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Timestamp: 2018-06-24 01:15:05+00:00

Document:
Credito d’imposta: CTR PG Sent.N°44-03-2012 del 05-04-2012 Sez.3 (Pre. Zanetti, Est. Quarchioni )
MASSIMA SENTENZA
Rimborso IRPEG esposto in dichiarazione dei redditi da parte di una Fondazione Bancaria. Applicazione art. 6 c.1 D.P.R. 601/72-Art. 36 bis e art. 43 D.P.R. n. 600/1973
Il trascorrere del termine per il controllo e la rettifica della dichiarazione dei redditi da parte dell’Amministrazione Finanziaria nella inerzia della stessa, non vale di per se a rendere esigibile il credito d’imposta esposto in dichiarazione .
Anche una volta trascorsi i termini suddetti senza che sia intervenuto accertamento e rettifica, il rimborso può avere luogo soltanto a fronte di un credito effettivamente spettante per la sussistenza dei presupposti sostanziali del medesimo, non potendo l’Amministrazione Finanziaria essere costretta, a causa di un comportamento omissivo in sede di controllo, a “rimborsare” un credito non spettante per mancanza del fatto costitutivo di legge.
La Fondazione Cassa di Risparmio di ***, difesa dai commercialisti Dott. ClaudioTroiani e Dott.sa Alexandra Chiari , ricorre contro il diniego di rimborso per l’anno 1994 ,notificato a mezzo posta in data 5/6/2002 dall’Agenzia delle Entrate di Terni.
L’Ente , aveva richiesto infatti, con la dichiarazione dei redditi per il 1994, il rimborso IRPEG di £ 734.015.000 (€ 379.087) avendo ritenuto impropriamente nell’anno in questione , di dover assoggettare il suo reddito imponibile all’aliquota del 18% anziché a quella ordinaria del 36%, sulla base di quanto previsto dall’art. 6 comma 1 DPR 601/72 che prevede la riduzione al 50% dell’aliquota d’imposta per tutti quegli Enti che, tassativamente elencati, svolgono attività senza fini di lucro, in particolare nel campo dell’assistenza, beneficenza, ricerca scientifica, istruzione, etc.
L’Agenzia ritenendo però che sotto la vigenza della L. 218/1990 (cosiddetta Legge Amato), sulla base anche di una dominante giurisprudenza confermata anche dalla Corte di Cassaz.SS.UU. n°1576/2009, le attività svolte dalle fondazioni bancarie non presentassero le caratteristiche e i requisiti di quelle proprie di Enti non commerciali e quindi non ritenendo sussistere i presupposti per la pretesa riduzione dell’aliquota IRPEG , formulava atto di diniego del rimborso d’imposta per il 1994.
Con il ricorso la Fondazione , chiede che venga dichiarata illegittima e priva di effetto la nota del diniego del rimborso ed in subordine dichiari l’Agenzia decaduta dal diritto di negare il rimborso medesimo.
Ritiene altresì nullo il diniego di rimborso per intervenuta decadenza del diritto del diniego e del diritto di rettifica, non essendo intervenuta entro il 31/12/2000 (art.43 DPR n°600/73) a notificare avviso di accertamento in rettifica della dichiarazione per l’anno 1994 lamentando il ritardo con cui l’Agenzia ha provveduto a negare il diritto al rimborso, provvedimento intervenuto successivamente alla citata sentenza a Sez UU.n°1599 del 2009.
Circa poi la richiesta di rimborso relativa all’anno1994, insiste sulla mancanza dei requisiti per la pretesa delle agevolazioni sull’aliquota IRPEG da parte della Fondazione e che comunque , anche se sono decorsi i termini per notificare un avviso di accertamento, l’Ufficio può negare un rimborso non spettante, costituendo l’avviso di accertamento e il diniego di un rimborso atti di natura diversi, come si evince dall’art.16 DPR n°636/72 , regolando quest’ultimo con disciplina autonoma.
Osserva che l’impugnato diniego da parte dell’ufficio è stato redatto in data 5/6/2000, soltanto successivamente alla pubblicazione della pronuncia della Cassazione che aveva cambiato orientamento sulla questione dell’applicazione dell’aliquota d’imposta agevolata 18% anziché di quella ordinaria del 36% e che però , ai sensi dell’art. 40 DPR n° 600 del 1973, l’ufficio tributario avrebbe dovuto procedere alla rettifica della dichiarazione dei redditi dell’anno 1994 mediante la notifica dell’ apposito avviso di accertamento previsto dall’art.42 e nei termini di cui all’art.43 della stessa normativa e cioè entro 31/12/2000.
L’Ufficio, non avendo proceduto ad alcuna delle predette operazioni di legge che avrebbero formalmente legittimato la negazione del rimborso conseguente , è ormai decaduto dall’azione , come espressamente previsto dall’art.43 DPR 600/73.
Lamenta che l’Ufficio sostiene con tesi assurda che il rimborso d’imposta richiesto nel contesto della dichiarazione dei redditi deve intendersi “rifiutato” decorsi 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione nonostante che in tema di imposte dirette , il rimborso del credito scaturente dalla liquidazione dell’imposta operata dal contribuente in sede di formulazione della dichiarazione dei redditi e richiesto a rimborso , non soggiace alle norme dettate dall’art.38 DPR n° 602/1973 e 19 D.Lgs. n° 546/1992 che regolano la procedura.
Sostiene infine che i rimborsi, evidenziati nella dichiarazione come credito d’imposta sono regolati dall’art.41 DPR n° 602 del 1973 il quale prevede il “rimborso d’ufficio” e quindi, né soggetto a domanda, né rifiutabile con il silenzio , non occorrendo la presentazione	di un’apposita istanza.
Il Collegio, esaminata la documentazione prodotta dalle parti e ascoltate le stesse in udienza , ritiene meritevole di riforma la sentenza appellata e l’accoglimento del diniego da parte dell’Ufficio, del rimborso richiesto dalla Fondazione cassa di Risparmio di Terni e Narni.
Innanzitutto occorre preliminarmente chiarire che le eccezioni preliminare di inammissibilità e improcedibilità dell’appello dell’Ufficio sollevata dalla difesa della Fondazione Cassa di Risparmio Terni e Narni circa la irritualità e la inesistenza della notifica sono infondate.
Suddetta eccezione deve essere respinta , perché destituita di fondamento, dal momento che l’Ufficio Tributario ha mostrato al Collegio giudicante in occasione dell’udienza , che la relata di notifica è avvenuta puntualmente in data 10 giugno 2011, senza prova contraria dell’appellato.
L’altra eccezioni sollevate nel ricorso dalla Fondazione bancaria e non riproposta in appello, circa la nullità dell’atto di diniego per mancanza del responsabile del procedimento, i giudici di prime cure hanno fornito valida risposta, sulla quale il Collegio concorda ,ritenendola altrettanto infondata.
Per quanto poi riguarda gli altri aspetti di diritto in merito alla possibile decadenza del rimborso negato sollevata dalla difesa della Fondazione ,sotto altro aspetto e angolazione,occorre porre una primaria distinzione presente nella fattispecie tra una richiesta di rimborso e un avviso di accertamento o di rettifica
essendo atti di natura diversi, come si evince anche dall’art.16 DPR n°636/72.
Mentre il diniego trova fondamento nella richiesta di restituzione d’importi che il contribuente ritiene indebitamente corrisposti, accampando dei fatti costitutivi del diritto indicati nella norma citata, quest’ultimo invece è finalizzato all’accertamento di un rapporto tributario non ancora definito per effetto di d’irregolarità fiscali o di una nuova pretesa tributaria , aspetti che presentano connotazioni giuridiche diverse e quindi disciplina normativa diversa.
Sulla questione , la legge L. 218/1990 , cosi come la dominante giurisprudenza confermata anche dalla Corte di Cassaz.SS.UU. n°1576/2009, ha chiarito che le Fondazioni bancarie non avevano nessuna somiglianza con gli Enti previsti dalla Legge n. 1745 del 1962, art. 10 bis od al D.P.R. n. 601 del 1973, art. 6 , ai fini delle agevolazioni fiscali e quindi l’assenza dei requisiti in capo alle medesime, così come anche la Fondazione Cassa di Risparmio Terni e Narni.
Il diniego di tali requisiti nei riguardi della medesima Fondazione Cassa di Risparmio Terni e Narni, è stato specificatamente ed espressamente affermato dalla stessa Cassazione con sent.n°3867 del 2010 relativamente all’esercizio 1998, avendo impugnato la medesima Fondazione, il silenzio rifiuto dell’Ufficio finanziario in seguito all’istanza di rimborso sulla stessa questione.
In riforma della sentenza appellata respinge il ricorso della Fondazione Cassa di Risparmio Terni e Narni; spese compensate;

References: SENTENZA

 art. 6
 art. 43
 sentenza 
 sentenza 
 art. 10
 art. 6
 sentenza