Source: https://www.personaedanno.it/articolo/interruzione-dell-usucapione-privazione-del-possesso-per-oltre-un-anno-e-riconoscimento-del-diritto-del-proprietario
Timestamp: 2018-01-20 11:05:30+00:00

Document:
Interruzione dell'usucapione: privazione del possesso per oltre un anno e riconoscimento del diritto del proprietario
Interessi protetti - Beni, diritti reali - Riccardo Mazzon - 15/12/2017
A mente del punto 5, primo comma, articolo 2653 del codice civile, gli atti e le domande che interrompono il corso dell'usucapione di beni immobili sono suscettibili di trascrizione: così, ad esempio, la domanda diretta a denunziare la violazione della distanza legale da parte del proprietario del fondo vicino e ad ottenere l’arretramento della sua costruzione - tendendo a salvaguardare il diritto di proprietà dell’attore dalla costituzione di una servitù di contenuto contrario al limite violato e ad impedirne tanto l’esercizio attuale, quanto il suo acquisto per usucapione, essa, infatti, ha natura di “actio negatoria servitutis” (cfr, anche il volume "USUCAPIONE DI BENI MOBILI ED IMMOBLI", Riccardo Mazzon, seconda edizione, Rimini 2017) - è soggetta a trascrizione, tanto ai sensi dell’art. 2653 n. 1 c.c. (suscettibile di interpretazione estensiva ed applicabile anche alle domande dirette all’accertamento negativo dell’esistenza di diritti reali di godimento), quanto, appunto, a mente del successivo n. 5, che dichiara trascrivibili le domande che
Premesso inoltre che, in tema di interruzione dell'usucapione - poiché il possesso non richiede, per il suo permanere, il costante, materiale rapporto con la cosa che ne costituisce l'oggetto, essendo sufficiente la disponibilità del godimento della cosa stessa da parte del possessore, non contrastata da terzi - la semplice assenza di manifestazioni del predetto rapporto materiale per un dato periodo, anche se provata, non è di per sé idonea a dimostrare la volontaria dismissione del possesso, la quale deve essere assolutamente univoca per produrre l'indicata interruzione, l'usucapione è altresì interrotta, per espresso disposto dell'articolo 1167 del codice civile, quando il possessore risulti privato del possesso per oltre un anno; la norma in esame si riferisce al caso di perdita del possesso per fatto del terzo o per cause naturali, ma non è applicabile nella diversa ipotesi di abbandono (della cosa posseduta) per atto volontario del possessore, né incide in ambito di espropriazione per pubblica utilità, poiché la interruzione del possesso può derivare solo da situazioni di fatto che ne impediscano materialmente l'esercizio, e non da vicende giudiziali tra l'intestatario della titolarità del bene e i terzi, che non comportano alcuna conseguenza nella continuità del possesso.
“con conseguente interruzione del possesso ai sensi dell’art. 1165 c.c. in relazione all'art. 2944 c.c. (Cass. civ., sez. II, 30 giugno 2008, n. 17858, DeG, 2008),
“né potendo esigersi una trascrizione della rinunzia in mancanza della trascrizione dell'atto di acquisto della servitù”.
(Cass. civ. Sez. II, 30/05/2016, n. 11158 CED Cassazione, 2016; si vedano anche: Trib. Messina, sez. I, 6 aprile 2006, GlocMessina, 2006; Cass. civ., sez. II, 23 giugno 2006, n. 14654, GCM, 2006, 7-8 CIV, 2008, 7-8, 20 - Conforme - Cass. civ., sez. II, 27 maggio 2010, n. 13002, GCM, 2010, 5, 826 – conforme - Cass. civ., sez. II, 10 settembre 2004, n. 18207, GCM, 2004, 9 – conforme - Cass. civ., sez. II, 1 marzo 1993, n. 2520, GCM, 1993, 413 – conforme - Cass. civ., sez. II, 30 novembre 1989, n. 5264, GCM, 1989, 11 – conforme - Cass. civ., Sez. U., 14 gennaio 1987, n. 192, GCM, 1987, 1 – conforme - Cass. civ., sez. II, 7 maggio 1982, n. 2842, GI, 1983, I,1,86; FI, 1983, I, 2249;GCM, 1982, 5 – conforme - Cass. civ., sez. II, 25 marzo 1997, n. 2590, GCM, 1997, 449; GI, 1998, 1389; Cass. civ., sez. II, 13 agosto 1985, n. 4428, GCM, 1985, 8-9 – conforme: Cass. civ., sez. II, 10 settembre 2004, n. 18207, GCM, 2004, 9 – conforme - Cass. civ., sez. I, 7 maggio 1987, n. 4215, GCM, 1987, 5 – conforme: Cass. civ., sez. II, 26 marzo 2008, n. 7847, GCM, 2008, 3, 461; DeG, 2008; Cass. civ., sez. I, 12 aprile 1984, n. 2352, GCM, 1984, 3-4; Cass. civ., sez. II, 10 settembre 2004, n. 18207, GCM, 2004, 9). (Cass. civ., sez. II, 25 maggio 1984, n. 3234, GCM, 1984, 5; Cass. civ., sez. II, 8 giugno 1984, n. 3452, GCM, 1984, 6; Cass. civ., sez. II, 6 giugno 1983, n. 3836, GCM, 1983, 6 – conforme: Cass. civ., sez. II, 10 gennaio 1980, n. 228, GCM, 1980, 1 – conforme: Cass. civ., sez. II, 28 novembre 1981, n. 6349, GCM, 1981, 11; Cass. civ., sez. III, 4 aprile 2001, n. 4977, GCM, 2001, 695). ” (Cass. civ., sez. II, 28 novembre 1981, n. 6349, GCM, 1981, 11; Cass. civ., sez. III, 12 maggio 1992, n. 5634, GI, 1993, I, 1, 2004; GCM, 1992, 5; Cass. civ., sez. II, 15 marzo 1982, n. 1682, GCM, 1982, 3.

References: articolo 2653
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