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REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO. che istituisce il codice doganale comunitario (Codice doganale aggiornato) TITOLO I - PDF
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Faustina Ferrario
1 Reg. (CE) 23 aprile 2008, n. 450/2008 (1). REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce il codice doganale comunitario (Codice doganale aggiornato) (2). TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI CAPO 1 Articolo 3 Territorio doganale 1. Il territorio doganale della Comunità comprende i seguenti territori, compresi le acque territoriali, le acque interne e lo spazio aereo: il territorio del Regno del Belgio, il territorio della Repubblica di Bulgaria, il territorio della Repubblica ceca, il territorio del Regno di Danimarca, ad eccezione delle isole Færøer e della Groenlandia, il territorio della Repubblica federale di Germania, ad eccezione dell'isola di Heligoland e del territorio di Büsingen (trattato del 23 novembre 1964 tra la Repubblica federale di Germania e la Confederazione elvetica), il territorio della Repubblica di Estonia, il territorio dell'irlanda, il territorio della Repubblica ellenica, il territorio del Regno di Spagna, ad eccezione di Ceuta e Melilla, il territorio della Repubblica francese, fatta eccezione per la Nuova Caledonia, Mayotte, Saint-Pierre e Miquelon, le isole Wallis e Futuna, la Polinesia franceseeiterritori australi e antartici francesi,
2 il territorio della Repubblica italiana, ad eccezione dei comuni di Livigno e Campione d'italia e delle acque nazionali del Lago di Lugano racchiuse fra la sponda e il confine politico della zona situata fra Ponte Tresa e Porto Ceresio, il territorio della Repubblica di Cipro, in conformità alle disposizioni dell'atto di adesione del 2003, il territorio della Repubblica di Lettonia, il territorio della Repubblica di Lituania, il territorio del Granducato del Lussemburgo, il territorio della Repubblica di Ungheria, il territorio di Malta, il territorio del Regno dei Paesi Bassi in Europa, il territorio della Repubblica d'austria, il territorio della Repubblica di Polonia, il territorio della Repubblica portoghese, il territorio della Romania, il territorio della Repubblica di Slovenia, il territorio della Repubblica slovacca, il territorio della Repubblica di Finlandia, il territorio del Regno di Svezia, il territorio del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, le isole Normanne e l'isola di Man. 2. I seguenti territori, compresi le acque territoriali, le acque interne e lo spazio aereo, non facenti parte del territorio degli Stati membri, sono considerati parte del territorio doganale della Comunità in base alle convenzioni e ai trattati che sono ad essi applicabili: a) FRANCIA Il territorio di Monaco quale definito nella convenzione doganale conclusa a Parigi il 18 maggio 1963 [Journal officiel de la République française (Gazzetta ufficiale della Repubblica francese) del 27 settembre 1963, pag. 8679];
3 b) CIPRO Il territorio delle zone di sovranità del Regno Unito di Akrotiri e Dhekelia quali definite nel trattato relativo all'istituzione della Repubblica di Cipro, firmato a Nicosia il 16 agosto 1960 (United Kingdom Treaty Series No 4 (1961) Cmnd. 1252). Sezione 4 Zone franche Articolo 155 Determinazione delle zone franche 1. Gli Stati membri possono destinare talune parti del territorio doganale della Comunità a zona franca. Per ogni zona franca, lo Stato membro stabilisce l'area interessataeipunti di entrata e di uscita. 2. Le zone franche sono intercluse. Il perimetroeipunti di entrata e di uscita delle zone franche sono sottoposti a vigilanza doganale. 3. Le persone, le mercieimezzi di trasporto che entrano in una zona franca o ne escono possono essere sottoposti a controlli doganali. Articolo 156 Costruzioni e attività nelle zone franche 1. La costruzione di qualsiasi immobile in una zona franca è subordinata all'approvazione preventiva delle autorità doganali. 2. Fatta salva la normativa doganale, in una zona franca è consentita qualsiasi attività industriale, commerciale o di servizi. L'esercizio di tali attività è preventivamente notificato alle autorità doganali. 3. Le autorità doganali possono imporre divieti o limitazioni per le attività di cui al paragrafo 2, tenuto conto della natura delle merci in questione o delle esigenze di vigilanza doganale e di sicurezza. 4. Le autorità doganali possono vietare l'esercizio di un'attività in una zona franca a persone che non offrano le necessarie garanzie di rispetto delle disposizioni doganali. Articolo 157 Presentazione delle merci in dogana e vincolo al regime
4 1. Le merci introdotte in una zona franca sono presentate in dogana e sono soggette alle previste formalità doganali nei casi seguenti: a) se sono introdotte nella zona franca direttamente dall'esterno del territorio doganale della Comunità; b) se sono state vincolate ad un regime doganale che si conclude o viene appurato quando esse vengono vincolate al regime di zona franca; c) se sono vincolate al regime di zona franca al fine di beneficiare di una decisione di rimborso o di sgravio dei dazi all'importazione; d) se una normativa diversa dalla normativa doganale prevede tali formalità. 2. Le merci introdotte in una zona franca in circostanze diverse da quelle di cui al paragrafo 1 non devono essere presentate in dogana. 3. Fatto salvo l'articolo 158, le merci introdotte in una zona franca si considerano vincolate al regime di zona franca: a) al momento del loro ingresso in una zona franca, a meno che non siano già state vincolate ad un altro regime doganale; b) al momento della conclusione di una procedura di transito, a meno che non siano immediatamente vincolate a un regime doganale successivo. Articolo 158 Merci comunitarie nelle zone franche 1. Le merci comunitarie possono essere introdotte, immagazzinate, spostate, utilizzate, trasformate o consumate in una zona franca. In questi casi le merci non sono considerate vincolate al regime di zona franca. 2. Su richiesta della persona interessata, le autorità doganali attestano la posizione doganale di merci comunitarie delle seguenti merci: a) merci comunitarie introdotte in una zona franca; b) merci comunitarie che sono state oggetto di operazioni di perfezionamento all'interno di una zona franca; c) merci immesse in libera pratica all'interno di una zona franca. Articolo 159 Merci non comunitarie nelle zone franche 1. Durante la loro permanenza in una zona franca, le merci non comunitarie possono essere immesse in libera pratica o essere vincolate al regime di
5 perfezionamento attivo, di ammissione temporanea o di uso finale, alle condizioni stabilite per tali regimi. In questi casi, le merci non sono considerate vincolate al regime di zona franca. 2. Fatte salve le disposizioni applicabili alla consegna o al deposito di approvvigionamenti e nella misura in cui il regime considerato lo consenta, il paragrafo 1 del presente articolo non osta all'utilizzazione o al consumo delle merci che, in caso di immissione in libera pratica o di ammissione temporanea, non sarebbero soggette all'applicazione dei dazi all'importazioneoamisure stabilite dalle politiche agricole o commerciali comuni. In caso di tale uso o consumo, non è necessaria una dichiarazione in dogana per il regime di immissione in libera pratica o di ammissione temporanea. Tale dichiarazione tuttavia è necessaria quando le suddette merci sono soggette ad un contingente o ad un massimale tariffario. Articolo 160 Svincolo delle merci dalla zona franca Fatte salve le normative in settori diversi da quello doganale, le merci situate in una zona franca possono essere esportate o riesportate dal territorio doganale della Comunità oppure introdotte in un'altra parte di tale territorio. Gli articoli da 91 a 98 si applicano, mutatis mutandis, alle merci introdotte in altre parti del territorio doganale della Comunità. Articolo 161 Posizione doganale Se delle merci vengono fatte uscire da una zona franca e sono introdotte in un'altra parte del territorio doganale della Comunità, o vincolate a un regime doganale, esse sono considerate merci non comunitarie a meno che la loro posizione doganale di merci comunitarie non sia stata dimostrata dall'attestazione di cui all'articolo 158, paragrafo 2 o da qualsiasi altro documento in materia, previsto dalla normativa doganale comunitaria. Tuttavia, per l'applicazione dei dazi all'esportazione e delle licenze di esportazione o delle misure di controllo delle esportazioni stabilite dalle politiche commerciali o agricole comuni, le merci sono considerate merci comunitarie, a meno che non sia stato stabilito che esse non hanno la posizione doganale di merci comunitarie. Articolo 188 Applicazione
6 1. L'articolo 1, paragrafo 3, secondo comma, l'articolo 5, paragrafo 1, secondo comma e paragrafo 2, primo comma, l'articolo 10, paragrafo 2, l'articolo 11, paragrafo 3, l'articolo 12, paragrafo 2, secondo comma, l'articolo 15, paragrafo 1, l'articolo 16, paragrafo 5, l'articolo 18, paragrafo 4, l'articolo 19, paragrafo 5, l'articolo 20, paragrafi 7, 8 e 9, l'articolo 24, paragrafo 3, secondo comma, l'articolo 25, paragrafo 3, l'articolo 28, paragrafo 3, l'articolo 30, paragrafo 2, l'articolo 31, paragrafo 3, l'articolo 33, paragrafo 5, l'articolo 38, l'articolo 39, paragrafi 3 e 6, l'articolo 43, l'articolo 54, l'articolo 55, paragrafo 2, secondo comma, l'articolo 56, paragrafo 9, l'articolo 57, paragrafo 3, l'articolo 58, secondo comma, l'articolo 59, paragrafo 1, secondo comma, l'articolo 62, paragrafo 3, l'articolo 63, paragrafo 3, l'articolo 65, paragrafo 3, l'articolo 67, paragrafo 1, terzo comma, l'articolo 71, l'articolo 72, paragrafo 3, primo comma, l'articolo 76, l'articolo 77, paragrafo 3, l'articolo 78, paragrafo 1, secondo comma e paragrafo 5, l'articolo 85, l'articolo 86, paragrafo 7, l'articolo 87, paragrafo 3, primo comma, l'articolo 88, paragrafo 4, secondo comma, l'articolo 89, paragrafo 2, l'articolo 93, paragrafo 2, l'articolo 101, paragrafo 2, l'articolo 103, l'articolo 105, paragrafo 2, l'articolo 106, paragrafo 4, primo comma, l'articolo 107, paragrafo 3, l'articolo 108, paragrafo 1, secondo comma e paragrafo 4, l'articolo 109, paragrafi 2 e 3, l'articolo 110, paragrafo 1, terzo comma, l'articolo 111, paragrafo 3, l'articolo 112, paragrafo 4, l'articolo 113, paragrafo 3, l'articolo 114, paragrafo 2, secondo comma, l'articolo 115, secondo comma, l'articolo 116, paragrafo 2, primo comma, l'articolo 119, paragrafo 3, l'articolo 122, l'articolo 124, paragrafo 2, l'articolo 128, l'articolo 134, l'articolo 136, paragrafo 2, primo comma, paragrafo 3, secondo comma e paragrafo 4, quarto comma, l'articolo 137, paragrafo 2, l'articolo 140, paragrafo 2, l'articolo 142, paragrafo 1, quarto comma, paragrafo 2, secondo comma e paragrafo 3, secondo comma, l'articolo 143, l'articolo 144, paragrafo 2, l'articolo 145, paragrafo 3, secondo comma, l'articolo 148, paragrafo 2, secondo comma, l'articolo 150, paragrafo 3, l'articolo 151, paragrafo 5, l'articolo 164, primo comma, l'articolo 171, paragrafo 3, secondo comma, l'articolo 176, paragrafo 1, l'articolo 177, paragrafo 5, l'articolo 178, paragrafo 3, l'articolo 181, terzo comma, l'articolo 182, paragrafo 2, l'articolo 183, paragrafi 1 e 2 si applicano a decorrere dal 24 giugno Tutte le altre disposizioni sono applicabili al momento dell'adozione delle disposizioni di applicazione sulla base degli articoli di cui al paragrafo 1. Le disposizioni di applicazione entrano in vigore non prima del 24 giugno Nonostante l'entrata in vigore delle disposizioni di applicazione, le disposizioni del presente regolamento di cui al presente paragrafo si applicano al più tardi il 24 giugno L'articolo 30, paragrafo 1, è applicabile dal 1 gennaio Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Strasburgo, addì 23 aprile 2008.
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References: Articolo 3
 Articolo 155
 Articolo 156
 Articolo 157
 Articolo 158
 Articolo 159
 Articolo 160
 Articolo 161
 Articolo 188