Source: http://www.litis.it/2011/05/19/condomimio-legittimazione-dei-singoli-condomini-a-proporre-appello-cassazione-civile-sentenza-n-107172011/
Timestamp: 2019-12-07 09:59:45+00:00

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Condomimio. Legittimazione dei singoli condomini a proporre appello – Cassazione Civile, Sentenza n. 10717/2011
Se è vero che la legittimazione ad appellare deve essere riconosciuta soltanto ai soggetti che siano stati parti nel giudizio di primo grado e che siano rimasti soccombenti, deve tenersi però presente, in senso contrario, che, configurandosi il condominio come un ente di gestione sfornito di personalità giuridica distinta da quella dei singoli condomini, l’esistenza dell’amministratore non priva i singoli condomini della facoltà di agire a difesa dei diritti esclusivi e comuni inerenti all’edificio condominiale.
Ed invero, i condomini, che devono essere considerati non terzi ma parti originarie, possono intervenire nel giudizio in cui la difesa dei diritti sulle parti comuni sia stata già assunta dall’amministratore; inoltre, possono ricorrere all’autorità giudiziaria autonomamente, sia nel caso di inerzia dell’amministratore, a norma dell’art. 1105 c.c. applicabile anche al condominio per il rinvio posto dall’art. 1139 c.c., sia allorquando gli altri condomini non intendano agire o resistere in giudizio; possono infine esperire i mezzi di impugnazione necessari ad evitare gli effetti sfavorevoli della pronuncia resa nei confronti dell’amministratore.
(© Litis.it, 19 Maggio 2011 – Tiproduzione riservata)
Cassazione Civile, Sezione terza, Sentenza n. 10717 del 16/05/2011
Con citazione notificata in data 22.3.1994 la s.r.l. A/2F Mobili F. conveniva in giudizio il Condominio dell’edificio [OMISSIS] chiedendone la condanna al risarcimento dei danni causati ai suoi mobili nei locali cantinati dell’edificio condominiale dai liquami e dalle acque provenienti dalle tubazioni fognarie che si erano otturate. Il Condominio si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto della domanda e, comunque, l’autorizzazione a chiamare in giudizio il Comune di Caltagirone che si costituiva a sua volta. In esito al giudizio il Tribunale di Caltagirone condannava il Condominio a pagare all’attrice la somma di L. 7.823.400 oltre svalutazione, interessi e spese. Avverso tale decisione proponevano appello alcuni condomini, esattamente C.G., Cr.Fu., P.A. e Pa.An. ed in esito al giudizio, in cui si costituiva il solo Comune di Caltagirone il quale chiedeva il rigetto dell’impugnazione, la Corte di Appello di Catania con sentenza depositata in data 5 agosto 2005, in riforma della sentenza impugnata, rigettava la domanda proposta dall’originaria attrice. Avverso la detta sentenza la società A/2F Mobili F. ha quindi proposto ricorso per cassazione articolato in due motivi. Resistono con controricorso C.G., Cr.Fu., P.A. e P.A. Entrambe le parti hanno depositato memoria difensiva a norma dell’art. 37 8 del C.P.C.
L’eccezione è infondata. Ed invero, come sarà più chiaro in seguito, le doglianze della ricorrente investono sostanzialmente il preteso difetto di legittimazione ad impugnare la sentenza di primo grado, riscontrabile in capo ai condomini dell’edificio [OMISSIS], per aver questi ultimi proposto appello avverso una decisione che vedeva come parte il Condominio dell’Edificio e non i singoli condomini.
Esaurita tale questione preliminare, passando all’esame dei ricorso proposto dalla società A/2F Mobili F. , deve rilevarsi che, con la prima doglianza, deducendo la nullità della sentenza e del procedimento, la società ricorrente ha censurato la decisione impugnata per non aver la Corte di Appello rilevato d’ufficio “la nullità dell’appello perché proposto da soggetti diversi dalle parti del giudizio di primo grado”.
Ed invero, i condomini, che devono essere considerati non terzi ma parti originarie, possono intervenire nel giudizio in cui la difesa dei diritti sulle parti comuni sia stata già assunta dall’amministratore; inoltre, possono ricorrere all’autorità giudiziaria autonomamente, sia nel caso di inerzia dell’amministratore, a norma dell’art. 1105 c.c. applicabile anche al condominio per il rinvio posto dall’art. 1139 c.c., sia allorquando gli altri condomini non intendano agire o resistere in giudizio; possono infine esperire i mezzi di impugnazione necessari ad evitare gli effetti sfavorevoli della pronuncia resa nei confronti dell’amministratore (ex multis Cass. n. 7872/03, n. 8132/04, n. 7130/2001, n. 22942/04, n. 8479/99).
Depositata in Cancelleria il 16 maggio 2011
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