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Timestamp: 2019-02-20 17:54:11+00:00

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 25 gennaio 2016, n. 1268. In tema di notifiche, la consegna dell'atto nelle mani del portiere assicura che il documento è arrivato al destinatario. Mentre il successivo invio della raccomandata costituisce una semplice ulteriore garanzia prevista dalle legge per impedire che possano verificarsi omissioni da parte del custode. Non è però necessaria «alcuna prova dell'effettiva consegna della stessa al destinatario, dovendosi comunque dare per acquisita l'avvenuta notifica». In caso di trasferimento di domicilio, nel periodo che va dalla consegna del plico al portiere al ricevimento della raccomandata, è onere del destinatario documentare «tramite un certificato storico di residenza il detto tramutamento», non essendo sufficiente «l'indicazione fornita dal portiere in quanto priva di ogni possibilità di riscontro obiettivo». - Renato D'Isa
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sentenza 25 gennaio 2016, n. 1268
Con il primo motivo di ricorso la ricorrente contesta il mancato rilievo da parte del tribunale della nullita’ della notifica avvenuta a mezzo del servizio postale ex articolo 149 c.p.c., Legge n. 890 del 1982, articolo 7 in quanto a seguito della avvenuta consegna a mani del portiere non sarebbe stata inviata al destinatario una raccomandata con ricevuta di ritorno ma una semplice raccomandata.
Con il secondo motivo si assume la nullita’ del procedimento in quanto vi e’ la prova che la notifica effettuata non ha avuto buon fine in quanto la raccomandata e’ ritornata indietro con l’indicazione destinatario trasferito.
Dal testo letterale della norma si evince che trattasi di raccomandata semplice e non gia’ di raccomandata con avviso di ritorno. Laddove infatti e’ richiesto tale ultimo tipo di raccomandata, cio’ e’ espressamente stabilito dalla legge (v. articolo 140 c.p.c.).
In relazione in particolare a tale ultima norma la giurisprudenza di questa Corte si era in un primo tempo orientata a ritenere che nel caso notificazione mediante consegna al portiere, l’invio della lettera raccomandata di cui al comma 4 dello stesso articolo, non atteneva alla perfezione dell’operazione di notificazione, sicche’ la sua omissione si risolve in una mera irregolarita’ di carattere estrinseco non integrante alcuna delle ipotesi di nullita’ previste dall’articolo 160 cod. proc. civ..(Cass 23589/08-Cass 15315/06 – Cass 7349/03 -Cass 9329/97). Successivamente, seguendo l’orientamento piu’ recente di questa Corte in ordine alla omissione della spedizione della raccomandata prevista dall’articolo 139 c.p.c., comma 4, (Cass. nn. 17915 del 2008 e 7667 del 2009), questa Corte ha ritenuto che l’omissione dell’invio della raccomandata non costituisca mera irregolarita’, ma un vizio dell’attivita’ dell’agente postale che determina, fatti salvi gli effetti della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario, la nullita’ della notificazione nei riguardi del destinatario (Cass 1366/10; Cass 19366/13).
Anche a voler seguire questo piu’ recente orientamento comunque i motivi sarebbero infondati.
In base anche alla piu’ recente citata giurisprudenza,con l’invio della raccomandata deve infatti ritenersi perfezionata la notifica senza che rilevi il successivo esito della stessa.
La consegna dell’atto a mani del portiere assicura gia’ di per se’ che l’atto stesso e’ pervenuto nella sfera del destinatario, essendo la consegna avvenuta a persona abilitata alla ricezione dello stesso e risultando, comunque, accertato l’effettivo domicilio di quest’ultimo. Ne consegue che il successivo invio della raccomandata costituisce una semplice ulteriore garanzia per impedire che possano verificarsi omissioni da parte del portiere nella consegna effettiva dell’atto senza che sia peraltro necessaria alcuna prova dell’effettiva consegna della stessa al destinatario, dovendosi comunque dare per acquisita l’avvenuta notifica. In ogni caso qualora, come dedotto dal ricorrente, sia intervenuto nelle more dell’invio della raccomandata un trasferimento di domicilio del destinatario, sarebbe comunque onere di quest’ultimo documentare tramite un certificato storico di residenza il detto tramutamento, circostanza non verificatasi nel caso di specie, non essendo a tal fine sufficiente l’indicazione fornita dal portiere del dedotto trasferimento in quanto priva di ogni possibilita’ di riscontro obiettivo. Il ricorso va in conclusione respinto.
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 1 giugno 2016, n....

References: sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 articolo 149
 articolo 7
 articolo 140
 sentenza