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Timestamp: 2017-08-18 10:46:42+00:00

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Par condicio di genere | Aspettare stanca
Archive for the ‘Par condicio di genere’ Category
Il commento di Fiorenza Taricone alla lettera dell’Accordo sui manifesti abusivi contro la Ministra Valeria Fedeli
Il commento di Fiorenza Taricone alla lettera dell’Accordo sui manifesti abusivi contro la Ministra Valeria Fedeli. leggi qui:
http://www.unoetre.it/notizie/l-iniziativa-delle-donne/donne-storie-e-futuro/item/4116-le-rughe-delle-donne-in-politica-e-il-maschilismo-che-non-muore.html
PDF il-commento-di-fiorenza-taricone-alla-lettera
Dal 10 gennaio 2017 manifesti anonimi e abusivi con l’immagine della Ministra dell’Istruzione,
Roma, 1 febbraio 2017 (more…)
Tag:Cambiamento, comunicazione politica, costituzione italiana, deficit democratico, diritti, donne, parità uomo donna
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Il nuovo Senato secondo la riforma costituzionale che sarà sottoposta il prossimo 4 dicembre al vaglio del referendum confermativo.
(Seconda versione del precedente post con integrazioni ritenute necessarie dopo aver partecipato ad un acceso confronto tra sostenitori del si e sostenitori del no al referendum)
In breve: Tra incertezze interpretative e rinvii a leggi, regolamenti e elezioni successive, una facile previsione: poche o nessuna donna tra le elette nel nuovo Senato, nonostante i principi costituzionali e il nuovo articolo 55 Cost. previsto dalla riforma.
Premessa: per una completa disamina dell’argomento è necessario riferirsi al testo del Disegno di legge del 12/04/2016 , pubblicato nella G.U. del 15/04/2016
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/04/15/16A03075/sg, ossia il disegno di legge sottoposto al referendum del 4 dicembre, non essendo sufficiente esaminare i testi a fronte della Costituzione vigente e di quella a riforma approvata predisposti da varie fonti.
Suggeriamo di avvalersi del documento predisposto dall’Ufficio studi della Camera che comprende anche nella tabella n. 1 le modifiche apportate dal testo a leggi costituzio­nali e nella tabella n. 2, gli articoli del testo che non modificano la Costituzione, né leggi costituzionali.
Tra questi ultimi sono comprese le disposizioni dell’articolo 39[i], estremamente importanti per comprendere come potrebbe essere il nuovo Senato a riforma approvata
Composizione e elezione del nuovo Senato
Il nuovo Senato sarà “composto di 95 senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da 5 senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica“. I senatori saranno formalmente eletti dai consigli regionali, che avranno l’obbligo di sceglierli “tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori“. Non si fa cenno ai Presidenti delle Giunte regionali che non sono compresi tra i componenti dei consigli e quindi sembra non potranno aspirare a diventare senatori.
Inoltre il Senato diviene organo a rinnovo parziale, poiché la durata dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali (Consigli regionali o comuni) nei quali sono stati eletti.
Se il risultato del referendum del 4 dicembre confermasse la riforma, l’attuale Parlamento dovrebbe approvare un’apposita legge elettorale ordinaria per stabilire le modalità di elezione del nuovo Senato. Questa legge potrà essere portata all’esame della Corte costituzionale nel termine (dieci giorni dall’entrata in vigore) e con le modalità (su ricorso motivato di almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o di almeno un terzo dei componenti del Senato), previsti dal nuovo articolo 73 Cost.[ii]
Anche per le Regioni è previsto che esse debbano modificare le proprie leggi elettorali per adeguarle alla nuova legge elettorale del Senato, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge medesima. Si tratta comunque di un termine non perentorio, che quindi potrà anche non essere rispettato.
Peccato che l’articolo 73 Cost. nuova versione non abbia incluso anche le leggi regionali tra quelle da sottoporre eventualmente al preventivo vaglio della Suprema Corte, come avrebbe dovuto suggerire l’attuale situazione caratterizzata dal mancato rispetto dei principi costituzionali afferenti l’equilibrio di genere in numerose leggi elettorali regionali.
Le norme di garanzia di genere
La futura legge elettorale per il Senato dovrà contenere norme di garanzia di genere, secondo quanto previsto dal nuovo articolo 55 della Costituzione, come riscritto dall’articolo 1 della riforma.
tra donne e uomini nella rappresentanza. Omissis ».
La riforma, quindi, specifica ulteriormente, e per il Parlamento nazionale, quanto già sancito nella Costituzione vigente dall’articolo 51 che prevede l’accesso alle cariche elettive degli uomini e delle donne in condizioni di parità e la promozione con appositi provvedimenti delle pari opportunità tra donne e uomini. Con riferimento al livello regionale è poi prevista la promozione della parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive ( art. 117 Cost).
Si tratta di articoli che discendono dal principio fondamentale dell’uguaglianza dei cittadini dell’uno e dell’altro sesso davanti alla legge – art. 3 Cost, primo comma-, che si riferisce anche all’uguaglianza sostanziale nell’assegnare alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono tale uguaglianza -art. 3 Cost, secondo comma- .
Sono le norme costituzionali alle quali si devono alcune leggi regionali elettorali vigenti, a partire dalla legge regionale Campania, che hanno introdotto la doppia preferenza di genere, la legge n.215/2012 che ha introdotto disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali (tra cui la doppia preferenza e la par condicio di genere), passando per la tripla preferenza di genere della legge elettorale per il Parlamento europeo, fino ad arrivare ad alcune norme di garanzia di genere inserite, sia pure a fatica, nell’ITALICUM.
Per l’approvazione e entrata in vigore della nuova legge elettorale del Senato nella Legislatura in corso i tempi sono stretti, anche se una norma transitoria prevede un termine abbreviato per l’eventuale ricorso alla Corte costituzionale (introdotto dalla riforma in via preventiva per le leggi elettorali riguardanti il Parlamento), che scade il decimo giorno dall’entrata in vigore della legge medesima.[iii]
Comunque la prima elezione del nuovo Senato (in realtà l’unica (perché i successivi rinnovi saranno parziali) dovrebbe avvenire secondo la norma “transitoria”, prevista dall’art. 39 del ddl costituzionale,[iv] che, oltre ad essere, come da più parti sottolineato, di difficile interpretazione, non prevede il concorso dei cittadini né si fa carico, nel rispetto dei principi costituzionali, di promuovere l’equilibrio di genere come ribadito dall’articolo 1 della riforma.
Il colmo è che, poiché la norma transitoria è pur sempre di rango costituzionale, non sembrerebbe possibile sottoporla al vaglio della Corte Costituzionale! Salvo si sostenga che si tratti di una sorta di legge elettorale, sia pure transitoria e, in tal caso, potrebbe essere sottoposta, ai sensi del nuovo articolo 73 Cost., all’esame della Corte costituzionale nel termine (dieci giorni dall’entrata in vigore) e con le modalità (su ricorso motivato di almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o di almeno un terzo dei componenti del Senato), previsti dalla riforma.
Comunque per l’elezione del primo Senato. le candidature femminili tra i sindaci e i consiglieri regionali sono numericamente limitate e destinate a rimanere tali, anche nel caso si modifichino velocemente le singole leggi elettorali in tutte le Regioni. Difatti i consigli eletti con le nuove leggi elettorali per la maggior parte delle Regioni interverrebbero fuori tempo utile, salvo scioglimenti anticipati.
Le prossime elezioni Regionali.
Sicilia – Autunno 2017
Lombardia, Lazio, Molise – Febbraio 2018
Val d’Aosta Friuli V-G – Primavera 2018
Trentino, Alto Adige, Basilicata – Autunno 2018
Sardegna – Febbraio 2019
Piemonte, Abruzzo – Primavera 2019
Emilia R., Calabria – Autunno 2019
Liguria,Veneto, Marche, Umbria, Campania, Puglia – Primavera 2020
Come si vede, la prima Regione ad andare alle urne, a oggi sarà la Sicilia, nell’autunno 2017. Quindi potrebbe essere la Sicilia ad eleggere per prima i propri senatori in un Consiglio eletto secondo le nuove regole. Se l’attuale legislatura nazionale dovesse concludersi a scadenza naturale, nella primavera 2018, potrebbe ipotizzarsi un “election day” in cui, oltre al rinnovo della Camera dei deputati, in cinque Regioni in scadenza (Lombardia, Lazio, Molise, Val d’Aosta, Friuli), si rinnoverebbero anche i Consigli regionali e si eleggerebbero i nuovi Presidenti. Quindi anche in queste Regioni si eleggerebbero i nuovi senatori tra consiglieri eletti secondo le nuove regole.
Le altre Regioni, in attesa delle rispettive elezioni, voterebbero con gli attuali Consigli ancora in carica.
L’applicabilità delle norme transitorie
Rimane aperta la discussione sull’obbligo di applicare per la prima elezione del nuovo Senato comunque le norme transitorie di cui all’articolo 39 (che non prevedono né il concorso dei cittadini né alcun tipo di norma di garanzia di genere), come chiaramente emerge dalla interpretazione letterale della norma, oppure si possa provvedere a sostituirle, o almeno ad integrarle, con quelle della futura nuova legge elettorale prevista dalla riforma, sempre che il Parlamento riesca a scriverne una che rispetti le numerose e in parte incoerenti nuove disposizioni costituzionale e che la legge passi al vaglio della Suprema Corte.
Una cosa è indiscutibile: il nuovo Senato è ancora un ectoplasma, ma di sesso maschile.
[i] Art. 39. (Disposizioni transitorie).
In sede di prima applicazione e sino alla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, per l’elezione del Senato della Repubblica, nei Consigli regionali e della Provincia autonoma di Trento, ogni consigliere può votare per una sola lista di candidati, formata da consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori. Al fine dell’assegnazione dei seggi a ciascuna lista di candidati si divide il numero dei voti espressi per il numero dei seggi attribuiti e si ottiene il quoziente elettorale. Si divide poi per tale quoziente il numero dei voti espressi in favore di ciascuna lista di candidati. I seggi sono assegnati a ciascuna lista di candidati in numero pari ai quozienti interi ottenuti, secondo l’ordine di presentazione nella lista dei candidati medesimi, e i seggi residui sono assegnati alle liste che hanno conseguito i maggiori resti; a parità di resti, il seggio è assegnato alla lista che non ha ottenuto seggi o, in mancanza, a quella che ha ottenuto il numero minore di seggi. Per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, può essere esercitata l’opzione per l’elezione del sindaco o, in alternativa, di un consigliere, nell’ambito dei seggi spettanti. In caso di cessazione di un senatore dalla carica di consigliere o di sindaco, è proclamato eletto rispettivamente il consigliere o sindaco primo tra i non eletti della stessa lista.
I senatori a vita in carica alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale permangono nella stessa carica, ad ogni effetto, quali membri del Senato della Repubblica.
[ii] Per approfondimenti tecnici su alcuni di questi aspetti e altri, vedi http://www.federalismi.it/nv14/articolo-documento.cfm?Artid=32310
In sede di prima applicazione, nella legislatura in corso alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, su ricorso motivato presentato entro dieci giorni da tale data, o entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale, da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o un terzo dei componenti del Senato della Repubblica, le leggi promulgate nella medesima legislatura che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte al giudizio di legittimità della Corte costituzionale. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni. Anche ai fini di cui al presente comma, il termine di cui al comma 6 decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.
Tag:Art. 9 Costituzione, Cambiamento, camera dei deputati, cariche elettive, costituzione italiana, deficit democratico, diritti, donne, elezioni politiche, parità di accesso, parità uomo donna, Senato della Repubblica
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Domenica 19 Giugno si voterà per i ballottaggi in 125 città
Dal Blog di Daniela Domenici vedi in
Si vota di nuovo in 125 città, tra cui sei capoluoghi di regione: Roma, Torino, Napoli, Milano, Bologna, Trieste.
Si voterà anche in altri 14 capoluoghi di provincia: Benevento, Brindisi, Carbonia, Caserta, Crotone, Grosseto, Isernia, Latina, Novara, Olbia, Pordenone, Ravenna, Savona e Varese.
Tra i Comuni al ballottaggio figurano anche 5 piccoli centri con meno di 15 mila abitanti: Narzole, (Cuneo), Ardenno (Sondrio), Casina (Reggio Emilia), Civita D’antino e Ortucchio (L’Aquila), poichè l’esito del primo turno ha decretato il pareggio tra i candidati a sindaco.
Se un eventuale pareggio dovesse ripetersi anche il 19 giugno, a norma di legge verrebbe eletto il candidato più anziano.
Tra le province con il maggior numero di Comuni al ballottaggio vi sono: Torino (Alpignano, Carmagnola, Cirié, Nichelino, Pinerolo, San Mauro Torinese), Milano (Corbetta, Nerviano, Peschiera Borromeo, Pioltello, Rho, San Giuliano Milanese), Roma (Anguillara Sabazia, Bracciano, Genzano, Marino, Mentana, Nettuno, Rocca di Papa), Napoli (Casoria, Castellammare di Stabia, Frattaminore, Gragnano, Poggiomarino, Vico Equense, Volla).
Nel Friuli Venezia Giulia andranno al ballottaggio: Trieste, Pordenone, Cordenons e San Vito al Tagliamento. In Sicilia torneranno a sfidarsi al secondo turno i candidati di: Canicattì, Favara e Porto Empedocle (in provincia di Agrigento), Caltagirone, Giarre (Catania), Vittoria (Ragusa), Lentini e Noto (Siracusa) e Alcamo (Trapani).
A breve su Comuniverso pubblicheremo i dati dei nuovi Sindaci eletti….
…e io inizierò la mia ormai nota analisi delle Sindache elette.
Le 7 neo Sindache italiane elette al ballottaggio del 9/10 giugno, resoconto di Daniela Domenici
In “donne sindache e donne leaders”
Le 27 Sindache uscenti in Lombardia alle prossime amministrative, ultimo resoconto di Daniela Domenici
Categoria : donne sindache e donne leaders
Tag:Art. 9 Costituzione, Associazioni, Cambiamento, cariche elettive, costituzione italiana, informazione politica, parità di accesso, parità uomo donna
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Domenica 5 giugno si vota per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali . Oggi inizia il periodo della “par condicio”
Domenica 5 giugno si vota per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali
Enti al voto
Oggi 21 Aprile inizia il periodo della “par condicio”
Delibera AGCOM sulla par condicio
Delibera 137-16-CONS
Il comma 2 dell’articolo sulla par condicio, in cui abbiamo sottolineato le parole che riguardano la “par condicio di genere”:
Art. 3, comma 2. In rapporto al numero dei partecipanti e agli spazi disponibili, il principio delle pari opportunità tra gli aventi diritto può essere realizzato, oltre che nell’ambito della
medesima trasmissione, anche nell’ambito di un ciclo di più trasmissioni, purché ciascuna di queste abbia analoghe opportunità di ascolto. È altresì possibile realizzare trasmissioni con la partecipazione di giornalisti che rivolgono domande ai partecipanti.
In ogni caso, la ripartizione degli spazi nelle trasmissioni di comunicazione politica nei
confronti dei soggetti politici aventi diritto deve essere effettuata su base settimanale, garantendo l’applicazione dei principi di equità e di parità di trattamento per ogni ciclo
di due settimane e curando altresì un’equilibrata rappresentanza di genere tra le presenze. Ove possibile, tali trasmissioni sono diffuse con modalità che ne consentano la fruizione anche ai non udenti.
Iscrizione liste elettorali cittadini UE
I cittadini dell’Unione Europea,che intendano votare alle prossime elezioni amministrative del 5 giugno – e non abbiano già presentato la medesima domanda in passato, per votare in altre tornate elettorali amministrative – hanno tempo fino a martedì 26 aprile 2016 per presentare domanda d’iscrizione nelle apposite liste elettorali aggiunte.
La disposizione scaturisce dal decreto legislativo n.197/96, che a sua volte attua la direttiva comunitaria 94/80/CE.
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Lettere aperte a candidate e candidati sindaci per Roma con richieste per democrazia paritaria
Lettera aperta a Bertolaso Lettera aperta a Fassina Lettera aperta a Giachetti 1 Lettera aperta a Marchini Lettera aperta a Giorgia Meloni Lettera aperta a Raggi Lettera aperta a Storace
Ecco quanto Aspettare stanca e Donneinquota stanno inviando alle candidate e ai candidati sindaco a Roma .
Pubblicheremo le risposte anche su questo BLOG .
Vi terremo informate su altre iniziative per la democrazia paritaria in occasione delle prossime amministrative.
Stiamo seguendo quella in avanzata preparazione a Milano
Invitiamo le altre associazioni a rivolgere analoghe lettere alle candidate e ai candidati nelle città al voto il 5 giugno o a prendere altre iniziative sul genere.
Per la doppia preferenza leggi in
http://www.donneinquota.org/donne-e-politica/335-amministrative-tra-questuanti-del-voto-e-rischio-marginalita-sil-n-12-viii-di-arcipelagomilano
Tag:articolo 51, Associazioni, Cambiamento, campagna elettorale, cariche elettive, comunicazione politica, costituzione italiana, deficit democratico, diritti, parità di accesso, parità uomo donna
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References: articolo 55
 articolo 73
 articolo 55
 art. 117
 art. 3
 articolo 73
 Art. 39
 Sentenza 

Art. 3