Source: https://www.onb.it/2013/09/11/legge-18-maggio-1989-n-183/
Timestamp: 2020-05-29 11:14:42+00:00

Document:
Legge 18 maggio 1989, n.183 - Ordine Nazionale dei Biologi
G.U. 25.5.1989, n. 120 – S.O.
TITOLO I – LE ATTIVITÀ , I SOGGETTI , I SERVIZI
CAPO I – Le attività
a) per suolo: il territorio, il suolo, il sottosuolo, gli abitati e le opere infrastrutturali ;
b) per acque: quelle meteoriche, fluviali, sotterranee e marine ;
c) per corso d’acqua : i corsi d’acqua, i fiumi, i torrenti, i canali, i laghi, le lagune, gli altri corpi idrici ;
d) per bacino idrografico: il territorio dal quale le acque pluviali o di fusione delle nevi e dei ghiacciai, defluendo in superficie si raccolgono in un determinato corso d’acqua direttamente o a mezzo di affluenti, nonché il territorio che può essere allagato dalle acque del medesimo corso d’acqua, ivi compresi i suoi rami terminali con le foci in mare ed il litorale marittimo prospiciente; qualora un territorio possa essere allagato dalle acque di più corsi d’acqua, esso si intende ricadente nel bacino idrografico il cui bacino imbrifero montano ha la superficie maggiore;
Art. 2. Attività conoscitiva
1. Nell’attività conoscitiva, svolta per le finalità della presente legge e riferita all’intero territorio nazionale si intendono comprese le azioni di: raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati ; accertamento, sperimentazione, ricerca e studio degli elementi dell’ambiente fisico e delle condizioni generali di rischio; formazione ed aggiornamento delle carte tematiche del territorio ; valutazione e studio degli effetti conseguenti alla esecuzione dei piani, dei programmi e dei progetti di opere previsti dalla presente legge; attuazione di ogni iniziativa a carattere conoscitivo ritenuta necessaria per il conseguimento delle finalità di cui all’articolo 1.
2. L’attività conoscitiva di cui al presente articolo è svolta, sulla base delle deliberazioni di cui all’articolo 4, comma 1, secondo criteri, metodi e standards di raccolta, elaborazione e consultazione, nonché modalità di coordinamento e di collaborazione tra i soggetti pubblici comunque operanti nel settore, che garantiscano la possibilità di omogenea elaborazione ed analisi e la costituzione e gestione, ad opera dei servizi tecnici nazionali, di un unico sistema informativo, cui vanno raccordati i sistemi informativi regionali e quelli delle province autonome.
3. E’ fatto obbligo alle Amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, nonché alle istituzioni ed agli enti pubblici, anche economici, che comunque raccolgano dati nel settore della difesa del suolo, di trasmetterli alla regione territorialmente interessata ed ai competenti servizi tecnici nazionali, di cui all’articolo 9, secondo le modalità definite ai sensi del comma 2 del presente articolo.
Art. 3. Le attività di pianificazione , di programmazione e di attuazione
a) la sistemazione, la conservazione ed il recupero del suolo nei bacini idrografici, con interventi idrogeologici, idraulici, idraulico-forestali, idraulico-agrari, silvo-pastorali, di forestazione e di bonifica, anche attraverso processi di recupero naturalistico, botanico e faunistico ;
c) la moderazione delle piene anche mediante serbatoi di invaso, vasche di laminazione, casse di espansione, scaricatori, scolmatori, diversivi o altro, per la difesa dalle inondazioni e dagli allagamenti;
d) la disciplina delle attività estrattive, al fine di prevenire il dissesto del, territorio, inclusi erosione ed abbassamento degli alvei e delle coste ;
i) la razionale utilizzazione delle risorse idriche superficiali e profonde, con una efficiente rete idraulica, irrigua ed idrica, garantendo, comunque, che l’insieme delle derivazioni non pregiudichi il minimo deflusso costante vitale negli alvei sottesi, nonché la polizia delle acque;
CAPO II – I soggetti centrali
Art. 4. Il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Comitato dei ministri per i servizi tecnici nazionali e gli interventi nel settore della difesa del suolo
2. E’ istituito, presso la Presidenza de Consiglio dei ministri, il Comitato dei ministri per i servizi tecnici nazionali e gli interventi nel settore della difesa del suolo. Il Comitato, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un Ministro membro del Comitato stesso su sua delega, è composto dai Ministri dei lavori pubblici, dell’ambiente, dell’agricoltura e delle foreste, per il coordinamento della protezione civile e per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno.
3. Il Comitato dei ministri ha funzioni di alta vigilanza sui servizi tecnici nazionali ed adotta gli atti di indirizzo e di coordinamento delle loro attività. Propone al Presidente del Consiglio dei ministri lo schema di programma nazionale di intervento, di cui all’articolo 25, comma 3 che coordina con quelli delle regioni degli altri enti pubblici a carattere nazionale, verificandone I’attuazione.
Art. 5. Competenze del Ministero dei lavori pubblici e del Ministero dell’ ambiente
b) provvede al soddisfacimento delle esigenze organizzative necessarie al funzionamento del Comitato nazionale per la difesa del suolo le cui spese di carattere obbligatorio sono poste a carico dello stato di previsione della spesa del ministero ;
c) predispone la relazione sull’uso del suolo e sulle condizioni dell’assetto idrogeologico, da allegare alla relazione sullo stato dell’ambiente di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 8 luglio 1986, n. 349, nonché la relazione sullo stato di attuazione dei programmi triennali di intervento, di cui all’art. 25 da allegare alla relazione previsionale e programmatica, ai sensi dell’articolo 29 della presente legge. La relazione sull’uso del suolo e sulle condizioni dell’assetto idrogeologico e la relazione sullo stato dell’ambiente sono redatte avvalendosi dei servizi tecnici nazionali;
e) opera, ai sensi dell’articolo 2, commi 5 e 6, della legge 8 luglio 1986, n. 349, rispettivamente, di concerto e di intesa con il Ministro dell’ambiente per assicurare il coordinamento, ad ogni livello di pianificazione, delle funzioni di difesa del suolo con, gli interventi per la tutela e l’utilizzazione delle acque e per la tutela dell’ambiente.
3. Il Ministro dell’ambiente provvede, nei bacini di rilievo nazionale ed interregionale, all’esercizio delle funzioni amministrative di competenza statale in materia di tutela dall’inquinamento e di smaltimento dei rifiuti, anche per gli aspetti di rilevanza ambientale di cui, all’articolo 3, comma 1, lettere a) ed h).
Art. 6. Comitato nazionale per la difesa del suolo : istituzione e compiti
1. E’ istituito presso il Ministero dei lavori pubblici il Comitato nazionale per la difesa del suolo.
b) un rappresentante di ciascuno dei seguenti Ministeri: per i beni culturali ed ambientali; del bilancio e della programmazione economica; dei trasporti; della sanità; della marina mercantile; dell’industria; del commercio e dell’artigianato; delle finanze; del tesoro; nonché del Ministro per il coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica e del Ministro per il coordinamento della protezione civile;
e) un rappresentante, per ciascuno, dell’Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), dell’Unione province italiane (UPI) e dell’Unione nazionale comuni comunità enti montali (UNCEM);
3. Del Comitato, altresì, fanno parte il Presidente generale ed il presidente della IV sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici, nonché il direttore generale della difesa del suolo del Ministero dei lavori pubblici di cui all’articolo 7, ed il direttore del servizio prevenzione degli inquinamenti e risanamento ambientale del Ministero dell’ambiente.
7. Il Comitato formula pareri, proposte ed osservazioni, anche ai fini dell’esercizio delle funzioni di indirizzo e coordinamento di cui all’articolo 4, in ordine alle attività ed alle finalità della presente legge, ed ogni qualvolta ne è richiesto dal Ministro dei lavori pubblici. In particolare:
Art. 7. Direzione generale della difesa del suolo
3. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici si provvede, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore, della presente legge, alla organizzazione della direzione generale della difesa del suolo, dotandola delle strutture tecniche, degli strumenti, degli istituti e delle risorse necessari, tra l’altro, a garantire il più efficace supporto dell’attività del Comitato nazionale per la difesa del suolo.
Art. 8. Collaborazione interministeriale
Art. 9. I servizi tecnici nazionali
1. Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri sono istituiti i servizi tecnici nazionali, in un sistema coordinato ed unitario sotto l’alta vigilanza del Comitato dei ministri di cui all’articolo 4. Ai servizi tecnici nazionali è assicurata autonomia scientifica, tecnica, organizzativa ed operativa.
4. I servizi tecnici nazionali hanno le seguenti funzioni :
a) svolgere l’attività conoscitiva, qual è definita all’articolo 2;
c) fornire, a chiunque ne faccia richiesta, dati, pareri e consulenze, secondo un tariffario fissato ogni biennio con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri; sentito il Comitato dei ministri di cui all’articolo 4. Le tariffe sono stabilite in base al principio della partecipazione al costo delle prestazioni da parte di chi ne usufruisca.
6. Nell’ambito del Comitato dei ministri di cui all’articolo 4, ciascuno dei Ministri che lo compongono propone, nel settore di sua competenza, le misure di indirizzo e di coordinamento volte alla completa realizzazione del sistema informativo e della rete integrati di cui al comma 5, ed in particolare le priorità nel rilevamento e nella predisposizione della base di dati.
7. Ai servizi tecnici nazionali è preposto un Consiglio dei direttori, composto dal presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che lo presiede, dai direttori dei singoli servizi tecnici nazionali di cui al comma 1, nonché dai responsabili dell’istituto geografico militare del Centro interregionale per la cartografia, dell’istituto idrografico della Marina, del Servizio meteorologico dell’Aeronautica militare, del Corpo forestale dello Stato e dell’Istituto nazionale di geofisica.
a) provvede in conformità alle deliberazioni di cui all’articolo 4, al coordinamento dell’attività svolta dai singoli servizi tecnici nazionali, dai servizi tecnici dei soggetti competenti ai sensi dell’articolo 1, comma 4, nonché dagli altri organismi indicati al precedente comma 7;
c) i criteri per la formazione di ruoli tecnici omogenei per ciascun servizio, con l’attribuzione di posizioni giuridiche basate sul possesso del titolo professionale necessario allo svolgimento delle attività di ogni singolo servizio sul livello professionale delle mansioni da svolgere;
d) i criteri generali per la attribuzione della dirigenza dei servizi dei singoli settori in cui gli stessi sono articolati nel rispetto del principio della preposizione ai servizi ed ai singoli settori tecnici di funzionari appartenenti ai relativi ruoli;
f) le modalità che consentono ai servizi tecnici nazionali di avvalersi dell’attività di enti e organismi specializzati operanti nei settori di rispettiva competenza nonché di impiegare in compiti di istituto ricercatori e docenti universitari, sulla base di convenzioni-tipo adottate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che definiscono l’applicazione delle disposizioni in materia di comandi finalizzate all’interscambio culturale e scientifico.
12. Con la procedura e le modalità di cui al comma 9 si provvede tenendo conto della riorganizzazione del sistema dei servizi tecnici nazionali, a quella funzionale del servizio tecnico centrale del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
13. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino alla definizione del nuovo ordinamento dei servizi tecnici nazionali, nonché dei ruoli tecnici omogenei di cui al comma 9, lettera c), il personale di ruolo, in servizio alla data predetta presso i servizi idrografico e mareografico, sismico, dighe, geologico, è collocato, senza soluzione di continuità, in appositi ruoli transitori presso le amministrazioni di appartenenza per il successivo automatico trasferimento nei ruoli del nuovo ordinamento, fatti salvi lo stato giuridico ed il trattamento economico comunque posseduti. Alla identificazione del personale da ricomprendere nei ruoli predetti si provvede con decreto del Ministro competente che determina altresì le dotazioni organiche dei profili professionali occorrenti in misura pari alle unità da trasferire. I provvedimenti relativi allo stato giuridico ed al trattamento economico del personale inquadrato nei ruoli transitori sono adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri, o da un Ministro da lui delegato, di concerto con il Ministro presso il cui dicastero è istituito ciascun ruolo transitorio.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9