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Timestamp: 2020-01-27 22:53:03+00:00

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Decreto ministeriale febbraio 1998 Art. Definizioni Ai fini dell’applicazione del presente decreto si intende per
DECRETO MINISTERIALE 5 FEBBRAIO 1998 Art. 2 Definizioni Ai fini dell’applicazione del presente decreto si intende per:
a) co-combustione:
b) impianto dedicato:
c) impianto termico:
d) raccolta finalizzata:
Il Decreto Ministeriale di che trattasi, ai fini di una più facile lettura può essere sintetizzato nelle sue due previsioni nel seguente modo:
RINVENIMENTO VEICOLO
Privo di targa o di parti essenziali per l’uso su area pubblica o soggetta ad uso pubblico:
Eventuale verbale (violazioni di norme di cui al D.lgs 285/92);
Apposito verbale (previo accertamento di denuncia di furto, sullo stato d’uso e conservazione);
Notificazione al proprietario (se identificabile);
Conferimento provvisorio a centri di raccolta autorizzati dalla Prefettura;
Acquisizione per occupazione, art.923 c.c., trascorsi 60 gg. dalla notifica o, qualora non sia identificabile il proprietario;
Demolizione e recupero da parte del centro di raccolta (previa cancellazione al P.R.A.)
Decreto 1° Aprile 1998 n. 145 Regolamento recante la definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti.
E’ approvato il modello del formulario di identificazione dei rifiuti trasportati previsto dall’art. 15 del decreto legislativo 5/02/ 1997 n. 22.
Il formulario di identificazione deve essere emesso, da apposito bollettario a ricalco conforme sostanzialmente al modello riportato negli allegati “A” e “B”, dal produttore, o dal detentore dei rifiuti o dal soggetto che effettua il trasporto
Il formulario è stampato su carta idonea a garantire che le indicazioni figuranti su una delle facciate non pregiudichino la leggibilità delle indicazioni apposte sull’altra facciata e deve essere compilato secondo le modalità indicate nell’allegato “C”.
I formulari di identificazione di cui all’art. 1 devono essere numerati progressivamente anche con l’adozione di prefissi alfabetici di serie e sono predisposti dalle tipografie autorizzate dal Ministero delle Finanze. Gli estremi dell’autorizzazione alle tipografie devono essere indicati su ciascuno dei predetti stampati, unitamente ai dati identificativi della tipografia.
La fattura di acquisto dei formulari di cui al comma 1, dalla quale devono risultare gli estremi seriali e numerici degli stessi, deve essere registrata sul registro I.V.A.- acquisti prima dell’utilizzo del formulario.
I formulari di identificazione costituiscono parte integrante dei registri di carico e scarico dei rifiuti prodotti o gestiti. A tal fine gli estremi identificativi del formulario dovranno essere riportati sul registro di carico e scarico in corrispondenza all’annotazione relativa ai rifiuti oggetto del trasporto, ed il numero progressivo del registro di carico e scarico relativo alla predetta annotazione deve essere riportato sul formulario che accompagna il trasporto dei rifiuti stessi.
Abbandono di rifiuti Articolo 255
1) Fatto salvo quanto disposto dall’art. 256, comma 2, chiunque in violazione dei divieti di cui agli articoli 192, commi 1 e 2, 226 comma 2, e 231 commi 1 e 2, abbandona o deposita rifiuti ovvero li immette nelle acque superficiali o sotterranee è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da centocinque (105) € a seicentoventi (620) €. Se l’abbandono di rifiuti sul suolo riguarda rifiuti non pericolosi e non ingombranti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da venticinque (25) € a centocinquantacinque (155) €.
1 - bis) Il titolare del centro di raccolta, il concessionario o il titolare della succursale della casa costruttrice, che viola le disposizioni di cui all’art. 231, comma 5, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da duecentosessanta (260) € a millecinquecentocinquanta (1550) €.
2) Chiunque non ottempera all’ordinanza del Sindaco, di cui all’art. 192, comma 3, o non adempie all’obbligo di cui all’art. 187, comma 3, è punito con la pena dell’arresto fino ad un anno. Con la sentenza di condanna per tali contravvenzioni, o con la decisione emessa ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, il beneficio della sospensione condizionale della pena può essere subordinato alla esecuzione di quanto stabilito nell’ordinanza o nell’obbligo non eseguiti.
5. Se le indicazioni di cui ai commi 1 e 2 sono formalmente incomplete o inesatte ma i dati riportati nella comunicazione al catasto, nei registri di carico e scarico, nei formulari di identificazione dei rifiuti trasportati e nelle altre scritture contabili tenute per legge consentono di ricostruire le informazioni dovute, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da duecentosessanta euro a millecinquecentocinquanta euro. La stessa pena si applica se le indicazioni di cui al comma 43 sono formalmente incomplete o inesatte ma contengono tutti gli elementi per ricostruire le informazioni dovute per legge, nonché nei casi di mancato invio alle autorità competenti e di mancata conservazione dei registri di cui all'articolo 190, comma 1, o del formulario di cui all'articolo 193.
Traffico illecito di rifiuti art. 259
Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti art. 260
Competenza e giurisdizione art. 262
Fatte salve le altre disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 in materia di accertamento degli illeciti amministrativi, all'irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla parte quarta del presente decreto provvede la Provincia nel cui territorio è stata commessa la violazione, ad eccezione delle sanzioni previste dall'articolo 261, comma 3, in relazione al divieto di cui all'articolo 226, comma 1, per le quali è competente il comune.
2. Avverso le ordinanze-ingiunzione relative alle sanzioni amministrative di cui al comma 1 è esperibile il giudizio di opposizione di cui all'articolo 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie art. 263
DECRETO Leg.vo 3 APRILE 2006 n. 152 Disposizioni transitorie Articolo 265
Le vigenti norme regolamentari e tecniche che disciplinano la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti restano in vigore sino all'adozione delle corrispondenti specifiche norme adottate in attuazione della parte quarta del presente decreto. Al fine di assicurare che non vi sia alcuna soluzione di continuità nel passaggio dalla preesistente normativa a quella prevista dalla parte quarta del presente decreto, le pubbliche amministrazioni, nell'esercizio delle rispettive competenze, adeguano la previgente normativa di attuazione alla disciplina contenuta nella parte quarta del presente decreto, nel rispetto di quanto stabilito dall'articolo 264, comma 1, lettera i). Ogni riferimento ai rifiuti tossici e nocivi continua ad intendersi riferito ai rifiuti pericolosi.
In attesa delle specifiche norme regolamentari e tecniche in materia di trasporto dei rifiuti, di cui all'articolo 195, comma 2, lettera 1), e fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182 in materia di rifiuti prodotti dalle navi e residui di carico, i rifiuti sono assimilati alle merci per quanto concerne il regime normativo in materia di trasporti via mare e la disciplina delle operazioni di carico, scarico, trasbordo, deposito e maneggio in aree portuali. In particolare i rifiuti pericolosi sono assimilati alle merci pericolose.
Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e con il Ministro delle attività produttive, individua con apposito decreto le forme di promozione e di incentivazione per la ricerca e per lo sviluppo di nuove tecnologie di bonifica presso le università, nonché presso le imprese e i loro consorzi.
Fatti salvi gli interventi realizzati alla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto, entro centottanta giorni da tale data, può essere presentata all'autorità competente adeguata relazione tecnica al fine di rimodulare gli obiettivi di bonifica già autorizzati sulla base dei criteri definiti dalla parte quarta del presente decreto. L'autorità competente esamina la documentazione e dispone le varianti al progetto necessarie.
Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro delle attività produttive sono disciplinati modalità, presupposti ed effetti economici per l'ipotesi in cui i soggetti aderenti ai vigenti consorzi pongano in essere o aderiscano a nuovi consorzi o a forme ad essi alternative, in conformità agli schemi tipo di statuto approvati dai medesimi Ministri, senza che da ciò derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Le aziende siderurgiche e metallurgiche operanti alla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto e sottoposte alla disciplina di cui al decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, sono autorizzate in via transitoria, previa presentazione della relativa domanda, e fino al rilascio o al definitivo diniego dell'autorizzazione medesima, ad utilizzare, impiegandoli nel proprio ciclo produttivo, i rottami ferrosi individuati dal codice GA 430 dell'allegato II (lista verde dei rifiuti) del regolamento (Ce) 1° febbraio 1993, n. 259 e i rottami non ferrosi individuati da codici equivalenti del medesimo allegato.
DECRETO Leg.vo 3 APRILE 2006 n. 152 Disposizioni finali Articolo 266
Nelle attrezzature sanitarie di cui all'articolo 4, comma 2, lettera g), della legge 29 settembre 1964, n. 847, sono ricomprese le opere, le costruzioni e gli impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani, speciali, pericolosi, solidi e liquidi, alla bonifica di aree inquinate.
7. Con successivo decreto, adottato dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, delle attività produttive e della salute, è dettata la disciplina per la semplificazione amministrativa delle procedure relative ai materiali, ivi incluse le terre e le rocce da scavo, provenienti da cantieri di piccole dimensioni la cui produzione non superi i seimila metri cubi di materiale.
Direttive CEE 75/442; 76/443; 78/319; ecc,
D.P.R. 10 settembre 1982 n. 915;
Decreto Legislativo 5 febbraio 1997 n. 22;
Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152;
Delibera del Comitato Interministeriale 27 luglio 1984;
D.M. 1 aprile 1998 n. 145;
D.M. 1 aprile 1998 n. 148;
D. M. 22 ottobre 1999 n. 460;
Decreto Legislativo 13 gennaio 2003 n. 36;
Decreto Legislativo 24 giugno 2003 n. 209.

References: Art. 2
 art.923
 Articolo 255
 sentenza 
 art. 259
 art. 260
 art. 262
 art. 263
 Articolo 265
 Articolo 266