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Timestamp: 2019-02-18 10:46:41+00:00

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Isola Pulita: September 2017
2015 23 SETTEMBRE VICESINDACO MANNINO DETRMINA 104 INCARICO DITTA FERRANTE GIACOMO PASS DELL'AQUILA 0074737... by Pino Ciampolillo on Scribd
2015 11 DICEMBRE FERRANTE GIUSEPPE 17. 04 1980 FIGLIO DI GIACOMO CASSAZIONE SENTENZA 2741 2016 SENTENZA APPELLO PA 3765 12 02 2014 FURTO A ISOLA 1 MARZO 2009
2015 11 DICEMBRE FERRANTE GIUSEPPE 17. 04 1980 FIGLIO DI GIACOMO CASSAZIONE SENTENZA 2741 2016 SENTENZA... by Pino Ciampolillo on Scribd
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RIFIUTI SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE N 22531 2017 MENO TASSE PER DISSERVIZI
2017 27 SETTEMBRE RIFIUTI SENTENZA CASSAZIONE 22531 DIRITTO RIDUZIONE TARIFFA INEFFICIENZA SERVIZI
RAPPA ROCCO,CROCE ANTONINO, EQUITALIA,TARSU,RACCOLTA DIFFERENZIATA,MINAFRA,MANNINO,RIFIUTI ISOLA ECOLOGICA,ISOLA DELLE FEMMINE CORTE DI CASSAZIONE ,FULMINE GROUP SRL,DIONISI,TRIBOTO, CARTELLE PAZZE,2014
RIFIUTI SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE N 22531 2017 MENO TASSE PER DISSERVIZI 2017 15 Marzo Bologna Sindaco Comunicazioni President Rappa Delib Giunta 173 2016 Determ 1 Sett 356 2016 g.m. 167 e 179 2016
2017 15 Marzo Bologna Sindaco Comunicazioni President Rappa Delib Giunta 173 2016 Determ 1 Sett 356 2016 g.... by Cittadino Isolano on Scribd
2015 12 OTTOBRE BOLOGNA SINDACO C.C. 45 INTERROGAZIONE NEVOLOSO PAGANO PDR SOLLECITI PAGAMENTO TARSU 2012 INGIUSTIFICATO EQUITALIA ROCCO RAPPA
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2017 29 GIUGNO BOLOGNA SINDACO EQUITALIA ROCCO RAPPA N 299 ESTERNALIZZAZIONE FULMINE GROUP SRL RACCOMANDATE TARI 2014
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2017 15 Marzo Bologna Sindaco Comunicazioni President Rappa Delib Giunta 173 2016 Determ 1 Sett 356 2016 g.m. 167 e 179 2016
2017 29 GIUGNO BOLOGNA SINDACO EQUITALIA ROCCO RAPPA N 299 ESTERNALIZZAZIONE FULMINE GROUP SRL RACCOMANDATE TARI 2014.pdf 2014, CARTELLE PAZZE, CROCE ANTONINO, DIONISI, EQUITALIA, FULMINE GROUP SRL, ISOLA DELLE FEMMINE CORTE DI CASSAZIONE, MANNINO, MINAFRA, RACCOLTA DIFFERENZIATA, RAPPA ROCCO, RIFIUTI ISOLA ECOLOGICA, tarsu, TRIBOTO,
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2015 29 GIUGNO PROT INT UTC 380 SIINO GIUSEPPE 41 SOPRAL VIA FALCONE 26 28 30 F5 PART 316 317 L.E. 17 09 08 13 DIFFORMITA' LA DUCA 67 GIAMBRUNO 88 IMAPSTATO 51 MALLIA 71 GAMBINO 76
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ARTICOLO 172 COMMA 2 TUEL CIRCOLARE 1280 27 GIUGNO 2013 ART 15 PRESTITI PER DEBITI FUORI BILANCIO 10 LUGLIO 2017 CASSA E DEPOSITI E PRESTITI S.P.A. MODIFICA CIRCOLARE 1280 27 GIUGNO 2013 FINANZIAMENTO PERIFERIE
Dispositivo dell'art. 194 TUEL
1. Con deliberazione consiliare di cui all'articolo 193, comma 2, o con diversa periodicità stabilita dai regolamenti di contabilità, gli enti locali riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da:
1. a) sentenze esecutive;
2. b) copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni, nei limiti degli obblighi derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi, purché sia stato rispettato l'obbligo di pareggio del bilancio di cui all'articolo 114 ed il disavanzo derivi da fatti di gestione;
3. c) ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal codice civile o da norme speciali, di società di capitali costituite per l'esercizio di servizi pubblici locali;
4. d) procedure espropriative o di occupazione d'urgenza per opere di pubblica utilità;
5. e) acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 191, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l'ente, nell'ambito dell'espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza.
2. Per il pagamento, l'ente può provvedere anche mediante un piano di rateizzazione, della durata di tre anni finanziari compreso quello in corso, convenuto con i creditori.
3. Per il finanziamento delle spese suddette, ove non possa documentalmente provvedersi a norma dell'articolo 193, comma 3, l'ente locale può far ricorso a mutui ai sensi degli articoli 202 e seguenti. Nella relativa deliberazione consiliare viene dettagliatamente motivata l'impossibilità di utilizzare altre risorse.
Sez. 15.
Prestiti per debiti fuori bilancio
L’articolo 194 del TUEL prevede la possibilità per gli Enti di riconoscere la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da:
b) copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni, nei limiti degli obblighi derivanti da statuto,
ai mutui di cui all’art. 194, comma 3 del TUEL si applica limitatamente alla copertura dei debiti fuori bilancio maturati anteriormente all’8 novembre 2001, data di entrata in vigore della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Sulla base del combinato disposto della normativa richiamata, sono finanziabili esclusivamente i debiti fuori bilancio di cui alle lettere a), d) ed e) del primo comma dell’articolo 194 del TUEL. Nell’ambito delle suddette fattispecie, sono finanziabili a prescindere dalla loro data di maturazione i debiti relativi a spese di investimento qualificate ai sensi dell’art. 3, commi 18 e 19, della legge 24 dicembre 2003, n.350, mentre sono finanziabili esclusivamente se maturati anteriormente al termine dell’8 novembre 2001 i debiti originati da spese correnti.
Per debito maturato si intende quello che presenti, alla data di riferimento, i requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità.
La contrazione dei prestiti deve intervenire nel medesimo anno solare nel quale è deliberato il riconoscimento dei debiti finanziati. Fa eccezione la sola ipotesi in cui l’Ente faccia ricorso alla predisposizione del piano triennale di rateizzazione di cui all’art. 194, comma 2 del TUEL, nel qual caso l’Ente può stipulare uno o più mutui nel corso di ciascun anno, in conformità a quanto previsto nel piano medesimo.
Ferma restando la disciplina generale, come sopra descritta, si ritiene utile richiamare l’attenzione su alcune specifiche fattispecie.
Con riferimento ai debiti fuori bilancio derivanti da interessi e rivalutazione monetaria - la cui natura di spese correnti impone la verifica della data di maturazione del debito ai fini della finanziabilità - gli Enti possono ricorrere all’indebitamento limitatamente alla quota calcolabile fino al termine del 7 novembre 2001. Fanno eccezione gli interessi e la rivalutazione monetaria eventualmente liquidati con i provvedimenti conclusivi di procedure espropriative, che sono ammissibili al finanziamento nella misura calcolabile sino alla data di deposito del provvedimento, anche qualora gli accordi bonari, i decreti di esproprio o le sentenze siano stati, rispettivamente, adottati o depositate successivamente al 7 novembre 2001.
Quanto all’ipotesi di debiti derivanti da sentenze esecutive depositate anteriormente all’8 novembre 2001, cui abbia fatto seguito, in data successiva al 7 novembre 2001, una sentenza di grado superiore o una successiva pronuncia emessa in sede di giudizio di ottemperanza, si distinguono le seguenti ipotesi:
a) laddove il giudizio abbia ad oggetto spese di parte corrente, è finanziabile il solo importo liquidato nella sentenza esecutiva depositata anteriormente all’8 novembre 2001, mentre è esclusa la finanziabilità della maggiore somma eventualmente risultante dal provvedimento successivo a tale data.
b) laddove il giudizio abbia ad oggetto spese di investimento, è ammesso a finanziamento il maggiore importo liquidato nel provvedimento successivo.
Si conferma, inoltre, la finanziabilità dei debiti fuori bilancio derivanti da parcelle professionali emesse anteriormente all’8 novembre 2001, per il cui pagamento sia stato emesso un decreto ingiuntivo depositato in data successiva al predetto termine.
Si evidenzia, da ultimo, che non può essere riconosciuta la legittimità, ai sensi dell’art. 194 del TUEL, dei debiti fuori bilancio derivanti da accordi transattivi e che questi ultimi, pertanto, non possono essere finanziati come tali, per un duplice ordine di ragioni. In primo luogo, l’elencazione di cui all’articolo 194 del TUEL, che è da considerarsi, come ricordato, tassativa, non comprende gli accordi transattivi. In secondo luogo, le transazioni presuppongono la decisione dell’Ente di pervenire ad un accordo con la controparte, per cui è possibile per l’Ente definire tanto l’insorgenza dell’obbligazione quanto i tempi dell’adempimento ed utilizzare, pertanto, la normale procedura di spesa.
Per quanto attiene all’ipotesi in cui, a fronte di una sentenza esecutiva di condanna al pagamento di una determinata somma, l’Ente pervenga ad un successivo accordo transattivo con la controparte, il riconoscimento ai sensi dell’art. 194 del TUEL dovrà avere ad oggetto il debito fuori bilancio derivante dalla sentenza esecutiva, per una somma corrispondente al minor importo rideterminato in esito all’accordo transattivo.
L’elenco dettagliato dei documenti richiesti nell’ambito dell’istruttoria dei prestiti ordinari destinati al finanziamento dei debiti fuori bilancio è disponibile nella relativa sezione del sito internet della CDP.
10 LUGLIO 2017 CASSA E DEPOSITI E PRESTITI S.P.A. MODIFICA CIRCOLARE 1280 27 GIUGNO 2013 FINANZIAMENTO PERIFERIE
(GU Parte Seconda n.110 del 19-9-2017)
Modifiche alla circolare CDP S.p.A. n. 1280 del 27 giugno 2013 e s.m.i. recante "Condizioni generali per l'accesso al credito della gestione separata della Cassa depositi e prestiti societa' per azioni, ai sensi dell'art.5 comma 7 lettera a), primo periodo, del D.L. 30-9-2003 n. 269, convertito nella Legge 24 novembre n. 2003, n. 326, da parte di enti locali di cui al D.Lgs. 18-8-2000, n. 267"
Alla Circolare CDP S.p.A. 27 giugno 2013, n. 1280 e s.m.i, recante "Condizioni generali per l'accesso al credito della gestione separata della Cassa depositi e prestiti societa' per azioni, ai sensi dell'art. 5 comma 7 lettera a), primo periodo, del D.L. 30-9-2003 n. 269, convertito nella legge 24 novembre n. 2003, n. 326, da parte di enti locali di cui al D.lgs. 18-8-2000, n. 267", sono apportate le modifiche di seguito indicate:
Alla Parte III: CONDIZIONI GENERALI, cap. 2 PRESTITI FLESSIBILI:
alla Sez. 5 "Tassi di interesse", all'inizio della sezione e' inserita la frase "Nel periodo di ammortamento, al prestito flessibile si applica un tasso di interesse variabile, calcolato sulla base delle stesse modalita' previste per il prestito ordinario (cfr. parte III, cap. 1, sez. 1, par. 2 e sez. 2), fatto salvo quanto previsto al successivo paragrafo 3 della presente Sezione.";
Alla Parte III: CONDIZIONI GENERALI, cap. 3 PRESTITI INVESTIMENTI FONDI EUROPEI:
alla Sez. 6, il titolo della sezione "Flessibilita' nella gestione del regime di tasso di interesse" e' sostituito dal titolo "Tassi di interesse" e all'inizio della sezione e' inserita la frase "Nel periodo di ammortamento, al PFE si applica un tasso di interesse variabile, calcolato sulla base delle stesse modalita' previste per il prestito ordinario (cfr. parte III, cap. 1, sez. 1, par. 2 e sez. 2), fatto salvo quanto previsto al successivo paragrafo 1 della presente Sezione.";
Alla Parte III: CONDIZIONI GENERALI, e' inserito il seguente capitolo:
Cap. 4. PRESTITI RIQUALIFICAZIONE PERIFERIE URBANE
Il prestito riqualificazione periferie urbane ("PPU") e' finalizzato ad agevolare la realizzazione degli investimenti (individuati ai sensi dell'articolo 3, comma 18, della legge 24 dicembre 2003, n. 350) rientranti nel programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle citta' metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia di cui all'art. 1, commi 974-978, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
Il PPU e' destinato esclusivamente a:
i) comuni capoluogo di provincia;
ii) comune di Aosta;
iii) citta' metropolitane;
iv) comuni delle aree metropolitane partecipanti al bando approvato con il DPCM 25 maggio 2016 ("Bando") unitamente alla citta' metropolitana di riferimento ("Ente/i"), assegnatari, ai sensi del DPCM del 6 dicembre 2016, delle risorse statali a valere sul "Fondo per l'attuazione del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie" di cui all'art. 1, comma 978, della legge n. 208/2015 ("Finanziamento Statale"), da destinare, in tutto o in parte, all'investimento finanziato con il PPU ("Contributo').
Gli Enti, ai fini della richiesta del PPU, devono avere assolto, tra gli altri, i seguenti adempimenti:
aver perfezionato con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ("PCM') la convezione di cui all'art. 10, comma 2, del Bando ("Convenzione PCM") ovvero, in alternativa, per i soli comuni ricompresi nelle aree metropolitane (partecipanti al Bando unitamente alla citta' metropolitana di riferimento:
aver perfezionato con la citta' metropolitana di riferimento un atto regolante, tra l'altro, il trasferimento, in favore del comune, delle risorse, a valere sul Finanziamento Statale, da destinare, in tutto o in parte, alla realizzazione dell'investimento oggetto del PPU;
aver approvato i progetti definitivi/esecutivi nei termini previsti dalla Convenzione PCM ovvero, qualora i progetti non siano stati approvati entro i suddetti termini, e' necessario che la PCM abbia confermato la concessione del Finanziamento Statale, non avendo proceduto alla revoca dello stesso ai sensi della Convenzione.
Al PPU si applica la procedura di finanziamento prevista per il prestito ordinario, sia per quanto attiene all'istruttoria che al perfezionamento del contratto (cfr. parte II, sez. 2 e 3).
Al PPU si applica altresi' la disciplina del prestito ordinario CDP relativa agli interessi di mora (cfr. parte III, cap. 1, sez. 5), alla pubblicita' (cfr. parte III, cap. 1, sez. 9), alla cessione totale o parziale del contratto (cfr. parte III, cap.1, sez. 13).
Non sono finanziabili mediante il PPU i debiti fuori bilancio di cui all'art. 194 del TUEL, i conferimenti di capitale e l'acquisto di partecipazioni azionarie.
L'importo minimo del PPU e', di norma, pari a cinquemila euro.
Sez. 1 Pre-ammortamento II pre-ammortamento decorre dalla data di perfezionamento del contratto e termina il 31 dicembre 2022, fatto salvo quanto previsto alla successiva Sez. 4.
Sull'importo della singola erogazione maturano interessi di preammortamento nel periodo compreso tra la data dell'erogazione ed il giorno precedente l'inizio dell'ammortamento.
Il pagamento degli interessi di pre-ammortamento maturati nel primo semestre di ciascun anno solare di pre-ammortamento e' effettuato alla data del 31 luglio immediatamente successivo; il pagamento degli interessi di pre-ammortamento maturati nel secondo semestre e' effettuato alla data del 31 gennaio dell'anno successivo.
Il pagamento dell'ultima quota di interessi di pre-ammortamento e' effettuato alla data di scadenza del periodo di pre-ammortamento (31 dicembre).
Tutti i pagamenti sono effettuati mediante addebito diretto sul conto corrente bancario dell'Ente.
Sez. 2. Periodo di utilizzo
Le erogazioni a, valere sul capitale concesso possono essere effettuate nel corso del periodo di utilizzo, su richiesta ed a favore dell'Ente, con le modalita' previste in relazione ai prestiti ordinari (cfr. parte III, cap. 1, sez. 8). Il periodo di utilizzo decorre dalla data di perfezionamento del contratto e termina il 31 dicembre 2022.
Entro il termine del periodo di utilizzo, l'Ente ha in ogni caso facolta' di richiedere un periodo di utilizzo aggiuntivo (cfr. seguente sez. 5).
Sez. 3. Ammortamento
L'ammortamento decorre dal primo gennaio dell'anno solare successivo al termine del periodo di pre-ammortamento ed ha una durata, in base alla scelta dell'Ente, di 5, 10, 15 o 20 anni.
La durata complessiva del PPU, dalla stipula alla scadenza, non puo' essere superiore a 26 anni, a seconda della tipologia dell'investimento finanziato, e deve essere in ogni caso commisurata alla vita utile di quest'ultimo.
La durata di ammortamento dei PPU destinati all'acquisto di arredi ed attrezzature informatiche non puo' essere superiore a 10 anni.
Il PPU e' rimborsato in rate semestrali, posticipate, da corrispondersi alle scadenze del 30 giugno e del 31 dicembre di ciascun anno di ammortamento, ciascuna comprensiva di quota capitale costante, e quota interessi (cfr. seguente sez. 6).
Sez. 4 Flessibilita' nella decorrenza dell'ammortamento
Entro il termine del 30 novembre di ciascun anno di pre-ammortamento, l'Ente potra' richiedere a CDP di anticipare la decorrenza dell'ammortamento al 1° gennaio dell'anno dell'ammortamento successivo, esclusivamente nei seguenti casi:
i. qualora l'importo del prestito sia stato interamente erogato;
ii. qualora, pur non essendo stato interamente erogato l'importo del prestito, l'Ente certifichi una delle seguenti circostanze: i) l'avvenuta realizzazione dell'investimento; ii) che la somma erogata e' sufficiente alla realizzazione dell'investimento; iii) l'impossibilita' di completare l'investimento; iv) che la copertura finanziaria dell'investimento e' assicurata impiegando risorse non derivanti da altro indebitamento di natura creditizia. In tal caso l'importo del PPU sara' conseguentemente ridotto, senza che l'Ente debba corrispondere alla CDP alcun indennizzo.
In conseguenza dell'anticipo della decorrenza dell'ammortamento saranno modificate le date di pagamento indicate nel piano di ammortamento, nonche' la data di scadenza del PPU, restando invariata la durata del periodo di ammortamento del PPU.
Sez. 5 Flessibilita' nella gestione del capitale concesso
Qualora l'Ente non abbia richiesto di anticipare la decorrenza dell'ammortamento ed il capitale concesso non sia completamente erogato alla data del 30 novembre 2022, l'Ente potra' richiedere di effettuare le erogazioni fino alla scadenza dell'ammortamento del prestito, con riferimento all'intero importo non erogato (conversione totale) ovvero ad una parte soltanto del medesimo (conversione parziale). La richiesta di conversione totale o parziale deve pervenire alla CDP, mediante telefax o gli altri strumenti telematici indicati nel sito Internet della CDP, a pena di decadenza, entro il 30 novembre 2022.
Par. 1 Conversione totale
In caso di conversione totale, entra in ammortamento l'intero capitale concesso, che puo' essere utilizzato dall'Ente, al netto delle somme gia' erogate nel periodo di utilizzo, fino alla scadenza dell'ammortamento del prestito, senza la corresponsione di alcun indennizzo.
Par. 2 Conversione parziale
In caso di conversione parziale, entra in ammortamento il capitale effettivamente erogato, aumentato dell'ulteriore somma che l'Ente ha chiesto di poter utilizzare entro la scadenza dell'ammortamento.
In tal caso, l'Ente e' tenuto a corrispondere alla CDP un indennizzo pari allo 0,50% della differenza tra il capitale originariamente concesso e quello che entra in ammortamento, salvo che l'Ente certifichi che la realizzazione dell'investimento finanziato sia comunque assicurata, in ragione dell'accertamento di un'economia di spesa e/o del reperimento di risorse di bilancio, con esclusione di quelle derivanti da indebitamento di natura creditizia.
Tale indennizzo deve essere corrisposto alla CDP contestualmente al pagamento dell'ultima rata di interessi di preammortamento, in corrispondenza della data di scadenza del periodo di pre-ammortamento.
Par. 3 Quota del prestito non erogata
In caso di conversione totale o parziale, sulla quota del PPU non erogata riconosce all'Ente, a decorrere dalla data di inizio dell'ammortamento (inclusa), una somma, nei termini e con le modalita' previsti in relazione ai prestiti ordinari (cfr. parte III, cap. I, sez. 6).
La CDP provvede a versare, pro quota, agli enti che abbiano rimborsato i prestiti con ammortamento scaduto, le eventuali somme che non siano state erogate nel corso dell'ammortamento.
Par. 4 Riduzione automatica
Qualora, alla data di scadenza del periodo di utilizzo, il capitale concesso sia stato erogato solo in parte e l'Ente non abbia chiesto la conversione parziale o totale, l'importo del prestito e' automaticamente ridotto al totale della somma erogata nel corso del periodo di utilizzo, al netto delle eventuali somme rimborsate anticipatamente. In tal caso l'Ente e' tenuto a corrispondere alla CDP, i1 31 dicembre dell'anno solare in cui avviene detta riduzione automatica, un indennizzo di mancato utilizzo pari allo 0,50% della differenza tra l'importo del capitale concesso e quello del capitale erogato nell'ambito del periodo di utilizzo. Tale indennizzo non e' dovuto nel caso in cui l'Ente certifichi una delle seguenti circostanze: i) l'avvenuta realizzazione dell'Investimento ovvero ii) che la somma erogata e' sufficiente alla realizzazione dell'Investimento ovvero iii) l'impossibilita' di completare l'Investimento ovvero iv) che la copertura finanziaria dell'Investimento e' assicurata impiegando risorse non derivanti da altro indebitamento di natura creditizia.
Par. 5 Estinzione senza indennizzo
Nel caso in cui, alla scadenza del periodo di utilizzo, non sia stata effettuata alcuna erogazione e non sia stata richiesta la conversione, parziale o totale, l'Ente ha facolta' di chiedere l'estinzione del PPU.
In caso di estinzione; l'Ente e' tenuto a corrispondere alla CDP un indennizzo di mancato utilizzo pari allo 0,50% dell'importo concesso, salvo che l'Ente certifichi l'impossibilita' di realizzare l'investimento ovvero che la copertura finanziaria del medesimo e' integralmente assicurata mediante risorse di bilancio, con esclusione di quelle derivanti da indebitamento di natura creditizia.
Par. 6 Diverso utilizzo
La CDP puo' autorizzare l'Ente ad utilizzare la quota del PPU non erogata per realizzare un investimento, di importo non inferiore a cinquemila euro, diverso da quello per cui il prestito stesso era stato originariamente concesso, nei termini e con le modalita' previsti per il diverso utilizzo dei prestiti ordinari (cfr. parte III, cap. I, sez. 12).
Sez. 6. Tassi di interesse
Nel periodo di ammortamento, al PPU si applica un tasso di interesse variabile, calcolato sulla base delle stesse modalita' previste per il prestito ordinario (cfr. parte III, cap. 1, sez. 1, par. 2 e sez. 2), fatto salvo quanto previsto al successivo paragrafo 1 della presente Sezione.
Sulle somme erogate nel periodo di pre-ammortamento maturano interessi a tasso variabile, calcolati utilizzando il parametro euribor aumentato della maggiorazione in vigore alla data di stipula del prestito, ad esclusione del primo importo di interessi di pre-ammortamento di ogni singola erogazione, calcolato utilizzando il primo parametro euribor vigente alla data dell'erogazione, aumentato della maggiorazione.
Tale maggiorazione, che dipende dalla durata dell'ammortamento scelta dall'Ente al momento della domanda di prestito, e' determinata e resa nota, di norma settimanalmente, dalla CDP attraverso il proprio sito Internet, resta invariata per tutta la durata del prestito ed e' applicata con le medesime modalita' previste per i prestiti ordinari (cfr. parte III, cap. 1, sez. 2).
Il parametro euribor ed il primo parametro euribor sono calcolati secondo i criteri indicati nella parte III, cap. I, sez. 1, par. 2 e nella sez. 4 della presente Circolare.
Nel corso del rapporto di finanziamento l'Ente puo' esercitare le opzioni di modifica del regime di tasso d'interesse di seguito illustrate.
Par. 1 Opzione tasso fisso
L'Ente che, in alternativa:
a) abbia incassato il Contributo assegnatogli per la realizzazione dell'investimento nella misura definitiva dello stesso ed abbia effettuato il rimborso anticipato obbligatorio di cui alla successiva sez. 8 ovvero
b) abbia comunicato alla CDP la revoca del Contributo, nel corso di ciascun anno di pre-ammortamento, alle condizioni di seguito indicate, ed ammortamento, fatta eccezione per l'ultimo anno di ammortamento, avra' la facolta' di scegliere che all'ammortamento del Prestito sia applicato un tasso di interesse fisso (l'"Opzione Tasso Fisso").
In corso di pre-ammortamento, l'Opzione Tasso Fisso puo' essere esercitata esclusivamente nei seguenti casi:
qualora il prestito sia stato integralmente erogato, ovvero qualora, pur non essendo stato integralmente erogato il prestito, l'Ente certifichi i) l'avvenuta realizzazione dell'investimento ovvero ii) che la somma erogata e' sufficiente alla realizzazione dell'Investimento ovvero iii) l'impossibilita' di completare l'investimento ovvero iv) che la copertura finanziaria dell'investimento e' assicurata impiegando risorse non derivanti da altro indebitamento di natura creditizia. In tal caso l'importo del prestito sara' conseguentemente ridotto e l'Ente non dovra' corrispondere alla CDP alcun indennizzo.
Nel caso di esercizio dell'Opzione Tasso Fisso nel periodo di pre-ammortamento, l'inizio dell'ammortamento decorrera' in ogni caso dal 1° gennaio immediatamente successivo.
Nel caso di esercizio dell'Opzione Tasso Fisso nel periodo di ammortamento, essa avra' effetto dal 1° gennaio immediatamente successivo alla data in cui essa sia stata esercitata.
Il tasso fisso e' pari al tasso Interest Rate Swap sulla durata finanziaria corrispondente al tasso finanziariamente equivalente ("TFE"), calcolato il terzo venerdi' antecedente il 31 dicembre dell'anno in cui l'Ente esercita l'Opzione Tasso Fisso, aumentato della maggiorazione di cui alla precedente sez. 6.
Il TFE e' determinato con le modalita' indicate nella nota tecnica allegata alla Circolare.
La richiesta di esercitare l'Opzione Tasso Fisso, unitamente alla dichiarazione concernente il ricorrere di una delle condizioni di cui alle suddette lettere a) e b), dovra' pervenire alla CDP, a pena di decadenza, entro il 30/11 di ciascun anno di pre-ammortamento ed ammortamento, fatta eccezione per l'ultimo anno di ammortamento.
Sez. 7 Rimborso anticipato volontario
A partire dal secondo anno solare di pre-ammortamento l'Ente puo' imborsare anticipatamente alla CDP, in misura totale o parziale, in corrispondenza del 30 giugno e del 31 dicembre di ciascun anno, le somme erogate.
Quanto alle modalita' operative per la richiesta di rimborso anticipato, si applica la medesima disciplina prevista per i prestiti ordinari, alla quale si rinvia (cfr. parte III, cap. 1, sez. 10).
Par. 1 Rimborso anticipato in pre-ammortamento
Nel corso del periodo di pre-ammortamento il rimborso anticipato volontario delle somme erogate e' consentito esclusivamente mediante l'impiego di risorse di bilancio dell'Ente, con esclusione di quelle derivanti da indebitamento di natura creditizia.
In tal caso, l'Ente deve corrispondere alla CDP, oltre al capitale rimborsato anticipatamente, gli interessi dovuti alla data prescelta per il rimborso. Non e' previsto il pagamento di alcun indennizzo.
Par. 2 Rimborso anticipato in ammortamento
Nel corso del periodo di ammortamento l'Ente puo' rimborsare alla CDP il prestito. Il rimborso anticipato parziale e' consentito esclusivamente nel caso in cui il prestito sia totalmente erogato.
Par. 2.1 Rimborso anticipato totale in ammortamento
Nel caso di rimborso anticipato totale in ammortamento, l'Ente deve corrispondere alla CDP l'intera rata (comprensiva di quota totale in capitale e quota interessi) in scadenza alla data prescelta per il rimborso, nonche' la differenza, se positiva, tra la quota di capitale erogata e quella ammortizzata, come risultante a seguito del pagamento della rata in scadenza alla data di pagamento prescelta per il rimborso.
Qualora la quota-di capitale ammortizzata risulti superiore a quella erogata, la differenza e' corrisposta dalla CDP all'Ente.
A fronte dell'esercizio della facolta' di rimborso anticipato totale in ammortamento, l'Ente deve, inoltre, corrispondere alla CDP, nel caso di prestito in ammortamento a tasso fisso, un indennizzo di importo pari al differenziale, se positivo, tra la somma dei valori attuali delle rate di ammortamento residue ed il relativo debito residuo; i valori attuali delle rate di ammortamento residue sono calcolati impiegando i fattori di sconto utilizzati per la determinazione della maggiorazione relativa ai PPU della CDP pubblicata nel sito Internet della CDP ed in vigore alle ore 12:00 del terzo venerdi' antecedente la data prescelta per il rimborso. Nel caso di prestito in ammortamento a tasso variabile, non e' dovuto il pagamento di alcun indennizzo.
Par. 2.2 Rimborso anticipato parziale in ammortamento
A fronte del rimborso anticipato parziale in ammortamento, l'Ente deve corrispondere alla CDP, oltre al capitale rimborsato anticipatamente, l'intera rata (comprensiva di quota capitale e quota interessi) in scadenza alla data prescelta per il rimborso.
Nel caso di una quota di prestito in ammortamento a tasso fisso, sara' inoltre dovuto un importo pari al differenziale, se positivo, tra la somma dei valori attuali delle rate di ammortamento residue ed il relativo debito residuo, moltiplicato per il rapporto tra (i) l'importo rimborsato anticipatamente e (ii) il debito residuo.
Nel caso di prestito in ammortamento a tasso variabile non e' dovuto il pagamento di alcun indennizzo.
Sez. 8 Rimborso anticipato obbligatorio
A partire dal semestre successivo alla data di stipula e per l'intera durata del prestito, l'Ente che abbia incassato in misura totale o parziale il Contributo e' obbligato a darne tempestiva comunicazione alla CDP e a rimborsare anticipatamente il prestito, per un importo pari a quello incassato, alle condizioni previste per il rimborso anticipato volontario, di cui alla precedente sez. 7.
Nel caso di rimborso anticipato obbligatorio, parziale o totale, non e' dovuto il pagamento di alcun indennizzo.
Sez. 9 Riduzione in ammortamento
L'Ente che non abbia esercitato l'Opzione Tasso Fisso, puo' chiedere la riduzione dell'importo di un PPU in ammortamento, non completamente erogato, nei termini e con le modalita' previsti per i prestiti ordinari CDP (cfr. parte III, cap. 1, sez. 11), in quanto applicabili.
Sez. 10 Garanzie e impegni
Il PPU e' garantito mediante delegazione di pagamento, ai sensi dell'art. 206 del TUEL (cfr. parte III, cap. 1, sez. 7 ).
La delegazione di pagamento e' rilasciata al momento della stipula, per tutta la durata del prestito e con riferimento all'intero importo concesso, e deve essere sostituita o integrata mediante il rilascio di una o piu' ulteriori delegazioni qualora l'Ente eserciti le facolta' relative alla gestione del capitale concesso e/o del tasso d'interesse, di cui alle precedenti sezioni 4, 5, 6 e 9.
L'Ente, mediante la sottoscrizione del contratto si impegna ad esibire e/o produrre alla CDP, su semplice richiesta di quest'ultima, qualsiasi documentazione che la CDP, a proprio insindacabile giudizio, riterra' utile ad accertare il rispetto dell'obbligo di cui alla precedente sez. 8 e a consentire alle persone designate dalla CDP di effettuare presso gli uffici dell'Ente tutte le verifiche che esse riterranno opportune, agevolando il loro compito.
Sez. 11 Risoluzione e recesso
Le cause e le modalita' di risoluzione del contratto di un PPU sono le medesime previste per i prestiti ordinari (cfr. parte III, Cap. 1, sez. 14), alle quali si aggiunge la violazione, da parte dell'Ente, degli obblighi relativi al rilascio di una o piu' delegazioni di pagamento in sostituzione o ad integrazione di quella originariamente rilasciata, secondo le modalita' di cui alla precedente sez. 10, nonche' il mancato rispetto dell'obbligo di rimborso anticipato di cui alla precedente sez. 8.
In conseguenza della risoluzione del contratto, l'Ente deve corrispondere alla CDP, entro quindici giorni dalla richiesta di quest'ultima:
i. l'importo erogato dalla CDP, al netto del capitale ammortizzato;
ii. gli interessi maturati fino alla data di risoluzione;
iii. gli eventuali interessi di mora fino al giorno dell'effettivo pagamento e gli altri accessori;
iv. il risarcimento del maggior danno derivante alla CDP dalrimborso anticipato, calcolato con le modalita' di cui alla precedente sez. 7, parr. 1 e 2 a seconda che la risoluzione avvenga nel periodo di pre-ammortamento ovvero di ammortamento;
v. un importo pari allo 0,125 per cento del debito residuo. Qualora l'Ente rilasci alla CDP, ai sensi del contratto di PPU, dichiarazioni false, incomplete non corrette o non accurate, la CDP, fino alla prima erogazione, puo' recedere dal contratto. Il recesso si verifica al momento in cui la CDP ne da' comunicazione all'Ente mediante telefax o lettera raccomandata a/r ovvero mediante gli altri strumenti telematici indicati nel sito internet della CDP e ,non puo' dare luogo ad alcun corrispettivo in favore dell'Ente a nessun titolo, ivi compreso il risarcimento del danno.
Con la sottoscrizione del contratto del PPU, l'Ente si obbliga a risarcire, manlevare e tenere indenne CDP rispetto ad ogni perdita, passivita' od onere, che non si sarebbe verificato ove le dichiarazioni e le garanzie rilasciate dall'Ente medesimo fossero state veritiere, complete, corrette ed accurate.
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/parte_seconda/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=z3nuQo8aw3oVcialZbOGxA__.ntc-as4-guri2b?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-09-19&atto.codiceRedazionale=TU17AAB9358%20%20%20%20
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