Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2018-0483_IT.html
Timestamp: 2019-07-22 22:45:08+00:00

Document:
RELAZIONE sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda gli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e gli indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio
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sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda gli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e gli indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio
– visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del ...,
che modifica il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda gli indici di riferimento di transizione climatica e gli indici di riferimento in linea con Parigi
(1) Il 25 settembre 2015 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato un nuovo quadro mondiale per lo sviluppo sostenibile: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile(4), incentrata sugli obiettivi di sviluppo sostenibile. La comunicazione della Commissione del 2016 sulle prossime tappe per un futuro europeo sostenibile(5) collega gli obiettivi di sviluppo sostenibile al quadro politico dell’Unione per garantire che tutte le azioni e iniziative politiche dell’UE, al suo interno e a livello mondiale, tengano conto fin dall’inizio degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Le conclusioni del Consiglio europeo del 20 giugno 2017(6)hanno confermato l’impegno dell’Unione e degli Stati membri ad attuare l’Agenda 2030 in modo completo, coerente, integrato ed efficiente e in stretta collaborazione con i suoi partner e le altre parti interessate.
(2) Nel 2015 l’Unione ha concluso l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici(7). L’articolo 2, lettera c), dell’accordo stabilisce l’obiettivo di rafforzare la risposta ai cambiamenti climatici, tra l’altro rendendo i flussi finanziari coerenti con un percorso verso uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente ai cambiamenti climatici.
(2 bis) L’8 ottobre 2018, il gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) ha pubblicato una relazione speciale dal titolo "Riscaldamento globale di 1,5°C" (relazione speciale dell’IPCC), in cui si richiama l’attenzione sul grave rischio di raggiungere un riscaldamento globale di 2°C superiore ai livelli preindustriali e si invita a contenere il riscaldamento a 1,5°C, facendo notare che ciò richiederà cambiamenti rapidi, di vasta portata e senza precedenti, in tutti gli ambiti della società.
(2 ter) L’Unione dovrebbe promuovere le conclusioni della relazione speciale dell’IPCC quale contributo scientifico principale nel contesto della conferenza sui cambiamenti climatici di Katowice, Polonia, di dicembre 2018, quando l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici sarà riesaminato.
(3) La sostenibilità e la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente rispetto al clima, più efficiente in termini di risorse e circolare sono elementi fondamentali per garantire la competitività a lungo termine dell’economia dell’Unione. Da molto tempo la sostenibilità è al centro del progetto dell’Unione e i trattati dell’UE riconoscono le dimensioni sociale e ambientale dell’Unione. Vi è una finestra limitata per trasformare la cultura nel settore finanziario verso una finanza sostenibile al fine di garantire che l’aumento della temperatura media globale resti ben al di sotto dei 2ºC. È pertanto essenziale che gli investimenti in nuove infrastrutture siano sostenibili nel lungo termine.
(4) Nel marzo 2018 la Commissione ha pubblicato il “piano d’azione per finanziare la crescita sostenibile”(8), che istituisce una strategia ampia e ambiziosa in materia di finanza sostenibile. Uno degli obiettivi del piano d’azione è quello di riorientare i flussi di capitali verso investimenti sostenibili al fine di conseguire una crescita sostenibile e inclusiva. Una maggiore attenzione alla limitazione dell’impatto dei cambiamenti climatici è fondamentale in quanto le catastrofi dovute all’imprevedibilità delle condizioni meteorologiche sono aumentate drasticamente.
(5) La decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(9) auspicava un aumento dei finanziamenti del settore privato per le spese legate all’ambiente e al clima, in particolare attraverso l’introduzione di incentivi e metodologie che incoraggino le imprese a misurare i costi ambientali delle loro attività e gli utili derivanti dall’uso dei servizi forniti dall’ambiente.
(6) Per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile nell’Unione occorre convogliare i flussi di capitale verso investimenti sostenibili. È importante sfruttare appieno il potenziale del mercato interno per il conseguimento di tali obiettivi. In tale contesto, è fondamentale eliminare gli ostacoli a un efficiente spostamento dei capitali verso investimenti sostenibili nel mercato interno e impedire che si manifestino gli ostacoli previsti di cui sopra.
(7) Il regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio(10) stabilisce norme uniformi per gli indici di riferimento nell’Unione e tiene conto delle diverse tipologie di indici di riferimento sulla base delle rispettive caratteristiche e vulnerabilità e dei loro rischi. Un numero crescente di investitori persegue strategie di investimento a basse emissioni di carbonio e fa ricorso ad appositi indici di riferimento per confrontare o misurare la performance di un portafoglio di investimento. Gli attuali indici di riferimento di basse emissioni di carbonio sono gravemente esposti al "greenwashing". Gli indici di riferimento finanziari dovrebbero pertanto essere chiari e trasparenti ed essere allineati agli impegni dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici attuato nel diritto dell’Unione, quale strumento essenziale per gli investitori.
(8) Un’ampia gamma di indici è attualmente riunita nella categoria degli indici di basse emissioni di carbonio. Tali indici di basse emissioni di carbonio sono usati come indici di riferimento per i portafogli e i prodotti d’investimento venduti attraverso le frontiere. La qualità e l’integrità degli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio incide sull’efficace funzionamento del mercato interno per una vasta gamma di portafogli individuali e collettivi di investimento. Molti indici di basse emissioni di carbonio utilizzati come misura della performance per i portafogli d’investimento, in particolare per i conti di investimento separati e gli organismi di investimento collettivo, sono forniti in uno Stato membro ma usati da gestori di portafogli e di attività in altri Stati membri. Inoltre, i gestori di portafogli e di attività spesso coprono l’esposizione al rischio carbonio utilizzando indici di riferimento prodotti in altri Stati membri.
(9) Sul mercato sono comparse diverse categorie di indici di basse emissioni di carbonio con diversi livelli di ambizione. Mentre alcuni indici di riferimento mirano a ridurre l’impronta di carbonio di un portafogli di investimenti standard, altri puntano a selezionare solo i componenti che contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo dei 2 ºC stabilito nell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Malgrado le differenze a livello di obiettivi e strategie, molti di questi indici di riferimento vengono comunemente promossi come indici di riferimento di basse emissioni di carbonio. Vi sono gravi rischi legati a questi tipi di indici di riferimento, in quanto possono creare confusione tra gli investitori e aumentare la probabilità del "greenwashing".
(10) Approcci divergenti in materia di metodologie degli indici di riferimento provocano la frammentazione del mercato interno, in quanto gli utilizzatori di tali indici non hanno ben chiaro se un determinato indice di basse emissioni di carbonio è in linea con l’obiettivo dei 2°C o mira semplicemente a ridurre l’impronta di carbonio di un portafoglio di investimenti standard. Per porre un freno alle affermazioni potenzialmente illegittime degli amministratori circa la natura di indici di basse emissioni di carbonio dei loro indici di riferimento, gli Stati membri potrebbero adottare norme diverse per evitare che si crei confusione tra gli investitori e che vi sia ambiguità sulle finalità e sul livello di ambizione delle varie categorie di cosiddetti indici di basse emissioni di carbonio usati come indici di riferimento per un portafoglio di investimenti a basse emissioni di carbonio.
(11) In assenza di un quadro armonizzato che assicuri l’accuratezza e l’integrità delle principali categorie di indici di riferimento utilizzati per i portafogli di investimento individuali o collettivi, le divergenze negli approcci degli Stati membri potrebbero ostacolare il corretto funzionamento del mercato interno.
(12) Pertanto, al fine di mantenere il buon funzionamento del mercato interno a beneficio degli investitori finali, per migliorarne le condizioni di funzionamento e per garantire un livello elevato di protezione dei consumatori e degli investitori, è opportuno adeguare il regolamento (UE) 2016/1011 in modo da stabilire un quadro normativo minimo armonizzando e integrando l’indice di riferimento di transizione climatica e l’indice di riferimento in linea con Parigi a livello dell’Unione. A tale riguardo, è di particolare importanza che tali indici di riferimento non danneggino in modo significativo altri obiettivi ambientali, sociali e di governance (ESG), in particolare se definiti nell'ambito di un quadro a livello di Unione per agevolare gli investimenti sostenibili sulla base di indicatori e criteri armonizzati.
(13) L’introduzione di una chiara distinzione tra indici di transizione climatica e indici in linea con Parigi e lo sviluppo di norme minime per ciascuno di essi contribuirà a facilitare la coerenza tra gli indici di riferimento che mirano a promuovere se stessi in quanto tali. L’indice di riferimento in linea con Parigi dovrebbe essere incentrato sulle imprese o sui segmenti di un mercato specifico che sono già conformi all’obiettivo del riscaldamento globale a lungo termine dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
(14) Ciascuna impresa le cui attività sono selezionate come attività sottostanti di un indice di riferimento di transizione climatica dovrebbe disporre di un piano per ridurre le sue emissioni di carbonio in direzione di un allineamento complessivo all’obiettivo del riscaldamento globale a lungo termine dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Tali piani dovrebbero essere pubblici e credibili, ossia rispecchiare un reale impegno rispetto alla decarbonizzazione, essere sufficientemente dettagliati e tecnicamente realizzabili.
(15) Diversi amministratori affermano che i loro indici di riferimento perseguono obiettivi ESG. Tuttavia, gli utilizzatori di ▌indici di riferimento non sempre dispongono delle informazioni necessarie sulla misura in cui la metodologia di ▌amministratori di indici di riferimento tiene conto dei fattori ESG. Le informazioni esistenti, inoltre, sono spesso frammentarie e impediscono un effettivo confronto ai fini di investimenti transfrontalieri. Per consentire agli operatori di mercato di compiere scelte informate, gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero essere tenuti a comunicare nella dichiarazione sull’indice di riferimento se i loro indici di riferimento o le loro famiglie di indici di riferimento, perseguono o meno obiettivi ESG, e se gli amministratori di indici di riferimento offrono o meno tali indici di riferimento. Per quanto concerne gli indici di riferimento significativi in ambito azionario e obbligazionario, e gli indici di riferimento di transizione climatica e gli indici in linea con Parigi, l’amministratore di indici di riferimento dovrebbe pubblicare informazioni dettagliate sul fatto se sia garantito o meno, e in che misura, un grado complessivo di allineamento con l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio e/o di conseguire gli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. La Commissione dovrebbe effettuare una valutazione d’impatto per determinare la fattibilità da parte di tutti gli indici di riferimento o di tutte le famiglie di indici di riferimento di includere una spiegazione dettagliata di come sia garantito l’obiettivo dell’emissione di carbonio e/o il conseguimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
(16) Per gli stessi motivi, anche gli amministratori di indici di riferimento di transizione climatica e indici di riferimento in linea con Parigi dovrebbero rendere pubblica la metodologia utilizzata nei loro calcoli. Tali informazioni dovrebbero descrivere il modo in cui le attività sottostanti sono state selezionate e ponderate e quali attività sono state escluse e per quale motivo. ▌Per valutare in che modo l’indice di riferimento contribuisce agli obiettivi ambientali, l’amministratore dovrebbe rendere pubblico in che modo sono stati misurati l’impronta di carbonio e le riduzioni di carbonio delle attività sottostanti, i rispettivi valori, compresa l’impronta di carbonio totale dell’indice di riferimento, e il tipo e la fonte dei dati utilizzati. Per consentire ai gestori di attività di scegliere l'indice di riferimento più adatto alla loro strategia di investimento, gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero spiegare la logica alla base dei parametri della loro metodologia e spiegare in che modo l'indice di riferimento contribuisce agli obiettivi ambientali ▌. Le informazioni rese pubbliche dovrebbero inoltre includere dettagli sulla frequenza delle revisioni e la procedura seguita.
(17 bis) È importante che gli elementi chiave dei metodi utilizzati per elaborare gli indici di riferimento di transizione climatica e gli indici in linea con Parigi dispongano di un solido fondamento nella climatologia. Ciò sarà raggiunto sistematicamente rispettando l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, ad esempio utilizzando uno scenario climatico e il corrispondente percorso di decarbonizzazione allineato con gli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
(18) Per assicurare la continua aderenza all'obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici selezionato, gli amministratori di indici di riferimento di transizione climatica e di indici di riferimento in linea con Parigi dovrebbero riesaminare periodicamente le loro metodologie e informare gli utilizzatori delle procedure applicabili per qualsiasi modifica sostanziale. Quando introducono una modifica sostanziale, gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero indicare le ragioni della modifica e spiegare in che modo la modifica è coerente con gli obiettivi iniziali dell’indice di riferimento.
(19) Per migliorare la trasparenza e garantire un adeguato livello di armonizzazione, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti in conformità all’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea per precisare ▌il contenuto minimo degli obblighi di comunicazione cui gli amministratori di indici di riferimento di transizione climatica e di indici di riferimento in linea con Parigi dovrebbero essere soggetti, e per specificare le norme minime per l’armonizzazione della metodologia degli indici di riferimento di transizione climatica e degli indici di riferimento in linea con Parigi, compreso il metodo per il calcolo delle emissioni di carbonio ▌associate alle attività sottostanti, tenendo conto dei metodi per misurare l’impronta ambientale dei prodotti e delle organizzazioni di cui al punto 2, lettera a) e b), della raccomandazione 2013/179/UE della Commissione(11) e del lavoro del gruppo di esperti tecnici sulla finanza sostenibile (TEG). È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni aperte e pubbliche per ciascun atto delegato, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell’accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
(20) È quindi opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) 2016/1011,
Modifiche del regolamento (UE) 2016/1011
1. all’articolo 3, paragrafo 1, sono aggiunti i seguenti punti 23 bis, 23 ter e 23 quater:
“23 bis “indice di riferimento di transizione climatica”: un indice di riferimento etichettato come indice di riferimento dell’UE di transizione climatica in cui le attività sottostanti, ai fini del punto 1), lettera b), punto ii), del presente paragrafo, sono scelte, ponderate o escluse in modo che il portafoglio cui l’indice si riferisce segua una traiettoria di decarbonizzazione e che è costruito in conformità con le norme stabilite negli atti delegati di cui all’articolo 19 bis, paragrafo 2. L’indice di riferimento soddisfa tutti i seguenti requisiti minimi:
(i) i piani di riduzione delle emissioni degli emittenti delle attività includono obiettivi misurabili e con tempi definiti, solidi e basati su elementi concreti;
(ii) le imprese responsabili delle attività sottostanti devono disporre di piani dettagliati di riduzione delle emissioni i quali siano disaggregati a livello di singole consociate operative;
(iii) gli emittenti delle attività sono tenuti a riferire annualmente in merito ai progressi compiuti riguardo agli obiettivi;
(iv) le attività delle attività sottostanti non devono danneggiare significativamente altri obiettivi ESG.
Entro il 1º gennaio 2022, i fornitori di indici di riferimento nell’Unione si adoperano per commercializzare uno o più indici di riferimento di transizione climatica e tale indice di riferimento sarà regolamentato come indice di riferimento significativo;
23 ter) “indice di riferimento in linea con Parigi”: un indice di riferimento etichettato come indice di riferimento in linea con Parigi e in cui le attività sottostanti, ai fini del punto 1), lettera b), punto ii), del presente paragrafo, sono scelte in base al fatto che le risultanti emissioni di carbonio del portafoglio cui l’indice si riferisce sono in linea con l’impegno dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici di 1,5°C, e che è anche costruito in conformità con le norme minime stabilite negli atti delegati di cui all’articolo 19 bis, paragrafo 2, e in cui il portafoglio di attività sottostanti non è esposto nei confronti di imprese impegnate in una qualsiasi delle seguenti attività economiche:
– ricerca, estrazione, distribuzione e trattamento dei combustibili fossili;
– costruzione e manutenzione di centrali elettriche che bruciano combustibili fossili.
Tali attività delle attività sottostanti non danneggiano significativamente altri obiettivi ESG.
Entro il 1º gennaio 2022, i fornitori di indici di riferimento nell’Unione si adoperano per commercializzare uno o più indici di riferimento in linea con Parigi e tale indice di riferimento sarà regolamentato come indice di riferimento significativo;
23 quater) “traiettoria di decarbonizzazione”: una traiettoria misurabile, scientifica e temporalmente definita per ridurre le emissioni dell’ambito 1, 2 e 3 e le emissioni di carbonio in direzione dell’allineamento con l’obiettivo del riscaldamento globale a lungo termine dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.”;
2. l’articolo 13 è così modificato:
(a) al paragrafo 1, è aggiunta la lettera d) e d bis) seguente:
“d) una spiegazione del modo in cui gli elementi chiave della metodologia di cui alla lettera a) riflettono i fattori ambientali, sociali o di governance ("ESG") per ciascun indice di riferimento o famiglia di indici di riferimento ▌;
“d bis) una spiegazione del modo in cui l’indice di riferimento o la famiglia di indici di riferimento influiscono sul clima, in particolare il loro grado di allineamento con gli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici;”;
“2 bis. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 49 per specificare ulteriormente il contenuto minimo della spiegazione di cui al paragrafo 1) lettera d) e lettera d bis) e il formato standard da utilizzare, e per aggiornare le linee guida sulla dichiarazione sull’indice di riferimento di cui all’articolo 27, paragrafo 2 bis, al fine di includere riferimenti alle considerazioni ESG e in materia di sostenibilità.”;
3. nel titolo III è inserito il seguente capo 3 bis:
Indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e indici di riferimento di impatto in linea con di Parigi
(1) I requisiti di cui all’allegato III si applicano alla fornitura di indici di riferimento di transizione climatica o di indici di riferimento di impatto in linea con Parigi e alla contribuzione a tali indici, in aggiunta ai, o in sostituzione dei, requisiti di cui ai Titoli II, III e IV.
(2) Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 49 riguardo agli indici di riferimento di transizione climatica e agli indici di riferimento in linea con Parigi per specificare ▌:
(a) i criteri per la scelta delle attività sottostanti, compresi, se del caso, i criteri di esclusione delle attività;
(b) i criteri e i metodi per la ponderazione delle attività sottostanti dell’indice di riferimento;
(c) ▌il calcolo della traiettoria di decarbonizzazione per gli indici di riferimento di transizione climatica.”;
3 bis. all’articolo 21, paragrafo 3, l’ultimo comma è così modificato:
“Al termine di tale periodo, l’autorità competente rivede la sua decisione concernente l’obbligo per l’amministratore di proseguire la pubblicazione dell’indice di riferimento e può, se necessario, estendere il periodo in questione di un opportuno periodo di tempo non superiore ad altri 12 mesi. Il periodo massimo di amministrazione obbligatoria non supera complessivamente 36 mesi.”;
3 ter. all’articolo 23, paragrafo 6, l’ultimo comma è così modificato:
“Il periodo massimo di contribuzione obbligatoria di cui alle lettere a) e b) del primo comma non supera complessivamente 36 mesi.”;
4. all’articolo 27 sono inseriti i seguenti paragrafi 2 bis, 2 ter e 2 quater:
“2 bis. Per ciascun requisito di cui al paragrafo 2, la dichiarazione sull'indice di riferimento contiene una spiegazione del modo in cui i fattori ambientali, sociali e di governance si riflettono in ciascun indice di riferimento o famiglia di indici di riferimento forniti e pubblicati▐. Per gli indici di riferimento o le famiglie di indici di riferimento che non perseguono obiettivi ESG, è sufficiente che i fornitori di indici di riferimento indichino chiaramente nella dichiarazione sull’indice di riferimento che essi non perseguono tali obiettivi.
Se nel portafoglio del singolo fornitore di indici di riferimento non sono disponibili indici di riferimento ai sensi dei punti 23 bis e 23 ter dell’articolo 3, paragrafo 1, o se non dispongono di indici di riferimento che perseguono obiettivi ESG o tengono conto di questi ultimi, ciò è indicato nella dichiarazione sull’indice di riferimento. Per quanto concerne i suoi indici di riferimento significativi in ambito azionario e obbligazionario, il fornitore di indici di riferimento pubblica una dichiarazione dettagliata sull’indice di riferimento in merito al fatto se sia garantito o meno, e in che misura, un grado complessivo di allineamento con l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio e/o di conseguire gli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, ai sensi delle norme di informativa per i prodotti finanziari di cui all’articolo 5, paragrafo 3 del [UP: inserire il riferimento al regolamento sull’informativa in materia di investimenti sostenibili e rischi per la sostenibilità]. Entro il 1º gennaio 2020, la Commissione, sulla base di una valutazione d’impatto, valuta in che modo sia possibile includere nella dichiarazione sull’indice di riferimento per tutti gli indici di riferimento o famiglie di indici di riferimento, una spiegazione dettagliata di come sia garantito l’obiettivo dell’emissione di carbonio e/o del conseguimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
Se il fornitore dell’indice di riferimento rende disponibile un indice di riferimento ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, punti 23 bis e 23 ter, la dichiarazione sull’indice di riferimento relativa a tale indice di riferimento contiene anche informazioni sul grado complessivo di allineamento con l’obiettivo della temperatura a lungo termine dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici di contenere l’aumento della temperatura del pianeta ben al di sotto di 2ºC rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5ºC rispetto ai livelli preindustriali.
2 ter. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 49 per specificare ulteriormente le informazioni di cui al paragrafo 2 bis del presente articolo al fine di consentire agli operatori di mercato di compiere scelte informate e garantire la fattibilità tecnica di tale paragrafo.
Entro il 31 dicembre 2019, la Commissione presenta una valutazione d’impatto al fine di decidere quando l’atto delegato entrerà in vigore, onde concedere agli amministratori di indici di riferimento tempo sufficiente per ottemperare al paragrafo 2 bis. Tale atto delegato entra in vigore al più tardi il 1° gennaio 2021.
2 quater. In considerazione della rapida evoluzione delle tecnologie per il clima, è essenziale che la Commissione integri le innovazioni recenti. Entro il 31 dicembre 2023, la Commissione riesamina pertanto il presente regolamento e pubblica una relazione in cui si analizza l’impatto di questo nuovo regolamento e delle nuove tecnologie in ambito climatico nell’ottica di allineare il settore degli indici di riferimento finanziari agli impegni dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici ai sensi dell’attuazione nel diritto dell’Unione e dei requisiti di cui al regolamento.../... del Parlamento europeo e del Consiglio sulla governance dell’Unione dell’energia
*+. Tale relazione è corredata, se del caso, di una proposta legislativa”.
* Regolamento (UE) .../... del Parlamento europeo e del Consiglio sulla governance dell’Unione dell’energia che modifica la direttiva 94/22/CE, la direttiva 98/70/CE, la direttiva 2009/31/CE, il regolamento (CE) n. 663/2009 e il regolamento (CE) n. 715/2009, la direttiva 2009/73/CE, la direttiva 2009/119/CE del Consiglio, la direttiva 2010/31/UE, la direttiva 2012/27/UE, la direttiva 2013/30/UE e la direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio, e che abroga il regolamento (UE) n. 525/2013.. (GU...).”
+ GU: inserire nel testo il numero della direttiva contenuto nel documento (2016/0375(COD)) e il numero, la data, il titolo e il riferimento GU di detta direttiva nella nota a piè di pagina.
4 bis. l’articolo 49 è sostituito dal seguente:
“1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2. Il potere di adottare gli atti delegati di cui all’articolo 3, paragrafo 2, all’articolo 13, paragrafo 2 bis, all’articolo 19, paragrafo 2 bis, all’articolo 20, paragrafo 6, all’articolo 24, paragrafo 2, all’articolo 27, paragrafo 2, all’articolo 33, paragrafo 7, all’articolo 51, paragrafo 6, e all’articolo 54, paragrafo 3, è conferito alla Commissione per un periodo ▌di cinque anni a decorrere dal... [UP: data di entrata in vigore dell’atto modificativo]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per ulteriori periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
3. La delega di potere di cui all’articolo 3, paragrafo 2, all’articolo 13, paragrafo 2 bis, all’articolo 19, paragrafo 2 bis, all’articolo 20, paragrafo 6, all’articolo 24, paragrafo 2, all’articolo 27, paragrafo 2 ter, all’articolo 33, paragrafo 7, all’articolo 51, paragrafo 6, e all'articolo 54, paragrafo 3, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
4. Prima dell’adozione dell’atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell’accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.
6. L'atto delegato adottato ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, dell’articolo 13, paragrafo 2 bis, dell’articolo 19, paragrafo 2 bis, dell’articolo 20, paragrafo 6, dell’articolo 24, paragrafo 2, dell’articolo 27, paragrafo 2 ter, dell’articolo 33, paragrafo 7, dell’articolo 51, paragrafo 6, e dell'articolo 54, paragrafo 3,entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.”
4 ter. all’articolo 51 è inserito il seguente paragrafo:
“4 bis. Un indice di riferimento esistente designato come critico da un atto di esecuzione adottato dalla Commissione in conformità dell’articolo 20 del presente regolamento, che non soddisfa i requisiti per l’ottenimento dell’autorizzazione a norma dell’articolo 34 del presente regolamento entro il 1° gennaio 2020, può, se la sua cessazione influisce sulla stabilità finanziaria, essere utilizzato fino al 31 dicembre 2021.”
4 quater. all’articolo 54 è inserito il seguente paragrafo:
“3 bis. Una volta entrato in vigore un quadro globale e dettagliato per l’investimento sostenibile, di cui il [regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili] rappresenta un primo elemento fondante, la Commissione pubblica senza indebito ritardo una relazione sulla fattibilità di includere nel regolamento (UE) 2016/1011 disposizioni relative a un “indice di riferimento sulla sostenibilità” o a un “indice di riferimento ESG” sulla base del quadro per gli investimenti sostenibili. Tale relazione è trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio. Tale relazione è corredata, se del caso, di una proposta legislativa.”;
5. è aggiunto il testo dell’allegato della presente decisione.
Per garantire la coerenza e la certezza del diritto in futuro, è indispensabile che, quando entra in vigore il regolamento dell’UE in materia di tassonomia, vi sia coerenza tra i due testi.
Indice di riferimento di transizione climatica e indice di riferimento in linea con Parigi
Metodologia per gli indici di riferimento di transizione climatica
1. Nel pieno rispetto del carattere evolutivo degli indicatori di sostenibilità e dei metodi utilizzati per misurarli, l’amministratore di un indice di riferimento di basse emissioni di carbonio formalizza, documenta e rende pubblica ogni metodologia utilizzata per il calcolo dell’indice di riferimento, descrivendo i seguenti elementi, e garantendo nel contempo la riservatezza e la protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) secondo la definizione di cui alla direttiva (UE) 2016/943:
(a) l’elenco delle attività sottostanti utilizzate per il calcolo dell’indice di riferimento;
(b) tutti i criteri e i metodi, compresi i fattori di selezione, esclusione e ponderazione, i parametri e le variabili proxy utilizzati nella metodologia dell’indice di riferimento;
(c) i criteri applicati per escludere attività o società associati a un livello di impronta di carbonio o un livello di riserve di combustibili fossili che sono incompatibili con l’inclusione nell’indice di riferimento;
(d) i criteri, la metodologia scientifica e il calcolo della traiettoria di decarbonizzazione associati alle attività sottostanti del portafoglio cui si riferisce l’indice;
▌(h) il tipo e la fonte dei dati di input e le relative modalità di utilizzo nell’ambito della metodologia dell’indice di riferimento per determinare la selezione o l’esclusione delle attività ▌sottostanti, tra cui:
(i) le emissioni generate provenienti da fonti controllate dalla società associate alle attività sottostanti;
(ii) le emissioni derivanti dal consumo di elettricità, vapore o altre fonti di energia acquistata generata a monte della società associate alle attività sottostanti;
(iii) le emissioni derivanti dalle attività di una società o dalle sue attività sottostanti ma non direttamente controllate da essa, e solo le società che identificano tali emissioni indirette o “dell’ambito 3” sono considerate ai fini dell’inclusione in considerazione della disponibilità di dati.;
(v) se i dati di input utilizzano standard globali come quelli dell’unità operativa per la comunicazione finanziaria correlata al clima del Consiglio per la stabilità finanziaria;
(i) le emissioni totali di carbonio del portafoglio cui si riferisce l’indice e l’impatto stimato sulla mitigazione dei cambiamenti climatici della strategia perseguita dall’indice di riferimento;
(j) il motivo dell’adozione di una particolare strategia o di un particolare obiettivo in relazione alla metodologia e la spiegazione del perché la metodologia sia adatta a calcolare gli obiettivi ambientali dell’indice di riferimento;
Metodologia per gli indici di riferimento in linea con Parigi
2. In aggiunta agli obblighi applicabili all’amministratore di un indice di riferimento di transizione climatica, l’amministratore di un indice di riferimento in linea con Parigi, rende pubblico l’impatto ▌in termini di carbonio di ogni attività sottostante inclusa nell’indice di riferimento e specifica la formula o il calcolo utilizzati per determinare se le emissioni sono in linea con l’obiettivo della temperatura a lungo termine dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
3. Gli amministratori di indici di riferimento di transizione climatica e indici di riferimento in linea con di Parigi adottano e comunicano agli utilizzatori le procedure e i motivi di ogni modifica sostanziale proposta della loro metodologia. Tali procedure devono essere coerenti con l’obiettivo prioritario che i calcoli dell’indice di riferimento riflettano costantemente gli obiettivi relativi alla transizione climatica o al fatto di essere in linea con Parigi. Tali procedure prevedono:
(a) un preavviso, con scadenze ben definite, che consenta agli utenti di analizzare e commentare sufficientemente l’impatto delle modifiche proposte, tenendo conto del calcolo delle circostanze complessive da parte degli amministratori;
(b) la possibilità per gli utilizzatori di presentare osservazioni sulle modifiche e per gli amministratori di rispondere alle osservazioni, che devono essere accessibili a tutti gli utilizzatori del mercato dopo ogni periodo di consultazione, salvo richiesta di riservatezza da parte di chi ha formulato le osservazioni.
4. Gli amministratori di indici di riferimento di transizione climatica e di indici di riferimento in linea con Parigi esaminano regolarmente, e almeno su base annuale, le loro metodologie al fine di assicurare che rispecchino in maniera affidabile gli obiettivi dichiarati e si dotano di una procedura che consenta di tenere conto di tutte le opinioni degli utilizzatori pertinenti.”.
GU L 282 del 19.10.2016, pagg. 4-18.
Decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, su un programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente fino al 2020 “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta” (GU L 354 del 28.12.2013, pag. 171).
Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del regolamento (UE) n. 596/2014 (GU L 171 del 29.6.2016, pag. 1).
Raccomandazione 2013/179/UE della Commissione, del 9 aprile 2013, relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni (GU L 124 del 4.5.2013, pag. 1).
PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (22.11.2018)
La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:
che modifica il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda gli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e gli indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio
che modifica il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda l'inclusione di indicatori di sostenibilità nella metodologia degli indici di riferimento, e gli indici di riferimento di impatto positivo
(7) Il regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio30 stabilisce norme uniformi per gli indici di riferimento nell'Unione e tiene conto delle diverse tipologie di indici di riferimento. Un numero crescente di investitori persegue strategie di investimento a basse emissioni di carbonio e fa ricorso ad appositi indici di riferimento per confrontare o misurare la performance di un portafoglio di investimento.
(7) Il regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio30 stabilisce norme uniformi per gli indici di riferimento nell'Unione e tiene conto delle diverse tipologie di indici di riferimento. Un numero crescente di investitori persegue strategie di investimento sostenibile e fa ricorso ad appositi indici di riferimento per confrontare o misurare la performance di un portafoglio di investimento.
30 Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del regolamento (UE) n. 596/2014 (GU L 171 del 29.6.2016, pag. 1).
(8) Un'ampia gamma di indici è attualmente riunita nella categoria degli indici di basse emissioni di carbonio. Tali indici di basse emissioni di carbonio sono usati come indici di riferimento per i portafogli e i prodotti d'investimento venduti attraverso le frontiere. La qualità e l'integrità degli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio incide sull'efficace funzionamento del mercato interno per una vasta gamma di portafogli individuali e collettivi di investimento. Molti indici di basse emissioni di carbonio utilizzati come misura della performance per i portafogli d'investimento, in particolare per i conti di investimento separati e gli organismi di investimento collettivo, sono forniti in uno Stato membro ma usati da gestori di portafogli e di attività in altri Stati membri. Inoltre, i gestori di portafogli e di attività spesso coprono l'esposizione al rischio carbonio utilizzando indici di riferimento prodotti in altri Stati membri.
(8) Un'ampia gamma di indici è attualmente riunita nella categoria degli indici di basse emissioni di carbonio o di sostenibilità. Tali indici sono usati come indici di riferimento per i portafogli e i prodotti d'investimento venduti attraverso le frontiere. La qualità e l'integrità degli indici di riferimento incidono sull'efficace funzionamento del mercato interno per una vasta gamma di portafogli individuali e collettivi di investimento. Molti indici di basse emissioni di carbonio e di sostenibilità utilizzati come misura della performance per i portafogli d'investimento, in particolare per i conti di investimento separati e gli organismi di investimento collettivo, sono forniti in uno Stato membro ma usati da gestori di portafogli e di attività in altri Stati membri. Inoltre, i gestori di portafogli e di attività spesso coprono l'esposizione al rischio carbonio e ambientale utilizzando indici di riferimento prodotti in altri Stati membri.
(9) Sul mercato sono comparse diverse categorie di indici di basse emissioni di carbonio con diversi livelli di ambizione. Mentre alcuni indici di riferimento mirano a ridurre l'impronta di carbonio di un portafogli di investimenti standard, altri puntano a selezionare solo i componenti che contribuiscono al raggiungimento dell'obiettivo dei 2 ºC stabilito nell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Malgrado le differenze a livello di obiettivi e strategie, tutti questi indici di riferimento vengono comunemente promossi come indici di riferimento di basse emissioni di carbonio.
(9) Sul mercato sono comparse diverse categorie di indici di sostenibilità con diversi livelli di ambizione. Malgrado le differenze a livello di obiettivi e strategie, tutti questi indici di riferimento vengono comunemente promossi come indici di riferimento di sostenibilità.
(10 bis) Come concluso dal gruppo di esperti ad alto livello della Commissione sulla finanza sostenibile, gli indici di riferimento dovrebbero essere meglio allineati alla sostenibilità e rispecchiare la loro esposizione ai rischi di sostenibilità. Gli investitori necessitano di informazioni complete e comparabili riguardo all'impatto e ai rischi ambientali per valutare i loro portafogli al di là dell'esposizione al carbonio. Un'attenzione che si limiti all'esposizione al carbonio potrebbe sortire effetti di ricaduta negativi, riorientando i flussi di investimenti verso obiettivi che comportano altri rischi ambientali. Pertanto, gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero valutare e comunicare in quale misura la metodologia dell'indice di riferimento tiene conto delle considerazioni relative alla sostenibilità (ambientale, sociale e di governance).
(10 ter) Pertanto, tutti gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero includere nelle apposite metodologie indicatori chiave di efficienza delle risorse, che, oltre alle emissioni di CO2, contemplino altri tipi di emissioni, l'impatto sulla biodiversità, la produzione di rifiuti e l'utilizzo di energia, energia rinnovabile, materie prime, acqua e suolo, come stabilito nel quadro di monitoraggio della Commissione per l'economia circolare, nel piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare e nella risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2015 sull'efficienza delle risorse: transizione verso un'economia circolare.
(10 quater) Come proposto dal gruppo di esperti ad alto livello della Commissione sulla finanza sostenibile, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) dovrebbe includere riferimenti a obiettivi ambientali, sociali e di governance (ESG) e considerazioni relative alla sostenibilità nelle sue linee guida sulla dichiarazione sull'indice di riferimento. L'ESMA, di concerto con il Gruppo consultivo europeo sull'informativa finanziaria (EFRAG), dovrebbe elaborare linee guida per gli amministratori di indici di riferimento al fine di integrare gli indicatori riguardanti l'economia circolare nelle metodologie degli indici di riferimento.
(11) In assenza di un quadro armonizzato che assicuri l'accuratezza e l'integrità delle principali categorie di indici di riferimento utilizzati per i portafogli di investimento individuali o collettivi, le divergenze negli approcci degli Stati membri potrebbero ostacolare il corretto funzionamento del mercato interno.
(11) In assenza di un quadro armonizzato che assicuri l'accuratezza e l'integrità degli indici di riferimento utilizzati per i portafogli di investimento individuali o collettivi, le divergenze negli approcci degli Stati membri potrebbero ostacolare il corretto funzionamento del mercato interno.
(12) Pertanto, al fine di mantenere il buon funzionamento del mercato interno, per migliorarne le condizioni di funzionamento e per garantire un livello elevato di protezione dei consumatori e degli investitori, è opportuno adeguare il regolamento (UE) 2016/1011 in modo da stabilire un quadro normativo per gli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio armonizzati a livello dell'Unione.
(12) Pertanto, al fine di mantenere il buon funzionamento del mercato interno, per migliorarne le condizioni di funzionamento e per garantire un livello elevato di protezione dei consumatori e degli investitori, è opportuno adeguare il regolamento (UE) 2016/1011 in modo da stabilire un quadro normativo per includere gli indicatori relativi all'economia circolare nelle metodologie degli indici di riferimento a livello dell'Unione.
(13) È inoltre necessario introdurre una chiara distinzione tra indici di basse emissioni di carbonio e indici di impatto positivo in termini di carbonio. Mentre le attività sottostanti di un indice di riferimento di basse emissioni di carbonio dovrebbero essere selezionate con l'obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio del portafoglio cui si riferisce tale indice rispetto a quello cui si riferisce l'indice standard, un indice di impatto positivo in termini di carbonio dovrebbe includere solo componenti le cui emissioni evitate superano quelle prodotte.
(13) Se, da un lato, è necessario includere gli indicatori relativi all'economia circolare in tutte le metodologie degli indici di riferimento, dall'altro si dovrebbe introdurre una categoria di indici di riferimento di impatto positivo. Le attività sottostanti di un indice di riferimento di impatto positivo dovrebbero includere solo componenti il cui impatto netto basato su indicatori armonizzati relativi all'economia circolare è positivo.
(14) Ciascuna impresa le cui attività sono selezionate come attività sottostanti di un indice di riferimento di impatto positivo dovrebbe risparmiare più emissioni di carbonio di quante ne produce, ed avere quindi un impatto positivo sull'ambiente. I gestori di attività e portafogli che affermano di perseguire una strategia di investimento compatibile con l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici dovrebbero pertanto utilizzare indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio.
(14) Ciascuna impresa le cui attività sono selezionate come attività sottostanti di un indice di riferimento di impatto positivo dovrebbe avere un impatto netto positivo sull'ambiente. I gestori di attività e portafogli che affermano di perseguire una strategia di investimento sostenibile dovrebbero pertanto utilizzare indici di riferimento di impatto positivo.
(15) Diversi amministratori affermano che i loro indici di riferimento perseguono obiettivi ambientali, sociali e di governance ("ESG"). Tuttavia, gli utilizzatori di tali indici di riferimento non sempre dispongono delle informazioni necessarie sulla misura in cui la metodologia di tali amministratori di indici di riferimento tiene conto degli obiettivi ESG. Le informazioni esistenti, inoltre, sono spesso frammentarie e impediscono un effettivo confronto ai fini di investimenti transfrontalieri. Per consentire agli operatori di mercato di compiere scelte informate, gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero essere tenuti a comunicare in che modo la loro metodologia tiene conto dei fattori ESG per ciascun indice di riferimento o famiglia di indici di riferimento di cui si afferma che perseguono obiettivi ESG. Tali informazioni dovrebbero anche essere comunicate nella dichiarazione sull'indice di riferimento. Gli amministratori di indici di riferimento che non promuovono o prendono in considerazione obiettivi ESG non dovrebbero essere soggetti a tale obbligo di comunicazione.
(15) Gli utilizzatori degli indici di riferimento non sempre dispongono delle informazioni necessarie sulla misura in cui la metodologia degli amministratori di indici di riferimento tiene conto dei rischi e dell'impatto ESG. Le informazioni esistenti sono spesso frammentarie e impediscono un effettivo confronto ai fini di investimenti transfrontalieri. Per consentire agli operatori di mercato di compiere scelte informate, tutti gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero essere tenuti a comunicare in che modo la loro metodologia include gli indicatori relativi all'economia circolare per ciascun indice di riferimento. Tali informazioni dovrebbero essere comunicate nella dichiarazione sull'indice di riferimento.
(16) Per gli stessi motivi, anche gli amministratori di indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio dovrebbero rendere pubblica la metodologia utilizzata nei loro calcoli. Tali informazioni dovrebbero descrivere il modo in cui le attività sottostanti sono state selezionate e ponderate e quali attività sono state escluse e per quale motivo. Gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero anche specificare il modo in cui gli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio differiscono dall'indice standard sottostante, in particolare in termini di ponderazioni applicabili, capitalizzazione di mercato e performance finanziaria delle attività sottostanti. Per valutare in che modo l'indice di riferimento contribuisce agli obiettivi ambientali, l'amministratore dovrebbe rendere pubblico in che modo sono stati misurati l'impronta di carbonio e le riduzioni di carbonio delle attività sottostanti, i rispettivi valori, compresa l'impronta di carbonio totale dell'indice di riferimento, e il tipo e la fonte dei dati utilizzati. Per consentire ai gestori di attività di scegliere l'indice di riferimento più adatto alla loro strategia di investimento, gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero spiegare la logica alla base dei parametri della loro metodologia e spiegare in che modo l'indice di riferimento contribuisce agli obiettivi ambientali, compreso il suo impatto in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici. Le informazioni rese pubbliche dovrebbero inoltre includere dettagli sulla frequenza delle revisioni e la procedura seguita.
(16) Per gli stessi motivi, anche gli amministratori di indici di riferimento di impatto positivo dovrebbero rendere pubblica la metodologia utilizzata nei loro calcoli. Tali informazioni dovrebbero descrivere il modo in cui le attività sottostanti sono state selezionate e ponderate e quali attività sono state escluse e per quale motivo. Gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero anche specificare il modo in cui gli indici di riferimento di impatto positivo differiscono dall'indice standard sottostante, in particolare in termini di ponderazioni applicabili, capitalizzazione di mercato e performance finanziaria delle attività sottostanti. Per valutare in che modo l'indice di riferimento contribuisce agli obiettivi ambientali, l'amministratore dovrebbe rendere pubblico in che modo sono stati misurati l'impatto e i rischi ambientali delle attività sottostanti, i rispettivi valori, compresa l'impronta ambientale totale dell'indice di riferimento, e il tipo e la fonte dei dati utilizzati. Per consentire ai gestori di attività di scegliere l'indice di riferimento più adatto alla loro strategia di investimento, gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero spiegare la logica alla base dei parametri della loro metodologia e spiegare in che modo l'indice di riferimento contribuisce agli obiettivi ambientali. Le informazioni rese pubbliche dovrebbero inoltre includere dettagli sulla frequenza delle revisioni e la procedura seguita.
(17) Inoltre, l'amministratore di indici di impatto positivo in termini di carbonio dovrebbe rendere noto l'impatto positivo in termini di carbonio di ogni attività sottostante inserita negli indici di riferimento, specificando il metodo utilizzato per stabilire se le riduzioni delle emissioni sono superiori all'impronta di carbonio delle attività di investimento.
(17) Inoltre, l'amministratore di indici di impatto positivo dovrebbe rendere noto l'impatto ambientale positivo di ogni attività sottostante inserita negli indici di riferimento, specificando il metodo utilizzato per stabilire se l'impatto ambientale netto è positivo.
(18) Per assicurare la continua aderenza all'obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici selezionato, gli amministratori di indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e di indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio dovrebbero riesaminare periodicamente le loro metodologie e informare gli utilizzatori delle procedure applicabili per qualsiasi modifica sostanziale. Quando introducono una modifica sostanziale, gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero indicare le ragioni della modifica e spiegare in che modo la modifica è coerente con gli obiettivi iniziali dell'indice di riferimento.
(18) Per assicurare l'accuratezza delle informazioni per gli investitori, gli amministratori di indici di riferimento di impatto positivo dovrebbero riesaminare periodicamente le loro metodologie e informare gli utilizzatori delle procedure applicabili per qualsiasi modifica sostanziale. Quando introducono una modifica sostanziale, gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero indicare le ragioni della modifica e spiegare in che modo la modifica è coerente con gli obiettivi iniziali dell'indice di riferimento.
(19) Per migliorare la trasparenza e garantire un adeguato livello di armonizzazione, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti in conformità all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea per precisare ulteriormente il contenuto minimo degli obblighi di comunicazione cui gli amministratori di indici di riferimento che tengono conto degli obiettivi ESG dovrebbero essere soggetti, e per specificare le norme minime per l'armonizzazione della metodologia degli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e di impatto positivo in termini di carbonio, compreso il metodo per il calcolo delle emissioni di carbonio e delle riduzioni di carbonio associate alle attività sottostanti, tenendo conto dei metodi per misurare l'impronta ambientale dei prodotti e delle organizzazioni di cui al punto 2, lettera a) e b), della raccomandazione 2013/179/UE della Commissione31. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
(19) Per migliorare la trasparenza e garantire un adeguato livello di armonizzazione, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti in conformità all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea per precisare ulteriormente il contenuto minimo degli obblighi di comunicazione cui gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero essere soggetti, e per specificare le norme minime per l'armonizzazione del processo di inclusione degli indicatori relativi all'economia circolare nella metodologia degli indici di riferimento, compreso il metodo per il calcolo dell'impatto ambientale netto associato alle attività sottostanti, tenendo conto dei metodi per misurare l'impronta ambientale dei prodotti e delle organizzazioni di cui al punto 2, lettera a) e b), della raccomandazione 2013/179/UE della Commissione31 nonché degli indicatori relativi all'economia circolare stabiliti nella piattaforma di monitoraggio dell'economia circolare della Commissione e nel piano d'azione della Commissione per l'economia circolare. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
31 Raccomandazione 2013/179/UE della Commissione, del 9 aprile 2013, relativa all'uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni (GU L 124 del 4.5.2013, pag. 1).
Regolamento (UE) n. 2016/1011
Articolo 3 – paragrafo 1 – punto 23 bis
(23 bis) "indice di riferimento di basse emissioni di carbonio": un indice di riferimento in cui le attività sottostanti, ai fini del punto 1), lettera b), punto ii), del presente paragrafo, sono scelte in modo che il portafoglio cui l'indice si riferisce presenti meno emissioni rispetto alle attività comprese in un indice di riferimento standard ponderato per il capitale, e che è costruito in conformità con le norme stabilite negli atti delegati di cui all'articolo 19 bis, paragrafo 2;
(23 bis) "indice di riferimento di impatto ambientale positivo": un indice di riferimento in cui le attività sottostanti, ai fini del punto 1), lettera b), punto ii), del presente paragrafo, sono scelte in base alla loro impronta ambientale positiva netta, e che è costruito in conformità con le norme stabilite negli atti delegati di cui all'articolo 19 bis, paragrafo 2;
Articolo 3 – paragrafo 1 – punto 23 ter
(23 ter) "indice di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio": un indice di riferimento in cui le attività sottostanti, ai fini del punto 1), lettera b), punto ii), del presente paragrafo, sono scelte in base al fatto che le riduzioni di emissioni di carbonio da esse consentite sono superiori all'impronta di carbonio delle attività, e che è costruito in conformità con le norme stabilite negli atti delegati di cui all'articolo 19 bis, paragrafo 2;
d) una spiegazione del modo in cui gli elementi chiave della metodologia di cui alla lettera a) riflettono i fattori ambientali, sociali o di governance ("ESG") per ciascun indice di riferimento o famiglia di indici di riferimento che persegue o prende in considerazione obiettivi ESG;
d) una spiegazione del modo in cui gli elementi chiave della metodologia di cui alla lettera a) riflettono i fattori ambientali, sociali o di governance ("ESG"), inclusi gli indicatori fondamentali relativi all'economia circolare, tra cui le emissioni di CO2 e di altro tipo, l'impatto sulla biodiversità, la produzione di rifiuti e l'utilizzo di energia, energia rinnovabile, materie prime, acqua e suolo, quali indicati nel quadro di monitoraggio della Commissione per l'economia circolare;
Articolo 13 – paragrafo 2 bis
2 bis. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 49 per specificare ulteriormente il contenuto minimo della spiegazione di cui al paragrafo 1) lettera d).
2 bis. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 49 per specificare ulteriormente il contenuto minimo della spiegazione di cui al paragrafo 1) lettera d), nonché aggiornare le linee guida sulla dichiarazione sull'indice di riferimento di cui all'articolo 27, paragrafo 2 bis, affinché includano riferimenti alle considerazioni ESG e relative alla sostenibilità.
Titolo III – capo 3 bis – titolo
Indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio
Indici di riferimento di impatto ambientale positivo
Articolo 19 bis – paragrafo 1
(1) I requisiti di cui all'allegato III si applicano alla fornitura di indici di riferimento di basse emissioni di carbonio o di indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio e alla contribuzione a tali indici, in aggiunta ai, o in sostituzione dei, requisiti di cui ai Titoli II, III e IV.
(1) I requisiti di cui all'allegato III si applicano alla fornitura di indici di riferimento di impatto ambientale positivo e alla contribuzione a tali indici, in aggiunta ai, o in sostituzione dei, requisiti di cui ai Titoli II, III e IV.
Articolo 19 bis – paragrafo 2 – parte introduttiva
(2) Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 49 per specificare ulteriormente le norme minime per gli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e per gli indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio compresi:
(2) Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 49 per specificare ulteriormente le norme minime per gli indici di riferimento di impatto ambientale positivo in linea con gli impegni dell'accordo di Parigi quale attuato nel diritto dell'Unione, compresi:
Articolo 19 bis – paragrafo 2 – lettera c
(c) il metodo per il calcolo delle emissioni di carbonio e delle riduzioni di carbonio associati alle attività sottostanti.
(c) il metodo per il calcolo delle emissioni di carbonio e di altro tipo, dell'impatto sulla biodiversità, della produzione di rifiuti e dell'utilizzo di energia, energia rinnovabile, materie prime, acqua e suolo associati alle attività sottostanti.
Articolo 27 – paragrafo 2 bis
2 bis. Per ciascun requisito di cui al paragrafo 2, la dichiarazione sull'indice di riferimento contiene una spiegazione del modo in cui i fattori ambientali, sociali e di governance si riflettono in ciascun indice di riferimento o famiglia di indici di riferimento forniti e pubblicati o che perseguono o tengono conto di obiettivi ESG.
2 bis. Per ciascun requisito di cui al paragrafo 2, la dichiarazione sull'indice di riferimento contiene una spiegazione del modo in cui i fattori ambientali, sociali e di governance si riflettono in ciascun indice di riferimento o famiglia di indici di riferimento forniti e pubblicati.
Articolo 27 – paragrafo 2 ter
2 ter. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 49 per specificare ulteriormente le informazioni di cui al paragrafo 2 bis.
2 ter. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 49 per specificare ulteriormente le informazioni di cui al paragrafo 2 bis al fine di aggiornare le linee guida sulla dichiarazione sull'indice di riferimento affinché includano riferimenti alle considerazioni ESG e relative alla sostenibilità.
Allegato – sottotitolo 1
Indici di riferimento di impatto positivo
Allegato – sottotitolo 2
Metodologia per gli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio
Metodologia per gli indici di riferimento di impatto positivo
Allegato – punto 1 – parte introduttiva
1. L'amministratore di un indice di riferimento di basse emissioni di carbonio formalizza, documenta e rende pubblica ogni metodologia utilizzata per il calcolo dell'indice di riferimento di basse emissioni di carbonio, descrivendo i seguenti elementi:
1. L'amministratore di un indice di riferimento di impatto positivo formalizza, documenta e rende pubblica ogni metodologia utilizzata per il calcolo degli indicatori relativi all'economia circolare, descrivendo i seguenti elementi:
Allegato – punto 1 – lettera a
(a) l'elenco delle attività sottostanti utilizzate per il calcolo dell'indice di riferimento di basse emissioni di carbonio;
(a) l'elenco delle attività sottostanti utilizzate per il calcolo dell'impatto positivo netto;
Allegato – punto 1 – lettera c
(c) i criteri applicati per escludere attività o società associati a un livello di impronta di carbonio o un livello di riserve di combustibili fossili che sono incompatibili con l'inclusione nell'indice di riferimento di basse emissioni di carbonio
(c) i criteri applicati per escludere attività o società aventi un impatto ambientale negativo netto e quindi incompatibili con l'inclusione nell'indice di riferimento di impatto positivo;
Allegato – punto 1 – lettera d
(d) i criteri e i metodi con cui l'indice di riferimento di basse emissioni di carbonio misura l'impronta di carbonio e le riduzioni di carbonio associate alle attività sottostanti del portafoglio cui si riferisce l'indice;
(d) i criteri e i metodi con cui l'indice di riferimento di impatto positivo misura l'impatto ambientale associato alle attività sottostanti del portafoglio cui si riferisce l'indice;
Allegato – punto 1 – lettera e
(e) lo scostamento tra l'indice di riferimento di basse emissioni di carbonio e l'indice standard;
(e) lo scostamento tra l'indice di riferimento di impatto positivo e l'indice standard;
Allegato – punto 1 – lettera f
(f) la riponderazione positiva delle attività a basse emissioni di carbonio nell'indice di riferimento di basse emissioni rispetto all'indice standard e la spiegazione dei motivi per cui è necessaria al fine di tener conto degli obiettivi prescelti dall'indice di basse emissioni di carbonio;
(f) la riponderazione positiva delle attività aventi un impatto ambientale positivo nell'indice di riferimento rispetto all'indice standard e la spiegazione dei motivi per cui è necessaria al fine di tener conto degli obiettivi prescelti dall'indice di impatto positivo;
Allegato – punto 1 – lettera g
(g) il rapporto tra il valore di mercato dei titoli contemplati dall'indice di riferimento di basse emissioni di carbonio e il valore di mercato dei titoli dell'indice standard;
(g) il rapporto tra il valore di mercato dei titoli contemplati dall'indice di riferimento di impatto positivo e il valore di mercato dei titoli dell'indice standard;
Allegato – punto 1 – lettera h – parte introduttiva
(h) il tipo e la fonte dei dati di input utilizzati per la selezione delle attività o delle società ammissibili per l'indice di basse emissioni di carbonio, tra cui:
(h) il tipo e la fonte dei dati di input utilizzati per la selezione delle attività o delle società ammissibili per l'indice di impatto positivo, tra cui:
Allegato – punto 1 – lettera h – punto v bis (nuovo)
v bis) l'impatto basato su altri indicatori relativi all'economia circolare, quali indicati nel quadro di monitoraggio della Commissione per l'economia circolare e nel piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare, tra cui l'impatto sulla biodiversità, la produzione di rifiuti e l'utilizzo di energia, energia rinnovabile, materie prime, acqua e suolo.
Allegato – punto 1 – lettera i
(i) l'esposizione totale all'impronta di carbonio del portafoglio cui si riferisce l'indice e l'impatto stimato sulla mitigazione dei cambiamenti climatici della strategia a basse emissioni di carbonio perseguita dall'indice di riferimento;
(i) l'impatto ambientale netto totale del portafoglio cui si riferisce l'indice e l'impatto stimato sull'ambiente della strategia perseguita dall'indice di riferimento;
Allegato – punto 1 – lettera j
(j) il motivo dell'adozione di una particolare strategia o di un particolare obiettivo in relazione alla metodologia a basse emissioni di carbonio e la spiegazione del perché la metodologia sia adatta a calcolare gli obiettivi relativi alle basse emissioni di carbonio dell'indice di riferimento;
(j) il motivo dell'adozione di una particolare strategia in relazione alla metodologia ambientale o di un particolare obiettivo di sostenibilità e la spiegazione del perché la metodologia sia adatta a calcolare gli obiettivi relativi all'impatto ambientale e alla sostenibilità dell'indice di riferimento;
Allegato – sottotitolo 3
Metodologia per gli indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio
Ulteriore metodologia per gli indici di riferimento di impatto positivo
2. In aggiunta agli obblighi applicabili all'amministratore di un indice di riferimento di basse emissioni di carbonio, l'amministratore di un indice di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio, rende pubblico l'impatto positivo in termini di carbonio di ogni attività sottostante inclusa nell'indice di riferimento e specifica la formula o il calcolo utilizzati per determinare se la riduzione delle emissioni è superiore all'impronta di carbonio delle attività di investimento o della società ("quoziente di impatto positivo in termini di carbonio").
2. In aggiunta agli obblighi sopra menzionati, l'amministratore di un indice di riferimento di impatto positivo rende pubblico l'impatto ambientale positivo di ogni attività sottostante inclusa nell'indice di riferimento e specifica la formula o il calcolo utilizzati per determinare l'impatto netto.
Allegato – punto 3 – parte introduttiva
3. Gli amministratori di indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e di indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio adottano e comunicano agli utilizzatori le procedure e i motivi di ogni modifica sostanziale proposta della loro metodologia. Tali procedure devono essere coerenti con l'obiettivo prioritario che i calcoli dell'indice di riferimento riflettano costantemente gli obiettivi relativi alle basse emissioni di carbonio o all'impatto positivo in termini di carbonio. Tali procedure prevedono:
3. Gli amministratori di indici di riferimento di impatto positivo adottano e comunicano agli utilizzatori le procedure e i motivi di ogni modifica sostanziale proposta della loro metodologia. Tali procedure devono essere coerenti con l'obiettivo prioritario che i calcoli dell'indice di riferimento riflettano costantemente gli obiettivi relativi all'impatto positivo netto. Tali procedure prevedono:
Allegato – punto 4
4. Gli amministratori di indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e di indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio esaminano regolarmente le loro metodologie al fine di assicurare che rispecchino in maniera affidabile i pertinenti obiettivi relativi alle basse emissioni di carbonio o all'impatto positivo in termini di carbonio e si dotano di una procedura che consenta di tenere conto delle opinioni degli utilizzatori pertinenti.
4. Gli amministratori di indici di riferimento di impatto positivo esaminano regolarmente le loro metodologie al fine di assicurare che rispecchino in maniera affidabile gli obiettivi dichiarati e si dotano di una procedura che consenta di tenere conto delle opinioni degli utilizzatori pertinenti.

References: Articolo 3

Articolo 3

Articolo 13

Articolo 19

Articolo 19

Articolo 19

Articolo 27

Articolo 27