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Timestamp: 2018-12-13 15:29:53+00:00

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Lettera del Presidente federale: pronunciamento della Corte Costituzionale - perequazione pensioni - Federmanager
Lettera del Presidente federale: pronunciamento della Corte Costituzionale – perequazione pensioni
27 ottobre 2017 News
Sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso : lettera della Presidenza
Lo scorso 25 ottobre la Corte Costituzionale ha emesso la sentenza, molto attesa, relativa al ricorso, sostenuto da Federmanager insieme a Cida, sul provvedimento che il Governo aveva adottato nel 2015 e che riconosceva solo una mini rivalutazione delle pensioni per alcuni e nulla per le nostre.
Tale provvedimento era stata emesso a seguito della sentenza n. 70 del 2015 con la quale la Corte Costituzionale aveva riconosciute valide le ragioni del ricorso sostenuto da Federmanager e Manageritalia sul blocco della perequazione automatica.
E’ sconcertante e inaccettabile l’attuale pronunciamento della Corte Costituzionale che, di fronte ad un provvedimento che mantiene di fatto i profili di incostituzionalità censurati con la sentenza del 2015, ha sostanzialmente capovolto tale sentenza ritenendo che la norma adottata “realizzi un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica”.
Nella lettera che segue, inviata a tutti i manager in pensione, il Presidente federale Stefano Cuzzilla ha espresso tutte le ragioni della irragionevolezza di tale pronunciamento.
abbiamo intentato numerose azioni legali, abbiamo sollevato incidenti di costituzionalità e siamo arrivati, anche questa volta e non era scontato, di fronte alla Corte Costituzionale, che ieri si è espressa come sapete. Poche righe finora, ma sufficienti a confermare il blocco della perequazione automatica per le nostre pensioni (introdotto con la legge del luglio 2015 con cui l’allora governo Renzi aveva messo una toppa al precedente richiamo della Consulta, anche quello generato da nostro ricorso).
Non conosciamo i dettagli della motivazione della sentenza emanata ieri. Però noi tutti abbiamo letto con sconcerto che (e cito testualmente il comunicato ufficiale) «la Corte ha ritenuto che – diversamente dalle disposizioni del “Salva Italia” annullate nel 2015 con tale sentenza – la nuova e temporanea disciplina prevista dal decreto-legge n. 65 del 2015 realizzi un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica».
Il 2015 non è il 2017. In due anni abbiamo dovuto fare i conti con un’instabilità politica che è specchio del disorientamento dei partiti. Non è irrilevante il fatto che ci troviamo nel mezzo della stagione elettorale e che in queste ore il Parlamento sia alle prese con la fiducia sulla legge che regolerà il voto.
In questo contesto la nostra Federazione è impegnata in un lavoro serrato affinché la Legge di Bilancio 2018 non tocchi il tema previdenziale.
E mentre facciamo questo, stiamo rafforzando il fronte della bilateralità affinché continui a costituire quel pilastro con cui diamo garanzie concrete ai colleghi che sono in pensione, a quelli che si avvicinano al pensionamento e a quelli più giovani che hanno il diritto di avere fiducia nel loro futuro.
Nel tempo attuale la materia previdenziale merita molti interventi correttivi, merita di essere ripensata e messa in sicurezza. Penso alla separazione tra assistenza e previdenza a cui accennavo prima, ma anche alla valorizzazione della previdenza complementare e alla riforma del fisco.
Una partita che va giocata in attacco, nell’interesse di tutta la categoria.
Perequazione pensioni

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