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Timestamp: 2017-11-18 15:32:53+00:00

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Guida in stato di ebbrezza - cosa fare - Il reato e l'art. 186 C.d.S.
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Avv. Tassitani Farfaglia consulenzalegaleitalia.it Guida in stato di ebbrezza ed alcoltest: una guida rapida
Avv. Tassitani Farfaglia 2015-08-06
La Guida in Stato di Ebbrezza è una fattispecie prevista e sanzionata dall’articolo 186 del Codice della Strada. Si tratta di un reato contravvenzionale nel caso in cui venga accertato il superamento della soglia di 0,8 grammi per litro di sangue. È invece una sanzione amministrativa nel caso il tasso alcolemico sia compreso fra 0,51 e 0,8 grammi per litro di sangue.
Il diritto del conducente di farsi assistere da un avvocato di fiducia o d’ufficio per l’accertamento della Guida in Stato di ebbrezza
Parliamo ora del reato, quando dunque sia accertato un tasso superiore a 0,8 grammi per litro di sangue. La giurisprudenza ha fino a tempi meno recenti oscillato in merito validità dell’alcoltest eseguito sul conducente in difetto dell’avvertimento di cui all’articolo 114 delle disposizioni attuative del codice di procedura penale. Tale articolo sancisce il diritto del conducente di essere avvertito sulla possibilità di richiedere l’assitenza di un legale di fiducia. Una recente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite Penale, con numero 5396 del 2 febbraio 2015, ha stabilito la nullità dell’alcoltest in difetto di tale avvertimento. La nullità in questionee può essere validamente eccepita fino alla sentenza di primo grado.
Questa importante sentenza della Corte di Cassazione fissa il principio in base al quale il conducente sottoposto ad etilometro, oltre ad avere il diritto di essere assistito da un avvocato di fiducia che presenzi a tale rilievo, debba essere avvertito dalle forze di polizia in merito a tale facoltà. La pena, in difetto di tale avvertimento è della nullità di tale rilevo (l’etilometro). La nullità in questione potrà poi essere rilevata utilmente fino al termine del giudizio di primo grado e non soltanto immediatamente dopo l’alcoltest.
Si applica dunque l’articolo 356 del Codice di Procedura penale. In base a detto articolo il difensore della persona sottoposta ad indagini (il conducente) ha facoltà di assistere senza diritto di essere preventivamente avvisato, agli atti previsti (l’etilometro).
Guida in stato di ebbrezza: il ricorso al Giudice di Pace per la sanzione amministrativa
La sentenza illustrata apre senza dubbio grandi spazi difensivi a chi venga sottoposto all’etilometro. È da sottolineare come la pronuncia della Cassazione, riguardi soltanto quelle fattispecie che abbiano rilevanza penale.
Non riguarderà invece la soglia al di sotto della quale sia prevista soltanto una sanzione amministrativa. Il secondo comma, lettera a) dell’articolo 186 del Codice della Strada, infatti, prevede una sanzione pecuniaria che va da euro 527 a euro 2.108. La sanzione si applica a chi venga trovato alla guida con tasso alcolemico compreso fra 0,51 e 0,8 grammi di alcol per litro di sangue. Tale fattispecie non ha rilevanza penale e si tratta soltanto di una sanzione amministrativa. L’interpretazione delle Cassazione in merito alla facoltà di farsi assistere da un difensore non avrà in questo caso alcun rilievo. Sarà in questo caso possibile promuovere un ricorso davanti al Giudice di Pace ove ne sussistano i presupposti.
Quando la guida in stato di ebbrezza è reato
La lettera b) del secondo comma dello stesso articolo 186 del Codice della Strada, è una fattispecie a rilevanza penale: si tratta di un reato contravvenzionale che prevede un’ammenda da 800 a 3200 euro nonché l’arresto fino a 6 mesi per il caso il conducente sia accertato con un tasso alcolemico compreso fra 0,8 e 1,5 grammi per litro di sangue. Avrà rilevanza penale anche la fattispecie prevista dalla lettera c) dell’articolo 186 (oltre 1,5 grammi per litro). In questo caso si prevede un’ammenda fra 1500 e 6000 euro e l’arresto fra 6 mesi e un anno. Anche qui si applicheranno certamente i principi del Codice di Procedura Penale così come interpretati dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, in riferimento alla facoltà dell’indagato di essere assistito da un difensore.
Attenzione però alle conseguenze di tale avvertimento. La giurisprudenza costante sull’articolo 356 del Codice di Procedura Penale ha più volte fatto chiarezza sul punto. È stato stabilito come, fatto tale avvertimento all’indagato, la Polizia Giudiziaria, nel caso il difensore di fiducia dell’indagato non arrivi in tempi brevi sul luogo dell’indagine, potrà comunque procedere ai rilievi previsti, senza che alcuna nullità possa essere addebitata a tali rilievi. Il conducente potrà dunque contattare il proprio avvocato di fiducia per farsi assistere nel corso di tale accertamento. Il proprio legale dovrà arrivare sul posto in tempi molto brevi. Ove questi non arrivi in tempo utile l’accertamento potrà essere effettuato anche in difetto della sua presenza.
Il Rifiuto di sottoporsi all’etilometro e la particolare tenuità del fatto
Il reato di rifiuto di sottoporsi all’etilometro è stato oggetto di una interessante e recente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, numero 13682 del 2016.
Questa sentenza ha ritenuto l’articolo 131-bis del codice penale (particolare tenuità del fatto), di recente introduzione, applicabile alla fattispecie del rifiuto di sottoporsi all’etilometro (reato previsto dall’articolo 186 del Codice della Strada).
Il giudice di legittimità ha ritenuto che la particolare tenuità del fatto debba ritenersi riferibile non soltanto ai reati commissivi ma anche a quelli omissivi. Il reato di rifiuto di sottoporsi all’etilometro è fra questi ultimi. Sarà compito dell’organo giudicante valutare la particolare inoffensività del rifiuto nel caso concreto, attraverso tre indici di valutazione.
Tali tre indici sono:
Le modalità in cui è stato manifestato detto rifiuto.
L’esiguità del pericolo o del danno.
Il grado di colpevolezza del rifiutante.
Ove il giudice ravvisi la particolare tenuità del fatto potrà pronunciare sentenza di assoluzione, con tutte le conseguenze connesse favorevoli all’imputato.
La pena sostitutiva dei lavori socialmente utili in caso di Guida in Stato di Ebbrezza
Interessante anche la possibilità di recente prevista dal legislatore in merito alla possibilità di sostituire la pena detentiva irrogata per questo tipo di reato contravvenzionale in lavori socialmente utili: il condannato per la prima volta per il reato di Guida in Stato di Ebbrezza, avrà la possibilità di richiedere che sia la parte di pena detentiva che quella pecuniaria irrogata dal Giudice, venga convertita in lavori di pubblica utilità. Tali lavori, hanno un tasso di conversione rispetto alla pena particolarmente favorevole. Potranno essere svolti presso gli enti convenzionati la cui lista è facilmente reperibile alla Procura della Repubblica del Tribunale competente per il reato.
Per una consulenza diretta in merito ad un caso concreto di Guida in Stato di ebbrezza è possibile compilare il form apposito: il caso concreto verrà esaminato nello specifico e verrà erogata una consulenza dall’avvocato sulla strategia difensiva da adottare.

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