Source: https://www.slideshare.net/BoloFabio/seduta-16-aprile-2014
Timestamp: 2017-10-21 17:56:42+00:00

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Obras com rede de galinheiro - Ivan... by Rádio Sempre 1969 views
1. Osserva poi che le osservazioni richia- mano l’esigenza di prevedere soluzioni strutturali per i lavoratori « esodati », rav- visando inoltre l’esigenza di affiancare, agli annunciati interventi volti a promuo- vere il ricambio generazionale nel settore pubblico, preferibilmente attraverso un confronto con le organizzazioni sindacali, analoghe misure sul versante del lavoro privato, al fine di garantire un’uscita più graduale dei lavoratori dal mondo del lavoro, in un’ottica di pensionamento fles- sibile incentrata sull’utilizzo di incentivi e disincentivi di carattere economico, consi- derando anche una diversa età pensiona- bile per le donne. Ritiene opportuno, infine, che il Go- verno valuti l’introduzione di misure di sostegno al reddito pur versando in con- dizioni di grave disagio occupazionale o economico non potranno beneficiare della riduzione del cuneo fiscale, prevista per i soli lavoratori dipendenti con reddito fino a 25 mila euro lordi. Cesare DAMIANO, presidente, avverte che sarà ora posta in votazione la propo- sta di parere del relatore; in caso di sua approvazione, risulterà conseguentemente preclusa la proposta alternativa di parere presentata dai deputati Airaudo ed altri. La Commissione approva la proposta di parere formulata del relatore, risultando conseguentemente preclusa la proposta al- ternativa di parere presentata dai deputati Airaudo ed altri. La seduta termina alle 10.15. SEDE REFERENTE Mercoledì 16 aprile 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Inter- viene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba. La seduta comincia alle 10.35. DL 34/2014: Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. C. 2208 Governo. (Seguito dell’esame e rinvio). La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta di ieri. Cesare DAMIANO, presidente, fa pre- sente che è stata richiesta l’attivazione degli impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendoci obiezioni, ne dispone l’at- tivazione. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, esaminando le proposte emendative rife- rite all’articolo 2, si sofferma sugli identici emendamenti Chimienti 2.3, Gnecchi 2.56, Placido 2.63, Labriola 2.72, nonché sugli emendamenti Polverini 2.86, Rostellato 2.48, Rostellato 2.47, Rostellato 2.46, Chi- mienti 2.36, Chimienti 2.37, Chimienti 2.42, Rizzetto 2.44 e Dambruoso 2.73: fa presente, al riguardo, che il parere su di essi è favorevole subordinatamente ad una loro riformulazione, di cui dà lettura. Fa notare che con tale riformulazione si so- stituisce il numero 1 della lettera a) del comma 1 del decreto-legge in esame. In particolare, viene introdotta una disposi- zione in base alla quale il contratto di lavoro con l’apprendista deve contenere anche, in forma sintetica, il piano forma- tivo del lavoratore che può essere redatto anche sulla base di appositi moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione col- lettiva o dagli enti bilaterali. Si sofferma poi sull’emendamento Di Salvo 2.61, nonché sugli identici Ciprini 2.4, Airaudo 2.62, Labriola 2.75, sugli identici Chimienti 2.31 e Labriola 2.76, nonché sugli emendamenti Polverini 2.87 e Gnecchi 2.55. Fa presente che su di essi il parere è favorevole subordinatamente ad una loro riformulazione di cui dà lettura. Fa presente che tale riformulazione mira a ripristinare, esclusivamente per alcune categorie di datori di lavoro in relazione al numero di addetti occupati, l’obbligo di Mercoledì 16 aprile 2014 — 218 — Commissione XI
2. stabilizzazione di precedenti apprendisti per poter procedere a nuove assunzioni, individuando a tal fine una apposita quota percentuale. Esprime, quindi, parere favorevole sul- l’emendamento Chimienti 2.18. Si sofferma, quindi, sugli identici emen- damenti Chimienti 2.7, Tripiedi 2.30, Pla- cido 2.59 e Labriola 2.78, nonché sugli emendamenti Dambruoso 2.79 e Rostellato 2.50, Taglialatela 2.65 e Gnecchi 2.54: fa presente che su di essi il parere è favo- revole subordinatamente ad una loro ri- formulazione, di cui dà lettura. Fa pre- sente che con tale riformulazione viene sostituita la precedente lettera c) del de- creto-legge per ripristinare l’obbligo del datore di lavoro di integrare la formazione in azienda. Tuttavia vengono introdotte, nel contempo, specifiche previsioni per esonerare da tale obbligo il datore di lavoro nel caso in cui la Regione non sia in grado di rendere disponibile la forma- zione pubblica. Invita anche al ritiro degli emenda- menti Polverini 2.89 e Vaccaro 2.1, chie- dendo che il loro contenuto sia trasfuso in un ordine del giorno. Espresso, quindi, parere favorevole sull’emendamento Ghiz- zoni 2.57, invita al ritiro di tutte le altre proposte emendative, precisando che, in caso contrario, vi sarebbe un parere con- trario. Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere conforme al relatore. Silvia CHIMIENTI (M5S), nell’illustrare la sua proposta emendativa 2.2, fa notare che essa mira a sopprimere l’articolo 2, di cui non condivide in alcun modo il con- tenuto, precisando che le riformulazioni proposte dal relatore non introducono miglioramenti effettivi. Ritiene che ren- dere facoltativa la formazione pubblica e incidere negativamente sul piano forma- tivo significhi svuotare il contenuto del- l’apprendistato, alterandone la natura mi- sta e rendendo difficoltoso l’effettivo svol- gimento dei controlli: ritiene che ciò equi- valga ad introdurre un contratto di somministrazione con minori tutele. Giu- dica inoltre grave il fatto di aver eliminato il vincolo percentuale di stabilizzazione necessario per procedere a nuove assun- zioni di apprendisti, così come esprime forti perplessità sulla parte dell’articolo che riduce la retribuzione dell’apprendi- sta. Gessica ROSTELLATO (M5S) si di- chiara sconvolta dal contenuto dell’arti- colo 2, giudicando grave che, a fronte di talune difficoltà effettive di funziona- mento, si decida di eliminare completa- mente il piano formativo individuale. Al riguardo, ritiene che sarebbe stato oppor- tuno attribuire al Ministero dell’istruzione il compito di definirne unitariamente le caratteristiche per ciascuna figura profes- sionale a prescindere dai settori persi in considerazione, contemplando inoltre una forma di coordinamento con gli uffici per l’impiego, anche in chiave di effettivo con- trollo sul rispetto della legge. Ritiene quindi necessario che la formazione pub- blica sia fornita in modo uniforme in tutto il territorio nazionale, imponendo a cia- scuna regione di uniformarsi a standard condivisi. Tiziana CIPRINI (M5S) ritiene grave snaturare il contratto di apprendistato, giudicando essenziale la forma scritta del piano formativo per la definizione di per- corsi di apprendistato. Giudica altresì preoccupante l’abrogazione della norma che subordina l’assunzione di nuovi ap- prendisti alla stabilizzazione di una certa percentuale di lavoratori titolari di tale forma di contratto, facendo notare che ciò legittimerebbe i datori di lavoro a disfarsi degli apprendisti una volta ottenuti i be- nefici contributivi previsti dalla legge. Ri- tenendo l’articolo 2 in contrasto con la normativa europea, fa notare che esso incarna perfettamente lo spirito di chi appare abituato ad aggirare la legge, ad esempio nell’ambito delle cooperative – settore di provenienza del Ministro del lavoro e delle politiche sociali in carica – laddove, a suo avviso, ci si cela dietro lo scopo mutualistico per perseguire finalità di lucro e per sfruttare i benefici previsti Mercoledì 16 aprile 2014 — 219 — Commissione XI
3. dalla legge. Fa notare, peraltro, che le cooperative godono di particolari privilegi nella concessione di appalti, che vengono ad esse riconosciute senza che venga ri- spettato l’obbligo di partecipare a gare pubbliche. Davide BARUFFI (PD) fatto notare che le riformulazioni proposte dal relatore recepiscono gli elementi emersi durante il dibattito e consentono di superare molte delle criticità presenti nel testo, non con- divide le osservazioni svolte dai deputati del Movimento 5 Stelle soprattutto laddove prevedono una centralizzazione delle pro- cedure, addirittura a livello ministeriale. Fa notare che gli esponenti di quel gruppo, screditando in modo generalizzato la realtà delle cooperative, non fanno altro che seguire un atteggiamento demagogico già assunto in passato da taluni esponenti del centrodestra come l’ex Ministro Tre- monti. Il sottosegretario Luigi BOBBA ritiene sbagliato mettere in cattiva luce l’intero settore delle cooperative, giudicando ingiu- sto elevare ad esempio negativo quei pochi casi di illegalità, che, peraltro, possono essere registrati in ogni ambito di attività. Fa notare, peraltro, che in quel settore sono applicati rigorosamente i contratti collettivi nazionali, a prevenzione di even- tuali forme di abuso. Quanto ai presunti privilegi nell’ambito della concessione de- gli appalti, fa notare che l’affidamento diretto di appalti sotto una certa soglia è previsto dalla legge e consente, in materia di finanza pubblica di creare ampi sbocchi occupazionali. Giudica corretta, infine, la riformulazione proposta dal relatore, che tiene conto del fatto che spesso le imprese spesso sono impotenti di fronte all’inerzia delle regioni, che risultano competenti in materia. Tiziana CIPRINI (M5S), intervenendo per una precisazione, osserva che il suo gruppo ha interesse a continuare la discussione sull’argomento delle coopera- tive anche in altre sedi e si riserva, in proposito, di assumere specifiche iniziative parlamentari. In risposta a talune affer- mazioni svolte dal deputato Baruffi, di- chiara che non è ammissibile accettare lezioni da parte di esponenti di un partito che, a suo avviso, persegue strategie poli- tiche in sintonia con il centrodestra, pren- dendo ordini da Berlusconi. Titti DI SALVO (SEL) si dichiara con- traria all’articolo 2 del decreto, dal mo- mento che si elimina la formazione ob- bligatoria pubblica, si interviene negativa- mente sul piano formativo, si disincentiva la stabilizzazione degli apprendisti, inci- dendo negativamente sul calcolo della loro retribuzione. Pur prendendo atto che nelle riformulazioni proposte dal relatore vi sono anche taluni elementi positivi, ritiene sbagliato l’intervento normativo in oggetto, sottolineando, piuttosto, la necessità di ridurre le numerose fattispecie contrat- tuali esistenti, che, a suo avviso, non fanno altro che alimentare contenziosi. Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge gli identici emen- damenti Chimienti 2.2 e Di Salvo 2.64. Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza dei presentatori dell’emenda- mento Tinagli 2.71: s’intende che vi ab- biano rinunciato. La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Rizzetto 2.10 e 2.11, nonché l’emendamento Chimienti 2.35. Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che il relatore ha proposto una riformu- lazione per gli identici emendamenti Chi- mienti 2.3, Gnecchi 2.56, Placido 2.63 e Labriola 7.72, nonché per gli emendamenti Polverini 2.86, Rostellato 2.48, 2.47 e 2.46, Chimienti 2.36, 2.37 e 2.42, Rizzetto 2.44 e Dambruoso 2.73. Silvia CHIMIENTI (M5S) nel dichiarare di non accettare la riformulazione propo- sta dal relatore, raccomanda l’approva- zione dell’emendamento 2.3, a sua prima firma, sottolineandone la finalità di rico- noscere il valore dell’apprendistato. Mercoledì 16 aprile 2014 — 220 — Commissione XI
4. La Commissione respinge l’emenda- mento 2.3 Chimienti. Gessica ROSTELLATO (M5S) ritiene poco incisiva la riformulazione proposta dal relatore, che lascia pressoché invariata la disciplina. Non comprende, peraltro, in che cosa consista la semplificazione pro- posta e, pertanto, dichiara di non accet- tare la riformulazione proposta dal rela- tore che ritiene non seria. Evidenzia, al contrario, che l’emendamento 2.48, a sua prima firma, riconosce l’importanza del piano formativo che tutela anche i datori di lavoro dal momento che, se effettiva- mente svolto, vi sarebbe una notevole diminuzione del contenzioso con i lavora- tori. La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rostellato 2.48, 2.47 e 2.46 Rostellato. Silvia CHIMIENTI (M5S), nel dichia- rare di non accettare la riformulazione proposta dal relatore, invita la Commis- sione a valutare positivamente l’emenda- mento 2.36, a sua prima firma, che la considera la formazione come il fulcro del contratto di apprendistato. La Commissione, respinge l’emenda- mento Chimienti 2.36. Sergio PIZZOLANTE (NCD), interve- nendo sull’ordine dei lavori, fa presente che alle ore 12 è prevista un’informativa urgente del Governo in Assemblea sulle dichiarazioni del Ministro dell’interno re- lative ad un ingente incremento del flusso di migranti. Ritiene che sia, pertanto, opportuno sospendere i lavori per consen- tire ai colleghi di recarsi in Aula. Cesare DAMIANO, presidente, precisa che la Commissione sospenderà i lavori alle ore 12 per poi riprenderli al termine dell’informativa. Silvia CHIMIENTI (M5S), nel dichia- rare di non accettare la riformulazione proposta dal relatore, raccomanda l’ap- provazione dell’emendamento 2.37, a sua prima firma, che si muove nella stessa identica logica dell’emendamento prece- dente. La Commissione respinge l’emenda- mento Chimienti 2.37. Silvia CHIMIENTI (M5S), nel dichia- rare di non accettare la riformulazione proposta dal relatore, segnala la merite- vole finalità dell’emendamento 2.42, a sua prima firma, che propone di mantenere l’obbligo della forma scritta per i contratti di apprendistato di secondo livello, evi- tando così il rischio di sanzioni da parte dell’Unione europea. La Commissione respinge l’emenda- mento. Chimienti 2.42. Walter RIZZETTO (M5S), intervenendo sull’emendamento 2.44, a sua prima firma, dichiara di non accettare la riformula- zione proposta dal relatore. La Commissione respinge l’emenda- mento Rizzetto 2.44. Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza dei firmatari, dell’emendamento Dambruoso 2.73: si intende che vi abbia rinunciato Giorgio AIRAUDO (SEL), intervenendo sull’emendamento Placido 2.63, di cui è cofirmatario, pur ritenendo che la rifor- mulazione proposta dal relatore presenti alcune criticità derivanti dal fatto che appare più preoccupata di rispettare le regole dell’Unione europea che di risolvere i problemi dell’apprendistato, dichiara di accettarla. Marialuisa GNECCHI (PD), Vincenza LABRIOLA (Misto) e Renata POLVERINI (FI-PdL), intervenendo, rispettivamente, sugli emendamenti Gnecchi 2.56, Labriola 2.72 e Polverini 2.86, accettano la rifor- mulazione proposta dal relatore. Mercoledì 16 aprile 2014 — 221 — Commissione XI
5. Gessica ROSTELLATO (M5S), pur es- sendo tentata di esprimere un voto con- trario, preannuncia un voto di astensione da parte del gruppo del Movimento Cinque Stelle. Ritiene, infatti, che si sarebbe po- tuto fare molto di più e che occorre rifiutare la logica di accontentarsi delle soluzioni meno dannose. La Commissione approva gli identici emendamenti Gnecchi 2.56, Placido 2.63 e Labriola 2.72 nonché l’emendamento Pol- verini 2.86 così come riformulati dal re- latore (vedi allegato 4). Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza dei presentatori dell’emenda- mento Gebhard 2.74, si intende vi abbia rinunciato. Come richiesto dal deputato Pizzolante, sospende quindi la seduta fino alla conclusione dell’informativa del Mini- stro dell’interno. La seduta sospesa alle 11.55 riprende alle 14. Cesare DAMIANO, presidente, avverte che il relatore ha proposto una riformu- lazione degli emendamenti Di Salvo 2.61, degli identici emendamenti Ciprini 2.4, Airaudo 2.62 e Labriola 2.75, gli identici emendamenti Chimienti 2.31 e Labriola 2.76, nonché degli emendamenti Gnecchi 2.55 e Polverini 2.87. Giorgio AIRAUDO (SEL), intervenendo sugli emendamenti Di Salvo 2.61 e Ai- raudo 2.62 e Tiziana CIPRINI (M5S), in- tervenendo sul suo emendamento 2.4, di- chiarano di non accettare la riformula- zione proposta dal relatore. La Commissione, con distinte votazioni, respinge l’emendamento Di Salvo 2.61 e gli identici emendamenti Ciprini 2.4 e Ai- raudo 2.62. Silvia CHIMIENTI (M5S), nel dichia- rare di non accettare la riformulazione proposta dal relatore, illustra l’emenda- mento 2.31, a sua prima firma, osservando come questo rifiuti la logica di considerare l’apprendistato uno strumento « usa e getta ». La Commissione respinge l’emenda- mento Chimienti.2.31. Vincenza LABRIOLA (Misto), Maria- luisa GNECCHI (PD) e Renata POLVERINI (FI-PdL), intervenendo, rispettivamente, sugli emendamenti Labriola 2.76, Gnecchi 2.55 e Polverini 2.87, accettano la rifor- mulazione proposta dal relatore. Sergio PIZZOLANTE (NCD), pur avendo finora votato conformemente ai pareri del relatore, condividendo l’im- pianto del provvedimento volto a ridurre i danni provocati dalla riforma Fornero, preannuncia un voto contrario sulla rifor- mulazione proposta dal relatore. Silvia CHIMIENTI (M5S) preannuncia un voto di astensione, da parte del proprio gruppo. Giorgio AIRAUDO (SEL) preannuncia un voto di astensione da parte del gruppo di SEL, osservando che con tale disciplina l’apprendistato sarà molto indebolito. La Commissione approva gli identici emendamenti Labriola 2.76, Gnecchi 2.55 e Polverini 2.87, così come riformulati dal relatore. La Commissione respinge, altresì, l’emendamento Rostellato 2.53. Cesare DAMIANO, presidente, avverte che l’emendamento Labriola 2.76 deve intendersi assorbito a seguito dell’appro- vazione della riformulazione da parte del relatore. Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra l’emendamento 2.49, a sua prima firma, replicando al collega Baruffi che alle Re- gioni è già stato dato sufficiente tempo per adeguarsi alla normativa. La Commissione respinge l’emenda- mento Rostellato 2.49. Mercoledì 16 aprile 2014 — 222 — Commissione XI
6. Cesare DAMIANO, presidente, avverte che non essendo presente il suo firmata- rio, l’emendamento Tinagli 2.85 deve con- siderarsi decaduto. Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra l’emendamento 2.52, a sua prima firma, finalizzato ad impedire che l’apprendistato possa avere una durata superiore a 7 anni e che possa essere utilizzato come stru- mento per risparmiare sui contributi pre- videnziali. La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rostellato 2.52 e 2.51. Cesare DAMIANO, presidente, avverte che non essendo presente i rispettivi fir- matari, gli emendamenti Tinagli 2.84 e Coccia 2.58 devono considerarsi decaduti. Silvia CHIMIENTI (M5S), intervenendo sugli identici emendamenti 2.6, a sua prima firma e Placido 2.60, ne illustra il contenuto, lamentando la mancanza di chiarezza nella disposizione che prevede di retribuire le ore di formazione nella misura del 35 per cento. Giorgio AIRAUDO (SEL) si associa alle considerazioni svolte dalla collega Chi- mienti. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, fa presente che la formulazione letterale della lettera b) del comma 1, dell’articolo 2, è sufficientemente chiara e significa che il periodo di apprendistato non viene par- zialmente computato ai fini retributivi. Cesare DAMIANO, presidente, precisa che la disposizione stabilisce, a suo avviso, che le ore di formazione sono retribuite in misura pari al 35 per cento. Davide TRIPIEDI (M5S) osserva che la disposizione va nella direzione di disin- centivare gli apprendisti a fare forma- zione. Manifesta, dunque, contrarietà ad una norma che sembra fatta apposta per ritagliare i salari in base alle esigenze delle aziende e per assecondare le richieste provenienti dalle istituzioni europee, in particolare dalla BCE. Gessica ROSTELLATO (M5S) ritiene che la formulazione letterale della dispo- sizione non coincida con la spiegazione fornita dal relatore. Insiste, dunque, nel ritenere necessario specificare meglio a quale tipo di formazione ci si riferisca, anche al fine di evitare che il Ministero del lavoro debba poi emanare una circolare esplicativa. Il sottosegretario Luigi BOBBA osserva che la norma tiene conto dell’insuccesso registrato dalla riforma Fornero relativa- mente all’apprendistato. Fa presente, quindi, che l’intento è quello di rendere il contratto di apprendistato più appetibile, evidenziando che la minor retribuzione delle ore di formazione non va ad incidere negativamente sulla formazione stessa che viene, comunque, svolta. Precisa, infine, che l’interpretazione della disposizione è univoca e coincide esattamente con quanto affermato dal Presidente. Silvia CHIMIENTI (M5S) ribadisce la propria convinzione che il testo sia scritto male e chiede almeno di specificare il concetto di formazione, facendo riferi- mento alla formazione strutturata. Cesare DAMIANO, presidente, ribadisce che, a suo avviso, l’interpretazione della norma non lascia spazio ad equivoci. La Commissione respinge gli identici emendamenti Chimienti 2.6 e Placido 2.60. Silvia CHIMIENTI (M5S), illustra l’emendamento 2.34 di cui è prima firma- taria, precisando che con esso si intende individuare una soluzione uniforme a li- vello nazionale in assenza degli accordi e contratti collettivi per l’apprendistato. La Commissione respinge l’emenda- mento Chimienti 2.34. Mercoledì 16 aprile 2014 — 223 — Commissione XI
7. Cesare DAMIANO (PD), presidente, con- stata l’assenza dei presentatori dell’emen- damento Alfreider 2.77: si intende che vi abbiano rinunciato. La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rizzetto 2.9, Ciprini 2.15, Ciprini 2.14 e 2.13. Silvia CHIMIENTI (M5S) illustra l’emendamento 2.19, di cui è prima fir- mataria, sottolineando che la modifica proposta costituisce una misura di civiltà e che il modello tedesco di apprendistato, spesso evocato, funziona correttamente perché alla fine del percorso di appren- distato sono effettuate assunzioni a tempo indeterminato, mentre il provvedimento in esame non offre nessuna garanzia in tal senso. La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Chimienti 2.19, 2.26, 2.21 e 2.20. Silvia CHIMIENTI (M5S), illustra l’emendamento 2.23 di cui è prima firma- taria, evidenziando la necessità di un raf- forzamento della formazione strutturata. Cesare DAMIANO (PD), presidente, ri- corda che sia il relatore che il Governo hanno espresso parere favorevole sul- l’emendamento Chimienti 2.18. La Commissione respinge l’emenda- mento Chimienti 2.23. Silvia CHIMIENTI (M5S), illustra l’emendamento 2.16 di cui è prima firma- taria, sottolineandone la finalità volta a prevenire eventuali abusi da parte dei datori di lavoro. La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Chimienti 2.16 e 2.17 ed approva l’emendamento Chimienti 2.18. Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza del presentatore degli emenda- menti Antimo Cesaro 2.83 e 2.82: si in- tende che vi abbia rinunciato. Invita quindi i presentatori degli iden- tici emendamenti Chimienti 2.7, Tripiedi 2.30, Placido 2.59 e Labriola 2.78, nonché degli emendamenti Dambruoso 2.79, Ro- stellato 2.50, Polverini 2.89, Gnecchi 2.54 e Vaccaro 2.1 e Taglialatela 2.65 a pronun- ciarsi sulla proposta di riformulazione del relatore Silvia CHIMIENTI (M5S), non accoglie la richiesta di riformulazione ed illustra l’emendamento 2.7 di cui è prima firma- taria, sottolineando che esso mira a sop- primere una delle disposizioni più nocive recate dal provvedimento in esame e ad evitare il rischio di una eccessiva discre- zionalità nonché di possibili sanzioni a livello europeo. Davide TRIPIEDI (M5S) non accoglie la richiesta di riformulazione ed illustra l’emendamento 2.30 di cui è primo firma- tario, rilevando che con il provvedimento in esame non si contribuisce alla ripresa del economica del Paese, in quanto un’ec- cessiva precarizzazione ha un effetto ne- gativo sia sui redditi che sui consumi. Antonio PLACIDO (SEL) respinge la richiesta di riformulazione del suo emen- damento 2.59, raccomandandone l’appro- vazione. La Commissione respinge gli identici emendamenti Chimienti 2.7, Tripiedi 2.30 e Placido 2.59. Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza del presentatore dell’emenda- mento 2.79 Dambruoso: si intende che vi abbia rinunciato. Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra l’emendamento 2.50 di cui è prima firma- taria, ponendo in evidenza il fatto che la formazione in modalità e-learning per- mette di ridurne fortemente i costi. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, fa presente il contenuto di molte proposte Mercoledì 16 aprile 2014 — 224 — Commissione XI
8. emendative è già recepito nelle linee guida sull’apprendistato professionalizzante ap- provate lo scorso 20 febbraio dalla Con- ferenza Stato-Regioni. La Commissione respinge l’emenda- mento Rostellato 2.50. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, in- vita al ritiro dell’emendamento Polverini 2.89 per eventualmente trasformarlo in un ordine del giorno da presentare in Assem- blea. Simone BALDELLI (FI-PdL) nel sotto- scrivere l’emendamento Polverini 2.89, ac- cetta l’invito al ritiro a condizione che ci sia un impegno per l’accoglimento di un ordine del giorno da parte del Governo. Il sottosegretario Luigi BOBBA fornisce assicurazioni in merito. Sergio PIZZOLANTE (NCD) nel preci- sare di condividere l’impostazione gene- rale del provvedimento in esame, dichiara la sua contrarietà alla norma che interessa materie quali la sicurezza o le lingue straniere, debba svolgersi obbligatoria- mente in strutture pubbliche. Osserva poi che l’attuale numero eccessivo di tipologie di contratti di lavoro deriva dalle rigidità imposte dall’applicazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Marialuisa GNECCHI (PD) fa notare che il suo gruppo è ben consapevole del carattere fondamentale della formazione – sia di base che qualificata e specifica – soprattutto alla luce dei cambiamenti ri- levanti avvenuti nel mercato del lavoro, che impongono un aggiornamento profes- sionale continuo e per tutto l’arco della vita. Osserva che la riformulazione pro- posta dal relatore mantiene una quota importante di formazione obbligatoria, consentendo tuttavia alle imprese di sce- gliere qualora le regioni dovessero rima- nere inerti in tale ambito. Fa presente, comunque, che sulla natura pubblica o privata della formazione si può comunque discutere. Fa presente, infine, che il suo gruppo, pur avendo espresso talune perplessità su talune parti del provvedimento in esame, ha contezza del fatto che esistono logiche di maggioranza che non possono essere disattese e che lo spingono a sostenere tale provvedimento, anche se non del tutto condivisibile in ogni sua parte. Sergio PIZZOLANTE (NCD), interve- nendo per una precisazione, fa presente che non sono tanto in discussione gli obiettivi perseguiti dal provvedimento, quanto, in taluni casi, gli strumenti utiliz- zati dal legislatore per raggiungerli. Men- tre ritiene che possa rientrare nella nor- male dialettica parlamentare il fatto di condividere o meno talune parti del prov- vedimento – ad esempio, egli dichiara che avrebbe preferito lasciare otto proroghe per i contratti a termine – giudica preoc- cupante dividersi su punti fondanti di principio, come quelli sul carattere obbli- gatorio della formazione pubblica. Al ri- guardo, non condivide che si proponga una soluzione normativa per la quale la formazione sia solo pubblica e sia garan- tita solo in alcune parti del territorio oppure che si proponga di reintrodurre percentuali di obbligo di stabilizzazione. Dichiara, comunque, che voterà a favore del provvedimento per spirito di maggio- ranza, pur intendendo rimarcare su alcuni aspetti le sue differenti posizioni politiche. Silvia CHIMIENTI (M5S) fa presente che la norma in esame, giudicata scelle- rata e iniqua, mira a svuotare il carattere obbligatorio della formazione, trasfor- mando il contratto di apprendistato in uno strumento di sfruttamento a basso costo dei lavoratori. Tiziana CIPRINI (M5S), rileva che la norma in esame viola pesantemente la normativa dell’Unione europea, dichiaran- dosi contraria alla riformulazione presen- tata dal relatore. Simone BALDELLI (FI-PdL) ritiene che dal dibattito odierno sia emersa una pro- fonda diversità di vedute all’interno della Mercoledì 16 aprile 2014 — 225 — Commissione XI
9. maggioranza – nell’ambito della quale ritiene si siano delineate due anime di- stinte – che si ripercuote sull’andamento dei lavori, complicando l’opera di media- zione del relatore e del Governo, di per sé già difficoltosa per la complessità della materia. Antonio PLACIDO (SEL) fa notare che il tendenziale disinteresse delle imprese a garantire la formazione nonché l’inerzia di talune regioni del territorio ad erogare tale servizio rischiano di ripercuotersi negati- vamente sulla crescita professionale dei lavoratori. Avendo i presentatori accettato la pro- posta di riformulazione avanzata dal re- latore, la Commissione approva gli identici emendamenti Gnecchi 2.54 e Labriola 2.78, nel testo riformulato. Cesare DAMIANO, presidente, avverte che gli emendamenti Vaccaro 2.1 e Ta- glialatela 2.65 si intendono conseguente- mente assorbiti; constata, quindi, l’assenza del presentatore dell’emendamento Fe- driga 2.67 e Fedriga 2.69: s’intende vi abbia rinunciato. Silvia CHIMIENTI (M5S) illustrando il suo emendamento 2.33, osserva che la norma in esame, così come formulata, rischia di compromettere la possibilità per i giovani apprendisti di assolvere all’ob- bligo d’istruzione, determinando ulteriori disparità sociali a vantaggio dei ceti più benestanti. La Commissione respinge l’emenda- mento Chimienti 2.33. Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza del presentatore dell’emenda- mento Fedriga 2.70: s’intende vi abbiano rinunciato. Tiziana CIPRINI (M5S), illustrando il suo emendamento 2.43, osserva che esso mira ad introdurre standard e criteri for- mativi omogenei su tutto il territorio na- zionale. Davide TRIPIEDI (M5S) chiede i motivi dei pareri contrari resi sull’emendamento 2.43, che giudica di buon senso. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, fa presente che, in base alla vigente Carta costituzionale, l’emendamento in que- stione non può essere condiviso, incidendo su ambiti di competenza delle regioni. La Commissione respinge l’emenda- mento Ciprini 2.43. Silvia CHIMIENTI (M5S) illustra il suo emendamento 2.28, raccomandandone l’approvazione. La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Chimienti 2.28 e 2.29. Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza del presentatore degli emenda- menti Fedriga 2.68 e 2.66.: si intende vi abbia rinunciato. Simone BALDELLI (FI-PdL) illustra l’emendamento 2.80, di cui è primo fir- matario, sottolineando come il relatore e il Governo dovrebbero valutare con atten- zione il contenuto della proposta emen- dativa, che intende assicurare l’accesso all’apprendistato anche dei lavoratori che beneficiano di ammortizzatori sociali. Nel sottolineare come la proposta affronti un tema assai delicato nella presente congiun- tura economica e finanziaria, invita i com- ponenti della Commissione a considerare attentamente la sua proposta emendativa, che intende da un lato garantire la riqua- lificazione professionale di lavoratori ma- turi e, dall’altro, assicurare una prospet- tiva di reddito a soggetti che, diversamente dai giovani, non godono di una rete di protezione familiare, ma spesso sono essi stessi a dover sopportare l’onere di una famiglia a carico. Floriana CASELLATO (PD), compren- dendo le ragioni della proposta emenda- tiva del deputato Baldelli, segnala tuttavia che appare difficile ipotizzare l’inseri- Mercoledì 16 aprile 2014 — 226 — Commissione XI
10. mento di un lavoratore con più di 50 anni in percorsi formativi costituiti nell’ambito del comparto di apprendistato. Ritiene, invece, che dovrebbero valutarsi percorsi alternativi, come quelli seguiti nella re- gione Veneto, nella quale i centri per l’impiego offrono corsi di formazione pub- blici e privati che assicurano una efficace riqualificazione dei lavoratori. Osserva, co- munque che, anche al termine del per- corso formativo, residuano significative difficoltà sul piano della ricerca di un’oc- cupazione, in ragione della scarsità della domanda. Irene TINAGLI (SCpI) ritiene che l’in- tenzione dell’emendamento Baldelli 2.80 sia senz’altro lodevole, in quanto a suo avviso occorre puntare con decisione sulla riqualificazione professionale dei lavora- tori e sulla formazione continua. Ritiene, tuttavia che il contratto di apprendistato come risultante dalle modifiche introdotte dal decreto in esame abbia perso gran parte dei propri contenuti formativi e, pertanto, la norma in discussione rischia di tradursi in una semplice agevolazione finanziaria che non garantisce tuttavia una reale formazione per il lavoratore interes- sato. Il sottosegretario Luigi BOBBA, mani- festando l’interesse del Governo per i contenuti della proposta emendativa in discussione, segnala l’esigenza di un ap- profondimento istruttorio anche al fine di verificare la presenza di possibili oneri finanziari aggiuntivi. Con riferimento alle considerazioni dell’onorevole Tinagli circa le innovazioni introdotte dal decreto in materia di contratti di apprendistato, ri- chiama quanto più volte detto dal Ministro Poletti, che ha manifestato l’ambizione di scrivere norme efficaci piuttosto che di- sposizioni astrattamente perfette. Propone, quindi, di accantonare l’esame dell’emen- damento Baldelli 2.80. Su conforme avviso del relatore, la Commissione accantona l’esame del- l’emendamento Baldelli 2.80. Respinge, quindi, l’emendamento Baldassarre 2.8. Vincenza LABRIOLA (Misto) chiede al relatore e al rappresentante del Governo di chiarire le ragioni del parere contrario espresso sull’emendamento Di Lello 2.81, di cui è firmataria. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, os- serva che l’emendamento è evidentemente oneroso. La Commissione respinge l’emenda- mento Di Lello 2.81. Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza della presentatrice degli emen- damenti Polverini 2.88 e 2.91: si intende vi abbia rinunciato. Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra il suo emendamento 2.45, che reca una mera modifica alle denominazioni delle diverse tipologie di contratti di apprendistato, sot- tolineando come quelle attualmente vigenti determinino confusioni e incertezze negli operatori. Il sottosegretario Luigi BOBBA ritiene che la proposta emendativa sia meritevole di considerazione e invita la presentatrice a ritirare l’emendamento e a presentare un ordine del giorno in Assemblea. Mara MUCCI (M5S) osserva che, trat- tandosi di una mera modifica terminolo- gica, non vi è ragione di rinviare la que- stione ad un ordine del giorno, ben po- tendosi approvare la proposta emendativa in discussione. Cesare DAMIANO, presidente, osserva che, sul piano strettamente tecnico, si potrebbero porre problemi di coordina- mento normativo, in ragione della possi- bile presenza di riferimenti alle denomi- nazioni vigenti in altri testi normativi. Davide BARUFFI (PD) ritiene che il contenuto dell’emendamento Rostellato 2.45 sia ragionevole, e, pertanto, giudica condivisibile la proposta di trasformazione in ordine del giorno. Mercoledì 16 aprile 2014 — 227 — Commissione XI
11. Gessica ROSTELLATO (M5S) prende atto della disponibilità manifestata dal Governo e accetta di ritirare l’emenda- mento 2.45, di cui è prima firmataria. Auspica, tuttavia, che il Governo in sede di esame dell’ordine del giorno sia conse- guente e lo accetti senza frapporre pro- blemi. Il sottosegretario Luigi BOBBA assicura la disponibilità del Governo ad una valu- tazione positiva dell’ordine del giorno che verrà presentato. La Commissione approva quindi l’emendamento Ghizzoni 2.57. Cesare DAMIANO, presidente, fa pre- sente che si è concluso l’esame delle pro- poste emendative riferite all’articolo 2 del decreto-legge. Considerata l’imminente ri- presa dei lavori dell’Assemblea, rinvia il seguito dell’esame del provvedimento alla seduta convocata al termine dei lavori pomeridiani dell’Assemblea. La seduta termina alle 15.45. SEDE REFERENTE Mercoledì 16 aprile 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Inter- viene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba. La seduta comincia alle 20.15. DL 34/2014: Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. C. 2208 Governo. (Seguito dell’esame e rinvio). La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nel- l’odierna seduta pomeridiana. Cesare DAMIANO, presidente, fa pre- sente che è stata richiesta l’attivazione degli impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l’at- tivazione. La Commissione procede quindi al- l’esame delle proposte emendative prece- dentemente accantonate. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, dopo aver illustrato la proposta emenda- tiva Polverini 1.203, rileva come la stessa – che affronta la questione delicata della determinazione del 20 per cento di lavo- ratori per i quali può essere stipulato un contratto di lavoro a tempo determinato – risulti assorbita dal successivo articolo aggiuntivo 2.05 del relatore. Chiede quindi alla presentatrice il ritiro del suddetto emendamento. Renata POLVERINI (FI-PdL) ritira l’emendamento a sua firma 1.203. Cesare DAMIANO, presidente, annuncia che il Governo ha presentato una proposta di riformulazione dell’emendamento del relatore 1.214, nel quale si prevede di aggiungere che all’articolo 1, comma 1, lettera a), n. 1, del testo in esame, le parole « rapporti di lavoro costituiti » siano sostituite dalle seguenti: « contratti a tempo determinato stipulati ». Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, con riferimento all’emendamento Gregori 1.133, rileva come lo stesso, pur avendo un’apprezzabile finalità di trasparenza, presenti degli aspetti problematici da ap- profondire, con riferimento al necessario rispetto della privacy dei soggetti oggetto delle comunicazioni effettuate dai datori di lavoro. Rileva, inoltre, come i dati diffusi in tal modo potrebbero risultare imprecisi, creando confusione, considerato che altri soggetti sono tenuti a rilevare i dati essenziali per la determinazione della percentuale di lavoratori che si possono assumere con contratto a tempo determi- nato. Considerato quanto sopra e rite- nendo che la questione vada ulteriormente approfondita, esaminando vantaggi e svan- taggi di una tale soluzione, chiede ai Mercoledì 16 aprile 2014 — 228 — Commissione XI
12. presentatori di ritirare l’emendamento 1.133 e la sua eventuale trasformazione in un ordine del giorno di indirizzo al Go- verno. Il sottosegretario Luigi BOBBA invita anch’egli al ritiro dell’emendamento Gre- gori 1.133, suggerendo ai presentatori la presentazione di un apposito ordine del giorno di indirizzo al Governo. Monica GREGORI (PD), con riferi- mento al suo emendamento 1.133, rileva come vi sia stato un sostanziale parere contrario sullo stesso sia da parte del relatore sia da parte del Governo e, pur non rilevando sostanziali problemi di ri- spetto della privacy, ritira il predetto emendamento e annuncia la sua trasfor- mazione in un puntuale ordine del giorno di indirizzo al Governo. Rileva, infatti, come spesso i flussi di dati non siano esatti, sottolineando l’esigenza di un pun- tuale controllo del rispetto del tetto del 20 per cento di assunzioni stipulate con con- tratto di lavoro a tempo determinato. Davide TRIPIEDI (M5S) dichiara di aver sottoscritto anch’egli l’emendamento Gregori 1.133, sostanzialmente identico al- l’emendamento 1.32 a sua firma, dei quali sollecita l’approvazione. Dopo aver consta- tato la sostanziale contrarietà a quasi tutti gli emendamenti presentati da parte dei deputati del Movimento 5 Stelle, rileva come ciò vada contro la volontà del 25 per cento degli elettori che ha dato fiducia al suo movimento. Antonio PLACIDO (SEL) sottoscrive an- ch’egli l’emendamento Gregori 1.133 e chiede che sia messo ai voti. Sergio PIZZOLANTE (NCD), interve- nendo anch’egli sull’emendamento Gregori 1.133, ritiene che vi siano organi apposi- tamente deputati a controllare il rispetto della quota di contratti di lavoro a tempo determinato, anche all’interno delle aziende, ricordando in particolare l’attività svolta in tal senso dagli ispettorati del lavoro. Sottolinea, infine, che i dati sen- sibili richiamati nella proposta emendativa in discussione non sono suscettibili di essere messi a disposizione di chiunque ne faccia richiesta. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, ac- cetta la riformulazione proposta dal Go- verno per l’emendamento del relatore 1.214 illustrata precedentemente. Gessica ROSTELLATO (M5S) chiede chiarimenti in ordine alla portata della proposta emendativa 1.214 del relatore, così come riformulata dal Governo. Il sottosegretario Luigi BOBBA chiari- sce che la riformulazione intende chiarire che il riferimento deve essere ai « contratti a tempo determinato stipulati », anziché ai « rapporti di lavoro costituiti », formula- zione quest’ultima che potrebbe suscitare problemi interpretativi. La Commissione approva l’emenda- mento 1.214 del relatore, così come rifor- mulato (vedi allegato 4). La Commissione respinge poi con unica votazione, gli emendamenti Gregori 1.133 e Tripiedi 1.32. Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza dei presentatori dell’emenda- mento Tinagli 1.187: si intende vi abbiano rinunciato. Davide BARUFFI (PD), dopo aver di- chiarato di essere stato tentato di sotto- scrivere l’emendamento Tinagli 1.187, chiede al Governo di affrontare in ma- niera approfondita le questioni sottese allo stesso. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, in linea con quanto testé affermato dal col- lega Baruffi, sottolinea come egli abbia proposto precedentemente l’accantona- mento dell’emendamento Tinagli 1.187 proprio perché fossero evidenziate le que- stioni ivi indicate, la cui soluzione peraltro comporta significativi oneri finanziari da coprire. Mercoledì 16 aprile 2014 — 229 — Commissione XI
13. Il sottosegretario Luigi BOBBA assicura che il Governo si farà carico di approfon- dire le tematiche poste dall’emendamento Tinagli 1.187, al fine di ricercare per le stesse adeguate soluzioni. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, il- lustra una proposta riformulazione del- l’emendamento Gnecchi 1.130, volta ad ammettere le proroghe fino ad un mas- simo di cinque volte, anziché otto, nel- l’arco dei trentasei mesi complessivi, indi- pendentemente dal numero dei rinnovi. Cesare DAMIANO, presidente, avverte che ove venisse approvato l’emendamento Gnecchi 1.130, così come riformulato, re- sterebbe assorbita la successiva proposta emendativa Polverini 1.204. Gessica ROSTELLATO (M5S) si di- chiara perplessa da tale riformulazione, pensando che la stessa possa aumentare la precarietà anziché ridurla. Davide TRIPIEDI (M5S) ritiene che l’emendamento Gnecchi 1.130, così come riformulato dal relatore, aumenterebbe la precarietà dei lavoratori. Aggiunge, quindi, che l’attuale sinistra, l’attuale Partito de- mocratico, diventi in tal modo destra, perseguendo le medesime politiche dell’ex PdL ora Forza Italia. Auspica quindi che il relatore e il Governo non accedano a questa soluzione che accentua la preca- rizzazione del lavoro. Walter RIZZETTO (M5S) chiede chia- rimenti in merito agli effetti dell’emenda- mento Gnecchi 1.130, così come riformu- lato dal relatore. Cesare DAMIANO, presidente, immagi- nando quale sia l’intento del relatore, ricorda preliminarmente che l’attuale nor- mativa consente rinnovi di un contratto a termine con intervallo di tempo tra i datori di lavoro e lo stesso lavoratore per le medesime attività da questo esercitate. Rileva quindi che nella versione originaria del testo presentato dal Governo vi era la possibilità di moltiplicare il numero dei rinnovi. Precisa quindi che nell’attuale formulazione l’emendamento Gnecchi 1.130 consente al datore di lavoro solo cinque proroghe nel corso dei trentasei mesi: pur potendosi realizzare delle so- spensioni del rapporto di lavoro, non si può superare questo numero di proroghe. In sostanza, ritiene che tale emendamento così come riformulato limiti il cumulo di flessibilità nella stipula di rapporti di la- voro. Davide TRIPIEDI (M5S) ritiene che le affermazioni del presidente Damiano a sostegno della proposta emendativa Gnec- chi 1.130, così come riformulata dal rela- tore, siano il tentativo di coprire il « di- sastro » realizzato dal Governo Renzi. Chiede, quindi, che cosa avvenga se il datore di lavoro – tra un contratto di lavoro e l’altro a tempo determinato – modifichi le mansioni attribuite al proprio dipendente, spostandolo ad esempio dalla catena di montaggio al magazzino del- l’azienda. Cesare DAMIANO, presidente, ricorda come, nel caso prospettato dal collega Tripiedi, avvenga ciò che sarebbe successo anche prima del presente decreto, in quanto ci si trova di fronte ad un cambio di mansioni che determina un ritorno all’inizio del rapporto di lavoro. Rileva, quindi, che non ci si trova di fronte ad una innovazione della relativa disciplina e che la riformulazione dell’emendamento Gnec- chi 1.130 sia tesa a limitare l’arbitrio del datore di lavoro. Gessica ROSTELLATO (M5S) rileva come il problema risieda nel fatto che si sia passati da un sistema che prevedeva il rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato sia « causali », ossia motivati specificamente, sia « acausali », ad uno nel quale è previsto solo il secondo tipo di rinnovo senza l’indicazione di una causa specifica dello stesso. Marialuisa GNECCHI (PD) accoglie la proposta di riformulazione dell’emenda- Mercoledì 16 aprile 2014 — 230 — Commissione XI
14. mento 1.130, di cui è prima firmataria, avanzata dal relatore. La Commissione approva quindi l’emendamento Gnecchi 1.130, così come riformulato dal relatore. Si intende quindi assorbita la proposta emendativa Polverini 1.204. La Commissione, con il parere contra- rio del relatore e del rappresentante del Governo, respinge l’emendamento Rostel- lato 1.112. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, precisa che il suo emendamento 1.215 apporta modifiche di coordinamento for- male, conseguenti alla soppressione del comma 1-bis dell’articolo 1 del decreto legislativo n. 368 del 2001, disposta dal decreto-legge in esame, all’articolo 1, let- tera a), numero 2). Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere favorevole sull’emendamento del relatore 1.215 a condizione che sia inte- grato con una nuova formulazione del comma 2 dell’articolo 1, volta a precisare le modifiche di coordinamento da appor- tare al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. In particolare, all’articolo 20, al comma 4, si propone di sopprimere i primi due periodi e al terzo periodo dopo le parole: « della somministrazione » si propone di inserire le seguenti: « di la- voro »; si prevede poi l’abrogazione del comma 5-quater. Infine, all’articolo 21, comma 1, lettera c), si propone di sosti- tuire le parole « ai commi 3 e 4 »con le seguenti: « al comma 3 ». Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, ac- coglie la riformulazione proposta dal rap- presentante del Governo. Davide TRIPIEDI (M5S) dichiara l’astensione del suo gruppo. La Commissione approva l’emenda- mento del relatore 1.215 (Nuova formula- zione). Si passa all’esame dell’emendamento del relatore 1.216 e dei subemendamenti ad esso riferiti (vedi allegato 5). Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, esprime parere contrario ai subemenda- menti presentati. Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere conforme a quello espresso dal relatore. Giorgio AIRAUDO (SEL) invita la Com- missione ad approvare il suo subemenda- mento 0.1.216.1. La Commissione respinge il subemen- damento Airaudo 0.1.216.1. Sergio PIZZOLANTE (NCD) sottolinea che la sanzione prevista dall’emendamento del relatore 1.216 per il caso in cui i contratti a tempo determinato superano la soglia massima del 20 cento dell’organico è quella della loro trasformazione per legge in contratti a tempo indeterminato. A suo giudizio questo tipo di misura è insensata, anche perché è destinata a creare un contrasto difficilmente sanabile tra datore di lavoro e lavoratore, che si ripercuote negativamente sulle sorti del rapporto. Ritiene invece più efficace e ragionevole prevedere che il contratto di lavoro stipulato in violazione del limite percentuale decada di diritto e che il datore di lavoro sia tenuto a corrispondere al lavoratore il 50 per cento della somma corrispondente al valore economico del restante periodo contrattuale. La Commissione, con distinte votazioni, respinge il subemendamento Pizzolante 0.1.216.2 e il subemendamento Placido 0.1.216.3. Walter RIZZETTO (M5S) sottolinea che nella giornata di oggi è la terza volta che la maggioranza vota contro una proposta di deputati che la compongono. Invita pertanto il collega Pizzolante a trarre le conseguenti valutazioni. Mercoledì 16 aprile 2014 — 231 — Commissione XI
15. Valentina PARIS (PD) precisa che la situazione segnalata evidenzia il ripristino di una normale dialettica tra Esecutivo e Legislativo, all’interno della quale ciascun deputato può esprimere le sue posizioni, e quindi l’autonomia del Parlamento nel legiferare. Davide BARUFFI (PD), preso atto che il deputato Rizzetto è attento a ciò che avviene nella maggioranza, segnala che anche all’interno del gruppo M5S succede qualcosa che merita attenzione; nella se- rata di ieri, per esempio, i deputati Riz- zetto e Rostellato non hanno partecipato ai lavori, con la conseguenza che i loro emendamenti sono decaduti. Manifesta inoltre stupore per il fatto che il gruppo M5S abbia votato a favore del subemen- damento Pizzolante 0.1.216.2, ritenendo evidentemente che i diritti dei lavoratori siano monetizzabili. Cesare DAMIANO, presidente, sottoli- nea che nella Commissione si sviluppa una normale dialettica. Sergio PIZZOLANTE (NCD) ritiene evi- dente che in Commissione si sia determi- nato un problema politico. Al riguardo, osserva che non si tratta di una normale dialettica tra Governo e Parlamento, come sostenuto dalla collega Paris, ma di una questione interna alla maggioranza, che si è manifestata con il parere contrario espresso dal relatore e dal Governo su un emendamento sottoscritto da due capi- gruppo della maggioranza in Commis- sione. Si tratta di una questione che si è posta anche in relazione al progetto di legge sulle « dimissioni in bianco » e che riguarda la capacità della maggioranza di agire come tale. In verità, la XI Commis- sione è l’unica Commissione parlamentare nella quale una parte della maggioranza, che ha i numeri in Parlamento grazie a pochi voti in più conseguiti alle elezioni, si comporta in maniera arrogante verso altre forze politiche della stessa maggioranza; in sostanza, sembra che esista solo il PD, all’interno del quale si sviluppano tutti i conflitti e le relative mediazioni. Tiene in ogni caso a precisare che non accade lo stesso nelle altre sedi parlamentari e ciò spiega perché egli non ne trae le dovute conseguenze. Simone BALDELLI (FI-PdL) osserva che l’andamento dei lavori di oggi rende evidente la questione dello schema varia- bile della maggioranza sollevata dal col- lega Pizzolante, al quale lo unisce anche un comune approccio sulle tematiche in discussione. Egli ha fatto affermazioni di rilevante peso politico, che inducono a chiedersi se vi siano le condizioni per andare avanti nei lavori sul provvedi- mento, vista anche la prospettiva dell’ap- posizione di una questione di fiducia nel corso dell’esame in Assemblea, o se piut- tosto non sia necessario un chiarimento interno alla maggioranza o, almeno, nei confronti della Commissione e dell’Assem- blea. Invita al riguardo a riflettere sugli effetti che analoga vicenda provocherebbe in Assemblea, in riferimento a questioni così importanti e sensibili politicamente come quelle della riforma del mercato del lavoro. Walter RIZZETTO (M5S) desidera pre- cisare, con riferimento alle dichiarazioni del deputato Baruffi, che quanto accaduto ieri nel suo gruppo riguarda l’ambito cir- coscritto della Commissione Lavoro e del provvedimento in esame. Del tutto diverso è invece il rilievo che assume il fatto che la maggioranza vota contro le proposte avanzate da gruppi che ne fanno parte, vicenda che va oltre l’attività della Com- missione e il decreto che si sta trattando. Chiede quindi che vi sia il dovuto chiarimento per il prosieguo del cammino di una maggioranza che sta mostrando evidenti difficoltà. Marialuisa GNECCHI (PD) ritiene che in questa Commissione la maggioranza e il suo gruppo non si comportino affatto in maniera arrogante, ma dimostrano ampia disponibilità, come avvenuto di recente, per esempio, nei confronti del collega Fedriga. Mercoledì 16 aprile 2014 — 232 — Commissione XI
16. In linea generale, è a tutti noto che lo schieramento con il quale il PD si è presentato alle elezioni non è quello che ha poi sostenuto la formazione del Go- verno. È altresì evidente che su temi sensibili come quelli del lavoro vi possono essere posizioni diverse tra le parti poli- tiche, così come tra Camera e Senato. Altrettanto chiari e trasparenti sono gli orientamenti manifestati in merito al de- creto in esame, che il collega Pizzolante ha valutato positivamente mentre il suo gruppo ha preannunciato di volerlo cor- reggere. Invita poi a considerare che il con- fronto all’interno della Commissione è reso più difficile dal fatto che non tutti i colleghi partecipano costantemente ai suoi lavori, ma intervengono soprattutto nelle fasi di votazione. Fa presente, al riguardo, che i gruppi NCD e FI-PdL sono rappre- sentati anche da alcuni colleghi non par- ticolarmente assidui ai lavori anche in ragione di concomitanti impegni. In conclusione, ritiene che si possa prendere atto delle differenze tra le parti politiche, che non devono costituire un ostacolo allo svolgimento dei lavori. Non può però accettare che il suo gruppo sia considerato arrogante solo perché nume- ricamente più consistente. Tiziana CIPRINI (M5S) nota l’esistenza di contraddizioni rilevanti e insanabili tra il PD e le altre forze della maggioranza. Nota inoltre un fenomeno di « sindacabul- lismo » nella Commissione. Renata POLVERINI (FI-PdL) ricorda alla collega Gnecchi che i deputati Bru- netta e Baldelli, autorevoli membri della Commissione Lavoro, svolgono ruoli im- portanti alla Camera e che, conseguente- mente, il gruppo non può garantire nel suo insieme presenze costanti. Sottolinea quindi che oggi è emersa una questione politica che non riguarda il rapporto tra maggioranza e opposizioni, ma investe la sola maggioranza, che meglio avrebbe fatto a risolverla al suo interno, senza farla ricadere sui lavori della Com- missione. Cesare DAMIANO, presidente, ricor- dando che la Commissione ha un compito cui adempiere, fa presente che il Governo ha espresso un parere sugli emendamenti, che costituisce un momento di sintesi al quale i gruppi della maggioranza si alli- neano. Sergio PIZZOLANTE (NCD) rileva che il Governo dovrebbe cercare ad esprimere una sintesi tra le posizioni dei gruppi della maggioranza. Ribadisce poi che la questione da lui posta riguarda solo la Commissione La- voro, nella quale il gruppo PD manifesta un atteggiamento arrogante, che si mani- festa nel fatto che sintesi e mediazioni si svolgono solo al suo interno senza consi- derare le forze politiche alleate. Di fatto, un subemendamento presentato dai rap- presentanti di due gruppi della maggio- ranza è stato respinto dalla stessa mag- gioranza, con il parere contrario del re- latore e del Governo. In questa occasione il Governo non ha rispettato la sua mag- gioranza, in quanto non si è posto neppure il problema di cercare preventivamente un dialogo con i presentatori dell’emenda- mento. Marco BALDASSARRE (M5S) ritiene che se la maggioranza deve discutere dei suoi problemi di funzionamento, meglio sarebbe sospendere i lavori della Commis- sione. Cesare DAMIANO, presidente, sollecita la Commissione a procedere nei lavori. Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere favorevole sull’emendamento del relatore 1.216, a condizione che alla let- tera b-bis) sia aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Alle medesime lavoratrici è al- tresì riconosciuto, con le stesse modalità di cui al presente comma, il diritto di pre- cedenza anche nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi, con riferi- mento alle mansioni già espletate in ese- cuzione dei precedenti rapporti a ter- mine ». Mercoledì 16 aprile 2014 — 233 — Commissione XI
17. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, ac- coglie la sollecitazione del Governo, pre- sentando una nuova formulazione del suo emendamento 1.216. La Commissione approva quindi l’emendamento del relatore 1.216 (nuova formulazione). Cesare DAMIANO, presidente, avverte che l’emendamento Gnecchi 1.131 è stato ritirato, riservandosi i presentatori la for- mulazione di un ordine del giorno per il successivo esame in Assemblea. La Commissione, con il parere favore- vole del relatore e del Governo, approva l’emendamento Coscia 1.135. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, ri- tiene meritorie le finalità dell’emenda- mento Baldelli 2.80, ma fa presente, anche a seguito di contatti informali intercorsi con il Ministero dell’economia e delle finanze, che lo stesso comporta oneri fi- nanziari consistenti. Invita pertanto il de- putato Baldelli a ritirarlo, valutando la formulazione di un ordine del giorno per l’esame in Assemblea, affinché la sua pro- posta possa essere inserita nei provvedi- menti che il Governo sta programmando di adottare. Il sottosegretario Luigi BOBBA si asso- cia alle considerazioni del relatore, rile- vando che, oltre a un problema di coper- tura finanziaria, l’emendamento 2.80 pre- senta anche profili critici dal punto di vista sistematico, visto che il decreto in esame introduce limitati elementi innova- tivi in materia di apprendistato. Fa pre- sente in ogni caso che il Ministro del lavoro intende affrontare il tema dei la- voratori anziani che hanno perso il lavoro ed è disponibile ad accogliere un ordine del giorno che riprenda la sostanza della proposta emendativa in esame. Simone BALDELLI (FI-PdL), nel rin- graziare il relatore e il Governo per l’at- tenzione dimostrata, ritiene tuttavia che i problemi di copertura finanziaria posti dal suo emendamento 2.80 avrebbero potuto essere superati da una riformulazione in grado di individuare una compensazione tra nuovi oneri e riduzione dei costi esi- stenti. Per esempio, si sarebbe potuto aprire un canale agevolato di accesso al- l’apprendistato per i lavoratori che bene- ficiano di ammortizzatori sociali, la cui cessazione potrebbe compensare le agevo- lazioni contributive proposte. In tal modo, si sarebbe peraltro realizzata una vera politica attiva del lavoro. Per questi motivi, essendo mancato uno sforzo di riformulazione, chiede che il suo emendamento venga messo in votazione, affinché la Commissione si assuma l’onere di una pronuncia. Si riserva infine l’even- tuale presentazione di un ordine del giorno per il successivo esame in Assem- blea. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, os- serva che le obiezioni sugli effetti finan- ziari dell’emendamento Baldelli 2.80 ri- guardano proprio i soggetti titolari di ASPI, visto che il decreto-legge n. 76 del 2013 già prevede la destinazione del 50 per cento del trattamento spettante al lavoratore e non goduto in favore dell’im- presa che lo assume. In sostanza, lo spazio finanziario aperto dalla cessazione degli ammortizzatori sociali goduti dal lavora- tore che riprende il lavoro è già stato utilizzato. Osserva inoltre che il Ministero del- l’economia di regola non ritiene di poter utilizzare come modalità di copertura le risorse generate dai contributi futuri del lavoratore che cessa dallo stato di disoc- cupazione, richiedendo invece specifiche forme di copertura per l’introduzione di incentivi alle assunzioni. Simone BALDELLI (FI-PdL) apprezza la risposta del relatore, ma ribadisce che, pur nei ristretti margini di tempo dispo- nibili, si sarebbero potute individuare altre forme di copertura, intervenendo per esempio sulle risorse di cui alla legge n. 407 del 1990. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, ri- conosce che si potevano trovare altre for- Mercoledì 16 aprile 2014 — 234 — Commissione XI
18. mulazioni, ma assicura che i tentativi operati non sono andati a buon fine. La Commissione respinge quindi l’emendamento Baldelli 2.80. Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere favorevole sull’articolo aggiuntivo del relatore 2.05, a condizione che il comma 3 sia riformulato come segue: « Il datore di lavoro al quale non si applicano i limiti percentuali già stabiliti dai vigenti contratti collettivi nazionali di lavoro di cui al comma 2, che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, abbia in corso rapporti di lavoro a termine che comportino il superamento del limite per- centuale di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, è tenuto a rientrare nel predetto limite entro il 31 dicembre 2014. In caso contrario il datore di lavoro, successiva- mente a tale data, non può stipulare nuovi contratti di lavoro a tempo determinato fino a quando non rientri nel limite per- centuale di cui all’articolo 1, comma 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368. » Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, ac- coglie la riformulazione proposta dal rap- presentante del Governo, che considera utile per le imprese e i lavoratori più di quanto non lo sia un blocco immediato delle nuove assunzioni. Infatti, si consente ai datori di lavoro che in base alle nuove norme si troveranno oltre la soglia di contratti a termine consentiti di rientrare nei limiti di legge in un tempo ragionevole. In caso contrario, scatterà il divieto di nuove assunzioni fino al rientro nei citati limiti. La Commissione approva l’articolo ag- giuntivo del relatore 2.05 (nuova formu- lazione). Mara MUCCI (M5S) invita a conside- rare i suoi emendamenti 4.37 e 4.38. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, esprime parere contrario sull’emenda- mento Mucci 4.37. Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere conforme a quello del relatore, rilevando che il provvedimento in esame non modifica la normativa sul DURC. Sottolinea tuttavia che il tema posto dalla deputata Mucci è rilevante, in particolare per quanto riguarda gli effetti sulla rego- larità contributiva di esigui scostamenti tra il dovuto e il versato, oggetto del- l’emendamento 4.38. Invita in proposito a valutare la presentazione di apposito or- dine del giorno per l’esame in Assemblea, che il Governo potrebbe accogliere. La Commissione respinge l’emenda- mento Mucci 4.37. Mara MUCCI (M5S) ritiene che il suo emendamento 4.38 sia una proposta di buon senso, che evita di bloccare l’attività delle imprese in presenza di debiti con- tributivi esigui. Si dichiara pertanto dispo- nibile a riformulare l’emendamento, ove necessario per fugare eventuali preoccu- pazioni. Gessica ROSTELLATO (M5S) invita il Governo a rivalutare l’emendamento 4.38, sottolineando che spesso i piccoli scosta- menti tra il dovuto e il versato dipendono da avvisi bonari, che poi risultano errati. Dovrebbe perciò essere considerata al- meno la posizione di chi è destinatario di soli avvisi bonari. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, fa presente che il Ministero e l’INPS riten- gono sconsigliabile una norma di legge che escluda l’irregolarità contributiva in pre- senza di scostamenti di piccola entità rispetto al dovuto, in quanto ritengono che tale norma potrebbe essere percepita come una soglia di tolleranza accettata. Invita pertanto a formulare sul tema un ordine del giorno, facendo in ogni caso presente che non appare accettabile indi- care una percentuale di scostamento del 5 per cento, che corrisponde per le grandi imprese a somme enormi. Mara MUCCI (M5S) dichiara di ritirare l’emendamento 4.38, a fronte della dispo- Mercoledì 16 aprile 2014 — 235 — Commissione XI
19. nibilità del Governo a valutare un ordine del giorno in materia. La Commissione, con il parere favore- vole del relatore e del Governo, approva l’emendamento Placido 5.4. Cesare DAMIANO, presidente, avverte che il deputato Fedriga, presentatore del- l’emendamento 5.5, non è presente alla seduta, ma è stato informato della possi- bilità di una riformulazione della sua proposta, che egli tuttavia non ha accet- tato. Avverte pertanto che l’emendamento si intende decaduto. Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, il- lustra il contenuto dell’ emendamento 5.7. Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere favorevole sull’emendamento del relatore 5.7. La Commissione approva l’emenda- mento del relatore 5.7. Cesare DAMIANO, presidente, avverte che si è concluso l’esame degli emenda- menti e che il testo risultante dall’esame sinora svolto sarà trasmesso alle Commis- sioni competenti in sede consultiva per acquisirne il parere. La Commissione tor- nerà pertanto a riunirsi nella giornata di domani, al termine delle votazioni anti- meridiane dell’Assemblea. Simone BALDELLI (FI-PdL) rileva che in sede di Conferenza dei presidenti dei gruppi si è oggi convenuto che le Com- missioni sono autorizzate a riunirsi du- rante le dichiarazioni di voto sul progetto di legge in materia di agenzie ambientali. Invita quindi a verificare la possibilità di anticipare la seduta della Commissione. Cesare DAMIANO, presidente, si riserva di valutare le condizioni per anticipare la convocazione della Commissione. Rinvia infine il seguito dell’esame alla seduta di domani. La seduta termina alle 22.40. ERRATA CORRIGE Nel Bollettino delle Giunte e delle Com- missioni parlamentari n. 218 dell’16 aprile 2014, a pagina 332, prima colonna, ven- tiduesima riga, sostituire le parole: « dai medesimi », con le seguenti: « fra i mede- simi ». Mercoledì 16 aprile 2014 — 236 — Commissione XI

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