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⭐Manuel De Nicola. La rappresentazione delle operazioni di leasing in bilancio
Manuel De Nicola. La rappresentazione delle operazioni di leasing in bilancio
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1 Manuel De Nicola La rappresentazione delle operazioni di leasing in bilancio2 Copyright MMIX ARACNE editrice S.r.l. via Raffaele Garofalo, 133 A/B Roma (06) ISBN I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi. Non sono assolutamente consentite le fotocopie senza il permesso scritto dell Editore. I edizione: 20083 Sommario p. Introduzione Le possibili classificazioni del leasing Il profilo giuridico dell operazione Le principali definizioni accolte nella dottrina e nella prassi contabile La rappresentazione sostanziale del leasing in bilancio I riflessi sul leasing del dibattito sul principio della prevalenza della sostanza sulla forma I metodi di rilevazione contabile L evoluzione nella dottrina italiana Alcune differenze tra prassi contabile nazionale e internazionale L orientamento dell OIC verso l accoglimento del metodo finanziario Le criticità della normativa fiscale ai fini dell adozione del metodo finanziario...554 6 La rappresentazione delle operazioni di leasing in bilancio 3. L orientamento prospettico congiunto di IASB e FASB Alcune criticità dei principi contabili internazionali relativi al leasing Il superamento dell approccio risk rewards nell orientamento congiunto di IASB e FASB Verso l adozione dell approccio rights and obligations Alcune criticità dell approccio rights and obligations Il nuovo quadro definitorio di attività e passività Alcune osservazioni finali...97 Bibliografia...1015 Introduzione6 7 Il leasing è un contratto che, pur non essendo specificamente disciplinato, riveste una funzione rilevante per il supporto operativo delle attività aziendali. Esso, infatti, assolve la funzione di strumento di finanziamento e può essere inteso anche nella logica delle operazioni di investimento. La flessibilità del leasing ne consente l adozione secondo molteplici configurazioni e ne favorisce una diffusione operativa in continuo aumento. Ciò però comporta anche un più e- levato livello di complessità ai fini della rilevazione contabile, della misurazione e della rappresentazione in bilancio. L operazione oggetto della ricerca, inoltre, rappresenta un caso emblematico in cui la rilevanza economico sostanziale è sensibilmente differente dalla portata giuridico formale. Invero, poiché il bene oggetto dell operazione non è formalmente di proprietà dell azienda utilizzatrice, secondo una logica prettamente giuridica esso non confluiscono nel patrimonio di questa. Tuttavia, considerando la funzione economica del bene, si desume che questo, essendo sostanzialmente impiegato dal locatario, contribuisce specificamente allo svolgimento dei suoi processi aziendali. La rappresentazione del leasing diviene quindi problematica nel momento in cui viene contabilizzata secondo gli aspetti formali, «mentre la dottrina aziendalistica e la prassi internazionale (regolata dai principi contabili) prevedono che la rappresentazione in bilancio di tutti i fatti aziendali avvenga secondo la realtà economica sottostante gli aspetti formali» 1. 1 Cfr. G. Paolone, Il Bilancio di esercizio. Funzione informativa, principi, criteri di valutazione, Giappichelli, Torino, 2004, p Più avanti l Autore osserva che «[i]l problema, di non sempre facile soluzione, è quello di riconoscere e comprendere la sostanza economica di un operazione nei suoi elementi costitutivi, con la conseguenza di dover assai spesso individuare, non solo le caratteristiche dell operazione oggetto di analisi, ma anche quelle relative ad altre operazioni ad esse correlate o correlabili».8 10 La rappresentazione delle operazioni di leasing in bilancio Oltre ad un analisi introduttiva degli aspetti giuridici del contratto, nel lavoro ci si sofferma in particolare sulle problematiche relative ai metodi di interpretazione, rilevazione e rappresentazione in bilancio, esaminati mediante il raffronto tra i principali orientamenti emersi in dottrina e nella prassi, sia a livello nazionale che internazionale. In particolare, il nuovo scenario che si sta delineando in tale ambito è orientato a superare la tradizionale distinzione tra leasing finanziario e leasing operativo. Esistono, infatti, molteplici situazioni di conflitto tra modelli interpretativi e modalità di recognition di asset e liability: né in ambito di prassi contabile nazionale né in ambito di prassi contabile internazionale sono stati risolti. Nel presente lavoro si evidenziano le criticità connesse agli approcci tradizionali relativi al trattamento del leasing e le problematiche da affrontare per agevolare la transizione verso l interpretazione delle operazioni aziendali in base all identificazione di rights and obligations ad esse associati. * * * * * L autore desidera manifestare la sua viva gratitudine al prof. Giuseppe Paolone, per la guida costante, e al prof. Luciano D Amico, per la presenza decisiva per la sua crescita.9 La rappresentazione delle operazioni di leasing in bilancio10 11 1. LE POSSIBILI CLASSIFICAZIONI DEL LEASING 1.1. IL PROFILO GIURIDICO DELL OPERAZIONE Le operazioni di leasing sono oggetto di numerosi contributi nella dottrina economico aziendale 1, tuttavia deve attri- 1 In tema di leasing alcuni tra i principali contributi della dottrina economico-aziendale sono i seguenti: M. Bonacchi, M. Ferrari, Il leasing finanziario. Profili contabili, fiscali e gestionali, II ed., Ipsoa, Milano, 2007; M. Bonacchi, A. Cioni, Alla ricerca della rappresentazione veritiera e corretta per il leasing finanziario nel bilancio del locatore, Quaderni Monografici Rirea, n. 16, Roma, 2003; M. Bonacchi, M. Ferrari, «La contabilizzazione del leasing tra quadro fedele e convenienza fiscale», in Rivista Italiana di Ragioneria e di Economia Aziendale, Luglio Agosto 2001; A. Carretta, G. De Laurentis (a cura di), Manuale del leasing, Egea, Milano, 1998; M. Cattaneo, «Leasing, analisi finanziaria e disciplina in bilancio di canoni di leasing», in Le Società, 1990; M. Cattaneo, P. Golia, P. Manzonetto, Il bilancio degli enti creditizi, Edibank, Milano, 1993; M. Cattaneo, «La dinamica delle strutture d impresa e le operazioni di leasing», in Banche e Banchieri, n. 10, 1979; E. Cavalieri (a cura di), Il bilancio di esercizio degli enti creditizi, Utet, Torino, 1993; F. Donati, Le modalità di contabilizzazione del leasing in Italia: la prassi consolidata e le nuove proposte, in AA.VV., La contabilizzazione delle operazioni di leasing, Giuffrè, Milano, 1983; G. Galimberti, I problemi attuali del leasing in Italia, in AA.VV., La contabilizzazione delle operazioni di leasing, Giuffrè, Milano, 1983; A. Gallesio, G. Ossola, Il controllo di gestione nelle aziende di leasing e di credito al consumo,12 14 Capitolo 1 buirsi alla dottrina giuridica la principale fonte classificatoria del fenomeno 2. Nell ordinamento giuridico italiano, il leasing 3 è introdotto a partire dagli anni sessanta con la denominazione di locazione finanziaria presente nella L. 25 settembre 1968, n. Giuffrè Editore, Milano, 1990; F. M. Giuliani, Il leasing nel bilancio, Quaderni di Giurisprudenza Commerciale, Giuffrè, Milano, 1996; A. Guerrini, Operazioni di leasing, in P. Andrei (a cura di), L adozione degli IAS/IFRS in Italia: impatti contabili e profili gestionali, Giappichelli, Torino, 2006; Id., I beni in leasing, in M. Allegrini (a cura di), L adozione degli IAS/IFRS in Italia: impatti sostanziali e formali sul bilancio. Operazioni di leasing e fondi per rischi e oneri, Giappichelli, Torino, 2007; A. Lanfranchi, Il bilancio delle società di leasing, in M. Confalonieri, P. Golia (a cura di), Il bilancio degli enti finanziari, Edibank, Milano, 1995; G. Ossola, Il bilancio delle società di leasing e le direttive CEE, Giappichelli, Torino, 1994; M. Pizzo (a cura di), Leasing: recognition e rappresentazione in bilancio. Profili evolutivi, Giappichelli, Torino, 2007; R. Ruozi, A. Carretta (a cura di), Manuale del leasing, Giuffrè, Milano, 1984; V. Salafia, «Imputazione in bilancio dei canoni di leasing», in Le Società, 1990; S. Santucci, L iscrizione dei beni in leasing nel bilancio dell utilizzatore, Università degli Studi di Pavia, Facoltà di Economia, Dipartimento di Ricerche Aziendali, Serie Working Paper Anno 9, Quaderno n. 3, aprile 2001; U. Sòstero, C. Marcon, «Le operazioni di compravendita e retrolocazione: profili contabili», in Rivista dei Dottori Commercialisti, n. 4, 2007; C. Sottoriva, La rappresentazione nel bilancio di esercizio e nel bilancio finanziario del contratto di leasing di tipo finanziario, Quaderni Monografici Rirea, n. 22, 2003; L. Staffico, «Rilevazione delle operazioni di leasing e misura del reddito e del capitale», in Rivista dei dottori commercialisti, n.1, 1984; E. Viganò, L iscrizione del leasing nei conti e nei bilanci di impresa, Giannini, Napoli, Cfr. V. Buonocore, A. Fantozzi, A. Alderighi, G. Ferrarini, Il leasing. Profili privatistici e tributari, Giuffrè, Milano, 1975; R. Clarizia, I contratti di finanziamento. Leasing e factoring, Utet, Torino, 1989; Id., I contratti per il finanziamento dell impresa: mutuo di scopo, leasing, factoring, Giappichelli, Torino, 2002; G. De Nova, Il contratto di leasing, Giuffrè, Milano, 1985;G. Ferrarini, La Locazione finanziaria, Giuffrè, Milano, 1977; G., Gabrielli «Sulla funzione del leasing», in Rivista di Diritto Civile, II, 1979; E. M. Leo, «L essenza del credito e del leasing finanziario», in Rivista delle Società, I, 1978; S. Monticelli, Il leasing, in G. Alpa, M. Bessone, I contratti in generale I contratti atipici, Utet, Torino, 1991; M. Imbrenda, Il leasing finanziario: trilateralità funzionale ed equilibrio del rapporto, Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 2005; M. Imbrenda, F. Carimini, Leasing e lease back, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, Il termine leasing è di origine anglosassone e, pur se caratterizzato da proprie specificità, è indicativamente riconducibile all antico istituto di Common Law della locazione (lease).13 Le possibili classificazioni del leasing , di conversione del D.L. 30 agosto 1968, n In base alla configurazione accolta la finalità principale del leasing è inquadrata con il trasferimento dell uso di beni strumentali alle imprese che, per specifica scelta o per vincoli finanziari, non avrebbero proceduto ad acquistarli. Tra le caratteristiche identificative di tale contratto si rileva inoltre: - che il trasferimento dovesse essere realizzato dallo stesso produttore dei beni o da un intermediario finanziatore; - che il contratto presentasse la clausola che garantiva al conduttore il diritto di riscattare il bene a conclusione del contratto, acquistandone la proprietà 5. Successivamente, mediante la circolare del 30 gennaio 1969, n. 113 il Ministero delle Finanze introdusse la forma del leasing operativo, come quel contratto in cui la parte che offre il bene in locazione lo ha già a disposizione nel momento in cui si stipula il contratto 6. In seguito si rilevano definizioni più precise delle operazioni di leasing nelle seguenti fonti legislative: 4 «Tale legge assimilava, per finalità agevolative, l investimento su taluni cespiti effettuato con il sistema della locazione finanziaria, all investimento realizzato mediante il ricorso ad un negozio traslativo della proprietà 7. In funzione dell applicazione di tale legge, con la successiva circolare del 30 gennaio 1969, n. 113, il Ministero delle Finanze fornì ulteriori chiarimenti sul contratto». Cfr. F. Saponaro, «Problematiche fiscali del leasing finanziario immobiliare», I Quaderni di Assilea, n. 28, 2004, p. 3. Con riferimento alle disposizioni della citata legge, con la circolare del 13 febbraio 1969, n. 38, l Associazione fra le società italiane per azioni (Assonime) segnalò che si dovesse escludere dalla definizione di locazione finanziaria, il leasing operativo, precisando a tal fine che nella prima fosse necessaria la presenza di un impresa intermediaria, che acquistasse i beni dal produttore per darli in locazione alle imprese che li richiedessero. In tale circolare si puntualizzò, inoltre, che il bene oggetto del contratto, dovesse essere un fattore strumentale normalmente non disponibile sul mercato in locazione. 5 In modo tale da differenziare l operazione in questione sia dalla locazione che dalla vendita a rate. 6 Sulla definizione del leasing operativo secondo la giurisprudenza si veda M. La Torre, Le tipologie particolari dell operazione, in A. Carretta, G. De Laurentis (a cura di), Manuale del leasing, Egea, Milano, Si veda il medesimo contributo anche per un ampia rassegna delle varie categorie di leasing.14 16 Capitolo 1 - l art. 17 della L. 2 maggio 1976, n. 183, stabilisce che «per operazioni di locazione finanziaria si intendono le operazioni di locazione di beni mobili e immobili, acquistati o fatti costruire dal locatore, su scelta e indicazione del conduttore, che ne assume tutti i rischi, e con facoltà per quest ultimo di divenire proprietario dei beni locati al termine della locazione, dietro versamento di un prezzo prestabilito» 7 ; - l art.1 del D.M. 23 luglio 1980 in base al quale le operazioni di locazione finanziaria consistono nella «locazione di beni mobili e immobili acquistati o fatti costruire dal locatore, su scelta ed indicazione del conduttore» con previsione stabilita dall art. 4 che «alla scadenza del contratto di locazione finanziaria, i beni possano essere acquistati dal conduttore» 8. In assenza di una disciplina civilistica specifica sul leasing 9, la difficoltà di inquadrare tale operazione in un unica tipologia contrattuale ha generato spesso il tentativo, soprattutto in ambito giuridico, di assimilarla ad altre fattispecie contrattuali (come, ad esempio, la locazione 10, il 7 Tale definizione risulterà successivamente richiamata e adattata dall Organismo Italiano di Contabilità (OIC) nella definizione del principio contabile n Una definizione simile di leasing era stata proposta con l art. 6, comma 11 del D.L. 8 marzo 1991, n 72, non convertito in legge, secondo cui «per locazione finanziaria si intende l operazione nella quale il concedente mette a disposizione per un tempo determinato e verso un corrispettivo periodico un bene strumentale all attività dell utilizzatore, acquistato o fatto costruire dal concedente su scelta ed indicazione o già di proprietà dell utilizzatore stesso, che assume tutti i rischi anche di perimento e che può acquistarne la proprietà alla scadenza del contratto con il pagamento di un prezzo prestabilito». 9 Per riflessioni analitiche circa la mancanza di una disciplina organica civilistica relativa al leasing e l opportunità di uno specifico intervento del legislatore si veda per tutti G. De Nova, Nuovi contratti, Utet. Torino, 1994, pp. 30 e segg. Con riferimento invece all accoglimento in ambito fiscale della distinzione tra leasing finanziario e leasing operativo, si veda F. Saponaro, «Problematiche fiscali del leasing finanziario immobiliare», op. cit., pp. 4 e segg. 10 La società di leasing, diversamente dal locatore, acquista o fa costruire il bene esclusivamente per concederlo in godimento all utilizzatore, in tal senso la proprietà, che il concedente acquista sul bene, è strettamen-15 Le possibili classificazioni del leasing 17 mutuo 11, la vendita rateale con riserva di proprietà 12 ), riuscendo tuttavia ad evidenziare solamente punti di contatto ed affinità che, seppur rilevanti, non consentono di operare una equiparazione integrale 13. Ciò ha condotto a riconoscere nel leasing un contratto atipico 14. te strumentale all operazione di finanziamento che intende realizzare. Tale aspetto comporta differenze aggiuntive quali, a titolo di esempio, quella relativa alla funzione del canone. Nel leasing finanziario il canone comprende una quota relativa al costo dell operazione finanziaria ed un altra a titolo di remunerazione per il godimento del bene. Nella locazione differentemente il corrispettivo coincide con la seconda delle suddette componenti. Cfr. R. Clarizia, I contratti di finanziamento. Leasing e Factoring, op. cit., p La principale differenza tra leasing finanziario e mutuo è da ascriversi al fatto che non vi è trasferimento della proprietà di una somma di denaro con il connesso obbligo di restituzione. Cfr. G. De Nova, Il contratto di leasing, op. cit., pp. 12 e segg. Per un confronto di tipo economico aziendale circa differenze ed analogie tra leasing e mutuo si vedano, tra gli altri, i seguenti contributi: M. Cattaneo, Il capitale circolante netto, Utet, Torino, 1988; F. Devizzi, «Leasing o mutuo? L analisi di convenienza tra finanziamenti alternativi», in Amministrazione e Fiananza, n. 18, 1999; P. Petrolillo, «Leasing e mutuo: un tentativo di analisi finanziaria finalizzata alla scelta della fonte di finanziamento», in Rivista bancaria, n. 3, Tra il leasing finanziario e la vendita rateale con riserva di proprietà sussiste identità economica, malgrado ciò si rilevano alcune differenze. Infatti, sul piano giuridico formale, nel leasing finanziario il trasferimento della proprietà del bene si origina mediante l esercizio del diritto di riscatto (che si configura come una delle tre possibili alternative che si presentano al locatario alla scadenza del contratto, oltre alla restituzione del bene al concedente e al rinnovo del contratto mediante canoni rinegoziati); mentre nell altra fattispecie contrattuale ciò si verifica automaticamente con il pagamento del corrispettivo totale. Inoltre, sul piano sostanziale, il trasferimento della proprietà del bene «risulta causalmente funzionale al finanziamento dell utilizzatore e non al collocamento definitivo del bene». Cfr. F. Saponaro, «Problematiche fiscali del leasing finanziario immobiliare», op. cit., p. 13. Per approfondimenti sul tema si vedano anche C. M. Bianca, La vendita e la permuta, in F. Vassalli, Trattato di diritto civile italiano, Utet, Torino, 1972 p. 55; R. Clarizia, I contratti di finanziamento. Leasing e Factoring, op. cit., p. 119; G. De Nova, «Contratto di leasing e controllo delle condizioni generali di contratto, in Riv. dir. comm., 1973, II, p. 329; Id., Il contratto di leasing, Giuffrè, Milano, 1985, pp. 17 e segg.; G. Ferri, Manuale di diritto commerciale, V ed., Utet, Torino, 1980, pp. 819 e segg.; G. Mirabelli, «Il leasing e il diritto italiano», in Banca, borsa, tit. cred., I, 1974, pp. 247 e segg. 13 In tal senso Ruozi definisce il leasing come «una forma contrattuale finanziaria sui generis» che si è sviluppata in Italia negli anni Sessanta e16 18 Capitolo 1 All interno della categoria del leasing finanziario è possibile annoverare le due ulteriori tipologie di leasing di godimento e leasing traslativo che si devono alla nota distinzione elaborata dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione a decorrere dalla sentenza delle sezioni unite n. 65 del 7 gennaio Più in particolare, in funzione dello scopo perseguito dalle parti e delle conseguenti caratteristiche fondamentali del contratto, si opera la distinzione tra le seguenti fattispecie 15 : Settanta «non essendo un doppione delle vendite rateali, non essendo una forma di credito garantito, non essendo una semplice locazione, non essendo uno schermo fiscale, non essendo neppure una forma di finanziamento che presenta notevoli vantaggi nel bilancio delle imprese utilizzatrici e non consentendo neppure interamente di evadere i rischi e le responsabilità che normalmente gravano sulla proprietà dei beni». Cfr. R. Ruozi, Il leasing: origine, evoluzione e sviluppi futuri, in R. Ruozi, A. Carretta (a cura di), Manuale del leasing, op. cit., p Più correttamente l orientamento prevalente della dottrina giuridica e della giurisprudenza sembra essere quello che configura il leasing come un contratto atipico con causa di finanziamento. Cfr. In tal senso R. Clarizia, I contratti di finanziamento. Leasing e Factoring, op. cit., pp. 69 e segg. Per un analisi dettagliata circa la regolamentazione del leasing si vedano, in particolare, M. Bussani, Contratti moderni. Factoring franchising leasing, Utet, Torino, 2004, pp. 259 e segg. 15 L orientamento giurisprudenziale su cui si fonda tale distinzione è consolidato e costante e si rintraccia nelle seguenti sentenze della Suprema Corte: 10482/1993, 1731/1994, 2743/1994, 6034/1997, 12790/1997, 11614/1998, 4855/2000, 10265/2000, 1715/2001, 18229/2003. «In tali sentenze il Supremo Collegio opera la distinzione tra leasing traslativo e leasing di godimento. Precisa come Nell ambito del leasing finanziario sono... individuabili due tipi di leasing: il primo (leasing di godimento), pattuito con funzione di finanziamento, rispetto a beni non idonei a conservare un apprezzabile valore residuale alla scadenza del rapporto e dietro canoni dei beni stessi; il secondo (leasing traslativo), pattuito con riferimento a beni atti a conservare a quella scadenza un valore residuo superiore all importo convenuto per l opzione e dietro canoni che scontano anche una quota del prezzo in previsione del successivo acquisto...per stabilire se si sia in presenza di leasing di godimento o di leasing traslativo, occorre accertare la volontà delle parti trasfusa nelle clausole contrattuali. In particolare, ricorre la figura del leasing di godimento allorquando l insieme dei canoni è inferiore, in modo consistente, alla remunerazione del capitale investito nell operazione di acquisto e concessione in locazione del bene, lasciando non coperta una parte non irrilevante di questo capitale, mentre il prezzo pattuito per l opzione è di corrispondente altezza. Per contro, ricorre la figura del leasing traslativo se l insieme dei canoni17 Le possibili classificazioni del leasing 19 leasing di godimento, che si configura in relazione a quelle operazioni pattuite «con funzione di finanziamento, rispetto a beni non idonei a conservare un apprezzabile valore residuale alla scadenza del rapporto e dietro canoni che configurano esclusivamente il corrispettivo dell uso dei beni stessi»; leasing traslativo, in cui l operazione si riferisce a «beni atti conservare a quella scadenza un valore residuo superiore all importo convenuto per l opzione e dietro canoni che scontano anche una quota del prezzo in previsione del successivo acquisto». Il presupposto alla base di tale distinzione è che nel leasing finanziario, pur essendo sempre presente la causa del finanziamento, essa non è l unica, poiché «il lessor non si limita a prestare denaro al lessee. Infatti nell obbligarsi ad acquistare la proprietà di un bene il concedente aderisce ad un patto di destinazione convenzionale della provvista monetaria e le modalità di rientro del finanziamento individuano se lo stesso abbia anche la causa di godimento ovvero quella traslativa» 16. remunera interamente il capitale impiegato, ed il prevedibile valore del bene alla scadenza del contratto sopravanza in modo non indifferente il prezzo di opzione, con ciò dimostrando che i canoni hanno incluso non solo il corrispettivo per l uso ma anche gran parte del prezzo del bene. (sentenza 7 febbraio 2001, n 1715)». Cfr. OIC Organismo Italiano di Contabilità, OIC 1. I principali effetti della riforma del diritto societario sulla redazione del bilancio d esercizio, 25 ottobre 2004, p Nello specifico «[p]er stabilire se si sia in presenza di leasing di godimento o di leasing traslativo, occorre accertare la volontà delle parti trasfusa nelle clausole contrattuali. Detta ricostruzione della volontà delle parti rientra nell ambito dei poteri del giudice di merito e non è censurabile in sede di legittimità, se non per violazione dei criteri ermeneutici, ovvero per vizio motivazionale». Cfr. Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n del 28 novembre 2003.18 20 Capitolo LE PRINCIPALI DEFINIZIONI ACCOLTE NELLA DOTTRINA E NELLA PRASSI CONTABILE Le tipologie di leasing più comunemente diffuse sono quella finanziaria e quella operativa 17. Il leasing finanziario è un contratto in base al quale il locatore offre in locazione al locatario beni (materiali o immateriali) che questo ultimo ha indicato di acquistare o di far costruire dal locatore. Il locatario si assume i rischi associati all utilizzo del bene e, in genere, ha la facoltà di poter acquisire la proprietà dei beni oggetto della stessa locazione dietro pagamento di un corrispettivo a titolo di riscatto stabilito all interno dello stesso contratto. Di fatto in tale forma contrattuale il leasing coinvolge, seppur indirettamente, un terzo soggetto cioè il fornitore del bene che, tramite la stipula di uno specifico contratto di fornitura a favore del locatore, vende a questo ultimo il bene che sarà oggetto della successiva locazione a favore del locatario 18. La caratteristica tipica del leasing finanziario è quella di agevolare il locatario nel reperimento di fonti di finanziamento 19, tuttavia è possibile rintracciare nella sua causa ge- 17 Tuttavia esistono svariate altre fattispecie che possono caratterizzarsi in base a fattori quali: la natura del bene, la natura dell utilizzatore, la presenza di un incentivo finanziario pubblico, la struttura del contratto e così via. Per una più esaustiva classificazione si veda, in particolare, M. Bonacchi, M. Ferrari, Il leasing finanziario. Profili contabili, fiscali e gestionali, op. cit., pp. 3 e segg. 18 Ibidem. 19 Nello specifico il leasing finanziario può essere considerato come uno strumento di finanziamento che consente di dare copertura al fabbisogno finanziario di medio lungo termine. Secondo Cassandro, ad esempio, «[c]olui che dà in affitto un dato bene è, nella sostanza, un finanziatore di colui al quale il bene viene affittato. Invero, egli consente a costui di fornirsi di un fattore produttivo a lunga durata di uso, senza impiegare i corrispondenti mezzi finanziari. È come se egli, implicitamente, gli avesse fornito tali mezzi, evitandogli una specifica operazione di finanziamento. Si potrebbe anche dire che il leasing è un finanziamento in natura». Cfr. P. E. Cassandro, «Aspetti economico aziendali del leasing», in Rivista bancaria, nn. 3 4, 1987, p. 9. Circa l interpretazione del leasing finanziario come un operazione di finanziamento si veda anche A. Carretta, La valutazione di convenienza economica delle operazioni di leasing dal punto di vista dell azienda locatrice, in R. Ruozi, A. Carretta (a cura di), Manuale del19 Le possibili classificazioni del leasing 21 netica anche la finalità di investimento 20. Tale ultimo aspetto può condurre a configurarlo, pertanto, come un alternativa per l acquisizione di beni materiali (mobili o immobili) o immateriali 21. Il leasing operativo, viceversa può essere definito come un contratto bilaterale, generalmente ritenuto assimilabile alla locazione ordinaria o al noleggio, stipulato tra l impresa utilizzatrice e il fornitore o produttore del bene oggetto dell operazione 22. Oltre che per la bilateralità del rapporto esso presenta le seguenti caratteristiche: leasing, op. cit., pp. 180 e segg. In linea più generale, con le operazioni di locazione finanziaria si mira alla ottimizzazione del processo di correlazione tra impieghi e fonti. Seguendo tale prospettiva, nel leasing finanziario prevale la componente traslativa rispetto a quella del godimento del bene poiché si caratterizza per i «canoni che incorporano parte del prezzo del bene e il prezzo di riscatto inferiore al prezzo di mercato Cfr. M. Bonacchi, M. Ferrari, Il leasing finanziario. Profili contabili, fiscali e gestionali, op. cit., p. 70. Analogamente, la matrice finanziaria dell operazione in questione è evidenziata anche nella prassi contabile italiana poiché sostanzialmente «il leasing finanziario realizza una forma di finanziamento per l uso di un bene, garantito dal mantenimento in capo al concedente della proprietà del bene stesso sino al momento del suo eventuale riscatto da parte del locatario». Cfr. OIC Organismo Italiano di Contabilità, OIC 12, 30 maggio 2005, pp. 53 e segg. 20 In tale ottica si segnala la posizione di Viganò, secondo il quale il leasing finanziario può essere considerato come un operazione in cui appare la compresenza di un investimento, equiparabile ad un acquisto di un bene con pagamento rateale, distinto da un finanziamento, riconducibile ad un prestito obbligazionario (emesso sotto la pari senza titoli) destinato a far fronte alla copertura finanziaria dell acquisto di un fattore produttivo pluriennale. A riguardo si veda E. Viganò, L iscrizione del leasing nei conti e nei bilanci di impresa, op. cit., p In tal senso si veda quanto osserva K. Corsi, Immobilizzazioni materiali, in L. Marchi (a cura di), La contabilità aziendale, V ed., Ipsoa, Milano, 2007, p. 496: «il contratto di leasing finanziario permette al locatario di disporre in locazione dei beni strumentali per la propria attività. Tali beni sono acquistati dal locatore su indicazioni del locatario ed a quest ultimo è concessa la possibilità, al termine del periodo contrattuale, di riscattare il bene stesso ad un costo ridotto. Tale contratto, non disciplinato dalla normativa civilistica, consente di disporre di beni strumentali con ridotto fabbisogno finanziario. In tal modo, da un punto di vista economico finanziario, il leasing è un operazione di investimento oltreché di finanziamento». 22 Tale definizione del contratto di leasing operativo può farsi risalire alla sentenza della Corte di Cassazione n 6390 del 28 ottobre In20 22 Capitolo 1 ha un orizzonte temporale di breve termine 23 generalmente inferiore alla durata economico tecnica del bene; ha per oggetto prevalentemente beni mobili che, grazie alla loro natura durevole, possono essere concessi in locazione ripetutamente 24 ; comprende servizi di manutenzione e di assistenza tecnica a carico del concedente 25 ; non prevede l opzione di riscatto alla scadenza 26, in quanto l obiettivo del locatario è quello di evitare i rischi tipici della proprietà e, soprattutto nel caso di processi con un elevato tasso di innovazione, di garantirsi la possibilità di sostituzione del bene al termine del contratto 27 ; proposito La Torre scrive che «[s]econdo la logica argomentativa della sentenza citata, la contrapposizione tra leasing operativo considerato una semplice locazione posta in essere direttamente dal produttore sui beni di propria produzione, e leasing finanziario, in cui vi è l intervento di un terzo soggetto finanziatore, serviva ad enfatizzare la novità e la diversità di quest ultimo ed a suffragare il principio secondo cui il leasing è in generale un negozio di natura economica, per il quale, in pratica, una parte concede all altra il godimento di un bene dietro corresponsione di un canone periodico determinato». Cfr. M. La Torre, Le tipologie particolari dell operazione, op. cit., pp Secondo P. Riva, I conti d ordine nelle società di leasing locatarie, in D. Travella (a cura di), I conti d ordine nel bilancio d esercizio, Egea, Milano, 2000, p. 200, il leasing operativo può essere definito come una «locazione di beni strumentali per un periodo di tempo breve, solitamente accompagnata da manutenzione e assistenza tecnica». 24 Cfr. M. La Torre, Le tipologie particolari dell operazione, op. cit., p In genere, tuttavia, il locatario ricorre al leasing operativo per utilizzare quei beni che, seppure di natura durevole, sono caratterizzati da una elevata obsolescenza tecnica e che quindi l acquisto in proprietà esporrebbe a rischi maggiori che, tra l altro, renderebbero più gravosa l eventuale sostituzione con un fattore produttivo tecnicamente o tecnologicamente più avanzato. In tal senso cfr. M. Bonacchi, M. Ferrari, Il leasing finanziario. Profili contabili, fiscali e gestionali, op. cit., p Cfr. M. La Torre, Le tipologie particolari dell operazione, op. cit., p. 156; P. Riva, I conti d ordine nelle società di leasing locatarie, op. cit., p Cfr. M. La Torre, Le tipologie particolari dell operazione, op. cit., p M. Bonacchi, M. Ferrari, Il leasing finanziario. Profili contabili, fiscali e gestionali, op. cit., p. 65. Vedere altro
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