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Timestamp: 2019-10-20 03:10:10+00:00

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Art. 1391 codice civile - Stati soggettivi rilevanti - Brocardi.it
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Articolo 1391 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1391 Codice civile
Nei casi in cui è rilevante lo stato di buona o di mala fede, di scienza o d'ignoranza di determinate circostanze, si ha riguardo alla persona del rappresentante, salvo che si tratti di elementi predeterminati dal rappresentato (1).
In nessun caso il rappresentato che è in mala fede può giovarsi dello stato d'ignoranza o di buona fede del rappresentante (2).
(1) Se, ad esempio, Tizio incarica Caio di acquistare una scultura e Caio ignora che si tratta di un falso, la sua mala fede rileva.
(2) Ad esempio, Tizio, consapevole che la scultura che vuole acquistare non è di proprietà del venditore Sempronio, incarica Caio, che ignora questa circostanza, di acquistarla: la buona fede di Caio non sana l'acquisto. Tale comma non si applica alla rappresentanza legale (1387 c.c.) in quanto non rileva, in tal caso, la volontà dell'incapace.
Al primo comma è sottesa la stessa ratio che spiega l'art. 1389 del c.c., cioè il fatto che la volontà che consente il sorgere il contratto è quella del rappresentante, per cui è ai vizi di questa che è necessario guardare, salvo che il rappresentato predisponga istruzioni precise.
Il secondo comma si spiega considerando che la mala fede non riceve mai protezione dall'ordinamento, nemmeno in via indiretta.
Spiegazione dell'art. 1391 Codice civile
La nozione di stati soggettivi rilevanti
La considerazione che fa ritenere decisiva la volontà del rappresentante a proposito dei vizi del consenso, giustifica anche la norma dell’art. 1391: la buona e la mala fede, la conoscenza o l'ignoranza di determinate circostanze vanno, di regola, ricercate nella persona del rappresentante. Così, se costui conosce il vizio del possesso del suo dante causa, non può il rappresentato giovarsi del principio che il possesso di buona fede, titolato, vale titolo (articoli #707# cod. civ. del 1865 e 1153 cod. civ.). Ancor qui, e per la stessa ragione enunciata a proposito dei vizi della volontà, la norma subisce eccezione e si ha riguardo agli stati soggettivi del rappresentato, nel caso in cui ricorressero elementi specificamente determinati da lui nel conferimento della rappresentanza: così, quando i1 rappresentante avesse stipulato un contratto di assicurazione, incorrendo in dichiarazioni inesatte e reticenze, in base alle precise indicazioni dategli dal rappresentato, è allo stato soggettivo di costui (presenza o assenza di dolo, o colpa grave) che occorre por mente per decidere circa gli effetti rispettivamente previsti dagli articoli 1892-1893 cod. civ. La norma dell’art. 1391 ha altresì un profondo senso di equità, in quanto non crea al rappresentato una posizione di privilegio, sottraendolo agli effetti della mala fede del suo rappresentante; e si completa con la disposizione finale, per cui in nessun caso il rappresentato che è in mala fede può giovarsi dello stato di ignoranza o di buona fede del rappresentante. Anche qui il concetto di equità che ha inspirato la norma è evidente: come il rappresentato non è sottratto alle conseguenze della mala fede del suo rappresentante, così deve subire le conseguenze della propria, e non può farsi scudo della rappresentanza per crearsi una posizione di favore; così, se il rappresentato è in mala fede, non può invocare a suo favore il possesso qual titolo, per l'acquisto della cosa mobile, compiuto in suo nome dal rappresentante, ancorché costui fosse in buona fede.
256 II progetto del 1936 è state da me integrato, contemplando in linee generali anche gli stati soggettivi influenti sul negozio.
Per il capoverso dell'art. 275, ogni qual volta può essere rilevante lo stato di buona o di mala fede, di scienza o di ignoranza di determinate circostanze è alla condizione psicologica del rappresentante che si deve avere riguardo, così come ad ogni vizio della sua volontà. Ma, se il rappresentato sia in mala fede, egli non può certo giovarsi della stato di ignoranza o di buona fede del rappresentante, essendo ovvio che egli, allora, è sempre responsabile di non aver fatto il necessario per impedire che il rappresentante concludesse il contratto.
Massime relative all'art. 1391 Codice civile
Cass. civ. n. 15265/2006
In tema di azione revocatoria ordinaria, il requisito della scientia damni qualora l'acquirente sia una società, va accertato avendo riguardo all'atteggiamento psichico della (o delle) persone fisiche che la rappresentano, giusta il principio stabilito dall'art. 1391 c.c., applicabile all'attività delle persone giuridiche.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 15265 del 4 luglio 2006)
Cass. civ. n. 1133/1985
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1133 del 11 febbraio 1985)
Cass. civ. n. 1169/1973
Nei negozi giuridici conclusi da una persona giuridica pubblica o privata, ai fini della valutazione degli stati soggettivi delle parti giuridicamente rilevanti, non può farsi riferimento che alla persona giuridica in virtù del nesso di rappresentanza organica. Conseguentemente, la prova dello stato soggettivo rilevante può essere fornita con i comuni mezzi previsti dalla legge, comprese le presunzioni.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 1169 del 28 aprile 1973)

References: Articolo 1391

Articolo 1391

Cass. 
 sentenza 

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