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Timestamp: 2020-08-12 01:39:09+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26621 del 21/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26621 del 21/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 21/12/2016, (ud. 14/10/2016, dep.21/12/2016), n. 26621
sul ricorso 19617-2015 proposto da:
1 Con decreto 24.12.2014 la Corte d’Appello di Roma ha respinto i ricorsi proposti nel 2010 da S.G., + ALTRI OMESSI
2 Per la cassazione di tale decreto ricorrono la S. e le altre istanti sopra indicate sulla base di sette motivi a cui resiste il Ministero dell’Economia e delle Finanze resiste con controricorso.
1.1 Col primo motivo si deduce violazione del D.L. n. 112 del 2008, art. 54 come modificato dal D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 4; L. n. 89 del 2001, comma 2 bis; L. n. 1034 del 1981, art. 21 bis; D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 21 bis; L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, art. 6, par. 1 CEDU, art. 47 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, 13 CEDU, Trattato di Lisbona 1.12.2009 ex art. 6 TUE e artt. 2 e 24 Cost. Ci si duole in particolare della individuazione, da parte della Corte d’Appello, del dies a quo per calcolare la durata ragionevole del processo in caso di deposito dell’istanza di prelievo.
1.3 Col terzo motivo si deduce ancora violazione dell’art. 6, par. 1 CEDU, art. 47 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, art. 13 CEDU, Trattato di Lisbona 1.12.2009 ex art. 6 TUE e artt. 2 e 24 Cost.
1.4-1.5-1.6 Col quarto, quinto e sesto motivo si deduce ancora, sotto vari profili, violazione degli artt. violazione del D.L. n. 112 del 2008, art. 54 come modificato dall’all. 4 D.Lgs. n. 104 del 2010; L. n. 89 del 2001, comma 2 bis; L. n. 1034 del 1981, art. 21 bis; D.Lgs. 104 del 2010, art. 81; L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, art. 6, par. 1 CEDU, art. 47 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, art. 13 CEDU, Trattato di Lisbona 1.12.2009 ex art. 6 TUE e artt. 2 e 24 Cost.
Il fatto che ai sensi del D.L. n. 112 del 2008, art. 54, comma 2, come modificato dall’art. 3, comma 23, all. 4 al D.Lgs. n. 104 del 2010, nei giudizi pendenti – come nel caso in esame – alla data del 16 settembre 2010 la presentazione dell’istanza di prelievo condizioni la proponibilità della domanda di indennizzo anche per il periodo anteriore alla presentazione medesima (Cass. n. 3740/13), non significa che detta istanza costituisca, per una sorta di fictio iuris limitata ai fini applicativi della L. n. 89 del 2001, il momento a partire dal quale assume rilievo la pendenza giudiziale e si debba calcolare, di riflesso, la durata ragionevole.
Essendosi la Corte distrettuale discostata da tale interpretazione del D.L. n. 112 del 2008, art. 54 il decreto impugnato va cassato con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Roma, che nel provvedere ad un nuovo esame di merito si atterrà al principio di diritto formulato ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 1: “il D.L. n. 112 del 2008, art. 54, comma 2, come modificato dall’art. 3, comma 23, all. 4 al D.Lgs. n. 104 del 2010, in base al quale nei giudizi pendenti alla data del 16 settembre 2010 la presentazione dell’istanza di prelievo condiziona la proponibilità della domanda di indennizzo anche per il periodo anteriore alla presentazione medesima, non implica che detta istanza costituisca il momento a partire dal quale assume rilievo la pendenza giudiziale e si debba calcolare, di riflesso, la durata ragionevole. Al contrario, l’istanza di prelievo una volta presentata assolve ed esaurisce la propria funzione di presupposto processuale del procedimento di equa riparazione, mentre ai fini del computo della durata ragionevole occorre aver riguardo all’intera durata del processo e non solo a quella successiva all’istanza predetta”.
Il giudice di rinvio – che si individua in altra sezione della Corte d’Appello di Roma – provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 art. 54
 art. 4
 art. 21
 art. 21
 art. 9
 art. 6
 art. 47
 art. 6
 art. 47
 art. 13
 art. 6
 art. 54
 art. 21
 art. 81
 art. 9
 art. 6
 art. 47
 art. 13
 art. 6
 art. 54
 art. 54
 art. 54