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Timestamp: 2020-03-29 02:59:21+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19076 del 28/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19076 del 28/09/2016
Cassazione civile sez. trib., 28/09/2016, (ud. 01/04/2016, dep. 28/09/2016), n.19076
sul ricorso 25555/2009 proposto da:
T.V., elettivamente domiciliata in ROMA VIA LIMA 7 – INT.
rappresentata e difesa dall’avvocato GIORGIO SAGLIOCCO giusta delega
avverso la sentenza n. 379/2008 della COMM. TRIB. REG. della
CAMPANIA, depositata il 06/10/2008;
01/04/2016 dal Consigliere Dott. MARIA ENZA LA TORRE;
DEL CORE Sergio, che ha concluso per raccoglimento del ricorso.
T.V. ricorre per la cassazione della sentenza della CTR della Campania, n. 379/1/2008 dep. 6 ottobre 2008, che in parziale riforma della sentenza della CTP di Caserta ha accolto l’appello dell’Ufficio. La ricorrente, socia insieme con il marito P.R. della srl Arredinterni, in assenza dell’obbligatoria dichiarazione annuale dei redditi, aveva ricevuto avviso di accertamento (per Irpef relativamente all’anno d’imposta (OMISSIS)), con il quale le era stato imputato il maggior reddito di partecipazione alla società (di cui era socia al 45%), ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 41 bis.
La CTR, ritenuto che la sentenza della CTR della Campania, n. 193/07/08 dep. 3.7.2008, emessa nei confronti della società Arredinterni srl – ancorchè non ancora definitiva – per una annualità; e la sentenza della CTP di Caserta, n. 233/08/2006, emessa nei confronti della società Arredinterni srl per l’altra annualità, non ancora decisa, “riflettano temporaneamente i loro effetti sui singoli soci”, ha accolto parzialmente l’appello dell’Ufficio, dichiarando “dovute dalla contribuente le imposte, le sanzioni e gli interessi da computare in base alla sua percentuale di partecipazione alla s.r.l. Arredeninterni e al relativo reddito societario quale risulterà definitivamente accertato nel separato processo societario”.
L’Agenzia si costituisce al solo fine di partecipare all’udienza (ex art. 370 c.p.c., comma 1).
1. Col primo motivo la ricorrente deduce omessa e insufficiente motivazione (ex art. 360 c.p.c., n. 4), per violazione dell’art. 132 c.p.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 1, n. 4; omessa e insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo, posto che la motivazione per relationem ad altre sentenze non consente di ricostruire l’iter logico seguito dal giudice, che si è limitato ad un mero rinvio ad altre decisioni, non definitive, riguardanti il separato e autonomo giudizio promosso dalla società Arredeninterni s.r.l..
Il motivo è inammissibile, per mancanza del quesito di diritto, ex art. 366 bis c.p.c., obbligatorio ratione temporis (in relazione alla suindicata data di deposito della sentenza).
E’ infatti inammissibile ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., per le cause ancora ad esso soggette, il motivo di ricorso per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione che, all’esito della sua enunciazione, non sia illustrato da un quesito di diritto, la cui formulazione (e modalità espressiva) va funzionalizzata, come attestato dall’art. 384 c.p.c., all’esposizione del principio di diritto ovvero a “dicta” giurisprudenziali su questioni di diritto di particolare importanza (ex multis Cass. n. 10758 del 08/05/2013; n. 30701 del 30/12/2011).
2. Col secondo motivo del ricorso si deduce violazione di legge (artt. 5, 44, 72 T.U.I.R.; D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 39 e 40; art. 2909 c.c. e art. 101 c.p.c.), per avere la CTR erroneamente determinato il reddito dei soci sull’accertamento della srl Arredinterni, trattandosi di società di capitali e non di società di persone, per le quali soltanto può imputarsi automaticamente ai soci il reddito di partecipazione, in quanto, ove si ritenesse di equiparare i due tipi di società, la sentenza sarebbe viziata da illegittimità, per violazione del litisconsorzio necessario. Ritiene insussistente il rapporto di pregiudizialità tra le cause della società e quelle dei soci, non avendo i soci partecipato al procedimento riguardante la società per il quale la sentenza non è ancora passata in giudicato.
3. Il motivo è fondato e va accolto.
Questa Corte ha chiarito che l’accertamento tributario nei confronti di una società di capitali a ristretta base azionaria costituisce un indispensabile antecedente logico-giuridico dell’accertamento nei confronti dei soci, in virtù dell’unico atto amministrativo da cui entrambe le rettifiche promanano. Con la conseguenza che, non ricorrendo, com’è per le società di persone, un’ipotesi di litisconsorzio necessario in ordine ai rapporti tra i rispettivi processi (Cass. n. 5393/2016; Cass. 31 ottobre 2014, n. 23423; 16 luglio 2014, n. 16294; 8 febbraio 2012, n. 1865; 31 gennaio 2011, n. 2214), quello relativo al maggior reddito accertato in capo al socio deve essere sospeso (cfr. Cass. n. 2214 del 31/01/2011; n. 23323 del 31/10/2014). Trova infatti applicazione, in virtù del disposto del D.Lgs. n. S46 del 1992, art. 1, la disciplina dettata dall’art. 295 c.p.c., secondo cui “il giudice dispone che il processo sia sospeso in ogni caso in cui egli stesso o altro giudice deve risolvere una controversia, dalla cui definizione dipende la decisione della causa” (Cass. 14 maggio 2007, n. 10952; Cass., 10 marzo 2006, n. 5366; Cass. 6 settembre 2004, n. 17937).
Orbene, il giudice di appello, dando atto che l’accertamento nei confronti della Arredinterni srl, concernente la medesima pretesa fiscale che aveva determinato l’accertamento nei confronti del socio quale percettore dei redditi di partecipazione, era stato deciso per una annualità con sentenza (CTR della Campania, 193/07/08 dep. 3.7.2008), non ancora passata in giudicato; e per l’altra annualità con sentenza di primo grado (CTP di Caserta n. 233/08/2006), relativa a ricorso “non ancora discusso”, non si è conformato ai superiori principi, poichè avrebbe dovuto sospendere il giudizio relativo al socio in attesa della definitività del procedimento relativo alla società, piuttosto che annullare la pretesa fiscale emessa nei di lui confronti.
Sulla base di tali considerazioni, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio ad altra sezione della CTR della Campania perchè si conformi ai superiori principi e per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla CTR della Campania, in diversa composizione.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 1 aprile 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 41
 sentenza 
 sentenza 
 art. 370
 art. 360
 art. 36
 art. 366
 Cass. 
 art. 2909
 art. 101
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 1
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza