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Timestamp: 2020-02-20 16:40:43+00:00

Document:
FF 1994 Volume 51 P. 757
Messaggio concernente la legge federale sulla festa nazionale
del 19 ottobre 1994
Onorevoli presidenti e consiglieri, Vi sottoponiamo, per approvazione, il disegno di legge federale sulla festa nazionale.
Vi proponiamo inoltre di togliere di ruolo il seguente intervento parlamentare: 1993 P 93.3468 Legge federale sulla festa nazionale (N 17.12.1993, Ruf).
1994 - 620
In nome del Consiglio federale svizzero: II vicepresidente, Villiger II cancelliere della Confederazione, Couchepin
48 Foglio federale. 77° anno. Vol. V
Compendio // popolo e i Cantoni, il 26 settembre 1993, hanno accettato l'iniziativa «per un giorno della Festa nazionale festivo (iniziativa 1° agosto)». Per applicare il più rapidamente possibile questa decisione, il Consiglio federale ha fatto uso della sua competenza di disciplinare i dettagli per via d'ordinanza fino all'entrata in vigore della nuova legislazione federale. La legge federale deve subentrare all'attuale ordinanza e ha, di massima, lo stesso contenuto materiale.
Il disegno di legge parifica il 1 ° agosto alle domeniche che sono giorni non lavorativi e stabilisce che il giorno della festa nazionale è un giorno festivo pagato. I lavoratori hanno quindi il diritto al pagamento completo dello stipendio da parte del datore di lavoro e possono essere occupati soltanto a titolo eccezionale. Il disegno di legge rimanda in merito alle pertinenti prescrizioni cantonali e federali sul lavoro domenicale e prevede deroghe vere e proprie soltanto nei casi in cui non esistono prescrizioni in materia.
Nella votazione del 26 settembre 1993, l'iniziativa popolare «per un giorno della Festa nazionale festivo (iniziativa «1° agosto»)», depositata nell'agosto 1990, è stata accettata a grande maggioranza dal popolo e dai Cantoni. Giusta l'articolo 20 delle disposizioni transitorie della Costituzione federale (Cost.), il nostro Collegio deve attuare la nuova disposizione entro tre anni dalla sua accettazione da parte del popolo e dei Cantoni. Fino all'entrata in vigore della legislazione federale modificata, l'Esecutivo disciplina i dettagli per via d'ordinanza.
Abbiamo emanato la corrispondente ordinanza il 30 maggio, fissandone la sua entrata in vigore al 1° luglio 1994. Lo stesso giorno è parimenti entrata in vigore la modificazione costituzionale accettata in votazione popolare. Ci adoperiamo ora affinchè una legge subentri il più presto possibile all'ordinanza concepita come soluzione transitoria.
Cenno storico sulla festa nazionale del 1° di agosto
L'iniziativa «per un giorno della Festa nazionale festivo» è spiegata dettagliatamente nel corrispondente messaggio del 20 maggio 1992°. In particolare il messaggio espone la transizione dalla commemorazione delle battaglie del 15° secolo alla festa nazionale. Rimandiamo perciò a cedeste spiegazioni dettagliate, limitandoci ad esaminare in questa sede le questioni direttamente connesse con il disegno di legge.
Tratti fondamentali del disciplinamento proposto In generale
Scopo precipuo del disegno di legge è di istituire di massima il 1 ° agosto come giorno non lavorativo e pagato. Dal profilo del diritto del lavoro e più precisamente da quello del disciplinamento di diritto pubblico della durata del lavoro e del tempo di riposo esso viene parificato alle domeniche. Nondimeno si possono concepire eccezioni a questa norma. In determinati settori è indispensabile poter occupare lavoratori, ragione per cui il disegno prevede un corrispondente disciplinamento. La possibilità di occupare lavoratori durante questo giorno e le modalità di tale occupazione devono essere disciplinate conformemente alle disposizioni legali applicabili al lavoro domenicale. Visto che per determinati gruppi economici e professionali non esistono disciplinamenti legali e che anche in questi casi non si vuole ammettere la possibilità di lavorare senza restrizioni il giorno della festa nazionale - giorno che di massima deve essere festivo per "FF 1992 III 787 segg.
tutti -, per le suddette categorie viene emanata una prescrizione specifica che definisce le condizioni di occupazione il 1° agosto e la durata del tempo di riposo compensativo.
Rimando alla legislazione applicabile in particolare
Come menzionato più sopra, il disegno di legge si limita a dichiarare applicabili le disposizioni specifiche sul lavoro domenicale per disciplinare il lavoro durante il giorno della festa nazionale. La soluzione proposta non garantisce certo una prassi uniforme, ma è perlomeno conforme agli imperativi di sistematica. Esisteva anche la possibilità di dichiarare applicabile per analogia a tutti i lavoratori il disciplinamento della legge sul lavoro come previsto nel disegno della Commissione delle petizioni e dell'esame delle costituzioni cantonali del Consiglio nazionale (FF 1992 III 869 segg.). In questo caso tuttavia sarebbe sorta tutta una serie di problemi: Secondo quali criteri andrebbe rilasciata un'eventuale autorizzazione? Quale sarebbe l'autorità competente? Con quali rimedi giuridici potrebbe essere impugnata la decisione? Quale autorità provvederebbe all'esecuzione? La soluzione adottata offre il vantaggio di applicare disciplinamenti che tengono conto delle condizioni proprie ad ogni professione e di garantirne l'esecuzione da parte delle autorità solitamente competenti in materia. In tal modo si impedisce inoltre che la legge sul lavoro venga applicata - per la sola questione del 1° agosto - a lavoratori che per il rimanente sono esclusi dal suo campo di applicazione.
Questione del pagamento dello stipendio
La prescrizione giusta la quale il giorno della festa nazionale deve essere libero è inevitabilmente legata alla questione del pagamento dello stipendio. Il testo dell'articolo costituzionale non fornisce indicazioni in merito. Nell'ambito dei dibattiti parlamentari relativi all'iniziativa popolare «per un giorno della Festa nazionale festivo» numerosi oratori hanno dichiarato che il 1 ° di agosto è un giorno festivo e remunerato senza che sia necessario precisarlo (Bollettino CN, pag. 76 segg.). Il rapporto della Commissione delle petizioni e dell'esame delle costituzioni cantonali del 9 dicembre 1991 relativo all'iniziativa parlamentare sul 1° agosto considera parimenti escluso e non esigibile dai lavoratori, dal punto di vista della politica del lavoro, fare del 1° agosto un giorno festivo senza obbligo di pagare lo stipendio (FF 1992 II 874 segg.). Condividiamo questo punto di vista, tanto più che siamo già partiti dall'idea di un giorno festivo remunerato nel messaggio relativo all'iniziativa popolare, nel quale affermiamo inequivocabilmente: «L'istituzione di un giorno festivo il 1° agosto avrà in particolare conseguenze per i datori di lavoro del settore privato, i quali, come quelli del settore pubblico, dovranno rimunerare i propri impiegati per questo giorno» (FF 1992 III 800 n. 32).
Taluni hanno contestato la costituzionalità della disposizione che stipula l'obbligo di pagare lo stipendio. Questa censura non è fondata. Giusta la Costituzione federale, dal punto di vista del diritto del lavoro il 1 ° agosto è assimilato 760
a una domenica. Nondimeno questa assimilazione può rifarsi soltanto a disciplinamenti già esistenti del lavoro domenicale, ossia a prescrizioni in materia di durata del lavoro e tempo di riposo. Non esistono invece prescrizioni concernenti il pagamento dello stipendio la domenica, dacché di norma questo giorno è un giorno libero. Una regolamentazione legale del 1° agosto come giorno libero può pertanto disciplinare o meno la questione del pagamento dello stipendio. La competenza in materia si fonda sugli articoli 34ter e 63 Cost., di modo che nella fattispecie l'assimilazione alla domenica dal profilo del diritto del lavoro è assolutamente corretta.
Problema del riposo compensativo
II disegno prescrive da un canto un giorno festivo per tutti i lavoratori e disciplina d'altro canto il riposo compensativo da concedere alle persone che devono comunque lavorare il 1° agosto, ma soltanto nei settori ai quali non si applica alcuna disposizione legale. Laddove vi sono pertinenti disciplinamenti sul lavoro domenicale si rimanda, per la questione del riposo compensativo, a questi disciplinamenti (cfr. n. 132).
Questa soluzione non garantisce la parità di trattamento di tutti i lavoratori, poiché il riposo compensativo è disciplinato in modo molto diverso nelle diverse leggi pertinenti (legge sul lavoro, legge sulla durata del lavoro, ordinamento dei funzionari, ecc.). Perfino all'interno della legge sul lavoro esistono nell'ordinanza 2 (OLL 2) disposizioni speciali che a seconda del gruppo professionale al quale si riferiscono possono risultare totalmente diverse. Il fatto che una disposizione legislativa tolleri il lavoro domenicale non garantisce quindi affatto che debba sempre essere concesso un corrispondente riposo compensativo. Questa relativa disuguaglianza di trattamento dei lavoratori viene accettata, poiché si deve intervenire in disciplinamenti vigenti soltanto nella misura necessaria alla realizzazione della festa federale non lavorativa. Le ulteriori modalità devono conformarsi alle usuali disposizioni sul lavoro domenicale.
Questo modo di procedere è pertanto conforme alla Costituzione, che assimila la festa nazionale a una domenica.
La parità di trattamento dei lavoratori esiste soltanto nei settori nei quali non si lavora il giorno della festa nazionale. Giusta l'articolo 1 del disegno di legge, il 1 ° agosto i lavoratori hanno libero e ricevono lo stipendio integrale. La situazione è un po' più complessa se un lavoratore è obbligato a lavorare il 1 ° agosto (possibilità che esiste ben inteso soltanto se le disposizioni delle leggi e ordinanze pertinenti autorizzano l'occupazione di personale la domenica). A seconda delle circostanze il lavoratore ha diritto o meno a un riposo compensativo. Così, per esempio, giusta la disposizioni applicabili 1' nell'industria alberghiera non esiste l'obbligo di accordare un riposo compensativo al personale occupato il 1° agosto, a meno che il singolo contratto o il contratto collettivo di lavoro dispongano altrimenti. Il contratto collettivo di lavoro dell'industria alberghiera - che abbiamo dichiarato di obbligatorietà generale - prescrive in merito che nel corso dell'anno civile devono essere concessi sei giorni festivi "Art. 30 e 31 dell'ordinanza 2 relativa alla legge sul lavoro.
pagati, senza però precisare quali giorni. Se non concede questi giorni o non li compensa con un giorno di riposo supplementare, il datore di lavoro deve accordare al dipendente interessato un'indennità versata unitamente allo stipendio lordo".
Il nostro Collegio parte dal presupposto che i partner sociali stipuleranno convenzioni che terranno conto delle condizioni di ogni settore in modo da trovare soluzioni che soddisfino possibilmente tutti i lavoratori.
Esecuzione delle disposizioni legali
L'esecuzione delle disposizioni sulla festa nazionale non è espressamente disciplinata nella legge. Come già menzionato più sopra (cfr. il n. 131, nonché le osservazioni relative all'art. 2 del disegno), il rimando alle prescrizioni applicabili sul lavoro domenicale è espresso in termini generali. L'esecuzione delle disposizioni del disegno si conforma quindi parimenti agli atti legislativi ai quali si riferisce. Per quanto concerne per esempio la legge sul lavoro, l'esecuzione della legge spetta ai Cantoni (art. 41 della legge sul lavoro). Nelle branche economiche e professionali che non sono sottoposte ad un obbligo di diritto pubblico, si applicano le norme del diritto privato; le eventuali contestazioni competono pertanto al giudice civile (cfr. art. 342 cpv. 2 CO)2).
L'ordinanza sulla festa nazionale entrata in vigore il 1° luglio 1994 costituisce unicamente una soluzione transitoria. Essa diverrà superflua con l'entrata in vigore della presente legge e sarà pertanto abrogata alla stessa data. Il disegno non contiene disposizioni in merito, poiché l'abrogazione rientra nelle nostre competenze.
Risultati della procedura preliminare Osservazione introduttiva
II Dipartimento federale dell'economia pubblica ha indetto dal 3 gennaio al 4 marzo 1994 una procedura di consultazione in merito al disegno d'ordinanza sulla festa nazionale, presentandone il disegno ai Cantoni, ai partiti politici, alle associazioni mantello e ad altre organizzazioni interessate. Visto che il disegno di legge non si scosta dall'ordinanza quanto al fondo, si è rinunciato ad avviare una seconda procedura di consultazione. Questo modo di fare era stato stabilito fin dal principio e comunicato agli enti consultati. La questione del pagamento dello stipendio non è stata disciplinata nel disegno di ordinanza sottoposto a consultazione, ma gli enti consultati sono stati espressamente invitati ad esprimersi in merito, in vista dell'ulteriore disciplinamento legale. Ad avve''Art. 77 cpv. 1 e 2 Contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria alberghiera.
> Giusta questa disposizione, a determinate condizioni le Parti contraenti possono adire il giudice civile anche quando di tratta di obblighi di diritto pubblico.
nuta valutazione dei risultati della procedura di consultazione l'obbligo del pagamento dello stipendio è stato accolto nel testo definitivo di ordinanza; il presente disegno di legge riprende tale obbligo. Pertanto i risultati della procedura relativi al disegno d'ordinanza possono essere presi incondizionatamente in considerazione ai fini del disegno di legge.
Risultati della procedura di consultazione Osservazione preliminare
I risultati della procedura di consultazione sono riassunti in uno speciale rapporto pubblicato a fine di maggio, che può essere richiesto all'Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro. Ci limitiamo perciò qui di seguito ad un breve prospetto.
Complessivamente 51 enti interpellati hanno presentato un parere, vale a dire tutti i Cantoni, il Partito socialista svizzero, l'Unione democratica di centro, il Partito liberale svizzero, l'Anello degli indipendenti, i Democratici svizzeri, il Partito svizzero della libertà, le associazioni mantello delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, nonché altre cerehie interessate.
Il disegno presentato in consultazione è stato di norma bene accolto dai Cantoni, dai partiti e dalle altre organizzazioni, benché singole questioni siano state oggetto di censure, specialmente da parte dei datori di lavoro. La questione dell'obbligo di pagare lo stipendio ha suscitato vive controversie. Oppositori e fautori quasi si equilibravano; una maggioranza relativamente chiara a favore dell'obbligo del pagamento dello stipendio si è manifestata soltanto presso i Cantoni.
Contenuto dell'ordinanza e della legge
Fatta salva un'unica eccezione, tutti i Cantoni hanno di norma sostenuto il disegno.
I partiti che si sono espressi in merito al disegno l'hanno caldeggiato (è stata presentata una sola proposta di modificazione).
Le associazioni e le altre cerehie interessate non hanno manifestato la stessa unanimità di consensi, benché abbiano approvato il disegno a grande maggioranza. Numerose associazioni padronali hanno espresso il parere che le soluzioni erano eccessive, ragione per la quale hanno presentato diverse proposte di modificazione, senza peraltro respingere integralmente il disegno. Talune rare associazioni hanno ritenuto superflue le disposizioni di esecuzione. Le associazioni dei lavoratori invece erano in maggioranzafavorevoli al disegno, pur manifestando il desiderio di introdurvi talune correzioni. Esse postulano in 763
particolare la parità di trattamento di tutti i lavoratori, uomini e donne, e chiedono l'introduzione di una prescrizione uniforme sul riposo compensativo, applicabile a tutti i lavoratori (cfr. a questo proposito il n. 134). Per quanto le concerne, ritengono che il disegno sia insufficiente su questo punto.
Obbligo dì pagare lo stipendio
La questione ha suscitato una viva controversia. Complessivamente si è manifestata una maggioranza molto scarsa a favore dell'istituzione dell'obbligo per il datore di lavoro di pagare lo stipendio. 15 Cantoni si sono espressi a favore di tale obbligo e 11 vi si sono opposti. Dei 15 fautori 5 erano del parere che il pagamento dello stipendio dovesse essere già fissato a livello di ordinanza, mentre 10 si sono invece pronunciati a favore di un disciplinamento nella futura legge. Tre Partiti si sono espressi a favore del pagamento dello stipendio (di cui due a favore di un disciplinamento a livello di ordinanza), mentre gli altri tre ritengono preferibile affidare la soluzione di questa questione ai partner sociali. Anche le associazioni e le altre organizzazioni non sono state in grado di formare una chiara maggioranza: nove erano a favore dell'obbligo (di cui otto a favore del disciplinamento a livello di ordinanza) e otto contro.
Come ci si poteva aspettare si è delineata qui una netta frattura tra le associazioni padronali e le associazioni dei lavoratori.
Come già menzionato, la maggioranza dei pareri ricevuti era di norma favorevole al disegno sottoposto alla consultazione; pertanto il testo dell'ordinanza può essere ripreso praticamente senza modificazioni nel disegno di legge.
Il disegno disciplina le questioni che si pongono in rapporto con la festa nazionale senza intervenire nella competenza dei Cantoni di stabilire i giorni festivi.
Esso dichiara di massima la festa nazionale giorno non lavorativo per tutti i lavoratori che esercitano un'attività dipendente. Si intende in tal modo dare ai cittadini la possibilità di riflettere sul significato del 1 ° agosto, festa istituita per commemorare la fondazione della Confederazione. Le eventuali eccezioni al principio del giorno non lavorativo sono disciplinate dalle pertinenti prescrizioni, di modo che viene attuata una relativa parità di trattamento di tutti i lavoratori. La parità assoluta non è garantita unicamente per quanto concerne l'obbligo di accordare un riposo compensativo. Questa relativa disparità di trattamento è accettata dacché, sempre che non sia indispensabile, non si intende intervenire nei disciplinamenti esistenti sul lavoro domenicale (cfr. n. 134).
La valutazione dei risultati della procedura di consultazione ha mostrato che una scarsa maggioranza riteneva che il giorno della festa nazionale dovesse essere pagato. In base a questa valutazione e all'argomentazione avanzata nell'ambito del dibattito, giusta la quale non si poteva imporre ai salariati una festa nazionale sotto forma di giorno non lavorativo senza decidere che lo stesso fosse pagato, dopo aver ponderato gli interessi in presenza, il nostro Collegio ha deciso di accogliere l'obbligo del datore di lavoro di pagare lo stipendio nel 764
testo definitivo dell'ordinanza e di riprenderlo successivamente nel testo del disegno di legge. In questo contesto si è anche tenuto conto del fatto che, quando si è espressa in merito, la popolazione svizzera ha certamente ritenuto che si trattasse di un giorno festivo pagato. Per quanto concerne la questione dello stipendio, il disegno non segue quindi il disciplinamento applicabile ai giorni festivi cantonali. La legge infatti non prescrive l'obbligo di versare lo stipendio per detti giorni, bensì affida ai partner sociali il compito di trovare un terreno d'intesa. L'assimilazione del giorno della festa nazionale alla domenica è pertanto limitata agli orari di riposo e di lavoro (cfr. n. 131). Non si impongono ulteriori modificazioni.
Parte speciale: commento delle disposizioni del disegno
Qui di seguito commentiamo brevemente le singole disposizioni del disegno di legge.
Articolo 1 Principio Affinchè la festa nazionale conservi tutto il suo significato è previsto un divieto generale di lavoro nel senso della disposizione costituzionale. Il 1° agosto deve essere di massima un giorno festivo (cpv. 1). Questa disposizione è conforme alla Costituzione e risulta altresì dai documenti anteriori in merito alla questione 1'.
Nel fissare la festa nazionale la Confederazione non vuole intervenire nella competenza dei Cantoni di stabilire i giorni festivi. I Cantoni mantengono questa competenza. Nondimeno, per motivi evidenti, la festa nazionale può essere stabilita soltanto dalla Confederazione, circostanza che non viola affatto la sovranità dei Cantoni. Il nuovo giorno festivo ha pertanto un carattere particolare.
Il capoverso 1 del disegno stabilisce che dal profilo del diritto del lavoro la festa nazionale viene parificata alle domeniche e deve di massima essere non lavorativa. L'effetto di questa disposizione è pertanto indirettamente vincolato alle prescrizioni legali che vietano di norma di occupare i salariati la domenica (per la maggior parte dei lavoratori si tratta dell'art. 18 della legge sul lavoro; cfr. in merito le osservazioni relative all'ar. 3 del disegno).
Il capoverso 2 precisa che il 1 ° agosto non deve essere compulato nel numero dei giorni festivi ai sensi dell'articolo 18 capoverso 2 della legge sul lavoro.
Queslo principio figura già nella disposizione cosliluzionale. La prescrizione in queslione ha unicamenle lo scopo di precisare che i Canloni hanno la facoltà di assimilare alla domenica otto giorni festivi all'anno. I Cantoni nei quali il 1 ° agosto è già un giorno festivo parificato alle domeniche hanno la possibilità di parificare alle domeniche un giorno festivo supplementare. Il capoverso 2 non ha un effetto più esteso. Quindi bisogna ammettere che l'articolo 10 capoverso 1 della legge sul lavoro è parimenti applicabile al giorno della festa nazio" Messaggio concernente l'iniziativa 1° agosto, FF 1992 III 795 segg.; Bollettino stenografico CN, 1993 76 segg.
naie, questa disposizione stabilisce che nelle imprese industriali il lavoro cessa entro le ore 17 le vigilie dei giorni festivi.
Infine il capoverso 3 prescrive l'obbligo del datore di lavoro di pagare completamente lo stipendio per le ore non effettuate. La prescrizione è applicabile a tutti i dipendenti occupati, quindi anche alle persone pagate a ore e occupate a tempo parziale. È quindi scientemente che la questione dello stipendio viene trattata in modo diverso per il giorno della festa nazionale e per i giorni festivi cantonali. Infatti il pagamento durante i giorni festivi cantonali non è disciplinato dalla legge. L'assimilazione del 1° agosto alle domeniche si riferisce unicamente alle prescrizioni di diritto pubblico, ossia alle disposizioni che disciplinano il tempo di riposo e di lavoro. Tale assimilazione non si applica invece al pagamento dello stipendio retto dal diritto privato; cfr. n. 131).
Per il rimanente sono valide le norme usuali (non scritte) per i giorni festivi del diritto del lavoro. Se per esempio la festa nazionale cade in un giorno in cui normalmente nell'azienda non si lavora, il giorno festivo non può essere ricuperato dai lavoratori e non è neppure dovuto uno stipendio. Se il 1° di agosto cade invece nel periodo di vacanze di un lavoratore (ossia su un giorno della settimana nel quale di solito si lavorerebbe), questo giorno non va considerato giorno di vacanza preso come tale.
Artìcolo 2 Occupazione durante la festa nazionale II capoverso 1 dell'articolo 2 contiene una disposizione giusta la quale l'occupazione di lavoratori è ammessa eccezionalmente. Non si crea però un catalogo di branche o di aziende autorizzate a praticare il lavoro domenicale, ma si rimanda alle pertinenti prescrizioni sul lavoro domenicale. A seconda del rapporto d'impiego e della branca la questione è disciplinata dalla legge sul lavoro, dalla legge sulla durata del lavoro, dalla legislazione federale o cantonale sui funzionart, ecc. Il vantaggio consiste nel fatto che ci si può basare su una prassi confermata ed estesa nel campo del lavoro domenicale. Il rinvio alla pertinente legislazione è formulato in termini generali: è valido non soltanto per quanto concerne l'autorizzazione del lavoro domenicale, bensì anche per tutte le altre questioni, come quella della concessione di un giorno di riposo compensativo.
A titolo d'esempio, l'articolo 20 della legge sul lavoro e le disposizioni delle relative ordinanze sarebbero applicabili a tutte le imprese assoggettate alla legge sul lavoro.
Determinate branche o attività sono escluse dal campo d'applicazione della legge sul lavoro e non sono neppure sottoposte ad altre legislazioni speciali (p.
es. i lavoratori agricoli, le aziende pescherecce), ragione per la quale l'articolo 2 capoverso 1 del disegno non è applicabile. Per questi lavoratori il lavoro domenicale è di norma ammesso d'ufficio se si fonda su un accordo stabilito in virtù della legislazione sul contratto di lavoro. Il principio del 1° di agosto non lavorativo giusta l'articolo 1 vale tuttavia anche per questi lavoratori. Poiché in questo caso il lavoro domenicale sarebbe ammissibile praticamente senza restrizioni, il capoverso 2 stabilisce limiti al lavoro effettuato il giorno della festa nazionale. Ove i bisogni dell'azienda lo esigano, il lavoratore può essere occupato durante questo giorno. Il disegno di legge prescrive inoltre una misura compensativa in caso di lavoro effettuato durante il giorno della festa nazio766
naie. Se non supera le cinque ore, il lavoro previsto o effettuato il 1° agosto è compensato con tempo di riposo di uguale durata; se supera le cinque ore, è giustificato prescrivere un giorno di riposo compensativo. Questo disciplinamento sul riposo compensativo si basa sulla corrispondente prescrizione del disegno di legge sulla revisione parziale della legge sul lavoro 1'.
Articolo 3 Riserva del diritto cantonale L'occupazione ai sensi dell'articolo 2 di lavoratori il giorno della festa nazionale è ammessa eccezionalmente nella misura in cui le pertinenti prescrizioni relative al lavoro domenicale lo consentono. Ciò potrebbe indurre nella falsa supposizione che, nel caso siano date le corrispondenti premesse o autorizzazioni, l'occupazione di lavoratori il 1° agosto sia in ogni caso possibile. Per chiarire che questo non corrisponde al vero, l'articolo 3 sancisce la riserva della legislazione cantonale in materia. A seconda dei casi tale legislazione può limitare o addirittura escludere simili occupazioni domenicali. Si tratta delle disposizioni sul riposo domenicale e sulle ore di apertura delle aziende di vendita al dettaglio, dei pubblici esercizi e delle aziende di divertimento. Pertanto anche in questo campo i Cantoni conservano la loro intera sovranità. La riserva non ha effetto giuridico costitutivo, ma è semplicemente di natura declaratoria.
Articolo 4 Modificazione del diritto previgente II fatto di fissare un giorno festivo supplementare assimilato alla domenica suppone una modificazione della legge sulla durata del lavoro, legge che disciplina in particolare la durata del lavoro e del riposo nelle imprese di trasporti pubblici. Giusta il suo articolo 10, almeno 20 giorni di riposo all'anno devono cadere in domenica, fermo restando che taluni giorni di riposo sono assimilati alla domenica. Visto che la Costituzione federale assimila il 1° agosto alla domenica, anche questo giorno deve poter essere preso in considerazione come domenica nell'ambito della legge sul lavoro.
Ripercussioni finanziarie Per il datore di lavoro
Occorre innanzitutto osservare che non esistono statistiche sulle ripercussioni salariali dei giorni festivi cantonali. Il pagamento dello stipendio non è disciplinato per legge, bensì retto da norme contrattuali. Inoltre, prima ancora che il 1° agosto fosse oggetto di un ordinamento federale, molti Cantoni lo riconoscevano già come giorno festivo. Si può così supporre che numerosi salariati ricevevano il loro stipendio nonostante le ore di lavoro perse (cfr. qui di seguito i relativi dettagli). Le ripercussioni finanziarie sono quindi ascrivibili per l'essenziale all'adozione della disposizione costituzionale e indipendenti dalla regolamentazione legale dell'obbligo di pagare lo stipendio. Non è pertanto possibile calcolare con precisione i costi dovuti all'istituzione legale di un giorno festivo il 1° agosto.
'»Art. 19a cpv. 2 del disegno legge sul lavoro; FF 1994 II 203 segg.
Bisogna altresì rilevare che l'istituzione della festa nazionale non provoca necessariamente nuove spese. Il giorno festivo supplementare non aumenterà la massa salariale versata alla fine di ogni mese, ma si lavorerà di norma un giorno in meno per il medesimo stipendio (circostanza che può provocare un aumento dei costi salariali unitari). Non è possibile prevedere quale sarà l'effettiva perdita di rendimento di un determinato ramo o di una determinata impresa. La perdita può addirittura essere nulla (per esempio nell'ambito dell'insegnamento).
Per i datori di lavoro un giorno non lavorativo supplementare costituisce un fattore di rincaro del lavoro e nell'ambito dei futuri negoziati salariali si terrà senza dubbio conto di questa circostanza. Le ripercussioni finanziarie sono quindi di carattere temporaneo.
Giusta le valutazioni ufficiose dell'Unione centrale delle associazioni padronali, l'applicazione della regolamentazione sul 1° agosto costerebbe all'incirca 500 milioni di franchi, importo pari allo 0,25 per cento della massa salariale.
Le nostre proprie stime ci inducono a pensare che questa cifra è probabilmente troppo elevata e questo per i seguenti motivi: Già prima dell'entrata in vigore dell'ordinanza sei Cantoni avevano dichiarato il 1 ° agosto giorno festivo e quindi un terzo circa degli Svizzeri beneficiava di questo regime. Nei tre Cantoni di Zurigo, Sciaffusa e Soletta (in quest'ultimo soltanto mezza giornata era non lavorativa) il 1 ° agosto era assimilato alla domenica ai sensi della legge sul lavoro. Si può ammettere che il giorno festivo era pagato in ampia misura e che l'introduzione della festa nazionale non ha provocato nuovi costi. Ci basiamo in merito sul fatto che di norma i contratti collettivi di lavoro prescrivono l'obbligo di pagare lo stipendio senza controprestazione.
Inoltre i lavoratori pagati mensilmente ricevono generalmente il loro stipendio fisso a fine mese, a meno che un accordo contrario disponga altrimenti. Invece il personale pagato a ore non è in genere indennizzato per le ore non lavorative del 1° agosto. Questa osservazione si applica peraltro anche ai Cantoni nei quali il 1° agosto non era un giorno festivo assimilato alla domenica.
Per quanto concerne i tre Cantoni di Turgovia, Ticino e Ginevra che avevano dichiarato il 1 ° agosto festa legale, senza però assimilarlo alla domenica ai sensi della legge sul lavoro, si puo ammettere che una grande maggioranza dei dipendenti hanno ricevuto lo stipendio (in particolare i dipendenti pagati mensilmente).
Negli altri Cantoni il 1 ° agosto non era un giorno festivo prima dell'entrata in vigore della nostra ordinanza. Di norma i dipendenti lavoravano durante quel giorno. Talune categorie di lavoratori beneficiavano però di un giorno libero senza perdita dello stipendio, così per esempio le amministrazioni pubbliche di numerose Città e Comuni. Inoltre, in questi stessi Cantoni, la maggior parte delle aziende, dei negozi, delle banche, ecc., chiudevano il pomeriggio del 1° agosto.
Inoltre un numero non indifferente di datori di lavoro pagherebbe comunque lo stipendio per il giorno della festa nazionale anche in assenza di obbligo legale. Occorre infine considerare che ogni tre o quattro anni il 1° agosto cade di sabato o di domenica, circostanza che dovrebbe contribuire a ridurre di un 30 per cento supplementare le ripercussioni finanziarie.
II giorno della festa nazionale festivo e pagato provoca unicamente ripercussioni finanziarie minime per la Confederazione, visto che, nell'ambito della regolamentazione in vigore, il 1° agosto rientra comunque nei giorni di riposo concessi annualmente, parzialmente o interamente, a seconda dell'anno e del luogo di servizio.
II progetto non è annunciato nel programma di legislatura 1991-1995, poiché la relativa base costituzionale è stata istituita soltanto con la votazione popolare del 26 dicembre 1993. In considerazione della forte maggioranza accettante, abbiamo intrapreso tempestivamente l'elaborazione delle pertinenti disposizioni di esecuzione. L'ordinanza entrata in vigore il 1° luglio 1994 è stata comunque concepita come mera soluzione transitoria. Il nostro Collegio intende sostituire quanto prima questo ordinamento provvisorio con una legge, seguendo all'uopo la procedura legislativa ordinaria.
La legge esplica i suoi effetti unicamente sul territorio della Confederazione; è pertanto superfluo esaminarla dal profilo della compatibilita con il diritto europeo.
II disegno di legge si fonda sull'articolo 116 bis Cost., nonché sull'articolo 20 delle disposizioni transitorie. Visto che il disegno tocca anche questioni di diritto del lavoro, il preambolo enuncia inoltre gli articoli 34ter e 64 Cost.
Legge federale sulla festa nazionale
L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visti gli articoli 34'", 64 e 116bis della Costituzione federale; visto l'articolo 20 delle disposizioni transitorie della Costituzione federale; visto il messaggio del Consiglio federale del 19 ottobre 1994'', decreta: Art. l Principio ' II giorno della festa nazionale è un giorno non lavorativo assimilato alla domenica.
2 Esso non è computato nel numero dei giorni festivi secondo l'articolo 18 capoverso 2 della legge sul lavoro 2'.
3 II datore di lavoro è tenuto a pagare il salario intero per il giorno non lavorativo della festa nazionale.
Art. 2 Occupazione durante il giorno della festa nazionale 1 L'occupazione di lavoratori durante il giorno della festa nazionale è retta dalle pertinenti prescrizioni sul lavoro domenicale.
2 Ove non sia applicabile alcuna disposizione legale, i lavoratori possono essere occupati il giorno della festa nazionale se le esigenze dell'azienda lo richiedono. Se la sua durata non supera cinque ore, il lavoro è compensato con tempo libero di uguale durata; esso è compensato con un giorno di riposo se la sua durata è superiore alle cinque ore.
Art. 3 Riserva del diritto cantonale Sono fatte salve le disposizioni cantonali sul riposo domenicale e sugli orari di apertura di aziende operanti nella vendita al dettaglio, nella ristorazione o nel settore del divertimento.
Art. 4 Modificazione del diritto previgente La legge federale dell'8 ottobre 19713) sulla durata del lavoro è modificata come segue: » FF 1994 V 757 >RS 822.11 > RS 822.21
Festa nazionale. LF
Art. 10 cpv. 1 1 Per ogni anno civile, al lavoratore sono concessi 62 giorni di riposo pagati, adeguatamente ripartiti, di cui almeno 20 devono cadere in domenica. Sono parificati alle domeniche il Capodanno, l'Ascensione, la festa nazionale, il Natale e al massimo cinque altri giorni festivi cantonali.
Art. 5 Disposizioni finali 1 La presente legge sottosta al referendum facoltativo.
2 II Consiglio federale he determina l'entrata in vigore.
Messaggio concernente la legge federale sulla festa nazionale del 19 ottobre 1994
10 118 011

References: art. 342

Articolo 1

Articolo 3

Articolo 4
 articolo 10

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 10

Art. 5