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Timestamp: 2018-02-19 13:38:26+00:00

Document:
Angelo Vassallo: Isola delle Femmine Documenta: DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ...
Isola delle Femmine Documenta: DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ...
riguardante l'individuazione del responsabile del procedimento amministrativo e
del titolare del potere sostitutivo, ai sensi dell'articolo 4 e dell'articolo
2, comma 9-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241, per i procedimenti
amministrativi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri.
(15G00197) (GU
Serie Generale n.274 del 24-11-2015)
Entrata in vigore del provvedimento:
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modificazioni, recante «Nuove norme in materia di procedimento
amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi»;
Visti, in
particolare, gli articoli 2, comma 9-bis, 4, 6 e 7 della citata legge 7 agosto 1990, n. 241;
Visto l'articolo 7 della legge 18
giugno 2009, n.
69, recante «Disposizioni
sviluppo economico, la
semplificazione, la competitivita'
nonche' in materia di processo civile»;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999,
recante «Ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma dell'articolo
11 della legge 15 marzo 1997, n. 59» e,
in particolare, l'articolo 7, commi 1, 2 e 3;
14 marzo 2013,
n. 33, recante «Riordino della disciplina
riguardante gli obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione di
informazioni da parte
delle pubbliche amministrazioni»
e, in particolare, l'articolo 35;
Visto il decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
e successive modificazioni, recante
Testo unico delle disposizioni legislative e
Repubblica 2 agosto 2010, n. 146,
riguardante «Regolamento recante
abrogazione del decreto
Repubblica 23 dicembre
2005, n. 303»,
recante l'individuazione dei termini
e dei responsabili
dei procedimenti amministrativi
di competenza del Segretariato
generale, ai sensi degli articoli 2 e 4 della legge 7
agosto 1990, n. 241;
Visto il decreto del Presidente
del Consiglio dei
ministri 16 luglio 2010, n. 142,
recante «Regolamento riguardante i termini
di conclusione dei procedimenti
amministrativi di competenza
della Presidenza del Consiglio dei
ministri, aventi durata
superiore a novanta giorni, in
attuazione dell'articolo 2, della legge
7 agosto 1990, n. 241»;
ministri 16 luglio 2010, n. 143,
della Presidenza del Consiglio dei ministri, aventi durata non
attuazione dell'articolo 2 della
legge 7 agosto 1990, n. 241»;
ministri 1° ottobre 2012, e
successive modificazioni, recante «Ordinamento
delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei ministri»;
Visto il decreto del Ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione del 12 gennaio 2010
concernente «Approvazione delle linee di indirizzo per l'attuazione
dell'articolo 7 della legge
18 giugno 2009, n. 69»;
Visto l'articolo 17, commi 3 e 4, della legge
23 agosto 1988,
n. 400, recante «Disciplina
dell'attivita' di Governo
e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei ministri»;
Udito il parere del Consiglio di Stato n.
420/2014 emesso dalla Sezione consultiva per gli atti
normativi nell'adunanza del 6 marzo 2014;
ministri 23 aprile 2015, visto
ed annotato dall'Ufficio
del bilancio per il
riscontro di regolarita'
della Presidenza del Consiglio
dei ministri al n. 1158, il 24 aprile
2015, con il quale al Sottosegretario di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei ministri prof. Claudio De Vincenti, e'
stata conferita la delega per talune
funzioni di competenza
1. Nel presente decreto sono denominati:
a) «Segretario generale»: il Segretario
generale della Presidenza del Consiglio dei ministri;
«Strutture generali»: i
Dipartimenti della Presidenza
del Consiglio dei ministri e gli Uffici autonomi ad essi
equiparati ai fini della
rilevanza esterna e dell'autonomia funzionale
ad essi attribuita, comprese le
strutture generali affidate ai
Ministri o Sottosegretari;
«Uffici»: le strutture,
anch'esse di livello
dirigenziale generale, in cui si articolano i Dipartimenti;
d) «Servizi»: le strutture di livello
dirigenziale non generale;
e) «Strutture
di missione»: le
di cui all'articolo 7, comma 4,
del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 303, istituite presso la
f) «Strutture di supporto ai Commissari
straordinari del Governo»:
le Strutture di supporto
ai Commissari straordinari del Governo
di cui all'articolo 11 della legge 23 agosto 1988,
n. 400, istituite presso la Presidenza del Consiglio
Il testo delle note qui pubblicato
e' stato redatto dall'amministrazione competente
per materia, ai
sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull'emanazione dei decreti
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali
della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n.
1092, al solo fine di facilitare la lettura delle
disposizioni di legge alle quali e' operato
Restano invariati
il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
La legge 7 agosto 1990, n. 241
(Nuove norme in materia di procedimento
amministrativo e di diritto di
accesso ai documenti amministrativi) e'
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 18 agosto 1990, n.
- Si riporta il testo dell'art. 2
della citata legge 7 agosto 1990, n. 241:
«Art. 2 (Conclusione del
procedimento). -
Ove il procedimento consegua
obbligatoriamente ad un'istanza, ovvero debba
essere iniziato d'ufficio,
le pubbliche amministrazioni hanno il dovere
di concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento
espresso. Se ravvisano
la manifesta irricevibilita', inammissibilita', improcedibilita' o infondatezza della
domanda, le pubbliche
amministrazioni concludono il
procedimento con un provvedimento espresso redatto in forma
semplificata, la cui motivazione puo' consistere in un
sintetico riferimento al punto di fatto
o di diritto ritenuto risolutivo.
2. Nei casi in cui
ovvero i provvedimenti di cui ai commi 3, 4
non prevedono un termine
diverso, i procedimenti amministrativi di competenza delle
amministrazioni statali e
degli enti pubblici nazionali
devono concludersi entro il termine di trenta giorni.
3. Con uno o piu' decreti del
Presidente del Consiglio dei ministri,
adottati ai sensi dell'art.
17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 su
proposta dei Ministri competenti e di concerto con i Ministri
per la pubblica amministrazione e l'innovazione
la semplificazione normativa, sono individuati
i termini non
superiori a novanta giorni
entro i quali
devono concludersi i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali.
Gli enti pubblici nazionali
stabiliscono, secondo i propri ordinamenti,
i termini non superiori a novanta giorni entro i quali
devono concludersi i
procedimenti di propria competenza.
4. Nei casi in cui, tenendo conto
della sostenibilita' dei tempi
dell'organizzazione amministrativa,
della natura degli
interessi pubblici tutelati e
della particolare complessita' del procedimento, sono indispensabili termini
superiori a novanta giorni per la conclusione
dei procedimenti di
competenza delle amministrazioni
statali e degli enti pubblici nazionali,
i decreti di cui al comma 3 sono adottati su proposta
anche dei Ministri per
la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la
semplificazione normativa e previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
I termini ivi previsti
non possono comunque
superare i centottanta giorni, con la sola esclusione dei
procedimenti di acquisto della
cittadinanza italiana e
di quelli riguardanti l'immigrazione.
salvo quanto previsto
da specifiche disposizioni
normative, le autorita'
di garanzia e di vigilanza disciplinano, in
conformita' ai propri ordinamenti, i termini di
conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza.
termini per la
conclusione del procedimento decorrono dall'inizio del procedimento d'ufficio
o dal ricevimento della
domanda, se il
procedimento e' ad iniziativa di parte.
7. Fatto salvo quanto previsto
dall'art. 17, i termini di cui ai commi
2, 3, 4 e 5 del presente articolo possono essere sospesi, per una sola volta
un periodo non superiore
a trenta giorni,
per l'acquisizione di
informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualita'
non attestati in
documenti gia' in
possesso dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni.
Si applicano
le disposizioni dell' art. 14,
8. La tutela in materia di silenzio dell'amministrazione e'
disciplinata dal codice
del processo amministrativo, di cui al
decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. Le sentenze passate
in giudicato che accolgono
il ricorso proposto
avverso il silenzio inadempimento dell'amministrazione
sono trasmesse, in via telematica, alla Corte dei conti.
9. La mancata o tardiva emanazione
del provvedimento costituisce elemento
di valutazione della
performance individuale,
nonche' di responsabilita' disciplinare
e amministrativo-contabile del dirigente
9-bis. L'organo di governo
individua, nell'ambito delle figure
dell'amministrazione, il soggetto
cui attribuire il
potere sostitutivo in
caso di inerzia.
Nell'ipotesi di omessa individuazione
il potere sostitutivo si considera attribuito
o, in mancanza, al dirigente
preposto all'ufficio o in mancanza al
funzionario di piu'
elevato livello presente nell'amministrazione. Per
ciascun procedimento, sul
sito internet istituzionale dell'amministrazione e' pubblicata,in formato tabellare e con
collegamento ben visibile nella
homepage, l'indicazione del soggetto a cui e' attribuito il potere sostitutivo
e a cui l'interessato puo' rivolgersi ai sensi e per gli effetti del comma.
9-ter. Tale soggetto, in
caso di ritardo,
comunica senza indugio il nominativo del responsabile, ai fini della valutazione dell'avvio
del procedimento disciplinare, secondo le disposizioni
del proprio ordinamento
e dei contratti collettivi
nazionali di lavoro, e, in
caso di mancata ottemperanza alle
disposizioni del presente comma, assume
medesima responsabilita' oltre
a quella propria. 9-ter. Decorso
inutilmente il termine
procedimento o quello superiore di
cui al comma 7, il privato puo'
rivolgersi al responsabile di cui al
comma 9-bis perche', entro un termine pari alla meta' di quello originariamente
previsto, concluda il procedimento attraverso le strutture competenti
o con la nomina di un commissario.
9-quater. Il responsabile
individuato ai sensi
del comma 9-bis, entro il 30 gennaio
di ogni anno,
comunica all'organo di governo,
i procedimenti, suddivisi
per tipologia e strutture amministrative competenti, nei quali non e' stato rispettato il termine di
conclusione previsto dalla legge
o dai regolamenti. Le Amministrazioni
provvedono all'attuazione del
presente comma, con
le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza
9-quinquies. Nei provvedimenti
rilasciati in ritardo su istanza di parte sono
espressamente indicati il
termine previsto dalla legge
o dai regolamenti
e quello effettivamente
impiegato.».
- Si riporta il testo degli
articoli 4, 6 e
7 della citata legge 7 agosto
1990, n. 241:
«Art.4 (Unita' organizzativa responsabile del
procedimento).
- 1. Ove non sia gia'
direttamente stabilito per legge o per regolamento, le pubbliche
amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo di procedimento relativo ad atti di loro competenza
l'unita' organizzativa responsabile
della istruttoria e di ogni altro
adempimento procedimentale,
nonche' dell'adozione del
2. Le disposizioni adottate ai
sensi del comma 1 sono rese
pubbliche secondo quanto
previsto dai singoli ordinamenti.
- Si riporta il testo dell'art. 6
della legge 7 agosto 1990, n.
241 recante «Nuove
norme in materia
di procedimento amministrativo e
di diritto di
amministrativi»:
«Art. 6 (Compiti del responsabile
del procedimento). -
a) valuta,
ai fini istruttori,
le condizioni di ammissibilita', i
requisiti di legittimazione ed i
presupposti che siano
rilevanti per l'emanazione di provvedimento;
b) accerta di ufficio i fatti,
disponendo il compimento degli atti all'uopo necessari, e adotta
ogni misura per l'adeguato e sollecito
dell'istruttoria. In particolare,
puo' chiedere il rilascio di
dichiarazioni e la rettifica
di dichiarazioni o
istanze erronee o documentali;
c) propone
l'indizione o, avendone
la competenza, indice le
conferenze di servizi di cui all'art. 14;
d) cura
le comunicazioni, le
pubblicazioni e le notificazioni previste dalle leggi e dai
e) adotta, ove ne abbia la
competenza, il provvedimento finale,
ovvero trasmette gli atti all'organo competente per l'adozione. L'organo
competente per l'adozione
del provvedimento finale, ove
diverso dal responsabile
del procedimento, non puo'
discostarsi dalle risultanze dell'istruttoria condotta dal
responsabile del procedimento se
non indicandone la
motivazione nel provvedimento finale.».
«Art. 7 (Comunicazione di avvio
del procedimento). –
1. Ove non sussistano ragioni
di impedimento derivanti
da particolari esigenze di
celerita' del procedimento, l'avvio del procedimento stesso e' comunicato,
con le modalita' previste dall'art. 8, ai soggetti
nei confronti dei quali il provvedimento finale e' destinato
a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge
debbono intervenirvi. Ove parimenti
non sussistano le
ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento
possa derivare un pregiudizio a
soggetti individuati o
facilmente individuabili,
diversi dai suoi
diretti destinatari, l'amministrazione
e' tenuta a fornire loro, con le stesse modalita', notizia dell'inizio del
2. Nelle ipotesi di cui al
comma 1 resta
salva la facolta' dell'amministrazione di
adottare, anche prima della effettuazione delle comunicazioni
di cui al medesimo comma 1,
provvedimenti cautelari.».
- Si riporta il testo dell'art. 7
della legge 18 giugno 2009, n. 69 (Disposizioni per lo
sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita'
nonche' in materia
di processo civile):
«Art. 7
(Certezza dei tempi di conclusione del procedimento). –
1. Alla legge 7
agosto 1990, n.
241, e successive modificazioni, sono
a) all'art. 1:
1) al comma 1, dopo le
parole: "di efficacia" sono
inserite le seguenti: ", di imparzialita'";
2) al comma 1-ter, dopo le
parole: "il rispetto" sono inserite le seguenti: "dei criteri
e";
b) l'art. 2 e' sostituito dal
"Art. 2 (Conclusione del
1. Ove il
procedimento consegua obbligatoriamente ad
un'istanza, ovvero debba essere
iniziato d'ufficio, le
pubbliche amministrazioni hanno il
dovere di concluderlo
mediante l'adozione di un provvedimento espresso.
non prevedono un
termine diverso, i
procedimenti amministrativi di competenza delle
17, comma 3,della legge
n. 400, su
proposta dei Ministri competenti
e di concerto con i Ministri
per la pubblica amministrazione e
l'innovazione e per
la semplificazione normativa, sono individuati i termini
non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i
procedimenti di competenza delle amministrazioni statali.
Gli enti pubblici nazionali stabiliscono,
secondo i propri ordinamenti, i
termini non superiori a novanta giorni entro i
quali devono concludersi
i procedimenti di
propria competenza.
della sostenibilita' dei
tempi sotto il
amministrativa, della natura
degli interessi pubblici tutelati e della particolare
complessita' del procedimento,
sono indispensabili termini superiori a novanta giorni per la
conclusione dei procedimenti
di competenza delle amministrazioni statali e degli enti
pubblici nazionali, i decreti di cui al
comma 3 sono adottati su proposta anche
dei Ministri per
la pubblica amministrazione e
l'innovazione e per la semplificazione normativa e
previa deliberazione del Consiglio dei
ministri. I termini
ivi previsti non possono
comunque superare i
centottanta giorni, con la sola esclusione dei procedimenti di
italiana e di quelli riguardanti l'immigrazione.
di garanzia e di
vigilanza disciplinano, in
conformita' ai propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti
di rispettiva competenza.
conclusione del procedimento decorrono dall'inizio del
procedimento d'ufficio o dal
ricevimento della domanda,
se il procedimento
e' ad iniziativa di parte.
possesso dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si
applicano le disposizioni
dell'art. 14, comma 2.
8. Salvi i casi di silenzio
assenso, decorsi i termini per la
conclusione del procedimento, il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione, ai sensi
dell' art. 21-bis
della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, puo' essere proposto anche senza
necessita' di diffida
all'amministrazione inadempiente,
fintanto che perdura
l'inadempimento e comunque non
oltre un anno dalla scadenza dei termini
di cui ai commi 2 o 3
Il giudice amministrativo puo'
conoscere della fondatezza dell'istanza. E'
fatta salva la
riproponibilita' dell'istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano
9. La mancata emanazione del
provvedimento nei termini costituisce elemento
di valutazione della responsabilita' dirigenziale";
c) dopo l'art. 2 e' inserito il
"Art.2-bis (Conseguenze per
il ritardo dell'amministrazione nella conclusione
Le pubbliche amministrazioni e
i soggetti di cui
all'art. 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento
del danno ingiusto cagionato in
conseguenza dell'inosservanza
dolosa o
colposa del termine
di conclusione del
controversie relative all'applicazione del presente
articolo sono attribuite
alla giurisdizione
esclusiva del giudice
amministrativo. Il diritto
al risarcimento del danno si prescrive in cinque anni";
il comma 5
dell'art. 20 e'
"5. Si applicano gli
articoli 2, comma 7, e 10-bis".
2. Il rispetto dei termini
per la conclusione
dei procedimenti rappresenta un
elemento di valutazione
dei dirigenti;
si tiene conto
al fine della corresponsione della retribuzione di
risultato. Il Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro per la
semplificazione normativa, adotta le
linee di indirizzo per l'attuazione del
presente articolo e per i casi
di grave e
ripetuta inosservanza dell'obbligo
di provvedere entro i
termini fissati per ciascun procedimento.
3. In sede di prima
attuazione della presente
legge, gli atti o i provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5
dell'art. 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come
da ultimo sostituito dal comma 1,
lettera b), del presente articolo, sono
adottati entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le
disposizioni regolamentari vigenti alla data di entrata in vigore della presente
legge, che prevedono termini
superiori a novanta
giorni per la conclusione dei procedimenti, cessano
effetto a decorrere dalla
indicato al primo periodo. Continuano
ad applicarsi le
disposizioni regolamentari,
vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che
prevedono termini non
superiori a novanta giorni per la
conclusione dei procedimenti.
La disposizione di cui al
comma 2 del citato
art. 2 della
legge n. 241 del 1990 si applica dallo scadere del termine di un anno dalla data di entrata in
vigore della presente legge. Le regioni e gli enti locali
si adeguano ai termini di cui ai commi 3
e 4 del citato art. 2 della legge n. 241
del 1990 entro un anno dalla data di
4. Per tutti i procedimenti di
verifica o autorizzativi concernenti
i beni storici,
architettonici, culturali,
archeologici, artistici e paesaggistici restano
fermi i termini stabiliti
dal codice dei
beni culturali e del paesaggio,
di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42.
Restano ferme le
e di regolamento vigenti in materia
ambientale che prevedono termini diversi da quelli di cui
agli articoli 2 e
2-bis della legge 7 agosto 1990,
n. 241, come
rispettivamentesostituito e introdotto dal presente articolo.».
del legislativo 30 luglio 1999, n.
303 (Ordinamento della
Ministri, a norma
dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59):
(Autonomia organizzativa). -
lo svolgimento delle funzioni istituzionali di cui all'art. 2, e per
i compiti di
delle occorrenti risorse umane
e strumentali, il
Presidente individua con propri decreti le aree funzionali omogenee da affidare
alle strutture in cui si articola il
Segretariato generale.
2. Con propri
decreti, il Presidente
determina le strutture della cui
attivita' si avvalgono i Ministri o Sottosegretari da lui delegati.
3. I decreti di cui ai commi 1 e
2 indicano il numero massimo degli uffici in cui si
articola ogni Dipartimento e dei servizi
articola ciascun ufficio.
Alla organizzazione interna delle strutture medesime provvedono,
nell'ambito delle rispettive
competenze, il Segretario generale ovvero il Ministro o
Sottosegretario delegato.
4. Per lo svolgimento di particolari
compiti per il raggiungimento di
risultati determinati o
per la realizzazione di
specifici programmi, il
Presidente istituisce, con
proprio decreto, apposite
strutture di missione, la cui
durata temporanea, comunque non
superiore a quella del Governo che le ha
istituite, e' specificata dall'atto istitutivo. Entro
trenta giorni dalla
data di entrata in
vigore della presente
disposizione, il Presidente puo'
ridefinire le finalita' delle strutture
di missione gia' operanti: in tale caso si applica l'articolo 18, comma 3,
della legge 23
agosto 1988, n.
400, e successive modificazioni.
Sentiti il Comitato nazionale per la bioetica e
collegiali che operano presso la Presidenza, il Presidente,
con propri decreti, ne disciplina le
strutture di supporto.
4-bis. Per
le attribuzioni che
implicano l'azione unitaria di
piu' dipartimenti o
uffici a questi equiparabili, il Presidente
puo' istituire con
proprio decreto apposite unita' di
coordinamento interdipartimentale, il cui responsabile
e' nominato ai sensi dell'articolo 18, comma 3,
agosto 1988, n. 400. Dall'attuazione del presente comma non devono in
ogni caso derivare
nuovi o maggiori
oneri per il bilancio dello Stato.
Segretario generale e'
responsabile del funzionamento del Segretariato generale e
della gestione delle risorse
strumentali della Presidenza.
Il Segretario generale puo' essere coadiuvato da uno
o piu' Vicesegretari generali.
affidate a Ministri o
Sottosegretari, le responsabilita'
di gestione competono ai
funzionari preposti alle strutture medesime, ovvero, nelle
more della preposizione, a
dirigenti temporaneamente
delegati dal Segretario
generale, su indicazione del
Ministro o Sottosegretario competente.
6. Le disposizioni che
disciplinano i poteri
e le responsabilita' dirigenziali nelle
con particolare riferimento alla valutazione dei risultati, si
applicano alla Presidenza nei limiti e con le modalita' da
definirsi con decreto
del Presidente, sentite le organizzazioni sindacali,
tenuto conto della peculiarita' dei compiti della Presidenza.
Il Segretario generale e, per le strutture ad essi affidate, i Ministri
o Sottosegretari delegati, indicano i
parametri organizzativi e funzionali,
nonche' gli obiettivi
di gestione e di
risultato cui sono
tenuti i dirigenti generali preposti
alle strutture individuate dal Presidente.
7. Il Presidente, con propri
decreti, individua gli uffici di diretta collaborazione propri
e, sulla base delle relative proposte, quelli dei Ministri senza
portafoglio o sottosegretari della
Presidenza, e ne
determina la composizione.
dell'ordinamento e dell'organizzazione della
Presidenza e' sottoposta
a periodica verifica
triennale, anche mediante
ricorso a strutture specializzate
pubbliche o private. Il Presidente informa
le Camere dei risultati della verifica. In sede
di prima applicazione del presente
decreto, la verifica
e' effettuata dopo due anni.».
testo dell'art. 35
del decreto legislativo 14 marzo
2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante gli obblighi
di pubblicita', trasparenza
e diffusione di informazioni
pubbliche amministrazioni):
«Art. 35
(Obblighi di pubblicazione relativi
ai procedimenti
amministrativi e ai controlli sulle dichiarazioni sostitutive e l'acquisizione d'ufficio
dei dati). –
1. Le pubbliche
amministrazioni pubblicano i dati relativi alle
tipologie di procedimento di
propria competenza. Per ciascuna
sono pubblicate le seguenti
breve descrizione del
procedimento con indicazione di
tutti i riferimenti normativi utili;
b) l'unita'
organizzativa responsabile dell'istruttoria;
nome del responsabile del
procedimento, unitamente ai recapiti telefonici e alla casella di
posta elettronica istituzionale, nonche', ove diverso, l'ufficio competente all'adozione
del provvedimento finale,
con l'indicazione del nome
del responsabile dell'ufficio, unitamente ai rispettivi
recapiti telefonici e alla casella di posta elettronica istituzionale;
d) per i procedimenti ad istanza
di parte, gli atti e i documenti da allegare
all'istanza e la
modulistica necessaria,
compresi i fac-simile per
le autocertificazioni, anche se
la produzione a
corredo dell'istanza e' prevista da norme di legge, regolamenti
o atti pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale, nonche'
gli uffici ai quali rivolgersi per informazioni, gli orari e le modalita'
di accesso con indicazione degli
indirizzi, dei recapiti
telefonici e delle caselle di posta
elettronica istituzionale, a cui presentare le istanze;
e) le modalita' con le quali gli
interessati possono ottenere le
informazioni relative ai procedimenti in
corso che li riguardino;
f) il termine fissato in sede
di disciplina normativa del procedimento per la conclusione
con l'adozione di un provvedimento
espresso e ogni altro termine procedimentale rilevante;
g) i
procedimenti per i
quali il provvedimento dell'amministrazione puo'
essere sostituito da
una dichiarazione dell'interessato, ovvero il procedimento puo' concludersi
con il silenzio assenso dell'amministrazione;
h) gli
strumenti di tutela,
amministrativa e giurisdizionale, riconosciuti
dalla legge in
favore dell'interessato, nel corso
del procedimento e
provvedimento finale ovvero
nei casi di adozione del provvedimento oltre il
termine predeterminato per la sua
conclusione e i modi per attivarli;
i) il link di accesso al servizio
on line, ove sia gia' disponibile
in rete, o
i tempi previsti
per la sua attivazione;
l)le modalita per l'effettuazione dei
pagamenti eventualmente
necessari, con le
informazioni di cui all'art. 36;
m) il nome del soggetto a cui e'
attribuito, in caso di inerzia, il potere sostitutivo, nonche' le
modalita' per attivare tale
potere, con indicazione
dei recapiti telefonici e
delle caselle di
posta elettronica istituzionale;
n) i risultati delle indagini di
customer satisfaction condotte
sulla qualita' dei
servizi erogati attraverso diversi canali, facendone rilevare
il relativo andamento.
2. Le pubbliche amministrazioni
non possono richiedere l'uso di moduli e
formulari che non siano stati pubblicati;
in caso di omessa pubblicazione, i
relativi procedimenti possono
essere avviati anche in assenza dei suddetti moduli o formulari.
L'amministrazione non puo'
respingere l'istanza
adducendo il mancato
utilizzo dei moduli
o formulari o la mancata produzione di tali atti o documenti, e deve
invitare l'istante a integrare la documentazione in un termine congruo.
3. Le pubbliche amministrazioni pubblicano
nel sito istituzionale:
recapiti telefonici e
la casella di
posta elettronica istituzionale dell'ufficio responsabile per le attivita'
volte a gestire,
garantire e verificare
la trasmissione dei dati o l'accesso diretto agli
stessi da parte delle
amministrazioni procedenti ai
sensi degli articoli 43, 71
del decreto del
Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445;
convenzioni-quadro volte a
disciplinare le modalita' di
accesso ai dati di cui all'art. 58 del
codice dell'amministrazione
digitale, di cui
al decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82;
ulteriori modalita' per
la tempestiva acquisizione
d'ufficio dei dati nonche' per lo
svolgimento dei controlli
sulle dichiarazioni sostitutive
da parte delle amministrazioni procedenti.».
Il decreto del
28 dicembre 2000, n. 445, e successive
modificazioni (Testo unico delle
disposizioni legislative e
regolamentari in materia di
documentazione amministrativa -
Testo A) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20 febbraio
2001, n. 42, S.O.
- Il decreto del Presidente della
Repubblica 2 agosto 2010, n. 146 (Regolamento recante
abrogazione del decreto del Presidente della Repubblica 23
dicembre 2005, n. 303, recante l'individuazione dei termini e
dei responsabili dei procedimenti amministrativi di competenza del Segretariato
generale, ai sensi degli articoli 2 e
4 della legge
n. 241), e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 settembre 2010, n. 210.
23 dicembre 2005, n. 303 (Regolamento per l'individuazione dei termini e dei responsabili dei
procedimenti amministrativi di competenza
del Segretariato generale della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi degli articoli 2 e 4 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, modificata
dalla legge 11 febbraio 2005,
n. 15),
e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 9 marzo 2006, n. 57, S.O.
- Il decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 16 luglio 2010,
n. 142 (Regolamento riguardante i termini di
conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, aventi durata superiore ai
novanta giorni, in
attuazione all'art. 2 della
legge 7 agosto
1990, n. 241),
e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6
settembre 2010, n. 208.
n. 143 (Regolamento riguardante i termini di
Consiglio dei Ministri, aventi durata
non superiore ai
attuazione all'art. 2 della legge 7 agosto 1990, n.
241), e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 settembre 2010, n. 208.
Consiglio dei Ministri 1° ottobre 2012 (Ordinamento delle strutture
generali della Presidenza del
Consiglio dei Ministri), e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 dicembre
2012, n. 288.
l'innovazione del 12
gennaio 2010 (Approvazione delle linee di
indirizzo per l'attuazione dell'art. 7
della legge 18
69) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° aprile
- Si riporta il testo dell'art.
17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita'
di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri):
«Art. 17 (Regolamenti). -
3. Con decreto ministeriale
possono essere adottati regolamenti nelle materie di
competenza del ministro o di autorita'
sottordinate al ministro,
quando la legge espressamente conferisca tale potere.
Tali regolamenti, per materie di competenza
di piu' ministri,
possono essere adottati con
decreti interministeriali, ferma
restando la necessita' di apposita autorizzazione
da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed
interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei
regolamenti emanati dal Governo.
Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima
della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al
ed i regolamenti ministeriali ed
interministeriali, che devono
recare la denominazione di
"regolamento", sono adottati previo parere del Consiglio
di Stato, sottoposti
al visto ed
alla registrazione della Corte
dei conti e
pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale.».
- Per il riferimento all'art. 7, comma
4, del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, si vedano le note alle
11 della citata legge 23 agosto 1988, n. 400:
«Art. 11 (Commissari straordinari
del Governo). - 1. Al fine di realizzare
specifici obiettivi determinati
in relazione a programmi o indirizzi deliberati dal Parlamento o dal
Consiglio dei ministri o per particolari e temporanee esigenze di
coordinamento operativo tra
amministrazioni statali,
puo' procedersi alla
nomina di commissari straordinari del Governo, ferme restando
le attribuzioni dei Ministeri,
fissate per legge.
2. La nomina e' disposta con
decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del
previa deliberazione del
Consiglio dei ministri. Con
il medesimo decreto
sono determinati i compiti del commissario e
le dotazioni di
mezzi e di personale. L'incarico e' conferito per
il tempo indicato nel
decreto di nomina,
salvo proroga o
revoca. Del conferimento
dell'incarico e' data immediata
comunicazione al Parlamento e notizia nella Gazzetta Ufficiale.
3. Sull'attivita' del
commissario straordinario riferisce
al Parlamento il Presidente del
Consiglio dei ministri o un
ministro da lui delegato.».
Oggetto e ambito di
1. Il presente decreto determina,
nell'ambito delle articolazioni della Presidenza
ministri individuate dal precedente articolo
1, l'unita' organizzativa
amministrativi ai sensi dell'articolo 4, comma
1 della legge 7 agosto 1990, n.
241, e
individua il titolare
del potere sostitutivo previsto
dall'articolo 2, comma 9-bis,
della medesima legge.
- Per il riferimento agli
articoli 2 e 4 della legge 7 agosto
1990, n. 241, si vedano le note alle premesse.
Unita' organizzativa responsabile del
1. L'unita' organizzativa responsabile
dell'istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale e, se
del caso, dell'adozione
del provvedimento finale, e'
il servizio competente secondo l'articolazione delle strutture
generali individuate dal decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 1° ottobre 2012 e
dai decreti attuativi di
organizzazione di cui
all'articolo 7 del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.
L'articolazione delle strutture
generali di cui
al comma precedente e' pubblicata
sul sito internet del
Governo, ai sensi dell'articolo 13 del decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33, a cura di
ogni singola Struttura
generale che assicura,
altresi', il costante
aggiornamento dei dati pubblicati di propria competenza.
3. In caso di inosservanza dell'adempimento
di pubblicazione di cui al comma 2, si applicano le sanzioni relative
alla responsabilita' dirigenziale
previste dall'articolo 46 del decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33.
- Per il riferimento all'art. 7
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, si vedano le note alle
articoli 13 e 46 del citato decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33:
«Art. 13 (Obblighi
di pubblicazione concernenti l'organizzazione delle pubbliche
amministrazioni). - 1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano
e aggiornano le
informazioni e i
dati concernenti la
propria organizzazione, corredati dai documenti anche normativi di riferimento. Sono
pubblicati, tra gli
altri, i dati relativi:
a) agli organi di indirizzo politico
e di amministrazione e
gestione, con l'indicazione delle rispettive competenze;
b) all'articolazione degli
uffici, le competenze e le risorse a disposizione di ciascun ufficio,
anche di livello dirigenziale non generale,
i nomi dei
dirigenti responsabili dei singoli uffici;
c) all'illustrazione in forma
semplificata, ai fini della piena accessibilita' e
comprensibilita' dei dati, dell'organizzazione dell'amministrazione, mediante l'organigramma
o analoghe rappresentazioni grafiche;
d) all'elenco dei numeri
di telefono nonche'
delle caselle di posta
elettronica istituzionali e delle
caselle di posta elettronica certificata dedicate, cui il cittadino possa
rivolgersi per qualsiasi richiesta inerente i compiti istituzionali.».
«Art. 46 (Violazione degli obblighi
di trasparenza -
Sanzioni).
L'inadempimento degli obblighi di
pubblicazione previsti dalla normativa vigente o la mancata
predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l'integrita'
costituiscono elemento di valutazione
della responsabilita' dirigenziale,
eventuale causa di
responsabilita' per danno all'immagine dell'amministrazione e sono
comunque valutati ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e
del trattamento accessorio collegato alla performance
individuale dei responsabili.
responsabile non risponde
dell'inadempimento degli
obblighi di cui
al comma 1 se
prova che tale inadempimento e'
dipeso da causa a lui non imputabile.».
e' il dirigente
preposto all'unita' organizzativa di livello dirigenziale non generale
di cui al precedente articolo 3, ovvero
persona da lui delegata
con atto scritto. Per esigenze
organizzative, il responsabile del procedimento puo' essere individuato nel
dirigente preposto all'Ufficio
o alla Struttura generale.
2. Il responsabile del procedimento, cosi'
come individuato nel comma 1, esercita i compiti contemplati
dall'articolo 6 della legge n. 241 del 1990, e successive
modificazioni, e svolge tutte le altre attribuzioni
indicate nelle disposizioni organizzative e di servizio.
3. Il nominativo del responsabile del
procedimento di cui al comma 1, unitamente
al recapito telefonico
e alla casella
istituzionale, e' pubblicato, ai sensi
dell'articolo 35 del decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33, sul sito
internet del Governo a cura di
ogni singola Struttura generale
nel cui ambito rientrano le competenze della unita'
organizzativa responsabile del procedimento ed e' comunicato ai soggetti
di cui all'articolo 7 della legge n. 241 del 1990 e, a richiesta, a chiunque vi
abbia interesse.
generale assicura, altresi',
il costante aggiornamento dei
dati pubblicati di propria competenza.
4. In caso di inosservanza dell'adempimento
di pubblicazione di cui al comma 3, si applicano le sanzioni relative
- Per il riferimento all'art. 6
della legge 7
agosto 1990 n. 241, si vedano le note alle premesse.
Per il riferimento
all'art. 35 del
decreto legislativo 14 marzo
2013, n. 33, si vedano le note
Titolare del potere
inerzia nella conclusione
del procedimento amministrativo, il
sostitutivo previsto dall'articolo 2,
comma 9-bis della legge
n. 241 del
1990, e successive modificazioni,
e' il dirigente generale da
cui dipende l'unita' organizzativa
di livello dirigenziale non
generale responsabile del procedimento.
2. Nel caso in cui, per esigenze
organizzative, il procedimento sia posto in
carico al responsabile
dell'Ufficio o al
responsabile apicale della Struttura generale, il potere sostitutivo
di cui al comma precedente e' esercitato,
rispettivamente, nel primo caso, dal responsabile
apicale della Struttura generale, nel secondo caso, dal Segretario generale o suo delegato.
3. Il nominativo del titolare del potere
sostitutivo di cui ai
commi precedenti, nonche' le
modalita' per attivare
tale potere, unitamente al
recapito telefonico e alla casella di posta elettronica istituzionale, sono
pubblicati, in relazione
all'articolo 2, comma 9-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241
ed ai sensi dell'articolo 35 del decreto
organizzativa responsabile del procedimento, che assicura, altresi', il
costante aggiornamento dei dati pubblicati di propria competenza.
- Per il riferimento
all'art. 2, comma
9-bis, della Legge 7 agosto
1990 n.
241, si vedano
le note alle premesse.
all'art. 46 del
decreto legislativo 14 marzo 2013,
n. 33, si
vedano le note all'art. 3.
1. Nell'ambito delle Strutture di
missione e delle
Strutture di supporto ai
Commissari straordinari del Governo, il responsabile del procedimento e'
il responsabile posto
a capo delle
Strutture medesime, ovvero persona da lui delegata con atto scritto.
2. Per le Strutture di missione, il titolare
del potere sostitutivo previsto dall'articolo 2, comma 9-bis della legge n. 241
del 1990, e successive modificazioni, e'
il responsabile della Struttura generale della Presidenza del Consiglio dei
ministri presso cui la Struttura di missione sia istituita
o operi, ovvero,
in mancanza di una
Struttura generale di riferimento, il
Segretario generale o suo delegato.
3. Per le Strutture di supporto
ai Commissari straordinari
del Governo, il titolare del potere sostitutivo previsto dall'articolo
2, comma 9-bis della legge n. 241 del 1990, e successive modificazioni, e' il Segretario generale o
suo delegato.
4. Il nominativo del responsabile del
procedimento e del titolare del potere sostitutivo
di cui ai
commi precedenti, nonche'
le modalita' per attivare
il potere sostitutivo, unitamente
ai rispettivi recapiti telefonici e alle
rispettive caselle di
posta elettronica istituzionale sono pubblicati, in relazione agli
articoli 2, comma 9-bis, e 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, ed ai
sensi dell'articolo 35 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n.
33, sul sito internet del
Governo, a cura delle singole Strutture di missione e delle Strutture di
supporto ai Commissari straordinari del
Governo che assicurano, altresi',
5. L'articolazione delle Strutture di
missione e delle Strutture di supporto ai Commissari straordinari del Governo
e' pubblicata sul sito internet istituzionale del Governo,
dell'articolo 13 del decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33, a cura di ogni singola Struttura che assicura, altresi', il
costante aggiornamento dei dati pubblicati
di propria competenza.
6. In caso di inosservanza dell'adempimento
di pubblicazione di cui ai commi 4
e 5, si applicano le
sanzioni relative alla responsabilita' dirigenziale previste
dall'articolo 46 del
Il presente decreto, munito del sigillo dello
Stato, sara' inserito nella
Raccolta ufficiale degli
atti normativi della
Roma, 8 giugno 2015
p. Il Presidente del
Visto, il Guardasigilli:
Registrato alla Corte dei
conti il 1° luglio 2015 Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e
affari esteri, reg.ne - prev. n.
1990 n. 241,
si vedano le
all'art. 13 del
vedano le note
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References: art. 14
 art. 21

art. 2
 art. 2
 articolo
1
 articolo 3