Source: https://renatodisa.com/2017/03/07/corte-di-cassazione-sezione-i-civile-sentenza-3-febbraio-2017-n-2959/
Timestamp: 2017-06-26 17:20:41+00:00

Document:
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 3 febbraio 2017, n. 2959 – Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 3 febbraio 2017, n. 2959	By Avv. Renato D'Isa on 7 marzo 2017	• ( Lascia un commento )
Ove, a sostegno della richiesta di diminuzione dell’assegno di divorzio, siano allegati sopravvenuti oneri familiari dell’obbligato, il giudice deve verificare se si determini un effettivo depauperamento delle sue sostanze in vista di una rinnovata valutazione comparativa della situazione delle parti, salvo che la complessiva situazione patrimoniale dell’obbligato sia di tale consistenza da rendere irrilevanti i nuovi oneri. Tale indagine, del tutto omessa dalla corte territoriale, dovra’ essere compiuta dal giudice di rinvio
sentenza 3 febbraio 2017, n. 2959
sul ricorso 29595-2014 proposto da:
(OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso l’avvocato (OMISSIS), che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato (OMISSIS), giusta procura in calce al ricorso;
avverso la sentenza n. 56/2014 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI, depositata il 20/02/2014;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 01/12/2016 dal Consigliere Dott. LAMORGESE ANTONIO PIETRO;
Nel giudizio di separazione personale tra i coniugi (OMISSIS) e (OMISSIS), il Tribunale di Sassari ha affidato ad entrambi i genitori i due figli minori, collocati presso la madre, alla quale ha assegnato la casa coniugale; ha posto a carico del (OMISSIS) un contributo di Euro 1300,00 mensili per i figli, oltre al 50% delle spese straordinarie, e un assegno di mantenimento di Euro 500,00 per la moglie.
Il gravame del (OMISSIS) e’ stato rigettato dalla Corte d’appello di Cagliari, sez. dist. di Sassari, con sentenza 29 gennaio 2014. La Corte ha ritenuto adeguata l’entita’ del contributo per i figli, tenuto conto dell’entita’ dei suoi redditi, non dichiarati e risultanti dagli estratti conto bancari, e non rilevante la circostanza che egli dovesse fare fronte al mantenimento di un figlio nato da una successiva unione familiare costituita all’estero; ha ritenuto infondata la domanda del (OMISSIS) di assegnazione del secondo piano della casa coniugale sia perche’ una eventuale divisione avrebbe pregiudicato il godimento della stessa da parte dei figli, sia perche’ egli risiedeva e lavorava all’estero; infine, ha ritenuto che persistesse il fatto posto a fondamento del provvedimento di sequestro dei beni di proprieta’ del (OMISSIS), cioe’ il suo inadempimento all’obbligo di corrispondere l’assegno.
Avverso questa sentenza il (OMISSIS) ha proposto ricorso per cassazione, affidato a quattro motivi, cui si e’ opposta la (OMISSIS) con controricorso.
La (OMISSIS) ha preliminarmente eccepito il giudicato in ragione della mancata impugnazione della statuizione del tribunale sull’attribuzione dell’assegno per la moglie. L’eccezione e’ infondata: come risulta dalle conclusioni del (OMISSIS) in appello, egli aveva chiesto di essere assolto “da ogni avversa domanda” e, quindi, anche da quella relativa all’assegno.
E’ preliminare l’esame del secondo motivo, che denuncia violazione e falsa applicazione degli articoli 2 Cost., 12 Cedu e 9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, per avere ritenuto che la costituzione di un nuovo nucleo familiare con la nascita di un altro figlio da mantenere non giustificasse neppure una riduzione dell’importo dell’assegno dovuto in favore della prima moglie e dei figli nati dall’unione con essa.
Il motivo e’ fondato, alla luce del principio secondo cui ove, a sostegno della richiesta di diminuzione dell’assegno di divorzio, siano allegati sopravvenuti oneri familiari dell’obbligato, il giudice deve verificare se si determini un effettivo depauperamento delle sue sostanze in vista di una rinnovata valutazione comparativa della situazione delle parti, salvo che la complessiva situazione patrimoniale dell’obbligato sia di tale consistenza da rendere irrilevanti i nuovi oneri (Cass. n. 6289/2014, n. 14175/2016). Tale indagine, del tutto omessa dalla corte territoriale, dovra’ essere compiuta dal giudice di rinvio. Ne consegue l’assorbimento degli altri motivi: il primo, che denuncia l’omessa valutazione della situazione reddituale delle parti, ai fini della determinazione della misura dell’assegno per la moglie e i figli; il terzo, in ordine alle modalita’ di assegnazione della casa familiare; il quarto, concernente la conferma del provvedimento di sequestro ex articolo 156 c.c., comma 6, a causa dell’inadempimento del (OMISSIS) al pagamento dell’assegno. In conclusione, la sentenza impugnata e’ cassata, in relazione al motivo accolto, con rinvio alla corte di merito anche per le spese del presente giudizio.
La Corte accoglie il secondo motivo di ricorso e dichiara assorbiti gli altri motivi; in relazione al motivo accolto, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte d’appello di Cagliari, in diversa composizione, anche per le spese. In caso di diffusione del presente provvedimento, omettere le generalita’ e gli altri dati identificativi
Categorie:Cassazione civile 2017, Corte di Cassazione, Delle persone e della Famiglia, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze	Con tag:assegno di mantenimento e divorzile,nuovo nucleo familiare,Presidente BERNABAI Renato,Relatore LAMORGESE Antonio Pietro,separazione coniugi	Navigazione articolo
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 3 febbraio 2017, n. 2927

References: sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 156
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza