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Timestamp: 2018-07-19 09:54:04+00:00

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PEGLI - legge regionale 21 marzo 1994
legge regionale 21 marzo 1994 n. 12
Disciplina della cooperazione tra Regione ed enti locali e norme in materia di riordino territoriale e di incentivi all' unificazione dei comuni.
(Generalita')
1. La presente legge disciplina la cooperazione tra la Regione anche attraverso i suoi enti strumentali e gli enti locali al fine di garantire una maggiore efficienza nell' esercizio dell' azione amministrative e persegue l' obiettivo di favorire l' unificazione dei comuni sia attraverso il programma di cui all' articolo 10 sia mediante la predisposizione di un sistema di incentivi connessi agli istituti e ai poteri stabiliti dalla legge 8 giugno 1990 n. 142.
(Interventi regionali per favorire l' associazionismo tra enti locali)
1. I benefici economici previsti dalle vigenti leggi regionali a favore dei consorzi tra enti locali sono estesi alle unioni di comuni ed ai comuni e alle province che abbiano stipulato convenzioni ai sensi dell' articolo 24 della legge n. 142/ 1990. Le convenzioni indicano l' ente che deve presentare la domanda di contributo e provvedere all' introito della stessa.
(Convenzioni fra enti locali)
1. In attuazione dell' articolo 24 comma 3 della legge n. 142/ 1990 la Giunta regionale adotta un disciplinare - tipo per categorie di opere o servizi indicando le modalita' per l' appalto dell' opera o per il conferimento del servizio nonche' per la gestione degli stessi.
(Diffusione di informazioni)
1. Al fine di realizzare un efficiente sistema delle autonomie locali la Regione avvalendosi anche dello Sportello enti locali di cui alla legge regionale 4 settembre 1992 n. 25 garantisce lo scambio di informazioni e di notizie di carattere generale e specifico di reciproco interesse tra la Regione stessa i comuni le province e le comunita' montane anche attraverso l' utilizzo di supporti informatici.
PROCEDIMENTO PER L' ISTITUZIONE DI NUOVI COMUNI E PER IL MUTAMENTO DELLE CIRCOSCRIZIONI E DELLE DENOMINAZIONI COMUNALI
(Presupposti dei provvedimenti legislativi)
1. L' istituzione di nuovi comuni e la modificazione delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali avviene con legge regionale nel rispetto delle procedure previste dalle disposizioni contenute nel presente titolo. 2. L' istituzione di nuovi comuni o il mutamento delle circoscrizioni comunali devono rispondere ad obiettive esigenze nonche' di piu' funzionale ed economica organizzazione gestione ed utilizzazione dei servizi secondo i principi stabiliti dalla legge n. 142/ 1990. 3. Si puo' procedere al mutamento della denominazione del comune quando ricorrano esigenze toponomastiche storiche culturali o turistiche ovvero nelle ipotesi indicate all' articolo 9. In nessun caso la nuova denominazione puo' riferirsi a persone viventi.
1. I progetti di legge relativi all' istituzione di nuovi comuni o al mutamento delle circoscrizioni o denominazioni comunali devono essere motivati con particolare riferimento ai presupposti previsti dall' articolo 5 commi 2 e 3. 2. Ai sensi dell' articolo 9 dello Statuto regionale l' iniziativa legislativa per i progetti di cui al comma 1 e' esercitata anche dai cittadini dai consigli comunali e dai consigli provinciali. 3. La relazione illustrativa dei progetti di legge presentati in esecuzione del programma regionale di cui all' articolo 10 devono indicare la conformita' alle indicazioni contenute nel programma stesso; negli altri casi deve indicare la corrispondenza comunque esistente tra la variazione proposta e i criteri generali di cui all' articolo 11. 4. Al fini di promuovere la fusioni di tutti o parte dei comuni associati compresi nel proprio ambito territoriale le comunita' montane possono presentare apposita istanza all' Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale affinche' venga esercitata l' iniziativa legislativa secondo la procedura prevista dai commi 6 e 7. 5. I consigli comunali o la maggioranza degli elettori residenti in un comune che non siano in grado di attivare l' iniziativa legislativa di cui al comma 2 non sussistendo i presupposti previsti dall' articolo 9 dello Statuto regionale possono presentare istanza all' Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale affinche' si promuova il necessario procedimento. Le firme degli elettori richiedenti devono essere raccolte secondo le modalita' indicate dalla legge regionale 28 novembre 1977 n. 44. 6. L' Ufficio di Presidenza ricevuta l' istanza la trasmette ai comuni e alle comunita' montane interessati per la formulazione del parere previsto dall' articolo 7 comma 2. Il Consiglio regionale entro i trenta giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 2 di tale articolo delibera in merito all' accoglimento dell' istanza motivando circa le ragioni di una eventuale reiezione. 7. Con la delibera di accoglimento dell' istanza il Consiglio regionale affida alla Giunta l' incarico di elaborare entro trenta giorni il conseguente disegno di legge indice il referendum consultivo stabilisce il quesito da sottoporre alla consultazione popolare ed individua l' ambito territoriale entro cui gli elettori saranno chiamati a votare.
(Pareri degli enti territoriali interessati)
1. I progetti di legge per l' istituzione di nuovi comuni o per il mutamento delle circoscrizioni o delle denominazioni comunali sono trasmessi entro sette giorni ai comuni ed alle comunita' montane interessati per la formulazione entro trenta giorni dalla ricezione di un parere di merito dei rispettivi consigli. Il parere dei comuni non e' richiesto per i progetti di legge presentati ad opera dei comuni stessi; il parere delle comunita' montane non e' richiesto per i progetti elaborati in conformita' all' istanza di cui all' articolo 6 comma 4. 2. Il parere dei comuni e delle comunita' montane interessati viene sentito altresi' in relazione alle istanze presentate ai sensi dell' articolo 6 commi 4 e 5. Tale parere che deve essere formulato entro trenta giorni dalla ricezione delle istanze non e' richiesto ai comuni o alle comunita' montane promotori delle istanze medesime. 3. Dopo l' espletamento dei referendum consultivi di cui al titolo III i disegni di legge sono trasmessi entro trenta giorni alla provincia competente per territorio per la formulazione entro trenta giorni dalla ricezione. di un parere di merito del consiglio provinciale. Tale parere non e' richiesto per i progetti di legge presentati dalla provincia. 4. Il parere della provincia viene formulato entro trenta giorni dalla presentazione del progetto di legge anche nel caso previsto dall' articolo 6 comma 8.
1. L' istituzione di nuovi comuni puo' avere luogo nei seguenti casi: a) fusione di due o piu' contermini; b) costituzione in comune o in comuni autonomi di una o piu' frazioni borgate o parti di territorio di uno stesso comune o di comuni distinti.
(Modificazioni delle circoscrizioni comunali)
1. Danno luogo a modificazione delle circoscrizioni comunali: a) l' incorporazione di un comune in un altro contermine; b) l' ampliamento del territorio di un comune al quale viene aggregata parte del territorio contermine di un altro comune.
(Programma di modifica delle circoscrizioni comunali e di fusione di piccoli comuni)
1. La Giunta regionale provvede entro sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge ad adottare un programma di modifica delle circoscrizioni comunali e di fusione dei piccoli comuni con eventuale istituzione di municipi previo parere degli enti locali interessati. 2. Tale programma indica le ipotesi di modifica territoriale di fusione dei piccoli comuni di istituzione di unioni intercomunali prevedendo le relative delimitazioni territoriali e specificando i tempi di attuazione. 3. Al fine di consentire l' espressione del parere di cui al comma 1 ai comuni alle province e alle comunita' montane interessate alla collaborazione del programma la Giunta regionale provvede a far pubblicare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge nella parte seconda del Bollettino Ufficiale della Regione apposito avviso - contenente l' indicazione delle linee di orientamento dei tempi di attuazione e dei provvedimenti di natura finanziaria - con invito a far pervenire proposte ed osservazioni. Queste possono anche riferirsi ad esigenze territoriali con particolare riguardo alle situazioni in cui l' attuale dimensione comunale non consente la presenza di apparati amministrativi adeguati. 4. Le proposte ed osservazioni formulate dagli enti locali interessati devono pervenire entro sessanta giorni dalla pubblicazione dell' avviso di cui al comma 3. 5. Il programma di cui al presente articolo viene approvato dal Consiglio regionale e aggiornato ogni cinque anni. 6. La Giunta regionale presenta entro i tre mesi successivi i disegni di legge conseguenti all' approvazione del programma.
(Criteri per la predisposizione del programma)
1. Il programma di cui all' articolo 10 e' predisposto sulla base dei presupposti indicati dall' articolo 5 e tenendo conto in particolare dei seguenti criteri: a) in casi di istituzione di un nuovo comune secondo le modalita' di cui alla lettera b) dell' articolo 8 occorre: 1) che il nuovo comune abbia una popolazione superiore a 10.000 abitanti e che la sua costituzione non comporti che altri comuni scendano al di sotto di tale limite; 2) che il nuovo comune presenti disponibilita' di mezzi finanziari ed economici sufficienti a provvedere all' esercizio delle proprie funzioni istituzionali e all' organizzazione e gestione dei pubblici servizi; 3) che sussista una obiettiva separazione in rapporto alla situazione dei luoghi ed alle tradizioni locali tra il nuovo comune e quelli originari. b) nei casi di fusione o piu' comuni contermini e nei casi di modificazione delle circoscrizioni comunali previsti dall' articolo occorre valutare: 1) le condizioni di separatezza geomorfologica e topografica dei luoghi; 2) l' esistenza di rapporti di stretta integrazione in ordine alle attivita' economiche ai servizi essenziali alla vita sociale e alle relazioni culturali; 3) l' esigenza di realizzare una piu' adeguata ed economica organizzazione e distribuzione territoriale dei servizi con particolare riferimento al sistema dei trasporti e della viabilita' avuto anche riguardo ai piani ed ai programmi regionali; 4) l' esigenza di conseguire una piu' efficace razionalizzazione degli strumenti di pianificazione territoriale anche in vista di una qualificazione degli abitanti; 5) l' esigenza di assicurare una migliore realizzazione degli obiettivi previsti dal programma regionale di sviluppo; 6) l' esistenza di forma di collaborazione in atto con particolare riguardo ad unioni di comuni a comunita' montane ad unita' sanitarie locali ad autorita' di bacino e a gestioni associate di servizi. 2. Il programma indica i criteri generali relativi alle modalita' di erogazione di utilizzazione e di riparto dei contributi di cui agli articoli 12 e 17.
(Contributi straordinari per la fusione di comuni)
1. Al fine di favorire il miglioramento delle strutture e dei servizi attraverso la fusione di comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti anche con comuni aventi popolazione superiore la Regione eroga al comune risultante dalla fusione un contributo straordinario per un ammontare non inferiore a lire 250.000.000 nonche' per i dieci anni successivi alla fusione stessa contributi annuali riferiti alla popolazione di ognuno dei comuni inferiori a 5.000 abitanti nelle misure di: a) 20.000 lire per abitante fino a 1.000 abitanti; b) 15.000 lire per abitante per abitanti oltre 1.000 e fino a 2.000; c) 8.000 lire per abitante per abitanti oltre i 2.000 e fino a 5.000. 2. La legge regionale di fusione sulla base dei criteri di cui all' articolo 11 comma 2 della presente legge e nel rispetto dei criteri di cui all' articolo 11 ultimo comma della legge n¨ 142/ 1990 stabilisce le modalita' di erogazione utilizzo e riparto dei contributi previsti dal comma 1. 3. Tale legge puo' stabilire che la fusione costituisca titolo di priorita' ai fini del riparto dei finanziamenti regionali derivanti da leggi di settore.
(Istituzione di municipi)
1. Nel caso di fusione di due o piu' comuni contigui la legge regionale istitutiva del nuovo comune puo' disporre che nel territorio dei comuni fusi siano istituiti ai sensi dell' articolo 12 della legge n. 142/ 1990 e con effetto dalla data di entrata in vigore della legge stessa municipi con il compito di gestire i servizi di base nonche' le altre funzioni eventualmente delegate dal comune. 2. I comuni originari sono comunque eretti a sede di municipio conservando la denominazione in atto ed eventuali altri municipi possono essere istituiti per scorporo dal loro territorio. 3. Le istituzioni di municipi devono essere previste nel programma di cui all' articolo 10.
DISCIPLINA DEL REFERENDUM CONSULTIVO. PROVVEDIMENTI SUCCESSIVI AL REFERENDUM
(Indizione del referendum consultivo)
1. Progetti di legge ed i pareri eventualmente formulati entro il termine di cui all' articolo 7 comma 1 sono esaminati dal Consiglio regionale che qualora ritenga proponibile il progetto delibera l' indizione del referendum consultivo. 2. La deliberazione adottata dal Consiglio regionale definisce il quesito da sottoporre alla consultazione popolare e l' ambito territoriale entro cui gli elettori saranno chiamati a votare.
(modalita' di indizione e svolgimento del referendum)
1. Le modalita' di indizione e di svolgimento del referendum consultivo gli oneri economici nonche' gli adempimenti del Consiglio regionale successivi al referendum stesso sono disciplinati dalle disposizioni contenute nel capo II del titolo II della legge regionale 28 novembre 1977 n. 44.
(Contributi straordinari per la costituzione di unioni di comuni)
1. Al fine di promuovere la costituzione di unione di comuni ai sensi dell' articolo 26 comma 8 della legge n. 142/ 1990 la Giunta regionale nei limiti delle disponibilita' di bilancio sulla base dei criteri individuati nel programma di cui all' articolo 8 assegna ad ogni unione che si costituisca e ne faccia richiesta un contributo straordinario nonche' per i dieci anni successivi contributi annuali proporzionali al numero degli abitanti. 2. Trascorsi dieci anni dalla costituzione dell' unione senza che si sia proceduto alla fusione il Consiglio regionale per attuare la costituzione in comune dell' unione delibera l' indizione del referendum consultivo previa presentazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge volto a realizzare la fusione.
(Determinazione di sedi comunali e municipali mutamenti denominazioni delle frazioni e delle borgate delimitazione territoriale della frazioni)
1. La provincia competente per territorio e' delegata a provvedere sulle richieste motivate dei Consigli comunali interessati relative: a) alla determinazione della sede comunale e municipale in relazione alle esigenze economiche sociali ed amministrative; b) alla delimitazione territoriale delle frazioni finalizzata ad una migliore attuazione degli interessi locali; c) alla determinazione e rettifica dei confini comunali.
(Disposizioni per la vigilanza)
1. La Giunta regionale esercita i poteri di vigilanza e di iniziativa in ordine alle funzioni delegate. 2. In caso di persistente inattivita' dell' ente delegato la Giunta regionale dispone ai sensi dell' articolo 64 dello Statuto la revoca della delega. 3. La Giunta regionale trasferisce alle province con proprio provvedimento le risorse finanziarie necessarie per l' esercizio delle funzioni delegate.
1. La regolarizzazione dei rapporti conseguenti all' istituzione di nuovi comuni o al mutamento delle circoscrizioni comunali e' delegata alla provincia competente per territorio tenuto conto dei principi riguardanti la successione delle persone giuridiche e di quanto disposto in proposito dal provvedimento legislativo regionale di variazione delle circoscrizioni. 2. I regolamenti i provvedimenti amministrativi e gli strumenti urbanistici dei comuni di origine restano in vigore sino a quando non vi provveda il comune di nuova istituzione o il comune la cui circoscrizione risulti ampliata.
(Determinazione e rettifica dei confini)
1. Qualora il confine tra due o piu' comuni non risulti delimitato da segni naturali facilmente riconoscibili o sia comunque incerto i comuni interessati possono proporre la determinazione o se occorre la rettifica dei confini mediante accordo. 2. Qualora i comuni non si accordino sulle modalita' della determinazione o della rettifica da effettuare il provvedimento e' assunto dalla provincia competente per territorio ai sensi dell' articolo 18 la quale provvede d' ufficio o su richiesta di uno dei comuni esaminate le osservazioni degli altri enti interessati ovvero dal Presidente della Giunta regionale qualora i comuni appartengano a provincie diverse.
1. Fino all' adozione delle procedure specifiche previste dalla normativa sull' area metropolitana per gli interventi relativi ai comuni in essa ricompresi oltre ai criteri di cui all' articolo 11 dovra' essere rispettato nell' ambito di quanto previsto dalla legge regionale 22 luglio 1991 n. 12 il criterio di coerenza con i confini territoriali dell' area stessa.
1. In applicazione dell' articolo 61 comma 1 della legge n. 142/ 1990 cessano le competenze regionali sugli atti costitutivi modificativi ed estintivi dei consorzi tra enti locali anche se esercitate per delega. 2. Restano ferme le disposizioni di cui alla legge regionale 6 giugno 1988 n. 21 " Riordino e programmazione dei servizi sociali della Regione Liguria" per quanto concerne le forme associative fra enti locali in materia di assistenza sociale.
1. Agli oneri derivanti dall' attuazione della presente legge si provvede mediante prelevamento di lire 2.000.000.000 in termini di competenza e di cassa dal capitolo 9500 " Fondo occorrente per far fronte ad oneri dipendenti da provvedimenti legislativi in corso concernenti spese correnti per funzioni normali" dello stato di previsione della spesa di bilancio per l' anno finanziario 1994 ed istituzione nel medesimo stato di previsione dei seguenti capitoli:
1. Agli oneri derivanti dall' attuazione della presente legge si provvede mediante prelevamento di lire 2.000.000.000 in termini di competenza e di cassa dal capitolo 9500 " Fondo occorrente per far fronte ad oneri dipendenti da provvedimenti legislativi in corso concernenti spese correnti per funzioni normali" dello stato di previsione della spesa di bilancio per l' anno finanziario 1994 ed istituzione nel medesimo stato di previsione dei seguenti capitoli: - 0508 " Contributi straordinari per la fusione di comuni e per la costituzione di unioni di comuni" con lo stanziamento di 2.000.000.000 in termini di competenza e di cassa;
- 0509 " Contributi annuali per la fusione di comuni e per la costituzione di unioni di comuni" per memoria. 2. Agli oneri per gli esercizi successivi si provvede con i relativi bilanci.

References: articolo 10
 articolo 24
 articolo 24
 articolo 9
 articolo 5
 articolo 9
 articolo 10
 articolo 11
 articolo 9
 articolo 7
 articolo 6
 articolo 6
 articolo 6
 articolo 10
 articolo 5
 articolo 8
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 12
 articolo 10
 articolo 7
 articolo 26
 articolo 8
 articolo 64
 articolo 18
 articolo 11
 articolo 61