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Timestamp: 2020-02-21 05:42:40+00:00

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Corte di Cassazione Sez. Un. N. 317 del 11 gennaio 2005 - testo integrale Sentenza
Corte di Cassazione Sez. Un. N. 317 del 11 gennaio 2005
Lavoro · Pubblico impiego · giurisdizione · retroattività
(Pres. Carbone; est. Vidiri)
d.lgs. n. 80/1998
Titoli	GIURISDIZIONE CIVILE - GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - IMPIEGO PUBBLICO - IN GENERE - Assunzione con effetti retroattivi a fini giuridici, a seguito di ricorso in giudizio - Azione risarcitoria commisurata alle retribuzioni non conseguite - Giurisdizione amministrativa - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie antecedente al 30 giugno 1998
Fonte: http://db.formez.it/contenzioso.nsf/0c3b77f0d3745c3cc1256b500041094e/24e272c540c2bc1cc12570d6005005ea?OpenDocument
Nel caso di costituzione del rapporto di pubblico impiego, in seguito a ricorso in giudizio, e di retrodatazione della nomina ai fini giuridici, ma non a quelli economici, la controversia instaurata nei confronti della P. A. avente ad oggetto la richiesta di risarcimento del danno, appartiene - nel regime di riparto anteriore a quello stabilito dal d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80 - alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, dato che la "causa petendi" si collega, non occasionalmente, al rapporto di pubblico impiego, che risulta già esistente, perché costituito con efficacia retroattiva nel periodo in relazione al quale si lamenta la perdita economica.
Dott. Vincenzo Carbone - Presidente Aggiunto
Dott. Giovanni Prestipino - Presidente di Sezione
Dott. Antonio Vella - Presidente di Sezione
Dott. Giovanni Paolini - Consigliere
Dott. Ugo Vitrone - Consigliere
Dott. Guido Vidiri - Consigliere Relatore
Dott. Stefanomaria Evangelista - Consigliere
Ma. An. Di Ma., Di. Ko., Ca. Ra., Jo. Pe., Ma. La. n. q. di erede di An. Mo., Vi. Va., Vi. Fo. An., Si. La Lu., Mi. Do. Sa., Gi. Gu., Ro. Ma., Gi. Ca., Ni. An. Ma. Li., Pi. Ca., El. Ge., An. Ma. Mi., Vi. Ma. Te., Ma. Te. Lo., Do. Pi., An. Mi., Pa. Su., Ma. Ma., Le. Sa., En. Di Ra., An. Su., Sa. Co., An. Tr., Br. Qu., Ca. In., Ca. Ge., Ro. Qu., Ca. Pa. Ra. Sc., An. Ve., Fr. Pr., An. Ma. Lo Ca., Ni. Mo., Ca. Sc., Ma. Qu., Ro. Ma. An., Il. Lo., elettivamente domiciliati in Ro., Via Ug. De Ca. 64, presso lo studio dell'Avvocato Gi. Co., che li rappresenta e difende unitamente all'Avvocato An. Ma., giusta delega in calce al ricorso;
Ministero della Pubblica Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in persona del Ministro pro-tempore, domiciliato in Ro., Via dei Po. 12, presso l'Avvocatura Generale dello Stato, che lo rappresenta e difende ope legis;
avverso la sentenza n. 7075/01 del Tribunale di Palermo, depositata il 18/05/02;
udito l'Avvocato Gi. Co.;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio il 16/12/04 dal Consigliere Dott. Guido Vidiri;
lette le conclusioni scritte dal Sostituto Procuratore Generale Dott. Antonio Martone, il quale chiede che le sezioni unite della Corte di cassazione, in camera di consiglio, rigettino il ricorso perché manifestamente infondato, con le conseguenze di legge.
Con ricorso depositato in data 8 luglio 1997, Ma. An. Di Ma., Di. Ko. e gli altri ricorrenti indicati in epigrafe, premesso di avere partecipato risultando idonei al concorso a cattedra per insegnanti elementari, indetto nel 1982 dal Provveditorato agli Studi di Trapani, venendo utilmente collocati nella graduatoria di merito - non utilizzata però dal suddetto Provveditore per la copertura dei posti in dotazione organica aggiuntiva di cui al D.M. 26 febbraio 1983 - esponevano che, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato n. 335/1990, che aveva annullato il suddetto provvedimento dell'autorità scolastica, erano stati immessi in ruolo con decorrenza giuridica dal 10 settembre 1984, ed economica dalla data di effettiva assunzione in servizio, e cioè dal 28 maggio 1990. Tutto ciò premesso, assumevano di avere subito una ingiustificata perdita economica, quale effetto della esclusione della nomina in ruolo del 10 settembre 1984 e chiedevano, pertanto, la condanna del Ministero della Pubblica Istruzione e del Provveditorato degli Studi di Trapani al risarcimento in proprio favore del danno subito, pari alla retribuzione che avrebbero dovuto percepire nella ipotesi di tempestiva immissione in ruolo, con rivalutazione monetaria ed interessi.
Con sentenza del 4 maggio 1999 il Pretore di Trapani condannava il Ministero al pagamento delle somme, che indicava in dispositivo, a titolo di risarcimento danni; ed a seguito di gravame da parte del Ministero, il Tribunale di Palermo con sentenza del 18 maggio 2002, in riforma dell'impugnata sentenza, dichiarava il difetto di giurisdizione dell'A.G.O., appartenendo la controversia al giudice amministrativo.
Avverso tale sentenza propongono ricorso per cassazione Ma. An. Di Ma. e gli altri suoi litisconsorti in epigrafe.
Si è costituito il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
La controversia è stata decisa in Camera di consiglio.
I ricorrenti deducono violazione dei principi regolanti il riparto tra giurisdizione del giudice ordinario e quella del giudice amministrativo. Sostengono, a tale riguardo, che il Tribunale ha omesso di considerare che, nonostante il petitum avesse ad oggetto il risarcimento dei danni subiti in conseguenza della tardiva assunzione in servizio, la posizione giuridica dedotta in giudizio, per la quale era stata invocata la tutela, si configurava come diritto soggettivo all'assunzione, sorto prima che si instaurasse il rapporto di pubblico impiego.
Aggiungono ancora i ricorrenti, a sostegno della giurisdizione del giudice ordinario, che si era in presenza di una attività vincolata della pubblica amministrazione perché stante il disposto dell'art. 2 della l. 270/1982 (che sancisce l'obbligo dell'amministrazione di ricoprire mediante nomina dei graduati del concorso pubblico non solo i posti previsti nel bando ma anche quelli resisi disponibili), l'immissione in ruolo non poteva che definirsi attività vincolata, e tale qualificazione doveva far deporre a favore della sussistenza di un diritto soggettivo.
Il ricorso è manifestamente infondato e, pertanto, va rigettato.
Questa Corte in fattispecie analoghe a quella in esame ha statuito che nel caso di costituzione del rapporto di pubblico impiego, in seguito a ricorso in giudizio, e di retrodatazione della nomina ai fini giuridici, ma non a quelli economici, la controversia instaurata nei confronti della pubblica amministrazione avente ad oggetto la richiesta di risarcimento del danno, appartiene - nel regime di riparto anteriore a quello stabilito dal d.lgs. 31 marzo 1998 n. 80 - alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, dato che la "causa petendi" si collega, non occasionalmente, al rapporto di pubblico impiego, che risulta già esistente, perché costituito con efficacia retroattiva nel periodo in relazione al quale si lamenta la perdita economica (cfr. ex plurimis: Cass., Sez. Un., 27 giugno 2002 n. 9342; Cass., Sez. Un., 27 marzo 2001 n. 139; Cass., Sez. Un., 7 marzo 2001 n. 92; Cass. 10 maggio 1996 n. 4396).
Il ricorso va pertanto rigettato in quanto manifestamente infondato perché correttamente il giudice d'appello - in adesione ad un consolidato indirizzo giurisprudenziale - ha ritenuto nel caso di specie la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ex art. 7 della l. 6 dicembre 1971 n. 1034.
La Corte rigetta il ricorso e compensa le spese del presente giudizio di cassazione.
Lavoro Pubblico impiego Giurisdizione Retroattività

References: Sentenza

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 Cass. 
 art. 7