Source: http://docplayer.it/2386043-Integrazione-economica-e-diritti-sociali-il-ruolo-della-clausola-sociale-nei-free-trade-agreements.html
Timestamp: 2017-08-22 09:54:14+00:00

Document:
Integrazione economica e Diritti sociali : il ruolo della clausola sociale nei Free Trade Agreements - PDF
Download "Integrazione economica e Diritti sociali : il ruolo della clausola sociale nei Free Trade Agreements"
Carlo Fabio Capelli
1 Corso di Laurea magistrale (ordinamento ex D.M. 270/2004) in Economia e Gestione delle Aziende Tesi di Laurea Integrazione economica e Diritti sociali : il ruolo della clausola sociale nei Free Trade Agreements Relatore Chiar.ma Prof.ssa Vania Brino Laureando Chiara Gastaldello Matricola Anno Accademico 2012 / 2013
3 Contenuti Premessa Introduzione... 9 Il ruolo delle realtà istituzionali nei sistemi economici globalizzati Ilo, Wto e imprese verso una legislazione lavoristica transnazionale 2 Implementazione della clausola sociale come meccanismo di tutela dei Core Labour Standard 2.1 Riconoscimento del nesso tra commercio internazionale e diritto del lavoro Wto e clausola sociale Le origini della clausola sociale Definizione e oggetto della clausola sociale : i diritti dei lavoratori internazionalmente riconosciuti Legittimità giuridica e ratio economica a supporto della c.d social clause Il dibattito sulla clausola sociale : un mondo diviso sulla questione del lavoro Inquadramento giuridico e compatibilità con le disposizioni del Wto Vantaggio comparato e proporzione dei fattori : presupposti per un commercio privo di clausola sociale Core labour rights e Social Governance : elementi chiave per un economia globale La dimensione sociale nei Free Trade Agreement 3.1 L accordo Nafta La storia negoziale e i tratti distintivi dell accordo Previsioni e aspettative riposte nel Nafta dagli Stati firmatari Impatto del Nafta sul mercato del lavoro : conseguenze politiche Impatto del Nafta sul mercato del lavoro : conseguenze sociali
4 3.2 L adozione del Naalc Aspetti controversi Obiettivi e Labor Principles : il primato delle legislazioni nazionali L inadempienza del Messico Classificazione dei Labor Principles e architettura amministrativa prevista dall accordo Il Processo di Risoluzione delle Dispute previsto dal Naalc Luci ed ombre : critiche all efficacia del Naalc Fattori d inerzia amministrativa ed esecutoria Fattori d inerzia interpretativa Aspetti positivi del Naalc Casi di violazione dei Labor Principles : un bilancio grafico Proposte di rivisitazione del Nafta Limitazione al coinvolgimento governativo Espansione del ruolo del sindacato Un interpretazione univoca quale punto di partenza per l hard enforcement Armonizzazione giuslavoristica L evoluzione sociale nei Free Trade Agreement (Fta) 4.1 United States Fta : Meccanismi di controllo istituiti a tutela dei Cls United States Cambodia textile agreement United States Jordan Free Trade Agreement : precursore del Trade Act L emanazione del Trade Act e il riconoscimento del ruolo dell Ilo Meccanismi di risoluzione delle controversie negli accordi : Dr Cafta, United States Bahrain, United States Perù fta Casi di violazione in Guatemala Casi di violazione in Bahrain e in Perù Una rinnovata riflessione giuslavoristica negli Asian countries Valorizzazione delle politiche sociali nell Asean
5 4.3 Il contributo dell Unione Europea alla diffusione degli International Labour Standard (Ils) Strategie comunitarie ispirate ai principi dell Ilo Le disposizioni lavoristiche negli accordi commerciali dell Unione Europea Il sistema delle preferenze generalizzate e il GSP Carta sociale e normativa Ilo a confronto Dalla Cso allo sviluppo di relazioni industriali transnazionali Conclusioni : Il social dumping e la dottrina contemporanea
7 Premessa La necessità di uniformare la disciplina giuslavoristica a livello internazionale è presente nei dibattiti e nelle dinamiche economiche dal XIX secolo, ancora prima della nascita dell Organizzazione Internazionale del Lavoro. La questione sull esigenza di una legislazione transnazionale in materia di lavoro ha però manifestato fin da subito ambivalenze e controversie, determinando contributi di economisti e diplomatici le cui motivazioni risultavano fondate su interessi e componenti distinte : un anima, forse prevalente, di natura economica e un anima sociale. L appianamento dei dislivelli giuslavoristici prevede condizioni competitive di base equiparabili, giungendo ad un contesto di concorrenza più equa e soprattutto generando minori vantaggi di costo nelle produzioni in quei Paesi che impongono standard inferiori sul lavoro, non possedendo il know how necessario per sviluppare fattori di successo differenti. L anima sociale riguarda invece la tutela del lavoratore, soggetto titolare di diritti nel suo rapporto con il datore di lavoro, rapporto che costituisce la ratio fondante del diritto del lavoro e che diviene cruciale in quei contesti ove i valori fondamentali sono posti in discussione ; tali mancanze incidono pesantemente sulla qualità della vita della classe lavoratrice, che risulta privata di quei principi e normative facenti parte di sistemi giuridici risultanti dal progresso economico e sociale. Il mio lavoro nasce da un approfondimento sulle discrepanze esistenti a livello giuslavoristico in questi contesti, riflettendo sull utilizzo di strumenti sanzionatori e, più in generale, di meccanismi di controllo efficaci all interno di accordi commerciali bilaterali e multilaterali per colmare il gap in questione, dando vita ad una risoluzione che generi benefici equamente distribuibili e assicuri giustizia sociale. Inizialmente (capitolo 1 - Introduzione) presento il panorama internazionale ed i soggetti istituzionali che hanno rivestito un ruolo cruciale nelle negoziazioni in materia di diritto del commercio e diritto del lavoro internazionali : Wto e Ilo rispettivamente, le cui aree di competenza sono a mio parere profondamente connesse e interdipendenti. In tale quadro introduttivo ho inserito le imprese, che con le loro scelte commerciali e strategiche divengono attori globali dal contributo non trascurabile nell attuazione di comportamenti sociali responsabili. 5
8 Segue un approfondimento teorico sulla clausola sociale (Capitolo 2) così da poterne chiarire ed elevare i benefici come strumento ottimale per uno sviluppo economico sostenibile, studiandone l applicabilità e la compatibilità nella sua collocazione all interno delle disposizioni di un istituzione di grande portata, quale è quella del Wto. Risalterà, purtroppo, che il dibattito inerente all introduzione di una clausola sociale non ha ancora acquisito la forza necessaria per evolvere con decisione e tradursi in provvedimenti effettivi sotto il profilo dell enforcement. Gli aspetti controversi che caratterizzano tale dibattito, le complessità e le titubanze delle parti coinvolte, si riflettono come conseguenza nelle esperienze commerciali bilaterali e regionali presentate di seguito. La parte centrale della tesi infatti (Capitolo 3) è dedicata all analisi del primo labour side agreement (Naalc), associato all accordo commerciale multilaterale del Nafta, negoziato tra Canada, Stati Uniti e Messico, evidenziandone, con grafici e tabelle che renderanno lo studio più esaustivo, aree di criticità e aspetti positivi. Le lacune amministrative, esecutorie e interpretative, relative ai meccanismi di controllo e gestione delle violazioni dell accordo parallelo, costituiscono il punto di partenza per proposte di rivisitazione dell accordo madre ma, ancor più, esse rappresentano l elemento principale attorno a cui ruotano le considerazioni sulla graduale evoluzione delle questioni lavoristiche all interno degli accordi commerciali. L analisi relativa al progresso sociale dei free trade agreement (Capitolo 4) ha la precisa finalità di riscontrare gli eventuali miglioramenti raggiunti nel diritto del lavoro internazionale, in un ottica di contemperamento positivo tra interessi economici e sociali. Nello specifico saranno valutate tre realtà distinte : gli accordi siglati dagli Stati Uniti successivamente alla stipulazione del Nafta, gli accordi e una rinnovata prospettiva sociale asiatica, la posizione dell Unione Europea che molto spesso è elevata a sito ideale per lo sviluppo di dinamiche sociali transnazionali. Le conclusioni, che riprendono il quadro complessivamente enunciato nell introduzione, presentano il pensiero della dottrina contemporanea relativamente al social dumping e al race to the bottom. I giuristi citati offrono il loro contributo critico sull adozione di strumenti di hard e soft law, sullo sfondo di una generale contrapposizione tra l ottica di puro orientamento al mercato e una soluzione che invece integri gli aspetti sociali alle dinamiche economiche. 6
9 La massima aspirazione sarà quella di incidere sulla distribuzione dei benefici rivenienti dall apertura commerciale, affinché sia possibile fruire dei vantaggi della globalizzazione senza incorrere in distorsioni e gravi differenziali giuslavoristici. Non mancano osservazioni personali riguardo all affermazione dei nobili obiettivi del diritto del lavoro internazionale, maturate lungo un percorso, intrapreso in questo corso di Laurea Magistrale, che mi ha portato a voler approfondire il ruolo degli organismi istituzionali nella diffusione di standard di lavoro universali. 7
11 1 Introduzione La ricerca di una legislazione giuslavoristica transnazionale si sviluppa sulla base di un insieme di tendenze che si intersecano dando luogo ad aree di convergenza e a profondi differenziali. L attività normativa di organizzazioni internazionali quali l Ilo (International Labour Organization), le forme di autoregolamentazione messe in atto dalle imprese ed espresse tramite i codici di condotta, le legislazioni nazionali, che guadagnano il primato negli accordi commerciali, la globalizzazione infine che spinge verso valori universali, rappresentano contributi e risposte alla risoluzione di una problematica ormai divenuta prioritaria. L urgenza di conferire uno spazio tangibile e concreto alla dimensione sociale nelle dinamiche economiche e politiche, si è tradotta in momenti di effettivo riconoscimento e coinvolgimento internazionale, trascurando però quelle forme di maggior collaborazione che avrebbero elevato il diritto del lavoro a strumento di giustizia sociale. E nell aprile del 1919 che si decide di adottare, con poche modifiche, la parte XIII del Trattato di Versailles come testo della Costituzione dell Organizzazione Internazionale del Lavoro. R. Owen e D. Le Grand sono considerati i precursori della internazionalizzazione dei problemi sociali che si manifestarono e si aggravarono a seguito della rivoluzione industriale del XIX secolo, che aveva avuto come esito finale la nascita del proletariato, le cui condizioni di vita apparivano sempre più intollerabili ad un numero crescente di economisti e sociologi. Da subito si avverte la presenza di due argomentazioni alla base della creazione di un diritto internazionale del lavoro : una di carattere socio-politico che reputa necessarie riforme giuslavoristiche per tutelare la posizione debole dei lavoratori; l altra, di natura economica, che riflette la predominante preoccupazione di distorsioni competitive derivanti dai differenziali legislativi interstatali in materia sociale e dalla conseguente diversificazione delle condizioni di lavoro da Paese a Paese 1. Riforme sociali su base nazionale alimentavano infatti un timore comune, quello di un distacco competitivo tra i Paesi attivatori di standard sociali adeguati e i Paesi 1 Tratto da A.Perulli Diritto del lavoro e globalizzazione - Clausole sociali,codici di condotta e commercio internazionale Cedam, Padova, p.4. 9
12 dissociati. Questi due fattori spingevano verso una dimensione internazionale del diritto del lavoro, che garantisse uniformità e reciprocità attraverso una sorta di codice della concorrenza leale 2. Nonostante l impegno profuso in termini sociali, l aspetto concorrenziale ha da sempre rappresentato un vincolo ineludibile nell operato dell Ilo, che doveva tenerne conto nella ricerca costante di un giusto equilibrio tra tutele per i lavoratori e preoccupazioni degli Stati sulla concorrenza internazionale. E importante constatare come la Costituzione dell Ilo abbracci il principio di prudenza nel momento in cui non ricorre a metodi coercitivi, nel timore che questi possano costituire una barriera alle adesioni e alla ratifica di Convenzioni. Risalta invece l assunzione di un impostazione volontaristica e flessibile il cui obiettivo è quello di sensibilizzare il maggior numero di Stati a determinate problematiche, con la consapevolezza che formule invasive e costrittive verrebbero rifiutate dagli Stati stessi. In modo particolare questa chiusura accomuna i Paesi emergenti, preoccupati di veder sfumare le proprie opportunità di vantaggio competitivo naturale : quello del minore costo del lavoro che attrae investitori e imprese internazionali e che è fonte di sopravvivenza per il loro territorio. Manifestazione di dialogo verso i Paesi in via di sviluppo e agevolazione verso gli stessi è l impiego di strumenti normativi quali le c.d. clausole di souplesse, il cui utilizzo trova giustificazione nell eterogeneità evidente degli Stati aderenti all Ilo. In effetti l espletamento di tali clausole poggia sull attuazione graduale degli obblighi e standard lavorativi promossi dall Organizzazione, su di un procedimento di ratifica delle Convenzioni che avviene per gradi, e che lascia tempo e spazio ad un adeguamento sufficiente da parte del Paese emergente. Convenzioni e Raccomandazioni costituiscono il fulcro dell attività normativa dell Ilo, in una declinazione esaustiva di disposizioni la cui portata ha meritato l appellativo ufficioso di codice internazionale del lavoro. Il carattere vincolante delle Convenzioni a ratifica avvenuta non è però peculiarità delle Raccomandazioni, che costituiscono parte integrante di un sistema di soft law e sono perciò più spesso impiegate nei casi in cui gli Stati non sono maturi alla ratifica ; in alternativa possono essere finalizzate ad indicare norme particolareggiate in riferimento ad una specifica Convenzione. L organizzazione democratica dell Ilo prevede poi la composizione tripartita dei suoi organi, fondata sulla partecipazione congiunta di rappresentanti dei governi, dei lavoratori e dei datori di 2 A.Perulli Diritto del lavoro e globalizzazione Clausole sociali, codici di condotta e commercio internazionale Cedam, Padova, p.5 - L autore cita un espressione tratta dall opera di N. Valticos Droit International du travail, Paris, Dalloz, 1983, p.11 s. e 100 ss. 10
13 lavoro. Già dalla sua architettura interna è evidente lo sforzo dedicato alla promozione del dialogo sociale tra le parti, siano esse governi di Paesi aderenti o rappresentanze di lavoratori e datori di lavoro. Punto saliente dei risultati conseguiti dall Ilo è l adozione nel 1998 della Dichiarazione sui principi e diritti fondamentali in materia di lavoro, il cui nobile obiettivo è l individuazione di un corpus di diritti che siano elevati a nucleo essenziale, oggetto di convenzioni che, a prescindere dalla loro ratifica, devono ritenersi obbligatorie. I principi in questione, a carattere universale, rappresentano l estensione naturale della Costituzione stessa dell Organizzazione e della Dichiarazione di Filadelfia (1944) e sono poi ricollegati a 8 specifiche Convenzioni definite come fondamentali : - libertà di associazione sindacale e diritto di contrattazione collettiva (convenzioni n. 87 del 1948 e n. 98 del 1949) ; - eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato (convenzioni n. 29 del 1930 e 105 del 1957) - abolizione effettiva del lavoro minorile (convenzioni n. 138 del 1973 e n. 182 del 1999 ) ed - eliminazione della discriminazione in materia di lavoro e di impiego (convenzioni n. 100 del 1951 e n. 111 del 1958). La valenza universale di tale corpus di principi è riconfermata nel 2002 quando oltre cento Stati ratificano la Convenzione n. 182, che chiede l immediata adozione di misure per eliminare le peggiori forme di lavoro minorile divenendo così la convenzione più ratificata nel minor tempo nella storia dell Ilo. Lo stesso anno nasce anche la Commissione internazionale sulla dimensione sociale della Globalizzazione istituita dall Ilo con l obiettivo finale di promuovere un approccio alla globalizzazione come risorsa per ridurre povertà e disoccupazione, stimolare la crescita e uno sviluppo sostenibile. Il potenziamento del ruolo dell Ilo, nella ricerca di un equilibrio tra sviluppo ed equità sociale, può essere altrimenti promosso attraverso l incremento di collaborazioni con ulteriori istituzioni internazionali. Tra queste spiccherebbe quale partner ideale il Wto (World Trade Organization), organismo intergovernativo posto a regolamentare i rapporti commerciali tra Stati, per la sua facoltà di impiegare strumenti inquisitori e sanzionatori nel proprio ambito di competenza, a differenza dell Ilo che, pur salvaguardando le condizioni di lavoro nel mondo, è privo di poteri sanzionatori. Il tassello mancante, che renderebbe effettiva questa liaison, insiste sull esistenza di compatibilità tra le due sfere d azione, commercio e diritto del lavoro internazionali, sulla quale ancora non è stato raggiunto consenso unanime. A parte l opposizione netta dei Paesi emergenti, ritroviamo dissenso anche nei pareri di numerosi economisti : il basso salario e la ridotta produttività di molte 11
14 imprese marginali mal sopporterebbero l imposizione legislativa di più alti labour standard, che si tradurrebbe, nella peggiore delle ipotesi, nel fallimento delle imprese stesse e nel passaggio dei lavoratori dall economia formale a informale. Il successo strategico dell impresa contemporanea è strettamente correlato alla capacità della stessa di integrarsi e calarsi coerentemente nei sistemi economici globalizzati, talmente pervasivi e radicati nella realtà odierna da influenzare il comportamento aziendale in differenti ambiti : il mercato, la concorrenza, la produzione, i fattori produttivi e le risorse umane. Innovazione e internazionalizzazione sono paradigmi di sopravvivenza che ormai accomunano grandi e piccole imprese, che non possono esimersi dall estendere il loro raggio d azione su scala mondiale, anche se con differenti proporzioni di rischio e responsabilità. La diffusione dunque dei gruppi internazionali ha determinato una crescente presenza estera e un radicamento delle imprese in differenti contesti geografici, selezionati accuratamente sulla base di specifici criteri strategici, tra cui la ricerca di vantaggi di costo su scala globale ( Low cost seeking ). Tale esigenza spinge le imprese a progettare l insediamento di determinate attività della catena del valore in aree ove la realizzazione delle attività in questione risulti meno costosa, indirizzando in questo modo flussi di investimenti diretti esteri ( Foreign direct investment ) verso Paesi valutati attrattivi sulla base di fattori e condizioni che incidono positivamente sulle opportunità competitive dell investimento stesso. L impresa non definisce quindi la propria ubicazione in uno scenario di adattamento passivo alle caratteristiche strutturali del luogo, bensì in funzione alla potenziale ottimizzazione della propria posizione strategica, attraverso una gestione attiva delle relazioni con un certo insieme di attori locali 3. La dimensione e il costo del lavoro, la sua flessibilità, le agevolazioni derivanti da lacune del sistema normativo, le disposizioni favorevoli in materia contrattuale e societaria, divengono, unitamente ad altri fattori di contesto, requisiti rilevanti nella scelta del territorio ospitante, con il pericolo concreto di accrescere la manifestazione di fenomeni negativi come il Social dumping, spingendo le economie ospitanti ad abbassare gli standard di lavoro, al fine di risultare vincenti nelle politiche di attrazione degli investimenti diretti esteri. 3 Tratto da M. Caroli Gestione delle imprese internazionali Mc-Graw Hill, Milano, p.37 ss - L autore valuta i fattori di attrattività che influenzano le imprese internazionali nella scelta del territorio ospitante, declinando orientamento strategico e offerta territoriale. 12
15 Naturale conseguenza è rappresentata dall eterogeneità del capitale umano operante nelle imprese internazionali, che raggiunge livelli elevati qualora la delocalizzazione delle imprese sia orientata verso Paesi emergenti; il capitale umano di un organizzazione quindi risulta profondamente differenziato, non solo dal punto di vista della nazionalità di provenienza, ma anche sulla base di condizioni sociali e lavorative che corrispondono purtroppo ad un insufficiente tutela del lavoratore subordinato in tali Paesi. Grande importanza dunque assumono la collaborazione e il dialogo sociale tra le realtà istituzionali presenti nei sistemi economici globalizzati, al fine di colmare queste gravi inadeguatezze in materia di diritto del lavoro. A sostegno invece di una correlazione positiva tra incremento degli standard sociali e apertura commerciale, si pone l intervento di Fabrizio Onida 4. Secondo l autore i miglioramenti giuslavoristici possono influenzare positivamente la capacità esportativa di un Paese in quanto incidono in primis sulla produttività della forza lavoro, sull innovazione, sulla valorizzazione del capitale umano e, nel complesso, sull attrattività del Paese stesso. Il capitale umano, se inserito in un contesto di garanzia di labour standard, è maggiormente incentivato alla crescita professionale e all efficienza produttiva. Anche le imprese infatti possono contribuire alla creazione di un clima di protezione dei diritti dei lavoratori e dunque, presentarsi come validi collaboratori per l Ilo. La ricerca del nesso tra le strategie di internazionalizzazione delle imprese e le politiche sociali trova riscontro nella CSR - Corporate Social Responsibility, orientamento aziendale che promuove una riflessione consapevole sulle ripercussioni del proprio operato sulla collettività e il successivo inserimento della variabile sociale e ambientale nei vincoli strategici. La responsabilità sociale delle imprese emerge dall'attuazione simultanea di comportamenti economicamente sostenibili ed eticamente orientati, divenendo parte costitutiva di un processo di integrazione sociale dell'economia. Tale prospettiva non è più trascurabile qualora si considerino le crescenti interconnessioni tra la realizzazione di un business di successo e la valorizzazione delle risorse umane e ambientali appartenenti al contesto d'impresa. L'inquadramento della CSR rispetto al diritto del lavoro non deve però costituire un pretesto di fraintendimento : riveste infatti un ruolo complementare e non sostitutivo alla norma 4 F. Onida Globalizzazione, standard sociali e del lavoro e ruolo dell Ilo scritto per il gruppo Astrid su Il governo della globalizzazione - 13
16 giuslavoristica; scopo primario è quello di esaltare il contesto giuridico stesso, apportandovi un contenuto più ricco, articolato e innovativo di quanto possa emergere dalla semplice lettura della legge 5. L'utilizzo congiunto di regolazione giuridica e soft law costituisce però una sfida di grande portata per le imprese e le istituzioni del panorama transnazionale, un intersezione di competenze e responsabilità che potrebbe produrre, quale risultato finale, l'applicazione di standard di lavoro che assicurino maggiori garanzie sociali, ispirati ai contributi di organismi quali l'ilo ma arricchiti di significatività e rilievo poiché elaborati nel vivo della relazione transnazionale tra impresa e lavoratori. Il codice di condotta, sia esso classificato come esterno o interno, costituisce una rappresentazione tangibile di Corporate Social Responsibility, poiché segue ad un atto volontario e spontaneo di adesione, da parte dell'impresa, di regole e prescrizioni volte a disciplinare l'esercizio della propria attività aziendale. Il corpus di disposizioni contenuto nei codici etici si rivolge alla molteplicità di stakeholder che gravitano intorno all'entità aziendale, che non si esauriscono nella persona fisica dell'imprenditore, ma si estendono a differenti ruoli : fornitori, clienti, partner finanziari, lavoratori della sede centrale e di accoglimento, che contribuiscono in varie misure alla creazione di valore e allo sviluppo economico dell'impresa interessata. Nella Dichiarazione tripartita emanata dall Ilo, in materia di principi sulle imprese multinazionali e politica sociale, sono presenti espliciti riferimenti alla natura differenziata delle strutture multinazionali, che si distribuiscono ormai in tutti i Paesi del mondo con vari gradi di autonomia, attività e tipologie proprietarie distinte. Nonostante la vastità del campo considerato, l Organizzazione Internazionale del Lavoro manifesta però una priorità indiscutibile: promuovere il dialogo sociale tra le parti in gioco, proponendo un criterio distintivo per una nuova definizione dei rapporti tra casa madre e sussidiarie, non più descritte in base a caratteristiche tecniche, quanto piuttosto individuate in funzione della ripartizione e della responsabilità tra di esse con l idea che coopereranno tra di loro e, se necessario, si presteranno reciproco aiuto per essere meglio in grado di osservare i principi enunciati in questa Dichiarazione. I principi oggetto della Dichiarazione esortano alla creazione diretta e indiretta di opportunità di lavoro, alla predisposizione di adeguate condizioni di sicurezza, di formazione, di salari ed età 5 A. Perulli Corporate Social Responsibility e diritto del lavoro - capitolo 7 da L impresa responsabile diritti sociali e corporate social responsability a cura di A. Perulli, Halley Editrice,
17 minima, alla promozione della libertà sindacale ed infine alla diffusione della contrattazione collettiva nel mondo. Le linee guida fornite in tale documento sono rafforzate attraverso collegamenti espliciti a Convenzioni e Raccomandazioni cui attenersi, nel pieno rispetto inoltre del contenuto della Dichiarazione emanata dalla stessa Organizzazione Internazionale del Lavoro nel Punti di debolezza che emergono dai codici di condotta in generale sono però : la mancanza di una precisa collocazione di tali meccanismi nel sistema delle fonti internazionali del diritto del lavoro, la traballante incisività dovuta all'assenza di un carattere obbligatorio, nonché la ridotta effettività derivante dal conflitto d'interesse che vizia le basi della relazione imprese - istituzioni. Quest'ultima criticità permette di instaurare un parallelismo con le problematiche oggetto della tradizionale teoria dell'agenzia 6 ; in questo caso però il gap informativo separa imprese e istituzioni e, unitamente all'assenza di controlli, crea terreno fertile alle imprese per evadere dalle disposizioni, con il rischio che l'adesione ai codici stessi si limiti ad un piano apparente e si riveli ben lontana da efficaci ingranaggi di enforcement. Inoltre la flessibilità e il decentramento che caratterizzano le strutture multinazionali e che definiscono i collegamenti esistenti tra la capogruppo e le sue sussidiarie, fungono da presupposti per una presenza internazionale articolata e complessa da raggiungere e regolamentare ; di qui la necessità di predisporre una strategia sociale finalizzata ad evitare che lo shopping dei diritti si estenda anche sugli standard di lavoro 7. L approccio che verrà esaminato nella sezione successiva analizza le potenzialità e i limiti di una metodologia differente dall applicazione dei codici di condotta : l inserimento di una clausola sociale all interno dell atto istitutivo dell Organizzazione Mondiale del Commercio, che permetterebbe di collegare efficacemente i diritti dei lavoratori al commercio internazionale. Di seguito, lo studio dell Accordo Nordamericano per il Libero Scambio (Nafta) da cui emerge il tentativo di associare ad accordi commerciali multilaterali un programma di carattere sociale (Naalc), un atto denominato labour side agreement, che accosti ad obiettivi economici e commerciali una pianificazione in materia di lavoro. 6 La tradizionale Teoria dell agenzia identifica nella separazione tra proprietà e controllo, tipica delle grandi imprese, il rischio di divergenza di interessi tra azionisti e manager, poiché quest ultimi potrebbero far leva sulle asimmetrie informative per soddisfare i propri obiettivi. 7 F. Marrella Regolazione internazionale e responsabilità sociale delle imprese multinazionali - capitolo 4 da L impresa responsabile diritti sociali e corporate social responsability a cura di A. Perulli, Halley Editrice,
18 Il caso esposto può essere inteso quale primo passo in un processo evolutivo avente ad oggetto i Free Trade Agreement e la questione sociale, analizzati in prospettiva bilaterale e multilaterale. Essi testimoniano l importanza storica dei labour right, il ruolo assunto dagli stessi nei rapporti commerciali tra Stati, divenendo ispirazione costante nella ricerca di una legislazione giuslavoristica transnazionale. 16
19 2 - Implementazione della clausola sociale come meccanismo di tutela dei Core Labour Standard 2.1 Riconoscimento del nesso tra commercio internazionale e diritto del lavoro Il Wto e la problematica giuslavoristica internazionale We renew our commitment to the observance of internationally recognized core labour standards. The International Labour Organization (Ilo) is the competent body to set and deal with these standards, and we affirm our support for its work in promoting them. We believe that economic growth and development fostered by increased trade and further trade liberalization contribute to the promotion of these standards. We reject the use of labour standards for protectionist purposes, and agree that the comparative advantage of countries, particularly low-wage developing countries, must in no way put into question. In this regard, we note that the Wto and the Ilo Secretariats will continue their existing collaboration. 8 Il paragrafo su citato, che costituisce parte integrante ed evidente compromesso all interno della dichiarazione finale della prima Ministerial Conference del Wto, tenutasi a Singapore nel dicembre del 1996, se da un lato sancisce l impegno all osservanza delle norme fondamentali del lavoro internazionalmente riconosciute, dall altra è emblematico del clima controverso che pervade l intero dibattito sulla clausola sociale. I Paesi in via di sviluppo infatti, le cui condizioni di lavoro avrebbero tratto evidenti benefici dall implementazione di uno strumento quale la clausola sociale, temono invece l affermazione di un nesso tra commercio internazionale e diritti dei lavoratori perchè potrebbe penalizzare la loro posizione di vantaggio comparativo relativo al basso costo del lavoro. Anche in questa sede i Paesi emergenti confermano un atteggiamento di forte opposizione, che costituisce ratio sufficiente a 8 Tratto da : F. Arestoff-Izzo, R. Bazillier,C. Duc, C. Granger-Sarrazin The Use, Scope and Effectiveness of Labour and Social Provisions and Sustainable Development Aspects in Bilateral and Regional Free Trade Agreeements European Commission Final Report, 15 settembre 2008 p
20 giustificare tale asserzione : conveniamo che il vantaggio comparativo dei Paesi in via di Sviluppo a bassi salari non debba essere in nessun caso posto in dubbio. La prima Conferenza Ministeriale del Wto e la conseguente Dichiarazione finale esprimono una ricchezza di significati emblematici tale da costituire un momento di riflessione per quanto riguarda la difficile interazione tra Ilo e Wto, organizzazioni operanti in campi distinti ma destinate a incrociarsi lungo un percorso comune. I ministri dei Paesi membri del Wto dichiarano di appoggiare l Ilo nella promozione dei labour standard, investono la stessa della responsabilità e del ruolo di istituire tali norme; al contempo però quando affermano : riteniamo che la crescita economica e lo sviluppo favoriti da un aumento degli scambi e da una liberalizzazione più spinta del commercio contribuiscano alla promozione di queste norme, spostano i termini di causa ed effetto poiché, norme poste a garanzia del lavoro, sono invece il punto di partenza per giungere ad un commercio libero e corretto che distribuisca i benefici equamente. La pace sul lavoro in tal modo diviene un presupposto e un requisito per partecipare alle dinamiche di commercio internazionale : è questa la logica portante della clausola sociale. La Dichiarazione dell Ilo del 1998 costituisce probabilmente una risposta efficace a tale investitura, nonostante il potere limitato e l assenza di strumenti coercitivi che purtroppo caratterizzano l organizzazione e che potrebbero però scaturire da una proficua collaborazione, piuttosto che da un semplice sostegno, con il Wto. Il Wto rappresenta infatti il sito ideale per l affermazione della clausola sociale, che acquisirebbe in tal modo un carattere effettivo, attraverso il riconoscimento ufficiale e l affermazione di quel nesso, tra commercio e labour standard, costantemente soffocato da un inerzia di fondo. Anche nella successiva Dichiarazione Ministeriale, avvenuta a Ginevra nel maggio del 1998, il Wto, pur riconoscendo che molto ancora resti da compiere per permettere alle persone del mondo di condividere i risultati 9 di un sistema commerciale multilaterale, affronta la necessità di una cooperazione con l Ilo in maniera sfuggente, privandola di concretezza e posticipando ancora l inclusione di una clausola sociale nei trattati commerciali multilaterali. I Paesi industrializzati sollevarono ancora una volta la questione irrisolta in occasione della Seattle Conference (1999) ; il compromesso raggiunto a Singapore fu reiterato anche al Doha Round 9 Tratto da A.Perulli Diritto del lavoro e globalizzazione Clausole sociali, codici di condotta e commercio internazionale Cedam, Padova, p.79 : More remains to be done to enable all the world s peoples to share fully and equitably in (the) achievements (of the multilateral trading system). 18
21 (2001), durante il quale, di fronte alla richiesta di stabilire un saldo rapporto tra commercio e dimensione sociale, si registrò una forte opposizione da parte dei Paesi in via di Sviluppo, guidati dal gruppo più rigido : Egitto, India, Pakistan, Bangladesh e Messico Le origini della clausola sociale Ripercorrendo le tappe storiche delle origini della social clause, si riscontra un primo accenno della questione all interno del testo dell Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio (Gatt 30 ottobre 1947) la cui introduzione citava : Recognizing that relations among countries in the field of trade and economic endeavour should be conducted with the view of raising standards of living and ensuring full employment 10. Perciò già allora era riconosciuto un ruolo cruciale sia alle dinamiche d impiego che agli standard sociali, quali fattori non trascurabili all interno delle relazioni economiche e commerciali. Nello specifico, gli articoli XX e XXI del Gatt dimostrano allo stesso modo di percepire l importanza del problema ma di sfiorarne appena la regolamentazione ; infatti, a parte una citazione relativa al lavoro nelle prigioni (art. XX(e)), nessun riferimento specifico è volto alla risoluzione della questione sociale : Nothing in this Agreement shall be construed to prevent any contracting party from taking any action in pursuance of its obligations under the United Nations Charter for the maintenance of international peace and security 11 (art.xxi ). Tuttavia, nonostante questa consapevolezza di fondo, la mancata ratifica della Carta dell Avana rappresenta il segnale più forte del difficile accordo tra gli Stati sulla questione sociale dal secondo dopoguerra fino ad oggi. La Carta dell Avana, datata 24 marzo 1948, avrebbe svolto un duplice ruolo : istituire un organizzazione a matrice universale che disciplinasse e regolamentasse il commercio internazionale, quale l Organizzazione Internazionale del Commercio (International Trade Organization Ito) e, al contempo, accogliere al proprio interno e incarnare una clausola sociale, ravvisabile nell articolo 7 del capitolo II intitolato fair labour standards : 10 Tratto da : F. Arestoff-Izzo, R. Bazillier,C. Duc, C. Granger-Sarrazin The Use, Scope and Effectiveness of Labour and Social Provisions and Sustainable Development Aspects in Bilateral and Regional Free Trade Agreeements European Commission Final Report, 15 settembre 2008 p Citazione tratta dalla medesima fonte utilizzata per la precedente nota. 19
22 Gli Stati membri riconoscono che le misure relative all impiego devono pienamente tener conto dei diritti che sono riconosciuti ai lavoratori da dichiarazioni, convenzioni e accordi intergovernativi. Essi riconoscono che tutti i Paesi hanno un comune interesse alla realizzazione e al mantenimento di norme eque di lavoro, in rapporto alla produttività della manodopera e, pertanto, alle condizioni di remunerazione e di lavoro migliori che questa produttività rende possibili. Gli Stati membri riconoscono che l esistenza di lavoro non equo, particolarmente nei settori della produzione che lavorano per l esportazione, crea difficoltà agli scambi internazionali. Di conseguenza, ogni Stato membro assumerà tutti i provvedimenti appropriati e concretamente realizzabili in vista di far sparire queste condizioni dal proprio territorio gli Stati membri che fanno altresì parte dell Oil cooperano con questa organizzazione al fine di risolvere le controversie per tutte le questioni relative alle norme di lavoro che verranno sottoposte all Ito questa consulterà l Oil e collaborerà con essa 12. Il legame tra commercio internazionale e problematiche giuslavoristiche è espresso pienamente quando la clausola sociale, in questo caso l articolo 7 della presente Carta, viene incorporata nel corpus principale e istitutivo dell Organizzazione del Commercio Internazionale ; si conferisce in tal modo ai labour standard internazionali una maggiore forza applicativa se consideriamo che la violazione dei diritti internazionali di lavoro, cui la Carta de l Avana fa riferimento, costituisce presupposto di mancato rispetto dei diritti del commercio internazionale. La speranza di sradicare il social dumping 13 e offrire valida protezione ai lavoratori nei contesti carenti dal punto di vista giuslavoristico sfuma con la mancata approvazione 14 della Carta de l Avana che purtroppo non entrò mai in vigore e non rappresentò mai il coronamento tra diritti dei lavoratori e commercio internazionale. Così fallì un altro tentativo di creare una struttura istituzionale che amministrasse il General Agreement on Tariffs and Trade ( Gatt ) : l Ito lasciava un vuoto di governance che venne temporaneamente colmato dall applicazione provvisoria di protocolli e da un susseguirsi di cicli di negoziati, o round commerciali, grazie ai quali gli Stati membri promuovevano una logica libero 12 Tratto da A. Zanobetti Pagnetti Il Diritto Internazionale del Lavoro Norme Universali Regionali e Comunitarie, Pàtron Editore, Bologna, 2005 p Il social dumping si verifica qualora il prezzo comparativamente inferiore di una merce sia dovuto ad un ridotto costo del lavoro, mantenuto tale dall inosservanza dei diritti fondamentali dei lavoratori. 14 In tale circostanza il Congresso USA avrebbe manifestato la propria opposizione a causa dell impostazione dell accordo finale, ritenuto non sufficientemente libero scambista ; il Congresso, inoltre, non concepiva che il solo Presidente avesse la facoltà di definire l adesione del Paese ad un organizzazione che ne avrebbe limitato la sovranità commerciale. 20
23 scambista basata sulla riduzione dei dazi doganali e sul progressivo sradicamento delle barriere non tariffarie al libero commercio. Significativo l Uruguay Round, cui parteciparono 125 Paesi e la cui durata, dal 1986 al 1994, è giustificata dalla complessità e vastità delle materie in esame. L Atto finale, siglato a Marrakesh il 15 aprile 1994, con la sottoscrizione di 111 Paesi e delle Comunità europee, ebbe come conseguenza un importante modifica al testo dell accordo Gatt, denominato Gatt-1994, che riguardava ora settori precedentemente esclusi quali quello dei servizi (accordo Gats). Il traguardo principale raggiunto fu però la costituzione dell Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization Wto), nata ufficialmente il 1 gennaio 1995 con l obiettivo di amministrare il neo accordo Gatt 1994, nonché rappresentare il sito mondiale per i negoziati commerciali stipulati tra i suoi membri. La nascita dell organizzazione internazionale a tendenza universale riportò alla luce la questione latente incentrata sul nesso imprescindibile tra commercio e labour standard : la proposta di inserimento di una clausola sociale affiorava ora con nuova forza in occasione dell atto istitutivo del Wto Definizione e oggetto della clausola sociale : i diritti dei lavoratori internazionalmente riconosciuti Collante e contemperamento tra disposizioni giuslavoristiche e leggi del commercio, la clausola sociale potrebbe costituire un importante fattore di cambiamento e rivoluzionare la comune percezione di quello che il commercio stesso rappresenta, del ruolo che può rivestire nella società. Il raggiungimento di una stabilità sociale e politica oltre che economica, non deve costituire un effetto parallelo o conseguente alle pratiche commerciali liberistiche, bensì un obiettivo condiviso nei negoziati economici tra Paesi. Contrappeso sociale nei free trade agreement, tale strumento permette di regolamentare e correggere le distorsioni sociali del mercato sulla base di un corpus di norme aventi ad oggetto diritti dei lavoratori internazionalmente riconosciuti 15 ; in aggiunta, l osservanza di tale 15 Tratto da A.Perulli Diritto del lavoro e globalizzazione Clausole sociali, codici di condotta e commercio internazionale Cedam, Padova, p
24 aggregato di norme diviene precondizione e requisito per gli Stati e le imprese internazionali per poter beneficiare dei vantaggi derivanti dalla liberalizzazione. Il tratto distintivo della clausola sociale è infatti la sua coerenza sotto il profilo dell enforcement, che prevede l imposizione di vere e proprie sanzioni in presenza di violazioni, conferendo efficacia all intero sistema regolativo. In caso di inadempimento le possibili conseguenze potrebbero implicare: - l interruzione parziale o l interdizione totale delle importazioni da Paesi che non rispettano gli standard oggetto della clausola sociale ; - la sospensione totale o parziale delle esportazioni verso Paesi che violano i presupposti della clausola; - l irrogazione di sanzioni commerciali, quali la sospensione dei benefici tariffari di un area di libero commercio per un ipotetico Paese non aderente alle disposizioni previste dall accordo in materia giuslavoristica (il caso Nafta - Naalc); - la negazione di preferenze tariffarie aggiuntive e agevolazioni negli scambi commerciali altrimenti concesse a Stati che manifestano osservanza alle norme del modello di clausola applicata (Sistema delle Preferenze Generalizzate - Ue). Appare dunque evidente come un sistema dotato di provvedimenti coercitivi possa realmente incidere su quel progresso giuslavoristico la cui mancanza ha da sempre impedito un equa ripartizione dei benefici derivanti dalla liberalizzazione del commercio. Inoltre, è importante rilevare come l introduzione di una clausola sociale possa attenuare gli squilibri derivanti dal social dumping, modificando i fattori di valutazione dei Paesi destinatari di investimenti diretti esteri. Fattore innovativo nell ambito di accordi commerciali multilaterali, la clausola sociale rivoluziona i parametri di stipulazione ed estende il raggio d azione economico : permette di compiere un primo passo importante in un processo di armonizzazione delle condizioni negoziali che conduca, al fine, alla creazione di un unica area di mercato globale in cui gli interessi sociali siano componente imprescindibile delle dinamiche economiche. Punto di partenza potrebbe essere la consapevolezza e la promozione di un nucleo duro di diritti dei lavoratori internazionalmente riconosciuti ; se siamo in grado di individuare i Paesi colpevoli di social dumping, ciò significa che esiste un corpus di principi giuslavoristici che devono comunque essere rispettati, a prescindere dal livello di sviluppo di un Paese, dai suoi valori o dalle sue preferenze. Mentre infatti le norme sulle condizioni di lavoro (quali il salario, l orario, l igiene e la 22
25 sicurezza ecc.) dipendono dallo sviluppo economico di ciascun Paese, le norme fondamentali possono concepirsi come condizioni preliminari del libero mercato ; solo là dove le norme fondamentali siano definite e rispettate, il mercato del lavoro funzionerà in modo tale da consentire un reale innalzamento delle condizioni di lavoro ed un equa ripartizione delle risorse e dei benefici del processo economico 16. Di conseguenza la clausola sociale si eleverebbe a congegno a disposizione della comunità internazionale per convalidare, ampliare, specificare norme di fatto già esistenti. Il nucleo, oggetto dell acceso dibattito, si collocherebbe perciò all interno delle fonti del diritto internazionale del lavoro e, a questo punto, protagonista indiscusso tra le fonti e logico anello di congiunzione risulta essere l Ilo. Il suo storico contributo, la Dichiarazione sui Principi e Diritti Fondamentali in materia di lavoro, adottato dalla Conferenza Internazionale del Lavoro il 18 giugno 1998 a Ginevra, riveste profondo significato e maggiore valore se calato in questo contesto logico. L Ilo identifica e presenta alla comunità internazionale un prezioso aggregato di principi imprescindibili e transnazionali, la cui portata, fa riferimento ai seguenti diritti fondamentali : - libertà di associazione e riconoscimento effettivo del diritto di contrattazione collettiva; - eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato o obbligatorio; - abolizione effettiva del lavoro dei bambini; - eliminazione della discriminazione in materia di lavoro e di professione. I core labour standard enunciati toccano tematiche universali singolarmente trattate e tutelate attraverso specifiche convenzioni emanate dall Organizzazione Internazionale del Lavoro nel corso degli anni. La Convenzione n. 29 del 1930 sopprime il lavoro forzato o obbligatorio, definito quale lavoro o servizio estorto ad una persona sotto minaccia di una punizione o per il quale detta persona non si sia offerta spontaneamente 17, riconoscendo quali eccezioni il servizio militare, il lavoro in stato di detenzione sotto adeguata supervisione, le emergenze in caso di guerra, incendio, terremoto. A completamento della precedente ritroviamo la Convenzione n. 105 del 1957 che vieta il lavoro forzato o obbligatorio come misura di coercizione o di educazione politica o quale sanzione nei 16 Tratto da A.Perulli Diritto del lavoro e globalizzazione Clausole sociali, codici di condotta e commercio internazionale Cedam, Padova, 1999, p Tratto da 23
26 riguardi di persone che hanno o esprimono certe opinioni politiche o manifestano la loro opposizione ideologica all ordine politico, sociale ed economico costituito; come metodo di mobilitazione o di utilizzazione della manodopera a fini di sviluppo economico; come misura di disciplina del lavoro; come misura di discriminazione razziale, sociale, nazionale o religiosa 18. La Convenzione n. 87 del 1948 sancisce che : I lavoratori e i datori di lavoro hanno il diritto, senza alcuna distinzione e senza autorizzazione preventiva, di costituire delle organizzazioni di loro scelta, nonché di divenire membri di queste organizzazioni, alla sola condizione di osservare gli statuti di queste ultime 19. La libertà sindacale è perciò un diritto fondamentale, che non può essere in alcun modo limitato e che conferisce alle organizzazioni di lavoratori e datori di lavoro la facoltà di elaborare i propri statuti ed eleggere i propri rappresentanti. La Convenzione n. 98 del 1949 è inerente al diritto di organizzazione e alla promozione della contrattazione collettiva e garantisce ulteriore protezione contro le discriminazioni antisindacali. La Convenzione n. 100 del 1951 riguarda l uguaglianza retributiva fra mano d opera maschile e femminile per un lavoro di eguale valore, costituendo naturale estensione di quanto già affermato nel Preambolo della Costituzione dell Ilo. La Convenzione n. 111 del 1958, tesa ad arginare le pratiche discriminatorie, completa il quadro della precedente inserendo nei propri articoli ulteriore specificazione del termine discriminazione che deve intendersi anche per quanto riguarda la razza, il sesso, la religione, l opinione politica, la discendenza nazionale o l origine sociale. La Convenzione n. 138 del 1973 è inerente all età minima per l ammissione al lavoro e si ripropone il difficile obiettivo di disciplinare una questione delicata da sempre presente : imporre agli Stati membri di specificare un età minima per l impiego che non dovrà essere inferiore all età della scuola dell obbligo e in ogni caso inferiore ai quindici anni. Infine la Convenzione n.182 del 1999 definisce l esigenza di abolire e sradicare le peggiori forme di lavoro minorile (schiavitù, prostituzione, traffico di stupefacenti, qualsiasi lavoro che penalizzi la salute e la moralità del minore), attraverso provvedimenti nazionali efficaci ; l articolo della presente specifica che il termine minore va riferito alle persone di età inferiore ai diciotto anni. La Dichiarazione sui Principi e Diritti Fondamentali in materia di lavoro costituisce un importante benchmark per una condotta commerciale responsabile ; la sua portata è significativa in quanto 18 Tratto da 19 Tratto da 24
27 conduce alla revisione, nel novembre del 2000, della Tripartite Declaration of Principles concerning Multinational Enterprises and Social Policy adottata dall Ilo nel novembre del Rappresenta inoltre l incipit di una nuova pianificazione di Decent Work Agenda (2000) finalizzata al raggiungimento di pieno impiego e di lavoro dignitoso per tutti gli individui, a livello globale, regionale, nazionale, settoriale e locale 20. Tali obiettivi sono confermati nel febbraio 2004 nel report A fair globalization : Creating opportunities for all e risaltano nella Proposed Ilo Declaration on Social Justice for a Fair Globalization pubblicata nel giugno del Legittimità giuridica e ratio economica a supporto della c.d. social clause I tratti distintivi della clausola sociale conducono ad una definizione ibrida che fonde differenti aspetti : il lato economico e l anima sociale, dimensioni certamente distinte ma al contempo profondamente intrecciate. Del resto la nascita e lo sviluppo del ramo giuslavoristico internazionale poggiano inizialmente su motivazioni di carattere economico per conferire in seguito significato sociale ed etico ai contributi normativi. La ratio economica è presupposto prioritario per la concorrenza leale, in quanto stabilisce condizioni competitive di base equiparabili tra i Paesi della comunità internazionale, stimola la ricerca e lo sviluppo di vantaggi concorrenziali senza incorrere in rinunce sociali e social dumping. Di conseguenza, questo percorso competitivo a stampo sociale, apporta benefici e riguarda da vicino i Paesi emergenti ma contemporaneamente definisce un nuovo processo di valutazione degli investimenti diretti esteri da parte delle imprese multinazionali : non più investimenti esclusivamente fondati su fattori di costo ma imperniati su criteri di scelta alternativi quali l aderenza e il rispetto dei diritti dei lavoratori internazionalmente riconosciuti e il market seeking Tratto da 21 Tratto da M. Caroli Gestione delle imprese internazionali Mc-Graw Hill, Milano, p.53 : l autore descrive gli obiettivi che ispirano gli investimenti diretti esteri e cita le teorie dell economista Dunning ; nello specifico risulta che gli investimenti market seeking, (sono) finalizzati a entrare in mercati che hanno elevati tassi di sviluppo e nei quali l impresa internazionalizzata può sfruttare significativi vantaggi competitivi rispetto agli operatori locali. 25
28 Il risultato finale potrebbe essere la valorizzazione del mercato del lavoro come effetto della tutela giuslavoristica riservata ai lavoratori impiegati tanto nelle filiali estere quanto nell indotto aziendale domestico, riportando equilibrio nei mercati. La legittimità giuridica deriva dalla presenza di diritti imprescindibili e transnazionali condivisi dalla comunità internazionale e, inoltre, dalla necessità di apportare tutela al lavoratore subordinato nel rapporto con l impresa internazionale. L intreccio tra le due componenti della clausola sociale mi ha ispirato un ulteriore considerazione sullo strumento : una terza sfumatura o anima potrebbe essere rappresentata dalla valenza politica, tesa a ridurre il contrasto tra ottica economica e Stato, tra fattori critici di successo internazionali e autorità politiche nazionali. Citando A. Perulli 22 e L. C. Thurow diremo che : Alla perdita del controllo statale - nazionale dei mercati corrisponde l autoregolazione dell economia mondiale, in un quadro normativo fluido ed incerto : se infatti l epoca delle legislazioni economiche nazionali è ormai esaurita, quella della legislazione economica globale non è ancora iniziata L implementazione della clausola sociale perciò investirebbe il Wto di un ulteriore mandato che non si esaurisce nell ambito sociale delle dinamiche economiche ma che si estenderebbe ad una dimensione di equilibrio politico in un contesto di globalizzazione ove i confini nazionali sono ormai oltrepassati. 2.2 Il dibattito sulla clausola sociale : un mondo diviso sulla questione del lavoro Inquadramento giuridico e compatibilità con le disposizioni del Wto La sola concreta possibilità di accogliere e conferire spazio all inserimento della clausola sociale nelle disposizioni del Wto è rappresentata dall art. XX del Gatt. Nelle sue eccezioni generali la disposizione autorizza le Parti contraenti ad adottare provvedimenti commerciali restrittivi qualora sia ritenuto opportuno tutelare la morale, la vita e la salute degli uomini, degli animali e piante, l ambiente e le risorse naturali, il patrimonio artistico, 22 Tratto da A.Perulli Diritto del lavoro e globalizzazione Clausole sociali, codici di condotta e commercio internazionale Cedam, Padova, Introduzione, pp. XXVII-XVIII. 26
29 storico, archeologico ed infine il consumatore. Il solo riferimento di rilievo, ai fini della trattazione, concerne le misure di ritorsione contro la commercializzazione di prodotti realizzati nelle prigioni (lettera e) quando invece, estensione naturale, dovrebbe riguardare l intero set di core labour standard oggetto della Dichiarazione sui Principi e Diritti Fondamentali in materia di lavoro, adottata dall Ilo nel Dispiace quindi constatare che purtroppo l articolo XX, pur avendone le potenzialità, non incorpori l intero nucleo di quei diritti imprescindibili a vocazione universale tanto attesi dai sostenitori della pace sul lavoro. Finisce così per costituire un processo di valutazione a carattere nazionale, assumendo un valore generico anziché fornire un codice normativo applicabile senza eccezioni a tutti i contraenti. Indeterminatezza e genericità permeano anche l articolo XXIII del Gatt relativo alla Protezione delle concessioni e dei vantaggi (ampliato dal Wto Dispute Settlement Rules) che attribuisce, ad un Paese contraente, la facoltà di indire un inchiesta qualora si venga a creare un altra situazione 23 ritenuta lesiva di un proprio vantaggio derivante dall Accordo. Questa altra situazione, cui l Accordo fa riferimento, potrebbe finalmente costituire l opportunità, tanto rincorsa, di uno spazio tecnico e giuridico in cui inserire la clausola sociale, ma finisce col rappresentare un ulteriore momento di interpretazione generica che nulla aggiunge ai tentativi di risoluzione di questa nobile causa Vantaggio comparato e proporzione dei fattori : presupposti di un commercio privo di clausola sociale La proposta di inserire una clausola sociale quale fondamento dei free trade agreement ha sollevato non poche discussioni, determinando una sempre maggiore diversificazione tre le opinioni sostenute dagli attori e dalle forze in gioco. Le problematiche ricollegate al dibattito si sviluppano attorno a due questioni centrali : la ricerca di un consensus che sia unanime e l identificazione di un profilo di enforcement efficace e risolutivo. Mentre le Organizzazioni non Governative (ONG) e i sindacati continuano le loro battaglie all interno e oltre i confini nazionali, le compagnie multinazionali sono molto determinate a salvaguardare proprietà e investimenti economici. 23 Tratto da A.Perulli Diritto del lavoro e globalizzazione Clausole sociali, codici di condotta e commercio internazionale Cedam, Padova, p.103 : l autore riporta ed interpreta alcune delle espressioni del testo dell articolo XXIII del Gatt. 27
30 Secondo una visione economica neoclassica, il libero scambio costituisce di per sé un fattore di miglioramento naturale graduale che, a partire dai vantaggi economici (produttività e reddito nazionale), raggiunge la sfera sociale apportando effetti positivi : risanamento delle condizioni lavorative, risoluzione di problematiche inerenti l emigrazione, incremento delle tutele sociali e ambientali, miglioramento del benessere. Un processo dunque a lungo termine basato su di una logica ad effetto cascata (trickle down process) che non lascia spazio all imposizione di standard giuslavoristici oggetto di una clausola sociale, percepita come barriera tariffaria con le medesime conseguenze dei dazi all importazione. Nello specifico, il modello ricardiano di inizio Ottocento, imperniato sul vantaggio comparato, prevede che un Paese si specializzi nella produzione di quel bene per il quale il prezzo relativo risulti superiore al suo costo opportunità, detenendo in tal modo un vantaggio comparativo. Il secolo successivo raccoglie il contributo di Heckscher Ohlin in base al quale la teoria della proporzione dei fattori si eleva a spiegazione della struttura del commercio internazionale. La dotazione naturale e l abbondanza relativa dei fattori costituivano motivo ispiratore degli scambi; infatti ogni Paese tende ad esportare i beni nella cui produzione si utilizzano più intensivamente quei fattori che nel Paese (stesso) sono relativamente più abbondanti 24 : vale a dire che i Paesi in via di sviluppo, in cui il lavoro costituisce il fattore più abbondante, dovrebbero esportare beni intensivi in lavoro ed importare beni intensivi in capitale. Tale teoria prevede poi il pareggiamento dei prezzi dei fattori, rivestendo il commercio di una funzione sostitutiva della mobilità internazionale dei fattori stessi. L uguaglianza dei prezzi dei fattori risulta però un conseguimento puramente teorico in quanto i dati reali non coincidono con le previsioni del modello. In modo particolare la problematica di ripartizione della ricchezza non è risolta e permane il divario tra Paesi ricchi e poveri ; si registrano inoltre contraddizioni strutturali che vedono un Paese suddiviso al suo interno in aree con differente livello di sviluppo e perciò differente potenzialità di assorbimento dei benefici economici. A manifestare rigida opposizione all inserimento della clausola sociale sono però i Paesi emergenti stessi che, negli incontri ministeriali del Wto, comunicano la loro incessante preoccupazione di perdere quel vantaggio naturale, che li induce a competere l uno contro l altro. Racing to the 24 Tratto da P.R. Krugman, M. Obstfeld Economia Internazionale 1 Teoria e Politica del Commercio Internazionale, quarta edizione italiana a cura di R. Helg, Pearson p
31 bottom è quella pericolosa tendenza che li porta ad offrire lavoro a basso costo e scarsa applicazione giuslavoristica pur di vincere la concorrenza e ricevere investimenti diretti esteri. Il mantenimento di un vantaggio incentrato nel fattore lavoro da parte dei Paesi in via di sviluppo non preclude affatto il riconoscimento di un corpus di core labour standard, la cui applicazione chiarirebbe finalmente il ruolo e la funzione rivestite dal commercio internazionale : motore per il progresso economico e, al tempo stesso, sociale che diventa parte integrante delle dinamiche di scambio. I Paesi in via di sviluppo potrebbero quindi fare leva su un nuovo vantaggio, quello della produttività, derivante da questo progresso e maggiormente incentivata dall attivazione di una clausola sociale. Partecipata prevalentemente da sindacati dei Paesi in via di sviluppo, la World Federation of Free Trade Unions (WFTU), rifiuta l inclusione di una clausola sociale nel Wto, sostenendo però la necessità da parte dell Ilo di indirizzare il proprio impegno all osservanza dei core labour right 25. Le motivazioni alla base di questo perentorio rifiuto hanno matrici diverse. Alcuni, respingendo addirittura il Wto, vissuto come un istituzione creata dai Paesi capitalistici per intenti protezionistici con lo scopo di concentrare la ricchezza nel Nord globale, si oppongono di conseguenza ad una clausola sociale al suo interno ; altri temono la perdita di regolamentazione nazionale che il trattato del Gatt del 1994 comporta Core labour rights e Social Governance : elementi chiave per un economia globale A favore dell implementazione della clausola sociale ritroviamo invece numerosi interventi delle forze sindacali ricollegate all International Confederation of Free Trade Unions (ICFTU), che ha fornito una proposta basata sulle Convenzioni chiave dell Ilo (nn. 87, 98,100,111,29,105,138). Manifestazione di profonda coalizione tra sindacati e Organizzazioni non Governative è emersa in occasione di un people s forum tenutosi in Brasile nel maggio del 1997 : questa collaborazione, espressa in un ampia dichiarazione a sostegno della clausola sociale, allargava l orizzonte dei diritti tutelabili oltre quelli fondamentali. Si tratta di un intento di nobile portata che dà luogo però ad una sorta di trade off : da un lato l incremento delle tutele giuslavoristiche, oggetto della clausola 25 Tratto da A. Chan e R. J. S. Ross Racing to the bottom : international trade without a social clause, Third World Quarterly, vol 24, n.6, pp , 2003 p
32 sociale, complica il profilo dell enforcement, mentre dall altro, l aumentare delle questioni sociali introdotte accresce la coalizione a favore della clausola sociale 26. Un approccio efficace potrebbe essere quello di concordare sulle componenti principali della clausola per poi, nel corso degli anni, giungere ad uno stadio che incorpori maggiori protezioni a favore dei lavoratori. Quest ottica è forse più compatibile con il modus operandi dell Ilo, che ha enunciato il nucleo dei core labour standard attraverso la famosa Dichiarazione del 1998, promuovendo così i principi e i diritti fondamentali. Di riflesso si rileva che l impostazione delle clausole di souplesse, previste dall Organizzazione Internazionale del Lavoro, in un certo senso richiama la medesima strategia di adeguamento normativo graduale. A promuovere l introduzione dei core labour standard negli accordi commerciali bilaterali e l incorporamento della dimensione sociale nel processo di integrazione regionale, ritroviamo l intervento datato dicembre 2004 del Consiglio dell Unione Europea : UNDERLINES that the EU must conduct its internal and external policies in a consistent way thus contributing to maximizing the benefits and minimizing the costs of globalization for all groups and countries, both inside and outside of the EU HIGHLIGHTS the importance that the World Commission attaches to promoting regional integration across the world and to incorporating a social dimension in the process of regional integration RECALLS its commitment to promoting core labour standard and to improving social governance in the context of globalization, including within the framework of its existing trade policies and initiatives, as emphasized by the Council Conclusions of 21 July 2003 RECOGNISES the need for an integrated approach to trade policy and social development in particular the need to strengthen the sustainable development dimension of bilateral trade agreements and to continue to pursue the promotion of core labour standards in bilateral agreements, accompanied by Sustainability Impact Assessments (SIAs) and assisted by appropriate donor support; NOTES the importance of the revision of the Generalized System of Preferences (GSP) to this context Tratto da T. Collingsworth An essential element of fair trade and sustainable development in the fta is an enforceable social clause Richmond Journal of Global Law and Business, 2001 p Tratto da : F. Arestoff-Izzo, R. Bazillier,C. Duc, C. Granger-Sarrazin The Use, Scope and Effectiveness of Labour and Social Provisions and Sustainable Development Aspects in Bilateral and Regional Free Trade Agreeements European Commission Final Report, 15 settembre 2008 p
33 E forte il richiamo alla ricerca di una dimensione sociale della Globalizzazione e ancor più vivo è il riconoscimento della necessità di un approccio integrato verso le politiche commerciali e la crescita sociale ; in particolare si afferma il bisogno di rafforzare la dimensione dello sviluppo sostenibile nei trattati commerciali bilaterali. L Unione Europea stessa rivolge le proprie politiche interne ed estere al raggiungimento di tali obiettivi, preoccupandosi che la massimizzazione dei benefici e la minimizzazione dei costi della Globalizzazione, non riguardino soltanto i Paesi dell Unione Europea ma si estendano anche oltre i propri confini. Significativa è poi la posizione assunta dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite ( UN Economic and Social Council ECOSOC ) espressa nel luglio del 2006 in una Dichiarazione ministeriale in cui risalta l importanza dei diritti fondamentali dei lavoratori, del dialogo sociale, del decent work fondato su adeguata protezione sociale : elementi chiave per uno sviluppo sostenibile di tutti i Paesi e obiettivo prioritario di cooperazione internazionale 28. Per il raggiungimento di questi fini il Consiglio riconosce il ruolo della Dichiarazione sui principi e diritti fondamentali in materia di lavoro dell Ilo del 1998, il valore degli sforzi tesi all implementazione e alla ratifica delle Convenzioni da parte degli Stati reticenti, affinché i diritti dei lavoratori, in modo particolare di donne, giovani, disabili, emigranti e indigeni, siano rispettati. Anche l Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico ( Organization for economic Cooperation and Development OECD ) apporta il proprio contributo attraverso la diffusione delle sue Guidelines for Multinational Enterprices, rivolgendosi alle imprese multinazionali e incorporando i quattro core labour standard senza tuttavia fare esplicito riferimento all Ilo. Pur non trattando direttamente la questione della clausola sociale, ECOSOC e OECD ribadiscono l importanza dei core labour standard che comunque costituiscono il cuore della clausola sociale stessa, contribuendo così a diffondere maggiore consapevolezza e ad ampliare il coinvolgimento di stakeholder : una volta raggiunta l unanimità sulla necessità di implementazione della clausola sociale il profilo di enforcement si dispiegherà quale conseguenza efficace e naturale. 28 Tratto da : F. Arestoff-Izzo, R. Bazillier,C. Duc, C. Granger-Sarrazin The Use, Scope and Effectiveness of Labour and Social Provisions and Sustainable Development Aspects in Bilateral and Regional Free Trade Agreeements European Commission Final Report, 15 settembre 2008 p
34 3 - La dimensione sociale nei free trade agreement Multilateralismo e regionalismo commerciale sono il risultato odierno di un complesso processo di liberalizzazione degli scambi, due forme d integrazione economica diffuse e molto spesso sovrapposte. Gli Stati Uniti partecipano ad un area di libero scambio istituita con il Messico e il Canada nel quadro del Nafta ; sono al contempo coinvolti in esperienze di liberalizzazione circoscritta con alcuni Paesi della sponda Sud del Mediterraneo e, dal punto di vista globale, appartengono al Wto. L Italia, Paese aderente all Unione Europea, partecipa alle forme di negoziati internazionali che quest ultima ha in gestazione con altre parti del mondo e nell ambito del Wto. Nel complesso, la tendenza di lungo periodo alla liberalizzazione degli scambi a livello mondiale associata alla globalizzazione sembra coesistere con l aumento delle esperienze commerciali a livello regionale in forma di accordi commerciali preferenziali o di accordi d integrazione regionale. La letteratura economica ha cercato di interpretare il rapporto esistente tra multilateralismo e regionalismo commerciali, intravedendo in quest ultimo sia una risposta, sia uno strumento di sostegno del multilateralismo 29. Data la diffusa assunzione degli interventi regionali di liberalizzazione e la presenza di un innegabile nesso tra commercio e diritto del lavoro internazionale, è importante appurare il valore attribuito alla questione giuslavoristica all interno di tali dinamiche,evidenziandone lacune, aspetti controversi e possibili proposte di rivisitazione. L analisi che segue, incentrata sul caso Nafta-Naalc offre interessanti spunti di riflessione. Sono trascorsi quasi vent anni da quando il North American Free Trade Agreement (NAFTA), l accordo di libero scambio nordamericano negoziato tra Stati Uniti, Canada e Messico, è entrato in vigore il primo gennaio La conseguente valutazione inerente gli effetti positivi e negativi registrati da quel momento rimane tuttora di carattere parziale, data la difficoltà di considerare e quantificare le conseguenze di un intesa commerciale trilaterale che si inserisce in un quadro macroeconomico di tendenze già in atto. 29 Tratto da : F. Praussello Rapporti fra multilateralismo e regionalismo economico, Associazione Universitaria di Studi Europei (Ause), con il contributo della Commissione Europea; febbraio p.3. 32
35 Il Nafta costituisce il primo esempio di accordo stipulato tra Economie avanzate e Paesi in via di sviluppo, realtà dunque molto eterogenee, sia per delicate fasi storiche ed economiche attraversate dai Paesi membri, sia per progresso raggiunto. E evidente a questo punto che le misure utilizzate per registrare le reazioni delle parti in gioco non potranno essere le medesime e daranno luogo ad aspetti controversi. Ricercatori accademici ed economisti internazionali si sono cimentati nel difficile tentativo di isolare gli effetti del Nafta dalle condizioni contestuali dei Paesi coinvolti constatando però che la molteplicità e la complessità dei fattori genera conseguenze interdipendenti e non separabili. 3.1 L accordo Nafta La storia negoziale e i tratti distintivi dell accordo Il Nafta è stato definito uno spartiacque all interno della politica commerciale globale 30 e si inserisce in un processo di Silent Integration, poiché rappresenta il risultato di un percorso decennale di rafforzamento dei rapporti commerciali tra Canada, Stati Uniti e Messico, le cui intenzioni, dapprima di carattere bilaterale, sono confluite in un intesa conclusiva di tipo trilaterale. Già dalla metà degli anni Ottanta infatti, Stati Uniti e Messico sono stati protagonisti di una serie di accordi commerciali quali l Intesa bilaterale sui sussidi e i diritti di compensazione (1985), il Quadro dei principi e procedimenti per la consulta riferita al commercio e agli investimenti (1987), l Intesa sul commercio e sugli investimenti (1989). Contemporaneamente i rapporti commerciali tra Stati Uniti e Canada erano già stati oggetto di negoziazione nell accordo denominato Cusfta (1989), il cui testo costituirà ispirazione giuridica e tecnica nella definizione dei termini del Nafta, data la corrispondenza delle disposizioni presenti nei due trattati. Le negoziazioni del Nafta iniziarono alla fine del giugno 1990, quando, con un comunicato congiunto al termine dell incontro tra i presidenti di Stati Uniti e Messico, George Bush e Carlos 30 Tratto da M. A. Kose, G. M. Meredith, C. M. Towe How has Nafta affected the Mexican Economy? Review and Evidence - International Monetary Fund (IMF) Working Paper, p.4 : The agreement represented a watershed in global trade policy... 33
36 Salinas de Gortari, si annunciava il proposito di realizzare un accordo bilaterale di libero scambio. Nell agosto dello stesso anno il governo del Quebec chiedeva al governo canadese di partecipare ai negoziati in fase di avvio. Qualche mese più tardi, nel febbraio 1991, veniva data comunicazione ufficiale dell apertura delle negoziazioni tripartite. L accordo fu in seguito ratificato a Washington nel dicembre del 1993 ed entrò in vigore il primo gennaio del La storia negoziale del Nafta evidenzia quindi la volontà comune dei tre Paesi di giungere con una certa rapidità alla stipulazione del trattato che vede quale attivo promotore il Messico, anche se furono gli Stati Uniti a dare impulso ad una fase di regionalizzazione degli scambi. Tra le peculiarità del Nafta ritroviamo l ampiezza delle materie regolamentate, trattate nei 22 capitoli successivi al Preambolo e raggruppate in 8 sezioni. Esse includono infatti numerose tematiche : la riduzione delle tariffe doganali, la diminuzione delle barriere non tariffarie, le norme di origine, la soluzione delle controversie, le condizioni di competitività ( quali ad esempio imposte e sussidi ), l investimento diretto estero, i finanziamenti ed infine i diritti di proprietà intellettuale. Contiene inoltre sette allegati, duemiladuecento articoli e tre protocolli aggiuntivi (accordi supplementari sull ambiente, sul lavoro e sulle impost surges), integrati all accordo originale per volontà del neoeletto Presidente americano William Clinton. Ulteriore caratteristica distintiva è l estensione geografica del territorio destinatario delle regolamentazioni. L accordo ha creato infatti la più ampia area di libero commercio al mondo per GDP ( Gross Domestic Product Pil ) e la seconda più ampia se consideriamo il volume totale dei flussi commerciali, subito dopo l Unione Europea 31. Nonostante i frequenti paragoni tra i due progetti in sede di dibattiti internazionali, il Nafta e l Ue rappresentano due costruzioni internazionali fondate su presupposti profondamente distanti. L Ue opera infatti nel panorama internazionale in rappresentanza degli Stati aderenti mentre il Nafta vede i Paesi membri gestire autonomamente la contrattazione internazionale ; il sistema europeo si fonda inoltre su un presupposto di armonia legislativa grazie all affermazione del diritto comunitario a differenza del Nafta che non prevede alcuna forma di applicazione legislativa comune. Infine gli organi sovranazionali istituiti con la creazione dell Unione Europea (Parlamento europeo, Consiglio e Commissione), cui è attribuita la sovranità, non sono assolutamente 31 A pochi anni dall istituzione dell area di libero scambio si contavano 370 milioni di abitanti, affari commerciali che superavano i 6000 miliardi di dollari americani all anno e un reddito globale di 6,2 trilioni di dollari dati ricavati dall articolo di S. Lucatello Nafta : la nuova identità del Nordamerica - Dipartimento di relazioni internazionali - London School of Economics and Political Science (LSE), Londra, p
37 accostabili ai comitati trilaterali previsti dal Nafta, preposti alla risoluzione di questioni circoscritte e limitate. Le differenze rilevate tra le due entità internazionali, Nafta e Ue, sono certamente dovute alle diverse aspettative maturate nei confronti dei progetti da parte dei Paesi aderenti Previsioni e aspettative riposte nel Nafta dagli Stati firmatari L adesione del Canada al Nafta riflette motivazioni di ordine politico ed economico. Il Paese, che già regolava i propri rapporti commerciali con gli Stati Uniti attraverso il Cusfta, aderì in vista dei vantaggi economici che le proprie imprese avrebbero raggiunto in termini di competitività e dinamicità del mercato del Messico, ritenuto anche possibile destinazione per gli investimenti diretti di origine statunitense. La partecipazione degli Stati Uniti al trattato acquista un significato fondamentale, finalizzato all abbattimento delle barriere messicane che regolavano gli investimenti diretti esteri : avrebbe facilitato il dispiegarsi delle strategie di globalizzazione produttiva adottate dalle proprie imprese multinazionali. Nei piani degli Stati Uniti erano presenti ulteriori obiettivi : arginare il fenomeno dell immigrazione, creando maggiore occupazione oltre confine 32 ; appoggiare l espansione del mercato messicano, terzo in ordine di importanza per le esportazioni statunitensi ; contribuire a consolidare il processo di riforma economica e legittimare la transizione democratica del Messico, rinsaldandone la stabilità. Infine la presenza del Messico assume un significato che va al di là dell ampliamento dei confini commerciali : le aspettative sono quelle di stabilizzare l economia e assicurare continuità al proprio programma di riforme fondate sulla liberalizzazione, priorità indiscutibili in vista della sopravvivenza del Paese e dell integrazione economica intrapresa. Infatti il Nafta è espressione di quel processo di profonda ristrutturazione economica che caratterizzò il Paese negli anni Ottanta, periodo in cui si registrò un inversione di marcia nella politica economica messicana, che aveva abbandonato le pratiche protezionistiche di Import Substitution, abbracciando un piano unilaterale di riforme finalizzato alla liberalizzazione. 32 E questo il caso delle Maquiladoras, stabilimenti industriali sotto il controllo di soggetti stranieri, in cui avvengono trasformazioni o assemblaggi di componenti temporaneamente esportati da Paesi maggiormente industrializzati (es. Stati Uniti) in un regime di duty free ed esenzione fiscale. 35
38 In quegli anni il Messico fu investito dall inflazione, dal declino delle condizioni di vita e da una crisi del debito che rendeva il governo inadempiente rispetto alle obbligazioni estere. Fu così che il Presidente Miguel de la Madrid intraprese una serie di misure atte all apertura economica del Paese, con l intento di abbassare le barriere commerciali, attrarre investimenti diretti esteri e acquisire competitività. Nel 1986 il Messico entrò a far parte del Gatt (General Agreement on Tariffs and Trade), assicurando la propria attitudine alla liberalizzazione e gettando le basi per una relazione economica con gli Stati Uniti che avrebbe poi condotto alla stipulazione dell accordo nordamericano di libero scambio. Alla vigilia dell implementazione del Nafta l economia messicana stava attraversando una difficile crisi valutaria 33, che unitamente alla perdita di fiducia degli investitori e alla contrazione dei flussi di investimenti diretti esteri, condusse il Paese in una profonda recessione economica. In fase di negoziazione a prevalere furono le esigenze di un Paese in difficoltà di riconquistare la credibilità (migliorare il suo profilo di rischio e acquisire consenso sulla base del meccanismo di risoluzione delle controversie) presso gli investitori, di attrarre abbondanti flussi di investimenti diretti esteri, di intensificare e diversificare le proprie esportazioni, di creare infine opportunità di lavoro. La partecipazione del Paese al Nafta assume perciò una connotazione di difficile reversibilità, determinando, in caso di retrocessione da parte del Messico, il deterioramento dei rapporti internazionali nonché consistenti switching cost 34. Studi e ricerche rilevano il raggiungimento di vantaggi economici da parte del Messico 35 ma hanno altresì evidenziato la presenza di forti scompensi : se il Nafta da un lato ha dato origine a enormi benefici al Paese dell America Latina nella sua interezza, dall altro lato non si è verificata una ripartizione equa di tali vantaggi all interno del Paese. Le regioni del Messico caratterizzate da differenti condizioni di infrastrutture, di trasporto, di telecomunicazioni, da differenti livelli di educazione e capacità istituzionali, hanno percepito in misure diseguali i benefici del Nafta, registrando disparità nell ammontare di Ide ricevuti e flussi 33 Nel dicembre 1994 il Messico cadde in una delle peggiori crisi finanziarie : la cosiddetta crisi tequila che causò una delle più dure recessioni che avessero mai colpito un solo paese dagli anni Trenta. Le sue ripercussioni si diffusero in tutta l America Latina. 34 Switching cost da intendersi come costi che si registrano nel passaggio e nella ricerca di nuovi partner commerciali. 35 Vedi : M.A.Villarreal, M.Cid Nafta and the Mexican Economy, Cornell University - ILR School, articolo accademico del
39 commerciali realizzati. Le conseguenze più drastiche sono state quelle relative alle problematiche dell occupazione, della migrazione e, soprattutto, della scarsa tutela giuslavoristica riservata ai lavoratori messicani Impatto del Nafta sul mercato del lavoro : conseguenze politiche derivanti dall accordo La realizzazione del North American Free Trade Agreement è stata contrassegnata da una serie di momenti chiave che hanno testimoniato la volontà condivisa delle parti di creare una proficua correlazione commerciale, riponendo nel trattato in esame le proprie aspettative di sviluppo economico. Non sono mancate fasi di contestazione, anche gravi, situazioni di incertezza e preoccupazione, in particolare dovute agli effetti negativi che il movimento di capitali avrebbe potuto generare sull occupazione. Negli Stati Uniti la sua progettazione ha manifestato non poche difficoltà. Considerata e discussa sotto la presidenza repubblicana di George Bush, venne poi ereditata dalla presidenza democratica di William Clinton nel 1993, il quale era consapevole dei vari scontri sociali cui sarebbe andato incontro, data la disapprovazione generale dei sindacati, ed espresse la necessità di apportare miglioramenti al Nafta. Miglioramenti che si concretizzarono nella definizione di tre ulteriori accordi paralleli firmati nell agosto del 1993 e inerenti questioni delicate quali : - la tutela dei lavoratori (Naalc, North American Agreement on Labour Cooperation) ; - la protezione ambientale (Naaec, North American Agreement on Environmental Cooperation) e - le import surges. Tali accordi costituirono una novità nel quadro degli strumenti normativi di libero scambio, la cui attuazione deriva dall inadeguatezza dei meccanismi di tutela del lavoro e dell ambiente previsti dal testo originale del Nafta. Il Naalc, se da un lato è un tentativo di istituire un collegamento politico tra gli accordi di liberalizzazione commerciale e la dimensione sociale nei rapporti di lavoro, dall altro manifesta purtroppo limiti e aspetti controversi (che saranno evidenziati nei successivi paragrafi). La creazione di un area preposta al libero scambio ha stimolato un acceso dibattito che ha visto mutare il comportamento dei partiti politici dei Paesi coinvolti con un insolito processo di 37
40 cambiamento, definito da F. Doran 36 flip-flop politico, per indicare il ribaltamento delle posizioni tradizionali di determinati partiti relativamente a temi d interesse primario di ricaduta soprattutto sociale. Negli Stati Uniti ad esempio il Partito democratico, promotore del libero commercio, ha superato i repubblicani negli atteggiamenti protezionistici, rendendo difficoltosa la ratifica del Nafta in sede congressuale 37. Con l implementazione dell accordo il Partito repubblicano ha assunto quindi una posizione favorevole al libero scambio affinché venisse assecondata l espansione delle imprese multinazionali nei maggiori mercati ; per contro il Partito democratico ha tentato di ridimensionare tale comportamento, unendosi alle organizzazioni sindacali, decise ad adottare un punto di vista protezionistico con lo scopo di arginare la probabile emorragia di posti di lavoro in patria. In Messico gli esponenti politici del Partito rivoluzionario istituzionale, al potere da più di mezzo secolo e consueto difensore della pratica di restrizione delle importazioni, hanno appoggiato, agli inizi degli anni Ottanta, una strategia di sviluppo neoliberale, segnando il passaggio da una politica di controllo centralizzato fortemente protezionistica ad un apertura storica nei confronti del libero commercio. Ma c è una ragione di carattere strutturale che spiega tali mutamenti nei partiti politici dei Paesi firmatari : un forte cambiamento dei fattori che influenzano la condotta degli Stati,quali, gli investimenti diretti esteri, le operazioni transnazionali, gli investimenti di portafoglio e i titoli finanziari. Nel tentativo di attrarre investimenti, in Messico si è registrato un ribaltamento dell architettura politica e un assestamento delle legislazioni nazionali che potesse favorire l accoglimento degli investimenti esteri Impatto del Nafta sul mercato del lavoro : conseguenze sociali derivanti dall accordo Questa nuova interdipendenza tra Stati Uniti e Messico assume però connotazione negativa nel momento in cui ha permesso di assistere, nelle zone a basso costo del lavoro, in Messico, ad un attrazione di flussi d investimenti determinati esattamente dai livelli minimi di protezione 36 a cura di F. Doran, G. Marchi, P. Marchildon : Nafta Puzzle Political Parties and Trade in North America - Westview Press, Storicamente il Partito democratico, sostenuto dalle forze sindacali, appoggiava il libero commercio per conferire vantaggio ai consumatori; al contrario i repubblicani sostenevano il protezionismo. 38
41 sociale presenti in quelle aree. L Unione Europea definisce questa forma di competizione unfair distorted competition, perchè ha determinato un trasferimento di impieghi e di produzione da zone avanzate, quali Stati Uniti e Canada, verso il territorio messicano, meno protetto a livello giuslavoristico e per questo associato a costi minori, determinando vantaggi economici per quei Paesi che, come nel caso del Messico, per non frenare il flusso di investimenti diretti esteri, non sono intenzionati ad elevare i propri standard di tutela del lavoro. Anzi, questo atteggiamento si traduce il più delle volte in una corsa verso il fondo ( Race to the Bottom ) che peggiora ulteriormente le condizioni dei lavoratori, nel timore di veder sfumare il proprio vantaggio naturale. Al contrario, Paesi più sviluppati, in questo caso Canada e Stati Uniti, che non abbassano radicalmente i propri standard per arrestare il calo dell occupazione, assistono al trasferimento delle proprie imprese in Messico. L analisi critica del Nafta non pone esclusivamente l accento sull abbassamento dei livelli salariali e reddituali degli ispanici, ma anche sulla presenza di conseguenze negative per i lavoratori statunitensi stessi. Il primo marzo 2000 il Wall Street Journal pubblicò alcune stime relative ai licenziamenti negli Stati Uniti dal momento dell implementazione del Nafta : i disoccupati avrebbero raggiunto in quegli anni la tragica quota di , di cui solo un terzo reintegrato grazie ad uno specifico programma di ricollocamento dei lavoratori denominato Nafta Transitional Adjustment Assistance. Tale piano di reinserimento era però previsto per i lavoratori licenziati provenienti dal settore automobilistico e non dall agricoltura e dal tessile, settori potenzialmente minacciati dal funzionamento del Nafta. L entrata in vigore dell accordo nordamericano di libero scambio fece emergere un ulteriore problematica : nonostante il trattato non contemplasse la libera circolazione delle persone al suo interno (solo alcuni operatori di mercato avevano accesso all area di libero scambio), il confine tra Stati Uniti e Messico fu colpito da un alto tasso di migrazione illegale. Le attività economiche messicane furono sottoposte ad una forte competizione con le importazioni provenienti da Stati Uniti e Canada; perdettero consistenti quote di mercato e nel peggiore dei casi, furono costrette a chiudere, con il conseguente licenziamento dei propri dipendenti. Nel settore agricolo il processo di ammodernamento e riforma che investì il Messico prima e dopo la stipulazione dell accordo internazionale, così come i sussidi a favore degli agricoltori statunitensi, avrebbero penalizzato le fattorie di piccola scala 38 e incrementato l emigrazione dei contadini verso 38 Tali sussidi determinano infatti la contrazione dei prezzi agricoli messicani e il fallimento delle attività agricole di piccole dimensioni. 39
42 le città industrializzate, il Canada e gli Stati Uniti. Nel timore di tale risvolto fu introdotto un processo di revisione della legge federale sull immigrazione, entrata in vigore nell aprile del 1997, con disposizioni restrittive e severe per gli immigrati che violavano le condizioni stabilite dal visto d ingresso. L integrazione creatasi grazie al Nafta sul piano economico sarebbe auspicabile anche a livello sociale : i Paesi contraenti dovrebbero giungere a soluzioni giuslavoristiche uniformi anziché implementare strategie legislative nazionali, al fine di risolvere le importanti questioni sociali. 3.2 L adozione del Naalc Aspetti controversi L introduzione del Naalc, North American Agreement on Labour Cooperation, rappresenta un punto di svolta nella storia negoziale dei trattati commerciali, in quanto per la prima volta un labour side agreement fu accostato ad un accordo di libero commercio, attraverso un iniziativa che rifletteva l impegno dei Paesi firmatari a considerare i diritti dei lavoratori nelle dinamiche di commercio internazionale. La decisione di adottare un accordo parallelo in materia di lavoro fu espressione della volontà degli Stati Uniti, il cui Presidente, William Clinton, si dichiarò disposto ad avvallare il progetto commerciale del Nafta soltanto in presenza di accordi tesi a salvaguardare i lavoratori e l ambiente. L opposizione del governo messicano a tale aggiunta determinò poi quale esito finale l introduzione di un documento che costituiva, secondo i critici, una versione indebolita rispetto al conseguimento degli obiettivi inizialmente prefissati a tutela dei lavoratori. Il Naalc perciò, fin dai suoi presupposti costitutivi, si inserì in un contesto conflittuale ; non si verificò un accoglimento unanime del trattato in questione quanto piuttosto si affermarono prospettive diverse a seconda delle parti chiamate in causa. Per alcuni l accordo parallelo in materia di lavoro costituisce un traguardo, un importante riconoscimento internazionale del ruolo che svolgono i lavoratori nella produzione dei beni destinati al commercio, per altri rappresenta un ostacolo alle multinazionali per il raggiungimento dei vantaggi competitivi, in quanto vincolate nelle proprie scelte strategiche. 40
43 Il Naalc poi, da un ulteriore punto di vista, non sarebbe all altezza delle aspettative maturate in fase iniziale : se i lavoratori avessero una posizione di pari importanza rispetto ai beni che contribuiscono a realizzare, le disposizioni inerenti le condizioni di lavoro sarebbero incluse nell accordo di libero scambio stesso, rispettate nel timore della sospensione dei benefici commerciali o dell espulsione dal Nafta, anziché essere invece inserite in un atto parallelo, i cui limiti applicativi sono evidenti a causa della scarsa credibilità dell attività disciplinare. Infine alcuni oppositori al Naalc ritengono, all interno di questo acceso dibattito, che il trattato non abbia valenza e sostengono inoltre che l Organizzazione Internazionale del Lavoro non abbia bisogno di assistenza e, implicitamente, si dichiarano favorevoli ad una netta separazione delle competenze, negando la presenza di un nesso tra il diritto del lavoro e il commercio internazionale Obiettivi e Labor Principles : il primato delle legislazioni nazionali Gli obiettivi enunciati nel testo del Naalc, di migliorare le condizioni di lavoro e la qualità della vita, incoraggiare la cooperazione, promuovere rispetto e applicazione delle leggi nazionali per il reciproco beneficio dei Paesi firmatari, rivelano il suo duplice ruolo : promotore dei diritti dei lavoratori e al contempo strumento di tutela della sovranità statale. L accordo divenne portavoce di undici labor principles anche se, purtroppo, non si ricollegava specificatamente alle Convenzioni emanate dall Ilo attraverso espliciti riferimenti che gli avrebbero avvalorato e conferito forza istituzionale ; è necessario tuttavia considerare che l accordo fu stipulato antecedentemente rispetto all importante dichiarazione dell Ilo del 1998, in cui erano enunciati i principi e i diritti fondamentali in materia di lavoro. I labor principles contenuti nel Naalc corrispondono alle seguenti tutele giuridiche : 1) Libertà di associazione e protezione del diritto di organizzazione; 2) Diritto di contrattazione collettiva; 3) Diritto di sciopero; 4) Proibizione del lavoro forzato; 5) Tutele lavorative per bambini e giovani; 6) Standard minimi di impiego; 7) Eliminazione della discriminazione sul posto di lavoro; 8) Equivalente retribuzione per donne e uomini; 41
44 9) Prevenzione da malattie e incidenti sul posto di lavoro; 10) Compensazione in caso di malattie e incidenti sul posto di lavoro; 11) Protezione verso i lavoratori migranti. La necessità di rispettare ed implementare i principi enunciati non poggia tuttavia su un ottica di armonizzazione legislativa che richieda ai Paesi aderenti al Nafta di adottare un corpus normativo uniforme in materia di lavoro, bensì affonda le proprie radici sull applicazione delle leggi nazionali. L obiettivo di preservare la sovranità statale è dunque prioritario nel Naalc ed è esplicitamente dichiarato nel testo, nel punto in cui l accordo dichiara : nothing in this Agreement shall be construed to empower a Party s authorities to undertake labor law enforcement activities in the territory of another Party. Questa disposizione sottolinea marcatamente il divieto di interferire nelle politiche legislative interne dei Paesi e costituisce lo sbarramento ad una effettiva soluzione comune. Del resto il fatto stesso che la questione giuslavoristica sia affrontata in un documento formalmente separato dall accordo commerciale, anziché essere inclusa nel corpus principale, dimostra la deliberata volontà di proteggere il testo del Nafta dall inserimento di disposizioni in materia di lavoro, che potrebbero costituire potenziali barriere alle proprie politiche commerciali. Il primato della legge nazionale nei confronti dell armonizzazione legislativa è poi evidente sia nel preambolo del Naalc che nell articolo 2, il quale, inserito nella seconda sezione del presente atto intitolata Obbligations, annuncia i doveri attribuiti a ciascun Paese firmatario in questa forma Affirming full respect for each Party s constitution, and recognizing the right of each Party to establish its own domestic labor standards, and to adopt or modify accordingly its labor laws and regulations, each Party shall ensure that its labor laws and regulations provide for high labor standards, consistent with high quality and productivity workplaces, and shall continue to strive to improve those standards in that light.. Ai membri del Nafta dunque non è richiesto di modificare, integrare o conformarsi alle leggi in materia di lavoro presenti negli altri Paesi aderenti, in quanto il Naalc prevede la sola applicazione delle leggi nazionali vigenti in ciascun Paese. 42
45 3.2.3 L inadempienza del Messico In conformità con quanto asserito nella sezione Obligations, il Messico risulta purtroppo inadempiente rispetto alle obbligazioni assunte con il Naalc : mentre a livello nazionale sono riconosciuti ed affermati alcuni dei diritti costitutivi delle legislazioni stesse dei membri più avanzati del Nafta, le disposizioni del Messico poste a tutela di tali diritti non sono severamente applicate. Di conseguenza, l incongruenza tra la normativa giuslavoristica vigente e le dure condizioni lavorative osservate in territori quali le Maquiladoras, innesca forti critiche inerenti proprio il mancato rispetto delle disposizioni nazionali contro la discriminazione sul posto di lavoro e a tutela delle dipendenti in maternità. Una politica implicita, quella della realtà messicana, connivente e disposta a soprassedere a questa incoerenza in quanto, l entità dei vantaggi associati agli investimenti diretti esteri supererebbe di molto i benefici attribuibili all applicazione severa delle proprie leggi in materia di lavoro. Del resto, l articolo 40 del Naalc costituisce un valido espediente per eludere l applicazione delle disposizioni giulavoristiche nazionali, in presenza delle condizioni qui citate : reasonable exercise of the agency s or the official s discretion with respect to investigatory, prosecutorial, regulatory or compliance matters; or results from bona fide decisions to allocate resources to enforcement in respect of other labor matters determined to have higher priorities. La buona fede nelle decisioni e la discrezione esercitata ragionevolmente dalle agenzie governative divengono criteri utili per creare uno spazio ove permettere l inadempienza alle leggi nazionali relative al lavoro, ulteriore conferma dell atteggiamento tacito a favore del non enforcement e della necessità di mantenere il controllo sulla propria legislazione domestica Classificazione dei labor principles e architettura amministrativa prevista dall accordo Dal punto di vista amministrativo il Naalc prevede una suddivisione dei labor principles in tre gruppi distinti, a seconda dei livelli procedurali implicati in caso di violazione, dei poteri coinvolti nella valutazione e dei provvedimenti innescati in caso di mancato rispetto di tali principi. Nel primo gruppo confluiscono i seguenti diritti : - Libertà di associazione e protezione del diritto di organizzarsi; - Diritto di contrattazione collettiva; 43
46 - Diritto allo sciopero. Il secondo aggregato di principi accoglie le seguenti tutele : - La proibizione del lavoro forzato; - Standard minimi d impiego relativi alla retribuzione dello straordinario; - Eliminazione della discriminazione sul posto di lavoro; - Equivalente retribuzione per donne e uomini; - Compensazione in caso di malattie e incidenti sul luogo di lavoro; - Protezione dei lavoratori migranti. Infine la terza suddivisione, caratterizzata da un maggiore coinvolgimento amministrativo e da un maggiore potenziale applicativo, include gli ultimi tre degli undici labor principles promossi dal Naalc : - Tutele lavorative per bambini e giovani; - Standard minimi d impiego relativi ai livelli salariali; - Prevenzione da malattie e incidenti sul luogo di lavoro. Ampiezza e fragilità sono quindi gli aspetti che più contraddistinguono l accordo parallelo in materia di lavoro che promuove, seppur attraverso legislazioni nazionali, undici principi di grande portata sociale ma al tempo stesso prevede, soltanto per un numero limitato di questi, riconoscibili nel III raggruppamento, provvedimenti sanzionatori in caso di accertata e persistente violazione. Il differente trattamento riservato alle suddivisioni considerate si riflette anche nella diversità delle strutture di potere implicate nel giudizio ; si tratta infatti di strutture permanenti istituite su disposizione del Naalc che, soltanto in presenza di determinati presupposti applicativi e principi, sono affiancate da comitati temporanei istituiti ad hoc (Figura 1 pagina 46). Il Consiglio dei Ministri (MC), il Segretariato e i cosiddetti Nao, National Administrative Office, rientrano nella struttura permanente fondata dall accordo e costituiscono la Commissione per la Cooperazione sul Lavoro ( Commission for Labor Cooperation) ; nello specifico il Consiglio è rappresentato dai Ministri del lavoro dei Paesi aderenti al Nafta, si riunisce almeno una volta l anno e può contare sul supporto del Segretariato, la cui funzione è principalmente di appoggio al Consiglio attraverso uno staff di quindici membri. In ciascun Paese è poi prevista la creazione di un 44
47 Nao, con il preciso compito di accogliere le submissions, ovvero le richieste e i reclami manifestati in caso di inosservanza dei principi applicativi del Naalc. Strutture invece temporanee sono quelle del Comitato di Valutazione di Esperti (ECE, Evaluation Committee of Experts) e della Giuria Arbitrale (AP, Arbitral Panel), la cui partecipazione è vincolata ad un extent of enforceability che esprime la logica portante del processo di risoluzione delle dispute previsto dall accordo Il Processo di Risoluzione delle Dispute previsto dal Naalc Il primo livello risolutivo in tale processo implica il coinvolgimento, la collaborazione e lo scambio informativo tra i Nao dei Paesi membri : un soggetto privato ha infatti la possibilità di depositare e sottoporre un reclamo al Nao di uno dei due Stati la cui applicazione legislativa non è oggetto della submission in questione ; il Nao ricevente decide se accettare la richiesta pervenutagli entro sessanta giorni e potrà in seguito richiedere una consultazione con il Nao del Paese accusato; qualora anche il terzo Stato lo ritenesse opportuno, avrà diritto di partecipazione. A questo punto l Ufficio Amministrativo Nazionale dello Stato implicato nella submission avrà l onere di presentare pubblicamente dati e informazioni utili alle consultazioni tra Nao. Se la questione fonte di reclamo rimanesse irrisolta il Nao potrà richiedere una consultazione ministeriale e se anche questo ulteriore meeting non fornisse adeguata risoluzione, il meccanismo di gestione delle dispute avanzerà al secondo livello. I ruoli permanenti esercitati dalle strutture dei Nao, del Consiglio dei Ministri e del Segretariato sono coinvolti nella valutazione dei reclami per tutti e tre i gruppi di labor principles mentre il passaggio ad una seconda fase di risoluzione è previsto solo per la II e III suddivisione, escludendo dunque i principi del primo aggregato (libertà di associazione e protezione del diritto di organizzazione, diritto di contrattazione collettiva e diritto di sciopero) da una seconda opportunità applicativa. 45
48 Figura 1: Diversità delle strutture amministrative coinvolte nel processo di risoluzione delle dispute 39 Struttura permanente Strutture temporanee la Commissione per la Cooperazione sul Lavoro competente per i gruppi di principi I, II, III competenti in : Consiglio dei Consiglio Ministri dei (MC) Ministri (MC) (Ministri (Ministri del Lavoro del Lavoro dei dei 3 Paesi 3 Paesi membri) membri) Segretariato (Staff di 15 membri a supporto dell MC) Comitato di Valutazione di Esperti (ECE) II,III gruppo di principi Comitato Arbitrale (AP) III gruppo di principi STATI UNITI NAO CANADA NAO MESSICO NAO Le Parti in causa possono infatti richiedere, in caso di mancata risoluzione al primo livello, la creazione, da parte del Consiglio dei Ministri, di un Comitato di Valutazione di Esperti (ECE), costituito a sua volta da tre membri indipendenti con competenze in questioni di lavoro. Sulla scorta di informazioni provenienti da varie direzioni (i Nao, il Segretariato, specifici gruppi d interesse, istituzioni con expertise riguardo la questione considerata e la sfera pubblica), il Comitato presenta al Consiglio dei Ministri una documentazione iniziale contenente : - una valutazione comparativa sulla problematica in oggetto; - conclusioni opportune; 39 Tratto da M.J. Bolle : Nafta Labor Side Agreement : Lessons for the Worker Rights and Fast Track Debate, CRS Report for Congress, 2001 p.5. 46
49 - raccomandazioni appropriate affinché le Parti chiamate in causa dimostrino rispetto per la questione. Tale documentazione può essere oggetto di revisione ; infatti ciascun componente ha la facoltà di inviare le proprie osservazioni scritte all ECE, che saranno esaminate nella stesura della documentazione finale. Quest ultima sarà nuovamente inviata al Consiglio dei Ministri. Le parti coinvolte nella contesa invieranno a loro volta al Segretariato risposte scritte inerenti le raccomandazioni enunciate nella documentazione. Qualora il report elaborato dall ECE valutasse casi di violazione di principi appartenenti al III gruppo (tutele lavorative per bambini e giovani, standard minimi d impiego relativi ai livelli salariali e prevenzioni da malattie e incidenti sul luogo di lavoro) sarà possibile richiedere ulteriori consultazioni al fine di verificare la condotta legislativa dello Stato accusato, ovvero se persista l intento di evadere dall applicazione degli standard di lavoro. Se il problema persiste il Consiglio può intraprendere tre provvedimenti : - può fare appello a specifici consulenti e creare gruppi di lavoro o gruppi di esperti; - può ricorrere a good offices, conciliation, mediation or such other dispute resolution procedures ; - può inoltre inviare le proprie raccomandazioni sia privatamente che pubblicamente, sperando in una mutually satisfactory resolution. Se la questione rimanesse ancora irrisolta, il Naalc e il processo di gestione delle dispute prevedono un ultimo livello risolutorio che implica la creazione di un Comitato Arbitrale (AP), i cui cinque membri dovranno accertare la presunta violazione dei labor principles appartenenti al III gruppo. Il Comitato è autorizzato a ricercare informazioni e consulenze presso qualsiasi fonte ritenuta opportuna, organismi o persone dunque, fin tanto che le parti della disputa manifestino il proprio consenso. Entro centottanta giorni dalla costituzione del Comitato stesso, le controparti riceveranno una documentazione iniziale in cui verrà dato un primo responso sulla riscontrata persistenza di mancata applicazione dei principi oggetto della submission, unitamente a raccomandazioni appropriate volte alla risoluzione della disputa. Anche in questo caso è data facoltà di replica, inviando i propri commenti scritti al Comitato prima che quest ultimo pubblichi il suo final report. 47
50 Se dunque il Comitato Arbitrale riscontrasse persistenza nella violazione, i contendenti possono concordare un piano d azione che determini reciproci vantaggi coerentemente con le raccomandazioni fornite dal Comitato stesso. In assenza di un comune accordo, il Comitato sarà riconvocato per determinare un piano opportuno. Qualora, infine fosse riscontrato il mancato adeguamento della parte accusata nell applicare il piano pattuito e nell adempiere alle proprie obbligazioni scaturite dal Naalc, sarà imposta una sanzione di carattere monetario o una penalità la cui massima entità potrà prevedere la sospensione dei benefici tariffari derivanti dal Nafta per un anno. Il processo di risoluzione delle dispute appare dunque laborioso e complesso sia nei meccanismi amministrativi che nelle tempistiche e attese burocratiche ; l imposizione di una sanzione inoltre diviene un conseguimento lontano e remoto se consideriamo che sono richiesti oltre due anni affinché le procedure specificate dal Naalc siano interamente eseguite. Questo ed altri limiti rientrano nell aspetto controverso del trattato in esame, il cui lato oscuro ha costituito argomento di acceso dibattito internazionale e oggetto di proposte di revisione purtroppo non ancora concretizzate. 3.3 Luci ed ombre : critiche all efficacia del Naalc Proprio il meccanismo di risoluzione delle dispute e la complessità insita nelle sue fasi procedurali, costituiscono il fulcro delle analisi critiche di studiosi che hanno approfondito le problematiche inerenti ai fallimenti dell accordo parallelo. Due ordini di questioni sono alla base del giudizio che segue : fattori d inerzia amministrativa e fattori d inerzia interpretativa, punti dolenti dell accordo in esame che riflettono la difficoltà di coniugare interessi commerciali internazionali e tutela dei diritti dei lavoratori su dimensione regionale. Difficoltà che appare nella sua interezza nelle molteplici interpretazioni scaturite già dalla nascita dell accordo : per alcuni si tratta di un documento storico che consente di migliorare le condizioni di lavoro e gli standards di vita negli Stati Uniti, Messico e Canada 40, per altri 40 Tratto da : North American Agreement on Labor Cooperation : A guide, Washington, D. C., febbraio p1. Il giudizio proviene dal U.S. Department of Labor Bureau of International Labor Affairs. 48
51 diviene strumento privo di ogni contenuto o meccanismo che possa servire anche solo a mantenere (figuriamoci a migliorare) i diritti dei lavoratori e gli standards esistenti in ciascuno dei tre Paesi firmatari 41. Lungo il percorso dell analisi proposta sarà comunque possibile ravvisare alcuni aspetti positivi che, anche se non veri successi, possono essere punti di partenza che illuminano la difficile riflessione sulla tutela della questione giuslavoristica nei trattati commerciali internazionali Fattori d inerzia amministrativa ed esecutoria Il sistema di gestione delle dispute si snoda in un numero considerevole di fasi, ognuna delle quali necessita di lunghi tempi di elaborazione e permette alle parti chiamate in causa di replicare e opporsi alle documentazioni con memorie scritte. Ciò rappresenta un fattore di rallentamento ulteriore che si aggiunge alle lungaggini burocratiche. In un ipotetico caso di violazione, il primo grado di risoluzione prevede il giudizio del Nao, il quale funge da organo filtrante con la responsabilità di avanzare nella valutazione della controversia. Nel caso in cui non si giungesse ad un accordo tra le Parti, l articolo 23 definisce quale passaggio successivo la costituzione di un ECE, la disciplina del quale rende palese la profonda idiosincrasia dei Paesi membri verso ogni forma di confrontation, a favore di una soluzione compromissoria. La norma contenuta nell art. 23 (2) dispone infatti che l analisi svolta dall ECE dovrà essere di tipo non accusatorio; precisazione, questa, che desta non poche perplessità, specie considerando che l ECE, formato da esperti in materia lavoristica e del tutto indipendenti, avrebbe invece, potenzialmente, la capacità di acclarare in via certa e definitiva la responsabilità del Paese accusato, fornendo un valido fondamento tecnico-giuridico all irrogazione di eventuali sanzioni in caso di comprovati comportamenti di social dumping. 42 Le fasi risolutorie,i cui protagonisti assoluti sono l ECE e di seguito l AP, favoriscono poi una procedura cronologicamente elastica la cui durata ( nella migliore delle ipotesi di due anni circa ) 41 Tratto da : J. Cowie, J. D. French Nafta s Labor Side Accord : A textual analysis, in Latin American Labor News, Il giudizio proviene da Center for Labor Research and Studies of Florida International University, corrisponde all opinione estremamente critica espressa da B. Bond, Direttrice di ricerca presso il Dipartimento Affari Internazionali dell Afl-Cio, in D. Colombo Il Nafta. Dentro la sfida americana al mercato unico, Angeli, Milano, 1994, p Tratto da A.Perulli Diritto del lavoro e globalizzazione Clausole sociali, codici di condotta e commercio internazionale Cedam, Padova, 1999 p 217. L autore analizza la validità dell impianto del Naalc ponendo l accento su tre punti critici : mancanza di standard comuni, diversa tutela riconosciuta agli undici labor principles, la complessità del quadro procedrale. 49
52 può dilatarsi fino a 1320 giorni qualora i Paesi coinvolti attivino determinati interruttori previsti dal NAALC stesso. Di conseguenza risulta plausibile il dubbio circa la ricerca di una soluzione reciprocamente soddisfacente, visto che l attivazione di determinati step denota proprio la mancanza di una visione comune. L eccessiva flessibilità nelle linee guida e timetable inoltre, aggrava ulteriormente la possibilità di inquadrare con precisione i termini temporali della valutazione della submission, con il rischio molto concreto di veder sfumare una garanzia di applicazione. Anche in questo punto è da rimarcare il carattere compromissorio dell accordo in esame. L importanza di ogni labor principle è poi sottovalutata se consideriamo il differente trattamento che viene riservato ai vari principi rispetto ai tre livelli risolutori. Infatti, diritti quali la libertà di associazione e di organizzazione, di contrattazione collettiva e il diritto di sciopero non possono vantare le stesse tutele del II e III gruppo di principi, che hanno il beneficio di avanzare al secondo livello risolutorio, per essere oggetto di giudizio di un Comitato di Valutazione di Esperti (ECE). Inoltre al terzo stadio, che vede la costituzione ad hoc di un Comitato Arbitrale (AP), possono accedere solo i principi appartenenti al III aggregato (figura 2 a pagina 52). Omissione pesante, quella che vede l esclusione al gradino conclusivo dei principi del I aggregato che possono essere considerati dei veri e propri pilastri del diritto del lavoro, perché sono inerenti la facoltà dell individuo di incidere sulle proprie condizioni di lavoro. La diversa tutela assicurata agli undici principi e l evidente discriminazione nei confronti della prima suddivisione trovano conferma nel brillante contributo : Le obbligazioni assunte dai Paesi membri del Nafta, relativamente al rispetto dei diritti sociali fondamentali elencati nei Principles, sono, per così dire, a densità variabile. La tutela dei principi segue infatti una gradazione crescente che finisce per attribuire ad essi, anche formalmente, una diversa rilevanza giuridica l accordo esclude espressamente dal livello più forte di tutela (relativo alle fasi di Evaluation e di Resolution of Disputes) proprio gli strumenti di contropotere collettivo che consentono ai lavoratori di resistere alla pressione verso il basso esercitata dalla liberalizzazione commerciale i relativi obblighi di rispetto, assunti dai Paesi del Nafta, rischiano perciò di rimanere lex imperfecta per carenza di strumenti istituzionali in grado di assicurarne il rispetto in caso di mancato o insufficiente adempimento Tratto da A.Perulli Diritto del lavoro e globalizzazione Clausole sociali, codici di condotta e commercio internazionale Cedam, Padova, 1999 p
53 In aggiunta sono solo i Governi a determinare il passaggio da un livello procedurale al superiore, permettendo così l eventuale avanzamento di giudizio nel caso di violazione. L ineffettività del processo di risoluzione delle dispute deriva anche dal carattere dei mandatory standard prodotti dagli organi di potere ; non si tratta infatti, il più delle volte, di decisioni vincolanti, bensì di consigli e suggerimenti tesi a riappacificare le parti in causa piuttosto che indurre al cambiamento necessario. L imposizione di sanzioni risulta perciò remota, sia perché le pratiche legislative del Complaint System sono assimilabili al soft law, sia perché la valutazione dei casi di violazione raramente raggiunge il terzo livello nonostante valgano determinati presupposti applicativi che giustificherebbero un impostazione imperniata su di un hard enforcement mechanism. Il processo di risoluzione delle dispute genera un clima di sfiducia diffusa relativo alla sua inefficacia ed è, per questo motivo, utilizzato con scarsa frequenza. Il fatto poi che le sanzioni siano possibili, ma raramente impiegate, riflette il timore di ogni Stato di procedere nei confronti di altri membri del Nafta e deteriorare così i rapporti politici e commerciali. In questo scenario di rapporti diplomatici tra Stati, l eventuale utilizzo di sanzioni dovrebbe essere amministrato con cautela e attenzione, con la consapevolezza che si tratterebbe di una short term solution se paragonata al riconoscimento universale di diritti dei lavoratori. Un altra problematica viene ravvisata nella mancanza di un organo super partes, un corpo indipendente non governativo, investito della facoltà di gestire il processo applicativo del Naalc e in grado di produrre resoconti più affidabili e di esercitare pressioni maggiori sugli Stati affinché autorizzino queste documentazioni. Questa forma di governance caratterizza l accordo parallelo in materia ambientale (Naaec), ove le procedure sono affidate ad un corpo indipendente piuttosto che agli Stati stessi. Il rischio di una eccessiva dipendenza dall azione governativa comporta infatti l emergere di complicazioni : uno Stato può manifestare inerzie nel perseguire una petizione contro un altro per paura di ritorsioni, ovvero di successive indagini sulla propria posizione applicativa rispetto al Naalc. Si innesca perciò un effetto bottleneck, che vede raramente uno Stato depositare petizioni contro un altro. 51
54 Figura 2 : Coinvolgimento amministrativo e applicabilità dei labor principles 44 GRUPPI DI LABOR PRINCIPLES POTENZIALE APPLICATIVO Gruppo I 1. Libertà di associazione e Applicabile attraverso Protezione del diritto di organizzazione; le procedure dei Nao, del 2. Diritto di contrattazione collettiva; Segretariato e del Consiglio dei 3. Diritto di sciopero. Ministri Gruppo II 1. Proibizione del lavoro forzato; Applicabile attraverso le 2. Standard minimi d impiego relativi procedure previste per il I alla retribuzione dello straordinario; gruppo e da un ulteriore grado 3. Eliminazione della discriminazione di giudizio del Comitato di sul posto di lavoro; Valutazione di Esperti (ECE) 4. Equa retribuzione per donne e uomini; 5. Compensazione in caso di malattie e incidenti sul luogo di lavoro; 6. Protezione dei lavoratori migranti. Gruppo III 1. Protezioni lavorative per bambini e Applicabile attraverso le giovani; procedure previste per il I e 2. Standard minimi d impiego relativi II gruppo e da un successivo al salario minimo; intervento, quello del Comitato 3. Prevenzione da malattie e incidenti Arbitrale (AP), con possibile sul luogo di lavoro. ma remota imposizione di sanzioni. 44 Tratto da M. J. Bolle : Nafta Labor Side Agreement :Lessons for the Worker Rights and Fast Track Debate, CRS Report for Congress, p.4. 52
55 Dal punto di vista amministrativo, inoltre, la preponderante azione governativa e il forte nazionalismo hanno determinato una serie di conseguenze : I sindacati messicani e statunitensi denotano una serie di caratteristiche culturali, sociali e politiche che militano a sfavore di forme di Trade Union Internationalism Sotto questo profilo, il Naalc non ha previsto, né incentivato, forme istituzionali di collaborazione tra le confederazioni sindacali dei Paesi membri il Naalc ha creato delle strutture istituzionali di cooperazione interstatale che escludono, in seno ad esse, ogni tipo di rappresentanza sindacale. 45 In un clima di aspetti controversi quest ultimo punctum dolens costituisce invece connessione logica ed estensione naturale del differente trattamento riservato ai tre aggregati di principi Fattori d inerzia interpretativa A monte c è poi la grande assenza di un armonizzazione legislativa che fornisca agli Stati membri un linguaggio condiviso grazie al quale semplificare le procedure amministrative e giungere ad una soluzione effettiva posta realmente a tutela dei lavoratori. Spiegazione plausibile alla base della mancanza di standard comuni è fornita da una contestualizzazione delle procedure giuridiche attribuibili ai Paesi aderenti all accordo : fattore da considerare è rappresentato dalle profonde diversità che caratterizzano i sistemi giuslavoristici dei Paesi contraenti. L ordinamento messicano, pur basato su norme costituzionali e federali, lascia ampio spazio ai singoli Stati federati in fase di applicazione : ciò che ha consentito, ad esempio, la nascita delle Maquiladoras, impianti di assemblaggio di componenti prodotti negli Stati Uniti, le quali devono il loro successo all abbondante forza lavoro messicana che opera in ambienti produttivi caratterizzati da limitatissimi standards di tutela. In Canada, ogni Stato federato gode di un ampia discrezionalità nella formazione e nell applicazione della propria normativa giuslavoristica e difende con decisione la sua autonomia nei confronti del livello federale, donde una forte resistenza all ipotesi di ricorso a 45 Tratto da A.Perulli Diritto del lavoro e globalizzazione Clausole sociali, codici di condotta e commercio internazionale Cedam, Padova, 1999 pp L autore prosegue poi la sua valutazione considerando che : Nondimeno, la ricerca di forme non istituzionali di collaborazione, intese e collegamenti transnazionali fra organizzazioni sindacali o, comunque, tra movimenti collettivi dei lavoratori, è di fatto incentivata dalla stessa procedura del Naalc, il quale prevede che le presunte violazioni dell Accordo compiute da un Paese siano denunciate al Nao di altro Paese firmatario. Come dire che il peculiare meccanismo operativo del Naalc favorisce l emersione spontanea di raggruppamenti che potrebbero preludere, sotto altro profilo, a strutture negoziali transnazionali, la cui esigenza è particolarmente avvertita in un contesto, quello nord-americano, del tutto sprovvisto di norme idonee a dar vita ad una contrattazione collettiva del genere. 53
56 qualsiasi agenzia sovranazionale. Per questi motivi, il principio dell applicazione effettiva (effective enforcement) delle rispettive normative giuslavoristiche che compongono i tre diversi sistemi (e che risultano dalle loro tradizioni, aspirazioni, culture) appare come l unico realistico, ponendo l accento più sul concreto rispetto della normativa esistente che sull introduzione di nuovi istituti giuridici, la cui efficacia potrebbe essere vanificata da una loro utilizzazione solo teorica 46. Per contro, una soluzione uniforme che istituisca un corpus di diritti dei lavoratori condiviso, costituirebbe un risvolto clamoroso ma non così infondato se pensiamo che l integrazione economica si svolge ormai a livello globale e dovrebbe riconoscere lo status di un lavoratore globale, titolare di diritti universalmente riconosciuti. Tale cambiamento segnerebbe il passaggio da una società del rischio ad una società globale ove ogni stakeholder è impegnato anche nel fronte del diritto del lavoro internazionale. La creazione di una governance transnazionale poggerebbe su tre dimensioni fondamentali 47 : - la costituzione di attori ed interessi transnazionali; - la definizione e il riconoscimento di diritti transnazionali; - disposizioni e norme inerenti i diritti transnazionali. L applicazione di queste dimensioni al caso Nafta è possibile se, in primis, si raggiunge una convergenza di interessi degli Stati membri, tassello mancante alla realizzazione del puzzle di armonizzazione internazionale. L implementazione delle dimensioni considerate diverrebbe poi conseguenza naturale e spontanea di questo conseguimento essenziale. La difficoltà di individuare un nesso politico tra l accordo di liberalizzazione commerciale e l aspetto sociale dei rapporti di lavoro è dovuta anche all ambiguità del linguaggio in alcuni punti del testo dell accordo. Da ciò deriva che alcune disposizioni favoriscono un interpretazione generale, rimandando agli Stati la decisione di agire responsabilmente, esercitando la propria discrezionalità e buona fede. E soprattutto il caso del già citato articolo 40 (paragrafo 3.2.3). Il nesso è mancante anche perché il Naalc stesso assume una connotazione di documento di compromesso anziché rappresentare un reale contrappeso sociale nei confronti del Nafta, 46 Tratto da A.Perulli Diritto del lavoro e globalizzazione Clausole sociali, codici di condotta e commercio internazionale Cedam, Padova, pp T. Kay Labor Transnationalism and Global Governance : the Impact of Nafta on Transnational Labor Relationships in North America, University of California, San Diego - American Journal of Sociology,
57 soprattutto di fronte all opposizione manifestata dal Messico in vista della possibilità di regolamentare le tutele giuslavoristiche unitamente al trattato commerciale Aspetti positivi del Naalc Paradossalmente i limiti del Naalc e gli insuccessi del suo meccanismo di risoluzione delle dispute, rappresentano la presa di coscienza di problematiche che, attraverso la diffusione informativa, sono denunciate al pubblico internazionale. Il richiamo alla sensibilità sociale dei Paesi è stato possibile soprattutto grazie alla pubblicazione di istanze relative a violazioni di diritti dei lavoratori, determinando mobilitazione politica e partecipazione attiva di molteplici attori, di cui il principale rappresentante è senza dubbio l Ilo. In questo aspetto è ravvisabile il contributo positivo del Naalc, anche se ad essere investite di questo ruolo di denuncia sono principalmente organizzazioni dotate di risorse e strutture che hanno la possibilità di interagire con gli apparati governativi e non i singoli individui. Le risposte emozionali sono poi differenti se la questione di violazione riguarda il proprio Paese o quello altrui ; in effetti, un coinvolgimento minore può condurre ad una strategia di pressione pubblica discontinua e fragile. In conclusione il livello di successo raggiunto, in termini di impegno pubblico, potrebbe essere misurato anche attraverso un indice statistico sulla frequenza di petizioni, perciò è auspicabile che i richiedenti non dimostrino sfiducia abbandonando del tutto la strada delle submission e siano determinati nella denuncia di inadempienze rispetto alle disposizioni previste dal trattato a tutela dei lavoratori. Anche se il costo del lavoro rappresenta un importante fattore competitivo, l insediamento delle imprese multinazionali in Messico potrebbe ora rispondere ad un criterio alternativo : il presidio e la vicinanza ad un mercato in espansione (market seeking), ove la domanda di acquisto è influenzabile da driver quali le preferenze di consumatori, qualità e competizione in tecnologia produttiva e immagine pubblica. Ciò permette di soddisfare al contempo due obiettivi : collocare l investimento diretto estero in un mercato proficuo e fornire un valido incoraggiamento all enforcement. 55
58 3.3.4 Casi di violazione dei labor principles : un bilancio grafico Il bilancio tra protezione dei diritti dei lavoratori e investimenti diretti esteri costituisce un argomento molto delicato se consideriamo l impossibilità di definirne una chiusura : il progresso sociale è in continuo divenire e rivolge le proprie aspettative verso quei territori le cui politiche economiche saranno maggiormente incentrate sul dialogo sociale. Nei primi anni di vita dell accordo Nafta numerose submission testimoniano il disagio sociale e al contempo la necessità di migliorare i meccanismi di controllo previsti dall accordo parallelo in materia di lavoro. Il 14 febbraio del 1994 due società, la Honeywell e la General Electric, sono implicate nelle denunce, promosse rispettivamente dall International Brotherhood of Teamsters (IBT) e United Electrical, Radio and Machine Workers of America (UE), sindacati che consegnarono i propri complaint al Nao americano. I lavoratori messicani della Honeywell, penalizzati da bassi salari, clima di minacce e licenziamenti, sono privati della possibilità di organizzarsi in movimenti collettivi ; presupposti, questi, che costituiscono consistente materia di violazione : ad essere infranti sono l articolo 123 della Costituzione messicana e il Labor Principle n.1 che non trovano l osservanza dovuta e che pongono in evidenza l incoerenza degli obblighi derivanti dal Naalc. La submission, avente per oggetto la violazione attribuibile alla General Electric, denuncia allo stesso modo le difficoltà riscontrate dai lavoratori nell organizzarsi sindacalmente per salvaguardare i propri interessi. Il licenziamento di un congruo numero di operai è stato collegato al loro tentativo di promuovere un alleanza strategica tra la UE americana e una Confederazione messicana indipendente dal sindacato istituzionale filogovernativo. In particolare sono stati violati : gli articoli 6,7,123 della Costituzione messicana nonché buona parte del primo aggregato dei Labor Principles istituiti dal Naalc. Alla luce di queste gravi violazioni si è registrata la consuetudine di tacitare il malcontento operaio con indennità offerte dalla società, oltre al timore diffuso verso l elargizione di libertà sindacali. In tali frangenti, la posizione del Nao è espressa dalla seguente interessante dichiarazione : riconosce e comprende che la realtà economica in cui si imbattono molti lavoratori messicani potrebbe aver reso molto difficile il ricorso alle competenti autorità messicane allo scopo di affrontare le violazioni di norme giuslavoristiche. Dato però che tali lavoratori, per ragioni finanziarie, hanno accettato di rinunciare, a fronte di una somma di denaro, al loro diritto di azione, 56
59 impedendo agli organi giudiziari di accertare se il loro licenziamento fosse o meno discriminatorio per motivi sindacali, il NAO non è nella posizione di riscontrare se il Governo del Messico ha mancato di applicare efficacemente le proprie leggi in materia di lavoro. 48 Le aspettative riguardanti il meccanismo di controllo e di gestione delle controversie, da poco attivo, sono disattese : l approccio attuato dal National Administrative Office si limita infatti a fornire deboli raccomandazioni alle parti implicate ; non sono attivate consultazioni ministeriali né tantomeno resi pubblici i risultati dell eventuale indagine. Nel luglio 2000, il caso AT/CT 49 fu sottoposto al Nao statunitense su iniziativa di organizzazioni messicane, statunitensi e canadesi, confermando il fallimento del governo messicano nell applicare le regolamentazioni di sicurezza e salute sul posto di lavoro, e nel compensare adeguatamente i lavoratori infortunati. Il Nao statunitense tenne un udienza in Texas, a San Antonio, nel dicembre del 2000 e sviluppò un report nell aprile del 2001 nel quale riaffermava che i lavoratori non erano sufficientemente tutelati dall esposizione continua a solventi molto dannosi e dal rischio di reiterati incidenti. La documentazione richiese consultazioni ministeriali tra i segretariati del lavoro statunitense e messicano che, tuttavia, non produssero alcuna risposta nonostante il desiderio dei lavoratori di essere inclusi nelle discussioni ; i submitter reclamarono la costituzione di un ECE per esaminare le problematiche della petizione. Tale richiesta fu reiterata nel maggio del 2002 quando i membri del congresso sollecitarono il dipartimento di lavoro affinché creasse un comitato di valutazione di esperti. Anziché seguire le indicazioni dettate dal processo del Naalc, i segretariati del lavoro messicani e statunitense pubblicarono una dichiarazione congiunta, Joint Declaration, nel giugno del 2002, creando un gruppo di lavoro bilaterale di esperti governativi sulla sicurezza occupazionale e sulla salute. Nel settembre 2002, la richiesta di partecipazione da parte dei petitioner,fu negata 50. I grafici che seguono (pagine 58, 59, 60 e 61) sono particolarmente esplicativi nell evidenziare l andamento del processo di gestione dei casi di violazione a partire dal 1994, anno in cui l accordo è entrato in vigore. 48 Tratto dal Public Report of Review Public Submission # /#940002, del U.S. National Administrative Office, 1994 p Autotrim e Customtrim sono due società con stabilimenti in Messico (Tamaulipus) che producono componenti automobilistiche in pelle e vinile. 50 Dati tratti da : L. Delph, M. Arriaga, G. Palma, H. Urita, A. Valenzuela Nafta s labor side agreement : fading into oblivion?, Ucla Center for Labor Research and Education, marzo 2004 p.9. 57
60 Grafico 3: a) Principi oggetto delle submission 51 Protection vs child labour Right to strike Protection for migrant workers Minimum employment standards Prevention of work-related injuries and illnesses Safety in the workplace Discrimination at work Right to collective bargaining Freedom of association and right to collective association I dati rappresentati confermano una maggiore frequenza di violazione relativa ai principi dedicati alle libertà sindacali (Freedom of association and right to collective association, Right to collective bargaining), alle condizioni di lavoro in termini di sicurezza (Prevention of work-related injuries and illnesses) e di standard d impiego (Minimum employment standards). 51 Tratto da : F. Arestoff-Izzo, R. Bazillier,C. Duc, C. Granger-Sarrazin The Use, Scope and Effectiveness of Labour and Social Provisions and Sustainable Development Aspects in Bilateral and Regional Free Trade Agreeements European Commission Final Report, Source Naalc Secretariat, US Department of Lbaor (Bureau of International Labor Affairs) 15 settembre 2008 p
61 b) provenienza delle petizioni nel processo di risoluzione delle dispute tra il 1994 e il : Messico Usa Canada L istogramma è dimostrazione ulteriore delle difficoltà attraversate dal Messico, realtà che abbisogna maggiormente di ricorrere al processo risolutorio per contrastare fenomeni, comuni ai Paesi emergenti, quali il social dumping e il race to the bottom. 52 Istogramma ricavato dai dati di : R. Robert Regional Social Policy Issues in Nafta and Asean countries, materiale (slide) a supporto del meeting in Ca Foscari University, Venice, 30 November
62 c) Communication requests nel periodo % 25% 61% Us Canada Mexico Dal grafico si evince che circa il 60% delle richieste di comunicazione furono pubblicate dagli Stati Uniti. Un confronto con il precedente istogramma permette di constatare che, nella maggior parte dei casi, è il Messico ad essere coinvolto ; tuttavia anche gli Stati Uniti furono materia di un significativo number of request. 53 Grafico tratto da : F. Arestoff-Izzo, R. Bazillier,C. Duc, C. Granger-Sarrazin The Use, Scope and Effectiveness of Labour and Social Provisions and Sustainable Development Aspects in Bilateral and Regional Free Trade Agreeements European Commission Final Report, Source Naalc Secretariat, US Department of Lbaor (Bureau of International Labor Affairs) 15 settembre 2008 p

References: articolo 7
 articolo 7
 articolo 2
 articolo 40
 articolo 23
 art. 23
 articolo 40
 articolo 123