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Timestamp: 2018-03-19 20:26:55+00:00

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Tuesday, 02 August 2016 07:42
L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con sentenza n. 19 del 27 luglio, facendo seguito alla propria sentenza n. 3/2015, ha dettato nuovi principi in materia di oneri di sicurezza aziendale, con particolare riguardo alla doverosità dell’esercizio del soccorso istruttorio. In particolare, ha stabilito che, per le gare bandite anteriormente all’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici, nelle ipotesi in cui l’obbligo di indicazione separata dei costi di sicurezza aziendale non sia stato specificato dalla legge di gara, e non sia in contestazione che dal punto di vista sostanziale l’offerta rispetti i costi minimi di sicurezza aziendale, l’esclusione del concorrente non può essere disposta se non dopo che lo stesso sia stato invitato a regolarizzare l’offerta dalla stazione appaltante nel doveroso esercizio dei poteri di soccorso istruttorio.
Avvalimento – Impossibilità di supplire all’indeterminatezza del contratto mediante soccorso istruttorio
La I Sezione del T.A.R. Toscana, con sentenza n. 1197 del 15 luglio, ha ritenuto che l’esclusione dalla gara di una concorrente che abbia prodotto un contratto di avvalimento non contenente l’analitica e specifica elencazione delle risorse e dei mezzi in concreto prestati non possa essere evitata facendo ricorso al soccorso istruttorio “a pagamento” ex art. 38, comma 2-bis, d.lgs. n. 163/2006. Ciò in quanto un siffatto contratto di avvalimento sarebbe nullo per indeterminatezza ed interminabilità dell’oggetto, ex artt. 1418 e 1346 c.c., con conseguente impossibilità di integrare ex post i requisiti di partecipazione richiesti, pena la violazione del principio della par condicio.
Esclusione dalla gara – Per grave negligenza e malafede o errore professionale
La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3375 del 26 luglio, ha ritenuto illegittima l’esclusione da una gara di appalto di legittimo il provvedimento di esclusione, per grave negligenza in precedenti rapporti contrattuali, ai sensi dell’art. 38, lett. f), nel caso in cui sia stata la stessa Stazione appaltante la causa oggettiva dell’inadempimento dell’impresa, in relazione al fatto che ha pagato i corrispettivi dovuti con grave ritardo.
La VI Sezione del Consiglio Stato, con sentenza n. 3198 del 18 luglio, ha affermato che la mera esistenza di un errore professionale, ex art. 38, lett. f), non determina di per sé l’automatica esclusione dalla gara, essendo rimessa alla discrezionalità della Stazione appaltante la valutazione in concreto della gravità dell’errore nell’esercizio dell’attività. In caso di adozione di un provvedimento di esclusione vi è necessità di motivazione espressa, che non sussiste, invece, nel caso di mancata esclusione.
La IV Sezione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza del 14 luglio resa nella causa C-6/15, ha affermato che, nel caso in cui un appalto di servizi debba essere aggiudicato secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, l’amministrazione non è tenuta a portare a conoscenza dei potenziali offerenti, nella lex specialis di gara, il metodo di valutazione da essa applicato al fine di valutare e di classificare concretamente le offerte.
La III Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3206 del 19 luglio, ha affermato che, nelle gare di appalto da aggiudicare con il criterio del prezzo più basso, l’amministrazione non possa sottoporre le offerte a verifiche e prove non previste né esprimere valutazioni tecniche sulla minore o maggiore qualità dei prodotti offerti.
Il nuovo Codice degli Appalti – Avviso di rettifica
In Gazzetta Ufficiale del 15 luglio n. 164 è stato pubblicato un copioso Avviso di rettifica, che interessa quasi la metà delle norme del nuovo Codice degli Appalti (d.lgs. n. 50/2016).
Alcuni interventi sono stati resi necessari per la correzione di meri refusi, altri per la correzione di riferimenti normativi interni ed esterni al Codice. Tra le norme rettificate anche l’art. 216 relativo alla disciplina transitoria.
Soccorso istruttorio – Pagamento della sanzione ex art. 38, comma 2-bis a prescindere dalla sanatoria
La I Sezione del T.A.R. Lombardia, con sentenza n. 1423 del 14 luglio, ha ritenuto che, per le cause alle quali si applica ancora il d.lgs. n. 163/2006, il pagamento della sanzione ex art. 38, comma 2-bis sia dovuto in funzione della mancanza, dell’incompletezza o di ogni altra irregolarità essenziale nelle dichiarazioni sostitutive volte ad accertare i requisiti di partecipazione alla gara, a prescindere dall’effettiva regolarizzazione. Al contrario il nuovo Codice degli Appalti, in tema di soccorso istruttorio “a pagamento”, non prevede più l’obbligo del pagamento della sanzione in caso di mancata regolarizzazione.
Informativa interdittiva antimafia – Giurisdizione del g.a.
La IV Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3247 del 20 luglio, ha ritenuto che, nel caso in cui l’informativa interdittiva antimafia sopravvenga in corso di esecuzione del contratto, oggetto del giudizio è l’accertamento dell’incapacità originaria del privato ad essere parte contrattuale della pubblica amministrazione. Sussiste, pertanto, la giurisdizione del giudice amministrativo con applicazione del rito speciale in materia di appalti (trattandosi di presupposti necessari per l’affidamento dell’appalto).
Progetto esecutivo – Relazioni specialistiche dei professionisti
La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3285 del 20 luglio ha chiarito che, ai sensi dell’articolo 35, comma 1, d.P.R. 207 del 2010, le relazioni specialistiche costituiscono una parte coessenziale del progetto esecutivo, sì da qualificare come progettisti in senso proprio i professionisti chiamati a predisporle.
Last Updated ( Tuesday, 14 February 2017 11:26 )

References: sentenza 
 sentenza 
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 art. 38
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