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Classificazione Acustica del Territorio del Comune di Milano Legge n 447 del 26 ottobre PDF
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Fabiano Rossa
1 Classificazione Acustica del Territorio del Comune di Milano Legge n 447 del 26 ottobre 1995 Legge Regionale della Lombardia n 13 del 10 agosto 2001 D.G.R. Regione Lombardia n VII/9776 del 12 luglio 2002 D.G.R. Regione Lombardia n VIII/11349 del 10 febbraio 2010 elaborato: Relazione codifica: revisione: 00 data: redatto: verificato: approvato: 28/06/2010 Paola Coppi Marta Papetti Fabrizio Ferrari Paola Coppi Bruno Villavecchia AGENZIA MOBILITÀ AMBIENTE E TERRITORIO s.r.l. a socio unico direzione e coordinamento: Comune di Milano Sede legale: Via Deledda,9/A Milano Capitale Sociale ,00 Codice Fiscale e numero di iscrizione Registro Imprese di Milano: REA Milano
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3 Indice 1 PREMESSA E FINALITÀ DELLO STUDIO LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO Il disposto legislativo statale I limiti massimi di esposizione al rumore La Legge Quadro sull inquinamento acustico 447/ I Decreti e i Regolamenti di attuazione della Legge Quadro 447/ Il disposto legislativo regionale Il dispositivo comunale METODOLOGIA DI LAVORO Banche dati e basi cartografiche prese a riferimento Analisi dello stato di fatto del territorio Analisi del PRG di Milano e degli strumenti pianificatori dei comuni confinanti Individuazione e classificazione delle infrastrutture di trasporto Infrastrutture stradali Infrastrutture ferroviarie Infrastrutture aeroportuali Individuazione e classificazione delle aree di pertinenza ferroviaria Individuazione e classificazione delle aree di pertinenza stradale Criteri di classificazione acustica delle aree B dell intorno aeroportuale ex D.M. 31/10/ Individuazione e classificazione dei recettori sensibili Individuazione e classificazione delle aree comprendenti impianti sportivi Rilievi fonometrici disponibili Rilievi fonometrici condotti dall Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio ad integrazione della banca dati disponibile Ulteriori criteri adottati per la Classificazione Acustica del Territorio Comunale LA CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORIO COMUNALE DI MILANO IN ZONE ACUSTICAMENTE OMOGENEE Principali modifiche apportate alla classificazione acustica a seguito dell accoglimento delle osservazioni o dell aggiornamento del piano in fase di approvazione _00 rev /06/10 3/122
4 4.2 Verifica del rispetto del divieto di contatto di aree i cui valori limite si discostano di più di 5 db(a) nelle fasce di confine con i comuni contermini Analisi della Classificazione Acustica e verifica del rispetto del divieto di contatto di aree i cui valori limite si discostano di più di 10 db (A) Analisi statistica della Classificazione Acustica proposta CONCLUSIONI APPENDICE 1 - SINTESI DELLE METODOLOGIE E DEL CONTENUTO DEL PIANO DI AZZONAMENTO ACUSTICO DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI MILANO Piano di Azzonamento Acustico...71 Metodologia e documenti di riferimento...72 Infrastrutture ed elementi sensibili sul territorio...73 Criteri qualitativi per l assegnazione delle classi acustiche...74 Casi di disomogeneità e Piano di Risanamento Acustico...75 Analisi particolareggiata per Zone di Decentramento...76 APPENDICE 2 - ELENCO FONTI E BASI CARTOGRAFICHE UTILIZZATE APPENDICE 3 RILIEVI FONOMETRICI DISPONIBILI APPENDICE 4 - RILIEVI FONOMETRICI CONDOTTI DALL AGENZIA MOBILITÀ AMBIENTE E TERRITORIO APPENDICE 5 - ACCOSTAMENTI TRA AREE I CUI VALORI LIMITE SI DISCOSTANO DI 10 DB(A) APPENDICE 6: ELENCO DEGLI ALLEGATI ALLA RELAZIONE TECNICA APPENDICE 7: ERRATA CORRIGE _00 rev /06/10 4/122
5 1 PREMESSA E FINALITÀ DELLO STUDIO Il Comune di Milano, il 22 dicembre 2000 con delibera della Giunta Comunale n /2000, ha affidato all Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio la redazione della Classificazione del Territorio Comunale in Zone Acusticamente Omogenee. Il primo incarico si è concluso con la consegna, in data 27 settembre 2002, degli elaborati e con la comunicazione dell avvenuta conclusione dei lavori, in data 3 ottobre A queste comunicazioni è seguita la richiesta, in data 06/11/2002 da parte del Settore Ambiente ed Energia di provvedere ad aggiornare il Piano in base alla D.G.R. della Regione Lombardia n 7/2002 del 12 luglio Il documento redatto nel febbraio 2004 costituisce la versione riveduta ed aggiornata della Classificazione Acustica del Territorio. La seguente edizione, del quarto trimestre 2004, costituisce invece un nuovo aggiornamento, necessario al fine di recepire quanto previsto del Decreto del Presidente della Repubblica n 142/2004, recante le disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare. E stato in seguito costituito, presso il Settore Ambiente ed Energia, un Gruppo Intersettoriale con il compito di pervenire ad una proposta di Classificazione Acustica conclusiva e condivisa da tutti i Settori comunali interessati. Di tale Gruppo hanno fatto parte, oltre all Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio, i rappresentanti dei seguenti Settori comunali: Avvocatura Comunale, Demanio e Patrimonio, Strade Parcheggi e Segnaletica, Commercio ed Artigianato, Pianificazione Urbanistica Generale, Decentramento e Autorizzazioni, Trasporti e Mobilità. L attività del Gruppo Intersettoriale, dopo una serie di incontri, si è conclusa con la consegna di una serie di osservazioni 1 che sono state recepite in un documento finale che è stato presentato come proposta di deliberazione di Consiglio Comunale il giorno 11/01/2006, che non è mai stato adottato. Il documento è stato in seguito nuovamente aggiornato nell anno 2007, al fine di recepire le principali trasformazioni urbanistiche di cui è stata oggetto Milano nel periodo intercorso dalla precedente stesura. In particolare si è tenuto conto delle trasformazioni avviate attraverso lo strumento del Programma Integrato di Intervento, che prevede spesso la dismissione di zone industriali e l insediamento di un misto funzionale, con la prevalenza della residenza. Sono inoltre stati recepiti i 1 Comunicazione del Settore Ambiente ed Energia PG /2005 del 25/08/ _00 rev /06/10 5/122
6 principali Progetti che nel medio periodo contribuiranno a modificare il volto della città: Garibaldi Repubblica, Portello, City Life, Montecity Rogoredo. E inoltre stato recepito il Programma di Revisione delle Zone B2 del Piano Regolatore, per un totale di 147 aree pari al 5 % del territorio comunale. L acquisizione della bozza del Piano del Verde ha inoltre permesso di effettuare una ricognizione delle principali zone verdi della città. Tale documento è stato poi sottoposto ai Settori comunali interessati e, il 15/10/2008 il Settore Attuazione Politiche Ambientali, unitamente ad Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio Srl ha promosso un incontro con i Presidenti dei Consigli di Zona, al fine di illustrare il Piano e verificare la connessione tra le realtà territoriali e la Classificazione Acustica proposta. In tale data è stato inoltre chiesto il parere ufficiale dei Consigli di Zona, i quali avrebbero dovuto deliberare entro il termine del 15/11/2008, ai sensi dell art. 29, comma 3, lettera b) del Regolamento comunale del Decentramento Territoriale, maturandosi, in caso di infruttuoso decorso del termine, il silenzio assenso. Nello stesso periodo si è svolta una serie di incontri con i singoli Consigli di Zona, al fine di acquisire preventivamente pareri ed osservazioni, ferma restando la potestà dei Consigli di Zona di proporre nuove osservazioni nel corso della fase seguente all adozione da parte del Consiglio Comunale, di cui all art. 3, terzo comma, della L.R. n. 13/2001. A seguito di quanto sopra, il Consiglio di Zona n. 5 ha espresso parere favorevole senza osservazioni, i Consigli di Zona nn. 1, 2, 8 e 9 non hanno fatto pervenire alcuna osservazione o richiesta, i Consigli di Zona nn. 3, 4 e 6 hanno espresso alcune osservazioni, che sono state esaminate ed in parte accolte. Il Consiglio di Zona n. 7 ha espresso osservazioni e richieste successivamente al termine previsto per la presentazione delle stesse avendo deliberato in data 24 novembre 2008, facendo pertanto maturare il silenzio-assenso. Si è quindi convenuto di tenere conto di tali osservazioni nella fase seguente all adozione del Piano. Il Piano di Classificazione Acustica è stato adottato dal Consiglio Comunale, con deliberazione n 215, il 20 luglio In seguito all adozione è stato pubblicato l annuncio sul BURL della Regione Lombardia ed il Piano è stato pubblicato all Albo Pretorio dal 2 settembre al 2 novembre 2009 e pubblicato sul sito web del Comune di Milano. Il Piano è stato inoltre trasmesso ad ARPA Lombardia ed ai Comuni confinanti per il parere di competenza, come previsto dalla Legge Regionale 13/ _00 rev /06/10 6/122
7 In seguito, contestualmente alla fase di esame e controdeduzione delle Osservazioni pervenute, si è anche proceduto all aggiornamento del Piano tramite il recepimento di trasformazioni e varianti urbanistiche approvate in seguito alla redazione della precedente edizione. Sono prevenute n 59 Osservazioni da parte di cittadini, associazioni o comitati, alcuni pareri da parte dei Comuni confinanti e osservazioni da parte dei Consigli di Zona nn. 2, 3, 7 e 9. In seguito all aggiornamento ed al recepimento di parte delle Osservazioni pervenute, la Classificazione Acustica presenta sostanzialmente invariata la superficie di territorio classificata in classe I, III e VI, mentre risulta aumentata rispettivamente del 0,7 % e del 1,2% la superficie delle classi II e IV. Risulta invece diminuita del 1,9% la percentuale di territorio classificata in classe V. Tale variazione è dovuta principalmente alla netta diminuzione delle classi V seguente alla dismissione di molte aree industriali. La Classificazione che viene proposta al Consiglio Comunale si presenta quindi maggiormente cautelativa rispetto al documento adottato. La Classificazione del Territorio Comunale in Zone Acusticamente Omogenee, detto anche Azzonamento Acustico, consiste nell assegnare ad ogni porzione omogenea di territorio una classe acustica tra le sei individuate dal legislatore; all interno di ognuna delle sei classi si applicano determinati valori limite di rumore. La Classificazione Acustica è uno strumento di pianificazione che fornisce informazioni sui livelli di rumore presenti o previsti sul territorio comunale; il suo obbiettivo è salvaguardare le zone in cui non è riscontrato fono-inquinamento ed indicare gli obiettivi del risanamento per le zone in cui sono riscontrabili livelli acustici che producono impatti negativi sulla salute pubblica. La Classificazione Acustica permette quindi di programmare e pianificare interventi e misure di tutela e riduzione dell inquinamento acustico mediante lo strumento del Piano di Risanamento Acustico, da adottare solo in seguito all adozione della Classificazione Acustica. Le aree oggetto del Piano di Risanamento saranno quelle in cui i valori di attenzione stabiliti dall Azzonamento Acustico non sono rispettati. Mediante la Classificazione Acustica si definiscono con certezza vincoli ed obblighi per l adeguamento delle situazioni esistenti e per autorizzare l attività di nuove sorgenti ed impianti _00 rev /06/10 7/122
8 In sintesi, la Classificazione Acustica è uno strumento necessario per poter procedere ad un governo delle variabili che incidono sul clima acustico per il raggiungimento degli standard di sostenibilità urbana. Si può avere un quadro di riferimento per capire quali aree sono da salvaguardare, quali presentano livelli di rumore accettabili, quali sono a rischio, dove è permesso lo sviluppo di attività rumorose e dove è necessario programmare interventi di risanamento ambientale. In particolare, la Classificazione Acustica del territorio di Milano è stata effettuata - in riferimento agli usi attuali del territorio ed alle previsioni della strumentazione urbanistica e di governo della mobilità, vigente e in itinere sulla base di criteri generali, desunti dalla normativa nazionale (L. 447/95 e D.P.C.M. 14/11/97) e da disposti normativi della Regione Lombardia (L.R. n. 13 del 10/08/01, la D.G.R. n 7 del 12/07/02), e di criteri di contesto emersi dalla fase conoscitiva e riferiti alla particolarità del contesto urbano milanese. Nel seguito si riportano le normative e i criteri, generali e di contesto, utilizzati per l articolazione in zone acustiche del territorio comunale _00 rev /06/10 8/122
9 2 LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO In Italia, la regolamentazione delle emissioni di rumore è avvenuta piuttosto in ritardo rispetto ai Paesi del nord Europa: infatti i limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell ambiente esterno sono stati fissati solo nel 1991 con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri mentre la prima legge organica, la Legge Quadro sull Inquinamento Acustico, è stata emanata nel La Legge Quadro prevede la pubblicazione di una serie di decreti, ad oggi non ancora completata, ed una serie di adempimenti in capo a regioni e comuni. Il quadro normativo nazionale di riferimento è quindi completato dalle disposizioni regionali e dai provvedimenti comunali, dando origine ad un quadro normativo spesso contraddittorio e di difficile applicazione. I principali punti di conflitto normativo sono discussi nel seguito della relazione. Nei seguenti paragrafi è riportata una sintetica rassegna dei principali riferimenti normativi che hanno guidato la redazione della Classificazione Acustica del Comune di Milano. 2.1 Il disposto legislativo statale Si riportano di seguito in dettaglio i riferimenti normativi nazionali I limiti massimi di esposizione al rumore Il D.P.C.M. del 1 marzo 1991 Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell ambiente esterno prevede una serie di adempimenti, che comportano differenti livelli di responsabilità per i diversi operatori sociali ed istituzionali (Enti locali territoriali, imprese, soggetti vari titolari di attività a cui sono associate emissione sonore). In particolare, l'art. 2 (comma 1) prevede per i comuni l'obbligo di elaborare una classificazione in zone del territorio di propria competenza, individuando per ogni zona i limiti massimi di esposizione, forniti dallo stesso D.P.C.M. e riportati nella Tabella _00 rev /06/10 9/122
10 Tabella 1 - Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell ambiente esterno espressi come livello sonoro equivalente (L eq A in db(a)) relativi alle classi di destinazione d'uso del territorio di riferimento. (D.P.C.M. 1 marzo 1991) TEMPI DI RIFERIMENTO CLASSI DI DESTINAZIONE D USO DEL TERRITORIO Diurno Ore 6-22 Notturno Ore 22-6 I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Per quanto riguarda la classificazione in zone, il Decreto propone un articolazione del territorio comunale in sei classi, definite in funzione della destinazione d uso prevalente, della densità abitativa e delle caratteristiche del flusso veicolare: I. Aree particolarmente protette: aree per le quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali, rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. II. Aree ad uso prevalentemente residenziale: aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali ed artigianali. III. Aree di tipo misto: aree interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree agricole interessate da attività che impiegano macchine operatrici. IV. Aree di intensa attività umana: aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; aree portuali; aree con limitata presenza di piccole industrie. V. Aree prevalentemente industriali: aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni. VI. Aree esclusivamente industriali: aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi _00 rev /06/10 10/122
11 La classificazione del territorio comunale proposta in sede legislativa è finalizzata, dunque, alla definizione di ambiti omogenei per l'applicazione dei limiti massimi, diurni e notturni, del livello sonoro equivalente. Ricordiamo per completezza che alcune parti del D.P.C.M. sono state soppresse da un D.P.C.M. successivo (D.P.C.M. 14/11/1997) ed altre annullate da una sentenza della corte costituzionale La Legge Quadro sull inquinamento acustico 447/95 Nel 1995 viene emanata in Italia la prima legge organica in materia di rumore, la Legge 447. Essa si compone di 17 articoli e fornisce un quadro di riferimento generale da specificare attraverso Decreti Attuativi e Leggi Regionali. Con la Legge Quadro viene introdotta una definizione del termine "inquinamento acustico" di gran lunga più ampia rispetto a quella fornita dal D.P.C.M. del 1991 per il termine "rumore". In particolare, l'inquinamento acustico viene inteso come l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno, tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali e dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi. Oltre alla definizione di inquinamento acustico, vengono fornite le definizioni di ambiente abitativo, che riprende quella già contenuta nel D.P.C.M. del 1991, e di sorgenti sonore fisse e mobili. Inoltre, rispetto al D.P.C.M. del 1991 che fissava esclusivamente i limiti massimi di immissione in riferimento alle classi di destinazione d'uso del territorio, la Legge Quadro introduce i concetti di valori di attenzione e valori di qualità. In merito alle competenze, va rilevato che la Legge Quadro individua una nuova figura professionale, il tecnico competente, idoneo ad effettuare le misurazioni, verificare l'ottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico e svolgere le relative attività di controllo. La Legge Quadro, inoltre, introducendo la Classificazione del Territorio Comunale in Zone Acusticamente Omogenee, sembra orientata alla ricerca di un armonizzazione tra le esigenze di protezione dal rumore e gli aspetti inerenti alla pianificazione urbanistica e dei trasporti, evidenziando la necessità di affrontare il fenomeno dell inquinamento acustico attraverso strategie d area, contrapposte alla logica _00 rev /06/10 11/122
12 dell intervento puntuale che a lungo ha guidato sia l azione comunitaria che quella nazionale I Decreti e i Regolamenti di attuazione della Legge Quadro 447/95 Alla Legge 447/95 hanno fatto seguito numerosi Decreti attuativi che ne specificano i principi generali; elencati qui di seguito. Decreto del Ministero dell'ambiente 11 dicembre 1996, "Applicazione del criterio differenziale per gli impianti a ciclo produttivo continuo". Decreto del Ministero dell'ambiente 31 ottobre 1997, "Metodologia di misura del rumore aeroportuale". Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997 "Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore". Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 1997 "Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici". Decreto del Presidente della Repubblica 11 dicembre 1997 n 496, "Regolamento recante norme per la riduzione dell'inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili". Decreto del Ministero dell'ambiente 16 marzo 1998, relativo alle "Tecniche di rilevamento e di misurazione dell'inquinamento acustico". Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 1998, "Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l'esercizio dell'attività del tecnico competente in acustica, ai sensi dell art. 3 comma 1, lettera b), e dell art. 2, commi 6, 7, 8, della legge 26 ottobre 1995, n 447 Legge Quadro sull inquinamento acustico ". Decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1998, n 459, "Regolamento recante norme di esecuzione dell'art. 2 della legge 26 ottobre 1995, n 447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario". Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 16 aprile 1999 n 215 Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi. Decreto del Ministero dell'ambiente del 20 maggio 1999, "Criteri per la progettazione dei sistemi di monitoraggio per il controllo dei livelli di _00 rev /06/10 12/122
13 inquinamento acustico in prossimità degli aeroporti nonché criteri per la classificazione degli aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico". Decreto del Presidente della Repubblica del 9 novembre 1999, n 476, "Regolamento recante modificazioni al D.P.R. 11 dicembre 1997 n 496, concernente il divieto di voli notturni". Decreto del Ministero dell'ambiente del 3 dicembre 1999, "Procedure antirumore e zone di rispetto negli aeroporti". Decreto Ministero Ambiente 29 novembre 2000 Criteri per la predisposizione, da parte delle Società e degli Enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore. Decreto Presidente della Repubblica 3 aprile 2001, n 304 Regolamento recante disciplina delle emissioni sonore prodotte dallo svolgimento delle attività motoristiche, a norma dell articolo 11 della legge 26 novembre 1995 n 447. Decreto Ministero Ambiente 23 novembre 2001 Modifiche dell allegato 2 del decreto ministeriale 29 novembre 2000 Criteri per la predisposizione, da parte delle Società e degli Enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore. Decreto del Presidente della Repubblica del 30 marzo 2004, n 142 Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n 447. Tra questi, sembra opportuno fornire alcune specificazioni relative al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 novembre 1997 sulla "Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore". Quest'ultimo fissa, in relazione alle classi di destinazione d'uso del territorio, i valori limite di emissione riferiti alle sorgenti sonore fisse e mobili (tab. B del decreto); i valori limite di immissione - che restano invariati rispetto a quelli fissati dal D.P.C.M. del riferiti al rumore immesso nell'ambiente esterno dall'insieme di tutte le sorgenti sonore (tab. C del decreto), i valori di qualità (tab. D del decreto) e i valori di attenzione "espressi come livelli continui equivalenti di pressione sonora ponderata A", riferiti a specifici intervalli temporali (cfr. Tabella 2 e Tabella 3). In particolare, per quanto riguarda i valori limite di immissione, il Decreto precisa che per alcune infrastrutture, quali ad esempio quelle stradali, ferroviarie, marittime e _00 rev /06/10 13/122
14 aeroportuali, tali limiti non si applicano all'interno delle rispettive fasce di pertinenza, individuate dai relativi Decreti attuativi. All'esterno di tali fasce, dette sorgenti concorrono al raggiungimento dei limiti assoluti di immissione. Tabella 2 - Valori limite di emissione L eq A in db(a) TEMPI DI RIFERIMENTO CLASSI DI DESTINAZIONE D USO DEL TERRITORIO Diurno Ore 6-22 Notturno Ore 22-6 I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Tabella 3 - Valori limite di immissione L eq A in db(a) TEMPI DI RIFERIMENTO CLASSI DI DESTINAZIONE D USO DEL TERRITORIO Diurno Ore 6-22 Notturno Ore 22-6 I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto, la Legge Quadro 447/95 prevede, all articolo 11, l utilizzo di appositi regolamenti di disciplina, di cui allo stato attuale è stato emanato il D.P.R. 18 novembre 1998, n 459 "Regolamento recante norme di esecuzione dell articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n 447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario", il D.P.R. 11 dicembre 1997 n 496 Regolamento recante norme per la riduzione dell inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili, il D.P.R. 9 novembre 1999 n 476 Regolamento recante modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica 11 dicembre 1997, n 496, concernente il divieto di voli notturni, il D.P.R. 3 aprile 2001, n 304 Regolamento recante disciplina delle emissioni sonore prodotte dalle attività motoristiche, a norma dell articolo 11 della legge 26 novembre 1995, n 447 e il D.P.R. 30 marzo 2004 N 142 Disposizioni per il contenimento e la prevenzione _00 rev /06/10 14/122
15 dell inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n 447. I regolamenti riguardanti il traffico ferroviario e quello veicolare prevedono fasce di pertinenza acustica con associati determinati limiti acustici riferiti al livello di rumore immesso dovuto al solo contributo dell infrastruttura. Il D.P.C.M. 14/11/97 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore chiarisce il significato delle fasce di pertinenza e conseguentemente i limiti di validità della classificazione acustica. Si precisa che alle infrastrutture stradali, ferroviarie, marittime e aeroportuali di cui all art. 11 della legge 447/95 non si applicano i valori limite di immissione di classe in corrispondenza delle relative fasce di pertinenza o zone di rispetto. I suddetti regolamenti stabiliscono inoltre, all interno di tali fasce e zone di rispetto, i valori limite riferiti al rumore immesso dalla singola infrastruttura. All interno delle fasce di pertinenza e delle zone di rispetto, relativamente alle sorgenti diverse dall infrastruttura di trasporto, valgono comunque i limiti di emissione e di immissione validi per la classe assegnata. In considerazione di ciò la Classificazione Acustica sarà di fatto costituita da due strati sovrapposti: la classificazione acustica generale, definita su tutto il territorio comunale, e le aree comprese all interno delle fasce di pertinenza e zone di rispetto. La Classificazione Acustica generale, quella tradizionalmente intesa, si riferisce a tutto il territorio comunale ed ha valore per tutte le sorgenti, salvo quando ci si trovi all interno delle fasce di pertinenza e delle zone di rispetto aeroportuali: in tali casi i limiti di immissione e di emissione relativi alla classe sono inerenti a tutte le sorgenti con l esclusione delle infrastrutture. Per queste ultime valgono i limiti fissati dai corrispondenti decreti, relativi al rumore immesso dovuto al solo contributo dell infrastruttura. Per quanto riguarda le infrastrutture stradali (D.P.R. 30/03/2004 n 142) sono definite fasce di pertinenza per le infrastrutture esistenti e loro varianti, per le nuove infrastrutture in affiancamento a quelle esistenti e per le infrastrutture di nuova realizzazione. La Tabella 4 e la Tabella 5 riportano la larghezza delle fasce di pertinenza per le varie tipologie di strade così come definite dal Nuovo Codice della Strada, ed i relativi limiti di immissione, rispettivamente per le infrastrutture esistenti o assimilabili e per quelle di nuova realizzazione _00 rev /06/10 15/122
16 Tabella 4 Fasce di pertinenza e relativi limiti di immissione per strade esistenti e assimilabili (ampliamenti in sede, affiancamenti e varianti) TIPO DI STRADA A (autostrada) SOTTOTIPI A FINI ACUSTICI AMPIEZZA FASCIA DI PERTINENZA ACUSTICA (m) 100 (fascia A) 150 (fascia B) 100 (fascia A) B (extraurbana principale) 150 C (extraurbana secondaria) D (urbana di scorrimento) E (urbana di quartiere) F (locale) Ca (strade a carreggiate separate e tipo IV CNR 1980) Cb (tutte le altre strade extraurbane secondarie) Da (strade a carreggiate separate e interquartiere) Db (tutte le altre strade urbane di scorrimento) * Per le scuole vale solo il limite diurno (fascia B) 100 (fascia A) 150 (fascia B) SCUOLE*, OSPEDALI, CASE DI CURA E DI RIPOSO DIURNO NOTTURNO db(a) db(a) ALTRI RICETTORI DIURNO NOTTURNO db(a) db(a) (fascia A) (fascia B) Definiti dai comuni, nel rispetto dei valori riportati in tabella C allegata al DPCM in data 14/11/1997 e comunque in modo conforme alla zonizzazione acustica delle aree urbane, come previsto dall art. 6, comma 1, lettera a), della legge n. 447/ _00 rev /06/10 16/122
17 Tabella 5 - Fasce di pertinenza e relativi limiti di immissione per strade di nuova realizzazione TIPO DI STRADA A (autostrada) B (extraurbana principale) SOTTOTIPI A FINI ACUSTICI AMPIEZZA FASCIA DI PERTINENZA ACUSTICA (m) SCUOLE*, OSPEDALI, CASE DI CURA E DI RIPOSO DIURNO db(a) NOTTURNO db(a) ALTRI RICETTORI DIURNO db(a) NOTTURNO db(a) C (extraurbana secondaria) D (urbana di scorrimento) E (urbana di quartiere) F (locale) C C Definiti dai comuni, nel rispetto dei valori riportati in tabella C allegata al DPCM in data 14/11/1997 e comunque in modo conforme alla zonizzazione acustica delle aree urbane, come previsto dall art. 6, comma 1, lettera a), della legge n. 447/1995. * Per le scuole vale solo il limite diurno Per quanto riguarda le infrastrutture ferroviarie (D.P.R. 18/11/1998, n 459), nel caso di infrastrutture esistenti e loro varianti, infrastrutture di nuova realizzazione in affiancamento a quelle esistenti e infrastrutture di nuova realizzazione con velocità di progetto non superiore a 200 km/h, la fascia di pertinenza è suddivisa in due parti: Fascia A: la parte più vicina all infrastruttura, della larghezza di 100 m. Fascia B: la parte più distante dall infrastruttura, della larghezza di 150 m a partire dal limite della fascia A. Nel caso di infrastrutture di nuova realizzazione con velocità di progetto superiore a 200 km/h è definita una sola fascia della larghezza di 250 metri. L ampiezza totale delle due fasce di pertinenza può essere ampliata fino a 500 metri in presenza di ricettori sensibili _00 rev /06/10 17/122
18 La Tabella 6 riporta la larghezza delle fasce di pertinenza per le infrastrutture ferroviarie esistenti e di nuova realizzazione ed i relativi limiti di immissione per i diversi tipi di ricettori. Tabella 6 - Fasce di pertinenza e relativi limiti di immissione per le infrastrutture ferroviarie TIPO DI FERROVIA NUOVA REALIZZAZIONE VELOCITA DI PROGETTO > 200 km/h NUOVA REALIZZAZIONE VELOCITA DI PROGETTO < 200 km/h ESISTENTI E ASSIMILABILI AMPIEZZA FASCIA DI PERTINENZA ACUSTICA (m) SCUOLE*, OSPEDALI, CASE DI CURA E DI RIPOSO DIURNO db(a) NOTTURNO db(a) ALTRI RICETTORI DIURNO db(a) NOTTURNO db(a) m (Fascia A) 150 m (Fascia B) * Per le scuole vale solo il limite diurno Le aree in prossimità degli aeroporti sono suddivise in zone a seconda dell impatto acustico ivi prodotto dall attività aeroportuale medesima; esse sono soggette a specifici vincoli urbanistici. In particolare il D.M. 31/10/97 prevede che, tenuto conto del piano regolatore aeroportuale, degli strumenti di pianificazione aeroportuale e urbanistica vigenti e delle procedure antirumore adottate, siano definite tre zone di rispetto denominate A, B e C. All interno di dette zone valgono i seguenti limiti per la rumorosità prodotta dalle attività aeroportuali: Zona A: l indice L VA non può superare il valore di 65 db(a). Zona B: l indice L VA non può superare il valore di 75 db(a). Zona C: l indice L VA può superare il valore di 75 db(a) _00 rev /06/10 18/122
19 Al di fuori delle zone A, B e C l indice L VA non può superare il valore di 60 db(a). Il parametro L VA, da valutarsi in db(a), corrisponde al livello energetico medio del rumore dovuto al solo contributo del passaggio di aeromobili sulle tre settimane di maggior movimento all interno di tre periodi prefissati dell anno. In tali zone, fatte salve le attività e gli insediamenti esistenti al momento dell entrata in vigore del decreto, i Piani Regolatori Generali sono adeguati tenendo conto delle seguenti indicazioni per gli usi del suolo: Zona A: nessuna limitazione. Zona B: solo attività agricole, allevamenti di bestiame, attività industriali e assimilate, attività commerciali, attività di ufficio, terziario e assimilato, previa adozione di adeguate misure di isolamento acustico. Zona C: esclusivamente le attività funzionalmente connesse con l uso ed i servizi delle infrastrutture aeroportuali. 2.2 Il disposto legislativo regionale La Legge Quadro, tra le varie competenze per lo più di carattere amministrativo che assegna alle regioni, stabilisce che le regioni definiscano, con propria legge, i criteri in base ai quali i comuni devono procedere alla classificazione del proprio territorio in zone acusticamente omogenee. La Giunta Regionale della Regione Lombardia ha emanato la L.R. n 13 del 10/08/01 Norme in materia di inquinamento acustico. La Legge Regionale, oltre a dettare i criteri generali per la Classificazione Acustica del Territorio e a definirne le procedure di approvazione, affronta numerosi altri temi. Tra questi i principali sono: la previsione di impatto acustico e di clima acustico, la regolamentazione del rilascio delle autorizzazioni per lo svolgimento delle attività temporanee, i piani di risanamento comunali. Di seguito sono indicate le principali indicazioni contenute nella Legge Regionale riguardanti la Classificazione Acustica del Territorio Comunale. E vietato prevedere il contatto diretto di aree, anche appartenenti a comuni confinanti, i cui valori limite si discostino in misura superiore a 5 db(a); _00 rev /06/10 19/122
20 nel caso di zone urbanizzate in cui non sia possibile, per preesistenti destinazioni d uso, rispettare quanto indicato al punto precedente, è possibile prevedere il contatto di aree i cui valori limite si discostino fino a 10 db(a). In questo caso il comune deve adottare, contestualmente alla Classificazione Acustica, un Piano di Risanamento Acustico relativo a dette aree; non possono essere comprese nella classe I, di cui al D.P.C.M. 14 novembre 1997, le aree che si trovino all interno delle fasce di pertinenza delle infrastrutture stradali e ferroviarie e delle zone di rispetto dell intorno aeroportuale ; non possono essere comprese in classe inferiore alla IV le aree che si trovano all'interno delle zone di rispetto B dell'intorno aeroportuale e, per distanze inferiori a cento metri, le aree che si trovino all'interno delle fasce di pertinenza delle infrastrutture stradali e ferroviarie di grande comunicazione ; non possono essere classificate in classe I o II le aree con presenza di attività industriali ed artigianali ; ai fini della classificazione in classe V è ammissibile la presenza non preponderante di attività artigianali, commerciali ed uffici ; ai fini della classificazione in classe VI è ammissibile una limitata presenza di attività artigianali. Il 12/07/2002, con deliberazione n VII/9776, la Giunta Regionale ha approvato, ai sensi dell art. 2, comma 3 della Legge Regionale, la D.G.R. n 7 Criteri tecnici di dettaglio per la redazione della classificazione acustica del territorio comunale. I criteri indicati in questo documento sono molti, e verranno richiamati quando necessario nel seguito della relazione. Per sommi capi tali criteri riguardano: le infrastrutture stradali; le infrastrutture ferroviarie; le attività ed aree di rispetto aeroportuali; le infrastrutture ed impianti produttivi o commerciali; le aree destinate a spettacolo a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all aperto. Vengono altresì richiamati alcuni criteri generali per la Classificazione Acustica del Territorio e fornite indicazioni circa la corrispondenza tra destinazioni urbanistiche e classi acustiche _00 rev /06/10 20/122
21 Infine, con DGR n VIII/11349 del 10/02/2010, a integrazione della precedente delibera, la Regione ha introdotto criteri aggiuntivi per la rappresentazione cartografica e digitale dei Piani di Classificazione Acustica e per l invio della documentazione relativa. In particolare nel paragrafo 9 dell Allegato alla DGR vengono indicati da consegnare: l elaborato informatizzato georeferenziato della classificazione acustica del territorio comunale in formato shapefile; la scheda contenente l informazione a corredo dello strato informativo (metadati); la copia della deliberazione del Consiglio Comunale di approvazione della Classificazione Acustica Il dispositivo comunale Ai comuni è stato attribuito il ruolo di ente di riferimento per la prevenzione e il risanamento dell'inquinamento acustico. Gran parte degli obiettivi di fondo della legge quadro hanno infatti come condizione di base l'adempimento dei compiti assegnati ai comuni in base all articolo 6, che sono sinteticamente riassumibili in: a) classificazione del Territorio Comunale in Zone Acusticamente Omogenee, secondo i criteri stabiliti in sede regionale; b) coordinamento degli strumenti urbanistici già adottati con la Classificazione Acustica; c) adozione dei Piani di Risanamento Acustico; d) il controllo, secondo criteri stabiliti dalla regione, del rispetto della normativa per la tutela dall inquinamento acustico all atto del rilascio delle concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili e infrastrutture, nonché dei provvedimenti di licenza o di autorizzazione all esercizio di attività produttive; e) l adozione dei regolamenti per l attuazione della disciplina statale e regionale per la tutela dell inquinamento acustico; f) la rilevazione e il controllo delle emissioni sonore prodotte dai veicoli; g) i controlli dell osservanza di varie prescrizioni normative; _00 rev /06/10 21/122
22 h) l autorizzazione, anche in deroga ai valori limite, di attività temporanee (cantieri edili) e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile, nel rispetto delle prescrizioni indicate dal comune stesso; i) la realizzazione di programmi di riduzione dell inquinamento acustico, in particolare nel periodo notturno, prodotto da impianti ed attrezzature utilizzate per i servizi pubblici di trasporto, raccolta rifiuti, pulizia strada. La Legge Quadro prevede inoltre che i Comuni adeguino i regolamenti locali di igiene e sanità o di polizia municipale, prevedendo apposite norme contro l inquinamento acustico. Viene inoltre data ai comuni facoltà di individuare limiti di esposizione al rumore inferiori a quelli determinati in sede statale in zone del territorio che presentano un rilevante interesse paesaggistico - ambientale e turistico. La Classificazione del Territorio Comunale in Zone Acusticamente Omogenee è senza dubbio l'adempimento di maggior rilievo tra quelli previsti. I valori limite di esposizione al rumore indicati dalla normativa sono applicabili esclusivamente in presenza della Classificazione Acustica. La Classificazione Acustica pone inoltre le basi per la redazione del Piano di Risanamento Acustico del territorio comunale, come già previsto dal D.P.C.M. 01/02/1991. Secondo quanto indicato dalla Legge Quadro, l'adozione del Piano di Risanamento Acustico diviene obbligatoria: in caso di superamento dei valori di attenzione (art. 2, comma 1, lett. g); nel caso di contatto diretto, nella Classificazione Acustica del territorio, tra aree i cui valori limite di esposizione al rumore differiscano di 10 db(a), come anche ribadito dalla Legge Regionale 13/2001 art. 2. Il Comune di Milano, al Capitolo 7 del Titolo II del Regolamento Locale di Igiene ha emanato alcune disposizioni riguardo al rumore. Le manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico che comportano l impiego di macchinari e/o impianti rumorosi che superano i limiti di esposizione al rumore devono ottenere preventiva autorizzazione in deroga _00 rev /06/10 22/122
23 Vengono inoltre regolamentate le attività rumorose temporanee da cantiere, anche in deroga ai limiti di esposizione di legge. Il Comune di Milano, ha inoltre emanato la Deliberazione di Giunta Comunale n 1677/2010 del 4 giugno 2010 Approvazione delle linee di indirizzo per il rilascio delle autorizzazioni in deroga ai limiti di rumore ai sensi dell articolo 6 comma 1 - lettera h) della legge n. 447 del 26 ottobre 1995 per manifestazioni di pubblico spettacolo, che sostituisce le Deliberazioni n 2294 del 22/07/1998 e n 763 del 06/04/2004. Tale documento ha lo scopo di dettare le linee di indirizzo per lo svolgimento delle manifestazioni di pubblico spettacolo che prevedono l utilizzo di impianti di amplificazione e diffusione musicale, e per le quali sia previsto il rilascio dell autorizzazione in deroga ai limiti di rumorosità vigenti. Le autorizzazioni in deroga per i concerti e gli spettacoli stabiliscono: i valori limite da rispettare; gli orari e i giorni per lo svolgimento degli eventi; eventuali prescrizioni per il contenimento delle emissioni sonore; gli obblighi a carico dei titolari, gestori o organizzatori delle manifestazioni. In particolare tale Deliberazione definisce le procedure per il rilascio delle autorizzazioni in deroga. Per tutte le manifestazioni di pubblico spettacolo svolte presso le strutture elencate in tabella 13 deve sempre essere inoltrata richiesta di autorizzazione in deroga, e viene definito il numero massimo di autorizzazioni rilasciabili in un anno solare. Per le medesime strutture vengono anche indicati i limiti massimi di immissione sonora autorizzabili in deroga (tabella 8) ed il valore massimo di Leq(A) orario (max 8 ore) autorizzabile in deroga (tabella 9). Per tali siti vengono anche individuati i recettori presso i quali dovranno essere eseguite le eventuali misure di controllo, effettuate da ARPA su richiesta dell Amministrazione comunale. Per le manifestazioni di pubblico spettacolo presso lo Stadio Meazza sono stabilite inoltre delle specifiche prescrizioni, per quanto riguarda i parcheggi, il potenziamento _00 rev /06/10 23/122
24 del trasporto pubblico, il potenziamento dei servizi di Polizia Locale, l organizzazione dell accessibilità allo Stadio, la pulizia dell area. Tabella 7 Numero di autorizzazioni in deroga rilasciabili in un anno solare. Stadio Meazza Arena Piazza Duomo SITO Cascina Monluè Piazza del Cannone Largo Beltrami Velodromo Vigorelli Arco della Pace Ottagono Piazza Duca d Aosta Area Lampugnano Fabbrica del Vapore Piazza Sant Eustorgio Piazza Santo Stefano Piazza Leonardo Da Vinci Cassina Anna Altri siti all aperto NUMERI AUTORIZZAZIONI RILASCIABILI n. 4 manifestazioni di pubblico spettacolo con utilizzo di tutto lo Stadio n. 4 manifestazioni di pubblico spettacolo con utilizzo solo 1 e 2 anello n. 15 manifestazioni di pubblico spettacolo con capienza sino a spettatori n. 7 manifestazioni di pubblico spettacolo con capienza da a spettatori n. 2 manifestazioni di pubblico spettacolo con capienza da a max spettatori n. 10 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 15 manifestazioni di pubblico spettacolo con utilizzo esclusivamente di strumenti soggetti a limitazione acustica (è escluso l utilizzo di percussioni e fiati) n. 10 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 7 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 7 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 8 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 10 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 10 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 5 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 10 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 8 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 8 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 8 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 8 manifestazioni di pubblico spettacolo n. 6 manifestazioni di pubblico spettacolo _00 rev /06/10 24/122
25 Tabella 8 Limiti massimi di immissione sonora autorizzabili in deroga Stadio G. Meazza SITO LAeq SULL EVENTO (*) 78,0 db(a) ove sia previsto l utilizzo dei primi 2 anelli 80,0 db(a) ove è previsto l utilizzo di tutto lo stadio Civica ARENA Piazza Duomo Cascina Monluè Piazza del Cannone Via Beltrami Velodromo VIGORELLI Arco della Pace Ottagono int. Galleria Vittorio Emanuele Piazza Duca d Aosta Area circostante MM1 Lampugnano Fabbrica del Vapore Piazza Santo Stefano Piazza Sant Eustorgio Piazza Leonardo Da Vinci Cassina ANNA 75,0 db(a) per concerti sino a spettatori 78,0 db(a) per concerti da a spettatori 80,0 db(a) per concerti da a un massimo di spettatori 80,0 db(a) 78,0 db(a) 76,0 db(a) 78,0 db(a) 78,0 db(a) 76,0 db(a) 78,0 db(a) 78,0 db(a) 70,0 db(a) 74,0 db(a) 75,0 db(a) 75,0 db(a) 75,0 db(a) 72,0 db(a) Tabella 9 Valori massimi di Leq(A) (max 8 ore) autorizzabili in deroga SITO LAeq ORARIO MASSIMO Civica ARENA 72,0 db(a) Piazza Duomo 75,0 db(a) Cascina Monluè 75,0 db(a) Piazza del Cannone 73,0 db(a) Via Beltrami 74,0 db(a) Velodromo VIGORELLI 73,0 db(a) Arco della Pace 70,0 db(a) Ottagono int. Galleria Vittorio Emanuele 75,0 db(a) Piazza Duca d Aosta 75,0 db(a) Area circostante MM1 Lampugnano 65,0 db(a) Fabbrica del Vapore 70,0 db(a) Piazza Santo Stefano 72,0 db(a) Piazza Sant Eustorgio 72,0 db(a) Piazza Leonardo Da Vinci 72,0 db(a) Cassina ANNA 70,0 db(a) _00 rev /06/10 25/122
26 Per quanto riguarda le aree e le strutture non indicate in tabella 13, i valori in deroga non potranno comunque essere superiori a 78,0 db(a) per i concerti e a 75,0 db(a) per gli spettacoli _00 rev /06/10 26/122
27 3 METODOLOGIA DI LAVORO La Classificazione Acustica del Territorio è un atto tecnico politico di governo del territorio in quanto ne disciplina l uso e vincola le modalità di sviluppo delle attività ivi svolte. In linea generale, tale Piano, sulla scorta dei riferimenti normativi precedentemente visti, si basa sulla tipologia d uso del territorio e non solamente su una sua fotografia acustica, in quanto deve tendere alla salvaguardia della popolazione. La Classificazione del Territorio Comunale in Zone Acusticamente Omogenee richiede una conoscenza puntuale sia delle destinazioni d uso attuali del territorio che delle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti e in itinere. Nel dettaglio, il lavoro è stato svolto secondo i punti metodologici di seguito descritti, tenendo conto dei già citati disposti normativi nazionali e regionali. Al fine di rendere univoci gli indirizzi di Piano con i restanti interventi di pianificazione adottati dal Comune di Milano, nel corso della prima stesura del Piano, è stata istituita una commissione tecnica con compiti di indirizzo da esercitare durante la stesura del Piano. I funzionari comunali membri della commissione sono stati indicati dagli Assessori all Ambiente ed Energia, allo Sviluppo del Territorio, ed ai Trasporti e Mobilità. 3.1 Banche dati e basi cartografiche prese a riferimento In questa fase preliminare del lavoro sono state reperite tutte le informazioni necessarie alla redazione del Piano, ed in particolare: Basi cartografiche necessarie per la lettura del territorio; Regolamenti comunali; P.R.G. di Milano; Programma di Revisione delle Zone B2 del Piano Regolatore; Progetti urbanistici; Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.), 2001; Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.), 2003; Piano Urbano della Mobilità (P.U.M.), e variante 2006; Piano Generale del Traffico Urbano (P.G.T.U.), 2003; Stato di Fatto del Piano dei Servizi - Comune di Milano Settore Pianificazione Urbanistica Generale, 2009; _00 rev /06/10 27/122
28 Banche dati ed informazioni riguardanti le strutture sensibili; Informazioni riguardo le infrastrutture di trasporto e loro tracciati; Relazioni riguardanti il rumore aeroportuale e l operatività dello scalo di Milano Linate; P.R.G. e Classificazioni Acustiche dei comuni confinanti con Milano; Mosaico Informatizzato degli Strumenti Urbanistici Comunali, Provincia di Milano Settore Pianificazione Territoriale SIT; Dati relativi alle indagini fonometriche effettuate sul territorio comunale. 3.2 Analisi dello stato di fatto del territorio La prima fase del lavoro è stata la suddivisione del territorio cittadino in isolati che costituiscono, nell ambito della Classificazione Acustica, l unità minima di territorio. A questo scopo è stata acquisita, dal Sistema Informativo del Comune di Milano, la delimitazione degli isolati evidenziabili dalla Cartografia Tecnica Comunale. L analisi dello stato di fatto del territorio è stata effettuata a partire dalle basi cartografiche disponibili, integrando con sopralluoghi laddove necessario. Preziose informazioni sono state desunte dai rilievi aerofotogrammetrici, riportati in due diversi documenti consultati: Digital Color Ortho Photo 2000 e Milano Volo 2001, in seguito aggiornati con i rilievi più recenti disponibili. Di grande utilità è stato inoltre il database, estratto dallo Stato di Fatto del Piano dei Servizi (ultimo aggiornamento giugno 2009), relativo alla georeferenziazione dei recettori sensibili sul territorio cittadino. Lo stato di fatto del territorio è stato inoltre analizzato a partire dai dati riportati in una serie di 32 tavole in scala 1: Analisi del PRG di Milano e degli strumenti pianificatori dei comuni confinanti La valutazione del Piano Regolatore Generale esistente ha permesso di eseguire una prima suddivisione del territorio in zone secondo la propria destinazione d uso, considerando la classificazione eseguita ai sensi del D.M. 1444/ _00 rev /06/10 28/122

References: art. 29
 art. 3
 sentenza 
 art. 3
 art. 2
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 11
 art. 11
 art. 6
 art. 6
 art. 2
 articolo 6
 art. 2
 articolo 6