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Timestamp: 2019-03-22 07:59:36+00:00

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Codice deontologico | STUDIO LEGALE GERI
Avvocato Pier Paolo Geri
Avvocato Marco Geri
STUDIO LEGALE GERI Consulenza Legale in materia di diritto civile e penale
ART. 2. Potestà disciplinare
ART. 4. Attività all'estero e attività in Italia dello straniero
ART. 5. Doveri di probità, dignità e decoro
ART. 6. Doveri di lealtà e correttezza
ART. 7. Dovere di fedeltà
ART. 8. Dovere di diligenza
ART. 9. Dovere di segretezza e riservatezza
È dovere, oltreché diritto, primario e fondamentale dell'avvocato mantenere il segreto sull'attività prestata e su tutte le informazioni che siano a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato.
I - L'avvocato è tenuto al dovere di segretezza e riservatezza anche nei confronti degli ex?clienti, sia per l'attività giudiziale che per l'attività stragiudiziale.
IV - Costituiscono eccezione alla regola generale i casi in cui la divulgazione di alcune informazioni relative alla parte assistita sia necessaria: a) per lo svolgimento delle attività di difesa; b) al fine di impedire la commissione da parte dello stesso assistito di un reato di particolare gravità; c) al fine di allegare circostanze di fatto in una controversia tra avvocato e assistito; d) in un procedimento concernente le modalità della difesa degli interessi dell'assistito. In ogni caso la divulgazione dovrà essere limitata a quanto strettamente necessario per il fine tutelato.
ART. 10. Dovere di indipendenza
ART. 11. Dovere di difesa
ART. 12. Dovere di competenza
ART. 13. Dovere di aggiornamento professionale
ART. 14. Dovere di verità
ART. 15. Dovere di adempimento previdenziale e fiscale
ART. 16 . Dovere di evitare incompatibilità
ART. 17. Informazioni sull'attività professionale
Il contenuto e la forma dell'informazione devono essere coerenti con la finalità della tutela dell'affidamento della collettività e rispondere a criteri di trasparenza e veridicità, il rispetto dei quali è verificato dal competente Consiglio dell'ordine. (1) Quanto al contenuto, l'informazione deve essere conforme a verità e correttezza e non può avere ad oggetto notizie riservate o coperte dal segreto professionale. L'avvocato non può rivelare al pubblico il nome dei propri clienti, ancorché questi vi consentano.
[II - E' vietato offrire, sia direttamente che per interposta persona, le proprie prestazioni professionali al domicilio degli utenti, nei luoghi di lavoro, di riposo, di svago e, in generale, in luoghi pubblici o aperti al pubblico. III - E' altresì vietato all'avvocato offrire, senza esserne richiesto, una prestazione personalizzata e, cioè, rivolta a una persona determinata per un specifico affare.] (3)
ARTICOLO 17 bis . Modalità dell'informazione (1)
- il Consiglio dell'Ordine presso il quale è iscritto ciascuno dei componenti lo studio;
- l'eventuale certificazione di qualità dello studio; l'avvocato che intenda fare menzione di una certificazione di qualità deve depositare presso il Consiglio dell'Ordine il giustificativo della certificazione in corso di validità e l'indicazione completa del certificatore e del campo di applicazione della certificazione ufficialmente riconosciuta dallo Stato.
(1) Articolo così modificato dal CNF con le delibere del 18 gennaio 2007 e 16 giugno 2008.
ART. 18. Rapporti con la stampa (1)
III - E' consentito all'avvocato, previa comunicazione al Consiglio dell'ordine di appartenenza, di tenere o curare rubriche fisse su organi di stampa con l'indicazione del proprio nome e di partecipare a rubriche fisse televisive o radiofoniche.
(1) Articolo così modificato dal CNF con delibera del 16 giugno 2008.
ART. 19. Divieto di accaparramento di clientela
È vietata ogni condotta diretta all'acquisizione di rapporti di clientela a mezzo di agenzie o procacciatori o con modi non conformi alla correttezza e decoro. (1)
III  E' vietato offrire, sia direttamente che per interposta persona, le proprie prestazioni professionali al domicilio degli utenti, nei luoghi di lavoro, di riposo, di svago e, in generale, in luoghi pubblici o aperti al pubblico. (2)
IV  E' altresì vietato all'avvocato offrire, senza esserne richiesto, una prestazione personalizzata e, cioè, rivolta a una persona determinata per un specifico affare. (2)
(1) Periodo così modificato dal CNF con la delibera del 18 gennaio 2007. La precedente versione così recitava: "È vietata l'offerta di prestazioni professionali a terzi e in genere ogni attività diretta all'acquisizione di rapporti di clientela, a mezzo di agenzie o procacciatori o altri mezzi illeciti.".
ART. 20. Divieto di uso di espressioni sconvenienti ed offensive
ART. 21. Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti
II  Costituisce altresì illecito disciplinare il comportamento dell'avvocato che agevoli, o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati o sospesi l'esercizio abusivo dell'attività di avvocato o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici, anche se limitatamente al periodo di eventuale sospensione dall'esercizio.
ART. 22. Rapporto di colleganza
ART. 23. Rapporto di colleganza e dovere di difesa nel processo
ART. 24. Rapporti con il Consiglio dell'ordine (1)
III - L'avvocato chiamato a far parte del Consiglio dell'Ordine deve adempiere l'incarico con diligenza, imparzialità e nell'interesse generale.
IV - Ai fini della tenuta degli albi, l'avvocato ha il dovere di comunicare senza ritardo al Consiglio dell'Ordine di appartenenza ed eventualmente a quello competente per territorio, la costituzione di associazioni o società professionali e i successivi eventi modificativi, nonché l'apertura di studi principali, secondari e anche recapiti professionali.
ART. 25. Rapporti con i collaboratori dello studio
ART. 26. Rapporti con i praticanti
ART. 27. Obbligo di corrispondere con il collega
ART. 28. Divieto di produrre la corrispondenza scambiata con il collega
ART. 29. Notizie riguardanti il collega
L'esibizione in giudizio di documenti relativi alla posizione personale del collega avversario e l'utilizzazione di notizie relative alla sua persona sono vietate, salvo che egli sia parte di un giudizio e che l'uso di tali notizie sia necessario alla tutela di un diritto. I - L'avvocato deve astenersi dall'esprimere apprezzamenti denigratori sull'attività professionale di un collega.
ART. 30. Obbligo di soddisfare le prestazioni affidate ad altro collega
ART. 31. Obbligo di dare istruzioni al collega e obbligo di informativa
ART. 32. Divieto di impugnazione della transazione raggiunta con il collega
ART. 33. Sostituzione del collega nell'attività di difesa
ART. 34. Responsabilità dei collaboratori, sostituti e associati
ART. 35. Rapporto di fiducia
II - L'avvocato deve astenersi, dopo il conferimento del mandato, dallo stabilire con l'assistito rapporti di natura economica, patrimoniale o commerciale che in qualunque modo possano influire sul rapporto professionale, salvo quanto previsto nell'art. 45. (1) (1) Canone così modificato dal CNF con la delibera del 18 gennaio 2007. La precedente versione così recitava: "II - L'avvocato deve astenersi, dopo il conferimento del mandato, dallo stabilire con l'assistito rapporti di natura economica, patrimoniale o commerciale che in qualunque modo possano influire sul rapporto professionale".
ART. 36. Autonomia del rapporto
ART. 37. Conflitto di interessi
ART. 38. Inadempimento al mandato
ART. 39. Astensione dalle udienze
ART. 40. Obbligo di informazione
ART. 41. Gestione di denaro altrui
ART. 42. Restituzione di documenti
ART. 43. Richiesta di pagamento
[V - E' consentito all'avvocato concordare onorari forfettari per le prestazioni continuative solo in caso di consulenza e assistenza stragiudiziale, purché siano proporzionali al prevedibile impegno.] (1) (1) Canone abrogato dal CNF con la delibera del 18 gennaio 2007.
ART. 44. Compensazione
ART. 45. Accordi sulla definizione del compenso (1)
ART. 47. Rinuncia al mandato
ART. 48. Minaccia di azioni alla controparte
ART. 49. Pluralità di azioni nei confronti della controparte
ART. 50. Richiesta di compenso professionale alla controparte
ART. 51. Assunzione di incarichi contro ex clienti
I° - Resta ferma la facoltà di investigazione difensiva nei modi e termini previsti dal codice di procedura penale, e nel rispetto delle disposizioni che seguono.
4. Quando si avvale di sostituti, collaboratori di studio, investigatori privati autorizzati e consulenti tecnici, il difensore può fornire agli stessi tutte le informazioni e i documenti necessari per l'espletamento dell'incarico, anche nella ipotesi di intervenuta segretazione degli atti, raccomandando il vincolo del segreto, e l'obbligo di comunicare i risultati esclusivamente al difensore.
ART. 53. Rapporti con i magistrati
I° - Salvo casi particolari, l'avvocato non può discutere del giudizio civile in corso con il giudice incaricato del processo senza la presenza del legale avversario.
II° - L'avvocato chiamato a svolgere funzioni di magistrato onorario deve rispettare tutti gli obblighi inerenti a tali funzioni e le norme sulla incompatibilità.
III° - L'avvocato non deve approfittare di eventuali rapporti di amicizia, di familiarità o di confidenza con i magistrati per ottenere favori e preferenze. In ogni caso deve evitare di sottolineare la natura di tali rapporti nell'esercizio del suo ministero, nei confronti o alla presenza di terze persone.
ART. 54. Rapporti con arbitri e consulenti tecnici
ART. 55. Arbitrato
II  L'avvocato non può accettare la nomina ad arbitro se una delle parti del procedimento sia assistita da altro professionista di lui socio o con lui associato, ovvero che eserciti negli stessi locali. In ogni caso l'avvocato deve comunicare alle parti ogni circostanza di fatto e ogni rapporto con i difensori che possano incidere sulla sua indipendenza, al fine di ottenere il consenso delle parti stesse all'espletamento dell'incarico.
III  L'avvocato che sia stato richiesto di svolgere la funzione di arbitro deve dichiarare per iscritto, nell'accettare l'incarico, l'inesistenza di ragioni ostative all'assunzione della veste di arbitro o comunque di relazioni di tipo professionale, commerciale, economico, familiare o personale con una delle parti. Diversamente, deve specificare dette ragioni ostative, la natura e il tipo di tali relazioni e può accettare l'incarico solo se le parti non si oppongano entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione.
IV  L'avvocato che viene designato arbitro deve comportarsi nel corso del procedimento in modo da preservare la fiducia in lui riposta dalle parti e deve rimanere immune da influenze e condizionamenti esterni di qualunque tipo. Egli inoltre: - ha il dovere di mantenere la riservatezza sui fatti di cui venga a conoscenza in ragione del procedimento arbitrale;
ART. 56. Rapporto con i terzi
I° - Anche al di fuori dell'esercizio della professione l'avvocato ha il dovere di comportarsi, nei rapporti interpersonali, in modo tale da non compromettere la fiducia che i terzi debbono avere nella sua capacità di adempiere i doveri professionali e nella dignità della professione.
ART. 57. Elezioni forensi
ART. 58. La testimonianza dell'avvocato
I° - L'avvocato non deve mai impegnare di fronte al giudice la propria parola sulla verità dei fatti esposti in giudizio.
II° - Qualora l'avvocato intenda presentarsi come testimone dovrà rinunciare al mandato e non potrà riassumerlo.
ART. 59. Obbligo di provvedere all'adempimento delle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi
ART. 60. Norma di chiusura
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References: ART. 2

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14

ART. 15

ART. 16

ART. 17

ARTICOLO 17

ART. 18

ART. 19

ART. 20

ART. 21

ART. 22

ART. 23

ART. 24

ART. 25

ART. 26

ART. 27

ART. 28

ART. 29

ART. 30

ART. 31

ART. 32

ART. 33

ART. 34

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ART. 36

ART. 37

ART. 38

ART. 39

ART. 40

ART. 41

ART. 42

ART. 43

ART. 44

ART. 45

ART. 47

ART. 48

ART. 49

ART. 50

ART. 51

ART. 53

ART. 54

ART. 55

ART. 56

ART. 57

ART. 58

ART. 59

ART. 60