Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-9533-del-12-04-2017
Timestamp: 2020-08-06 07:14:22+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 9533 del 12/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9533 del 12/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 12/04/2017, (ud. 16/02/2017, dep.12/04/2017), n. 9533
sul ricorso 9186-2016 proposto da:
P.P., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
dall’avvocato GIUSEPPE MACCAURO, che lo rappresenta e difende;
D.D. SRL, ((OMISSIS)), in persona del legale
rappresentante pro tempore; elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
CAMOZZI 1, presso lo studio dell’Avvocato ALFREDO FERRETTI (STUDIO
CUCCI), che la rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 2224/2016 del TRIBUNALE di ROMA, depositata il
04/02/2016;
partecipata del 16/02/2017 dal Consigliere Dott. ENZO VINCENTI;
Ritenuto che, con ricorso affidato a due motivi, P.P. ha impugnato la sentenza del Tribunale di Roma, in data 4 febbraio 2016, che, accogliendo l’appello proposto dalla D.D. s.r.l. avverso la decisione n. 23466/2012 del Giudice di pace della medesima Città, rigettava la domanda di risarcimento del danno non patrimoniale (sindrome depressiva) asseritamente cagionato dalla società convenuta, incaricata delle esequie della defunta madre dell’attore, per non aver informato di detto funerale lo stesso P.;
che resiste con controricorso la D.D.;
a) con il primo mezzo è denunciata “omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia”, in riferimento statuizione del Tribunale circa la ritenuta assenza di condotta colposa della società convenuta;
b) con il secondo mezzo è dedotta violazione e falsa applicazione degli artt. 40 e 41 c.p., in relazione alla statuizione del Tribunale circa la affermata assenza di nesso causale tra evento (mancata partecipazione al funerale) e danno (stato depressivo);
che i motivi – da scrutinarsi congiuntamente – sono inammissibili;
che il primo mezzo veicola un vizio di (“omessa, insufficiente e contraddittoria”) motivazione non più denunciabile ai sensi del vigente art. 360 c.p.c., n. 5 nella formulazione introdotta dal D.L. n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 134 del 2012, applicabile ratione temporis, senza che, peraltro, venga neppure dedotta l’esistenza di una motivazione apparente (Cass., sez. un., n. 8053/2014), che, del resto (e al pari dell’omesso esame di fatti storici decisivi), non è dato affatto ravvisare nella sentenza impugnata;
che l’inammissibilità del primo mezzo rende inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse all’impugnazione il secondo motivo, essendosi cristallizzatasi in giudicato la statuizione sull’assenza di responsabilità aquiliana della società convenuta per difetto del requisito della colpa;
che, peraltro, il motivo, veicolando, nella sostanza, non già un error in indicando (comunque insussistente), bensì una critica all’apprezzamento in fatto del giudice del merito sulla esistenza del nesso causale, si palesa inammissibile anche sotto tale profilo, aggredendo una valutazione di merito al di fuori del paradigma di cui al vigente art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5;
che, pertanto, il ricorso va rigettato e il ricorrente condannato al pagamento, in favore della parte controricorrente, delle spese del presente giudizio di legittimità, come liquidate in dispositivo in conformità ai parametri di cui al D.M. n. 55 del 2014.,
rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento, in favore della parte controricorrente, delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2.800,00, per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, e agli accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 art. 360