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Timestamp: 2019-07-24 02:32:29+00:00

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Art. 1503 codice civile - Esercizio del riscatto - Brocardi.it
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Articolo 1503 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1503 Codice civile
Il venditore decade dal diritto di riscatto, se entro il termine fissato non comunica al compratore la dichiarazione di riscatto e non gli corrisponde le somme liquide dovute per il rimborso del prezzo, delle spese e di ogni altro pagamento legittimamente fatto per la vendita [1475] (1).
Se il compratore rifiuta di ricevere il pagamento di tali rimborsi, il venditore decade dal diritto di riscatto, qualora non ne faccia offerta reale entro otto giorni dalla scadenza del termine (2).
(1) La dichiarazione di riscatto, che è atto unilaterale recettizio (1324, 1334, 1335 c.c.), deve essere accompagnata dalla consegna delle somme che il venditore deve restituire: quando sono presenti entrambi, si produce l'effetto del riscatto di far rirntrare il bene nel patrimonio dell'alienante.
(2) In tal caso non è più sufficiente la consegna del bene ma è necessaria la vera e propria offerta reale (1209 c.c.).
La norma è volta ad evitare che il venditore, non in possesso dei mezzi per riscattare il bene, tenga un comportamento incerto nell'intento di assicurarsi il riscatto dilazionando i tempi.
Spiegazione dell'art. 1503 Codice civile
Decadenza del diritto di riscatto
A pena di decadenza, ad esercitare il riscatto non è sufficiente la dichiarazione di voler riscattare, occorre altresì l'effettivo versamento delle somme liquide dovute per il rimborso del prezzo, delle spese e di ogni altro pagamento legittimamente fatto per la vendita.
Queste somme che non possono essere oggetto di contestazione (contestabili possono essere soltanto le spese per riparazioni necessarie e quelle che hanno aumentato il valore della cosa) devono essere senz'altro versate al compratore e se questi rifiuta, entro otto giorni dalla scadenza del termine per il riscatto, il venditore (se vuol evitare di decadere dal diritto di riscatto) deve farne offerta reale.
L'art. 1503 cod. civ. ha risolto così, seguendo la migliore dottrina la questione sorta sotto l'impero del codice civile del 1865, quando molti venditori preferivano esercitare il riscatto con la semplice offerta, e rimettendo poi il pagamento alle calende greche. Poiché ne nasceva un giudizio che poteva avere varie vicende, il
termine rigorosamente stabilito dalla legge per l'esercizio del riscatto finiva per allungarsi di molto: e nel riscatto d'immobili bastava trascrivere la citazione dell'offerta di riscatto per inceppare la proprietà nelle mani del compratore. Questo non è più possibile, dal momento che si obbliga giustamente il riscattante al deposito ed offerta reale della somma dovuta per il riscatto.
Riscatto nella vendita di beni immobili
Nella vendita di beni immobili la dichiarazione di riscatto deve essere fatta per iscritto sotto pena di nullità.
Non basterebbe la dichiarazione verbale, poiché non vi sarebbe possibilità di trascriverla e di farne avere così notizia ai terzi, ai quali dev'essere fatto conoscere se, come e quando il riscatto è stato esercitato, se il compratore l'ha accettato o se vi ha fatto opposizione. Circostanze facilmente rilevabili dalla trascrizione della dichiarazione di riscatto che perciò, a pena di nullità, dev'essere fatta per iscritto.
359 Notevole importanza pratica riveste l'art. 387 il quale si propone di eliminare le frequenti controversie cui danna luogo i soliti tentativi insidiosi del venditore e del compratore in ordine all'esercizio concreto del diritto di riscatto.
Ho affermato anzitutto che il riscatto deve essere esercitato non con la manifestazione di una seria volontà di riscattare, ma corrispondendo, entro il termine fissato, l'importo delle somme dovute. Restano così adeguatamente salvaguardati gli interessi del compratore.
In secondo luogo, per porre il venditore al riparo da un malizioso rifiuto del compratore quando non è tacitamente determinato l'importo delle riparazioni necessarie e di quelle che hanno aumentato il valore della cosa, ho previsto che, per l'esercizio del riscatto, basta corrispondere il prezzo, le spese e ogni altro legittimo pagamento fatto per la vendita; per il resto del dovuto è evidente che è necessaria sempre la manifestazione di una seria volontà di effettuare il pagamento a liquidazione effettuata. Ammettendo che il riscatto si esercita anche se non sia stato pagato l'importo delle spese necessarie e utili, non si offendono gli interessi del compratore, poiché questi resta in ogni caso garantito mediante il diritto di ritenzione.
In terzo luogo, per il caso di rifiuto da parte del compratore ho previsto l'obbligatorietà di una offerta reale e, potendo accadere che il rifiuto avvenga quando il venditore non è materialmente in grado di fare l'offerta stessa, si faculta il venditore a procedervi entro il quinto giorno dalla scadenza del termine.
Massime relative all'art. 1503 Codice civile
Cass. civ. n. 177/1984
Mentre l'art. 1503 c.c., in tema di riscatto convenzionale, impone al riscattante di corrispondere, oltre al prezzo, le spese ed ogni altro pagamento legittimamente fatto per la vendita, l'art. 8, comma sesto, della L. 26 maggio 1965, n. 590, pone a carico del retraente nel riscatto agrario l'onere di rimborsare soltanto il prezzo, e non anche le altre spese per l'acquisto del fondo sostenute dal retrattato. Per queste, il soggetto, cui devono essere poste a carico, va individuato, nella sede propria, in base al principio generale cuius commoda eius incommoda, salvo il correttivo della responsabilità per i danni dovuti alla propria condotta dolosa o colposa.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 177 del 10 gennaio 1984)
Cass. civ. n. 3470/1983
A differenza di quanto è stabilito per l'esercizio del riscatto convenzionale, per il quale è espressamente posto a carico del retraente l'obbligo di corrispondere oltre alle somme liquide dovute per il rimborso del prezzo anche quelle relative alle spese ed a ogni altro pagamento effettivamente fatto per la vendita (art. 1503 c.c.), per il riscatto agrario è posto, invece, a carico del coltivatore l'obbligo di corrispondere il solo prezzo e non anche le menzionate spese accessorie, ivi comprese quelle notarili e di registrazione sostenute dal retrattato.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3470 del 19 maggio 1983)
Cass. civ. n. 2703/1978
Se nel contratto di compravendita con patto di riscatto sia stato simulatamente dichiarato un prezzo inferiore a quello effettivamente pattuito e corrisposto, gli eredi del venditore, per esercitare validamente il diritto di riscatto, devono corrispondere o, comunque, offrire al compratore, nel termine stabilito, il prezzo effettivamente ricevuto, la cui dissimulata pattuizione è quella che ha effetto tra le parti (art. 1414, secondo comma, c.c.). Pertanto essi, qualora facciano offerta del prezzo simulato senza integrarla nel termine suddetto, incorrono nella sanzione della decadenza anche nel caso di ignoranza della simulazione, data l'irrilevanza di tale stato soggettivo in una situazione in cui essi sono subentrati al posto del venditore defunto.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2703 del 29 maggio 1978)
Cass. civ. n. 216/1977
Al fine dell'esercizio del diritto di riscatto da parte del venditore di beni mobili, ai sensi dell'art. 1503 c.c., è valida ed operante una dichiarazione proveniente dal rappresentante senza poteri del venditore medesimo, ove questi, prima della scadenza del termine per il riscatto, abbia ratificato l'atto posto in essere dal falsus procurator, attraverso un'espressa manifestazione di volontà, ovvero attraverso un comportamento inequivocamente rivolto a farne propri gli effetti.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 216 del 17 gennaio 1977)
Cass. civ. n. 1805/1976
Ai sensi dell'art. 1503 secondo comma c.c., il venditore riscattante, al fine di non decadere dal diritto di riscatto, nel caso di rifiuto del compratore di ricevere le somme dovutegli, deve effettuare offerta reale delle somme medesime, e, pertanto, non anche provvedere successivamente al loro deposito ex art. 1210 c.c.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1805 del 20 maggio 1976)

References: Articolo 1503

Articolo 1503

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
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Cass. 
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Cass. 
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Cass. 
 art. 1210
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