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Legge Regionale n. 3 del 16 gennaio 1978 - Turistico - Fiaip.it
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Legge Regionale n. 3 del 16 gennaio 1978
Disciplina dei complessi ricettivi complementari. (*) - (B.U. 17 gennaio 1978, n. 5).
Art. 1. Definizione dei complessi ricettivi complementari - Sono complessi ricettivi complementari, agli effetti della presente legge, quegli allestimenti ricettivi destinati a soddisfare le esigenze del turismo che non presentano le caratteristiche ed i requisiti richiesti dalle vigenti disposizioni per le aziende alberghiere, per gli esercizi di affittacamere e per i rifugi alpini (1).
Art. 2. Categorie dei complessi ricettivi complementari - Ai fini della presente legge vengono definiti complessi ricettivi complementari, in particolare, i seguenti allestimenti:
- alberghi per la gioventù, attrezzati per ospitare, senza finalità di lucro e per periodi di tempo limitati, i giovani turisti in transito ed i loro accompagnatori, che siano soci di enti costituiti per contribuire allo sviluppo intellettuale, culturale e fisico della gioventù, anche attraverso la pratica del turismo individuale e collettivo;
- case per ferie, attrezzate per ospitare, senza finalità di lucro e per periodi di tempo limitati, i dipendenti di amministrazioni e imprese, pubbliche e private, nonché i soci di enti ed associazioni aventi esclusivo fine di assistenza sociale o di promozione della pratica turistica;
- foresterie, attrezzate da comunità, associazioni sportive e culturali, circoli e sodalizi, enti ed imprese, per ospitare occasionalmente, senza fine di lucro e per periodi di tempo limitati, i propri soci aderenti o dipendenti (2);
- parchi di campeggio, installati su terreni attrezzati per la sosta e il soggiorno di turisti in tende o altri mezzi di pernottamento autonomi e mobili;
- villaggi turistici, per la sosta e il soggiorno di turisti non provvisti di mezzi propri di pernottamento, costituiti da unità ricettive stabili di piccole dimensioni che rappresentano un complesso, unitariamente gestito, di servizi e di impianti;
- centri per soggiorni sociali, atti ad ospitare, in locali attrezzati per il pernottamento con criteri diversi da quelli alberghieri, gruppi di persone organizzati da enti, società, associazioni e comitati aventi finalità di turismo sociale per soggiorni a tariffe agevolate non inferiori a cinque giorni (3).
Art. 3. Apertura ed esercizio dei complessi ricettivi complementari - L'apertura e l'esercizio dei complessi ricettivi complementari disciplinati dalla presente legge sono soggetti ad autorizzazione regionale, eccezione fatta per i campeggi mobili occasionalmente organizzati per brevi soste da enti che abbiano per fini istituzionali la pratica del turismo, dello sport e del tempo libero.
L'inizio dell'attività è altresì subordinato all'ottenimento del nulla-osta all'esercizio del complesso, rilasciato dall'Assessorato regionale del turismo, in base all'accertamento della corrispondenza degli impianti e delle attrezzature a quelli previsti nel progetto e, qualora si tratti di parchi di campeggio e di villaggi turistici, all'avvenuta classificazione.
Art. 4. Domanda di autorizzazione regionale - La domanda intesa ad ottenere l'autorizzazione regionale di cui al precedente articolo 3, corredata della documentazione che verrà a tal fine indicata nel regolamento di esecuzione della presente legge, deve essere presentata all'Assessorato regionale del turismo.
Sulla domanda l'Assessore regionale al turismo deve sentire il Comune competente per territorio, il quale si esprime con provvedimento della Giunta municipale entro sessanta giorni dalla richiesta.
Sull'iniziativa è altresì sentito il parere dell'ente turistico periferico competente per territorio nello stesso termine di cui al comma precedente; qualora trattisi di domande dirette ad ottenere l'autorizzazione all'apertura ed alla gestione di parchi di campeggio e di villaggi turistici, sulla stessa si esprime l'Ispettorato ripartimentale delle foreste competente per territorio.
Qualora l'ubicazione del complesso non ricada in una zona all'uopo prevista dallo strumento urbanistico locale vigente, ovvero nell'ambito del piano di cui all'articolo 27 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, l'autorizzazione regionale deve avere riguardo anche all'idoneità dell'insediamento rispetto alle aree circostanti ed all'opportunità dello stesso in relazione al movimento turistico locale.
Art. 5. Durata ed effetti dell'autorizzazione regionale - L'autorizzazione ha durata triennale e scade il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di rilascio; essa potrà essere rinnovata mediante vidimazione sull'atto originale, previa presentazione, entro il 15 settembre dell'ultimo anno di validità della stessa, di apposita domanda corredata dalla documentazione che verrà indicata nel regolamento di esecuzione della presente legge.
Si deve tuttavia procedere all'emanazione di una nuova autorizzazione ogni qualvolta sia mutato uno dei requisiti obiettivi in base ai quali è stata rilasciata l'autorizzazione precedente.
Art. 6. Sospensione temporanea, revoca dell'autorizzazione e sanzioni amministrative - L'autorizzazione regionale di cui all'articolo 3 della presente legge è soggetta a sospensione temporanea e, nei casi più gravi, a revoca, qualora l'attività esercitata nel complesso sia ritenuta non conforme agli scopi per i quali è stata assentita o comunque contraria a prescrizioni di legge ovvero abbia dato luogo a gravi irregolarità d'ordine tecnico o amministrativo o penale.
Chiunque contravviene alle disposizioni di cui alla presente legge ovvero del relativo regolamento di esecuzione è soggetto all'applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 200.000 a lire 1.000.000.
Per l'applicazione della sanzione si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni della legge 24 dicembre 1975, n. 706.
Le attribuzioni previste all'articolo 6 della predetta legge sono esercitate dagli organi di vigilanza di cui all'articolo 7 della presente legge.
Il rapporto di cui all'articolo 7 della legge 24 dicembre 1975, n. 706, viene presentato all'Assessorato regionale del turismo, al quale vanno altresì fatti pervenire gli eventuali scritti difensivi di cui al successivo articolo 8 della legge stessa.
La determinazione e l'irrogazione delle sanzioni sono deliberate dalla Giunta regionale.
Il pagamento degli importi dovuti a titolo di sanzione ivi compreso il pagamento in misura ridotta previsto all'articolo 5 della legge 24 dicembre 1975, n. 706, va effettuato presso la tesoreria regionale.
Art. 7. Vigilanza - La vigilanza sul funzionamento dei complessi ricettivi complementari, ai fini dell'applicazione delle disposizioni della presente legge e del regolamento di esecuzione, spetta all'Assessore regionale al turismo, il quale la esercita a mezzo di dipendenti dell'Amministrazione regionale e/o degli enti turistici periferici competenti per territorio a ciò espressamente delegati con apposito provvedimento.
Art. 8. Classificazione dei parchi di campeggio e dei villaggi turistici - I parchi di campeggio ed i villaggi turistici sono classificati, rispettivamente, in quattro e due categorie, in relazione all'ubicazione, alle caratteristiche costruttive, alla qualità dei servizi e delle attrezzature complementari e ricreative, sentita una Commissione composta dai seguenti membri:
- il dirigente dell'Assessorato regionale del turismo, Presidente;
- il dirigente del Servizio del turismo e dell'industria alberghiera dell'Assessorato regionale del turismo, Vicepresidente;
- un rappresentante della Federazione delle Associazioni italiane dei complessi turistico-ricettivi dell'ana aperta (F.A.I.T.A.), nominato dall'organo regionale della stessa;
- un rappresentante della Federazione italiana del campeggio e del caravanning, nominato dall'organo regionale della stessa Federazione;
- due rappresentanti delle aziende autonome di cura, soggiorno e turismo della regione, designati dall'Associazione regionale delle aziende autonome di cura, soggiorno e turismo;
- un medico igienista designato dall'Assessorato regionale dell'igiene e della sanità; funge da segretario un funzionario dell'Assessorato regionale del turismo.
La classificazione di cui al primo comma ha durata triennale, secondo i criteri di cui al regolamento di esecuzione della presente legge.
Agli effetti della classificazione predetta i parchi di campeggio che presentano attrezzature proprie dei villaggi turistici per una capacità ricettiva che eccede il 30% della ricettività complessiva, vengono considerati appartenenti a tale ultima categoria di allestimenti.
Nel caso, inoltre, che un parco di campeggio e un villaggio turistico, pur gestiti unitariamente, siano allestiti in aree finitime e siano costituiti da distinti complessi di servizi, detti allestimenti sono soggetti a classificazione separata.
Art. 9. Disciplina dei ricorsi - Il ricorso amministrativo alla Giunta regionale è ammesso nei seguenti casi:
1) avverso il diniego della concessione dell'autorizzazione regionale di cui all'articolo 3, primo comma, della presente legge, nonché avverso il provvedimento di diniego della concessione della nuova autorizzazione di cui all'articolo 5, ultimo comma, della presente legge;
2) avverso il diniego del nulla-osta all'esercizio di cui all'articolo 3, secondo comma, della presente legge;
3) avverso il provvedimento di sospensione temporanea o di revoca di cui all'articolo 6 della presente legge;
4) avverso il provvedimento di classificazione dei parchi di campeggio e dei villaggi turistici di cui all'articolo 8 della presente legge.
Il ricorso deve pervenire all'Assessorato regionale del turismo entro trenta giorni dalla notifica all'interessato del provvedimento adottato.
Art. 10. Tassa di concessione regionale - L'autorizzazione di cui al precedente articolo 3, è soggetta, all'atto del rilascio e, successivamente, per ciascun anno solare, al pagamento della tassa di concessione regionale, nelle seguenti misure:
- alberghi per la gioventù L. 10.000
- case per ferie e foresterie L. 20.000
- centri per soggiorni L. 40.000
- parchi di campeggio: IV categoria L. 50.000
III categoria L. 70.000
II categoria L. 150.000
I categoria L. 250.000
- villaggi turistici: II categoria L. 150.000
I categoria L. 300.000
- altri complessi ricettivi da L. 40.000
complementari: a L. 250.000
Per la disciplina della tassa di cui al comma precedente si applicano le norme regionali vigenti in materia.
Art. 11. Del regolamento di esecuzione - Con decreto del Presidente della Giunta regionale, su conforme deliberazione della Giunta medesima, saranno emanate, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le relative norme di esecuzione.
Art. 12. Applicabilità della legge - La presente legge si applica anche ai complessi ricettivi complementari in funzione al momento della sua entrata in vigore.
Per tali complessi deve essere richiesta all'Assessorato regionale del turismo l'autorizzazione di cui all'articolo 3 entro i tre mesi successivi all'entrata in vigore della presente legge.
Art. 13. Norme abrogative e di adeguamento - Cessano di avere applicazione le disposizioni della legge 21 marzo 1958, n. 326, nonché del D.P.R. 20 giugno 1961, n. 869, in quanto incompatibili con la presente legge.
Tutti i richiami contenuti nelle leggi regionali alla legge 21 marzo 1958, n. 326 e al D.P.R. 20 giugno 1961, n. 869, si intendono riferiti alla presente legge.
Art. 14. Disposizione finanziaria - Gli oneri previsti dal primo comma del precedente articolo 8 fanno carico al capitolo 424 dello stato di previsione della spesa del piano finanziario per gli esercizi 1977-1980 e del bilancio per l'esercizio finanziario 1977, il quale presenta sufficiente disponibilità.
Art. 15. Omissis.
(*) Per quanto concerne la denominazione degli Assessorati e/o delle Direzioni regionali vedi ora il combinato disposto degli artt. 7, 2 e 6 della L.R. 13 giugno 1980, n. 12.
(1) Vedi anche gli interventi di cui al Titolo I della L.R. 23 agosto 1982, n. 60 ed al Titolo I della L.R. 13 maggio 1985, n. 20.
(2) A favore delle foresterie di cui al presente alinea sono stati estesi gli interventi finanziari di cui all'art. 2 della L.R. 25 agosto 1965, n. 16 e all'art. 1 della L.R. 26 agosto 1966, n. 24 giusta l'interpretazione autentica di cui all'art. 1 della L.R. 25 febbraio 1983, n. 19. Vedi anche gli interventi di cui all'art. 2 della L.R. 13 maggio 1985, n. 20.
(3) Alinea aggiunto dall'art. 1 della L.R. 11 giugno 1983, n. 47.
(4) Alinea aggiunto dall'art. 2 della L.R. 11 giugno 1983, n. 47.
D.P.G.R. 23 marzo 1989, n. 0150.
Regolamento di esecuzione della legge regionale 30 maggio 1988, n. 39: "Disciplina delle strutture ricettive turistiche nella regione Friuli- Venezia Giulia".
(B.U. 13 maggio 1989, n. 50).

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4
 articolo 3

Art. 5

Art. 6
 articolo 8

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10
 articolo 3

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14
 articolo 8

Art. 15