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UFFICIO VI. Il sistema di agevolazioni alla ricerca industriale e sviluppo sperimentale. - PDF
UFFICIO VI. Il sistema di agevolazioni alla ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
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1 UFFICIO VI Il sistema di agevolazioni alla ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Il FIRST (Fondo Investimenti Ricerca Scientifica e Tecnologica) e il FAR (Fondo Agevolazioni alla Ricerca). Stato dell arte della disciplina normativa di riferimento ( ) (nota a cura di Fabio Filocamo) Negli ultimi anni la disciplina normativa del sistema di sostegno alla ricerca industriale e sviluppo sperimentale gestito dal MIUR è stata investita da numerose modifiche da parte del legislatore, che ha inteso rivisitare in profondità l impianto originario del sistema stesso, risalente al 1999, come veicolato nel decreto legislativo 27 luglio 1999 n. 297, istitutivo del Fondo Agevolazioni alla Ricerca (FAR) e come attuato a livello di dettaglio (criteri e modalità procedurali), dal decreto ministeriale 8 agosto 2000 n Tali innovazioni, intervenute a livello di normazione primaria e secondaria, sono state inserite nei provvedimenti di riforma promossi sia dal Governo Monti nel 2012, che dal Governo Letta, nel 2013, nell ambito del c.d. Decreto del Fare. Per cercare di cogliere in pieno l impatto della nuova legislazione è opportuno tracciare un breve excursus diacronico dedicato all evoluzione della disciplina stessa, con la scansione di seguito proposta: 1. D.Lgs. 297/1999 ( Riordino della disciplina e snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle tecnologie e per la mobilità dei ricercatori ); 2. D.M. 593/2000 e ss.mm.ii. ( Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297 ); 3. Comunicazione della Commissione Europea 2006/C 323/01 e D.M ( Disciplina Comunitaria sugli Aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione di cui alla Comunicazione 2006/C 323/01 e relativo D.M. 2 gennaio 2008 prot. 4/Gab. Adeguamento delle disposizioni del Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593 ); 4. L. 296/2006, art. 1, commi ( Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, Legge Finanziaria 2007 istituzione del Fondo Investimenti Ricerca Scientifica e Tecnologica FIRST); Decreto Legge n. 159/2007 ( Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale ), convertito con legge n. 222 del ; 12 5. L. 296/2006, art. 1, commi ( Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, Legge Finanziaria 2007 istituzione credito d imposta in favore delle imprese per lo svolgimento di attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo); Decreto Ministeriale n. 864 del ( Cumulabilità delle agevolazioni a favore delle attività di ricerca e sviluppo di cui al decreto 8 agosto 2000, n. 593 e successive modificazioni ed integrazioni, con le agevolazioni nella forma del credito di imposta ); 6. Reg. (CE) 800/2008 della Commissione del che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato (regolamento generale di esenzione per categoria) ; 7. D.L. 5/2012, convertito in L. 35/2012 ( Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo - c.d. Decreto Semplifica Italia ); 8. D.L. 83/2012, convertito in L. 134/2012 ( Misure urgenti per la crescita del Paese c.d. Decreto Sviluppo I ) 9. D.M. 115/2013 ( Modalità di utilizzo e gestione del FIRST Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica. Disposizioni procedurali per la concessione delle agevolazioni a valere sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60, 61, 62 e 63 del D.L , n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L , n. 134 ); 10. D.L. 69/2013, convertito in L. 98/2013 ( Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia c.d. Decreto del Fare ). 1) e 2) LA DISCIPLINA ORIGINARIA DEL FONDO AGEVOLAZIONI ALLA RICERCA. Decreto legislativo 27 luglio 1999 n. 297 e Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593 Gli interventi a sostegno delle attività di ricerca svolte in ambito industriale, di competenza del Ministero dell Università e della Ricerca, sono originariamente stati resi oggetto di una disciplina organica con l emanazione del decreto legislativo n. 297 del 27 luglio 1999 (nel seguito d. lgs. n. 297/99), a sua volta reso operativo con il decreto ministeriale n. 593 dell 8 agosto 2000 (nel seguito d.m. n. 593/00), recante tutte le modalità procedurali dei singoli interventi previsti. Con tali provvedimenti si realizzò, a decorrere dal 17 febbraio 2001, il riordino e la razionalizzazione di tutto il sistema di agevolazione alla ricerca industriale gestito dal Ministero e, sino a quel momento, regolato da una miriade di norme e regolamenti susseguitesi in un arco temporale di oltre trent anni. Ci si riferisce, in particolare, alla legge n. 1089/68, alla legge n. 46/82, alla legge n. 488/92 (versante ricerca), alla legge n. 346/88, alla legge n. 196/97 (c.d. pacchetto Treu), alla legge n. 449/97. 23 In particolare, con il d.m. n. 593/2000 si eliminarono dall ordinamento tutte le precedenti normative in materia, riunendo in un unico testo il complessivo pacchetto agevolativo diretto alle imprese che investono in ricerca e sviluppo. Il testo del decreto fu sottoposto ritualmente alla necessaria approvazione della Commissione Europea la quale, ne riscontrò la compatibilità con le regole UE in tema di parità di concorrenza tra imprese nel mercato europeo e di rispetto dei limiti agli aiuti di Stato. A seguito dell entrata in vigore il 1 gennaio 2007 della nuova disciplina comunitaria in tema di Aiuti di Stato alla ricerca, sviluppo ed innovazione, contenuta nella Comunicazione della Commissione 2006/C323/01, il d.m. n. 593/00 come si vedrà in seguito al punto 3) - nel 2008 è stato oggetto di adeguamento alla stessa mediante il decreto ministeriale prot. 4/Gab. del 2 gennaio Nel delimitare l ambito operativo dell intervento del Ministero, il d.m. n. 593/00 precisava all art. 2 come, in relazione alle definizioni comunitarie in materia, il sostegno ministeriale riguardasse le attività di ricerca industriale, eventualmente estese a non preponderanti attività di sviluppo precompetitivo, purché necessarie alla validazione dei risultati della fase precedente, chiarendosi con ciò l ambito di intervento del MIUR rispetto a quanto di competenza del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). L intervento di quest ultimo, in particolare, si concentra sulle attività di prevalente sviluppo precompetitivo con la gestione del Fondo per l Innovazione Tecnologica (FIT). Tutti gli interventi ricompresi nel d.m. n. 593/2000 vennero regolati in base a tre sole tipologie procedurali: valutative, negoziali, automatiche, in ossequio a quanto disposto dal decreto legislativo n. 123/98. Con tipologia valutativa, vennero regolati gli interventi a sostegno di progetti di ricerca e/o formazione autonomamente presentati dai soggetti ammissibili (cd. interventi bottom up), con una procedura che prevedeva una fase di valutazione, sia economica, sia scientifica, condotta dagli organi ministeriali prima della concessione dell agevolazione e riguardava quelle domande di finanziamento di particolare complessità. Con tipologia negoziale, vennero regolati gli interventi a sostegno dei progetti proposti sulla base di iniziative di programmazione definite dal Ministero direttamente o in accordo con altri soggetti pubblici (cd. interventi top down). La sola differenza di tale intervento, per il resto in tutto simile al precedente, era che esso prendeva avvio da una iniziativa ministeriale (es.: bando di gara), cui faceva seguito la conseguente ricezione dei progetti e la loro relativa valutazione. Con tipologia automatica, vennero regolati quegli interventi diretti a favorire le PMI che assumono personale di ricerca, che commissionano attività di ricerca a strutture del mondo della ricerca pubblica (ivi compresi i laboratori dell albo del Ministero), che concedono borse di studio per la frequenza a corsi di dottorato di ricerca. Con la stessa tipologia automatica, furono poi regolati i distacchi temporanei del personale di ricerca di Università e Enti di ricerca presso PMI. Si tratta di interventi che, per la loro caratteristica, potevano fare a meno di una preventiva valutazione nei contenuti, dando invece luogo alla immediata concessione dell agevolazione, per trasferire alla fase successiva lo svolgimento attento delle attività di controllo. 34 Tutte e tre le tipologie trovavano sostegno finanziario in uno unico fondo, il Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca (FAR), il quale, comprensivo delle risorse del CIPE destinate alle aree depresse del territorio nazionale, andò a sostituire il Fondo Speciale per la Ricerca Applicata (FSRA), la cui istituzione risaliva al Il FAR, articolato in una sezione relativa agli interventi nell intero territorio nazionale ed una riservata ad interventi nelle aree depresse, era ed è un fondo di tipo rotativo, la cui relativa alimentazione è assicurata dagli stanziamenti previsti annualmente dalle leggi finanziarie, nonché dalle risorse rivenienti dalla ripartizione da parte del CIPE del Fondo per le Aree Sottoutilizzate; a tali risorse si aggiungono annualmente le disponibilità derivanti da interessi sulle giacenze, rientri e minori utilizzi relativi a progetti finanziati. Le risorse del FAR vengono tuttora annualmente ripartite sulla base di una direttiva adottata dal Ministro; la gestione contabile del Fondo viene assicurata direttamente dal Ministero, mentre per le attività di istruttoria economico-finanziaria ci si avvale di competenti raggruppamenti bancari, scelti mediante procedura ad evidenza pubblica e convenzionati mediante stipula di apposito atto negoziale. Si stabilì che erano ammissibili agli interventi i seguenti soggetti, elencati al comma 1 dell art. 5 del D.M. n. 593/00, ove avessero stabile organizzazione nel territorio nazionale: - le imprese industriali produttrici di beni e/o servizi; - le imprese esercenti attività di trasporto; - le imprese artigiane; - i centri di ricerca con personalità giuridica autonoma; - i consorzi e le società consortili, composti in qualsivoglia modo, purché con partecipazione finanziaria maggioritaria dei precedenti soggetti; il limite di tale partecipazione scendeva al 30% ove la struttura consortile avesse sede in una delle aree cd. depresse del territorio nazionale; - i parchi scientifici e tecnologici, di cui ad uno specifico elenco ministeriale; Era comunque consentita anche la partecipazione, nella compagine dei proponenti, di Università ed enti pubblica di ricerca, per la quale si prevedevano agevolazioni a carattere aggiuntivo. Venne previsto che per la valutazione delle domande di finanziamento, il Ministero dovesse avvalersi di strutture esterne allo stesso: soggetti bancari per la cura degli aspetti di natura economico-finanziaria, esperti scientifici per i contenuti tecnico-scientifici del progetto di ricerca proposto. Ricevuto il progetto e verificatane la regolarità formale, il Ministero lo avrebbe trasmesso, per l appunto, ad un esperto scientifico appositamente nominato dagli Uffici ed individuato all interno di un apposito albo ministeriale; lo stesso progetto sarebbe stato, altresì, trasmesso ad un soggetto bancario scelto direttamente dal proponente nell ambito di dieci raggruppamenti bancari convenzionati per tali compiti con il Ministero. L esperto scientifico e la banca avrebbero condotto l istruttoria sul merito del progetto, recandosi anche presso l impresa proponente e formulando al Ministero entro 60 giorni il proprio parere circa la finanziabilità del progetto. Competente ad esprimere il parere finale circa la concessione o meno del finanziamento era un Comitato Tecnico, istituito dall art. 7 del d. lgs. n. 297/99, composto da undici membri, di cui sei designati dal Ministro e gli altri cinque designati - uno ciascuno - dai Ministri dell Ambiente, delle Finanze, della Salute, delle Politiche Agricole, dello Sviluppo Economico. 45 Ricevute le relazioni istruttorie, il Ministero le trasmetteva così alla prima riunione utile del Comitato, prevista con cadenza almeno mensile, nel cui ambito l organo consultivo proponeva al Ministero il provvedimento da adottarsi, con parere obbligatorio ma non vincolante. Ove si fosse deciso per la concessione dell agevolazione, la banca convenzionata procedeva alla stipula del contratto di finanziamento e alla gestione dello stesso, unitamente allo stesso esperto tecnico-scientifico coinvolto nell istruttoria di valutazione. Per i progetti valutati positivamente, il d. m. n. 593/2000 stabiliva naturalmente forme e misure agevolative diversificate, nel rispetto di quanto imposto dalle normative comunitarie in tema di Aiuti di Stato alla R&S. Al riguardo, la disciplina comunitaria presa a riferimento per la determinazione della misura delle agevolazioni (risalente al febbraio del 1996), prevedeva che l aiuto nazionale nei confronti della fase di "ricerca industriale" non dovesse superare il 50% (in Equivalente Sovvenzione Lorda - ESL) dei costi ammissibili; nei confronti della fase di "sviluppo precompetitivo" il limite non doveva essere superiore al 25%, sempre in ESL. Il concetto di Equivalente Sovvenzione Lorda (ESL) è noto - rappresenta un sistema di calcolo finalizzato a equiparare, da un punto di vista finanziario, le intensità di aiuto che i singoli Stati nazionali possono definire. In linea con tale quadro normativo superiore, il sostegno ai progetti di ricerca di cui all art. 5 del d.m. n. 593/00, che rappresentava il prototipo della procedura istruttoria/concessoria a valere sul FAR, era stato previsto nella classica forma di intervento combinato: contributo nella spesa e credito agevolato, secondo i limiti che furono poi successivamente ed in parte rivisti a seguito dell entrata in vigore del decreto del Ministro dell Economia e delle Finanze (MEF) del 10 ottobre 2003, attuativo dell articolo 72 della legge finanziaria per il 2003, nonché con l intervento della già citata nuova disciplina UE sugli aiuti di Stato alla ricerca, sviluppo ed innovazione del Coerente anche a tale nuova disciplina comunitaria fu la revisione delle tipologie dei costi ammissibili, in ogni caso decorrenti dalla data del decreto ministeriale di concessione del finanziamento e comunque dal novantesimo giorno successivo alla data di presentazione del progetto. 3) LA DISCIPLINA COMUNITARIA SUGLI AIUTI DI STATO ALLA RICERCA, SVILUPPO ED INNOVAZIONE E L ADEGUAMENTO DELLA DISCIPLINA NORMATIVA DEL FAR. Comunicazione della Commissione Europea 2006/C 323/01 ( Disciplina Comunitaria sugli Aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione ) e Decreto Ministeriale 2 gennaio 2008 prot. 4/Gab. Adeguamento delle disposizioni del Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593 ) La disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione (RSI), contenuta nella Comunicazione della Commissione 2006/C 323/01, è entrata in vigore il 1 gennaio La disciplina è venuta a scadenza il 31 dicembre Spirato il periodo di proroga disposto dalla Commissione fino al 30/7/2014, è entrata in vigore la nuova Disciplina in materia di aiuti di stato alla ricerca, sviluppo ed innovazione contenuta nella Comunicazione della Commissione 2014/C 198/01, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell Unione Europea C 198 del 27 giugno Sono in corso di adozione i provvedimenti di adeguamento al rinnovato quadro europeo di riferimento. 56 Su un piano generale, la ratio della politica comunitaria in materia di aiuti di Stato alla RSI è di contribuire al mantenimento di condizioni di effettiva concorrenza nell ambito del mercato interno. In tale ottica, sono vietati gli aiuti di Stato nella misura in cui questi falsano o minacciano di falsare la concorrenza nel mercato. Il controllo degli aiuti di Stato svolto al riguardo da parte della Commissione europea è diretto a garantire uguali condizioni di concorrenza per tutte le imprese operanti sul mercato interno. Nella Comunicazione si evidenzia che gli aiuti di Stato per la ricerca e lo sviluppo, se da un lato possono rappresentare un reale vantaggio per la società, dall altro possono provocare effetti negativi, quali aiutare le imprese inefficienti a restare sul mercato, provocando a lungo termine un aumento dei prezzi per i consumatori, distorcere gli incentivi dinamici delle imprese e spiazzare gli investimenti, incentivare le pratiche esclusive e rafforzare di posizioni di mercato, influire sulle scelte di localizzazione delle attività. Posto che il campo di applicazione della disciplina riguarda tutte le imprese che non si trovino in stato di crisi ed operanti in tutti i settori produttivi, i regimi d aiuto alla RSI che gli stati membri implementeranno a livello nazionale devono devono essere aperti (con la valorizzazione delle collaborazioni), non devono porre limiti al subappalto ed allo sfruttamento dei risultati della ricerca. Più specificatamente, Categorie di possibili misure di aiuto a norma della disciplina sono i seguenti: - aiuti a progetti di ricerca e sviluppo: tale categoria comprende aiuti per: ricerca fondamentale, ricerca industriale, sviluppo sperimentale; - aiuti per gli studi di fattibilità tecnica: possono essere concessi aiuti per studi di fattibilità tecnica preliminari ad attività di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale; - aiuti per le spese connesse ai diritti di proprietà industriale: tali aiuti possono coprire i costi relativi alla concessione e al riconoscimento di brevetti e di altri diritti di proprietà industriale; - aiuti per la messa a disposizione di personale altamente qualificato: il personale deve essere assegnato a funzione nuova creata nell'ambito dell'impresa beneficiaria e aver lavorato per almeno due anni presso l'organismo di ricerca o la grande impresa che lo mette a disposizione. L'intensità di aiuto non supera il 50 % dei costi ammissibili, per un periodo massimo di tre anni per impresa e per persona; - aiuti alla ricerca e sviluppo nei settori dell'agricoltura e della pesca; - aiuti a nuove imprese innovative: il beneficiario è una piccola impresa esistente da meno di sei anni al momento della concessione dell'aiuto; - aiuti per servizi di consulenza in materia di innovazione e per servizi di supporto all'innovazione: l'aiuto non supera l'importo massimo di euro per beneficiario su un periodo di tre anni. Se il prestatore dei servizi possiede una certificazione nazionale o europea, l'aiuto può coprire il 100% dei costi ammissibili; in caso contrario l'aiuto può corrispondere al massimo al 75 % dei costi ammissibili; 67 - aiuti per l'innovazione dei processi e dell'organizzazione nei servizi: l'innovazione dei processi o dell'organizzazione deve rappresentare una novità o un sensibile miglioramento rispetto allo stato dell'arte del settore interessato nella Comunità e deve comportare un grado di rischio evidente. L'innovazione dell'organizzazione deve sempre essere legata all'uso e allo sfruttamento delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nell'ottica di modificare l'organizzazione; - aiuti ai poli di innovazione: possono essere concessi aiuti all'investimento per la creazione, l'ampliamento e l'animazione di poli di innovazione esclusivamente alla persona giuridica che ne assume la gestione; gli aiuti al funzionamento per l'animazione dei poli possono essere concessi in via temporanea alla persona giuridica che gestisce il polo di innovazione. Limitando la disamina alle categorie delle attività di ricerca oggetto degli aiuti, nonché alle relative intensità massime, il quadro descrittivo abbraccia le seguenti definizioni: ricerca fondamentale: lavori sperimentali o teorici svolti soprattutto per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette; l intensità consentita massima dell aiuto è fino al 100% dei costi ammessi e non è legata alla realizzazione di un prodotto. ricerca industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti; l intensità consentita massima è fino dell aiuto al 50% dei costi ammessi ed è legata alla realizzazione di un prodotto (esclusi i prototipi). sviluppo sperimentale: acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati (inclusi la creazione di un prototipo utilizzabile per scopi commerciali o, a determinate condizioni, progetti pilota); l intensità consentita massima dell aiuto è il 25% dei costi ammessi (20% per prototipi o spese di dimostrazione). Le intensità d aiuto, che possono aumentare se abbinate ad alcune condizioni (partecipazione di PMI; collaborazioni, diffusione dei risultati), come accennato, sono calcolate sulla base dei costi ammissibili, che dipendono dal tipo di misura proposta, evidenziate nel seguente prospetto: 7 8 Attenzione specifica merita la considerazione di un nuovo soggetto ammissibile a fruire degli aiuti, introdotto dalla disciplina comunitaria, l organismo di ricerca, poiché finanziamenti pubblici nazionali alla ricerca non vengono considerati come aiuti di Stato se, appunto, rivolti ad attività di ricerca, sviluppo e innovazione non economiche svolte da organismi di ricerca, e se le attività di ricerca e sviluppo commissionate alle imprese da parte delle autorità pubbliche sono svolte a condizioni di mercato, con il metodo della gara aperta. La disciplina comunitaria appena esposta, nei suoi termini generalissimi, è stata oggetto di recepimento a livello ministeriale con il Decreto Ministeriale 2 gennaio 2008 prot. Gab./4, con cui si sono adeguate al nuovo quadro di riferimento le disposizioni del Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n Tale adeguamento ha esplicato i propri effetti con riferimento ai progetti presentati a partire dal 1 gennaio Poiché il d.m. n. n. 4/2008 non costituiva introduzione di un nuovo regime di aiuti, non è stato assoggettato a specifica notifica, ma alla comunicazione notiziale alle Autorità competenti, mediante apposita nota del 29 gennaio 2008 prot. 660, indirizzata alla Commissione Europea, alla Rappresentanza permanente italiana presso l Unione Europea, e per conoscenza anche al Ministero dell Economia e delle Finanze, al Dipartimento Politiche Comunitarie presso la Presidenza del Consiglio, al Ministero degli Affari Esteri. Nel dettaglio, in continuità con le novità di disciplina più sopra illustrate, l adeguamento ha riguardato non secondari aspetti, dalle modalità di valutazione dell effetto di incentivazione dell aiuto pubblico, al recepimento delle soglie degli aiuti di rilevante importo che necessitano di espressa notifica alla Commissione, fino al rinnovato regime degli aiuti di importanza minore, c.d. de minimis. Menzione specifica merita il capitolo dei costi ammissibili, di cui sono state riformulate le voci specifiche, in coerenza con le declaratorie previste dalla disciplina, precisandosi in proposito che i costi afferenti le diverse 89 tipologie di spesa sono al netto di I.V.A. nel caso in cui tale imposta risulti trasferibile in sede di presentazione di dichiarazione periodica; sono invece comprensivi di I.V.A. nel caso in cui tale imposta non sia trasferibile. Con l emanazione del decreto ministeriale si è poi colta l occasione per apportare una specifica modifica ai termini di presentazione delle domande volte ad ottenere le agevolazioni di tipo automatico, ai sensi dell art. 14 del D.M. n. 593/00 (assunzioni, commesse di ricerca, borse di studio), disposizione che fissava un lasso di tempo molto ampio per la presentazione delle istanze (1 marzo - 30 settembre di ogni anno, poi ristretto, a seguito di apposito intervento normativo, al periodo 5 maggio - 30 settembre di ogni anno). Rilevatosi infatti che ogni anno la quasi totalità delle domande veniva trasmessa nei primissimi giorni di apertura del bando, tenuto altresì conto del fatto che le istanze vengono soddisfatte secondo l ordine cronologico di presentazione, è parso opportuno ridurre ulteriormente il periodo di presentazione delle domande (fissando il periodo dal 15 al 30 settembre), per consentire all Amministrazione di fornire ai richiedenti una risposta in tempi molto più rapidi. 4) L ISTITUZIONE DEL FONDO INVESTIMENTI RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA - FIRST L. 296/2006, art. 1, commi ( Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, Legge Finanziaria 2007 istituzione del Fondo Investimenti Ricerca Scientifica e Tecnologica FIRST); Decreto Legge n. 159/2007 ( Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale ), convertito con legge n. 222 del L art. 1, co , della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Finanziaria 2007) ha istituito nello stato di previsione del MIUR il Fondo Investimenti Ricerca Scientifica e Tecnologica (FIRST), in cui vengono fatte confluire le risorse del Fondo Agevolazioni Ricerca (FAR), del Fondo Investimenti Ricerca Base (FIRB), del Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS - ora, Fondo per lo sviluppo e la coesione) per quanto di competenza del MIUR stesso, e le risorse annuali per i Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale delle università (PRIN). Si tratta di un intervento legislativo finalizzato alla semplificazione gestionale dei fondi citati, nell ottica di garantire la maggiore efficacia degli interventi nel settore della ricerca. Il FIRST è finanziato a valere sulle risorse del Fondo per l erogazione del trattamento di fine rapporto (TFR), istituito presso l INPS ed alimentato in via ordinaria dai conferimenti annualmente disposti dalla legge finanziaria, dai rientri dei contributi concessi sotto forma di credito agevolato e dalle risorse assegnate dal CIPE, nell ambito del riparto del FAS (ora, Fondo per lo sviluppo e la coesione). La ripartizione delle risorse del Fondo avviene con decreto interministeriale emanato dal MIUR, di concerto con il MEF, in attuazione delle indicazioni contenute nel Programma nazionale della ricerca. La definizione dei criteri di accesso e delle modalità di utilizzo e gestione del fondo era stata rimessa a un regolamento ministeriale, stabilendo che, fino alla data di entrata in vigore del regolamento, trovano applicazione le disposizioni vigenti per l utilizzo delle risorse. 910 Successivamente, la disciplina del FIRST è stata novellata con l art. 13, co. 1, del D.L. 159/2007 (L. 222/2007), con cui si è disposto che per il triennio si sarebbe provveduto all adozione del regolamento sui criteri di accesso e modalità di utilizzo con decreto MIUR di natura non regolamentare, da emanare entro il 30 novembre Il regolamento di disciplina del Fondo è intervenuto solamente nel 2013, di seguito ad ulteriori novelle legislative, come si vedrà al punto 9). 5) L INTRODUZIONE DEL CREDITO DI IMPOSTA PER LE IMPRESE CHE SVOLGONO ATTIVITÀ DI RICERCA INDUSTRIALE E SVILUPPO PRECOMPETIVIVO L. 296/2006, art. 1, commi ( Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, Legge Finanziaria 2007 istituzione credito d imposta in favore delle imprese per lo svolgimento di attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo); Decreto Ministeriale n. 864 del ( Cumulabilità delle agevolazioni a favore delle attività di ricerca e sviluppo di cui al decreto 8 agosto 2000, n. 593 e successive modificazioni ed integrazioni, con le agevolazioni nella forma del credito di imposta ); Sempre la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), all articolo 1, commi da 280 a 284, ha istituito un credito d imposta in favore delle imprese per lo svolgimento di attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2006 e fino alla chiusura del periodo d imposta in corso alla data del 31 dicembre Il credito d imposta è pari al 10 per cento dei costi sostenuti, elevato al 15 per cento qualora i costi siano riferiti a contratti stipulati con università ed enti pubblici di ricerca; i costi ammissibili non possono superare l importo di 15 milioni di euro per ciascun periodo d imposta. Con disposizioni di poco successive (art. 1, comma 66, legge 24 dicembre 2007, n Finanziaria 2008), si è elevato al 40 per cento la misura del credito d imposta per i costi di ricerca e sviluppo riferiti a contratti stipulati con università ed enti pubblici di ricerca, ed aumentato a 50 milioni di euro per ciascun periodo d imposta l importo complessivo massimo dei costi su cui determinare il credito d imposta stesso. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze n. 76 del 28 marzo 2008, previsto al comma 283 della legge finanziaria 2007, è stato adottato il regolamento recante disposizioni per l adempimento degli obblighi di comunicazione a carico delle imprese, per le modalità di accertamento e verifica delle spese per il credito d imposta inerente le attività di ricerca e di sviluppo. Con la decisione dell 11 dicembre 2007 C(2007) 6042 def. la Commissione europea ha avuto poi modo di stabilire che il credito di imposta così descritto, non essendo classificabile come aiuto di Stato, non rientra nel campo di applicazione dell articolo 87, paragrafo 1 del Trattato CE. Con Circolare n. 46/E, poi, la Agenzia delle Entrate, nel fornire specifici chiarimenti in ordine all applicazione del citato credito di imposta, ha ribadito la cumulabilità dello stesso con altri contributi pubblici e agevolazioni, salvo che le norme disciplinanti le altre misure a favore della ricerca non dispongano diversamente. 1011 Ora, come visto, al MIUR è attribuita la gestione del Fondo Agevolazioni Ricerca (FAR, confluito nel FIRST), la cui disciplina di riferimento già analizzata (d. lgs. n. 297/99; d.m. n. 593/00), prevedeva espressamente la non cumulabilità delle agevolazioni FAR con qualsiasi altra forma di agevolazioni pubblica, nazionale o internazionale. Sulla base di tale complesso normativo, quindi il campo di applicazione del credito di imposta sopra descritto non poteva ricomprendere i costi agevolativi attraverso le disposizioni del d.lgs. n. 297/99. Al fine di garantire una migliore operatività della misura fiscale introdotta dalla legge finanziaria 2007, è apparso così necessaria l adozione di uno specifico decreto del Ministro dell Istruzione, Università e della Ricerca, tale da rimuovere la detta situazione di incumulabilità. A ciò si è infatti provveduto con il Decreto Ministeriale n. 864 del ( Cumulabilità delle agevolazioni a favore delle attività di ricerca e sviluppo di cui al decreto 8 agosto 2000, n. 593 e successive modificazioni ed integrazioni, con le agevolazioni nella forma del credito di imposta ). 6) LA DISCIPLINA COMUNITARIA SUGLI AIUTI DI STATO ED IL REGIME DI ESENZIONE PREVISTO PER ALCUNE CATETORIE DI AIUTI Reg. (CE) 800/2008 della Commissione del che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato (regolamento generale di esenzione per categoria). In collegamento con quanto visto al punto 3) in relazione alla disciplina comunitaria sugli aiuti di stato alla RSI, va considerato anche il Regolamento 800/2008 della Commissione, che ha disposto l'esenzione dall obbligo di notifica di cui all'art. 88 paragrafo 3 del Trattato CE per alcune tipologie di aiuti di Stato che soddisfino le condizioni specifiche in esso contenute. Da un punto di vista generale, il Regolamento, nello spirito di semplificazione normativa, incorpora in un singolo testo i regolamenti d'esenzione esistenti dal 2001 più cinque nuove categorie di aiuti in esenzione (aiuti che favoriscono la protezione ambientale, aiuti al capitale di rischio, aiuti per la ricerca e sviluppo a favore delle grandi imprese, aiuti per le piccole imprese di nuova costituzione ed aiuti a piccole imprese di recente costituzione a partecipazione femminile). Viene così operata non una mera giustapposizione delle regole esistenti e delle nuove in una sorta di "testo unico" degli aiuti in esenzione, bensì, in linea con l'obiettivo di conseguire una "better regulation" contenuto nel programma di semplificazione normativa della Commissione, si dà luogo ad una armonizzazione di aspetti orizzontali applicabili alle differenti tipologie di aiuti in esenzione. Con riferimento specifico al settore della ricerca, gli aiuti di Stato alla RSI rientrano nel campo di applicazione del Regolamento generale di esenzione per categoria e sono di conseguenza esentate dall'obbligo di notifica preventiva alla Commissione, salvo le seguenti eccezioni: 1. aiuti per l'innovazione dei processi e dell'organizzazione nei servizi; 2. aiuti ai poli di innovazione; 3. importi elevati di aiuti individuali, solo fino al raggiungimento delle seguenti soglie di notifica (per impresa, per progetto/studio): 1112 - se il progetto concerne prevalentemente la ricerca fondamentale: milioni di euro; - se il progetto concerne prevalentemente la ricerca industriale: milioni di euro; - tutti gli altri progetti:... 7,5 milioni di euro; - aiuti per le spese connesse ai diritti di proprietà industriale:... 5 milioni di euro. Anche tale disciplina degli aiuti in esenzione, così come quella sugli aiuti di Stato alla RSI, viene a scadenza il 31 dicembre 2013, ma la Commissione ha disposto la proroga al 30/6/2014, dopo aver avviato un piano di revisione del quadro normativo di riferimento, come si illustrerà al punto 13. 7) LA MODIFICA LEGISLATIVA ALLA DISCIPLINA DEL FAR-FIRST NEL 2012: IL DECRETO SEMPLIFICAITALIA Decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2012, n. 35, recante Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. Tornando alla disciplina normativa del fondo FAR-FIRST, in tempi recenti, il decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con legge 7 aprile 2012, n. 35 (c.d. Decreto Semplificaitalia), all art. 30, ha introdotto alcune misure di semplificazione delle procedure istruttorie, valutative, di spesa e di controllo nel settore della ricerca, agendo direttamente sul d. lgs. n. 297/99 attraverso la modifica di alcune sue disposizioni, con riguardo ad alcuni specifici elementi dell istruttoria: i soggetti ammissibili (art. 2), le attività finanziabili (art. 3), le modalità di attuazione degli interventi (art. 6), i servizi e consulenza per il Fondo (art. 7). Più in dettaglio, nell ambito di questo provvedimento di riforma adottato dal Governo Monti, la lettera a) del comma 1 dell art. 30, comma 1 ha modificato l art. 2 del d. lgs. n. 297/99, che individua come già visto in precedenza al punto sub 1) e 2) - i soggetti ammessi agli interventi di sostegno alla ricerca industriale, alla connessa formazione e alla diffusione delle tecnologie derivanti dalle medesime attività, aggiungendo sette nuovi commi dopo il comma 3, con la finalità di facilitare i rapporti istruttori e di gestione dei progetti di ricerca. I nuovi commi da 3-bis a 3-octies disegnano così una nuova disciplina delle variazioni soggettive ed oggettive, che merita di seguito riproporre per la stretta inerenza alle attività gestionali del MIUR: - i partecipanti a ciascun progetto possono individuare tra di loro un soggetto capofila, che svolge compiti di coordinamento (rappresentanza di imprese ed enti partecipanti nei rapporti con l'amministrazione che concede le agevolazioni; presentazione della proposta o progetto di ricerca; richiesta delle erogazioni per stato di avanzamento, attestando la regolare esecuzione dei progetti; monitoraggio periodico sullo svolgimento del programma) - nuovo comma 3- bis; - in fase di valutazione preventiva dei progetti di ricerca industriale ai fini dell'ammissione al finanziamento (ex ante), è consentita la variazione non rilevante dei progetti stessi, in termini soggettivi nel limite del venti per cento dei soggetti che rappresentano il raggruppamento proponente, in qualsiasi forma giuridica organizzato e fatto salvo il minimo di uno, oppure in termini oggettivi di rappresentanza partecipativa fino al limite del venti per cento del valore del progetto, nel caso in cui altri soggetti partecipanti alla compagine dimostrino di poter surrogare il soggetto rinunciatario o escluso per motivazioni di carattere economico- 1213 finanziario senza alterare la qualità e il valore del progetto, garantendo il raggiungimento degli obiettivi dichiarati - nuovo comma 3-ter; - nella fase attuativa del progetto (in itinere), il Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 7 del d. lgs. n. 297/99 può valutare la rimodulazione del progetto medesimo per variazioni rilevanti, superiori al limite del venti per cento e non eccedenti il cinquanta per cento, in caso di sussistenza di motivazioni tecnicoscientifiche o economico-finanziarie di carattere straordinario - nuovo comma 3-quater; - sulle richieste di rimodulazione di elementi o contenuti progettuali di secondaria entità, non rientranti nelle ipotesi di cui ai commi 3-ter e 3-quater, il MIUR provvede direttamente, acquisito il parere dell'esperto incaricato nei casi più complessi - nuovo comma 3-quinquies; - la domanda di rimodulazione del progetto, nel caso di indicazione di sostituzione nelle attività facenti capo al soggetto rinunciatario o escluso, è presentata dai partecipanti o dal soggetto capofila entro trenta giorni dall'accertamento formale, da parte del MIUR della rinuncia o esclusione per motivazioni di carattere economico-finanziario - nuovo comma 3-sexies; - sono inoltre considerati soggetti ammissibili i soggetti individuati come tali dai regolamenti comunitari, relativamente alle attività svolte nel quadro di programmi dell'unione europea o di accordi internazionali - nuovo comma 3-septies; - le variazioni del progetto senza aumento di spesa approvate in ambito comunitario o internazionale sono automaticamente recepite in ambito nazionale - nuovo comma 3-octies. Per le disposizioni legislative testé descritte non è previsto un apposito provvedimento ministeriale di attuazione: è pertanto da ritenere che le misure ivi previste siano direttamente applicabili, e come tali destinate ad esplicare la propria efficacia in ordine alle attività istruttorie dei progetti di ricerca attualmente in gestione da parte del MIUR. Proseguendo la disamina del d. l. n. 5/12, la lettera b) del comma 1 dell art. 30, novellando l art. 3 del d.lgs. 297/1999, in materia di attività finanziabili, estende il finanziamento alle attività svolte sulla base di progetti cofinanziati dall'unione europea a seguito di bandi internazionali di ricerca industriale. La lettera c) del comma 1 dell art. 30, novellando l art. 6 del d. lgs. n. 297/99, relativo alle modalità di attuazione, prevede che tra le spese ammissibili, da definire con decreti di natura non regolamentare del Ministero, siano comprese, con riferimento ai progetti svolti nel quadro dei programmi dell'unione europea o di accordi internazionali, quelle per la disseminazione dei risultati ottenuti e per il coordinamento generale del progetto. Infine, la lettera d) novella l art. 7 del d. lgs. n. 297/99, relativo a servizi e consulenza, aggiunge sei nuovi commi dopo il comma 4, di particolare impatto acceleratorio sul corso degli atti endoprocedimentali, facendo salve le esigenze di tutela dell amministrazione procedente. In particolare: sono esclusi dalla valutazione ex ante degli aspetti tecnico-scientifici e dal parere del Comitato tecnico scientifico i progetti già selezionati nell ambito dei programmi dell'unione europea o di accordi 1314 internazionali, e sono ammessi al finanziamento fino alla concorrenza delle risorse disponibili nell'ambito del riparto del Fondo agevolazioni ricerca - nuovo comma 4-bis; per velocizzare l'iter dì valutazione dei progetti di ricerca industriale, le imprese, in alternativa alle procedure ordinarie e con oneri a proprio carico, possono verificare e attestare il possesso dei requisiti di affidabilità economico finanziaria o la regolare rendicontazione amministrativo-contabile delle attività svolte, con una relazione tecnica e un'attestazione di merito rilasciata in forma giurata e sotto esplicita dichiarazione di responsabilità da soggetti iscritti nel registro dei revisori legali di cui al D.Lgs. n. 39/2010, sulle quali l amministrazione effettua verifiche a campione - nuovo comma 4-ter; per favorire la realizzazione di progetti e attività di ricerca, quando le imprese proponenti siano carenti dei requisiti economico-finanziari, è ugualmente possibile l accesso alle agevolazioni a condizione che: venga prodotta una polizza di garanzia a copertura dell'intero ammontare dell'agevolazione; vi siano specifici accordi con una o più imprese utilizzatrici finali dei risultati del progetto, o, ancora, nelle forme dell'avvalimento, concesso da altro soggetto partecipante al gruppo, in possesso dei necessari requisiti - nuovo comma 4-quater; nell ipotesi di cui al comma 4-ter, la relazione tecnica contiene una compiuta analisi delle principali caratteristiche del progetto, con specifici approfondimenti dedicati alle prospettive industriali dello stesso e degli accordi stipulati tra il soggetto proponente e gli utilizzatori finali del risultato della ricerca - nuovo comma 4-quinquies; se la concessione degli incentivi è subordinata allo svolgimento di sopralluoghi presso il soggetto richiedente, possono aver luogo dopo l ammissione alle agevolazioni, essendo sufficienti le sole risultanze documentali e una garanzia a copertura; l esito negativo del sopralluogo comporta la risoluzione del rapporto e la revoca dell agevolazione - nuovo comma 4-sexies. A differenza di quanto previsto per le misure recati nei nuovi commi da 3-ter a 3-octies, per i quali non sembra espressamente previsto un provvedimento attuativo, le modalità di attuazione degli interventi previsti all art. 7 del d. lgs. n. 297/99 sono definite con decreto del MIUR - nuovo comma 4-septies: L art. 32 del D.L. 5/2012, ha poi introdotto alcune novità relative al FIRST (Fondo Investimenti Ricerca Scientifica e Tecnologica, descritto al punto 4), novellando i commi 872 e 873 dell articolo 1 della L. finanziaria 2007, istitutiva del Fondo e tramite nuove autonome disposizioni, come in sintesi si va ad evidenziare: - il FIRST non risulta più ripartito in attuazione del PNR, bensì in coerenza con gli indirizzi recati da tale documento; - con riferimento alle procedure per l'emanazione dei provvedimenti di riparto del Fondo non è più previsto il coinvolgimento della Conferenza Stato-regioni; - il riparto del Fondo deve rispettare un vincolo di destinazione del 15 per cento delle risorse complessive per il finanziamento degli interventi presentati nel quadro di programmi dell'unione europea o di accordi internazionali (che si aggiunge al 10 per cento destinato, ai sensi dell articolo 31 del medesimo D.L. n. 5/2012, ai progetti di ricerca di giovani ricercatori). 1415 - gli oneri delle commissioni tecnico-scientifiche o professionali di valutazione e controllo dei progetti di ricerca gravano sul Fondo medesimo o nell'ambito delle risorse impegnate per gli stessi progetti, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica. Sia per la ripartizione del FIRST, che per la definizione dei criteri di accesso e delle modalità di utilizzo dello stesso fondo, è previsto un decreto di natura regolamentare; inoltre il Ministero provvede a fissare con decreto, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L., i criteri di selezione dei progetti, prevedendo misure di premialità per quelli presentati dalle piccole e medie imprese. 8) LA NUOVA DISCIPLINA LEGISLATIVA DEGLI INTERVENTI A VALERE SUL FAR-FIRST: IL DECRETO SVILUPPO I Decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 recante Misure urgenti per la crescita del Paese. Un ulteriore provvedimento governativo di poco successivo a quello appena descritto, il D.L. 22 giugno 2012 n. 83, (c.d. Decreto Sviluppo I), convertito con legge 7 agosto 2012 n. 134, agli articoli 61 e seguenti, ha stabilito l abrogazione espressa del d. lgs. n. 297/99, prevedendo contestualmente l introduzione di una nuova disciplinaquadro del sistema delle agevolazioni alla ricerca di competenza del MIUR, nell ambito del più ampio strumento del FIRST. In particolare, dopo aver previsto all art. 26 una moratoria delle rate di finanziamento dovute dalle imprese concessionarie di agevolazioni del FAR, il decreto Sviluppo I dedica il Capo IX articoli da 60 a 63 - a Misure per la ricerca scientifica e tecnologica, con i quali si attua ridefinizione degli interventi di competenza del MIUR volti al sostegno delle attività di ricerca fondamentale e di ricerca industriale, estese ai processi di sviluppo sperimentale, individuando i soggetti potenziali beneficiari e le tipologie d intervento ammissibili. L analisi condotta dagli Uffici Studi della Camera dei Deputati (cfr. il Dossier di documentazione e le correlate schede di analisi elaborate in seno ai Temi dell attività parlamentare relativa alla XVI Legislatura) mette in luce come l obiettivo delle disposizioni contenute negli articoli predetti, sia quello di garantire la competitività della ricerca, per far fronte alle sfide globali della società (art. 60 comma 1), atteso che l unificazione dei diversi strumenti di ricerca nel FIRST non ha dato i risultati sperati, non solo a causa della (rilevante e progressiva) riduzione delle risorse a disposizione, ma anche si evidenzia - per tre ordini di fattori: - l assenza di una visione complessiva strategica capace di mettere in corrispondenza gli indirizzi della ricerca con le azioni di politica economica del Paese; - l utilizzazione di strumenti che riflettono una modalità di fare ricerca, basata su un modello lineare (ricerca di base, seguita dalla ricerca industriale e poi dallo sviluppo verso il mercato) ormai datato; - l esistenza di meccanismi di valutazione, selezione ed erogazione delle risorse eccessivamente lunghi e complessivi per la ricerca industriale. 1516 Il legislatore ha quindi ritenuto opportuno indirizzare le disponibilità finanziarie verso progetti funzionalmente collegati alle politiche economiche del Paese, attraverso un attività condotta su questi tre livelli paralleli: la specializzazione della ricerca verso settori ove s intende raggiungere un eccellenza a livello internazionale, definendo precisi obiettivi da raggiungere collegati funzionalmente alle politiche economiche del Paese; la sempre maggiore connessione fra la ricerca di base e quella applicata; la revisione delle procedure di valutazione, da semplificare, conferendo maggior rilievo a quelle ex post. Nell ambito della nuova disciplina-quadro, i soggetti ammissibili agli interventi sono le imprese, le università, gli enti e gli organismi di ricerca, qualsiasi altro organismo giuridico avente i requisiti previsti dai bandi, purché residenti o con stabile organizzazione nel territorio nazionale (art. 60, comma 3). Gli enti coinvolti possono sviluppare i progetti così finanziati anche in associazione, in consorzio, in joint venture ed altre forme di collaborazione; è demandato alla norma secondaria il compito di individuare altre strutture finanziabili oltre alle Università e agli enti di ricerca. Le tipologie di intervento ora previste sono le seguenti (art. 60, comma 4): interventi di ricerca fondamentale per lo sviluppo della conoscenza; interventi di ricerca industriale, orientati a favorire la specializzazione del sistema industriale nazionale; appalti pre-commerciali di ricerca e sviluppo sperimentale, in risposta ad esigenze di particolare rilevanza sociale; azioni di innovazione sociale (social innovation); sviluppo di grandi aggregazioni (cluster) tecnologiche pubblico-private di scala nazionale; interventi nazionali di ricerca fondamentale o di ricerca industriale inseriti in accordi e programmi comunitari ed internazionali. Gli strumenti a sostegno degli interventi così individuati sono diversi: i contributi a fondo perduto, il credito agevolato, il credito di imposta ai sensi dell art. 1 del D.L. 70/2011 (L. 106/2011) 2, la prestazione di garanzie, le 2 Con riferimento al credito d imposta va puntualizzato -, il richiamato articolo 1 del D.L. 70 del 2011 ha istituito un credito d imposta, per gli anni 2011 e 2012, in favore delle imprese che finanziano progetti di ricerca in Università o enti pubblici di ricerca. Esso compete in tre quote annuali a decorrere da ciascuno degli anni 2011 e 2012, per l importo percentuale che eccede la media degli investimenti in ricerca effettuati nel triennio , nella misura del 90 per cento della spesa incrementale di investimento. Con il provvedimento dell Agenzia delle Entrate del 9 settembre 2011 sono state introdotte le disposizioni applicative del predetto credito d imposta, specificando accanto a modalità e termini di fruizione anche la disciplina relativa al monitoraggio sulla fruizione del credito d imposta. Peraltro, l articolo 24 del d.l. Sviluppo I istituisce un contributo in forma di credito di imposta a favore di tutte le imprese che effettuano nuove assunzioni a tempo indeterminato di profili altamente qualificati. La misura, che decorre dal 26 giugno 2012 e non ha un limite temporale di applicazione, prevede un contributo del 35% sulle spese effettuate per le nuove assunzioni di personale, con un tetto massimo di 200 mila euro per impresa. Il nuovo personale deve essere aggiuntivo rispetto al numero complessivo dei dipendenti nel periodo di imposta precedente. Per non 1617 agevolazioni fiscali di cui all art. 7, commi 1 e 4, del D.Lgs. 123/1998 3, i voucher individuali di innovazione (art. 60, comma 5). Tali tipologie di interventi di ricerca sono sostenute con le risorse del FIRST, confermandosi la scelta, già operata dall art. 1, co. 870, della L. n. 296/2006, di far confluire in un unico fondo vari strumenti finanziari a sostegno della ricerca, ferme restando le disposizioni relative al credito agevolato del FAR. In aggiunta, si prevede in proposito una forma di garanzia delle anticipazioni concesse a favore di progetti di ricerca presentati da soggetti privati. (art. 61). Procedendo poi a ridefinire le procedure e le modalità di valutazione ed erogazione dei finanziamenti per la ricerca, il d.l. Sviluppo, all art. 62, I prevede che il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, sulla base del Programma nazionale della ricerca (PNR) adotta, entro il 31 dicembre dell'anno antecedente al triennio, per ogni triennio di riferimento del PNR, indirizzi sugli obiettivi, sulle priorità di intervento e sulle attività di ricerca (art. 62, comma 1). Come noto, il D.Lgs. n. 204/1998 ha stabilito che nel Documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF) (ora, Decisione di Finanza pubblica - DFP - ai sensi della L. 196/2009), il Governo determina gli indirizzi e le priorità strategiche per gli interventi a favore della ricerca scientifica e tecnologica, definendo il quadro delle risorse finanziarie da attivare, nell ambito appunto di apposito Prorgramma, il PNR. Con uno o più decreti di natura non regolamentare del Ministro (per la cui emanazione l art. 62, comma 2, non indica un termine espresso) vengono in particolare definiti i seguenti elementi degli strumenti agevolativi: - le spese ammissibili, ivi comprese, per i progetti svolti nel quadro di programmi UE o di accordi internazionali, quelle riguardanti la disseminazione dei risultati ottenuti ed il coordinamento del progetto: - le caratteristiche specifiche delle attività e degli strumenti; - le modalità ed i tempi di attivazione; - le misure delle agevolazioni e le modalità della loro concessione ed erogazione; - i tempi di definizione delle procedure, prevedendo adempimenti ridotti per attività di non rilevante entità; - le modalità di attuazione delle disposizioni contenute nell art. 61; - le condizioni di accesso, utilizzo e rimborso delle somme accantonate a garanzia delle anticipazioni; - l amministrazione del Fondo; - le modalità ed i requisiti di accesso al Fondo. In relazione alle modalità di conduzione delle istruttorie di valutazione, per gli interventi di ricerca industriale è prevista l acquisizione di un parere tecnico-scientifico di esperti inserititi in un apposito elenco del Ministero e individuati di volta in volta, dal Comitato nazionale dei garanti della ricerca (CNRG), organo consultivo istituito, decadere dal contributo, inoltre, i nuovi posti di lavoro devono essere conservati per almeno tre anni (due anni nel caso di PMI). Sono stabilmente destinati alla misura 50 milioni di euro all anno rinvenienti dalle risorse che provengono annualmente dalla riscossione delle tasse sui diritti brevettuali. 3 L articolo 7 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 specifica (comma 1) che i benefici derivanti dagli interventi di sostegno pubblico alle imprese ivi disciplinati sono attribuiti ai destinatari in molteplici forme: credito d'imposta, bonus fiscale, concessione di garanzia, contributo in conto capitale, contributo in conto interessi e del finanziamento agevolato. In particolare, per quanto riguarda il bonus fiscale (comma 4), si tratta di un agevolazione utilizzabile dal beneficiario in una o più soluzioni, a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla ricezione dello stesso, per il pagamento, presso l agente della riscossione competente per territorio, delle imposte che affluiscono sul conto fiscale dell impresa intestato allo stesso soggetto beneficiario ed anche per il pagamento delle somme dovute in qualità di sostituto d'imposta. Il bonus fiscale è rilasciato dal soggetto competente in duplice esemplare; in occasione del primo versamento delle imposte sul proprio conto fiscale, l'impresa beneficiaria consegna al concessionario uno dei due esemplari. 1718 ai sensi dell art. 21 della L. 240/2010, al fine di promuovere la qualità della ricerca e assicurare il buon funzionamento delle procedure di valutazione tra pari previste dall art. 20 per la selezione dei progetti di ricerca finanziati a carico del Fondo sanitario nazionale e dello stesso FIRST. Il CNGR, che va sottolineato subentra alla commissione istituita per la valutazione delle domande per l'accesso al FIRB, nonché alla commissione di garanzia prevista per la selezione dei programmi di ricerca di interesse nazionale (PRIN), indica criteri generali per le attività di valutazione e per la selezione dei progetti di ricerca; nomina gli studiosi membri dei comitati di selezione e ne coordina le attività; può procedere alla selezione di progetti o programmi di ricerca attivati da enti pubblici o privati. Inoltre, per gli interventi di ricerca industriale orientati a favorire la specializzazione del sistema industriale, lo sviluppo di grandi aggregazioni tecnologiche (cluster) e quelli inseriti in accordi comunitari ed internazionali, il finanziamento è disposto, altresì, previo parere positivo di esperti tecnici sulla solidità e sulla capacità economicofinanziaria dei soggetti rispetto all investimento proposto. Invece per i progetti già selezionati nel quadro dei programmi dell Unione europea o di accordi internazionali non è richiesta la valutazione preventiva degli aspetti tecnico-scientifici. L anzidetto decreto di natura non regolamentare definisce i casi in cui il Ministero può ammettere al finanziamento anche i progetti per i quali la valutazione ha avuto esito negativo; a tal fine, lo stesso decreto disciplina l acquisizione di garanzie fideiussorie o assicurative o altre tipologie di garanzia rilasciate da uno dei soggetti proponenti (art. 62, commi 4, 6 e 7). Al fine di assicurare gli adempimenti istruttori e le connesse attività di monitoraggio, il MIUR può avvalersi di banche, società finanziarie e di altri soggetti qualificati dotati di competenza e risorse umane e tecniche adeguate (art. 62, comma 5), ai sensi di quanto prevede l art. 3, comma 2, del D.Lgs. n.123/1998 in materia di ricorso a soggetti esterni per lo svolgimento delle attività istruttorie. In un ottica di semplificazione amministrativa del tutto in continuità con le misure adottate con il precedente Decreto Semplificaitalia, si introducono alcune regole per facilitare la gestione dei rapporti istruttori dei programmi di ricerca industriale, richiedendosi che per ciascun progetto i partecipanti individuino il soggetto capofila che è chiamato ad assolvere i seguenti obblighi (art. 62, comma 8): - rappresentare tutti i proponenti nei rapporti con l amministrazione; - presentare la proposta di ricerca per l ottenimento delle agevolazioni; - richiedere le erogazioni; - effettuare il monitoraggio periodico sullo svolgimento del programma. Quanto alle possibili variazioni soggettive ed oggettive delle attività progettuali, sempre il decreto di natura non regolamentare deve definirne i casi di variazioni soggettive e delle attività progettuali, mentre le variazioni del progetto che non comportano un aumento di spesa sono automaticamente recepite in ambito nazionale (art. 62, commi 9 e 10). L art. 63 del Decreto Sviluppo I ha previsto un peculiare meccanismo abrogativo che subordina la cessazione della vigenza del d. lgs n. 297/99 all entrata in vigore del più volte menzionato decreto di natura non regolamentare, destinato a contenere la nuova disciplina complessiva del FIRST, il cui provvedimento di disciplina mai risultava finora essere stato adottato. 1819 Il provvedimento è stato adottato con il decreto ministeriale n. 115/2013 che si va di seguito ad illustrare. 9) LA NUOVA DISCIPLINA AMMINISTRATIVA DEL FAR-FIRST: il D.M. N. 115/2013. Decreto ministeriale 19 febbraio 2013 n. 115, recante Modalità di utilizzo e gestione del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST). Disposizioni procedurali per la concessione delle agevolazioni a valere sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60, 61, 62 e 63 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n Il d.m. n. 115/2013 ha introdotto la nuova disciplina, fra l altro, delle agevolazioni erogate dal MIUR a valere sul Fondo Agevolazioni alla Ricerca (FAR), nell ambito del FIRST, incarnando incarnare quel decreto di natura non regolamentare che l art. 63 del Decreto Sviluppo I ha prefigurato come l atto normativo alla cui entrata in vigore ancorare la cessazione della vigenza del d. lgs. n. 297/99 istitutivo del FAR. In coerenza con questo peculiare meccanismo abrogativo, con effetto dalla data di entrata in vigore del D.M. n. 115/2013 (il 27/5/2013, giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), la nuova disciplina ivi recata ha sostituito la previgente normativa ministeriale istituente il FAR, contenuta nel d. lgs. n. 297/99, non mancando di prevedere una apposita disciplina della fase transitoria di applicazione delle nuove disposizioni. Il d.m. n. 593/00, che conteneva criteri e modalità procedurali del FAR quale fondo istituito appunto in origine nel 1999 dal d.lgs. n. 297, non risulta essere stato espressamente abrogato né dal Decreto Sviluppo I né dal d.m. n. 155/2013. Si può forse ritenere, tuttavia, che il d.m. n. 593/00 sia stato implicitamente abrogato per effetto dell entrata in vigore della nuova e più comprensiva disciplina del FIRST (inclusiva del FAR) contenuta nel d.m. n. 115/2013, per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti, secondo una delle ipotesi di abrogazione delle leggi indicate all art. 15 delle c.d. Preleggi, tenuto anche conto della volontà del Governo di adottare una nuova disciplina più adeguata ai tempi ed al mutato contesto socio-economico, quale sembra desumersi dai toni assai critici delle osservazioni sulla ultradecennale disciplina originaria del FAR e sugli effettivi risultati conseguiti, come desunte dalla relazione tecnica allo stesso Decreto Sviluppo I. Premesso che il FIRST, nel cui seno è confluito il FAR, è un fondo istituito per interventi diretti in modo generale al sostegno delle attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale, processi di sviluppo sperimentale (non preponderanti), attività di formazione per la valorizzazione del capitale umano, la relativa (nuova) disciplina può così essere sinteticamente riepilogata: - tutti gli interventi di sostegno sono realizzati a valere sulle complessive disponibilità del FIRST che sono annualmente ripartite con decreto del Ministro, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. - sono previste quattro linee di intervento: linea di intervento 1 (a) interventi di ricerca fondamentale, diretti a sostenere l'avanzamento della conoscenza; 1920 (b) interventi di ricerca industriale, estesi a eventuali attività non preponderanti di sviluppo sperimentale, orientati a favorire la specializzazione del sistema industriale nazionale; (e): interventi integrati di ricerca e sviluppo sperimentale, infrastrutturazione, formazione di capitale umano di alto livello qualitativo, di trasferimento tecnologico e spin-off di nuova imprenditorialità innovativa, finalizzati in particolare allo sviluppo di grandi aggregazioni (cluster) tecnologiche pubblicoprivate di scala nazionale; linea di intervento 2 (c): appalti pre-commerciali di ricerca e sviluppo sperimentale, anche attraverso interventi cofinanziati con pubbliche amministrazioni, in risposta a esigenze di particolare rilevanza sociale (social big challenges); linea di intervento 3 (d) azioni di innovazione sociale (social innovation = sviluppo di idee innovative per risolvere i problemi sociali ed ambientali che la società percepisce come prioritari e che non sono adeguatamente soddisfatti dal mercato o settore pubblico), prioritariamente proposte da giovani i cui requisiti di partecipazione sono definiti nei singoli bandi; linea di intervento 4 (f) interventi nazionali di ricerca fondamentale o di ricerca industriale inseriti in accordi e programmi comunitari e internazionali. - sono soggetti ammissibili, ai sensi dell art. 60 del d.l. n. 83/2012, le imprese, le università, gli enti e gli organismi di ricerca o qualsiasi altro soggetto giuridico in possesso dei requisiti minimi previsti dai bandi, purché residenti ovvero con stabile organizzazione nel territorio nazionale. È riservata una quota non inferiore al 10% a progetti nei quali risultino coinvolti esclusivamente ricercatori di età non superiore ai 40 anni compiuti. - è stata sottoposta a revisione, in coerenza con quella vigente in sede europea, la regolamentazione dei costi ammissibili, con particolare riferimento alle spese generali supplementari (costi indiretti od overhead), derivanti direttamente dal progetto di ricerca, calcolate nella misura forfettaria del 60% delle spese di personale (nei casi di interventi finanziati con i Fondi strutturali e con le risorse dell'unione europea, le spese generali devono essere valorizzate in una percentuale del costo del personale che sia adeguatamente supportata dalla contabilità (generale e analitica) e comunque non eccedente il 50% del costo del personale). - quanto alle modalità di selezione, il Ministero con propri avvisi invita i soggetti ammissibili a presentare i progetti sulle tematiche individuate, specificando i criteri per la selezione degli stessi, nonché i relativi limiti temporali ed i limiti di costo. Per la valutazione e selezione dei progetti, ci si avvale di esperti, anche internazionali, nominati dal Ministero e individuati dal Comitato Nazionale dei Garanti (CNGR) nell'ambito di un apposito elenco ministeriale e dell'albo di esperti gestito dalla Commissione europea. Per gli aspetti di natura economico-finanziaria per i progetti che prevedono tra i soggetti proponenti le imprese e per la stipula e gestione degli atti contrattuali ove previsti, bisogna avvalersi di soggetti istruttori che effettuano la propria valutazione economico-finanziaria sulla base di elementi concernenti la solidità e l'affidabilità 20 Vedere altro
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 art. 5
 art. 7
 art. 5
 articolo 72
 art. 14
 art. 1
 art. 1
 art. 13
 art. 1
 articolo 1
 articolo 87
 art. 30
 art. 30
 art. 2
 art. 30
 art. 3
 art. 30
 art. 6
 art. 7
 art. 7
 art. 32
 articolo 1
 articolo 31
 art. 26
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 art. 62
 art. 61
 articolo 7
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 art. 3
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 art. 92
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 Art. 2
 ARTICOLO 33
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 articolo 3
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 art. 2
 art. 29