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Timestamp: 2019-10-15 17:03:02+00:00

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Art. 318 codice di procedura penale - Riesame dell'ordinanza di sequestro conservativo - Brocardi.it
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Articolo 318 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 318 Codice di procedura penale
1. Contro l'ordinanza di sequestro conservativo [317] chiunque vi abbia interesse può proporre richiesta di riesame, anche nel merito, a norma dell'articolo 324.
Tale disciplina rispecchia lo specifico finalismo del sequestro conservativo ovvero assicurare l'esecuzione della sentenza che potrebbe venire emessa.
Spiegazione dell'art. 318 Codice di procedura penale
La norma in oggetto stabilisce solamente che avverso il sequestro conservativo il soggetto interessato possa chiedere il riesame, per la cui disciplina si rinvia all'articolo 324.
Massime relative all'art. 318 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 37450/2017
L'indagato non titolare del bene oggetto di sequestro conservativo è legittimato a presentare richiesta di riesame del titolo cautelare purché vanti un interesse concreto ed attuale alla proposizione del gravame, enucleabile anche soltanto in base alla fattispecie considerata e alle prospettazioni dell'interessato.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 37450 del 27 luglio 2017)
Cass. pen. n. 38670/2016
In tema di misure cautelari reali, il termine di dieci giorni imposto, a pena di decadenza della misura, dal combinato disposto degli artt. 324, comma settimo e 309, commi nono e decimo, cod.proc.pen. per la decisione del tribunale del riesame, decorre dal giorno della ricezione degli atti processuali e non dalla ricezione dell'istanza di riesame.
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 38670 del 16 settembre 2016)
Cass. pen. n. 37858/2015
In caso di sequestro conservativo adottato con sentenza, l'imputato può sollecitarne il riesame solo attraverso l'impugnazione della sentenza medesima, non potendo altrimenti impedire l'irrevocabilità della pronuncia e, conseguentemente, l'inammissibilità di un'autonoma richiesta di riesame.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 37858 del 18 settembre 2015)
Cass. pen. n. 23086/2015
In tema di sequestro conservativo è ammesso il riesame contro l'ordinanza applicativa, ma non è previsto alcun rimedio nei confronti del provvedimento di diniego del sequestro. (In motivazione la Corte ha chiarito che tale sistemazione legislativa non può ritenersi limitativa dei diritti della parte danneggiata dal reato che, mediante l'esercizio dell'azione civile, ha la possibilità di una tutela primaria e diretta delle sue pretese).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 23086 del 29 maggio 2015)
Cass. pen. n. 40407/2012
Il sequestro conservativo, prima della definitività della sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere, è suscettibile di revoca soltanto nel caso in cui venga offerta idonea cauzione e non anche per il venire meno dei presupposti che ne hanno legittimato l'adozione.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 40407 del 15 ottobre 2012)
Cass. pen. n. 8176/2010
L'ordinanza applicativa del sequestro conservativo è impugnabile unicamente con la richiesta di riesame e non con l'appello, non essendo tale ultimo mezzo di gravame normativamente previsto per detta misura cautelare reale. (In motivazione la Corte ha precisato che l'omessa previsione codicistica, a differenza dell'ipotesi del sequestro preventivo, trova plausibile giustificazione nella differenza tra le due forme di sequestro, tutelando quest'ultimo interessi pubblicistici, a differenza di quello conservativo, che tutela interessi di natura patrimoniale e civilistica).
La richiesta di restituzione dei beni sottoposti a sequestro conservativo, non essendo normativamente prevista, deve essere giuridicamente qualificata come richiesta di riesame, con conseguente trasmissione degli atti al Tribunale competente per il giudizio di impugnazione previsto dagli artt. 318 e 324 c.p.p.. (Nella specie, il G.i.p., investito della richiesta di restituzione, si era limitato a respingerla).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 8176 del 2 marzo 2010)
Cass. pen. n. 2047/2004
La curatela del fallimento che ha ottenuto il sequestro conservativo è portatrice di un concreto interesse al mantenimento della misura cautelare ed è pertanto, sulla base dei principi desumibili dal combinato disposto degli artt. 318, 324 e 127 c.p.p., titolare del diritto di ottenere la notifica dell'avviso dell'udienza camerale fissata per il riesame, nonchè di partecipare all'udienza medesima. (Nella specie, la curatela del fallimento si era costituita parte civile nel procedimento per il reato di bancarotta).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 2047 del 22 gennaio 2004)
Cass. pen. n. 26743/2003
In tema di cosiddetto giudicato cautelare, la preclusione derivante da una precedente pronuncia del tribunale del riesame può essere superata quando si prospettino nuovi elementi di valutazione e di inquadramento dei fatti, per effetto di sopravvenuti sviluppi delle indagini, anche con riguardo a circostanze maturate prima della deliberazione del giudice del gravame. (Fattispecie relativa all'adozione di un provvedimento di sequestro penale dopo che l'analogo provvedimento di altra procura della Repubblica, relativo ai medesimi fatti, era stato annullato dal competente tribunale del riesame).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 26743 del 19 giugno 2003)
Cass. pen. n. 5039/1997
Pur non potendosi disconoscere la generica legittimazione dell'indagato o dell'imputato alla proposizione della richiesta di riesame del decreto di sequestro preventivo, anche se concernenti beni formalmente appartenenti a terze persone, deve, tuttavia, pur sempre individuarsi, in capo a lui, un concreto interesse alla proposizione dell'impugnazione, enucleabile soltanto in base alla fattispecie considerata e alle prospettazioni dell'interessato. (Nella specie è stata esclusa la configurabilità dell'interesse al riesame in capo all'imputato, per beni appartenenti alla moglie, con lui convivente in regime di separazione dei beni).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5039 del 28 novembre 1997)
Cass. pen. n. 2033/1997
In tema di sequestro conservativo delle somme dovute a titolo di retribuzione è ammissibile la richiesta di riesame motivata dalla insequestrabilità dei quattro quinti delle somme dovute a tale titolo non potendosi ritenere che il limite posto all'efficacia del sequestro debba essere valutato esclusivamente in fase esecutiva. Sarebbe infatti del tutto irragionevole prevedere, come letteralmente risulta dal primo comma dell'art. 316 c.p.p., che il pubblico ministero possa chiedere il sequestro dei beni “soltanto nei limiti in cui la legge ne consente il pignoramento” e non riconoscere al Gip (o comunque al giudice indicato dall'art. 317 c.p.p.) prima, e al tribunale in sede di riesame poi, il potere-dovere di verificare se tale limite è stato rispettato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2033 del 29 luglio 1997)
Cass. pen. n. 2626/1996
Anche in tema di sequestro conservativo vale il principio generale che gli effetti favorevoli dell'impugnazione proposta da uno degli imputati, purché non fondata su motivi esclusivamente personali, giova anche ai non impugnanti; tuttavia il provvedimento diventa per questi definitivo nel caso in cui non abbiano avanzato richiesta di riesame in quanto in materia di sequestro conservativo non è possibile la richiesta di revoca ex art. 299 c.p.p. che consente di verificare la sussistenza ex ante e la persistenza ex post dei presupposti per l'applicazione della misura cautelare anche nei confronti del non impugnante.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2626 del 26 settembre 1996)
Cass. pen. n. 874/1996
Atteso il principio generale di tassatività dei mezzi di gravame, stabilito dall'art. 568, commi 1 e 3, c.p.p., e avuto riguardo al fatto che, in tema di sequestro conservativo, è soltanto ammesso, ai sensi dell'art. 318 c.p.p., il riesame avverso l'ordinanza applicativa di detta misura, deve escludersi che sia in alcun modo impugnabile il provvedimento con il quale l'applicazione della misura stessa venga negata.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 874 del 30 maggio 1996)
Cass. pen. n. 2196/1995
L'ordinamento processuale non prevede la revoca del sequestro conservativo. Pertanto, è abnorme l'ordinanza con la quale il tribunale pronuncia sull'appello avverso il provvedimento reiettivo dell'istanza di revoca della suddetta misura cautelare.
Le norme vigenti non prevedono la revoca del sequestro conservativo, per la mancanza o il venir meno dei presupposti genetici del relativo provvedimento. Pertanto, è improponibile l'appello avverso il provvedimento reiettivo dell'istanza di revoca diversamente da quanto disposto dall'art. 322 bis c.p.p. per il sequestro preventivo. (Fattispecie relativa ad istanza formulata dal curatore fallimentare, al tribunale civile e respinta dal tribunale penale. La S.C. ha osservato altresì che l'offerta di cauzione ex art. 319 c.p.p. non costituisce causa di revoca nella tipica accezione processuale del termine).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 2196 del 15 dicembre 1995)
Cass. pen. n. 1236/1995
L'ambito di legittimazione a proporre richiesta di riesame contro il provvedimento di sequestro conservativo è più ampio di quello concernente il sequestro preventivo. Nei confronti di questo, infatti, possono avanzare richiesta — a norma dell'art. 322 c.p.p. — l'imputato, il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione. La facoltà di formulare la richiesta contro quello conservativo, invece, spetta — ai sensi dell'art. 318 c.p.p. — a «chiunque vi abbia interesse», vale a dire non solo all'imputato, al responsabile civile e a chiunque possa vantare un diritto reale sulla cosa in sequestro, ma anche a tutti coloro (compresi i creditori) che possono ricevere pregiudizio dal mantenimento della misura cautelare.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 1236 del 6 luglio 1995)
Cass. pen. n. 3969/1992
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3969 del 23 novembre 1992)
Cass. pen. n. 3968/1992
Il pubblico ministero non è legittimato a proporre ricorso avverso l'ordinanza del tribunale della libertà che verte in tema di sequestro conservativo richiesto dalla parte civile a tutela delle proprie ragioni creditorie.
L'interpretazione degli artt. 318, 324 e 127 c.p.p., alla luce del principio costituzionale della tutela del contraddittorio e dei diritti della difesa, impone di ritenere, pure in difetto di espressa previsione, che compete la notifica dell'avviso dell'udienza camerale fissata per il riesame dell'ordinanza che dispone il sequestro conservativo alla parte civile che, avendo ottenuto il sequestro, è interessata al mantenimento della misura cautelare reale.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3968 del 9 novembre 1992)

References: Articolo 318

Articolo 318
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 art. 299
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