Source: http://noiradiomobile.org/speciale-tenuita-del-fatto-incompatibile-con-la-continuazione-ma-questultima-va-verificata-con-rigore-corte-di-cassazione-sezione-vi-penale-sentenza-13-marzo-2018-n-11378/
Timestamp: 2018-10-20 00:55:06+00:00

Document:
Speciale tenuità del fatto incompatibile con la continuazione, ma quest’ultima va verificata con rigore (Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, Sentenza 13 marzo 2018, n. 11378). – Noi Radiomobile™
Home »News»Leggi dello Stato»Speciale tenuità del fatto incompatibile con la continuazione, ma quest’ultima va verificata con rigore (Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, Sentenza 13 marzo 2018, n. 11378).
Speciale tenuità del fatto incompatibile con la continuazione, ma quest’ultima va verificata con rigore (Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, Sentenza 13 marzo 2018, n. 11378).
Dott. VIGNA Maria S. – rel. Consigliere –
1. Con il provvedimento impugnato, il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Pesaro ha dichiarato, ai sensi dell’art. 425 c.p.p. e art. 131-bis c.p., non luogo a procedere nei confronti di B.C. per la particolare tenuità del fatto in relazione al reato di cui agli artt. 81 cpv. e 314 c.p..
All’imputata, dipendente, all’epoca dei fatti, della società che aveva in concessione lo svolgimento dei servizi cimiteriali nel comune di Pesaro, è stato contestato il reato di peculato d’uso continuato in relazione a plurime telefonate effettuate a maggio, giugno e luglio 2011, con l’utenza assegnata alla società, non riconducibili in modo oggettivo e chiaro all’espletamento delle sue funzioni.
Il G.u.p, ritenendo tali telefonate limitate nel tempo e di durata non estesa, ha reputato l’offesa al bene giuridico protetto di particolare tenuità ed ha, conseguentemente, dichiarato non luogo a procedere per la non punibilità dell’imputata ex art. 131-bis cod. pen..
2. Ricorre il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Ancona, che chiede l’annullamento della sentenza impugnata per violazione di legge con riferimento all’art. 131-bis c.p., deducendo che anche il reato continuato configura un’ipotesi di reato abituale e che la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere dichiarata in presenza di più reati legati dal vincolo della continuazione.
3. Il 9/01/2017 è stata depositata memoria nell’interesse di B.C., nella quale si chiede venga dichiarata l’inammissibilità del ricorso per l’inconsistenza della tesi accusatoria e per l’insussistenza del vincolo della continuazione. Si richiama, inoltre, il recente orientamento giurisprudenziale secondo il quale è possibile dichiarare la causa di esclusione della punibilità ex art. 131-bis c.p. anche in presenza di più reati legati dal vincolo della continuazione.
2. Deve premettersi che il Collegio ritiene di aderire all’orientamento giurisprudenziale maggioritario secondo il quale la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131-bis c.p. non può essere dichiarata in presenza di più reati legati dal vincolo della continuazione, in quanto anche il reato continuato configura un’ipotesi di “comportamento abituale” per la reiterazione di condotte penalmente rilevanti, ostativa al riconoscimento del beneficio, essendo il segno di una devianza “non occasionale” (Sez. 5, n. 48352 del 15/05/2017, P.G. in proc. Mogoreanu, Rv. 271271; Sez. 2, n. 1 del 15/11/2016 – dep. 02/01/2017, Cattaneo, Rv. 26897001; Sez. 5, n. 4852 del 14/11/2016 – dep. 01/02/2017, De Marco, Rv. 26909201; Sez. 3, n. 43816 del 01/07/2015 dep. 30/10/2015, Amodeo, Rv. 26508401).
3. Nel caso in esame non si verte, però, nell’ipotesi di reato continuato, posto che, in considerazione delle peculiarità del reato contestato, deve ritenersi che le condotte ascritte all’imputata, per l’unitario contesto spazio – temporale nel quale si collocano, vadano di fatto a costituire una condotta inscindibile per l’unitario contesto.
3.3. Alla luce di quanto sopra evidenziato, non si pone, pertanto, la questione afferente l’inapplicabilità al reato continuato della causa di non punibilità di cui all’art. 131-bis c.p..
4. La condotta posta in essere dalla B., peraltro, ha prodotto un’offesa al bene giudico protetto sicuramente di particolare tenuità e, conseguentemente, bene ha fatto il G.u.p. di Pesaro a dichiarare non doversi procedere nei confronti della stessa ricorrendo la causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto.
← Previous Previous post: Avvocato si rifiuta di consegnare la documentazione al cliente. Segnalato al Consiglio Nazionale Forense, sospende il legale per quattro mesi (Consiglio Nazionale Forense, Sentenza 21 giugno 2018, n. 69).
Next → Next post: Gelateria chiede al Comune di occupare il suolo pubblico con delle tende. Respinto (TAR Toscana, Sezione II, Sentenza 25 luglio 2018, n. 1074).

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 131
 art. 131
 sentenza 
 art. 131
 Sentenza 
 Sentenza