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⭐Num. Reg. Proposta: GPG/2012/ LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Num. Reg. Proposta: GPG/2012/ LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
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1 2 3 Testo dell'atto Num. Reg. Proposta: GPG/2012/ LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Vista la Legge regionale n. 30/1988 e s.m. e i. Disciplina generale del trasporto pubblico regionale e locale che: - all art. 5 Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT) prevede tra l altro che: la Regione programma le reti di infrastrutture e i servizi relativi alla mobilità delle persone e delle merci e il trasporto pubblico regionale e locale, con il concorso degli enti locali e tenendo conto della loro programmazione ed in particolare dei piani predisposti dalle Province, al fine di pervenire, nel rispetto del principio di sussidiarietà, alla massima integrazione delle scelte, operate nell'ambito delle rispettive autonomie; individua il PRIT quale principale strumento di pianificazione dei trasporti della Regione, secondo le finalità e i principi definiti dalla medesima Legge; stabilisce che la Regione, mediante il PRIT, disciplina i propri interventi, indirizza e coordina gli interventi degli enti locali e di altri soggetti pubblici e privati operanti nel sistema dei trasporti e della mobilità d'interesse regionale e locale, definisce per quanto di sua competenza il sistema delle comunicazioni ferroviarie, stradali, portuali, idroviarie, marittime, aeree, interportuali e autofilotranviarie, definisce le principali proposte rispetto alla politica nazionale e comunitaria e definisce prescrizioni, indirizzi e direttive per i piani territoriali di coordinamento provinciali; - all art. 5 bis relativamente alla procedura di approvazione del piano con particolare riferimento alla prima fase della procedura stessa, prevede che: pagina 2 di 2534 la Giunta regionale predispone un Documento Preliminare del piano e lo comunica all Assemblea legislativa; sulla comunicazione della Giunta l Assemblea legislativa si esprime mediante un ordine del giorno; successivamente il Presidente della Regione, per l esame congiunto del documento preliminare, convoca una Conferenza di Pianificazione ai sensi dell art. 14 della L.R. 20/00 chiamando a parteciparvi le Province, i Comuni presenti nel CAL e le Regioni contermini nonché i soggetti gestori delle infrastrutture per la mobilità di rilevanza almeno regionale; Dato atto: - che la Giunta regionale con propria deliberazione n del 23 novembre 2009 ha approvato il Documento preliminare relativo alla predisposizione del Piano Regionale Integrato dei Trasporti, denominato PRIT , unitamente agli elaborati tecnici quadro conoscitivo e rapporto ambientale ; - che l Assemblea legislativa si è espressa sulla comunicazione della Giunta approvando l Ordine del giorno oggetto n. 254/1, nella seduta del 20 luglio 2010; - che con Decreto del Presidente della Regione n.186 del 3 settembre 2010 è stata indetta la Conferenza di pianificazione ai sensi dell art.14 della L.R. 20/2000, per l esame congiunto del Documento preliminare e dei relativi elaborati tecnici chiamando a partecipavi, le Province, i Comuni presenti nel CAL, le Regioni contermini, nonché i soggetti gestori delle infrastrutture della mobilità; - che i lavori della Conferenza di Pianificazione sono stati avviati il 24 settembre 2010 e si sono conclusi il 20 dicembre 2010; - che nell ambito della conferenza di pianificazione è stata avviata, congiuntamente all Autorità competente alla Valutazione strategica di piani e programmi di cui all art. 1 della L.R.9/2008, la consultazione dei soggetti competenti in materia ambientale sul Documento preliminare e sul Rapporto ambientale ai fini della valutazione preventiva della sostenibilità ambientale (VALSAT) come stabilito all art.5 della L.R. 20/2000; pagina 3 di 2535 - che a seguito di tale consultazione, l Autorità ha fornito le proprie indicazioni utili alla predisposizione del Documento di VALSAT che accompagna il Piano Regionale Integrato dei Trasporti 2020; - che le risultanze della Conferenza di pianificazione, contenute nei verbali delle relative sedute, sono state pubblicate nel sito della Regione Emilia Romagna; Dato atto altresì che, successivamente alla conclusione della Conferenza di Pianificazione, nello spirito delle previsioni della Legge Regionale 9 febbraio 2010, n.3, recante Norme per la definizione, riordino e promozione delle procedure di consultazione e partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali è stato realizzato un processo di partecipazione dei cittadini, relativamente ad alcuni dei principali contenuti del Documento preliminare del Piano Regionale Integrato dei Trasporti al fine di rendere possibile, in via sperimentale, l inclusione nel procedimento amministrativo disciplinato dall art.5 bis della L.R. 30/1998 di ulteriori soggetti non contemplati dalla stessa norma; Considerato: - che le successive fasi del procedimento di approvazione del PRIT previste dall art. 5 bis della L.R. 30/98 e s.m.i. sono così articolate: Successivamente alla conclusione della Conferenza di pianificazione, l Assemblea legislativa adotta il piano, previo parere del CAL. Copia del Piano è trasmesso agli Enti partecipanti alla Conferenza di Pianificazione; Il Piano adottato è depositato presso le sedi dell Assemblea legislativa e delle Province per 60 giorni dalla pubblicazione dell Avviso sul BUR dell avvenuta adozione; Entro il termine dei 60 giorni di deposito possono essere formulate osservazioni e proposte da enti e organismi pubblici, associazioni ambientali, economiche e sociali e quelle costituite per la tutela di interessi diffusi presenti nei territori interessati; Entro i successivi 90 giorni l Assemblea legislativa decide sulle osservazioni e approva il Piano; - che pertanto, a seguito delle sopra illustrate attività la Direzione Generale alle Reti infrastrutturali, logistica e pagina 4 di 2536 sistemi di mobilità, ha predisposto gli elaborati del Piano Regionale Integrato PRIT 2020, con la collaborazione di Arpa per quanto riguarda il Rapporto ambientale e la Valutazione di Incidenza; - che nella predisposizione degli elaborati si è tenuto conto anche delle integrazioni intervenute al quadro conoscitivo, sia con riferimento ad aspetti inerenti la logistica e gli aeroporti, essendo in tali ambiti intervenuti strumenti pianificatori/programmatori statali, sia con riferimento alla Viabilità in considerazioni delle opere avviate o concluse nel corso dell anno 2011, sia infine con riferimento al processo partecipativo sopra citato; Preso atto che il Piano Regionale Integrato dei Trasporti PRIT 2020, allegato parte integrante del presente atto risulta composto dai seguenti elaborati costitutivi di cui quelli indicati ai numeri 1 e 2 a sistema e quelli indicati ai numeri 3,4, 5 e 6 in formato cartaceo: 1. Relazione generale 2. Norme di attuazione 3. Cartografia: Carta a. Assetto strategico del Prit 2020 Carta b. Sistema stradale Carta c. Sistema ferroviario Carta d. Piattaforma logistica integrata Carta e. Sistema di pianificazione integrata: Area Vasta 4. Rapporto ambientale/valsat con Sintesi non tecnica della Valsat 5. Studio di Incidenza Ambientale 6. Integrazione al Quadro conoscitivo Evidenziato che tutti gli elaborati del Piano sono visionabili nel sito della Regione Emilia-Romagna Dato atto che in data 30 gennaio 2012, nella seduta del Comitato di Direzione della Giunta regionale, il Direttore Generale alle Reti infrastrutturali, Logistica e Sistemi di mobilità ing Paolo Ferrecchi ha illustrato i contenuti e gli elaborati del PRIT 2020; Dato atto del parere favorevole del Consiglio delle Autonomie Locali acquisito in data 14 febbraio 2012; pagina 5 di 2537 Richiamate le proprie deliberazioni, esecutive ai sensi di legge: - n del 24 luglio 2006, concernente "Prima fase di riordino delle strutture organizzative della Giunta regionale. Indirizzi in merito alle modalità di integrazione interdirezionale e di gestione delle funzioni trasversali" e s.m.; - n del 27 novembre 2006 concernente "Modifiche all'assetto delle Direzioni Generali della Giunta e del Gabinetto di Presidente" e s.m.i.; - n del 29 dicembre 2008 concernente "Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le Strutture e sull'esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007."e s.m.; n del 20 dicembre 2010 concernente Rinnovo incarichi a Direttori generali della Giunta regionale in scadenza al 31/12/2010 ; - n del 04 agosto 2011 concernente "Approvazione degli atti di conferimento degli incarichi di livello dirigenziale (decorrenza )"; Visto il Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 101 del 10/05/2010 avente ad oggetto "Nomina dei componenti della Giunta regionale e specificazione delle relative competenze" e n. 130 del 3/06/2010 di modifica ed integrazione allo stesso; Dato atto del parere allegato; Su proposta dell'assessore a Programmazione territoriale, urbanistica. Reti di infrastrutture materiali e immateriali. Mobilità, logistica e trasporti A voti unanimi e palesi d e l i b e r a 1. di proporre, ai sensi dell art. 5 bis della LR 30/98 e s.m.i., nonché dell art.5 della L.R.20/00, all Assemblea Legislativa l adozione del Piano Regionale Integrato dei Trasporti PRIT 2020, allegato parte integrante e sostanziale del presente atto, composto dai seguenti elaborati: 1. Relazione generale 2. Norme di attuazione 3. Cartografia: pagina 6 di 2538 Carta a. Assetto strategico del Prit 2020 Carta b. Sistema stradale Carta c. Sistema ferroviario Carta d. Piattaforma logistica integrata Carta e. Sistema di pianificazione integrata: Area Vasta 4. Rapporto ambientale/valsat con Sintesi non tecnica della Valsat 5. Studio di Incidenza Ambientale 6. Integrazione del Quadro conoscitivo di cui inseriti a sistema quelli indicati ai numeri 1 e 2 ed in formato cartaceo quelli indicati ai numeri 3, 4,5 e6, tutti reperibili al link 2. di pubblicare sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna, nonché su un quotidiano a diffusione regionale e sulle apposite sezioni dei siti istituzionali della Regione, l Avviso dell avvenuta adozione del Piano regionale Integrato dei Trasporti PRIT 2020, dando atto che la predetta pubblicazione vale anche agli effetti della valutazione di sostenibilità e monitoraggio dei piani ai sensi dell art. 5 comma 6 lett. a) della LR 20/2000; 3. di trasmette copia dell Avviso alle Province al fine della sua pubblicazione sulle apposite sezioni dei siti istituzionali delle stesse; 4. di trasmettere copia del Piano Regionale Integrato dei Trasporti PRIT 2020 adottato, alle Province, ai Comuni presenti nel CAL e alle Regioni contermini; 5. di depositare, contestualmente alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna dell avviso di avvenuta adozione, copia del Piano Regionale Integrato dei Trasporti PRIT 2020 adottato, presso le sedi dell Assemblea legislativa e delle Province, per 60 giorni decorrenti dalla predetta pubblicazione dell Avviso dell avvenuta adozione del Piano stesso, ai fini dell acquisizione di osservazioni e proposte da parte di enti e organismi pubblici, associazioni ambientali, economiche e sociali e quelle costituite per la tutela di interessi diffusi presenti nei territori interessati. pagina 7 di 2539 Allegato parte integrante - 1 PIANO REGIONALE INTEGRATO DEI TRASPORTI2020 Relazione generale Fase adozione pagina 8 di 25310 pagina 9 di 25311 Assessorato Programmazione territoriale. Reti di infrastrutture materiali e immateriali. Mobilità, logistica e trasporti PIANO REGIONALE INTEGRATO DEI TRASPORTI 2020 Relazione generale UN SISTEMA INTEGRATO DI MOBILITÀ PER UNA REGIONE EFFICIENTE, VIVIBILE E SOSTENIBILE pagina 10 di 25312 pagina 11 di 25313 Indice 1. IL QUADRO STRATEGICO DI RIFERIMENTO PER IL PRIT Rilanciare la pianificazione Gli assi strategici portanti: sostenibilità e governo della domanda La mobilità in Emilia-Romagna: numeri e criticità La gerarchizzazione delle reti e dei servizi alla base del governo della domanda Il governo della domanda: l offerta dei servizi Gli obiettivi specifici del PRIT PIANIFICAZIONE E MOBILITÀ Trasporti e pianificazione territoriale Sistema regionale della pianificazione dei trasporti Pianificazione settoriale di livello provinciale Pianificazione settoriale di livello comunale Governance e partecipazione Prima individuazione delle aree vaste regionali L INFRASTRUTTURA STRADALE Quadro generale Programmazione delle infrastrutture strategiche Interventi realizzati o in corso di realizzazione sulla Grande Rete Interventi previsti sulla Grande Rete Interventi programmati o in corso di realizzazione sulla Rete di Base principale Obiettivi di sviluppo e miglioramento della Rete di base Linee guida per la riqualificazione della Rete di base Interventi ammessi e previsioni LA SICUREZZA STRADALE Il contesto europeo Le politiche nazionali pagina 12 di 25314 4.3 Il ruolo e l attività della Regione Obiettivi e azioni di Piano IL TRASPORTO FERROVIARIO E L INTERMODALITÀ Quadro generale e obiettivi principali Ulteriori azioni per perseguire gli obiettivi del Piano Gli orientamenti regionali Le Infrastrutture di rete e i nodi Le stazioni e le fermate ferroviarie e l intermodalità I servizi Il materiale rotabile IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E L INTERMODALITÀ Le politiche regionali sulla mobilità urbana e sul trasporto locale Il trasporto pubblico locale La governance del TPL Il rinnovo del parco autobus e il miglioramento dell accessibilità al TPL Misure finalizzate alla diffusione dei veicoli a ridotte emissioni. Il sistema Mi muovo elettrico L integrazione modale e tariffaria: il sistema Mi Muovo L integrazione modale ferro-gomma Il Trasporto Rapido Costiera (TRC) della Costa Romagnola Il sistema regionale della mobilità ciclopedonale La promozione delle azioni di mobility management L Infomobilità pubblica e privata LA LOGISTICA E IL TRASPORTO MERCI La piattaforma logistica regionale integrata Il traffico merci di attraversamento Il trasporto merci di corto raggio, la media impresa e l autotrasporto L accessibilità e la localizzazione degli ambiti specializzati per attività produttive La distribuzione urbana delle merci pagina 13 di 25315 7.6 Gli Interventi sull infrastruttura ferroviaria merci IL RUOLO E LE PROSPETTIVE DI SVILUPPO DEL PORTO DI RAVENNA Quadro generale Principali attività in corso Obiettivi e azioni di Piano IL SISTEMA IDROVIARIO Quadro generale Le strategie e le azioni svolte Obiettivi e azioni di Piano I PORTI REGIONALI Quadri generali Strategie e linee di azione Gli obiettivi per la portualità turistica IL SISTEMA AEROPORTUALE I SISTEMI ITS (INTELLIGENT TRANSPORT SYSTEMS) Quadro generale Il progetto ARTIST e le Direttive UE Obiettivi e azioni del PRIT Azioni in corso e prospettive di sviluppo INTERFERENZE CON I SISTEMI AMBIENTALI E TEMI ENERGETICI Protezione e consumo del suolo Sintesi delle politiche comunitarie e nazionali Ruolo e obiettivi della Regione Protezione delle aree naturali e delle funzioni ecologiche del territorio Sintesi delle politiche comunitarie e nazionali pagina 14 di 25316 Obiettivi della Regione Compensazioni Mitigazioni Il rischio idrogeologico Quadro nazionale e competenze regionali Obiettivi di Piano Aspetti energetici dei trasporti MONITORAGGIO DEL PRIT LE RISORSE pagina 15 di 25317 1. IL QUADRO STRATEGICO DI RIFERIMENTO PER IL PRIT Rilanciare la pianificazione Il nuovo Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT 2020) nasce in una fase della congiuntura economica, nazionale e internazionale, particolarmente critica. Sulla spinta del collasso dei mercati finanziari, gli indicatori di reddito, consumi e occupazione sono negativi quasi costantemente dal 2008 e, anche in Emilia-Romagna, pur in un quadro economico e sociale nell insieme migliore di quello medio nazionale, si confermano le tendenze in atto. Una crisi economica di così vasta portata non favorisce i processi di pianificazione. Gli attori istituzionali e gli operatori economici si trovano in primo luogo a fronteggiare le emergenze della congiuntura; di conseguenza, l orizzonte dell analisi, la costruzione degli scenari prospettici - connotati da un eccesso di variabilità nel medio termine - e gli obiettivi delle azioni di governo sul territorio inevitabilmente si scontrano con le problematiche del presente e l esercizio della pianificazione rischia di essere rimandato a tempi migliori. Al di là dei riflessi delle fasi congiunturali, nello specifico in Italia il settore dei trasporti è affetto da una storica debolezza verso l opzione della pianificazione. Guardando ai Piani dei Trasporti regionali, ad esempio - e senza entrare nel merito della qualità della pianificazione - le criticità dei percorsi seguiti sono numerose: le tempistiche dei processi di elaborazione/approvazione tendono a dilatarsi, il potere di indirizzo riconosciuto a questi Piani non di rado è modesto, la visione di sistema, in grado di tenere insieme e armonizzare le logiche composite delle numerose componenti del settore dei trasporti, spesso manca o è debole. Anche ai livelli amministrativi inferiori, ad esempio nelle città di media e grande dimensione, fatica a diffondersi una cultura di pianificazione integrata che porti all elaborazione di strumenti di forte indirizzo strategico capaci di incidere sul sistema territoriale della mobilità. D altra parte si può affermare che gli orientamenti governativi nazionali negli ultimi anni sono stati piuttosto ambivalenti rispetto al ruolo della pianificazione dei trasporti. L avvicendamento delle maggioranze politiche da metà anni 90 ad oggi non ha favorito la continuità di indirizzo su un aspetto cruciale per un efficace politica dei trasporti e della mobilità, quale è il riconoscimento strategico della pianificazione. Dopo l approvazione del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL) a inizio 2001, l asse di orientamento della politica dei trasporti a livello centrale ha progressivamente indebolito il ruolo della pianificazione, depotenziando i riferimenti di livello strategico offerti dal nuovo PGTL, puntando semmai su un elaborazione di indirizzi di livello settoriale (Piano della Logistica del 2006) e soprattutto surrogando il momento della pianificazione integrata con una decisa opzione a favore degli investimenti infrastrutturali tout court (Legge Obiettivo del 2001). Nel corso del 2007 (secondo Governo Prodi) è stata avviata l elaborazione di un nuovo Piano Generale della Mobilità, di cui sono state approvate le Linee guida, ma con il nuovo cambio di maggioranza nel corso del 2008 il percorso della pianificazione è stato ripreso per il solo settore della logistica. Alle ambivalenze italiane fa peraltro da contraltare un fronte europeo, statale e comunitario, dove gli strumenti programmatori e le logiche della pianificazione integrata non hanno mai cessato di essere 9 pagina 16 di 25318 baricentrici per l organizzazione dei sistemi di trasporto. L Unione europea ha continuato negli ultimi anni a produrre documenti e direttive di indispensabile riferimento per le politiche nazionali di settore, alle diverse scale territoriali, dal Libro Bianco sui trasporti nelle diverse edizioni del 2001, del 2007 (revisione) fino al recente nuovo Piano adottato a marzo al Libro Verde sui trasporti urbani (2007), a partire dal quale è stato elaborato un Piano d azione per la mobilità urbana (2009). In questo quadro di generale bassa tensione verso gli indirizzi di pianificazione nei trasporti, almeno in ambito nazionale, e nonostante le urgenze della crisi e le incertezze degli scenari di riferimento spostino l intera agenda politica sul breve piuttosto che sul medio e lungo periodo, la scelta della Regione Emilia-Romagna è stata quella di rilanciare una strategia unitaria, con forte approccio integrato, per il governo della mobilità sul proprio territorio. La Regione ha ritenuto cioè che l oggettiva maggiore complessità del contesto di riferimento per il settore e le difficoltà a cui si è accennato non giustificassero una sorta di moratoria sull esercizio della pianificazione. Al contrario, proprio la gravità dei problemi che è necessario fronteggiare nei diversi settori economici e sociali, inclusi i trasporti, richiede di accrescere lo sforzo per aggredire i nodi strutturali del sistema, al di là delle (pur doverose) risposte emergenziali. Il nuovo PRIT si inserisce quindi nella chiara opzione regionale per la pianificazione, già affermata nel 2010 con l approvazione del nuovo Piano Territoriale Regionale (PTR). C è la piena consapevolezza di quanto il percorso della programmazione possa essere incerto e faticoso. Tuttavia, solo pianificando si può ad un tempo valorizzare le potenzialità del territorio, cogliere le opportunità del mercato e assicurare uno sviluppo equilibrato e sostenibile delle diverse componenti del sistema. L impatto pervasivo del settore dei trasporti, delle persone come delle merci, accentua l esigenza di soddisfare i bisogni tendenzialmente crescenti di mobilità, controllando (e riducendo) gli impatti sull ambiente e sul sovraccarico territoriale. E questa una sfida centrale non solo per la qualità della vita dei cittadini, ma anche per la crescita economica e sociale dell Emilia-Romagna. Una sfida che può essere affrontata efficacemente solo all interno di un adeguato processo di pianificazione delle reti e dei servizi di trasporto, armonizzato con un organizzazione urbanistica e territoriale nei suoi infiniti tasselli produttivi, residenziali, infrastrutturali che sia realmente sostenibile. 1.2 Gli assi strategici portanti: sostenibilità e governo della domanda Il nuovo PRIT 2020 riafferma dunque il primato della pianificazione integrata in un settore fortemente esposto a impatti territoriali e spinte centrifughe che il sistema Emilia-Romagna non può più permettersi. Si tratta di un aggiornamento, piuttosto che di un nuovo Piano in senso stretto, perché si vuole riconoscere la validità dell impianto del PRIT98 e gli sforzi di costruzione di un ampia base conoscitiva su cui ancora oggi si è potuto lavorare con le necessarie revisioni. Allo stesso tempo, tuttavia, il PRIT 2020 si propone con alcune sostanziali novità rispetto al metodo, all impostazione strategica e ai contenuti delle azioni. 10 pagina 17 di 25319 Guardando al metodo, il nuovo PRIT sottolinea in maniera più marcata sia il rapporto e l integrazione con gli altri strumenti di pianificazione, sia la delimitazione del proprio ambito di governo e dei limiti di contributo del settore alla soluzione dei problemi di sostenibilità dello sviluppo regionale (si pensi all impatto ambientale o al consumo del territorio per effetto dei processi di dispersione residenziale e produttiva). Il PRIT si muove in un perimetro definito dalle competenze regionali nel settore dei trasporti e in un ottica di forte integrazione sia di tipo verticale - ovvero in armonia con il quadro di indirizzi e regolatorio di livello superiore (Unione europea, Governo centrale) e di livello inferiore (Enti locali) - sia di tipo orizzontale, ovvero in armonia con gli obiettivi programmatici e le opzioni strategiche fondamentali espresse dai piani settoriali di stretta interazione con i trasporti (paesistici, ambientali, urbanistici, delle attività produttive e commerciali ecc.). In questa complessa articolazione degli strumenti di pianificazione, il Piano Territoriale Regionale rappresenta la cornice di riferimento per orientare la visione di fondo e per specificare gli obiettivi della pianificazione ai diversi livelli settoriali e territoriali, assumendo una specifica funzione baricentrica di indirizzo e di riordino strategico. Al PRIT spetta la traduzione e la specificazione degli assetti infrastrutturali e di mobilità, in una visione di coerenza complessiva di sistema e settoriale. Il PRIT vuole assolvere al compito di stimolare e, se di competenza, indirizzare gli altri livelli della pianificazione, territoriali e settoriali, usando gli strumenti a disposizione per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità attorno ai quali definisce la propria missione. Emblematico in questo senso è il rapporto con le dimensioni della mobilità urbana sulle quali direttamente non è chiamato a intervenire, ma rispetto alle quali può e deve esercitare una funzione di indirizzo, stimolo e promozione di pratiche virtuose, da integrare con le politiche di competenza regionale che insistono sul territorio extraurbano. Ma allo stesso tempo al PRIT non può demandarsi la soluzione di problemi generati da contributi multisettoriali, senza il concorso degli altri soggetti preposti. Non ci si può attendere ad esempio come in parte era stato fatto per il Piano precedente che il settore dei trasporti sostenga da solo gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti, determinate in quota significativa anche dai consumi energetici delle famiglie e dei settori produttivi; o che possa produrre una rilevante diversione modale senza una strategia di continuità con le politiche di mobilità urbana (di competenza delle Amministrazioni comunali); o ancora che possa affrontare efficacemente il problema degli attraversamenti dei mezzi pesanti sul territorio regionale, in grande crescita negli ultimi anni, senza una politica nazionale che affronti il problema di come redistribuire i costi esterni (inquinamento e congestione) generati dal trasporto privato. Rispetto all impostazione strategica, il PRIT 2020 si propone con un diverso approccio. Il Piano prende le mosse dalla constatazione che molte questioni cruciali nel sistema della mobilità regionale restano ad oggi irrisolte o addirittura peggiorate, a causa dei mutamenti di contesto economici e istituzionali precipitati negli ultimi dieci anni, e nonostante i contestuali significativi sforzi prodotti dalle politiche di settore ai diversi livelli territoriali. Si fa riferimento, per rimanere ai soli temi prioritari, all accessibilità dei territori, alla qualità dei modelli di mobilità (nelle aree extraurbane come in quelle urbane), alla qualità e all efficacia dei servizi di trasporto collettivo. Non è più sufficiente allora individuare alcune priorità settoriali/modali e ricondurle a un quadro logico di strategia complessiva. Occorre invece un procedimento (in un certo senso) inverso che focalizzi con grande chiarezza la vision generale del Piano e articoli poi di 11 pagina 18 di 25320 conseguenza sia le priorità di organizzazione delle infrastrutture e dei servizi, sia la scelta e lo sviluppo delle azioni da promuovere. La vision del PRIT 2020 ruota attorno a due assi strategici: 1. la sostenibilità del sistema, che possiamo definire come una costante di fondo, o se si preferisce una invariante, sulla quale orientare ogni scelta operativa relativa a infrastrutture e trasporti; 2. il governo della domanda di mobilità, che rappresenta invece il vero e proprio motore strategico dell azione regionale nel settore. La sostenibilità del sistema si riferisce certamente alla dimensione naturale del controllo e della riduzione degli impatti ambientali, ma nel Piano viene assunta in una prospettiva più ampia, che tiene conto anche delle dimensioni sociale, economica e della cittadinanza attiva. Il PRIT afferma cioè il principio che le dinamiche del settore dei trasporti, opportunamente governate in armonia con gli indirizzi strategici del PTR, possano contribuire alla costruzione di un modello territoriale regionale sostenibile sotto cinque diversi profili: 1. il profilo ambientale in senso stretto (la regione ecologica ), con l obiettivo prioritario di ridurre gli impatti negativi della mobilità sull ecosistema (emissioni di gas-serra, consumo di energia, consumo di territorio, produzione di rifiuti, ecc.); 2. il profilo sociale dell accessibilità (la regione decongestionata e inclusiva ), con l obiettivo prioritario di migliorare l accessibilità al territorio, alle città e alle sue funzioni (luoghi di lavoro, di studio e di svago; servizi pubblici e privati; ecc.), attraverso la riduzione dei tempi di spostamento (aumento della velocità di circolazione con le diverse modalità di trasporto) e la riduzione delle necessità di spostamento (servizi on-line, telelavoro, ecc.), e che guarda con specifica attenzione ai problemi di accessibilità delle fasce deboli (anziani, bambini, disabili ecc.); 3. il profilo sociale della qualità della vita e della salute (una regione salubre e vivibile ), con l obiettivo prioritario di ridurre gli impatti negativi della mobilità sulla salute (inquinamento dell aria, inquinamento acustico, incidenti, ecc.) e sulla qualità della vita (occupazione del suolo e degrado del paesaggio urbano, ecc.); 4. il profilo economico (una regione attrattiva ed efficiente ), con l obiettivo prioritario di sostenere un offerta di reti e servizi di mobilità in grado di incrementare la competitività economico-produttiva del territorio e allo stesso tempo a ridurre i costi unitari di settore; 5. il profilo partecipativo (una regione integrata, plurale e partecipata ), con l obiettivo prioritario di migliorare la regolamentazione della governance e delle competenze di settore sul territorio (a partire da un equilibrato decentramento), assicurando allo stesso tempo processi di trasparenza, mercato (dove opportuno), integrazione di sistema e partecipazione dei cittadini. Tutto ciò nella consapevolezza che l obiettivo generale dello sviluppo sostenibile richiede sempre di più la corresponsabilità di tutti gli attori sociali, culturali, economici e istituzionali interessati. Occorrono perciò mutamenti culturali ed è necessario far percepire come desiderabile e vantaggioso, per il benessere fisico, psichico, sociale ed economico, il 12 pagina 19 di 253 Vedere altro
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References: art. 5
 art. 5
 art. 14
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 art. 1
 art.5
 art.5
 art. 5
 art. 5
 art.5
 art. 5
 Articolo 1
 Articolo 2
 Art. 36
 Art. 01
 Art. 01
 Art. 36
 Art. 17
 Articolo 15
 Articolo 15