Source: https://www.exeo.it/free/opera-pubblica-occupazione-illegittima-restitutio-in-integrum
Timestamp: 2019-04-24 18:33:29+00:00

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In caso di illegittima occupazione di un bene privato, in via principale, l'Amministrazione occupante deve essere condannata a restituire il terreno occupati nella piena disponibilità del legittimo proprietario, libero da persone e/o cose, previo ripristino dei luoghi nello stato di fatto originario prima dell'intervento costruttivo, nonché a risarcire il danno da occupazione illegittima temporanea.
L'occupazione illegittima di un terreno privato da parte della p.a. non determina la perdita della proprietà in capo ai ricorrenti, in quanto la stessa è avvenuta sine titulo, ovvero al di fuori di una legittima procedura di esproprio, e, quindi, in forza di un "mero comportamento" non idoneo a fondare un qualsivoglia acquisto del bene alla mano pubblica. Sussiste, quindi, non solo l'obbligo di restituire il suolo occupato indebitamente, previa sua rimessione in pristino, ma anche l'obbligo di risarcire i proprietari della mancata disponibilità del fondo per tutta la durata dell'occupazione.
L'occupazione da parte della p.a. di terreni privati, trasformati irreversibilmente senza che sia intervenuto alcun decreto d... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...zione, e senza che sia stato adottato il tempestivo provvedimento di espropriazione in sanatoria ai sensi dell'art. 42 bis d.p.r. n. 327/2001, fa sorgere in capo ai proprietari il diritto di richiedere la restituzione in proprio favore dei terreni occupati, con rimozione delle opere realizzate sugli stessi, a spese dell'Amministrazione occupante.
Ove sia stata definitivamente accertata l'illegittimità dei provvedimenti in ragione dei quali l'amministrazione ha occupato un fondo di proprietà privata, discende il carattere abusivo della detenzione del bene da parte dell'amministrazione, che deve essere condannata a restituirlo e a risarcire il danno emergente e il lucro cessante causati dalla suddetta occupazione.
La restituzione del bene illegittimamente occupato costituisce la forma prioritaria di satisfazione del pregiudizio patito, fermo restando il potere dell'amministrazione di adottare il provvedimento di cd. acquisizione sanante ai sensi dell'art. 42 -bis del d.p.r. n. 327/2001.
L'Amministrazione che occupa illegittimamente un bene privato può essere condannata a procedere direttamente al ripristino dello stato anteatto dei luoghi, ovvero per equivalente monetario, mediante il pagamento di una somma idonea a... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... il suddetto ripristino.
Abiurata l'occupazione appropriativa tra i modi di acquisto della proprietà, sulla base della ratio e dei principi sottesi al nuovo istituto, la giurisprudenza amministrativa ha ampliato gli strumenti a tutela dei diritto di proprietà, non più limitati a quelli risarcitori, ma estesi a piena ragione alla tutela ripristinatoria di natura reale, mediante azione di restituzione, ancorché accompagnata dalla richiesta di riduzione in pristino. Si è dunque ravvisata nel provvedimento di acquisizione sanante l'unico possibile presupposto ostativo alla tutela reale accordata dall'ordinamento al proprietario illegittimamente privato dei propri beni, non essendo infatti predicabili i limiti intrinseci alla disciplina risarcitoria, come l'eccessiva onerosità prevista dall'art. 2058 c.c., comma 2; né potendo farsi ricorso alla previsione dell'art. 2933 cod. civ., comma 2, ove non risulti che la distruzione della "res" indebitamente edificata sia di pregiudizio all'intera economia del Paese, ma abbia, al contrario, riflessi di natura individuale o locale.
Il soggetto nella disponibilità dell'area illegittimamente occupata per finalità di interesse pubblico, deve ess... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ato, in via principale, a restituire i terreni occupati nella piena disponibilità del legittimo proprietario, previo ripristino dei luoghi nello stato di fatto originario prima dell'intervento costruttivo. I beni devono essere riconsegnati ai legittimi proprietari liberi da persone e/o cose nella loro piena disponibilità.
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venir meno l'obbligo dell'Amministrazione di restituire al privato il bene illegittimamente appreso, dovendosi ritenere superata l'interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato operata in relazione al diritto comune europeo; di conseguenza il proprietario del fondo illegittimamente occupato dall'Amministrazione, una volta ottenuta la declaratoria d'illegittimità dell'occupazione, può legittimamente chiedere sia la restituzione del fondo che la sua riduzione in pristino.
La scelta che l'amministrazione occupante è chiamata a esprimere non concerne l'alternativa fra l'acquisizione autoritativa e la concreta restituzione del bene, ma quella fra la sua acquisizione e la non acquisizione, in quanto la concreta restituzione rappresenta un semplice obb... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...stico - cioè una mera conseguenza legale della decisione di non acquisire l'immobile assunta dall'amministrazione in sede procedimentale - ed essa non costituisce, né può costituire, espressione di una specifica volontà provvedimentale dell'autorità, atteso che, nell'adempiere gli obblighi di diritto comune, l'amministrazione opera alla stregua di qualsiasi altro soggetto dell'ordinamento e non agisce iure auctoritatis.
L'occupazione del terreno di un privato seguita dalla sua irreversibile trasformazione ad uso pubblico comporta in linea di principio l'obbligo dell'amministrazione responsabile di restituire il bene e di risarcire il danno.
La tutela riservata ai diritti reali non consente di ritenere satisfattoria la mera restituzione del suolo, dovendo ritenersi necessaria per la compiuta rimozione del fatto lesivo la statuizione diretta ad ottenere la riduzione in pristino.
Nonostante l'irreversibile modificazione dell'area illecitamente occupata, la proprietà della stessa rimane in capo all'originario proprietario o a suoi aventi causa, con la conseguenza che, nel caso di specie, sussistono i presupposti civilistici per ordinare la restituzione del bene ai proprietari, previa riduzione in... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...tato (salvo 42bis)
Permanendo la situazione d'illiceità di un'occupazione sine titulo, deve trovare accoglimento la domanda introdotta in via principale di restituzione del suolo, previa demolizione dei manufatti ivi realizzati, almeno finché l'occupante non decida di acquisirlo legittimamente, mediante lo strumento autoritativo (art. 42 bis, d.P.R. n. 327/2001) ovvero consensualmente.
In caso di occupazione illegittima di terreno privato per ragioni di pubblica utilità, l'autorità occupante va condannata alla restituzione del suolo alla proprietà, fatta salva la facoltà della "autorità che utilizza il bene" di ripristinare la legalità avvalendosi dell'art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001, adeguando la situazione di fatto a quella di diritto e facendo venir meno la situazione di occupazione "sine titulo" dell'immobile, mediante l'adozione di un provvedimento di acquisizione sanante, nel rispetto delle prescrizioni stabilite dalla norma.
Nonostante l'irreversibile modificazione dell'area illecitamente occupata e trasformata dalla pubblica amministrazione per scopi di pubblica utilità, la proprietà della stessa rimane in capo all'originario proprietario o a suoi ave... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...con la conseguenza che sussisterebbero i presupposti civilistici - qualora i ricorrenti avanzassero apposita domanda in sede giurisdizionale - per ordinare la restituzione del bene in loro favore, previa riduzione in pristino stato, oltre la condanna dell'Amministrazione al risarcimento del danno per il periodo di occupazione illegittima.
Nell'ipotesi di mancata acquisizione formale del bene occupato illegittimamente, la sua concreta restituzione rappresenta un semplice obbligo civilistico – cioè una mera conseguenza legale della decisione di non acquisire l'immobile assunta dall'amministrazione in sede procedimentale – ed essa non costituisce, né può costituire, espressione di una specifica volontà provvedimentale dell'autorità, atteso che, nell'adempiere gli obblighi di diritto comune, l'amministrazione opera alla stregua di qualsiasi altro soggetto dell'ordinamento e non agisce iure auctoritatis.
In caso di occupazione da parte dell'ente pubblico divenuta senza titolo, la condizione di illecita detenzione (e trasformazione) del suolo di proprietà privata ha come conseguenza l'obbligo di ripristino del diritto di proprietà mediante restituzione delle aree occupate, detenute e trasformat... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...a di titolo legittimante, nonché il diritto al risarcimento del danno da occupazione illegittima.
Nel caso in cui il decreto di esproprio manchi (o sia tardivo, giacché emesso dopo la scadenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità), si è in presenza di un potere validamente sorto ma, in relazione alla sua struttura essenzialmente di durata, colpito da nullità sopravvenuta; la fattispecie è riconducibile all'ambito degli illeciti permanenti con conseguente obbligo della p.a. a far cessare la situazione antigiuridica mediante la restituzione dell'area al legittimo proprietario, previa sua riduzione in pristino.
Venuto meno il titolo in forza del quale il bene è stato appreso dall'Amministrazione in conseguenza della mancata conclusione del procedimento ablatorio, il proprietario ha diritto alla sua restituzione ad opera dell'amministrazione.
La perdita di efficacia dell'ordinanza di occupazione d'urgenza di un'area è fonte di responsabilità per la pubblica amministrazione, che è tenuta a riconsegnare il bene al proprietario.
Dalla condizione d'illecita detenzione del suolo di proprietà dei privati consegue, "ex se", l'obbligo di riprist... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...itto di proprietà mediante restituzione dei suoli occupati, detenuti in assenza di titolo valido legittimante, nonché il diritto al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima.
Divenuta illegittima l'occupazione dell'area di proprietà privata, qualora non risulti che la stessa sia stata in alcun modo utilizzata per l'esecuzione dell'intervento, non può che disporsene la restituzione a favore del privato.
In assenza di acquisizione del bene illegittimamente occupato o mediante lo strumento autoritativo (art. 42 bis, d.P.R. n. 327/2001, con le conseguenze patrimoniali indicate), ovvero con gli ordinari strumenti privatistici con il consenso dei privati anche in relazione ai corrispettivi patrimoniali da acquisirsi, deve deve ordinarsi la restituzione dei beni illegittimamente detenuti.
Dalla condizione d'illecita detenzione del suolo di proprietà privata consegue, "ex se", l'obbligo di ripristino del diritto di proprietà mediante restituzione dei suoli occupati, detenuti in assenza di titolo valido legittimante, nonché il diritto al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima.
In assenza del trasferimento del bene illegittimamente occupato, il proprietari... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...o alla sua restituzione materiale, ossia ad essere reintegrato anche nel possesso, attesa l'illegittimità dell'occupazione del suolo consumatasi in violazione dei requisiti di legge.
L'eventuale restituzione del bene costituisce l'effetto naturale della sua mancata acquisizione nelle forme di legge, in difetto della quale nessuna disposizione o principio ordinamentale autorizzano l'Amministrazione a permanere nel pieno ed illecito possesso del bene quantunque per fini di pubblico interesse.
Qualora la procedura espropriativa avviata non sia stata definita, né con la tempestiva adozione del decreto di esproprio, né con la definizione della procedura di cessione volontaria del terreno con la stipulazione del relativo contratto e l'occupazione riguardi terreni sui quali non è stata concretamente realizzata alcuna opera, sussiste l'obbligo giuridico dell'Amministrazione di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo il terreno ai legittimi proprietari.
E' principio pacifico in giurisprudenza che, nel caso in cui gli atti della procedura ablatoria siano annullati, l'occupazione del fondo si sostanzia in un'attività illecita, ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...obbligo per la pubblica amministrazione di restituire il bene e risarcire il proprietario interessato per il danno sofferto. Da ciò consegue l'accoglimento della domanda di restituzione del fondo avanzata dai privati.
In ipotesi di occupazione illegittima, prodottasi a seguito del mancato perfezionamento del procedimento espropriativo, il bene in disponibilità dell'Amministrazione sine titulo, deve essere restituito.
Preso atto dell'assenza di un valido titolo idoneo al trasferimento della proprietà del bene illegittimamente occupato (decreto di esproprio, contratto, provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001, usucapione), è evidente la permanenza della situazione d'illiceità. Pertanto, in accoglimento della domanda restitutoria proposta dai privati, va ordinata la restituzione a quest'ultimi delle aree occupate.
La persistente occupazione dei terreni di proprietà privata in assenza di un valido titolo idoneo a trasferirne la proprietà alla P.A. (decreto di esproprio, cessione volontaria, atto di acquisizione ex art. 42 bis), configura un illecito permanente che obbliga la P.A. alla restituito in integrum, oltre che al risarcimento del danno per il mancato godime... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...i durante il periodo di occupazione illegittima.
In presenza di un'apprensione sine titulo di un suolo privato, seguita dalla realizzazione di un impianto di elettrodotto, in carenza sia dell'autorizzazione dell'autorità competente (T.U. n. 1775 del 1933, art. 119), sia della dichiarazione di pubblica utilità (artt. 115 e 116 medesimo testo unico), sia del valido asservimento, si configura un illecito permanente che comporta il diritto del proprietario del fondo al risarcimento del danno, e, inoltre, qualora difetti l'autorizzazione R.D. n. 1775 del 1933, ex art. 108 - integrando il comportamento dell'autore una mera attività materiale priva di connotati pubblicistici, anche il diritto alla restitutio in integrum.
Il carattere di pubblica utilità degli impianti di telecomunicazioni e delle opere accessorie occorrenti per la loro funzionalità, esercitati dallo Stato o dai concessionari per i s... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...essi ad uso pubblico, costituisce il mero presupposto, in mancanza del consenso del proprietario, per l'imposizione autoritativa della servitù occorrente; ne deriva che, in difetto del provvedimento impositivo della servitù, il passaggio nel sottosuolo di cavi telefonici senza il consenso del proprietario costituisce un aggravio dell'altrui proprietà posto in essere sine titulo con conseguente accoglimento della domanda di accertamento dell'inesistenza della servitù e di condanna alla rimozione delle opere.
Qualora l'occupazione di aree private non sia supportata dalla previa adozione dei provvedimenti all'uopo prescritti dalla legge, individuati in un decreto di espropriazione e/o in un decreto d'occupazione d'urgenza, tanto basta per affermare la fondatezza della pretesa avanzata dai proprietari alla restituzione delle aree oggetto di spossessamento nello stato di fatto in cui si trovavano alla data di immissione nel possesso, fatta comunque salva l'eventuale sopravvenienza di accordi tra le parti, utili per realizzare un'effettiva e valida cessione delle aree.
PATOLOGIA --> OPERA PUBBL... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> CEDU
L'art. 42 bis si basa tutto sul principio (più volte ribadito dalla CEDU) per il quale –in assenza di un formale atto di acquisizione, emesso in applicazione di una norma di legge- il bene illegittimamente occupato va restituito al suo proprietario.
Ove non sia possibile escludere, in relazione allo stato dei luoghi, l'astratta possibilità di una riduzione in pristino, seppure parziale, delle aree interessate dai lavori di realizzazione dell'opera pubblica, l'amministrazione chiamata a far venir meno l'occupazione illegittima, potrà eventualmente valutare la possibilità di procedere a una parziale restituzione delle aree oggetto di controversia.
Il procedimento che l'Amministrazione che occupa sine titulo un'area privata è tenuta a concludere e la volontà provvedimentale che la stessa è tenuta ad esprimere nell'ipotesi in cui si verifichi una delle situazioni contemplate dai primi due commi dell'art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001 non concerne l'alternativa fra l'acquisizione autoritat... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ncreta restituzione del bene, ma quella fra la sua acquisizione e la non acquisizione, in quanto la concreta restituzione rappresenta un semplice obbligo civilistico - cioè una mera conseguenza legale della decisione di non acquisire l'immobile assunta dall'Amministrazione in sede procedimentale - ed essa non costituisce, né può costituire, espressione di una specifica volontà provvedimentale dell'autorità (atteso che, nell'adempiere gli obblighi di diritto comune, l'Amministrazione opera alla stregua di qualsiasi altro soggetto dell'ordinamento e non agisce "iure auctoritatis").
Pur quando debbasi escludere la sussistenza di un illecito risarcibile ex art. 2043 c.c. a cagione della rilevata insussistenza dell'elemento soggettivo della colpa dell'amministrazione occupante, nondimeno, al proprietario del terreno illegittimamente occupato e poi restituito al pristino stato, spetta il diritto alla reintestazione a proprio nome dei terreni presso la competente Conservatoria dei RR.II., attinendo la stessa alle conseguenze ripristinatorie scaturenti dalla caducazione degli atti della procedura espropria... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...vero, non è revocabile in dubbio che i proprietari debbano essere reintegrati nel possesso non solo materiale ma anche giuridico delle aree, attraverso la formale reintestazione presso la competente Conservatoria dei RR.II..
La restituzione del bene, previa eventuale riduzione in pristino, costituisce modalità di risarcimento in forma specifica, ai sensi dell'art. 2058 cod. civ., alternativa al risarcimento per equivalente (e salvo il risarcimento del danno per il periodo di occupazione sino alla restituzione), ossia un mezzo concorrente per conseguire la riparazione del pregiudizio subito, con ciò dovendosi senz'altro escludere che la scelta in corso di giudizio per una delle due modalità costituisca mutatio libelli, risolvendosi solo in una emendatio libelli.
L'acquisizione del bene in mano pubblica non può fondarsi su un illecito e pertanto va restituito il fondo di cui la p.a. abbia acquisito la disponibilità a seguito dell'attivazione di un procedimento espropria... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...rtato a conclusione.
In assenza di accordo transattivo, di usucapione, di domanda risarcitoria per equivalente, e in presenza di domanda restitutoria, ove l'ente - che occupa illegittimamente il bene privato per scopi di pubblici - non effettui l'acquisizione sanante, non rimane che la restitutio in integrum, la quale rappresenta la forma prioritaria (e, in questo caso, l'unica possibile) di satisfazione del pregiudizio patito dal proprietario, rimanendo irrilevante, ai fini dell'adempimento dell'obbligo civilistico restitutorio, quale mera conseguenza legale della decisione di non acquisire l'immobile, l'irreversibile trasformazione del bene.
Ove il bene risulti illegittimamente appreso dall'Amministrazione, quand'anche l'opera pubblica sia stata realizzata, il privato proprietario mantiene il diritto alla restituzione.
In assenza di un provvedimento ai sensi dell'art 42 bis volto ad adeguare la situazione di fatto alla situazione di diritto, l'illegittima occupazione di un bene privato, quand'anche sia stata realizzata un'opera pubblica, determina l'obbligo di riduzione in pristino e restituzione nei confronti del proprietario.
L'alternativa provvedimentale che si pone per l'Amministrazione che occupa illecitamente un... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...to, allorquando essa proceda alla preliminare valutazione degli interessi in conflitto, non è esattamente quella fra acquisizione autoritativa e concreta restituzione dell'immobile, ma piuttosto quella fra acquisizione e non acquisizione del bene, in quanto la concreta restituzione rappresenta un semplice obbligo civilistico - cioè una mera conseguenza legale della decisione di non acquisire l'immobile assunta dall'Amministrazione in sede procedimentale - ed essa non costituisce, né può costituire, espressione di una specifica volontà provvedimentale dell'autorità (atteso che, nell'adempiere gli obblighi di diritto comune, l'Amministrazione opera alla stregua di qualsiasi altro soggetto dell'ordinamento e non agisce "iure auctoritatis").
L'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia), ovvero disponendo l'acquisizione ex art. 42-bis.

References: art. 42
 art. 42
 art. 119
 art. 108
 art. 2043
 art. 42