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Timestamp: 2017-01-24 13:15:10+00:00

Document:
Circolare Agenzia Entrate n. 1 del 17.01.2006
Imposizione dell'IVA nel settore agricolo. Art. 10 del d.l. 14 marzo 2005,
L'articolo 10, comma 1, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, ha
introdotto alcune novità in materia di IVA nel settore dell'agricoltura ed,
in particolare, nell'applicazione del regime speciale previsto dall'articolo
34 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.
1. Art. 10, comma 1, lettera a) - applicazione del regime speciale di
detrazione alle società cooperative
Con la lettera a) dell'articolo 10 in questione è stata sostituita
la norma contenuta nell'articolo
34, comma 2, lettera c), del decreto del
Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, che assoggetta al regime
speciale le società cooperative e loro consorzi, le associazioni agricole e
loro unioni, nonché gli enti che provvedono per legge alla vendita collettiva dei prodotti agricoli per conto dei produttori.
E' stata in particolare eliminata la disposizione che limitava la
detrazione basata sulle percentuali di compensazione al volume di operazioni
effettuate per conto dei produttori soggetti al regime speciale per
l'agricoltura.
Secondo la disposizione previgente la detrazione "forfettizzata" era
ammessa nei limiti del pro-rata determinato sulla base del rapporto fra
l'ammontare dei conferimenti eseguiti dai soci, associati e partecipanti (a
condizione che fossero, anche solo in via potenziale, destinatari del regime
speciale agricolo) e l'ammontare complessivo di tutti i conferimenti,
acquisti ed importazioni di prodotti agricoli ed ittici. Per i conferimenti
effettuati dai soci, associati o partecipanti che non potevano usufruire del
regime speciale e per gli altri acquisiti ed importazioni di prodotti
agricoli ed ittici, la detrazione dell'imposta era operata nei modi
ordinari; mentre per i restanti acquisti ed importazioni, diversi da quelli
di prodotti agricoli ed ittici, la detrazione della relativa imposta era operata in misura corrispondente al rapporto tra l'ammontare dei
conferimenti e acquisti di prodotti agricoli ed ittici che non potevano
fruire del regime speciale e l'ammontare complessivo di tutti i
conferimenti, acquisti ed importazioni dei medesimi prodotti.
Ai sensi della disposizione novellata, invece, le
cooperative e gli altri enti indicati alla lettera c) in commento potranno
far valere la detrazione "forfettizzata" applicando le percentuali di
compensazione, fissate con decreto ministeriale, sull'intero ammontare
imponibile delle cessioni di prodotti agricoli ed ittici, semprechè
rientrino fra quelli elencati nella tabella
A, parte I, allegata al decreto
del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.
Considerato che il d.l. n. 35 del 2005 è stato pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale del 16 marzo 2005, la norma in esame è entrata in vigore
il 17 marzo 2005.
Atteso che le percentuali di compensazione sono applicate sui
corrispettivi evidenziati in sede di liquidazione mensile, si ritiene che le operazioni di cessione registrate nel mese di marzo 2005 sono soggette al
vecchio regime di detrazione, mentre quelle registrate successivamente al 1
aprile 2005 sono soggette al nuovo regime di detrazione.
Si osserva, inoltre, che il mutamento di regime comporta l'obbligo,
previsto dall'articolo 19-bis2 del d.P.R. n. 633 del 1972, di eseguire, in
sede di dichiarazione IVA annuale per il 2005, la rettifica della detrazione
dell'imposta già effettuata analiticamente per i prodotti acquistati da
terzi e non ancora ceduti o utilizzati alla data del 31 marzo 2005.
2. Articolo 10, comma 1, lettera b) - abrogazione del limite dimensionale
Con la lettera b) della norma in esame è stato abrogato il comma 3
34 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del
1972, che limitava l'applicazione del regime speciale per l'agricoltura ai
soli produttori agricoli aventi un volume d'affari non superiore ad  20.658,28.
E' da segnalare che tale norma non ha mai trovato applicazione, posto
che, nel tempo, sono intervenute varie disposizioni transitorie che ne hanno
rinviato gli effetti di anno in anno; con la definitiva abrogazione della
norma, venuta meno la fase transitoria, si può concludere che il regime
speciale si applica a tutti i soggetti indicati nelle lettere a), b) e c)
del comma 2 dell'articolo
34, prescindendo dall'entità del volume d'affari.
3. Articolo 10, comma 1, lettera c) - cessione, donazione o conferimento di
La nuova disposizione interviene sull'applicazione delle percentuali
di compensazione in caso di cessione di prodotti agricoli rivenienti da
un'operazione straordinaria non assoggettata ad IVA (cessione d'azienda,
donazione, conferimento, etc.), di cui al comma 4 dell'art.
34. Essa prevede
che, in tal caso, l'esclusione delle predette percentuali di compensazione
non ha più portata generale, ma opera esclusivamente nel caso in cui il
cedente, il donante o il conferente sia soggetto al regime ordinario.
In questa ipotesi, infatti, in relazione ai prodotti agricoli
acquisiti e successivamente rivenduti è già stata operata la detrazione secondo le regole ordinarie e, laddove si applicassero le percentuali di
compensazione all'atto della loro rivendita, si darebbe luogo ad un fenomeno
di doppia detrazione.
Al contrario, nel caso in cui il cedente, donante o conferente sia un
soggetto che applica il regime speciale, si sarà verificato che, fino al
momento della rivendita da parte del cessionario, donatario o conferitario,
non sia stata operata alcuna detrazione sui fattori produttivi che hanno
portato alla realizzazione dei prodotti agricoli in questione e,
conseguentemente, per questa ipotesi appare coerente con la logica del
sistema dell'IVA ammettere la detrazione forfettizzata nel momento della
rivendita (detrazione che, al contrario, non era ammessa prima della
modificazione normativa).
4. Articolo 10, comma 1, lettera d) - Separazione di
Con questa norma è stato abrogato definitivamente il comma 10
34 che prevedeva il divieto di separazione delle attività
nell'ambito della stessa impresa agricola.
Occorre precisare che la decorrenza del citato comma 10, similmente a
quanto verificatosi per il comma 3 dello stesso articolo
34, è stata di
anno in anno rinviata con l'introduzione di disposizioni transitorie che ne
postergavano gli effetti.
Si osserva che per l'anno 2005 la relativa norma di proroga ("le
disposizioni di cui all'articolo
34, comma 10, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si applicano con decorrenza dal 1
gennaio 2006") è stata introdotta nel corso del 2005 in sede di conversione
del decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 314, operata dalla legge 1 marzo
Ancorché detta norma sia entrata in vigore il 3 marzo 2005, si
ritiene che i relativi effetti si riflettono sull'intero anno 2005 e non solo sulla frazione che va dal 3 marzo al 31 dicembre 2005.
Restano salvi i comportamenti dei soggetti che, in carenza della
norma di proroga, hanno provveduto a determinare l'imposta dovuta
considerando unitariamente tutti i prodotti agricoli, in applicazione del
comma 10 in esame; detti soggetti potranno liquidare l'imposta tenendo conto
delle attività separate per l'intero 2005 in sede di dichiarazione IVA
5. Articolo 10, comma 1, lettera e) - opzione per il regime normale
La norma contenuta nella lettera e) ha novellato il comma 11
34, che prevede la possibilità, per i soggetti destinatari
del regime speciale per l'agricoltura, di optare per l'applicazione del
regime ordinario.
Con la modifica si è inteso ricondurre le modalità di esercizio
dell'opzione a quelle generali indicate nel regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442; in questo contesto:
- è stata eliminata la durata minima di cinque anni di
dell'opzione per il regime ordinario, che, di conseguenza, opera per il periodo ordinario di un triennio;
- è stata eliminata la previsione che non consentiva di revocare
l'opzione qualora si fosse in presenza di beni ammortizzabili per i
quali non fosse ancora scaduto il periodo di tutela legale di cinque o dieci anni (previsto, rispettivamente, per i beni mobili e
per i beni immobili) fissato, ai fini della rettifica della detrazione, dall'articolo 19-bis2 del decreto n. 633 del 1972.
Si osserva, al riguardo, che le motivazioni di cautela fiscale su cui
si fondava la disposizione abrogata restano tutelate anche dopo l'entrata in
vigore della modifica normativa di cui sopra, atteso che, in ogni caso,
opera la disposizione di cui all'articolo 19-bis2, comma 3, la quale impone,
in caso di mutamenti intervenuti nel regime fiscale di detrazione dell'IVA
assolta a monte, l'effettuazione di una rettifica della detrazione operata
all'atto dell'acquisto di beni ammortizzabili.
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