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Timestamp: 2020-06-01 14:30:45+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 293 del 09/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 293 del 09/01/2020
Cassazione civile sez. VI, 09/01/2020, (ud. 14/03/2019, dep. 09/01/2020), n.293
sul ricorso 21161-2017 proposto da:
F.C., elettivamente domiciliata in Roma, via del Monte
Oppio, n. 5, presso lo studio dell’avvocato Francesco Pascucci,
rappresentata e difesa dall’avvocato Luigi Rotondi;
D.B.G., D.B.C. e D.B.A.,
rappresentati e difesi dall’avvocato Angelo Pica, domiciliati ex
art. 366 c.p.c., comma 2, in Roma, piazza Cavour presso la
avverso la sentenza n. 2836/2016 della Corte d’appello di Napoli,
depositata l’11/07/2016;
F.C. ha proposto ricorso per cassazione, articolato in due motivi, avverso la sentenza della Corte d’appello di Napoli che ha dichiarato inammissibile il gravame dalla stessa proposta avverso una sentenza con la quale il Tribunale di Benevento aveva respinto l’opposizione che la medesima F. aveva formulato avverso un’esecuzione forzata promossa da D.B.G., A. e C..
La F. ha depositato memorie difensive.
Il ricorso è inammissibile per omessa esposizione dei fatti di causa, in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3. La F., infatti, omette del tutto di illustrare la natura dell’esecuzione forzata opposta, i motivi dell’opposizione, le ragioni della decisione di primo grado, i motivi di appello e le ragioni della sentenza impugnata. Tutto ciò è stato invece sostituito da un resoconto che sottintende la conoscenza tutti gli atti processuali e che si risolve unicamente in apprezzamenti personali negativi sull’operato delle controparti, peraltro con toni ed espressioni non confacenti alla natura dell’atto (nel ricorso si discute ripetutamente di una, non meglio precisata, “esecuzione farsa”).
Le spese del giudizio di legittimità vanno poste a carico del ricorrente, ai sensi dell’art. 385 c.p.c., comma 1, nella misura indicata nel dispositivo. Le stesse vanno distratte in favore del difensore dei controricorrenti, che ne ha fatto ritualmente richiesta. Ricorrono altresì i presupposti per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, sicchè va disposto il versamento, da parte dell’impugnante soccombente, di un ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello già dovuto per l’impugnazione da lei proposta.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento, in favore dei controricorrenti, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2.000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge, da distarsi in favore del difensore di fiducia.

References: Sentenza 

art. 366
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 1