Source: http://condomini.altervista.org/Usucapione.htm
Timestamp: 2017-07-25 18:46:59+00:00

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Usucapione parti comuni condominiali
Suprema Corte di Cassazione Sezione II Civile Sentenza 6 luglio - 6 ottobre 2016, n. 20039: Il condómino che intende usucapire un bene comune condominiale, deve dimostrare senza ombra di dubbio di aver mantenuto il possesso del bene in oggetto, senza ombra di dubbio ..... Nella specie, la Corte di Appello, all'esito di una complessiva valutazione delle testimonianze raccolte in corso di causa, ha ritenuto non acquisita la prova della intervenuta usucapione, rilevando da un lato che i testi escussi hanno reso dichiarazioni alquanto generiche, con particolare riferimento all'elemento cronologico, e dall'altro che le dichiarazioni parzialmente favorevoli alla tesi dell'appellante, rese dai testi F. e M., risultano contrastate dalla deposizione della teste E., la quale ha riferito che "...con tutti gli altri occupanti lo stabile facevano le conserve di pomodoro nel cortile comune, dove adesso il sig. C. ha chiuso...". La valutazione espressa dal giudice del gravame circa il mancato raggiungimento della prova della dedotta usucapione costituisce espressione di un apprezzamento in fatto che, in quanto sorretto da una motivazione sufficiente e immune da incongruenze logiche, si sottrae al sindacato di questa Corte, spettando solo al giudice di merito individuare le fonti del proprio convincimento e a tale fine valutare le prove, controllarne la attendibilità e la concludenza, scegliere tra le risultanze istruttorie quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione, dare prevalenza all'uno o all'altro mezzo di prova (Cass. 14-10-2010 n. 21224; Cass. 5-3-2007 n. 5066; Cass. 21-4-2006 n. 9368; Cass. 20-4-2006 n. 9234; Cass. 16-2-2006 n. 3436; Cass. 20-10- 2005 n. 20322). Come si è rilevato, d'altro canto, la Corte di Appello non si è limitata a dare atto del contrasto emerso tra le varie deposizioni testimoniali raccolte in corso di causa, ma ha altresì osservato che le testimonianze favorevoli all'appellante apparivano generiche, in particolare con riferimento all'elemento cronologico; e tale valutazione di "genericità" e conseguente inidoneità della prova a far ritenere acquisiti sufficienti elementi a dimostrazione della tesi dell'usucapione, non ha costituito oggetto di specifiche censure da parte dei ricorrenti. Ciò posto, si rammenta che, secondo il costante orientamento di questa Corte, in tema di ricorso per cassazione, qualora la decisione impugnata si fondi su di una pluralità di ragioni, tra loro distinte ed autonome e singolarmente idonee a sorreggerla sul piano logico e giuridico, l'omessa impugnazione di tutte le rationes decidendi rende inammissibili, per difetto di interesse, le censure relative alle singole ragioni esplicitamente fatte oggetto di doglianza, in quanto queste ultime, quand'anche fondate, non potrebbero comunque condurre, stante l'intervenuta definitività delle altre non impugnate, all'annullamento della decisione stessa (v. per tutte Cass. Sez. Un. 29-3-2013 n. 7931). 4) Per le ragioni esposte il ricorso deve essere rigettato, con conseguente condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese sostenute dai resistenti nel presente giudizio di legittimità, liquidate come da dispositivo.
Cassazione civile, Sentenza n. 20039 del 6/10/2016 Impossibile acquisire per usucapione parti comuni condominiali 1 Con atto di citazione notificato il 19-7-1990 C.A., A.I., S.D., D.S.M., P.A. e F.A. convenivano dinanzi al Tribunale di Salerno C.F., esponendo di essere tutti proprietari condomini unità immobiliari site in ____________, e lamentando che il convenuto, in occasione della ristrutturazione di alcuni suoi immobili, aveva chiuso con opere murarie e con una porta a battenti in ferro un porticato comune a tutti i condomini e, inoltre, si era impossessato di un forno e aveva demolito un pozzo comune e dei lavatoi. Tanto premesso, gli attori chiedevano la condanna del convenuto alla demolizione delle opere illegittime e al ripristino dello stato dei luoghi, oltre al risarcimento danni. ...........
Con sentenza in data 7-2-2006 il Tribunale adito accoglieva la domanda attrice e, per l'effetto, dichiarava illegittime le opere di chiusura del porticato eseguite dal convenuto, condannando quest'ultimo al loro abbattimento e al ripristino dello stato dei luoghi........ Con sentenza in data 27-10-2011 la Corte di Appello di Salerno rigettava il gravame proposto avverso la predetta decisione da C.F., rilevando che non risultava dimostrata la dedotta proprietà dell'area in contestazione in capo al convenuto, nè per titolo nè per usucapione......La valutazione espressa dal giudice del gravame circa il mancato raggiungimento della prova della dedotta usucapione costituisce espressione di un apprezzamento in fatto che, in quanto sorretto da una motivazione sufficiente e immune da incongruenze logiche, si sottrae al sindacato di questa Corte, spettando solo al giudice di merito individuare le fonti del proprio convincimento e a tale fine valutare le prove, controllarne la attendibilità e la concludenza, scegliere tra le risultanze istruttorie quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione, dare prevalenza all'uno o all'altro mezzo di prova (Cass. 14-10-2010 n. 21224; Cass. 5-3-2007 n. 5066; Cass. 21-4-2006 n. 9368; Cass. 20-4-2006 n. 9234; Cass. 16-2-2006 n. 3436; Cass. 20-10- 2005 n. 20322).
Nessuna usucapione per un locale adibito a deposito cassoni acqua Cassazione civile , sez. VI-2, sentenza 02.08.2012 n° 13893 In virtù dell'art. 1158 del cod. civ. : deve trattarsi di un possesso continuo, ininterrotto, pacifico e pubblico; non occorre l'elemento soggettivo della buona fede, perché il possessore può anche essere in mala fede; deve comunque trattarsi di possesso e non di detenzione; deve trattarsi di un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale; non sono suscettibili di usucapione i diritti personali, e, quindi, non possono acquistarsi per usucapione i diritti inerenti alla qualità di socio di una cooperativa; occorre che il possesso si protragga ininterrottamente per venti anni e che sia accompagnato dall'intenzione di esercitare un potere sulla cosa, sia direttamente che tramite il detentore .... mancata produzione della prova di un possesso esclusivo del locale, essendo insufficienti quelle condotte (quali il deposito di scatole appartenenti ad un condomino) che sono manifestazioni di un uso da parte del compossessore non in contrasto con il concorrente diritto degli altri condomini di accedere al locale che, inoltre, era privo di serratura e, quindi, liberamente accessibile........ Impossibilità di estinzione del diritto di comproprietà per non uso in quanto non prevista la prescrizione del diritto di proprietà. D’altro canto la dismissione del sistema di approvvigionamento dell'acqua per mezzo dei cassoni non sta a significare che il locale avesse perso la sua funzione di ricovero di beni comuni.
Cassazione civile sez. II, sentenza 10.03.2011 n° 5733 Per l'usucapione della servitù di passaggio è necessario il requisito dell'apparenza ......il requisito dell'apparenza della servitù, necessario ai fini del relativo acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia (art. 1061 c.c.), si configura come presenza di segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate al suo esercizio e rivelanti in modo non equivoco l'esistenza del peso gravante sul fondo servente, in modo da rendere manifesto che non si tratta di attività compiuta in via precaria, bensì di preciso onere a carattere stabile. Ne consegue che non è al riguardo sufficiente l'esistenza di una strada o di un percorso idonei allo scopo, essenziale viceversa essendo che essi mostrino di essere stati posti in essere al preciso fine di dare accesso attraverso il fondo preteso servente a quello preteso dominante e, pertanto, un quid pluris che dimostri la loro specifica destinazione all'esercizio della servitù" (vedi Cass., 11 febbraio 2009, n. 3389; Cass., 10 luglio 2007, n. 15447; Cass., 28 settembre 2006, n. 21087; Cass., 17 febbraio 2004, n. 2994).
E' indispensabile un godimento esclusivo per l'usucapione di un bene condominiale
Cassazione, sezione seconda, 18 giugno 2007 n. 14171 «In materia di usucapione di beni in comunione, (la Corte) ha più volte affermato che, ai fini della prova, non è sufficiente che gli altri comproprietari si siano limitati ad astenersi dall'uso della cosa, né che l'istante abbia compiuto atti di gestione consentiti al singolo proprietario oppure atti che, comportando solo il soddisfacimento di obblighi o erogazioni di spese per il miglior godimento della cosa comune ovvero per la sua manutenzione, non possono dar luogo ad una estensione del possesso, occorrendo, per contro, la prova che il comproprietario usucapente ne abbia goduto in modo inconciliabile con la possibilità di godimento altrui, in modo tale, cioè, da evidenziare, al di fuori di una possibile altrui tolleranza, una inequivoca volontà di possedere il bene in via esclusiva, impedendo agli altri ogni atto di godimento o di gestione». Violazioni ai limiti legali della proprietà e trascrizione della domanda giudiziale Cassazione , SS.UU. civili, sentenza 12.06.2006 n° 13523 La domanda giudiziale intesa ad ottenere il rispetto dei limiti legali della proprietà, in quanto diretta ad interrompere l’usucapione d’un diritto di contenuto contrario ai limiti violati, può essere trascritta ai sensi dell’articolo 2653 n. 5 Cc. Lo hanno stabilito le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 13523 del 12 giugno 2006, ricordando che soltanto mediante la trascrizione della domanda l’attore potrà utilmente opporre la sentenza favorevole ottenuta nei confronti del convenuto anche al terzo acquirente dal convenuto stesso con atto trascritto successivamente alla trascrizione della domanda. Cass. 15 novembre 2002, n. 16053; Cass. 7 giugno 2002, n. 8262), Usucapione di area di parcheggio condominiale: "la proprietà delle aree interne o circostanti ai fabbricati di nuova costruzione, su cui grava il vincolo pubblicistico di destinazione a parcheggio, può essere acquistata per usucapione, non comportandone tale vincolo indisponibilità, inalienabilità e incommerciabilità". Tale possesso utile ai fini di usucapione decorre in danno del proprietario dal momento dell'atto di acquisto, essendo soltanto a far tempo da esso possibile considerare distintamente il diritto dominicale (trasferito) e quello al parcheggio (non trasferito) sull'area destinata a parcheggio. E però, atteso che non è stata oggetto di censura la sentenza impugnata nella parte in cui la stessa ha riconosciuto l'usucapione abbreviata ex art. 1159 c.c. in favore degli appellanti,
è stato riconosciuto configurabile, alla fattispecie, il profilo dell'usucapione decennale, ai sensi dell'art. 1159 c.c., in favore di colui che abbia acquistato, come nella specie, un'area di parcheggio asseritamente vincolata al diritto d'uso "ex lege".
Corte di Cassazione n. 9884/96, i negozi traslativi della proprietà non possono avere ad oggetto il trasferimento del possesso e che, pertanto, l'acquisto del diritto di proprietà "per effetto della usucapione, per poter essere fatto valere, e quindi costituire il possibile oggetto di un eventuale contratto di compravendita, deve essere prima accertato e dichiarato nei modi di legge".
inequivocabilmente l'intenzione di possedere il bene in maniera esclusiva, per cui
i condomini abbiano deliberato il godimento frazionato della cosa comune,
affinché uno dei comunisti possa invocare la usucapione della quota
assegnatagli, pur non occorrendo la formale interversione del possesso, è
necessario che ponga in essere un comportamento (quale, ad esempio, il mutamento
di destinazione) diretto ad evidenziare la volontà di sottrarsi all'accordo
TRIB - T. Napoli, 30-03-1984

References: Sentenza 
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 Cass. Sez. 
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 art. 1159