Source: http://www.autoritaidrica.toscana.it/news/procedura-ristretta-per-l-affidamento-biennale-dei-servizi-di-implementazione-manutenzione-e-assistenza-dei-sistemi-informatici-in-uso-presso-l-ait-da-espletare-mediante-r-d-o-su-mepa-cig-6193867cbb
Timestamp: 2018-01-19 05:43:46+00:00

Document:
NOGARIN INDAGATO PER OMICIDIO COLPOSO :Si difende il sindaco di Livorno, ma l'accusa è o [...] - ANCI TUTELA SINDACI :Azioni clamorose sono annunciate a tutela dei Sind [...] - PROROGA NUOVE ACQUE:Dopo un'accesa e prolifica discussione i sindaci d [...] - ACQUA ANTICA:Gocce d'acqua infinitesimali, intrappolate in cris [...] - MENO COMUNI :In seguito all'istituzione dei comuni di Rio all'I [...]
Rimborsi sulla depurazione
Occorre fare chiarezza sui reali contenuti delle recenti sentenze di alcuni giudici di pace della Toscana, che hanno riguardato il servizio idrico integrato e sulle quali il comunicato del Forum toscano dei movimenti dell’acqua contiene diverse inesattezze.
Nella sentenza più complessa, i motivi del ricorso presentato da un utente contro Publiacqua riguardavano: l’autoriduzione del costo della bolletta, decurtata approssimativamente della voce sulla remunerazione del capitale investito; l’autoriduzione del costo della bolletta, per la voce della fognatura perché l’utente non risulta allacciato; la richiesta di rimborso della quota di depurazione non dovuta ai sensi della sentenza n. 335/2008 della Corte Costituzionale, per il quale l’utente richiedeva 10 anni di arretrati anzichè 5.
In relazione al primo motivo del ricorso la sentenza del giudice di pace parla chiaro: la remunerazione del capitale investito non esiste più in tariffa, come già affermato dal Consiglio di Stato. Ma, soprattutto, cade (con queste sentenze) l’idea dell’autoriduzione in generale come forma di lotta o di resistenza civica. Gli utenti, spiegano le sentenze, devono pagare la cifra indicata in bolletta, avranno poi altre strade e possibilità per chiedere eventuali rimborsi (che, ripetiamo, nel caso specifico non sono dovuti).
In relazione al secondo motivo del ricorso, la sentenza sostiene che gli utenti che non sono allacciati a una fognatura che, tuttavia, corre con le sue condutture nei pressi della loro abitazione devono pagare la relativa voce in bolletta. In più essi sono anche obbligati ad allacciarsi alla fogna, per evitare di disperdere nell’ambiente i propri reflui.
Sul terzo motivo del ricorso la sentenza dà ragione agli utenti per cui il gestore che deve rimborsare la quota di depurazione quando questo servizio non è svolto, lo deve fare restituendo 10 anni di arretrati a partire dal 2008, anno della sentenza della Corte Costituzionale (nel caso di Publiacqua, il periodo di rimborso si ferma al 2002, primo anno della sua gestione del servizio idrico). Con questa sentenza, il giudice, pur riconoscendo che la giurisprudenza sul tema è equamente divisa, non accetta l’impostazione stabilita qualche anno fa dall’AIT sulla prescrizione quinquennale di tali rimborsi.
Su quest’ultimo punto c’è da segnalare che a fronte di circa 40mila toscani che devono ricevere rimborsi per la mancata depurazione, ci sono però quasi 20mila famiglie toscane che devono pagare, perché pur essendo depurati non avevano mai pagato questo servizio. Come si vede quindi la situazione è più complessa di quello che si è letto nei giorni scorsi. Vale a dire che se aumentiamo gli anni in cui si deve rimborsare la mancata depurazione si aumentano pure gli anni in cui moltissimi utenti devono pagare in più al gestore. Tra l’altro l’ultima legge di stabilità approvata dal Parlamento sembra aver decretato che gli anni di retroattività dei conguagli per le bollette dei servizi pubblici non possono essere più di due.
Inoltre, per il meccanismo che da sempre sovrintende al calcolo della tariffa del servizio idrico integrato, formulato dall’Autorità Nazionale, più rimborsi si effettuano più cresce la tariffa per tutti gli altri utenti. Tutto questo non è colpa o merito dell’Autorità Idrica Toscana, ma di come è strutturata la tariffazione, nel servizio idrico come in altri servizi pubblici.
2018, opere strategiche
Non facciamoci ingannare dalle abbondanti piogge degli ultimi mesi: l'emergenza idrica in Toscana resta un problema da prendere di petto. Una criticità da affrontare soprattutto nei mesi invernali per preparare il territorio alla prossima ondata estiva di caldo e piogge scarse determinata dai cambiamenti climatici in atto. Se da una parte la Toscana sembra aver risposto con prontezza all'emergenza del 2017, attuando buona parte del programma di interventi considerati urgenti, dall'altra restano ancora molti i fronti aperti soprattutto sulle grandi opere strategiche che dovrebbero portare il territorio definitivamente in salvo.
Interventi già indicati nel Piano strategico 2016-2019 approvato dall'Autorità idrica toscana (Ait) che è in attesa delle modifiche legislative - in arrivo a fine gennaio - che faciliteranno l'accesso ai
200 milioni necessari per le opere principali.
Il 2018 quindi sarà un altro anno di inteso lavoro sul fronte dello stress idrico e soprattutto della pianificazione e realizzazione degli interventi strategici in grado di risolvere le situazioni più critiche, prime tra tutte quelle della Val di Cornia e dell'Isola d'Elba, che aspetta da anni una nuova tubatura di approvvigionamento o il dissalatore nel Comune di Capoliveri attualmente allo studio.
In generale, la regione ha un fabbisogno annuale di 450 milioni di metri cubi d'acqua, con un consumo medio pro capite di 100/150 litri al giorno e una dispersione lungo la rete del 37% dovuta soprattutto alle cattive condizioni delle tubature.
Emergenza idrica: lo stato attuale
Nonostante il clima invernale la Toscana non può ancora considerarsi uscita dall'emergenza idrica «perché le piogge di questi giorni – spiega Alessandro Mazzei, direttore generale Ait – non sono distribuite uniformemente su tutto il territorio e in molte zone, quelle più sofferenti, come il Chianti, la Val di Cecina e la Lunigiana, abbiamo bisogno di utilizzare le deroghe e le procedure accelerate previste dall'ordinanza regionale sulla crisi idrica anche per i primi mesi del 2018».
Tuttavia la crisi idrica risulta superata in gran parte del territorio toscano, anche se alcuni gestori come Nuove Acque (che serve la zona aretina) e Gaia (Versilia e Lunigiana) utilizzano le autobotti per il riempimento dei serbatoi. Al primo dicembre, infatti, risultano attive in Toscana ancora 43 autobotti e nel comune di Fivizzano (servito da Gaia) è in atto il razionamento dell'acqua. In sostanza l'Autorità idrica dice che le precipitazioni stanno dando linfa al servizio idrico regionale, ma che comunque resta utile mantenere alcuni prelievi straordinari attivati nei mesi scorsi con la dichiarazione di emergenza idropotabile.
Nel bel mezzo della crisi idrica estiva il decreto del presidente della Giunta regionale 91/2017 ha indicato 39 interventi utili a contenere e risolvere la mancanza di acqua che riguardano, in particolare, la realizzazione di pozzi nella zone più critiche e la riattivazione degli invasi dell'agricoltura.
Al 15 novembre risultano completati 19 interventi tra cui la perforazione di nuovi pozzi e la realizzazione del bypass di Ponte Ginori (tubazione fino a Saline di Volterra costata circa 400mila euro). Altri undici interventi sono in corso, tra questi i pozzi di Aulla, Camaiore, Laterina, Castellina in Chianti, Manciano e Radda in Chianti per circa 700mila euro di spesa. Tra le opere considerate urgenti restano ancora da fare il pozzo di Malocchio nel Comune di Buggiano (Pistoia) e due pozzi per Campo nell'Elba (Livorno) che dovrebbero partire a breve. Sempre all'Elba è prevista per i primi di gennaio la messa in esercizio di due pozzi a Nisporto e Nisportino (Rio nell'Elba). Infine sarà realizzato un altro pozzo da parte del gestore Acque (che attende l'esproprio del terreno) nel comune di Fiesole.
Riguardo alle opere urgenti, conferma Mazzei, «sono state realizzate in larghissima parte e alcune sono in fase di conclusione dei lavori: per farli abbiamo impegnato più di quattro milioni».
Le opere strategiche e la legge 69
Più complesso il quadro delle opere strategiche cioè quelle indicate da Regione e Ait per mettere in sicurezza il territorio nel medio-lungo periodo. Il direttore Mazzei spiega che l'Ait «sta aspettando che venga approvata in Consiglio regionale la modifica alla legge 69 che ha istituito l'Autorità idrica regionale. A quel punto avremo gli strumenti normativi per avviare le progettazioni degli interventi strategici» che nel lungo periodo porteranno alla creazione dell'Autostrada dell'acqua, una specie di tubatura ad anello che attingendo dalle principali fonti della regione – lago di Bilancino (Firenze), lago di Montedoglio (Arezzo), Acquedotto del Fiora
(Siena) e Lucca – garantisca la risorsa a tutto il territorio.
La legge regionale 69 del 2012 è al momento oggetto di revisione da parte della Regione.
Approvata dalla Giunta, andrà in commissione entro la fine dell'anno e dovrebbe essere approvata a gennaio 2018. La normativa – spiega l'assessore all'Ambiente, Federica Fratoni, «serve per la "manutenzione" della 69 e per l'istituzione di una fondo gestito da Ait e alimentato, una parte con la tariffa, ma anche con altri meccanismi come per esempio i fondi europei che servirà per introdurre una modalità innovativa di pianificazione e finanziamento delle opere strategiche».
L'assessore Fratoni punta all'approvazione di un «piano decennale che preveda opere a lungo termine per un totale di 200 milioni in modo che la Toscana raggiunga l'autosufficienza e si lasci le crisi idriche dietro le spalle».
Per farlo sono necessari alcuni interventi strategici, già approvati dall'Ait, ma ad oggi in attesa delle modifiche alla normativa in grado di sbloccare i finanziamenti. In cima alla lista c'è la situazione dell'Elba che si approvvigiona da un unico acquedotto che la collega alla Val di Cornia. E' in discussione il progetto per la realizzazione di un dissalatore nel Comune di Capoliveri, un'opera che vale circa 14 milioni. Tra gli interventi strategici ancora da realizzare l'assessore Fratoni ricorda anche il raddoppio della capacità della diga di Montedoglio e dell'acquedotto del Fiora; l'opera per la Val di Cecina sul Piano di Goro; l'intervento sulla dorsale che collega Lunigiana-Versilia-Livorno che da solo vale 60 milioni.
Il nuovo anno, dunque, dovrebbe iniziare con le modifiche alle legge 69 e l'istituzione del fondo speciale per gli interventi strategici che tuttavia avranno lunghi tempi di realizzazione. E, con tutta probabilità, per l'estate 2018 la Toscana dovrà fare affidamento sulle opere realizzate per fronteggiare l'emergenza.
(di Marta Panicucci - Toscana24)
Nuovi depuratori a Volterra
Nel comune di Volterra sono stati investiti oltre 8 milioni di euro nel settore della depurazione e fognatura per realizzare gli impianti di Volterra e Saline. Quersto doppio depuratore servirà tutta la città e parte della pianura, e servirà a far uscire un altro pezzo di Toscana dalla procedura di infrazione (cioè dalla multa) dell’Unione Europea.
L’importante intervento, risultato di un articolato impegno progettuale condiviso con il Comune, è stato effettuato nei tempi stabiliti dall’Accordo di Programma del bacino del fiume Cecina che prevede la tutela delle acque e la gestione integrata delle risorse idriche.
I nuovi impianti tratteranno completamente i reflui del Comune e consentiranno di gestire e sostenere al meglio eventuali sovraccarichi apportati dall’arrivo dei turisti. Solo il nuovo impianto di Volterra, a cui è stata collegata tutta la rete fognaria del Comune, raggiunge una capacità depurativa di oltre 10 mila abitanti. L’impianto di Saline di Volterra invece sarà completamente ed esclusivamente a servizio della frazione. Le nuove opere integreranno l’impianto di depurazione esistente di Volterra Nord.
Hanno partecipato all’incontro presso il Comune di Volterra, a Palazzo dei Priori, i dirigenti di ASA, società che gestisce acquedotto e depurazione sul territorio, il direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, e il Sindaco di Volterra Marco Buselli, che ha dichiarato:
“La logistica della città si completa finalmente, dopo decenni in cui se ne parla senza concludere, con un depuratore di nuova generazione, dagli altissimi contenuti tecnologici. Il depuratore realizzato nella frazione di Saline di Volterra risponderà anche alle necessità di Ponteginori, una volta allestita la conduttura fognaria. Rigrazio l'Autorità Idrica Toscana ed Asa per questa realizzazione strategica, che ci permetterà un cambio di passo importante in termini di sviluppo e sostenibilità".
Giornata trasparenza AIT
Lunedì 11 dicembre, alle ore 10:30, presso il Salone delle Feste di Palazzo Bastogi, in via Cavour 18, si terrà la “ Giornata della Trasparenza 2017” dell’Autorità Idrica Toscana.
Dopo il saluto del direttore generale Alessandro Mazzei, sarà cura di Antonio Giampieri (responsabile della Prevenzione, Corruzione e Trasparenza AIT) illustrare gli interventi dell’intera giornata di lavori.
Alle ore 11 circa il responsabile dell’Avvocatura di AIT, Carmine Podda parlerà de “L’evoluzione del ruolo dell’ANAC nei confronti di PA e società partecipate”. A seguire interverrà Giovanni Schettino, Vice Questore Aggiunto presso la Questura di Arezzo, che parlerà di “Corruzione: casi e metodologie di contrasto”.
A conclusione della Giornata della Trasparenza dell’Autorità Idrica Toscana”, Carolina D’Errico, per il “Servizio Tutela del Consumatore AIT”, presenterà i risultati dell’indagine 2017 di Customer Satisfaction del servizio idrico integrato in Toscana.
“Si rinnova l’appuntamento con la Giornata della Trasparenza – ha detto il responsabile Antonio Giampieri -. È un momento importante di confronto con sull’attività svolta dall’Autorità Idrica in materia di prevenzione alla corruzione. Quest’anno la giornata sarà arricchita dai risultati della Customer Satisfaction, che darà un segno dello stato dell’arte del servizio idrico a cittadini, gestori e associazioni dei consumatori”.
Il termine dei lavori è previsto per le ore 13 circa.
Consulta il Programma della Giornata della Trasparenza 2017 dell’Autorità Idrica Toscana
Intesa per l’Elba
L’Autorità Idrica Toscana sta lavorando, in collaborazione con il Distretto dell’Appennino Settentrionale, allo studio puntuale del bilancio idrico e delle vulnerabilità qualitative e quantitative delle risorse idriche dell’Isola d’Elba e della Val di Cornia. Infatti, questi due territori hanno subìto più sofferenze del resto della Toscana per la siccità, durante tutto il corso dell’anno.
Questa indagine, quindi, messa in piedi a seguito della forte siccità estiva e al proseguimento del periodo di emergenza idrica autunnale, serve per capire due questioni fondamentali:
quali infrastrutture devono essere progettate dopo o contestualmente all’avvio dei lavori di costruzione del dissalatore di Mola;
la valutazione dei possibili nuovi allacciamenti al servizio di acquedotto e fognatura di nuove strutture edificate su tutta l’Elba.
Nel primo caso, infatti, il fabbisogno idrico dell’Elba sarà solo in parte soddisfatto dal dissalatore, per cui potrebbe essere utile pensare alla costruzione di una nuova condotta sottomarina. Le due opere insieme (dissalatore e nuova condotta) potranno così raggiungere la cifra di circa 160-200 l/s che garantiranno il soddisfacimento della richiesta di risorsa idropotabile (anche nei periodi di picco estivo) per la terza isola italiana.
Nel secondo caso, a seguito della forte emergenza idrica erano stati bloccati i permessi per “nuove richieste di allacciamento al pubblico acquedotto” (come si indicava nella lettera che AIT ha scritto al gestore ASA a fine marzo di quest’anno). Oggi AIT scrive di nuovo al gestore e ai sindaci dei Comuni dell’Elba (Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Rio) per chiedere attenzione a uno sviluppo sostenibile del territorio elbano. Infatti, oltre a indicare ancora ad ASA di “portare avanti tutte le attività di gestione di ottimizzazione delle rete e le attività di ricerca perdite”, AIT ritiene sia “necessario non bloccare concessioni già rilasciate dagli Enti Locali o atti di programmazione vigenti, come regolamenti urbanistici e piani operativi”.
L’Autorità Idrica Toscana, dunque, vuole individuare un percorso condiviso, insieme ad ASA e a tutte le Amministrazioni comunali elbane, che permetta di non invalidare la risorsa idrica disponibile e al contempo permetta di perseguire gli impegni presi dai vari Comuni. Contemporaneamente AIT chiede al gestore ASA e ai Sindaci dell’Elba di sottoscrivere un protocollo d’intesa che (prendendo a riferimento il Programma degli Interventi approvato) operi congiuntamente:
A. Una ricognizione degli effettivi sviluppi urbanistici previsti e realistici entro un orizzonte temporale certo (3-5 anni), definendo lo sviluppo previsto nei suoi elementi essenziali, fra questi se trattasi di zona di completamento o di nuovo sviluppo, distinguendo se per future utenze residenziali domestiche, turistico ricettive, pubbliche o produttive, e individuandone il peso e quindi l’impatto sulla risorsa (p.e. in termini di mq o mc previsti di edificazione ed equivalenti consumi idrici procapite); B. Le opere di maggior rilievo infrastrutturale anche di natura sovracomunale atte a reperire o garantire la nuova domanda congiuntamente alle criticità esistenti nel momento di massima richiesta (nuove risorse, accumuli, grandi interconnessioni ecc.); C. Gli interventi sulla rete o sulle adduttrici tali da minimizzare o ripristinare se necessario il carico idraulico da fornire all’utenza nella situazione ante sviluppo (potenziamento di infrastrutture esistenti); D. Gli interventi di sostituzione e manutenzione straordinaria della rete nonché gli interventi di riduzione delle perdite necessari a ottimizzare il sistema esistente (distrettualizzazione, valvole di regolazione della pressione, monitoraggio e controllo attivo delle perdite ecc.); E. La quantificazione dei costi e le risorse economiche e finanziarie strettamente correlate agli interventi urbanistici, evidenziati in ricognizione, individuando le competenze fra contribuzione da tariffa del servizio idrico integato e risorse messe a disposizione dai comuni tramite il proprio bilancio e/o da privati anche mediante prescrizioni in convenzioni di lottizzazione in termini di opere di urbanizzazione da prevedersi per garantire lo sviluppo del territorio; F. Le modalità di valutazione preventiva della compatibilità degli interventi edilizi ed urbanistici e delle richieste di allacciamento alla rete idrica e della relativa programmazione.
Questo servirà per dare una risposta collaborativa tra amministratori pubblici e gestori di servizi pubblici, in modo da garantire una crescita del territorio coerente con le risorse, le misure e gli investimenti messi in atto.
Conferenza “Il futuro della gestione della risorsa idrica: tutela e sostenibilità”
Si è tenuta a Roma il 29 novembre la conferenza “Il futuro della gestione della risorsa idrica: tutela e sostenibilità” dove ha partecipato il direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei.
Organizzata dal Ministero dell'Ambiente (Direzione Generale per la Salvaguardia del territorio e delle acque), la conferenza ha posto il ruolo proprio del Ministero nella programmazione e nel governo della risorsa idrica.
L'incontro è stato molto tecnico ed è servito per discutere della nuova governance distrettuale della risorsa acqua nel contesto nazionale e comunitario
"I piani d'ambito - ha detto Mazzei - devono essere aggiornati, perché molti non sono aggiornati. Con l'occasione deve essere recuperata un'armonia tra i piani d'ambito e i piani di gestione fatti dalle nuove autorità di distretto idrografico".
L'iniziativa si colloca nel Progetto CreiamoPA, Competenze e reti per l’Integrazione ambientale e per il miglioramento delle organizzazioni della Pubblica Amministrazione.
Livorno, nuovo depuratore
Un nuovo depuratore da costruire a Livorno, in fondo a via Enriques, in un terreno di proprietà dell’Autorità Portuale, al confine con la raffineria ENI, porterà alla dismissione per gradi dell’impianto del Rivellino. Una rivoluzione epocale che libererà di fatto tre ettari e mezzo di prezioso tessuto urbano nel cuore del quartiere Venezia, nel capoluogo livornese.
Il progetto, pensato ormai da molti anni e sollecitato più volte dall’Autorità Idrica Toscana, ha visto l’impegno dell’Amministrazione comunale di Livorno, della Port Authority, del gestore del servizio idrico integrato labronico, ASA e l’impegno della Regione Toscana.
Questo nuovo progetto è stato presentato martedì 28 novembre presso la sede centrale de quotidiano Il Tirreno, alla presenza del direttore Luigi Vicinanza, dell’assessore regionale Federica Fratoni, del presidente dell’Autorità Portuale Stefano Corsini, l’assessore comunale Alessandro Aurigi, l’amministratore delegato di ASA Ennio Trebino e, in rappresentanza del direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, l’ingegner Lorenzo Maresca che ha parlato di una svolta storica, durante la tavola rotonda.
“L’operazione del nuovo depuratore – ha detto l’ingegner Maresca – porterà molti servizi in più. Infatti, oltre alla semplice depurazione delle acque reflue della città, con il primo stralcio del progetto si migliora anche l’impianto a servizio della zona industriale, potenziando l’impianto di acqua industriale già esistente, e si intercettano i percolati di Vallin dell’Aquila. Quindi si possono recuperare ulteriori fondi per completare l’opera, già attrattiva di risorse ministeriali e comunitarie, attraverso servizi da fornire ai privati, con un meccanismo di partenariato pubblico-privato”.
[a cura di AA – in collaborazione con Il Tirreno]
EN 6500 Toscani valutano positivo il servizio idrico
EN È stata presentata oggi la terza indagine di “Customer Satisfaction” da parte dell’Autorità Idrica Toscana, cioè un’indagine che vuole capire la soddisfazione degli utenti toscani rispetto al servizio idrico integrato.
I risultati sono molto interessanti perché (attraverso le solite domande formulate già nel 2013 e nel 2015) con l’indagine di quest’anno si possono capire, nel tempo, le differenze di giudizio dei toscani sul servizio di acquedotto, depurazione e fognatura.
L’indagine è stata svolta dall’Istituto di ricerca “Pragma” di Roma ed è stata presentata in assemblea dalla ricercatrice Barbara Martinelli: “L’utente, nell’indagine di customer satisfaction è al centro dell’attenzione – ha detto. È l’utente che fornisce indicazioni su efficienza ed efficacia del servizio, e mette in risalto anche le priorità di intervento future. Noi abbiamo realizzato 6500 interviste, quindi un’indagine robusta e un campione significativo, che rappresenta tutta le regione e tutte le conferenze territoriali”.
Gli elementi di maggior rilievo sono che 9 utenti su 10 sono soddisfatti del metodo di fatturazione dei gestori, e 8 utenti su 10 sono soddisfatti della risposta dei call center e degli sportelli al cittadino, mentre è più basso il gradimento per la qualità dell’acqua e per quanto riguarda il costo della bolletta, pur restando ben al di sopra della sufficienza nel gradimento dei toscani.
“Un’indagine esaustiva – ha dichiarato il presidente di AIT, sindaco di Siena, Bruno Valentini -. Mi preme segnalare che questi risultati confermano un’eccellenza toscana, rispetto al resto d’Italia. Avere risultati medi di circa otto cittadini su dieci che sono soddisfatti in tutto o in parte rispetto a tutti i parametri richiesti. Non abbiamo un servizio idrico migliore soltanto delle regioni del Sud, ma anche del Nord Italia. Questo mi rende molto soddisfatto anche se puntiamo ancora a migliorare”.
Anche il direttore dell’Autorità Idrica, Alessandro Mazzei ha dichiarato che “emerge un giudizio complessivamente positivo sul servizio erogato dai gestori del servizio idrico, ma ci sono ancora aree di miglioramento”. “Soprattutto i gestori – ha concluso Mazzei – devono concentrarsi sul sapore dell’acqua e sulla capacità di intervenire quando vengono segnalati guasti e perdite. Bisogna anche provare a migliroare i call center e gli sportelli all’utenza, che sono già migliorati rispetto agli anni passati, ma devono raggiungere ancora una maggiore velocità nei tempi di risposta ai cittadini”.
6500 Toscani valutano positivo il servizio idrico
È stata presentata oggi la terza indagine di “Customer Satisfaction” da parte dell’Autorità Idrica Toscana, cioè un’indagine che vuole capire la soddisfazione degli utenti toscani rispetto al servizio idrico integrato.
Il rischio idraulico di Firenze
Il progetto "Firenze 2016" dedicato alla commemorazione dell'alluvione del 1966 che colpì Firenze e la Toscana, chiude i battenti con un convegno di grande interesse storico, ma anche attuale. Infatti nella tavola rotonda sul rischio idraulico fiorentino si è cercato di capire cosa è stato fatto e cosa si dovrà ancora fare per la sicurezzaassoluta di Firenze. Hanno preso parte, coordinati da Francesco Carrassi, direttore della Nazione, Mauro Grassi per Italia Sicura del Governo Italiano, Gennarino Costabile della Regione Toscana, Alessia Bettini del Comune di Firenze, Massimo Lucchesi dell'Autorità di Distretto Appennino Settentrionale, Alessandro Mazzei dell'Autorità Idrica Toscana, Marco Bottino dell'Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica – Toscana, Luca Solari dell'Università degli Studi di Firenze.
Il direttore generale di AIT, Alessandro Mazzei, ha fatto il punto del sistema fognario cittadino, mettendo in luce che a fronte di molte opere e investimenti fatti in passato e di quelli attualmente in corso, continuano ad essere presenti alcune criticità che dovranno essere affrontate in futuro. Il tema dominante è il fatto che siamo ancora oggi in presenza della commistione tra la fognatura mista e il reticolo idrico superficiale, per cui se l'Arno si ingrossasse andrebbe a respingere i suoi diretti affluenti, come l'Affrico e il Mugnone, che a loro volta andrebbero a intasare il reticolo fognario con grave miscela di acque chiare e acque scure, e la presenza di acque parassite legate al reticolo idraulico minore spesso in commistione con il reticolo fognario. L'altro problema posto da Mazzei (in questo convegno di studio sul tema del fiume e delle possibili nuove alluvioni) riguarda il sistema fognario depurativo fiorentino che in tempo secco, a causa dei pre-trattamenti a pié d'utenza, risulta povero di sostanza organica necessaria per una buona depurazione. Infine anche i cambiamenti climatici producono su un sistema fognario che non è stato progettato per piogge così intense problemi di smaltimento.
Procedura per l'affidamento del servizio di brokeraggio assicurativo dell’Autorità Idrica Toscana
Avviso pubblico per la manifestazione di interesse a partecipare - Approvato con Determinazione dell'Area Amministrazione e risorse umane n. 193 del 27 ottobre 2017 (Registro Generale n. 299/2017)
L’Autorità Idrica Toscana intende acquisire manifestazioni di interesse da parte di operatori economici da invitare alla gara per l’affidamento del servizio di brokeraggio assicurativo per la durata di tre anni.
Possono chiedere di essere invitati alla procedura negoziata tutti i soggetti di cui all'art. 45 del D.lgs. 50/2016 in possesso dei requisiti sotto elencati:
1) Requisiti generali di cui all'art. 80 D.Lgs. n. 50/2016;
2) Iscrizione al registro unico degli intermediari autorizzati all’attività di cui alla presente procedura ex D.Lgs. 209/2005 alla data di pubblicazione del presente avviso;
3) Iscrizione presso la CCIAA nel settore di attività coincidente con quella dell’oggetto del servizio;
4) Svolgimento nell’ultimo quinquennio (2012/2016) di almeno cinque (5) servizi di brokeraggio/intermediazione/consulenza assicurativa, a favore di enti pubblici;
Gli interessati, in possesso dei requisiti sopraelencati, dovranno far pervenire al Protocollo dell’Ente, a mezzo PEC, servizio postale(Casella Postale 1485 Ufficio Postale 7 Via Pietrapiana, 53 - 50121 Firenze), corriere o consegna diretta (VIA G. Verdi n. 16 – 50122 Firenze), la propria candidatura, mediante l'utilizzo del modello di domanda, con l’indicazione dell’oggetto “Manifestazione di interesse alla procedura di gara per l’affidamento del servizio di brokeraggio assicurativo” entro e non oltre il 16/11/2017 alle ore 12,00, al Protocollo dell’Autorità Idrica Toscana Via Verdi 16 50122 Firenze, PEC: protocollo@pec.autoritaidrica.toscana.it
Questione dissalatore Elba
Questa mattina, presso la sede dell’Autorità Idrica Toscana, si è tenuto un incontro per affrontare alcune questioni sul progetto del dissalatore dell’Isola d’Elba, localizzato a Mola, nel Comune di Capoliveri.
Insieme al direttore generale dell’Autorità, Alessandro Mazzei, era presente l’ingegner Lorenzo Maresca di AIT, tutto lo staff di progettazione tecnica dell’azienda di gestione ASA di Livorno e i componenti del “Comitato per la difesa di Lido e di Mola”, rappresentati da Paola Mancuso, Italo Sapere e Giuseppe Corbelli.
L’incontro è stato convocato dall’Autorità per cercare di raccogliere le richieste del Comitato, al fine di evitare disinformazione e incomprensioni pregiudiziali contrapposte sul progetto del dissalatore elbano, che dovrà cominciare a dare autonomia idrica all’isola più importante della Toscana.
Il Comitato ha reiterato le perplessità in merito alla localizzazione del dissalatore e ai possibili impatti ambientali e acustici, visto il particolare pregio dell’area della sua ubicazione. Ha espresso anche la necessità di verificare la coerenza con la programmazione e in particolare di valutare se, ai fini della soluzione dell’approvvigionamento idrico dell’Elba, non sia ancora percorribile la strada del raddoppio della condotta, anziché più interventi di impianti di desalinizzazione, con tutti i problemi di risorse e impatti.
Il personale tecnico di ASA e l’ingegnere dell’Autorità hanno fornito molteplici informazioni sull’iter progettuale e amministrativo dell’impianto di desalinizzazione, riportando in larga parte le indicazioni che fanno parte delle “ 10 risposte sul dissalatore”, presenti sul sito web di AIT:
Il direttore generale dell’Autorità Idrica ha quindi suggerito di aprire un confronto tecnico finalizzato a migliorare ulteriormente, laddove possibile, gli standard di qualità tecnica e ambientale dell’opera.
Il Comitato si è dichiarato dunque disponibile a questo ulteriore incontro tecnico, dato l’emergere di alcuni elementi di novità sotto il profilo del miglioramento dell’impatto acustico che meritano di essere approfonditi. Dall’esito di questo nuovo incontro tecnico verranno assunte le ulteriori decisioni.
Firenze, 24 ottobre 2017
L’Autorità Idrica in Consiglio regionale
Presentazione della Relazione Annuale del Direttore di AIT, sul Servizio Idrico Integrato in Toscana
È stata presentata stamani, in Consiglio Regionale, la Relazione annuale sul Servizio Idrico Integrato del direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei. Davanti a un pubblico numeroso, con presenze istituzionali di rilievo, ha introdotto l’incontro il presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani, ponendo l’accento sul fatto che “per il settore acquedottistico e delle fognature servono più investimenti e meno dividendi delle società di gestione”. “Per esempio Publiacqua – ha proseguito Giani – ha diviso tra i soci 30 milioni lo scorso anno: serve che invece si investano più soldi sulle infrastrutture. Vedo invece positivamente l’approdo futuro a un gestore unico regionale, perché ciò permetterebbe economie di scala, utili alle tasche dei cittadini”.
Bruno Valentini, sindaco di Siena e presidente dell’Assemblea di AIT, ha spiegato le differenze fra la regolazione del settore idrico,affidata con successo ad un unico soggetto, e quella del settore dei rifiuti, nel quale invece è necessario mantenere una articolazione territoriale, sostenendo che “nel caso del servizio idrico, per il 2018 si dovranno sviluppare gli investimenti programmati in ogni area. E contemporaneamente si dovrà operare per contenere o quanto meno stabilizzare le tariffe, utilizzando anche la possibilità del prolungamento delle concessioni, lavorando sulla riduzione dei costi di gestione e senza sacrificare gli investimenti ”.
È stata poi la volta del direttore di AIT, Alessandro Mazzei che ha illustrato con svariati esempi, gestore per gestore, la relazione annuale dell’Autorità, ponendo l’accento sulla stabilità del sistema organizzativo e regolatorio del servizio idrico in Toscana e “sul fatto che, a fronte di una tariffa in linea con l’Europa, più che con il resto d’Italia, la nostra regione riesce a fornire un servizio efficiente e di buona qualità. Resta da lavorare ancora meglio sulle perdite delle varie reti acquedottistiche, per riuscire a limitare disagi e costi”.
Dopo un intervento del direttore dell’autorità nazionale AEEGSI, Lorenzo Bardelli che ha chiesto maggiore impegno sugli investimenti per le reti e le fognature, l’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, ha chiuso la mattinata ponendo l’accento sul ruolo indispensabile e virtuoso dell’Autorità Idrica Toscana: “Ho apprezzato l’introduzione del sindaco Valentini e la esauriente relazione del direttore Mazzei che mi ha molto convinto sul tema degli investimenti. Ma AIT svolge un ruolo e un’attività indispensabile anche per gli accordi di programma sulla depurazione”. L’assessore Fratoni ha pure indicato i vari interventi strategici che servono a mettere in sicurezza ed efficienza il sistema idropotabile regionale. E ha continuato dicendo che “abbiamo affrontato bene anche l’emergenza idrica di quest’anno, solo perché AIT ha lavorato bene in maniera preventiva”. “Sul tema industriale relativo al settore – ha proseguito – io non considero un problema la presenza del socio privato nelle aziende, mentre vedo necessario aumentare gli investimenti e tenere basse le nostre tariffe. E poi serve aggredire il 37% di perdite medie che avvengono nelle nostre reti, questo sì che è una sfida importante per ciascun gestore”.
Firenze, 23 ottobre 2017
Presentazione della Relazione Annuale sul Servizio Idrico Integrato in Toscana
Lunedì 23 ottobre, con avvio alle ore 10,20, nella Sala Gonfalone di Palazzo Pegaso, in via Cavour 4, il Presidente del Consiglio regionale della Toscana invita tutti i cittadini a partecipare al convegno tenuto dall'Autorità Idrica Toscana sul tema del Servizio Idrico Integrato, dove si presenterà la relazione annuale del direttore.
Sarà presente, per un saluto introduttivo insieme al Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il nuovo Presidente dell'Assemblea AIT, il sindaco di Siena Bruno Valentini.
Poi si arriverà alla parte centrale della mattinata con il direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana che presenterà la sua relazione annuale, sullo stato dell'arte del servizio idrico integrato regionale.
Interverranno anche Lorenzo Bardelli, direttore dell'Autorità nazionale per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico AEEGSI; la consigliera regionale Monia Monni, presidente del Comitato per la qualità del servizio idrico e rifiuti; l'assessore regionale all'Ambiente e alla difesa del suolo, Federica Fratoni.
Ricordiamo agli interessati che l'accesso al palazzo del Consiglio regionale è consentito, nei limiti di posti della sala, previa esibizione di un documento d'identità.
Alcuni dirigenti di una compagnia keniota stanno visitando le aziende del servizio idrico toscano
Due dirigenti della Mombasa Water Company sono impegnati da giorni nella nostra regione, per visitare alcune sedi e impianti delle aziende di gestione del servizio idrico integrato della Toscana. Nell'occasione sono passati anche a salutare il direttore dell'Autorità Idrica, Alessandro Mazzei, e a vedere come funziona l'autorità di organizzazione, programmazione e controllo del servizio idrico toscano.
L’Autorità idrica nazionale conferma le tariffe proposte dall’Autorità Idrica Toscana per Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua
L’Autorità nazionale per l’Energia Elettrica, Gas e Servizio Idrico AEEGSI, ha approvato (con delibera n.687/2017 del 12 ottobre 2017) le tariffe per tre gestori toscani: Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua.
Le tariffe approvate sono quelle proposte dall’Autorità Idrica Toscana, senza nessuna correzione. Sono, appunto, le cifre elaborate nelle varie conferenze territoriali toscane e recepite dall’Assemblea dell’AIT.
Inoltre AEEGSI ha chiesto, entro trenta giorni, la versione corretta della Carta dei Servizi di Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua, così come modificata e condivisa con le associazioni dei consumatori operanti sui vari territori.
“Apprendo con soddisfazione – dice Alessandro Mazzei, direttore dell’Autorità Idrica Toscana – la delibera dell’autorità nazionale. Il fatto che il nostro lavoro non sia stato emendato, significa che abbiamo svolto al meglio le nostre attività, in modo da arrivare al vaglio di AEEGSI con tre proposte pienamente adeguate”.
Bruno Valentini è stato eletto a larga maggioranza dai Sindaci toscani
Erano due i candidati alla presidenza dell’Autorità Idrica Toscana: il sindaco di Siena Bruno Valentini e il sindaco di Livorno Filippo Nogarin.
Il sindaco di Siena è stato candidato da alcuni sindaci nella precedente assemblea, mentre il sindaco di Livorno è stato proposto via lettera dal sindaco di Riparbella Salvatore Neri.
Oggi in assemblea, dove rispetto ad altre volte si è vista la presenza di moltissimi sindaci toscani, ha preso per primo la parola il sindaco di Riparbella per confermare la sua proposta. E subito il sindaco di Livorno è intervenuto accettando la candidatura, “per testimoniare la presenza di alcune istanze più di movimento all’interno dell’assemblea dell’AIT”.
Ha preso quindi la parola il sindaco di Siena, ricordando che “la Toscana è oggi più plurale, non ha più un monocolore che governa i territori e dunque deve tener conto della pluralità della società. Avrei potuto essere eletto già alla passata Assemblea, ma ho preferito che ci fosse un periodo di riflessione e che oggi tanti sindaci possano scegliere in coscienza”.
“AIT – ha proseguito Valentini – è il nostro controllo sui gestori, l’Ente che aiuta comuni, utenti e cittadini a pretendere garanzie di trasparenza e di buon funzionamento dalle aziende che gestiscono il servizio idrico integrato”.
L’assessore di Camaiore, Simone Leo, ha sostenuto la candidatura di Bruno Valentini, dicendo che “servono tanti e costosi interventi strategici sul settore e non basterà la tariffa a coprirne le spese”. “Resta inteso – ha ancora detto Leo – che il ruolo del presidente dell’assemblea AIT è un ruolo di garanzia e non un ruolo politico”.
È intervenuto anche l’assessore Gabriele Marconcini di Sansepolcro che ha apprezzato le parole del candidato Sindaco di Siena, sostenendo però la necessità di “un cambio di passo dell’Autorità Idrica. Per questo, in maniera provocatoria, voterò per il sindaco Nogarin”.
A fine interventi e prima della votazione ha parlato il sindaco di Figline e Incisa Valdarno, Giulia Mugnai, che ha ricoperto per un lungo periodo la carica di presidente non eletto, come più giovane sindaco dell’assemblea, ricevendo l’apprezzamento e un lungo applauso per il suo servizio da parte di tutti i sindaci toscani.
La votazione ha incoronato Bruno Valentini presidente dell’Autorità Idrica Toscana, col voto favorevole dei seguenti Comuni: Camaiore, Fosdinovo, Lucca, Capannoli, Capannori, Capraia e Limite, Empoli, Pisa, Poggibonsi, Ponte Buggianese, San Miniato, Vecchiano, Barberino di Mugello, Barberino Val d’Elsa, Firenze, Figline e Incisa Valdarno, Montemurlo, Pistoia, Prato, Scandicci, Arezzo, Bibbiena, Foiano della Chiana, Laterina, Montepulciano, Piombino, Castiglione d’Orcia, Grosseto, Massa Marittima, Rapolano Terme.
Hanno votato invece per Filippo Nogarin, i Comuni di Sansepolcro, Volterra, Riparbella e Carrara. Gli astenuti sono stati: Viareggio, Siena, Livorno, Montevarchi, Manciano e Sesto Fiorentino.
Il nuovo presidente Bruno Valentini, che si è insediato immediatamente, ha dichiarato: "sono soddisfatto per questo importante ruolo di garanzia che tutti i colleghi toscani mi hanno affidato. Conto di poter svolgere al meglio il mio mandato per portare la gestione del servizio idrico integrato più vicino ai cittadini toscani. Chiederò una forte collaborazione agli altri sindaci e non mancherò di confrontarmi anche con il grande mondo dell'associazionismo ambientale".
L’Autorità Idrica Toscana mette in cattedra le proprie competenze per gli operatori del Servizio Idrico
Oggi, 20 settembre, si è svolto, presso Tiforma, un seminario sulle perdite idriche degli acquedotti. È uno dei maggiori problemi che affligge le reti idropotabili del nostro Paese. È risaputo, infatti, che i tubi dei nostri acquedotti hanno un’età media di oltre 40 anni, e denunciano perdite di acqua buona nell’ordine del 40%. Cioè, di 100 litri che vengono immessi in acquedotto, pronti per arrivare ai rubinetti di casa, 40 litri vanno perduti.
Con questo seminario gli ingegneri Paolo Quaranta e Andrea Cappelli, dell’Autorità Idrica Toscana hanno fornito dati, numeri e strumenti per comprendere meglio e conoscere il tema delle perdite, di cui spesso si parla con superficialità. I suggerimenti forniti riguardano anche i possibili interventi che consentirebbero di ridurre le perdite.
La questione è stata affrontata e analizzata in tutte le sue componenti, partendo dalla necessità di avere la conoscenza delle infrastrutture dedicate al prelievo e al trasporto della risorsa idrica, fin nelle nostre case e la loro raffigurazione tramite un GIS che consenta una precisa localizzazione delle infrastrutture. Si è poi passati a descrivere la metodologia di calcolo delle perdite, con l’analisi degli strumenti di misura più adatti che il mercato attuale propone.
Infine i nostri ingegneri hanno vengono illustrato i più interessanti metodi utilizzati per la ricerca delle perdite, passando da metodologie innovative (ricerca tramite satellite) alle ricerche sul campo con operatori specializzati dotati di apparecchiature adeguate.
inchiesta sul servizio idrico
Oggi Il Sole 24 Ore pubblica un'inchiesta di Claudio Gatti sul Servizio Idrico Integrato e sullo stato degli acquedotti in Italia. Si tratta di un circostanziato "j'accuse" alla politica che, in questi ultimi decenni, non ha dato corso agli investimenti o non li ha messi nel conto delle tariffe.
Ecco qui un brano dell'inchiesta (e sotto il link all'articolo integrale):
"In questi giorni si parla molto dello straordinario costo, economico e umano, che il nostro Paese sta pagando da decenni per via del vuoto strategico in campo sismico e idrogeologico ma, pur non avendo fatto vittime, l'immobilismo demagogico sta causando gravi danni anche sul fronte idrico".
Molto interessante anche la comparazione, tra alcuni Paesi europei, della spesa di acquedotto e fognatura per una famiglia tipo(formata da due adulti e due bambini) con un consumo annuo pari a 180mila litri:
Germania 792 euro
Olanda 770 euro
Regno Unito 646 euro
Francia 603 euro
Spagna 340 euro
Italia 248 euro
Grecia 243 euro
[fonte IL SOLE 24 ORE - a cura di AA]
I nove mesi più secchi dal 1800
Se si sommano le piogge dei primi nove mesi dell'anno, si registra un deficit di piovosità del 40%, che ne fanno i nove mesi più secchi dal 1800.
E nel mese di agosto, con un meno 82% rispetto alla piovosità media, risulta il quarto tra i più secchi dal 1800, facendo chiudere la stagione estiva con un deficit di precipitazione pari a 41% rispetto alla media, la quarta estate più secca di sempre. Lo rende noto il climatologo del CNR Michele Brunetti. Inoltre il mese di agosto 2017 è il terzo più caldo di sempre con 2,53 gradi sopra la media.
''Le scarse precipitazioni estive - sottolinea il climatologo - non hanno fatto altro che peggiorare una condizione di siccità già molto grave alla chiusura della stagione primaverile che, con un deficit di quasi il 50% rispetto alle precipitazioni medie primaverili, è risultata la terza più secca di sempre. A parte le importanti precipitazioni che hanno caratterizzato il centro-sud nel mese di febbraio, è da dicembre 2016 che le precipitazioni risultano sotto media sull'intero territorio nazionale, tanto che, se consideriamo le precipitazioni cumulate sulle ultime tre stagioni (i 9 mesi da dicembre 2016 ad agosto 2017), siamo di fronte a un deficit di precipitazioni di quasi il 40%, senza grosse differenze tra nord e sud e, se le confrontiamo con le medesime tre stagioni dal 1800 ad oggi, quelli di quest'anno risultano i 9 mesi più secchi di sempre”.
[fonte ANSA - a cura di AA]
Intervento integrale del direttore generale AIT (IWA Conference) su lezioni da imparare e percorsi futuri sul tema della gestione del servizio idrico
Alessandro Mazzei, direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana, ha tenuto un intervento alla 4a conferenza internazionale, organizzata da IWA (International Water Association) a Livorno, sul tema delle sfide del servizio idrico nel XXI secolo. L'intervento (in inglese) è stato apprezzato dall'uditorio internazionale presente al convegno, tenutosi a Livorno, presso Villa Letizia, tanto che molti dei presenti hanno chiesto al direttore generale di AIT informazioni più dettagliate sul lavoro svolto in questi anni dall'Autorità Idrica Toscana, mostrando un interesse non formale per le nostre attività. Anche per questo motivo vogliamo rendere noto a tutti il contenuto dell'intervento di Mazzei con questo link alla relazione, dove si può comprendere i compiti attuali della nostra Autorità e gli obiettivi futuri che servono a rendere più efficiente il sistema dell'idropotabile toscano.
Il direttore AIT interviene alla 4a conferenza internazionale sul Servizio Idrico Integrato
L’esperienza della regolazione in Toscana. È stato questo il focus della relazione che il direttoregenerale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, ha tenuto nella prima giornata del convegno internazionale sul futuro del servizio idrico e le sfide per il nostro secolo. Il titolo originale è “Water Challenges in XXI Century: Role of Economics, Statistics and Asset Management”, una conferenza sulla gestione delle infrastrutture del servizio idrico e la capacità di accedere a finanziamenti bancari da parte delle aziende di gestione del Servizio Idrico Integrato.
A questa quarta conferenza internazionale che si è tenuta a Villa Letizia a Livorno, organizzato da IWA – International Water Association, insieme all’Università di Pisa, hanno preso parte amministratori pubblici, gestori, giuristi, economisti, ingegneri, ecologisti e studiosi di vari istituti universitari europei e internazionali. È stato un appuntamento importante per discutere sul futuro del settore idropotabile e per individuare quale sia il miglior modo per portare nel futuro le migliori esperienze e le idee più positive perché il servizio idrico integrato cresca in qualità e non abbia un costo enorme per i cittadini.

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