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Timestamp: 2017-12-17 21:19:53+00:00

Document:
Bilateralità | Scuola Europea di Relazioni Industriali
Gli enti bilaterali in Italia e in alcuni paesi europei
Committente: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano
Gli enti bilaterali sono organismi costituiti congiuntamente dalle organizzazioni dei lavoratori e dalle associazioni datoriali, con una gestione paritaria fra i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, e hanno come obiettivo la fornitura di servizi ai loro affiliati. Il progetto si prefigge la realizzazione di un’indagine sulle funzioni e caratteristiche degli organismi bilaterali in Italia, sia a livello nazionale che territoriale, nonché sul ruolo da essi svolto nella fornitura di servizi di welfare state e di politiche attive e passive del lavoro, con un focus su sostegno al reddito, formazione e apprendistato. L’indagine si basa principalmente sull’analisi dei contratti collettivi nazionali, degli statuti e regolamenti degli enti bilaterali, e su un numero consistente di interviste a rappresentanti nazionali delle parti sociali, e a direttori e presidenti di enti bilaterali sia nazionali che territoriali. Infine, lo studio prevede anche un approfondimento comparativo in quattro Paesi europei (Francia, Spagna, Svezia e Germania).
Leggi il Quaderno della Fondazione Brodolini con i risultati della ricerca
TAR Lazio 7 luglio 2016, n. 9926
Il potere di vigilanza del Ministero del Lavoro sui fondi paritetici interprofessionali è limitato alla verifica del rispetto dei generali principi di buon andamento e imparzialità e non può imporre la costituzione di fondi di accantonamento per coprire perdite o debiti.
Consiglio di Stato, sentenza 4 giugno 2015, n. 4304
Il Consiglio di Stato rigetta la sentenza del TAR Lazio 1 dicembre 2014, n. 13111. Poiché la contribuzione ai fondi paritetici interprofessionali è obbligatoria e tali contributi sono finalizzati a perseguire un interesse generale costituzionalmente tutelato, essi svolgono funzioni pubbliche d'interesse generale e sono sottoposti alla giurisdizione del giudice amministrativo.
TAR Lazio 1 dicembre 2014, n. 13111
Il TAR non ha competenza sulle controversie tra imprese e fondi paritetici interprofessionali, in quanto questi ultimi hanno natura privatistica e non costituiscono organismi di diritto pubblico.
Trib. Bergamo, 12 novembre 2014, n. 5785
Le sanzioni disposte dall'art. 18 CCNL Gomma e Plastica, consistenti in un importo pari a 25 euro lordi mensili, per inadempimento dell'obbligazione contributiva sono da considerarsi parte del salario minimo del lavoratore.
C. Cost. 22 maggio 2013, n. 108
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 19, comma 1, lettera c), del d.l. 29 novembre 2008, n. 185 (conv. l. 28 gennaio 2009, n. 2) nella parte in cui introduce, in via sperimentale e transitoria, un intervento integrativo di sostegno al reddito a carico dello Stato esclusivamente a fronte della previsione ad opera delle parti sociali, mediante l’intervento degli enti bilaterali, di una tutela a favore degli apprendisti sospesi o licenziati. L’intervento pubblico rappresenta, infatti, un incentivo per le parti sociali a sviluppare il sistema della bilateralità e non configura un incondizionato diritto soggettivo in capo ai lavoratori. Deve escludersi, pertanto, una irragionevole discriminazione a danno dei lavoratori appartenenti a settori produttivi nei quali non esista un ente bilaterale
TAR Lazio 15 marzo 2013, n. 2703
Il Decreto del Ministero dell’Interno 1 dicembre 2010, n. 269 è illegittimo nella parte in cui prevede la certificazione ad opera dell’Ente Bilaterale dell’integrale rispetto degli obblighi derivanti dall’applicazione della contrattazione nazionale di categoria nonché della contrattazione di secondo livello non trovando gli accordi collettivi di lavoro applicazione erga omnes e non rinvenendosi alcuna disposizione legislativa e regolamentare in tal senso
Trib. Milano 29 gennaio 2013, n. 1287
L'obbligo di contribuzione agli enti bilaterali imposto dalla contrattazione collettiva costituisce di per sé valida causa giustificatrice del versamento. L'errore nell'individuazione dell'Ente bilaterale beneficiario commesso in sede di adempimento non assume rilevanza nella prospettiva di negare l'esistenza della causa del pagamento. Non sussiste, pertanto, un indebito oggettivo ripetibile da parte del soggetto adempiente
Trib. Torino, 15 gennaio 2013, n. 31
Il lavoratore ha diritto in ogni caso alle prestazioni sanitarie integrative a cui avrebbe avuto accesso qualora il datore di lavoro avesse adempiuto correttamente l'obbligazione contributiva al Fondo sanitario integrativo di cui al CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi - Confcommercio/FIlcams CGIL, Fisascat CISL e UILTUCS - Fondo EST.
Trib. Roma 24 dicembre 2012
Consiglio di Stato, parere 14 dicembre 2011, n. 1095
Il quadro ordinamentale in cui operano i fondi paritetici per la formazione continua di cui all’art. 118, l. n. 388/00 ed all’art. 12 d.lgs. n. 276/03 permette di considerare di natura privata l’origine, la destinazione e le modalità di gestione della contribuzione versata dalle aziende aderenti a detti fondi paritetici. Pertanto non è possibile inferire dal meccanismo di prelievo e della finalità di generica rilevanza pubblica di tale contribuzione la loro natura di contributi a carico delle finanze pubbliche.
C. Cost. 14 maggio 2010, n. 176
È costituzionalmente illegittimo l’art. 23 comma 2, d.l. 25 giugno 2008, n. 112 (conv. l. 6 agosto 2008 n. 133) nella parte in cui, modificando l’art. 49 d.lgs. n. 276 del 2003, stabilisce che, in caso di formazione esclusivamente aziendale, la regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato professionalizzante non è definita dalle regioni d’intesa con le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, ma dai contratti collettivi di lavoro; infatti nell’ipotesi di apprendistato, con formazione esclusivamente aziendale, deve comunque essere riconosciuto alle regioni un ruolo di stimolo e di controllo dell’attività formativa
Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana 28 aprile 2010, n. 635
Il DURC utile ai fini dell’ammissione alle gare d’appalto deve essere tale da fotografare la situazione globale dell’impresa, indipendentemente dal luogo o dai luoghi dove essa abbia attivato i propri singoli cantieri. Esso deve dunque esser rilasciato da una Cassa edile in grado di attestare la situazione contributiva globale dell’impresa, indipendentemente dalla sua ubicazione territoriale
App. Firenze 19 dicembre 2006
L'art. 7 l. 19 gennaio 1955, n. 25 conferisce piena delega alle parti collettive in ordine alla determinazione della durata massima dell'apprendistato, sicché deve considerarsi legittima la clausola contrattuale che prevede la possibilità di applicare in via eccezionale la durata triennale (anziché quella biennale prevista dal c.c.n.l. stesso per la generalità dei rapporti di apprendistato) solo previo parere di un'apposita commissione costituita presso l'Ente Bilaterale. Conseguentemente non è consentito fare applicazione di detta maggiore durata al datore di lavoro che non essendo iscritto al predetto Ente Bilaterale non abbia potuto ottenere la relativa autorizzazione (fattispecie relativa al c.c.n.l. commercio del 20 settembre 1999)
Consiglio di Stato, 1 marzo 2006, n. 928
Deve essere disapplicata la legge che sanziona con l'annullamento dell'aggiudicazione l'impresa avente sede in un altro Stato dell'Unione che non ha iscritto alla cassa edile i lavoratori impiegati nell'esecuzione dell'appalto poiché si pone in contrasto con il principio della libertà di prestazione dei servizi di cui all'art. 49 del TFUE.
Tar Bolzano, 19 aprile 2005, n. 140
Eventuali restrizioni al fondamentale principio di libera circolazione dei servizi all’interno della comunità - previsto dagli artt. 49 ss. del trattato (ex artt. 59 ss.) - possono essere giustificate soltanto se rispondono a ragioni imperative di interesse generale, e nella misura in cui siano idonee a raggiungere lo scopo; pertanto, la pretesa di subordinare l’aggiudicazione di una gara per l’esecuzione di lavori edili a favore di impresa avente sede in altro stato membro alla condizione che i lavoratori di suddetta impresa (destinati ad essere distaccati in Italia) vengano iscritti alla cassa edile è illegittima, contrastando con il diritto comunitario, qualora l’ordinamento di appartenenza già preveda condizioni di tutela sostanzialmente omogenee con quelle assicurate ai lavoratori dello stato membro ospitante, con conseguente obbligo a carico del giudice nazionale di disapplicare la normativa interna difforme (quale è quella di cui al d.lgs. n. 72 del 2000 in tema di distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi - di recepimento della direttiva Ce n. 96/71)
Cass. Sez. Un. 27 ottobre 2004, n. 1327
Il mancato versamento alla Cassa edile delle somme trattenute dal datore di lavoro sulla retribuzione del dipendente per ferie, gratifiche natalizie e festività non integra il reato di appropriazione indebita, ma solo l'illecito amministrativo previsto dall'art. 13 d.lgs. 19 dicembre 1994, n. 758
App. Firenze 5 maggio 2003, n. 764
Trib. Firenze 25 novembre 2002
La clausola contrattuale che, nel prevedere l'istituzione di un ente bilaterale, ponga l'onere del relativo finanziamento a carico in parte del datore di lavoro e in parte del lavoratore, è dotata di efficacia normativa e si iscrive nella c.d. parte economica del contratto, allorché risulti che le parti collettive abbiano previsto le suddette quote quali elementi indiretti della retribuzione, concorrendo le medesime a determinare il trattamento economico complessivamente spettante al lavoratore. Sussistendo una simile previsione, il previsto meccanismo di finanziamento dell'ente bilaterale non vincola le sole parti stipulanti il c.c.n.l., ma anche le parti del rapporto individuale di lavoro e i lavoratori non possono sottrarsi al prelievo della quota a loro carico, né pretendere la ripetizione di quanto già versato
Cass. 10 maggio 2001, n. 6530
La clausola che prevede l'adesione agli enti bilaterali non rientra tra quelle che regolano i trattamenti retributivi (parte economica) e nemmeno tra quelli che regolano i rapporti individuali (parte normativa) ma va ricondotta alle clausole obbligatorie che vincolano esclusivamente le parti sociali contraenti.
Trib. Modena, 22 settembre 2000
Gli accantonamenti ed i contributi alle casse edili non hanno natura retributiva, ma fanno parte di un rapporto previdenziale facoltativo, instaurato tra le parti volontariamente e non dovuto per legge. Il relativo credito non può, pertanto, essere ricompreso nell'ambito del privilegio accordato dall'art. 2751 bis n. 1 cod. civ., che riguarda esclusivamente somme aventi natura di retribuzione
Cass. 6 luglio 2000, n. 9043
Le organizzazioni sindacali dei lavoratori e quelle dei datori di lavoro sono tradizionalmente inquadrate tra le associazioni non riconosciute, in considerazione della loro natura di gruppi - di lavoratori o datori di lavoro - organizzati in modo stabile e provvisti di strumenti finanziari e organizzativi adeguati per lo svolgimento di una attività comune di autotutela. In assenza di una legislazione di attuazione dell'art. 39 parte II Cost. per la relativa disciplina occorre far riferimento alla normativa dettata dagli art. 36, 37 e 38 cod. civ. Ne consegue che le suddette associazioni, in base all'art. 36, comma 2, cod. civ., possono stare in giudizio nelle persone alle quali dal rispettivo statuto è attribuita, secondo l'usuale terminologia, la presidenza o la direzione, salvi restando i principi più volte affermati da questa Corte in materia di elementi rilevanti ai fini dell'esistenza di una associazione non riconosciuta con riguardo agli organismi interni (sezioni, rappresentanze sindacali aziendali etc.) delle associazioni stesse ai quali, com'è noto, può essere riconosciuta la possibilità di stare in giudizio autonomamente, sempre per mezzo delle persone indicate nell'art. 36 cit. (Nel caso di specie la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto sussistente la legittimazione passiva della sezione di Altamura della CNA - Confederazione Nazionale Artigianato, in un giudizio promosso per il riconoscimento della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato da parte di un aderente che aveva svolto per alcuni anni attività di contabilità in favore della sezione stessa, sul rilievo dell'indubitabilità della presenza di un ente organizzato esistente e operante di fatto e costituente, quindi, un centro autonomo di interessi)
Trib. Forlì 17 novembre 1999
In caso di mancato accordo tra le parti sociali per l'adeguamento della gestione delle casse edili, si intendono reciprocamente riconosciuti tutti i versamenti e gli accantonamenti effettuati e le prestazioni che i lavoratori hanno maturato presso le diverse casse, anche di origine contrattuale diversa, cui sono stati iscritti. Ne consegue che l'ultima cassa edile presso la quale il lavoratore è stato iscritto è tenuta ad erogare l'intera prestazione dovuta, previo trasferimento delle quote accantonate presso gli altri enti, che hanno legittimazione passiva in quanto chiamate in garanzia dalla prima, ma il lavoratore non è facoltizzato a chiedere direttamente il pagamento delle quote accantonate alle casse precedenti a quella di ultima iscrizione e non incorre in alcuna decadenza nei loro confronti
Pret. Verona 10 settembre 1997
L'impresa che rientri nella sfera di applicazione dei contratti collettivi dell'artigianato che intenda godere dei benefici contributivi relativi al Mezzogiorno ed alla fiscalizzazione degli oneri sociali è tenuta ad applicare esclusivamente la parte economica e normativa dei contratti collettivi e non quella obbligatoria con la conseguenza che non è tenuta ad iscriversi ad enti o a fondi bilaterali ed a versare i relativi contributi.
C. Cost. 16 luglio 1987, n. 270
Cass. 6 marzo 1986, n. 1502
La cassa edile di mutualità ed assistenza - prevista dalla contrattazione collettiva per i dipendenti di imprese edili - costituisce un ente di fatto, dotato di autonomia ed idoneo ad essere titolare di rapporti giuridici propri, distinto dai soggetti che ad essa hanno dato vita e da coloro (datori di lavoro e lavoratori) ai quali sono destinati i servizi e le prestazioni che ne costituiscono gli scopi; pertanto essa ha la capacità processuale di stare in giudizio in persona dell'organo (presidente) che ne ha per statuto la rappresentanza
C. Cost. 2 aprile 1964, n. 31
C. Cost. 13 luglio 1963, n. 129
Pubblici poteri e responsabilità nel sistema dei fondi paritetici per la formazione continua
Rivista di diritto della sicurezza sociale, fasc. 3, pp. 493-511 2016
Mento S.
I Fondi paritetici interprofessionali: natura giuridica e regime degli atti
Giornale di diritto amministrativo, fasc. 4, pp. 547-553 2016
Sandulli P.
Il ruolo degli enti bilaterali nel sostegno al reddito degli apprendisti
Diritti lavori mercati, fasc. 2, pp. 387 ss. 2013
'Esodati' bancari, fondi di solidarietà e riforma Fornero
Il saggio commenta l’ordinanza del Tribunale di Roma del 24 dicembre 2012 e prende in considerazione le difficoltà applicative della riforma delle pensioni introdotta dalla riforma Fornero con riferimento a quei lavoratori che hanno risolto consensualmente il loro rapporto di lavoro con l’aspettativa di maturare i requisiti per beneficiare della pensione ad una certa data e che invece sono stati travolte dalla riforma delle pensioni che ha posticipato la maturazione dei loro diritti
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 274 ss. 2013
I fondi paritetici per la formazione continua. Bilateralità ‘di scopo’, contribuzione, natura privatistica.
Massimario di giurisprudenza del lavoro, fasc. 5, pp. 397 – 403 2012
Flex/insecurity (l. 28 giugno 2012, n. 92) prima, durante e dopo
Editoriale Scientifica, Napoli 2012
La certificazione nel c.d. collegato lavoro ed il ruolo della bilateralità
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 17 ss. 2012
E tu lavorerai come apprendista (L’apprendistato da contratto “speciale” a contratto “quasi-unico”)
L’articolo esamina l’evoluzione del contratto di apprendistato in Italia dagli anni ’50 ad oggi analizzando la nozione di apprendistato, la disciplina ed il ruolo dello Stato, delle Regioni e delle parti sociali. Il saggio prende, inoltre, in considerazione ulteriori prospettive di riforma anche in relazione ad altri tipi di contratto utilizzati per entrare nel mercato del lavoro.
Quaderni di Argomenti di diritto del lavoro, n. 11 2012
Renga S.
La 'riforma' degli amministratori sociali
Il saggio analizza la riforma del sistema degli ammortizzatori sociali mettendo in luce come la stessa configuri in realtà esclusivamente una razionalizzazione, nemmeno troppo sistematica, delle prestazioni già esistenti volta, principalmente, a ridare credibilità politica al Paese
Lavoro e diritto, fasc. 3-4, pp. 621 ss. 2012
Gli ammortizzatori sociali nel disegno di riforma del mercato del lavoro. A proposito degli artt. 2 – 4, della legge n. 92/2012
Rivista di diritto della sicurezza sociale, fasc. 2, pp. 227 ss. 2012
La riforma degli ammortizzatori sociali attraverso l’istituzione dell’assicurazione sociale per l’impiego (ASPI)
Il saggio ricorda il tempo trascorso tra il primo provvedimento legislativo del maggio 1999 che prevedeva, con delega al Governo, la riforma degli ammortizzatori sociali, e l'attuale riforma del mercato del lavoro, attuata con legge 28 giugno 2012, n. 92. Avverte la positività di una tale riforma, attesa, per l'appunto, da più di 13 anni, e che ha intanto comportato per i fondi e per le gestioni riguardanti le prestazioni temporanee dell'INPS [Istituto Nazionale per la previdenza Sociale] un irragionevole peso finanziario per l'Erario. Gli ammortizzatori sociali hanno così avuto, ora, un'organica disciplina di diritto della previdenza sociale con l'istituzione dell'Assicurazione sociale per l'impiego (ASpI) e con una regolazione transitoria declinata anche in funzione dell'età del lavoratore interessato nonché col mantenimento, fino al 2016 del ricorso agli ammortizzatori in deroga. La tutela economica previdenziale contro la disoccupazione involontaria ha assunto anche un’iniziale forma più universalizzata attraverso la previsione, in favore di una categoria di lavoratori autonomi, di trattamenti brevi denominati mini-ASpI. L’A., comunque, dà un attestato di ottimismo sul futuro politico, economico e sociale dell'Italia
Rivista degli infortuni e delle malattie professionali, fasc. 2, pp. 365 ss. 2012
I fondi di solidarietà bilaterali, in Allamprese A., Corraini I., Fassina L. (a cura di), Rapporti di lavoro e ammortizzatori sociali dopo la legge n. 92/2012, pp. 236 ss.
Ediesse, Roma 2012
Squeglia M.
Il saggio analizza la previdenza c.d. contrattuale ossia quel complesso di norme rientranti nel diritto delle relazioni industriali volte al sostegno dei lavoratori in caso di sospensione, riduzione o perdita dell'attività lavorativa e le sue prospettive evolutive
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 628 ss. 2012
Garofalo D.
Gli ammortizzatori sociali per la riforma Fornero
La riforma Fornero del mercato del lavoro sostituisce la quasi totalità dei trattamenti di disoccupazione puntando ad una riduzione della spesa pubblica. Ne è conseguito un drastico abbassamento del livello di tutela ed, al contempo, un deciso incremento dei costi per le imprese
Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 10, pp. 1003 ss 2012
Sigillò Massara G.
Le tutele previdenziali in costanza di rapporto di lavoro, in Vallebona A., La riforma del lavoro 2012, pp. 90 ss.
Giappichelli, Torino 2012
I fondi di solidarietà bilaterali, in Cinelli M., Ferraro G., Mazzotta O., Il nuovo mercato del lavoro, pp. 475 ss
La tutela del reddito nel d.d.l. di riforma del mercato del lavoro. Uno sguardo d’insieme
Massimario di giurisprudenza del lavoro, pp. 587 ss. 2012
Gragnoli E.
Gli strumenti di tutela del reddito di fronte alla crisi finanziaria
Lo scritto analizza gli istituti di tutela del reddito ed, in particolare, il c.d. reddito di cittadinanza, il ruolo attribuito agli enti bilaterali, il nesso tra politiche attive e passive del lavoro, il ruolo svolto dalle regioni nonché i trattamenti in deroga nei quali individua un’evidente disarticolazione del sistema protettivo
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 136, pp. 573 ss 2012
Contribuzione dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua e ricorso all’articolo 6, comma 2, decreto legge n. 78/2010
Il saggio analizza la cornice normativa dei fondi interprofessionali per la formazione continua, individua le similitudini tra fondi interprofessionali, enti bilaterali e fondi di previdenza complementare sul piano dell'organizzazione e della gestione ed illustra la natura previdenziale dei contributi versati a favore dei fondi interprofessionali. Il saggio inoltre commenta il parere del Consiglio di Stato n. 386 del 26 gennaio 2012 che esclude la applicabilità ai fondi paritetici interprofessionali del comma 2 dell'art. 6 d.l. n. 78/2010, ai sensi del quale la partecipazione agli organi collegiali degli enti che ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche, nonché la titolarità di organi dei predetti enti è onorifica e può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 544 ss. 2012
Legge, autonomia collettiva e bilateralità: un caso problematico. ‘Eccesso di potere’ del
contratto collettivo?
Il saggio analizza la legge n. 30/2003, l’impatto sulle imprese, i benefici e il rispetto degli accordi collettivi, nonché la bilateralità della contrattazione collettiva, i contrasti e gli interrogativi
Rivista di diritto della sicurezza sociale, fasc. 1, pp. 55-62 2012
Perplessità fiscali per le contribuzioni “assistenziali” versate ad enti bilaterali
Recentemente si è assistito ad un accentuata spinta all'ampliamento delle funzioni assegnate agli enti bilaterali che hanno per oggetto lo svolgimento di attività di tipo assistenziale, dei quali è stato posto da più parti in risalto l'aspetto positivo della partecipazione delle controparti del rapporto di lavoro (datore di lavoro e lavoratori) nella relativa gestione. Ci si chiede però se, sotto il profilo fiscale, le contribuzioni a casse fiscali che debbono essere versate ai richiamati enti non vengano a provocare problemi fiscali in quanto si potrebbe dubitare della loro riconducibilità tra i contributi previdenziali e sanitari. Si tratta di una perplessità che potrebbe portare ad una doppia imposizione almeno di fatto, cui solo un intervento normativo ormai, in qualunque caso, improcrastinabile, potrebbe dare idonea soluzione
Corriere tributario, fasc. 6, pp. 462 ss. 2011
Bellardi L., De Santis G.
Sandulli P., Pandolfo A., Faioli M. (a cura di)
Giappichelli, Torino 2011
Surdi L.
Apprendistato, ammortizzatori in deroga e bilateralità
Diritto e lavoro nelle Marche, fasc. 3 – 4, pp. 287 ss. 2010
La legittimazione al rilascio del DURC nel settore dell’edilizia
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 817 ss. 2010
Guida al lavoro, n. 37, pp. 50 ss. 2010
Ammortizzatori sociali in deroga e canale bilaterale
Il diritto del mercato del lavoro, fasc. 1 – 2, pp. 5 ss. 2010
Faioli M. (a cura di)
Indagine sulla bilateralità nel terziario
Giappichelli, Torino 2010
Bavaro V.
Accordi separati ed enti bilaterali
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 109 ss. 2010
Mocella M.
Gli ammortizzatori sociali per le imprese artigiane dopo la legge 28/1/09, n. 2
Il diritto del mercato del lavoro, fasc. 1 – 2, pp. 87 ss. 2010
Léonard E., Perin E.
Formazione permanente e partnership sociale: un approccio comparato in dodici paesi europei
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 715 ss. 2009
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 71 ss. 2009
Varesi P.
Il monitoraggio dell’apprendistato: risultati e problemi aperti
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 949 ss. 2009
Ciucciovino S.
L’apprendistato professionalizzante ancora alla ricerca di una disciplina definitiva
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 379 ss. 2009
Fondi di solidarietà e sistema previdenziale
Informazione previdenziale, fasc. 1, pp. 1 ss. 2008
Brevi note sull’art.19 del recente decreto legge 185 intervenuto sulla materia degli ammortizzatori sociali
Adapt Working Papers, n. 68 2008
Enti bilaterali (voce), Digesto delle discipline privatistiche – sezione commerciale, agg. IV
Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 337 ss. 2008
Gli ammortizzatori sociali per l’occupabilità
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 116, 695 ss. 2007
Enti bilaterali e libertà sindacale negativa
Massimario di giurisprudenza del lavoro, fasc. 7, pp. 526 ss. 2007
Note su enti bilaterali e libertà contrattuale
Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 12, pp. 1169 ss. 2007
Proia G.
I Fondi interprofessionali per la formazione continua: natura, problemi, prospettive
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 470 ss. 2006
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, 1043 ss. 2006
Martinengo G.
Gli enti bilaterali dopo il d.lgs. 276/2003
Lavoro e diritto, fasc. 2 – 3, pp. 245 ss. 2006
Spolverato G.
Enti bilaterali e Casse di assistenza integrativa
Diritto e pratica del lavoro, fasc. 10, inserto 2006
Accordo nel settore artigiano per assetti contrattuali ed enti bilaterali
Guida al lavoro, fasc. 9, pp. 96 ss. 2006
Gli enti bilaterali nella riforma del mercato del lavoro: un primo bilancio
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 1002 ss. 2006
Appunti sulla bilateralità
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 1020 ss. 2006
Ghera E.
La certificazione dei contratti di lavoro, in Ghera A., Il nuovo diritto del lavoro
Giappichelli, Torino 2006
Rondo A.
Gli obblighi di iscrizione alla Cassa edile a carico di impresa avente sede in altro Stato membro
Massimario di giurisprudenza del lavoro, fasc. 8 - 9, pp. 666 ss. 2005
Sindacato ed enti bilaterali. Spunti da una ricerca
Quaderni di rassegna sindacale - Lavori, fasc. 4, pp. 165 ss. 2005
Imprese artigiane, commerciali e del turismo: sgravi e iscrizione agli enti bilaterali
Guida al lavoro, fasc. 25, pp. 70 ss. 2005
Il fondo per la formazione ed il sostegno al reddito dei lavoratori impiegati nella somministrazione di manodopera
Previdenza e assistenza pubblica e privata, fasc. 1, pp. 273 ss. 2005
Pennesi P.
Le sezioni Unite si pronunciano sul reato di appropriazione indebita per omesso versamento alle casse edili
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 816 ss. 2005
La legittimità degli enti bilaterali atipici
Guida al lavoro, fasc. 36, pp. 14 ss. 2005
Il bilateralismo tra autonomia individuale e autonomia collettiva alla luce delle più recenti riforme, in Aa. Vv., Autonomia individuale e autonomia collettiva alla luce delle più recenti riforme
Giuffrè, Milano 2005
La certificazione, in Magnani, M., Varesi, P. (a cura di), Organizzazione del mercato del lavoro e tipologie contrattuali. Commentario ai Decreti legislativi n. 276/2003 e n. 251/2004, pp. 632 ss.
Giappichelli, Torino 2005
Vallebona A., De Fusco E.
Apprendistato professionalizzante e parere di conformità degli enti bilaterali
Guida al lavoro, fasc. 41, pp. 12 ss. 2005
Bilateralità e servizi: quale ruolo per il sindacato?
Ediesse, Roma 2005
Riflessioni sul ruolo degli enti bilaterali nel decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276
Jus, fasc. 1 – 2, pp. 309 ss. 2005
De Lucia G., Ciuffini S.
Il sistema degli enti bilaterali nell’artigianato: una esperienza italiana al servizio del dialogo sociale europeo in Tiraboschi M. (a cura di), La riforma Biagi del mercato del lavoro. Prime interpretazioni e proposte di lettura del D.lgs. 10 settembre 2003, n. 276. Il diritto transitorio e i tempi della riforma
Giuffrè, Milano 2004
De Romanis L.
Brevi osservazioni sull’art. 10 della legge 30, in M. Tiraboschi (a cura di), La riforma Biagi del mercato del lavoro. Prime interpretazioni e proposte di lettura del D.lgs. 10 settembre 2003, n. 276. Il diritto transitorio e i tempi della riforma
Filì V.
I fondi bilaterali per i lavoratori somministrati, in Miscione M., Ricci, M. (a cura di), Organizzazione e disciplina del mercato del lavoro, in Carinci F. (Coordinato da) Commentario al d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276, vol. I, pp. 263 ss.
Ipsoa, Milano 2004
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Tutela previdenziale e assistenziale dei lavoratori atipici nell’ordinamento giuridico italiano
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La promozione degli enti bilaterali sul mercato del lavoro: una iniziativa dal successo assicurato?
Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 243 ss. 2003
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Jus, fasc. 2, pp. 235 ss. 2003
Gli Enti bilaterali nel disegno di riforma e nuove questioni circa la funzione dei «sindacati comparativamente più rappresentativi»
Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 223 ss. 2003
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Le prestazioni degli enti bilaterali quale onere per sgravi e fiscalizzazione
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Franco Angeli, Milano 1997
Il riconoscimento reciproco delle Casse edili dopo la Legge Merloni
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 39 ss. 1997
Gli enti bilaterali dopo l’inizio: tre approcci a una interpretazione operativa
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 27 ss. 1996
Imprese edili: l’INPS batte « cassa »
Diritto e pratica del lavoro, fasc. 8, pp. 553 ss. 1995
Enti bilaterali artigiani: quali sanzioni?
Diritto e pratica del lavoro, fasc. 16, pp. 1072 ss. 1995
La vicenda degli enti bilaterali artigiani
Diritto e pratica del lavoro, fasc. 37, pp. 2517 ss. 1994
Estensione dell’obbligo di adesione ai fondi di sostegno al reddito
Diritto e pratica del lavoro, fasc. 50, pp. 3421 ss. 1994
Imprese artigiane: le condizioni per ottenere i benefici
Diritto e pratica del lavoro, fasc. 23, pp. 1584 e ss. 1994
L’attuazione degli accordi interconfederali in materia di CFL. I risultati di una ricerca empirica
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 351 ss. 1993
Lagala C.
Enti bilaterali, previdenza integrativa e contribuzione previdenziale: alla ricerca di una razionalità
Lavoro informazione, fasc. 10, pp. 9 ss. 1992
Enti e fondi bilaterali nell’artigianato e le nuove norme in tema di contribuzione previdenziale
Quaderni di ricerca sull’artigianato, fasc. 9, pp. 5 ss. 1991
Istituzioni bilaterali e contrattazione collettiva: il settore edile (1945 – 1988)
Risposta ad interpello 17 luglio 2014, n. 21 (Prot. 37/0012936)
L’adesione ai Fondi di solidarietà bilaterali di cui all’art. 3, l. 28 giugno 2012, n. 92 è prevista esclusivamente per le imprese - con organico superiore mediamente ai quindici dipendenti - che non possano fruire della cassa integrazione guadagni (sia ordinaria che straordinaria) e che, dunque, non sono assoggettate al versamento della relativa contribuzione. Le modalità e le condizioni per l’accesso ai predetti Fondi è rimessa alla disciplina prevista da ogni singolo accordo / contratto collettivo nonché dal successivo decreto interministeriale istitutivo
Risposta ad interpello 14 giugno 2012, n. 16 (Prot. 37/0011077)
Non vi è, per i datori di lavoro non iscritti alle organizzazioni stipulanti il contratto collettivo, un obbligo di sottoporre il piano formativo individuale all’ente bilaterale di riferimento salvo, per i contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, ove tale passaggio sia previsto dalla legislazione regionale. E' in ogni caso, escluso l’obbligo di iscriversi all’ente bilaterale per ottenere il c.d. parere di conformità.
Risposta ad interpello 3 marzo 2011 (Prot. 25/I/0002929)
L’adesione al Fondo interprofessionale di cui all’art. 118 l. n. 388/00 ad opera di un datore di lavoro non aderente al contratto collettivo nazionale di lavoro non implica l’automatica applicazione dell’intero contratto collettivo nazionale. L’adesione al Fondo nemmeno incide ai fini dell’applicazione dell'art. 3 d.l. n. 71/1993 ed al riconoscimento degli sgravi da questo previsti facendo quest'ultimo esclusivo riferimento al rispetto della parte normativa ed economica dei contratti collettivi e non anche a quella obbligatoria.
Circolare 15 dicembre 2010, n. 43
Pur non potendo imporre l’iscrizione agli enti bilaterali, i contratti o gli accordi collettivi possono prevedere, che i datori di lavoro che non versano i relativi contributi debbano erogare ai propri dipendenti prestazioni equivalenti a quelle garantite dalla bilateralità. In questo caso il lavoratore matura un diritto di natura retributiva nei confronti del datore di lavoro che può essere adempiuto attraverso l'iscrizione all'ente bilaterale ovvero attraverso il versamento di una somma o di una prestazione equivalente a quella erogata dal sistema bilaterale.
Circolare 8 settembre 2010, n. 122
La circolare fornisce istruzioni per il servizio di riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del sistema della bilateralità artigiana alla luce della convenzione stipulata tra l’INPS, Confartigianato, CNA, CASA, CLAAI, CISL e UIL.
Risposta ad interpello 21 dicembre 2006 (Prot. 25/SEGR/0007573)
Le clausole contrattuali istitutive dei Fondi di Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori del settore turismo e terziario, distribuzione e servizi, rientrano tra quelle di natura obbligatoria e la loro mancata applicazione è del tutto irrilevante ai fini del riconoscimento dei benefici di cui all’art. 10 l. n. 30/03.
Circolare 15 luglio 2005, n. 30
Ai contratti collettivi nazionali di lavoro e agli enti bilaterali è assegnato il compito di determinare le modalità dell’attività formativa dell’apprendistato professionalizzante in via sussidiaria rispetto alla regolamentazione regionale. Sono, quindi, validi i contratti di apprendistato stipulati anche in assenza di iscrizione all'ente bilaterale essendo illegittime le clausole dei contratti collettivi che subordinino la stipula del contratto di apprendistato o il parere di conformità alla iscrizione all'ente bilaterale o ad altre condizioni non espressamente previste dal legislatore nazionale. E’, tuttavia, ipotizzabile un obbligo di sottoporre i contratti di apprendistato al parere di conformità degli enti bilaterali se previsto da una legge regionale e non in contrasto con i principi costituzionali di libertà sindacale.
Circolare 7 giugno 2005, n. 74
Preso atto dell’interpretazione fornita dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a parziale modifica di quanto affermato in precedenza, si precisa che anche con riferimento alle situazioni antecedenti l’art. 10 della l. n. 30/03 e, quindi, riconducibili nell’ambito di applicazione del vecchio art. 3, d.l. 71/93 deve essere recepito l’ormai consolidato orientamento della Corte di Cassazione secondo cui ai fini del riconoscimento dei benefici normativi e contributivi sussiste per il datore di lavoro l’obbligo di integrale rispetto della sola parte economica e normativa degli accordi e contratti collettivi, nella quale non rientrano le clausole che impongono l’iscrizione e la contribuzione agli enti bilaterali.
Risposta ad interpello 12 aprile 2005, Prot. n. 389
Sono da considerarsi validi i contratti di apprendistato stipulati in assenza di iscrizione all’ente bilaterale.
Circolare 14 ottobre 2004, n. 40
E' da ritenersi immediatamente abrogato l’obbligo di richiesta di autorizzazione alla Direzione provinciale del lavoro per l'assunzione con contratto di apprendistato. È fatto salvo tuttavia il diritto della normativa regionale di reintrodurre una diversa procedura autorizzativa anche attraverso il rimando agli enti bilaterali. In mancanza di una disciplina regionale non potranno essere considerate legittime né le previsioni dei contratti collettivi che subordinino la stipula del contratto alla autorizzazione dell’ente bilaterale né quelle che richiedano l’iscrizione all’ente bilaterale o altre condizioni non espressamente previste dal legislatore.
Circolare 15 gennaio 2004, n. 4
La locuzione "integrale rispetto degli accordi e contratti" contenuta nel nuovo testo dell'art. 3 d.l. 22 marzo 1993, n. 71 subordina il riconoscimento dei benefici economici e contributivi alla integrale applicazione della sola parte economica e normativa degli accordi e contratti collettivi e non anche della parte obbligatoria di questi ultimi. Imporre l'applicazione della parte obbligatoria del contratto collettivo ed, in particolare, dell'obbligo di adesione agli enti bilaterali risulterebbe infatti in contrasto con i principi costituzionali di libertà sindacale negativa e con i principi di diritto comunitario della concorrenza.
Circolare 2 aprile 2003, n. 71
La circolare individua natura, caratteristiche e modalità di adesione ai Fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua istituiti ai sensi dell'art. 118, l. 19 dicembre 2000, n. 388.
Circolare 27 giugno 1997, n. 143
Gli accordi regionali che sulla base delle indicazioni contenute nell'accordo nazionale sottoscritto il 21 aprile 1997 tra Confartigianato, CNA, CASA, CLAAI, CGIL, CISL e UIL, ridefiniscono misura e tempi di adempimento dei versamenti agli enti bilaterali devono essere recepiti dall'INPS agli effetti del riconoscimento del diritto alla fiscalizzazione degli oneri sociali e degli sgravi contributivi.
Circolare 19 febbraio 1997, n. 37
Il mancato versamento delle quote degli accantonamenti dovute ai Fondi bilaterali finalizzati agli interventi a sostegno del reddito, deve essere considerato come ipotesi di "retribuzione non corrisposta", di cui alla previsione normativa dell'art. 6, comma 9, lett. c) l. n. 389/89 in quanto le predette quote hanno la funzione di concorrere alla determinazione del trattamento economico complessivo del lavoratore, per il tramite del Fondo. Tali quote devono essere assoggettate al regime contributivo del 10% di cui all'art. 9 bis, comma 2, l. n. 166/91.
Circolare 8 novembre 1994, n. 293
Tanto la mancata iscrizione alla Cassa Edile quanto il mancato versamento dei relativi contributi comportano l'esclusione dalle agevolazioni relative alla fiscalizzazione degli oneri sociali ed agli sgravi contributivi per il Mezzogiorno.
Circolare 29 luglio 1994, n. 233
Dal 1 gennaio 1994 è venuto meno, ai fini della fiscalizzazione degli oneri sociali, l'obbligo del rispetto degli istituti economici e normativi realizzati attraverso i Fondi promossi dalla contrattazione collettiva del comparto artigiano. Restano, invece, in vigore le condizioni stabilite dall'art. 6, comma 9, d.l. 9 ottobre 1989, n. 338, convertito in l. 7 dicembre 1989, n. 389, ed, in particolare, l'obbligo di corrispondere al lavoratore e di denunciare all'Istituto la retribuzione nonché il rispetto degli istituti contrattuali che hanno incidenza sul trattamento retributivo ed economico. Siccome le modifiche normative riguardano esclusivamente la materia della fiscalizzazione degli oneri sociali resta immutata la normativa con riferimento agli sgravi per il Mezzogiorno.
Circolare 2 maggio 1994, n. 131
Gli accordi interconfederali stipulati nel settore artigiano prevedono la costituzione di un sistema di Enti bilaterali che si collocano fra gli istituti normativi rilevanti ai fini della concessione degli sgravi per il Mezzogiorno e della fiscalizzazione degli oneri sociali. In caso di inosservanza di dette clausole, le imprese decadano quindi da tali benefici.
Circolare 24 aprile 1993, n. 97
Per le imprese rientranti nella sfera di applicazione dei C.C.N.L. dell'artigianato, ai fini della concessione degli sgravi per il Mezzogiorno e della fiscalizzazione degli oneri sociali, è previsto l'obbligo dell'integrale rispetto degli istituti economici e normativi stabiliti dalla contrattazione collettiva.

References: sentenza 
 sentenza 

Cass. Sez. 

Cass. 

Cass. 
 art. 36
 sentenza 

Cass. 
 Cass. 
 art. 3