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Timestamp: 2020-08-05 04:40:37+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20461 del 28/08/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20461 del 28/08/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/08/2017, (ud. 16/03/2017, dep.28/08/2017), n. 20461
sul ricorso 14699/2016 proposto da:
MEDIAS SRL, in persona del legale rappresentante, elettivamente
domiciliata in ROMA, PIAZZA VENEZIA, 11, presso lo studio
dell’avvocato NICOLA PENNELLA, che la rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 233/34/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI, depositata il 18/01/2016;
Con ricorso in Cassazione affidato a un motivo, illustrato da memoria, nei cui confronti l’Agenzia delle Entrate ha resistito con controricorso, la società ricorrente impugnava la sentenza della CTR della Campania, relativa a un avviso d’accertamento in materia di Irap 2008, lamentando, la violazione del D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, comma 8 bis, per aver considerato applicabile tale disposto normativo nei confronti delle dichiarazioni integrative a favore del contribuente, solo se presentate entro il termine di presentazione della dichiarazione relativo al periodo d’imposta successivo, con l’effetto di escluderne l’efficacia riguardo alla dichiarazione integrativa della società che era stata presentata successivamente.
E’, infatti, insegnamento di questa Corte, quello secondo cui “In caso di errori od omissioni nella dichiarazione dei redditi, la dichiarazione integrativa può essere presentata non oltre í termini di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43, se diretta ad evitare un danno per la P.A. (D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, comma 8), mentre, se intesa, ai sensi del successivo comma 8 bis, ad emendare errori od omissioni in danno del contribuente, incontra il termine per la presentazione della dichiarazione per il periodo d’imposta successivo, con compensazione del credito eventualmente risultante, fermo restando che il contribuente può chiedere il rimborso entro quarantotto mesi dal versamento ed, in ogni caso, opporsi, in sede contenziosa, alla maggiore pretesa tributaria dell’Amministrazione finanziaria” (Cass. sez. un. n. 13378/16, n. 5373/12, 14924/14, v. anche Cass. n. 19537/14).
Nel caso di specie, si trattava di un errore materiale di compilazione, per omessa indicazione di alcuni costi deducibili ai fini Irap che la parte poteva sempre emendare in sede giudiziale davanti al giudice.
La sentenza va, pertanto, cassata e rinviata nuovamente alla Commissione tributaria regionale della Campania, affinchè, alla luce dei principi sopra esposti, riesamini il merito della controversia.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 43
 art. 2
 Cass. 
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