Source: https://www.fpcgil.it/2011/07/18/delucidazioni_su_legge_183_2010______collegato_lavoro__16121/
Timestamp: 2019-01-20 00:23:24+00:00

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Delucidazioni su legge 183/2010 - "Collegato lavoro" - FP Cgil funzione pubblica
Delucidazioni su legge 183/2010 – “Collegato lavoro”
Delucidazioni su legge 183/2010 – "Collegato lavoro"
Con la trasformazione in legge (183/2010) del collegato lavoro si è fatto un ulteriore passo in vanti nell’azione portata avanti dal Governo di ridimensionamento nel nostro ordinamento legislativo di tutto ciò che riguarda il lavoro, e quindi delle tutele e dei diritti connessi, nonché del ruolo di rappresentanza del sindacato.
Con l’entrata in vigore di questa legge, d’ora in poi sarà sempre più difficile per i lavoratori potersi difendere dal proprio datore di lavoro ricorrendo al giudice, impugnare i licenziamenti, ottenere giusti risarcimenti, contrastare e denunciare sfruttamento e lavoro nero.
Una impunità che si poggia essenzialmente sulla certificazione congiunta del contratto di lavoro e sul privilegiare l’istituto della conciliazione e dell’arbitrato, anziché ricorrere al giudice, per disarticolare e depotenziare le possibili vertenzialità inerenti il rapporto di lavoro per quanto riguarda la irregolarità dei contenuti del contratto od eventuali omissioni.
Se si sarà poi licenziati, in caso di contratti a termine, eventuali rivendicazioni saranno oggetto di un vero e proprio percorso ad ostacoli perché l’impugnazione dovrà essere formalizzata alla controparte, pena decadenza, entro 60 giorni dalla sua comunicazione in forma scritta (il termine per i licenziamenti precedenti l’entrata in vigore della legge scade il prossimo 23 gennaio 2011), nei successivi 270 giorni dovrà invece essere depositato il ricorso alla cancelleria del tribunale o data comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione.
Ma l’attacco al lavoro, ed all’insieme di norme che, in base ai principi costituzionali, lo ha garantito dagli abusi e dalle violazioni di legge e contrattuali in questo provvedimento non è solo conciliazione ed arbitrato ma anche le deleghe su sanità, previdenza e lavori usuranti assunte dal Governo; gl’interventi sulla 104, part-time ed orario di lavoro; aspettative e malattia , permessi e tempo parziale, tanto per fare un esempio.
Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi all’impiego, d’incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro mil lavoro sommerso e disposizoone in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro
* Il governo avrà tre mesi di tempo dall’entrata in vigore del “collegato” per emanare uno o più decreti legislativi relativi alle modalità di accesso ai pensionamenti anticipati per i lavoratori impiegati in attività usuranti, fra cui la riduzione di tre anni sull’età minima per il pensionamento di anzianità.
* Sarà necessario che l’attività usurante sia stata svolta per almeno 7 anni negli ultimi dieci o per almeno metà della vita lavorativa a partire dall’anno 2018.
* Entro un anno il Governo è delegato ad emanare uno o più decreti legislativi per riorganizzare gli enti e le società vigilate dal ministero del lavoro e dal ministero della salute. Si prevede anche l’organizzazione del Casellario centrale infortuni e la riorganizzazione dell’attività dell’ISPELS da parte dell’INAIL. Inoltre, sulla base di questa norma, il Governo potrà intervenire, in particolare, nel riordino degli istituti previdenziali, della CRI , degli Enti del Sistema Sanitario Nazionale.
* E’ obbligatoria la comunicazione preventiva al centro per l’impiego delle assunzioni ma si stabiliscono deroghe al lavoro domestico (con la possibilità in questo settore di comunicare l’assunzione fino al terzo giorno successivo, e quindi di dichiarare a posteriori l’assunzione di un lavoratore irregolare di fronte ad una ispezione o ad un infortunio).
 In caso di utilizzo del lavoratore senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto la sanzione è compresa tra 1.500 euro e 12.000 euro per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo in “nero”;
 L’importo della sanzione è compreso tra 1.000 ed 8.000 euro per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di 30 euro per ciascuna giornata di lavoro irregolare, nel caso in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato per un periodo lavorativo successivo.
 L’importo delle sanzioni civili connesse alla evasione dei contributi e dei premi riferiti a ciascun lavoratore irregolare per i periodi cui ai precedenti paragrafi è aumentato del 50%.
* Sono escluse le sanzioni amministrative e civili per il datore di lavoro qualora dagli adempimenti di carattere contributivo assolti in precedenza si evinca comunque la “volontà di non occultare il rapporto di lavoro” anche se il lavoratore è stato inquadrato con una diversa qualifica da quella spettante.
* Le pubbliche amministrazioni, diversamente dal privato, possono trasmettere le comunicazioni di assunzione, di proroga, trasformazione e cessazione del rapporto, entro il ventesimo giorno del mese successivo a quello in cui l’evento si verifica; anche dei tempi determinati e dei co.co.co/pro .
* Sempre entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data della assunzione al lavoratore dovrà essere fornita copia della comunicazione d’instaurazione di rapporto di lavoro o, in alternativa, la copia del contratto individuale di lavoro.
Art.7 ( Modifiche alla disciplina dell’orario di lavoro)
* Si modifica il regime sanzionatorio previsto dalla legge 133/2008 in caso di non rispetto dei riposi settimanali, giornalieri e per i periodi di ferie. In particolare il comma 1 ridefinisce le sanzioni per le ipotesi di violazione della disciplina sulla durata media dell’orario di lavoro, sul riposo settimanale, sulle ferie annuali retribuite e per il caso di violazione della normativa sul riposo giornaliero.
* E’ anche prevista la possibilità di derogare alle norme sull’orario di lavoro di riposo e ferie dei lavoratori marittimi al livello della contrattazione aziendale in assenza di specifiche disposizioni al riguardo nei CCNL
* In caso di trasferimento di competenze da parte dello Stato a Regioni ed Enti locali, tra diversi soggetti pubblici,ed anche nel caso di esternalizzazione di attività e di servizi, il personale addetto, ove dichiarato in esubero, viene posto in mobilità ai sensi dell’art 33 del dlgs 165/2001. Inoltre, le pubbliche amministrazioni possano utilizzare in assegnazione temporanea, per motivate esigenze organizzative e secondo le modalità previste dai rispettivi ordinamenti, personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore a 3 anni, fermo restando quanto già previsto da norme speciali in materia (entro 60 giorni dall’entrata in vigore, le pubbliche amministrazioni possono rideterminare le assegnazioni temporanee in corso).
* E’ evidente come con questa norma si accentuino i rischi occupazionali a seguito di dichiarazione di esubero dei lavoratori in caso di passaggio di competenze ad altri soggetti pubblici o in presenza di esternalizzazione
* Le informazioni riguardanti le prestazioni svolte da chi esercita una attività pubblica e la relativa valutazione sono rese accessibili dalla amministrazione di appartenenza. Non lo sono invece , se non per i casi previsti dalla legge, notizie relative infermità ed impedimenti personali o notizie inerenti il rapporto di lavoro idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, opinioni politiche, orientamento sessuale
Art.15 (Modifica all’articolo 9-bis del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, in materia di
* Le pubbliche amministrazioni, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge in commento, possono sottoporre a nuova valutazione i provvedimenti di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale già adottati prima dell’entrata in vigore del decreto 112/2008 , financo a revocarli .
* I dipendenti pubblici possono essere collocati in aspettativa non retribuita e senza decorrenza dell’anzianità di servizio, per un periodo massimo di dodici mesi, anche per avviare attività professionali e imprenditoriali. Per il periodo in questione non si applicano le norme d’incompatibilità cui all’art 53 del dlgs 165/2001
* Questa norma riconosce la specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nonché dello stato giuridico del personale ad essi appartenente ai fini dell’ordinamento delle carriere, della regolamentazione del rapporto d’impiego, come nel caso del trattamento della malattia, e della tutela economica, pensionistica e previdenziale. La disciplina attuativa è demandata a successivi provvedimenti legislativi. Il COCER parteciperà alle attività negoziali in rappresentanza del personale militare
* Sarà istituito presso le pubbliche amministrazioni del “Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”, che sostituisce, unificando le relative competenze, i Comitati per le Pari opportunità e i Comitati paritetici per il fenomeno del mobbing. Si tratta di una norma di principio che quasi certamente non avrà seguito perché la sua applicazione presuppone modelli organizzativi, di sviluppo professionale ed economico che mal si conciliano con le disposizioni della legge 150
* Il Governo è delegato a riordinare, entro sei mesi, la disciplina in materia di congedi, aspettative e permessi, spettanti ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, rideterminandone le casuali, i requisiti per l’utilizzo, precisando i soggetti che ne possono usufruire, regolando in maniera uniforme le modalità di utilizzo, riducendo e semplificando i documenti da presentare in casi di handicap particolarmente gravi, o in presenza di patologie di tipo neuro degenerativo od oncologiche. I decreti saranno emanati dal Ministro della Funzione Pubblica e quello della Salute di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanze, sentite le parti sociali e previo parere della Conferenza Unificata. Al riguardo occorrerà stare molto attenti, in sede di confronto, sulle reali intenzioni del Governo su questa materia ricordando come le precedenti restrizioni varate dal Ministro Brunetta abbiano creato grandi difficoltà ai lavoratori in situazioni di disagio personale o familiare e che solo grazie alla opposizione della CGIL si è riusciti in parte a mitigarne l’impatto.
Art. 24 (Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in
* I dipendenti del settore privato e pubblico hanno diritto a tre giorni di permesso mensile retribuito, per l’assistenza ad un familiare, parente o affine entro il secondo grado, con handicap in situazione di gravità, purché non ricoverato a tempo pieno, ovvero di terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano compiuto i 65 anni, o abbiano patologie invalidanti o che siano deceduti. Per i figli il diritto al permesso è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche se adottivi, che possono fruirne alternativamente. E’ stata fortunatamente tolta la norma che impediva al lavoratore affine di terzo grado al portatore di handicap di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e di non essere trasferito senza consenso ad altra sede. Appare grave l’istituzione di una banca dati dei dipendenti pubblici che usufruiscono di questi permessi nonché dei soggetti portatori di handicap grave oggetto dell’assistenza, specificandone le modalità di utilizzo nonché i dati personali dei fruitori di detti permessi. *vedi nota n.1 alla fine del documento
* Si estendono dal settore pubblico a quello privato le regole per la certificazione delle malattie: nei casi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a 10 giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare l’assenza viene giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.
* Obbligatorio, da parte del medico, immediata trasmissione on line dei certificati di malattia. Il medico trasmette il certificato all’INPS che a sua volta lo invia all’azienda.
Art.26 (Aspettativa per conferimento di incarichi, ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del decreto
* Previa autorizzazione del Ministro competente, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze,il personale del comparto sicurezza e difesa può essere collocato in aspettativa per conferimento di incarichi dirigenziali da parte di amministrazioni pubbliche diverse da quella di appartenenza.
Art.27 (Disposizioni in materia di personale dell’Amministrazione della difesa)
* Cambiano numerose disposizioni relative al personale delle Forze armate e dell’Arma dei Carabinieri; in caso di comando ad altra amministrazione questa si fanno carico degli oneri del trattamento fondamentale ed accessorio così come per il personale in posizione di comando delle Forze di Polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Inoltre, per i Vigili del Fuoco , ivi compresi i volontari, il Governo s’impegna entro 18 mesi a emanare provvedimenti volti a riordinare, con decorrenza 1 gennaio 2012, il sistema previdenziale ed assistenziale per equiparare la pensione dei superstiti dei volontari deceduti per cause di servizio a quelle dei vigili in servizio permanente; ad equiparare il trattamento economico dei Vigili del Fuoco Volontari a quello riconosciuto ai Vigili del Fuoco in servizio permanente in caso d’ infortunio invalidante o malattia contratta per causa di servizio, includendo anche i periodi di addestramento iniziale reso dagli aspiranti vigili a titolo gratuito
* La certificazione è di natura “volontaria”, ma è “suggerita” per ridurre il contenzioso in materia di lavoro; le parti sottoscrivono attraverso la certificazione la validità e la correttezza di un contratto. E’ ovvio che senza la presenza del sindacato tale sottoscrizione, potrebbe rendere difficile aprire successivamente vertenze, impugnare i contratti, soprattutto se atipici, precari o con clausole aggiuntive alle norme (dai contratti a progetto ai regolamenti per i soci lavoratori di cooperativa).
* Una volta stipulato il contratto certificato, c’è l’obbligo del tentativo di conciliazione dinanzi alla commissione certificatrice prima di poter agire davanti alla magistratura.
* In caso di impugnazione del contratto certificato può essere accertato solo il rispetto dei principi generali dell’ordinamento e non il merito dello stesso, né tantomeno alcuna valutazione tecnica , organizzativa e produttiva perché di pertinenza esclusiva del datore di lavoro o del committente, ciò vale anche per i casi generali previsti dall’art 409 del codice di procedura civile e dall’art 63, comma 1, del dlgs 165/2001g, ivi compreso l’esercizio dei poteri datoriali, trasferimento d’azienda e recesso.
* E’ possibile impugnare il contratto certificato davanti alla magistratura solo per i seguenti motivi: erronea “qualificazione” del tipo di contratto, vizi del consenso volontario, difformità tra prestazione stabilita ed effettiva esecuzione della stessa
Di seguito illustriamo le procedure in maniera semplificata, così come vengono descritte dalla Legge; procedure che, al di là della attenzione formale e procedurale ai diritti del lavoratore, evidenziano, soprattutto se si è precari, quanto sarà difficile d’ora in poi potersi difendere per tutelare i propri diritti. Ciò perchè il sistema così congegnato della certificazione e dell’arbitrato/conciliazione svolto sempre dagli stessi soggetti privati, in virtù della clausola compromissoria, ben difficilmente potrà dare ragione al lavoratore ricorrente. Già con l’avvio del rapporto di lavoro, in sede di certificazione congiunta potranno essere avallate violazioni o deroghe contrattuali rispetto alle quali ben difficilmente sarà poi possibile fare opposizione una volta certificato l’accordo. Inoltre, qualora il lavoratore dovesse fare ricorso si ricorda che la legge permette l’ intervento giudiziale sostanzialmente solo nei casi di vizio della volontà e della diversa qualificazione del contratto. Va infine evidenziato che tutta la parte relativa al ruolo ed alle funzioni della DPL per la conciliazione e l’ arbitrato sono in realtà solo una finta perché questa struttura pubblica di garanzia , a ben leggere, ne esce depotenziata, limitata sostanzialmente alla funzione di passacarte del giudice per rendere esecutivi i lodi e le conciliazioni, perché ciò che conta è soltanto quanto previsto dal comma 10 ed 11 di questo articolo: il passaggio agli organi di certificazione della competenza su conciliazione e l’arbitrato
* In caso di chiamata a giudizio riguardo problematiche del rapporto di lavoro cui all’art 409 del codice di procedura civile, il tentativo di conciliazione può essere promosso tramite sindacato .
* Qualora la conciliazione abbia buon fine solo per alcuni aspetti della domanda ne viene fatto verbale e, su istanza della parte interessata, il giudice, limitatamente per quell’aspetto, lo dichiara esecutivo .
* Per la conciliazione in sede sindacale non si applicano le disposizioni dell’art. 410 cpc, il relativo verbale sarà inviato alla DPL; su istanza della parte interessata il giudice dichiarerà esecutiva l’intesa raggiunta una volta verificatane la regolarità formale del verbale redatto .
* Se nel corso della successiva causa al tentativo di conciliazione posto in essere dal giudice una delle parti rifiuta la proposta transattiva “senza giustificato motivo”(?) questo comportamento sarà valutato ai fini del giudizio.
* In ogni fase della conciliazione, o in caso di mancata riuscita , le parti possono concordare una soluzione anche parziale della lite e riconoscere l’eventuale credito del lavoratore (solo un riconoscimento economico!!); possono anche accordarsi per affidare alla commissione di conciliazione la risoluzione in via arbitrale della controversia.
* Nel mandato per la soluzione in via arbitrale le parti devono stabilire i termini per l’emanazione del lodo , termini che non possono superare i 60 giorni ; il lodo, una volta emanato ha forza di legge tra le parti ( art 1372 c.c.), ma può essere impugnato (art 808 ter c.c.)
* Sulle controversie aventi per oggetto la validità del lodo arbitrale decide in un unico grado il tribunale della circoscrizione in cui è la sede dell’arbitrato ed il ricorso va depositato entro 30 gironi dalla notificazione del lodo.
* Con questo articolo si prevedono anche sedi diverse dove svolgere la conciliazione e l’ arbitrato per le materie previste dall’art.409 del codice di procedura civile, in particolare presso le associazioni sindacali maggiormente rappresentative secondo le modalità definite dai contratti collettivi .
* Ferma restando la facoltà delle parti di adire in via giudiziaria e di avvalersi delle procedure di conciliazione e di arbitrato tramite la Direzione Provinciale del lavoro , le controversie definite con l’articolo 409 del codice di procedura civile possono essere proposte davanti ad un collegio di conciliazione ed arbitrato irrituale.
* La tempistica prevede 30 giorni di tempo dalla notifica del ricorso per l’eventuale nomina concordata del presidente del collegio, in caso contrario , come già detto, procederà alla nomina il presidente del Tribunale. In caso di nomina condivisa la parte convenuta deve depositare entro 30 giorni una memoria difensiva sottoscritta , da un avvocato in caso di pubblica amministrazione,
* Il collegio fissa l’udienza entro 30 giorni successivi all’ultima memoria depositata dandone comunicazione alle parti almeno 10 giorni prima. In caso di buon esito del tentativo di conciliazione si applicano le disposizioni dell’art 411 del codice di procedura civile depositando il verbale alla DPL affinché il giudice, su istanza della parte interessata dia esecutività al provvedimento.
* In caso di non riuscita della conciliazione il collegio può interrogare le parti, assumere le prove, e invitare le parti al confronto a non più di 10 giorni di distanza. La controversia viene quindi decisa attraverso lodo entro i successivi 20 giorni dall’ultima udienza e produce gli effetti degli articolo 1372 e 2113 del codice civile.
* In relazione alle materie trattate dall’art.409 c.p.c. le parti contrattuali possono pattuire che le controversie relative ai contratti siano decise da arbitri purchè si tratti di controversie che possono essere oggetto di compromesso (clausola compromissoria); ovvero rinviare le modalità di attuazione degli articolo 412 e 412 quater del c.p.c. agli accordi interconfederali od ai contratti collettivi; ove ciò non fosse possibile provvederà il Ministro del Lavoro con un proprio decreto
* La clausola può essere sottoscritta solo alla fine del periodo di prova o decorsi 30 giorni dall’inizio del rapporto di lavoro; in ogni caso non potrà riguardare controversie relative alla risoluzione del rapporto di lavoro.
* Gli organi di certificazione ( Università, DPL, Fondazioni e Consulenti del Lavoro) potranno costituire camere arbitrali , ai sensi dell’art. 808 del codice di procedura civile, per la definizione delle controversie sulle materie indicate dall’art. 409 dello stesso codice, e fare anche convenzioni per determinare camere arbitrali unitarie
* L’impugnazione del licenziamento, nonchè dei contratti a termine, delle collaborazioni, dei trasferimenti individuali o collettivi, dei trasferimenti e cessione di aziende e rami di aziende , con qualsiasi atto scritto, deve essere attuata nei 60 giorni dal licenziamento o dalla conoscenza dei motivi dello stesso, ma è inefficace se entro i successivi 270 giorni il ricorso non è depositato nella cancelleria del tribunale competente o non viene data comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato.
* Dette disposizioni si applicano ai contratti a termine in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore della presente legge con decorrenza dalla scadenza del termine; ai contratti a termine già scaduti all’entrata in vigore della presente legge e con decorrenza dalla medesima data di entrata in vigore; alla cessione di contratta di lavoro con decorrenza dalla data del trasferimento ; in tutti i casi in cui si chieda la costituzione o l’accertamento di un rapporto di lavoro in capo ad un soggetto diverso dal titolare del contratto.
* In caso di conversione a tempo determinato il risarcimento del lavoratore è di una indennità compresa tra 2,5 e 12 mensilità dell’ultima retribuzione di fatto; in caso di presenza di accordi di stabilizzazione i lavoratori già occupati con contratto a termine nell’ambito di specifiche graduatorie hanno diritto ad una indennità ridotta del 50% di quella prevista al comma precedente
* E’ confermata e rafforzata la logica che tramite le ispezioni nei luoghi di lavoro non si deve “infierire” sul padrone: in caso di ispezione nei luoghi di lavoro ed accertamento di violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale o contrattuali (per le quali sono previste sanzioni amministrative) l’ispettorato “diffida” l’azienda a regolarizzare entro 30 giorni, i responsabili della violazione potranno pagare la sanzione fino a 1/4 di quanto previsto dalla legge.
* Questo provvedimento ben si inserisce al quadro complessivo di smantellamento/svuotamento degli organi ispettivi (DPL, INPS, INAIL) che vede la riduzione delle sanzioni, la mancanza di adeguate risorse agli ispettorati, le indicazioni politiche-amministrative a fare da “consulenti” alle imprese piuttosto che svolgere un ruolo di controllo, repressione e dissuasione dei comportamenti illeciti e dello sfruttamento.
Art.36 (Modifiche all’articolo 9 del decreto-legge n.148 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla
* La disciplina dell’impignorabilità è estesa ai fondi intestati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali
Art. 38 (Modifica all’articolo 11 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n.124)
* E’ reato il mancato versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal committente sui compensi dei lavoratori a progetto e dei titolari di collaborazioni coordinate e continuative iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della L. 335/1995. Viene punito con la reclusione fino a tre anni e la multa fino a 2 milioni salvo che il datore di lavoro non provveda al versamento entro tre mesi dalla contestazione.
* Ai fini del calcolo della retribuzione annua pensionabile e per la liquidazione delle prestazioni a sostegno od integrazione del reddito, dal 1 gennaio 2005, per i periodi settimanali di contribuzione figurativa, l’accredito è pari alla retribuzione che al lavoratore sarebbe spettata nel caso di regolare svolgimento dell’attività nel mese in cui si colloca l’evento.
* Per i casi in cui l’invalidità civile derivi da fatto illecito di terzi, il valore capitale delle prestazioni assistenziali erogate (pensioni, assegni e indennità) in favore dell’invalido civile ai sensi della normativa vigente sia recuperato, da parte della pubblica amministrazione erogatrice, nei confronti del responsabile civile e della compagnia di assicurazioni.
Art.42 (Comunicazioni delle imprese di assicurazione all’INPS)
* Vengono precisate le modalità per consentire all’INPS il recupero delle somme corrisposte in favore del lavoratore a titolo di indennità di malattia, rivalendosi sull’eventuale terzo responsabile dello stato di malattia del lavoratore stesso o sull’impresa di assicurazione.
* E’ possibile superare il limite di 22 mesi per l’accredito figurativo pensionistico durante i periodi di inabilità al lavoro, se derivano da infortunio sul lavoro.
Art. 46 (Differimento di termini per l’esercizio di deleghe in materia di ammortizzatori sociali, di servizi per
l’impiego, incentivi all’occupazione e apprendistato e di occupazione femminile )
* Differimento di 24 mesi dell’l’esercizio delle deleghe cui alla legge 24 dicembre 2007, n. 247, riguardanti tra l’altro: la revisione della disciplina degli ammortizzatori sociali; il riordino della normativa in materia di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione e di apprendistato;-la revisione della disciplina in materia di occupazione femminile, le condizioni dei lavoratori immigrati. Occorrerà grande attenzione affinché nell’esercizio di tale delega non vengano posti in essere le opzioni contenute nel libro bianco per quanto riguarda le tematiche in oggetto nonché, nell’attuazione del progetto Federalista del Governo, non venga attribuita alle Regioni la capacità di legiferare in maniera autonoma su queste materie; infine, evitare che nel processo di riordino i Centri per Impiego subiscano un forte ridimensionamento del proprio ruolo istituzionale, di garanzia nei confronti del lavoratore, a scapito dei nuovi soggetti privati cui la legge 183 consete di fare collocamento
* Cambiano alcune disposizioni del D.Lgs. 276/2003 relative al mercato del lavoro. Previa intesa fra Stato e Regioni e sentite le parti sociali sarà possibile assolvere l’obbligo d’istruzione attraverso percorsi di apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione. Intanto le Agenzie di collocamento potranno essere autorizzate dopo due anni di attività, nei 90 giorni successivi, a chiedere l’autorizzazione a tempo indeterminato solo sulla base dei controlli formali degli obblighi di legge ed in via “subordinata” al corretto svolgimento dell’attività svolta . On line saranno registrati nazionalmente i casi di percettore di sussidio o d’indennità che rifiuti senza giustificato motivo una offerta formativa o un progetto di reinserimento lavorativo facendo valere questa situazione in tutto il territorio nazionale .
 le università pubbliche e private, che hanno l’obbligo di pubblicare alla borsa nazionale del lavoro i curricula dei propri laureati;
Basterà “autocertificare” il possesso dei requisiti di legge per l’avvio dell’attività di intermediazione, e comunicarlo preventivamente al Ministero del Lavoro per svolgere l’attività d’intermediazione .
* Si introducono i Fondi per il sostegno al reddito dei lavoratori somministrati, attingendo al contributo del 4% della retribuzione corrisposta ai lavoratori interinali e finora utilizzato per le attività di “formazione e riqualificazione” dei lavoratori interinali.
* Infine, si “riconosce” all’apprendistato un valore sociale come aiuto alla lotta contro la “dispersione scolastica” affermando l’equiparazione dell’ultimo anno dell’obbligo di istruzione (16 anni) con l’attività di apprendistato come sostitutivo del diritto-dovere di istruzione e formazione. Al riguardo sono previste successive intese fra regioni e governo e un generale riordino in sede di delega al governo.
Art. 49 (Nomina dei componenti di comitati istituiti presso l’INPS)
* Fatte salve le sentenze passate in giudicato, qualora sia stata accertata la natura subordinata di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, il datore di lavoro, nel caso in cui abbia offerto entro il 30 settembre 2008, la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato ai sensi della disciplina transitoria sulla stabilizzazione, nonché abbia offerto la conversione del contratto in essere a tempo indeterminato, dopo l’entrata in vigore della presente legge, è tenuto unicamente ad indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità di retribuzione
testo dell’art 33 della legge 104 relativo alle agevolazioni di legge previste per facilitare l’assistenza ai portatori di handicap con le integrazioni apportate dalla legge 182/2010
33. Agevolazioni. –
3. A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità. Per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente. (7bis)
7-bis. Ferma restando la verifica dei presupposti per l’accertamento della responsabilità disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti di cui al presente articolo, qualora il datore di lavoro o l’INPS accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».
VVF: Nominato il nuovo Capo Dipartimento – Prefetto Mulas Salvatore
VVF: Calabria – Comunicato SCA
Giustizia: comunicato unitario su accordo dirigenti

References: Art.7

Art.15

Art. 24

Art.26

Art.27
 articolo 1372
 articolo 412

Art.36

Art. 38

Art.42

Art. 46

Art. 49