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Timestamp: 2019-02-18 14:27:51+00:00

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Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 6 luglio 2015, n. 13861. La disposizione del Decreto Legge n. 67 del 1997, articolo 18, convertito in Legge n. 135 del 1997 (per il quale “le spese legali relative a giudizi per responsabilita’ civile, penale e amministrativa, promossi nei confronti di dipendenti di amministrazioni statali in conseguenza di fatti ed atti connessi con l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali… sono rimborsate dalle amministrazioni di appartenenza nei limiti riconosciuti congrui dall’Avvocatura dello Stato”, sempreche’ tali giudizi si siano “conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la responsabilita'” dei dipendenti medesimi) e’ considerata espressione della regola civilistica generale di cui all’articolo 1720 c.c., comma 2, in tema di rapporti fra mandante e mandatario, secondo la quale il mandatario ha diritto ad esigere dal mandante il risarcimento dei danni subiti a causa dell’incarico, che declina e traduce, a sua volta, il principio generale dell’ordinamento di divieto di locupletatio cum aliena iactura
Denuncia quindi un interesse contrastante insito nella funzione dell’Avvocatura, chiamata a tutelare gli interessi dello Stato, senza avere quindi quell’indipendenza che connota il COA. Quest’ultimo esprime invece un parere “assistito da presunzione di veridicita'”.
Inoltre, poiche’ il primo giudice non aveva disconosciuto alcuna voce della parcella, si doveva ritenere che non avesse espresso “la valutazione di congruita'” e che il difensore non avesse materia per specifiche lamentele su detrazioni o tagli operati dal giudice di primo grado.
La ratio del Decreto Legge n. 67 del 1997, articolo 18, convertito in Legge n. 135 del 1997 (per il quale “le spese legali relative a giudizi per responsabilita’ civile, penale e amministrativa, promossi nei confronti di dipendenti di amministrazioni statali in conseguenza di fatti ed atti connessi con l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali… sono rimborsate dalle amministrazioni di appartenenza nei limiti riconosciuti congrui dall’Avvocatura dello Stato”, sempreche’ tali giudizi si siano “conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la responsabilita'” dei dipendenti medesimi) e’ comunemente ricollegata a un interesse generale, quello di tenere indenni i funzionari pubblici che abbiano agito in nome, per conto e nell’interesse dell’amministrazione, sollevandoli dal timore di eventuali conseguenze giudiziarie connesse all’espletamento delle loro attivita’ istituzionali.
Va aggiunto, per completezza, che nel ricorso non v’e’ alcuna specifica censura in ordine ai profili di “congruita'” propriamente detti, ne’ contestazione concreta del riferimento al costo strettamente necessario, sicche’ la sentenza impugnata puo’ essere confermata con il rigetto del ricorso.

References: sentenza 
 articolo 18
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