Source: http://gomppublic.uniroma1.it/Manifesti/render.aspx?codiceinterno=25983&anno=2016
Timestamp: 2018-08-21 21:27:53+00:00

Document:
Corso di laurea: Architettura del paesaggio A.A. 2015/2016
Il corso intende perseguire l'obiettivo specifico di conferire il completamento di una formazione specialistica, nella quale si integrano conoscenze teorico-critiche e competenze operative e professionali nel campo della progettazione del paesaggio alle diverse scale, anche in funzione dell'acquisizione della capacità di collaborare con altre figure professionali dei settori dell'architettura, dell'ingegneria e delle scienze naturali. Il percorso formativo è articolato, analogamente a quanto già avviene nell'ambito dell'Unione Europea, in insegnamenti e attività didattiche finalizzati all'acquisizione di competenze rivolte nella pianificazione, progettazione e gestione dei processi di trasformazione del paesaggio nelle sue componenti naturali e antropiche, in grado di soddisfare esigenze umane e naturali, funzionali ed estetiche, basate sulla conoscenza dei caratteri fisici, ecologico-ambientali e socio-culturali e dei valori culturali del paesaggio, delle potenzialità e delle criticità dei contesti in cui si realizzano gli interventi, utilizzando principi estetici, funzionali e operativi basati su specifiche metodologie tecnico-scientifiche. Le conoscenze indispensabili alla formazione professionale completa dell'architetto del paesaggio definite a livello europeo (EFLA Declaration, European Foudation for Landscape Architecture, Bruxelles, aprile 1989) sono: 1 - la storia e le teorie del paesaggio, delle arti, delle tecnologie, delle scienze umane e naturali, con le loro interrelazioni; 2 - le teorie estetiche che influenzano il progetto del paesaggio; 3 - l'ecologia e l'uso degli elementi naturali come base per la conservazione, la pianificazione, la progettazione e la gestione del paesaggio; 4 - i requisiti delle opere di architettura e di ingegneria in rapporto ai caratteri del paesaggio; 5 - le problematiche fisiche e tecnologiche che interferiscono con l'ambiente; 6 - le relazioni tra uomo e ambiente; 7 - la tutela, la conservazione e il restauro dei paesaggi storici; 8 - la rilevanza dell'architettura del paesaggio nei processi di progettazione e di pianificazione a livello regionale, nazionale e internazionale; 9 - i metodi di analisi preparatori alla progettazione del paesaggio e delle relazioni ambientali; 10 - i metodi e le tecniche di rappresentazione e comunicazione; 11 - i processi produttivi, normativi e gestionali funzionali all'attuazione dei piani e alla realizzazione dei progetti; 12 - la legislazione attinente all'esercizio della professione del progettista del paesaggio. Il percorso formativo intende tener conto della peculiarità della disciplina paesaggistica contemporanea per quanto riguarda la dimensione propriamente progettuale orientata a valorizzarne l'identità dei luoghi, gli aspetti più specificamente tecnici e tecnologici, gli obiettivi di qualità del paesaggio, i metodi ecologico-ambientali, le finalità sociali del progetto, i caratteri di sostenibilità ambientale, economica, sociale, tecnico-impiantistica, energetica e una visione contemporanea e dinamica degli aspetti ambientali. A tal fine l'offerta formativa ordinaria potrà essere integrata da attività di organizzazione, partecipazione e gestione di seminari e workshop a livello nazionale ed internazionale.
Regolamento didattico Corso di Laurea Magistrale in Architettura del Paesaggio
1. Obiettivi formativi specifici
3. Piano di studio
4. Sbocchi professionali previsti per i laureati
5. Organismi
6. Organi del Corso di Laurea Magistrale
7. Competenze specifiche del Consiglio del Corso di Studio
8. Modalità di funzionamento del Consiglio del Corso di Studio
9. Propedeuticità
11. Le eventuali modalità di trasferimento da altri Cds
12. La tipologia delle forme didattiche adottate.
13. Le modalità di verifica delle conoscenze delle lingue straniere ed i relativi crediti
15. Le altre disposizioni
16. Modalità di frequenza
17. Modalità di riconoscimento di altri corsi
18. Le tipologie e modalità del tutorato didattico
Art. 1. Obiettivi formativi specifici
Nell’ambito degli elementi qualificanti la classe, si seguono le raccomandazioni della Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, 2000) (L. n. 14/9.01.2006), per “formare specialisti nel settore della conoscenza e dell’intervento sui paesaggi” attraverso l’attivazione di “insegnamenti universitari che trattino dei valori connessi con il paesaggio e delle questioni riguardanti la sua salvaguardia, gestione, pianificazione e progettazione” (artt. 6 B, 8) e del Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici (art. 132, comma 3 - Cooperazione tra amministrazioni pubbliche) in relazione ad “attività di formazione e di educazione” “al fine di diffondere ed accrescere la conoscenza del paesaggio”.
Il corso magistrale completa la preparazione di primo livello, con una formazione specialistica, nella quale si integrano conoscenze teorico-critiche e competenze operative e professionali nel campo della progettazione del paesaggio alle diverse scale, anche in funzione dell'acquisizione della capacità di collaborare con altre figure professionali dei settori dell'architettura, dell'ingegneria e delle scienze naturali.
Il percorso formativo è articolato, analogamente a quanto già avviene nell'ambito dell'Unione Europea, in insegnamenti e attività didattiche finalizzati all’acquisizione di competenze rivolte nella pianificazione, progettazione e gestione dei processi di trasformazione del paesaggio nelle sue componenti naturali e antropiche, in grado di soddisfare esigenze umane e naturali, funzionali ed estetiche, sapendo cogliere i valori del Paesaggio (nei caratteri fisici, ecologico-ambientali, estetico-percettivi e socio-culturali), riconoscere le potenzialità e le criticità dei contesti in cui si realizzano gli interventi, per sviluppare capacità progettuali che valorizzino l’identità dei luoghi secondo principi estetici, funzionali e operativi che applichino criteri ecologici e tecniche di sostenibilità ambientale, economica, sociale, con innovazioni tecnologiche ed energetiche in una visione contemporanea degli assetti ambientali, attenta alle finalità sociali.
I terreni operativi riguardano:
1 - il “landscape design” secondo le metodologie diversificate del progetto del nuovo o del restauro dell’esistente nei campi di: (a) progettazione di parchi, giardini e spazi verdi; (b) conservazione e restauro di parchi, giardini e paesaggi storici;
2 - l’“urban landscape” come valorizzazione e riqualificazione dei paesaggi urbani (e rural-urbani) degradati;
3 - l’“environmental design”: articolato in (a) pianificazione paesaggistica (aree naturali, agricole, insediative), (b) inserimento paesistico di reti infrastrutturali, (c) analisi e la valutazione paesistica e gli studi di impatto ambientale, (d) rinaturalizzazione degli ambiti naturalistici degradati.
Il percorso didattico di una filiera formativa completa di Triennale e Biennale, già precedentemente offerto dalla dall’Area Didattica 2 (con il “curriculum Paesaggio” della triennale SA di Scienze dell’Architettura), dal 2015/16 è prevista dalla Laurea interateneo (Sapienza / Tuscia) “Pianificazione e progettazione dell’ambiente e del paesaggio” di nuova istituzione, concepita come base propedeutica alla Laurea Magistrale in Architettura del Paesaggio.
Il percorso formativo della Magistrale si articola attraverso insegnamenti mono-disciplinari, corsi integrati, laboratori tematici, laboratori integrati, workshop e seminari, visite guidate, attività di tirocinio e/o stage, privilegiando l’integrazione tra discipline e la sinergia tra differenti modalità didattiche. Gli insegnamenti teorici approfondiscono le conoscenze fondamentali per l’analisi e la comprensione dei sistemi paesaggistici, per la progettazione e la gestione dei sistemi di verde a diverse scale, il restauro dei giardini storici e la pianificazione paesaggistica. I laboratori sperimentano, su campi e/o aree specifiche, delle esperienze che consentono di affinare le capacità di analizzare problemi progettuali, nella loro dimensione complessa, e di proporre soluzioni utilizzando strumenti tradizionali e innovativi. Essi favoriscono visioni interdisciplinari e interattive e prevedono workshop e seminari integrati attraverso i quali gli studenti possono integrare le conoscenze acquisite anche nei corsi teorici specialistici. Le attività pratiche saranno organizzate secondo le modalità definite ogni anno nel manifesto didattico. Il corso è organizzato con struttura didattica integrata e articolata in 4 semestri:
- 1. i corsi integrati di architettura e paesaggio, pianificazione del paesaggio e diritto (al 1° semestre), progettazione Ambientale e fisico tecnica, Fitogeografia e geobotanica applicata, Agro-selvicoltura urbana e Paesaggio (al 2° semestre);
- 2. i laboratori progettuali tematici di prima annualità: Restauro del Paesaggio (al 1° semestre); Progettazione dei Giardini e del Paesaggio (al 2° semestre);
- 3. i laboratori progettuali tematici di seconda annualità: Progetto di Architettura e Paesaggio; Progettazione Ambientale; Pianificazione del Paesaggio (al 1° semestre);
- 4. Il laboratorio di Progettazione del Paesaggio e la prova finale (2° semestre); per la tesi prevale il carattere di autonomia dello studente (sostanzialmente protagonista).
I laboratori possono coordinarsi in orizzontale, nello stesso anno, mentre rimane la propedeuticità tra i corsi ed i laboratori conseguenti.
Art. 3. Piano di studio
Gli studenti che vogliono seguire un percorso formativo nel quale sia presente una quantità di crediti in settori affini e integrativi, che non siano già caratterizzanti e che non siano previsti nel manifesto degli studi, dovranno presentare il loro piano di studio entro il mese di ottobre al Consiglio del corso di studi che ne valuterà la congruenza con gli obiettivi formativi.
Il titolo conseguito a conclusione del percorso formativo garantisce l’ammissione all’Esame di stato per l’iscrizione all’Ordine degli Architetti, dei Pianificatori, dei Paesaggisti e dei Conservatori nella Sezione A dell’Albo professionale, settore ‘Paesaggistica’ e l’accesso ai Master di 2° livello. Ai sensi del D.P.R. n° 328 5/6/2001 (art. 16, 3) “formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti nella Sezione A, settore Paesaggistica” “la progettazione di parchi e giardini, la redazione di piani paesistici, il restauro di parchi e giardini storici, contemplati dalla legge 20 giugno 1909, n°364, ad esclusione delle loro componenti edilizie”. La preparazione dell'Architetto del Paesaggio è finalizzata a creare una figura professionale capace di ricoprire il ruolo di progettista del paesaggio, secondo gli standard europei per la libera professione e come consulente di altre figure professionali o in proprio. L'Architetto del paesaggio, secondo quanto stabilito dall'EFLA (European Federation for Landscape Architecture) e IFLA Europe, è competente nella pianificazione, nella progettazione e nella gestione dei processi connessi alle configurazioni e modificazioni del paesaggio, nelle sue componenti naturali ed antropiche; è altresì qualificato sulla conoscenza dei caratteri fisici, ecologico-ambientali, tecnologici, energetici e socio-culturali del territorio. L'Architetto del Paesaggio è abilitato, a seguito del relativo esame di Stato, a firmare progetti di paesaggio, di restauro di parchi e giardini storici, di riqualificazione paesaggistico-ambientale nonché di pianificazione paesaggistica. Oltre all'acquisizione di una competenza interdisciplinare generale nelle attività di settore, si possono indicare ulteriori funzioni professionali specifiche che il laureato specialista può svolgere a diversi livelli metodologici e operativi partecipando ad attività di: - progettazione e controllo delle trasformazioni paesaggistiche nei loro valori ed identità storiche; - organizzazione e conduzione dei procedimenti di valutazione della sostenibilità ecologico-ambientale degli interventi di riqualificazione paesaggistica; - progettazione, programmazione e gestione di interventi complessi di protezione, ripristino e trasformazione controllata di aree estese a valenza naturale prevalente. Il corso è finalizzato a preparare una figura professionale che oltre ad avere una competenza generale nelle attività di settore, potrà coprire ruoli direttivi nella Pubblica Amministrazione. L'Architetto del Paesaggio avrà competenze fondate sulla conoscenza dei caratteri fisici, ecologico–ambientali, energetici, tecnologici e storico-culturali del territorio, necessarie per operare presso i Ministeri, le Soprintendenze e altri Enti pubblici – DM 20/11/2000 - in relazione agli adempimenti e compiti previsti nella Convenzione europea del paesaggio divenuta operativa in Italia con legge (1/09/2006) e al Codice del Beni culturali e del Paesaggio (DM 42/2004 e successive modificazioni).
Il corso prepara alla professione di : Paesaggista.
Art. 5. Organismi
1. Il Corso di Laurea Magistrale si svolge nella Facoltà di Architettura della “Sapienza” Università di Roma (d’ora in poi detta Facoltà) nell’ambito dell’area didattica 2 ‘Scienze dell’Architettura e del Paesaggio’.
2. Il CdLM in AP fa riferimento ai Dipartimenti: “Pianificazione, Design, Tecnologia dell’Architettura” (dipartimento referente, Delibera Giunta di Facoltà 16/01/2013), “Architettura e Progetto”, “Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura”, “Ingegneria Strutturale e Geotecnica”, con i contributi di altri dipartimenti per il completamento dell’offerta didattica.
3. Il presente Regolamento, in armonia con lo Statuto della Sapienza e con il Regolamento Didattico dell’Area “Scienze dell’Architettura e del Paesaggio”, disciplina l’organizzazione del Corso di Laurea Magistrale per quanto non definito dai predetti strumenti normativi.
4. L’ordinamento didattico, con gli obiettivi formativi e il quadro generale delle attività formative è approvato dalla Giunta di Facoltà e, successivamente, dal Senato Accademico e dal Consiglio Universitario Nazionale.
Art. 6. Organi del Corso di Laurea Magistrale
- il Consiglio di Corso di Studio;
Le attività di Coordinamento del Corso di Studio si relazioneranno con quelle svolte dalla nuova triennale di “pianificazione e progettazione dell’ambiente e del paesaggio” di intesa tra Agraria della Tuscia e Architettura della Sapienza, per garantire l’unitarietà formativa di tutta la “filiera 3+2 Paesaggio”.
4. Il Comitato di Coordinamento è costituito da sei membri dei quali tre membri di diritto e tre membri eletti. Sono membri di diritto il Coordinatore, il Responsabile del Comitato di Coordinamento e il Responsabile degli gruppi di lavoro attivati (Commissioni o Comitati), nominati dal Coordinatore tra i docenti strutturati del Consiglio. I tre membri eletti vengono eletti tra i docenti strutturati titolari di un insegnamento nel Consiglio del Corso di Studio, su proposta del Coordinatore. Il Segretario viene scelto dal Coordinatore nel Consiglio del Corso di Studio, tra il professore associato o il ricercatore più giovane in ruolo e, a parità di anzianità, più giovane di età tra i membri del Comitato.
5. Il Coordinatore del Corso di Studio e i membri del Comitato vengono eletti, a scrutinio segreto, tra i docenti di ruolo che compongono il Consiglio dei docenti che esercitano il diritto di voto. L’elezione è ratificata dalla Giunta di Facoltà. Il Coordinatore e i membri del Comitato durano in carica per un periodo non superiore a tre anni, e possono essere rieletti non più di una volta consecutiva. L’elezione del Coordinatore avviene a maggioranza assoluta in prima convocazione e a maggioranza relativa nelle convocazioni successive. I membri del Comitato sono eletti a maggioranza. Le elezioni devono essere indette a cura del professore ordinario più anziano in grado, e a parità di grado dal più anziano di età (Decano), trenta giorni prima della scadenza del mandato. Le elezioni sono valide se vi ha partecipato la maggioranza assoluta degli aventi diritto.
a) di convocare il Consiglio predisponendo l’ordine del giorno, dirigere, moderare la discussione e garantire l’osservanza del Regolamento;
c) sovrintendere e coordinare le altre attività del Corso di Studio. In particolare proporre – in accordo con il Dipartimento referente e gli i Dipartimento/i coinvolto/i e l’Area didattica di Scienze dell’Architettura e del Paesaggio – le coperture didattiche dei singoli insegnamenti;
d) curare l’esecuzione delle delibere, vigilare sul rispetto di quanto deliberato dal Consiglio del Corso di Studio e dalla Facoltà, provvedere alla redazione dei verbali curandone l’inoltro agli organi accademici competenti;
e) In caso di assenza o di impedimento, il Coordinatore è sostituito dal Decano. Se l’impedimento si protrae per più di sei mesi vengono indette nuove elezioni.
7. I Consigli assicurano la qualità delle attività formative, formulano proposte relative all’ordinamento e individuano annualmente i docenti, tenuto conto dei requisiti necessari alla sostenibilità dell’offerta formativa, che ricoprono i singoli insegnamenti del Corso di Studio, in accordo con l’Area didattica.
8. Per l’elezione del Coordinatore del Corso di Studio, esercitano diritto di voto tra i membri del Consiglio tutti i professori di ruolo e fuori ruolo, professori incaricati stabilizzati, ricercatori, personale di ruolo equiparato ai sensi della normativa vigente e la rappresentanza degli studenti iscritti al Corso di Studio.
9. Per tutte le altre questioni di competenza del Consiglio del Corso di Studio, esercitano diritto di voto tutti i professori di ruolo, i ricercatori, il personale di ruolo equiparato ai sensi della normativa vigente e la rappresentanza degli studenti iscritti al corso di Studio.
Partecipano al dibattito del Consiglio del Corso di Studio, senza diritto di voto, quanti ricoprano per contratto corsi di insegnamento afferenti al Corso di Studio, nonché la rappresentanza del personale tecnico-amministrativo e dei collaboratori ed esperti.
10. Per la validità delle sedute del Consiglio del Corso di Studio è necessaria la maggioranza dei convocati con diritto di voto e comunque la maggioranza come da legge. In ogni caso, nessuna seduta di Consiglio di Studio è valida qualora non sia presente il Coordinatore o il Decano che ne fa le veci.
11. Il Comitato di Coordinamento coadiuva il Coordinatore in tutte le operazioni di ricognizione e di monitoraggio sulla didattica, di analisi delle pratiche studenti incluse quelle di riconoscimento crediti e altre attività formative, e di predisposizione di differenti organizzazioni culturali e didattiche da tradurre in proposte o delibere che saranno sottoposte prima all’approvazione del Consiglio del Corso di Studio poi alla delibera della Facoltà.
12. Il Comitato di Coordinamento istruisce, inoltre, le pratiche relative ai commi c) d) e) del precedente punto 6. In particolare si dovrà occupare di stabilire modalità e criteri operativi relativi alla didattica , al riconoscimento delle attività formative e ai tirocini; istruire delibere, proporre eventuali modifiche di manifesto, di ordinamento o di regolamento da sottoporre all'approvazione del Consiglio; gestire il sito web del Corso di Studio; proporre e organizzare seminari e altre attività culturali.
13. Il Comitato di Coordinamento ha anche il compito di coadiuvare il Coordinatore, in particolare, nel proporre modifiche al presente Regolamento per l’approvazione del Corso di Studio.
14. Il Gruppo di lavoro eventualmente attivato ai fini dell’organizzazione dei Tirocini e degli Stage del Corso di Studio ha il compito di promuovere la connessione tra formazione e mondo del lavoro pubblico e privato organizzando le modalità di svolgimento di tirocini e stage. Il Gruppo di lavoro finalizzato all’organizzazione dei Tirocini e degli Stage del Corso di Studio è costituito da tre docenti di ruolo o a contratto facenti parte del Consiglio del Corso di Studio nominati da tutti i membri del Consiglio di Corso di Studio e dura in carica tre anni; per cessazione dal ruolo o per rinuncia, si procede a nuova elezione.
15. Il Gruppo di lavoro eventualmente attivato ai fini dell’Orientamento e al Tutorato del Corso di Studio, ha il compito organizzare e diffondere informazioni sui percorsi formativi, sul funzionamento dei servizi per gli studenti, di favorire la loro partecipazione attiva alle attività accademiche e di definire i criteri e le modalità di Tutorato.
Il Gruppo di lavoro finalizzato all’Orientamento e al Tutorato del Corso di Studio è costituito da tre docenti del Consiglio del Corso di Studio nominati da tutti i membri del Consiglio del Corso di Studio e dura in carica tre anni; per cessazione dal ruolo o per rinuncia, si procede a nuova elezione. Nell’attività di Tutorato con obiettivi didattici i docenti del Gruppo di lavoro possono essere coadiuvati da qualificati collaboratori.
Art. 7. Competenze specifiche del Consiglio del Corso di Studio
1. Spetta al Consiglio del Corso di Studio coadiuvato dagli organismi specificamente proposti (art. 2 del presente Regolamento) predispone delibere da sottoporre all’approvazione dell’Area didattica, del Dipartimento referente e dei Dipartimenti associati e della Facoltà, sui seguenti argomenti:
c) la sperimentazione di modalità organizzative delle attività didattiche orientate all’innovazione e al miglioramento qualitativo;
d) il Regolamento specifico del Corso di Studio;
e) il Manifesto annuale del Corso di Studio;
f) la relazione sull’attività didattica del Corso di Studio, con la valutazione dei risultati della didattica, dell’organizzazione e della funzionalità dei servizi didattici;
• modifiche statutarie al Regolamento del Corso di Studio.
2. Spetta al Consiglio del Corso di Studio coadiuvato dagli organismi (art. 2 del presente Regolamento) specificamente preposti al monitoraggio e al coordinamento della didattica, alle varie istruttorie e alle nuove configurazione culturali didattiche, predisporre e deliberare:
a) la definizione dei Regolamenti didattici specifici del Corso di Studio che costituiscono la seconda parte del presente Regolamento, nel rispetto della libertà d’insegnamento, delle norme dello Statuto, del Regolamento didattico di Ateneo, del Regolamento della Facoltà e del presente Regolamento;
e) la predisposizione e la diffusione (anche attraverso lo spazio Internet, dedicato al Corso di Studio) delle informazioni relative all’attività formativa, ai procedimenti organizzativi e alla programmazione degli orari delle lezioni, dei calendari di esame e delle altre prove di verifica, nonché degli orari di ricevimento dei docenti;
g) la delibera in merito ai riconoscimenti e alle convalide, istruiti dalla Commissione didattica del Corso di Studio, secondo le modalità previste dal Regolamento didattico del Corso di Studio, degli esami e dei crediti didattici conseguiti dagli studenti in altri Corsi di Studio o in altre Facoltà italiane ed estere o relativamente ad altre attività formative certificate.
3. Spetta al Consiglio del Corso di Studio il pieno rispetto degli adempimenti e delle procedure riguardanti il Corso di Studio in tutte le sue espressioni, segnalati come indispensabili e urgenti in riferimento a quanto stabilito dai Regolamenti di Ateneo, dalla normativa nazionale o da eventuali richieste, modifiche ed integrazioni che dovessero intervenire in ambito di Ateneo e nazionale.
Art. 8. Modalità di funzionamento del Consiglio del Corso di Studio
1. Il Consiglio del Corso di Studio è convocato ordinariamente ogni tre mesi e, straordinariamente, quando occorre. Può anche essere convocato su richiesta motivata di almeno un quinto dei consiglieri. La convocazione dei consiglieri deve essere fatta con avviso scritto almeno otto giorni prima della data della seduta, salvo casi di comprovata urgenza, tramite convocazione e-mail o fax.
2. Le presenze alle sedute del Consiglio del Corso di Studio sono registrate all’inizio di ciascuna seduta distintamente tra gli aventi diritto al voto e gli altri consiglieri.
3. Nelle sedute del Consiglio del Corso di Studio, il Coordinatore apre la discussione sugli argomenti in oggetto e sulle proposte di delibere, oppure può delegare un relatore a farlo in sua vece. Il Segretario prende l’ordine delle iscrizioni a parlare e, su tale base, il Coordinatore dà la parola. Il Coordinatore può, tenuto conto della discussione, proporre la chiusura delle iscrizioni a parlare, fissare un limite di tempo per ogni intervento sullo stesso tema e impedire di ridiscutere su argomenti già deliberati. Può chiedere al Consiglio di invertire l’ordine del giorno o di inserire argomenti particolarmente urgenti non previsti nell’ordine del giorno (quest’ultima proposta può essere anche fatta da almeno dieci consiglieri, ma va approvata dal Consiglio del Corso di Studio).
4. Le mozioni d’ordine, cioè i richiami al Regolamento, al modo di condurre la discussione, all’ordine del giorno e alla priorità di una votazione, hanno la precedenza e fanno sospendere la discussione sull’argomento in atto. A seguito possono parlare solo un oratore in favore ed uno contrario.
5. I consiglieri che intervengono nella discussione possono presentare emendamenti scritti alle proposte di delibere ed illustrarli. Non possono, sotto qualsiasi forma, essere proposti emendamenti a deliberazioni già prese dal Consiglio del Corso di Laurea.
6. Le deliberazioni sono prese a maggioranza degli aventi diritto; in caso di parità prevale il voto del Coordinatore. Nessuno può prendere parte al voto su questioni che lo riguardano personalmente o che riguardino suoi parenti o affini entro il quarto grado.
7. La votazione avviene di norma in modo palese e si effettua per alzata di mano. Se il Coordinatore reputa dubbio il risultato può procedere ad una votazione per appello nominale.
8. Alle votazioni per appello nominale o per scrutinio segreto, si procede nei casi previsti dalle leggi o dai Regolamenti. Si vota per appello nominale o a scrutinio segreto anche su richiesta del Coordinatore o di almeno dieci consiglieri.
9. Il verbale di ogni seduta è depositato in visione dei consiglieri presso la segreteria del Consiglio di Corso di Studio almeno cinque giorni prima della seduta di approvazione e, comunque, non oltre due mesi dalla data cui si riferisce. Le eventuali correzioni al verbale devono essere presentate per iscritto al Coordinatore e messe in discussione prioritariamente rispetto agli altri punti all’ordine del giorno.
Art. 9. Propedeuticità
Il CdS non prevede propedeuticità in quanto i laboratori di progettazione sono a carattere tematico e pertanto concorrono alla formazione del paesaggista nelle sue sfaccettature disciplinari. Rimane, altresì, il vincolo che per sostenere gli esami del II anno è necessario aver conseguito almeno 30 cfu del I anno.
Art. 10. Attività a scelta dello studente
•	Storia dell’Architettura contemporanea ICAR/18 (attivato nel CdL SA) per chi non lo avesse già frequentato; (8 cfu)
•	Storia dell’Architettura antica e medioevale ICAR/18 (attivato nel CdL SA) per chi non lo avesse già frequentato; (8 cfu)
•	Storia dell’Architettura moderna ICAR/18 (attivato nel CdL SA) per chi non lo avesse già frequentato (8 cfu)
Art. 11. Le eventuali modalità di trasferimento da altri Cds
Art. 12. La tipologia delle forme didattiche adottate.
-	didattica frontale con corsi mono-disciplinari ed integrati.
Art. 13. Le modalità di verifica delle conoscenze delle lingue straniere ed i relativi crediti
Art. 14. Modalità di verifica di altre competenze
Art. 15. Le altre disposizioni
Art. 16. Modalità di frequenza
Art. 17. Modalità di riconoscimento di altri corsi
Art. 18. Le tipologie e modalità del tutorato didattico
Progettazione Urbana e del Paesaggio: Antologia di progetti paesaggistici significativi (nazionali e internazionali) a tutte le scale, sui diversi tipi di paesaggio (spazi aperti ed esterni, giardini e parchi, in contesti: urbani, periurbani, extraurbani), ai vari livelli disciplinari (Progettazione del Paesaggio, Progettazione Ambientale, Pianificazione del Paesaggio, Progettazione Urbana e Progetto di Riqualificazione).Estetica del paesaggio: La filosofia del paesaggio nel corso del Novecento e nell’attualità (anche in rapporto alle leggi vigenti, Convenzione Europea, ecc.). Analisi critica delle tematiche ambientalistiche ed esame delle esperienze dell’arte contemporanea (dal cinema alla Land Art) per comprendere quali idee di paesaggio siano in gioco nelle politiche e negli interventi concreti di progettazione, pianificazione, tutela, riqualificazione. Il paesaggio come produttore di esperienze estetiche (la dimensione sensibile, emotiva, riflessiva e partecipativa per comprendere il fenomeno paesaggistico come tale); paesaggio come componente (percettiva) in altre discipline diverse: geografia, ecologia, botanica, sociologia, etc. (che lo definiscono sul piano collettivo e individuale).
Pianificazione del Paesaggio: Le modalità di tutela, valorizzazione, conservazione e recupero del Paesaggio (patrimonio naturale e culturale antropizzato del territorio); princìpi generali delle forme di intervento e controllo delle trasformazioni territoriali in aree di particolare valore paesaggistico; norme dei piani paesistici, in relazione all’organizzazione spaziale del territorio e alle sue dinamiche nel tempo; interdipendenze tra i processi di trasformazione fisica del territorio, le dinamiche economiche e sociali e la qualità del paesaggio. Modalità di analisi ed intervento.
Diritto del Territorio: nozioni di diritto del patrimonio culturale e del governo del territorio per l’esercizio della professione di architetto-paesaggista. Analisi delle principali fonti normative (nel contesto internazionale ed europeo: Siti Unesco e Convenzione europea del Paesaggio); rapporto tra legislazione nazionale e legislazione regionale, alla luce della giurisprudenza costituzionale. In evidenza le applicazioni degli istituti giuridici alle diverse fasi di pianificazione, progettazione e gestione del territorio e del paesaggio. Analisi (delle strutture organizzative competenti in materia, con particolare riguardo al Ministero per i beni e le attività culturali) e discussione di casi e sentenze; analisi/simulazione del funzionamento di conferenze di servizi e altri moduli procedimentali; decisioni della Corte di giustizia dell'Ue e della Corte costituzionali italiana, sentenze del Consiglio di Stato e di TAR in materia di paesaggio e di governo del territorio.
Azioni di tutela dell’assetto fisico ed espressivo dell’ambiente antropizzato (restauro del paesaggio territorio-città) sulla totalità degli organismi (quali complessi organici e correlati) di natura urbanistica e di valenza architettonica. Metodi per coniugare le ragioni della storia e le esigenze della contemporaneità: relazioni tra salvaguardia e sviluppo, dialettica tra recupero e innovazione (pianificazione territoriale paesistica). Approccio progettuale interrelato diretto alla gestione critica di equilibri complessi (regolazione delle dinamiche di trasformazione) che, tra conservazione e sviluppo, in ambiti territoriali (urbani ed extraurbani), coinvolgono beni culturali e ambientali.
Selvicoltura urbana: l’obiettivo principale del modulo è quello di trasmettere i fondamenti teorico-metodologici, ma anche le nozioni fondamentali per procedere in senso operativo nei complessi ambiti della progettazione e gestione di parchi e alberature in ambiente urbano e peri-urbano, con particolare riguardo alle condizioni climatiche mediterranee. Si verterà alla definizione del concetto di “foresta urbana e periurbana”, del suo ecosistema e dei criteri di progettazione e gestione, incluso il biorimedio per il recupero e restauro ecologico di ambienti urbani inquinati e degradati. Si verterà alla conoscenza della qualità e quantità del verde urbano, come indice di sostenibilità ambientale, mediante indicatori di efficienza. Verranno forniti strumenti metodologici di analisi e intervento quali i metodi geospaziali e i sistemi informativi dedicati.Arboricoltura e paesaggio: il modulo è incentrato sulla conoscenza delle forme, strutture e funzioni multiple dei paesaggi coltivati nei diversi contesti di riferimento (spazio rurale, peri-urbano, urbano). Verranno analizzati il determinismo del paesaggio coltivato, le relazioni con la biodiversità naturale e coltivata, i caratteri costitutivi (complessità, configurazione, frammentazione etc...), le trasformazioni e le implicazioni ecologico-ambientali insite nelle diverse forme di gestione. Si verterà alla definizione del concetto di “paesaggio sostenibile”. L’ obiettivo sarà quello di fornire conoscenze di base e capacità di analisi ai fini della salvaguardia del paesaggio coltivato e della funzionalità degli agroecosistemi mediante interventi di progettazione o riqualificazione.
Sperimentazione sulle procedure di identificazione, lettura, programmazione, progettazione e gestione del sistema degli spazi vuoti urbani, in relazione alle necessità contemporanee di fruizione, con un’apertura multidisciplinare. Valorizzazione delle tradizioni costruttive e di innovazione dell’offerta, con un’attenzione al rapporto tra componenti naturali e artificiali e un particolare riferimento alla componente vegetale. Applicazioni progettuali e approfondimenti tecnici sulle trasformazioni del paesaggio urbano e perturbano, degli spazi pubblici, del sistema di piazze e viali, giardini, parchi ed aree verdi, con un riferimento forte al panorama internazionale, sia sul piano culturale che su quello della fattibilità.
Sviluppo della concezione di Paesaggio come un’entità naturalmente costituita da raggruppamenti di specie viventi (formanti popolamenti vegetazionali discreti (concetto di identità e riconoscibilità dei luoghi), da studiare attraverso parametri fisici, ecologici, biogeografici e storici. I distretti floristici e vegetazionali (caratteri generali a diversa scala: regionale / comunità vegetali, nazionale / piani di vegetazione, globale / regni floristici e biomi). Sperimentazione degli aspetti applicativi delle nozioni botaniche (principali specie della Flora Italiana, loro incidenza paesaggistica (grado di invasività), rapporti spaziali temporali tra aggruppamenti vegetali (continuo divenire dei cambiamenti progressivi e regressivi), interazione consapevole con altre figure professionali (botanico, fitosociologo, forestale) in ambiti di riqualificazione o ripristino ambientale.
Sostenibilità Tecnologica e Ambientale: Aspetti teorici e metodologici a supporto della costruzione di un processo di riqualificazione sostenibile dell’ambiente costruito; indirizzi di recupero e trasformazione del micro-paesaggio urbano e rurale, dalle aree di pregio a quelle degradate per l’aumento della sostenibilità e qualità percepita; fondamenti di valutazione dell’impatto ambientale e della Pre-fattibilità e Fattibilità ambientale di un intervento di trasformazione.
Sostenibilità Impiantistica ed Energetica: integrazione energetica ed impiantistica nelle azioni di recupero e riqualificazione sostenibile dell’ambiente costruito; indirizzi per la progettazione, l’installazione e la manutenzione dei sistemi energetici nel paesaggio urbano e rurale, attraverso l’analisi dell’intero processo di ideazione, progettazione e verifica tecnica delle trasformazioni indotte
Composizione dello spazio pubblico: Progetti guida in aree vuote (libere, disponibili negli interstizi urbani territoriali): per leggere il paesaggio, usare e vedere la città (nuove regole dei valori e significati dello spazio dei luoghi), dalla dimensione del giardino agli insiemi della città e del territorio. tessiture e tracciati dell’antico sedime, nascosti dalle sovrapposizioni (autenticità, appartenenza, per il processo trasformativo).
Progettazione del Paesaggio Urbano: Esperimento su un’area con potenzialità trasformative, elementi di dialogo (interazione per una filosofia d’indagine) nel sistema di formazione dei tracciati e delle tessiture, per una politica per il paesaggio (valori ambientali e paesaggistici); relazioni che un’area instaura con la sua configurazione fisica.
Studio delle qualità fisiche e prestazionali delle componenti caratterizzanti (spazi urbani e rurali) i paesaggi abitati, e loro sperimentazione progettuale. Aspetti bioclimatici del progetto (Controlli: soleggiamento e illuminazione naturale; raffrescamento passivo; riscaldamento passivo; comfort igrometrico e bioclimatico). Aspetti bioecologici del progetto (Gestione ecologica delle acque, Eco compatibilità dei materiali , Riusabilità dei componenti, Riciclabilità dei rifiuti e degli scarti). Aspetti energetici e impiantistici del progetto (Aumento dell’efficienza energetica, Riduzione dei consumi energetici, Impiego di energie rinnovabili, Riduzione dell’impiantistica attiva); Aspetti di sostenibilità ambientale (Impatto ambientale, Pre-fattibilità e fattibilità ambientale, Certificazione ambientale). Messa a sistema delle 3 categorie tematiche sopramenzionate per il conseguimento degli obiettivi di: Riduzione delle emissioni nocive nell’atmosfera e dell’inquinamento di aria, acqua e suoli, Riduzione del carico ambientale delle trasformazioni e del consumo delle risorse, Aumento del benessere e della qualità ambientale.
Pianificazione del Paesaggio: Linee di tutela e controllo paesaggistico delle trasformazioni territoriali del piano paesaggistico, articolato per fasi (lettura, interpretazione e valutazione) e in apparati (descrittivo, progettuale, indicativo e prescrittivo). Esercitazione progettuale con revisione parziale dello strumento in una parte di territorio oggetto di studio, con approccio cognitivo pluri sistemico. Approfondimenti su: principi, metodi e politiche di governo, interventi e controlli nei paesaggi ordinari, degradati e di eccellenza (azioni di tutela, salvaguardia, valorizzazione e trasformazione paesaggistiche); strumenti e metodi per la gestione del paesaggio culturale. Fattibilità sociale/economica della qualificazione delle dinamiche territoriali .
Ecologia del Paesaggio: Valutazione qualitativa e quantitativa dell'eterogeneità reale e potenziale del territorio attraverso la classificazione gerarchica del paesaggio ottenuta in maniera deduttiva dai Sistemi Informativi Territoriali (GIS) e dal dato induttivo dei Rilevamento di campo. Definizione di: Regioni, Sistemi, Sottosistemi, Unità e Settori di paesaggio. Definizione della rete ecologica locale (REL) attraverso l'individuazione dei gangli fondamentali della sua ossatura: "core areas "links" "buffer zones" "stepping stones". Carte di uso del suolo, significato dei diversi livelli della legenda del Co.Ri.Ne land-cover. Frammentazione e Connettività del paesaggio. Concetti di Patch, Corridor and Matrix. Vegetazione naturale potenziale come modello neutro di riferimento nell’analisi del Paesaggio. Definizione ed Utilizzo degli Indici di Conservazione del Paesaggio e Naturalità.
Sperimento di strategie complesse di miglioramento paesaggistico della qualità insediativa ed ambientale dei territori antropizzati (azioni integrate per compensare e mitigare l’impatto delle trasformazioni territoriali con accorgimenti paesaggistici). Ascolto dei caratteri del paesaggio (e delle sue dinamiche di trasformazione) e proposte di modificazioni qualitative dei caratteri morfologici (scritture paesaggistiche nell’insieme e nei dettagli), con tutti gli strumenti (arte e tecnica di architettura e urbanistica, scienze ecologiche, storiche, antropologiche e sociologiche); indirizzi partecipati conformativi / identitari per integrare sviluppo economico sociale, tutela storico identitaria, sostenibilità ecologica in programmi concreti di controllo degli spazi naturali ed artificiali, agendo sul sistema insediativo infrastrutturale (urbano / rurale, produttivo industriale ed agricolo) e sul sistema ecologico ambientale, per: punti di valore (luoghi di attenzione), linee di reti (da mitigare, compensare, esaltare), superfici lavorate del disegno antropico e geo morfologico (dei tessuti rurali urbani naturali).
Oltre ai 12
insegnamenti previsti nel manifesto degli studi del CdLM AP, lo studente è
chiamato a fare esperienza integrative, quali ad esempio fare uno stage presso
un ente pubblico o privato, partecipare ad un concorso di progettazione,
collaborare a sperimentazioni progettuali, assistere a convegni, conferenze,
seminari o workshop, partecipare a mostre, ecc.

References: Art. 1

Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18