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Timestamp: 2020-07-13 09:14:48+00:00

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Art. 1 Effetti
1. Il Regolamento urbanistico costituisce, nel rispetto delle disposizioni del Piano Strutturale, atto di governo del territorio del Comune di Poggibonsi.
2. Definisce l'assetto e l'uso di tutto il territorio comunale, regolando i processi di trasformazione in modo da renderli sostenibili e compatibili con l'esigenza primaria di conservare integre le risorse, in coerenza con gli indirizzi e i criteri generali fissati nel Piano strutturale.
3. Le norme e le prescrizioni del Regolamento urbanistico sottostanno alle regole generali fissate nel Piano strutturale. In caso di discordanza prevale la norma del Piano strutturale ed il Regolamento dovrà conformarvisi con specifica variante.
4. Il Regolamento urbanistico è redatto ai sensi delle disposizioni nazionali e regionali in materia urbanistica e contiene, secondo quanto indicato all'art. 28 della Legge regionale 5/95, vigente al momento della sua approvazione:
a) la individuazione del perimetro aggiornato dei centri abitati, ai sensi e per gli effetti dell′articolo 17, legge 6 agosto 1967, n. 765, e dell′articolo 4, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285;
b) la individuazione delle aree all′interno di tale perimetro sulle quali è possibile, indipendentemente dal programma integrato d′intervento di cui all′articolo 29, l′edificazione di completamento o l′ampliamento degli edifici esistenti;
c) la individuazione delle aree destinate ad opere di urbanizzazione primaria e secondaria, nel rispetto degli standard previsti dal D.M. 2 aprile 1968, n. 1444;
d) la individuazione delle aree, in conformità all′articolo 24, terzo comma, per le quali, in rapporto alla loro particolare complessità e rilevanza, si può intervenire solo mediante i piani attuativi di cui all′articolo 31;
e) la determinazione degli interventi, non riguardanti le aree di cui al punto d), consentiti all′esterno dei centri abitati, indipendentemente dal programma integrato d′intervento di cui all′articolo 29;
f) le infrastrutture da realizzare all′esterno dei centri abitati;
g) la disciplina per il recupero del patrimonio urbanistico ed edilizio esistente;
h) la individuazione dei criteri di coordinamento delle scelte localizzative con gli atti di competenza del sindaco in materia di orari ai sensi dell′art. 36 legge 8 giugno 1990, n. 142 e successive modifiche e della disciplina regionale ivi prevista.
5. Le tavole di progetto del Regolamento urbanistico definiscono con sufficiente dettaglio le destinazioni delle singole aree, tuttavia i progetti attuativi degli interventi potranno conformarvisi con i necessari adeguamenti e con una migliore specificazione.
6. Le norme del Regolamento urbanistico si integrano con quelle del vigente Regolamento Edilizio.
Art. 2 Elaborati
1. Il Regolamento urbanistico del Comune di Poggibonsi è costituito dai seguenti elaborati:
2 Norme di attuazione
3 Schede per interventi particolari
4 Cartografia di progetto 1:10.000
5 Cartografia di progetto 1:2000
6 Carta della fattibilità geologica
7 Schede di fattibilità geologica
8 Cartografia di progetto 1:500
2. Tutti gli elaborati fanno parte del Regolamento e ne costituiscono, ad eccezione della relazione, parte prescrittiva.
3. Nel caso in cui si rilevassero discordanze tra la cartografia trasposta su sistemi informatici per consultazione interattiva e quella preesistente, deve considerarsi valida come previsione urbanistica la cartografia preesistente.
Art. 3 Durata e validità
1. Il Regolamento urbanistico ha validità a tempo indeterminato.
2. Al momento della definitiva approvazione del Regolamento urbanistico ogni altro strumento urbanistico di iniziativa pubblica vigente in precedenza decade automaticamente, ad esclusione dei Piani per l'edilizia economica e popolare e dei Piani per gli insediamenti produttivi non ancora completamente ultimati.
3. I piani attuativi di iniziativa privata vigenti al momento della entrata in vigore delle norme del Regolamento urbanistico, mantengono la loro efficacia fino al momento della loro naturale decadenza. Fatto salvo quanto previsto al comma successivo i piani stessi possono essere adeguati, su richiesta dei privati interessati, alle nuove norme contenute nel presente Regolamento.
4. Fermo restando il rispetto delle norme di Regolamento Urbanistico, che sono in ogni modo prevalenti, rimangono salvi gli impegni derivanti da rapporti convenzionali, da previsioni di piani urbanistici o di concessioni edilizie relativi alla cessione di aree per scopi pubblici, alla realizzazione di opere pubbliche o a specifici impegni assunti al momento della realizzazione degli interventi o delle opere.
5. Secondo quanto disposto dall′art. 55, comma 5, della L.R. 1/2005, le previsioni relative alle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio perdono efficacia nel caso in cui, alla scadenza del quinquennio dall′approvazione del Regolamento o dalla modifica che li contempla, non siano stati approvati i conseguenti piani attuativi o progetti esecutivi.
6. Allo scopo di controllare l′aumento del carico urbanistico e gli effetti ambientali conseguenti, il Comune tiene sotto monitoraggio gli interventi consentiti dal presente R.U..
Il monitoraggio riguarda tutti gli interventi comunque denominati, compreso quelli che secondo le disposizioni del punto 2.9 della normativa di P.S. non concorrono al dimensionamento, quando essi comportino aumento di superficie utile lorda o mutamento di destinazione d′uso.
Oltre che alla scadenza quinquennale di cui all′art 55, comma 7, della L.R. 1/05, il monitoraggio viene eseguito quando necessario in relazione alle attività di aggiornamento del quadro conoscitivo, a quelle di coordinamento con le azioni comunali di settore e in occasione di varianti al RU che incidano sugli interventi oggetto di monitoraggio.
Le attività di monitoraggio sono contenute in apposita relazione, redatta dall′ufficio competente, nella quale sono descritti gli stati di attuazione del RU anche in riferimento al Piano Strutturale vigente, al coordinamento con le politiche comunali di settore e alle sinergie con la programmazione economico e finanziaria del Comune. Tale relazione avrà pertanto lo scopo di:
- indicare le necessità di aggiornamento del quadro conoscitivo alla luce delle eventuali modifiche intervenute, descrivendo lo stato dell′ambiente in relazione agli effetti delle medesime;
- verificare l′esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria in rapporto al programma triennale comunale;
- controllare lo stato della progettazione e l′attuazione degli interventi, pubblici o privati, nelle aree di ristrutturazione urbanistica e di espansione;
- aggiornare il bilancio del dimensionamento previsto dal R.U. con riferimento, anche, alle previsioni del Piano Strutturale vigente;
- accertare l′integrazione tra attuazione delle previsioni di R.U. e l′azione degli enti gestori delle risorse e dei servizi.
A seguito del monitoraggio il Comune modifica e integra, quando necessario, il Regolamento Urbanistico, al fine di migliorarne l′efficacia e prende in considerazione la formazione di varianti o di un nuovo Regolamento Urbanistico.
Art. 4 Poteri di deroga
1. E' facoltà del Sindaco, previa deliberazione del Consiglio Comunale, derogare dalle disposizioni delle presenti norme ai sensi dell'art. 41 quater della L. 17.08.1942 n. 1150 e dell'art. 35 bis della L.R. 16.01.1995 n. 5, per interventi pubblici o di interesse pubblico generale da realizzarsi anche a cura dei privati, purché gli interventi suddetti siano previsti su zone già destinate dal PRG a funzioni pubbliche o di interesse pubblico generale.
Art. 6 Forme di attuazione
1. Le previsioni del Regolamento Urbanistico si attuano, in osservanza alla vigente legislazione, al Regolamento Edilizio Comunale ed alle presenti norme, mediante:
- Piani Attuativi con i criteri e le modalità di cui al Titolo V°, Capo IV°, della L.R. 1/2005. La redazione del Piano Attuativo è sempre obbligatoria per interventi in zone di espansione, per interventi di ristrutturazione urbanistica e in tutti i casi previsti esplicitamente dalla L. 1150/1942, da altre leggi vigenti o dalle presenti norme.
- Programmi Aziendali Pluriennali di Miglioramento Agricolo Ambientale di cui all′art 42 della L.R. 1/2005;
- Interventi diretti previo atto abilitativo come specificato al Titolo VI° della L.R. 1/2005.
Art. 7 Salvaguardie e norme transitorie
1. Il Regolamento urbanistico entra in vigore secondo le disposizioni di legge.
2. Costituiscono prescrizioni immediatamente operanti e costituiscono salvaguardia del Regolamento urbanistico fin dalla sua adozione le disposizioni indicate nelle presenti norme e negli altri elaborati che lo costituiscono ai sensi dell'articolo 2. 3. Fatte salve le norme transitorie di cui ai successivi commi, sono consentiti, fino alla entrata in vigore definitiva del Regolamento urbanistico, tutti gli interventi ammessi dalle presenti norme, salvo restrizioni maggiori contenute nella disciplina urbanistica in vigore o in salvaguardia.
4. Le norme transitorie entrano in vigore al momento della definitiva approvazione del Regolamento urbanistico, mentre nel periodo di formazione vale quanto previsto dai precedenti commi.
5. Le disposizioni sui permessi in contrasto con le nuove previsioni contenute nel Regolamento Urbanistico sono regolate dalla legge.
6. Le disposizioni di cui ai commi precedenti, relative alla entrata in vigore del Regolamento urbanistico, sono parimenti riferite anche alla entrata in vigore di ogni successiva variante.
Art. 8 Altri strumenti di governo del territorio
1. Il piano comunale del traffico, nelle parti eventualmente in contrasto, è adeguato alle nuove previsioni del piano regolatore entro un anno dalla sua definitiva approvazione.
2. Il Piano di classificazione acustica del territorio comunale integra le norme del Regolamento urbanistico. Ogni intervento di trasformazione urbanistica od edilizia del territorio comunale dovrà garantire il rispetto dei limiti massimi di esposizione al rumore nell'ambiente esterno, secondo quanto previsto dal piano stesso e dalle norme del Regolamento edilizio comunale. In contesti urbani con situazioni di potenziale incompatibilità acustica o di incompatibilità acustica non è ammesso il cambio di destinazione a favore di funzioni residenziali o di attività classificate tra quelle di particolare tutela. Nel caso di mutamento della destinazione d'uso di una unità immobiliare, anche in assenza di trasformazione edilizia, dovrà essere garantito il rispetto dei limiti di zona e del criterio differenziale. Qualora la nuova attività comporti una situazione peggiorativa sotto il profilo delle emissioni di rumore rispetto alla situazione preesistente dovrà essere presentata la Documentazione di Impatto Acustico.
3. Le norme di questo piano comprendono prescrizioni e indicazioni legate alla gestione dei tempi di vita e di lavoro nel territorio comunale. In aggiunta a questi potrà essere predisposto il Piano regolatore comunale dei tempi, che dovrà comunque considerare prioritariamente le indicazioni contenute in questo Regolamento, al fine di regolare in maniera ordinata le attività sul territorio e contribuire al miglioramento complessivo della qualità della vita dei cittadini.
4. Ai sensi della legge regionale 23 maggio 1994, n. 39 recante "Disposizioni regionali per l'attuazione della legge 28 febbraio 1985 n. 47 in materia di variazioni essenziali e di mutamento della destinazione d'uso degli immobili" il Comune potrà dotarsi di un piano comunale per le funzioni, in modo da rendere compatibili le indicazioni urbanistiche fissate nel Piano regolatore con l'effettiva utilizzazione degli immobili. Fino a che questo specifico piano non sarà operativo il Regolamento urbanistico disciplina le destinazioni d'uso ammesse per ogni singola zona del territorio comunale.
Art. 9 Vincoli sovraordinati
Zone soggette a vincolo archeologico.
1. Sono le aree nelle quali, per studi, ricerche o ritrovamenti di reperti e vestigia del passato, è rilevata la presenza di elementi archeologicamente significativi.
2. In queste zone, segnalate ai sensi della L. 490/99 ed individuate nella cartografia, per interventi che prevedano opere di scavo di qualsiasi natura ed entità o movimenti di terra di profondità superiore a cm. 40, dovrà essere richiesto parere alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.
3. In qualunque zona del territorio, anche non soggetta a vincolo, qualora durante lavori di escavazione si verifichino scoperte archeologiche fortuite, è fatto obbligo ai sensi della L. 490/99 nonché degli artt. 822,823 e 826 del Codice Civile di sospendere i lavori ed avvisare immediatamente la Soprintendenza competente per territorio.
Zone soggette a vincolo idrogeologico.
4. Sono sottoposte a vincolo idrogeologico le aree individuate ai sensi del R.D.L. n. 3267 del 30.12.1923 e della legge regionale 39/2000.
5. Le aree vincolate sono riportate, a mero titolo ricognitivo, nella tavola dei vincoli del Regolamento urbanistico.
6. Ogni intervento di trasformazione in queste aree che preveda interventi sul suolo eccedenti le normali pratiche agrarie e di dimensioni significative ai fini dell'assetto idraulico è soggetto al nullaosta secondo le procedure di legge.
Zone soggette a vincolo paesaggistico
7. Sono soggette a vincolo paesaggistico le aree individuate ai sensi delle disposizioni delle legge 490/1999.
8. Le aree vincolate sono riportate, a mero titolo ricognitivo, nella tavola dei vincoli del Regolamento urbanistico.
9. In queste aree gli interventi dovranno tenere in debito conto le particolarità paesaggistiche e ambientali presenti e conformarvisi.
10. Le modalità di rilascio delle autorizzazioni ambientali sono regolate dalla legge.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9