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Timestamp: 2017-10-20 13:58:13+00:00

Document:
L. R. Umbria 09/04/2015, n. 11 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR33219
B.U. R. Umbria Suppl. Ord. 01/02/2017, n. 1
- L.R. 17/08/2016, n. 10
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1. Il presente testo unico persegue, in particolare, le seguenti finalità:
a) la tutela della salute quale diritto fondamentale della persona e della comunità;
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PARTE I - SANITÀ
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TITOLO I - NORME SUL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
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Art. 3 - (Ordinamento del servizio sanitario regionale)
1. L'ordinamento del Servizio sanitario regionale è costituito dal complesso di funzioni, attività e strutture che, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 32 della Costituzione e con i principi contenuti nel decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 R (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517 (Disciplina dei rapporti fra servizi
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TITOLO II - SOGGETTI DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
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Capo I - Competenze della Regione e dei Comuni
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Art. 4 - (Assetto istituzionale)
1. Sono soggetti istituzionali del Servizio sanitario regionale la Regione e i comuni.
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Art. 5 - (Competenze della Regione)
1. Spettano alla Regione le funzioni di pianificazione, programmazione, indirizzo, coordinamento, monitoraggio e controllo, verifica e valutazione delle attività svolte nell'ambito del Servizio sanitario regionale, nonché le altre funzioni ad essa demandate dalla normativa statale.
2. La Giunta regionale, con propri atti, definisce modalità e criteri per regolare la produzione e l'erogazione dei servizi sanitari da parte degli operatori pubblici e privati nel territor
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Art. 6 - (Competenze del Comune)
1. Il Comune partecipa alla realizzazione degli obiettivi del Servizio sanitario regionale concorrendo alla programmazione sanitaria regionale.
2. Il Comune in particolare t
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Art. 7 - (Poteri del sindaco)
1. Il sindaco, nell'esercizio delle funzioni che gli competono quale autorità sanitaria locale
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Art. 8 - (Conferenza dei sindaci)
1. In ciascuna delle aziende unità sanitarie locali di cui all’art. 18 è costituita la Conferenza dei sindaci, organo di rappresentanza dei Comuni per l'espressione delle esigenze sanitarie del territorio di competenza.
2. La Conferenza dei sindaci svolge le sue funzioni tramite il Consiglio di rappresentanza composto da quattro membri e dal presidente della Conferenza stessa. Nel Consiglio di rappresentanza sono comunque presenti i sindaci dei due Comuni con maggior numero di abitanti.
3. La Conferenza dei sindaci approva, entro sessanta giorni dall'insediamento, il regolamento per il proprio funzionamento recante anche la disciplina per la nomina del presidente e del Consiglio di rappresentanza di cui al comma 2. Il regolamento stabilisce i criteri di rappresentanza in relazione alla rispettiva c
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Art. 9 - (Funzioni del Consiglio delle autonomie locali nell'ordinamento sanitario regionale)
1. Le competenze e le funzioni della Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio - sanitaria regionale, di seguito Conferenza permanente, già istituita con legge regionale 27 marzo 2000, n. 29 (Prime disposizioni di recepimento del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, concernente: "Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell’art. 1 della legge
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Capo II - Competenze dell'Università
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Art. 10 - (Università)
1. Il rapporto tra le università e la Regione è regolato, in particolare, da protocolli di intesa ai sensi della normativa vigente.
2. La Giunta regionale stipula protocolli d'intesa con l'Università degli Studi di Perugia per la partecipazione della stessa al processo di programmazione sanitaria e, in particolare, per la regolamentazione dell'apporto universitario delle att
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TITOLO III - PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
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Capo I - Pianificazione e programmazione
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Art. 11 - (Livelli e strumenti di pianificazione e programmazione)
1. La pianificazione e la programmazione sanitaria della Regione assicurano, in coerenza con i principi di cui al d.lgs. 502/1992, lo sviluppo dei servizi di prevenzione, dei servizi ospedalieri in rete, dei servizi sanitari territoriali e la loro integrazione con i servizi di assistenza sociale.
2. Sono strumenti della pianificazione sanitaria a livello regionale:
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Capo II - Piano sanitario regionale, piano attuativo e programma delle attività territoriali
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Art. 12 - (Piano sanitario regionale)
1. Il Piano sanitario regionale, elaborato in coerenza con il Piano sanitario nazionale, è lo strumento con il quale la Regione definisce gli obiettivi di salute e di politica sanitaria regionale ed adegua l'organizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari in relazione ai bisogni assistenziali della popolazione attraverso idonei indicatori dello stato di salute della popolazione medesima.
2. Il Piano sanitario regionale, di durata triennale, definisce i livell
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Art. 13 - (Procedimento di approvazione del piano sanitario regionale)
1. Lo schema di proposta del Piano sanitario regionale è adottato dalla Giunta regionale ai fini dell'acquisizione dei pareri di cui ai commi 2 e 3 e degli adempimenti di concertazione sociale e istituzionale di cui al comma 4.
2. Lo schema di proposta del Piano sanitario regionale è inviato, per l'acquisizione dei relativi pareri, al CAL di cui all’arti
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Art. 14 - (Piano attuativo)
1. Il Piano attuativo è lo strumento di pianificazione mediante il quale le aziende sanitarie regionali regolano le proprie attività, in attuazione delle linee di indirizzo della programmazione regionale.
2. Il Piano attuativo definisce, in rapporto agli obiettivi determinati ed ai livelli uniformi ed essenziali di assistenza, la programmazione delle attività da svolgere e individua le modalità operative ed organizzative per il perseguimento degli obiettivi stessi.
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Art. 15 - (Programma delle attività territoriali)
1. Il Programma delle Attività Territoriali, di seguito denominato PAT, i cui contenuti sono fissati all'articolo 3-quater, commi 2 e 3 del d.lgs. 502/1992, è lo strumento programmatorio del distretto in cui sono definiti i bisogni prioritari e gli interventi di natura sanitaria e socio-sanitaria necessari per affrontarli.
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Art. 16 - (Relazioni sanitarie)
1. Per il miglioramento della qualità del Servizio sanitario regionale, e al fine di definire le strategie dei successivi Piani sanitari regionali, la Giunta regionale predispone, al completamento di ogni ciclo di pianificazione sanitar
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TITOLO IV - ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
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Capo I - Istituzione e compiti delle Aziende sanitarie regionali
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Art. 17 - (Principi generali per la gestione dei servizi sanitari da parte delle aziende sanitarie regionali)
1. Le aziende sanitarie regionali pianificano le attività ed i servizi sulla base di percorsi assistenziali in grado di assicurare la continuità delle cure attraverso un modello integrato tra servizi territoriali e servizi ospedalieri.
2. Le aziende sanitarie regionali devono garantire il coordinamento delle prestazioni correlate alle condizion
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Art. 18 - (Istituzione delle aziende unità sanitarie locali)
1. In ciascuno degli ambiti territoriali individuati nella tabella Allegato A), che forma parte integrante e sostanziale del presente testo unico, è confermata l'istituzione di una unità sanitaria locale, gi&agrav
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Art. 19 - (Organizzazione delle Aziende unità sanitarie locali)
1. Le aziende unità sanitarie locali, nell'ambito della programmazione sanitaria regionale, organizzano i propri servizi e l'attività di competenza attenendosi ai seguenti criteri:
a) autonomia organizzativa dei livelli decisionali, al fine della efficienza operativa;
b) articolazione dei servizi idonea a garantire l'erogazione e l'acquisizione delle prestazioni individuate nel P
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Capo II - Aziende ospedaliere ed aziende ospedaliero universitarie
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Art. 20 - (Aziende ospedaliere)
1. Gli ospedali costituiti in azienda ospedaliera hanno personalità giuridica pubblica e godono di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale, tecnica e imprenditoriale.
2. Sono aziende ospedaliere del Servizio sanitario regionale di rilievo nazionale di alta specialità: l'Azienda Ospedaliera
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Art. 21 - (Aziende ospedaliero-universitarie)
1. In attuazione del d.lgs. 517/1999 possono essere costituite le aziende ospedaliero-universitarie di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b) dello stesso decreto legislativo.
2. Le modalità di costituzione della Azienda ospedaliero-universitaria di Perugia e della Azienda ospedaliero-universitaria di Terni sono disciplinate dal comma 3.
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Capo III - ATTO AZIENDALE E SERVIZI GESTITI IN FORMA ASSOCIATA
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Art. 22 - (Atto aziendale)
1. L'organizzazione e il funzionamento delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere sono disciplinate dall'atto aziendale di cui all’articolo 3, comma 1-bis del d.lgs. 502/1992. L'atto aziendale contiene, in particolare:
a) l'individuazione delle strutture operative dotate di autonomia gestionale o tecnico professionale, soggette a rendicontazione analitica e le competenze dei relativi responsabili. L'atto aziendale attribuisce ai responsabili delle diverse strutture in cui si articola l'azienda poteri gestionali e competenze decisionali comprese quelle che impegnano l'azienda verso l'esterno. L'
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Art. 23 - (Servizi gestiti in forma associata e aggregata)
1. Ciascuna azienda sanitaria regionale può gestire, per conto delle altre, attività di interesse comune, anche di carattere sanitario, previa stipula di apposito accordo e può, altresì, consorziarsi per la di
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TITOLO V - FUNZIONI GESTIONALI
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Capo I - Organi delle aziende sanitarie regionali
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Art. 24 - (Organi delle aziende sanitarie regionali)
1. Sono organi delle aziende unità sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliero-universitarie
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Art. 25 - (Direttore generale: poteri e competenze)
1. Il Direttore generale ha la rappresentanza dell'azienda sanitaria regionale ed è responsabile della sua gestione. Il Direttore generale, al fine di garantire il corretto, efficace ed efficiente funzionamento dell'organizzazione da esso diretta, attribuisce, tramite l'atto aziendale di cui all’articolo 22 i poteri di gestione ad esso riconosciuti dalle vigenti disposizioni ai diversi livelli gestionali. Il Direttore generale con le proprie scelte di organizzazione assicura un'adeguata distribuzione delle potestà decisionali e mantiene presso la direzione aziendale le funzioni di programmazione, di gestione strategica e di decisione generale.
2. Sono comunque riservati al Direttore generale i seguenti atti:
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Art. 26 - (Direttore generale: nomina e rapporto di lavoro)
1. Il Direttore generale delle aziende sanitarie regionali è nominato dal Presidente della Giunta regionale, su conforme deliberazione della Giunta stessa, tra soggetti N6
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Art. 27 - (Elenco regionale dei candidati idonei alla nomina di Direttore generale delle aziende e degli enti del servizio sanitario regionale)
1. L'elenco regionale dei candidati idonei alla nomina di Direttore generale delle aziende sanitarie regionali, già istituito dalla Giunta regionale, è ridenominato dal presente Testo unico Elenco regionale dei candidati idonei alla nomina di Direttore generale delle aziende
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Art. 28 - (Valutazione dell'attività del Direttore generale)
1. La Giunta regionale, con proprio atto, disciplina le modalità e i criteri per la valutazione annuale dell'attività del Direttore generale in riferimento alla garanzia dei livelli essenziali di assistenza, in termini di efficacia e di efficienza, dei risultati di gestione conseguiti in riferimento agli indirizzi e agli obiettivi fissati nel Piano sanitario regionale di cui all’articolo 12 nel Documento regionale annuale di programmazione (D.A.P.) e negli altri a
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Art. 29 - (Relazione sanitaria aziendale annuale)
1. La relazione sanitaria aziendale è il documento che attesta i risultati raggiunti annualmente dai direttori generali delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere in attuazione del piano attuativo di cui all’articolo 14, in considerazione degli obiettivi e de
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Art. 30 - (Decadenza e revoca del Direttore generale)
1. La Giunta regionale può dichiarare la decadenza e la revoca del Direttore generale. La pronuncia della decadenza e della revoca comportano la risoluzione del contratto dello stesso.
2. Costituiscono causa di decadenza e revoca del Direttore generale oltre a quanto previsto agli articoli 3 e 3-bis del d.lgs. 502/1992:
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Art. 31 - (Direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria: ulteriori disposizioni)
1. La nomina del Direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria avviene d'intesa con il Re
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Art. 32 - (Collegio di direzione)
1. Presso ogni azienda sanitaria regionale è istituito il Collegio di direzione. Il Collegio di direzione, in particolare:
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Art. 33 - (Collegio sindacale)
1. Il Collegio sindacale è istituito presso ogni azienda sanitaria regionale, con compiti di vigilanza sulla regolarità amministrativa e contabile, così come previsto dall’artico
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Art. 34 - (Organo di indirizzo delle aziende ospedaliero-universitarie)
1. L'organo di indirizzo di cui all’articolo 24, comma 2, è unico, per le due aziende ospedaliero-universitarie costituite ai sensi dell’articolo 21.
2. L'organo di indirizzo è composto da cinque membri, nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale, così individuati:
a) un membro, con funzioni di Presidente, designato dalla Giunta regionale d'intesa con il Rettore dell'Università degli Studi di Perugia;
b) il responsabile della struttura universitaria di coordinamento;
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Capo II - Organismi tecnico-consultivi presso le aziende sanitarie regionali
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Art. 35 - (Consiglio dei sanitari)
1. Il Consiglio dei sanitari è organismo elettivo delle aziende unità sanitarie locali con funzioni di consulenza tecnico-sanitaria ed è presieduto dal Direttore sanitario di cui all’articolo 36.
2. Il Consiglio dei sanitari esprime parere:
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Capo III - Direttore amministrativo, Direttore sanitario e Coordinatore dei servizi sociali
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Art. 36 - (Direttore amministrativo, Direttore sanitario e Coordinatore dei servizi sociali)
1. Il Direttore amministrativo e il Direttore sanitario coadiuvano il Direttore generale di cui all’articolo 25 nell'esercizio delle sue funzioni; i requisiti e le funzioni loro attribuite sono disciplinate dagli articoli 3 e 3-bis del d.lgs. 502/1992. Non possono essere nominati coloro che godono già del trattamento di quiescenza.
2. I rapporti di lavoro del Direttore sanitario e del Direttore amministrativo sono esclusivi e sono regolati da contratti di diritto privato.
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TITOLO VI - ARTICOLAZIONE ED ORGANIZZAZIONE DELLE AZIENDE SANITARIE REGIONALI
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Capo I - Dipartimenti e Distretti sanitari
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Art. 37 - (Dipartimento)
1. L'organizzazione dipartimentale è il modello ordinario di gestione operativa di tutte le attività delle aziende sanitarie regionali.
2. Il dipartimento è un'organizzazione integrata di più strutture operative omogenee, affini o complementari che perseguono comuni finalità e sono tra loro interdipendenti pur mantenendo autonomia e responsabilità professionale.
3. Il Direttore di dipartimento è nominato dal Direttore generale di cui all’art. 25 ai sensi de
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Art. 38 - (Distretto)
1. Il Distretto è l'articolazione territoriale ed organizzativa della unità sanitaria locale per lo svolgimento delle attività finalizzate alla promozione della salute, alla prevenzione, alle cure e alla riabilitazione, tramite la gestione integrata delle risorse della unità sanitaria locale e degli enti locali.
2. Il Distretto ha una dimensione territoriale tale da garantire un'ampia presenza di servizi territoriali e di operatori, in modo da caratterizzarsi come soggetto di negoziazione con la direzione dell'unità sanitaria locale e di interlocuzione con il sistema del governo locale. Il Distretto si articola in centri di salute che rappresentano il punto di contatto e di accesso unico del cittadino per tutte le prestazioni sanitarie e sociali che afferiscono al sistema primario delle cure.
3. Al Distretto sono attribuite risorse definite in rapporto agli obiettivi di salute della popolazione di riferimento; il distretto, nell'ambito delle risorse assegnate, è dotato di autonomia tecnico-gestionale ed economico-finanziaria, con contabilità separata all'interno del bilancio della unità sanitaria locale.
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Art. 39 - (Direttore di Distretto)
1. L'incarico di Direttore di distretto è attribuito dal Direttore generale di cui all’art. 25 a un dirigente dell'azienda che abbia maturato una specifica esperienza nei servizi territoriali e un'adeguata formazione nella loro organizzazione oppure a un medico convenzionato, ai sensi dell’articolo 8, comma 1 del d.lgs. 502/1992, da almeno dieci anni, con contestuale congelamento di un corrispondente posto di organico della dirigenza sanitaria.
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Art. 40 - (Comitato dei sindaci di Distretto)
1. A livello distrettuale è istituito il Comitato dei sindaci di Distretto composto da tutti i
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Art. 41 - (Presidi ospedalieri)
1. Gli ospedali non costituiti in aziende ospedaliere, dislocati in una unica unità sanitaria locale, sono accorpati in un unico presidio.
2. Sono com
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Capo II - Dipartimento di prevenzione
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Art. 42 - (Dipartimento di prevenzione)
1. Il dipartimento di prevenzione, nel rispetto dei principi contenuti nell’art. 7-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, è struttura operativa dell'unità sanitaria locale che trova collocazione funzionale nel distretto di cui all’art. 38 quale macrostruttura organizzativa. Il dipartimento di prevenzione eroga le prestazioni proprie del livello di assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro perseguendo obiettivi di promozione della salute, prevenzione delle malattie e delle disabilità, miglioramento della qualità della vita dei singoli e della collettività, attraverso interventi che possono superare i confini del settore sanitario e coinvolgere l'intera società civile.
2. Il dipartimento di prevenzione opera nell'ambito del piano attuativo di cui all’art. 14 ha autonomia organizzativa e contabile ed è organizzato in centri di costo e di responsabilità.
3. Il dipartimento di prevenzione è costituito dalle seguenti macroaree intese come aree di aggregazione funzionale dei servizi afferenti a ciascuna di esse quali:
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Art. 43 - (Direttore del dipartimento di prevenzione)
1. Il Direttore del dipartimento di prevenzione è nominato dal Direttore generale di cui all’art. 25 tra i direttori di struttura complessa del dipartimento con almeno cinque anni di anzianità di funzione e risponde alla direzione aziendale del perseguimento degli obiettivi aziendali, dell'assetto organizzativo e della gestione in relazione alle risorse assegnate ai sensi dell’articolo 7-quater del d.lgs. 502/1992.
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Art. 44 - (Coordinamento delle macroaree del dipartimento di prevenzione)
1. Per ciascuna delle quattro macroaree il Direttore generale dell'azienda unità sanitaria locale, sentito il Direttore del dipartimento di cui all’articolo 43, nomina un coor
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TITOLO VII - PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
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Capo I - Personale dipendente del S.S.R.
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Art. 45 - (Organico e ruoli nominativi)
1. Il personale dipendente del Servizio sanitario regionale è iscritto nei ruoli nominativi costituiti e gestiti, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761, dalle singole aziende sanitarie regionali cui è conferita la competenza della gestione giuridica ed economica del personale dipendente. Per ciascun dipendente sono indicati il cognome e il nome, la data di nascita, il codice fiscale, la da
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Art. 46 - (Personale in stato di quiescenza. Disciplina degli incarichi)
1. In armonia con la normativa nazionale, al personale dipendente delle aziende sanitarie regionali i
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Art. 47 - (Compensi ai componenti le commissioni e sottocommissioni esaminatrici dei concorsi e delle selezioni per l'assunzione del personale delle aziende sanitarie regionali)
1. La disciplina dei compensi è stabilita dalle Aziende sanitarie regionali con atto del Diret
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Art. 47 bis - (Misure di razionalizzazione della spesa sanitaria)
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Art. 47 ter - (Procedure attuative del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 marzo 2015)
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Capo II - Incarichi di direzione di struttura nelle aziende sanitarie regionali
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Art. 48 - (Incarichi di direzione)
1. La Giunta regionale, con proprio atto, disciplina i criteri e le procedure per l'attribuzione degl
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Art. 49 - (Esclusività del rapporto di lavoro)
1. Gli incarichi di direzione di struttura semplice o complessa conferiti ai dirigenti del ruolo sanitario del servizio sanitario regionale implicano
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Art. 50 - (Indennità)
1. L'indennità di esclusività del rapporto di lavoro prevista dai contratti collettivi
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TITOLO VIII - FORMAZIONE IN SANITÀ
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Capo I - Operatore socio sanitario
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Art. 51 - (Istituzione della figura professionale di operatore socio-sanitario)
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Art. 52 - (Formazione)
1. La Giunta regionale provvede alla programmazione dei corsi e alle attività didattico-formative relative all'acquisizione della qualifica di oper
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Art. 53 - (Contesti operativi e relazionali)
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Art. 54 - (Requisiti di accesso)
1. Per l'accesso al corso di formazione di operatore socio-sanitario è richiesto il diploma di
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Art. 55 - (Organizzazione didattica)
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Art. 56 - (Materie di insegnamento e tirocinio)
1. Le materie di insegnamento, relative al moduli didattici di cui all’articolo 55 sono articolate nelle seguenti aree disciplinari:
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Art. 57 - (Esame finale e rilascio dell'attestato)
1. Al termine del corso gli allievi sono sottoposti ad una prova teorica e ad una prova pratica da parte di un'apposita commissione d'esame costituita d
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Art. 58 - (Titoli pregressi)
1. La Regione quantifica il credito formativo da attribuirsi a titoli e servizi pregressi, in relazione a
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TITOLO IX - INDIRIZZI E CRITERI DI FINANZIAMENTO - SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO REGIONALE - CONTROLLI
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Capo I - Determinazione del fabbisogno e finanziamento del servizio sanitario regionale
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Art. 59 - (Determinazione del fabbisogno finanziario del Servizio sanitario regionale)
1. La Giunta regionale, in sede di elaborazione del D.A.P., procede alla stima del fabbisogno finanziario del Servizio sanitario regionale necessario ad assicurare, per il triennio successivo, i livelli uniformi ed essenzi
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Art. 60 - (Finanziamento del Servizio sanitario regionale)
1. La Regione indirizza la gestione economico-finanziaria del Servizio sanitario regionale verso l'obiettivo della massima efficienza ed efficacia, verificando la rispondenza dei risultati di gestione rispetto agli obiettivi programmatici, nell'ambito delle compatibilità economiche generali.
2. La Giunta regionale determina annualmente i costi standard e i fabbisogni standard del Servizio sanitario regionale, tenendo c
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Art. 61 - (Contabilità e controlli)
1. Alla contabilità ed ai controlli delle aziende sanitarie regionali si applicano le disposiz
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Capo II - Attività programmatica e documenti previsionali
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Art. 62 - (Attività programmatica)
1. Costituiscono strumenti dell'attività programmatica delle aziende sanitarie regionali:
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Art. 63 - (Bilancio pluriennale di previsione)
1. Le scelte compiute e le priorità individuate con i documenti di programmazione sanitaria di
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Art. 64 - (Bilancio preventivo economico annuale)
1. Il bilancio preventivo economico annuale deve essere predisposto in coerenza con la programmazione sanitaria e con la programmazione economico-finanziaria della Regione.
2. Il bilancio preventivo economico annuale deve essere redatto
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Art. 65 - (Approvazione dei documenti economici previsionali)
1. La Giunta regionale determina gli indirizzi vincolanti per la predisposizione dei bilanci di previsione.
2. Il bilancio preventiv
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Art. 66 - (Contabilità economica generale)
1. Le Aziende sanitarie regionali rilevano i fatti di gestione con contabilità economico-patri
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Art. 67 - (Contabilità analitica)
1. I fatti attinenti ai centri di costo ed alle specifiche aree di attività sono rilevati con
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Art. 68 - (Libri obbligatori)
1722835 3441855
Art. 69 - (Tutela della contabilità e conservazione delle scritture contabili)
1. In materia di tenuta della contabilità e di conservazione delle scritture contabili si appl
1722835 3441856
Capo III - Mezzi finanziari
1722835 3441857
Art. 70 - (Fonti di finanziamento)
a) le risorse destinate, ai sensi dell’art. 60, alle aziende sanitarie dalla Regione a titolo di fabbisogno standard;
b) i ricavi ed i proventi derivanti da prestazioni sanitarie rese a soggetti pubblici e privati, compresi quelli di competenza relativi all'attività libero professionale ed ai servizi a pagamento
1722835 3441858
Art. 71 - (Finanziamento dei servizi socio-assistenziali)
1. Gli oneri per la realizzazione di servizi socio-assistenziali delegati dagli Enti locali sono a totale carico degli ste
1722835 3441859
Capo IV - Servizio di tesoreria e di cassa
1722835 3441860
Art. 72 - (Servizio di tesoreria)
1. Le Aziende sanitarie regionali affidano il proprio servizio di tesoreria ad una o più banche con le procedure previ
1722835 3441861
Art. 73 - (Servizio di cassa)
1. Le somme riscosse direttamente dalle strutture delle Aziende sanitarie regionali devono essere versate al tesoriere entro il termine e con le modalità stabi
1722835 3441862
Art. 74 - (Classificazione del patrimonio)
1. Le attività e le passività patrimoniali delle Aziende sanitarie regionali sono class
1722835 3441863
Capo V - Il bilancio d'esercizio
1722835 3441864
Art. 75 - (Bilancio d'esercizio)
1. Il bilancio d'esercizio delle Aziende sanitarie regionali contiene l'esposizione chiara, veritiera e corretta dei risultati della gestione, è redatto con riferimento all'anno solare e, come previsto dal d.lgs. 118/2011 e relativi decreti attuat
1722835 3441865
Art. 76 - (Principi e criteri per la redazione del bilancio d'esercizio)
1. Nella redazione del bilancio d'esercizio delle Aziende sanitarie regionali si applicano gli artico
1722835 3441866
Art. 77 - (Risultato economico della gestione)
1. L'eventuale risultato positivo di esercizio, ai sensi dell’art. 30 del d.lgs. 118/2011, &egr
1722835 3441867
Art. 78 - (Approvazione e pubblicazione del bilancio di esercizio)
1. Il bilancio d'esercizio è adottato dal direttore generale entro il 30 aprile dell'anno succ
1722835 3441868
1722835 3441869
Art. 79 - (Attività contrattuale)
1. L'attività contrattuale è esercitata nel rispetto della normativa nazionale e comuni
1722835 3441870
Art. 80 - (Contabilità di magazzino)
1. Le Aziende sanitarie regionali devono tenere la contabilità di magazzino relativamente ai materiali sanitari, prodotti farmaceutici ed agli altri beni di consumo a
1722835 3441871
Capo VII - Controllo di gestione
1722835 3441872
Art. 81 - (Controllo interno di gestione)
1. Il direttore generale attua il controllo di gestione per verificare mediante la valutazione comparativa dei costi, dei rendimenti e dei risultati, il grado di economicità, di efficacia e di efficienza raggiunto dall'Azienda sanitaria region
1722835 3441873
Art. 82 - (Controllo regionale sulla gestione)
1. La Giunta regionale esercita il controllo sulla gestione delle Aziende sanitarie regionali al fine di verificare il risultato di gestione consegu
1722835 3441874
Capo VIII - Controlli
1722835 3441875
Art. 83 - (Controllo della Regione)
1. La Giunta regionale esercita il controllo sulle aziende sanitarie regionali anche ai sensi dell’articolo 4, comma 8 della legge 30 dicembre 1991, n. 412 (Disposizioni in materia di finanza pubblica), mediante:
a) la valutazione della conformità e congruità, rispetto alle indicazioni del piano sanitario regionale di cui all’articolo 12, alle direttive vincolanti regionali e alle risorse assegnate, dei seguenti atti:
1722835 3441876
Capo IX - Patrimonio delle aziende sanitarie regionali
1722835 3441877
Art. 84 - (Contributi in conto capitale)
1. La Regione, in coerenza con gli obiettivi definiti nel Piano sanitario regionale (PSR), concede co
1722835 3441878
Art. 85 - (Disposizioni sul patrimonio sanitario)
1. Al fine di ottimizzare la valorizzazione patrimoniale delle strutture ospedaliere dismesse o da dismettere, la proprietà delle stesse è trasferita al patrimonio regionale, ferma restando la destinazione sanitaria dei proventi nel rispetto di quanto previsto dall’art. 29, comma 1 lettera c) del d.lgs 118/2011 con le modalità di cui al successivo articolo 86.
1722835 3441879
Art. 86 - (Convenzioni tra Regione e Aziende sanitarie regionali)
1. Le modalità del trasferimento dei beni immobili di cui all’articolo 85, nonché dell'assegnazione delle risorse derivanti dalla valorizzazione degli ste
1722835 3441880
Art. 87 - (Piano del patrimonio delle aziende sanitarie)
1722835 3441881
Art. 88 - (Autorizzazione all'alienazione)
1. L'autorizzazione all'atto di alienazione dei beni immobili già prevista nel piano del patrimonio
1722835 3441882
Art. 88 bis - (Autorizzazione all’acquisizione e alla sottoscrizione di contratti atipici)
1722835 3441883
Art. 89 - (Inventario generale del patrimonio)
1. L'inventario generale del patrimonio comprende le attività e le passività patrimonia
1722835 3441884
Art. 90 - (Consegnatari dei beni patrimoniali)
1. I direttori generali delle Aziende sanitarie regionali individuano, con propria deliberazione, i c
1722835 3441885
Art. 91 - (Dichiarazione di fuori uso e di scarico)
1. I beni mobili a disposizione delle Aziende sanitarie regionali non più idonei all'uso loro
1722835 3441886
Art. 91 bis - (Promozione e coordinamento dell’utilizzo del patrimonio mobiliare dismesso dalle strutture sanitarie e socio-sanitarie)
1. La Regione promuove e coordina, per fini umanitari o per altri scopi comunque non lucrativi, la cessione e l’utilizzo, in Italia e all’estero, del patrimonio mobiliare dismesso dalle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private operanti sul territorio regionale, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 107, comma 2, lettera d) e commi 3 e 4 e nel rispetto della legge 11 agosto 2014, n. 125 (Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo).
1722835 3441887
Capo X - Disposizioni per la remunerazione degli erogatori di prestazioni sanitarie
1722835 3441888
Art. 92 - (Remunerazione degli erogatori di prestazioni sanitarie)
1. La Regione assicura i livelli uniformi ed essenziali di assistenza avvalendosi dei presidi direttamente gestiti dalle aziende unità sanitarie locali, dalle aziende ospedaliere e dalle aziende ospedaliero-universitarie, nonché dai soggetti privati accreditati ai sensi dell’articolo 8-quater del d.lgs. 502/1992, nel rispetto degli accordi e dei contratti di cui all’articolo 8-quinquies del d.lgs. 502/1992.
1722835 3441889
Art. 93 - (Addebito delle prestazioni ai terzi responsabili)
1. Quando le prestazioni sanitarie erogate siano determinate da fatto comportante presumibile respons
1722835 3441890
Capo XI - Sistema informativo sanitario regionale
1722835 3441891
Art. 94 - (Sistema informativo sanitario regionale)
1. Il Sistema informativo sanitario regionale è unitario a livello regionale e comprende dati e informazioni prodotte dai sistemi informativi delle aziende sanitarie e dei soggetti erogatori pubblici e privati accreditati della Regione.
2. Il Sistema informativo sanitario regionale:
a) acquisisce i dati e le informazioni per il monitoraggio, la valutazione e la programmazione regionale;
1722835 3441892
TITOLO X - PARTECIPAZIONE, DIRITTI DEGLI UTENTI E FORME DI TUTELA
1722835 3441893
1722835 3441894
Art. 95 - (Informazione e partecipazione dei cittadini)
1. Mediante la partecipazione i cittadini, le formazioni sociali esistenti sul territorio, gli operatori sanitari contribuiscono a migliorare l'organizzazione dei servizi e a dare impulso all'attività programmata; inoltre controllano l'efficacia e la rispondenza dell'attività medesima rispetto alle finalità perseguite dal servizio sanitario regionale.
1722835 3441895
Art. 96 - (Partecipazione alla programmazione)
1. Ai sensi dell’articolo 14 del d.lgs. 502/1992, la Regione promuove le più ampie forme di concertazione-partenariato istituzionale e sociale ai fini della predisposizione delle proposte di a
1722835 3441896
Capo II - Diritti degli utenti
1722835 3441897
Art. 97 - (Diritti degli utenti)
1. L'attività degli organi e degli operatori delle aziende sanitarie regionali è finali
1722835 3441898
Art. 98 - (Modalità di tutela dei diritti)
1. Le osservazioni, le richieste e le proposte in ordine al funzionamento dei servizi possono essere avanzate dagli utenti all'Ufficio relaz
1722835 3441899
Art. 99 - (Ricorso al Difensore civico)
1. Gli utenti che hanno avanzato osservazioni, richieste e proposte con la modalità di cui all’art. 98, comma 1 e non ritengano esaurienti le risposte ricevute, possono richiedere l'intervento del Difensor
1722835 3441900
TITOLO XI - ANAGRAFE SANITARIA, OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO, REGISTRI DI POPOLAZIONE E DI PATOLOGIA E COMITATO ETICO DELLE AZIENDE SANITARIE DELL'UMBRIA
1722835 3441901
Capo I - Anagrafe sanitaria regionale
1722835 3441902
Art. 100 - (Istituzione dell'Anagrafe sanitaria regionale)
1. È istituita l'Anagrafe sanitaria regionale quale anagrafica di riferimento del Servizio sanitario regionale, al fine di permettere l'identificazione univoca all'interno della Regione, degli assistiti, degli assistibili e dei soggetti che abbiano avuto almeno un
1722835 3441903
Art. 101 - (Osservatorio epidemiologico regionale)
1. Nell'ambito della competente direzione della Giunta regionale è istituito l'Osservatorio epidemiologico regionale, di seguito denominato Osservatorio, con funzione di osservazione epidemiologica.
2. L'Osservatorio rappresenta una componente fondamentale per orientare l'azione di governo della Giunta regionale e l'attività di pianificazione delle aziende sanitarie regionali, sia nella scelta delle modalità assistenziali, che per effettuare una adeguata valutazione del soddisfacimento dei bisogni di salute emergenti nella popolazione.
1722835 3441904
Capo III - Registri regionali di popolazione e di patologia
1722835 3441905
Art. 102 - (Istituzione dei registri regionali di popolazione e di patologia)
1. In applicazione del d.lgs. 196/2003, ai sensi degli articoli 20 e 154, comma 1, lettera g) sono istituiti a livello regionale i seguenti registri di popolazione e di patologia:
b) Registro mesoteliomi;
1722835 3441906
Capo IV - Comitato Etico delle Aziende sanitarie dell'Umbria
1722835 3441907
Art. 103 - (Comitato Etico delle Aziende sanitarie dell'Umbria)
1. Il Comitato Etico delle Aziende sanitarie dell'Umbria (CEAS Umbria), già istituito dalla Giunta regionale, è un organismo indipendente che garantisce la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti che partecipano a protocolli di ricerca clinica e che fornisce pubblica garanzia di tale tutela.
1722835 3441908
TITOLO XII -INTERVENTO E TRASPORTO SANITARIO
1722835 3441909
Capo I - Trasporto sanitario
1722835 3441910
Art. 104 - (Gestione del trasporto sanitario)
2. Il trasporto sanitario a carico del servizio sanitario regionale è assicurato dalle Aziende sanitarie regionali, avvalendosi di personale e mezzi propri e, ove ciò non sia possibile, secondo le modalità indicate ai commi 4 e 5. Il servizio di trasporto sanitario regionale può essere effettuato anche tramite mezzi di elisoccorso.
3. Ai fini dell'applicazione dei commi 4 e 5, per trasporto sanitario e prevalentemente sanitario si intende:
1722835 3441911
TITOLO XIII - DIRITTO DI ACCESSO ALL'ASSISTENZA SANITARIA
1722835 3441912
Capo I - Diritto d'accesso all'assistenza sanitaria
1722835 3441913
Art. 105 - (Diritto di accesso alla assistenza sanitaria e ospedaliera)
1. I cittadini appartenenti ad uno degli Stati membri della Unione Europea presenti nel territorio dell'Umbria, hanno diritto di accedere all'assistenza sanitaria nel rispetto della normativa europea e statale.
2. La Regione garantisce altresì l'assistenza ospedaliera all'estero,
1722835 3441914
Art. 106 - (Servizi sanitari per soggetti provenienti da paesi extracomunitari e loro familiari)
1. La Regione, nell'ambito ed in attuazione della normativa statale e regionale in materia, assicura
1722835 3441915
Art. 107 - (Interventi di assistenza sanitaria in favore di Paesi extracomunitari in gravi difficoltà assistenziali sanitarie)
1. la Regione detta norme finalizzate all'attuazione di interventi sanitari, destinati a Paesi extracomunitari che versano in gravi difficoltà assistenziali sanitarie per contingenti ragioni politiche, militari ed economiche, assicurando, mediante azioni mirate e coordinate volte sia alle cause che agli effetti, il contributo del Servizio sanitario regionale.
1722835 3441916
Art. 108 - (Accesso a trattamenti terapeutici per i cittadini consumatori di sostanze psicoattive o in stato di dipendenza)
1. La Regione, nel rispetto dell’articolo 13 dello Statuto regionale, contribuisce alla tutela della salute dei cittadini consumatori di sostanze psicoattive o in stato di dipendenza al fine di favorire l'inclusione sociale e il recupero psicofisico, nel rispetto della dignit&agr
1722835 3441917
Capo II - Modalità di esercizio delle funzioni concernenti il riconoscimento della invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità
1722835 3441918
Art. 109 - (Commissioni mediche per accertamenti sanitari)
1. Il presente Capo disciplina la composizione e le modalità di funzionamento delle commissioni mediche incaricate di effettuare gli accertamenti sanitari relativi al riconosci
1722835 3441919
Art. 110 - (Funzioni esercitate dalle Aziende sanitarie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità. Indennizzi per soggetti danneggiati)
1. Gli accertamenti sanitari in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità di cui all’articolo 109, in conformità al principio di separazione del procedimento di accertamento sanitario dal procedimento per la concessione delle provvidenze economi
1722835 3441920
Art. 111 - (Costituzione delle commissioni mediche)
1. Ciascuna Azienda unità sanitaria locale, sulla base del numero delle domande da evadere e tenendo conto dei tempi di accertamento fissati dall’articolo 113, commi 3 e 4, costituisce una o più commissioni mediche incaricate di effettuare gli accertamenti sanitari relativi al ricon
1722835 3441921
Art. 112 - (Composizione delle commissioni)
1. Ciascuna commissione è presieduta da un medico specialista in medicina legale scelto tra i medici dipendenti convenzionati dell'Azienda USL. Nel caso di comprovata impossibilità a reperire specialisti in medicina legale possono essere nominati medici che svolgono, da almeno cinque anni, attività in servizi di medicina legale ovvero, in subordine, che siano stati membri, per almeno un quinquennio negli ultimi dieci anni, di commissioni mediche incaricate degli accertamenti di cui al presente Capo.
1722835 3441922
Art. 113 - (Disciplina delle commissioni)
1. Le commissioni mediche assumono decisioni valide con la presenza di almeno tre componenti, uno dei quali deve essere il presidente. Alla formazione del numero legale concor
1722835 3441923
Art. 114 - (Compensi)
1. La disciplina dei compensi è stabilita dalle Aziende USL con atto del Direttore generale, n
1722835 3441924
Art. 115 - (Funzioni per la concessione di provvidenze economiche in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità)
1. Ai sensi dell’articolo 20 del d.l. n. 78/2009, a decorrere dal 1 gennaio 2010, le attività relative all'esercizio delle funzioni per la concessione delle provvidenze economiche nei procedimenti in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità sono affidate all'INPS che le esercita con la massima efficienza e trasparenza.
1722835 3441925
Art. 116 - (Benefici aggiuntivi)
1. Sono riservati alla Regione le funzioni e i compiti amministrativi relativi alla determinazione, p
1722835 3441926
TITOLO XIV - AUTORIZZAZIONE, ACCREDITAMENTO, RILASCIO DI NULLA OSTA
1722835 3441927
Capo I - Autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie
1722835 3441928
Art. 117 - (Autorizzazioni sanitarie)
1. La Giunta regionale disciplina, con norme regolamentari, le modalità e i termini per la richiesta e il rilascio dell’autorizzazione alla realizzazione di strutture sanitarie e socio-sanitarie e all’esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie di cui all’articolo 8-ter del d.lgs. 502/1992 da parte di strutture pubbliche e private, nel rispetto del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997 (Approvazione dell’atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie
1722835 3441929
Art. 118 - (Accreditamento istituzionale)
1. L'accreditamento istituzionale, di cui all’articolo 8-quater del d.lgs. 502/1992, è rilasciato dalla Giunta regionale alle strutture sanitarie e socio-sanitarie autorizzate, pubbliche o private e ai professionisti che ne facciano richiesta e siano in possesso di requisiti ulteriori di qualificazione oltre a quelli previsti per l'autorizzazione.
1722835 3441930
Capo II - Autorizzazione e vigilanza sulle strutture sanitarie private di diagnostica di laboratorio
1722835 3441931
Capo III - Rilascio del nulla osta all'impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti comportanti esposizioni a scopo medico
1722835 3441932
Art. 130 - (Nulla osta - Domanda e Autorità competente)
1. L'impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti comportanti esposizioni a scopo medico, in attuazione all’articolo 29, comma 2 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 (Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 2006/117/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti, 2009/71/Euratom in materia di sicurezza nucleare degli impiant
1722835 3441933
Art. 131 - (Commissione per la radioprotezione)
1. È istituita, presso la Direzione regionale competente, la Commissione per la radioprotezione, di seguito denominata "Commissione", organismo tecnico consultivo ai sensi dell’articolo 29, comma 2, del d.lgs. 230/1995, a cui sono attribuiti i seguenti compiti:
a) esprimere parere tecnico obbligatorio preventivo sulle istanze ai fini del rilascio del nulla osta per le attività comportanti esposizione a radiazioni ionizzanti a scopo medico di categoria B;
1722835 3441934
Art. 132 - (Rilascio nulla-osta)
1. L'Autorità provvede sulle istanze per il rilascio del nulla osta e relative modifiche, acquisito il parere della Commissione di cui all’articolo 131, entro novanta giorni dal ricevimento della istanza e comunica immed
1722835 3441935
Art. 133 - (Prescrizioni nel nulla-osta)
1. Nel nulla osta sono inserite eventuali specifiche prescrizioni tecniche relative:
1722835 3441936
Art. 134 - (Aggiornamento, variazioni, modifiche)
1. Ogni sette anni, a decorrere dalla data di rilascio, il titolare del nulla osta ha l'obbligo di inoltrare all'Autorità, che la trasmette per il parere alla Commissione, una relazione tecnica, sottoscritta, per la parte di propria competenza, dall'esperto qualificato di cui all’articolo 77 del d.lgs. 230/1995, relativa
1722835 3441937
Art. 135 - (Cessazione, revoca, sospensione)
1. La comunicazione di cessazione dell'attività oggetto del nulla-osta deve essere trasmessa, almeno trenta giorni prima della data di cessazione, all'Autorità e, in copia, ai soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 132.
1722835 3441938
Art. 136 - (Vigilanza)
1. Le funzioni di vigilanza sul possesso del nulla osta e sul rispetto, da parte del titolare, delle
1722835 3441939
TITOLO XV - PROMOZIONE E TUTELA DELLA SALUTE
1722835 3441940
Capo I - Regolamentazione del servizio di assistenza dei nefropatici cronici
1722835 3441941
Art. 137 - (Organizzazione dell'assistenza ai nefropatici cronici)
1. La Regione istituisce il servizio dialisi per l'assistenza dei nefropatici cronici per i quali non sia necessario procedere a ricovero ospedaliero secondo le modalità di cui al presente Capo e può concedere, nelle fattispecie e nei limiti previsti dalla disposizioni vigenti in materia, contributi per trapianti renali.
1722835 3441942
Art. 138 - (Dialisi domiciliare)
1. Per trattamento dialitico domiciliare si intende una tecnica affidata, nella sua condotta operativ
1722835 3441943
Art. 139 - (Dialisi ambulatoriale ed assistenza limitata)
1. Per trattamento dialitico ambulatoriale ad assistenza limitata si intende una tecnica affidata ad
1722835 3441944
Art. 140 - (Consulenza telefonica)
1. L'Azienda sanitaria organizza presso il servizio dialitico la consulenza telefonica, per il paziente in trattamento domiciliare e per il suo assistente, nelle ore concordate per l'effettua
1722835 3441945
Art. 141 - (Responsabilità)
1. I servizi dialisi autorizzati dagli atti di programmazione regionale hanno la responsabilità
1722835 3441946
Art. 142 - (Corsi di addestramento)
1. Il paziente, il suo assistente e l'operatore di cui all’articolo 139 vengono messi in grado
1722835 3441947
Art. 143 - (Contributi spese telefoniche)
1. La Giunta regionale può concedere ai nefropatici non abbienti un contributo per l'installaz
1722835 3441948
Art. 144 - (Doveri del paziente nell'esercizio della dialisi domiciliare)
1. Le sedute di dialisi devono avvenire nei giorni e nelle ore concordate con il servizio dialisi. Qualsiasi seduta di dialisi in ore e giorni diversi da quelli fissati deve e
1722835 3441949
Art. 145 - (Norme di indirizzo per i corsi)
1. La Giunta regionale con proprio regolamento disciplina la durata, il contenuto, lo svolgimento dei
1722835 3441950
Capo II - Istituzione del servizio di ospedalizzazione a domicilio per pazienti oncologici terminali
1722835 3441951
Art. 146 - (Programma di ospedalizzazione domiciliare)
1. Al fine di assicurare un'assistenza domiciliare qualificata ai pazienti oncologici terminali, la G
1722835 3441952
Art. 147 - (Promozione e coordinamento)
1. La Giunta regionale promuove e coordina il servizio per il trattamento a domicilio dei pazienti co
1722835 3441953
Art. 148 - (Richiesta ed autorizzazione)
1. Ciascuna ospedalizzazione domiciliare di pazienti oncologici terminali viene attivata su richiesta
1722835 3441954
Art. 149 - (Trattamento domiciliare)
1. Il trattamento a domicilio ha luogo mediante l'impiego, da parte delle Aziende sanitarie regionali competenti per territorio, di personale specializza
1722835 3441955
Art. 150 - (Convenzioni)
1. La Giunta regionale predispone uno schema di convenzione tipo da stipularsi da parte delle Aziende
1722835 3441956
Capo III - Norme per la razionalizzazione dei servizi trasfusionali e la promozione della donazione del sangue
1722835 3441957
Art. 151 - (Promozione donazione del sangue)
1. Il presente Capo contiene disposizioni per la promozione e la razionalizzazione della attivit&agra
1722835 3441958
Art. 152 - (Rinvio al piano sanitario regionale)
1. Il piano sanitario regionale, nel rispetto delle disposizioni statali in materia, determina criter
1722835 3441959
Art. 153 - (Struttura regionale di coordinamento)
1. Il Centro Regionale Sangue, istituito con deliberazione della Giunta r
1722835 3441960
Art. 154 - (Volontariato)
1. La Regione riconosce che l'attività di propaganda e l'organizzazione dei donatori da parte delle associazioni del volontariato costituiscono momenti fondamentali ed insostituibili per garantire ai presìdi sanitari delle aziende sanitarie della Regione il soddisfacimento delle esigenze
1722835 3441961
Art. 155 - (Convenzioni)
1. Il concorso delle associazioni di volontariato alle attività dei servizi delle aziende sanitarie dell'Umbria
1722835 3441962
Capo IV - Norme Human Immunodeficiency Virus (H.I.V.) per la limitazione dell'infezione da e del fenomeno dell'abbandono delle siringhe usate
1722835 3441963
Art. 156 - (Azioni volte a limitare l'infezione da H.I.V. e altre infezioni virali sangue correlate e il fenomeno dell'abbandono di siringhe usate)
1. La Regione, al fine del raggiungimento degli obiettivi di tutela della salute dei cittadini e di c
1722835 3441964
Art. 157 - (Acquisto ed installazione di distributori)
1. Per il raggiungimento delle finalità di cui all’art. 156, le Aziende USL d'intesa con i Comuni interessati, provvedono all'acquisto ed alla installazione nel
1722835 3441965
Art. 158 - (Localizzazione dei siti e gestione dei distributori)
1. I Comuni interessati provvedono alla gestione dei distributori di cui all’art. 157 mediante le farmacie comunali, siano esse associate in azi
1722835 3441966
Art. 159 - (Raccolta e distribuzione delle siringhe usate)
1. I Comuni e le Aziende USL usufruiscono delle strutture abilitate allo smaltimento dei rifiuti spec
1722835 3441967
Art. 160 - (Conferenza regionale permanente)
1722835 3441968
Art. 161 - (Relazione annuale)
1. La Giunta regionale presenta all'Assemblea Legislativa entro il 30 aprile di ciascun anno, una rel
1722835 3441969
Capo V - Tutela sanitaria delle attività sportive
1722835 3441970
Art. 162 - (Promozione dell'educazione e tutela dei soggetti che praticano attività motorie e sportive)
1. La Regione, nell'ambito della programmazione sanitaria, provvede alla promozione dell'educazione e
1722835 3441971
Art. 163 - (Destinatari degli interventi)
1. Sono sottoposti al controllo sanitario per la certificazione di idoneità all'esercizio delle attività sportive gli atleti che praticano l'attività sportiva in forma agonistica ai sensi del decreto ministeriale 18 febbraio 1982 e per l'attivit&agrav
1722835 3441972
Art. 164 - (Funzioni della Regione)
1. La Regione, nella materia regolata dal presente Capo, esercita le funzioni di programmazione, di i
1722835 3441973
Art. 165 - (Funzioni delle Aziende USL)
1. Le Aziende USL nell'esercizio delle competenze loro attribuite dal d.lgs. 502/1992, nell'ambito della programmazione sanitaria regionale, operano per il perseguimento delle finalità di cui all’articolo 162 assicurando in particolare:
a) promozione dell'attività fisica rivolta a tutta la popol
1722835 3441974
Art. 166 - (Attuazione degli interventi)
1. Agli accertamenti diagnostici, alle visite mediche di selezione e di controllo periodico, al rilascio della certificazione di idoneità all'attività sportiva agonistica provvedono, sulla base di piani annuali preventivi delle prestazioni, i servizi di medicina dello sport pubblici o privati accreditati, ai sensi dell’art. 118.
2. Di norma, si procede all'accreditamento dei soggetti interessati, sia pubblici sia privati, in possesso dei requisiti di legge, n
1722835 3441975
Art. 167 - (Libretto sanitario sportivo)
a) le g
1722835 3441976
Art. 168 - (Tutela sanitaria degli atleti disabili)
1. La richiesta di certificazione per l'espletamento di attività sportive da parte di atleti disabili deve essere corredata da certif
1722835 3441977
Art. 169 - (Controllo anti-doping)
1. I controlli anti-doping sono svolti dal Servizio Sanitario regionale nel rispetto di quanto previs
1722835 3441978
Art. 170 - (Commissione medica regionale per i ricorsi)
2. In caso di esito negativo degli accertamenti sanitari volti a valutare l'idoneità all'attività sportiva agonistica e non agonistica, gli interessati possono, entro trenta giorni, proporre istanza di revisione alla commissi
1722835 3441979
Art. 171 - (Adempimenti delle società sportive)
1. Le società sportive sono tenute, sotto la propria responsabilità, a subordinare il tesseramento e la partecipazione degli atleti alle attività sportive, agonistiche e n
1722835 3441980
Capo VI - Istituzione nelle Aziende USL della Regione del Servizio di assistenza odontoiatrica protesica ed ortesica
1722835 3441981
Art. 172 - (Attivazione di un Servizio di assistenza odontoiatrica, protesica ed ortesica)
1. In ogni distretto sanitario delle Aziende USL della Regione è attivato un Servizio di assistenza odontoiatrica, protesica
1722835 3441982
Art. 173 - (Erogazione dell'assistenza odontoiatrica, protesica ed ortesica)
1. Le prestazioni di assistenza odontoiatrica, protesica ed ortesica di cui al presente Capo sono erogate nell'ambito del territorio regionale:
a) dal Servizio attivato nei distretti sanitari delle Aziende USL;
b) dalle strutture odontoiatriche private accreditate, previa stipula di specifici contratti con l'Azienda USL territorialmente competente.
1722835 3441983
Art. 174 - (Oneri per gli utenti)
1. È a totale carico degli assistiti la tariffa delle prestazioni previste dalla presente Capo nei limiti delle previsioni del nomenclatore
1722835 3441984
Art. 175 - (Gestione finanziaria del Servizio di assistenza odontoiatrica protesica ed ortesica)
1. Gli oneri derivanti alle Aziende USL per il Servizio di cui al presente capo sono finanziati attra
1722835 3441985
Art. 176 - (Contributi per l'attivazione del Servizio di assistenza odontoiatrica, protesica ed ortesica)
1. Per lo svolgimento del Servizio di assistenza odontoiatrica, protesica ed ortesica la Giunta regio
1722835 3441986
TITOLO XVI - NORME IN MATERIA DI PREVENZIONE
1722835 3441987
Capo I - Prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro
1722835 3441988
Art. 177 - (Campo di applicazione)
1. Il presente capo fissa i principi relativi alla programmazione, organizzazione e gestione delle attività per la prevenzione e la tutela della salute nei luoghi di la
1722835 3441989
Art. 178 - (Compiti della Regione)
1. La Regione promuove la prevenzione e la tutela della salute nei luoghi di lavoro:
1722835 3441990
Art. 179 - (Compiti delle Aziende USL)
1. Presso ciascuna Azienda USL è istituito, in seno alla macro-area della prevenzione nei luog
1722835 3441991
Art. 180 - (Obiettivi del Servizio PSAL)
1. Al Servizio PSAL compete:
a) garantire le attività di prevenzione e vigilanza in materia di tutela della salute e del benessere dei lavoratori di ogni genere e provenienza, in attuazione di quanto previsto dall’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300 [Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sin
1722835 3441992
Art. 181 - (Compiti del Servizio PSAL)
1. Il Servizio PSAL raggiunge gli obiettivi di cui all’art. 180 attraverso le seguenti attività:
a) vigilanza e controllo tecnico e amministrativo, anche in riferimento agli aspetti organizzativi del lavoro;
b) emissione di provvedimenti amministrativi o sanzionatori conseguenti alle inosservanze rilevate in cors
1722835 3441993
Art. 182 - (Articolazione del Servizio PSAL)
1. Ciascuna Azienda USL organizza all'interno della pianta organica del Dipartimento di Prevenzione il Servizio PSAL, diretto da persona
1722835 3441994
Art. 183 - (Attività di controllo e vigilanza)
1. Le attività di controllo e vigilanza nei luoghi di lavoro vengono esercitate ai sensi dell&
1722835 3441995
Capo II - Norme in materia di cremazione, dispersione delle ceneri e servizi cimiteriali
1722835 3441996
Art. 184 - (Cremazione, conservazione e dispersione delle ceneri)
1. Il presente Capo, nel rispetto delle disposizioni contenute nella legge 30 marzo 2001, n. 130 (Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri) disciplina la pratica della cremazione e dispersione delle ceneri nel rispetto delle volontà e dignità del defunto e delle diverse convinzioni religiose e culturali di ogni individuo.
1722835 3441997
Art. 185 - (Attività funebre)
1. I Comuni singoli o associati disciplinano, nel rispetto della legislazione vigente, i servizi cimiteriali e ne informano i cittadini, con
1722835 3441998
Art. 186 - (Cimiteri)
1. Il Comune è tenuto a garantire sepoltura ai cadaveri dei propri residenti e delle persone decedute nel territorio del comune, quale ne fosse la residenza, ai cadaveri di aventi diritto al seppellimento in sepoltura privata esistente nel comune stesso e alle ossa, resti mortali e ceneri derivanti da cadaveri. Le attività cimiteriali sono disciplinate dai Comuni sulla base di un regolamento tipo, previa richiesta di parere all'ANCI.
1722835 3441999
Capo III - Disciplina in materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio
1722835 3442000
Art. 187 - (Oggetto e definizioni)
1. Il presente Capo detta disposizioni in materia di requisiti igienico-sanitari relativi alla struttura e alla manutenzione delle piscine ad uso natatorio e alla qualità delle acque e detta disposizioni in materia di vigilanza.
2. Le disposizioni del presente Capo si a
1722835 3442001
Art. 188 - (Classificazione delle piscine)
a) A/1 p
1722835 3442002
Art. 189 - (Tipologie di vasche)
1. In base alla loro utilizzazione si individuano nelle categorie di piscine di cui all’articolo 188 i seguenti tipi di vasche:
a) agonistiche, per nuotatori e di addestramento al nuoto, aventi requisiti che consentono l'esercizio delle attività natatorie in conformità al genere ed al livello di prestazioni per le quali è destinata la piscina, nel rispetto delle norme della Federazione Italiana Nu
1722835 3442003
Art. 190 - (Utenti)
1722835 3442004
Art. 191 - (Parere igienico-sanitario)
1. Per la costruzione di nuovi impianti natatori o per la ristrutturazione e/o ampliamento di impiant
1722835 3442005
Art. 192 - (Inizio attività)
1. L'inizio dell'attività delle piscine di nuova costruzione appartenenti alle classi A/1 ed A
1722835 3442006
Art. 193 - (Comunicazioni periodiche delle attività stagionali)
1. I titolari degli impianti realizzati per le attività stagionali, trenta giorni prima dell'a
1722835 3442007
Art. 194 - (Dotazione di personale)
1722835 3442008
Art. 195 - (Requisiti strutturali)
1. I requisiti strutturali delle parti essenziali del complesso di cui all’articolo 187 comma 5, devono:
a) garantire che la potenzialità degli impianti di
1722835 3442009
Art. 196 - (Documentazione)
1. Il responsabile della piscina tiene a disposizione della Azienda USL competente, incaricata dei controlli esterni, la seguente documentazione:
1) l'analisi dei
1722835 3442010
Art. 197 - (Controlli)
1. I controlli per la verifica del corretto funzionamento del complesso sono distinti in controlli inter
1722835 3442011
Art. 198 - (Controlli interni)
1722835 3442012
Art. 199 - (Controlli esterni)
1. I controlli ed i relativi prelievi sono effettuati dalla Azienda USL competente, sulla base di appositi piani di cont
1722835 3442013
Art. 200 - (Corsi di formazione ed aggiornamento)
1. La Regione, tramite le Aziende USL, dispone l'organizzazione di corsi di formazione ed aggiornamen
1722835 3442014
Art. 201 - (Primo soccorso)
1722835 3442015
Art. 202 - (Regolamento interno)
1. Il responsabile della piscina adotta un regolamento interno per la disciplina del rapporto con gli
1722835 3442016
Art. 203 - (Requisiti igienico-sanitari e ambientali)
1. Le piscine di cui all’articolo 187, comma 2, rispettano i requisiti igienico-sanitari e ambi
1722835 3442017
Art. 204 - (Sanzioni amministrative)
1. I comuni esercitano le funzioni amministrative relativamente all'applicazione delle sanzioni per le violazioni delle norme di cui al presente Capo, sulla base dell'accertamento delle violazioni effettuato dalla Azienda USL competente.
2. La violazione del numero massimo di frequentatori e di bagnanti ammissibili di cui all’articolo 190 comporta la chiusura dell'attività balneare per un massimo di cin
1722835 3442018
Art. 205 - (Norme regolamentari)
1. La Regione, al fine di assicurare le esigenze unitarie, stabilisce con norme regolamentari:
a) il numero massimo dei frequentatori e dei bagnanti di cui all’articolo 190;
1722835 3442019
Capo IV - Benessere animale, tutela degli animali di affezione, prevenzione e controllo del randagismo
1722835 3442020
Art. 206 - (Oggetto e finalità)
1. La Regione, con il presente Capo, nell’esercizio delle proprie competenze ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione e in attuazione della legge 14 agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo) nonché delle ulteriori disposizioni vigenti in materia:
1722835 3442021
Art. 207 - (Definizioni)
a) animale di affezione: ogni animale tenuto o destinato ad essere tenuto dall’uomo per compagnia senza fini produttivi o alimentari, compresi gli animali che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali per gli IAA, per la riabilitazione e impiegati nella pubblicità. Gli animali selvatici in libertà non sono considerati animali di affezione;
1722835 3442022
Art. 208 - (Competenze della Regione)
b) ad adottare il piano triennale
1722835 3442023
Art. 209 - (Competenze dei comuni)
b) alla costruzione dei canili sanitari e dei canili rifugio e alla ristrutturazione di quelli esistenti, nel rispetto del piano di cui all’articolo 211;
c) all’individuazione, in assenza delle strutture di cui alla lettera b), di struttur
1722835 3442024
Art. 210 - (Competenze delle aziende unità sanitarie locali)
a) all’inserimento di apposito microchip in ogni animale di affezione di cui all’articolo 219 e all’iscrizione dell’animale stesso all’anagrafe regionale di cui al medesimo articolo 219;
b) all’aggiornamento dell’anagrafe regionale informatizzata degli animali d’affezione di cui alla lettera a);
1722835 3442025
Art. 211 - (Piano degli interventi di prevenzione del randagismo degli animali di affezione e programma annuale)
1722835 3442026
Art. 212 - (Elenco delle associazioni di volontariato per la protezione degli animali)
1722835 3442027
Art. 213 - (Interventi Assistiti con gli Animali - IAA)
1722835 3442028
Art. 214 - (Responsabilità e doveri del proprietario e del detentore)
1. Chiunque sia proprietario o detentore di un animale di affezione è responsabile della sua salute e del suo benessere e deve provvedere alla sua idonea sistemazione, fornendogli adeguate cure e attenzioni, tenuto conto dei bisogni fisiologici ed etologici con riguardo alla specie, alla razza, all’età e al sesso.
1722835 3442029
1722835 3442030
Art. 215 - (Furto, smarrimento e ritrovamento di animali di affezione)
1. Il proprietario o il detentore dell’animale di affezione, fe
1722835 3442031
Art. 216 - (Soppressione eutanasica)
1. La soppressione degli animali di affezione deve essere effettuata da medici veterinari esclusivamente con metodi in
1722835 3442032
Art. 217 - (Trasporto di animali)
1722835 3442033
Art. 218 - (Detenzione degli animali di affezione)
1. Nel caso di detenzione personale a scopo amatoriale con finalità non economiche, i cani che vivono in civili abitaz
1722835 3442034
Art. 219 - (Identificazione e registrazione all’anagrafe regionale degli animali di affezione)
1. Il proprietario di un cane è tenuto a registrarlo all’anagrafe regionale informatizzata, collocata nel Sistema Informativo Veterinario ed Alimenti (SIVA) e connessa con l’Anagrafe nazionale, entro sessanta giorni di vita dell’animale o entro dieci giorni dal possesso nel caso di animale non registrato. In ogni caso è obbligatoria la registrazione prima della cessione, effettuata a qualunque titolo.
3. L’applicazione del microchip deve essere effettuata esclusivamente dal servizio veterinario o da medici veterinari liberi professionisti, anche non operanti presso una struttura veterinaria, autorizzati ad accedere all’anagrafe
1722835 3442035
Art. 219 bis - (Controllo del randagismo, affidamento e adozione)
1. Il Sindaco è responsabile dei cani vaganti rinvenuti o catturati sul territorio del comune e, dopo il periodo di osservazione nel canile sanitario ovvero qualora non ricorrano le condizioni di cui al comma 2, ha l’obbligo di collocarli presso un canile rifugio o un canile privato convenzionato adibito a canile rifugio. La collocazione presso il canile privato convenzionato può avvenire solo qualora non sia presente un canile rifugio ovvero non sia possibile il ricovero presso quest’ultimo. Il Sindaco è altresì responsabile delle colonie feline di cui all’articolo 219 quater.
2. Fermi i casi di maltrattamento o abbandono previsti dal codice penale, i cani vaganti catturati, laddove identificati, devono essere restituiti al proprietario o al detentore. Le spese di cattura e di custodia sono, in ogni caso, a c
1722835 3442036
Art. 219 ter - (Canili)
1. L’accoglienza dei cani, ai fini della lotta al randagismo, si effettua nelle seguenti strutture, che devono essere sottoposte alle autorizzazioni ai sensi della normativa vigente e devono garantire il mantenimento nel tempo dei requisiti previsti e degli standard di benessere animale:
a) canili sanitari e canili rifugio, gestiti dai comuni singoli o associati direttamente o mediante la stipula di apposite convenzioni con le associazioni di volontariato iscritte al Registro di cui all’art. 371 o con i soggetti privati di cui all’articolo 209, comma 1, lettera d);
1722835 3442037
Art. 219 quater - (Colonie e oasi feline)
1722835 3442038
Art. 219 quater bis - (Convenzioni con le associazioni di volontariato)
1722835 3442039
Art. 219 quinquies - (Medicina veterinaria)
1722835 3442040
Art. 219 sexies - (Cani morsicatori e a rischio di aggressività)
1. Fermo quanto stabilito dagli articoli 86 e 87 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 (Regolamento di polizia veterinaria), a seguito di morsicatura o aggressione il servizio veterinario attiva un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario.
1722835 3442041
Art. 219 septies - (Sanzioni)
a) da euro 150,00 a euro 900,00 per chi viola le disposizi
1722835 3442042
Capo VI - Divieto di detenzione e utilizzazione di esche avvelenate
1722835 3442043
Art. 220 - (Disposizioni generali)
1. È fatto divieto, ai fini della tutela della salute umana, dell'igiene pubblica e dell'ambie
1722835 3442044
Art. 221 - (Derattizzazione)
1722835 3442045
Art. 222 - (Sanzioni amministrative)
1. Fatta salva l'applicazione delle diverse sanzioni previste dalla normativa vigente, chiunque violi le disposizioni di cui agli articoli 220 e 221 è soggetto ad una sanzione amministrativa da Euro 103,00 ad Euro 620,00. Si applicano nei confronti degli autori della violazione il sequestro e la confisca previsti dagli articoli 13, 18 e 20 della legge 689/1991.
1722835 3442046
Art. 223 - (Applicazione delle sanzioni amministrative)
1. All'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie provvede “il comune”
1722835 3442047
Art. 224 - (Compiti del Sindaco e bonifica delle aree)
1. Il sindaco, a seguito di accertamenti di violazioni del divieto di cui all’articolo 220 effettuati dagli organi di vigilanza competenti, ovvero sulla base delle denunce o delle segnalazioni degli interessati o dei medici veterinari, ai sensi dell’articolo 225 dà immediate disposizioni per l'apertura di un'indagine da effettuare in collaborazione con le altre Autorità competenti adottando, se necessario, i primi provvedimenti u
1722835 3442048
Art. 225 - (Compiti del medico veterinario)
1. Il medico veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, ne dà
1722835 3442049
Art. 226 - (Analisi di laboratorio)
1. La Giunta regionale, per le finalità di cui al presente capo, assicura l'attivazione dei laboratori dell'Istituto zooprofilattico sperimentale per l'Umbria e le Marche in grado di esaminare i campioni tissutali e di contenuto gastrico degli animali uccisi o eventuali parti di esche con possibilità di ricerca almeno dei seguenti veleni:
a) Stricnina;
1722835 3442050
Art. 227 - (Competenze dei Comuni)
1722835 3442051
Art. 228 - (Competenze della Regione)
1722835 3442052
TITOLO XVII - NORME IN MATERIA DI ASSISTENZA FARMACEUTICA
1722835 3442053
CAPO I – Corretto uso del farmaco ed assistenza farmaceutica
1722835 3442054
Art. 229 - (Finalità)
1. Il presente capo disciplina l'esercizio delle funzioni da parte delle Aziende sanitarie regionali - e della Regione in materia di
1722835 3442055
Art. 230 - (Protocolli, elenchi e repertori farmaceutici per il corretto uso del farmaco)
1. Le Aziende sanitarie regionali allo scopo di assicurare l'uso corretto dei farmaci, curano la diffusione nelle proprie struttur
1722835 3442056
Art. 231 - (Informazioni sui farmaci e vigilanza sulla pubblicità)
1. Le Aziende sanitarie regionali curano l'informazione scientifica degli operatori e la educazione sanitaria della popolazione nell'ambito dei programmi e con le modalit&agrav
1722835 3442057
Capo II - Sulle modalità per l'erogazione dell'assistenza farmaceutica
1722835 3442058
Art. 232 - (Diritto all'assistenza e livelli delle prestazioni)
1. I cittadini iscritti negli elenchi degli assistibili formati presso le Aziende USL, hanno diritto
1722835 3442059
Art. 233 - (Farmaci non inclusi nel prontuario farmaceutico)
1. Il servizio sanitario regionale non può corrispondere alcun rimborso per farmaci non inclus
1722835 3442060
Art. 234 - (Erogazione dell'assistenza da parte delle farmacie)
1. Le Aziende USL erogano l'assistenza farmaceutica per mezzo delle farmacie pubbliche e private conv
1722835 3442061
Art. 235 - (Impiego dei farmaci nelle strutture delle Aziende sanitarie regionali)
1. L'assistenza farmaceutica è garantita inoltre mediante l'impiego diretto dei farmaci nei pr
1722835 3442062
Capo III - Organizzazione del servizio farmaceutico
1722835 3442063
Art. 236 - (Organizzazione del servizio farmaceutico)
1. Ciascuna Azienda sanitaria regionale istituisce un servizio cui viene attribuita la responsabilità organizzativa delle attività concernenti l'assistenza farmaceutica che, inoltre, limitatamente alle Aziende USL, effettua la vigilan
1722835 3442064
Art. 237 - (Norme per le sostanze stupefacenti)
1. All'emissione degli ordinativi per procedere all'acquisto degli stupefacenti e delle altre sostanze ad azione psicotropa, nell
1722835 3442065
Art. 238 - (Controlli di qualità)
1. La Regione promuove intese per mettere a disposizione dell'Istituto superiore di sanità i s
1722835 3442066
Capo IV - Norme inerenti le farmacie
1722835 3442067
Art. 239 - (Norme inerenti le farmacie)
1. I comuni, sentiti le aziende unità sanitarie locali e l'Ordine prov
1722835 3442068
Art. 240 - (Concorsi per le farmacie private)
1. Il conferimento delle sedi farmaceutiche vacanti o di nuova istituzione che risultino disponibili
1722835 3442069
Art. 241 - (Apertura e chiusura delle farmacie e dispensari farmaceutici)
1. L'autorizzazione all'apertura e all'esercizio delle farmacie nonché l'apertura dei dispensari farmaceutici sono disposte dall'Azienda USL competente per territorio con l'osservanza delle disposizioni vigenti.
1722835 3442070
Art. 242 - (Orari di servizio e turni)
1. Le Aziende USL con riferimento al territorio complessivo delle medesime, stabiliscono i turni per
1722835 3442071
Art. 243 - (Vigilanza)
1. Le funzioni ispettive, di vigilanza e di controllo sul servizio farmaceutico sono esercitate dalle Aziende USL.
2. La commissione per le ispezioni ordinarie e straordinarie alle farmacie, di cui all’art. 127 del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 (Approvazione del testo unico delle
1722835 3442072
Art. 244 - (Provvidenze per le farmacie rurali)
1. I provvedimenti relativi alla corresponsione delle indennità dovute ai titolari di farmacie
1722835 3442073
Art. 245 - (Interventi a favore delle farmacie rurali particolarmente disagiate)
1. Le Aziende USL erogano una indennità annua lorda per disagiato servizio ai titolari e direttori responsabili di farmacie rurali, ubicate in comuni o frazioni o centri abitati con popolazione inferiore ai 5000 abitanti, il cui volume d'affari dell'anno precedente, risultante dalle distinte contabili riepilogative mensili di cui al d.p.r. 8 luglio 1998, n. 371 (Regolamento recante norme concernenti l'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie pubbliche e private), non superi l'importo complessivo di euro154.937,00.
2. L'indennità annua lorda per
1722835 3442074
Art. 246 - (Regolamento dei rapporti finanziari)
1. I rapporti tra le Aziende USL e le farmacie convenzionate, pubbliche e private, sono regolati nelle forme e con le mod
1722835 3442075
TITOLO XVIII - CONTRIBUTI A FAVORE DEI MUTILATI ED INVALIDI DI GUERRA E CATEGORIE ASSIMILATE PER CURE CLIMATICHE, SOGGIORNI TERAPEUTICI E CURE TERMALI
1722835 3442076
Capo I - Contributi a favore dei mutilati ed invalidi di guerra e categorie assimilate per cure climatiche, soggiorni terapeutici e cure termali
1722835 3442077
Art. 247 - (Contributi a favore dei mutilati ed invalidi di guerra e categorie assimilate per cure climatiche, soggiorni terapeutici e cure termali)
1. La Regione eroga contributi a favore di mutilati, invalidi di guerra e categorie assimilate finali
1722835 3442078
Art. 248 - (Definizioni)
1. Per cure climatiche si intendono quelle per le quali il clima rappresenta un fattore terapeutico atto a prevenire la riacutizzazione o le complicanze dell'infermità, nonché le patologie a
1722835 3442079
Art. 249 - (Prestazioni)
1722835 3442080
Art. 250 - (Beneficiari)
1. Sono ammessi ai benefìci previsti dalla presente legge:
a) i mutilati ed invalidi di guerra, di cui agli articoli 2 e 3 del d.p.r. 23 dicembre 1978, n. 915 (Testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra) e successive modificazioni ed integrazioni e al d.p.r. 30 dicembre 1981, n. 834 (Definitivo riordinamento delle pensioni di guerra, in attuazione della delega prevista dall’art. 1 della legge 23 settembre 1981, n. 533);
1722835 3442081
Art. 251 - (Contributi per cure climatiche e soggiorni terapeutici)
1. Agli invalidi ammessi alle cure climatiche ed ai soggiorni terapeutici è concesso, da parte
1722835 3442082
Art. 252 - (Contributi per cure termali)
1. Agli invalidi ammessi alle cure termali è concesso da parte delle Aziende USL un contributo
1722835 3442083
Art. 253 - (Contributi di accompagnamento)
1. Agli invalidi ammessi alle cure climatiche, ai soggiorni terapeutici ed alle cure termali, di cui
1722835 3442084
Art. 254 - (Provvedimenti di attuazione)
1. La Giunta regionale, con norme regolamentari disciplina le ulteriori modalità ed i termini
1722835 3442085
TITOLO XIX - TUTELA DELLA SALUTE PSICOFISICA DELLA PERSONA SUL LUOGO DI LAVORO E PREVENZIONE E CONTRASTO DEI FENOMENI DI MOBBING
1722835 3442086
Capo I - Tutela della salute psicofisica della persona sul luogo di lavoro e prevenzione e contrasto dei fenomeni di mobbing
1722835 3442087
Art. 255 - (Finalità)
1. La Regione Umbria, in attuazione degli articoli 1, 2, 3, 4, 32 e 41 della Costituzione italiana, n
1722835 3442088
Art. 256 - (Compiti della Regione)
1. Per le finalità di cui all’articolo 255 la Regione promuove, in collaborazione con le
1722835 3442089
Art. 257 - (Azioni di formazione)
1722835 3442090
Art. 258 - (Azioni di informazione e ricerca)
1722835 3442091
Art. 259 - (Azioni di assistenza medico-legale e psicologica)
1. La Regione concede incentivi alla realizzazione di supporti e terapie psicologiche di sostegno e r
1722835 3442092
Art. 260 - (Sportelli anti-mobbing)
1. La Regione promuove l'istituzione presso gli uffici comunali di cittadinanza di appositi sportelli an
1722835 3442093
Art. 261 - (Osservatorio regionale sul mobbing)
1. È istituito l'Osservatorio regionale sul mobbing con sede presso l'Assessorato competente in materia di lavoro.
2. La partecipazione all'Osservatorio è a titolo gratuito. L'Osservatorio è composto da:
b) un membro designato dal Comitato regionale di coordinamento per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 7 del d.lgs. 81/2008;
1722835 3442094
Art. 262 - (Attività di controllo)
1. Il Servizio PSAL, sulla base delle segnalazioni ricevute o nell'ambito della sua attività istituzionale, effettua apposite ispezioni nel luogo di lavoro per accertare l'esistenza di azioni di mobbing
1722835 3442095
PARTE II - SERVIZI SOCIALI
1722835 3442096
TITOLO I - SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI
1722835 3442097
Capo I - Disciplina per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali
1722835 3442098
Art. 263 - (Realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali)
1. Il presente titolo, in armonia con i principi della legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali), nonché con i principi del diritto internazionale e del diritto comunitario in materia di diritti sociali della persona, disciplina la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.
2. In particolare il presente titolo disciplina l'esercizio della funzione sociale, la programmazione, l'organizzazione e la gestione delle attività e dei servizi sociali nella Regione in zone territoriali adeguate nonché la loro integrazione con le politiche ed il sistema dei servizi sanitari e dei servizi educativi, dell'ambiente, dell'avviamento al lavoro e del reinserimento nelle attività lavorative, dei se
1722835 3442099
Art. 264 - (Destinatari delle prestazioni sociali)
1. Sono destinatarie delle prestazioni sociali di cui al presente titolo tutte le persone residenti o
1722835 3442100
Capo II - Soggetti istituzionali
1722835 3442101
Art. 265 - (Il comune)
1. Il comune è titolare delle funzioni in materia di politiche sociali e svolge le attività di cui all’articolo 6 della legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali).
1722835 3442102
Art. 266 - (Ambito territoriale integrato)
1722835 3442103
Art. 267 - (La provincia)
1722835 3442104
Art. 268 - (La Regione)
a) ripartisce le risorse del Fondo sociale regionale, del Fondo nazionale per l
1722835 3442105
Art. 268 bis - (Zone sociali)
1. Le Zone sociali sono articolazioni territoriali corrispondenti ai distretti sanitari di cui all’articolo 22, individuate dal Piano sociale regionale di cui all’articolo 270. Le Zone sociali, tramite il comune capofila, esercitano, in particolare, le seguenti funzioni:
a) definiscono gli obiettivi da perseguire per garantire la gestione secondo criteri di efficienza, efficacia, economicità e trasparenza, uniformità e appropriatezza nel sistema di offerta ed equità per l’accesso alle prestazioni e ne verificano il raggiungimento;
1722835 3442106
Art. 269 - (Aziende pubbliche di servizi alla persona e persone giuridiche di diritto privato)
1722835 3442107
Capo III - Programmazione
1722835 3442108
Art. 270 - (Piano sociale regionale)
3. Il Piano sociale regionale si integra con il Piano sanitario regionale, in particolare per le prestazioni socio sanitarie di cui all’articolo 281; esso stabilisce le modalità e gli strumenti per l'integrazione con le altre politiche del welfare e con le altre politiche e piani di settore.
1722835 3442109
Art. 271 - (Conferenza di Zona)
1. La Conferenza di Zona costituisce il soggetto di coordinamento politico e istituzionale de
1722835 3442110
Art. 271 bis - (Tavolo zonale di concertazione)
1. Il Tavolo zonale di concertazione costituisce un organismo partecipativo di cui fanno parte le aziende unit&ag
1722835 3442111
Art. 271 ter - (Tavoli di coprogettazione)
1722835 3442112
Art. 272 - (Piano sociale di zona)
1. Il Piano sociale di zona è lo strumento mediante il quale la Zona sociale programma gli interventi e i servizi sociali e stabilisce i criteri per l’erogazione dei servizi sociali e per la loro attuazione.
1722835 3442113
Art. 273 - (Procedimento per l’adozione del Piano sociale di zona)
1. L’uf
1722835 3442114
Art. 274 - (Attuazione del Piano sociale di zona e coprogettazione)
1722835 3442115
Art. 275 - (Concertazione)
1722835 3442116
Art. 276 - (Piano operativo)
1. La Giunta regionale approva ogni anno, d'intesa con le Zone sociali
1722835 3442117
Capo IV - Partecipazione, promozione e valorizzazione degli organismi aventi funzione sociale, educativa e formativa
1722835 3442118
Art. 277 - (Rapporti fra Regione ed enti locali e partecipazione)
1. La Giunta regionale, al fine di garantire un efficace sistema di relazioni istituzionali fra Regio
1722835 3442119
Art. 278 - (Promozione dell'economia sociale)
1. La Regione, in collaborazione con gli enti locali e con le organizzazioni rappresentative del mondo del lavoro, dell'imprenditoria e dei soggetti non profit operanti nel sis
1722835 3442120
Art. 279 - (Organizzazioni di utilità sociale)
1. La Regione riconosce lo svolgimento della pubblica funzione sociale da parte delle cooperative sociali, delle associazioni di promozione sociale, del volontariato e delle altre organizzazioni senza finalità di profitto di cui all’articolo 1, comma 4, della L. 328/2000, e promuove la costruzione di un sistema di responsabilità pubbliche, anche non statuali,
1722835 3442121
Art. 280 - (Riconoscimento e valorizzazione della funzione sociale, educativa e formativa delle parrocchie mediante gli oratori)
1. La Regione riconosce e valorizza la funzione sociale, educativa e formativa svolta dalle parrocchie e dagli istituti religiosi cattolici attraverso gli oratori, nell'ambito del percorso formativo rivolto ai soggetti in età minore, agli adolescenti e ai giovani.
2. La Regione riconosce la titolarità delle diocesi dell'Umbria e degli istituti religiosi cattolici che svolgono attività oratoriale ad essere consultati nella fase di elaborazione delle linee di programmazione, organizzazione e gest
1722835 3442122
TITOLO II - GESTIONE DELLE PRESTAZIONI SOCIALI
1722835 3442123
Capo I - Prestazioni socio sanitarie e zone sociali
1722835 3442124
Art. 281 - (Prestazioni socio sanitarie)
1. Le prestazioni socio sanitarie sono distinte, ai sensi dell’articolo 3-septies del d.lgs. 502/1992 e sue successive modificazioni e integrazioni, in:
a) prestazioni sanitarie a rilevanza sociale, intese quali attività finalizzate alla promozione della salute, alla preve
1722835 3442125
Art. 282 - (Zone sociali)
1722835 3442126
Art. 283 - (Conferenza di zona)
1722835 3442127
Art. 284 - (Uffici della cittadinanza)
1. All'interno della Zona sociale sono istituiti gli uffici della cittadinanza, ai sensi “dell&
1722835 3442128
TITOLO III - AZIONI, INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI
1722835 3442129
Capo I - Azioni, interventi e servizi sociali
1722835 3442130
Art. 285 - (Articolazione delle attività sociali)
1722835 3442131
CAPO II - (Azioni sociali)
1722835 3442132
Art. 286 - (Azioni per la promozione ed il sostegno della sussidiarietà orizzontale)
1. I comuni, singoli o in forma associata, “favoriscono” N3 la partecipazione dei cittadini e delle formazioni sociali ed il loro contributo al sistema locale dei servizi e degli interventi sociali attraverso lo svolgimento di attività di interesse generale, anche mediante forme di collaborazione ai sensi della normativa vigente.
2. Le funzioni sociali di cui al comma 1 sono svolte dalle Zone sociali mediante azioni finalizzate a sostenere e a favorire l’autonoma iniziativa dei priv
1722835 3442133
Art. 287 - (Azioni per la qualità)
2. Tali azioni son
1722835 3442134
Art. 288 - (Azioni di promozione)
1. “Le Zone sociali, anche con l’apporto delle organizzazioni di volontariato e” N3 di utilità sociale, incentivano le attività sociali di promozione. Tali attività comprendono i servizi di comunicazione, di mutualità e di prossimità.
2. Le azioni di comuni
1722835 3442135
CAPO III - Servizi e interventi sociali
1722835 3442136
Art. 289 - (Servizi per le responsabilità familiari)
1. La Regione individua con il Piano sociale regionale i servizi socio educativi di supporto alle responsab
1722835 3442137
Art. 290 - (Interventi e servizi socio assistenziali)
1. I servizi socio assistenziali hanno natura solidaristica e sono rivolti a persone e famiglie, con particolare riferimento ai soggetti vulnerabili e maggiormente esposti a rischio di esclusione. Essi consistono in azioni di sostegno, prestazioni e attività sociali ad integrazione e/o sostituzione delle funzioni della rete sociale
1722835 3442138
Art. 291 - (Interventi e servizi per la formazione permanente delle persone anziane)
1. La Regione promuove la partecipazione delle persone anziane a processi educativi, alle attività ricreative e alla formazione lungo tutto l'arco della vita, rendendole così protagoniste del proprio futuro. La Regione, in particolare:
a) incentiva la mutua formazione inter e intra generazionale tra appartenenti a culture differenti, riconoscendo e promuovendo il valore della differenza di genere;
1722835 3442139
Art. 292 - (Interventi e servizi per la cultura, la prevenzione ed il benessere durante l'invecchiamento)
1. La Regione, al fine di prevenire processi invalidanti fisici e psicologici, promuove azioni tese al mantenimento del benessere durante l'invecchiamento della persona anziana, sostenendo la diffusione di corretti stili di vita e l'educazione mo
1722835 3442140
Art. 293 - (Interventi e servizi per la cultura, il tempo libero, l'impegno e il volontariato civile delle persone anziane)
1. La Regione, riconoscendo il ruolo centrale degli enti locali territoriali e del terzo settore, favorisce la partecipazione delle persone anziane ad attività culturali, ricreative e sportive, anche per sviluppare relazioni solidali, positive e continuative tra le persone e senso di appartenenza alla comunità.
2. La Regione, al fine di valorizzare l'impiego delle persone anziane in attività socialmente utili ne favorisce la partecipazione alla vita della comunità locale, anche attraverso l'impegno civile nel volontariato e nell'associazionismo o in ruoli di cittadinanza attiva, responsabile e solidale.
3. Il volontariato civile delle persone anziane costituisce una forma di promozione dell'invecchiamento attivo attraverso la realizzazione di progetti sociali, utili alla comunità.
1722835 3442141
Art. 294 - (Interventi ed azioni per l'implementazione delle nuove tecnologie)
1. La Regione, al fine di consentire una fruizione più immediata e una maggiore diffusione dei
1722835 3442142
Art. 295 - (Diritti sociali di cittadinanza)
d) misure per il sostegno delle
1722835 3442143
TITOLO IV - POLITICHE PER LE FAMIGLIE
1722835 3442144
Capo I - Riconoscimento e valorizzazione delle famiglie
1722835 3442145
Art. 296 - (Riconoscimento e valorizzazione delle famiglie)
1722835 3442146
Art. 297 - (Strumenti per le politiche di sostegno alle famiglie)
1722835 3442147
Art. 298 - (Servizi ed azioni generali e sostegno alla funzione educativa e di cura dei soggetti in età minore)
1. La Regione, per il raggiungimento degli obiettivi di cui al presente titolo, nel definire gli interventi e i servizi a sostegno della famiglia, provvede:
b) al potenziamento delle attività dei consultori familiari per la famiglia, per la valorizzazi
1722835 3442148
Art. 299 - (Assistenza socio-sanitaria e sanitaria alla famiglia)
b) l'assistenza sanitaria, psicologica e sociale
1722835 3442149
Art. 300 - (Interventi per le famiglie vulnerabili)
1722835 3442150
Art. 301 - (Interventi per la famiglia in condizione di grave disagio)
1. Oltre agli interventi di cui all’articolo 300, la Regione prevede specifiche misure per la famiglia in condizione di particolare disagio sociale, economico e relazionale.
1722835 3442151
Art. 302 - (Interventi per favorire l'accesso alla casa delle famiglie)
1. La Regione promuove politiche abitative per la famiglia, con particolare riferimento ai nuclei familiari meno abbie
1722835 3442152
Art. 303 - (Diritto allo studio)
1. La Regione rispetta e garantisce la libertà di scelta e di educazione dei genitori, nonch&e
1722835 3442153
Art. 304 - (Interventi per l'inserimento e reinserimento lavorativo)
1. La Regione adotta misure per favorire le aziende pubbliche o private che assumono con contratto part time persone con figli fino a tre anni di età e sostiene in via prioritaria l'inserimento lavorativo delle stesse.
2. La Regione promuove iniziative vo
1722835 3442154
Art. 305 - (Sostegno all'adozione e all'affidamento familiare)
1. La Regione, nei limiti della propria competenza, al fine di garantire la tutela e la salvaguardia dei minori in Umbria in situazione di difficoltà o di abbandono e per tutelare il loro diritto alla famiglia, sostiene l'attività dei servizi territoriali e di tutti gli altri enti interessati negl
1722835 3442155
Art. 306 - (Riconoscimento del lavoro di cura familiare)
1. La Regione riconosce e valorizza il lavoro di cura familiare non retribuito derivante da responsab
1722835 3442156
Art. 307 - (Sostegno e qualificazione dell'attività di assistenza familiare domiciliare)
1. La Regione, in armonia con la legge n. 328/2000 e con il Piano sanitario regionale, con il Piano sociale regionale e con la programmazione regionale in materia di formazione, favorisce il sostegno e la qualificazione dell'attività di assistenza familiare domiciliare.
1722835 3442157
Art. 308 - (Formazione per le persone che prestano attività di assistenza familiare)
1. La Regione promuove la realizzazione di programmi di formazione e aggiornamento del personale addetto all'assistenza familiare domiciliare.
2. Le attività di formazione sono rivolte in particolare a fornire competenze nel lavoro di cura e aiuto,
1722835 3442158
Art. 309 - (Selezione del personale straniero che presta attività di assistenza familiare)
1. Nel rispetto della normativa statale in materia, la Regione promuove azioni finalizzate all'inseri
1722835 3442159
Art. 310 - (Promozione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro)
1. “La Regione” N3, per garantire un servizio
1722835 3442160
Art. 311 - (Attività di informazione e assistenza)
1. “Le Zone sociali, tramite il Comune capofila”
1722835 3442161
Art. 312 - (Interventi di sostegno economico a favore dei soggetti che si avvalgono del personale addetto alle attività di assistenza familiare)
1. La Regione sostiene le persone singole e le famiglie che si avvalgono di personale addetto all'assistenza familiare domiciliare per le finalità di cui all’articolo 307, comma 1, anche attraverso intese tra “Zone sociali tramite il Comune capofila” N3, terzo settore e associazionismo sociale, al fine di agevolare l'erogazione di contributi mensili, diretti a ridurre gli oneri derivanti dai contratti di lavoro.
1722835 3442162
Capo III - Fondo regionale di emergenza per le famiglie delle vittime di incidenti mortali del lavoro
1722835 3442163
Art. 313 - (Fondo regionale di emergenza per le famiglie delle vittime di incidenti mortali del lavoro)
1. La Regione, nel rispetto dei principi sanciti dallo Statuto regionale, al fine di far fronte all'emergenza delle famiglie di lavoratrici e lavoratori autonomi e subordinati nonché di soggetti ad essi equiparati, vittime di incidenti mortali del lavoro, istituisce il Fondo regionale di emergenza per le famiglie delle vittime di incidenti mortali del lavoro di seguito denominato Fondo. Il Fondo è finalizzato all'erogazione di un contributo in caso di morte del lavoratore per incidente del lavoro.
1722835 3442164
Art. 314 - (Contributo in caso di morte del lavoratore per incidente sul lavoro)
1. Sono beneficiari del contributo di cui all’articolo 313 il coniuge superstite o, in mancanza i figli, o in mancanza di questi, gli ascendenti, o in man
1722835 3442165
Art. 315 - (Comitato regionale per il Fondo emergenza incidenti del lavoro)
1. È istituito il Comitato per il Fondo emergenza incidenti del lavoro composto da:
a) il Presidente della Giunta regionale, o suo delegato, con funzioni di Presidente;
b) un componente designato dall'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) e uno designato dall'Unione province d'Italia associazioni dell'Umbria (UPI);
c) tre componenti designati dalle organizzazioni sindacali regionali dei lavoratori maggiormente rappresentative, Confederazione generale italiana del lavoro (CGIL), Confederazione italiana sindacati lavoratori (CISL), Unione italiana del lavoro (UIL) e Union
1722835 3442166
Art. 316 - (Funzioni del Comitato regionale per il Fondo emergenza incidenti del lavoro)
a) provvede alla gestione de
1722835 3442167
TITOLO V - POLITICHE PER LE PERSONE A RISCHIO DI ESCLUSIONE SOCIALE
1722835 3442168
Capo I - (Fondo regionale per la non autosufficienza e diritto alle prestazioni)
1722835 3442169
Art. 317 - (Fondo regionale per la non autosufficienza)
1. La Regione, nel rispetto dei valori della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell
1722835 3442170
Art. 318 - (Diritto alle prestazioni)
1722835 3442171
Art. 319 - (Accesso unico alle prestazioni e presa in carico della persona non autosufficiente)
1. L'accesso alle prestazioni dei servizi finanziati con il Fondo è garantito dalla rete territoriale dei servizi socio-sanitari attraverso i centri di salute dei distretti socio-sanitari e gli uffici della cittadinanza dei comuni, che assi
1722835 3442172
Art. 320 - (Accertamento e valutazione della non autosufficienza)
1. L'accertamento della condizione di non autosufficienza è effettuato dalle unità multidisciplinari di valutazione, geriatrica e per disabili, previste dalle disposizioni regionali in materia operanti presso i distretti socio-sanitari delle Aziende (USL).
1722835 3442173
Art. 321 - (Costituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza)
1722835 3442174
Art. 322 - (Partecipazione delle formazioni sociali e delle organizzazioni sindacali nella costruzione e gestione del Fondo regionale per la non autosufficienza)
1. La Regione riconosce il ruolo di rappresentanza sociale delle organizzazioni e delle formazioni sociali che rappresentano e tutelano i cittadini nella costruzione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e assume il confronto e la concertazione come metodo di relazione con
1722835 3442175
Art. 323 - (Fondo per le prestazioni socio-sanitarie e sociali)
2. La Regione assegna direttamente ai Distretti di cui all’art. 38 “e alle Zone sociali di cui all’articolo 268 bis” N3 le risorse del fondo per l'erogazione delle prestazioni di cui al comma 1 a rilevanza sociale.
1722835 3442176
Capo III - Programma assistenziale personalizzato
1722835 3442177
Art. 324 - (Programma assistenziale personalizzato)
1. Il programma assistenziale personalizzato, di seguito PAP, individua obiettivi ed esiti attesi in termini di mantenimento e miglioramento delle condizioni di salute, indica le prestazioni da assicurare alla perso
1722835 3442178
Art. 325 - (Patto per la cura e il benessere)
1. Al fine di assicurare la piena applicazione del PAP la persona non autosufficiente, o eventualment
1722835 3442179
Capo IV - Piano regionale integrato per la non autosufficienza
1722835 3442180
Art. 326 - (Piano regionale integrato per la non autosufficienza)
1. La Giunta regionale adotta, contestualmente al Piano sanitario ed al Piano sociale, il Piano regionale integrato per la non autosufficienza di seguito PRINA e lo trasmette, espletate le procedure di concer
1722835 3442181
Art. 327 - (Livelli e strumenti della programmazione)
b) Azienda USL e “Zone sociali dei distretti dell’azienda unità sanitaria locale” N3;
c) distretti
1722835 3442182
Capo V - Prestito sociale d'onore
1722835 3442183
Art. 328 - (Prestito sociale d'onore)
1. Il prestito sociale d'onore, in coerenza con il Piano sociale regionale, è un'agevolazione concessa a favore di soggetti in possesso dei
1722835 3442184
Art. 329 - (Fondo per l'accesso al prestito sociale d'onore)
1. La Giunta regionale finanzia il prestito sociale d'onore con un apposito fondo finalizzato a consentire l'accesso al microcredito da parte dei soggetti di cui all’articolo 330, anche al fine di contrastare fenomeni di usura.
2. Il fondo è ripartito tra
1722835 3442185
Art. 330 - (Requisiti per l'accesso)
1. Il soggetto, per ottenere il prestito sociale d'onore deve essere in possesso, alla data di presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:
a) essere cittadino italiano o dell'Unione Europea; qualora cittadino extracomunitario, essere in possesso di carta di soggiorno o regolare permesso di soggiorno, la cui scadenza deve
1722835 3442186
Art. 331 - (Modalità per l'erogazione del prestito)
1. Il soggetto, al fine dell'erogazione del prestito sociale d'onore, deve presentare apposita domanda al Comune di residenza o al Comune capofila di Zona sociale individuato nel Piano sociale regionale. La domanda deve contenere le dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atto di notorietà rese ai sensi del DPR 445/2000 relativamente:
a) al possesso dei requisiti di cui all’articolo 330;
1722835 3442187
Art. 332 - (Erogazione di contributi)
1. La Regione concede annualmente contributi alle seguenti Associazioni allo scopo di favorirne lo svolgimento dei compiti istituzionali:
a) Associazione nazi
1722835 3442188
Art. 333 - (Modalità di erogazione dei contributi)
1. I contributi vengono erogati dalla Giunta regionale sulla base di un programma di riparto adottato dalla Giunta medesima secondo le seguenti percentuali: Il 20 per cento dello stanziamento regionale viene assegnato alla Unione italiana ciechi (UIC), il 29 per cento all'ANMIC, il 20 per cento all'ANMIL, il 13 per cento all'ANMIG, il 6 per
1722835 3442189
TITOLO VI - MISURE PER FAVORIRE L'INSERIMENTO DI COMUNITÀ A RISCHIO DI EMARGINAZIONE SOCIALE
1722835 3442190
Capo I - Misure per favorire l'inserimento dei nomadi nella società e per la tutela della loro identità e del loro patrimonio culturale
1722835 3442191
Art. 334 - (Misure per l'insediamento dei nomadi nel contesto sociale)
1. La Regione favorisce l'insediamento dei nomadi di cittadinanza italiana nel contesto sociale, gara
1722835 3442192
Art. 335 - (Realizzazione dei campi di sosta e delle aree di transito)
1. I Comuni qualora intendano realizzare i campi di sosta e di transito, provvedono con apposita variante al proprio strumento urbanistico generale di previsione alla individuazione delle aree necessarie classificandole: «aree e servizi pubblici», con specifica destinazione.
2. I Comuni entro il 31 gennaio di ogni anno presentano al Presidente della Giunta regionale le domande per la realizzazione dei campi di sosta e delle aree di transito per i nomadi.
1722835 3442193
Art. 336 - (Piano annuale ed erogazione dei contributi)
1. La Giunta regionale, sulla base delle domande presentate dai Comuni, approva il piano annuale per la localizzazione dei campi di sosta e delle aree di transito per i nomadi entro sessanta giorni dal termine di cui all’articolo 335, comma 2 ai fini della ripartizione dei contributi per la realizzazione e la gestione dei campi
1722835 3442194
Art. 337 - (Inserimento scolastico e professionale)
1. La Regione, al fine di favorire ed agevolare l'inserimento dei minori appartenenti alle Comunità dei nomadi negli asili nido, nella scuola materna e dell'obbligo, nel rispetto delle peculiarità della loro cultura, promuove ini
1722835 3442195
Art. 338 - (Promozione delle attività artigiane e delle forme associative tipiche della cultura nomade)
1. La Regione favorisce la realizzazione di iniziative di sostegno del settore dell'artigianato, in p
1722835 3442196
TITOLO VII - AZIONI REGIONALI PER FAVORIRE LO SCAMBIO E L'UTILIZZO DI PRESTAZIONI SOCIALI TRA CITTADINI
1722835 3442197
Capo I - Banche del tempo e associazionismo familiare
1722835 3442198
Art. 339 - (Associazioni "Banche del tempo")
1. Per favorire lo scambio di servizi di vicinato, facilitare l'utilizzo dei servizi, favorire la produzione di beni relazionali nella comunità incentivando le iniziative di espressioni organizzate delle persone che intendono scambiare parte del prop
1722835 3442199
Art. 340 - (Coordinamento dei tempi della città)
1. I comuni, anche in forma associata, adottano piani territoriali degli orari, al fine di armonizzar
1722835 3442200
Art. 341 - (Associazionismo familiare)
1. In attuazione di quanto stabilito dall’articolo 296, comma 4, le associazioni familiari concorrono alla formazione degli strumenti di programmazione nelle forme e nei modi stabiliti dalle disposizioni regionali, nazionali e dell'Unione europea, secondo quanto previsto dall’articolo 4 della legge region
1722835 3442201
TITOLO VIII - GESTIONE DEI SERVIZI E DEGLI INTERVENTI SOCIALI
1722835 3442202
Capo I - Gestione dei servizi sociali
1722835 3442203
Art. 342 - (Affidamento e gestione dei servizi)
1. “La Zona sociale, tramite il Comune capofila,” N3 procede all'aggiudicazione dei servizi di cui al presente Testo unico in conformità alle disposizioni statali in materia.
1722835 3442204
Art. 343 - (Affidamento e inserimento lavorativo di persone svantaggiate)
1. I Piani sociali di zona prevedono, in conformità agli articoli 2 e 69 del d.lgs. 163/2006, che una quota predefinita dei contratti per l'acquisto di beni e servizi o per l'esecuzione di opere e lavori pubblici, anche di importo superiore alla soglia comunitaria, contengano clausole sociali relative all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. L'offerta dei concorrenti è articolata anche nei contenuti afferenti alla clausola sociale; a tal fine è specificata nei capitolati e nelle disposizioni di gara e valutata ai fini dell'aggiudicazione.
1722835 3442205
Art. 344 - (Autorizzazione al funzionamento dei servizi residenziali, semiresidenziali, diurni e domiciliari)
1. I servizi socio assistenziali a carattere residenziale, semiresidenziale, diurno e domiciliare, pubblici e privati sono soggetti ad autorizzazione rilasciata “dalla zona sociale tramite il Comune capofila” N3.
1722835 3442206
Art. 345 - (Accreditamento)
2. I requisiti di cui al comma 1 sono definiti con il regolamento di cui all’articolo 358 che tiene conto, in particolare:
a) deg
1722835 3442207
Art. 346 - (Accordi contrattuali)
1. La qualità di soggetto accreditato non comporta l'automatica assunzione di oneri economici da parte “delle Zone sociali” N3. Al fine di porre il costo del servizio in tutto o in parte a loro carico “le Zone sociali, tramite il Comune capofila,” N3 possono stipulare con i soggetti accreditati specifici accordi contrattu
1722835 3442208
Capo II - Accesso ai servizi sociali
1722835 3442209
Art. 347 - (Accesso e compartecipazione al costo dei servizi)
3. La compartecipazione di cui al comma 2 è determinata per le fattispe
1722835 3442210
Capo III - Risorse umane che operano nell'ambito dei servizi e degli interventi sociali
1722835 3442211
Art. 348 - (Valorizzazione delle risorse umane)
1722835 3442212
Art. 349 - (Formazione)
1. La Regione individua nella formazione e nella formazione permanente del personale, impegnato nello svolgimento delle attività soci
1722835 3442213
Capo IV - Monitoraggio, valutazione e vigilanza del sistema regionale degli interventi e dei servizi sociali
1722835 3442214
Art. 350 - (Conoscenza e valutazione)
1. La qualità del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali è garantita dalla realizzazione di assetti che valorizzino il monitoraggio costante e la valutazione partecipata anche da parte dei soggetti “di cui agli articoli 271 bis e 271 ter” N3 nonché dei cittadini delle associazioni sociali e di tutela degli utenti. Attraverso il monitoraggio la Regione sottopone a costante e sistematica rilevazione l'andamento dei servizi e degli interventi sociali e, a tal fine, si avvale del Sistema informativo sociale regionale, di seguito denominat
1722835 3442215
Art. 351 - (Ricerca e valutazione per la programmazione sociale)
1. Il compito di acquisire il quadro conoscitivo della realtà regionale a supporto dell'attività di programmazione e verifica degli interventi di politica sociale e delle tendenze in atto è affidato all'Agenzia Umbria Ricerche, di seguito denominata AUR, che espleta la funzione propria di indagine, ricerca e osservazione sociale. A tal fine l'AUR redige un rapporto regionale
1722835 3442216
Art. 352 - (Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità)
1722835 3442217
Art. 353 - (Forum regionale welfare)
1. È istituito presso la struttura regionale competente il Forum regionale welfare con funzion
1722835 3442218
Capo VI - Funzioni di vigilanza e controllo e potere sanzionatorio
1722835 3442219
Art. 354 - (Vigilanza e controllo)
1. “Le Zone sociali, tramite il Comune capofila, esercitano” N3 le funzioni di vigilanza e controllo sui soggetti pubblici e privati che svolgono attività socio assistenziali e socio sanitarie. “Le Zone sociali si avvalgano
1722835 3442220
Art. 355 - (Sanzioni amministrative)
1. Chiunque esercita o gestisce i servizi o le strutture socio assistenziali, pubbliche e private di cui all’articolo 265 senza la prescritta autorizzazione è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 3.000,00 a euro 10.000,00.
1722835 3442221
TITOLO IX - IL FINANZIAMENTO DEL SISTEMA
1722835 3442222
Capo I - Risorse finanziarie e Fondo sociale regionale
1722835 3442223
Art. 356 - (Risorse finanziarie)
1722835 3442224
Art. 357 - (Fondo sociale regionale)
1. Il Fondo sociale regionale di cui all’articolo 356, comma 1, lettera b), è finanziato annualmente dalla legge di bilancio ed è ripartito con atto di programmazione della Giunta regionale entro il 30 aprile di ogni anno, come segue:
1722835 3442225
Art. 358 - (Norme regolamentari)
1. La Giunta regionale adotta, le norme regolamentari di cui agli articoli 344, comma 3, 345, commi 2
1722835 3442226
Art. 359 - (Disposizioni fino all'effettivo esercizio dell'ATI)
1722835 3442227
TITOLO X - ISTITUZIONE DI FIGURE DI GARANZIA IN AMBITO SOCIALE
1722835 3442228
Capo I - Istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale e del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza
1722835 3442229
Art. 360 - (Disposizioni generali)
1. La Regione istituisce il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale e il Garante per l'infanzia e l'adolescenza di seguito denominati Garanti.
2. Il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, in armonia con i principi fondamentali della Costituzione, delle Convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall'Italia, della normativa statale vigente e nell'ambito delle materie di competenza regionale, contribuisce a garantire i diritti delle persone:
1722835 3442230
Capo II - Designazione, nomina, incompatibilità dei garanti
1722835 3442231
Art. 361 - (Designazione e nomina dei Garanti)
1. Il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale è designato dall'Assemblea Legislativa, mediante elezione a maggioranza dei 2/3 dei Consiglieri regionali assegnati. Se al termine della terza votazione non si sia raggiunta la maggioranza richiesta dal comma 1, a partire dalla quarta votazione è sufficiente la maggioranza assoluta d
1722835 3442232
Art. 362 - (Incompatibilità dei Garanti)
1. Per ricoprire la carica di Garanti di cui all’articolo 360 il soggetto designato non deve incorrere in cause di inconferibilità e di inc
1722835 3442233
Capo III - Funzioni, decadenza, revoca e trattamento economico dei Garanti
1722835 3442234
Art. 363 - (Funzioni del Garante per l'infanzia e l'adolescenza)
1. Il Garante per l'infanzia e l'adolescenza, per le finalità di cui all’articolo 360, comma 5, svolge le seguenti funzioni:
b) promuove, in accordo con le strutture regionali competenti in materia, iniziative di sensibilizzazione e diffusione della cultura dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, anche in occasione della celebrazione della giornata italiana per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, istituita dall’articolo 1, comma 6 della legge 23 dicembre 1997, n. 451 (Istituzione della Commissione parlamentare per l'infanzia e dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia) e del d.p.r. 14 maggio 2007, n. 103 (Regolamento recante riordino dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l'infanzia, a norma dell’articolo 29 del d.l. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248);
1722835 3442235
Art. 364 - (Funzioni del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale)
1. Il Garante per le finalità di cui all’articolo 360 comma 2, nell'ambito delle iniziative di solidarietà sociale e in previsione della promozione dei diritti di partecipazione alla vita civile, svolge, in collaborazione con le competenti amministrazioni statali e con la magistratura di sorveglianza, le seguenti funzioni:
a) assume iniziative volte ad assicurare che alle persone di cui all’articolo 360, comma 2, siano erogate le prestazioni inerenti al diritto alla salute, al miglioramento della qualità della vita, all'istruzione e alla formazione professionale e ogni altra prestazione finalizzata al recupero, alla reintegrazione sociale e all'inserimento nel mondo del lavoro;
b) segnala eventuali fattori di rischio o di danno per le persone di cui all’articolo 360, comma 1 dei quali venga a conoscenza in qualsiasi forma, su indicazioni sia dei soggetti interessa
1722835 3442236
Art. 365 - (Trattamento economico dei Garanti, decadenza dall'incarico, sostituzione e revoca)
1. Al Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale è attribuita un'indennità mensile determinata dalla Giunta regionale non oltre il venti per cento dell'indennità mensile lorda spettante ai consiglieri regionali.
1722835 3442237
Capo IV - Organizzazione degli uffici dei Garanti e Conferenza regionale per l'infanzia e l'adolescenza
1722835 3442238
Art. 366 - (Ufficio dei Garanti e rapporti tra autorità di garanzia)
1. Il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale si avvale, per lo svolgimento delle proprie funzioni, delle risorse umane ed infrastrutturali messe a disposizione dalla Giunta regionale, sentito il Garante stesso. Il Garante, con proprio atto, disciplina le modalità organizzative interne.
2. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale può avvalersi della collaborazione dell'Osservatorio reg
1722835 3442239
Art. 367 - (Conferenza regionale per l'infanzia e l'adolescenza)
1. Al fine di promuovere lo sviluppo di una più diffusa sensibilità sui temi e le probl
1722835 3442240
Art. 368 - (Centro per la promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza)
1. Presso la struttura competente della Giunta regionale è istituito il Centro per la promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza quale strumento conoscitivo e di supporto alle funzioni di indirizzo, programmazione e coordinamento delle politiche per l'infanzia e l'adolescenza del sistema integrato degli interventi e
1722835 3442241
TITOLO XI - NORME IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO, ASSOCIAZIONISMO DI PROMOZIONE SOCIALE E COOPERAZIONE SOCIALE
1722835 3442242
1722835 3442243
Art. 369 - (Finalità)
1. La Regione riconosce e valorizza, in attuazione della normativa nazionale vigente, la funzione dell'attività di volontariato e dell'associazionismo come espressione di partecipazione, solidarietà, pluralismo e utilità sociale e ne promuove lo sviluppo, salvaguardandone l'autonomia di organizzazione e di iniziativa, allo scopo di favorire il formarsi di nuove realtà associative e di consolidare e rafforzare quelle esistenti. La Regione riconosce, altresì, il rilevante valore e la finalità pubblica della cooperazione sociale nel perseguimento della promozione umana e dell
1722835 3442244
SEZIONE I - Organizzazioni di volontariato
1722835 3442245
Art. 370 - (Organizzazioni di volontariato)
1. Ai fini del presente testo unico, sono considerate organizzazioni di volontariato gli organismi dotati di autonomia di organizzazione e di iniziativa, liberamente costituiti al fine di svolgere attività di volontariato in modo personale, spontaneo, gratuito, verso terzi, tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indire
1722835 3442246
Art. 371 - (Registro regionale delle organizzazioni di volontariato)
2. Nel regionale sono iscritte, a domanda, le organizzazioni di volontariato che:
a) abbiano la sede legale in un comune della regione;
b) esercitino le attività
1722835 3442247
Art. 372 - (Requisiti per l'iscrizione nel registro regionale delle organizzazioni di volontariato)
1722835 3442248
Art. 373 - (Domanda di iscrizione nel registro regionale delle organizzazioni di volontariato)
1. La domanda di iscrizione, sottoscritta dal legale rappresentante dell'organizzazione o sezione autonoma, deve essere presentata alla Regione, unitamente a:
1722835 3442249
Art. 374 - (Iscrizione nel registro regionale delle organizzazioni di volontariato)
1. La Regione richiede al Comune ove ha sede l'organizzazione di volontariato di esprimere il parere circa l'iscrizione al registro regionale delle organizzazioni di volontariato, trasmettendo contestualmente la documentazione di cui all’art. 373, comma 1.
1722835 3442250
Art. 375 - (Variazioni al registro regionale delle organizzazioni di volontariato)
1. Ogni variazione dell'atto costitutivo, dello statuto o dell'accordo degli aderenti, delle generalità del legale rappresen
1722835 3442251
Art. 376 - (Relazioni annuali)
1. Le organizzazioni di volontariato iscritte nel registro regionale sono tenute a trasmettere al Comune ove hanno sede, entro e non oltre il 31 ge
1722835 3442252
Art. 377 - (Revisione periodica del registro delle organizzazioni di volontariato)
1. La Giunta regionale procede alla scadenza di ogni legislatura alla revisione del registro regional
1722835 3442253
Art. 378 - (Inadempienze, provvedimenti e cancellazione)
1. Qualora le organizzazioni non adempiano alla relazione annuale di cui all’articolo 376, comma 1 il Comune competente provvede a:
b) sospendere ogni eve
1722835 3442254
Art. 379 - (Nomine regionali nel Comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato)
1. Il Presidente della Giunta regionale, o suo delegato, partecipa di diritto al Comitato di gestione
1722835 3442255
Art. 380 - (Partecipazione del volontariato alla programmazione regionale)
1. Le organizzazioni di volontariato iscritte nel registro regionale esprimono parere sugli atti di p
1722835 3442256
Art. 381 - (Conferenze annuali e attività di informazione)
1. La Regione promuove conferenze annuali delle organizzazioni di volontariato al fine di esaminare l
1722835 3442257
Art. 382 - (Convenzioni con le organizzazioni di volontariato)
1. Le convenzioni con le organizzazioni di volontariato di cui all’art. 7 della legge n. 266/1991, devono indicare in particolare:
1722835 3442258
Art. 383 - (Modalità per lo svolgimento delle prestazioni delle organizzazioni di volontariato)
1. Gli aderenti alle organizzazioni di volontariato iscritte nel registro regionale possono accedere alle strutture ed ai servizi pubblici o privati convenzionati con gli enti pubblici operanti nel settore di loro interesse per lo svolgimento della loro attività, purché questa sia comp
1722835 3442259
Art. 384 - (Sedi e attrezzature)
1. Al fine di dotare le associazioni di volontariato di sedi ed attrezzature necessarie per il conseg
1722835 3442260
Art. 385 - (Formazione ed aggiornamento del volontariato)
1. Per le attività formative dei volontari “la Regione può”
1722835 3442261
Art. 386 - (Volontariato dei singoli cittadini)
1. I cittadini singoli o i nuclei familiari che intendano prestare la propria opera gratuitamente nell'ambito di attività svolte dai pubblici servizi sono iscritti a domanda in apposito elenco istituito
1722835 3442262
SEZIONE II - Associazioni di promozione sociale
1722835 3442263
Art. 387 - (Associazioni di promozione sociale)
1. Ai fini del presente testo unico, nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge 7 dicembre 2000,
1722835 3442264
Art. 388 - (Registro regionale delle associazioni di promozione sociale)
1. Presso la Giunta regionale è istituito il registro regionale delle associazioni di promozione sociale, al quale possono iscriversi:
a) le associazioni a carattere regionale;
1722835 3442265
Art. 389 - (Iscrizione nel registro delle associazioni di promozione sociale)
1. Ai fini dell'iscrizione al registro regionale, le associazioni di promozione sociale regionali e locali debbono:
a) essere costituite con atto scritto, registrato o autenticato, o redatto nella forma di atto pubblico in cui tra l'altro deve essere indicata la sede legale;
b) svolgere la loro attività da almeno due anni a partire dalla loro costituzione. Per le associazioni ed i circoli affiliati ad associazioni a carattere nazionale presenti sul territorio regionale, il termine è ridotto ad un anno.
1722835 3442266
Art. 390 - (Incompatibilità)
1. L'iscrizione nel registro regionale delle associazioni di promozione sociale è incompatibil
1722835 3442267
Art. 391 - (Promozione e sostegno alle associazioni di promozione sociale)
1. La Regione promuove e sostiene le associazioni di promozione sociale iscritte al registro regionale attraverso i seguenti interventi:
a) contributi a fondo perduto alle associazioni per
1722835 3442268
Art. 392 - (Osservatorio regionale dell'associazionismo)
1. È istituito presso la Giunta regionale l'Osservatorio regionale dell'associazionismo con i seguenti compiti:
a) promozione di studi e ricerche sull'associazionismo;
b) pubblicazione di un rapporto triennale sull'andamento del fenomeno associativo in Umbria;
1722835 3442269
Art. 393 - (Conferenza regionale dell'associazionismo)
1. La Giunta regionale indice ogni tre anni la Conferenza regionale dell'associazionismo, avvalendosi dell'Osservatorio regionale di cui all’articolo 392.
1722835 3442270
Art. 394 - (Partecipazione delle associazioni di promozione sociale alla programmazione regionale)
1. Gli indirizzi programmatici inerenti l'associazionismo di promozione sociale sono contenuti nei pi
1722835 3442271
Art. 395 - (Convenzioni)
1. La Regione, gli enti locali e gli altri enti pubblici, nell'ambito dei propri compiti istituzional
1722835 3442272
Art. 396 - (Formazione professionale)
1. La Regione N44 nel rispetto di quanto previsto
1722835 3442273
SEZIONE III - Cooperative sociali
1722835 3442274
Art. 397 - (Cooperative sociali)
1. Ai fini del presente testo unico, nel rispetto della legge 8 novembre 1991, n. 381 "Disciplina della cooperazione sociale", sono considerate cooperative sociali quelle cooperative che hanno lo scopo di
1722835 3442275
Art. 398 - (Albo regionale delle cooperative sociali)
1. È istituito presso la Giunta regionale l'Albo regionale delle cooperative sociali, di seguito denominato Albo.
1722835 3442276
Art. 399 - (Commissione regionale per la cooperazione sociale)
b) il direttore della direzione sanità e servizi sociali o un suo delegato;
c) un dirigente reg
1722835 3442277
Art. 400 - (Compiti della Commissione)
1. La Commissione regionale per la cooperazione sociale formula proposte ed esprime pareri alla Giunta regionale nelle materie di cui al presente testo unico ed in particolare:
1722835 3442278
Art. 401 - (Promozione e sostegno alla cooperazione sociale)
1. La Regione può concedere alle cooperative sociali agevolazioni fiscali su base locale da determinare annualmente con legge regionale. Per la verifica della corretta destinazione delle agevolazioni, la Giunta regionale può disporre ispezioni amministrative e contabili presso i soggetti beneficiari e dispone la revoca e la restituzione dei contributi già erogati nel caso in cui la loro utilizzazione risulti non conforme alle disposizioni di cui al presente titolo.
1722835 3442279
Art. 402 - (Raccordo e integrazione tra la programmazione regionale e la cooperazione sociale)
1. I piani e gli atti di programmazione delle attività sociali, sanitarie ed educative di interesse socio-sanitario e di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, prevedono le modalità di specifica
1722835 3442280
Art. 403 - (Affidamenti e convenzioni)
1. La Giunta regionale, con deliberazione da pubblicare nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria, sentita la Commissione regionale della cooperazione sociale, approva il tariffario regionale e stabilisce, nel rispetto delle norme vigenti in materia, i criteri e le procedure per l'affidamento dei servizi e gli schemi di convenzione cui debbono uniformarsi i contratti tra cooperative sociali, enti pubblici e società a partecipazione pubblica.
1722835 3442281
Art. 404 - (Determinazione dei corrispettivi)
1. I Contratti e le convenzioni sono stipulati ai sensi dell’articolo 403, nonché nel rispetto del tariffario vigente, considerato come elemento minimo al fine di garantire da parte delle cooperative sociali la corretta applicazione dei dis
1722835 3442282
Art. 405 - (Qualità della cooperazione sociale)
1. La Giunta regionale definisce, sentita la Commissione regionale per la cooperazione sociale, i criteri di valutazione della qualità dei servi
1722835 3442283
PARTE III - NORME COMUNI
1722835 3442284
TITOLO I - ATTUAZIONE DI LEGGI REGIONALI
1722835 3442285
1722835 3442286
Art. 406 - (Clausole valutative)
1. La Giunta regionale presenta all'Assemblea Legislativa, entro il primo semestre di ciascun anno, una relazione sullo stato di attuazione e sui risultati conseguiti dall'attività di assistenza odontoiatrica, protesica ed ortesica in Umbria di cui al Capo VI del Titolo XV della Parte I. A tal fine la relazione deve evidenziare i seguenti aspetti:
a) in quanti distretti sanitari è stato attivato il Servizio di assistenza odontoiatrica, protesica ed ortesica e in quali distretti è stato attivato più di un gabinetto odontoiatrico;
b) quante strutture odontoiatriche private
1722835 3442287
1722835 3442288
Art. 407 - (Clausole valutative)
1. Con cadenza annuale, la Giunta presenta all'Assemblea Legislativa una relazione sull'attuazione degli interventi e dei servizi a tutela della promozione e della valorizzazione dell'invecchiamento attivo ed in particolare degli interventi ricompresi nel piano operativo di cui al Capo III del Titolo III- Parte II.
2. La Giunta regionale, con cadenza annuale entro il 30 novembre, informa l'Assemblea Legislativa circa l'attuazione degli interventi nell'ambito del sostegno e della qualificazione dell'attività di assistenza familiare domiciliare di cui al Capo I, Titolo IV - Parte II, evidenziando i risultati ottenuti nell'ambito. Per le finalità di cui sopra, la Giunta regionale presenta una relazione fornendo in particolare le seguenti informazioni:
a) in che modo e con il coinvolgimento di quali soggetti si è realizzata l'attività di informazione e assistenza rivolta a sostenere le persone singole e le famiglie;
b) la qualità percepita della formazione erogata da parte dei soggetti che hanno frequentato i corsi formativi ed i risultati ottenuti sul fronte della selezione dei soggetti formati;
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Art. 409 - (Norme transitorie)
1. Le aziende Unità sanitarie locali di cui all’articolo 18 del presente testo unico, già istituite ai sensi dell’articolo 6 della l.r. 18/2012, subentrano in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi delle Aziende Unità sanitarie locali istituite ai sensi dell’articolo 8 della legge regionale 20 gennaio 1998, n. 3 (Ordinamento del sistema sanitario regionale) ivi compresi quelli inerenti i rapporti di lavoro, assumendone i relativi diritti ed obblighi e proseguendo in tutti i rapporti, anche processuali, preesistenti.
2. Nelle more della costituzione dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Perugia e dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Terni, i rapporti tra il servizio sanitario regionale e l'Università degli Studi di Perugia sono regolati da apposito atto convenzional
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1722835 3442293
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Ordinamento del servizio sanitario regionale.
L. R. Umbria 21/02/2008, n. 1
L.R. Umbria 13/02/2007, n. 4
Disciplina in materia di requisiti igienico - sanitari delle piscine ad uso natatorio.
L.R. Umbria 17/02/2005, n. 9
Norme sulla cooperazione sociale.
L.R. Umbria 21/07/2004, n. 12
Norme in materia di cremazione, dispersione delle ceneri e servizi cimiteriali.
Articoli 15 bis, comma 3; 18
L. R. Umbria 27/02/1980, n. 10
Articolo 391, comma 1, lett. c).
Fra le misure che caratterizzano la legge si segnalano:
modifiche alla L.R. 02/04/2015, n. 10 in materia di enti locali per quanto riguarda la ripartizione delle competenze in materia di controllo e vigilanza degli impianti termici;
modifiche alla L.R. 26/11/2015, n. 17 con l’inserimento del comma 1-bis all'art. 10 che stabilisce che dal 01/01/2017 la trasmissione dei rapporti di controllo e di prova degli impianti termici, nonché le funzioni relative alla gestione degli accertamenti documentali e dell’attività ispettiva, vengano effettuate esclusivamente attraverso il portale informatico del CURIT, che sostituisce i catasti degli impianti termici precedentemente in uso sul territorio regionale.
Articoli 47 bis; 210, comma 1, lett. m), m-bis); 219-septies, comma 1-bis; 239; 265, comma 2.
L. R. Umbria 17/08/2016, n. 10
Articoli 8, comma 6, lett. i); 9, comma 4, secondo periodo; Titolo XIV, Capo II; articoli da 119 a 129; 154, commi 3, 4; 266; 267; 274; 275; 282; 283; 342, commi da 2 a 7; 359; 385, comma 3
Articoli 8, comma 6, lett. b), c); 26, comma 1; 33, comma 3, secondo periodo; 38, comma 7; 45, commi 3, secondo periodo, 3 bis; 47 bis; 47 ter; 87, comma 1, lett. e), e bis); 88 bis; 91 bis; 105, comma 3; 107, commi 2, lett. d), 3; 117, commi 1, 1 bis, 1 ter; 153; 154, comma 2; Titolo XVI, Capo IV, rubrica; articoli da 206 a 214; Titolo XVI, Capo V, rubrica; articoli da 215 a 219; 219 bis; 219 ter; 219 quater; 219 quater bis; 219 quinquies; 219 sexies; 219 septies; 222, comma 3 bis; 223, commi 1, 2; 224, commi 2, 3; 225, comma 1; 226, comma 2; 227; 228; 239; 241, comma 2 bis; 265; 268 bis; 269; 270, commi 4, lett. e), 7; 271; 271 bis; 271 ter; 272; 273; 276, comma 1; 277, comma 1; 279, comma 4; 284, comma 1; 286, commi 1, 2; 288, commi 1, 3, secondo periodo; 310, commi 1, 2; 311, comma 1; 312, commi 1, 4; 319, comma 2; 322, comma 2; 323, comma 2; 327, commi 1, lett. b), c), 3, 4, 5, 6, 7; 342, comma 1; 344, commi 1, 4; 345, commi 5, 7; 346, commi 1, 2, 4; 349, comma 2; 350, commi 1, 6; 354, commi 1, 3; 357, comma 1, lett. a); 358, comma 1; 385, comma 1; 396, comma 1; 399, commi 1, lett. h), i), 4; 406, rubrica, comma 1 bis
L. R. Umbria 11/04/2016, n. 5

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

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Art. 28

Art. 29

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Art. 32

Art. 33

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Art. 47

Art. 47

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 articolo 86

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Art. 405

Art. 406

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