Source: http://docplayer.it/150848-Accordo-quadro-sul-congedo-parentale-riveduto.html
Timestamp: 2018-03-21 17:32:09+00:00

Document:
Accordo quadro sul congedo parentale (riveduto) - PDF
Download "Accordo quadro sul congedo parentale (riveduto)"
1 Accordo quadro sul congedo parentale (riveduto) Guida interpretativa della CES European Trade Union Confederation (ETUC)
2 ITALIANO Accordo quadro sul congedo parentale (riveduto) Guida interpretativa della CES
3 La presente guida è stata sviluppata da Con il contributo specialistico di Con il sostegno finanziario della Commissione europea 2
4 Indice Introduzione 4 Punti chiave della direttiva/accordo riveduto 7 La direttiva 2010/18/UE 9 L accordo clausola per clausola 10 Preambolo 10 Clausola 1: Oggetto e ambito d applicazione 20 Clausola 2: Congedo parentale 22 Clausola 3: Modalità di applicazione 24 Clausola 4: Adozione 28 Clausola 5: Diritti dei lavoratori e non discriminazione 29 Clausola 6: Ripresa dell attività professionale 31 Clausola 7: Assenza dal lavoro per cause di forza maggiore 32 Clausola 8: Disposizioni finali 33 Allegati 35 Allegato 1: Giurisprudenza della Corte di giustizia dell'unione europea riguardante la direttiva sul congedo parentale 36 Allegato 2: Fatti e cifre sui sistemi di congedo parentale in Europa 40 Allegato 3: Il contesto più ampio Fatti e cifre su altre forme di congedo in Europa 41 (congedo di maternità, paternità, adozione, filiale e accordi sull'orario di lavoro, ecc.) Allegato 4: Lista di controllo di attuazione 48 Allegato 5: Approfondimenti, risorse e link 49 3
5 Introduzione Il 18 giugno 2009 è stato raggiunto un nuovo importante traguardo nel dialogo sociale europeo. Iniziato a settembre 2008, dopo sei mesi e sette tornate di negoziazioni, le parti sociali europee CES, BUSINESSEUROPE, UEAPME e CEEP hanno siglato la revisione dell accordo quadro sul congedo parentale 1 siglato nel Si tratta, di fatto, della prima volta nella storia del dialogo sociale europeo che viene intrapreso un tale esercizio di revisione di un accordo quadro preesistente. Occorre rilevare che la Commissione europea aveva già consultato le parti sociali europee in due fasi, a ottobre 2006 e maggio 2007, sulla conciliazione di vita professionale, vita privata e vita familiare e, fra le altre cose, aveva indicato l intenzione di aggiornare il quadro regolamentare a livello comunitario. La Commissione europea aveva, così, esortato le parti sociali europee a valutare le disposizioni del loro accordo quadro sul congedo parentale ai fini della sua revisione 2. L 11 luglio 2007, le parti sociali europee hanno informato congiuntamente la Commissione della loro intenzione di valutare gli accordi esistenti in materia di congedo parentale in Europa, collegandoli ad altri accordi a favore dell equilibrio fra vita e lavoro, nonché di decidere se fosse necessaria un'azione congiunta in materia. Esse hanno presentato i risultati di questa valutazione nella forma di una relazione sui progressi il 13 marzo 2008 al Vertice sociale tripartito, nell ambito del quale hanno espresso il desiderio di intraprendere un lavoro congiunto sulla direttiva sul congedo parentale 3. Benché abbiano riconosciuto che l accordo quadro/direttiva iniziale è stato un catalizzatore di cambiamenti positivi e che ha svolto un ruolo significativo nell aiutare i genitori che lavorano in Europa ad ottenere una migliore conciliazione fra vita e lavoro, le parti sociali europee hanno ritenuto che alcuni elementi dell accordo andassero adeguati o riveduti ai fini di una migliore realizzazione dei suoi obiettivi. Ciò includeva, fra l altro, il garantire un maggior esercizio del congedo parentale da parte dei padri, tenendo conto della crescente diversità delle strutture familiari. Nonostante il successo dell attuazione della vecchia direttiva in tutti gli Stati membri UE e il fatto che questo primo accordo quadro promuovesse una base comune per migliorare l equilibrio fra vita e lavoro in Europa, gli effetti che avrebbe potuto produrre su una migliore conciliazione fra lavoro e responsabilità familiari, che sono stati comunque, e senza dubbio, positivi sull inclusione delle donne nel mercato del 1 Il presente accordo quadro è stato incorporato nella direttiva del Consiglio 96/34/CE del 3 giugno 1996 relativa all accordo quadro sul congedo parentale concluso da UNICE, CEEP e CES, GU L 145, , p I documenti formali di consultazione della Commissione sono disponibili all indirizzo: en. Le risposte della CES possono essere consultate all indirizzo: 3 La relazione sui progressi completa è disponibile all indirizzo: 4
6 lavoro, non sono stati interamente realizzati. L accordo quadro riveduto sul congedo parentale cerca di affrontare alcune sfide rivedendo le disposizioni esistenti o introducendone di nuove. L accordo riveduto migliora numerose disposizioni dell accordo preesistente: aumenta la durata del congedo parentale da tre a quattro mesi, con relativo rafforzamento del congedo parentale come diritto individuale rendendone una parte interamente non trasferibile; riconosce il ruolo del reddito per l esercizio del congedo parentale, benché lasci agli Stati membri la valutazione relativa alla retribuzione legata al congedo parentale; offre ai lavoratori il diritto di richiedere modalità di lavoro flessibili al ritorno dal congedo parentale; invita gli Stati membri e/o le parti sociali a fissare termini di preavviso che il lavoratore deve rispettare nell esercizio del suo diritto al congedo parentale. Si impegna anche a riconoscere la crescente diversità delle strutture familiari, a promuovere un equa ripartizione delle responsabilità familiari tra uomini e donne, e a rispettare, inoltre, la diversità dei provvedimenti intrapresi dagli Stati membri in materia di congedi, strutture di custodia dei bambini e modalità di lavoro flessibile. Il successo della conclusione del presente accordo illustra il ruolo positivo del dialogo sociale europeo nel cercare di risolvere le importanti sfide che l Europa si trova a dover affrontare, anche in tempi di crisi. Esso contribuirà a conciliare meglio vita professionale, vita privata e vita familiare e rappresenterà, quindi, una risposta positiva all invecchiamento demografico in quanto dovrebbe contribuire ad aumentare la partecipazione degli europei al mercato del lavoro. Riguardo all accordo quadro iniziale, questa versione riveduta è stata su richiesta congiunta delle parti firmatarie incorporata in una direttiva, segnatamente la direttiva 2010/18/UE dell 8 marzo Benché questa direttiva sia, in primo luogo, rivolta agli Stati membri, sia la clausola 8 che il considerando 24 dell accordo prevedono un ruolo specifico delle parti sociali nell'attuazione, nell'applicazione, nel monitoraggio e nella valutazione dell accordo stesso, anche considerando che le parti sociali sono le più qualificate per trovare soluzioni che rispondano alle esigenze sia dei datori di lavoro che dei lavoratori. Il presente accordo/direttiva deve essere attuato entro l 8 marzo 2012 al più tardi. La presente guida interpretativa offre un quadro relativo al contenuto dell accordo, capitolo per capitolo, approfondendo le tematiche principali in gioco discusse durante le negoziazioni, e fornisce, negli allegati, ulteriori informazioni su: giurisprudenza specifica della Corte di giustizia dell Unione europea (allegato 1); fatti e cifre in materia di congedo parentale e altri sistemi di congedo in Europa (allegati 2 e 3); lista di controllo di attuazione (allegato 4), e approfondimenti con ulteriori letture e risorse (allegato 5). 4 Direttiva del Consiglio 2010/18/UE dell 8 marzo 2010 che attua l accordo quadro riveduto in materia di congedo parentale concluso da BUSINESSEUROPE, UEAPME, CEEP e CES e abroga la direttiva 96/34/CE, GU L 68 del , p
7 L intento è sostenere le organizzazioni associate alla CES nell attuazione del contenuto dell accordo, nonché favorire il monitoraggio e la valutazione dei risultati conseguiti 5. Ci auguriamo, altresì, che la presente guida contribuisca a migliorare la diffusione e la conoscenza del presente accordo e dei suoi contenuti fra parti sociali, lavoratori e grande pubblico. 5 La presente guida interpretativa della CES è stata curate da Veronica Nilsson (Consulente speciale della CES), Cinzia Sechi e Stefan Clauwaert (rispettivamente Consulente della CES e Ricercatrice senior dell ISE, entrambi membri del gruppo di elaborazione/delegazione di negoziazione CES accordo sul congedo parentale riveduto ). 6
8 Punti chiave della direttiva/accordo riveduto Come già precisato, e benché abbiano riconosciuto che la direttiva/accordo quadro iniziale è stato un catalizzatore di cambiamenti positivi e che ha svolto un ruolo significativo nell'aiutare i genitori che lavorano in Europa ad ottenere una migliore conciliazione fra vita e lavoro, le parti sociali europee hanno ritenuto che alcuni elementi dell'accordo andassero adeguati o riveduti ai fini di una migliore realizzazione dei suoi obiettivi. Ciò includeva, fra l altro, il garantire un maggior esercizio del congedo parentale da parte dei padri tenendo conto della crescente diversità della forza lavoro e degli sviluppi sociali, compresa la crescente diversità delle strutture familiari. Benché alcuni obiettivi sindacali non siano stati conseguiti nelle negoziazioni (ad es. innalzare l età del bambino, nuove regole sul congedo paternità, ecc.), sono stati comunque realizzati importanti miglioramenti, sintetizzati di seguito: Introduzione di un mese supplementare di congedo (quattro anziché tre per ogni genitore, di cui un mese non trasferibile) (clausola 2 2). Rafforzamento dei diritti dei lavoratori atipici (a tempo determinato, a tempo parziale o del lavoro interinale) al congedo parentale (clausola 1 3 e 3 1(b)). Protezione contro il trattamento sfavorevole a danno dei lavoratori che richiedono o esercitano il congedo parentale, laddove la direttiva/accordo iniziale prevedeva solo una protezione contro il licenziamento causato dalla domanda o dall esercizio del congedo parentale (clausola 5 4). Introduzione di nuovi diritti per richiedere modalità flessibili di lavoro o altri provvedimenti atti a facilitare il ritorno al lavoro dopo l esercizio del congedo parentale (clausola 6). Obbligo per gli Stati membri e/o le parti sociali di valutare, nell introdurre regole nuove o rivedute sul congedo parentale: la crescente diversificazione delle strutture familiari: genitori singoli, coppie dello stesso sesso, conviventi, ecc. (clausola 1 1;) la necessità di provvedimenti aggiuntivi per affrontare le esigenze specifiche dei genitori adottivi (clausola 4); le esigenze specifiche dei genitori di figli con disabilità o malattie a lungo decorso (clausola 3 3). 7
9 A differenza della direttiva/accordo iniziale, la versione riveduta contiene numerosi riferimenti al ruolo e al livello del reddito in relazione all esercizio del congedo parentale, in particolare da parte dei padri (clausola 5 5 e preambolo 18-20). 8
10 La direttiva 2010/18/UE Come per l'accordo quadro iniziale del 1995, che è stato incorporato nella direttiva 96/34/CE 6, anche questa versione riveduta è stata su richiesta congiunta delle parti firmatarie e sulla base dell articolo 155(2) del Trattato sul funzionamento dell Unione europea (TFUE) integrata nell allegato di una direttiva, segnatamente la direttiva 2010/18/UE dell 8 marzo La direttiva contiene 16 considerando, nei quali, fra le altre cose, si rammenta: La base giuridica della direttiva/accordo, rappresentata dagli articoli 153 e 155 TFUE (considerando 1 & 2). Il processo che porta alle negoziazioni e alla firma del nuovo accordo (considerando 4, 5 & 6). La Commissione ha tenuto conto del carattere rappresentativo delle parti firmatarie dell accordo quadro riveduto, nonché della legalità delle clausole in esso contenute (considerando 9). In linea con i principi generali della legislazione UE, il presente accordo quadro stabilisce prescrizioni minime (considerando 11). Nell attuazione dell accordo quadro, gli Stati membri (e/o le parti sociali) possono sempre applicare o introdurre disposizioni più favorevoli di quelle previste nell accordo (considerando 12). L attuazione delle disposizioni dell accordo quadro non costituisce una giustificazione valida per ridurre il livello generale di protezione dei lavoratori nel settore disciplinato dall accordo (congedo parentale e assenze derivanti da motivi familiari urgenti -considerando 13). Inoltre, essa contiene cinque articoli di base che stabiliscono, tra le altre cose, quanto segue: Gli Stati membri devono prevedere sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive applicabili in caso di violazione o degli obblighi risultanti dalla presente direttiva (articolo 2 e considerando 14). La direttiva deve essere attuata tramite disposizioni legislative, regolamentari e/o amministrative entro l 8 marzo 2012, tranne in considerazione di particolari difficoltà o di attuazione tramite contratto collettivo; in tali casi gli Stati membri possono fruire di un periodo supplementare di un anno (con termine ultimo l 8 marzo 2013) (articolo 3). La direttiva abroga la direttiva 96/34/CE che include l accordo quadro iniziale del 1995 (articolo 4 e considerando 3 & 7). 6 GU L 145, del , p. 4 7 GU L 68 del , p
11 L accordo clausola per clausola Preambolo Testo dell accordo Il presente accordo quadro tra le parti sociali europee BUSINESSEUROPE, UEAPME, CEEP e CES (con il comitato di collegamento Eurocadres/CEC) rappresenta una revisione dell'accordo quadro sul congedo parentale concluso il 14 dicembre 1995, che stabilisce prescrizioni minime sul congedo parentale, inteso quale importante strumento per conciliare vita professionale e responsabilità familiari e per promuovere la parità di opportunità e di trattamento tra gli uomini e le donne. Interpretazione/commento Già in relazione all accordo quadro iniziale, la CES aveva sottolineato che esso rappresenta principalmente, nonostante la sua adozione come legislazione comunitaria, un impegno delle parti sociali ad attuare le prescrizioni minime in materia di congedo parentale. Quindi, non si tratta di sottomissione passiva al legislatore, ma di una decisione dinamica sostenuta da una volontà comune di attuare tali prescrizioni minime in ogni paese dell Unione tramite mezzi legali e contrattazione collettiva. Rispetto al testo dell accordo del 1995, il presente paragrafo viene modificato o aggiornato da un punto di vista meramente procedurale. In primo luogo, sostituendo la denominazione UNICE con la nuova BUSINESSEUROPE. In secondo luogo, aggiungendo UEAPME, che non aveva partecipato alle negoziazioni del 1995 e, in terzo luogo, aggiungendo un riferimento al comitato di collegamento Eurocadres/CEC, che all epoca non faceva parte della delegazione CES. Infine, viene precisato che si tratta di una revisione dell accordo quadro concluso nel Le parti sociali europee invitano la Commissione a sottoporre il presente accordo quadro al Consiglio affinché questi, tramite una decisione, renda tali prescrizioni minime vincolanti negli Stati membri dell'unione europea. I Osservazioni generali 1. Visto il trattato CE, in particolare gli articoli 138 e 139 [*] 8 ; Il presente considerando rimanda alle basi giuridiche del testo. Si noti che all epoca 8 Sono state aggiunte tre note a piè di pagina contrassegnate con * ; (vedere spiegazioni sopra): (*) Rinumerati: articoli 154 e 155 del TFUE. (**)Rinumerati: articoli 153(1) c e 157 del TFUE. 10
12 della firma dell accordo quadro, a giugno 2009, il Trattato di Lisbona non era ancora in vigore. Quest ultimo era invece in vigore all epoca dell adozione della direttiva che incorporava l accordo a marzo Onde evitare confusioni, il servizio legale della Commissione europea ha aggiunto previa consultazione e con il consenso delle parti sociali europee alcune note a piè di pagina del testo finale dell accordo quadro adottato dal Consiglio e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. 2. visti l'articolo 137, paragrafo 1, lettera c), e l'articolo 141 del trattato CE [**], così come il principio della parità di trattamento [articoli 2, 3 e 13 del trattato CE [***]] e il diritto derivato basato su tale principio, in particolare la direttiva 75/117/CEE del Consiglio, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'applicazione del principio della parità delle retribuzioni tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile 9 ; la direttiva 92/85/CEE del Consiglio, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento 10 ; la direttiva 96/97/CE del Consiglio, che modifica la direttiva 86/378/CEE relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne nei regimi professionali di sicurezza sociale 11 ; e la direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione) 12 ; Oltre a fare riferimento alle fonti legislative primarie dell UE, in particolare in materia di parità, il presente nuovo considerando fa anche riferimento, in modo non esaustivo, alla legislazione secondaria in vigore in materia che, se attuata e applicata correttamente, dovrebbe contribuire a migliorare la parità di trattamento fra donne e uomini. (***) L articolo 2 del Trattato CE viene abrogate e sostituito, nella sostanza, dall articolo 3 del Trattato sull Unione europea. L articolo 3(1) del Trattato CE viene abrogato e sostituito, nella sostanza, dagli articoli da 3 a 6 del TFUE. L articolo 3(2) del Trattato CE è rinumerato come articolo 8 del TFUE. L articolo 13 del Trattato CE è rinumerato come articolo 19 del TFUE. 9 OJ L 45, , p GU L 348, , p GU L 46, , p GU L 204, , p
13 3. vista la Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea del 7 dicembre 2000, in particolare gli articoli 23 e 33 relativi alla parità tra uomini e donne e alla conciliazione di vita professionale, vita privata e vita familiare; Il precedente accordo quadro faceva riferimento agli articoli specifici riportati nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali (1989). Detti articoli vengono sostituiti dai riferimenti agli articoli 23 e 33 della Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea che recitano: Articolo 23 Parità fra donne e uomini La parità tra donne e uomini deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Il principio della parità non osta al mantenimento o all'adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato. Articolo 33 Vita familiare e vita professionale 1. È garantita la protezione della famiglia sul piano giuridico, economico e sociale. 2. Al fine di poter conciliare vita familiare e vita professionale, ogni persona ha il diritto di essere tutelata contro il licenziamento per un motivo legato alla maternità e il diritto a un congedo di maternità retribuito e a un congedo parentale dopo la nascita o l'adozione di un figlio. 4. vista la relazione del 2003 della Commissione sull'attuazione della direttiva 96/34/CE del Consiglio, del 3 giugno 1996, concernente l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'unice, dal CEEP e dalla CES; 5. visti l'obiettivo della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione, di portare i tassi di occupazione complessivi al 70%, i tassi di occupazione femminile al 60% e quelli di occupazione dei lavoratori anziani al 50%, gli obiettivi di Barcellona sulla La Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea fa ormai parte del diritto primario dell UE, come previsto dall articolo 6 del TEU: L Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea del 7 dicembre 2000, adattata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati ( ). La presente relazione è disponibile all indirizzo: In questo nuovo considerando sono presenti, in primo luogo, alcuni richiami agli standard di riferimento specifici definiti dalla strategia di Lisbona che, all'epoca della firma del presente accordo, era ancora applicabile. Nel frattempo è stato adottato il 12
14 disponibilità delle strutture per la custodia dei bambini, e il contributo al conseguimento di questi obiettivi apportato dalle politiche volte a meglio conciliare vita professionale, vita privata e vita familiare; successore, la cosiddetta strategia Europa Questa nuova strategia europea, finalizzata a una crescita intelligente, sostenibile e solidale, si pone l obiettivo di portare al 75% il tasso di occupazione per la fascia di età compresa fra i 20 e i 64 anni. Vi è un secondo richiamo ai cosiddetti obiettivi di Barcellona. Infatti; il Consiglio europeo di Barcellona 2002 esortava gli Stati membri, fra le altre cose, a rimuovere i disincentivi alla partecipazione femminile alla forza lavoro puntando a fornire, entro il 2010, strutture di custodia per almeno il 90% dei bambini di età compresa fra i tre anni e l età della scuola dell obbligo e per almeno il 33% dei bambini di età inferiore ai tre anni. 6. visto il quadro d'azione sulla parità di genere delle parti sociali europee, del 22 marzo 2005, in cui la promozione dell'equilibrio tra vita e lavoro è considerata un settore d'azione prioritario, pur riconoscendo che per continuare a compiere progressi nell'ambito della conciliazione occorre mettere in atto una formula politica equilibrata, integrata e coerente, nella quale rientrino disposizioni sul congedo, disposizioni sulle modalità di lavoro e strutture di custodia; Anche in questo nuovo considerando è presente un richiamo al quadro d'azione sulla parità di genere e alla sua priorità nell ambito della conciliazione. All epoca, era uno dei principali e più recenti risultati del dialogo sociale europeo fra CES, BUSINESSEUROPE, UEAPME e CEEP. Ulteriori informazioni sul presente quadro d azione e la relativa attuazione in Europa sono disponibili all indirizzo: 56.html 7.considerando che le misure volte a migliorare la riconciliazione rientrano in un programma politico più ampio, destinato a rispondere alle esigenze dei datori di lavoro e dei lavoratori e a migliorare l'adattabilità e l'occupabilità nel quadro dell'approccio di flessicurezza; 8. considerando che le politiche familiari dovrebbero contribuire al conseguimento della parità di genere e che andrebbero considerate alla luce dell'evoluzione demografica, delle conseguenze dell'invecchiamento della popolazione, del superamento del divario generazionale, della promozione della partecipazione delle donne al mondo del lavoro e della ripartizione delle responsabilità familiari tra donne e uomini; Il presente considerando deriva dall accordo quadro iniziale, benché sia stato aggiunto un richiamo al conseguimento della parità di genere e alla ripartizione delle responsabilità familiari tra donne e uomini. Essendo espressione delle nuove realtà demografiche e delle conseguenze dell invecchiamento della popolazione, deve essere interpretato in tal senso insieme alla clausola 7 sulle assenze derivanti da ragioni familiari urgenti sia per i discendenti (bambini) che per gli ascendenti 13
15 (anziani a carico). 9. considerando che la Commissione ha consultato le parti sociali nel 2006 e nel 2007 durante la prima e la seconda fase di consultazione sulla conciliazione di vita professionale, vita privata e vita familiare, affrontando tra l'altro la questione dell'aggiornamento del quadro normativo a livello comunitario, e che ha invitato le parti sociali europee ad esaminare le disposizioni del loro accordo quadro sul congedo parentale ai fini di una revisione; Questo nuovo considerando rammenta come le negoziazioni siano state, in un certo senso, innescate da una consultazione in due fasi condotta dalla Commissione europea sulla conciliazione fra vita professionale, vita privata e vita familiare. I documenti ufficiali di consultazione sono disponibili sul sito Internet della Commissione dedicato al dialogo sociale europeo: =0&country=0&year=0&advSearchKey=&mode=advancedSubmit&langId=en. Le risposte della CES a queste consultazioni, insieme a tutte le altre posizioni nel settore della conciliazione fra vita professionale, vita privata e vita familiare, sono disponibili sul sito Internet della CES all indirizzo: A seguito delle consultazioni, le parti sociali europee hanno deciso di valutare le disposizioni dell'accordo del 1995 e la relativa attuazione. I risultati del lavoro di valutazione sono stati pubblicati in una relazione sui progressi riguardante "conciliazione fra vita professionale, vita privata e vita familiare del 27 febbraio 2008, presentata al Vertice sociale tripartito del 13 marzo Questa relazione approfondisce i progressi realizzati nel campo della conciliazione fra vita e lavoro negli ultimi dieci anni. Viene messo in risalto anche il ruolo dell UE e delle parti sociali europee nel realizzare una migliore conciliazione fra vita professionale, vita privata e vita familiare. Tre i settori particolarmente rilevanti: (i) disposizioni sul congedo, (ii) modalità di lavoro; e (iii) infrastrutture di custodia. L'intera relazione sui progressi è disponibile sul sito Internet della CES all indirizzo: 10. considerando che l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dalle parti sociali nel 1995 è stato un catalizzatore di cambiamenti positivi, garantendo una base comune sull'equilibrio tra vita e lavoro negli Stati membri e svolgendo un ruolo 14
16 significativo nell'aiutare i genitori che lavorano in Europa ad ottenere una migliore conciliazione; ma che comunque, in seguito a una valutazione comune, le parti sociali ritengono che alcuni elementi dell'accordo vadano adeguati o riveduti ai fini di una migliore realizzazione dei suoi obiettivi; 11. considerando che occorre adeguare alcuni aspetti, tenendo conto della crescente diversità della forza lavoro e degli sviluppi sociali, compresa la crescente diversità delle strutture familiari, pur nel rispetto delle leggi, dei contratti collettivi e/o delle prassi nazionali; Con questo nuovo considerando, che deve essere letto alla luce della clausola 1.1, le parti sociali europee volevano sottolineare gli sviluppi avvenuti nel mercato del lavoro e nella società in generale. Uno sviluppo particolare è l aumento delle nuove strutture familiari. Ai fini di un ulteriore chiarimento, la CES ha tentato ma senza successo di migliorare il riferimento alla diversità delle strutture familiari indicando un elenco (non esaustivo) comprendente: famiglie monoparentali, unioni fra persone dello stesso sesso, conviventi e così via. 12. considerando che in numerosi Stati membri l'invito agli uomini ad accettare un'equa ripartizione delle responsabilità familiari non ha apportato risultati sufficienti; e che pertanto andrebbero prese misure più efficaci per incoraggiare una più equa ripartizione delle responsabilità familiari tra uomini e donne; 13. considerando che numerosi Stati membri dispongono già di un'ampia gamma di provvedimenti e di pratiche relativi a congedi, strutture di custodia dei bambini e modalità di lavoro flessibili, adeguati alle esigenze dei lavoratori e dei datori di lavoro e destinati ad aiutare i genitori a conciliare vita professionale, vita privata e vita familiare; e che tali provvedimenti e pratiche dovrebbero essere tenuti in considerazione in fase di attuazione del presente accordo; Nell accordo quadro iniziale, un considerando analogo evocava la necessità di incoraggiare gli uomini ad assumere maggiori responsabilità familiari, in particolare con l esercizio al congedo parentale, e che tale incoraggiamento poteva avvenire tramite campagne di sensibilizzazione. La valutazione, tuttavia, ha dimostrato che molti Stati membri non hanno avuto successo in questa opera di incoraggiamento. Benché le campagne di sensibilizzazione rimangano importanti, sono necessarie misure più efficaci. Ad esempio, rendere un mese del congedo interamente non trasferibile, come previsto alla clausola 2.2, è un passo nella giusta direzione. Vedere anche, in proposito, il considerando 16. Con questo nuovo considerando, le parti sociali europee riconoscono l esistenza di un'ampia gamma di provvedimenti in materia di conciliazione negli Stati membri; ciò dovrebbe essere tenuto in considerazione in fase di attuazione dell accordo. Occorre, tuttavia, sottolineare che il fatto di tenere in considerazione tali provvedimenti non può essere in alcun modo preso a pretesto o usato per non attuare le prescrizioni minime di questa direttiva/accordo (come, ad esempio, il periodo minimo di quattro mesi di congedo) o, addirittura, attenuare le forme di 15
17 tutela già esistenti. Ad esempio, in Belgio, secondo alcune organizzazioni di datori di lavoro, il sistema belga relativo ai congedi parentali non dovrebbe essere modificato. Tali organizzazioni ritengono che l'aumento dagli attuali tre a quattro mesi non sia necessario per garantire la conformità al nuovo accordo, dato che considerando tutti gli altri sistemi di congedo esistente, ci sono possibilità a sufficienza di conciliare lavoro e vita familiare. 14. considerando che il presente accordo quadro costituisce un elemento delle azioni intraprese dalle parti sociali europee nel settore della conciliazione; 15.considerando che il presente accordo è un accordo quadro che stabilisce prescrizioni minime e disposizioni sul congedo parentale, distinto dal congedo di maternità, e sull'assenza dal lavoro per cause di forza maggiore e rinvia agli Stati membri e alle parti sociali per la determinazione delle condizioni di accesso e delle modalità di applicazione, affinché si tenga conto della situazione di ciascuno Stato membro; 16. considerando che il diritto al congedo parentale nel presente accordo è un diritto individuale e in linea di principio non trasferibile e che gli Stati membri sono autorizzati a renderlo trasferibile. L'esperienza dimostra che rendere il congedo non trasferibile può costituire un incentivo positivo per l'esercizio del congedo da parte dei padri, pertanto le parti sociali concordano di rendere una parte del congedo non trasferibile; 17. considerando che è importante tener conto delle esigenze specifiche dei genitori di figli con disabilità o malattie a lungo decorso; 18. considerando che gli Stati membri dovrebbero prevedere il mantenimento dei diritti alle prestazioni in natura effettuate a titolo di assicurazione malattia durante il Qui, le parti sociali europee vogliono sottolineare i numerosi sforzi e i risultati conseguiti nell'ambito del dialogo sociale europeo nel campo della conciliazione, ad esempio il quadro d'azione sulla parità di genere (cfr. considerando 6), ma anche una dichiarazione congiunta sulla custodia dei bambini adottata a luglio 2008 (disponibile all indirizzo: Questo paragrafo resta immutato e definisce chiaramente la visione dinamica, pragmatica e complementare che volevamo dare all accordo quadro, attribuendo a Stati membri e parti sociali nazionali la responsabilità di intavolare negoziazioni su condizioni di accesso e modalità di applicazione. Questo nuovo considerando richiama la questione della non trasferibilità del congedo parentale e delle conseguenze che ciò potrebbe produrre sull esercizio di questo diritto da parte dei padri. Il considerando chiarisce, inoltre, che ai sensi del presente accordo, il diritto al congedo parentale è, in principio, non trasferibile all interno della coppia. Questo considerando deve essere letto alla luce della clausola 2.2. Anche questo considerando è nuovo e deve essere letto alla luce della clausola 3.3, relativa all'aggiunta di un nuovo paragrafo sulla necessità di prendere in considerazione, durante l elaborazione dei sistemi di congedo parentale, le esigenze speciali e specifiche dei genitori di figli con disabilità o malattie a lungo decorso. La diversità dei regimi di previdenza sociale, la sensibilità degli Stati membri in materia e la riluttanza dei datori di lavoro nel considerare la questione ha portato 16
18 periodo minimo di congedo parentale; 19. considerando che, durante la fase di attuazione del presente accordo, gli Stati membri dovrebbero inoltre, ove risulti opportuno in considerazione delle condizioni nazionali e della situazione di bilancio, valutare il mantenimento dei diritti alle prestazioni di previdenza sociale durante il periodo minimo di congedo parentale, così come il ruolo del reddito tra i vari fattori rilevanti per l'esercizio del congedo parentale; 20.considerando che le esperienze negli Stati membri hanno dimostrato che il livello di reddito durante il congedo parentale costituisce uno dei fattori che ne influenzano l'esercizio da parte dei genitori, soprattutto dei padri; 21. considerando che l'accesso a modalità di lavoro flessibili agevola per i genitori la combinazione di responsabilità professionali e familiari e facilità la reintegrazione nel posto di lavoro, in particolare dopo il ritorno dal congedo parentale; 22. considerando che le disposizioni sul congedo parentale sono destinate ad aiutare per un periodo specifico i genitori che lavorano, al fine di mantenere e promuovere la loro ininterrotta partecipazione al mercato del lavoro; e che pertanto è opportuno prestare maggiore attenzione alla necessità di mantenere i contatti con il datore di lavoro durante il congedo o di prendere accordi per il ritorno all'attività professionale; alla responsabilità di mantenere la previdenza sociale e le prestazioni determinate a livello nazionale. Tuttavia, la clausola 5(5) specifica l'importanza della continuità del diritto alle prestazioni di previdenza sociale nell'ambito dei diversi regimi, in particolare del diritto all'assistenza sanitaria. Naturalmente, la CES ritiene che tutti i rischi (malattia, disoccupazione, invalidità, ecc.) debbano continuare ad essere coperti. Rispetto all accordo quadro iniziale, il presente considerando è stato aggiornato, e ora chiede gli Stati membri di considerare non solo il mantenimento del diritto alle prestazioni di previdenza sociale nell attuare l accordo, ma anche il ruolo del reddito come uno dei fattori che influenzano l esercizio del congedo parentale. Deve essere letto alla luce del considerando 20 e della clausola 5.5. Oltre al considerando 19, questo nuovo considerando cita il ruolo positivo svolto dal livello di reddito nell esercizio del congedo parentale, con uno specifico riferimento ai padri. La pratica mostra, infatti, che nei paesi in cui il congedo parentale è scarsamente retribuito o non lo è affatto, i genitori sono meno propensi a esercitare questo diritto, soprattutto i padri. Altri elementi che incidono sono il divario di retribuzione fra i generi, ma anche se riguarda parenti singoli o coppie e se entrambi i genitori sono lavoratori subordinati o no. Questo considerando riflette l integrazione di una nuova clausola 6.1, che dovrebbe attirare l attenzione sui vantaggi che le modalità di lavoro flessibile possono avere per conciliare lavoro e vita familiare, nonché la reintegrazione nel posto di lavoro dopo il ritorno dal congedo parentale. Anche questo considerando è nuovo e riflette l integrazione di una nuova clausola 6.2 sul ruolo positivo dei contatti fra datori di lavoro e lavoratori durante il congedo parentale per agevolare la ripresa dell attività professionale. Tuttavia, è importante sottolineare come la clausola 6.2 riguardi l agevolazione del ritorno al lavoro dopo il congedo parentale e l elaborazione di accordi per concordare adeguate misure di reintegrazione. Incoraggiare quindi il mantenimento dei contatti non deve, quindi, in alcun modo essere interpretato come possibilità 17
19 23. considerando che il presente accordo tiene conto della necessità di migliorare le esigenze della politica sociale, di favorire la competitività dell'economia dell'unione europea e di evitare di imporre vincoli amministrativi, finanziari e giuridici di natura tale da ostacolare la creazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese; 24.considerando che le parti sociali sono le più qualificate per trovare soluzioni che rispondano alle esigenze sia dei datori di lavoro che dei lavoratori e che pertanto avranno un ruolo specifico nell'attuazione, nell'applicazione, nel monitoraggio e nella valutazione del presente accordo, nel quadro più ampio di altre misure volte a migliorare la conciliazione di vita professionale e responsabilità familiari e a promuovere la parità di opportunità e di trattamento tra gli uomini e le donne. per il datore di lavoro di esercitare pressioni sul lavoratore affinché quest ultimo usufruisca di un periodo più breve di congedo, ne posticipi una parte, svolga delle mansioni lavorative durante il periodo di congedo, e così via. Questo paragrafo resta immutato e definisce i requisiti generali per equilibrare gli interessi di datori di lavoro e lavoratori, ma è particolarmente importante per il riferimento alle PMI. Può essere accettato che vengano considerate modalità specifiche per l esercizio del congedo da parte dei lavoratori delle PMI. Tuttavia, ciò non può essere preso a pretesto per non attuare e non applicare il presente accordo alle PMI e ai loro dipendenti. Questo accordo si applica a tutte le imprese, a prescindere dalle loro dimensioni (anche UEAPME è cofirmatario dell accordo) e dal settore in cui operano. Questo considerando contiene un richiamo più deciso al ruolo che le parti sociali possono svolgere nel monitorare e valutare il presente accordo. Questo paragrafo deve essere letto alla luce della clausola
20 Clausola 1: Oggetto e ambito d'applicazione Testo dell accordo 1. Il presente accordo stabilisce prescrizioni minime volte ad agevolare la conciliazione delle responsabilità familiari e professionali dei genitori che lavorano, tenendo conto della crescente diversità delle strutture familiari nel rispetto delle leggi, dei contratti collettivi e/o delle prassi nazionali. 2. Il presente accordo si applica a tutti i lavoratori, di ambo i sessi, aventi un contratto o un rapporto di lavoro definito dalle leggi, dai contratti collettivi e/o dalle prassi vigenti in ciascuno Stato membro. 3. Gli Stati membri e/o le parti sociali non escludono dall'ambito di applicazione del presente accordo i lavoratori, i contratti di lavoro o i rapporti di lavoro unicamente per il fatto che riguardano lavoratori a tempo parziale, lavoratori a tempo determinato o persone che hanno un contratto di lavoro o un rapporto di lavoro con un'agenzia interinale. Interpretazione/commento L accordo stabilisce prescrizioni minime per facilitare la conciliazione fra responsabilità parentali e familiari e assenze dal lavoro per cause di forza maggiore (ragioni familiari urgenti). Le prescrizioni minime attraversano l intero accordo e devono essere sempre rispettate. La loro natura vincolante si poggia su quattro punti essenziali: diritto individuale al congedo parentale di almeno quattro mesi; tutela contro il licenziamento; diritto di tornare al posto di lavoro occupato in precedenza; possibilità di occupare un posto analogo o equivalente, se impossibile occupare il posto precedente, e l autorizzazione ad assentarsi dal lavoro per cause di forza maggiore riconducibili a ragioni familiari urgenti. La presente disposizione riconosce a pieno titolo la crescente diversità delle strutture familiari. Come già precisato (considerando 11), la CES ha provato pur senza successo di migliorare il riferimento alla diversità delle strutture familiari indicando un elenco (non esaustivo) comprendente: famiglie monoparentali, unioni fra persone dello stesso sesso, conviventi e così via. L accordo si applica a tutti i lavoratori secondo quanto definito nella legge nazionale, nei contratti collettivi e/o nella pratica. Occorre notare che l espressione rapporto di lavoro è più ampia, nella sua portata, di contratto di lavoro e rappresenta la terminologia utilizzata negli accordi del dialogo sociale europeo nel riferirsi all applicazione dell accordo ai funzionari pubblici o ai dipendenti di aziende pubbliche. Non esistono esclusioni o eccezioni, come se ne trovano di frequente nella legislazione UE (ad esempio le esenzioni per categoria, come per tutta la marina mercantile). Questa nuova disposizione riguarda specificamente i lavoratori a tempo parziale, a tempo determinato e delle agenzie interinali. Queste categorie sono, oggi, chiaramente incluse nell ambito della direttiva e devono aver il diritto di poter usufruire del congedo parentale. 19
DIRETTIVA 1999/70/CE DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA del 28 giugno 1999
DIRETTIVA 1999/70/CE DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA del 28 giugno 1999 relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato
Dir. 15 dicembre 1997, n. 97/81/CE (1). Direttiva del Consiglio relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'unice, dal CEEP e dalla CES (2) Il Consiglio dell'unione europea, visto

References: articolo 155
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 8
 articolo 13
 articolo 19
 Articolo 23
 Articolo 33
 articolo 6