Source: http://docplayer.it/1108904-Piano-di-interventi-in-materia-di-politiche-familiari-rev-7-24-settembre-2004-1-di-43.html
Timestamp: 2017-07-21 13:27:54+00:00

Document:
PIANO DI INTERVENTI IN MATERIA DI POLITICHE FAMILIARI. Rev settembre di 43 - PDF
PIANO DI INTERVENTI IN MATERIA DI POLITICHE FAMILIARI. Rev settembre di 43
Download "PIANO DI INTERVENTI IN MATERIA DI POLITICHE FAMILIARI. Rev. 7 24 settembre 2004 1 di 43"
1 Rev settembre di 43 PIANO DI INTERVENTI IN MATERIA DI POLITICHE FAMILIARI 24 settembre 20042 Rev settembre di 43 SOMMARIO 1. Premessa...pag Le funzioni svolte dalla famiglia...pag Gli ingredienti del Piano di interventi...pag Alcuni esempi di politiche familiari in Trentino...pag Ambito d azione...pag La politica tariffaria...pag Il sistema dei servizi...pag La politica del lavoro...pag Il sistema famiglia in Trentino...pag La famiglia e il sistema delle autonomie locali...pag Il sistema famiglia nei servizi turistici e nel terziario...pag Il ruolo dell associazionismo e del volontariato...pag La scheda del Piano di interventi...pag. 423 Rev settembre di 43 INDICE ALLEGATI Allegato n. 1 Documento elaborato dal Servizio programmazione pag. 44 Allegato n. 2 Documento preliminare per la formazione di un protocollo d intesa in tema di politica tariffaria pag.62 Allegato n. 3 Intesa stralcio in materia di politica tariffaria nel trasporto pubblico per l anno pag. 82 Allegato n. 4 Protocollo d intesa in tema di politica tariffaria per l anno pag. 86 Allegato n. 5 Documento elaborato dal Servizio attività culturali pag. 91 Allegato n. 6 Esempi di politiche tariffarie adottate in Europa pag. 974 Rev settembre di 43 I componenti della Commissione incaricata alla stesura del presente Piano di interventi, nominata con deliberazione della Giunta provinciale n. 249 del 6 febbraio 2004 successivamente modificata ed integrata dalla deliberazione n. 480 del 5 marzo 2004, sono i seguenti: dott. Luciano Malfer, con funzioni di coordinamento, dott.ssa Livia Ferrario, dott.ssa Maria Pia Flaim, dott. Franco Cortelletti, dott. Paolo Nascivera, dott.ssa Marina Fambri, dott. Renzo Dalla Serra, dott.ssa Elina Massimo, dott.ssa Monica Pisetta.5 Rev settembre di PREMESSA E oramai ampiamente riconosciuto che all interno dell Unione Europea l Italia si colloca tra i paesi che hanno ancora una politica familiare quanto mai obsoleta e settoriale. Non esistono in pratica delle politiche familiari organiche che prevedono interventi a sostegno e promozione delle famiglie, e questo nonostante l importante funzione oggi svolta dalla famiglia nella società. La famiglia, infatti, può favorire o sfavorire i suoi componenti in tantissime opportunità che normalmente si presentano nella vita di una persona, quali ad esempio la salute, la sicurezza personale, i percorsi formativi, la prevenzione o la cura a fronte di situazioni di difficoltà, la ricerca del lavoro, la funzione educativa nei confronti dei figli e dunque delle future generazioni. Esistono però alcuni segnali preoccupanti che documentano il disagio che oggi sta vivendo la famiglia sia in Italia che in Trentino. La conseguenza di questo ritardo è la drastica riduzione della natalità, che secondo le ultime rilevazioni ISTAT si attesta in Italia a livello di 1.26 figli per donna. Alla riduzione della natalità si accompagna l aumento delle disgregazioni familiari con indici in crescita relativamente ai fenomeni delle separazioni e dei divorzi. Dai recenti dati dell ISTAT si evince, infatti, che quasi un quarto delle famiglie con cinque o più componenti è povero, e che la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie numerose, ovvero che la povertà è ancora direttamente correlata al numero dei figli e che dunque una famiglia con figli ha una probabilità maggiore di una senza figli di avvicinarsi alla soglia della povertà. A queste affermazioni si deve inoltre aggiungere come oggi le famiglie rischiano di vivere in situazione di povertà nella misura in cui altri soggetti ( ad esempio i mass media), oppure eventi e messaggi ideologico-culturali ne sminuiscono il compito di educatori, ne impediscono o attenuano la possibilità di sviluppare le proprie risorse sul piano educativo, sul piano della trasmissione dei valori e su quello della qualità delle relazioni con i propri figli. Si tratta di una povertà che si riflette anche sulla comunità quando le famiglie non possono far fronte alle loro responsabilità educative. Per questo motivo risulta fortemente riduttivo, e non è intenzione del presente documento, sostenere delle politiche familiari che si limitino a sopperire a bisogni e a carenze familiari; è viceversa estremamente importante stipulare un patto di alleanza con le famiglie, facendo leva da una parte sulle risorse che la famiglia può mettere in gioco per diventare soggetto protagonista, e dall altra creando un clima sia culturale che politico nel quale le famiglie stesse siano valorizzate e possano acquisire realmente diritto di cittadinanza nella comunità. L arretratezza della politica familiare in Italia deriva soprattutto dal fatto che, storicamente, le politiche sociali hanno escluso la famiglia come soggetto destinatario delle politiche stesse, privilegiando l individuo o le aggregazioni di particolari categorie di soggetti strutturalmente deboli (bambini, donne, anziani, ammalati, persone diversamente abili). In Trentino il Sistema Istituzionale ha peraltro avvertito la drammaticità dell emergenza famiglia e nel corso della passata legislatura ha attivato una serie d iniziative legislative6 Rev settembre di 43 finalizzate all approvazione di leggi organiche a sostegno della famiglia che, per una serie di motivazioni, non sono state approvate dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento. A questo riguardo sono da evidenziare alcuni importanti richiami alla questione famiglia esplicitati nei seguenti documenti: il Programma di sviluppo provinciale, il Programma per la XIII legislatura, il Documento di attuazione del Programma di sviluppo provinciale per gli anni , l ultima edizione del Rapporto sulla situazione economica e sociale del Trentino. Questi passaggi sono riportati nel documento redatto dal Servizio Programmazione della Provincia Autonoma di Trento (cfr. Allegato n. 1). Forte anche di questi richiami e degli orientamenti assunti in ambito sia nazionale sia internazionale, la Provincia autonoma di Trento intende dunque promuovere una serie d iniziative che possono essere immediatamente attivabili in Trentino per sostenere le famiglie con figli e favorire la nascita di nuove famiglie. Con deliberazione n. 249 di data 6 febbraio 2004 la Giunta della Provincia autonoma di Trento ha ritenuto importante definire un Atto d indirizzo sulle politiche familiari sottolineando l importanza che la risorsa famiglia riveste per l intera società, in quanto svolge importanti funzioni sociali e di fatto è un prezioso ammortizzatore delle tensioni sociali. La Provincia autonoma di Trento ritiene fondamentale porre al centro delle proprie politiche la famiglia, coinvolgendo tutte le risorse attivabili sul territorio provinciale per perseguirne la piena promozione, riconoscendole una propria soggettività e superando la vecchia logica assistenzialistica per intraprendere un nuovo corso di politiche nei diversi settori d intervento (casa, assistenza, servizi, tempo libero, lavoro, trasporti ecc) in cui la famiglia diventa di diritto soggetto attivo e propositivo. Questo obiettivo trova legittimazione e forza, inoltre, dalla circostanza che a livello internazionale nel corso della 41 sessione della Commissione per lo sviluppo sociale delle Nazioni Unite del febbraio 2003 è stata approvata una specifica risoluzione dedicata alla Preparazione per l osservanza del 10 anniversario dell Anno europeo internazionale della famiglia, La famiglia oggi è sottoposta a forti pressioni e richiede ulteriori sostegni per la sua promozione: partendo da questo punto fermo la Provincia, nel deciso anniversario dell anno internazionale della famiglia, sta sviluppando nuovi interventi e potenziando quelli già esistenti. Nel concreto si tratta di individuare tutti quei percorsi di promozione della famiglia che, coerentemente con l impianto valoriale di riferimento, possano essere immediatamente attuati tramite semplici atti amministrativi, mutuando e capitalizzando le esperienze già effettuate in altre realtà territoriali sia a livello nazionale che sovra-nazionale. Per quanto sopra esposto, si ritiene opportuno che il Piano degli interventi della Provincia autonoma di Trento sulle politiche familiari approfondisca e ribadisca: a. l impegno e la sensibilità della Provincia autonoma di Trento ad attivare una politica di promozione della famiglia, con particolare riguardo alla famiglia numerosa e alla7 Rev settembre di 43 formazione di nuove famiglie, estesa a tutti gli ambiti di intervento sui quali la Provincia autonoma di Trento opera in base alle proprie competenze istituzionali; b. l impegno ad effettuare una ricognizione dei servizi direttamente o indirettamente erogati dalla Provincia autonoma di Trento e ad introdurre degli adeguamenti nei sistemi di accesso ai servizi stessi (servizi per l infanzia, ticket sanitario, consumi idrici ed energetici, tariffa sui rifiuti, abitazione, trasporti urbani ed extraurbani, rete museale, rete impianti sportivi e così via); c. l armonizzazione dei tempi del lavoro con i tempi della famiglia (diffusione del part-time; flessibilizzazione degli orari di lavoro; job-sharing; telelavoro); d. la realizzazione di un osservatorio sul sistema dei servizi e delle tariffe già applicati in altri sistemi territoriali da implementare con i dati di quanto rilevato a seguito dell atto di indirizzo a livello provinciale; e. il coinvolgimento delle amministrazioni comunali quali interlocutori privilegiati nelle politiche familiari; f. il coinvolgimento dell associazionismo e del settore non profit; g. l attuazione di progetti innovativi e sperimentali di promozione della famiglia tramite fondi extraprovinciali; h. il coinvolgimento delle associazioni di categoria profit per creare un sistema ricettivo territoriale che promuova in Trentino il soggetto famiglia sulla base di modelli già attuati in altre realtà extra-provinciali (accordi con albergatori, ristoratori, impiantisti, gestori di impianti sportivi, sale cinematografiche). 2. LE FUNZIONI SVOLTE DALLA FAMIGLIA Esistono oggi due concezioni di famiglia: quella mercantile che considera la famiglia come un soggetto economico che privatamente opera nel mercato e deve essere aiutata dalla mano pubblica solo se ha in sé dei gravi problemi, e quella welfarista che considera la famiglia come un soggetto bisognoso di assistenza sistematica, ma solo per via della presenza in essa di persone deboli 1. Queste concezioni sono entrambe riduttive: la famiglia, infatti, vive ed opera attivamente nell ambito del sistema socio-istituzionale attivando sinergie tra gli attori sociali ed erogando una nutrita serie di funzioni che generano impatti positivi sia a livello privato che pubblico. Oggi si rende dunque necessario mettere a punto una strategia complessiva sulla risorsa famiglia, capace di produrre una reale innovazione nelle politiche per la famiglia: c è bisogno di un salto di qualità nell elaborazione per uscire dall impasse diatribico tra le due citate concezioni. 1 Cfr. P. Donati. Linee e proposte emergenti per una politica locale di sostegno e promozione sociale della famiglia;. AA.VV. Strategia di politiche familiari. Franco Angeli. Milano, 1999.8 Rev settembre di 43 Tra la famiglia, le istituzioni 2 e la società 3 esistono, infatti, delle interazioni importanti che costituiscono i pilastri fondanti, il cemento armato della collettività. La famiglia provvede fondamentalmente a due tipologie di funzioni: interne ed esterne. Le funzioni interne sono erogate a favore dei componenti del nucleo familiare, mentre quelle esterne sono orientate alla collettività. Tutte le azioni prodotte dalla famiglia hanno comunque una ricaduta diretta sul sistema socio-istituzionale, poiché strutturalmente generano delle esternalità (cfr. Figura n. 1). Una macro classificazione delle funzioni erogate dalla famiglia può distinguere tra funzione sociale, riproduttiva, educativa ed economica della stessa. La funzione sociale. La famiglia eroga funzioni di natura sociale, di protezione e di cura contribuendo così in maniera determinante al benessere ed allo sviluppo armonico dei suoi componenti. Caratteristica fondamentale della famiglia è quella di essere un soggetto elastico, capace cioè di restringersi e di dilatarsi a seconda delle necessità contingenti delle persone che gravitano attorno al nucleo familiare. La famiglia è stata e continua ad essere un potente ammortizzatore sociale, agendo da sistema di protezione dei propri componenti nei passaggi cruciali delle fasi del ciclo di vita e diventa anche una risorsa fondamentale per la comunità stessa, perché riesce ad attivare al proprio interno una solidarietà intergenerazionale favorendo l inclusione di soggetti e gruppi a rischio di esclusione. È luogo della crescita, della gratuità, della solidarietà disinteressata, della prima socializzazione in cui si instaurano i legami tra le generazioni. Esercita la funzione di tutela a favore di minori, anziani, ammalati, portatori di handicap e di ammortizzatore sociale per tamponare e/o prevenire problemi contingenti di alcuni componenti deboli del nucleo familiare (situazioni di disagio di figli/parenti, casi di devianza minorile, malattie croniche ecc.). Riconoscere la famiglia come soggetto sociale non significa in realtà incrementare gli aiuti assistenziali alla famiglia, bensì riconoscere il valore e il ruolo sociale da essa svolto. La famiglia non è un servizio. E tuttavia chiamata a svolgere funzione di servizio nel lavoro di cura, nell impegno educativo, nello sviluppo degli atteggiamenti e nelle scelte morali. Il fatto che essa svolga funzioni di servizio non autorizza a pensare che essa possa diventare una cosa diversa da sé, ad esempio un servizio di tipo familiare. Le politiche familiari dovrebbero quindi tendere al rafforzamento dei legami sociali, della solidarietà interfamiliare e non solo intrafamiliare, e quindi di promozione e sviluppo di comunità (community care). La funzione riproduttiva. La famiglia è un azienda che produce capitale umano, l output principale del suo processo produttivo è infatti il figlio. A livello macro il figlio genera delle esternalità sociali molto importanti poiché è fonte di reddito e garantisce il ricambio generazionale. Per svolgere questa funzione, al pari delle imprese che operano nel mercato economico, la famiglia dovrebbe essere fortemente incentivata dalla collettività. Per l elevato 2 Intesi come sommatoria degli attori istituzionali che operano in un determinato contesto territoriale (Stato, Regioni, Provincie, Comuni, Enti pubblici, ecc. ). 3 Intesi come insieme di attori privati che intervengono nel settore del sociale, (imprese del privato sociale profit e no profit, mondo del volontariato, dell associazionismo, ecc.).9 Rev settembre di 43 impatto sociale, i figli dovrebbero essere considerati a tutti gli effetti dei beni pubblici 4. La situazione attuale è invece paradossale poiché la famiglia che esercita la funzione riproduttiva, nonostante gli elevati benefici sociali prodotti sul sistema stesso, risulta penalizzata rispetto a chi non la esercita 5. La funzione educativa. La famiglia costituisce per i suoi componenti la prima agenzia educativa ed esercita una funzione formativa ed educativa molto importante per la collettività, perché di fatto attiva quello che nel mercato privato è considerato l avviamento della persona al mercato del lavoro, ma non solo. L avviamento più importante, di fatto, è di formare persone critiche e consapevoli, capaci di inserirsi attivamente nel mondo del lavoro, del servizio, del volontariato. A questo riguardo è rilevante il richiamo all articolo 30 della Costituzione il quale stabilisce che è diritto e dovere dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli. La famiglia è quindi il soggetto sociale primario preposto alle funzioni educative e di cura nei confronti dei propri componenti. Il singolo individuo costruisce la propria identità e la propria capacità di mettersi in relazione con gli altri a partire dal contesto affettivo familiare, che ha una storia e che si qualifica come un intreccio di relazioni asimmetriche ma reciproche. La reciproca dipendenza mira a favorire la reciproca autonomia. La famiglia è un unità complessa di legami, la quale si struttura e si sviluppa ciclicamente secondo una successione di fasi. Nell evoluzione di questi legami e nel rapporto d interdipendenza e di circolarità con l altro, chi educa viene anche educato, genera e si autogenera. La funzione economica. La famiglia è una risorsa perché è un soggetto economico: al suo interno matura molte decisioni sui consumi, sugli investimenti, sull avviamento e collocamento nel mondo del lavoro. Oltre che essere ammortizzatore sociale, la famiglia è anche ammortizzatore economico poiché mitiga gli impatti, a volte devastanti, delle difficoltà economiche dei suoi componenti (disoccupazione). La famiglia riequilibra inoltre la distribuzione del reddito (prestiti per l avviamento di attività lavorative, per l acquisto della casa ecc.). Essa è inoltre la fonte principale del risparmio, che tramite l intermediazione creditizia è uno dei principali indicatori dello stato di salute di una nazione 6. 4 Se ciascuna famiglia decidesse di non avere figli nell aspettativa che saranno i figli delle altre famiglie a lavorare per pagare le loro pensioni, il risultato sarebbe quello di un repentino declino demografico accompagnato da un collasso della finanza pubblica e privata. L. Campiglio. Cittadinanza alla famiglia. Città Nuova, In Italia si spende il 3,4% del PIL per le politiche sociali contro il 66,9% per le pensioni, uno scarto che non si riscontra in nessun altro paese europeo. All estero mediamente si spende per le politiche sociali il 40% in più a fronte di una riduzione della spesa pensionistica del 25%. Per maggiori approfondimenti cfr. L.L. Sabbadini,, Quali politiche a sostegno della famiglia con figli in Atti del convegno nazionale Le famiglie interrogano le politiche sociali, Bologna, marzo L. Caselli. Famiglia e lavoro nell odierno contesto sociale ed economico. Famiglia e Lavoro. Piemme Casale Monferrato (AL), anno 1995.10 Rev settembre di 43 Figura n. 1 Le funzioni svolte dal Sistema famiglia SISTEMA ISTITUZIONALE FUNZIONE SOCIALE SISTEMA FAMIGLIA FUNZIONE ECONOMICA FUNZIONE RIPRODUTTIVA FUNZIONE EDUCATIVA SISTEMA SOCIALE11 Rev settembre di GLI INGREDIENTI DEL PIANO DI INTERVENTI IN MATERIA DI POLITICHE FAMILIARI Le parole chiave delle politiche che s intendono perseguire con l approvazione del presente Atto di indirizzo sono riportate nella Figura n. 2 e nella Tabella n. 1. Figura n. 2 Le parole chiave del Piano di interventi LEGISLAZIONE VIGENTE PIANO INTERVENTI PROMOZIONE NUOVE FAMIGLIE FIGLI TRASVERSALITÀ SUSSIDIARIETÀ ANALISI ATTRATTIVITÀ12 Rev settembre di 43 Tabella n. 1 Le parole chiave del Piano di interventi LEGISLAZIONE VIGENTE PROMOZIONE NUOVE FAMIGLIE FIGLI TRASVERSALITÀ SUSSIDIARIETÀ ANALISI ATTRATTIVITÀ L intendimento è di realizzare nel corso della prima fase della legislatura le iniziative attuabili amministrativamente sfruttando le possibilità offerte dall impianto legislativo attualmente in vigore. Obiettivo primario è di sostenere la famiglia in quanto tale nell ambito della sua normalità per perseguire una politica promozionale e non assistenziale. Saranno individuate una serie di azioni da attuare per favorire la nascita di nuove famiglie investendo sui giovani che intendono sviluppare un percorso di autonomia e di impegno. Saranno adottati una serie di provvedimenti destinati alle famiglie con figli a carico valorizzando pienamente l investimento sociale rappresentato dai figli, con un approccio di tipo universalistico che intendono riorganizzare su basi nuove il sostegno della Provincia autonoma di Trento a favore della famiglia. Saranno individuati tutti gli interventi che possono essere attuati trasversalmente nei diversi assessorati della Provincia e saranno elaborate delle linee generali da concordare con il sistema degli enti locali. Si attuerà il pieno coinvolgimento e la massima partecipazione dell associazionismo familiare e del settore no profit. Sarà attuata, anche con il supporto delle Associazioni e del settore no profit, un analisi sistematica delle diverse politiche e dei diversi servizi a favore della famiglia già sperimentati in sede locale, nazionale ed internazionale. Creazione di un sistema ricettivo territoriale che promuova in Trentino il soggetto famiglia residente e la famiglia turista ospite, anche tramite la qualificazione degli operatori privati che attueranno iniziative in questa direzione.13 Rev settembre di ALCUNI ESEMPI DI POLITICHE ASSISTENZIALI E PROMOZIONALI PER LA FAMIGLIA I vari soggetti erogatori di servizi pubblici e privati non mostrano una grande sensibilità a favore della famiglia: l Italia manifesta addirittura un attenzione minima. Esistono peraltro esempi di tariffe familiari sia in Italia che all estero e, nell allegato n. 6 al presente documento, sono proposti alcuni esempi di tariffe familiari riscontrate in servizi pubblici erogati in Europa 7. È possibile individuare le seguenti categorie di tariffe familiari: a) tariffe indipendenti dal numero dei figli del nucleo familiare; b) tariffe che variano al variare del numero dei figli del nucleo familiare; c) tariffe che richiedono l acquisto preventivo di una tessera famiglia : la tariffa viene applicata al nucleo familiare indipendentemente dal numero dei componenti che ne fanno parte. Le tariffe riportate nell allegato rappresentano alcune delle buone pratiche che nei vari anni le varie nazioni hanno applicato in diversi settori di intervento. Di seguito sono illustrai i più significativi esempi di servizi erogati dalle istituzioni pubbliche in Trentino a favore della famiglia. Essi vogliono rispondere a diverse finalità: - integrazione del reddito in senso stretto in quanto necessario a provvedere ai bisogni fondamentali della vita quotidiana a favore della generalità delle famiglie; - introduzione di servizi volti ad aiutare la famiglia che non è in grado di accudire e presiedere, parzialmente o totalmente, all organizzazione e alla gestione dell attività domestica e di governo della casa; - riconoscimento del valore aggiunto fornito dai familiari alla rete dei servizi di territorio nel provvedere direttamente alla cura e all assistenza di propri congiunti non autosufficienti; - valorizzazione della famiglia con figli, là dove viene riconosciuto il bene figlio e pertanto sono messe in atto politiche che, attraverso un riconoscimento di tipo economico o attraverso servizi di sostegno e consulenza (affido, adozione) o talvolta anche di integrazione e sostituzione di ruolo (affidi a strutture diurne o residenziali), sono orientate a rafforzare le famiglie nell accudire con mezzi e risorse adeguate i propri figli, o rispettivamente le sostengono o le formano ad esercitare più propriamente ed adeguatamente il loro ruolo; - realizzazione di interventi volti a promuovere e sostenere il formarsi di nuove famiglie; - interventi di prevenzione rivolti ai giovani e agli adulti siano essi genitori che esterni alla famiglia, in un ottica più generale di responsabilizzazione sociale e di valorizzazione dei ruoli. 7 Le tariffe individuate rappresentano alcune delle buone pratiche che nel corso degli anni le varie nazioni hanno applicato nei diversi settori di intervento e sono il frutto di analisi condotte nell ambito dell associazionismo familiare. Alcune di esse si riferiscono ad anni passati e, non avendo attualmente la possibilità di confermare alla data attuale l esistenza o meno della tariffa stessa, sono riportate nell unità monetaria riferita all anno nel quale la tariffa stessa è stata applicata.14 Rev settembre di 43 Assegno di natalità 8. E'un assegno una tantum che, se sono soddisfatti i requisiti stabiliti dalla legge, viene concesso alle madri per la nascita del proprio figlio. L'assegno spetta anche in caso di adozione o affidamento preadottivo. I requisiti riguardano la residenza almeno triennale in regione, non essere iscritte a forme di previdenza obbligatoria e non essere titolari di pensione diretta. E richiesta inoltre l iscrizione all assicurazione previdenziale per l assegno almeno tre mesi prima della nascita o adozione del figlio e il versamento di una contribuzione. Politica assistenziale: la natura previdenziale dell intervento comporta il pagamento di una contribuzione annuale che è rapportata al reddito e al patrimonio del nucleo familiare. Le condizioni di concessione sono fissate con normativa della Regione. Assegno di cura. E'un assegno mensile che, se sono soddisfatti i requisiti stabiliti dalla legge, viene erogato per ogni figlio a partire dal quarto e fino al ventiquattresimo mese di vita. Nel caso di adozione o affidamento preadottivo l'assegno spetta dal quarto mese successivo alla data del provvedimento fino al secondo anno dopo l adozione o affidamento. I requisiti sono gli stessi dell assegno di natalità- L assegno è concesso anche ai coltivatori diretti, mezzadri o coloni le cui aziende siano in zona svantaggiata. Politica assistenziale: la natura previdenziale dell intervento comporta il pagamento di una contribuzione annuale rapportata al reddito e al patrimonio del nucleo familiare. Le condizioni di concessione sono fissate con normativa della Regione. Integrazione dell assegno al nucleo familiare. E un assegno mensile, concesso per il periodo dal 1 luglio al 30 giugno, a tutti i nuclei familiari, fatta eccezione per quelli dei liberi professionisti, residenti da almeno tre anni in Regione, rapportato al reddito e alla composizione del nucleo. Nel nucleo devono essere presenti tre o più figli ed equiparati a carico (fino a 26 anni se studenti universitari), ovvero due o più figli ed equiparati nel caso di genitore unico. Si prescinde dal limite di età e dalla composizione del nucleo per i figli ed equiparati disabili. Politica assistenziale: l importo complessivo mensile dell assegno è determinato per scaglioni di reddito e componenti il nucleo familiare. Le condizioni di concessione sono fissate con normativa della Regione. Assegno per ogni secondo figlio. E un assegno una tantum di euro 1.000,00 per ogni figlio, nato dal 1 dicembre 2003 al 31 dicembre 2004, secondo o ulteriore per ordine di nascita e per ogni figlio adottato nel medesimo periodo. L assegno è concesso alle donne residenti, cittadine italiane o comunitarie. Politiche assistenziali: l intervento è limitato nel tempo, a meno che non venga prorogato alla sua scadenza, e prescinde dalle condizioni professionali e di reddito. Le condizioni di concessione sono fissate nel rispetto della normativa dello Stato. (Riferimento normativo: Decreto legislativo 269/03). Assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori. E'un assegno mensile per 13 mensilità concesso ai nuclei familiari. Il nucleo deve essere composto da cittadini italiani residenti, con tre o più figli tutti di età inferiore a 18 anni, e avere una situazione economica 8 Questo intervento, assieme all assegno di cura e all assegno al nucleo familiare è previsto dal Pacchetto famiglia di cui alla legge regionale 4/1992, successivamente modificata ed integrata dalle leggi regionali 6/1998 e 6/1999.15 Rev settembre di 43 inferiore all indicatore ISE fissato per l anno con riferimento ad un nucleo di cinque componenti. Le condizioni di concessione sono fissate nel rispetto della normativa dello Stato. Politica assistenziale: la natura assistenziale dell intervento lo rende compatibile e cumulabile con l integrazione dell assegno al nucleo familiare. Assegno di maternità di base. È un assegno una tantum alle donne cittadine italiane o comunitarie, o extra comunitarie in possesso di carta di soggiorno, concesso in quanto non beneficiano di alcuna altra indennità previdenziale. L assegno spetta per ogni figlio o per ogni minore in affidamento preadottivo o in adozione. L assegno è soggetto a limiti di reddito, compresa una quota di patrimonio, calcolati con riferimento al nucleo familiare di appartenenza della madre al momento dell evento. Le condizioni di concessione sono fissate nel rispetto della normativa dello Stato (Riferimento normativo. Legge regionale 4/92). Politica assistenziale: la natura assistenziale dell intervento lo rende compatibile e cumulabile con gli assegni di natalità e cura. Sussidi economici mensili. Sono erogati a fronte dell insufficienza del reddito familiare in rapporto alle esigenze minime vitali. Gli interventi sono concessi per un periodo massimo di sei mesi, salvo i casi in cui l insufficienza del reddito familiare derivi dalle limitate capacità lavorative del richiedente, o riguardi una persona anziana. Interventi una tantum. Sono erogati per sopperire a situazioni di emergenza del singolo o della famiglia, e sono di norma erogati in un unica soluzione. L entità dell intervento viene stabilita in base alla condizione economica della famiglia. Se le entrate sono inferiori al minimo vitale, si provvede alla copertura totale del bisogno straordinario. Negli altri casi l entità dell intervento non può superare l 80% della spesa sostenuta in relazione al bisogno straordinario. Rimborso tickets sanitari. Il rimborso è effettuato a favore delle persone che hanno titolo all integrazione del reddito, con riferimento alla soddisfazione dei bisogni minimi vitali. Cure ortodontiche. Si tratta di contributi per protesi dentarie concessi a favore di soggetti di età superiore a 60 anni e per cure ortodontiche a favore di soggetti di età compresa tra i 6 e i 16 anni alla data di inizio delle cure medesime. (Riferimento normativo: L.P. 31 agosto 1991, n. 20). Sussidio economico a sostegno dell assistenza e della cura a domicilio di persone non autosufficienti. E un intervento che valorizza le risorse familiari, e consiste nel sostegno economico delle famiglie che intendono farsi carico dell assistenza a domicilio di propri familiari non autosufficienti, riconoscendo in tal modo il ruolo ed il servizio che la famiglia svolge nei confronti del proprio familiare e quindi della collettività. E regolato dall art. 24, comma 1, lettera c), numero 3 della L.P. 12 luglio 1991, n. 14 e dall art. 8 della L.P. 28 maggio 1998, n. 6. Costo pasti per servizi mensa. Annualmente la Giunta provinciale, in conformità alle previsioni stabilite dalla legge provinciale 30/1978, determina l ammontare del costo pasto per il servizio mensa a carico degli alunni iscritti nelle scuole dell obbligo. L agevolazione prevede16 Rev settembre di 43 l applicazione di una tariffa ridotta a favore delle famiglie che usufruiscono del servizio mensa per tre o più figli frequentanti alla data d inizio dell anno scolastico le scuole dell infanzia, elementari, medie, nonché per gli studenti iscritti per la prima volta al primo anno delle scuole secondarie superiori quale nono anno di frequenza scolastica. I costi dei pasti per il servizio mensa scolastica 2003/2004 sono dunque i seguenti: a) quota intera pari a 2,25 ; b) quota ridotta di 1,50 per famiglie con tre o più figli nella fascia di età da 0 anni fino all anno di frequenza del 9 anno scolastico o formativo; c) gratuito per i soggetti che rientrano nell assistenza economica. Benefici sull'abitazione per le giovani coppie 9. Per soddisfare il bisogno abitativo delle future famiglie la legge provinciale 21/1992 Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa aveva previsto l assegnazione di specifici punteggi preferenziali per l'inserimento delle giovani coppie nelle graduatorie di edilizia abitativa pubblica o per facilitare l'accesso all'acquisizione della proprietà dell'alloggio tramite il "Piano programmato di risparmio" 10. La norma ha trovato scarsa applicazione, poiché l alloggio poteva essere acquistato dalla giovane coppia solo dopo il periodo di accantonamento del risparmio, periodo che peraltro si sovrapponeva al periodo in cui essa doveva pagare l affitto. Ciò ha finito col ridurre la possibilità per le giovani coppie di accantonare un ulteriore quota di risparmio da investire, accanto al risparmio programmato, per l acquisto della casa. Per ovviare a questa situazione la Provincia autonoma di Trento, con l approvazione della legge provinciale 3/2000, ha consentito la connessione dell'alloggio pubblico con il periodo di accantonamento del risparmio programmato: alle giovani coppie potranno quindi essere assegnati degli alloggi pubblici, a canone sociale, per il periodo corrispondente al piano programmato di risparmio consentendo così di accumulare maggiore risparmio da investire nell acquisto dell appartamento. Assegno di studio. La legge provinciale 9 novembre 1990, n. 29 prevede la concessione di assegni di studio a fronte delle spese di iscrizione e frequenza alle scuole a carattere non statale parificate, pareggiato o legalmente riconosciute con sede nella provincia di Trento. L assegno di studio corrisponde un determinato rimborso alla famiglia in funzione del reddito e del numero dei figli. Indennità integrativa di conciliazione. Si tratta di indennità erogate a frequentanti azioni formative rientranti in alcune linee di intervento del Fondo sociale europeo (azioni positive per le donne e prevenzione della dispersione scolastica). Sono equiparate dal punto di vista 9 In questo settore si registra oggi una grande difficoltà delle nuove famiglie nel trovare una casa in quanto esse non riescono ad attingere al mercato privato a causa degli alti prezzi correnti e del limitato patrimonio finanziario rispetto a quello necessario per fronteggiare l oneroso investimento. 10 L art. 41 della LP 21/92 e s.m.i. Risparmio programmato per nubendi e giovani coppie stabilisce che la Giunta comprensoriale e i Comuni di Trento e Rovereto riservino annualmente una quota di fondi da destinare agli interventi finanziari da destinare alle giovani coppie di coniugi ed a coloro che intendono contrarre matrimonio. Ai nubendi che si trovano nei posti utili della graduatoria può essere concesso cumulativamente: a) un contributo in conto capitale nella misura massima del 30 % del valore risultate da un piano programmato di risparmio, b) contributi annuali sui mutui.17 Rev settembre di 43 giuridico e fiscale a Borse di studio. Sono erogate a soggetti che trovano particolarmente difficoltosa la partecipazione alle attività formative proposte per ragioni reddituali o connesse ad impegni d ordine familiare. La finalità generale delle provvidenze in esame è di rendere possibile la partecipazione alle azioni formative dei soggetti a maggior rischio d esclusione anche sociale ed a coloro che altrimenti avrebbero difficoltà a conciliare la loro condizione di allievo di azioni formative e quella di madre, padre o comunque di soggetto che debba prendersi cura o assistere figli o parenti in difficoltà a causa dell età o di situazioni invalidanti Dossier delle politiche familiari già attuate dalla Provincia Autonoma di Trento Una prima azione concreta che s intende attuare nel presente Piano di interventi in materia di politiche familiari sarà la raccolta sistematica, in uno specifico documento, di tutte le tipologie di interventi come sopra specificati già attuati dalla Provincia autonoma di Trento a favore della famiglia specificandone la natura, i beneficiari, la struttura amministrativa referente, i criteri di accesso Analisi della condizione economica della famiglia Una seconda azione invece sarà portata avanti dal Servizio Statistica della Provincia Autonoma di Trento, che intende svolgere un indagine campionaria presso un consistente numero di famiglie trentine al fine di raccogliere accurate e ragionevoli informazioni sul livello di benessere della popolazione provinciale, così come sulle variazioni di questo livello tra i vari gruppi che compongono la collettività locale, in vista dell adozione di misure di politica economica e di welfare, La conoscenza del fenomeno della povertà è ritornato di particolare attualità negli ultimi mesi ed i dati ad oggi disponibili, raccolti attraverso varie indagini ISTAT, non essendo finalizzati a studiarne, forniscono informazioni solo frammentarie, molto variabili nel tempo e talvolta contraddittorie sulla consistenza delle famiglie che oggi vivono in situazioni di difficoltà. Pertanto, attraverso una specifica indagine campionaria, che coinvolgerà tutti gli individui appartenenti a nuclei familiari distribuiti fra tutti i comuni del Trentino, per un totale di circa interviste, si intendono studiare numerosi aspetti relativi alle condizioni di vita delle famiglie trentine, indagando, fra l altro, le disponibilità e le fonti di reddito nonché la consistenza dei patrimoni. I principali obiettivi che si intendono perseguire attraverso questa indagine possono essere così riassunti: a) stimare le complessive condizioni di vita delle comunità locali; b) valutare le variazioni di queste condizioni in funzione della posizione sociale, del luogo di residenza e della classe di età; c) individuare la consistenza effettiva dei fenomeni di povertà; d) stimare il carico economico e di attività che le famiglie sostengono per l eventuale assistenza a parenti anziani. Si ritiene che l indagine in parola costituisca un rigoroso inizio di un attività di sistematico e attendibile monitoraggio delle condizioni di vita delle comunità locali e che essa si configuri18 Rev settembre di 43 come una ragionevole base per rispondere a molti degli interrogativi da più parti emersi sugli standard di benessere del Trentino e sull incidenza dei fenomeni di povertà. Sulla base di queste indagini la Provincia cercherà, qualora se ne rilevasse l esigenza, di implementare ulteriori attività conoscitive e di valutazione delle condizioni di vita delle popolazioni locali.19 Rev settembre di AMBITI D AZIONE DEL PIANO DI INTERVENTI Tra gli strumenti a disposizione dell ente pubblico per attuare una concreta politica familiare si possono citare le politiche di incentivazione, la politica tariffaria, la politica del lavoro, la politica sui redditi, il sistema dei servizi erogati alla famiglia dall ente pubblico e dagli operatori del terzo settore, il sistema dei servizi erogati dai soggetti privati. È però limitante contemplare tra le politiche familiari solo quelle che espressamente contengono l aggettivo familiare: le scelte a livello urbanistico e di localizzazione degli insediamenti, le scelte in materia di lavoro e di trasporti, in materia di politica culturale e di tempo libero, l armonizzazione tra i tempi del lavoro e i tempi della famiglia, le scelte che incidono sulla qualità della vita hanno tutte una diretta conseguenza sulla vita della famiglia. Le politiche familiari si devono quindi inserire in una politica complessiva attenta ai bisogni dell uomo e che riconosca il ruolo sociale svolto dalla famiglia. È importante inoltre sciogliere l ambiguità esistente tra le politiche per le famiglie povere e numerose e le politiche a sostegno di problemi di vita quotidiana delle famiglie, in quanto sono due tipologie di interventi distinte che mirano a perseguire obiettivi diversi. Le politiche che oggi sono considerate di sostegno e di tutela della famiglia sono quasi sempre legate al reddito familiare, che comunque non è equamente suddiviso tra i componenti del nucleo familiare (quoziente famiglia). Le politiche familiari devono invece assumere il connotato di politiche universalistiche e culturali che tendono alla creazione di una società a misura di famiglia, e non devono essere considerate solo politiche assistenziali di lotta alla povertà e al disagio. Un discorso particolare deve invece essere rivolto al sistema dei servizi erogati dagli operatori profit destinati sia alle famiglie trentine, sia alle famiglie non residenti che frequentano il Trentino per motivi turistico-ricreativi. In questo specifico ambito è intenzione dunque della Giunta provinciale tramite il Piano di interventi prevedere il coinvolgimento volontario di questi operatori che intendono orientarsi al cliente-famiglia prevedendo dei servizi differenziati e speciali ben calibrati alle esigenze di questo target.20 Rev settembre di 43 I pilastri portanti delle misure contenute nel Piano di interventi in materia di politiche familiari riguardano i cinque ambiti rappresentati nella seguente Figura n. 3 e più precisamente: 1. le politiche tariffarie; 2. il sistema dei servizi; 3. il sistema lavoro; 4. il sistema delle autonomie locali; 5. il sistema degli operatori privati. Figura n. 3 La promozione della famiglia PROMOZIONE DELLA FAMIGLIA Politiche tariffarie Sistema dei servizi Politiche del lavoro Sistema delle autonomie locali Sistema operatori profit Volontariato e Associazionismo familiare RICOGNIZIONE POLITICHE ESISTENTI Vedere altro
La collana TRENTINOFAMIGLIA è un iniziativa del Progetto Speciale Coordinamento politiche familiari e di sostegno alla natalità atta ad informare sui progetti in atto in Provincia di Trento e a raccogliere Dettagli Settore Socio-Educativo. Assistenza domiciliare. Fattori della qualità. Competenza Professionalità degli operatori. Indicatori di qualità
Settore Socio-Educativo Fattori della qualità Indicatori di qualità Competenza Professionalità degli operatori Grado di soddisfazione degli utenti: 70% di soddisfazione del campione esaminato. Monitoraggio Dettagli Fanno parte della Collana TRENTINOFAMIGLIA :
La collana TRENTINOFAMIGLIA è un iniziativa del Progetto Speciale Coordinamento politiche familiari e di sostegno alla natalità atta ad informare sui progetti in atto in Provincia di Trento e a raccogliere Dettagli IV.3 Politiche per l equità
IV.3 Politiche per l equità L indice di povertà relativa, misurato con la metodologia comunitaria, è nel nostro paese del 19 per cento (quota della popolazione che vive sotto la linea di povertà relativa), Dettagli Proposta di legge di iniziativa popolare per l istituzione del Reddito Minimo Garantito
Proposta di legge di iniziativa popolare per l istituzione del Reddito Minimo Garantito Art. 1. (Istituzione del reddito minimo garantito) 1. Al fine di dare attuazione al diritto fondamentale sancito Dettagli Art. 2 Finalità. LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n. 31. Norme regionali per l esercizio del diritto all istruzione
Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 196 del 7-12-2009 25631 LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n. 31 Norme regionali per l esercizio del diritto all istruzione e alla formazione. La seguente legge: Dettagli TABELLA 1 ELENCO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE, CONDIZIONATE ALL ISEE
A LLEGATO TABELLA 1 ELENCO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE, CONDIZIONATE ALL ISEE A1 - CONTRIBUTI ECONOMICI A1.01 Assegno per il nucleo familiare erogati dai comuni A1.02 Assegno Maternità erogato Dettagli Sicurezza Sociale: Tutela del lavoro e del reddito
Delega Assessorile in materia di Servizi Sociali, Rapporti con Azienda Ospedaliera e A.S.L., Casa Comunale di Soggiorno Anziani, La legge 328 del 2000, attesa per oltre un secolo, ha dotato il sistema Dettagli Comune di Avigliana. Provincia di Torino
Comune di Avigliana Provincia di Torino REGOLAMENTO Per le prestazioni sociali e per l applicazione dell I.S.E.E. (Indicatore Situazione Economica Equivalente) Approvato dal Consiglio Comunale in data Dettagli Accordi e Regolamenti N. 03
Accordi e Regolamenti N. 03 POLITICHE SOCIALI A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIAPOLITICHE A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA (D.M. 18 aprile 2003; DGR n. 1056 del 29.07.2003, L.R. n. 30/2998) CRITERI DI MASSIMA PER L INDIVIDUAZIONE Dettagli REGOLAMENTO PER L ACCESSO E L EROGAZIONE DI INTERVENTI DI SOSTEGNO ECONOMICO PER SINGOLI E PER NUCLEI FAMILIARI
Allegato alla deliberazione di C.C. n. 35 del 29/04/2010 COMUNE DI CREVALCORE (Provincia di Bologna) REGOLAMENTO PER L ACCESSO E L EROGAZIONE DI INTERVENTI DI SOSTEGNO ECONOMICO PER SINGOLI E PER NUCLEI Dettagli AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2012
Allegato n. 2 alla Delib.G.R. n. 19/4 del 8.5.2012 AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2012 PREMESSA Con il presente programma, parte essenziale del più complessivo programma di interventi a favore delle Dettagli Criteri di accesso e modalità di valutazione anno 2015
Allegato A Criteri di accesso e modalità di valutazione anno 2015 1. Premessa Con la D.g.r. 2513 del 17/10/2014 si è data una prima attuazione alla legge regionale n. 18 del 24 giugno 2014 Norme a tutela Dettagli Laboratorio Servizi nell area DISABILI
Laboratorio Servizi nell area DISABILI 1 Studio sui servizi alla persona disabile a Roma Luglio 2007 Nella legislazione italiana, la tutela assistenziale del cittadino disabile si è avuta: 1. Negli anni Dettagli REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DELL ASSEGNO DI ASSISTENZA PER ANZIANI
REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DELL ASSEGNO DI ASSISTENZA PER ANZIANI Art. 1 - FINALITA In accordo con gli indirizzi nazionali fissati dal Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2001-2003 Dettagli REGOLAMENTO ISEE PER L ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE, IN APPLICAZIONE DEL DPCM 5 DICEMBRE 2013, N.
REGOLAMENTO ISEE PER L ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE, IN APPLICAZIONE DEL DPCM 5 DICEMBRE 2013, N. 159 Approvato con deliberazione del consiglio dell unione n Dettagli PROGETTO di LEGGE Norme a tutela dei genitori separati e/o divorziati e dei loro figli
PROGETTO di LEGGE Norme a tutela dei genitori separati e/o divorziati e dei loro figli RELAZIONE ILLUSTRATIVA Secondo le rilevazioni statistiche, la rottura dei legami familiari è un fenomeno sociale che Dettagli DELIBERAZIONE N. DEL. Direzione Regionale: POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT Area: OSSERVATORIO SULLA POVERTA'
REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. DEL 898 16/12/2014 GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N. 21370 DEL 10/12/2014 STRUTTURA PROPONENTE Direzione Regionale: POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT Area: OSSERVATORIO Dettagli COMUNE DI PARMA REGOLAMENTO COMUNALE PER L AFFIDAMENTO FAMILIARE DI MINORI
COMUNE DI PARMA REGOLAMENTO COMUNALE PER L AFFIDAMENTO FAMILIARE DI MINORI Approvato con deliberazione del Commissario Straordinario n. 47/8 in data 26/01/2012 1 ART. 1 Premessa Il presente regolamento Dettagli ARTICOLO 1 OGGETTI E RIFERIMENTI ARTICOLO 2 DESTINATARI ARTICOLO 3 AMBITO DI APPLICAZIONE
I.S.E.E. Comune di Caselette ARTICOLO 1 OGGETTI E RIFERIMENTI Il presente regolamento è finalizzato all individuazione delle condizioni economiche richieste per l accesso alle prestazioni comunali agevolate, Dettagli I disabili (di età superiore a 18 anni)
3.9 3.8 I disabili (di età superiore a 18 anni) ambiti bisogni SERVIZI C.I.S.S. DOMICILIARITà POVERTà LAVORO RESIDENZIALITà Continuare a vivere nel proprio ambiente di vita Avere un sostegno quando la Dettagli REGIONE TOSCANA PREAMBOLO
REGIONE TOSCANA L.R. 2 aprile 2009, n. 16 Cittadinanza di genere B.U. Regione Toscana 06 aprile 2009, n. 11 PREAMBOLO Visto l articolo 117, terzo, quarto e settimo comma della Costituzione; Visto l articolo Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DEGLI INTERVENTI ECONOMICI DI ASSISTENZA SOCIALE - approvato con deliberazione di C.C. n. 49 del 30.11.
REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DEGLI INTERVENTI ECONOMICI DI ASSISTENZA SOCIALE - approvato con deliberazione di C.C. n. 49 del 30.11.2007 CAPO I: PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto Il presente Regolamento Dettagli Comune di San Quirico d Orcia Provincia di Siena
ACCORDO BILANCIO COMUNALE PREVENTIVO 2013 Nei giorni 22 gennaio e 28 febbraio 2013, alle ore 9,30, presso il Comune di San Quirico d Orcia, si sono incontrati il Sindaco Roberto Rappuoli, l Assessore alle Dettagli 1. INTERVENTI ECONOMICI
PIANO DEGLI INTERVENTI IN MATERIA DI POLITICHE FAMILIARI DEL COMUNE DI TIONE DI TRENTO PER L ANNO 2016 PREMESSA La Provincia Autonoma di Trento ha approvato in data 10 luglio 2009 il Libro Bianco sulle Dettagli Città di Minerbio Provincia di Bologna REGOLAMENTO
Città di Minerbio Provincia di Bologna REGOLAMENTO DI AMBITO DISTRETTUALE PER L ACCESSO E LA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI E SOCIO SANITARIE AGEVOLATE IN APPLICAZIONE DEL DPCM 5 Dettagli favorire il ricorso a soluzioni alternative all istituzionalizzazione per i cittadini non autosufficienti, riconoscendo anche la cura e l assistenza
LA GIUNTA REGIONALE vista la legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) e, in particolare gli articoli 2 (Diritto alle prestazioni), Dettagli REGIONE CAMPANIA ASSESSORATO ISTRUZIONE E CULTURA
REGIONE CAMPANIA ASSESSORATO ISTRUZIONE E CULTURA L. R. 26 aprile 1985, n. 30 PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI REGIONALI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO Anno scolastico 2002/2003 BURC n 61 del 9 dicembre 2002 Dettagli L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART. 21 CO. 3 D.P.R. N. 022/PRES.
PROGRAMMA PROVINCIALE FINALIZZATO ALLA SPERIMENTAZIONE DI MODELLI ORGANIZZATIVI INNOVATIVI DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI DI RETE RIVOLTI ALLE PERSONE DISABILI L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART. Dettagli CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI CONTRASTO DELLE POVERTA
COMUNE DI MOGORO Provincia di Oristano CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI CONTRASTO DELLE POVERTA Finanziamento anno 2014 1 Art. 1 Oggetto Il presente documento stabilisce i criteri per la Dettagli Comune di Sondrio. Si assiste inoltre ad una maggior richiesta di accesso alla scuola secondaria di secondo grado da parte degli alunni disabili.
Comune di Sondrio LINEE GUIDA PER LA SPERIMENTAZIONE del coordinamento territoriale per l integrazione dei servizi a favore dell inclusione scolastica degli alunni con disabilità PREMESSA Il Comune di Dettagli COMUNITA PASTORALE Beati Giovanni Mazzucconi e Luigi Monza San Giovanni - Rancio - Laorca FONDO SOLIDALE DELLA COMUNITA
COMUNITA PASTORALE Beati Giovanni Mazzucconi e Luigi Monza San Giovanni - Rancio - Laorca FONDO SOLIDALE DELLA COMUNITA R E G O L A M E N T O Premessa Facendo proprie le considerazioni dell arcivescovo Dettagli LEGGE GIOVANI: Provvedimenti per l inserimento lavorativo, la disponibilità abitativa, lo sviluppo culturale, la partecipazione attiva dei giovani
Consigliere provinciale MAURO MINNITI Via Perathoner, 10 39100 BOLZANO Tel. 0471-946209 www.minnitimauro.it info@minnitimauro.it DISEGNO DI LEGGE PROVINCIALE LEGGE GIOVANI: Provvedimenti per l inserimento Dettagli NUOVA NORMATIVA DEL DIRITTO ALLO STUDIO
Legge regionale 26 aprile 1985, n. 30 NUOVA NORMATIVA DEL DIRITTO ALLO STUDIO TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Finalità La Regione, al fine di concorrere alla realizzazione del diritto allo studio, Dettagli ********** IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. - VISTA la L. n. 184 del 04/05/83 Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori ;
Consiglio di Amministrazione Deliberazione n. del OGGETTO: RECEPIMENTO DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 79 11035 DEL 17/11/03 Approvazione linee d indirizzo per lo sviluppo di una rete di servizi Dettagli COMUNE DI MONZAMBANO Provincia di Mantova
COMUNE DI MONZAMBANO Provincia di Mantova Piazza Vittorio Emanuele 46040 Monzambano tel. 0376800502 fax 0376809348 REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ECONOMICI AI FINI SOCIO-ASSISTENZIALI Dettagli Regolamento per l introduzione dell ISEE come strumento di valutazione della situazione economica dei richiedenti prestazioni sociali agevolate
Regolamento per l introduzione dell ISEE come strumento di valutazione della situazione economica dei richiedenti prestazioni sociali agevolate Art. 1 Oggetto Art. 2 Finalità Art. 3 Riferimenti legislativi Dettagli REGOLAMENTO PER L ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE, IN APPLICAZIONE DEL DPCM 5 DICEMBRE 2013, N.
REGOLAMENTO PER L ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE, IN APPLICAZIONE DEL DPCM 5 DICEMBRE 2013, N. 159 1. SCOPO DEL REGOLAMENTO L I.S.E.E. è lo strumento di valutazione Dettagli REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE
REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ART 1 Oggetto del regolamento. Il presente regolamento disciplina, nell ambito dei principi dell ordinamento e nel rispetto della normativa, l attività Dettagli AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2011
ALLEGATO N. 2 ALLA DELIBERAZIONE N. DEL AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2011 PREMESSA Con il presente programma, parte essenziale del più complessivo programma di interventi a favore delle politiche Dettagli SCHEDA SINTETICA "Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo" ART. 65, 66 LEGGE 448/1998
SCHEDA SINTETICA "Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo" ART. 65, 66 LEGGE 448/1998 SCOPO E OBIETTIVO La legge in esame, in particolare l art. 65 e 66, concerne l erogazione di Dettagli INTERVENTI VARI. Come si richiede? Presentendosi personalmente o inoltrando richiesta scritta indirizzata al Sindaco.
INTERVENTI VARI SEGRETARIATO SOCIALE Che cos è? Il segretariato è un servizio che mette la professionalità degli assistenti sociali a disposizione dei cittadini, fornendo informazioni sulle risorse sociali Dettagli III Conferenza Europea dei Servizi alla Persona
III Conferenza Europea dei Servizi alla Persona Un Piano Nazionale per lo sviluppo dei SAP in Italia Mario Conclave Italia Lavoro I fenomeni in corso in Italia Fenomeni di medio lungo periodo, che spingono Dettagli REGOLAMENTO PER L ACCESSO AI TITOLI SOCIALI
REGOLAMENTO PER L ACCESSO AI TITOLI SOCIALI Art. 1 Oggetto del regolamento Il presente regolamento disciplina, all interno di un sistema integrato di interventi e servizi sociali di competenza dei comuni Dettagli REGOLAMENTO DELLE MISURE DI CONTRASTO ALLA POVERTA A FAVORE DI PERSONE E NUCLEI FAMIGLIARI CHE VERSANO IN STATO DI BISOGNO
REGOLAMENTO DELLE MISURE DI CONTRASTO ALLA POVERTA A FAVORE DI PERSONE E NUCLEI FAMIGLIARI CHE VERSANO IN STATO DI BISOGNO ART.1 OGGETTO Il presente Regolamento disciplina gli interventi di natura economica Dettagli DAL BANDO WELFARE AZIENDALE E INTERAZIENDALE ALLO SVILUPPO DI RETI TERRITORIALI. Dott. Piergiorgio Guizzi C.C.I.A.A. di Brescia, 08 ottobre 2013
DAL BANDO WELFARE AZIENDALE E INTERAZIENDALE ALLO SVILUPPO DI RETI TERRITORIALI Dott. Piergiorgio Guizzi C.C.I.A.A. di Brescia, 08 ottobre 2013 RETI TERRITORIALI OBIETTIVO Attivazione di reti territoriali Dettagli COMUNE DI CHIGNOLO D ISOLA
COMUNE DI CHIGNOLO D ISOLA SETTORE SERVIZI SOCIALI REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Premessa 1. Il Comune di Chignolo d Isola con il presente regolamento intende disciplinare il servizio Dettagli REGOLAMENTO RELATIVO ALLA PROMOZIONE E SOSTEGNO DEL SERVIZIO NIDO FA MILIARE SERVIZIO TAGESM ÜTTER
COMUNE DI CARANO PROVINCIA DI TRENTO REGOLAMENTO RELATIVO ALLA PROMOZIONE E SOSTEGNO DEL SERVIZIO NIDO FA MILIARE SERVIZIO TAGESM ÜTTER Approvato con deliberazione C.C. nr. 28 dd. 29.11.2007. In vigore Dettagli 4a Tutela della salute l.r. 45/2013 1 PREAMBOLO... 1. 1 CAPO I - Oggetto... 2. 2 Art. 1 - Oggetto... 2
4a Tutela della salute l.r. 45/2013 1 Legge regionale 2 agosto 2013, n. 45 famiglie e dei lavoratori in difficoltà, per la coesione e per il contrasto al disagio sociale. Interventi di sostegno finanziario Dettagli REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI RIVOLTI A PERSONE DISABILI
Regolamento comunale n. 79 COMUNE di MADONE Provincia di Bergamo REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI RIVOLTI A PERSONE DISABILI Approvato con deliberazione dal Consiglio Comunale n. 14 del 26 febbraio Dettagli Provincia autonoma di Trento. ICEF strumento per le politiche equitative ed il governo del welfare
Provincia autonoma di Trento ICEF strumento per le politiche equitative ed il governo del welfare Seminario CGIL - SPI Lombardia Milano 16 marzo 2011 Paolo Weber 1 Il contesto Il debito pubblico e la riduzione Dettagli CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI CONTRASTO DELLE POVERTA ESTREME
COMUNE DI MOGORO Provincia di Oristano CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI CONTRASTO DELLE POVERTA ESTREME Finanziamento anno 2011 1 Articolo 1 - Oggetto Il presente regolamento disciplina Dettagli VERBALE DI ACCORDO IN TEMA DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI
VERBALE DI ACCORDO IN TEMA DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E LAVORO, PARI OPPORTUNITÀ E RESPONSABILITÀ SOCIALE D IMPRESA il 19 aprile 2013, in Roma tra l Associazione Bancaria Italiana e (omissis) Premesso Dettagli AVVISO PUBBLICO AI SENSI DELLA DGR 10/4/2015 N
ALLEGATO alla Delibera ASL n. 190 del 29/4/2015 AVVISO PUBBLICO AI SENSI DELLA DGR 10/4/2015 N. 3384 PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI CONTRIBUTO A TUTELA DEI CONIUGI SEPARATI O DIVORZIATI, IN CONDIZIONE Dettagli REGOLAMENTO SERVIZIO CIVICO COMUNALE
COMUNE DI DOMUS DE MARIA REGOLAMENTO SERVIZIO CIVICO COMUNALE INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN SITUAZIONE DI SVANTAGGIO LINEA D INTERVENTO 3 PROGRAMMA REGIONALE DI AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA Dettagli Legge Regionale 10 novembre 2015 n. 18. Misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito. (Valle D'Aosta, BUR 24 novembre 2015, n.
Legge Regionale 10 novembre 2015 n. 18 Misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito. (Valle D'Aosta, BUR 24 novembre 2015, n. 47) IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato; IL PRESIDENTE DELLA REGIONE Dettagli SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI INSERIMENTO SCOLASTICO DEDICATO AI BAMBINI E AI RAGAZZI ADOTTATI
Allegato A SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI INSERIMENTO SCOLASTICO DEDICATO AI BAMBINI E AI RAGAZZI ADOTTATI Il giorno., dell anno. alle ore., presso la sede Dettagli Come deve essere una politica per la famiglia a livello locale.
Come deve essere una politica per la famiglia a livello locale. Indicazioni per gli amministratori locali, ma anche per chi vuole controllare le politiche locali per la famiglia Indice 1. Criteri orientativi Dettagli PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Servizio politiche sociali e abitative LINEE GUIDA PER L ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI MEDIAZIONE FAMILIARE
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Servizio politiche sociali e abitative LINEE GUIDA PER L ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI Luglio 2009 Rev. 1 luglio 2009 2 di 11 INDICE PREMESSA PAG. 3 QUADRO NORMATIVO PAG. Dettagli QUADRO NORMATIVO IN TEMA DI CONCILIAZIONE VITA LAVORO. LA RATIO DI UN ANALISI NORMATIVA
QUADRO NORMATIVO IN TEMA DI CONCILIAZIONE VITA LAVORO. LA RATIO DI UN ANALISI NORMATIVA Come è noto la programmazione dei fondi comunitari trae sempre origine da una analisi del contesto territoriale a Dettagli ALLEGATO B. Quantificazione tariffe a carico utente
ALLEGATO B Quantificazione tariffe a carico utente TABELLE RELATIVE AI LIVELLI INIZIALI E FINALI DELLA SITUAZIONE ECONOMICA E MINIMI E MASSIMI DI TARIFFE Precisato che il costo del servizio viene quantificato Dettagli REGOLAMENTO PER L ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI
REGOLAMENTO PER L ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI CAPO I RICHIAMI NORMATIVI Art. 1 1. Il presente documento disciplina i criteri per l accesso ai servizi erogati dal Comune di Vedano Olona, le modalità del Dettagli Toscana. Legge regionale 2 agosto 2013, n.45
Toscana. Legge regionale 2 agosto 2013, n.45 Interventi di sostegno finanziario in favore delle famiglie e dei lavoratori in difficoltà, per la coesione e per il contrasto al disagio sociale. Pubblicata Dettagli COMUNE DI OLTRESSENDA ALTA PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO COMUNALE PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.
COMUNE DI OLTRESSENDA ALTA PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO COMUNALE PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.) Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 21 del 29.09.2005 Dettagli AMBITO TERRITORIALE DI BARLETTA
CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida AMBITO TERRITORIALE DI BARLETTA SETTORE Servizi Sociali, Sanitari, Pubblica Istruzione, Sport e Tempo Libero DISCIPLINARE Dettagli CNEL. Consiglio nazionale dell economia e del lavoro. Disegno di legge di iniziativa del Consiglio nazionale dell economia e del lavoro su
CNEL Consiglio nazionale dell economia e del lavoro Disegno di legge di iniziativa del Consiglio nazionale dell economia e del lavoro su Disposizioni in materia di statistiche di genere Assemblea 26 giugno Dettagli PROTOCOLLO DI INTESA TRA
PROTOCOLLO DI INTESA L'anno duemilasette, addì 6 del mese di luglio TRA la Regione Puglia, di seguito indicata come Regione, con sede in Bari, Via Caduti di Tutte le Guerre 15 (C.F. ), rappresentata dagli Dettagli LA GIUNTA REGIONALE. L.R. 6 dicembre 1999, n. 23 "Politiche regionali per la famiglia" ed in particolare:
Deliberazione Giunta Regionale 17 maggio 2013 n. 10/144 Determinazioni per l'attuazione di interventi e misure a favore dei genitori separati con figli minori, con particolare riferimento alle situazioni Dettagli PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE. Settore Servizi scolastici e Socio assistenziali
PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE Settore Servizi scolastici e Socio assistenziali OGGETTO : APPROVAZIONE DEL NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DETERMINAZIONE DEI CONTRIBUTI ECONOMICI DA Dettagli COMUNE DI POGGIO TORRIANA - PROVINCIA DI RIMINI-
COMUNE DI POGGIO TORRIANA - PROVINCIA DI RIMINI- REGOLAMENTO DI AMBITO DISTRETTUALE PER L ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE, IN APPLICAZIONE DEL DPCM 5 DICEMBRE 2013, Dettagli REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE
REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Finalità 1.1 Il Dettagli Comune di Carpaneto Piacentino Provincia di Piacenza Settore Socio culturale
Comune di Carpaneto Piacentino Provincia di Piacenza Settore Socio culturale REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI ECONOMICI A SOGGETTI PRIVATI (approvato con delibera C.C. n 49 del 24/06/2000) Dettagli CRITERI PER LA VALUTAZIONE E IL FINANZIAMENTO DEI PIANI PERSONALIZZATI
Allegato A alla Delib.G.R. n. 45/18 del 21.12.2010 CRITERI PER LA VALUTAZIONE E IL FINANZIAMENTO DEI PIANI PERSONALIZZATI Per la predisposizione e valutazione dei Piani Personalizzati di sostegno relativi Dettagli LINEE GUIDA PER L EROGAZIONE DELL ASSISTENZA ECONOMICA NEL COMUNE DI CASINA IN FAVORE DI PERSONE E FAMIGLIE ADULTE E ANZIANE ART.
LINEE GUIDA PER L EROGAZIONE DELL ASSISTENZA ECONOMICA NEL COMUNE DI CASINA IN FAVORE DI PERSONE E FAMIGLIE ADULTE E ANZIANE ART. 1 (OGGETTO) L Amministrazione Comunale di Casina condividendo le finalità Dettagli 1. Il welfare locale. 1. 1 Contesto normativo
1. 1 Contesto normativo L evoluzione normativa, avvenuta negli ultimi trentanni a livello nazionale in materia sanitaria e sociale e a livello regionale (dalle Leggi Regionali n. 78/1979, n. 13/ 1980, Dettagli ENTITA E TIPOLOGIA DEI BONUS
AVVISO PER LA CONCESSIONE DEL BONUS STRAORDINARIO UNA TANTUM ALLE FAMIGLIE CON FIGLI ANNO 2011 per complessivi Euro 23.000 Il Comune con il presente Bando persegue gli obiettivi di: Promuovere la centralità Dettagli DISCIPLINARE COMUNALE
COMUNE DI GESICO GESTIONE DEL PROGRAMMA REGIONALE AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA LINEA D INTERVENTO 3 CONCESSIONE DI SUSSIDI PER LO SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO CIVICO DISCIPLINARE COMUNALE Programma anno Dettagli RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI
RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI Il tema della disabilità mette a prova tutti i passaggi dei cicli di vita delle persone. Attraverso le vicende biografiche di chi attraversa questa particolare condizione è possibile Dettagli PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Reg.delib.n. 1076 Prot. n. VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE O G G E T T O: Approvazione delle "Disposizioni per la valutazione della condizione economica dei Dettagli ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI
C O M U N E PROVINCIA D I S E N N O R I DI SASSARI ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI ASSEGNO DI MATERNITA' ANNO 2012 L assegno è stato istituito dall art.66 della legge n.448/98 con effetto dal 01.01.1999 Dettagli COMUNE DI VAIANO Provincia di Prato REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEI SERVIZI E DEGLI INTERVENTI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA
COMUNE DI VAIANO Provincia di Prato REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEI SERVIZI E DEGLI INTERVENTI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA Approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 67 del 28/10/2004 COMUNE Dettagli Art. 1 (Principi e finalità)
Regione Lazio L.R. 20 Marzo 2009, n. 4 Istituzione del reddito minimo garantito. Sostegno al reddito in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati (1) Art. 1 (Principi e finalità) 1. La Dettagli 2. CONTRIBUTI ECONOMICI E BENEFICI CONTINUATIVI
2. CONTRIBUTI ECONOMICI E BENEFICI CONTINUATIVI I benefici che seguono sono continuativi. Potrebbero però modificarsi di anno in anno parte dei requisiti di accesso, periodo di raccolta delle domande e Dettagli Comune di Ponte San Nicolò
Comune di Ponte San Nicolò SERVIZI SOCIALI Presentazione I Servizi Sociali sono impegnati ad assicurare alle persone ed alle famiglie interventi che consentano di godere di un adeguata qualità della vita. Dettagli BANDO DI SELEZIONE PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI AMMISSIONE ALLE AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA'
Allegato alla Determinazione n. 7 del.0.00 COMUNE DI LACONI Provincia di Oristano Servizio Sociale BANDO DI SELEZIONE PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI AMMISSIONE ALLE AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA' Dettagli BANDO PER L ASSEGNAZIONE DELLA PRIMA DOTE PER I NUOVI NATI PER LE FAMIGLIE CON FIGLI FINO A 36 MESI.
1 BANDO PER L ASSEGNAZIONE DELLA PRIMA DOTE PER I NUOVI NATI PER LE FAMIGLIE CON FIGLI FINO A 36 MESI. FINALITA La Regione Puglia ha inteso finalizzare l erogazione del contributo economico di cui al presente Dettagli SERVIZI DI SOSTEGNO ECONOMICO
9 SERVIZI DI SOSTEGNO ECONOMICO Assegno di maternità 9 È un contributo economico per affrontare le spese legate alla nascita ed ai primi mesi di vita del neonato. Può essere richiesto per nascite, adozioni Dettagli NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA
NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni Dettagli Legge Regionale Piemonte 8 novembre 1989, n. 64
Legge Regionale Piemonte 8 novembre 1989, n. 64 Interventi regionali a favore degli immigrati extra-comunitari residenti in Piemonte pubblicata su B.U.R. Piemonte n. 46 del 15 novembre 1989 Art. 1 (Finalità) Dettagli Interventi a favore della famiglia
QUESITI FORUM LAVORO 2015 * * * L INPS RISPONDE Interventi a favore della famiglia 1. In caso di parto gemellare il bonus bebè viene riconosciuto per entrambi i figli? Manca ancora il decreto attuativo Dettagli Progetto ANZIANI domiciliarità e non autosufficienza
Progetto ANZIANI domiciliarità e non autosufficienza Allegato A MODALITÀ DI UTILIZZO DEL FONDO PER LE NON AUTOSUFFICIENZE E DEL FONDO FINALIZZATO ALLA PERMANENZA O RITORNO IN FAMIGLIA DI PERSONE PARZIALMENTE Dettagli CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO XIV LEGISLATURA ANNO 2010 DISEGNO DI LEGGE 11 febbraio 2010, n. 96 Interventi a favore della famiglia e modificazioni di leggi provinciali connesse D'iniziativa Dettagli Procedimento Assegni al nucleo familiare numeroso Dove E' un contributo economico annuale a sostegno dei nuclei familiari in cui sono presenti almeno
Procedimento Assegni al nucleo familiare numeroso Dove E' un contributo economico annuale a sostegno dei nuclei familiari in cui sono presenti almeno tre figli minori di 18 anni. L'importo massimo dell'assegno Dettagli BANDO 2014 PER L ACCESSO AI CONTRIBUTI A SOSTEGNO DELL ISTRUZIONE FINANZIATI CON FONDI REGIONALI E COMUNALI
C O M U N E di A S S E M I N I Provincia di Cagliari AREA AMMINISTRAZIONE E FINANZE SERVIZIO ISTRUZIONE Ufficio Istruzione - Via Cagliari snc (ex Scuole Pintus) - tel. e fax 070\949476-070\949458 e-mail Dettagli Obiettivi Impegno degli ambiti distrettuali
Allegato 3 Delibera di Giunta regionale n. 1206 del 30/7/2007 Linee di indirizzo per favorire la qualificazione e la regolarizzazione del lavoro di cura delle assistenti familiari nell ambito delle azioni Dettagli ACCORDO DI PROGRAMMA TRA COMUNE DI FIRENZE E Azienda ASL 10 DI FIRENZE PREMESSA
ACCORDO DI PROGRAMMA TRA COMUNE DI FIRENZE E Azienda ASL 10 DI FIRENZE PREMESSA - Il Comune è l Ente titolare delle funzioni in materia di servizi sociali ai sensi dell art. 9 L.142/90 - Il Comune gestisce Dettagli PROTOCOLLO D INDIRIZZO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE
PROTOCOLLO D INDIRIZZO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE PREMESSA Il presente bando disciplina l erogazione di buoni sociali finanziati attraverso Fondo Non Autosufficienze (FNA). Il Buono Sociale si Dettagli ALLEGATO A) al capitolato speciale d appalto. Indirizzi generali per la predisposizione del Progetto di gestione
ALLEGATO A) al capitolato speciale d appalto Indirizzi generali per la predisposizione del Progetto di gestione 1 PROGETTO ASILO NIDO GESTIONE DEL SERVIZIO ASILO NIDO E DEL POST-NIDO Premessa: La traccia Dettagli Cattolica & solidarietà - Una mano a chi ci sta a cuore -
Cattolica & solidarietà - Una mano a chi ci sta a cuore - Assemblea Nazionale Anffas Onlus 23 Maggio 2015 Direzione Vita e Previdenza - Sviluppo Offerta Vita e Previdenza 1 SOCIETÁ CATTOLICA DI ASSICURAZIONI Dettagli CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato NACCARATO
Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 1552 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato NACCARATO Disciplina per l affido dell anziano e dell adulto per la salvaguardia del diritto Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: articolo 30
 art. 24
 art. 8
 art. 41
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
 ART. 1
 ARTICOLO 1
 ARTICOLO 2
 ARTICOLO 3
 ARTICOLO 1
 articolo 117
 Art. 1
 ART. 5
 ART. 21
 ART. 5
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 ART. 65
 ART. 65
 art. 65
 Art. 1
 ART.1
 Art. 1
 Articolo 1
 Art. 1
 Articolo 1
 ART. 1
 art.66
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 art. 9