Source: http://milella.blogautore.repubblica.it/2017/10/27/csm-shalabayeva-e-alfano/
Timestamp: 2018-01-18 17:51:04+00:00

Document:
Csm, Shalabayeva, ...e Alfano - Toghe - Blog - Repubblica.it
Pugno duro del Csm sul giudice di pace Stefania Lavore, “colpevole” di essersi occupata, nell’ormai lontano maggio 2013, dell’espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Ablyazov, e della figlia Alua di soli sei anni. Prelevate da casa, e in 48 ore rispedite in Kazakistan. Lei, il giudice, col fiato sul collo di pressioni superiori, come ammette nelle sue telefonate, dà il via libera all’espulsione. Adesso il Csm sospende il giudice Lavore dall’esercizio delle sue funzioni perché, com’è scritto nella relazione del laico di Forza Italia Pierantonio Zanettin, “non può allo stato esercitare con il dovuto prestigio e la necessaria autorevolezza le funzioni giurisdizionali affidatele”. Non ci si può non chiedere, con notevole amarezza, con quale “prestigio” e quale “autorevolezza” l’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano, oggi premiato con la poltrona degli Esteri nonostante il suo partito, Ap, sia al disfacimento, possa svolgere il suo ruolo. Visto che all’epoca dei fatti i funzionari Kazaki erano di casa nelle sue stanze ed egli certo non vigilò, come avrebbe dovuto, sulla vicenda, ma anzi ne assecondò l’esito senza neppure assumersene la responsabilità.
vmvinceskij 27 ottobre 2017 alle 22:20
Giusto, due pesi e due misure. La politica, come il calcio, ha delle regole proprie. E i 4 voti determinanti di cui può disporre il politico Alfano fanno la differenza tra lui e una semplice giudice di pace incappata per caso in un affare di Stato troppo grande per lei.
Maddale Na 28 ottobre 2017 alle 09:02
E che cosa si aspettava, Gent.ma Dott.ssa Milella da questo Consiglio Superiore della Magistratura? Un consesso che, a detta di uno che se ne intende come il Dott. Piercamillo Davigo, all’epoca presidente dell’ANM, ha introdotto nel governo della magistratura una “cosa orribile”: quella dell' “UNO A ME, UNO A TE E UNO A LUI”!?
È stato sospeso dalle funzioni un Giudice di Pace. Uno che non ha Santi in Paradiso, che non è irreggimentato in una delle correnti dell’ANM, uno che non conta niente. VOLANO GLI STRACCI, non c’è che dire. Chissà come si sarebbe comportato il CSM se il Giudice, che “non può allo stato esercitare con il dovuto prestigio e la necessaria autorevolezza le funzioni giurisdizionali affidate(gli)”, fosse stato un “togato” intruppato, con tanto di pedigree associativo, in una delle varie correnti dell’ANM. Quanto ad Alfano, quand’anche si fosse reso responsabile “soltanto” di culpa in vigilando, come Lei, forse con eccessiva longanimità, adombra, avrebbe da tempo dovuto avere il buon gusto di dimettersi dal ruolo di Ministro dell’Interno, all’epoca ricoperto, e di non trasmigrare sull’ancor più prestigiosa poltrona di Ministro degli Esteri. Ma l’istituto delle dimissioni per dignità e coerenza è cosa sconosciuta fra i nostri politici, come dimostrano le recenti vicende di un “ragazzo di sinistra” che si è dimesso da un partito ma è rimasto attaccato alla sua Poltrona, Poltronissima.
salvatore menna 28 ottobre 2017 alle 09:43
Ricordo abbastanza bene il "caso Shalabayeva"che, pur facendo scalpore, non si vide alcuna conseguenza sull'allora ministro dell'interno Alfano. La cosa che più stupiva ricordo, fu la sollecitudine con la quale la Shalabayeva e la figlia furono rispedite in Kazakistan. Roba che in Italia non ne abbiamo la minima idea, perchè non si era mai vista. Pareva quasi un atto di sottomissione al governo Kazako perchè si trattava della moglie di un oppositore del regime.Io che mi aspettavo addirittura una interrogazione parlamentare sul caso, rimasi sorpreso che invece non successe niente. Mi detti una"spiegazione"sulla dipendenza politica del governo dai voti alfaniani. Per tornare all'attualità sicuramente il giudice di pace, Stefania Lavore, non ha alcuna colpa. E invece le si addossa una responsabilità politica che non è sua, ma del ministro dell'interno di allora, Angelino Alfano che,nel frattempo è diventato ministro degli esteri,chissà per quali misteriosi meriti.
rramella 28 ottobre 2017 alle 09:51
Le responsabilità del giudice, pesanti ed incontestabili, sono dimostrate, infatti ammette le sue colpe e non fa ricorso.
Se Lei ha prove di una ingerenza di Alfano, che sarebbe perseguibile penalmente, cosa aspetta a denunciarlo?
carlovitorioso 28 ottobre 2017 alle 14:27
su angelino alfano stendiamo un velo pietoso
alexandertwo 28 ottobre 2017 alle 15:02
Le vicende che hanno visto artefice Alfano rappresentano, forse, il più osceno dei tanti paradossi della politica italiana, almeno in questi ultimi tempi. Per il caso in esame, oltre alla giudice Lavore, ha già pagato il prefetto Giuseppe Procaccini, allora capo di gabinetto di Alfano al Viminale, che si dimise "per rispetto delle Istituzioni". Inoltre, sempre per questo caso, la procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio, oltre che per la stessa giudice, anche per sette tra dirigenti e funzionari di Polizia, a vario titolo in esso coinvolti.
Quanto al ministro Alfano - che difficilmente poteva essere non considerato il responsabile politico della vicenda - la mozione di sfiducia nei suoi confronti (presentata da M5S e SEL) fu respinta in Senato grazie ai voti, oltre che di PDL, Scelta Civica e Lega Nord, soprattutto del PD (luglio 2013). PD che era il partito di maggioranza nel governo di Enrico Letta, che aveva affidato ad Alfano il ministero degli Interni, dopo le sue esperienze di Guardasigilli con Berlusconi al governo.
E, paradosso nel paradosso, Renzi - allora Sindaco di Firenze - prese una chiara posizione per sfiduciare Alfano. Queste le sue parole: "Non possiamo dare un messaggio ai giovani che pagano solo i pesci piccoli (...) Se Alfano sapeva, ha mentito ed è un piccolo problema; se Alfano non sapeva è quasi peggio".
Quando, però, Alfano, perseverando, si è reso protagonista di ulteriori "cadute", sempre rivestendo quella carica, ma ora nel governo dello stesso Renzi, quest'ultimo si è trasformato nel primo e più acceso difensore del politico/ministro "senza quid" (copyright Berlusconi). Basta ricordare: a) le cariche ingiustificate della Polizia contro i lavoratori della AST di Terni; b) le intercettazioni che svelano l'assunzione "pilotata" alla Poste di suo fratello (come dirigente) e di altri 80 "amici"; c) il rinvio a giudizio del sottosegretario Castiglione (uomo di fiducia di Alfano) per reati relativi al business dell'accoglienza immigrati su cui il N.C.D. è in prima linea in buona parte della Sicilia.
Tutto ciò che cosa ha, alla fine, comportato? Che Alfano è stato "remunerato" - come sottolinea la dott.ssa Milella - con la promozione alla "Farnesina", mentre Renzi, quale confermato segretario PD, impone al governo Gentiloni, di cui è sostanzialmente il "dominus", la fiducia sulla legge elettorale per arrivare ad approvare quell'obbrobrio giuridico del Rosatellum-bis con gli irrinunciabili voti di Verdini e dei suoi parlamentari.
E c'è ancora, magari, chi si stupisce o si indigna quando viene osservato che... "al peggio non c'è mai limite".
gianfranco fiore 28 ottobre 2017 alle 16:41
Molto duro con i magistrati onorari il CSM,ma cosa pensa dei giudici tributari e di quelli del Consiglio di Stato che entrano senza concorso e pertanto devono ringraziare qualcuno?Alla fine paga l'anello più debole della catena.
Liana Milella 28 ottobre 2017 alle 19:59
Passo solo ora tutti i vostri interessantissimi commenti perché sono comparsi all’improvviso adesso....misteri del nostro sistema che a volte ritarda i post
Liana Milella 28 ottobre 2017 alle 20:06
Vedo anche con piacere che sulle critiche ad Alfano si ritrovano anche Alexandertwo e Carlovitorioso....bene
carlovitorioso 28 ottobre 2017 alle 20:48
Signora, mi consenta di Citare Marx....non karl ma Groucho
" Non accetterò mai di far parte di una gruppo che mi accetti come socio"
alexandertwo 28 ottobre 2017 alle 21:16
Mi scusi, gentile dott.ssa Milella, ma Lei è a conoscenza se, per caso, chi si firma "rramella" - attesa la precisa e puntuale conoscenza che dimostra sulle colpe della giudice Lavore e sull'esito delle contestazioni a lei rivolte - sia un componente del CSM che interviene in "Toghe"... sotto copertura?
alexandertwo 28 ottobre 2017 alle 21:51
Gentile dott.ssa Milella, il problema non è tanto quello di "compattare" le critiche alle azioni di Alfano; ne ha combinate talmente tante che quelle che si ricordano aver fatto... Carlo in Francia appaiono solo veniali errori di un dilettante. Il problema è che per tutto quello che ha fatto (o non fatto, quando necessitava), non ha mai pagato nè penalmente nè politicamente. Ed almeno in quest'ultimo ambito di motivi e ragioni per punirlo ce ne erano a iosa.
Ma, forse, la migliore valutazione dell'ineffabile Angelino deve considerarsi quella che, in una trasmissione televisiva de La7, sfuggì, come gaffe, alla conduttrice Flavia Fratello che appellò Alfano quale "ministro dell'Inferno". E più di un commentatore osservò trattarsi di un classico lapsus freudiano. Anch'io, molto umilmente, mi permetto di essere su questa stessa linea.
gianfranco fiore 28 ottobre 2017 alle 21:52
Comunque meno male che ad Alma Shalabayeva non è successo nulla,il Kazakhistan ci ha aiutato a non fare l'enessima brutta figura sulle estradizioni.Per esempio abbiamo liberato l'assassino di un agente USA delle tasse ma poi i nostri detenuti anche per fesserie rimangono là.Diamo estradizioni al Brasile, ma abbiamo il Cesare Battisti che non dimostra neppure pentimento e fà pure lo spiritoso.Da noi manca la certezza della pena,se ammazzi una ragazza in altri paesi buttano la chiave della cella,non ti danno mica i domiciliari.
gapfv01 29 ottobre 2017 alle 06:15
Vedo sig.ra Milella che dopo aver preso atto dei commenti di di Alex e Carlo, anche lei ha steso un velo pietoso sul commento del solito "rramella" il più ottuso difensore del sistema politico italiano, che "non vede", "non sente" e "non dice" quando gli fa comodo ed poi starnazza anche troppo quando deve ingigantire gli im-meritati successi del suo "unico dio" Renzi ... proprio un italidota di "alta qualità" se non un vero e proprio "troll" ...
Approfitto della denuncia di questo blog per portare all'attenzione di tutti il contenuto odierno del blog di Concita De Gregorio, è molto istruttivo per tutti quelli che, come il "buon" rramella, sostiene "l'infallibilità" dei suoi datori di "speranza" che sono gli incapaci ed inetti e pericolosi politici italiani. Lì si parla di pillola anticoncezionale ...ma è facile riportare le stesse "sicurezze" sul tema sempre molto caldo dei vaccini, come ben evidenziò REPORT l'anno scorso, puntata eccezionale per chiarezza e lucidità che la maggior parte dei giornalisti NON capì e trasformò in una burlesque ... comunque anche di giornalisti "giornalai" ne abbiamo tanti ...
Grazie comunque a MIlella che è una dei pochi giornalisti che cerca di portare buon senso in questo Paese "s-governato" da pazzi scatenati .. seguito da un buon numero di "aficionados" ... ma come si dice "dio li fa e poi li accoppia"
esrp 29 ottobre 2017 alle 08:08
Lei egregia Milella ha perfettamente ragione. Mai e poi mai nessun giudice deve pagare per gli errori commessi.
A pagare devono essere solo altre categorie e mai il potere giudiziario. Neanche quando rovinano la vita delle persone ingiustamente. Oltretutto a noi della vita rovinata a terze parti non ce ne frega proprio nulla.
Un pò come per le casette in legno per i terremotati che all'inizio del secondo inverno non sono ancora state comprate ed installate. A noi che ce ne frega? Nei fatti meno di niente! L'importante è che i bandi siano fatti bene , che la asfissiante burocrazia funzioni lentamente e con sommo disprezzo per chi ha subito il terremoto. Infatti sarà sempre possibile dimostrare che vi sono altri acquisti che vanno ancora più a rilento. In questo modo abbiamo la coscienza a posto.
E' la Sua mentalità. C'è Alfano che ha fatto peggio ed il CSM se la prende con un povero giudice? E' veramente ingiusto!
gapfv01 29 ottobre 2017 alle 08:41
salvatore menna 29 ottobre 2017 alle 10:01
Pare quasi che, nemmeno a farlo apposta, nel nostro Paese un partito più è minuscolo, inconsistente e meno votato, più danni riesce a farci. Chiamare partitino sia quello di Alfano che quello di Verdini infatti, è un vero eufemismo. Eppure entrambi fanno notevoli danni, pur di mantenersi la comodissima poltrona. "siamo in maggioranza e ci resteremo" minaccia senza vergogna Denis Verdini "dall'alto" del suo zero virgola. Una grave minaccia che probabilmente si attuerà, perchè sostiene il governo a prescindere. In altre parole è un ricatto premeditato. Quello che ottiene in cambio, non è dato sapere. Sappiamo solo che nessuno fa niente per niente,tanto meno in politica. Se poi andiamo a prendere i danni che continua a fare il "senza quid" Alfano,addirittura dobbiamo scrivere un romanzo e forse non basta nemmeno. Stendere un velo pietoso, come proponi tu @Carlovitorioso, sicuramente non basta e poi lo abbiamo già fatto molte, troppe volte. Una per tutte, quando ha piazzato il fratello a fare il dirigente nelle poste italiane(insieme ad altri 8o amici ci informa Alexandertwo che ringraziamo). Ci servirebbe dunque non un semplice lenzuolo da stendere pietosamente, ma un grosso e robusto telone solo per incominciare a cercare di coprire qualcosina.
Maddale Na 29 ottobre 2017 alle 12:56
Giustamente il Sig. Salvatore Menna ricorda anche Verdini. Orbene, cito Repubblica ed. Firenze del 03/03/2017, quello stesso Denis Verdini è stato condannato a 9 anni dal Tribunale di Firenze per il crac dell'ex Credito Cooperativo Fiorentino (in quello stesso processo il deputato di Ala Massimo Parisi è stato condannato a 2 anni e 6 mesi per truffa all'editoria). Non è una condanna definitiva, sia chiaro, perché la sentenza è soggetta ad appello e poi a ricorso per cassazione. Ma si tratta pur sempre di un’enorme Spada di Damocle che pende sul capo del Nostro (nove anni, per uno che di anni ne conta 66, non sono una bazzecola). È lecito chiedersi perciò da quali elementi egli, piuttosto che leccarsi le ferite, tragga la tracotanza per affermare con orgogliosa sicurezza "siamo in maggioranza e ci resteremo”. Io qualche sospetto ce l’avrei. Non è che il Denis stia facendo affidamento, col suo appoggio ad un Governo boccheggiante e in fin di vita, di poter godere di quella benevolenza che, a volte, viene riservata agli “amici degli amici”? In altri termini, non è che si illude (per evitare equivoci ripeto: SI ILLUDE) di acquisire benemerenze per passare all’incasso nell’evolversi delle sue vicende giudiziarie? E se così fosse, su quali basi un furbo di tre cotte come lui potrebbe coltivare questa illusione?
carlovitorioso 29 ottobre 2017 alle 14:23
anyway ad alfano posso votare contro, a Davigo e a Antonio Esposito NO!
alexandertwo 29 ottobre 2017 alle 17:31
A proposito di Verdini, anche al fine di aggiungere qualche elemento all'interessante considerazione/domanda della gentile sig.a (?) Maddale Na, porebbe risultare alquanto utile e indicativo leggere quanto ha riportato Marco Palombi nel suo articolo del 12 ottobre c.m. ("Legge elettorale: cè pure il salva Verdini,... ") su "il Fatto Quotidiano.it".
Ne riassumo brevemente alcune considerazioni di fondo.
Denis Verdini, anche per le sue numerose "vicissitudini" giudiziarie, ha necessità di essere rieletto in Parlamento, cosa che appare oggettivamente alquanto difficile. Con l'approvazione dell'emendamento presentato dal partito di Alfano, Verdini potrà candidarsi - pur essendo residente in Italia - in un collegio della "circoscrizione Estero", dove basterebbero molti meno voti che in Italia per essere eletti. Questa norma stravolge la legge del 2001 sul voto degli italiani all'estero (cioè dei connazionali residenti fuori dei confini nazionali) che non consentiva ai residenti in Italia di concorrere nei collegi esteri. E questo potrebbe essere il "des" che Verdini ha già incassato per il suo "do" nelle recenti votazioni. Senza escludere, ovviamente, la possibilità di altri "des" futuri.
Che questa ipotesi non sia peregrina starebbe a dimostrarlo la costituzione, avvenuta nel 2016, anche da parte di Verdini, del gruppo parlamentare "ALA - Scelta Civica - MAIE". Ora, la sigla MAIE sta per Movimento Associativo Italiani all'Estero", che conta solo due deputati, ma potrebbe essere la nuova "casa" verdiniana, atteso che si porrebbe come un'entità "nazarena" per eccellenza, godendo anche delle simpatie di Berlusconi, che perdonato il caro Denis, auspica di poter tornare al governo con il suo deferente... pupillo toscano.
La legge elettorale è stata approvata, e con questa - salvo improbabili... scatti di orgoglio del PdR Mattarella - si andrà a votare. Non resta, quindi, che attendere gli eventi.
gianfranco fiore 29 ottobre 2017 alle 18:30
A Torino facevano il mobbing verso un giudice di pace che non buttava fuori i Romeni prevedendo che sarebbero entrati nella UE,dissero che scriveva sentenze ripetitive e non doveva annullare le multe,ma nessuno ha fiatato per le prescrizioni dichiarate a Torino nei confronti di bimbe tra i 7 e i 12 anni,un delitto che in carcere ti fanno scontare duramente .E' una vergogna che ricordo con Repubblica.http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/cronaca/giudice-pace-suicida/giudice-pace-suicida/giudice-pace-suicida.html http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/02/12/il-giudice-di-pace-suicida-bocciato-anche.html
gianfranco fiore 29 ottobre 2017 alle 18:55
Il Consiglio superiore della magistratura non gli ha rinnovato l’incarico. Francesco Sibilla l’ha appreso giovedì dal sito internet del Csm. Ieri, si è alzato molto presto, come fosse giorno d’udienza. Ha attraversato la città ancora immersa nel buio e alle 7.30 è scivolato nella sua stanza, al primo piano dell’ex scuola al 22A di viale dei Mughetti, alle Vallette, diventata la sede dei giudici di pace torinesi.
Non c’era nessun altro e nessuno ha sentito, mezz’ora dopo, lo sparo secco di una 7,65. Il magistrato onorario l’aveva portata con sé, disperato per un’esclusione avvertita come profonda ingiustizia. E bruciante per un uomo di 57 anni senz’altre chance professionali con cui reinventarsi un futuro. Un colpo alla tempia. Morte carica di simboli: la scelta della stanza-aula di udienza, per rimarcare che Francesco Sibilla poteva andarsene solo da giudice di pace, dopo aver svolto con impegno quest’attività che per lui doveva rappresentare più dei 1500 euro del reddito mensile. Comunque vitale quando si ha un figlio all’università. Lui, laureato in legge mai diventato avvocato che, giù a Taranto, aveva campato con gli spiccioli da «giudice onorario aggiunto», ultimo gradino della magistratura. Il posto a Torino, nel 2002, era la vita che ripartiva.
«Mi avete giudicato una nullità - ha scritto nel testamento al Csm - perché le mie sentenze non sono ineccepibili. Ma ho avuto sempre buona volontà, mettendomi a disposizione dei colleghi e dei cittadini. Volevo migliorare. Non avete voluto tenerne conto». Ne ha stampato alcune copie lasciandole sparse sparse sulla scrivania, per i magistrati accorsi per primi: il presidente del Tribunale Mario Barbuto, il procuratore aggiunto Maurizio Laudi, il pm Cristina Bianconi.
In un altro passaggio, Francesco uomo del Sud, ricorda come «in altre sedi le cose vadano assai peggio e nessuno venga rimosso». Si è sentito vittima di un sistema particolarmente severo con lui, giudice onorario senza tutele che aveva provato a fare il Robin Hood contro qualche «potere forte». Almeno così Francesco Sibilla aveva vissuto i contrasti con un legale del Comune di Torino che si vedeva accogliere da lui i ricorsi degli automobilisti pizzicati dall’autovelox dei vigili urbani.
Quei contrasti non hanno avuto peso nella decisione del Csm, ma lui l’aveva temuto e li ha menzionati nella mail. Insieme al viaggio della speranza da Taranto. E al baratro che gli si spalancava: «Questo lavoro era la mia unica fonte di reddito». Poi una lettera, per la famiglia. Che lo ricorderà come si raccontava ai colleghi: «Quel pover’uomo di immigrato, ha moglie e due figli piccoli. Non me la sento di espellerlo dall’Italia».
Maddale Na 29 ottobre 2017 alle 21:04
Grazie, Gent.mo Sig. gianfranco fiore per averci ricordato la triste vicenda del Giudice di Pace Francesco Sibilia, suicidatosi per essere stato “giudicato una nullità” (così scrisse nella sua lettera di addio) da quell’inflessibile Consesso che è il CSM, severissimo e intransigente censore di tutte le manchevolezze dei Magistrati, purché si tratti di MAGISTRATI ONORARI. Alla luce di questa storia e di quella del Giudice Onorario del caso Shalabayeva, forse la mia sconsolata considerazione del 28 ottobre 2017, ore 09:02 “VOLANO GLI STRACCI” dovrebbe essere riveduta e corretta in “GLI STRACCI VENGONO STRACCIATI”.
carlovitorioso 30 ottobre 2017 alle 08:18
«Sciopero della fame per lo ius soli», la protesta di pm, giudici e avvocati
Decine di adesioni all’iniziativa promossa dal senatore Manconi: una iniziativa che «vuole dare visibilità e sostegno all’allargamento del diritto di cittadinanza»
Davvero un giustizia imparziale....il cittadino potrà rivolgersi serenamente confidando ...
alexandertwo 30 ottobre 2017 alle 15:00
Qui in "Toghe" (e non solo), riguardo alla introduzione dello "ius soli" nel nostro ordinamento, c'è stata prevalenza di posizioni critiche e contrarie nei confronti sia delle motivazioni e delle ragioni a sostegno di essa, sia di coloro (singoli cittadini, esponenti di organismi privati o di Istituzioni pubbliche, realtà della vita sociale, etc.) che si sono dichiarati al riguardo favorevoli. Per doveroso equilibrio e spirito democratico, ad analoghe valutazioni, con possibili eventuali giudizi altrettanto non positivi, sono da sottoporre le motivazioni/ragioni di coloro che invece - anche a prescindere dal testo della proposta di legge attualmente in discussione - si sono dichiarati senz'altro nettamente contrari all'ipotizzata introduzione. Può risultare, conseguentemente, utile e doveroso fornire un elenco di fonti dove questi elementi conoscitivi possono essere rinvenuti ed adeguatamente esaminati:
- Rodolto Casadei - "Ius soli, perchè non funziona"; su "Tempi.it" del 20 giugno 2017;
- Riccardo Pelliccetti - "Cinque no allo ius soli"; su "il Giornale.it", del 16 giugno 2017;
- Giovanni Giacalone - "Perchè lo ius soli mina la sicurezza..."; su "Gli occhi della guerra" del 21 agosto 2017;
- Giuseppe De Lorenzo - Lo ius soli non serve all'Italia"; su "il Giornale.it" dell'11 ottobre 2017;
- Marcello Veneziani - "Ius soli? Non regge da solo"; su "Il Tempo", del 17 giugno 2017.
Un'ultima osservazione. Poichè il nostro è comunque il Paese dei "Campanili", forse, per una ponderata ed oggettiva valutazione delle alternative sul campo, oltre alla validità intrinseca e ai conseguenti effetti di quanto sostenuto dalle due parti "contendenti", si dovrebbero considerare anche le eventuali diverse peculiarità o le specifiche caratterizzazioni dei loro propugnatori sotto aspetti quali, ad esempio, estrazione socio-culturale, identificazione politica, ceto economico di appartenenza, disponibilità ai valori dell'accoglienza e della solidarietà, e via... differenziando.
carlovitorioso 30 ottobre 2017 alle 20:33
non seguirò il sig. alexandertwo nei suoi esercizi verbali, sono un tecnico, mi riconosco nella legge di Antoine-Laurent de Lavoisier.
Sollo ius soli mi riconosco sul giudizio che Fantozzi diede del film la Corazzata Potemkin.
I magistrati facciano i magistrati senza interferenze, i politici facciano il lavoro per cui sono pagati, come i falegnami,i barbieri,i postini.
gianfranco fiore 30 ottobre 2017 alle 21:02
Grande potere senza nessuna responsabilità è una caratteristica della classe politica dei "Grandi di Spagna",oggi anche il nostro governo ne dà prova,non comprende che per le nostre caratteristiche climatiche e il nostro totale menefreghismo siamo per gli ubriaconi il paese di bengodi.Purtroppo invece di essercene grati danno scandalo incendiando i loro stessi compagni.In certi posti siamo a un pelo dalla tragedia,non si possono portare i bimbi nei giardini per i pittbull e gli ubriachi.Non occorrono statistiche molto sofisticate per capire che classe operaia e classe media ne soffrono di più di un intellettuale di Capalbio.Penso che Francesco Sibilia, sarebbe stato favorevole visto che si rifiutava di mandare indietro i romeni.Io dico si allo ius soli ma basta con droga e birra la notte nei giardinetti.
salvatore menna 31 ottobre 2017 alle 07:35
Per dire di si allo jus soli, non mi basta che si elimini la droga e la birra notturna dai giardinetti anche se riconosco che sono problemi molto importanti sui quali si "nicchia".Succede che i sindaci, prima di essere eletti, promettono di far diventare i giardinetti lindi, profumati, e senza extracomunitari che cercano di scippare la catenella al pensionato isolato. Ma una volta eletti, basta, non se ne parla più fino a nuove elezioni comunali. Ma,ripeto per accettare di buon grado lo jus soli, io vorrei ad esempio, che si mettesse un limite ragionevole annuale,agli sbarchi dei barconi carichi di persone affamate. Per una ragione molto semplice direi elementare. L'Italia non solo non è, e non è mai stata, un paese molto grande, ma ha dei limiti economici e di spazio dal quali non si può sfuggire. Superare questi limiti, vuol dire andare incontro a una tragedia di proporzioni immani. E non sarebbe certamente il buonismo, così diffuso da noi, a poterci salvare dalla catastrofe. Il ministro Minniti,come altri prima di lui del resto, si sente la coscienza a posto. Ma è veramente così?
Maddale Na 31 ottobre 2017 alle 09:00
Gent.mo Sig. alexandertwo, grazie per aver qui reintrodotto il tema dello ius soli, di cui si era parlato nel precedente blog. Il Suo intervento cade opportuno perché mi offre l’occasione di chiarire il senso della mia frase “la mancata approvazione di una legge sul tema non rientra fra quei problemi che non mi fanno dormire la notte”. Parole che hanno dato la stura a una polemichetta con altro partecipante al blog dandogli l'occasione per gratificarmi (nella TOTALE INDIFFERENZA della Gent.ma Dott.ssa Milella, che forse era distratta) della pesante accusa “persone come Lei non rendono Internet un luogo migliore”.
Ebbene, senza iscrivermi nel novero dei favorevoli o contrari ad una legge sul tema, ripeto che l’approvazione di una legge sullo ius soli non rientra fra quei problemi che non mi fanno dormire la notte. E non vi rientra perché i bambini nati da genitori stranieri, che vedono la luce sul suolo italiano non soffrono di alcuna discriminazione rispetto ai bambini italiani. Godono degli stessi diritti fondamentali (assistenza sanitaria, asilo nido, scuola, sussidi, provvidenze varie previste dallo stato sociale e tanto altro ancora). Quegli stessi bambini, al compimento dei 18 anni, possono, SE LO VOGLIONO, con la semplice presentazione di una domandina, diventare cittadini italiani. E il fatto che POSSANO ma non DEBBANO rappresenta per loro un indiscutibile vantaggio.
Piuttosto, sono ben altri i problemi che mi tolgono il sonno e, per dirla tutta, anche l’appetito, costringendomi a una sorta di NON VOLUTO DIGIUNO DI PROTESTA.
Provo qui ad elencarne alcuni annoverando fra essi il fatto di avere:
1) una Ministra della Pubblica Istruzione che, non solo non ha il diploma di scuola superiore, ma è stata capace di partorire un’idea GENIALE come quella degli studenti che devono essere accompagnati a scuola dai genitori fino all’età di 14 anni. Il tutto in un Paese in cui in genere il papà e la mamma a quell’ora lavorano e i nonni sono trattenuti in servizio fino a 67 anni;
2) una Ministra impelagata in una storia di plagio della tesi di laurea;
3) una Sottosegretaria che, per non partecipare a un Consiglio dei Ministri, presenta certificato medico come certi alunni fanno a scuola per scansarsi l’interrogazione di latino o di matematica;
4) un Presidente di assemblea parlamentare che, dopo aver definito “una sorta di violenza” l’approvazione della legge elettorale a colpi di fiducia, si dimette per protesta da un gruppo parlamentare ma non dalla sua Alta Carica con relativa Poltrona;
5) altro Presidente di assemblea parlamentare che passerà alla storia NON per aver combattuto strenuamente contro i vitalizi e i privilegi dei deputati, ma per la sua battaglia contro le definizioni virilizzanti con correlativo spreco di risorse per cambiare la carta intestata (La Presidente, invece di Il Presidente) e il badge e i cartellini degli stessi dipendenti al solo fine di sostituire parole come segretario o bibliotecario con segretaria o bibliotecaria;
6) un CSM in cui, in materia di conferimento di uffici direttivi o semidirettivi ai magistrati, si pratica una “cosa orribile”: quella del “UNO A ME, UNO A TE E UNO A LUI”.
Mi fermo qui. Ma, mi creda, Gent.mo Sig. alexandertwo sono questi i problemi (ma ciascuno ne potrebbe aggiungere decine e decine di altri) che tolgono il sonno ed anche l’appetito a me e, ritengo, anche a Lei e a tutti quelli che, nonostante tutto, sono ancora innamorati di questa nostra Italia. Altro che ius soli!
carlovitorioso 31 ottobre 2017 alle 14:30
Mafia e stragi del '93, Berlusconi indagato come mandante. Coinvolto anche Dell'Utri .( Oggi Repubblica)
Scusi signora Milella alcuni malfidenti pensano che questa sia la prova provata che siamo in campagna elettorale...
poi, i soliti malfidenti, da cui io ovviamente mi dissocio, ritengono che certi magistrati non interpretino bene il loro ruolo...
alexandertwo 31 ottobre 2017 alle 14:39
Il Tribunale di Torino ha condannato a otto anni e sei mesi due giovani per i reati di violenza sessuale, stalking e lesioni aggravate nei confronti di un loro compagno di studi. La vittima, allora sedicenne, ha subito, per oltre due anni, i soprusi dei due "bulli" di qualche anno più grandi di Iui. Il suo difensore ha sconsolatamente dichiarato che "malgrado questa giusta condanna, la ferita del ragazzo difficilmente potrà rimarginarsi".
Matteo Renzi (sul treno "Destinazione Italia", di ritorno dalla conferenza di Napoli) si rivolge ai passeggeri: "Gentili clienti, vi ringrazio di aver scelto il treno del PD. Arriverà con 25 minuti di anticipo e questo conferma che il PD è sempre avanti. Vi ringrazio per aver scelto il treno del PD. Vi sarò ancora più grato se lo farete nel marzo del 2018". (Da molti è stato ricordato che una scena analogamente trash vide protagonista SB il 24 marzo 2009, all'inaugurazione della linea ad alta velocità "FrecciaRossa" tra Roma e Milano).
La Procura di Firenze indaga Berlusconi e Dell'Utri, per le stragi di mafia del 1993, come possibili mandanti occulti degli attentati di Milano, Firenze e Roma. Il procuratore capo, Giuseppe Creazzo, ha ottenuto dal GIP la riapertura del fascicolo, che era stato archiviato nel 2011, e ha disposto ulteriori accertamenti da parte della DIA, a seguito dei "richiami" che sarebbero contenuti nelle parole del boss mafioso Giuseppe Graviano, intercettato dai PM palermitani del processo sulla c.d. trattativa Stato-mafia.
Poichè Mattarella potrebbe sciogliere le Camere già sotto Natale, tra i parlamentari sembra si stia diffondendo il panico a causa della eventuale impossibilità di varare il solito "milleproroghe", cioè il decreto che annualmente serve a distribuire mance e prebende da utilizzare per raggiungere i vari "questuanti" disseminati in ogni landa, anche più remota, della penisola. Per ovviare a questa immane "sciagura", quindi, i rappresentanti del "Popolo Sovrano" hanno pensato bene di gettarsi sulla Legge di Bilancio (di cui quel decreto è ordinariamente un allegato), facendone lievitare gli articoli da 70 a circa 120, e predisponendosi a presentare decine e decine (forse centinaia) di emendamenti per assicurarsi quello che i più critici definiscono l'annuale "assalto alla diligenza" di fine anno.
Riguardo a tutto questo, confronti, o commenti, non sono nè possibili nè immaginabili. Si può solo sottolineare che da ciò può trovare ennesima conferma quell'azzeccatissimo adagio che ricorda come, non solo nelle attività lavorative, ma in tutte le manifestazioni della vita di relazione, ... "ogni botte non può dare che il vino che ha":
alexandertwo 31 ottobre 2017 alle 23:31
Sostanzialmente condivisibile il suo elenco, gentile sig.a (?) Maddale Na, ma mi permetterei di segnalare il pericolo di tralasciare o comunque sottovalutare altri problemi o vicende che, magari, ad una lettura un po' troppo personale parrebbero avere un interesse ed un impatto meno rilevanti.
Personalmente, cerco di avere sempre presente, e particolarmente in questi periodi, quel pensiero/ammonimento attribuito a Martin Niemoller (originariamente rivolto agli intellettuali tedeschi che mostravano indifferenza e non si attivavano per contrastare le prime scellerate vessazioni dei nazisti nella loro ascesa al potere): "Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento perchè rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perchè mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perchè mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perchè non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare".
salvatore menna 1 novembre 2017 alle 07:39
Non si sa ancora la data precisa delle prossime elezioni, e neanche per quando il pdr Mattarella scioglierà le camere, ma solo quelle approssimative che, per quanto riguarda lo scioglimento delle camere è dicembre 2017,e quella delle elezioni marzo 2018, già tutti i politici italiani stanno facendo campagna elettorale. Credo che non può esserci una cosa peggiore,in un paese democratico soggetto al parlamento per andare avanti, che bloccare il parlamento per tutto questo tempo.(cinque mesi,sempre circa.) Perchè, per chi non ci fa caso, e sono tanti, questa è la inevitabile conseguenza.Senza voler essere duro, secondo me potremmo benissimo dire, sia ai senatori che ai deputati, "visto che in questi 5 mesi voi non lavorate, noi non vi paghiamo". Ma il danno maggiore non sono i soldi dati a sbafo agli"onorevoli"che il parlamento in questo periodo lo frequenteranno poco oppure non lo frequenteranno affatto, ma le leggi in meno che nasceranno.Per me così non va bene,per niente.
alexandertwo 1 novembre 2017 alle 14:44
La lettura, su Repubblica, dell'articolo odierno della dott.ssa Milella credo che possa sicuramente arrecare un piacevole senso di soddisfazione ai connazionali onesti e rispettosi della legge. Nella vicenda, ivi illustratata con serio approfondimento e puntuali riferimenti giuridico-procedurali, si può senz'altro individuare il verificarsi della c.d. "nemesi storica", che giunge a punire chi aveva tratto ingiusto vantaggio dai suoi precedenti comportamenti riprovevoli e contrari ai precetti della disciplina legislativa.
Infatti, Berlusconi, che è riuscito a salvarsi da più condanne solo grazie alle modifiche legislative fatte approvare dai "suoi" governi (drastico taglio dei tempi di prescrizione, depenalizzazione di alcuni reati, ecc.) sarà probabilmente "impallinato" dalla CEDU - anche se trovasse accoglimento il suo ricorso contro la legge Severino - a causa della procedura operativa della stessa e dei tempi che ordinariamente sono necessari per emanare le sentenza dopo l'udienza dove ogni caso è affrontato e dibattuto.
Mentre l'udienza si svolgerà il 22 novembre prossimo, la sentenza non dovrebbe essere emessa prima dell'autunno 2018, a elezioni politiche già svoltesi e governo già costituito. Le speranze di Ghedini che la Corte possa considerare il caso SB uno di quelli "particolarissimi" in cui si può emettere un dispositivo che anticipa sinteticamente la decisione presa, non hanno, fortunatamente, soverchie probabilità di realizzarsi. Ma ancora minori chance, sempre fortunatamente, ha l'accoglimento del ricorso dal punto di vista del merito. La tesi dei legulei berlusconiani - non applicabilità retroattiva delle sanzioni della "Severino" in quanto norme di carattere penale - è già stata rigettatata in altri casi dalla CEDU, tant'è che la Corte Costituzionale, come ben evidenziato nell'articolo, aderendo alla giurisprudenza della Corte Europea, ha avuto modo di rigettare i ricorsi di De Magistris e di De Luca basati sulle stesse motivazioni berlusconiane. La "Severino", in sostanza, comporta una semplice sanzione amministrativa, frutto "del venir meno di un requisito soggettivo nella discrezionalità del legislatore per l'accesso alle cariche".
In conclusione, se Renzi vorrà effettivamente realizzare un governo alleandosi con Berlusconi, avrà, verosimilmente, come sodale uno che, non solo è un pregiudicato per il reato di frode fiscale in danno dello Stato, ma che sarà anche incandidabile e inibito a far eventualmente parte del governo fino a novembre del 2019.
alexandertwo 1 novembre 2017 alle 17:20
P.S. al commento delle ore 14,44
Condannato a tre anni di reclusione dal Tribunale di Napoli per la "compravendita" di senatori, Berlusconi ha beneficiato della prescrizione, sancita dalla Corte di Appello di Napoli, che non ha potuto confermare la sentenza di primo grado. Ma è comunque doveroso ed esplicativo esporre alcuni passaggi delle motivazioni, depositate dalla stessa Corte il 12 ottobre scorso.
"Le dazioni di pagamento effettuate da Berlusconi, tramite Lavitola, a De Gregorio (3 milioni di euro, ndr), sono state effettuate quale corrispettivo della messa a disposizione del senatore e, quindi, nella sua rinuncia a determinarsi liberamente nelle sue attività parlamentari di competenza". La Corte ha anche rigettato la "balla" degli avvocati berlusconiani confermando che quei pagamenti non potevano assolutamente qualificarsi "come mero finanziamento del 'Movimento Italiani nel Mondo'", cioè il partitino dello stesso De Gregorio. E riguardo all'altra "balla" propalata dagli stessi legali (l'asserita mancanza di dolo nella condotta di SB), la Corte ha specificato che "è del tutto pacifico che Berlusconi abbia agito con assoluta coscienza e volontà di corrompere un senatore della Repubblica".
Credo che la conclusione di questa singola vicenda possa ben far comprendere sia il perchè Berlusconi può tuttora "vantarsi" di avere una sola condanna in via definitiva, sia il perchè della costante ritrosia dei nostri politici ad approntare una seria ed efficace disciplina di effettivo contrasto e di adeguate condannre contro reati quali, ad esempio, la corruzione.
Gigas 1 novembre 2017 alle 18:14
Il centro destra o la destra ,nella campagna contro la riforma costituzionale, innalzò la bandiera della sovranità popolare, affermando che veniva sottratta sovranità agli italiani.( Io personalmento ero contro anche per questo motivo,ma non sono di destra ).
A leggere l’articolo intervista di SILVIO BUZZANCA sulla Repubblica web di oggi 01 nov. 2017 ,al giurista Felice Besostri, avvocato e professore universitario, uno dei protagonisti che fecero affossare sia la “Porcata” del porcellum che l’italicum …,con il rosatellum ci si ritrova punto e accapo.
Riporto il passaggio che a me appare molto eloquente in proposito.
Avvocato, come spiegarlo agli elettori?
"Lo si può fare spiegando che si vìola anche il principio del voto personale. Con la lista corta io dovrei conoscere il candidato. Ma questo può portare all'apprezzamento o al disprezzo del candidato. Se non posso scegliere all'interno della lista viene meno la mia personalità di voto. Sono costretto a votare dei candidati che non apprezzo. E qui ritorna il problema dell'assenza del voto disgiunto. E quindi si profila l'incostituzionalità. Poi, come sempre il diavolo si annida nei dettagli...".
La doppiezza di certa classe politica è a dir poco scandalosa.
Ma cosa ci si può aspettare da chi Verdini lo ha salvato già in qualche occasione ?
O da chi si è fatto sottrarre sotto il naso,la Shalabayeva affermando di non centrarci nulla?
Gianfranco Fiore 1 novembre 2017 alle 20:57
Al CEDU,i normali ricorrenti Italiani sono discriminati e maltrattati,principalmente per loro hanno inventato il mostro giuridico dell’”irricevibilità senza motivazioni” e ,si sopportano attese decennali per avere giustizia su questioni gravissime,quando un cittadino svizzero dopo due anni al massimo ottiene sentenza per una multa automobilistica che in Italia ormai molti avvocati non ritengono opportuno neppure trattare,tanto i giudici di pace le rigettano direttamente anche per evitare il licenziamento,come avvenne a Torino al giudice Sibilla. Pare che tutto sia nato dal caso coperto dal segreto di un celebre avvocato-scrittore Italiano,che avrebbe inoltrato oltre 4000 ricorsi al CEDU senza le firme dei presunti clienti,pretestuosamente si è effettuata una stretta contro tutti i ricorrenti Italiani.
Solo i ricorsi dei vip Italiani non ne soffrono,dimostrando come sia la larghezza dei mezzi a fare la differenza,ormai con i costi odierni la giustizia non è più uguale per tutti. Per ovviarvi almeno in parte l’Italia deve dotarsi di un’istanza simile al Tribunale del CEDU,dove poter accedere personalmente e senza costosi intermediari,per intervenire sulla qualità della giustizia e,non solo nel rapporto tra domanda e offerta come si fà attualmente chiudendo i tribunali e trasferendo i loro archivi nei tribunali più grandi,rendendo molto difficile ottenere le copie dei fascicoli per i ricorsi al CEDU e spedirli nel termine di 6 mesi.
carlovitorioso 1 novembre 2017 alle 21:20
sig Milella.
le farà piacere un amarcord di gioventù....
Gringo Milella hai chiuso è arrivato Sabata- alexdansertoo
Maddale Na 1 novembre 2017 alle 21:49
Prendendo spunto dal penultimo intervento del Gent.mo Sig. alexandertwo (quello del 01/11/2017, ore 14,44) in cui si ipotizza che Renzi voglia effettivamente realizzare un governo alleandosi con Berlusconi, direi che questa, più che un’ipotesi, è una quasi certezza. Troppo le “affinità elettive” tra i due.
Provo ad elencarne soltanto alcune:
a) entrambi sarebbero stati bravissimi televenditori di pentole o di materassi;
b) l’anziano Silvio ha promesso che non si sarebbe più ricandidato e che avrebbe fatto il “padre nobile” del centrodestra. Per non essere da meno il giovin Matteo aveva promesso che si sarebbe ritirato dalla politica se avesse perso, come ha rovinosamente perso, il noto referendum costituzionale;
c) il Berlusca si è comprato pagando 3 milioni di euro (si spera di tasca sua) il voto di un senatore. Il Rignanese è riuscito a fare addirittura di peggio. Si è comprato con la mancia dei famosi 80 euro (e quelli, alcuni miliardi di euro, li ha presi sicuramente dalle tasche di tutti gli italiani) il voto di milioni di elettori.
Complimenti! Fra i due è in corso indubbiamente una bella gara in cui forse l’allievo sta superando il maestro.
Gianfranco Fiore 2 novembre 2017 alle 07:30
Alfano è l'emblema di un modo di fare all'Italiana,tanto potere nessuna responsabilità,i capi rimangono al potere e gli stracci volano.
alexandertwo 2 novembre 2017 alle 10:01
Condivido in toto le sue puntuali considerazioni, gentile sig.a (?) Maddale Na.
Quanto alla prevalenza nella "gara" - dimostrazione tangibile del... nuovo che avanza - Renzi dovrà trovare presto delle contromisure per non perdere voti (ed essere superato dal maestro) dopo le ghiotte promesse fatte da SB in materia di fisco (no a bollo sulla prima auto, no imposte sulla prima casa, no a tasse su successioni e donazioni) e di giustizia (custodia cautelare solo per "reati di sangue"; per tutto il resto - tangenti, rapine, furti, stupri, ecc - si paga soltanto una cauzione).
alexandertwo 2 novembre 2017 alle 15:01
Dopo l'ascolto - su RepTV - dell'intervento della dott.ssa Milella sull'ormai emanando decreto legislativo che comporta una significativa "stretta" sull'uso (anche a danno dei legali degli indagati) e sulla pubblicazione delle intercettazioni, la prima considerazione che mi viene in mente è la locuzione latina "quod non fecerunt Barbari, Barbarini fecerunt". Dove per "Barbari" è da intendersi la destra berlusconiana e per "Barbarini" la nuova destra renziana. Considerazione subito seguita, pero, dal richiamo di due principì del prof. Carlo Maria Cipolla riguardo alle leggi fondamentali della stupidità umana: "gli stupidi danneggiano l'intera società" e "gli stupidi al potere fanno più danni degli altri".
Mi auguro, comunque, che la dott.ssa Milella voglia ritornare più ampiamente su questa "eccellenza" partorita dall'attuale governo, a maggioranza PD, e che vede come principale artefice il ministro Orlando, già in carica nel precedente governo Renzi che fece approvare la necessaria legge delega.
Gentile 3 novembre 2017 alle 10:09
Csm, Shalabayeva, Alfano e la SCIENZA COMPORTAMENTALE .
Dottoressa, l'Impressione della Tattica di un Comportamento INCROCIATO tra tre diversi SOGGETTI puo' dar luogo a una, Controversia di Carattere Internazionale collocandosi ad un deterioramento dei normali rapporti con le Istituzioni e provato DALLA CONDOTTA ILLECITA ANTIGIURIDICA ed eventualmente aggravandosi fino al punto di sbocciare in una crisi internazionale e tanti profonda da poter causare la terza guerra mondiale.
Ma no, non dovete assolutamente preoccuparvi , E' un Atteggiamento comune e tanto comune che dalle Notizie e dalle Considerazioni e per contrastare un Fenomeno o un Mito bisogna creare un'altro Fenomeno e un CONTROMITO.
L'Impressione che si ha, e' quella che il CSM pur avendo commesso o commettendo numerosi Errori -FONDAMENTALMENTE E' SEMPRE DALLA PARTE DEL GIUSTO e perche' giustamente da Questione e Questioni Comuni emergono sempre due Tipi di Comportamento ossia, una cattiva e una buona , la cattiva e'quello di un nuovo peccato retorico e la buona e' quella che siamo tutti peccatori e in particolare, i Professori e Docenti Universitari , le Istituzioni , Magistrati e TOGHE.
Sostanzialmente -TUTTO FA PARTE DELLA SCIENZA COMPORTAMENTALE e ha un Ruolo critico , quado un Individuo si trova difronte alla Scelta tra: IL BENE MORALE e IL BENE MATERIALE.
Infatti, dalla Rivista internazionale" FRONTIERS IN BEHAVIOURAL NEUROSCIENZE " gli Scienziari Nobel spiegano il Fenomeno Comportamentale e hanno scoperto che, l'Aerea di Benessere del Cervello e cioe' la Corteccia prefrontale laterale destra E' RESPONSABILE dell'Adeguamento alle norme Sociali e le Corteccie Insulari e Bilarterali e quelli che si trovano rispettivamente nella parte anteriore e laterale del Cervello :Creano Problemi non solo di Carattere Scientifico e Giudiziario ma anche POLITICO E SOCIALE. Detto questo e Spiegato quest'Altro TUTTO SI NASCONDE NELL"EMISFERO SINISTRO DEL CERVELLO -OVVERO; NOSTRO CERVELLO .e Grazie ad alcuni Scienziati Nobel che da tempo erano alla Ricerca del TOP SECRET e del meccanismo neurale della Persona ossia, dell'aerea del cervello appena sopra la tempia , detta Giro Frontale , Inferiore Sinistro e Indubbiamente Responsabile delle nostre Azioni , Decisioni e CORRUZIONE COMPORTAMENTALE.
Questo Tipo e Forma di Reato Comportamentale se e' vero che la Legge=E' uguale per TUTTI= Significa che vale anche per il Csm, per Shalabayeva, per Alfano e per TUTTI NOI -Commentatori e Non CHIARISSIMAMENTE
alexandertwo 3 novembre 2017 alle 16:22
Gentile sig. Gentile, vorrei cortesemente da lei, se possibile, una conferma/smentita alla mia considerazione scaturente dalla lettura (e, spero, dalla comprensione) del suo molto interessante, ma un po' ostico, intervento.
Si può, in sostanza, concludere che nel cervello dei componenti del CSM - atteso che questa Istituzione "fondamentamente è sempre dalla parte del giusto" - operi in prevalenza, se non addirittura unicamente, la corteccia prefrontale laterale destra, che è "responsabile (virtuosa) dell'adeguamento alle norme sociali"?
E poichè le cortecce bilaterali e insulari, viceversa, risultano essere quelle che creano problemi di carattere giudiziario-polico-sociale, nella rivista da lei citata si parla, per caso, anche di ricerche in atto per individuare e approntare possibili correttivi (farmacologici o di altro genere) con i quali agire su queste ultime, al fine per inibirne, o depotenziarne, le azioni nell'interesse generale della collettività?
Grazie per un suo eventuale gradito riscontro riguardo ad ulteriori eventuali notizie sul tema.
Gianfranco Fiore 3 novembre 2017 alle 21:20
Ricordo che fù una sentenza CEDU a far scoperchiare con una condanna lo scandalo Forteto,dove una banda di massoni pedofili otteneva milioni di euro dalla Regione Toscana,riuscendo perfino a togliere i figli alle madri con lo spregiudicato ausilio del Tribunale dei Minori,qualcuno di loro ha subito quello che subisce oggi il giudice di pace Stefania Lavore?Non credo proprio.Chissà se la Corte di Cassazione dove è giunta la vicenda Forteti inquadrerà le loro responsabilità.Non credo proprio.
Gentile 4 novembre 2017 alle 09:21
Egregio e carissimo alexandertwo,
rispettosamente ,Le dico quanto i Neuroscienziati dell'Accademia delle Scienze avvertono, e cioe' che,qualunque INTERVENTO, Studio e Progetto sul Tema Comportamentale del cittadino in genere e dei Funzionari particolarmente, E' un Problema pincipale NON SCIENTIFICO MA POLITICO e quindi Compito del Governo e del CSM chiaramente e che senza Autorizzazione del CSM a nessun Scienziato e Istituzione gli verra' permesso di scanzionare o curare il Cervello dei Cittadini malati e Funzionari del governo -Corrotti e Non - e che senza una decisione delle ALTE CARICHE DEL GOVERNO a nessun Istituto Scientifico sarebbe permesso di approvare un Progetto Sanitario che comprende tra l'altro :STS, tecnocienze, diplomazia scientifica, sociologia dell'ambiente e di sociali problemi legati e Non - allo sviluppo e cambiamento del Clima e dell'Atmosfera e di- Adeguare professionalmente : CURE -MEDICINE- TERAPIE CLINICHE E ALTERNATIVE -OBBLIGATORIAMENTE e a Favore e Beneficio della nostra Comunita' - CHIARISSIMAMENTE..
Nella Speranza di averLa servito e di essere stato collaborioso, le auguro una buona giornata e un buon lavoro.
alexandertwo 4 novembre 2017 alle 19:56
La ringrazio molto, gentile sig. Gentile, delle sue integrazioni che, cortesemente, ha postato riguardo al precedente suo intervento. Purtroppo, quanto da lei riportato con riferimento alla avvertenza dei Neuroscienziati dell'Accademia delle Scienze non apre affatto il cuore alla speranza. Anzi, Il potere quasi assoluto da questi riconosciuto al governo e al CSM di approvare qualsiasi progetto sanitario, rivolto anche ai funzionari del governo e a beneficio della nostra comunità, sembra toglierci quasi ogni speranza di miglioramento. Per poter sconfiggere la c.d. corruzione comportamentale ci resterebbe, quindi, soltanto di auspicare rilevantissimi passi in avanti degli scienziati capaci di individuare altri strumenti di attacco e contrasto.
Grazie ancora e, anche a lei, auguri di buona giornata e di buon lavoro.

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