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Comune di Maccastorna Provincia di Lodi REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI - PDF
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1 Comune di Maccastorna Provincia di Lodi REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio Comunale n.2 del 02/03/2013
2 TITOLO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1 Oggetto 1. Il presente Regolamento disciplina organizzazione, strumenti e modalità di svolgimento, in proporzione alle risorse disponibili per garantire conformità, regolarità e correttezza, efficienza ed efficacia dell azione dell Ente attraverso un sistema integrato di controlli interni in attuazione dell articolo 3 del Decreto Legge n. 174/2012 convertito in Legge n. 213/2012. Articolo 2 - Sistema integrato dei controlli interni 1. Il sistema integrato dei controlli interni è articolato in: a) controllo di gestione: verifica l efficacia, efficienza ed economicità dell azione amministrativa ed ottimizza il rapporto tra costi e risultati; b) controllo di regolarità amministrativa: per garantire la legittimità, regolarità e correttezza dell azione amministrativa; c) controllo di regolarità contabile: per garantire la regolarità contabile degli atti; d) controllo sugli equilibri finanziari: volto al mantenimento degli equilibri di bilancio per la gestione di competenza, dei residui e di cassa. Esso viene disciplinato a parte nel Regolamento di contabilità. 2. Il sistema dei controlli è attuato nel rispetto del principio di distinzione tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione. TITOLO II IL CONTROLLO DI REGOLARITA AMMINISTRATIVO - CONTABILE Articolo 3 - Controllo preventivo e successivo - Definizioni 1. Il controllo di regolarità amministrativa e contabile è preventivo e successivo. 2. Il controllo è preventivo quando si svolge nelle fasi di formazione dell atto che vanno dall iniziativa all integrativa dell efficacia, fase che si conclude, di norma, con la pubblicazione. 3. Il controllo è successivo quando si svolge dopo che si è conclusa anche l ultima parte dell integrazione dell efficacia, di norma, la pubblicazione. Articolo 4 Controllo preventivo di regolarità amministrativa 1. Nella fase di formazione delle proposte di deliberazione della giunta e del consiglio, il responsabile del servizio competente per materia, individuato in funzione dell iniziativa o dell oggetto della proposta, esercita il controllo di regolarità amministrativa il cui esito finale è espresso con il parere di regolarità tecnica attestante la regolarità e la correttezza dell'azione amministrativa ai sensi dell articolo 49 del TUEL. 2. Su ogni proposta di deliberazione di giunta e di consiglio, che non sia mero atto di indirizzo, deve essere richiesto preventivamente il parere in ordine alla regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato; del pari, il parere di regolarità tecnica deve
3 essere preventivamente acquisito su ogni emendamento proposto dai Consiglieri Comunali, fatta salva la specifica disciplina recata dal Regolamento di contabilità per gli emendamenti al bilancio, le proposte di emendamento, a pena di inammissibilità, devono essere formalmente presentate al protocollo dell Ente almeno ventiquattro ore prima dell orario di riunione. 3. Il parere di regolarità tecnica è richiamato nel testo delle deliberazione, anche in relazione agli eventuali emendamenti, ed allegato quale sua parte integrante e sostanziale. 4. Per ogni altro atto amministrativo diverso dalle deliberazioni, il responsabile del servizio procedente esercita il controllo preventivo di regolarità amministrativa il cui esito è attestato con la personale sottoscrizione che perfeziona il provvedimento. Articolo 5 Controllo preventivo di regolarità contabile 1. In fase di formazione delle proposte di deliberazione di giunta e di consiglio, il responsabile del servizio finanziario esercita il controllo di regolarità contabile il cui esito viene espresso con il relativo parere previsto dall articolo 49 del TUEL. 2. Su ogni proposta di deliberazione giuntale e consiliare, che non sia mero atto di indirizzo e che comporti riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell'ente, deve sempre essere richiesto il parere del responsabile del servizio finanziario in ordine alla regolarità contabile. Del pari, il parere di regolarità contabile deve essere preventivamente acquisito su ogni emendamento proposto dai Consiglieri comunali, fatta salva la specifica disciplina recata dal Regolamento di contabilità per gli emendamenti al bilancio, le proposte di emendamento, a pena di inammissibilità, devono essere formalmente presentate al protocollo dell Ente almeno quarantotto ore prima l orario di riunione dell Organo che dovrà esaminare la proposta al quale si riferiscono. 3. Il parere di regolarità contabile è richiamato nel testo della deliberazione, anche in relazione agli eventuali emendamenti, ed allegato quale parte integrante e sostanziale alla stessa. Del pari, viene allegata alla deliberazione l attestazione da parte del Responsabile dei servizi finanziari che il parere di regolarità contabile non è richiesto per assenza dei relativi presupposti definiti dalla legge. 4. Nella formazione delle determinazioni, e di ogni altro atto che comporti impegno contabile di spesa ai sensi degli articoli 151, comma 4, e 183, comma 9 del TUEL, il responsabile del servizio finanziario esercita il controllo di regolarità contabile attraverso l apposizione del visto attestante la copertura finanziaria. 5. Il visto attestante la copertura finanziaria è allegato, quale parte integrante e sostanziale, al provvedimento cui si riferisce. Articolo 6 Sostituzioni 1. Nel caso in cui il responsabile del servizio sia assente, il parere di regolarità tecnica, o di regolarità contabile, è rilasciato da colui che è designato a sostituirlo. 2. Nel caso in cui il responsabile del servizio finanziario sia assente il visto attestante la copertura finanziaria è rilasciato da colui che è designato a sostituirlo. 3. Qualora l'ente sia privo di responsabili di servizio il parere di regolarità tecnica o di regolarità contabile è espresso dal segretario comunale sulla base delle sue competenze. Articolo 7 Responsabilità 1. I soggetti di cui agli articoli precedenti rispondono in via amministrativa e contabile dei pareri espressi.
4 2. Ove la Giunta o il Consiglio Comunale non intendano conformarsi ai pareri di regolarità tecnica o di regolarità contabile devono darne adeguata motivazione nel testo della deliberazione. Articolo 8 Controllo successivo Caratteri generali ed organizzazione 1. Il controllo successivo sugli atti del Comune è di tipo interno e a campione. 2. Il nucleo di controllo è di norma unipersonale ed è costituito dal Segretario comunale il quale dirige, organizza e svolge il controllo successivo di regolarità amministrativa e contabile. Il Segretario può nominare un secondo componente, con requisiti di indipendenza, per l esame di particolari categorie di atti che richiedono competenze tecniche specifiche. 3. Il Segretario Comunale nello svolgere il controllo successivo può anche avvalersi del personale comunale appositamente designato a cui assegnare l istruttoria dell attività di controllo. 4. Qualora al Segretario Comunale siano stati assegnati, secondo le norme del TUEL, compiti gestionali, a svolgere il controllo sarà incaricato il Responsabile di Area dell Ente, in condizioni di reciprocità. 5. Al termine del controllo di ciascun atto e/o procedimento viene redatta una scheda in conformità agli standard predefiniti di cui al comma 2, art. 10, che sarà allegata alle risultanze. Art. 9 - Oggetto del controllo 1. Sono oggetto del controllo successivo le determinazioni di impegno di spesa, i contratti e gli altri atti amministrativi, scelti secondo una selezione casuale effettuata con motivate tecniche di campionamento. 2. Nella categoria degli altri atti amministrativi rientrano, fra gli altri, gli ordinativi in economia, i decreti, le ordinanze, i provvedimenti autorizzativi e concessori di diversa natura. Art.10 - Metodologia del controllo 1. Il controllo successivo di regolarità amministrativa misura e verifica la conformità e la coerenza degli atti e/o procedimenti controllati agli standards di riferimento. 2. Per standards predefiniti si intendono i seguenti indicatori: a) regolarità delle procedure, rispetto dei tempi, correttezza formale dei provvedimenti emessi; b) affidabilità dei dati riportati nei provvedimenti e nei relativi allegati; c) rispetto delle normative legislative e regolamentari in generale; d) conformità al programma di mandato, P.R.O., atti di programmazione, atti di indirizzo e direttive interne. 3. Per lo svolgimento dell'attività di controllo, il Segretario Comunale, sentito il Responsabile di Area e la Giunta Comunale nel caso in la sua stessa attività sia soggetta a controllo in quanto assegnataria di compiti gestionali, stabilisce un piano annuale entro il mese di Gennaio, prevedendo il controllo di almeno il 10 per cento delle determinazioni di spesa e dei contratti aventi valore complessivo superiore a 5.000,00 euro. Per le altre categorie di atti amministrativi e le spese fino a 5.000,00 euro, il piano prevede un ragionevole numero minimo di atti controllati nel corso dell anno, normalmente in misura pari al 5 per cento del loro numero totale. L attività di controllo è normalmente svolta con cadenza semestrale.
5 4. Per ogni controllo effettuato viene compilata una scheda redatta in conformità agli standards predefiniti. 5. L'esame può essere esteso, su iniziativa di chi effettua di controllo, anche agli atti dell'intero procedimento o di procedimenti della stessa tipologia. Pertanto gli uffici, oltre al provvedimento oggetto del controllo, dovranno trasmettere la documentazione che sarà loro richiesta. Art.11 - Risultati del controllo 1. Le schede elaborate sui controlli a campione sono oggetto di una relazione semestrale e di una annuale da cui risulti: a) il numero degli atti e/o procedimenti esaminati; b) i rilievi sollevati e il loro esito; c) le osservazioni dell'unità su aspetti dell'atto, o procedimento, oggetto di verifica, non espressamente previste ma che il nucleo di controllo ritenga opportuno portare all'attenzione dei Responsabili; d) le analisi riepilogative e le indicazioni da fornire alle strutture organizzative. 2. Le relazioni sono trasmesse ai responsabili dei servizi, unitamente alle direttive cui conformarsi in caso di riscontrate irregolarità, nonché al revisore dei conti e come documenti utili per la valutazione, e ai capigruppo consiliari. 3.La segnalazione di singole irregolarità, sostanzialmente rilevanti, viene fatta subito al competente Responsabile, al momento del loro rilievo, per consentire le eventuali azioni correttive. TITOLO III CONTROLLO DEGLI EQUILIBRI FINANZIARI Art. 12 Controllo degli equilibri finanziari - Finalità 1. Il controllo sugli equilibri finanziari garantisce, in chiave dinamica, il costante raggiungimento del risultato di sostanziale pareggio di bilancio, nel rispetto delle norme previste dall ordinamento finanziario e contabile degli enti locali e dalle regole di finanza pubblica 2. Al fine del controllo sull equilibrio sostanziale di bilancio, la verifica si estende anche agli organismi gestionali esterni. Art. 13 Controllo degli equilibri finanziari - Caratteri generali e struttura 1. Il controllo sugli equilibri finanziari di bilancio è svolto sotto la direzione ed il coordinamento del Responsabile dei Servizi Finanziari e con la vigilanza dell'organo di revisione. 2. Partecipano all attività di controllo l Organo di Revisione con funzioni di vigilanza sull operato del Responsabile dei Servizi Finanziari ed il Segretario Comunale. Art. 14 Controllo degli equilibri finanziari- Metodologia 1. Il Responsabile dei Servizi Finanziari dirige e coordina il controllo sugli equilibri finanziari. Il monitoraggio sul permanere degli equilibri finanziari è svolto costantemente dal responsabile dei servizi finanziari.
6 2. Il Responsabile servizio finanziario formalizza l attività di controllo attraverso un verbale e attesta il permanere degli equilibri. 3. Partecipano all attività di controllo l Organo di revisione ed il Segretario Comunale. Articolo 15 Esito negativo 1. Qualora la gestione di competenze o dei residui, delle entrate o delle spese, evidenzi il costituirsi di situazioni tali da pregiudicare gli equilibri finanziari o gli equilibri obiettivo del patto di stabilità, il Responsabile del servizio finanziario procede, senza indugio, alle segnalazioni obbligatorie disciplinate dall articolo 153, comma 6 del TUEL. TITOLO IV CONTROLLO DI GESTIONE Art. 16 Controllo di gestione Finalità 1. Per garantire che le risorse siano impiegate per ottenere obiettivi prefissati secondo criteri di economicità, efficacia ed efficienza e ottimizzare il rapporto tra obiettivi e azioni realizzate e tra risorse impiegate e risultati, l Ente esegue il controllo di gestione. 2. Il controllo di gestione è concomitante allo svolgimento dell attività amministrativa, orienta l attività e tende a rimuovere eventuali disfunzioni e ad avere i seguenti principali risultati: a) la corretta individuazione degli obiettivi prioritari per la collettività; b) il raggiungimento degli obiettivi nei modi e nei tempi migliori per efficienza ed efficacia, tenendo conto delle risorse disponibili; c) l imparzialità e il buon andamento dell azione amministrativa; d) il grado di economicità dei fattori produttivi. Articolo 17 Ambito di applicazione 1. Il controllo di gestione ha per oggetto l'intera attività amministrativa e gestionale. 2. Il controllo di gestione è svolto in riferimento ai singoli servizi, o centri di costo, verificando in maniera complessiva e per ciascun servizio i mezzi finanziari acquisiti, i costi dei singoli fattori produttivi, i risultati qualitativi e quantitativi ottenuti e, per i servizi a carattere produttivo, i ricavi. 3. In sede di prima applicazione il controllo di gestione può avere per oggetto una parte significativa dei servizi di ciascun centro di costo. Art. 18- Struttura operativo del controllo di gestione 1. Il controllo di gestione è supportato dal Servizio Finanziario, che predispone gli strumenti destinati agli organi politici, di coordinamento e ai responsabili della gestione, per le finalità volute dalle vigenti norme. 2. Le analisi e gli strumenti predisposti dal Servizio Finanziario sono utilizzati dagli Amministratori in termini di programmazione e controllo e dai Responsabili di Servizio in termini direzionali in ordine alla gestione e ai risultati. Art. 19 Metodologia Fasi dell attività di controllo 1. Per il controllo sulla gestione si assume come parametro il Piano Risorse ed Obiettivi.
7 2. Il controllo si articola nelle seguenti fasi: a) definizione degli obiettivi in sede di approvazione della Relazione Previsionale e Programmatica; b) rilevazioni dei dati relativi ai costi/spese e ai proventi/entrate nonché dei risultati raggiunti in riferimento alle attività e/o obiettivi dei singoli servizi e centri di responsabilità; c) valutazione dei dati predetti in rapporto ai valori attesi del Piano o rispetto ad un trend storico, per verificare il loro stato di attuazione e di misurare l efficacia, l efficienza e il grado di convenienza economica delle azioni intraprese; d) elaborazione di almeno una relazione infrannuale riferita all attività complessiva dell Ente e alla gestione dei singoli servizi, di norma prima della verifica in Consiglio Comunale sullo stato di attuazione dei programmi; e) elaborazione della relazione finale sulla valutazione dei risultati di Ente e per Servizio. Art Sistema di rendicontazione 1. I documenti dell articolo precedente sono elaborati in collaborazione tra il Servizio finanziario e gli altri servizi, con la sovraintendenza e il coordinamento del Segretario Comunale. 2. Le relazioni devono riportare: a) grado di realizzazione degli obiettivi della Relazione Previsionale Programmatica e del P.R.O. rispetto agli indicatori di qualità e quantità se definiti, evidenziando gli scostamenti; b) stato di avanzamento delle spese e degli accertamenti delle entrate per la parte economica-finanziaria rispetto alle dotazioni con evidenziate le variazioni; c) verifica per i servizi più significativi dei mezzi finanziari acquisiti, dei costi/spese dei singoli fattori produttivi e, per i servizi a carattere produttivo, dei ricavi/entrate. 3. Il referto conclusivo è trasmesso alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. TITOLO V NORME FINALI Articolo 21 -INVIO 1. Ai sensi dell articolo 3, comma 2 del Decreto Legge n. 174/2012, a cura del Segretario Comunale copia del presente, divenuto efficace, sarà inviata alla Prefettura ed alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti. Articolo 22 - Entrata in vigore 1. Il presente Regolamento ai sensi del comma 2, art. 7 dello Statuto Comunale entrerà in vigore il giorno successivo all ultimo di deposito, previsti in giorni dieci, presso la segreteria comunale. 2. Eventuali disposizioni regolamentari in contrasto con il presente regolamento sono abrogate.

References: Articolo 1
 articolo 3
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 articolo 49
 Articolo 5
 articolo 49
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 art. 10
 Art. 9
 Art.10
 Art.11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Articolo 15
 articolo 153
 Art. 16
 Articolo 17
 Art. 18
 Art. 19
 Articolo 21
 articolo 3
 Articolo 22
 art. 7