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Timestamp: 2020-06-03 21:09:29+00:00

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Buona Scuola | Cos’è e cosa prevede la normativa
Legge 107 sulla Buona Scuola | Cos'è e Cosa prevede la normativa
09 Luglio 2018 Normative Commenti
Cos'è la buona scuola: definizione
Buona scuola: entrata in vigore della normativa e decreti attuativi
Cosa prevede la riforma della buona scuola: i 12 punti
Negli ultimi anni si è molto discusso sia in sede "ufficiale" che sui social e sui media di una particolare riforma operata nel mondo della scuola: la Legge 107 o Buona Scuola.
Fin dalla sua entrata in vigore questo "piano" avviato dall'allora governo Renzi ha spaccato l'opinione pubblica in due generando critiche e linee di pensiero contrastanti che ne hanno descritto o criticato sia i punti negativi che quelli positivi.
Universo Scuola cercherà di schiarirvi le idee ulteriormente occupandosi di darvi una definizione della legge, un quadro di quello che prevede e soprattutto illustrandone i pro e i contro.
Capire cos'è la buona scuola e darne una definizione sintetica che possa racchiudere in sè tutto il suo significato può rivelarsi difficoltoso.
Si tratta di una legge, ovvero la legge 107, proposta come ddl (disegno di legge) dal governo Renzi, con lo scopo di operare una riforma significativa nel grande universo della scuola, focalizzandosi in modo maggiore su studenti e docenti, considerati i due protagonisti principali del processo di insegnamento-apprendimento che edifica i pilastri delle società future.
Si tratta di una vera e propria rivoluzione, un nuovo approccio al modo di vedere il mondo dell'istruzione che ha generato non pochi dissidi.
Analizziamo ora l'aspetto normativo della Legge 107 partendo col parlare della sua entrata in vigore.
Ci sono voluti mesi di aspri dibattiti prima che il Disegno di Legge avanzato dal governo Renzi venisse approvato, mesi di audizioni e confronti tra il mondo della scuola, sindacati, associazioni e politici.
La svolta è giunta il 7 aprile 2017, quando il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva i Decreti Legislativi volti a rivoluzionare e disciplinare il sistema scolastico.
Successivamente, in data 16 maggio 2017, il Presidente della Repubblica Mattarella ha apposto la sua firma sui provvedimenti del governo ed essi sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale per poi entrare in vigore il 31 maggio.
Ecco quali sono gli 8 decreti approvati
Articolo di riferimento della legge 107
D.Lgs n. 59 del 13 aprile 2017 "Sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria" Articolo 1, commi 180 e 181, lettera b
D.Lgs n. 60 del 13 aprile 2017 "Promozione della cultura umanistica, valorizzazione del patrimonio culturale e sostegno della creatività" Articolo 1, commi 180 e 181, lettera g
D.Lgs n. 61 del 13 aprile 2017 "Revisione dei percorsi dell'istruzione professionale" Articolo 1, commi 180 e 181, lettera d
D.Lgs n. 62 del 13 aprile 2017 "Valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato" Articolo 1, commi 180 e 181, lettera i
D.Lgs n. 63 del 13 aprile 2017 "Effettività del diritto allo studio attraverso la definizione delle prestazioni" Articolo 1, commi 180 e 181, lettera f
D.Lgs n. 64 del 13 aprile 2017 "Disciplina della scuola italiana all'estero" Articolo 1, commi 180 e 181, lettera h
D.Lgs n. 65 del 13 aprile 2017 "Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni" Articolo 1, commi 180 e 181, lettera e
D.Lgs n. 66 del 13 aprile 2017 "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità" Articolo 1, commi 180 e 181, lettera c
Dopo aver visto quali sono i decreti legislativi che hanno attuato la legge 107 del 2015, scendiamo nel dettaglio e cerchiamo di scoprire cosa prevede la riforma della Buona Scuola.
Essa ruota attorno a 12 punti cardine, uno dei quali sono proprio gli 8 decreti attuativi sopra citati, gli altri 11 sono i seguenti:
Il PTOF;
Il curriculum dello Studente;
Innovazione digitale e didattica laboratoriale;
Organico dell'Autonomia;
Il Superpreside;
Piano da 100.000 assunzioni;
L'autonomia scolastica è sicuramente il principio che maggiormente ha ispirato e contraddistinto la legge 107 della Buona Scuola.
La riforma infatti punta a fornire alle scuole gli strumenti finanziari ed operativi per permettere loro di poter riorganizzare autonomamente l'intero sistema dell'istruzione.
A parlare di autonomia sono proprio i primi due articoli, all'interno dei quali si individua anche la figura che deve ergersi a garante di questa riorganizzazione autonoma delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e materiali della scuola: il Dirigente.
L'articolo 3 prosegue parlando del Piano Triennale dell'Offerta Formativa, definendolo letteralmente:
[...]il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia.[...] Il PTOF o nuovo POF dovrà essere coerente con gli obiettivi educativi delle diverse tipologie di indirizzo di studio presenti sul piano nazionale e, in parole povere, dovrà:
Dare visibilità a proposte della scuola rispetto all'utenza e al territorio;
Rendere facile il riconoscimento delle condizioni culturali e organizzative della scuola;
Stabilire finalità educative, rispettive metodologie e criteri di valutazione;
Essere uno strumento di informazione al servizio delle famiglie;
Essere uno strumento operativo per i docenti.
VEDI ANCHE: Ptof: cos'è e a cosa serve
Ora veniamo ad un punto che riguarda una categoria specifica e circoscritta all'interno dell'universo della scuola: gli studenti.
Nei limiti delle risorse assegnate, nelle scuole superiori potranno essere attivati negli ultimi tre anni degli "insegnamenti specifici" basati su due principi:
Questi insegnamenti permetteranno agli studenti di personalizzare il proprio percorso scolastico plasmandolo in base alle proprie esigenze, vocazioni o preferenze, in modo da gettare delle solide basi per la costruzione di una futura carriera post scolastica.
La Buona Scuola interviene anche sull'enorme dispersione scolastica per cui puntualmente l'Europa accusa l'Italia, tentando di arginarla appunto con l'Alternanza tra scuola e lavoro.
Non a caso, negli ultimi tre anni, sono stati attivati con successo percorsi di alternanza scuole lavoro pensati appositamente per i diversi indirizzi scolastici.
Percorsi di 400 ore negli istituti tecnici;
Percorsi di 400 ore negli istituti professionali;
Percorsi di 200 ore nei licei.
La particolarità di queste attività di alternanza scuola-lavoro è che potranno essere svolte anche nel periodo in cui le attività didattiche sono sospese, come in estate per esempio, o durante le vacanze di Natale o Pasqua.
Innovazione digitale e didattica laboratoriale
Un altro degli obiettivi che la legge 107 intende raggiungere è quello di rinnovare la didattica.
A tale scopo sono stati stanziati 30.000.000 € da suddividere e ripartire nelle scuole in base al numero di classi e alunni presenti.
Il principio che ispira questo provvedimento è la voglia di "svecchiare la didattica scolastica" dando un occhio di riguardo alle nuove discipline nate nel presente e proiettate verso il futuro: le competenze digitali.
Questo non vuol dire che le materie tradizionali verranno accantonate, anzi, potrebbe essere un'occasione per creare, nel presente, un ponte tra passato e futuro.
Ogni scuola potrà richiedere risorse di personale docente per poter realizzare al meglio l'azione educativa proposta nel PTOF, in maniera circoscritta tuttavia ai precari delle graduatorie provinciali ad esaurimento e ai vincitori degli ultimi concorsi.
Si tratta di un incremento stimato in media nel numero di 7 docenti in più per ogni scuola.
Il Superpreside
Veniamo ora all'argomento forse più contestato in assoluto: le competenze del dirigente scolastico.
L'articolo 9 punta a rilanciare la scuola italiana tramite un incremento di poteri e libertà per la figura del capo d'istituto, conformandoli alle sue responsabilità e garantendogli un maggior margine di manovra.
I presidi avranno i seguenti poteri:
scegliere i neoassunti dagli albi territoriali;
formare la squadra di collaboratori (10% del personale docente);
decretare il risultato dell'anno di prova dei neoassunti;
premiare i docenti migliori;
Tuttavia a fronte di tutto ciò, il Superpreside verrà valutato ogni 3 anni, e dall'esito della valutazione dipenderà la cosiddetta retribuzione di risultato.
Piano da 100.000 assunzioni
Il Piano di assunzione è certamente il punto che tutti i precari della scuola attendevano con più fervore.
L'obiettivo del governo era dare una svolta al precariato scolastico e iniziare con il reclutamento di insegnanti "freschi" e pronti per soddisfare le esigenze della scuola del futuro.
In commissione, tuttavia, i deputati hanno optato per fare qualche modifica rispetto al progetto iniziale.
Si è deciso quindi di inserire i 100.000 neoassunti, di cui fanno parte docenti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento e vincitori degli ultimi concorsi a posti, all'interno degli albi territoriali da cui i Dirigenti scolastici potranno attingere per rimpolpare il loro personale docente.
Si tratta di un bonus di 500 € annuali a disposizione degli insegnanti per spese relative all'aggiornamento professionale, alla formazione e a tutto ciò che può essere considerato fonte di cultura, come
biglietti teatrali;
biglietti di musei;
Per approfondire l'argomento vedi: Carta del Docente: cos'è a chi spetta e cosa comprare
Sono previste delle agevolazioni fiscali tra cui lo school bonus e la detrazione fiscale per i genitori che iscrivono i figli nelle scuola paritarie.
Tali agevolazioni nascono dalla presa in considerazione del fatto che la diseguaglianza tra scuole ricche e scuole povere potesse acuirsi; durissimi sono stati gli scontri tra maggioranza ed opposizione riguardo a questo punto.
Questo punto ha a cuore la sicurezza delle scuole italiane.
Verranno stanziati finanziamenti per 4.000.000.000 € per rendere più sicure 36.000 scuole italiane.
Gli interventi verranno fatti tenendo conto anche delle "indagini diagnostiche sugli edifici scolastici" con lo scopo di prevenire, eliminare o quanto meno ridurre al minimo il verificarsi degli incidenti per insegnanti ed alunni.
Un altro provvedimento importante è nato dalla considerazione del fatto che i tre quarti delle scuole italiane sono stati edificati oltre 30 anni fa, per questo il governo ha stabilito che in ogni regione dovrà essere presente almeno una scuola innovativa.
Cavalli Stefania 06/02/2019 - 10:59
Lorenzo 07/01/2019 - 19:16
Vorrei diventare itp. come iscrivermi?
Redazione Universo Scuola 08/01/2019 - 17:16
Salve, troverai tutte le informazioni che cerchi al seguente articolo: come diventare itp

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