Source: http://www.camera.it/parlam/leggi/05080l.htm
Timestamp: 2015-08-02 10:16:19+00:00

Document:
L 80/2005
Indici delle leggi Legge 14 maggio 2005, n. 80
"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, recante disposizioni urgenti nellambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Deleghe al Governo per la modifica del codice di procedura civile in materia di processo di cassazione e di arbitrato nonché per la riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali"
1. Il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, recante disposizioni urgenti nellambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata vigore della presente legge, un decreto legislativo recante modificazioni al codice di procedura civile. Il decreto, nel rispetto ed in coerenza con la normativa comunitaria e in conformità ai princìpi ed ai criteri direttivi previsti dal comma 3, provvede a realizzare il necessario coordinamento con le altre disposizioni vigenti ed è adottato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, nonchè sottoposto al parere della Assemblea generale della Corte suprema di cassazione ai sensi dellarticolo 93 dellordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12. Il parere è reso entro trenta giorni dalla data di trasmissione; decorso tale termine, il decreto è emanato anche in mancanza del parere. Lo schema di decreto è successivamente trasmesso al Parlamento, perchè sia espresso il parere delle competenti Commissioni parlamentari entro il termine di sessanta giorni dalla data della trasmissione; decorso tale termine, è emanato anche in mancanza del parere. Qualora detto termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo spirare del termine previsto dal primo periodo o successivamente, la scadenza di questultimo è prorogata di centoventi giorni. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo, il Governo può emanare disposizioni correttive e integrative nel rispetto dei princìpi e dei criteri direttivi di cui al comma 3 e con la procedura di cui al presente comma.
3. Nellattuazione della delega di cui al comma 2, il Governo si atterrà ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) disciplinare il processo di cassazione in funzione nomofilattica, stabilendo identità dei motivi di ricorso ordinario e straordinario ai sensi dellarticolo 111, settimo comma, della Costituzione, prevedendo che il vizio di motivazione debba riguardare un fatto controverso; lobbligo che il motivo di ricorso si chiuda, a pena di inammissibilità dello stesso, con la chiara enunciazione di un quesito di diritto; lestensione del sindacato diretto della Corte sullinterpretazione e sullapplicazione dei contratti collettivi nazionali di diritto comune, ampliando la previsione del numero 3) dellarticolo 360 del codice di procedura civile; la non ricorribilità immediata delle sentenze che decidono di questioni insorte senza definire il giudizio e la ricorribilità immediata delle sentenze che decidono parzialmente il merito, con conseguente esclusione della riserva di ricorso avverso le prime e la previsione della riserva di ricorso avverso le seconde; la distinzione fra pronuncia delle sezioni semplici e pronuncia delle sezioni unite prevedendo che la questione di giurisdizione sia sempre di competenza delle sezioni unite nei casi di cui allarticolo 111, ottavo comma, della Costituzione, e possa invece essere assegnata, negli altri casi, alle sezioni semplici se sulla stessa si siano in precedenza pronunziate le sezioni unite; il vincolo delle sezioni semplici al precedente delle sezioni unite, stabilendo che, ove la sezione semplice non intenda aderire al precedente, debba reinvestire le sezioni unite con ordinanza motivata; lestensione delle ipotesi di decisione nel merito, possibile anche nel caso di violazione di norme processuali; lenunciazione del principio di diritto, sia in caso di accoglimento, sia in caso di rigetto dellimpugnazione e con riferimento a tutti i motivi della decisione; meccanismi idonei, modellati sullattuale articolo 363 del codice di procedura civile, a garantire lesercitabilità della funzione nomofilattica della Corte di cassazione, anche nei casi di non ricorribilità del provvedimento ai sensi dellarticolo 111, settimo comma, della Costituzione. Prevedere la revocazione straordinaria e lopposizione di terzo contro le sentenze di merito della Corte di cassazione, disciplinandone la competenza;
b) riformare in senso razionalizzatore la disciplina dellarbitrato prevedendo: la disponibilità delloggetto come unico e sufficiente presupposto dellarbitrato, salva diversa disposizione di legge; che, per la stipulazione di compromesso e di clausola compromissoria, vi sia un unico criterio di capacità, riferito al potere di disporre in relazione al rapporto controverso; una disciplina relativa allarbitrato con pluralità di parti, che garantisca nella nomina degli arbitri il rispetto della volontà originaria o successiva delle parti, nonchè relativa alla successione nel diritto controverso ed alla partecipazione dei terzi al processo arbitrale, nel rispetto dei princìpi fondamentali dellistituto; una disciplina specifica finalizzata a garantire lindipendenza e limparzialità degli arbitri; una disciplina unitaria e completa della responsabilità degli arbitri, anche tipizzando le relative fattispecie; una disciplina dellistruzione probatoria, con la previsione di adeguate forme di assistenza giudiziaria; che gli arbitri possano conoscere in via incidentale delle questioni pregiudiziali non arbitrabili, salvo che per legge sia necessaria la decisione con efficacia di giudicato autonomo; una razionalizzazione della disciplina dei termini per la pronuncia del lodo, anche con riferimento alle ipotesi di proroga degli stessi; una semplificazione e una razionalizzazione delle forme e delle modalità di pronuncia del lodo; che il lodo, anche non omologato, abbia gli effetti di una sentenza; una razionalizzazione delle ipotesi attualmente esistenti di impugnazione per nullità secondo i seguenti princìpi: 1) subordinare la controllabilità del lodo ai sensi del secondo comma dellarticolo 829 del codice di procedura civile alla esplicita previsione delle parti, salvo diversa previsione di legge e salvo il contrasto con i princìpi fondamentali dellordinamento giuridico, 2) disciplinare il procedimento, prevedendo le ipotesi di pronuncia rescissoria da parte del giudice dellimpugnazione per nullità, 3) disciplinare in generale i rapporti fra arbitro e giudice, ivi compresa leccezione di patto compromissorio; una disciplina dellarbitrato amministrato, assicurando che lintervento dellistituzione arbitrale nella nomina degli arbitri abbia luogo solo se previsto dalle parti e prevedendo, in ogni caso, che le designazioni compiute da queste ultime siano vincolanti; la soppressione del capo dedicato allarbitrato internazionale, con tendenziale estensione della relativa disciplina allarbitrato interno, salvi gli opportuni adattamenti, con esclusione di quanto previsto dallarticolo 838 del codice di procedura civile; che le norme in materia di arbitrato trovino sempre applicazione in presenza di patto compromissorio comunque denominato, salva la diversa ed espressa volontà delle parti di derogare alla disciplina legale, fermi in ogni caso il rispetto del principio del contraddittorio, la sindacabilità in via di azione o di eccezione della decisione per vizi del procedimento e la possibilità di fruire della tutela cautelare.
4. Nellesercizio della delega di cui ai commi 2 e 3, il Governo può revisionare la formulazione letterale e la collocazione degli articoli del vigente codice e delle altre norme processuali civili vigenti non direttamente investiti dai princìpi di delega in modo da accordarli con le modifiche apportate dal decreto legislativo adottato nellesercizio della predetta delega.
5. Il Governo è delegato ad adottare, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con losservanza dei princìpi e dei criteri direttivi di cui al comma 6, uno o più decreti legislativi recanti la riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. La riforma, nel rispetto ed in coerenza con la normativa comunitaria e in conformità ai princìpi e ai criteri direttivi di cui al comma 6, realizza il necessario coordinamento con le altre disposizioni vigenti, nonchè la riconduzione della disciplina della transazione in sede fiscale per insolvenza o assoggettamento a procedure concorsuali al concordato preventivo come disciplinato in attuazione della presente legge. I decreti legislativi previsti dal presente comma sono adottati su proposta del Ministro della giustizia e del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle attività produttive, e successivamente trasmessi al Parlamento, ai fini dellespressione dei pareri da parte delle Commissioni competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti sono emanati anche in mancanza dei pareri. Qualora detto termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo spirare del termine previsto dal primo periodo del presente comma o successivamente, la scadenza di questultimo è prorogata di sessanta giorni.
6. Nellesercizio della delega di cui al comma 5, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
1) semplificare la disciplina attraverso lestensione dei soggetti esonerati dallapplicabilità dellistituto e laccelerazione delle procedure applicabili alle controversie in materia;
2) ampliare le competenze del comitato dei creditori, consentendo una maggiore partecipazione dellorgano alla gestione della crisi dellimpresa; coordinare i poteri degli altri organi della procedura;
5) modificare la disciplina degli effetti della revocazione, prevedendo che essi si rivolgano nei confronti delleffettivo destinatario della prestazione;
6) ridurre il termine di decadenza per lesercizio dellazione revocatoria;
8) modificare la disciplina della continuazione temporanea dellesercizio dellimpresa, ampliando i poteri del comitato dei creditori e del curatore ed introducendo lobbligo di informativa periodica da parte del curatore al comitato dei creditori sulla gestione provvisoria;
9) modificare la disciplina dellaccertamento del passivo, abbreviando i tempi della procedura, semplificando le modalità di presentazione delle relative domande di ammissione e prevedendo che in sede di adunanza per lesame dello stato passivo i creditori possano, a maggioranza dei crediti insinuati, confermare o effettuare nuove designazioni in ordine ai componenti del comitato dei creditori, nonchè confermare il curatore ovvero richiederne la sostituzione indicando al giudice delegato un nuovo nominativo;
10) prevedere che, entro sessanta giorni dalla redazione dellinventario, il curatore predisponga un programma di liquidazione da sottoporre, previa approvazione del comitato dei creditori, allautorizzazione del giudice delegato contenente le modalità e i termini previsti per la realizzazione dellattivo, specificando:
10.1) se è opportuno disporre lesercizio provvisorio dellimpresa o di singoli rami di azienda, anche tramite laffitto a terzi;
10.4) le possibilità di cessione unitaria dellazienda, di singoli rami, di beni o di rapporti giuridici individuabili in blocco;
10.5) le condizioni della vendita dei singoli cespiti, e che il comitato dei creditori possa proporre al curatore modifiche al programma presentato, prima di procedere alla sua votazione, e che lapprovazione del programma sia subordinata allesito favorevole della votazione, da parte del comitato dei creditori;
11) modificare la disciplina della ripartizione dellattivo, abbreviando i tempi della procedura e semplificando gli adempimenti connessi;
12) modificare la disciplina del concordato fallimentare, accelerando i tempi della procedura e prevedendo leventuale suddivisione dei creditori in classi che tengano conto della posizione giuridica e degli interessi omogenei delle varie categorie di creditori, nonchè trattamenti differenziati per i creditori appartenenti a classi diverse; disciplinare le modalità di voto per classi, prevedendo che non abbiano diritto di voto i creditori muniti di privilegio, pegno ed ipoteca, a meno che dichiarino di rinunciare al privilegio; disciplinare le modalità di approvazione del concordato, modificando altresì la disciplina delle impugnazioni al fine di garantire una maggiore celerità dei relativi procedimenti;
13) introdurre la disciplina dellesdebitazione e disciplinare il relativo procedimento, prevedendo che essa consista nella liberazione del debitore persona fisica dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti qualora:
13.1) abbia cooperato con gli organi della procedura fornendo tutte le informazioni e la documentazione utile allaccertamento del passivo e al proficuo svolgimento delle operazioni;
13.5) non abbia distratto lattivo o esposto passività insussistenti, cagionato o aggravato il dissesto rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari o fatto ricorso abusivo al credito;
13.6) non sia stato condannato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro leconomia pubblica, lindustria e il commercio, e altri delitti compiuti in connessione con lesercizio dellattività dimpresa, salvo che per tali reati sia intervenuta la riabilitazione.
b) prevedere labrogazione dellamministrazione controllata;
c) prevedere che i crediti di rivalsa verso il cessionario previsti dalle norme relative allimposta sul valore aggiunto, se relativi alla cessione di beni mobili, abbiano privilegio sulla generalità dei mobili del debitore con lo stesso grado del privilegio generale di cui agli articoli 2752 e 2753 del codice civile, cui tuttavia è posposto. 7. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 111 del 14 maggio 2005- Supplemento ordinario n. 91 (*) Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi
(Rafforzamento del sistema doganale, lotta alla contraffazione e
sostegno all'internazionalizzazione del sistema produttivo).
1. Per il rilancio del sistema portuale italiano, con l'obiettivo
di consentire l'ingresso e l'uscita delle merci dal territorio
doganale dell'Unione europea in tempi tecnici adeguati alle esigenze
dei traffici, nonche' per l'incentivazione dei sistemi logistici
nazionali in grado di rendere piu' efficiente lo stoccaggio, la
manipolazione e la distribuzione delle merci, con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e' definito,
ferme restando le vigenti disposizioni in materia di servizi di
polizia doganale, il riassetto delle procedure amministrative di
sdoganamento delle merci, con l'individuazione di forme di
semplificazione e di coordinamento operativo affidate all'Agenzia
delle dogane, per le procedure di competenza di altre amministrazioni
che concorrono allo sdoganamento delle merci, e comunque
nell'osservanza dei principi della massima riduzione dei termini di
conclusione dei procedimenti e della uniformazione dei tempi di
conclusione previsti per procedimenti tra loro analoghi, della
disciplina uniforme dei procedimenti dello stesso tipo che si
svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi uffici della
riferiscono alla medesima attivita', dell'adeguamento delle procedure
alle tecnologie informatiche, del piu' ampio ricorso alle forme di
E' fatta salva la disciplina in materia di circolazione in ambito
internazionale dei beni culturali di cui al decreto legislativo
prescritte certificazioni possono comunque consentire, in
alternativa, la presentazione di certificazioni rilasciate da
3. Al comma 380 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n.
311, dopo le parole: "Agenzia delle entrate" sono inserite le
seguenti: "e all'Agenzia delle dogane".
apparecchiature scanner in dotazione all'Agenzia delle dogane
installate nei maggiori porti ed interporti del territorio nazionale,
favorire la presenza delle imprese sul mercato attraverso lo
snellimento delle operazioni doganali corrette ed il contrasto di
quelle fraudolente, nonche' assicurare un elevato livello di
deterrenza ai traffici connessi al terrorismo ed alla criminalita'
internazionale, l'Agenzia delle dogane utilizza, entro il limite di
ottanta milioni di euro, le maggiori somme rispetto all'esercizio
precedente versate all'Italia dall'Unione europea e che, per effetto
del n. 3) della lettera i) del comma 1 dell'articolo 3 della legge
10 ottobre 1989, n. 349, sono disponibili per l'acquisizione di mezzi
tecnici e strumentali nonche' finalizzate al potenziamento delle
attivita' di accertamento, ispettive e di contrasto alle frodi.
5. E' istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze
un apposito Fondo con la dotazione di 34.180.000 euro per l'anno
2005, di 39.498.000 euro per l'anno 2006, di 38.700.000 euro per
l'anno 2007 e di 42.320.000 euro a decorrere dall'anno 2008, per le
esigenze connesse all'istituzione del Sistema d'informazione visti,
finalizzato al contrasto della criminalita' organizzata e della
immigrazione illegale attraverso lo scambio tra gli Stati membri
dell'Unione europea di dati relativi ai visti, di cui alla decisione
2004/512/CE del Consiglio, dell'8 giugno 2004. Al riparto del Fondo
di cui al presente comma si provvede con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, su proposta dei Ministri competenti.
ciascuno degli anni 2006 e 2007, mediante corrispondente riduzione
parzialmente utilizzando, per euro 1.345.000 per il 2005 e per euro
15.000.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007, l'accantonamento
relativo al Ministero degli affari esteri e, per euro 3.500.000 per
il 2005, l'accantonamento relativo al Ministero dell'interno;
2006 e ad euro 1.134.000 per il 2007, mediante corrispondente
2005-2007, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di conto
capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al predetto
6. Il limite massimo di intervento della Simest S.p.a., come
previsto dalla legge 24 aprile 1990, n. 100, e' elevato al 49 per
cento per gli investimenti all'estero che riguardano attivita'
aggiuntive delle imprese, derivanti da acquisizioni di imprese,
"joint-venture" o altro e che garantiscano il mantenimento delle
capacita' produttive interne. Resta ferma la facolta' del CIPE di
variare, con proprio provvedimento, la percentuale della predetta
7. Salvo che il fatto costituisca reato, e' punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l'acquisto o
l'accettazione, senza averne prima accertata la legittima
provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualita' o
per la condizione di chi le offre o per l'entita' del prezzo,
inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di
origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprieta'
intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche
a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi
titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la
legittima provenienza. In ogni caso si procede alla confisca
amministrativa delle cose di cui al presente comma. Restano ferme le
norme di cui al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70.
riassegnate ad appositi capitoli, anche di nuova istituzione, dello
stato di previsione del Ministero delle attivita' produttive e del
Ministero degli affari esteri, da destinare alla lotta alla
9. All'articolo 4, comma 49, della legge 24 dicembre 2003, n. 350,
dopo le parole: "fallaci indicazioni di provenienza" sono inserite le
seguenti: "o di origine".
10. All'articolo 517 del codice penale, le parole: "due milioni"
sono sostituite dalle seguenti: "ventimila euro".
all'articolo 1-quater opera in stretto coordinamento con le
omologhe strutture degli altri Paesi esteri.
12. I benefici e le agevolazioni previsti ai sensi della legge
24 aprile 1990, n. 100, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
143, e della legge 12 dicembre 2002, n. 273, non si applicano ai
progetti delle imprese che, investendo all'estero, non prevedano il
mantenimento sul territorio nazionale delle attivita' di ricerca,
sviluppo, direzione commerciale, nonche' di una parte sostanziale
delle attivita produttive.
13. Le imprese italiane che hanno trasferito la propria attivita'
all'estero in data antecedente alla data di entrata in vigore del
presente decreto e che intendono reinvestire sul territorio
nazionale, possono accedere alle agevolazioni e agli incentivi
concessi alle imprese estere sulla base delle previsioni in materia
di contratti di localizzazione, di cui alle delibere CIPE n. 130/02
del 19 dicembre 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del
6 maggio 2003, e n. 16/03 del 9 maggio 2003, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 156 dell'8 luglio 2003.
14. Allo scopo di favorire l'attivita' di ricerca e innovazione
delle imprese italiane ed al fine di migliorarne l'efficienza nei
processi di internazionalizzazione, le partecipazioni acquisite dalla
Simest S.p.a ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 aprile 1990, n.
100, possono superare la quota del 25 per cento del capitale o fondo
sociale della societa' nel caso in cui le imprese italiane intendano
effettuare investimenti in ricerca e innovazione nel periodo di
15. I funzionari delegati di cui all'articolo 3 del regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2000, n.
120, possono effettuare trasferimenti tra le aperture di credito
disposte in loro favore su capitoli relativi all'acquisizione di beni
e servizi nell'ambito dell'unita' previsionale di base "Uffici
all'estero" dello stato di previsione del Ministero degli affari
esteri. Detti trasferimenti, adeguatamente motivati, sono comunicati
al competente centro di responsabilita', all'ufficio centrale del
bilancio e alla Corte dei conti, al fine della rendicontazione, del
controllo e delle conseguenti variazioni di bilancio da disporre con
decreto del Ministro degli affari esteri. Con decreto del Ministro
degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, sono stabilite le modalita' di attuazione delle norme
15-bis. I fondi di cui all'articolo 25, comma 1, del regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1988, n.
177, sono accreditati alle rappresentanze diplomatiche, per le
finalita' della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e per gli adempimenti
derivanti dai relativi obblighi internazionali, sulla base di
interventi, progetti o programmi, corredati dei relativi documenti
analitici dei costi e delle voci di spesa, approvati dagli organi
deliberanti.
quadrimestre dell'esercizio finanziario di competenza, si applicano
le disposizioni dell'articolo 61-bis, primo comma, del regio decreto
18 novembre 1923, n. 2440, ove cio' sia indispensabile alla
prosecuzione o al completamento dell'intervento, progetto o
programma, debitamente attestati da parte del capo missione.
15-quater. Le erogazioni successive a quella iniziale sono
condizionate al rilascio di una attestazione da parte del capo
missione sullo stato di realizzazione degli interventi, progetti o
programmi. La rendicontazione finale e' altresi' corredata da una
relazione del capo missione, attestante l'effettiva realizzazione
dell'intervento, progetto o programma ed il raggiungimento degli
15-quinquies. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono emanate
disposizioni per la definizione dei procedimenti amministrativi di
rendicontazione e di controllo dei finanziamenti erogati ai sensi
della legge 26 febbraio 1987, n. 49, sino al 31 dicembre 1999. Le
disposizioni di cui al primo periodo si applicano sia alla gestione
dei finanziamenti disposti a valere sull'ex "Fondo speciale per la
cooperazione allo sviluppo", sia alla gestione di quelli disposti sui
pertinenti capitoli di bilancio successivamente istituiti ai sensi
dell'articolo 4 della legge 23 dicembre 1993, n. 559.
15-sexies. Per la realizzazione degli interventi di emergenza di
cui all'articolo 11 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e successive
modificazioni, mediante fondi accreditati alle rappresentanze
diplomatiche, il capo missione puo' stipulare convenzioni con le
organizzazioni non governative che operano localmente. La congruita'
dei tassi di interesse applicati dalle organizzazioni non governative
per la realizzazione di programmi di microcredito e' attestata dal
capo della rappresentanza diplomatica.
1. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono apportate
"2. Il contratto di lavoro intermittente puo' in ogni caso essere
venticinque anni di eta' ovvero da lavoratori con piu' di
quarantacinque anni di eta', anche pensionati";
"1. Durante il rapporto di inserimento, la categoria di
inquadramento del lavoratore non puo' essere inferiore, per piu' di
due livelli, alla categoria spettante, in applicazione del contratto
collettivo nazionale di lavoro, ai lavoratori addetti a mansioni o
funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al
conseguimento delle quali e' preordinato il progetto di inserimento
oggetto del contratto. Il sottoinquadramento non trova applicazione
per la categoria di lavoratori di cui all'articolo 54, comma 1,
lettera e), salvo non esista diversa previsione da parte dei
contratti collettivi nazionali o territoriali sottoscritti da
associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro
comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale";
"e-bis) dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del
codice civile, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi";
"2. Le attivita' lavorative di cui al comma 1, anche se svolte a
occasionale e accessoria, intendendosi per tali le attivita' che non
danno complessivamente luogo, con riferimento al medesimo
committente, a compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno
lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore, nel corso
di ciascun anno fiscale, a 10.000 euro";
"4. Fermo restando quanto disposto dal comma 4-bis, il
presenta i buoni, registrandone i dati anagrafici e il codice
fiscale, effettua il versamento per suo conto dei contributi per fini
comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in misura pari al 13 per
cento del valore nominale del buono, e per fini assicurativi contro
gli infortuni all'INAIL, in misura pari al 7 per cento del valore
nominale del buono, e trattiene l'importo autorizzato dal decreto di
cui al comma 1, a titolo di rimborso spese;
4-bis. Con riferimento all'impresa familiare di cui all'articolo
70, comma 1, lettera e-bis), trova applicazione la normale disciplina
contributiva e assicurativa del lavoro subordinato".
g) all'articolo 72, comma 5, la parola: "metropolitane" e'
(Quote massime di lavoratori stranieri per esigenze di carattere
dell'articolo 3, comma 4, del testo unico di cui al decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni,
possono essere stabilite, con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri, quote massime di stranieri da ammettere nel territorio
dello Stato per lavoro subordinato per esigenze di carattere
stagionale per i settori dell'agricoltura e del turismo, anche in
misura superiore alle quote stabilite nell'anno precedente. Sono
comunque fatti salvi i provvedimenti gia' adottati.
1. E' istituito l'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione
con compiti di:
violazione dei diritti di proprieta' industriale ed intellettuale;
b) monitoraggio sulle attivita' di prevenzione e di repressione
dei fenomeni di contraffazione.
2. L'Alto Commissario di cui al comma 1 e' nominato con decreto del
uffici delle competenti direzioni generali del Ministero delle
4. Con decreto del Ministro delle attivita' produttive, di concerto
modalita' di composizione e di funzionamento dell'Alto Commissario,
5. Sono abrogate le disposizioni di cui all'articolo 145 del
(Disposizioni in materia fallimentare, civile e processuale civile
1. Al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono apportate le
"Art. 67 (Atti a titolo oneroso, pagamenti, garanzie). - Sono
revocati, salvo che l'altra parte provi che non conosceva lo stato
d'insolvenza del debitore:
obbligazioni assunte dal fallito sorpassano di oltre un quarto cio'
che a lui e' stato dato o promesso;
2) gli atti estintivi di debiti pecuniari scaduti ed esigibili
non effettuati con danaro o con altri mezzi normali di pagamento, se
compiuti nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento;
costituiti entro sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento
per debiti scaduti.
Sono altresi' revocati, se il curatore prova che l'altra parte
conosceva lo stato d'insolvenza del debitore, i pagamenti di debiti
liquidi ed esigibili, gli atti a titolo oneroso e quelli costitutivi
di un diritto di prelazione per debiti, anche di terzi,
contestualmente creati, se compiuti entro sei mesi anteriori alla
dell'attivita' d'impresa nei termini d'uso;
b) le rimesse effettuate su un conto corrente bancario, purche'
non abbiano ridotto in maniera consistente e durevole l'esposizione
debitoria del fallito nei confronti della banca;
destinati a costituire l'abitazione principale dell'acquirente o di
suoi parenti e affini entro il terzo grado;
debitore purche' posti in essere in esecuzione di un piano che appaia
idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria
dell'impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione
finanziaria e la cui ragionevolezza sia attestata ai sensi
dell'articolo 2501-bis, quarto comma, del codice civile;
esecuzione del concordato preventivo, dell'amministrazione
controllata, nonche' dell'accordo omologato ai sensi dell'articolo
182-bis;
effettuate da dipendenti ed altri collaboratori, anche non
subordinati, del fallito;
scadenza per ottenere la prestazione di servizi strumentali
all'accesso alle procedure concorsuali di amministrazione controllata
e di concordato preventivo.
emissione, alle operazioni di credito su pegno e di credito
fondiario; sono salve le disposizioni delle leggi speciali.";
b) l'articolo 70 del regio decreto n. 267 del 1942, e' sostituito
"Art. 70. (Effetti della revocazione)". - La revocatoria dei
compensazione multilaterale o dalle societa' previste dall'articolo 1
della legge 23 novembre 1939, n. 1966, si esercita e produce effetti
nei confronti del destinatario della prestazione.
restituito.";
c) nella rubrica del Titolo III, del regio decreto n. 267 del
1942 sono aggiunte, in fine, le parole: "e degli accordi di
ristrutturazione";
d) l'articolo 160 del regio decreto n. 267 del 1942 e' sostituito
"Art. 160 (Condizioni per l'ammissione alla procedura). -
L'imprenditore che si trova in stato di crisi puo' proporre ai
creditori un concordato preventivo sulla base di un piano che puo'
attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei beni,
accollo, o altre operazioni straordinarie, ivi compresa
l'attribuzione ai creditori, nonche' a societa' da questi
partecipate, di azioni, quote, ovvero obbligazioni, anche
convertibili in azioni, o altri strumenti finanziari e titoli di
b) l'attribuzione delle attivita' delle imprese interessate dalla
proposta di concordato ad un assuntore; possono costituirsi come
assuntori anche i creditori o societa' da questi partecipate o da
costituire nel corso della procedura, le azioni delle quali siano
destinate ad essere attribuite ai creditori per effetto del
diverse.";
e) l'articolo 161 del regio decreto n. 267 del 1942 e' sostituito
"Art. 161 (Domanda di concordato). - La domanda per l'ammissione
alla procedura di concordato preventivo e' proposta con ricorso,
sottoscritto dal debitore, al tribunale del luogo in cui l'impresa ha
la propria sede principale; il trasferimento della stessa intervenuto
nell'anno antecedente al deposito del ricorso non rileva ai fini
della individuazione della competenza.
a) una aggiornata relazione sulla situazione patrimoniale,
economica e finanziaria dell'impresa;
b) uno stato analitico ed estimativo delle attivita' e l'elenco
nominativo dei creditori, con l'indicazione dei rispettivi crediti e
delle cause di prelazione;
proprieta' o in possesso del debitore;
d) il valore dei beni e i creditori particolari degli eventuali
soci illimitatamente responsabili.
all'articolo 28 che attesti la veridicita' dei dati aziendali e la
fattibilita' del piano medesimo.
Per la societa' la domanda deve essere approvata e sottoscritta a
norma dell'articolo 152.";
f) l'articolo 163 del regio decreto n. 267 del 1942 e' sostituito
"Art. 163 (Ammissione alla procedura). - Il tribunale, verificata
la completezza e la regolarita' della documentazione, con decreto non
soggetto a reclamo, dichiara aperta la procedura di concordato
preventivo; ove siano previste diverse classi di creditori, il
tribunale provvede analogamente previa valutazione della correttezza
dei criteri di formazione delle diverse classi.
dalla data del provvedimento e stabilisce il termine per la
comunicazione di questo ai creditori;
quale il ricorrente deve depositare nella cancelleria del tribunale
la somma che si presume necessaria per l'intera procedura.
Qualora non sia eseguito il deposito prescritto, il commissario
giudiziale provvede a norma dell'articolo 173, quarto comma.";
g) l'articolo 177 del regio decreto n. 267 del 1942, e'
"Art. 177 (Maggioranza per l'approvazione del concordato). - Il
concordato e' approvato se riporta il voto favorevole dei creditori
che rappresentino la maggioranza dei crediti ammessi al voto. Ove
siano previste diverse classi di creditori, il concordato e'
approvato se riporta il voto favorevole dei creditori che
rappresentino la maggioranza dei crediti ammessi al voto nella classe
primo comma, puo' approvare il concordato nonostante il dissenso di
una o piu' classi di creditori, se la maggioranza delle classi ha
approvato la proposta di concordato e qualora ritenga che i creditori
appartenenti alle classi dissenzienti possano risultare soddisfatti
dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative
concretamente praticabili.
I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, ancorche' la
garanzia sia contestata, non hanno diritto al voto se non rinunciano
al diritto di prelazione. La rinuncia puo' essere anche parziale,
purche' non inferiore alla terza parte dell'intero credito fra
capitale ed accessori.
in tutto o in parte alla prelazione, per la parte del credito non
coperta dalla garanzia sono assimilati ai creditori chirografari; la
Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze il coniuge
del debitore, i suoi parenti e affini fino al quarto grado, i
cessionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima
della proposta di concordato.";
h) l'articolo 180 del regio decreto n. 267 del 1942, e'
sostituito al seguente:
"Art. 180 (Approvazione del concordato e giudizio di omologazione).
- Il tribunale fissa un'udienza in camera de consiglio per la
comparizione del debitore e del commissario giudiziale. Dispone che
il provvedimento venga affisso all'albo del tribunale, e notificato,
a cura del debitore, al commissario giudiziale e agli eventuali
creditori dissenzienti.
dissenzienti e qualsiasi interessato devono costituirsi almeno dieci
giorni prima dell'udienza fissata, depositando memoria difensiva
contenente le eccezioni processuali e di merito non rilevabili
d'ufficio, nonche' l'indicazione dei mezzi istruttori e dei documenti
prodotti. Nel medesimo termine il commissario giudiziale deve
depositare il proprio motivato parere.
Il tribunale, se la maggioranza di cui al primo comma dell'articolo
177 e' raggiunta, approva il concordato con decreto motivato. Quando
sono previste diverse classi di creditori, il tribunale, riscontrata
in ogni caso la maggioranza di cui al primo comma dell'articolo 177,
puo' approvare il concordato nonostante il dissenso di una o piu'
classi di creditori, se la maggioranza delle classi ha approvato la
proposta di concordato e qualora ritenga che i creditori appartenenti
alle classi dissenzienti possano risultare soddisfatti dal concordato
in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente
Il decreto e' comunicato al debitore e al commissario giudiziale,
che provvede a darne notizia ai creditori, ed e' pubblicato e affisso
a norma dell'articolo 17.
irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal tribunale, che
fissa altresi' le condizioni e le modalita' per lo svincolo.";
i) l'articolo 181 del regio decreto n. 267 del 1942, e'
"Art. 181 (Chiusura della procedura). - La procedura di concordato
preventivo si chiude con il decreto di omologazione ai sensi
dell'articolo 180. L'omologazione deve intervenire nel termine di sei
mesi dalla presentazione del ricorso ai sensi dell'articolo 161; il
termine puo' essere prorogato per una sola volta dal tribunale di
sessanta giorni,";
l) dopo l'articolo 182 del regio decreto n. 267 del 1942 e'
"Art. 182-bis (Accordi di ristrutturazione dei debiti). - Il
debitore puo' depositare, con la dichiarazione e la documentazione di
cui all'articolo 161, un accordo di ristrutturazione dei debiti
stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento
dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un esperto
sull'attuabilita' dell'accordo stesso, con particolare riferimento
alla sua idoneita' ad assicurare il regolare pagamento dei creditori
L'accordo e' pubblicato nel registro delle imprese; i creditori ed
ogni altro interessato possono proporre opposizione entro trenta
Il decreto del tribunale e' reclamabile alla corte di appello ai
sensi dell'articolo 183, in quanto applicabile, entro quindici giomi
dalla sua pubblicazione nel registro delle imprese.
L'accordo acquista efficacia dal giorno della sua pubblicazione nel
azioni revocatorie proposte nell'ambito di procedure iniziate dopo la
2-bis. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere d), e), f), g),
h) ed i) si applicano altresi' ai procedimenti di concordato
preventivo pendenti e non ancora omologati alla data di entrata in
3. Al codice di procedura civile, sono apportate le seguenti
"L'avviso di cui al secondo comma puo' essere effettuato a mezzo
telefax o a mezzo di posta elettronica nel rispetto della normativa,
anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e
la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine
il difensore indica nel primo scritto difensivo utile il numero di
fax o l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler
ricevere l'avviso";
anche regolamentare, concernente la sottoscrizione la trasmissione e
b-bis) all'articolo 164, ultimo comma, la parola: "ultimo"" e'
sostituita dalla seguente: "secondo".
eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili
d'ufficio";
c) all'articolo 176 secondo comma, sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: "anche a mezzo telefax o a mezzo di posta
elettronica nel rispetto della normativa, anche regolamentare,
documenti informatici e teletrasmessi. Al fine il difensore indica
nel primo scritto difensivo utile il numero di fax o l'indirizzo di
posta elettronica presso cui dichiara di volere ricevere la
comunicazione.;
"Art. 180 (Forma di trattazione). -- La trattazione della causa e'
orale. Della trattazione della causa si redige processo verbale.";
"Art. 183 (Prima comparizione delle parti e trattazione della
causa). - All'udienza fissata per la prima comparizione delle parti e
la trattazione il giudice istruttore verifica d'ufficio la
regolarita' del contraddittorio e, quando occorre, pronuncia. i
provvedimenti previsti dall'articolo 102, secondo comma,
dall'articolo 164, secondo, terzo e quinto comma, dall'articolo 167,
Il giudice istruttore, in caso di richiesta congiunta, fissa
l'udienza per la comparizione personale delle parti, al fine di
interrogarle liberamente. La mancata comparizione senza giustificato
motivo costituisce comportamento valutabile ai sensi del secondo
comma dell'articolo 116. Quando e' disposta la comparizione
personale, le parti hanno facolta' di farsi rappresentare da un
procuratore generale o speciale, il quale deve essere a conoscenza
dei fatti della causa. La procura deve essere conferita con atto
pubblico o scrittura privata autenticata, e deve attribuire al
procuratore il potere di conciliare o transigere la controversia. La
mancata conoscenza, senza gravi ragioni, dei fatti della causa da
parte del procuratore e' valutabile ai sensi del secondo comma
dell'articolo 116.
Nell'udienza di trattazione ovvero in quella eventualmente
fissata ai sensi del terzo comma, il giudice richiede alle parti,
sulla base dei fatti allegati, i chiarimenti necessari e indica le
questioni rilevabili d'ufficio delle quali ritiene opportuna la
Nella stessa udienza l'attore puo' proporre le domande e le
eccezioni proposte dal convenuto. Puo' altresi' chiedere di essere
autorizzato a chiamare un terzo ai sensi degli articoli 106 e 269,
terzo comma, se l'esigenza e' sorta dalle difese del convenuto. Le
parti possono precisare e modificare le domande, le eccezioni e le
Se richiesto, il giudice concede alle parti un termine perentorio
non superiore a trenta giorni per il deposito di memorie contenenti
precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle
conclusioni gia' proposte, e per produrre documenti e indicare nuovi
mezzi di prova, nonche' un successivo termine perentorio non
superiore a trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni
nuove o modaicate dall'altra parte, per proporre le eccezioni che
sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime, e per
l'indicazione di prova contraria. Salva l'applicazione dell'articolo
187, il giudice si riserva di provvedere sulle richieste istruttorie
con ordinanza pronunziata fuori dell'udienza entro un termine non
superiore a trenta giorni, fissando l'udienza di cui all'articolo 184
per l'assunzione dei mezzi di prova ritenuti ammissibili e rilevanti.
L'ordinanza di cui al sesto comma e' comunicata a cura del
telefax, nella sola ipotesi in cui il numero sia stato indicato negli
atti difensivi, nonche' a mezzo di posta elettronica, nel rispetto
della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione e
la trasmissione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine
ricevere gli atti.
Art. 184 (Udienza di assunzione dei mezzi di prova). --
Nell'udienza fissata con l'ordinanza prevista dal sesto comma
dell'articolo 183, il giudice istruttore procede all'assunzione dei
mezzi di prova ammessi.
Nel caso in cui vengano disposti d'ufficio mezzi di prova, ciascuna
parte puo' dedurre, entro un termine perentorio assegnato dal giudice
con l'ordinanza di cui al comma precedente, i mezzi di prova che si
rendono necessari in relazione ai primi.";
"L'intimazione al testimone ammesso su richiesta delle parti
con avviso di ricevimento o a mezzo di telefax o posta elettronica
informatici e teletrasmessi.
inviato, attestandone la conformita' all'originale, e l'avviso di
ricevimento.";
"Art. 474 (Titolo esecutivo). -- L'esecuzione forzata non puo'
avere luogo che in virtu' di un titolo esecutivo per un diritto
certo, liquido ed esigibile.
2) le cambiali, nonche' gli altri titoli di credito e gli atti ai
quali la legge attribuisce espressamente la stessa efficacia;
autorizzato dalla legge a riceverli, o le scritture private
autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in
essi contenute.
L'esecuzione forzata per consegna o rilascio non puo' aver luogo
che in virtu' dei titoli esecutivi di cui ai numeri 1) e 3) del
secondo comma.";
2) all'articolo 476, quarto comma, le parole: "non superiore a
5 euro" sono sostituite dalle seguenti: "da euro 1.000 a 5.000";
3) all'articolo 479, secondo comma, le parole da: "ma se esso"
fino a: "a norma dell'articolo 170" sono soppresse;
"In caso di espropriazione di beni mobili registrati, per un valore
superiore a 25.000 euro, e di beni immobili, lo stesso avviso,
unitamente a copia dell'ordinanza del giudice e della relazione di
stima redatta ai sensi dell'articolo 173-bis delle disposizioni di
attuazione del presente codice, e' altresi' inserito in appositi siti
internet almeno quarantacinque giorni prima del termine per la
presentazione delle offerte o della data dell'incanto.";
4.2) nel terzo comma, dopo le parole: "sia inserito" sono
inserite le seguenti: "almeno quarantacinque giorni prima del termine
per la presentazione delle offerte o della data dell'incanto.";
"Art. 492 (Forma del pignoramento). - Salve le forme particolari
previste nei capi seguenti, il pignoramento consiste in
un'ingiunzione che l'ufficiale giudiziario fa al debitore di
astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del
credito esattamente indicato i beni che si assoggettano
all'espropriazione e i frutti di essi.
Il pignoramento deve altresi' contenere l'invito rivolto al
debitore ad effettuare presso la cancelleria del giudice
dell'esecuzione la dichiarazione di residenza o l'elezione di
domicilio nel comune in cui ha sede il giudice competente per
l'esecuzione con l'avvertimento che, in mancanza, le successive
notifiche o comunicazioni a lui dirette saranno effettuate presso la
cancelleria dello stesso giudice.
L'ufficiale giudiziario, quando constata che i beni assoggettati a
pignoramento appaiono insufficienti per la soddisfazione del
Della dichiarazione del debitore e' redatto processo verbale che lo
stesso sottoscrive. Se sono indicati beni dal debitore, questi, dal
momento della dichiarazione, sono considerati pignorati anche agli
effetti dell'articolo 388, terzo comma, del codice penale.
Qualora, a seguito di intervento di altri creditori, il compendio
pignorato sia divenuto insufficiente, il creditore procedente puo'
richiedere all'ufficiale giudiziario di procedere ai sensi dei
precedenti commi e, successivamente, esercitare la facolta' di cui
all'articolo 499, terzo comma.
In ogni caso l'ufficiale giudiziario, ai fini della ricerca delle
cose da sottoporre ad esecuzione, puo', su richiesta del creditore e
previa autorizzazione del giudice dell'esecuzione, rivolgere
richiesta ai soggetti gestori dell'anagrafe tributaria e di altre
banche dati pubbliche. La richiesta, anche riguardante piu' soggetti
nei cui confronti procedere a pignoramento, deve indicare
distintamente le complete generalita' di ciascuno, nonche' quelle dei
creditori istanti e gli estremi dei provvedimenti di autorizzazione.
L'ufficiale giudiziario ha altresi' facolta' di richiedere
Quando la legge richiede che l'ufficiale giudiziario nel compiere
il pignoramento sia munito del titolo esecutivo, il presidente del
tribunale competente per l'esecuzione puo' concedere al creditore
l'autorizzazione prevista nell'articolo 488, secondo comma.";
6.1) al primo comma, le parole: "In qualsiasi momento
anteriore alla vendita" sono sostituite dalle seguenti: "Prima che
sia disposta la vendita o l'assegnazione a norma degli articoli 530,
552 e 569";
6.2) al quarto comma, le parole: "nove mesi" sono sostituite
dalle seguenti: "diciotto mesi";
"Possono intervenire nell'esecuzione i creditori che nei confronti
del debitore hanno un credito fondato su titolo esecutivo, nonche' i
creditori che, al momento del pignoramento, avevano eseguito un
sequestro sui beni pignorati ovvero avevano un diritto di prelazione
risultante da pubblici registri o un diritto di pegno.";
"Ai creditori chirografari, intervenuti tempestivamente, il
creditore pignorante ha facolta' di indicare, con atto notificato o
all'udienza fissata per l'autorizzazione della vendita o per
l'assegnazione, l'esistenza di altri beni del debitore utilmente
pignorabili, e di invitarli ad estendere il pignoramento se sono
forniti di titolo esecutivo o, altrimenti, ad anticipare le spese
necessarie per l'estensione. Se i creditori intervenuti, senza giusto
motivo, non estendono il pignoramento ai beni indicati ai sensi del
primo periodo entro il termine di trenta giorni, il creditore
pignorante ha diritto di essere loro preferito in sede di
8) all'articolo 510, secondo comma, sono aggiunte, infine, le
parole: "e previo accantonamento delle somme che spetterebbero ai
creditori sequestratari, pignoratizi e ipotecari privi di titolo
esecutivo";
"Art. 512 (Risoluzione delle controversie). - Se, in sede di
creditore e debitore o terzo assoggettato all'espropriazione, circa
la sussistenza o l'ammontare di uno o piu' crediti o circa la
sussistenza di diritti di prelazione, il giudice dell'esecuzione,
sentite le parti e compiuti i necessari accertamenti, provvede con
ordinanza, impugnabile nelle forme e nei termini di cui all'articolo
617, secondo comma.
Il giudice puo', anche con l'ordinanza di cui al primo comma,
sospendere, in tutto o in parte, la distribuzione della somma
ricavata.";
10) all'articolo 524, secondo comma, le parole: "nell'articolo
525, secondo comma" e le parole: "nel terzo comma dell'articolo 525"
sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: "nell'articolo 525,
primo comma" e: "nel secondo comma dell'articolo 525";
"Qualora il valore dei beni pignorati, determinato a norma
dell'articolo 518, non superi 20.000 euro, l'intervento di cui al
comma precedente deve aver luogo non oltre la data di presentazione
del ricorso, prevista dall'articolo 529.";
12) all'articolo 526, le parole: "a norma del secondo comma e
del terzo comma dell'articolo precedente" sono sostituite dalle
seguenti: "a norma dell'articolo 525";
14) all'articolo 528, il primo comma e' sostituito dal
"I creditori chirografari che intervengono successivamente ai
precedenza.";
15) all'articolo 530, quinto comma, le parole: "terzo comma",
ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: "secondo comma";
16) all'articolo 532, il primo e il secondo comma sono
"Il giudice dell'esecuzione puo' disporre la vendita senza incanto
dei beni pignorati. Le cose pignorate devono essere affidate
all'istituto vendite giudiziarie, ovvero, con provvedimento motivato,
ad altro soggetto specializzato nel settore di competenza, affinche'
proceda alla vendita in qualita' di commissionario.
Nello stesso provvedimento di cui al primo comma il giudice, dopo
avere sentito, se necessario, uno stimatore dotato di specifica
preparazione tecnica e commerciale in relazione alla peculiarita' del
bene stesso, fissa il prezzo minimo della vendita e l'importo globale
fino al raggiungimento del quale la vendita deve essere eseguita, e
puo' imporre al commissionario una cauzione.";
"Art. 534-bis (Delega delle operazioni di vendita). - Il giudice,
con il provvedimento di cui all'articolo 530, puo', sentiti gli
interessati, delegare all'istituto di cui al primo comma
dell'articolo 534, ovvero in mancanza a un notaio avente sede
preferibilmente nel circondano o a un avvocato o a un dottore
commercialista o esperto contabile, iscritti nei relativi elenchi di
cui all'articolo 179-ter delle disposizioni di attuazione del
presente codice, il compimento delle operazioni di vendita con
incanto ovvero senza incanto di beni mobili iscritti nei pubblici
registri. La delega e gli atti conseguenti sono regolati dalle
disposizioni di cui all'articolo 591-bis, in quanto compatibili con
le previsioni della presente sezione.";
18.1) dopo le parole: "da lui dovute" sono inserite le
seguenti: "e nei limiti dell'importo del credito precettato aumentato
della meta";
"Nel caso di pignoramento eseguito presso piu' terzi, il debitore
puo' chiedere la riduzione proporzionale dei singoli pignoramenti a
norma dell'articolo 496 ovvero la dichiarazione di inefficacia di
taluno di essi; il giudice dell'esecuzione, convocate le parti,
provvede con ordinanza non oltre venti giorni dall'istanza.";
19) all'articolo 557, secondo comma, le parole: "cinque giorni"
sono sostituite dalle seguenti: "dieci giorni";
20.1) al secondo comma e' aggiunto, infine, il seguente
periodo: "Il giudice provvede a nominare una persona diversa quando
l'immobile non sia occupato dal debitore.";
"Il giudice provvede alla sostituzione del custode in caso di
Il giudice, se custode dei beni pignorati e' il debitore e salvo
che per la particolare natura degli stessi ritenga che la
sostituzione non abbia utilita', dispone, al momento in cui pronuncia
l'ordinanza con cui e' autorizzata la vendita o disposta la delega
delle relative operazioni, che custode dei beni medesimi sia la
persona incaricata delle dette operazioni o l'istituto di cui al
primo comma dell'articolo 534.
sostituito, e' nominato custode altro soggetto.";
21.1) la rubrica e' sostituita dalla seguente: "(Modalita' di
nomina e revoca del custode. Modo della custodia)";
"I provvedimenti di nomina e di revoca del custode, nonche'
l'autorizzazione di cui al terzo comma o la sua revoca, sono dati con
ordinanza non impugnabile. In quest'ultimo caso l'ordinanza
costituisce titolo esecutivo per il rilascio. Dopo l'aggiudicazione
deve essere sentito l'aggiudicatario ai sensi dell'articolo 485.";
"Il giudice, con l'ordinanza di cui al primo comma, stabilisce le
modalita' con cui il custode deve adoperarsi perche' gli interessati
a presentare offerta di acquisto esaminino i beni in vendita.
Il custode provvede all'amministrazione e alla gestione dell
'immobile pignorato ed esercita le azioni previste dalla legge e
occorrenti per conseguirne la disponibilita'.";
"Art. 564 (Facolta' dei creditori intervenuti). I creditori
intervenuti non oltre la prima udienza fissata per l'autorizzazione
della vendita partecipano all'espropriazione dell'immobile pignorato
e, se muniti di titolo esecutivo, possono provocarne i singoli
atti.";
"nell'articolo 563, secondo comma," sono sostituite dalle seguenti:
"nell'articolo 564";
"Art. 567 (Istanza di vendita). - Decorso il termine di cui
l'estratto del catasto e delle mappe censuarie, il certificato di
destinazione urbanistica come previsto nella vigente normativa, di
data non anteriore a tre mesi dal deposito del ricorso, nonche' i
certificati delle iscrizioni e trascrizioni relative all'immobile
pignorato; tale documentazione puo' essere sostituita da un
certificato notarile attestante le risultanze delle visure catastali
e dei registri immobiliari.
Il termine di cui al secondo comma puo' essere prorogato una sola
volta su istanza dei creditori o dell'esecutato, per giusti motivi e
per una durata non superiore ad ulteriori centoventi giorni. Se la
proroga non e' richiesta o non e' concessa, il giudice
dell'esecuzione, anche d'ufficio, dichiara l'inefficacia del
pignoramento relativamente all'immobile per il quale non e' stata
depositata la prescritta documentazione. L'inefficacia e' dichiarata
con ordinanza, sentite le parti. Il giudice, con l'ordinanza, dispone
la cancellazione della trascrizione del pignoramento. Si applica
l'articolo 562, secondo comma. Il giudice dichiara altresi'
l'estinzione del processo esecutivo se non vi sono altri beni
"Art. 569 (Provvedimento per l'autorizzazione della vendita). - A
seguito dell'istanza di cui all'articolo 567 il giudice
dell'esecuzione, entro trenta giorni dal deposito della
documentazione di cui al secondo comma dell'articolo 567, nomina
l'esperto convocandolo davanti a se' per prestare il giuramento e
fissa l'udienza per la comparizione delle parti e dei creditori di
cui all'articolo 498 che non siano intervenuti. Tra la data del
provvedimento e la data fissata per l'udienza non possono decorrere
piu' di novanta giorni.
All'udienza le parti possono fare osservazioni circa il tempo e le
modalita' della vendita, e debbono proporre, a pena di decadenza, le
opposizioni agli atti esecutivi, se non sono gia' decadute dal
diritto di proporle.
Se non vi sono opposizioni o se su di esse si raggiunge l'accordo
delle parti comparse, il giudice dispone con ordinanza la vendita,
fissando un termine non inferiore a novanta giorni, e non superiore a
centoventi, entro il quale possono essere proposte offerte d'acquisto
ai sensi dell'articolo 571. Il giudice con la medesima ordinanza
fissa, al giorno successivo alla scadenza del termine, l'udienza per
la deliberazione sull'offerta e per la gara tra gli offerenti di cui
all'articolo 573 e provvede ai sensi dell'articolo 576, per il caso
in cui non siano proposte offerte d'acquisto entro il termine
stabilito, ovvero per il caso in cui le stesse non siano efficaci ai
sensi dell'articolo 571, ovvero per il caso in cui si verifichi una
delle circostanze previste dall'articolo 572, terzo comma, ovvero per
il caso, infine, in cui la vendita senza incanto non abbia luogo per
Se vi sono opposizioni il tribunale le decide con sentenza e quindi
il giudice dell'esecuzione dispone la vendita con ordinanza.
quale essa deve essere notificata, a cura del creditore che ha
chiesto la vendita o di un altro autorizzato, ai creditori di cui
all'articolo 498 che non sono comparsi.";
"Art. 571 (Offerte d'acquisto). - Ognuno, tranne il debitore, e'
ammesso a offrire per l'acquisto dell'immobile pignorato
personalmente o a mezzo di procuratore legale anche a norma
dell'articolo 579, ultimo comma. L'offerente deve presentare nella
cancelleria dichiarazione contenente l'indicazione del prezzo, del
tempo e modo del pagamento e ogni altro elemento utile alla
valutazione dell'offerta. Se un termine piu' lungo non e' fissato
dall'offerente, l'offerta non puo' essere revocata prima di venti
L'offerta non e' efficace se perviene oltre il termine stabilito ai
sensi dell'articolo 569, terzo comma, se e' inferiore al prezzo
determinato a norma dell'articolo 568 o se l'offerente non presta
cauzione, con le modalita' stabilite nell'ordinanza di vendita, in
misura non inferiore al decimo del prezzo da lui proposto.
L'offerta deve essere depositata in busta chiusa all'esterno della
quale sono annotati, a cura del cancelliere ricevente, il nome,
previa identificazione, di chi materialmente provvede al deposito, il
nome del giudice dell'esecuzione o del professionista delegato ai
sensi dell'articolo 591-bis e la data dell'udienza fissata per
l'esame delle offerte. Se e' stabilito che la cauzione e' da versare
mediante assegno circolare, lo stesso deve essere inserito nella
busta. Le buste sono aperte all'udienza fissata per l'esame delle
offerte alla presenza degli offerenti.
Art. 572 (Deliberazione sull'offerta). - Sull'offerta il giudice
dell'esecuzione sente le parti e i creditori iscritti non
Se l'offerta e' superiore al valore dell'immobile determinato a
norma dell'articolo 568, aumentato di un quinto, la stessa e'
senz'altro accolta.
Se l'offerta e' inferiore a tale valore, il giudice non puo' far
luogo alla vendita se vi e' il dissenso del creditore procedente,
ovvero se il giudice ritiene che vi e' seria possibilita' di migliore
vendita con il sistema dell'incanto. In tali casi lo stesso ha
senz'altro luogo alle condizioni e con i termini fissati con
l'ordinanza pronunciata ai sensi dell'articolo 569.
Si applicano anche in questi casi le disposizioni degli
Art. 573 (Gara tra gli offerenti). - Se vi sono piu' offerte, il
giudice dell'esecuzione invita gli offerenti a una gara sull'offerta
piu' alta.
Se la gara non puo' avere luogo per mancanza di adesioni degli
offerenti, il giudice puo' disporre la vendita a favore del maggiore
offerente oppure ordinare l'incanto.";
28) l'articolo 575 e' abrogato;
29) all'articolo 576, primo comma, il numero 5) e' sostituito
"5) l'ammontare della cauzione in misura non superiore al decimo
del prezzo base d'asta e il termine entro il quale tale ammontare
deve essere prestato dagli offerenti";
30) l'articolo 580 e' sostituito dal seguente:
"Art. 580 (Prestazione della cauzione). - Per offrire all'incanto
e' necessario avere prestato la cauzione a norma dell'ordinanza di
cui all'articolo 576.
Se l'offerente non diviene aggiudicatario, la cauzione e'
stesso non abbia omesso di partecipare al medesimo, personalmente o a
mezzo di procuratore speciale, senza documentato e giustificato
motivo. In tale caso la cauzione e' restituita solo nella misura dei
nove decimi dell'intero e la restante parte e' trattenuta come somma
rinveniente a tutti gli effetti dall'esecuzione.";
"Art. 584 (Offerte dopo l'incanto). - Avvenuto l'incanto, possono
ancora essere fatte offerte di acquisto entro il termine perentorio
di dieci giorni, ma esse non sono efficaci se il prezzo offerto non
supera di un quinto quello raggiunto nell'incanto.
cancelleria nelle forme di cui all'articolo 571, prestando cauzione
per una somma pari al doppio della cauzione versata ai sensi
dell'articolo 580.
Il giudice, verificata la regolarita' delle offerte, indice la
gara, della quale il cancelliere da' pubblico avviso a norma
dell'articolo 570 e comunicazione all'aggiudicatario, fissando il
termine perentorio entro il quale possono essere fatte ulteriori
offerte a norma del secondo comma.
Alla gara possono partecipare, oltre gli offerenti in aumento di
cui ai commi precedenti e l'aggiudicatario, anche gli offerenti al
precedente incanto che, entro il termine fissato dal giudice, abbiano
integrato la cauzione nella misura di cui al secondo comma.
Nel caso di diserzione della gara indetta a norma del terzo comma,
l'aggiudicazione diventa definitiva, ed il giudice pronuncia a carico
degli offerenti di cui al primo comma la perdita della cauzione, il
cui importo e' trattenuto come rinveniente a tutti gli effetti
Art. 585 (Versamento del prezzo). - L'aggiudicatario deve versare
il prezzo nel termine e nel modo fissati dall'ordinanza che dispone
Se l'immobile e' stato aggiudicato a un creditore ipotecario o
l'aggiudicatario e' stato autorizzato ad assumersi un debito
garantito da ipoteca, il giudice dell'esecuzione puo' limitare, con
suo decreto, il versamento alla parte del prezzo occorrente per le
spese e per la soddisfazione degli altri creditori che potranno
risultare capienti.
Se il versamento del prezzo avviene con l'erogazione a seguito di
contratto di finanziamento che preveda il versamento diretto delle
somme erogate in favore della procedura e la garanzia ipotecaria di
primo grado sul medesimo immobile oggetto di vendita, nel decreto di
trasferimento deve essere indicato tale atto ed il conservatore dei
registri immobiliari non puo' eseguire la trascrizione del decreto se
non unitamente all`iscrizione dell'ipoteca concessa dalla parte
finanziata.";
32) all'articolo 586, al primo comma, e' aggiunto, infine, il
"Il giudice con il decreto ordina anche la cancellazione delle
successive alla trascrizione del pignoramento.";
"Art. 588 (Termine per l'istanza di assegnazione). - Ogni
creditore, nel termine di dieci giorni prima della data dell'incanto,
puo' presentare istanza di assegnazione a norma dell'articolo 589 per
il caso in cui la vendita all'incanto non abbia luogo per mancanza di
Art. 589 (Istanza di assegnazione). - L'istanza di assegnazione
deve contenere l'offerta di pagamento di una somma non inferiore a
quella prevista nell'articolo 506 ed al prezzo determinato a norma
dell'articolo 568.
risulta che vi sia alcuno dei creditori di cui all'articolo 498 e se
non sono intervenuti altri creditori oltre al procedente, questi puo'
presentare offerta di pagamento di una somma pari alla differenza fra
il suo credito in linea capitale e il prezzo che intende offrire,
oltre le spese.
Art. 590 (Provvedimento di assegnazione). - Se la vendita
assegnazione, il giudice provvede su di esse fissando il termine
entro il quale l'assegnatario deve versare l'eventuale conguaglio.
Art. 591 (Provvedimento di amministrazione giudiziaria o di nuovo
incanto). - Se non vi sono domande di assegnazione o se non crede di
accoglierle, il giudice dell'esecuzione dispone l'amministrazione
giudiziaria a norma degli articoli 592 e seguenti, oppure pronuncia
nuova ordinanza ai sensi dell'articolo 576 perche' si proceda a nuovo
In quest'ultimo caso il giudice puo' stabilire diverse condizioni
di vendita e diverse forme di pubblicita', fissando un prezzo base
inferiore di un quarto a quello precedente. Il giudice, se stabilisce
nuove condizioni di vendita o fissa un nuovo prezzo, assegna altresi'
un nuovo termine non inferiore a sessanta giorni, e non superiore a
novanta, entro il quale possono essere proposte offerte d'acquisto ai
sensi dell'articolo 571.
Art. 591-bis (Delega delle operazioni di vendita). - Il giudice
dell'esecuzione, con l'ordinanza con la quale provvede sull'istanza
di vendita ai sensi dell'articolo 569, terzo comma, puo', sentiti gli
interessati, delegare ad un notaio avente preferibilmente sede nel
circondano o a un avvocato ovvero a un dottore commercialista o
esperto contabile, iscritti nei relativi elenchi di cui all'articolo
179-ter delle disposizioni di attuazione del presente codice, il
compimento delle operazioni di vendita secondo le modalita' indicate
al terzo comma del medesimo articolo 569. Con la medesima ordinanza
il giudice stabilisce il termine per lo svolgimento delle operazioni
delegate, le modalita' della pubblicita', il luogo di presentazione
delle offerte ai sensi dell'articolo 571 e il luogo ove si procede
all'esame delle offerte e alla gara tra gli offerenti e ove si svolge
1) alla determinazione del valore dell'immobile a norma
dell'articolo 568, terzo comma, anche tramite l'ausilio dell'esperto
nominato dal giudice ai sensi dell'articolo 569, primo comma;
2) ad autorizzare l'assunzione dei debiti da parte
dell'aggiudicatario o dell'assegnatario a norma dell'articolo 508;
3) sulle offerte dopo l'incanto a norma dell'articolo 584 e sul
versamento del prezzo nella ipotesi di cui all'articolo 585, secondo
4) alla fissazione degli ulteriori incanti o sulla istanza di
assegnazione, ai sensi degli articoli 587, 590 e 591;
5) alla esecuzione delle formalita' di registrazione,
trascrizione e voltura catastale del decreto di trasferimento, alla
comunicazione dello stesso a pubbliche amministrazioni negli stessi
casi previsti per le comunicazioni di atti volontari di
trasferimento, nonche' all'espletamento delle formalita' di
cancellazione delle trascrizioni dei pignoramenti e delle iscrizioni
ipotecarie conseguenti al decreto di trasferimento pronunciato dal
giudice dell'esecuzione ai sensi dell'articolo 586;
6) a ricevere o autenticare la dichiarazione di nomina di cui
all'articolo 583;
7) alla formazione del progetto di distribuzione ed alla sua
trasmissione al giudice dell'esecuzione che, dopo avervi apportato le
eventuali variazioni, provvede ai sensi dell 'articolo 596.
In caso di delega al professionista delle operazioni di vendita con
incanto, il professionista provvede alla redazione dell'avviso avente
il contenuto di cui all'articolo 576, primo comma, alla sua
notificazione ai creditori di cui all'articolo 498, non intervenuti,
nonche' a tutti gli altri adempimenti previsti dagli articoli 576 e
seguenti. Nell'avviso va specificato che tutte le attivita', che, a
norma degli articoli 576 e seguenti, debbono essere compiute in
cancelleria o davanti al giudice dell'esecuzione o dal cancelliere o
dal giudice dell'esecuzione, sono effettuate dal professionista
incaricato presso il suo studio ovvero nel luogo da lui indicato.
All'avviso si applica l'articolo 173-quater delle disposizioni di
attuazione del presente codice.
Il professionista delegato provvede altresi' alla redazione del
verbale d'incanto, che deve contenere le circostanze di luogo e di
tempo nelle quali l'incanto si svolge, le generalita' delle persone
ammesse all'incanto, la descrizione delle attivita' svolte, la
dichiarazione dell'aggiudicazione provvisoria con l'identificazione
Il verbale e' sottoscritto esclusivamente dal professionista
delegato ed allo stesso non deve essere allegata la procura speciale
di cui all'articolo 579, secondo comma.
Se il prezzo non e' stato versato nel termine, il professionista
delegato ne da' tempestivo avviso al giudice, trasmettendogli il
Avvenuto il versamento del prezzo ai sensi degli articoli 585 e
590, secondo comma, il professionista delegato predispone il decreto
di trasferimento e trasmette senza indugio al giudice dell'esecuzione
il fascicolo. Al decreto, se previsto dalla legge, deve essere
allegato il certificato di destinazione urbanistica dell'immobile
quale risultante dal fascicolo processuale. Il professionista
delegato provvede alla trasmissione del fascicolo al giudice
dell'esecuzione nel caso in cui non faccia luogo all'assegnazione o
ad ulteriori incanti ai sensi dell'articolo 591. Contro il decreto
previsto nel presente comma e' proponibile l'opposizione di cui
all'articolo 617.
Le somme versate dall'aggiudicatario sono depositate presso una
banca indicata dal giudice.
I provvedimenti di cui all'articolo 586 restano riservati al
giudice dell'esecuzione anche in caso di delega al professionista
delle operazioni di vendita con incanto.
Art. 591-ter (Ricorso al giudice dell'esecuzione). - Quando, nel
corso delle operazioni di vendita, insorgono difficolta', il
professionista delegato puo' rivolgersi al giudice dell'esecuzione,
il quale provvede con decreto. Le parti e gli interessati possono
proporre reclamo avverso il predetto decreto nonche' avverso gli atti
del professionista delegato con ricorso allo stesso giudice, il quale
provvede con ordinanza; il ricorso non sospende le operazioni di
vendita salvo che il giudice, concorrendo gravi motivi, disponga la
sospensione. Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 617.";
34) all'articolo 596, primo comma, dopo le parole:
"dell'esecuzione" sono inserite le seguenti: "o il professionista
delegato a norma dell'articolo 591-bis";
35) all'articolo 598, dopo le parole: "dell'esecuzione" sono
inserite le seguenti: "o professionista delegato a norma
dell'articolo 591-bis";
36) all'articolo 600, il secondo comma e' sostituito dal
"Se la separazione in natura non e' chiesta o non e' possibile, il
giudice dispone che si proceda alla divisione a norma del codice
civile, salvo che ritenga probabile la vendita della quota indivisa
ad un prezzo pari o superiore al valore della stessa, determinato a
norma dell'articolo 568.";
37) all'articolo 608, il primo comma e' sostituito dal
"L'esecuzione inizia con la notifica dell'avviso con il quale
l'ufficiale giudiziario comunica almeno dieci giorni prima alla
parte, che e' tenuta a rilasciare l'immobile, il giorno e l'ora in
cui procedera'.";
"Art. 608-bis (Estinzione dell'esecuzione per rinuncia della parte
istante). - L'esecuzione di cui all'articolo 605 si estingue se la
parte istante, prima della consegna o del rilascio, rinuncia con atto
da notificarsi alla parte esecutata e da consegnarsi all'ufficiale
giudiziario procedente.";
39) all'articolo 611, secondo comma, dopo le parole: "giudice
dell'esecuzione" sono inserite le seguenti: "a norma degli
articoli 91 e seguenti";
40) all'articolo 615, primo comma, sono aggiunte, infine, le
seguenti parole: "Il giudice, concorrendo gravi motivi, sospende su
istanza di parte l'efficacia esecutiva del titolo.";
41.1) al primo comma, le parole: "cinque giorni" sono
sostituite dalle seguenti: "venti giorni";
41.2) al secondo comma, le parole: "cinque giorni" sono
"Art. 624 (Sospensione per opposizione all'esecuzione). - Se e'
proposta opposizione all'esecuzione a norma degli articoli 615,
secondo comma, e 619, il giudice dell'esecuzione, concorrendo gravi
motivi, sospende, su istanza di parte, il processo con cauzione o
Contro l'ordinanza che provvede sull'istanza di sospensione e'
ammesso reclamo ai sensi dell'articolo 669-terdecies. La disposizione
di cui al periodo precedente si applica anche al provvedimento di cui
all'articolo 512, secondo comma.
Art. 624-bis (Sospensione su istanza delle parti). - Il giudice
dell'esecuzione, su istanza di tutti i creditori muniti di titolo
esecutivo, puo', sentito il debitore, sospendere il processo fino a
ventiquattro mesi. La sospensione e' disposta per una sola volta.
L'ordinanza e' revocabile in qualsiasi momento, anche su richiesta di
un solo creditore e sentito comunque il debitore.
Entro dieci giorni dalla scadenza del termine la parte interessata
deve presentare istanza per la fissazione dell'udienza in cui il
processo deve proseguire.";
43) all'articolo 630, al terzo comma, dopo le parole: "e' ammesso
reclamo" sono inserite le seguenti: "da parte del debitore o del
creditore pignorante ovvero degli altri creditori intervenuti nel
termine perentorio di venti giorni dall'udienza o dalla comunicazione
dell'ordinanza e";
"e-bis) al capo III del titolo I del libro IV sono apportate le
1) all'articolo 669-quinquies, dopo le parole: "in arbitri" sono
inserite le seguenti: "anche non rituali";
2) all'articolo 669-octies sono apportate le seguenti
2.1) al primo comma, le parole: "trenta giorni" sono sostituite
dalle seguenti: "sessanta giorni";
2.2) al secondo comma, le parole: "trenta giorni" sono
sostituite dalle seguenti: "sessanta giorni";
"Le disposizioni di cui al presente articolo e al primo comma
dell'articolo 669-novies non si applicano ai provvedimenti di urgenza
emessi ai sensi dell'articolo 700 e agli altri provvedimenti
cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito,
previsti dal codice civile o da leggi speciali, nonche' ai
provvedimenti emessi a seguito di denunzia di nuova opera o di danno
temuto ai sensi dell'articolo 688, ma ciascuna parte puo' iniziare il
provvedimenti di cui al primo comma, anche quando la relativa domanda
e' stata proposta in corso di causa.
L'autorita' del provvedimento cautelare non e' invocabile in un
diverso processo";
3) all'articolo 669-decies, il primo comma e' sostituito dai
"Salvo che sia stato proposto reclamo ai sensi dell'articolo
669-terdecies, nel corso dell'istruzione il giudice istruttore della
causa di merito puo', su istanza di parte, modificare o revocare con
ordinanza il provvedimento cautelare, anche se emesso anteriormente
alla causa, se si verficano mutamenti nelle circostanze o se si
allegano fatti anteriori di cui si e' acquisita conoscenza
successivamente al provvedimento cautelare. In tale caso, l'istante
Quando il giudizio di merito non sia iniziato o sia stato
dichiarato estinto, la revoca e la modifica dell'ordinanza di
accoglimento, esaurita l'eventuale fase del reclamo proposto ai sensi
dell'articolo 669-terdecies, possono essere richieste al giudice che
ha provveduto sull'istanza cautelare se si verificano mutamenti nelle
circostanze o se si allegano fatti anteriori di cui si e' acquisita
conoscenza successivamente al provvedimento cautelare. In tale caso
l'istante deve fornire la prova del momento in cui ne e' venuto a
conoscenza.";
4) all'articolo 669-terdecies sono apportate le seguenti
"Contro l'ordinanza con la quale e' stato concesso o negato il
provvedimento cautelare e' ammesso reclamo nel termine perentorio di
quindici giorni dalla pronuncia in udienza ovvero dalla comunicazione
o dalla notificazione se anteriore.";
"Le circostanze e i motivi sopravvenuti al momento della
proposizione del reclamo debbono essere proposti, nel rispetto del
principio del contraddittorio, nel relativo procedimento. Il
tribunale puo' sempre assumere informazioni e acquisire nuovi
documenti. Non e' consentita la rimessione al primo giudice.";
"L'accertamento tecnico e l'ispezione giudiziale, se ne ricorre
l'urgenza, possono essere disposti anche sulla persona dell'istante
e, se questa vi consente, sulla persona nei cui confronti l'istanza
e' proposta.";
5.2) dopo il primo comma e' inserito il seguente:
"L'accertamento tecnico di cui al primo comma puo' comprendere
anche valutazioni in ordine alle cause e ai danni relativi
all'oggetto della verifica.";
6) dopo l'articolo 696 e' inserito il seguente:
"Art. 696-bis (Consulenza tecnica preventiva ai fini della
composizione della lite). - L'espletamento di una consulenza tecnica,
in via preventiva, puo' essere richiesto anche al di fuori delle
condizioni di cui al primo comma dell'articolo 696, ai fini
dell'accertamento e della relativa determinazione dei crediti
derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni
contrattuali o da fatto illecito. Il giudice procede a norma del
terzo comma del medesimo articolo 696. Il consulente, prima di
provvedere al deposito della relazione, tenta, ove possibile, la
conciliazione delle parti.
Se le parti si sono conciliate, si forma processo verbale della
Il giudice attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al
processo verbale, ai fini dell'espropriazione e dell'esecuzione in
forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale.
Se la conciliazione non riesce, ciascuna parte puo' chiedere che la
relazione depositata dal consulente sia acquisita agli atti del
successivo giudizio di merito.
"Il giudice provvede ai sensi degli articoli 669-bis e seguenti, in
quanto compatibili.";
"L'ordinanza che accoglie o respinge la domanda e' reclamabile ai
sensi dell'articolo 669-terdecies.
Se richiesto da una delle parti, entro il termine perentorio di
sessanta giorni decorrente dalla comunicazione del provvedimento che
ha deciso sul reclamo ovvero, in difetto, del provvedimento di cui al
terzo comma, il giudice fissa dinanzi a se' l'udienza per la
prosecuzione del giudizio di merito. Si applica l'articolo
669-novies, terzo comma.";
8) all'articolo 704, il secondo comma e' sostituito dal seguente:
"La reintegrazione nel possesso puo' essere tuttavia domandata al
giudice competente a norma dell'articolo 703, il quale da' i
provvedimenti temporanei indispensabili; ciascuna delle parti puo'
proseguire il giudizio dinanzi al giudice del petitorio, ai sensi
dell'articolo 703.";
e-ter) al capo I del titolo 11 del libro IV gli articoli 706,
707, 708 e 709 sono sostituiti dai seguenti:
"Art. 706 (Forma della domanda). - La domanda di separazione
personale si propone al tribunale del luogo dell'ultima residenza
comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge
convenuto ha residenza o domicilio, con ricorso che deve contenere
l'esposizione dei fatti sui quali la domanda e' fondata.
Qualora il coniuge convenuto sia residente all'estero, o risulti
irreperibile, la domanda si propone al tribunale del luogo di
residenza o di domicilio del ricorrente, e, se anche questi e'
residente all'estero, a qualunque tribunale della Repubblica.
Il presidente, nei cinque giorni successivi al deposito in
cancelleria, fissa con decreto la data dell'udienza di comparizione
dei coniugi davanti a se', che deve essere tenuta entro novanta
giorni dal deposito del ricorso, il termine per la notificazione del
ricorso e del decreto, ed il termine entro cui il coniuge convenuto
puo' depositare memoria difensiva e documenti. Al ricorso e alla
Nel ricorso deve essere indicata l'esistenza di figli legittimi,
legittimati o adottati da entrambi i coniugi durante il matrimonio.
Art. 707 (Comparizione personale delle parti). I coniugi debbono
comparire personalmente davanti al presidente con l'assistenza del
Se il ricorrente non si presenta o rinuncia, la domanda non ha
Se non si presenta il coniuge convenuto, il presidente puo' fissare
un nuovo giorno per la comparizione, ordinando che la notificazione
del ricorso e del decreto gli sia rinnovata.
Art. 708 (Tentativo di conciliazione e provvedimenti del
presidente). - All'udienza di comparizione il presidente deve sentire
i coniugi prima separatamente e poi congiuntamente, tentandone la
Se i coniugi si conciliano, il presidente fa redigere il processo
verbale della conciliazione.
Se la conciliazione non riesce, il presidente, anche d'ufficio,
sentiti i coniugi ed i rispettivi difensori, da' con ordinanza i
nell'interesse della prole e dei coniugi, nomina il giudice
istruttore e fissa udienza di comparizione e trattazione davanti a
questi. Nello stesso modo il presidente provvede, se il coniuge
convenuto non compare, sentiti il ricorrente ed il suo difensore.
- L'ordinanza con la quale il presidente fissa l'udienza di
comparizione davanti al giudice istruttore e' notificata a cura
dell'attore al convenuto non comparso, nel termine perentorio
stabilito nell'ordinanza stessa, ed e' comunicata al pubblico
Tra la data dell'ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa
deve essere notificata al

References: articolo 363
in fine
in fine

Art. 184
 sentenza 

Art. 572

Art. 573

Art. 585

Art. 589

Art. 590

Art. 591

Art. 591
 articolo 569

Art. 591

Art. 624
 sentenza 
 articolo 696

Art. 707

Art. 708