Source: https://www.laleggepertutti.it/178513_quando-un-testimone-non-e-attendibile
Timestamp: 2018-09-24 14:37:37+00:00

Document:
Quando un testimone non è attendibile
Il testimone non deve avere interessi nella causa; la valutazione sull’inattendibilità spetta al giudice.
La legge disciplina con comprensibile sfiducia la figura del testimone, non solo perché facilmente suggestibile, ma anche perché spesso il racconto subisce il filtro soggettivo del proprio autore. A influenzare le dichiarazioni possono essere vuoti di memoria, la vicinanza ad una delle parti, inconsce valutazioni personali, ecc. Ecco perché il codice stabilisce che il testimone è tenuto a narrare solo i fatti visti “coi propri occhi”, senza sbilanciarsi in giudizi. Nonostante la difficoltà di filtrare le dichiarazioni testimoniali dall’eventuale apporto “creativo” del loro autore, molte cause vengono decise proprio sulla base ai testimoni. Perché mai? Perché molti fatti della vita quotidiana, che danno luogo a controversie, non possono essere dimostrati con documenti, foto o riprese; per cui solo la narrazione di chi vi ha assistito potrebbe togliere incertezza e costituire una prova. Ciò vale anche per gli stessi contratti: la regola lascia libere le parti di stabilire la forma che preferisce e, quindi, concludere accordi anche oralmente, senza scritture private. Ciò posto, spetta però al giudice valutare quando il testimone è attendibile e quando è, invece, inattendibile. Di certo la legge gli lascia ampio margine di manovra: da un lato, infatti, il codice consente di chiamare a testimoniare anche persone molto vicine alle parti, come il coniuge, i figli, gli altri familiari e i lavoratori dipendenti; dall’altro lato però stabilisce che il giudice valuta le dichiarazioni testimoniali «secondo il proprio prudente apprezzamento», il che vuol dire “massimo potere”.
Ma che significa che un testimone è attendibile? Significa che è “credibile” ossia che le sue dichiarazioni non solo sono state dette in buona fede (se così non fosse scatterebbe il reato di falsa testimonianza), ma sono anche lucide, cristalline e chiare, prive di incertezze o altre contaminazioni imputabili al tempo o al giudizio personale del testimone.
Il giudice può decidere quando un testimone non è attendibile e ritenere le sue dichiarazioni ininfluenti ai fini della decisione, scartando tutto ciò che da questi è stato narrato nel corso del giudizio, fatto salvo l’obbligo di motivare le ragioni del convincimento.
Ma procediamo con ordine e cerchiamo di chiarire gli aspetti principali della prova testimoniale. Chi può testimoniare, quale valore ha la testimonianza, cosa può fare il giudice nel caso in cui vi sia il sospetto che il testimone abbia detto il falso.
1 Chi può testimoniare?
2 Quanto vale la prova testimoniale?
3 Come vanno esaminati i testimoni?
4 L’erede può testimoniare?
5 L’avvocato può testimoniare?
6 Il coniuge in comunione dei beni può testimoniare?
7 Il dipendente può testimoniare?
8 Un minorenne può testimoniare?
9 Il socio di una società può testimoniare?
10 Il condomino può testimoniare?
Chi può testimoniare?
La legge non stabilisce a priori quando un testimone non è attendibile, lasciando questo compito al giudice caso per caso. Il codice si limita solo a stabilire chi non può testimoniare e lo fa usando una definizione molto generica. In particolare, non può testimoniare:
la parte che sta in causa (solo nel processo penale la vittima può essere testimone dei fatti da essa narrati). Per cui, ad esempio, in una causa tra Tizio e Caio, entrambi non potranno fornire dichiarazioni testimoniali a proprio favore ma dovranno necessariamente valersi di terzi. È possibile, in realtà, l’interrogatorio formale, una sorta di domanda/risposta che fa il giudice su sollecitazione di una delle parti, per far ammettere all’avversario determinati aspetti della controversia (di solito l’interrogatorio riguarda i fatti che difficilmente potrebbero essere negati);
le persone che hanno nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione alla causa. È tale l’interesse concreto e attuale che legittima il soggetto a partecipare al giudizio in relazione all’oggetto della contesa (si pensi, ad esempio, al uno dei possibili responsabili di un danno che, tuttavia, non è stato citato).
La valutazione sulla capacità di testimoniare deve avvenire al momento in cui la deposizione viene resa.
Il coniuge può testimoniare anche se in regime di comunione dei beni.
Non può testimoniare chi nutre un sentimento di grave inimicizia con una delle parti, perché le sue dichiarazioni potrebbero essere falsate.
Benché il dipendente è legato al datore di lavoro da una comprensibile “fedeltà”, la sua prova testimoniale viene ritenuta valida (anche perché, diversamente, tutte le questioni interne all’azienda o con i clienti non potrebbero mai essere dimostrate).
Quanto vale la prova testimoniale?
Contrariamente a quanto comunemente si crede, non è vero che esiste una scala di valore nelle dichiarazioni rese dai testimoni, né è vero che conta il numero dei testimoni. Ben potrebbe una dichiarazione ben strutturata e credibile vincere cento deposizioni di senso contrario generiche e poco convincenti. In teoria la deposizione di un coniuge può valere quanto quella di un estraneo. In pratica, però, il giudice tiene conto della vicinanza del testimone alla parte che lo ha citato e, pertanto, potrebbe ritenere che il testimone non legato da vincoli con le parti sia più attendibile di quello invece che ha un qualsiasi tipo di relazione. Come detto la legge stabilisce che è il giudice a valutare la credibilità di un testimone.
Come vanno esaminati i testimoni?
Ogni teste deve essere esaminato separatamente dagli altri testimoni. In ogni caso, l’escussione di un teste che abbia assistito alle deposizioni degli altri testimoni non comporta la nullità della prova, ma il giudice, nell’esercizio del suo potere discrezionale, ne può tenere conto per valutare l’attendibilità del teste [1].
L’erede può testimoniare?
Se la testimonianza dell’erede è stata resa prima del decesso della parte, le sue dichiarazioni si possono ritenere attendibili. Se invece la morte della parte è avvenuta prima della fase istruttoria del processo, l’erede – in quanto succede alla parte – non può più testimoniare.
L’avvocato non può testimoniare per il proprio cliente nella causa in cui lo sta assistendo. Cessata tale sua qualità può diventare testimone, ma può decidere di astenersi per il segreto professionale.
Il coniuge in comunione dei beni può testimoniare?
In linea di massima il coniuge può testimoniare ed è considerato astrattamente attendibile. Non può però testimoniare se la causa riguarda uno dei beni in comunione (ad esempio la casa coniugale) [2].
Il dipendente può testimoniare?
Non c’è alcuna norma che vieta al dipendente di testimoniare in favore della ditta per cui lavora. Per il solo fatto di essere assunto non può ritenersi scarsamente attendibile, anche se il giudice, caso per caso, può valutare se le dichiarazioni del teste sono convincenti o meno [3]. Ad esempio, il dipendente della banca può essere chiamato e testimoniare in una causa tra la banca e il cliente.
Un minorenne può testimoniare?
In linea generale sì; la minore età incide infatti solo sulla valutazione della testimonianza resa e quindi sulla sua attendibilità [4].
Il socio di una società può testimoniare?
Sì anche se la causa ha ad oggetto l’azione di responsabilità intrapresa dalla società contro il suo amministratore [5].
Il condomino può testimoniare?
In linea di massima può testimoniare nelle cause aventi ad oggetto cause tra altri condomini o tra condomini e condominio. Non può testimoniare invece nella causa promossa da un condòmino nei confronti del condominio in relazione alla ripartizione delle spese sostenute per l’utilizzazione della cosa comune (potendo assumere la qualità di parti) [6].
[1] Cass. sent. n. 7800/1993.
[2] Cass. sent. n. 9304/1995; n. 988/2010; n. 10398/2008.
[3] Cass. sent. n. 2075/2013.
[4] Cass. sent. n. 5485/1997.
[5] Cass. sent. n. 9188/2013.
[6] Cass. sent. n. 17199/2015, n. 6483/1997.

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.