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Timestamp: 2020-08-13 19:40:41+00:00

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Cassazione civile, Sentenza 14 maggio 2019, n. 12715 – Studio Legale Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza
Cassazione civile, Sentenza 14 maggio 2019, n. 12715
La controricorrente ha eccepito l’inammissibilita’ del ricorso dell’amministratore del condominio (OMISSIS) di ( OMISSIS), per difetto della relativa autorizzazione dell’assemblea dei condomini.
In base alla giurisprudenza di questa Corte, deve essere dichiarata l’inammissibilita’ del ricorso per cassazione proposto dall’amministratore del condominio senza la preventiva autorizzazione assembleare, eventualmente richiesta anche in via di ratifica del suo operato, in ordine a controversie che non rientrano tra quelle per le quali e’ autonomamente legittimato ad agire ai sensi dell’articolo 1130 c.c. e articolo 1131 c.c., comma 1, ne’ puo’ essere concesso un termine per la regolarizzazione, ai sensi dell’articolo 182 c.p.c., allorche’ il rilievo del vizio, in sede di legittimita’, sia stato sollevato non d’ufficio, ma dalla controparte nel suo controricorso (Cass., Sez. 2, Sentenza n. 12525 del 21/05/2018, Rv. 651377 – 02, che richiama i principi affermati da Cass., Sez. U, Sentenza n. 4248 del 04/03/2016, Rv. 638746 – 01; in precedenza, sulla necessita’ di autorizzazione dell’assemblea, cfr. anche: Cass., Sez. 2, Sentenza n. 2179 del 31/01/2011, Rv. 616487 – 01; Sez. 3, Sentenza n. 12972 del 24/05/2013, Rv. 626693 – 01; Sez. U, Sentenza n. 18331 del 06/08/2010, Rv. 614419 – 01).
L’opposizione dell’altro ricorrente (OMISSIS), condomino terzo pignorato, e’ stata dichiarata inammissibile dai giudici di merito, per difetto di interesse ad agire. In secondo grado il (OMISSIS) aveva espressamente posto, tra i motivi di gravame, la questione della sua legittimazione attiva, negata dal Tribunale, ma tale motivo di gravame e’ stato rigettato dalla corte di appello.
Le considerazioni sin qui svolte impongono la dichiarazione di inammissibilita’ del ricorso.
Orbene, e’ innegabile che sia configurabile sul piano sostanziale un rapporto obbligatorio tra condominio e singolo condomino, con riguardo al pagamento dei contributi condominiali: una espressa disposizione normativa, l’articolo 63 disp. att. c.c. (sia nella precedente che nella attuale formulazione), prevede infatti che l’amministratore possa addirittura ottenere un decreto ingiuntivo (immediatamente esecutivo), in favore del condominio e contro il singolo condomino per il pagamento dei suddetti contributi (in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea).
Solo a fini di completezza espositiva e’, infine, opportuno far presente (con riguardo alle questioni relative alle spese processuali): a) che l’obbligazione relativa alle spese processuali liquidate in un provvedimento giudiziario non e’ di fonte contrattuale e quindi per essa neanche potrebbe valere l’invocato principio di parziarieta’; b) che i giudici di merito, rigettate le opposizioni, hanno correttamente applicato il principio di soccombenza di cui all’articolo 91 c.p.c., ed ogni contestazione in proposito e’ inammissibile, in quanto la facolta’ di disporre la compensazione delle spese in caso di soccombenza integrale, per eccezionali motivi, costituisce un potere discrezionale del giudice di merito il cui mancato esercizio non e’ censurabile in sede di legittimita’.
Il ricorso e’ dichiarato inammissibile.

References: Sentenza 
 Sentenza 
 articolo 1131
 Sentenza 
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