Source: https://studiolegalesalluzzo.wordpress.com/2015/02/07/responsabilita-oggettiva-dellamministrazione-per-le-buche-stradali/
Timestamp: 2020-02-21 11:16:29+00:00

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Responsabilità oggettiva dell’Amministrazione per le buche stradali – Studio Legale Salluzzo
L’Ente proprietario risponde, ai sensi dell’art. 2051 C.C., dell’evento pregiudizievole, quando sia riconducibile a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa tranne che si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o di prevedere, con l’ordinaria diligenza, la situazione di pericolo ed interrompere quindi il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all’Ente e l’evento dannoso.
Il caso in esame aveva riguardato la caduta di un motociclista provocata dalla presenza di terriccio e materiale alluvionale sul fondo stradale. I Giudici di merito di primo e secondo grado avevano attribuito pari responsabilità all’Ente Comunale, proprietario della strada, ed al motociclista, per il primo ravvisata nella mancata segnalazione della situazione di pericolo, per il secondo nel fatto che lo stesso viaggiasse a velocità eccessiva e trasportasse con sé una passeggera, pur essendo il mezzo omologato per una persona.
La Cassazione ha invece cassato la sentenza, rinviando alla Corte di Appello competente, in diversa composizione, perché valuti se la condotta imprudente e negligente del motociclista, apparendo particolarmente grave, fosse idonea ad interrompere il nesso di causalità fra le condizioni della strada ed il sinistro o quanto meno a giustificare una diversa incidenza della responsabilità del Comune.
In questo caso si trattava di terriccio e materiale alluvionale ma cosa dire degli innumerovoli incidenti causati dalle molteplici buche presenti nelle nostre strade?
Basti pensare che lo stesso giorno di pubblicazione della sentenza commentata, altra decisione della S.C. (Cass. 13/01/2015 n. 295) ha confermato il carattere oggettivo della responsabilità dell’Amministrazione per i danni cagionati al conducente di una autovettura che, percorrendo una strada statale, aveva perso il controllo del mezzo a causa della presenza di una macchia d’olio sul manto stradale; condannando l’Ente proprietario ANAS, il quale non aveva dimostrato il caso fortuito.
Cio in quanto la responsabilità dell’Amministrazione è oggettiva poiché ex. Art. 2051 C.C., “..il custode, ossia colui che si trovi nelle condizioni di fatto di controllare i pericoli della cosa in custodia, risponde dei danni, cagionati a causa della mera sussistenza di un nesso causale tra cosa in custodia e fatto dannoso, senza che rilevi la sua condotta o l’osservanza da parte sua, di un obbligo di vigilanza sulla cosa stessa giacché la nozione di custodia non presuppone né implica uno specifico obbligo di custodire analogo a quello previsto per il depositario”.
Quindi, l’attore che agisce per il riconoscimento del danno, ha il solo onere di provare il nesso causale tra la cosa e l’evento lesivo, mentre il custode (il Comune, l’Anas ..) convenuto deve provare l’esistenza di un fattore estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere quel nesso causale (così, oltre le sentenze citate, v. Cass. 07/08/2010 n. 8229; Cass. 19/05/2011 n. 1106; Cass. 18/02/2014 n. 3793; Cass. 25/08/2014 n. 18162; Cass. 23/10/2014 n. 22528).
Forse se ogni cittadino si ribellasse all’omessa manutenzione agendo per il risarcimento degli innumerovoli danni subiti (sia ai nostri mezzi che quelli fisici) per i Comuni sarebbe preferibile rimetterci a posto le strade.
Corte di Cassazione, con sentenza 13/01/2015 n. 287
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 Art. 2051
 Cass. 
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