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Timestamp: 2017-01-20 10:31:16+00:00

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⭐Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni
Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni
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1 Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni Linee guida procedurali, strumenti e metodi2 3 I partner italiani del progetto IMRA: Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni Linee guida procedurali, strumenti e metodi4 Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni Linee guida procedurali, strumenti e metodi Ringraziamenti La pubblicazione è stata realizzata, nell ambito del secondo bando per il finanziamento di progetti di ricerca promosso da CRUE ERA-Net, come parte del progetto IMRA Integrative flood risk governance approach for improvement of risk awareness and increased public participation* - Approccio integrato alla gestione del rischio di alluvioni per il miglioramento della consapevolezza del rischio e la crescita della partecipazione pubblica. Sito web ed altre informazioni: Autori: Katja Firus (T6), Mark Fleischhauer (TUDO), Stefan Greiving (TUDO), Patrizia Grifoni (IRPPS-CNR), Therese Stickler (UBA) Coautori: Silvio Bagnini (AB Tevere), Alessia D Andrea (IRPPS-CNR), Giovanni Fangucci (AB Tevere), Carlo Ferranti (AB Tevere), Florian Flex (TUDO), Tiziana Guzzo (IRPPS-CNR), Gernot Koboltschnig, (AKL), Susanne Korber (Revital), Paola Malvati (AB Tevere), Marc Scheibel (Wupperverband), Norbert Sereinig (AKL), Valentina Vitale (AB Tevere) Design: Wizard Comunicazione Integrata, Roma, Italia Data: Agosto 2011 * Il progetto IMRA è stato finanziato nell ambito della 2nd ERA-Net CRUE Research Funding Initiative dall Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA, I), dal Bundesministerium für Bildung und Forschung (BMBF, D) e dal Bundesministerium für Land- und Forstwirtschaft, Umwelt und Wasserwirtschaft (BMLFUW, A). Per maggiori dettagli sull attività di CRUE ERA-Net (FP6; ERAC-CT ), incluse quelle correlate alle Research Funding Initiatives, il lettore può far riferimento al sito web del progetto I partner del progetto IMRA: Italia: Autorità di Bacino del Fiume Tevere (AB Tevere) Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRPPS-CNR) T6 Società Cooperativa (T6) Germania: Technische Universität Dortmund (TUDO Coordinatore) Supportata da Wupperverband Austria: Umweltbundesamt GmbH, Dipartimento per lo sviluppo sostenibile (UBA) Amt der Kärntner Landesregierung (AKL) Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni5 Indice Capitolo Uno pag. 1 Introduzione Premessa Finalità e caratteristiche del manuale Struttura del manuale Come usare questo manuale Destinatari Ruolo del contesto giuridico amministrativo dei sistemi di pianificazione 10 Capitolo Due 2 Guida step-by-step al processo di comunicazione e partecipazione Identificare il vostro ruolo Step 1: Eseguire l'autovalutazione della performance della gestione del rischio Step 2: Definire gli obiettivi e la portata del processo Step 3: Individuare le risorse (denaro, tempo, personale) Identificare i vostri partner startegici Step 4: Identificare gli stakeholder rilevanti Step 5: Progettare e definire l'obiettivo del processo di partecipazione Step 6: Creare una rete di stakeholder Step 7: Identificare il punto di vista dell'opinione pubblica Decidere sulle misure Step 8: Accordo sugli obiettivi Step 9: Concordare una comunicazione mirata e misure di partecipazione Step 10: Progettare un piano di attuazione per le misure di comunicazione e partecipazione Attuazione Step 11: Attuare le misure di comunicazione e partecipazione Valutazione Step 12: Valutare il processo 22 Capitolo Tre 3 Strumenti di comunicazione e partecipazione innovativi e collaudati Come trovare il giusto metodo Definire lo strumento che si adatta ad ogni step del processo di comunicazione e partecipazione Applicabilità dei metodi e delle misure in relazione alla scala spaziale Risorse necessarie per l applicazione del metodo e delle misure Sistemi di pianificazione in relazione a metodi ed approcci Fase di progettazione del processo di governance Strumento dell'analisi degl stakeholder Approccio agli ambienti sociali Strumento per la valutazione della gestione del rischio Informazione Comunicazione online Stand pubblico con piccola mostra Mostra pubblica Copertura mediatica Informazione educativa Competizioni tra gli istituti scolastici 54 Linee guida procedurali, strumenti e metodi6 3.4 Consultazione Chat online Social network virtuali Sondaggi: interviste o questionari Progetti nelle scuole World café Processo decisionale comune Workshop con gli stakeholder Workshop con il pubblico 73 Capitolo Quattro 4 Consigli pratici per la pianificazione e l'attuazione di un processo di comunicazione e partecipazione 76 Recapiti Recapiti degli autori e dei partner del progetto IMRA 77 Riferimenti 78 Tabelle Tabella 1: Quali strumenti si adattano agli step del processo di comunicazione e partecipazione? 24 Tabella 2: Applicabilità dei metodi e delle misure in relazione alla scala spaziale 25 Tabella 3: Risorse necessarie per l applicazione del metodo e delle misure 26 Tabella 4: Sistemi di pianificazione in relazione a metodi e approcci 28 Tabella 5: Panoramica degli indicatori 37 Tabella 6: Feedback sull autovalutazione di una delle autorità di gestione del rischio nell ambito del progetto IMRA 39 Tabella 7: Confronto tra metodi qualitativi e quantitativi 61 Figure Figura 1: Concetto IMRA per la gestione partecipativa del rischio di alluvioni 8 Figura 2: Famiglie giuridiche e amministrative in Europa 10 Figura 3: Gradi di intensità dei processi di partecipazione 16 Figura 4: Strumento di analisi degli stakeholder per i progetti sul rischio di alluvione 31 Figura 5: Sinus Austria 33 Figura 6: Sinus Germania 33 Figura 7: Sinus Italia 34 Figura 8: Caso di studio del Fiume Chiascio (Italia): home page del sito web 42 Figura 9: Caso di studio del fiume Wupper (Germania): stand informativo (Leichlingen) 45 Figura 10: Caso di studio del fiume Möll (Austria): esempi dei pannelli espositivi, Revital (Großkirchheim) 48 Figura 11: Caso di studio del fiume Möll (Austria): testimoni di inondazione raccontano le loro esperienze (Großkirchheim) 49 Figura 12: Caso di studio del Fiume Chiascio (Italia): esempi di comunicati stampa (Corriere dell Umbria e La Nazione) 51 Figura 13: Caso di studio del fiume Wupper (Germania): World Café e gita presso la diga Diepental 54 Figura 14: Caso di studio del Fiume Chiascio (Italia): alcuni dei lavori prodotti per la competizione scolastica 56 Figura 15: Caso di studio del Fiume Chiascio (Italia): attestato di partecipazione per la competizione scolastica 56 Figura 16: Caso di studio del Fiume Chiascio (Italia): esposizione dei lavori degli studenti durante l evento conclusivo (Assisi) 56 Figura 17: Progetto IMRA: esempi di gruppi Facebook 61 Figura 18: Caso di studio del fiume Möll (Austria): annuncio delle interviste tramite la newsletter della comunità 64 Figura 19: Caso di studio del Fiume Chiascio (Italia): gioco MONOPAI 67 Figura 20: Caso di studio del Fiume Chiascio (Italia): evento conclusivo del Progetto Scuola (Assisi) 67 Figura 21: Caso di studio del fiume Wupper (Germania): World Café (Leichlingen) 70 Figura 22: Caso di studio del Fiume Chiascio (Italia): workshop con gli stakeholder 72 Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni7 Capitolo Uno Introduzione Linee guida procedurali, strumenti e metodi8 1 Introduzione C1 La comunicazione e la partecipazione del pubblico sono aspetti importanti di molti processi di pianificazione tra i quali è incluso il processo di gestione del rischio di alluvione; sono inoltre attività richieste dalla normativa europea e definite in particolare agli articoli 9 e 10 della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE 1 che stabilisce: Il coinvolgimento attivo di tutte le parti interessate ai sensi dell articolo 10 di questa Direttiva dovrà essere coordinato, a seconda dei casi, con il coinvolgimento attivo delle parti interessate ai sensi dell articolo 14 della Direttiva 2000/60/CE."In conformità con la normativa comunitaria applicabile, gli Stati membri mettono a disposizione del pubblico la valutazione preliminare del rischio di alluvione, le mappe della pericolosità da alluvione, le mappe del rischio di alluvioni ed i piani di gestione del rischio inondazione." (Articolo 10, par. 1). "Gli Stati membri incoraggiano la partecipazione attiva delle parti interessate alla revisione e all'aggiornamento dei piani di gestione del rischio di cui al capo IV." (Art. 10, par. 1) Info box ALLUVIONI Alluvione: l allagamento temporaneo di aree che abitualmente non sono coperte d'acqua. Ciò include le inondazioni causate da fiumi, torrenti di montagna, corsi d'acqua temporanei mediterranei, e le inondazioni marine delle zone costiere e può escludere gli allagamenti causati dagli impianti fognari (cfr. Direttiva Alluvioni 2007/60/CE, Art. 2) Rischio di alluvioni: la combinazione della probabilità di un evento alluvionale e delle potenziali conseguenze negative per la salute umana, l'ambiente, il patrimonio culturale e l'attività economica derivanti da tale evento (cfr. Direttiva Alluvioni 2007/60/CE, Art. 2) Pericolosità da alluvione: la probabilità di accadimento di un evento alluvionale in un intervallo temporale prefissato e in una certa area (cfr. D.lgs. n. 49/2010, Art. 2) Il presente manuale IMRA è stato appositamente progettato con l'aiuto delle amministrazioni regionali, locali e le autorità che gestiscono i bacini idrografici e a loro destinato per supportarli nella progettazione e realizzazione di processi di comunicazione e partecipazione pubblica. Il manuale è strutturato in modo da poter essere utilizzato come uno strumento-guida da cui gli utenti possono estrarre le specifiche informazioni di cui hanno bisogno. I contenuti del manuale costituiscono l esito dei lavori del progetto IMRA - Integrative flood risk governance approach for improvement of risk awareness and increased public participation (Approccio integrato per il miglioramento della consapevolezza del rischio di alluvioni e la crescita della partecipazione pubblica) - un progetto di ricerca europeo finanziato nell ambito del secondo bando promosso da CRUE ERA-Net per il finanziamento di progetti di ricerca sullle tema della gestione del rischio di alluvioni. Invitiamo tutti i lettori ad utilizzare il manuale IMRA per programmare le attività di comunicazione ed i processi partecipativi con la speranza che sia un utile strumento di supporto per la loro concreta attuazione. Buona lettura! 1.1 Premessa Le inondazioni sono tra gli eventi naturali pericolosi più frequenti, a volte con conseguenze disastrose per le persone, i territori ed i beni. Secondo uno studio dell Università delle Nazioni Unite del 2004, il numero di persone in tutto il mondo esposte ad una devastante alluvione è destinato a crescere a 2 miliardi entro il 2050 a causa dei cambiamenti climatici, delle trasformazioni dell uso dei suoli e della crescita demografica nelle zone soggette a inondazioni. La gestione dei rischi di alluvione è quindi una componente complessa e critica che interferisce con la sicurezza pubblica e la qualità della vita. Con le caratteristiche di direttiva complementare alla Direttiva quadro sulle acque che definisce un quadro comune europeo nel campo della politica delle acque (Direttiva 2000/60/CE), l'ue ha adottato la Direttiva 2007/60/CE sulle alluvioni che prevede, come obiettivo finale al 2015, la elaborazione di piani di gestione dei rischi di inondazione al livello di distretto idrografico. L'attuazione della Direttiva Alluvioni richiede una vasta base di conoscenza del territorio (rispetto agli effetti degli eventi alluvionali) e lo sviluppo di strumenti e strategie di miglioramento della governance, anche finalizzati alla mitigazione delle alluvioni. 1 La Direttiva 2007/60/CE è stata recepita in Italia mediante il Decreto Legislativo n. 49 del 23 febbraio Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni9 Anche se l'80% dei bacini fluviali europei è di livello transnazionale ed attraversa confini amministrativi e territoriali, la gestione del rischio inondazione è di esclusiva competenza dei governi di ogni singolo Stato membro dell'ue e, talvolta, delle singole amministrazioni locali. Al fine di garantire, sostenere e sviluppare l ampio coordinamento e l'integrazione dei programmi e dei progetti di ricerca e delle politiche regionali, nazionali e dell'ue in materia di gestione dei rischi di inondazione ed al fine di fornire elementi scientifici per l'attuazione della Direttiva sulle Alluvioni, è stata lanciata nel 2004 l iniziativa del 6 Programma Quadro della Ricerca CRUE ERA-Net. Cinque settori strategici di ricerca sono stati identificati dall iniziativa e promossi per mezzo della "Agenda di Ricerca di CRUE" 2 : sviluppare la resilienza e l adattamento ai crescenti rischi di alluvione ed alle conseguenze dei cambiamenti climatici; valutazione e mappatura del rischio; attuazione di strategie di livello trans-nazionale sulla gestione degli eventi di inondazione e di strategie di recupero: soddisfazione delle esigenze di prevenzione e protezione dalle inondazioni provenienti dai diversi settori e loro gestione sostenibile; affrontare la conoscenza del rischio di alluvione e rafforzare la consapevolezza, la percezione e la comunicazione. C1 Introduzione Info box RESILIENZA Resilienza può essere genericamente definita come la capacità di un sistema "di mantenere le proprie funzioni in condizione di costrizione così come la sua resistenza diretta alle sollecitazioni dirette o shock" (secondo Holling 1973, Disaster Recovery Journal 2005, Van der Perk et al. 2000). Nel contesto del progetto IMRA la resilienza può essere intesa come la capacità di una società o di una regione di assorbire gli urti e le sollecitazioni, così come gli impatti dei rischi naturali. In particolare, l'area di ricerca strategica che ha come tema "Affrontare la conoscenza del rischio di alluvione e rafforzare la consapevolezza, la percezione e la comunicazione svolge un ruolo critico per lo sviluppo sostenibile delle strategie di protezione dalle inondazioni. Anche se diverse iniziative hanno affrontato questi problemi negli ultimi anni, le popolazioni non hanno ancora raggiunto un livello di consapevolezza adeguato degli impatti delle inondazioni e di come esse stesse potrebbero esserne colpite (soprattutto se si considera l aumento atteso in termini di rischio di inondazioni). Per contribuire a questa Area di ricerca strategica, il Consorzio CRUE ha promosso alla fine del 2008 un bando pilota per progetti di ricerca transnazionali che aveva appunto come tema il miglioramento della consapevolezza dei rischi e la crescita della partecipazione pubblica (come richiesto dagli articoli 9 e 10 della direttiva sulle alluvioni ). Il progetto IMRA è stato, come già ricordato, fra quelli ammessi al finanziamento; l'obiettivo generale del progetto IMRA è stato quello di influenzare e modificare la percezione del rischio per mezzo di un reale processo decisionale in cui fossero coinvolti attivamente gli stakeholder ed il pubblico più vasto; sono state scelte per l implementazione del progetto tre aree di studio di tre diversi distretti idrografici in Europa. L'intero processo di valutazione e gestione dei rischi di alluvione è stato riorganizzata secondo il concetto di governance partecipativa sviluppato nel corso del progetto IMRA. Info box STAKEHOLDER Nei progetti scientifici il termine stakeholder è spesso usato per indicare i rappresentanti di istituzioni pubbliche e di gruppi organizzati di interesse (non - istituzionalizzati). Al contrario, altre istituzioni danno una interpretazione più ampia al termine stakeholder: si tratta di tutti coloro che sono coinvolti o interessati da un progetto o un'attività. Nell'ambito del progetto IMRA distinguiamo tra stakeholder istituzionali e pubblico. Info box PUBBLICO Pubblico vuol dire "tutti": un gruppo aperto e più o meno illimitato di persone che sono coinvolte o interessate da un argomento o un progetto / processo. Un buon esempio è il termine "utilizzatori dell acqua" - nessuno può essere escluso da tale descrizione. 2 CRUE Research Agenda Strengthening European Research for Flood Risk Management, disponibile sul portale di CRUE ERA-Net: 7 Linee guida procedurali, strumenti e metodi10 La metodologia promossa dal progetto IMRA è stata testata su tre bacini scelti come casi di studio: C1 fiume Wupper in Germania: bacino collinare mittel-europeo, densamente edificato, prevalentemente soggetto a inondazioni invernali ed inondazioni improvvise (flash floods); fiume Möll in Austria: bacino idrografico alpino, soggetto a alluvioni improvvise e miste a colate di detriti (debris flow); fiume Chiascio in Italia: bacino mediterraneo, soggetto a inondazioni torrenziali. 1.2 Finalità e caratteristiche del manuale Il presente manuale IMRA si propone lo scopo di fornire uno strumento innovativo ed aggiornato a supporto del personale tecnico delle amministrazioni regionali, delle Autorità di bacino e comunque degli enti responsabili della pianificazione dei bacini idrografici per l attuazione dei processi di comunicazione e partecipazione pubblica considerati parte integrante della gestione del rischio di inondazione. Il progetto IMRA (brevemente descritto nel capitolo precedente) ha fornito buone pratiche, metodologie e strumenti per la mitigazione del rischio da alluvioni, per la governance partecipativa e per la crescita della consapevolezza nelle popolazioni esposte al rischio. Questi risultati rappresentano le basi fondamentali del manuale. Il manuale IMRA si propone poi lo scopo di fornire un pratico supporto alle decisioni da assumere ordinariamente giorno per giorno ed alle decisioni da programmare in materia di partecipazione pubblica nell ambito dei processi di gestione del rischio di alluvione. Ci sono molti modi diversi per affrontare il compito: questo manuale fornisce alcuni consigli basati su processi e strumenti che, nell ambito dell esperienza del progetto IMRA, hanno avuto successo; tuttavia non può considerarsi esaustivo. Molti altri metodi per l attuazione di processi partecipativi e di comunicazione pubblica sono possibili. Step 1: Eseguire l'autovalutazione della performance della gestione del rischio Identificare il vostro ruolo Step 2: Definire gli obiettivi e la portata del processo Step 3: Individuare le risorse Step 4: Identificare gli stakeholder rilevanti Identificare i vostri partner strategici Step 5: Progettare e definire la portata del processo di partecipazione Step 6: Creare una rete di stakeholder Step 7: Identificare il punto di vista dell'opinione pubblica Decidere sulle misure da adottare Step 8: Accordo sugli obiettivi Step 9: Concordare una comunicazione mirata e le misure di partecipazione Step 10: Progettare un piano di attuazione per le misure di comunicazione e partecipazione Attuare Valutare Step 11: Attuare le misure di comunicazione e partecipazione Step 12: Valutare il processo Figura 1: Concetto IMRA per la gestione partecipativa del rischio di alluvioni 8 Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni11 Il concetto IMRA per la gestione partecipativa del rischio di alluvione mirata a migliorare la consapevolezza dei rischi e ad accrescere la partecipazione pubblica Il manuale fornisce strumenti pratici per applicare il "concetto IMRA per la gestione partecipativa del rischio di alluvione, mirando al miglioramento della consapevolezza dei rischi ed alla maggiore partecipazione del pubblico. Il concetto IMRA (fig.1) offre una applicazione pratica ed orientata agli obiettivi della partecipazione pubblica per la gestione del rischio di alluvioni. L'applicazione del concetto IMRA porterà ad una governance più efficiente e ad una maggiore flessibilità nella prevenzione e gestione del rischio di alluvione a livello locale, considerando l'impatto delle azioni sulla politica generale e la società. Il concetto IMRA si compone di dodici passi, seguendo un ordine logico e sequenziale. 1.3 Struttura del manuale C1 Introduzione Il manuale si presenta come uno strumento facile da utilizzare per sostenere il personale tecnico coinvolto nella gestione del rischio nel difficile compito di organizzare i processi di informazione, consultazione e partecipazione. Capitolo Uno L introduzione: fornisce il quadro di riferimento e una panoramica generale sul manuale e su come utilizzarlo Capitolo Due La guida step-by-step (passo dopo passo) al processo di comunicazione e partecipazione: descrizione dei passaggi logici e procedurali in collegamento con gli strumenti di comunicazione e partecipazione del cap.3 Capitolo Tre Gli strumenti di comunicazione e partecipazione innovativi e ben collaudati che forniscono una raccolta di metodi per l attuazione della direttiva alluvioni; sono divisi in cinque sezioni che coprono vari aspetti dei processi di comunicazione e partecipazione: strumenti di preparazione (par. 3.1), strumenti di progettazione (par. 3.2), strumenti di informazione (par. 3.3), strumenti di consultazione (par. 3.4), strumenti per i processi decisionali comuni (par. 3.5). La descrizione di ciascun metodo segue una struttura comune, che fornisce brevi informazioni su: Obiettivo Campo di applicazione Scopo del metodo e contesto Destinatari/target group Scala di applicazione Costi e risorse umane necessarie per l'attuazione Competenze necessarie Principali caratteristiche del metodo Risultati attesi Valutazione dei risultati Soggetti attuatori Inoltre il manuale fornisce un esempio di applicazione pratica del metodo ed elenca le fonti di ulteriori informazioni e i riferimenti chiave; indica quale degli strumenti sopra indicati meglio si adatta a ciascuno dei dodici step del processo di comunicazione/partecipazione. Capitolo Quattro Consigli pratici per progettare ed attuare un processo di comunicazione e partecipazione. 9 Linee guida procedurali, strumenti e metodi12 1.4 Come usare questo manuale C1 Gli utenti possono utilizzare questo manuale in due modi principali: come base per la programmazione e l'attuazione di un processo completo di comunicazione e di partecipazione; come strumento di informazione sulle misure o sulle fasi specifiche dei processi di comunicazione e di partecipazione con link per ulteriori letture. 1.5 Destinatari Il manuale IMRA è stato sviluppato per tutte le istituzioni che: sono coinvolte nella elaborazione di piani e programmi di misure per la gestione del rischio di alluvione; hanno già completato la procedura di valutazione del rischio di alluvioni; vogliono iniziare con il processo di comunicazione e di partecipazione l attività complessiva di gestione del rischio di alluvione. In particolare è rivolto al personale tecnico di: amministrazioni centrali e regionali, Autorità di bacino e di distretto responsabili della pianificazione e realizzazione dei processi di comunicazione e partecipazione del rischio alluvioni; autorità locali incaricate di attuare i processi di comunicazione e partecipazione del rischio alluvioni. 1.6 Ruolo del contesto giuridico amministrativo dei sistemi di pianificazione Il quadro normativo determina il modo in cui sono programmate le strategie e le misure per la gestione del rischio di alluvione e definisce quali istituzioni hanno il compito di attuarle anche in relazione alla cultura della pianificazione che è alla base delle politiche territoriali operate da ogni paese. I sistemi di pianificazione sono caratterizzati da differenti culture amministrative (come quelle definite napoleonica, britannica, scandinava, dell est europeo e germanica) e da differenti approcci alla pianificazione (pianificazione conformativa oppure prestazionale ecc ecc). Perciò le differenze nei sistemi di pianificazione devono essere prese in considerazione per ricavarne opzioni di gestione. La differenziazione in famiglie giuridiche e amministrative (fig. 2 Famiglie giuridiche e amministrative in Europa) influenza particolarmente il modo in cui vengono prese le decisioni e sono pianificate le azioni di prevenzione, sebbene la Direttiva UE sulle alluvioni stabilisca una base comune. In alcuni degli Stati membri dell'unione europea (in particolare nella famiglia germanica), lo sviluppo del territorio è legalmente consentito solo quando è conforme all uso del suolo previsto nei piani giuridicamente vincolanti. Questa funzione di regolamentazione della pianificazione è conosciuta con il termine "pianificazione conformativa" nel dibattito internazionale sulla teoria della pianificazione. In altri Stati membri dell'unione europea (p.e. in quelli della famiglia Napoleonica), la cosiddetta funzione di sviluppo prevale e viene definita con il termine "pianificazione prestazionale". Questo tipo di pianificazione è caratterizzata da dichiarazioni programmatiche e/o strategiche legalmente non vincolanti. I progetti vengono poi valutati in base al fatto che sostengano o meno l'attuazione del programma o della strategia. Inoltre esistono effetti vincolanti a livello locale. Nell'Europa orientale, invece, le politiche di gestione sono caratterizzate da una profonda sfiducia in qualsiasi approccio a lungo termine di pianificazione strategica; questo è dovuto alle esperienze che i paesi con queste culture hanno avuto in materia di pianificazione durante l'epoca comunista. Figura 2: Famiglie giuridiche e amministrative in Europa 10 Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni13 Capitolo Due Guida step-by-step al processo di comunicazione e partecipazione Linee guida procedurali, strumenti e metodi14 2 Guida step-by-step al processo di comunicazione e partecipazione C2 Una comunicazione ed un processo partecipativo di successo richiedono una pianificazione, una preparazione, un attuazione ed una fase di valutazione. In particolare richiedono di: Identificare il vostro ruolo Identificare i vostri partner strategici Decidere sulle misure da adottare Attuare Valutare Ogni fase è composta di uno o più step che seguono un ordine cronologico. In totale sono stati identificati e descritti in seguito dodici passi, con il riferimento agli strumenti che possono essere applicati per ogni passo. Questo dovrebbe fornire un adeguato supporto per attuare la vostra attività di comunicazione e di partecipazione. Nel capitolo 3 troverete una serie di matrici che vi aiuteranno ad identificare i metodi ed i passi rilevanti per la vostra specifica situazione o per il vostro scopo specifico. 2.1 Identificare il vostro ruolo Per avviare un processo di comunicazione e di partecipazione dovreste iniziare da voi stessi, analizzando la vostra posizione secondo queste prime tre fasi: Step 1: Eseguire l'autovalutazione della performance della gestione del rischio Identificare il vostro ruolo Step 2: Definire gli obiettivi e la portata del processo Step 3: Individuare le risorse Step 1: Eseguire l'autovalutazione della performance della gestione del rischio Correlato ai metodi del Capitolo 3: Strumento di valutazione della gestione del rischio Capitolo 3.2.3, pag. 35 Workshop con gli stakeholder Capitolo 3.5.1, pag. 70 In questo step deve essere valutato il sistema di gestione del rischio esistente. Destinatari di questa valutazione sono i soggetti interessati (stakeholder) coinvolti nella gestione del rischio di alluvioni. Una valutazione ex-ante delle prestazioni del processo di governance del rischio aiuta ad identificare le carenze e definire le priorità per i passi successivi, soprattutto per la definizione degli obiettivi, dei target e per selezionare le misure di comunicazione e di partecipazione. Questa apertura degli stakeholder riguarda la qualità del loro stesso lavoro, è in linea con i principi di governance e good governance Info box GOVERNANCE Governance riguarda tutte le regole, le procedure e le prassi che riguardano il modo in cui sono esercitati i poteri. L'obiettivo è quello di adottare nuove forme di governance che portino i decisori più vicini ai cittadini, che la rendano più efficace per rafforzare la democrazia e consolidare la legittimità delle istituzioni (Glossario della legislazione UE). Good governance nell ambito dell'ue il termine dovrebbe definire l attuazione delle politiche migliori e più coerenti volte ad associare le organizzazioni della società civile e le istituzioni europee. Ciò comporta anche il miglioramento della qualità della legislazione europea, rendendola più chiara e più efficace. Inoltre, l'unione europea deve contribuire al dibattito sulla governance mondiale e giocare un ruolo importante nel migliorare il funzionamento delle istituzioni internazionali (Glossario della legislazione UE). 12 Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni15 Risk governance processo attraverso il quale vengono raccolte analizzate e comunicate le informazioni sui rischi, e vengono adottate le decisioni di gestione. Essa mira a migliorare la resilienza di una società (o di una regione) alle catastrofi naturali e comprende "la totalità degli attori, regole, convenzioni, i processi e i meccanismi connessi con il modo in cui le informazioni rilevanti sul rischio vengono raccolte, analizzate e comunicate e come vengono prese le decisioni di gestione" (IRGC, 2005, p. 22). Questa definizione si concentra su tre elementi di governance del rischio: valutazione del rischio e gestione del rischio che devono essere integrati nel processo di comunicazione del rischio tra gli scienziati i politici ed il pubblico Nella Direttiva europea sulla gestione del rischio di alluvione si afferma che i piani di gestione del rischio devono essere coordinati a livello di distretto idrografico. Pertanto sono stati definiti gli enti responsabili della gestione del rischio. Ci sono differenti approcci per valutare la qualità e la performance dei sistemi di gestione. Un esempio è descritto nel par Strumento per la valutazione della gestione del rischio Step 2: Definire gli obiettivi e la portata del processo Correlato ai metodi del Capitolo 3: Strumento di valutazione della gestione del rischio Capitolo 3.2.3, pag. 35 Workshop con gli stakeholder Capitolo 3.5.1, pag. 70 Workshop con il pubblico Capitolo 3.5.2, pag. 73 C2 Guida step-by-step Prima di iniziare con un processo di comunicazione e partecipazione devono esserne definiti gli obiettivi. Quindi, sono i decisori che devono chiedersi qual è lo scopo di questo processo. Non si tratta degli obiettivi di alcune misure di gestione del rischio di inondazione, si tratta invece di definire specificamente gli obiettivi del processo di comunicazione. All art. 10 della direttiva sulle alluvioni si afferma che "gli Stati membri incoraggiano la partecipazione attiva degli stakeholder all'elaborazione, al riesame e all'aggiornamento dei piani di gestione dei rischi di inondazione" per questo gli stakeholder e il pubblico devono essere in grado di prendere decisioni consapevoli sulla base di una piena informazione. Con questo approccio sarà possibile prevenire comportamenti sbagliati. Il modo appropriato per un coinvolgimento attivo degli stakeholder e che abbia potenzialmente successo deve essere definito come un obiettivo del processo e rideterminarne anche la sua portata. Questo naturalmente dipende dalle risorse esistenti (vedi step 3). Discendono da questo obiettivo principale diversi sotto-obiettivi per rendere il processo di coinvolgimento attivo più trasparente e operativo. Questi sotto-obiettivi dovrebbero comprendere: Definizione dei destinatari/target group: chi deve essere informato? Persone potenzialmente interessate o tutte le persone all'interno di una comunità? C è la necessità di presentare informazioni in modo diverso a seconda dei diversi ambienti sociali? Comunicazione su misura. Tipo di processo comunicativo/partecipativo: sarà più qualitativo o quantitativo? Comunicazione ad una o a due vie? Quali informazioni devono essere fornite? Carte della pericolosità, mappe di rischio, piani di gestione? Quando devono essere fornite le informazioni? Tutte in una volta o progressivamente? Quando si possono considerare raggiunti gli obiettivi? Qual è la prospettiva temporale? Step 3: Individuare le risorse (denaro, tempo, personale) Correlato ai metodi del Capitolo 3: Strumento di valutazione della gestione del rischio Capitolo 3.2.3, pag. 35 World Café Capitolo 3.4.5, pag. 67 Molte raccomandazioni per la gestione del rischio di alluvioni derivano da progetti di ricerca in cui sono disponibili risorse aggiuntive in termini di personale, denaro e anche di conoscenze. In molti casi queste risorse non sono disponibili nel lavoro quotidiano, ad esempio, dopo la fine di un progetto finanziato; per questo deve essere presa in seria considerazione la scarsità di risorse disponibili. 13 Linee guida procedurali, strumenti e metodi16 C2 Proprio per questo è importante identificare le proprie risorse: Personale/tempo: quante persone dello staff, quanti giorni/persona sono a disposizione per progettare e attuare il processo di comunicazione e partecipazione? Denaro: quali risorse finanziarie sono disponibili? C'è l'opportunità di eventuali ulteriori finanziamenti? Conoscenza: il personale è dotato delle competenze necessarie in termini di capacità di comunicazione, applicazione di metodi, ecc.? L'identificazione delle risorse è in una certa misura un processo iterativo legato alla definizione degli obiettivi. Le risorse potenzialmente disponibili possono determinare l espansione o la limitazione dell attuazione degli obiettivi predefiniti. 2.2 Identificare i vostri partner strategici Dopo aver individuato la vostra posizione, si può passare ad identificare i partner strategici. Questa parte si compone di quattro fasi: Step 4: Identificare gli stakeholder rilevanti Identificare i vostri partner strategici Step 5: Progettare e definire la portata del processo di partecipazione Step 6: Creare una rete di stakeholder Step 7: Identificare il punto di vista dell'opinione pubblica Stakeholder è un termine molto utilizzato sia nel senso stretto della parola (parti interessate, portatori di interesse) o con una più ampia accezione. In questo manuale con il termine stakeholder si intendono sia attori istituzionali sia gruppi organizzati che rappresentano interessi specifici ("stakes"). Gli stakeholder possono essere quindi: i), responsabili (formali) delle decisioni che riguardano la gestione del rischio delle inondazioni, nazionali o regionali e che esercitano funzioni ufficiali e ii) coloro che influenzano le decisioni più indirettamente (come gruppi che rappresentano precisi interessi). Di solito i principali stakeholder (persone chiave) in un progetto riguardante il rischio di inondazione sono: amministrazioni (nazionali, regionali, locali); politici (nazionali, regionali, locali); gruppi di interesse (camera di commercio, silvicoltura e agricoltura, turismo, caccia, pesca ecc.); proprietari terrieri / affittuari; ONG (per lo più associazioni per la protezione della natura che operano a livello locale, regionale, nazionale o internazionale). Nella gestione del rischio di alluvioni, in aggiunta a questi soggetti istituzionali può essere coinvolto anche il pubblico. Il pubblico significa "tutti": un gruppo aperto, più o meno illimitato di persone, direttamente colpite o comunque interessate da un argomento, un progetto / processo. Gli stakeholder e il pubblico più vasto possono essere entrambi coinvolti in progetti di partecipazione dei cittadini, ma non necessariamente in tutte le fasi e con la stessa intensità Step 4: Identificare gli stakeholder rilevanti Correlato ai metodi del Capitolo 3: Strumento di analisi degli stakeholder Capitolo 3.2.1, pag. 29 Strumento di valutazione della gestione del rischio Capitolo 3.2.3, pag. 35 Workshop con gli stakeholder Capitolo 3.5.1, pag Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni17 Per ogni tipo di processo di coinvolgimento degli stakeholder è necessario dare risposta ad alcune domande chiave fin dalla fase di progettazione: Qual è l'obiettivo del coinvolgimento del pubblico o degli stakeholder? Quali sono le risorse per il processo di coinvolgimento? Chi sono gli stakeholder rilevanti necessari per la riuscita del processo? Quali relazioni esistono tra gli stakeholder? Chi può influenzare chi? Quali sono i loro interessi dichiarati e le loro aspettative? Con quale ruolo e in che momento dovrebbero essere coinvolti? Come possono essere motivati? Che grado di intensità del processo di dialogo scegliere e quali metodi sono adatti/applicabili per gli stakeholder? Come saranno usati i risultati del processo? Il principale criterio per la selezione dei partecipanti è il seguente: Volete ricevere una sensazione delle opinioni e degli stati d'animo, dei bisogni e delle tendenze? Volete attivare i partecipanti? Avete bisogno di loro per ulteriori informazioni o dati? Volete parlare di conflitti? Volete che partecipino ad una soluzione del problema? Avete bisogno di loro per la attuazione delle attività? C2 Guida step-by-step Altri criteri per la selezione dei partecipanti sono: Il livello del progetto / processo: locale, regionale, nazionale, internazionale. La partecipazione del pubblico può avvenire a livello internazionale, nazionale, regionale o locale. A differenza dell'interesse del pubblico di solito piuttosto basso nelle attività a livello nazionale e internazionale, la motivazione a impegnarsi a livello regionale e locale è relativamente alta. Le attività a livello locale sono più vicine alla realtà sociale delle persone e gli impatti delle decisioni prese possono essere più facilmente compresi. Per avere una panoramica di quali interessi sono rappresentati da chi e capire quale contributo possono portare gli stakeholder al progetto, si raccomanda di sistematizzare le informazioni. Tale schema può essere utilizzato anche per documentare il processo di selezione degli stakeholder, per garantire la trasparenza e la tracciabilità delle decisioni su chi coinvolgere nel progetto e perché. La questione della rappresentatività di tutti gli interessi possibili è cruciale in tutti i processi partecipativi. L'accettazione e il risultato di un processo possono essere minati dalle critiche relative alla validità della rappresentatività Step 5: Progettare e definire l obiettivo del processo di partecipazione Correlato ai metodi del Capitolo 3: Strumento di analisi degli stakeholder Capitolo 3.2.1, pag. 29 Approccio agli ambienti sociali Capitolo 3.2.2, pag. 31 World Café Capitolo 3.4.5, pag. 67 Workshop con gli stakeholder Capitolo 3.5.1, pag. 70 Workshop con il pubblico Capitolo 3.5.2, pag. 73 La partecipazione degli stakeholder può essere definita per legge (ad esempio la VIA - valutazione d'impatto ambientale) ed in questo caso è obbligatoria; le disposizioni di legge definiscono chi vi prende parte e fino a che punto estendere i diritti di partecipazione, come è strutturato il processo e come usare i risultati. Tutte le ulteriori attività di partecipazione volontaria che non sono previste per legge sono informali. I processi informali non dovrebbero essere visti come alternativi o in competizione con i processi formali, ma come possibili integrazioni e possono aver luogo, naturalmente, nel quadro delle vigenti disposizioni di legge. Le procedure informali e formali devono essere organizzate in modo che non vi siano interferenze negative tra loro che potrebbero anche, nel 15 Linee guida procedurali, strumenti e metodi18 peggiore dei casi, ostacolare lo svolgimento dei processi partecipativi. I processi informali come la partecipazione degli stakeholder sono del tutto volontari e possono assumere molte forme. Il team di progetto deve definire e concordare in anticipo con i partecipanti chi prende parte al processo, quali metodi e quali regole siano da utilizzare. C2 Come siano vincolanti le soluzioni o i risultati di un processo partecipativo volontario dipende da ciò che si è concordato. I risultati possono potenzialmente diventare giuridicamente vincolanti; ad esempio attraverso un contratto di mediazione o per decisione di un consiglio comunale, ecc. La partecipazione può assumere varie forme e può avere diversi gradi di intensità: si va da attività non impegnative come i focus su temi specifici, alle attività di consultazione, fino alla inclusione reale reale del pubblico nel processo decisionale o per lo meno nel processo pre-decisionale. Partecipazione - Partecipazione nel processo decisionale - Tavole rotonde, gruppi di lavoro, mediazioni etc. Consultazione - Discussione sugli eventi, proposte, dichiarazioni - Questionari Informazione - Web site, volantini, giornate informative - Presentazione di una mappa di web site selezionati Figura 3: Gradi di intensità dei processi di partecipazione I gradi di intensità di partecipazione del pubblico possono variare all'interno della vita del processo (fig.3). La base per tutti i processi di partecipazione è il libero accesso all'informazione. Ma le attività di informazione semplici come un sito web o un volantino non sono considerate come "reali" attività di partecipazione perchè consistono in una comunicazione a senso unico e manca la caratteristica principale delle attività di partecipazione: il dialogo. I ruoli degli stakeholder possono variare nell'ambito della vita di un progetto. Pensate a chi sarà necessario che partecipi, quando, con quale ruolo e grado di intensità. I ruoli per gli stakeholder possono essere: fondatori: gli stakeholder coinvolti nello sviluppo o nel finanziamento di un progetto; plasmatori: hanno un ruolo nel consolidamento di un piano, lo sostengono o lo dirigono nella fase iniziale; informatori: forniscono i dati e le informazioni, organizzano interviste, focus group ecc; centrali: svolgono un ruolo centrale nel corso del progetto, possono avere una grande varietà di ruoli (plasmatori, informatori ecc), possono agire come un gruppo di consulenza orientativa; revisori: contribuiscono al risultato finale (workshop, questionari, ecc); ricettori : non direttamente coinvolti nel progetto, ma interessati al risultato; ponderatori: forniscono un feedback ai risultati dei progetti, idee per ulteriori attività; indiretti: non direttamente coinvolti, ma possono essere influenzati dall esito del progetto. Durante l'ultimo decennio è diventato molto di moda coinvolgere gli stakeholder nei progetti di ricerca. Alcuni stakeholder hanno collazionato numerose esperienze in questo tipo di partecipazioni e potrebbero essere più convinti nella volontà di partecipare, se avessero un quadro chiaro di cosa ci si aspetta da loro, quanto sforzo sarà loro richiesto e come il loro coinvolgimento sarà considerato nei risultati. Una breve spiegazione può essere, ad esempio, aggiunta come allegato alla lettera di invito. 16 Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni19 2.2.3 Step 6: Creare una rete di stakeholder Correlato ai metodi del Capitolo 3: Strumento di analisi degli stakeholder Capitolo 3.2.1, pag. 29 Strumento di valutazione della gestione del rischio Capitolo 3.2.3, pag. 35 World Café Capitolo 3.4.5, pag. 67 Workshop con gli stakeholder Capitolo 3.5.1, pag. 70 C2 Partecipare a un dialogo sul rischio può essere una forma di apprendimento sociale. I risultati della partecipazione includono non solo le politiche (decisioni) ma anche lo sviluppo delle capacità sociali e politiche di ogni individuo. In una discussione convergono diverse forme di argomentazione e di comunicazione, come lo scambio di osservazioni e punti di vista, il peso e il bilanciamento degli argomenti, offrendo riflessioni e associazioni e ponendo i fatti in una prospettiva contestuale. La discussione può produrre comprensione comune delle questioni e dei problemi sulla base dell'esperienza condivisa dai partecipanti e delle loro conoscenze (sistematiche o aneddotiche); grazie alla discussione si possono comprendere le posizioni e le argomentazioni di ciascuna parte e quindi si può assistere ad una sorta di ricostruzione mentale dell argomentazione di ogni attore. Le persone possono non essere convinte che gli argomenti degli altri siano veri o abbastanza rilevanti per cambiare la propria posizione, ma può capire le ragioni per cui essi sono giunti alle loro conclusioni. Inoltre i partecipanti possono scoprire ed arrivare ad una certa comprensione dei processi politici e del funzionamento delle strutture decisionali. Guida step-by-step Step 7: Identificare il punto di vista dell'opinione pubblica Correlato ai metodi del Capitolo 3: Approccio agli ambienti sociali Capitolo 3.2.2, pag. 31 Chat online Capitolo 3.4.1, pag. 57 Social network virtuali Capitolo 3.4.2, pag. 58 Sondaggi: interviste o questionari Capitolo 3.4.3, pag. 61 World Café Capitolo 3.4.5, pag. 67 Workshop con il pubblico Capitolo 3.5.2, pag. 73 Comunicazione del rischio significa stabilire un dialogo con gli stakeholder e con il pubblico. Discutendo con gli stakeholder possono essere trovati i mezzi e gli strumenti per coinvolgere il pubblico. Per pianificare una strategia di comunicazione del rischio è necessario: 1. scoprire quale è lo stato di conoscenza e percezione del rischio della popolazione locale attraverso interviste con gli stakeholder o per via di sondaggi rivolti alla popolazione in generale; 2. capire quali valori e atteggiamenti hanno i gruppi target che possono influenzare la percezione del rischio. Per questo è necessaria un'analisi degli ambienti sociali (vedi par ). L'obiettivo di un sondaggio può essere non solo farsi un'idea circa lo status quo della percezione del rischio, ma anche, se ripetuto, di registrare i cambiamenti, nel corso del progetto, nella percezione del rischio da parte delle persone esposte. A tal fine si consiglia di utilizzare lo stesso gruppo di intervistati. Possono essere scelti due diversi metodi per svolgere un sondaggio: interviste qualitative approfondite o questionari quantitativi Interviste qualitative approfondite Il nucleo centrale di una intervista qualitativa è una scaletta/traccia che possa orientare attraverso i temi più importanti. Spetta all'intervistatore come formulare le domande in dettaglio e in quale sequenza sottoporle all intervistato. A differenza dell intervista quantitativa, quella qualitativa assume la forma di un dialogo e possono essere discussi anche temi aggiuntivi. Durante un colloquio individuale si può raggiungere una alta qualità dell informazione e generare una vasta gamma di scelte. 17 Linee guida procedurali, strumenti e metodi20 C2 Questionario quantitativo I metodi quantitativi cercano di ottenere risultati da un campione più grande e rappresentativo possibile e sono applicati per mezzo di questionari o interviste quantitative. Spesso un questionario è l unico modo concreto per raggiungere un numero di persone abbastanza grande e permettere una analisi statistica delle risposte. Le domande di un questionario quantitativo devono essere formulate con attenzione perché, a differenza di una intervista qualitativa, non è possibile fornire chiarimenti. Le domande del sondaggio possono - tra gli altri toccare i seguenti argomenti: 1. conoscenza di base sulla pericolosità da alluvione / rischio di inondazione (residuo); 2. percezione individuale del rischio di alluvioni (residuo); 3. livello individuale percepito di protezione/affidabilità delle misure di protezione; 4. senso di responsabilità individuale per l'attuazione delle misure; 5. capacità propria di attuare misure; 6. l'uso e la preferenza di diversi tipi di media / fonti di informazione; 7. informazioni di base sull'intervistato (età, sesso, figli, proprietario di case/terreni, ecc) in modo da essere in grado di caratterizzare gli individui a seconda degli ambienti sociali. 2.3 Decidere sulle misure S Una volta conclusa l'identificazione della propria posizione e dei partner strategici, si può passare a decidere le misure adeguate per la strategia di comunicazione e partecipazione. Questo include: Decidere sulle misure da adottare Step 8: Accordo sugli obiettivi Step 9: Concordare una comunicazione mirata e le misure di partecipazione Step 10: Progettare un piano di attuazione per le misure di comunicazione e partecipazione Step 8: Accordo sugli obiettivi Correlato ai metodi del Capitolo 3: Strumento di valutazione della gestione del rischio Capitolo 3.2.3, pag. 35 Workshop con gli stakeholder Capitolo 3.5.1, pag. 70 Workshop con il pubblico Capitolo 3.5.2, pag. 73 La definizione di obiettivi precisi è un passo importante in un processo di comunicazione e partecipazione in quanto personalizza le misure da scegliere, il tempo e le risorse necessarie. Gli obiettivi devono derivare dall'analisi delle esigenze di comunicazione, eseguita nello step 7, nonché dai risultati degli step da 1 a 6 e dovrebbero essere condivisi e concordati con gli stakeholder rilevanti. Gli obiettivi si differenziano in relazione al grado di comunicazione che si intende attuare (Informazione, comunicazione, processi decisionali comuni). Di solito ha senso definire un obiettivo generale e poi sotto-obiettivi che riguardano i diversi destinatari/ target group. Una domanda importante a cui si dovrebbe rispondere è la seguente: Quali sono i risultati che ciascun target group dovrebbe raggiungere entro la fine dell iniziativa di comunicazione/ partecipazione? Ognuno di questi risultati dovrebbe essere definito come un sotto-obiettivo. Definite il vostro obiettivo (o i vostri obiettivi) in considerazione delle seguenti componenti: esatto: l'obiettivo dovrebbe descrivere in dettaglio cosa si intende raggiungere misurabile: si dovrebbe essere in grado di valutare il raggiungimento degli obiettivi in termini quantitativi e qualitativi realistico: si dovrebbe essere in grado di realizzare l'obiettivo nel termine prestabilito e con le risorse disponibili 18 Pianificare ed attuare processi di comunicazione e partecipazione pubblica nella gestione del rischio di alluvioni Vedere altro
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