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Timestamp: 2017-01-19 15:09:41+00:00

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GU 305 del 30/12/1992 - SO n. 137
Art. 1. - Istituzione dell'imposta -
1. A decorrere dall'anno 1993 è istituita l'imposta
comunale sugli immobili (I.C.I.).
2. Presupposto dell'imposta è il possesso di
fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio
dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla
cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa.
a) per fabbricato si intende l'unità immobiliare
iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi
parte integrante del fabbricato l'area occupata dalla costruzione e quella che
ne costituisce pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto
all'imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione
ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato;
b) per area fabbricabile si intende l'area utilizzabile
a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi
ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i
criteri previsti agli effetti dell'indennità di espropriazione per pubblica
utilità. Sono considerati, tuttavia, non fabbricabili i terreni posseduti e
condotti dai soggetti indicati nel comma 1 dell'articolo 9, sui quali persiste
dalla presente lettera:
all'esercizio delle attività indicate nell'articolo 2135 del codice civile.
1. Soggetti passivi dell'imposta sono il
proprietario di immobili di cui al comma 2 dell'articolo 1, ovvero il titolare
di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, sugli
stessi, anche se non residenti nel territorio dello Stato o se non hanno ivi la
sede legale o amministrativa o non vi esercitano l'attività.
2. Per gli immobili concessi in locazione finanziaria,
soggetto passivo è il locatario. In caso di fabbricati di cui all'articolo 5,
comma 3, il locatario assume la qualità di soggetto passivo a decorrere dal
primo gennaio dell'anno successivo a quello nel corso del quale è stato
stipulato il contratto di locazione finanziaria. Nel caso
di concessione su aree demaniali soggetto passivo è il concessionario.
1. L'imposta è liquidata, accertata e riscossa da
ciascun comune per gli immobili di cui al comma 2 dell'articolo 1 la cui
superficie insiste, interamente o prevalentemente, sul territorio del comune
stesso. L'imposta non si applica per gli immobili di cui il comune è
proprietario ovvero titolare dei diritti indicati nell'articolo precedente
quando la loro superficie insiste interamente o prevalentemente sul suo
2. In caso di variazioni delle circoscrizioni
territoriali dei comuni, anche se dipendenti dalla istituzione di nuovi comuni,
si considera soggetto attivo il comune nell'ambito del cui territorio risultano
ubicati gli immobili al 1° gennaio dell'anno cui l'imposta si riferisce.
1. Base imponibile dell'imposta è il valore degli
immobili di cui al comma 2 dell'articolo 1.
2. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è
costituito da quello che risulta applicando all'ammontare delle rendite
risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione, i
periodo dell'ultimo comma dell'articolo 52 del testo unico delle disposizioni
3. Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale
D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente
contabilizzati, fino all'anno nel quale i medesimi sono iscritti in catasto con
attribuzione di rendita, il valore è determinato, alla data di inizio di
ciascun anno solare ovvero, se successiva, alla data di acquisizione, secondo i
criteri stabiliti nel penultimo periodo del comma 3, dell'articolo 7 del
decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con modificazioni, dalla legge
8 agosto 1992, n. 359, applicando i seguenti coefficienti: per l'anno 1993:
1,02; per l'anno 1992: 1,03; per l'anno 1991: 1,05; per l'anno 1990: 1,10; per
l'anno 1989: 1,15; per l'anno 1988: 1,20; per l'anno 1987: 1,30; per l'anno
1986: 1,40; per l'anno 1985: 1,50; per l'anno 1984: 1,60; per l'anno 1983: 1,70;
per l'anno 1982 e anni precedenti: 1,80. I coefficienti sono aggiornati con
decreto del Ministro delle finanze da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. In
caso di locazione finanziaria il locatore o il locatario possono esperire la
procedura di cui al regolamento adottato con decreto del Ministro delle finanze
del 19 aprile 1994, n. 701, con conseguente determinazione del valore del
fabbricato sulla base della rendita proposta, a decorrere dal primo gennaio
dell'anno successivo a quello nel corso del quale tale rendita è stata annotata
negli atti catastali, ed estensione della procedura prevista nel terzo periodo
del comma 1 dell'articolo 11; in mancanza di rendita proposta il valore è
determinato sulla base delle scritture contabili del locatore, il quale è
obbligato a fornire tempestivamente al locatario tutti i dati necessari per il
[4. abrogato].
5. Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da
quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione,
edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali
lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi
rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
6. In caso di utilizzazione edificatoria dell'area, di
demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell'articolo 31,
comma 1, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457, la base
imponibile è costituita dal valore dell'area, la quale è considerata
fabbricabile anche in deroga a quanto stabilito nell'articolo 2, senza computare
il valore del fabbricato in corso d'opera, fino alla data di ultimazione dei
lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente,
fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è
7. Per i terreni agricoli, il valore è costituito da
quello che risulta applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in
catasto, vigente al 1° gennaio dell'anno di imposizione, un moltiplicatore pari
a settantacinque.
Art. 6. - Determinazione delle aliquote e
1. L'aliquota è stabilita dal consiglio comunale, con
deliberazione da adottare entro il 31 dicembre di ogni anno, con effetto per
l'anno successivo. Se la delibera non è adottata entro tale termine, si applica
l'aliquota del 4 per mille, ferma restando la disposizione di cui all'articolo
84 del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, come modificato dal decreto
legislativo 11 giugno 1996, n. 336.
2. L'aliquota deve essere deliberata in misura non
inferiore al 4 per mille, né superiore al 7 per mille e può essere
diversificata entro tale limite, con riferimento ai casi di immobili diversi
dalle abitazioni, o posseduti in aggiunta all'abitazione principale, o di
alloggi non locati; l'aliquota può essere agevolata in rapporto alle diverse
tipologie degli enti senza scopi di lucro.
2-bis. La deliberazione di cui al comma 1 può fissare, a
decorrere dall�'anno di imposta 2009, un�'aliquota agevolata dell�'imposta
comunale sugli immobili inferiore al 4 per mille per i soggetti passivi che
installino impianti a fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica o
termica per uso domestico, limitatamente alle unità immobiliari oggetto di
detti interventi e per la durata massima di tre anni per gli impianti termici
solari e di cinque anni per tutte le altre tipologie di fonti rinnovabili. Le
modalità per il riconoscimento dell�'agevolazione di cui al presente comma
sono disciplinate con regolamento adottato ai sensi dell�'articolo 52 del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni
3. L'imposta è determinata applicando alla base
imponibile l'aliquota vigente nel comune di cui all'articolo 4.
3-bis. Il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento
di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti
civili del matrimonio, non risulta assegnatario della casa coniugale, determina
l�'imposta dovuta applicando l�'aliquota deliberata dal comune per l�'abitazione
principale e le detrazioni di cui all�'articolo 8, commi 2 e 2-bis, calcolate
in proporzione alla quota posseduta. Le disposizioni del presente comma si
applicano a condizione che il soggetto passivo non sia titolare del diritto di
proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione
situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale.
a) gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni,
dalle province, nonché dai comuni, se diversi da quelli indicati nell'ultimo
periodo del comma 1 dell'articolo 4, dalle comunità montane, dai consorzi fra
detti enti, dalle unità sanitarie locali, dalle istituzioni sanitarie pubbliche
autonome di cui all'articolo 41 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dalle
camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, destinati
b) i fabbricati classificati o classificabili nelle
categorie catastali da E/1 a E/9;
c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di
cui all'articolo 5-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 601, e successive modificazioni;
d) i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio
del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della
e) i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati
negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l'11
organizzazioni internazionali per i quali è prevista l'esenzione dall'imposta
locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi
esecutivi in Italia;
g) i fabbricati che, dichiarati inagibili o
inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere destinati alle attività
assistenziali di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, limitatamente al
periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività
h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di
collina delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n.
i) gli immobili utilizzati dai soggetti di cui
all'articolo 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi,
e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non
attività assistenziali, previdenziali, sanitarie didattiche, ricettive,
culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'articolo
16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222.
2. L'esenzione spetta per il periodo dell'anno durante
il quale sussistono le condizioni prescritte.
Art. 8. - Riduzioni e detrazioni dall'imposta
1. L'imposta è ridotta del 50 per cento per i
fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati,
limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni.
L'inagibilità o inabitabilità è accertata dall'ufficio tecnico comunale con
perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla
dichiarazione. In alternativa il contribuente ha facoltà di presentare
dichiarazione sostitutiva ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, rispetto a
quanto previsto dal periodo precedente. L'aliquota può essere stabilita dai
comuni nella misura del 4 per mille, per un periodo comunque non superiore a tre
anni, relativamente ai fabbricati realizzati per la vendita e non venduti dalle
imprese che hanno per oggetto esclusivo o prevalente dell'attività la
costruzione e l'alienazione di immobili.
2. Dalla imposta dovuta per l'unità immobiliare
adibita ad abitazione principale del soggetto passivo,
intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica, si detraggono, fino a
concorrenza del suo ammontare, lire 200.000 rapportate al periodo dell'anno
durante il quale si protrae tale destinazione; se l'unità immobiliare è
adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta
a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione
medesima si verifica. Per abitazione principale si intende quella nella quale il
contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto
reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente.
3. A decorrere dall'anno di imposta 1997, con la
deliberazione di cui al comma 1 dell'articolo 6, l'imposta dovuta per l'unità
immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo può essere
ridotta fino al 50 per cento; in alternativa, l'importo di lire 200.000, di cui
al comma 2 del presente articolo, può essere elevato, fino a lire 500.000, nel
rispetto dell'equilibrio di bilancio. La predetta facoltà può essere
esercitata anche limitatamente alle categorie di soggetti in situazioni di
particolare disagio economico-sociale, individuate con deliberazione del
competente organo comunale.
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si
applicano anche alle unità immobiliari, appartenenti alle cooperative edilizie
a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari,
nonché agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case
1. I terreni agricoli posseduti da coltivatori
diretti o da imprenditori agricoli che esplicano la loro attività a titolo
principale, purché dai medesimi condotti, sono soggetti all'imposta
limitatamente alla parte di valore eccedente lire 50 milioni e con le seguenti
a) del 70 per cento dell'imposta gravante sulla parte
di valore eccedente i predetti 50 milioni di lire e fino a 120 milioni di lire;
b) del 50 per cento di quella gravante sulla parte di
valore eccedente 120 milioni di lire e fino a 200 milioni di lire;
c) del 25 per cento di quella gravante sulla parte di
valore eccedente 200 milioni di lire e fino a 250 milioni di lire.
2. Agli effetti di cui al comma 1 si assume il valore
complessivo dei terreni condotti dal soggetto passivo, anche se ubicati sul
territorio di più comuni; l'importo della detrazione e quelli sui quali si
applicano le riduzioni, indicati nel comma medesimo, sono ripartiti
proporzionalmente ai valori dei singoli terreni e sono rapportati al periodo
dell'anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte ed alle quote di
possesso. Resta fermo quanto disposto nel primo periodo del comma 1
1. L'imposta è dovuta dai soggetti indicati
nell'articolo 3 per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi
dell'anno nei quali si è protratto il possesso; a tal fine il mese durante il
quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per
intero. A ciascuno degli anni solari corrisponde una autonoma obbligazione
2. I soggetti indicati nell'articolo
per l'anno in corso in due rate delle quali la prima, entro il 16 giugno, pari
versata dal 1º al 16 dicembre, a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno,
3. L'imposta dovuta ai sensi del comma 2 deve essere
corrisposta mediante versamento diretto al concessionario della riscossione
nella cui circoscrizione è compreso il comune di cui all'articolo 4 ovvero su
apposito conto corrente postale intestato al predetto concessionario, con
arrotondamento a mille lire per difetto se la frazione non è superiore a 500
lire o per eccesso se è superiore: al fine di agevolare il pagamento, il
concessionario invia, per gli anni successivi al 1993, ai contribuenti moduli
prestampati per il versamento. La commissione spettante al concessionario è a
carico del comune impositore ed è stabilita nella misura dell'uno per cento
delle somme riscosse, con un minimo di lire 3.500 ed un massimo di lire 100.000
per ogni versamento effettuato dal contribuente.
4. I soggetti passivi devono dichiarare gli immobili
posseduti nel territorio dello Stato, con esclusione di quelli esenti
dall'imposta al sensi dell'articolo 7, su apposito modulo, entro il termine di
presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui il
possesso ha avuto inizio; tutti gli immobili il cui possesso è iniziato
antecedentemente al 1° gennaio 1993 devono essere dichiarati entro il termine
di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno 1992. La
dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempreché non si
verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un
diverso ammontare dell'imposta dovuta: in tal caso il soggetto interessato è
tenuto a denunciare nelle forme sopra indicate le modificazioni intervenute,
entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa
all'anno in cui le modificazioni si sono verificate. Nel caso di più soggetti
passivi tenuti al pagamento dell'imposta su un medesimo immobile può essere
presentata dichiarazione congiunta; per gli immobili indicati nell'articolo
1117, n. 2) del codice civile oggetto di proprietà comune, cui è attribuita o
attribuibile una autonoma rendita catastale, la dichiarazione deve essere
presentata dall'amministratore del condominio per conto dei condomini.
5. Con decreti del Ministro delle finanze, sentita
l'Associazione nazionale dei comuni italiani, sono approvati i modelli della
dichiarazione, anche congiunta o relativa ai beni indicati nell'articolo 1117,
n. 2) del codice civile, e sono determinati i dati e gli elementi che essa deve
contenere, i documenti che devono essere eventualmente allegati e le modalità
di presentazione, anche su supporti magnetici, nonché le procedure per la
trasmissione ai comuni ed agli uffici dell'Amministrazione finanziaria degli
elementi necessari per la liquidazione ed accertamento dell'imposta; per l'anno
1993 la dichiarazione deve essere inviata ai comuni tramite gli uffici
dell'Amministrazione finanziaria. Con decreti del Ministro delle finanze di
concerto con i Ministri dell'interno, del tesoro e delle poste e delle
telecomunicazioni, sentita l'Associazione nazionale dei comuni italiani, sono
approvati i modelli per il versamento al concessionario e sono stabilite le
modalità di registrazione, nonché di trasmissione dei dati di riscossione,
distintamente per ogni contribuente, ai comuni e al sistema informativo del
Ministero delle finanze. Allo scopo di consentire
nazionale dei comuni italiani (ANCI) organizza le relative attività strumentali
e provvede, attraverso l'Istituto per la finanza e l'economia locale (IFEL), all'analisi dei bilanci comunali
e della spesa locale, al fine di individuare i fabbisogni standard
dei comuni. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze vengono
disciplinate le modalità per l'effettuazione dei suddetti servizi prevedendosi un
contributo pari allo 0,6 per mille del gettito dell'imposta a carico dei
soggetti che provvedono alla riscossione; con decreto del Ministro delle finanze
sono stabiliti i termini e le modalità di trasmissione da parte dei predetti
soggetti dei dati relativi alla riscossione. I predetti decreti sono pubblicati
6. Per gli immobili compresi nel fallimento o nella
liquidazione coatta amministrativa il curatore o il commissario liquidatore,
entro novanta giorni dalla data della loro nomina, devono presentare al comune
di ubicazione degli immobili una dichiarazione attestante l'avvio della
procedura. Detti soggetti sono, altresì, tenuti al versamento dell'imposta
dovuta per il periodo di durata dell'intera procedura concorsuale entro il
termine di tre mesi dalla data del decreto di trasferimento degli immobili.
3. Ai fini dell'esercizio dell'attività di
liquidazione ed accertamento i comuni possono invitare i contribuenti,
indicandone il motivo, a esibire o trasmettere atti e documenti; inviare ai
contribuenti questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico, con
invito a restituirli compilati e firmati; richiedere dati, notizie ed elementi
rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti agli uffici pubblici
competenti, con esenzione di spese e diritti.
4. Con delibera della giunta comunale è designato un
funzionario cui sono conferiti le funzioni e i poteri per l'esercizio di ogni
attività organizzativa e gestionale dell'imposta; il predetto funzionario
sottoscrive anche le richieste, gli avvisi e i provvedimenti, appone il visto di
esecutività sui ruoli e dispone i rimborsi.
l'Associazione nazionale dei comuni italiani, da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale, saranno stabiliti termini e modalità per l'interscambio tra comuni e
sistema informativo del Ministero delle finanze di dati e notizie.
1. Le somme liquidate dal comune per imposta,
sanzioni ed interessi, se non versate, con le modalità indicate nel comma 3
dell'articolo 10, entro il termine di 90 giorni dalla notificazione dell'avviso
di liquidazione o dell'avviso di accertamento, sono riscosse, salvo che sia
stato emesso provvedimento di sospensione, coattivamente mediante ruolo secondo
le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio
1988, n. 43, e successive modificazioni; il ruolo deve essere formato e reso
esecutivo non oltre il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui
l'avviso di liquidazione o l'avviso di accertamento sono stati notificati al
contribuente ovvero, in caso di sospensione della riscossione, non oltre il 31
dicembre dell'anno successivo a quello di scadenza del periodo di sospensione.
1. Il contribuente può richiedere al comune al
quale è stata versata l'imposta il rimborso delle somme versate e non dovute,
entro il termine di tre anni dal giorno del pagamento ovvero da quello in cui è
stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione. Sulle somme dovute
al contribuente spettano gli interessi nella misura indicata nel comma 5
2. Le somme liquidate dal comune ai sensi del comma 1
possono, su richiesta del contribuente da comunicare al comune medesimo entro 60
giorni dalla notificazione del provvedimento di rimborso, essere compensate con
gli importi dovuti a titolo di imposta comunale sugli immobili.
1. Per l'omessa presentazione della dichiarazione o
denuncia si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento
del tributo dovuto, con un minimo di lire centomila.
2. Se la dichiarazione o la denuncia sono infedeli si
applica la sanzione amministrativa dal cinquanta al cento per cento della
maggiore imposta dovuta.
3. Se l'omissione o l'errore attengono ad elementi non
incidenti sull'ammontare dell'imposta, si applica la sanzione amministrativa da
lire centomila a lire cinquecentomila. La stessa sanzione si applica per le
violazioni concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti,
ovvero per la mancata restituzione di questionari nei sessanta giorni dalla
richiesta o per la loro mancata compilazione o compilazione incompleta o
4. Le sanzioni indicate nei commi 1 e 2 sono ridotte
alla misura stabilita dagli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
472 se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie,
interviene adesione del contribuente con il pagamento del tributo, se dovuto, e
5. La contestazione della violazione non collegata
all'ammontare del tributo deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 31
dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è commessa la violazione.
6. Sulle somme dovute per imposta si applicano gli
interessi moratori nella misura del sette per cento per ogni semestre compiuto.
1. Contro l'avviso di liquidazione, l'avviso di
accertamento, il provvedimento che irroga le sanzioni, il ruolo, il
provvedimento che respinge l'istanza di rimborso può essere proposto ricorso
secondo le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 636, e successive modificazioni, intendendosi sostituito
all'ufficio tributario il comune nei cui confronti il ricorso è proposto.
[Art. 16] [abrogato]
1. L'imposta comunale sugli immobili non è
deducibile agli effetti delle imposte erariali sui redditi.
[2. comma abrogato]
[3. comma abrogato]
4. Sono esclusi dall'imposta locale sui redditi i
redditi di fabbricati a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali
od oggetto di locazione, i redditi dominicali delle aree fabbricabili e dei
terreni agricoli, nonché i redditi agrari di cui all'articolo 29 del testo
5. Le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 hanno
effetto per i redditi prodotti dal periodo di imposta in corso al 1° gennaio
1993 ovvero, per i soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche il
cui periodo di imposta non coincide con l'anno solare, per quelli prodotti dal
primo periodo di imposta successivo alla detta data.
6. Con effetto dal 1° gennaio 1993 è soppressa
l'imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili. Tuttavia l'imposta
continua ad essere dovuta nel caso in cui il presupposto di applicazione di essa
si è verificato anteriormente alla predetta data; con decreto del Ministro
delle finanze sono stabilite le modalità di effettuazione dei rimborsi
eventualmente spettanti.
7. L'imposta comunale sull'incremento di valore degli
immobili continua ad essere dovuta, con le aliquote massime e l'integrale
acquisizione del relativo gettito al bilancio dello Stato, anche nel caso in cui
il presupposto di applicazione di essa si verifica dal 1° gennaio 1993 fino al
1° gennaio 2003 limitatamente all'incremento di valore maturato fino al 31
dicembre 1992. A tal fine:
a) il valore finale, da indicare nella dichiarazione,
è assunto in misura pari a quello dell'immobile alla data del 31 dicembre 1992
ovvero, in caso di utilizzazione edificatoria dell'area con fabbricato in corso
di costruzione o ricostruzione alla predetta data, a quello dell'area alla data
di inizio dei lavori di costruzione o ricostruzione;
b) gli scaglioni per la determinazione delle aliquote
sono formati con riferimento al periodo preso a base per il calcolo
dell'incremento di valore imponibile;
c) le spese di acquisto, di costruzione ed
incrementative sono computabili solo se riferibili al periodo di cui alla
8. Ai fini dell'accertamento dell'imposta comunale
sull'incremento di valore degli immobili dovuta ai sensi del comma 7 non si
applica la disposizione dell'articolo 22 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, e successive modificazioni.
1. Per l'anno 1993 la delibera della Giunta
comunale, con cui viene stabilita l'aliquota dell'imposta comunale sugli
immobili al sensi del comma 1 dell'articolo 6, deve essere adottata entro il 28
febbraio 1993. Il versamento a saldo dell'imposta dovuta per l'anno 1993 deve
essere effettuato dal 1° al 15 dicembre di tale anno.
2. Entro il 30 aprile 1993 ciascun comune è tenuto a
comunicare al concessionario di cui all'articolo 10, comma 3, la misura
dell'aliquota dell'imposta comunale sugli immobili vigente sul proprio
territorio per l'anno 1993, nonché la somma corrispondente alla media delle
riscossioni nel triennio 1990/1992 per imposta comunale sull'incremento di
valore degli immobili. Sulla base di detta comunicazione il concessionario
procede alla rideterminazione, ove occorra, dell'importo delle riscossioni
dell'imposta comunale sugli immobili calcolandolo sulla base dell'aliquota
minima del 4 per mille e procedere al versamento ad apposito capitolo
dell'entrata statale dell'importo risultante dalla differenza tra l'ammontare
delle riscossioni così rideterminate e l'ammontare corrispondente alla media
delle riscossioni nel triennio 1990/1992 per imposta comunale sull'incremento di
valore degli immobili, nonché al versamento a favore del comune del residuo
importo delle riscossioni. Le predette operazioni sono effettuate sulla prima
rata di cui al comma 2 dell'articolo 10 e sul saldo di cui al comma 1 del
presente articolo, computando la perdita per INVIM per metà sulla detta prima
rata e per l'altra metà sul saldo. Le somme rivenienti dalle ulteriori
riscossioni, sempre relative all'imposta comunale sugli immobili dovuta per
l'anno 1993 e calcolate sulla base dell'aliquota del 4 per mille, sono anch'esse
versate dal concessionario all'entrata statale previa deduzione della quota
parte della perdita per INVIM che non è stata detratta nelle precedenti
operazioni. In assenza della comunicazione da parte del comune il concessionario
procede al versamento all'entrata statale dell'intero ammontare delle somme
riscosse a titolo di imposta comunale sugli immobili dovuta per l'anno 1993. La
commissione spettante al concessionario ai sensi del comma 3 del predetto
articolo 10 è a carico dell'ente a favore del quale le somme sono devolute.
Al relativo onere per il bilancio dello Stato, valutato
in lire 90 miliardi per il 1993, si provvede a carico del capitolo 3458 dello
stato di previsione del Ministero delle finanze per l'anno finanziario medesimo.
3. Per l'imposta comunale sugli immobili dovuta per
l'anno 1993, la liquidazione e la rettifica delle dichiarazioni, l'accertamento,
l'irrogazione delle sanzioni e degli interessi, la riscossione delle somme
conseguentemente dovute sono effettuati dagli uffici dell'Amministrazione
finanziaria dello Stato a norma delle disposizioni vigenti in materia di
accertamento, riscossione e sanzioni agli effetti delle imposte erariali sui
redditi; per tale anno 1993 i predetti uffici provvedono altresì agli
adempimenti previsti nel terzo periodo del comma 1 dell'articolo 11, relativi ai
fabbricati di cui al comma 4 dell'articolo 5. Le somme riscosse per effetto di
quanto disposto dal presente comma sono di spettanza dell'erario dello Stato e
concorrono alla copertura degli oneri per il servizio del debito pubblico
nonché alla realizzazione delle linee di politica economica e finanziaria in
funzione degli impegni di riequilibrio del bilancio assunti in sede comunitaria;
se per l'anno 1993 è stata stabilita dal comune un'aliquota superiore a quella
minima del 4 per mille, le dette somme sono calcolate sulla base dell'aliquota
minima e la parte eccedente è devoluta in favore del comune che ha stabilito
un'aliquota superiore a quella minima. Con decreto del Ministro delle finanze,
di concerto con il Ministro dell'interno, da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale, sono determinate le modalità per l'acquisizione da parte degli
uffici dell'Amministrazione finanziaria e del Ministero dell'interno dei dati ed
elementi utili per l'esercizio di detta attività, anche ai fini della
determinazione dei trasferimenti erariali per il 1994. Con lo stesso decreto
sono, altresì, stabilite le modalità per l'effettuazione dei rimborsi
spettanti ai contribuenti.
4. Con decreti del Ministro delle finanze, di concerto
con i Ministri del tesoro e dell'interno, da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale, sono stabiliti i termini e le modalità per l'attuazione delle
disposizioni di cui ai commi 2 e 3, secondo periodo.
5. Per l'anno 1993, ai fini della determinazione della
base imponibile ai sensi dell'articolo 5, comma 2, si applica un moltiplicatore
pari a cento per le unità immobiliari classificate nei gruppi catastali A, B e
C, con esclusione delle categorie A/10 e C/1, pari a cinquanta per quelle
classificate nel gruppo D e nella categoria A/10 e pari a trentaquattro per
quelle classificate nella categoria C/1; resta fermo quanto disposto dal terzo
periodo del comma 1 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 novembre 1992, n. 455.
6. Le disposizioni di cui ai commi da 2 a 4 del
presente articolo non si applicano ai comuni compresi nei territori delle
Tributi per l'esercizio delle funzioni di tutela protezione e igiene
[Art. 19. - Istituzione e disciplina del
tributo - abrogato]
[Imposta provinciale per l'iscrizione dei veicoli nel pubblico registro
automobilistico]
[Art. 20 a 22 - abrogati]
Art. 23. - Attribuzioni alle regioni a statuto
1. A decorrere dal 1° gennaio 1993 alle regioni a
statuto ordinario, già titolari di una parte della tassa automobilistica, ai
sensi dell'articolo 4 della legge 16 maggio 1970, n. 281, come sostituito
dall'articolo 5 della legge 14 giugno 1990, n. 158 e successive modificazioni,
con riferimento ai pagamenti effettuati dall'anzidetta data, sono attribuite:
T.U. approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n.
39 e successive modificazioni;
azionati con motore diesel, istituita con il decreto-legge 8 ottobre 1976, n.
691, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1976, n. 786 e
c) la tassa speciale per i veicoli alimentati a G.P.L.
o gas metano, istituita dalla legge 21 luglio 1984, n. 362 e successive
la denominazione di tassa automobilistica regionale, soprattassa annuale
regionale e tassa speciale regionale e si applicano ai veicoli ed agli autoscafi,
soggetti nelle regioni a statuto speciale ai corrispondenti tributi erariali in
esse vigenti, per effetto della loro iscrizione nei rispettivi pubblici registri
delle province di ciascuna regione a statuto ordinario, come previsto
dall'articolo 5, comma 31, del decreto-legge 30 dicembre 1982, n. 953,
convertito, con modificazioni, nella legge 28 febbraio 1983, n. 53 e successive
modifiche. La tassa automobilistica regionale si applica altresì ai
ciclomotori, agli autoscafi, diversi da quelli da diporto, non iscritti nei
pubblici registri ed ai motori fuoribordo applicati agli stessi autoscafi, che
appartengono a soggetti residenti nelle stesse regioni. Sono comprese nel
suddetto tributo regionale anche le tasse fisse previste dalla legge 21 maggio
1955, n. 463 e successive modificazioni.
3. Dall'ambito di applicazione del presente Capo è
esclusa la disciplina concernente la tassa automobilistica relativa ai veicoli
ed autoscafi in temporanea importazione i quali restano ad ogni effetto soggetti
alle norme statali che regolano la materia.
il gettito derivante dalla addizionale del 5 per cento istituita con l'articolo
25 della legge 24 luglio 1961, n. 729 e quello relativo alla tassa speciale
erariale annuale istituita con l'articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n.
151, convertito con modifiche nella legge 12 luglio 1991, n. 202.
tributi regionali di cui al precedente comma 1. Le istanze vanno prodotte ai
competenti uffici della regione che disporranno il rimborso, fermo restando la
competenza delle Intendenza di Finanza per i tributi erariali.
1. Entro il 10 novembre di ogni anno ciascuna
regione può determinare con propria legge gli importi dei tributi regionali di
cui all'articolo 23, con effetto dai pagamenti da eseguire dal primo gennaio
successivo e relativi a periodi fissi posteriori a tale data, nella misura
compresa tra il 90 ed il 110 per cento degli stessi importi vigenti nell'anno
2. Nel primo anno di applicazione del presente decreto
ciascuna regione, nel determinare con propria legge gli importi dei tributi
regionali di cui all'articolo 23 nella misura compresa fra il 90 ed il 110 per
cento degli importi vigenti nell'anno precedente, dovrà considerare come base
di calcolo, per ogni tributo regionale, rispettivamente l'ammontare complessivo
della tassa automobilistica, gli importi della soprattassa annuale e quelli
della tassa speciale erariale vigenti alla data del 31 dicembre 1992.
e fino a quando le regioni non avranno fissato, con proprie leggi ed entro i
limiti indicati nel comma 2, un diverso ammontare, l'importo dei tributi
regionali viene determinato per la soprattassa annuale e la tassa speciale nella
misura prevista per i corrispondenti tributi erariali nelle regioni a statuto
speciale alla data del 31 dicembre 1992 e per la tassa automobilistica nel
complessivo importo dovuto per il tributo erariale vigente alla suddetta data e
per il tributo regionale nella misura vigente alla stessa data o nella misura
diversa determinata da ciascuna regione entro il 10 novembre 1992, ai sensi
dell'articolo 5 della legge 14 giugno 1990, n. 158 e successive modifiche.
4. Restano validi fino alla scadenza i pagamenti,
effettuati entro il 31 dicembre 1992, relativi alla tassa automobilistica
erariale e regionale, alla soprattassa annuale e alla tassa speciale erariali,
vigenti a tale data. A tali pagamenti si applicano le modalità ed i criteri di
ripartizione tra lo Stato e le regioni a statuto ordinario vigenti fino alla
data del 31 dicembre 1992, anche con riferimento alle attività di recupero e
rimborso dei relativi importi.
Art. 25. - Riscossione
1. Per la riscossione dei tributi regionali
di cui all'articolo 23 si applicano le disposizioni previste dall'articolo 4 del
decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39 e dall'articolo
5, commi 39 e 40 del D.L. 30 dicembre 1982, n. 953 convertito con modificazioni
nella legge 28 febbraio 1983, n. 53.
2. L'A.C.I. svolge per conto delle regioni a statuto
ordinario, relativamente ai tributi regionali di cui articolo 23, le attività
di riscossione, di riscontro e di controllo e gli ulteriori adempimenti già
affidati a tale ente per gli analoghi tributi erariali, con la Convenzione
stipulata con il Ministero delle finanze in data 26 novembre 1986, approvata con
decreto del Ministro delle finanze in pari data, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale - serie generale - n. 296 del 22 dicembre 1986. L'A.C.I. provvede a
versare nelle casse regionali le somme di spettanza di ciascuna regione nei
termini e con le modalità previste nella suddetta Convenzione. Le comunicazioni
relative alla riscossione ed ai versamenti vanno effettuate a ciascuna regione
con le modalità e la modulistica in uso per le comunicazioni fatte all'Erario.
Le regioni, relativamente ai tributi di loro competenza, possono esercitare
presso l'A.C.I. ed i dipendenti uffici provinciali esattori il controllo svolto
dal Ministero delle finanze per i corrispondenti tributi erariali sulla gestione
dei servizi tributari affidati allo stesso ente, secondo le modalità ed i
termini previsti nella Convenzione del 26 novembre 1986. Per tale controllo le
regioni possono continuare ad avvalersi dell'Ispettorato Compartimentale delle
Tasse e delle Imposte Indirette sugli Affari, competente per territorio, nonché
del Servizio Permanente per il Controllo all'A.C.I. e alla SIAE.
3. Il compenso spettante all'A.C.I., ai sensi degli
articoli 20 e 21 della Convenzione di cui al comma 2, viene addebitato allo
Stato e alle regioni a statuto ordinario in proporzione a quanto attribuito a
ciascuno per i tributi di rispettiva competenza, secondo le modalità ed i
termini riportati nello stesso atto di Convenzione. Con lo stesso criterio sono
addebitati i costi relativi alla fornitura centralizzata del libretto fiscale di
cui all'articolo 16 della Convenzione.
Art. 26. - Esclusioni dal pagamento
1. Nel caso di rinnovazione della immatricolazione
di un veicolo o di un autoscafo in una provincia compresa nel territorio di una
regione diversa da quella nel cui ambito era precedentemente iscritto, non si
applica una ulteriore tassa automobilistica, soprattassa annuale e tassa
speciale regionale per il periodo per il quale ciascun tributo sia stato già
riscosso dalla regione di provenienza.
Art. 27. - Rinvio
1. I tributi regionali di cui all'articolo 23
restano disciplinati, per quanto non diversamente disposto dal presente
provvedimento, dalle norme statali che regolano gli analoghi tributi erariali
vigenti nel territorio dalle regioni a statuto speciale.
2. Per l'inosservanza delle disposizioni relative ai
suddetti tributi regionali si applicano nella stessa entità le medesime
sanzioni previste per gli analoghi tributi erariali vigenti nelle regioni a
statuto speciale, secondo le disposizioni della legge 24 gennaio 1978, n. 27 e
[Si omettono gli articoli da 28 a 32: n.d.r.]
Art. 33. - Copertura tariffaria del costo di
taluni servizi
1. Le amministrazioni provinciali, i comuni, le
comunità montane ed i consorzi di enti locali, sono tenuti a trasmettere entro
il termine perentorio del 31 marzo 1994 apposita certificazione, a carattere
definitivo, firmata dal legale rappresentante, dal segretario, dal ragioniere,
ove esista, e dal revisore dei conti o dal presidente del collegio dei revisori,
che attesti il rispetto per l'anno 1993 delle disposizioni di cui all'articolo
14, commi 1, 2, 3 e 4, del citato decreto-legge n. 415 del 1989 convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 38 del 1990. Le modalità della certificazione
sono stabilite entro il 31 ottobre 1993 con decreto del Ministro dell'interno,
di concerto col Ministro del tesoro, sentite l'Associazione nazionale dei comuni
italiani (ANCI) e l'Unione delle province d'Italia (UPI).
2. Anche ai fini del rispetto dell'obbligo di copertura
minima del costo complessivo di gestione dei servizi, previsti dall'articolo 14,
commi 1, 2 e 3, del decreto-legge n. 415 del 1989, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 38 del 1990, gli enti locali ed i loro consorzi
sono autorizzati, anche in corso d'anno, comunque non oltre il 30 novembre, a
rideliberare in aumento le tariffe con effetto immediato, ovvero con effetto
dall'anno in corso per la tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, nel
caso in cui il controllo della gestione evidenzi uno squilibrio nel rapporto tra
spese impegnate ed entrate accertate.
3. Le sanzioni di cui all'articolo 30, comma 2 ed
all'articolo 31, comma 3, che dipendano dalla mancata copertura del costo del
servizio di acquedotto, non si applicano se l'ente locale dimostri, in sede di
certificazione, di aver attivato per la tariffa dell'acquedotto la procedura di
cui al comma 2, anche senza approvazione del Comitato provinciale prezzi.
[Si omettono gli articoli da 34 a 43: n.d.r.]
[Art. da 44 a 47 - abrogati]
[Si omettono gli articoli da 48 a 49: n.d.r.]
1. Le disposizioni del presente decreto entrano in
vigore a decorrere dal 1° gennaio 1993.
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References: Art. 1

Art. 6

Art. 8

articolo 10

Art. 23

Art. 25
 articolo 23

Art. 26

Art. 27

Art. 33