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Il Razzismo. art 3 della costituzione articolo 21 dei diritti fondamentali dellunione europea il razzismo xenofobia ed etnocentrismo in eta antica e moderna. - ppt scaricare
PubblicatoFiorella Carraro
Presentazione sul tema: "Il Razzismo. art 3 della costituzione articolo 21 dei diritti fondamentali dellunione europea il razzismo xenofobia ed etnocentrismo in eta antica e moderna."— Transcript della presentazione:
art 3 della costituzione articolo 21 dei diritti fondamentali dellunione europea il razzismo xenofobia ed etnocentrismo in eta antica e moderna le prime teorizzazioni il razzismo scientifico lespressione più tragica del razzismo lespressione più tragica del razzismo il razzismo nell'età contemporanea le razze pure non esistono la civiltà non dipende dalla razza lolocausto può ripetersi? la storia non ha insegnato nulla un incredibile falsificazione storica la ricerca di un caro espiatorio non cè pietà per i deboli solidarietà e volontariato a livello istituzionale
ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
ARTICOLO 21 CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELLUNIONE EUROPEA 1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali. 2. Nell'ambito d'applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato sull'Unione Europea è vietata qualsiasi discriminazione fondata sulla cittadinanza, fatte salve le disposizioni particolari contenute nei trattati stessi.
CHE COSA E? Ideologia fondata sullarbitrario presupposto dellesistenza di razze umane biologicamente e storicamente superiori destinate al comando e al dominio, e di altre inferiori, destinate alla sottomissione. Teoria e prassi politica intese, con discriminazioni e persecuzioni, a conservare la purezza e ad assicurare il predominio assoluto della pretesa razza superiore. Le ideologie razziste presentano quattro tratti caratteristici: costruzione e accentuazione di differenze reali o immaginarie tra il razzista e la sua vittima; valorizzazione di queste differenze a vantaggio del razzista e ai danni della vittima; generalizzazione e assolutizzazione di queste differenze; legittimazione di un'aggressione o di un privilegio. Nel mondo non ci sono che due razze, diceva mia nonna, quella di chi ha e quella di chi non ha.
XENOFOBIA ED ETNOCENTRISMO IN ETÀ ANTICA E MODERNA In realtà le manifestazioni di razzismo, anche se allepoca non si usava tale espressione, sono antiche come l'uomo e se ne hanno numerosi esempi nella storia. Fin dall'antichità infatti molti popoli o gruppi sociali tesero a chiudersi agli altri, escludendo o discriminando i diversi, con un atteggiamento che si può definire xenofobo o etnocentrico, più che razzista in senso proprio, per la mancanza di un esplicito riferimento a una superiorità biologica: i fondamenti della propria presunta superiorità erano linguistici, culturali, religiosi.
Greci e romani definivano 'barbari' i popoli che non parlavano la loro lingua (bar-bar indicava il loro balbettio incomprensibile). LEuropa cristiana perseguitò per secoli gli ebrei, accusati dell'uccisione di Cristo. Una prima forma di razzismo biologico si presentò dopo la scoperta dell'America, per giustificare lo sfruttamento schiavistico di indios e africani deportati: nel XVI° sec. Ginés de Sepúlveda distingueva gli uomini (spagnoli) dagli homunculi (indios), simili all'uomo, ma in realtà inferiori e bestiali. Non molto più alta era la considerazione che i bianchi avevano dei pellirosse che popolavano la parte settentrionale del continente americano o degli schiavi negri che lavoravano nelle piantagioni di cotone della Virginia o della Georgia. In ogni caso la pretesa superiorità di una razza sull'altra aveva sempre lo stesso scopo: giustificare una conquista o un dominio imposto con la forza. Si trattava insomma di legittimare attraverso una concezione ideologica una situazione di sfruttamento e una posizione di potere. I greci ritenevano … barbari … Tutti i popoli che non parlavano la loro lingua!
Le prime teorizzazioni Sebbene le radici del razzismo sono antiche, le prime teorie razziste in senso proprio sono nate con la scoperta dellAmerica, quando linteresse ad assoggettare gli Amerindi al dominio europeo favorì lemergere di dottrine razziste. La sottomissione e lo sterminio degli indigeni furono così legittimati dalla tesi della loro inferiorità. Queste teorie si consolideranno alla metà del diciottesimo secolo, quando limmagine del buon selvaggio viene sostituita da una rappresentazione negativa delle popolazioni africane e amerindie, rappresentazione influenzata da un presunto ideale classicheggiante di bellezza e perfezione del corpo umano. Si delineano così le classificazioni che vanno dal mondo animale a quello umano, in cui il nero viene considerato come uomo- bestia. «È impossibile parlare del razzismo di oggi se non si ricorda il razzismo di ieri G ian Antonio Stella
Nel 1684 il medico e viaggiatore francese, François Bernier, usò per la prima volta il concetto chiave di 'razza' in senso moderno per indicare le divisioni tra gruppi umani. Il suo trattato rappresenta il primo tentativo di ordinare le nuove conoscenze sulle terre d'oltremare e sui loro abitanti in un sistema razionale. La prima teoria 'scientifica' della differenziazione biologica dell'umanità in razze fu la classificazione in base al colore della pelle operata da C. Linneo nel Il testo che diede un impulso decisivo alla diffusione delle idee razziste fu il Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane ( ) di J.-A. de Gobineau, che sostenne la superiorità biologica e spirituale della razza ariana germanica. Deriviamo tutti da questo… nessuna eccezione!
…Altri studi facevano dipendere linferiorità delle razze diverse dalla bianca dal minor volume dei cervelli. Anche l'evoluzionismo di C. Darwin fu strumentalizzato, per cercare di avvalorare le tesi razziste, sostenendo che il dominio imperialistico sul mondo dimostrerebbe la superiorità biologica della razza bianca, più adatta ad affrontare la lotta per la vita e la selezione naturale. Lo studioso nazista Tirala, sosteneva che "Le diverse razze umane hanno avuto origini indipendenti l'una dall'altra e si sono sviluppate da specie diverse di uomini-scimmia". Si delineò quindi lidea che gli esseri umani fossero costituiti da razze diverse, ognuna a un grado diverso di evoluzione rispetto alle altre, e che i metodi di classificazione della zoologia potevano essere utilizzati per indagare le caratteristiche delle stesse. In questa classificazione si ammisero graduatorie che presupponevano alcune "razze" come superiori per livello evolutivo e intellettivo rispetto alle altre.
LESPRESSIONE PIU TRAGICA DEL RAZZISMO Fu in Germania, divenuta intorno al 900 una delle maggioripotenze industriali e che aspirava tenacemente al ruolo di potenza mondiale, che il razzismo ebbe la massima diffusione e la più tragica espressione ( ). A. Hitler cercò di realizzare la supremazia della razza ariana riducendo in schiavitù gli slavi ed eliminando gli ebrei, considerati "subumani". Anche l'Italia fascista adottò leggi razziali (1938) e contribuì alla deportazione nei Lager degli ebrei italiani.
In un documento del 1938 attribuito a Mussolini, intitolato «Manifesto della razza», si dice: 1. Le razze umane esistono. 2. Esistono grandi razze e piccole razze. 3. Il concetto di razza è puramente biologico. 4. La popolazione dell'Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana. 5 È una leggenda l'apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici. 6. Esiste ormai una pura razza italiana. 7. È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti. 8. È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d'Europa (Occidentali)da una parte gli Orientali e gli Africani dall'altra. 9. Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli italiani. 10 I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo
Dal Testo Mein Kampf scritto Da Hitler nel 1925 : "Il mio movimento è basato su una concezione razzista del mondo. …. È una stoltezza rappresentare come barbari i Germani dei tempi antichi: fu solo l'asprezza del clima nordico ad ostacolare lo sviluppo delle loro forze creative. Lo scopo dello Stato è quello di conservare i più primordiali elementi della razza ariana, che creano la bellezza e la dignità di una umanità superiore. Gli ebrei diventano fermenti di decomposizione di popoli e razze, distruttori della civiltà umana. Chi crede che lo Stato nazista debba distinguersi dagli altri stati solo grazie ad un migliore equilibrio fra povertà e ricchezza e a una più giusta retribuzione dei lavoratori, non ha nessuna idea del nostro modo di concepire il mondo. Queste sono solo riforme esteriori. ……. Continua …
« ….. La Germania deve conquistare di nuovo altri territori nell'Europa. Chiunque desidera la vittoria della pace in questo mondo, deve dedicarsi con tutti i mezzi alla causa della conquista del mondo da parte dei tedeschi. L'idea della pace troverà compimento solo il giorno in cui l'uomo superiore a tutti avrà conquistato e soggiogato il mondo, diventando il solo padrone della terra". La "soluzione finale" di queste idee, decisa durante la Seconda guerra mondiale, portò allo sterminio nei Lager di 6 milioni di ebrei (Olocausto). Cara Kitty. Questa mattina mia hanno continuamente disturbata, e quindi non ho potuto combinare nulla. Fuori è spaventoso. Di giorno e di notte i nostri compagni ebrei vengono trascinati via, senza poter portare con se che un sacco da montagna e un po di denaro. Durante il viaggio gli tolgono anche quel po di roba. Le famiglie vengono divise: gli uomini di qua, le donna di là, i bambini da unaltra parte. I bambini venendo a casa da scuola non trovano più i loro genitori. Le donne, tornando da far le spese, trovano la casa sigillata e la famiglia scomparsa. Che sarà di loro? Secondo noi li ammazzano quasi tutti. (dal Diario di Anna Frank).
Dopo la sconfitta delle potenze dell'Asse nel 1945, il fascismo sembrò messo al bando in tutto il mondo, e trovò una esplicita condanna in vari documenti delle Nazioni Unite e dell'UNESCO. In pratica, tuttavia, il razzismo continuò a sopravvivere in varie forme per legittimare la discriminazione. Negli Stati Uniti, nonostante l'abolizione della schiavitù (1865), i neri continuarono a essere discriminati fino al 1964, quando un'ondata di manifestazioni antirazziste ottenne il divieto di ogni legge discriminatoria. La decolonizzazione del dopoguerra liberò molti popoli dall'oppressione coloniale, ma non impedì l'affermazione di regimi segregazionisti, come l'apartheid in Sudafrica, dove la minoranza bianca costrinse la maggioranza nera a vivere segregata. La condanna dellONU e dell'opinione pubblica mondiale e le battaglie dell'African National Congress di Nelson Mandela portarono all'abolizione dell'apartheid (1990). Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli. (Nelson Mandela) Prigionieri dellAsse
AMICO NEGRO Non ho il coraggio di guardarti negli occhi profondi e sconfinati come profondo e sconfinato è il tuo continente. Il tuo sguardo tradisce ancora il terrore dello scudiscio che ha segnato a sangue la tua pelle negra, le piaghe delle catene che hanno imprigionato la tua libertà, le sofferenze che a fuoco hanno marcato la tua anima imprimendovi il marchio di una schiavitù perenne. Non ho il coraggio di guardarti negli occhi amico negro, perché bianca è la mia pelle e temo di recarti nuova offesa. Vorrei solamente che una lacrima potesse lavare l'onta che per secoli e generazioni hanno subìto milioni di altri tuoi fratelli negri. Ma ho solo il coraggio di supplicare, a capo chino, il tuo perdono, amico negro. di C. Rovini
Nel mondo continuano a verificarsi situazioni di discriminazione o emarginazione, come quelle degli aborigeni in Oceania o degli indios nel Chiapas messicano. In Europa e in Italia ha provocato orrore la ripresa negli anni Novanta di pratiche di pulizia etnica, che si speravano scomparse con la fine del nazismo, nella ex Iugoslavia che hanno coinvolto serbi, croati e albanesi del Kosovo. Massacri provocati da conflitti etnici si sono verificati anche in altri continenti, come tra gli hutu e i tutsi in Ruanda (1994).
Fortunatamente oggi possiamo affermare che i tentativi per dimostrare l'esistenza di razze inferiori e superiori non ebbero mai alcun fondamento, e appaiono oggi grotteschi. Si tratta di concetti assolutamente privi di credibilità, come tutte le teorie di questo genere, che si fondano non sull'analisi razionale, ma sull'impatto emotivo. I più recenti studi di genetica dimostrano che le differenze tra le razze sono minime, inferiori a quelle tra gli individui di una stessa razza, e soprattutto che l'intelligenza è uguale in tutte le razze. L'atteggiamento tipico del razzista è quello di fare un'affermazione perentoria, senza aver prima esaminato i fatti, assumendo poi la propria stessa affermazione come prova della sua tesi. In realtà le teorie razziste sono destituite di ogni fondamento per il semplice fatto che non esistono razze pure come i teorici nazisti pretesero.
«Se ci si riferisce a una presunta superiorità di tipo non biologico. ma culturale, anche in questo caso" dicono oggi gli scienziati "la cultura di un popolo, e dunque le sue conoscenze, dipendono da fattori esterni, dal momento che è l'ambiente (morfologia, clima, flora, fauna, ecc.) a stimolare certe risposte che, nel loro insieme, costituiscono la cosiddetta 'civiltà"'. Per fare un solo significativo esempio, non possiamo accusare i pellerossa della California settentrionale o gli indigeni della Polinesia di essere stati primitivi per il fatto che non praticavano l'agricoltura; in realtà le terre in cui vivevano erano così ricche di frutti, pesca e selvaggina che essi non avevano alcun bisogno di imparare a svolgere questa attività per sopravvivere. Ma probabilmente non è neppure necessario addentrarsi in ragionamenti troppo complessi per dimostrare l'assurdità di certe affermazioni circa la presunta superiorità della "razza" bianca o di quella tedesca o di altre ancora: ricordiamo semplicemente che furono i cinesi a inventare la bussola, la stampa, la carta moneta, la polvere da sparo, oppure che alcuni dei padri della civiltà moderna, quali Marx, Freud e Einstein, furono ebrei.
Nell'odio, non vi è nulla di razionale, ma se comprenderlo è impossibile, conoscerlo è necessario, poiché ciò che è successo può ricominciare. (Primo Lévi, 1919 – 1987) Presentando un suo recente libro nel quale illustra lo sterminio degli ebrei ad opera del nazismo, lo storico ebreo-polacco Alberto Nirenstajn scrive queste parole: Con questo mio modesto contributo intendo suggerirvi di riannodare l'esile filo della memoria. Vengo a dirvi con delle asciutte cronache, con cifre, con immagini, documenti e testimonianze precise come appena cinquanta anni fa per le strade di questa nostra Europa si aggirasse una tribù selvaggia e spietata che dava la caccia ai bimbi negli orfanotrofi, ai vecchi, ai malati degli ospedali e delle case di cura, agli handicappati, agli uomini e alle donne, alla gioventù di paesi interi, per bruciarli vivi, per annegarli nei fiumi, per avvelenarli con dei gas, per seppellirli vivi in enormi fosse comuni. Questa tribù selvaggia non era composta dai leggendari "mongoli" o dagli "unni" delle lontane steppe asiatiche dei tempi antichi e nemmeno da strambi e incomprensibili extraterrestri arrivati da un pianeta lontano: era un corpo statale, scelto e selezionato, della nazione che per tutto il Settecento e l'Ottocento aveva ispirato la cultura europea e che ora dava a quella "tribù" la piena copertura morale e materiale per compiere questo incredibile scempio.
Alberto Nirenstajn chiude il suo libro proponendo una domanda di importanza vitale: «Un giorno, più o meno vicino, questo raptus sterminatore che attanagliò un 'intera generazione mezzo secolo fa,non potrebbe infiltrarsi nell'animo dello stesso popolo, o di un popolo diverso, per sfogarsi questa volta non contro gli ebrei che non ci sono più, ma contro un altro simulacro sacrificale (un'altra immagine da offrire in sacrificio), e richiami l'eccitante impresa della seconda guerra mondiale? « Posti di fronte a una simile domanda, il primo impulso è certo quello di rispondere che non è possibile che l' Olocausto si ripeta, proprio perché l'umanità ormai è stata "vaccinata" contro tali pericoli dalla sua stessa esperienza storica e non può tollerare che certe catastrofi possano ancora verificarsi. Tuttavia basta scorrere i giornali per incontrare notizie di fatti di cronaca inquietanti, che negli ultimi anni sembrano intensificarsi non solo in Italia, ma in tutta Europa.
Questi fatti, apparentemente diversi tra loro, hanno in comune il razzismo. La profanazione di cimiteri ebraici, le scritte neonaziste sui muri delle città incitanti ad un nuovo Olocausto, gli striscioni negli stadi che invitano alla violenza ("meno calcio, più calci"), gli episodi di quotidiana sopraffazione nei confronti degli immigrati extracomunitari, le minacce contro di essi, l'emarginazione sprezzante di tutti i "diversi" (omosessuali, drogati, sieropositivi, handicappati, ecc.): sono questi gli indizi di un atteggiamento di intolleranza che va diffondendosi nella nostra "civilissima" società. Spesso, poi, accade che dall'ostilità latente si passi ad atti di gravissima violenza fisica, come dimostrano le aggressioni crudeli, e talvolta mortali, nei confronti di ebrei, immigrati e zingari. Ecco alcuni casi: una banda di minorenni assassina "per divertimento" un venditore di rose bengalese appena uscito da un ristorante; ignoti offrono alla dodicenne zingara Sengul e al fratellino Emran, di tre anni, una scatola esplosiva che provocherà alle vittime la perdita rispettivamente di una mano e di un occhio.
Alcuni studiosi, interrogandosi sul fenomeno, si chiedono se questa materia esplosiva non sia forse, ancora una volta, il razzismo. A questi e ad altri numerosi episodi analoghi si accompagnano poi aggressioni di gruppo, vere e proprie cacce all'uomo, a Roma, a Firenze, a Stomara in Puglia. Una simile tendenza non è certo limitata al nostro paese, ma è ormai diffusa in tutta Europa, perfino nella civilissima Svezia; è comunque la Germania la roccaforte della nuova ondata di violenza neonazista e razzista. In Francia, nel 1992, vennero uccisi o feriti più di venti immigrati, fra cui anche dei ragazzi. Sembra quasi che un vento di follia soffi sulle nazioni che sono state considerate per lungo tempo modelli democratici e civili degni di essere studiati e imitati in tutto il mondo. Sotto l'apparenza pacifica e tollerante di queste società si ha oggi la sensazione di percepire la presenza di una materia incandescente che minaccia di erompere e di esplodere,' provocando danni incalcolabili, forse tali da porre in pericolo questa stessa civiltà.
Uno degli aspetti più inquietanti della realtà contemporanea è l formarsi di bande giovanili di skinhead (teste rasate) o naziskin, ispirate a ideologie antisemite e razziste, che proclamano la volontà di cacciare con la violenza gli stranieri e gli ebrei dalle nazioni europee. "L'osservazione della natura e delle sue leggi", è scritto in un volantino di un gruppo tedesco, il Fronte Nazionalista, "mostra la diversità dei popoli e delle razze che oggi è negata da chi vuole imporci la convivenza con gli immigrati". Sono, come si vede, affermazioni razziste, che si basano su argomentazioni assolutamente vaghe e inconsistenti.
La pericolosità di questi gruppi, che sono numericamente pochi, viene però moltiplicata dalla tendenza di dimenticare e sottovalutare gli orrori provocati dalla barbarie nazista. Alcuni storici di estrema destra sono giunti addirittura a mettere in dubbio l'esistenza dei campi di concentramento, o a ritenerli frutto di una messinscena di inglesi, russi e americani, o comunque a considerarli una sorta di trascurabile eccezione, negando così una delle più tragiche evidenze della storia. Per combattere il risorgere di ideologie violente e disumane come queste è dunque necessario in primo luogo non dimenticare la storia, perché una «..società che perde "il filo della memoria" - come dice Nirenstajn perde anche la coscienza di se stessa e si espone a ripetere tragici errori. « Anche gli intellettuali possono svolgere un compito importante, facendo comprendere ai giovani, come dice Tullia Zevi, che "le persone sono tutte uguali, anche se la religione, la cultura, il colore della pelle sono diverse".
Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate, tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per un pezzo di pane Che muore Per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana dinverno Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa ed andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi. (Primo Levi)
Senza addentrarci nelle specifiche e complesse ragioni che sono alla base del fenomeno, osserveremo che esso dimostra, ancora una volta, come nei momenti di difficoltà, soprattutto economica, la società corra alla ricerca di un capro espiatorio ((nel giorno dell'espiazione gli ebrei usavano sacrificare un capro, che pagava con la sua morte i peccati commessi da tutta la comunità; l'espressione designa perciò colui il quale sconta le colpe degli altri)), ossia di una presunta causa del malessere su cui scaricare ogni responsabilità. Un tempo si incolpavano gli ebrei di diffondere il contagio della peste, oggi ci si rivolge contro i meridionali, gli extracomunitari, gli zingari, se la qualità della vita che conduciamo è inferiore alle nostre aspettative. Il discorso, però, è ancora più ampio e chiama in gioco la caduta degli ideali positivi che si avverte nella civiltà attuale. Oggi, di fronte al trionfo di una concezione della vita individualistica e aggressiva, che privilegia obiettivi materiali quali il denaro, il successo, la carriera, troppi individui paiono impegnati in una interminabile competizione nel corso della quale incontrano soltanto rivali da superare, magari da abbattere, mai compagni di strada da soccorrere. Tolleranza, amicizia, solidarietà diventano così alle loro orecchie parole vuote, che non significano nulla.
Se il più forte è destinato a vincere sul piano individuale e sociale, scrive Miriam Mafai, l'esercizio della forza si qualifica come un dato positivo, un segno di vitalità, diventa una garanzia di successo nella vita. Chi dispone di forza si ritiene dunque legittimato ad esercitarla con il massimo di violenza nei confronti degli altri. E gli altri sono per intanto coloro che hanno una pelle di colore diverso dal nostro. Ed anche i meridionali, aggiungiamo noi, e gli handicappati, gli omosessuali, i barboni, i drogati, i sieropositivi, in un elenco interminabile le cui voci possono mutare continuamente, ma che in fondo rimane sempre uguale perché i meccanismi e i modi della discriminazione si ripetono da sempre nella storia.
E giusto però accennare anche ad esperienze positive che proprio in questi anni si sono compiute. Recentemente, infatti, si sono formate associazioni di semplici cittadini che si propongono di offrire il loro aiuto ai più deboliperchè non siano travolti dall'egoismo generale. Tali associazioni, a volte laiche ma più spesso legate al mondo cattolico, costituiscono il volontariato. Si tratta di un movimento tutt'altro che trascurabile numericamente, capace di svolgere funzioni vitali in molti campi, dal recupero dei tossicodipendenti all' accoglimento degli extracomunitari, dal reinserimento degli ex detenuti all'assistenza materiale degli indigenti. Tuttavia, come osserva don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, la nostra società tornerà ad essere umana soltanto quando il volontariato non sarà più necessario.
"Sogno che scompaia il volontariato. Non ha senso che ci siano dei gruppi ristretti, dei movimenti, delle persone che si occupino, per tutti gli altri, dei problemi di coloro che vivono in situazione di difficoltà. La solidarietà non può essere appannaggio di pochi, né delega di alcuni. Se continueranno a sussistere da un lato i 'volontari della solidarietà' e dall'altro gli 'indifferenti del quotidiano', ne usciremo tutti sconfitti, ne,uscirà sconfitta la comunità. Non è più tempo di steccati, né di deleghe per nessuno. Pur stimando importante e utile l'opera dei gruppi di volontariato, mi auguro che la loro azione contagi le altre persone. Un 'volontariato' che sia condizione e 'abitudine' di vita, potrebbe essere vincente nel Duemila. Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla. (Martin Luther King)
Non vivere su questa terra come un inquilino o come un villeggiante nella natura. Vivi in questo mondo come fosse la casa di tuo padre. Credi al grano, alla terra, al mare, ma prima di tutto credi alluomo. Ama la nube, la macchina e il libro, ma prima di tutto ama luomo. Senti la tristezza del ramo che secca, del pianeta che si spegne, della bestia che è inferma, ma prima di tutto la tristezza delluomo. Che tutti i beni terrestri Ti diano a piene mani la gioia, che le quattro stagioni ti diano a pine mani la gioia, ma prima di tutto che luomo ti dia a piene mani la gioia (N. Hikmet)
La conferenza mondiale contro il razzismo E un evento internazionale organizzato ogni anno dall'UNESCO per combattere ideologie e attività razziste. L'UNESCO è stato creato dopo la seconda guerra mondiale e l'Olocausto come un'organizzazione dipendente dall'ONU e subito si è attivato per promuovere studi scientifici sulle etnie e sulla loro diffusione per controbattere al razzismo scientifico. La Commissione europea contro il razzismo e lintolleranza (ECRI) E un organo di monitoraggio del Consiglio dEuropa, specializzato nel contrasto ad ogni forma di razzismo, xenofobia, antisemitismo e intolleranza, in unottica di protezione dei diritti umani. Le attività dellECRI includono tutte le misure necessarie a combattere la violenza, la discriminazione ed il pregiudizio nei confronti di persone (o gruppi di persone), sulla base di presupposti razziali, linguistici, religiosi, nazionali o etnici. La decisione di istituire lECRI è contenuta nella dichiarazione di Vienna del 1993, adottata al termine del primo Vertice dei Capi di Stato e di Governo del Consiglio dEuropa.
27 gennaio: giornata della memoria "Se capire è impossibile, conoscere è necessario" scriveva Primo Levi a proposito della Shoah. Parole che potrebbero essere benissimo lo slogan della Giornata della Memoria, che si celebra il 27 gennaio perché il 27 gennaio del 1945 fu liberato Auschwitz, uno dei più terribili campi di concentramento nazisti. E dal 2000 in Italia, come in molti altri Paesi di Europa, è stata scelta quella data simbolo per la ricorrenza ufficiale. 21 marzo: giornata mondiale contro il razzismo Il 21 marzo 1960 gli abitanti di Sharpeville, in Sud Africa, si sollevarono in protesta contro il regime dellapartheid, subendo la durissima repressione della polizia che uccise 69 manifestanti. In loro memoria e per condannare ogni regime razzista, le Nazioni Unite istituirono 7 anni dopo la giornata mondiale contro il razzismo. Da allora, in tutto il mondo si celebra la settimana di lotta al razzismo, al fine di sensibilizzare e informare sui temi del razzismo e della discriminazione.
CREATO DA : MARTA AGOSTINELLI; AGNESE INNOCENZI; ELIA MAZZOLI; NICOLO ROSETTI; FILIPPO MANCINELLI.
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