Source: http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/2000/novembre/asilo-testo-base-rivisto-5.html
Timestamp: 2018-11-13 16:23:50+00:00

Document:
Testo proposto dal Relatore ed adottato dalla Commissione
Testo adottato dalla Commissione con integrazioni
Testo con mie proposte di modifica rispetto al vostro
PROGETTO DI LEGGE -Atto Camera N. 5381
In neretto le modifiche rispetto al testo Senato
In neretto le modifiche rispetto al testo approvato dalla Commissione
sottolineate le modifiche rispetto al vostro testo
(Protezione della persona).
(Titolari del diritto di asilo).
1. Allo straniero o all'apolide che trovandosi fuori dal Paese del quale è cittadino o, se apolide, nel quale aveva residenza abituale, non possa o non voglia avvalersi della protezione di tale Paese a causa del fondato timore di essere perseguitato per motivi di razza, di religione, di sesso, di nazionalità, di appartenenza ad un determinato gruppo sociale o etnico ovvero per le sue opinioni politiche e' riconosciuto il diritto d'asilo nel territorio dello Stato, con le modalita' e alle condizioni previste dalla presente legge. Il diritto d'asilo puo' essere altresi' riconosciuto, su richiesta dell'interessato, dal giudice ordinario allo straniero effettivamente impedito nell'esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana
Nota: si afferma esplicitamente che allo straniero che rientra nella definizione di rifugiato data dalla Convenzione di Ginevra e' riconosciuto il diritto d'asilo sancito dall'art. 10 della Costituzione, senza pero' escludere che tale diritto sia riconosciuto anche ad altri soggetti. Si stabilisce anzi che il riconoscimento del diritto costituzionale possa essere chiesto direttamente al giudice ordinario. Si evita, in tal modo, di delimitare impropriamente il diritto soggettivo perfetto definito dalla Costituzione. Al successivo art. 13 bis, comma 2, si definiscono poi precise garanzie rispetto all'allontanamento di persone che abbiano chiesto il riconoscimento del diritto di asilo costituzionale. Lo status di coloro che ottengano tale riconoscimento e' equiparato infine, dal comma 3 del presente articolo, a quello di quanti siano riconosciuti rifugiati ai sensi della Convenzione di Ginevra, salvo che sia divesamente disposto.
a) allo straniero o all'apolide al quale è riconosciuto lo status di rifugiato previsto dalla Convenzione di Ginevra relativa allo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951, resa esecutiva con la legge 24 luglio 1954, n. 722, di seguito indicata come Convenzione di Ginevra, e dal protocollo relativo allo statuto dei rifugiati, adottato a New York il 31 gennaio 1967 e reso esecutivo con la legge 14 febbraio 1970, n.95, o che, comunque, trovandosi (2.1) fuori dal Paese del quale è cittadino o, se apolide, nel quale aveva residenza abituale, non possa o non voglia avvalersi della protezione di tale Paese a causa del fondato timore di essere perseguitato per motivi di razza, di religione, di sesso, di nazionalità, di appartenenza ad un determinato gruppo sociale o etnico ovvero per le sue opinioni politiche;
a) allo straniero o all'apolide al quale è riconosciuto lo status di rifugiato previsto dalla Convenzione di Ginevra relativa allo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951, resa esecutiva con la legge 24 luglio 1954, n. 722, di seguito indicata come Convenzione di Ginevra, e dal protocollo relativo allo statuto dei rifugiati, adottato a New York il 31 gennaio 1967 e reso esecutivo con la legge 14 febbraio 1970, n.95, o che, comunque, trovandosi fuori dal Paese del quale è cittadino o, se apolide, nel quale aveva residenza abituale, non possa o non voglia avvalersi della protezione di tale Paese a causa del fondato timore di essere perseguitato per motivi di razza, di religione, di sesso, di nazionalità, di appartenenza ad un determinato gruppo sociale o etnico ovvero per le sue opinioni politiche;
b) allo straniero o all'apolide che non possa o non voglia avvalersi della protezione del Paese del quale è rispettivamente cittadino o residente abituale, in quanto si trova nelleffettiva necessità di salvare sé o i propri familiari dal pericolo attuale di subire nel territorio di tale Paese danni alla propria vita o sicurezza o libertà personale o ad altre libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, a causa di situazioni di guerra o di guerra civile o di aggressione esterna o di occupazione o di dominio straniero o di violenza generalizzata o di gravi violazioni dei diritti delluomo. (2.2)
b) allo straniero o all'apolide che non possa o non voglia avvalersi della protezione del Paese del quale è rispettivamente cittadino o residente abituale, in quanto si trova nelleffettiva necessità di salvare sé o i propri familiari dal pericolo attuale e fondato di subire nel territorio di tale Paese danni alla propria vita o sicurezza o libertà personale in conseguenza di gravi limitazioni delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana.
2.. Salvo che si applichi una delle clausole di esclusione di cui allarticolo 1, paragrafo F) della Convenzione di Ginevra, il diritto di Asilo è esteso, su richiesta, al coniuge non legalmente separato e al figli minore non coniugato del rifugiato. Ai fini dellapplicazione di questa disposizione, la persona che, nellambito di una relazione stabile e durevole, conviveva con il rifugiato legalmente separato o non coniugato nel Paese del quale questi è cittadino o, se apolide, nel quale aveva la residenza abituale, è equiparata al coniuge non legalmente separato (7.1)
2.. Salvo che si applichi una delle clausole di esclusione di cui allarticolo 1, paragrafo F) della Convenzione di Ginevra, il diritto di Asilo è esteso, su richiesta, al coniuge non legalmente separato e al figli minore non coniugato del rifugiato. Ai fini dellapplicazione di questa disposizione, la persona che, nellambito di una relazione stabile e durevole, conviveva con il rifugiato legalmente separato o non coniugato nel Paese del quale questi è cittadino o, se apolide, nel quale aveva la residenza abituale, è equiparata al coniuge non legalmente separato.
3. Nella presente legge, con il termine di "rifugiato" si intende qualsiasi straniero o apolide cui sia stato riconosciuto il diritto di asilo, salvo che sia diversamente disposto.
(Commissione centrale per il riconoscimento del diritto di asilo
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri degli affari esteri e dell'interno, è costituita la Commissione centrale per il riconoscimento del diritto di asilo, di seguito denominata "Commissione centrale", alla quale è affidato il compito di esaminare e decidere sulle domande di asilo presentate ai sensi della presente legge, sulla permanenza o cessazione dell'asilo e su ogni altra funzione, anche consultiva, in materia di asilo conferitale dalla presente legge e dal suo regolamento di attuazione. In ogni caso la Commissione opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione (3.1)
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri degli affari esteri e dell'interno, è costituita la Commissione centrale per il riconoscimento del diritto di asilo, di seguito denominata "Commissione centrale", alla quale è affidato il compito di esaminare e decidere sulle domande di asilo presentate ai sensi della presente legge, sulla permanenza o cessazione dell'asilo e su ogni altra funzione, anche consultiva, in materia di asilo conferitale dalla presente legge e dal suo regolamento di attuazione. In ogni caso la Commissione opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione.
1-bis. Quando se ne ravvisa la necessità una o più sezioni della Commissione Centrale possono svolgere la propria attività in sede locale con il supporto amministrativo della Prefettura competente per territorio.
Il comma 1 bis diventa 4 bis
4. Ciascuna sezione è composta da un dirigente della Presidenza del Consiglio dei ministri, da un dirigente del Ministero degli affari esteri con qualifica di consigliere di legazione, da un dirigente del Ministero dell'interno, appartenente ai ruoli della Polizia di Stato con qualifica di vicequestore, e da un esperto qualificato in materia di diritti civili e umani, designato dal Presidente del Consiglio dei ministri. Ciascuna amministrazione interessata designa un membro supplente per ogni componente della Commissione. Il Presidente del Consiglio dei ministri designa un supplente per l'esperto in materia di diritti civili ed umani. Le sezioni sono regolarmente costituite con la partecipazione di quattro componenti. In caso di svolgimento di attività in sede locale di cui al comma 1-bis, la sezione si intende regolarmente costituita con la presenza di tre componenti. Per ciascuna sezione le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario della carriera prefettizia con qualifica non inferiore a viceprefetto aggiunto.
4. Ciascuna sezione è composta da un dirigente della Presidenza del Consiglio dei ministri, da un dirigente del Ministero degli affari esteri con qualifica di consigliere di legazione, da un dirigente del Ministero dell'interno, appartenente ai ruoli della Polizia di Stato con qualifica di vicequestore, e da un esperto qualificato in materia di diritti civili e umani, designato dal Presidente del Consiglio dei ministri. Ciascuna amministrazione interessata designa un membro supplente per ogni componente della Commissione. Il Presidente del Consiglio dei ministri designa un supplente per l'esperto in materia di diritti civili ed umani. Le sezioni sono regolarmente costituite con la partecipazione di quattro componenti. In caso di svolgimento di attività in sede locale di cui al comma 4-bis, la sezione si intende regolarmente costituita con la presenza di tre componenti. Per ciascuna sezione le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario della carriera prefettizia con qualifica non inferiore a viceprefetto aggiunto.
Dubbio: perche' viceprefetto aggiunto?
Nota: si rilassa il vincolo relativo alla costituzione regolare di ciascuna sezione in caso di svolgimento di attivita' in sede locale, per venire incontro alle possibili difficolta' di alcune amministrazioni nel garantire la presenza del proprio rappresentante.
4-bis. Quando se ne ravvisa la necessità una o più sezioni della Commissione Centrale possono svolgere la propria attività in sede locale con il supporto amministrativo della Prefettura competente per territorio.
Nota: si disciplina in modo piu' flessibile l'attivita' delle sezioni, in modo da tener conto della possibilita' che si presentino afflussi di richiedenti asilo particolarmente intensi concentrati in determinate provincie o regioni.
7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanare, ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.400, di concerto con i Ministri degli affari esteri, dell'interno e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono dettate le disposizioni occorrenti per disciplinare le modalità di organizzazione della Commissione centrale e delle sezioni, anche con riferimento agli adempimenti derivanti dal contenzioso, l'assegnazione di personale, i collegamenti di carattere internazionale relativi alle attività della Commissione medesima, nonchè le indennità di presenza ai presidenti e ai componenti della stessa. Con lo stesso decreto sono stabiliti i criteri e le modalità per l'attuazione dei progetti di collaborazione di cui all'articolo 4, comma 2.
9. Il presidente e tutti gli altri membri della Commissione Centrale (3.2) sono collocati in posizione di fuori ruolo nelle amministrazioni di appartenenza per il periodo di durata nella carica e per lo stesso periodo non possono ricoprire cariche elettive.
9. Il presidente e tutti gli altri membri della Commissione Centrale non appartenenti ai ruoli della Presidenza del Consiglio dei ministri sono collocati in posizione di fuori ruolo presso la suddetta Presidenza per il periodo di durata nella carica e per lo stesso periodo non possono ricoprire cariche elettive.
9. . Il presidente e tutti gli altri membri della Commissione Centrale non appartenenti ai ruoli della Presidenza del Consiglio dei ministri sono collocati in posizione di fuori ruolo presso la suddetta Presidenza per il periodo di durata nella carica e per lo stesso periodo non possono ricoprire cariche elettive.
Dubbio: perche' non andava bene il testo Soda?
10. Nell'ambito della Commissione centrale è istituito il consiglio di presidenza, composto dai presidenti delle singole sezioni e dal presidente della Commissione, che lo presiede. Possono partecipare al consiglio di presidenza, su invito del presidente della Commissione e con funzione consultiva, anche uno degli esperti in materia di diritti civili ed umani di cui al comma 4 e un rappresentante dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Il consiglio di presidenza all'inizio di ciascun anno stabilisce le linee direttive da osservare nella valutazione delle domande di asilo nonchè i criteri di massima per il funzionamento delle sezioni, di cui coordina le attività, determinando le modalità ed i mezzi occorrenti ad assicurare l'aggiornamento dei componenti della Commissione centrale, dei delegati di cui al comma 11 e del personale assegnato.
11. Il consiglio di presidenza attribuisce la delega per lo svolgimento del pre-esame di cui all'articolo 6 ad almeno due funzionari di ciascuna prefettura secondo i criteri e le modalità temporali nonchè territoriali determinati in relazione alle effettive necessità.
12. Entro il mese di febbraio di ciascun anno il presidente della Commissione centrale trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri degli affari esteri e dell'interno una relazione sull'attività svolta dalla Commissione nell'anno precedente, formulando eventuali proposte nelle materie di competenza. Entro il mese di giugno il Governo trasmette al Parlamento copia di tale relazione con le proprie osservazioni. Le competenti Commissioni parlamentari esaminano il documento entro trenta giorni dalla sua ricezione, esprimendosi sul suo contenuto con proprio parere.
(Presentazione della domanda di asilo).
0. La dichiarazione di volontà di presentare una domanda di asilo è manifestata dallo straniero ad un rappresentante delle Forze delordine.
0. La dichiarazione volontà di presentare una domanda di asilo puo' essere presentata dallo straniero ad ogni pubblico ufficiale. Il pubblico ufficiale che riceve tale dichiarazione e' tenuto ad avviare lo straniero al piu' vicino posto di frontiera o alla piu' vicina questura.
Dubbio: occorre specificare dove si presenta la dichiarazione (in Italia e non, per esempio, in Ambasciata italiana)? La cosa andrebbe semplificata (troppi passaggi).
Nota: si distingue il momento della prima dichiarazione, informale, della volonta' di chiedere asilo dalla fase di formalizzazione della domanda, allo scopo di evitare che la mancanza di informazione dello straniero in relazione alla procedura definita dalla presente legge possa precludergli l'accesso alla procedura stessa.
1. La domanda di asilo è presentata al posto di frontiera, prima dell'ingresso nel territorio dello Stato, ovvero alla questura del luogo di dimora.
1. Il Dirigente del posto di frontiera o il Questore competenti per territorio, avviano il richiedente asilo  ove non abbia altro titolo per lingresso o il soggiorno  presso una delle strutture di accoglienza di cui al comma 11 dellart. 6 ai fini della presentazione della domanda di asilo e lavvio delle procedure di pre-esame di cui al medesimo art. 6.
Nota:si stabilisce che la verbalizzazione dela domanda e il pre-esame abbiano luogo in apposite strutture, istituite al comma 11 dell'articolo 6.
1-bis. Lallontanamento arbitrario  salvo gravi e comprovati motivi  dalla struttura di accoglienza di cui al comma 11 dellart.6 comporta la rinuncia alla richiesta di asilo.
Nota: si rende automaticamente equivalente alla rinuncia alla richiesta di asilo l'allontanamento ingiustificato, prima che abbia avuto luogo il pre-esame, dalla struttura di accoglienza per richiedenti asilo.
2. La domanda di asilo è presentata in forma scritta o mediante dichiarazione orale, verbalizzata dall'autorità che la riceve. Il richiedente asilo ha comunque diritto di ricevere ogni assistenza utile per una corretta e completa presentazione della domanda e per la esposizione dei motivi posti a base della domanda, deve produrre ed esibire ogni documentazione in suo possesso utile a confermare le circostanze da lui affermate o indicate nella domanda, in quanto rilevanti, e ha il diritto di essere posto in condizioni di scrivere nella propria lingua e di ottenere informazioni in lingua a lui comprensibile sullo svolgimento della procedura e sui diritti e facoltà di cui può disporre nonchè di richiedere l'assistenza di un avvocato di sua fiducia. La domanda è formulata, ove necessario, con l'assistenza di persona a conoscenza della lingua del richiedente o, se non disponibile, di persona a conoscenza delle lingue di maggiore uso in ambito internazionale. I rappresentanti dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati sono ammessi ai posti di frontiera e in questura, al fine di prestare opera di sostegno, informazione e assistenza per i richiedenti asilo. Agli stessi fini sono ammessi gli appartenenti ad organizzazioni non governative per la tutela dei diritti civili e dei diritti fondamentali, se autorizzati sulla base di appositi progetti di collaborazione con le amministrazioni pubbliche interessate. Nella presentazione e nella verbalizzazione della domanda le donne richiedenti asilo possono avvalersi di un'assistenza adeguata e specifica da parte di personale appartenente al loro sesso. Le stesse debbono essere informate di tale facoltà.
2. La domanda di asilo è presentata in forma scritta o mediante dichiarazione orale, verbalizzata dall'autorità che la riceve. Il richiedente asilo ha comunque diritto di ricevere ogni assistenza utile per una corretta e completa presentazione della domanda e per la esposizione dei motivi posti a base della domanda, deve produrre ed esibire ogni documentazione in suo possesso utile a confermare le circostanze da lui affermate o indicate nella domanda, in quanto rilevanti, e ha il diritto di essere posto in condizioni di scrivere nella propria lingua e di ottenere informazioni in lingua a lui comprensibile sullo svolgimento della procedura e sui diritti e facoltà di cui può disporre nonchè di richiedere l'assistenza di un avvocato di sua fiducia. La domanda è formulata, ove necessario, con l'assistenza di persona a conoscenza della lingua del richiedente o, se non disponibile, di persona a conoscenza delle lingue di maggiore uso in ambito internazionale. I rappresentanti dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati sono ammessi alle strutture di cui al comma 11 dellart. 6, al fine di prestare opera di sostegno, informazione e assistenza per i richiedenti asilo. Agli stessi fini sono ammessi gli appartenenti ad organizzazioni non governative per la tutela dei diritti civili e dei diritti fondamentali, se autorizzati sulla base di appositi progetti di collaborazione con le amministrazioni pubbliche interessate. Nella presentazione e nella verbalizzazione della domanda le donne richiedenti asilo possono avvalersi di un'assistenza adeguata e specifica da parte di personale appartenente al loro sesso. Le stesse debbono essere informate di tale facoltà.
2. La domanda di asilo è presentata in forma scritta o mediante dichiarazione orale, verbalizzata dall'autorità che la riceve. Il richiedente asilo ha comunque diritto di ricevere ogni assistenza utile per una corretta e completa presentazione della domanda e per la esposizione dei motivi posti a base della domanda, deve produrre ed esibire ogni documentazione in suo possesso utile a confermare le circostanze da lui affermate o indicate nella domanda, in quanto rilevanti, e ha il diritto di essere posto in condizioni di scrivere nella propria lingua e di ottenere informazioni in lingua a lui comprensibile sullo svolgimento della procedura e sui diritti e facoltà di cui può disporre nonchè di richiedere l'assistenza di un avvocato di sua fiducia. La domanda è formulata, ove necessario, con l'assistenza di persona a conoscenza della lingua del richiedente o, se non disponibile, di persona a conoscenza delle lingue di maggiore uso in ambito internazionale I rappresentanti dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati sono ammessi alle strutture di cui al comma 11 dellart. 6, al fine di prestare opera di sostegno, informazione e assistenza per i richiedenti asilo. Agli stessi fini sono ammessi gli appartenenti ad organizzazioni non governative per la tutela dei diritti civili e dei diritti fondamentali, se autorizzati sulla base di appositi progetti di collaborazione con le amministrazioni pubbliche interessate. Nella presentazione e nella verbalizzazione della domanda le donne richiedenti asilo possono avvalersi di un'assistenza adeguata e specifica da parte di personale appartenente al loro sesso. Le stesse debbono essere informate di tale facoltà.
Nota: si modifica il testo coerentemente con quanto stabilito dal precedente comma 1.
3. Quando la domanda di asilo è presentata al posto di frontiera, il dirigente dell'ufficio di polizia di frontiera che riceve la domanda stessa, una volta concluso positivamente il pre-esame ai sensi dell'articolo 6, autorizza lo straniero a soggiornare nel territorio della Repubblica, con l'obbligo di stabilire un suo domicilio anche ai fini della notifica degli atti dei procedimenti di cui alla presente legge nel territorio dello Stato e con obbligo di recarsi entro otto giorni alla questura competente per territorio. La domanda è trasmessa con l'allegata documentazione alla Commissione centrale e in copia alla questura.
3. Concluso positivamente il pre-esame ai sensi dell'articolo 6, il Questore autorizza lo straniero a soggiornare nel territorio della Repubblica, con l'obbligo di stabilire un suo domicilio anche ai fini della notifica degli atti dei procedimenti di cui alla presente legge nel territorio dello Stato. La domanda è trasmessa con l'allegata documentazione alla Commissione centrale.
5. Il richiedente deve eleggere domicilio nel territorio dello Stato e, una volta fissata la propria dimora nel territorio dello Stato, darne tempestiva comunicazione alla Questura competente per territorio. L'autorità di pubblica sicurezza, ove necessario, dispone i controlli per la verifica della veridicità delle informazioni fornite dal richiedente asilo.
Dubbio: va bene questa riformulazione?
Nota: si tiene conto dell'impossibilita', per uno straniero che si presenti alla frontiera, di fissare con certezza la propria dimora nel territorio dello Stato.
6. Al richiedente asilo sono consentiti l'ingresso e il soggiorno temporaneo nel territorio dello Stato fino al trentesimo giorno successivo alla notifica della decisione sulla sua domanda da parte della Commissione centrale, salvo quanto previsto dagli articoli 6 e 10; il Ministro dell'interno provvede, con proprio decreto, a determinare le misure opportune e necessarie per assicurare la reperibilità del richiedente asilo fino al compimento del suddetto termine.
6. Al richiedente asilo sono consentiti l'ingresso e il soggiorno temporaneo nel territorio dello Stato fino al trentesimo giorno successivo alla notifica della decisione sulla sua domanda da parte della Commissione centrale, salvo quanto previsto dagli articoli 6 e 10, ovvero fino al quindicesimo giorno successivo alla espressa rinuncia da parte dell'interessato alla richiesta d'asilo; il Ministro dell'interno provvede, con proprio decreto, a determinare le misure opportune e necessarie per assicurare la reperibilità del richiedente asilo fino al compimento del suddetto termine.
Nota: si esplicita il diritto dello straniero a soggiornare nel territorio dello Stato per i quindici giorni successivi alla rinuncia alla richiesta di asilo, allo scopo di evitare che tale rinuncia si traduca immediatamente in una condizione di irregolarita'.
7. Il questore, previo ritiro del passaporto o di altro documento di riconoscimento o di viaggio di cui è in possesso lo straniero, rilascia il permesso di soggiorno per richiesta di asilo e una copia autenticata del passaporto o documento trattenuto. Al richiedente asilo in possesso di permesso di soggiorno ad altro titolo o di carta di soggiorno si applicano in ogni caso le disposizioni piu' favorevoli previste per i titolari di permesso di soggiorno per richiesta di asilo.
Nota: si stabilisce che il possesso di altro permesso di soggiorno non possa costituire motivo per una diminuzione dei diritti previsti in caso di presentazione di una domanda di asilo (ad esempio, riguardo all'allontanamento dal territorio dello Stato).
8. Nei casi in cui presentino contemporaneamente domanda di asilo stranieri o apolidi che costituiscono un unico nucleo familiare, si redigono distinte domande o distinti verbali, salvo che per i figli minorenni, di cui è fatta menzione nelle domande dei genitori. In tutti i casi, qualora siano presenti in Italia familiari del richiedente asilo privi di altro permesso di soggiorno valido, a ciascuno di essi e' rilasciato, su richiesta, un permesso di soggiorno per richiesta di asilo.
Nota: si tiene conto del fatto che membri dello stesso nucleo familiare possano essere arrivati in Italia in momenti diversi e che alcuni di essi abbiano omesso di presentare richiesta di asilo in attesa dell'arrivo degli altri.
(Minori non accompagnati richiedenti asilo).
2 bis. Il tutore del minore non accompagnato richiedente asilo puo' conferire delega per atti specifici inerenti il procedimento per il riconoscimento del diritto d'asilo ad uno degli appartenenti alle organizzazioni non governative di cui all'articolo 4, comma 2.
Nota: questa disposizione e' rilevante, ad esempio, nei casi in cui il tutore e' il sindaco di una grande citta'.
4. Non è ammesso il ricongiungimento familiare del minore non accompagnato richiedente asilo sino all'eventuale riconoscimento allo stesso del diritto di asilo o della adozione di un provvedimento di impossibilita' temporanea di rimpatrio di cui all'articolo 9, salvo che il ricongiungimento possa essere autorizzato in base ad altre disposizioni vigenti.
Nota: si precisa che il ricongiungimento familiare e' comunque consentito in caso di impossibilita' temporanea di rimpatrio, e che non e' precluso quando sia ammesso sulla base di altre disposizioni.
(Pre-esame della domanda).
2. Il pre-esame, di cui è redatto verbale, è svolto, nei due giorni successivi alla presentazione della domanda, presso le strutture individuate dal decreto del Ministro dell'interno di cui al comma 11. Competente allo svolgimento del pre-esame è un delegato della Commissione centrale, che si avvale di un funzionario di polizia di frontiera o di un funzionario della questura e, se necessario, di un interprete. Al pre-esame può intervenire un rappresentante dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati o, su indicazione di quest'ultimo, uno degli appartenenti alle organizzazioni non governative di cui all'articolo 4, comma 2. Il delegato della Commissione centrale comunica tempestivamente all'Alto Commissariato o alla organizzazione dallo stesso indicata l'inizio del pre-esame.
2. Il pre-esame, di cui è redatto verbale, è svolto, nei due giorni successivi alla presentazione della domanda, presso le strutture individuate dal decreto del Ministro dell'interno di cui al comma 11. Competente allo svolgimento del pre-esame è un delegato della Commissione centrale, che si avvale di un funzionario di polizia di frontiera o di un funzionario della questura e, se necessario, di un interprete. Il richiedente asilo deve essere sentito personalmente dal delegato della Commissione centrale. Al pre-esame può intervenire un rappresentante dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati o, su indicazione di quest'ultimo, uno degli appartenenti alle organizzazioni non governative di cui all'articolo 4, comma 2. Il delegato della Commissione centrale comunica tempestivamente all'Alto Commissariato o alla organizzazione dallo stesso indicata l'inizio del pre-esame.
Nota: si stabilisce che il pre-esame abbia luogo nelle apposite strutture di accoglienza, piuttosto che in Questura o al posto di frontiera.
Nota: si stabilisce che lo straniero debba essere sentito personalmente dal delegato in fase di pre-esame.
3. Al richiedente asilo non è consentito l'ingresso o la libera circolazione nel territorio nazionale per il tempo necessario allo svolgimento del pre-esame, salvo che ne abbia altro titolo e salvo quanto stabilito nel comma 9. Gli interessati sono assistiti con le modalità previste dall'articolo 14, commi 1 e 2.
3. Al richiedente asilo non è consentito l'ingresso o la libera circolazione nel territorio nazionale per il tempo necessario allo svolgimento del pre-esame, salvo che ne abbia altro titolo. Gli interessati sono accolti nelle strutture di cui al comma 11 ed assistiti con le modalità previste nel decreto di cui al medesimo comma 11.
Nota: si stabilisce che il richiedente asilo sia accolto nella struttura apposito per tutta la durata del pre-esame, salvo che abbia titolo a circolare liberamente nel territorio dello Stato.
b) provenga da uno Stato, diverso da quello di appartenenza, che abbia aderito alla Convenzione di Ginevra, nel quale il medesimo richiedente abbia, senza presentare domanda di asilo, trascorso un periodo di soggiorno, non considerandosi tale il tempo necessario per il transito attraverso il territorio di quello Stato sino alla frontiera italiana;
e) sia stato condannato in Italia, con sentenza di secondo grado anche non definitiva, per uno dei delitti previsti dall'articolo 380 del codice di procedura penale o risulti pericoloso per la sicurezza dello Stato, ovvero quando lo stesso richiedente appartenga ad una delle categorie indicate dall'articolo 1 della legge 27 dicembre 1956, n.1423, come sostituito dall'articolo 2 della legge 3 agosto 1988, n.327, ovvero dall'articolo 1 della legge 31 maggio 1965, n.575, come sostituito dall'articolo 13 della legge 13 settembre 1982, n.646, ovvero qualora sia stata applicata anche in via provvisoria una delle misure di cui all'articolo 14 della legge 19 marzo 1990, n.55, e successive modificazioni;
6. (soppresso) il comma viene soppresso in quanto fu inserito come garanzia di non espulsione o respingimento nel testo Senato che non prevedeva leffetto sospensivo del ricorso.
Nella nuova formulazione che prevede lespulsione o il respingimento solo dopo la convalida di un magistrato e visto che il principio del non refulement è sancito già dallart. 19 del T.U. 286/98, ripetere questa disposizione appare inutile.
Nota: questa disposizione e' necessaria se si vuole evitare la riformulazione delle clausole di inammissibilita' e di manifesta infondatezza, allo stato attuale troppo restrittive - es.: inammissibilita' per condanna in seguito a furto aggravato. Il principio di non refoulement stabilito dall'art. 19, T.U., non costituisce garanzia sufficiente, dal momento che non consentirebbe comunque il riconoscimento del diritto di asilo.
7. I provvedimenti che dichiarano linammissibilità o la manifesta infondatezza della domanda o con cui si decide di attribuire allItalia lesame della domanda o di chiedere il trasferimento della domanda ad altro Stato sono adottati dal delegato con atto scritto e motivato e consegnato entro ventiquattro ore allinteressato unitamente ad una traduzione in lingua a lui conosciuta, recante anche le modalità di impugnazione. Trascorse quarantotto ore dalladozione e consegna del provvedimento senza che sia stato impugnato ai sensi del comma 8, in caso di esito positivo del pre-esame la domanda è trasmessa immediatamente alla Commissione Centrale per lesame di cui allart. 7. In caso di dichiarazione di inammissibilità o di manifesta infondatezza della domanda, salvo che sia diversamente disposto dalle convenzioni internazionali in vigore in Italia (6.1) il funzionario di frontiera o quello di questura provvede al respingimento immediato o all'espulsione del richiedente asilo, ove questi non abbia altro titolo a permanere nel territorio nazionale, notificandogli il provvedimento stesso.
7. i commi 7 ed 8 potranno esser specificati in seguito, dopo aver conosciuto la formulazione della procedura conseguente lesito sfavorevole del presame..
7. La domanda è trasmessa alla Commissione centrale per l'esame della stessa, ai sensi dell'articolo 7, quando il pre-esame si sia concluso positivamente. In caso di esito negativo si provvede al respingimento immediato o all'espulsione del richiedente asilo, ove questi non abbia altro titolo a permanere nel territorio nazionale, notificandogli il provvedimento stesso e adottando la misura di cui all'articolo 14, comma 1, del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286. Il provvedimento e' adottato con atto scritto e motivato e notificato entro ventiquattro ore dalladozione allinteressato unitamente ad una traduzione in lingua a lui conosciuta, recante anche le modalità di impugnazione.
Nota: Si rende obbligatorio il trattenimento dello straniero nel centro (con la conseguente convalida del provvedimento da parte del giudice), in caso di esito negativo del pre-esame, quando si debba dar luogo ad allontanamento dal territorio dello Stato.
8. Avverso i provvedimenti adottati dal delegato della Commissione centrale può essere presentato ricorso al giudice ordinario. Il ricorso deve essere presentato entro settantadue ore dal ricevimento del provvedimento e può essere presentato direttamente dallinteressato in lingua straniera e per le vie brevi e contestualmente al ricevimento del provvedimento. La presentazione del ricorso sospende il provvedimento. Il giudice decide con provvedimento adottato, in ogni caso, entro dieci giorni dalla data di deposito del ricorso, sentito linteressato, nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile. Tutti gli atti concernenti il provvedimento giurisdizionale previsto nel presente comma sono esenti da ogni imposta o tributo. (6.2)
8. . i commi 7 ed 8 potranno esser specificati in seguito, dopo aver conosciuto la formulazione della procedura conseguente lesito sfavorevole del presame..
8. Avverso i provvedimenti adottati dal delegato della Commissione centrale può essere presentato ricorso al giudice ordinario. Il ricorso deve essere presentato entro quarantotto ore dal ricevimento del provvedimento e può essere presentato direttamente dallinteressato in lingua straniera e per le vie brevi e contestualmente al ricevimento del provvedimento. (...) Nei casi in cui sia disposta la misura di cui all'articolo 14, comma 1, del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286, provvede il giudice competente per la convalida di tale misura. Il giudice decide con provvedimento adottato, in ogni caso, entro dieci giorni dalla data di deposito del ricorso, linteressato, nei modi sentito di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile. Tutti gli atti concernenti il provvedimento giurisdizionale previsto nel presente comma sono esenti da ogni imposta o tributo.
Nota: il ricorso resta di competenza del giudice ordinario. Nel caso in cui la persona debba essere allontanata dal territorio dello Stato, pero', in analogia con quanto stabilito dall'art. 13 del Testo unico sull'immigrazione, decide il giudice competente per la convalida del trattenimento nel CPT. I tempi sono garantiti dal fatto che la convalida non puo' che seguire la decisione sull'eventuale ricorso (l'esito negativo del pre-esame e' presupposto del trattenimento), e che tale convalida deve intervenire entro quarantotto ore.
I commi 9 e 10 sono suscettibili di riscrittura dopo aver conosciuto il testo dei commi 7 e 8 relativi alla procedura da seguire in caso di esito sfavorevole del presame.
9. Qualora il pre-esame della domanda non si esaurisca nei due giorni dalla presentazione ella stessa o il delegato della Commissione ritenga che il procedimento non possa concludersi entro tale periodo ovvero ricorrano particolari esigenze di soccorso del richiedente o dei suoi familiari, nonchè nelle more dellallontanamento dal territorio dello Stato del richiedente o in caso di presentazione di un ricorso ai sensi del comma 8, il questore o il dirigente del posto di frontiera possono disporre il trattenimento del richiedente, ove non abbia altro titolo per l'ingresso o il soggiorno, presso la più vicina sezione speciale per i richiedenti asilo nei centri di permanenza temporanea ed assistenza, di cui al comma 11. Per il trattenimento si seguono, in quanto applicabili, le procedure previste dall'articolo 12, commi 3, 4, 5 e 6, della legge 6 marzo 1998, n.40. In caso di allontanamento arbitrario dal centro di permanenza, si applica l'articolo 650 del codice penale.
9. Qualora il pre-esame della domanda non si esaurisca nei due giorni dalla presentazione della stessa o il delegato della Commissione ritenga che il procedimento non possa concludersi entro tale periodo ovvero ricorrano particolari esigenze di soccorso del richiedente o dei suoi familiari, il questore dispone la continuazione della permanenza del richiedente nella struttura di accoglienza per richiedenti asilo di cui al comma 11, chiedendone contestualmente la convalida al magistrato. Per detta permanenza si seguono, in quanto applicabili, le procedure previste dall'articolo 14, commi 3, 4, 5 e 6, del D.leg.vo 25 luglio 1998 n. 286. In caso di allontanamento arbitrario dal centro di permanenza, si applica l'articolo 650 del codice penale.
Nota: si modificano le disposizioni relative al prolungamento della fase di pre-esame o alle altre necessita' di soccorso, coerentemente con quanto stabilito in relazione all'istituzione delle apposite strutture di accoglienza.
10. In caso di mancata convalida, da parte del magistrato, del provvedimento di permanenza adottato dal Questore o di scadenza dei termini previsti dal comma 5 dell'articolo 14 del D.leg.vo 25 luglio 1998 n. 286, al richiedente asilo ed ai suoi familiari è concesso permesso di soggiorno per la conclusione del pre-esame. Gli stessi sono inviati, ove abbiano bisogno di assistenza, presso le strutture di accoglienza del comune ove sono autorizzati a soggiornare, dal cui territorio hanno l'obbligo di non allontanarsi senza autorizzazione della competente questura sino alla conclusione del pre-esame. Tale obbligo è esteso anche ai casi in cui il richiedente asilo e i suoi familiari non necessitino di assistenza ed abbiano quindi eletto un proprio domicilio. L'autorità di pubblica sicurezza adotta le misure opportune ad assicurare la reperibilità del richiedente asilo fino al compimento del termine stabilito. L'allontanamento arbitrario dal territorio comunale determina il trattenimento dell'interessato nel centro di permanenza temporanea di cui allart. 14 del D.leg.vo 25 luglio 1998 n. 286 con le modalità indicate nel medesimo articolo.
Nota: si modifica il testo coerentemente con quanto stabilito in relazione all'istituzione delle apposite strutture di accoglienza.
Nota: si stabilisce che l'allontanamento arbitrario dal territorio del Comune comporta il trattenimento nel CPT, piuttosto che in una sua sezione speciale.
11. Sono istituite, presso i centri di permanenza temporanea e assistenza, di cui all'articolo 12, comma 1, della legge 6 marzo 1998, n.40, sezioni speciali per i richiedenti asilo ed i loro familiari, separate dal resto del centro e con ogni possibile agevolazione della vita familiare e sociale compatibile con la vigilanza. Le modalità per la gestione delle sezioni speciali per richiedenti asilo sono definite con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro per la solidarietà sociale.
11. Con uno o più decreti del Ministro dellinterno sono individuate sezioni specializzate, anche distaccate, dei centri di permanenza di cui allart. 14 del D.leg.vo 25 luglio 1998 n. 286 quali strutture di accoglienza per i richiedenti asilo e loro familiari. Con decreto del Ministro dellinterno, di concerto con il Ministro per la Solidarietà sociale sono stabilite le modalità di gestione di dette strutture e di trattamento assistenziale e sanitario dei richiedenti asilo.
Dubbio: non sarebbe opportuno specificare che lo straniero e' trattenuto in tali strutture, con sorveglianza analoga a quella dei CPT.
Nota: si istituiscono strutture di accoglienza apposite per richiedenti asilo.
12. In casi eccezionali, qualora si verifichi un notevole afflusso di richiedenti asilo che non consenta l'espletamento del pre-esame nei due giorni successivi alla domanda nè l'avvio degli stessi alle sezioni speciali dei centri di permanenza di cui al comma 11, nè il ricovero presso le strutture previste dall'articolo 38 della legge 6 marzo 1998, n.40, e qualora la situazione richieda comunque la predisposizione di particolari e urgenti misure al fine di garantire una loro adeguata accoglienza e assistenza, il prefetto competente per territorio può esercitare le attività previste dal decreto-legge 30 ottobre 1995, n.451, convertito dalla legge 29 dicembre 1995, n.563, e relative disposizioni di attuazione, realizzando, ove necessario, strutture provvisorie di ricovero. Per il trattenimento dei richiedenti asilo nelle predette strutture provvisorie di accoglienza si seguono, in quanto applicabili, le procedure previste dall'articolo 12, commi 3, 4, 5 e 6, della legge 6 marzo 1998, n.40.
12. In casi eccezionali, qualora si verifichi un notevole afflusso di richiedenti asilo in luoghi che non consentano l'espletamento del pre-esame nei due giorni successivi alla domanda nè l'avvio degli stessi alle strutture di cui al comma 11, e qualora la situazione richieda comunque la predisposizione di particolari e urgenti misure al fine di garantire una loro adeguata accoglienza e assistenza, il prefetto competente per territorio può esercitare, in via di urgenza, le attività previste dal decreto-legge 30 ottobre 1995, n.451, convertito dalla legge 29 dicembre 1995, n.563, e relative disposizioni di attuazione, ed istituire, con proprio decreto motivato, strutture provvisorie di accoglienza in aggiunta a quelle previste al comma 11. In tali casi il Prefetto può richiedere lintervento in loco di un delegato della Commissione Centrale per lavvio delle procedure di presame. Per la permanenza dei richiedenti asilo nelle predette strutture provvisorie di accoglienza si seguono, in quanto applicabili, le procedure previste dall'articolo 14, commi 3, 4, 5 e 6, del D.leg.vo 25 luglio 1998 n. 286.
(Esame della domanda di asilo).
c) l'effettiva situazione socio-politica in cui si trova il Paese di origine da cui si è allontanato lo straniero nonchè ogni elemento relativo alla situazione personale del richiedente e della sua famiglia prima dell'allontanamento;
9. L'esame della richiesta di asilo avviene attraverso domande dirette dei membri della Commissione centrale nonchè, ove presenti, del delegato dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e della persona che assiste lo straniero.
11. Qualora la Commissione Centrale non pervenga alla decisione sulla domanda di asilo entro sei mesi dalla sua presentazione, il richiedente asilo ha il diritto di svolgere attività lavorativa fino alla conclusione della procedura di riconoscimento, ivi compreso il ricorso di cui allart.10.
Nota: si stabilisce il diritto del richiedente asilo di accedere ad attivita' lavorativa in caso di ritardo della decisione sulla domanda. Coerentemente, nel seguito, e' soppressa la disposizine relativa alla possibilita' di accedere ad attivita' lavorativa solo in caso di ritardo della decisione sul ricorso (art. 10, comma 6).
(Decisione sulla domanda di asilo).
c) adotta il provvedimento di temporanea impossibilità di rimpatrio di cui all'articolo 9.
2. La Commissione centrale decide sulla domanda con atto scritto e motivato. Nella decisione la Commissione deve fornire una valutazione espressa di tutti gli elementi acquisiti e di tutte le dichiarazioni rese dallo straniero. Nella decisione sono indicati le modalità e i termini per la sua impugnazione.
4. Alla decisione deve essere allegata una traduzione in forma sintetica della motivazione e del dispositivo nonchè della indicazione del termine e dell'autorità cui è possibile ricorrere, nella lingua utilizzata durante l'audizione individuale ovvero in altra lingua comprensibile dal richiedente.
5. La decisione di cui al comma 1, lettera b), comporta l'obbligo per l'interessato di lasciare il territorio nazionale entro trenta giorni dalla sua notificazione, salvo che egli abbia titolo a soggiornare nel territorio dello Stato per altri motivi e salvo quanto previsto dall'articolo 10, comma 1. A tal fine la decisione è comunicata alla competente questura che provvede alla notifica del provvedimento e all'intimazione a lasciare il territorio nazionale. Il prefetto, in caso di mancato rispetto dell'obbligo di cui al presente comma, dispone l'espulsione dell'interessato con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica.
6. Il Ministero dell'interno, in collaborazione con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, la Croce Rossa Italiana o con organizzazioni umanitarie specializzate di comprovata affidabilità di cui all'articolo 4, comma 2, predispone programmi di rientro in patria degli stranieri ai quali non sia stato riconosciuto il diritto di asilo.
6. Il Ministero dell'interno, in collaborazione con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, la Croce Rossa Italiana o con organizzazioni umanitarie specializzate di comprovata affidabilità di cui all'articolo 4, comma 2, predispone programmi di rientro in patria degli stranieri ai quali non sia stato riconosciuto il diritto di asilo o che abbiano espressamente rinunciato alla richiesta di asilo.
Nota: si estende il novero dei beneficiari dei programmi di rimpatrio assistito.
(Decisione di impossibilità temporanea al
(Decisione di impossibilità temporanea di
1. La Commissione centrale, qualora accerti la mancanza dei presupposti necessari per il riconoscimento del diritto di asilo e tuttavia rilevi, anche sulla base di elementi comunicati dalla competente rappresentanza diplomatica, l'inopportunità del rinvio del richiedente nel Paese di origine o di abituale residenza per gravi e fondati motivi di carattere umanitario, può decidere che sussiste l'impossibilità temporanea di rimpatrio.
2. Il provvedimento di impossibilità temporanea al rimpatrio dà titolo ad una autorizzazione al soggiorno per il medesimo motivo, della durata di un anno, esteso al lavoro e allo studio, rinnovabile per lo stesso periodo qualora la Commissione centrale accerti la permanenza delle condizioni di impossibilità al rimpatrio con riferimento al caso concreto. Trascorsi cinque anni dal rilascio del permesso di soggiorno di cui al presente comma, il titolare può ottenere il rilascio della carta di soggiorno e gode degli stessi diritti previsti all'articolo 15 per lo straniero che abbia ottenuto il riconoscimento del diritto di asilo e delle misure di assistenza e di integrazione di cui all'articolo 16.
2. Il provvedimento di impossibilità temporanea al rimpatrio dà titolo ad una autorizzazione al soggiorno per asilo umanitario, della durata di un anno, esteso al lavoro e allo studio, rinnovabile per lo stesso periodo qualora la Commissione centrale accerti la permanenza delle condizioni di impossibilità di rimpatrio con riferimento al caso concreto. Trascorsi cinque anni dal rilascio del permesso di soggiorno di cui al presente comma, il titolare può ottenere il rilascio della carta di soggiorno e gode degli stessi diritti previsti all'articolo 15 per lo straniero che abbia ottenuto il riconoscimento del diritto di asilo e delle misure di assistenza e di integrazione di cui all'articolo 16.
Nota: l'uso del titolo "asilo umanitario" da' significato ad alcune disposizioni del Testo Unico relative a ricongiungimento familiare, studio, assistenza sanitaria
3. Qualora in occasione di conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità, verificatisi in Paesi non appartenenti all'Unione europea, siano state adottate misure straordinarie di accoglienza temporanea, alla cessazione di dette misure coloro che ne hanno beneficiato possono richiedere con istanza individuale, ricorrendone i presupposti, il riconoscimento del diritto di asilo. A tale fine si procede al pre-esame della domanda presentata dagli interessati alla questura competente per territorio con le modalità previste dall'articolo 6. Ai richiedenti che non abbiano ottenuto il riconoscimento può essere concesso, in presenza delle condizioni di cui al comma 1, il provvedimento di impossibilità temporanea al rimpatrio previsto dal comma 2.
3. Una volta dichiarate cessate le misure di protezione temporanea di cui allart. 20 del D.leg.vo 25 luglio 1998 n. 286, coloro che ne hanno beneficiato possono richiedere con istanza individuale, ricorrendone i presupposti, il riconoscimento del diritto di asilo. A tale fine si procede al pre-esame della domanda presentata dagli interessati alla questura competente per territorio con le modalità previste dall'articolo 6. Ai richiedenti che non abbiano ottenuto il riconoscimento può essere concesso, in presenza delle condizioni di cui al comma 1, il provvedimento di impossibilità temporanea al rimpatrio previsto dal comma 2.
3. Una volta dichiarate cessate le misure di protezione temporanea di cui allart. 20 del D.leg.vo 25 luglio 1998 n. 286, coloro che ne hanno beneficiato possono richiedere con istanza individuale, ricorrendone i presupposti, il riconoscimento del diritto di asilo. A tale fine si procede al pre-esame della domanda presentata dagli interessati alla questura competente per territorio con le modalità previste dall'articolo 6. Ai richiedenti che non abbiano ottenuto il riconoscimento può essere concesso, in presenza delle condizioni di cui al comma 1, il provvedimento di impossibilità temporanea di rimpatrio previsto dal comma 2.
Nota: si introduce un appropriato riferimento alle norme relative alle misure di protezione temporanea.
(Ricorsi).
1. Contro la decisione della Commissione centrale sulla domanda di riconoscimento del diritto di asilo può essere presentato ricorso al tribunale ordinario (10.1) del luogo di domicilio eletto dal richiedente. Il ricorso è presentato nel termine di trenta giorni dalla comunicazione o notificazione del provvedimento e consente all'interessato e ai suoi familiari in possesso del permesso per richiesta di asilo (10.3) di richiedere un permesso di soggiorno per motivi di giustizia, salvo diniego per motivi di ordine pubblico, di sicurezza dello Stato o di tutela delle relazioni internazionali.
1. Contro la decisione della Commissione centrale sulla domanda di riconoscimento del diritto di asilo può essere presentato ricorso al tribunale ordinario del luogo di domicilio eletto dal richiedente. Il ricorso è presentato nel termine di trenta giorni dalla comunicazione o notificazione del provvedimento e consente all'interessato e ai suoi familiari in possesso del permesso per richiesta di asilo di richiedere un permesso di soggiorno per motivi di giustizia, salvo diniego per motivi di ordine pubblico, di sicurezza dello Stato o di tutela delle relazioni internazionali.
1. Contro la decisione della Commissione centrale sulla domanda di riconoscimento del diritto di asilo può essere presentato ricorso al tribunale ordinario del luogo di domicilio eletto dal richiedente. Il ricorso è presentato nel termine di trenta giorni dalla comunicazione o notificazione del provvedimento e consente all'interessato e ai suoi familiari in possesso del permesso per richiesta di asilo di richiedere un permesso di soggiorno per motivi di giustizia, salvo diniego per motivi di ordine pubblico, di sicurezza dello Stato (...).
Nota: la tutela del richiedente asilo non puo' considerarsi lesiva delle relazioni internazionali.
2. Per lo svolgimento dei procedimenti previsti dal presente articolo si osservano, in quanto applicabili, le norme previste nella sezione II del Capo I del Titolo IV del Libro II del Codice di procedura Civile. Nel giudizio sono comunque consentiti linterrogatorio del ricorrente e lassunzione di ogni altro mezzo di prova. Il ricorso deve essere altresì notificato alla Commissione Centrale, la quale ha lobbligo di inviare immediatamente al ricorrente e al tribunale copia di tutti gli atti in suo possesso e può, per il tramite dellAvvocatura dello Stato, far depositare in cancelleria, almeno dieci giorni prima delludienza di discussione, ogni contro deduzione (10.1).
2. Per lo svolgimento dei procedimenti previsti dal presente articolo si osservano, in quanto applicabili, le norme previste nella sezione II del Capo I del Titolo IV del Libro II del Codice di procedura Civile. Nel giudizio sono comunque consentiti linterrogatorio del ricorrente e lassunzione di ogni altro mezzo di prova. Il ricorso deve essere altresì notificato alla Commissione Centrale, la quale, fatte salve le norme sul trattamento dei documenti classificati e dei dati personali, ha lobbligo di inviare immediatamente al ricorrente e al tribunale copia di tutti gli atti in suo possesso e può, per il tramite dellAvvocatura dello Stato, far depositare in cancelleria, almeno dieci giorni prima delludienza di discussione, ogni contro deduzione.
Nota: si introduce un opportuno riferimento alle norme sul trattamento dei dati personali.
3. La sentenza del tribunale (10.1) che rigetta il ricorso del richiedente asilo è comunicata alla questura competente che ne consegna una copia all'interessato disponendo il ritiro del permesso di soggiorno ed intima allo stesso di lasciare il territorio dello Stato entro quindici giorni, osservando le prescrizioni per il viaggio e per la presentazione all'ufficio di polizia di frontiera.
3. La sentenza del tribunale che rigetta il ricorso del richiedente asilo è comunicata alla questura competente che ne consegna una copia all'interessato disponendo il ritiro del permesso di soggiorno ed intima allo stesso di lasciare il territorio dello Stato entro quindici giorni, osservando le prescrizioni per il viaggio e per la presentazione all'ufficio di polizia di frontiera.
5. L'eventuale ricorso in appello (10.1) non sospende l'esecuzione della decisione della Commissione centrale e dei provvedimenti di cui ai commi 3 e 4. La sospensione dellesecuzione della decisione della Commissione centrale e dei provvedimenti di cui ai commi 3 e 4 può essere chiesta dal richiedente asilo, contestualmente alla presentazione del ricorso in appello, con istanza motivata. Il Presidente del tribunale si pronuncia sullistanza di sospensione entro 15 giorni dal deposito del ricorso. (10.2)
5. L'eventuale ricorso in appello non sospende l'esecuzione della decisione della Commissione centrale e dei provvedimenti di cui ai commi 3 e 4. La sospensione dellesecuzione della decisione della Commissione centrale e dei provvedimenti di cui ai commi 3 e 4 può essere chiesta dal richiedente asilo, contestualmente alla presentazione del ricorso in appello, con istanza motivata. Il Presidente del tribunale si pronuncia sullistanza di sospensione entro 15 giorni dal deposito del ricorso.
6. Qualora il ricorso di cui al comma 1 (10.1) non sia definito entro sei mesi dalla data della impugnazione del provvedimento negativo della Commissione centrale, il ricorrente ha diritto di svolgere attività lavorativa fino alla definizione del ricorso di fronte al predetto tribunale.
6. soppresso. (in quanto assorbito dallart. 7, comma 11)
Nota: disposizione assorbita dalla modifica introdotta con il comma 11 dell'articolo 7.
7. La sentenza del giudice che accoglie il ricorso dichiara espressamente che sussistono le circostanze indicate nellart.2 per il riconoscimento del diritto dasilo e sostituisce a tutti gli effetti lanaloga decisione della Commissione (10.1).
7. La sentenza del giudice che accoglie il ricorso dichiara espressamente che sussistono le circostanze indicate nellart.2 per il riconoscimento del diritto dasilo e sostituisce a tutti gli effetti lanaloga decisione della Commissione .
8. Tutti gli atti concernenti i procedimenti giurisdizionali previsti nel presente articolo sono esenti da ogni imposta o tributo (10.9)
8. Tutti gli atti concernenti i procedimenti giurisdizionali previsti nel presente articolo sono esenti da ogni imposta o tributo.
(Riconoscimento del diritto di asilo, permesso di soggiorno e documento di viaggio).
(Rinnovo del permesso di soggiorno (...))
Nota: nell'articolo non c'e' alcun riferimento al documento di viaggio
(Estinzione del diritto di asilo e revoca del permesso di soggiorno).
2. La Commissione centrale, qualora accerti che non sussistono più le condizioni che hanno determinato il riconoscimento del diritto di asilo ovvero qualora ricorrano le condizioni previste dall'articolo 1 della Convenzione di Ginevra, dichiara la estinzione del diritto di asilo e ne dà immediata comunicazione alla competente questura, che notifica la decisione all'interessato.
4. A seguito dell'accertamento in ordine alla estinzione del diritto di asilo e della revoca del relativo permesso di soggiorno, lo straniero può richiedere di continuare a soggiornare nel territorio nazionale, purchè ne sussistano i presupposti in base alle disposizioni vigenti in materia di ingresso e soggiorno di stranieri in Italia. In tal caso il questore rilascia all'interessato il corrispondente permesso di soggiorno o la carta di soggiorno.
4. A seguito dell'accertamento in ordine alla estinzione del diritto di asilo e della revoca del relativo permesso di soggiorno, lo straniero può richiedere di continuare a soggiornare nel territorio nazionale, purchè ne sussistano i presupposti in base alle disposizioni vigenti in materia di ingresso e soggiorno di stranieri in Italia o sussistano rilevanti motivi di carattere umanitario. In tal caso il questore rilascia all'interessato il corrispondente permesso di soggiorno o la carta di soggiorno.
Nota: si rende meno rigida la disposizione relativa all'eventuale permanenza in Italia successiva alla cessazione del diritto di asilo.
5. Contro la decisione che accerta l'insussistenza dei presupposti per continuare a godere del diritto di asilo è ammesso ricorso al tribunale del luogo in cui il rifugiato ha eletto domicilio. Il ricorso deve essere notificato entro trenta giorni dalla notifica della decisione negativa.
Nota: emendamento formale del testo, coerente con le disposizioni sul ricorso.
(Limiti al provvedimento di respingimento e di espulsione dal territorio dello stato).
1. Lo straniero al quale sia stato riconosciuto il diritto d'asilo puo' essere espulso dal territorio dello Stato solo per gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, salvo che sia divenuta definitva l'estinzione del diritto d'asilo. La medesima disposizione si applica allo straniero che abbia presentato domanda di asilo, per tutto il tempo necessario per il procedimento di riconoscimento del diritto di asilo e per gli eventuali procedimenti giurisdizionali.
2. In tutti i casi, il provvedimento di respingimento o di espulsione a carico dello straniero che abbia presentato al giudice ordinario istanza di riconoscimento del diritto d'asilo e' adottato previa acquisizione del nulla-osta del giudice stesso.
Nota: il comma 1 delimita a possibilita' di allontanamento del rifugiato e del richiedente asilo dal territorio dello Stato. Il comma 2 riguarda coloro che hanno chiesto il riconoscimento del diritto di asilo costituzionale, ed e' indispensabile se si adotta la nuova formulazione del comma 1 dell'art.2.
(Misure di carattere assistenziale in favore dei richiedenti asilo).
1. (soppresso) Ormai inutile dopo la riscrittura del comma 11 dellart. 6. I richiedenti asilo non permangono più in frontiera, ma vengono portati tutti nelle strutture di accoglienza
Nota: disposizione inutile dopo la riscrittura del comma 11 dellart. 6. I richiedenti asilo non permangono piu' in frontiera, ma vengono portati tutti nelle strutture di accoglienza.
2. Durante la fase di pre-esame di cui all'articolo 6, il richiedente asilo deve ricevere le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, erogate dal Servizio sanitario nazionale con oneri a carico del Ministero dell'interno, ancorchè continuative, per malattia ed infortunio, il vitto e, se la permanenza presso il posto di frontiera o presso la questura si protrae per più di dodici ore, la disponibilità di un luogo adeguatamente attrezzato e sorvegliato per il riposo, fornito di idonei servizi igienico-sanitari. Salvo il caso di nuclei familiari, per le donne ed i minori debbono essere resi disponibili, se possibile, distinti locali per il riposo. Il richiedente asilo ha inoltre diritto di effettuare, con onere a carico del Ministero dell'interno, una comunicazione telefonica in Italia ed una all'estero. Per le predette attività di assistenza nonchè per quelle di sostegno e di informazione garantite ai richiedenti asilo nella fase di pre-esame si applicano, se la domanda di asilo è presentata in frontiera, le disposizioni di cui all'articolo 9, comma 5, della legge 6 marzo 1998, n.40. In caso di presentazione dell'istanza in questura e qualora risulti impossibile, durante i due giorni in cui si svolge il pre-esame, alloggiare ed assistere adeguatamente il richiedente asilo nella stessa questura o in locali appositamente predisposti ai sensi del comma 1, lo stesso può essere accompagnato nel centro di accoglienza di cui all'articolo 38, comma 1, della legge 6 marzo 1998, n.40, con oneri a carico dello Stato e fatto salvo quanto disposto dal comma 3 dell'articolo 6.
2. (soppresso) Ormai inutile dopo la riscrittura del comma 11 dellart. 6. I richiedenti asilo non permangono più in frontiera, ma vengono portati tutti nelle strutture di accoglienza
Nota: disposizione inutile dopo la riscrittura del comma 11 dellart. 6. I richiedenti asilo non permangono più in frontiera, ma vengono portati tutti nelle strutture di accoglienza
3. Nei casi eccezionali previsti dal comma 12 dell'articolo 6 le misure di accoglienza e i relativi interventi di assistenza possono, durante la fase del pre-esame, essere attuate ai sensi del decreto-legge 30 ottobre 1995, n.451, convertito dalla legge 29 dicembre 1995, n.563, e delle relative disposizioni di attuazione.
3. (soppresso) Ormai inutile dopo la riscrittura del comma 11 dellart. 6. I richiedenti asilo non permangono più in frontiera, ma vengono portati tutti nelle strutture di accoglienza
4. Il comune ove il richiedente asilo ha fissato la propria residenza o, in mancanza, quello in cui ha eletto il proprio domicilio a norma dell'articolo 4, comma 5, è tenuto a fornire, a richiesta, l'assistenza e l'accoglienza immediata. Il successivo mantenimento del richiedente asilo in assistenza è subordinato all'accertamento dello stato di bisogno da parte del comune. L'assistenza e l'accoglienza sono garantite per un periodo comunque non superiore alla durata del procedimento di riconoscimento del diritto di asilo incluso il tempo necessario per gli eventuali procedimenti giurisdizionali.
Nota: si tiene conto della difficolta' iniziale, per un richiedente asilo appena arrivato in Italia, nel fissare la propria residenza.
6. Il Ministero dell'interno rimborsa ai comuni le spese da questi sostenute per l'accoglienza, ivi compresi gli oneri per l'eventuale assistenza di minori in strutture protette. Tale accoglienza deve includere l'alloggio e il vitto, per l'ammontare giornaliero pro capite determinato con il regolamento di cui all'articolo 16, comma 1, il trasporto del richiedente con il mezzo più economico per l'audizione dello stesso da parte della Commissione centrale, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, nonchè l'alloggio ed il vitto del medesimo nella località ove si svolge l'audizione.
7. Agli stranieri titolari di permesso di soggiorno per richiesta di asilo sono assicurate gratuitamente tutte le prestazioni necessarie da parte del Servizio sanitario nazionale, con oneri a carico del Ministero dell'interno. L'iscrizione e l'assistenza si estendono per tutto il tempo necessario per gli eventuali procedimenti giurisdizionali.
Nota: la modifica serve per coprire anche la fase di ricorso giurisdizionale, durante la quale il permesso e' "per motivi di giustizia".
(Diritti del titolare del diritto di asilo).
1. Ai fini del ricongiungimento familiare e del rilascio del permesso per motivi familiari di cui agli articoli 28, 29 e 30 del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286, lo straniero per il quale e' adottato il provvedimento di impossibilita' temporanea di rimpatrio o che sia stato accolto sulla base di misure straordinarie di accoglienza temporanea di cui all'articolo 20 di detto Testo unico e' equiparato al rifugiato.
Nota: e' inutile ribadire il diritto a soggionare o il diritto all'unita' familiare per il rifugiato, gia' sancito dal Testo Unico sull'immigrazione. E' utile invece chiarire che il diritto vale anche in caso di impossibilita' temporanea di rimpatrio e in caso di protezione temporanea. Il diritto in capo al cittadino italiano, poi, e' assolutamente confuso. Conviene quindi riferirsi agli articoli del Testo Unico.
3. Il rifugiato ha accesso agli studi di ogni ordine e grado e ha diritto di ottenere borse di studio alle medesime condizioni previste per il cittadino italiano. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono stabilite, con il regolamento di cui all'articolo 16, comma 1, le modalità di accertamento dei titoli di studio stranieri, di conferimento delle borse di studio in Italia, nonchè la durata e le caratteristiche dei corsi ulteriori da seguire per il conseguimento dei titoli di studio italiani.
5. Il rifugiato gode del medesimo trattamento previsto per il cittadino italiano in materia di previdenza e di assistenza sociale nonchè di assistenza sanitaria secondo le modalità previste dall'articolo 14, comma 2.
5. Il rifugiato gode del medesimo trattamento previsto per il cittadino italiano in materia di previdenza e di assistenza sociale nonchè di assistenza sanitaria secondo le modalità previste dall'articolo 34 del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286.
Nota: si aggiorna il riferimento normativo.
6. Le disposizioni, le misure e i diritti di cui ai commi 3, 4 e 5 del presente articolo si estendono ai familiari ricongiunti e a quelli che hanno ottenuto il permesso di soggiorno per motivi familiari ai sensi del comma 1, nonche' al titolare di permesso di soggiorno per motivi di giustizia rilasciato ai sensi del comma 6 dell'articolo 13 e ai suoi familiari regolarmente soggiornanti in Italia.
Nota: i diritti non decadono in fase di ricorso avverso il provvedimento che determina la cessazione dello status.
(Misure di assistenza e di integrazione in favore dei rifugiati).
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei ministri adotta, di concerto con i Ministri competenti, ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.400, un regolamento inteso a definire i programmi di accoglienza, di assistenza, di integrazione e, se necessario, di rimpatrio nonchè le norme occorrenti per il coordinamento ed il finanziamento degli interventi a favore dei rifugiati, a cura degli enti locali e delle organizzazioni non governative di protezione dei diritti civili ed umani e delle altre associazioni che rispondono ai criteri indicati nello stesso regolamento. Per l'attuazione di tali programmi sono trasferite ai comuni apposite risorse finanziarie in proporzione al numero dei rifugiati residenti nel territorio di competenza, quale contributo alle attività di assistenza ed integrazione dei rifugiati poste in essere dai comuni stessi.
3. I comuni, sulla base dei criteri stabiliti con il regolamento di cui al comma 1, definiscono, in via diretta o mediante convenzioni con organizzazioni non governative di protezione dei diritti civili ed umani, progetti di integrazione lavorativa dei rifugiati, volti a favorire il raggiungimento dell'autosufficienza economica nonchè l'attivazione di corsi di lingua italiana e di altri eventuali servizi di assistenza.
4. Qualora il rifugiato abbia ottenuto il riconoscimento del diritto di asilo dopo aver compiuto cinquanta anni di età, allo stesso si applicano, ai soli fini delle assunzioni obbligatorie, le disposizioni della legge 2 aprile 1968, n.482.
1. L'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1989, n.416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n.39, il decreto del Presidente della Repubblica 15 maggio 1990, n.136, il decreto del Ministro dell'interno 24 luglio 1990, n.237, ed ogni altra disposizione incompatibile con la presente legge sono abrogati a decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 3, comma 7.
2. I procedimenti amministrativi per l'esame della domanda di asilo instaurati alla data di entrata in vigore della presente legge rimangono disciplinati dalle norme vigenti anteriormente a tale data sempre che si tratti di norme più favorevoli al richiedente.
3. Le procedure di pre-esame di cui allart. 6, comma 1, nonché lavvio dei richiedenti asilo alle strutture di cui al comma 11 del medesimo art. 6 avranno luogo a partire dal centoottantesimo giorno seguente allapprovazione del regolamento di cui al comma 7 dellart. 3. Fino a tale data i richiedenti asilo saranno inviati direttamente alla Commissione Centrale con procedure analoghe a quelle previste dallart. 1 del decreto-legge 30 dicembre 1989, n.416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n.39
1. Agli oneri derivanti dallapplicazione della presente legge si provvede nellambito delle ordinarie dotazioni di bilancio dello stato di previsione del ministero dellinterno. Per la istituzione delle sezioni specializzate di accoglienza di cui al comma 11 dellart. 6 si provvede con la dotazione del capitolo ______ del Ministero dellinterno.
Dubbio: non ci capisco niente.

References: art. 13
 art. 6
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 6