Source: http://www.axl.cefan.ulaval.ca/europe/italiesardaigne-loi97.htm
Timestamp: 2017-10-17 17:00:44+00:00

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Sardaigne: Loi régionale du 15 octobre, no 26, sur la promotion et la valorisation de la culture et de la langue de la Sardaigne (1997)
Loi régionale du 15 octobre 1997, no 26, sur la promotion et la valorisation de la culture et de la langue de la Sardaigne
La présente version française est traduite de l'italien par Jacques Leclerc et ne présente qu'une valeur informative.
Legge Regionale 15 ottobre 1997, n. 26 Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna
1) La Regione Autonoma della Sardegna assume l' identità culturale del popolo sardo come bene primario da valorizzare e promuovere e individua nella sua evoluzione e nella sua crescita il presupposto fondamentale di ogni intervento volto ad attivare il progresso personale e sociale, i processi di sviluppo economico e di integrazione interna, l' edificazione di un' Europa fondata sulla diversità nelle culture regionali.
2) A tal fine garantisce, tutela e valorizza la libera e multiforme espressione delle identità , dei bisogni, dei linguaggi e delle produzioni culturali in Sardegna, in conformità ai principi ispiratori dello Statuto speciale.
1) Ai sensi della presente legge la Regione assume come beni fondamentali da valorizzare la lingua sarda - riconoscendole pari dignità rispetto alla lingua italiana - la storia, le tradizioni di vita e di lavoro, la produzione letteraria scritta e orale, l' espressione artistica e musicale, la ricerca tecnica e scientifica, il patrimonio culturale del popolo sardo nella sua specificità e originalità , nei suoi aspetti materiali e spirituali.
2) La Regione considera tale impegno parte integrante della sua azione politica e lo conforma ai principi della pari dignità e del pluralismo linguistico sanciti dalla Costituzione e a quelli che sono alla base degli atti internazionali in materia,e in particolare nella Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del 5 novembre 1992, e nella Convenzione quadro europea per la protezione delle minoranze nazionali del 1 febbraio 1995.
3) Pertanto la Regione considera la cultura della Sardegna, la lingua sarda e la valorizzazione delle sue articolazioni e persistenze, come caratterie strumenti necessari per l' esercizio delle proprie competenze statutarie in materia di beni culturali - quali musei, biblioteche, antichità e belle arti - di pubblici spettacoli, ordinamento degli studi, architettura e urbanistica, nonchè di tutte le altre attribuzioni proprie o delegate che attengono alla piena realizzazione dell' autonomia della Sardegna.
4) La medesima valenza attribuita alla cultura ed alla lingua sarda è riconosciuta con riferimento al territorio interessato, alla cultura ed alla lingua catalana di Alghero, al tabarchino delle isole del Sulcis, al dialetto sassarese e a quello gallurese.
1) Per il perseguimento delle finalità e degli obiettivi enunciati agli articoli 1 e 2, la Regione Autonoma della Sardegna predispone e realizza, anche in raccordo conle istituzioni pubbliche ed eventualmente con soggetti privati, le adeguate strumentazioni conoscitive ed operative e garantisce ai cittadini singoli, o comunque organizzati nelle forme di legge, i mezzi e le condizioni reali per l' esplicazione dei rispettivi linguaggi di origine.
2) In particolare, la Regione:
d) promuove, valorizza e coordina i servizi idonei al raggiungimento delle finalità della presente legge ed assicura, alla rete da essi formata, efficienza, economicità e tempestività ;
1) La Regione Autonoma della Sardegna, in conformità alle norme fondamentali di riforma della pubblica amministrazione, sancite dalla legislazione statale, fatti salvi i principi statutari, emana apposite leggi di settore dirette a costituire, anche con riferimento alle esigenze di riequilibrio territoriale, una rete di servizi di ricognizione, catalogazione, conservazione, tutela e fruizione del patrimonio culturale regionale.
2) Tali leggi di settore dovranno, in particolare, prevedere e disciplinare i seguenti sistemi ed organismi, anche in ordine alle modalità di selezione del personale agli stessi preposto:
1. dall' insieme delle biblioteche, degli archivi, dei centri di documentazione, pubblici e privati che, oltre ai compiti ad essi connaturati, garantiscano la raccolta organica della produzione editoriale sarda e sulla Sardegna, la sua conservazione, valorizzazione e fruizione, anche con l' ausilio delle nuove tecnologie;
2. dalla raccolta, catalogazione e archiviazione, in fotografia, diapositive o microfilm, della documentazione storica relativa alla Sardegna, custodita negli archivi sardi, delle altre regioni italiane e dei Paesi esteri, in particolare dell' area mediterranea;
3. dalla raccolta catalogazione e conservazione della documentazione audiovisiva e diquanto prodotto con linguaggi mass -mediali sulla Sardegna;
4. dalla libreria della Regione Autonoma dellaSardegna, che cura la diffusione, tramitevendita, delle iniziative editoriali promosse dall'Amministrazione regionale, concernenti l' attività legislativa ed amministrativa della Regione ed i relativi atti di programmazione, nonchè le problematiche di generale interesse per la Sardegna, comprese quelle formanti oggetto della presente legge;
1. cura la valorizzazione, la crescita e la fruizione, diffuse e coordinate, dei musei e delle pinacoteche, nonchè dei beni storici, archeologici, antropologici, artistici architettonici, paesaggistici ed ambientali, meritevoli di tutela e di memoria collettiva esistenti in Sardegna, anche favorendo la nascita di nuove raccolte espositive;
1) Per il conseguimento delle finalità di cui alla presente legge, è costituito presso l' Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, l' Osservatorio regionale per la cultura e le lingua sarda, di seguito denominato Osservatorio.
2) L' Osservatorio è organo consultivo dell' Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e propone indirizzi generali per il perseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 1.
3) Esprime inoltre il parere sul Piano di interventi previsto dall' articolo 12, comma 1, nonchè , annualmente, proprie valutazioni sull' attività svolta per il perseguimento dei suindicati obiettivi.
4) L' osservatorio è presieduto dall' Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport ed è composto da:
c) il Capo Ufficio fra quelli che, preposti agli organi del Ministero per i beni culturali ed ambientali aventi sede in Sardegna (Soprintendenti archeologici, Soprintendenti per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici, Soprintendente archivistico) presiede la Conferenza dei Capi Ufficio ai sensi dell' articolo 32 del DPR 3 dicembre 1975, n. 805;
5) Le funzioni di segretario dell' Osservatorio sono svolte da un funzionario dell' Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, di qualifica non inferiore alla ottava.
1) I Comuni, anche associandosi, possono costituire Consulte locali per la cultura e la lingua dei Sardi, formate da persone competenti in materia, con il compito di assumere iniziative tese a favorire la conoscenza e la valorizzazione della cultura e della lingua sarda, anche nelle sue varianti locali, nonchè di formulare osservazioni e proposte all' Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e presentare appositi programmi di attività .
2) L' Amministrazione regionale dovrà prevedere, tramite l'Osservatorio, i criteri per la collaborazione con le consulte locali.
1) L' Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport provvede ad istituire il Catalogo generale del patrimonio culturale della Sardegna, che raccoglie e documenta il complesso della produzione artistico - culturale della regione, organizzato secondo modalità che ne favoriscano la consultazione e l'utilizzazione decentrata.
2) A tal fine il predetto Assessorato propone, avvalendosi dell' Osservatorio - entro un anno dall' entrata in vigore della presente legge - un progetto per la raccolta ed il coordinamento dei cataloghi e degli archivi, presenti nei sistemi enegli organismi di cui all' articolo 4 e negli istituti, enti o soggetti comunque autonomamente operanti nei diversi ambiti di riferimento della presente legge.
L' Amministrazione regionale realizza il censimento del repertorio linguistico dei Sardi, secondo un progetto che dovrà prevedere:
1) L' Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport promuove conferenze annuali sulla cultura e sulla lingua sarde, alle quali partecipano gli enti locali, le Università , le istituzioni scolastiche, le Sovrintendenze e gli operatori culturali e scolastici.
2) Le conferenze sono finalizzate a garantire il raccordo tra la regione e i soggetti operanti nel settore culturale, sia in fase di elaborazione degli interventi regionali che in sede di attuazione e verifica, nonchè a raccogliere osservazioni e proposte che formeranno oggetto di esame e valutazione da parte dell'Osservatorio.
1) Per il perseguimento delle finalità della presente legge la Regione elabora, sentito l' Osservatorio, un piano triennale di interventi.
2) Il piano triennale è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell' Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, sentita la Commissione consiliare competente, entro il 30 giugno dell' anno che precede la sua decorrenza.
3) Sono finanziabili le attività di detti soggetti volte a perseguire, sulla base di precisi indirizzi di programmazione attiva, le seguenti finalità :
g) l' attuazione di progetti di interventi socio - educativi coerenti con le finalità della presente legge, concernenti situazioni particolari di de privazione sociale e culturale;
7) Le disposizioni contenute nel presente articolo con riferimento alla lingua e alla cultura sarde si applicano anche alle attività concernenti la lingua e la cultura catalana di Alghero, il tabarchino delle isole di Sulcis, il dialetto sassarese e quello gallurese.
1) La Regione, nell' ambito di apposita legge di settore, contribuisce finanziariamente, anche attraverso convenzioni e partecipazioni societarie, alla produzione e alla diffusione di programmi radiofonici e televisivi, nonchè a pubblicazioni su testate giornalistiche in lingua sarda.
2) Tali programmi e pubblicazioni dovranno essere la traduzione operativa di specifici progetti culturali presentati da soggetti pubblici o privati, purchè rispondenti agli obiettivi indicati dal Piano triennale di cui all'articolo 12.
3) La legge di settore di cui al comma 1, da emanarsi entro un anno dall' entrata in vigore delle presenti norme, dovrà disciplinare, oltre al merito delle attività , la misura e le modalità delle relative sovvenzioni.
4) Sino all' entrata in vigore della legge di cui al comma 1, l' Amministrazione regionale, con deliberazione della Giunta, su proposta dell' Assessore vregionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, sentito l' Osservatorio e previo parere della competente Commissione consiliare, potrà finanziare progetti concernenti programmi e pubblicazioni indicati al comma 1 che rientrino nelle finalità della presente legge.
1) In relazione alle finalità previste dall' articolo1, l'Amministrazione regionale, su proposta dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, bandisce borse di studio nelle materie oggetto della presente legge.
2) Le aree di ricerca oggetto delle borse di studio sono proposte dall' Osservatorio.
1) L' Amministrazione regionale è autorizzata, per le finalità della presente legge, a stipulare con istituzioni universitarie, con soggetti pubblici e privati e con esperti di comprovata competenza ed esperienza in materia di attività culturali, convenzioni aventi ad oggetto forme di collaborazione ed i consulenza tecnico-scientifica.
2) In sede di aggiornamento e verifica annuale del Piano triennale di cui all' articolo 12, dovrà darsi atto, con apposito allegato, delle convenzioni stipulate nell' anno precedente e di quelle previste per gli anni successivi.
INTEGRAZIONE DEI PROGRAMMI SCOLASTICI NELL' AMBITO DELL' AUTONOMIA DIDATTICA DELLE SCUOLE
Interventi finanziari per l' attivazione di progetti formativi
1) L' Amministrazione regionale interviene con risorse proprie per sostenere la formazione scolastica degli allievi e l'aggiornamento del personale docente e direttivo nelle scuole di ogni ordine e grado, integrando i corrispondenti interventi dello Stato, a favore delle scuole che, nell' esercizio dell' autonomia didattica di cui all' articolo 4, comma 6, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e dell' articolo 21, commi 9 e 10, della legge 15 marzo 1997, n.59, svolgano attività volte a perseguire le finalità previste dall' articolo 1 della presente legge.
2) In modo specifico vengono finanziate le iniziative che abbiano lo scopo di favorire la maturazione culturale, l' esercizio del diritto allo studio, l' integrazione degli alunni nella comunità scolastica, di arricchire il livello delle competenze linguistiche e della formazione culturale dei cittadini, nel quadro degli indirizzi generali fissati ai sensi dell' articolo 18 ed in relazione ad obiettivi connessi alle esigenze locali e negli ambiti di flessibilità curriculare, attraverso progetti formativi finalizzati alla conoscenza della cultura e della lingua della Sardegna nelle seguenti aree disciplinari:
1) L' Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge, per il perseguimento dei fini di cuiall' articolo 17, predispone, su proposta elaborata dall' Osservatorio, indirizzi generali per le attività tese a valorizzare lo studio e la diffusione della cultura e della lingua della Sardegna nelle scuole di ogni ordine e grado.
2) Gli indirizzi generali di cui al comma 1 sono approvati con deliberazione della Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente.
3) Gli indirizzi generali ed i conseguenti progetti formativi sono finalizzati ad attivare le fasi di sperimentazione previste dall' articolo 20 e possono essere progressivamente ridefiniti sulla base dei risultati della sperimentazione stessa.
1) L' Amministrazione regionale ha facoltà di finanziare, presso le Università della Sardegna, cattedre universitarie e corsi integrativi, destinati alla formazione del personale docente, da realizzare mediante contratti di diritto privato, volti all' approfondimento scientifico delle conoscenze relative alla Sardegna prioritariamente nelle aree di cui al comma 2 dell' articolo 17. Tali cattedre e corsi saranno finanziati secondo le modalità di cui alla legge regionale 8 luglio 1996, n. 28.
1) L' Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare le spese sostenute nelle scuole di ogni ordine e grado che, attraverso i progetti formativi di cui all' articolo 17, attuino fasi di sperimentazione fondate sui seguenti principi:
2) In funzione degli obiettivi previsti al comma1, l' Amministrazione regionale è altresì autorizzata ad erogare finanziamenti diretti alla produzione e alla pubblicazione di testi scolastici o altri strumenti finalizzati all'insegnamento della cultura e della lingua sarda, nonchè all' acquisto di materiale didattico di uso individuale e collettivo.
1) A conclusione delle fasi di sperimentazione di cui all' articolo 20, le relazioni sugli esiti delle stesse saranno inviate, da ciascuna scuola ove hanno avuto luogo, anche all' Osservatorio, che formulerà una elaborazione di sintesi delle varie esperienze maturate, in riferimento alle finalità della presente legge.
2) I risultati delle citate attività di sperimentazione vengono catalogati e conservati presso l' Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Gli elaborati di sintesi, corredati dei materiali più significativi prodotti nelle attività di sperimentazione, vengono resi noti, a cura dello stesso Assessorato, alle scuole di ogni ordine e grado, che peraltro possono accedere all' intera documentazione prodotta, al fine di svolgere ulteriori, analoghe, attività .
1) L' Amministrazione regionale, nel perseguimento della finalità della presente legge ed in particolare per favorire l' attività di educazione degli adulti finalizzata alla promozione e allo sviluppo delle conoscenze, con particolare riferimento alla lingua, alla cultura e alla storia della Sardegna, si avvale prioritariamente delle strutture e del personale dei Centri di servizi culturali di cui alla legge regionale 15 giugno 1978, n. 37, integrata dall' articolo 58 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1.
1) Con riguardo ai compiti di tutela, valorizzazione, diffusione culturale e linguistica previsti dagli articoli 6 e 9 della Costituzione della Repubblica e sulla base della competenza esclusiva in materia di ordinamento degli enti locali attribuita alla Regione autonoma della Sardegna dalla legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2, nelle assemblee e negli altri collegi deliberativi regionali e locali che lo contemplino nei rispettivi regolamenti e statuti, potrà essere liberamente usata, nella fase della discussione, la lingua sarda. Le relative amministrazioni garantiscono, ove venga richiesta, la traduzione di tali interventi.
2) Ove previsto nei citati regolamenti e statuti, degli interventi così svolti dovrà essere garantita la verbalizzazione. Sulla base dei citati ordinamenti, nella successiva fase deliberativa e nei conseguenti documenti, potrà essere usata la lingua sarda purchè accompagnata, a cura del presidente del collegio, dal corrispondente testo in lingua italiana.
3) Nella corrispondenza e nelle comunicazioni orali dei cittadini dirette all' Amministrazione regionale e a quelle locali è possibile usare la lingua sarda.
4) Entro un anno dall' entrata in vigore della presente legge tali ammistrazioni adeguano alle esigenze pratiche poste dalle suindicate finalità le relative strutture, utilizzando, a tal fine, i corsi di aggiornamento e qualificazione del personale regionale e locale che l' Amministrazione regionale predisporrà entro tre mesi dalla stessa data.
5) Gli oneri derivanti dal disposto del comma 4 fanno carico sugli stanziamenti iscritti in conto dei capitoli 02093, relativamente al personale dell'Amministrazione regionale, e 11061, relativamente al personale degli enti locali, del bilancio della Regione dell' anno 1998 e dei corrispondenti capitoli degli anni successivi.
L' Amministrazione regionale agevola, attraverso contributi agli enti locali, le ricerche sui toponimi in lingua sarda e il ripristino degli stessi, anche mediante l' installazione di cartelli stradali che contengano i nomi originari delle località, delle vie, degli edifici e di tutto quanto è significativo nella memoria storica dei Comuni. In tali casi le suddette indicazioni andranno ad aggiungersi a quelle esistenti in lingua italiana.
1) Ai fini della tutela e della valorizzazione dell' identità culturale del popolo sardo, anche all' estero, l'Amministrazione regionale provvede all' attivazione degli strumenti previsti dalla presente legge anche con riferimento ai sardi residenti fuori dal territorio regionale e alle loro organizzazioni rappresentative.
2) In particolare, nel programma di cui all' articolo12, dovranno trovare specifica previsione i seguenti interventi:
3) Possono essere parimenti conferite, previe le necessarie intese con il Ministro degli affari esteri, borse di studio a giovani stranieri appartenenti a paesi con maggiore presenza di emigrati sardi, favorendo al riguardo condizioni di reciprocità
1) Le spese derivanti dall' attuazione della presente legge sono valutate in lire 6.430.000.000 annue.
La presente legge entra in vigore il 1 gennaio1998.
Le Conseil régional a approuvé,
Le président de la Commission régionale promulgue la loi suivante :
1) Au sens de la présente loi, la Région assume comme l'un des biens fondamentaux la valorisation de la langue sarde - en lui reconnaissant la parité avec l'italien - de l'histoire, des traditions de vie et de travail, de la production littéraire écrite et orale, de l'expression artistique et musicale, de la recherche technique et scientifique, du patrimoine culturel du peuple sarde dans sa spécificité et son originalité, dans ses aspects matériels et spirituels.
4) La même valeur attribuée à la culture et à la langue sardes est reconnue avec référence au territoire concerné, à la culture et à la langue catalane d'Alghero, au tabarquin des îles Sulcis ainsi qu'aux dialectes sassarien et gallurien.
1) Pour la poursuite des buts et objectifs énoncés aux articles 1 et 2, la Région autonome de la Sardaigne prévoit et réalise, même de concert avec les institutions publiques et éventuellement avec les organismes privés, les instruments cognitifs et opérationnels adéquats, et garantit individuellement ou de toute façon collectivement dans le respect de la loi les moyens et les conditions réels au sujet de la reconnaissance des langues respectives d'origine.
2) De façon particulière, la Région :
a) garantit - en réglementant les instances, les objectifs et les programmes - la plus complète participation des organismes locaux, des forces sociales, de l'école, des organismes culturels publics et privés, à la programmation culturelle régionale ;
b) prévoit et coordonne les programmes annuels et pluriannuels d'intervention relatifs aux activité et aux initiatives culturelles ;
c) garantit la protection et la jouissance - en particulier à travers le catalogage et la conservation - du patrimoine culturel régional ;
d) promeut, valorise et coordonne les services aptes à la réalisation des objectifs de la présent loi et assure, par un réseau de formation, l'efficacité, l'économie et l'opportunité ;
e) planifie les objectifs généraux à atteindre et les innovations techniques connexes utilisant, à cette fin même, les moyens prévus en vigueur par la législation régionale.
MOYENS D'OPÉRATION
Services de reconnaissance, de catalogage et de conservation du patrimoine culturel
1) La Région autonome de la Sardaigne, conformément aux règles fondamentales de réforme de l'administration publique, sanctionnée par la législation de l'État, sauf les faits des principes statutaires, promulgue des lois appropriées de secteur dirigées à constituer, même avec une référence aux exigences de rééquilibrage territorial, un réseau de services de reconnaissance, de catalogage, de conservation, de protection et de jouissance du patrimoine culturel régional.
2) Ces lois de secteur devront, en particulier, prévoir et réglementer les régimes et organismes suivants, même dans l'ordre des modalités de sélection du personnel au même poste :
a) le régime des bibliothèques et de la documentation de la Sardaigne, constitué :
1. de l'ensemble des bibliothèques, des archives, des centres de documentation, publics et privés, qui, outre leurs tâches inhérentes, garantissent la collecte organique de la production éditoriale sarde et sur la Sardaigne, de sa conservation, de sa valorisation et de sa jouissance, même avec le secours des nouvelles technologies ;
2. de la collecte, du catalogage et de l'archivage par la photographie, les diapositives ou microfilms, de la documentation historique relative à la Sardaigne, conservées dans les archives sardes, des autres régions italiennes et des pays étrangers, en particulier de la zone méditerranéenne ;
3. des catalogages recueillis et de la conservation de la documentation audiovisuelle et de ce qui est produit par des messages mass-médias sur la Sardaigne ;
4. de la bibliothèque de la Région autonome de la Sardaigne, qui s'occupe de la diffusion, de la vente par intermédiaire, des initiatives d'édition soutenues par l'Administration régionale, concernant l'activité législative et administrative de la Région et actes relatifs à la programmation, ainsi que les problématiques générales reliées à la Sardaigne, y compris celles qui font l'objet de la présente loi ;
b) le régime des musées et des monuments de la Sardaigne qui:
1. s'occupe de la valorisation, de la croissance et de la jouissance des musées et des pinacothèques, répandus et coordonnés, ainsi que des biens historiques, archéologiques, anthropologiques, artistiques architecturaux, paysagers et environnementaux, qui méritent la protection et la mémoire collective existant en Sardaigne, même en favorisant la naissance de nouvelles collections d'exposition ;
2. promeut les études et les recherches sur les centres historiques de la Sardaigne pour leur valorisation et leur défense ;
c) le régime des traditions populaires de la Sardaigne, qui sont sous la responsabilité de l'Institut supérieur régional ethnographique (ISRE) à qui sont confiées des fonctions particulières.
Observatoire régional pour la culture et la langue sarde
1) Pour l'atteinte des objectifs de la présente loi, est constitué auprès de l'Assessorat régional de l'instruction publique, des biens culturels, de l'information, des spectacles et des sports, l'Observatoire régional pour la culture et les langues sardes, appelé dorénavant «Observatoire».
2) L'Observatoire est l'organisme consultatif de l'Assessorat régional de l'instruction publique, des biens culturels, de l'information, des spectacles et des sports, et propose des orientations générales pour la poursuite des objectifs de l'article 1.
3) Il exprime en outre son avis sur le Plan d'interventions prévu au paragraphe 1 de l'article 12, ainsi que, annuellement, son évaluation sur les activités se développant pour la poursuite des objectifs ci-dessus indiqués.
4) L'Observatoire est présidé de l'Assesseur régional de l'instruction publique, des biens culturels, de l'information, des spectacles et des sports, et est composé de :
a) cinq spécialistes des disciplines indiquées à l'article17, reconnus pour leur prestige dans la vie culturelle sarde et élus au Conseil régional avec une limite de trois votes ;
b) un représentant pour chacune des universités de la Sardaigne, désignés par leur assemblée académique respective;
c) le directeur officiel parmi ceux qui, préposés aux organismes du ministère des Biens culturels et de l'Environnement ayant siège en Sardaigne (directeurs en archéologie, en environnement, en architecture, dans les arts et en histoire, en archivistique), président la Conférence des directeurs officiels au sen de l'article 32 du décret du président de la République du 3 décembre 1975, no 805 ;
d) un directeur d'école pour la Sardaigne ;
e) un spécialiste des disciplines indiquées à l'article17, reconnu pour son prestige dans la vie culturelle sarde, élue par chaque Conseil provincial ;
f) un représentant de la Faculté pontificale de théologie de la Sardaigne, désigné par le collège des professeurs ;
g) le président de l'Institut régional de recherche, d'expérimentation et de la modernisation en éducation (IRRSAE) ;
h) le coordonnateur général de l'Institut supérieur régional ethnographique (ISRE).
5) Les fonctions de secrétaire de l'Observatoire proviennent d'un fonctionnaire de l'Assessorat régional de l'instruction publique, des biens culturels, de l'information, des spectacles et des sports, avec des qualifications qui ne sont pas inférieures à la huitième (années de scolarité).
Consultants locaux pour la culture et la langue des Sardes
1) Les communes, même en s'associant, peuvent constituer des consultants locaux pour la culture et la langue des Sardes, formés de personnes compétentes en la matière, avec la tâche d'assumer des initiatives tendant à favoriser la connaissance et la valorisation de la culture et de la langue sardes, même dans ses variantes locales, ainsi que de formuler des observations et propositions à l'Assessorat régional de l'instruction publique, des biens culturels, de l'information, des spectacles et des sports, et de présenter des programmes appropriés d'activités.
2) L'Administration régionale devra prévoir, au moyen de l'Observatoire, les critères pour la collaboration avec les consultants locaux.
Catalogue général du patrimoine culturel de la Sardaigne
1) L'Assessorat régional de l'instruction publique, des biens culturels, de l'information, des spectacles et des sports pourvoit à instituer le Catalogue général du patrimoine culturel de la Sardaigne, qui collecte et documente l'ensemble de la production artistique et culturelle de la région, organisé selon les procédures qui favorisent la consultation et l'utilisation décentralisée.
2) À cette fin, l'Assessorat pressenti propose, en se servant de l'Observatoire - un an avant l'entrée en vigueur de la présente loi - des projets pour la collecte et la coordination des catalogues et des archives, présents dans les systèmes et organismes prévus à l'article 4 et dans les instituts, organismes et agences fonctionnant en autonomie dans les différents domaines de référence de la présente loi.
Recensement du répertoire linguistique des Sardes
L'Administration régionale réalise le recensement du répertoire linguistique des Sardes, selon un projet qui devra prévoir :
a) la recherche et le relevé pour chaque communauté sarde du lexique employé, même en collaboration avec les Consultants locaux selon l'article 8;
b) les informations ;
c) la publication des résultats de la recherche, avec une attention particulière à l'élaboration des dictionnaires généraux de la langue sarde, ainsi que l'atlas linguistique de la Sardaigne.
1) L'Assessorat régional de l'instruction publique, des biens culturels, de l'information, des spectacles et des sports promeut des conférences annuelles sur la culture et la langue sardes, auxquelles participent les organismes locaux, les universités, les établissements d'enseignement, les superviseurs et les agents culturels et scolaires.
2) Les conférences sont finalisées pour garantir les relations entre la région et les agents intervenant dans le secteur culturel; c'est dans la phase d'élaboration des mesures régionales que, lors de la réalisation et de la vérification, ainsi qu'à rassembler des observations et propositions, se formera l'objet d'examen et d'évaluation de la part de l'Observatoire.
1) Pour la poursuite des objectifs de la présente loi, la Région élabore, après consultation auprès de l'Observatoire, un plan triennal d'interventions.
2) Le plan triennal est approuvé par la Junte régionale, sur proposition de l'assesseur régional de l'instruction publique, des biens culturels, de l'information, des spectacles et des sports, après consultation de la Commission consultative compétente dans les 30 jours de l'année qui précède son expiration.
3) Les activités peuvent être financées par des projets destinés à poursuivre, sur la base d'orientations précises dans la programmation active, les objectifs suivants :
a) le collecte, l'ordre et l'analyse des divers aspects de la réalité culturelle de la Sardaigne ;
b) la découverte et le collecte du patrimoine de la culture populaire et des traditions orales de la Sardaigne;
c) la conservation et l'acquisition d'objets et élaborés concernant la culture sarde et en particulier celle matérielle, quels : pièces naturalistes, bibliographies, collectes d'objets d'art et d'artisanat, collectes d'Instruments inhérents aux traditions de la vie et du travail du peuple sarde. Pour pouvoir bénéficier des contributions prévues au présent alinéa, l'utilité publique de ces collectes doit être garanti ;
d) l'organisation de concours et de prix pour traiter de la prose, de la poésie et les chansons en sarde, pour la musique, l'essai et la recherche scientifique en Sardaigne, spécifiquement adressés à l'approfondissement des valeurs culturelles du peuple sarde;
e) l'organisation de manifestations qui ont pour objectifs la diffusion de la connaissance de l'Île et de la civilisation sarde, dans toutes ses expressions matérielles et spirituelles ;
f) la publication de documents audiovisuels en langue sarde ou de toute façon relatifs à la culture de l'île, recommandés pour l'intégration des programmes ministériels d'enseignement, y compris les livres de lecture et de consultation utiles fins à des didactiques;
g) la réalisation de projets d'interventions socio-éducatives conformes avec les objectifs de la présente loi et concernant les situations particulières de privation sociale et culturelle ;
h) la réalisation d'expériences pédagogiques scolaires et parascolaires en accord avec les objectifs de la présente loi, et inhérentes au rapport école-territoire ;
i) la conception et la réalisation de projets de recherche et d'expérimentation dans les secteurs de la musique, du théâtre et des arts visuels finalisés pour le rapprochement et le dialogue entre la culture sarde et les autres cultures ;
l) la collecte, les catalogage et l'archivage de la documentation historique relative à la Sardaigne ;
m) la recherche, la récupération, la transcription et la diffusion de matériaux documentaires conservés dans les archives étrangères, qui font référence à l'histoire sarde, avec une priorité dans le financement pour les activités qui concernent plus largement les divers secteurs historiques et géographiques de la Sardaigne.
7) Les dispositions contenues dans le présent article avec référence à la langue et à la culture sardes s'appliquent même aux activités concernant la langue et la culture catalanes d'Alghero, le tabarquin des îles Sulcis, les dialectes sassarien et gallurien.
Projets culturels par le moyen de communication des médias
1) La Région, dans les domaines prévus par la loi, contribue financièrement, même par des conventions et des participations sociales, à la production et à la diffusion de programmes radiotéléphoniques et télévisés, ainsi que la publication de textes journalistiques en sarde.
2) Ces programmes et publications devront une traduction opérationnelle de projets culturels spécifiques d'intérêt public ou privé, ainsi que répondant aux objectifs indiqués au Plan triennal de l'article 12.
3) La disposition du paragraphe 1, qui est promulguée un an à près l'entrée en vigueur des présents règlements, doit réglementer, au mérite des activités, la mesure et les modalités des subventions concernées.
4) Jusqu'à l'entrée en vigueur du paragraphe 1 de la loi, l'Administration régionale, après consultation auprès de la Commission, sur proposition de l'assesseur régional de l'instruction publique, des biens culturels, de l'information, des spectacles et des sports, entend l'Observatoire et la Commission compétente consultative, l'Administration pourra financer des projets concernant les publications et les programmes prévus au paragraphe 1, qui correspondent aux objectifs de la présente loi.
1) En relation avec les objectifs prévus à l'article 1, l'Administration régionale, sur proposition de l'assesseur régional de l'instruction publique, des biens culturels, de l'information, des spectacles et des sports, annonce publiquement des bourses d'études dans les disciplines qui font l'objet de la présente loi.
2) Les secteurs de recherche qui font l'objet de bourses d'études sont proposées par l'Observatoire.
Conventions avec des structures extérieures
1) L'Administration régionale est autorisée, conformément aux objectifs de la présente loi, à énoncer avec des institutions universitaires, publiques comme privées, et avec des experts ayant démontré leur compétence et leur expérience en matière d'activités culturelles, des ententes ayant pour objet des formes de collaboration et de consultation technique et scientifique.
2) Lors de la mise à jour et de la vérification annuelle du Plan triennal prévu à l'articule 12, l'Administration devra prendre acte, avec des pièces jointes appropriées, des accords conclus au cours de l'année précédents et de ceux prévus pour les années suivantes.
INTÉGRATION DES PROGRAMMES SCOLAIRES DANS LE DOMAINE DE L'AUTONOMIE PÉDAGOGIQUE DE L'ÉCOLE
Intervention financière pour la mise en oeuvre des projets de formation
1) L'Administration régionale intervient avec ses propres ressources pour soutenir le formation scolaire chez les élèves et le perfectionnement du personnel enseignant et la direction dans les écoles pour chaque ordre et degré scolaire, compléter l'intervention correspondante de l'État en faveur de l'école qui, dans l'exercice de son autonomie pédagogique en vertu de l'article 4, paragraphe 6, de la loi du 24 décembre 1993, no 537, et de l'article 21, paragraphes 9 et 10, de la loi du 15 mars 1997, no 59, puisse poursuivre ses activités destinées à poursuivre les objectifs prévus à l'article 1 de la présente loi.
2) De manière spécifique, ces projets sont financés par les initiatives qui ont pour but de favoriser l'approfondissement culturel, l'exercice du droit d'étudier, l'intégration des élèves dans la communauté scolaire, l'enrichissement du niveau des compétences linguistiques et la formation culturelle des citoyens dans le cadre des orientations générales fixées aux sens de l'article 18 et en relation avec les objectifs joints aux exigences locales ainsi que dans le domaine de la flexibilité du programme d'études, à travers des projets de formation finalisés vers la connaissance de la culture et de la langue de la Sardaigne dans le domaine des disciplines suivantes:
a) la langue et la littérature sardes ;
b) l'histoire de la Sardaigne ;
c) l'histoire de l'art de la Sardaigne ;
d) les traditions populaires de la Sardaigne ;
e) la géographie et l'écologie de la Sardaigne ;
f) le droit, avec références spécifiques aux normes locales habituelles et au régime de la Région autonome de la Sardaigne.
Orientations générales pour la mise en œuvre des projets de formation
2) Les orientations générales prévues au paragraphe 1 sont approuvées par délibération de la Commission régionale, après avis de la Commission consultative compétente.
3) Les orientations générales et les projets de formation consécutifs sont destinés à mettre en oeuvre les phases d'expérimentation prévues à l'article 20 et peuvent être progressivement redéfinis sur la de base des résultats de l'expérimentation elle-même.
Financement des cours universitaires
1) L'Administration régionale a le pouvoir de financer, auprès de l'Université de la Sardaigne, des chaires universitaires et des cours complémentaires destinés à la formation du personnel enseignant, de réaliser au moyen de contrats de droit privé des projets pour l'approfondissement scientifique des connaissances relatives à la Sardaigne prioritairement dans les domaines prévus au paragraphe 2 de l'article 17. Ces chaires et ces cours seront financés en second lieu en fonction des modalités prévues dans la loi régionale du 8 Juillet 1996, no 28.
Subsides aux activités d'expérimentation
1) L'Administration régionale est autorisée à financier les frais soutenues dans les écoles de chaque ordre et degré, à travers les projets prévus à l'article 17; elle réalise des phases d'expérimentation fondés selon les principes suivants :
a) l'étude de la langue sarde dans ses diverses variétés employées dans la région, à partir du parler de la communauté d'appartenance ;
b) l'étudie systématique des divers aspects du patrimoine environnemental, technologique, scientifique, artistique et culturel de la Sardaigne, même au moyen de l'emploi du sarde comme langue véhiculaire ;
c) la mis en forme de programmes d'éducation bilingue.
2) En fonction des objectifs prévus au paragraphe 1, l'Administration régionale est aussi autorisée à accorder des fonds consacrés à la production et à la publication de tests ou autres moyens destinés à l'enseignement de la culture et de la langue sardes, ainsi qu'à l'achat de matériel didactique pour l'usage individuel et collectif.
Vérification de l'expérimentation
1) En conclusion aux phases d'expérimentation prévues à l'article 20, les rapports sur les mêmes résultats seront envoyés, de chaque école là où les expérimentations ont eu lieu, y compris à l'Observatoire, lequel formulera une élaboration des synthèses des diverses expériences réalisées, conformément aux objectifs de la présente loi.
2) Les résultats des activités mentionnées dans l'expérimentation doivent être catalogués et conservés auprès de l'Assessorat régional de l'instruction publique, des biens culturels, de l'information, des spectacles et des sports. Les synthèses élaborées, accompagnées des matériaux plus significatifs produits dans les activités d'expérimentation, doivent être diffusées par le même Assessorat aux écoles de chaque ordre et degré scolaire qui, par ailleurs, peuvent accéder à l'entière documentation produite, afin de mettre en oeuvre des acticités complémentaires ou similaires.
Centres de services culturels
1) L'Administration régionale, dans la poursuite des objectifs de la présente loi, et en particulier pour favoriser les activités dans l'éducation des adultes destinées à la promotion et au développement des connaissances, avec des références particulières reliées à la langue, la culture et l'histoire de la Sardaigne, se sert prioritairement des structures et du personnel des centres de services culturels prévus dans la loi régionale du 15 juin 1978, no 37, complétée par l'article 58 de la loi régionale du 22 janvier 1990, no 1.
EMPLOI DU SARDE
Les universités et les rapports avec l'Administration
1) En ce qui a trait aux responsabilités de protection, de valorisation, de diffusion culturelle et linguistique prévues aux articles 6 et 9 de la Constitution de la République et sur la base de la compétence exclusive en matière de système des organismes locaux attribués à la Région autonome de la Sardaigne et de la loi constitutionnelle 23 septembre 1993, no 2, dans les assemblées et dans les autres universités régionales et locales reconnues qui envisagent des règlements et des statuts respectifs, la langue sarde pourra être employée librement dans les périodes de discussion. Les administrations concernées garantissent, là où c'est demandé, la traduction de ces interventions.
2) Là où sont prévus des règlements et des statuts, la prise en compte officielle des mesures ainsi développées devra être garantie. Sur la base des systèmes concernés, la langue sarde pourra être employée dans la phase suivante de délibération et dans les documents subséquents, pourvu qu'il y ait accompagnement, sous la direction du président de l'université, du texte correspondant en italien.
4) Un an avant l'entrée en vigueur de la présente loi, l'Administration doit adapter aux exigences pratiques posées par les objectifs ci-dessus les structures concernées, en utilisant, à cette fin, les cours de perfectionnement et de qualification du personnel régional et local auxquels l'Administration régionale se préparera dans un délai de trois mois à partir de la même date.
5) Les responsabilités résultant des dispositions du paragraphe 4 sont soutenues par les allocations inscrites en compte du chapitre 02093, relativement au personnel de l'Administration régionale, et du chapitre 11061, relativement au personnel des organismes locaux, du budget de la Région de l'année 1998 et des chapitres correspondants pour les années suivantes.
Mesures pour le rétablissement des toponymes en sarde
Mesures en faveur de la culture sarde à l'extérieur de la Sardaigne et à l'étranger
1) Aux fins de la protection et de la valorisation de l'identité culturelle du peuple sarde, même à l'étranger, l'Administration régionale pourvoit à la réalisation des moyens prévus par la présente loi même avec référence aux Sardes résidant hors du territoire régional ainsi qu'à leurs organismes représentatifs.
2) En particulier, dans le programme prévu à l'article 12, l'Administration régionale doit trouver les prévisions spécifiques et les mesures suivantes :
a) toute activité d'information et de vulgarisation sur les initiatives culturelles importantes concernant la Sardaigne;
b) toute organisation, par l'Administration régionale, portant sur les initiatives socioculturelles dans les domaines dans lesquelles sont enregistrés une forte présence d'émigrants sardes;
c) toute institution de bourses d'études en faveur de fils d'émigrés à employer dans les universités sardes ou auprès d'autres établissements scolaires de la Sardaigne.
3) Peuvent également être attribués après des accords nécessaires avec le ministre des Affaires étrangères des bourses d'études à des jeunes étrangers appartenant à des pays avec une présence majeure d'émigrés sardes, en favorisant à ce sujet des conditions de réciprocité.
1) Les frais inhérents à la réalisation de la présente loi sont évaluées à lires 6 430 000 000 lires annuellement.
La présente loi sera publiée dans le Bulletin officiel de la Région.
Il est fait obligation à quiconque de la respecter et de la faire respecter comme une loi de la Région.
Donnée à Cagliari, le 15 octobre 1997

References: articolo 12
 articolo 32
 articolo 4
 articolo1
 articolo 12
 articolo 4
 articolo 21
 articolo 1
 articolo 18
 articolo 17
 articolo 20
 articolo 17
 articolo 17
 articolo 20
 articolo 58
 articolo12