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5. Il servizio di igiene e decoro urbano - PDF
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1 5. Il servizio di igiene e decoro urbno Il servizio di igiene urbn si inqudr nel più mpio servizio dell gestione integrt del ciclo dei rifiuti urbni, che comprende nche le fsi successive ll rccolt: riciclggio, riutilizzo, recupero, trttmento e smltimento. Il settore è stto recentemente interessto d un compless e controvers riform nzionle che vrebbe dovuto semplificre l normtiv mbientle, concentrndol in un sort di testo unico, e che invece h lscito perte numerose questioni interprettive e vuoti normtivi, crendo un clim di estrem incertezz normtiv, crtterizzto dl proliferre di ulteriori interventi orientti modificre, integrre, sospendere o ddirittur invlidre il testo ppen pprovto (Pr. 5.1). Uno dei punti fermi del qudro del settore rimne l obiettivo di utosufficienz livello di ATO o perlomeno livello regionle. A tle proposito, v sottolineto come tnto Rom qunto il Lzio sperimentino un situzione di crenz impintistic e di rretrtezz rispetto gli obiettivi nzionli: l orgnizzzione del servizio Rom e nell ATO di riferimento si inqudr perciò nell mbito del nuovo Pino per uscire dll emergenz rifiuti ppen presentto dll Regione Lzio (Pr ). Dopo un descrizione pprofondit del qudro romno (Pr ) e dopo un breve pnormic sulle possibili soluzioni l problem dell chiusur del ciclo dei rifiuti livello locle, riferit diverse esperienze nzionli (d Pr Pr ), il cpitolo esmin il lto dei costi e delle triffe del servizio (Pr. 5.3). Prticolre ttenzione viene dedict l primo triennio di sperimentzione dell triff nel Comune di Rom ttrverso un nlisi pprofondit (Pr. 5.4). Chiude il cpitolo un prgrfo sul monitorggio dell qulità erogt condotto dll Agenzi nel corso degli ultimi tre nni (Pr. 5.5). Un chive di lettur del cpitolo è l considerzione del ftto che nel settore dell igiene urbn ncor non esiste un normtiv nzionle che definisc forme obbligtorie di regolzione incentivnte: incentivi e penli legti i risultti ottenuti, secondo i csi, dgli Enti Locli o dlle ziende in termini di rispetto degli obiettivi nzionli e degli stndrd di qulità, nche se qulcos tuttvi cominci muoversi si livello nzionle, si livello locle (Pr , e 5.2.5); nell mbito del nuovo Contrtto di servizio, che dovrà essere pprovto entro l nno, quest Agenzi h infine proposto nche per l igiene urbn l introduzione di forme di indennizzo utomtico (già dottte con successo 1052 Cpitolo 5 per ltri servizi triff, come l energi elettric o i trsporti su roti) in cso di mncto rispetto degli stndrd di qulità d prte del soggetto gestore del servizio (Pr ). 5.1 Evoluzione del qudro normtivo L tutel dell mbiente rientr fr le mterie su cui lo Stto h competenz esclusiv, per cui le Regioni non possono legiferre in derog rispetto gli indirizzi nzionli (rt. 117 dell Costituzione) Contenuti innovtivi del Decreto Ambientle Sull bse di tli competenze, il legisltore nzionle h pprovto il D.Lgs. 3 prile 2006, n. 152 (Decreto mbientle, DA), che disciplin l mteri mbientle con specifico riferimento lle procedure di vlutzione e utorizzzione dei pini e delle opere d elevto imptto mbientle, l settore delle cque e quello dei rifiuti. Il provvedimento, che nelle intenzioni del legisltore dovev rppresentre un sort di testo unico per i settori dei rifiuti e dell cqu, h lscito molti vuoti normtivi ed è stto fortemente contestto d prte delle Regioni che hnno rvvisto nel suo contenuto elementi in conflitto con le proprie competenze legisltive, sollevndo profili di incostituzionlità (Cfr. Pr ). Il nuovo governo, inseditosi successivmente ll pprovzione del Decreto, lo h przilmente rivisto in più punti medinte lo strumento dei decreti ttutivi Modifiche istituzionli Il DA istituisce nche per il settore dei rifiuti le Autorità d Ambito (AA) livello di Ambiti Territorili Ottimli (ATO), richimndo l struttur istituzionle del settore idrico. L AA ssume tutte le competenze degli enti locli che rientrno nell ATO in mteri di gestione integrt dei rifiuti, compres l relizzzione degli impinti; determin l triff, pprov i Pini Finnziri e l reltiv relzione dei soggetti gestori; orgnizz, ffid e controll il servizio integrto nell ATO che, entro cinque nni, deve rggiungere l utosufficienz di smltimento, determinndo gli obiettivi ttrverso il Pino d Ambito Il regime triffrio Con l rt. 238, il DA modific in prte il regime triffrio istituito dl D. Lgs. 5 febbrio 1997, n. 22 (Decreto Ronchi) 2. Dl punto di vist strutturle, l triff mntiene l form binomi (prte fiss e prte vribile), m viene sottolinet l ntur prmetric dell proporzionlità ll produzione di rifiuti, fcendo riferimento ll quntità e qulità medi ordinri del rifiuto prodotto dlle vrie ctegorie di utenti: con ciò si super quindi l precedente impostzione che indicv nell triff puntule uno dei principli strumenti per incentivre l prevenzione 3. Per qunto rigurd le competenze, v segnlto un deciso orientmento ridurre il ruolo del Comune come regoltore del servizio: come già detto, l AA subentr inftti nelle funzioni degli enti locli per qunto concerne l determinzione dell triff e l pprovzione dei Pini Finnziri, mentre l riscossione dell triff viene ttribuit in vi esclusiv ed utomtic i soggetti ffidtri del servizio 4. Per qunto concerne direttmente gli utenti, sono previste 1 Si trtt di interventi mirti ripristinre in prte il pnorm istituzionle, sopprimendo sul nscere l Autorità di vigilnz sulle cque e sui rifiuti (che tuttvi, l di là dell denominzione, non vev i poteri di un utorità indipendente), ripristinndo il Comitto di vigilnz sulle risorse idriche, prorogndo le Autorità di Bcino e nnullndo gli effetti dell soppressione dell Osservtorio Nzionle Rifiuti (D.Lgs. 31 gosto 2006, n. 284); onde llinere l Itli lle censure vnzte dll Comunità Europe il 3 luglio 2006, sono stte dottte definizioni più restrittive delle nozioni di rifiuto e di deposito temporneo (D.Lgs. 8 novembre 2006 n. 284). L pprovzione di tutte le modifiche l DA, ll fine di gennio 2007, è ncor in itinere. 2 L legge Finnziri 2007 h successivmente stbilito che, nelle more dell complet ttuzione del DA, il regime triffrio dottto d ciscun Comune per il 2006 rest invrito per il 2007 (Cfr. Pr ). 3 L triff puntule mette in relzione l prte vribile dell triff ll effettiv produzione di rifiuti del singolo utente, incentivndo comportmenti ecocomptibili (vedi Pr ). 4 Secondo il Decreto Ronchi, er invece fcoltà del Comune decidere se gestire direttmente l riscossione o ffidrl l soggetto ffidtrio del servizio. 1063 Il servizio di igiene e decoro urbno gevolzioni in cso di utilizzo stgionle o non continutivo dei locli soggetti triff, tenendo conto nche di indici reddituli Obiettivi di differenzizione, riciclo e recupero Vengono contestulmente ggiornti gli obiettivi di rccolt differenzit (RD) e di recupero e riciclo degli imbllggi (Tv. 5.1). In cso di mncto rggiungimento degli obiettivi riferiti gli imbllggi, è previst l introduzione con DPCM di misure economiche differenzite per mterile e proporzionli llo scrto rilevto, il cui introito viene messo disposizione del MATT per promuovere prevenzione, RD, zioni di riciclo e di recupero (rt. 220, comm 5). D notre che viene riproposto per il 2006 l obiettivo del 35% che il Decreto Ronchi vev già fissto per il 2003 (senz tuttvi prevedere snzioni), rispettto solo d un numero reltivmente esiguo di comuni tutti loclizzti nel Nord del pese: si prende tto dunque di un reltà ncor molto lontn dgli obiettivi di legge. Ai fini del rggiungimento degli obiettivi, è uspicbile l effettiv introduzione del sistem di snzioni previsto: questo proposito, f scuol l esperienz dell regolmentzione dell qulità del servizio elettrico, nettmente migliort in seguito ll introduzione di forme di regolzione incentivnti bste su meccnismi di penli e incentivi (Cfr. Pr. 6.3). Tv. 5.1 Obiettivi nzionli di legge per l rccolt differenzit, il recupero e il riciclo imbllggi Rccolt differenzit Imbllggi - obiettivo 2008 Obiettivo 2006: 35% Obiettivo 2008: 45% Obiettivo 2012: 65% Recupero complessivo in peso 60% Riciclo in peso: 55% - 80% Vetro 60% Crt 60% Metlli 50% Legno 35% Plstic 26% Fonte: D.Lgs. 3 prile 2006, n. 152 (Decreto mbientle), rt. 205 e Allegto E Affidmento del servizio Il DA disciplin gli ffidmenti gli rticoli L AA orgnizz l gestione intergrt dei rifiuti urbni, che comprende le ttività di relizzzione, gestione ed erogzione dell intero servizio, comprensivo delle ttività di gestione e relizzzione degli impinti, nonché quelle di rccolt indifferenzit e differenzit, commercilizzzione e smltimento completo di tutti i rifiuti urbni e ssimilti prodotti ll interno dell ATO. L ffidmento deve essere ggiudicto medinte gr, cui i concorrenti prtecipno presentndo un offert e un relzione tecnico-illustrtiv con proposte migliortive dell gestione dei fttori mbientli, di riduzione dei rifiuti smltimento e di riduzione dei corrispettivi. Fr i criteri di selezione, oltre quelli derivnti dl D.Lgs. n. 267/00 5, l AA deve espressmente tenere conto dell mmontre del corrispettivo, delle grnzie di crttere tecnico e delle precedenti esperienze specifiche dei concorrenti; un prticolre ttenzione v ll spetto del peso economico grvnte sugli utenti e sull complessità delle operzioni suo crico. I rpporti fr AA e soggetto ffidtrio sono regolti d un Contrtto di servizio che deve essere llegto l cpitolto di gr sullo schem di un contrtto tipo indicto nel decreto stesso. Il servizio continu d essere esercitto di gestori ttuli fino ll istituzione e orgnizzzione dell gestione integrt d prte delle AA. 5 Art. 113, comm 7, del D.Lgs. 18 gosto 2000, n. 267: [ ] L gr è ggiudict sull bse del migliore livello di qulità e sicurezz e delle condizioni economiche e di prestzione del servizio, dei pini di investimento per lo sviluppo e il potenzimento delle reti e degli impinti, per il loro rinnovo e mnutenzione, nonché dei contenuti di innovzione tecnologic e gestionle. Tli elementi fnno prte integrnte del contrtto di servizio. 1074 Cpitolo 5 A proposito di ffidmenti, v segnlto che l Autorità grnte dell concorrenz e del mercto, in seguito un denunci, h espresso un prere negtivo in relzione due Deliberzioni dell Giunt Provincile di Rom, riscontrndo in esse motivi di distorsione dell concorrenz 6. Le Deliberzioni in questione inducono inftti i Comuni dell provinci privilegire l ffidmento dei servizi di rccolt differenzit società cpitle intermente pubblico, ddirittur prevedendo l erogzione di sostegni finnziri i Comuni che fccino ricorso ll ffidmento diretto. Il prere dell Antitrust f riferimento ll rt. 202 del DA ove si stbilisce che il servizio di igiene urbn deve essere ssegnto medinte procedur di gr, indipendentemente dll ntur giuridic dei concorrenti e dll titolrità del cpitle, e che l normtiv e l giurisprudenz comunitri limitno rigorosmente le possibilità di ffidmento diverse dll gr Competenze Aumentno le competenze dirette dello Stto nell individuzione, nell loclizzzione e nel finnzimento di impinti di recupero e smltimento rifiuti di interesse nzionle per modernizzre e riequilibrre il pese, nonché nell definizione di ccordi di progrmm per l relizzzione e/o l esercizio ll interno di insedimenti industrili esistenti di impinti di recupero dell rccolt differenzit (RD), di produzione di CDR o di compost non previsti di Pini Regionli, purché si ssicurt l dozione di tecnologie per l tutel mbientle e per l riduzione delle emissioni inquinnti. Le Regioni svolgono le proprie competenze vvlendosi delle Agenzie regionli per l protezione mbientle (ARPA). Sono responsbili del controllo delle operzioni di gestione dei rifiuti, dell funzionlità degli impinti e del rispetto dell normtiv. Fr le preciszioni che il nuovo DA introduce circ le mterie soggette ll disciplin regionle, si trovno: l regolmentzione dell gestione integrt dei rifiuti, dell cooperzione fr enti locli livello di ATO e l previsione dell costituzione delle AA; i criteri di regolzione degli ffidmenti, l definizione dei requisiti tecnici generli per l ttività di gestione rifiuti e l dozione di contrtti di servizio tipo; l dozione di direttive per incrementre l RD (con specifico riferimento ll selezione dell umido) e per fvorire il riciclo degli imbllggi (nche Green Public Procurement, GPP); fr le competenze circ l loclizzzione degli impinti, c è un nuovo riferimento ll incentivzione dell utosmltimento e ll definizione di criteri per individure luoghi o impinti idonei llo smltimento. Per qunto rigurd gli ATO, si segnl che le Regioni definiscono i tipi, le quntità e l origine dei RSU d smltire o recuperre per ATO, potendo dottre incentivi per l utosufficienz; il territorio di un ATO può essere in comune fr più Regioni ovvero uno stesso territorio comunle può essere diviso in più ATO, qulor le dimensioni sino eccedenti quelle medie degli ATO; le Regioni possono dottre modelli orgnizztivi in derog rispetto quello degli ATO, purché il Pino Regionle Rifiuti (PRR) rispetti l normtiv nzionle. Trsferite molte competenze mministrtive e orgnizztive lle AA, le Province restno responsbili soprttutto dell funzione di controllo: controllo dei requisiti per l ppliczione delle procedure semplificte di utorizzzione; controlli periodici su tutte le ttività di gestione, intermedizione e commercio di rifiuti, con poteri ispettivi nei confronti dei soggetti opernti nel settore. Le Cmere di commercio provincili (CCIAA) rccolgono e rchivino dti qulittivi e quntittivi su tutte le ttività locli di rccolt e trsporto rifiuti, trsmettendo periodicmente i dti lle Agenzie regionli e lle pubbliche mministrzioni. Viene soppress l competenz comunle d orgnizzre il servizio integrto e d pprovre i Pini Finnziri del soggetto ffidtrio del servizio. I Comuni concorrono ll disciplin dell gestione dei RSU medinte regolmenti coerenti con i Pini d Ambito e con i PRR; sono inoltre tenuti fornire ll Regione, ll Provinci e lle AA tutte le informzioni richieste. L pprovzione dei progetti di bonific dei siti inquinti viene spostt livello regionle, rimnendo l Comune l potestà di esprimere il proprio prere. Entro un mese dll comuniczione di pprtenenz un ATO, il Comune può presentre motivt e documentt richiest di essere trsferito d un ATO limitrofo diverso dl primo Altre norme nzionli Altre norme rilevnti per il settore sono contenute nell Legge Finnziri 2007 (legge 27 novembre 2006, n. 296), comincire dll prorog del regime triffrio del 2006 tutto il Fr le novità, l introduzione del principio di rivls mministrtiv dello 6 Prere AS361 sulle Deliberzioni n. 188 dell 8 mrzo 2006 e n. 210 del 15 mrzo 2006 dell Giunt Provincile di Rom. 1085 Il servizio di igiene e decoro urbno Stto contro gli Enti Locli indempienti nei confronti di normtive comunitrie che dnno luogo procedure di infrzione e condnne dell Itli. Viene inoltre pprovto lo slittmento l 31 dicembre 2007 del termine ultimo entro cui le discriche già utorizzte possono continure ricevere i rifiuti definiti nell utorizzzione 7. L legge prevede nche lcuni obiettivi di RD intermedi rispetto quelli stbiliti con il DA, incricndo le Regioni di commissrire gli ATO che non li rispettno: 40% nel 2007, 50% nel 2009 e 60% nel Infine, per il triennio 2007/09 l Legge Finnziri stnzi 250 milioni di Euro destinti ristrutturre e potenzire l Apt come struttur tecnic di controllo sul settore dei rifiuti. A completre il qudro dei rinvii in mteri mbientle vi è poi il D.L. 28 dicembre 2006, n. 300 (c.d. Decreto Milleproroghe) che h spostto l 31 dicembre 2008 il termine ultimo di mmissibilità in discric dei rifiuti con potere clorifico inferiore (PCI) superiore i 13mil kj/kg previsti dll rticolo 6 del D.Lgs. 13 gennio 2003, n. 36, ossi di quei rifiuti che possono essere ltrimenti recuperti Recente normtiv dell Regione Lzio A livello regionle, si segnlno lcune modifiche ll normtiv sull gestione dei rifiuti 8 e l revisione del Pino di interventi di emergenz reltivo ll gestione commissrile, recentemente prorogt dl Governo fino l 31 dicembre L nuov legge regionle consente gli Enti Locli di utorizzre dipendenti comunli o dell ziend di igiene urbn svolgere ccertmenti e contestre violzioni l regolmento comunle per l modlità di conferimento rifiuti l servizio di rccolt. Quest previsione rende finlmente ttubili le snzioni previste nel Regolmento per l gestione dei rifiuti di Rom 9 crico dei produttori di rifiuti che violno le disposizioni: con il nuovo testo, gli illeciti possono essere verblizzti si dl personle ddetto ll vigilnz, si dietro utorizzzione del Sindco dgli stessi dipendenti Am in servizio. Altr novità importnte introdott dll recente modific ll normtiv regionle è l deleg i Comuni di tutte le funzioni mministrtive connesse con gli interventi di bonific dei siti inquinti 10 che, come visto, l normtiv nzionle ffid in prim bttut lle Regioni, slvo il cso in cui i siti stessi ricdno nel territorio di più comuni. L Regione Lzio h recentemente pprovto il nuovo Pino degli interventi di emergenz nel settore dello smltimento dei rifiuti solidi urbni e ssimilti. L nuov impostzione segn un svolt rispetto l precedente orientmento, che vedev nell termovlorizzzione del rifiuto tl qule l soluzione prioritri ll emergenz rifiuti nel Lzio: er inftti previst l relizzzione di 7 termovlorizztori, d loclizzre nelle Province di Rom (4 impinti), Ltin, Viterbo e Frosinone (1 per ogni Provinci). All consegn del Pino per l rtific del Governo (1 febbrio 2007), l prospettiv è quell di puntre sull differenzizione e sul riciclggio, rddoppindo l RD regionle entro il 2007 e portndol l 50% entro il Dl punto di vist impintistico, l soluzione scelt per lo smltimento è quell di termovlorizzre il CDR nziché il rifiuto tl qule (due impinti di trttmento dell indifferenzito per l produzione di CDR sono loclizzti Rom e qusi completti). L nuov potenzilità di smltimento necessri è quntifict in 5 nuove linee di combustione che si ggiungono lle tre già esistenti (due Colleferro e un Sn Vittore). Alle due linee del gssifictore di Mlgrott (l cui relizzzione, già vvit, dovrebbe essere complett entro due nni e mezzo) si ggiungerebbe un second line d ffincre ll impinto esistente di Sn Vittore e ltre due linee di termovlorizzzione, d ffidre ll gestione congiunt di Am e Ace e ncor d loclizzre. Il nuovo Pino modific quindi l ordine delle priorità, puntndo ll prevenzione (si medinte ecotsse e GPP, si incentivndo direttmente l produzione di prodotti bsso imptto mbientle) e quote di rccolt differenzit decismente più significtive 11, oltre che ll vlorizzzione del ptrimonio impintisti- 7 L prorog rigurd i termini definiti dl D.Lgs. 13 gennio 2003, n. 36; non rigurd le discriche di II ctegori, di tipo A, di tipo ex 2 e le discriche per inerti cui si conferiscono mterili di mtrice cementizi contenenti minto. 8 Legge Regionle 5 dicembre 2006, n. 23, che modific l Legge Regionle 9 luglio 1998, n. 27 (Disciplin regionle dell gestione dei rifiuti). 9 Approvto dl Consiglio Comunle di Rom con l Deliberzione n. 105 del 12 mggio Convoczione delle conferenze di servizi, utorizzzione del pino di crtterizzzione dei siti, pprovzione del pino di monitorggio e del progetto opertivo degli interventi di bonific e mess in sicurezz, pprovzione del progetto di bonific. 11 L ccento sull necessità di incrementre l rccolt differenzit si trov già nell Deliberzione di Giunt n. 624 del 3 ottobre 2006, con cui l Regione Lzio h disposto l riprtizione di oltre 10 milioni di Euro fr le Province, il Comune di Rom e vri ltri Comuni di piccole dimensioni, che vevno presentto pposit e circostnzit domnd entro il 30 giugno 2005, per finnzire progetti reltivi ll RD, con priorità l metodo di rccolt port port. Il contributo fvore del Comune di Rom è di oltre 4,5 milioni di Euro. 1096 Cpitolo 5 co esistente. Il ciclo dei rifiuti livello regionle si dovrebbe chiudere recuperndo e riciclndo le frzioni differenzite umide (compostggio) e secche (crtiere, vetrerie, fonderie; questo scopo, le linee guid prospettno l esigenz di relizzre in regione un struttur impintistic in grdo di riutilizzre le mterie prime seconde, ttulmente crente); selezionndo e biostbilizzndo l indifferenzito (con produzione di CDR di qulità, FOS, ceneri e sovvlli); utilizzndo il CDR in cementifici e termovlorizztori e l FOS per l gestione delle discriche e per operzioni di ripristino mbientle (fr cui le ipotesi di utilizzrl in miscelzione con inerti per l produzione di un suolo precondizionto, detto tecnosuolo); vetrificndo medinte torci l plsm le ceneri; smltendo i sovvlli. Gli scenri proposti sono molto mbiziosi: presuppongono inftti ipotesi di crescit dell RD molto elevte in tempi reltivmente brevi, difficilmente relizzbili lmeno in ssenz delle forme di regolmentzione incentivnte cui si è ccennto nel Pr ; secondo le ssocizioni di ctegori, se fossero relizzti comporterebbero comunque incrementi di costo dell RD fr il 30% e l 80%, con possibili forti ggrvi delle triffe ll utenz 12. Inoltre il volume di sovvlli e degli ltri residui di trttmento e riciclggio d smltire srebbe comunque consistente. 5.2 Orgnizzzione del servizio e indictori di produzione e rccolt L impostzione normtiv comunitri e nzionle dell ultimo decennio h posto l ccento sull necessità di configurre il servizio di igiene urbn come un fse del più mpio ciclo integrto di gestione dei rifiuti solidi urbni con l obiettivo di rggiungere l utosufficienz livello di ATO o lmeno livello regionle. I seguenti prgrfi delineno il qudro dell produzione e dell rccolt livello nzionle, scendendo nel dettglio dell chiusur del ciclo dei rifiuti per il Lzio e soprttutto per il Comune di Rom L produzione e l rccolt dei rifiuti in Itli, nel Lzio e nel Comune di Rom Il dto più recente disponibile sull produzione totle di rifiuti in Itli si riferisce l biennio 2003/04 (Tv. 5.2): le informzioni sui rifiuti specili sono inftti indietro di un nno rispetto quelle sui rifiuti solidi urbni (RSU). I RSU 2004, con un crescit del 3,7%, rppresentno il 23,6% del totle, diminuendo l incidenz sul totle di un punto percentule rispetto l Prllelmente ument il peso reltivo dei rifiuti specili, che fr il 2002 e il 2003 sono cresciuti del 9,2%. Complessivmente, l umento dei rifiuti totli prodotti (+8%) non confort circ l efficci delle politiche di prevenzione finor messe in tto. Le regioni del Centro registrno il mssimo incremento zonle nell produzione di RSU (+5,4%, con un importnte contributo d prte del Lzio: +7,5%) e l più lt produzione medi pro cpite (491 kg/bitnte). Il Nord ssoci ll più bss percentule di crescit dei RSU (+3,1%) il mssimo livello di rccolt differenzit (RD, 35,5%) e dell reltiv dinmic (+2%); inoltre present l minim incidenz dei RSU sui rifiuti totli prodotti, evidenzindo l più intens ttività produttiv. Al Sud l produzione di rifiuti totli per bitnte è più bss rispetto l resto del pese in relzione ll minore produzione di rifiuti specili collegti lle ttività produttive, notorimente meno diffuse in tli regioni. D notre nche i bssi livelli di RD delle regioni meridionli, ssociti per di più incrementi modesti (0,4% nel biennio considerto). Nel Lzio, l incidenz dei RSU sull produzione totle di rifiuti è reltivmente lt (36%), con un produzione pro cpite pri 597 kg/bitnte e un RD pri ll 8,6% in debole crescit (+0,5%). L RD non rggiunge il 9%, un percentule nlog quell delle regioni meridionli. Gli indictori ppen presentti descrivono un performnce del sistem di gestione dei rifiuti piuttosto bss che segnl l esistenz di vere e proprie situzioni di emergenz mbientle in lcune regioni del pese. A cus dell'insufficiente impegno nell differenzizione, nel riciclggio e nel recupero dei rifiuti prodotti (con l corresponsbilità di enti locli, ziende erogtrici del servizio e cittdini), grn prte 12 Fonte: Confservizi Lzio, novembre7 Il servizio di igiene e decoro urbno Tv. 5.2 Produzione e rccolt di rifiuti in Itli negli nni 2003 (rifiuti specili) e 2004 (RSU) Indictori (dti in tonnellte Comune Totle Nord Centro Sud Lzio se non diversmente specificto) di Rom** Itli POPOLAZIONE incidenz sul totle Itli 45,3% 19,2% 35,5% 9,0% 4,4% 100,0% RIFIUTI TOTALI 2003/ Vrizione rispetto l 2002/3 7,2% 7,3% 10,1% 12,3% n.d. 7,8% Rifiuti totli pro cpite (kg/b) incidenz sul totle Itli 58,9% 18,4% 22,7% 6,7% 1,4% 100,0% RSU (2004) Vrizione RSU rispetto l ,1% 5,4% 3,4% 7,5% 7,1% 3,7% RSU pro cpite (kg/b) incidenz sul totle Itli 45,0% 22,3% 32,7% 10,1% 4,8% 100,0% incidenz su rifiuti totli di zon 18,1% 28,6% 34,0% 35,9% 98,8% 23,6% Rccolt differenzit RD * 35,5% 18,3% 8,1% 8,6% 17,9% 22,7% Vrizione RD rispetto l ,0% 1,2% 0,4% 0,5% 3,7% 1,2% RIFIUTI SPECIALI - RS (2003) Vrizione RS rispetto l ,1% 8,1% 13,9% 15,2% n.d. 9,2% RS pro cpite (kg/b) incidenz sul totle Itli 63,1% 17,2% 19,7% 5,6% 0,0% 100,0% incidenz su rifiuti totli di zon 81,9% 71,4% 66,0% 64,1% 1,2% 76,4% (*) Fonte: Apt, Rpporto Rifiuti, (**) Fonte: Am, Bilncio d esercizio, 2004; Am, Rpporto mbientle, Per l popolzione il dto è riferito l 31 dicembre 2004; fonte: Rom Economi Dip. XV Comune di Rom, documento Popolzione in Mosico Sttistico n. 2, settembre 2006, (elborzioni su dti Istt); sito web: Fonte: elborzioni su dti trtti dl Rpporto Annule sull Gestione dei Rifiuti, ONR, dell popolzione itlin si trov pertnto nell deprecbile situzione di ssistere quel deteriormento del proprio territorio che si ssoci l prevlente utilizzo di impinti di smltimento ltmente inquinnti quli le discriche. Ciò pregiudic il rggiungimento dei livelli minimi dei servizi essenzili di cui lo Stto deve rendersi grnte Orgnizzzione del servizio Am nel Comune di Rom Nel Comune di Rom (Tv. 5.2 e Tv. 5.3), i RSU nel 2004 hnno qusi rggiunto 1,8 milioni di tonnellte (697 kg/bitnte), in umento del 7% rispetto l 2003; si trtt qusi del 5% dei rifiuti urbni complessivmente prodotti in Itli nell nno. L RD nnu 13 h rggiunto il 17,9% (+3,7%). L produzione di rifiuti specili è molto contenut (9 kg/bitnte nel 2003, pri circ l 1,2% dei rifiuti totli prodotti Rom), m si trtt qusi esclusivmente di rifiuti pericolosi: soprttutto di rifiuti snitri, scorie e ceneri. Per Rom sono disponibili nche i dettgli del biennio 2004/2005, che vede l produzione totle crescere del 2%. L produzione di RSU 2005 super l sogli di 1,8 milioni di tonnellte (709 kg/bitnte); si rilev tuttvi un significtivo rllentmento dell 13 Per rccolt differenzit nnu si intende l percentule di rccolt differenzit rispetto ll rccolt totle, che viene clcolt sottrendo l totle di rifiuti un 10% imputto i rifiuti rccolti medinte spzzmento. 1118 Cpitolo 5 Tv. 5.3 Volumi, vrizione e destinzione dei rifiuti urbni rccolti Rom (nni 2004 e 2005) Tipologi di rifiuti urbni 2004 (t) 2005 (t) Vrizione 2004/2005 Popolzione residente * ,2% - Destinzione 2005 Totle RSU ,5% Vrie, secondo le ctegorie di rifiuto RSU pro cpite (kg/bitnte) ,7% - Indifferenzito ,2% Discric di Mlgrott Rccolt differenzit ,2% Impinti di selezione, riciclggio,recupero RD nnu (%) 17,9% 20,3% +2,4% - Crt e crtone ,1% Pittforme e crtiere derenti l Comieco Multimterile ** ,0% Impinti di selezione e poi consorzi di filier (CoRePl, CoReVe, Cil, CNA) Inerti ,2% Trttmento Rimei S.r.l.e commercilizzto dl CoRiSE per utilizzo nell edilizi Verde, merctle, umido ,3% Impinto di compostggio di Mccrese; Discric di Mlgrott (44,5%) Altro ,1% Vrie destinzioni Altre frzioni merceologiche*** 2003 (t) 2004 (t) 2003/2004 Vrizione Destinzione 2004 Popolzione residente * ,5% - Legno ,3% Riciclggio consorzio RiLegno Beni Durevoli ,2% Riciclggio e recupero Indumenti ,4% Riciclggio e recupero Metlli ,0% Riciclggio e recupero Rifiuti urbni pericolosi ,0% Riciclggio e recupero 50,9%; termovlorizzzione 49,1% Consumbili d stmp ,0% Riciclggio e recupero Rifiuti pericolosi bbndonti ,2% Altri impinti Impinti di recupero e riciclo Totle Rifiuti ,6% 11,2%; termovlorizzzione Specili Pericolosi RSP 63,1%; discric 2,4% Totle RSU+RSP ,6% Vrie, secondo le ctegorie di rifiuto (*) Dti riferiti l 31 dicembre 2003, 2004 e 2005; fonte: Rom Economi Dip. XV Comune di Rom, documento Popolzione in Mosico Sttistico n. 2, settembre 2006, (elborzioni su dti Istt); sito web: (**) Vetro, plstic, lluminio e bnd stgnt. (***) Non essendo disponibile il dto disggregto 2005, si riport il dettglio delle vrie frzioni per gli nni 2003 e Fonte: Rpporti mbientli 2003 e Fonte: elborzioni su dti Am d Bilnci d esercizio 2004 e 2005 e d Rpporti mbientli 2003 e9 Il servizio di igiene e decoro urbno crescit (+1,5%) cui corrisponde un diminuzione di rifiuto indifferenzito pri ll 1%. L RD nnu super il 20%, nche se il trend di crescit registr un flessione rispetto ll nno precedente (+2,4%). Per qunto rigurd i rifiuti specili pericolosi, infine, le informzioni 2004 rilevno un incremento del 16% (per un totle di 10 kg/bitnte), con un significtivo umento delle plstiche e dei residui degli impinti di trttmento dei rifiuti; l destinzione prevlente dei rifiuti specili è stt l termovlorizzzione (63%), mentre poco più del 2% è stto smltito in discric. Dl 2004 Am h vvito lcune inizitive per l RD, fr cui l sperimentzione dell rccolt port port in lcune zone del Centro Storico (in prticolre l crt per le grndi utenze) e lungo il litorle di Osti, nonché quell dell rccolt monomterile del vetro nel VI Municipio, Corvile e in Pizz Indipendenz. È stt umentt l rccolt del residuo orgnico presso ristornti e mense e sono stti introdotti ppositi scchi per l rccolt merctle; inoltre è stt vvit l rccolt sperimentle dei rifiuti verdi e delle potture nel XIII Municipio. Al 2006 sono inoltre ttive 6 isole ecologiche e 7 centri di rccolt per l RD. L dotzione impintistic Am per il trttmento dei rifiuti comprende due impinti di selezione multimterile (Rocc Cenci per un cpcità di 100 t/g e vi Lurentin per 70 t/g), un impinto di selezione e trttmento dei rifiuti indifferenziti per l produzione di CDR (Rocc Cenci, 750 t/g), un impinto di compostggio (Mccrese, regime dovrebbe trttre t/ di rifiuto umido, con un produzione di compost di qulità pri t/) e un termovlorizztore per rifiuti snitri (Ponte Mlnome, 100 t/g). Oltre gli impinti in esercizio, Am st completndo un secondo impinto per l produzione di CDR (750 t/g; regime il sistem integrto Slrio/Rocc Cenci vrà un cpcità di trttmento pri t/g) e due pittforme per il recupero di beni durevoli e beni elettronici (Ponte Mlnome e Acili-Drgon). È stt inoltre chiest ll Regione l utorizzzione per l relizzzione di un nuovo termovlorizztore, ncor d loclizzre. Per qunto rigurd l discric di Mlgrott, il Commissrio Delegto per l gestione dell emergenz rifiuti nell Regione Lzio h prorogto l utorizzzione llo smltimento fino l completo esurimento dell volumetri disponibile e comunque fino l 31 mggio 2007 (Decreto n. 96 dell 11 novembre 2006) Modelli di gestione del ciclo integrto livello di ATO Il qudro gestionle che emerge dll normtiv in essere, può essere delineto di seguenti obiettivi d rispettre livello di ATO: l utosufficienz in termini di impinti di trttmento e smltimento dei RSU prodotti; l disponibilità di lmeno un impinto tecnologi compless e di un discric; limiti progressivi llo smltimento in discric dei rifiuti biodegrdbili (173 kg/b l 2008; 115 kg/b l 2011; 81 kg/b l 2018); l prte biodegrdbile che non v in discric deve essere sottopost trttmento erobico, nerobico e/o termovlorizzzione; divieto di smltimento in discric per i rifiuti con potere clorifico inferiore (PCI) superiore kj/kg, che possono essere termovlorizzti; obiettivi progressivi di rccolt differenzit (35% l 2006; 45% l 2008; 65% l 2012); obiettivi di recupero/riciclggio degli imbllggi (entro il 2008: lmeno il 60% in peso recuperto; 55%-80% riciclto; Cfr. Tv. 5.1). L obiettivo di fondo è quello di rendere utosufficiente l ATO (potendo nche ricorrere un definizione territorile di ATO divers d quell provincile, per ottimizzre l uso degli impinti) e minimizzre il ricorso ll discric. Dti questi punti fermi, le possibilità di scelt fr diverse soluzioni tecnologiche, impintistiche e di principio è molto mpi. Il riciclggio delle frzioni differenzite umide (compostggio) e secche (crt, vetro, metlli e plstiche reintrodotte nel ciclo produttivo come mterie prime seconde) è un delle possibilità, cui si ggiunge il recupero di mteri e di energi (soprttutto medinte termovlorizzzione delle frzioni secche d lto PCI). Per i rifiuti indifferenziti ci sono ltre opzioni, fr cui l termovlorizzzione del cosiddetto rifiuto tl qule (residuo secco selezionto dll umido, m non pretrttto) ovvero l biostbilizzzione con produzione di CDR e FOS. Le vrie soluzioni orgnizztive e impintistiche vnno combinte insieme per chiudere il ciclo dei rifiuti in modo utosufficiente sul territorio di riferimento. L chiusur del ciclo rppresent dunque il prmetro fondmentle di riferimento, e l progrmmzione impintistic deve ssicurre l coerenz e l comptibilità delle vrie scelte tenendo presente tutte le impliczioni. L incremento delle frzioni rccolte in modo differenzito, d esempio, deve poter contre su sbocchi per il riciclggio nell industri o sull possibilità di recupero energetico o di mteri; l produzione di compost di qulità h senso se può essere utilizzto come mmendnte per terreni gricoli possibilmente locli; l produzione di CDR è giustifict se esiste un impintistic in grdo di utilizzre il combustibile (cementifici, termovlorizztori, centrli elettriche idonee brucire il CDR in miscel con i combustibili fossili trdizionli). In mncnz di sbocchi per l chiusu- 11310 Cpitolo 5 All estremo opposto si trovno situzioni come quell di Plermo, dell Sicili in generle o di Rom, con un modello di gestione che l 2004 er ncor ssolutmente orientto ll discric. L relizzzione di impinti di biostbilizzzione per un elevt potenzilità di trttmento dell indifferenzito e produzione di CDR, senz progrmmre nche gli impinti di termovlorizzzione per utilizzre il combustibile prodotto o sottovlutndo i ritrdi che l opposizione delle comunità locli può comportre, conduce inver del ciclo, l RD finisce comunque in discric e i trttmenti si riducono pssggi che trsformno i RSU in rifiuti specili d stoccre in qulche modo, riproducendo il meccnismo di ccntonmento delle discriche, con nloghe conseguenze in termini di emergenz rifiuti. Un dimostrzione evidente del ftto che un vst disponibilità impintistic di trttmento non implic necessrimente l utosufficienz (nche se ggir tempornemente l emergenz discriche) si ottiene con l esme del fbbisogno teorico di discric (FTD) 14. Il FTD è un indictore sintetico del grdo di dipendenz del sistem dll discric: prità di FTD, possono esistere scelte impintistiche molto diverse con diversi grdi di emergenz (Cfr. Tv. 5.4). Tv. 5.4 FTD e indictori di trttmento in lcune regioni e province itline (2004) Vlori in percentule sui RSU prodotti Regione/Provinci RD Biostbilizzzione Incenerimento Discric /CDR effettiv NORD Trieste Bresci Treviso Milno CENTRO Firenze Rom SUD Cmpni Sicili Npoli Trnto Plermo ITALIA Fonte: ONR, Rpporto nnule sull gestione dei rifiuti, FTD Tendenzilmente, lti livelli di RD implicno bss dipendenz dll discric: Treviso, d esempio, con un RD pri l 65%, present bssissimi livelli di discric effettiv e di FTD nche senz ricorrere ll incenerimento (il che signific che il tessuto produttivo è in grdo di ssorbire le mterie prime seconde). Anlogmente, le zone che hnno puntto sull termovlorizzzione hnno chiuso il ciclo e risolto l dipendenz dell discric (Trieste, Bresci, Milno e in misur più limitt Trnto). 14 Fonte: ONR. Si trtt dell somm dei RSU smltiti in discric e dei residui stimti dei vri trttmenti. L formul del FTD è: FTD = Totle RSU (95%RD + 80% RSU incenerimento + 60% RSU biostbilizzzione) Può essere clcolto nche in percentule sui RSU: FTD% = FTD/Totle RSU. Più il vlore FTD è vicino l 100%, più il sistem locle dipende dll discric; vicevers, bssi vlori FTD indicno un sistem impintistico di trttmento più sviluppto. 11411 Il servizio di igiene e decoro urbno ce situzioni instbili: è il cso soprttutto di Npoli e dell Cmpni che, nonostnte il FTD reltivmente bsso, non chiudono il ciclo e si trovno in un situzione di emergenz drmmtic Obiettivi minimi di servizio All luce di queste vlutzioni, è possibile osservre che le disprità nei sistemi di gestione (così come prim osservto nei livelli dell RD tr le vrie regioni del pese) configurno situzioni di oggettiv disprità territorile che, nel cso di un intervento pubblico volto l supermento delle stesse possono gire sull imposizione di obblighi minimi di servizio. Nell mbito delle politiche di gestione dei Fondi strutturli per il periodo , il Ministero dello sviluppo economico (ex Ministero dell economi) h dottto un meccnismo incentivnte per l ttribuzione di prte delle risorse destinte lle Regioni del Mezzogiorno 15. L finlità dell intervento è quell di grntire lle comunità locli il rispetto di obiettivi minimi sui servizi essenzili, legndo l corresponsione di vrie quote di finnzimento l rispetto di ltrettnti obiettivi intermedi (2009) e di obiettivi finli (2013), con l preciszione che il mncto rispetto degli obiettivi intermedi non pregiudic in nessun misur i finnzimenti nel cso in cui si correttmente rispettto l obiettivo finle. Fr i servizi interessti dll incentivzione rientr nche l gestione dei rifiuti, per i seguenti indictori obiettivo: Livello regionle dell rccolt differenzit di rifiuti urbni, misurt in percentule del totle dei rifiuti urbni prodotti. Quntità di frzione umid, proveniente dll rccolt differenzit, trttt in impinti di compostggio (in rpporto ll frzione di umido nel rifiuto urbno totle). Quntità di rifiuto urbno pro cpite smltito in discric. L scelt di obiettivi finli vuole mettere fuoco i risultti, lscindo libere le Amministrzioni di scegliere le zioni di intervento più pproprite second degli specifici contesti. Sebbene il Lzio non rientri fr le Regioni coinvolte dll incentivzione è doveroso segnlre che l situzione di prtenz in relzione l livello del servizio e l grdo di rggiungimento degli obiettivi nzionli non si discost molto di livelli medi delle regioni del Mezzogiorno Politiche e strumenti di prevenzione L definizione comunitri di prevenzione (così recepit nche dl decreto Ronchi e dl DA) è piuttosto restrittiv e rigurd specifictmente i rifiuti d imbllggio: in questo senso, per politiche di prevenzione si intendono tutte le zioni volte limitre l produzione di imbllggi e di rifiuti d imbllggio 16. L OECD nel 1998 vev dottto un definizione più mpi per cui rientrerebbero fr le politiche di prevenzione tutte le zioni che contribuiscono d llungre l durt dell vit dei beni e ridurre le quntità di rifiuti che si determinno. Molte delle zioni intrprese dgli Enti Locli itlini per l sostenibilità dell gestione dei rifiuti possono rientrre in questo concetto llrgto di prevenzione (prevenzione, GPP e ltre forme di riciclo dell RD); tuttvi, l di là delle generiche ffermzioni di principio, si può osservre come l diffusione di concreti interventi di prevenzione si piuttosto loclizzt livello di poche regioni (Tv. 5.6). Le mministrzioni pubbliche vri livelli territorili hnno disposizione diversi strumenti per tture tli politiche. Si può trttre di ccordi con lcune ctegorie di grndi produttori, di obblighi normtivi o nche di incentivi e strumenti di mercto (Tv. 5.5). Per fornire lle mministrzioni locli un supporto nell ttuzione prtic di queste politiche, l ONR in collborzione con Federmbiente h di recente elborto un documento contenente le linee guid per pplicre efficcemente interventi di prevenzione, evidenzindo per i flussi di rifiuti più sensibili, le misure d dottre e le ctegorie di produttori cui indirizzrle 17. L Tv. 5.6 riport le più concrete misure di prevenzione e di incentivzione dell RD livello di enti locli. Come nticipto, le zioni significtive in questo senso sono stte ttute d poche Regioni tutte situte l Centro-Nord; è nche interessnte notre che l mggior prte delle inizitive provincili e comunli sono loclizzte nel territorio delle Regioni più ttive sul fronte dell prevenzione. 15 Quest Agenzi h collborto con il Ministero nell fse di studio del progetto e specifictmente nei lvori di vlutzione e selezione degli indictori ppropriti per il settore dei rifiuti. 16 Direttiv 94/62/CE. L circoscrizione delle linee di prevenzione gli imbllggi non è obbligtori e comunque può essere giustifict dl ftto che in questo cmpo l prevenzione non implic limitzione dei consumi. 17 Federmbiente-ONR, Linee guid nzionli sull prevenzione e minimizzzione dei rifiuti urbni, novembre 2006, sito: NE%20DEI%20RIFIUTI.pdf.0 11512 Cpitolo 5 Tv. 5.5 Strumenti per le politiche di prevenzione Strumenti Tipologi Esempi Strumenti normtivi Obblighi normtivi Percentuli minime GPP per gli cquisti delle PA Ecotsse Tss sullo smltimento in discric Strumenti economici Accordi e impegni volontri Certificzione di qulità mbientle Triff puntule Sussidi/incentivi Sgrvi fiscli Snzioni Crezione di mercti Accordi di progrmm Impegni politici Mrchi di qulità mbientle Prte vribile dell triff proporzionle ll produzione di rifiuti Finnzimento di progetti di prevenzione Riduzione dell liquot provincile per i comuni in bse l rggiungimento di determinti obiettivi Incremento dell liquot provincile per i comuni in bse l mncto rggiungimento di determinti obiettivi; interdizione ll ccesso di finnzimenti Mercti di scmbio per mterie prime seconde Accordi con ssociz commercinti: riduzione imbllggi. Impegno dell mministrzione per GPP Certificzione di qulità mbientle del prodotto o dei processi ziendli Tv. 5.6 Misure di prevenzione e incentivi per l RD livello di enti locli Ente Locle Regione Mrche Provvedimento 4 seminri 2005 DGR 141/05 DGR 1427/04 DCR 284/99 PRR Obiettivo Strumento Descrizione GPP divulgtivo Crezione di 4 reti provincili sul GPP RD incentivo Cofinnzimento medinte fondi comunitri di progetti di compostggio domestico dei rifiuti umidi prevenzione normtivo Definizione obiettivi e strumenti prevenzione; stim risultti: -10% dl 96 l 2008; strumenti: ccordi di progrmm e finnzimenti regionli Regione Lzio LR 26/03 prevenzione GPP snzione Limiti ll impiego di us e gett per lcune grndi ctegorie di produttori e snzioni in cso di mncto dempimento (fr cui interdizione fondi e finnzimenti regionli) DCR 112/02 prevenzione normtivo GPP: 50%-75% (l 2006) mterile crtceo; 30% crtucce toner ed esuribili d stmp, mterili riciclti per l relizzzione di opere e pplti pubblici LR 28/98 GPP normtivo Obbligo di cquisti GPP per mterile crtceo pri l 40% del fbbisogno Regione Lombrdi LR 26/03 GPP normtivo Obbligo di cquisti GPP pri l 35% del fbbisogno Progetto Remde Itly riciclo divulgtivo Ecotool (mnule per le imprese: sviluppo prodotti bsso imptto mbientle e utilizzo di mterie prime seconde) 11613 Il servizio di igiene e decoro urbno Tv. 5.6 Misure di prevenzione e incentivi per l RD livello di enti locli (segue) Ente Locle Provvedimento Obiettivo Strumento Descrizione Regione Piemonte LR 24/02 rt. 17 prevenzione RD snzione I comuni con (%RD+%riduzione) < obiettivo %RD di legge sono snzionti in proporzione l n. bitnti e llo scrto fr obiettivo e risultti Regione Veneto LR 3/00 rt. 39 RD incentivo Il tributo per lo smltimento in discric viene pgto in misur ridott di comuni virtuosi in termini di RD: 30% per RD=50%; 65% per RD=35% Regione Toscn DGR 100/03 prevenzione RD 7 ccordi volontri Riciclggio: compost, C&D, plstic, beni durevoli, crt, vetro, legno Prevenzione: plstic, beni durevoli, crt, vetro, legno DCR 24/02 DGR 587-8/02 prevenzione incentivo Finnzimento progetti prevenzione per enti locli (20 comuni in regol con obiettivi RD) e imprese privte (6); selezione medinte gr DGR 286/01 PR imbllggi prevenzione RD normtivo informtivo Ricognizione imbllggi in regione e individuzione soluzioni prevenzione pckging; indiczioni per RD imbllggi Provinci di Firenze Protocollo politico 2005 prevenzione ccordo volontrio Protocollo prevenzione con ATO e Comune di Firenze: coinvolte ziende igiene urbn, Confindustri, Coop, Cn, Confrtiginto e Confcommercio Provinci di Vrese DGP 427/03 prevenzione incentivo snzione Aliquot provincile l 4% per i comuni con riduzione rifiuti>3%; 4,5% per riduzione rifiuti<3%; 5% per umento rifiuti Provinci di Prm Inizitiv Ecofeste 2003 prevenzione RD ccordo incentivo Accordo di progrmm con orgnizztori eventi e comuni per riduzione produzione rifiuti e incremento RD; finnzimenti per inizitive meritevoli Provinci di Torino Provinci di Bergmo DGP 68/03 DGP 1340/02 Fondi in bilncio 2001 e 2002 RD incentivo Bndo per progettzione e relizzzione servizi innovtivi di RD (110 progetti, 9,6 milioni di Euro, copertur mx 70%) prevenzione incentivo Incentivi economici per finnzimento 12 progetti di prevenzione (copertur mx 70%) Provinci di Mntov - prevenzione RD incentivo Riduzioni dell ddizionle provincile in bse i risultti comunli su: riduzione rifiuti, %RD, n. frzioni differenzite, %umido Provinci di Cremon Progetto GPPnet RD divulgtivo Cofinnzito UE Life Ambiente 2001; relizzzione e diffusione di un mnule, formzione del personle degli enti locli - RD incentivo snzione Differenzizione dell tss di smltimento pplict i comuni in bse l volume di rifiuto d smltire pro-cpite (soglie: 230, 260, 300 kg/b) Provinci di Treviso Triff puntule consorzio Priul prevenzione RD triffrio Triff puntule pplict dl consorzio Priul 22 comuni dell provinci di Treviso (cpoluogo escluso); effetti: riduzione dei rifiuti e RD=70% 11714 Cpitolo 5 Tv. 5.6 Misure di prevenzione e incentivi per l RD livello di enti locli (segue) Ente Locle Provvedimento Obiettivo Strumento Descrizione Comune di Asti Accordo volontrio 2004 prevenzione divulgtivo sgrvi fiscli Accordo con ssocizioni di ctegori commercinti: promozione prodotti limentri e detergenti meno imbllti; grnde distribuzione 23 punti vendit Comune di Bolzno GPP dl 1996 GPP impegno volontrio Uffici comunli: RD rifiuti recuperbili, uso di crt riciclt, toner rigenerti, buste riutilizzbili Progetto Eco-Ufficio 2003/04 GPP divulgtivo Cmpgn informtiv l personle comunle su come perseguire e migliorre comportmenti ecologicmente corretti Comune di Ferrr Progrmm elettorle del sindco 1999/04 GPP impegno volontrio Agend 21: GPP un delle zioni del Pino; cquisti PA selezionti secondo criteri di preferibilità mbientle; elborzione linee guid per tecnici locli Comune di Venezi Progetto CAMBIERESTI? prevenzione RD divulgtivo volontrio Sperimentzione fmiglie venezine: stili di vit e consumo sostenibili (fr gli obiettivi: risprmio energetico, risorse, rifiuti, consumi) Fonte: elborzioni su dti Federmbiente-ONR, Linee guid nzionli sull prevenzione e minimizzzione dei rifiuti urbni, novembre L Regione Lzio h costruito un impinto normtivo piuttosto incisivo fvore dell prevenzione e del riciclggio. Fin dl 1998, con LR n. 27, h stbilito che gli uffici dell Regione e gli Enti Locli devono cquistre lmeno il 40% di crt riciclt. In seguito, il Pino di gestione dei rifiuti (di cui ll Deliberzione del Consiglio Regionle n. 112/2002) h imposto tutti gli uffici, gli Enti pubblici e le ziende regionli, lle Province ed i Comuni lzili l cquisto di quote minime di mterili riciclti per l utilizzo interno 18. Il Pino h individuto, inoltre, le zioni d mettere in tto i fini dell riduzione dell produzione dei rifiuti e dell incremento dell quntità e dell qulità dell rccolt differenzit. Fr queste, si segnlno gli ccordi di progrmm con l distribuzione e con le ssocizioni economiche e di ctegori per ridurre il volume di imbllggi e per il recupero e il riutilizzo dei rifiuti elettrici o elettronici, nonché con il circuito dell ristorzione collettiv privt per limitre l uso di contenitori e stoviglie perdere. D ultimo, l LR n. 26/2003 h introdotto snzioni economiche per i gestori di mense che non impiegno contenitori e stoviglie riutilizzbili o biodegrdbili ed esclude d fondi o finnzimenti regionli gli enti e le ziende che non ottemperno gli obblighi di riciclggio, che non differenzino i rifiuti e che non usno mterili riutilizzbili nelle proprie mense. Circ l efficci delle diverse possibili inizitive, vnno ftti due rilievi importnti: le misure normtive e le eventuli snzioni previste devono essere effettivmente pplicte ed ccompgnte d un vlido sistem di monitorggio; il comportmento dell popolzione locle è molto rilevnte nell influenzre i risultti delle politiche di prevenzione. Per questo motivo può essere utile ccompgnre qulsisi intervento di prevenzione con cmpgne di sensibilizzzione. Occorre infine richimre l ttenzione sull possibilità di introdurre l triff puntule, per proporzionre l spes vribile delle utenze domestiche e non domestiche ll effettiv produzione di RSU. Questo sistem triffrio è un lev importnte per indurre comportmenti ecocomptibili e in genere, dl momento che richiede controlli incisivi, contribuisce migliorre nche l qulità delle RD. È necessrio tuttvi segnlre che tli meccnismi presentno spesso costi più elevti rispetto ll triffzione presuntiv (bst su coefficienti e medie di produzione): richiedono inftti un pprofondito lvoro di preprzione per scegliere fr le soluzioni possibili quell che meglio si dtt ll singol reltà comunle (mobilità, tipologi delle bitzioni, densità e bitudini dell popolzione), sistemi di rccolt mggiore intensità di lvoro, introduzione di tecnologie innovtive, intensificzione dei meccnismi di controllo e cmpgne di sensibilizzzione (Cfr. Pr ). 18 Crt e crtoncini e crtoni d imbllggio: 50% che deve diventre il 75% nel Crtucce, toner ed esuribili d stmp: 30%. Mterili riciclti per l relizzzione di opere pubbliche e di pplti pubblici: 30%. 11815 Il servizio di igiene e decoro urbno 5.3 Costi e triffe del servizio Con il regime triffrio, gli utenti sono tenuti ll copertur integrle dirett dei costi del servizio di igiene urbn. Ciò signific che i costi dell ziend incrict di erogre il servizio si riflettono sul livello dell triff pgt dgli utenti. I seguenti prgrfi forniscono un qudro comprtivo dei costi unitri del servizio e delle triffe pgte di cittdini nelle principli città itline I costi del servizio di igiene urbn in Itli Le informzioni più recenti sui costi del servizio di igiene urbn sono di fonte Apt e si riferiscono l Per confrontre i costi di reltà urbne differenti vengono utilizzte due ctegorie di indictori di costo: i costi per kg di rifiuto e i costi per bitnte. Il confronto dei primi fornisce informzioni sull efficienz del servizio; quello dei secondi dà l misur del costo medio sopportto di cittdini residenti nelle diverse città. L Tv. 5.7 riport le medie provincili dei costi opertivi e totli per kg di rifiuto prodotto, rccolto e trttto, riferite lle principli città itline, ordinte secondo il criterio dimensionle. Come si può osservre, Venezi crtterizzt d un profilo opertivo tipico present il mssimo livello di costo totle per kg, determinto essenzilmente d un forte sproporzione dei costi di gestione dei rifiuti indifferenziti, lrgmente superiori ll medi del cmpione. Le ltre province possono essere rggruppte su due diversi livelli di costo totle unitrio, l cui differenz è in prte ttribuibile ll scl dimensionle: quelle crtterizzte d cpoluoghi con un numero di bitnti superiore (Rom, Milno, Torino e Plermo) presentno costi superiori ll medi del cmpione, mentre le ltre (con un numero di bitnti inferiore ) presentno costi llineti o inferiori ll medi; ll interno delle due mcro-ctegorie, tuttvi, l vribilità dei costi non è legt solo l fttore popolzione. Un correlzione positiv significtiv fr costi unitri e dimensione dell popolzione si ritrov solo nel cso dello spzzmento (indice di correlzione, i.c.: 0,73; Rom present in questo cso i mssimi costi del cmpione). Fr le specificità delle singole voci di costo, l più evidente è l correlzione invers fr percentule e costo unitrio di RD (i.c.: -0,79), cui corrisponde nche un preciso ndmento geogrfico dei costi, crescenti d Nord verso Sud. Esiste correlzione invers nche fr costi unitri di trttmento e smltimento dell indifferenzito e Fbbisogno teorico di discric 19 (FTD; i.c.: -0,75). Queste ultime osservzioni rivelno l possibile presenz di economie di scl si nell RD, si nelle fsi di trttmento e smltimento dell indifferenzito, mentre evidenzi delle diseconomie di scl nello spzzmento. Per qunto rigurd il dto romno, si rilev soprttutto l lto costo unitrio dello spzzmento (eccedente dell 83% rispetto ll medi), m nche i costi di rccolt sono superiori ll medi del cmpione (+17% per l indifferenzito; +8% per l RD), mentre i costi unitri di trttmento e smltimento sono inferiori (-39%). È interessnte notre che, l netto dei costi di spzzmento, il costo unitrio del servizio di igiene urbn Rom coinciderebbe esttmente con l medi delle grndi città cmpione. In Tv. 5.8 sono contenute le medie provincili dei costi per bitnte. I costi totli pro cpite presentno un correlzione positiv, nche se non fortissim, con l produzione di rifiuti per bitnte (i.c.: 0,63); per qunto rigurd le singole componenti dei costi opertivi per bitnte, si rilev l forte correlzione fr costo dell RD e livello dell RD (i.c.: 0,93) e fr costi di spzzmento e popolzione servit (0,80). Mentre l prim informzione è ovvi, il forte legme fr costi di spzzmento e fttore dimensionle nche in relzione ll indictore pro cpite (che dovrebbe neutrlizzre proprio il fttore dimensionle) è molto significtivo e contribuisce sostenere l ipotesi di diseconomie di scl legte l servizio di spzzmento. 19 Il Fbbisogno teorico di discric è un indictore sintetico dell potenzilità impintistic locle; l formul dell FTD è riportt nell not 14. A prità di ltre condizioni, l FTD diminuisce ll umentre dell RD (e quindi l diminuire dell indifferenzito d trttre e smltire): l correlzione invers fr FTD e costi unitri CTS testimoni dunque l possibile esistenz di economie di scl nelle fsi di trttmento e smltimento dei rifiuti indifferenziti. 11916 Cpitolo 5 Tv. 5.7 Medie provincili dei costi opertivi e totli per kg di rifiuto gestito nelle vrie fsi del ciclo (2003) Provinci Abitnti del cpoluogo * RD FTD IND CRT CTS DIFF CRD CSL CTOT** CTOT- CSL n. % % Ecent/kg Ecent/kg Ecent/kg Ecent/kg Ecent/kg Ecent/kg Rom ,6 89 8,07 4,60 10,20 6,08 24,29 18,21 Milno ,5 42 5,32 11,19 9,40 4,67 26,55 21,88 Torino ,9 76 5,61 5,96 9,94 2,54 23,09 20,55 Plermo ,1 90 7,57 5,81 19,92 3,34 25,29 21,95 Bologn ,2 46 5,45 7,38 5,69 2,78 18,57 15,79 Firenze ,5 55 2,55 9,20 6,01 2,14 21,98 19,84 Ctni ,5 97 6,94 6,31 29,71 4,67 19,73 15,06 Venezi , ,65 11,72 8,02 4,31 30,85 26,54 Veron ,5 50 7,32 9,95 7,83 2,79 19,36 16,57 Pdov ,5 39 4,22 9,13 9,61 1,57 21,76 20,19 Trnto ,6 96 6,69 4,82 21,97 3,02 17,93 14,91 Bresci ,3 26 7,29 7,70 6,96 2,21 15,28 13,07 Moden ,9 47 6,59 7,02 6,29 2,50 18,22 15,72 Cgliri ,5 79 7,38 6,02 23,85 1,30 15,79 14,49 Medi cmpione ,6 62 6,83 7,63 12,53 3,14 21,34 18,20 Itli ,5 63 6,90 7,51 9,46 3,32 21,11 17,79 Legend RD: rccolt differenzit; FTD: fbbisogno teorico di discric; IND: rifiuti indifferenziti; CRT: costi di rccolt e trsporto; CTS: costi di trttmento e smltimento; DIFF: rifiuti differenziti; CRD: costi dell rccolt differenzit; CSL: costi di spzzmento e lvggio; CTOT: costo totle. (*) Fonte: ISTAT, censimento (**) Il costo totle è mggiore dell somm dei costi opertivi in qunto comprende nche costi comuni e costi d uso del cpitle che non sono riportti in dettglio nell tvol. Fonte: Apt, Rpporto Rifiuti Tv. 5.8 Medie provincili dei costi opertivi e totli pro cpite (2003) Provinci RSU pc RD FTD Tri IND CRT CTS kg/b. % % si/no E/b E/b E/b E/b E/b E/b Rom ,6 89 si 44,65 25,46 6,78 38,10 152,24 114,14 Milno ,5 42 no 15,01 31,59 19,30 23,68 134,74 111,06 Torino ,9 76 no 22,01 23,37 12,96 13,26 120,73 107,47 Plermo 536 7,1 90 no 37,42 28,72 7,53 17,89 135,46 117,57 Bologn ,2 46 no 23,22 31,45 8,18 15,83 105,82 89,99 Firenze ,5 55 no 11,48 41,44 11,88 13,85 142,46 128,61 Ctni 463 4,5 97 no 30,48 27,74 6,24 21,61 91,37 69,76 DIFF CRD CSL CTOT* CTOT- CSL 12017 Il servizio di igiene e decoro urbno Tv. 5.8 Medie provincili dei costi opertivi e totli pro cpite (2003) (segue) Provinci RSU pc RD FTD Tri IND CRT CTS kg/b. % % si/no E/b E/b E/b E/b E/b E/b Venezi ,8 42 si 59,45 47,54 13,12 25,40 181,73 156,33 Veron ,5 50 no 21,73 29,55 12,96 13,37 92,84 79,47 Pdov ,5 39 no 10,54 22,79 22,65 7,63 105,71 98,08 Trnto 438 5,6 96 no 27,58 19,85 5,35 13,24 78,50 65,26 Bresci ,3 26 no 24,53 25,89 14,11 13,07 90,32 77,25 Moden ,9 47 no 26,88 28,67 12,03 14,97 109,20 94,23 Cgliri 472 4,5 79 no 33,23 27,13 5,05 6,11 74,46 68,35 Medi cmpione , ,73 29,37 11,30 17,00 115,40 98,40 Itli , ,34 28,67 12,85 17,53 111,43 93,90 Legend: RSU pc: produzione di rifiuti urbni pro cpite; RD: rccolt differenzit; FTD: fbbisogno teorico di discric; Tri: eventule presenz del regime triffrio; IND: rifiuti indifferenziti; CRT: costi di rccolt e trsporto; CTS: costi di trttmento e smltimento; DIFF: rifiuti differenziti; CRD: costi dell rccolt differenzit; CSL: costi di spzzmento e lvggio; CTOT: costo totle. (*) Il costo totle è mggiore dell somm dei costi opertivi in qunto comprende nche costi comuni e costi d uso del cpitle che non sono riportti in dettglio nell tvol. Fonte: Apt, Rpporto Rifiuti DIFF CRD CSL CTOT* CTOT- CSL Per qunto rigurd le singole reltà locli, se si esclude Venezi, Rom present il dto più lto del cmpione, evidenzindo un costo medio per bitnte più elevto dell medi delle grndi province itline: nche d questo punto di vist è soprttutto l voce spzzmento e lvggio d incidere negtivmente sull performnce romn Livello delle triffe: confronti nzionli Le triffe di igiene urbn sono composte d un prte fiss e un prte vribile. L prte fiss è proporzionle lle superfici bitte, mentre l prte vribile è proporzionle l numero di componenti il nucleo fmilire. Dll combinzione dei vlori ssegnti lle due prti possono vrire i criteri distributivi dei costi sulle utenze: d esempio, prità di costo totle, un struttur triffri con un prte fiss più elevt e un prte vribile più contenut è crtterizzt d un rtio progressiv, che gevol i nuclei fmiliri numerosi rispetto quelli che bitno pprtmenti di grndi dimensioni. Nei Comuni che ncor dottno l Trsu, invece, il costo del servizio è proporzionle solo lle superfici dei locli. L Tv. 5.9 present un confronto dell spes che l fmigli tipo (3 persone bitnti in un pprtmento di 90 mq) sosterrebbe per l igiene urbn nelle principli città itline. Come si può osservre, per quest tipologi di nucleo fmilire Am present triffe ppen sopr l medi, con un ddizionle provincile fisst ll mssim liquot consentit. Le triffe più lte sono quelle di Npoli, le più bsse quelle di Bresci; Bresci present nche il minimo livello di imposizione provincile, per un costo totle del servizio che è poco più dell metà del prezzo pgto Rom e meno dell metà di quello pgto in città come Rovigo, Venezi, Plermo, Milno e Npoli. L Tv illustr l vrizione del costo del servizio nelle stesse città per diverse tipologie di nucleo fmilire e di unità bittiv. Le città sono ordinte secondo un criterio decrescente riferito ll fmigli tipo già esmint nell Tv. 5.9; le colonne sono ordinte in bse l costo crescente del servizio Rom. Escludendo Picenz, Pistoi e Sien, per tutte le ltre città si può verificre che l progressione delle tipologie è nlog quell di Rom, dove il tendenzile incremento del costo del servizio è più legto ll umentre dell superficie bittiv, che l numero dei componenti (5 persone in 100 mq pgno meno che 4 persone in 110 mq). Il costo Rom è più lto dell medi solo per l fmigli tipo e nel cso di 2 persone per 130 mq, mentre l fmigli d 5 persone per 100 mq è fr le più fvorite. Fr le città con costi del servizio medimente lti, Npoli e Plermo presentno costi supe- 12118 Cpitolo 5 Tv. 5.9 Importo dell spes per il servizio di igiene urbn per un fmigli tipo di 3 persone bitnte in un pprtmento di 90 mq: confronti nzionli (2006) Comuni Aziend Addizionle provincile Importo IVA 10% A.P.* TOTALE Euro Npoli Asi 5,0% 221,40 22,14 11,07 254,61 Milno Ams 5,0% 205,20 20,52 10,26 235,98 Plermo Ami 5,0% 204,30 20,43 10,22 234,95 Venezi Vest 5,0% 201,14 20,11 10,06 231,31 Rovigo Asm Rovigo 5,0% 199,63 19,96 9,98 229,57 Rom Am 5,0% 195,23 19,52 9,76 224,51 Medi cmpione ,18 17,82 8,51 204,50 Torino Amit 5,0% 174,69 17,47 8,73 200,90 Picenz Enì 4,6% 172,41 17,24 7,93 197,58 Pistoi Publimbiente 5,0% 168,57 16,86 8,43 193,86 Rimini Her 5,0% 165,36 16,54 8,27 190,16 Sien Sienmbiente 5,0% 126,97 12,70 6,35 146,02 Bresci Asm 1,0% 103,23 10,32 1,03 114,58 (*) Addizionle provincile. Fonte: uffici comunli, siti dei Comuni e/o delle ziende che svolgono il servizio di igiene urbn. Tv Vrizione dell spes lord per il servizio di igiene urbn l vrire delle tipologie fmiliri e bittive: confronti nzionli (2006) Componenti nucleo mq Npoli 169,74 212,18 254,61 282,90 311,19 367,77 367,77 Milno 104,88 196,65 235,98 262,20 288,42 340,86 340,86 Plermo 156,63 195,79 234,95 261,05 287,16 339,37 339,37 Venezi 105,41 174,75 231,31 321,53 297,88 259,51 381,21 Rovigo 113,37 192,47 229,57 316,96 263,86 230,19 343,88 Rom 98,45 161,79 224,51 225,62 239,06 268,14 285,19 Torino 133,93 167,41 200,90 223,22 245,54 290,18 290,18 Picenz 80,07 153,39 197,58 273,63 237,01 200,80 307,47 Pistoi 90,24 152,53 193,86 284,36 253,48 196,81 314,38 Rimini 109,20 155,23 190,16 228,68 235,46 240,18 277,12 Sien 69,07 118,16 146,02 204,83 188,66 155,48 230,36 Bresci 56,15 92,66 114,58 136,43 140,16 120,00 155,94 Medi cmpione 107,26 164,42 204,50 251,78 248,99 250,77 302,81 Fonte: uffici comunli, siti dei Comuni e/o delle ziende che svolgono il servizio di igiene urbn. 12219 Il servizio di igiene e decoro urbno riori ll medi per tutte le osservzioni, mentre Milno e Venezi presentno vlori inferiori solo per l prim tipologi; Rovigo, invece, present un ndmento regressivo, con costi inferiori rispetto ll medi solo nel cso di 2 persone che occupno 130 mq. I costi sono medimente più contenuti per le città elencte nell prte bss dell tvol, nche se le uniche città che presentno costi inferiori ll medi per tutte le tipologie sono Bresci e Sien: le triffe di Rimini sono superiori ll medi solo nel cso di nucleo monocomponente; Picenz e Pistoi presentno un ndmento nlogo, con vlori sopr l medi per i due csi d 5 componenti e, solo per Pistoi, per quello d 4; Torino le triffe superno l medi per il nucleo monocomponente e per entrmbi i bicomponenti Opzioni triffrie nel settore dei rifiuti: le triffe puntuli Un delle possibilità introdotte con il regime triffrio dl Decreto Ronchi è quell di commisurre l prte vribile dell triff ll effettiv produzione di rifiuti dei singoli utenti 20. Dl punto di vist prtico, l dozione di strumenti di misurzione dei rifiuti effettivmente prodotti e conferiti ll rccolt ssume un funzione incentivnte che premi l prevenzione e l RD ed è coerente con il principio comunitrio chi inquin pg. In reltà, l sostituzione dei criteri presuntivi per l stim delle quntità di rifiuti prodotti dlle vrie tipologie di utenz con strumenti puntuli di rilevzione dei rifiuti effettivmente conferiti present costi medimente più elevti e richiede controlli più intensi. Esistono diverse possibilità di misurre l quntità di rifiuti prodotti di singoli utenti. Si v dll impiego di scchi ufficili pgmento differenzito per le vrie tipologie di rifiuto, sistemi che impiegno tecnologie innovtive e costose, come i cssonetti d pertur controllt medinte crte di riconoscimento dell utente, corredti con strumenti di misurzione del peso o del volume conferiti. Perltro, l efficci dei vri sistemi di triffzione puntule dipende nche dl contesto bittivo e socile di riferimento. Nelle zone d lt densità bittiv, d esempio, è più difficile svolgere sufficienti controlli; dove il senso civico è meno sviluppto, inoltre, possono essere messi in tto comportmenti illeciti volti d ggirre l responsbilità triffri, come l utilizzo di scchi flsificti, l bbndono dei rifiuti fuori di cssonetti, il dnneggimento delle tecnologie di lettur o dei sistemi di pertur dei cssonetti e così vi. Per le reltà più complesse possono quindi essere più dtte soluzioni di second best con meccnismi intermedi che commisurno l prte vribile dell triff ll produzione dei rifiuti di qurtiere dell nno precedente Esenzioni e riduzioni triffrie Rom A Rom, l esenzione dll triff per l cs di bitzione viene grntit i nuclei fmiliri che comprendono nzini, minori, invlidi, mlti grvi o persone in stto di disoccupzione-inoccupzione e che rientrno entro limiti definiti di reddito imponibile fmilire dell nno precedente; i limiti per l esenzione dell triff nel 2006 sono riportti in Tv Oltre tli requisiti, il nucleo fmilire non deve possedere o disporre di immobili con vlore ICI superiore ,84 Euro e l bitzione non deve essere subffittt. Sono inoltre esclusi dl pgmento dell triff i locli e/o le ree che non producono rifiuti, se non in misur trscurbile. L triff viene invece pplict in misur ridott in lcuni csi specifici: per le fmiglie che ttuno il compostggio domestico (per cui è richiest l disponibilità di un re verde di lmeno 25 mq/bitnte dell cs) l riduzione è pri l 30% dell prte vribile dell triff; i residenti Rom che hnno disposizione un second cs e gli utenti residenti in ltro comune che occupno slturimente un bitzione (ltrimenti liber) Rom godono di un riduzione del 50% dell prte vribile; se i cssonetti sono situti più di un chilometro di distnz dll bitzione si h diritto un riduzione del 50% dell prte fiss dell triff; in cso di interruzione continutiv del servizio per oltre 30 giorni, si pplic un ridu- 20 Il DA h in reltà ttenuto l possibilità di utilizzre l triff come strumento incentivnte l prevenzione, in qunto sottoline l ntur prmetric dell proporzionlità ll produzione di rifiuti, fcendo riferimento ll quntità e qulità medi ordinri del rifiuto prodotto dll vrie ctegorie di utenti. Tuttvi, in fse di revisione del DA, vle l pen di sottolinere le possibilità offerte dll triff puntule, elencndo sinteticmente le esperienze vvite in Itli. 21 In questo cso l misurzione dei rifiuti può vvenire livello di depositi, con costi minori, m l incentivo ll prevenzione è senz dubbio ttenuto e si rischi comunque che lcuni utenti effettuino il conferimento dei rifiuti fuori dll propri zon. 12320 Cpitolo 5 Tv Limiti di reddito imponibile fmilire 2005 per l ccesso ll esenzione dell triff 2006 nel Comune di Rom Numero di componenti Limiti ordinri (Euro) Limiti in presenz di lmeno un person diversmente bile (Euro) 1 componente componenti componenti componenti componenti componenti Più di 6 componenti Fonte: Aggiungere per ogni componente ggiuntivo zione pri 1/12 dell prte vribile per ogni mese di interruzione. Queste ultime due condizioni sono vlide nche per le utenze non domestiche. Per le non domestiche sono previste nche: riduzioni per locli ed ree scoperte destinti d uso stgionle o d uso non continutivo (50% dell prte vribile; se l occupzione è inferiore i 105 giorni nell nno o comunque non superiore due giorni/settimn, l riduzione sle l 60%); riduzioni fino l 30% dell prte vribile per le utenze che scelgono il recupero pgmento dei rifiuti ssimilti con un soggetto utorizzto diverso d Am (l riduzione è proporzionle ll quntità di rifiuti ssimilti che il produttore dimostr di ver vvito recupero); le scuole pubbliche e privte e le università godono infine di un riduzione del 66,7% dell triff. Le riduzioni non sono cumulbili; in cso, si pplic l riduzione più significtiv. Nell mggior prte dei csi, le richieste di riduzione o di esenzione vnno rinnovte nnulmente. 5.4 Il primo triennio di sperimentzione dell T.Ri. nel Comune di Rom e il servizio offerto d Am Completto il terzo nno di sperimentzione dell triff nel Comune di Rom si possono comincire vlutre le modlità di gestione del sistem triffrio e i suoi risultti. Dl punto di vist dell utente, è importnte rilevre come il pssggio d tss triff bbi influito non soltnto sul contributo diretto dei singoli cittdini, incrementto in seguito ll obbligo di copertur (integrle dirett) e ll ppliczione del regime IVA, m nche sui processi ziendli di pinificzione dei costi e degli investimenti d imputre l gettito dell triff (Pino Finnzirio), nonché sui meccnismi di controllo d prte dell utorità di regolzione competente. A questo proposito v sottolineto che il DA h recentemente modificto il qudro istituzionle del settore, per cui sembr che le competenze in mteri di pprovzione dei Pini Finnziri debbno essere trsferite dll Amministrzione locle ll rispettiv Autorità d Ambito, costituit livello di ATO. Proprio ll luce di queste novità normtive e del ritrdo di Am nell redzione del Pino Finnzirio 2007 (che, fr le ltre cose, deve nche determinre il 124 Vedere altro
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References: Art. 113
 Art. 96
 art. 14
 Art. 1
 Art. 8
 Art. 22
 Art. 1