Source: http://appalti-contratti.diritto.it/docs/25991-e-corretto-affermare-che-il-codice-degli-appalti-distingue-nettamente-tra-requisiti-di-partecipazione-alla-gara-e-criteri-attinenti-all-aggiudicazione-vera-e-propria-disciplinati-rispettivamente-
Timestamp: 2017-03-26 05:17:51+00:00

Document:
E’ corretto affermare che il Codice degli appalti distingue nettamente tra requisiti di partecipazione alla gara e criteri attinenti all’aggiudicazione vera e propria, disciplinati rispettivamente dagli art. 42 e 83 del D.lgs. 12 aprile 2006 n. 163? e’ :: Diritto & Diritti
All'indirizzo http://appalti-contratti.diritto.it/docs/25991-e-corretto-affermare-che-il-codice-degli-appalti-distingue-nettamente-tra-requisiti-di-partecipazione-alla-gara-e-criteri-attinenti-all-aggiudicazione-vera-e-propria-disciplinati-rispettivamente-
E’ corretto affermare che il Codice degli appalti distingue nettamente tra requisiti di partecipazione alla gara e criteri attinenti all’aggiudicazione vera e propria, disciplinati rispettivamente dagli art. 42 e 83 del D.lgs. 12 aprile 2006 n. 163? e’ Il D.lgs. 163/06 contiene una rigorosa distinzione tra criteri di idoneità tecnica e professionale dei fornitori e prestatori di servizi, di cui all’art. 42, che attengono alla selezione dell’offerente, e criteri di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più conveniente elencati a titolo esemplificativo nell’art. 83, che attengono viceversa alla scelta del contraente._ Il citato art. 42 recepisce l’art. 48 della direttiva 2004/18/CE nonché l’art. 14 del D.lgs. 17 marzo 1995 n. 157 (in tema di appalti di servizi) e l’art. 14 del D.lgs. 24 luglio 1992 n. 358 (in tema di appalti di forniture) e detta la disciplina dei requisiti soggettivi di partecipazione concernenti la capacità tecnica e professionale la cui valutazione opera sul piano della qualificazione soggettiva dei concorrenti e non del merito tecnico dell’offerta presentata. Pertanto, i documenti e requisiti idonei a comprovare la capacità tecnica dei partecipanti alla gara attengono alle capacità imprenditoriali e alla qualificazione del concorrente e non alla qualità tecnica del prodotto o del servizio che esso offre nella singola gara: è infatti ipotizzabile che un concorrente, ancorché fornito di tutti i requisiti di qualificazione, non sia in grado di offrire lo specifico prodotto o servizio oggetto dell’appalto, per la cui erogazione avrebbe, in astratto, tutti i titoli in termini di capacità organizzativa, di controllo di qualità e di serietà imprenditoriale. Viceversa, l’art. 83 del D.Lgs. 163/2006 elenca a titolo esemplificativo i criteri di valutazione dell’offerta nei casi di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, rientrando nella discrezionalità dell’amministrazione la scelta tra uno o più criteri di valutazione tra quelli indicati, come il prezzo, il termine di consegna, il costo di utilizzazione, il rendimento, la qualità, il carattere estetico e funzionale, il valore tecnico, il servizio post vendita e l'assistenza tecnica ovvero l’individuazione di ulteriori elementi purché attinenti all’oggetto dell’appalto.
Secondo la decisione 23 gennaio 2003 n. 1 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, il bando deve essere autonomamente impugnato solo qualora esso contenga clausole che impediscono la partecipazione alla gara, mentre l'onere di immediata impugnazione non può essere esteso alle prescrizioni del bando che condizionano anche indirettamente la formulazione dell'offerta economica. Al tempo stesso, la presentazione della domanda di partecipazione non costituisce acquiescenza e non impedisce la proposizione del ricorso.>
E' nella fase di selezione, infatti, che l'amministrazione include i criteri che ritiene necessari al fine di accertare la capacità dell’offerente a provvedere al servizio in questione richiedendo informazioni come l’esperienza, la competenza, le referenze, i lavori già realizzati, le risorse disponibili.>
In proposito, la circolare recepisce gli orientamenti maturati in sede comunitaria della Corte di Giustizia della Unione Europea che precisava sul punto nella sentenza del 19 giugno 2003 in causa C-315/01 GAT “la direttiva 93/36 osta a che, nell'ambito di una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico di forniture, l'amministrazione aggiudicatrice tenga conto delle diverse referenze relative ai prodotti proposti dagli offerenti ad altri clienti non già come criterio di verifica dell'idoneità dei primi ad eseguire l'appalto di cui si tratta, bensì come criterio di aggiudicazione dell'appalto stesso”.>
Si tratta di parametri oggettivi volti a misurare la qualità dell’offerta nella prestazione di un servizio che presenta aspetti tecnici ed articolati non agevolmente valutabili in base a semplici criteri empirici ma che presuppongono un apprezzamento in chiave prognostica delle pregresse esperienze maturate nel settore. Sul punto, la lex specialis appare coerente con la predetta circolare del 1 marzo 2007 che in proposito specifica “se l’aggiudicazione avviene in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, si possono determinare la qualità ed il valore tecnico dell’offerta prendendo in considerazione elementi come il metodo e l’organizzazione del lavoro ovvero la composizione del team proposto per lo svolgimento del servizio”.
Obbligo di immediata impugnazione per oneri alla partecipazione manifestatamente incomprensibili o sproporzionati Affermata la persistenza, pur dopo l’esecuzione della opera pubblica, dell’interesse a conseguire l’eventuale risarcimento dei danni
Relativamente al punto a) Ovvero alla rilevanza dell’intervenuta realizzazione dell’opera pubblica oggetto dell’appalto ai fini della procedibilità del ricorso proposto avverso l’esclusione od il diniego di aggiudicazione,
Relativamente al punto b) Ovvero alla portata dell’onere di immediata impugnazione delle clausole dei bandi di gara diverse da quelle riguardanti i requisiti di partecipazione alla procedura selettiva
Relativamente al punto c) Ovvero alla possibilità per il giudice amministrativo di disapplicare clausole del bando di gara o di concorso eventualmente in contrasto con il diritto comunitario
L´onere di immediata impugnazione del bando di gara è, normalmente, riferito alle clausole riguardanti requisiti soggettivi di partecipazione, anche se non può essere escluso in altri limitati casi (ad esempio, quando gli oneri imposti all´interessato ai fini della partecipazione risultino manifestatamente incomprensibili o implicanti oneri per la partecipazione del tutto sproporzionati per eccesso rispetto ai contenuti della gara o della procedura concorsuale). Pertanto, è generalmente escluso l´onere di immediata impugnazione nei seguenti casi: a) clausole riguardanti la composizione ed il funzionamento del seggio di gara; b) clausole che condizionano anche indirettamente, la formulazione dell´offerta economica (tra le quali anche quelle riguardanti il metodo di gara e la valutazione dell´anomalia); c) clausole che definiscono gli oneri formali di partecipazione. L´esecuzione (integrale o parziale) dell´appalto oggetto di una gara non determina il venir meno dell´interesse a ricorrere in capo al partecipante non aggiudicatario, e ciò non solo per la persistenza di un interesse morale, ma anche in relazione ad un eventuale giudizio risarcitorio volto a ristorare il ricorrente dal pregiudizio patito per effetto dell´illegittimità. Importante appare anche:
La giurisprudenza del Consiglio di Stato è concorde nell’ammettere la possibilità di prevedere requisiti di partecipabilità più rigorosi di quelli indicati nell’art. 14 D.Lgs. 17 marzo 1995 n. 157 purché non discriminanti, illogici e sproporzionati rispetto alla specificità del servizio oggetto dell'appalto e congrui rispetto alle regole proprie del settore
< D’altra parte, il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa di cui all'art. 23 comma 1 lett. d) D.Lgs. 17 marzo 1995 n. 157, esprime una realtà composita, in cui all'elemento quantitativo, si aggiunge quello qualitativo, valutabile anche in funzione della migliore affidabilità del servizio ai fini di considerare in concreto la qualità e l'affidabilità di quanto offerto, specialmente nei casi in cui venga preso in considerazione non soltanto il dato quantitativo (il volume d'affari delle partecipanti) ma anche quello qualitativo (qualità dei servizi svolti). Siffatta conclusione appare del resto conforme alla potestà delle amministrazioni individuata dall’art. 23, co. 6 del D.Lgs. n. 157/1995, come sostituito dall’art. 53 della legge 1° marzo 2002, n. 39, di individuare i parametri di valutazione e di ponderazione degli elementi dell’offerta, volti a garantire il corretto rapporto prezzo-qualità in relazione al servizio da affidare.>
Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 321 del 21 febbraio 2008 emessa dal Tar Puglia, Bari
sul ricorso numero di registro generale 689 del 2007, proposto da: ALFA s.r.l., rappresentata e difesa dagli avv.ti Piero Mazzola e Stefania Candiotto del Foro di Padova e Maria Goffredo del Foro di Bari, presso il cui studio elettivamente domicilia in Bari, via Egnatia n. 15; contro
Regione Puglia, rappresentata e difesa dall'avv. Nino Matassa, presso il cui studio elettivamente domicilia in Bari, via Andrea Da Bari n. 35; nei confronti di
BETA Automation s.p.a., rappresentata e difesa dagli avv.ti Mario Carrieri e Armida Petruzzelli, presso il cui studio elettivamente domicilia in Bari, piazza Umberto I, n. 49; Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio della BETA Automation s.p.a.;
uditi per le parti gli avv.ti Piero Mazzola per la ricorrente, Raffaele Daloiso su delega dell’avv. Nino Matassa per la Regione Puglia, Mario Carrieri per la BETA s.p.a.;
- analizzatori automatici tra quelli di rilevamento di monossido di carbonio, biossido di zolfo, ossidi di azoto, ozono, polveri totali ed altro;
- sensori meteo tra quelli di velocità e direzione del vento, temperatura, umidità relativa, radiazione solare, pressione atmosferica ed altro;
2) centri operativi territoriali. La dichiarazione doveva inoltre attestare, tra l’altro, la regolare esecuzione del servizio ed il numero delle stazioni e dei centri operativi territoriali gestiti.
- il Codice degli appalti che distingue nettamente tra requisiti di partecipazione alla gara e criteri attinenti all’aggiudicazione vera e propria, disciplinati rispettivamente dagli art. 42 e 83 del D.lgs. 12 aprile 2006 n. 163;
- la circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 1 marzo 2007 che, al dichiarato scopo di prevenire condanne allo Stato italiano ai sensi dell’art. 228 del Trattato CE, ha invitato le amministrazioni che indicono bandi di gara per l’affidamento di servizi pubblici da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più conveniente a non utilizzare ai fini della valutazione elementi attinenti all’esperienza o alla qualifica professionale, quali ad esempio servizi analoghi prestati in precedenza;
- i principi di logicità e ragionevolezza in quanto sarebbe stato attribuito un peso eccessivo al numero delle referenze, con attribuzione di 15 punti pari al 35% della soglia minima fissata in 45 punti per l’accesso alla successiva fase valutativa, avvantaggiando di fatto la BETA che disponeva di un maggior numero di stazioni di monitoraggio;
- nel verbale n. 3 del 22 febbraio 2007 sottovoci a1 (relazione sul piano di manutenzione ordinaria, preventiva e correttiva per stazione, analizzatori e sensori meteo), a2 (disponibilità di apparecchiature sostitutive) ed a3 (disponibilità stock di magazzino materiali di consumo e di ricambio);
- verbale n. 4 dell’8 marzo 2007 sottovoci b1 (relazione sulla struttura organizzativa della società), b2 (relazione sulla sicurezza); e sub criterio d (caratteristiche tecniche e qualitative degli analizzatori).
Il bando, infatti, si configura come atto amministrativo generale recante disposizioni dirette a regolare lo svolgimento di una specifica procedura volta alla scelta del contraente. Corollario di tale qualificazione è che esso non è, da solo, idoneo a provocare la concreta lesione di alcuna specifica posizione giuridica e, come tale, non è suscettibile di impugnazione se non congiuntamente al provvedimento che ne faccia applicazione nel caso concreto. La mera previsione della clausola illegittima non giustifica ancora il ricorso poiché l’interessato non sa se l’astratta potenzialità offensiva della clausola si tradurrà in un atto per lui lesivo. La giurisprudenza dominante sottolinea, peraltro, che se contiene clausole immediatamente lesive dell’interesse degli aspiranti concorrenti, il bando deve essere autonomamente e tempestivamente impugnato, con conseguente inammissibilità sia dell’impugnazione rivolta solo contro il provvedimento concretamente pregiudizievole, sia dell’impugnazione contestuale del bando e del provvedimento lesivo, ove siano decorsi i termini per l’impugnazione del bando stesso. Secondo la decisione 23 gennaio 2003 n. 1 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, il bando deve essere autonomamente impugnato solo qualora esso contenga clausole che impediscono la partecipazione alla gara, mentre l'onere di immediata impugnazione non può essere esteso alle prescrizioni del bando che condizionano anche indirettamente la formulazione dell'offerta economica. Al tempo stesso, la presentazione della domanda di partecipazione non costituisce acquiescenza e non impedisce la proposizione del ricorso.
Il citato art. 42 recepisce l’art. 48 della direttiva 2004/18/CE nonché l’art. 14 del D.lgs. 17 marzo 1995 n. 157 (in tema di appalti di servizi) e l’art. 14 del D.lgs. 24 luglio 1992 n. 358 (in tema di appalti di forniture) e detta la disciplina dei requisiti soggettivi di partecipazione concernenti la capacità tecnica e professionale la cui valutazione opera sul piano della qualificazione soggettiva dei concorrenti e non del merito tecnico dell’offerta presentata. Pertanto, i documenti e requisiti idonei a comprovare la capacità tecnica dei partecipanti alla gara attengono alle capacità imprenditoriali e alla qualificazione del concorrente e non alla qualità tecnica del prodotto o del servizio che esso offre nella singola gara: è infatti ipotizzabile che un concorrente, ancorché fornito di tutti i requisiti di qualificazione, non sia in grado di offrire lo specifico prodotto o servizio oggetto dell’appalto, per la cui erogazione avrebbe, in astratto, tutti i titoli in termini di capacità organizzativa, di controllo di qualità e di serietà imprenditoriale.
E' nella fase di selezione, infatti, che l'amministrazione include i criteri che ritiene necessari al fine di accertare la capacità dell’offerente a provvedere al servizio in questione richiedendo informazioni come l’esperienza, la competenza, le referenze, i lavori già realizzati, le risorse disponibili.
Viceversa, l’art. 83 del D.Lgs. 163/2006 elenca a titolo esemplificativo i criteri di valutazione dell’offerta nei casi di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, rientrando nella discrezionalità dell’amministrazione la scelta tra uno o più criteri di valutazione tra quelli indicati, come il prezzo, il termine di consegna, il costo di utilizzazione, il rendimento, la qualità, il carattere estetico e funzionale, il valore tecnico, il servizio post vendita e l'assistenza tecnica ovvero l’individuazione di ulteriori elementi purché attinenti all’oggetto dell’appalto.
In proposito, la circolare recepisce gli orientamenti maturati in sede comunitaria della Corte di Giustizia della Unione Europea che precisava sul punto nella sentenza del 19 giugno 2003 in causa C-315/01 GAT “la direttiva 93/36 osta a che, nell'ambito di una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico di forniture, l'amministrazione aggiudicatrice tenga conto delle diverse referenze relative ai prodotti proposti dagli offerenti ad altri clienti non già come criterio di verifica dell'idoneità dei primi ad eseguire l'appalto di cui si tratta, bensì come criterio di aggiudicazione dell'appalto stesso”.
Non si è quindi in presenza di criteri sostanzialmente speculari né sotto il profilo lessicale né sotto il punto di vista sostanziale. Difatti, ai fini dell’ammissione alla gara la lex specialis prende in considerazione un dato meramente statico e quantitativo attinente all’esperienza vantata dall’offerente nello specifico settore tecnico oggetto dell’appalto, in linea con i criteri specificati nella citata circolare del 1 marzo 2007: in altri termini in fase di ammissione è richiesta l’operatività nel settore da almeno un triennio senza attribuire rilevanza alla qualità o alla tipologia del servizio svolto.
Sul punto, il Consiglio di Stato nella decisione n. 3187 del 15 giugno 2001 (richiamato nella citata sentenza del T.A.R. siciliano) ha precisato che l’apprezzamento del “merito tecnico", deducibile dalla valutazione delle pregresse esperienze professionali non può rappresentare che uno degli elementi valutabili ed in quanto tale non può assumere un peso sproporzionato rispetto agli altri elementi (ovvero superiore al 50%) ed è quindi possibile, come nel caso sottoposto al predetto tribunale, attribuire allo stesso un peso pari al 35%. Il primo motivo di doglianza, pertanto, non appare condivisibile.
Invero, a pagina 10 del capitolato speciale è espressamente richiesto che gli analizzatori di particolato PM10 devono essere certificati secondo il DM 60/02 e a pagina 8 del disciplinare di gara è prevista l’esclusione della gara qualora l’offerta non risponda alle prescrizioni minime di capitolato. In proposito, con memoria del 5 luglio 2007 la BETA esibiva la certificazione richiesta ai sensi del D.M. 60/02 rilasciata il 16 gennaio 2004 dell’Istituto inquinamento atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche attestanti il regolare rilascio della predetta certificazione in linea con la legislazione vigente richiamata, con una validità di tre anni. Con la nota menzionata la controinteressata ha altresì prodotto copia della missiva del 3 gennaio 2007 inviata dal medesimo C.N.R. attestante la vigenza e regolarità della precedente comunicazione del 2004 Il rilascio di tale certificazione costituisce pertanto condizione necessaria e sufficiente per comprovare la conformità dello strumento tecnico menzionato alla normativa tecnica di settore.
- dichiara inammissibile il ricorso incidentale.
Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 23 gennaio 2008 con l'intervento dei Magistrati:
Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 23 gennaio /01/2008 con l'intervento dei Magistrati:
E’ corretto affermare che il Codice degli appalti distingue nettamente tra requisiti di partecipazione alla gara e criteri attinenti all’aggiudicazione vera e propria, disciplinati rispettivamente dagli art. 42 e 83 del D.lgs. 12 aprile 2006 n. 163? e’ Pubblicato
Il D.lgs. 163/06 contiene una rigorosa distinzione tra criteri di idoneità tecnica e professionale dei fornitori e prestatori di servizi, di cui all’art. 42, che attengono alla selezione dell’offerente, e criteri di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più conveniente elencati a titolo esemplificativo nell’art. 83, che attengono viceversa alla scelta del contraente._ Il citato art. 42 recepisce l’art. 48 della direttiva 2004/18/CE nonché l’art. 14 del D.lgs. 17 marzo 1995 n. 157 (in tema di appalti di servizi) e l’art. 14 del D.lgs. 24 luglio 1992 n. 358 (in tema di appalti di forniture) e detta la disciplina dei requisiti soggettivi di partecipazione concernenti la capacità tecnica e professionale la cui valutazione opera sul piano della qualificazione soggettiva dei concorrenti e non del merito tecnico dell’offerta presentata. Pertanto, i documenti e requisiti idonei a comprovare la capacità tecnica dei partecipanti alla gara attengono alle capacità imprenditoriali e alla qualificazione del concorrente e non alla qualità tecnica del prodotto o del servizio che esso offre nella singola gara: è infatti ipotizzabile che un concorrente, ancorché fornito di tutti i requisiti di qualificazione, non sia in grado di offrire lo specifico prodotto o servizio oggetto dell’appalto, per la cui erogazione avrebbe, in astratto, tutti i titoli in termini di capacità organizzativa, di controllo di qualità e di serietà imprenditoriale. Viceversa, l’art. 83 del D.Lgs. 163/2006 elenca a titolo esemplificativo i criteri di valutazione dell’offerta nei casi di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, rientrando nella discrezionalità dell’amministrazione la scelta tra uno o più criteri di valutazione tra quelli indicati, come il prezzo, il termine di consegna, il costo di utilizzazione, il rendimento, la qualità, il carattere estetico e funzionale, il valore tecnico, il servizio post vendita e l'assistenza tecnica ovvero l’individuazione di ulteriori elementi purché attinenti all’oggetto dell’appalto. Merita di essere segnalata la sentenza numero 321 del 21 febbraio 2008 emessa dal Tar Puglia, Bari per alcuni importanti insegnamenti in essa contenuti. Prima di tutto in merito all’obbligo di immediato ricorso al bando: < Si assume che la ricorrente avrebbe percepito l’immeditata lesività del criterio di aggiudicazione impugnato, tanto è
è vero che con nota dell’11 ottobre 2006 esponeva le proprie doglianze alla stazione appaltante anticipando le censure oggetto del presente giudizio. Pertanto, essa avrebbe dovuto impugnare immediatamente il bando di gara nei termini di legge, trattandosi di clausole con effetti lesivi immediati, concreti ed attuali. L’eccezione non è fondata. Il bando, infatti, si configura come atto amministrativo generale recante disposizioni dirette a regolare lo svolgimento di una specifica procedura volta alla scelta del contraente. Corollario di tale qualificazione è che esso non è, da solo, idoneo a provocare la concreta lesione di alcuna specifica posizione giuridica e, come tale, non è suscettibile di impugnazione se non congiuntamente al provvedimento che ne faccia applicazione nel caso concreto. La mera previsione della clausola illegittima non giustifica ancora il ricorso poiché l’interessato non sa se l’astratta potenzialità offensiva della clausola si tradurrà in un atto per lui lesivo. La giurisprudenza dominante sottolinea, peraltro, che se contiene clausole immediatamente lesive dell’interesse degli aspiranti concorrenti, il bando deve essere autonomamente e tempestivamente impugnato, con conseguente inammissibilità sia dell’impugnazione rivolta solo contro il provvedimento concretamente pregiudizievole, sia dell’impugnazione contestuale del bando e del provvedimento lesivo, ove siano decorsi i termini per l’impugnazione del bando stesso. Secondo la decisione 23 gennaio 2003 n. 1 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, il bando deve essere autonomamente impugnato solo qualora esso contenga clausole che impediscono la partecipazione alla gara, mentre l'onere di immediata impugnazione non può essere esteso alle prescrizioni del bando che condizionano anche indirettamente la formulazione dell'offerta economica. Al tempo stesso, la presentazione della domanda di partecipazione non costituisce acquiescenza e non impedisce la proposizione del ricorso.> Ma veniamo alla questione fondamentale < In proposito, la giurisprudenza ha chiarito che “La qualificazione alla
E’ corretto affermare che il Codice degli appalti distingue nettamente tra requisiti di partecipazione alla gara e criteri attinenti all’aggiudicazione vera e propria, disciplinati rispettivamente dagli art. 42 e 83 del D.lgs. 12 aprile 2006 n. 163? e’ Pubblicato in coperture assicurative
Autore: Lazzini Sonia	Il D.lgs. 163/06 contiene una rigorosa distinzione tra criteri di idoneità tecnica e professionale dei fornitori e prestatori di servizi, di cui all’art. 42, che attengono alla selezione dell’offerente, e criteri di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più conveniente elencati a titolo esemplificativo nell’art. 83, che attengono viceversa alla scelta del contraente._ Il citato art. 42 recepisce l’art. 48 della direttiva 2004/18/CE nonché l’art. 14 del D.lgs. 17 marzo 1995 n. 157 (in tema di appalti di servizi) e l’art. 14 del D.lgs. 24 luglio 1992 n. 358 (in tema di appalti di forniture) e detta la disciplina dei requisiti soggettivi di partecipazione concernenti la capacità tecnica e professionale la cui valutazione opera sul piano della qualificazione soggettiva dei concorrenti e non del merito tecnico dell’offerta presentata. Pertanto, i documenti e requisiti idonei a comprovare la capacità tecnica dei partecipanti alla gara attengono alle capacità imprenditoriali e alla qualificazione del concorrente e non alla qualità tecnica del prodotto o del servizio che esso offre nella singola gara: è infatti ipotizzabile che un concorrente, ancorché fornito di tutti i requisiti di qualificazione, non sia in grado di offrire lo specifico prodotto o servizio oggetto dell’appalto, per la cui erogazione avrebbe, in astratto, tutti i titoli in termini di capacità organizzativa, di controllo di qualità e di serietà imprenditoriale. Viceversa, l’art. 83 del D.Lgs. 163/2006 elenca a titolo esemplificativo i criteri di valutazione dell’offerta nei casi di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, rientrando nella discrezionalità dell’amministrazione la scelta tra uno o più criteri di valutazione tra quelli indicati, come il prezzo, il termine di consegna, il costo di utilizzazione, il rendimento, la qualità, il carattere estetico e funzionale, il valore tecnico, il servizio post vendita e l'assistenza tecnica ovvero l’individuazione di ulteriori elementi purché attinenti all’oggetto dell’appalto.
sentenza - (27/05/2010) - Gare pubbliche e requisiti di partecipazione sentenza - (06/05/2010) - L’interpretazione del bando di gara
Vanacore Giorgio - (16/10/2008) - Sui requisiti della compensazione
Bellagamba Lino - (27/03/2008) - Requisito della qualità e autocertificazione
Salierno Fabio - (27/09/2007) - Considerazione sul Codice dei contratti pubblici	Dona Massimiliano - (11/05/2006) - In difesa del codice del consumo

References: art. 42
 art. 42
 art. 42
 sentenza 
 sentenza 
 art. 42
 art. 42
 sentenza 
 sentenza 
 art. 42
 art. 42
 sentenza 
 art. 42
 art. 42

sentenza 
 sentenza