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Timestamp: 2020-07-12 21:51:56+00:00

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Giovedì, 31 Ottobre 2013 22:05
Qualche giorno fa abbiamo appreso dal quotidiano L’Unione Sarda del 22 ottobre 2013, che l’isola di Budelli, facente parte dell’arcipelago de la Maddalena, è stata venduta ad un banchiere neozelandese di nome Michael Hart, agli inizi del mese di ottobre, tramite asta pubblica, tenutasi presso il Tribunale di Tempio.
Contro la vendita si stanno animando le campagne di sensibilizzazione affinché il Parco nazionale della Maddalena, eserciti ai sensi della Legge n.394/1991, ed entro 90 giorni, il diritto di prelazione decidendo di comprare per lo stesso importo di 2 milioni e 940 mila euro, l’isola dalla sabbia rosa.
Riteniamo che la Regione Sardegna e i Sardi abbiano il diritto a vedersi restituita la proprietà dell’Isola senza sborsare un centesimo di Euro, in quanto l’isola non poteva venire venduta trattandosi di Demanio dello Stato trasferito alla Regione Sardegna ai sensi del D.L. n.669/96 convertito nella Legge n.30/1997.
Demanio della Regione a cui si applicano le norme di cui al D.P.R. n.72/1955.
Infatti, all’art. 6 comma 3 del suddetto D.L. n. 669/96 convertito nella Legge n.30/1997, viene sancito il “divieto di alienazione dei beni immobili dello Stato che per effetto della stessa legge vengono trasferite alle Regioni a Statuto Speciale”, confermando cosi quanto già sancito dal D.P.R. n.72/1955 art. 2 dove si prevede che l’alienazione di beni immobili di pertinenza del patrimonio disponibile dello Stato sia di competenza dell’Intendente di Finanza, competenza attualmente in capo al Dirigente dell’Agenzia del Demanio ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n.189/2001 e dell’art.19 del D.P.R. n.107/2001, dove si prevede (art. 19) che il personale dirigente dell’Agenzia del Demanio deve essere individuato tra i Dirigenti a cui competono gli incarichi dirigenziali con le modalità previste dall’art. 18 comma 2 del D.Lgs. n.300/99, con l’ulteriore precisazione che agli uffici dirigenziali generali istituiti all’interno dei Dipartimenti, sono preposti i Dirigenti di cui all’art. 23 del D.lgs. n.29/93, ossia:
1) i Dirigenti ex Intendenti di Finanza (il cui ruolo e le cui funzioni risultano salvaguardate dall’art. 80 del DPR n.287/1992 dopo che l’art. 75 dello stesso decreto aveva soppresso tutti gli uffici finanziari allora esistenti, ed istituito al posto loro (Uffici Finanziari) i Dipartimenti Fiscali e le Direzioni fiscali a cui sono subentrate successivamente le Agenzie Fiscali con le modalità previste dal D.lgs. n.300/99);
2) i magistrati della giurisdizione ordinaria;
3) i “Soggetti Esterni” all’Amministrazione Finanziaria quando ricorrano specifiche esigenze di servizio (comma 1 dello stesso art.18 del D.lgs. n.300/99).
L’art. 20 del suddetto D.P.R. n.107/2001 ha ovviamente dovuto abrogare il D.P.R. n.72/1955, dal momento che tutte le competenze che facevano capo agli Intendenti di Finanza, venivano contestualmente trasferite ai direttori delle Agenzie del Demanio, subentrate ai sensi del D.lgs. n.300/1999 ai “Dipartimenti Fiscali”, a loro volta subentrati alle Intendenze di Finanza e agli uffici finanziari esistenti nel 1992, contestualmente soppressi dal D.P.R. n.287/1992, decreto che però all’art.80 prevedeva la salvaguardia delle professionalità acquisite nel precedente ordinamento, comprese ovviamente quelle degli Intendenti di Finanza.
Salvaguardia delle professionalità confermate:
- dall’art.2 comma 4 del D.lgs. n.29/93
- dall’art.39 comma 22 della Legge n.449/97
- dall’art.17 comma 82 e 137 della Legge n.127/97
Dove si prevede la soppressione di tutte le norme che avevano erroneamente inquadrato i Dirigenti dello Stato, gli Intendenti di Finanza e i Segretari Comunali nella 9° Qualifica Funzionale e l’estensione della suddetta abrogazione a tutte le amministrazioni dello Stato comprese le Regioni a Statuto Speciale, e che al suddetto personale Dirigente si dovessero applicare le disposizioni di cui all’art.39 comma 22 della Legge n.449/1997.
Questa importantissima precisazione è doveroso farla perché attraverso la stessa possiamo dimostrare quella immensa truffa ai danni dello Stato che ha dato origine all’inspiegabile e attuale indebitamento dello Stato Italiano nello stesso periodo in cui si procedeva alla svendita, privatizzazione, valorizzazione, alienazione dell’immenso patrimonio immobiliare degli Enti Previdenziali, il cui ricavato della vendita (ammesso e non concesso che si potesse procedere) era destinato esclusivamente all’abbattimento del “ Debito Pubblico” ai sensi della Legge n.432/1993, art.3 comma 27, Legge n.335/1995, D.lgs. n.104/1996, art. 7 D.L. n.79/97 convertito nella Legge n.140/1997.
Vendita del Demanio dello Stato che è stata effettuata in deroga alle norme sulla contabilità di Stato e pertanto in palese violazione di quanto previsto dall’ art.2658 del Codice Civile e degli artt.da 822 a 831 c.c. dove tutt’ora si prevede che la vendita del patrimonio disponibile dello Stato può effettuarsi solo se preceduta dalla SDEMANIALIZZAZIONE del bene, istituto giuridico quello della sdemanializzazione, affidata alla esclusiva competenza degli Intendenti di Finanza, attualmente in capo ai Direttori delle Agenzie del Demanio subentrati nelle funzioni dirigenziali degli Intendenti di Finanza ai sensi del suddetto articolo 20 del D.P.R. n.107/2001 che ha proceduto ad abrogare il D.P.R. n.72/1955.
L’abrogazione del D.P.R. n.72/1955 ad opera dell’art. 20 del D.P.R. n.107/2001, conferma che solo i vincitori dei concorsi indetti per coprire posti vacanti nei ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva degli Intendenti di Finanza, sono tutt’ora i legittimi titolari del diritto all’incarico di direzione delle attuali Agenzie del Demanio, e solo loro sono ancora titolari del potere di SDEMANIALIZZAZIONE del Demanio disponibile dello Stato che si vuole alienare, privatizzare, valorizzare, dopo che l’art. 80 del D.P.R. n.287/1992 ha salvaguardato la loro professionalità esercitata negli uffici finanziari del precedente ordinamento.
(La carriera degli Intendenti di Finanza era disciplinata dal D.P.R. n.748/72, e le cui qualifiche erano state individuate nel D.M. 28 dicembre 1972 pubblicato sulla G.U. 11 sett. 1973 n.23, qualifiche equiparate a quelle dei Segretari Comunali nelle tabelle annesse al D.P.R. n.749/1972 e dell’art. 25 dello stesso decreto, equiparazione confermata dall’art.11 bis del D.L. n.283/81 convertito nella Legge n.432/81 e dall’art. 2 della Legge n.72/1985, qualifiche attraverso le quali si avanzava in carriera per anzianità di servizio e giudizi di non demerito, dopo che l’art. 9 della Legge n.775/70 aveva soppresso gli “esami di avanzamento in carriera”).
Pertanto se è vero che solo coloro che sono stati assunti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva degli Intendenti di Finanza possiedono ancora il titolo giuridico che consente loro di Sdemanializzare il Patrimonio Disponibile dello Stato, allora è altrettanto vero che solo coloro che sono stati assunti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva degli Intendenti di Finanza hanno ancora titolo e – con priorità assoluta - a dirigere le attuali Agenzie del Demanio (se ancora in servizio) ai sensi dell’art.13 e 17 della Legge n.146/1980; dell’art. 19 comma 3 del D.lgs. n.29/1993; dell’art.3 comma 129 e 130 della Legge n.662/1996; dell’art.4 del D.lgs. n.361/1998; del D.lgs. n.300/99; dell’art. 20 del D.P.R. n.107/2001; e significa anche che sono nulli tutti i concorsi indetti dopo il 1990, per coprire i posti vacanti nei ruoli dirigenziali del Ministero delle Finanze compresi i concorsi per i ruoli dirigenziali delle Agenzie del Demanio, sono nulli tutti gli atti sottoscritti dai dirigenti fasulli in quanto vincitori di concorsi fasulli che non potevano venire banditi sui posti lasciati liberi dagli Intendenti di Finanza che illegalmente sono stati estromessi dai loro poteri con il loro inquadramento nella 9° qualifica funzione assieme ai Segretari Comunali, e mai restituiti ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza.
Fatta questa noiosa considerazione giuridica, il fatto che il miliardario Neozelandese abbia acquistato l’isola di Budelli da una società milanese fallita, sussistendo in capo anche alla prima compravendita i divieti di alienazione del patrimonio immobiliare trasferito dallo Stato alle Regioni a Statuto Speciale di cui all’art. 6 comma 3 del D.L. n.669/1996 convertito nella Legge n.30/1997, e dell’art. 2 del D.P.R. n.72/1955 appare evidente che anche la prima alienazione sia inficiata da nullità insanabile, rafforzata dal fatto che il Dirigente del Fisco che ha sottoscritto il primo contratto di compravendita non era un Intendente di Finanza e pertanto non possedeva la “capacità di agire” ossia il titolo giuridico che consentiva la preventiva Sdemanializzazione del bene, senza la quale il bene stesso non poteva venire alienato.
Il Ministero dell’Economia e Finanze tutt’ora rifiuta di restituire ai propri ruoli dirigenziali gli ex Intendenti di Finanza, con la conseguenza di rendere NON VALIDI tutti i concorsi espletati per coprire i posti lasciati liberi dagli stessi (Intendenti di Finanza) estromessi dai loro ruoli, e rendere di conseguenza i vincitori di nuovi concorsi per la Direzione delle Agenzie del Demanio responsabili di “USURPAZIONE DI PUBBLICHE FUNZIONI”.

References: art. 2
 art.18
 art.3
 art. 7
 art.2658
 articolo 20