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Timestamp: 2018-01-16 20:20:33+00:00

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1. FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO 00198 ROMA – VIA GREGORIO ALLEGRI, 14 CASELLA POSTALE 2450 COMUNICATO UFFICIALE N. 11/CDN (2012/2013)La Commissione disciplinare nazionale, costituita dall’Avv. Sergio Artico, Presidente, dalProf. Avv. Claudio Franchini, Vice Presidente Vicario, dall’Avv. Amedeo Citarella,dall’Avv. Gianfranco Tobia, dall’Avv. Federico Vecchio, Componenti; con l’assistenzadell’Avv. Gianfranco Menegali, Rappresentante AIA; del Sig. Claudio Cresta, Segretario,e dei componenti della Segreteria Paola Anzellotti, Stefano Bordoni, Salvatore Floriddia eNicola Terra, si è riunita nei giorni 1 e 2 agosto 2012 per il dibattimento.In seguito, la Commissione disciplinare nazionale si è riunita il giorno 2 agosto 2012 per lacamera di consiglio e, al termine, ha adottato la seguente decisione:“”(34) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: ALESSIOANGELO, BERTANI CRISTIAN, BOMBARDINI DAVIDE, CAMILLI PIERO, CAROBBIOFILIPPO, CASSANO MARIO, CATINALI EDOARDO, CONTE ANTONIO, COPPOLAFERDINANDO, DRASCEK DAVIDE, DA COSTA JUNIOR ANGELO ESMAEL,D’URBANO GIORGIO, FAGGIANO DANIELE, GARLINI RUBEN, GERVASONI CARLO,GHELLER MAVILLO, LARRONDO MARCELO, PASSONI DARIO, PELLICORIALESSANDRO, PESOLI EMANUELE, POLONI MIRCO, SALA LUIGI, SAVORANIMARCO, STELLINI CRISTIAN, TERZI CLAUDIO, VITIELLO ROBERTO e delle SocietàUC ALBINOLEFFE Srl, AC ANCONA Spa, US GROSSETO FC Srl, NOVARA CALCIOSpa, AC SIENA Spa, TORINO FC Spa, AS VARESE 1910 Spa ▪ (nota n. 537/1075pf11-12/SP/blp del 25.7.2012).1) Il deferimentoCon provvedimento n. 537/1075pf11-12/SP/blp in data 25/7/2012, pervenuto allaCommissione in data 26/7/2012, il Procuratore federale ha deferito a questaCommissione:1. ALESSIO Angelo, all’epoca dei fatti, tecnico tesserato della società A.C. SIENASPA;2. BERTANI Cristian, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società NOVARACALCIO SPA;3. BOMBARDINI Davide, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società U.C.ALBINOLEFFE SRL;4. CAMILLI Piero, all’epoca dei fatti, Dirigente con poteri di rappresentanza, dellaSocietà U.S. GROSSETO F.C. SRL5. CAROBBIO Filippo, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società A.C.SIENA SPA;6. CASSANO Mario, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società PIACENZAF.C. SPA;7. CATINALI Edoardo, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della societàPIACENZA F.C. SPA;8. CONTE Antonio, all’epoca dei fatti, tecnico tesserato della società A.C. SIENASPA; F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 1
2. 9. COPPOLA Ferdinando, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società A.C.SIENA SPA;10. DRASCEK Davide, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società NOVARACALCIO SPA;11. DA COSTA JUNIOR Angelo Esmael, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato dellasocietà A.C. ANCONA SPA;12. D’URBANO Giorgio, all’epoca dei fatti, preparatore atletico tesserato della societàA.C. SIENA SPA;13. FAGGIANO Daniele, all’epoca dei fatti, osservatore tecnico tesserato della societàA.C. SIENA SPA;14. GARLINI Ruben, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società U.C.ALBINOLEFFE SRL;15. GERVASONI Carlo, calciatore tesserato dal 29/07/2010 al 19/01/2011 per lasocietà U.S. CREMONESE SPA, dal 20/01/2011 al 30/06/2011 per la società PIACENZAF.C. Spa e dal 30/06/2011 al 26/08/2011 per la società U.S. CREMONESE SPA;16. GHELLER Mavillo, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società NOVARACALCIO SPA;17. LARRONDO Marcelo, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società A.C.SIENA SPA;18. PASSONI Dario, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società U.C.ALBINOLEFFE SRL;19. PELLICORI Alessandro, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della societàTORINO F.C. SPA;20. PESOLI Emanuele, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società A.S.VARESE 1910 SPA;21. POLONI Mirco, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società U.C.ALBINOLEFFE SRL;22. SALA Luigi, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società U.C.ALBINOLEFFE SRL;23. SAVORANI Marco, all’epoca dei fatti, allenatore dei portieri tesserato della societàA.C. SIENA SPA;24. STELLINI Cristian, all’epoca dei fatti, collaboratore tecnico tesserato della societàA.C. SIENA SPA;25. TERZI Claudio, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società A.C. SIENASPA;26. VITIELLO Roberto, all’epoca dei fatti, calciatore tesserato della società A.C. SIENASPA;27. la Società U.C. ALBINOLEFFE SRL;28. la società A.C. ANCONA SPA;29. la Società U.S. GROSSETO F.C. SRL;30. la Società NOVARA CALCIO SPA31. la Società A.C. SIENA SPA;32. la Società TORINO F.C. SPA;33. la Società A.S. VARESE 1910 SPA;per rispondere:GARA ANCONA - GROSSETO del 30.04.20101- CAMILLI Piero, all’epoca dei fatti Dirigente con poteri di rappresentanza delGrosseto (socio di maggioranza e Presidente di fatto del sodalizio), per violazione dell’art.7, commi 1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere, in occasione della gara F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 2
3. ANCONA - GROSSETO del 30/04/2010, in concorso con altri soggetti identificati giàgiudicati o già deferiti e con altri ancora allo stato non identificati, posto in essere,riuscendovi, atti diretti e idonei ad alterare il regolare svolgimento e il risultato della gara inoggetto al fine di favorire la posizione in classifica dell’U.S. GROSSETO F.C. SRL, ondeguadagnare l’accesso ai play-off, con le modalità specificate nella parte motiva delpresente provvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento. Conl’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGS della effettiva alterazione dello svolgimento edel risultato della gara.2- DA COSTA JUNIOR Angelo Esmael, all’epoca dei fatti tesserato dell’ANCONA,per violazione dell’art. 7, commi 7, del Codice di Giustizia Sportiva per avere violato ildovere di informare senza indugio la Procura Federale della FIGC, omettendo didenunciare il tentativo di combinare il risultato della gara ANCONA - GROSSETO del30/04/2010;3- la società U.S. GROSSETO F.C. SRL, a titolo di responsabilità diretta ai sensidell’art. 7, commi 2 e 3, e dell’art. 4, comma 1, CGS in ordine agli addebiti contestati alproprio tesserato CAMILLI Piero in occasione della gara ANCONA - GROSSETO del30/04/2010. Con le aggravanti di cui all’art. 7, comma 6, CGS della effettiva alterazionedello svolgimento e del risultato della gara nonché della pluralità degli illeciti posti inessere da altri suoi tesserati da cui è conseguita la responsabilità oggettiva della societàmedesima.4- la società A.C. ANCONA SPA responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 4, comma2, del CGS, per quanto contestato al proprio tesserato DA COSTA JUNIOR in occasionedella gara ANCONA - GROSSETO del 30/04/2010.GARA SIENA - PIACENZA del 19.2.20115- GERVASONI Carlo, CASSANO Mario e CATINALI Edoardo, tutti e tre calciatoritesserati allepoca dei fatti per la società PIACENZA F.C. Spa per la violazione dell’art. 7,commi 1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva, per avere, in occasione della gara SIENA- PIACENZA del 19.2.2011, in concorso tra loro, con altri soggetti non tesserati e altri allostato non identificati, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultatodella gara suddetta realizzando un risultato con un numero di reti segnati chedeterminasse per gli scommettitori il cosiddetto "over", al fine di favorire l’esito dellescommesse e ricevendo, nello specifico, € 20.000,00 ciascuno dal gruppo degli "zingari",così come specificato nella parte motiva del presente provvedimento e nella relazioneallegata agli atti del procedimento. Con le aggravanti di cui all’art. 7, comma 6, del CGSdella effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della gara nonché e dellapluralità degli illeciti posti in essere dai predetti tesserati nei procedimenti n. 1615-1011 en. 33-1112;6- CAROBBIO Filippo, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la società A.C.Siena Spa, per violazione dell’art. 7, comma 7, del CGS per aver violato il dovere diinformare senza indugio la Procura Federale, omettendo di denunciare i fatti riguardanti lagara Siena - Piacenza del 19.2.2011;7- la società A.C. SIENA Spa, a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 4,comma 2, del CGS in ordine agli addebiti contestati al proprio tesserato CAROBBIOFilippo.GARA NOVARA – SIENA del 1.5.20118- BERTANI Cristian, DRASCEK Davide e GHELLER Mavillo, all’epoca dei fatti tutticalciatori della società NOVARA calcio Spa, per la violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5,del Codice di Giustizia Sportiva, per avere, prima della gara NOVARA-SIENA del 30 aprile2011, in concorso tra loro e con altri soggetti non tesserati ed altri allo stato non F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 3
4. identificati, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della garasuddetta, in funzione della realizzazione di un pareggio tra le due squadre; comespecificato nella parte motiva del presente provvedimento e nella relazione allegata agliatti del procedimento. Con l’aggravante di cui al comma 6 dell’art. 7 del CGS, dellaeffettiva alterazione dello svolgimento e del risultato finale della gara in questione e, per ilBertani, della pluralità di illeciti commessi rispetto ad altri fatti costituenti illecito sportivo,oggetto di deferimento nell’ambito del procedimento nr. 33/pf/11-12.9- CAROBBIO Filippo, LARRONDO Marcelo e VITIELLO Roberto, all’epoca dei fattitutti calciatori della società A.C. SIENA Spa, per la violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5,del Codice di Giustizia Sportiva, per avere, prima della gara NOVARA-SIENA del 30 aprile2011, in concorso tra loro e con altri soggetti non tesserati ed altri allo stato nonidentificati, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della garasuddetta, in funzione della realizzazione di un pareggio tra le due squadre; comespecificato nella parte motiva del presente provvedimento e nella relazione allegata agliatti del procedimento. Con l’aggravante di cui al comma 6 dell’art. 7 del CGS, dellaeffettiva alterazione dello svolgimento e del risultato finale della gara in questione; e, perCarobbio e Vitiello, della pluralità di illeciti commessi, anche per il solo Carobbio, rispettoad altri fatti costituenti illecito sportivo, oggetto di deferimento nell’ambito del procedimentonr. 33pf11-12.10 - la società NOVARA CALCIO Spa, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 7, commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva, per gli addebitimossi ai propri tesserati sopra indicati e di responsabilità presunta, ai sensi dell’art. 4,comma 5, del Codice di Giustizia Sportiva, per l’illecito sportivo commesso a propriovantaggio da persone ad essa estranee, ovvero dai soggetti sopra indicati, tesserati per lasocietà SIENA, in occasione della gara NOVARA-SIENA del 1° maggio 2011. Con leaggravanti di cui all’art. 7, comma 6, del CGS della effettiva alterazione dello svolgimentoe del risultato della gara nonché (e/o) della pluralità degli illeciti posti in essere come sopracontestate.11 - la società A.C. SIENA Spa, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’ art. 7,commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva, per gli addebiti mossial proprio allenatore, ai propri tesserati ed ai propri calciatori all’epoca dei fatti, sopraindicati e di responsabilità presunta, ai sensi dell’art. 4, comma 5, del Codice di GiustiziaSportiva, per l’illecito sportivo commesso a proprio vantaggio da persone ad essaestranee, ovvero dai soggetti sopra indicati, tesserati per la società NOVARA, inoccasione della gara NOVARA-SIENA del 1 maggio 2011. Con le aggravanti di cui all’art.7, comma 6, del CGS della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della garanonché della pluralità degli illeciti posti in essere come sopra contestate.12 - L’allenatore CONTE Antonio, il Vice allenatore ALESSIO Angelo, il collaboratoretecnico STELLINI Cristian, il preparatore dei portieri SAVORANI Marco ed il preparatoreatletico D’URBANO Giorgio, all’epoca dei fatti tutti tesserati per l’A.C. SIENA Spa, per laviolazione dell’art. 7, comma 7, del CGS per avere contravvenuto al dovere di informaresenza indugio la Procura federale, omettendo di denunciare i fatti integranti illecito sportivocon riferimento alla gara Novara-Siena del 1° maggio 2011, per come rispettivamenteriferiti, il primo, ed appresi, gli altri, nel corso della riunione tecnica pre-partita svoltasipoche ore prima della gara in questione, come specificato nella parte motiva del presenteprovvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento.13 - la società A.C. SIENA Spa, a titolo di responsabilità oggettiva, dell’art. 4, comma 2,del Codice di Giustizia Sportiva, per gli addebiti mossi ai propri tesserati CONTE Antonio,ALESSIO Angelo, STELLINI Cristian, SAVORANI Marco e D’URBANO Giorgio.GARA SIENA - TORINO del 7.5.2011 F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 4
5. 14 - CAROBBIO Filippo, calciatore allepoca dei fatti tesserato per la società A.C. SienaSpa per violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere,prima della gara SIENA - TORINO del 7.5.2011, in concorso con altri soggetti nontesserati e altri allo stato non identificati, posto in essere atti diretti ad alterare losvolgimento ed il risultato della gara suddetta come dallo stesso sostanzialmenteammesso in sede di sua audizione da parte dellA.G.O. e della Procura Federale. Con leaggravanti di cui all’art. 7, comma 6, del CGS della effettiva alterazione dello svolgimentoe del risultato della gara nonché della pluralità degli illeciti posti in essere anche rispetto adaltri fatti costituenti illecito sportivo, oggetto di deferimento nell’ambito del procedimento nr.33pf11-12.15 - PELLICORI Alessandro, calciatore allepoca dei fatti tesserato per la societàTorino F.C. Spa, e GERVASONI Carlo, calciatore allepoca dei fatti tesserato per lasocietà Piacenza F.C. Spa, per violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5, del Codice diGiustizia Sportiva per avere, prima della gara SIENA - TORINO del 7.5.2011, in concorsotra loro e con altri soggetti non tesserati e altri allo stato non identificati, anche al fine difavorire l’esito delle scommesse, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed ilrisultato della gara suddetta, il primo provvedendo a contattare il secondo per verificare lapossibilità di concordare con il gruppo di scommettitori degli "zingari" un pareggio con piùreti che consentisse di scommettere sull"over" e sul risultato finale, ed il secondo per avercontattato effettivamente gli esponenti del gruppo di scommettitori appena citato perproporre la combine, ricevendone però un rifiuto. Con l’aggravante di cui all’art. 7, comma6, del CGS della pluralità degli illeciti posti in essere dai predetti tesserati nei procedimentin. 1615pf10-11 e n. 33pf11-12;16 - la società A.C. SIENA Spa, a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7,commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, del CGS in ordine agli addebiti contestati al propriotesserato CAROBBIO Filippo, in occasione della gara SIENA - TORINO del 7.5.2011. Conle aggravanti di cui all’art. 7, comma 6, del CGS della effettiva alterazione dellosvolgimento e del risultato della gara nonché della pluralità degli illeciti posti in essere.17 - la società TORINO F.C. Spa, a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7,commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, del CGS in ordine agli addebiti contestati al propriotesserato PELLICORI Alessandro e di responsabilità presunta, ai sensi dell’ art. 4, comma5, del Codice di Giustizia Sportiva, per l’illecito sportivo commesso a proprio vantaggio dalcalciatore della A.C. Siena Spa CAROBBIO Filippo in concorso con altri calciatori allostato non identificati, in occasione della gara SIENA - TORINO del 7.5.2011;GARA SIENA - VARESE del 21.05.201118 - PESOLI Emanuele, all’epoca dei fatti calciatore tesserato della società A.S.VARESE 1910, e GERVASONI Carlo, all’epoca dei fatti calciatore tesserato della societàPIACENZA CALCIO F.C. SPA, per violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5, del Codice diGiustizia Sportiva per avere, prima della gara SIENA – VARESE del 21/05/2011, inconcorso fra loro, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato dellagara suddetta, prendendo contatti ed accordi diretti allo scopo sopra indicato, comespecificato nella parte motiva del presente provvedimento e nella relazione allegata agliatti del procedimento. In particolare, il PESOLI chiedendo a GERVASONI di verificare ladisponibilità dei calciatori del Siena a pareggiare la gara; il GERVASONI contattando alfine suindicato CAROBBIO che opponeva un immediato rifiuto. Con l’aggravante, per ilsolo GERVASONI, di cui all’art. 7, comma 6, del CGS della pluralità degli illeciti posti inessere dal predetto tesserato nei procedimenti n. 1615-10/11 e n. 33-11/12.19 - CAROBBIO Filippo, all’epoca dei fatti calciatore tesserato della società A.C.SIENA SPA, per violazione dell’art. 7, comma 7, del CGS per aver violato il dovere di F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 5
6. informare senza indugio la Procura Federale, omettendo di denunciare i fatti riguardanti lagara SIENA – VARESE del 21/05/2011.20 - la società A.S. VARESE 1910, a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7,commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, del CGS in ordine agli addebiti contestati al propriotesserato PESOLI e di responsabilità presunta, ai sensi dell’ art. 4, comma 5, del Codice diGiustizia Sportiva, per l’illecito sportivo commesso a proprio vantaggio da GERVASONI inoccasione della gara SIENA – VARESE del 21/05/2011.21 - la società A.C. SIENA Spa, di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 4, comma 2,del CGS in ordine agli addebiti contestati al proprio tesserato CAROBBIO.GARA ALBINOLEFFE - SIENA del 29.05.201122 - GARLINI Ruben, BOMBARDINI Davide, PASSONI Dario, SALA Luigi e POLONIMirko, all’epoca dei fatti calciatori della società U.C. ALBINOLEFFE srl, per la violazionedell’art. 7, commi 1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva, per avere, prima della garaALBINOLEFFE-SIENA del 29 maggio 2011 (il Garlini ed il Bombardini iniziando tale attivitàgià al termine della gara di andata tra Siena ed Albinoleffe dell’8.01.2011, in adesione adun invito rivoltogli rispettivamente dai giocatori del Siena, Carobbio e Terzi), in concorsotra loro e con altri soggetti, alcuni dei quali appartenenti all’ordinamento federale ed altriestranei a tale ordinamento federale o allo stato non identificati, posto in essere atti direttiad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011,in funzione della realizzazione di una vittoria con il minimo scarto di punteggio in favoredell’Albinoleffe; come specificato nella parte motiva del presente provvedimento e nellarelazione allegata agli atti del procedimento. Con l’aggravante di cui al comma 6 dell’art. 7del CGS, della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato finale della gara inquestione; e, per Garlini, Passoni e Poloni, con l’aggravante della pluralità di illeciticommessi rispetto ad altri illeciti sportivi che hanno costituito oggetto del procedimento n.33pf11-12.23 - CAROBBIO Filippo, COPPOLA Fernando, TERZI Claudio, VITIELLO Roberto eSTELLINI Cristian, all’epoca dei fatti calciatori della società SIENA, e lo STELLINIcollaboratore tecnico della medesima società, per la violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5,del Codice di Giustizia Sportiva, per avere, prima della gara ALBINOLEFFE-SIENA del 29maggio 2011 (il Carobbio ed il Terzi iniziando tale attività già al termine della gara diandata tra Siena ed Albinoleffe dell’8.01.2011, su invito del collaboratore tecnicoSTELLINI), in concorso tra loro e con altri soggetti, alcuni dei quali appartenentiall’ordinamento federale ed altri estranei a tale ordinamento federale o allo stato nonidentificati, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della garaAlbinoleffe-Siena del 29 maggio 2011, in funzione della realizzazione di una vittoria con ilminimo scarto di punteggio in favore dell’Albinoleffe; come specificato nella parte motivadel presente provvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento. Conl’aggravante di cui al comma 6 dell’art. 7 del CGS, della effettiva alterazione dellosvolgimento e del risultato finale della gara in questione; e, per Carobbio e Vitiello, dellapluralità di illeciti commessi, anche per il solo Carobbio, rispetto ad altri fatti costituentiillecito sportivo, oggetto di deferimento nell’ambito del procedimento nr. 33pf11-12.24 - la società U.C. ALBINOLEFFE srl, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 7, commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva, per gli addebitimossi ai propri tesserati sopra indicati e di responsabilità presunta, ai sensi dell’art. 4,comma 5, del Codice di Giustizia Sportiva, per l’illecito sportivo commesso a propriovantaggio da persone ad essa estranee, ovvero dai soggetti sopra indicati, tesserati per lasocietà SIENA, in occasione della gara ALBINOLEFFE-SIENA del 29 maggio 2011. Con leaggravanti di cui all’art. 7, comma 6, del CGS della effettiva alterazione dello svolgimentoe del risultato della gara nonché della pluralità degli illeciti posti in essere; F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 6
7. 25 - la società A.C. SIENA Spa, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’ art. 7,commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva, per gli addebiti mossial proprio collaboratore tecnico ed ai propri calciatori all’epoca dei fatti, come sopra indicatie di responsabilità presunta, ai sensi dell’art. 4, comma 5, del Codice di Giustizia Sportiva,per l’illecito sportivo commesso a proprio vantaggio da persone ad essa estranee, ovverodai soggetti sopra indicati, tesserati per la società ALBINOLEFFE, in occasione della garaALBINOLEFFE-SIENA del 29 maggio 2011. Con le aggravanti di cui all’art. 7, comma 6,del CGS della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della gara nonché dellapluralità degli illeciti posti in essere;26 - CAROBBIO Filippo, GERVASONI Carlo e CASSANO Mario, all’epoca dei fattirispettivamente calciatori dell’A.C. Siena Spa, il primo, e del Piacenza F.C. Spa gli altridue, della violazione dell’art. 1, comma 1 (violazione dei principi di lealtà, correttezza eprobità) e dell’art. 6, comma 1 (divieto di effettuare scommesse) del codice di giustiziasportiva, il primo, per avere prima acquisito e, quindi, fornito al Gervasoni informazionisulla gara Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011, oggetto di tentativo di alterazione delrisultato, allo scopo di far effettuare una scommessa sull’esito di tale gara, come alterato; ilGervasoni ed il Cassano, per avere effettuato, dopo avere ricevuto le suddetteinformazioni dal Carobbio, una rilevante scommessa su un under riguardo all’esito dellagara in questione, realizzando una consistente vincita in denaro.27 - PASSONI Dario, all’epoca del fatto calciatore dell’U.C. ALBINOLEFFE srl, per laviolazione dell’art. 1, comma 1 (violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità) edell’art. 6, comma 1 (divieto di effettuare scommesse) del codice di giustizia sportiva, peravere prima acquisito e, quindi, fornito a persona al momento del fatto estraneaall’ordinamento federale (C.M.), informazioni sulla gara Albinoleffe-Siena del 29 maggio2011, oggetto di tentativo di alterazione del risultato, allo scopo di far effettuare, da partedella stessa, una scommessa dall’esito sicuro sul risultato di tale gara, come alterato, perpoi riceverne anche un compenso personale in denaro.28 - La società A.C. SIENA Spa, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’ art. 4,comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva, per l’addebito mosso al proprio calciatoreall’epoca dei fatti, Filippo CAROBBIO, come sopra indicato.29 - La società U.C. ALBINOLEFFE Srl, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 4, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva, per l’addebito mosso al proprio calciatoreall’epoca dei fatti, Dario PASSONI, come sopra indicato;30 - L’allenatore CONTE Antonio, il Vice allenatore ALESSIO Angelo, il preparatoredei portieri SAVORANI Marco, il preparatore atletico D’URBANO Giorgio ed il capoosservatore tecnico FAGGIANO Daniele, all’epoca dei fatti tutti tesserati per l’A.C. SIENASpa, della violazione dell’art. 7, comma 7, del Codice di Giustizia Sportiva, per avereomesso di informare senza indugio la Procura federale, omettendo di denunciare i fattiintegranti illecito sportivo con riferimento alla gara Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011,appresi, il primo, nei giorni precedenti la gara e riferiti nel corso della riunione tecnica pre-partita svoltasi poche ore prima della gara in questione, l’ALESSIO, il SAVORANI, e ilD’URBANO, per come appresi quanto meno nel corso della riunione tecnica pre partita,come specificato nella parte motiva del presente provvedimento e nella relazione allegataagli atti del procedimento; e dal FAGGIANO a seguito di un colloquio personale con ilcalciatore Filippo Carobbio, come specificato nella parte motiva del presenteprovvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento.31 - la società A.C. SIENA Spa, a titolo di responsabilità oggettiva, dell’art. 4, comma 2,del Codice di Giustizia Sportiva, per gli addebiti mossi ai propri tesserati Conte Antonio,Alessio Angelo, Savorani Marco, D’Urbano Giorgio e Faggiano Daniele.2) Le memorie difensive F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 7
8. Con provvedimento del Vice Presidente Vicario della Commissione in data 26 luglio 2012l’inizio del dibattimento è stato fissato per il giorno 1 agosto 2012.Nei termini assegnati nellatto di convocazione gli incolpati BERTANI, BOMBARDINI,CAMILLI, CAROBBIO, CASSANO, CATINALI, COPPOLA, DRASCEK, D’URBANO,FAGGIANO, GARLINI, GHELLER, LARRONDO, PELLICORI, PESOLI, POLONI,SAVORANI, TERZI, VITIELLO e società ALBINOLEFFE, GROSSETO, NOVARA, SIENA,TORINO e VARESE hanno fatto pervenire memorie difensive, ove sono state proposteeccezioni preliminari e pregiudiziali, rilevate l’insussistenza e l’infondatezza, sotto variprofili, delle violazioni ascritte agli incolpati e formulate istanze istruttorie.In particolare:- BERTANI ha eccepito la violazione del diritto di difesa e l’estraneità ai fatti contestati;- BOMBARDINI ha eccepito insussistenza e l’infondatezza della violazione ascritta;- CAMILLI ha eccepito la violazione del diritto di difesa, la carenza di elementi probatori el’estraneità ai fatti contestati;- CAROBBIO ha chiesto l’applicazione dell’art. 24 CGS;- CASSANO ha chiesto il rinvio del procedimento in attesa della definizione del processopenale e eccepito l’estraneità ai fatti contestati;- CATINALI ha eccepito insussistenza e l’infondatezza della violazione ascritta;- COPPOLA ha eccepito l’infondatezza della violazione ascritta;- DRASCEK ha eccepito insussistenza e l’infondatezza della violazione ascritta;- D’URBANO ha eccepito la nullità del deferimento e l’estraneità ai fatti contestati;- FAGGIANO ha eccepito l’infondatezza del deferimento;- GARLINI ha eccepito insussistenza e l’infondatezza della violazione ascritta;- GHELLER ha eccepito l’infondatezza del deferimento;- LARRONDO ha chiesto il rigetto degli addebiti contestati;- PELLICORI ha eccepito l’infondatezza del capo di incolpazione;- PESOLI ha eccepito l’infondatezza del capo di incolpazione;- POLONI ha eccepito insussistenza e l’infondatezza della violazione ascritta;- SAVORANI ha eccepito la nullità del deferimento e chiesto il proscioglimento dagliaddebiti contestati;- TERZI ha eccepito la totale estraneità ai fatti addebitati, contestandone la ricostruzione;- VITIELLO ha eccepito l’infondatezza del capo di incolpazione;- la società ALBINOLEFFE ha eccepito l’inconfigurabilità di una responsabilità oggettiva epresunta, chiedendo in subordine l’applicazione di una sanzione minima;- la società GROSSETO ha eccepito la violazione del diritto di difesa, la carenza dielementi probatori e l’estraneità ai fatti contestati- la società NOVARA ha sottolineato l’attività di prevenzione posta in essere e l’esistenzadei danni subiti; - la società SIENA ha eccepito l’insussistenza di responsabilità per i fatti ascritti ai propritesserati e l’inconfigurabilità di un responsabilità oggettiva;- la società TORINO ha rilevato che l’attuazione del modello organizzativo conforme allanormativa federale dovrebbe imporre l’esclusione della responsabilità oggettiva oquantomeno una sua attenuazione;- la società VARESE ha depositato documentazione al fine di provare l’attività preventivain materia di illecito sportivo.3) Il dibattimentoAl dibattimento, iniziato il giorno 1 agosto e proseguito il giorno 2 agosto 2012, sonocomparsi: F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 8
9. - il Procuratore federale Palazzi; i Vice Procuratore federale Piccolomini, Ricciardi,Squiqquero e Tornatore; i Sostituti Procuratore federale Camici, Monaco e Perugini; icollaboratori Licheri e Pinna; il segretario Martucci;- i deferiti Bertani, Camilli, Cassano Drascek, D’Urbano, Faggiano, Gheller, Poloni,Savorani e società Grosseto e Novara, assistiti dai propri difensori;- i difensori di Alessio, Bombardini, Carobbio, Catinali, Conte, Coppola, Da Costa Junior,Garlini, Gervasoni, Larrondo, Passoni, Pellicori, Pesoli, Sala, Stellini, Terzi, Vitiello,nonché delle società Albinoleffe, Siena, Torino e Varese;- i difensori delle società Cesena, Gubbio, Nocerina e Vicenza, nonché del CodaconsCoordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e deiconsumatori, dell’Associazione servizi turistici, sportivi e della multiproprietà onlus e dellaFedersupporter che hanno chiesto di intervenire nel procedimento.Subito dopo l’inizio del dibattimento, preliminarmente, la Commissione ha esaminato laquestione concernente le richieste di ammissione presentate dalle società CESENA,GUBBIO, NOCERINA e VICENZA, nonché del CODACONS Coordinamento delleassociazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori,dell’ASSOCIAZIONE UTENTI SERVIZI TURISTICI, SPORTIVI E DELLAMULTIPROPRIETÀ ONLUS e della FEDERSUPPORTER, sulle quali, dopo aver ascoltatoi rappresentanti degli interessati e la Procura federale, ha provveduto con l’ordinanza n. 1,di seguito integralmente riprodotta:“Ordinanza n. 1La Commissione,premesso che le istanze di ammissione dei terzi interessati sono pervenutetempestivamente, cioè prima dell’apertura del dibattimento;premesso che, al momento della apertura del dibattimento, la FEDERSUPPORTER haprecisato che la propria istanza è diretta soltanto ad assistere al procedimento e nonanche a parteciparvi;considerato che, a norma dell’art. 30 dello Statuto della FIGC, le norme federali trovanoapplicazione esclusivamente nei confronti dei tesserati, delle società affiliate e di tutti isoggetti, gli organismi e le loro componenti, che svolgono attività di carattere agonistico,tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevanti per l’ordinamento federale;considerato che l’ammissibilità di tali istanze va valutata esclusivamente in relazione allasussistenza o meno di un interesse indiretto, compreso l’interesse in classifica;rilevato che le società CESENA, GUBBIO, NOCERINA e VICENZA risultano portatrici dipotenziali interessi indiretti per ragioni di classifica, ai sensi degli artt. 41, comma 7, e 33,comma 3, del CGS;rilevato che il CODACONS Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente edei diritti degli utenti e dei consumatori, l’ASSOCIAZIONE UTENTI SERVIZI TURISTICI,SPORTIVI E DELLA MULTIPROPRIETÀ ONLUS e la FEDERSUPPORTER non sonosoggetti dell’ordinamento federale;rilevato altresì che, pur tenendo conto del ruolo che la giurisprudenza ha riconosciuto aipredetti enti e, in particolare, al CODACONS nella tutela di diritti e di interessi deiconsumatori e degli utenti, tali diritti e interessi sono oggetto di giudizio dinnanziall’Autorità giurisdizionale ordinaria e amministrativa e non dinnanzi agli Organi dellagiustizia sportiva, che non possono pronunciarsi al di fuori dell’ambito federale;rilevato che nell’ordinamento sportivo non è prevista la mera possibilità di assistere alprocedimento disciplinare;rilevato che, trattandosi di un procedimento per illecito sportivo, la pubblicità è comunquegarantita dalla ripresa televisiva a circuito chiuso, ai sensi dell’art. 34, comma 9, CGS; P.Q.M.- ammette al dibattimento le società CESENA, GUBBIO, NOCERINA e VICENZA; F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 9
10. - non ammette al dibattimento il CODACONS Coordinamento delle associazioni per ladifesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori”, l’ASSOCIAZIONE UTENTISERVIZI TURISTICI, SPORTIVI E DELLA MULTIPROPRIETÀ ONLUS e laFEDERSUPPORTER.”La Commissione ha poi esaminato le richieste di rinvio proposte dai deferiti BERTANI ePELLICORI.Su queste istanze la Commissione ha provveduto con l’ordinanza n. 2, di seguitointegralmente riprodotta:“Ordinanza n. 2La Commissione,viste le istanze di rinvio formulate dai deferiti BERTANI e PELLICORI, nonché dallasocietà TORINO, per il solo caso di accoglimento della istanza del PELLICORI, motivateda ragioni di economia processuale e di stretta connessione con altro procedimentorubricato al n. 8011/33pf11-12/SP/blp;rilevato che, allo stato, non si ravvedono ragioni di connessione che debbanonecessariamente comportare la trattazione unitaria dei procedimenti di cui sopra;considerato che il profilo dell’eventuale applicazione della continuazione ben potrà esseresviluppato nella trattazione dei successivi procedimenti e sempre in caso di accertamentodella responsabilità dei deferiti nel presente giudizio; P.Q.M.rigetta le istanze e dispone la prosecuzione del procedimento.”In seguito, i deferiti CAROBBIO, GERVASONI, PASSONI, POLONI, SALA, STELLINIhanno presentato istanza di applicazione di sanzioni su richiesta delle parti ai sensidell’art. 23 e 24 del CGS, mentre i deferiti ALESSIO, CONTE, DA COSTA JUNIOR,D’URBANO, FAGGIANO, LARRONDO, SAVORANI, nonché società SIENA, TORINO,VARESE hanno presentato istanza di applicazione di sanzioni su richiesta delle parti aisensi dell’art. 23 del CGS. Su queste ultime istanze, dopo aver sentito l’intervento deldifensore della società CESENA, la Commissione ha provveduto con l’ordinanza n. 3, diseguito integralmente riprodotta:“Ordinanza n. 3 “La Commissione disciplinare nazionale,rilevato che, prima dell’inizio del dibattimento, i Signori ALESSIO, CAROBBIO, CONTE,DA COSTA JUNIOR, D’URBANO, FAGGIANO, GERVASONI, LARRONDO, PASSONI,POLONI, SALA, SAVORANI, STELLINI e le società SIENA, TORINO e VARESE, tramite ipropri legali, hanno depositato istanza di applicazione di sanzione ai sensi degli artt. 23 e24 CGS;considerato che su tali istanze ha espresso il proprio consenso il Procuratore federale;visto l’art. 23, comma 1, CGS, secondo il quale i soggetti di cui all’art. 1, comma 1,possono accordarsi con la Procura federale prima che termini la fase dibattimentale diprimo grado, per chiedere all’Organo giudicante l’applicazione di una sanzione ridotta,indicandone la specie e la misura;visto l’art. 23, comma 2, CGS, secondo il quale l’Organo giudicante, se ritiene corretta laqualificazione dei fatti come formulata dalle parti e congrua la sanzione indicata, nedispone l’applicazione con ordinanza non impugnabile, che chiude il procedimento neiconfronti del richiedente;visto l’art. 24, comma 1, CGS secondo il quale, in caso di ammissione di responsabilità edi collaborazione fattiva da parte dei soggetti sottoposti al procedimento disciplinare per lascoperta o l’accertamento di violazioni regolamentari, gli Organi giudicanti possono ridurre, F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 10
11. su proposta della Procura federale, le sanzioni previste dalla normativa federale ovverocommutarle in prescrizioni alternative o determinarle in via equitativa;rilevato che, nel caso di specie, la qualificazione dei fatti come formulata dalle parti risultacorretta e le sanzioni indicate sono congrue nei seguenti casi:“▪ per il Sig. Filippo Carobbio, applicazione ex artt. 23 e 24, CGS della squalifica per mesi4 (quattro);▪ per il Sig. Da Costa Angelo Junior, applicazione ex art. 23, CGS della squalifica per mesi4 (quattro); 1 (uno) mese di squalifica viene convertito nella sanzione dell’ammenda di €30.000,00 (€ trentamila/00); pertanto la sanzione finale sarà di mesi 3 (tre) con ammendadi € 30.000,00 (€ trentamila/00);▪ per il Sig. Faggiano Daniele, applicazione ex art. 23, CGS della inibizione di mesi 4(quattro);▪ per il Sig. Carlo Gervasoni, applicazione ex artt. 23 e 24, CGS della squalifica per mesi 3(tre);▪ per il Sig. Marcelo Alejandro Larrondo, applicazione ex art. 23, CGS della squalifica permesi 3 (tre) e giorni 20 (venti), con ammenda di € 30.000,00 (€ trentamila/00);▪ per il Sig. Sala Luigi, applicazione ex artt. 23 e 24, CGS della squalifica per anni 2 (due);▪ per il Sig. Stellini Cristian, applicazione ex artt. 23 e 24, CGS della squalifica per anni 2(due) con l’ammenda di € 50.000 (€ cinquantamila/00);▪ per la Società Torino FC Spa, applicazione ex art. 23, CGS della penalizzazione di punti1 (uno) in classifica, da scontarsi nella stagione sportiva 2012/2013, con ammenda di €30.000,00 (€ trentamila/00);▪ per la Società AS Varese Spa, applicazione ex art. 23, CGS della penalizzazione di punti1 (uno) in classifica, da scontarsi nella stagione sportiva 2012/2013, con ammenda di €30.000,00 (€ trentamila/00);rilevato altresì che, al contrario, nel caso delle istanze presentate dai deferiti ALESSIO,CONTE, D’URBANO, PASSONI, POLONI, SAVORANI e società SIENA le sanzioniindicate non risultano congrue; P.Q.M.la Commissione disciplinare nazionale dispone l’applicazione delle sanzioni di cui aldispositivo;Dichiara la chiusura del procedimento nei confronti dei predetti”.I deferiti CONTE e SAVORANI, poi, hanno presentato istanza di stralcio delle proprieposizioni e, in caso di mancato accoglimento, di ricusazione dei componenti dellaCommissione in considerazione del fatto che la Commissione si sarebbe già espressasulla posizione dei deferiti in occasione della valutazione della istanza di applicazione disanzione ai sensi degli artt. 23 e 24 CGS. A tale istanze si sono associati i deferitiALESSIO e D’URBANO.In proposito, la Commissione ha adottato le ordinanze n. 4 e 5, di seguito integralmenteriprodotte:“Ordinanza n. 4La Commissione disciplinare nazionale,viste le istanze di stralcio della posizione proposte dai deferiti CONTE e SAVORANI,motivate dal fatto che la Commissione si sarebbe già espressa sulla posizione dei deferitiin occasione della valutazione della istanza di applicazione di sanzione ai sensi degli artt.23 e 24 CGS;rilevato che la valutazione della Commissione è stata limitata alla congruità della sanzionee non è entrata nel merito della posizione dei deferiti;rilevato altresì che l’applicazione della sanzione è frutto di un “accordo negoziale” tra leparti e non di un accertamento da parte dell’Organo di giustizia; F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 11
12. considerato che l’ordinamento federale non prevede, in caso di applicazione dell’art. 23CGS, alcuna incompatibilità, né obbligo di astensione, limitandosi a prevedere lapossibilità di chiusura del procedimento nei confronti di alcuni soggetti e così ammettendoche il procedimento prosegua nei confronti di altri deferiti; P.Q.M.rigetta l’istanza.”Ordinanza n. 5“La Commissione disciplinare nazionale,viste le istanze di ricusazione presentate nei confronti dei componenti della Commissionepresentate dai deferiti CONTE, per iscritto, e SAVORANI, verbalmente, alle quali si sonoassociati i deferiti ALESSIO e D’URBANO, motivate in particolare sul fatto che laCommissione avrebbe conosciuto della causa nella fase predibattimentale esprimendo ilproprio giudizio non solo circa la astratta sanzionabilità dei deferiti, ma anche in relazionealla misura della sanzione, ai sensi dell’art. 51, comma 4, c.p.c.;considerato preliminarmente, che la sola proposizione del ricorso per ricusazione nondetermina ipso jure la sospensione del procedimento e la devoluzione della questione algiudice competente, spettando alla Commissione procedente il giudizio sulla ammissibilitàdi tale istanza, come affermato da costante giurisprudenza della Corte di cassazione e delConsiglio di Stato (tra le altre, Cass. civ., I, n. 6309/2000; Cass. civ., I, n. 10406/2003;Cass. pen. V, n. 8472/2005; Cass. civ., III, n. 26089/2005; Cass. civ., III, n. 5236/2006;Cons. Stato, IV, n. 6370/2006);considerato che l’istanza è stata presentata dopo l’apertura del dibattimento e va quindidichiarata inammissibile ai sensi dell’art. 52 c.p.c.;considerato che la richiesta di trasmissione alla Corte di giustizia federale per unadecisione al riguardo è inammissibile oltre che inconferente, in quanto non è prevista ladevoluzione della questione al giudice superiore;considerato che, comunque, nel caso di specie, non sussiste l’ipotesi di astensione (e,quindi, ricusazione) del giudice prevista dall’art. 51, comma 1, n. 4, c.p.c., a cui sirichiamano gli istanti, il quale prevede che “il Giudice ha l’obbligo di astenersi se ha datoconsiglio o prestato patrocinio nella causa, o ha deposto in essa come testimone oppurene ha conosciuto come magistrato in altro grado del processo o come arbitro o vi haprestato assistenza come consulente tecnico”, stante che questa Commissione si èpronunciata sulla richiesta di patteggiamento avanzata dalle parti ai sensi dell’art. 23 CGS,il quale stabilisce che l’Organo giudicante debba verificare se sia o meno corretta laqualificazione dei fatti come formulata dalle parti e la congruità della sanzione indicata aifini dell’applicazione della sanzione ridotta così come prevista dalla norma;considerato che, peraltro, anche se non eccepite dagli istanti, non sussistono, nel caso dispecie, neanche le altre ipotesi previste dall’art. 51 c.p.c.;considerato che “l’anticipazione di giudizio per essere considerata pregiudicante deveavere la stessa ampiezza, gli stessi contenuti sostanziali e lo stesso oggetto delladecisione finale di merito (tra le altre, Cass. pen., V, n. 7792/2006), ampiezza, contenutied oggetto che, in tutti i casi di pronuncia su di un’istanza di patteggiamento, non sonopresenti, stante che la pronuncia sulla richiesta di patteggiamento non costituisce unavalutazione prognostica sull’esito del procedimento, non entrando nel merito dellafondatezza, o meno, dell’azione svolta dalla Procura federale;considerato che, nel caso di specie, la Commissione ha esercitato esclusivamente ilpotere attribuitole dall’art. 23 CGS, il quale stabilisce che l’Organo giudicante debbaverificare se sia o meno corretta la qualificazione dei fatti come formulata dalle parti e lacongruità della sanzione indicata ai fini dell’applicazione della sanzione ridotta così comeprevista dalla norma; F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 12
13. P.Q.M.dichiara inammissibile l’istanza proposta e, pertanto la respinge.”In seguito, la Commissione ha esaminato le istanze istruttorie proposte dai deferiti, sullequali ha provveduto con l’ordinanza n. 6, di seguito integralmente riprodotta:“Ordinanza n. 6La Commissione disciplinare nazionale,in ordine alle richieste istruttorie avanzate dai deferiti PESOLI, PELLICORI, GHELLER,DRASCEK, alla luce delle risultanze probatorie agli atti, non ritiene necessario ascoltare ideferiti Gervasoni e Carobbio, le cui dichiarazioni, già agli atti, dovranno essere valutate,sotto il profilo della rilevanza e attendibilità, in sede decisoria.Ritiene non ammissibili perché irrilevanti e/o generiche le istanze di prova testimonialeavanzate dai deferiti GHELLER, DRASCEK, SAVORANI, CAMILLI e società GROSSETO;Ritiene irrilevante la richiesta del deferito DRASCEK di acquisizione del traffico telefonicodell’utenza indicata in atti.Ritiene irrilevante la richiesta del deferito GHELLER di acquisizione delle riprese televisivedel prepartita della gara Novara-Siena.Ritiene ammissibile la produzione documentale allegata alle memorie dei deferiti TERZI,PESOLI, PELLICORI, SAVORANI, CAMILLI e società GROSSETO e NOVARA. P.Q.M.1) ammette tutta la produzione documentale dei deferiti;2) respinge tutte le richieste di prove testimoniali;3) respinge le richieste di interrogatorio dei deferiti e di confronto con altri deferiti.”A questo punto, i deferiti D’URBANO, PASSONI, POLONI, SAVORANI e società SIENA eALBINOLEFFE hanno presentato istanza di applicazione di sanzioni su richiesta delle partiai sensi dell’art. 23 e/o 24 del CGS. Su tali istanze la Commissione ha provveduto conl’ordinanza n. 7, di seguito integralmente riprodotta:“Ordinanza n. 7La Commissione disciplinare nazionale,rilevato che, prima dell’inizio del dibattimento, il deferiti POLONI, SAVORANI, D’URBANO,PASSONI e società SIENA e ALBINOLEFFE, tramite i propri difensori, hanno depositatoistanza di applicazione di sanzione ai sensi dell’art. 23 e/o 24 CGS:“▪ per il Sig. Mirco Poloni, applicazione ex artt. 23 e 24, CGS della squalifica per mesi 6(sei);▪ per il Sig. Marco Savorani, applicazione ex art. 23, CGS della squalifica per mesi 5(cinque) e giorni 10 (dieci);▪ per il Sig. Giorgio D’Urbano, applicazione ex art. 23, CGS della squalifica per mesi 5(cinque) e giorni 10 (dieci);▪ per il Sig. Dario Passoni, applicazione ex artt. 23 e 24, CGS della squalifica per mesi 6(sei) e giorni 15 (quindici);▪ per la Società Albinoleffe, applicazione ex artt. 23 e 24, CGS della penalizzazione di 1(uno) punto in classifica, da scontarsi nella stagione sportiva 2012/13 e della ammenda di€ 30.000,00 (€ trentamila/00);▪ per la Società AC Siena Spa, applicazione ex artt. 23 e 24, CGS della penalizzazione di6 (sei) punti in classifica, da scontarsi nella stagione sportiva 2012/13 e della ammenda di€ 20.000,00 (€ ventimila/00);considerato che su tali istanze ha espresso il proprio consenso il Procuratore federale;visto l’art. 23, comma 1, CGS, secondo il quale i soggetti di cui all’art. 1, comma 1,possono accordarsi con la Procura federale prima che termini la fase dibattimentale di F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 13
14. primo grado, per chiedere all’Organo giudicante l’applicazione di una sanzione ridotta,indicandone la specie e la misura;visto l’art. 23, comma 2, CGS, secondo il quale l’Organo giudicante, se ritiene corretta laqualificazione dei fatti come formulata dalle parti e congrua la sanzione indicata, nedispone l’applicazione con ordinanza non impugnabile, che chiude il procedimento neiconfronti del richiedente;visto l’art. 24, comma 1, CGS secondo il quale, in caso di ammissione di responsabilità edi collaborazione fattiva da parte dei soggetti sottoposti al procedimento disciplinare per lascoperta o l’accertamento di violazioni regolamentari, gli Organi giudicanti possono ridurre,su proposta della Procura federale, le sanzioni previste dalla normativa federale ovverocommutarle in prescrizioni alternative o determinarle in via equitativa;rilevato che, nel caso di specie, la qualificazione dei fatti come formulata dalle parti risultacorretta e le sanzioni indicate risultano congrue; P.Q.M.la Commissione disciplinare nazionale dispone l’applicazione delle sanzioni di cui aldispositivo;Dichiara la chiusura del procedimento nei confronti dei predetti.”Al termine la Commissione ha dichiarato chiusa l’istruttoria dibattimentale e invitato le partia concludere.4) Le richieste della Procura Federale e dei deferitiDopo aver illustrato il deferimento, la Procura federale ha chiesto la dichiarazione diresponsabilità dei deferiti e l’irrogazione delle seguenti sanzioni:1. BERTANI Cristian: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di 3 anniper l’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante, come da incolpazione sub 8);2. BOMBARDINI Davide: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di 3anni per l’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante, come da incolpazione sub 22);3. CAMILLI Piero: inibizione di 5 anni con preclusione;4. CASSANO Mario: squalifica di 9 mesi in continuazione;5. CATINALI Edoardo: squalifica di 3 anni e 6 mesi;6. COPPOLA Ferdinando: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di 3anni per l’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante, come da incolpazione sub 23);7. DRASCEK Davide: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di 3 anniper l’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante, come da incolpazione sub 8);8. GHELLER Mavillo: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di 3 anniper l’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante, come da incolpazione sub 8);9. PELLICORI Alessandro: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di3 anni per l’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante, come da incolpazione sub 15);10. PESOLI Emanuele: squalifica di 3 anni (così determinata: squalifica di 3 anni perl’illecito sportivo, come da incolpazione sub 18);11. TERZI Claudio: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di 3 anni perl’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante, come da incolpazione sub 23);12. VITIELLO Roberto: squalifica di 4 anni (così determinata: squalifica di 3 anni perl’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante come da incolpazione sub 9, ulteriori 6 mesi disqualifica per illecito sportivo, come da incolpazione sub 23);13. società A.C. ANCONA Spa: ammenda di euro 10.000,00 (diecimila) in continuazione(così determinata: ammenda di euro 10.000 (diecimila) per l’incolpazione sub 4);14. società U.S. GROSSETO F.C. Srl: retrocessione all’ultimo posto in classifica (artt. 7,comma 3 e 18, comma 1, lett. h) C.G.S.), da scontare nel campionato di competenza, daintendersi quello di Serie B 2012/2013 al quale ha acquisito il diritto di partecipare, con F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 14
15. conseguente passaggio alla categoria inferiore, non essendo il prossimo campionatoancora iniziato, in applicazione del principio di afflittività. In subordine, qualora laCommissione disciplinare nazionale non ritenga applicabile la suddetta sanzione, si chiedeche venga applicato l’art. 18, comma 1, lettera i), che prevede l’esclusione dal campionatodi competenza – Serie B 2012/2013, con assegnazione da parte del Consiglio federale auno dei campionati di categoria inferiore. Ulteriore penalizzazione di 3 (tre) punti inclassifica per il prossimo campionato, in virtù dell’aggravante contestata;15. società NOVARA CALCIO Spa: penalizzazione di 4 (quattro) punti in classifica, dascontare in applicazione del principio di afflittività (così determinata: punti due, aumentatiper le aggravanti contestate, per un totale di tre punti per ogni responsabilità oggettivarelativa a partite disputate dalla società medesima in ordine alla quale suoi tesserati sonostati dichiarati responsabili di illecito sportivo, come da incolpazione sub 23; punti uno perogni responsabilità presunta derivante da atti posti in essere in suo vantaggio da soggettia essa estranei, come da incolpazione sub 23).La Procura federale ha rinviato le conclusioni nei confronti dei deferiti ALESSIO, CONTE eGARLINI, i quali hanno chiesto di poter valutare ulteriormente la possibilità di applicazionedi sanzioni ai sensi dell’art. 23 CGS.I difensori dei deferiti hanno illustrato e integrato le proprie difese, precisando le proprieconclusioni, mentre i difensori delle Società ammesse quali terze interessate hannochiarito le ragioni del proprio intervento. I deferiti BERTANI, GHELLER, CAMILLI el’Amministratore delegato del NOVARA De Salvo, invece, hanno reso spontaneedichiarazioni.Durante la discussione, il deferito GARLINI ha presentato personalmente istanza diapplicazione di sanzioni su richiesta delle parti ai sensi dell’art. 23 e 24 CGS. Su taleistanza la Commissione ha provveduto con l’ordinanza n. 8, di seguito integralmenteriprodotta:“Ordinanza n. 8La Commissione disciplinare nazionale,rilevato che, prima dell’inizio del dibattimento, il Signor GARLINI, personalmente, hadepositato istanza di applicazione di sanzione ai sensi degli artt. 23 e 24 CGS;considerato che su tali istanze ha espresso il proprio consenso il Procuratore federale;visto l’art. 23, comma 1, CGS, secondo il quale i soggetti di cui all’art. 1, comma 1,possono accordarsi con la Procura federale prima che termini la fase dibattimentale diprimo grado, per chiedere all’Organo giudicante l’applicazione di una sanzione ridotta,indicandone la specie e la misura;visto l’art. 23, comma 2, CGS, secondo il quale l’Organo giudicante, se ritiene corretta laqualificazione dei fatti come formulata dalle parti e congrua la sanzione indicata, nedispone l’applicazione con ordinanza non impugnabile, che chiude il procedimento neiconfronti del richiedente;visto l’art. 24, comma 1, CGS secondo il quale, in caso di ammissione di responsabilità edi collaborazione fattiva da parte dei soggetti sottoposti al procedimento disciplinare per lascoperta o l’accertamento di violazioni regolamentari, gli Organi giudicanti possono ridurre,su proposta della Procura federale, le sanzioni previste dalla normativa federale ovverocommutarle in prescrizioni alternative o determinarle in via equitativa;rilevato che, nel caso di specie, la qualificazione dei fatti come formulata dalle parti risultacorretta e le sanzioni indicate sono congrue nei seguenti casi:“▪ per il Sig. Ruben Garlini, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della squalifica per mesi 9(nove);considerato che su tali istanze ha espresso il proprio consenso il Procuratore federale;visto l’art. 23, comma 1, CGS, secondo il quale i soggetti di cui all’art. 1, comma 1,possono accordarsi con la Procura federale prima che termini la fase dibattimentale di F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 15
16. primo grado, per chiedere all’Organo giudicante l’applicazione di una sanzione ridotta,indicandone la specie e la misura;visto l’art. 23, comma 2, CGS, secondo il quale l’Organo giudicante, se ritiene corretta laqualificazione dei fatti come formulata dalle parti e congrua la sanzione indicata, nedispone l’applicazione con ordinanza non impugnabile, che chiude il procedimento neiconfronti del richiedente;visto l’art. 24, comma 1, CGS secondo il quale, in caso di ammissione di responsabilità edi collaborazione fattiva da parte dei soggetti sottoposti al procedimento disciplinare per lascoperta o l’accertamento di violazioni regolamentari, gli Organi giudicanti possono ridurre,su proposta della Procura federale, le sanzioni previste dalla normativa federale ovverocommutarle in prescrizioni alternative o determinarle in via equitativa;rilevato che, nel caso di specie, la qualificazione dei fatti come formulata dalle parti risultacorretta e le sanzioni indicate risultano congrue, P.Q.M.la Commissione disciplinare nazionale dispone l’applicazione delle sanzioni di cui aldispositivo;Dichiara la chiusura del procedimento nei confronti del predetto.”Al termine degli interventi, la Procura federale, preso atto che con i deferiti ALESSIO eCONTE non si è concretizzata la possibilità di applicazione di sanzioni su richiesta delleparti ai sensi dell’art. 23 CGS, ha chiesto la dichiarazione di responsabilità nei loroconfronti e l’irrogazione delle seguenti sanzioni:1. ALESSIO Angelo: squalifica di 1 anno + 3 mesi (così determinata: squalifica di 1anno, come da incolpazione sub 12, e ulteriori 3 mesi in continuazione, come daincolpazione sub 30);2. CONTE Antonio: squalifica di 1 anno + 3 mesi (così determinata: squalifica di 1 anno,come da incolpazione sub 12, e ulteriori 3 mesi in continuazione, come da incolpazionesub 30).Al termine della discussione, la Commissione ha dichiarato chiuso il dibattimento e rinviatoper la Camera di consiglio.5) I motivi della decisioneLa Commissione, esaminati gli atti, rileva quanto segue, in conformità con il principio disinteticità sancito dall’art. 34, comma 2, CGS.5.1. PremessaPreliminarmente, la Commissione non può che ribadire ancora una volta le considerazionigenerali espresse in occasione dei procedimenti definiti con decisioni pubblicate,rispettivamente, sui C.U. n. 13/CDN del 9.8.2011 e n. 101/CDN del 18.6.2012, rilevandocome, nel caso in questione, emergano comportamenti palesemente incompatibili con iprincipi di lealtà, correttezza e probità, ai quali l’ordinamento sportivo non può abdicare,pena la sua inevitabile caduta di credibilità e persino la sua stessa sopravvivenza.Si tratta, in particolare, di comportamenti di intrinseca gravità, che svuotano di significatol’essenza stessa della competizione sportiva, al di là di ogni valutazione in ordine allaintensità dell’elemento psicologico dei singoli deferiti, alla condotta preesistente,simultanea e successiva degli illeciti disciplinari e alle motivazioni che li hanno ispirati:comportamenti che sono espressione di quel clima “omertoso” che troppo spesso permeai rapporti tra i tesserati, nonché tra i tesserati e il “sottobosco” di vari pseudo appassionati F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 16
17. e spesso – addirittura – di esponenti della malavita.In questo procedimento è emerso, più nel dettaglio, come i risultati degli incontri possanoessere “combinati”, con intese in parallelo tra loro, per motivazioni diverse: da un lato, perindirizzare le puntate degli scommettitori e ricavarne direttamente un vantaggioeconomico; dall’altro - e senza che vi siano necessariamente scambi di denaro - perragioni di convenienza di classifica delle squadre partecipanti a una singola gara. Ed èemerso, altresì, come, in questo secondo caso, gli accordi, anche se presi a distanza dimesi dall’incontro, abbiano una forte vincolatività per i rispettivi “spogliatoi”, adimostrazione di come siano un fenomeno non solo diffuso, ma anche conosciuto eaccettato nell’ambiente.È risultato provato, difatti, come il numero dei tesserati coinvolti, per una singola gara, inquesto tipo di “combine” sia maggiore rispetto a quelli coinvolti nel sistema dellescommesse, prendendovi parte praticamente, in via diretta o indiretta, la maggior partedello “spogliatoio”, se non l’intero “spogliatoio”. A tal punto che si può parlare di un vero eproprio “protocollo” che viene seguito in questi casi.Dalle prove raccolte risulta che questi accordi (a volte - come rilevato - anche datati neltempo rispetto alla data di svolgimento della gara “combinata”) vengono “perfezionati” dauno o più rappresentanti dei rispettivi “spogliatoi”, individuati tra coloro i quali abbianolegami di amicizia per aver giocato in passato nella medesima squadra, ovvero, nel casodi calciatori stranieri, per ragioni di nazionalità. Questi “rappresentanti” si contattano perverificare la reciproca disponibilità all’accordo, disponibilità che è legata alla convenienza adividersi la posta in palio oppure a lasciare la vittoria alla squadra avversaria in vista di uncorrispondente impegno nella partita di ritorno. E ciò che colpisce, in tali ipotesi, è chequeste intese vengano vissute dai tesserati non per quello che sono, e cioè un illecitosportivo, ma come regole non scritte, che fanno parte del “gioco”, e che devono essererispettate.In simili casi non ci si trova di fronte a gare che, nel corso del loro svolgimento, vedono lecompagini accontentarsi del risultato acquisito e, quindi, preoccuparsi più di non perdereche di vincere, ma a una pianificazione del risultato che parte da lontano (a volte - lo siribadisce - addirittura dalla gara del girone di andata in vista di quella del ritorno).Parallelamente a questa attività illecita, poi, si pone l’attività speculativa, organizzata pertrarre vantaggio dal sistema delle scommesse, attività che, spesso, si basa proprio sullaprevia conoscenza di un accordo, siglato tra i due “spogliatoi” per meri interessi diclassifica, finalizzato a pilotare l’esito di un incontro.Di seguito verranno esaminate le posizioni dei deferiti con riferimento al tipo dicomportamento illecito prospettato nel provvedimento di deferimento.In questa prospettiva, peraltro, la Commissione ritiene di dover ricordare che:a) il deferimento si fonda sulla documentazione acquisita, ai sensi dell’art. 2, comma 3,della legge n. 401 del 1989 e dell’art. 116 c.p.p., nell’ambito del procedimento penalependente presso la Procura della Repubblica di Cremona (n. 3628/2010 R.G.N.R.),riguardante numerosi soggetti operanti sul territorio nazionale e internazionale, con finalitàdi condizionare i risultati di partite di calcio dei campionati organizzati dalle legheprofessionistiche e dilettantistiche, per conseguire indebiti vantaggi economici, anchemediante scommesse sui risultati alterati delle partite medesime;b) l’attività di indagine di cui alla predetta documentazione costituisce la prosecuzione diquella già svolta dal medesimo Organo inquirente, nell’ambito del procedimento penalesopra citato, sulla base della quale la Procura federale ha proceduto in data 25.7.2011 e indata 8.5.2012 al deferimento di numerosi soggetti (def. n. 603/1615pf10-11/SP/blp e def.n. 8011/33pf11-12/SP/blp);c) contestualmente al deferimento, in data 8.5.2012 è stato adottato il provvedimento distralcio n. 8012/33pf11-12/SP/ac; con tale provvedimento è stata disposta la formazione di F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 17
18. un ulteriore fascicolo con l’estrazione di copia integrale di tutti gli atti del procedimento n.33pf11-12 e l’apertura di un nuovo procedimento (n. 1075pf11-12), nel quale far confluireeventuali ulteriori fattispecie di rilievo disciplinare, alla luce di elementi sopravvenuti,autonome ma collegate sotto il profilo probatorio e teleologico rispetto a quelle giàevidenziate nei precedenti deferimenti;d) con C.U. 282/CGF del 5.6.2012, la Corte di giustizia federale, sezione consultiva, haconcesso la proroga dei termini di indagine del procedimento, ai sensi dell’art. 32, comma11, CGS;e) successivamente la Procura federale ha svolto una propria autonoma attività istruttoria,consistente, fra l’altro, nell’analisi e nell’approfondimento della copiosa documentazionericevuta e nell’audizione dei soggetti coinvolti eo informati sui fatti. In particolare, si trattadi una serie di elementi probatori, desumibili dalle quattro ordinanze di applicazione dellacustodia cautelare in carcere emesse dal GIP di Cremona, e consistenti, fra l’altro, nelleattività di Polizia giudiziaria espletate, nelle dichiarazioni rese dai soggetti coinvolti in sededi interrogatorio innanzi al Procuratore della Repubblica e al GIP di Cremona, nonché insede di audizione innanzi alla Procura federale. In proposito, la Commissione ritiene didover sottolineare come i fatti oggetto del presente procedimento rappresentano un quidnovi rispetto a quelli già definiti con le decisioni pubblicate sui C.U. n. 13/CDN del 9.8.2011e n. 101/CDN del 18.6.2012.Nel merito, la Commissione ritiene di dover rilevare in termini generali come nel presenteprocedimento:a) le dichiarazioni rese da alcuni tesserati all’Autorità giudiziaria e alla Procura federaleabbiano natura autoaccusatoria, prima ancora che di chiamata in correità di altri soggetti,e, pertanto, debbano essere considerate caratterizzate – pur con le necessarie distinzionicon riferimento alle singole gare – da profili di credibilità e di attendibilità;b) ricorra spesso la partecipazione degli stessi soggetti ai tentativi di alterazione di garediverse;c) spesso, come è risultato nelle vicende legate al sistema delle scommesse, l’attività deitesserati si sia svolta all’insaputa delle Società di appartenenza anche grazie all’ausilio disoggetti non tesserati.Inoltre, la Commissione ritiene di dover ricordare come l’applicazione della sanzione surichiesta delle parti ai sensi del solo art. 23, comma 2, CGS non comporti una ammissionedella responsabilità da parte dell’istante, né un accertamento della Commissionedisciplinare in ordine alla fondatezza dei fatti contestati, limitandosi la Commissione adaccertare la correttezza della qualificazione dei fatti prospettati e la congruità dellasanzione richiesta. L’ulteriore riduzione della sanzione anche in applicazione dell’art. 24,comma 1, CGS, invece, si applica, su richiesta della Procura federale, nei casi di“ammissione di responsabilità e di collaborazione fattiva da parte dei soggetti sottoposti aprocedimento disciplinare per la scoperta o l’accertamento di violazioni regolamentari”,con la conseguenza che, in tal caso, le dichiarazioni rilasciate dall’istante acquisisconoparticolare rilievo probatorio.Gran parte delle difese dei deferiti sollevano eccezioni e propongono istanze sulla base diun presupposto erroneo. Pretenderebbero infatti di applicare al procedimento sportivonorme e principi propri dell’ordinamento penale. Nel processo penale, fondato sul sistemaaccusatorio, la prova si forma nel dibattimento. Al contrario nel procedimento sportivo havalore pieno di prova quanto acquisito nella fase delle indagini o prima ancoradell’apertura di esse (ad esempio, i rapporti arbitrali che godono perfino di fedeprivilegiata) o da indagini svolte in altro tipo di procedimento (ad esempio, atti inviatidall’A.G.). Non può essere reclamata, pertanto, l’applicazione al presente procedimentodelle norme previste dal libro terzo del codice di procedura penale. F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 18
19. Il principio del contraddittorio si realizza nel rispetto delle forme previste dal CGS e non inbase al codice di procedura penale che regola posizioni e diritti di tutt’altra natura erilevanza.Ne discende che il raggiungimento della prova di fatti contestati deve essere valutatoesclusivamente in base ai principi dettati dal Codice di giustizia sportiva e costantementeseguiti dagli Organi di giustizia sportiva.5.2. Le violazioni contestateDagli atti ufficiali (documentazione trasmessa dalla Procura della Repubblica di Cremonae audizioni dei tesserati effettuate dalla Procura federale) e dalle risultanze deldibattimento emerge che diversi tesserati hanno svolto attività preordinate ad alterare losvolgimento e il risultato di competizioni sportive, in violazione dell’art. 7, comma 1, 5 e 6,CGS e dei principi di lealtà, correttezza e probità sanciti dall’art. 1 CGS. Emerge altresìche alcuni tesserati, pur essendo venuti a conoscenza della esistenza di tali attività, nonhanno provveduto a informarne la Procura federale, in violazione dell’art. 7, comma 7,CGS e che diversi tesserati hanno effettuato scommesse, talvolta presso soggetti nonautorizzati a riceverle, anche sulla base di comportamenti diretti ad acquisire conoscenzetali da consentire di puntare su gare sicure, in violazione del divieto sancito dall’art. 6.Il materiale probatorio di cui sopra è stato valutato con rigore dalla Commissione al fine dipoter pervenire ad affermazioni di responsabilità solo in termini di certezza.Di seguito vengono esaminati i comportamenti dei deferiti in relazione alle singole gareoggetto del deferimento.V.1 - gara ANCONA - GROSSETO del 30.4.2010Con decisione pubblicata sul C.U. n. 101/CDN del 18.6.2012, confermata dalla Corte digiustizia con decisione pubblicata sul C.U. b 2/CGF del 6.7.2012, la Commissione haritenuto che la gara in questione è stata oggetto di un tentativo di alterazione posto inessere da CAROBBIO, JOELSON, ACERBIS, CONTEH e TURATI, all’epoca dei fatticalciatori del GROSSETO, tentativo del quale tentarono di profittare gli “zingari”scommettendo su una gara già combinata. Va precisato, in proposito, che i tesseratiJOELSON, ACERBIS e TURATI non sono ancora stati giudicati, in seguito allo stralciodella loro posizione dal pregresso procedimento.Secondo la Commissione, dalla complessa ricostruzione compiuta dalla Procura federaleè risultato un coinvolgimento anche del direttore sportivo del GROSSETO IACONI che,secondo l’ipotesi accusatoria rivelatasi fondata, incaricò TURATI (ex calciatoredell’ANCONA) e JOELSON (amico e connazionale del portiere dell’ANCONA Da Costa) ditrattare con i calciatori dell’ANCONA per condizionare il risultato della gara, facendoliallontanare dal ritiro e fornendo loro perfino l’autovettura della Società. Era interessepressante del GROSSETO, che si trovava a Norcia in ritiro “punitivo”, ottenere la vittorianella gara con l’ANCONA per finalità di classifica. I due calciatori con l’autovettura messaa disposizione dalla Società, raggiunsero i calciatori dell’ANCONA, ma poteronoconcordare solo un risultato di pareggio. A questo punto CAROBBIO “vendette” la notiziaagli “zingari” che si recarono nell’albergo dove si trovava in ritiro il GROSSETO, essendoal corrente dell’accordo per indirizzare il risultato verso un pareggio e della disponibilità diCAROBBIO, ACERBIS, JOELSON, TURATI e CONTEH. In tale occasione, due esponentidel gruppo degli “zingari” corrisposero la somma di 20/22.000,00 euro, divisa tra i calciatoricoinvolti nell’illecito.In definitiva, la Commissione ha ritenuto provato il raggiungimento di un accordo fra itesserati delle due Società, che hanno pattuito un pareggio. Le trattative sono statecondotte da IACONI, per il tramite di TURATI e JOELSON, con tesserati dell’ANCONAnon individuati. Di tale illecita attività ha approfittato, al fine di effettuare scommesse, il F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 19
20. gruppo degli “zingari” il quale, avuta la “soffiata” da CAROBBIO, ha ricompensato consomme di denaro quest’ultimo e i suoi compagni di squadra ACERBIS, JOELSON,CONTEH e TURATI.Dopo la decisione in questione sono emersi ulteriori elementi idonei a dimostrare ilcoinvolgimento diretto nella vicenda anche di CAMILLI, socio di maggioranza e presidentedi fatto della Società GROSSETO, e di DA COSTA JUNIOR, calciatore all’epoca dei fattitesserato dell’ANCONA.I nuovi fatti sono stati ricostruiti grazie alle dichiarazione auto ed etero accusatorie resedinnanzi all’A.G. di Cremona e alla Procura federale in date successive al procedimento diprimo grado da IACONI, TURATI, JOELSON, CAROBBIO, ACERBIS e DA COSTAJUNIOR.In particolare, IACONI, nella audizione dinanzi alla Procura federale dell’8.6.2012, riferiscedi aver comunicato a CAMILLI la proposta di TURATI di contattare alcuni giocatoridell’ANCONA perché lasciassero vincere il GROSSETO. CAMILLI aveva detto a IACONIdi autorizzare TURATI a lasciare il ritiro per andare a parlare con i giocatori dell’ANCONA.Per far questo IACONI metteva a disposizione di TURATI una autovettura della Società.Con TURATI autorizzava anche JOELSON perché quest’ultimo conosceva bene ilgiocatore dell’Ancona DA COSTA, suo connazionale. Dopo l’incontro tra i giocatoriIACONI riferiva a CAMILLI che i giocatori dell’ANCONA per lasciare la vittoria alGROSSETO pretendevano 100.000,00 euro, ma CAMILLI, a fronte di tale richiesta,decideva di interrompere la trattativa. IACONI comunicava la decisione di CAMILLI aTURATI.TURATI, nella audizione del 10.7.2012, riferisce di aver ricevuto da JOELSON la richiestadi accompagnarlo ad una visita medica preventivamente autorizzata da IACONI. Una voltapartito, JOELSON precisava di aver avuto incarico da IACONI (in adesione a preciso invitodi CAMILLI) di andare a contattare giocatori dell’ANCONA per cercare di concordare unpareggio. Riferisce che l’incontro avvenne tra JOELSON e DA COSTA senza la sua direttapartecipazione e che all’esito dello stesso JOELSON comunicava che DA COSTA avevarifiutato la combine.JOELSON, nell’interrogatorio dinanzi al Gip del 4.6.2012, riferisce di aver avuto richiestada parte di IACONI di contattare DA COSTA per cercare di concordare il risultato dellagara con l’ANCONA e che IACONI aveva ritenuto utile che partecipasse al contatto ancheTURATI, ex giocatore dell’ANCONA. IACONI aveva precisato di aver avuto l’assenso alriguardo da parte di CAMILLI.CAROBBIO, nella audizione del 10.7.2012 dinanzi alla Procura federale, precisa che tuttisapevano che nel GROSSETO nessuno poteva assumere decisioni senza consultarepreventivamente CAMILLI (pur nella fattispecie non avendo sentito nè visto IACONIparlare con CAMILLI).ACERBIS, dinanzi alla Procura federale in data 9.7.2012, riferisce che quando si parlavadi Società ci si riferiva a CAMILLI anche perché i soldi della combine non potevano cheprovenire da lui.Tutte le suindicate dichiarazioni non lasciano dubbi, sotto il profilo logico, circa ilcoinvolgimento di CAMILLI, socio di maggioranza e Presidente di fatto della Società, neltentativo di combine della gara.Come accertato univocamente, ogni decisione di rilevante importanza in Società venivaassunta da CAMILLI, come confermato peraltro dallo stesso CAMILLI e dal CAFARO,amministratore unico e team manager della Società: pertanto, risulta accertato che tuttoquanto accaduto nel tentativo di raggiungere un’intesa sul risultato della partita sia partitoda una iniziativa sicuramente condivisa e approvata da CAMILLI.Per quanto attiene alle iniziative giudiziarie assunte da CAMILLI nei confronti degli extesserati del GROSSETO è stato possibile accertare che, a seguito della richiesta inoltrata F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 20
21. dal GROSSETO al Presidente federale della FIGC del 21.12.2011 al fine di ottenere laderoga al vincolo di giustizia per la tutela delle ragioni della Società nei confronti diCAROBBIO, JOELSON, CONTEH e ACERBIS, l’autorizzazione fu concessa limitatamentealla nomina di difensore della persona offesa ex art-101 c.p.p. nell’ambito delprocedimento aperto presso la Procura della Repubblica di Cremona.Al riguardo va segnalato che la richiesta non riguardava né IACONI, né TURATI.Non può che concordarsi sul rilievo della Procura federale in ordine al fatto che ladenuncia penale nei confronti di CAROBBIO, TURATI, CONTEH, JOELSON, NARCISO,JOB IYOCK, ACERBIS e IACONI per il reato di cui all’art. 640 c.p. pluriaggravato (truffa) equella nei confronti di IACONI e TURATI per il reato di cui all’art. 368 c.p. (calunnia) sonointervenute solo in data 7.7.2012, cioè quattro giorni dopo la convocazione di CAMILLIdinanzi alla stessa Procura federale: ciò evidenzia la strumentalità dell’atto preordinato aesigenze difensive dinanzi agli Organi della giustizia sportiva.In ordine alla difesa del CAMILLI quest’ultima concentra le proprie deduzioni sul fatto chel’illecito concretizzatosi con il pareggio per la gara Ancona-Grosseto non vedrebbeprotagonista CAMILLI, visto che fu un illecito posto in essere dai giocatori: così facendo,però, non prende in considerazione gli atti, certamente diretti all’alterazione del risultatodella gara e forniti del requisito dell’idoneità al raggiungimento dello scopo, posti in essereproprio da CAMILLI in una fase ben individuata della vicenda.Alla luce di tali considerazioni appaiono del tutto inconferenti le affermazioni resedall’accusa e dalla difesa in ordine alla presenza di CAMILLI alla gara in questione, nonessendo rilevante, ai fini dell’affermazione di responsabilità del deferito, la circostanza cheCAMILLI non andasse usualmente in trasferta.Sul fatto, infine, affermato dallo stesso CAMILLI in dibattimento, che non poteva aver datoistruzioni di alcun genere a IACONI, in quanto quest’ultimo era stato di fatto licenziato, nonsi trova conferma alcuna in atti.Alla luce di tutto quanto sopra esposto il CAMILLI è sicuramente responsabile del tentativodi alterare il risultato della gara Ancona-Grosseto.CAMILLI avrebbe voluto comprare la vittoria della propria squadra senza poieffettivamente riuscirci a causa del prezzo troppo alto richiesto dai giocatori dell’ANCONA.Risulta accertato, quindi, che, a fronte della richiesta di € 100.000,00 formulata daigiocatori dell’ANCONA, CAMILLI ha abbandonato le trattative.Per questa ragione CAMILLI deve rispondere per l’illecito tentato a norma di quantoprevisto dall’ art. 7, comma 1, 2 e 5, CGS, ma non per l’aggravante dell’effettivaalterazione del risultato, di cui all’art. 7, comma 6, CGS.Alla affermazione della responsabilità del deferito segue quella diretta della Società diappartenenza GROSSETO.Per il deferito DA COSTA JUNIOR è stata disposta l’applicazione di sanzioni ai sensi degliartt. 23 e 24 CGS.La soc. ANCONA, in seguito alla applicazione di sanzione ai sensi degli artt. 23 e 24 CGSa carico del deferito DA COSTA JUNIOR, deve rispondere a titolo di responsabilitàoggettiva per la condotta del proprio tesserato.V.2 - gara SIENA - PIACENZA del 19.2.2011La gara in questione è stata oggetto di un tentativo di alterazione posto in essere daGERVASONI, CASSANO e CATINALI, all’epoca dei fatti calciatori del PIACENZA.Alcuni esponenti del gruppo degli zingari hanno incontrato GERVASONI nell’albergo dovela squadra del PIACENZA era in ritiro, chiedendo di perdere la gara con un “over”. Poichéla posizione di classifica del PIACENZA non era compatibile con una sconfitta, vennedeciso di raggiungere un semplice “over”, risultato che effettivamente si verificò. Per taleloro attività, GERVASONI, CASSANO e CATINALI percepirono € 20,000,00 ciascuno. Di F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 21
22. tali fatti è venuto a conoscenza anche CAROBBIO, all’epoca tesserato per la soc. SIENA,che ha omesso di denunciarli alla Procura federale.Tali circostanze trovano riscontro nelle dichiarazioni, rese dinnanzi all’A.G. di Cremona ealla Procura federale, di GERVASONI e CAROBBIO.In particolare, negli interrogatori del 27.12.2011 e del 12.3.2012 dinanzi alla Procura dellaRepubblica e del 13.4.2012 dinanzi alla Procura federale GERVASONI ha più volteconfermato l’illecito concordato per un risultato che prevedeva un “over” per il quale lostesso GERVASONI, CASSANO e CATINALI avrebbero percepito un compenso di €20.000,00 ciascuno.Nell’audizione dinanzi alla Procura federale del 29.2.2012, CAROBBIO ammette di aversaputo dell’illecito da GERVASONI e conferma il coinvolgimento di CASSANO eCATINALI.Poco convincenti appaiono le dichiarazioni dinanzi alla Procura federale di CASSANO indata 15.3.2012 e quelle di CATINALI in data 20.3.2012. Il primo si limita a ricordare di avereffettuato due parate miracolose prima che si fosse concretizzato il pattuito “over”, paratepoco rilevanti considerato che l’“over” si concretizzava già alla fine del primo tempo. Ilsecondo si limita a rappresentare cattivi rapporti con GERVASONI che avrebbe spessoinsultato la sua città natale (Napoli) e che lo avrebbe coinvolto nella vicenda “per puracattiveria”.Le dichiarazioni accusatorie di GERVASONI, invece, appaiono credibili e confermate dafatti obiettivi.La precisa individuazione dei soggetti promotori dell’illecito (ILIEVSKI e GEGIC), laindicazione dei soggetti coinvolti nell’illecito non generica (lo stesso GERVASONI,CASSANO e CATINALI), l’ammontare della somma percepita (€ 20.000,00 a testa) perl’attività illecita posta in essere con successo, la conferma integrale di CAROBBIO cheammette di essere stato a conoscenza dell’illecito negli stessi termini indicati daGERVASONI (nel corso di una cena con GERVASONI, ILIEVSKI e GEGIC), losvolgimento della gara con il risultato sull’“over” già dopo i primi 45 minuti di gioco.Si rilevi che al GERVASONI era stato richiesto anche di perdere la gara (in modo daconsentire una doppia scommessa), richiesta che il GERVASONI non aveva accettato acausa della difficile situazione di classifica del PIACENZA, sua squadra di appartenenza.La richiesta della difesa del CASSANO di prosciogliere il giocatore deferito alla luce delprincipio in dubio pro reo non può essere accolta giacché questa Commissione haraggiunto il pieno convincimento della responsabilità dello stesso. Né può valere laconsiderazione della mancata individuazione di giocatori del SIENA che avrebberopartecipato alla combine, giacché, come evidenziato nell’atto del deferimento, complesseindagini penali sono ancora in corso di svolgimento e, quindi, non è escluso che in futuroulteriori soggetti possano essere individuati e rinviati a giudizio.Le circostanze addotte dai difensori del CATINALI non risultano convincenti. Leaffermazioni relative al disprezzo del GERVASONI verso la città di Napoli appaiono pococredibili e non possono costituire, in ogni caso, valida motivazione della calunniaasseritamente posta in essere da GERVASONI neri confronti di CATINALI. Invece, levicende personali del CATINALI occorse proprio nei giorni della gara in questione, oltre anon risultare provate, non sono idonee a escludere la responsabilità del deferito.Le condotte di cui sopra integrano la violazione dell’art. 7, comma 1, 2 e 5, conl’aggravante di cui al comma 6, per CASSANO e CATINALI.Per i deferiti GERVASONI e CAROBBIO e società SIENA è stata disposta l’applicazione disanzioni ai sensi degli artt. 23 e 24 CGS.V.3 - gara NOVARA – SIENA del 1.5.2011 F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 22
23. Secondo la prospettazione offerta dalla Procura federale, la gara sarebbe stata oggetto diun illecito sportivo posto in essere dai tesserati DRASCEK, BERTANI e GHELLER,all’epoca dei fatti calciatori del NOVARA, e VITIELLO, CAROBBIO e LARRONDO,all’epoca dei fatti calciatori del SIENA. Di questo illecito sarebbero stati a conoscenzaCONTE, all’epoca dei fatti allenatore del SIENA, e tutto il suo staff tecnico, composto daSTELLINI, ALESSIO, SAVORANI e D’URBANO, per averne il CONTE dato pubblicità nelcorso della riunione tecnica tenutasi qualche ora prima della gara.In particolare, sempre secondo la prospettazione della Procura federale, alcuni giorniprima della gara, VITIELLO e DRASCEK si sarebbero incontrati, in rappresentanza deirispettivi “spogliatoi”, presso l’albergo in cui il Siena si era recato in ritiro in vistadell’incontro, per perfezionare l’intesa al fine di combinare il risultato di parità per lerispettive esigenze di classifica.CAROBBIO, contattato dal gruppo degli “zingari” per la realizzazione di un “over”, venuto aconoscenza dell’esistenza dell’accordo per il pareggio tra le due squadre - accordo chesarebbe stato confermato, poche ore prima dell’inizio della gara, dall’allenatore Conte atutta la squadra nel corso della riunione tecnica, a cui avrebbe partecipato anche lo stafftecnico - ne informò, insieme a BERTANI, il gruppo degli “zingari” e ne parlò, poco primadi entrare in campo, con lo stesso BERTANI e con GHELLER. LARRONDO, per partesua, chiamato a subentrare, nei minuti finali della gara, a un proprio compagno, avrebbechiesto a CAROBBIO consigli su come giocare per rispettare la combine.Secondo la Procura federale, tali circostanze troverebbero riscontro nelle dichiarazioni,rese dinnanzi all’A.G. di Cremona e alla Procura federale, di CAROBBIO, DRASCEK,GERVASONI, nonché dai tabulati sul traffico telefonico relativo ad alcuni esponenti delgruppo degli zingari e alcuni dei calciatori coinvolti.Il deferimento è fondato e va accolto, risultando accertati i fatti in contestazione, sia purecon un diverso grado di responsabilità di alcuni deferiti rispetto alle contestazioni sollevatedalla Procura federale.Dalle dichiarazioni - rese dai tesserati CAROBBIO e GERVASONI al Procuratore dellaRepubblica di Cremona (in data 19.1.12, 12.3.12 e 17.4.12) e al Procuratore federale (indata 29.2.12 e 10.7.12), risulta confermata la “parallela” combine sportiva, consistita, daun lato, dal raggiungimento di un accordo tra le due squadre per pareggiare l’incontro, cosìda averne entrambe un vantaggio in classifica, e, dall’altro, dalla pianificazione, da parte diCAROBBIO e BERTANI, con il “gruppo degli zingari” - una volta preso atto dell’accordo trale due squadre - di un’intesa finalizzata a ottenere vantaggi economici attraverso il sistemadelle scommesse.Il testo delle dichiarazioni, raccolte in sede di indagine, non lascia spazio a dubbi sullacorrettezza di questa ricostruzione:- “In effetti ci furono dei contatti tra i giocatori in quanto il pareggio sarebbe stato unrisultato proficuo per tutte e due le squadre. Infatti ci fu un contatto tra Vitiello del Siena eDrascek del Novara il quale avvenne nella hall dell’albergo che ospitava noi del Siena. Io liho visti parlare.” (dichiarazione CAROBBIO del 19.1.2012);- “In Novara Siena del 30.4.11 ci fu un accordo per far finire la gara in parità, in effetti neparlammo anche durante la riunione tecnica e quindi eravamo tutti consapevoli delrisultato concordato, soprattutto al fine di comportarsi di conseguenza durante la gara; lostesso allenatore, Antonio Conte, ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quantoavevamo raggiunto l’accordo con il Novara per il pareggio; non sono certo di chi per primosi accordò, comunque Drascek venne nel nostro albergo in ritiro e parlò con Vitiello; credoche quello sia stato il primo contatto, ma poi l’accordo è stato comunicato a tutti, visto che,come precisato, se ne parlò anche durante la riunione tecnica con l’allenatore; ricordo cheoltre a parlarne con l’intera squadra durante la riunione tecnica, ne parlai, singolarmente al F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 23
24. campo, con Bertani e Gheller del Novara, prima della partita.” (dichiarazione CAROBBIOdel 29.2.2012);- “Quanto alla partita Novara – Siena, terminata 2 a 2 del 30 aprile 2011, gli zingaripresero contatto sia con Carobbio, che all’epoca giocava nel Siena, sia con Bertani, cheall’epoca giocava nel Novara. A quanto mi risulta Carobbio ha dato ad un certo punto aGegic l’informazione che le due compagini avevano raggiunto un accordo con riferimentoad un Over. Credo che ciò sia avvenuto poco prima della partita. Il risultato è statoconseguito anche se non so quanto sia stato dato e a chi.” (dichiarazione GERVASONIdel 12.3.2012);- “In quell’occasione, al contrario di quanto accaduto con riferimento alla partita Albinoleffe– Siena i giocatori hanno appreso dell’accordo in occasione della riunione tecnica che hapreceduto la partita. In sostanza Conte si limitò a dire che avremmo pareggiato la partita eche era stato raggiunto un accordo per il pareggio (…). Non so chi esattamente abbiapartecipato alla conclusione di questo accordo. Quando riferisco di aver parlato in campocon Bertani e Gheller del Novara voglio dire che prima di giocare ho chiesto una sorta diconferma di un accordo che comunque già era stato concluso (…). Alla riunione tecnicac’erano gli stessi tecnici che ho indicato con riferimento alla partita Albinoleffe – Siena oltreche, naturalmente, anche i giocatori.” (dichiarazione CAROBBIO del 17 aprile 2012);- “In relazione a Novara – Siena …, nel confermare quanto già dichiaratoprecedentemente, preciso che l’allenatore ci aveva informato che la gara sarebbe finita inpareggio … ricordo molto bene quella riunione tecnica, in quanto l’allenatore, dopo avercidetto che era stato raggiunto un accordo per il pareggio, ci parlò poco della gara e degliaspetti tecnici, ma ci fece un discorso molto emozionante sulla sua carriera, in relazioneall’obiettivo che la nostra squadra stava per raggiungere; infatti, ottenuto il punto,concordato, nella gara in oggetto, ci sarebbe servito solo un altro punto in 4 partite per lamatematica promozione; ricordo bene il discorso sia perché fu molto coinvolgente, siaperché era del tutto anomalo che in una riunione pre-partita non si affrontassero quegliaspetti tecnici che il mister curava sempre in maniera quasi maniacale (…) al discorso diConte che ci informava del pareggio concordato, nessuno di noi si stupì più di tanto, inquanto durante la settimana già girava voce nello spogliatoio che quella partita si sarebbepotuta concludere con un risultato concordato di pareggio; ricordo che, durante la gara,mentre mi scaldavo a bordo campo insieme al mio compagno Larrondo, lo stesso,essendo un ragazzo giovane e straniero, mi chiese, alla luce di quanto riferito da Contenella riunione tecnica, come si doveva comportare se l’allenatore l’avesse fatto entrare incampo; lo tranquillizzai dicendogli di entrare, facendo movimento senza segnare.”(dichiarazione CAROBBIO del 10.7.2012).A queste dichiarazioni va aggiunta anche quella di ERODIANI secondo cui “Il pareggio eradato per certo” (dichiarazione ERODIANI del 16.7.2012).Ne consegue che i fatti possano essere riassunti come segue. CAROBBIO apprese, primacome “voce” all’interno dello spogliatoio del SIENA, poi con certezza, all’esito delle paroledell’allenatore CONTE nel corso della riunione tecnica pre-gara, della combine in essereper pareggiare la partita. Il perfezionamento dell’intesa avvenne nell’incontro avuto traVITIELLO, del SIENA, e DRASCEK, del NOVARA, avvenuto la sera in cui il SIENAraggiunse l’albergo di Novara scelto per il ritiro (da segnalare, in proposito, come siaemerso, nel corso dei vari deferimenti, che il “perfezionamento” di questo tipo di accordivenga delegato a rappresentanti dei rispettivi spogliatoi che siano legati da un rapporto diamicizia o di particolare conoscenza: rapporto di amicizia che ricorre nel caso di VITIELLOe DRASCEK, come risulta dalle memorie dagli stessi depositate agli atti). CAROBBIO,contattato dal gruppo degli zingari, raggiunse, insieme a BERTANI, un’intesa finalizzata asfruttare l’accordo, già “formalizzato” dalle due squadre, nel sistema delle scommesse.Durante la ricognizione del campo, poco prima dell’inizio della gara, CAROBBIO chiese F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 24
25. conferma della combine a BERTANI e GHELLER, conferma che gli venne data. Nei minutifinali dell’incontro, LARRONDO, altro calciatore del SIENA, in vista di un suo possibileingresso in sostituzione di un compagno, chiese a CAROBBIO indicazioni su come dovevamuoversi in campo, vista l’esistenza della combine finalizzata al pareggio.A questo punto, deve essere sottolineata l’assoluta attendibilità delle dichiarazionirilasciate da CAROBBIO, che è comprovata sia dai riscontri avuti - anche attraversodichiarazioni rilasciate da altri tesserati, con riferimento ad altre gare, quale, ad esempio,Albinoleffe-Siena - sia per la totale mancanza di un qualunque motivo di risentimento oconvenienza che possa averlo spinto a coinvolgere altri soggetti.Per ciò che attiene ai riscontri, questi sono ravvisabili:- nei molteplici contatti telefonici registrati, sin dal 29.4.2011, tra il gruppo degli ”zingari” e,tra gli altri, CAROBBIO, BERTANI e GERVASONI (cfr. ordinanza Gip di Cremona del22.5.2012);- nell’incontro, avvenuto nell’albergo in cui si trovava in ritiro il SIENA, tra VITIELLO eDRASCEK, che ha trovato conferma nelle dichiarazioni rese alla Procura federale, in data8.3.2012, dai diretti interessati e da COPPOLA.Viceversa, le dichiarazioni rese dagli altri tesserati coinvolti nella vicenda, anche se nondeferiti, che tendono a smentire le circostanze provate da CAROBBIO (e daGERVASONI), non possono essere ritenute attendibili, proprio perché, qualora fosserostate di conferma delle circostanze indicate dal denunciante, sarebbero valse qualidichiarazioni autoaccusatorie.Per ciò che attiene all’assenza di un qualche motivo di risentimento o convenienza, daparte di CAROBBIO, a coinvolgere altri tesserati negli illeciti dallo stesso denunciati,basterà qui evidenziare - come, peraltro, meglio vedremo verrà evidenziato in seguito,soprattutto con riferimento alle eccezioni sollevate sul punto da CONTE - che questi motivirisultano completamente assenti.In particolare, basta qui richiamare quanto affermato dal tesserato FICAGNA, il quale, aprecisa domanda sulla conoscenza di eventuali motivi di astio o rancore che CAROBBIOpotesse avere con qualcuno del SIENA, li esclude. FICAGNA, difatti, ha dichiarato che:“Con Carobbio ho avuto buoni rapporti, né mi risulta che Carobbio abbia mai avutodissapori o motivi di astio con tesserati del Siena, né problematiche di inserimentoall’interno della squadra (…). Preciso che, per quanto di mia conoscenza, Carobbio nonaveva problemi di natura economica. Aggiungo, inoltre, che Carobbio era considerato unodei titolari della squadra” (dichiarazione FICAGNA del 26 marzo 2012).Per quanto riguarda specificamente le posizioni dei singoli deferiti (con esclusione di quelliper i quali il procedimento si è chiuso ai sensi dell’art. 23 CGS) si osserva che:a) dalle prove agli atti, risulta che BERTANI partecipò sia alla combine intercorsa tra ledue squadre, finalizzata a combinare il pareggio, sia all’intesa “parallela”, raggiunta,insieme a CAROBBIO, con il gruppo degli “zingari”. Sul punto, si vedano le dichiarazioni,sopra richiamate, rese da CAROBBIO in data 292.2012 e 174.2012 e da GERVASONI indata 12.3.2012, nonché la documentazione attestante i contatti telefonici dallo stesso avuticon il gruppo degli “zingari” (cfr. ordinanza Gip di Cremona del 22.5.2012).Specificamente, con riferimento alla partecipazione all’accordo intercorso tra le duesquadre, la prova della partecipazione all’illecito è data dalla circostanza che BERTANInon si limitò a confermare a CAROBBIO, al momento della ricognizione delle squadre incampo, l’esistenza dell’accordo, ma disputò la gara, contribuendo a che il risultato pattuito(il pareggio) venisse effettivamente raggiunto.Per ciò che attiene, viceversa, all’intesa “parallela” con il gruppo degli “zingari”, questarisulta ampiamente provata dalle risultanze sopra richiamate. A tale proposito, a nullarilevano le asserite contraddizioni tra le dichiarazioni di CAROBBIO e GERVASONI, in F.I.G.C. Commissione disciplinare nazionale 25

References: provvedimento n. 
 art. 7
 art. 4
 art. 4
 art. 7
 art. 4
 art. 23
 art. 23
 art. 23
 art. 23
 art. 23
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
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 art. 23
 art. 23
 art. 23
 art. 7
in dubio