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Timestamp: 2019-12-06 19:03:17+00:00

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Appello incidentale: termini e preclusioni
Nelle cause scindibili e indipendenti, l'appello incidentale tardivo, pur potendo investire capi diversi da quelli impugnati in via principale, non può determinare un'estensione soggettiva del giudizio e non può, pertanto, essere proposto contro parti diverse da quelle che hanno proposto l'impugnazione in via principale, nei confronti dei quali deve ritenersi formato il giudicato (cfr. Cass. Civ. n. 15268/2018); Cass. Civ. n. 15292/2015).
Deve, pertanto, dichiararsi inammissibile l'appello incidentale tardivo proposto nei confronti delle parti appellate se, alla data del deposito dell'appello incidentale, era già scaduto il termine di cui all'art. 325, com. 1, c.p.c., decorrente dalla data di notifica della sentenza.
Nozione di Circolazione stradale: rientra la situazione di un veicolo parcheggiato in garage che, prendendo fuoco, causa danni all’immobile
CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UNIONE EUROPEA, causa C‑100/18, sez. II, sentenza 20 giugno 2019
Ammesso il sequestro preventivo dell’intero conto corrente seppure cointestato con persona estranea al reato
Cass. Pen., sez. III, sentenza 3 luglio 2019, n. 29079 (rel. G. Liberati)
Dalla cointestazione di un conto corrente e dalla possibilità di operare sullo stesso senza limitazioni deriva per entrambi i cointestatari (dunque anche per l'indagato di un reato) la piena disponibilità del saldo attivo, e, con essa, la sottoponibilità a sequestro dell'intero compendio, sia perché esso è nella disponibilità dell'indagato, sia per evitare la protrazione del fatto criminoso nel tempo o l'aggravamento delle sue conseguenze, ferme restando sia la possibilità di dimostrare la spettanza di tutte le somme al terzo estraneo al reato (o per una quota maggiore rispetto a quella discendente dalla cointestazione secondo quote uguali), onde evitarne la confisca, sia l'eventuale esercizio dell'azione di regresso nei confronti dell'indagato.
Trasporto illegittimo su ciclomotore – Concorso di colpa del danneggiato trasportato minore
Tribunale di Catania, sez. V civ., sentenza 3 maggio 2019, n. 1844 (g. G. Artino Innaria)
E' innegabile che il trasporto di passeggero su ciclomotore comporti necessariamente una maggiore instabilità del veicolo sia in relazione alla tenuta di marcia che con riferimento all'eventuale necessità di eseguire una manovra di emergenza, con conseguente maggiore esposizione alle conseguenze negative di un impatto violento con altro veicolo.
Deve, pertanto, ritenersi che la presenza di un trasportato su motoveicolo non omologato per il traporto di un secondo passeggero sia idoneo a concorrere nella causazione dell'incidente e ad aggravarne le conseguenze, in quanto la struttura del telaio, la potenza dell'impianto frenante, la stabilità del mezzo e la possibilità di controllo di esso da parte del suo conducente restano irrimediabilmente compromesse dalla presenza del terzo passeggero (nel caso di specie, è stato attribuito un concorso di colpa al danneggiato trasportato nella misura del 25%).
Inoperatività della garanzia: l’eccezione su polizza è mera difesa e non eccezione in senso proprio
Tribunale di Catania, sez. V civ., sentenza 27 maggio 2019, n. 2220 (g. G. Artino Innaria)
In tema di assicurazione della responsabilità civile, l'eccezione di inoperatività della polizza assicurativa non costituisce un'eccezione in senso proprio, ma una semplice difesa volta a contestare il fondamento della domanda, assumendo l'estraneità dell'evento ai rischi contemplati nel contratto. Essa, pertanto, è deducibile per la prima volta in appello.
Ne viene che la contestazione dell'operatività della garanzia assicurativa non integra una eccezione in senso proprio, attinente ad un fatto impeditivo-estintivo del diritto dell'assicurato, di cui deve dare prova l'assicuratore, bensì costituisce una mera difesa, che investe i fatti costitutivi della domanda dell'assicurato, cui, pertanto, incombe l'onere di dimostrare l'esistenza della polizza e la sua operatività, anche con riguardo all'avvenuto adempimento degli obblighi di pagamento dei premi.
Nel caso di specie, non avendo l'assicurato assolto tale onere probatorio, la domanda di manleva è stata rigettata.
Polizza claims made senza postuma: inoperativa se la denuncia del sinistro perviene dopo la scadenza della polizza
Tribunale di Brescia, sez. II, sentenza 2 maggio 2019 (g. L. Ambrosoli)
E' oggi pacifica - in giurisprudenza e per espresso riconoscimento normativo in alcuni settori - la validità dello schema contrattuale delle clausole che c.d. claims made del tipo di quelle oggetto di causa c.d. pure, le quali, in deroga al modello codicistico delineato dall'art. 1917 c.c, circoscrivono la copertura assicurativa ai sinistri le cui richieste di indennizzo sono giunte nel periodo di vigenza della polizza; tali clausole, infatti, poiché sono volte non a limitare la responsabilità dell'assicurazione ma a specificare il rischio garantito, riguardando il contenuto e la garanzia assicurativa, si qualificano come delimitative dell'oggetto del contratto e, pertanto, non sono soggette alla disciplina delle clausole limitative della responsabilità (Cass. Sez. Un. 6.05.2016 n. 9140).
Superato il vaglio di validità in via astratta, va considerato che, in ogni caso, deve essere condotta la verifica sulla fattispecie in concreto, in ordine agli eventuali profili di nullità della clausola in base al contenuto specifico, avuto riguardo alle varie fasi contrattuali, dalle trattative prenegoziali sino all'attuazione del rapporto (Cass. Sez. Un. 24.09.2018 n. 22437).
Tuttavia tali profili problematici devono emergere in causa ovvero l'interessato deve evidenziare criticità diverse dalla nullità della clausola in termini astratti.
Nel caso di specie, il convenuto ha genericamente censurato di nullità la clausola claims, seguendo un'interpretazione della fattispecie ad oggi superata.
Non opera la sospensione in caso di azione risarcitoria promossa dopo la pronuncia di primo grado nel processo penale in cui il danneggiante sia imputato
Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 21 maggio 2019, n. 13661 (Rel. Perrino);
Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 21 maggio 2019, n. 13662 (Rel. Perrino)
In tema di rapporto tra giudizio penale e giudizio civile, i casi di sospensione necessaria previsti dall'art. 75, comma 3, c.p.p., che rispondono a finalità diverse da quella di preservare l'uniformità dei giudicati, e richiedono che la sentenza che definisca il processo penale influente sia destinata a produrre in quello civile il vincolo rispettivamente previsto dagli artt. 651, 651 -bis, 652 e 654 c.p.p., vanno interpretati restrittivamente, di modo che la sospensione non si applica qualora il danneggiato proponga azione di danno nei confronti del danneggiante e dell'impresa assicuratrice della responsabilità civile dopo la pronuncia di primo grado nel processo penale nel quale il danneggiante sia imputato".
Ricorso per Cassazione e prova di resistenza
Cass. Civ., Sez. VI, ordinanza 17 maggio 2019, n. 13479 (Rel. Positano)
Non viene superata la c.d. " prova di resistenza" quando la data di notifica del ricorso è successiva al termine di 60 giorni dalla data della pubblicazione della sentenza impugnata. Al riguardo, è stato infatti condivisibilmente affermato che "pur in difetto di produzione di copia autentica della sentenza impugnata e della relata di notificazione della medesima (adempimento prescritto dall'art. 369, secondo comma, numero 2, cod. proc. civ.), il ricorso per cassazione deve egualmente ritenersi procedibile ove risulti, dallo stesso, che la sua notificazione si è perfezionata, dal lato del ricorrente, entro il sessantesimo giorno dalla pubblicazione della sentenza, poiché il collegamento tra la data di pubblicazione della sentenza (indicata nel ricorso) e quella della notificazione del ricorso (emergente dalla relata di notificazione dello stesso) assicura comunque lo scopo, cui tende la prescrizione normativa, di consentire al giudice dell'impugnazione, sin dal momento del deposito del ricorso, di accertarne la tempestività in relazione al termine di cui all'art. 325, secondo comma, cod. proc. civ."(Cass. 17066/2013); pertanto, il ricorso è stato dichiarato improcedibile.

References: Cass. 
 Cass. 
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