Source: http://docplayer.it/356563-Opposizioni-alle-cartelle-di-pagamento-e-oppozisioni-all-esecuzione-esattoriale.html
Timestamp: 2017-03-27 07:19:47+00:00

Document:
OPPOSIZIONI ALLE CARTELLE DI PAGAMENTO E OPPOZISIONI ALL ESECUZIONE ESATTORIALE - PDF
OPPOSIZIONI ALLE CARTELLE DI PAGAMENTO E OPPOZISIONI ALL ESECUZIONE ESATTORIALE
Download "OPPOSIZIONI ALLE CARTELLE DI PAGAMENTO E OPPOZISIONI ALL ESECUZIONE ESATTORIALE"
1 OPPOSIZIONI ALLE CARTELLE DI PAGAMENTO E OPPOZISIONI ALL ESECUZIONE ESATTORIALE 12 INDICE 1. PREMESSA 2. LE OPPOSIZIONI ALLE CARTELLE DI PAGAMENTO ED ALL ESECUZIONE ESATTORIALE 3. CONCLUSIONI PREMESSA 23 E noto che, a far data dal 1 ottobre 2006, con lo scopo dichiarato di rendere più efficace l azione esattoriale e di ridurne i costi, è stato soppresso il sistema di affidamento in concessione del servizio nazionale della riscossione. Le relative funzioni sono state attribuite all Agenzia delle Entrate che le esercita mediante Equitalia SpA (già Riscossione SpA) 1, holding a totale capitale pubblico, appositamente costituita dall Agenzia delle Entrate (che detiene il 51% del capitale sociale) e dall INPS (che detiene il residuo 49%) 2. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo potenziamento dell attività di riscossione (culminato, da ultimo, nel D.L. 31 maggio 2010 n.78 conv. in Legge 30 luglio 2010, n. 122) 3, che ha suscitato un diffuso malcontento del quale, con le presenti note, ci proponiamo di verificare, in termini strettamente giuridici, la reale fondatezza. L esame della disciplina esecutiva esattoriale, pertanto, verrà condotto senza nessuna pretesa di esaustività ma, essenzialmente, con l intento di verificare l effettiva possibilità, per il debitore, di tutelare giurisdizionalmente i suoi diritti. 1 In Sicilia le funzioni relative alla riscossione sono esercitate da Serit Sicilia SpA che è partecipata anche dalla Regione. 2 Cfr. Art.3, D.L. 30 settembre 2005 n.203, conv. In L. 2 dicembre 2005 n Cfr. artt.29 (Concentrazione della riscossione nell accertamento) e 30 (Potenziamento dei processi di riscossione INPS) del D.L. 31 maggio 2010 n.78 conv. in Legge 30 luglio 2010, n4 LE OPPOSIZIONI ALLE CARTELLE DI PAGAMENTO ALL ESECUZIONE ESATTORIALE ED Gli strumenti attuativi della riscossione coattiva sono: 1) l ingiunzione fiscale, disciplinata dal R.D. 639/1910; 2) il ruolo, disciplinato nel D.p.r. 602/73; 3) l avviso di addebito (a partire dall 1 gennaio 2011) disciplinato dal D.L. 78/2010 conv. in L.122/2010; 4) l avviso di accertamento (a partire dall 1 luglio 2011) disciplinato dal D.L. 78/2010 conv. in L.122/2010. Pur senza voler affrontare l ampia tematica dei titoli esecutivi esattoriali, riteniamo necessario accennare, in questa sede, alle recentissime disposizioni normative introdotte dal D.L.78/2010 funzionali all argomento in trattazione. Con l art. 29 del D.L. 78/10, conv. in L.122/2010, si è inteso concentrare la riscossione conseguente ad accertamenti fiscali in un unico atto, velocizzando i tempi della procedura coattiva e semplificando l iter amministrativo della stessa. A partire dal 1 luglio 2011, infatti, l avviso di accertamento emesso dall Agenzia delle Entrate, ai fini delle imposte sui redditi e dell Iva (per i periodi d imposta in corso alla data del 31/12/2007), sarà titolo esecutivo per la riscossione. Decorsi sessanta giorni dalla notifica dell avviso, nel caso di mancato pagamento dei tributi accertati e delle relative sanzioni, l agente della riscossione potrà quindi direttamente procedere, senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, ad esecuzione forzata 4. 4 La riscossione delle somme richieste con l avviso di accertamento divenuto esecutivo è affidata, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, in carico agli agenti della riscossione anche ai fini dell esecuzione forzata decorsi trenta giorni dal termine ultimo per il pagamento. 45 Parimenti, per effetto dell art. 30 del medesimo decreto, a decorrere dal 1 gennaio 2011, l'attività di riscossione relativa al recupero delle somme a qualunque titolo dovute all'inps, anche a seguito di accertamenti degli uffici, é effettuata mediante la notifica di un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo. Decorsi sessanta giorni dalla notifica dell avviso, nel caso di mancato pagamento delle somme intimate, l agente della riscossione potrà procedere, senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, ad esecuzione forzata. Chiarito dunque che nel prossimo futuro il ruolo non sarà più utilizzato per la riscossione dei crediti sopra riferiti, possiamo passare ad esaminare, brevemente, i più recenti orientamenti giurisprudenziali in materia di opposizione a cartella esattoriale. A tal fine è necessario premettere che a norma dell art.10 del D.p.r.602/73 per ruolo deve intendersi l elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato dall ufficio ai fini della riscossione a mezzo del concessionario. Il ruolo viene consegnato dall ufficio al concessionario (art.24 del medesimo decreto), il quale, a norma del successivo art.25, notifica la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo. Poiché gli enti creditori abilitati alla formazione dei ruoli sono vari e, conseguentemente, molteplici sono le tipologie dei crediti ivi indicati, non esiste un unica giurisdizione per le opposizioni alla cartella esattoriale né una sola procedura di opposizione. Ed infatti Cass. civ. Sez. Unite Sent., , n. 3001, ha puntualmente rilevato che: La cartella di pagamento impugnata costituisce solo uno strumento in cui viene enunciata una pregressa richiesta di natura sostanziale, cioè non possiede (a differenza del fermo di beni mobili registrati e della iscrizione di ipoteca) alcuna autonomia che consenta di impugnarla prescindendo dagli atti in cui l'obbligazione è stata enunciata 56 (per cui anche se in un'unica cartella vengano incorporate più pretese, ciascuna di esse conserva piena autonomia e il regime delle impugnazioni è identico a quello che troverebbe applicazione ove fossero notificate più cartelle). Di conseguenza la cartella di pagamento deve essere impugnata davanti al giudice competente a decidere in ordine al rapporto cui la cartella stessa è funzionale. La circostanza che la cartella di pagamento non contenga una puntuale indicazione della fonte del credito fatto valere con la cartella stessa può indurre il destinatario in errore scusabile (rendere inidoneo l'atto a determinare il decorso dei termini di impugnazione o costituire fonte di responsabilità civile per il concessionario), ma non può determinare una deroga alle norme di ordine pubblico che individuano la giurisdizione competente in relazione alle diverse controversie. In terminis, la recentissima sentenza della Cassazione Civile - Sez. Unite, n del , per la quale: non è il mezzo di esazione - cartella esattoriale -, astrattamente considerato, a poter determinare a quale giudice spetti la giurisdizione in ordine ad una controversia relativa all'opposizione alla cartella, bensì la natura della pretesa che, mediante quello specifico strumento, l'ente creditore vanta nei confronti del soggetto destinatario della cartella medesima. Queste Sezioni Unite hanno già avuto modo di evidenziare con riferimento a fattispecie che ponevano analoga problematica, come ad es. una controversia avente ad oggetto l'opposizione avverso la cartella esattoriale emessa da una provincia per il recupero di somme erogate a titolo di contributo industriale: in tal caso, è stato affermato che "spetta al giudice ordinario la giurisdizione in ordine all'opposizione avverso la cartella esattoriale emessa da una provincia per il recupero di somme erogate a titolo di contributo industriale, di cui sia stata disposta la revoca a seguito dell'inadempimento da parte del 67 beneficiario dell'obbligo di occupare la forza lavoro minima concordata: pur avendo ad oggetto una pretesa patrimoniale avanzata da un ente dotato di poteri tributari, la controversia non è infatti riconducibile alla giurisdizione tributaria, prevista dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 2, come modificato dalla L. 28 dicembre 2001, n. 448, art. 12, in quanto la provincia non agisce in qualità di ente impositore, ma fa valere un'obbligazione che trae origine da un inadempimento contrattuale; né la devoluzione alla giurisdizione tributaria può essere desunta dalla seconda parte del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, comma 1, il quale non riconosce la giurisdizione del giudice tributario per tutte le controversie riguardanti gli atti anteriori alla notifica della cartella di pagamento, limitandosi ad escluderla per quelle aventi ad oggetto gli atti successivi, anche nel caso in cui il giudizio di cognizione si sia svolto dinanzi alle commissioni tributarie". Dunque, per opporsi ad una cartella esattoriale è preliminarmente necessario identificare l ente impositore e la natura del credito azionato. In realtà, però, pur se le regole del gioco risultano semplici da un punto di vista teorico, non è altrettanto facile individuare in concreto la giurisdizione esatta, perché non è sempre agevole reperire la fonte normativa di attribuzione della stessa. Così, ad esempio, se la cartella si riferisce ai tributi di cui all art. 2 del D.Lgs.546/1992 ed accessori (aggi esattoriali, interessi e rivalutazione), la giurisdizione sarà del giudice tributario. In questo ambito, pertanto, rientreranno le controversie relative alla TOSAP (tassa per l occupazione di aree pubbliche), contemplata dalla lett. h) dell art.2 del D.Lgs.546, ma non anche quelle relative alla COSAP (canone di concessione), le quali a mente dell art. 5 della L.1043/1971, saranno devolute alla giurisdizione del giudice ordinario (Cass. SS.UU.1239/2005). Le controversie relative ai contributi al 78 SSN, a seguito della modifica apportata all art. 2 D.Lgs.546/92 dall art. 12, comma 2 della L. 448/2001, sono state assorbite dalla giurisdizione del giudice tributario (Cass.SS.UU.5908/2008). Sono invece devolute alla cognizione del giudice ordinario i giudizi di opposizione a cartella esattoriale per la riscossione di sanzioni amministrative conseguenti ad indebite percezioni di aiuti comunitari nel settore agricolo. Infatti l art. 4 della L.898/1986 stabilisce espressamente che a dette violazioni si applica il Capo I della legge 689/1981, così ribadendo l attribuzione, in materia, della competenza giurisdizionale al giudice ordinario ex artt. 22 e ss di questa legge (Cass.SS.UU. 4804/2005). Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario anche le sanzioni irrogate per la violazione di norme valutarie, quali quelle dettate dal D.L.167/1990 (conv. in L.227/90), concernente il trasferimento da e per l estero di danaro, titoli e valori, poiché non è stata riconosciuta loro natura fiscale (Cass.SS.UU.3001/2008). Quanto alla specifica situazione dei crediti conseguenti dell'erogazione dell'acqua potabile la Corte di Cassazione ha stabilito il seguente principio di diritto: "spetta alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia che abbia ad oggetto l'impugnazione di una cartella esattoriale con la quale il Consorzio di bonifica che sia ente erogatore del servizio di somministrazione di acqua potabile abbia agito nei confronti dell'utente per il recupero delle somme da quest'ultimo dovute per l'utilizzazione del servizio medesimo. Infatti, in tal caso l'ente non agisce nell'esercizio del potere impositivo che ad esso è riconosciuto in materia di contributi consortili, ma in forza di un rapporto contrattuale di erogazione di acqua potabile, che nemmeno comporta l'iscrizione dell'utente al Consorzio" (Cass.SS.UU. n del ). 89 Con l ordinanza , n. 6539, invece, le SS.UU. della Cassazione hanno confermato che "rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non di quello tributario la controversia avente ad oggetto diritti ed obblighi attinenti ad un rapporto previdenziale obbligatorio anche se originata da pretesa azionata dall'ente previdenziale a mezzo di cartella esattoriale, non solo per l'intrinseca natura del rapporto, ma anche perché il D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, art. 24, sul riordino della disciplina mediante ruolo, nell'estendere tale procedura anche ai contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali, espressamente prevede che il contribuente in presenza di richiesta di contributi previdenziali può proporre opposizione contro l'iscrizione a ruolo avanti al giudice del lavoro". Sgombrato il campo dai problemi di giurisdizione, resta da verificare quale azioni sono esperibili contro la cartella esattoriale. In termini generali, e fatte salve le specificità di cui diremo, si possono ipotizzare tre tipi di opposizioni avverso la cartella di pagamento: A) l opposizione propria del rapporto giuridico che ha dato origine al credito riscosso. Questa opposizione, che segue le modalità, le forme ed i tempi stabiliti dalla legge che disciplina la contestazione del rapporto controverso, è ammissibile quando la cartella non deve essere o non è stata preceduta dalla notifica di altro atto autonomamente impugnabile e risponde alla necessità di consentire all interessato di recuperare l esercizio del mezzo di tutela previsto da detta legge per l opposizione all atto prodromico non notificato; B) l'opposizione all'esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ., allorquando si contesti la legittimità della iscrizione al ruolo per la mancanza di un titolo legittimante l'iscrizione stessa, o si adducano fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo; 910 C) l'opposizione agli atti esecutivi, ai sensi dell'art. 617 cod. proc. civ. nel caso in cui si contesti la ritualità formale della cartella esattoriale o si adducano vizi di forma del procedimento di esecuzione esattoriale, compresi i vizi strettamente attinenti la notifica della cartella o quelli riguardanti i successivi avvisi di mora. Questi principi di carattere generale possono essere chiaramente desunti da Cass., Sez. II, 22 febbraio 2010, n. 4139, che, con specifico riferimento alle sanzioni amministrative, ha precisato: Avverso la cartella esattoriale o all'avviso di mora emessi per riscuotere sanzioni amministrative pecuniarie sono possibili le seguenti azioni: 1) l'opposizione a sanzioni amministrative ex art. 23 legge n. 689 del 1981, esperibile nei casi in cui la cartella esattoriale, mediante preventiva iscrizione al ruolo, è emessa senza essere preceduta dalla notifica dell'ordinanza-ingiunzione o del verbale di accertamento, onde consentire all'interessato di recuperare l'esercizio del mezzo di tutela previsto da detta legge riguardo agli atti sanzionatori; ciò avviene, in particolare, allorché l'opponente contesti il contenuto del verbale che è da lui conosciuto per la prima volta al momento della notifica della cartella; 2) l'opposizione all'esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ., allorquando si contesti la legittimità della iscrizione al ruolo per la mancanza di un titolo legittimante l'iscrizione stessa, o si adducano fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo; con la conseguenza che se il rimedio è esperito prima dell'inizio dell'esecuzione, giudice competente deve ritenersi, in applicazione del criterio dettato dall'art. 615, primo comma, cod. proc. civ., quello ritenuto idoneo dal legislatore a conoscere della sanzione, cioè quello stesso indicato dalla legge come competente per l'opposizione al provvedimento sanzionatorio; 1011 3) l'opposizione agli atti esecutivi, ai sensi dell'art. 617 cod. proc. civ., che deve essere attivata (nel termine di cinque giorni [oggi 20 gg., n.d.r.] dalla notifica della cartella) nel caso in cui si contesti la ritualità formale della cartella esattoriale o si adducano vizi di forma del procedimento di esecuzione esattoriale, compresi i vizi strettamente attinenti la notifica della cartella o quelli riguardanti i successivi avvisi di mora. A tali diverse forme di tutela corrispondono distinti mezzi di impugnazione: il ricorso per Cassazione è esperibile nella prima e nella terza ipotesi - rispettivamente, ai sensi dell'art. 23 della legge n. 689 del 1981 e del combinato disposto degli artt. 11 Cost. e 618, ultimo comma, cod. proc. civ. - mentre nella ipotesi di opposizione all'esecuzione, la sentenza di primo grado è impugnabile mediante il rimedio processuale dell'appello. Resta inteso, quindi, che le opposizioni di cui al punto n.1) devono essere necessariamente coordinate con le specificità normative disciplinanti i singoli rapporti giuridici dedotti in giudizio 5. 5 Segnaliamo, perché d interesse per la classe forense, che la Suprema Corte di Cassazione Sezione Lavoro, con la n. 9725/2000 ha affrontato complessivamente il procedimento della riscossione a mezzo ruolo dei contributi e delle sanzioni ed accessori dovuti agli enti previdenziali privatizzati giungendo ad una ricostruzione del sistema contrastante con il modus operandi degli enti previdenziali privatizzati. La Suprema Corte, infatti, in tale occasione, ha sottolineato come le normative specifiche che, nei diversi ordinamenti degli enti previdenziali privatizzati, rinviano alla disciplina della riscossione a mezzo ruolo prevista per le imposte dirette per la riscossione di contributi e sanzioni, non implicano che detto procedimento particolare della riscossione possa essere attivato prima ed a prescindere dal possesso di un titolo esecutivo ed al fine di precostituire il medesimo. In altre parole la Suprema Corte ha ritenuto che gli enti previdenziali privatizzati possano esclusivamente avvalersi di un diverso (più economico e, nelle intenzioni del legislatore più spedito) sistema per intraprendere l esecuzione forzata ma non possano prescindere dal possesso di un titolo esecutivo. In tale prospettiva la Suprema Corte ha ritenuto che, per il conseguimento di un titolo esecutivo, gli enti previdenziali privatizzati siano tenuti a rispettare tutta la normativa di cui alla L. n. 689/81 che prevede la preventiva contestazione dell addebito (cfr. art. 14 della L. n. 689/81), l emissione e la notificazione di un eventuale ordinanza ingiunzione in caso di contestazione dell addebito (cfr. art. 18 della L. n. 689/81, giusta il rimando di cui all art. 35 della L. n. 689/81). Il Giudizio d opposizione avverso l ordinanza 1112 Così, ad esempio, nel caso di riscossione di crediti aventi natura contributiva, l opposizione di cui al punto 1) dovrà essere proposta dinanzi al giudice del lavoro entro il termine di 40 giorni dalla notifica della cartella di pagamento (art. 24, c.5, D.Lgs. 46/1999) ed il giudizio sarà regolato dagli artt. 442 e ss cpc. Nel caso di riscossione dei tributi devoluti alla giurisdizione del giudice tributario, l opposizione dovrà essere proposta dinanzi alla Commissione Tributaria nel termine di 60 giorni dalla notifica della cartella (artt.19 e 21 D.Lgs.546/92) ed il giudizio sarà regolato dal D.Lgs.546/92. Nel caso di riscossione di sanzioni amministrative, l opposizione dovrà essere proposta dinanzi al giudice competente nel termine di 30 giorni dalla notifica della cartella (artt.22, 22 bis e 23 L.689/1981). Quando la cartella di pagamento è stata preceduta dalla rituale notifica di un atto autonomamente impugnabile, invece, non è più ammessa la contestazione del credito nel merito (l opposizione eventualmente spiegata per tali motivi dovrebbe essere dichiarata inammissibile) ma possono essere dedotte unicamente questioni relative a vizi propri dell atto (nullità della notifica, errori di calcolo, mancanza di requisiti formali, decadenza dal diritto di riscossione) o a fatti sopravvenuti (prescrizione, pagamento, morte). Per far valere giudizialmente queste eccezioni si devono seguire, a seconda del motivo di opposizione, le forme e i termini degli artt. 615 e 617 cpc (Cass. SS.UU n.491; in terminis C.15419/2007). ingiunzione è, poi, regolato dagli artt. 22 e 23 della L. n. 689/81. La Suprema Corte di Cassazione ha concluso che l iscrizione a ruolo di una somma non già consacrata in un titolo esecutivo e per la quale l ente previdenziale privatizzato non abbia preventivamente seguito il procedimento di cui alla L. n. 689/81 è nulla. 1213 Ed è proprio con riferimento a queste fattispecie che emergono le problematiche di maggiore criticità per la riscossione dei crediti tributari, viepiù acuite dalle novità introdotte dal surriferito D.L.78/2010. Non di rado, infatti, l avviso di accertamento erariale non viene notificato correttamente; fino ad oggi è stato possibile segnalare la nullità della notifica in sede di opposizione alla successiva cartella di pagamento. Con l entrata a regime della novità della manovra d estate, però, poiché l avviso di accertamento diviene strumento immediato di riscossione (non essendo più necessaria la formazione del ruolo e la notifica della cartella), il contribuente rischierà (quantomeno con maggior frequenza di oggi) di venire a conoscenza della pretesa tributaria a seguito dell adozione di atti cautelari (fermo o ipoteca) o, addirittura, direttamente ad esecuzione già avvenuta (pignoramento), e correrà seri rischi di non poter tutelare giudizialmente le sue ragioni. A norma dell art. 2 del D.Lgs.546/1992, infatti: Restano escluse dalla giurisdizione tributaria soltanto le controversie riguardanti gli atti della esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento e, ove previsto, dell avviso di cui all art. 50 del DPR 602/73, per le quali continuano ad applicarsi le disposizioni del medesimo decreto del Presidente della Repubblica. Mentre poi, a norma dell art.57 del D.Lgs.602/1973 (rubricato Opposizione all esecuzione o agli atti esecutivi ), nella procedura esattoriale: non sono ammesse: a) le opposizioni regolate dall art. 615 cpc, fatta eccezione per quelle concernenti la pignorabilità dei beni; b) le opposizioni regolate dall art. 617 cpc relative alla regolarità formale ed alla notificazione del titolo esecutivo 6. 6 Questa disposizione non si applica alle entrate tributarie diverse da quelle elencate dall art.2 del D.L.gs. 546/92 ed a quelle non tributarie (cfr. art. 29 D.L.gs. 46/99). 1314 Pertanto, tutte le contestazioni relative al diritto a procedere alla esecuzione forzata (salvo che si eccepisca la pignorabilità dei beni) e le opposizioni relative alla regolarità formale del titolo esecutivo, non appartengono alla fase della esecuzione, in una scelta legislativa ancor oggi ritenuta coerente con il sistema nel quale il giudizio di cognizione assorbe tutta la materia relativa alla legittimità formale e sostanziale degli atti di imposizione, arrestandosi unicamente di fronte agli atti dell esecuzione (Cass.23832/2007). Varie sono state le ragioni addotte a giustificazione della scelta del legislatore: per un verso si è invocato (da pare della Corte Costituzionale, con la sentenza 138 del 1968) il principio per il quale al debitore è concessa la possibilità di ottenere il risarcimento del danno una volta chiusa l esecuzione; per altro verso, si è sottolineata (nella relazione di accompagnamento al D.Lgs. n.46/1999) l inutilità di una tale forma di opposizione per i crediti tributari, stante la possibilità riconosciuta al contribuente di impugnare l avviso di accertamento o la cartella esattoriale davanti alle commissioni tributarie, senza dimenticare la convinzione, che spesso costituisce un presupposto di tutte le ricostruzioni del fenomeno tributario, per la quale la particolare relazione che si instaura tra lo Stato ed il contribuente e la connessa esigenza di garantire, attraverso la riscossione, il funzionamento delle attività essenziali dello Stato, non consente di assimilare la posizione del debitore esecutato, soggetto passivo di una esecuzione forzata iniziata da un creditore comune a quella del debitore nell ambito dell attività di riscossione. Nessuno di questi argomenti, però, risulta convincente: non il primo, stante la non permeabilità delle forme di tutela risarcitoria ed oppositoria, essendo solo quest ultima diretta ad impedire che l esecuzione si realizzi con la ingiustificata perdita del diritto di proprietà sul bene pignorato. Del resto 1415 questa giustificazione difficilmente potrebbe reggere la censura di violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell Uomo (si veda, tra le altre, Corte Europea dei diritti dell Uomo 12 giugno 2007, ricorso n.10756/2002, che sottolinea che il processo di esecuzione forzata deve garantire il giusto equilibrio tra l interesse generale al pagamento dei creditori e l interesse del ricorrente al rispetto dei beni ). Non il secondo, che pare frutto di una non piena conoscenza delle regole che disciplinano i rapporti tra deducibilità dei motivi di merito in sede di opposizione all esecuzione e giudizio nel quale il titolo esecutivo si è formato, nel senso che non si tratta di rimedi tra di loro sovrapponibili. Infatti, il rimedio ex art. 615 cpc non è previsto per contestare la validità/legittimità dell avviso di accertamento non impugnato, bensì per far valere eventi dai quali deriva l inesistenza del diritto di procedere ad esecuzione forzata diversi e sopravvenuti da quelli deducibili in sede ordinaria (per esempio il pagamento, ovvero la decadenza o la prescrizione, o ancora l annullamento dell avviso di accertamento o la sua sospensione). Anche l ultima giustificazione, che per la verità costituisce più una premessa che una argomentazione, non appare condivisibile. La particolare qualifica soggettiva del creditore non può essere ex se in grado di determinare una alterazione dei principi che regolano i rapporti tra pretesa esecutiva e garanzie del debitore, tant è che esistono numerose fattispecie normative che dimostrano il contrario. Da un punto di vista pratico, dunque, l interpretazione letterale dell art. 2 del D.Lgs.546/92 e dell art.57 Dpr 602/73, rischia di impedire al contribuente di far valere dinanzi al giudice tributario ovvero a quello ordinario gran parte delle irregolarità della procedura accertativa ed esattiva e dei fatti sopravvenuti (finanche l eventuale pagamento del credito tributario o l annullamento del medesimo). 1516 Giova al riguardo ricordare che il processo dinanzi alle Commissioni ha oggi, ed ha sempre avuto, carattere impugnatorio. L atto introduttivo del processo è un atto di impugnazione di un provvedimento amministrativo e non sono ammesse azioni di mero accertamento (fatta eccezione per le azioni di nullità degli atti impugnabili) 7 : l art. 19 del D.lgs. 546/92, nell elencare gli atti autonomamente impugnabili, fornisce una enumerazione tassativa che ammette letture estensive ma esclude integrazioni analogiche 8. Ne consegue che contro gli atti della esecuzione forzata successivi alla cartella o all avviso di cui all art. 50 del D.Lgs.602/73 non è consentita l impugnazione dinanzi al Giudice tributario. Cosa succede, allora, se gli atti cautelari (fermo o ipoteca) o esecutivi non sono stati preceduti dalla notifica del titolo (cartella di pagamento) e/o di atti prodromici? E come opporre al concessionario le irregolarità formali del titolo (tra cui il difetto di notifica) ed i fatti estintivi successivi a detta notifica? Il problema può ritenersi solo parzialmente risolto. L art.35 del D.L.4 luglio 2006 n.223, conv. in L.248/2006, ha espressamente introdotto, tra gli atti impugnabili dinanzi alla Commissione Tributaria di cui all art. 19 del D.Lgs.546/92, anche l iscrizione di ipoteca sugli immobili (lett. e-bis) ed il fermo di beni mobili registrati (lett. e-ter). Sicché, a far data dal 12 agosto 2006, è pacifico che detti atti, adottati per la tutela di crediti tributari, vanno opposti dinanzi alle commissioni. Tuttavia, l attuale formulazione dell art. 57 Dpr 602/73, seppur innovata con il D.L. n. 46 del 26/02/1999 (che ha modificato il precedente sistema contenuto negli artt. 53 e 54 del D.P.R. 602/73), presenta ancora profili problematici di non facile soluzione. 7 Cfr. Tesauro, Istituzioni di diritto tributario, vol. I, 9a ed., Torino, 2006, Tesauro, Lineamenti del processo tributario, Rimini, 1991,17 Nella vigenza del vecchio disposto normativo, le opposizioni di cui agli artt. 615 e 617 erano pressochè escluse (l art. 54, c.2 del D.P.R.602/73 stabiliva espressamente: Le opposizioni regolate dagli artt. da 615 a 618 del cpc non sono ammesse ). Ed infatti Cass.565/2005 ribadiva che: Secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, i soggetti passivi dell esecuzione possono esperire soltanto il rimedio amministrativo del ricorso all intendente di finanza (primo comma dell art. 53 del citato decreto 602 del 1973) ed è loro precluso l esperimento delle opposizioni regolate dagli artt. 615 e 618 del cpc (secondo comma dell art.54). A questi stessi soggetti è, invece, consentito di proporre gli strumenti giudiziali di controllo solo dopo il compimento della esecuzione, a norma del terzo comma del medesimo art. 54, che consente la proposizione della sola azione di danno contro l esattore (C.S.U.2090/2002; 2755/93; 8686/92; 12032/1990). Più precisamente, le disposizioni su richiamate, nell escludere la ammissibilità delle opposizioni esecutive, configurano una ipotesi di improponibilità assoluta della domanda, per carenza nell ordinamento di una norma che riconosca e tuteli la posizione giuridica dedotta in giudizio, che attiene al fondamento della domanda stessa, e non, come si riteneva nella giurisprudenza meno recente, alla giurisdizione. Le modifiche apportate con il D.L.46/99, pur consentendo le opposizioni concernenti la pignorabilità dei beni e le opposizioni agli atti esecutivi diverse da quelle concernenti le regolarità formale e la notificazione del titolo esecutivo, e pur limitando l operatività della disposizione alle sole entrate tributarie di cui all art. 2 del D.Lgs.546/92, mantengono però invariato l impianto previgente. Infatti a norma dell art. 59 D.P.R. 602/73, infatti, chiunque si ritenga leso dall esecuzione può proporre azione contro 1718 il concessionario dopo il compimento dell esecuzione stessa ai fini del risarcimento del danno. La novella, a ben guardare, ha lasciato insolute un gran numero di problematiche, come si evince dalla copiosissima giurisprudenza, spesso contrastante, che si è occupata di queste questioni, e dalla ripetuta richiesta di intervento della Corte Costituzionale (che peraltro da ultimo, con ord. n.93 del 27 marzo 2009, ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell art. 57 Dpr 602/73, sollevata dal G.d.P. di Marcianise in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione perché l ordinanza di rimessione non era stata ritualmente motivata; analoga pronuncia aveva adottato in passato a seguito del giudizio promosso dal Tribunale di Torre Annunziata, cfr. ord. 242/2001). Allo stato, il debitore che non ha ricevuto nessuna notifica di atti impugnabili dinanzi alla Commissione tributaria, come pure quello che intende dedurre fatti estintivi sopravvenuti, sembrerebbe non avere alcuna tutela giuridica certa. Di fronte a fattispecie di questo genere la mancata possibilità di esperire l opposizione di merito all esecuzione si traduce in una amputazione delle forme di tutela riconosciute al debitore del tutto ingiustificata. Non resta quindi altra strada che quella di ritenere incostituzionale l art.57 del Dpr 602/73 in tutti i casi in cui non consente l opposizione all esecuzione per contrastare il diritto di procedere ad esecuzione forzata sulla base di motivi non deducibili in nessun altra sede e non consente di dedurre con lo strumento dell opposizione agli atti esecutivi l irregolarità formale o il difetto di notifica del titolo esecutivo. Ed invero, da ultimo, il Tribunale di Venezia con l ordinanza del 30 settembre 2009 ha sollevato ulteriori dubbi di legittimità costituzionale con riferimento all art. 57 del Dpr 602/73. A parere dei giudici veneziani, 1819 l art.57 violerebbe i principi costituzionali di uguaglianza, parità di trattamento, non discriminazione e del diritto di difesa, nella parte in cui esclude la possibilità di proporre opposizione all esecuzione in materia di riscossione esattoriale nel caso in cui sia contestato il diritto a procedere ad esecuzione forzata (ad esempio sollevando l eccezione di prescrizione del credito azionato). Peraltro l incostituzionalità potrebbe essere esclusa ove si ritenesse di garantire il diritto del debitore valorizzando l opposizione agli atti esecutivi come strumento diretto non soltanto a far valere vizi delle modalità del processo esecutivo, ma anche, eventualmente, la mancanza di condizioni dell azione esecutiva. Trib. Napoli n.5276 del , ha qualificato come opposizione agli atti esecutivi l opposizione volta a far valere la mancata notifica di alcuno degli atti previsti dalla legge come indispensabili ai fini della vendita forzata. Trib. Bari n.24 del , invece, ha accolto l opposizione rilevando che l azione esecutiva esattoriale era stata avviata sia per crediti tributari che per sanzioni amministrative, per le quali non si applica l art. 57. Alcuni giudici tributari, peraltro, hanno ritenuto di poter affermare la giurisdizione della commissione nel caso di impugnazione dell atto di pignoramento presso terzi notificato dal concessionario ex art. 72 bis dpr 602/73, valorizzando l omessa notifica di atti prodromici, la natura amministrativa del pignoramento esattoriale e la facoltà, espressamente concessa dall art. 19, c.3 D.Lgs.546/92, di impugnare l atto notificato unitamente ai precedenti non notificati (cfr. CTP Treviso 4 marzo 2009 n.23 e CTP Piacenza 29 giugno 2009 n.71; contra CTP Novara 2 luglio 2010 n.89). 1920 CONCLUSIONI In conclusione cerchiamo di trarre alcuni spunti finali e alcune considerazioni di carattere generale dall esposizione sin qui condotta. Il principio che possiamo senz altro ritenere acquisito è quello della persistenza di evidenti lacune legislative in tema di opposizioni agli atti esecutivi del concessionario, e di un obbiettiva situazione di debolezza del contribuente. La circostanza che parte di queste lacune (in particolare quelle in tema di pignorabilità dei beni esecutati o di opposizione ad atti esecutivi diversi dal titolo esecutivo, ovvero l inapplicabilità dell art. 57 Dpr 602/73 alle entrate tributarie diverse da quelle elencate dall art.2 del D.L.gs. 546/92 ed a quelle non tributarie), siano state colmate di recente con il D.Lgs.46/99 non risulta allo stato ancora sufficiente, perché permango dei vuoti normativi di tutela in danno del soggetto esecutato che ben difficilmente potranno essere ricomposti in sede giurisprudenziale. Tale situazione ci pare, dunque, meritevole di un tempestivo e diretto intervento da parte della Corte Costituzionale o dello stesso legislatore che serva non solo a fare chiarezza, ma che, in un ottica di parificazione tra i soggetti interessati, prevenga e ponga rimedio alle sperequazioni ancor oggi esistenti. Allo stato, dunque, potrà capitare, e non di rado, di doversi rimettere alla sensibilità dei singoli giudici per tutelare giurisdizionalmente quei diritti che l esattore abbia (anche gravemente) leso nell esercizio della funzione di riscossione dei tributi. 20 Vedere altro
CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2014 OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Dettagli DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII)
L irregolarità della notifica dell atto di precetto e l opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. di Antonella Nigro L opposizione agli atti esecutivi è disciplinata dall'art. 617 del Codice di Dettagli RISOLUZIONE N. 211/E
IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO TARDIVO OD OMESSO VERSAMENTO SANZIONI - RICORSI IL RAVVEDIMENTO - COMPENSAZIONE RIMBORSI SCHEDA N. 3 Claudio Venturi Camera di Commercio Diritto Annuale Dettagli Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa
Il commento 1. Premessa La sospensione feriale dei termini è prevista dall art. 1, co. 1, della L. 07/10/1969, n. 742 1, il quale dispone che: Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni Dettagli LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"
L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A. 1. La responsabilità patrimoniale della P.A. ed i suoi limiti Anche lo Stato e gli Enti Pubblici sono soggetti al principio della responsabilità patrimoniale Dettagli LA COMPENSAZIONE DEI RUOLI ERARIALI
Numero circolare 3 Data 16/03/2011 Abstract: OPERATIVA LA COMPENSAZIONE DEI DEBITI ERARIALI ISCRITTI A RUOLO Entrano a regime le modalità per la compensazione delle somme iscritte a ruolo per debiti erariali, Dettagli Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione
13 Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione SOMMARIO 1. Limiti interni delle attribuzioni del giudice ordinario. 2. Proponibilità delle azioni possessorie nei confronti della Dettagli Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011
Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Presidente: dott. Paolo Vittoria; Relatore Consigliere: dott.ssa Roberta Vivaldi IL TERMINE BREVE PER IMPUGNARE DECORRE SOLO Dettagli 7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali)
7 L atto di appello 7.1. In generale (notazioni processuali) L appello è un mezzo di impugnazione ordinario, generalmente sostitutivo, proposto dinanzi a un giudice diverso rispetto a quello che ha emesso Dettagli Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.
Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi Dettagli OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre
CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma Dettagli LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE
INSEGNAMENTO DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE I LEZIONE II LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE PROF. ROMANO CICCONE Indice 1 Rilevabilità dell'incompetenza giurisdizionale ------------------------------------------------------ Dettagli Art. 54 decreto legge
412 Successivamente, il CCNL del terziario, stipulato il 3 novembre 1994, accorpava il CCNL dei viaggiatori e piazzisti prevedendo espressamente l applicabilità della disciplina del part-time anche agli Dettagli Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011
CIRCOLARE N. 20/E Direzione Centrale Normativa Roma, 11 maggio 2015 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi pubblici relativi alle politiche attive del lavoro e alla formazione professionale Dettagli RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro
N. 1 ANNO 2008 Diritto dei Lavori RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro di Antonio Belsito* 1 Sommario: 1. Introduzione 2. Il procedimento cautelare dinanzi al Dettagli TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267
TRIBUNALE DI PORDENONE Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 Il Tribunale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: - dr. Enrico Manzon - Presidente - dr. Francesco Dettagli PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)
Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle Dettagli DIREZIONE REGIONALE DELL EMILIA ROMAGNA
DIREZIONE REGIONALE DELL EMILIA ROMAGNA La riscossione coattiva DOSSIER TEMATICO A cura di Sandra Amovilli - Responsabile Relazioni esterne Alessandro Zambonelli Responsabile Ufficio Audit Esterno Aggiornamento Dettagli La proroga dei termini processuali scadenti il sabato e il ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana
La proroga dei termini processuali scadenti il sabato e il ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana Francesco Castaldi Avvocato Sommario: 1. L art. 155 c.p.c. - 2. Il ricorso straordinario Dettagli L esenzione da accisa per l auto-produzione di energia elettrica pulita del Dott. Antonio Sgroi e dell Avv. Alessandro Galante
L esenzione da accisa per l auto-produzione di energia elettrica pulita del Dott. Antonio Sgroi e dell Avv. Alessandro Galante Abstract L energia elettrica derivante da fonti rinnovabili è esente da accisa Dettagli I mezzi di impugnazione
4 I mezzi di impugnazione SOMMARIO 1. L appello previsto dall art. 310 c.p.p. 2. Il ricorso per Cassazione previsto dall art. 311 c.p.p. 2.1. La impossibilità di scelta per la difesa del c.d. ricorso per Dettagli COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267
COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO Regolamento per l applicazione delle sanzioni amministrative in materia di violazioni ai regolamenti e alle ordinanze comunali Legge 24 novembre 1981, Dettagli IL PROCEDIMENTO DI OPPOSIZIONE AVVERSO SANZIONI AMMINISTRATIVE PER VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA AVV. S. VIRGILIO CORSO AVVOCATI
CORSO AVVOCATI MODULO FORMAZIONE GIOVANI AVVOCATI OPPOSIZIONE SANZIONE AMMINISTRATIVA QUADERNO N. 6 1 Il procedimento di opposizione avverso sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada Dettagli TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C.
TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. Il giorno 17/09/2012, innanzi al Giudice dott. Angelo Piraino, viene chiamata la causa R.G. n. 234 dell Dettagli L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella
L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella La sentenza n. 12581 del 2010 1 della Corte di cassazione è parte di un gruppo di recenti sentenze 2, le prime a intervenire Dettagli Il ricorso alla Commissione tributaria regionale: aspetti generali
CORSO n. 21 di Maurizio Villani e Daniela Lorenzo Avvocati tributaristi in Lecce IL TEMA Il ricorso alla Commissione tributaria regionale: aspetti generali Il presente lavoro riprende quanto già trattato Dettagli Capitolo 4 GIUDIZIO DI OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO
Capitolo 4 GIUDIZIO DI OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO (M G E ) Il procedimento di ingiunzione, funzionalmente diretto ad ottenere nel più breve tempo possibile un titolo esecutivo per l avvio della procedura Dettagli Deliberazione n.57/pareri/2008
Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri Dettagli l agenzia in f orma GUIDA PRATICA alle COMUNICAZIONI FISCALI e alle CARTELLE di PAGAMENTO Ufficio Prodotti Editoriali
1 l agenzia in f orma 2006 GUIDA PRATICA alle COMUNICAZIONI FISCALI e alle CARTELLE di PAGAMENTO Ufficio Prodotti Editoriali 1 l agenzia in f orma 2006 GUIDA PRATICA alle COMUNICAZIONI FISCALI e alle CARTELLE Dettagli FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO
FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO Si chiede di precisare quali sono gli effetti delle Dettagli COMUNE DI OLMEDO. Provincia di Sassari REGOLAMENTO
COMUNE DI OLMEDO Provincia di Sassari REGOLAMENTO APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE ALLE VIOLAZIONI AI REGOLAMENTI COMUNALI ED ALLE ORDINANZE SINDACALI (Approvato con deliberazione del Consiglio Dettagli SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA VISTA la Dettagli La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l.
Il bilancio delle società di capitali La sua impugnazione Firenze 15 giugno 2010 La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Francesco D Angelo (Università di Firenze) Dettagli Diritto Processuale Civile. L Appello
Diritto Processuale Civile L Appello L'appello nell'ordinamento civile è un mezzo di impugnazione ordinario, disciplinato dagli Artt. 339 e ss c.p.c,, e costituisce il più ampio mezzo di impugnazione, Dettagli L abuso edilizio minore
L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa Dettagli DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO
Civile Sent. Sez. 1 Num. 26065 Anno 2014 Presidente: SALVATORESALVAGO Relatore: Data pubblicazione: SENTENZA sul ricorso proposto da: BERTONE CESARE - CHICCO VITTORIA - BERTONE MARIA GRAZIA Elettivamente Dettagli Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti
Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto Dettagli Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
CIRCOLARE N. 36/2013 Roma, 6 settembre 2013 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione generale per l Attività Ispettiva Prot. 37/0015563 Agli indirizzi in allegato Oggetto: art. 31 del D.L. Dettagli Relatore: dott. Raffaele FRASCA pretore della Pretura circondariale di Monza
OPPOSIZIONE ALLE ORDINANZE-INGIUNZIONE DI PAGAMENTO DI SOMME A TITOLO DI SANZIONE AMMINISTRATIVA: PRINCIPALI QUESTIONI ORGANIZZATIVE, ORDINAMENTALI E PROCEDURALI Relatore: dott. Raffaele FRASCA pretore Dettagli DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO.
5 del consiglio di Amministrazione 242 Allegato A DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO. Art. 1 Oggetto Dettagli Le novità per gli appalti pubblici
Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici. Dettagli Atti impugnabili davanti alle Commissioni Tributarie
Atti impugnabili davanti alle Commissioni Tributarie Sommario: Ammissibilità del ricorso cumulativo; Atti impugnabili davanti alla Commissione Tributaria 1. Ammissibilità del ricorso cumulativo Prima di Dettagli ha pronunciato la presente
N. 02866/2015REG.PROV.COLL. N. 10557/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul Dettagli Art. 1. Art. 2. Art. 3.
L. 20-3-1865 n. 2248. Legge sul contenzioso amministrativo (All. E) (2) (3). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 27 aprile 1865. (2) Vedi, anche, la L. 6 dicembre 1971, n. 1034. (3) Con riferimento al presente Dettagli Documento. 10 Novembre 2011
Documento 10 Novembre 2011 Rimborso della Tassa di concessione governativa sull utilizzo dei telefoni cellulari: un quadro d insieme delle interpretazioni in essere e sulle possibili soluzioni operative Dettagli TARSU e TIA, tra tariffa e tributo: analogie e differenze tra i due modelli nella gestione della finanza comunale.
TARSU e TIA, tra tariffa e tributo: analogie e differenze tra i due modelli nella gestione della finanza comunale. di Ernesto Aceto Il settore della finanza locale è nell ambito del diritto tributario, Dettagli Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro
Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Natura giuridica e forma dell impugnazione Giurisprudenza L impugnazione del licenziamento, disciplinata dall art. 6, legge n. 604/ 1966(anche a Dettagli 8. È ammesso l intervento di altri creditori nel processo esecutivo?
252 Parte Sesta 8. È ammesso l intervento di altri creditori nel processo esecutivo? Riferimenti normativi: artt. 499-500 e segg. c.p.c. Definizione: identificare le categorie di creditori legittimati Dettagli LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP.
Seminario IF COMMISSIONE INGEGNERIA FORENSE LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Milano, 9 giugno 2011 1 Riserve: generalità Riserva come preannuncio di disaccordo (=firma con riserva) Riserva come domanda Dettagli RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,
Capitolo Secondo Le situazioni giuridiche soggettive del diritto amministrativo Sommario: 1. Definizione di situazione giuridica soggettiva. - 2. Il diritto soggettivo. - 3. Gli interessi legittimi. - Dettagli ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI
1 ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI. LINEAMENTI DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLE PENE DETENTIVE BREVI Dott. Umberto Valboa Il pubblico Dettagli SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014
SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI Bologna, 22 luglio 2014 INQUADRAMENTO NORMATIVO FISCALE La nuova disciplina sulle società tra professionisti non contiene alcuna norma in merito Dettagli Il Consiglio. VISTO il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
Regolamento unico in materia di esercizio del potere sanzionatorio da parte dell Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cui all art 8, comma 4, del D.Lgs. 12 Dettagli COMMISSIONE PROCEDURE CONCORSUALI Sottocommissione Insinuazioni ultratardive supertardive. Le insinuazioni ultratardive
COMMISSIONE PROCEDURE CONCORSUALI Sottocommissione Insinuazioni ultratardive supertardive Le insinuazioni ultratardive Indice 1. Le domande di ammissione al passivo tipologia 2. Termini e cause non imputabili Dettagli La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali
La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali SOMMARIO: 1. - La fattispecie concreta 2. Le azioni di responsabilità contro gli amministratori: caratteri essenziali 3. Dettagli REQUISITI FORMALI DELLA RICETTA NON RIPETIBILE Alla luce del D.LGS. 219 DEL 2006 Codice di recepimento normativa europea farmaci ad uso umano
REQUISITI FORMALI DELLA RICETTA NON RIPETIBILE [STUDIO avv. Paola Ferrari ] info@studiolegaleferrari.it per Pronto Soccorso fimmg lombardia QUESITO: Mi è arrivata una notifica di violazione amministrativa Dettagli ISTRUZIONI PER LE NOTIFICHE IN PROPRIO DEGLI AVVOCATI
ISTRUZIONI PER LE NOTIFICHE IN PROPRIO DEGLI AVVOCATI LA LEGGE nr. 53/1994 La legge 53/1994 ha inserito nel nostro ordinamento la facoltà, per gli avvocati, di notificare gli atti giudiziari. Consentendo Dettagli LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO
CORSO BASE SULLE PROCEDURE GIUDIZIARIE DELL AUTUNNO 2006 LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO AVV. ALESSANDRO CAINELLI INDICE PREMESSA p. 3 I. LA NULLITÀ DELLA RELAZIONE p. 4 1. Cause di nullità formale Dettagli IMMOBILI. Art.1. Art.2
Comune di Marta Provincia di Viterbo Piazza Umberto I n.1 010100 Marta (VT) Tel. 0769187381 Fax 0761873828 Sito web www..comune.marta.vt.it REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI Dettagli L accesso agli atti dell ispezione del lavoro
Il punto di pratica professionale L accesso agli atti dell ispezione del lavoro a cura di Alessandro Millo Funzionario della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena Il diritto di accesso agli atti Com Dettagli La giurisprudenza sul raddoppio dei termini. di accertamento. di STEFANO LOCONTE E LUCIANNA GARGANO
La giurisprudenza sul raddoppio dei termini di accertamento di STEFANO LOCONTE E LUCIANNA GARGANO Il legislatore ha previsto, con l integrazione operata dal dl n. 223 del 2006 alle norme di cui agli artt. Dettagli per gli attori-intimanti: "come da memorie integrative autorizzate" per il convenuto-intimato: "come da memoria integrative autorizzate"
Locazione - Procedimento Concessione di termine per pagamento somme non contestate Ottemperanza - Convalida di sfratto Insuscettibilità Cognizione ordinaria ai fini della risoluzione del contratto per Dettagli CIRCOLARE N. 23/E. OGGETTO: Ravvedimento Articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 Chiarimenti.
CIRCOLARE N. 23/E Direzione Centrale Normativa Roma, 9 giugno 2015 OGGETTO: Ravvedimento Articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 Chiarimenti. La legge di Dettagli DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO
DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità, Corecom Lazio Dettagli IL TRIBUNALE DELLE IMPRESE. Dalle Sezioni Specializzate della proprietà p industriale e intellettuale alle Sezioni Specializzate dell Impresa.
Milano, 16 aprile 2012 CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA UFFICIO DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA DEL DISTRETTO DI MILANO LE RECENTI NOVITA' NORMATIVE E IL LORO IMPATTO SUL MONDO DELLA GIUSTIZIA: Dettagli INDICE GENERALE. Allegato 1 Codice del processo amministrativo. Allegato 2 Norme di attuazione. Allegato 3 Norme transitorie
INDICE GENERALE Allegato 1 Codice del processo amministrativo Allegato 2 Norme di attuazione Allegato 3 Norme transitorie Allegato 4 Norme di coordinamento e abrogazioni 1 INDICE SOMMARIO ALLEGATO 1 Codice Dettagli LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE. Prof. Mariacarla Giorgetti. Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici
LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE Prof. Mariacarla Giorgetti Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici fondamentali, strettamente collegate: il principio della Dettagli RISOLUZIONE N. 42/E QUESITO
L A G E N Z I A I N F O R M A A A DELLE ENTRATE AGENZIA GENZI DELLE ENTRATE Progetto grafico: FULVIO RONCHI UFFICIO RELAZIONI ESTERNE GUIDA ALL INTERPELLO COME OTTENERE DALL AGENZIA DELLE ENTRATE LA RISPOSTA Dettagli ASS.CO.FI. ASSOCIAZIONE SINDACALE DEI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DELLA PROVINCIA DI FIRENZE PERDITE SU CREDITI: LE NUOVE DEDUCIBILITA
PERDITE SU CREDITI: LE NUOVE DEDUCIBILITA 1. PREMESSA L art. 33, comma 5, del D.L. 22.6.2012, n. 83, così come modificato dalla legge di conversione 7.8.2012 n. 134, ha sostituito il comma 5 dell articolo Dettagli Quando è valida la procura alle liti?
PROCESSO / PROCURA ALLE LITI Quando è valida la procura alle liti? L esiguo dettato normativo ha portato ad incertezze e contrasti sulle ipostesi di validità della procura e sulle conseguenze della sua Dettagli Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della
1 Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della sentenza della Corte europea dei diritti dell uomo con la quale la Francia è stata condannata per il divieto legislativo di costituire associazioni Dettagli IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
IL FUNZIONARIO RESPONSABILE Vista la vigente normativa in materia, applicabile all'imposta Comunale sugli Immobili e richiamata nel presente atto, AVVISA il contribuente, Coce Fiscale, residente in - ( Dettagli CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015
CIRCOLARE N. 45/E Roma, 12 ottobre 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Aumento dell aliquota IVA ordinaria dal 20 al 21 per cento - Articolo 2, commi da 2-bis a 2-quater, decreto legge 13 agosto Dettagli Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa
Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa di Sandro de Gotzen (in corso di pubblicazione in le Regioni, Dettagli COLLEGIO DI NAPOLI. Membro designato dalla Banca d'italia. (NA) PICARDI Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari
COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: (NA) QUADRI (NA) CARRIERO (NA) MAIMERI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (NA) PICARDI Membro designato da Associazione Dettagli Parte viii> contenzioso e strumenti Per evitarlo
Parte viii> contenzioso e strumenti Per evitarlo 1. come rimediare a errori e dimenticanze: il ravvedimento Il ravvedimento per imposte dirette e Iva Modalità di pagamento Presentazione della dichiarazione Dettagli Il mio ricorso alla CEDU: Come presentarlo e in che modo lo stesso viene gestito
Il mio ricorso alla CEDU: Come presentarlo e in che modo lo stesso viene gestito La Corte dichiara inammissibili la maggior parte dei ricorsi senza esaminarli nel merito, a causa del mancato rispetto dei Dettagli VADEMECUM BREVE GUIDA ALLA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI
VADEMECUM BREVE GUIDA ALLA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI 28 luglio 2014 Sommario 1 Cos è la certificazione dei crediti... 3 1.1 Quali crediti possono essere certificati... 3 1.2 A quali amministrazioni o Dettagli a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano
La ricostituzione della pluralità dei soci nella s.a.s. In ogni numero della rivista trattiamo una questione dibattuta a cui i nostri esperti forniscono una soluzione operativa. Una guida indispensabile Dettagli DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese
DIRIGENTI PUBBLICI Nozione di giustificatezza nel licenziamento di Marilena Cortese Il rapporto di lavoro, in generale, sia esso a tempo determinato che indeterminato, può estinguersi per cause diverse Dettagli Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI
10.1.2014 LE NUOVE NORME SULLA FISSAZIONE DELL UDIENZA E LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO E DEL DECRETO NEL PROCEDIMENTO PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO di Roberto Fontana, magistrato Sommario. 1. La nuova Dettagli Circolare Informativa n 57/2013
Circolare Informativa n 57/2013 TRATTAMENTO FISCALE E CONTRIBUTIVO DELLE SOMME EROGATE A SEGUITO DI TRANSAZIONE Pagina 1 di 9 INDICE Premessa pag.3 1) La transazione: aspetti giuridici pag. 3 2) Forme Dettagli Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della
Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966 con le modifiche della legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. Collegato Lavoro) Legge 28 giugno Dettagli Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni

References: Art.3
 art. 29
 art. 30
 art.10
 art.25
 Cass. 
 sentenza 
 art. 2
 art. 12
 art. 2
 art. 2
 art.2
 art. 5
 art. 2
 art. 12
 art. 4
 art. 24
 art. 615
 art. 23
 art. 615
 sentenza 
 art. 14
 art. 18
 art. 35
 art. 2
 art. 50
 art.57
 art. 615
 art. 617
 art.2
 art. 29
 sentenza 
 art. 615
 art. 2
 art.57
 art. 19
 art. 50
 art.35
 art. 19
 art. 57
 art. 54
 art. 53
 art.54
 art. 54
 art. 2
 art. 59
 art. 57
 art.57
 art. 57
 art.57
 art. 57
 art. 72
 art. 19
 art. 57
 art.2
 articolo 1
 art. 617
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 31
 Art. 54
 art. 180
 art. 180
 art. 155
 art. 310
 art. 311
 SENTENZA 
 ART. 281
 SENTENZA 
 ART. 281
 sentenza 
 art. 34
 SENTENZA 
 art. 31
 Art. 1
 SENTENZA 
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 art. 6
 Art.1
 Art.2
 Articolo 13
 Articolo 13
 art. 33
 sentenza 
 Articolo 2