Source: https://divorzio.ch/contributo/rtid-ii-2006/43c-art-285-cpv-1-cc/
Timestamp: 2020-07-05 23:56:20+00:00

Document:
43c Art. 285 cpv. 1 CC – divorzio.ch
Contributo di mantenimento - fabbisogno del figlio minorenne in presenza di un fratello o di una sorella maggiorenne
Il fabbisogno in denaro di un figlio minorenne che vive nella medesima economia domestica insieme con un fratello maggiorenne va determinato secondo le raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo come quello di un fratello e non come quello di un figlio unico.
I CCA 27.2.2006 N. 11.2004.154
4. Secondo l’appellante il Pretore avrebbe dovuto fissare il fabbisogno in denaro del figlio minorenne basandosi su quello previsto dalle raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo nel caso di due fratelli, e non di un figlio unico, giacché l’altro figlio, sebbene maggiorenne, studia all’Università di Zurigo e continua a essere mantenuto dai genitori (appello, pag. 5 punto 2.2). Il fabbisogno in denaro del minorenne ammonterebbe quindi a fr. 1510.- mensili.
a) Questa Camera ha già avuto occasione di precisare che il giudice della separazione o del divorzio può fissare contributi solo per figli minorenni, quelli per figli maggiorenni essendo disciplinato esclusivamente dall’art. 277 cpv. 2 CC (HAUSHEER/REUSSER/GEISER in: Berner Kommentar, edizione 1999, n. 51 ad art. 176 CC). Tutt’al più egli può estendere la durata del contributo oltre la maggiore età (art. 133 cpv. 1 seconda frase CC), sempre che al momento dell’istanza il figlio abbia meno di 18 anni. Resta il fatto nondimeno che, se i genitori sono d’accordo, il contributo per figli maggiorenni comuni può essere inserito nel fabbisogno della famiglia (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2001.46 del 22 gennaio 2002 consid. 5, riassunta in: RtiD I-2005 pag. 773). Il Tribunale federale, in un caso analogo, non ha censurato simile orientamento (sentenza 5P.312/2001 del 22 novembre 2001, consid. 2g). In tale eventualità, se è data anche la presenza di un figlio minorenne, il fabbisogno in denaro di quest’ultimo non è determinato come il fabbisogno in denaro di un figlio unico, bensì come quello di un fratello, sempre che il maggiorenne viva insieme con lui nella medesima economia domestica.
b) In concreto l’attore ha dichiarato di versare al figlio maggiorenne un contributo di fr. 700.- mensili, che non è litigioso né sul principio né sul suo ammontare. Se mai è il maggiorenne a dolersene, ma il giudice del divorzio non può sindacare al riguardo: ritenesse il contributo insufficiente, incomberà se mai al figlio stesso agire contro l’uno o contro entrambi i genitori a norma dell’art. 277 cpv. 2 CC, indicando la somma rivendicata. Ciò posto, di per sé il fabbisogno in denaro del figlio minorenne andrebbe definito – come fa valere l’appellante – sulla base di quanto le note raccomandazioni prevedono per uno di due fratelli. Se non che, nel caso specifico i due figli non vivono in un’economia domestica comune: il minore è affidato alla madre e risiede a Berna, mentre il maggiore abita a Zurigo, dove studia. Non sussistono dunque le premesse per ridimensionare il fabbisogno del secondogenito. Per economia di scala il fabbisogno del minorenne andrebbe calcolato come quello di un fratello se il maggiorenne vivesse insieme con lui, e non lontano un centinaio di chilometri. A ragione il Pretore ha considerato perciò il minorenne, sotto il profilo economico, come un figlio unico. In proposito la sentenza impugnata resiste alla critica.
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References: Art. 285
 art. 176
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 285
 Art. 291