Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2016/11/08/0506/comunic.htm
Timestamp: 2019-03-25 14:23:19+00:00

Document:
﻿Commissioni Riunite (V e VI) - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 8 novembre 2016
Martedì 8 novembre 2016. — Presidenza del presidente della V Commissione Francesco BOCCIA, indi del presidente della VI Commissione Maurizio BERNARDO. — Intervengono il viceministro dell'economia e delle finanze Enrico Morando ed il viceministro dell'economia e delle finanze Enrico Zanetti.
Le Commissioni riunite proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 7 novembre.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che il Governo ha presentato le proposte emendative 9.5, 15.2 e 15.3 e che i relatori hanno presentato l'emendamento 15.4 (vedi allegato 1). Fissa, quindi, il termine per la presentazione dei subemendamenti alle proposte emendative testé richiamate per le ore 11.30 della giornata odierna.
Comunica, inoltre, che, in merito alle proposte emendative rispetto alle quali è stato richiesto, nella seduta pomeridiana del 7 novembre 2016, un ulteriore esame, le presidenze hanno ritenuto di confermare, a seguito di un ulteriore supplemento di istruttoria, il giudizio di inammissibilità per estraneità di materia sulle seguenti proposte emendative: Villarosa 7.063, in quanto interviene sulla disciplina sanzionatoria penale in materia di falso in bilancio, materia che non è oggetto del decreto – legge; Palese 11.05, in quanto modifica, con una disposizione di carattere ordinamentale, le disposizioni concernenti Pag. 224l'autorizzazione a svolgere servizi di linea per le imprese che eserciscono servizi automobilistici interregionali di competenza statale, laddove il provvedimento reca invece, agli articoli 10 e 11, specifici contributi per il settore del trasporto ferroviario.
Con riferimento alle seguenti proposte emendative dichiarate inammissibili per carenza di compensazione e di cui è stato chiesto un ulteriore supplemento di istruttoria, fa presente, invece, quanto segue.
L'emendamento Garofalo 4.140 reca norme suscettibili di ampliare il beneficio fiscale previsto dall'articolo 4, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457 per il reddito derivante dall'utilizzazione di navi iscritte nel Registro internazionale, cui sono stati ascritti effetti onerosi. Analoghi effetti onerosi sono stati poi imputati ad alcune norme che, nel tempo, hanno esteso i predetti benefici a individuate categorie di contribuenti. Inoltre, l'emendamento è formulato quale norma di interpretazione autentica e dunque dotato di efficacia retroattiva; pertanto la proposta sarebbe applicabile anche a rapporti tributari non conclusi o oggetto di contenzioso. L'emendamento non reca una copertura finanziaria.
L'emendamento Pisano 5.14 consente di scomputare, tra le ritenute in acconto indicate in dichiarazione, quelle subite fino alla data di presentazione della dichiarazione (ossia fino a settembre dell'anno di presentazione). La proposta emendativa appare quindi suscettibile di determinare effetti negativi di cassa, anche in considerazione del carattere facoltativo della stessa, che potrebbe comportarne l'applicazione soltanto nei casi in cui ciò risulti più favorevole al contribuente. Non è prevista una compensazione finanziaria.
L'emendamento Cariello 5.17 esclude dalla procedura di dichiarazione integrativa (relativa all'IRAP) di cui all'articolo 5 del provvedimento in esame l'applicazione di sanzioni, espressamente prevista dal testo del medesimo articolo. Poiché rispetto a tale testo, comprensivo di sanzioni, la relazione tecnica assume la neutralità dei relativi effetti finanziari, il venir meno delle sanzioni medesime appare suscettibile di determinare effetti onerosi.
L'emendamento Cariello 5.18 interviene sui termini per l'utilizzo in compensazione dei crediti derivanti dalla dichiarazione integrativa, che è consentito dalla norma per il periodo di imposta successivo alla presentazione della medesima dichiarazione. La proposta emendativa, consentendo l'anticipazione di tale termine al 16 del mese successivo alla presentazione della dichiarazione, appare suscettibile di determinare effetti negativi di cassa, non coperti.
L'emendamento Cariello 5.19 esclude dalla procedura di dichiarazione integrativa (relativa all'IVA) di cui all'articolo 5 del provvedimento in esame l'applicazione di sanzioni, espressamente prevista dal testo del medesimo articolo. Poiché rispetto a tale testo, comprensivo di sanzioni, la relazione tecnica assume la neutralità dei relativi effetti finanziari, il venir meno delle sanzioni medesime appare suscettibile di determinare effetti onerosi.
L'emendamento Cariello 6.30 esclude talune somme (sanzioni e interessi) dai versamenti dovuti dai soggetti che aderiscono alla definizione agevolata e che abbiano già pagato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione. La proposta appare pertanto suscettibile di ridurre gli effetti di maggiore entrata scontati ai fini dei saldi in relazione all'articolo 6.
Alla luce delle suindicate considerazioni e sulla base degli elementi disponibili, comunica che le presidenze ritengono di confermare le valutazioni di inammissibilità già pronunciate nella seduta di ieri.
Francesco CARIELLO (M5S), con riferimento alle proposte emendative a sua firma 5.17, 5.18 e 5.19, sulle quali le presidenze hanno confermato le valutazioni di inammissibilità già pronunciate nella seduta di ieri, chiede che le stesse presidenze meglio chiariscano le motivazioni poste alla base di tale valutazioni, stigmatizzando, tra l'altro, l'utilizzo della locuzione «appare suscettibile di determinare effetti onerosi». In proposito, ritiene Pag. 225che al termine della valutazione delle proposte emendative, le presidenze debbano essere in grado di affermare con certezza se una disposizione determini o meno effetti onerosi. Con riferimento alla proposta emendativa a sua firma 6.30, rammenta come, nel corso delle audizioni, l'aspetto dell'esclusione di talune somme dai versamenti dovuti dai soggetti che aderiscono alla definizione agevolata e che abbiano già pagato parzialmente sia stato ampiamente dibattuto e che il Governo si era reso disponibile ad affrontare tale tematica nel corso dell'esame del provvedimento.
Rocco PALESE (Misto-CR) stigmatizza, considerandolo un grave precedente, la decisione delle presidenze di non ritenere ammissibile per estraneità di materia la proposta emendativa a sua firma 11.05 in quanto, a suo avviso, la materia dei servizi automobilistici interregionali di competenza statale può essere agevolmente ricompresa all'interno dell'articolo 11 del provvedimento che reca misure urgenti per il trasporto regionale. Esprime, inoltre, netta contrarietà in ordine alla dichiarazione di inammissibilità per carenza o inidoneità di compensazione dell'emendamento Latronico 10.1 che prevedeva un finanziamento per il tratto ferroviario Ferrandina-Matera. Ritiene, infatti, che tale proposta emendativa rechi una adeguata copertura finanziaria.
Daniele PESCO (M5S) chiede che il termine per la presentazione di subemendamenti alle proposte emendative del Governo e dei relatori, già fissato per le ore 11.30 della giornata odierna, possa essere differito di almeno trenta minuti.
Francesco BOCCIA, presidente, pur ritenendo che le proposte emendative 9.5, 15.2 e 15.3 del Governo e 15.4 del relatori costituiscano esclusivamente delle mere correzioni di formulazione o comunque di carattere tecnico, differisce il termine per la presentazione dei subemendamenti alle ore 12 della giornata odierna.
Nel replicare all'onorevole Palese, ribadisce che mentre il provvedimento reca, agli articoli 10 e 11, specifici contributi per il settore del trasporto ferroviario, la proposta emendativa Palese 11.05 reca disposizioni di carattere ordinamentale concernenti i servizi di linea automobilistici.
Nel replicare all'onorevole Cariello, fa presente che le proposte emendative 5.17, 5.18 e 5.19 sono carenti dal punto di vista della compensazione e che, pertanto, sulla base degli elementi al momento a disposizione, è impossibile per le presidenze fare valutazioni diverse da quelle già espresse.
Francesco CARIELLO (M5S), con riferimento alla sua proposta emendativa 6.30, ribadisce che la medesima abbia il pregio di sollevare una questione sulla quale il Governo aveva espresso la volontà di affrontare un costruttivo dibattito.
Il Viceministro Enrico ZANETTI osserva che nel corso dell'esame dell'articolo 6 del provvedimento sarà possibile affrontare la tematica alla quale si riferisce il deputato Cariello.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'esame degli emendamenti inizierà da quelli riferiti agli articoli da 9 a 15.
Paolo TANCREDI, relatore per la V Commissione, esprime parere contrario sulle identiche proposte emendative Frusone 9.1, Artini 9.2 e Duranti 9.3, riferite all'articolo 9.
Con riferimento alle proposte emendative riferite all'articolo 10, propone di accantonare gli emendamenti Fragomeli 10.12 e Antezza 10.3 ed esprime parere contrario sulle proposte emendative De Lorenzis 10.8, Dell'Orco 10.7, De Lorenzis 10.6 e 10.4, Dell'Orco 10.5, Occhiuto 10.9 e Cristian Iannuzzi 10.11. Propone inoltre di accantonare l'emendamento Antezza 10.10 ed esprime parere contrario sull'emendamento Brandolin 10.2.
Con riferimento alle proposte emendative riferite all'articolo 11, esprime parere Pag. 226contrario sulle identiche proposte emendative Civati 11.15, Prataviera 11.16, Guidesi 11.22 e Palese 11.26, nonché sugli emendamenti Guidesi 11.21, Franco Bordo 11.27, Guidesi 11.23, Dell'Orco 11.6, Prataviera 11.18, 11.19 e 11.17. Invita al ritiro della proposta emendativa Liuzzi 11.4, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Russo 11.8, 11.9, 11.7, 11.10, 11.12 e 11.11, Pisicchio 11.28 e Castricone 11.1. Esprime parere favorevole sull'emendamento De Lorenzis 11.5, mentre esprime parere contrario sulle proposte emendative Russo 11.13, Palese 11.25 e Russo 11.14.
Il Viceministro Enrico ZANETTI esprime parere conforme a quello dei relatori.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che, in assenza di obiezioni, le proposte emendative Fragomeli 10.12, Antezza 10.3 e 10.10 sono accantonate.
Rocco PALESE (Misto-CR) sottoscrive gli emendamenti Fragomeli 10.12, Antezza 10.3 e 10.10.
Cosimo LATRONICO (Misto-CR) sottoscrive gli emendamenti Fragomeli 10.12, Antezza 10.3 e 10.10.
Le Commissioni respingono le identiche proposte emendative Frusone 9.1, Artini 9.2 e Duranti 9.3.
Rocco PALESE (Misto-CR) non comprende le motivazioni per le quali i relatori e il Governo abbiano espresso parere contrario nei confronti dell'emendamento De Lorenzis 10.8, con il quale si mira a finanziare la sicurezza e l'efficientamento delle linee complementari.
Maino MARCHI (PD) osserva che con l'approvazione dell'emendamento De Lorenzis 10.8 si ridurrebbe l'ambito di intervento previsto nel contratto di programma.
Daniele PESCO (M5S), nell'illustrare l'emendamento De Lorenzis 10.8, del quale è cofirmatario, osserva come non sia condivisibile la scelta del Governo e della maggioranza di prevedere ulteriori stanziamenti a favore di linee ferroviarie già potenzialmente coperte, in particolare per l'alta velocità, senza provvedere a tutelare preventivamente la sicurezza di tutti i viaggiatori. Chiede, pertanto, che il Governo e i relatori rivedano il parere espresso su tale proposta emendativa o che, almeno, la medesima possa essere accantonata per poterne consentire una riformulazione condivisa.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, nel ritenere che le finalità illustrate dal collega Pesco siano apprezzabili, ricorda che sul tema si è già svolta una riflessione approfondita da parte dei relatori. Aggiunge inoltre che varie sono le proposte emendative presentate dai colleghi per dettagliare la destinazione delle risorse relative al contratto di programma e che ciascuna di esse individua una finalità diversa. In merito all'emendamento 10.5, segnala che il contratto di programma viene già sottoposto alle competenti Commissioni parlamentari per l'espressione del parere. Si dichiara infine d'accordo con quanto dichiarato dal rappresentante del Governo, vale a dire che il tema della sicurezza della rete ferroviaria è già contenuto nel contratto di programma di RFI.
Ferdinando ALBERTI (M5S) rileva che, sulla base di quanto affermato dal rappresentante del Governo e dal relatore e contenendo il contratto di programma «di tutto e di più», sembra quasi che le parti firmatarie non possano in alcun modo modificarne il contenuto. Prende quindi atto dell'indisponibilità del Governo a destinare risorse alla sicurezza ferroviaria e invita a dichiararlo esplicitamente ai cittadini. Rileva che, in occasione di ogni nuovo incidente ferroviario, ci si dichiara pronti intervenire in materia davanti alle telecamere, mentre al contrario, non si adottano misure concrete quando – come Pag. 227in questo caso – se ne presenta l'occasione. Sottolinea da ultimo che il contratto di programma di RFI destina risorse anche all'alta velocità e che occorre renderne consapevoli i cittadini.
Rocco PALESE (Misto-CR) si chiede, anche in relazione all'incidente ferroviario occorso pochi mesi fa in Puglia, che fine facciano concretamente le misure previste nei contratti di servizi. Con riferimento all'emendamento Occhiuto 10.9, ricorda che il fondo per lo sviluppo e la coesione è stato istituito sulla base dell'articolo 119 della Costituzione, per ridurre il divario tra le diverse regioni ed in particolare tra il Nord e il Sud del nostro Paese. Per quanto riguarda la destinazione delle risorse, ricorda altresì che dal 100 per cento destinato al Mezzogiorno, si è progressivamente passati all'85 per cento prima e all'80 per cento poi. La proposta emendativa del collega è dunque volta almeno a ripristinare la destinazione dell'80 per cento delle risorse di cui all'articolo 10 alle regioni del Mezzogiorno. In caso contrario, ritiene che il Governo stia infliggendo un colpo mortale al Sud e stia praticando, nei fatti, una secessione economico-sociale del Paese, destinando le risorse al Nord, non soltanto in questa occasione ma anche in sede di esame del disegno di legge di bilancio e in occasione dei patti con le regioni. Ribadisce inoltre quanto già dichiarato da altri colleghi, vale a dire che si parla di sicurezza ferroviaria in occasione degli incidenti che causano la morte delle persone e non si interviene su tale tema quando si potrebbe. In replica all'obiezione del collega Marchi, secondo cui si sarebbe già in fase di conclusione del contratto di programma, rileva che vi sono comunque gli spazi per una modifica e una riprogrammazione delle risorse.
Guido GUIDESI (LNA) condivide le proposte dei colleghi che si prefiggono di incrementare la sicurezza ferroviaria e preannuncia il voto contrario del suo gruppo sull'articolo 10.
Cosimo LATRONICO (Misto-CR), nel ritenere che l'intervento operato dall'articolo 10 non vada minimizzato, ricorda che si sta discutendo di risorse aggiuntive e che il divario in termini di sicurezza ferroviaria tra Nord e Sud dell'Italia è questione aperta. Rileva che il Mezzogiorno da tempo manifesta la necessità di reperire risorse finanziarie per operare investimenti sulla rete ferroviaria, migliorandone la sicurezza, e per tale motivo sottoscrive le proposte dei colleghi. Manifesta quindi alle presidenze l'esigenza di una maggiore flessibilità, dal momento che il lavoro di predisposizione delle proposte emendative è complesso e talvolta incerto quanto alla copertura finanziaria.
Il Viceministro Enrico ZANETTI segnala che, come ribadito anche nella documentazione messa a disposizione dagli uffici, il CIPE – nella seduta del 10 agosto scorso – nell'esprimere parere favorevole all'aggiornamento del Contratto di Programma RFI – Parte investimenti, ha stanziato 1 miliardo di euro per la sicurezza e l'efficientamento della rete ferroviaria. Con tale precisazione e per una finalità di maggiore chiarezza, si esprime in senso favorevole ad un'integrazione del testo dell'emendamento De Lorenzis 10.8, premettendo «anche» alle parole «per la sicurezza e l'efficientamento della rete ferroviaria».
Michele DELL'ORCO (M5S), rispetto alla proposta avanzata dal rappresentante del Governo, ritiene che sia comunque necessario vincolare una quota delle risorse per il 2017 e il 2018 a interventi per la sicurezza ferroviaria; in caso contrario, sottolinea che si firmerebbe una sorta di cambiale in bianco per RFI. Rileva inoltre che non sono state mantenute le promesse fatte dal ministro Delrio, dal momento che dei 700 milioni di euro previsti come risorse aggiuntive, neanche uno va alla sicurezza ferroviaria. Ribadisce che, in assenza di chiare indicazioni, le risorse potrebbero essere destinate al Nord.
Rocco PALESE (Misto-CR), in relazione alla possibile nuova formulazione dell'emendamento 10.8, propone che dopo le Pag. 228parole «per la sicurezza e l'efficientamento della rete ferroviaria», dovrebbero essere aggiunte le parole «impegnando una cifra non inferiore al 10 per cento della somma stanziata».
Il Viceministro Enrico MORANDO ribadisce che nel contratto di programma sono già previste misure puntuali, oltre che ingenti investimenti, sul versante della sicurezza ferroviaria. Nel ricordare che si sta discutendo di risorse aggiuntive, rileva che, in questa occasione, non è possibile riscrivere il contratto. Segnala altresì che con l'articolo 11 del provvedimento in esame vengono destinati quasi 700 milioni alle regioni Campania e Molise, con ciò garantendo l'equilibrio territoriale, se si considera l'intervento governativo nel suo complesso.
Maino MARCHI (PD) ricorda in premessa che il Parlamento non è estraneo al tema, dal momento che le Commissioni competenti sono chiamate ad esprimere il parere sul contratto di programma. Suggerisce che la riformulazione del testo proposta dal rappresentante del Governo vada più opportunamente inserita nel testo dell'emendamento De Lorenzis 10.6, che è di carattere più generale.
Daniele PESCO (M5S) condivide la proposta del collega Palese di introdurre il riferimento ad una percentuale minima di risorse da destinare alla sicurezza ferroviaria. Nel comprendere che i colleghi della maggioranza devono comunque appoggiare l'azione del Governo, rileva come da parte dell'opposizione vi sia, al contrario, l'esigenza di destinare risorse certe alla sicurezza ferroviaria. Da ultimo rileva come, di norma, nelle Commissioni di merito non si entri nel merito della destinazione delle risorse.
Bruno TABACCI (DeS-CD), nel ritenere corretta la proposta avanzata dal Viceministro, deplora il fatto che si sia sviluppata una pletorica discussione sul tema in oggetto. Si esprime dunque in senso favorevole ad una sollecitazione di carattere generale per destinare le risorse alla sicurezza ferroviaria, ritenendo al contrario che non sia il caso di prevedere un vincolo esplicito in questa sede.
Il Viceministro Enrico ZANETTI concorda con la proposta avanzata dall'onorevole Marchi di riformulare l'emendamento De Lorenzis 10.6 in luogo dell'emendamento De Lorenzis 10.8.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, propone di riformulare l'emendamento De Lorenzis 10.6 come suggerito dal Viceministro Zanetti.
Francesco BOCCIA, presidente, prende atto che i presentatori dell'emendamento De Lorenzis 10.6 accettano la riformulazione proposta dal relatore. Prende atto altresì che i deputati Palese, Latronico e Tabacci sottoscrivono l'emendamento in questione, come riformulato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti De Lorenzis 10.8 e Dell'Orco 10.7 e approvano l'emendamento De Lorenzis 10.6, come riformulato (vedi allegato 2). Con distinte votazioni, respingono quindi gli emendamenti De Lorenzis 10.4, Dell'Orco 10.5, Occhiuto 10.9 e Cristian Iannuzzi 10.11.
Francesco BOCCIA, presidente, ricorda che l'emendamento Antezza 10.10 è stato accantonato. Prende atto che è stato ritirato l'emendamento Brandolin 10.2.
Rocco PALESE (Misto-CR) segnala che il suo emendamento 11.15 è volto a sopprimere l'articolo 11, ritenendo che con tale intervento il Governo intervenga a danno e non a favore della regione interessata, dal momento che in casi come quello della Campania, dovrebbe intervenire piuttosto la magistratura. Rileva inoltre che il Governo, per ripianare il debito della regione Campania, ha deciso di utilizzare fondi che sarebbero destinati a favorire la crescita e gli investimenti e a superare il divario tra Nord e Sud, in linea con quando previsto dalla stessa Costituzione, Pag. 229all'articolo 119. Ribadisce che, destinando 600 milioni di euro a ripianare i debiti della regione Campania, il Governo non sta facendo un favore al Sud dell'Italia, che non ha bisogno di assistenzialismo. Sottolinea inoltre che l'intervento governativo va a danno di tutte le regioni italiane, perché le risorse utilizzate sono a carico del Fondo per lo sviluppo e la coesione, che – pur con la ripartizione dell'80 per cento al Sud e il 20 per cento al Centro-nord – è destinato a tutte le regioni. Sulla base di tali premesse, dichiara di non comprendere il motivo per cui non sia stato espresso parere favorevole sul suo emendamento 11.15 e invita i relatori ed i rappresentanti del Governo a rivedere le loro posizioni, considerando vergognoso l'articolo in questione. Ritiene, da ultimo, che su tali basi il Governo non possa pretendere di rivendicare affidabilità e rispettabilità in Europa.
Filippo BUSIN (LNA) reputa necessario sopprimere l'articolo 11, atteso che le irricevibili misure da esso recate appaiono di carattere meramente elettorale, e che il loro contenuto appare in palese contrasto con il principio di responsabilità degli amministratori locali, creando di fatto le condizioni per futuri ulteriori sprechi di risorse pubbliche.
Michele DELL'ORCO (M5S), nel sottolineare come, a suo avviso, i finanziamenti disposti dall'articolo 11 ora in esame si configurano come un vero e proprio regalo da parte del Governo in favore del Presidente della Campania De Luca, evidenzia che lo stanziamento di 600 milioni di euro destinato alla predetta regione, di fatto destinato alla società di trasporti EAV, servirà esclusivamente a colmare un buco di bilancio causato dalle pessime gestioni precedenti. Lamenta quindi come tali misure lascino emergere un atteggiamento del Governo completamente opposto a quello assunto nei confronti di altre aziende come ad esempio ATAC, per la quale è stato invece chiesto il commissariamento. Ricorda quindi che il Movimento 5 Stelle non chiede aiuti specifici in favore dell'ATAC e delle altre aziende di molte regioni italiane che versano in condizioni analoghe, ma sostiene piuttosto la necessità di destinare i 600 milioni ad un fondo nazionale in materia di trasporto pubblico che si occupi di intervenire in tali situazioni.
Bruno TABACCI (DeS-CD) ritiene in premessa che le misure recate dall'articolo 11 sollevino delicate questioni di natura istituzionale. Osservato quindi che la figura del commissario ad acta era stata introdotta in Campania già a partire dal 2010, lamenta il fatto che il meccanismo adottato dall'articolo 11 – in assenza di precise regole istituzionali – introduce delle procedure che potrebbero dare adito a molte situazioni equivoche e creare inoltre i presupposti per perpetuare la cattiva gestione di tali aziende pubbliche locali.
Cosimo LATRONICO (Misto-CR) evidenzia con forza come l'articolo 11 in esame rechi norme a suo avviso sostanzialmente non ammissibili, le quali, a fronte di una situazione drammatica delle infrastrutture nel Meridione, introducono un iniquo meccanismo premiale per chi si è reso responsabile di gestioni non virtuose di aziende pubbliche locali, creando al contempo le condizioni affinché tali comportamenti si ripetano nel tempo. Chiede quindi che il suddetto articolo sia stralciato dal provvedimento.
Giovanni PAGLIA (SEL), nell'ignorare le ragioni che hanno portato all'attuale situazione debitoria della società di trasporti campana EAV, ricorda ai colleghi come tutto il sistema del trasporto pubblico locale negli ultimi anni abbia pesantemente sofferto dei tagli generalizzati apportati ai trasferimenti di risorse da parte dello Stato. Alla luce di ciò, non ritiene accettabile che si intervenga con misure finalizzate solo a favorire alcuni soggetti e sollecita quindi il Governo a chiarire al Parlamento le motivazioni per le quali ha deciso di intervenire solo in relazione ad alcune realtà, come ad esempio l'EAV.
Maino MARCHI (PD) reputa inopportune alcune considerazioni testé svolte dai colleghi in riferimento ad un presunto atteggiamento di favore nei confronti del Presidente della Campania De Luca, atteso che la situazione debitoria della società di trasporti campana EAV risulta essere conseguenza delle gestioni precedenti all'attuale. Ritiene quindi che, per far fronte a tali situazioni, le uniche modalità di intervento siano quelle individuate dall'articolo 11, mediante il ricorso ad un fondo unico nazionale che, attraverso specifici patti con i territori, possa erogare fondi alle realtà in difficoltà.
Ludovico VICO (PD) giudica incomprensibili sia il dibattito in corso sull'articolo 11 sia la richiesta di soppressione del medesimo, in particolare alla luce della necessità nel nostro Paese di intervenire urgentemente in favore del trasporto pubblico locale. Ricorda quindi che il Fondo per lo sviluppo e la coesione è strutturato in maniera diversa rispetto a quanto fin ora evidenziato. Osserva in conclusione che le risorse di tale fondo sono destinate prevalentemente alle regioni Obiettivo 1.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL), nel ritenere non appassionante il dibattito sulle responsabilità della situazione di talune aziende di trasporto pubblico locale, reputa opportuno ricordare che gli emendamenti presentati dalla sua parte politica sono finalizzati a individuare risposte al problema evidenziato, creando un meccanismo di livello nazionale che tenga conto del fatto che tale tipologia di servizio pubblico non possa essere sospesa, ma debba essere razionalizzata e resa più efficiente. Sollecita quindi il Governo a chiarire le motivazioni che hanno portato al varo delle misure recate dall'articolo 11 – nei confronti del quale preannuncia un voto contrario – e ad indicare altresì ulteriori elementi utili ad approfondire e chiarire quale sia la programmazione sino al 2020 del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Lamenta quindi come le politiche adottate dal Governo in questa, come in altre circostanze, evidenziano un atteggiamento contraddittorio nei confronti della decisione di adottare i cosiddetti costi standard, auspicando che gli emendamenti in tal senso presentati dalla sua parte politica possano essere valutati positivamente.
Girgis Giorgio SORIAL (M5S) osserva che l'erogazione di 600 milioni alla regione Campania, senza peraltro porre alcun vincolo sul risanamento dell'EAV, oltre a configurarsi come un vero e proprio favore per alcuni soggetti, crea i presupposti per il ripetersi di una tale situazione di crisi. Denuncia quindi un atteggiamento ambiguo e ipocrita del Governo, che ha chiesto il commissariamento di un'azienda come l'ATAC, per la quale era stato presentato un piano di risanamento. Ritiene quindi necessario adottare misure di carattere generale, che siano applicabili a tutte le regioni che presentano aziende in situazioni debitorie analoghe.
Luca PASTORINO (Misto-AL-P) sollecita il Governo a fornire i chiarimenti emersi nel corso del dibattito odierno, soprattutto nei condivisibili interventi dei colleghi Tabacci e Alberto Giorgetti, in particolare alla luce dei molti profili di criticità presenti nel testo dell'articolo 11.
Guido GUIDESI (LNA) lamenta preliminarmente il fatto che il metodo adottato per erogare i finanziamenti in oggetto alla regione Campania – cioè l'intervento dello Stato – farà sì che non sarà possibile accertare le responsabilità politiche e amministrative della situazione debitoria dell'azienda EAV, in contraddizione con le dichiarazioni del Presidente del Consiglio. Osserva quindi che risulta del tutto assente un piano riorganizzativo del trasporto pubblico locale in Campania.
Carla RUOCCO (M5S) stigmatizza il cattivo esempio che il Governo fornisce erogando fondi a chi si è reso responsabile di una cattiva gestione di un'azienda di trasporto pubblico locale senza vincolare tale stanziamento ad un piano di risanamento. Giudica quindi vergognoso che tali Pag. 231fondi non siano stati utilizzati per creare sviluppo e occupazione.
Domenico MENORELLO (CI), nell'associarsi alle considerazioni svolte dall'onorevole Tabacci, chiede chiarimenti sulla destinazione delle cifre stanziate in favore della regione Campania, in particolare auspicando che venga esplicitata la quota parte del debito che viene coperta dal contributo in oggetto ed in che misura la Regione Campania partecipa al ripianamento del debito dell'azienda EAV.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, rileva innanzitutto come dalla discussione siano emersi spunti di riflessione in larga parte condivisibili. Ritiene tuttavia vada in primo luogo puntualizzato che le misure previste dall'articolo 11 sono assolutamente coerenti con il decreto-legge, il cui oggetto concerne anche le disposizioni per il finanziamento di esigenze indifferibili, tra le quali rientrano certamente quelle relative al trasporto regionale.
In merito alla questione affrontata dall'articolo 11 sottolinea, in particolare, come il problema del risanamento dei debiti del sistema di trasporto regionale ferroviario della regione Campania sia molto risalente nel tempo. Rammenta infatti che la Regione Campania, per ragioni tecnico-giuridiche, non ha potuto utilizzare risorse pari a 600 milioni di euro, già stanziate in suo favore dal decreto-legge n. 35 del 2013 per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni e che si rende quindi necessario sanare tale vulnus attraverso l'assegnazione di risorse per un importo pari a quelle a cui aveva già diritto da tempo.
Sulla questione relativa all'utilizzo delle risorse del Fondo sviluppo e coesione, ricorda come esso sia di spettanza della governance nazionale e debba quindi essere utilizzato secondo una logica rispondente ad esigenze di equilibrio del Paese.
In tale contesto, nel ribadire la legittimità e, al contempo, il carattere straordinario dell'intervento recato dall'articolo 11 del provvedimento, finalizzato all'adozione di misure emergenziali, ritiene che il problema di tale tipo di interventi sia piuttosto relativo alla dequalificazione della spesa, posto che le risorse stanziate dovranno essere utilizzate a copertura di debiti pregressi di parte corrente anziché essere utilizzate per promuovere spese in conto capitale.
Rocco PALESE (Misto-CR) evidenzia come, attraverso le misure contenute all'articolo 11 del decreto-legge in esame, il Governo tenti ancora una volta, analogamente a quanto avvenuto nel corso dell'esame di precedenti provvedimenti, di attribuire ingenti risorse statali a favore di regioni nelle quali si sono verificati casi molto gravi di cattiva gestione delle risorse finanziarie pubbliche. Nel sottolineare come tale genere di provvedimenti non sia solo a carico dello Stato, ma determini altresì un grave danno per le altre regioni, sottolinea come le conseguenze della mala gestio debbano essere poste esclusivamente a carico dei soggetti responsabili, non potendosi farle ricadere sul resto del Paese. A tale proposito sottolinea come si tratti di comportamenti gravi e lesivi di quanto previsto dall'articolo 81 della Costituzione, posto che i soggetti responsabili hanno sperperato risorse pubbliche.
Nel ricordare come la stessa Regione Campania abbia già beneficiato del contributo di 800 milioni di euro per il ripianamento dei propri debiti del comparto sanitario, ritiene che il Governo, continuando ad adottare interventi straordinari in tal senso, danneggi l'intero gravemente l'intero Paese, non applicando il principio di responsabilità nella gestione dei finanziamenti pubblici. Reputa quindi indispensabile procedere in modo diametralmente diverso, prevedendo che i 600 milioni attribuiti alla Regione Campania siano, parallelamente, decurtati dalle risorse già assegnate alla regione stessa nell'ambito del patto con la Campania recentemente stipulato con il Governo.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Civati 11.15, Prataviera 11.16, Guidesi 11.22 e Palese 11.26.
Rocco PALESE (Misto-CR), illustra le finalità dell'emendamento Guidesi 11.21, anch'esso volto a specificare che le risorse da assegnare alle regioni, a valere sul Fondo istituito a copertura dei debiti di trasporto regionale, debbano essere rese disponibili previa rimodulazione degli interventi già programmati, attraverso la definizione dei criteri e delle modalità per l'accesso al Fondo da parte delle regioni stesse.
Ribadisce quindi la sua richiesta al Governo affinché tenga conto delle esigenze chiare e di buon senso sottese agli emendamenti proposti.
Le Commissioni respingono l'emendamento Guidesi 11.21.
Il Viceministro Enrico MORANDO, intervenendo con riferimento all'emendamento Franco Bordo 11.27, sottolinea innanzitutto come esso abbia il pregio di riconoscere l'esistenza di una situazione emergenziale sulla quale si ha bisogno di intervenire e rispetto alla quale propone modalità differenti di realizzazione.
Nel richiamare le ragioni poste alla base delle misure urgenti recate dall'articolo 11 per il trasporto regionale campano, connesse alla mancata possibilità, per la Regione Campania, di usufruire delle risorse stanziate dal decreto-legge n. 35 del 2013 per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni, ribadisce l'esigenza di intervenire per risolvere il problema dei debiti pregressi della regione nei confronti della società EAV, attraverso la corresponsione di un contributo straordinario.
Nel condividere le considerazioni del deputato Tabacci, rileva inoltre come le misure previste possano determinare una grave dequalificazione del bilancio, posto che ingenti risorse vengono utilizzate per il ripianamento di debiti di parte corrente e non possono quindi essere destinate alla promozione di spese in conto capitale.
Alla luce di tali considerazioni ritiene quindi che la validità dell'intervento debba essere valutata a lungo termine, tenendo conto della loro efficacia nel garantire che in futuro non debbano ripresentarsi analoghe necessità di intervento. A tale proposito esprime la disponibilità del Governo a prendere in considerazione eventuali proposte emendative volte a rafforzare il sistema di criteri e condizioni indicate al comma 2 dell'articolo 11, in relazione al piano di accordo generale che la società EAV sarà chiamata ad adottare per la definizione delle partite debitorie.
Con riferimento alle modalità di utilizzo al Fondo sviluppo e coesione, ritiene essenziale ribadire la straordinarietà ed eccezionalità delle modalità di utilizzo di tale Fondo previste dall'articolo 11, posta la natura pattizia del Fondo stesso.
Giovanni PAGLIA (SI-SEL) chiede al Governo di chiarire le ragioni poste alla base dell'intervento recato dall'articolo 11 del provvedimento. In particolare critica l'impostazione secondo cui il Governo attribuisce alla Regione Campania un contributo straordinario senza che vi sia una cesura evidente rispetto alla gestione del passato e inserendo tale intervento all'interno di una logica di ordinaria amministrazione. Nel condividere, in linea generale, l'intenzione di preservare le società pubbliche che gestiscono servizi essenziali, ritiene infatti che ciò non debba costituire un alibi per operare un colpo di spugna sulle responsabilità degli amministratori coinvolti nella gestione delle predette società.
Rocco PALESE (Misto-CR) ribadisce l'opportunità, anche per una ragione di equità e per scongiurare possibili contestazioni da parte di altre regioni, che dal fondo generale non si sottraggano 600 milioni di euro che in quota parte devono essere assegnati anche ad altre regioni.
Michele DELL'ORCO (M5S) osserva che, con l'articolo 11 del provvedimento, si vada a saldare il debito della società EAV. Si domanda, quindi, per quali ragioni il Governo non intervenga con provvedimenti analoghi anche per risanare le sorti di altre società, quali, ad esempio, ATAC. Pag. 233Sottopone all'attenzione delle Commissioni l'emendamento a sua prima firma 11.6, che, nel sostituire i primi 3 commi dell'articolo 11 del provvedimento in esame, destina il complesso delle risorse previste da tali disposizioni, pari a complessivi 690 milioni di euro per il 2016, all'incremento del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale. Invita quindi i deputati delle regioni del Meridione a votare per tale proposta emendativa, che distribuisce tra tutti i comuni e le regioni a statuto ordinario tale importo. Invita, altresì, a votare favorevolmente sull'emendamento Liuzzi 11.4, di cui è cofirmatario, volto a prevedere che il contributo straordinario previsto dall'articolo 11 sia attribuito alla Regione Campania solo previa presentazione alle competenti Commissioni parlamentari di una relazione sulle criticità finanziarie in cui versano le società esercenti servizi di trasporto pubblico locale di competenza della medesima regione.
Bruno TABACCI (DeS-CD) suggerisce di riformulare la disposizione di cui al comma 2 dell'articolo 11, prevedendo la vigilanza anche del Ministero dell'economia e delle finanze.
Le Commissioni respingono l'emendamento Franco Bordo 11.27.
Rocco PALESE (Misto-CR) ritiene che la formulazione proposta dall'emendamento Guidesi 11.23 sia preferibile all'attuale formulazione dell'articolo 11 del provvedimento.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL) sottolinea come, seppure il Viceministro Morando abbia nel suo intervento chiarito gli aspetti tecnici posti alla base della formulazione dell'articolo 11 del provvedimento, l'emendamento Guidesi 11.23 ponga una problematica da affrontare. Fa presente come, sebbene la forma pattizia sia da ritenersi interessante per quello che riguarda gli accordi tra lo Stato e le regioni, resti comunque il problema dell'equità, e del metodo con cui utilizzare e ripartire le risorse tra le regioni. Ritiene che su tale questione di debba effettuare un'ulteriore riflessione, magari anche in sede di esame della legge di bilancio, al fine di poter addivenire alla definizione di un metodo condiviso. Osserva, in particolare, che sul tema dei criteri il Governo debba fare uno sforzo per trovare delle formulazioni idonee.
Cosimo LATRONICO (Misto-CR) ritiene che la discussione stia offrendo ai relatori e al Governo dei suggerimenti degni di attenzione. Sottolinea, da un lato, l'esigenza straordinaria, che viene ripresentata, di mettere fine a una situazione pregressa di debiti accumulati a causa di una gestione discutibile, e, d'altro lato, l'opportunità che le risorse del fondo di sviluppo e coesione non siano escluse dall'utilizzo per investimenti a servizio di altre regioni.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, ritiene che la discussione sul punto sia stata positiva e che abbia fornito utili riflessioni alla maggioranza e al Governo. Accogliendo il suggerimento dell'onorevole Tabacci, propone quindi di inserire, attraverso un emendamento dei relatori, al comma 2 dell'articolo 11 del provvedimento, dopo le parole «Regione Campania» le parole «e del Ministero dell'economia e delle finanze».
Rocco PALESE (Misto-CR), pur condividendo la proposta testé avanzata dal relatore e preannunciando il suo voto favorevole ad un eventuale emendamento in tal senso, ribadisce le perplessità già esposte in merito all'articolo 11 del provvedimento.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, anche a nome del relatore per la VI Commissione, nel confermare la positiva valutazione della proposta avanzata in precedenza dal deputato Tabacci, presenta l'emendamento 11.29 (vedi allegato 1), volto a prevedere, al comma 2 dell'articolo 11, che l'attuazione delle misure Pag. 234di cui al medesimo articolo 11 avvenga sotto la vigilanza non solo della Regione Campania ma anche del Ministero dell'economia e delle finanze. Ne raccomanda pertanto l'approvazione.
Il Viceministro Enrico MORANDO esprime parere favorevole sull'emendamento 11.29 dei relatori.
Rocco PALESE (Misto-CR) auspica che una soluzione positiva possa essere individuata anche in relazione al successivo emendamento 11.25 a sua prima firma.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Guidesi 11.23, Dell'Orco 11.6 e Prataviera 11.18.
Rocco PALESE (Misto-CR), intervenendo sull'emendamento Prataviera 11.19, ritiene che l'assegnazione dei fondi stabiliti dall'Unione europea in favore di quegli Stati membri che abbiano registrato livelli particolarmente bassi nel caso di crescita economica ed occupazionale dovrebbe prioritariamente privilegiare le regioni italiane ricadenti nell'ambito dell'Obiettivo 1, tutte ricomprese nel Meridione, al fine di sostenere specifici interventi a sostegno dell'occupazione, dell'innovazione e dell'inclusione sociale, anche nell'ottica di promuovere un effettivo riequilibrio territoriale. A tale proposito, preannuncia l'intenzione di affrontare con particolare attenzione in occasione dell'esame del prossimo disegno di legge di bilancio il tema della decontribuzione per nuove assunzioni da parte dei datori di lavoro operanti nelle regioni dell'Italia del sud. Pur apprezzando l'introduzione di un meccanismo di vigilanza da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, recato dall'emendamento 11.29 dei relatori, ritiene peraltro che il debito accumulato dalla regione Campania nei confronti della società EAV sia in realtà di gran lunga superiore all'importo di 600 milioni di euro riportato nel testo del provvedimento.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Prataviera 11.19 e 11.17.
Michele DELL'ORCO (M5S) illustra le finalità dell'emendamento Liuzzi 11.4, di cui è cofirmatario.
Il Viceministro Enrico MORANDO, pur condividendo l'esigenza posta dall'emendamento in questione, ribadisce tuttavia l'invito al ritiro formulata sull'emendamento medesimo, in considerazione del fatto che la citata esigenza risulterebbe comunque assorbita dalla eventuale approvazione dell'emendamento De Lorenzis 11.5, sul quale i relatori e il Governo hanno espresso parere favorevole e sul quale pertanto sarebbe auspicabile potesse registrarsi una ampia convergenza da parte di tutti i gruppi parlamentari.
Michele DELL'ORCO (M5S) ritira l'emendamento Liuzzi 11.4, di cui è cofirmatario.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Russo 11.8 e 11.9 e approvano l'emendamento 11.29 dei relatori (vedi allegato 2).
Rocco PALESE (Misto-CR), intervenendo sull'emendamento Russo 11.7, ne condivide le finalità invitando il Governo a compiere su di esso un supplemento di istruttoria.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, fa presente che le previsioni recate dall'emendamento Russo 11.17 risultano di fatto già contenute nel testo del provvedimento e, come tali, appaiono sostanzialmente ultronee.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Russo 11.7, 11.10, 11.12 e 11.11, nonché l'emendamento Pisicchio 11.28.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, propone l'accantonamento dell'emendamento Castricone 11.1.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che, in assenza di obiezioni, l'emendamento Castricone 11.1 deve considerarsi accantonato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, approvano l'emendamento De Lorenzis 11.5 (vedi allegato 2) e respingono l'emendamento Russo 11.13.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL), intervenendo sull'emendamento Palese 11.25, invita il Governo a compiere un supplemento di istruttoria al fine di pervenire ad un'eventuale riformulazione dello stesso che tenga nella debita considerazione, nell'ambito della individuazione delle risorse a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione delle quali si prevede l'utilizzo, i criteri della responsabilità amministrativa e della equità territoriale.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, propone di riformulare l'emendamento Palese 11.25 nel senso di inserire, al comma 4 dell'articolo 11, dopo le parole: «ove necessario» le seguenti: «e tenendo conto della localizzazione territoriale delle misure di cui ai commi 1 e 3», in ciò sostanzialmente recependo anche gli auspici formulata dal deputato Alberto Giorgetti.
Il Viceministro Enrico MORANDO concorda con la proposta di riformulazione dell'emendamento Palese 11.25 testé formulata dal relatore Tancredi.
Rocco PALESE (Misto-CR) accetta la riformulazione del suo emendamento 11.25, nei termini dianzi illustrati.
Le Commissioni, con distinte votazioni, approvano l'emendamento Palese 11.25, come riformulato (vedi allegato 2) e respingono l'emendamento Russo 11.14.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, passando alle proposte emendative riferite all'articolo 12, esprime parere contrario sugli emendamenti Guidesi 12.16, 12.15, 12.14 e 12.11, Maietta 12.23, 12.20 e 12.22, Guidesi 12.12 e 12.13, Prataviera 12.10, Maietta 12.21, Duranti 12.19, Taricco 12.4, Gregorio Fontana 12.8, invita al ritiro degli emendamenti Giuseppe Guerini 12.17 e 12.3 ed esprime parere contrario sull'emendamento Fabrizio Di Stefano 12.9. Propone di accantonare l'emendamento Tartaglione 12.2, esprime parere favorevole sull'emendamento Misiani 12.6, a condizione che venga riformulato espungendo il capoverso comma 2-bis, ed invita al ritiro degli emendamenti Misiani 12.7 e 12.5.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che, in assenza di obiezioni, l'emendamento Tartaglione 12.2 deve considerarsi accantonato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Guidesi 12.16, 12.15 e 12.14.
Guido GUIDESI (LNA), nell'illustrare l'emendamento 12.11 a sua prima firma, dubita della reale volontà del Governo di consentire modifiche all'attuale formulazione dell'articolo 12 del provvedimento. Nel ribadire l'assoluta legittimità della scelta compiuta dai comuni che hanno deciso di non aderire alle misure in materia di accoglienza degli stranieri immigrati richiedenti protezione internazionale, osserva come gli enti locali del nostro Paese versano attualmente in una situazione economica di particolare difficoltà e ritiene che la loro priorità dovrebbe piuttosto essere quella di rispondere alle reali esigenze delle rispettive cittadinanze. Contesta pertanto la scelta compiuta dal Governo in tale specifica materia con le misure di cui all'articolo 12, anche alla luce delle vicende che più volte hanno accompagnato la discutibile gestione dei centri di accoglienza, come testimoniato dalle recenti cronache pubbliche.
Cosimo LATRONICO (Misto-CR) rileva che si tratta di una questione di grande delicatezza, in considerazione del fatto che, pur in una logica di solidarietà, non si può non sottolineare che i comuni vivono situazioni di grande difficoltà dal punto di vista finanziario. Nel rilevare Pag. 236che a suo parere l'intervento proposto con l'articolo 12 configura sostanzialmente l'apertura di un negoziato tra Governo e comuni, sottolinea che, come sanno coloro che operano sul territorio, non si può fare accoglienza senza politiche per l'integrazione, pena tra l'altro gravi situazioni di tensione a livello locale. Ribadisce da ultimo che la delicatezza della questione non può essere affrontata con una compensazione economica.
Paolo TANCREDI, relatore per la V Commissione, interviene per chiarire il contenuto dell'articolo 12, specificando che i due commi che lo compongono sono relativi a temi diversi. Il primo comma è volto ad incrementare le risorse del Ministero dello sviluppo economico destinate all'attivazione, alla locazione e alla gestione dei centri di accoglienza, come peraltro richiesto dai comuni interessati. Il secondo comma non configura un intervento futuro di politica dell'accoglienza, trattandosi esclusivamente di una premialità rivolta ai comuni che ospitano immigrati richiedenti protezione internazionale. Con riferimento alle proposte emendative presentate dai colleghi Misiani, Guerini e altri, volte ad introdurre una premialità differenziata, rileva che – pur essendo apprezzabile il tentativo – si è ritenuto di non procedere in tal senso per non complicare il meccanismo di erogazione delle risorse. Si è ritenuto invece di accogliere almeno parzialmente la proposta di introdurre una forma di premialità aggiuntiva, prevista dall'emendamento 12.6 del collega Misiani.
Emanuele PRATAVIERA (Misto-FARE ! – Pri) sottoscrive l'emendamento Guidesi 12.11.
Le Commissioni respingono l'emendamento Guidesi 12.11.
Cosimo LATRONICO (Misto-CR), con riferimento al comma 1 dell'articolo 12 e come previsto dall'emendamento Maietta 12.23, ritiene che sarebbe stato più opportuno finalizzare le risorse ad interventi di interesse della comunità, quali interventi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e delle strutture ospedaliere.
Emanuele PRATAVIERA (Misto-FARE ! – Pri), nel sottoscrivere l'emendamento Maietta 12.23, condivide l'esigenza di stabilire una destinazione delle risorse, che dovrebbero essere spese a favore della comunità.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Maietta 12.23, 12.20 e 12.22, Guidesi 12.12 e 12.13.
Emanuele PRATAVIERA (Misto-FARE ! – Pri) rileva che il sistema dell'accoglienza in Italia non funziona, essendosi trasformato in un business per molti, che dunque hanno interesse a che il Governo accolga tutti e dia il più tardi possibile una risposta alle richieste di protezione internazionale. Segnala che ha acquisito un'esperienza diretta di tale situazione, avendo visitato un gran numero di centri, dai più grandi a quelli come la caserma di Conetta. Nel sottolineare che la scelta del Governo non è condivisa da diversi colleghi, invita ad un supplemento di riflessione, almeno su alcune delle proposte emendative presentate, deplorando la mancanza della volontà politica di affrontare il problema, anche con riferimento al fallimento della politica di riallocazione dell'Unione europea. Su tali premesse, l'emendamento a sua firma è volto a destinare le risorse anche al rimpatrio.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Prataviera 12.10, Maietta 12.21 e Duranti 12.19.
Francesco BOCCIA, presidente, prende atto che gli emendamenti Taricco 12.4 e Giuseppe Guerini 12.17 e 12.3 sono stati ritirati.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Gregorio Fontana 12.8 e Fabrizio Di Stefano 12.9.
Antonio MISIANI (PD), nell'accettare la riformulazione proposta dai relatori del suo emendamento 12.6, ricorda che l'articolo 65 del disegno di legge di bilancio dispone, a decorrere dall'anno 2017, la cessazione dell'applicazione dei commi da 709 a 712 e da 719 a 734 dell'articolo 1 della legge n. 208 del 2015, concernente il conseguimento del pareggio del bilancio per gli enti locali e le regioni ovvero del saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali. Chiede di conseguenza al Governo l'impegno a coordinare la misura che le Commissioni si stanno apprestando ad approvare con l'esame del disegno di legge di bilancio.
Le Commissioni approvano l'emendamento Misiani 12.6, nel testo riformulato (vedi allegato 2).
Francesco BOCCIA, presidente, prende atto che gli emendamenti Misiani 12.7 e 12.5 sono stati ritirati.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, esprime parere contrario sull'emendamento Scotto 13.49, sugli identici emendamenti Piccone 13.37 e Fregolent 13.17.
Propone l'accantonamento degli emendamenti Sammarco 13.41 e degli identici Piccone 13.33, Giampaolo Galli 13.15, Abrignani 13.54 e Alberto Giorgetti 13.31.
Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Abrignani 13.51 e Alberto Giorgetti 13.28, sugli identici emendamenti Piccone 13.34 e Giampaolo Galli 13.14, sugli identici emendamenti Fregolent 13.18, Piccone 13.35, Alberto Giorgetti 13.30 e Abrignani 13.53, sugli identici emendamenti Alberto Giorgetti 13.32 e Abrignani 13.55, sugli identici emendamenti Alberto Giorgetti 13.29 e Abrignani 13.52, sugli identici emendamenti Piccone 13.36 e Fregolent 13.22, sugli identici emendamenti Alberto Giorgetti 13.27 e Abrignani 13.50 nonché sugli emendamenti Fiorio 13.47, 13.45 e 13.46. Esprime parere favorevole sull'emendamento Mongiello 13.19. Propone l'accantonamento degli emendamenti Fiorio 13.7 e 13.8 ed esprime parere contrario sull'emendamento Antezza 13.6. Propone inoltre l'accantonamento dell'emendamento Oliverio 13.10. Formula un invito al ritiro dell'emendamento Venittelli 13.25, invitando a trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno. Propone l'accantonamento degli articoli aggiuntivi Fregolent 13.012 e Garofalo 13.024 ed esprime infine parere contrario sull'articolo aggiuntivo Terrosi 13.027.
Il Viceministro Enrico MORANDO concorda con il parere dei relatori.
Francesco BOCCIA, presidente, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento delle proposte emendative Sammarco 13.41 e degli identici Piccone 13.33, Giampaolo Galli 13.15, Abrignani 13.54 e Alberto Giorgetti 13.31, Fiorio 13.7 e 13.8, Oliverio 13.10, Fregolent 13.012 e Garofalo 13.024.
Rocco PALESE (Misto-CR) sottoscrive gli emendamenti Mongiello 13.19, Fiorio 13.7 e 13.8, Antezza 13.6 e Oliverio 13.10, nonché gli articoli aggiuntivi Fregolent 13.012, Garofalo 13.024 e Terrosi 13.027.
Cosimo LATRONICO (Misto-CR) sottoscrive a sua volta gli emendamenti Mongiello 13.19, Fiorio 13.7 e 13.8, Antezza 13.6 e Oliverio 13.10, nonché gli articoli aggiuntivi Fregolent 13.012, Garofalo 13.024 e Terrosi 13.027.
Le Commissioni respingono l'emendamento Scotto 13.49.
Francesco BOCCIA, presidente, prende atto che l'emendamento Fregolent 13.17 è stato ritirato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Piccone 13.37.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL), con riferimento alle diverse proposte emendative a sua firma, segnala che con tali interventi ha inteso sottoporre all'attenzione del Governo Pag. 238una questione rilevante, già sollevata in diverse occasione, vale a dire il potenziamento del sistema delle garanzie per l'accesso al credito, rispetto al quale il Governo si era impegnato ad intervenire. Nel ribadire l'urgenza e la necessità di un simile intervento, soprattutto in un momento di difficoltà come quello attuale, rileva che le proposte avanzate sono funzionali sia alle imprese, per favorirne l'accesso al credito, sia al sistema del credito stesso, per consentirgli di continuare ad erogare risorse. Auspicando che già in questa sede si possa provvedere ad un potenziamento dei meccanismi previsti, nel caso ciò non dovesse verificarsi preannuncia che presenterà ulteriori emendamenti sul tema in occasione dell'esame del disegno di legge di bilancio.
Maino MARCHI (PD), nel rilevare l'importanza dell'incremento della dotazione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, operato con l'articolo 13, ritiene che ulteriori interventi debbano avvenire più propriamente in sede di esame del disegno di legge di bilancio.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, sottolinea che il tema posto dal collega Alberto Giorgetti – che risponde ad un'esigenza reale – è stato oggetto di un'approfondita riflessione da parte dei relatori e del Governo, che hanno condiviso l'opinione, espressa anche dal collega Marchi, che la questione vada affrontata in sede di esame del disegno di legge di bilancio. Rileva peraltro il rischio che un intervento sulla ripartizione del fondo di garanzia inneschi quella che si potrebbe definire una guerra tra poveri. Con riferimento agli identici emendamenti Abrignani 13.54 e Alberto Giorgetti 13.31, accantonati in attesa di un'ipotesi di riformulazione da parte del Ministero dello sviluppo economico, ritiene si tratti di un intervento di natura tecnica, volto a sanare un problema nel meccanismo di funzionamento del fondo. Nel ribadire che la questione andrà più opportunamente affrontata nelle sede più idonea, ricorda comunque che l'articolo 13 interviene ad incrementare la dotazione del fondo di garanzia, che ha dimostrato di funzionare bene.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Abrignani 13.51 e Alberto Giorgetti 13.28.
Maurizio BERNARDO, presidente, prende atto che gli identici emendamenti Piccone 13.34 e Giampaolo Galli 13.14 sono stati ritirati.
Ignazio ABRIGNANI (SCCI-MAIE), nel concordare con la proposta del relatore Tancredi di affrontare la questione in sede di esame del disegno di legge di bilancio, accoglie favorevolmente l'ipotesi di una riformulazione del suo emendamento Abrignani 13.54, volto a risolvere un problema di ordine tecnico. Con riferimento al suo emendamento 13.53, rileva che si tratta di un intervento volto a favorire in maniera particolare l'accesso al credito delle imprese del settore alberghiero, rafforzando il sistema delle garanzie, dal momento che esse versano in una situazione di grande difficoltà. Invita pertanto i relatori e il Governo ad approfondire la questione, accantonando per il momento il suo emendamento.
Giovanni PAGLIA (SI-SEL) non comprende la ratio sottesa agli identici emendamenti Fregolent 13.18, Piccone 13.35, Alberto Giorgetti 13.30 e Abrignani 13.53, posto che essi sembrerebbero introdurre delle garanzie su prestiti già garantiti.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, si rimette al rappresentante del Governo sugli identici emendamenti Fregolent 13.18, Piccone 13.35, Alberto Giorgetti 13.30 e Abrignani 13.53, in quanto, pur essendo apprezzabili le motivazioni a essi sottostanti, ritiene tuttavia che le misure che incidono sul merito del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese potrebbero trovare più adeguata collocazione nel corso dell'esame parlamentare del disegno di legge di bilancio relativo al triennio 2017-2019.
Il Viceministro Enrico MORANDO precisa che la disposizione di cui all'articolo 13, comma 1, del decreto – legge è volta essenzialmente ad incrementare la dotazione del Fondo per le piccole e medie imprese in relazione alla sola annualità 2016. In tale quadro, conviene circa l'opportunità espressa dal relatore Tancredi di rinviare all'esame parlamentare del disegno di legge di bilancio per il triennio 2017-2019 l'eventuale introduzione di misure volte a modificare a vario titolo i criteri di erogazione delle risorse del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e la ripartizione tra quote dello stesso, non risultando viceversa appropriata la sede del presente decreto-legge, per le ragioni già esposte.
Maurizio BERNARDO, presidente, prende atto che i rispettivi presentatori ritirano gli identici emendamenti Fregolent 13.18, Piccone 13.35, Alberto Giorgetti 13.30 e Abrignani 13.53. Prende altresì atto che gli identici emendamenti Alberto Giorgetti 13.32 e Abrignani 13.55, gli identici emendamenti Alberto Giorgetti 13.29 e Abrignani 13.52, gli identici emendamenti Piccone 13.36 e Fregolent 13.22 e gli identici emendamenti Alberto Giorgetti 13.27 e Abrignani 13.50 sono ritirati dai presentatori.
Maino MARCHI (PD) dichiara di sottoscrivere gli emendamenti Fiorio 13.47, 13.46 e 13.45 e li ritira.
Le Commissioni approvano quindi l'emendamento Mongiello 13.19 (vedi allegato 2).
Maurizio BERNARDO, presidente, ricorda che gli emendamenti Fiorio 13.7 e 13.8 e Oliverio 13.10 sono da intendersi accantonati.
Prende altresì atto che gli emendamenti Antezza 13.6 e Venittelli 13.25 sono ritirati dai presentatori. Ricorda, inoltre, che gli articoli aggiuntivi Fregolent 13.012 e Garofalo 13.024 sono da intendersi accantonati e prende atto che l'articolo aggiuntivo Terrosi 13.027 è stato ritirato.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, esprime parere favorevole sugli emendamenti Pelillo 14.6 e Fanucci 14.1. Rileva come l'emendamento Parrini 14.2 risulterebbe assorbito dall'approvazione dell'emendamento Fanucci 14.1 ed esprime parere favorevole sull'emendamento Fregolent 14.5.
Il Viceministro Enrico MORANDO esprime parere conforme a quello dei relatori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, approvano gli emendamenti Pelillo 14.6, Fanucci 14.1, risultando pertanto assorbito l'emendamento Parini 14.2 e approvano l'emendamento Fregolent 14.5 (vedi allegato 2).
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, propone l'accantonamento dell'emendamento Fragomeli 15.1.
Il Viceministro Enrico MORANDO concorda con la proposta di accantonamento dell'emendamento Fragomeli 15.1.
Maurizio BERNARDO, presidente, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento dell'emendamento Fragomeli 15.1. Avverte quindi che non sono stati presentati subemendamenti agli emendamenti 9.5, 15.2, 15.3 del Governo e 15.4 dei relatori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, approvano gli emendamenti 9.5, 15.2 e 15.3 del Governo, nonché l'emendamento 15.4 dei relatori (vedi allegato 2).
Girolamo PISANO (M5S) chiede ai relatori e al Governo un riesame del suo emendamento 5.14, dichiarato inammissibile per inidoneità della compensazione, sulla base dei nuovi elementi forniti in relazione ai profili di copertura finanziaria.
Rocco PALESE (Misto-CR) chiede al Governo e ai relatori una nuova valutazione del suo articolo aggiuntivo 11.05, Pag. 240dichiarato inammissibile per estraneità di materia.
Dario PARRINI (PD) chiede che siano nuovamente esaminate le sue proposte emendative 13.1 e 13.4, anch'esse dichiarati inammissibili per estraneità di materia.
Francesco BOCCIA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già convocata al termine delle votazioni pomeridiane dell'Assemblea della giornata odierna.
Martedì 8 novembre 2016. — Presidenza del presidente della V Commissione Francesco BOCCIA, indi del presidente della VI Commissione Maurizio BERNARDO, indi del vicepresidente della V Commissione Edoardo FANUCCI. — Intervengono il viceministro dell'economia e delle finanze Enrico Morando ed il viceministro dell'economia e delle finanze Enrico Zanetti.
Le Commissioni riunite proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nell'odierna seduta antimeridiana.
Francesco BOCCIA, presidente, comunica che il deputato Vico sottoscrive gli emendamenti Tartaglione 12.2, Misiani 12.6, 12.7 e 12.5; il deputato Menorello sottoscrive gli emendamenti presentati dal deputato Prataviera; i deputati Latronico e Palese sottoscrivono gli emendamenti De Lorenzis 11.5, Antezza 13.6, Fiorio 13.7 e 13.8, Oliverio 13.10, Mongiello 13.19 e gli articoli aggiuntivi 1.01 Causi, 13.012 Fregolent, 13.024 Garofalo e Terrosi 13.027; la deputata Malisani sottoscrive gli emendamenti Misiani 12.6 e Causi 1.01 e 6.17;la deputata Piccione sottoscrive l'emendamento Causi 1.16. Comunica altresì che l'emendamento 6.22 si intende a prima firma del deputato Villarosa.
Avverte che, a seguito del riesame svolto, le presidenze delle Commissioni riunite hanno ritenuto di riammettere gli emendamenti Pisano 5.14, Parrini 13.1, Binetti 13.57 e Parrini 13.4. Avverte, inoltre, che deve considerarsi ammissibile anche l'emendamento Oliverio 13.20, originariamente indicato come inammissibile per mero errore materiale.
Comunica, quindi, che sono stati presentati gli emendamenti dei relatori 1.134, 1.135 e 8.13 (vedi allegato 1), che sono in distribuzione. Se le Commissioni concordano, propone di non fissare un termine per la presentazione di subemendamenti.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che le Commissioni passano adesso all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 8.
Paolo TANCREDI (AP), relatore per la V Commissione, esprime parere contrario sugli emendamenti Airaudo 8.8 e 8.7, Fassina 8.9, Occhiuto 8.6 e Venittelli 8.1, proponendo di accantonare gli emendamenti Marchi 8.3 e Patrizia Maestri 8.11 e 8.12. Raccomanda, inoltre, l'approvazione dell'emendamento 8.13 dei relatori ed esprime un parere contrario sull'articolo aggiuntivo 8.08 Burtone.
Il Viceministro Enrico MORANDO esprime parere conforme a quello dei relatori e parere favorevole sull'emendamento 8.13 dei relatori.
Francesco BOCCIA, presidente, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento degli emendamenti Marchi 8.3 e Patrizia Maestri 8.11 e 8.12.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Airaudo 8.8 e 8.7, Fassina 8.9 e Occhiuto 8.6.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'emendamento Venittelli 8.1 è stato ritirato.
Le Commissioni approvano l'emendamento 8.13 dei relatori (vedi allegato 2).
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo 8.08 Burtone è stato ritirato.
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che le Commissioni passeranno all'esame delle proposte emendative riferite agli articolo da 1 a 3.
Giovanni SANGA (PD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario sugli emendamenti Alberto Giorgetti 1.64, Capezzone 1.102, Maietta 1.119 e Ribaudo 1.92. Propone l'accantonamento dell'emendamento Causi 1.16 e raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.135 dei relatori. Esprime parere favorevole sull'emendamento Peluffo 1.3 e parere contrario sull'emendamento Capezzone 1.112. Propone l'accantonamento dell'emendamento Sottanelli 1.45 ed esprime parere favorevole sull'emendamento Peluffo 1.4. Esprime parere contrario sugli emendamenti Pesco 1.40 e 1.41 e raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.134 dei relatori. Esprime quindi parere contrario sugli emendamenti Causi 1.17, Capezzone 1.103, Gelmini 1.55, Corda 1.38, Capezzone 1.104 e 1.93, Paglia 1.75, Sibilia 1.27, Palese 1.127, Pesco 1.28 e Capezzone 1.94. Propone l'accantonamento dell'emendamento Sottanelli 1.53 ed esprime parere contrario sull'emendamento Capezzone 1.95. Propone quindi l'accantonamento degli emendamenti Lupi 1.1, Fregolent 1.5 e Peluffo 1.6. Esprime parere contrario sugli emendamenti Cancelleri 1.29 e Marco Di Maio 1.22 e propone l'accantonamento degli identici emendamenti Fanucci 1.11, Marchetti 1.20, Lodolini 1.21, Moretto 1.51, Alberto Giorgetti 1.57, Vignali 1.65, Pastorino 1.69, Guidesi 1.85 e Pagano 1.130. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Gelmini 1.54, Chiarelli 1.87, Capezzone 1.96 e propone l'accantonamento degli emendamenti Peluffo 1.8 e 1.12 e degli identici emendamenti Binetti 1.63 e Lenzi 1.123. Esprime parere favorevole sull'emendamento Pelillo 1.2, ove riformulato nei termini indicati in allegato (vedi allegato 2), precisando che con tale riformulazione risulterebbero assorbiti anche gli emendamenti Sottanelli 1.44, Peluffo 1.13, Galati 1.43, Paglia 1.78, Cinzia Maria Fontana 1.116, gli identici emendamenti Paglia 1.81, Zoggia 1.105 e Dell'Aringa 1.121, l'emendamento Cinzia Maria Fontana 1.117, gli identici emendamenti Palese 1.125 e De Girolamo 1.126, l'emendamento Dell'Aringa 1.120, gli identici emendamenti Fabrizio Di Stefano 1.62, Pastorino 1.70, Paglia 1.83 e Zoggia 1.106, gli emendamenti Chiarelli 1.90, Gelmini 1.56, Capezzone 1.115, Cancelleri 1.31 e Corda 1.39, Chiarelli 1.89 e Paglia 1.77, nonché gli identici emendamenti Ribaudo 1.24, Paglia 1.76 e Zoggia 1.107, l'emendamento Cinzia Maria Fontana 1.118 e gli identici emendamenti Ribaudo 1.23, Zoggia 1.108 e Dell'Aringa 1.122. Propone l'accantonamento degli identici emendamenti Piccone 1.68, Latronico 1.72 e Capelli 1.91. Esprime parere favorevole sull'emendamento Peluffo 1.9 e sugli identici emendamenti Chiarelli 1.86 e Capezzone 1.97, soppressivi del comma 10. Invita pertanto al ritiro degli emendamenti Peluffo 1.14, Chiarelli 1.88, Capezzone 1.98, Francesco Saverio Romano 1.47, Fassina 1.82, Fragomeli 1.124, che recano modifiche a tale comma. Propone quindi l'accantonamento dell'emendamento Fregolent 1.7 ed esprime parere favorevole sull'emendamento Causi 1.18. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Zoggia 1.109 e Ribaudo 1.132, nonché sugli identici emendamenti Paglia 1.74, Palese 1.128 e Alberto Giorgetti 1.129 e sugli emendamenti Paglia 1.73, Ruocco 1.33, Capezzone 1.99 e Civati 1.111. Esprime parere favorevole sull'emendamento Fregolent 1.15 e parere contrario sugli emendamenti Pag. 242Capezzone 1.100 e 1.101. Esprime parere favorevole sull'emendamento Sottanelli 1.52, a condizione che sia riformulato nei termini indicati in allegato (vedi allegato 2), precisando che con tale riformulazione risulterebbe assorbito il successivo emendamento Marti 1.133. Esprime parere contrario sull'emendamento Pesco 1.35 e parere favorevole sull'emendamento Pesco 1.32, la cui approvazione comporterebbe l'assorbimento dell'emendamento Paglia 1.84. Esprime parere favorevole sull'emendamento Ruocco 1.34, a condizione che sia riformulato nei termini indicati in allegato (vedi allegato 2). Esprime parere contrario sull'emendamento Pesco 1.36 e propone l'accantonamento degli emendamenti Capezzone 1.113 e 1.114. Esprime parere contrario sugli emendamenti Pesco 1.26 e Paglia 1.79 e propone l'accantonamento dell'emendamento Currò 1.10. Esprime infine parere contrario sull'articolo aggiuntivo Bergamini 1.03 e propone l'accantonamento degli articoli aggiuntivi Causi 1.01 e Sottanelli 1.02.
Il Viceministro Enrico ZANETTI esprime parere conforme a quello dei relatori e parere favorevole sugli emendamenti 1.134 e 1.135 dei relatori.
Maurizio BERNARDO, presidente, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento degli emendamenti Causi 1.16, Sottanelli 1.45 e 1.53, Lupi 1.1, Fregolent 1.5, Peluffo 1.6, degli identici emendamenti Fanucci 1.11, Marchetti 1.20, Lodolini 1.21, Moretto 1.51, Alberto Giorgetti 1.57, Vignali 1.65, Pastorino 1.69, Guidesi 1.85 e Pagano 1.130, degli emendamenti Peluffo 1.8 e 1.12, degli identici emendamenti Binetti 1.63 e Lenzi 1.123, degli identici emendamenti Piccone 1.68, Latronico 1.72 e Capelli 1.91, degli emendamenti Fregolent 1.7, Capezzone 1.113 e 1.114 e Currò 1.10, nonché degli articoli aggiuntivi Causi 1.01 e Sottanelli 1.02.
Rocco PALESE (FI-PdL) richiede una breve sospensione dei lavori per poter valutare le riformulazioni proposte dai relatori.
La seduta, sospesa alle 19.45, riprende alle 19.55.
Rocco PALESE (FI-PdL), sulla base dell'esame delle proposte di riformulazione, ritiene necessario che tali proposte siano accompagnate da una apposita relazione tecnica alla luce della delicatezza delle materie oggetto delle stesse. Ricorda la complessità del provvedimento in discussione, come è apparso evidente anche durante il ciclo di audizioni svolte. Segnala inoltre che il testo originario degli emendamenti di cui è stata proposta la riformulazione a suo avviso appariva più chiaro.
Giovanni SANGA (PD), relatore per la VI Commissione, osserva che le proposte emendative alle quali si riferisce l'onorevole Palese non sono nuove, ma semplici riformulazioni e ritiene pertanto eccessiva la richiesta di relazione tecnica avanzata dal collega.
Ferdinando ALBERTI (M5S) ricorda che il MoVimento 5 Stelle già due anni e mezzo fa aveva proposto la soppressione di Equitalia e che all'epoca l'onorevole Causi si era dichiarato apertamente contrario alla proposta, giudicandola irragionevole e pericolosa, e tacciando di populismo e demagogia i proponenti della stessa. Chiede ora al collega Causi come giustifichi il favore espresso nei confronti del presente provvedimento. Osserva al riguardo che probabilmente il cambiamento di opinione della maggioranza sia da attribuire al prossimo referendum costituzionale e alla necessità di conquistare i consensi di una parte dell'elettorato.
Evidenzia poi come il presente intervento si limiti a modificare la natura giuridica di Equitalia, senza intervenire in alcun modo sulle modalità di svolgimento sull'attività di riscossione. In particolare segnala che nulla viene innovato in merito alla riscossione delle entrate degli enti Pag. 243locali, nonostante l'evidente fallimento dell'attività sinora svolta da Equitalia in questo settore.
Sottolinea infine come la vera natura della proposta in esame sia quella di condono fiscale.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.64, volto a sopprimere l'articolo 1, evidenziando le perplessità del suo gruppo sull'operazione proposta dal Governo. Ricorda di essersi già pronunciato in merito all'attività di riscossione e alle sue innegabili problematiche, che avrebbero potuto anche giustificare la soppressione di Equitalia; ritiene però che a questo fine sarebbe stato più opportuno utilizzare lo strumento della proposta di legge, in modo tale da consentire un più ampio dibattito parlamentare. Anche per quanto riguarda la rottamazione delle cartelle esattoriali riconosce l'esistenza di un problema effettivo, ricordando in proposito l'intervento sulla rateizzazione adottato la scorsa estate.
Evidenzia però come il provvedimento in esame presenti notevoli aspetti problematici sia dal punto di vista interpretativo sia da quello applicativo, come dimostrato anche dai ripensamenti del Governo in merito al destino del personale della società Equitalia. Esprime poi dubbi per quanto riguarda la previsione dell'articolo 1, comma 13, in base alla quale le strategie per la riscossione e le priorità dovranno essere decise annualmente dal Ministro dell'economia e delle finanze e dal direttore dell'Agenzia delle entrate, senza possibilità di intervento da parte del Parlamento.
Ulteriore problema interpretativo riguarda la riscossione delle entrate degli enti locali, per i quali si registra un doppio regime: da una parte le gare, a cui partecipano le società iscritte nel registro dei soggetti abilitati alla riscossione, e dall'altra il nuovo soggetto, Agenzia delle entrate-Riscossione, il quale sembrerebbe poter ottenere l'assegnazione diretta nonostante si sia sempre sostenuto che l'attribuzione mediante gara sia più efficiente e dia maggiori risparmi.
Esprime infine forti dubbi sulle prospettive future della riscossione, sottolineandone l'importanza per lo sviluppo del Paese e lamentando la scarsa attenzione del Governo per questo importante aspetto.
Giovanni PAGLIA (SI-SEL) sottolinea la scarsa portata della proposta in esame, che si limita a cambiare nome e natura giuridica al soggetto incaricato della riscossione, attraverso un percorso inverso a quello svolto abitualmente con le privatizzazioni: in questo caso infatti una società per azioni viene trasformata in ente pubblico. Il tutto senza affrontare il problema dello svolgimento dell'attività di riscossione, le cui modalità sono demandate a un atto stipulato annualmente tra Ministero dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate. Si dichiara inoltre contrario al condono che viene concesso con il provvedimento in esame a evidenti fini elettoralistici.
Chiede poi chiarimenti sul problema segnalato dalla direttrice dell'Agenzia delle entrate Orlandi relativamente alle modalità di passaggio delle azioni della società Equitalia S.p.A. all'Agenzia delle entrate, la quale deve acquistarle a titolo oneroso e poi azzerare il relativo valore nel proprio bilancio. Altro aspetto da approfondire riguarda la posizione dei dirigenti dell'Agenzia delle entrate, che è ancora in attesa di una concreta soluzione, in rapporto alla posizione dei dirigenti provenienti dalla disciolta società Equitalia. Come si può rilevare molti sono gli aspetti poco chiari e troppo poco il tempo a disposizione per affrontarli.
Concludendo esprime comunque soddisfazione per la soluzione ragionevolmente garantista adottata nei confronti del personale di Equitalia.
Michele PELILLO (PD) critica in primo luogo l'atteggiamento del MoVimento 5 Stelle, ritenendo sbagliato personalizzare il legittimo dissenso tra diverse posizioni Pag. 244politiche. Al riguardo, ricorda come la posizione dell'onorevole Causi in occasione dell'esame della proposta di legge sulla soppressione di Equitalia presentata dal MoVimento 5 Stelle fosse espressione dell'intero gruppo PD.
Con riferimento alla richiamata proposta di legge, rileva inoltre come vi fossero numerosi aspetti che la rendevano assolutamente non convincente e inadaguata. Rammenta infatti come essa intervenisse nel periodo in cui si stava concludendo l'approvazione della legge delega per la riforma del sistema fiscale, la cui gestazione aveva richiesto un lavoro lungo e complesso da parte della Commissione finanze. In tale quadro, rileva come la maggioranza fosse, in quel momento, convintamente orientata a disegnare un nuovo rapporto tra cittadino e fisco utilizzando attraverso lo strumento dei decreti legislativi di attuazione della predetta legge delega, anziché mediante altri strumenti normativi.
Con riguardo al merito della proposta di legge allora presentata dal MoVimento 5 Stelle, ne richiama taluni aspetti problematici, tra i quali la configurazione giuridica data all'ente di nuova creazione, il fatto che si intendesse mantenere Equitalia sotto il controllo dell'Agenzia delle entrate e, soprattutto, che non fossero tutelati in alcun modo i dipendenti di Equitalia. In particolare, rammenta che, in base alla proposta di legge, circa 4 mila dipendenti non sarebbero stati ricollocati, risultando quindi abbandonati a se stessi. Sottolinea come ciò fosse particolarmente grave in quanto elemento rivelatore di un accanimento ideologico contro il personale dipendente di Equitalia, al quale implicitamente si attribuivano le responsabilità per il cattivo rapporto tra Equitalia stessa e i cittadini.
Con riferimento alle critiche sollevate sul presunto condono operato dal provvedimento in esame, evidenzia inoltre come la proposta del MoVimento 5 Stelle prevedesse anch'essa, all'articolo 2, un alleggerimento delle cartelle esattoriali, attraverso l'abolizione di interessi, aggio e sanzioni.
Rispetto alle considerazioni dei deputati Giorgetti e Paglia, condivide l'esigenza di completare il quadro definito dal decreto-legge, anche utilizzando l'Atto aggiuntivo annuale, previsto dal comma 13 dell'articolo 1, a cui viene demandata la definizione delle risorse disponibili, nonché delle strategie per la riscossione e del sistema sanzionatorio, aspetti questi che saranno definiti attraverso la collaborazione del Ministro dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate.
Nel ribadire quindi l'intenzione della maggioranza di proseguire il proprio lavoro su tali temi, ritiene che il provvedimento in esame costituisca un avvio importante del processo di riforma del sistema della riscossione.
Rocco PALESE (FI-PdL) ribadisce in primo luogo la richiesta alle presidenze affinché sollecitino i relatori e il Governo a presentare un'adeguata istruttoria e, in particolare, una relazione tecnica sugli effetti finanziari delle riformulazioni agli emendamenti da esse presentati. Preannuncia quindi la richiesta di una sospensione della seduta al fine di consentire ai relatori e al Governo di predisporre le predette relazioni.
Con riferimento alle misure recate dall'articolo 1 del provvedimento, critica innanzitutto l'impianto della riforma, la quale, lungi dal condurre alla soppressione di Equitalia, ne opera una trasformazione di facciata. Al riguardo, ricorda la proposta del deputato Capezzone, il quale, già in occasione dell'avvio della discussione sul tema della riforma della riscossione, aveva individuato una soluzione organica la quale non fu tuttavia presa in considerazione da Governo e maggioranza.
Dal punto di vista del metodo, critica la scelta del ricorso al decreto-legge, posto che risultano assolutamente insussistenti i requisiti dell'urgenza e della necessità e che sarebbe quindi stato più opportuno, in continuità con il lavoro svolto ai fini dell'approvazione della legge delega per la riforma del fisco, intervenire attraverso un Pag. 245disegno di legge, per affrontare compiutamente tutti gli aspetti del complesso rapporto tra cittadini e fisco.
Con riguardo al contenuto dell'articolo 1 del provvedimento, ritiene non siano stati affrontati numerosi aspetti di grande rilevanza, tra i quali cita la destinazione del patrimonio di Equitalia, che, qualora azzerato, determinerebbe un grave danno per l'erario. Reputa inoltre assolutamente inadeguato il complessivo impianto della riforma, la quale intende risolvere le difficoltà insite nel rapporto tra i cittadini e il fisco, certamente aggravate dalla crisi economica, senza trovare un'adeguata soluzione alla vera causa dell'impopolarità di Equitalia, la quale non è addebitabile all'operato dei dipendenti ma alle norme vigenti in materia di riscossione.
Sottolinea inoltre l'incoerenza del Governo, ricordando come nel corso dell'audizione svolta in occasione dell'esame parlamentare della Nota di aggiornamento al DEF, il Ministro Padoan avesse escluso che il decreto-legge ora all'esame del Parlamento potesse includere misure di tipo condonistico, risultando poi smentito dal contenuto del provvedimento in esame.
Sottolinea inoltre come sia particolarmente grave il fatto che il decreto-legge non regola in alcun modo i rapporti giuridici tra l'Agenzia delle entrate ed Equitalia, sia con riferimento agli aspetti relativi al procedimento di fusione, sia con riguardo alla futura collocazione del personale proveniente da Equitalia. Al riguardo, evidenzia come sarebbe stato invece indispensabile accompagnare tale riforma con la definizione della dotazione organica complessiva del nuovo ente pubblico economico, così da consentire un'idonea collocazione del personale al suo interno. Reputa infatti di tutta evidenza che le modalità con cui si intende procedere al trasferimento del personale determineranno la proposizione di numerosissimi ricorsi da parte del personale interessato, con conseguente grave danno per le finanze pubbliche.
Nel rammentare i numerosi dubbi sollevati con riferimento alle previsioni dell'articolo 1 anche dal Procuratore della Repubblica di Milano, Francesco Greco, nonché dall'ANCI, sottolinea infine come tale intervento potrebbe determinare l'apertura di un procedimento di infrazione dell'Unione europea nei confronti dell'Italia, posto che l'affidamento della funzione delle attività di riscossione all'ente pubblico economico di nuova creazione appare non conforme alle regole previste per l'affidamento degli appalti pubblici.
Nel ribadire le critiche espresse, chiede al Governo di ritirare il decreto-legge in esame ai fini di una nuova e più approfondita valutazione in materia di riforma del sistema della riscossione.
Filippo BUSIN (LNA) esprime perplessità in merito alla scelta del Governo di procedere all'adozione di un decreto-legge su una materia tanto articolata e complessa, soprattutto in considerazione del fatto che la costituzione della nuova Agenzia delle entrate-Riscossione rappresenta una operazione fittizia e di carattere elettoralistico, laddove a suo giudizio sarebbe stato piuttosto necessario affrontare il tema con maggiore dovizia di approfondimenti e disponibilità di tempo. Ciò premesso, esprime pertanto la contrarietà di fondo del suo gruppo parlamentare rispetto all'impianto complessivo del provvedimento in esame.
Pietro LAFFRANCO (FI-PdL) richiama l'attenzione sul carattere fittizio dell'unificazione tra l'Agenzia delle entrate ed Equitalia in un solo ente, che a suo giudizio non sarà in grado di determinare un rapporto più efficace, equo e meno vessatorio tra il fisco ed i contribuenti. Osserva come la finalità esclusiva del Governo con il presente provvedimento sia piuttosto quella di ottenere un beneficio immediato in termini di cassa. Evidenzia, altresì, come i notevoli poteri di accesso alle banche dati informative riconosciuti in capo al nuovo ente rischia di pregiudicare ulteriormente il rapporto tra il fisco ed i singoli contribuenti. In tale contesto, auspica perlomeno possa giungere a soluzione la questione concernente il trattamento da riservare all'attuale personale di Equitalia. In conclusione, per le ragioni Pag. 246sopra esposte ritiene che la scelta operata dal Governo con il presente decreto potrà determinare, a danno dello stesso, una significativa perdita di consensi anche in vista del referendum costituzionale del prossimo dicembre.
Le Commissioni respingono l'emendamento Alberto Giorgetti 1.64.
Ferdinando ALBERTI (M5S) sottolinea il carattere fittizio della unificazione tra l'Agenzia delle entrate ed Equitalia in un unico ente, posto che a mutare è solo la denominazione e la veste giuridica ma non certo la sostanza della situazione attuale. Condivide inoltre le valutazioni espresse dal deputato Laffranco circa il rischio di una eccessiva concentrazione di poteri in capo all'istituendo soggetto, con particolare riguardo alla capacità da parte del medesimo di effettuare controlli assai invasivi sulle posizioni fiscali dei singoli contribuenti. Esprime infine perplessità in merito al cambio di opinione compiuto dal Viceministro Zanetti rispetto alla valutazione dallo stesso resa in passato con riferimento alla proposta di legge di iniziativa del gruppo parlamentare M5S di contenuto affatto analogo, per certi versi, alle norme recate dal presente decreto-legge.
Il Viceministro Enrico ZANETTI rileva la sostanziale differenza di contenuti intercorrente tra il provvedimento in esame e la citata proposta di legge di iniziativa del gruppo parlamentare M5S, considerato che il decreto-legge ora in discussione consente di realizzare un'effettiva unificazione funzionale tra le strutture oggi esistenti, garantendo al contempo la necessaria tutela del personale coinvolto, rispetto al quale viene peraltro previsto lo svolgimento di una apposita procedura di selezione pubblica in vista del trasferimento al nuovo ente. Sottolinea, altresì, la portata positiva riferibile alla disposizione di cui all'articolo 1, comma 13, che consentirà al Ministero dell'economia e delle finanze, attraverso la stipula annuale di un apposito atto aggiuntivo alla Convenzione di cui all'articolo 59 del decreto legislativo n. 300 del 1999, di svolgere l'indispensabile ruolo di indirizzo in tale delicata materia.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S), nel replicare agli interventi in precedenza svolti dal deputato Pelillo e dal Viceministro Zanetti, contesta il mancato esercizio della delega da parte del Governo, che ha invece preferito, per ragioni di mera convenienza politica, procedere all'adozione di uno specifico decreto-legge, rispetto al quale non ravvisa francamente la sussistenza dei necessari presupposti di urgenza.
Maurizio BERNARDO, presidente, non essendovi obiezioni, sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle 21.20, riprende alle 22.
Guido GUIDESI (LNA), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede delucidazioni in ordine alle modalità di prosecuzione dei lavori, auspicando un rinvio alla prossima seduta nel caso in cui il Governo e la maggioranza intendessero continuare a porre in essere un atteggiamento volto a rinviare la risoluzione delle questioni.
Maurizio BERNARDO, presidente, fa presente che i lavori possono proseguire proficuamente nella seduta corrente, secondo quanto concordato in precedenza, votando le proposte emendative riferite ai primi articoli del provvedimento.
Il Viceministro Enrico MORANDO, in relazione all'emendamento 11.29 dei relatori, approvato nella precedente seduta, precisa che il Ministero dell'economia e delle finanze concorre, assieme alla Regione Campania, alla mera attività di vigilanza, attraverso un suo contributo tecnico. Sottolinea che il MEF, dunque, non è responsabile dell'equilibrio economico-patrimoniale di EAV, di cui resta unica responsabile la Regione Campania.
Bruno TABACCI (Misto-CD) ritiene che le precisazioni del Viceministro confermino Pag. 247che la preoccupazione manifestata in mattinata non era infondata e meritasse un approfondimento.
Rocco PALESE (FI-PdL), nel condividere quanto testé dichiarato dal deputato Tabacci, fa notare che sarebbe stato comunque preferibile realizzare una piattaforma di controllo alla stregua di quanto previsto per le regioni sottoposte a piano di rientro. Intervenendo quindi sull'emendamento Capezzone 1.102, ne condivide l'impostazione, auspicandone l'approvazione.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Capezzone 1.102 e Maietta 1.119.
Francesco RIBAUDO (PD) dichiara di ritirare il suo emendamento 1.92, a fronte delle rassicurazioni precedentemente fornite dai relatori.
Marco CAUSI (PD) illustra i subemendamenti 0.1.135.1 e 0.1.135.2 (vedi allegato 1), a sua prima firma, raccomandandone l'approvazione. Pur facendo presente che l'emendamento dei relatori offre adeguate garanzie per i livelli occupazionali interessati, sottolinea come il mantenimento di un legame di Equitalia Giustizia s.p.a. con l'Agenzia delle entrate possa comportare un sensibile beneficio economico.
Giovanni PAGLIA (SEL) condivide la finalità dei subemendamenti Causi 0.1.135.1 e 0.1.135.2, ritenendo opportuno mantenere un collegamento funzionale tra gli organismi interessati in vista di una maggiore efficienza dei processi. Ritiene, in ogni caso, che non siano chiari i motivi che hanno portato alla separazione di funzioni di Equitalia Giustizia s.p.a.
Il Viceministro Enrico ZANETTI conferma il parere contrario sul subemendamento Causi 0.1.153.1. Invita al ritiro del subemendamento Causi 0.1.135.2, auspicando che sul punto sia presentato piuttosto un ordine del giorno.
Marco CAUSI (PD), alla luce delle precisazioni del rappresentante del Governo, dichiara di ritirare il suo subemendamento 0.1.135.1, chiedendo, tuttavia, una riflessione ulteriore sul suo subemendamento 0.1.135.2. Sottolinea, in proposito, come il ricorso ad appositi atti convenzionali possa condurre ad un sensibile risparmio economico.
Rocco PALESE (FI-PdL) dichiara di condividere lo spirito dei subemendamenti Causi 0.1.135.1 e 0.1.135.2, facendo notare che sono a rischio i contratti in essere con i terzi.
Il Viceministro Enrico ZANETTI rileva che il subemendamento Causi 0.1.135.2 prospetta in termini troppo rigidi e vincolanti una soluzione sulla quale, in ogni caso, sarà possibile ragionare in futuro.
Marco CAUSI (PD) ritira il suo subemendamento 0.1.135.2, auspicando che il Ministero dell'economia e delle finanze mantenga elevata l'attenzione sulla situazione di Equitalia Giustizia s.p.a.
Le Commissioni, con distinte votazioni, approvano gli emendamenti 1.135 dei relatori e Peluffo 1.3 (vedi allegato 2), respingono l'emendamento Capezzone 1.112 e approvano l'emendamento Peluffo 1.4 (vedi allegato 2).
Daniele PESCO (M5S) illustra l'emendamento 1.40, a sua prima firma, raccomandandone l'approvazione, considerato che sul tema del contrasto ai grandi evasori fiscali il provvedimento in esame, a suo avviso, avrebbe dovuto contenere interventi più incisivi.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Pesco 1.40 e 1.41, ed approvano l'emendamento 1.134 dei relatori (vedi allegato 2).
Marco CAUSI (PD) ritira il suo emendamento 1.17.
Rocco PALESE (MISTO – CR) segnala di aver sottoscritto l'emendamento Causi 1.17.
Maurizio BERNARDO, presidente, propone di accantonare l'emendamento Causi 1.17 in attesa di un riscontro sull'effettiva sottoscrizione dell'emendamento Causi 1.17.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Capezzone 1.103 e Gelmini 1.55.
Daniele PESCO (M5S) illustra l'emendamento Corda 1.38, di cui è cofirmatario, sottolineando l'importanza di svolgere una discussione sull'organico del personale di Equitalia. Al riguardo fa presente che la posizione del proprio gruppo è favorevole ad una selezione dei migliori attraverso lo svolgimento di concorsi pubblici e si domanda come mai la maggioranza ed il Governo non si siano interrogati sulle ragioni che hanno portato questa società a non riscuotere così tante risorse mentre si è accanita nei confronti dei piccoli contribuenti.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Corda 1.38 e Capezzone 1.104.
Rocco PALESE (MISTO – CR) illustra l'emendamento Capezzone 1.93, da lui sottoscritto, evidenziando come questo sia nettamente migliorativo del testo.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Capezzone 1.93, Paglia 1.75 e Sibilia 1.27.
Rocco PALESE (MISTO – CR) illustra il suo emendamento 1.127, sottolineando come la proposta emendativa stabilisca chiaramente l'eliminazione dell'aggio.
Il Viceministro Enrico ZANETTI manifesta la disponibilità del Governo a svolgere un ulteriore riflessione sull'emendamento Palese 1.127.
Maurizio BERNARDO, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento dell'emendamento Palese 1.127.
Le Commissioni respingono l'emendamento Pesco 1.28.
Rocco PALESE (MISTO – CR) illustra l'emendamento Capezzone 1.94, da lui sottoscritto, raccomandandone l'approvazione, poiché ritiene che si tratti di una proposta emendativa di assoluto buon senso.
Le Commissioni respingono l'emendamento Capezzone 1.94.
Ferdinando ALBERTI (M5S) osserva che la riformulazione proposta dai relatori dell'emendamento Sottanelli 1.53 muta profondamente la finalità dell'emendamento riproponendo una disposizione molto simile a quella attualmente presente nel testo. Per tale ragione, qualora la riformulazione dovesse essere accettata, preannuncia un voto contrario del proprio gruppo.
Giovanni PAGLIA (SI-SEL) ricorda che nel corso dell'attività conoscitiva svolta dalle commissioni riunite la direttrice dell'Agenzia delle entrate ha chiaramente affermato che la percentuale del 6 per cento è appena sufficiente a coprire le spese. Da ciò si può facilmente dedurre come l'eliminazione dell'aggio comporterà necessariamente un aggravio per la fiscalità generale.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) si dichiara nettamente contrario ad una riformulazione dell'emendamento Sottanelli 1.53, sottolineando come il proprio gruppo ritenga che la soluzione da preferire sarebbe quella di cercare di riscuotere le tasse e non quella di incentivare il personale di Equitalia attraverso la corresponsione di premi di produttività.
Daniele PESCO (M5S) dichiara la sua intenzione di sottoscrive la formulazione originaria dell'emendamento Sottanelli Pag. 2491.53, rilevando tuttavia come tale sottoscrizione sarebbe ritirata qualora il presentatore accedesse alla proposta di riformulazione avanzata dai relatori.
Giulio Cesare SOTTANELLI (SC-MAIE) accetta la riformulazione proposta dai relatori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, approvano l'emendamento Sottanelli 1.53, come riformulato (vedi allegato 2) e respingono l'emendamento Capezzone 1.95.
Maurizio BERNARDO, presidente, ricorda che gli emendamenti Lupi 1.1, Fregolent 1.5 e Peluffo 1.6 sono accantonati.
Le Commissioni respingono l'emendamento Cancelleri 1.29.
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che l'emendamento Marco Di Maio 1.22 è stato ritirato. Ricorda inoltre che sono accantonati gli identici emendamenti Fanucci 1.11, Marchetti 1.20, Lodolini 1.21, Moretto 1.51, Alberto Giorgetti 1.57, Vignali 1.65, Pastorino 1.69, Guidesi 1.85 e Pagano 1.130.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Gelmini 1.54, Chiarelli 1.87 e Capezzone 1.96.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD) accetta la riformulazione proposta dai relatori dell'emendamento 1.8 a sua prima firma.
Le Commissioni approvano l'emendamento Peluffo 1.8, come riformulato (vedi allegato 2).
Maurizio BERNARDO, presidente, ricorda che l'emendamento Peluffo 1.12 è accantonato. Avverte quindi che i relatori hanno proposto una riformulazione degli identici emendamenti Binetti 1.63 e Lenzi 1.123, nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2). Prende quindi atto che i rispettivi presentatori accettano tale proposta di riformulazione.
Le Commissioni approvano gli identici emendamenti Binetti 1.63 e Lenzi 1.123, come riformulati (vedi allegato 2).
Maurizio BERNARDO, presidente, prende atto che la proposta di riformulazione dell'emendamento Pelillo 1.2 è stata accettata dai presentatori.
Ferdinando ALBERTI (M5S), intervenendo sull'emendamento Pelillo 1.2, sottolinea come la riformulazione proposta dai relatori, pur cambiando le espressioni letterali del testo, non modifichi nella sostanza i contenuti dell'emendamento e, pertanto, rimangono inalterati i dubbi del gruppo M5S in relazione al ricollocamento dei dipendenti di Equitalia nella nuova Agenzia.
Daniele PESCO (M5S) manifesta contrarietà per la riformulazione proposta dell'emendamento Pelillo 1.2.
Rocco PALESE (MISTO – CR) sottolinea come il problema del personale di Equitalia sia un problema reale e serio. Non comprende dunque l'atteggiamento della maggioranza e del Governo di completa chiusura nei confronti dei contributi migliorativi proposti dalle opposizioni.
Maino MARCHI (PD) manifesta sconcerto per le dichiarazioni di alcuni colleghi che mettono in discussione una questione del tutto normale e pacifica. Infatti è del tutto evidente che se il legislatore decide di mettere in discussione un determinato assetto del servizio di riscossione dei tributi ciò non può tradursi in un danno per il personale assunto dalle società che hanno garantito tale servizio.
Le Commissioni approvano l'emendamento Pelillo 1.2, come riformulato (vedi allegato 2).
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che, a seguito dell'approvazione della nuova formulazione dell'emendamento Pelillo 1.2, risultano assorbiti gli emendamenti Sottanelli 1.44, Peluffo 1.13, Galati Pag. 2501.43, Paglia 1.78, Cinzia Maria Fontana 1.116, gli identici emendamenti Paglia 1.81, Zoggia 1.105 e Dell'Aringa 1.121, l'emendamento Cinzia Maria Fontana 1.117, gli identici emendamenti Palese 1.125 e De Girolamo 1.126, l'emendamento Dell'Aringa 1.120, gli identici emendamenti Fabrizio Di Stefano 1.62, Pastorino 1.70, Paglia 1.83 e Zoggia 1.106, gli emendamenti Chiarelli 1.90, Gelmini 1.56, Capezzone 1.115, Cancelleri 1.31, Corda 1.39, Chiarelli 1.89, Paglia 1.77, nonché gli identici emendamenti Ribaudo 1.24, Paglia 1.76 e Zoggia 1.107, l'emendamento Cinzia Maria Fontana 1.118 e gli identici emendamenti Ribaudo 1.23, Zoggia 1.108 e Dell'Aringa 1.122. Ricorda inoltre che gli identici emendamenti Piccone 1.68, Latronico 1.72 e Capelli 1.91 sono stati accantonati.
Le Commissioni approvano l'emendamento Peluffo 1.9 (vedi allegato 2).
Rocco PALESE (MISTO-CR) e Filippo BUSIN (LNA) sottoscrivono l'emendamento Capezzone 1.97.
Le Commissioni approvano gli identici emendamenti Chiarelli 1.86 e Capezzone 1.97 (vedi allegato 2).
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che, a seguito dell'approvazione degli identici emendamenti Chiarelli 1.86 e Capezzone 1.97, risultano assorbiti gli emendamenti Peluffo 1.14, Chiarelli 1.88, Capezzone 1.98, Francesco Saverio Romano 1.47, Fassina 1.82, Fragomeli 1.124. Ricorda inoltre che l'emendamento Fregolent 1.7 è stato accantonato.
Rocco PALESE (MISTO-CR) sottoscrive l'emendamento Causi 1.18.
Le Commissioni approvano l'emendamento Causi 1.18 (vedi allegato 2).
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che gli identici emendamenti Zoggia 1.109 e Ribaudo 1.132 sono stati ritirati.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici emendamenti Paglia 1.74, Palese 1.128 e Alberto Giorgetti 1.129, nonché gli emendamenti Paglia 1.73, Ruocco 1.33, Capezzone 1.99 e Civati 1.111.
Rocco PALESE (MISTO-CR) richiama l'attenzione sul contenuto dell'emendamento Fregolent 1.15, sul quale è stato espresso parere favorevole, rilevando alcune incongruenze.
Giovanni PAGLIA (SI-SEL) si associa alle considerazioni del collega Palese, ribadendo l'illogicità di prevedere che il Ministero dell'economia e delle finanze stipuli un atto aggiuntivo per effettuare esso stesso un'azione di vigilanza.
Maurizio BERNARDO, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento dell'emendamento Fregolent 1.15.
Ferdinando ALBERTI (M5S), in relazione all'emendamento Fregolent 1.15, segnala la possibilità di affidare alle competenti Commissioni parlamentari una funzione di vigilanza.
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che la proposta di riformulazione dell'emendamento Sottanelli 1.52 è stata accettata dai presentatori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Capezzone 1.100 e 1.101, ed approvano l'emendamento Sottanelli 1.52, come riformulato (vedi allegato 2).
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che in seguito all'approvazione della nuova formulazione dell'emendamento Sottanelli 1.52 risulta assorbito l'emendamento Marti 1.133.
Daniele PESCO (M5S) segnala che, se venisse approvato l'emendamento 1.35 a sua prima firma, verrebbe migliorata l'efficacia Pag. 251delle procedure di riscossione nei confronti dei grandi evasori. Invita pertanto a riconsiderare il parere contrario precedentemente espresso.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono l'emendamento Pesco 1.35 ed approvano l'emendamento Pesco 1.32 (vedi allegato 2).
Giovanni PAGLIA (SI-SEL) segnala che l'emendamento a sua prima firma 1.84, sul quale è stato espresso un parere contrario, risulta in realtà assorbito dall'emendamento Pesco 1.32.
Maurizio BERNARDO, presidente, concorda con quanto segnalato dal collega Paglia.
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che la proposta di riformulazione dell'emendamento Ruocco 1.34 è stata accettata dai presentatori.
Le Commissioni approvano l'emendamento Ruocco 1.34, come riformulato (vedi allegato 2).
Daniele PESCO (M5S) sottolinea che con l'emendamento a sua prima firma 1.36 si vuole assicurare maggiore trasparenza nelle procedure di riscossione tracciando i procedimenti riguardanti i grandi evasori, eventualmente anche oscurando i dati sensibili. Richiamando i dati emersi in passato circa l'insabbiamento di molte cartelle esattoriali, invita a ripensare sul parere espresso, manifestando la disponibilità ad un'eventuale riformulazione.
Le Commissioni respingono l'emendamento Pesco 1.36.
Giovanni SANGA (PD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario sugli emendamenti Capezzone 1.113 e 1.114 precedentemente accantonati.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Capezzone 1.113 e 1.114.
Daniele PESCO (M5S) prende atto con rammarico che non vi è nessuna volontà di migliorare le procedure esistenti, come testimoniato dal parere contrario espresso in relazione all'emendamento a sua prima firma 1.26, con il quale ci si limita ad istituire a costo zero uno specifico osservatorio.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Pesco 1.26 e Paglia 1.79.
Maurizio BERNARDO, presidente, ricorda che l'emendamento Currò 1.10 è accantonato.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Bergamini 1.03.
Maurizio BERNARDO, presidente, ricorda che gli articoli aggiuntivi Causi 1.01 e Sottanelli 1.02 sono accantonati.
Giovanni SANGA (PD), relatore per la VI Commissione, con riferimento alle proposte emendative riferite all'articolo 2, esprime parere contrario sugli emendamenti Cariello 2.26 e 2.5, Artini 2.17 e 2.18 e sugli identici emendamenti De Girolamo 2.27 e Alberto Giorgetti 2.29. Propone l'accantonamento degli emendamenti Palese 2.28 e Peluffo 2.1. Esprime parere contrario sull'emendamento Baldassarre 2.19 e propone l'accantonamento dell'emendamento Gebhard 2.24. Esprime parere contrario sull'emendamento Corda 2.3 e sugli identici emendamenti Capezzone 2.23, Ragosta 2.21, Alberto Giorgetti 2.15 e Gelmini 2.14. Propone l'accantonamento degli emendamenti Alberto Giorgetti 2.13 e Pelillo 2.4. Invita al ritiro degli emendamenti Sottanelli 2.10, Giulietti 2.2, Sottanelli 2.11, Cariello 2.7 e 2.8, Villarosa 2.9. Propone Pag. 252l'accantonamento dell'emendamento Preziosi 2.25 e degli identici emendamenti Piccone 2.16, Alberto Giorgetti 2.12, Latronico 2.20 e Capelli 2.22. Esprime parere contrario sull'emendamento Corda 2.6. Esprime parere favorevole sugli identici articoli aggiuntivi Paglia 2.05, Fragomeli 2.011 e Palese 2.010, sull'articolo aggiuntivo Guidesi 2.04 nonché sugli identici articoli aggiuntivi Alberto Giorgetti 2.06, Pastorino 2.012 e Plangger 2.013, purché riformulati come riportato in allegato (vedi allegato 2). Esprime invece parere contrario sugli identici articoli aggiuntivi Pastorino 2.01, Plangger 2.02 e Alberto Giorgetti 2.03, nonché sugli articoli aggiuntivi Alberto Giorgetti 2.07 e 2.08.
Maurizio BERNARDO, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento degli emendamenti Palese 2.28, Peluffo 2.1, Gebhard 2.24, Alberto Giorgetti 2.13, Pelillo 2.4, Preziosi 2.25 e degli identici emendamenti Piccone 2.16, Alberto Giorgetti 2.12, Latronico 2.20 e Capelli 2.22.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Cariello 2.26 e 2.5, Artini 2.17 e 2.18, gli identici emendamenti De Girolamo 2.27 e Alberto Giorgetti 2.29, gli emendamenti Baldassarre 2.19 e Corda 2.3 e gli identici emendamenti Capezzone 2.23, Ragosta 2.21, Alberto Giorgetti 2.15 e Gelmini 2.14.
Maurizio BERNARDO, presidente, comunica che gli emendamenti Sottanelli 2.10, Giulietti 2.2, Sottanelli 2.11, Cariello 2.7 e 2.8 e Villarosa 2.9 sono stati ritirati. Prende atto quindi che la proposta di riformulazione in un identico testo degli articoli aggiuntivi Paglia 2.05, Fragomeli 2.011, Palese 2.010, Pastorino 2.01, Plangger 2.02, Alberto Giorgetti 2.03, Alberto Giorgetti 2.06, Pastorino 2.012 e Plangger 2.013 è stata accettata dai rispettivi presentatori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono l'emendamento Corda 2.6 e approvano l'identica nuova formulazione degli identici articoli aggiuntivi Paglia 2.05, Fragomeli 2.011 e Palese 2.010, dell'articolo aggiuntivo Guidesi 2.04 nonché degli identici articoli aggiuntivi Alberto Giorgetti 2.06, Pastorino 2.012 e Plangger 2.013 (vedi allegato 2). Le Commissioni respingono quindi gli identici articoli aggiuntivi Pastorino 2.01 e Alberto Giorgetti 2.03.
Maurizio BERNARDO, presidente, comunica che gli articoli aggiuntivi Plangger 2.02 e Alberto Giorgetti 2.07 sono stati ritirati.
Pietro LAFFRANCO (FI-PdL) chiede di accantonare l'emendamento Alberto Giorgetti 2.08, di cui è cofirmatario, per un supplemento di analisi.
Giovanni SANGA (PD), relatore per la VI Commissione, acconsente all'accantonamento.
Maurizio BERNARDO, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento dell'emendamento Alberto Giorgetti 2.08.
Giovanni SANGA (PD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario sugli emendamenti Capezzone 3.3, Alberto Giorgetti 3.4 e 3.5, Gebhard 3.51, Marti 3.45, Capezzone 3.50. Propone quindi l'accantonamento degli identici emendamenti Alberto Giorgetti 3.37, Piccone 3.41, Latronico 3.43 e Capelli 3.46. Esprime parere contrario sull'emendamento Gebhard 3.52. Esprime parere favorevole sull'emendamento Galati 3.35, parere contrario sugli emendamenti Gebhard 3.53, Sibilia 3.34, 3.18, 3.19, 3.20, 3.21 e 3.22, Corda 3.23 e Sibilia 3.24, 3.25, 3.15, 3.16, 3.26, 3.27, 3.28, 3.29, 3.31 e 3.33, Artini 3.40, nonché sugli identici articoli aggiuntivi Pastorino 3.01, Plangger 3.02 e Alberto Giorgetti 3.03.
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che gli emendamenti Gebhard 3.51, 3.52 e 3.53 sono stati ritirati dai presentatori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Capezzone 3.3, Alberto Giorgetti 3.4 e 3.5, Marti 3.45, Capezzone 3.50, approvano l'emendamento Galati 3.35 (vedi allegato 2) e respingono gli emendamenti Sibilia 3.34, 3.18, 3.19 e 3.20.
Daniele PESCO (M5S), intervenendo sull'emendamento Sibilia 3.21, precisa che tale proposta emendativa è volta al reinserimento della lettera f) al comma 538 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, in modo da consentire ai contribuenti di agire in autotutela e ottenere giustizia.
Giovanni SANGA (PD), relatore per la VI Commissione, acconsente all'accantonamento dell'emendamento Sibilia 3.21.
Maurizio BERNARDO, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento dell'emendamento Sibilia 3.21.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Sibilia 3.22, Corda 3.23 e Sibilia 3.24, 3.25, 3.15, 3.16, 3.26 e 3.27.
Daniele PESCO (M5S) interviene sull'emendamento Sibilia 3.28 e, premettendo che spesso la rateizzazione delle cartelle viene accettata dai contribuenti per motivazioni legate al timore di incorrere in un sequestro o per l'esiguità dei tempi, precisa che la proposta emendativa è volta ad impedire che l'accettazione della rateizzazione venga interpretata come tacito riconoscimento del debito.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Sibilia 3.28, 3.29 e 3.31.
Daniele PESCO (M5S), intervenendo sull'emendamento Sibilia 3.33, chiede l'estensione dei limiti di pignorabilità anche alle somme percepite dai lavoratori autonomi.
Giovanni SANGA (PD), relatore per la VI Commissione, acconsente all'accantonamento dell'emendamento Sibilia 3.33 ed esprime parere contrario sugli identici emendamenti Alberto Giorgetti 3.37, Piccone 3.41, Latronico 3.43 e Capelli 3.46, che risultavano accantonati.
Maurizio BERNARDO, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento dell'emendamento Sibilia 3.33.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Artini 3.40, nonché gli identici articoli aggiuntivi Pastorino 3.01, Plangger 3.02 e Alberto Giorgetti 3.03.
Giovanni SANGA (PD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Alberto Giorgetti 3.37, Piccone 3.41, Latronico 3.43 e Capelli 3.46.
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che gli identici emendamenti Alberto Giorgetti 3.37, Piccone 3.41, Latronico 3.43 e Capelli 3.46 sono stati ritirati.
Giovanni SANGA (PD), relatore per la VI Commissione, esprime parere favorevole sull'emendamento Fragomeli 10.12, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2). Precisa che la riformulazione del predetto emendamento riprende il contenuto dell'emendamento De Lorenzis 10.6, precedentemente approvato, in una nuova formulazione, dalle Commissioni.
Le Commissioni approvano l'emendamento Fragomeli 10.12, come riformulato (vedi allegato 2).
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che alla ripresa dei lavori di domani saranno presentati ulteriori emendamenti dei relatori o del Governo, per i quali preannuncia fin d'ora che il termine di presentazione dei relativi subemendamenti è stabilito in un'ora. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame a una seduta da convocare alle ore 10 di domani.
La seduta termina alle 23.50.

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 articolo 11
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