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Timestamp: 2020-08-12 03:50:53+00:00

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Proposta di legge regionale n. 138 presentata il 14 settembre 2005 Torna indietro
Proposta di legge regionale n. 138 presentata il 14 settembre 2005
BELLION MARCO CESARE BERTETTO OSCAR BOETI ANTONINO CAVALLARO SERGIO COMELLA PIER GIORGIO MULIERE ROCCHINO RESCHIGNA ALDO TRAVAGLINI MARCO
Art. 1 (Istituzione del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza)
Art. 3 (Tutela degli interessi diffusi)
Art. 4 (Tutela degli interessi e dei diritti individuali)
Art. 5 (Tutela e curatela)
Art. 6 (Rapporti con il Difensore civico regionale)
Art. 7 (Nomina, requisiti ed incompatibilità)
Art. 8 (Elezione)
Art. 9 (Durata del mandato, rinuncia e decadenza)
Art. 10 (Indennità)
Art. 11 (Relazioni e pubblicità)
Art. 12 (Sede, personale e strutture)
Art. 13 (Organizzazione)
La Regione Piemonte, in attuazione dell'articolo 11, comma 2, dello Statuto regionale e nel rispetto delle competenze degli enti locali, istituisce il Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza (di seguito denominato "Garante"), al fine di assicurare la piena attuazione di tutti i diritti riconosciuti ai bambini ed alle bambine, ai ragazzi ed alle ragazze presenti sul territorio regionale.
Il Garante, nell'esercizio delle proprie funzioni, gode della piena indipendenza e non è sottoposto a forme di subordinazione gerarchica.
vigila sull'applicazione nel territorio regionale della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, resa esecutiva con legge 27 maggio 1991, n. 176 "Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989" e delle altre convenzioni internazionali ed europee e sull'applicazione e l'attuazione delle disposizioni normative statali e regionali di tutela dei soggetti in età evolutiva;
esercita le proprie funzioni nei confronti di bambini e ragazzi, anche ospitati in ambienti esterni alle famiglie;
accoglie le segnalazioni provenienti da persone anche di minore età, dalle famiglie, dalle scuole, da associazioni ed enti, in ordine a casi di violazione dei diritti di cui alla lettera a), e fornisce informazioni sulle modalità di tutela e di esercizio di tali diritti;
segnala alle amministrazioni i casi di violazione di diritti indicati alla lettera a), conseguenti a provvedimenti, atti, fatti, comportamenti ritardati, omessi, o comunque irregolarmente compiuti, di cui abbia avuto conoscenza da soggetti pubblici e privati, o da parte di persone singole, anche di minore età;
segnala alle competenti amministrazioni pubbliche fattori di rischio o di danno derivanti a bambini e ragazzi a causa di situazioni ambientali carenti o inadeguate dal punto di vista igienico-sanitario, abitativo e urbanistico;
promuove, in collaborazione con gli Assessorati regionali competenti e con soggetti pubblici e privati, iniziative per la diffusione di una cultura dell'infanzia e dell'adolescenza che rispetti i diritti dei bambini e dei ragazzi;
collabora agli interventi di raccolta ed elaborazione di tutti i dati relativi alla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza in ambito regionale, come previsto dall' articolo 4, comma 3) della legge 23 dicembre 1997, n. 451 "Istituzione della Commissione parlamentare per l'infanzia e dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia";
cura la realizzazione di servizi di informazione destinati all'infanzia e all'adolescenza;
La Regione assicura adeguate forme di pubblicità dei servizi di informazione, di cui al comma 1, lettera m), e della relazione annuale, di cui al comma 1, lettera n).
segnalare alle competenti amministrazioni pubbliche della Regione e degli enti territoriali fattori di rischio o di danno derivanti a bambini e ragazzi da attività, provvedimenti o condotte omissive svolte dalle amministrazioni o da privati;
intervenire nei procedimenti amministrativi, ai sensi dell' articolo 9 della legge 7 agosto 1990, n. 241 "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", ove sussistano fattori di rischio o di danno per bambini e ragazzi;
prendere visione degli atti del procedimento e presentare memorie scritte e documenti ai sensi dell' articolo 10 della l. n. 241/1990.
segnalare alle competenti amministrazioni pubbliche della Regione o degli enti territoriali casi di bambini e ragazzi in situazioni di rischio o di pregiudizio;
richiamare le amministrazioni competenti a prendere in considerazione come preminente il superiore interesse del fanciullo, ai sensi dell'articolo 3 della Convenzione sui diritti del fanciullo, ratificata con l. 176/1991;
Il Garante, per adempiere ai compiti previsti dal presente articolo, ha diritto di accesso a tutti gli atti delle pubbliche amministrazioni non coperti da segreto, ai sensi della l. 241/1990, e di estrarne gratuitamente copia. Il Garante è comunque tenuto a rispettare le disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 "Codice in materia di protezione dei dati personali".
Il Difensore civico regionale ed il Garante per l'infanzia e l'adolescenza si danno reciproca segnalazione di situazioni di interesse comune, coordinando la propria attività nell'ambito delle rispettive competenze.
Il Garante è scelto tra persone in possesso dei requisiti richiesti per l'elezione a consigliere regionale e di comprovata competenza ed esperienza professionale in campo minorile ed in materie concernenti l'età evolutiva e la famiglia.
i membri del Governo e del Parlamento, presidente di regione e province o sindaci, assessori e consiglieri regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali, di città metropolitana o di comunità montana;
i membri degli organismi dirigenti nazionali, regionali e locali, di partiti politici e associazioni sindacali o di categoria.
L'incarico di Garante è incompatibile con l'esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato e di qualsiasi commercio o professione.
La nomina a Garante non può essere cumulata con altre nomine di competenza regionale.
È eletto il candidato che ottiene i voti dei due terzi dei consiglieri assegnati alla Regione. Dopo la terza votazione è eletto il candidato che ottiene la maggioranza dei voti dei consiglieri assegnati alla Regione.
Il Consiglio regionale dichiara la decadenza dall'ufficio di Garante, qualora sopravvengano le cause di ineleggibilità o si verifichino le cause di incompatibilità, se l'interessato non le elimini entro venti giorni dall'elezione.
Al Garante spetta la metà dell'indennità di carica prevista per i consiglieri regionali dall' articolo 1 della legge regionale 13 ottobre 1972, n. 10 "Determinazione delle indennità spettanti ai membri del Consiglio e della Giunta regionale" e successive modifiche e integrazioni. Spetta, inoltre, il rimborso delle spese previsto dall' articolo 2 della l.r. 10 /1972.
Il Garante invia al Presidente del Consiglio regionale ed al Presidente della Giunta regionale, entro il 31 marzo di ogni anno, la relazione di cui alla lettera n) del comma 1 dell'articolo 2, corredata di osservazioni, suggerimenti e proposte circa le innovazioni normative ed amministrative da adottare. Nei casi di particolare importanza, o comunque meritevoli di urgente considerazione, il Garante può inviare in ogni momento relazioni al Presidente del Consiglio regionale ed al Presidente della Giunta regionale. Il Presidente del Consiglio regionale dispone l'iscrizione delle relazioni all'ordine del giorno del Consiglio, affinché il Consiglio le discuta.
Le Commissioni consiliari possono convocare il Garante, anche su sua richiesta, per avere chiarimenti e fornire informazioni sull'attività svolta.
Il Garante ha sede presso il Consiglio regionale e si avvale della struttura del Difensore civico regionale.
L'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale stabilisce, con proprie deliberazioni, l'ulteriore dotazione organica e le specifiche professionalità necessarie allo svolgimento dell'attività.
Il Garante, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza, può chiedere pareri e traduzioni, avvalendosi di consulenti o interpreti, nei limiti dello stanziamento previsto per il funzionamento della struttura organizzativa.
Per lo svolgimento delle sue funzioni, il Garante opera, anche in collegamento con l'Assessorato regionale competente, con i servizi pubblici che hanno competenza sui minori e si avvale per studi ed indagini sulla situazione minorile dei dati relativi alla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza in ambito regionale, raccolti ai sensi dell' articolo 4, comma 3, della legge n. 451 del 1997.
Le spese di funzionamento sono impegnate e liquidate dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio, in conformità alle proposte del Garante, secondo le norme e le procedure previste per l'amministrazione e la contabilità del Consiglio regionale.
Con regolamento regionale possono essere determinati:
l'organizzazione degli uffici del Garante, assicurandone la funzionalità;
i requisiti professionali del personale addetto agli uffici del Garante, promuovendone la formazione specifica alla trattazione delle questioni relative alla tutela minorile, all'età evolutiva ed alla famiglia;
ulteriori modalità di funzionamento degli uffici del Garante e l'attribuzione di diverse e specifiche risorse.
Per l'istituzione del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, è autorizzata per il triennio 2005-2007 la spesa complessiva di 1.500.000,00 euro.
Agli oneri di cui al comma 1, stimati per l'anno 2005 in euro 500.000,00, in termini di competenza e di cassa e stanziati nell'UPB 09001 (Bilanci e finanze Spese del Consiglio regionale Tit. I spese correnti) del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2005, si fa fronte con la dotazione finanziaria della unità previsionale di base (UPB) 09011 (Bilanci e finanze Bilanci Tit. I spese correnti) del bilancio di previsione per l'anno 2005.
Per il 2006 e 2007, agli oneri, pari a 500.000,00 euro per ciascun anno, in termini di competenza, e stanziati nell'UPB 09001 del bilancio pluriennale 2005-2007 si fa fronte con le risorse della UPB 09011 del bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2005-2007.

References: Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13
 articolo 4
 articolo 9
 articolo 10
 articolo 1
 articolo 2
 articolo 4