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Timestamp: 2019-12-14 06:10:57+00:00

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GDP di Nocera Inferiore del 13.7.2010 - testo integrale Sentenza
GDP di Nocera Inferiore del 13.7.2010
Danno esistenziale · presunzioni · fatti notori · civile · risarcimento · consumerismo · -y-
Cortesemente inviato da dr. Raffaele Vingiani:
"Si segnala una recente decisione del Giudice di pace di Nocera Inferiore dr.ssa Katia Gamberini in tema di risarcimento danni per interruzione di fornitura del servizio idrico . Il giudice ha escluso la responsabilità della Regione Campania ed ha rilevato che gli attori, al riguardo, anche attraverso l’espletata prova testimoniale hanno dimostrato di avere subito notevoli disagi a seguito dell’omessa fornitura di acqua potabile quali ad esempio la difficoltà ad attendere all’igiene personale e della casa, all’impossibilità di usare acqua calda , elettrodomestici , alla necessità di attingere acqua presso altri Comuni limitrofi al fine di soddisfare le esigenze di vita primarie e basilari, disagi che, ripercuotendosi sul diritto alla qualità della vita ed alla libera estrinsecazione della personalità , costituzionalmente garantito dall’art. 2 Cost ( sulla definizione del danno esistenziale cfr. Cass. 04.10.05 n. 19354) fanno riconoscere il risarcimento del danno esistenziale il quale può essere provato anche con presunzioni o attraverso il ricorso a fatti notori. ( Cass. 12.06.06 n. 13546).
In considerazione che l’interruzione della fornitura di acqua si è protratta per otto giorni ha equitativamente - ex art. 1226 c.c. quantificato il risarcimento del danno esistenziale nella misura di € 300 ,00 oltre alle spese del giudizio."
N / R.G. Sentenza
nella causa civile iscritta al N. R.G.
, residente in Scafati alla , rappresentati e difesi in virtù di mandato a margine dell’atto di citazione dall’ Avv.to presso il cui studio,in elettivamente domicilia
G.O.R.I.- S.P.A , in persona del legale rapp.te p.t., con sede legale in Ercolano (NA) alla Via Trentola n. 211
REGIONE CAMPANIA S.P.A , in persona del Presidente p.t., sedente in Napoli alla Via S. Lucia
All’udienza del 01.07. 2010 ,il procuratore ha concluso come in atti
Con atto di citazione notificato in data 9-10 dicembre 2008 , a convenivano in giudizio avanti all’Ufficio del Giudice di Pace di Nocera Inferiore la G.O.R.I.S.p.a, in persona del legale rapp.te p.t, e la Regione Campania S.p.a, in persona del Presidente p.t. e premesso :
di essere utenti della G.O.R.I S.p.a per la fornitura di acqua potabile utenze n. ;
che la convenuta G.O.R.I. S.p.a dal 03.12.05 al 10.12.05 non aveva fornito acqua potabile a causa dello scoppio della tubatura dell’acquedotto regionale non approntando durante l’intero periodo alcun servizio sostitutivo;
che a seguito della suindicata interruzione aveva subito svariati danni patrimoniali ed esistenziali . Tanto premesso, gli attori chiedevano la condanna in solido delle convenute , previa declatoria di responsabilità , al risarcimento dei danni patrimoniali ed esistenziali patiti , da liquidarsi in via equitativa , oltre interessi e rivalutazione monetaria , ed oltre al pagamento delle spese e competenze del giudizio con attribuzione.
Provvedutosi ad esperire l’istruttoria mediante l’assunzione della prova testimoniale, all’odierna udienza la causa , sulle conclusioni rassegnata dalla parte attrice , veniva riservata per la decisione .
Va previamente dichiarata la contumacia della G.O.R.I. S.p.a , in persona del legale rapp.te p.t., e della Regione Campania, in persona del Presidente p.t., i quali , malgrado abbiano ricevuto rituale notificazione dell’atto di citazione , non hanno provveduto a costituirsi nel presente giudizio.
Nel merito s’osserva che ,come risulta dall’attestazione rilasciata il 17.01.06 dal Comune di Scafati e non contestata dalle parti in causa, a seguito di comunicazione della G.O.RI. S.p.a la fornitura d’acqua potabile è stata interrotta nel suindicato comune dal 03.12.05 fino al 06.12.05 a causa della rottura della tubazione di diametro 1300 dell’acquedotto regionale in località Spinelli e che successivamente il 06.12.05 la suindicata società ricomunicava all’ente comunale di un ulteriore rottura della stessa condotta regionale in località Cangiani ed il prolungamento del disagio della fornitura idrica sino alla tarda serata del 10.12.05
Come si evince dagli atti , inoltre, v’è prova della esistenza dei contratti di fornitura sulla base delle bollette- fatture emessa dalla G.O.R.I S.p.a a carico di ... Ferdinando e ... Erminia relativamente al I- II trimestre 2008 e debitamente corrisposte . Peraltro la fornitura di acqua nel territorio comunale di Scafati è in regime di monopolio affidata alla G.O.RI S.p.a, la quale, non costituendosi nel presente giudizio, non ha consentito l’acquisizione di eventuali elementi probatori contrastanti con le attuali emergenze processuali.
Deve osservarsi , all’uopo, che l’essenza del contratto di somministrazione di diritto privato ( cfr. Cass. civ, sez. un 25.10.1999 n. 752; Cons. di Stato, sez. un., 18.06.1996 n. 724), regolato dagli artt. 1559 c.c. , tale dovendosi ritenere il rapporto intercorrente tra le parti suindicate, secondo la giurisprudenza di legittimità “ sta in ciò che il somministrante , il quale acquista correlativamente il diritto ad avere prezzi ed alle condizioni prestabilite, e con la dovuta regolarità,le prestazioni che gli sono state promesse , assume su di sé , oltre che l’obbligo di apprestare i mezzi necessari per l’adempimento, anche i rischi per la fornitura, costituendo questi, tranne che in polizza non ne sia stato espressamente convenuto lo spostamento a carico dell’utente , l’alea normale del contratto derivante dal proiettarsi delle prestazioni nel futuro. ( cfr. per tutte Cass. 2356/’68)
Applicando i suindicati principi al caso quo vertetur ne deriva che la responsabilità per l’inadempimento contrattuale, ovvero per l’interruzione della somministrazione di acqua potabile per otto giorni, è da ritenersi a carico della G.O.R.I. S.p.a effettuante la prestazione continuativa e che è la sola parte contrattuale nell’ambito del rapporto gestore- utente. La predetta ben poteva e doveva prevedere , usando l’ordinaria diligenza ex art. 1225 c.c. ,la rottura della condotta al fine di limitare i danni e gli effetti , ma l’Ente , rimasto contumace e tenuto secondo buona fede all’esecuzione del rapporto ed a fronte dell’omessa erogazione della prestazione contrattuale, non ha fornito alcun onere probatorio che l’interruzione è dipesa da una delle cause di giustificazione previste nella clausola contrattuale di esonero contenuta nell’art. 25 del regolamento predisposto dalla Società ed espressamente sottoscritta dall’utente al quale non può essere negato il diritto di provare che le molteplici interruzioni non rientravano tra quelle determinate dalle cause di giustificazioni previste nella succitata clausola d’esonero.
La Suprema Corte, ha statuito, all’uopo che “Con riguardo a pubblico servizio di distribuzione di acqua potabile l'affidamento da parte del comune del detto servizio ad un concessionario comporta per quest'ultimo l'obbligo di mantenere in buono stato le condutture dell'impianto di distribuzione all'uopo predisposto, che e' strumentale rispetto al servizio oggetto della concessione”. ( Cass. 4406/’85) .
Conseguentemente , alla luce della suindicata giurisprudenza e dell’inadempimento contrattuale , la G.O.R.I S.p.a deve essere condannata al risarcimento dei danni subiti dagli attori, non potendosi configurare alcuna responsabilità a carico della Regione Campania nei confronti della quale deve essere rigettata la spiegata domanda di risarcimento.
Sul “ quantum debeaur” in ordine al risarcimento del danno esistenziale sulla cui risarcibilità nell’ambito di inadempimento contrattuale, alla luce della sentenza della Corte di Giustizia CE 12.03.02 ,non sussiste alcun ombra si ricorda che il predetto si diversifica sia dal danno biologico ,prescindendo da una lesioni fisica o psichica , suscettibile di valutazione medico- legale , sia dal danno morale, non consistendo in una sofferenza , ma nella rinuncia ad un’attività concreta, sia da quello patrimoniale presupponente una diminuzione della capacità reddituale.
Gli attori, al riguardo, anche attraverso l’espletata prova testimoniale hanno dimostrato di avere subito notevoli disagi a seguito dell’omessa fornitura di acqua potabile quali ad esempio la difficoltà ad attendere all’igiene personale e della casa, all’impossibilità di usare acqua calda , elettrodomestici , alla necessità di attingere acqua presso altri Comuni limitrofi al fine di soddisfare le esigenze di vita primarie e basilari, disagi che, ripercuotendosi sul diritto alla qualità della vita ed alla libera estrinsecazione della personalità , costituzionalmente garantito dall’art. 2 Cost ( sulla definizione del danno esistenziale cfr. Cass. 04.10.05 n. 19354) fanno riconoscere il risarcimento del danno esistenziale il quale può essere provato anche con presunzioni o attraverso il ricorso a fatti notori. ( Cass. 12.06.06 n. 13546).
In considerazione che l’interruzione della fornitura di acqua si è protratta per otto giorni si deve equitativamente risarcire il solo danno esistenziale ex art. 1226 c.c. nella misura di in € 300 ,00
Si ricorda all’uopo che il creditore deve solo provare l’esistenza di un danno risarcibile anche per presunzioni e che la valutazione equitativa soccorre unicamente per la determinazione del preciso ammontare del danno e della relativa liquidazione pecuniaria.
Deve essere, invece , rigettata la domanda di risarcimento dei danni patrimoniali subiti non avendo gli attori fornito alcuna prova la riguardo.
Le spese del giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo in favore del procuratore antistatario degli attori, mentre sussistono giusti motivi di compensarle tra gli attori e la Regione Campania.
Il Giudice di Pace di Nocera Inferiore, definitivamente pronunziando sulla domanda proposta dall’ attore così provvede:
1) DICHIARA la G.O.R.I S.p.a , in persona del legale rapp.te p.t, esclusiva responsabile nella causazione dei fatti per cui è causa e la condanna a pagare in favore degli attori la somma complessiva di € 300 ,00 a titolo di risarcimento del danno esistenziale;
2) RIGETTA la domanda di risarcimento del danno patrimoniale proposta dagli attori in quanto non provata;
3) CONDANNA la G.O.R.I. S.p.a, in persona del legale rapp.te p.t., al pagamento delle spese di giudizio , in favore degli attori , spese che attribuisce all’ Avv.to e antistatario e che, tenuto conto dell’effettiva attività svolta dal procuratore , liquida in complessive di cui €. per spese, €. per diritti , €. 0 per onorario , oltre spese generali ,oltre IVA e C.A.P;
4) RIGETTA la domanda nei confronti della Regione Campania, in persona del Presidente p.t., perché infondata ;
5) COMPENSA tra gli attori e la Regione Campania, in persona del Presidente p.t, le spese di giudizio;
6) La presente sentenza è provvisoriamente esecutiva per espressa disposizione dell’art. 282 c.p.c.
Così deciso in Nocera Inferiore 13.07.2010
Danno esistenziale Presunzioni Fatti notori Civile Risarcimento Consumerismo -y-

References: Sentenza

 Cass. 
 Cass. 
 art. 1226
 Sentenza

 Cass. 
 Cass. 
 art. 1225
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 1226
 sentenza