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Timestamp: 2019-08-17 12:42:02+00:00

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107. (Intervento per ordine del giudice)
Codice di procedura civile libro primo: disposizioni generali titolo iv: dell'esercizio dell'azione 107. (Intervento per ordine del giudice)
Art. 107. (Intervento per ordine del giudice)
Procedimento civile - intervento in causa di terzi - coatto "iussu iudicis" (chiamata) - ordine di chiamata in causa del terzo "iussu iudicis" - estensione della domanda attorea al terzo - applicabilità delle preclusioni - esclusione - fondamento. La manifestazione, da parte dell'attore, della volontà di estendere la domanda originaria nei confronti del terzo chiamato in causa "iussu iudicis" non è assoggettata ad alcun termine perentorio, potendo essere disposto l'intervento ex art. 107 c.p.c. in ogni momento del processo. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4724 del 19/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_107, Cod_Proc_Civ_art_099...
Chiamata del terzo "iussu iudicis" ex art. 107 c.p.c. - Litisconsorzio necessario processuale - Configurabilità - Partecipazione del terzo al giudizio di primo grado - Sua mancata citazione in appello - Violazione dell'art. 331 c.p.c. - Sussistenza. La chiamata del terzo "iussu iudicis" ex art. 107 c.p.c. determina una situazione di litisconsorzio necessario cd. "processuale", non rimuovibile per effetto di un diverso apprezzamento del giudice dell'impugnazione, salva l'estromissione del chiamato con la sentenza di merito, sicché, quando il terzo, dopo aver partecipato al giudizio di primo grado a seguito di tale chiamata, non abbia preso parte a quello di appello, si configura una violazione dell'art. 331 c.p.c., rilevabile anche d'ufficio nel giudizio di legittimità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9131 del 06/05/2016 &nbsp...
Violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria - Opposizione dell'autore della violazione - Mancata opposizione della banca - Ordine del giudice di chiamata dell'istituto di appartenenza ex art. 107 cod. proc. civ. - Riattribuzione alla parte del potere di opposizione - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18682 del 04/09/2014 In tema di sanzioni amministrative per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, qualora l'opposizione sia stata proposta dal solo esponente aziendale ritenuto autore materiale dell'illecito, il provvedimento sanzionatorio diviene inoppugnabile nei confronti dell'istituto di credito solidalmente responsabile. Ne consegue che, ove il giudice di appello abbia ritenuto sussistente un rapporto di dipendenza tra la posizione della banca, destinataria dell'ingiunzione di pagamento, e quella dell'autore della violazione, destinatario dell'azione di regresso, può ordinare, con valutazione discrezionale non soggetta a sindacato in sede di gravame, la chiamata in causa del terzo (nella specie, l'istituto bancario), ai sensi dell'art. 107 cod. proc. civ., senza che ciò determini l'effetto di riattribuire alla parte il potere di opposizione non tempestivamente esercitato. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18682 del 04/09/2014 &nbsp...
Morte del chiamato in causa "iussu iudicis" nel giudizio di primo grado - Integrazione del contraddittorio nei confronti degli eredi in fase di appello Necessità - Fondamento - Conseguenze dell'inosservanza - Nullità rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità - Condizioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 11250 del 21/05/2014 In caso di morte del chiamato in causa "iussu iudicis" ex art. 107 cod. proc. civ. nel giudizio di primo grado, la relativa legittimazione processuale attiva e passiva si trasmette agli eredi, i quali vengono a trovarsi nella posizione di litisconsorti necessari per ragioni processuali, sicché, in fase di appello, deve essere ordinata d'ufficio l'integrazione del contraddittorio nei confronti di ciascuno di essi, ancorché contumaci in primo grado. Ne consegue che, qualora l'impugnazione sia notificata al chiamato in causa deceduto e non agli eredi, il procedimento di appello e la sentenza che lo definisce sono affetti da nullità assoluta - per violazione dell'art. 331 cod. proc. civ. - rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado e, quindi, anche in sede di legittimità, laddove la non integrità del contraddittorio emerga "ex se" dagli atti, senza necessità di nuovi accertamenti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 11250 del 21/05/2014 &nbsp...
Omessa partecipazione, nel giudizio di appello, del terzo litisconsorte processuale ex art. 107 cod. proc. civ. - Nullità della sentenza - Cassazione con rinvio - Mancata integrazione del contraddittorio in sede di rinvio - Applicabilità dell'art. 393 cod. proc. civ. - Esclusione - Inammissibilità dell'impugnazione. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10282 del 12/05/2014 Nel giudizio di rinvio, successivo alla cassazione della sentenza di appello per violazione del litisconsorzio necessario di natura processuale, determinato dalla chiamata del terzo "iussu iudicis" in primo grado, l'omessa integrazione del contraddittorio comporta l'inammissibilità dell'impugnazione ex art. 331, secondo comma, cod. proc. civ., non trovando applicazione l'art. 393 cod. proc. civ., che riguarda esclusivamente la mancata riassunzione del giudizio di rinvio nel termine perentorio di cui all'art. 392 cod. proc. civ. ovvero il verificarsi di una nuova causa di estinzione del medesimo giudizio di rinvio. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10282 del 12/05/2014 &nbsp...
Integrazione del contraddittorio ex art. 107 cod. proc. civ. - Finalità - Impugnazione della sentenza da parte del terzo chiamato in causa "iussu iudicis" - Impugnazione incidentale adesiva ed impugnazione principale od incidentale autonoma - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20124 del 24/09/2014 L'ordine del giudice ex art. 107 cod. proc. civ. assolve alla funzione di estendere gli effetti sostanziali del giudicato al terzo, qualora il rapporto controverso sia a lui comune ovvero sia connesso per il titolo o l'oggetto con un altro rapporto intercorrente con un'altra parte. Ne consegue che il terzo chiamato in causa è sempre legittimato a proporre impugnazione incidentale adesiva a quella principale (od incidentale di detta parte), sì da evitare che il giudicato sul rapporto controverso possa produrre effetti pregiudizievoli su quello connesso, mentre può proporre impugnazione avverso la sentenza in via principale od incidentale autonoma soltanto in caso di soccombenza, totale o parziale, rispetto a conclusioni formulate in modo autonomo ovvero a pretese fatte valere direttamente nei suoi confronti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20124 del 24/09/2014 &nbsp...
Integrazione del contraddittorio ex art. 107 cod. proc. civ. - Finalità - Impugnazione della sentenza da parte del terzo chiamato in causa "iussu iudicis" - Impugnazione incidentale adesiva ed impugnazione principale od incidentale autonoma - Condizioni. L'ordine del giudice ex art. 107 cod. proc. civ. assolve alla funzione di estendere gli effetti sostanziali del giudicato al terzo, qualora il rapporto controverso sia a lui comune ovvero sia connesso per il titolo o l'oggetto con un altro rapporto intercorrente con un'altra parte. Ne consegue che il terzo chiamato in causa è sempre legittimato a proporre impugnazione incidentale adesiva a quella principale (od incidentale di detta parte), sì da evitare che il giudicato sul rapporto controverso possa produrre effetti pregiudizievoli su quello connesso, mentre può proporre impugnazione avverso la sentenza in via principale od incidentale autonoma soltanto in caso di soccombenza, totale o parziale, rispetto a conclusioni formulate in modo autonomo ovvero a pretese fatte valere direttamente nei suoi confronti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20124 del 24/09/2014 &nbsp...
Morte del chiamato in causa "iussu iudicis" nel giudizio di primo grado - Integrazione del contraddittorio nei confronti degli eredi in fase di appello Necessità - Fondamento - Conseguenze dell'inosservanza - Nullità rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità - Condizioni. In caso di morte del chiamato in causa "iussu iudicis" ex art. 107 cod. proc. civ. nel giudizio di primo grado, la relativa legittimazione processuale attiva e passiva si trasmette agli eredi, i quali vengono a trovarsi nella posizione di litisconsorti necessari per ragioni processuali, sicché, in fase di appello, deve essere ordinata d'ufficio l'integrazione del contraddittorio nei confronti di ciascuno di essi, ancorché contumaci in primo grado. Ne consegue che, qualora l'impugnazione sia notificata al chiamato in causa deceduto e non agli eredi, il procedimento di appello e la sentenza che lo definisce sono affetti da nullità assoluta - per violazione dell'art. 331 cod. proc. civ. - rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado e, quindi, anche in sede di legittimità, laddove la non integrità del contraddittorio emerga "ex se" dagli atti, senza necessità di nuovi accertamenti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11250 del 21/05/2014 &nbsp...
sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 8364 del 09/04/2014
Omissioni contributive - Ordinanza ingiunzione - Contestazione dell'esistenza del rapporto di lavoro subordinato - Chiamata in causa del lavoratore - Inammissibilità. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 8364 del 09/04/2014 Nelle controversie instaurate con opposizione ad ordinanza ingiunzione, irrogativa di sanzione amministrativa per omissioni contributive relative ad un rapporto di lavoro subordinato del quale l'opponente contesti l'esistenza, è inammissibile la chiamata in causa del lavoratore al fine di accertare l'insussistenza del rapporto, giacché nel predetto giudizio non sono configurabili situazioni di comunanza di causa o chiamata in garanzia, per essere il "thema decidendum" limitato all'accertamento della legittimità della pretesa sanzionatoria dell'INPS nei confronti dell'autore dell'omissione contributiva o dell'obbligato in solido. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 8364 del 09/04/2014 &nbsp...
Procedimento civile - legittimazione - passiva – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013
Contestazione - Indicazione di un terzo quale effettivo obbligato - Litisconsorzio facoltativo - Configurabilità - Poteri del giudice - Ordine di chiamata del terzo ex art. 107 cod. proc. civ. - Insindacabilità nelle fasi di gravame. La contestazione della legittimazione passiva da parte del convenuto, con l'indicazione di un terzo quale soggetto effettivamente legittimato danno luogo ad un'ipotesi di litisconsorzio facoltativo, dal quale deriva a carico del giudice solo la facoltà, non sindacabile in sede di gravame presupponendo una valutazione discrezionale, di ordinare la chiamata in causa del terzo, ai sensi dell'art. 107 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013 &nbsp...
legittimazione - passiva – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013
Contestazione - Indicazione di un terzo quale effettivo obbligato - Litisconsorzio facoltativo - Configurabilità - Poteri del giudice - Ordine di chiamata del terzo ex art. 107 cod. proc. civ. - Insindacabilità nelle fasi di gravame. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013 La contestazione della legittimazione passiva da parte del convenuto, con l'indicazione di un terzo quale soggetto effettivamente legittimato danno luogo ad un'ipotesi di litisconsorzio facoltativo, dal quale deriva a carico del giudice solo la facoltà, non sindacabile in sede di gravame presupponendo una valutazione discrezionale, di ordinare la chiamata in causa del terzo, ai sensi dell'art. 107 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013 &nbsp...
Contestazione del convenuto della titolarità passiva - Indicazione del terzo quale soggetto passivo della pretesa - Ordine ed art. 107 cod. proc. civ. - Inosservanza - Omessa cancellazione della causa dal ruolo - Decisione di merito - Implicita revoca dell'ordine di chiamata in causa - Configurabilità - Fondamento. Quando il convenuto contesti di esser titolare dell'obbligazione dedotta in giudizio indicando un terzo quale esclusivo soggetto passivo della pretesa attrice, non v'è necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di quest'ultimo, in quanto, potendo emettersi la pronunzia di accertamento positivo o negativo della sussistenza di quella titolarità con effetti limitati alle parti in causa, non si versa in situazione di impossibilità di adottare una pronunzia idonea a produrre gli effetti giuridici voluti senza la partecipazione al giudizio di determinati soggetti. Ne consegue che nella indicata ipotesi l'intervento del terzo nel giudizio può esser disposto in corso di causa ex art. 107 cod. proc. civ. solo dal giudice di primo grado nell'esercizio di un potere discrezionale ed insindacabile, ma qualora l'ordine predetto sia rimasto inosservato e il giudice non abbia provveduto a cancellare la causa dal ruolo a norma dell'art. 270 cod. proc. civ., deve ritenersi che tale ordine sia stato implicitamente revocato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1291 del 30/01/2012 &nbsp...
Questione relativa alla non integrità del contraddittorio - Rilevabilità su eccezione o d'ufficio per la prima volta nel giudizio di rinvio - Inammissibilità - Fondamento. Nel giudizio di rinvio dalla Cassazione non può essere eccepita o rilevata di ufficio la non integrità del contraddittorio a causa di una esigenza originaria di litisconsorzio (art. 102 cod. proc. civ.) quando tale questione non sia stata dedotta con il ricorso per cassazione e rilevata dal giudice di legittimità, dovendosi presumere in mancanza di diversa esplicita statuizione che il contraddittorio sia stato da questo ritenuto integro. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 1075 del 18/01/2011 &nbsp...
Questione relativa alla non integrità del contraddittorio - Rilevabilità su eccezione o d'ufficio per la prima volta nel giudizio di rinvio - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 1075 del 18/01/2011 Nel giudizio di rinvio dalla Cassazione non può essere eccepita o rilevata di ufficio la non integrità del contraddittorio a causa di una esigenza originaria di litisconsorzio (art. 102 cod. proc. civ.) quando tale questione non sia stata dedotta con il ricorso per cassazione e rilevata dal giudice di legittimità, dovendosi presumere in mancanza di diversa esplicita statuizione che il contraddittorio sia stato da questo ritenuto integro. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 1075 del 18/01/2011 &nbsp...
Cause inscindibili o dipendenti - Impugnazione incidentale tardiva contro parte diversa dall'impugnante principale e su un capo di sentenza diverso da quello oggetto dell'impugnazione principale - Ammissibilità. Nelle cause inscindibili o dipendenti, la parte i cui interessi giuridici sono oggetto dell'impugnazione principale è legittimata a proporre impugnazione incidentale tardiva, ai sensi dell'art. 334 cod. proc. civ., anche contro una parte diversa da quella che ha introdotto l'impugnazione principale e su un capo di sentenza differente da quello oggetto di quest'ultima impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12714 del 25/05/2010 &nbsp...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili - integrazione del contraddittorio in cause inscindibili – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 3717 del 17/02/2010
Chiamata del terzo "iussu iudicis" ex art. 107 cod. proc. civ. - Litisconsorzio necessario processuale - Configurabilità - Partecipazione del terzo al giudizio di primo grado - Sua mancata citazione in appello - Violazione dell'art. 331 cod. proc. civ. - Sussistenza - Cassazione con rinvio per nuovo esame previa integrazione del contraddittorio - Necessità. La chiamata del terzo "iussu iudicis" di cui all'art. 107 cod. proc. civ. determina una situazione di litisconsorzio necessario cd. "processuale", non rimuovibile per effetto di un diverso apprezzamento del giudice dell'impugnazione, salva l'estromissione del chiamato con la sentenza di merito, con la conseguenza che quando il terzo, dopo aver partecipato al giudizio di primo grado a seguito di tale chiamata, non abbia partecipato al giudizio di appello, si configura una violazione dell'art. 331 cod. proc. civ., rilevabile d'ufficio nel giudizio di legittimità, nel quale va disposta la cassazione con rinvio per nuovo esame previa integrazione del contraddittorio. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 3717 del 17/02/2010 &nbsp...
Procedimento civile - litisconsorzio - necessario – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26388 del 03/11/2008
Mancata integrazione del contraddittorio - Rilevabilità d'ufficio - In Cassazione - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie. Il difetto di integrità del contraddittorio per omessa citazione di litisconsorti necessari può essere rilevato d'ufficio, per la prima volta, anche dal giudice di legittimità, alla duplice condizione che gli elementi che rivelano la necessità del contraddittorio emergano, con ogni evidenza, dagli atti già ritualmente acquisiti nel giudizio di merito e che sulla questione non si sia formato il giudicato (La S.C. ha affermato il principio - in un giudizio avente ad oggetto la richiesta del lavoratore ad essere riassunto alle dipendenze della AD.IM. Spa, originaria datrice di lavoro, in forza dell'accordo con il quale la società si era impegnata a ricollocare il medesimo, direttamente ovvero alle dipendenze di altra impresa del gruppo avente sede nel comune di Ascoli Piceno o in comuni limitrofi, entro ventiquattro mesi dal collocamento in mobilità - in relazione all'integrazione del contraddittorio rispetto alle altre imprese del gruppo, che pure avevano aderito direttamente all'impegno, atteso che la pronuncia sulla fondatezza ed accoglibilità della domanda formulata con l'atto introduttivo presupponeva che solamente la AD.IM. avesse sedi di lavoro in Ascoli Piceno o comuni limitrofi). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26388 del 03/11/2008 &nbsp...
litisconsorzio - necessario - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26388 del 03/11/2008
Mancata integrazione del contraddittorio - Rilevabilità d'ufficio - In Cassazione - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26388 del 03/11/2008 Il difetto di integrità del contraddittorio per omessa citazione di litisconsorti necessari può essere rilevato d'ufficio, per la prima volta, anche dal giudice di legittimità, alla duplice condizione che gli elementi che rivelano la necessità del contraddittorio emergano, con ogni evidenza, dagli atti già ritualmente acquisiti nel giudizio di merito e che sulla questione non si sia formato il giudicato (La S.C. ha affermato il principio - in un giudizio avente ad oggetto la richiesta del lavoratore ad essere riassunto alle dipendenze della AD.IM. Spa, originaria datrice di lavoro, in forza dell'accordo con il quale la società si era impegnata a ricollocare il medesimo, direttamente ovvero alle dipendenze di altra impresa del gruppo avente sede nel comune di Ascoli Piceno o in comuni limitrofi, entro ventiquattro mesi dal collocamento in mobilità - in relazione all'integrazione del contraddittorio rispetto alle altre imprese del gruppo, che pure avevano aderito direttamente all'impegno, atteso che la pronuncia sulla fondatezza ed accoglibilità della domanda formulata con l'atto introduttivo presupponeva che solamente la AD.IM. avesse sedi di lavoro in Ascoli Piceno o comuni limitrofi). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26388 del 03/11/2008 &nbsp...
Discrezionalità esclusiva del giudice di primo grado - Fondamento - Censurabilità dell'esercizio del potere - Esclusione - Inottemperanza all'ordine di chiamata in causa - Cancellazione della causa dal ruolo - Mancata riassunzione con integrazione del contraddittorio nei confronti del terzo - Conseguenze - Estinzione del processo - Poteri del giudice dell'impugnazione - Delibazione circoscritta soltanto alla ritualità della dichiarazione di estinzione - Necessità. La chiamata in causa di un terzo ai sensi dell'art. 107 cod. proc. civ. è sempre rimessa alla discrezionalità del giudice di primo grado, involgendo valutazioni circa l'opportunità di estendere il processo ad altro soggetto, onde l'esercizio del relativo potere, che determina una situazione di litisconsorzio processuale necessario, è insindacabile sia da parte del giudice di appello, che del giudice di legittimità. Ne consegue che il giudice di appello non può far altro che constatare la rituale dichiarazione di intervenuta estinzione del giudizio da parte del giudice di primo grado, ove non si sia provveduto alla riassunzione del processo, con l'integrazione del contraddittorio nei confronti del terzo, nel termine di un anno dall'ordinanza di cancellazione della causa dal ruolo pronunciata a seguito dell'inottemperanza all'ordine di chiamata in causa. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 22419 del 05/09/2008 &nbsp...
Spese sostenute dal terzo chiamato - Condanna alla rifusione a carico dell'attore soccombente - Legittimità - Assenza di domande da parte dell'attore nei confronti del terzo chiamato - Irrilevanza. Le spese sostenute dal terzo chiamato in causa su istanza di parte o d'ufficio, quando non ricorrano giusti motivi per la compensazione, sono legittimamente poste a carico dell'attore soccombente, a nulla rilevando che questi non abbia formulato domanda alcuna nei confronti dello stesso terzo evocato in giudizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7674 del 21/03/2008 &nbsp...
Litisconsorzio processuale - Automatica estensione della domanda al terzo chiamato "iussu iudicis" - Esclusione - Manifestazione espressa di volontà - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2901 del 07/02/2008 Il litisconsorzio meramente processuale, che si verifica in caso di chiamata in causa, per ordine del giudice, di un terzo cui è ritenuta comune la controversia, impone la presenza in causa del terzo anche nei successivi gradi di giudizio, ma non comporta che a tale soggetto debbano ritenersi automaticamente estese le domande e le conclusioni formulate nei confronti di altri soggetti processuali, occorrendo a tal fine un'espressa manifestazione di volontà al riguardo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2901 del 07/02/2008 &nbsp...
Litisconsorzio processuale - Automatica estensione della domanda al terzo chiamato "iussu iudicis" - Esclusione - Manifestazione espressa di volontà - Necessità. Il litisconsorzio meramente processuale, che si verifica in caso di chiamata in causa, per ordine del giudice, di un terzo cui è ritenuta comune la controversia, impone la presenza in causa del terzo anche nei successivi gradi di giudizio, ma non comporta che a tale soggetto debbano ritenersi automaticamente estese le domande e le conclusioni formulate nei confronti di altri soggetti processuali, occorrendo a tal fine un'espressa manifestazione di volontà al riguardo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2901 del 07/02/2008 &nbsp...
Accertamento in appello dell'inosservanza dell'ordine di chiamata in causa "jussu judicis" - Conseguenze - Rimessione della causa al primo giudice - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 18709 del 06/09/2007 La norma dell'art. 354 cod. proc. civ. - la quale dispone che il giudice d'appello deve rimettere la causa al primo giudice quando riconosca che nel relativo giudizio doveva essere integrato il contraddittorio - si riferisce solo all'ipotesi di litisconsorzio necessario ex art. 102 cod. proc. civ., in cui la violazione del precetto darebbe luogo ad una sentenza inutiliter data per oggettiva inidoneità a produrre i propri effetti, destinati a coinvolgere tutti i soggetti di una determinata situazione sostanziale, necessariamente plurilaterale; tale situazione non si configura nell'ipotesi di chiamata in causa di un terzo "jussu judicis" ai sensi dell'art. 107 cod. proc. civ. che, pur dando luogo ad un litisconsorzio necessario di natura processuale, risponde ad esigenze di economia processuale (comunanza di causa) discrezionalmente e insindacabilmente valutate sotto il profilo dell'opportunità dal giudice di primo grado, cui è consentito di revocare, anche tacitamente, l'ordine di intervento. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto infondato il motivo di ricorso che, in controversia avente ad oggetto la costituzione di un rapporto di lavoro pubblico, lamentava l'omessa considerazione da parte del giudice di appello della violazione dell'ordine di chiamare in causa gli iscritti in graduatoria e la conseguente violazione del contraddittorio nel giudizio di primo grado, ritenendo che, se disposto l'intervento "jussu judicis" e rimasto inosservato l'ordine giudiziale, il giudice di merito non aveva cancellato la causa a norma dell'art. 270 comma secondo cod. proc. civ., l'ordine doveva ritenersi tacitamente revocato). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 18709 del 06/09/2007 &nbsp...
Mancanza di negazione, da parte dell'originario convenuto (nella specie rimasto contumace), della titolarità passiva dell'obbligazione azionata con indicazione in capo al terzo della detta titolarità - Intervento del terzo per ordine del giudice - Legittimità - Esclusione. In difetto di declinazione, da parte dell'originario convenuto (nella specie, rimasto contumace), della titolarità dell'obbligazione dedotta, con indicazione di quella del terzo, il giudice non può, d'ufficio, ipotizzata l'esistenza di un diverso obbligato, ordinare l'intervento in causa del terzo, una tale inziativa manifestando non già il legittimo intento di consentire, nel "simultaneus processus", l'individuazione del vero obbligato, bensì la indebita intenzione di correggere in via officiosa la supposta erroneità della "vocatio in ius" da parte attrice. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13908 del 14/06/2007 &nbsp...
Mancanza di negazione, da parte dell'originario convenuto (nella specie rimasto contumace), della titolarità passiva dell'obbligazione azionata con indicazione in capo al terzo della detta titolarità - Intervento del terzo per ordine del giudice - Legittimità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13908 del 14/06/2007 In difetto di declinazione, da parte dell'originario convenuto (nella specie, rimasto contumace), della titolarità dell'obbligazione dedotta, con indicazione di quella del terzo, il giudice non può, d'ufficio, ipotizzata l'esistenza di un diverso obbligato, ordinare l'intervento in causa del terzo, una tale inziativa manifestando non già il legittimo intento di consentire, nel "simultaneus processus", l'individuazione del vero obbligato, bensì la indebita intenzione di correggere in via officiosa la supposta erroneità della "vocatio in ius" da parte attrice. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13908 del 14/06/2007 &nbsp...
Intervento adesivo o iussu iudicis - Possibilità di condannare l'interventore alle spese - Sussistenza - Condizioni. È soccombente rispetto alla parte vincitrice, e può perciò essere condannata al rimborso delle spese del processo, non solo la parte che propone domande, ma anche quella che interviene nel processo per sostenere le ragioni di una parte o che, chiamata nel processo da una delle parti, ne sostiene le ragioni contro l'altra. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4213 del 23/02/2007 &nbsp...
Intervento principale e intervento litisconsortile nel processo - Condizioni previste dall'art.105 cod. proc. civ. - Individuazione. Ai fini dell'intervento principale o dell'intervento litisconsortile nel processo, anche se l'articolo 105 cod. proc. civ. esige che il diritto vantato dall'interveniente non sia limitato ad una meramente generica comunanza di riferimento al bene materiale in relazione al quale si fanno valere le antitetiche pretese delle parti, la diversa natura delle azioni esercitate, rispettivamente, dall'attore in via principale e dal convenuto in via riconvenzionale rispetto a quella esercitata dall'interveniente, o la diversità dei rapporti giuridici con le une e con l'altra dedotti in giudizio, non costituiscono elementi decisivi per escludere l'ammissibilità dell'intervento, essendo sufficiente a farlo ritenere ammissibile la circostanza che la domanda dell'interveniente presenti una connessione od un collegamento con quella di altre parti relative allo stesso oggetto sostanziale, tali da giustificare un simultaneo processo, particolarmente allorchè la tutela del diritto vantato dall'interveniente sia incompatibile con quella vantata dall'una e/o dall'altra delle parti originarie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13557 del 12/06/2006...
intervento in causa di terzi - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13557 del 12/06/2006
Intervento principale e intervento litisconsortile nel processo - Condizioni previste dall'art.105 cod. proc. civ. - Individuazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13557 del 12/06/2006 Ai fini dell'intervento principale o dell'intervento litisconsortile nel processo, anche se l'articolo 105 cod. proc. civ. esige che il diritto vantato dall'interveniente non sia limitato ad una meramente generica comunanza di riferimento al bene materiale in relazione al quale si fanno valere le antitetiche pretese delle parti, la diversa natura delle azioni esercitate, rispettivamente, dall'attore in via principale e dal convenuto in via riconvenzionale rispetto a quella esercitata dall'interveniente, o la diversità dei rapporti giuridici con le une e con l'altra dedotti in giudizio, non costituiscono elementi decisivi per escludere l'ammissibilità dell'intervento, essendo sufficiente a farlo ritenere ammissibile la circostanza che la domanda dell'interveniente presenti una connessione od un collegamento con quella di altre parti relative allo stesso oggetto sostanziale, tali da giustificare un simultaneo processo, particolarmente allorchè la tutela del diritto vantato dall'interveniente sia incompatibile con quella vantata dall'una e/o dall'altra delle parti originarie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13557 del 12/06/2006 &nbsp...
Spese giudiziali civili - intervento in causa – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9049 del 19/04/2006
Condanna del soccombente alla refusione delle spese del terzo chiamato in causa "iussu iudicis" - Necessità - Chiamata su presupposto rivelatosi erroneo - Irrilevanza - Fondamento. Colui che attivamente o passivamente si espone all'esito del processo, oltre a conseguire i vantaggi, deve anche sopportare le eventuali conseguenze sfavorevoli che, in ordine alle spese, sono stabilite a suo carico in base al principio della soccombenza e ciò anche se si tratti di spese non rigorosamente conseguenziali e strettamente dipendenti dall'attività della parte rimasta soccombente ma derivante dagli eventuali errori in cui può incorrere il giudice nei vari gradi o nelle diverse fasi del processo,come nel caso di quelle che vengono sopportate da coloro che sono chiamati a partecipare al giudizio quali terzi evocati per ordine del giudice, ancorché rivelatosi successivamente ingiustificato: solo in tal modo, infatti, rimane efficacemente salvaguardato il fondamentale diritto di difesa delle parti che vengono, anche se ingiustamente, chiamate in giudizio. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9049 del 19/04/2006 &nbsp...
Intervento coatto "iussu iudicis" - Giudice competente - Intervento su istanza di parte - Chiamata in garanzia - Chiamata in giudizio della p.a. - Disciplina "ex" art. 25 cod. proc. civ. - Applicabilità - Esclusione - Limiti. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 15093 del 16/07/2005 Tanto in ipotesi di chiamata in giudizio della p.a. "iussu iudicis" per comunanza di causa ai sensi dell'art. 107 cod. proc. civ. , quanto nel caso di chiamata in garanzia della stessa a norma dell'art. 106 cod. proc. civ., è ' inapplicabile la disposizione dell'art. 25 cod. proc. civ. sulla competenza esclusiva del foro erariale a conoscere della controversia, in difetto di una esplicita richiesta della p.a. corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 15093 del 16/07/2005 &nbsp...
Intervento coatto "iussu iudicis" - Giudice competente - Intervento su istanza di parte - Chiamata in garanzia - Chiamata in giudizio della p.a. - Disciplina "ex" art. 25 cod. proc. civ. - Applicabilità - Esclusione - Limiti. Tanto in ipotesi di chiamata in giudizio della p.a. "iussu iudicis" per comunanza di causa ai sensi dell'art. 107 cod. proc. civ. , quanto nel caso di chiamata in garanzia della stessa a norma dell'art. 106 cod. proc. civ., è ' inapplicabile la disposizione dell'art. 25 cod. proc. civ. sulla competenza esclusiva del foro erariale a conoscere della controversia, in difetto di una esplicita richiesta della p.a. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 15093 del 16/07/2005 &nbsp...
Chiamata in causa di terzo - disposto dal giudice in sede di discussione della causa - ammissibilità.* Nel nuovo rito del lavoro, in cui non esiste soluzione di continuità tra fase istruttoria e fase decisoria, l'intervento di un terzo nel processo può essere dal giudice ordinato anche in Sede di discussione della causa, non ostandovi il divieto delle udienze di mero rinvio sancito dall'art. 421, ultimo comma, cod. proc. civ..* Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 5670 del 09/11/1984 &nbsp...
Presupposti dell'ordine di intervento - valutazione del giudice del merito - insindacabilità in sede di legittimità.* L'intervento in causa per ordine del giudice trascende l'interesse delle parti originarie ed è strumentale a quello di realizzare l'economia di giudizi e di prevenire giudicati contraddittori che possono verificarsi qualora vengano decise separatamente cause caratterizzate da elementi comuni. La valutazione circa la sussistenza dei presupposti dell'ordine di intervento costituisce una prerogativa del giudice di primo grado, che non è suscettibile di Sindacato nelle fasi successive ed, in particolare, in Sede di legittimità. ( V 6850/82, mass n 424495; ( V 3611/80, mass n 407460; ( V 693/80, mass n 404118).* Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 5670 del 09/11/1984 &nbsp...
Coatto iussu iudicis (chiamata) - poteri del chiamato.* Il terzo chiamato in causa iussu iudicis - sia quando l'ordine del giudice si ricollega a ragioni di semplice opportunità, sia, ed a maggior ragione, quando esso è dettato dall'esigenza di assicurare l'integrità del contraddittorio - assume nel processo una posizione autonoma, tale da consentirgli di proporre domande e difese senza riguardo allo stato della lite, salvo il limite generale della proposizione delle stesse con l'atto di Costituzione in giudizio. ( V 3237/71, mass n 354664; ( V 1762/67, mass n 328622; ( V 520/60).* Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 459 del 23/01/1982 &nbsp...
Espletamento di mezzi istruttori - poteri del chiamato - facolta di richiedere nuove prove - mancato esercizio - effetti.* Il giudice puo ordinare in ogni tempo, e quindi anche dopo l'espletamento dei mezzi istruttori, l'intervento del terzo, ai sensi dell'art. 107 cod.proc.civ., quando ritenga opportuno che il processo si svolga anche nei suoi confronti per essere la causa a lui comune. Ove l'intervento avvenga dopo l'espletamento dei mezzi istruttori, il terzo ha piena liberta di difesa e non e vincolato all'attivita probatoria precedentemente svolta, ma, se egli non si avvale di tale facolta o rimane contumace, il giudice puo desumere anche nei suoi confronti elementi di convincimento dal materiale gia acquisito al processo.* Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1762 del 14/07/1967 &nbsp...
Forma e tempo della chiamata - espletamento di mezzi istruttori - poteri del chiamato - facolta di richiedere nuove prove - mancato esercizio - effetti.* Il giudice puo ordinare in ogni tempo, e quindi anche dopo l'espletamento dei mezzi istruttori, l'intervento del terzo, ai sensi dell'art. 107 cod.proc.civ., quando ritenga opportuno che il processo si svolga anche nei suoi confronti per essere la causa a lui comune. Ove l'intervento avvenga dopo l'espletamento dei mezzi istruttori, il terzo ha piena liberta di difesa e non e vincolato all'attivita probatoria precedentemente svolta, ma, se egli non si avvale di tale facolta o rimane contumace, il giudice puo desumere anche nei suoi confronti elementi di convincimento dal materiale gia acquisito al processo.* Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1762 del 14/07/1967 &nbsp...

References: Art. 107
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 sentenza 
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 art. 331
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 art. 102
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 art. 25
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