Source: http://docplayer.it/240584-La-valle-bova-e-il-suo-ambiente.html
Timestamp: 2017-06-25 23:08:49+00:00

Document:
LA VALLE BOVA E IL SUO AMBIENTE - PDF
LA VALLE BOVA E IL SUO AMBIENTE
Download "LA VALLE BOVA E IL SUO AMBIENTE"
1 LA VALLE BOVA E IL SUO AMBIENTE Comitato di Gestione Ufficio della Riserva Geom. Roberto Vignarca Dott. Biol. Antonella Anzani Dott. Sc. Amb. Alessandro Marieni2 Fig.1. Parete del Buco del Piombo fotografata dal Prato di San Salvatore. Foto M.Bomman. Fig. 2. Forra del Torrente Bova. Foto archivio CSBA. Fig. 3. Ingresso del Buco del Piombo. Foto archivio CSBA.3 Fig. 4. Androne d accesso del Buco del Piombo. Foto archivio CSBA.4 Introduzione Il tessuto socioeconomico dell alta Brianza, zona nella quale si colloca l area di intervento, è caratterizzato da una spiccata connotazione urbana ed industriale spesso associata a forti pressioni ambientali che hanno prodotto gravi forme di alterazione degli ambienti naturali, con conseguente perdita di habitat e di specie. Questo processo ho portato, nel tempo, ad una grave compromissione del valore complessivo di biodiversità. Sebbene ciò costituisca un comune stato di fatto, nella zona non mancano comunque realtà ambientali che sono state solo marginalmente intaccate dal processo di trasformazione dell ambiente. L accresciuta consapevolezza della necessità di salvaguardia e di interconnessione di questi ambienti per garantire serbatoi naturali per la conservazione e l auspicabile ristrutturazione delle reti ecologiche, ha guidato il processo amministrativo che ha portato all istituzione della Riserva Naturale Regionale Valle Bova, primo passo verso un tentativo di integrazione tra necessità di salvaguardia ambientale, tutela della biodiversità, promozione di forme di sviluppo economico locale e fruizione ecosostenibile. Le indagini scientifiche fino ad oggi condotte nell ambito geografico della Valle Bova hanno messo in luce la presenza di habitat e specie di interesse comunitario e delineato un assetto geologico ed idrogeologico di particolare pregio ambientale. Tali emergenze devono essere particolarmente salvaguardate e data la realtà territoriale circostante, è fondamentale pensare ad un regime di tutela ulteriore e specifico. L area protetta deve rappresentare per la comunità locale non un insieme di limiti o divieti, ma un elemento di vanto ed orgoglio, un segnale di estrema sensibilità ambientale e paesaggistica, il bisogno della popolazione di salvaguardare quanto di ancora naturale è presente nella zona. Deve diventare un bene comune anche mediante una fruizione intelligente e sostenibile. Tale aspetto è sicuramente da sviluppare soprattutto in relazione alla presenza del Buco del Piombo, regolamentando opportunamente e valorizzando in quest ottica la fruizione turistica del sito. Fig. 5. Galleria d accesso del Buco del Piombo. Foto archivio CSBA.5 Istituzione della Riserva Naturale Regionale Valle Bova La Riserva Naturale Regionale Valle Bova è stata istituita nel 2007 su proposta dell Amministrazione comunale di Erba: il Consiglio Regionale della Lombardia, con DCR del 25 settembre 2007 n. VIII/438, ne ha deliberata l istituzione. L area protetta è classificata come riserva naturale parziale geologica, idrogeologica e paesaggistica e comprende gran parte del bacino imbrifero della valle dell omonimo torrente. L Ente gestore è rappresentato dal Comune di Erba che mediante la nomina di un apposito Comitato di Gestione ed istituzione di un ufficio della Riserva, esercita i poteri amministrativi. L Ente gestore ha, inoltre, definito un staff di tecnici per approfondire le necessarie analisi e gli studi specifici al fine di dotarsi di un idoneo piano di gestione e relative norme tecniche di attuazione per il raggiungimento degli obiettivi conservazionistici e di fruizione che hanno ispirato l istituzione della Riserva. FIg. 6. Confini della riserva così come definiti dal DCR del 25 settembre 2007 n. VIII/438.6 I principali dati tecnici della riserva sono riassunti di seguito: Anno di istituzione: 2007 Atto istitutivo: Denominazione: Classificazione: Area della Riserva: Perimetro della Riserva: D.C.R. del 25 settembre 2007 n. VIII/438 Riserva Naturale Regionale Valle Bova Riserva Naturale, parziale geologica, idrogeologica, paesistica 388 ha 11,4 km Inquadramento geografico e caratteristiche generali La Valle Bova si colloca nei primi contrafforti della fascia prealpina, a Nord della zona collinare compresa tra Como e Lecco, e nel settore Sud occidentale della penisola lariana. Allo sbocco della valle, verso Sud, si trova la fascia dei piccoli laghi prealpini. Il bacino imbrifero è prevalentemente di competenza amministrativa del Comune di Erba e solo in misura marginale interessa i confinanti Comuni di Albavilla e Ponte Lambro. Geograficamente il limite settentrionale della valle è rappresentato dal crinale del monte Bolettone (1318 m), dalla Bocchetta di Lemna (1169 m) e dal monte Puscio o Croce di Maiano (1141 m). Ad Ovest, invece, si trova la valle del Torrente Cosia, mentre verso Est l ambito geografico è delimitato dai contrafforti del monte Panigaa (901 m). Lago di Como AREA DI INTERVENTO LECCO COMO ERBA Fig. 7. Cartografia di inquadramento dell area di intervento.7 L analisi fisiografica del territorio consente di suddividere l area in quattro ambiti distinti. Sono presenti, infatti una regione prettamente montuosa, rappresentata dai settori settentrionale ed orientale della Val Bova; il solco vallivo del torrente Bova, inizialmente costituito da una forra (Orrido di Caino) che si apre verso valle, fiancheggiato da falesie; un altipiano costituito dall Alpe del Vicerè o Alpe Bova, ed infine una regione di transizione con l ambito urbano vero e proprio, costituita dalle località periferiche del comune di Erba, come la parte alta della frazione di Buccinigo e la frazione di Crevenna. Dal punto di vista climatico l'area si colloca nella fascia delle Prealpi Lombarde, caratterizzata da precipitazioni medie annue superiori ai 1500 mm, distribuite durante tutto l'anno, con due massimi in primavera ed autunno, un minimo in inverno spostato verso i mesi di febbraio e marzo ed un periodo estivo contraddistinto da frequenti rovesci temporaleschi. Il regime della neve è condizionato dalla quota non eccessivamente elevata e dall esposizione Sud dei versanti, con una permanenza del manto non molto prolungata nel tempo in maniera continua, ad esclusione delle zone dei crinali più alti. Tuttavia se si considera la permanenza cumulativa, i giorni di copertura nevosa rappresentano una parte abbastanza significativa dell inverno. Non sono infrequenti, infatti, diversi cicli di permanenza e fusione della coltre nevosa anche nell'ambito di una stessa stagione fredda. Analizzando il regime termico, si evince come le temperature minime solo eccezionalmente scendono sotto i -10 C mentre le massime raramente raggiungono i +30 C. Le abbondanti precipitazioni primaverili ed autunnali, unitamente alla natura geologica della zona, permettono l'instaurarsi di una articolata idrografia sotterranea, mentre l unico corso d acqua perenne è costituito dal torrente Bova. Il fenomeno del carsirsmo rappresenta infatti una delle principali peculiarità dell area di cui il Buco del Piombo, scenografica cavità carsica di interesse paleontologico e archeologico, costituisce di sicuro un emblematica espressione. Fig.8. Ricostruzione tridimensionale dell area di intervento.8 Aspetti geologici Come espresso nei paragrafi precedenti e come sancito dai connotati istituzionali dell area protetta, il particolare assetto geologico, idrogeologico e geomorfologico della Riserva rappresenta l elemento ambientale che connota maggiormente gli habitat ed in generale il paesaggio della Valle Bova, dominato dalla natura calcarea delle rocce, dal sistema carsico sotterraneo e dalla parete a strapiombo sulla valle. La presenza della grotta del Buco del Piombo è uno degli aspetti preponderanti sul piano della fruibilità del sito. La Provincia di Como appartiene dal punto di vista geologico strutturale al cosiddetto Dominio Sudalpino, o Alpi Meridionali, che si estende con un ampia fascia ad andamento Est-Ovest dal Piemonte Orientale al Friuli. All interno del Sudalpino sono presenti importanti lineamenti tettonici con andamento Est-Ovest, tra cui la Linea Orobica, che nell area comasca prende il nome di linea della Grona e separa il basamento metamorfico Ercinico, posto a Nord, dalla copertura sedimentaria posta a Sud di tale linea. Il settore della Valle Bova si trova al margine di un importante lineamento tettonico con andamento Est-Ovest sudvergente (sovrascorrimento Valle del Frassino-Val Ravella) che mette a contatto in serie rovesciata le formazioni sottostanti la Maiolica. Litologicamente nell area in questione compaiono formazioni comprese tra il Giurassico medioinferiore ed il Cretaceo. La zona dell altipiano dell Alpe del Vicerè è il settore geologicamente più interessante e si trova al tetto della serie giurassico-cretacea dell'alpe Turati, nota per l'importante giacimento fossilifero ad Ammonites. In particolare, però, essendo gli affioramenti della formazione del Rosso Ammonitico Lombardo relegati solo ad alcune zone del margine meridionale del pianoro, l area è caratterizzata quasi esclusivamente dalla formazione cretacea del Calcare Maiolica ascrivibile al piano del Titonico superiore e del Neocomiano inferiore (140 ma). L area del comparto montuoso, invece, è interamente occupata dalla formazione Giurassica del Calcare di Moltrasio, più antico della serie stratigrafica descritta, ma dislocata a quote maggiori a seguito delle deformazioni strutturali che hanno prodotto il sovrascorrimento di lembi sedimentari più antichi al di sopra delle formazioni più recenti. Nella parte meridionale della valle Bova, invece, affiora la serie giurassica costituita dal gruppo del Medolo con le formazioni del Calcare di Moltrasio e del Calcare di Domaro. Fig. 9. Parete del Buco del Piombo, costituita dalla formazione del Calcare Maiolica.9 Le grotte L Alpe del Vicerè è caratterizzata da un esteso e diffuso carsismo. Infatti il litotipo principale affiorante è la formazione della Maiolica, che è la roccia più carsificabile della Provincia di Como. L area è caratterizzata da un intensa fratturazione e da un carsismo piuttosto spinto che ha dato origine a forme epigee ed ipogee molto varie e sviluppate. La Maiolica quindi, sia per l ampiezza degli affioramenti che per l alto grado di permeabilità complessivo, rappresenta la principale roccia serbatoio dell area. Area attualmente compresa nella Riserva. Area attualmente esterna alla Riserva. Fig. 10. Planimetria del sistema carsico dell Alpe del Vicerè. Per questo motivo la circolazione idrica superficiale è praticamente assente ed i vari corsi d acqua si presentano attivi solo dopo forti precipitazioni o comunque, in genere, con portate limitate. L acqua penetra in profondità attraverso le numerose grotte del massiccio per fuoriuscire dalle diverse sorgenti poste ai margini dell altopiano. La conoscenza diretta dei sistemi carsici in esame, almeno per quanto riguarda quello dell Alpe del Vicerè, è il risultato di decenni di attività di ricerca speleologica. Ad oggi sono conosciuti circa 7000 m di passaggi sotterranei, di cui 6500 m concentrati all interno del sistema Buco del Piombo-Grotta Lino-Grotta Stretta che fanno parte del sistema principale dell area. Le altre cavità della zona hanno sviluppi decisamente più contenuti, così come per quanto riguarda il carsismo del monte Panigaa, sul versante opposto della valle. Nell'area sono infatti conosciute decine di cavità, tra le quali quelle a maggiore sviluppo sono le grotte Lino, Stretta, Buco del Piombo e Presidente. Le prime tre, e probabilmente anche l'ultima, fanno parte di un unico complesso che si snoda per oltre 6 km all'interno della Maiolica. Il sistema di gallerie interessa il pacco calcareo per tutta la sua potenza essendo gli ingressi alti (Grotta Lino) posti sul piano di assorbimento, mentre l'ingresso basso (Buco del Piombo) si apre al10 contatto con la formazione del Rosso ad Aptici e delle Radiolariti, pochissimo carsificabili, che fungono da limite di base impermeabile del sistema. La Grotta Lino si comporta da cavità assorbente e si sviluppa su almeno tre livelli raccordati tra loro da forre e da pozzi. I diversi corsi d'acqua che in essa si originano confluiscono in un unico collettore in comunicazione con i rami profondi del Buco del Piombo il quale si comporta da esutore di tali acque. In corrispondenza del collegamento Lino - Piombo, si inserisce l'affluente grotta Stretta. Per ciò che concerne il Buco Del Piombo, il suo tratto mediano appare complicato dalla presenza di due gallerie che si sviluppano su due piani differenti: l'una con direzione dapprima parallela alla condotta principale e quindi con direzione Sud, mentre l'altra con direzione Sud-Ovest. Questa dopo un dislivello positivo di 75 m rispetto all ingresso, sbocca all esterno (ingresso LoMaCa). Fig.11. A sinistra. Grotta La Stretta nei pressi della giunzione con il Buco del Piombo. Foto M.Bomman. Fig. 12 Sotto. Sala riccamente concrezionata nella grotta Lino. Foto archivio CSBA.11 Aspetti vegetazionali Fig.13. Tipiche associazioni vegetali da stillicidio presso le rupi e le sorgenti. Foto archivio CSBA. La Valle Bova comprende essenzialmente l'ambiente naturale delle zone montane di media e bassa quota identificato con il dominio dei boschi di latifoglie decidue. Nell area è possibile individuare principalmente quattro zone, con vegetazione diversa in funzione delle differenti condizioni microclimatiche, collegate ai fattori di esposizione e umidità. La prima zona è riconducibile all impluvio vallivo e alla forra dove è possibile individuare boschi umidi ad acero (Acer pseudoplatanus) e frassino (Faxinus excelsior) con presenza di tiglio (Tilia cordata). Il sottobosco è ricco di numerose specie floristiche quali ciclamino (Cyclamen purpurascens), mughetto (Convallaria majalis), diverse specie di anemone, aglio selvatico (Allium ursinum), fior di stecco (Daphne mezereum), erica (Erica herbacea), elleboro nero ed elleboro verde (Elleboro niger e E. viridis), aquilegia (Acquilegia vulgaris), latte di gallina (Ornithogalum umbellatum) e dente di cane (Erythronium dens canis). Lungo il torrente Bova ed i vari impluvi nei pressi della forra è possibile inoltre osservare una vegetazione legata allo stillicidio dell acqua dalle rocce e dalle sorgenti come il capel venere (Adiantum capillus-veneris) e la lingua cervina (Phyllitis scolopendrium). Il secondo ambiente tipico, diametralmente opposto per condizioni ambientali, sono le rupi calcaree caratterizzate da forte irraggiamento, scarsa disponibilità d acqua e suoli molto limitati in spessore. Qui la vegetazione xerofila è rappresentata dall orno-ostrieto (Fraxinus ornus,ostrya carpinifolia), formazione alla quale si unisce una quercia altrettanto caratteristica: la roverella (Quercus pubescens). Il sottobosco è costituito da diverse specie erbacee ed arbustive tra cui spiccano il maggiociondolo (Laburnum alpinum), la rosa canina (Rosa canina), diverse specie di ginestre, biancospino selvatico (Crataegus laevigata), pero corvino (Amelanchier ovalis), il dente di cane (Erythronium dens canis),narcisi (Narcissus radiifloris e N. poeticus), cipollaccio (Muscari botryoides) ed il semprevivo (Sempervivum tectorum). Oltre questi due ambienti estremi, i versanti boscati hanno una vegetazione diversa in funzione dell umidità e del tipo di terreno, passando dal castagneto all orno-ostrieto. Al limite altitudinale dei crinali è infine possibile individuare praterie aride un tempo adibite al pascono e attualmente destinate alla scomparsa per l avanzata del bosco. In queste zone è certa la presenza di specie di interesse quali, ad esempio, l asfodelo (Asphodelus albus) ed il veratro comune (Veratrum lobellianum). Nell ambito di questi esempi di associazioni vegetali naturali, è comunque importante segnalare la presenza di specie alloctone dovute a rimboschimenti artificiali di conifere.12 Fig. 14 Asfodelo (Asphodelus albus). Foto archivio CSBA. Fig. 15 Elleboro (Elleboro niger) Foto archivio CSBA. Fig. 14 Erica (Erica herbacea). Foto archivio CSBA.13 La Fauna Fig.15. Fig.16. Esemplare di colubro di Esculapio fotografato nei pressi della parete del Buco del Piombo. Foto M.Bomman. Salamandra pezzata, anfibio molto comune nei pressi delle sorgenti della valle. La componente faunistica invertebrata del bosco submontano è dominata generalmente da coleotteri caratterizzati da larve che si sviluppano nel legno delle latifoglie, favoriti in ciò anche dalla temperatura ambientale piuttosto elevata. Solo per citarne alcuni, ricordiamo i buprestidi ed i cerambicidi. La vegetazione erbacea ed arbustiva costituisce il foraggio principale delle larve di lepidotteri. All interno degli habitat con caratteristiche più spiccatamente termofile come le radure assolate e le pareti calcaree, sono praticamente presenti tutti i rettili tipici dei prati aridi. In questo ambiente fa spesso la sua comparsa la vipera comune (Vipera aspis) che è facilmente visibile in aprile-maggio, stagione degli amori, oppure in agostosettembre, quando le femmine gravide si espongono al sole per agevolare lo sviluppo degli embrioni. L'altro grosso rettile presente in questi ambienti è il colubro di Esculapio, detto anche saettone (Elaphe longissima), un grosso serpente perfettamente in grado di arrampicarsi sulle piante, ove talvolta preda anche giovani nidiacei. L habitat di questi rettili è inoltre condiviso anche dalla lucertola muraiola (Podarcis muralis) e del Ramarro (Lacerta bilineata) Gli ambienti più umidi, invece, caratterizzati dagli ambiti torrentizi e dalle sorgenti, offrono un habitat ideale alla colonizzazione da parte della salamandra pezzata (Salamandra salamandra) che rappresenta l anfibio più frequente, unitamente al rospo comune (Bufo bufo). Molto spesso la Salamandra utilizza le raccolte d acqua in penombra in prossimità delle numerose sorgenti carsiche della zona per la deposizione delle uova e lo sviluppo delle larve. I numerosi roditori presenti, tra cui si segnala il ghiro (Glis glis) e il moscardino (Moscordanius avellanarius), unitamente a rettili ed anfibi, costituiscono le prede d elezione per gli uccelli rapaci. Quelli diurni più diffusi sono rappresentati dalla poiana (Buteo buteo), dal nibbio bruno (Milvus migrans) che predilige gli habitat rupestri per nidificare, condivisi14 anche con il Falco pellegrino (Falco peregrinus), specie inclusa nell elenco dell avifauna di interesse comunitario la cui protezione richiede una particolare e specifica attenzione. Questo rapace frequenta da alcuni anni la Valle Bova e nidifica regolarmente nei pressi della parete del Buco del Piombo spingendosi a caccia delle prede anche nelle vicine aree urbane dell erbese. Tra i rapaci notturni, invece, si segnala la presenza dell allocco (Stix aluco) della civetta (Athene noctua) e del gufo reale (Bubo bubo), che trova riparo nei numerosi anfratti dell area carsica. Fig. 17. Rilascio di un giovane di Falco pellegrino al termine delle operazioni di inanellamento. L'ampia disponibilità sia di ghiande che di castagne, invece, ha favorito l'insediamento del cinghiale (Sus scrofa), ungulato che si estinse nell'italia settentrionale fin dal secolo scorso e da più tempo ancora in Lombardia, ma frequenti e diffuse immissioni abusive ne hanno ricostituito negli ultimi anni ampi contingenti in diverse località sia di montagna sia di pianura. L'ampia disponibilità alimentare e l'assenza di predatori, associate a uno scarso prelievo venatorio, ne hanno favorito un po' ovunque il rapido accrescimento numerico. La Valle Bova è da tempo interessata dal fenomeno. Diversi problemi sono legati all'espansione di questo ungulato, primo fra tutti l'immissione di individui ibridi (provenienti da allevamento abusivi) caratterizzati da un potenziale riproduttivo assai elevato. Il secondo problema, collegato al precedente, è rappresentato dai danni che i gruppi di cinghiali sono in grado di provocare a carico degli ecosistemi forestali, delle colture e delle popolazioni di altri animali. La specie arreca inoltre gravi danni anche ai nidi di Formica rufa che distrugge rivoltandoli con il muso per predarne le uova. Un altro tipico abitante della valle è il capriolo (Capreolus capreolus), che assieme alla volpe (Vulpes vulpes), alla faina (Martes foina) e al tasso (Meles meles) completano il panorama della macrofauna della zona. La fauna delle grotte Il fenomeno carsico, come detto, connota profondamente tutta l area e definisce tipologie di habitat unici e caratteristici all interno delle grotte. Gli ambienti sotterranei, in particolare gli habitat cavernicoli, ospitano interessanti ecosistemi talvolta molto ricchi dal punto di vista faunistico anche se con forme di vita spesso di difficile osservazione.15 Nelle moderne teorie sulle dinamiche ecologiche degli ambienti sotterranei, la grotta assume il ruolo di ambiente estremo profondo, in contrapposizione all ambiente superficiale costituito dal Fig. 18. Invertebrati vacernicoli più frequenti nel sistema carsico dell Alpe del Vicerè: 1 Androniscus subterraneus, 2 Polydesmus longicornis, 3 Niphargus stygius. sovrasuolo e dai primi orizzonti pedologici. Questa distinzione rientra in una zonazione verticale che comprende anche il sottosuolo, l orizzonte della roccia alterata (MSS) e l orizzonte della roccia fratturata. La centralità dell ambiente sotterraneo è stata attribuita all orizzonte intermedio e non più, come accadeva in passato, alla grotta. Tuttavia il sistema tradizionale utilizzato per classificare la fauna rinvenibile in grotta si basa sul criterio dell adattamento alla vita in ambiente strettamente cavernicolo (Racovitza 1907). Vengono così distinte tre classi di organismi: troglosseni, troglofili e troglobi, con affinità crescente alla vita negli habitat ipogei. L ecosistema cavernicolo, sebbene supportato da una rete trofica molto meno articolata rispetto a quanto si possa osservare in superficie, è tutt altro che banale e costituito da frequenti endemismi che a causa dell isolamento geografico subito dalle grotte durante le vicende geologiche quaternarie, hanno dato origine a forme evolutive spesso uniche e legate a ristretti ambiti geografici. È il caso, ad esempio del miriapode Polydesmus longicornis che si ritrova esclusivamente in questa fascia delle Prealpi lombarde, così come il crostaceo isopode Monolistra pavani descritto per la prima volta nel secolo scorso proprio presso il Buco del Piombo. Sebbene siano molte le grotte all interno delle quali effettuare indagini specifiche per la definizione della componente ambientale biospeleologica, il Buco del Piombo rappresenta un sito in cui tali ricerche sono facilitate a causa dell accessibilità del sito che non presenta difficoltà di sorta per quasi tutto l anno. Infine le grotte rappresentano un ambiente particolarmente adatto come riparo per molti animali. Tra questi quelli di maggior interesse sono i chirotteri che comprendono in questa zona alcuni rari pipistrelli inclusi tra le specie di interesse comunitario. Sempre nel Buco del Piombo si segnala la presenza del vespertilio di Daubenton (Myotis daubentoni), del vespertilio di Capaccini (Myotis capaccini), del pipistrello ferro di cavallo (Rhinolophus ferrumequinum)e del raro pipistrello orecchione (Plecotus auritus).16 Aspetti paleontologici L area della Valle Bova riveste un importanza particolare anche dal punto di vista paleontologico. Queste peculiarità sono essenzialmente costituite dai giacimenti fossiliferi ascrivibili alla formazione del Rosso Ammonitico Lombardo e ai reperti paleontologici che si trovano all interno delle grotte. I fossili più comuni sono rappresentati dai resti di molluschi cefalopodi estinti: le ammoniti. Questi animali vivevano in ambiente marino ed erano dotati di tentacoli e molto simili nell aspetto agli appartenti al genere Nautilus ancora viventi. Le ammoiniti erano corredate di conchiglia spiraliforme appiattita, variamente ornata, che svolgeva funzioni protettive ed idrostatiche. L Università degli studi di Milano ha svolto a partire dagli anni 70 diverse campagne di ricerca presso il giacimento principale noto come Alpe Turati, nei pressi dell Alpe del Vicerè. I reperti sono raccolti in una mostra permanente presso una delle sale paleontologiche del Museo Civico Archeologico di Erba. Durante alcune ricerche svolte presso il Buco del Piombo tra il 1894 ed il 1897, invece, venne fatta l eccezionale scoperta di un giacimento di particolare interesse paleontologico costituito da ossa di Ursus spelaeus, un plantigrade vissuto nel Quaternario, a partire da anni fa ed estinto intorno a anni fa. Si trattava di un grosso orso, dalle Fig.19. Fig.20. Teschio fossile di orso delle caverne. Molti reperti provenienti dal giacimento del Buco del Piombo sono conservati presso il Civico Museo Archeologico di Erba. Fossile di Ammonite, tipico reperto paleontologico che caratterizza alcune formazioni fossilifere presenti nella Riserva Naturale. abitudini alimentari onnivore, orientate però verso una dieta a base di vegetali, che sfruttava l ambiente delle grotte come riparo per i lunghi e rigidi inverni delle epoche glaciali. Da questo punto di vista, il Buco del Piombo costituiva un comodo rifugio, trattandosi di grotta ampia e ad andamento sub-orizzonale. Le peculiarità del microclima cavernicolo, poi, hanno consentito una particolare fossilizzazione e conservazione delle ossa e dei denti che sono giunti numerosi, spesso in ottimo stato di conservazione, fino ai nostri giorni. I fossili di orso delle caverne si aggiungono a sporadici ritrovamenti di resti di bovini e cervi che un tempo colonizzavano la zona dell Alpe del Vicerè. Alcuni di questi animali cadevano accidentalmente all interno degli inghiottitoi carsici, trappole mortali che hanno permesso la conservazione dei loro reperti.17 Aspetti storici e archeologici Fig.21. Stampa ottocentesca dei coniugi Lose in cui sono ben evidenti i resti della fortificazione presente nell androne del Buco del Piombo. L aspetto storico e archeologico di maggior pregio e rilevanza di questo territorio è sicuramente legato alle vicende che hanno riguardato il Buco del Piombo. La sua particolare conformazione, infatti, in relazione alla maestosità dell ampio ingresso che costituisce un riparo naturale, frequentato fin dall epoca preistorica come testimoniato dai numerosi studi archeologici condotti. La presenza di vestigia del passato rappresentate da resti di mura e fortificazioni, inoltre, indica come la grotta abbia avuto un ruolo anche nelle vicende storiche successive. La particolare suggestione offerta da questi luoghi è stata fonte di spirazione anche di numerosi artisti, tra i quali citiamo i coniugi Lose che nel 1823 pubblicarono alcune stampe della grotta che divennero famose in breve tempo e costituiscono attualmente l immagine iconografica più famosa della grotta. Le prime ricerche archeologiche vennero intraprese nei primi anni dell 800 da parte del sacerdote Carlo Annoni. Successivamente gli scavi furono condotti dall archeologo Pompeo Castelfranco e queste indagini, come quelle precedenti, fornirono numerosi reperti di epoca romana e medievale. Bisogna però attendere il 1909 per avere i rapporti di uno studio condotto secondo metodo e rigore scientifico. Antonio Magni, infatti, effettuò una serie di sondaggi per verificare l effettiva presenza di un insediamento preistorico all interno della grotta, senza tuttavia trascurare l evidenza, storicamente più recente, rappresentata dalle mura. Questo studio consentì di disporre di evidenze oggettive che consentono di definire il Buco del Piombo come un sito archeologico pluristratificato di enorme interesse. Nello specifico gli studi effettuati nel triennio da parte del Malaviglia si concentrarono sull indagine della frequentazione preistorica e furono riprese da diversi approfondimenti condotti fino alla fine degli anni settanta da parte di diversi studiosi ed istituti universitari. A partire dal 1998, il Museo Archeologico di Como ha avviato una serie di campagne archeologiche con l obiettivo di indagare approfonditamente gli aspetti legati alle mura per ricostruire la storia della fortificazione e le vicende storiche ad essa correlate. L attenzione degli speleologi fu invece indirizzata verso l esplorazione del sistema carsico. Le spedizioni organizzate sanciscono alcuni episodi salienti della speleologia lombarda, soprattutto negli anni 50 e 60 quando vengono prodotte le prime carte topografiche dell ambiente ipogeo. Tra tutte citiamo le esplorazioni del 1953 quando gli speleologi Volontè, Cantaluppi e Carcano18 raggiunsero i nuovi ambienti, fino ad allora inesplorati, che oggi costituiscono la galleria di Sud Ovest. Tocca agli esploratori di Erba però trovare il passaggio che nel 1978 consentì di raggiungere la parte più interna della grotta, delineando con chiarezza l assetto idrogeologico del sistema attraverso anche le successive esplorazioni ed indagini condotte con assiduità fino ad oggi. Aspetti socioeconomici Fig.22. Scala di Legno: particolare via ferrata di interesse storico ed etnografico, ripristinata negli anni 80 da parte di un gruppo di volontari locali che tutt oggi ne curano la manutenzione. La valle Bova, come gran parte della montagna lariana, è stata in passato sede di un economia montana che, seppur povera, garantiva alle genti del luogo il proprio sostentamento. Le attività che fino alla prima metà del 1900 erano ampiamente diffuse e radicate, si basavano essenzialmente sulla pastorizia di ovini e caprini che venivano condotti al pascolo soprattutto nella zona dei crinali che del monte Bolettone conducono al monte Puscio. Nelle zone più basse, invece, era molto diffusa l economia della castagna che ruotava attorno alla coltivazione dei castagneti da frutto. Con l abbandono della montagna avvenuto nella seconda metà del 900, queste zone hanno perso il loro interesse commerciale da questo punto di vista. Attualmente il bosco è solo in parte utilizzato per la produzione di legna da ardere, principalmente da parte di piccoli proprietari che spesso, autonomamente, provvedono al taglio e all esbosco. L istituzione della riserva solleva quindi la necessità di conciliare l utilizzo delle risorse legate al bosco con l esigenza di conservazione delle funzionalità dell ecosistema. Uno degli aspetti preponderanti sul piano socioeconomico, invece, è rappresentato dall afflusso turistico che soprattutto in estate interessa la zona dell Alpe del Vicerè. Qui sorgono una serie di strutture ricettive, essenzialmente aree pic-nic, bar e ristoranti, sostenute proprio dall indotto turistico. Strutture di questo tipo sono presenti anche nella parte meridionale della Valle Bova. Lungo gli itinerari escursionistici più frequentati, poi, si trova una serie di rifugi alpini, che offrono possibilità di ristoro e, in alcuni casi, anche di alloggio. La rete di sentieri escursionistici è molto fitta e consente ai visitatori di raggiungere tutti i siti di maggior interesse paesaggistico e naturalistico. Tra questi citiamo l itinerario che risale il torrente Bova fino alla Forra di Caino per poi compiere un percorso ad anello, superando alcune scenografiche balze rocciose attraverso l ausilio di due scale, una di legno ed una di ferro.19 Attualmente la manutenzione e la gestione per quanto riguarda la messa in sicurezza di questo sentiero viene svolta da gruppi di volontariato locale, molto legati al territorio. Oltre alle bellezze della vallata, il maggior elemento di richiamo turistico è senza dubbio rappresentato dal Buco del Piombo. La grotta è meta di numerosi visitatori ogni anno, costituiti da gruppi organizzati e semplici turisti o escursionisti, che ad oggi sono accompagnati nella visita da un servizio di guide coordinato dal Museo Buco del Piombo, Gestore del sito archeologico. Inoltre, si sottolinea che l intera area carsica costituisce il campo di ricerca speleologica per molti gruppi della Lombardia. Infine, le numerose vie per l arrampicata sportiva presso la parete del Buco del Piombo nonché presso alcune palestre di roccia sulle pendici del Monte Panigaa, fungono da richiamo per gli alpinisti e sono frequentate per i corsi da parte dei gruppi C.A.I. della zona. Vedere altro
Workshop AIDAP: Classificare per Innovare la Gestione delle Aree Protette Torino 19 Maggio 2008 Nino Martino Direttore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Andare oltre i confini L esperienza del Parco Dettagli COMPRENSORIO ALPINO PENISOLA LARIANA CONSUNTIVO ISTITUTI A REGOLAMENTAZIONE SPECIALE
COMPRENSORIO ALPINO PENISOLA LARIANA CONSUNTIVO ISTITUTI A REGOLAMENTAZIONE SPECIALE Confini: Settori: il Comprensorio Alpino è delimitato a nord e sui due lati dalle acque del Lario; a sud dal confine Dettagli IL CLIMA IN EUROPA PRINCIPALI TIPI DI CLIMA CHE SI INCONTRANO IN EUROPA. ATLANTICO ALPINO MEDITERRANEO CONTINENTALE U N I T A N 1 1
U N I T A N 1 1 IL CLIMA IN EUROPA PRINCIPALI TIPI DI CLIMA CHE SI INCONTRANO IN EUROPA. ATLANTICO ALPINO MEDITERRANEO CONTINENTALE Libro di geografia classe 1 - Scuola secondaria di primo grado Pagina Dettagli Club Alpino Italiano Sezione di Ascoli Piceno Via Serafino Cellini, 10 63100 Ascoli Piceno Tel. 0736 45 158. www.caiascoli.it
Escursione alla ricerca e al riconoscimento delle piante di interesse etnobotanico, in collaborazione con Accademia delle Erbe Spontanee. Insieme al prof. Fabio Taffetani, esperto Botanico dell'università Dettagli CARTE GEORAFICHE TEMATICHE: LE CARTE GEOLOGICHE
CARTE GEORAFICHE TEMATICHE: LE CARTE GEOLOGICHE Premessa (I) Le carte geologiche danno evidenza alla geologia di un territorio, illustrando in estrema sintesi la sostanza di cui questo è fatto. Esse vengono Dettagli ALLEGATO I LA GESTIONE DELLE PROCEDURE DI VALUTAZIONE DI INCIDENZA PER OPERE/PIANI AVENTI EFFETTI SUL SITO
ALLEGATO I LA GESTIONE DELLE PROCEDURE DI VALUTAZIONE DI INCIDENZA PER OPERE/PIANI AVENTI EFFETTI SUL SITO Nell ambito delle misura di conservazione obbligatorie per i Siti della Rete Natura 2000, la normativa Dettagli La vegetazione dei Monti Simbruini APPUNTI
La vegetazione dei Monti Simbruini FOTO VEGETAZIONE MONTI SIMBRUINI APPUNTI Il massiccio calcareo dei Monti Simbruini presenta una ben conservata copertura forestale, che occupa il 75% dell intero areale Dettagli Dott.ssa S. Anelli Dott. S. Porta
Dott.ssa S. Anelli Dott. S. Porta 1 PARCO DEL TREBBIA - Legge Regionale n. 19/2009 2 PARCO DEL TREBBIA - Legge Regionale n. 19/2009 Art. 1 Istituzione del Parco regionale, finalità e obiettivi gestionali Dettagli INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO
INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO Il territorio comunale di Capestrano è compreso, dal punto di vista cartografico, nel Foglio della Carta Geologica di Italia n. 146 Sulmona scala 1 : 100.000 e nel Foglio della Dettagli ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI
- ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI - pag. 1 ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI PARTE 1 a - ANALISI 1 FLORA E VEGETAZIONE Dati disponibili che verranno utilizzati per il presente lavoro: Documento anno Note, possibilità Dettagli SCOPRI LE SPLENDIDE ALPI LIGURI CON L AIUTO DI UNA GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA
SCOPRI LE SPLENDIDE ALPI LIGURI CON L AIUTO DI UNA GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA È guida ambientale escursionistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone nella visita Dettagli IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE DEL GRIFONE SULLE ALPI ORIENTALI
IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE DEL GRIFONE SULLE ALPI ORIENTALI Il grifone (Gyps fulvus) un tempo era presente in tutto il bacino del Mediterraneo e in vari settori delle Alpi e dell Europa centrale. Spostamenti Dettagli RIPRISTINO E MANTENIMENTO DELLE PRATERIE MONTANE. L esperienza del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
RIPRISTINO E MANTENIMENTO DELLE PRATERIE MONTANE L esperienza del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Monitoraggio della biodiversità animale in ambiente alpino Monitoraggio Biodiversità Obiettivi 1. Descrivere Dettagli LA DIVERSITÀ BIOLOGICA
LA DIVERSITÀ BIOLOGICA Partiamo da noi Cosa conosco di questo argomento? Cosa si intende con biodiversità? Ma quante sono le specie viventi sul pianeta? ancora domande Come mai esistono tante diverse specie Dettagli Aree protette della Lombardia
16. Aree protette della lombardia La Lombardia è stata la prima regione in Italia a dotarsi di un sistema organico di aree protette. Già nel 1973, con la legge regionale n.58, venivano dettate le prime Dettagli Atlante delle specie faunistiche indicatrici di qualità ambientale nel territorio della Provincia di Milano
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA ANIMALE Atlante delle specie faunistiche indicatrici di qualità ambientale nel territorio della Provincia di Milano A cura di: Dott. Alberto Meriggi Dettagli Programma delle Attività Didattiche Anno Scolastico 2013/2014
Area Protetta Provinciale GIARDINO BOTANICO MONTANO PRATORONDANINO Programma delle Attività Didattiche Anno Scolastico 2013/2014 2 PRESENTAZIONE Il Giardino Botanico di Pratorondanino, ideato nel 1979 Dettagli Bollettino del clima dell anno 2014
anno 2014 MeteoSvizzera Bollettino del clima dell anno 2014 21 gennaio 2015 L anno 2014 è stato costellato di eventi meteorologici estremi. Dopo la nevicata record di inizio anno al sud, nel primo semestre Dettagli Bosco di Smerillo Via A. C. Nobili, 11-63856 Smerillo (FM) Tel. 0734.79423 - email. info@smerillo.com - web. www.smerillo.com
Centro di Educazione Ambientale Bosco di Smerillo Via A. C. Nobili, 11-63856 Smerillo (FM) Tel. 0734.79423 - email. info@smerillo.com - web. www.smerillo.com P resentazione Il CEA di Smerillo nasce nel Dettagli LA TUTELA DEI BOSCHI Aspetti forestali e paesistici
Corso di formazione per guardie ecologiche volontarie Parco del Rio Vallone aprile 2011 LA TUTELA DEI BOSCHI Aspetti forestali e paesistici Il bosco: unità ecologica e definizione della norma Il bosco: Dettagli Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita
Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita Azioni di valorizzazione turistica e culturale e strategie di tutela ambientale e paesaggistica lungo il fiume Ticino Dettagli Art. 1 (Istituzione del Parco Marino Regionale Riviera dei Cedri )
Legge regionale 21 aprile 2008, n. 9 Istituzione del Parco Marino Regionale Riviera dei Cedri. (BUR n. 8 del 16 aprile 2008, supplemento straordinario n. 2 del 29 aprile 2008) Art. 1 (Istituzione del Parco Dettagli Tempi di percorrenza 5:00 ore se si va all attacco del sentiero in auto. Aggiungere 40 minuti se si usa il treno
Il Cornizzolo da Civate Zona Prealpi Lombarde Triangolo Lariano Corni di Canzo Tipo itinerario Ad anello Difficoltà E (per Escursionisti) Tempi di percorrenza 5:00 ore se si va all attacco del sentiero Dettagli COMUNE DI PESCAGLIA Provincia di Lucca PIANO STRUTTURALE
COMUNE DI PESCAGLIA Provincia di Lucca PIANO REGOLATORE GENERALE PIANO STRUTTURALE L.R. 16 gennaio 1995 n 5 art. 24 VALUTAZIONE DELL'INCIDENZA DEL PIANO STRUTTURALE DEL COMUNE DI PESCAGLIA IN RELAZIONE Dettagli CORSO DI FORMAZIONE OPERATORI TECNICI NEI PARCHI NAZIONALI E NELLE AREE PROTETTE (120 ore)
CORSO DI FORMAZIONE OPERATORI TECNICI NEI PARCHI NAZIONALI E NELLE AREE PROTETTE (120 ore) PROGETITO FORMATIVO MODULO 1 PRESENTAZIONE DEI PARCHI ED AREE PROTETTE (8 ore) Definizione dei concetti di Parco, Dettagli UNITA N 8 parte seconda I BIOMI
UNITA N 8 parte seconda I BIOMI LA TAIGA E LA TUNDRA Al di sopra dei 50-60 gradi di latitudine si estendono gli ambienti freddi e glaciali, caratterizzati da temperature particolarmente basse. Il sole, Dettagli Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Titolo dello studio: Atti del Convegno-Seravella 2.3.2001 sulla biodiversità coltivata Titolo dello studio: Indagine sui popolamenti ittici dei corsi d acqua nel territorio Dettagli Provincia di Lecco Individuazione reticolo idrografico minore e regolamento di polizia idraulica DGR 25-01-02 n. 7/7868
COMUNE DI CRANDOLA VALSASSINA Provincia di Lecco Individuazione reticolo idrografico minore e regolamento di polizia idraulica DGR 25-01-02 n. 7/7868 Lecco Febbraio 2003 (Aggiornamento all Aprile 2004) Dettagli 61 Ghiacciaio della Capra
IT4L01451010 61 Ghiacciaio della Capra Gruppo montuoso: Gran Paradiso, Alpi Graie, Alpi Occidentali Bacino idrografico: Lago Serrù, Orco, PO Comune: Ceresole Reale, Torino, Piemonte, Italia DOVE SI TROVA Dettagli TUTELA AMBIENTE MONTANO. Noi e il CAI
TUTELA AMBIENTE MONTANO Noi e il CAI TEMI TRATTATI Posizione del CAI Cosa possiamo fare noi TAM http://www.cai-tam.it/ Posizione e impegno Tema importante per la montagna protezione dell'ecosistema montano Dettagli LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n. 33. Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico. IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO
25652 LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n. 33 Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico. La seguente legge: IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Dettagli Azione per il progetto strategico del sistema naturale dei SICANI ALLEGATO TECNICO
REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE Dipartimento Territorio e Ambiente SERVIZIO 6 Protezione Patrimonio Naturale Via Ugo La Malfa, 169 90146 Palermo Fondo Europeo di Dettagli REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Relazione al disegno di legge: ISTITUZIONE DEI PARCHI NATURALI REGIONALI DELL OASI DI TEPILORA, DELLEFORESTEDI GUTTURU MANNU E DEL MONTE ARCI presentato dall Assessore della Difesa dell Ambiente dr Antonio Dettagli PROGETTI EDUCATIVI PRESSO IL CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE PELOBATES DI SPINEA
PROGETTI EDUCATIVI PRESSO IL CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE PELOBATES DI SPINEA Il progetto prevede la valorizzazione delle strutture del CEA Pelobates e degli aspetti naturalistici ed ambientali dell Dettagli CONVENZIONE PER LA COLLABORAZIONE, IN FORMA NON ESCLUSIVA, IN ATTIVITA DI GESTIONE DEL PARCO DELLE OROBIE BERGAMASCHE. tra
CONVENZIONE PER LA COLLABORAZIONE, IN FORMA NON ESCLUSIVA, IN ATTIVITA DI GESTIONE DEL PARCO DELLE OROBIE BERGAMASCHE. tra il Consorzio di gestione del Parco regionale delle Orobie Bergamasche, di seguito Dettagli Azioni di conservazione. Pagina 1
realizzabili (= Prati Pr 1 Tutelare i prati da fieno e gestire i prati con modalità attente alle esigenze di tutela della fauna senza costo; a carico dei privati che accedono ai fondi PSR Pr 2 Controllare Dettagli Il servizio di Educazione Ambientale I PERCORSI DEL TASSO
Il servizio di Educazione Ambientale I PERCORSI DEL TASSO Sin dalla sua costituzione (1994) il Museo fornisce un servizio di consulenza e informazione sui principali aspetti ambientali e naturalistici Dettagli La macchia mediterranea. Creato da Francesco e Samuele.
La macchia mediterranea Creato da Francesco e Samuele. La macchia mediterranea La macchia mediterranea si chiama così perché é formata da vegetazione che ama i terreni asciutti, il sole, molta luce, un Dettagli GLI INCIDENTI STRADALI CON COINVOLGIMENTO DI FAUNA
GLI INCIDENTI STRADALI CON COINVOLGIMENTO DI FAUNA SELVATICA: UN FENOMENO DA NON SOTTOVALUTARE Il Piemonte è una delle Regioni in cui le popolazioni di fauna selvatica di grossa taglia sono tra le più Dettagli La nevicata eccezionale dell 11 marzo 2004
La nevicata eccezionale dell 11 marzo 2004 Roberto Barbiero Introduzione Un intensa nevicata ha interessato nella giornata dell 11 marzo 2004 molte regioni del nord Italia. Dalle prime ore della notte Dettagli EISRIESENWELT Scienza
EISRIESENWELT Scienza 1. Come si è formata la grotta Eisriesenwelt La maggioranza delle grotte presenti nella regione alpina si trovano nelle montagne calcaree, a differenza delle grotte formatesi tramite Dettagli Indice degli Elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale di Isola di Pantelleria. versione conforme al DDG ARTA n 603 del 26/06/2009
Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0351 Ambito territoriale di Isola di Pantelleria PIANO DI GESTIONE versione Dettagli ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO
ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO SECONDA SESSIONE 2012 PRIMA PROVA SCRITTA Tema n. 1 Aspetti geologici, minero-petrografici e normativi relativi alle attività Dettagli La Puglia. e i suoi paesaggi
La Puglia e i suoi paesaggi La carta fisica La puglia confina a nord e a est con il mar Adriatico a sud con mar Ionio e Basilicata e a ovest con Molise e Campania La parte amministrativa Il capoluogo di Dettagli Parco Naturale Regionale di Lama Balice
Parco Naturale Regionale di Lama Balice Il Parco naturale regionale Lama Balice è un area protetta di 504 ettari sita in provincia di Bari. Compresa nell'elenco delle aree protette regionali nel 1997, Dettagli - che attualmente il Lazio è interessato da 6 aree protette nazionali e da 69 aree protette regionali
OGGETTO: PROPOSTA DI ISTITUZIONE DEL MONUMENTO NATURALE ''LAGHETTO IN LOC. SEMBLERA MONTEROTONDO SCALO'' AI SENSI DELL'ART. 6 DELLA LEGGE REGIONALE 6 OTTOBRE 1997 N. 29 E SS.MM.II. - APPROVAZIONE DELLA Dettagli Il clima delle Alpi e della Valle d Aosta
Il clima delle Alpi e della Valle d Aosta Il clima delle Alpi Il clima della Valle d Aosta Precipitazioni durante l alluvione del 2000 Temperature estreme registrate in Valle d Aosta Il ruolo delle montagne Dettagli L ITALIA SI TROVA A METÀ STRADA TRA IL POLO NORD E L EQUATORE NELLA PARTE MERIDIONALE (PARTE SUD) DELL EUROPA.
Trekking ANELLO DELLE DOLOMITI FRIULANE 27-30 Agosto 2015 Trekking ad anello in senso orario di 4 giorni all interno delle Dolomiti Friulane, tra guglie vertiginose e prati assolati. L itinerario attraversa Dettagli Installazione di pannelli fotovoltaici su fabbricato di civile abitazione. in Laterina - Comune di Laterina
Dott. Ing. Marco Sacchetti Installazione di pannelli fotovoltaici su fabbricato di civile abitazione in Laterina - Comune di Laterina RELAZIONE PAESAGGISTICA Ai sensi del D.P.R. 09.Luglio.2010 n. 139 Proprietà: Dettagli Lunedì 24 marzo -Passeggiando tra canneti e specchi d acqua- Le Torbiere del Sebino: una Riserva Naturale a pochi passi da casa
Lunedì 24 marzo -Passeggiando tra canneti e specchi d acqua- Le Torbiere del Sebino: una Riserva Naturale a pochi passi da casa Attività presso il Centro Accoglienza Visitatori Riserva Naturale Torbiere Dettagli Rapporto Ambientale procedura Vas Variante comparto edificatorio Madonna Ponte - Fano
Rapporto Ambientale procedura Vas Variante comparto edificatorio Madonna Ponte - Fano Variante parziale al vigente PRG ai sensi dell art. 26 della L.R. 34/92 e s.m.i. relativa al comparto edificatorio Dettagli Unità di Apprendimento ideata da Sabrina Ercolani nell'ambito dell'attività per l'integrazione.
Unità di Apprendimento ideata da Sabrina Ercolani nell'ambito dell'attività per l'integrazione. Destinatario: alunno con deficit cognitivo di grado lieve e sindrome ipercinetica da danno cerebrale lieve Dettagli Macroambito G Il territorio dei Parchi Nazionali
Macroambito G Il territorio dei Parchi Nazionali Il macro ambito coincide a Nord, per tutta la sua lunghezza, con l alto corso del Fiume Chienti dalla sorgente fino alla località Caccamo, in Comune di Dettagli PROPOSTE DIDATTICHE E DI LABORATORIO PER L OASI DI GABBIANELLO
----------------------- ISCHETUS Società Cooperativa a r.l. Partita IVA 02263210482 Iscrizione Albo mutualità prevalente n A111841 Azienda con Sistema di Gestione per la Qualità certificato da Dasa-Rägister Dettagli COMPRENSORIO ALPINO CN2 Valle Varaita. RISULTATI CENSIMENTI ALLE SPECIE CAPRIOLO E CERVO s.v. 2012/2013
COMPRENSORIO ALPINO CN2 Valle Varaita RISULTATI CENSIMENTI ALLE SPECIE CAPRIOLO E CERVO s.v. 2012/2013 - RELAZIONE TECNICA A cura di Omar Giordano Tecnico faunistico C.A. CN2 PREMESSA Nella presente relazione Dettagli EDUCAZIONE - TURISMO E DIDATTICA INTERVENTI E FRUIZIONE Angela Natale - Cooperativa COGECSTRE
EDUCAZIONE - TURISMO E DIDATTICA INTERVENTI E FRUIZIONE Angela Natale - Cooperativa COGECSTRE L analisi delle diverse indagini conoscitive effettuate e riportate dai diversi esperti nel Piano di Assetto Dettagli 2. Individuazione del bacino di appartenenza della Z.I. di Olbia
INTERCONNESSIONE DELLA Z.I. DI OLBIA COL PAI (PIANO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO - DL. 180 e Legge 267 del 3-08-1998) 1. Premessa La presente relazione si prefigge lo scopo di verificare le interconnessioni Dettagli SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA DI RIFERIMENTO : GEOGRAFIA CLASSE PRIMA
Fonti di legittimazione: Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio 18.12.2006 - Indicazioni Nazionali per il Curricolo 2012 SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA DI RIFERIMENTO : GEOGRAFIA CLASSE PRIMA Dettagli I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA
UNITA N 10 I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA Quali sono i fattori che influenzano il clima? Si chiamano fattori climatici le condizioni che producono variazioni negli elementi del clima. Molto importante Dettagli Imp Gabbia Pagina 10
Imp Gabbia 2010-1 11-12-2010 15.23 Pagina 10 Sorgente in parete (Foto M. Marieni) Imp Gabbia 2010-1 11-12-2010 15.23 Pagina 11 11 Foglio 29 La Riserva Naturale Regionale Valle Bova. La Valle Bova e il Dettagli TORNIMPARTE CAMPO FELICE RIFUGIO SEBASTIANI
TORNIMPARTE CAMPO FELICE RIFUGIO SEBASTIANI La partenza è da Villagrande di Tornimparte (880 m s.l.m.) lungo la strada provinciale SP1 Amiternina; dopo 400 metri circa in falsopiano svoltare a sinistra Dettagli Una cava di marmi rossi dimenticata nell Entroterra di La Spezia : riscoperta e possibile valorizzazione di un geosito
Una cava di marmi rossi dimenticata nell Entroterra di La Spezia : riscoperta e possibile valorizzazione di un geosito Sergio Mancini geologo - Università di Siena Nell entroterra della provincia di La Dettagli Venerdì 25 GIUGNO 2010
di Antonello Cedrone Consulente in Risorse Energetiche e Ambientali Venerdì 25 GIUGNO 2010 Conferenze dedicate alla biodivertità al fine di individuare misure di tutela e conservazione INDICE Il presente Dettagli La Preistoria LE PRIME TRACCE DELL UOMO IN BASILICATA. DAL PALEOLITICO AL NEOLITICO. 1 Scheda 2
di: Alfonsina Russo La Preistoria LE PRIME TRACCE DELL UOMO IN BASILICATA. DAL PALEOLITICO AL NEOLITICO Venosa: Loreto-Notarchirico Il Parco Paleolitico di Loreto-Notarchirico è ubicato in prossimità del Dettagli 5. COMPRENSORIO DI PIAGGE-SAN SALVATORE (AP-20 AREA STRALCIATA) 5.1 VERIFICA PRELIMINARE E VERIFICA SEMPLIFICATA
5. COMPRENSORIO DI PIAGGE-SAN SALVATORE (AP-20 AREA STRALCIATA) 5.1 VERIFICA PRELIMINARE E VERIFICA SEMPLIFICATA Il Comprensorio PIAGGE SAN SALVATORE si estende a Sud del centro urbano della Città, lungo Dettagli REGIONE LIGURIA Protezione Civile
ALLEGATO 2 REGIONE LIGURIA Protezione Civile INCENDIO DELLE ZONE DI INTERFACCIA DEFINIZIONE SCENARI Febbraio 2007 2 DEFINIZIONE SCENARIO DI INCENDI DI INTERFACCIA Per valutare il rischio conseguente agli Dettagli Il monitoraggio di habitat e specie nei siti gestiti dal Corpo Forestale dello Stato
Il monitoraggio di habitat e specie nei siti gestiti dal Corpo Forestale dello Stato Dott. Marco Panella Ufficio per la Biodiversità Corpo Forestale dello Stato m.panella@corpoforestale.it * * 2 * * 3 Dettagli ISTITUTO COMPRENSIVO LOREDANA CAMPANARI
ISTITUTO COMPRENSIVO LOREDANA CAMPANARI Via Monte Pollino, 45-00015 Monterotondo (RM) CURRICOLO VERTICALE DI GEOGRAFIA A.S. 2013/2014 CURRICOLO GEOGRAFIA Ambito disciplinare GEOGRAFIA CLASSE PRIMA PRIMARIA Dettagli PROPOSTA PER LA FORMAZIONE SEZIONALE, REGIONALE E NAZIONALE IN AMBITO TAM E CSC
PROPOSTA PER LA FORMAZIONE SEZIONALE, REGIONALE E NAZIONALE IN AMBITO TAM E CSC INDICE DEL DOCUMENTO Percorso formativo Sezionale TAM e CSC pag. 2 Base Culturale Comune pag. 2 Moduli tecnici pag. 3 Percorso Dettagli La memoria delle terre alte. a colloquio con. www.gyp-monitoring.com/index.php; www.grand-paradis.it
FOCUS ORIZZONTI La memoria delle terre alte Museo del gipeto a Rhême Notre-Dame a colloquio con Luisa Vuillermoz www.gyp-monitoring.com/index.php; www.grand-paradis.it A sinistra, Luisa Vuillermoz, Direttore Dettagli PROPOSTE PER L EDUCAZIONE
CONSORZIO PARCO REGIONALEDEI LAGHI DI SUVIANA EBRAS PROPOSTE PER L EDUCAZIONE AMBIENTALE DEL PARCO REGIONALE DEI LAGHI DI SUVIANA E BRASIMONE PER L ANNO SCOLASTICO 2008/2009 Le proposte del Parco dei Laghi Dettagli Progetti SCOPRIAMO I SEGRETI DEL PARCO
Progetti SCOPRIAMO I SEGRETI DEL PARCO Dalle pendici delle Prealpi si allunga un corridoio verde che giunge sino alle porte di Monza seguendo il corso del fiume. Il Parco della Valle del Lambro offre un Dettagli Anno scolastico 2010-2011 - Classe coinvolta: II Liceo Classico
Istituto d Istruzione Superiore «G. Carducci» di Volterra (PI) Progetto: Biodiversità e Paesaggio, tra Scienza e Fotografia Responsabile del Progetto: prof. Roberto Guglielmi, docente di Scienze Naturali Dettagli 10.1 Localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti
torna all Indice Capitolo 10 10 CRITERI DI SELEZIONE DEI SITI IDONEI 10.1 Localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti I criteri, assunti dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC), Dettagli Copertura vegetale. La carta della Copertura Vegetale
Copertura vegetale è una componente ambientale in cui le piante costituiscono l'elemento principale nella configurazione più complessiva degli ecosistemi terrestri; rappresenta la risultante della molteplicità Dettagli INDICE. L area dei pioppeti dell Azienda Agricola Cascina Bosco e il Parco Naturale del Ticino... La flora e la fauna presenti...
INDICE L area dei pioppeti dell Azienda Agricola Cascina Bosco e il Parco Naturale del Ticino... La flora e la fauna presenti... Impatti ambientali delle attività forestali del 2015... Quantità di legno Dettagli Anello nel bosco di conifere, attorno ai prati di Margherita dei Boschi (1.100 m.). Lunghezza itinerario 3,6 km; tempo di percorrenza 1h e 30.
Itinerari 1) GOUTA: boschi di conifere, prati, quota 1.100 m Anello nel bosco di conifere, attorno ai prati di Margherita dei Boschi (1.100 m.). Lunghezza itinerario 3,6 km; tempo di percorrenza 1h e 30. Dettagli Art. 1 (Istituzione) 2. Il parco è classificato ai sensi dell art. 10, comma 1 della legge regionale 14 luglio 2003, n. 10 come parco marino.
Legge regionale 21 aprile 2008, n. 11 Istituzione del Parco Marino Regionale Costa dei Gelsomini. (BUR n. 8 del 16 aprile 2008, supplemento straordinario n. 2 del 29 aprile 2008) Art. 1 (Istituzione) 1. Dettagli Proposta di legge 26918" Relazione
Proposta di legge 26918" Relazione Con il presente progetto di legge la Regione Calabria stabilisce I'istituzione del Parco marino regionale Riviera dei Cedri. La presente proposta di legge rieritra in Dettagli GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE
GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE G. Cacciabue, V.Debrando 1 La mitigazione degli effetti prodotti sul territorio Dettagli IL GEOGRAFO E I SUOI AIUTANTI
IL GEOGRAFO E I SUOI AIUTANTI La geografia studia le caratteristiche dell ambiente in cui viviamo, cioè la Terra. Per fare questo, il geografo deve studiare: com è fatto il territorio (per esempio se ci Dettagli Ecologia e conservazione della Lepre in Italia
Ecologia e conservazione della Lepre in Italia Alberto Meriggi e Francesca Meriggi Dipartimento di Scienze della Terra e dell Ambiente Università di Pavia Premessa Declino generale della lepre in tutta Dettagli sis i tema m o ga g ni n c i o o d i d i a ree p r p ot o ette
La Lombardia è stata la prima regione a dotarsi di un sistema organico di aree protette (l.r. 86/1983), che comprende: 24 Parchi regionali, 13 Parchi naturali, 65 Riserve naturali, 32 Monumenti naturali. Dettagli PARCO NAZIONALE MONTI SIBILLINI DECRETO DEL DIRETTORE N. 255 DEL 5 LUGLIO 2004
1 PARCO NAZIONALE MONTI SIBILLINI DECRETO DEL DIRETTORE N. 255 DEL 5 LUGLIO 2004 Disposizioni per la salvaguardia dell ambiente naturale della Valle del lago di Pilato Il Direttore del Parco VISTO: Il Dettagli LINEE GUIDA E STANDARD PER LA SEGNALETICA DELLA RETE DEI SENTIERI DEL PARCO
LINEE GUIDA E STANDARD PER LA SEGNALETICA DELLA RETE DEI SENTIERI DEL PARCO A cura dell OSSERVATORIO DELLA BIODIVERSITA Con la collaborazione di CLUB ALPINO ITALIANO e FEDERAZIONE ITALIANA ESCURSIONISMO Dettagli CARTA DEI SENTIERI DEI MONTI PICENTINI
CARTA DEI SENTIERI DEI MONTI PICENTINI presentazione a cura di Valerio Bozza Vicepresidente CAI Salerno Responsabile Manutenzione Sentieri Dalla vecchia alla nuova carta L edizione del 1994 Scala 1:30.000 Dettagli Provincia di Varese COMUNE DI ALBIZZATE. Studio del reticolo idrico comunale (D.G.R. del 25-01-02 n 7/7868 e s.m.i.)
REGIONE LOMBARDIA Provincia di Varese COMUNE DI ALBIZZATE Studio del reticolo idrico comunale (D.G.R. del 25-01-02 n 7/7868 e s.m.i.) Dicembre 2011 INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDROGRAFICO MINORE Studio Dettagli Piano d'azione per l'ambiente roccioso montano, collinare e insulare
Piano d'azione della per la biodiversità Piano d'azione per l'ambiente roccioso montano, collinare e insulare Descrizione Gli habitat rocciosi a causa dell'acclività, di elementi e fattori climatici proibitivi, Dettagli Istituto Figlie di Betlem classe V a.s. 2006/2007
Istituto Figlie di Betlem classe V a.s. 2006/2007 Mettiamoci in gioco! Incontro con l esperta del Biolab nella nostra scuola Com è grande l Europa! Le alte e le basse pressioni atmosferiche comportano Dettagli National Wildlife Federation. Parco Nazionale dei Monti Sibillini
National Wildlife Federation La NWF è una delle più grandi associazioni ambientaliste americane (conta oggi oltre 4 milioni di iscritti) che dal 1936 è impegnata nella conservazione e salvaguardia della Dettagli RELAZIONE FORESTALE TECNICO - DESCRITTIVA
Settore Patrimonio e Beni Architettonici INTERVENTI DI COMPENSAZIONE FORESTALE NEI COMUNI DI LEGGIUNO, MARCHIROLO, CASTELSEPRIO, CASALZUIGNO E BRENTA ai sensi dell art. 15 del D.Lgs. 228/2001 LAVORI DI Dettagli HABITAT DI SPECIE. Habitat forestali. Habitat di specie
Habitat di specie 575 HABITAT DI SPECIE In Liguria gli habitat di specie, cioè quegli habitat indispensabili per la vita delle specie elencate nell allegato 2 della direttiva 92/43 e nell allegato 1 della Dettagli SERVIZI OFFERTI. Sempre aperto. Area giochi per bambini. Servizio di concierge 24 ore. Vasto parco con querce. Piscina 20 x 8 metri
Villaggio Le Querce All interno del Parco Archeologico-Naturale delle Città del Tufo, nella Maremma Toscana si trova il Villaggio Le Querce, situato ai margini del borgo medioevale di Sorano immerso in Dettagli PARCO NAZIONALE DEl MONTI SIBILLINI
PARCO NAZIONALE DEl MONTI SIBILLINI '>J'/ N. J del/ Z l-v/1., Oggetto: Convenzione con il Collegio Regionale delle Guide Alpine delle Marche per la pratica sostenibile delle attività e discipline alpinistiche. Dettagli OGGETTO: Progetto per la realizzazione di un fabbricato rurale in C/da Fosse Vill. Paradiso.
OGGETTO: Progetto per la realizzazione di un fabbricato rurale in C/da Fosse Vill. Paradiso. DITTA: Minà Adalgisa PREMESSA La seguente relazione integrativa, si è resa necessaria per integrare la valutazione Dettagli Turismo e Rete Natura 2000. Obiettivi di tutela e valorizzazione
Il turismo e le aree protettein Italia. Verso gli Stati generali Fabriano 8-9 ottobre 2014 Turismo e Rete Natura 2000. Obiettivi di tutela e valorizzazione Giuseppe Dodaro Realizzazione di un approfondimento Dettagli PIAE 2009-2028 1 TIPOLOGIA DI POLO. LITOLOGIA DEL GIACIMENTO Sabbie fini. COMUNI INTERESSATI Ferrara INQUADRAMENTO DELL AREA
TIPOLOGIA DI POLO LITOLOGIA DEL GIACIMENTO Sabbie fini COMUNI INTERESSATI Ferrara INQUADRAMENTO DELL AREA L area è ubicata a nord degli abitati di Porotto e Cassana, nel Comune di Ferrara, confina a nord Dettagli LM Quaternario, Preistoria e Archeologia Corso di Cartografia tematica Dott. Maria Chiara Turrini
LM Quaternario, Preistoria e Archeologia Corso di Cartografia tematica Dott. Maria Chiara Turrini Carte di base (o fondamentali): hanno lo scopo di descrivere la superficie fisica della terra. Devono permettere Dettagli 3.4. Aree protette (a cura dell Ufficio Verde Pubblico e Aree Protette - Comune di Fano)
3.4. Aree protette (a cura dell Ufficio Verde Pubblico e Aree Protette - ) Zone di protezione realizzate R Aree floristiche protette 1. Litorale di Baia del Re Inizio della tutela: 1980 circa. Area (come Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 art. 24
 art. 26
 Art. 1
 art. 10
 Art. 1
 art. 15