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certificati d'identità per minori di anni 15 - Pagina 8 - Forum Enti.it
certificati d'identità per minori di anni 15
Messaggioda Ospite » 11/06/2010, 12:46 diego ha scritto:se ci mettevo la foto era un documento equipollente alla carta d'identità... da subito.
Però la risoluzione diceva "in quanto documenti equipollenti al passaporto" quindi non bastava, la foto.....occorreva anche la validità all'espatrio!!!!!
Messaggioda diego » 11/06/2010, 12:49 art. 18 tabella B dpr 642/1972. proviamo a leggerlo.
"18. Passaporti e documenti equipollenti; carte di identità e documenti equipollenti"
e le carte d'identità prima di essere un titolo all'espatrio (dpr 649/1974) sono un documento di PS (art. 3 rd 773/1931 e art. 292 rd 635/1940 per le equipollenze).
Messaggioda Ospite » 11/06/2010, 14:31 Ognuno può interpretarla come vuole, però la risoluzione in questione dice ciò:
L'Intendenza di Finanza di Nuoro ed i Comuni di Rivalta di Torino, Castiglione delle Stiviere e Codroipo hanno chiesto di conoscere il trattamento fiscale, relativo all'imposta di bollo, dei certificati di nascita con fotografia autenticata dal sindaco ad uso espatrio a scopo turistico, rilasciati ai minori di anni 15 (previa istanza alla Questura tendente ad ottenere il visto per l'espatrio con firma autentica dei genitori).Al riguardo - sentito anche il Ministero dell'interno - si comunica, a chiarimento di precedenti risoluzioni adottate in materia, che i certificati in esame, in quanto documenti equipollenti al passaporto, sono esenti dall'imposta di bollo ai sensi dell'art. 18 della Tabella allegata al D.P.R. 25 ottobre 1972, n. 642 e successive modificazioni e quindi le istanze dirette ad ottenere il rilascio vanno redatte in esenzione dal tributo di bollo giusta l'art. 14 della citata tabella.
L'art. 18 inizia con: "Passaporti e documenti equipollenti; carte di identità e documenti equipollenti", però la risoluzione individua il documento rilasciato come "documenti equipollenti al passaporto", cioè documenti validi ai fini dell'espatrio, mentre la carta d'identità non è sempre un documento valido ai fini dell'espatrio!!!!!! Quindi il documento in questione diventa "documento valido ai fini dell'espatrio" solo quando vi è stato apposto il visto della Questura!!!!!!!!!
Io, che non ho la coda di paglia volendo applicare forzatamente il bollo su tutto, capisco che il documento in questione per i minori di 15 anni, è un documento equipollente ad un passaporto perchè ha la funzione di essere valido ai fini dell'espatrio, e non come documento d'identità fine a se steso, quale una C.I., che solo se sono assolte particolari condizioni (legge 21/11/1967, n. 1185), diventa documento valido ai fini dell'espatrio.
Poi ci si può arrampicare anche sui muri, se non sui vetri.
Messaggioda diego » 11/06/2010, 15:18 si va bene, hai ragione.
magni mg	Cita
Messaggioda magni mg » 12/06/2010, 07:43 diego ha scritto:nota circolare della questura di milano in data odierna: le firme del genitori sul certificato vanno apposte SOLO quando il minore, non accompagnato, tra i 14 e 15 anni, va in croazia o cipro.ah...
Si contraddice con la precedente del 31.5!
scarletstarlet	Messaggi: 16	Iscritto il: 22/08/2008, 11:39	Cita
Messaggioda scarletstarlet » 12/06/2010, 10:57 magni mg ha scritto:diego ha scritto:nota circolare della questura di milano in data odierna: le firme del genitori sul certificato vanno apposte SOLO quando il minore, non accompagnato, tra i 14 e 15 anni, va in croazia o cipro.ah...Si contraddice con la precedente del 31.5!Le facciamo mettere o no le firme?
Fantastico... io le sto facendo mettere sempre e comunque.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 12/06/2010, 16:11 Proviamo a ri-leggere, per quello che dicono, le circolari di riferimento, recentemente emesse.
In ogni caso, la domanda fa fatta syul Mod. 308 ( http://www.poliziadistato.it/articolo/1 ... di_anni_15 ).
Messaggioda scarletstarlet » 14/06/2010, 11:08 è arrivata anche qui la circolare dice che le firme dei genitori o del tutore devono essere obbligatoriamente apposte solo quando il minore, non accompagnato, di età dai 14 ai 15 anni, si reca a Cipro o in Croazia, specificando la località (croazia o cipro) nell'apposito spazio.
Non significa necessariamente che negli altri casi la firma non ci voglia, ma solo che nel caso citato nella circolare è obbligatoria.
Messaggioda Ospite » 16/06/2010, 08:13 dottore scolaro nei casi di estrema e improvvisa necessità può un genitore o ambedue dichiarare con dichiarazione sostitutive di atto di notorietà( art.47 dpr n.445/00)che la foto di seguito applicata e' quella del figlio minore.................e limitarmi alla sola autentica della firma.
Messaggioda Ospite » 16/06/2010, 12:48 Ai frequentatori del forum:
è possibile inserire il testo della circolare della Questura che dice che le firme dei genitori o del tutore devono essere obbligatoriamente apposte solo quando il minore, non accompagnato, di età dai 14 ai 15 anni, si reca a Cipro o in Croazia, specificando la località (croazia o cipro) nell'apposito spazio. Al nostro Comune non è ancora arrivato nulla di ufficiale.
Messaggioda Ospite » 16/06/2010, 14:25 io so della Croazia per i minori non accompagnati di Cipro non sapevo di particolari condizioni
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 16/06/2010, 17:25 1) Questione della Croazia / Cipro: lungi dall'essere nazionalisti, ma le autorita' di uno Stato non possono applicare norme di altro Stato, salvo non ci siano Convenzioni di diritto internazionale pattizio. Oppure, non possono "cedere" alle pretese altrui, ma hanno il vincolo di applicare, per quanto dicano, le proprie norme.
2) in relazione all'art. 34 dPR 445/2000, credo che non sia corretto impostare la questione in termini di estrema ed improvvisa necessita', dato che questa disposizione e' stata - evidentemente - ignorata dalle circolari di riferimento. E' in un un contesto normale, le norme dovrebbero sempre prevalere (sembre che siano ... conosciute).
Messaggioda Pancrazio Romeo » 22/06/2010, 10:55 E' appena andata via una signora che deve volare in Italia insieme alla bambina di un anno e udite udite la compagnia aerea per poter volare in Italia chie "la carta bianca" della bambina ho chiamato la mia questura competente e mi ha risposto che devo fare il certificato di nascita e quello di cittadinanza poi loro metterano dietro il timbro della questura e in più devono presentarsi tutti e due i genitori in questura per firmare oltre a due foto della bambina. Tutto questo solo per poter volare in Italia ... devono fare una pratica come se dovessero portare la loro figlia all'estero.
Messaggioda MARINA60 » 23/06/2010, 06:58 Certo che se vuoi un documento per un minore di anni 15 devi fare quello vistato dalla Questura anche se vai solo in Italia. Perchè tu che altro documento conosci per i minori di anni 15 a parte qiello per il motorino (dai 14 ai 15)? A parte che ne ho visto uno della nostra Questura e può valere sia per l'estero che solo per l'Italia.
Emanuele	Messaggi: 274	Iscritto il: 14/10/2002, 22:20	Località: Terra del Gattopardo
Messaggioda Emanuele » 23/06/2010, 12:21 Quesito del 29/10/2007
D: Mi è stato chiesto un documento d'identità per minore (8 anni) per effettuare una visita medica. Ho controllato le varie normative e non ho trovato alcuna disposizione in merito oltre alla circolare MIACEL n. 3 del 14/03/1995. Sapete dirmi cosa posso rilasciarle? Rilasciando un certificato di nascita per espatrio con foto non mi sembra corretto in quanto lo stesso per essere valido andrebbe vidimato dalla Questura. Secondo me è il genitore ad attestare l'identità del figlio, visto che anche sul passaporto viene indicato solo il nome del minore di dieci anni e non viene apposta alcuna foto. (rif. 07LYBZH5573094444)
R: Malgrado le opinioni non siano univoche, ritengo assolutamente legittimo e, anzi, dovuto, il rilascio al minore di una fotografia legalizzata ai sensi dell'art. 34 del DPR n. 445/2000. Anche se questa norma non è chiarissima e pare scritta nel presupposto che le foto legalizzate vengano richieste esclusivamente "per il rilascio di documenti personali", la norma stessa non vieta affatto che le amministrazioni competenti per il rilascio dei documenti personali e il comune (dipendente incaricato dal sindaco) possano e debbano legalizzare le foto, previa identificazione dell'interessato, senza limitazioni relative all'età o all'uso. Le motivazioni a sostegno di questa tesi sono molteplici; basterà ricordare che l'art. 43, nella seconda parte del comma 1, così si esprime: "Su richiesta di quest'utimo (l'interessato) le fotografie possono essere, altresì, legalizzate dal dipendente incaricato dal sindaco". Ebbene, questa disposizione, intepretata "letteralmente" non dice nulla circa la destinazione o l'uso che l'interessato faccia della foto legalizzata. Del resto, anche qualora questa parte dell'art. 34, la si volesse ricondurre e collegare direttamente con la parte precedente che attribuisce la competenza alla legalizzazione delle fotografie chieste "per il rilascio di documenti personali" anche alle amministrazioni competenti per il rilascio di tali documenti, nulla e nessuno potrebbe impedire all'interessato di chiedere al funzionario comunale la legalizzazione della sua foto dichiarando che la stessa serve "per il rilascio di documenti personali". Ottenuta la foto legalizzata, questa potrebbe "legalmente" essere utilizzata come documento di riconoscimento, trattandosi di "documento munito di fotografia del titolare rilasciato da una pubblica amministrazione..." ai sensi dell'art. 1, comma 1, lett. c) del DPR n. 445/2000. E allora, la conseguenza logica e giuridicamente corretta è solo una: il funzionario incaricato dal sindaco, su richiesta dell'interessato (per sè e per i minori sui quali esercita la potestà) deve legalizzare tutte le fotografie, indipendentemente dall'uso che il richiedente ne farà in seguito, a condizione, ovviamente che dimostri la propria identità. Nel caso del minore, l'identità verrà dichiarata dai genitori (o da uno di essi). In conclusione, il dipendente comunale non può sindacare in merito alla richiesta di un documento di riconoscimento fatta da altra pubblica amministrazione o da soggetti privati (per es: le autorità aeroportuali pretendono un documento di riconoscimento dei minori per i voli nazionali e, per i minori di anni 15, non esiste altro che la foto legalizzata!). Il funzionario incaricato dal sindaco dovrà quindi rilasciare la foto legalizzata del minore, indicando quale modalità di riconoscimento, la dichiarazione del genitore. Concordo pienamente sul fatto che il certificato di nascita con fotografia per l'espatrio di minori di anni 15, abbia finalità diverse e vada rilasciato e utilizzato per la sua finalità di legge; fermo restando che tale certificato, validato dalla Questura, avrà anch'esso valore di documento di riconoscimento
D: Società sportive chiedono frequentemente il rilascio di foto autenticate relative a minori di 15 anni. La stessa richiesta viene fatta da genitori per l’identificazione dei figli nei viaggi o perché questi ultimi si recano a scuola in pullman fuori dal nostro Comune. L’attuale normativa non sembra consentire il rilascio di documenti d’identità, di riconoscimento o di foto legalizzate a minori di 15 anni se non esclusivamente per l’espatrio o per la conduzione di ciclomotori. La circolare MIACEL n. 3 del 14/3/1995 esclude espressamente l’autentica di foto per i privati, i circoli o associazioni sportive, le palestre e le banche. Pertanto, qualora non siano effettivamente rilasciabili, come dobbiamo comportarci di fronte a tali richieste e cosa possiamo consigliare ai genitori, visto che i richiedenti sostengono che altri comuni limitrofi rilasciano le foto autenticate? (rif. 07KGAG1SE108132124)
R: La preclusione al rilascio della legalizzazione (o autenticazione) di foto nei confronti dei privati, posta dalla circolare del 1995, non può più avere alcun valore in quanto il DPR n. 445/2000 ha introdotto l'applicabilità di tutte le misure semplificative previste dallo stesso DPR n. 445 (e quindi anche della legalizzazione della foto prevista dall'art. 34) anche "ai privati che vi consentono" (vedi art. 2 del DPR n. 445). Per quanto riguarda la possibilità di legalizzare foto anche per usi diversi da quelli strettamente indicati dal citato art. 34, la mia opinione è che la legalizzazione sia sempre legittima e dovuta, a condizione, ovviamente, che l'interessato sia in grado di farsi identificare. E' pur vero che la formulazione letterale dell'art. 34 è sicuramente infelice, in quanto la preoccupazione maggiore del legislatore è chiaramente quella di obbligare tutte le pubbliche amministrazioni che hanno la necessità di acquisire una foto autenticata per il rilascio di documenti personali, a farlo da sè, e cioè di non mandare il cittadino in comune per non farlo girare inutilmente (nello spirito della norma che è quello di semplificare la vita agli utenti delle P.A.). Tuttavia, subito dopo lo stesso art. 34 dice chiaramente che: "Su richiesta di quest'ultimo (l'interessato) le fotografie possono essere, altresì, legalizzate dal dipendente incaricato dal sindaco". Poichè la prima e più corretta interpretazione di qualsiasi norma giuridica è quella "letterale", non si capisce per quale motivo il dipendente incaricato dal sindaco non debba legalizzare la foto di un cittadino che glielo chiede! indipendentemente dall'uso. D'altra parte, se anche volessimo applicare la limitazione prospettata nel quesito, all'interessato basterebbe dichiarare che la legalizzazione richiesta è finalizzata ad ottenere un documento personale e il dipendente comunale rilascierebbe la foto legalizzata senza fiatare; ma, così facendo, il cittadino si troverebbe in possesso di un documento rilasciato da una P. A. e munito di fotografia che, ai sensi dell'art. 1, comma 1, lett. c, e della'art. 35 sempre del DPR n. 445, altro non è che un "documento di riconoscimento" a tutti gli effetti! E quindi, come tale, valido sia per la guida del motorino che per i viaggi aerei all'interno del territorio nazionale, per la pratica sportiva ecc. ecc. In conclusione, ritengo che facciano bene quei comuni che rilasciano le foto legalizzate, in carta semplice, così come prevede il citato art. 34.
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References: art. 18
 art. 292
 art.47
 art. 2
 art. 34
 art. 34
 art. 34