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RELAZIONE SUGLI ESITI DELLA PRIMA ANALISI DEI QUESTIONARI RELATIVI AI RENDICONTI 2011 E AI BILANCI DI PREVISIONE 2012 DEI COMUNI DELLA VALLE D AOSTA - PDF
RELAZIONE SUGLI ESITI DELLA PRIMA ANALISI DEI QUESTIONARI RELATIVI AI RENDICONTI 2011 E AI BILANCI DI PREVISIONE 2012 DEI COMUNI DELLA VALLE D AOSTA
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1 CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA VALLE D AOSTA/VALLÉE D AOSTE RELAZIONE SUGLI ESITI DELLA PRIMA ANALISI DEI QUESTIONARI RELATIVI AI RENDICONTI 2011 E AI BILANCI DI PREVISIONE 2012 DEI COMUNI DELLA VALLE D AOSTA Giugno 2013
2 Hanno collaborato: per l attività istruttoria e l elaborazione dei dati: Ilva Sonia Armand, Christian Isabel, Piera Luciani, Monica Soudaz; per l attività di supporto e di segreteria: Ester Mortara.
3 INDICE GENERALE Pag Deliberazione 3 *** 1. Premessa 7 2. Metodologia dell indagine 7 PARTE I 3. Analisi dei rendiconti a) Saldo della gestione di competenza (rif. sez. II tab. 1.1) 9 3.b) Passività potenziali (rif. domanda n ) 12 3.c) Rispetto del limite di indebitamento (rif. domanda preliminare n. 17; n. 19 per il solo Comune di Aosta) 13 3.d) Rispetto del limite di spesa per il personale (rif. domanda preliminare n. 23; n. 26 per il solo Comune di Aosta) 14 3.e) Riduzione delle spese degli apparati amministrativi di cui al d.l. n. 78/2010 (rif. sez. II domanda n ; n per il solo Comune di Aosta) 14 PARTE II 4. Applicazione degli indicatori di deficitarietà strutturale Applicazione degli indicatori di criticità finanziaria Ulteriore verifica dei rendiconti 2011 relativi ad un campione di 13 comuni Ulteriore verifica dei residui attivi 24 PARTE III 8. Analisi generale dei bilanci di previsione a) Sovrastima delle entrate (rif. sez. II domanda n. 1.5) 27 8.b) Utilizzo di entrate di carattere eccezionale per l equilibrio corrente (rif. Sez. II domanda n. 1.6) 28 8.c) Sottostima delle spese (rif. 1.1 lett. b), raffronto ) Ulteriori verifiche dei bilanci di previsione a) Indebitamento (rif. domande preliminari n. 5 e 6) 30 9.b) Uso degli strumenti finanziari derivati (rif. domanda preliminare n. 11) 31 9.c) Rispetto del limite di spesa per il personale (rif. domanda preliminare n. 17) 31 9.d) Riduzione delle spese degli apparati amministrativi di cui al d.l. n. 78/2010 (rif. sez. II tab ) 31 9.e) Organismi partecipati che richiedono interventi sul patrimonio netto o sul fondo di dotazione (rif. sez. II domande n. 2.1 e ss.) 31 PARTE IV 10. Rispetto del patto di stabilità interno 33 III
4 INDICE DELLE TABELLE E DELLE FIGURE PREMESSA PARTE I Fig. 1 Andamento del saldo della gestione di competenza nel triennio PARTE II Tab. 1 Prima serie di indicatori di deficitarietà strutturale Tab. 2 - Valori soglia della prima serie di indicatori e risultati Tab. 3 Seconda serie di indicatori di criticità finanziaria Tab. 4 Valori soglia della seconda serie di indicatori e relativo esito PARTE III Tab. 5 - Differenza percentuale tra previsioni del bilancio 2012 e gettito (dati Mef al 5 febbraio 2013) IV
5 DELIBERAZIONE
7 Del. n. 12/2013 LA CORTE DEI CONTI SEZIONE DI CONTROLLO PER LA REGIONE VALLE D AOSTA/VALLÉE D AOSTE composta dai signori magistrati: Gaetano D AURIA Claudio GORELLI Michele COSENTINO Adriano DEL COL Flavio CURTO Simonetta BIONDO Presidente Consigliere, relatore Consigliere Consigliere, relatore Consigliere Consigliere nell adunanza del 27 giugno 2013, visto l articolo 100, comma 2, della Costituzione; vista la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, e successive modifiche e integrazioni ( Statuto speciale per la Valle d Aosta ); vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 ( Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti ); visto il d. lgs. 5 ottobre 2010, n. 179 ( Norme di attuazione dello statuto speciale della regione autonoma Valle d Aosta/Vallée d Aoste concernenti l istituzione di una Sezione di controllo della Corte dei conti ), che ha istituito la Sezione di controllo per la regione Valle d Aosta/Vallée d Aoste e ne ha disciplinato le funzioni; visto l art. 1, comma 2, del d. lgs. n. 179 del 2010, il quale prevede, fra l altro, che la Sezione regionale esercita il controllo sulla gestione degli enti locali territoriali e loro enti strumentali per riferirne agli organi rappresentativi di detti enti; vista la deliberazione della Sezione delle Autonomie n. 10/2012/AUT/INPR del 18 giugno 2012, con la quale sono state approvate le linee guida e i relativi questionari per gli organi di revisione economico-finanziaria, relativamente al rendiconto sulla gestione 2011 e al bilancio di previsione 2012 degli enti locali; considerato che i citati questionari sono stati adattati alle peculiarità dell ordinamento regionale e resi disponibili sul sistema informatico S.I.Qu.E.L ai revisori di ciascun comune, i quali hanno provveduto a compilarli; 3
8 vista la deliberazione n. 9 del 23 aprile 2013, come modificata dalla deliberazione n. 10 del 29 maggio 2013, con la quale sono stati approvati gli indicatori da impiegare nell analisi dei rendiconti dell esercizio 2011 e dei bilanci di previsione 2012 dei comuni della Regione Valle d Aosta/Vallée d Aoste; vista l ordinanza 6 giugno 2013, n. 8, con la quale il Presidente della Sezione ha convocato l odierna adunanza; uditi i relatori, cons. Claudio Gorelli e cons. Adriano Del Col; DELIBERA di approvare l unita relazione sugli esiti della prima analisi dei questionari relativi ai rendiconti 2011 e ai bilanci di previsione 2012 dei comuni della Valle d Aosta. La presente deliberazione verrà trasmessa al Consiglio regionale, ai Consigli comunali, ai Sindaci e ai revisori dei conti dei comuni, alla Presidenza della Regione-Dipartimento enti locali, servizi di prefettura e protezione civile e al Consiglio permanente degli enti locali. Copia della deliberazione verrà altresì trasmessa al Presidente della Sezione delle autonomie. Così deciso in Aosta, il 27 giugno I relatori Claudio Gorelli Il presidente Gaetano D Auria Adriano Del Col Depositata in segreteria il 5 luglio 2013 Il funzionario Debora Marina Marra 4
11 1. Premessa Con questa relazione, la Sezione regionale della Corte dei conti riferisce ai Consigli dei comuni della Valle d Aosta e al Consiglio regionale circa il risultato dell esame che, sui rendiconti 2011 e sui bilanci preventivi 2012, è stato eseguito attraverso le risposte che i revisori dei conti hanno fornito agli appositi questionari resi disponibili dal sistema SIQuEL nel mese di ottobre Tali questionari, approvati dalla Sezione delle Autonomie con deliberazione n. 10/2012/AUT/INPR rispondevano, innanzitutto, alla duplice finalità indicata dall art. 1, commi della legge n. 266/2005 (legge finanziaria 2006) di verificare l osservanza del vincolo all indebitamento stabilito dall art. 119, ultimo comma, Cost., e di rilevare ogni grave irregolarità contabile e finanziaria in ordine alle quali l'amministrazione non abbia adottato le misure correttive segnalate dall'organo di revisione. L ulteriore finalità dei questionari, consistente nel rilevare il rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno, è stata realizzata mediante l acquisizione diretta dei relativi dati dal Dipartimento enti locali dell Amministrazione regionale. 2. Metodologia dell indagine A seguito dell acquisizione dei questionari da parte dei revisori dei conti, questi hanno trasmesso le risposte alla Sezione nel novembre La mancata informatizzazione dei questionari tramite il sistema SIQuEL determinata dalle modifiche e semplificazioni apportate ai fini del loro adeguamento alla legislazione regionale ha causato talune difficoltà nell individuazione delle situazioni di criticità all interno dei singoli bilanci (preventivo e consuntivo), talché si è resa necessaria un intensa interlocuzione con i comuni, dovuta anche alla novità, per gli enti della Valle d Aosta, rappresentata dai questionari somministrati dalla Corte. All esito di tale interlocuzione permangono, da parte della Sezione, incertezze di varia portata circa la rappresentatività di dati forniti. Si ritiene, tuttavia, di dover rassegnare con la presente relazione i risultati fin qui conseguiti, con ogni riserva di ulteriori approfondimenti da condurre in collaborazione con gli organi di revisione. La relazione si articola in quattro parti. 7
12 La prima espone i risultati complessivi dell analisi effettuata sui rendiconti La seconda parte contiene gli esiti dell applicazione di taluni indicatori di criticità finanziaria agli stessi rendiconti. La terza riporta i risultati complessivi dell analisi realizzata sui bilanci di previsione Infine, la quarta parte contiene i dati relativi al rispetto degli obiettivi posti dal patto di stabilità interno per l anno
13 Parte I 3. Analisi dei rendiconti 2011 Dagli elementi forniti nelle risposte ai questionari relativi ai rendiconti 2011 è stato, innanzitutto, accertato che in nessun comune l organo di revisione ha rilevato gravi irregolarità contabili tali da incidere sul rendiconto e suggerito misure correttive non adottate dall ente; inoltre, è stato verificato che nessun ente ha realizzato risultati di amministrazione e/o saldi di parte corrente negativi. Sui dati contenuti negli stessi questionari è stata, quindi, effettuata una verifica estesa a tutti i 74 comuni della Regione con riguardo a: a) risultati della gestione di competenza; b) presenza di passività potenziali; c) indebitamento; d) spesa per il personale; e) riduzione delle spese degli apparati amministrativi. 3.a) Saldo della gestione di competenza (rif. sez. II - tab. 1.1) La tabella richiedeva l esposizione dell andamento della gestione di competenza nel triennio Un eventuale disavanzo di gestione non costituisce, di per sé, una violazione di legge né un elemento di criticità nella sana gestione finanziaria. Qualora protratto nel tempo, detto disavanzo potrebbe, però, rappresentare un sintomo di sofferenza e di squilibrio della gestione, richiedendo un attenta valutazione. A tale riguardo i principi contabili stabiliscono che (nella relazione al rendiconto) l ente valuta, sulla base del trend storico, l andamento del risultato della gestione di competenza, al fine di evidenziare sia eventuali trend negativi strutturali, sia la capacità dell ente di conseguire gli obiettivi finanziari che si era prefissato all inizio dell esercizio. L eventuale disavanzo della gestione di competenza è attentamente analizzato e motivato nel rendiconto, con l ausilio del quadro generale riassuntivo dei risultati differenziali. L ente scompone il risultato della gestione di competenza, al fine di comprenderne e analizzarne la formazione in base alle seguenti componenti: bilancio corrente, bilancio investimenti, bilancio dei movimenti di fondi e bilancio dei servizi per conto terzi. Il verificarsi di un risultato negativo della gestione di competenza richiede, inoltre, una particolare riflessione in ordine alla capacità di programmazione e di realizzazione delle previsioni dell esercizio successivo. 9
14 Dall esame dei questionari in argomento è risultato che, nel periodo , 15 comuni (20,3 per cento) presentano un saldo negativo in tutti e 3 gli anni: Aosta Gaby Arnad Hône Arvier Introd Aymavilles Nus Challand-Saint-Anselme Pollein Challand-Saint-Victor Saint-Pierre Chamois Sarre Champdepraz 31 comuni (41,9 per cento) presentano un saldo negativo in 2 anni su 3: Avise Bard Brissogne Brusson Chambave Champorcher Charvensod Châtillon Fontainemore Gressan Gressoney-Saint-Jean Issime Issogne Jovençan La Magdeleine La Thuile Lillianes Ollomont Oyace Perloz Pontey Pont-Saint-Martin Pré-Saint-Didier Quart Rhêmes-Notre-Dame Saint-Christophe Saint-Denis Saint-Rhémy-en-Bosses Saint-Vincent Verrayes Villeneuve 23 comuni (31,1 per cento) presentano un saldo negativo in 1 anno su 3: Allein Antey-Saint-André Ayas Cogne Courmayeur Donnas Doues Morgex Rhêmes-Saint-Georges Roisan Saint-Marcel Saint-Nicolas Torgnon Valgrisenche 10
15 Ėmarèse Ėtroubles Gignod Gressoney-La-Trinité Montjovet Valpelline Valsavarenche Valtournenche Verrès 38 comuni (51,3 percento) presentano un saldo negativo nell anno 2011: Aosta Arnad Arvier Aymavilles Bard Brissogne Brusson Challand-Saint-Anselme Challand-Saint-Victor Chambave Chamois Champdepraz Champorcher Fontainemore Gaby Gressan Gressoney-Saint-Jean Hône Introd Issogne Jovençan La Magdeleine Nus Ollomont Perloz Pollein Pontey Pont-Saint-Martin Pré-Saint-Didier Quart Rhêmes-Notre-Dame Saint-Christophe Saint-Denis Saint-Nicolas Saint-Pierre Sarre Verrayes Verrès 5 comuni (6,7 per cento) presentano un saldo costantemente positivo nei 3 anni: Bionaz Pontboset Fénis Saint-Oyen La Salle Il grafico che segue evidenzia, ad ogni buon conto, il complessivo miglioramento dei saldi della gestione di competenza nell ultimo biennio. 11
16 Fig. 1 Andamento del saldo della gestione di competenza nel triennio Numero comuni Comuni con saldo della gestione di competenza negativo Comuni con saldo della gestione di competenza positivo Anni Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati dei questionari SIQuEL. 3.b) Passività potenziali (rif. domanda n ) La domanda era volta ad accertare se fossero state identificate e valutate eventuali sopravvenienze o insussistenze passive. Esse sono costituite dalle situazioni caratterizzate da uno stato d'incertezza, che, in relazione al futuro sviluppo degli eventi, potranno concretizzarsi in una perdita, confermando il sorgere di una passività o la perdita di un'attività, parziale o totale. Le principali ipotesi di possibili passività potenziali derivano dal contenzioso civile e tributario, dalla copertura di perdite o dalla necessità di ricapitalizzazione di società partecipate e consorzi, dal ripiano del patrimonio netto negativo di società in house in liquidazione, da manutenzioni cicliche, da ripristini ambientali e simili. L indicazione, nella relazione dell'organo di revisione al consiglio comunale, della necessità di costituire un vincolo nell'utilizzo dell'avanzo di amministrazione disponibile ha lo scopo di non pregiudicare gli equilibri di bilancio in caso di accadimento della perdita. In merito, i punti 65 e 66 del nuovo principio contabile n. 3 dispongono: 65. L ente identifica e valuta eventuali passività potenziali al fine di predisporre adeguati accantonamenti che permettano la copertura dei futuri debiti o di dare adeguata informazione. 12
17 Se i futuri debiti, anche fuori bilancio, sono certi nell anno e nel quantum, ed in particolare quando alla data di formazione del rendiconto: - esiste un obbligazione che deriva da un evento passato; - è probabile un uscita finanziaria; - è possibile effettuare una stima attendibile del debito; devono essere rilevati nel conto del bilancio, o, in alternativa, deve essere riservata quota parte di avanzo a copertura di essi. Se, invece, la passività deriva da una obbligazione: - possibile, che scaturisce da eventi passati e la cui esistenza deve essere confermata o meno da uno o più fatti futuri che non sono sotto il controllo dell ente; - non probabile in relazione all impiego di risorse per la sua estinzione; - che non può essere determinata con sufficiente attendibilità, deve essere data adeguata informazione nella relazione al rendiconto della gestione. 66. Le passività potenziali unitamente alle attività potenziali devono essere indicate nella relazione illustrativa distinte in eventi probabili, possibili e remoti. Dalle risposte ai questionari relativi ai rendiconti 2011 risulta che 1 solo comune (Charvensod) su 74 (1,4 per cento) ha identificato e valutato eventuali sopravvenienze o insussistenze passive. Risulta, peraltro, complessivamente inadeguato anche il numero (56) delle attestazioni rilasciate dai responsabili dei servizi sull inesistenza di debiti fuori bilancio a fine esercizio (75,7 per cento degli enti). 3.c) Rispetto del limite di indebitamento (rif. domanda preliminare n. 17; n. 19 per il solo Comune di Aosta) Il limite è posto, anche per i comuni della Valle d Aosta, dall'art. 204 del TUEL (d.lgs. n. 267/2000) che autorizza l'ente locale ad assumere nuovi mutui ed accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato solo se l'importo annuale degli interessi, sommato a quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi, a quello delle aperture di credito stipulate ed a quello derivante da garanzie prestate ai sensi del successivo art. 207, al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non superi, nel 2011, il 12 per cento della somma delle entrate relative ai primi tre titoli del rendiconto del penultimo anno precedente a quello in cui è prevista l'assunzione dei mutui. L'art. 3, commi 17 e 18, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, definisce quali operazioni costituiscono indebitamento, agli effetti dell'art. 119, sesto comma della 13
18 Costituzione e, agli stessi fini, quali siano gli interventi che costituiscono investimenti. Dalle risposte ai questionari relativi al rendiconto 2011 è, inizialmente, risultato che 1 solo comune (Allein) su 74 ha superato tale limite. A seguito dell acquisizione degli elementi istruttori richiesti è stato accertato che, in realtà, anche tale ente ha rispettato il limite di indebitamento. 3.d) Rispetto del limite di spesa per il personale (rif. domanda preliminare n. 23; n. 26 per il solo Comune di Aosta) I limiti della spesa per il personale nell anno 2011 sono stati stabiliti con la deliberazione della Giunta regionale n in data 30 dicembre 2010, in attuazione dell art. 9, c. 1, della l.r. 10 dicembre 2010, n. 40 (finanziaria per il triennio ). Dai questionari relativi al rendiconto 2011 è risultato che 2 comuni (Rhêmes- Saint-Georges e Saint-Rhémy-en-Bosses, pari al 2,7 per cento) non hanno rispettato i suddetti limiti: gli elementi istruttori acquisiti hanno confermato tale grave irregolarità, le cui motivazioni sono costituite da eventi eccezionali o contingenti. Risulta, comunque, che tali irregolarità sono venute meno con l approvazione del bilancio e) Riduzione delle spese degli apparati amministrativi di cui al d.l. n. 78/2010 (rif. sez. II - domanda n ; n per il solo Comune di Aosta) Dalle risposte fornite ai questionari relativi al rendiconto 2011 è risultato che 58 comuni su 74 (78,4 per cento) hanno dato applicazione alle disposizioni di principio di cui all art. 6, commi da 7 a 10 e da 12 a 14, del d.l. n. 78/2010. La Corte costituzionale ha chiarito, da un lato (sent. n. 182 del 2011, n. 139 e n. 262 del 2012), come le suddette disposizioni, senza imporre alle autonomie locali di adottare puntuali tagli alle singole voci di spesa indicate dalle stesse disposizioni, costituiscono il riferimento per la determinazione dell ammontare complessivo della riduzione, che gli enti locali hanno facoltà di realizzare fra i diversi ambiti e obiettivi. La stessa Corte, d altro lato, in un ulteriore recente sentenza (n. 215 del 2012) ha chiarito che il concorso della Regione Valle d Aosta all assolvimento degli obblighi di carattere finanziario posti dalle misure di coordinamento della finanza pubblica fissate dalla normativa statale è rimesso, per gli esercizi , alle misure previste in appositi accordi da stipulare fra Stato e Regione e, nella specie, dall accordo concluso l 11 novembre 2011 tra lo Stato e la Regione Valle d Aosta 14
19 per il coordinamento della finanza pubblica nell ambito del processo di attuazione del federalismo fiscale, in attuazione dell art. 119 della Costituzione. Le disposizioni del d.l. 78/2010 relative alle riduzioni di spesa degli enti locali debbono ritenersi, pertanto, assorbite nelle misure di contenimento e partecipazione al risanamento della finanza pubblica, contenute nei menzionati accordi Stato-Regione. 15
21 Parte II 4. Applicazione degli indicatori di deficitarietà strutturale Con la deliberazione di questa Sezione n. 9/2013 era stato stabilito che, al fine di rilevare eventuali elementi di criticità finanziaria nei rendiconti 2011, sarebbero state utilizzate due serie di indicatori previsti dal SIQuEL: la prima, con valori obiettivo definiti a livello nazionale; la seconda, con valori da determinarsi a livello regionale. La prima serie di indicatori (v. succ. tab. 1) prende a riferimento 7 dei 10 parametri di deficitarietà di cui al D.M. 24 settembre 2009 (Individuazione degli enti locali strutturalmente deficitari sulla base di appositi parametri obiettivi per il triennio ). Tab. 1 Prima serie di indicatori di deficitarietà strutturale. Descrizione degli indicatori Indicatori di deficitarietà 1. Saldo contabile negativo / Entrate correnti Descrizione indicatore/algoritmo Tale indicatore è applicato solo se il saldo contabile è negativo nel quadro 1.1: Questionario Aree di riferimento 2. Residui attivi competenza tit. I- III / Accertamenti tit.i-iii 3. Residui attivi gestione residui / Accertamenti I-III 4. Residui passivi tit. I / Impegni tit. I 5. Spese personale / Entrate tit. I, II, III 6. Debiti fuori bilancio / Entrate tit. I, II, III 7. Anticipazioni non rimborsate / Entrate tit. I, II, III Valore Assoluto di [ (Accertamenti di competenza - Impegni di competenza), quadro (Avanzo di amministrazione applicato alla spesa in conto capitale), anno 2011, quadro 1.2] / [Entrate Totale Titoli (I+II+III), anno 2011, quadro 1.2] ( )/1.2 [(Residui Attivi Tit. I + Residui Attivi Tit. III), anno 2011, quadro 1.8.4] / [Entrate Tit. I + Entrate Tit. III), anno 2011, quadro 1.2] 1.8.4/1.2 [(Residui Attivi Tit. I Esercizi Precedenti) + (Residui Attivi Tit. I anno 2007) + (Residui Attivi Tit. I anno 2008) + (Residui Attivi Tit. I anno 2009) + (Residui Attivi Tit. I anno 2010) + (Residui Attivi Tit. III Esercizi Precedenti) + (Residui Attivi Tit. III anno 2007) + (Residui Attivi Tit. III anno 2008) + (Residui Attivi Tit. III anno 2009) + (Residui Attivi Tit. III anno 20010), quadro ] / [(Entrate Tit. I) + (Entrate Tit. III), anno 2011, quadro 1.2] 1.8.4/1.2 [(Totale Residui Passivi Tit. I), quadro 1.8.4] / [(Spese Tit. I), anno 2011, quadro 1.2] 1.8.4/1.2 Totale Spesa per il Personale, anno 2011), quadro 6.3] / [(Totale titoli I, II, III), anno 2011, quadro 1.2] [(Totale Debiti fuori bilancio 2011), quadro 1.9.1] / [(Totale titoli I, II, III), anno 2011, quadro 1.2 [(Scoperto per anticipazioni a chiusura d esercizio), quadro 1.5.2a] / [(Totale titoli I, II, III), anno 2011, quadro 1.2] Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati dei questionari SIQuEL. 5.1/1.2 (Per il solo Comune di Aosta 6.1/1.2) 6.3/ / a)/1.2 17
22 I valori obiettivo dei suddetti indicatori, definiti come detto a livello nazionale, sono dettagliati nella successiva tab. 2, unitamente agli esiti della loro applicazione ai questionari relativi ai rendiconti 2011 dei 74 comuni della Valle d Aosta. Tab. 2 - Valori soglia della prima serie di indicatori e risultati. Comuni Numero di comuni che fino a Comune Indicatori di deficitarietà superano il valore di Aosta percentuale indicato abitanti Saldo contabile negativo / entrate correnti 5% 5% 29 Residui attivi competenza Tit. I-III / Accertamenti Tit.I-III Residui attivi gestione residui / Accertamenti Tit. I-III Residui passivi Tit.I / Impegni Tit. I Spese personale / Entrate Tit. I, II, III Debito fuori bilancio / Entrate Tit. I, II, III 42% 42% 39 65% 65% 1 40% 40% 0 40% 38% 0 1% 1% 2 Anticipazioni non rimborsate / Entrate Tit. I, II, III 5% 5% 1 Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati dei questionari SIQuEL. L applicazione della suddetta serie di indicatori di deficitarietà strutturale sui 74 questionari ha accertato il superamento di almeno un valore soglia da parte di 52 enti (70,3 per cento), mentre sono 21 (28,4 per cento) i comuni che presentano percentuali superiori al valore soglia di 2 indicatori, non risultando ulteriori gradi di sforamento. Trattasi di un risultato certamente positivo, considerato che i parametri del richiamato D.M. del 2009 individuano gli enti strutturalmente deficitari, in sintesi, in presenza del superamento del valore soglia della maggioranza dei 10 indicatori previsti dallo stesso decreto. 5. Applicazione degli indicatori di criticità finanziaria La Sezione ha, quindi, proceduto all applicazione della seconda serie di indicatori finanziari (v. succ. tab. 3) prevista nella richiamata deliberazione n. 9/2013. In considerazione del tempo disponibile e del grado di affidabilità dei dati contenuti nelle risposte ai questionari, tale applicazione è stata effettuata limitatamente ai seguenti 21 comuni che hanno superato il valore soglia di 2 indicatori della prima serie: 18
23 Arvier Aymavilles Bard Champorcher Courmayeur Ėmarèse Fontainemore Gressan Gressoney-Saint-Jean Issogne Jovençan Nus Ollomont Pontey Pré-Saint-Didier Quart Saint-Christophe Saint-Denis Sarre Verrayes Verrès Inoltre, l applicazione della seconda serie di indicatori è stata estesa al comune capoluogo, quale unico ente della Regione con popolazione superiore a abitanti, e all unico comune (Saint-Pierre) recante, nel relativo questionario, la segnalazione dell organo di revisione in ordine alla presenza di gravi irregolarità contabili in grado di incidere sugli equilibri del bilancio di previsione Gli indicatori di tale serie sono stati individuati negli elementi relativi alla gestione dei residui riportati nel rendiconto 2011, ai fini della valutazione del grado di attendibilità del risultato finanziario; valutazione resa oltremodo necessaria dalla citata frequenza di un saldo negativo nella gestione di competenza e, conseguentemente, dell impiego dei saldi finali positivi degli esercizi precedenti ai fini del raggiungimento di un risultato di amministrazione positivo. 19
24 Tab. 3 Seconda serie di indicatori di criticità finanziaria. Descrizione degli indicatori Descrizione indicatore/algoritmo Questionario 1. stralciati o Residui cancellati titolo I / Totale residui titolo I 2. Residui stralciati o cancellati titolo III / Totale residui titolo III 3. Residui stralciati o cancellati titolo VI /Totale residui titolo VI 4. Residui formati nell anno del questionario titolo I / Residui formati negli anni precedenti titolo I 5. Residui formati nell anno del questionario titolo II / Residui formati negli anni precedenti titolo II 6. Residui formati nell anno del questionario titolo III / Residui formati negli anni precedenti titolo III 7. Residui attivi correnti / Accertamenti correnti 8. Totale Residui (tit. I- V) / Totale Accertamenti (tit. I- V) 9. Insussistenze residui attivi / Totale residui al 31/12 dell'anno precedente all'anno del questionario 10. Residui attivi altri servizi conto terzi / Totale pagamenti [(Residui stralciati e cancellati Tit. I), quadro 1.8.1] / [(Residui rimasti da riscuotere alla data 1.8.1/1.8.1 del 31/12/2010, Tit. I), quadro 1.8.1] [(Residui stralciati e cancellati Tit. III), quadro 1.8.1] / [(Residui rimasti da riscuotere alla data del 31/12/2010, Tit. III), quadro 1.8.1] 1.8.1/1.8.1 [(Residui stralciati e cancellati Tit. VI), quadro 1.8.1] / [(Residui rimasti da riscuotere alla data del 31/12/2010, Tit. VI), quadro 1.8.1] 1.8.1/1.8.1 [(Residui attivi Tit. I), anno 2011, quadro 1.8.4] / [(Residui attivi Tit. I Esercizi precedenti) + (Residui attivi Tit. I anno 2007) + (Residui attivi Tit. I anno 2008) + (Residui attivi Tit. I anno 1.8.4/ ) + (Residui attivi Tit. I anno 2010), quadro 1.8.4] [(Residui attivi Tit. II), anno 2011, quadro 1.8.4] / [Residui attivi Tit. II Esercizi precedenti) + (Residui attivi Tit. II anno 2007) + (Residui attivi Tit. II anno 2008) + (Residui attivi Tit. II anno 1.8.4/ ) + (Residui attivi Tit. II anno 2010), quadro 1.8.4] [(Residui attivi Tit. III), anno 2011, quadro 1.8.4] / [(Residui attivi Tit. III Esercizi precedenti) + (Residui attivi Tit. III anno 2007) + (Residui attivi Tit. III anno 2008) + (Residui 1.8.4/1.8.4 attivi Tit. III anno 2009) + (Residui attivi Tit. III anno 2010), quadro 1.8.4] [(Totale Residui attivi Tit. I)] + (Totale Residui attivi Tit. II) + (Totale Residui attivi Tit. III), quadro 1.8.4] / [(Totale Entrate Titoli I, II, III) anno 2011, quadro 1.2] 1.8.4/1.2 [(Totale Residui attivi Tit. I)] + (Totale Residui attivi Tit. II) + (Totale Residui attivi Tit. III) + (Totale Residui attivi Tit. IV) + (Totale Residui attivi Tit. V), quadro 1.8.4] / [(Entrate Titolo I) /1.2 (Entrate Titolo II) + (Entrate Titolo III), + (Entrate Titolo IV) + (Entrate Titolo V) anno 2011, quadro 1.2] [(Insussistenze dei residui attivi)], quadro / [(Totale Residui Attivi Esercizi Precedenti) + (Totale Residui Attivi anno 2007) + (Totale Residui Attivi anno 2008) + (Totale Residui Attivi anno 2009) + (Totale Residui Attivi anno 2010), 1.8.3/1.8.4 quadro 1.8.4] [(Totale Residui Attivi Titolo VI), quadro 1.8.4] / [(Totale Pagamenti 2011), quadro 1.11)] 1.8.4/1.11 Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati dei questionari SIQuEL. I valori obiettivo dei suddetti indicatori sono stati definiti dalla Sezione nei termini specificati nella successiva tab. 4, la cui terza colonna riporta l esito dell applicazione ai dati dei questionari relativi al rendiconto
25 Tab. 4 Valori soglia della seconda serie di indicatori e relativo esito. Indicatori di criticità Valore obiettivo Numero di comuni che non rispettano il valore obiettivo indicato 2.1. Residui stralciati o cancellati titolo I / Totale residui titolo I (da riscuotere alla data ) 2.2. Residui stralciati o cancellati titolo III/ Totale residui titolo III (da riscuotere alla data ) Soglia minima 0,75 Importi sopra i euro laddove i residui attivi antecedenti il 2007 ancora da riscuotere superano il 50 per cento Soglia minima 0,75 Importi sopra i euro laddove i residui attivi antecedenti il 2007 ancora da riscuotere superano il 50 per cento Residui stralciati o cancellati titolo VI/ Totale residui titolo VI (da riscuotere alla data ) 2.4. Residui attivi formati nell'anno del questionario titolo I / Residui formati negli anni precedenti titolo I 2.5. Residui formati nell'anno del questionario titolo II / Residui formati negli anni precedenti titolo II 2.6. Residui formati nell'anno del questionario titolo III / Residui formati negli anni precedenti titolo III 2.7. Residui attivi correnti / Accertamenti correnti 2.8. Totale residui (Tit. I-V) / Accertamenti (Tit. I-V) 2.9. Insussistenze residui attivi / Totale residui 31/12 dell'anno precedente all'anno del questionario Residui attivi altri servizi conto terzi/totale pagamenti Soglia minima 0,75 Importi sopra i euro laddove i residui attivi antecedenti il 2007 ancora da riscuotere superano il 50 per cento Soglia minima Soglia minima 5 7 Soglia minima Soglia massima 0,29 10 Soglia massima a 0,87 13 Soglia massima a 0,10 4 Soglia massima a 0, Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati dei questionari SIQuEL. Il risultato dell applicazione della seconda serie di indicatori sui complessivi 23 comuni di cui sopra in termini di frequenza del superamento della soglia, minima o massima a seconda della tipologia di tali indicatori è stato il seguente: 21
26 4 comuni (17,4 per cento) hanno superato la soglia di 7 indicatori su 10: Aosta Champorcher Courmayeur Saint-Christophe 2 comuni (8,7 per cento) hanno superato la soglia di 6 indicatori su 10: Gressoney-Saint-Jean Pré-Saint-Didier 6 comuni (26,1 per cento) hanno superato la soglia di 5 indicatori su 10: Bard Fontainemore Gressan Nus Quart Sarre 9 comuni (39,1 per cento) hanno superato la soglia di 4 indicatori su 10: Aymavilles Ėmarèse Jovençan Ollomont Pontey Saint-Denis Saint-Pierre Verrayes Verrès 1 comune (4,4 per cento) ha superato la soglia di 3 indicatori su 10: Issogne 1 comune (4,4 per cento) ha superato la soglia di 1 indicatore su 10: Arvier 6. Ulteriore verifica dei rendiconti 2011 relativi ad un campione di 13 comuni Sui questionari relativi ai rendiconti 2011 dei 12 comuni che hanno superato il valore obiettivo di 5 o più indicatori della suddetta seconda serie, oltre che del comune (Saint-Pierre) relativamente al cui bilancio 2012 erano state segnalate gravi irregolarità contabili, la Sezione ha effettuato ulteriori verifiche circa l esistenza di eventuali criticità finanziarie e irregolarità amministrative e/o contabili. Si tratta dei seguenti comuni: Aosta Bard Gressoney-Saint-Jean Nus 22
27 Champorcher Courmayeur Fontainemore Gressan Pré-Saint-Didier Quart Sarre Saint-Christophe Con riguardo al primo aspetto, è stata analizzata, in particolare, la movimentazione nell anno 2011 dei soli residui attivi costituiti in anni antecedenti il 2007, relativi ad entrate proprie (titoli I, III e VI), in quanto dimostrativa della residua possibilità di esigere crediti remoti. Il mantenimento, infatti, di un residuo attivo iscritto negli anni 2006 e precedenti, relativo ad entrate dei suddetti titoli (esclusi i depositi cauzionali), che non ha avuto alcuna movimentazione nell anno 2011, induce a ritenere fortemente dubbia la sua esigibilità. Nella lettera d) del punto 60, del nuovo principio contabile n. 3 si precisa che, alla presenza di residui attivi di elevato grado di anzianità, è necessario vincolare l utilizzo dell avanzo al loro effettivo realizzo. Nel caso di mancato stralcio dal conto del bilancio di crediti di dubbia o difficile esazione, deve essere costituito un vincolo di pari importo sull avanzo di amministrazione. Il punto 101 del nuovo principio contabile n. 3 indica, infatti, che i crediti di dubbia esigibilità possano essere alternativamente: e) mantenuti nel conto del bilancio a condizione che sia vincolata una corrispondente parte dell avanzo d amministrazione e che sia rilevato nel conto economico nell area straordinaria un accantonamento per svalutazione crediti; f) stralciati dal conto del bilancio. In questo caso, l avanzo di amministrazione può considerarsi realizzabile. Le due soluzioni portano comunque allo stesso risultato economico, poiché la seconda rileva minori proventi (per crediti dubbi della gestione di competenza) o insussistenze dell attivo (per crediti dubbi della gestione dei residui) e la prima, per pari importo, un fondo svalutazione crediti da rilevare nella voce insussistenza dell attivo". Non essendo stata accertata una completa attuazione delle misure cautelative sopra menzionate nei rendiconti del campione esaminato, ne è stato rideterminato il risultato di amministrazione svalutando il complesso dei residui attivi del titolo I e III, aventi anzianità superiore a 5 anni, nella misura indicata dall art. 6, c. 17, del d.l. n. 95/2012 (convertito, con modificazioni, dalla l. n. 135/2012). In ragione della generale elevata consistenza degli avanzi di amministrazione registrati dai comuni del campione esaminato, la suddetta svalutazione non ha sostanzialmente modificato i risultati finanziari di tali comuni. 23
28 L unica eccezione sarebbe stata costituita dal risultato dell ente per il quale era stata segnalata la presenza di gravi irregolarità contabili (Saint-Pierre), costituite da potenziali debiti fuori bilancio, ma queste sono state successivamente escluse dall amministrazione comunale nei chiarimenti forniti per le vie brevi. La Sezione ha, inoltre, verificato ulteriormente le ragioni della permanenza di una situazione di deficit di cassa segnalata nel questionario di un comune dello stesso campione (Courmayeur), considerato oltretutto che, ad un avanzo di amministrazione effettivamente realizzato corrisponde, solitamente, una adeguata liquidità e che, nella maggioranza dei casi, le principali ragioni di tale squilibrio sono da ricercare in una rilevante inesigibilità dei residui attivi riportati nel rendiconto. A seguito dell analisi degli elementi istruttori acquisiti in merito, la Sezione ritiene che le azioni di riaccertamento ed eliminazione di residui attivi comunicate dall ente, unitamente alle ulteriori misure in corso di adozione da parte del medesimo, siano idonee a determinare entro il corrente esercizio l eliminazione della criticità rilevata. La Sezione si riserva, comunque, di seguirne la relativa applicazione e gli esiti conseguiti. Ulteriori verifiche sono state, altresì, realizzate relativamente ad un comune (Pré-Saint-Didier) che ha riconosciuto nel 2011 un debito fuori bilancio di rilevante importo ( ,00 euro), superiore al risultato di amministrazione positivo dell esercizio finanziario in cui tale debito era sorto. A seguito dell analisi degli elementi istruttori acquisiti, la Sezione si riserva di proseguire nel monitoraggio della gestione contabile dell ente. 7. Ulteriore verifica dei residui attivi In considerazione dei dati disponibili, agli ulteriori 51 comuni della Regione è stata applicata una terza e più ridotta serie di indicatori, costituita dagli algoritmi 4 e 6 della precedente tab. 3: 4) Residui attivi formati nell anno del questionario titolo I/Residui formati negli anni precedenti titolo I ; 6) Residui attivi formati nell anno del questionario titolo III/Residui formati negli anni precedenti titolo III. A seguito di tale verifica, 22 enti sono risultati presentare, nella gestione dei residui attivi dei titoli I e III, valori superiori alla media dei comuni della Regione. In dettaglio: 6 comuni superano la media relativa all indicatore 2.4: Brissogne Challand-Saint-Victor La Salle Oyace Pontboset Roisan 24
29 8 comuni superano la media relativa all indicatore 2.6: Allein Bionaz Chamois Châtillon La Thuile Lillianes Morgex Perloz 8 comuni superano la media di entrambi gli indicatori (2.4 e 2.6): Brusson Champdepraz Charvensod Gignod Gressoney-La-Trinité Saint-Nicolas Saint-Vincent Valpelline In merito, la Sezione ha richiesto ed acquisito dai 22 comuni elementi istruttori relativi alle ragioni del mantenimento e, se del caso, alla movimentazione nel frattempo avvenuta dei residui attivi. I chiarimenti forniti sono risultati, complessivamente, esaustivi. 25
31 Parte III 8. Analisi generale dei bilanci di previsione 2012 Relativamente ai questionari dei bilanci di previsione dell esercizio 2012, come previsto nella richiamata deliberazione n. 9/2013, la Sezione ha innanzitutto verificato l eventuale presenza di taluni fattori di criticità degli equilibri finanziari. In relazione al grado di affidabilità dei dati, tale verifica è stata effettuata, sui 74 comuni della Valle d Aosta, con riguardo ai seguenti elementi: a) sovrastima delle entrate; b) utilizzo di entrate di carattere eccezionale per l equilibrio corrente; c) sottostima delle spese. 8.a) Sovrastima delle entrate (rif. sez. II - domanda n. 1.5) Per verificare l eventuale sovrastima delle previsioni di entrata nei bilanci 2012 dei comuni, è stata presa a riferimento la principale imposta comunale, l IMU, introdotta dall art. 13 del d.l. n. 201/2011 (convertito dalla l. n. 214/2011). Essa ha comportato notevoli innovazioni nel quadro delle entrate comunali, determinando la necessità di stimare in modo appropriato le conseguenze complessive in termini di risorse disponibili. E stato effettuato il raffronto tra i dati previsionali del gettito IMU indicati nei questionari relativi al bilancio 2012 e quelli aggiornati dal MEF alla data del 5 febbraio 2013, le cui risultanze sono riepilogate nella successiva tab. 5: 51 comuni su 74 (68,9 per cento) risultano aver realizzato un minor gettito rispetto alle previsioni iscritte nel proprio bilancio, di cui 2 (Allein e Valsavarenche) in misura superiore al 20 per cento. Dall analisi degli elementi istruttori acquisiti è emerso che tali differenze, in realtà, sono state determinate dalle discordanze dei dati pubblicati sui vari portali, oltre che da talune errate indicazioni dei comuni beneficiari dell imposta: il Comune di Allein, infatti, ha introitato il 92 per cento circa del gettito previsto a bilancio e quello di Valsavarenche il 95 per cento circa. 27
32 Tab. 5 - Differenza percentuale tra previsioni del bilancio 2012 e gettito (dati Mef al 5 febbraio 2013). oltre tra tra tra tra tra tra oltre -20% -20% e -10% -10% e -5% -5% e 0 0 e 5% 5% e 10% 10% e 20% 20% Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati dei questionari SIQuEL. Si tiene comunque a segnalare, in generale, la necessità di una estrema prudenza in sede di rendiconto nella determinazione dei residui attivi connessi al gettito non riscosso, valutando l opportunità della costituzione di un vincolo di pari importo sull avanzo di amministrazione. 8.b) Utilizzo di entrate di carattere eccezionale per l equilibrio corrente (rif. sez. II - domanda n. 1.6) Le entrate derivanti dai permessi di costruire, pur rivestendo la natura sostanziale di entrate in conto capitale, sono sottoposte a vincoli nei limiti di specifiche indicazioni stabilite per legge. La normativa regionale di riferimento è costituita dall art. 71 della l.r. 6 aprile 1998, n. 11, e s.m.i., il quale nel testo novellato dall art. 30, comma 4, della l.r. 15 dicembre 2003, n. 21 prevede che i proventi dei contributi per le concessioni e delle sanzioni ad essi relative sono destinati alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, secondaria e generale, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici, nonché a spese di manutenzione del patrimonio immobiliare comunale. L art. 6, c. 9, della l.r. 10 dicembre 2008, n. 29 (legge finanziaria regionale per il 2009/2011) ha stabilito che i suddetti proventi possono essere destinati nel limite massimo del 50 per cento al finanziamento di spese correnti e di un ulteriore 25 per cento a spese di manutenzione del patrimonio immobiliare comunale. La suddetta disposizione è sostanzialmente analoga alla normativa nazionale, costituita, per gli anni , dall'art. 2, c. 8, della l. n. 244/2007, la quale stabiliva che i proventi in argomento potevano essere utilizzati, per una quota non superiore al 50 per cento, per il finanziamento di spese correnti e, per una quota non superiore ad un ulteriore 25 per cento, esclusivamente per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale. Il decreto mille proroghe (d.l. 29 dicembre 2010, n. 225 convertito dalla l. n. 10 del 26 febbraio 2011) ha prorogato al 2012 l'applicazione del richiamato art. 2, c. 8, della l. n. 244/
33 In ogni caso, l'impiego di tali entrate nella parte corrente del bilancio può avere un effetto negativo qualora concorrano in modo significativo al conseguimento dell'equilibrio del bilancio comunale, in particolare se destinate al finanziamento di servizi dell ente, dunque alla copertura di spese per loro natura ripetitive. Una sana gestione finanziaria richiede, prudenzialmente, che l'utilizzo di entrate di carattere eccezionale e di entrate del titolo IV (plusvalenze e contributo per il permesso di costruire) per finanziare spese correnti sia contenuto in una percentuale, rispetto a tali spese, non superiore al 5 per cento. Tale percentuale è, infatti, indicata al parametro obiettivo di deficitarietà n. 10 del D.M. 24 settembre 2009 sopra richiamato. Dai dati delle risposte ai questionari relativi al bilancio 2012, 4 comuni su 74 (Aosta, Châtillon, Quart, Roisan pari al 5,4 per cento) risultavano realizzare il pareggio economico mediante l impiego degli oneri concessori e 2 comuni (Gaby e Saint-Rhémy-en-Bosses) risultavano impiegare oltre il 75 per cento degli oneri di urbanizzazione sulla parte corrente della spesa. A seguito dell analisi degli elementi istruttori acquisiti dai suddetti comuni, la Sezione ha accertato che i dati inizialmente inseriti nei questionari erano errati (Roisan) ovvero che, comunque, a fine esercizio 2012 gli oneri concessori sono risultati essere stati impiegati esclusivamente per spese in conto capitale (Aosta, Gaby, Saint-Rhémy-en-Bosses), ovvero ancora essere stati impiegati, nei limiti di legge, per spese di parte corrente e per la manutenzione del patrimonio immobiliare comunale (Châtillon e Quart). La Sezione si riserva, comunque, ulteriori verifiche in sede di esame dei questionari dei suddetti comuni relativi al rendiconto dell esercizio c) Sottostima delle spese (rif. 1.1 lett. b), raffronto ) La verifica dell eventuale effettuazione di una sottostima delle previsioni di spesa 2012 dei comuni, ai fini del raggiungimento degli equilibri di bilancio, è stata effettuata esclusivamente con riguardo alle spese correnti: solo 4 comuni su 74 (Châtillon, Cogne, Doues e Quart pari al 5,4 per cento) hanno previsto una riduzione di tali spese nel bilancio iniziale, peraltro contenuta nella misura massima del 4 per cento circa. La Sezione si riserva ulteriori verifiche in sede di esame dei questionari relativi al rendiconto 2012 dei 2 comuni (Châtillon e Quart) che hanno raggiunto, nel bilancio iniziale, il pareggio economico mediante l impiego degli oneri concessori (v. precedente lett. b) congiuntamente alla riduzione delle previsioni della spesa corrente. 29
34 9. Ulteriori verifiche dei bilanci di previsione 2012 La Sezione ha, infine, esaminato i dati dei 74 questionari dei bilanci di previsione 2012 relativamente ai seguenti elementi: a) indebitamento; b) uso degli strumenti finanziari derivati; c) rispetto del limite di spesa per il personale; c) riduzione delle spese degli apparati amministrativi; d) organismi partecipati che richiedono interventi sul patrimonio netto o sul fondo di dotazione. 9.a) Indebitamento (rif. domande preliminari n. 5 e 6) Tutti i comuni che hanno previsto il ricorso all'indebitamento, nel bilancio 2012, risultano rispettare il vincolo di cui all'art. 119, ultimo comma, Cost., che ne autorizza l impiego esclusivamente per finanziare spese di investimento. Dalle risposte ai questionari è risultato che 4 enti su 74 (Charvensod, Oyace, Valsavarenche e Valtournenche pari al 5,4 per cento) non hanno previsto, nel bilancio iniziale 2012, il ricorso al credito. I seguenti 17 comuni dei restanti 70 (24,3 per cento) hanno dichiarato di non rispettare, nel triennio , i limiti previsti dall'art. 204 del d.lgs. n. 267/2000, come modificato dall'art. 8, c. 1, della l. 12 novembre 2011 n. 183, ovvero l'8 per cento per il 2012, il 6 per cento per il 2013 e il 4 per cento per il 2014: Allein Chambave Châtillon Ėmarèse Ėtroubles Fénis Gressan La Salle Montjovet Pontey Pré-Saint-Didier Quart Saint-Denis Saint-Nicolas Saint-Pierre Sarre Verrayes La Sezione ha richiesto, in merito, elementi istruttori, anche tenuto conto del fatto che, sui criteri relativi all individuazione del limite di indebitamento, è intervenuta la norma interpretativa contenuta nell art. 16, c. 11, del d.l. 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla l. 7 agosto 2012, n. 135, (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica). Tale disposizione ha, infatti, precisato che l ente locale può assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento 30
35 reperibili sul mercato, qualora sia rispettato il limite nell anno di assunzione del nuovo indebitamento. A seguito dell analisi degli elementi istruttori richiesti e acquisiti in merito dai suddetti 17 enti, la Sezione ha accertato che, anche alla luce della norma interpretativa di cui sopra, tutti gli enti risultano aver rispettato, quanto meno a fine esercizio 2012, il suddetto limite dell indebitamento. 9.b) Uso degli strumenti finanziari derivati (rif. domanda preliminare n. 11) Dalle risposte fornite ai questionari è emerso che nessun comune ha in corso contratti relativi a strumenti finanziari derivati. 9.c) Rispetto del limite di spesa per il personale (rif. domanda preliminare n. 17) I limiti della spesa per il personale nell anno 2012 sono stati stabiliti con la deliberazione della Giunta regionale n in data 30 dicembre 2011, in attuazione dell art. 11, c. 1, della l.r. n. 30/2011 (finanziaria per il triennio ). Dai questionari è risultato che 1 solo comune (Chambave) ha superato tale limite. L analisi degli elementi istruttori acquisiti non ha consentito l accertamento definitivo del rispetto del limite, quantomeno a fine esercizio, per cui la Sezione si riserva ulteriori verifiche in merito. 9.d) Riduzione delle spese degli apparati amministrativi di cui al d.l. n. 78/2010 (rif. sez. II tab ) Dalle risposte fornite ai questionari relativi al bilancio 2012 è risultato che 56 comuni su 74 (75,7 per cento) hanno dato attuazione alle disposizioni di principio di cui all art. 6, commi da 7 a 10 e da 12 a 14, del d.l. n. 78/2010, in merito alle quali si richiama quanto esposto a pag. 14 (v. par. 3.e). 9.e) Organismi partecipati che richiedono interventi sul patrimonio netto o sul fondo di dotazione (rif. sez. II - domande n. 2.1 e ss.) In relazione all'inadeguato grado di completezza e coerenza dei dati inseriti nelle risposte ai questionari, l'analisi dei rapporti finanziari tra i comuni e i loro organismi partecipati sarà effettuata dopo aver popolato l apposita banca dati SIQuEL, secondo quanto previsto nel programma della Sezione per l'anno Ad ogni buon fine, con riferimento all'autonomia regolamentare dei comuni in materia contabile, si ritiene opportuno segnalare la disposizione di cui all'art. 6, c. 31
36 4, del richiamato d.l. n. 95/2012 che richiede di allegare al rendiconto, a decorrere da quello relativo al 2012, una nota informativa contenente la verifica dei crediti e debiti reciproci tra l'ente e le società partecipate. Tale adempimento non è, infatti, attualmente obbligatorio per i comuni della Valle d'aosta ed è espressamente riferito al rendiconto, ma si ritiene non ammissibile che un ente deliberi al 31 ottobre sulla permanenza dell'equilibrio del proprio bilancio senza aver verificato l'equilibrio economico-finanziario di società soggette a controllo analogo. Tenuto conto che gli amministratori dell'ente potrebbero aver approvato i bilanci della società non coerenti con quelli dell'ente stesso, è opportuno che gli organi di revisione effettuino la circolarizzazione dei debiti e dei crediti tra enti e società senza attendere la chiusura dell'esercizio. 32
37 Parte IV 10. Rispetto del patto di stabilità interno Il richiamato c. 167 dell art. 1 della l. n. 266/2005 stabilisce che, nelle relazioni degli organi di revisione (sostituite dai questionari in argomento), sia dato conto del rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno. La Sezione aveva previsto, nelle semplificazioni apportate ai questionari, che i dati relativi al rispetto della suddetta disciplina sarebbero stati acquisiti direttamente dal Dipartimento enti locali della Regione Valle d Aosta, preposto al relativo monitoraggio. Dai dati pubblicati sul sito istituzionale della Regione risulta che, nel 2011 ultimo anno per il quale sono disponibili i risultati i due obiettivi posti dal patto di stabilità interno 1 non sono stati raggiunti dai seguenti comuni nei termini di seguito descritti: I obiettivo miglioramento del saldo finanziario grado di peggioramento (tra la media e il 2011) 1. Antey-Saint-André - 8,563 per cento 2. Verrayes - 12,508 per cento 3. Gaby - 17,057 per cento 4. Nus - 21,944 per cento II obiettivo riduzione del debito rapporto tra debito ed entrate proprie 1. Emarèse 498,01 per cento 2. Valpelline 543,93 per cento 3. Roisan 572,53 per cento 4. Saint-Denis 636,34 per cento 5. Oyace 675,07 per cento 6. Doues 767,50 per cento 7. Rhêmes-Saint-Georges 858,14 per cento 8. Allein 1047,34 per cento 1 Per l anno 2011, l obiettivo del miglioramento del saldo finanziario era costituito dal mantenimento del suo eventuale peggioramento entro il 3,02 per cento della media fra il e il 2011; l obiettivo della riduzione del debito era, invece, costituito dal mantenimento entro il 425,54 per cento del rapporto tra debito ed entrate proprie al 31 dicembre

References: articolo 100
 art. 1
 art. 1
 art. 119
 art. 207
 art. 9
 art. 6
 sentenza 
 art. 119
 art. 6
 art. 13
 art. 71
 art. 30
 art. 6
 art. 2
 art. 16
 art. 11
 art. 6
 art. 1