Source: http://www.arpnet.it/animus/riforma/ddl/BracciDdL.htm
Timestamp: 2017-12-15 02:38:14+00:00

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BRACCI MARINAI: Proposta di legge n. 2029.
PROPOSTA DI LEGGE N. 2029
CAPO 1 ISTITUTI SUPERIORI PER GLI STUDI MUSICALI
1. In attuazione dell'art. 33 della Costituzione e in armonia con gli orientamenti sull'istruzione superiore della Comunità Europea, la presente legge fissa i princìpi per l'istituzione degli Istituti superiori di formazione e ricerca per gli studi musicali (ISSM).
2. All'istituzione degli ISSM concorrono i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati, di cui alla legge 6 luglio 1912, n. 734 e successive modificazioni, che optino per il passaggio al nuovo ordinamento. Tali istituti, nel passaggio, possono mantenere la loro denominazione storica.
3. Gli ISSM sono ordinati secondo il livello universitario. Essi sono dotati di personalità giuridica, hanno autonomia didattica, di ricerca organizzativa, finanziaria e con	abile o si danno ordinamenti autonomi tramite i relativi statuti e regolamenti.
5. Gli ISSM hanno come finalità la formazione e la ricerca orientate alla promozione e allo sviluppo della musica e all'esercizio delle professioni musicali, ed esplicano attività didattica, di ricerca e di servizio nel rispetto della libertà di insegnamento e di ricerca dei docenti e dell'autonomia delle strutture didattiche e di ricerca.
6. Il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, di seguito denominato "Ministro", dà attuazione all'indirizzo e al coordinamento nei confronti degli ISSM nel rispetto dei principi di autonomia s	abiliti dall'articolo 33 della Costituzione, dalla legge 9 maggio 1989, n. 168, e, in quanto applicabile, dalla successiva legislazione universitaria, nonché dalla presente legge.
Articolo 2 (Delega)
1. Il Governo della Repubblica, ai sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400, è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi:
a) per la creazione degli ISSM;
b) per il passaggio al nuovo ordinamento dei Conservatori e degli Istituti, di cui all'articolo 1, comma 3.
2. I decreti legislativi sono adottati secondo i principi e i criteri direttivi e con le scadenze fissate dalla presente legge, su proposta del Ministro, di concerto con il Ministro della pubblica istruzione previo parere delle competenti Commissioni permanenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, sentito il Consiglio universitario nazionale (CUN) e acquisito il parere della Commissione nazionale, di cui al comma 3.
3. Entro tre mesi dalla data di emanazione della presente legge, con decreto del Ministro è nominata una commissione nazionale composta da ventuno membri, di cui:
a) quindici sono eletti da e tra il personale docente di ruolo delle Istituzioni, di cui all'articolo 1, comma 3; le elezioni sono disciplinate con regolamento elettorale emanato dal Ministro;
b) sei vengono designati dal CUN tra i professori universitari di ruolo inquadrati nei settori scientifico-disciplinari L27A Storia della musica antica, medievale e rinascimentale, L278 Musicologia e storia della musica moderna e contemporanea, L27C Etnomusicologia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1994.
4. La Commissione nazionale, che elegge al suo interno un Presidente, assolve i compiti previsti dalla presente legge. Esprime parere e formula proposte sulle materie di seguito disciplinate; in particolare, entro sei mesi dal suo insediamento, essa predispone una o più proposte relative all'ordinamento didattico nazionale e allo statuto degli ISSM. I pareri vengono espressi entro due mesi dalla richiesta. La Commissione decade all'atto della costituzione dell'Organo nazionale di autogoverno, di cui all'articolo 6.
Articolo 3 (Ordinamento didattico nazionale degli ISSM)
1. Gli ISSM rilasciano titoli di studio di grado universitario di primo e secondo livello al termine di corsi di durata rispettivamente non inferiore a tre e non superiore a cinque anni. Con esplicito riferimento a norme comunitarie possono rilasciare titoli di studio di terzo livello.
2. Gli ISSM forniscono agli studenti conoscenze orientate all'acquisizione di competenze culturali e professionali tramite specifiche metodiche formative, che debbono prevedere, tra l'altro, periodi di addestramento e di esperienza professionale di durata non inferiore ad un semestre per i corsi di primo livello e due semestri per i corsi di secondo livello.
3. L'ordinamento didattico nazionale dei titoli di primo e di secondo livello rilasciati dagli ISSM è adottato con uno o più decreti legislativi, da emanarsi comunque entro un anno dall'entrata un vigore della presente legge, su proposta della Commissione nazionale di cui all'articolo 2, comma 3. 4. L'ordinamento didattico nazionale definisce:
a) i contenuti culturali e professionali intesi come insiemi di discipline affini finalizzate a obiettivi didattico-formativi, la durata dei corsi di studio e gli obblighi minimi di frequenza, le prove di verifica e i criteri di valutazione per gli studenti da includere necessariamente nelle abelle curricolari dei diversi titoli di studio;
b) fatto salvo il diploma di maturità della scuola secondaria superiore, i requisiti per l'ammissione degli studenti in relazione al compimento degli studi musicali e la programmazione degli accessi eventualmente tramite prove attitudinali;
c) l'estensione agli studenti degli ISSM delle norme vigenti per gli studenti delle università in materia di diritto allo studio, di tasse e di contributi
d) i requisiti e lo eventuali abbreviazioni di corso per il conseguimento dei nuovi titoli di studio da parte dei diplomati dei Conservatori e degli Istituti, di cui all'articolo 1, comma 3.
5. I titoli di studio rilasciati dagli ISSM sono tutelati dalla legge 13 marzo 1958, n. 262; hanno valore legale ai fini dell'esercizio della libera professione e dell'ammissione ai concorsi della pubblica amministrazione. Per l'ammissione all'insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado valgono le norme di cui all'articolo 4 della legge 19 novembre 1990, n. 341.
Articolo 4. (Reclutamento e stato giuridico)
1. Entro un anno dalla data di emanazione della presente legge, su proposta del Ministro, con uno o più decreti legislativi vengono definiti:
a) i settori scientifico-disciplinari di pertinenza degli ISSM, eventualmente in aggiunta a quelli vigenti per le Università. A tali settori, contenenti le discipline raggruppate secondo criteri di omogeneità, si riferisce la pertinenza di titolarità e di funzione del personale docente di ruolo ai fini concorsuali e di inquadramento;
b) lo stato giuridico ed economico, nonché i modi e le procedure di reclutamento e di inquadramento del personale docente con riferimento alle norme vigenti per il personale docente delle università. di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni;
c) la copertura tramite contratti di diritto privato dei corsi di insegnamento e dei moduli didattici determinati da esigenze formative non soddisfatte dalle discipline incluse nei settori scientifico-disciplinari;
d) lo stato giuridico ed economico del personale tecnico e amministrativo con riferimento alle norme vigenti per il corrispondente personale delle università;
e) i modi e le forme del passaggio del personale docente e non docente delle istituzioni, di cui all'articolo 1, comma 2, nei rispettivi ruoli degli ISSM. Per il personale docente, qualora il ruolo venga articolato in più fasce, la progressione nel ruolo avviene in forme analoghe a quelle vigenti per il corrispondente personale delle università. Per il personale direttivo di ruolo il passaggio il passaggio avviene con le medesime modalità. Il personale tecnico ed amministrativo passa, a domanda, nel ruolo del nuovo ordinamento; secondo procedure e criteri deliberati dal consiglio di amministrazione.
2. Il personale docente e non docente di ruolo, che eventualmente non passi nei corrispondenti ruoli degli Istituti, è immesso in un ruolo ad esaurimento, ovvero può passare, a domanda, nei ruoli della scuola secondaria superiore.
3. I direttori mantengono la carica sino all'emanazione dello Statuto, di cui all'articolo 7, e comunque non oltre due anni dall'entrata in vigore della presente legge.
Art. 5. (Passaggio di ordinamento e Piani triennali)
1. Il primo piano triennale di sviluppo e qualificazione determina il passaggio delle istituzioni, di cui all'articolo 1, nel nuovo ordinamento degli ISSM. Esso è emanato entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge. Il passaggio di ciascuna istituzione al nuovo ordinamento decorre a tutti gli effetti di legge dalla data di emanazione dello Statuto, di cui all'articolo 7.
2. Ai fini dell'approvazione del primo Piano triennale:
a) le istituzioni interessate inviano al Ministro una relazione tecnica con l'indicazione analitica delle attività didattiche e di ricerca sinora espletate e delle risorse di personale, finanziarie e materiali a qualsiasi titolo sinora utilizzate per lo svolgimento dei propri compiti e per il funzionamento delle strutture;
b) il Ministro fissa i criteri ed i requisiti minimi per il passaggio al nuovo ordinamento, previo parere delle competenti Commissioni permanenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, sentito il CUN e acquisito il parere della Commissione nazionale, di cui all'articolo 2.
3. Il primo piano triennale contiene la valutazione del Ministro in ordine alla presenza dei criteri e dei requisiti minimi per il passaggio di ciascuna delle Istituzioni al nuovo ordinamento, nonché determina gli organici dei ruoli del personale docente e del personale tecnico e amministrativo degli ISSM.
4. I Piani triennali fissano il numero e l'ubicazione sul territorio nazionale degli ISSM rispetto alla tipologia e ai corsi di studio di primo e secondo livello.
5. I Piani triennali di sviluppo degli ISSM sono emanati con Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi delle norme vigenti, in quanto applicabili, per i piani triennali di sviluppo delle università.
Art. 6. (Organo nazionale di autogoverno)
1. Entro tre mesi dalla data di emanazione del primo Piano triennale, di cui all'articolo 5, il Ministro con proprio decreto, previo parere delle competenti Commissioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, disciplina i compiti e la composizione elettiva dell'Organo nazionale di autogoverno riferito agli ISSM, alle Accademie di belle arti ed agli altri istituti superiori por le professioni artistiche.
2. La costituzione dell'Organo di autogoverno, disciplinato con riferimento all'articolo 10 della citata legge n. 341 del 199O, avviene prima dell'emanazione del secondo piano triennale.
Art. 7. (Autonomia statutaria e regolamentare)
1. Ogni ISSM è disciplinato da un proprio statuto e dai regolamenti. In prima applicazione della presente legge, lo Statuto di ciascun ISSM rispetta la proposta elaborata dalla Commissione nazionale.
2. Con lo Statuto vengono definiti:
a) gli organi centrali i loro compiti e la composizione elettiva, nonché i limiti di rieleggibilità;
b) i compiti, le procedure costitutive, la composizione delle strutture didattiche, di ricerca o di servizio;
c) le competenze e la composizione elettiva del Consiglio degli studenti e delle altre forme di partecipazione degli studenti nelle strutture e negli organi, incluso il Comitato paritetico per la didattica e il diritto allo studio;
d) la carta dei diritti e dei doveri degli studenti.
3. Gli organi centrali di governo degli Istituti hanno durata triennale e sono il Direttore, il Consiglio Accademico e il Consiglio di Amministrazione; il Direttore presiede entrambi i Consigli.
4. La carica di Direttore è elettiva. L'elettorato passivo è riservato al personale docente di ruolo. La carica di Direttore può essere altresì attribuita su proposta e nomina del Consiglio Accademico, previo parere positivo del Consiglio di Amministrazione, a personalità italiane e straniere eminenti per qualificazione culturale, per riconoscimenti artistici e per attività professionale.
5. Il Consiglio Accademico coordina e programma le attività didattiche, di ricerca e di servizio. Il Consiglio di Amministrazione procede alla gestione amministrativa, finanziaria ed economico-patrimoniale, redige il bilancio e sovrintende alla gestione del personale tecnico e amministrativo.
6. Il personale docente, il personale tecnico e amministrativo e gli studenti eleggono propri rappresentanti negli organi centrali. 7. Alle deliberazioni degli organi centrali possono partecipare una o più personalità qualificate che rappresentano istituzioni pubbliche o private e centri ed enti di produzione musicale rinomati in ambito nazionale o internazionale. Lo Statuto definisce requisiti, modi e forme di tali partecipazioni.
8. Lo Statuto determina la potestà regolamentare degli organi centrali e delle strutture didattiche, di ricerca e di servizio. Il Regolamento degli studenti è approvato dal Consiglio Accademico, previo parere del Consiglio degli studenti. 9. Lo Statuto fissa i modi e le procedure di revisione delle norme statutarie. La procedura semplificata non si applica alle materie, di cui al comma 2, lettera a).
10. Lo Statuto è deliberato da un apposito Consiglio, costituito entro sei mesi dalla data di emanazione della presente legge e composto nel rispetto delle norme, in quanto applicabili, di cui all'articolo 16, comma 2, della citata legge n. 168 del 1989. Il regolamento elettorale per la costituzione del suddetto Consiglio è adottato con decreto del Direttore, su delibera degli organi collegiali in carica.
11. Lo Statuto è emanato con decreto del Direttore secondo le procedure di cui all'articolo 6, commi 9, 10 e 11, della legge n. 168 del 1989, e viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Art. 8. (Autonomia didattica e di ricerca)
1. Ogni ISSM adotta un proprio regolamento didattico, che determina i titoli di studio rilasciati e l'ordinamento dei relativi corsi di studio, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 2. Esso disciplina altresì le funzioni delle strutture didattiche, che sono preposte alla programmazione, all'organizzazione e allo svolgimento delle attività relative ad uno o a più corsi ovvero titoli di studio.
2. I consigli delle strutture didattiche nel rispetto della libertà di insegnamento regolamentano l'articolazione dei corsi e dei piani di studio con i relativi insegnamenti e moduli didattici, la tipologia delle forme didattiche, le attività di laboratorio pratiche e di tirocinio, i periodi di addestramento e di esperienza professionali, il tutorato, gli obblighi di frequenza, le prove di verifica e i criteri di valutazione degli studenti e la composizione delle relative commissioni.
3. Ogni ISSM adotta un regolamento per la ricerca, che individua le strutture e ne disciplina le funzioni nel rispetto della libertà di ricerca dei docenti. Le strutture esprimono uno o più settori di ricerca omogenei per fini e per metodo. Il personale docente accede ai fondi destinati alla ricerca.
4. L'organizzazione delle strutture didattiche, di ricerca e di servizio persegue nel modo più efficace la realizzazione delle finalità degli ISSM e corrisponde ai criteri di valutazione, di cui all'articolo 5, commi 22 e 23, della legge 24 dicembre 1993, n. 537.
5. Il Regolamento didattico e il Regolamento per la ricerca sono approvati dal Consiglio Accademico.
Articolo 9. (Autonomia finanziaria)
1. Gli ISSM sono dotati di autonomia finanziaria e di spesa.
2. L'autonomia finanziaria degli ISSM è assicurata dalle entrate, di cui all'articolo 7, comma 1, della legge 9 maggio 1989, n. 168.
3. I mezzi finanziari destinati dallo Stato agli ISSM sono iscritti in tre distinti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, intitolato agli stessi ISSM e denominati:
a) Fondo per il finanziamento ordinario, relativo al funzionamento e alle attività istituzionali comprese le spese per il personale docente e non docente, e le somme destinate alla ricerca;
b) Fondo per l'edilizia e per le attrezzature;
c) Fondo per lo sviluppo e la qualificazione.
4. Lo Statuto degli ISSM indica le strutture dotate di autonomia finanziaria e di spesa esercitata nelle forme previste dal Regolamento per l'amministrazione, la finanza e la con	abilità, emanato ai sensi delle norme vigenti per le università, di cui alla legge n. 168 del 1989. Tale autonomia è comunque attribuita alle strutture di ricerca.
5. Lo Statuto disciplina i limiti e le procedure di attuazione di ogni forma di collaborazione con l'esterno, prevedendo su di essa e in specie sulle fonti di finanziamento adeguate forme di pubblicità. Gli ISSM possono stipulare convenzioni per provvedere, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, all'organizzazione e all'esplicazione dei propri compiti istituzionali. possono altresì stipulare contratti con i quali sono regolate le posizioni delle parti relativamente a progetti di ricerca, anche di durata pluriennale, nonché avvalersi dell'opera di personalità italiane o straniere, eminenti per qualificazione culturale, artistica e professionale.
6. Lo Statuto disciplina, altresì, le forme di eventuali attività professionali del proprio personale, svolte all'interno delle strutture accademiche, prevedendo che una quota dei proventi di tali attività sia iscritta nel bilancio e destinata alle finalità ed al funzionamento dello stesso Istituto.
CAPO II (L'INSEGNAMENTO SECONDARIO)
Articolo 10. (Finalità)
1. La presente legge fissa i principi per la costituzione di scuole secondarie di primo e secondo grado, ad indirizzo musicale.
2. Nelle suddette scuole, si provvede ad una formazione musicale specialistica funzionale al proseguimento degli studi negli ISSM.
3. Tutte le competenze relative agli indirizzi musicali delle scuole preuniversitarie di ogni ordine e grado sono attribuite ai Ministero della pubblica istruzione.
Art. 11. (Delega)
1. Il Governo, ai sensi dell'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è delegato ad adottare, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per l'istituzione degli indirizzi musicali presso gli istituti di istruzione secondaria e delle scuole medie con l'osservanza dei principi direttivi di seguito s	abiliti. I decreti legislativi sono adottati su proposta del Ministro della pubblica istruzione di concerto con il Ministro dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica, previo parere delle competenti commissioni permanenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione e acquisito il parere della Commissione nazionale di cui ai commi 3, 4 e 5 del precedente articolo 2.
2. Gli indirizzi musicali sono istituiti in almeno un istituto superiore per provincia e un almeno una scuola media per distretto.
3. Le norme delegate dovranno fra l'altro s	abilire:
a) per le scuole secondarie superiori:
un piano di studi del biennio che, accanto alle materie comuni alle corrispondenti classi della scuola secondaria superiore, comprenda un area di indirizzo musicale volta a realizzare uno studio organico della musica e a favorire una attività musicale di insieme;
un piano di studi del triennio che dovrà prevedere un progressivo restringimento degli insegnamenti dell'area comune non musicale e il contestuale allargamento di quelli appartenenti all'area musicale;
lo svolgimento di un esame di Stato di maturità musicale che comprenda le prove strumentali. Per il suddetto esame si applica quanto s	abilito dall'art. 199, 1� comma, del decreto legislativo 16 aprile 1994 n. 297. La valutazione del profitto, ivi prevista, deve intendersi riferita solo alle materie di carattere musicale.
il quadro settimanale delle lezioni del triennio che non dovrà superare le trentacinque ore settimanali.
b) per le scuole medie:
l'intera gamma dei corsi strumentali attivabili nel triennio;
il quadro orario settimanale delle lezioni che dovrà corrispondere a quello attualmente un vigore nelle scuole medie annesse ai Conservatori;
le modalità di svolgimento dell'esame di licenza che dovrà comprendere l'esame di strumento e di cultura musicale.
Art. 12. (Ordinamento didattico degli indirizzi musicali)
1. Gli ordinamenti didattici degli indirizzi musicali degli istituti di istruzione secondaria superiore e delle scuole medie verranno definiti con appositi regolamenti secondo quanto previsto dall'articolo 17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
2.1 decreti di cui al precedente articolo 11 dovranno prevedere la cessazione delle attuali sperimentazioni musicali nelle scuole medie, negli istituti secondari superiori e dei quinquenni sperimentali di licei musicali presso i Conservatori di musica.
Articolo 13. (Personale)
1. I docenti di attività musicali nelle scuole medie sperimentali in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge sono utilizzati secondo le rispettive competenze nelle scuole medie ad indirizzo musicale.
2. I supplenti annuali con almeno cinque anni die servizio nelle istituzioni scolastiche di cui all'art 1, comma 2, della presente legge, sono impiegati con diritto di precedenza nelle supplenze annuali nelle scuole secondarie ad indirizzo musicale.
Art. 14. (Copertura finanziaria)
1. All'onere derivante dall'attuazione del presente Capo II, valutato in 50 miliardi per ciascuno degli anni 1996, 1997 si provvede mediante corrispondente riduzione, per ciascuno degli anni 1996, 1997, delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1995-97, al capitolo 6856 del Ministero del Tesoro per l'anno 1995.

References: Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Articolo 9

Articolo 10

Art. 11
 articolo 2

Art. 12
 articolo 11

Articolo 13

Art. 14