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Timestamp: 2020-03-28 21:28:13+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2531 del 02/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2531 del 02/02/2011
Cassazione civile sez. trib., 02/02/2011, (ud. 17/11/2010, dep. 02/02/2011), n.2531
B.A., in proprio e quale erede di F.M.,
e F.A., quale erede di F.M., rappresentati
e difesi, giusta delega a margine del controricorso, dall’Avv.
Guaraldi Gian Antonio, elettivamente domiciliata in Roma, Via
Marianna Dionigi, 29, presso lo studio dell’Avv. Simona Barberio;
avverso la sentenza n. 08/03/2008 della Commissione Tributaria
Regionale di Bologna, Sezione n. 03, in data 16.01.2008, depositata
il 13 febbraio 2008.
Sentito, per la controricorrente, l’Avv. G.A. Guaraldi;
Presente il Procuratore Generale dott. Carlo Destro, che non ha mosso
La Corte, Considerato che nel ricorso iscritto al n. 8322/2009 R.G. è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:
“1 – E’ chiesta la cassazione della sentenza n. 08/03/2008, pronunziata dalla C.T.R. di Bologna, Sezione n. 03, il 16.01.2008 e DEPOSITATA il 13 febbraio 2008.
Con tale decisione, la C.T.R. ha rigettato il gravame dell’Agenzia Entrate e ritenuto illegittimo il provvedimento di revoca del beneficio fiscale, per esercizio del potere impositivo dopo la scadenza del prescritto termine triennale.
2 – Il ricorso di che trattasi, che riguarda impugnazione dell’avviso di liquidazione delle imposte dovute a seguito della revoca dei benefici fiscali goduti in sede di rogito, dovuta al fatto che l’immobile compravenduto aveva una consistenza di mq. 263, maggiore di quella di mq. 240 prevista nel massimo per godere dei chiesti benefici, censura l’impugnata decisione, per violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 54 e 56, della L. n. 289 del 2002, art. 11, commi 1 e 1-bis, del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 2 e 7 nonchè per insufficiente motivazione su fatto controverso e decisivo.
3 – Gli intimati, giusto controricorso, hanno chiesto il rigetto dell’impugnazione.
4 – Al quesito posto a conclusione del primo mezzo può rispondersi richiamando il consolidato principio secondo cui “Nel giudizio di appello, le domande proposte in via subordinata in primo grado e ritenute assorbite dall’accoglimento della domanda principale, pur non necessitando di riproposizione attraverso un’impugnazione incidentale, devono essere richiamate in maniera esplicita in qualsiasi scritto, entro l’udienza di precisazione delle conclusioni, pena l’effetto di tacita rinuncia sancito dall’art. 346 cod. proc. civ.” (Cass. n. 15223/2005, n. 2146/2006, n. 7918/2004).
5 – La questione posta dal secondo motivo del ricorso, sembra possa decidersi alla stregua del disposto della L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 11 secondo cui, fra l’altro, ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, i “termini per la rettifica e la liquidazione della maggiore imposta sono prorogati di due anni”, a diverso opinamento non inducendo, il richiamo al principio desumibile dalla sentenza delle SS.UU. della Cassazione n. 1196/2000, in quanto affermato alla stregua della disposizione di legge vigente prima dell’entrata in vigore dell’art. 11.
6 – Si propone, dunque, – non sembrando l’impugnata decisione in linea con i principi ed il quadro normativo ratione temporis applicabili – che, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c., il ricorso venga trattato in camera di consiglio ed accolto per manifesta fondatezza del secondo motivo, previo rigetto del primo, assorbiti gli altri, da riesaminare, in ipotesi, in sede di rinvio.
Vista che la relazione, il ricorso, il controricorso e la memoria 20.10.2 010, nonchè tutti gli altri atti di causa;
Ritenuto che, in base alle ragioni esposte in relazione e condivise dal Collegio, ed ai richiamati principi, il ricorso, previo rigetto del primo mezzo, va accolto nei termini ivi indicati e, per l’effetto, cassata l’impugnata decisione;
Considerato, altresì, che la causa va, conseguentemente, rinviata ad altra sezione della CTR dell’Emilia Romagna, perchè proceda al riesame e, quindi, decida nel merito ed anche sulle spese del presente giudizio di legittimità, offrendo congrua motivazione;
Rigetta il primo mezzo; accoglie il ricorso nei sensi indicati in relazione, cassa l’impugnata decisione e rinvia ad altra sezione della CTR dell’Emilia Romagna.

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 art. 11
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