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Timestamp: 2019-06-18 23:41:47+00:00

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Codice civile - Delle successioni IV | Studio Celentano
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Codice civile – Delle successioni IV
Quando però tutti gli eredi istituiti o alcuni di essi sono minori di età, il testatore può disporre che la divisione non abbia luogo prima che sia trascorso un anno dalla maggiore età dell’ultimo nato. Egli può anche disporre che la divisione dell’eredità o di alcuni beni di essa non abbia luogo prima che sia trascorso dalla sua morte un termine non eccedente il quinquennio.
Può domandarsi la divisione anche quando uno o più coeredi hanno goduto separatamente parte dei beni ereditari, salvo che si sia verificata l’usucapione per effetto di possesso esclusivo (1102, 1158 e seguenti).
Art. 715 Casi d’impedimento alla divisione
Se tra i chiamati alla successione vi è un concepito (462), la divisione non può aver luogo prima della nascita del medesimo. Parimenti la divisione non può aver luogo durante la pendenza di un giudizio sulla legittimità (244 e seguenti) o sulla filiazione naturale (263 e seguenti) di colui che, in caso di esito favorevole del giudizio, sarebbe chiamato a succedere, né può aver luogo durante lo svolgimento della procedura amministrativa per l’ammissione del riconoscimento previsto dal quarto comma dell’Art. 252 o per il riconoscimento dell’ente istituito erede (600).
L’autorità giudiziaria, su istanza di uno dei coeredi, può sospendere, per un periodo di tempo non eccedente i cinque anni, la divisione dell’eredità o di alcuni beni, qualora l’immediata sua esecuzione possa recare notevole pregiudizio al patrimonio ereditario (1111).
Ciascun coerede può chiedere la sua parte in natura dei beni mobili e immobili dell’eredità, salve le disposizioni degli articoli seguenti (1114).
Se i coeredi aventi diritto a più della metà dell’asse concordano nella necessità della vendita per il pagamento dei debiti e pesi ereditari (752 e seguenti), si procede (Cod. Proc. Civ. 747 e seguenti) alla vendita all’incanto dei beni mobili e, se occorre, di quei beni immobili la cui alienazione rechi minor pregiudizio agli interessi dei condividenti (2646).
Se nell’eredità vi sono immobili non comodamente divisibili, o il cui frazionamento recherebbe pregiudizio alle ragioni della pubblica economia o dell’igiene, e la divisione dell’intera sostanza non può effettuarsi senza il loro frazionamento, essi devono preferibilmente essere compresi per intero, con addebito dell’eccedenza, nella porzione di uno dei coeredi aventi diritto alla quota maggiore, o anche nelle porzioni di più coeredi, se questi ne richiedono congiuntamente l’attribuzione. Se nessuno dei coeredi è a ciò disposto, si fa luogo alla vendita all’incanto (2646; Cod. Proc. Civ. 748).
Art. 722 Beni indivisibili nell’interesse della produzione nazionale
In quanto non sia diversamente disposto dalle leggi speciali, le disposizioni dei due articoli precedenti si applicano anche nel caso in cui nell’eredità vi sono beni che la legge dichiara indivisibili nell’interesse della produzione nazionale (846 e seguenti).
Se i beni donati non sono conferiti in natura (746, 750), o se vi sono debiti da imputare alla quota di un erede a norma del secondo comma dell’articolo precedente, gli altri eredi prelevano dalla massa ereditaria beni in proporzione delle loro rispettive quote (1113).
Salvo quanto è disposto dagli artt. 720 e 722, le porzioni devono essere formate, previa stima dei beni, comprendendo una quantità di mobili, immobili e crediti di eguale natura e qualità, in proporzione dell’entità di ciascuna quota (1114).
L’ineguaglianza in natura nelle quote ereditarie si compensa con un equivalente in danaro (2817, n. 2).
L’assegnazione delle porzioni eguali e fatta mediante estrazione a sorte. Per le porzioni diseguali si procede mediante attribuzione. Tuttavia, rispetto a beni costituenti frazioni eguali di quote diseguali, si può procedere per estrazione a sorte (2646, 2685).
Le operazioni indicate negli articoli precedenti possono essere, col consenso di tutti i coeredi, deferite a un notaio. La nomina di questo, in mancanza di accordo, è fatta con decreto dal pretore del luogo dell’aperta successione (456).
Il coerede, che vuole alienare (1542 e seguenti) a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine (2964) di due mesi dall’ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall’acquirente e da ogni successivo avente causa, finché dura lo stato di comunione ereditaria (1502).
Il coerede che è stato leso nella quota di riserva può esercitare l’azione di riduzione contro gli altri coeredi (553 e seguenti).
Art. 739 Donazioni ai discendenti o al coniuge dell’erede. Donazioni a coniugi
Art. 740 Donazioni fatte all’ascendente dell’erede
Il discendente che succede per rappresentazione (467) deve conferire ciò che è stato donato all’ascendente anche nel caso in cui abbia rinunziato all’eredità di questo.
E’ soggetto a collazione ciò che il defunto ha speso a favore dei suoi discendenti per assegnazioni fatte a causa di matrimonio, per avviarli all’esercizio di un’attività produttiva o professionale, per soddisfare premi relativi a contratti di assicurazione sulla vita a loro favore o per pagare i loro debiti.
Le spese per il corredo nuziale e quelle per l’istruzione artistica o professionale sono soggette a collazione solo per quanto eccedono notevolmente la misura ordinaria, tenuto conto delle condizioni economiche del defunto (809).
Non sono soggette a collazione le liberalità previste dal secondo comma dell’Art. 770.
Art. 743 Società contratta con l’erede
Art. 746 Collazione d’immobili
Art. 747 Collazione per l’imputazione
La collazione per imputazione si fa avuto riguardo al valore dell’immobile al tempo dell’aperta successione (456).
In tutti i casi, si deve dedurre a favore del donatario il valore delle migliorie apportate al fondo nei limiti del loro valore al tempo dell’aperta successione (456, 1150).
Il coerede che conferisce un immobile in natura può ritenerne il possesso sino all’effettivo rimborso delle somme che gli sono dovute per spese e miglioramenti (1152).
Art. 749 Miglioramenti e deterioramenti dell’immobile alienato
La collazione dei mobili si fa soltanto per imputazione, sulla base del valore che essi avevano al tempo dell’aperta successione (456, att. 1353).
Se si tratta di cose delle quali non si può far uso senza consumarle, e il donatario le ha già consumate, si determina il valore che avrebbero avuto secondo il prezzo corrente (1474) al tempo dell’aperta successione.
La collazione del danaro donato (1923) si fa prendendo una minore quantità del danaro che si trova nell’eredità, secondo il valore legale della specie donata o di quella ad essa legalmente sostituita all’epoca dell’aperta successione (1277 e seguenti).
Ogni coerede, quando i beni immobili dell’eredità sono gravati con ipoteca da una prestazione di rendita redimibile (1865 e seguenti), può chiedere che gli immobili ne siano affrancati e resi liberi prima che si proceda alla formazione delle quote ereditarie. Se uno dei coeredi si oppone, decide l’autorità giudiziaria.
Se i coeredi dividono l’eredità nello stato in cui si trova, l’immobile gravato deve stimarsi con gli stessi criteri con cui si stimano gli altri beni immobili, detratto dal valore di esso il capitale corrispondente alla prestazione, secondo le norme relative al riscatto della rendita (1866), salvo che esista un patto speciale intorno al capitale da corrispondersi per l’affrancazione.
Alla prestazione della rendita è tenuto solo l’erede, nella cui quota cade detto immobile, con l’obbligo di garantire (1119) i coeredi.
Gli eredi sono tenuti verso i creditori al pagamento dei debiti e pesi ereditari personalmente in proporzione della loro quota ereditaria (1295, 1315 e seguenti) e ipotecariamente per l’intero (2809). Il coerede che ha pagato oltre la parte a lui incombente può ripetere dagli altri coeredi soltanto la parte per cui essi devono contribuire a norma dell’Art. 752, quantunque si sia fatto surrogare nei diritti dei creditori (1201 e seguenti).
Il legatario non è tenuto a pagare i debiti ereditari, salvo ai creditori l’azione ipotecaria sul fondo legato (2858 e seguenti) e l’esercizio del diritto di separazione (512 e seguenti); ma il legatario che ha estinto il debito di cui era gravato il fondo legato subentra nelle ragioni del creditore contro gli eredi (1203, 2866).
Art. 757 Diritto dell’erede sulla propria quota
Ogni coerede è reputato solo e immediato successore in tutti i beni componenti la sua quota o a lui pervenuti dalla successione, anche per acquisto all’incanto (719, 720), e si considera come se non avesse mai avuto la proprietà degli altri beni ereditari (2646, 2825).
Se alcuno dei coeredi subisce evizione (1483), il valore del bene evitto, calcolato al momento dell’evizione, deve essere ripartito tra tutti i coeredi ai fini della garanzia stabilita dall’articolo precedente, in proporzione del valore che i beni attribuiti a ciascuno di essi hanno al tempo dell’evizione e tenuto conto dello stato in cui si trovano al tempo della divisione (att. 140).
Non è dovuta garanzia per l’insolvenza del debitore di un credito assegnato a uno dei coeredi, se l’insolvenza è sopravvenuta soltanto dopo che è stata fatta la divisione (1267).
La divisione può essere annullata quando è l’effetto di violenza o di dolo (1434 e seguenti). L’azione si prescrive (2941 e seguente) in cinque anni dal giorno in cui è cessata la violenza o in cui il dolo è stato scoperto (1442).
L’azione di rescissione non è ammessa contro la vendita del diritto ereditario (477, 1542 e seguenti) fatta senza frode a uno dei coeredi, a suo rischio e pericolo, da parte degli altri coeredi o di uno di essi (14484).
Il coerede contro il quale è promossa l’azione di rescissione può troncarne il corso e impedire una nuova divisione, dando il supplemento della porzione ereditaria, in danaro o in natura, all’attore e agli altri coeredi che si sono a lui associati (1450).
mio zio padrone di un’immobile è rimasto solo a causa della morte di mia zia. è senza figli non esiste testamento da parte della defunta, può vendere l’immobile? grazie
# 5 Settembre 2011 at 19:36
Dopo che deposita la successione può vendere l’immobile.
# 17 Dicembre 2011 at 15:18
mia sorella guida l auto di ns padre defunto e riceve una multa di 1306 euro per non aver effettuato il passaggio di proprieta e i scrizione al pra,pochi giorni dopo i vigili notificano ad ognuno dei fratelli coeredi altrettanti verbali per la stessa motivazione,in breve un verbale al momento a mia sorella e quattro distinti verbali agli altri quattro fratelli coeredi,quindi 1.306 euro per cinque.I vigili dicono TUTTI I VERBALI VANNO PAGATI.Certi di pagare una multa ma cinque sembra un po troppo!e se fossimo stati 100 eredi? Grazie!
# 13 Gennaio 2012 at 15:45
Chiara 86 said:
Mia nonna ed morta e hai lasciato ai suoi tre figli un appartamento di 140 metri quadri completamente da ristrutturare. l’agente immobiliare che lo ha valutato ne ha stimato il prezzo ad euro 280.000! Uno dei tre eredi invece vuole ricavarne 480! A questo prezzo nn sì venderà mai. Cosa sì può fare per obbligare a vendere al giusto prezzo?..grazie
# 28 Agosto 2012 at 21:21
ANNA 28 said:
SIAMO 7 COEREDI E STIAMO EFFETTUANDO LA DIVISIONE DI UN IMMOBILE DI CINQUE PIANI EREDITATO DA MIO PADRE NEGLI ANNI SESSANTA. ABBIAMO GIA’ FATTO ESEGUIRE DA UN ARCHITETTO I RILIEVI PER ASSEGNARE LE QUOTE A CIASCUNO. QUATTRO DI NOI ABITANO NELLO STABILE CHE E’ COMPOSTO DI 14 APPARTAMENTI E, QUANDO ABBIAMO DECISO LA DIVISIONE ABBIAMO CHIESTO DI RIMANERE OGNUNO DI NOI NELLE NOSTRE ABITAZIONI.( GLI ALTRI APPARTAMENTI SONO AFFITTATI) ORA UN COEREDE NON VUOLE PIU’ CONTINUARE LA DIVISIONE PERCHE’ REPUTA CHE NON SIA PER LUI CONVENIENTE RITIRARE L’APPARTAMENTO RICHIESTO DOVE VIVE LA MADRE PERCHE’ TROPPO GRANDE E VORREBBE FARSENE ASSEGNARE ALTRI DUE AL SUO POSTO. PUO’ A QUESTO PUNTO FERMARE TUTTO? FACCIO NOTARE CHE LA SUA QUOTA E’ MINORITARIA RISPETTO ALLA MIA.
# 29 Ottobre 2012 at 10:39
Trattasi della riesumazione della tomba dei nonni. I figli dei nonni sono entrambi morti, Rimangono tre cugine (due di una figlia e una del figlio ) e la nuora.
Come va ripartita la spesa?
# 17 Novembre 2012 at 16:46

References: Art. 715

Art. 722

Art. 739

Art. 740

Art. 743

Art. 746

Art. 747

Art. 749

Art. 757