Source: http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/10031dl.htm
Timestamp: 2016-08-25 06:16:16+00:00

Document:
Dlgs 31/2010 - Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'es...
"Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche' misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 marzo 2010, n. 55 - Supplemento Ordinario n. 45
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la legge 23 luglio 2009, n. 99, recante "Disposizioni per lo
sviluppo e l 'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in
materia di energia" ed in particolare, l'articolo 25 Vista la legge 31 dicembre 1962, n. 1860, concernente "Impiego
pacifico dell'energia nucleare", e successive modificazioni; Vista la legge 2 agosto 1975, n. 393 recante "Norme sulla
localizzazione delle centrali elettronucleari e sulla produzione e
sull'impiego di energia elettrica"; Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive
modificazioni; Vista la legge 14 novembre 1995, n. 481, recante "Norme per la
concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilit�.
Istituzione delle autorit� di regolazione dei servizi di pubblica
utilit�"; Vista la legge 7 giugno 2000, n. 150, recante "Disciplina delle
attivit� di informazione e di comunicazione delle pubbliche
amministrazioni"; Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27
settembre 2000 recante "Direttiva sul programma delle iniziative di
informazione e comunicazione istituzionale delle Amministrazioni
dello Stato, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 256 del 2000"; Visto il decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, recante
in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi", e
successive modificazioni; Vista la legge 23 agosto 2004, n. 239 di "Riordino del settore
energetico nonche' delega al Governo per il riassetto delle
disposizioni vigenti in materia di energia; Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195 di attuazione
ambientale; Vista la legge 16 dicembre 2005, n. 282, "Ratifica della
Convenzione congiunta in materia di sicurezza della gestione del
combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, fatta a Vienna il 5
settembre 1997"; Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante "Norme
in materia ambientale"; Visto il decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 52, recante
"Attuazione della direttiva 2003/122/CE Euratom sul controllo delle
sorgenti radioattive sigillate ad alta attivit� e delle sorgenti
orfane"; Visto il decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, recante
"Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia
ambientale"; Visto l'art. 7 del decreto-legge 23 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; Vista la direttiva 2009/71/Euratom del Consiglio del 25 giugno 2009
che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare degli
impianti nucleari; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella seduta del 22 dicembre 2009; Vista la deliberazione, adottata nella riunione del Consiglio dei
Ministri del 22 gennaio 2010, relativa alla procedura in via di
urgenza, a norma dell'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281; Preso atto che la seduta del 27 gennaio 2010 della Conferenza
n. 281, e successive modifiche e integrazioni, al cui ordine del
giorno era iscritto il presente decreto legislativo, non si e'
tenuta; Acquisito il parere del Consiglio di Stato nell'Adunanza della
Sezione consultiva per gli atti normativi dell' 8 febbraio 2010; Ritenuto di adeguare il testo alle osservazioni del Consiglio di
Stato tenendo conto di quanto rappresentato in ordine all'attuazione
dell'articolo 25 comma 5 della legge 23 luglio 2009, n. 99 e
compatibilmente con l'esigenza di non modificare gli assetti
programmatici per le valutazioni ambientali strategiche a livello
nazionale e considerate le peculiarit� tecniche del combustibile
irraggiato e dei rifiuti radioattivi; Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
riunione del 10 febbraio 2010; Sulla Proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
mare, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il
Ministro della semplificazione normativa: Emana il seguente decreto legislativo: Articolo 1
(Oggetto) 1. Con il presente decreto si attua il riassetto della disciplina
fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio
del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi e si
definiscono: a) le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi degli
operatori per lo svolgimento nel territorio nazionale delle attivit�
di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di
cui all'articolo 2, comma 1, lettera e), nonche' per l'esercizio
delle strutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei
rifiuti radioattivi ubicate nello stesso sito dei suddetti impianti e
ad essi direttamente connesse; b) il Fondo per la disattivazione degli impianti nucleari; c) le misure compensative relative alle attivit� di costruzione e
di esercizio degli impianti di cui alla lettera a), da corrispondere
in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel
territorio circostante il sito e degli enti locali interessati; d) la disciplina della localizzazione del Deposito nazionale,
connesso ad un Parco Tecnologico comprensivo di un Centro di studi e
sperimentazione, destinato ad accogliere i rifiuti radioattivi
provenienti da attivit� pregresse e future di impianti nucleari e
similari, nel territorio nazionale; e) le procedure autorizzative per la costruzione e l'esercizio del
Deposito nazionale e del Parco Tecnologico; f) le misure compensative relative alle attivit� di esercizio del
Deposito nazionale, da corrispondere in favore delle persone
residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il sito
e degli enti locali interessati; g) un programma per la definizione e la realizzazione di una
"Campagna di informazione nazionale in materia di produzione di
energia elettrica da fonte nucleare"; h) le sanzioni irrogabili in caso di violazione delle norme
prescrittive di cui al presente decreto. Articolo 2
(Definizioni) 1. Ai fini del presente decreto valgono le seguenti definizioni: a) "Agenzia" e' l'Agenzia per la sicurezza nucleare di cui all'art.
29 della legge 23 luglio 2009, n. 99; b) "area idonea" e' la porzione di territorio nazionale rispondente
alle caratteristiche ambientali e tecniche ed ai relativi parametri
di riferimento che qualificano l'idoneit� all'insediamento di
impianti nucleari; c) "sito" e' la porzione dell'area idonea che viene certificata per
l'insediamento di uno o pi� impianti nucleari; d) "Conferenza unificata" e' la Conferenza prevista all'art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e successive modifiche ed
integrazioni; e) "impianti nucleari" sono gli impianti di produzione di energia
elettrica di origine nucleare e gli impianti di fabbricazione del
combustibile nucleare, realizzati nei siti, comprensivi delle opere
connesse e delle relative pertinenze, ivi comprese le strutture
ubicate nello stesso sito per lo stoccaggio del combustibile
irraggiato e dei rifiuti radioattivi direttamente connesse
all'impianto nucleare, le infrastrutture indispensabili all'esercizio
degli stessi, le opere di sviluppo e adeguamento della rete elettrica
di trasmissione nazionale necessarie all'immissione in rete
dell'energia prodotta, le eventuali vie di accesso specifiche; f) "operatore" e' la persona fisica o giuridica o il consorzio di
persone fisiche o giuridiche che manifesta l'interesse ovvero e'
titolare di autorizzazione alla realizzazione ed esercizio di un
impianto nucleare; g) "AIEA" e' l'Agenzia internazionale per l'energia atomica delle
Nazioni Unite, con sede a Vienna; h) "AEN-OCSE" e' l'Agenzia per l'energia nucleare presso l'OCSE,
con sede a Parigi. i) "deposito nazionale" e' il deposito nazionale destinato allo
smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi a bassa e
media attivit� derivanti da attivit� industriali, di ricerca e
medico-sanitarie e dalla pregressa gestione di impianti nucleari ed
all'immagazzinamento, a titolo provvisorio di lunga durata, dei
rifiuti ad alta attivit� e del combustibile irraggiato provenienti
dall'esercizio di impianti nucleari, compresi i rifiuti derivanti
dalla pregressa gestione di impianti nucleari. l) "Strategia nucleare" indica il documento programmatico del
Governo con il quale sono delineati gli obiettivi strategici in
materia nucleare. Articolo 3 (Strategia del Governo in materia nucleare) 1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello
sviluppo economico, che pu� avvalersi dell'Agenzia, di concerto con
Ministro dell'istruzione, dell'universit� e della ricerca, adotta un
documento programmatico, con il quale sono delineati gli obiettivi
strategici in materia nucleare, tra i quali, in via prioritaria, la
protezione dalle radiazioni ionizzanti e la sicurezza nucleare. Il
documento indica la potenza complessiva ed i tempi attesi di
costruzione e di messa in esercizio degli impianti nucleari da
realizzare, gli interventi in materia di ricerca e formazione, valuta
il contributo dell'energia nucleare in termini di sicurezza e
diversificazione energetica, riduzione delle emissioni inquinanti ed
emissioni di gas ad effetto serra, benefici economici e sociali e
delinea le linee guida del processo di realizzazione. 2. La Strategia nucleare costituisce parte integrante della
strategia energetica nazionale di cui all'art. 7 del decreto-legge 25
agosto 2008, n. 133. 3. La Strategia nucleare indica, in particolare: a) l'affidabilit� dell'energia nucleare, in termini di sicurezza
nucleare ambientale e degli impianti, di eventuale impatto sulla
radioprotezione della popolazione e nei confronti dei rischi di
proliferazione; b) i benefici, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti,
derivanti dall'introduzione di una quota significativa di energia
nucleare nel contesto energetico nazionale; c) gli obiettivi di capacit� di potenza elettrica che si intende
installare in rapporto ai fabbisogni energetici nazionali ed i
relativi archi temporali; d) il contributo che si intende apportare, attraverso il ricorso
all'energia nucleare, in quanto tecnologia a basso tenore di
carbonio, al raggiungimento degli obiettivi ambientali assunti in
sede europea nell'ambito del pacchetto clima energia nonche' alla
riduzione degli inquinanti chimico-fisici; e) il sistema di alleanze e cooperazioni internazionali e la
capacit� dell'industria nazionale ed internazionale di soddisfare
gli obiettivi del programma; f) gli orientamenti sulle modalit� realizzative tali da conseguire
obiettivi di efficienza nei tempi e nei costi e fornire strumenti di
garanzia, anche attraverso la formulazione o la previsione di
emanazione di specifici indirizzi; g) gli indirizzi in materia di gestione dei rifiuti radioattivi e
di disattivazione degli impianti a fine vita, per i nuovi
insediamenti e per gli impianti dismessi; h) i benefici attesi per il sistema industriale italiano e i
parametri delle compensazioni per popolazione e sistema delle
imprese; i) la capacit� di trasmissione della rete elettrica nazionale, con
l'eventuale proposta di adeguamenti della stessa al fine di soddisfare l'obiettivo
prefissato di potenza da installare; l) gli obiettivi in materia di approvvigionamento, trattamento e
arricchimento del combustibile nucleare. TITOLO II
(Procedimento unico per la localizzazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti nucleari; disposizioni sui benefici economici per le persone residenti, gli enti locali e le imprese; disposizioni sulla disattivazione degli impianti)
(Autorizzazione degli impianti nucleari) 1. La costruzione e l'esercizio degli impianti nucleari sono
considerate attivit� di preminente interesse statale e come tali
soggette ad autorizzazione unica che viene rilasciata, su istanza
dell'operatore e previa intesa con la Conferenza unificata, con
decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, secondo quanto
previsto nel presente decreto legislativo. Articolo 5 (Requisiti degli operatori) 1. Gli operatori, anche in forma associata, devono essere in
possesso delle capacit� tecniche e professionali richieste dalle
vigenti disposizioni, anche in materia di sicurezza, nonche' disporre
di adeguate risorse umane e finanziarie, comprovati in relazione alle
attivit� da realizzare, comprese le attivit� di progettazione,
costruzione ed esercizio degli impianti nucleari, stoccaggio e
gestione dei rifiuti radioattivi, anche nel rispetto delle
raccomandazioni formulate dall'AIEA. 2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da
emanarsi entro 30 giorni dall'emanazione della delibera CIPE di cui
all'articolo 26, comma 2, della legge 23 luglio 2009, n. 99, sono
definiti i criteri esplicativi dei requisiti di cui al comma 1,
nonche' le modalit� per la dimostrazione del possesso dei requisiti
stessi. 3. Non possono comunque essere autorizzati allo svolgimento delle
attivit� di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli
impianti i soggetti: a) che si trovano in stato di fallimento, di liquidazione coatta,
di concordato preventivo, o nei cui riguardi sia in corso un
procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni; b) nei cui confronti e' pendente procedimento per l'applicazione di
una delle misure di prevenzione di cui all'articolo 3 della legge 27
dicembre 1956, n. 1423 o di una delle cause ostative previste
dall'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575; l'esclusione e
il divieto operano se la pendenza del procedimento riguarda il
titolare o il direttore tecnico, se si tratta di impresa individuale;
il socio o il direttore tecnico se si tratta di societ� in nome
collettivo, i soci accomandatari o il direttore tecnico se si tratta
di societ� in accomandita semplice, gli amministratori muniti di
poteri di rappresentanza o il direttore tecnico, se si tratta di
altro tipo di societ�; c) nei cui confronti e' stata pronunciata sentenza di condanna
passata in giudicato, o emesso decreto penale di condanna divenuto
irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su
richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale,
per reati gravi in danno dello Stato che incidono sulla moralit�
professionale; e' comunque causa di esclusione la condanna, con
sentenza passata in giudicato, per uno o pi� reati di partecipazione
a un'organizzazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio;
l'esclusione e il divieto operano se la sentenza o il decreto sono
stati emessi nei confronti: del titolare o del direttore tecnico se
si tratta di impresa individuale; del socio o del direttore tecnico,
se si tratta di societ� in nome collettivo; dei soci accomandatari o
del direttore tecnico se si tratta di societ� in accomandita
semplice; degli amministratori muniti di potere di rappresentanza o
del direttore tecnico se si tratta di altro tipo di societ� o
consorzio; d) che hanno violato il divieto di intestazione fiduciaria posto
all'articolo 17 della legge 19 marzo 1990, n. 55; e) che hanno commesso violazioni, definitivamente accertate,
rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse,
secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono
stabiliti; f) che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate,
alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali,
secondo la legislazione italiana o dello Stato in cui sono stabiliti. 4. L'operatore attesta l'insussistenza delle condizioni ostative di
cui al comma 3 mediante dichiarazione sostitutiva in conformit� alle
2000, n. 445, in cui indica anche le eventuali condanne per le quali
abbia beneficiato della non menzione. 5. Ai fini degli accertamenti relativi alle condizioni ostative di
cui al comma 3, si applica l'articolo 43, del decreto del Presidente
della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Articolo 6 (Programmi di intervento degli operatori) 1. Gli operatori di cui all'articolo 5, di propria iniziativa o su
richiesta del Ministero dello sviluppo economico, presentano al
predetto Ministero il proprio programma di intervento per lo sviluppo
di impianti nucleari, tenendo conto delle linee programmatiche
individuate dal Governo ai sensi dell'articolo 3 e delle delibere
CIPE di cui all'articolo 26 della legge 23 luglio 2009, n. 99. Il
Ministero dello sviluppo economico, valutato il possesso dei
requisiti da parte dell'operatore, trasmette copia del programma al
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ed
al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Al programma di
intervento, che non riguarda la localizzazione degli impianti, si
applicano le disposizioni in materia di accesso agli atti, di cui
alla legge 7 agosto 1990 n. 241, e al decreto legislativo 19 agosto
2005, n. 195. Articolo 7 (Disposizioni per la verifica tecnica dei requisiti degli impianti nucleari) 1. Gli operatori che intendono proporre la realizzazione di
impianti nucleari, richiedono all'Agenzia l'effettuazione delle
verifiche per la predisposizione del rapporto preliminare di
sicurezza, dandone contestuale informazione al Ministero dello
sviluppo economico. L'Agenzia accerta la rispondenza degli impianti
ai migliori standard di sicurezza internazionali definiti dall'AIEA,
alle linee guida ed alle migliori pratiche raccomandate
dall'AEN-OCSE; le approvazioni relative ai requisiti e alle
specifiche tecniche di impianti nucleari, gi� concesse negli ultimi
dieci anni dalle Autorit� competenti di Paesi membri dell'Agenzia
per l'energia nucleare dell'Organizzazione per la cooperazione e lo
sviluppo economico (AEN-OCSE) o dalle autorit� competenti di Paesi
con i quali siano definiti accordi bilaterali di cooperazione
tecnologica e industriale nel settore nucleare, previa approvazione
dell'Agenzia, sono considerate valide in Italia. Entro 90 giorni
dalla trasmissione della richiesta, l'Agenzia effettua le verifiche
richieste e trasmette le proprie determinazioni all'operatore
richiedente e, per conoscenza, al Ministero dello sviluppo economico. Articolo 8 (Definizione delle caratteristiche delle aree idonee alla localizzazione degli impianti nucleari) 1. L'individuazione delle aree potenziamente destinate alla
localizzazione degli impianti nucleari segue i criteri tecnici, in
linea con le migliori pratiche internazionali, atti ad assicurare
adeguati livelli di sicurezza a tutela della salute della popolazione
e della protezione dell'ambiente, oltre quanto previsto dalle vigenti
disposizioni in materia. Entro sessanta giorni dall'adozione del
documento programmatico di cui all'articolo 3 comma 1, il Ministero
e della tutela del territorio e del mare, il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti ed il Ministero per i beni e le
attivit� culturali definisce, su proposta dell'Agenzia, formulata
entro trenta giorni dall'adozione del suddetto documento
programmatico, in coerenza con lo stesso e sulla base dei contributi
e dei dati tecnico-scientifici predisposti da enti pubblici di
ricerca, ivi inclusi l'ISPRA, l'ENEA e le universit� che si
esprimono entro lo stesso termine, uno schema di parametri
esplicativi dei criteri tecnici, con particolare riferimento ai
seguenti profili: a) popolazione e fattori socio-economici; b) idrologia e risorse idriche; c) fattori meteorologici; d) biodiversit�; e) geofisica e geologia; f) valore paesaggistico; g) valore architettonico-storico; h) accessibilit�; i) sismo-tettonica; 1) distanza da aree abitate e da infrastrutture di trasporto; m) strategicit� dell'area per il sistema energetico e
caratteristiche della rete elettrica; n) rischi potenziali indotti da attivit� umane nel territorio
circostante. 2. Lo schema di cui al comma 1 e' pubblicato sui siti Internet del
Ministero dello sviluppo economico, del Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare, del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e dell'Agenzia, dando contestualmente
avviso della pubblicazione almeno su cinque quotidiani a diffusione
nazionale, affinche', nei sessanta giorni successivi alla
pubblicazione, le Regioni, gli Enti locali, nonche' i soggetti
portatori di interessi qualificati, possano formulare osservazioni e
proposte tecniche in forma scritta e non anonima, trasmettendole ad
un indirizzo di posta elettronica dell'Agenzia appositamente
indicato. Le comunicazioni sui siti internet e sui quotidiani
indicano le sedi ove possono essere consultati gli atti nella loro
interezza, le modalit�, i termini, la forma e gli indirizzi per la
formulazione delle osservazioni o proposte. La suddetta consultazione
pubblica e' svolta nel rispetto dei principi e delle previsioni di
cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241. 3. Ai fini di quanto stabilito nell'articolo 9, il Ministero dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare, il Ministero delle
attivit� culturali, adotta con proprio decreto�lo schema definitivo
dei parametri di cui al comma 1. Tale decreto e' adottato entro i
trenta giorni successivi alla conclusione della consultazione di cui
al comma 2, adeguando i parametri indicati nello schema iniziale, su
proposta dell'Agenzia formulata tenendo conto delle osservazioni
pervenute. L'eventuale mancato accoglimento delle osservazioni stesse
deve essere adeguatamente motivato. Gli esiti della consultazione
sono pubblicati sui siti Internet di cui al comma 2. Articolo 9 (Valutazione Ambientale Strategica ed integrazione della Strategia nucleare) 1. La Strategia nucleare di cui all'articolo 3, insieme ai
parametri sulle caratteristiche ambientali e tecniche delle aree
idonee ai sensi del comma 3 dell'articolo 8, e' soggetta alle
procedure di valutazione ambientale strategica ai sensi e per gli
effetti di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e
successive modificazioni, nonche' al rispetto del principio di
giustificazione di cui alla Direttiva 96/29/EURATOM del Consiglio del
13 maggio 1996. 2. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare cura lo svolgimento della consultazione pubblica, secondo i
principi e le disposizioni di cui al decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, ed iniziative volte a consentire la partecipazione al
procedimento delle popolazioni. 3. Al termine della procedura di valutazione ambientale strategica,
trasmette al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti il parere motivato, adottato di
concerto, per gli aspetti di competenza, con il Ministro per i beni e
le attivit� culturali. 4. Il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti adeguano, per le parti di
rispettiva competenza, la Strategia e le disposizioni di cui al comma
1 secondo le conclusioni della Valutazione ambientale strategica e
sottopongono gli atti cos� adeguati all'approvazione del Consiglio
dei Ministri. I testi approvati sono pubblicati sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana. Articolo 10 (Istanza per la certificazione dei siti) 1. Entro novanta giorni dalla pubblicazione di cui all'articolo 9,
comma 4, ciascun operatore interessato avvia il procedimento di
autorizzazione unica con la presentazione al Ministero dello sviluppo
economico ed all'Agenzia dell'istanza per la certificazione di uno o
pi� siti da destinare all'insediamento di un impianto nucleare. 2. Ulteriori istanze possono essere presentate entro il 30 giugno
di ciascun anno. 3. L'istanza di cui al comma 1 deve contenere per ciascun sito, a
pena di irricevibilit�, almeno i seguenti dati ed informazioni,
analiticamente identificati con decreto del Ministro dello sviluppo
del territorio e del mare e con il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, sentita l'Agenzia, da emanarsi entro 90 giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, concernenti: a) identificazione del soggetto istante, completa degli elementi
sui requisiti richiesti dall'articolo 5; b) puntuale indicazione del sito destinato all'istallazione
dell'impianto e delle titolarit� dei diritti che insistono su tale
area; c) progetto preliminare dell'impianto, recante l'indicazione della
tipologia dell'installazione, delle principali caratteristiche
tecniche, dei principi di funzionamento, nonche' la definizione della
capacit� massima installata; d) cartografia con la localizzazione del perimetro dell'impianto
nell'ambito del sito indicato; e) documentazione relativa alle indagini tecniche effettuate sulle
aree; f) documentazione relativa alla valutazione preliminare di
sicurezza di cui all'articolo 7; g) documentazione relativa alla valutazione degli effetti
ambientali; h) documentazione relativa agli strumenti di pianificazione
territoriale e di tutela ambientale e paesaggistica; i) elenco delle servit� da costituire su beni immobili di terzi
per la costruzione e l'esercizio degli impianti e delle opere
connesse; l) ogni altra documentazione tecnica necessaria a comprovare ed a
verificare la rispondenza del sito prescelto alle caratteristiche
ambientali e tecniche ed ai relativi parametri di riferimento di cui
all'articolo 8, comma 1, nonche' alla coerenza del progetto con la
Strategia nucleare. Articolo 11 (Certificazione dei siti) 1. Fatte salve le competenze degli organi preposti alla tutela
dell'ambiente secondo la normativa vigente, l'Agenzia effettua
l'istruttoria tecnica sulle singole istanze di cui all'articolo 10,
comma 1, dopo aver completato la verifica della regolarit� formale
delle istanze medesime, complete di documentazione, entro 30 giorni
della relativa ricezione. 2. L'Agenzia pu� richiedere agli operatori una sola volta
informazioni ed integrazioni in relazione ad ogni aspetto di
carattere tecnico, indicando le modalit� ed i termini per adeguarsi
a quanto richiesto. La suddetta richiesta interrompe i termini di cui
al comma 3 fino all'acquisizione degli elementi richiesti. 3. In caso di esito positivo dell'istruttoria, l'Agenzia, entro
novanta giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 1 ovvero
dal ricevimento delle informazioni e integrazioni di cui al comma 2,
rilascia la certificazione, anche con specifiche prescrizioni, per
ciascun sito proposto, previa verifica della sua rispondenza: a) alle caratteristiche ambientali e tecniche ed ai relativi
parametri di riferimento di cui all'articolo 8, comma 1, approvati ai
sensi dell'articolo 9, comma 4, b) alle scelte tecniche relative all'interazione sito-impianto, c) alla strategia nucleare di cui all'articolo 3, con riguardo alla
capacit� produttiva dell'impianto, ai tempi di realizzazione ed
entrata in esercizio previsti e alle tecnologie proposte. 4. L'Agenzia trasmette le certificazioni dei siti al Ministero
dello sviluppo economico, al Ministero dell'ambiente della tutela del
territorio e del mare ed al Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti. 5. Il Ministro dello sviluppo economico, entro trenta giorni,
sottopone ciascuno dei siti certificati all'intesa della Regione
interessato. 6. In caso di mancata definizione dell'intesa di cui al comma 5
entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento della richiesta
designati in modo da assicurare una composizione paritaria,
rispettivamente, dal Ministero dello sviluppo economico, dal
dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da un lato, e
dalla Regione, dall'altro, che assicura la presenza di un
rappresentante del comune interessato. Le modalit� di funzionamento
del Comitato interistituzionale sono stabilite con decreto del
Ministro dello sviluppo economico, previo parere della Conferenza
stesso; il Comitato opera senza corresponsione di compensi o
Comitato interistituzionale, ovvero non si pervenga ancora alla
definizione dell'intesa entro i sessanta giorni successivi alla
costituzione del Comitato, si provvede all'intesa con decreto del
Ministri, integrato con la partecipazione del presidente della
Regione interessata. 7. L'intesa ovvero il decreto del Presidente della Repubblica di
cui al comma 6 operano anche in deroga ai Piani energetico ambientali
delle Regioni interessate da ciascuna possibile localizzazione. 8. Al termine della procedura di cui ai commi 4, 5 e 6, il Ministro
dello sviluppo economico trasmette l'elenco dei siti certificati, sui
quali e' stata espressa l'intesa regionale o e' intervenuto il
decreto sostitutivo di intesa, alla Conferenza Unificata di cui
all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che si
esprime entro i termini di cui all'articolo 3 del medesimo decreto
legislativo e, comunque, non oltre sessanta giorni dal ricevimento
della relativa richiesta; in mancanza di intesa entro il predetto
termine, il Consiglio dei Ministri provvede con deliberazione
motivata, secondo quanto disposto dallo stesso articolo 3, sulla base
delle intese gi� raggiunte con le singole Regioni interessate da
ciascun sito o sulla base dei decreti sostitutivi di intesa. 9. Acquisita l'intesa della Conferenza Unificata ovvero la
deliberazione motivata di cui al comma 8, il Ministro dello sviluppo
del territorio e del mare e il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, adotta entro trenta giorni il decreto di approvazione
dell'elenco dei siti certificati. Con il medesimo decreto ciascun
sito certificato ed approvato e' dichiarato di interesse strategico
nazionale, soggetto a speciali forme di vigilanza e protezione; il
diritto di svolgere le attivit� di cui all'articolo 12 e' attribuito
in via esclusiva all'operatore richiedente. Il decreto e' pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, nonche' nei siti
Internet del Ministero dello sviluppo economico, dei Ministeri
concertanti e dell'Agenzia. 10. Fermo restando quanto stabilito al comma 7, entro i dodici mesi
dalla pubblicazione di cui al comma 9, la Regione interessata dalla
presenza di un sito nucleare procede adegua il proprio Piano
Energetico Ambientale tenendo conto dell'intesa ovvero del decreto
del Presidente della Repubblica di cui al comma 6. 11. Per ciascun sito certificato l'operatore interessato deve
presentare l'istanza di cui all'articolo 13, comma 1, entro
ventiquattro mesi dalla emanazione del decreto di cui al comma 9;
salvo motivata richiesta di proroga da parte del medesimo operatore,
da presentarsi prima della scadenza del termine, l'inutile decorso di
tale termine rende inefficace la certificazione del singolo sito e si
estingue il diritto di svolgere le attivit� di cui all'articolo 12.
Da tale inefficacia consegue la responsabilit� dell'operatore per i
danni economici conseguenti all'avvenuta certificazione del sito. 12. Il termine di cui al comma 11 pu� essere prorogato, con la
procedura prevista dal presente articolo, una sola volta e per un
periodo non superiore a 12 mesi. Articolo 12
(Attivit� preliminari) 1. La certificazione del sito approvata, ai sensi dell'articolo 11
e su cui e' stata acquisita l'intesa della Regione interessata ovvero
e' intervenuto il decreto sostitutivo di intesa costituisce titolo
con il quale l'operatore pu� svolgere, prima del rilascio
dell'autorizzazione unica, le seguenti attivit�: a) effettuazione di rilievi; b) indagini geognostiche; c) indagini ambientali specifiche; d) allacci tecnologici di cantiere; e) recinzione delle aree. 2. Le suddette attivit� devono essere comunicate o denunciate
all'ente locale interessato secondo la normativa vigente. 3. Nel caso in cui l'area sulla quale l'operatore e' abilitato a
svolgere le attivit� di cui al comma 1 non siano nella
disponibilit� dell'operatore medesimo, si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 49 del decreto del
Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante "Testo
espropriazione per pubblica utilit�". Al proprietario dell'area e'
dovuta l'indennit� di occupazione ai sensi dell'articolo 50 del
medesimo decreto del Presidente della Repubblica. I relativi oneri
sono a carico dell'operatore beneficiario dell'occupazione. Qualora,
per qualsivoglia motivo, l'operatore non pervenga alla realizzazione
dell'impianto nucleare, l'operatore stesso provvede alla riduzione in
pristino dell'area e, ove questa non sia possibile, e' tenuto a
risarcire al proprietario il danno arrecato al bene. Articolo 13
(Autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio degli impianti
nucleari e per la certificazione dell'operatore) 1. Entro il termine di cui all'articolo 11, comma 11, eventualmente
prorogato ai sensi del comma 12 del medesimo articolo, l'operatore
titolare del sito certificato propone al Ministero dello sviluppo
economico apposita istanza di autorizzazione unica per la costruzione
e l'esercizio dell'impianto e per lo stoccaggio del combustibile
irraggiato e dei rifiuti radioattivi in strutture ubicate nello
stesso sito e direttamente connesse con l'impianto nucleare, nonche'
per la certificazione del proponente, agli eventuali oneri derivanti
si provvede nell'ambito del quadro economico-finanziario dell'opera. 2. L'istanza deve contenere, a pena di irricevibilit�, i seguenti
dati ed informazioni, analiticamente identificati con decreto, da
emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita l'Agenzia,
concernenti: a) denominazione e ragione sociale dell'istante o del consorzio,
con i relativi assetti societari; b) documentazione comprovante la disponibilit� delle capacit�
tecniche di cui all'articolo 5; c) documentazione comprovante la solidit� finanziaria
dell'operatore e la sussistenza di idonei strumenti di copertura
finanziaria degli investimenti; d) documentazione relativa agli atti di pianificazione territoriale
e di tutela ambientale e paesaggistica. e) progetto definitivo dell'impianto, rispondente, tra l'altro, ai
dettami in tema di sicurezza ambientale di cui al decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, e comprendente, tra
l'altro, la natura, le caratteristiche e la durata dell'impianto e
delle opere connesse, le modalit� operative per lo stoccaggio del
combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi e le relative
strutture ubicate nello stesso sito e connesse all'impianto nucleare; f) studio di impatto ambientale ai fini della procedura VIA; g) rapporto finale di sicurezza; h) documentazione relativa al modello operativo per l'esercizio
dell'impianto; in particolare: 1) manuale per la gestione in qualit�; 2) regolamento di esercizio; 3) schema di manuale operativo; 4) programma delle prove funzionali a freddo; 5) programma generale di prove con il combustibile nucleare; 6) organigramma previsionale del personale preposto ed addetto
all'esercizio tecnico dell'impianto, che svolga funzioni rilevanti
agli effetti della sicurezza nucleare o della protezione sanitaria e
relative patenti di idoneit�; i) studio preliminare di disattivazione dell'impianto, inclusivo
della valutazione, sulla base delle indicazioni delle direttive
europee, del volume e del condizionamento, trasporto e conferimento
dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare irraggiato, e con
indicazione dei relativi costi previsti; l) elenco delle servit� di pubblica utilit� su beni circostanti
che si rendono necessarie; m) idonea garanzia finanziaria ai fini di quanto previsto dalle
vigenti normative nazionali ed internazionali in tema di
responsabilit� civile derivante dall'impiego pacifico dell'energia
nucleare. Con decreto del Ministro per lo sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell'economia, sono definite le modalit�
per l'estensione della garanzia alle attivit� di cui all'articolo
19, comma 2, del presente decreto legislativo; n) idonea documentazione attestante la sussistenza di strumenti di
copertura finanziaria e assicurativa contro il rischio di
prolungamento dei tempi di costruzione per motivi indipendenti dal
titolare dell'autorizzazione unica, secondo le modalit� fissate con
il decreto di cui all'articolo 17; o) documentazione attestante l'ottemperanza alle prescrizioni del
Trattato Euratom; p) stima aggiornata dell'ammontare dei contributi dovuti, ai sensi
dell' articolo 23, a titolo di misure compensative per le persone
residenti e le imprese operanti nel territorio circostante il sito e
per gli enti locali interessati, con l'indicazione delle scadenze
previste per il versamento degli stessi. 3. L'istanza deve essere contestualmente presentata al Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, anche ai fini
dell'avvio della procedura di impatto ambientale (VIA), nonche' al
Ministero delle infrastrutture e trasporti. 4. L'istanza viene inoltrata dal Ministero dello sviluppo economico
all'Agenzia, la quale provvede all'istruttoria tecnica, anche
avvalendosi degli organi tecnici esistenti presso il Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; l'Agenzia si
pronuncia con parere vincolante entro dodici mesi dalla ricezione
dell'istanza stessa e della relativa documentazione da parte del
Ministero dello sviluppo economico anche al fine di assicurare
elevati livelli di sicurezza che soddisfino le esigenze di tutela
della salute della popolazione e dell'ambiente. 5. Nell'ambito dell'istruttoria, l'Agenzia richiede alle
amministrazioni interessate, individuate sulla base dello specifico
progetto da valutare, i pareri e le autorizzazioni di competenza, che
devono essere resi entro sessanta giorni dalla richiesta. 6. L'Agenzia, ai fini della conclusione dell'istruttoria,
acquisisce la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e la
Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), ai sensi del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, con
parere motivato delle rispettive commissioni e si adegua ai loro
esiti. 7. La commissione VIA non duplica le valutazioni da essa gi�
effettuate in sede di VAS ed anche ai fini dell'AIA, effettua le
valutazioni di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e
successive modificazioni, con le modalit� ed entro e non oltre i
termini ivi previsti. Resta ferma la valutazione dell'Agenzia con
riguardo alla localizzazione del sito. 8. L'Agenzia definisce le prescrizioni tecniche cui sar� soggetto
l'impianto. Le prescrizioni tecniche costituiscono parte integrante e
sostanziale dell'autorizzazione unica. L'Agenzia definisce, inoltre,
le eventuali prescrizioni ai fini della certificazione del
proponente. 9. Il Ministero dello sviluppo economico effettua, ai sensi del
trattato Euratom, le notifiche all'Unione Europea ai fini
dell'acquisizione dei previsti pareri della Commissione Europea. 10. Al compimento dell'istruttoria, l'Agenzia, anche in base
all'esito delle procedure di VIA, rilascia parere vincolante al
Ministero dello sviluppo economico che, sulla base di esso, entro
trenta giorni dalla comunicazione del parere stesso, indice una
legge 7 agosto 1990, n. 241 con l'Agenzia, i Ministeri concertanti,
la Regione e gli enti locali interessati e con tutti gli altri
soggetti e le amministrazioni coinvolti, da individuare sulla base
dello specifico progetto, che non abbiano gi� espresso il proprio
parere o la propria autorizzazione nell'ambito dell'istruttoria
svolta dall'Agenzia. 11. Qualora in sede di conferenza di servizi di cui al comma
precedente, non venga raggiunta la necessaria intesa con un ente
locale coinvolto, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dello sviluppo economico, assegna all'ente
interessato un congruo termine per esprimere l'intesa; decorso
inutilmente tale termine, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri cui partecipa il Presidente della Regione interessata
all'intesa, e' adottato, su proposta del Ministro dello sviluppo
del territorio e del mare ed il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
sostitutivo dell'intesa. 12. Nei trenta giorni successivi alla positiva conclusione
dell'istruttoria, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto
mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, rilascia
con proprio decreto l'autorizzazione unica, disponendone la
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e
nei siti Internet dei relativi Ministeri e dell'Agenzia. Il predetto
decreto vale anche come certificazione del possesso dei requisiti da
parte del titolare dell'autorizzazione unica. 13. L'autorizzazione unica indica: a) l'identit� del titolare dell'autorizzazione; b) la natura, le caratteristiche, la durata dell'impianto e delle
opere connesse; c) il perimetro dell'installazione; d) la sua decorrenza e durata nonche' la periodicit� delle
revisioni; e) i criteri di accettabilit� che assicurino la conformit�
dell'impianto e delle sue infrastrutture a quanto prescritto; f) le ispezioni, i test e le analisi che il titolare
dell'autorizzazione e' tenuto ad effettuare, con la specificazione
delle modalit� tecniche di svolgimento; g) le prescrizioni previste dal decreto legislativo 17 marzo 1995,
n. 230 e successive modificazioni in materia di sicurezza nucleare e
protezione sanitaria; h) le prescrizioni e gli obblighi di informativa, comprensivi di
modalit� e termini, per garantire il coordinamento e la salvaguardia
del sistema elettrico nazionale e la tutela dell'ambiente; i) le modalit� della garanzia finanziaria per la responsabilit�
civile verso i terzi; l) ogni altra prescrizione ritenuta necessaria per la tutela
dell'ambiente e della pubblica utilit�. 14. L'autorizzazione unica vale anche quale licenza per l'esercizio
di impianti di produzione di energia elettrica nucleare e di
fabbricazione del combustibile nucleare, anche ai sensi dell'art. 6
della legge 31 dicembre 1962, n. 1860, previa acquisizione da parte
dell'operatore dei necessari atti di approvazione relativi ai
collaudi, prove non nucleari e prove nucleari rilasciati
dall'Agenzia. 15. L'autorizzazione unica vale quale dichiarazione di pubblica
utilit�, indifferibilit� e urgenza delle opere e, ove occorra,
quale dichiarazione di inamovibilit� e apposizione del vincolo
preordinato all'esproprio dei beni in essa compresi. L'autorizzazione
unica costituisce variante agli strumenti urbanistici e sostituisce
ogni provvedimento amministrativo, autorizzazione, concessione,
licenza, nulla osta, atto di assenso e atto amministrativo, comunque
denominati, previsti dalle norme vigenti, costituendo titolo a
costruire ed esercire l'impianto in conformit� al progetto
approvato. Articolo 14
(Sospensione e revoca dell'autorizzazione unica) 1. In caso di gravi o reiterate violazioni degli obblighi e delle
prescrizioni impartite, nonche' in caso di commissione di taluno dei
reati previsti dall'articolo 33, il Ministro dello sviluppo economico
pu� disporre la sospensione o, nei casi pi� gravi, la revoca
dell'autorizzazione unica. Articolo 15
(Responsabilit� del titolare dell'autorizzazione unica in materia di
controlli di sicurezza e di radioprotezione) 1. Ferme restando le disposizioni in tema di controlli sulla
sicurezza e sulla radioprotezione, il titolare dell'autorizzazione
unica e' altres� responsabile: a) della sicurezza dell'impianto; b) della formazione dei lavoratori dell'impianto, con particolare
riguardo alla prevenzione dei rischi, legati alle attivit� di
costruzione e di esercizio dell'impianto medesimo; c) dell'osservanza delle prescrizioni dell'Agenzia in materia di
sicurezza ed, in particolare, di quelle attinenti alla costruzione ed
all'esercizio degli impianti; d) dell'attuazione di opportune forme di informazione diffusa e
capillare per le popolazioni coinvolte, al fine di creare le
condizioni idonee per la realizzazione e la gestione dell'impianto
nucleare oggetto dell'autorizzazione stessa. 2. Gli oneri relativi ai controlli di sicurezza e di
radioprotezione effettuati dall'Agenzia, che devono comunque
assicurare la massima trasparenza nei confronti dei cittadini e delle
amministrazioni locali interessate e devono essere svolti in tempi
certi e compatibili con la programmazione complessiva delle
attivit�, sono a carico del titolare dell'autorizzazione unica. 3. E' posta in capo al titolare dell'autorizzazione unica, sotto la
supervisione dell'Agenzia, la valutazione e la verifica periodica,
nonche' il costante miglioramento della sicurezza nucleare
dell'impianto in modo sistematico e verificabile, garantendo
l'esistenza e l'attuazione di sistemi di gestione che attribuiscano
la dovuta priorit� alla sicurezza nucleare, di misure per la
prevenzione di incidenti e per la mitigazione delle relative
conseguenze, di idonee barriere fisiche e procedure amministrative di
protezione il cui mancato funzionamento causerebbe per i lavoratori e
la popolazione esposizioni significative alle radiazioni ionizzanti,
nonche' prevedendo e mantenendo risorse finanziarie e umane per
adempiere ai suddetti obblighi. Articolo 16
(Relazione annuale del titolare dell'autorizzazione unica)
1. Il titolare dell'autorizzazione unica ha l'obbligo di
trasmettere all'Agenzia in modo tempestivo le informazioni circa gli
incidenti e gli accadimenti rilevanti ai fini della sicurezza
nucleare e la radioprotezione verificatisi all'interno del sito e le
misure messe in atto per ripristinare il corretto funzionamento e
limitare le conseguenze sulla salute delle persone e sull' ambiente. 2. Il titolare dell'autorizzazione unica, entro la fine di ciascun
anno solare di realizzazione e di esercizio dell'impianto nucleare,
trasmette all'Agenzia un rapporto contenente: a) lo stato di avanzamento dei lavori di realizzazione, le cause di
eventuali ritardi e le previsioni aggiornate sulla tempistica di
realizzazione; b) le modalit� adottate per il corretto adempimento a tutte le
prescrizioni impartite con l'autorizzazione unica, anche
relativamente alle fasi di cantiere e eventualmente al periodo di
prova antecedente l'entrata a regime dell'impianto; c) le misure adottate a garanzia della sicurezza nucleare e della
protezione dalle radiazioni ionizzanti; d) la natura ed i risultati delle rilevazioni di emissioni
radioattive e non, rilasciate dall'Impianto Nucleare nell'ambiente; e) la natura e la quantit� dei rifiuti radioattivi presenti sul
sito dell'impianto nucleare, cos� come le misure adottate per
limitarne la loro produzione e gli effetti sulla salute e
sull'ambiente. 3. Il rapporto e' trasmesso altres� al Comitato di confronto e
trasparenza di cui all'articolo 22 ed e' pubblicato sui siti internet
del titolare dell'autorizzazione unica e dell'Agenzia. Articolo 17
(Strumenti di copertura finanziaria ed assicurativa) 1. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, con decreto del Ministro dello sviluppo economico di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze sono
individuati gli strumenti di copertura finanziaria ed assicurativa
contro il rischio di ritardi nei tempi di costruzione e messa in
esercizio degli impianti per motivi indipendenti dal titolare
dell'autorizzazione unica, con esclusione per i rischi derivanti dai
rapporti contrattuali con i fornitori che rimangono in capo al
titolare stesso. Articolo 18
(Sorveglianza e sospensione amministrativa degli impianti) 1. L'Agenzia e' responsabile delle verifiche di ottemperanza sul
corretto adempimento, da parte del titolare dell'autorizzazione
unica, a tutte le prescrizioni contenute nell'autorizzazione stessa. 2. Fermo restando quanto previsto per i casi di violazione delle
disposizioni di legge e delle prescrizioni, se nell'esercizio delle
funzioni di vigilanza sulla costruzione e l'esercizio dell'impianto e
le salvaguardie, l'Agenzia rileva la presenza di elementi di rischio
indebito, emette prescrizioni tecniche e misure correttive atte alla
sua eliminazione, assegnando un termine per l'esecuzione delle
prescrizioni e delle misure previste. 3. Il titolare dell'autorizzazione unica adotta senza indugio e
comunque nei termini previsti, le misure di sicurezza indicate come
indifferibili nelle prescrizioni dell'Agenzia; entro trenta giorni
dalla emissione delle prescrizioni di cui al comma 2, il titolare
dell'autorizzazione unica potr� proporre all'Agenzia, per
l'approvazione, soluzioni tecniche e misure attuative idonee a
garantire condizioni ulteriormente migliorative. 4. Entro i successivi quindici giorni, l'Agenzia conferma la
prescrizione adottata ovvero ne emette una nuova, definitiva, e fissa
il termine perentorio entro cui il titolare dell'autorizzazione unica
deve uniformarsi alle prescrizioni ed alle misure indicate. In caso
di inosservanza delle medesime nel termine fissato, l'Agenzia dispone
la sospensione delle attivit� di cui all'autorizzazione unica. 5. I provvedimenti adottati dall'Agenzia vengono resi pubblici sul
sito istituzionale e su quello del Ministero dello sviluppo
economico. Articolo 19
(Disposizioni in materia di sistemazione dei rifiuti radioattivi) 1. Il titolare dell'autorizzazione unica e' responsabile della
gestione dei rifiuti radioattivi operazionali e del combustibile
nucleare per tutta la durata della vita dell'impianto. A tal fine per
rifiuti operazionali si intendono quelli prodotti durante l'esercizio
dell'impianto nucleare, che vengono gestiti dall'operatore nel
rispetto delle disposizioni vigenti, nonche' delle prescrizioni
tecniche e di esecuzione impartite dall'Agenzia, che possono essere
stoccati temporaneamente nel sito dell'impianto stesso in attesa del
loro conferimento nel Deposito nazionale. 2. Il titolare dell'autorizzazione unica provvede, secondo la
normativa vigente ed in particolare le disposizioni di cui al Capo
VII del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 e le prescrizioni
di esecuzione impartite dall'Agenzia, al trattamento ed al
condizionamento dei rifiuti operazionali, al loro smaltimento presso
il Deposito nazionale ed all'immagazzinamento del combustibile
irraggiato presso il medesimo Deposito nazionale. 3. I costi delle attivit� di cui al comma 2 sono a carico del
titolare dell'autorizzazione unica. Articolo 20
(Disposizioni in materia di disattivazione degli impianti) 1. All'attivit� di disattivazione degli impianti attende la Sogin
S.p.A. in coerenza con gli scopi statutari, le linee di indirizzo
strategico del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro
dell'economia e delle finanze di cui all'articolo 27 comma 8 della
legge 23 luglio 2009, n. 99, nonche' delle vigenti disposizioni in
materia. 2. La Sogin S.p.A., al termine della vita dell'impianto, prende in
carico la gestione in sicurezza del medesimo e svolge tutte le
attivit� relative alla disattivazione dell'impianto stesso fino al
rilascio del sito per altri usi. 3. La Sogin S.p.A., al termine della vita dell'impianto, effettua
una valutazione dei costi di disattivazione in contraddittorio con
l'operatore, richiedendo, se del caso, parere di congruit� ad un
qualificato organismo terzo. 4. Il finanziamento delle attivit� di disattivazione avviene per
il tramite del fondo di cui all'articolo 21, alimentato con i
contributi dei titolari dell'autorizzazione unica. 5. Qualora, al termine della vita operativa di ciascun impianto, la
valutazione dei relativi costi di disattivazione operata dalla Sogin
S.p.A. risulti superiore rispetto a quanto versato dal titolare
dell'autorizzazione unica, questi e' tenuto ad integrare il Fondo con
la relativa differenza. 6. Si applicano alla Sogin S.p.a. le disposizioni di cui agli
articoli 15, 18 e 22, in quanto compatibili. Articolo 21
(Fondo per il "decommissioning") 1. Il Fondo per il "decommissioning" di cui all'art. 25, comma 2,
lettera n) della legge 23 luglio 2009, n. 99 e' istituito presso la
Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico ed e' alimentato dai
titolari dell'autorizzazione unica attraverso il versamento di un
contributo per ogni anno di esercizio dell'impianto. Il Fondo e'
articolato in tante sezioni per quanti sono gli impianti nucleari, a
ciascuno dei quali afferiscono i contributi versati dai singoli
titolari a decorrere dalla conclusione del primo anno di esercizio
dei relativi impianti. La Cassa gestisce il Fondo e pu� effettuare
investimenti fruttiferi, qualora gli stessi non pregiudichino la
liquidit� necessaria e abbiano un profilo di rischio non superiore
ai titoli di Stato. 2. La misura del contributo periodico di cui al comma 1 e'
determinata dall'AEEG, su proposta della Sogin s.p.a. e previo parere
dell'Agenzia, assumendo a parametro analoghe esperienze
internazionali con la medesima tecnologia e comunque secondo criteri
di efficienza, tenendo conto della stima delle operazioni per la
disattivazione degli impianti presentata dagli operatori nella fase
autorizzativa. L'importo e' aggiornato ogni anno secondo gli indici
definiti dall'AEEG e sottoposto a nuova valutazione ogni cinque anni. 3. La verifica ed il controllo delle risorse finanziare che
alimentano il Fondo e' operata su base annuale dall'AEEG che provvede
mediante la Cassa Conguaglio di cui al comma 1 all'erogazione dei
fondi per stato d'avanzamento dei relativi lavori, previo controllo e
validazione dei progetti e costi di disattivazione degli impianti
nucleari, condizionamento, trasporto e conferimento dei rifiuti
radioattivi, presentati dagli operatori, secondo la normativa
vigente. Articolo 22
(Comitati di confronto e trasparenza) 1. Presso ciascuna Regione sul cui territorio ricada un sito
certificato ai sensi dell'articolo 11, comma 4 e nella Regione in cui
e' situato il sito prescelto per la realizzazione del Deposito
nazionale, e' istituito un "Comitato di confronto e trasparenza",
senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica,
finalizzato a garantire alla popolazione l'informazione, il
monitoraggio ed il confronto pubblico sull'attivit� concernente il
procedimento autorizzativo, la realizzazione, l'esercizio e la
disattivazione del relativo impianto nucleare, nonche' sulle misure
adottate per garantire la protezione sanitaria dei lavoratori e della
popolazione e la salvaguardia dell' ambiente. 2. Ai fini di cui sopra, il titolare del sito e' tenuto a
corrispondere alle richieste del Comitato di confronto e trasparenza,
fornendo allo stesso tutte le informazioni ed i dati richiesti, ad
eccezione delle informazioni commerciali sensibili e di quelle
relative alle misure di protezione fisica dell' impianto nucleare. 3. Chiunque sia interessato ad ottenere informazioni sul progetto,
sulle attivit� dell'impianto nucleare e sulle misure adottate per la
sicurezza nucleare e la radioprotezione, la prevenzione o la
riduzione dei rischi e delle esposizioni, pu� rivolgersi al Comitato
di confronto e trasparenza il quale e' tenuto a comunicare le
informazioni in suo possesso o acquisite all'uopo dal titolare
dell'autorizzazione unica. 4. Il Comitato di confronto e trasparenza, costituito con decreto
del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministero
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con oneri a carico
dell'operatore, e' composto da: a) il Presidente della Regione interessata o suo delegato, che
svolge le funzioni di presidente del Comitato; b) il Presidente della Provincia interessata o suo delegato; c) il Sindaco del Comune o dei Comuni il cui territorio e'
interessato dalla realizzazione dell'impianto nonche' i Sindaci dei
Comuni limitrofi, come definiti dall'articolo 23 comma 4; d) il Prefetto o suo delegato; e) un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico; f) un rappresentante del Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare; g) un rappresentante del Ministero dell'istruzione, della ricerca e
dell'universit�; h) un rappresentante dell'ISPRA; i) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti; l) un rappresentante dell'ARPA della Regione interessata; m) un rappresentante dell'Agenzia; n) un rappresentante del titolare del sito e, a decorrere dal
rilascio dell'autorizzazione unica, del titolare di quest'ultima; o) un rappresentante dell'associazione ambientalista maggiormente
rappresentativa a livello regionale; p) un rappresentante dell'imprenditoria locale indicato
dall'associazione di categoria maggiormente rappresentativa a livello
regionale; q) un rappresentante dell'organizzazione sindacale maggiormente
rappresentativa a livello regionale; r) un esperto qualificato di radioprotezione designato
dall'Agenzia. 5. I componenti del Comitato durano in carica cinque anni, salvo
quelli che sono tali in forza di una carica elettiva, che mantengono
la funzione per tutta la durata di quest'ultima. Il Comitato di
confronto e trasparenza e' convocato in via ordinaria dal Presidente
con frequenza almeno annuale ovvero ogni qual volta se ne ravvisi la
necessit� o l'opportunit�; il Comitato opera senza corresponsione
di compensi o emolumenti a favore dei componenti. 6. Il Comitato di confronto e trasparenza pu� richiedere eventuali
analisi in ordine a particolari aspetti tecnici, radioprotezionistici
ed ambientali a qualificati soggetti pubblici, quali le Universit�,
gli Enti pubblici di ricerca, l'ISPRA o le ARPA, i cui oneri sono
posti dall'operatore a detrazione dei contributi annuali di cui agli
articoli 23 e 30. Articolo 23
(Benefici economici diretti alle persone residenti, agli enti locali
e alle imprese operanti nel territorio) 1. Il rilascio dell'autorizzazione unica deve essere contestuale
all'assunzione del vincolo da parte dell'operatore alla
corresponsione di benefici in favore delle persone residenti e delle
imprese operanti nel territorio circostante il sito dell'impianto
nucleare e degli enti locali interessati, con oneri a carico
esclusivo delle imprese coinvolte nella costruzione o nell'esercizio
degli impianti e delle infrastrutture oggetto di autorizzazione
unica. 2. Il titolare dell'autorizzazione unica relativa agli impianti di
produzione di energia elettrica di origine nucleare riconosce, in
solido con gli altri soggetti onerati di cui al comma 1, ai soggetti
beneficiari di cui al comma 4: a) a decorrere dall'inizio dei lavori di costruzione dell'impianto,
un beneficio economico omnicomprensivo, da corrispondere per ciascun
anno solare, o parte dello stesso, compreso nel programma di
costruzione dell'impianto nucleare come assentito dall'autorizzazione
unica; l'aliquota unitaria alla base del suddetto beneficio e'
commisurata alla potenza elettrica nominale dell'impianto in via di
realizzazione ed e' pari a 3.000 �/MW sino a 1600 MW realizzati nel
sito, maggiorata del 20% per l'eventuale potenza installata eccedente
il predetto livello; b) a decorrere dall'entrata in esercizio dell'impianto, un
beneficio economico omnicomprensivo su base trimestrale da
corrispondere posticipatamente per ciascun trimestre, o parte dello
stesso, di esercizio dell'impianto nucleare, commisurato all'energia
elettrica prodotta e immessa in rete ed e' pari a 0,4 �/MWh. 3. Il titolare dell'autorizzazione unica relativa agli impianti di
fabbricazione del combustibile nucleare riconosce, in solido con gli
altri soggetti onerati di cui al comma 1, ai soggetti beneficiari di
cui al comma 4 un beneficio economico da corrispondere
posticipatamente per ciascun anno, o parte dello stesso, di esercizio
dell'impianto, calcolato secondo criteri definiti con successivo
Ministro dell'economia e finanze. 4. I benefici economici di cui ai commi 2 lettera a) e 3 sono
territorialmente ripartiti per il 10% alla Provincia o alle Province
nel cui territorio e' ubicato l'impianto, per il 55% al comune o ai
comuni ove e' ubicato l'impianto e per il 35% ai comuni limitrofi,
intesi come quelli la cui superficie ricada in tutto o in parte
all'interno di un'area compresa nei 20 km dal perimetro dell'impianto
di produzione di energia elettrica, o di 10 km nel caso di impianto
per la produzione di combustibile nucleare. Il contributo spettante a
questi ultimi e' calcolato in proporzione alla superficie ed alla
popolazione residente all'interno delle distanze indicate, tenendo
conto, tra l'altro, di criteri di perequazione territoriale. 5. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto
con il Ministro dell'economia e finanze, sentita la Conferenza
unificata e' definito lo schema-tipo delle convenzioni da stipulare
tra il titolare dell'autorizzazione unica e gli enti locali di cui al
comma 4 con le quali sono stabiliti criteri e modalit� di
corresponsione del beneficio di cui al comma 2, lettera a), cos�
suddiviso: a) per il 40% a favore degli enti locali; b) per il 60% a favore delle persone residenti e delle imprese
operanti nel territorio circostante il sito dell'impianto nucleare
mediante la riduzione della spesa energetica, della TARSU, delle
addizionali IRPEF, dell'IRES e dell'ICI. 6. Nell'ambito dei benefici economici di cui al comma 5 lettera a),
le convenzioni di cui al medesimo comma possono prevedere uno o pi�
interventi strutturali in tema di salute della popolazione, ambiente
e patrimonio culturale, nonche' le modalit� di conferimento delle
opere realizzate agli enti locali. 7. I benefici di cui al comma 2, lettera b) e di cui al comma 3
sono destinati alla riduzione della spesa per la fornitura di energia
elettrica a favore dei clienti finali ubicati nei territori degli
enti locali di cui al comma 4, secondo i criteri e le modalit�
fissati con decreti del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell'economia e finanze, su proposta
dell'Autorit� per l'energia elettrica e il gas e sentiti gli enti
locali interessati. 8. I benefici di cui al comma 2 sono aggiornati annualmente con
decreto del Ministro dello sviluppo economico sulla base
dell'andamento dei prezzi al consumo per famiglie ed imprese a
livello nazionale. 9. Ai soggetti onerati e' fatto divieto di trasferire sugli utenti
finali i costi dei benefici di cui al presente articolo. L'Autorit�
per l'energia elettrica e il gas vigila sul rispetto di detto
divieto. Articolo 24
(Decadenza dei Benefici) 1. Nel caso in cui la realizzazione o l'esercizio dell'impianto
subisca, per qualunque ragione, un arresto definitivo, i benefici
riconosciuti alle persone residenti, agli enti locali ed alle imprese
decadono automaticamente con effetto dal momento dell'arresto, senza
eventuale ripetizione dei benefici erogati anticipatamente. TITOLO III (Procedure per la localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito nazionale destinato allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi, del Parco Tecnologico e delle relative misure
compensative) Articolo 25
(Deposito nazionale e Parco tecnologico) 1. Sono soggetti alle disposizioni del presente Titolo la
localizzazione, la costruzione e l'esercizio del Deposito nazionale
di cui all'articolo 2, lettera i), nell'ambito del Parco Tecnologico
di cui al presente articolo, ferme restando le altre disposizioni
normative e prescrizioni tecniche vigenti in materia. 2. Il Parco Tecnologico e' dotato di strutture comuni per i servizi
e per le funzioni necessarie alla gestione di un sistema integrato di
attivit� operative, di ricerca scientifica e di sviluppo
tecnologico, di infrastrutture tecnologiche per lo svolgimento di
attivit� connesse alla gestione dei rifiuti radioattivi e del
combustibile irraggiato, tra cui la caratterizzazione, il
trattamento, il condizionamento e lo stoccaggio nonche' lo
svolgimento, secondo modalit� definite con decreto del Ministro
della tutela del territorio e del mare e con il Ministro
dell'istruzione, dell'universit� e della ricerca, di tutte le attivit� di ricerca, di formazione e di sviluppo tecnologico
connesse alla gestione dei rifiuti radioattivi e alla
radioprotezione. 3. La Sogin S.p.A. realizza il Parco Tecnologico, ed in particolare
il Deposito Nazionale e le strutture tecnologiche di supporto, con i
fondi provenienti dal finanziamento delle attivit� di competenza.
Sulla base di accordi tra il Governo, la Regione, gli enti locali
interessati, nonche' altre amministrazioni e soggetti privati,
possono essere stabilite ulteriori e diverse fonti di finanziamento
per la realizzazione del Centro di studi e sperimentazione. Articolo 26
(Sogin S.p.A.) 1. La Sogin S.p.A, in coerenza con l'atto di indirizzo previsto
dall'articolo 27, comma 8 della legge 23 luglio 2009, n. 99, e' il
soggetto responsabile della disattivazione degli impianti a fine
vita, del mantenimento in sicurezza degli stessi, nonche' della
realizzazione e dell'esercizio del Deposito nazionale e del Parco
Tecnologico di cui all'articolo 25, comprendente anche il trattamento
e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi.
A tal fine: a) gestisce le attivit� finalizzate alla localizzazione del sito
per il Parco Tecnologico, ai sensi dell'articolo 25; b) cura le attivit� connesse al procedimento autorizzativo
relativo alla realizzazione ed esercizio del Parco Tecnologico e al
trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti radioattivi; c) provvede alla realizzazione ed all'esercizio del Parco
Tecnologico; d) riceve dagli operatori interessati al trattamento ed allo
smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attivit�
di cui all'articolo 27, con modalit� e secondo tariffe stabilite con
decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il
Ministero dell'economia e finanze, ed eroga agli Enti locali le quote
ad essi spettanti, calcolate ai sensi dell'articolo 29 del presente
decreto legislativo; e) promuove diffuse e capillari campagne di informazione e
comunicazione alla popolazione in ordine alle attivit� da essa
svolte, al fine di creare le condizioni idonee per l'esecuzione degli
interventi e per la gestione degli impianti. 2. Lo svolgimento delle attivit� di cui alle lettere c) ed e) del
comma 1 e' sottoposto al controllo ed alla vigilanza dell'Agenzia e,
limitatamente a quelle di cui alla lettera d), anche al controllo ed
alla vigilanza dell'Autorit� per l'energia elettrica ed il gas di
cui alla legge 14 novembre 1995, n. 481. Articolo 27
(Autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio del Parco
Tecnologico) 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo, la Sogin S.p.A., tenendo conto dei criteri
indicati dall'AIEA e dall'Agenzia e sulla base delle valutazioni
derivanti dal procedimento di Valutazione Ambientale Strategica di
cui all'articolo 9, definisce una proposta di Carta nazionale delle
aree potenzialmente idonee alla localizzazione del Parco Tecnologico,
proponendo al contempo un ordine di idoneit� delle suddette aree
sulla base di caratteristiche tecniche e socio-ambientali delle aree
preliminarmente identificate, nonche' un progetto preliminare di
massima per la realizzazione del Parco stesso. 2. Il progetto preliminare di massima contiene gli elementi ed e'
corredato dalla documentazione di seguito indicati: a) documentazione relativa alla tipologia di materiali radioattivi
destinati al Deposito nazionale (criteri di accettabilit� a
deposito; modalit� di confezionamento accettabili; inventario
radiologico; ecc.); b) dimensionamento preliminare della capacit� totale del Deposito
nazionale, anche in funzione di uno sviluppo modulare del medesimo; c) identificazione dei criteri di sicurezza posti alla base del
progetto del deposito; d) indicazione delle infrastrutture di pertinenza del Deposito
nazionale; e) criteri e contenuti per la definizione del programma delle
indagini per la qualificazione del sito; f) indicazione del personale da impiegare nelle varie fasi di vita
del Deposito nazionale, con la previsione dell'impiego di personale
residente nei territori interessati, compatibilmente con le
professionalit� richieste e con la previsione di specifici corsi di
formazione; g) indicazione delle modalit� di trasporto del materiale
radioattivo al Deposito nazionale e criteri per la valutazione della
idoneit� delle vie di accesso al sito; h) indicazioni di massima delle strutture del Parco Tecnologico e
dei potenziali benefici per il territorio, anche in termini
occupazionali; i) ipotesi di benefici diretti alle persone residenti, alle imprese
operanti nel territorio circostante il sito ed agli enti locali
interessati e loro quantificazione, modalit� e tempi del
trasferimento. 3. La proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee,
con l'ordine della idoneit� delle aree identificate sulla base delle
caratteristiche tecniche e socio-ambientali, il progetto preliminare
di massima e la documentazione di cui ai commi precedenti sono
tempestivamente pubblicati sul sito Internet della Sogin SpA la quale
d� contestualmente avviso della pubblicazione almeno su cinque
quotidiani a diffusione nazionale, affinche', nei sessanta giorni
successivi alla pubblicazione, le Regioni, gli Enti locali, nonche' i
soggetti portatori di interessi qualificati, possano formulare
osservazioni e proposte tecniche in forma scritta e non anonima,
trasmettendole ad un indirizzo di posta elettronica della Sogin SpA
appositamente indicato. Le comunicazioni sui siti internet e sui
quotidiani indicano le sedi ove possono essere consultati gli atti
nella loro interezza, le modalit�, i termini, la forma e gli
indirizzi per la formulazione delle osservazioni o proposte. La
suddetta consultazione pubblica e' svolta nel rispetto dei principi e
delle previsioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241. 4. Entro i 60 giorni successivi alla pubblicazione di cui al comma
3, la Sogin S.p.A. promuove un Seminario nazionale, cui sono
invitati, tra gli altri, oltre ai Ministeri interessati e l'Agenzia,
le Regioni, le Province ed i Comuni sul cui territorio ricadono le
aree interessate dalla proposta di Carta nazionale delle aree
potenzialmente idonee di cui al comma 1, nonche' l'UPI, l'ANCI, le
Associazioni degli Industriali delle Province interessate, le
Associazioni sindacali maggiormente rappresentative sul territorio,
le Universit� e gli Enti di ricerca presenti nei territori
interessati. Nel corso del Seminario sono approfonditi tutti gli
aspetti tecnici relativi al Parco Tecnologico, con particolare
riferimento alla piena e puntuale rispondenza delle aree individuate
ai requisiti dell'AIEA e dell'Agenzia ed agli aspetti connessi alla
sicurezza dei lavoratori, della popolazione e dell'ambiente, e sono
illustrati i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale
connessi alla realizzazione di tali opere ed alle misure compensative
di cui all'articolo 30, comma 2. 5. La Sogin SpA, sulla base delle osservazioni emerse a seguito
della pubblicazione e del Seminario di cui ai commi precedenti e
formalmente trasmesse alla stessa entro il termine di 30 giorni dal
Seminario medesimo, entro i sessanta giorni successivi al predetto
termine, redige una versione aggiornata della proposta di Carta
nazionale delle aree potenzialmente idonee, ordinate secondo i
criteri sopra definiti, e la trasmette al Ministero dello sviluppo
economico. 6. Il Ministro dello sviluppo economico acquisito il parere tecnico
dell'Agenzia, che si esprime entro il termine di sessanta giorni, con
proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'ambiente, della
tutela del territorio e del mare ed il Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti, approva la Carta nazionale delle aree potenzialmente
idonee alla localizzazione del Parco tecnologico. La Carta e'
pubblicata sui siti della Sogin SpA, dei suddetti Ministeri e
dell'Agenzia. 7. Entro trenta giorni dall'approvazione della Carta, la Sogin SpA
invita le Regioni e gli enti locali delle aree potenzialmente idonee
alla localizzazione del Parco Tecnologico a comunicare il loro
interesse ad ospitare il Parco stesso e avvia trattative bilaterali
finalizzate al suo insediamento, da formalizzare con uno specifico
protocollo di accordo. La semplice manifestazione d'interesse non
comporta alcun impegno da parte delle Regioni o degli enti locali. In
caso di assenza di manifestazioni d'interesse, la Sogin SpA promuove
trattative bilaterali con tutte le Regioni interessate. In caso di
pi� protocolli, ciascuno di questi reca il livello di priorit�
dell'area sulla scorta delle caratteristiche tecniche, economiche,
ambientali e sociali della stessa, cos� come definito dalla Sogin
SpA sulla base dei criteri indicati dall'Agenzia internazionale per
l'energia atomica (AIEA) e dall'Agenzia. In conclusione del
procedimento, il Ministero dello sviluppo economico acquisisce
l'intesa delle Regioni interessate. 8. In caso di mancata definizione dell'intesa di cui al comma 7
dell'intesa stessa, si provvede entro trenta giorni alla costituzione
di un Comitato interistituzionale per tale intesa, i cui componenti
sono designati in modo da assicurare una composizione paritaria,
dalla Regione, dall'altro. Le modalit� di funzionamento del Comitato
interistituzionale sono stabilite entro il medesimo termine con
Ministro dell'ambiente della tutela del territorio e del mare e del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti previo parere della
Conferenza unificata da esprimere entro trenta giorni dalla richiesta
del parere stesso; il Comitato opera senza corresponsione di compensi
o emolumenti a favore dei componenti. Ove non si riesca a costituire
il predetto Comitato interistituzionale, ovvero non si pervenga
ancora alla definizione dell'intesa entro i sessanta giorni
successivi, si provvede all'intesa con decreto del Presidente della
integrato con la partecipazione del presidente della Regione
interessata. 9. Al termine della procedura di cui ai commi 7 e 8, il Ministro
dello sviluppo economico trasmette la proposta di aree potenzialmente
idonee sulle quali e' stata espressa l'intesa regionale alla
agosto 1997, n. 281 che esprime la relativa intesa entro i termini di
cui all'articolo 3 di tale ultimo decreto legislativo e, comunque,
non oltre novanta giorni dal ricevimento della relativa richiesta. In
mancanza di intesa, il Consiglio dei Ministri provvede con
deliberazione motivata, secondo quanto disposto dallo stesso articolo
3 sulla base delle intese gi� raggiunte con le singole Regioni
interessate da ciascun sito. 10. Con riferimento a ciascuna area oggetto di intesa, nell'ordine
di idoneit� di cui al comma 7 e fino all'individuazione di quella
ove ubicare il sito del Parco Tecnologico, la Sogin SpA effettua,
entro 270 giorni dal protocollo di cui al medesimo comma, le indagini
tecniche nel rispetto delle modalit� definite dall'Agenzia. Si
applica quanto previsto dall'articolo 12. L'Agenzia vigila
sull'esecuzione delle indagini tecniche, ne esamina le risultanze
finali ed esprime al Ministero dello sviluppo economico parere
vincolante sulla idoneit� del sito proposto. In esito alle indagini
tecniche, la Sogin SpA formula una proposta di localizzazione al
Ministero dello sviluppo economico. 11. Entro trenta giorni dalla ricezione della proposta il Ministro
della tutela del territorio e del mare e del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, sentito il Ministro dell'istruzione,
dell'universit� e della ricerca per gli aspetti relativi
all'attivit� di ricerca, sulla base della proposta formulata dalla Sogin S.p.A e del parere vincolante dell'Agenzia, individua con
proprio decreto il sito per la realizzazione del Parco Tecnologico e
ne attribuisce il diritto di svolgere le attivit� di cui al presente
articolo in via esclusiva alla stessa Sogin S.p.A. Con il medesimo
decreto, la relativa area viene dichiarata di interesse strategico
nazionale e soggetta a speciali forme di vigilanza e protezione e
vengono definite le relative misure compensative. Il decreto e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e
contestualmente sui siti internet dei suddetti Ministeri, della Sogin
SpA e dell'Agenzia. 12. Nella Regione in cui e' situato il sito prescelto per la
realizzazione del Parco tecnologico, la Sogin S.p.A. avvia entro
trenta giorni una campagna di informazione diffusa e capillare volta
a comunicare alla popolazione ed agli Enti locali le necessarie
informazioni sul Deposito nazionale; in tale campagna informativa si
terr� conto, in particolare, dei temi della sicurezza, della tutela
ambientale, nonche' quelle relative alle ricadute socio-economiche,
culturali e di sviluppo del territorio connesse alla realizzazione
del Parco Tecnologico e alle misure compensative previste, della loro
quantificazione, modalit� e tempi del trasferimento alla popolazione
interessata. 13. Entro quattro mesi dalla pubblicazione di cui al comma 11, la
Sogin S.p.A. presenta istanza al Ministero dello sviluppo economico
per il rilascio dell'autorizzazione unica secondo modalit� di cui
all' articolo 28, per la costruzione e l'esercizio del Deposito
nazionale e di tutte le altre opere connesse comprese nel Parco
Tecnologico, la cui istruttoria e' svolta dall'Agenzia entro e non
oltre il termine di un anno dalla presentazione della istanza. 14. Al compimento dell'istruttoria, l'Agenzia, anche in base
legge 7 agosto 1990, n. 241 con i Ministeri concertanti, la Regione e
gli enti locali interessati e con tutti gli altri soggetti e le
amministrazioni coinvolti, da individuare sulla base dello specifico
progetto, che non abbiano gi� espresso il proprio parere o la
propria autorizzazione nell'ambito dell'istruttoria svolta
dall'Agenzia. 15. Qualora in sede di conferenza di servizi di cui al comma 14,
non venga raggiunta la necessaria intesa con un ente locale
coinvolto, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro dello sviluppo economico, assegna all'ente interessato un
congruo termine per esprimere l'intesa; decorso inutilmente tale
termine, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri cui
partecipa il Presidente della Regione interessata all'intesa, e'
adottato, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di
e del mare ed il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sostitutivo
dell'intesa. 16. Nei trenta giorni successivi alla positiva conclusione
nei siti Internet dei relativi Ministeri e dell'Agenzia. 17. Nell'autorizzazione unica sono definiti: a) le caratteristiche del Deposito nazionale e delle altre opere
connesse ricomprese nel Parco Tecnologico; b) il perimetro dell'installazione; c) le ispezioni, i test e le analisi che la Sogin S.p.A., a seguito
del rilascio dell'autorizzazione unica, e' tenuta ad effettuare; d) i criteri di accettabilit� che assicurino che il Parco
Tecnologico, le opere connesse e le relative pertinenze siano
costruiti ed eserciti in conformit� con quanto indicato nella
documentazione posta a corredo dell'istanza per l'autorizzazione di
cui all'articolo 28, specificando inoltre le modalit� tecniche di
svolgimento delle ispezioni, dei test e delle analisi; e) le prescrizioni e gli obblighi di informativa posti a carico
della Sogin S.p.A. al fine di garantire la salvaguardia e la tutela
della popolazione e dell'ambiente, nonche' il termine entro il quale
le opere devono essere realizzate. Articolo 28
(Istanza per il rilascio dell'autorizzazione unica e attivit�
istruttoria) 1. L'istanza per il rilascio dell'autorizzazione unica per la
costruzione e l'esercizio del Parco Tecnologico e delle opere
connesse deve contenere la seguente documentazione: a) progetto definitivo del Parco Tecnologico; b) studio di impatto ambientale ai fini della procedura di VIA; c) rapporto finale di analisi di sicurezza; d) documentazione da cui risulta il modello operativo per
l'esercizio del Deposito nazionale, in particolare: 1) regolamento di esercizio; 2) manuale operativo; 3) programma generale di prove per la movimentazione e lo
stoccaggio dei rifiuti radioattivi; 4) organigramma del personale preposto ed addetto all'esercizio
tecnico dell'impianto, che svolga funzioni rilevanti agli effetti
della sicurezza nucleare o della protezione sanitaria e relative
patenti di idoneit�. e) elenco delle servit� da costituire su beni immobili di terzi
connesse; f) idonea garanzia finanziaria ai sensi dell'art. 22 della legge 31
dicembre 1962, n. 1860; g) documentazione attestante l'ottemperanza alle prescrizioni del
Trattato Euratom; 2. Nell'ambito dell'istruttoria, l'Agenzia: a) valuta la documentazione allegata all'istanza, anche al fine
della definizione delle prescrizioni tecniche a cui sar� soggetto il
Deposito nazionale; b) richiede alle amministrazioni interessate i pareri di
competenza, da rilasciarsi entro il termine di 60 giorni dalla
relativa richiesta; c) acquisisce l'esito della Valutazione di Impatto Ambientale
(VIA), condotta nel rispetto dalle norme vigenti; d) promuove le notifiche previste dal Trattato Euratom, ai fini
dell'acquisizione del parere della Commissione Europea. 3. All'esito dell'istruttoria, l'Agenzia formula il proprio parere
vincolante al Ministro dello sviluppo economico ai fini del rilascio
dell'autorizzazione unica ai sensi dell'articolo 27. Articolo 29
(Corrispettivo del conferimento dei rifiuti radioattivi e del
combustibile nucleare irraggiato) 1. Le tariffe per il conferimento, al Deposito nazionale, dei
rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare irraggiato
provenienti da impianti nucleari, sono determinate annualmente
dall'Autorit� per l'energia elettrica ed il gas di cui alla legge 14
novembre 1995, n. 481 secondo criteri aggiornati ogni quattro anni,
sulla base della stima dei costi di sistemazione in sicurezza dei
rifiuti stessi effettuata dalla Sogin SpA che tengano conto tra
l'altro degli eventuali servizi aggiuntivi richiesti, quali la
caratterizzazione, il condizionamento, il riconfezionamento, e delle
misure compensative di cui all'articolo 30. Articolo 30
1. Al fine di massimizzare le ricadute socio-economiche,
occupazionali e culturali conseguenti alla realizzazione del Parco
Tecnologico, e' riconosciuto al territorio circostante il relativo
sito un contributo di natura economica riferito ai rifiuti
radioattivi rinvenienti dalle attivit� disciplinate dal Titolo II
radioattivi rinvenienti dalle attivit� disciplinate da norme
precedenti. 2. Per quanto concerne i rifiuti radioattivi derivanti dalle
attivit� disciplinate dal Titolo II del presente decreto
legislativo, il contributo di cui al comma 1 e' posto a carico della
Sogin S.p.A. secondo criteri definiti con decreto del Ministro dello
Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e la
tutela del territorio e del mare e con il Ministro dell'economia e
finanze che tiene conto del volume complessivo e del contenuto di
radioattivit�. Tale contributo e' ripartito secondo quanto previsto
all'articolo 23 comma 4. 3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai rifiuti
radioattivi derivanti da attivit� gi� esaurite al momento
dell'entrata in vigore del presente decreto, per i quali rimane ferma
la disciplina di cui all'art. 4 del decreto-legge 14 novembre 2003,
n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003,
n. 368, cos� come modificato dall'art. 7-ter del decreto-legge 30
dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
febbraio 2009, n. 13. 4. Le modalit� di trasferimento dei contributi agli enti locali
interessati sono regolate da una specifica convenzione da stipulare
con la Sogin S.p.A. 5. Gli enti locali beneficiari dei contributi di cui ai precedenti
commi sono tenuti a riversare una quota percentuale degli stessi,
secondo criteri e modalit� trasparenti e predeterminati, alle
persone residenti ed alle imprese operanti nel territorio circostante
il sito in un ambito territoriale di 20 chilometri, attraverso una
corrispondente riduzione del tributo comunale sui rifiuti o
attraverso misure analoghe. TITOLO IV (Campagna di informazione) Articolo 31
(Campagna di informazione) 1. Il Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, promuove un programma
per la definizione e la realizzazione di una "Campagna di
informazione nazionale in materia di produzione di energia elettrica
da fonte nucleare", avvalendosi, nell'ambito delle risorse di
bilancio disponibili allo scopo, tramite stipula di un'apposita
convenzione, dell'Agenzia per l'attrazione degli investimenti e lo
sviluppo d'impresa S.p.A e prevedendo, nell'ambito di detta
convenzione, il coinvolgimento di un rappresentante dell'Autorit�
per l'energia elettrica e il gas (AEEG), del Dipartimento per
l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, dell'Agenzia nazionale per la sicurezza nucleare,
dell'ISPRA, dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia
e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), e dell'Area istituzioni,
territorio e ambiente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani
(ANCI) e del soggetto di particolare competenza di cui al comma 2. 2. Il programma di cui al comma 1, da approvare con decreto del
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministero
dell'economia e finanze, entro tre mesi dalla entrata in vigore del
presente decreto legislativo, previa acquisizione del parere del
Consiglio dei Ministri, definisce l'obiettivo, il fabbisogno
finanziario, le risorse utilizzabili, il contenuto dei messaggi, i
destinatari ed i soggetti coinvolti nella realizzazione della
campagna di informazione; la relativa strategia di diffusione,
unitamente alle modalit�, ai mezzi ed agli strumenti ritenuti pi�
idonei al raggiungimento della massima efficacia della comunicazione,
sono definiti da un soggetto di particolare competenza nel settore,
individuato nell'ambito della convenzione di cui al comma 1, al quale
sono altres� affidate l'ideazione, la programmazione e la
realizzazione della campagna medesima. 3. La campagna di informazione di cui al comma 1 e' condotta
avvalendosi dei migliori e pi� moderni mezzi di comunicazione di
massa disponibili, come la creazione di un adeguato portale internet
di riferimento e approfondimento con modalit� di interazione con
l'utenza, e ricorrendo altres� al supporto del sistema
tecnico-scientifico e industriale nazionale. 4. La campagna di informazione di cui al comma 1 e' avviata entro i
90 giorni successivi all'approvazione di cui al comma 2. Articolo 32
(Realizzazione) 1. In considerazione dei particolari profili di necessit� ed
urgenza, la campagna di informazione e' realizzata mediante procedura
negoziata ai sensi dell'articolo 57 del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163. TITOLO V (Norme finali) Articolo 33
(Sanzioni penali) 1. Chiunque costruisce o pone in esercizio un impianto di
produzione di energia elettrica di origine nucleare ovvero un
impianto di fabbricazione del combustibile nucleare, senza avere
ottenuto l'autorizzazione unica di cui all'articolo 13, o dopo che la
stessa sia stata sospesa o revocata, e' punito con l'arresto da due a
tre anni e con l'ammenda da cinquecentomila a 5 milioni di euro. La
presente disposizione non si applica alle autorizzazioni rilasciate
ai sensi dell'articolo 13, comma 14, agli impianti per il trattamento
e la utilizzazione dei minerali, materie grezze, materie fissili
speciali, uranio arricchito e materie radioattive, in relazione alle
quali continua a trovare applicazione l'articolo 30 della legge 31
dicembre 1962, n. 1860. 2. Chiunque non ottempera alle prescrizioni impartite dall'Agenzia
nell'autorizzazione unica di cui all'articolo 13, ad eccezione di
quelle indicate al comma 13, lettera f), e' punito con le pene
previste dal comma 1, diminuite della met�. 3. Il titolare dell'autorizzazione unica che non ottempera alle
prescrizioni relative al trattamento, condizionamento e smaltimento
dei rifiuti operazionali di cui all'articolo 19, comma 2, e' punito
con l'arresto da sei mesi a due anni e con l'ammenda da cinquantamila
a cinquecentomila euro; alla stessa pena soggiace il produttore o
detentore di rifiuti radioattivi generati da attivit� industriali e
medicali che non ottempera alle prescrizioni di cui all'articolo 18
comma 4. Articolo 34
(Sanzioni amministrative) 1. Il titolare dell'autorizzazione unica che non trasmette il
rapporto di cui all'articolo 16, comma 2 o lo trasmette incompleto,
e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100.000 a
1.000.000 di euro. 2. Il titolare dell'autorizzazione unica che omette di effettuare
le ispezioni, i test e le analisi di cui all'articolo 13, comma 13,
lettera f) ovvero non le effettua secondo le modalit� stabilite, e'
punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500.000 euro a
50.000.000 di euro. 3. I soggetti tenuti alla corresponsione dei benefici compensativi
di cui all'articolo 23 che non ottemperano agli obblighi di
versamento dei benefici stessi entro i termini previsti dalle
convenzioni di cui al comma 5 del predetto articolo e dal decreto del
Ministro dello sviluppo economico di cui al comma 7 dell'articolo
medesimo, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da
300.000 a 10 milioni di euro. 4. Nell'ambito dei limiti minimi e massimi previsti dai commi 1 e
2, le sanzioni amministrative pecuniarie sono determinate nella loro
entit�, tenendo conto, oltre che dei criteri di cui all'articolo 11
della legge 24 novembre 1981, n. 689, della diversa potenzialit�
lesiva dell'interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in
astratto, di specifiche qualit� personali del colpevole, comprese
quelle che impongono particolari doveri di prevenzione, controllo o
vigilanza, nonche' del vantaggio patrimoniale che l'infrazione pu�
recare al colpevole ovvero alla persona o all'ente nel cui interesse
egli agisce. 5. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente
articolo non si applica il pagamento in misura ridotta di cui
all'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. 6. In materia di accertamento degli illeciti amministrativi,
all'irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie provvede
l'Agenzia, con ordinanza-ingiunzione di cui all'articolo 18 e
seguenti della legge 24 novembre 1981, n. 689. 7. Nei casi di maggiore gravit�, oltre alle sanzioni
amministrative pecuniarie di cui ai commi precedenti, si applica la
sanzione accessoria della sospensione dell'attivit� per un periodo
di tempo da uno a sei mesi, ovvero della revoca dell'autorizzazione. 8. I ricorsi avverso le sanzioni amministrative previste dal
presente articolo sono soggetti alla giurisdizione esclusiva del
giudice amministrativo e sono proposti avanti il tribunale
amministrativo regionale ove ha sede l'Agenzia. Articolo 35
(Abrogazioni) 1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di legge: a) articolo 10 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860; b) articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 20, 22 e 23 della legge 2 agosto
1975, n. 393. 2. Le disposizioni della legge 31 dicembre 1962, n. 1860 si
applicano in quanto compatibili con il presente decreto.

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 5
 sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11
 articolo 3
 Articolo 12
 Articolo 13
 articolo 23
 Articolo 14
 Articolo 15
 Articolo 16
 Articolo 17
 Articolo 18
 Articolo 19
 Articolo 20
 Articolo 21
 Articolo 22
 Articolo 23
 Articolo 24
 Articolo 25
 Articolo 26
 Articolo 27
 articolo
3
 articolo 28
 Articolo 28
 Articolo 29
 Articolo 30
 Articolo 31
 Articolo 32
 Articolo 33
 Articolo 34
 Articolo 35
 articolo 10