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Timestamp: 2019-03-25 10:04:36+00:00

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L. 03/01/1981, n. 6 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN697
G.U. 14/01/1981, n. 12
(Con le modifiche introdotte dalla L. 11-10-1990, n. 290)
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Art. 1.--Prestazioni
l) La Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti corrisponde le seguenti pensioni:
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Art. 2.--Pensione di vecchiaia
1) La pensione di vecchiaia è corrisposta a coloro che abbiano compiuto almeno sessantacinque anni di età, dopo almeno trenta anni di iscrizione e contribuzione alla Cassa. La pensione è pari, per ogni anno di iscrizione e contribuzione, al due per cento della media dei più elevati dieci redditi annuali professionali rivalutati, dichiarati dalÌ iscritto ai fini dell' imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) risultanti dalle dichiarazioni relative ai quindici anni solari anteriori alla maturazione del diritto a pensione o alla domanda di pensione presentata ai sensi del secondo comma dell' articolo 1.
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Art. 3.--Pensione di anzianità
1) La pensione di anzianità è corrisposta a coloro che abbiano compiuto almeno 35 anni di effettiva iscrizione e di contribuzione alla Cassa.
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Art. 4.--Pensione di inabilità
1) La pensione di inabilità spetta all' iscritto qualora concorrano le seguenti condizioni:
a) la capacità dell' iscritto all' esercizio della professione sia esclusa, a causa di malattia od infortunio sopravvenuti all' iscrizione, in modo permanente e totale;
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Art. 5.--Pensione di invalidità
1) La pensione di invalidità spetta all' iscritto la cui capacità all' esercizio della professione sia ridotta in modo continuativo per infermità o difetto fisico o mentale, sopravvenuti dopo l' iscrizione, a meno di un terzo. Debbono altresì concorrere le condizioni di cui all' articolo 4, primo comma, lettera b).
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Art. 6.--Norme comuni alle pensioni di inabilità e invalidità
1) Le modalità per l' accertamento dell' inabilità e dell' invalidità sono stabilite con regolamento deliberato dal Comitato nazionale dei delegati ed approvato con decreto del Ministro del lavoro e
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Art. 7.--Pensioni di reversibilità ed indirette
1) Le pensioni di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5 sono reversibili ai superstiti, nei casi ed alle condizioni stabilite per gli impiegati dello Stato, secondo le disposizioni seguenti:
a) al coniuge, nella misura e con l' aggiunta, per ogni figlio minorenne o maggiorenne inabile a proficuo lavoro, previste dal comma 2;
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Art. 8.--Pagamento delle pensioni
1) Le pensioni sono pagate in tredici mensilità di eguale importo. La tredicesima mensilit&agr
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Art. 9.--Contributo soggettivo
1) Il contributo soggettivo obbligatorio, a carico di ogni iscritto alla Cassa, è pari alle seguenti percentuali del reddito professionale netto prodotto nell' anno, quale risulta dalla relativa dichiarazione ai fini dell' IRPEF e dalle successive definizioni:
a) sul reddito sino a lire "120
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Art. 10.--Contributo integrativo
1) A partire dal 1° gennaio del secondo anno successivo all' entrata in vigore della presente legge, tutti gli iscritti agli albi di ingegnere e di architetto devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume annuale d' affari ai fini dell' IVA e versarne alla Cassa l' ammontare indipendentemente dall' effettivo pagamento che ne abbia eseguito il debitore. La maggiorazione è ripetibile nei confronti di quest' ultimo.
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Art. 11.--Fondo di garanzia
1) Il fondo di garanzia deve essere di importo pari ad almeno due annualità della somma delle pensioni da erogare. Detto fondo deve essere costituito da capita
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Art. 12.--Variabilità dei contributi
1) La percentuale di cui all' articolo 9, primo comma, lettera a), può essere variata, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto col Ministro del tesoro, ogni due anni, con effetto dal 1° gennaio successivo. Essa non può eccedere il 15 per cento. La prima variazione può avvenire nel 1983, con effetto dal 1° gennaio 1984.
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Art. 13.--Soppressione di contributi
1) Il contributo di cui all' articolo 24 della legge 4 marzo 1958, n. 179, ed all' articolo 5 della l
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Art. 14.--Rivalutazione dei redditi
1) Le entità dei redditi da assumere per il calcolo delle medie di riferimento delle pensioni di cui agli articoli da 2 a 7, sono rivalutate secondo l' andamento dell' indice I
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Art. 15.--Rivalutazione delle pensioni e dei contributi
1) Con delibera del consiglio di amministrazione, gli importi delle pensioni erogate dalla Cassa sono aumentati in proporzione all
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Art. 16.--Comunicazioni obbligatorie alla Cassa
1) Tutti gli iscritti agli albi degli ingegneri e degli architetti devono comunicare alla Cassa con lettera raccomandata, da inviare entro trenta giorni dalla data prescritta per la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi, l' ammontare del reddito professionale di cui all' articolo 9 dichiarato ai fini dell' lRPEF per l' anno precedente nonché il volume complessivo d' affari di cui all' articolo 10 dichiarato ai fini dell' lVA per il medesimo anno. La comunicazione deve essere fatta anche se le dichiarazioni fiscali non sono state presentate o sono negative e deve contenere l' indicazione del codice fiscale e della partita IVA.
2) Sono esonerati da
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Art. 17.--Pagamento dei contributi
1) I contributi minimi di cui all' articolo 9, secondo comma, e all' articolo 10, terzo comma, sono riscossi mediante ruoli, ai sensi del sesto comma del presente articolo.
2) Le eventuali eccedenze rispetto ai contributi minimi sono versate per metà contestualmente alla comunicazione annuale di cui all' articolo 16, e per l'
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Art. 18.--Prescrizione dei contributi
1) La prescrizione dei contributi dovuti alla Cassa e di ogni relativo accessorio si compie con il de
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Art. 19.--Controllo delle comunicazioni
1) La Cassa ha facoltà di esigere dall' iscritto e dagli aventi diritto a pensione indiretta, all'
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Art. 20.--Restituzione dei contributi
1) Coloro che abbiano compiuto almeno sessantacinque anni di età e che cessino dall' iscrizione alla Cassa senza aver maturato i requisiti as
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Art. 21.--Iscrizione alla Cassa
1) L' iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli ingegneri e gli architetti che esercitano la libera professione con carattere di continuità.
2) L' iscrizione alla Cassa avviene tanto d' ufficio, con provvedimento della giunta esecutiva comunicato all' interessato, quanto su domanda, ed ha effetto dalla data di inizio dell' esercizio professionale con carattere di continuità. L' iscritto, in caso di omessa domanda, è tenuto a pagare una penalità pari ad una volta
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Art. 22.--Decorrenza del regime contributivo
1) I contributi minimi e percentuali di cui all' articolo 9 sono dovuti dal 1° gennaio dell' anno
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Art. 23.--Base del reddito per il passato
1) Agli effetti del calcolo delle pensioni secondo la presente legge, è data facoltà di integrare alla misura di cui al primo comma dell' articolo 9, i versamenti contributivi individuali effettuati per gli anni anteriori a quello di cui all' articolo 2 e successivi al 1973
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Art. 24.--Integrazione contributiva per il passato
1) Le facoltà di cui al primo e al secondo comma dell' articolo 23 devono essere esercitate entro il termine perentorio di un anno dall' entrata in vigore della presente legge.
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Art. 25.--Decorrenza del nuovo regime pensionistico e norme transitorie
1) Sono disciplinate dalla presente legge le pensioni di vecchiaia e di anzianità che maturano dal 1° gennaio dal secondo anno successivo alla sua entrata in vigore.
2) Le pensioni di vecchiaia maturate entro la data di cui al comma precedente sono regolate dalla normativa previgente; così anche le relative pensioni di reversibilità e quelle indirette se il pensionato, o rispettivamente l' iscritto, sia defunto prima della stessa data.
3) Sono concesse e sono reversibili secondo la normativa previgente anche le pensioni di invalidità per le quali i presupposti si sono verificati, e la domanda sia stata presentata, entro 180 giorni dall' entrata in vigore della presente legge.
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Art. 26.--Decorrenza delle rivalutazioni
1) Le pensioni maturate anteriormente alla data di cui all' articolo 25, primo comma, sono rivalutate, ai sensi dell' articolo 15, con la stessa decorrenza e nella stessa misura di quelle determinate a norma della presente legge.
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Art. 27.--Ricalcolo delle pensioni
1) Coloro che abbiano maturato diritto a pensione di vecchiaia o di invalidità od a pensione di reversibilità o indiretta prima della data di cui all' articolo 25, primo comma, possono richiederne il ricalcolo secondo gli articoli 2, 4, 5 e 23, presentando dom
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Art. 28.--Iscritti volontari
1) A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è abrogato l' articolo 7 della legge 1
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Art. 29.--Durata in carica degli organi della Cassa
1) Il Presidente, i componenti del consiglio di amministrazione, del collegio dei revisori dei conti
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Art. 30.--Disposizione finale
1) Sono abrogate tutte le norme in contrasto con la presente legge, o con essa comunque incompatibili
Istituzione e ordinamento della Cassa nazionale di previdenza e assistenza per gli ingegneri ed architetti.
Sono abrogate tutte le norme in contrasto con la L. 6/1981, o con essa comunque incompatibili.
L. 11/10/1990, n. 290
Modifiche e integrazioni alla legge 3 gennaio 1981, n. 6, concernente norme in materia di previdenza per gli ingegneri e gli architetti.
Modifica all'assoggettabilità ad IRPEF e IVA del contributo integrativo del 2%.
Interp. Min. Lavoro e Pol. Soc. 30/07/2012, n. 17
Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – contributo integrativo per ingegneri ed architetti ex art. 10, L. n. 6/1981.
L’obbligo di versare il contributo integrativo all’Inarcassa per ogni membro iscritto agli albi di ingegnere e di architetto, non sussiste nei confronti delle imprese edili, seppure risultino qualificate per le attività di progettazione e si avvalgano, a tal fine, di personale iscritto ai medesimi albi.
Circ.Inarcassa 18/05/1999, n. 1
Versamento contributo integrativo Società di Ingegneria.
Circ.Min. LL.PP. 08/09/1983, n. 24091
Art. 10 L. 6/81 recante norme di previdenza per ingegneri e architetti.
1. Professioni - Ingegneri e architetti - Iscrizione a forme di previdenza obbligatorie in dipendenza di un rapporto di lavoro subordinato - Iscrizione INARCASSA - Esclusione - Obbligo di versamento del contributo integrativo - Sussiste. 2. Professioni - Ingegneri e architetti - Obbligo di versamento del contributo integrativo - Iscrizione alla gestione separata INPS - Compatibilità - Fattispecie.
1. L'iscrizione all'INARCASSA è preclusa agli ingegneri e agli architetti che siano iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie in dipendenza di un rapporto di lavoro subordinato o comunque di altra attività esercitata. Ne consegue che il lavoratore dipendente, come tale iscritto ad apposita forma di previdenza obbligatoria, esercente part-time la professione di ingegnere non ha diritto all'iscrizione all'INARCASSA e non è dunque tenuto al versamento del contributo soggettivo ad INARCASSA, ma è tenuto al versamento del contributo integrativo, dovuto da tutti gli iscritti agli Albi di ingegnere e architetto. L'obbligo del contributo integrativo - che costituisce espressione del principio solidaristico che permea il sistema previdenziale - trae idonea giustificazione dalla sola circostanza dell'iscrizione all'Albo, la quale è libera e fonte, di per sé, di utilità almeno potenziali.
2. L'obbligo di versamento del contributo integrativo non contrasta con l'art. 2, comma 26 della L. n. 335 del 1995, in quanto la contribuzione integrativa, che non attribuisce al lavoratore una copertura assicurativa per gli eventi della vecchiaia, dell'invalidità e della morte in favore dei superstiti, non osta all'obbligo di iscrizione alla Gestione separata presso l'INPS. (Nel caso di specie la Corte ha rigettato il ricorso proposto da un lavoratore dipendente, esercente part-time la professione di ingegnere, che chiedeva l'accertamento del suo diritto all'iscrizione all'INARCASSA o, in subordine, la restituzione dei contributi integrativi versati alla Cassa).
Sent. C. Cass. civ. 01/08/2018, n. 20389
Previdenza professionale - Ingegneri - Attività di consulenza marketing - Valutazione dell’attività svolta in concreto - Iscrizione alla cassa professionale e versamento contributi - Esclusione.
In tema di previdenza di ingegneri e architetti, deve evidenziarsi il rilievo che assume, ai fini dell'iscrizione alla cassa professionale, l'oggettiva valutazione dell'attività svolta dal professionista, avendo il profilo soggettivo, ovvero la qualità di ingegnere e il bagaglio professionale a ciò collegato, solo un peso indiretto costituito, eventualmente, dall'utilizzo delle cognizioni possedute in ragione del titolo conseguito; nessun effetto deve attribuirsi alla circostanza che il professionista sia ingegnere, dovendosi invece valutare l'attività concreta svolta dallo stesso. Deve quindi escludersi che sia riscontrabile lo speciale contributo fornito dal professionista, in ragione delle sue specifiche competenze legate al titolo posseduto, anche in settori tradizionalmente estranei alla struttura formativa del professionista, tale quindi da influire direttamente nell'attività svolta e da connotarla significativamente (nel caso di specie, è stata confermata la sentenza di appello che aveva dichiarato illegittima l'iscrizione d'ufficio di un ingegnere alla Inarcassa, dichiarando altresì che nulla era dovuto all'Istituto a titolo di contributi e sanzioni, poiché il possesso di una laurea in ingegneria nucleare ed il bagaglio culturale a ciò conseguente risultano elementi estranei alla concreta attività di analisi marketing svolta dal professionista).
Sent. C. Cass. civ. 20/06/2018, n. 16252
Professioni - Ingegneri e architetti - Iscrizione all'INARCASSA - Verifica della continuità nell'esercizio della professione - Termine quinquennale di decadenza - Decorrenza - Dalla dichiarazione dell’iscritto ex art. 7 Statuto.
In tema di trattamento pensionistico degli ingegneri ed architetti liberi professionisti iscritti alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza, le verifiche del requisito della continuità nell'esercizio della professione, valevole ai fini dell'anzianità dell'iscrizione, soggiacciono al termine di decadenza di cinque anni, decorrenti dalla presentazione delle dichiarazioni sostitutive di notorietà - funzionali all'esercizio del potere di verifica - cui gli iscritti sono tenuti a norma dell'art. 7 del D.M. 28 novembre 1995 (Statuto INARCASSA).
Professionisti - Previdenza professionale - Ingegneri e Architetti - Inarcassa - Requisito della continuità della professione - Sospensione disciplinare - Incidenza - Esclusione.
Ai fini della verifica della sussistenza dell'esercizio continuativo della professione, indispensabile ai fini della iscrizione all'INARCASSA, ai sensi dell'art. 7 del relativo Statuto, non ha alcun rilievo la circostanza che il professionista iscritto sia stato sospeso per motivi disciplinari dal servizio per sei mesi, dovendosi tener conto del principio di autonomia tra l'ordinamento previdenziale e quello dell'ordine professionale e di quanto previsto dalla L. n. 6 del 1981 e dal R.D. n. 2537 del 1925, che non collegano a tale sanzione disciplinare alcun effetto sul requisito della continuità.
Sent. C. Cass. civ. 09/05/2016, n. 9290
Professionisti - Ingegneri e architetti - Restituzione dei contributi - Domanda dell'avente diritto - Necessità - Conseguenze.
In tema di previdenza per ingegneri e architetti, l'art. 1 della L. n. 6 del 1981, che prevede l'attribuzione della pensione previa domanda degli aventi diritto, va interpretato nel senso che la presentazione di una apposita domanda costituisce un requisito necessario non solo per l'erogazione dei trattamenti pensionistici ma anche per la restituzione dei contributi versati, sicché deve ritenersi priva di effetto una domanda di rimborso proposta successivamente alla modifica statutaria che ha soppresso l'istituto restitutorio.
Professionisti - Ingegneri e architetti - Previdenza - Imponibile contributivo - Redditi da attività professionali atipiche - Inclusione - Fondamento - Fattispecie.
In tema di previdenza di ingegneri e architetti, l'imponibile contributivo va determinato alla stregua dell'oggettiva riconducibilità alla professione dell'attività concreta, ancorché questa non sia riservata per legge alla professione medesima, rilevando che le cognizioni tecniche di cui dispone il professionista influiscono sull'esercizio dell'attività. La limitazione dell'imponibile contributivo ai soli redditi da attività professionali tipiche non trova dunque fondamento nell'art. 7 della legge n. 1395 del 1923 e negli artt. 51, 52 e 53 del R.D. n. 2537 del 1925, che riguardano soltanto la ripartizione di competenze tra ingegneri e architetti, mentre l'art. 21 della legge n. 6 del 1981 stabilisce unicamente che l'iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli ingegneri e gli architetti che esercitano la libera professione con carattere di continuità.
Sent. C. Cass. civ. 24/11/2015, n. 23953
Professionisti - Ingegneri e architetti - Pensione indiretta a carico di Inarcassa - Requisito dell'attualità dell'iscrizione al momento del decesso - Necessità - Esclusione - Fondamento.
Ai fini dell'attribuzione della pensione ai superstiti a carico di Inarcassa, non è necessaria l'attualità dell'iscrizione del professionista al momento del decesso, in quanto né l'art. 30 dello Statuto della Cassa, né l'art. 7, comma 3, della L. 6/1981, come modificato dall'art. 5 della L. 290/1990, richiedono che il rischio protetto si verifichi in corso di iscrizione.
Sent. C. Cass. 29/11/2007, n. 24910
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Contribuzione dovuta da ingegneri e architetti - Prescrizione - Decorrenza - Dalla comunicazione dell’ammontare del reddito dichiarato ai fini IRPEF per l’anno precedente
1. Il termine di prescrizione relativo ai contributi soggettivi dovuti alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti (ex art. 9 L. 3 gennaio 1981 n. 6) decorre non già dalla domanda di iscrizione dell’interessato (la quale non ha valore costitutivo), bensì dal momento in cui, da parte del soggetto la cui attività professionale abbia assunto carattere continuativo, rendendo così obbligatoria l’iscrizione alla Cassa, è ad essa comunicato l’ammontare del reddito dichiarato ai fini IRPEF per l’anno precedente.
Sent. C. Cass. civ. 15/02/2006, n. 3319
Ingegneri ed architetti - C.N.P.I.A. - Requisito dell'esercizio continuativo della professione - Necessità - Verifica.
In relazione ai trattamenti pensionistici dei professionisti iscritti alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli ingegneri ed architetti liberi professionisti (INARCASSA), il principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite per altra Cassa previdenziale di professionisti - impossibilità di contestare la mancanza del requisito della continuità per i periodi anteriori al quinquennio precedente la proposizione della domanda (v., con riferimento alla Cassa Forense, sent. n. 13289 del 2005) - , può essere esteso all'accertamento in ordine alla sussistenza del medesimo requisito dell'esercizio continuativo della professione, parimenti indispensabile ai fini dell'iscrizione alla INARCASSA, in considerazione, proprio, del contenuto identico delle disposizioni che ne recano la disciplina (art. 21, comma sesto, della L. n. 6 del 1981 e, in sostanziale conformità, dopo la privatizzazione dell'ente, l'art. 7, comma sesto, dello statuto INARCASSA, approvato con D.M. 28 novembre 1995 del Ministro del lavoro e della previdenza sociale). (Nella specie, la S.C., cassando la decisione della corte territoriale e decidendo nel merito, ha dichiarato illegittima la cancellazione del professionista da INARCASSA e la revoca della pensione, per essere stato effettuato, l'accertamento negativo circa la sussistenza del requisito dell'esercizio continuativo della professione, ben oltre il quinquennio dal periodo di iscrizione, nonchè dalla data del pensionamento).
Articoli 9, 10 e 16.
Sent.C. Cass. 26/04/2002, n. 6101
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Pensione di vecchiaia - Criteri di calcolo più favorevoli ex L. 1990 n. 290 - Conseguenti agevolazioni - Applicabilità ai professionisti già pensionati - Esclusione.
1. Con riferimento alle pensioni di vecchiaia corrisposte dalla Cassa nazionale di previdenza per gli ingegneri e gli architetti, per le quali l'art. 2 della L. 11 ottobre 1990 n. 290 (modificando l'art. 2 della L. 3 gennaio 1981 n. 6) ha previsto un sistema di calcolo più favorevole per gli assicurati, la facoltà, prevista dall'art. 18 di tale legge, di richiedere l'integrazione della contribuzione ed il riscatto del periodo legale del corso di laurea, al fine di usufruire del nuovo sistema adeguando la base reddituale per gli anni precedenti, è applicabile solo per gli assicurati ancora iscritti alla Cassa e non anche per coloro che siano già titolari della prestazione pensionistica, per i quali l'art. 21 della medesima L. 1990 n. 290 prevede la mera riliquidazione automatica della pensione secondo i nuovi criteri, senza possibilità di poter ampliare una posizione contributiva già utilizzata per ottenere la prestazione in godimento.
Sent.C. Cass. 28/03/2002, n. 4559
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Pensione indiretta ai superstiti (moglie e figli) del professionista - Condizioni. 2. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Pensione di reversibilità e indiretta - Nuova disciplina ex L. 90/290 - Decorrenza.
1. In tema di pensione indiretta a carico della Cassa nazionale di previdenza e assistenza per ingegneri e architetti - che, ai sensi dell'art. 7 della L. n. 6 del 1981, spetta ai superstiti (coniuge e figli) del professionista che abbia maturato dieci anni di iscrizione e contribuzione e sia stato iscritto alla Cassa da data anteriore al compimento al quarantesimo anno di età - deve ritenersi, alla stregua di una interpretazione logico-sistematica che tenga anche conto di quanto stabilito nel precedente sesto comma, che la disposizione di cui al settimo comma dell'art. 25 della citata legge, diretta a regolare i rapporti nella fase di transizione dalla previgente disciplina a quella introdotta con la L. n. 6 del 1981, si riferisca soltanto al periodo di iscrizione richiesto per l'attribuzione della prestazione a coloro che fossero stati iscritti alla Cassa in data anteriore alla entrata in vigore della medesima legge, e non anche alla continuatività della iscrizione al momento dell'evento considerato dalla tutela previdenziale. 2. La nuova disciplina in materia di pensioni di reversibilità e indirette corrisposte dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza per gli ingegneri e gli architetti posta dall'art. 5 della L. 11 ottobre 1990 n. 290 (che ha sostituito il testo dell'art. 7 della L. 3 gennaio 1981 n. 6), e, in particolare, la previsione di un requisito contributivo meno rigoroso per la pensione indiretta a favore dei superstiti dell'iscritto, trovano applicazione dal giorno dell'entrata in vigore della relativa legge (2 novembre), attribuendo ai superstiti il diritto alla pensione dalla medesima data, ove questa spetti solo in base ai nuovi requisiti, e gli interessi legali e la rivalutazione monetaria (da liquidarsi cumulativamente sui ratei di pensione maturati sino al 31 dicembre e nei limiti della maggior somma fra le stesse voci per i ratei successivi ex art. 16. c. 6, L. 30 dicembre 1991 n. 412) sono dovuti dal centoventunesimo giorno a partire da quella data.
Sent. C. Cass. 02/03/2001, n. 3064
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Ex amministratori delegati di società - Pensione a carico di detta Cassa - Esclusione.
1. L'attività di amministratore delegato di una società, stante il rapporto di immedesimazione organica con questa, va qualificata come attività imprenditoriale. Ne consegue che l'ingegnere o architetto che abbia svolto tale attività, pur se iscritto alla «Cassa nazionale ingegneri e architetti» liberi professionisti, non ha diritto alla erogazione della pensione di vecchiaia a carico di detta Cassa, che richiede, oltre al requisito della iscrizione alla stessa, anche quello della prestazione di attività libero professionale.
Sent.C. Cass. 12/02/1997, n. 1300
1. Ingegneri e architetti - Cassa di previdenza - Iscrizione - Obbligo ex art. 21 L. 1981 n. 6 - Presupposto - Esercizio della professione con continuità - Controversia.
1. L'iscrizione alla Cassa di previdenza per gli ingegneri e gli architetti è obbligatoria a norma dell'art. 21 L. 3 gennaio 1981 n. 6, nel caso di esercizio della libera professione con carattere di continuità, (salva l'esclusione disposta dall'art. cit., quinto comma, per coloro che siano già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie), sicché, qualora sia insorta controversia circa la sussistenza dell'obbligo di iscrizione (la quale può avvenire anche d'ufficio a norma dell'art. 21 cit., 2° comma) non è preclusa al professionista la prova dell'insussistenza del presupposto per il sorgere di tale obbligo, senza che in contrario possa aver rilievo la delibera 23 maggio 1981, adottata dal Comitato dei delegati della Cassa, in esercizio del potere - conferito a tale organo dal terzo comma del detto articolo - di stabilire i criteri per l'accertamento dell'esercizio della libera professione, secondo la quale l'iscrizione all'albo professionale dell'ingegnere o dell'architetto non iscritto ad altre forme di previdenza obbligatorie e titolare di partita Iva rende necessaria l'iscrizione alla Cassa, dal momento che tali criteri possono dar fondamento ad una presunzione di effettivo esercizio libero-professionale, ma non dettare norme circa il presupposto legale dell'iscrizione, idonee a precludere all'iscritto la possibilità di dimostrarne l'insussistenza.
Sent.C. Cass. 29/08/1995, n. 9133
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Pensioni di reversibilità ed indirette - Requisiti più favorevoli ex art. 5 L. 1990 n. 290 - Superstite di iscritto deceduto in data anteriore - Attribuzione della pensione in base ai nuovi requisiti - Ammissibilità.
1. La nuova disciplina in materia di pensioni di reversibilità ed indirette corrisposte dalla Cassa di previdenza per gli ingegneri e gli architetti posta dall'art. 5 L. 11 ottobre 1990 n. 290 (che ha sostituito il testo dell'art. 7 L. 3 gennaio 1981 n. 6), e, in particolare, la previsione di un requisito contributivo meno rigoroso per la pensione indiretta a favore dei superstiti dell'iscritto (cinque anni anche non consecutivi di effettiva iscrizione e contribuzione, in luogo di dieci anni con iscrizione anteriore al compimento del quarantesimo anno di età), trovano applicazione dal giorno dell'entrata in vigore della relativa legge, attribuendo ai superstiti il diritto alla pensione dalla medesima data, ove questa spetti solo in base ai nuovi requisiti; infatti, principio ispiratore del quinto libro del Cod. civ. - come confermato da pronunce giurisprudenziali in materia - è quello della retroattività moderata del diritto sopravveniente nei rapporti di lavoro, nonché nei rapporti di previdenza obbligatoria, espressione ultrattiva dei contratti di lavoro, quale regola di civiltà intesa a far sì che tutta la legislazione successiva alla costituzione dei relativi contratti incida subito favorevolmente sulle posizioni di diritto degli stipulanti.
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Pensione di anzianità - Professionisti iscritti alla Cassa nazionale di categoria - Periodo di contribuzione ridotta per iscrizione a forma di previdenza obbligatoria - Rilevanza - Condizione - Tempestività della domanda ex art. 6 L. n. 1046/1971.
Ai fini del conseguimento della pensione di anzianità da parte degli ingegneri ed architetti iscritti alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza della categoria, non rileva il periodo di iscrizione ad altra forma di previdenza obbligatoria, consentita nel regime della L. 4 marzo 1958 n. 179 (successivamente esclusa dalle LL. 11 novembre 1971 n. 1046 e 3 gennaio 1981 n. 6) qualora l'assicurato non dimostri di aver tempestivamente proposto, entro l'1 gennaio 1973, la domanda prevista dall'art. 6 legge n. 1046 del 1971 cit.
Sent.Corte Cost. 13/12/1993, n. 450
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Ex dirigenti statali, con altro trattamento pensionistico - Obbligo di iscrizione alla C.N.P.I.A. - Contrasto dell'art. 21, 5° c., L. 1981 n. 6 con artt. 3 e 38 Cost. - Insussistenza.
1. Il principio solidaristico cui è improntato il sistema previdenziale dei professionisti impone a tutti coloro che esercitano la professione il dovere di contribuire all'onere finanziario della previdenza della categoria, in proporzione del reddito professionale, senza riguardo alle condizioni individuali di concreta possibilità di maturazione del diritto alle prestazioni previdenziali, pertanto, è infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 21, 5° c., L. 3 gennaio 1981 n. 6 sollevata, con riferimento agli artt. 3 e 38 Cost., sotto il profilo che il citato articolo non prevede l'esclusione dall'iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza degli ingegneri ed architetti, e dall'obbligo di contribuzione, degli ingegneri dipendenti dallo Stato o dalle aziende autonome statali, che abbiano conseguito la pensione per raggiunti limiti di età e non possano fruire, per la successiva attività professionale, del supplemento di pensione ex art. 6 L. 11 ottobre 1990 n. 290.
Sent.Corte Cost. 01/06/1992, n. 259
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Professionisti titolari di altro trattamento pensionistico - Obbligo di iscrizione alla C.N.P.I.A. - Art. 21, 5° c., L. 1981 n. 6 Contrasto con artt. 3 e 38 Cost. - Insussistenza.
1. Il rapporto assicurativo di un iscritto all'Ente previdenziale per gli ingegneri ed architetti, che goda di trattamento pensionistico a carico di altro Ente previdenziale, dà titolo a liquidazione di un supplemento di pensione, mediante ricongiunzione presso l'Ente erogatore, ai sensi dell'art. 6, L. 11 ottobre 1990 n. 290; pertanto, l'art. 21,5° c. L. 13 gennaio 1981 n. 6, nella parte in cui non esclude dall'obbligo di iscrizione alla Cassa ingegneri ed architetti coloro che siano iscritti ad altre forme obbligatorie di assicurazione in dipendenza di altra attività di lavoro subordinato o dipendente, e coloro che esercitino la libera professione essendo già titolari di un trattamento pensionistico derivante da una pregressa iscrizione a forma di previdenza obbligatoria, non è in contrasto con gli artt. 3 e 38 Cost. perché, a parte che il sistema previdenziale degli ingegneri ed architetti non ha solo una finalità mutualistica, dovendo anche perseguire fini solidaristici, giusta il precetto dell'art. 38 Cost., all'obbligo della contribuzione alla detta Cassa corrisponde un diritto di liquidazione di un supplemento di pensione da parte dell'iscritto, di talché il versamento del contributo da parte di lui non può essere considerato sine causa.
Sent.C. Cass. 12/12/1991, n. 13424
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Professionista iscritto prima del D.P.R. 1975 n. 301 - Pensione di vecchiaia dovuta dopo 15 anni di contribuzione - Condizioni ex L. 1981 n. 6 - Q.L.C. - Inconfigurabilità.
1. Alla stregua della disciplina transitoria dettata dall'art. 25 L. 3 gennaio 1981 n. 6 il professionista iscritto alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per ingegneri ed architetti anteriormente al D.P.R. 30 maggio 1975 n. 301, ha diritto alla pensione di vecchiaia per effetto del compimento di quindici anni di contribuzione solo se tale periodo di contribuzione sia già compiuto alla data (1° gennaio 1983) di entrata in vigore del nuovo regime pensionistico dettato dalla legge cit., il cui art. 30 stabilisce l'abrogazione di tutte le norme con essa contrastanti o comunque incompatibili, essendo regolate dalla normativa previgente solo le pensioni di vecchiaia maturate entro la data predetta; né è ravvisabile alcuna questione di costituzionalità per il fatto che il professionista possa non conseguire i vantaggi previdenziali in base ai requisiti assicurativi previsti dall'atto della sua obbligatoria iscrizione alla Cassa, dato che a tale obbligo si connette un dovere di solidarietà, all'interno del sistema previdenziale di categoria, in corrispondenza dei principi posti dagli artt. 2 e 38 Cost. e tenuto conto che in caso di mancata maturazione del diritto a pensione il professionista è sufficientemente tutelato dal rimborso dei contributi versati, maggiorati degli interessi (art. 20 legge n. 6 del 1981).
1. Ingegneri ed architetti - C.N.P.I.A. - Pensione di vecchiaia - Riscatto a contribuzione ridotta di periodi coperti da altra previdenza - Spettano i miglioramenti ex L. 1981 n. 6.
1. La pensione di vecchiaia conseguita da un ingegnere ai sensi dell'art. 18 D.P.R. 31 marzo 1961 n. 521 - che, in attuazione dell'art. 5 L. 4 marzo 1958 n. 179, istitutiva della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per ingegneri ed architetti, concedeva ai Professionisti ultracinquantenni la facoltà di riscattare a contribuzione ridotta annualità corrispondenti a periodi nei quali l'iscritto godeva di altro trattamento di previdenza - beneficia dei miglioramenti previsti dall'art. 25, 10° c., L. 3 gennaio 1981 n. 6, non essendo a ciò di ostacolo il disposto del dodicesimo comma di questo stesso articolo (alla stregua del quale i trattamenti previdenziali maturati ai sensi dell'art. 4 L. 4 marzo 1958 n. 179 e dell'art. 6, 2° c., L. 11 novembre 1971 n. 1046 non sono soggetti a rideterminazioni in dipendenza delle variazioni delle pensioni per altro titolo percepite), atteso che nell'ipotesi suddetta il pensionato non versa né nelle condizioni di cui all'art. 4 L. n. 179 cit. e degli arti. 5 e 16 D.P.R. 31 marzo 1961 n. 521 (relativi all'utilizzazione della ridotta contribuzione ai fini del conseguimento di pensione integrativa di altra percepita in virtù di una diversa forma di previdenza) né nelle condizioni di cui all'art. 6, 2° c., legge n. 1046 del 1971 «relativo all'ipotesi di utilizzazione dei ridotti versamenti - non avendo essi dato luogo a liquidazione di pensione - ai fini della corresponsione di un trattamento pensionistico in misura proporzionalmente ridotta in relazione agli anni di contribuzione risultanti al 31 dicembre 1971).
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Riduzione contributiva ex. art. 5 D.P.R. n. 521 del 1961 - Carattere facoltativo - Ragioni - Conseguenza - Versamento della contribuzione in misura intera - Computabilità totale. 2. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Pensione integrativa ex. art. 6, 2° c., L. n. 1046 del 1971 - Determinazione - Contributi versati dopo il 31 dicembre 1971 - Computabilità - Esclusione.
1. Il beneficio della riduzione contributiva previsto dall'art. 5 primo comma D.P.R. 31 marzo 1961 n.521 (regolamento di attuazione della Cassa nazionale di previdenza per ingegneri ed architetti) in relazione ai periodi di contemporanea iscrizione ad altra forma di previdenza ha carattere non obbligatorio ma facoltativo (con la conseguente totale computabilità della contribuzione versata in misura intera), attese la chiarezza e l'inequivocabilità della citata norma del resto inidonea, per la sua natura regolamentare, a mutare la previsione dell'art. 23 L. 4 marzo 1958 n. 179 (istitutiva della Cassa) - e non potendo trarsi argomento in contrario dalle disposizioni del secondo e terzo comma dello stesso art. 5 cit. D.P.R. n. 521 del 1961, relative all'obbligatorietà della comunicazione del verificarsi o del cessare della condizione per l'attuazione del beneficio, essendo esse strumentali all'attuazione del beneficio stesso. 2. Nella determinazione della pensione integrativa (a carico della Cassa nazionale di previdenza e assistenza per gli ingegneri ed architetti) prevista dall'art.6 secondo comma L. 11 novembre 1971 n. 1046, non possono computarsi i contributi individuali versati successivamente al 31 dicembre 1971, la misura dei quali può essere solamente intera, stante il divieto, contenuto nella indicata legge (art. 2) e nella L. 3 gennaio 1981 n.6 (art. 21), di iscrizione alla Cassa degli ingegneri ed architetti iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie in dipendenza di un rapporto di lavoro subordinato o comunque di altra attività esercitata.
Sent.C. Cass. 10/04/1990, n. 3031
1. Ingegneri ed architetti - C.N.P.I.A. - Trattamento pensionistico per pregressa attività - Prosecuzione della libera professione - Obbligo di iscrizione alla C.N.P.I.A. - Incertezza del conseguimento della pensione C.N.P.I.A. - Irrilevanza.
1. Nella disciplina della L. 3 gennaio 1981 n. 6, in materia di previdenza per gli ingegneri ed architetti, il soggetto che goda, per un progresso rapporto di lavoro, subordinato od autonomo, ed in virtù dell'iscrizione alla corrispondente forma di previdenza obbligatoria, di un trattamento pensionistico, non può esimersi, ove svolga con continuità la libera professione di ingegnere od architetto, dall'obbligo dell'iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza istituita con L. 4 marzo 1958 n. 179, indipendentemente dal fatto che, per ragioni soggettive, non possa conseguire con certezza o per intero i vantaggi previdenziali previsti, atteso che il suddetto obbligo deriva dal solo esercizio continuativo della attività professionale e dalla relativa capacità contributiva, cui si riconnette un dovere di solidarietà, all'interno del sistema previdenziale di categoria, in corrispondenza dei principi posti dagli artt. 2 e 38 Cost., essendo le esigenze del singolo tutelate dal diritto al rimborso dei contributi previsto dall'art. 20 della legge. (Nella specie, la Suprema Corte, con riguardo alla controversia fra detta Cassa ed ingegneri pensionati, ha ritenuto priva di rilevanza la questione di legittimità costituzionale dell'art. 21, della citata legge n. 6 del 1981, prospettata, in riferimento all'art. 3 Cost., sull'assunto della diversità di trattamento che ne deriva rispetto ad altre categorie di professionisti e, nell'ambito della stessa categoria degli ingegneri ed architetti, tra professionisti pensionati e non).
Sent.C. Cass. 06/02/1990, n. 827
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Obbligo di iscrizione - Soggetti esonerati ex art. 21, 5° c. L. 1981 n. 6 - Individuazione.
1. L'art. 21, 5° c. L. 3 gennaio 1981 n. 6, disponendo che sono esclusi dall'iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per ingegneri ed architetti i professionisti iscritti a forme di previdenza obbligatoria in dipendenza di un rapporto di lavoro subordinato, esonera dall'obbligo dell'iscrizione alla Cassa solo i professionisti tenuti ad una forma di previdenza obbligatoria in relazione allo svolgimento attuale di attività lavorativa dipendente e non anche quelli che fruiscano di trattamento pensionistico in conseguenza di un precedente rapporto di lavoro subordinato, per il quale sia stato soddisfatto il relativo obbligo contributivo, atteso che il conseguimento della prestazione pensionistica fa cessare l'iscrizione del professionista beneficiario alla relativa forma di contribuzione.
Sent.C. Cass. 17/04/1989, n. 1818
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Iscrizione - In data anteriore all'entrata in vigore della legge n. 6 del 1981 - Invalidità insorta durante il periodo di iscrizione - Diritto alla pensione di inabilità - Sussistenza - Presentazione della relativa domanda nel vigore della detta legge ma senza più iscrizione alla Cassa - Effetti.
1. Il professionista, che sia stato iscritto alla Cassa di previdenza per ingegneri ed architetti in data anteriore all'entrata in vigore della L. 3 gennaio 1981 n. 6 e che, durante tale periodo d'iscrizione, abbia maturato i requisiti di contribuzione previsti dall'art. 25, comma 7, n. 2, lett. a) della stessa legge, ove durante il suddetto periodo sia stato colpito da invalidità tale da vietargli in modo assoluto e permanente l'esercizio dell'attività professionale, ha diritto, secondo il disposto della citata norma, alla pensione d'inabilità (già denominata d'invalidità) anche se al momento della presentazione della relativa domanda, avvenuta nel vigore della legge n. 6 del 1981, non sia più iscritto alla Cassa stessa, atteso che con l'espressione iscritto alla Cassa in data anteriore alla entrata in vigore della presente legge la suindicata norma - come rivelato in particolare dall'impiego della preposizione in invece che della preposizione da - fa riferimento ad una situazione statica in sé conclusa e non già ad un'iscrizione perdurante nel vigore della nuova legge.
Sent.C. Cass. 22/03/1989, n. 1425
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Contributi ridotti nei primi tre anni - Condizioni.
1. L'art. 9 L. 3 gennaio 1981 n. 6, nel disporre la riduzione del contributo assicurativo per i primi tre anni in favore degli ingegneri ed architetti che iniziano la professione e che si iscrivono per la prima volta alla Cassa di previdenza di categoria senza aver compiuto i trentacinque anni di età, non esige un rapporto di rigorosa contestualità fra iscrizione ed inizio dell'esercizio della professione, ma, intendendo favorire soggetti privi di reddito professionale e non ancora forniti di un reddito apprezzabile, attribuisce detto beneficio - fermi i requisiti della prima iscrizione e dell'età - non solo a colui che stia per iniziare la professione, ma anche a chi l'abbia appena iniziata e cioè abbia compiuto, anteriormente all'iscrizione e nell'imminenza della stessa, un isolato atto professionale.
1. Ingegneri e architetti C.N.P.I.A. - Professionista in pensione - Prosecuzione dell'esercizio professionale - Obbligo di iscrizione alla C.N.P.I.A. - Incertezza del conseguimento della pensione C.N.P.I.A. - Irrilevanza
1. L'ingegnere o architetto che, già pensionato in virtù di una forma di previdenza obbligatoria corrispondente a pregressa attività lavorativa, svolga la libera professione, è tenuto all'iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti, indipendentemente dalla circostanza che egli possa o meno conseguire la pensione a carico di detta Cassa, non sussistendo nel sistema previdenziale delle professioni intellettuali, ispirato al principio solidaristico, un nesso sinallagmatico fra contribuzione e prestazione previdenziale ed essendo egli tutelato, in caso di mancata maturazione dei requisiti per il conseguimento della pensione, dal rimborso dei contributi versati, maggiorati degli interessi legali, senza che sia configurabile alcuna violazione dell'art. 53 Cost.
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Trattamento pensionistico per pregressa attività - Prosecuzione della libera professione - Obbligo di iscrizione alla C.N.P.I.A. - Incertezza sul conseguimento dei vantaggi previdenziali - Irrilevanza.
1. Nella disciplina della L. 3 gennaio 1981 n. 6, in materia di previdenza per gli ingegneri ed architetti, il soggetto che goda, per un progresso rapporto di lavoro, subordinato od autonomo, ed in virtù dell'iscrizione alla corrispondente forma di previdenza obbligatoria, di un trattamento pensionistico, non può esimersi, ove svolga con continuità la libera professione di ingegnere od architetto, dall'obbligo dell'iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza istituita con L. 4 marzo 1958 n. 179 indipendentemente dal fatto che, per ragioni soggettive, non possa conseguire con certezza o per intero i vantaggi previdenziali previsti, atteso che il suddetto obbligo deriva dal solo esercizio continuativo all'interno del sistema previdenziale di categoria, in corrispondenza dei principi posti dagli art. 2 e 38 Cost. senza che vi contrasti il diritto al rimborso dei contribuenti previsto dall'art. 20 della legge n. 6 del 1981. (Nella specie, la Suprema Corte con riguardo alla controversia fra detta Cassa ed ingegneri pensionati, ha ritenuto priva di rilevanza la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2 della L. 11 novembre 1971 n. 1046 e dell'art.21, comma 5, della citata legge n. 6 del 1981, prospettata, in riferimento all'art. 3 Cost., sull'assunto della diversità di trattamento derivatane rispetto ad altre categorie di professionisti e, nell'ambito della stessa categoria degli ingegneri ed architetti, tra professionisti pensionati e non).
Sent.Corte Cost. 23/03/1988, n. 368
1. Geometri - C.N.P.A. - Limite minimo di contribuzione elevato da 20 a 30 anni - Q.L.C. art. 2, 1°c., L. 1982 n. 773 per contrasto con art. 3 Cost. - Infondatezza. 2. Geometri - C.N.P.A. - Attività svolta dopo il 35° anno di età, non riscattabile - Art. 23, 1°c., L. 1982 n. 773 - Incostituzionalità in parte qua, per violazione art. 38 Cost.
1. Le Casse di previdenza delle varie categorie professionali sono entità distinte con una propria autonomia ed un proprio equilibrio finanziario, sicché è giustificata una loro diversa regolamentazione, sia per quanto riguarda la normativa organica, sia per quanto concerne eventuali disposizioni transitore; pertanto, l'art. 2 1° c. L. 20 ottobre 1982 n. 773 non viola l'art. 3 Cost., nell'elevare il limite minimo di contribuzione da venti a trenta anni per gli iscritti alla Cassa nazionale dei geometri, senza fare salva la possibilità dei già iscritti di conseguire la pensione dopo venti anni di contributo, come previsto invece per la Cassa di previdenza per gli ingegneri ed architetti dalla L. 3 gennaio 198 1, n. 6. 2. L'art. 23 1° c. L. 20 ottobre 1982 n. 773 è incostituzionale per violazione dell'art. 38 Cost., nella parte in cui consente il riscatto, ai fini della pensione a carico della Cassa nazionale geometri, di dieci anni di contribuzione, per coloro che siano stati iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria, in conseguenza di diversa attività svolta dopo il 35° anno di età, in quanto priva gli interessati della possibilità di conseguire un trattamento pensionistico, peraltro già garantito dalla precedente legislazione, mediante versamenti a loro totale carico.
Sent.C. Cass. 01/09/1987, n. 7153
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. - Esercizio continuativo della libera professione - Obbligo di iscrizione alla C.N.P.I.A. - Trattamento pensionistico per progresso rapporto di lavoro - Irrilevanza - Ingegneri ed architetti iscritti in atto a forme di previdenza obbligatoria - Esonero dall'iscrizione alla C.N.P.I.A.
1. Nella disciplina della L. 3 gennaio 1981 n. 6, in materia di previdenza per ingegneri ed architetti, il professionista che goda - per un precedente rapporto di lavoro subordinato od autonomo ed in virtù di pregressa iscrizione alla corrispondente forma di previdenza obbligatoria - di un trattamento pensionistico, non può esimersi, ove svolga con continuità la libera professione di ingegnere od architetto, dall'obbligo dell'iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza istituita con L. 4 marzo 1958 n. 179, indipendentemente dal fatto che, per ragioni soggettive, non possa conseguire con certezza o per intero i vantaggi previdenziali previsti, atteso che il suddetto obbligo deriva dal solo esercizio continuativo dell'attività professionale e dalla relativa capacità contributiva, cui si riconnette un dovere di solidarietà, all'interno del sistema previdenziale di categoria, in corrispondenza dei principi posti dagli artt. 2 e 38 della Costituzione, salvo rimandendo il rimborso dei contributi versati a norma dell'art. 20 della stessa legge del 1981. Mentre l'esonero dalla iscrizione alla Cassa, previsto dall'art. 21, 5° c., della stessa L. n. 6 del 1981, concerne i soli ingegneri ed architetti che siano in atto « iscritti a forme di previdenza obbligatorie » -per il contemporaneo svolgimento di altra attività di lavoro subordinato autonomo nei cui confronti il predetto presupposto del continuativo svolgimento dell'attività professionale è ritenuto carente per presunzione di legge.
Sent.C. Cass. 12/08/1987, n. 6921
1. Ingegneri e architetti - C.N.P.I.A. Esercizio continuativo della libera professione - Obbligo di iscrizione - Trattamento pensionistico per progresso rapporto di lavoro - Irrilevanza.
1. Nella disciplina della L. 3 gennaio 1981 n. 6, in materia di previdenza per gli ingegneri ed architetti, il soggetto che goda, per un progresso rapporto di lavoro, subordinato od autonomo, ed in virtù dell'iscrizione alla corrispondente forma di previdenza obbligatoria, di un trattamento pensionistico, non può esimersi, ove svolga con continuità la libera professione di ingegnere od architetto, dall'obbligo dell'iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza istituita con L. 4 marzo 1958 n. 179, indipendentemente dal fatto che, per ragioni soggettive, non possa conseguire con certezza o per intero i vantaggi previdenziali previsti, atteso che il suddetto obbligo deriva dal solo esercizio continuativo dell'attività professionale e dalla relativa capacità contributiva cui si riconnette un dovere di solidarietà, all'interno del sistema previdenziale di categoria, in corrispondenza dei principi posti dagli artt. 2 e 38 della Costituzione.
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References: Art. 1

Art. 2
 articolo 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5
 articolo 4

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12
 articolo 9

Art. 13
 articolo 24
 articolo 5

Art. 14

Art. 15

Art. 16
 articolo 9
 articolo 10

Art. 17
 articolo 9
 articolo 10
 articolo 16

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22
 articolo 9

Art. 23
 articolo 9
 articolo 2

Art. 24
 articolo 23

Art. 25

Art. 26
 articolo 25
 articolo 15

Art. 27
 articolo 25

Art. 28
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Art. 29

Art. 30

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Art. 10
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 art. 16
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 art. 21
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 art. 5
 art. 6
 art. 6
 Art. 21
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 art. 5
 art. 6
 art. 5
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 art. 21
 Cass. 
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 art. 2
 art. 2
 art. 3
 Art. 23
 art. 38
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