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Timestamp: 2019-11-12 04:08:40+00:00

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Concorso Dirigente Scolastico: Clamorosa sentenza TAR annulla tutto, commissari incompatibili. Concorso va avanti al CdS - Professionisti Scuola
Colpo di scena ! Tutti col fiato sospeso per l'esito dell'udienza del 2 luglio al TAR, attesa da tutti i partecipanti al concorso per Dirigenti Scolastici e che doveva definire il destino di questo concorso. L'attesa era dovuta ad una udienza calendarizzata per oggi che riguardava un ricorso di più ricorrenti. Ebbene, è nel frattempo stata invece pubblicata una sentenza, di cui in anteprima vi mostriamo il testo, in cui i giudici del TAR hanno disposto l'annullamento dell'intero concorso in risposta al ricorso di una sola candidata che aveva invocato ben 11 motivazioni tra cui la legittimità del SW utilizzato, la composizione delle commissioni, l’anonimato. Tra queste però il TAR ha ritenuto essere accoglibile soltanto una motivazione quella della incompatibilità di un commissario che svolge anche funzione di sindaco e di due commissarie che sono state impegnate in corsi di formazione.
Una sentenza che getta nello sconforto migliaia di vincitori e idonei ma che devono comunque mantenere i nervi saldi perchè ora la sentenza sarà certamente appellata dal Miur al Consiglio di Stato come già avvenne con i precedenti ricorsi che miravano a sovvertire l'esito della preselettiva. Consiglio di stato che nel merito potrebbe completamente ribaltare l'esito della sentenza del Tar e procedere comunque in tempi brevi ad una ordinanza cautelare che annullerebbe immediatamente gli effetti di questa sentenza consentendo al Miur di procedere comunque alla immissione in ruolo dei vincitori ed idonei.
Con il gravame in trattazione la ricorrente impugna gli atti approvativi della graduatoria dei candidati ammessi agli orali (dd.n.395/2019) del concorso pubblico per il reclutamento di dirigenti scolastici nonché gli atti presupposti di nomina della commissione esaminatrice, di predisposizione di quadri di riferimento (criteri) e i verbali inerenti la valutazione delle prove scritte. Si è costituito il Miur a mezzo della difesa erariale.
1. SU LEGITTIMITÀ' DEL VOTO NUMERICO
3. OGGETTIVITÀ' DELLA VALUTAZIONE
4. PRINCIPIO DELLA UNICITÀ' DELLA PROVA
5. SU VIOLAZIONE DELL'ANONIMATO
Con specifico riguardo alla formulazione e alla riposta a quesiti a risposta multipla si è espresso nei sensi sopra tratteggiati anche questo Tribunale che ha puntualizzato che “L'opinabilità delle questioni giuridiche sottese ai quesiti, spesso articolati e complessi, che connotano le prove d'esame del concorso notarile, impedisce di esaminarle come se si trattasse di quiz rispetto ai quali la Commissione è chiamata soltanto a verificare l'esattezza o meno delle risposte fornite”, puntualizzando conseguentemente che “In estrema sintesi, si può dunque affermare che nella valutazione degli elaborati dei candidati al concorso per posti di notaio (ma la conclusione non può mutare nel caso di quesiti per aspiranti specializzando in medicina, n.d.s.), la Commissione di concorso formula un giudizio tecnico-discrezionale espressione di puro merito, come tale di norma non sindacabile in sede di legittimità, salvo che esso risulti viziato ictu oculi da macroscopica illogicità, irragionevolezza, arbitrarietà o travisamento del fatto”(T.A.R. Lazio - Roma, Sez. I, 2 dicembre 2013,n. 10349).
11. SU INCOMPATIBILITÀ' DEI COMPONENTI DELLE SOTTOCOMMISSIONI
b) l’art. 16 co. 2, lett. d) del D.M. 3 agosto 2017 n. 138, recante proprio la disciplina regolamentare del concorso de quo, statuiva espressamente che i componenti dell’organismo tecnico, tra l’altro, «non debbono svolgere, o aver svolto nell’anno antecedente alla data di indizione del concorso, attività o corsi di preparazione ai concorsi per il reclutamento dei dirigenti scolastici” con la conseguenza che non potevano essere nominati come componenti delle sottocommissioni le dott.sse Davoli e Busceti che avevano svolto attività formative nell'anno precedente all'indizione del concorso;
d) ne discende ulteriormente che tale illegittimità si riverbera a cascata sull'operato di tutte le commissioni, essendo stati i criteri di valutazione definiti da organismo illegittimamente formato. La giurisprudenza del Consiglio di Stato ha in tale ottica affermato il principio che “del resto la ratio dell'incompatibilità stabilita dall'art. 6, comma 2, del D.M. n. 96/2016 risiede nell'esigenza di evitare che i candidati che hanno seguito corsi di preparazione al concorso possano risultare avvantaggiati dalla presenza in commissione di un loro docente” (Consiglio di Stato, Sez. VI, 25.3.2019 n. 1965).
Ciò premesso, il ricorso va accolto a seguito della riconosciuta fondatezza della doglianza che ha contestato la legittimità dell’operato della Commissione plenaria nella seduta in cui sono stati fissati i criteri di valutazione, con conseguente annullamento in toto della procedura concorsuale in questione.
Così deciso in Roma nella Camera di consiglio del giorno 2 luglio 2019 con l'intervento dei Magistrati:
PSN - Sentenza TAR annulamento Concorso DS.pdf [ ]

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