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Timestamp: 2020-04-03 11:37:51+00:00

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Art. 7 testo unico sul pubblico impiego (TUPI) - Gestione delle risorse umane - Brocardi.it
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Articolo 7 Testo unico sul pubblico impiego (TUPI)
Dispositivo dell'art. 7 TUPI
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5-bis. È fatto divieto alle amministrazioni pubbliche di stipulare contratti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. I contratti posti in essere in violazione del presente comma sono nulli e determinano responsabilità erariale. I dirigenti che operano in violazione delle disposizioni del presente comma sono, altresì, responsabili ai sensi dell'articolo 21 e ad essi non può essere erogata la retribuzione di risultato. Resta fermo che la disposizione di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, non si applica alle pubbliche amministrazioni(1)(2)(3)(4).
d) devono essere preventivamente determinati durata, oggetto e compenso della collaborazione. Si prescinde dal requisito della comprovata specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti di collaborazione per attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in ordini o albi o con soggetti che operino nel campo dell'arte, dello spettacolo, dei mestieri artigianali o dell'attività informatica nonché a supporto dell'attività didattica e di ricerca, per i servizi di orientamento, compreso il collocamento, e di certificazione dei contratti di lavoro di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, purché senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza nel settore. Il ricorso ai contratti di cui al presente comma per lo svolgimento di funzioni ordinarie o l'utilizzo dei soggetti incaricati ai sensi del medesimo comma come lavoratori subordinati è causa di responsabilità amministrativa per il dirigente che ha stipulato i contratti. Il secondo periodo dell'articolo 1, comma 9, del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2004, n. 191, è soppresso. Si applicano le disposizioni previste dall'articolo 36, comma 3, del presente decreto e, in caso di violazione delle disposizioni di cui al presente comma, fermo restando il divieto di costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, si applica quanto previsto dal citato articolo 36, comma 5-quater(4).
6-bis. Le amministrazioni pubbliche disciplinano e rendono pubbliche, secondo i propri ordinamenti, procedure comparative per il conferimento degli incarichi di collaborazione(3)(4).
6-quinquies. Rimangono ferme le speciali disposizioni previste per gli enti pubblici di ricerca dall'articolo 14 del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218.
(1) Con la L. 27/12/2017, n. 205, si è disposto che "Al fine di garantire la continuità nell'attuazione delle attività di ricerca, nelle more dell'assunzione del personale di cui al comma 432, gli Istituti, in deroga all'articolo 7, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono continuare ad avvalersi, con le forme contrattuali di lavoro in essere, del personale in servizio alla data del 31 dicembre 2017, nei limiti delle risorse finanziarie di cui al comma 424".
Il D.Lgs. 25/04/2017, n. 75, come modificato dalla L. 27/12/2017, n. 205, ha disposto che "Il divieto di cui all'articolo 7, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, come introdotto dal presente decreto, si applica a decorrere dal 1° gennaio 2019".
(2) Il D. Lgs. 25 maggio 2017, n. 75, come modificato dalla L. 30 dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l'art. 22, comma 8) che "Il divieto di cui all'articolo 7, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, come introdotto dal presente decreto, si applica a decorrere dal 1° luglio 2019".
(3) L'ordinanza 25 gennaio 2020 (in G.U. 27/01/2020, n. 21) ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che "Ai fini di cui alla presente ordinanza e per i conseguenti accresciuti compiti, il Ministero della salute è autorizzato, in deroga alle disposizioni di cui all'art. 7, commi 5-bis e 6-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e all'art. 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modifiche, a conferire incarichi di collaborazione coordinata e continuativa, della durata massima di novanta giorni, a settantasei medici, anche in deroga all'art. 24 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modifiche, e alle disposizioni dell'Accordo collettivo nazionale 23 marzo 2005 e successive modifiche, a quattro psicologi, a trenta infermieri e a quattro mediatori culturali".
Ha inoltre disposto (con l'art. 3, comma 1) che "La presente ordinanza ha validità di novanta giorni, a decorrere dalla data odierna".
(4) L'ordinanza 21 febbraio 2020 (in G.U. 26/02/2020, n. 48) ha disposto (con l'art. 2, comma 1) che "Il soggetto attuatore del Ministero della salute è autorizzato a prorogare i contratti già autorizzati ai sensi dell'art. 1, comma 2 dell'ordinanza del Ministero della salute del 25 gennaio 2020 ed a conferire ulteriori incarichi di collaborazione coordinata e continuativa, a personale medico, nel numero massimo di settantasette unità, della durata non superiore al termine di vigenza dello stato di emergenza, anche in deroga all'art. 24 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, all'art. 7, commi 5-bis, 6 e 6-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e all'Accordo collettivo nazionale 23 marzo 2005".
relative all'articolo 7 TUPI
Norma di riferimento: Articolo 7 T.U.P.I. - Gestione delle risorse umane | Quesito Q201923994
lunedì 16/09/2019 - Lazio
“Alla procura e al contratto di opera professionale degli avvocati presenti in giudizio a patrocinio della p.a. o dell ente capitale pubblico in forma societaria (es. agenzia delle entrate) può essere attribuita la sanzione della nullità per violazione ex art. 7 comma 5 bis e 6? Per mancanza dei requisiti ivi previsti?”
Il D.lgs. 75/2015 ha apportato modifiche all’art. 7 del D.Lgs. 165/2001 che si applicano a decorrere dall’1 Gennaio 2018.
Il nuovo comma 5 bis dell’articolo 7 del D.lgs. 165/2001 stabilisce che è fatto divieto alle amministrazioni pubbliche di stipulare contratti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e luogo di lavoro. I contratti posti in essere in violazione del presente comma sono nulli e determinano responsabilità erariale.
Lo stesso comma 5 bis prevede che la disposizione di cui all’art. 2 comma 1 del D.Lgs. 81/2015 non si applica alle Pubbliche Amministrazioni.
L’art. 2 comma 1 del D.Lgs. 81/2015 prevede che a far data dall’1 gennaio 2016, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.
Al comma 2° lett. b. del citato art. 2 del D.Lgs. 81/2015 è previsto espressamente che la disposizione di cui al comma 1 non trova applicazione con riferimento alle collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali.
Il comma 6° dell’art. 7 del D.Lgs. 165/2001 disciplina i presupposti di legittimità per il conferimento di incarichi di collaborazione senza subordinazione, prevedendo letteralmente che: «Fermo restando quanto previsto dal comma 5 bis, per specifiche esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire esclusivamente incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità:
d) devono essere preventivamente determinati durata, oggetto e compenso della collaborazione; non è ammesso il rinnovo; l’eventuale proroga dell’incarico originario è consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore, ferma restando la misura del compenso pattuito in sede di affidamento dell’incarico».
Orbene, riassumendo, dall'attenta lettura del combinato disposto della normativa fin qui citata emergono una serie di dati fondamentali:
1. La presunzione legale del rapporto di subordinazione nei contratti di collaborazione lavorativa caratterizzate da prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro;
2. La presunzione non opera con riferimento alle collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali.
3. La non applicabilità di detta presunzione alle Pubbliche Amministrazioni;
4. Alle quali ultime è fatto espresso divieto, a far data dall’ 1 Gennaio 2018, di stipulare contratti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e luogo di lavoro.
5. È comunque riconosciuta facoltà alle stesse, esclusivamente per prestazioni corrispondenti alle competenze attribuite dall’Ordinamento all’Amministrazione conferente e ad obiettivi e progetti specifici e determinati che devono risultare coerenti con le esigenze di funzionalità dell’Amministrazione conferente, di conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo,
L’elemento sul quale è possibile fondare la speculazione che porta alla risposta al quesito proposto, va ricercato nella corretta qualificazione dell’oggetto del rapporto di lavoro disciplinato dalla specifica normativa fin qui citata.
Emerge infatti, dalla lettura del combinato disposto della normativa su richiamata che gli incarichi individuali con contratti lavoro autonomo possono essere conferiti esclusivamente per prestazioni corrispondenti alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente.
Pertanto, non sono da ritenersi oggetto della disciplina normativa citata gli incarichi relativi alla rappresentanza e difesa in giudizio in quanto non relativi a prestazioni corrispondenti alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente.
Riguardo all’oggetto del quesito specifico si segnala che l’Agenzia delle Entrate Riscossione S.P.A attua un proprio regolamento per la costituzione e la gestione dell'elenco avvocati per l'affidamento di incarichi di rappresentanza e difesa in giudizio.
È possibile pertanto concludere che per quanto riguarda gli incarichi di rappresentanza e difesa in giudizio conferiti ad avvocati nel rispetto di apposito Regolamento dell’Agenzia Entrate Riscossione S.p.a. non potrà essere comminata la sanzione della nullità prevista dal combinato disposto dei commi 5 bis e 6 dell’art. 7 del D.Lgs. 165/2001 oggi vigente.

References: Articolo 7

Articolo 7
 articolo 36
 Articolo 7
 art. 7
 art. 2