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Timestamp: 2020-07-04 17:58:58+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1613 del 20/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1613 del 20/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/01/2017, (ud. 16/09/2016, dep.20/01/2017), n. 1613
sul ricorso per regolamento di competenza 27482/2015 proposto da:
IMMOBILIARE MONTEFELTRO SRL, in persona del suo amministratore unico
ROMA, LUNGOTEVERE PRATI, 17, presso lo studio dell’avvocato MARCO
MORETTI, rappresentata e difesa dall’avvocato MARCO CASSIANI, giusta
procura speciale rilasciata in calce al ricorso;
MEDIOLEASING SPA in A.S., in persona del Vice Direttore Generale pro
6, presso lo studio dell’avvocato ELIO VITALE, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato PIERFRANCESCO FABIANI, giusta
procura a margine delle memorie difensiva e di costituzione;
sulle conclusioni scritte del P.G. in persona del Dott. Mario Fresa,
il quale, visto l’art. 380 ter c.p.c., chiede che la Corte di
dell’istanza di regolamento di competenza, con le conseguenze di
avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di ANCONA, del 7/10/2015; udita la
1. Immobiliare Montefeltro S.r.l. ha proposto regolamento di competenza, illustrato da memoria, avverso l’ordinanza cautelare depositata in data il 7/10/2015, con la quale il Tribunale di Ancona, pronunciando in sede di reclamo avverso l’ordinanza ex art. 700 c.p.c., emessa da quel medesimo Tribunale in data 3 giugno 2015, ritenuta la diversità del thema decidendum tra il giudizio di merito radicato dinanzi al Tribunale di Pesaro e il procedimento ex art. 700 c.p.c., instaurato dinanzi al Tribunale di Ancona, disattendendo l’eccezione di incompetenza del Tribunale adito, ha confermato il provvedimento cautelare emesso dal giudice monocratico che, ritenuta la propria competenza territoriale, in accoglimento della domanda cautelare, aveva ordinato all’attuale ricorrente di rilasciare immediatamente, in favore della Medioleasing S.p.a. in a.s., libero da cose di proprietà e/o da persone, anche interposte, il fabbricato meglio specificato in quel provvedimento, oggetto del contratto di leasing n. (OMISSIS), e aveva condannato la resistente in quella sede alle spese della procedura.
Con l’istanza di regolamento di competenza l’Immobiliare Montefeltro S.r.l. ha dedotto l’esperibilità del ricorso ex art. 42 c.p.c., avverso l’ordinanza che statuisce sulla competenza, pronunziata in sede di reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c., nonchè l’incompetenza territoriale del Tribunale adito e l’erronea individuazione del Giudice designato per via dell’erronea proposizione del ricorso introduttivo nelle forme previste dall’art. 669 ter c.p.c..
La Medioleasing S.p.a. in a.s. ha depositato memoria difensiva.
Il P.M. ha chiesto dichiararsi l’inammissibilità dell’istanza di regolamento di competenza, con le conseguenze di legge.
2. L’istanza di regolamento di competenza all’esame è inammissibile. Come pure evidenziato dal P.G., questa Corte ha più volte affermato il principio secondo cui, in tema di procedimenti cautelari, è inammissibile la proposizione del regolamento di competenza, sia in ragione della natura giuridica dei provvedimenti declinatori della competenza – inidonei, in quella sede, ad instaurare la procedura di regolamento, in quanto caratterizzati dalla provvisorietà e dalla riproponibilità illimitata – sia perchè l’eventuale decisione, pronunciata in esito al procedimento disciplinato dall’art. 47 c.p.c., sarebbe priva del requisito della definitività, atteso il peculiare regime giuridico del procedimento cautelare nel quale andrebbe ad inserirsi (Cass., sez. un., ord., 29/07/2013, n. 18189; Cass., sez. un., ord., 9/07/2009, n. 16091). Solo qualora, dichiaratosi incompetente il primo giudice, anche il secondo, successivamente adito, abbia pronunciato un analogo provvedimento negativo della propria competenza, la giurisprudenza di legittimità ha talvolta ritenuto applicabile, rispetto a tale decisione, la norma generale di cui all’art. 42 c.p.c. e, conseguentemente, ha ammesso l’istanza di regolamento di competenza, non essendo ipotizzabile che l’ordinamento non preveda alcuno strumento processuale attraverso il quale dirimere una situazione in cui non vi sia, di fatto, un giudice obbligato, alfine, a conoscere della domanda cautelare, a meno di non ipotizzare, nel sistema così delineato, un potenziale vulnus ai principi costituzionali di cui agli artt. 3 e 24 Cost. (Cass., ord., 25/06/2008, n. 17299).
Nella specie, tuttavia, risulta dal provvedimento impugnato ed è pacifico tra le parti che la domanda cautelare è stata accolta dal giudice monocratico e tale accoglimento è stato confermato in fase di reclamo, sicchè non è neppure in ipotesi prospettabile un siffatto vulnus.
Peraltro, al fine di evitare la paventata irretrattabilità del provvedimento cautelare, la ricorrente ben avrebbe potuto iniziare il giudizio di merito e, comunque, è altresì possibile, nei casi previsti, chiedere la revoca o la modifica del provvedimento cautelare ai sensi dell’art. 669 decies c.p.c., comma 2.
3. L’esame di ogni ulteriore questione proposta resta assorbito da quanto precede.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna la ricorrente al pagamento, in favore della società resistente, delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in complessivi Euro 1.500,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali e accessori, come per legge; ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

References: Sentenza 
 art. 700
 art. 700
 art. 42
 art. 669
 art. 13
 art. 1
 art. 13