesso di una autorita' pubblica inquanto dalla stessa prodotta o ricevuta o materialmente detenuta dapersona fisica o giuridica per suo conto;
d) «richiedente»: la persona fisica o l'ente che chiedel'informazione ambientale;e) «pubblico»: una o piu' persone, fisiche o giuridiche, e leassociazioni, le organizzazioni o gruppi di persone fisiche ogiuridiche.
Art. 3.Accesso all'informazione ambientale su richiesta
1. L'autorita' pubblica rende disponibile, secondo le disposizionidel presente decreto, l'informazione ambientale detenuta a chiunquene faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il propriointeresse.
2. Fatto salvo quanto stabilito all'articolo 5 e tenuto conto deltermine eventualmente specificato dal richiedente, l'autorita'pubblica mette a disposizione del richiedente l'informazioneambientale quanto prima possibile e, comunque, entro 30 giorni dalladata del ricevimento della richiesta ovvero entro 60 giorni dallastessa data nel caso in cui l'entita' e la complessita' dellarichiesta sono tali da non consentire di soddisfarla entro ilpredetto termine di 30 giorni. In tale ultimo caso l'autorita'pubblica informa tempestivamente e, comunque, entro il predettotermine di 30 giorni il richiedente della proroga e dei motivi che lagiustificano.
3. Nel caso in cui la richiesta d'accesso e' formulata in manieraeccessivamente generica l'autorita' pubblica puo' chiedere alrichiedente, al piu' presto e, comunque, entro 30 giorni dalla datadel ricevimento della richiesta stessa, di specificare i dati damettere a disposizione, prestandogli, a tale scopo, la propriacollaborazione, anche attraverso la fornitura di informazionisull'uso dei cataloghi pubblici di cui all'articolo 4, comma 1,ovvero puo', se lo ritiene opportuno, respingere la richiesta, aisensi dell'articolo 5, comma 1, lettera c).
4. Nel caso in cui l'informazione ambientale e' richiesta in unaforma o in un formato specifico, ivi compresa la riproduzione didocumenti, l'autorita' pubblica la mette a disposizione nei modirichiesti, eccetto nel caso in cui:
a) l'informazione e' gia' disponibile al pubblico in altra formao formato, a norma dell'articolo 8, e facilmente accessibile per ilrichiedente;
b) e' ragionevole per l'autorita' pubblica renderla disponibilein altra forma o formato.
5. Nei casi di cui al comma 4, lettere a) e b), l'autorita'pubblica comunica al richiedente i motivi del rifiutodell'informazione nella forma o nel formato richiesti entro iltermine di 30 giorni dalla data del ricevimento della richiestastessa.
6. Nel caso di richiesta d'accesso concernente i fattori di cuiall'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2), l'autorita' pubblicaindica al richiedente, se da questi espressamente richiesto, dovepossono essere reperite, se disponibili, le informazioni relative alprocedimento di misurazione, ivi compresi i metodi d'analisi, diprelievo di campioni e di preparazione degli stessi, utilizzato perraccogliere l'informazione ovvero fa riferimento alla metodologianormalizzata utilizzata.
7. L'autorita' pubblica mantiene l'informazione ambientale detenutain forme o formati facilmente riproducibili e, per quanto possibile,consultabili tramite reti di telecomunicazione informatica o altrimezzi elettronici.
Art. 4.Cataloghi e punti d'informazione
1. Al fine di fornire al pubblico tutte le notizie utili alreperimento dell'informazione ambientale, entro sei mesi dalla datadi entrata in vigore del presente decreto, l'autorita' pubblicaistituisce e aggiorna almeno annualmente appositi cataloghi pubblicidell'informazione ambientale contenenti l'elenco delle tipologiedell'informazione ambientale detenuta ovvero si avvale degli ufficiper le relazioni con il pubblico gia' esistenti.
2. L'autorita' pubblica puo' evidenziare nei cataloghi di cui alcomma 1 le informazioni ambientali detenute che non possono esserediffuse al pubblico ai sensi dell'articolo 5.
3. L'autorita' pubblica informa in maniera adeguata il pubblico suldiritto di accesso alle informazioni ambientali disciplinato dalpresente decreto.
Art. 5.Casi di esclusione del diritto di accesso
a) l'informazione richiesta non e' detenuta dall'autorita'pubblica alla quale e' rivolta la richiesta di accesso. In tale casol'autorita' pubblica, se conosce quale autorita' detienel'informazione, trasmette rapidamente la richiesta a quest'ultima ene informa il richiedente ovvero comunica allo stesso quale sial'autorita' pubblica dalla quale e' possibile ottenere l'informazionerichiesta;
b) la richiesta e' manifestamente irragionevole avuto riguardoalle finalita' di cui all'articolo 1;
d) la richiesta concerne materiali, documenti o dati incompleti oin corso di completamento.
In tale caso, l'autorita' pubblica informail richiedente circa l'autorita' che prepara il materiale e la dataapprossimativa entro la quale detto materiale sara' disponibile;
e) la richiesta riguarda comunicazioni interne, tenuto, in ognicaso, conto dell'interesse pubblico tutelato dal diritto di accesso.
2. L'accesso all'informazione ambientale e' negato quando ladivulgazione dell'informazione reca pregiudizio
a) alla riservatezza delle deliberazioni interne delle autorita'pubbliche, secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti inmateria;
b) alle relazioni internazionali, all'ordine e sicurezza pubblicao alla difesa nazionale;
c) allo svolgimento di procedimenti giudiziari o allapossibilita' per l'autorita' pubblica di svolgere indagini perl'accertamento di illeciti;
d) alla riservatezza delle informazioni commerciali oindustriali, secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti inmateria, per la tutela di un legittimo interesse economico epubblico, ivi compresa la riservatezza statistica ed il segretofiscale, nonche' ai diritti di proprieta' industriale, di cui aldecreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30;
f) alla riservatezza dei dati personali o riguardanti una personafisica, nel caso in cui essa non abbia acconsentito alla divulgazionedell'informazione al pubblico, tenuto conto di quanto stabilito daldecreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
g) agli interessi o alla protezione di chiunque abbia fornito disua volonta' le informazioni richieste, in assenza di un obbligo dilegge, a meno che la persona interessata abbia acconsentito alladivulgazione delle informazioni in questione;
h) alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, cui si riferiscel'informazione, come nel caso dell'ubicazione di specie rare.
3. L'autorita' pubblica applica le disposizioni dei commi 1 e 2 inmodo restrittivo, effettuando, in relazione a ciascuna richiesta diaccesso, una valutazione ponderata fra l'interesse pubblicoall'informazione ambientale e l'interesse tutelato dall'esclusionedall'accesso.
4. Nei casi di cui al comma 2, lettere a), d), f), g) e h), larichiesta di accesso non puo' essere respinta qualora riguardiinformazioni su emissioni nell'ambiente.
5. Nei casi di cui al comma 1, lettere d) ed e), ed al comma 2,l'autorita' pubblica dispone un accesso parziale, a favore del richiedente, qualora sia possibile espungere dall'informazionerichiesta le informazioni escluse dal diritto di accesso ai sensi deicitati commi 1 e 2.
6. Nei casi in cui il diritto di accesso e' rifiutato in tutto o inparte, l'autorita' pubblica ne informa il richiedente per iscritto o,se richiesto, in via informatica, entro i termini previstiall'articolo 3, comma 2, precisando i motivi del rifiuto edinformando il richiedente della procedura di riesame prevista all'articolo 7.
Art. 6.T a r i f f e
1. L'accesso ai cataloghi previsti all'articolo 4 e l'esame pressoil detentore dell'informazione richiesta sono gratuiti, fatto salvoquanto stabilito all'articolo 25, comma 1, della legge 7 agosto 1990,n. 241, e successive modificazioni, relativamente al rilascio dicopie.
2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, l'autorita' pubblicapuo', in casi specifici, applicare una tariffa per renderedisponibile l'informazione ambientale, dalla stessa determinata sullabase del costo effettivo del servizio. In tali casi il pubblico e'adeguatamente informato sulla entita' della tariffa e sullecircostanze nelle quali puo' essere applicata.
3. Nei casi in cui l'autorita' pubblica mette a disposizionel'informazione ambientale a titolo commerciale e l'esigenza digarantire la continuazione della raccolta e della pubblicazionedell'informazione l'impone, puo' essere prevista una tariffacalcolata sulla base del mercato. Detta tariffa e' predeterminata epubblica.
Art. 7.Tutela del diritto di accesso
1. Contro le determinazioni dell'autorita' pubblica concernenti ildiritto di accesso e nel caso di mancata risposta entro i termini dicui all'articolo 3, comma 2, il richiedente puo' presentare ricorsoin sede giurisdizionale secondo la procedura di cui all'articolo 25,commi 5, 5-bis e 6 della legge 7 agosto 1990, n. 241, ovvero puo'chiedere il riesame delle suddette determinazioni, secondo laprocedura stabilita all'articolo 25, comma 4, della stessa legge n.241 del 1990, al difensore civico competente per territorio, nel casodi atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, oalla Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27 della citatalegge n. 241 del 1990, nel caso di atti delle amministrazionicentrali o periferiche dello Stato.
Art. 8.Diffusione dell'informazione ambientale
1. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 5, l'autorita' pubblicarende disponibile l'informazione ambientale detenuta rilevante aifini delle proprie attivita' istituzionali avvalendosi, ovedisponibili, delle tecnologie di telecomunicazione informatica edelle tecnologie elettroniche disponibili.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, l'autorita' pubblicastabilisce, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore delpresente decreto, un piano per rendere l'informazione ambientaleprogressivamente disponibile in banche dati elettroniche facilmenteaccessibili al pubblico tramite reti di telecomunicazione pubbliche,da aggiornare annualmente.
3. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, l'autorita' pubblica, per quanto di competenza, trasferiscenelle banche dati istituite in attuazione dei piani di cui al comma2, almeno:
a) i testi di trattati, di convenzioni e di accordiinternazionali, atti legislativi comunitari, nazionali, regionali olocali, aventi per oggetto l'ambiente;
c) le relazioni sullo stato d'attuazione degli elementi di cuialle lettere a) e b), se elaborati o detenuti in forma elettronicadalle autorita' pubbliche;
d) la relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dall'articolo1, comma 6, della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successivemodificazioni, e le eventuali relazioni sullo stato dell'ambiente alivello regionale o locale, laddove predisposte;
e) i dati o le sintesi di dati ricavati dal monitoraggio diattivita' che incidono o possono incidere sull'ambiente;
f) le autorizzazioni e i pareri rilasciati dalle competentiautorita' in applicazione delle norme sulla valutazione d'impattoambientale e gli accordi in materia ambientale, ovvero un riferimentoal luogo in cui puo' essere richiesta o reperita l'informazione, anorma dell'articolo 3;
g) gli studi sull'impatto ambientale, le valutazioni dei rischirelativi agli elementi dell'ambiente, di cui all'articolo 2, comma 1,lettera a), ovvero il riferimento al luogo in cui l'informazioneambientale puo' essere richiesta o reperita a norma dell'articolo 3.4. Fermo restando quanto previsto al comma 3, l'informazione ambientale puo' essere resa disponibile creando collegamenti asistemi informativi e a banche dati elettroniche, anche gestiti daaltre autorita' pubbliche, da rendere facilmente accessibili alpubblico.5.
In caso di minaccia imminente per la salute umana e perl'ambiente, causata da attivita' umane o dovuta a cause naturali, le autorita' pubbliche, nell'ambito dell'espletamento delle attivita' diprotezione civile previste dalla legge 24 febbraio 1992, n. 225, esuccessive modificazioni, e dalle altre disposizioni in materia,diffondono senza indugio le informazioni detenute che permettono, achiunque possa esserne colpito, di adottare misure atte a prevenire oalleviare i danni derivanti da tale minaccia.6.
Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 non si applicano all'informazione raccolta dall'autorita' pubblica precedentementealla data di entrata in vigore del presente decreto, a meno che taleinformazione non sia gia' disponibile in forma elettronica.
Art. 9.Qualita' dell'informazione ambientale
1. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territoriogarantisce, se possibile, che l'informazione ambientale detenutadall'autorita' pubblica sia aggiornata, precisa e confrontabile.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, l'Agenzia per la protezionedell'ambiente e per i servizi tecnici elabora, se necessario,apposite specifiche tecniche da approvare con le modalita' di cuiall'articolo 15, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 2002, n. 207.
Art. 10.Relazioni
1. A decorrere dall'anno 2005 e fino all'anno 2008, entro il30 dicembre di ogni anno, l'autorita' pubblica trasmette al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio i dati degli archiviautomatizzati previsti agli articoli 11 e 12 del decreto delPresidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, relativi allerichieste d'accesso all'informazione ambientale, nonche' unarelazione sugli adempimenti posti in essere in applicazione delpresente decreto.
2. Entro il 14 febbraio 2009 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio elabora, sulla base delle informazioni di cuial comma 1 e secondo le modalita' definite a livello comunitario, unarelazione sulla attuazione del presente decreto.
3. Entro il 14 agosto 2009 il Ministero dell'ambiente e dellatutela del territorio trasmette la relazione di cui al comma 1 allaCommissione europea. Detta relazione e', altresi', presentata dalMinistro dell'ambiente e della tutela del territorio al Parlamento eresa accessibile al pubblico.
4. La relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dall'articolo1, comma 6, della legge 8 luglio 1986, n. 349, e' pubblicata dalMinistero dell'ambiente e della tutela del territorio con modalita'atte a garantire l'effettiva disponibilita' al pubblico.
Art. 11.Aspetti organizzativi e procedimentali delle regioni e degli entilocali
1. In attuazione del principio di leale collaborazione, gli aspettiorganizzativi e procedimentali, che lo Stato, le regioni e gli entilocali debbono definire per l'attuazione del presente decreto sonoindividuati sulla base di accordi, da raggiungere in sede di Conferenza unificata ai sensi della legge 5 giugno 2003, n. 131,entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
a) le modalita' di coordinamento tra le Autorita' pubbliche;
b) i livelli minimi omogenei di informazione al pubblico inapplicazione dell'articolo 5, comma 4, in coerenza con le norme inmateria di protezione di dati personali e nel rispetto dellanormativa comunitaria in materia di riutilizzo delle informazioni nelsettore pubblico;
d) le modalita' di produzione della relazione annualesull'applicazione del presente decreto.
Art. 12.Norme finanziarie e abrogazioni
1. Entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del presentedecreto le autorita' pubbliche si adeguano alle disposizioni delpresente decreto.
2. Le autorita' pubbliche provvedono all'attuazione delledisposizioni di cui agli articoli 3, comma 7, 4, 5, 7, 8, 9, 10 e dicui al comma 1 nell'ambito delle proprie attivita' istituzionali edutilizzando a tali fini le risorse umane, finanziarie e strumentalidisponibili a legislazione vigente.
3. In ogni caso, dall'attuazione del presente decreto non devonoderivare nuovi o maggiori oneri ne' minori entrate a carico dellafinanza pubblica.
4. E' abrogato il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi' 19 agosto 2005 CIAMPI Berlusconi, Presidente delConsiglio dei Ministri; La Malfa, Ministro per le politiche comunitarie; Matteoli, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio; Fini, Ministro degli affari esteri; Castelli, Ministro della giustizia;Siniscalco, Ministro dell'economiae delle finanze; Baccini, Ministro per la funzione pubblica;La Loggia, Ministro per gli affari regionali;Visto, il Guardasigilli: Castelli
DECRETO LEGISLATIVO 24 febbraio 1997 n. 39
(pubblicato nell G.U. del 6 marzo 1997 n. 54, suppl. ord. n. 48).
Attuazione della direttiva 90/313/CEE, concernente
la libertà di accesso alle informazioni in materia di ambiente.
Visto l'articolo 45 della legge 19 febbraio 1992, n. 142, legge comunitaria 1991, l'articolo 6 della
legge 22 febbraio 1994, n. 146, legge comunitaria 1993, l'articolo 6 della legge 6 febbraio 1996, n.
52, legge comunitaria 1994, recanti delega al Governo per l'attuazione della direttiva 90/313/CEE;
Vista la direttiva 90/313/CEE del Consiglio del 7 giugno 1990, concernente la libertà di accesso alle
informazioni in materia di ambiente;
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, recante istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in
materia di danno ambientale, ed, in particolare, l'articolo 14 che prevede la divulgazione delle
informazioni sullo stato dell'ambiente;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente nuove norme in materia di procedimento
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, recante regolamento per la
disciplina delle modalità di esercizio e dei casi di esclusione del diritto di accesso ai documenti
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'ambiente, di concerto
con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro e per la funzione pubblica e gli
1. Le disposizioni del presente decreto hanno lo scopo di assicurare a chiunque la libertà di accesso
alle informazioni relative all'ambiente in possesso delle autorità pubbliche, nonché la diffusione
delle medesime, definendo i termini e le condizioni fondamentali in base ai quali tali informazioni
devono essere rese disponibili.
a) "informazioni relative all'ambiente", qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva,
sonora o contenuta nelle basi di dati riguardante lo stato delle acque, dell'aria, del suolo, della fauna,
dalla flora, del territorio e degli spazi naturali, nonche' le attività, comprese quelle nocive, o le
misure che incidono o possono incidere negativamente sulle predette componenti ambientali e le
attività o le misure destinate a tutelarle, ivi compresi le misure amministrative e i programmi di
gestione dell'ambiente;
b) "autorità pubbliche"', tutte le amministrazioni pubbliche statali, regionali, locali, le aziende
autonome, gli enti pubblici e i concessionari di pubblici servizi, con l'eccezione degli organi che
esercitano competenze giurisdizionali o legislative.
1. Le autorità pubbliche sono tenute a rendere disponibili le informazioni relative all'ambiente a
chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dimostrare il proprio interesse.
Art. 4. (Casi di esclusione).
1. Le Amministrazioni sottraggo no all'accesso le informazioni relative all'ambiente qualora dalla
loro divulgazione possano derivare danni all'ambiente stesso o quando sussiste l'esigenza di
salvaguardare:
a) la riservatezza delle deliberazioni delle autorità pubbliche, le relazioni internazionali e le attività
necessarie alla difesa nazionale;
c) questioni che sono in discussione, sotto inchiesta, ivi comprese le inchieste disciplinari, o oggetto
di un'azione investigativa preliminare, o che lo sia no state;
2. Le informazioni non possono essere sottratte all'accesso se non quando sono suscettibili di
produrre un pregiudizio concreto e attuale agli interessi indicati al comma 1. I materiali e i
documenti contenenti informazioni connesse a tali interessi sono sottratti all'accesso solo nei limiti
di tale specifica connessione.
3. Il differimento dell'accesso e' disposto esclusivamente quando e' necessario assicurare una
temporanea tutela agli interessi di cui al comma 1. L'atto che dispone il differimento ne indica le
specifiche motivazioni e la durata.
4. Il rifiuto e la limitazione dell'accesso sono motivati a cura del responsabile del procedimento di
accesso, con riferimento puntuale ai casi di esclusione di cui al comma 1.
5. L'accesso alle informazioni puo' essere rifiutato o limitato quando la richiesta comporta la
trasmissione di documenti o dati incompleti o di atti interni, ovvero quando la generica
formulazione della stessa non consente l'individuazione dei dati da mettere a disposizione.
6. Il procedimento di accesso deve concludersi nel termine di trenta giorni decorrenti dalla
presentazione della richiesta; trascorso inutilmente detto termine la richiesta si intende rifiutata.
Art. 5. (Modalità del procedimento di accesso).
1. L'esercizio del diritto di accesso consiste nella possibilità, su istanza del richiedente, di
duplicazione o di esame delle informazioni di cui all'articolo 2 del presente decreto.
2. Il responsabile del procedimento, le modalità e le forme per l'esercizio del diritto di accesso sono
individuati, in quanto applicabili, dagli articoli 2, 3, 4, 5 e 6 del D.P.R. 27 giugno 1992, n. 352, e
3. Le autorità pubbliche, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
individuano, ne ll'ambito della propria organizzazione, strutture idonee a garantire l'effettività
dell'accesso alle informazioni in materia ambientale senza ulteriori oneri a carico dello Stato.
4. La visione e l'esame delle informazioni di cui al comma 1 deve essere disposta a titolo gratuito; il
rilascio di copie di atti e la duplicazione di tali materiali e' subordinato al rimborso dei costi relativi
alla riproduzione, fatte salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, di diritti di ricerca e di
Art. 6. (Tutela del diritto di accesso).
1. Contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso alle informazioni in
materia ambientale e nel caso previsto al comma 6 dell'articolo 4 e' dato ricorso in sede
giurisdizionale secondo la procedura di cui all'articolo 25, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n.
Art. 7. (Diffusione delle informazioni relative all'ambiente).
1. La relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dal comma 6 dell'articolo 1 della legge 8 luglio
1986, n. 349, viene diffusa e pubblicizzata dal Ministero dell'ambiente con modalità atte a garantire
l'effettiva disponibilità al pubblico.
2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri determina i messaggi idonei alla diffusione delle
informazioni sullo stato dell'ambiente in base a quanto previsto all'articolo 9, comma 2, della legge
6 agosto 1990, n. 223.
Art. 8. (Relazione sull'accesso all'informazione in materia ambientale).
1. Il Ministro dell'ambiente presenta ogni anno una relazione al Parlamento per la verifica dello
stato di attuazione delle norme previste nel presente decreto. A tal fine, entro il 30 giugno di ogni
anno, le autorità pubbliche, di cui all'articolo 2, comma 1, lett. b), trasmettono al Ministero
dell'ambiente i dati degli archivi automatizzati, previsti dagli articoli 11 e 12 del D.P.R. 27 giugno
1992, n. 352, relativi alle richieste di accesso in materia ambientale, nonche' una relazione
dettagliata sugli adempimenti posti in essere in applicazione del presente decreto.
Art. 9. (Norme di rinvio).
1. Per quanto non previsto dal presente decreto, si applicano le disposizioni di cui alla legge 9
agosto 1990, n. 241, e di cui al D.P.R. 27 giugno 1992, n. 352, e successive modificazioni ed integrazioni.
Pubblicato da Pino Ciampolillo a 4:30 PM 13 commenti: Link a questo post
Etichette: TRASPARENZA PARTECIPAZIONE INFORMAZIONI DECRETO 39 DEL 1997 E 195 DEL 2005
Pubblicato da Pino Ciampolillo a 4:16 PM 3 commenti: Link a questo post
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Pubblicato da Pino Ciampolillo a 6:41 AM 1 commento: Link a questo post
Pubblicato da Pino Ciampolillo a 3:53 PM Nessun commento: Link a questo post
Dobbiamo forse aspettare i 25 anni che furono necessari a che
fosse riconosciuto il danno da amianto oppure vogliamo
intervenire subito? E’ solo con la prevenzione che
si diminuiscono i costi sanitari!
Pubblicato da Pino Ciampolillo a 10:50 AM 2 commenti: Link a questo post

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9