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Timestamp: 2020-07-05 11:31:14+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2548 del 31/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2548 del 31/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/01/2017, (ud. 17/11/2016, dep.31/01/2017), n. 2548
sul ricorso 22796/2015 proposto da:
C.S., rappresentata e difesa dall’Avv. ANGELO VILLINI;
FALLIMENTO S.D. SRL, elettivamente domiciliato in ROMA,
VIALE GIULIO CESARE 14 A-4, presso lo studio dell’avvocato GABRIELE
PAFUNDI, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato BRUNO
GIAMPAOLI;
S.S.A.Z., FALLIMENTO (OMISSIS) SRL;
avverso la sentenza n. 2979/2014 del TRIBUNALE di BRESCIA, depositata
il 06/10/2014.
17/11/2016 dal Consigliere Dott. ALBERTO GIUSTI.
che il consigliere designato ha depositato, in data 25 luglio 2016, la seguente relazione ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.:
“In un giudizio di espropriazione di beni indivisi promosso dal Fallimento di S.D. contro C.S., il Tribunale di Brescia, con sentenza in data 6 ottobre 2014, ha accertato la non comoda divisibilità del bene immobile oggetto della controversia e ne ha disposto la vendita per intero.
La Corte d’appello di Brescia, con ordinanza in data 9 aprile 2015, ha dichiarato inammissibile ex art. 348-bis c.p.c., l’appello della C., avendo ritenuto i motivi di gravame privi di una ragionevole probabilità di accoglimento.
Avverso la sentenza del Tribunale, la C. ha proposto ricorso, con atto notificato il 15-18 settembre 2015.
L’intimato Fallimento ha resistito con controricorso.
Il ricorso appare inammissibile per tardività.
Ai sensi dell’art. 348-ter c.p.c., il termine per il ricorso per cassazione avverso il provvedimento di primo grado decorre dalla comunicazione (o notificazione, se anteriore) dell’ordinanza dichiarativa dell’inammissibilità dell’appello.
Nella specie, a fronte della comunicazione dell’ordinanza avvenuta telematicamente il 10 aprile 2015, il ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale è stato avviato alla notifica soltanto il 15 settembre 2015, una volta scaduto il termine di sessanta giorni decorrente dal 10 aprile 2015.
Il ricorso può essere avviato alla trattazione in camera di consiglio, per esservi dichiarato inammissibile”.
che poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è dichiarato inammissibile, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto del T.U. di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione dichiarata inammissibile.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali sostenute dal Fallimento controricorrente, che liquida in complessivi Euro 2.700, di cui Euro 2.500 per compensi, oltre a spese generali e ad accessori di legge.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 2, il 17 novembre 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 348
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 13