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Timestamp: 2019-07-18 13:48:50+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^ 27/09/2017, Sentenza n.44439 | AmbienteDiritto.it
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^ 27/09/2017, (Ud. 15/12/2016) Sentenza n. 44439
ACQUA - INQUINAMENTO IDRICO - Impianto di autolavaggio - Smaltimento delle acque reflue - Autorizzazione - Necessità - Art. 137 dlgs n. 152/2006 - RIFIUTI - Trattamento dei fanghi - Contratto con una ditta specializzata - Ininfluenza.
In tema di tutela delle acque dall'inquinamento, integra la fattispecie prevista dall'art. 137 del decreto Legislativo n. 152 del 2006 lo scarico, (nella specie: impianto di autolavaggio), delle acque reflue nella rete fognaria in assenza della prescritta autorizzazione, a prescindere dalla esistenza o meno di un contratto con una ditta specializzata per il trattamento dei fanghi derivanti dallo svolgimento dell'attività.
(conferma sentenza n. 625/16 della CORTE DI APPELLO DI CATANZARO del 17/03/2016) Pres. RAMACCI, Rel. GENTILI, Ric. Iannuzzi
sul ricorso proposto da IANNUZZI Vincenzo, nato ad Altomonte (Cs) il 4 marzo 1937;
avverso la sentenza n. 625/16 della Corte di appello di Catanzaro del 17 Marzo 2016;
sentito il PM, in persona del Sostituto Procuratore generale Dott. Stefano TOCCI, il quale ha concluso chiedendo la dichiarazione d’inammissibilità del ricorso;
sentita, altresì, per il ricorrente l'avv.ssa V. S. del foro di Roma, in sostituzione dell'avv. S. V., del foro di Cosenza, che ha insistito per l'accoglimento del ricorso.
Con sentenza del 17 marzo 2016 la Corte di appello di Catanzaro ha confermato la condanna alla pena di giustizia inflitta dal Tribunale di Cosenza nei confronti di Iannuzzi Vincenzo, riconosciuto responsabile del reato di cui all'art. 137 del dlgs n. 152 del 2006 per avere effettuato, in qualità di titolare di un impianto di autolavaggio, lo scarico delle derivanti acque reflue nella rete fognaria in assenza della prescritta autorizzazione in periodi andanti dal 12 novembre 2011 al 11 giugno 2012.
Trattasi di accertamento in fatto, frutto, secondo quanto riferito nella sentenza di merito, di ben due accessi svolti dagli organi della polizia municipale, non più suscettibile di essere posto in discussione in questa sede di legittimità; né può affermarsi che in sede di merito vi sia stata una qualche illegittima, in quanto congetturale, valutazione degli elementi indiziari emersi nel corso della istruttoria dibattimentale, posto che non può dirsi congetturale ma frutto di un plausibile ragionamento induttivo, l'affermazione della carenza della autorizzazione allo smaltimento delle acque reflue industriali rivenienti dallo svolgimento della attività di autolavaggio, essendo questa fondata sulla avvenuta cancellazione da parte del prevenuto dalla lista degli artigiani; infatti, essendo la permanenza in tale lista un presupposto logico del legittimo svolgimento della attività condotta dallo Iannuzzi, risulta del tutto ragionevole ritenere che, una volta venuta meno detta iscrizione, non avrebbe avuto senso, sulla base di una razionale valutazione del dato obbiettivo emerso (cioè lo svolgimento della attività e la cancellazione dalla lista degli artigiani), il dotarsi a quel punto della predetta autorizzazione per lo smaltimento delle acque reflue.
Il secondo motivo di impugnazione è parimenti infondato, posto che la contestazione mossa allo Iannuzzi ha ad oggetto la mancanza della prescritta autorizzazione allo sversamento dei reflui industriali nella ordinaria rete fognaria e non la esistenza o meno di un contratto con una ditta specializzata per il trattamento dei fanghi derivanti dallo svolgimento della attività di autolavaggio; del tutto indifferente è, pertanto, ai fini del decidere la circostanza, peraltro piuttosto genericamente allegata dal ricorrente (non è, infatti, chiaro dal tenore del ricorso in quale maniera sarebbe stato possibile attribuire data certa al predetto contratto anteriore alla data in cui risulta essere stata contestata la contravvenzione a carico del ricorrente), che lo Iannuzzi avesse o meno in corso di svolgimento una rapporto contrattuale avente ad oggetto lo smaltimento dei fanghi.
Va, al riguardo, detto che il ricorrente non ha evidenziato alcuna ragione - ove si eccettui la sua incensuratezza, fattore questo normativamente irrilevante se valutato isolatamente ai fini della concessione delle attenuanti generiche - che avrebbe potuto, secondo la sua stessa prospettazione, fondare una valutazione di meritevolezza da parte sua dell'invocato beneficio.
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References: Sentenza 
 Sentenza 
 Art. 137
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