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Timestamp: 2019-01-24 05:07:17+00:00

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Il termine di costituzione in caso di opposizione a decreto ingiuntivo. | Avvocato Roma - Studio Legale Bagnardi
Il termine di costituzione in caso di opposizione a decreto ingiuntivo.
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Omissis…“L’art. 645, 2°co. c.p.c., prevede espressamente che “in seguito all’opposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito; ma i termini di comparizione sono ridotti a metà”.
Come è noto, nell’interpretare tale norma la Corte di legittimità ha sempre ritenuto che la riduzione alla metà del termine di costituzione dell’opponente fosse riconducibile alla scelta dello stesso opponente di assegnare all’opposto un termine a comparire inferiore a quello legale disposto dall’art. 163 bis c.p.c..
Secondo tale consolidato orientamento, dunque, laddove l’opponente avesse assegnato all’opposto un termine di comparizione pari o superiore a quello legale, così dimostrando di non essersi avvalso della “facoltà” concessagli dal citato art. 645 c.c., anche il termine per la sua costituzione rimaneva quello ordinario, ossia quello di dieci giorni dalla notifica alla controparte dell’opposizione ex art. 165 c.p.c., mentre nel caso in cui l’opponente avesse assegnato termini di comparizione inferiori a quelli legali, volontariamente o anche per un mero errore materiale, si sarebbe prodotto come effetto automatico anche il dimezzamento dei termini di costituzione da dieci a cinque giorni decorrenti dalla notifica all’opposto dell’atto di citazione (V. Cass. n. 3316/1998; Cass. n. 3752/2001; Cass. n. 16332/2002; Cass. n. 17915/2004; Cass. n. 11436/2009).
Ciò premesso, si osserva che nel caso in esame l’opponente ha assegnato alla controparte un termine di comparizione superiore a quello ordinario, essendo stata notificata l’opposizione al decreto ingiuntivo in data 26.09.2008 ed indicata l’udienza di comparizione per il 26.02.2009; inoltre, nella vocatio in jus di cui all’atto di citazione in opposizione, “l’istante ha invitato controparte a costituirsi nel termine di almeno venti giorni prima dell’udienza di comparizione”, vale a dire nel termine ordinario previsto dall’art. 166 c.p.c..
Deve pertanto escludersi che nella fattispecie l’opponente abbia inteso avvalersi della facoltà di dimidiare i termini di costituzione di cui all’art. 645, 2° co. c.p.c. e conseguentemente, seguendo l’orientamento della giurisprudenza di legittimità sopra ricordato, la sua costituzione, effettuata il 6.10.2008, ossia nel termine di 10 giorni dalla notifica dell’opposizione avvenuta il 26.09.2008, risulta certamente tempestiva ex art. 165 c.p.c..
L’opposto ha tuttavia eccepito l’improcedibilità del giudizio di opposizione per tardività della costituzione dell’opponente, in quanto successiva al quinto giorno dalla notifica dell’atto di citazione, facendo proprio il recentissimo orientamento espresso dalla Corte di Cassazione, alla stregua del quale l’opponente, per il solo fatto dì aver scelto di opporsi al decreto ingiuntivo, deve comunque osservare i termini dimezzati di costituzione, in quanto l’art. 645, 2°co. c.p.c. prevede la riduzione alla metà dei termini di comparizione con riferimento a tutte le opposizioni (V. S.U. n. 19246/2010).
L’iter logico argomentativo seguito dalla Corte per affermare l’inscindibile binomio “dimezzamento dei termini di comparizione = dimezzamento anche dei termini di costituzione” si fonda sulla esigenza di sollecita trattazione dell’opposizione, volta a verificare la fondatezza del provvedimento sommario concesso al creditore inaudita altera parte, nonché sulla stretta correlazione sussistente tra i termini a comparire e i termini di costituzione, ritenendo altresì ininfluente il tenore dell’art. 645, 2° co. c.p.c., che nella formulazione attuale fa riferimento ai soli termini di comparizione (e non a quelli di costituzione), essendosi reso a suo tempo necessario tale intervento legislativo a seguito dell’introduzione del sistema di citazione ad udienza fissa.
Nel ragionamento della Corte, nonostante il silenzio del legislatore sul punto, non sussistono valide ragioni per disattendere la regola desumibile dall’art. 165, l°co. c.p.c., che stabilisce un legame tra termini di comparizione e termini di costituzione proprio per assegnare coerenza ai procedimenti, quale quello monitorio, che richiedono pronta soluzione; stante tale stretto legame tra i due termini un espresso richiamo ai termini di costituzione inserito nell’art. 645 c.p.c., secondo la Corte, sarebbe stato del tutto superfluo.
Il Tribunale, tuttavia, non condivide tale orientamento, ritenendo invece che la previsione dell’art. 645, II comma, c.p.c., pur non attribuendo alcuna “facoltà” all’opponente, ma intendendo invece dimezzare sempre i termini di comparizione nei giudizi introdotti con citazione in opposizione a decreto ingiuntivo (in ciò condividendo quanto affermato anche dalla citata sentenza delle Sezioni Unite n. 19246/2010), non determina mai la riduzione alla metà anche dei termini di costituzione (in ciò pervenendo, quindi, a conclusioni ermeneutiche opposte rispetto alla richiamata pronuncia delle S.U. della Cassazione).
Convince in tal senso, in primo luogo, il tenore letterale della norma, la quale è chiara ed inequivocabile laddove prevede il dimezzamento dei soli termini di comparizione e non di quelli di costituzione. In secondo luogo, non risulta esistente, nel sistema processuale, un principio generale di adeguamento dei termini di costituzione a quelli di comparizione, né un tale principio può essere desunto dal dettato dell’art. 165 c.p.c.: quest’ultima norma, infatti, così come quella di cui all’art. 166 c.p.c., si collega esclusivamente al provvedimento presidenziale di abbreviazione dei termini a comparire ex art. 163 bis c.p.c. che, tuttavia, fondandosi principalmente sull’istanza in tal senso dell’attore e su specifiche ragioni di urgenza da valutarsi caso per caso da parte dell’organo giudiziario, ha funzione e struttura ontologicamente diverse dalla riduzione di cui all’art. 645, 2° co. c.p.c., necessitata invece dall’esigenza acceleratoria propria del processo monitorio. La ratio e la natura differenti, nonché la considerazione che si tratta di norme processuali, non consentono un’estensione analogica della riduzione alla metà dei termini di costituzione ex artt. 165 – 166 c.p.c., prevista con riferimento all’ipotesi di cui all’art. 163 bis c.p.c., anche al giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo.
Conclusivamente, ritiene il Tribunale che in caso di opposizioni a decreto ingiuntivo, a fronte di un termine dì comparizione sempre “dimezzato” ex art. 645 c.p.c. (indipendentemente dal termine in concreto di volta in volta assegnato dall’opponente, posto che il legislatore indica il termine minimo ma non pone limiti alla concessione di un termine più ampio), il termine di costituzione dell’opponente, in assenza di espressa previsione, è sempre quello ordinario di dieci giorni (risultando così non condivisibile neppure il precedente e consolidato orientamento della Suprema Corte laddove riteneva passibile dì riduzione alla metà anche il termine di costituzione, sia pure nelle sole ipotesi di concreta assegnazione all’opposto di un termine di comparizione inferiore a quello ordinario).
Per tali motivi l’eccezione di improcedibilità della presente opposizione deve essere disattesa.”…omissis.
(Inserita Il 14/05/2011)
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References: art. 645
 art. 165
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 165
 sentenza 
 art. 163
 art. 645