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Timestamp: 2018-06-23 08:27:40+00:00

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RESOCONTO STENOGRAFICO Presidenza del Presidente Campisi - PDF
RESOCONTO STENOGRAFICO Presidenza del Presidente Campisi
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Gianpaolo Nicolosi
1 RESOCONTO STENOGRAFICO Presidenza del Presidente Campisi PRESIDENTE. Onorevoli Senatori, l ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 1, dal titolo "Disposizioni in materia di corretto smaltimento dei rifiuti e introduzione del reato di ecomafia nel codice penale". Il relatore, senatore Giorgio Princiotto, ha chiesto l autorizzazione a svolgere la relazione orale. Ne ha facoltà. PRINCIOTTO, relatore. Onorevoli senatori. Il problema dell ecomafia costituisce una vera emergenza nazionale e coinvolge attività illecite come l'archeomafia (ossia il traffico illecito di beni archeologici), l' abusivismo edilizio, il racket degli animali, le "navi a perdere", le cosiddette "carrette del mare", il traffico illecito dei rifiuti. Con particolare riferimento ai rifiuti ritengo necessario dover dare delle indicazioni precise sulle varie forme di rifiuti. Ai sensi dell' art. 6 comma 1 del Dlgs 22/1997 si definisce rifiuto qualsiasi sostanza o oggetto che non può essere riciclato né recuperato, di cui il detentore si disfi, abbia deciso di disfarsi o abbia l'obbligo di disfarsi. Il decreto legislativo 152/06, inoltre, all art. 184 classifica i rifiuti in urbani e speciali secondo la loro origine e, in pericolosi e non pericolosi, secondo le loro caratteristiche. Il comma 2 identifica come rifiuti urbani quelli provenienti da luoghi adibiti ad uso civile; il comma 3 definisce i rifiuti speciali come derivanti da attività di demolizione, costruzione, nonché da lavorazioni industriali, commerciali o di servizio; il comma 5 classifica i rifiuti pericolosi a priori, o secondo la concentrazione di sostanze pericolose o metalli pesanti come mercurio, piombo antimonio, arsenico, cromo, stagno, selenio; anche l amianto e l eternit sono rifiuti pericolosi il cui smaltimento, a carico degli enti statali secondo l' art. 195 comma 2, deve rispettare delle regole ben precise. In questa sede, mi sembra opportuno invitarvi a considerare la normativa vigente per la sua lacunosità. E doveroso anche ricordare quanto sia fondamentale assumere tutte le iniziative legislative necessarie per fornire strumenti di tutela ancora più efficaci di quelli fino ad oggi adottati (come per esempio pene più severe di quelle finora applicate all abbandono dei rifiuti, riferimento all art 255 del Dlgs.). Sottolineo a tal proposito l evento che ha avuto come protagonista un azienda sita nel territorio compreso tra Augusta, Priolo Gargallo e Siracusa. Questa azienda ha per anni riversato in mare e nelle zone limitrofe notevoli quantità di mercurio, eludendo ogni controllo e provocando ingenti danni all' ambiente circostante. La salute dei cittadini tutelata dall' art. 32 della Costituzione barattata con un notevole contenimento dei costi per un corretto smaltimento del mercurio, sostanza altamente inquinante. Inoltre le maglie larghe di una legislazione eccessivamente complessa e farraginosa hanno permesso a questa azienda di sfuggire a severe sanzioni, riversando ogni forma di responsabilità sugli operai. In tale contesto, appare pertanto confacente introdurre nella legislazione vigente ulteriori strumenti di tutela in favore dell ambiente e della salute degli italiani. In primo luogo, all'art. 1 del disegno di legge in discussione, si propone l obbligo di una maggiore attenzione nei confronti dei controlli contabili effettuati dal C.C.T.A. nonché nei controlli e nella verifica degli interventi di bonifica a carico delle singole province in revisione dell' art 197 comma 1; Successivamente, all' art. 2, analizzati gli ingenti costi di smaltimento di rifiuti, in particolare di rifiuti pericolosi, si propone di rivedere lo stanziamento di fondi da parte degli enti locali a favore delle diverse aziende, e di applicare sgravi fiscali a favore degli stabilimenti che si attengono alla normativa sul corretto smaltimento delle varie tipologie di rifiuti; L art. 3 prevede che lo Stato si faccia carico di attività di coinvolgimento e di istruzione della popolazione in materia di corretto riciclo. In alternativa, si propone che le Istituzioni competenti, come le Agenzie Regionali che si occupano dell approvazione dei progetti e della manutenzione dei siti di smaltimento (art ), si impegnino nell allestimento di nuove discariche o nella riapertura di quelle inutilizzate;
2 L' art. 4 introduce una modifica nel sistema di pagamento delle tasse. Si impone alle aziende inquinanti, il pagamento delle imposte, presso i comuni ove tali stabilimenti inquinano o depositano rifiuti e non presso i comuni dove esse hanno la loro sede legale. Tale modifica permette l arricchimento del territorio che subisce un danno ambientale considerevole. Si stabilisce nell' art. 5, a fronte di una normativa complessa e di difficile attuazione, la raccolta di tutte le leggi in un Testo Unico e all'articolo 6, l introduzione del reato di ecomafia nel codice penale come reato ambientale, in attuazione della direttiva europea, n. 2008/99/CE emanata il , che stabilisce le tipologie di reati ambientali perseguibili penalmente e alla quale si dovranno uniformare tutti gli Stati Europei entro il , nonché l introduzione di intercettazioni telefoniche per sventare tali reati e di sanzioni più severe. Il disegno di legge, che in questa sede evidenziamo, tende a introdurre tali misure e a modificare le attuali carenze legislative al fine di garantire una tutela più efficace per il cittadino PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale con l intervento del senatore Vaiasicca. Ha facoltà di parola. VAIASICCA. Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi ho avuto modo di esaminare la proposta di legge all ordine del giorno, nonché gli evidenti elementi di innovazione rispetto al passato i quali permettono di comprendere la necessità di introdurre controlli più frequenti sulle aziende che gestiscono rifiuti pericolosi. Gli articoli 197 e 248 del D.Lgs 152/06 stabiliscono che i controlli avvengano sui dati annotati nei registri di carico e scarico. Detti registri sui quali vengono annotate le caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti, devono essere tenuti ai sensi dell art. 190 della legge 152/06, dai produttori e dai soggetti che effettuano la raccolta e il trasporto. Ai sensi dell art. 197 comma 1 legge 152/06 gli enti provinciali effettuano il controllo e la verifica degli interventi di bonifica e il monitoraggio ad essi conseguenti. Ai sensi del comma 3 della medesima legge, inoltre, gli addetti al controllo sono autorizzati ad effettuare ispezioni, verifiche e prelievi di campioni all interno di stabilimenti, impianti o imprese che producono o che svolgono attività di gestione dei rifiuti. A tal proposito è demandato al Comando dei Carabinieri tutela ambiente (C.C.T.A.) il compito di effettuare tali verifiche. Tuttavia, allo stato attuale, non esiste una calendarizzazione di tali controlli né tanto meno l indicazione di altri organi di controllo. Nonostante la normativa vigente vieti l abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti e preveda inoltre punizioni con ammende e arresti qualora vengano effettuate attività abusive di ogni genere, i reati di ecomafia sono ancora numericamente elevati. A tal proposito, è doveroso notare che nel 2008, i dati elaborati da Legambiente evidenziano 14.6 tonnellate di rifiuti speciali scomparsi, una quantità enorme e pericolosa per la salute dell uomo. Su un volume complessivo di 108 mila tonnellate di rifiuti, circa il 35% di essi vengono smaltiti attraverso modalità non corrette. In particolare, il Documento sui traffici illeciti e le ecomafie e gli ulteriori dati di inchieste in corso presso varie Procure italiane, rilevano particolari inquietanti, secondo i quali il traffico dei rifiuti si sarebbe spostato in Somalia, più precisamente nella cosiddetta strada dei pozzi, o in Mozambico. In questo paese, secondo un inchiesta della Direzione distrettuale Antimafia di Milano, opera una società specializzata nell istallazione di impianti di smaltimento di rifiuti di ogni genere da circa 13 anni. L impresa ha ottenuto le necessarie autorizzazioni per importare rifiuti da ogni parte del mondo, ma non esiste nessun impianto. In Italia, tra i clan mafiosi delle province di Salerno e Caserta si è diffusa la pratica di ottenere l autorizzazione alla costruzione di vasche fittizie per l itticoltura e la lombricoltura, che in realtà vengono usate come discariche per fanghi industriali e liquami fognari. Per queste ad altre ragioni, Vi invito a considerare l esigenza di effettuare controlli trimestrali che prevedano l analisi accurata dei formulari e dei registri delle aziende, delle etichette che indicano la tipologia dei rifiuti in fase di trasporto, dei registri di carico-scarico, e di quanto è riportato sul documento di accompagnamento del rifiuto stesso. I commi b, c, d del primo articolo, evidenziano inoltre l importanza di controllare
3 l idoneità delle zone in cui sono localizzati gli impianti, e di verificare i prelievi di campioni di rifiuti all interno degli stabilimenti. PRESIDENTE. Grazie senatore Vaiasicca. È iscritto a parlare il senatore Basso. Ne ha facoltà. BASSO. Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli senatori, vogliate spostare la vostra attenzione sull articolo 2 della proposta di legge all ordine del giorno. Secondo quanto stabilito dall articolo 197 del D.lgs. 152/2006, come già fatto notare dal senatore Vaiasicca, compito fondamentale nella raccolta, gestione, riciclo ed eventuale smaltimento dei rifiuti è esercitato dalle Province. Ruolo di questi enti locali è infatti quello di effettuare gli opportuni controlli sugli spostamenti e sullo smaltimento dei rifiuti, soprattutto quelli classificati pericolosi secondo l articolo 184, comma 5, della suddetta legge. Alle province spetta inoltre l oneroso compito di sanzionare coloro che trasgrediscono quanto previsto dalla legislazione italiana, ai sensi degli articoli 255 e 256 in materia di abbandono di rifiuti e/o gestione non autorizzata degli stessi. Appare inesistente però, in sede legislativa, una chiara indicazione sulle modalità e sulla frequenza di controlli e di conseguenti provvedimenti nei casi di trasgressione. Si vuole fare notare in questa sede che ogni inosservanza della legge in materia di smaltimento conduce irrimediabilmente verso una possibile catastrofe naturale. In tal senso i dati degli ultimi anni sono in realtà poco incoraggianti, in particolare considerando zone ad elevato rischio di inquinamento, come quella di Priolo-Augusta-Mellili. Alcuni dati delucidativi elaborati dalla Polizia di Stato di Augusta, dimostrano che le tonnellate di rifiuti prodotti dal 2003 al 2008 sono aumentate del 35%. I rifiuti speciali gestiti ammontano solo a 77 milioni di tonnellate a fronte delle 92 milioni di tonnellate prodotte. Nel 2008, i rifiuti speciali scomparsi risultano essere quasi il 20% di quelli prodotti. Ciò che più si intende portare alla luce è pertanto la necessità da parte dello Stato o degli organi competenti di fermare i criminali ambientali che usano come arma i rifiuti pericolosi, prima che essi possano agire. L articolo 2 della presente proposta vuole quindi assegnare alle Province un nuovo compito: incentivare il più possibile le imprese a smaltire in modo corretto e legislativamente in regola tutti i rifiuti prodotti. Sicuramente una delle cause che potrebbero spingere un azienda, un impresa o chiunque altro si occupi di trasporto o smaltimento di rifiuti pericolosi a rivolgersi a stabilimenti illegali, è da ricercare nei costi elevati solitamente legati alla distanza dei siti di smaltimento o all elevata tassazione dei rifiuti stessi. Si propone dunque anche una riduzione fiscale per coloro che, ai sensi degli articoli 182, 190, in materia dei registri, 193, in materia di trasporto di rifiuti, operano uno smaltimento corretto dei rifiuti, soprattutto in relazione alla situazione ambientale del sito in cui si trova il produttore degli stessi e in quello dove risiede l impianto per lo smaltimento. Concludo quindi sottolineando ancora come l articolo si proponga di riorganizzare i finanziamenti di regioni e province a vantaggio degli stabilimenti in regola e chiedo pertanto l approvazione dello stesso in questa sede. PRESIDENTE. Ringraziamo il senatore Basso per il suo intervento. Ha chiesto di intervenire la senatrice Stupia. Ne ha facoltà. STUPIA. Signor Presidente, signor Ministro onorevoli senatori, ritengo che il testo di legge oggi in discussione sia di grandissima rilevanza sociale. In particolare, ritengo indispensabile dovermi soffermare sul terzo articolo del disegno di legge, dal titolo Istruzioni in materia di smaltimento. Rivolgo particolare attenzione all importanza della raccolta differenziata, operata dalle singole famiglie sui rifiuti urbani. Secondo le stime della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, la raccolta differenziata è avviata in misura maggiore al Nord rispetto alle altre parti d Italia: il 73% del materiale riciclato proviene dal nord, il 15% dal centro, e solo il 12% dal sud. Il tutto è sicuramente motivato dal fatto che vi sono 38 stabilimenti operativi al
4 nord e solo 8 al Sud. Bisogna considerare in concreto il recupero dei rifiuti come una risorsa economica: rilevanti settori industriali sostituiscono più del 50% di materie prime con quanto viene recuperato, risparmiando notevolmente e riducendo i rifiuti prodotti. Mi riferisco, ad esempio, recupero di imballaggi e al riutilizzo di cemento, mattoni ed asfalto nella costruzione di strade e piazzali (Danimarca,Olanda e Grecia). Sarebbe quindi importante promuovere un metodo di lavoro comune e una cultura basata sulla raccolta differenziata: pertanto è necessario informare che i rifiuti vanno distribuiti per tipologia (carta, vetro, plastica, alluminio) in appositi contenitori. Occorre quindi sapere che ad ogni colore o forma di un contenitore corrisponde la tipologia di rifiuti da gettare all interno. Al colore verde o marrone corrispondono i rifiuti organici, quali rifiuti alimentari, fiori o piante; al giallo corrisponde la carta; al blu invece corrisponde la plastica e il tetrapak (anche se sarebbe meglio che questo materiale venisse separato nelle sue componenti, cioè carta, alluminio e plastica); infine al bianco corrisponde il vetro. È da tenere sempre presente,inoltre, che l ufficio ecologia del comune di appartenenza dovrebbe fornire appositi volantini con le istruzioni per l utente che non è al corrente delle norme sulla raccolta differenziata, o più in generale coinvolgere la popolazione mediante informazione articolata in , seminari, assistenza telefonica e pubblicazioni di ogni tipo. È chiaro dunque che svolgendo adeguatamente la raccolta differenziata, per le varie aziende sarà facilitato il corretto riciclaggio. Nello scorso giugno 2009, l Italia è stata richiamata all ordine da Bruxelles, a causa delle discariche illegali. La stessa Istituzione ha minacciato di prendere seri provvedimenti contro l Italia se le migliaia di discariche illegali sul territorio non fossero state chiuse e ripulite. Nel luglio del 2008, a proposito dell emergenza rifiuti in Campania, è stato dichiarato da autorevoli rappresentanti di Legambiente nonché da giuristi che esistevano quattro impianti già pronti, tra cui una discarica capace di contenere seicento mila tonnellate di rifiuti. Si è parlato, inoltre, di siti dimenticati creati negli anni 90 e mai utilizzati. Da qui parte la proposta del comma a): pochi giorni di lavoro per rendere operative queste discariche ed aiutare nello smaltimento dei rifiuti di ogni tipologia i comuni messi in ginocchio. PRESIDENTE. È iscritto a parlare la senatrice Monticciolo. Ne ha facoltà. MONTICCIOLO. Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli senatori, il mio intervento è determinato da ovvie preoccupazioni che via via andrò esponendo. Secondo il sistema di pagamento delle imposte attualmente in vigore, le aziende che producono rifiuti dannosi per l ambiente sono tenute a versare delle tasse proporzionali alla mole di rifiuti prodotti presso i comuni in cui hanno sede legale. L articolo 4 della proposta di legge oggi esaminata riguarda invece la modifica del sistema di pagamento delle tasse, imponendo il pagamento delle imposte presso i comuni ove tali stabilimenti inquinano e non presso quelli dove esse hanno sede legale. Tale modifica permette l arricchimento dei territori direttamente danneggiati da queste aziende, destinando il beneficio dei contributi da esse versati al territorio che subisce un danno ambientale considerevole. Volgendo lo sguardo al nostro territorio, la zona industriale tra Siracusa ed Augusta, dichiarata ad alto rischio ambientale si ritiene che siano indispensabili interventi legislativi e finanziari che considerano operazioni quali la bonifica dei siti, l ammodernamento degli impianti e la delocalizzazione degli stoccaggi. Attraverso i contributi riscossi, infatti, i singoli comuni potrebbero sia mettere in sicurezza il polo industriale come prima specificato, sia promuovere la bonifica del territorio in cui sono situate tali aziende. Ma quello che risulta più significativo è che le zone in cui hanno sede le diverse aziende produttrici di rifiuti subiscono un evidente danneggiamento del territorio. L amianto, ad esempio, rifiuto pericoloso per eccellenza, provoca l inquinamento della matrice ambientale coinvolgendo le falde acquifere, gli animali, le piante e il suolo. A causa delle fibre di cui è costituito, che possono essere inalate, rappresenta un grave pericolo per la salute. L esposizione è associata a malattie dell apparato respiratorio, prima fra tutte il mesotelioma pleurico, il carcinoma, prima patologia ad essere correlata all inalazione di amianto. Gli ettari contaminati in Italia, sono circa tra Casale Monferrato e Siracusa, e i casi di mesotelioma
5 registrati dal 1993 a qualche anno fa sono più di 9000 nella suddetta zona. Oltre 3000 italiani sono vittime di tumori all apparato respiratorio di cui 1000 per mesotelioma e 1500 per tumori polmonari. Dei 3000, più di 400 casi si verificano in Sicilia. Secondo i dati pubblicati dal Ministero della Sanità, nell area tra Augusta e Priolo si sono evidenziati casi di tumore per entrambi i sessi. Uno studio su sei comuni aggregati della nostra zona, condotto dall ENEA fino al 1999, sottolinea casi di mortalità per tumore alla trachea, ai bronchi, ai polmoni, superiori del 16% rispetto alla media nazionale, e di tumore alla pleura del 201%. Il registro delle patologie fa rilevare un aumento di mortalità del 7% per gli stessi tumori nel triennio , e un ulteriore aumento del 2% nel triennio L osservatorio epidemiologico analizza l area di Augusta, Gela e Milazzo nel 2003 e riconoscerà un associazione tra gli eccessi di ricoveri e la mortalità e l inquinamento della zona, dovuto anche alla presenza di rifiuti tossici e pericolosi. Infine, nel 2007 il registro tumori presenta una distribuzione di carcinomi ad Augusta, sulla base di un analisi di circa otto anni fa. Questi dati sono confermati con l aumento di rischio di mesotelioma pleurico. La provincia di Siracusa ha segnalato un tasso di TSI ad Augusta di 608.4, bene al di sopra del registro del Sud Italia e della media nazionale. Accanto al diffondersi delle malattie causate dall amianto, si moltiplicano anche gli episodi di inquinamento delle acque marine. Si tratta di vere e proprie carrette dei mari fatte affondare nel silenzio delle organizzazioni, che coperte dai rimborsi delle assicurazioni per incidenti di questo tipo, vengono agevolate dall evidente realizzazione di un duplice affare. Alla luce di vari fenomeni, il numero di persone affette dai tumori e dalle leucemie è in forte aumento: nell ultimo triennio i casi di tumore in Calabria sono stati oltre seimila. PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il senatore Siniscalchi. Ne ha facoltà. SINISCALCHI. Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli senatori, prendo la parola per manifestare il mio apprezzamento per la norma di cui all articolo 5 del disegno di legge. Avendo rivisitato i testi di legge relativi allo smaltimento di ogni tipo di rifiuto si richiede un unificazione e una semplificazione di tale normativa al fine di agevolare la comprensione e l applicazione delle norme che regolano suddetta materia. E palesemente evidente che il corpo normativo della gestione dei rifiuti sia diventato più che mai complesso, e non si può non considerare che il continuo susseguirsi di modifiche contribuisca a creare difficoltà di interpretazione. L articolo cinque del nostro disegno di legge sottolinea infatti la necessità di istituire un Testo Unico che raccolga e semplifichi i numerosi testi di legge che direttamente o indirettamente si occupano di rifiuti illeciti. A tal proposito, ritengo sia doveroso ricordare che il Decreto Ronchi è già stato sostituito dal Testo Unico Ambientale, D.Lgs 152/06 e dopo ulteriori rinnovamenti dal D.Lgs 4/08. Lo stesso articolo propone inoltre di introdurre i reati ambientali come i reati di ecomafia, nel codice penale in attuazione della direttiva europea 2008/99/CE emanata il 18/11/2008, che stabilisce le tipologie di reati ambientali perseguibili penalmente e alla quale si dovranno uniformare tutti gli stati entro il 26/11/2010. A completamento di quanto detto, si prevede l introduzione delle intercettazioni telefoniche anche per i reati ambientali per la loro particolare gravità. Inoltre si chiede l introduzione di sanzioni penali nei confronti di chi non si ottiene al corretto smaltimento dei rifiuti, sanzioni penali che sono comprese tra un minimo di anni 4 e un massimo di anni 7. Si aggiungono inoltre sanzioni di natura amministrativa con pena pecuniaria compresa tra un minimo di ad un massimo di Grazie ho concluso. PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parola il Relatore, per la replica. PRINCIOTTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli senatori, non ho nulla da aggiungere se non riconoscere la puntualità delle diverse esposizioni ed esprimere il mio consenso al testo di legge. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
6 TAMBURINI, rappresentante del Governo. Onorevoli senatori, il Governo ritiene meritevole di approvazione il disegno di legge in discussione oggi. Mi riferisco in particolare all intervento dai senatori Vaiasicca e Monticciolo, che hanno sottolineato l urgenza di una normativa che incida in misura consistente a favore delle zone danneggiate dall inquinamento dei rifiuti speciali in particolar modo. I dati espressi dal senatore Monticciolo sono davvero sbalorditivi e il paragone con gli altri dati registrati in tutta Italia giustificano ampiamente la proposta avanzata. Augusta fa osservare un tasso di tumori ben al di sopra dei registri, ed è interessante notare che all interno del cosiddetto triangolo della morte, ovvero del triangolo industriale Augusta-Priolo-Melilli, così definito da Legambiente, solo Augusta fa osservare scostamenti così elevati. Per tali motivazioni Senatori, appare di grande interesse valutare le variabili che possano diminuire o attenuare in qualche modo gli ingenti danni alla salute umana provocati dall inquinamento non soltanto di rifiuti pericolosi, ma anche da tutti quelli abbandonati nelle discariche non sottoposte a bonifica o a controlli, oltre chiaramente a quello provocato dal polo petrolchimico che invade la zona. Quanto all articolo due, ritengo che le disposizioni in esso contenute possano ritenersi innovative e stimolare il rientro dell evasione fiscale, favorendo una più corretta ed ordinata operazione di smaltimento di rifiuti che senza dubbio, a questo punto, va controllata in base al primo articolo. Conclusivamente, si ribadisce il parere favorevole del Governo all approvazione del disegno di legge all ordine del giorno. PRESIDENTE. Procediamo all esame degli articoli. Passiamo all osservazione dell articolo 1, al quale è stato presentato un emendamento. Invito la senatrice Fanciulli a illustrarlo. FANCIULLI. Onorevoli senatori, visionata la legge con tutti i relativi articoli, si richiede una modifica del primo comma relativo all art. 1. In particolare si richiede l abrogazione o la totale trasformazione del comma a, relativo ai controlli trimestrali di tutte le attività di gestione, di intermediazione e di commercio dei rifiuti. Il motivo di tale richiesta è legato agli eccessivi costi di mantenimento dell entourage delle attrezzature indispensabili per gli stessi controlli. Facciamo notare, infatti, come le aziende produttrici di rifiuti siano dislocate su tutto il territorio nazionale, e soprattutto siano presenti in elevate quantità. Di conseguenza il loro controllo costante e periodico, porterebbe ad un continuo esborso di denaro per l ispezione di ogni singola attività produttiva, senza tenere conto dei costi di spostamento dell attrezzatura e dello stesso personale. Le spese relative agli accertamenti, come noto, sono da attribuire allo Stato, il quale non può permettersi di aggravare il proprio deficit solo per evitare che qualche azienda cada nella spirale dell illegalità. Per questo motivo si sottolinea la richiesta di revisione dello stesso comma. PRESIDENTE. Grazie senatrice Fanciulli. Chiedo il parere del relatore sull emendamento. PRINCIOTTO, relatore. Grazie Presidente. Onorevoli senatori, mi esprimo negativamente sull emendamento proposto, e suggerisco di mantenere invariato il testo di legge discusso. In considerazione di quanto ho fatto notare in apertura dalla mia relazione orale, ritengo che l evento che ha coinvolto l azienda citata sia rilevante ai fini dell approvazione del primo articolo, abrogando ogni emendamento. L obiettivo primario è quello di introdurre strumenti di tutela a favore della salute e dell ambiente, e le misure esposte e ragionate dal primo articolo e dai suoi relativi commi mi sembrano più che equilibrate. Per questi motivi, il mio parere non è favorevole. PRESIDENTE. Chiedo il parere del rappresentante del Governo sull emendamento. TAMBURINI, rappresentante del Governo. Il Governo si esprime in maniera positiva sull emendamento puntale e preciso in tutte le sue parti e soprattutto attento ad un fattore importante della nostra nazione: la sua economia. Io credo che ogni azienda dovrebbe agire nel pieno rispetto delle regole e che non ci debba essere la presenza dello Stato per evitare uno scorretto
7 smaltimento dei rifiuti. Purtroppo tutto questo non accade, anche a causa dell impossibilità economica di molte aziende di far fronte alle spese dello stoccaggio. Per questo motivo, per combattere la possibilità dei vari stabilimenti di disfarsi illegalmente dei proprio scarti, si deve procedere con attenti controlli delle scorie prodotte e il relativo corretto smistamento. E anche vero che i controlli trimestrali, come già detto, comportano un esborso di denaro costante e molto elevato, per questo si consiglia la modifica dell art. 1 solo per quanto riguarda la periodicità dei controlli da effettuare. Nello specifico si chiede un prolungamento del periodo di attesa tra un ispezione e un'altra, passando da controlli trimestrali a controlli semestrali. PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.1. Non è approvato. Metto ai voti l'articolo 1. Metto ai voti l'articolo 2. Passiamo all esame dell articolo 3, al quale è stato presentato l'emendamento 3.1, che invito il presentatore, senatore Galati, ad illustrare. GALATI. Onorevoli senatori, l articolo 3 richiama l importanza della formazione della popolazione su un corretto riciclaggio e prevede che gli organi dello Stato si facciano carico di coinvolgere attivamente i cittadini. Mi trovo concorde su quanto espresso poc anzi dalla senatrice Stupia, osservo la rilevanza sociale dell articolo; le stime della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, parlano chiaro sul notevole risparmio che una corretta raccolta potrebbe fare nascere, appiattendo gli squilibri tra Nord e Sud e orientando la politica verso la prevenzione e il riciclaggio. Tuttavia, ritengo che il comma a dello stesso articolo sia da abolire, in quanto non costituisca una valida alternativa alla prima parte della proposta stessa. Più che altro si viaggia su due binari paralleli: si tratta di avanzare soluzioni contrastanti, perché l allestimento di nuove discariche non riduce al minimo i fenomeni di smaltimento scorretto. Ciò, invece, può essere senza dubbio arginato dalle misure espresse dagli altri articoli. PRESIDENTE. Chiedo il parere del relatore sull emendamento. PRINCIOTTO, relatore. Mi dichiaro favorevole e consenziente a quanto appena detto. PRESIDENTE. Chiedo il parere del rappresentante del Governo sull emendamento. TAMBURINI, rappresentante del Governo. Il Governo si esprime in maniera favorevole riguardo l emendamento del Senatore Galati. PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.1. Metto ai voti l'articolo 3. Metto ai voti l articolo 4.
8 Metto ai voti l articolo 5. Metto ai voti l articolo 6. Passiamo alla votazione finale. LONGO. Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONGO. Onorevoli senatori, il Gruppo che rappresento ha espresso il suo voto contrario al disegno di legge. Questa scelta è richiamata dall esistenza di un nuovo disegno di legge licenziato al Senato il 28 gennaio 2010, che presenta numerose disposizioni in campo ambientale di interesse anche per le imprese. Inoltre, anche la Direttiva Europea n. 98 del 19 novembre 2008 interviene sulle problematiche dei rifiuti inerti e sui vantaggi dal riutilizzo al fine di promuovere un riciclaggio di alta qualità agli Stati membri della CE. Riteniamo per questi motivi che tali normative appaiono più che giuste per equilibrare gli interventi contro le ecomafie. Ho concluso. BLANCATO. Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BLANCATO. Onorevoli senatori, il Gruppo che rappresento voterà a favore dell approvazione del disegno di legge, in tutta la sua integrità. Mi associo alle motivazioni esposte dai singoli senatori, aggiungendo la mia personalissima opinione al riguardo: credo che ci troviamo all interno di un circolo vizioso in cui bisogna considerare i danni che l inquinamento da rifiuti in particolar modo speciali provoca, i dati impressionanti sui tumori, gli effetti delle maglie larghe della legge. Ecco perché curare con impegno la lotta alle ecomafie: cercare di prevenirle dove è possibile, punire chi sceglie di delinquere e agevolare invece chi sceglie la strada della Legge. Dunque ritengo che il disegno di legge sia significativo in ogni sua parte, e meritevole di approvazione. PRESIDENTE. Metto ai voti nel suo complesso il disegno di legge dal titolo "Disposizioni in materia di corretto smaltimento dei rifiuti e introduzione del reato di ecomafia nel codice penale" " nel testo emendato. Colleghi, vi ringrazio per la vostra attenzione e collaborazione. La seduta è tolta.

References: art. 6
 art. 184
 art. 195
 art. 32
 art. 2
 art. 3
 art. 4
 art. 5
 art. 190
 art. 197
 articolo 2
 articolo 197
 articolo 184
 articolo 2
 articolo 4
 articolo 5
 articolo 1
 art. 1
 art. 1
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 4
 articolo 5
 articolo 6