Source: http://vicoloitalia.it/norme/cst/cstpti.php
Timestamp: 2019-03-19 23:02:29+00:00

Document:
Parte I Costituzione Italiana Vicolo Italia
Costituzione -> Parte I
Dei diritti e doveri dei cittadini
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge [c.p.p. 244-245, 247-249, 272, 308; c.p.c. 118, 256, 260].
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto [c.p.p. 352, 356, 357, 379-391].
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva [c.p.p. 297, 303-305].
Art. 14 - Il domicilio è inviolabile [c.p. 614-615 bis].
Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale [c.p.p. 244-246, 250-252, 316-323, 352-357; c.p.c. 670 ss.].
Art. 15 - La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili [c.p. 616-623 bis].
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge [c.p.p.266-271].
Art. 16 - Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza [c.p. 233; c.p.p. 281,283]. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche [trans. XIII].
Art. 17 - I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati di sicurezza o di incolumità
Art. 18 - I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale [c.c. 14 ss.].
Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare [c.p. 270-272].
Art. 19 - Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto [8], purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Art. 20 - Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni [trans. XVIII].
Art. 22 - Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica [c.c. 1], della cittadinanza, del nome [c.c. 6].
Art. 24 - Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi [c.c. 2907].
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento [c.p.p. 98].
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari [c.p.p. 571-574 bis].
Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso [c.p. 2].
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge [c.p. 199-240].
Art. 26 - L'estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali [10; c.p. 13; c.p.p. 696-713].
L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva [c.p.p. 648]
Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra [c.p. 21].
Art. 29 - La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare [c.c. 143 ss., 159 ss.].
Art. 30 - È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio [c.c. 147, 271, 279].
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima [c.c. 250 ss., 536 ss., 580, 592 ss.].
Art. 31 - La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità [37], l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
Art. 35 - La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni [c.c. 2060].
Art. 36 - Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa [c.c. 2099 ss.].
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge [c.c. 2107 ss.].
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi [c.c. 2109].
Art. 37 - La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
Art. 38 - Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria [c.c. 2110].
Art. 40 - Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano [c.p. 503-512].
Art. 41 - L'iniziativa economica privata è libera [c.c. 1322, 2082 ss.].
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana [ c.c. 2087].
Art. 42 - La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati [c.c. 822 ss.; st.V.d'A. 5 ss.; st.T.A.A. 57 ss.; st. Sic. 32 ss.; st.Sar. 7 ss.; st. F.V.G. 48 ss.].
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale [c.c. 832] e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale [c.c. 834].
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità [c.c. 456].
Art. 43 - A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
Art. 44 - Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata [c.c. 846 ss.], fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre [c.c. 857], la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.
Art. 45 - La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità [c.c. 2511 ss.].
Art. 46 - Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.
Art. 47 - La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Art. 48 - Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile [c.p.p 618 I-II] o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge [XII].
Art. 51 - Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge [97; XIII].
Art. 52 - La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
Art. 53 - Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

References: Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 22

Art. 24

Art. 26

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48
 sentenza 

Art. 51

Art. 52

Art. 53