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Timestamp: 2016-12-08 00:08:19+00:00

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Attestazione di conformità, notifica con Pec del titolo esecutivo
12 Nov 2016	L'autore
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Processo civile telematico (PCT): le attestazioni di conformità nella procedura di notifica a mezzo PEC del titolo esecutivo.
L’art. 479 c.p.c. stabilisce che “Se la legge non dispone altrimenti, l’esecuzione forzata deve essere preceduta dalla notificazione del titolo in forma esecutiva e del precetto” .
In tal senso, pertanto, appare necessario indicare le modalità attraverso cui si può notificare un titolo esecutivo.
Al momento della pubblicazione del presente testo, il rilascio della formula esecutiva non avviene ancora con modalità telematica.
Allo stato, pertanto, si può dunque affermare che il titolo esecutivo è prevalentemente un documento analogico, atteso che la formula esecutiva viene rilasciata in modalità analogica.
Ne consegue che, ad oggi, l’originale unico, di un assegno, di una cambiale o di una sentenza esecutiva, sarà sempre cartaceo.
Analizziamo la attestazione di conformità del titolo esecutivo ai fini della notifica.
Con riferimento alla notifica dei titoli esecutivi, non verrà trattato il sistema della notifica tradizionale in proprio a mezzo posta oppure a mezzo Ufficiale Giudiziario, in cui non vi è da compiere alcuna attestazione di conformità da parte del soggetto notificatore.
Ed infatti, ove si prescelga di notificare in via analogica un titolo esecutivo, è richiesta la copia conforme analogica del titolo esecutivo, che allo stato viene rilasciata solo dal cancelliere oppure è oggetto di attestazione di conformità da parte dell’Ufficiale Giudiziario. Nel presente paragrafo, pertanto, verrà presa in considerazione la sola notifica a mezzo posta elettronica certificata dei titoli esecutivi, in cui, invece, l’attestazione di conformità deve essere effettuata in proprio e senza ricorrere al cancelliere.
Per procedere alla notifica a mezzo PEC di un titolo esecutivo, si deve anzitutto trasformare il documento analogico (ovvero il titolo esecutivo cartaceo) in una copia informatica per immagine.
La copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico è definita come il documento informatico avente contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui è tratto.
La copia informatica per immagine, in altri termini, è una scansione del documento analogico. La scansione, infatti, fornisce contenuto e forma identici a quelli del documento da cui è tratta.
Ne consegue che nel caso in cui si voglia procedere alla notifica di una sentenza, di una cambiale o di un assegno, la prima operazione da compiere è quella di trasformare il titolo esecutivo originale (documento analogico) in una copia informatica per immagine.
Pertanto la prima operazione da compiere è quella di procedere ad una scansione integrale del titolo.
Non vi è alcun dubbio che la scansione deve essere integrale, e dunque avere ad oggetto tutto il contenuto del titolo.
Insomma, sia la sentenza che l’assegno o la cambiale andranno scansionati in ogni loro parte.
Dal procedimento di scansione verrà generato un file che conterrà la copia informatica per immagine del titolo esecutivo.
A questo punto, bisogna attestare che il file ottenuto dalla scansione (la copia informatica per immagine) ha la stessa forma e lo stesso contenuto del documento analogico da cui è stato tratto.
In tal senso, appare utile un breve richiamo alle normative principali, dettate in tema di notificazione a mezzo PEC di una copia informatica per immagine ed i recenti mutamenti normativi intervenuti sulla attestazione di conformità.
L’art. 3bis comma 2 della legge n. 53 del 1994, con riferimento alla notifica a mezzo posta elettronica certificata, così come modificato dal D.L. 83/2015, conv. in L. 132/2015, stabilisce che “Quando l’atto da notificarsi non consiste in un documento informatico, l’avvocato provvede ad estrarre copia informatica dell’atto formato su supporto analogico, attestandone la conformità con le modalità previste dall’articolo 16undecies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. La notifica si esegue mediante allegazione dell’atto da notificarsi al messaggio di posta elettronica certificata”.
In tale articolo sono stati evidenziati in neretto i precetti normativi su cui porre attenzione.
Anzitutto, è agevole rilevare che nel suddetto articolo si fa esplicito riferimento alla fattispecie appena esposta, ovvero alla notifica di un titolo esecutivo a mezzo posta elettronica certificata.
Ed infatti, il titolo esecutivo che si intende notificare non consiste in un documento originariamente informatico, bensì in un atto che è, ab origine, un documento analogico o cartaceo, e, pertanto trattasi di notifica di atto che “non consiste in un documento informatico”.
La norma conferma quanto già detto sopra, ovvero che colui che intende notificare un documento non informatico (ovvero un documento originariamente cartaceo) deve estrarre una copia informatica dello stesso ed attestarne la conformità.
Orbene, prima della conversione in legge del D.L. n. 83 del 2015, la conformità all’originale veniva attestata a norma dell’ articolo 22, comma 2 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
L’art. 22 del CAD, ai commi 2 e 3, stabilisce che “Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono estratte, se la loro conformità e attestata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, con dichiarazione allegata al documento informatico e asseverata secondo le regole tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 71. Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico nel rispetto delle regole tecniche di cui all’articolo 71 hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono tratte se la loro conformità all’originale non e espressamente disconosciuta”.
Il rinvio dell’art. 22 del CAD alle regole tecniche stabilite ai sensi dell’art. 71del medesimo Codice determinava l’applicazione del D.P.C.M. 13 novembre 2014, ed, in particolare, con riferimento alla copia informatica per immagine delle regole tecniche indicate nell’art. 4.
A seguito del D.L. n. 83 del 27 giugno 2015, convertito con modificazioni, dalla L. n. 132 del 6 agosto 2015, n. 132, pubblicata in G.U. n.192 del 20-8-2015, Suppl. Ordinario n. 50, e vigente dal 21 agosto 2015, la attestazione di conformità non va più fatta secondo quanto stabilito nell’art 22 del CAD, bensì con le modalità previste dall’articolo 16undecies del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, conv. in L. 17 dicembre 2012, n. 221.
Più in particolare, poiché nel caso in esame si procede alla notifica di una copia per immagine, bisogna prendere in considerazione il comma 2 del citato art. 16undecies, il quale stabilisce che “Quando l’attestazione di conformità si riferisce ad una copia informatica, l’attestazione stessa è apposta nel medesimo documento informatico. Nel caso previsto dal comma 2, l’attestazione di conformità può alternativamente essere apposta su un documento informatico separato e l’individuazione della copia cui si riferisce ha luogo esclusivamente secondo le modalità stabilite nelle specifiche tecniche stabilite dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia. Se la copia informatica è destinata alla notifica, l’attestazione di conformità è inserita nella relazione di notificazione” .
L’ultima parte del precetto normativo, appena riportato, potrebbe apparire come una mera ripetizione dell’art. 3bis, comma 5, lett. g) della legge n. 53 del 1994, il quale testualmente stabilisce che nella relata di notifica deve essere contenuta “l’attestazione di conformità di cui al comma 2”.
In realtà tale precetto sembra avere altra funzione, ovvero quella di estendere la previsione dell’attestazione di conformità all’interno della relata di notifica, per ogni tipo di copia informatica.
Corre mettere conto, infatti, che la prescrizione dell’art. 3bis, comma 5, lett. g) della legge n. 53 del 1994, rifacendosi alle attestazioni di cui al (suo) comma 2, riguarderebbe solo ed esclusivamente le copie informatiche per immagine.
In tal senso, si è espresso anche il Tribunale di Napoli, sez. feriale, che in composizione collegiale, con ordinanza depositata il 17-9-2014, ha ritenuto che l’art. 3bis, comma 5, lett. g) della L. 53/1994 non è applicabile al caso di notifica di atti e provvedimenti ex art. 52 del D.L. 90/2014, conv. in L. 114/2014 (ovvero quelli estratti dal fascicolo informatico), atteso che la lettera “g” del comma 5 dell’art. 3bis va letta in correlazione col secondo comma dell’art. 3bis medesimo, il quale contempla il caso di “atto da notificare (che) non consiste in un documento informatico”.
Prima del D.L. 83/2015, conv. in L. 132/2015, pertanto, l’attestazione di conformità poteva essere contenuta o meno nella relata di notifica, a seconda del tipo di documento che si andava a notificare.
Non vi è dubbio che tale situazione determinava incertezze e confusione, atteso che in conseguenza del tipo di copia informatica la attestazione di conformità poteva, o meno, essere contenuta nella relata di notifica.
Il comma 3 dell’art. 16undecies del D.L.179/2012, conv. in L. 221/2012, pertanto, nello stabilire che “Se la copia informatica (di cui deve effettuarsi l’attestazione) è destinata alla notifica, l’attestazione di conformità è inserita nella relazione di notificazione” ha cercato di uniformare le modalità di attestazione nel campo delle notifiche, stabilendo il principio generale per cui, quando la copia informatica (a prescindere che essa sia o meno estratta da un documento originariamente cartaceo) necessita della attestazione di conformità, tale attestazione va inserita nella relata di notifica.
Tale interpretazione appare ancora più consolidata leggendo l’art. 19ter, comma 3 del Provvedimento del 16 aprile 2014 il quale stabilisce che “Se la copia informatica è destinata ad essere notificata ai sensi dell’art. 3bis della legge 21 gennaio 1994, n. 53, gli elementi indicati al primo comma sono inseriti nella relazione di notificazione”. In conclusione, può dunque affermarsi che, quando si notifica una copia informatica, l’attestazione di conformità contenente il nome del file e la sintetica descrizione del documento informatico devono essere contenute nella relata di notifica.
Alla luce di tutto quanto esposto, pertanto, quando si notifica a mezzo PEC un titolo esecutivo, non è possibile scegliere tra le due modalità di attestazione (su unico file e/o su documento separato), in quanto la attestazione di conformità va effettuata sempre ed esclusivamente nella relata di notifica, implicando in tal senso la scelta obbligata per una attestazione di conformità su documento separato.
Fatta questa precisazione, è necessario esporre la modalità con cui viene prodotto il documento informatico contenente la attestazione di conformità, che nel caso delle notifiche a mezzo PEC è costituita dalla relata di notifica.
La relata di notifica, come precisa la legge n. 53 del 1994, va firmata digitalmente ed allegata al messaggio di posta elettronica certificata.
La relata deve contenere altresì determinati dati. Tali dati sono indicati dall’art. 3bis, comma 5 della legge n. 53 del 1994 che testualmente stabilisce “L’avvocato redige la relazione di notificazione su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale ed allegato al messaggio di posta elettronica certificata. La relazione deve contenere:
b) (lettera soppressa dal D.L. 90/2014, conv. in L. 114/2014);
f) l’indicazione dell’elenco da cui il predetto indirizzo é stato estratto;
g) l’attestazione di conformità di cui al comma 2”.
Orbene, un esempio di relata di notifica avente ad oggetto una sentenza, munita di formula esecutiva, unitamente ad un atto di precetto ed alla procura alle liti, potrebbe avere il contenuto che si riporta di seguito.
RELATA DI NOTIFICA A MEZZO DI POSTA ELETTRONICA CE RTIFICATA
EX ART. 3BIS DELLA LEGGE 21 GENNAIO 1994, N. 53
Il sottoscritto Avv…………, iscritto all’albo degli Avvocati presso l’Ordine degli Avvocati di …………………., con studio in ……………… alla Via ………………………. n. 333, C.F. …………………… P.IVA ……………….., nella qualità di procuratore e domiciliatario del sig. ……………………… (C.F. ……………………….) nato a Napoli il 24-4-1975 e residente in ………………… alla Via ……………………., per il quale si procede alla presente notifica in virtù della procura alle liti, allegata alla presente
ad ogni effetto di legge copia informatica per immagine della Sentenza n………… pubblicata il…………… resa dal Tribunale di…………. nel giudizio recante R.G. n……………, copia informatica per immagine della procura alle liti, nonché atto di precetto firmato digitalmente, e prodotto in favore del sig. …………… (C.F. ……………………) e contro ……………… (C.F. ……………….), a
1) ………………………. (C.F. ……………….) residente oppure dom.to in Via…………………, trasmettendone copia informatica a mezzoposta elettronica certificata all’indirizzo pec …………………… estratto da (indicare Pubblico Elenco da cui è stato estratto indirizzo PEC).
Attesta infine che il messaggio PEC, oltre alla presente relata di notifica sottoscritta digitalmente, contiene i seguenti allegati:
Atto di precetto sottoscritto digitalmente;
Copia per immagine della Sentenza n………… pubblicata il…………… resa dal Tribunale di…………. nel giudizio recante R.G. n…;
Copia per immagine della procura alle liti;
Avv. …………….
ATTESTAZIONE DI CONFORMITÀ DELLA COPIA INFORMATICA
Ai sensi e per gli effetti di legge, io sottoscritto Avv. ………… attesto che:
il file denominato “Procuraalleliti.pdf ”contenente la copia per immagine della procura alle liti rilasciata dal sig. ……………….. che consta di n….. pagine il file denominato “Sentenzaesecutiva.pdf ”contenente la copia per immagine della della Sentenza n………… pubblicata il…………… resa dal Tribunale di…………. nel giudizio recante R.G. n……………che consta di n……pagine sono copie conformi agli originali cartacei in mio possesso da cui sono state estratte. (luogo, data) Avv. ………………….. “
Solo per mera completezza espositiva, vanno esposte brevi considerazioni nel caso in cui si debba notificare un atto o un provvedimento, diverso dal titolo esecutivo, nel corso di un procedimento esecutivo. Orbene, nel caso in cui si debba notificare un atto processuale inteso in senso lato come atto di parte o del giudice, non vi è bisogno di attestazione di conformità.
Ed infatti, se l’atto processuale deve essere redatto, il soggetto notificatore potrà provvedere a notificare il documento informatico nativo, mentre, se deve notificare un atto già redatto e presente nel fascicolo informatico, sarà sufficiente estrarre il duplicato informatico di tale atto e procedere alla relativa notifica a mezzo PEC.
Stessa considerazione vale per i provvedimenti giudiziali, sempre che tali atti non autorizzino il prelievo di somme di denaro vincolate all’ordine del giudice.
Anche in tali casi, infatti, sarà possibile estrarre il duplicato informatico e procedere alla notifica a mezzo PEC.
Resta inteso che nel caso in cui si debba procedere ad una notifica per via cartacea si procederà a stampare la copia informatica del provvedimento, e ad attestare la conformità, così come è stato esposto nel paragrafo concernente la attestazione di conformità della copia analogica di un documento informatico.
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