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Timestamp: 2020-06-02 18:22:20+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 31782 del 07/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31782 del 07/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 07/12/2018, (ud. 26/09/2018, dep. 07/12/2018), n.31782
sul ricorso 3995-2017 proposto da:
P.M., elettivamente domiciliato in ROMA, V. DEGLI
rappresentato e difeso dall’avvocato CLAUDIA CASSELLA;
avverso la sentenza n. 88/2016 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,
che, premesso che difetta la prospettazione di un vizio di motivazione a termini della nuova formulazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5, come risultante dall’interpretazione di Cass. S.U. 07 aprile 2014, n. 8053, con conseguente inammissibilità della relativa censura, deve rilevarsi l’infondatezza del residuo profilo di critica prospettato con il motivo di ricorso, attinente a violazione di legge, poichè dalla sentenza della Corte d’appello si evince che il potere di rappresentanza era stato conferito al F. dal Presidente della società, cui erano stati attribuiti i poteri anche sostanziali di gestione, a ciò abilitato dal Consiglio di Amministrazione “con facoltà di delega”. E poichè la delega conferita dal Presidente al F. mediante procura riguardava anche l’esercizio “in via ordinaria dei poteri relativi alla gestione tecnico-amministrativa della società”, è dato ravvisare quella coincidenza del potere rappresentativo di natura sostanziale (tale essendo quello amplissimo di gestione amministrativa della società) con quello di natura processuale richiesto per la sussistenza di valida procura (in tal senso Cass. n. 24179 del 16/11/2009 e, analogamente Cass. n. 16274 del 31/07/2015: “In tema di rappresentanza processuale, il potere rappresentativo, con la correlativa facoltà di nomina dei difensori e conferimento di procura alla lite, può essere riconosciuto soltanto a colui che sia investito di potere rappresentativo di natura sostanziale in ordine al rapporto dedotto in giudizio, con la conseguenza che il difetto di poteri siffatti si pone come causa di esclusione anche della “legitimatio ad processum” del rappresentante, il cui accertamento, trattandosi di presupposto attinente alla regolare costituzione del rapporto processuale, può essere compiuto in ogni stato e grado del giudizio e quindi anche in sede di legittimità, con il solo limite del giudicato sul punto, e con possibilità di diretta valutazione degli atti attributivi del potere rappresentativo. (Nella specie è stato dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un istituto di credito tramite un difensore munito di procura rilasciata non già dal legale rappresentante dell’istituto medesimo, ma dal funzionario responsabile del recupero crediti per due sole Regioni e delegato a compiere “la cura diretta di quanto occorre in ordine alla difesa del Banco nel primo grado di giudizio”)”;
che sul punto va richiamato preliminarmente il principio enunciato da Cass. 22 agosto 2007, n. 17895, in forza del quale “L’onere della forma scritta “ad substantiam”, previsto ora espressamente dalla L. 29 dicembre 1990, n. 407, art. 8,comma 7, per la stipulazione del contratto di formazione e lavoro di cui al D.L. 30 ottobre 1984 n. 726 , art. 3 (convertito, con modificazioni, nella L. 19 dicembre 1984, n. 863), la cui inosservanza determina la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, è richiesto soltanto per il profilo di specialità che connota e qualifica detto contratto rispetto all’ordinario contratto di lavoro subordinato e cioè per la clausola concernente il progetto formativo e non già per l’insorgenza stessa del vincolo contrattuale in virtù dell’incontro delle volontà negoziali. Ne consegue che l’esigenza di protezione che è sottesa alla prescrizione di forma (e cioè di fissare in un documento scritto – e dunque ben riconoscibile il progetto formativo, così da rendere pienamente consapevole il lavoratore interessato del sottotipo contrattuale che si trova a stipulare) è soddisfatta ove l’assunzione, contenente appunto il progetto formativo, sia effettuata per iscritto e la lettera di assunzione sia consegnata al dipendente, non potendo però reputarsi che detto onere di forma, seppur così circoscritto, possa essere surrogabile (come invece erroneamente ritenuto dalla sentenza impugnata) dalla mera comunicazione dell’assunzione del lavoratore all’ufficio del collocamento”. Al riguardo la giurisprudenza di questa Corte ha ribadito (Cass. 07 agosto 2013, n. 18817) che il requisito della forma scritta, previsto “ad substantiam” dalla L. 29 dicembre 1990, n. 407, art. 8, comma 7, è correlato alla enunciazione per iscritto del progetto formativo, così da rendere il dipendente pienamente consapevole del sottotipo contrattuale che si trova a stipulare;

References: Sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
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 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 8
 art. 3
 sentenza 
 art. 8