Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2012&numero=64
Timestamp: 2020-02-25 18:09:30+00:00

Document:
Sentenza 64/2012 (ECLI:IT:COST:2012:64)
Udienza Pubblica del 21/02/2012; Decisione del 07/03/2012
Massima n. 36163 Massima successiva
Imposte e tasse - Federalismo fiscale municipale - Devoluzione ai Comuni, a decorrere dall'anno 2011, del gettito o delle quote del gettito di alcuni tributi erariali - Disposizioni applicative per le Regioni ad autonomia differenziata - Ricorso della Regione Siciliana - Impugnazione generica di "ulteriori disposizioni del medesimo decreto che possono pregiudicare l'autonomia finanziaria della Regione" - Mancata osservanza dell'obbligo di individuazione puntuale delle disposizioni sospettate di incostituzionalità - Inammissibilità delle questioni.
Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale delle «ulteriori disposizioni del medesimo decreto ad essi correlati che possono pregiudicare l'autonomia finanziaria della Regione», promosse, in riferimento agli artt. 36 e 37 dello statuto speciale della Regione siciliana ed alle «relative» norme di attuazione di cui al d.P.R. n. 1074 del 1965, nonché agli artt. 81 e 119, quarto comma, Cost. e alla «autonomia finanziaria dei Comuni», poiché la ricorrente, avendo fatto uso di tale generica formulazione, ha omesso di indicare puntualmente le disposizioni impugnate e, pertanto, ne ha indebitamente demandato l'individuazione alla Corte, così omettendo di adempiere a quanto richiesto dal combinato disposto degli artt. 34, primo comma, e 23, primo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, secondo cui il ricorrente deve indicare nel ricorso - a pena di inammissibilità della questione − le «disposizioni della legge o dell'atto avente forza di legge dello Stato o di una Regione, viziate da illegittimità costituzionale».
decreto legislativo 14/03/2011 n. 23 art. 2
decreto del Presidente della Repubblica 26/07/1965 n. false
Massima n. 36164 Massima successiva Massima precedente
Imposte e tasse - Federalismo fiscale municipale - Devoluzione ai Comuni, a decorrere dall'anno 2011, del gettito o delle quote del gettito di alcuni tributi erariali - Disposizioni applicative per le Regioni ad autonomia differenziata - Ricorso della Regione Siciliana - Eccepita inammissibilità per inapplicabilità alla Regione ricorrente delle disposizioni impugnate - Deduzione di argomento di merito - Reiezione dell'eccezione.
In relazione alle questioni di legittimità costituzionale dei commi da 1 a 4 dell'art. 2 e del comma 2 dell'art. 14 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, promosse, in riferimento agli artt. 14, lettera o), 36 e 37 dello statuto speciale della Regione siciliana (r.d.lgs. legislativo 15 maggio 1946, n. 455, recante «Approvazione dello statuto della Regione siciliana», convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2) ed alle «relative» norme di attuazione di cui al d.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074, nonché agli artt. 81 e 119, quarto comma, della Costituzione e alla «autonomia finanziaria dei Comuni», va rigettata l'eccepita inammissibilità delle stesse perché «nessuna concreta lesione si è verificata, né può verificarsi, in danno alla Regione siciliana», poiché con detta eccezione si adduce un argomento di merito - qual è quello dell'inapplicabilità alla Regione ricorrente delle disposizioni impugnate − al fine di sostenere l'inammissibilità, in rito, delle questioni; sicché l'eventuale inapplicabilità alla Regione delle norme denunciate comporterebbe l'infondatezza delle prospettate questioni e non la loro inammissibilità.
decreto legislativo 14/03/2011 n. 23 art. 2 co. 1
decreto legislativo 14/03/2011 n. 23 art. 2 co. 2
decreto legislativo 14/03/2011 n. 23 art. 2 co. 3
decreto legislativo 14/03/2011 n. 23 art. 2 co. 4
decreto legislativo 14/03/2011 n. 23 art. 14 co. 2
statuto regione Sicilia art. 14 lett. o)
Massima n. 36165 Massima precedente
Imposte e tasse - Federalismo fiscale municipale - Devoluzione ai Comuni, a decorrere dall'anno 2011, del gettito o delle quote del gettito di alcuni tributi erariali - Disposizioni applicative per le Regioni ad autonomia differenziata - Ricorso della Regione Siciliana - Asserita attribuzione ai Comuni di tributi di spettanza della Regione con corrispondente sottrazione di risorse alla Regione e contrazione complessiva dei mezzi finanziari a disposizione di tutti gli enti - Asserita lesione della competenza legislativa esclusiva dell'Assemblea regionale in materia di regime degli enti locali e delle circoscrizioni relative - Erroneità del presupposto interpretativo - Non fondatezza della questione.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dei commi da 1 a 4 dell'art. 2 e del comma 2 dell'art. 14 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, promosse, in riferimento agli artt. 14, lettera o), 36 e 37 dello statuto speciale della Regione siciliana (r.d.lgs. legislativo 15 maggio 1946, n. 455, recante «Approvazione dello statuto della Regione siciliana», convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2) ed alle «relative» norme di attuazione di cui al d.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074, nonché agli artt. 81 e 119, quarto comma, della Costituzione e alla «autonomia finanziaria dei Comuni», in quanto, pur non potendosi negare la spettanza alla Regione siciliana del gettito degli indicati tributi riscossi nel suo territorio e, quindi, la potenziale sussistenza del denunciato contrasto, deve ritenersi che proprio questo contrasto rende operante la clausola di "salvaguardia" degli statuti speciali contenuta nel parimenti censurato comma 2 dell'art. 14 del d.lgs. n. 23 del 2011, secondo cui il decreto «si applica nei confronti delle regioni a statuto speciale» solo «nel rispetto dei rispettivi statuti»; ne consegue l'inapplicabilità alla Regione ricorrente dei censurati commi dell'art. 2, in quanto "non rispettosi" dello statuto d'autonomia. Cosí interpretata la suddetta clausola di salvaguardia, ne risulta l'erroneità del presupposto interpretativo da cui muove la Regione ricorrente secondo cui le norme censurate sancirebbero l'«obbligo» di applicare il d.lgs. n. 23 del 2011 nei confronti delle Regioni a statuto speciale. Da tale erroneità consegue l'insussistenza del dedotto vulnus degli evocati parametri. Dalla rilevata inapplicabilità alla Regione siciliana delle disposizioni denunciate discende l'infondatezza non solo della prima questione prospettata dalla ricorrente, ma anche di tutte le altre questioni promosse, le quali muovono dalla medesima erronea premessa interpretativa che alla Regione si applichino dette disposizioni anche in caso di contrasto con lo statuto speciale.

References: art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 14
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