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Timestamp: 2020-06-07 10:04:25+00:00

Document:
La responsabilità dell'albergo per l'auto parcheggiata (Cassazione 6048/10)
Materia: Sentenze - Fonte: Cassazione - 06.04.2010
Abstract: Si applicano le norme sul deposito generico o sul deposito in albergo?
E il depositante non proprietario è legittimato a chiedere la resitutizione o, nel caso di furto, il controvalore in denaro?
Disponibile il testo già in pdf.
Il contratto di deposito è disciplinato dagli articoli 1766 e seguenti del codice civile.
In particolare gli articoli 1783 e seguenti si riferiscono al deposito delle cose in albergo.
Il primo punto toccato dalla sentenza sottoriportata è proprio quello di vedere se al parcheggio dell'auto si applichino le norme in materia di deposito generico o quelle in materia di deposito alberghiero (con la conseguente limitazione di responsabilità ex art. 1785 c.c.): secondo la Corte d'Appello, confermata dalla Cassazione,si devono applicare le norme in materia di contratto di deposito generico, infatti
Ciò chiarito, la diligenza richiesta è pertanto quella del "buon padre di famiglia, ai sensi dell'articolo 1768 c.c..
Evidentemente se al portiere dell'albergo erano state consegnate le chiavi dell'autovettura,in caso di furto delle predette chiavi, poi utilizzate per rubare l'auto, sussiste la responsabilità dell'albergo.
Ancora, altro aspetto interessante è quello relativo alla legittimazione a chiedere il controvalore dell'auto rubata: infatti, la richiesta è stata avanzata dal depositante-non proprietario. Sul punto la Corte d'Appello aveva negato il risarcimento,sull'assunto che il furto non aveva recato alcuna diminuzione patrimoniale al detentore, proprio per il fatto di non avere la proprietà dell'auto.
La Cassazione ribalta tale, errata, decisione sulla base della considerazione che
nel contratto di deposito, la dimostrazione della proprietà del bene, da parte del depositante, non ha alcun rilievo sotto il profilo della legittimazione a richiederne la restituzione; od, in caso di sua impossibilità, ad esigere la prestazione sostitutiva.
Infatti, l'art. 1777, 1° comma, espressamente prevede che:
Quindi, per utilizzare le parole della Cassazione nella sentenza,
Cass. civ. Sez. III, 12-03-2010, n. 6048
***** SRL; - intimata -
***** S.R.L. Già ***** S.P.A. in persona del legale rappresentante pro tempore *****, elettivamente domiciliata in ROMA, *****, presso lo studio dell'avvocato *****, che la rappresenta e difende giusta delega a margine del controricorso e ricorso incidentale; - ricorrente -
*****, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA *****, presso lo studio dell'avvocato *****, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato ***** giusta delega a margine del ricorso principale; - controricorrente -
Nella notte fra il ***** era rubata l'autovettura BMW X5 tg. *****, che era stata parcheggiata, verso le ore 21 del *****, in via *****, fuori del *****.
Il furto era scoperto l'indomani mattina, quando *****, ospite dell'albergo quella notte, aveva chiesto alla reception le chiavi dell'autovettura con la quale era giunto; chiavi che, all'arrivo in albergo, il ***** aveva consegnato al vetturiere di servizio, che erano state riposte dal portiere nella casella della camera assegnata al cliente, e che erano scomparse.
Da successive verifiche si accertava che, alle ore 23 del *****, l'autovettura era ancora posteggiata fuori dell'albergo, e, tramite il sistema di ripresa a circuito chiuso del quale l'albergo era dotato, che, alle ore 3,00 del *****, qualcuno aveva attraversato velocemente la hall dell'albergo dirigendosi verso l'uscita, ed alle ore 3,27 l'auto era stata messa in moto allontanandosi, quindi, sulla via *****.
Il ***** conveniva, davanti al tribunale di Milano, la società ***** Spa *****, al fine di ottenere il risarcimento del danno, individuato nel controvalore della vettura, nel valore degli oggetti riposti nella stessa e nella spesa occorsa per noleggiare un'autovettura sostitutiva.
La società convenuta si costituiva eccependo il difetto di legittimazione attiva del ****, per essere questi il semplice utilizzatore della vettura e non il proprietario e, nel merito, contestava la propria responsabilità.
Diversamente la Corte d'Appello che, con sentenza del 25.1.2005, accoglieva in parte l'appello proposto dal *****.
Resiste con controricorso la società ***** srl, già ***** spa, che ha anche proposto ricorso incidentale illustrato da memoria, affidato ad un motivo; al quale resiste il *****.
Il ricorso non è fondato. [www.renatosavoia.com]
Le risultanze di causa, quali emergono dalla sentenza impugnata, delineano la situazione di fatto, chiarendo che il ***** consegnò le chiavi ed il veicolo al vetturiere dell'albergo, il quale provvide alla sua sistemazione, consegnando, quindi, le chiavi al portiere, che le depositò nella casella relativa alla camera occupata dal cliente.
A tal fine, la stessa Corte di merito ha sottolineato che pacifiche erano le circostanze "che l'ignoto ladro usò le chiavi del veicolo per impossessarsi di questo; che l'autovettura era munita di un severo antifurto, tale che il motore poteva essere avviato esclusivamente con le chiavi in dotazione"; "che le chiavi della BMW furono consegnate ed accettate dal portiere e che le medesime furono collocate nella casella corrispondente alla camera assegnata al *****, e, cioè, in un luogo rientrante nella sfera di pertinenza e di disponibilità esclusiva dell'albergatore".
La Corte di merito sul punto si è così espressa: "Ciò detto, resta tuttavia impossibile attribuire a ******. il controvalore dell'autovettura, posto che non sussiste in suo favore la corrispondente diminuzione patrimoniale: è pacifico in causa che la BMW è di proprietà di terzi, ed inoltre, va detto che dal documento n. 2 (autorizzazione ad usare il veicolo rilasciato a ***** dalla società concedente in leasing e conduttrice del veicolo) non risulta che l'appellante abbia affrontato un qualche esborso per assicurarsi il godimento dell'auto fino al ***** (data citata nel detto documento quale termine dell'autorizzazione)".
La circostanza che il ***** non fosse il proprietario dell'autovettura è, con riferimento alle obbligazioni derivanti dalla conclusione del contratto di deposito, compresa, quindi, quella di restituzione, irrilevante.
Ad eguale conclusione deve pervenirsi anche con riferimento all'obbligazione sostitutiva, avente ad oggetto l'equivalente pecuniario della cosa depositata, che incombe al depositario nel caso di perdita a lui imputabile e che, derivando egualmente dal contratto, egli non può esimersi dall'adempiere, eccependo che la cosa non era di proprietà dell'altro contraente (Cass. 18.3.1971; Cass. 18.4.2006 n. 8934; v. anche Cass. 23.12.2003 n. 19769).
Da tali premesse discende l'erroneità della statuizione della Corte di merito, che ha escluso il diritto del ***** ad ottenere il controvalore del bene sottratto, perchè non proprietario dello stesso.
Il depositante è quindi, il titolare dell'obbligazione sostitutiva, mentre il proprietario rimane estraneo al rapporto contrattuale di deposito.
Corollario dell'errore in cui è incorsa la Corte di merito è poi quello di avere condizionato l'accoglimento della domanda alla sussistenza di "una corrispondente diminuzione patrimoniale", non patita dal *****, per non essere proprietario del bene.
06.04.2010 - RenatoSavoia - Fonte: Cassazione
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References: sentenza 
 art. 1785

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