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Timestamp: 2020-07-08 03:45:29+00:00

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Newsletter - Pillole di Diritto belga 2017/1
Kocks & Partners - Newsletter
Gent. Dottoressa, Gent. Dottore
La primavera fa finalmente la sua entrata. Le vacanze di Pasqua sono finalmente arrivate dopo un inizio dell’anno pieno di eventi e di lavoro!
L’Italian Desk ha avuto l’onore di partecipare alla prima edizione del corso su “l’Europrogettazione 2.0: l’agente di progetto” organizzato dalla Camera di Commercio Belga Italiana di Bruxelles a febbraio 2017. Un corso di formazione sperimentale che ha raggiunto il suo scopo!
Proseguiamo i nostri articoli relativi alle riforme “Pot Pourri” che sono arrivate alla messa in vigore della quarta parte, il “Pot Pourri IV”.
Interessante dal punto di visto attuale è la sentenza del Tribunale di commercio di Bruxelles nell’ambito dello scandalo manipolazioni della Volkswagen o come interpretare la legge a fine di evitare di innescare una catena di azioni di risoluzione dei contratti d’acquisto.
Chiudiamo con un articolo relativo alla questione delicata dei decreti di lingue del 1973 e loro conseguenze nel mondo commerciale e di lavoro.
Le auguriamo una buona lettura!
Per ogni informazione, non esiti a contattarci!
Il Pot-Pourri IV
Come già anticipato nella newsletter 2016/2, le riforme cc.dd. “Pot-Pourri” continuano a fare il loro corso apportando fondamentali modifiche alla legislazione belga. Il ministro della Giustizia belga Koen Geens ha avviato ormai da diversi anni un progetto di modernizzazione del sistema belga attraverso le suddette riforme. La riforma Pot pourri IV contiene, tra modifiche del codice di procedura penale civile e dell’organizzazione della giustizia, diverse norme che coinvolgono cittadini e imprese.
Caso Volkswagen: vizi occulti e garanzia del venditore
Il tribunale commerciale di Bruxelles nell’ambito dello scandalo manipolazioni della Volkswagen ha stabilito che l’installazione sul veicolo di un apparecchio in grado di falsare il risultato dei test sulle emissioni di ossido d’azoto ben ché costituisce un vizio al momento della vendita, non costituisce un vizio occulto che rende la cosa impropria all’utilizzo secondo la destinazione d’uso e come tale non comporta l’attivazione della garanzia del venditore, purché l’apparecchio in questione e la sua sostituzione non modifichino le prestazioni e gli altri parametri del veicolo.
La questione della lingua utilizzabile dalle imprese
Un contratto di lavoro in inglese tra un cittadino olandese ed una società con sede in Belgio e delle fatture emesse da una società belga ad un cliente italiano in lingua italiana: in entrambi i casi è stata sollevata eccezione di nullità ai sensi del decreto lingue del 1973 della comunità fiamminga che prevede l’obbligatorietà dell’utilizzo della lingua olandese per le persone giuridiche (e naturali) aventi sede (residenti) nella regione fiamminga, ciò anche nel caso in cui la lingua utilizzata sia perfettamente compresa dalla parte attrice (come nel caso dell’azienda italiana).
1/ Innanzitutto è prevista la creazione di un registro dei regolamenti collettivi dei crediti. I regolamenti collettivi sono le procedure di esdebitazione riservate alle persone fisiche. La creazione si inserisce nell’ambito dell’informatizzazione dell’apparato giudiziario. Il registro verrà gestito dall’ordine forense francofono e germanofono e dall’ordine forense fiammingo e permetterà di seguire l’evoluzione dei regolamenti collettivi.
2/ La Corte d’appello di Bruxelles verrà riorganizzata ed in seno ad essa verrà istituita la Corte dei mercati regolamentati. La Corte deciderà in composizione di tre magistrati ed acquisirà alcune competenze esclusive come la competenza in materia di ricorsi contro le decisioni dell’Autorità della concorrenza, del FSMA, del IBPT, del CREG e di altri organi regolatori, così come contro le sanzioni amministrative inflitte da tali organismi nell’ambito di applicazione delle regolazioni. A questo fine sono costituite le ‘camere degli affari dei mercati’ presso la Corte d’Appello di Bruxelles. Congiuntamente queste camere costituiranno una sezione chiamata ‘Corte dei mercati’, di respiro prevalentemente internazionale. Va da sé che la Corte dei mercati sarà competente per tutti i paesi, come avviene di già per le materie esclusive della Corte d’appello di Bruxelles.
3/ La riforma modifica l’art. 1017 del codice giudiziario, il quale prevede l’addebitamento nei confronti della parte soccombente nel processo dei costi processuali, qualora questa abbia tenuto un comportamento temerario, sulla falsariga di quanto previsto dall’art. 96 del codice di procedura civile italiano.
4/ Rilevante è anche la creazione del registro centrale della solvibilità. La regolamentazione è inserita nel codice giudiziario e nella legge fallimentare del 1997. Il registro verrà gestito congiuntamente dall’ordine forense francofono e germanofono e dall’ordine forense fiammingo. Il registro conterrà i dossier elettronici sulle procedure fallimentari e fungerà da banca dati digitale. Il registro dovrebbe entrare in funzione, salvo sorprese, il primo aprile 2017. Il registro conterrà solo gli atti prodotti a seguito dell’emanazione della legge, e non tutti gli atti contenuti nella totalità delle procedure fallimentari in corso: per questa ragione il registro è stato definito “ibrido”.
Il nuovo corso del ministero della giustizia belga imprime l’ennesima accelerata sottoponendo al Parlamento una proposta di legge avente l’obiettivo di snellire e velocizzare le procedure in un ambito molto delicato per le persone ed imprese coinvolte. Le riforme “Pot-Pourri”, ormai arrivate alla quarta edizione, stanno cambiando il volto dell’apparato amministrativo, così come dei codici di procedura civile e penale belgi.
Nel marzo del 2012 il richiedente acquistò un veicolo Volkswagen (VW) dal convenuto (concessionario autorizzato VW). A seguito della rilevazione nel settembre 2015 da parte dell’agenzia USA di protezione ambientale delle infrazioni commesse dalla VW tramite l’installazione di un dispositivo che limita l’emissione di ossido d’azoto solamente durante i test sulle emissioni, il richiedente domandò per via giudiziaria nel novembre 2015 la risoluzione della vendita del veicolo attraverso l’applicazione della disciplina della garanzia per vizi occulti della cosa venduta ex art. 1641 del codice civile belga. La norma prevede che il venditore sia tenuto a garantire per i vizi occulti della cosa venduta, i quali rendano la cosa inadatta ad assolvere alla propria destinazione d’uso originaria, o i quali riducano la possibilità di utilizzare la cosa secondo la propria destinazione d’uso in una maniera tale per cui l’acquirente, se avesse conosciuto i vizi, non avrebbe mai acquistato la cosa, o non sarebbe stato disponibile a versare che una somma inferiore. Quindi devono essere presenti cumulativamente quattro condizioni: l’esistenza di un vizio (1), di una certa gravità (2), occulto all’acquirente (3) ed anteriore alla vendita (4), mentre la conoscenza del vizio da parte del venditore non è un requisito necessario per l’attivazione della garanzia (bensì per la richiesta di danni ed interessi nei confronti del creditore ex art. 1645 del codice civile belga).
Il convenuto invitò a più riprese il richiedente a recarsi in concessionario per provvedere alla sostituzione del pezzo vietato con un altro pezzo approvato dall’autorità federale tedesca per il trasporto su automobile. A detta dell’autorità la sostituzione del pezzo non avrebbe comportato alcun deterioramento delle prestazioni e l’intervento sarebbe durato meno di mezz’ora.
Il tribunale ha stabilito che il vizio non è tale da impedire o ridurre nei termini di cui sopra l’utilizzabilità del bene secondo la propria destinazione d’uso, anche se il tribunale riconosce che la conformità del bene alle norme in vigore rilevata da un organismo autorizzato, non impedisce che il bene sia viziato occultamente ai sensi dell’art. 1641.
Il tribunale ha dunque stabilito che la dichiarazione di non conformità di un pezzo del veicolo non costituisce di per sé un vizio occulto dell’oggetto, se la rimozione o sostituzione del pezzo contestato non influisce sugli altri parametri di sicurezza, sulle prestazioni o sui costi (fiscali o assicurativi) dell’auto.
Con questa sentenza il tribunale ha evitato di innescare la catena di azioni di risoluzione dei contratti d’acquisto nei confronti dei concessionari VW, che avrebbe portato a serie conseguenze per l’azienda.
Nel primo caso la Corte di Giustizia Europea era chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità del decreto con l’art. 45 TFUE sulla libera circolazione dei lavoratori. La Corte di Giustizia Europea riconobbe con sentenza C-202/11 del 2013 un effetto dissuasivo sull’esercizio della suddetta libertà da parte di una siffatta normativa sui lavoratori e datori di lavoro non di lingua fiamminga. Tali limitazioni possono essere ammesse, così la Corte, solo qualora si persegua un interesse generale; inoltre i provvedimenti devono essere idonei a garantire il raggiungimento dell’interesse generale e il principio di proporzionalità dev’essere salvaguardato. Mentre la salvaguardia di una lingua corrisponde ad un interesse generale degno di tutela, il mezzo scelto appare senz’altro sproporzionato, giungendo a prevedere la nullità anche quando la lingua del contratto e dei documenti è perfettamente conosciuta dall’eccepente. Nei contratti a carattere transfrontaliero è necessario secondo la Corte utilizzare una lingua differente per garantire “la formazione di un consenso libero e informato” (P. 31). La Corte di Giustizia Europea suggerisce quindi l’adozione di una normativa che consenta “altresì di redigere una versione autentica di tali contratti anche in una lingua conosciuta da tutte le parti interessate”.
A seguito della suddetta pronuncia il decreto è stato modificato solo marginalmente, nella misura in cui, oltre all’obbligo di relazione dei documenti in lingua olandese, è permessa, in alcuni casi, la redazione di un documento supplementare in un’altra lingua europea. La normativa prevede comunque che in caso di differenze tra le due versioni, quella olandese debba prevalere.
Il 21 giugno 2016 è intervenuta la sentenza C-15/15 della Corte di Giustizia Europea, la quale era chiamata a giudicare la compatibilità della norma con l’art. 35 TFEU sul divieto di restrizioni sulle esportazioni. In questo caso, che vedeva coinvolta l’azienda italiana di cui sopra, il giudice di rinvio doveva decidere sulla nullità di alcune fatture redatte in lingua italiana, sulla base della normativa in oggetto. Con motivazioni simili alla sentenza precedente, la Corte di Giustizia Europea stabilisce la lesione dell’art. 35 TFEU da parte della normativa e rinnova il suggerimento dell’adozione di una normativa che consenta “di redigere una versione autentica di tali fatture anche in una lingua conosciuta da tutte le parti interessate”. Le comunità fiamminga e francofona sono stati richiamati ad adottare una normativa meno invasiva dei diritti comunitari fondamentali. Nonostante lo scopo della tutela di una lingua sia stato dichiarato quale interesse legittimo degno di tutela, le comunità Belghe hanno adottato una normativa sproporzionata rispetto al conseguimento dell’obiettivo di tutela. Per la seconda volta in tre anni il Belgio viene invitato, finora invano, a modificare la propria normativa sull’uso della lingua.
Le attività del nostro Italian Desk
Europrogettazione 2.0: La libertà contrattuale dell’agente di progetto – Colloquio nel quadro del corso della Camera di Commercio Belga Italiana – febbraio 2017
L’agente di progetto è una nuova figura professionale nel settore dell’europrogettazione, valorizzata recentemente dalla Camera di Commercio Belgo-Italiana che le ha dedicato un corso di formazione sperimentale a febbraio 2017. A differenza dell’europrogettista “classico” che scrive progetti su incarico di imprese, enti o associazioni, l’agente di progetto, esperto di project scouting, si rivolge invece ad una pluralità di attori ai quali propone la sua idea progettuale. Crea il partenariato, ne individua il capofila, identifica uno o più europrogettisti e coordina tutte le fasi della stesura del progetto, verificando che application form, report e comunicazioni siano conformi ad alti standard di qualità”.
Durante questa formazione, l’Italian Desk è stato chiesto a svoltare un’analisi delle migliori forme contrattuali applicabili a questa nuova figura professionale. Per saperne di più, Le invitiamo a consultare l’intervista pubblicata sul sito web dell’AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero).
9° Seminario degli avvocati italiani e tedeschi – maggio 2017
Nella bella regione del Lago di Como, l’italian desk parteciperà al 9° seminario degli avvocati italiani e tedeschi a Varenna durante il quale discuteremo sulle tattiche di negoziazione, gestione elettronica degli atti, acquisizioni d’impresa, diritto fallimentare cosi come nuovi aspetti riguardanti il processo civile.
Convegno ed Assemblea annuale AIGLI - maggio 2017
Tenendo fede a quella che è la finalità dell’AIGLI, ovverossia promuovere ed intensificare i rapporti tra giuristi di lingua italiana, il nostro Italian Desk parteciperà al 12° Incontro Intermedio a Milano la cui tematica principale sarà “Poteri del giudice su contratti e convenzioni e riflessi deontologici.
Prosequi
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References: sentenza 
 art. 1641
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