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Timestamp: 2017-04-27 03:22:31+00:00

Document:
Abrogata la tariffa professionale - di E.Milone - Info Ordine Arch Roma - L.27/2012
data pubblicazione: mercoledì 4 aprile 2012
Osservazioni ed informazioni dell'Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia sulla recente Legge n.27 del 24-03-2012, in vigore dal 25 marzo scorso, di conversione del DL Liberalizzazioni, a cura di Enrico Milone.
La tariffa professionale è abrogata. Questa è la più importante decisione presa dal Parlamento nel quadro delle liberalizzazioni per le professioni. Importante in linea di principio perché la tariffa inderogabile e quindi il rifiuto della concorrenza sul prezzo, costituiva in Italia uno dei principi a base della tipicità delle professioni intellettuali rispetto ai lavoratori autonomi e alle imprese, che invece sono sempre stati soggetti alla concorrenza a tutto campo. In linea pratica invece l'abrogazione incide solo sugli incarichi di lavori pubblici, mentre per gli incarichi privati, che costituiscono circa l'80% del lavoro per gli architetti, la tariffa del 1949 è sempre stata poco applicata. Occorre anche dire che dal 2006 i minimi di tariffa non sono più inderogabili, per cui anche negli incarichi pubblici la concorrenza è piena. Anche troppo, visto che spesso i ribassi sono eccessivi e dovrebbero essere combattuti con il sistema dell'offerta anomala o con la valutazione del tempo e del personale impegnato nella prestazione professionale.
In ogni caso questa legge 24.3.2012 n.27 (conversione il legge del DL 1/2012) costituisce un significativo preludio alla riforma delle professioni che dovrà essere approvata entro il 13 agosto 2012.
Su questo sito il 23 gennaio ho illustrato il decreto-legge. Ora torno sull'argomento perchè nella conversione in legge sono state apportate modifiche più o meno importanti, spesso volte a limitare le liberalizzazioni. Oltre alle professioni intellettuali, la legge affronta molte altre materie di interesse per gli architetti come i lavori pubblici, la finanza di progetto ecc.
Procedo ad una illustrazione sintetica degli articoli di maggiore interesse.
Tariffa, Inarcassa, incarico, assicurazione, tirocinio. L'art.9 comma 1 abroga le tariffe professionali. Queste possono essere utilizzate per altri 120 giorni solo per stabilire i compensi nell'ambito di vertenze giudiziarie. Entro lo stesso termine, il Governo emanerà un decreto per fissare parametri per i compensi da decidere da parte del giudice. Un altro decreto definirà gli oneri e le contribuzioni per Inarcassa e le altre casse professionali. Il decreto deve salvaguardare l'equilibrio finanziario, anche di lungo periodo, delle casse previdenziali professionali. Il compenso deve essere pattuito al momento del conferimento dell'incarico. Il professionista deve fornire al cliente tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili fino alla conclusione dell'incarico. Inoltre deve indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocabili al cliente nell'esercizio dell'attivita' professionale. In ogni caso la misura del compenso e' previamente resa nota al cliente con un preventivo di massima, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. Il tirocinio non deve durare oltre 18 mesi. Al tirocinante e' riconosciuto un rimborso spese forfettariamente concordato dopo i primi sei mesi. Il periodo dei primi sei mesi può essere svolto in concomitanza con il corso di laurea triennale o magistrale. Commento. La legge non impone la forma scritta, (inizialmente prevista dal decreto-legge con sanzioni disciplinari per gli inadempienti) né per il compenso pattuito, né per le altre informazioni nel preventivo al cliente. Tuttavia la forma scritta sembra inevitabile visto che le cose da pattuire e da comunicare non possono essere tenute a mente. Sono convinto che il professionista serio abbia tutto l'interesse a mettere subito in chiaro i patti. Inoltre nulla impedisce che gli Ordini stabiliscano l'opportunità o l'obbligo del preventivo e della pattuizione scritti nel rispettivi codici deontologici. In merito all'assicurazione, secondo alcuni fino alla riforma di agosto 2012, il professionista deve comunicare al cliente se possiede o meno la polizza. Solo dopo la legge di riforma l'assicurazione diventerebbe obbligatoria. Per i tanti architetti che svolgono prestazioni professionali saltuarie, l'obbligo di assicurazione può risultare tanto pesante da indurli a cancellarsi dall'Albo. Perciò occorrono iniziative degli Ordini per concordare con le società assicuratrici tariffe relative a prestazioni singole di basso importo, come un collaudo o una perizia. In merito al tirocinio occorre ricordare che la legge 148/2011 art.3 (riforma delle professioni) stabilisce i modi del tirocinio ma non esplicita se l'obbligo riguardi tutte le professioni. Mi auguro che per gli architetti e gli ingegneri, che ora non hanno obbligo di tirocinio, si valuti con prudenza se ci siano le condizioni per istituirlo. Tornando all'abrogazione della tariffa, occorre ribadire che negli appalti pubblici la stazione appaltante non possiede più riferimenti tariffari per stabilire l'importo della parcella a base di gara. Questo è un problema che deve essere risolto, pena un ulteriore prolungamento dei tempi delle procedure d'appalto. A tal fine basterebbe utilizzare gli stessi parametri che il Governo deve fissare per le decisioni del giudice sui compensi professionali.
Accorpamento degli Ordini. Lo stesso art.9 al comma 7 stabilisce che gli Ordini dovranno essere riformati «secondo i principi della riduzione e dell'accorpamento, su base volontaria, fra professioni che svolgono attività similari». Commento. L'Ordine degli architetti PPC già risponde a questo criterio, dato che accorpa architetti, pianificatori, paesaggisti, conservatori e iunior. Ulteriore accorpamento potrebbe essere l'entrata degli ingegneri civili-edili. Ipotesi più radicale potrebbe essere un Ordine che accorpi tutte le professioni tecniche dell'edilizia e affini, inclusi i diplomati, geometri e periti.
Società professionali.L'art.9bis modifica l'art.10 delle recente legge 138 del 12.11.2011 per:
diminuire a tre il numero minimo dei soci delle cooperative di professionisti;
limitare ad un terzo il capitale sociale consentito ai soci non professionisti;
obbligare la copertura assicurativa per i danni ai clienti;
consentire al socio professionista di opporre il segreto professionale agli altri soci per le prestazioni a lui affidate.
Eliminazione del progetto preliminare e del definitivo. Con un semplicismo disarmante, l'art.52 stabilisce la possibilità che, per i lavori pubblici, la progettazione esecutiva non venga preceduta dalle due fasi preliminare e definitiva, purché nel progetto esecutivo siano inclusi i requisiti previsti dalle due fasi eliminate. Commento. Ai sensi del codice degli appalti, ogni fase di progetto contiene e sviluppa quanto è stato definito nella fase precedente. Basta comunque il buon senso per capire che un progettista non può progettare direttamente il progetto esecutivo senza passare per le fasi intermedie. Inoltre tutti sanno che il progetto preliminare è un elaborato necessario alla approvazione del piano annuale dei lavori per ogni pubblica amministrazione. Tra l'altro in questo modo l'amministrazione, se affida il progetto a liberi professionisti, potrebbe compensare solo il progetto esecutivo. Non è da escludere che la norma abbia il fine di favorire la concessione della progettazione ai costruttori mediante l'ampliamento del sistema dell'appalto di progettazione e costruzione (ex appalto integrato). In complesso si tratta di una apparente semplificazione, perché solo la gradualità delle 2 fasi di progettazione, che vengono così cancellate, consentirebbe alla stazione appaltante di verificare in momenti successivi la risposta del progetto alle esigenze pubbliche programmate dall'amministrazione.
Altri argomenti di interesse per gli architetti
Srl under 35. L'art. 3 prevede facilitazioni per l'accesso di giovani con meno di 35 anni a società a responsabilità limitata. L'atto notarile è gratuito,
Concorrenza. Ai sensi dell'art.4, norma a tutela della concorrenza, le denunce delle Autorità contro le restrizioni alla concorrenza devono essere presentate alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Clausole vessatorie - Art.5 L'Authority antitrust dichiara la vessatorietà delle clausole vessatorie inserite nei contratti tra professionista e cliente, ai sensi della art.14 della legge 287/1990. L'Antitrust può consultare gli organismi di regolazione e vigilanza del settore della professione (tra i quali, forse, anche gli Ordini).
Microimprese. Art. 7. A tutela delle microimprese viene precisato che la tutela riguarda anche le pratiche commerciali scorrette tra professionista e micro-impresa.
Confidi - Art.10. Stabilisce di estendere anche ai liberi professionisti la partecipazione al patrimonio dei confidi di cui alla legge 269/2003.
Grandi eventi. Art.40 bis, nel quadro delle misure per la trasparenza, viene abrogata la competenza della Protezione Civile per gestione dei grandi eventi.
Piano carceri. L'art. 43 stabilisce che per gli interventi di realizzazione e ristrutturazione di carceri si ricorre in via prioritaria al project financing.
Opere d'arte negli edifici pubblici. Con l'art 47, il 2% per le opere d'arte di abbellimenti di nuovi edifici pubblici viene ridotto all'1 % per edifici pubblici di costo superore a 5 milioni di euro e allo 0,5% per edifici di costo superiore a venti milioni di euro. La spesa per opere d'arte è esclusa per gli edifici industriali pubblici e per l'edilizia residenziale pubblica sia civile che militare, nonchè per edifici di costo inferiore a un milione di euro. La norma si applica ai bandi per opere d'arte non ancora pubblicati.
Finanza di progetto. L'art.59 bis introduce una importante modifica al codice degli appalti, DLgs 163/2006, sostituendo totalmente l'art.153 sulla finanza di progetto
Fotovoltaico. L'art.65 tratta del fotovoltaico in zona agricola stabilendo, tra l'altro, che non è consentito l'accesso agli incentivi statali.
Ue & servizi. L'art 69 (armonizzazioni con l'UE) stabilisce che il prestatore di servizi, in caso di spostamento, deve fare la dichiarazione preventiva non più con 30 giorni di anticipo, ma soltanto "in anticipo".
di Enrico Milone, architettodel 04.04.12
LEGGE 24 marzo 2012, n. 27 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita'. (12G0048) (GU n. 71 del 24-3-2012 - Suppl. Ordinario n.53) note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/03/2012[fonte: gazzettaufficiale.it - online entro 60gg dalla data di pubblicazione in GU]
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012, n. 1 Testo del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (in Supplemento ordinario n. 18/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 19 del 24 gennaio 2012), coordinato con la legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita'.». (12A03524) (GU n. 71 del 24-3-2012 - Suppl. Ordinario n.53) [fonte: gazzettaufficiale.it - online entro 60gg dalla data di pubblicazione in GU]
dopo i 60gg, vd L.27/2012 sul sito Normattiva.it
05/04/2012 10.12: l'ignoranza dei legislatori
Ti ringrazio per la chiarezza esplicativa. Leggendo quanto hai riportato, m'è venuto un grande sconforto pensando alla grande ignoranza di chi legifera sulle reali situazioni dei tantissimi architetti /ingegneri giovani e no, che a fatica riescono forse a fare 2 ristrutturazioni l'anno o qualche perizietta, con parcelle ridottissime. Da oltre 20 anni, notò un giorno un collega, la nostra professione non era una libera scelta ma una necessità. PER MOLTI DI NOI IL PRECARIATO E' LA REGOLA. GLI pseudo-professori legislatori hanno conoscenza nella loro ridotta esperienza delle archistar o delle potenti società di ingegneria e dei costruttori. Serve davvero l'assicurazione professionale per fare una perizia o cambiare le mattonelle di un bagno. Perché non estendiamo l'assicurazione professionale ai rappresentanti di partito che sono realmente anch'essi dei professionisti della pseudo-politica e che fanno davvero danni enormi al nostro paese? (e magari anche la responsabilità civile?)
05/04/2012 11.28: Assicurazione professionale
Io penso che queste fatidica riforma delle professioni sia fatta da chi non conosce o fa finta di non conoscere la realtà di questo mondo Italiano, semplificando e trattando allo stesso modo professioni diverse con poteri contrattuali diversi. Difatti come si può paragonare il potere contrattuale di un avvocato con quello di un architetto "NON ARCHISTAR"? Io ogni giorno devo pietire per farmi dare due spiccioli e come me migliaia di altri piccoli studi di architetti individuali. Vogliamo parlare poi dell'assicurazione obbligatoria? Grazie Monti per continuare a dare potere al monopolio delle assicurazioni, grazie davvero hai proprio. certo ci voleva proprio il genio della finanza per riproporre per l'ennesima volta le stesse soluzioni. Che tristezza scusate lo sfogo.
05/04/2012 12.02: Al Presidente Schiattarella
Mi sembra tutto inutile e peggiorativo. La vera Liberalizzazione è l'abolizione delle barriere di fatturato e di organico che, di fatto, impediscono di accedere al 99 per cento degli architetti, in particolare giovani, al mercato dei Lavori Pubblici. Per questo a nome delle migliaia di architetti italiani ringraziamo gli ordini Professionali per non aver fatto nulla al fine di portare avanti questo discorso che, per tutti noi, rappresenta il cuore del problema. Se poi aggiungiamo a tutto questo il fatto che i concorsi di progettazione e di Idee in Italia sono un disastro, poichè quelli di idee non si realizzano e quelli di progettazione ci vengono impediti sempre per lo stesso discorso del fatturato o dell'organico, allora qualcuno mi spieghi che cosa stiamo ancora a fare e a cosa serviamo! Ma le pare che ad un cardiochirurgo o neurochirurgo le chiedono il fatturato per operare? Vogliamo continuare a morire lentamente o alziamo la testa e cerchiamo di affermare in Italia il concetto che non ci può essere Architettura se non costruiamo prima le condizioni per fare gli Architetti? Purtroppo ammettere la sconfitta e andarcene tutti all'estero non mi sembra il modo migliore per reagire. L'estero è un'arricchimento professionale importante per tutti, non deve essere la scappatoia, però, ad un fallimento in Italia della nostra professione! Caro Presidente perchè non organizziamo una manifestazione eclatante per affermare questi principi che lei conosce benissimo e condivide? Sa benissimo che la nostra situazione è gravissima e sà benissimo che con le migliaia di parole che abbiamo speso fino ad ora non abbiamo risolto nulla. Penso che dobbiamo intraprendere altre forme di lotta ed azione per far conoscere alla società italiana la nostra drammatica situazione Si sta creando una situazione di crisi al buio per tutti dove il vecchio muore ed il giovane non può nascere è questo mi sembra un principio sacrosanto per legittimare ogni nostra azione! Un Abbraccio Arch. Valerio Taccone
05/04/2012 15.35: sempre meglio
Fare il libero professionista oggi in Italia è diventato un grosso problema. Purtroppo oltrettutto con queste false liberalizzazioni affossano ancora di piu un mercato in agonia dove se anche si ottiene qualche briciola di parcella si deve anche combattere per ottenere la sua liquidazione. Oltretutto abbiamo alle spalle Inarcassa che in questo momento drammatico aumenta gli importi che secondo loro dobbiamo pagare inderogabilmente anche se le incombenze professionali sono ridotte quasi a zero. L'Ordine non ci tutela anzi ci chiede ogni anno il contributo. Le tasse che aumentano, la benzina che non viene mai riconosciuta dai Ns.clienti è arrivata a delle cifre improponibili... Dove andremo a finire cari colleghi. Personalmente come vanno le cose non vedo prospettive e ne futuro per ognuno di Noi. A questo punto c'è solo da sperare: "io speriamo che me la cavo..."
06/04/2012 23.39: titolo
.....però possiamo partecipare al patrimonio dei confidi......sai che pacchia!!!!!!!
08/04/2012 22.26: Tariffe
Legge pessima e demagogica, si inserisce nello stesso filone della merloni, della bersani e della 163. La volontà del legislatore è quella di cancellare la professione degli architetti e ingegneri a vantaggio delle imprese di costruzione delle coop. e delle soc. di ingegneria. Mi sembra che il collega Milone sottovaluti un po' la gravità dell'abolizione dei minimi professionali, prima e della tariffa adesso, quando afferma che l'80% del lavoro degli architetti proviene dal settore privato. Prima di tutto non capisco da dove egli prenda questo dato poi si deve tenere presente che per un professionista la committenza pubblica costituisce la forma più importante di esercizio dell'attività anche per i contenuti tecnici e sociali che questa riveste. Gli incarichi pubblici sono regolati da norme che definiscono con esattezza gli elaborati da presentare e che non possono essere oggetto di mercanteggiamento per cui fare sconti sulle tariffe mi sembra molto grave. Per noi architetti poi il progetto è quasi sempre un atto creativo. Fare un restauro o un arredo urbano non è come progettare una strada, un fatto squisitamente tecnico, quasi privo di particolari attitudini creative. Non è un caso che la nostra tariffa era giustamente strutturata per classi e categorie. Adesso legislatori ignoranti cancellano tutto corrono soltanto dietro lo spread, agli articoli del F.T. e dietro la confindustria.
14/04/2012 16.18: Risposta all'arch. Porreca
Per rispondere alla cortese richiesta di chiarimento del collega Porreca, cito il mio articolo "Nuovo regolamento in arrivo", su questo sito web, del 22.3.2010. "....gli investimenti nel settore delle costruzioni sono annualmente nell'ordine di 150.000 milioni di euro. Di questi il settore pubblico impegna circa il 20% pari a circa 30.000 milioni di euro (nel 2007 32.000 milioni). Tale importo include gli investimenti delle ferrovie, dell'Anas, delle metropolitane per i quali il coinvolgimento dell'opera degli architetti è marginale. Per cui si può stimare che lavori pubblici che implicano interventi degli architetti non superino il 10% degli investimenti nelle costruzioni." Si tratta di mie valutazioni, basate su dati 2007 e 2008 Istat-Cresme, relativi agli investimenti in costruzioni.
16/04/2012 19.38: titolo
Grazie per il chiarimento. Ma per il settore pubblico la gravità dell'abolizione delle tariffe resta gravissima. mario porreca
18/04/2012 17.45: All'Italia!
Fatece pagà meno l'ordine perchè me pesano pure 199 euro!!! Togliamo l'Ordine Professionale? Mhmm... "No, non se po fa", stiamo in Italia!!! E perchè l'ordine degli ing. deve tassare l'iscrizione a 100 euro e io architetto devo pagà 200!!! Sto sempre a pagà...pagà 21% allo stato...dai il 10% all'inarcassa...lo scorso anno 11.5% il prossimo 12% poi si arriverà al 13,5% . BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAA. SPERO PRESTO IN UN ALTRO 68!!!
Arch.Alessio Capitolino
20/04/2012 14.23: incredibile eppure possibile
Direttamente dal sito dell'Ordine degli Ingegneri: "Il nostro Ordine non vuole farsi cogliere impreparato. Devono essere mantenuti gli standard elevati dei servizi forniti finora agli iscritti con i corsi e seminari di aggiornamento gratuiti, e potenziata la struttura. A tale scopo il Consiglio dell'Ordine ha deliberato un aumento della quota di iscrizione a 125,00 € da pagare entro l'8 marzo p.v., che sara' compensata da una piattaforma di servizi, ivi compreso la formazione a distanza, che consentirà a coloro i quali abitano in luoghi lontani dalla Sede di usufruire dell'offerta di servizi direttamente a casa propria o nel proprio ufficio." poveracci.......mica hanno la FONDAZIONE...... architetto di strada
Liberalizzazioni. Cosa cambia per i professionisti
Riforma delle professioni: niente drammi
Ordine Arch Roma & DL liberalizzazioni - rass.stampa

References: art.3
 art.9
 Art.5
 art.14
 Art. 7
 Art.10
 Art.40