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Timestamp: 2018-12-13 04:22:47+00:00

Document:
Decreto legislativo 209 del 2003 aggiornato nel 2013 (Autodemolizioni)
Decreto legislativo 209 del 2003
Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni e sui requisiti minimi del “Certificato di rottamazione”.
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 7 agosto 2003 – Supplemento Ordinario n. 128
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, delle attivita’ produttive, della salute e per gli affari regionali;
Art. 1 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
1. Il presente decreto si applica ai veicoli, ai veicoli fuori uso, come definiti all’articolo 3, comma 1, lettera b), e ai relativi componenti e materiali, a prescindere dal modo in cui il veicolo e’ stato mantenuto o riparato durante il suo ciclo di vita e dal fatto che esso e’ dotato di componenti forniti dal produttore o di altri componenti il cui montaggio, come ricambio, e’ conforme alle norme comunitarie o nazionali in materia.
4. E’ fatta salva la normativa vigente in materia, in particolare, di sicurezza e di controllo delle emissioni atmosferiche e sonore, nonche’ di protezione del suolo e delle acque.
Art. 2 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
a) di ridurre al minimo l’impatto dei veicoli fuori uso sull’ambiente, al fine di contribuire alla protezione, alla conservazione ed al miglioramento della qualita’ dell’ambiente;
2. Ai fini di cui al comma 1, in attuazione dei principi di precauzione e dell’azione preventiva ed in conformita’ alla strategia comunitaria in materia di gestione dei rifiuti, il presente decreto individua e disciplina:
d) le misure volte a migliorare la qualita’ ambientale e l’efficienza delle attivita’ di tutti gli operatori economici coinvolti nel ciclo di vita del veicolo, dalla progettazione dello stesso alla gestione finale del veicolo fuori uso, per garantire che il riciclaggio, il recupero e lo smaltimento del veicolo medesimo avvenga senza pericolo per l’ambiente ed in modo economicamente sostenibile;
e) le responsabilita’ degli operatori economici.
Art. 3 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
e) «prevenzione», i provvedimenti volti a ridurre la quantita’ e la pericolosita’ per l’ambiente del veicolo fuori uso e dei materiali e delle sostanze che lo compongono;
f) «trattamento», le attivita’ di messa in sicurezza, di demolizione, di pressatura, di tranciatura, di frantumazione, di recupero o di preparazione per lo smaltimento dei rifiuti frantumati, nonche’ tutte le altre operazioni eseguite ai fini del recupero o dello smaltimento del veicolo fuori uso e dei suoi componenti effettuate, dopo la consegna dello stesso veicolo, presso un impianto di cui alla lettera n);
i) «pressatura», le operazioni di adeguamento volumetrico del veicolo gia’ sottoposto alle operazioni di messa in sicurezza e di demolizione;
m) «frantumatore», un dispositivo impiegato per ridurre in pezzi e in frammenti il veicolo gia’ sottoposto alle operazioni di messa in sicurezza e di demolizione, allo scopo di ottenere residui di metallo riciclabili;
n) «frantumazione», le operazioni per la riduzione in pezzi o in frammenti, tramite frantumatore, del veicolo gia’ sottoposto alle operazioni di messa in sicurezza e di demolizione, allo scopo di ottenere residui di metallo riciclabili, separandoli dalle parti non metalliche destinate al recupero, anche energetico, o allo smaltimento;
o) «impianto di trattamento», impianto autorizzato ai sensi degli articoli 27, 28 o 33 del decreto legislativo n. 22 del 1997 presso il quale sono effettuate tutte o alcune delle attivita’ di trattamento di cui alla lettera f);
2. Un veicolo e’ classificato fuori uso ai sensi del comma 1, lettera b):
a) con la consegna ad un centro di raccolta, effettuata dal detentore direttamente o tramite soggetto autorizzato al trasporto di veicoli fuori uso o tramite il concessionario o il gestore dell’automercato o della succursale della casa costruttrice che ritira un veicolo destinato alla demolizione nel rispetto delle disposizioni del presente decreto. E’, comunque, considerato rifiuto e sottoposto al relativo regime, anche prima della consegna al centro di raccolta, il veicolo che sia stato ufficialmente privato delle targhe di immatricolazione, salvo il caso di esclusivo utilizzo in aree private di un veicolo per il quale e’ stata effettuata la cancellazione dal PRA a cura del proprietario;
c) a seguito di specifico provvedimento dell’autorita’ amministrativa o giudiziaria;
d) in ogni altro caso in cui il veicolo, ancorche’ giacente in area privata, risulta in evidente stato di abbandono.
Art. 4 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
1. Al fine di promuovere la prevenzione della produzione dei rifiuti provenienti dal veicolo fuori uso, ed in particolare, per prevenire il rilascio nell’ambiente delle sostanze pericolose in esso contenute, per facilitarne il reimpiego ed il riciclaggio e per ridurre la quantita’ di rifiuti pericolosi da avviare allo smaltimento finale, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministero delle attivita’ produttive, adotta iniziative dirette a favorire:
b) modalita’ di progettazione e di fabbricazione del veicolo nuovo che agevolano la demolizione, il reimpiego, il recupero e, soprattutto, il riciclaggio del veicolo fuori uso e dei relativi componenti e materiali, promuovendo anche lo sviluppo della normativa tecnica del settore;
c) l’utilizzo, da parte del costruttore di veicoli, in collaborazione con il produttore di materiali e di equipaggiamenti, di quantita’ crescenti di materiale riciclato nei veicoli ed in altri prodotti, al fine di sviluppare il mercato dei materiali riciclati.
Art. 5 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
1. Il veicolo destinato alla demolizione e’ consegnato dal detentore ad un centro di raccolta ovvero, nel caso in cui il detentore intende cedere il predetto veicolo per acquistarne un altro, e’ consegnato al concessionario o al gestore della succursale della casa costruttrice o dell’automercato, per la successiva consegna ad un centro di raccolta.
3. Il produttore di veicoli organizza, su base individuale o collettiva, una rete di centri di raccolta dei veicoli fuori uso opportunamente distribuiti sul territorio nazionale ovvero individua centri di raccolta, opportunamente distribuiti sul territorio nazionale, presso i quali e’ assicurato il ritiro gratuito degli stessi veicoli.
6. Al momento della consegna del veicolo destinato alla demolizione, il concessionario o il gestore della succursale della casa costruttrice o dell’automercato rilascia al detentore apposita dichiarazione di presa in carico del veicolo, assumendosi ogni responsabilita’ civile, penale e amministrativa connessa alla corretta gestione del veicolo. Detta dichiarazione contiene i dati identificativi del veicolo e quelli relativi allo stato dello stesso veicolo, i dati anagrafici e la firma del detentore, nonche’, se assunto, l’impegno a provvedere direttamente alla cancellazione del veicolo dal PRA. In tale caso il concessionario o il gestore della succursale della casa costruttrice o dell’automercato effettua, con le modalita’ di cui al comma 8, detta cancellazione prima della consegna del veicolo al centro di raccolta e fornisce allo stesso centro gli estremi della ricevuta dell’avvenuta denuncia e consegna delle targhe, del certificato di proprieta’ e della carta di circolazione relativi al veicolo. Detto concessionario o gestore, entro sessanta giorni dalla data della consegna del veicolo al centro di raccolta, acquisisce dallo stesso centro e consegna al detentore il certificato di rottamazione, conservandone copia.
7. Al momento della consegna al centro di raccolta del veicolo destinato alla demolizione, il titolare del centro rilascia al detentore del veicolo o, nei casi di cui al comma 6, al concessionario o al gestore della succursale della casa costruttrice o dell’automercato, apposito certificato di rottamazione conforme ai requisiti di cui all’allegato IV, completato dalla descrizione dello stato del veicolo consegnato, nonche’ dall’impegno a provvedere direttamente alla cancellazione dal PRA, se non ancora effettuata, nonche’ al trattamento del veicolo.
8. Salvo quanto disposto dall’articolo 3, comma 2, lettera a), a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la cancellazione dal PRA del veicolo fuori uso avviene esclusivamente a cura del titolare del centro di raccolta ovvero del concessionario o del gestore della succursale della casa costruttrice o dell’automercato, senza oneri di agenzia a carico del detentore dello stesso veicolo. A tale fine, entro tre giorni dalla consegna del veicolo, detto concessionario o gestore o titolare restituisce il certificato di proprieta’, la carta di circolazione e le targhe relativi al veicolo fuori uso, con le procedure stabilite dal decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358.
10. Gli estremi della ricevuta dell’avvenuta denuncia e consegna al competente ufficio del PRA delle targhe e dei documenti relativi al veicolo fuori uso sono annotati dal titolare del centro di raccolta, dal concessionario o dal gestore della casa costruttrice o dell’automercato sull’apposito registro di entrata e di uscita dei veicoli, da tenersi in conformita’ alle disposizioni emanate ai sensi del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
11. Agli stessi obblighi di cui ai commi 9 e 10 e’ soggetto il titolare del centro di raccolta o di altro luogo di custodia dei veicoli rimossi ai sensi dell’articolo 159 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, nel caso di demolizione ai sensi dell’articolo 215, comma 4, del citato decreto legislativo n. 285 del 1992.
12. Il rilascio della dichiarazione di cui al comma 6 o del certificato di rottamazione di cui al comma 7 libera il detentore del veicolo fuori uso dalle responsabilita’ civile, penale e amministrativa connesse alla proprieta’ ed alla corretta gestione dello stesso veicolo. Il rilascio del certificato di cui al comma 7 libera, altresi’, a partire dalla data della consegna del veicolo al centro di raccolta, il concessionario o il gestore della succursale della casa costruttrice o dell’automercato dalle responsabilita’ assunte ai sensi del comma 6.
14. I veicoli a motore rinvenuti da organi pubblici o non reclamati dai proprietari e quelli acquisiti per occupazione, ai sensi degli articoli 927, 929 e 923 del codice civile, sono conferiti ai centri di raccolta di cui al comma 1 nei casi e con le modalita’ stabiliti in conformita’ alle disposizioni emanate ai sensi del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
15. Entro il 1° gennaio 2006, con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro delle attivita’ produttive, sulla base di un apposito studio relativo al monitoraggio delle attivita’ di trattamento, predisposto dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente e i servizi tecnici, di seguito denominata APAT, nonche’ sulla base delle informazioni fornite dall’Albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti di cui all’articolo 8, comma 4, sono stabilite le modalita’ atte a garantire il ritiro gratuito del veicolo fuori uso con valore di mercato nullo o negativo, ai sensi dei commi 2, 3 e 4, e la metodologia di calcolo della valutazione economica dello stesso veicolo, nonche’ le modalita’ per la valutazione del raggiungimento degli obiettivi stabiliti all’articolo 7, comma 2.
Art. 6 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
2. Le operazioni di trattamento di cui all’articolo 3, comma 1, lettera f), sono svolte in conformita’ ai principi generali previsti dall’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, ed alle pertinenti prescrizioni dell’allegato I, nonche’ nel rispetto dei seguenti obblighi:
e) eseguire le operazioni di smontaggio e di deposito dei componenti in modo da non comprometterne la possibilita’ di reimpiego, di riciclaggio e di recupero.
3. Alla chiusura dell’impianto di trattamento, il titolare provvede al ripristino ambientale dell’area utilizzata, secondo le modalita’ stabilite dalla regione nel provvedimento di autorizzazione. Ai fini del ripristino ambientale e’ data priorita’ all’utilizzo di specifiche tecniche di ingegneria ambientale.
4. Nel caso che, dopo l’avviamento dell’impianto di trattamento, la provincia competente per territorio accerta la non conformita’ dello stesso all’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’articolo 27 del decreto legislativo n. 22 del 1997 ovvero accerta il mancato rispetto delle condizioni e delle prescrizioni stabilite nel provvedimento di autorizzazione all’esercizio delle operazioni di trattamento, rilasciato ai sensi dell’articolo 28 del citato decreto legislativo n. 22 del 1997, la regione competente per territorio previa diffida, sospende quest’ultima autorizzazione per un periodo massimo di dodici mesi. La stessa autorizzazione e’ revocata qualora il titolare dell’impianto non provveda a conformarsi, entro il predetto termine, alle prescrizioni delle predette autorizzazioni.
5. L’ammissione delle attivita’ di recupero dei rifiuti derivanti da veicoli fuori uso alle procedure semplificate, ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo n. 22 del 1997, e’ subordinata a preventiva ispezione da parte della provincia competente per territorio, da effettuarsi entro sessanta giorni dalla presentazione della comunicazione di inizio di attivita’ e, comunque, prima dell’avvio della stessa attivita’; detta ispezione, che e’ effettuata, dopo l’inizio dell’attivita’, almeno una volta l’anno, accerta:
a) la tipologia e la quantita’ dei rifiuti sottoposti alle operazioni di recupero;
b) la conformita’ delle attivita’ di recupero alle prescrizioni tecniche ed alle misure di sicurezza fissate in conformita’ alle disposizioni emanate ai sensi del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, nonche’ alle norme tecniche previste dall’articolo 31 del medesimo decreto legislativo n. 22 del 1997.
6. Nel caso che la provincia competente per territorio, a seguito delle ispezioni previste al comma 5, accerta la violazione delle disposizioni stabilite allo stesso comma, vieta, previa diffida e fissazione di un termine per adempiere, l’inizio ovvero la prosecuzione dell’attivita’, salvo che il titolare dell’impianto non provveda, entro il termine stabilito, a conformare detta attivita’ alla normativa vigente.
8. In conformita’ al disposto dell’articolo 28, comma 3, del decreto legislativo n. 22 del 1997, l’autorizzazione all’esercizio delle operazioni di trattamento prevista al comma 1 dello stesso articolo 28 e’ rilasciata agli impianti di trattamento disciplinati dal presente decreto per un periodo di cinque anni ed e’ rinnovabile, con le modalita’ stabilite al citato comma 3. Nel caso di impianto di trattamento che, all’atto del rilascio dell’autorizzazione o del relativo rinnovo, e’ registrato ai sensi del Regolamento (CE) n. 761/01, detta autorizzazione e’ concessa ed e’ rinnovabile per un periodo di otto anni.
Art. 7 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
1. Ai fini di una corretta gestione dei rifiuti derivanti dal veicolo fuori uso, le autorita’ competenti, fatte salve le norme sulla sicurezza dei veicoli e sul controllo delle emissioni atmosferiche e del rumore, favoriscono:
2. Gli operatori economici garantiscono il conseguimento degli obiettivi del presente decreto anche attraverso gli accordi di cui all’articolo 12, comma 1, ovvero, in loro mancanza, con le modalita’ stabilite dal decreto previsto all’articolo 5, comma 15. In particolare, detti operatori garantiscono che:
a) entro il 1° gennaio 2006, per i veicoli fuori uso prodotti a partire dal 1° gennaio 1980, la percentuale di reimpiego e di recupero e’ pari almeno all’85 per cento del peso medio per veicolo e per anno e la percentuale di reimpiego e di riciclaggio per gli stessi veicoli e’ pari almeno all’80 per cento del peso medio per veicolo e per anno; per i veicoli prodotti anteriormente al 1° gennaio 1980, la percentuale di reimpiego e di recupero e’ pari almeno al 75 per cento del peso medio per veicolo e per anno e la percentuale di reimpiego e di riciclaggio e’ pari almeno al 70 per cento del peso medio per veicolo e per anno;
b) entro il 1° gennaio 2015, per tutti i veicoli fuori uso la percentuale di reimpiego e di recupero e’ pari almeno al 95 per cento del peso medio per veicolo e per anno e la percentuale di reimpiego e di riciclaggio e’ pari almeno all’85 per cento del peso medio per veicolo e per anno.
Art. 8 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
1. Per garantire un elevato livello di tutela ambientale nell’esercizio delle attivita’ di trattamento del veicolo fuori uso e dei rifiuti costituiti dai relativi componenti o materiali, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministeri delle attivita’ produttive e delle infrastrutture e dei trasporti, adotta misure per favorire e per incentivare:
5) lo sviluppo del recupero energetico dei materiali che non e’ possibile o conveniente reimpiegare o riciclare;
d) l’adesione da parte degli stabilimenti e delle imprese che effettuano le attivita’ di trattamento a sistemi certificati di gestione dell’ambiente.
2. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministeri delle attivita’ produttive e dell’economia e delle finanze, al fine di sviluppare i mercati di sbocco per il riutilizzo dei materiali riciclati, in particolare non metallici, individua e promuove:
b) accordi ed altre forme di collaborazione tra gli operatori economici finalizzate ad assicurare adeguati standard di qualita’ dei materiali trattati;
c) politiche di sostegno e di incentivazione per l’impiego di quantita’ crescenti di materiale riciclato, anche al di fuori del settore automobilistico.
3. La regione promuove, anche d’intesa con gli enti locali interessati ed anche con appositi accordi, iniziative volte a favorire il reimpiego, il riciclaggio, il recupero ed il corretto smaltimento del veicolo fuori uso e dei rifiuti costituiti da suoi componenti o materiali. In particolare, al fine di ridurre lo smaltimento del veicolo fuori uso, sono favoriti, in ordine di priorita’, il reimpiego, il riciclaggio ed il recupero energetico.
4. L’Albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti, di cui all’articolo 30, comma 1, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, provvede, anche per le finalita’ di cui all’articolo 5, comma 15, avvalendosi dell’APAT, al monitoraggio del sistema di gestione dei rifiuti derivanti dai veicoli fuori uso e dai relativi componenti e materiali ed al controllo del raggiungimento degli obiettivi previsti dal presente decreto, inclusi quelli economici e quelli di riciclaggio e di recupero. Dall’attuazione della presente disposizione non derivano oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato.
Art. 9 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
1. Dal 1° luglio 2003 e’ vietata la produzione o l’immissione sul mercato di materiali e di componenti di veicoli contenenti piombo, mercurio, cadmio o cromo esavalente. Tale divieto non si applica nei casi ed alle condizioni previsti nell’allegato II.
Art. 10 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
Art. 11 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
1. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio ed il Ministro delle attivita’ produttive trasmettono alla Commissione delle Comunita’ europee, ogni tre anni ed entro nove mesi dalla scadenza del periodo di tre anni preso in esame, una relazione sull’applicazione delle disposizioni del presente decreto, utilizzando i dati comunicati dall’APAT, ai sensi del comma 4. La prima comunicazione riguarda il periodo di tre anni che decorre dal 21 aprile 2002.
2. Entro il 31 marzo di ogni anno e, per il 2003, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti trasmette all’APAT i dati relativi alle immatricolazioni di nuovi veicoli avvenute nell’anno solare precedente, i dati pervenuti dai centri di raccolta relativi ai veicoli fuori uso ad essi consegnati, nonche’ i dati relativi alle cancellazioni che pervengono dal PRA.
3. I soggetti che effettuano le attivita’ di raccolta, di trasporto e di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali comunicano annualmente i dati relativi ai veicoli fuori uso ed ai pertinenti materiali e componenti sottoposti a trattamento, nonche’ i dati relativi ai materiali, ai prodotti ed ai componenti ottenuti ed avviati al reimpiego, al riciclaggio e al recupero, utilizzando il modello unico di dichiarazione ambientale di cui alla legge 25 gennaio 1994, n. 70, e successive modificazioni, che, a tal fine, e’ integrato da una specifica sezione da adottare, con le modalita’ previste dall’articolo 6, comma 2-bis, della citata legge n. 70 del 1994, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
c) l’ottimizzazione delle possibilita’ di reimpiego, di riciclaggio e di recupero del veicolo fuori uso e dei relativi componenti;
Art. 12 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
1. Fatti salvi i principi e gli obiettivi stabiliti dal presente decreto, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro delle attivita’ produttive, puo’ stipulare, con i settori economici interessati, accordi e contratti di programma per dare attuazione alle disposizioni di cui all’articolo 4, comma 1, all’articolo 5, comma 1, all’articolo 7, comma 2, all’articolo 8, comma 1, lettere a), b), c), d) ed e), all’articolo 10, commi 1, 2 e 3, ed all’articolo 11, commi 5 e 6, nonche’ per precisare le modalita’ di applicazione dell’articolo 5, commi 2, 3, 4 e 5. Detti accordi devono soddisfare i seguenti requisiti:
b) specificare gli obiettivi e le corrispondenti scadenze, nonche’ le modalita’ per il monitoraggio ed il controllo dei risultati raggiunti;
c) essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e comunicati alla Commissione delle Comunita’ europee;
d) prevedere l’accessibilita’ al pubblico dei risultati conseguiti.
Art. 13 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
1. Chiunque effettua attivita’ di gestione dei veicoli fuori uso e dei rifiuti costituiti dei relativi componenti e materiali in violazione dell’articolo 6, comma 2, e’ punito con l’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 3.000 euro a 30.000 euro.
2. Chiunque viola la disposizione dell’articolo 5, comma 1, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro.
3. In caso di mancata consegna del certificato o della dichiarazione di cui all’articolo 5, comma 6, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 300 euro a 3.000 euro. Nel caso in cui i suddetti documenti risultino inesatti o non conformi a quanto stabilito nel presente decreto, si applicano le medesime sanzioni ridotte della meta’.
4. Chiunque viola le disposizioni dell’articolo 5, commi 8, 9, 10 e 11, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro.
5. Chiunque produce o immette sul mercato materiali o componenti di veicoli in violazione del divieto di cui all’articolo 9 e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 euro a 100.000 euro.
7. Chiunque non effettua la comunicazione prevista dall’articolo 11, comma 4, o la effettua in modo incompleto o inesatto, e’ punito con la sanzione pecuniaria amministrativa da 3.000 euro a 18.000 euro.
Art. 14 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
1. Gli oneri per lo svolgimento delle ispezioni di cui all’articolo 6, comma 5, nonche’ quelli derivanti dallo svolgimento delle prestazioni e dei controlli effettuati da parte dei pubblici uffici in applicazione del presente decreto sono posti a carico dei soggetti destinatari di tali prestazioni e controlli, sulla base del costo del servizio. Con disposizioni regionali, sentiti gli enti locali interessati, sono determinate le tariffe a copertura di detti oneri e le relative modalita’ di versamento.
2. Le pubbliche amministrazioni, ivi incluse le regioni interessate, provvedono all’attuazione del presente decreto nell’ambito delle proprie attivita’ istituzionali e delle risorse di bilancio allo scopo finalizzate.
Art. 15 del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
2. La regione, entro i termini stabiliti dall’articolo 27 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, conclude il procedimento e si pronuncia in merito al progetto di adeguamento. In caso di approvazione del progetto, la regione autorizza l’esercizio dei relativi lavori, stabilendone le modalita’ di esecuzione ed il termine per la conclusione, che non puo’ essere, in ogni caso, superiore a 18 mesi, a decorrere dalla data di approvazione del progetto.
3. Nel caso in cui, in sede di procedimento, emerge che non risultano rispettati i soli requisiti relativi alla localizzazione dell’impianto previsti dal presente decreto, la regione autorizza la prosecuzione dell’attivita’, stabilendo le prescrizioni necessarie ad assicurare la tutela della salute e dell’ambiente, ovvero prescrive la rilocalizzazione dello stesso impianto in tempi definiti.
4. La provincia competente per territorio, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, procede all’ispezione degli impianti in esercizio alla stessa data che effettuano l’attivita’ di recupero di rifiuti derivanti da veicoli fuori uso di cui all’articolo 6, comma 5, al fine di verificare il rispetto delle norme tecniche e delle condizioni di esercizio previste dal presente decreto e, se necessario, stabilisce le modalita’ ed i tempi per conformarsi a dette prescrizioni, consentendo, nelle more dell’adeguamento, la prosecuzione dell’attivita’. In caso di mancato adeguamento nei modi e nei termini stabiliti, l’attivita’ e’ interrotta.
6. L’entita’ della garanzia finanziaria prevista dall’articolo 28 del decreto legislativo n. 22 del 1997 puo’ essere ridotta se il centro di raccolta e l’impianto di trattamento sono registrati ai sensi del Regolamento (CE) n. 761/01.
7. E’ consentito il commercio delle parti di ricambio recuperate in occasione dello svolgimento delle operazioni di trattamento del veicolo fuori uso, ad esclusione di quelle che hanno attinenza con la sicurezza dello stesso veicolo individuate all’allegato III.
8. Le parti di ricambio attinenti alla sicurezza del veicolo fuori uso sono cedute solo agli iscritti alle imprese esercenti attivita’ di autoriparazione, di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 122, e successive modificazioni, e sono utilizzate se sottoposte alle operazioni di revisione singola previste dall’articolo 80 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
9. L’utilizzazione delle parti di ricambio di cui ai commi 7 e 8 da parte delle imprese esercenti attivita’ autoriparazione deve risultare da fatture rilasciate al cliente.
11. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri delle attivita’ produttive e delle infrastrutture e dei trasporti, si provvede ad integrare, modificare ed aggiornare gli allegati del presente decreto in conformita’ alle modifiche intervenute in sede comunitaria.
Allegato I del Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
1.1. Al fine del rilascio dell’autorizzazione agli impianti di trattamento disciplinati dal presente decreto, l’autorita’ competente tiene conto dei seguenti principi generali relativi alla localizzazione degli stessi impianti:
b) in aree individuate ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni, fatto salvo il caso in cui la localizzazione e’ consentita a seguito della valutazione di impatto ambientale o della valutazione di incidenza, effettuate ai sensi dell’articolo 5 del medesimo decreto;
1.1.3. Per ciascun sito di ubicazione sono valutate le condizioni locali di accettabilita’ dell’impianto in relazione ai seguenti parametri:
a) distanza dai centri abitati; a tal fine, per centro abitato si intende un insieme di edifici costituenti un raggruppamento continuo, ancorche’ intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada;
b) adeguata viabilita’ interna per un’agevole movimentazione, anche in caso di incidenti;
2.2. Il centro di raccolta e’ strutturato in modo da garantire:
2.3. Al fine di minimizzare l’impatto visivo dell’impianto e la rumorosita’ verso l’esterno, il centro di raccolta e’ dotato di adeguata barriera esterna di protezione ambientale, realizzata con siepi o alberature o schermi mobili.
3.1. Il centro di raccolta e’ organizzato, in relazione alle attivita’ di gestione poste in essere, nei seguenti specifici settori corrispondenti, per quanto possibile, alle diverse fasi di gestione del veicolo fuori uso:
b) entrambi i settori devono presentare idonee caratteristiche di impermeabilita’ e di resistenza.
3.3. Qualora, in un impianto in esercizio alla data di entrata in vigore del presente decreto, il settore destinato al deposito dei veicoli trattati non presenti idonee caratteristiche di impermeabilita’ e di resistenza non puo’ essere utilizzato, nelle more dell’adeguamento dell’impianto ai sensi dell’articolo 15, comma 1, per il deposito dei veicoli ancora da trattare.
4.1. I contenitori o i serbatoi fissi o mobili, compresi le vasche ed i bacini utilizzati per lo stoccaggio dei rifiuti, devono possedere adeguati requisiti di resistenza, in relazione alle proprieta’ chimico-fisiche ed alle caratteristiche di pericolosita’ dei rifiuti stessi.
4.5. Qualora lo stoccaggio dei rifiuti liquidi pericolosi e’ effettuato in un bacino fuori terra, questo deve essere dotato di un bacino di contenimento di capacita’ pari al serbatoio stesso, oppure, nel caso che nello stesso bacino di contenimento vi siano piu’ serbatoi, pari ad almeno il 1/3 del volume totale dei serbatoi e, in ogni caso, non inferiore al volume del serbatoio di maggiore capacita’. Sui recipienti fissi e mobili deve essere apposta apposita etichettatura, con l’indicazione del rifiuto stoccato conformemente alle norme vigenti in materia di etichettatura di sostanze pericolose.
4.6. Lo stoccaggio degli accumulatori e’ effettuato in appositi contenitori stagni dotati di sistemi di raccolta di eventuali liquidi che possono fuoriuscire dalle batterie stesse e che devono essere neutralizzati in loco.
4.7. La gestione del CFC e degli HCF avviene in conformita’ a quanto previsto dal decreto ministeriale 20 settembre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 2 ottobre 2002, n. 231.
4.10. Lo stoccaggio degli oli usati e’ realizzato nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 95, e successive modificazioni, e al decreto ministeriale 16 maggio 1996, n. 392. I pezzi smontati contaminati da oli devono essere stoccati su basamenti impermeabili.
5.1. Le operazioni per la messa in sicurezza del veicolo fuori uso sono effettuate secondo le seguenti modalita’ e prescrizioni:
a) rimozione degli accumulatori, neutralizzazione delle soluzioni acide eventualmente fuoriuscite e stoccaggio in appositi contenitori stagni dotati di sistemi di raccolta di eventuali liquidi che possono fuoriuscire dalle batterie stesse; la neutralizzazione elettrolitica puo’ essere effettuata sul posto o in altro luogo;
e) rimozione, con raccolta e deposito separati in appositi contenitori, secondo le modalita’ e le prescrizioni fissate per lo stoccaggio dei rifiuti pericolosi, di olio motore, di olio della trasmissione, di olio del cambio, di olio del circuito idraulico, di antigelo, di liquido refrigerante, di liquido dei freni, di fluidi refrigeranti dei sistemi di condizionamento e di altri liquidi e fluidi contenuti nel veicolo fuori uso, a meno che non siano necessari per il reimpiego delle parti interessate. Durante l’asportazione devono essere evitati sversamenti e adottati opportuni accorgimenti e utilizzate idonee attrezzature al fine di evitare rischi per gli operatori addetti al prelievo;
6. Attivita’ di demolizione.
6.1. L’attivita’ di demolizione si compone delle seguenti fasi:
c) eventuale smontaggio e deposito dei pezzi di ricambio commercializzabili, nonche’ dei materiali e dei componenti recuperabili, in modo da non compromettere le successive possibilita’ di reimpiego, di riciclaggio e di recupero.
8.1. Nell’area di conferimento non e’ consentito l’accatastamento dei veicoli.
8.2. Per lo stoccaggio del veicolo messo in sicurezza e non ancora sottoposto a trattamento e’ consentita la sovrapposizione massima di tre veicoli, previa verifica delle condizioni di stabilita’ e valutazione dei rischi per la sicurezza dei lavoratori.
8.3. L’accatastamento delle carcasse gia’ sottoposte alle operazioni di messa in sicurezza ed il cui trattamento e’ stato completato non deve essere superiore ai cinque metri di altezza.
8.5. Lo stoccaggio dei rifiuti recuperabili e’ realizzato in modo tale da non modificare le caratteristiche del rifiuto e da non comprometterne il successivo recupero.
Allegato II al Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
(articolo 9, comma 1), come modificato dalla DIRETTIVA 2013/28/UE DELLA COMMISSIONE, del 17 maggio 2013.
MATERIALI E COMPONENTI Al QUALI NON SI APPLICA IL DIVIETO PREVISTO DALL’ARTICOLO 9, COMMA 1.
Materiali e componenti Ambito di applicazione e data di scadenza dell’esenzione Da etichettare o rendere identificabili in base all’articolo 4, paragrafo 2, lettera b), punto iv)
1 a) Acciaio destinato a lavorazione meccanica e componenti di acciaio galvanizzato per rivestimento discontinuo per immersione a caldo, contenente, in peso, lo 0,35 % o meno di piombo
1 b) Lamiera di acciaio galvanizzato di continuo contenente, in peso, lo 0,35 % o meno di piombo Veicoli omologati prima del 1 o gennaio 2016 e pezzi di ricambio per tali veicoli
2 a) Alluminio destinato a lavorazione meccanica contenente, in peso, il 2 % o meno di piombo Come pezzi di ricambio per i veicoli immessi sul mercato prima del 1 o luglio 2005
2 b) Alluminio contenente, in peso, l’1,5 % o meno di piombo Come pezzi di ricambio per i veicoli immessi sul mercato prima del 1 o luglio 2008
2 c) Alluminio contenente, in peso, lo 0,4 % o meno di piombo ( 1 )
3 Leghe di rame contenenti fino al 4 % di piombo in peso ( 1 )
4 a) Cuscinetti e pistoni Come pezzi di ricambio per i veicoli immessi sul mercato prima del 1 o luglio 2008
4 b) Cuscinetti e pistoni utilizzati nei motori, nelle trasmissioni e nei compressori per impianti di condizionamento 1 o luglio 2011 e pezzi di ricambio per i veicoli immessi sul mercato prima del 1 o luglio 2011
5. Pile ( 1 ) X
6. Masse smorzanti Veicoli omologati prima del 1 o gennaio 2016 e pezzi di ricambio per tali veicoli X
7 a) Agenti di vulcanizzazione e stabilizzanti per elastomeri utilizzati in tubi per freni, tubi per carburante, tubi per ventilazione, parti in elastomero/ metallo del telaio, e castelli motore Come pezzi di ricambio per i veicoli immessi sul mercato prima del 1 o luglio 2005
7 b) Agenti di vulcanizzazione e stabilizzanti per elastomeri utilizzati in tubi per freni, tubi per carburante, tubi per ventilazione, parti in elastomero/ metallo del telaio, e castelli motore contenenti, in peso, lo 0,5 % o meno di piombo Come pezzi di ricambio per i veicoli immessi sul mercato prima del 1 o luglio 2006
7 c) Agenti leganti per elastomeri utilizzati nell’apparato propulsore contenenti, in peso, lo 0,5 % o meno di piombo Come pezzi di ricambio per i veicoli immessi sul mercato prima del 1 o luglio 2009
8 a) Piombo nelle saldature per collegare componenti elettrici e elettronici a schede elettroniche e piombo nelle rifiniture su terminazioni di componenti diversi dai condensatori elettrolitici in alluminio, su pin di componenti e su schede elettroniche Veicoli omologati prima del 1 o gennaio 2016 e pezzi di ricambio per tali veicoli X ( 2 )
8 b) Piombo nelle saldature in applicazioni elettriche diverse dalle saldature su schede elettroniche o su vetro Veicoli omologati prima del 1 o gennaio 2011 e pezzi di ricambio per tali veicoli X ( 2 )
8 c) Piombo nelle rifiniture di terminali di condensatori elettrolitici in alluminio Veicoli omologati prima del 1 o gennaio 2013 e pezzi di ricambio per tali veicoli X ( 2 )
8 d) Piombo utilizzato nelle saldature su vetro nei sensori di flusso di massa dell’aria Veicoli omologati prima del 1 o gennaio 2015 e pezzi di ricambio per tali veicoli X ( 2 )
8 e) Piombo in saldature ad alta temperatura di fusione (ossia leghe a base di piombo contenenti l’85 % o più di piombo in peso) ( 3 ) X ( 2 )
8 f) Piombo in sistemi di connettori a pin conformi ( 3 ) X ( 2 )
8 g) Piombo in saldature destinate alla realizzazione di una connessione elettrica valida tra la matrice del semiconduttore e il carrier all’interno dei circuiti integrati secondo la configurazione Flip Chip ( 3 ) X ( 2 )
8 h) Piombo nelle saldature per fissare i dissipatori di calore al radiatore in assemblaggi di semiconduttori di potenza con un circuito integrato con un’area di proiezione minima di 1 cm 2 e una densità di corrente nominale minima di 1 A/mm 2 di superficie del circuito integrato di silicio ( 3 ) X ( 2 )
8 i) Piombo nelle saldature in applicazioni elettriche su vetro ad eccezione delle saldature su lastre di vetro laminate Veicoli omologati prima del 1 o gennaio 2016 e dopo tale data come pezzi di ricambio per tali veicoli X ( 2 )
8 j) Piombo nelle saldature su lastre laminate ( 3 ) X ( 2 )
9. Sedi di valvole Come pezzi di ricambio per tipi di motore sviluppati prima del 1 o luglio 2003
10 a) Componenti elettrici e elettronici contenenti piombo in vetro o in ceramica, in una matrice di vetro o ceramica, in un materiale vetroceramico o in matrici di vetroceramica Questa esenzione non si applica all’uso di piombo in: — vetro delle lampadine e delle candele, — materiali ceramici dielettrici di componenti indicati ai punti 10 b), 10 c) e 10 d) X ( 4 ) (per componenti diversi da quelli piezoelettrici dei motori)
10 b) Piombo in materiali ceramici dielettrici PZT di condensatori appartenenti a circuiti integrati o a semiconduttori discreti
10 c) Piombo nei materiali ceramici dielettrici in condensatori per una tensione nominale inferiore a 125 V CA o 250 V CC Veicoli omologati prima del 1 o gennaio 2016 e pezzi di ricambio per tali veicoli
10 d) Piombo nei materiali ceramici dielettrici di condensatori utilizzati per compensare le deviazioni, dovute all’effetto termico, di sensori in sistemi sonar ultrasonici ( 3 )
11. Inneschi pirotecnici Veicoli omologati prima del 1 o luglio 2006 e pezzi di ricambio per tali veicoli
12. Materiali termoelettrici contenti piombo utilizzati nell’industria automobilistica per ridurre le emissioni di CO 2 mediante il recupero dei gas di scarico Veicoli omologati prima del 1 o gennaio 2019 e pezzi di ricambio per tali veicoli X
13 a) Rivestimenti anticorrosione Come pezzi di ricambio per veicoli immessi sul mercato prima del 1 o luglio 2007
13 b) Rivestimenti anticorrosione negli insiemi di dadi e bulloni dei telai Come pezzi di ricambio per i veicoli immessi sul mercato prima del 1 o luglio 2008
14. Come anticorrosivo nei sistemi di raffreddamento in acciaio al carbonio nei frigoriferi ad assorbimento nei camper fino allo 0,75 % in peso nella soluzione refrigerante, salvo sia praticabile l’uso di altre tecnologie di refrigerazione (disponibili sul mercato per l’applicazione in camper) e non vi siano impatti negativi sull’ambiente, sulla salute e sulla sicurezza dei consumatori X
15 a) Lampade a luminescenza per proiettori Veicoli omologati prima del 1 o luglio 2012 e pezzi di ricambio per tali veicoli X
15 b) Tubi fluorescenti utilizzati nei visualizzatori del quadro strumenti Veicoli omologati prima del 1 o luglio 2012 e pezzi di ricambio per tali veicoli X
16 Accumulatori per veicoli elettrici Come pezzi di ricambio per i veicoli immessi sul mercato prima del 31 dicembre 2008
( 1 ) Questa esenzione sarà riesaminata nel 2015.
( 2 ) Rimozione se, in correlazione con la voce 10 a), si supera un livello soglia medio di 60 grammi per veicolo. Per l’applicazione della presente disposizione non vengono presi in considerazione i dispositivi elettronici non installati dal fabbricante nella linea di produzione.
( 4 ) Rimozione se, in correlazione con le voci 8, lettere da a) a j), si supera un livello soglia medio di 60 grammi per veicolo.
Per l’applicazione della presente disposizione non vengono presi in considerazione i dispositivi elettronici non installati dal fabbricante nella linea di produzione.
— Ai pezzi di ricambio immessi sul mercato dopo il 1* luglio 2003 e destinati ai veicoli immessi sul mercato anteriormente al 1° luglio 2003 non si applicano le disposizioni dell’articolo 4, paragrafo 2, lettera a) (*).
(*) La presente clausola non si applica alle masse di equilibratura delle ruote, alle spazzole in carbonio dei motori elettrici e alle guarnizioni dei freni.
Allegato III al Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
b) componenti il cui mancato funzionamento non e’ avvertibile dal conducente con un anticipo sufficiente a permettere di arrestare la marcia del veicolo od a consentire manovre tali da eliminare le possibilita’ di rischio.
Allegato IV al Decreto legislativo 209 del 2003 sulle autodemolizioni:
2) il nome e l’indirizzo dell’autorita’ competente che rilascia l’autorizzazione allo stabilimento o all’impresa che rilascia il certificato di rottamazione;
3) il nome, l’indirizzo e il numero di registrazione o di identificazione dello stabilimento o dell’impresa che rilascia il certificato, nel caso in cui il certificato e’ rilasciato da un produttore, da un distributore o da un operatore addetto alla raccolta per conto di un centro di raccolta;
8) il nome, il luogo e la data di nascita, l’indirizzo, la nazionalita’, gli estremi del documento di identificazione e la firma del detentore che consegna il veicolo e, nel caso in cui il veicolo e’ consegnato da un soggetto diverso dal proprietario, il nome, il luogo, la data di nascita, l’indirizzo e la nazionalita’ dello stesso proprietario.
Focus di questa pagina: “decreto legislativo 209 del 2003“, “decreto legislativo sulle autodemolizioni“.
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References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6
 articolo 28

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Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15