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Gli studenti internazionali nelle università italiane: indagine empirica e approfondimenti
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1 VI RAPPORTO EMN ITALIA - GLI STUDENTI INTERNAZIONALI NELLE UNIVERSITà ITALIANE European Migration Network Gli studenti internazionali nelle università italiane: indagine empirica e approfondimenti SESTO Rapporto EMN Italia Promosso da Rete Europea Migrazioni EMN Italia A cura di Ministero dell Interno Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione Direzione Centrale Politiche Immigrazione e Asilo e Centro Studi e Ricerche IDOS Con la collaborazione di Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR Maggio
2 EMN Italia - Sesto Rapporto EMN Italia Gli studenti internazionali nelle università italiane: indagine empirica e approfondimenti IDOS, Roma, 2013 Prefazione Prefetto Angela Pria, Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione, Ministero dell Interno Introduzione Prefetto Angelo Malandrino, Direttore Centrale per le Politiche dell Immigrazione e dell Asilo, Ministero dell Interno Responsabili di redazione M. Carolina Brandi, Marta Giuliani, Franco Pittau, Antonio Ricci Redazione EMN Italia: Marta Giuliani, Chiara Impagliazzo, Zsuzsanna Pásztor, Franco Pittau, Olena Ponomareva, Maria Vittoria Pontieri, Antonio Ricci; IRPPS-CNR: M. Carolina Brandi, Loredana Cerbara, Cristiana Crescimbene, Andrea Pelliccia con la collaborazione di Ginevra Demaio, Luca Di Sciullo, Maria Paola Nanni (Centro Studi e Ricerche IDOS), Valeria Benvenuti (Fondazione Leone Moressa), Renato Marinaro (Caritas Italiana), Rozi Prekalori (Ass. Fratellanza-Vllaznia ), Roberta Saladino (Università della Calabria), Nadia E. Vacaru (Università Al. I. Cuza di Iasi, Romania) e la messa a disposizione di dati da parte di MIUR, DG per gli Studi, la Statistica e i Sistemi Informativi - Ufficio di Statistica; MIUR, DG per l Università, lo Studente e il Diritto allo Studio Universitario; Ministero degli Affari Esteri, DG Italiani all Estero e Politiche Migratorie - Centro Visti; Ministero dell Interno, Dipartimenti Libertà Civili e Immigrazione e Pubblica Sicurezza Segreteria di redazione Maria Pia Borsci, Claudia Mancosu, Giuseppe Mazza (Centro Studi e Ricerche IDOS) Hanno collaborato alla International Student Survey EMN Italy CNR/IRPPS-IDOS Stefano Menon (Politecnico Milano - Progetto FEI Intese ); Carlo Brusa, Maria Perino, Eugenia Tibaldeschi (Università Piemonte Orientale A. Avogadro); Massimo Vedovelli (Università per Stranieri di Siena); Stefania Giannini (Università per Stranieri di Perugia); Antonello Biagini, Benedetta Cassani, Maria I. Macioti, Stefano Pelaggi, Stefania Sarallo (Università Sapienza di Roma); Demetrio Falcone, Paolo Iafrate, Enzo Rossi (Università Tor Vergata di Roma); Aldo Altamore (Università Roma Tre); Christian Blasberg, Alessandro Giomi, Giuliana Urso (Libera Università Guido Carli Luiss); Francesca Conti (American University of Rome); Luca Rosi (Saint John University); Luigi Gaffuri, Alessandra Imperatori (Università dell Aquila); Roberta Saladino (Università della Calabria); Laura Norton (Consorzio Interuniversitario Italiano per l Argentina); i mediatori del Forum per l Intercultura della Caritas di Roma: Steve Emejuru, Cristobal Munoz, Nadia Neagu, Li Nin, Anna Onorati, Lidia Pittau, Pilar Saravia e Ribka Sibathu e gli stagisti Rozi Prekalori (Master in Diritto delle Migrazioni dell Università di Bergamo); Silvia Morra e Antonio Sanguinetti (Università Sapienza di Roma) e Angela Tullio Cataldo (Università Roma Tre) Si ringraziano gli atenei italiani e stranieri e le autorità diplomatico-consolari di Albania, Capo Verde, Colombia, Ecuador, Perù e Stati Uniti per la sollecita risposta alla richiesta di collaborazione e le numerose associazioni di immigrati e di studenti internazionali che hanno contribuito alla somministrazione del questionario Copertina di Francesco Maria Carloni Immagini delle Università per Stranieri di Siena e Perugia e di quella di Roma Tre: insieme alla Società Dante Alighieri, costituiscono gli enti certificatori per la conoscenza della lingua italiana Pubblicazione co-finanziata dalla Commissione Europea (Budget EMN 2012) con il supporto del Ministero dell Interno Per informazioni EMN Centro Studi e Ricerche IDOS - Via Aurelia 796, Roma Tel Fax Maggio 2013 Edizioni IDOS, Roma Impaginazione: Inprinting Srl, Roma - Stampa: Age, Pomezia ISBN
3 Indice Prefazione: Prefetto Angela Pria, Ministero dell Interno... 5 Introduzione: Prefetto Angelo Malandrino, Ministero dell Interno... 7 Premessa metodologica... 9 Prima parte. Gli studenti internazionali in Italia: impatto, statistiche e prospettive. Le politiche nazionali e l internazionalizzazione Gli studenti internazionali: accoglienza e procedure A) Prima dell ingresso B) Durante il soggiorno C) Prospettive alla conclusione degli studi D) Problemi incontrati Le strategie di cooperazione internazionale L impatto socio-economico sul contesto di accoglienza Seconda parte. Condizioni di vita e di studio degli immigrati: i risultati di un indagine Le caratteristiche demografiche, la valutazione della formazione e le motivazioni degli studenti internazionali Gli studenti internazionali e il mercato occupazionale Le condizioni di vita Gli studenti stranieri che vivono in famiglia Le conclusioni dell indagine Terza parte. Approfondimenti sul contesto nazionale Gli universitari italiani che studiano all estero Tra studio e lavoro: il panorama europeo Il sistema universitario romeno e gli studenti italiani L Università per Stranieri di Perugia L Università per Stranieri di Siena La cooperazione inter-universitaria: l esperienza dell Università degli Studi di Camerino L Università degli Studi della Calabria: la dimensione internazionale in un ateneo del meridione Gli Erasmus Mundus: un programma esteso anche ai non comunitari Gli studenti albanesi Gli studenti greci I college e le università nordamericane Le università e le facoltà pontificie a Roma I laureati stranieri Conclusioni
4 VI RAPPORTO EMN ITALIA - GLI STUDENTI INTERNAZIONALI NELLE UNIVERSITà ITALIANE European Migration Network: il punto di contatto italiano La rete EMN, dopo una fase pilota, è stata formalmente istituita in forza della Decisione del Consiglio dell UE n. 381 del 14 maggio 2008 con l obiettivo di fornire ai policy maker e all opinione pubblica dati attendibili e omogenei in materia di immigrazione e asilo. Tra il 2009 e il 2013 il Punto di contatto italiano ha pubblicato sei rapporti nazionali su diversi temi: organizzazione delle politiche, minori non accompagnati, ritorno volontario, status particolari di protezione internazionale, carenza di manodopera, migrazioni circolari e temporanee, politica dei visti, risposte pratiche all immigrazione irregolare. Si aggiungono i rapporti annuali sulle statistiche e sulle politiche migratorie, che la Commissione Europea è solita utilizzare per valutare lo stato di implementazione dell acquis communautaire e tenerne conto nell elaborazione del suo Rapporto Annuale. In cooperazione con i Punti di contatto di diversi Paesi membri sono state realizzate iniziative congiunte, come per esempio, nel 2012, il Twinning meeting con Austria, Estonia, Francia, Irlanda, Malta, Svezia e Ungheria (Venezia, 8 giugno 2012), come anche gli incontri di gemellaggio con la Finlandia (Roma, 22 maggio 2012), con il Regno Unito (Londra, 6 luglio 2012) e, successivamente, con la Romania (Roma, 13 dicembre 2012). Il Punto di contatto ha inoltre presentato, nell ambito della Presidenza cipriota del Consiglio dell Unione Europea, le anticipazioni sulla ricerca sugli studenti internazionali (Paralimni, 29 ottobre 2012) e ha partecipato con presentazioni tematiche a diverse conferenze internazionali: Intra-EU mobility of Third Country Nationals (Budapest, 16 ottobre 2012), 9th International Internal Security & Law Enforcement Conference (Tallinn, 21 novembre 2012), Immigration of foreign students to the EU (Varsavia, 6 dicembre 2012). A livello nazionale vengono solitamente organizzati due meeting l anno del network nazionale EMN con la partecipazione di esperti da diverse parti di Italia. Gli studi realizzati sono stati presentati in occasione di diversi importanti convegni e, inoltre, sono stati distribuiti dal Ministero dell Interno in occasione del meeting annuale dell ANCI (Bologna, ottobre 2012) e del Salone dell informazione statististica dell Istat (Roma, febbraio 2013). Notevole rilevanza ha avuto la presentazione del IV Rapporto EMN Italia in occasione della conferenza dedicata a Migration channels: visas and irregular flows tenuta a Roma presso la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea (14 marzo 2012). Inoltre, il Punto di Contatto italiano è stato coinvolto nel corso di Educazione ai diritti organizzato dall Università degli Studi di Tor Vergata (Roma, 7 marzo - 9 maggio 2013). In particolare, il Punto di Contatto è stato incaricato dalla Commissione Europea di curare, in collaborazione con l Istituto per l Oriente Nallino, l edizione in lingua araba del Glossario EMN Migrazione e Asilo. Il supporto scientifico ai lavori del Punto di contatto italiano è assicurato dai redattori del Centro Studi e Ricerche Idos, che sin dall avvio della rete collaborano con il Ministero dell Interno per lo sviluppo della Rete Europea sulle Migrazioni (EMN). 4
5 Prefazione Prefazione Prefetto Angela Pria Capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione del Ministero dell Interno Ieri sera entrò il Direttore con un nuovo iscritto, un ragazzo di viso molto bruno, coi capelli neri, con gli occhi grandi e neri, con le sopracciglia folte e raggiunte sulla fronte; tutto vestito di scuro, con una cintura di marocchino nero intorno alla vita. Il Direttore, dopo aver parlato all orecchio del maestro, se ne uscì, lasciandogli accanto il ragazzo, che guardava noi con quegli occhioni neri, come spaurito. Allora il maestro gli prese una mano, e disse alla classe: -Voi dovete essere contenti. Oggi entra nella scuola un piccolo italiano nato a Reggio Calabria, a più di cinquecento miglia di qua. Vogliate bene al vostro fratello venuto da lontano. Egli è nato in una terra gloriosa, che diede all Italia degli uomini illustri ; in una delle più belle terre della nostra patria, dove sono grandi foreste e grandi montagne, abitate da un popolo pieno d ingegno e di coraggio. Vogliategli bene, in maniera che non s accorga di essere lontano dalla città dove è nato; fategli vedere che un ragazzo italiano, in qualunque scuola d Italia mette piede, ci trova dei fratelli. Qui a parlare, più che il maestro Perboni, è direttamente Edmondo De Amicis che, insieme a Carlo Collodi, con Le avventure di Pinocchio e più in generale nel contesto di quel nuovo genere letterario che fu la narrativa per ragazzi, avrebbe contribuito alla creazione di una coscienza nazionale. Non dobbiamo mai dimenticare, tuttavia, che, a pochi anni dall unificazione, l Italia era un Paese socialmente diviso, dove l analfabetismo non aiutava certo a superare diffidenze di classe e pregiudizi geografici. Fu la scuola a fungere da fattore di coesione, per lo meno sino alla fine del secondo conflitto mondiale, quando ad essa si affiancarono la radio e la televisione. E quanta strada essa ha compiuto sino ad oggi, se si pensa al regolamento voluto dal piemontese Luigi Cibrario, il 21 agosto 1853, per disciplinare il funzionamento degli asili nido, delle scuole elementari, magistrali e tecniche, alla legge Lanza del 1859, alla legge Coppino del 1877 e poi su su sino alle riforme contemporanee degli anni 70 del XX secolo. E quanto è cambiata la nostra scuola, con le sue classi, dagli asili sino all università, sempre più popolate non solamente da studenti italiani, certamente più coesi che centocinquant anni fa, ma anche stranieri, provenienti dalle più disparate parti del mondo. Questo VI Rapporto di EMN Italia fornisce, al riguardo, una fotografia dell esistente molto interessante sulla popolazione studentesca straniera nelle università italiane, che oggi raggiunge la soglia di poco più di 60mila unità, tre volte superiore rispetto agli anni 90. 5
6 VI RAPPORTO EMN ITALIA - GLI STUDENTI INTERNAZIONALI NELLE UNIVERSITà ITALIANE Ed è l università, in particolare, ad essere al centro di questa indagine, con la sua valenza simbolica e strategica al tempo stesso e ciò perché in essa riecheggiano gli alti valori della libera cultura e del libero insegnamento, funzionali alla creazione delle classi dirigenti del domani, non importa se nazionali o straniere. Un università moderna e libera è, indubbiamente, uno strumento fondamentale di crescita sociale anche dei Paesi dove un domani gli studenti stranieri torneranno con più responsabilità e maggiore consapevolezza del loro ruolo sociale. Questo discorso porta a due considerazioni di base. La prima è che le risorse da destinare al sistema scolastico e universitario non sono una spesa, ma un investimento per la crescita e lo sviluppo; e maggiori investimenti significano in primo luogo più attenzione per la ricerca in tutti i campi del sapere umanistico e scientifico: un università di eccellenza è alla base di offerte formative altamente competitive nel mondo globalizzato. La seconda considerazione è che investire nella scuola e nell università significa consentire un graduale ammodernamento del sistema infrastrutturale: nuove aule, nuovi laboratori e, perché no, una nuova politica della casa dedicata proprio alla popolazione studentesca italiana e straniera, che consenta un abbattimento reale dei costi di studio e una maggiore mobilità degli studenti stessi fra tutti gli atenei presenti sul territorio nazionale. Si parte da qui, in fin dei conti, per qualsiasi ragionamento riguardante una buona politica dell accoglienza. Non ha senso, infatti, parlare di accoglienza degli studenti stranieri se non si tiene nella dovuta considerazione la necessità di rendere più accoglienti i luoghi ove il sapere viene coltivato e diffuso. E noi italiani, da questo punto di vista, abbiamo un preciso obbligo morale, perché siamo stati noi, in Europa, i primi ad inventare le università e a richiamare a Bologna ad esempio, e sin dal medioevo, studenti francesi, tedeschi, spagnoli che nel nostro Paese andavano alla ricerca del sapere. In questa direzione, risulta un punto di merito, fra i tanti, del presente volume quello di aver realizzato un ampia ricerca sul campo, curata da Idos, con la collaborazione dell Istituto IRPPS del CNR, di altri centri studio e diversi atenei, che consente di conoscere l esperienza di studio in Italia nei suoi diversi aspetti, dagli adempimenti burocratici, alla sistemazione logistica, alle spese da sostenere, alle difficoltà economiche, al rapporto con l ambiente circostante, al grado di soddisfazione e alle cose che si auspica vengano migliorate. Per riprendere, adeguandole al presente, le parole del De Amicis, l Italia deve insomma far sì che uno studente, da qualunque parte esso provenga, non s accorga di essere lontano dalla città dove è nato... e che... in qualunque scuola d Italia metta piede... si senta a casa sua. 6
7 Introduzione Introduzione Prefetto Angelo Malandrino Direttore Centrale per le Politiche dell Immigrazione e dell Asilo presso il Ministero dell Interno All origine di questa nuova pubblicazione si colloca il programma European Migration Network, che ha chiesto a tutti gli Stati membri una messa a fuoco della presenza di studenti universitari provenienti da altri Paesi. Il rapporto è stato curato con estrema diligenza dal Centro Studi e Ricerche idos e, prima di essere trasmesso alla Commissione Europea, è stato approfondito congiuntamente a diverse università e all Istituto IRPPS del CNR, senza trascurare l apporto dei rappresentanti di diverse collettività di immigrati. Sono, così, emersi spunti fruttuosi di approfondimento e ulteriori apporti per completare il disegno iniziale. La soddisfazione per il favorevole andamento di questo piano di ricerca non è stata, tuttavia, considerata un motivo valido per ritenere chiuso il lavoro e, al contrario, si è pensato di andare oltre, dando l avvio, per completare le poche centinaia di questionari inizialmente raccolti, a una vera e propria indagine sul campo che interessasse diverse università sparse in tutta Italia. L apertura dimostrata dal Punto di Contatto italiano dell European Migration Network e il diligente supporto assicurato dal Centro Studi e Ricerche Idos, che ha messo a disposizione i suoi operatori e le sue ampie conoscenze in tutta Italia, hanno consentito di predisporre questo nuovo sussidio, che richiama l attenzione su una questione che, pur non adeguatamente trattata, diventerà sempre più determinante in un mondo globalizzato: quello del diritto internazionale allo studio. Non sarebbe giusto ritenere che nel nostro Paese non sia stata percepita l importanza della presenza degli studenti internazionali (termine preferibile rispetto a quello, più ricorrente, di studenti stranieri ) e, anzi, non mancano analisi apprezzabili sul piano generale o su singoli aspetti e determinati territori. Ma neppure sarebbe fondato pensare che la questione sia stata approfondita in tutti i suoi aspetti e, cosa ancora più importante, che si sia calata a livello di opinione pubblica. Nel passato questo deficit conoscitivo poteva essere ritenuto meno importante, ma lo stesso non si può dire oggi, in un mondo globalizzato in cui la circolazione dei cervelli risulta essere la via più intelligente per preparare un futuro più soddisfacente. I curatori del volume, consapevoli dell importanza della posta in gioco, hanno ripreso in uno schema organico i contributi in precedenza pubblicati sull argomento e li hanno completati con diversi approfondimenti, che spaziano da quelli statistici e normativi a quelli economici e culturali. A sua volta, l ampia indagine che ha coinvolto studenti internazionali ha consentito di fare luce, con ricchezza di particolari, sul percorso di chi viene in Italia a studiare, sul quale conviene spendere qualche riflessione. 7
8 VI RAPPORTO EMN ITALIA - GLI STUDENTI INTERNAZIONALI NELLE UNIVERSITà ITALIANE Nelle università italiane, rispetto agli altri grandi Stati membri dell Unione Europea, gli studenti internazionali sono meno numerosi. È vero che, trattandosi di oltre presenze, l evoluzione rispetto al passato è stata positiva e, tuttavia, in Francia, Gran Bretagna e Germania gli studenti internazionali sono tre o quattro volte di più. Si può affermare che il nostro Paese non è molto attento a questo tema se si considera il regime non sufficiente delle borse di studio, la complessità delle procedure burocratiche e il difficile inserimento nelle diverse realtà territoriali, tutti elementi che richiedono al nostro sistema Paese uno sforzo di adeguamento ai migliori standard europei se si vuole renderlo più attrattivo nei riguardi degli studenti internazionali. In conclusione, questa nuova pubblicazione di EMN Italia invita a una riflessione generale su un tema importantissimo e ancora trascurato. 8
9 Premessa metodologica Premessa metodologica Lo scopo di questo studio dedicato al tema degli studenti internazionali nelle università italiane è stato quello di analizzare le politiche nazionali al riguardo in una cornice comparativistica, in parallelo con gli altri Stati Membri, al fine di arrivare a produrre una sintesi comunitaria in grado di assistere i decisori politici, le parti in causa e la società nel suo intero nel dibattito in corso sulle migrazioni in generale e, in particolare, in vista di una revisione della direttiva europea 2004/114/CE sulle condizioni di ingresso dei cittadini di Paesi terzi per motivi di studio. L analisi del contesto nazionale è stata affrontata facendo perno su tre strumenti: la raccolta e la elaborazione di dati statistici; l analisi di desk della letteratura esistente corroborata dalle interviste mirate a funzionari ministeriali e dirigenti di alcuni atenei italiani; il varo di una vera e propria survey online per investigare il punto di vista dei diretti interessati. Per quanto riguarda le fonti statistiche, esse vanno suddivise tra quelle di carattere internazionale e le nazionali. Tra le fonti statistiche internazionali, meritano menzione gli archivi di Unesco e Ocse che fanno riferimento alla definizione di studente internazionale come colui che studia al di fuori del proprio Paese. Entrambi gli organismi, oltre a permettere l accesso diretto ai dati attraverso il proprio sito istituzionale, provvedono a pubblicare analisi periodiche di largo impatto come per esempio l Education at a Glance dell Ocse (arrivato all edizione 2012). A loro volta, gli archivi statistici di Eurostat, oltre a raccogliere i dati sul numero degli studenti internazionali presenti nei Paesi dell UE secondo la definizione utilizzata da Ocse e Unesco, offrono la possibilità di conoscere i dati relativi ai permessi di soggiorno per motivi di studio, aspetto quest ultimo che maggiormente riguarda il fenomeno della migrazione. Per quanto riguarda il contesto nazionale, le fonti ministeriali prese in considerazione sono state innanzitutto il Ministero dell Interno per quanto riguarda il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di studio e, quindi, il Ministero degli Affari Esteri, per quanto riguarda invece l emissione del visto per studio. Queste due fonti fondamentali sono state integrate con l analisi dei dati statistici di provenienza del Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca, attraverso le rilevazioni dell Ufficio di Statistica e l accesso diretto alla cosiddetta Anagrafe Nazionale degli Studenti. Per quanto riguarda l analisi di desk della letteratura, volendo limitare l arco temporale di analisi all ultimo decennio, il primo elemento emerso è il carattere estremamente 9
10 VI RAPPORTO EMN - GLI STUDENTI INTERNAZIONALI NELLE UNIVERSITà ITALIANE sporadico delle pubblicazioni di approfondimento. Fatti salvi gli aggiornamenti sintetici di natura socio-statistica, forniti su base annuale dal Dossier Statistico Immigrazione curato dal Centro Studi e Ricerche Idos per conto di Caritas e Migrantes, punto di riferimento ancora oggi resta la pubblicazione intitolata Studiare nelle università italiane: la partecipazione, le scelte e i risultati degli studenti stranieri. Breve analisi di un decennio di trasformazioni promossa dall Ufficio centrale studenti esteri in Italia - UCSEI e condotta dall ISTAT e dall Ufficio di Statistica del Ministero dell Università - MIUR nel Alcuni approfondimenti, di carattere anche pregevole, hanno avuto un target più definito e si sono avvalsi di una metodologia di indagine più complessa, che ha portato ad associare l analisi delle statistiche con quella dei risultati di survey e focus group appositamente congeniati. È questo il caso in particolare di quattro indagini che meritano menzione in questa sede: - il Consorzio Interuniversitario Alma Laurea per la IX edizione ha completato l indagine annuale sui laureati in Italia con la somministrazione online, svolta tra l 11 aprile e il 2 maggio 2007, di un questionario rivolto ai laureati stranieri 1, sulla base della definizione che è tale il cittadino straniero che ha conseguito il diploma secondario in un altro Stato. Sulla base di intervistati, è emerso che in maggioranza si tratta di donne (68,0%), con un età media di 28 anni, provenienti da ambiti familiari abbastanza istruiti (nel 52,9% dei casi almeno uno dei genitori è laureato). Rispetto al campione generale i laureati stranieri hanno conosciuto un maggior numero di precedenti esperienze universitarie (32,8%), sono più regolari negli studi (il 39,4% è in corso), beneficiano maggiormente delle borse di studio (55,3%), hanno svolto più frequentemente periodi di studio all estero (17,4%), e fatto esperienze di lavoro nel corso degli studi (80,5%), per lo più a tempo parziale, ma tendenzialmente coerenti con il profilo formativo. Infine la maggioranza intende proseguire gli studi (il 77,7% vs il 66,4% del totale dei laureati). A guidare la scelta di venire a studiare in Italia, a prescindere dalle circostanze della vita, è principalmente l interesse culturale e il livello qualitativo dell istruzione, mentre svolge un ruolo residuale la questione dei costi; - l Indagine sugli studenti stranieri di dottorato in Italia 2, condotta dalla Fondazione Rodolfo De Benedetti tra aprile e maggio 2009 attraverso la raccolta di 451 questionari in formato elettronico (la maggior parte del campione era composto da dottorandi non-ue - 77%, con un età media di 29 anni, di cui le donne rappresentavano circa il 44% e solo il 5% aveva parenti italiani) e di altri 69 cartacei provenienti da studenti del primo anno del BIEM Bocconi (50% non-ue, 68% donne). L indagine ha teso a focalizzare le procedure d immigrazione in termini di costi, tempo investito, problemi burocratici affrontati e quindi le interazioni con il sistema universitario italiano. Ne è uscito fuori 1 Galeazzi Silvia, Donà Dalle Rose Luigi F., Studiare e vivere da stranieri nelle università italiane, in Consorzio Interuniversitario Alma Laurea (a cura di), IX Profilo dei laureati italiani. La riforma allo specchio, Il Mulino, Bologna, 2007, pp Cfr. 10
11 Premessa metodologica un quadro secondo cui la qualità dell insegnamento è stata considerata molto buona (63%), nonostante le difficoltà patite a causa dei ritardi enormi nel rilascio/rinnovo dei permessi di soggiorno (63%) e lo scetticismo sulle possibilità di fare carriera in Italia (39%). Le conclusioni del curatore dell indagine, il prof. Tito Boeri dell Università Bocconi di Milano, propongono semplificazioni procedurali innanzitutto riguardo alla durata del permesso di soggiorno - che dovrebbe avere la stessa durata del corso di studi - e quindi riguardo i criteri di selezione, che dovrebbero invece ricadere nell ambito di responsabilità delle università, ritenute più competenti dei consolati a valutare curriculum e titoli di studio degli studenti stranieri da ammettere ai propri corsi; - il Milan International Student Survey 3, curato dal Cimea, ha visto la realizzazione tra maggio e giugno 2009, nel corso di due settimane, di 10 focus group, cui hanno partecipato 86 studenti internazionali, e 10 interviste in profondità. Il caso di Milano, già oggetto di attenzione a più riprese da parte della Camera di Commercio meneghina nell ambito delle politiche di internazionalizzazione, viene qui analizzato dal punto di vista dello studente internazionale. La ricerca offre molteplici spunti: Milano, descritta dagli studenti internazionali tra luoghi comuni e conoscenza concreta, ne esce fuori come una rampa di lancio per l Europa, sebbene non manchino margini di miglioramento, soprattutto per quanto riguarda fattori critici come la carenza d informazioni e le difficoltà connesse al permesso di soggiorno e alla ricerca dell alloggio; - Barbara Staniscia 4, nell ambito del Progetto Territorial Impact of Globalization for Europe and its Regions, ha individuato, sulla base dei dati sulle iscrizioni universitarie, il corso in Scienze del Turismo presso l Università Sapienza di Roma come caso degno di studio per l elevata incidenza di studenti internazionali (almeno il 15%). La studiosa ha quindi provveduto tra la primavera e l estate 2011 alla somministrazione di 100 questionari dalla cui analisi emerge che, se è vero che Roma venga scelta come sede di studio per la fama degli insegnamenti e la possibilità di beneficiare di sostegni economici e spese più contenute, tuttavia è evidente che gli studenti internazionali non sono sempre considerati una risorsa portatrice di benefici e talvolta si sentono guardati con indifferenza o come un problema da risolvere. Infine, merita menzione il numero monografico della rivista del Ministero dell Interno Libertà Civili (n. 4/2012), in occasione del quale il Punto di contatto italiano all interno di EMN ha fornito il suo contributo sulle procedure d ingresso degli studenti internazionali ricordando, tra l altro, che si dovrebbe essere meno diffidenti nei loro confronti e far leva su politiche pro-attive 5. 3 Cfr. 4 Staniscia Barbara, Mobility of students and attractiveness of universities. The case of Sapienza University of Rome, in International Review of Sociology, 2012, pp Pittau Franco, Ricci Antonio, Un percorso con troppi ostacoli, in Libertà Civili, Roma, n. 4, luglioagosto 2012 pp
12 VI RAPPORTO EMN ITALIA - GLI STUDENTI INTERNAZIONALI NELLE UNIVERSITà ITALIANE Nel corso del 2012, in occasione di una serie di incontri e conferenze internazionali promossi dalla rete European Migration Network 6, è emersa ripetutamente l importanza di integrare l analisi delle statistiche e della letteratura con il punto di vista degli studenti internazionali, affinché essi essendo parte del problema, contribuiscano come parte della soluzione (citazione di Yassine Mohammed En Naem, rappresentante della Comunità di studenti internazionali a Cipro in occasione della conferenza a loro dedicata il 29 ottobre 2012 dalla Presidenza di turno cipriota del Consiglio dell Unione Europea). Questo obiettivo è stato quindi efficacemente perseguito dal Punto di contatto italiano attraverso l International Student Survey, una innovativa survey online condotta da un gruppo di lavoro congiunto formato da ricercatori del Centro Studi e Ricerche Idos e dell Istituto per le Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Cnr, alla quale hanno fornito il proprio contributo studenti internazionali presenti oggi in Italia. Per quel che concerne l approfondimento ad hoc delle politiche in materia di migrazione per motivi di studio, di particolare interesse è stato il Seminario tenutosi presso la Middlesex University International Students in the UK and Italy: latest evidence and policy perspectives (Londra, 6 luglio 2012). L evento, organizzato dall ateneo britannico in collaborazione con l Home Office Science e con EMN Italia nell ambito di un gemellaggio della rete, si è concentrato in particolare sull analisi comparativa delle misure adottate per attrarre talenti dall estero, nonché sullo studio di casi di uso improprio del titolo di soggiorno. Definizioni Per facilitare la comprensione del testo, nonché per agevolare il successivo lavoro comparativo di sintesi a livello comunitario curato dalla Commissione Europea, si acclude una definizione dei termini più ricorrenti utilizzati nel corso della trattazione. A tal proposito, verrà utilizzato come punto di riferimento il Glossario sull asilo e la migrazione redatto dalla rete EMN e giunto, nel gennaio 2012, alla sua seconda edizione 7. Questo sussidio si prefigge, infatti, di migliorare la comparabilità della terminologia in uso tra gli Stati membri in materia di migrazione e asilo, attraverso l elaborazione di definizioni condivise derivanti principalmente dall acquis comunitario. Ai fini del presente studio è stata scelta, come fonte per le definizioni inerenti la migrazione per studio di cittadini stranieri la Direttiva 2004/114/CE del Consiglio del 13 dicembre 2004, relativa alle condizioni di ammissione dei cittadini di Paesi terzi per 6 Queste iniziative si sono tenute tra aprile e dicembre 2012 a Stoccolma, Roma, Venezia, Londra, Tallinn, Varsavia, ecc. In particolare, va menzionata la conferenza Immigration of International Students to the EU organizzata a Paralimni (29-30 ottobre 2012) nell ambito del turno cipriota di Presidenza del Consiglio dell Unione Europea. Per maggiori informazioni sulle iniziative che hanno visto coinvolto il Punto di contatto italiano della rete EMN è possibile consultare la sezione Events all interno del sito web 7 EMN (a cura di), Glossario sull asilo e la migrazione 2.0. Uno strumento utile per un approccio comparato, Ufficio delle Pubblicazioni dell Unione Europea, Lussemburgo,
13 Premessa metodologica motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato 8, trasposta nell ordinamento giuridico italiano mediante il Decreto Legislativo del 10 agosto 2007, n. 154 (Gazzetta Ufficiale n. 216 del 17 settembre 2007) 9. Nello specifico, si intende per studente internazionale un cittadino di un Paese terzo che si reca nell Unione Europea da un Paese non comunitario per motivi di studio. L espressione non comprende i cittadini di Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera in virtù del diritto alla libera circolazione da essi goduto e coerentemente all articolo 2(5) del Codice Frontiere Schengen 10, che prende come riferimento un significato più ampio di cittadino proveniente da Paese terzo. Il Glossario EMN Migrazione e Asilo 2.0 definisce lo studente straniero di un insegnamento superiore come il cittadino di un Paese terzo che sia stato accettato da un istituto di insegnamento superiore e che sia stato ammesso nel territorio di uno Stato membro per seguire, quale attività principale, un programma di studio a tempo pieno che porti al conseguimento di un titolo di istruzione superiore riconosciuto da tale Stato membro, compresi i diplomi, certificati o diplomi di dottorato in un istituto di insegnamento superiore, che può comprendere un corso propedeutico preliminare a tale istruzione, in conformità alla legislazione nazionale 11. Per classificare i corsi di studio e i relativi titoli nell ambito dell istruzione superiore, è stato utilizzato lo standard internazionale creato dall UNESCO denominato International Standard Classification of Education (ISCED) 12 e suddiviso in 6 livelli. L oggetto di studio del presente Rapporto è costituito pertanto dai livelli 5 e 6, corrispondenti al sistema di istruzione superiore adottato a livello nazionale: -- Livello 5 - Primo stadio dell educazione terziaria (First stage of tertiary education). Contiene i programmi terziari di contenuto avanzato e, nel sistema di istruzione italiano, corrisponde alla laurea e alla laurea magistrale. Esso include: programmi teorici/preparatori alla ricerca (storia, filosofia, matematica, ecc.); programmi finalizzati all accesso a professioni con abilità superiori (quali medicina, odontoiatria e architettura); programmi specifici di natura pratica-tecnica-occupazionale. -- Livello 6 - Secondo stadio dell istruzione terziaria (Second stage of tertiary education).include programmi terziari che portano al conseguimento di una qualifica di ricerca avanzata i quali, nel sistema di istruzione italiano, corrispondono al dottorato di ricerca. Lo studio non riguarderà nello specifico il livello ISCED 4, corrispondente all istruzione post-secondaria non terziaria (Post-secondary non-tertiary education) ovvero l insieme dei 8 Cfr. 9 Cfr. 10 Regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (Codice Frontiere Schengen). Cfr. 5:0001:0032:IT:PDF. 11 EMN (a cura di), Glossario sull asilo e la migrazione 2.0. Uno strumento utile per un approccio comparato, Ufficio delle Pubblicazioni dell Unione Europea, Lussemburgo, 2012, p Cfr. 13
14 VI RAPPORTO EMN ITALIA - GLI STUDENTI INTERNAZIONALI NELLE UNIVERSITà ITALIANE programmi preparatori all ingresso al livello 5 e di quelli più specifici finalizzati all accesso al mercato del lavoro. Esclusi dal presente Rapporto sono, inoltre, i ricercatori scientifici il cui ingresso è disciplinato dall art. 27 ter del D. Lgs. 286/1998 come modificato dal D. Lgs. 17/2008 (in attuazione della direttiva 2005/71/CE relativa ad una procedura specificamente concepita per l ammissione di cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica) 13. La norma prevede che al cittadino straniero in possesso di un titolo di studio superiore (che consenta di svolgere un programma di dottorato in Italia) è accordato l ingresso e il soggiorno per periodi superiori a tre mesi al di fuori dalle quote fissate annualmente dal decreto flussi. Pertanto, i ricercatori per i quali è stata stipulata una convenzione di accoglienza con una Università o Ente di ricerca registrati e che svolgono la loro attività sotto forma di lavoro autonomo, subordinato o di borsa di addestramento alla ricerca (compresi assegnisti e borsisti post dottorato), potranno chiedere un visto di ingresso per ricerca scientifica ai sensi della suddetta previsione. Negli altri casi (per gli studenti stranieri che desiderano fare ingresso in Italia per il conseguimento del Diploma di scuola di specializzazione, Dottorato di ricerca, Master Universitario, Corso di perfezionamento) è invece necessario richiedere un visto per studio, come espressamente previsto dalla Circolare del MIUR, diffusa dal Ministero dell Interno, del 7 luglio recante chiarimenti sulla corretta interpretazione della norma. 13 Cfr. 14 Cfr. 14
15 PRIMA PARTE Gli studenti internazionali in Italia: impatto, statistiche e prospettive Le politiche nazionali e l internazionalizzazione Il sistema italiano di Istruzione Superiore L evoluzione del sistema universitario italiano è esemplificativa dello sviluppo vissuto dall Italia negli ultimi 150 anni. Nel 1861, anno dell unificazione del Paese, solo pochi privilegiati intraprendevano studi di livello superiore e la situazione è rimasta pressoché invariata fino alla fine della prima guerra mondiale. L evoluzione del sistema di istruzione ha quindi dato luogo non soltanto al proliferare di università pubbliche, ma anche alla nascita di università private e di atenei legati alla chiesa cattolica. Diversi interventi legislativi hanno regolato il settore dell istruzione e contribuito alla sua crescita, primo tra tutti l introduzione dell obbligo di frequenza scolastica, il quale ha influito nell immediato sull istruzione secondaria inferiore e, in prospettiva, anche su quella di livello superiore, coinvolgendo la componente femminile fino ad allora piuttosto marginale. L Italia figura tra i quattro Paesi che, per primi, hanno promosso la creazione del cosiddetto Spazio Europeo dell Istruzione Superiore, avviando una riforma del proprio sistema basata sui principi della Dichiarazione di Bologna, siglata nel giugno del 1999, attraverso la cosiddetta Riforma Berlinguer (Decreto Ministeriale n. 509/1999). Attraverso tale provvedimento il percorso formativo universitario, fino ad allora unitario e di durata quadriennale o quinquennale, è stato diviso in due distinti cicli, quello triennale e quello biennale, ciascuno dei quali termina con il conseguimento di un titolo. Ulteriori modifiche sono state successivamente introdotte dalla Riforma Moratti (Decreto Ministeriale n. 270/2004), la quale ha definito il limite di crediti formativi 15 necessari per il conseguimento dei titoli accademici, dando autonomia agli atenei per l articolazione dei piani di studio, le modalità di svolgimento della tesi di laurea, le procedure di valutazione della preparazione iniziale dello studente, i servizi di orientamento. Infine, la recentissima Riforma Gelmini, un insieme di atti normativi (legge 133/2008; legge 240/2010 di Riforma del sistema universitario) cui dovrà necessariamente far seguito l emanazione di numerosi decreti attuativi, ha previsto la facoltà di trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato, anche con l ingresso di nuovi soggetti pubblici o privati, fermo restando il sistema di finanziamento pubblico e la vigilanza esercitata dal MIUR. La legge 240/2010 ha, inoltre, introdotto sostanziali modifiche all articolazione interna 15 Al credito formativo universitario corrispondono normalmente 25 ore di lavoro per studente, ivi compreso lo studio individuale. La quantità media di lavoro di apprendimento svolto in un anno da uno studente a tempo pieno è convenzionalmente fissata in 60 crediti. PRIMA PARTE. Gli studenti internazionali in Italia: impatto, statistiche e prospettive 15
16 VI RAPPORTO EMN ITALIA - GLI STUDENTI INTERNAZIONALI NELLE UNIVERSITà ITALIANE delle università, oltre a prevedere il passaggio alla contabilità economico-patrimoniale, la federazione e la fusione di atenei e restrizioni all offerta formativa (riducendo così il numero delle facoltà). In Italia gli atenei pubblici sono gestiti primariamente dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (MIUR) che collabora con diverse strutture, quali il Centro Informazioni Mobilità Equivalenze Accademiche (CIMEA) e il Consorzio Interuniversitario CINECA. Il CIMEA è il centro nazionale di informazione in materia di mobilità e riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all estero, ed è parte di diverse reti europee attive nell ambito del riconoscimento dei titoli accademici 16, mentre il CINECA funge da braccio tecnico-operativo del MIUR, realizzando sistemi gestionali e servizi a sostegno delle università e del Ministero e contribuendo, così, alla modernizzazione del sistema universitario in un ottica di internazionalizzazione del settore. Si segnala, altresì, il ruolo fondamentale svolto dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), ovvero l associazione dei rettori delle Università italiane statali e non statali, che, attraverso un intensa attività di studio e sperimentazione, influisce sul sistema accademico nel suo complesso. Tra l altro, tramite la Commissione di Delegati di ateneo per l internazionalizzazione, la Conferenza intende contribuire al miglioramento della mobilità di ricercatori, studenti e docenti, al fine di rendere le università italiane più competitive a livello internazionale. Tale processo di internazionalizzazione dell università è inteso come strumento essenziale per la promozione di valori più ampi, quali il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, la protezione dei diritti umani, la responsabilità globale e la solidarietà internazionale. Si ricorda, infine, l istituzione dell Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), costituita con D.P.R. del 1 febbraio 2010, n e insediata il 2 maggio 2011 presso il MIUR al fine di svolgere la sua attività valutativa in linea con i principi fondatori dichiarati nella mission istituzionale: indipendenza, imparzialità, professionalità, trasparenza. Di fondamentale importanza è anche il Consiglio universitario nazionale CUN (istituito con la Legge del 16 gennaio 2006, n. 18), un organo elettivo di rappresentanza del sistema universitario che formula pareri e proposte al Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca in materia di criteri generali per l ordinamento degli studi universitari, norme per l utilizzazione della quota di riequilibrio del fondo di finanziamento ordinario delle università e regolamenti didattici di ateneo. Attualmente, il sistema di istruzione superiore in Italia coinvolge sia il settore universitario che quello non universitario. Il settore universitario si articola in 4 aree (sanitaria, umanistica, scientifico-tecnologica e sociale) e comprende poco meno di 100 istituzioni tra università statali (60) e non statali riconosciute dallo Stato italiano (17), università 16 National Academic Recognition Information Centres (NARIC), European Network of National Information Centres on Academic Recognition and Mobility (ENIC), Mediterranean Recognition Information Centres (MERIC). 17 Cfr. 16
17 Prima parte. Gli studenti internazionali in Italia: impatto, statistiche e prospettive telematiche (11) e scuole superiori (6). Nell ambito della presente ricerca meritano particolare attenzione le due Università pubbliche per Stranieri di Perugia e Siena, che si contraddistinguono per l insegnamento e la diffusione della lingua e della cultura italiana tra gli iscritti provenienti da Paesi esteri. L ambito non universitario comprende, invece, numerose istituzioni specializzate in settori disciplinari differenti, tra cui è opportuno menzionare le istituzioni del sistema di Alta formazione artistica e musicale e coreutica (AFAM) 18, le scuole superiori per mediatori linguistici e gli istituti specializzati in restauro e conservazione dei beni culturali 19. In particolare, la Legge n. 508 del 21 dicembre 1999 ha riformato l intero settore dell educazione artistica definendola come formazione superiore di livello universitario e di natura specialistica. Oltre agli atenei italiani sorgono nel territorio nazionale numerose diramazioni di università nord-americane (circa 200) e importanti atenei pontifici o facoltà teologiche (oltre 20 nella sola città di Roma), i quali attirano un elevato numero di studenti stranieri, seppur il dato relativo a questa particolare tipologia di iscrizioni, come si vedrà nel capitolo successivo, non compaia nelle statistiche del MIUR, ma soltanto nelle banche dati sui visti di ingresso (Ministero degli Affari Esteri) e sui permessi di soggiorno (Ministero dell Interno). In Italia le università godono di una notevole autonomia. Solitamente esse hanno competenza esclusiva non solo in materia di esami di ammissione, ma anche nell ambito delle strategie di internazionalizzazione, attraverso la stipula di appositi accordi bilaterali di cooperazione. I singoli atenei hanno, altresì, la facoltà di indicare annualmente il numero di posti riservati agli studenti stranieri. La soglia nazionale di autorizzazioni all ingresso e di permessi di soggiorno in favore degli studenti stranieri viene fissata dal Ministro degli Affari Esteri di concerto con i Ministri dell Interno e dell Istruzione, Università e Ricerca, sulle base della disponibilità espressa dagli atenei. La legge non prevede quote riservate per specifiche nazionalità. Per l a.a. 2011/2012, tale numero corrispondeva a unità complessive, di cui per l accesso ai corsi universitari presso gli atenei nazionali statali e per l alta formazione artistica. Sono gli enti regionali per il diritto allo studio universitario (EDISU) a gestire i programmi di mobilità internazionale e le borse di studio e a erogare i vari servizi quali, ad esempio, la mensa e l alloggio presso le residenze universitarie. I Collegi universitari legalmente riconosciuti e associati nella Conferenza permanente dei Collegi Universitari (CCU), oltre a fornire vitto e alloggio in 45 residenze dislocate in 14 città (a loro volta gestite da 14 enti riconosciuti dal MIUR), realizzano attività didattiche, scientifiche, di 18 Accademie di Belle Arti statali (20), Accademie di Belle Arti non statali legalmente riconosciute (23), Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (4), Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio D Amico, Accademia Nazionale di Danza, Conservatori di Musica (58), Istituti Musicali Pareggiati (20), Istituzioni autorizzate a rilasciare titoli di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (3) (art.11 DPR , n.212). Per l elenco completo delle istituzioni Afam cfr. il sito del MIUR 19 Per l elenco completo delle strutture del settore non universitario cfr. il sito 17
18 VI RAPPORTO EMN ITALIA - GLI STUDENTI INTERNAZIONALI NELLE UNIVERSITà ITALIANE orientamento e di tutorato e, sulla base di un apposita intesa con la Conferenza permanente dei Rettori (CRUI), stipulano convenzioni con le università per il riconoscimento di alcune attività didattiche, alle quali vengono attribuite crediti accademici. Per quel che concerne il ciclo degli studi universitari in Italia, esso si articola su tre livelli: 1. Laurea (3 anni); 2. Laurea Magistrale (2 anni); 3. Dottorato di Ricerca (3 anni) o Scuola di Specializzazione (2-5 anni). La Laurea, titolo accademico di 1 ciclo, consente l accesso al 2 ciclo; mentre la Laurea Magistrale, titolo principale del 2 ciclo, è indispensabile per accedere ai corsi di 3 ciclo che rilasciano il diploma di Dottorato di Ricerca. Inoltre, il sistema offre ulteriori corsi accademici con i relativi titoli sia all interno del 2 che del 3 ciclo. L offerta didattica include, ad esempio, percorsi di alta formazione e professionalizzazione di primo e secondo livello denominati Master i quali, pur adottando il sistema dei crediti, non si configurano però come cicli accademici veri e propri. ITALIA. Schema del Sistema Universitario Nazionale (D.M. 270/2004) Corsi di studio Titoli accademici CFU Anni Laurea-L Corso 1 ciclo Diploma Accademico di primo di Laurea-CL livello- DA1(Afam) 2 ciclo Corso di Laurea Magistrale-CLM Corso di Specializzazione di 1 livello-cs1 Corso di Master Universitario di 1 livello-cmu1 Laurea Magistrale - LM Diploma Accademico di secondo livello-da2 (Afam) Diploma di Specializzazione di 1 livello-ds1 Master Universitario di 1 livello MU Corso di Dottorato di Ricerca-CDR Dottorato di Ricerca-DR 3+ 3 ciclo Corso di Specializzazione di 2 livello-cs2 Corso di Master Universitario di 2 livello - CMU2 Diploma di Specializzazione di 2 livello-ds2 Master Universitario di 2 livello-mu2 FONTE: Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI)
19 Prima parte. Gli studenti internazionali in Italia: impatto, statistiche e prospettive In generale, i Corsi di Laurea (CL) del 1 Ciclo hanno l obiettivo di assicurare agli studenti un adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali nonché l acquisizione di specifiche conoscenze professionali. Requisito minimo per l accesso è il diploma di scuola secondaria superiore, o un titolo straniero comparabile, e l ammissione può essere subordinata alla verifica di ulteriori condizioni. I Corsi di Laurea Magistrale (CLM) del 2 Ciclo hanno l obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici. L accesso ai CLM è subordinato al possesso della Laurea o di un titolo straniero comparabile. Un numero ristretto di Corsi di Laurea Magistrale a Ciclo Unico (Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Odontoiatria e Protesi dentaria, Farmacia, Architettura, Giurisprudenza), la cui durata è di 5 anni (6 per Medicina e Chirurgia), prevede come requisiti di accesso il diploma di scuola secondaria superiore e la prova di ammissione. I Corsi di Specializzazione di 1 livello (CS1) si propongono di fornire conoscenze e abilità per l esercizio di attività professionali di alta qualificazione; vi si accede con la Laurea o con un titolo straniero comparabile in seguito al superamento di un concorso pubblico. I Corsi di Master Universitario di 1 livello (CMU1) sono, invece, corsi di perfezionamento scientifico o di alta formazione permanente, a cui si accede con una Laurea o un titolo straniero comparabile e, in alcuni casi, con il possesso di ulteriori requisiti. Per quel che concerne gli studi di 3 ciclo, i Corsi di Dottorato di Ricerca (CDR) sono tesi all acquisizione di una corretta metodologia della ricerca scientifica o di professionalità di elevato livello, e possono prevedere periodi di studio all estero o stage in laboratori di ricerca. L ammissione è subordinata al superamento di un concorso e al possesso di una Laurea Specialistica o di un titolo straniero comparabile. Nel medesimo ciclo rientrano i Corsi di Specializzazione di 2 livello (CS2) e i Corsi di Master Universitario di 2 livello (CMU2), entrambi atti a fornire conoscenze e abilità per l esercizio di attività professionali di alta qualificazione. Legislazione e politiche nazionali L art. 34 della Costituzione italiana, secondo cui i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi, esclude ogni discriminazione nell accesso ai saperi e nel diritto all istruzione. Il diritto allo studio universitario è regolato dalla Legge 390/1991 la quale stabilisce che allo Stato spetta l indirizzo, il coordinamento e la programmazione in tema di diritto allo studio, mentre è compito delle regioni e delle università attivare gli interventi per la concreta realizzazione di tale diritto. I criteri generali relativi agli interventi per il diritto allo studio sono stabiliti da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, generalmente emanato ogni 3 anni (in 19
20 VI RAPPORTO EMN ITALIA - GLI STUDENTI INTERNAZIONALI NELLE UNIVERSITà ITALIANE realtà l ultimo risale al 2001) 20. L articolo 13 del suddetto Decreto prevede che gli studenti stranieri non appartenenti all Unione Europea accedano, a parità di trattamento con gli studenti italiani e sulla base degli stessi requisiti economici e di merito, ai servizi e interventi per il diritto allo studio quali borse di studio, prestiti d onore, servizi abitativi, esoneri dal pagamento delle tasse di iscrizione. È stato il Testo Unico sull immigrazione del 1998 (Legge Turco-Napolitano n. 40/1998) ad affermare per la prima volta in maniera esplicita il principio della parità di trattamento tra studenti italiani e studenti stranieri, eliminando il precedente principio di reciprocità tra gli Stati. Successivamente, la presenza di studenti non comunitari nelle università è stata regolata dal D.P.R. n. 394/1999 (Decreto di attuazione del T.U. sull immigrazione del 1998), dalle modifiche introdotte dalla Legge n. 189/2002 e, attualmente, dal suo Regolamento di attuazione (D.P.R. del 31 agosto 1999, n. 394, coordinato con le modifiche del D.P.R. n. 334/2004). Il Regolamento disciplina le condizioni e le modalità di ingresso in Italia di uno straniero non comunitario che voglia iscriversi all università, nonché la permanenza dello stesso e la possibilità di restare anche al termine degli studi, e prende in considerazione molteplici aspetti quali: il rilascio e il diniego dei visti di ingresso per motivi di studio e ricerca; l accesso alle università; il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all estero; l ottenimento e l eventuale conversione del permesso di soggiorno. Un analisi dettagliata della disciplina relativa all ingresso e al soggiorno degli studenti universitari non comunitari in Italia verrà fornita nelle apposite sezioni del capitolo successivo. Si segnala, altresì, l implementazione della Direttiva 2004/114/CE, che regola le condizioni di ammissione di cittadini di Paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato, mediante il Decreto Legislativo del 10 agosto 2007, n , nonché la trasposizione della Direttiva 2005/771/CE ai fini dell ammissione di cittadini non comunitari per motivi di ricerca scientifica, attraverso il Decreto Legislativo n. 17 del 9 gennaio A livello istituzionale la competenza delle politiche migratorie in materia di ingresso per motivi di studio è ripartita tra diversi Ministeri. Come precedentemente menzionato, l istruzione universitaria è di competenza del Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (MIUR), seppur in un contesto di ampia autonomia concessa ai singoli atenei quanto a disponibilità di accoglienza, procedure di ammissione e modalità di rilascio del titolo accademico. 20 Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 aprile 2001, Uniformità di trattamento sul diritto agli studi universitari, ai sensi dell articolo 4 della legge 2 dicembre 1991, n Cfr /aprile/dpcm aspx. 21 Decreto Legislativo del 10 agosto 2007, n. 154, Attuazione della Direttiva 2004/114/CE, relativa alle condizioni di ammissione dei cittadini di Paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato. Cfr. 22 Decreto Legislativo del 9 gennaio 2008, n.17, Attuazione della direttiva 2005/71/CE relativa ad una procedura specificamente concepita per l ammissione di cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica. Cfr. it/parlam/leggi/deleghe/08017dl.htm. 20
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 art. 27
 art. 34
 articolo 13
 articolo 4
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