Source: http://www.antiarte.it/movimentoutopista/palazzo_scanderbeg.htm
Timestamp: 2015-10-08 21:34:15+00:00

Document:
Informazioni: COMITATO SALVAGUARDIA CULTURA EUROPEA COS'E' IL COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DELLA CULTURA EUROPEA?
Il Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea � un'organizzazione associativa temporanea. Non persegue fini politici, anche se talvolta, per affermare i propri punti di vista, pu� trovarsi coinvolto in scontri con personaggi della politica. Non persegue fini economici e, pertanto, non ha bisogno di finanziamenti da parte di alcuno:ogni aderente alle campagne organizzate dal Comitato pu�, secondo le proprie capacit� contribuire alla realizzazione dei materiali o dei servizi necessari per lo scopo comune. Non fa distinzioni di credo religioso, razza, idee politiche, ceto sociale, ecc.
sia tra tutti gli aderenti alle varie iniziative, sia tra tutti gli esseri umani del mondo. Non � strutturato in ordine gerarchico:ognuno,di volta in volta
pu� assumere compiti di responsabilit� secondo le proprie competenze.Non
essendo un'associazione ordinaria,non si paga alcuna quota sociale per
farvi parte:basta aggregarsi,con intelligenza ed onest�,alle campagne in
atto.In questo momento,per esempio,� in corso una campagna informativa
per fare pressioni sul Museo Nazionale delle Paste Alimentari sito a
Palazzo Scanderbeg,a Roma,e sulle pi� importanti Istituzioni per la
Cultura e l'Istruzione in Italia,perch� venga concesso,all'interno del
Museo, uno spazio per la conservazione della memoria storica del principe
Giorgio Castriota Scanderbeg,fondatore della moderna Albania e
proprietario originario(1466)dell'omonimo palazzo.Chiunque sviluppi idee o
azioni in questa direzione,fa parte,automaticamente,del "Comitato per
la salvaguardia della Cultura Europea". Soprattutto se comprende che
l'arma vincente in questa campagna � Internet.
Il Presidente dell'Associazione Nuovo Rinascimento Europeo
CAMPAGNA PER IL PALAZZO SCANDERBEG
Skanderbeg e la Cultura tradita
proprio vero, amici arb�resh�, il palazzo Skanderbeg di
Roma � sede del Museo della Pasta.
notizia, diffusa dal Comitato per la salvaguardia della
Cultura Europea (presieduto dal poeta greco Raul Karelia)
e dallo scrittore ed editore Costanzo D'Agostino, �
caduta come un macigno pesante sulla memoria storica del
popolo albanese d'Italia e del mondo.
� pensabile legare il valore simbolico dell'eroe europeo
Giorgio Castriota Skanderbeg, strenuo difensore della
cristianit�, padre tutelare di tutti gli arb�resh�,
condottiero della libert� alla pastasciutta, agli spaghetti
un'offesa alla quale tutti gli arb�resh� del mondo
moderno civile e democratico si oppongono con forza.
QUESTO CHIEDIAMO CHE
SKANDERBEG DI ROMA DIVENTI MUSEO DEDICATO AL GRANDE EROE
NON MUSEO DELLA PASTA
tutto il rispetto per la bont� del farinaceo e della
http://www.arbitalia.it/news/varie/2005/palazzoskanderbeg.htm
LA CULTURA TRADITA
Due parole sulla Nuova
Nuova Europa che sta sorgendo si pone come scopo fondamentale,
insieme alla crescita dell'economia, lo sviluppo dell'ingegneria del
legame sociale che le corrisponde (e ai cittadini europei per
fortuna non bisogna insegnare, perch� da moltissimo tempo lo sanno
bene, che i bisogni economici devono convergere con quelli etici).
Qualcuno, per egoismo, tarda a comprendere questo concetto
basilare:tra questi, il Museo Nazionale delle Paste Alimentari sito
a Roma, a Palazzo Scanderbeg, nell'omonima piazza, al numero 117,
che ancora tratta uomini e donne in modo grossolano, massificato,
entropico, come se fossero soltanto dei numeri da utilizzare ai fini
della statistica economica:non riesce ancora a considerare ogni uomo
come individuo particolare, depositario unico di competenze e
creativit�. Non riesce a capire che una politica orientata solo in
funzione della ricerca e della conservazione del potere in questo
momento storico � perdente perch� alimenta una forma di pensiero
totalitario definitivamente sconfitto. Come i regimi autoritari non
hanno retto all'urto dalle reti telefoniche, ai satelliti
televisivi, ai fax, alle fotocopiatrici, ai computers e a tutti gli
altri strumenti portati dall'innovazione tecnologica, cos� non
regger� il Museo della Pasta davanti alla nostra organizzazione
culturale decentralizzata, trasversale e non gerarchica. Presto si
accorger� di combattere contro un fantasma, un'allucinazione, un
incubo. Siamo noi la Nuova Europa che avanza, che coltiva la
meravigliosa utopia della reciprocit�, dello scambio, dell'ascolto,
del riconoscimento, dell'apprendimento reciproco, della negoziazione
tra soggetti autonomi e della valorizzazione di tutte le qualit�
Il Museo della Pasta � protetto dalla ricchezza economica, da una
legge incompleta, da una nutrita schiera di personaggi della
politica: � un potere forte. Noi
siamo invece la potenza! La
potenza rende possibile, il
potere blocca. La potenza libera, il potere subordina. La potenza accumula energia,
il potere la dilapida. Ecco perch�
Per la Cultura, per la Giustizia, per la Pace.
salvaguardia della Cultura Europea
http://www.arbitalia.it/news/varie/2005/palazzoskanderbeg_culturatradita.htm
Venerd� 03/12/2004 9.45
Lettera aperta ai cittadini e agli studenti
Palazzo Scanderbeg, sito nell'omonima piazza al numero civico 117, era la residenza romana del principe, paladino del cristianesimo e strenuo difensore della civilt� occidentale, Giorgio Castriota Scanderbeg d'Albania.
Qualcuno definisce questo eroe il pi� grande stratega di tutti i tempi: in ogni parte del mondo numerose strade, piazze, monumenti, fin dal 1500, gli sono stati tributati, oltre a migliaia di libri scritti in tutte le lingue e in tutte le regioni terrestri, per onorarne le imprese e la memoria. Le sue gesta militari e la sua abilit� diplomatica contro l'impero ottomano hanno influito enormemente anche sull'evoluzione del Rinascimento Europeo.
Palazzo Scanderbeg per oltre 6.000.000 (seimilioni) di cittadini di origine illirica � considerato luogo di altissimo valore simbolico e riferimento spirituale irrinunciabile: luogo che il grande pastaio italiano Vincenzo
Agnesi, da tempo deceduto, ha pensato bene di adibire a sede del Museo Nazionale delle Paste Alimentari. La fondazione a lui intitolata tutt'oggi sta proseguendo questa"meritoria opera".
E' chiaro che milioni di albanesi si sentono frustrati da tale utilizzo di questo luogo sacro della loro memoria e debbono accettare, obtorto collo, questa offesa alla loro dignit�, per paura di ritorsioni inerenti soprattutto i vari aiuti che l'Italia in questo momento sta fornendo al Paese delle Aquile.
Pensiamo che, onestamente, si debba concedere uno spazio, all'interno del Museo delle Paste (da gestire insieme alle autorit� accademiche albanesi) ove esporre documenti storici inerenti la vita di questo grande condottiero, per permettere ai cittadini europei di origine illirica l'accesso gratuito a soddisfacimento dei loro bisogni spirituali.
Invitiamo pertanto tutti i cittadini, ed in particolar modo gli studenti di Roma, ad approfondire la questione in oggetto, soprattutto alla luce dei mutamenti determinati dall'allargamento della comunit� europea, e prendere le pi� opportune decisioni di protesta a salvaguardia della cultura, della giustizia e della pace.
Palazzo Scanderbeg - Piazza Scanderbeg, 117 00187 - Roma - Tel. 066991119 - 6991120 Fax 066991109 - email
museopastealimentari@tiscali.it
ci vogliamo congratulare per la splendida iniziativa volta al recupero di palazzo Scanderbeg alla cultura albanese e, quindi, a quella europea. Nell'ambito di un prevalere del Sapere sull'Economia la sua iniziativa � degna di lode tendendo a recuperare al patrimonio dell'umanit� palazzi della storia come quello oggi "occupato" dal Museo della Pasta che, di diritto, dovrebbe essere almeno in parte devoluto alla memoria di chi salv� la cristianit� dall'attacco dei turchi e il meridione d'Italia dall'invasione francese, tanto da essere definito il "Garibaldi d'Albania".
La nostra lettera non � solo plauso morale ma di appoggio materiale da parte di migliaia di artisti, pittori, poeti, drammaturghi, intellettuali, scienziati, oltre che di giornali cartacei e di siti in rete pronti a scendere in lizza per recuperare agli albanesi quello che a loro spetta per diritto storico.
Grati per tutto quello che sta facendo per la cultura italiana, albanese, europea.
Da Scanderbeg al museo della Barbabietola
Dopo il museo dei maccheroni di Palazzo Scanderbeg, a Roma, ci sono buone nuove in vista per una prossima apertura al pubblico di un'altro Museo interamente dedicato alla
Barbabietola. La notizia, da prendere attualmente con cautela, � filtrata da ambienti vicini all'imprenditore agricolo Ciro
Pezzentiello, re della Barbabietola del casertano. Sembra che siano in corso trattative ad altissimo livello con il governo francese per rilevare ed utilizzare, quale sito del Museo della barbabietola, Palazzo
Farnese, nella zona limitrofa a Campo dei Fiori, a Roma, attuale sede dell'ambasciata dei nostri cugini d'oltralpe. Nelle bellissime sale storiche del Palazzo, adornate con capolavori esclusivi di grandi maestri della pittura e della scultura, presto faranno bella mostra di s� le pi� belle Barbabietole d'Italia e, forse, del mondo. Gli studenti che visiteranno il Museo, potranno documentarsi, attraverso reperti storici originali, su tutto il processo evolutivo percorso dalla Barbabietola, dai tempi pi� antichi fino ad oggi.
Macchine agricole di ogni tipo, dagli aratri primordiali a quelle meraviglie tecnologiche usate per la coltivazione del prezioso alimento nei tempi moderni, saranno accompagnate dai pi� svariati tipi di concimi e prodotti chimici, frutto della pi� laboriosa e scrupolosa ricerca scientifica realizzata nei laboratori pi� avanzati di tutto il mondo.
Ciro Pezzentiello � orgogliosissimo di questo suo nuovo progetto che, afferma senza remore, contribuir� ad affermare ancor pi� la Cultura Italiana nel mondo.
Il Museo dei Maccheroni ha dunque fatto scuola: a quando un Museo tutto dedicato ai Cavoli, "eroi" dei nostri ortaggi nazionali? Quando potremo finalmente ammirare i migliori Cavoli nostri?
Museo Nazionale delle Pastarelle Siciliane
Oggi � divenuto di moda aprire Musei a tutto spiano, per cui qualsiasi attivit� umana, originandosi da esperienze umane millenarie pu� costituire Cultura: basta saper assemblare un po� di reperti, arricchiti da qualche documento storico ed edulcorati con ingredienti sapientemente patinati, ed ecco fatto un bel Museo, pronto da spacciare come luogo di Cultura.
Pure mio cugino Peppino, detto"u pasticceri", ha in mente un suo bravo progetto per mettere su un Museo: lo vuol chiamare "Museo Nazionale delle Pastarelle Siciliane", perch� ritiene che i prodotti della pasticceria siciliana non temono confronti al mondo. Io mi sento solidale con Peppino perch� sa fare delle Paste veramente eccezionali, da lasciare estasiati e destare l'acquolina in bocca solo al guardarle. Vorrei spiegargli che forse chiamare Cultura la capacit� di fare le Paste, anche se provenienti da ricette esclusive e realizzate con capacit� artigianali o industriali fuori dal comune, mi sembra un po�
esagerato.Ma Peppino "u pasticceri" non ama essere contraddetto: quella delle pastarelle siciliane per lui � un'arte e come tale merita l'esposizione in un bel Museo.
Che, forse non esiste il Museo Nazionale delle Paste Alimentari, a Palazzo
Scanderbeg, a Roma?
Forse il Museo Nazionale della Pastarelle Siciliane, magari a Palazzo
Chigi, sfigurerebbe davanti ad esso?
Caro professor Sinani,
siamo veramente commossi per l'onore che il giornale "Panorama" ha voluto tributarci, dedicando due intere pagine alla nostra campagna culturale, contro l'arrogante comportamento della dirigenza del Museo Nazionale delle Paste Alimentari, a Palazzo Scanderbeg
di Roma. Sono certo che ai miei ringraziamenti personali, si assoceranno presto, giusto il tempo per far pervenire loro la Sua graditissima informazione, anche il principe Alessandro Castriota Scanderbeg e la Sua gentilissima consorte
Caroline, insieme all'intera famiglia Castriota.
Ci creda, dr. Sinani, la battaglia che stiamo portando avanti non � facile dati gli avversari che ci si oppongono. Non coltiviamo illusioni e non vogliamo trasmetterle ad altri. Siamo come delle piccole formiche che hanno deciso di assoggettare alla vera Giustizia degli elefanti. Ma siamo formiche di carattere, con le quali gli elefanti dovranno abituarsi a convivere,
perch� saremo il loro fastidio perenne. Tra l'altro gli attestati di stima che pervengono loro da persone come Lei ci rinvigoriscono enormemente.
Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea Postato il Tuesday, 25 January @ 14:19:12 CET di neo http://linux-club.org/modules.php?name=News&file=article&sid=280
R: CAMPAGNA PRO PALAZZO SCANDERBEG
Prendo atto della campagna a favore della
riconquista almeno parziale del Palazzo Scanderbeg, che oggi ospita il
Museo della Pasta, e debbo notare con soddisfazione che in lizza, a
sostenere la campagna promossa dal poeta greco Raul Karelia, ertosi a
presidente pro tempore e ad hoc del "Comitato per la salvaguardia
della cultura Europea" sono intervenute numerose personalit� della
cultura internazionale.
Il primo a dare eco al battagliero scrittore
ed editore Costanzo D'Agostino � stato il sito degli arbereshe italiani
Arbitalia del Maestro (poeta e cantautore italo-albanese) Pino Cacozza
Subito dopo � sceso in campo il poeta
Albanese Visar Zithi che, dalle pagine del Korrieri
http://www.korrieri.com/index.php?s=visar&k=10&i=9807
ha rivendicato la necessit� di riappropriarsi
almeno in parte del palazzo, che non solo rappresenta un pezzo di storia
albanese ma anche europea visto che l� soggiorn� il grande difensore
della cristianit� e dell'occidente Giorgio Castriota Scanderbeg.
Si sono aggiunti gli amici informatici del
Linux Club che hanno dato ampio spazio alla campagna e, infine, in link
l'Antiarte che combatte per un mondo nuovo retto dagli artisti
In Albania il prestigioso giornale
"Panorama" ha dedicato due intere pagine alle iniziative in
corso,aprendo cos� un dibattito culturale estremamente positivo che ha
coinvolto altri giornali(vedi: - Cristina Zoli, SHQIPTARET DHE
ARBERESHET TE BASHUAR NE MBROJTJE TE SIMBOLEVE TONA,
http://www.arbitalia.it/news/varie/2005/palazzo_skanderbeg/zoli.htm
Come uomo di cultura e di diritto non posso
che esprimere la mia solidariet� alla campagna.
La propriet� privata non � un bene assoluto
ma relativo, prima di tutto limitabile con vincoli nascenti dal valore
storico, culturale e artistico di un bene tant'� che vi sono numerose
normative tendenti a questo fine.
La Costituzione all'art. 9 afferma che
"La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura... Tutela... il patrimonio storico e artistico della Nazione".
Sempre la Costituzione all'art. 42, pur
riconoscendo la propriet� privata, afferma la possibilit� di
"limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale... La
propriet� privata pu� essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo
indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale".
La propriet� privata �, dunque,
costituzionalmente sottoposta a limitazioni a fini di tutela di interessi
della collettivit� che possono essere anche di carattere storico-culturale.
Riteniamo, in questo caso, che il palazzo
Scanderbeg potrebbe essere sottoposto a vincolo ma noi auspichiamo che gli
stessi proprietari, ertisi a neomecenati rinascimentali, ne cedano almeno
una porzione destinandola all'eroe albanese.
In ci� farebbero azione pregiata sia per gli
albanesi che per gl'italiani.
Infatti � innegabile che Scanderbeg � anche
la Nazione italiana vuoi perch� si erse a paladino della cristianit�,
vuoi perch� aiut� re Ferrante di Napoli a liberare il sud Italia dalle
invasioni. A reclamare il palazzo sono non solo gli Sqipetari, quindi, ma
anche le centinaia di comunit� arbereshe(discendenti degli antichi
albanesi) situate nel centro-sud del nostro paese.
La nostra fede nell'uomo ci regge, facendoci
augurare questa soluzione, salomonica ma dignitosa per tutti.
Palazzo Scanderbeg pu� diventare il
simbolo architettonico dell'antica Fratellanza tra due popoli contigui.
Che la Rete sia con Noi.
rip. anche su
http://www.arbitalia.it/news/varie/2005/palazzo_skanderbeg/francione.htm
http://linux-club.org/
http://www.circoloattori.com/
http://www.torreomnia.com/forum/leggi.asp?id=781
2005 MESSAGGIO AGLI ARTISTI
La natura fondamentale di un Artista � quella di agire,non di
subire. L'agire gli consente di creare le circostanze;gli fa riconoscere
la sua responsabilit� di far s� che le cose accadano.
Ogni Artista sa che aspettare che qualcosa accada o che qualcuno
provveda per lui � il peggior modo per affrontare le situazioni della
L'Artista comincia ogni sua azione pensando al raggiungimento
dell'obiettivo che si � preposto e perci� inizia con una chiara
comprensione della destinazione finale.
Sa che in tutte le cose della vita c'� una prima creazione,quella
mentale,e una seconda creazione,quella materiale.
L'Artista � guidato da princ�pi estetici e culturali inattaccabili.Questi
princ�pi sono verit� profonde,fondamentali,verit�
classiche,denominatori comuni generali per tutto il mondo della Cultura.
Sono fili strettamente intrecciati nel tessuto della vita insieme
con quelli che si chiamano rigore,coerenza,bellezza e forza.Questi
princ�pi sono pi� grandi degli uomini e delle circostanze:migliaia di
anni di Storia li hanno visti trionfare infinite volte.
Ogni Artista � cosciente del fatto che la maggior parte delle
imprese creative sono in una certa misura imprevedibili.All'esterno spesso
possono sembrare ambigue,azzardate,contrappuntate da tentativi ed errori.E
coloro che Artisti non sono,a meno che non abbiano un'alta tolleranza per
l'ambiguit� e traggano la loro sicurezza dalla fedelt� ai princ�pi e ai
valori interiori,trovano snervante e spiacevole essere coinvolti in
imprese altamente creative:il loro bisogno di certezza e prevedibilit� �
L'Artista sa andare fino in fondo alle sue attivit� creative con le
sole sue forze.
Molti Artisti,in questo momento,sono impegnati per recuperare alla
Storia e alla Cultura,Palazzo Scanderbeg.Ci riusciranno. Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea
dell'ambasciata italiana a Tirana,del 6 febbraio 2005.
GLI ARBERESH PROTESTANO PER IL MUSEO DI
SCANDERBEG-KORRIERI pg.19
Il palazzo di Scanderbeg a Roma,diventato
"Museo della Pasta" su decisione del sindaco Veltroni,ha
suscitato l'irritazione della comunit� Arberesh.Per loro,questa �
un'offesa alla storia e alla figura dell'eroe. Lo scrittore Costanzo
D'Agostino afferma che "� inconcepibile collegare il valore
simbolico dell'eroe europeo Scanderbeg,difensore del Cristianesimo e padre
di tutti gli arberesh,con la pastasciutta o la pasta al pomodoro".
VADEMECUM DELL'UOMO LIBERO
La libert� e l'indipendenza piene esistono soltanto quando l'individuo
pensa,sente e decide da solo.
L'uomo libero non � prigioniero del culto campanilistico della cultura
nella quale gli � capitato di nascere,semplice accidente del tempo e
della geografia.Egli � fornito di uno stato d'animo critico,volto a
mettere in dubbio tutto ci� che lo circonda.
Per l'uomo libero il potere non acquista mai un carattere sacro;non
assume mai la funzione della verit�,della morale e del bene.
L'uomo libero � capace di dire di no:in altri termini,� una persona
per la quale la disobbedienza pu� essere una virt�.
L'uomo libero � un umanista,nel senso che sperimenta su di s� tutta
l'umanit� e niente di quanto � umano gli � estraneo.E'una persona che
si � emancipata dalle particolari devozioni allo stato,alla classe,alla
razza,al partito e alla religione.
L'uomo libero ama e rispetta la vita:� uno scettico e
contemporaneamente una persona di fede.
L'uomo libero � caratterizzato dalla capacit� di amare e di
creare,dalla consapevolezza di essere l'unico responsabile dei propri
poteri,di svilupparsi insieme allo sviluppo della propria ragione ed
obiettivit�.L'uomo pu� essere realmente libero solamente se dispone di
un ideale e di un atteggiamento filosofico che gli consentono di avere
un'attivit� coerente nella vita.
COLORO CHE ATTACCANO SUI MURI DI ROMA I MANIFESTI E DISTRIBUISCONO
VOLANTINI DI PROTESTA CONTRO IL MUSEO NAZIONALE DELLE PASTE ALIMENTARI A
PALAZZO SCANDERBEG,ABBIAMO CAPITO,SONO UOMINI LIBERI!!!!
TEATRALE "LA SCALA DI SCANNEREBECCO" PORTERA' IN GIRO LA
PROTESTA CONTRO IL MUSEO NAZIONALE DELLE PASTE ALIMENTARI
Nell'opera teatrale del giudice-drammaturgo Gennaro Francione, di cui si
sta preparando la rappresentazione, grazie ai fondi della Comunit�
Europea messi a disposizione dalla regione Molise, c'� un forte richiamo,
e per questo siamo molto grati all'autore, gi� da tempo impegnato in
varie battaglie civili e culturali a molti note, a Palazzo Scanderbeg.
Ad un certo punto della storia che si sta mettendo in scena, infatti,
l'eroe Giorgio Castriota chiede a re Pulcinella che fine abbia fatto il
palazzo, a Roma, dove s'incontrava con re, principi e papi, e il re
partenopeo sbotta: "Re, re, re qua re?! Ra�,ra�!" Sogno di un
grandeur naufragato nel rag� del Museo dei Maccheroni che ha invaso un s�
nobile spazio.
Alla genialit� di Gennaro Francione il nostro comitato desidera tributare
un plauso, cui, siamo certi si associeranno tutti gli amici della Cultura.
Europea-Roma
L'Associazione Culturale-Rivista "Basilicata Arbereshe" ha
aderito all'appello internazionale per Palazzo Skanderbeg
(oggi Museo Nazionale Paste Alimentari)
http://www.basilicata.cc/artistilucani/arbereshe/index.htm
Art.1)DIGNITA' UMANA
La dignit� umana � inviolabile.Essa deve essere rispettata e
tutelata.
Art.6)DIRITTO ALLA LIBERTA' E ALLA SICUREZZA
Ogni individuo ha diritto alla libert� e alla sicurezza
Art.10)LIBERTA' DI PENSIERO;DI COSCIENZA E DI RELIGIONE
Ogni individuo ha diritto alla libert� di pensiero,di coscienza e di
religione.Tale diritto include la libert� di cambiare religione o
convinzione individualmente o collettivamente,in pubblico o in
privato,mediante il culto,l'insegnamento,le pratiche e l'osservanza dei
riti.Il diritto all'obiezione di coscienza � riconosciuto secondo le
leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio.
Art.11)LIBERTA' DI ESPRESSIONE E DI INFORMAZIONE
Ogni individuo ha diritto alla libert� di espressione.Tale diritto
include la libert� di opinione e la libert� di ricevere o di comunicare
informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza di parte delle
autorit� pubbliche e senza limiti di frontiera.La libert� dei media e il
loro pluralismo sono rispettati.
Art.12)LIBERTA' DI RIUNIONE E DI ASSOCIAZIONE
Ogni individuo ha diritto alla libert� di riunione pacifica e alla
libert� di associazione a tutti i livelli,segnatamente in campo
politico,sindacale e civico,il che implica il diritto di ogni individuo di
fondare sindacati insieme con altri e di aderirvi per la difesa dei propri
Art.13)LIBERTA' DELLE ARTI E DELLE SCIENZE Le arti e la ricerca
scientifica sono libere.La libert� accademica � rispettata.
Queste,cari amici(anche quelli occulti che sicuramente sono amici),sono
le regole base che legittimano l'operato del Comitato per la salvaguardia
della Cultura Europea.Buona Pasqua a tutti.
venerd� 25/03/2005 17.45
marted� 22/03/2005 9.36
La direzione del Museo della Pasta comunica che i bandi della 14�
edizione del premio del Museo saranno pubblicati nel gennaio 2006. Ci� perch�
il Museo � alla ricerca di una nuova sede a Roma, ove il Museo sar�
trasferito presumibilmente entro la fine del 2005.
anche se qualcuno tra voi pu� aver assistito perplesso agli avvenimenti
ed alle strategie adottate da questo Comitato, (uomini di poca fede!) come
potete evincere da questo comunicato del Museo, le cose si stanno mettendo
bene. Adesso verr� fuori qualcuno del mondo della politica a cercare di
prendersi i meriti di questa battaglia. Noi gli cederemo volentieri
l'onore perch� eravamo e siamo interessati a questa campagna solo ed
esclusivamente per ragioni di Giustizia e di Cultura. Come avevamo
all'inizio preannunciato, quando Palazzo Scanderbeg sar� restituito alla
Storia dell'Albania, dell'Italia e dell'Europa, noi ci ritireremo in
buon'ordine.
Sia chiaro che continueremo a sorvegliare gli
eventi molto attentamente dal nostro osservatorio che, come si pu�
immaginare, ci permette di vedere le cose molto bene.
GIORGIO CASTRIOTA SCANDERBEG PARTECIPA
ALLA COMPETIZIONE ELETTORALE DEL LAZIO
http://www.antiarte.it/movimentoutopista/vota_scanderbeg.htm
modi di pensare ed i concetti che stanno alla base della Cultura europea
trovano le proprie radici nell'antica Grecia.Recepiti dall'impero romano
ed arricchiti dei contenuti apportati dal cristianesimo,essi si sono poi
diffusi attraverso la grande Cultura medievale e rinascimentale.E' questa
la Cultura attraverso cui tutti gli europei si sono compresi nei secoli e
continuano tuttora a comprendersi:in questa Cultura si trovano i germi del
dialogo che,partendo dall'analisi del passato,chiariscono le realt� del
presente e preparano le basi per il futuro.In questa Cultura � insita
anche la coscienza della continuit� dei nostri valori,l'indipendenza del
nostro spirito,la certezza della nostra identit� di esseri umani
sociali:sono questi i fattori di stabilit� che regolano l'evoluzione
della nostra condizione umana.
trattati di Maastrict e di Amsterdam,con le loro diverse
implicazioni,costituiscono condizioni essenziali per la costruzione della
Nuova Europa,ma � indispensabile ricordarsi che i fondamenti della nostra
nuova Patria non sono solo di carattere economico,ma anche culturali e
della Nuova Europa sarebbe limitata senza l'esaltazione ed il rispetto
delle radici storiche di ognuno:I CITTADINI DELLA NUOVA EUROPA NON POSSONO
PIU' PERMETTERE CHE PALAZZO SCANDERBEG SIA SEDE DI UN MUSEO DELLA PASTA!!!
(Questa � la sintesi di un discorso tenuto il 30 marzo 2005
dall'editore Costanzo D'Agostino durante l'assemblea dei delegati di un
importante sindacato di artisti ed operatori dello spettacolo tenuto
presso l'hotel Capitol Inn di Roma.Sono in corso incontri,e ne daremo
presto notizia,per determinare le modalit� del sostegno che tale
sindacato apporter� presto al Comitato per la salvaguardia della Cultura
Europea.Intanto,si stanno svolgendo delle consultazioni per la
Costituzione di un Comitato di Saggi,o comunque un gruppo di mediatori
politici di opposti partiti e di fiducia,per concludere nel modo che
riteniamo pi� giusto la vertenza legata a Palazzo Scanderbeg. Al
convegno era presente,ed � intervenuto con molto successo anche il grande
poeta Raul Karelia,presidente pro-tempore e ad hoc del Comitato.
LETTERA DEI DISCENDENTI DELL'EROE GIORGIO
CASTRIOTA SCANDEBEG AL DIRETTORE DI ARBITALIA
Gentile Prof. Cacozza,
vivo interesse le vicende relative a Palazzo Scanderbeg che in questi
giorni, grazie soprattutto alla Sua rivista telematica e agli interventi
appassionati di tanti amici albanesi e italiani, sono al centro di un
sempre pi� ampio dibattito.
inutile rimarcare la vicinanza della nostra famiglia alla causa di
questa che si connota come una vera e propria battaglia culturale, in
quanto rivolta all�affermazione di un principio che, in un Paese
civile, dovrebbe orientare l�azione dei pubblici poteri ed essere
pienamente condiviso da tutti coloro cui stanno a cuore le sorti dei
tanti immobili storici di cui � ricco il nostro territorio: e cio�
quello della destinazione preferenziale di tali beni culturali a finalit�
il pi� possibile aderenti alla loro matrice storica e, quando ci� non
sia proprio possibile, a finalit� che in ogni caso non rechino offesa
ai valori della memoria in essi custoditi.
Ora, siamo
sicuri di non poter essere tacciati di partigianeria se affermiamo che
il romano Palazzo Scanderbeg ha una fortissima valenza simbolica non
soltanto per il popolo d�Albania e per gli albanesi di ogni dove, ma
anche per quanti (e non sono certo pochi nel mondo) non hanno
dimenticato il decisivo ed eroico ruolo svolto da Scanderbeg nella
difesa dei valori della civilt� occidentale. Come tutti sanno, Palazzo
Scanderbeg, posto negli omonimi piazzetta e vicolo, � l�immobile che
il Papato (all�epoca sedente nel confinante Palazzo del Quirinale)
offriva come alloggio al nostro illustre antenato, quando questi veniva
a Roma per concordare la strategia militare da adottare per contrastare
l�immanente pericolo dell�espansionismo ottomano nell�Europa
E� indubbio
quindi che quel Palazzo debba avere oggi una disciplina giuridica
vincolistica capace di sventare il rischio che quel patrimonio ideale di
valori, legato al grande Principe d�Albania Giorgio Castriota
Scanderbeg e racchiuso in quell�immobile, possa disperdersi o
risultare addirittura offeso dall�attuale destinazione a Museo della
Pasta, destinazione che certo mortifica quel coacervo di valori storici
che in quell�immobile si compendia, senza probabilmente apportare
grande valore aggiunto alle ragioni dei produttori e dei commercianti
del pur ottimo e famosissimo alimento italiano. Crediamo dunque
fermamente nella buona causa di questa battaglia culturale, e siamo
pronti a dare il nostro contributo, purch� la stessa si svolga sul
piano della massima correttezza istituzionale e con il coinvolgimento
previo dei proprietari dell�immobile, i quali probabilmente non
mancheranno di offrire una buona soluzione alla vicenda, in modo che
tutti possano uscirne a testa alta.
I nostri pi�
cordiali saluti a Lei e a tutti gli amici albanesi. Lecce, 31 marzo
e Alessandro Castriota Scanderbeg d�Albania
http://www.museodellapasta.it/layout.php?page=news
- Premio del Museo
Direzione del Museo comunica che i Bandi della XIV Edizione del
Premio del Museo saranno pubblicati nel Gennaio 2006. Ci� perch�
il Museo � alla ricerca di una nuova sede a Roma, ove il Museo
sar� trasferito presumibilmente entro la fine del 2005.
La cerimonia di premiazione della XIII Edizione si svolger� il
giorno 14 Aprile 2005, al Teatro "Bagaglino" alle ore
PASTA CHIUDE
Come si evince dal sito
www.museodellapasta.it (cliccando alla voce News), dal 5 novembre scorso
il Museo della Pasta a Palazzo Scanderbeg non esiste pi�. Ha vinto la
Cultura, hanno perso i Maccheroni. Attualmente nient'altro possiamo fare
dato che sulla questione sono sensibilizzate la pi� alte autorit�
politiche ed eventuali esiti dipendono dalla loro volont� ed
intelligenza. Oltretutto andare oltre potrebbe significare svolgere azioni
illegali che non fanno parte del nostro modo di vivere.
Ecco cosa si legge dalle News del sito www.museodellapasta.it
08-11-2007 - chiusura temporanea del Museo
Dal 5 Novembre il Museo � chiuso per cessata locazione.
Dopo 15 anni di attivit� il Museo andr� in restauro.Vi faremo sapere, su
questo sito, quando e dove sar� riaperto.
http://www.arbitalia.it/news/varie/2007/museo_pasta_chiude.htm
marted� 05/05/2009 20.46
SU PALAZZO SCANDERBEG INTERVENGA LO
STATO Il 12 dicembre 1466 Giorgio Castriota Scanderbeg giunse a Roma, vestito da povero contadino e accompagnato da pochi cavalieri, dopo aver lasciato in modo drammatico la sua citt� di Croja in Albania, assediata senza via d'uscita dagli
eserciti ottomani. La necessit� di ottenere degli aiuti
immediati per superare le gravi difficolt� in cui si trovava insieme ai suoi soldati e cittadini aveva determinato tale decisione. Malgrado si
presentasse d'improvviso e vestito inmaniera cos� dimessa nella Citt�
Eterna, l'Eroe albanese ed europeo fu Accolto con generale entusiasmo ed
acclamato da grande sovrano, dati i meriti reali conquistati nelle varie
campagne belliche a difesa dell' Occidente, aggiunti alrispetto che ogni
cittadino romano sentiva di dovergli tributare per la qualit� di primo
paladino della cristianit� che la sua persona incarnava. Il papa Paolo II fu fortemente impressionato dalla sua imponente personalit� condensata in una mole maestosa, lo accolse con tutti gli onori e lo accompagn� nell'assemblea dei cardinali, davanti a cui il fondatore d'Albania
momentanei successi dei Turchi e del pericolo che ogni giorno sempre
si avvicinava all'Italia. Spieg� dettagliatamente i motivi per cui le sue
operazioni militari non tendevano soltanto a conservare l'indipendenza
Paese, ma si rivelavano vitali per la sicurezza stessa dell'intera
Europa, ottenendo, anche grazie ad una vibrante capacit� oratoria che
esaltava ancor
pi� le sue molte altre doti umane e virt� strategiche,
l'ammirazione profonda
di tutti i convenuti, che avrebbero deciso
immediatamente di sostenerlo nel modo pi� concreto. Il pontefice stesso
scrisse a tutte le corti d'Europa perch�
Scanderbeg ottenesse tutti gli
aiuti di cui aveva bisogno: l'Europa, come molti
documenti evidenziano, non
rimase insensibile alle richieste del suo invincibile Eroe. La Storia in
seguito, come sappiamo, avrebbe impresso il suo
marchio indelebile alle
vicende di questo straordinario viaggio di Scanderbeg
a Roma, consegnando
quei giorni, in cui egli sost� nel palazzetto che da allora
il suo nome, nei lucenti meandri della gloria eterna. Nei giorni
scorsi il
presidente dell'Albania Berisha ha fatto richiesta all'Unione europea
adesione alla nuova famiglia comune: tra poco tempo si concretizzer�
il sospirato ritorno di un altro importante pezzo d'Europa ritenuto da
non pi� procrastinabile, che trova salde radici storiche e culturali
soprattutto nell'epopea di Scanderbeg, in cui prendeva forma
l'identit� di nazione dell'Albania. Palazzo Scanderbeg di
Roma, che si trova in
uno dei pi� rinomati quartieri del centro storico
vicino Fontana di Trevi, partecipa senza alcun dubbio al processo di
unificazione europea in atto, costituendo una fondamentale sede di memoria
collettiva e una testimonianza che
senz'altro ne render� pi� agevole il
Alcune voci affermano
che l'immobile, il cui attuale
proprietario � un notissimo e ricchissimo imprenditore nel campo delle
costruzioni e della finanza in campo nazionale ed
internazionale, sia stato
messo in vendita per una cifra superiore ai venti milioni di euro. Ci
permettiamo di ricordare ancora una volta che, insieme al
norme che regolano l'acquisizione di propriet� private nel nostro Paese,
esistono norme morali e spirituali che non consentono un uso spregiudicato di
un sito quale Palazzo Scanderbeg, le cui sorti sono vivamente
moltitudini di cittadini del mondo, sia di origini illiriche che non
questo punto non nascondiamo l'esistenza di alcuni punti di vista diversi
dai nostri esclusivamente culturali ). Anzi : in questo momento in cui
classe dirigente di governo insiste nel rassicurare i cittadini della
presenza attiva sulle questioni che riguardano la vita sociale
italiana, il mondo della Cultura attende che finalmente la " presenza dello
Stato " si renda
visibile anche nella questione in oggetto, ritenuta da
tanti di primaria importanza. Nell'attesa, la battaglia culturale per vedere
esaudita la richiesta di ottenere che all'esterno di Palazzo Scanderbeg venga
posta una targa che evidenzi la straordinariet� delle gesta dell'Eroe, ed
all'interno sia
riservato un piccolo spazio che ne perpetui la memoria, si
arricchir� di ulteriori capitoli, che presto chiariranno ancor pi� ai
cittadini europei il
significato di " Bene storico e culturale " del
summenzionato palazzo.
Da: costanzodagostino@libero.it [mailto:costanzodagostino@libero.it] Inviato: luned� 8 giugno 2009 16.44
A: adramelek@tin.it
Oggetto: IPOESIA DI VISAR ZHITI SU PALAZZO SCANDERBEG
RITORNO DEL FANTASMA
NEL SUO PALAZZO A ROMA
Mi affretto. Poco dopo arriva Scanderbeg. Mi dici che questo muro
� il tempo trasformato in pietra. Lo so, ma reggiti,
se vuoi, qui, in un canto di un evento,
e aspetta per vedere il Grande Combattente. Uscir� dal Medioevo
come da un bassorilievo... Ascolta, le finestre di questa casa sono occhi, insisti, per vedere anche quanto non si vede. La porta somiglia a una bocca, che sussurra
in silenzio il non detto. � casa della memoria questa, ti dico,
Abbiamo fatto le braccia spade, e le trecce delle donne corde per gli archi, cantavano i miei avi.
Abbiamo difeso l�Europa, gridiamo. Ogni nostro morto � risorto in una pittura del Rinascimento, nelle statue... Sotto i miei piedi pena una pietra, un tempo era parola... Calma!
Sta arrivando l�ombra di Scanderbeg da questo vicolo, che porta il suo nome, perch� a volte non si sopporta che tu non ti distacchi dalla storia, proprio perch� sei un combattente.
Si ferma un po� alla celebre �Fontana di Trevi�.
Gorgogliano le acque come il sangue delle battaglie. La Citt� Eterna non � poi cambiata tanto, nemmeno la gente.
Sono solo diminuiti i cavalli, sono rimaste alcune carrozzelle per i turisti e di automobili ce ne sono molte,
carovane senza fine come se andassero in un nuovo attacco. Il cielo � lo stesso, con aerei frequenti,
non solo per le divinit�, ma per tutti. � stato dichiarato l�armistizio necessario e c�� l�Unione Europea,
vogliono entrarvi anche i turchi. Guarda, se lo vuoi, in internet, il caff� vicino ha anch�esso il tuo nome. Il computer pi� piccolo di uno scudo .
I fantasmi dei tuoi commilitoni si mettono in fila come in una imboscata. Fummo sconfitti tutti e tutti fummo vincitori. Cos� sembra. E Scanderbeg va nel Suo Palazzo. Lo seguiamo, io e un mio amico siciliano. Le porte si aprono da sole. Si accendono i candelabri, il fuoco del camino. La falce lunare come le corna di capra del suo elmo, rifugiati fra le nuvole...
Cosa vuoi dire alla gente, mio Signore, alla sera dell�Europa,
dalla finestra di questo Palazzo che Roma ancora conserva per te?
Rimbombano i tuoni, si scatenano saette fiammeggianti di fulmini e incomincia la pioggia mitica come la tua barba bagnata.
Scendono previsioni, anime dal cielo, pezzi di battaglie anche future. Improvvisamente si spacca la terra e tu vi sprofondi, diventi parte del magma e dei terremoti e vieni in superficie con il fuoco dei vulcani. Cos� la terra � a posto.
Palazzo Scanderbeg: intervista all'editore Costanzo D'Agostino
Di Pierfrancesco Palattella (del 12/06/2009 @ 14:50:30, in Cultura, linkato 4 volte) Come anticipato nei precedenti articoli, siamo andati ad intervistare il fondatore e responsabile del "Comitato per la salvaguardia della Cultura europea", il sig Costanzo D'Agostino: abbiamo cercato di saperne di pi� sul suo progetto, e di capire quando e come � nata la campagna per Palazzo Scanderbeg.
Cos'� e com'� nato il Comitato per la salvaguardia della Cultura europea? Prima di entrare nell'argomento, � necessario fare una premessa. Nel 2003, mentre era in fase di realizzazione il libro di Gennaro Francione " Scanderbeg, un eroe moderno, eravamo stati contattati dal dott. Alessandro Castriota Scanderbeg, discendente del grande Giorgio, che proprio a Roma era impegnato in un'attivit� di ricerca medico-scientifica presso il prestigioso Istituto Santa Lucia. All'epoca stavo cercando una personalit� autorevole, dal punto di vista culturale, per la presentazione dell'opera del mio amico giudice- scrittore e, si pu� dire, quel contatto fu un vero e proprio colpo di fortuna. Nell'incontro con il dott. Alessandro si parl� della possibilit� di organizzare un viaggio nel Paese delle Aquile. Conoscendo la travagliata realt� albanese di quel momento, con un delicato processo democratico in corso, gi� disturbato da alcuni comportamenti discutibili del principe Leka, figlio di re Zog, che avevano determinato tensioni sociali e problemi di ordine pubblico, ritenni opportuno rivolgermi a due amici del mondo diplomatico, Ylli Polovina e Visar Zhiti, per ottenere assistenza e collaborazione. Nel novembre del 2004 si realizz� il viaggio e quindi la visita a Tirana,Kruja, Berat, che si rivel� un vero e proprio successo culturale. Durante il pranzo offerto in nostro onore dal sindaco di Kruja, proprio Visar Zhiti, che era seduto accanto a me,mi chiese cosa pensavo del fatto che a Roma, nel palazzo Scanderbeg, venisse associata l'immagine dell'Eroe albanese ed europeo a maccheroni ed altri nobili farinacei in bella mostra nei saloni dell'immobile, dato che esso era adibito a Museo della pasta. Risposi a Visar Zhiti che ritenevo la cosa non opportuna e che al mio rientro in Italia avrei parlato con alcuni amici del mondo culturale ( mi inventai un fantomatico " Comitato per la salvaguardia della Cultura europea " ) per vedere come risolvere il problema. Appena tornato a Roma, provai a chiedere due volte un incontro con i gestori del Museo della pasta, non ottenendo risultato alcuno. Preparai allora una lettera aperta da diffondere il pi� possibile, firmandola proprio Comitato per la salvaguardia della Cultura europea. Iniziava cos� la campagna culturale per far sloggiare al pi� presto il Museo della pasta da palazzo Scanderbeg.
Come si � articolata questa campagna culturale? Innanzitutto debbo anticipare che un apporto fondamentale giunse dagli amici arberesh del sito www.arbitalia.it che pubblicarono la mia lettera aperta allargando la protesta in modo notevole. A ci� si sarebbe aggiunto il lavoro di aggregazione e di sensibilizzazione svolto da uno dei siti dell'Antiarte, su cui fu ideata una tecnica sperimentale d'avanguardia che permetteva a chiunque condividesse gli scopi della nostra campagna, di portare il suo contributo rimanendo anonimo e senza essere condizionato da direttive gerarchiche o rispetto di ruoli come avviene normalmente nella Associazioni e nei Comitati spontanei. Internet si rivel� a questo fine un'arma veramente efficace. Inoltre fu operata una distribuzione di volantini lungo vie principali e strategiche di Roma insieme all'affissione di manifesti sui muri del centro storico adiacenti al palazzo Scanderbeg e presso le scale d'ingresso della varie stazioni della metropolitana. Per togliere ogni possibilit� di futuro al Museo della pasta che fino ad allora per farsi conoscere aveva fatto molta promozione pubblicitaria presso le scolaresche italiane, furono inviati via internet appositi messaggi a moltissimi istituti scolastici di varie regioni d'Italia ove veniva evidenziata la grave offesa rappresentata nei confronti della comunit� albanese, arberesh e di molti uomini di cultura italiani ed europei, dall'attivit� museale in quel palazzo storico, sede di memoria collettiva dei popoli italiano ed albanese. Furono inviate migliaia di e-mail a uomini politici, strutture universitarie, accademie e societ� culturali, enti statali vari e ministeri, ambasciate ed altre sedi istituzionali,ecc. , finch� un giorno non leggemmo, sul sito internet del Museo della pasta, la decisione dei responsabili di tale struttura, di trasferire la loro attivit� presso altra sede. Riuscimmo a sapere poi che il palazzo Scanderbeg era stato messo in vendita per una cifra intorno ai 20 milioni di euro ( alcune voci dissero infine che era stato ceduto per 17 milioni di euro ) e che la transazione era sta curata da Mediobanca, l'organizzazione bancaria e finanziaria che molti conoscono.
Quest'originale " Comitato per la salvaguardia della Cultura europea " chiede, da qualche anno, che palazzo Scanderbeg divenga una struttura cultural-museale o quanto meno venga posta all'esterno dell'edificio una targa che ricordi l'Eroe albanese e, all'interno, sia dedicato un piccolo spazio per perpetuarne la memoria. Trattandosi per� di una propriet� privata dal notevole valore economico, pensa che si arriver� alla soddisfazione di tali richieste?
Personalmente sono ottimista, pur con i piedi ben piantati in terra. Vede, il compito di chi si occupa di Cultura e Informazione � soprattutto quello di fungere da stimolo e controllo nei confronti della varie realt� sociali esterne: in tale compito � insito anche il dovere morale di informare i cittadini su quanto accade, come giustamente previsto dalla nostra Costituzione. Questa legittimazione non deve per� trasformarsi in una invasione di campo o di ruoli non propri come quello, per esempio, del mondo politico cui appartiene la soluzione del problema rappresentato da palazzo Scanderbeg. E' la politica che deve trovare le strade che soddisfino le istanze di tutti gli attori che ruotano intorno al tema di cui si parla: e la politica � certamente informata su quanto accade. Come la stessa politica sa benissimo che non basta promulgare leggi o imporre disposizioni per governare: � necessario anche e soprattutto il consenso di chi a tali decisioni si deve adeguare. Riguardo poi le norme che regolano il diritto al godimento o usufrutto della propriet� privata, � noto che esse si riferiscono a situazioni dove non � in gioco l'interesse collettivo come nel caso in oggetto. Dunque concludo affermando che il Comitato per la salvaguardia della Cultura europea si auspica che per palazzo Scanderbeg vengano prese quelle decisioni giuste che molti, anche rappresentanti di quel consenso di cui dicevo prima, serenamente attendono. Anche perch� non sembra siano presenti soluzioni alternative.
daq http://www.laveracronaca.com/dblog/
http://www.montisimbruini.org/
http://www.torreomnia.it/forum/leggi.asp?id=7199 -----Messaggio originale-----
Da: costanzodagostino@libero.it [mailto:costanzodagostino@libero.it] Inviato: gioved� 24 settembre 2009 8.51
Oggetto: UNA TARGA PER SCANDERBEG: HALIL JACELLARI RICORDA
"Avevo circa tredici anni quando nella mia citt� albanese di Lushnje corse voce che nella capitale Tirana avrebbero presto proiettato un film, realizzato e prodotto con la collaborazione sovietica, sulla leggendaria vita del nostro Eroe nazionale Giorgio Castriota Scanderbeg. L'entusiasmo giovanile ed insieme una irrefrenabile curiosit� spontanea mi portarono a chiedere ai miei genitori, ottenendolo, il permesso di recarmi a Tirana per assistere all'evento cinematografico. A me si aggiunse un caro amico d'infanzia di nome Emilio, col quale quella volta avrei convissuto una delle esperienze pi� esaltanti della mia intera vita. Dato il sistema quasi primitivo dei trasporti dell'epoca in Albania, il viaggio si present� subito con tutti gli aspetti di una vera avventura, basti pensare che per prima cosa fummo costretti ad affrontare, a piedi, i circa 18 chilometri che ci separavano dalla citt� di Rrogozhina ove si trovava la pi� vicina stazione ferroviaria per Tirana. Ricordo ancora che ci mettemmo tre ore, quel lontano giorno del 1955, per arrivare a Rrogozhina: ma il tempo, conversando e fantasticando col mio amico Emilio lungo tutto il percorso, vol� come un baleno. Giunti a Tirana, avremmo vissuto momenti esaltanti come non molti riserva, purtroppo, la nostra esistenza, nel vedere proiettate le immagini delle vicissitudini e delle gesta dell'Eroe, che era impersonato da un attore georgiano di notevole talento artistico. Alla fine del film la nostra eccitazione era ai massimi livelli e addirittura Emilio sarebbe stato preso da una profondissima commozione che produceva sul suo giovane viso abbondanti rigagnoli di lacrime. Tornati a Lushnje, mentre Emilio raccontava concitatamente l'evento cinematografico a destra e a manca, mi accorsi che le stesse lacrime sgorgavano impietosamente dagli occhi di coloro che si trovavano coinvolti dal suo racconto.
Il tredicenne di allora vive ancora dentro di me, determinando palpitazioni nostalgiche che la mia penna di scrittore fatica notevolmente a descrivere. Cos� come mi � difficile esprimere il senso di offesa e di tradimento che mi assale quando, trovandomi a Roma, nei pressi della fontana di Trevi, davanti all'edificio che vide il Padre dell'Albania ( e per questo fu da allora chiamato palazzo Scanderbeg ), osservo che neppure una targa in memoria dell'Eroe � presente accanto al portone. Mentre mi accingo ad avvicinarmi alla soglia dei 70 anni di et�, vissuti quasi interamente dentro la drammatica realt� storica e sociale albanese, non avrei mai pensato di vivere dei sentimenti cos� forti e dolorosi proprio in Italia, culla della cultura mondiale e depositaria delle attuali speranze di rinascita europea del Paese delle Aquile. Mi auguro che uomini di buona volont�, che non difettano certamente alla fraterna nazione italiana, intervengano saggiamente per concedere ancora un momento di grande felicit� a questo mio innocente tredicenne: vuole soltanto che venga messa una targa a Palazzo Scanderbeg in onore dell'Eroe." A COMMEMORATIVE PLAQUE FOR SCANDERBERG: A MEMORY FROM HALIL JACELLARI "I was around 13 when in my hometown, Lushnje, rumors started to spread about the forthcoming showing in capital city Tirana of a movie inspired by the legendary life of our national hero Giorgio Castrota Skanderberg, co-wrote and produced by the soviets. The juvenile excitement together with an irresistible curiosity led me to ask my parents the permission to travel to Tirana in order to attend the cinematographic event. Fortunately the permission was granted. A long-time dear friend of mine joined me. His name was Emilio, with whom I shared on that very day one of the most awesome experiences of my whole life. Since the transportation in Albania was rather primitive at that time, the journey immediately took the form of an adventure. Suffice it to say that firstly we were forced to walk for approximately 12 miles in order to reach Rrogozhina, where the nearest train station to Tirana was located. I remember it took almost three hours for us to reach Rrogozhina, on that remote day of 1955, though while talking and daydreaming through the journey with my friend Emilio, time literally flew away. Once in Tirana, we were about to experience a great time watching the movie about the achievements and vicissitudes of the Hero, played on the screen by a great talented Georgian actor. It was one of those few exciting moments which life gives us, though we�d probably deserve more. When the movie ended, our excitement was at a peak with Emilio feeling such an emotion that his young face was shedding copious tears. Back in Lushnje, Emilio was excitedly telling everybody about the movie event, when I realised that pitiless tears where streaming down the faces of all those listening to his words.
The then 13 years old guy is still living inside me, giving me nostalgic memories which I as a writer can hardly describe. In the same way it is very hard for me to express the offence and betrayal feelings which I experience every time I find myself in Rome, somewhere around Trevi Fountain, in front of the building once dwelt by the Father of Albany (for this reason the building is called after Skanderberg), and I realise that not even a commemorative plaque close to the main entrance is dedicated to our Hero. As soon as I prepare myself to turn 70, almost a whole existance lived into the dramatic historical and social Albanian context, I would not have imagine to experience such deep and painful feelings in Italy, �cradle� of global culture and keeper of all present European renaissance hopes of the �Eagles Nation� (Albania). I hope that goodwill men, which certainly populate the brotherly nation of Italy, will wisely intervene to bestow a moment of high happiness to this 13 years innocent old boy of mine: all that he wants is simply a commemorative plaque in Palazzo Scanderberg, in honour of his Hero".
http://www.laveracronaca.com/dblog/
http://www.torreomnia.it/forum/leggi.asp?id=781
http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/90586.html
http://www.facebook.com/home.php#/note.php?note_id=139994744429&ref=mf

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