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Città Metropolitana di Roma Capitale. Dipartimento 04 Servizio 04. Procedimenti integrati e sanzioni ambientali - PDF Download gratuito
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1 Città Metropolitana di Roma Capitale Dipartimento 04 Servizio 04 Procedimenti integrati e sanzioni ambientali Proposta n del 22/09/2015 RIFERIMENTI CONTABILI Atto Privo di Rilevanza Contabile Responsabile dell'istruttoria Annamaria Frascati Responsabile del Procedimento Paola Camuccio Determinazione firmata digitalmente da : - Il Dirigente Servizio 04 Dipartimento 04 quale centro di responsabilita' in data 07/10/2015 DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE R.U del 07/10/2015 Oggetto: Autorizzazione Unica Ambientale, ai sensi del D. P. R. 13 marzo 2013 n. 59 della Ecos Service srl. Stabilimento sito in Riano (RM), via Piana Perina 4. ID Pratica 74. IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO 04 Dipartimento DP04 Dott.ssa Paola CAMUCCIO
2 Viste le risultanze dell'istruttoria effettuata ai sensi dell'art. 3 della L.241/90 e s.m.i da Annamaria Frascati e dal responsabile del procedimento Paola Camuccio; VISTI: l articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35; il Decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013 n. 59 Regolamento recante la disciplina dell autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35 ; il Decreto del Ministro delle Attività Produttive 18 aprile 2005 recante adeguamento alla disciplina comunitaria dei criteri di individuazione di piccole e medie imprese; il Decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010 n. 160, recante regolamento per la semplificazione e il riordino della disciplina dello sportello unico per le attività produttive; il Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 Norme in Materia Ambientale e sue ss.mm.ii.; il Piano Regionale di Tutela delle Acque della Regione Lazio, approvato con Delibera del Consiglio Regionale n. 22 del 27/09/2007; il Piano di Risanamento della Qualità dell Aria della Regione Lazio approvato con D.C.R. n. 164 del 05/03/2010; il D.M. 05/02/1998 individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 05/02/1997, n. 22 ss.mm.ii.; la legge 447/95 recante Legge quadro sull inquinamento acustico ; il D. Lgs , n. 267 Testo unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali e ss.mm.ii.; la L. 241/90 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi ; l'art. 1 comma 16 della Legge 07 aprile 2014 n. 56, "Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni dei Comuni" per il quale dal 1 gennaio 2015 la Città Metropolitana di Roma Capitale subentra alla Provincia di Roma; lo Statuto della Città metropolitana di Roma, approvato in via definitiva il 22 dicembre 2014 dalla Conferenza metropolitana della Città metropolitana di Roma; in particolare l'art. 49 comma 1 dello Statuto, che prevede che "Nelle more dell adozione dei regolamenti previsti dal presente Statuto, si applicano, in quanto compatibili, i Regolamenti vigenti della Provincia di Roma". PREMESSO CHE - in data 09/10/2013 con il numero di protocollo 9625 il SUAP del Comune di Riano ha acquisito l istanza di autorizzazione presentata ai sensi e per gli effetti del D.P.R. 59/13 dal legale rappresentante, come in atti, della Ecos Service srl, trasmessa ed acquisita agli atti dalla Provincia di Roma con il numero di protocollo /13 del 15/11/2013; - il Servizio 3 Tutela Aria e Energia del Dipartimento IV Servizi di tutela e valorizzazione dell ambiente con la nota rif./499/14 del14/01/2014 e l Ufficio di Direzione Promozione della qualità ambientale e sviluppo sostenibile Gestione rifiuti con la nota rif./5565/14 del 28/03/2014, in merito all istanza in oggetto, hanno avanzato, al Servizio competente, formale richiesta di integrazione della documentazione; documentazione che il Servizio 4 ha richiesto con le note del
3 19/05/2014 e 06/06/2014; - con la nota rif /14 del 17/06/2014, il Servizio 2 Tutela delle acque, suolo e risorse idriche del Dipartimento IV Servizi di tutela e valorizzazione dell ambiente di questa Amministrazione, ha comunicato l estendibilità della validità dell autorizzazione allo scarico di acque reflue di prima pioggia, rilasciata con la D.D. R.U. n del 05/11/2012; - con la nota prot.n /14 del 25/07/2014 non avendo, la società, dato riscontro alla richiesta di integrazione, è stata avviata la procedura di archiviazione dell istanza, a cui ha fatto seguito la comunicazione di archiviazione con la nota del 03/12/2014 prot.n /14; - la società, con la nota acquisita agli atti con il numero di protocollo 6704/15 del 20/01/2015, ha chiesto la riapertura del procedimento in quanto, per un disguido, non ha avuto notifica delle richieste di integrazione e, quindi, ha proceduto ad inviare quanto richiesto; il Servizio ha preso atto del disguido ed ha riaperto, con la nota prot /15 del 02/03/2015, l istruttoria dell istanza opportunamente integrata; - il Comune di Riano Settore 4 Ragioneria, Tributi, Sviluppo economico e Attività Produttive, tramite PEC, acquisita agli atti di questa Amministrazione con il numero di protocollo 5267 del 16/01/2015, ha inoltrato una nota con la quale ha informato che l istanza risulta aperta e integrabile; - l istanza, inoltrata dalla Ecos Service srl, Partita IVA , con sede legale sita in Castelnuovo di Porto (RM), via degli Olivi 8, cap , è relativa ad ottenere l autorizzazione unica ambientale per: la modifica sostanziale di uno stabilimento, adibito all attività di messa in riserva e recupero di rifiuti non pericolosi così come previsto dal D.M. 05/02/1998 e ss.mm.ii. ai sensi dell art. 269, comma 8 del D.Lgs. 152/06, Parte V; la modifica sostanziale nella gestione di rifiuti non pericolosi in regime di comunicazione di attività ex artt. 214 e 216 del D.Lgs. 152/06, Parte IV; dello stabilimento, installato in Riano (RM), via Piana Perina 4, cap ; - la modifica sostanziale, il cui progetto la società ha sottoposto ad autorizzazione, è relativa alla possibilità di ampliare la tipologia di rifiuti in ingresso allo stabilimento e, per taluni di essi, l obbligo di effettuare delle operazioni supportate da macchinari, posti all esterno del capannone, che producono emissioni di polveri diffuse; - nella stessa istanza il richiedente ha dichiarato che l impianto, di cui sopra, non è soggetto alle disposizioni in materia di autorizzazione integrata ambientale (AIA) e che l attività non è soggetta a VIA ai sensi dell art. 20 del D.Lgs. 152/06 - nella stessa istanza il richiedente ha dichiarato, tra l altro, che l impresa appartiene alle categorie di cui all art. 2 del Decreto del Ministro delle Attività Produttive 18 aprile 2005 (PMI); - in data 02/03/2015, con la nota prot , il Servizio 6 Gestione Rifiuti del Dipartimento IV della Città Metropolitana di Roma Capitale ha emesso un provvedimento di divieto e diffida relativamente all iscrizione n. 573 del 08/04/2010 modificata in data 31/05/2011; provvedimento che è stato archiviato con la nota, del medesimo, prot.n /15 del 19/03/2015 a seguito della documentazione prodotta dalla società;
4 - in data 21/04/2015 si è svolta, presso la sede del Dipartimento IV della Città Metropolitana di Roma Capitale, la conferenza dei servizi, convocata con la nota prot.n /15 del 20/03/2015, nel corso della quale è stato chiesto, alla società, dei chiarimenti in merito alla documentazione integrativa relativa alla gestione dei rifiuti non pericolosi di cui alla Parte IV del D.Lgs ed alla modifica sostanziale dello stabilimento di cui alla Parte V del medesimo decreto; chiarimenti che la società ha fornito e che è stata acquisita agli atti di questa Amministrazione in data 13/05/2015, con il numero di prot /15; - la società Ecos Service srl è in possesso delle seguenti autorizzazioni: la D.D. R.U.n del 05/11/2012 per lo scarico di acque reflue di prima pioggia in corpo idrico superficiale; la D.D. R.U. n. 208 del 23/11/2006 per la costruzione di un nuovo stabilimento ai sensi dell art. 269, comma 2 del D.L.gs 152/06, Parte V; iscrizione n. 573 del Registro delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti non pericolosi ai sensi dell art. 216 del D.Lgs. 152/06; ACCERTATO che ricorrono le condizioni previste dal D.P.R. 59/13 per l'accoglimento dell'istanza della Ecos Service srl (pratica n. 2040), Partita IVA , con sede legale sita in Castelnuovo di Porto (RM), via degli Olivi 8, cap , intesa ad ottenere l'autorizzazione Unica Ambientale: per la modifica sostanziale di uno stabilimento (ai sensi dell art. 269, comma 8 del D.Lgs 152/06, Parte V), installato in Riano (RM), via Piana Perina 4, cap , avente emissioni convogliate in atmosfera, adibito all attività di messa in riserva e recupero di rifiuti non pericolosi così come previsto dal D.M. 05/02/1998 con 1 punto di emissione, munito di sistema di abbattimento; per la gestione di rifiuti non pericolosi in regime di comunicazione di attività ex artt. 214 e 216 del D.Lgs , Parte IV; relativamente allo stabilimento sito in Riano (RM), via Piana Perina 4, cap ; Preso atto che il Direttore di Dipartimento ha apposto il visto di conformita' agli indirizzi dipartimentali ai sensi dell'art 16, comma 4, del "Regolamento sull'organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Provincia di Roma", approvato con Deliberazione G. P. n. 1122/56 del 23 dicembre 2003; Visto l'art. 107, commi 2 e 3, del D. Lgs n. 267/2000 e s. m. i. ; Visto l'art. 151, comma 4, del D. Lgs n. 267/2000 e s. m. i. ; DETERMINA
5 DI ADOTTARE l'autorizzazione Unica Ambientale, ai sensi del D.P.R. 59/13, a favore della Ecos Service srl (pratica n. 74), Partita IVA , con sede legale sita in Castelnuovo di Porto (RM), via degli Olivi 8, cap ), per lo stabilimento installato in Riano (RM), via Piana Perina 4, cap , per: la modifica sostanziale di uno stabilimento, avente emissioni convogliate in atmosfera, adibito all attività di messa in riserva e recupero di rifiuti non pericolosi così come previsto dal D.M. 05/02/1998, con 1 punto di emissione munito di sistema di abbattimento; la modifica sostanziale nella gestione di rifiuti non pericolosi in regime di comunicazione di attività ex artt. 214 e 216 del D.Lgs. 152/06, Parte IV; relativamente allo stabilimento sito in Riano (RM), via Piana Perina 4, cap ; DI ESTENDERE la validità dell autorizzazione dello scarico di acque reflue di prima pioggia, rilasciata con la D.D. R.U. n del 05/11/2012,come da nota rif./10200 del 17/06/2014 del Servizio 2 Tutela delle acque, suolo e risorse idriche del Dipartimento IV Servizi di Tutela e valorizzazione dell ambiente della Provincia di Roma; A. DI PRESCRIVERE alla Ecos Service srl, in relazione alla parte III del D.Lgs 03/04/2006, n. 152 ss.mm.ii., con riferimento alle acque di prima pioggia, il rispetto di tutte le prescrizioni riportate nel provvedimento rilasciato, con la D.D. R.U. n del 05/11/2012; B. DI PRESCRIVERE alla Ecos Service srl le condizioni di legge e le prescrizioni per le emissioni in atmosfera di uno stabilimento, avente emissioni convogliate in atmosfera, adibito all attività di valorizzazione di rifiuti con 1 punto di emissione munito di sistema di abbattimento, per le tipologie di rifiuto, le operazioni e le quantità di seguito indicate: tipologia di rifiuti Codici CER Quantitativi totali operazioni (t/anno) R R R R R R R R R R R
6 B.1 per effetto della delibera del Consiglio Provinciale di Roma n. 261 del 03/06/1997, le prime analisi al camino devono essere effettuate dall' A.R.P.A. Lazio sede di Roma Servizio Aria Unità Emissioni, via Giuseppe Saredo n. 52, a fronte del pagamento delle misure secondo il tariffario della Regione Lazio. L intervento dell A.R.P.A. deve essere richiesto almeno due mesi prima della data prevista per l esecuzione dei prelievi analitici. Qualora l' A.R.P.A. comunichi di non poter procedere all esecuzione delle analisi è data facoltà alla società, entro il termine di esecuzione delle stesse, di avvalersi di altri soggetti anche privati; B.2 la società dovrà comunicare alla Città Metropolitana di Roma Capitale, al Comune ed all ARPA Lazio sede di Roma, la cessazione dell attività dell impianto autorizzato e la data prevista per l eventuale smantellamento dello stesso; B.3 devono essere utilizzare, per la verifica del rispetto dei limiti di emissione, i metodi di prelievo ed analisi secondo le indicazioni dei Manuali UNI ed i metodi utili alla corretta verifica dei limiti di emissione; B.4 devono essere rispettati i criteri per la valutazione della conformità dei valori misurati ai valori limite, secondo quanto disposto dall Allegato VI degli allegati alla Parte V del D.Lgs. 152/2006; B.5 i condotti di scarico delle emissioni devono essere dotati di idonee prese, posizionate e dimensionate in accordo con quanto specificatamente indicato nei Manuali UNI, con opportuna chiusura per il campionamento degli effluenti, fatte salve eventuali nuove indicazioni legislative e/o di buona tecnica; B.6 devono essere effettuati i controlli analitici delle emissioni in atmosfera nelle più gravose condizioni di esercizio dell impianto; B.7 devono essere garantiti, altresì, l esercizio e la manutenzione dell impianto nel rispetto dei limiti imposti e fissati nell autorizzazione, in tutte le condizioni di funzionamento; B.8 devono essere sospese le lavorazioni, dandone immediata comunicazione alla Città Metropolitana di Roma Capitale, nel caso in cui si verifichino anomalie di funzionamento od interruzione di esercizio dell impianto di abbattimento delle emissioni inquinanti, fino alla rimessa in perfetta efficienza dello stesso; B.9 devono essere eseguite sul punto di emissione autorizzato, con cadenza annuale ed a carico del gestore, le misure delle emissioni inquinanti ed inoltrate, alla Città Metropolitana di Roma Capitale, copia del certificato di analisi relativo al primo anno di esercizio dell impianto dopo l autorizzazione; mentre i successivi certificati analitici devono essere conservati presso l insediamento produttivo ed
7 allegati al registro di seguito indicato e posti a disposizione degli organi di controllo; B.10 il gestore deve comunicare alla Città Metropolitana di Roma Capitale ed all ARPA Lazio sede di Roma, via Giuseppe Saredo 52, Roma, entro 24 ore, l accertamento di eventuali difformità nei controlli di propria competenza; B.11 emissioni convogliate Emissione E/1 (recupero toner da stampa) A portata normalizzata secca Nmc/h 3000 B temperatura al punto di prelievo C amb C polveri totali mg/nmc 18 D altezza del punto di emissione m 4,5 E sistema di abbattimento adottato filtri a tessuto non sono presenti, nello stabilimento, impianti di combustione; B.12 per le emissioni prodotte dall impianto di triturazione, utilizzato nelle operazioni di R3 per la tipologia di rifiuto 6.1, 6.2 ed R13 per la tipologia di rifiuto 6.5, posto all aperto, si riportano le seguenti prescrizioni: l insediamento dovrà essere dotato di un impianto di irrigazione a pioggia installato lungo il perimetro dell insediamento e sui piazzali; le strade di accesso all insediamento produttivo dovranno essere mantenute sufficientemente umide nei periodi di siccità; mantenimento, durante le operazioni di scarico del materiale triturato, di un adeguata altezza di caduta, assicurando la più bassa velocità che è tecnicamente possibile conseguire, per l uscita del materiale trasportato; B.13 ai fini dell inizio delle attività per le tipologie di rifiuto 6.2, 6.5, 5.16 (R 13), (R 13), 9.1 dovrà essere comunicato a questa Amministrazione ed all ARPA Lazio sede di Roma Servizio Aria Unità Emissioni, via Giuseppe Saredo 52, Roma, quanto segue: messa in esercizio: entro 60 giorni dalla data di rilascio del provvedimento di Autorizzazione Unica Ambientale, con un anticipo di 5 giorni, la data della messa in esercizio degli impianti/attività; messa a regime: entro 90 giorni dalla messa in esercizio degli impianti/attività, con un anticipo di almeno 5 giorni, la data fissata per la messa a regime; B.14 eventuali proroghe alla data di messa a regime degli impianti autorizzati, potranno essere concesse da questa Amministrazione solo a seguito di motivata richiesta, presentata con congruo anticipo rispetto alla scadenza; tale richiesta dovrà essere inviata, per conoscenza, al Comune ed all Arpa Lazio; B.15 nel caso si verificasse un guasto tale da non permettere il rispetto dei valori limite di emissione il gestore dell impianto, entro le 8 ore successive all evento deve darne comunicazione alla Città Metropolitana di Roma Capitale che può disporre la riduzione o la cessazione delle attività od imporre altre prescrizioni; il gestore dell impianto ha l obbligo di procedere al ripristino funzionale
8 dell impianto entro il più breve tempo possibile; B.16 il camino ed il punto di emissione dovrà essere immediatamente identificato con la numerazione adottata nella presente autorizzazione, mediante iscrizione visibile con vernice di colore contrastante; B.17 deve essere garantita l accessibilità alle prese di misura tale da permettere lo svolgimento di tutti i controlli necessari alla verifica del rispetto dei limiti di emissione e garantito il rispetto delle norme di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia di prevenzione dagli infortuni ed igiene del lavoro; B.18 dovranno essere riportati su un apposito registro, ai sensi dell Allegato VI, commi 2.7 e 2.8, degli allegati alla Parte V del D.L.gs. 03/04/2006, n. 152, ogni interruzione del normale funzionamento del sistema di abbattimento, le manutenzioni ordinarie e straordinarie, i guasti, i malfunzionamenti, le interruzioni del funzionamento degli impianti produttivi, nonché i dati relativi ai controlli analitici discontinui previsti nell autorizzazione i cui certificati devono essere allegati allo stesso; tale registro deve essere posto a disposizione delle autorità competenti per il controllo; B.19 le bocche dei camini devono essere posizionate in modo tale da consentire una adeguata evacuazione e dispersione delle emissioni inquinanti e da evitare la reimmissione degli stessi nell edificio attraverso qualsiasi apertura. A tal fine le bocche dei camini devono risultare più alte di almeno un metro rispetto al colmo dei tetti, ai parapetti ed a qualunque altro ostacolo o struttura distante meno di dieci metri (è da intendersi che non possono considerarsi ostacoli o strutture gli elementi stessi dell impianto quali filtri, ciminiere, passerelle non presidiate, scalette, tubazioni, ecc. ad eccezione dei luoghi adibiti ad attività amministrativa o ricreativa quali uffici, mense ecc.). Le bocche dei camini situati a distanza compresa fra 10 e 50 metri da aperture di locali abitati devono essere a quota non inferiore a quella del filo superiore dell apertura più alta. C. in relazione alla Parte IV del D.Lgs. 03/04/2006, n. 152 la Ecos Service srl può effettuare le operazioni di recupero di rifiuti, in regime semplificato di cui agli artt. 214 e 216 del D.Lgs. 152/06, così come modificato dal D.M. 186/06 e per queste ragioni è stata rinnovata l iscrizione al n. 573 del Registro delle imprese che svolgono attività di recupero dei rifiuti ai sensi dell art. 216 del D.Lgs. 152/06, Parte IV ss.mm.ii. con le prescrizioni di seguito indicate: C.1 le tipologie di rifiuto, i codici CER, le operazioni ed i quantitativi che saranno trattati presso lo stabilimento sono indicati nella seguente tabella: tipologia di rifiuti Codici CER Quantitativi totali operazioni (t/anno) R R R R R R R R R R 5 100
9 R C.2 le operazioni di recupero dei rifiuti devono essere svolte nel rispetto di quanto previsto dalle norme tecniche di cui al D.M. 05/02/1998 e successive modifiche ed integrazioni, fino al completamento delle operazioni di recupero medesime. In particolare dovranno essere rispettate le norme dettate dal sub allegato 1 per ciascuna tipologia di rifiuto accordate; C.3 l area dovrà essere realizzata/attrezzata in conformità ai criteri riportati nell Allegato 5 del D.M. 05/02/1998; C.4 la società è tenuta a versare, entro il 30 aprile di ogni anno, il diritto annuale di cui all art. 214, comma 6 del D.Lgs. 152/06 secondo quanto disposto dal D.M. 21/07/1998, n. 350; C.5 l attività di recupero rifiuti è classificata tra le industrie insalubri, pertanto, il gestore ha l obbligo del rispetto di quanto previsto dal T.U.LL.SS. di cui al R.D. n del 27/07/1934 ss.mm.ii.; C.6 nello svolgimento delle attività di recupero dovranno essere attuate le necessarie protezioni ed applicate le misure di sicurezza per il rispetto e l osservanza delle vigenti norme per la protezione degli infortuni; C.7 l impianto deve essere dotato di misure per la prevenzione incendi, secondo quanto previsto dalla normativa di settore vigente; C.8 la società dovrà aggiornare, almeno 30 giorni prima della data prevista per la messa in esercizio, garanzia finanziaria al fine di assicurare la copertura da eventuali danni alla salute dei cittadini e/o all ambiente, ai sensi dell art. 216 del D.Lgs. 152/06, Parte IV e della D.G.R. n. 755/08 modificata ed integrata dalla D.G.R. 17/04/2009, N. 239, il cui importo dovrà essere calcolato secondo le modalità stabilite nell Allegato A del Documento Tecnico allegato alla Delibera regionale n. 239/09 e dovrà avere una copertura nel tempo pari al residuo della durata dell iscrizione in
10 essere, maggiorata di due anni; la garanzia dovrà essere a favore di: Città Metropolitana di Roma Capitale via IV Novembre 119/A, Roma Codice Fiscale ; la mancata presentazione della suddetta garanzia comporterà la perdita dei requisiti per l esercizio delle attività. C.9 la società dovrà inviare al Dipartimento IV, Servizio IV Procedimenti integrati e sanzioni ambientali della Città Metropolitana di Roma Capitale dovrà essere trasmessa copia del deposito cauzionale versato o della polizza fidejussoria stipulata unitamente al Modulo Garanzia Finanziaria, reperibile sul sito di questa Amministrazione ( o che dovrà essere compilato in ogni sua parte e sottoscritto dal gestore; la mancata presentazione della suddetta garanzia comporterà la perdita dei requisiti per l esercizio dell attività; G. DI PRESCRIVERE alla Ecos Service srl le seguenti condizioni di carattere generale: G.1 entro 10 giorni dal rilascio dell AUA da parte del SUAP, la società Ecos Service srl, dovrà comunicare alla Città Metropolitana di Roma Capitale il nominativo del referente AUA per eventuali, future, comunicazioni ed i relativi recapiti (pec, , fax, telefono); G. 2 il presente provvedimento e relativi allegati devono sempre essere custoditi in originale in formato elettronico, presso lo stabilimento, congiuntamente alla documentazione comprovante l avvenuto pagamento dell imposta di bollo prevista dalla normativa vigente in materia; G.3 ai fini del rinnovo del presente atto il gestore dello stabilimento, almeno sei mesi prima della scadenza, invia all Autorità competente, tramite il SUAP, un istanza corredata dalla documentazione aggiornata di cui all art. 4, comma 1 del DPR 59/13; G.4 qualsiasi variazione dei dati forniti con la documentazione allegata all istanza ovvero, in caso di modifiche dell attività o degli impianti o di variazioni della titolarità, devono essere preventivamente comunicate per iscritto, dal gestore, all Autorità competente tramite SUAP; G.5 il gestore che intende effettuare una modifica sostanziale, come definita dall art. 2 comma g) del DPR 59/13, dovrà presentare una nuova domanda di Autorizzazione Unica Ambientale ai sensi dell art. 4 del DPR stesso. L autorizzazione unica ambientale sostituisce le autorizzazioni, rilasciate dalla Provincia di Roma, con i provvedimenti: la D.D. R.U.n del 05/11/2012 per lo scarico di acque reflue di prima pioggia in corpo idrico superficiale; la D.D. R.U. n. 208 del 23/11/2006 per la costruzione di un nuovo stabilimento ai sensi dell art. 269, comma 2 del D.L.gs 152/06, Parte V; iscrizione n. 573 del Registro delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti non pericolosi ai sensi dell art. 216 del D.Lgs. 152/06; DI TRASMETTERE il presente atto al SUAP competente, al fine del rilascio dell AUA ai sensi del comma 7 dell art. 4 del DPR 59/13.
11 L autorizzazione unica ambientale, ai sensi dell art. 3, comma 6 del DPR 59/13 ha durata di 15 (quindici) anni a decorrere dalla data del provvedimento conclusivo del procedimento amministrativo emanato dal SUAP competente. Ai fini del rinnovo del presente atto, il titolare dello stesso, almeno sei mesi prima della scadenza, invia all Autorità Competente, tramite il SUAP, un istanza corredata dalla documentazione aggiornata di cui all art. 4 comma 1 del D.P.R. 59/13. Il rispetto dei tempi previsti nelle prescrizioni decorre dalla data di rilascio dell Autorizzazione Unica Ambientale da parte del SUAP competente. L inosservanza delle prescrizioni autorizzative comporta l applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente. La società è tenuta al rispetto delle vigenti normative in materia di urbanistica, prevenzione incendi, sicurezza sui luoghi di lavoro, tutela ambientale e quanto altro disposto dalla vigente normativa e non espressamente indicato nel presente atto e relativi allegati. Il presente provvedimento è adottato, dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, senza il relativo titolo autorizzativo di spettanza comunale di cui alla Legge 26/10/1995, n Sono fatti salvi tutti i diritti di terzi. Il richiedente è tenuto ad ottenere ulteriori pareri o autorizzazioni eventualmente previsti dalle leggi vigenti. La Città Metropolitana di Roma Capitale si riserva di modificare il presente atto ove ne ricorrano i presupposti, secondo quanto previsto dalla Legge 241/90. Il presente atto è stato rilasciato sulla base della documentazione tecnico-amministrativa, prodotta dal richiedente in sede di istanza e successive modifiche ed integrazioni, laddove i fatti rappresentati nella suddetta documentazione fossero non conformi al vero non è addebitabile, alla Città Metropolitana di Roma Capitale, alcuna responsabilità circa eventuali danni ambientali o illeciti derivanti da tali mendaci dichiarazioni. Avverso la presente Determinazione è ammesso ricorso innanzi al TAR Lazio o al Capo dello Stato rispettivamente nel termine di 60 e 120 giorni dalla data di rilascio dell A.U.A. da parte del SUAP territorialmente competente. IL DIRIGENTE Dott.ssa Paola CAMUCCIO

References: articolo 23
 articolo 23
 art. 269
 art. 20
 art. 2
 art. 269
 art. 216
 art. 269
 art. 216
 art. 214
 art. 216
 art. 4
 art. 2
 art. 4
 art. 269
 art. 216
 art. 4
 art. 3
 art. 4