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Timestamp: 2020-08-15 09:00:27+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26984 del 23/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26984 del 23/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 23/12/2016, (ud. 22/09/2016, dep.23/12/2016), n. 26984
sul ricorso 10611/2015 proposto da:
difende unitamente all’avvocato MARCO DI LOTTI, giusta procura
COMUNE DI ROMA, C.F. (OMISSIS), in persona del Sindaco pro tempore,
presso lo studio dell’avvocato GIORGIO PASQUALI, che lo rappresenta
e difende, giusta procura speciale in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 22871/2014 del TRIBUNALE di ROMA, emessa e
che il Consigliere designato ha depositato, in data 13 giugno 2016, la seguente proposta di definizione:
“Il Tribunale di Roma dichiarava inammissibile, per avvenuta decorrenza del termine semestrale di impugnazione, l’appello proposto da P.A. in data 18 ottobre 2013 avverso la sentenza del Giudice di pace di Roma n. 5145 del 2013, pubblicata il giorno 11 febbraio 2013.
Ricorre per la cassazione della sentenza P.A. sulla base di un motivo, con cui denuncia la violazione e falsa applicazione delle norme in tema di computo dei termini di impugnazione.
Secondo la giurisprudenza di questa Corte formatasi sul previgente testo dell’art. 327 c.p.c., il termine per la proposizione dell’impugnazione stabilito a pena di decadenza dall’art. 327 c.p.c. si computa, senza tener conto del periodo di sospensione feriale (1 agosto-15 settembre, secondo il testo di legge vigente fino all’anno 2015), e pertanto, ove il termine di decadenza interferisca con il periodo di sospensione feriale, si devono aggiungere 46 giorni computati ex numeratione dierum, ai sensi del comb. disp. dell’art. 155 c.p.c., comma 1 e della L. n. 742 del 1969, art. 1, comma 1 (ex plurimis, Cass., sez. 6-1, sentenza n. 11491 del 2012).
Nella specie, il termine semestrale per l’appello avverso la sentenza di primo grado, pubblicata in data 11 febbraio 2013, scadeva in data 11 agosto 2013, cioè in periodo feriale, sicchè dovevano essere computati ulteriori 46 giorni a partire dall’11 agosto 2013, con la conseguenza che il termine per l’impugnazione scadeva il 27 settembre 2013.
Il ricorso può essere avviato alla trattazione in Camera di consiglio, per esservi dichiarato infondato”;
che al rigetto segue la condanna della ricorrente alle spese del giudizio di cassazione, come liquidate in dispositivo;
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese, liquidate in complessivi Euro 800,00, di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre spese generali e accessori di legge.

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 art. 1
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