Source: https://renatodisa.com/2017/07/05/consiglio-di-stato-sezione-vi-sentenza-19-giugno-2017-n-2969/
Timestamp: 2017-08-22 22:40:45+00:00

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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 19 giugno 2017, n. 2969 – Avvocato Renato D'Isa
In materia di gare pubbliche da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggioso, le soluzioni migliorative si differenziano dalle varianti: le prime possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara ed oggetto di valutazione dal punto di vista tecnico, salva la immodificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall’Amministrazione; le seconde, invece, si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante, mediante preventiva autorizzazione contenuta nel bando di gara e l’individuazione dei relativi requisiti minimi che segnano i limiti entro i quali l’opera proposta dal concorrente costituisce un aliud rispetto a quella prefigurata dalla stazione appaltante.
sentenza 19 giugno 2017, n. 2969
Vi. La. S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato Sa. Sa. C.F. (omissis), con domicilio eletto presso Studio Legale Le. in Roma, via (…)
Regione Marche, in persona del presidente rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Pa. Co. C.F. (omissis), Mi. Ro. C.F. (omissis), con domicilio eletto presso Mi. Ro. in Roma, via (…);
Co. St. Co. It. S.p.A in proprio e quale mandataria Ati con l’Impresa Tr., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Lo. Gr. Tr. C.F. (omissis), Ma. Ci. C.F. (omissis), con domicilio eletto presso Lo. Gr. Tr. in Roma, via (…);
della sentenza del T.A.R. MARCHE – ANCONA: SEZIONE I n. 00320/2012, resa tra le parti, concernente affidamento di lavori di adeguamento della vasca di colmata realizzata nell’ambito dei lavori di ii fase delle opere a mare-ris.danni-
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Marche e di Co. St. Co. It. Spa in proprio e quale Ati con L’Impresa Tr.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 4 maggio 2017 il Cons. Oreste Mario Caputo e uditi per le parti gli avvocati Mi. Ro. e En. Ba. per delega dell’avv. Lo. Gr. Tr..;
1. È appellata la sentenza del Tribunale amministrativo regionale delle Marche n. 320 del 2012 che ha respinto il ricorso proposto da Vi. La. s.p.a. (d’ora in poi VI.) avverso l’aggiudicazione dell’appalto, disposta dalla regione Marche in favore dell’ATI Co., avente ad oggetto i lavori d’adeguamento di una vasca di colmata sita nelle acque antistanti il porto di Ancona con importo a base di gara pari a 8.780.215,21 euro oltre 195.377,47 euro per oneri di sicurezza.
Dopo aver precisato di essersi classificata al secondo posto della gara da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e secondo il metodo del confronto a coppie, nei motivi d’impugnazione, VI. lamentava che l’offerta dell’ATI aggiudicataria, oltre ad essere stata sopravvalutata dalla Commissione giudicatrice, avrebbe dovuto essere esclusa per aver presentato una variante sostanziale al progetto dell’opera, non consentita dalla lex specialis e, in aggiunta, l’amministratore delegato e direttore tecnico della mandante dell’ATI non avrebbe reso la dichiarazione dell’assenza di cause di esclusione ex art. 38, lett. m.ter d.lgs. n. 163/2006
2. Si costituivano in giudizio la regione Marche e l’ATI Co. instando congiuntamente per l’inammissibilità e l’infondatezza del gravame.
3. Il Tribunale amministrativo regionale delle Marche, sul rilievo che nel confronto a coppie l’estromissione dell’aggiudicatario non comporta lo scorrimento dell’originaria graduatoria, valorizzava il dato enucleato dalla Regione a mente del quale, una volta esclusa l’ATI aggiudicataria, nel ricomputare la graduatoria, VI. non sarebbe comunque divenuta aggiudicataria. Pur avendo riconosciuto la fondatezza del motivo d’impugnazione incentrato sull’illegittima modifica sostanziale del progetto da parte dell’aggiudicataria, i giudici di prime cure, ritenuto insussistente l’interesse strumentale al rifacimento della gara, dichiaravano il ricorso inammissibile per carenza d’interesse di VI..
4. Appella VI.. Resistono la regione Marche e l’ATI Co., la quale a sua volta, propone appello incidentale avverso il capo di sentenza che ha riconosciuto fondata la censura denunciante la variante sostanziale della sua offerta.
Non v’è dubbio che il confronto a coppie – in assenza di specifiche contestazioni sul punto – è stato correttamente eseguito dalla Commissione di gara; né si può dubitare, ad avviso della Sezione, che attraverso gli esposti sub-criteri la stazione appaltante abbia inteso definire, a beneficio della tendenziale omogeneità delle valutazioni sulle offerte concorrenti, ed in coerenza con le caratteristiche e le finalità della gara, il perimetro del giudizio discrezionale ad essa spettante.
7.4 Nel “confronto a coppie” la comparazione tra coppie di offerte è infatti mediata dall’attribuzione da parte di ciascun commissario di un punteggio – che va da un minimo ad un massimo – a quella di esse che considera prevalente, e, in pari tempo, dà conto del grado di tale prevalenza ovvero di parità tra di esse.
7.5 Per espressa previsione delle linee guida di cui all’allagato G del Regolamento recato dal d.P.R. n. 207 del 2010, al punteggio di ciascun commissario di gara corrisponde un giudizio di preferenza variamente graduato espresso in forma lessicale che, sommato a quello degli altri commissari, individua la preferenza della commissione sull’offerta di ciascun concorrente e che vale come motivazione del punteggio finale da essa attributo
7.6 In tal senso è del resto il costante orientamento di questo Consiglio, da cui non si ha ragione di dissentire, a mente del quale – al fine altresì di non consentire un inammissibile sindacato sul merito dei punteggi attributi dalla commissione di gara – “non sussiste alcun vizio di motivazione laddove il metodo di valutazione è basato sul c.d.confronto a coppie” (cfr., Cons.Stato, sez.III, n. 2050/2015).
7.7 Sicché sono inammissibili le censure, riproposte nel motivo all’esame, relative ai punteggi attribuiti nel confronto a coppie all’ATI, che indicano il grado di preferenza riconosciuto ad ogni singola offerta in gara, con l’ulteriore conseguenza che la motivazione delle valutazioni sugli elementi qualitativi risiede nelle stesse preferenze attribuite ai singoli elementi di valutazione considerati nei raffronti fra gli elementi omogenei contenute nelle altre offerte (cfr. Cons. Stato, sez. III, n. 205/2015; Id., sez. VI, n. 1600/2013; Id, sez V, n. 1150/2012).
9.1 Secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale, in materia di gare pubbliche da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggioso, le soluzioni migliorative si differenziano dalle varianti: le prime possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara ed oggetto di valutazione dal punto di vista tecnico, salva la immodificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall’Amministrazione; le seconde, invece, si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante, mediante preventiva autorizzazione contenuta nel bando di gara e l’individuazione dei relativi requisiti minimi che segnano i limiti entro i quali l’opera proposta dal concorrente costituisce un aliud rispetto a quella prefigurata dalla stazione appaltante (cfr., Cons. St., sez. V, 20 febbraio 2014, n. 814; Id., sez. V, 24 ottobre 2013, n. 5160).
9.2 In definitiva la differenza tra varianti e soluzioni migliorative apportate dall’impresa al progetto posto a base di gara riposa sull'”intensità” e sul “grado” delle modifiche introdotte.
11. L’infondatezza dell’appello principale comporta, in assenza di danno ingiusto, la reiezione della domanda di risarcimento danni spiegata dall’appellante VI..
definitivamente pronunciando sull’appello principale come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna Vi. La. S.p.A al pagamento delle spese di lite del presente grado di giudizio in favore della regione Marche e dell’ATI Co. che si liquidano in complessivi 5000,00 (cinquemila) euro, oltre diritti ed accessori di legge, da dividersi fra loro in parti uguali.
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 art. 38
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