Source: http://www.tecnolabingegneria.it/miniblog/la-legge-regionale-della-lombardia-per-le-costruzioni-in-zona-sismica
Timestamp: 2018-10-19 12:58:14+00:00

Document:
la legge regionale della lombardia per le costruzioni in zona sismica - Tecnolab Ingegneria ○○●○○
[edit: vedi gli aggiornamenti sul nuovo portale www.sismicainlombardia.it]
Slide del seminario: "La Legge Regionale della Lombardia per le costruzioni in zona sismica".
È possibile scaricare il documento originale, in formato PDF, al link:
maccabiani_slide_rev01.pdf
La Legge Regionale della Lombardia
per le costruzioni in zona sismica
2. L’iter di una pratica sismica
3. Alcuni temi specifici
4. La Modulistica della DGR X/5001
5. Esempi di controllo tecnico
6. Le richieste da non aspettarsi
(11/07/2014 – DGR n. X/2129).
Differimento del termine di entrata in vigore della nuova classificazione sismica del territorio lombardo (10/10/2014 – DGR X/2489).
Ulteriore differimento del termine di entrata in vigore della nuova classificazione sismica del territorio (08/10/2015 – DGR - n. X/4144).
La Regione aggiorna la classificazione sismica, a distanza di circa 8 anni dalle prescrizioni statali contenute nell'Ordinanza 3519/2006. Ogni comune della regione è stato classificato in base al valore di accelerazione massima prevedibile per qualsiasi punto sul suo territorio.
La Regione ha attribuito le zone con il criterio stabilito dall'Ordinanza citata, e in particolare: in zona 2 ha classificato i Comuni che sul proprio territorio presentano un'accelerazione superiore a 0,15 g; in zona 3 compresa fra 0,05 e 0,15 g, e in zona 4 inferiore a 0,05 g. Nessun comune è stato classificato in zona 1.
Nelle zone sismiche 1 e 2, non è sufficiente il solo controllo a campione: ci deve essere l’autorizzazione preventiva.
DPR 380/2001, per le costruzioni in c.a., c.a.p. e metalliche (L. 1086/1971)
art. 65 (deposito), a cura del costruttore.
DPR 380/2001, per le costruzioni in zona sismica (L. 64/1974)
art. 93 (deposito) e art. 94 (autorizzazione per le zone 1 e 2), a cura del committente.
Disposizioni in materia di opere o di costruzioni e relativa vigilanza in zone sismiche (12/10/2015 Regione Lombardia - Legge Regionale 12 ottobre 2015 - n. 33)
L’ambito di applicazione è rimandato alla legge nazionale, cioè all’art. 93 del DPR 380/2001: “Nelle zone sismiche di cui all'articolo 83, chiunque intenda procedere a costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni, è tenuto a darne preavviso scritto allo sportello unico […]”.
La Regione si adegua alle prescrizioni nazionali (DPR 380/2001, e Corte Costituzionale 182/2006) che prevedono per le zone 2 la procedura di "autorizzazione" dei progetti.
La nuova legge regionale provvede ad assicurare il rispetto dei due diversi obblighi, mediante l’attivazione della casella: “La presente comunicazione/istanza ha valore anche ai sensi dell'art. 65 del DPR 380/2001”.
Approvazione delle linee di indirizzo e coordinamento per l’esercizio delle funzioni trasferite ai comuni in materia sismica, artt. 3, comma 1, e 13, comma 1, della l.r. 33/2015 (30/03/2016 – Regione Lombardia - - DGR 30 marzo 2016 - n. X/5001)
Le linee guida rappresentano il regolamento attuativo della nuova Legge Regionale e sono in vigore dallo scorso 10 aprile 2016.
Novità: Legge di semplificazione 30/05/2017. All’art. 25 di tale legge sono previste modifiche alla Legge 33/2015 (vedi testo coordinato)
1. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della Legge di semplificazione, sarà istituita procedura speciale per gli interventi (e varianti) dichiarati “privi di rilevanza per la pubblica incolumità” (è prevista una procedura di controllo sulle dichiarazioni).
2. Si limitano i pareri tecnici regionali (sia facoltativo che obbligatorio) ai casi di edifici strategici e/o rilevanti.
A) Preparare la documentazione
B) Deposito ed esame formale
C) Autorizzazione ed esame tecnico
D) Inizio dei lavori
G) Parallelo Zona 2 / Zona 3-4
Allegato “E” DGR X/5001 - 30/03/2016
Le relazioni e gli elaborati progettuali minimi di cui all’art. 6, comma 1, lett. c), della L.R. 33/2015, per la presentazione della comunicazione di deposito o dell’istanza per il rilascio dell’autorizzazione sono:
Alla documentazione di cui sopra devono essere allegate le dichiarazioni dei professionisti, dagli stessi sottoscritte in ordine agli aspetti di competenza, attestanti:
Check-list presentazione pratica sismica in formato cartaceo (1 di 3)
Modulo 1 – in zona 2
Modulo 2 – in zona 3 e 4
Modulo firmato dal committente e dai costruttori; modulo accettabile anche senza i dati dei costruttori, ma i lavori non potranno iniziare (la firma del committente può essere presente su eventuale lettera di trasmissione o su procura)
Responsabilità del progettista delle strutture. Per ciascuno dei progettisti delle strutture (la compilazione deve essere completa del riferimento alla pratica edilizia)
Responsabilità del progettista architettonico
Solo nel caso di interventi di soprelevazione
Responsabilità del geologo. In alternativa Modulo 11
Responsabilità dell’estensore della relazione geotecnica. In alternativa Modulo 11 (la firma sul Modulo 10 deve corrispondere a quella sulla relazione geotecnica)
Relazione illustrativa e scheda sintetica dell’intervento (un Modulo 12 per ciascun organismo strutturale indipendente)
In alternativa Modulo 11 (la firma del geologo sul Modulo 9 deve corrispondere a quella sulla relazione geologica)
Check-list presentazione pratica sismica in formato cartaceo (2 di 3)
In alternativa Modulo 11 (la firma sulla relazione geotecnica deve essere corrispondente a quella sul Modulo 10)
Ove già depositato, è sufficiente l’indicazione degli estremi di invio della documentazione o della pratica edilizia (indicazione presente obbligatoriamente nel Modulo 6)
Gli elaborati grafici devono riferirsi all’intero intervento in progetto, (dalle fondazioni alla copertura) e devono comprendere anche le informazioni progettuali relative a eventuali parti prefabbricate.
Può accorpare, se scritto in copertina, anche “Fascicolo dei calcoli”, “Relazione sui materiali”, “Relazione sulle fondazioni”
Accorpabile con relazione di calcolo, se scritto in copertina
Accorpabile con relazione di calcolo, se scritto in copertina (può essere assente, nel caso di interventi che non riguardino le fondazioni)
Check-list presentazione pratica sismica in formato cartaceo (3 di 3)
Particolarmente importante nel caso di interventi sul patrimonio esistente
Per tutti gli interventi. L’accettazione deve contenere la dichiarazione con la quale il collaudatore attesta di non essere collegato in modo diretto o indiretto al costruttore; accettabile anche senza nomina del collaudatore, ma i lavori non potranno iniziare (l’indicazione di terna non sostituisce la nomina)
Sottoscritta dal progettista delle strutture
(questa dichiarazione è inutile perché implicita nella dichiarazione di rispetto delle norme tecniche di cui al Mod. 6)
Sottoscritta dal committente e asseverata dal direttore lavori delle strutture
Sono possibili soltanto due modalità:
1. Procedura telematica: attraverso il sistema informativo MUTA, portale http://www.muta.servizirl.it
2. Procedura cartacea: in triplice copia (se vale anche per art. 65), da presentare al SUE
Se la pratica viene presentata attraverso la procedura telematica MUTA, il controllo di completezza, coerenza e regolarità viene svolto dal sistema informatico.
Se la pratica viene presentata in forma cartacea, all’atto del deposito della documentazione il SUE rilascia l’attestazione di avvenuto deposito; ma deve controllare, contestualmente:
Completezza: la pratica deve contenere tutta la documentazione prevista dall’Allegato E.
Coerenza: i moduli devono essere coerenti con gli interventi proposti in progetto.
(Ad esempio, se la relazione geologica e il relativo Modulo 9 non sono presenti, ci deve essere il Modulo 11, dichiarazione di esonero; se è una nuova costruzione, geologica e geotecnica ci devono essere; il progetto non può contenere soltanto la tavola delle fondazioni; se è una sopraelevazione ci deve essere il Modulo 8; ecc. Il controllo di coerenza corrisponde ai poteri/doveri del funzionario che riceve la pratica)
Regolarità: tutti i documenti devono essere firmati in originale dalle figure interessate.
· Se la pratica viene presentata soltanto all’ufficio protocollo, il rilascio dell’attestazione di avvenuto deposito non è possibile.
· Nei casi in cui i comuni siano dotati di una propria procedura telematica, questa è da ritenersi valida solo se garantisce le formalità previste dalla legge regionale: verifiche di completezza, coerenza e regolarità e rilascio contestuale dell’attestazione di avvenuto deposito.
La recente proroga della modalità cartacea è stata anche dovuta alla previsione di studiare l’integrazione con le piattaforme telematiche comunali.
Nelle zone 3 e 4, non è possibile iniziare i lavori senza l’attestazione di avvenuto deposito sismico.
Nelle zone 2, dopo il deposito e il controllo formale inizia l’istruttoria ai fini dell’autorizzazione sismica.
Il SUE, entro 5 giorni, trasmette la pratica all’Autorità Competente comunale, la quale procede con l’istruttoria e l’esame tecnico:
1. completezza dei contenuti della documentazione presentata;
2. adeguatezza degli approfondimenti e delle verifiche condotte in relazione all’intervento rispetto alle norme tecniche per le costruzioni ed alla pericolosità geologica del sito nel rispetto delle norme geologiche di piano;
3. congruità delle ipotesi e delle assunzioni progettuali in relazione all’intervento rispetto alle norme tecniche per le costruzioni.
Nel caso di “opere e gli edifici pubblici strategici o rilevanti ai sensi dell’Ord. 3274/2003 realizzati dal Comune”, è necessario un parere tecnico della regione, che viene espresso in 30 giorni.
Nelle zone 3 e 4, non è possibile iniziare i lavori senza l’attestazione di avvenuto deposito sismico e, se del caso, del certificato per sopraelevazioni.
Nelle zone 2, non è possibile iniziare i lavori senza l’autorizzazione sismica.
Durante i lavori dovranno essere eseguiti i controlli di accettazione dei materiali impiegati, nel rispetto delle norme tecniche vigenti, da presentare in occasione dei controlli sull'esecuzione di cui alla DGR 30/03/2016, n. X/5001, allegato H.
Le eventuali varianti in corso d’opera influenti sulla struttura ai sensi della DGR X/5001, allegato D, nonché le opere non comprese nel progetto depositato, dovranno essere depositate (e autorizzate, se in zona 2) prima della loro effettiva realizzazione.
Controllo a campione: per tutti gli altri interventi, è previsto il controllo a campione da parte dell'autorità competente comunale, ogni sei mesi:
– 10% per le opere in cemento armato o acciaio oltre i 5.000 mc.;
– del 5% per le opere in cemento armato e acciaio al di sotto dei 5.000 mc.;
Per ciascuna categoria, è controllato almeno 1 intervento ogni sei mesi in ciascun comune per ciascuna categoria, separatamente.
La regione effettua controlli a campione soltanto sugli interventi autorizzati dai comuni (quindi soltanto in zona 2).
Per le zone 2, i controlli sono relativi soltanto all’esecuzione e si effettuano mediante sopralluogo obbligatorio in cantiere e richiesta dei certificati sui materiali, per “accertare la sostanziale rispondenza” dei lavori effettivamente realizzati a quelli autorizzati.
Per le zone 3 e 4, oltre al controllo di cantiere (non obbligatorio) come sopra, è previsto il controllo del contenuto del progetto, identico a quello per il rilascio dell’autorizzazione in zona 2:
Il controllo (Allegato H, DGR X/5001) inizia con la comunicazione di avvio del procedimento: viene fissata la data del sopralluogo tra il 15° e il 30° giorno dalla data della comunicazione (il giorno può essere concordato).
Al sopralluogo partecipano, oltre al titolare del deposito o dell’istanza (ovvero il procuratore speciale eventualmente nominato), il progettista strutturale, il direttore dei lavori e ogni altro professionista competente in materia, individuato dallo stesso titolare.
Nel corso del procedimento di controllo dei progetti depositati o soggetti ad autorizzazione/certificazione, l’ufficio competente può richiedere, per una sola volta, le integrazioni necessarie. Qualora tali integrazioni non siano prodotte ovvero siano prodotte solo in parte o in modo non esaustivo rispetto a quanto richiesto, l’esito del controllo sarà negativo.
In generale, durante il sopralluogo per il controllo sull’esecuzione, si controlla lo stato di avanzamento dei lavori, e in particolare:
– si controlla il rispetto delle eventuali prescrizioni indicate nel provvedimento di autorizzazione (per i comuni in zona 2);
– si controlla se sono previste varianti e se sono state depositate (eseguire opere senza il deposito preventivo costituisce violazione di articoli del DPR 380/01);
– si chiedono le certificazioni sui materiali (previste nel capitolo 11 delle NTC), nonché i relativi controlli di accettazione del direttore dei lavori, sulle parti già realizzate, da consegnare, ad esempio, in 30 giorni;
– alla consegna dei documenti richiesti, si controllano i certificati e si trasmette l’esito del controllo.
a. La comunicazione attestante il completamento delle opere strutturali.
b. La relazione a strutture ultimate RSU, nel caso di opere di c.a., ai sensi dell’art. 65, comma 6, del D.P.R. n. 380/2001, normale e precompresso, e a struttura metallica di cui all’art. 53 del D.P.R. n. 380/2001, entro 60 giorni dalla comunicazione di cui al punto a).
c. Il certificato di collaudo (ai sensi dell’art. 9, LR 33/2015, in tutti i casi).
Il certificato di collaudo statico “tiene luogo” dell’attestato di rispondenza dell’opera alle norme tecniche per le costruzioni previsto all’articolo 62 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001.
Allegato “E” DGR x/5001 30/03/2016
(vedi anche check-list).
Deposito al SUE, attraverso il Modulo 1, a cura del committente o del suo “delegato sismico”.
Contestuale rilascio dell’attestazione di avvenuto deposito.
Deposito al SUE, attraverso il Modulo 2, a cura del committente o del suo “delegato sismico”.
Esame della documentazione depositata
Esame formale di “completezza”, “coerenza” e “regolarità”.
Esame tecnico di completezza dei contenuti; adeguatezza degli approfondimenti e delle verifiche condotte ed alla pericolosità geologica del sito; congruità delle assunzioni progettuali.
Parere tecnico regionale
Il parere tecnico regionale è obbligatorio nel caso di opere strategiche o rilevanti realizzate dal comune (ad esclusione comunque di tipologie di “interventi minimali”, allegato G, DGR 30/03/2016).
Il parere tecnico regionale non è previsto in alcun caso.
Si possono iniziare i lavori soltanto dopo aver ottenuto l’autorizzazione sismica, rilasciata dall’Autorità Competente (sismica) comunale.
Fanno eccezione i casi di eliminazione barriere architettoniche, per lavori privati, che non necessitano di autorizzazione.
Si possono iniziare i lavori soltanto dopo aver ottenuto l’attestazione di avvenuto deposito, rilasciata dal SUE.
Fanno eccezione i casi di sopraelevazione (vedi di seguito).
La procedura per le sopraelevazioni è ricompresa nell’iter di rilascio dell’autorizzazione sismica.
Prima di iniziare i lavori, si deve attendere il rilascio della certificazione per la sopraelevazione..
Controllo a campione sull’esecuzione, per ciascuna categoria separatamente, a cura dell’Autorità Competente comunale.
Controllo sistematico sull’esecuzione, per gli interventi relativi a edifici strategici o rilevanti, a cura dell’Autorità Competente comunale.
Controllo a campione sugli interventi autorizzati dai comuni, a cura della Regione.
Controllo a campione sul progetto* e (facoltativamente) sull’esecuzione, per ciascuna categoria separatamente, a cura dell’Autorità Competente comunale.
(*: esame tecnico di completezza dei contenuti; adeguatezza degli approfondimenti e delle verifiche condotte e in relazione alla pericolosità geologica del sito; congruità delle assunzioni progettuali).
- completamento delle opere strutturali;
- relazione a strutture ultimate RSU (nel caso di opere di c.a. o a struttura metallica);
- certificato di collaudo, per tutte le opere.
Il deposito e l'autorizzazione
Le procedure di deposito e di istanza di autorizzazione possono avvenire in forma cartacea fino al 4 novembre 2017 (la data del 4 maggio è stata prorogata di 6 mesi dal Dduo 27/04/2017).
Nel caso delle pratiche sismiche, i termini si interrompono una sola volta per comunicazione di istanza irregolare o incompleta e assegnazione di un termine di 10 giorni dal ricevimento della comunicazione, per provvedere alla regolarizzazione; i 60 giorni “iniziano nuovamente a decorrere” (cioè ripartono dall’inizio) dall’avvenuta regolarizzazione.
La validità anche ai sensi dell’art. 65 del DPR 380/2001
A partire dall’ottobre del 2005, tutti i comuni della Lombardia (e d’Italia) sono stati classificati sismici.
Gli obblighi sono due: deposito ai sensi dell’art. 65 e deposito ai sensi dell’art. 93.
La legge della Lombardia (emanata in funzione della L64/1974 per le costruzioni in zona sismica) ha previsto la possibilità che il sottoinsieme delle costruzioni con presenza di strutture in c.a., c.a.p. o metalliche, sia ricompreso nella presentazione della pratica sismica.
A differenza di quanto possa sembrare, la doppia validità non è cosa da poco, perché sottintende precisi obblighi e responsabilità distinti, anche penali, fra le figure obbligate al deposito.
Da notare che nel caso in cui la pratica sia da intendersi valida anche ai sensi dell’art. 65, la documentazione cartacea deve essere presentata in triplice copia; viceversa, è sufficiente la duplice copia (perché viene meno la necessità di restituire una copia al costruttore).
Firma e timbro dell’impresa esecutrice
La modalità di consegna in formato cartaceo non prevede in modo esplicito lo spazio per apporre il timbro e la firma a cura del responsabile dell’impresa esecutrice. La pratica va comunque timbrata e firmata nel caso di validità ai sensi dell’art. 65 DPR 380/2001.
L’individuazione dell’appaltatore è comunque obbligatoria in tutti i casi, sia di opere da costruire ai sensi dell’art. 65 (con obbligo di timbro e firma), sia per gli interventi di cui all’art. 93 (anche solo comunicazione).
Nei comuni in zona 2, qualora non sia possibile individuare per tempo l’appaltatore, la DGR X/5001 lascia spazio ad una nomina successiva all’autorizzazione sismica: l’allegato F, infatti, prevede che: “Dal momento del rilascio dell’autorizzazione possono essere iniziati i lavori, fatti salvi gli adempimenti relativi alle nomine del costruttore e del collaudatore”.
Generalmente, i casi di individuazione successiva del collaudatore e dell’esecutore dovrebbero essere riservati alla categoria dei lavori pubblici.
Il collaudo statico (1/2)
Le nuove procedure della regione Lombardia prevedono (L33/2015, art. 9) che il collaudo sia da eseguirsi per tutti i lavori assoggettati alla pratica sismica, e cioè quelli indicati all’art. 5.
Si ricorda, infatti, che l’obbligatorietà del collaudo statico a livello nazionale riguarda: 1) opere di cui all’art. 65 che possano interessare la pubblica incolumità; 2) opere di cui alle NTC 2008 ad esclusione dei soli “interventi locali”.
La nuova legge regionale fa ricadere nell’obbligo di collaudo tutti gli interventi, e cioè anche quegli “interventi locali” riguardanti opere non rientranti nell’art. 65. La scelta della regione è stata fatta per sostituire il certificato di rispondenza, di cui all’art. 62 DPR 380/2001.
La legge regionale ha anche introdotto una nuova restrizione: il collaudatore, oltre che non aver partecipato in alcun modo alla progettazione, direzione o esecuzione dell’opera, non deve essere “collegato in modo diretto o indiretto al costruttore”.
Il collaudo statico (2/2)
Novità introdotte a livello nazionale dall’11 dicembre 2016 (DLGS 222/2016): modifica di alcuni commi dell'art. 67 dpr 380/2001 (vedi in maiuscolo le parti modificate):
(Commento: In sostanza, anche a livello nazionale viene stabilito quanto già introdotto dalla L33/2015 della Lombardia)
(Commento: a livello nazionale, non è più necessario collaudare gli interventi locali, anche se relativi ad opere regolate dall’art. 65, cioè in c.a., c.a.p. e a struttura metallica)
Quindi: la regione Lombardia dovrebbe adeguare la sua legge, togliendo immediatamente l’obbligo di collaudo per gli interventi locali, perché è venuto meno (a livello nazionale) il certificato di rispondenza dell’opera di cui all’art. 62, sostituibile ora con “regolare esecuzione”.
La relazione geologica è sempre obbligatoria (6.2.1 NTC 2008) nel caso in cui gli interventi riguardino opere di cui punto 6.1.1 delle NTC 2008 (e cioè delle opere di fondazione, delle opere di sostegno, delle opere in sotterraneo, delle opere e manufatti di materiali sciolti naturali, dei fronti di scavo, del miglioramento e rinforzo dei terreni e degli ammassi rocciosi, del consolidamento dei terreni interessanti opere esistenti, nonché la valutazione della sicurezza dei pendii e la fattibilità di opere che hanno riflessi su grandi aree) e/o nel caso in cui gli interventi abbiano “influenza” sulle opere di fondazione della struttura interessata dall’intervento.
Anche la relazione geotecnica è sempre obbligatoria (6.2.2 NTC 2008) nei casi sopra indicati; semplificata, nel caso di costruzioni o di interventi di modesta rilevanza, che ricadano in zone ben conosciute dal punto di vista geotecnico (solo rappresentazione dell’esperienza e delle conoscenze del progettista incaricato).
In generale, pertanto, devono essere sempre compilati il modulo 9 (sottoscritto dal geologo) e il modulo 10 (sottoscritto dall’estensore della relazione geotecnica, il quale può essere il geologo stesso, oppure il progettista delle fondazioni); in mancanza di tali moduli, è obbligatoria la compilazione del modulo 11 (dichiarazione del progettista strutturale relativa ad opere e sistemi geotecnici, per escludere le evenienze sopra indicate).
Relazione illustrativa e scheda sintetica dell’intervento (Modulo 12)
Il Modulo 12 (“Relazione illustrativa e scheda sintetica dell’intervento”) è sempre obbligatorio, e dovrebbe essere compilato in tanti esemplari quanti sono i diversi organismi strutturali facenti parte del progetto.
Questo modulo nasce con due scopi:
1. aiutare il progettista a ricordarsi di applicare le prescrizioni più importanti delle NTC;
2. uniformare la metodologia di esame dei progetti da parte di chi deve rilasciare l’autorizzazione sismica nelle zone 2, oppure da parte di chi deve eseguire i controlli a campione sulla progettazione nelle zone 3 e 4.
La parte relativa ai materiali va compilata non tanto per il controllo, quanto perché nel caso di validità del deposito ai sensi dell’art. 65 del DPR 380/2001, tale parte costituisce la relazione illustrativa ivi prescritta.
Per lo stesso motivo, tale modulo richiede la sottoscrizione anche del direttore dei lavori strutturali.
Il punto più importante del modulo 12 è l’ultimo, il giudizio di accettabilità dei risultati del software.
Nei casi più importanti, la mancanza di espliciti controlli può far scattare la richiesta di integrazioni.
La DGR 30 marzo 2016 - n. X/5001 stabilisce (allegato E) il contenuto minimo della documentazione da presentare; documentazione che è la stessa per i procedimenti di istanza di autorizzazione nei comuni in zona 2 e di semplice deposito in zona 3 e 4.
Il contenuto minimo viene controllato all’atto del deposito.
L’insieme di quattro documenti riguardanti il calcolo strutturale, spaventa il progettista: la relazione di calcolo, il fascicolo dei calcoli, la relazione sulle opere di fondazione, la relazione sui materiali impiegati.
Tale insieme di documenti proviene dall’unione della documentazione che il DPR 380/2001 prevede per le pratiche di cui all’art. 65 e per quelle di cui all’art. 93.
Si segnala, inoltre, che l’esame del progetto ai fini del rilascio dell’autorizzazione sismica in zona 2 o dell’esito del controllo a campione in zona 3, o per il rilascio del certificato di sopraelevazione, si riferisce ai soli aspetti riguardanti il comportamento della costruzione nel caso di evento sismico, perché l’obbligo discende dagli artt. 93 e 94.
Comunque, il progetto deve essere “completo” di tutti i suoi livelli (dalle fondazioni alla copertura, nel caso di edifici) e di tutte le sue parti (fondazioni ed elevazione), anche nel caso di costruzioni con componenti prefabbricate.
Nel deposito sismico è necessario indicare con precisione il riferimento alla pratica edilizia corrispondente (Modulo 6 e Modulo 7).
Nel Modulo 6, il progettista delle strutture assevera la congruità (che si può interpretare come la “sovrapponibilità”) del progetto esecutivo strutturale con quello architettonico. Non è cosa da poco.
Nel caso di un intervento che preveda, ad esempio, la formazione di una nuova autorimessa e la ristrutturazione sul corpo principale dell’abitazione con creazione di aperture nei muri portanti o rifacimento della copertura, non sarebbe possibile, nella forma attuale della modulistica, presentare un progetto delle strutture riguardante soltanto la nuova autorimessa.
In generale, è possibile comunque affermare che è importante che tutti gli interventi di demolizione e costruzione (gialli e rossi) siano perfettamente corrispondenti fra il progetto architettonico e quello strutturale.
Gli interventi “minimali” (vedi allegato G)
Il regolamento regionale al momento non prevede interventi minori che possano escludersi dalle procedure sismiche: il riferimento è quindi l’art. 93 del DPR 380/2001.
Nei comuni in zona 2, l’ufficio comunale richiede parere tecnico alla Regione per le opere pubbliche realizzate dal comune e a discrezione (nei casi in cui gli uffici comunali attestino la mancanza di personale qualificato e competente interno o esterno) per le altre opere. In ogni caso, il parere regionale (obbligatorio o facoltativo) è richiesto soltanto per edifici strategici e/o rilevanti.
L’allegato G è stato scritto quindi con lo scopo di individuare categorie di interventi che per la loro ridotta complessità non possono comunque essere inviati alla regione.
Tuttavia, il testo dell’allegato è alquanto “infelice”, a causa della presenza dell’inciso “ma comunque soggetti all’autorizzazione sismica di cui all’art. 8 della LR 33/2015, se ricadenti in zona 2 …”: il testo andrebbe corretto aggiungendo in coda a tale inciso la frase “… e se ricadenti nell’ambito di applicazione di cui all’art. 5 della LR 33/2015”.
Nelle zone 2 le soprelevazioni rientrano nel caso generale di interventi soggetti ad autorizzazione.
Nelle zone 3 e 4, l’autorità competente comunale deve rilasciare entro 60 giorni la “certificazione” senza la quale i lavori non possono iniziare.
Il progettista deve compilare il Modulo 8, in cui certifica di aver effettuato la verifica di adeguamento dell’insieme e, nel caso di edifici con struttura in muratura, che l’edificio non è stato oggetto in passato di altri interventi di soprelevazione.
Le varianti (vedi allegato D)
Ogni variante sostanziale al progetto strutturale, ai sensi dell’Allegato D della DGR 5001 (“varianti influenti sulla struttura”), deve essere depositata prima di essere eseguita.
Nel caso di comuni in zona 2, tale variante deve essere nuovamente autorizzata.
Le varianti non sostanziali, ai sensi dell’Allegato D della DGR 5001 (“varianti non influenti sulla struttura”), non sarebbero soggette al deposito a fini sismici secondo la legge regionale. Tuttavia, nel caso di opere ricadenti nell’applicazione dell’art. 65 DPR 380/2001, anche per tali varianti deve avvenire il deposito prima della loro esecuzione.
In ogni caso, si raccomanda di depositare anche tali varianti in tutti i casi.
Vedremo cosa sarà previsto nel regolamento di prossima emanazione per interventi minori e varianti.
Pratiche depositate prima del 10 aprile 2016
Nei casi in cui il deposito della pratica strutturale sia avvenuto prima del 10 aprile 2016, è possibile continuare ad applicare le vecchie regole, a meno che non si presentino (rispetto a quanto già depositato) varianti sostanziali ai sensi dell’allegato D, di cui alla DGR X/5001; in tal caso, le varianti devono essere presentate con la nuova modulistica, e soggette ad autorizzazione e/o controllo a seconda della zona sismica del comune di appartenenza.
Se il 10 aprile la classificazione del comune è cambiata in senso peggiorativo (ad es. da zona 4 a zona 3), si deve attivare la procedura per le “costruzioni in corso”, presentando i Moduli 3 e 4 e una dichiarazione del direttore dei lavori sulla conformità delle parti eseguite rispetto al progetto depositato.
Al termine dei lavori va presentato il Modulo 13 (“Dichiarazione di fine lavori strutturali”).
Alcune tipologie di intervento (strutturale) non ricadono nelle competenze del geometra.
Il Consiglio di Stato, con Sentenza n. 833 del 23 febbraio 2015, ha stabilito che:
Il criterio per accertare se una costruzione sia da considerare modesta (e quindi se la sua progettazione rientri nella competenza professionale dei geometri) consiste nel valutare le difficoltà tecniche che la progettazione e l'esecuzione dell'opera comportano e le capacità occorrenti per superarle; a questo fine, mentre non è decisivo il mancato uso del cemento armato (ben potendo anche una costruzione "non modesta" essere realizzata senza di esso), assume significativa rilevanza il fatto che la costruzione sorga in zona sismica, con conseguente assoggettamento di ogni intervento edilizio alla normativa di cui alla L. n. 64 cit., la quale impone calcoli complessi che esulano dalle competenze professionali dei geometri.
Il Consiglio di Stato, con Sentenza n. 2539 del 4 settembre 2015, ha stabilito che:
Il geometra non è competente per strutture che non rientrano nelle “piccole costruzioni accessorie” in cemento armato a servizio di “costruzioni rurali o industrie agricole” oppure “accessorie a servizio di modeste costruzioni civili“.
La giurisprudenza ha già inoltre in più occasioni evidenziato (vedi ad es. Cassaz. 7370 del 13 aprile 2015) che al direttore dei lavori sono richieste le medesime competenze di quelle che deve possedere il progettista.
Nei casi di “costruzioni in corso”, la conformità al progetto strutturale della parte già costruita dovrà quindi essere dichiarata da professionista competente in materia, architetto o ingegnere.
Presentazione del Modulo 4 e del Modulo 5
Nel caso di presentazione di nuovi interventi, il Modulo 4 non va presentato, perché si riferisce ai procedimenti per le costruzioni in corso di esecuzione alla data del 10 aprile 2016.
Nel caso di presentazione della pratica in forma cartacea, il Modulo 5 non va presentato.
Dichiarazioni mancanti nella modulistica predisposta
Le dichiarazioni per cui “i lavori non sono iniziati” e per la “conformità dello stato dei luoghi a quello di progetto” non sono incluse nella modulistica e vanno pertanto preparate manualmente, così come quella (inutile) della “redazione del progetto sulla base dei risultati degli studi geologici, geotecnici e sismici”.
La legge regionale, come quella nazionale, non prevede la possibilità di sanatoria per opere strutturali eseguite senza deposito.
Si rimanda al documento su “Gli obblighi di attestazione dell’idoneità statica” preparato dall’ordine ingegneri della prov. di Brescia).
1. Le opere oggetto di condono edilizio.
2. Le opere oggetto di accertamento di conformità.
3. Le opere soggette all’origine al rilascio del certificato di agibilità.
Presentare la pratica in ritardo significa far scattare immediatamente le violazioni previste dal DPR 380/2001, con riferimento sia alle regole per le opere in c.a., c.a.p. e a struttura metallica, sia alle regole per le costruzioni in zona sismica. Tali violazioni non sono in alcun modo “sanabili” a posteriori nella forma; ciò che invece può essere “regolarizzata” è soltanto dimostrazione della conformità del progetto alle norme tecniche.
In assenza di una procedura esplicita, la modalità di presentazione della pratica sismica in sanatoria dovrebbe essere “stabilita” in accordo con l’organo che la riceve.
Si possono presentare principalmente i seguenti 2 casi:
1. Presentazione “a posteriori” delle opere strutturali accompagnata alla pratica edilizia di “permesso di costruire in sanatoria”, in presenza di abusi edilizi.
Per quanto riguarda la regolarità sostanziale, è necessaria la cosiddetta “doppia conformità”: il progetto strutturale di comparazione (gialli e rossi) corrispondente agli abusi edilizi, pur relativo a opere già eseguite, deve rispettare la sismicità e le norme tecniche più recenti, in quanto più severe, cioè quelle in vigore al momento della presentazione della domanda.
Per quanto riguarda la regolarità formale, non è chiaro se la procedura da seguire sia in tutti i casi quella prevista dalla nuova legge regionale (con istanza di autorizzazione a posteriori e controlli secondo la DGR 5001), oppure se si possano seguire modalità alternative.
2. Presentazione “a posteriori” delle opere strutturali per rispondere alla richiesta di certificato di collaudo in occasione di rinnovo dell’agibilità del fabbricato, in assenza di abusi edilizi.
Per quanto riguarda la regolarità sostanziale, ai fini dell’agibilità, il certificato di collaudo può riferirsi alle regole di sismicità e alle norme tecniche vigenti al momento della costruzione e può essere ottenuto a seguito, appunto, di denuncia a posteriori, oppure “potrebbe” essere sostituito da una “dichiarazione di idoneità statica”.
Per quanto riguarda la regolarità formale, la procedura da seguire per la presentazione della documentazione dovrebbe essere quella in vigore al momento della costruzione.
Interventi “minori”
La legge nazionale è molto severa e restrittiva, in quanto non permette di sottrarre al preventivo controllo alcun intervento, che non sia di semplice manutenzione ORDINARIA. La giurisprudenza su questo è chiara e anche sentenze molto recenti hanno ribadito il concetto che sta dietro all'art. 93 DPR 380/2001: tutte le opere nelle zone sismiche devono essere depositate e in aggiunta, se ricadenti in zona 2, assoggettate alla procedura di autorizzazione (art. 94).
Secondo giurisprudenza, comunque, “La speciale disciplina [del deposito sismico] si applica a tutte le costruzioni, la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità”.
Con queste premesse, è difficile poter sottrarre dal deposito sismico (e quindi dalla relativa autorizzazione, nei comuni in zona 2) determinate tipologie di opera, a meno che, a priori, si riesca a stabilire che non rappresentano una potenziale pericolo per la pubblica incolumità.
Proposta: quando possibile, individuare caso per caso se l’opera può costituire o meno pericolo per la pubblica incolumità.
Nel caso di esclusione dalla procedura di autorizzazione sismica, allegare alla pratica edilizia gli elaborati grafici e la relazione tecnica, con dimostrazione della conformità del progetto alle Norme Tecniche per le Costruzioni vigenti.
Interventi “non strutturali” (1/2)
La legge nazionale (DPR 380/2001, art. 93) prevede che “chiunque intenda procedere a costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni, è tenuto a darne preavviso scritto allo sportello unico”. Anche nella legge 64/1974 (da cui proviene l’art. 93) fa riferimento, nel suo art. 1, a “i vari elementi costruttivi”, quindi non esclusivamente agli elementi strutturali.
La legge nazionale non permetterebbe (secondo la giurisprudenza) di sottrarre al preventivo controllo alcun intervento, che non sia di semplice manutenzione ORDINARIA, appare evidente che sarebbero da assoggettare alle procedure sismiche anche gli interventi su “elementi costruttivi non strutturali” (spostamento tramezze, realizzazione di canne fumarie, chiusura di una veranda o di un portico mediante tamponatura, ecc.).
Tuttavia, l’Allegato F della DGR 5001/2016 della Regione Lombardia recita che: “Chiunque intenda procedere a interventi strutturali nelle zone sismiche 2 è tenuto a presentare istanza di autorizzazione […]”. Sembra che la Regione, più o meno consapevolmente, e comunque al di fuori delle sue prerogative costituzionali e contrariamente a quanto sottintende la regola nazionale, escluda quindi dal deposito sismico gli interventi sugli “elementi costruttivi non strutturali”.
Interventi “non strutturali” (2/2)
Proposta: escludere dalla richiesta di presentare l’istanza sismica gli interventi relativi ai soli “elementi costruttivi non strutturali”, anche se riguardanti la pubblica incolumità.
Nel caso di interventi che riguardino l’abbattimento di barriere architettoniche, è possibile barrare la casella “art. 80” presente nel Modulo 1, e iniziare i lavori senza che sia rilasciata l’autorizzazione sismica.
□ La presente comunicazione di deposito ricade nell'ambito di applicazione dell'art 80 del DPR 380/2001
Tuttavia, tale facoltà non è applicabile nel caso di progetti di opere pubbliche o private aperte al pubblico.
L'articolo 80 del DPR 380/2001, che consente di saltare l'autorizzazione sismica, si trova nella sezione I intitolata “Eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati"; mentre la sezione II comincia dall'art. 82 e si intitola “Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico"
– Moduli 2, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12
– Esempio di Modulo 12 compilato
(Il tentativo dovrebbe essere quello di lasciare i “formalismi” al precedente esame formale)
Controllo (riferimenti a NTC 2008)
Le verifiche degli elementi strutturali sismo-resistenti sotto le azioni sismiche sono presenti e complete.
I presìdi per evitare collassi fragili ed espulsione dei principali elementi costruttivi senza funzione strutturale sono correttamente previsti nel progetto. (Oppure: Le verifiche per evitare collassi fragili ed espulsione sono presenti e complete). (7.3.6.3 e C7.3.6.3).
Il controllo degli scorrimenti di interpiano SLD di cui al 7.3.7.2, ai fini della prevenzione del danneggiamento degli elementi non strutturali, è stato effettuato correttamente con limitazione pari a 0,005 h (oppure 0,01 h).
Il valore del fattore teta, di cui al 7.3.1 NTC 2008, inferiore a 0,1, consente la trascurabilità delle non-linearità geometriche. (Oppure: il valore di teta compreso fra 0,1 e 0,2, consente la trascurabilità delle non-linearità geometriche, amplificando le sollecitazioni flettenti).
La distanza fra costruzioni contigue (giunto) di cui al punto 7.2.2 NTC 2008 è stata correttamente valutata e opportunamente indicata sugli elaborati grafici. (Spostamento edificio esistente con calcolo da formula “h/100 agS/0,5g”; spostamento edificio in progetto con calcolo da analisi SLV).
La verifica di secondarietà degli elementi, secondo il punto 7.2.3 NTC 2008, è correttamente riportata, con il rispetto del parametro limite del 15%.
Il fattore di struttura è coerente con il rispetto dei criteri di gerarchia delle resistenze previsti nel progetto.
Gli elementi strutturali non sismo-resistenti sono opportunamente collegati alle strutture principali (ad es. travi e travetti in legno).
I valori dei sovraccarichi impiegati nel calcolo sono coerenti con quanto previsto sugli elaborati grafici e con le destinazioni d’uso.
Se l’impalcato ha il compito di garantire la ripartizione delle azioni orizzontali secondo la rigidezza degli elementi verticali, le caratteristiche del “diaframma” (es. spessore, armatura, collegamenti) sono chiaramente riportate sugli elaborati grafici (In alcuni casi, dimostrazione esplicita della capacità di resistere per l’azione sismica incrementata del 30% secondo il 7.3.6.1).
Oppure: gli impalcati di piano e di copertura sono sufficientemente rigidi nel loro piano (7.2.1).
Il modello di calcolo appare coerente con il progetto architettonico (pratica edilizia) e con l’intervento strutturale da eseguire (attenzione, ad es., agli elementi costruttivi senza funzione strutturale, agli impianti importanti indicati nell’architettonico, e alle sistemazioni esterne al corpo di fabbrica).
La relazione contiene la rappresentazione grafica del modello di calcolo, delle configurazioni deformate e/o delle principali caratteristiche di sollecitazione o delle componenti degli sforzi o di quanto altro possa supportare la bontà dell’analisi (10.2).
I parametri geometrici e le limitazioni di armatura per le travi e i pilastri sismo-resistenti sono rispettosi di quanto previsto dalle norme tecniche vigenti.
controllo pilastri: dimensione minima 25 cm, percentuale minima barre long. 1%, interasse barre long. < 25 cm, una ogni due devono essere legate, staffe ripiegate a 135°, staffe fitte vicino ai nodi e nei nodi;
controllo travi: staffe fitte fino a distanza H dagli appoggi, staffe ripiegate a 135°, tante staffe se tante barre longitudinali; dimensioni massime della larghezza rispetto ai pilastri; controllo gerarchia delle resistenze: pilastri più resistenti delle travi, tranne nei nodi all’ultimo impalcato; controllo sfilamento barre: se i pilastri sono piccoli verifica formule 7.4.26).
I parametri geometrici e le limitazioni di armatura per le pareti in cemento armato sismo-resistenti sono rispettosi di quanto previsto dalle norme tecniche vigenti.
controllo pareti: rapporto lati superiore a 4, percentuale minima barre long. 1% nelle zone confinate, interasse barre long. < 30 cm, una ogni due devono essere legate, staffe ripiegate a 135°, staffe ogni 10 cm lungo l’altezza critica, 9 spilli a mq.
La capacità di resistere alle azioni sismiche della struttura scatolare di base, non dissipativa, che costituisce l'interrato in cemento armato, è adeguatamente illustrata.
Il coefficiente kw, riduttivo del fattore di struttura, è stato correttamente applicato in presenza di pareti con rapporto fra altezza e larghezza inferiore a 2 (pareti tozze).
I collegamenti delle strutture prefabbricate in cemento armato sono opportunamente dimensionati con i criteri di cui al 7.4.5.2 di tipo a), b) o c) a seconda dei casi.
Le verifiche delle murature, per il comportamento globale e i meccanismi locali, nel piano e fuori piano, per taglio e per pressoflessione, in condizioni sismiche sono presenti e complete.
Le murature sismo-resistenti di nuova esecuzione rispettano i parametri di spessore e snellezza previsti in tabella 7.8.II.
Le murature sismo-resistenti di nuova esecuzione rispettano il risvolto di almeno 1 metro di parete senza aperture in corrispondenza degli spigoli perimetrali (7.8.5.1).
Il progetto della muratura prevede correttamente la presenza di malta nei giunti orizzontali e verticali, indicata sugli elaborati grafici (7.8.1.2).
Le pareti in falso, che non hanno continuità in elevazione fino alla fondazione, sono state correttamente escluse dal sistema sismo-resistente (7.8.1.4) e per esse ne è stata valutata la compatibilità sotto azioni sismiche (7.2.2).
Tutti gli impalcati della costruzione in muratura devono essere rigidi nel loro piano, al punto da garantire l’effetto “diaframma” (ripartizione delle azioni secondo la rigidezza degli elementi verticali) e il “comportamento scatolare” (7.8.1.4 e 4.5.4).
Il controllo degli scorrimenti SLD di interpiano è stato effettuato correttamente con limitazione pari a 0,003 h (Oppure: 0,004 h per muratura armata).
I cordoli di piano rispettano quanto previsto in 7.8.5.1.
Le regole di dettaglio per la muratura armata di cui ai 4.5.7 e 7.8.5.2 sono rispettate (presenza di armatura orizzontale in determinata percentuale, presenza di armature verticali con sezione complessiva non inferiore a 2 cmq. collocate a ciascuna estremità di ogni parete portante, ad ogni intersezione tra pareti portanti, in corrispondenza di ogni apertura e comunque ad interasse non superiore a 4 m).
I dettagli esecutivi dei nodi sono adeguatamente illustrati sugli elaborati grafici.
Le verifiche dei principali nodi che collegano gli elementi sismo-resistenti sono presenti e complete.
Per le verifiche di instabilità, le lunghezze di libera inflessione assunte nei calcoli sono coerenti con lo schema strutturale utilizzato.
I criteri di gerarchia delle resistenze sono coerenti con il fattore di struttura adottato (regole da 7.5.3 a 7.5.6 secondo la tipologia strutturale sismo-resistente).
I tirafondi che collegano le strutture in acciaio alle fondazioni sono adeguatamente sovra-resistenti rispetto alle colonne, coerentemente con il fattore di struttura assunto nell’analisi (7.5.3.3).
Le pareti X-lam (oppure gli elementi a platform-frame) sono opportunamente vincolate con hold-down anti-sollevamento e con piastre a taglio; è presente il piano rigido a garanzia del corretto comportamento scatolare.
Le verifiche dei collegamenti relativi alle pareti x-lam (oppure: agli elementi a platform-frame) sono presenti e complete.
I particolari costruttivi relativi ai collegamenti fra gli elementi in legno e gli elementi principali sismo-resistenti sono correttamente illustrati.
La copertura in legno appare adeguatamente rigida nel proprio piano, grazie alla presenza di elementi in acciaio di controventatura (oppure: doppio assito o pannelli OSB).
Le fondazioni sono opportunamente dimensionate e collegate fra loro (Oppure: il calcolo tiene conto degli spostamenti relativi del terreno), e rispettano le limitazioni minime di armatura previste dalle norme tecniche vigenti (0,2% BxH per le travi rovesce).
Le azioni di progetto per le fondazioni sono assunte incrementando i valori secondo il fattore grd (1,1 in CDB), oppure con sovra-resistenza rispetto agli elementi soprastanti, oppure con q=1 (7.2.5).
La profondità di posa delle fondazioni è correttamente indicata sugli elaborati grafici ed è compatibile con il calcolo eseguito e con la relazione geologica.
Il progetto delle strutture è coerente con la relazione geotecnica e quest'ultima è coerente con la relazione geologica.
Le verifiche della capacità portante delle fondazioni sono presenti e complete e si riferiscono ai carichi al piede derivanti dalla struttura in elevazione.
Il fenomeno della liquefazione è esplicitamente escluso in relazione (7.11.3.4).
Interventi sul patrimonio esistente
L’intervento proposto tiene conto delle raccomandazioni contenute nella Circolare e nella sua Appendice, ovvero in altri documenti tecnici validi indicati al capitolo 12 NTC 2008.
Il livello di conoscenza e i parametri meccanici dei materiali sono stati adeguatamente illustrati e motivati, anche con riferimento alla Circolare (oppure: con riferimento ad altri riferimenti tecnici validi) ed il relativo fattore di confidenza è stato opportunamente applicato.
Il progetto delle cerchiature, in corrispondenza della creazione di aperture, ripristina correttamente la rigidezza e la resistenza delle pareti presenti nello stato di fatto; nel calcolo è stato assunto il valore medio atteso nella stima della resistenza e della rigidezza delle pareti esistenti.
Nel caso di nuove costruzioni realizzate all’interno di un fabbricato esistente, o comunque con essi interagenti, è stata correttamente condotta la valutazione della sicurezza di cui al punto 8.3 del fabbricato esistente stesso. (Oppure: è stato dimostrato che non vi è incremento di esposizione sismica).
L’intervento sul patrimonio esistente è correttamente classificato ai sensi del punto 8.4 delle NTC 2008.
L’obbligo di adeguamento è stato correttamente escluso, in assenza di tutte le evenienze di cui al punto 8.4.1 (sopraelevazione, ampliamento, incremento dei carichi di oltre il 10%, inserimento di nuove strutture che sopportino un carico di oltre il 50% a piano).
Nel caso di interventi locali, essi:
– Ricadono fra quelli che interessano "porzioni limitate" della costruzione.
– Non producono sostanziali modifiche al comportamento delle “altre parti” strutturali.
– Nel caso di cerchiature, esse sono accompagnate da opportuni rinforzi, la rigidezza della parete non cambia significativamente e la resistenza e la capacità di deformazione non peggiorano ai fini del comportamento rispetto alle azioni orizzontali.
– Riguardano principalmente riparazione, rafforzamento o sostituzione di singoli elementi strutturali (travi, architravi, porzioni di solaio, pilastri, pannelli murari) o parti di essi.
– Sono adeguatamente illustrati e giustificati nel progetto.
– Garantiscono un sicuro miglioramento dei livelli di sicurezza.
– Non contrastano con quanto previsto dalle regole valide per le parti strutturali delle nuove costruzioni (ad es. se sostituisco una copertura, devo rifarla inserendo anche un cordolo di collegamento sulle pareti esistenti; non dovrei aprire aperture a meno di 1 m dagli spigoli, ecc.).
Controlli sull’esecuzione
(es. cemento armato)
Sopralluogo in data ………….., come da verbale. I lavori sono terminati. Le opere appaiono sostanzialmente corrispondenti a quanto autorizzato.
La documentazione sottoscritta dal direttore lavori delle strutture contenente i controlli di accettazione del calcestruzzo, nel rispetto delle regole previste in 11.2.5 NTC 2008, è presente e completa.
Prima della fornitura in cantiere è stata acquisita la certificazione del controllo del processo produttivo (FPC).
La documentazione sottoscritta dal direttore lavori delle strutture contenente i controlli di accettazione dell'acciaio da c.a., nel rispetto delle regole previste in 11.3.2.10.4 NTC 2008, è presente e completa.
Le forniture di acciaio da c.a. sono accompagnate dell'attestato del centro di trasformazione. Il centro di trasformazione possiede la certificazione del servizio tecnico centrale e la certificazione sul processo di trasformazione.
La necessità di autorizzazione sismica scaturisce dall’obbligo nazionale previsto dagli artt. 93 e 94 del DPR 380/2001. Il parere tecnico finalizzato al rilascio dell’autorizzazione deve quindi essere relativo al comportamento della costruzione nel caso di evento sismico.
Lettera ricevuta dal comune:
“In particolare verranno verificate la Completezza, la Coerenza e Regolarità della pratica con riferimento a quanto previsto dall’All. E Contenuto minimo della Documentazione alla DGR X/5001 del 30/03/2016 […]”.
I controlli di “completezza”, “regolarità” e “coerenza” devono essere svolti all’atto del deposito (art. 7 LR 33/2015).
Una lettera simile non può essere ricevuta: i comuni devono attivarsi per ricevere le pratiche secondo quanto previsto dalla legge regionale: attraverso MUTA o in forma cartacea.
Se il comune intende ricevere i depositi attraverso diversa piattaforma telematica, deve fare in modo che tale piattaforma svolga i controlli previsti dalla legge.
Richiesta di integrazioni relative al Modulo 1:
“Non si indica l’acciaio (utilizzato per le giunzioni) come materiale da costruzione. Si attende l’integrazione”.
La ricezione del Modulo 1 avviene a cura dello sportello unico (SUE) nel caso di deposito cartaceo, oppure direttamente dal sistema informatico (MUTA) nel caso di deposito telematico.
In nessuno di questi due casi vi è la possibilità di valutare e controllare il “contenuto” delle informazioni di importanza statistica ivi inserite (ad es. la tipologia strutturale, la volumetria dell’intervento, i dati di localizzazione, la fattibilità geologica, ecc.).
Viceversa, nella seconda fase, che riguarda l'esame del contenuto del progetto, nessuno ha interesse o titolo per incrociare le informazioni del Modulo 1, avendo a disposizione il progetto completo, oltre alla scheda sintetica (Modulo 12) per un controllo incrociato.
Il Modulo 1 è un semplice contenitore dei dati della pratica. Deve infatti essere sottoscritto soltanto da chi è titolato a PRESENTARE la pratica, e cioè dal committente (o dal suo delegato sismico in alternativa, in presenza di delega appunto) e dal costruttore.
Lettere di richiesta per integrazioni sul Mod. 12.
“Al punto 2.4, tra i tipi di strutture in elevazione, non vengono indicate le murature in c.a. e la tipologia di solaio/travi. Si attende l’integrazione”
“Non vengono compilati i punti 8.2 ed 8.6. relativi ai materiali utilizzati. Si attende l’integrazione”.
Il Modulo 12 è stato creato per due ragioni: 1) aiutare il progettista a non dimenticare alcune cose importanti previste dalle NTC; 2) illustrare il meglio possibile il progetto, per facilitare la comprensione di chi lo deve guardare.
Pertanto, le richieste di integrazioni non devono essere riferite al Modulo 12, bensì al progetto: nel caso in cui il progetto non sia chiaro, se il Modulo 12 non chiarisce, oppure è sbagliato, scatta la necessità di chiedere integrazioni (sul progetto).
Lettere di richiesta integrazioni per Modulo 5 mancante.
Non è obbligatorio presentare il Modulo 5 se il deposito è in forma cartacea.
Il Modulo 13 si riferisce esclusivamente alla “fine lavori” delle costruzioni in corso di realizzazione, nei comuni che hanno visto cambiare la loro classificazione sismica.
La legge lombarda non prevede modulistica o procedure relative alla fine lavori e al collaudo.
Nessuno può sindacare sul contenuto della documentazione di fine lavori e di collaudo, salvo i casi in cui contengano al loro interno “varianti” al progetto depositato.
Lettera di richiesta integrazioni:
“Non risultano disponibili le valutazioni sulla sicurezza relative agli interventi di rinforzo statico dei solai”.
Una scala in cemento armato che collega i due livelli ed è regolarmente rappresentata negli elaborati grafici, non può essere oggetto di richiesta di integrazione per mancanza della verifica analitica.
In generale, non dovrebbero essere richieste verifiche analitiche di elementi strutturali o di nodi di collegamento il cui dimensionamento sia governato da combinazioni di carico in cui non sono presenti azioni sismiche (per carichi da neve, vento, incendio, urti, ecc…, elementi strutturali quali orditure in legno di copertura, scale interne in appoggio su strutture principali, elementi strutturali non sismo-resistenti).
Progetto esecutivo dei solai
Richiesta di integrazione per mancanza elaborati grafici esecutivi e relazione di calcolo per i solai in latero-cemento.
Progetto esecutivo della copertura in legno
Richiesta di integrazione per mancanza elaborati grafici esecutivi e relazione di calcolo per gli elementi in legno di copertura.
Richiesta di integrazione per intervento di adeguamento:
“Sono assenti dalla relazione di calcolo le verifiche statiche agli SLU dei solai esistenti”.
Le verifiche statiche per l’adeguamento devono essere fatte, ma non dovrebbero entrare negli aspetti da controllare ai fini dell’esame sismico.
Richiesta di integrazioni:
“È assente la verifica delle travi di copertura considerando anche gli eventuali accumuli di neve come da paragrafo C3.4 della Circolare applicativa 617/2009”.
In particolare, le azioni del vento, della neve, della temperatura e le azioni eccezionali da incendio, da esplosioni, da urti di traffico veicolare, traffico ferroviario, imbarcazioni, elicotteri, non dovrebbero far parte dell’esame sismico ai fini del rilascio dell’autorizzazione.
“La relazione sui materiali non comprende le caratteristiche degli elementi utilizzati per le connessioni (squadrette, viti, bulloni, ancoranti…)”.
L’autorizzazione a fini sismici si basa sull’esame del progetto: le richieste di integrazioni non devono essere riferite alla “relazione sui materiali”, bensì al progetto, se questo presenta carenze tali da non garantire la corretta individuazione dei materiali impiegati e delle loro caratteristiche.
La relazione sui materiali, infatti, è un documento che proviene dagli obblighi stabiliti nel punto 10.1 NTC 2008, e dalla relazione illustrativa di cui all’art. 65, e non dall’art. 93 del DPR 380/2001.
Richiesta di integrazioni (spedita al comune):
Nel caso di progetto esecutivo, la delibera di approvazione dovrebbe essere successiva alla “validazione”; e la validazione dovrebbe essere successiva al parere tecnico regionale.
“Non risulta disponibile la verifica con esito positivo della completezza, coerenza e regolarità formale della documentazione”
Il documento di verifica della completezza, coerenza e regolarità formale, non è previsto nell’Allegato G della DGR 5001/2016.
Richieste di integrazioni per correggere le informazioni sul Modulo 1
Il parere tecnico regionale non dovrebbe comprendere il controllo formale di completezza, coerenza e regolarità, perché tale controllo è svolto dall’autorità competente comunale.
DGR 2616
Richiesta integrazioni del geologo esaminatore:
“di procedere all’effettuazione della verifica di II livello sismico ai sensi dell’Allegato 5 della D.G.R. IX/2616/2011”.
La richiesta di approfondimento di II livello dovrebbe derivare da un obbligo previsto nel PGT, non nella 2616/2011: la relazione che scaturisce dagli obblighi della 2616 è finalizzata a verificare la fattibilità dell’intervento sviluppando le indagini geologiche, geofisiche e geotecniche e le verifiche richieste dalle norme di attuazione del PGT che l’estensore dello studio geologico del PGT ha attribuito all’area dove ricade l’intervento.
“Modulo 1, sezione 1: l’indicazione che l’intervento non riguarda opere ai sensi del 6.1.1 delle NTC non è coerente con la tipologia di intervento e con la presentazione delle relazioni geologica e geotecnica”
Se le relazioni geologica e geotecnica sono state presentate, è evidente che la compilazione è affetta da un refuso. Non serve chiedere un’integrazione.
Prescrizione scritta in un’autorizzazione sismica a cura del geologo esaminatore:
“Riguardo i calcoli ed i parametri assunti si prende atto delle scelte date dal geologo nel rispetto della sua autonomia e responsabilità di progettista non essendo stati forniti in taluni casi tabulati di calcolo specifici e dettagliati”
Se tali “tabulati di calcolo specifici e dettagliati” dovevano essere parte del progetto, essi andavano richiesti con forza prima di rilasciare il parere favorevole.
Segnalare una ipotetica “mancanza” progettuale, senza farla colmare, significa doverne rispondere in un’eventuale giudizio.
Nel parere favorevole del geologo esaminatore:
“Per quanto riguarda le indagini geognostiche avrebbero meritato, vista la tipologia di intervento, una verifica sito-specifica di maggior dettaglio nell’ottica di verificare con maggior accuratezza la stratigrafia dei depositi presenti sulla verticale dell’areale in esame, cosi da poter procedere ad una reale e maggiormente precisa caratterizzazione geotecnica dei terreni presenti”.
“consiglio” prescrittivo
“[…] si ritiene necessario consigliare […] Per tale motivo si esprime parere sospensivo e si resta in attesa delle richieste di cui ai punti precedenti”
Conclusioni della relazione geologica:
"In fase esecutiva si richiede la verifica delle interpretazioni fatte nella presente relazione, con particolare riguardo alla natura litologica e geotecnica ipotizzata per i terreni di posa della fondazione”.
Con questa frase inserita nelle conclusioni della relazione geologica, è consigliabile inserire la medesima prescrizione nell’autorizzazione sismica. La relazione geologica, infatti, pur costituendo un “elaborato di progetto”, non viene generalmente recepita nei disegni esecutivi di cantiere.
Richiesta di integrazioni per
“Approfondimenti delle indagini geotecniche”.
Non dovrebbero esserci richieste integrazioni di approfondimento delle indagini geotecniche, in presenza di costruzioni o interventi di modesta rilevanza (6.2.2 NTC 2008); dove cioè la progettazione “può essere basata sull’esperienza e sulle conoscenze” del progettista.
influenza sulle fondazioni
Richiesta di presentare la relazione geologica per interventi che “influenzano” le fondazioni esistenti.
Nei casi in cui gli interventi in presenza di influenza “non significativa” sulle fondazioni la richiesta non dovrebbe essere formulata:
secondo il C8A.5.11, infatti, se gli interventi “non provocano sostanziali alterazioni dello schema strutturale del fabbricato” e “non comportano rilevanti modificazioni delle sollecitazioni trasmesse alle fondazioni”, “è possibile omettere interventi sulle fondazioni nonché le relative verifiche” e quindi non è necessario presentare la relazione geologica.
Il Modulo 11 dovrebbe essere allineato alle NTC (secondo C8A.5.11).
Alcuni comuni hanno introdotto moduli specifici da usare obbligatoriamente per alcune dichiarazioni.
I comuni dovrebbero attenersi alla sola modulistica prevista dalla legge regionale.
Alcuni comuni hanno adottato specifiche procedure interne per le procedure di controllo.
I comuni dovrebbero attenersi alle procedure già previste dalla legge regionale
maccabiani@tecnolabingegneria.it
“Sismica in Lombardia: l’esaminatore che non ti aspetti”
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References: art. 65

art. 93
 art. 94
 art. 65
 art. 9
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 93
 art. 1