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Timestamp: 2020-08-04 17:46:52+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 15482 del 26/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15482 del 26/07/2016
Cassazione civile sez. VI, 26/07/2016, (ud. 23/06/2016, dep. 26/07/2016), n.15482
sul ricorso 11517-2015 proposto da:
V.T., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEL CORSO
433/D, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI SPINAPOLICE,
rappresentato e difeso dall’avvocato SEBASTIANO DE FEUDIS, giusta
avverso la sentenza n. 1974/6/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BARI del 6/5/2014, depositata il 07/10/2014;
V.T. ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della CTR della Puglia indicata in epigrafe affidato a sei motivi. L’Agenzia delle entrate non si è costituita tempestivamente e non ha partecipato alla discussione in camera di consiglio.
Il primo motivo di ricorso è manifestamente inammissibile. L’errore in diritto che la parte ricorrente prospetta per non avere considerato l’omessa allegazione di atti all’accertamento, omette di considerare che, secondo la giurisprudenza pacifica di questa Corte, ai fini del rispetto del canone normativo della motivazione degli atti tributari, è sufficiente che l’atto contenga gli elementi essenziali per consentire al contribuente di difendersi nell’instaurando giudizio – cfr. Cass. n. 26472 del 17/12/2014 -. Sul punto la censura difetta di autosufficienza, non contenendo indicazioni sul contenuto dell’avviso di accertamento – cfr. Cass. n. 22003 del 17/10/2014 – che potessero consentire a questa Corte di valutarne la congruità rispetto alla censura esposta dallo stesso ricorrente. Il che rende inammissibile anche la censura sotto il profilo dell’art. 360, comma 1, n. 5.
Il secondo motivo è inammissibile quanto alla censura ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, non contestando l’omesso esame di fatti decisivi e rilevanti per il giudizio e parimenti inammissibile quanto alla dedotta violazione di legge in ordine all’operato della CTR, attenendo alle valutazioni di merito esposte dal giudice tributario che non possono essere sindacate da questa Corte al di fuori di fatti considerati erroneamente come presunzioni – cfr. Cass. n. 101 del 08/01/2015; Cass. n. 9108 del 06/06/2012 -.
Il terzo motivo di ricorso è inammissibile, prospettando una censura contenente questioni non esaminate dal giudice di appello che avrebbero dunque imposto la formulazione del vizio di omessa pronunzia ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 e non quella di violazione di legge o di omesso esame di fatti da parte del giudice di merito.
Analoghe considerazioni vanno fatte con riguardo al quarto motivo.
Il quinto motivo di ricorso è manifestamente infondato – v. Cass. n. 8504 del 08/04/2009; Cass. 8653/2011).
Il sesto motivo è manifestamente inammissibile, attenendo a questione che non risulta dedotta nel corso del giudizio di merito stando al ricorso e che intenderebbe comunque sollecitare questa Corte ad un accertamento di fatto insindacabile.
Rigetta il ricorso. Nulla sulle spese. Dà atto della ricorrenza dei presupposti di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 Cass. 
 Cass. 
 art. 360
 Cass. 
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 Cass. 
 Cass. 
 art. 13
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