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Timestamp: 2018-12-15 22:03:15+00:00

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Premesso che. I progetti LIFE+ di promozione e sviluppo di buone pratiche in materia di prevenzione e recupero dei rifiuti - PDF
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1 Premesso che Il tema della riduzione dei rifiuti è una delle priorità delle politiche ambientali europee, come affermato nel Sesto Programma d Azione ambientale e ribadito nella proposta di Programma d Azione Ambiente 2020: vivere bene nei limiti del nostro pianeta; La strategia sulla prevenzione dei rifiuti a livello europeo aprirà la strada a nuove soluzioni per ridurre la quantità di rifiuti in discarica; In Italia la produzione di rifiuti procapite nel 2010 è stata di 536 kg/ab e che la raccolta differenziata si è attestata al 35,3 % (Dati ISPRA RAPPORTO RIFIUTI URBANI 2012). I progetti LIFE+ di promozione e sviluppo di buone pratiche in materia di prevenzione e recupero dei rifiuti possono contribuire attivamente alla promozione di una cultura locale mirata alla prevenzione e recupero dei rifiuti dimostrano che è possibile un cambio di paradigma che propone la prevenzione ed il recupero dei rifiuti come risorse chiave di una economia circolare, fattore di sviluppo locale hanno rivelato grandi potenziali per la creazione di occupazione a livello locale Tuttavia l attuazione concreta dei progetti ha fatto emergere importanti criticità legate principalmente a vincoli normativi dettati dalla legislazione vigente in materia di rifiuti che si ritiene debba essere aggiornata o rivista in ordine alle priorità indicate dalla Direttiva Europea Per questi motivi, in rappresentanza di comuni e altri enti locali impegnati nella promozione di queste buone pratiche delle piccole realtà associative e delle cooperative sociali impegnate in questo campo di aziende e gestori locali interessati a sostenere ed avere parte attiva in questi progetti degli operatori della grande distribuzione organizzata, che intende incentivare questi progetti
2 Al Parlamento chiediamo: 1. Promozione della prevenzione della produzione di rifiuti La prevenzione della produzione dei rifiuti è il primo obiettivo previsto dalla Direttiva Europea sui rifiuti, 2008/98/CE. Per questo si propongono i seguenti interventi: Promozione dei Centri del riuso Accelerare l adozione del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti previsto dall art. 180, comma 1-bis, che detti specifiche indicazioni sul tema del riutilizzo e della preparazione al riutilizzo, per guidare ed incentivare le Regioni a prevedere obiettivi e misure adeguate per promuovere lo sviluppo di questi Centri, nei rispettivi Piani, previsti dall art Incentivi nel sistema di tariffazione Includere le attività di prevenzione tra i criteri di agevolazione previsti dalla tariffa, per incentivare lo sviluppo di tali attività, ad esempio, da parte della Grande Distribuzione Organizzata o di altre realtà commerciali, definendone l applicazione all interno del Regolamento del vigente prelievo, nelle forme previste dall art. 14 del Decreto Legge 201/2011 convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e modificato con decreto del 6 aprile Semplificazione normativa in materia di donazioni Disciplinare la responsabilità civile di chi dona prodotti non alimentari e prodotti per alimentazione animale alla stregua di quanto previsto dalla Legge 25 giugno 2003,n. 155 per le donazioni di cibo a favore delle ONLUS. Normativa in materia commercializzazione di etichettatura dei prodotti alimentari Promuovere l utilizzo dei prodotti alimentari invenduti all interno della Grande Distribuzione, prevedendo che sull etichetta accanto alla dicitura del tempo minimo di conservazione (cioè il consumarsi preferibilmente entro ) siano indicate ulteriori specifiche di tempo utile di consumo per quegli alimenti che non perdono le caratteristiche sanitarie di sicurezza, ma solo le caratteristiche organolettiche di colore, sapore, odore, consistenza e che si possono quindi consumare, costituendo un importante supporto al fabbisogno nutritivo delle fasce deboli della popolazione. 2. Produzione di una legge di riordino del settore dell usato La figura e l attività dell operatore del riutilizzo non godono di uno status chiaro, situazione che provoca molti problemi che, in qualche caso, arrivano a inibire l attività di riutilizzo. É necessario quindi produrre una legge di riordino del settore dell usato
3 che chiarisca, oltre agli aspetti ambientali, anche gli aspetti commerciali, autorizzativi e regolamentativi, fiscali, sociali e relativi alla tracciabilità delle merci. 3. Semplificazioni per l applicazione del Testo Unico Ambientale per la promozione di piccole realtà di recupero rifiuti Pur mantenendo la garanzia del corretto trattamento dei grandi quantitativi di rifiuti prodotti con adeguati impianti industriali di recupero, emerge l opportunità di favorire anche lo sviluppo di piccole realtà, inquadrate a supporto ed integrazione degli impianti tradizionali, che con progetti specifici e ben definiti possano promuovere a livello locale il valore della gestione e del recupero dei rifiuti, nonché concorrere allo sviluppo economico (e sociale) locale attraverso la creazione di nuove opportunità di lavoro e soluzioni innovative in ambiti di recupero meno sviluppati seppur ad alto impatto potenziale su scala locale Per questo, e mantenendo il primario obiettivo della tutela ambientale, nell ambito di particolari filiere di rifiuto legate a piccole attività di recupero, e con sistemi di trattamento che presentano oggettivamente un ridotto impatto ambientale, è auspicabile adottare semplificazioni delle procedure autorizzative previste prevedendo una definizione specifica e norme adeguate, più snelle e meno onerose, pur garantendo la necessaria attenzione agli adempimenti gestionali posti a garanzia della correttezza delle operazioni, così da favorire esperienze virtuose di prossimità che possono generare opportunità di innovazione e sviluppo su scala locale.
4 Al Governo e al Ministero dell Ambiente chiediamo: 1. Promozione dei Centri del riuso e di preparazione al riutilizzo art. 180 bis Accelerare l adozione di decreti di semplificazione specifici, ai fini della diffusione dei centri di riuso e riparazione e dei centri di preparazione al riutilizzo, ex art. 180 bis, comma 1 lett. c) e comma 2. In particolar modo è necessario definire le procedure autorizzative e le caratteristiche dei prodotti e dei loro componenti, per categorie omogenee, che devono essere rispettate per considerare concluso il processo di preparazione per il riutilizzo. 2. Definizione dei criteri End of waste - art. 184 ter - Accelerare l adozione di criteri per l end of waste, ossia dei criteri specifici per la cessazione di qualifica di rifiuto dei materiali, a seguito di un operazione di recupero o di preparazione per il riutilizzo. In attesa di criteri comunitari, si chiede quindi al Ministero l elaborazione dei Decreti previsti dall art. 184 ter, comma 2, del Dlgs 152/2006 e s.m.i. e non ancora emessi. [ad eccezione di quelli relativi ai CSS, ai rottami ferrosi ed ai rottami di rame]. 3. Promozione dell utilizzo di materiali da recupero anziché materie prime negli Enti Locali. Accelerare la pubblicazione dei Criteri Ambientali Minimi per una vasta gamma di prodotti da recupero, affinché gli Enti Locali, in applicazione del Decreto Interministeriale dell'11 aprile 2008, aggiornato con Decreto 10 Aprile 2013, possano prevedere nei capitolati d appalto requisiti specifici per valorizzare i prodotti realizzati con processi di recupero. All ANCI chiediamo: Nell attuale fase di aggiornamento dell Accordo Quadro tra ANCI e CONAI per la gestione della raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggio, di rappresentare l'assoluta esigenza che l'accordo preveda e consenta espressamente per le pubbliche amministrazioni a ciò interessate di poter agire insieme al CONAI per azioni a livello locale tese a sviluppare progetti ed attività di recupero realizzati nel territorio in una logica di filiera corta, ove sussistano oggettive condizioni di mantenimento di una sostenibilità economica e di tutela sostanziale dell'ambiente.
5 Il presente appello è stato condiviso ed elaborato da: Progetto LIFE+ Wasteless in Chianti Progetto LIFE+ Promise Progetto Maritime IT-FR RES MAR, Azione D (Elba Plastic Free) Progetto LIFE+ LOWaste Progetto LIFE+ NOW - No more Organic Waste Progetto LIFE+ IDENTIS WEEE Progetto LIFE + No.Waste Progetto LIFE + Prisca Progetto LIFE + Ecocourts Rete Operatori Nazionali dell Usato (Rete ONU), Occhio del Riciclone
Il Progetto PRISCA. Progetto pilota di riutilizzo su. solidi urbani ENV11/IT/000277
Il Progetto PRISCA Progetto pilota di riutilizzo su scala a partire dal flusso dei rifiuti solidi urbani ENV11/IT/000277 I partner di progetto Project leader Partner tecnici Partners dimostrazione locale
Il Progetto PRISCA Progetto pilota di riutilizzo su scala a partire dal flusso dei rifiuti solidi urbani ENV11/IT/000277 - a cura di Scuola Superiore Sant Anna e Coop. sociale Insieme - I partner di progetto

References: art. 180
 art. 14
 art. 180
 art. 180
 art. 184
 art. 184