Source: https://linklav.it/leggi-e-norme/140-uncategorised/10736-scelta-e-trasferimento-di-sede-per-i-familiari-che-assistono-persone-con-disabilit%C3%A0.html
Timestamp: 2018-06-20 03:38:31+00:00

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La 104/92 prevede, relativamente alla scelta e al trasferimento della sede di lavoro, alcune particolari agevolazioni per il lavoratore che assiste un familiare portatore di grave handicap.
L’art. 24 – comma 1 – lettera b) della legge n. 183 del 4 novembre 2010 (c.d. collegato lavoro) ha introdotto importanti novità modificando l’art. 33 – comma 5 della legge 104/92 e prevedendo che i destinatari di questa agevolazione sono i soggetti definiti nella nuova formulazione dell’art. 33 – comma 3 legge 104/92. Si tratta in sostanza dei familiari che hanno i requisiti per usufruire dei permessi lavorativi.
al lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
per il coniuge, per i parenti e gli affini entro il terzo grado;
il diritto del lavoratore al trasferimento nella sede di lavoro più vicina al proprio domicilio.
Le circolare inps n. 155/2010, INPDAP n.1/2011 e dipartimento funzione pubblica n.13/2010 evidenziano che la possibilità di passare dal secondo al terzo grado di assistenza si verifica anche nel caso in cui uno solo dei soggetti menzionati (coniuge, genitore) si trovi nelle descritte situazioni in quanto la legge prevede testualmente quanto segue "qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti".
Convivenza – Continuità - Esclusività
sia in possesso della certificazione di portatore di handicap in condizioni di gravità (art. 3 - comma 3 della legge 104/92) rilasciata dalla apposita commissione operante presso l'Azienda U.S.L. di residenza dell'interessato;
In base alla legge viene individuato un unico referente per ciascun disabile, trattandosi del soggetto che assume "il ruolo e la connessa responsabilità di porsi quale punto di riferimento della gestione generale dell'intervento, assicurandone il coordinamento e curando la costante verifica della rispondenza ai bisogni dell'assistito” come viene definito nel parere del Consiglio di Stato, n. 5078 del 2008.
Il regime del referente unico prevede una deroga in caso dei genitori di figli con grave disabilità L'assistenza nei confronti del figlio disabile gode di un regime più flessibile e le norme specifiche derogano al "regime del referente unico" che è stato illustrato nel paragrafo precedente. Infatti, secondo quanto previsto dal nuovo comma 3 dell'art. 33, l'assistenza può essere prestata alternativamente da entrambi i genitori, anche adottivi che possono fruirne alternativamente.
Relativamente al pubblico impiego si sottolinea, inoltre, che:
il diritto di scegliere, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere, può valere soltanto nell'ambito della medesima amministrazione o ente di appartenenza (Circolare Ministero per la Funzione Pubblica n. 90543/7/448 del 26 giugno 1992) - per esempio non è possibile invocare la legge 104 per essere trasferiti da una azienda U.S.L. ad un'altra o da un Comune ad un altro, in questi casi può essere utilizzato l’istituto della mobilità nella pubblica amministrazione;
il diritto al trasferimento di sede può valere solo nel caso in cui esista il posto vacante nella sede di destinazione richiesta (Parere del Consiglio di Stato n. 1813 del 10 dicembre 1996, Circolare del Dipartimento Funzione Pubblica 6 dicembre 2010, n.13;),
molte pubbliche amministrazioni (per esempio scuola, guardia di finanza,) hanno ulteriormente precisato i criteri per fruire di tale agevolazione. Pertanto, è sempre opportuno verificare quanto specificamente previsto dal contratto di lavoro e dai regolamenti di categoria.
La Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 28 del 1993 precisa che la locuzione "ove possibile", in merito al diritto di scelta della sede di lavoro, è da intendersi nel senso che il datore di lavoro può frapporre un rifiuto solo per motivate esigenze di organizzazione aziendale; il diritto di non essere trasferito senza esplicito consenso ad altra sede costituisce, invece, un diritto incondizionato, nel senso che non è soggetto a verifica di compatibilità con le esigenze organizzative e produttive dell'impresa.
La circolare del Dipartimento Funzione Pubblica n. 13 del 2010 emanata a seguito della legge 183/2010 recita testualmente: “E' opportuno segnalare che la norma, rispondendo all'esigenza di tutela del disabile, accorda al lavoratore un diritto, che può essere mitigato solo in presenza di circostanze oggettive impeditive, come ad esempio la mancanza di posto corrispondente nella dotazione organica di sede, mentre non può essere subordinato a valutazioni discrezionali o di opportunità dell'amministrazione”.
L'INPDAP, nella circolare n. 34 del 2000 prevede che:
il diritto alla sede più vicina presuppone l'esistenza (vacanza organica) del posto nella sede in cui si intende essere assegnati o rimanere;
il diritto al trasferimento o alla permanenza in sede è subordinato all'assistenza di un soggetto con grave handicap; pertanto, se questi non versa nelle condizioni di gravità, ex art. 3, 3° comma, L. 104/92, il diritto non è riconosciuto;
lo stesso diritto viene meno nel caso in cui cessino i presupposti (ad es. morte dell'assistito o mutamento delle condizioni sanitarie), con conseguente revoca del provvedimento.
Il Consiglio di Stato in diversi pronunciamenti ha ribadito che la normativa trova diretto fondamento in principi di rango costituzionale con carattere derogatorio rispetto all'ordinaria procedura delle assegnazioni di sede e dei trasferimenti e che non è consentito l'obbligo di permanenza per alcuni anni nella prima sede di assegnazione (Parere del Consiglio di Stato n. 1813 del 10 dicembre 1996);
nel parere n. 1623 del 17 ottobre 2000 il Consiglio di Stato ha stabilito che, nel caso in cui il concorso sia stato bandito per una determinata circoscrizione territoriale, il posto presso diversa circoscrizione non può considerarsi disponibile per i vincitori del concorso e quindi, di massima non può essere utilizzato per le esigenze di tutela soddisfatte dalla legge 104/92.
n. 12692 del 29/08/2002 e n. 22323 del 3/11/2010 in cui si afferma che l’esercizio di questo diritto deve essere compatibile con l'interesse comune e non può avvenire a discapito delle esigenze economiche ed organizzative del datore di lavoro;
n. 23526 del 2 novembre 2006 in cui si afferma che nel caso in cui un lavoratore pubblico con una situazione familiare già esistente che dà diritto ai permessi “ex lege” n. 104/1992, accetti un posto di lavoro fuori dalla propria sede e, di conseguenza, venga lì trasferito, non può rivendicare, in via prioritaria, il trasferimento nella vecchia sede per assistere il familiare handicappato ribadendo quanto già chiarito con la precedente sentenza n. 3027 del 29 marzo 1999 secondo cui, in materia di assistenza alla persona handicappata, la norma di cui all’articolo 33 comma 5 della legge 104/92, sul diritto del genitore o familiare lavoratore - che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato – di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, non è applicabile nel caso in cui la convivenza sia stata interrotta per effetto dell’assegnazione, al momento dell’assunzione, della sede lavorativa e il familiare tenda successivamente a ripristinarla attraverso il trasferimento in una sede vicina al domicilio dell’handicappato.
la certificazione di handicap grave e dichiarazione di non ricovero del familiare da assistere.
Circolare Ministero per la Funzione Pubblica 26 giugno 1992, n. 90543/7/448: "Applicazione degli articoli 22 e 33 della legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (legge 5 febbraio 1992, n. 104). Criteri illustrativi";
Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 15 marzo 1993, n. 28: "Legge 5 febbraio 1992, n. 104. Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate; art. 33 (agevolazioni)";
Parere Consiglio di Stato n. 1813 del 10 dicembre 1996;
Sentenza Corte di cassazione n. 3027 del 29 marzo 1999;
Legge 8 marzo 2000, n.53: “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città” - art. 19
Circolare INPDAP 10 luglio 2000, n. 34: "Legge quadro n. 104 del 5/2/1992 per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate. La disciplina di cui agli articoli 1, 3, 4, 33 e le innovazioni introdotte dagli articoli 19 e 20 della legge n. 53 del 8/3/2000";
Parere del Consiglio di Stato n. 1623 del 17 ottobre 2000;
Sentenza Corte di Cassazione n. 12692 del 29/08/2002;
Sentenza Corte di Cassazione n. 23526 del 2 novembre 2006;
Legge 4 novembre 2010, n. 183: “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”;
Circolare INPS 3 dicembre 2010, n. 155: “Legge n. 183 del 4 novembre 2010, art. 24. Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità”;
Parere del Consiglio di Stato, n. 5078 del 2008.
Sentenza Corte di Cassazione n. 22323 del 3/11/2010;
Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 6 dicembre 2010, n.13: “Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità - banca dati informatica presso il Dipartimento della funzione pubblica - legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 24”.
Circolare INPDAP 14 febbraio 2011, n. 1 – “Legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 24 – “Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità”.

References: art. 3
 sentenza 
 art. 33

Sentenza 
 art. 19

Sentenza 

Sentenza 
 art. 24

Sentenza 
 art. 24
 art. 24