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Timestamp: 2020-07-14 22:31:33+00:00

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DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2019, n. 15 - Attuazione della direttiva (UE) 2015/2436 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa nonché per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2015/2424 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, recante modifica al regolamento sul marchio comunitario - Studio Cerbone
DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2019, n. 15 – Attuazione della direttiva (UE) 2015/2436 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa nonché per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2015/2424 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, recante modifica al regolamento sul marchio comunitario
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Attuazione della direttiva (UE) 2015/2436 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa nonché per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2015/2424 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, recante modifica al regolamento sul marchio comunitario
Modifiche all’articolo 7 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, di seguito «Codice della proprietà industriale», le parole «suscettibili di essere rappresentati graficamente» sono soppresse e le parole «purché siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese.» sono sostituite dalle seguenti: «purché siano atti:
b) ad essere rappresentati nel registro in modo tale da consentire alle autorità competenti ed al pubblico di determinare con chiarezza e precisione l’oggetto della protezione conferita al titolare.».
Modifiche all’articolo 9 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 9 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla rubrica sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «e altri segni non registrabili»;
b) al comma 1, le parole «esclusivamente dalla forma imposta dalla natura stessa del prodotto, dalla forma del prodotto necessaria per ottenere un risultato tecnico, o dalla forma che dà un valore sostanziale al prodotto.» sono sostituite dalle seguenti: «esclusivamente:
c) dalla forma, o altra caratteristica, che dà un valore sostanziale al prodotto».
Modifiche all’articolo 11 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 11 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
«1. Le persone giuridiche di diritto pubblico e le associazioni di categoria di fabbricanti, produttori, prestatori di servizi o commercianti, escluse le società di cui al libro quinto, titolo quinto, capi quinto, sesto e settimo, del codice civile, possono ottenere la registrazione di marchi collettivi che hanno la facoltà di concedere in uso a produttori o commercianti.»;
b) al comma 2, dopo le parole «domanda di registrazione», sono inserite le seguenti: «in conformità ai requisiti di cui all’articolo 157, comma 1-bis» e le parole «tra i documenti allegati alla domanda» sono sostituite dalle seguenti: «nella raccolta di cui all’articolo 185»;
c) al comma 4, dopo le parole «provenienza geografica dei prodotti o servizi.», è inserito il seguente periodo: «Qualsiasi soggetto i cui prodotti o servizi provengano dalla zona geografica in questione ha diritto sia a fare uso del marchio, sia a diventare membro della associazione di categoria titolare del marchio, purché siano soddisfatti tutti i requisiti di cui al regolamento.».
Inserimento dell’articolo 11-bis nel decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. Dopo l’articolo 11 del codice della proprietà industriale, è inserito il seguente:
«Art. 11-bis (Marchio di certificazione). – 1. Le persone fisiche o giuridiche, tra cui istituzioni, autorità ed organismi accreditati ai sensi della vigente normativa in materia di certificazione, a garantire l’origine, la natura o la qualità di determinati prodotti o servizi, possono ottenere la registrazione per appositi marchi come marchi di certificazione, a condizione che non svolgano un’attività che comporta la fornitura di prodotti o servizi del tipo certificato.
Modifiche all’articolo 12 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 12 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, alla lettera e), le parole «anche non affini, quando il marchio anteriore goda nella Comunità, se comunitario,» sono sostituite dalle seguenti: «identici, affini o non affini, quando il marchio anteriore goda nell’Unione europea»;
b) al comma 1, alla lettera f), la parola: «anche» è sostituita dalle seguenti: «identici, affini o»;
Modifiche all’articolo 14 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 14 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, alla lettera b), sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «, ovvero sulla tipologia di marchio»;
«c-bis) i segni esclusi dalla registrazione, conformemente alla legislazione dell’Unione europea o dello Stato o ad accordi internazionali in materia di cui l’Unione europea o lo Stato è parte, relativi alla protezione delle denominazioni d’origine e delle indicazioni geografiche;
c-quinquies) i segni che contengono o riproducono nei loro elementi essenziali una denominazione di varietà vegetale precedentemente registrata conformemente alla legislazione dell’Unione europea o dello Stato o ad accordi internazionali di cui l’Unione europea o lo Stato sono parte, in materia di tutela dei diritti relativi alle varietà vegetali e che, in relazione a queste ultime, sono della stessa specie o di specie apparentate.»;
«1-bis. Ai fini del comma 1, lettera c-bis), le domande anteriori di protezione di denominazione di origine o di indicazione geografica, sono assimilate alle denominazioni di origine o di indicazioni geografiche protette, sotto riserva della successiva protezione ed a condizione che la legislazione dell’Unione europea o dello Stato conferisca alla persona autorizzata ad esercitare i diritti da essa derivanti il diritto di vietare l’uso di un marchio d’impresa posteriore.»;
«c) per l’omessa adozione da parte del titolare delle misure ragionevolmente idonee a prevenire un uso del marchio non conforme alle condizioni del regolamento d’uso del marchio collettivo o del marchio di certificazione e, in particolare, dei controlli previsti dalle disposizioni regolamentari sull’uso del marchio collettivo o del marchio di certificazione.».
Modifiche all’articolo 15 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 15, comma 2, del codice della proprietà industriale, al secondo periodo, la parola «dalla» è sostituita dalle seguenti: «dal giorno successivo alla».
Modifiche all’articolo 18 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 18, comma 1, del codice della proprietà industriale, le parole «decreto del Ministro delle attività produttive» sono sostituite dalle seguenti: «decreto del Ministero dello sviluppo economico».
Modifiche all’articolo 20 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 20 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera c), dopo le parole «goda nello stato di rinomanza e se l’uso del segno» sono inserite le seguenti: «, anche a fini diversi da quello di contraddistinguere i prodotti e servizi,»;
b) al comma 2, dopo le parole «o sulle loro confezioni» sono inserite le seguenti: «o sugli imballaggi» e sono aggiunte, infine, le seguenti: «; di apporre il segno su confezioni, imballaggi, etichette, cartellini, dispositivi di sicurezza o autenticazione o componenti degli stessi o su altri mezzi su cui il marchio può essere apposto ovvero di offrire, immettere in commercio, detenere a tali fini, importare o esportare tali mezzi recanti il marchio, quando vi sia il rischio che gli stessi possano essere usati in attività costituenti violazione del diritto del titolare.»;
«2-bis. Il titolare del marchio può inoltre vietare ai terzi di introdurre in Italia, in ambito commerciale, prodotti che non siano stati immessi in libera pratica, quando detti prodotti oppure il relativo imballaggio provengono da Paesi terzi rispetto all’Unione europea e recano senza autorizzazione un segno identico al marchio o che non può essere distinto nei suoi aspetti essenziali da detto marchio, qualora i prodotti in questione rientrino nell’ambito di protezione del marchio, a meno che durante il procedimento per determinare l’eventuale violazione del marchio, instaurato conformemente al regolamento (UE) 608/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, il dichiarante o il detentore dei prodotti fornisca la prova del fatto che il titolare del marchio non ha il diritto di vietare l’immissione in commercio dei prodotti nel Paese di destinazione finale.»;
«3-bis. Se la riproduzione di un marchio in un dizionario, in un’enciclopedia o in un’analoga opera di consultazione in formato cartaceo o elettronico dà l’impressione che esso costituisca il nome generico dei prodotti o dei servizi per i quali il marchio è registrato, su richiesta del titolare del marchio d’impresa l’editore dell’opera provvede affinché la riproduzione del marchio sia, tempestivamente e al più tardi nell’edizione successiva in caso di opere in formato cartaceo, corredata dell’indicazione che si tratta di un marchio registrato.».
Modifiche all’articolo 21 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 21 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, alla lettera a), la parola «e» è sostituita dalla seguente: «o» e sono aggiunte, infine, le seguenti: «, qualora si tratti di una persona fisica»;
b) al comma 1, alla lettera b), le parole «indicazioni relative alla specie, alla qualità, alla quantità, alla destinazione, al valore, alla provenienza geografica, all’epoca» sono sostituite dalle seguenti: «segni o indicazioni che non sono distintivi o che riguardano la specie, la qualità, la quantità, la destinazione, il valore, la provenienza geografica, l’epoca»;
c) al comma 1, alla lettera c), le parole «se esso» sono sostituite dalle seguenti: «per identificare o fare riferimento a prodotti o servizi del titolare di tale marchio, in specie se l’uso del marchio».
Modifiche all’articolo 24 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 24 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
«1-ter. Nel caso di marchi collettivi o di certificazione, i requisiti di cui al comma 1 sono soddisfatti quando l’uso effettivo è effettuato da un soggetto legittimato all’uso.»;
b) al comma 2, dopo le parole «in forma modificata» sono inserite le seguenti: «ancorché non registrata,» e dopo le parole «loro confezioni» sono inserite le seguenti: «o imballaggi».
Modifiche all’articolo 25 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 25 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
«1-bis. Nel caso di contrasto con le disposizioni in materia di marchi collettivi di cui all’articolo 11, commi 1 e 2, o di marchi di certificazione di cui all’articolo 11-bis, commi 1 e 2, la nullità non può essere dichiarata qualora il titolare del marchio si conformi a dette disposizioni modificando il regolamento d’uso ai sensi degli articoli 11 ed 11-bis, comma 2.».
Modifiche all’articolo 121 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 121 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole «L’onere» sono sostituite dalle seguenti: «Salvo il caso di decadenza per non uso, l’onere»;
b) al comma 1, il terzo periodo è sostituito dal seguente: «In ogni caso in cui sia domandata o eccepita la decadenza per non uso, il titolare fornisce la prova dell’uso del marchio a norma dell’articolo 24.».
Modifiche all’articolo 122 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 122 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
«4-bis. L’azione di nullità o decadenza di un marchio registrato è improcedibile qualora, su una domanda con il medesimo oggetto, i medesimi fatti costitutivi e fra le stesse parti, sia stata pronunciata una decisione dall’Ufficio italiano brevetti e marchi ai sensi dell’articolo 184-quater o sia pendente un procedimento dinanzi all’Ufficio italiano brevetti e marchi, ai sensi dell’articolo 184-bis.
4-ter. Fuori dal caso di cui al comma 4-bis, qualora l’azione di nullità o decadenza di un marchio registrato sia esercitata in pendenza di un procedimento amministrativo, connesso per il suo oggetto, il giudice può sospendere il relativo processo. La parte che vi abbia interesse deve chiedere la fissazione della nuova udienza entro il termine perentorio di tre mesi dalla definizione del procedimento amministrativo connesso, ai sensi dell’articolo 297, terzo comma, del codice di procedura civile.».
Inserimento dell’articolo 122-bis nel decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. Dopo l’articolo 122 del codice della proprietà industriale, è inserito il seguente:
«Art. 122-bis (Legittimazione all’azione di contraffazione del licenziatario). – 1. Fatte salve le clausole del contratto di licenza, il licenziatario può avviare un’azione per contraffazione di un marchio d’impresa soltanto con il consenso del titolare del medesimo. Il titolare di una licenza esclusiva può tuttavia avviare una siffatta azione se il titolare del marchio, previa messa in mora, non avvia un’azione per contraffazione entro termini appropriati.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, si applicano ai soggetti abilitati all’uso di marchi collettivi, di cui all’articolo 11.».
Modifiche all’articolo 135 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 135 del codice della proprietà industriale, ovunque ricorrano, le parole «delle attività produttive» sono sostituite dalle seguenti: «dello sviluppo economico» e al comma 1, le parole «entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione del provvedimento» sono soppresse.
Modifiche all’articolo 136 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. Al codice della proprietà industriale, l’articolo 136 è sostituito dal seguente:
«Art. 136 (Presentazione dei ricorsi). – 1. Il ricorso deve essere notificato, a pena di inammissibilità, all’Ufficio italiano brevetti e marchi e ad almeno uno dei controinteressati ai quali l’atto direttamente si riferisce entro il termine perentorio di sessanta giorni da quello in cui l’interessato abbia ricevuto la comunicazione o abbia avuto conoscenza dell’atto impugnato o, per gli atti per cui non sia richiesta la comunicazione individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine per la pubblicazione, se questa sia prevista da disposizioni di legge o di regolamento, salvo l’obbligo di integrazione con ulteriori notifiche agli altri controinteressati, ove ordinate dalla Commissione dei ricorsi.
8. Si applica, per quanto compatibile, l’articolo 334 del codice di procedura civile.».
1. Al codice della proprietà industriale, dopo l’articolo 136, sono inseriti i seguenti:
«Art. 136-bis (Deposito del ricorso). – 1. Il ricorrente, entro il termine perentorio di trenta giorni dall’ultima notifica del ricorso, deposita presso gli uffici di cui all’articolo 147, e secondo le modalità ivi previste, o tramite invio alla segreteria della Commissione dei ricorsi presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi, il ricorso con la prova delle avvenute notifiche, copia del provvedimento impugnato, ove in possesso del ricorrente, e i documenti di cui intende avvalersi in giudizio.
Art. 136-ter (Formazione del fascicolo del processo e comunicazioni alle parti). – 1. La segreteria della Commissione iscrive il ricorso nel registro generale e forma il fascicolo d’ufficio del processo, inserendovi i fascicoli del ricorrente e delle altre parti, con gli atti ed i documenti prodotti, nonché, successivamente, gli originali dei verbali di udienza, delle ordinanze e dei decreti e copia delle sentenze.
Art. 136-quater (Esame preliminare del ricorso e provvedimenti presidenziali). – 1. Il Presidente della Commissione esamina preliminarmente il ricorso e, quando è manifestamente inammissibile, lo dichiara con decreto.
Art. 136-quinquies (Fase preliminare all’udienza di trattazione). – 1. La segreteria dà comunicazione alle parti costituite della data dell’udienza di trattazione almeno quaranta giorni liberi prima della stessa.
Art. 136-sexies (Trattazione della controversia). – 1. La Commissione giudica con l’intervento del Presidente e di due componenti. In caso di assenza o impedimento del Presidente titolare, la Commissione è presieduta dal componente più anziano.
Art. 136-septies (Deliberazioni del collegio giudicante). – 1. Quando ricorrono giusti motivi, la deliberazione in Camera di consiglio può essere rinviata di non oltre trenta giorni.
Art. 136-octies (Sospensione e interruzione del processo). – 1. Il processo è sospeso quando è presentata querela di falso o deve essere decisa in via pregiudiziale una questione sullo stato o la capacità delle persone, salvo che si tratti della capacità di stare in giudizio.
Art. 136-nonies (Estinzione del processo). – 1. Il processo si estingue per rinuncia al ricorso.
Art. 136-decies (Procedimento di correzione). – 1. Ove occorra correggere omissioni o errori materiali, la Commissione può procedere d’ufficio o su istanza di parte e provvede con ordinanza in Camera di consiglio.
Art. 136-undecies (Provvedimenti cautelari). – 1. Se il ricorrente, allegando con istanza motivata un pregiudizio grave ed irreparabile, chiede l’emanazione di misure cautelari che appaiono, secondo le circostanze, idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso, la Commissione si pronuncia sull’istanza con ordinanza emessa in Camera di consiglio.
2. Prima della trattazione della domanda cautelare, in caso di estrema gravità e urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della Camera di consiglio, il ricorrente può, contestualmente alla domanda cautelare o con separata istanza notificata alle controparti, chiedere al Presidente della Commissione dei ricorsi di disporre misure cautelari provvisorie. Il Presidente provvede con decreto motivato, anche in assenza di contraddittorio.
Il decreto è efficace sino alla pronuncia del Collegio, a cui l’istanza cautelare è sottoposta nella prima Camera di consiglio utile.
Art. 136-duodecies (Ottemperanza). – 1. Nel caso in cui l’amministrazione non abbia prestato ottemperanza alle misure cautelari concesse, o abbia ottemperato solo parzialmente, la parte interessata può, con istanza motivata e notificata alle altre parti, chiedere alla Commissione dei ricorsi le opportune disposizioni attuative. La Commissione dei ricorsi esercita i poteri inerenti al giudizio di ottemperanza al giudicato, di cui agli articoli 112 e seguenti del codice del processo amministrativo.
Art. 136-terdecies (Impugnazioni). – 1. Avverso la sentenza della Commissione dei ricorsi può essere proposto ricorso per cassazione, entro il termine di cui all’articolo 325 del codice di procedura civile, per i motivi di cui ai numeri da 1 a 5 dell’articolo 360, primo comma, del codice di procedura civile.
4. Il termine per il ricorso per revocazione è di trenta giorni dalla data della notificazione della sentenza, nei casi di cui ai numeri 4 e 5 dell’articolo 395 del codice di procedura civile, e di trenta giorni dalla data di conoscenza dell’evento, nei casi di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell’articolo 395 del codice di procedura civile.».
Modifiche all’articolo 147 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 147 del codice della proprietà industriale, dopo il comma 3-quater, è aggiunto il seguente:
«3-quinquies. Nei casi previsti al comma 3-quater, la comunicazione si ha per eseguita lo stesso giorno in cui è stata effettuata l’affissione nell’Albo.».
Modifiche all’articolo 156 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 156 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
«c) la rappresentazione del marchio, che soddisfa i requisiti di cui all’articolo 7, comma 1, lettera b);»;
b) al comma 1, alla lettera d) è aggiunto, infine, il seguente periodo: «I prodotti e i servizi per i quali è chiesta la protezione sono identificati dal richiedente con chiarezza e precisione sufficienti a consentire alle autorità competenti e agli operatori economici di determinare, esclusivamente su tale base, l’ambito della protezione richiesta.».
Modifiche all’articolo 157 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 157 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla rubrica, sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «o di certificazione»;
b) al comma 1, dopo le parole «marchio collettivo» sono inserite le seguenti: «o di certificazione», le parole «deve unirsi» sono sostituite dalle seguenti: «è allegata» e sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «e all’articolo 11-bis»;
«1-bis. Il regolamento d’uso dei marchi collettivi di cui all’articolo 11 contiene le seguenti indicazioni:
h) le modalità di verifica delle caratteristiche e di sorveglianza dell’uso del marchio di certificazione da parte dell’organismo di certificazione.».
Modifiche all’articolo 159 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 159 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 4, la parola «comunitario», ovunque ricorra, è sostituita dalle seguenti: «dell’Unione europea».
Modifiche all’articolo 170 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 170 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera a), dopo le parole «marchi collettivi» sono inserite le seguenti: «o l’articolo 11-bis quando si tratta di marchi di certificazione» e le parole «a) e b)» sono sostituite dalle seguenti: «a), b), c-bis), c-ter), c-quater) e c-quinquies)»;
«2-bis. L’esame delle modifiche al regolamento d’uso di marchi collettivi o di marchi di certificazione è rivolto ad accertare se possono trovare applicazione le disposizioni previste rispettivamente all’articolo 11 e all’articolo 11-bis. Le modifiche del regolamento d’uso acquistano efficacia soltanto a decorrere dalla data di iscrizione di tali modifiche nel registro.
d) un’azione di decadenza di una registrazione dell’Unione europea.».
Modifiche all’articolo 176 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 176 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
2) alla lettera b), dopo la parola «lettere» è inserita la seguente: «c),»;
«c-bis) se è stato nominato un mandatario, l’atto di nomina, ai sensi dell’articolo 201, o la dichiarazione di riserva di deposito ad esso relativa. Se è formulata riserva, l’atto di nomina è depositato entro il termine perentorio di due mesi dalla data del deposito dell’opposizione.»;
1) alla lettera a) dopo le parole «registrazione del marchio» sono inserite le seguenti: «, della denominazione di origine o della indicazione geografica» e la parola «comunitario» è sostituita dalle seguenti «dell’Unione europea»;
2) alla lettera c), dopo le parole «brevetti e marchi» sono aggiunte le seguenti: «, ovvero nei casi di cui all’articolo 177, comma 1, lettere d-bis) e d-ter)»;
c) al comma 5, le parole «c) e d)» sono sostituite dalle seguenti: «c), d), e) ed f), e dall’articolo 14, comma 1, lettera c)-bis».
Modifiche all’articolo 177 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 177 del codice della proprietà industriale, al comma 1, dopo la lettera d), sono aggiunte, infine, le seguenti:
d-ter) il soggetto che ha depositato la domanda di protezione di una denominazione di origine ovvero di una indicazione geografica, non ancora concessa al momento della presentazione dell’opposizione.».
Modifiche all’articolo 178 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 178 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «e contestualmente presentare istanza di cui al comma 4»;
c) al comma 4, le parole «sia titolare di» sono sostituite dalle seguenti: «fondi l’opposizione su un», dopo le parole «cinque anni» sono inserite le seguenti: «dalla data di deposito o di priorità del marchio oggetto dell’opposizione,» e, dopo le parole «fonda l’opposizione,» sono inserite le seguenti: «nel corso del quinquennio precedente la data di deposito o priorità del marchio opposto,»;
«4-bis. Il comma 4 si applica anche nel caso in cui il marchio d’impresa anteriore sia un marchio dell’Unione europea. In tal caso l’uso effettivo del marchio dell’Unione europea è determinato a norma dell’articolo 18 del regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento e del Consiglio, del 14 giugno 2017, sul marchio dell’Unione europea.»;
«7-bis. L’Ufficio italiano brevetti e marchi, con il provvedimento di cui al comma 7, pone a carico del richiedente, se soccombente, il rimborso dei diritti di opposizione. Le spese di rappresentanza professionale nel procedimento sono liquidate a carico della parte soccombente, a domanda, nella misura massima individuata con decreto del Ministero dello sviluppo economico.».
Modifiche all’articolo 180 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 180 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
«d-bis) se l’opposizione è basata su una domanda di protezione di una denominazione di origine ovvero di una indicazione geografica, fino alla protezione;»;
2) dopo la lettera e-bis) è aggiunta la seguente:
«e-ter) se è pendente un procedimento di cancellazione della denominazione di origine protetta ovvero della indicazione geografica protetta, fino al termine in cui la decisione della Commissione europea diviene definitiva;»;
b) al comma 3, la parola «f)» è sostituita dalla seguente: «e-bis)»;
c) il comma 3-bis è abrogato.
Modifiche all’articolo 181 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 181 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
«a-bis) la domanda di protezione della denominazione di origine o della indicazione geografica sulla quale si fonda l’opposizione è ritirata o rigettata;
a-ter) la denominazione di origine protetta o l’indicazione geografica protetta sulla quale si fonda l’opposizione è cancellata;»;
«e-bis) la domanda o la registrazione, oggetto di opposizione, è stata limitata cancellando i prodotti o servizi contro cui è stata fatta opposizione;
e-ter) è venuto meno l’interesse ad agire.».
Inserimento della Sezione II-bis nel decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. Dopo l’articolo 184 del codice della proprietà industriale sono apportate le seguenti modificazioni:
«Sezione II-bis
DECADENZA E NULLITA’ DEI MARCHI D’IMPRESA REGISTRATI»;
«Art. 184-bis (Deposito dell’istanza di decadenza o nullità). – 1. Fatta salva la proponibilità dell’azione davanti all’autorità giudiziaria ai sensi dell’articolo 120, i soggetti legittimati ai sensi dell’articolo 184-ter possono presentare istanza, scritta e motivata, all’Ufficio italiano brevetti e marchi per l’accertamento della decadenza o la dichiarazione di nullità di un marchio d’impresa registrato.
Art. 184-ter (Legittimazione all’istanza di decadenza o nullità). – 1. Sono legittimati a presentare un’istanza di decadenza o di nullità:
Art. 184-quater (Esame della domanda di decadenza o di nullità e decisioni). – 1. Se la domanda di decadenza o di nullità è ricevibile e ammissibile l’Ufficio italiano brevetti e marchi invia una comunicazione alle parti informandole dell’inizio della fase in contraddittorio del procedimento di decadenza o nullità e invitando il titolare del marchio a depositare osservazioni entro un termine stabilito. Le osservazioni depositate dalle parti sono comunicate all’altra parte dall’Ufficio italiano brevetti e marchi.
Art. 184-quinquies (Prova d’uso). – 1. Nei procedimenti per la dichiarazione di nullità basata su un marchio d’impresa registrato con una data di deposito o di priorità anteriore ai sensi dell’articolo 184-bis, comma 3, lettera b), su istanza del titolare del marchio d’impresa posteriore, il titolare del marchio d’impresa anteriore fornisce la prova che, nel corso dei cinque anni precedenti la data di presentazione della domanda di dichiarazione di nullità, il marchio d’impresa anteriore è stato oggetto di uso effettivo a norma dell’articolo 24 per i prodotti o i servizi per i quali è stato registrato e su cui si fonda la domanda, o che sussistono motivi legittimi per il suo mancato uso, a condizione che la procedura di registrazione del marchio anteriore, alla data di presentazione della domanda di dichiarazione di nullità, fosse conclusa da almeno cinque anni.
Art. 184-sexies (Efficacia erga omnes e decorrenza degli effetti della decadenza e della nullità). – 1. La decadenza o la nullità, anche parziale, di una registrazione di marchio ha efficacia nei confronti di tutti quando sia dichiarata con provvedimento dell’Ufficio italiano brevetti e marchi divenuto inoppugnabile.
Art. 184-septies (Sospensione della procedura di nullità o decadenza). – 1. Oltre che nel caso di cui all’articolo 184-bis, comma 10, il procedimento di decadenza o di nullità è sospeso:
Art. 184-octies (Estinzione della procedura di decadenza o nullità). – 1. La procedura di decadenza o nullità si estingue:
Art. 184-nonies (Attuazione ed entrata in vigore della procedura di decadenza o nullità). – 1. Le norme sul procedimento di decadenza o nullità entrano in vigore trenta giorni dopo la data di pubblicazione del decreto del Ministro dello sviluppo economico che ne stabilisce le modalità di applicazione.
Art. 184-decies (Ricorso). – 1. Il provvedimento con il quale l’Ufficio italiano brevetti e marchi dichiara irricevibile, inammissibile o estinta la procedura di decadenza o nullità ovvero accoglie, anche parzialmente, o respinge l’istanza, è comunicato alle parti.
2. Contro i provvedimenti di cui al comma 1, è ammesso il ricorso davanti alla Commissione dei ricorsi, ai sensi dell’articolo 135.».
Modifiche all’articolo 187 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 187, comma 1, del codice della proprietà industriale, dopo la lettera f-ter), è aggiunta la seguente:
«f-quater) le domande di modifica al regolamento d’uso di marchi collettivi o di marchi di certificazione e le modifiche avvenute.».
Modifiche all’articolo 225 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 225, comma 1, del codice della proprietà industriale, le parole «delle attività produttive», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «dello sviluppo economico» e, dopo le parole «le opposizioni,» sono inserite le seguenti: «le decadenze e nullità,».
Modifiche all’articolo 227 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
1. All’articolo 227, del codice della proprietà industriale, sono apportate le seguenti modificazioni:
«1-bis. La domanda di rinnovazione di marchio deve essere depositata entro i dodici mesi precedenti l’ultimo giorno del mese di scadenza del decennio in corso»;
c) dopo il comma 8, è aggiunto il seguente:
«8-bis. Se la domanda di rinnovazione del marchio o le relative tasse pagate si riferiscono soltanto a una parte dei prodotti o dei servizi per i quali il marchio è registrato, questa è rinnovata soltanto per i prodotti o servizi di cui trattasi, fatto salvo quanto previsto all’articolo 230. Qualora le tasse versate non siano sufficienti per tutte le classi di prodotti e servizi per le quali viene richiesto il rinnovo, la registrazione viene rinnovata se risulta chiaramente quali sono le classi cui si riferisce l’importo versato. In mancanza di altri criteri, l’Ufficio prende in considerazione le classi nell’ordine di classificazione.».
1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i titolari di marchi collettivi nazionali registrati ai sensi della normativa previgente possono formulare domanda all’Ufficio italiano brevetti e marchi per la conversione del segno in marchio collettivo o in marchio di certificazione, ai sensi della nuova disciplina.
6. I procedimenti istruttori in corso su domande di registrazione di marchi collettivi nazionali, ai sensi della normativa previgente, sono sospesi alla data di entrata in vigore del presente decreto. I soggetti che hanno presentato la domanda possono riavviare l’istruttoria presentando istanza di conversione della stessa, in domanda di registrazione di marchio collettivo o marchio di certificazione, ai sensi della nuova disciplina. In tal caso, gli effetti della registrazione del marchio risultante dalla domanda di conversione decorrono dalla data di deposito della domanda di registrazione convertita. In caso di mancata presentazione della domanda di conversione entro il termine di cui al comma 1, le domande di registrazione di marchi collettivi nazionali ai sensi della normativa previgente si considerano ritirate.
Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, in materia di tasse sulle concessioni governative per la registrazione per marchi d’impresa
1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, all’articolo 11 della tariffa allegata sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica è così sostituita: «Registrazione per marchi d’impresa o di certificazione e collettivi»;
b) nella colonna «Indicazione degli atti soggetti a tassa», il punto 2 è sostituito dal seguente:
«2. Registrazione per marchi di certificazione e collettivi»;
c) nella colonna «Indicazione degli atti soggetti a tassa», il punto 4 è sostituito dal seguente:
«4. Registrazioni per marchi d’impresa, di certificazione o per marchi collettivi, nazionali o internazionali».
1. Con regolamento adottato dal Ministro dello sviluppo economico, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, possono essere adottate eventuali ulteriori disposizioni attuative della direttiva (UE) 2015/2436, nelle materie non coperte da riserva di legge e già disciplinate mediante analoghi regolamenti, compreso l’eventuale aggiornamento delle disposizioni contenute nel regolamento di cui al decreto del Ministero dello sviluppo economico 13 gennaio 2010, n. 33.
Adempimenti conseguenti all’attuazione della direttiva (UE) 2015/2436
1. Al fine dello svolgimento dei nuovi incrementali adempimenti derivanti dall’attuazione della direttiva (UE) 2015/2436, il Ministero dello sviluppo economico, nel triennio 2019-2021, è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato, nei limiti dei posti disponibili in dotazione organica, trenta unità da inquadrare nell’area III, posizione economica F1, selezionate attraverso apposito concorso pubblico, in possesso di specifici requisiti professionali necessari all’espletamento dei nuovi compiti operativi.
2. Le assunzioni di cui al comma 1 sono effettuate in deroga agli articoli 30, comma 2-bis e 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e all’articolo 4, commi 3 e 3-quinquies, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125.
3. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1, quantificati in 0,3 milioni di euro per l’anno 2019 e in 1,2 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020, si provvede:
a) quanto a 0,3 milioni di euro per l’anno 2019 e 1,2 milioni di euro per l’anno 2020 mediante utilizzo di quota parte delle entrate previste dall’articolo 1, comma 851, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. A tal fine, all’ultimo periodo del citato articolo 1, comma 851, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole «e di 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013» sono sostituite dalle seguenti: «, di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2013 al 2018, di 50,3 milioni di euro per l’anno 2019, di 51,2 milioni di euro per l’anno 2020 e di 50 milioni di euro a decorrere dal 2021»;
b) quanto a 1,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021 mediante corrispondente riduzione del Fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all’articolo 41-bis della legge 24 dicembre 2012, n. 234.
4. Il Ministero dello sviluppo economico comunica alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica ed al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le assunzioni effettuate ai sensi del comma 1 ed i relativi oneri.
1. Dall’attuazione delle disposizioni del presente provvedimento, ad eccezione dell’articolo 36, non devono derivare oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti derivanti dal presente provvedimento con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
DECRETO LEGISLATIVO 25 novembre 2019, n. 165 - Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 3 agosto 2017, n. 129, di attuazione della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati…

References: Art. 136

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 sentenza 

Art. 184

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 articolo 1