Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/decreto-legislativo-10-marzo-2000-n-74.html
Timestamp: 2017-01-22 22:42:23+00:00

Document:
Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui
redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno
1999, n. 205
GU 76 del 31/03/2000
a) per "fatture o altri documenti per operazioni
inesistenti" si intendono le fatture o gli altri documenti aventi rilievo
probatorio analogo in base alle norme tributarie, emessi a fronte di operazioni
non realmente effettuate in tutto o in parte o che indicano i corrispettivi o
l'imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale, ovvero che
riferiscono l'operazione a soggetti diversi da quelli effettivi;
b) per "elementi attivi o passivi" si
intendono le componenti, espresse in cifra, che concorrono, in senso positivo o
negativo, alla determinazione del reddito o delle basi imponibili rilevanti ai
fini dell'applicazione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto;
c) per "dichiarazioni" si intendono anche le
dichiarazioni presentate in qualità di amministratore, liquidatore o
rappresentante di società, enti o persone fisiche;
d) il "fine di evadere le imposte" e il
"fine di consentire a terzi l'evasione" si intendono comprensivi,
rispettivamente, anche del fine di conseguire un indebito rimborso o il
riconoscimento di un inesistente credito d'imposta, e del fine di consentirli a
e) riguardo ai fatti commessi da chi agisce in qualità
di amministratore, liquidatore o rappresentante di società, enti o persone
fisiche, il "fine di evadere le imposte" ed il "fine di sottrarsi
al pagamento" si intendono riferiti alla società, all'ente o alla persona
fisica per conto della quale si agisce;
f) per "imposta evasa" si intende la
differenza tra l'imposta effettivamente dovuta e quella indicata nella
dichiarazione, ovvero l'intera imposta dovuta nel caso di omessa dichiarazione,
al netto delle somme versate dal contribuente o da terzi a titolo di acconto, di
ritenuta o comunque in pagamento di detta imposta prima della presentazione
della dichiarazione o della scadenza del relativo termine;
g) le soglie di punibilità riferite all'imposta evasa
si intendono estese anche all'ammontare dell'indebito rimborso richiesto o
dell'inesistente credito di imposta esposto nella dichiarazione.
Art. 2. Dichiarazione fraudolenta mediante uso
di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti
1. È punito con la reclusione da un anno e sei
mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore
aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti,
indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi
passivi fittizi.
2. Il fatto si considera commesso avvalendosi di
fatture o altri documenti per operazioni inesistenti quando tali fatture o
documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie, o sono
detenuti a fine di prova nei confronti dell'amministrazione finanziaria.
Art. 3. Dichiarazione fraudolenta mediante
1. Fuori dei casi previsti dall'articolo 2, è
punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di
evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, sulla base di una falsa
fraudolenti idonei ad ostacolarne l'accertamento, indica in una delle
dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare
inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi, quando,
a) l'imposta evasa è superiore, con riferimento a
taluna delle singole imposte, a euro trentamila;
b) l'ammontare complessivo degli elementi attivi
sottratti all'imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi
fittizi, è superiore al cinque per cento dell'ammontare complessivo degli
elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore a euro un
1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 2 e 3, è
punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque, al fine di evadere le
imposte sui redditi o sul valore aggiunto, indica in una delle dichiarazioni
annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a
quello effettivo od elementi passivi fittizi, quando, congiuntamente:
taluna delle singole imposte, a euro cinquantamila;
fittizi, è superiore al dieci per cento dell'ammontare complessivo degli
elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore a euro due
1. È punito con la reclusione da uno a tre anni
chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non
presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni annuali relative a dette
imposte, quando l'imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle
singole imposte, a euro trentamila.
2. Ai fini della disposizione prevista dal comma 1 non
si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla
scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme
al modello prescritto.
1. I delitti previsti dagli articoli 2, 3 e 4 non
sono comunque punibili a titolo di tentativo.
Art. 7. Rilevazioni nelle scritture contabili
e nel bilancio
1. Non danno luogo a fatti punibili a norma degli
articoli 3 e 4 le rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio eseguite
in violazione dei criteri di determinazione dell'esercizio di competenza ma
sulla base di metodi costanti di impostazione contabile, nonché le rilevazioni
e le valutazioni estimative rispetto alle quali i criteri concretamente
applicati sono stati comunque indicati nel bilancio.
2. In ogni caso, non danno luogo a fatti punibili a
norma degli articoli 3 e 4 le valutazioni estimative che, singolarmente
considerate, differiscono in misura inferiore al dieci per cento da quelle
corrette. Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella
verifica del superamento delle soglie di punibilità previste nel comma 1,
lettere a) e b), dei medesimi articoli.
Art. 8. Emissione di fatture o altri documenti
per operazioni inesistenti
mesi a sei anni chiunque, al fine di consentire a terzi l'evasione delle imposte
sui redditi o sul valore aggiunto, emette o rilascia fatture o altri documenti
per operazioni inesistenti.
2. Ai fini dell'applicazione della disposizione
prevista dal comma 1, l'emissione o il rilascio di più fatture o documenti per
operazioni inesistenti nel corso del medesimo periodo di imposta si considera
come un solo reato.
Art. 9. Concorso di persone nei casi di
emissione o utilizzazione di fatture o altri documenti per operazioni
a) l'emittente di fatture o altri documenti per
operazioni inesistenti e chi concorre con il medesimo non è punibile a titolo
di concorso nel reato previsto dall'articolo 2;
b) chi si avvale di fatture o altri documenti per
di concorso nel reato previsto dall'articolo 8.
Art. 10. Occultamento o distruzione di
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato,
è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, al fine di
evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire
l'evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture
contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non
consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari.
Art. 10-bis. - Omesso versamento di ritenute
1. È punito con
la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine
previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di
imposta ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per
un ammontare superiore a cinquantamila euro per ciascun periodo d'imposta.
Articolo 10-ter - Omesso versamento di IVA
1. La disposizione di cui all'articolo 10-bis si applica, nei limiti ivi
previsti, anche a chiunque non versa l'imposta sul valore aggiunto, dovuta in
base alla dichiarazione annuale, entro il termine per il versamento dell'acconto
relativo al periodo di imposta successivo.
Articolo 10-quater - Indebita compensazione
1. La disposizione di cui all'articolo 10-bis si applica, nei
limiti ivi previsti, anche a chiunque non versa le somme dovute, utilizzando in
compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997,
n. 241, crediti non spettanti o inesistenti.
Art. 11. Sottrazione fraudolenta al pagamento
di imposte
E' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al
fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore
aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro
cinquantamila, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti
sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte
inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l'ammontare delle
imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila si applica la reclusione da un anno a sei anni.
2. E' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque,
al fine di ottenere per sè o per altri un pagamento parziale dei tributi e relativi accessori, indica nella documentazione presentata
ai fini della procedura di transazione fiscale elementi attivi per un
ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi
per un ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila. Se
l'ammontare di cui al periodo precedente è superiore ad euro
duecentomila si applica la reclusione da un anno a sei anni.
1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal
presente decreto importa:
a) l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone
giuridiche e delle imprese per un periodo non inferiore a sei mesi e non
superiore a tre anni;
b) l'incapacità di contrattare con la pubblica
amministrazione per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a tre
c) l'interdizione dalle funzioni di rappresentanza e
assistenza in materia tributaria per un periodo non inferiore ad un anno e non
superiore a cinque anni;
d) l'interdizione perpetua dall'ufficio di componente
di commissione tributaria;
e) la pubblicazione della sentenza a norma
dell'articolo 36 del codice penale.
2. La condanna per taluno dei delitti previsti dagli
articoli 2, 3 e 8 importa altresì l'interdizione dai pubblici uffici per un
periodo non inferiore ad un anno e non superiore a tre anni, salvo che ricorrano
le circostanze previste dagli articoli 2, comma 3, e 8, comma 3.
2-bis. Per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 10 del
di cui all'articolo 163 del codice penale non trova applicazione nei
casi in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:
a) l'ammontare dell'imposta evasa sia superiore al 30 per cento del
volume d'affari;
b) l'ammontare dell'imposta evasa sia superiore a tre milioni di
Art. 13. Circostanza attenuante. Pagamento del
1. Le pene previste per i delitti di cui al
presente decreto sono diminuite fino ad un terzo e non si applicano le pene
accessorie indicate nell'articolo 12 se, prima della dichiarazione di apertura
del dibattimento di primo grado, i debiti tributari relativi ai fatti
costitutivi dei delitti medesimi sono stati estinti mediante pagamento, anche a
seguito delle speciali procedure conciliative o di adesione all'accertamento
previste dalle norme tributarie.
2. A tale fine, il pagamento deve riguardare anche le
sanzioni amministrative previste per la violazione delle norme tributarie,
sebbene non applicabili all'imputato a norma dell'articolo 19, comma 1.
2-bis . Per i delitti di cui al presente decreto l'applicazione
della pena ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale può essere chiesta dalle parti solo qualora ricorra la circostanza
attenuante di cui ai commi 1 e 2.
3. Della diminuzione di pena prevista dal comma 1 non
si tiene conto ai fini della sostituzione della pena detentiva inflitta con la
pena pecuniaria a norma dell'articolo 53 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Art. 14. Circostanza attenuante. Riparazione
dell'offesa nel caso di estinzione per prescrizione del debito tributario
1. Se i debiti indicati nell'articolo 13 risultano
estinti per prescrizione o per decadenza, l'imputato di taluno dei delitti
previsti dal presente decreto può chiedere di essere ammesso a pagare, prima
della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, una somma, da
lui indicata, a titolo di equa riparazione dell'offesa recata all'interesse
pubblico tutelato dalla norma violata.
2. La somma, commisurata alla gravità dell'offesa, non
può essere comunque inferiore a quella risultante dal ragguaglio a norma
dell'articolo 135 del codice penale della pena minima prevista per il delitto
3. Il giudice, sentito il pubblico ministero, se
ritiene congrua la somma, fissa con ordinanza un termine non superiore a dieci
giorni per il pagamento.
4. Se il pagamento è eseguito nel termine, la pena è
diminuita fino alla metà e non si applicano le pene accessorie indicate
nell'articolo 12. Si osserva la disposizione prevista dal comma 3 dell'articolo
5. Nel caso di assoluzione o di proscioglimento la
somma pagata è restituita.
Art. 15. Violazioni dipendenti da
interpretazione delle norme tributarie
1. Al di fuori dei casi in cui la punibilità è
esclusa a norma dell'articolo 47, terzo comma, del codice penale, non danno
luogo a fatti punibili ai sensi del presente decreto le violazioni di norme
tributarie dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e
sul loro ambito di applicazione.
Art. 16. Adeguamento al parere del Comitato
per l'applicazione delle norme antielusive
1. Non dà luogo a fatto punibile a norma del
presente decreto la condotta di chi, avvalendosi della procedura stabilita
dall'articolo 21, commi 9 e 10, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, si è
uniformato ai pareri del Ministero delle finanze o del Comitato consultivo per
l'applicazione delle norme antielusive previsti dalle medesime disposizioni,
ovvero ha compiuto le operazioni esposte nell'istanza sulla quale si è formato
1. Il corso della prescrizione per i delitti
previsti dal presente decreto è interrotto, oltre che dagli atti indicati
nell'articolo 160 del codice penale, dal verbale di constatazione o dall'atto di
accertamento delle relative violazioni.
1-bis. I termini di prescrizione per i delitti previsti dagli
articoli da 2 a 10 del presente decreto sono elevati di un terzo.
1. Salvo quanto previsto dai commi 2 e 3, se la
competenza per territorio per i delitti previsti dal presente decreto non può
essere determinata a norma dell'articolo 8 del codice di procedura penale, è
competente il giudice del luogo di accertamento del reato.
2. Per i delitti previsti dal capo I del titolo II il
reato si considera consumato nel luogo in cui il contribuente ha il domicilio
fiscale. Se il domicilio fiscale è all'estero è competente il giudice del
luogo di accertamento del reato.
3. Nel caso previsto dal comma 2 dell'articolo 8, se le
fatture o gli altri documenti per operazioni inesistenti sono stati emessi o
rilasciati in luoghi rientranti in diversi circondari, è competente il giudice
di uno di tali luoghi in cui ha sede l'ufficio del pubblico ministero che ha
provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto
dall'articolo 335 del codice di procedura penale.
1. Quando uno stesso fatto è punito da una delle
disposizioni del titolo II e da una disposizione che prevede una sanzione
amministrativa, si applica la disposizione speciale.
2. Permane, in ogni caso, la responsabilità per la
sanzione amministrativa dei soggetti indicati nell'articolo 11, comma 1, del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, che non siano persone fisiche
concorrenti nel reato.
Art. 20. Rapporti tra procedimento penale e
1. Il procedimento amministrativo di accertamento
ed il processo tributario non possono essere sospesi per la pendenza del
procedimento penale avente ad oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui
accertamento comunque dipende la relativa definizione.
Art. 21. Sanzioni amministrative per le
violazioni ritenute penalmente rilevanti
1. L'ufficio competente irroga comunque le sanzioni
amministrative relative alle violazioni tributarie fatte oggetto di notizia di
2. Tali sanzioni non sono eseguibili nei confronti dei
soggetti diversi da quelli indicati dall'articolo 19, comma 2, salvo che il
procedimento penale sia definito con provvedimento di archiviazione o sentenza
irrevocabile di assoluzione o di proscioglimento con formula che esclude la
rilevanza penale del fatto. In quest'ultimo caso, i termini per la riscossione
decorrono dalla data in cui il provvedimento di archiviazione o la sentenza sono
comunicati all'ufficio competente; alla comunicazione provvede la cancelleria
del giudice che li ha emessi.
3. Nei casi di irrogazione di un'unica sanzione
amministrativa per più violazioni tributarie in concorso o continuazione fra
loro, a norma dell'articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472,
alcune delle quali soltanto penalmente rilevanti, la disposizione del comma 2
del presente articolo opera solo per la parte della sanzione eccedente quella
che sarebbe stata applicabile in relazione alle violazioni non penalmente
Art. 22. Modalità di documentazione
dell'avvenuta estinzione dei debiti tributari
1. Con decreto [vedi D.M. 13 giugno 2000 
n.d.r.] del Ministero delle finanze, emanato entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica, sono stabilite le modalità di documentazione dell'avvenuta
estinzione dei debiti tributari indicati nell'articolo 13 e di versamento delle
somme indicate nell'articolo 14, comma 3.
Art. 23. Modifiche in tema di utilizzazione di
documenti da parte della Guardia di finanza
1. Nell'articolo 63, primo comma, secondo periodo,
nell'articolo 33, terzo comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, le parole: "previa autorizzazione
dell'autorità giudiziaria in relazione alle norme che disciplinano il
segreto" sono sostituite dalle seguenti: "previa autorizzazione
dell'autorità giudiziaria, che può essere concessa anche in deroga
all'articolo 329 del codice di procedura penale".
Art. 24. Modifica dell'articolo 2 della legge
26 gennaio 1983, n. 18
1. L'ottavo comma dell'articolo 2 della legge 26
gennaio 1983, n. 18, è sostituito dal seguente: "Salvo che il fatto
costituisca reato, chiunque manomette o comunque altera gli apparecchi
misuratori previsti nell'articolo 1 o fa uso di essi allorché siano stati
manomessi o alterati o consente che altri ne faccia uso al fine di eludere le
disposizioni della presente legge è punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria da lire due milioni a lire quindici milioni. Con la stessa sanzione
è punito, salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, allo stesso fine,
forma in tutto o in parte stampati, documenti o registri prescritti dai decreti
indicati nell'articolo 1 o li altera e ne fa uso o consente che altri ne faccia
uso; nonché chiunque, senza avere concorso nella falsificazione, fa uso degli
stessi stampati, documenti o registri.".
a) l'articolo 97, sesto comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;
b) l'articolo 8, undicesimo comma, della legge 10
maggio 1976, n. 249;
c) l'articolo 7, settimo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 6 ottobre 1978, n. 627;
d) il titolo I del decreto-legge 10 luglio 1982, n.
429, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1982, n. 516;
e) l'articolo 3, quarto comma, della legge 25 novembre
1983, n. 649;
f) l'articolo 2, quarto comma, del decreto-legge 29
dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, nella legge 27 gennaio
1984, n. 17;
g) l'articolo 1, quarto comma, secondo periodo, del
decreto-legge 28 novembre 1984, n. 791, convertito, con modificazioni, dalla
legge 25 gennaio 1985, n. 60;
h) l'articolo 2, commi 27 e 28, e l'articolo 3, comma
14, del decreto-legge 19 dicembre 1984, n. 853, convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 febbraio 1985, n. 17;
i) l'articolo 12, comma 13, della legge 30 dicembre
l) l'articolo 54, comma 8, del decreto-legge 30 agosto
1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n.
m) l'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre
1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n.
2. È abrogata ogni altra disposizione incompatibile

References: Art. 2

Art. 3

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 10

Articolo 10

Articolo 10

Art. 11
 sentenza 

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 20

Art. 21
 sentenza

 sentenza 

Art. 22

Art. 23

Art. 24