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Timestamp: 2017-05-29 11:29:06+00:00

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Posted Ven, 07/05/2010 - 13:19 by admin
2009/11/02 [http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/8337887.stm Un articolo di BBC News] analizza i risultati di un sondaggio su un migliaio di persone nel merito della pirateria. La conclusione è che coloro che « piratano » di più sono anche coloro che spendono più, che l'attuale prezzo delle opere è più elevato di ciò che i consumatori sono disposti a pagare.
Sezione 1, art. 2.1, ingiunzioni senza supervisione dei magistrati
La formulazione dell’articolo impone alle parti di consentire nel mondo fisico il sequestro di beni sospettati di violare copyright, brevetti o marchi commerciali, su semplice ingiunzione della parte privata che ritiene di detenere il relativo monopolio intellettuale senza necessità di alcun supervisione o ordine giudiziario. Questa possibilità può avere conseguenze pesantissime sui farmaci in transito nei paesi sottoscrittori di ACTA: una casa farmaceutica sulla base di un semplice sospetto potrebbe ottenerne il sequestro ed impedirne il recapito per tempi sufficientemente lunghi da causarne o la scadenza o comunque gravi conseguenze per i cittadini bisognosi di farmaci dello stato destinatario. Nel mondo digitale il “sequestro” si traduce nella possibilità di blocchi, oscuramenti o filtraggi di contenuti, servizi e applicazioni. Inoltre le parti devono rendere possibile l’ingiunzione da parte dei copyright holder direttamente ai provider Internet per responsabilità civile nelle violazioni.
Art. 2.2.1, perquisizioni alle frontiere
Nei procedimenti civili, coloro responsabili secondo “basi ragionevoli” (manca la definizione di basi ragionevoli) di aver commesso violazioni dovranno compensare il detentore del copyright con un importo che tenga conto del presunto profitto perso secondo i parametri dello stesso detentore del copyright. Nel paragrafo immediatamente successivo si mantiene la possibilità per le parti di adempiere ai propri obblighi di protezione ed enforcement nel caso di trasferimenti ed esportazione dei beni, cioè si spalanca la porta per le perquisizioni alle frontiere dei supporti digitali (lettori MP3, laptop, cellulari, hdd, pendrive ecc.).
Art. 2.2.2, multe automatiche senza prove di colpevolezza – senza processo
Le parti possono (per alcuni negoziatori DEVONO) stabilire un sistema automatico di multe su Internet per presunte violazioni del copyright e nel mondo fisico per presunte violazioni di marchi commerciali. Le multe devono essere prestabilite per legge e non sono determinate caso per caso o in seguito ad equo processo.
Art. 2.2.11 e art. 2.3, determinazione delle sanzioni e distruzione degli apparecchi
Nella determinazione delle sanzioni, le parti dovranno calcolare il danno minimo per il detentore del copyright o moltiplicando il numero totale di copie distribuite, assumendo che esse sarebbero state vendute a prezzo pieno, o calcolando il valore dei diritti che avrebbero dovuto essere pagati dal trasgressore in base al numero di copie distribuite e alle persone destinatarie, o tramite una royalty “ragionevole”. Nel successivo art. 2.3, si stabiliscono misure aggiuntive, quali la distruzione di beni o macchinari utilizzati dai trasgressori, e si stabilisce altresì che il pagamento dei diritti non consente la non distruzione.
Art. 2.4.17, attacco alle piattaforme con contenuti generati dagli utenti (YouTube ecc.)
Tutti gli intermediari, i canali di distribuzione e tutte le persone con cui il trasgressore è venuto in contatto direttamente o indirettamente per distribuire l’opera che viola il copyright possono essere ritenuti responsabili, con l’eccezione di coloro che esercitano l’attività professionale nel campo legale.
Art. 2.5, sequestri indiscriminati anche per attività che possono dar luogo a violazioni imminenti
Le parti si impegnano a dare la facoltà ai detentori del copyright, dei brevetti o dei marchi commerciali, di ordinare il sequestro preventivo di apparecchiature, macchinari, documenti ecc. anche prima dell’inizio di qualsiasi procedimento legale, e anche nei casi in cui il detentore dei diritti abbia il sospetto che la violazione, anche se non avvenuta, stia per avvenire.
Art. 2.X (non numerato, prima del 2.6) perquisizioni alle frontiere dei bagagli personali
Le parti possono, ma non sono obbligate a, eseguire perquisizioni alle frontiere dei bagagli personali dei privati cittadini per accertare eventuali violazioni di copyright anche piccole (per es. possono analizzare laptop, lettori MP3 e altri apparecchi elettronici senza mandato e anche se questi sono nel bagaglio personale).
Art. 2.14: reati penali anche per violazioni senza guadagni diretti o indiretti
Le parti si impegnano a riconoscere che la violazione del copyright anche non a scopo di lucro è una violazione su scala commerciale. Le violazioni di questo tipo dovranno essere considerate di tipo penale. Questo articolo criminalizza sia colui che copia un CD a un parente o a un amico, sia colui che pratica file sharing di materiale protetto da copyright. Si definisce che “violazione su scala commerciale” si riferisce anche ad attività prive di guadagni diretti o indiretti.
Art. 2.15.2: carcere per incitazione, ausilio o favoreggiamento delle violazioni del copyright
Le parti si impegnano a garantire pene carcerarie per coloro rei di incitare o aiutare o favorire le violazioni del copyright. Si tratta di un articolo che da una parte mira ad incarcerare gestori di siti, piattaforme e fornitori di accesso e di servizi vari a Internet, e dall’altra, mancando nell’Unione una definizione legale di incitazione alla violazione del copyright, tende a prefigurare il carcere per un nuovo reato d’opinione, quello per l’appunto di incitazione alla violazione del copyright. Potenzialmente, non è assurdo pensare che anche coloro che promuovono attivamente le riforme del copyright possano essere accusati di un simile reato. Si nota che è specificato che “come minimo una delle parti si oppone” a questo articolo, ma non ci è dato sapere quale o quali siano.
Art. 2.18 enforcement nell’ambiente digitale
Le parti si impegnano a rendere attive tutte le disposizioni di ACTA relative al mondo fisico anche all’ambiente digitale, incluse tutte le misure che possano rapidamente impedire le violazioni e tutte le misure che possano preventivamente impedire violazioni del copyright. Nel mondo digitale questo si traduce, tenendo conto degli articoli precedenti, in sequestri preventivi di server, blocchi di applicazioni, ingiunzioni preventive ai provider, oscuramenti di siti e altro ancora. Le parti inoltre prendono atto che le limitazioni e le eccezioni al copyright nell’ambiente digitale e le protezioni dei cittadini possono rappresentare una barriera per lo sviluppo del commercio elettronico. In una nota dell’articolo, viene inoltre specificato che le parti non sono obbligate a considerare eccezioni al copyright per fair use (ricordiamo che il fair use consente l’eccezione al copyright per parti di opere a scopi didattici, di cronaca, documentali, educativi o di satira). Il fair use diventa opzionale.
Attacco al software libero e alle licenze copyleft (Creative Commons, GPL…)
Nel medesimo articolo, vengono compiuti due attacchi al software libero, uno indiretto e uno diretto. Quello indiretto si basa sulla distorsione di Internet, tramite la collaborazione fra copyright holder e ISP mirata a violare la Net Neutrality. Si tratta quindi di un attacco ad Internet, il mezzo principale di diffusione del software libero e delle opere (testuali, audio, video ecc.) sotto varie licenze copyleft. L’attacco diretto (ringraziamo la Free Software Foundation per l’analisi in merito) si basa sulla proibizione della costruzione, importazione e circolazione di una tecnologia, un servizio, una periferica, un prodotto o una parte di esso, che abbia come scopo primario o secondario l’aggiramento di qualsiasi misura tecnologica di protezione. Si parla inoltre di proibizione delle tecniche di “hacking” (il termine non viene definito, ma è chiaro secondo FSF che si tratta di un tentativo, insieme a tutto il resto, di bloccare lo sviluppo di software libero) e si impongono sanzioni civili e penali a tutti coloro che in qualsiasi modo possano aiutare l’alterazione dei DRM. Aggiungiamo che, in base a quanto evidenziato in precedenza, qualsiasi opera di mashup o remix sarebbe automaticamente considerata una violazione del copyright in tutti quei paesi in cui le parti decidessero di sospendere le eccezioni al copyright per fair-use.
Capitolo 3: promozione della cultura della proprietà intellettuale
In questo capitolo le parti si impegnano a promuovere programmi scolastici ed educativi, nonché programmi per la sensibilizzaazione dell’opinione pubblica, a cura delle major e delle grandi industrie, per inculcare i principi della “proprietà intellettuale”. Si tratta di una mossa disperata che mira a fermare il processo di consapevolezza e di messa in discussione dei monopoli intellettuali che è diventata di primo piano nella società civile e che sta portando sia ad una rivoluzione culturale sia ad interessanti novità sul piano sociale (progetti collaborativi), economico (nuovi modelli di business, artisti indipendenti che distribuiscono le proprie opere nel mondo) e politico (la nascita in dozzine di paesi del mondo dei partiti pirata che mirano esplicitamente a riformare il copyright e i brevetti).
Capitolo 5: nascita del super-organismo ACTA
Le parti si impegnano ad istituire un comitato permanente ACTA. Sarebbe il passo decisivo per scavalcare la World Trade Organization e la World Intellectual Property Organization delle Nazioni Uniti. Il comitato avrebbe molteplici funzioni, fra le quali la collaborazione con le major per la verifica dell’appropriata implementazione dell’accordo nei paesi sottoscrittori.
Capitolo 6: implementazione di ACTA
In questo capitolo si stabilisce che ACTA deve entrare in vigore entro 90 giorni dall’approvazione delle parti. Le parti possono recedere dall’accordo dandone preavviso scritto un anno prima.
Commento del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo
Christian Engstrom, europarlamentare del Partito Pirata svedese, ha esposto la posizione ufficiale del gruppo dei Verdi, dichiarando che:
Come già più volte aveva fatto in passato, in due interviste, una pubblicata in data 9 aprile dal settimanale Panorama, e l'altra concessa a Radio Uno in data 10 aprile, Lei ha nuovamente dichiarato di essere contrario ad approcci repressivi, come quello francese della disconnessione da internet dei cosiddetti "pirati". Lei ipotizza addirittura una strada di collaborazione tra utenti e produttori di contenuti d'intrattenimento. Lei ha inoltre giustamente ribadito che esiste una differenza sostanziale tra il furto e la condivisione, sottolineando che l'uso di reti di file sharing equivale "a fare una copia di un cd acquistato e regalarla ad altri, cosa che avviene normalmente quando compriamo un cd e facciamo la copia per i nostri amici".
• Marco Cappato, presidente dell'Associazione Agorà Digitale
• Marco Ciurcina, presidente dell'Associazione Software Libero
• Juan Carlos De Martin, co-direttore del Centro NEXA - Università di Torino
• Athos Gualazzi, presidente dell'Associazione Partito Pirata
• Luca Nicotra, segretario dell'Associazione Agorà Digitale
• Marco Ricolfi, co-direttore del Centro NEXA - Università di Torino
• Guido Scorza, presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
Come saprete The Pirate Bay è sottoposta a un provvedimento cautelare che è meramente preliminare rispetto al processo, si tratta infatti di una fase ancora procedimentale, non ci sono imputati e nemmeno un capo di imputazione! Il sequestro di labaia.net è meramente accessorio alla vicenda TPB.
I computer di labaia.net dato che linkava TPB attraverso un proxi sono stati sequestrati.
Sabato 20, presso il Teatro Capranica, localizzato in pieno centro
storico a Roma, subito dietro l'angolo di Piazza di Montecitorio
Il Capranica e' un teatro suntuoso (accesso con scalinata di marmo, stucchi e candelabri) ma sopratutto bello grande (500 posti in platea,
300 in loggione).
Si tratta di un'ottima occasione per mostrare all'Italia che il movimento per i diritti digitali, con tutte le sue mille sfaccettature
e differenze, non e' una confraternita di carbonari, ma un'onda maggioritaria e inarrestabile.
dal sito di ScambioEtico:
"nell’interrogazione orale al Commissario De Gucht, responsabile dei negoziati ACTA, durante la sessione plenaria nella tarda serata del 9 marzo, numerosi europarlamentari hanno usato parole forti. Ecco alcune frasi particolarmente significative:
In un crescente clima di censura e controllo un pirata non rimane mai
indifferente: issa le vele e si prepara all'arrembaggio di tutte le forme
Dopo l'approvazione dei ridicoli decreti Bondi e Romani,
l'associazione di promozione sociale Partito Pirata risponde
organizzando il PRIMO FILE SHARING PARTY D'ITALIA,
giovedì 11 marzo alle ore 21 presso il FUSOLAB, in via Giorgio Pitacco, 29.
Verrano inoltre presentati dei seminari sulla gestione di un server e
i relativi script per evitare che siano intasati da file coperti da
diritto d'autore o file pedo-pornografici.
Il FILE SHARING PARTY sta arrivando...
info@piratpartiet.it
06.83393456
contatti@ninux.org
06.2754160

References: art. 2

Art. 2

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Art. 2

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Art. 2

Art. 2

Art. 2
e contrario