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Timestamp: 2017-06-24 15:40:19+00:00

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Titolo IACCERTAMENTO CON ADESIONE E CONCILIAZIONE GIUDIZIALE
Capo IAccertamento con adesione
Art. 1.Definizione degli accertamenti
Art. 2.Definizione degli accertamenti nelle imposte sui redditi e nell’imposta sul valore aggiunto
4. La definizione non esclude l’esercizio dell’ulteriore azione accertatrice entro i termini previsti dall’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, relativo all’accertamento delle imposte sui redditi, e dall’articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, riguardante l’imposta sul valore aggiunto:a) se sopravviene la conoscenza di nuovi elementi, in base ai quali e’ possibile accertare un maggior reddito, superiore al cinquanta per cento del reddito definito e comunque non inferiore a centocinquanta milioni di lire;b) se la definizione riguarda accertamenti parziali;c) se la definizione riguarda i redditi derivanti da partecipazione nelle societa’ o nelle associazioni indicate nell’articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero in aziende coniugali non gestite in forma societaria;d) se l’azione accertatrice e’ esercitata nei confronti delle societa’ o associazioni o dell’azienda coniugale di cui alla lettera c), alle quali partecipa il contribuente nei cui riguardi e’ intervenuta la definizione.
Art. 3.Definizione degli accertamenti nelle altre imposte indirette
Capo IIProcedimento per la definizione degli accertamenti nelle imposte sui redditi e nell’imposta sul valore aggiunto.
Art. 4.Competenza degli uffici
Art. 5.Avvio del procedimento
1. L’ufficio invia al contribuente un invito a comparire, nel quale sono indicati:a) i periodi di imposta suscettibili di accertamento;b) il giorno e il luogo della comparizione per definire l’accertamento con adesione.
Art. 6.Istanza del contribuente
Art. 7.Atto di accertamento con adesione
Art. 8.Adempimenti successivi
Art. 9.Perfezionamento della definizione
Capo IIIProcedimento per la definizione di altre imposte indirette
Art. 10.Competenza degli uffici
Art. 11.Avvio del procedimento
1. L’ufficio invia ai soggetti obbligati un invito a comparire, nel quale sono indicati:a) gli elementi identificativi dell’atto, della denuncia o della dichiarazione cui si riferisce l’accertamento suscettibile di adesione;b) il giorno e il luogo della comparizione per definire l’accertamento con adesione.
Art. 12.Istanza del contribuente
Art. 13.Atto di accertamento con adesione, adempimenti successivi e definizione
Capo IVConciliazione giudiziale
Art. 14.Disposizioni in materia di conciliazione giudiziale
1. L’articolo 48 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, come sostituito dall’articolo 12 del decreto – legge 8 agosto 1996, n. 437, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 ottobre 1996, n. 556, e’ sostituito dal seguente:“Art. 48 (Conciliazione giudiziale) . – 1. Ciascuna delle parti con l’istanza prevista dall’articolo 33, puo’ proporre all’altra parte la conciliazione totale o parziale della controversia.2. La conciliazione puo’ aver luogo solo davanti alla commissione provinciale e non oltre la prima udienza, nella quale il tentativo di conciliazione puo’ essere esperito d’ufficio anche dalla commissione.3. Se la conciliazione ha luogo, viene redatto apposito processo verbale nel quale sono indicate le somme dovute a titolo d’imposta, di sanzioni e di interessi. Il processo verbale costituisce titolo per la riscossione delle somme dovute mediante versamento diretto in un’unica soluzione ovvero in forma rateale, in un massimo di otto rate trimestrali di pari importo, ovvero in un massimo di dodici rate trimestrali se le somme dovute superano i cento milioni di lire, previa prestazione di idonea garanzia secondo le modalita’ di cui all’articolo 38 -bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. La conciliazione si perfeziona con il versamento, entro il termine di venti giorni dalla data di redazione del processo verbale, dell’intero importo dovuto ovvero della prima rata e con la prestazione della predetta garanzia sull’importo delle rate successive, comprensivo degli interessi al saggio legale calcolati con riferimento alla stessa data, e per il periodo di rateazione di detto importo aumentato di un anno. Per le modalita’ di versamento si applica l’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 592. Le predette modalita’ possono essere modificate con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro.4. Qualora una delle parti abbia proposto la conciliazione e la stessa non abbia luogo nel corso della prima udienza, la commissione puo’ assegnare un termine non superiore a sessanta giorni, per la formazione di una proposta ai sensi del comma 5.5. L’ufficio puo’, sino alla data di trattazione in camera di consiglio, ovvero fino alla discussione in pubblica udienza, depositare una proposta di conciliazione alla quale l’altra parte abbia previamente aderito. Se l’istanza e’ presentata prima della fissazione della data di trattazione, il presidente della commissione, se ravvisa la sussistenza dei presupposti e delle condizioni di ammissibilita’, dichiara con decreto l’estinzione del giudizio. La proposta di conciliazione ed il decreto tengono luogo del processo verbale di cui al comma 3. Il decreto e’ comunicato alle parti ed il versamento dell’intero importo o della prima rata deve essere effettuato entro venti giorni dalla data della comunicazione. Nell’ipotesi in cui la conciliazione non sia ritenuta ammissibile il presidente della commissione fissa la trattazione della controversia. Il provvedimento del presidente e’ depositato in segreteria entro dieci giorni dalla data di presentazione della proposta.6. In caso di avvenuta conciliazione le sanzioni amministrative si applicano nella misura di un terzo delle somme irrogate.”.
2. All’articolo 37 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, concernente l’attivita’ di indirizzo agli uffici periferici, dopo il comma 4, e’ aggiunto, in fine, il seguente:“4 -bis. Il dirigente dell’ufficio del Ministero delle finanze di cui all’articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, riguardante la capacita’ di stare in giudizio, stabilisce le condizioni necessarie per la formulazione o l’accettazione della proposta di conciliazione di cui all’articolo 48 del citato decreto legislativo n. 546 del 1992.”.
Titolo IIDISPOSIZIONI FINALI
Art. 15.Sanzioni applicabili nel caso di omessa impugnazione
Art. 16.Controlli sulla base della copia delle dichiarazioni
Art. 17.Abrogazioni e delegificazione
1. Sono abrogati:a) i commi 2 e 3 dell’articolo 5 del decreto – legge 27 aprile 1990, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 giugno 1990, n. 165, riguardanti la definizione delle pendenze tributarie;b) gli articoli 2 -bis e 2 -ter del decreto – legge 30 settembre 1994, n. 564, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1994, n. 656, riguardanti l’accertamento con adesione;c) il quarto comma dell’articolo 54 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, riguardante l’applicazione in misura ridotta delle sanzioni in caso di rinuncia all’impugnazione dell’accertamento.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14
in fine

Art. 15

Art. 16

Art. 17