Source: http://www.edilone.it/normativa/decreto-del-presidente-della-repubblica-9-luglio-2010-n-159-regolamento-recante-i-requisiti-e-le-modalita-di-accreditamento-delle-agenzie-per-le-imprese-a-norma-dellarticolo-38-comma-4-del/
Timestamp: 2018-08-18 22:40:39+00:00

Document:
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 159 - Regolamento recante i requisiti e le modalita' di accreditamento delle agenzie per le imprese, a norma dell'articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0184) - (GU n. 229 del 30-9-2010 | Edilone.it
<MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 23 settembre 2010
ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 24 settembre 2010>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 159 – Regolamento recante i requisiti e le modalita’ di accreditamento delle agenzie per le imprese, a norma dell’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0184) – (GU n. 229 del 30-9-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 159 - Regolamento recante i requisiti e le modalita' di accreditamento delle agenzie per le imprese, a norma dell'articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0184) - (GU n. 229 del 30-9-2010 - Suppl. Ordinario n.227) note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/10/2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010 , n. 159
Regolamento recante i requisiti  e  le  modalita’  di  accreditamento
delle agenzie per le imprese, a norma dell’articolo 38, comma 4,  del
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0184)
Visto l’articolo 117, secondo comma, lettere  e),  m)  e  p)  della
Visto l’articolo 38, commi 3, lettera c) e 4, del decreto-legge  25
agosto 2008, n. 133;
Vista  la  direttiva  123/2006/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 12 dicembre 2006;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n.  112,  e  successive
in materia di edilizia,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e successive modificazioni;
Visto  l’articolo  9  del  decreto-legge  31  gennaio  2007,  n  7,
Visto il Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e  del
Consiglio, del 9 luglio 2008;
adottata nella riunione del 26 giugno 2009;
Sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8  del  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni;
consultiva per gli atti normativi nell’Adunanza dell’8 febbraio 2010;
per la semplificazione normativa, di concerto con il  Ministro  della
pubblica amministrazione e l’innovazione;
a) «agenzia per le imprese» (di seguito  denominata:  «Agenzia»):
il soggetto privato accreditato di  cui  all’articolo  38,  commi  3,
lettera  c),  e  4,  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.   112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133  che
svolge  funzioni  di  natura  istruttoria  e  di  asseverazione   nei
procedimenti amministrativi concernenti l’accertamento dei  requisiti
e dei presupposti di legge per la realizzazione,  la  trasformazione,
il trasferimento e la cessazione delle  attivita’  di  produzione  di
beni e servizi da esercitare in forma di impresa;
b) «amministrazioni»: le amministrazioni dello  Stato,  gli  enti
pubblici territoriali, gli altri enti  pubblici  non  economici,  gli
c) «camere di commercio»:  le  camere  di  commercio,  industria,
artigianato e agricoltura, di cui alla legge  29  dicembre  1993,  n.
d) «decreto-legge»: il decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
e) «”SCIA”: la segnalazione certificata di  inizio  attivita’  ai
sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, in  cui  la
ricevuta della segnalazione»;
f)   «dichiarazione   di   conformita’»:   l’attestazione   della
sussistenza  dei  requisiti   previsti   dalla   normativa   per   la
realizzazione, la trasformazione, il trasferimento  e  la  cessazione
dell’esercizio dell’attivita’ di impresa;
g) «Regolamento SUAP»: regolamento per la semplificazione  ed  il
riordino della disciplina sullo  sportello  unico  per  le  attivita’
produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge;
h) «registro imprese»: il registro di cui  all’articolo  8  della
legge 29 dicembre  1993,  n.  580,  istituito  presso  la  camera  di
commercio  e  tenuto  dall’Ufficio  competente  in  conformita’  agli
articoli 2188 e seguenti del Codice civile, sotto la vigilanza di  un
giudice delegato  dal  Presidente  del  Tribunale  del  capoluogo  di
i) «sportello unico per  le  attivita’  produttive»  (di  seguito
denominato: «SUAP»): l’unico punto di accesso per il  richiedente  in
relazione a  tutte  le  vicende  amministrative  riguardanti  la  sua
attivita’ produttiva, che fornisce, una risposta unica  e  tempestiva
in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni comunque coinvolte nel
l) «portale»: il sito web, individuato dal Regolamento SUAP,  che
costituisce riferimento per imprese e soggetti da esse delegati e che
consente di ottenere informazioni e interoperare telematicamente  con
le amministrazioni interessate;
m)  «accreditamento»:  attestazione  resa  dal  Ministero   dello
sviluppo economico del possesso da parte dell’Agenzia  dei  requisiti
per l’esercizio delle attivita’ previste dal presente regolamento.
promulgare le leggi ed emanare i decreti aventi  valore  di
–  Si  riporta  il  testo   dell’articolo   117   della
e  dagli  obblighi   internazionali).   –   Lo   Stato   ha
– Le Regioni e le Province  autonome  di  Trento  e  di
– La potesta’ regolamentare  spetta  allo  Stato  nelle
–  Le  leggi  regionali  rimuovono  ogni  ostacolo  che
parita’ di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive
[cfr. art. 3].
– La legge regionale ratifica le intese  della  Regione
con altre Regioni per il migliore esercizio  delle  proprie
– Nelle materie  di  sua  competenza  la  Regione  puo’
disciplinati da leggi dello Stato.»
– Si riporta il testo dell’  l’articolo  17,  comma  2,
della legge 23  agosto  1988,  n.  400  recante  Disciplina
dall’entrata in vigore delle norme regolamentari.»
– Si riporta il testo dei commi 3 e 4 dell’articolo 38,
del decreto legge 25 giugno 2008, n.  112,  convertito  con
modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133  e  recante
Disposizioni  urgenti  per  lo   sviluppo   economico,   la
della finanza pubblica e la perequazione tributaria.
«3. Con regolamento, adottato  ai  sensi  dell’articolo
17, comma 2,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  su
proposta  del  Ministro  dello  sviluppo  economico  e  del
Ministro per la semplificazione normativa, di concerto  con
il   Ministro   per   la   pubblica    amministrazione    e
l’innovazione, sentita la Conferenza unificata di cui  all’
articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.  281,
e successive modificazioni, si procede alla semplificazione
e al riordino della disciplina dello sportello unico per le
attivita’ produttive  di  cui  al  regolamento  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n.
447,  e  successive  modificazioni,  in  base  ai  seguenti
principi e criteri, nel rispetto di quanto  previsto  dagli
articoli 19, comma 1, e 20, comma 4, della legge  7  agosto
a) attuazione del principio secondo cui, salvo quanto
previsto per i soggetti privati di cui alla  lettera  c)  e
dall’ articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007,  n.  7,
n. 40, lo sportello  unico  costituisce  l’unico  punto  di
accesso per il richiedente in relazione a tutte le  vicende
amministrative riguardanti la sua  attivita’  produttiva  e
fornisce, altresi’, una  risposta  unica  e  tempestiva  in
luogo  di  tutte  le  pubbliche  amministrazioni   comunque
coinvolte nel procedimento,  ivi  comprese  quelle  di  cui
all’articolo 14-quater, comma 3, della legge 7 agosto 1990,
n. 241;
a-bis) viene assicurato,  anche  attraverso  apposite
misure  telematiche,  il  collegamento  tra  le   attivita’
relative  alla  costituzione  dell’impresa  di   cui   alla
comunicazione  unica  disciplinata  dall’  articolo  9  del
decreto-legge  31  gennaio  2007,  n.  7,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge  2  aprile  2007,  n.  40  e  le
attivita’ relative alla attivita’ produttiva  di  cui  alla
lettera a) del presente comma;
b)   le   disposizioni   si   applicano    sia    per
l’espletamento delle procedure e  delle  formalita’  per  i
prestatori di servizi di cui alla direttiva 2006/123/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 12  dicembre  2006,
sia  per  la  realizzazione  e  la  modifica  di   impianti
produttivi di beni e servizi;
c) l’attestazione  della  sussistenza  dei  requisiti
previsti  dalla  normativa   per   la   realizzazione,   la
trasformazione,   il   trasferimento   e   la    cessazione
dell’esercizio  dell’attivita’  di  impresa   puo’   essere
affidata a soggetti privati accreditati  («Agenzie  per  le
imprese»). In caso di istruttoria con esito positivo,  tali
soggetti   privati   rilasciano   una   dichiarazione    di
conformita’  che  costituisce  titolo  autorizzatorio   per
l’esercizio   dell’attivita’.   Qualora   si   tratti    di
procedimenti  che  comportino  attivita’  discrezionale  da
parte dell’Amministrazione, i soggetti privati  accreditati
svolgono unicamente attivita’  istruttorie  in  luogo  e  a
supporto dello sportello unico;
d) i comuni che  non  hanno  istituito  lo  sportello
unico, ovvero  il  cui  sportello  unico  non  risponde  ai
requisiti di cui alla lettera a),  esercitano  le  funzioni
relative allo sportello unico, delegandole alle  camere  di
commercio, industria, artigianato e  agricoltura  le  quali
mettono a disposizione il portale “impresa.gov” che  assume
la denominazione di “impresainungiorno”,  prevedendo  forme
di gestione congiunta con l’ANCI;
e)  l’attivita’  di  impresa  puo’   essere   avviata
immediatamente  nei  casi  in  cui   sia   sufficiente   la
presentazione della dichiarazione di inizio attivita’  allo
sportello unico;
f) lo sportello unico, al momento della presentazione
della dichiarazione attestante la sussistenza dei requisiti
previsti per la realizzazione dell’intervento, rilascia una
ricevuta che, in caso di dichiarazione di inizio attivita’,
costituisce titolo autorizzatorio. In caso di  diniego,  il
privato puo’  richiedere  il  ricorso  alla  conferenza  di
servizi di cui agli articoli da  14  a  14-quinquies  della
legge 7 agosto 1990, n. 241;
g)   per   i   progetti   di   impianto    produttivo
eventualmente  contrastanti   con   le   previsioni   degli
strumenti urbanistici, e’ previsto  un  termine  di  trenta
giorni per il rigetto o  la  formulazione  di  osservazioni
ostative, ovvero  per  l’attivazione  della  conferenza  di
servizi per la conclusione certa del procedimento;
h) in caso di  mancato  ricorso  alla  conferenza  di
servizi,  scaduto  il  termine  previsto   per   le   altre
amministrazioni per pronunciarsi sulle  questioni  di  loro
competenza, l’amministrazione procedente conclude  in  ogni
caso il procedimento prescindendo dal loro avviso;  in  tal
caso, salvo il caso di  omessa  richiesta  dell’avviso,  il
responsabile del procedimento non puo’  essere  chiamato  a
rispondere degli eventuali danni  derivanti  dalla  mancata
emissione degli avvisi medesimi.
4. Con  uno  o  piu’  regolamenti,  adottati  ai  sensi
400, su proposta del Ministro dello  sviluppo  economico  e
del Ministro per la semplificazione normativa, di  concerto
con  il  Ministro  per  la   pubblica   amministrazione   e
l’innovazione, e previo parere della  Conferenza  unificata
di cui all’ articolo 8 del decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281, e successive modificazioni, sono stabiliti  i
requisiti e le modalita’  di  accreditamento  dei  soggetti
privati di cui al comma  3,  lettera  c),  e  le  forme  di
vigilanza  sui   soggetti   stessi,   eventualmente   anche
demandando tali funzioni al sistema  camerale,  nonche’  le
modalita’ per la  divulgazione,  anche  informatica,  delle
tipologie di autorizzazione per  le  quali  e’  sufficiente
l’attestazione dei soggetti  privati  accreditati,  secondo
criteri omogenei sul territorio nazionale e  tenendo  conto
delle diverse discipline regionali.»
– La direttiva 123/2006/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 12 dicembre  2006  relativa  ai  servizi  nel
mercato interno e’ pubblicata  nella  GUUE,  L  376/36  del
27/12/2006.
–  La  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e  successive
modificazioni,  recante   Nuove   norme   in   materia   di
documenti amministrativi, e’ pubblicata nella Gazz. Uff. 18
agosto 1990, n. 192.
– Il decreto  legislativo  31  marzo  1998,  n.  112  e
successive  modificazioni,  recante  il   Conferimento   di
funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle  regioni
ed agli enti locali, in attuazione del capo I della  L.  15
marzo 1997, n. 59, e’ pubblicato nella Gazz. Uff. 21 aprile
1998, n. 92, S.O.
– Il decreto del Presidente della Repubblica  6  giugno
2001, n. 380 e successive modificazioni, recante  il  Testo
materia edilizia (Testo A), e’ pubblicato nella Gazz.  Uff.
20 ottobre 2001, n. 245, S.O.
– Il  decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e
successive     modificazioni,     recante     il     Codice
dell’amministrazione digitale, e’  pubblicato  nella  Gazz.
Uff. 16 maggio 2005, n. 112, S.O.
– Si riporta il testo dell’articolo 9 del decreto legge
31 gennaio 2007, n 7, convertito  con  modificazioni  dalla
legge 2 aprile 2007, n. 40, recante Misure urgenti  per  la
tecnico-professionale e la rottamazione di autoveicoli:
«Art.   9   (Comunicazione   unica   per   la   nascita
dell’impresa).  –  1.  Ai  fini  dell’avvio  dell’attivita’
d’impresa, l’interessato presenta all’ufficio del  registro
delle  imprese,  per   via   telematica   o   su   supporto
informatico, la comunicazione unica per gli adempimenti  di
2. La comunicazione unica vale  quale  assolvimento  di
tutti   gli   adempimenti   amministrativi   previsti   per
l’iscrizione al  registro  delle  imprese  ed  ha  effetto,
sussistendo i presupposti di legge, ai fini  previdenziali,
assistenziali, fiscali individuati con il decreto di cui al
comma 7, secondo periodo,  nonche’  per  l’ottenimento  del
codice fiscale e della partita IVA.
3. L’ufficio del registro delle imprese contestualmente
rilascia  la   ricevuta,   che   costituisce   titolo   per
l’immediato  avvio  dell’attivita’   imprenditoriale,   ove
sussistano i presupposti  di  legge,  e  da’  notizia  alle
Amministrazioni  competenti   dell’avvenuta   presentazione
della comunicazione unica.
4.    Le    Amministrazioni    competenti    comunicano
all’interessato e all’ufficio del registro  delle  imprese,
per via telematica, immediatamente il codice fiscale  e  la
partita  IVA  ed  entro  i  successivi  sette  giorni   gli
ulteriori   dati   definitivi   relativi   alle   posizioni
5. La procedura di cui al presente articolo si  applica
anche in caso  di  modifiche  o  cessazione  dell’attivita’
6.  La  comunicazione,   la   ricevuta   e   gli   atti
amministrativi di cui al presente articolo sono adottati in
formato elettronico e trasmessi per via telematica. A  tale
fine le  Camere  di  commercio,  industria,  artigianato  e
agricoltura assicurano, gratuitamente, previa intesa con le
associazioni  imprenditoriali,   il   necessario   supporto
tecnico ai soggetti privati interessati.
7. Con decreto adottato  dal  Ministro  dello  sviluppo
economico,  entro  quarantacinque  giorni  dalla  data   di
entrata in vigore della legge di conversione  del  presente
decreto, di concerto con i Ministri per  le  riforme  e  le
innovazioni nella pubblica amministrazione, dell’economia e
delle finanze, e del lavoro e della previdenza sociale,  e’
individuato il modello di comunicazione  unica  di  cui  al
presente articolo. Con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri o del Ministro per le riforme e le innovazioni
nella pubblica amministrazione, di concerto con i  Ministri
dello sviluppo economico, dell’economia e delle finanze,  e
del  lavoro  e   della   previdenza   sociale,   ai   sensi
dell’articolo 71 del codice  dell’amministrazione  digitale
di cui al decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e
successive modificazioni, entro quarantacinque giorni dalla
presente decreto, sono individuate le regole  tecniche  per
l’attuazione  delle  disposizioni  di   cui   al   presente
articolo, le modalita’  di  presentazione  da  parte  degli
interessati  e   quelle   per   l’immediato   trasferimento
telematico dei dati  tra  le  Amministrazioni  interessate,
anche ai fini dei necessari controlli.
8. La disciplina di  cui  al  presente  articolo  trova
applicazione a decorrere dal 1° ottobre 2009.
9. A decorrere dalla data  di  cui  al  comma  8,  sono
abrogati l’articolo 14, comma 4, della  legge  30  dicembre
1991, n. 412, e successive modificazioni,  e  l’articolo  1
del decreto-legge 15 gennaio 1993, n.  6,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 17  marzo  1993,  n.  63,  ferma
restando la facolta’ degli interessati,  per  i  primi  sei
mesi di applicazione della nuova disciplina, di  presentare
alle Amministrazioni competenti le comunicazioni di cui  al
presente articolo secondo la normativa previgente.
10.  Al  fine  di  incentivare  l’utilizzo  del   mezzo
telematico   da   parte    delle    imprese    individuali,
relativamente agli atti di cui  al  presente  articolo,  la
misura dell’imposta di bollo di cui all’articolo  1,  comma
1-ter, della tariffa  annessa  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642,  come  sostituita
dal decreto del Ministro delle finanze 20  agosto  1992,  e
successive  modificazioni,  e’  rideterminata,   garantendo
comunque  l’invarianza  del  gettito,   con   decreto   del
Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il
Ministero dello  sviluppo  economico,  da  adottarsi  entro
quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto.»
Regolamento CE n. 765/2008 del Parlamento Europeo e del
Consiglio del 9 luglio 2008 che pone norme  in  materia  di
accreditamento e vigilanza del mercato per quanto  riguarda
la  commercializzazione  dei  prodotti  e  che  abroga   il
regolamento (CEE) n. 339/93, e’  pubblicato  nella  GUUE  L
218/30 del 13 agosto 2008.
–  Per  l’articolo  38,  commi  3  e   comma   4,   del
decreto-legge 112 del 2008, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si veda nelle note  alle
–  La  legge  29  dicembre   1993,   n.   580   recante
Riordinamento  delle  camere   di   commercio,   industria,
artigianato e agricoltura, e’ pubblicata nella  Gazz.  Uff.
11 gennaio 1994, n. 7, S.O.
– Per i rif.ti della legge n.  241  del  1990  si  veda
nelle note alle premesse
– Si riporta il testo dell’articolo 8  della  legge  29
dicembre 1993, n. 580:
«Art. 8 (Registro delle imprese).  –  1.  E’  istituito
presso la camera di commercio l’ufficio del registro  delle
imprese di cui all’articolo 2188 del codice civile.
2. Al  fine  di  garantire  condizioni  di  uniformita’
informativa su tutto il territorio nazionale e fatte  salve
le disposizioni legislative  e  regolamentari  in  materia,
nonche’ gli atti amministrativi generali da esse  previsti,
il Ministero dello  sviluppo  economico,  d’intesa  con  il
Ministero della  giustizia,  sentita  l’Unioncamere,  emana
direttive sulla tenuta del registro.
3. L’ufficio provvede alla tenuta  del  registro  delle
imprese in conformita’ agli articoli 2188, e seguenti,  del
codice civile, nonche’  alle  disposizioni  della  presente
legge e al regolamento di  cui  al  comma  6  del  presente
articolo, sotto la vigilanza di  un  giudice  delegato  dal
presidente del tribunale del capoluogo di provincia.
4. L’ufficio e’ retto da un conservatore nominato dalla
giunta nella persona del segretario generale ovvero  di  un
dirigente della camera di commercio. L’atto di  nomina  del
conservatore e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
5. L’iscrizione nelle sezioni speciali ha  funzione  di
certificazione anagrafica  di  pubblicita’  notizia,  oltre
agli effetti previsti dalle leggi speciali.
6. La predisposizione, la tenuta, la conservazione e la
gestione, secondo tecniche informatiche, del registro delle
imprese ed il funzionamento dell’ufficio sono realizzati in
modo  da   assicurare   completezza   ed   organicita’   di
pubblicita’ per tutte le imprese  soggette  ad  iscrizione,
garantendo la tempestivita’ dell’informazione su  tutto  il
territorio  nazionale.  Le  modalita’  di  attuazione   del
presente comma sono regolate ai sensi  dell’articolo  1-bis
del decreto-legge 30 settembre 2005,  n.  203,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.
– Si riporta il testo  dell’articolo  2188  del  codice
«Art. 2188 (Registro delle imprese). – E’ istituito  il
registro delle imprese per  le  iscrizioni  previste  dalla
Il registro e’ tenuto dall’ufficio del  registro  delle
imprese sotto la  vigilanza  di  un  giudice  delegato  dal
presidente del tribunale.
Il registro e’ pubblico.»
1.  Le  Agenzie  sono  soggetti  privati,  dotati  di  personalita’
giuridica e costituiti anche in  forma  societaria.  Per  l’esercizio
delle attivita’ di cui al Regolamento SUAP le Agenzie devono ottenere
l’accreditamento ai sensi del presente regolamento.
2. Possono costituirsi in Agenzia in forma singola o associata:
a) salve le disposizioni attuative del capo  II  del  regolamento
(CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio
2008. organismi di valutazione della conformita’ di opere o  progetti
accreditati ai sensi del predetto regolamento;
b) organismi tecnici gia’ abilitati al rilascio  di  attestazioni
di conformita’ di opere secondo le vigenti disposizioni;
c)  associazioni  di  categoria   professionali,   sindacali   ed
d) centri di  assistenza  tecnica  di  cui  all’articolo  23  del
decreto legislativo 31 marzo 1998,  n.  114,  centri  autorizzati  di
assistenza agricola di cui all’articolo 3-bis del decreto legislativo
27 maggio 1999, n. 165, ed altri centri di  assistenza  alle  imprese
costituiti sulla base delle leggi regionali di settore;
e) studi associati o associazioni di professionisti  iscritti  ai
rispettivi albi per le attestazioni di competenza.
3. Le Agenzie accertano e attestano la sussistenza dei requisiti  e
dei   presupposti   previsti   dalla   normativa   per    l’esercizio
dell’attivita’  di  impresa  e,  fatti  salvi  i   procedimenti   che
comportano attivita’ discrezionale da parte dell’amministrazione,  in
caso di istruttoria con esito positivo, rilasciano  dichiarazioni  di
conformita’ che costituiscono titolo autorizzatorio  per  l’esercizio
dell’attivita’.
– Per il regolamento  CE  n.  765/2008  del  Parlamento
europeo e del Consiglio, si veda nelle note alle premesse.
– Si riporta il  testo  dell’articolo  23  del  decreto
legislativo 31 marzo 1998, n.  114  recante  Riforma  della
disciplina relativa  al  settore  del  commercio,  a  norma
dell’articolo 4, comma 4, della L. 15 marzo 1997, n. 59:
«Art. 23 (Centri di assistenza tecnica). – 1.  Al  fine
di sviluppare  i  processi  di  ammodernamento  della  rete
distributiva possono essere istituiti centri di  assistenza
alle imprese costituiti, anche in forma  consortile,  dalle
associazioni di categoria maggiormente rappresentative  del
settore  a  livello  provinciale  e   da   altri   soggetti
interessati.  I  centri  sono  autorizzati  dalla   regione
all’esercizio delle attivita’ previste  nello  statuto  con
modalita’ da definirsi con apposito  provvedimento  e  sono
finanziabili con il fondo di cui all’articolo 16, comma  1,
della legge 7 agosto 1997, n. 266 .
2. I centri svolgono, a favore delle imprese, attivita’
di assistenza tecnica e di formazione  e  aggiornamento  in
materia  di  innovazione   tecnologica   e   organizzativa,
gestione economica e finanziaria  di  impresa,  accesso  ai
finanziamenti anche  comunitari,  sicurezza  e  tutela  dei
consumatori, tutela dell’ambiente, igiene e  sicurezza  sul
lavoro e altre materie eventualmente previste dallo statuto
di cui al  comma  1,  nonche’  attivita’  finalizzate  alla
certificazione di qualita’ degli esercizi commerciali.
3. Le amministrazioni pubbliche possono  avvalersi  dei
centri medesimi allo scopo di facilitare  il  rapporto  tra
amministrazioni pubbliche e imprese utenti.»
Si riporta il testo  dell’articolo  3-bis  del  decreto
legislativo 27 maggio 1999, n.  165,  recante  Soppressione
dell’AIMA e istituzione dell’Agenzia per le  erogazioni  in
agricoltura (AGEA), a norma dell’articolo 11  della  L.  15
marzo 1997, n. 59:
«Art.   3-bis   (Centri   autorizzati   di   assistenza
agricola). – 1. Gli organismi  pagatori,  ai  sensi  e  nel
rispetto del punto 4 dell’allegato al regolamento  (CE)  n.
1663/95, fatte salve le specifiche competenze attribuite ai
professionisti  iscritti   agli   ordini   e   ai   collegi
professionali,   possono,   con    apposita    convenzione,
incaricare  «Centri  autorizzati  di  assistenza  agricola»
(CAA), di cui al comma 2,  ad  effettuare,  per  conto  dei
propri utenti e sulla base di specifico mandato scritto, le
seguenti attivita’:
a) tenere ed eventualmente  conservare  le  scritture
b) assisterli nella elaborazione delle  dichiarazioni
di  coltivazione  e  di  produzione,   delle   domande   di
ammissione a benefici comunitari, nazionali e  regionali  e
controllare  la  regolarita’  formale  delle  dichiarazioni
immettendone  i  relativi  dati  nel  sistema   informativo
attraverso le procedure del SIAN;
c) interrogare le banche dati del SIAN ai fini  della
consultazione dello stato di ciascuna pratica  relativa  ai
propri associati.
2. I Centri di cui  al  comma  1  sono  istituiti,  per
l’esercizio dell’attivita’ di assistenza agli  agricoltori,
nella forma di societa’ di capitali,  dalle  organizzazioni
professionali agricole maggiormente rappresentative,  o  da
loro associazioni, da associazioni  dei  produttori  e  dei
lavoratori, da  associazioni  di  liberi  professionisti  e
dagli enti di patronato e di assistenza professionale,  che
svolgono servizi analoghi,  promossi  dalle  organizzazioni
sindacali.  Con  decreto  del  Ministro   delle   politiche
agricole  e   forestali,   d’intesa   con   la   Conferenza
Stato-regioni,  sono  stabiliti  i  requisiti   minimi   di
garanzia  e  di  funzionamento  per  lo  svolgimento  delle
attivita’ di cui al comma 1.
3. Per le attivita’ di cui al comma 1, i Centri  hanno,
in particolare, la  responsabilita’  della  identificazione
del produttore e dell’accertamento del titolo di conduzione
dell’azienda,  della  corretta  immissione  dei  dati,  del
rispetto per quanto di competenza  delle  disposizioni  dei
regolamenti (CE)  n.  1287/95  e  n.  1663/95,  nonche’  la
facolta’  di  accedere   alle   banche   dati   del   SIAN,
esclusivamente per il tramite di procedure di  interscambio
dati. La disponibilita’ dei dati relativi ai propri  utenti
che abbiano rilasciato delega espressa  in  tal  senso  non
costituisce violazione di quanto disposto  dalla  legge  30
dicembre  1996,  n.  675,  e  successive  modificazioni   e
4.  Le  regioni  verificano  i  requisiti   minimi   di
funzionamento e di garanzia ed esercitano la vigilanza.  Le
regioni,   inoltre,    possono    incaricare    i    Centri
dell’effettuazione di ulteriori servizi e attivita’.
4-bis.  Gli  organismi  pagatori,  nel   rispetto   del
regolamento (CE) n. 1663/95 della Commissione, del 7 luglio
1995, e fatti salvi i controlli obbligatori previsti  dalla
normativa  comunitaria,  nonche’  le  previsioni  contenute
nelle convenzioni di cui al comma  1,  sono  autorizzati  a
conferire   immediata   esigibilita’   alle   dichiarazioni
presentate tramite i  centri  di  assistenza  agricola.  Il
Ministro delle politiche agricole e forestali, con  proprio
decreto,  previo  parere   delle   competenti   Commissioni
parlamentari, definisce le caratteristiche delle  procedure
e delle garanzie integrative secondo  quanto  previsto  dal
comma 2.»
Requisiti generali per l’accreditamento
1. Le Agenzie, ai fini dell’accreditamento di cui  all’articolo  1,
comma 1, lettera m), presentano istanza al Ministero  dello  sviluppo
economico. L’istanza contiene l’indicazione dettagliata della o delle
specifiche  attivita’  economiche  per  le  quali  l’Agenzia   chiede
l’accreditamento e l’ambito territoriale, almeno  regionale,  in  cui
l’Agenzia  intende  operare;  e’   corredata   della   documentazione
comprovante il  possesso  di  una  struttura  tecnico  amministrativa
rispondente  a  criteri  di  competenza,  indipendenza  e  terzieta’,
secondo  le  indicazioni  specificate   nell’allegato   al   presente
regolamento, nonche’, di copia dell’atto di stipula  di  una  polizza
assicurativa di responsabilita’ civile  professionale  per  i  rischi
derivanti dallo  svolgimento  delle  attivita’  per  le  quali  viene
richiesto   l’accreditamento,   valida   per    tutta    la    durata
dell’accreditamento stesso. La garanzia e’ prestata per un  massimale
determinato  in  funzione  delle  attivita’  che  l’Agenzia   intende
svolgere, non inferiore ai limiti specificati nell’allegato.
2. Salve le disposizioni attuative del Capo II del regolamento (CE)
n. 765/2008 del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  9  luglio
2008, le istanze presentate al Ministero  dello  sviluppo  economico,
ove  concernenti  materie  rientranti  nella  competenza   di   altre
amministrazioni statali, delle  regioni  e  delle  province  autonome
vengono inoltrate a cura dello stesso Ministero, nella  sua  funzione
di coordinamento, alle amministrazioni. La  relativa  istruttoria  va
conclusa   entro   sessanta   giorni   dal   ricevimento.   All’esito
dell’istruttoria  le  conseguenti  proposte  di  accreditamento  sono
inoltrate al Ministero  dello  sviluppo  economico  che  provvede  ad
adottare il relativo provvedimento entro i successivi  trenta  giorni
dal ricevimento della proposta, decorsi i quali si applica l’articolo
20, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241. Tale provvedimento di
accreditamento, di durata almeno triennale,  evidenzia  le  attivita’
specifiche  che  l’Agenzia  e’  abilitata  a  svolgere   e   l’ambito
territoriale di riferimento. Nei casi di cui al punto 4, lettera  c),
dell’allegato  al  presente  regolamento,  e’   rilasciato   apposito
provvedimento di accreditamento provvisorio in base ai criteri e  con
le modalita’ previste dalla medesima lettera c).
3. Nel rispetto dei vincoli e degli obblighi ordinamentali vigenti,
in relazione alla modalita’ organizzativa prescelta, ciascuna Agenzia
adotta un proprio statuto e provvede a dare  pubblicita’,  anche  sul
portale, delle attivita’ per le quali e’  accreditata  ai  sensi  del
4. Non sussistono limiti all’accreditamento  di  piu’  Agenzie  sul
medesimo  territorio  regionale  o   nazionale;   eventuali   accordi
limitativi della concorrenza sono nulli e comportano  la  revoca  del
provvedimento di accreditamento.
5. Alla copertura integrale dei costi derivanti dalla procedura  di
accreditamento di cui  al  presente  articolo  si  provvede  mediante
tariffa a  carico  dell’Agenzia,  da  determinarsi  con  decreto  del
Ministero dello sviluppo economico,  di  concerto  con  il  Ministero
dell’economia e delle finanze,  da  emanarsi  entro  sessanta  giorni
6. Restano salve le disposizioni previste dal  regolamento  di  cui
all’articolo 5 del decreto legislativo  12  aprile  2006,  n.163,  in
attuazione dell’articolo 112 del medesimo decreto.
Europeo e del Consiglio del 09 luglio 2008, si  veda  nelle
– Si riporta il testo dell’articolo 20, comma 1,  della
legge 7 agosto 1990, n. 241:
«Art.  20  (Silenzio  assenso).  –   1.   Fatta   salva
l’applicazione  dell’articolo  19,  nei   procedimenti   ad
istanza  di  parte  per  il   rilascio   di   provvedimenti
amministrativi il silenzio dell’amministrazione  competente
equivale a provvedimento  di  accoglimento  della  domanda,
senza necessita’ di ulteriori  istanze  o  diffide,  se  la
medesima amministrazione non comunica all’interessato,  nel
termine  di  cui  all’articolo  2,  commi   2   o   3,   il
provvedimento di diniego, ovvero non procede ai  sensi  del
– Si riporta il testo dell’articolo 5 e  dell’art.  112
del decreto  legislativo  12  aprile  2006,  n.163  recante
2004/18/CE:
«Art. 5 (Regolamento e capitolati). – (art.  3,  L.  n.
109/1994; art. 6, co. 9, legge n. 537/1993)
1.  Lo  Stato  detta  con  regolamento  la   disciplina
esecutiva e attuativa del presente codice in  relazione  ai
contratti  pubblici  di  lavori,  servizi  e  forniture  di
amministrazioni  ed  enti  statali  e,  limitatamente  agli
aspetti di cui all’articolo 4, comma  3,  in  relazione  ai
contratti  di  ogni  altra   amministrazione   o   soggetto
equiparato.
2. Il regolamento indica quali disposizioni,  esecutive
o   attuative   di   disposizioni   rientranti   ai   sensi
dell’articolo 4, comma 3, in ambiti di legislazione statale
esclusiva, siano applicabili anche alle regioni e  province
3. Fatto salvo il disposto dell’articolo 196 quanto  al
regolamento per i contratti del Ministero della difesa,  il
regolamento di cui al comma 1 e’ adottato con  decreto  del
Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di  Stato,  ai
1988, n. 400 (11).
4. Il regolamento e’ adottato su proposta del  Ministro
delle infrastrutture, di  concerto  con  i  Ministri  delle
politiche comunitarie, dell’ambiente, per i beni  culturali
e ambientali, delle attivita’ produttive,  dell’economia  e
delle finanze, sentiti i  Ministri  interessati,  e  previo
parere del Consiglio superiore dei lavori  pubblici.  Sullo
schema di regolamento il Consiglio di Stato esprime  parere
entro quarantacinque giorni  dalla  data  di  trasmissione,
decorsi i quali il regolamento puo’ essere emanato. Con  la
procedura di cui al presente  comma  si  provvede  altresi’
alle   successive   modificazioni   e   integrazioni    del
5. Il regolamento, oltre alle materie per le  quali  e’
di volta in volta  richiamato,  detta  le  disposizioni  di
attuazione ed esecuzione del presente codice, quanto a:
b) rapporti funzionali tra i soggetti che  concorrono
alla  realizzazione  dei  lavori,  dei  servizi   e   delle
forniture, e relative competenze;
c) competenze del  responsabile  del  procedimento  e
sanzioni previste a suo carico;
d) progettazione dei lavori, servizi e forniture, con
le annesse normative tecniche;
e) forme di pubblicita’  e  di  conoscibilita’  degli
atti procedimentali, nonche’ procedure di  accesso  a  tali
f) modalita’  di  istituzione  e  gestione  del  sito
informatico presso l’Osservatorio;
g)  requisiti  soggettivi  compresa  la   regolarita’
contributiva  attestata  dal  documento   unico,   di   cui
all’articolo 2, comma 2,  del  decreto-legge  25  settembre
2002, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
novembre 2002, n. 266, certificazioni di qualita’,  nonche’
qualificazione degli operatori economici, secondo i criteri
stabiliti dal  presente  codice,  anche  prevedendo  misure
incentivanti stabilite dalla legislazione vigente volte  ad
attenuare i costi della qualificazione  per  le  piccole  e
h)  procedure  di  affidamento  dei  contratti,   ivi
compresi gli incarichi  di  progettazione,  i  concorsi  di
progettazione e di idee, gli  affidamenti  in  economia,  i
requisiti e le modalita’ di funzionamento delle commissioni
giudicatrici;
i)  direzione  dei  lavori,  servizi  e  forniture  e
attivita’ di supporto tecnico-amministrativo;
m) ammontare  delle  penali,  secondo  l’importo  dei
contratti e cause che  le  determinano,  nonche’  modalita’
applicative;
n) quota subappaltabile dei lavori appartenenti  alla
categoria prevalente ai sensi dell’articolo 118;
o) norme  riguardanti  le  attivita’  necessarie  per
l’avvio dell’esecuzione dei  contratti,  e  le  sospensioni
disposte dal direttore dell’esecuzione o  dal  responsabile
del procedimento;
p)  modalita’  di  corresponsione  ai  soggetti   che
eseguono il contratto di acconti in relazione allo stato di
avanzamento della esecuzione;
r) intervento sostitutivo della  stazione  appaltante
in  caso  di  inadempienza   retributiva   e   contributiva
dell’appaltatore;
s)    collaudo    e     attivita’     di     supporto
tecnico-amministrativo, ivi comprese le ipotesi di collaudo
semplificato  sulla  base  di  apposite  certificazioni  di
qualita’, le  ipotesi  di  collaudo  in  corso  d’opera,  i
termini per il collaudo, le condizioni di  incompatibilita’
dei collaudatori, i criteri di rotazione negli incarichi, i
relativi compensi, i  requisiti  professionali  secondo  le
s-bis) tutela dei  diritti  dei  lavoratori,  secondo
quanto gia’  previsto  ai  sensi  del  regolamento  recante
capitolato  generale  di  appalto  dei   lavori   pubblici,
approvato con decreto del Ministro dei lavori  pubblici  19
aprile 2000, n. 145.
6. Per assicurare la compatibilita’ con gli ordinamenti
esteri delle procedure di  affidamento  ed  esecuzione  dei
lavori, servizi e forniture, eseguiti  sul  territorio  dei
rispettivi Stati esteri, nell’ambito  di  attuazione  della
legge 26 febbraio 1987,  n.  49,  sulla  cooperazione  allo
sviluppo, nonche’ per lavori su immobili all’estero ad  uso
dell’amministrazione del Ministero degli affari esteri,  il
regolamento, sentito  il  Ministero  degli  affari  esteri,
tiene conto  della  specialita’  delle  condizioni  per  la
realizzazione di  lavori,  servizi  e  forniture,  e  delle
procedure  applicate  in   materia   dalle   organizzazioni
internazionali e dalla Unione europea.
7. Le stazioni appaltanti possono adottare  capitolati,
contenenti la  disciplina  di  dettaglio  e  tecnica  della
generalita’ dei propri contratti o di specifici  contratti,
nel rispetto del presente codice e del regolamento  di  cui
al comma 1. I capitolati menzionati nel bando o nell’invito
costituiscono parte integrante del contratto.
8. Per gli  appalti  di  lavori  delle  amministrazioni
aggiudicatrici statali e’ adottato il capitolato  generale,
con decreto del Ministro delle infrastrutture,  sentito  il
parere del Consiglio superiore  dei  lavori  pubblici,  nel
rispetto del presente codice e del regolamento  di  cui  al
comma  1.  Tale  capitolato,   menzionato   nel   bando   o
nell’invito, costituisce parte integrante del contratto.
9. Il capitolato generale dei lavori pubblici di cui al
comma 8 puo’ essere richiamato nei bandi o negli inviti  da
parte   delle    stazioni    appaltanti    diverse    dalle
amministrazioni aggiudicatrici statali.
«Art.   112   (Verifica   della   progettazione   prima
dell’inizio dei lavori). –  (art. 30, commi 6 e  6-bis,  L.
n. 109/1994, 19, co. 1-ter, L. n. 109/1554)
1.  Nei  contratti  relativi  a  lavori,  le   stazioni
appaltanti verificano,  nei  termini  e  con  le  modalita’
stabiliti nel regolamento, la rispondenza  degli  elaborati
progettuali ai documenti di cui all’articolo 93, commi 1  e
2, e la loro conformita’ alla normativa vigente.
2. Nei contratti aventi ad oggetto la  sola  esecuzione
dei lavori, la verifica di cui al comma 1  ha  luogo  prima
dell’inizio delle procedure di affidamento.  Nei  contratti
aventi  ad  oggetto   l’esecuzione   e   la   progettazione
esecutiva,   ovvero   l’esecuzione   e   la   progettazione
definitiva  ed  esecutiva,   la   verifica   del   progetto
preliminare e di quello definitivo  redatti  a  cura  della
stazione appaltante hanno  luogo  prima  dell’inizio  delle
procedure  di  affidamento,  e  la  verifica  dei  progetti
redatti  dall’offerente  hanno  luogo   prima   dell’inizio
dell’esecuzione dei lavori.
3.  Al  fine  di  accertare  l’unita’  progettuale,  il
responsabile del procedimento, nei  modi  disciplinati  dal
regolamento, prima  dell’approvazione  del  progetto  e  in
contraddittorio con il progettista, verifica la conformita’
del progetto esecutivo  o  definitivo  rispettivamente,  al
progetto  definitivo  o  preliminare.  Al   contraddittorio
partecipa anche il progettista autore del progetto posto  a
base  della  gara,  che  si  esprime  in  ordine   a   tale
conformita’.
4.  Gli   oneri   derivanti   dall’accertamento   della
rispondenza  agli  elaborati  progettuali  sono  ricompresi
nelle risorse stanziate per la realizzazione delle opere.
4-bis.  Il  soggetto   incaricato   dell’attivita’   di
verifica deve essere munito,  dalla  data  di  accettazione
dell’incarico, di una  polizza  di  responsabilita’  civile
professionale, estesa al danno all’opera, dovuta ad  errori
od omissioni nello svolgimento dell’attivita’ di  verifica,
avente le  caratteristiche  indicate  nel  regolamento.  Il
premio  relativo  a  tale  copertura  assicurativa,  per  i
soggetti interni alla stazione appaltante, e’ a carico  per
intero   dell’amministrazione   di   appartenenza   ed   e’
ricompreso    all’interno     del     quadro     economico;
l’amministrazione di appartenenza vi deve obbligatoriamente
provvedere entro la data di validazione  del  progetto.  Il
premio e’ a carico del soggetto affidatario, qualora questi
sia soggetto esterno.
5. Con il regolamento sono disciplinate le modalita’ di
verifica dei progetti, attenendosi ai seguenti criteri:
a) per i lavori di importo  pari  o  superiore  a  20
milioni di euro, la  verifica  deve  essere  effettuata  da
organismi di controllo accreditati  ai  sensi  della  norma
europea UNI CEI EN ISO/IEC 17020;
b) per i lavori di importo inferiore a 20 milioni  di
euro, la  verifica  puo’  essere  effettuata  dagli  uffici
tecnici delle stazioni appaltanti ove il progetto sia stato
redatto  da  progettisti  esterni  o  le  stesse   stazioni
appaltanti dispongano di un sistema interno di controllo di
qualita’, ovvero da altri soggetti  autorizzati  secondo  i
criteri stabiliti dal regolamento;
6. Il regolamento disciplina modalita’ semplificate  di
verifica dei progetti eventualmente richiesti nei contratti
relativi a servizi e forniture, nel rispetto dei commi  che
precedono, in quanto compatibili.
1.  Le  Agenzie  comunicano  immediatamente  al  SUAP,  tramite  il
portale,  le  dichiarazioni   di   conformita’   costituenti   titolo
autorizzatorio rilasciate, le  attestazioni  rese  a  supporto  degli
Sportelli Unici e le istanze per  le  quali  e’  stata  accertata  la
mancanza dei presupposti per l’esercizio dell’attivita’ di impresa.
2.  Le   Amministrazioni   competenti   tengono   conto   di   tali
informazioni, raccolte in una banca dati integrata  con  il  portale,
accessibile da parte delle amministrazioni pubbliche  ai  fini  dello
svolgimento dell’attivita’ di vigilanza di cui all’articolo 5.
3.  Le  Agenzie  comunicano,  in  modalita’  telematica,  al   SUAP
territorialmente  competente  i  procedimenti  e  le  attivita’   che
intendono svolgere.
Attivita’ di vigilanza e controllo
1. Il Ministero  dello  sviluppo  economico  vigila  sull’attivita’
delle Agenzie. In caso di rilievo d’ufficio o su segnalazione,  anche
da parte di regioni, dei comuni e di altre amministrazioni pubbliche,
di  eventuali  inadempienze,  disfunzioni  o  irregolarita’,  ne  da’
comunicazione all’Agenzia interessata.
2. Entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione  di  cui
al comma 1, l’Agenzia e’ tenuta a fornire una  documentata  relazione
sulle misure correttive adottate, ovvero osservazioni.
3. Se le misure adottate o le osservazioni  fornite  sono  valutate
insufficienti o in caso di inutile  decorso  del  termine  di  trenta
giorni di cui al comma 2, il Ministero,  sentite  le  amministrazioni
competenti, adotta le conseguenti determinazioni relative anche  alla
eventuale sospensione o revoca dell’accreditamento.
4. Al fine di garantire la rispondenza dei servizi resi dal sistema
delle Agenzie alle esigenze dei  cittadini  e  delle  imprese,  e  di
promuovere il miglioramento dei relativi  livelli  di  efficienza,  i
Ministri dello sviluppo economico, per la semplificazione normativa e
per la pubblica amministrazione  e  l’innovazione,  d’intesa  con  la
Conferenza unificata, sentita  Unioncamere,  predispongono  linee  di
indirizzo per l’esercizio dell’attivita’ di vigilanza al  termine  di
sei mesi dalla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto  e
almeno ogni triennio successivo.
Attivita’ di divulgazione informativa
1. Il portale rende disponibile l’elenco delle Agenzie  accreditate
specificando l’ambito territoriale in cui operano e le attivita’  per
le quali sono accreditate nonche’ i relativi aggiornamenti.
2.  I  provvedimenti  di  accreditamento,  sospensione  e   revoca,
pubblicati per estratto nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
italiana ovvero nel Bollettino Ufficiale Regionale, sono inseriti per
esteso in apposita sezione del portale.
1. Le modifiche all’allegato del presente regolamento, previsto dal
comma 1 dell’articolo 3, sono adottate con decreto del Ministro dello
sviluppo  economico  sentiti  i  Ministri  per   la   semplificazione
normativa e per la pubblica amministrazione e l’innovazione.
1. Dall’attuazione delle disposizioni del presente regolamento  non
2. Sono esclusi contributi o sovvenzioni di qualsiasi tipo a carico
della finanza pubblica per il funzionamento delle Agenzie.
Brunetta,  Ministro  della   pubblica
Registrato alla Corte dei conti il 27 agosto 2010
registro n. 4, foglio n. 88
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 159 – Regolamento recante i requisiti e le modalita’ di accreditamento delle agenzie per le imprese, a norma dell’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0184) – (GU n. 229 del 30-9-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:28:13+00:00

References: art. 3

articolo 8
 articolo 9
 articolo  9
 articolo 8
 art. 6