Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2018&numero=178
Timestamp: 2020-02-23 07:04:05+00:00

Document:
Sentenza 178/2018 (ECLI:IT:COST:2018:178)
Norme impugnate: Artt. 13, c. 1°, 29, c. 1°, lett. a), 37, 38 e 39 della legge della Regione autonoma della Sardegna 03/07/2017, n. 11.
Massime: 40194 40195 40196 40197 40198
Atti decisi: ric. 72/2017
Massima n. 40194 Massima successiva
RICORSO IN VIA PRINCIPALE - IMPUGNAZIONE DI NORMA REGIONALE IN MATERIA SPETTANTE ALLA COMPETENZA ESCLUSIVA STATALE - AMMISSIBILITÀ DEL RICORSO - RIGETTO DI ECCEZIONE PRELIMINARE.
Non è accolta l'eccezione di inammissibilità del ricorso avente ad oggetto gli artt. 13, comma 1, 29, comma 1, lett. a), 37, 38 e 39 della legge reg. autonoma Sardegna n. 11 del 2017, perché non terrebbe conto della competenza legislativa primaria ed esclusiva conferita dallo statuto speciale alla Regione resistente in materia di edilizia e urbanistica. La conservazione ambientale e paesaggistica spetta, in base all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost., alla cura esclusiva dello Stato, e le disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio si impongono al rispetto del legislatore regionale, anche in considerazione della loro natura di norme di grande riforma economico-sociale e dei limiti posti dallo stesso statuto sardo alla potestà legislativa regionale. (Precedenti citati: sentenze n. 103 del 2017, n. 210 del 2014 e n. 51 del 2006).
legge della Regione autonoma Sardegna 03/07/2017 n. 11 art. 13 co. 1
legge della Regione autonoma Sardegna 22/12/1989 n. 45 art. 10 bis co. 2
legge della Regione autonoma Sardegna 03/07/2017 n. 11 art. 29 co. 1
legge della Regione autonoma Sardegna 23/04/2015 n. 8 art. 38
legge della Regione autonoma Sardegna 03/07/2017 n. 11 art. 37
legge della Regione autonoma Sardegna 14/03/1994 n. 12 art. 18
legge della Regione autonoma Sardegna 03/07/2017 n. 11 art. 38
legge della Regione autonoma Sardegna 14/03/1994 n. 12 art. 18 ter
legge della Regione autonoma Sardegna 03/07/2017 n. 11 art. 39
legge della Regione autonoma Sardegna 14/03/1994 n. 12 art. 18 quater
Massima n. 40195 Massima successiva Massima precedente
RICORSO IN VIA PRINCIPALE - IMPUGNAZIONE DI LEGGE PUBBLICATA, A PRESCINDERE DEGLI EFFETTI PRODOTTI - SUSSISTENZA DELL'INTERESSE A RICORRERE - AMMISSIBILITÀ DEL RICORSO - RIGETTO DI ECCEZIONE PRELIMINARE.
Non è accolta l'eccezione di inammissibilità del ricorso avente ad oggetto gli artt. 13, comma 1, 29, comma 1, lett. a), 37, 38 e 39 della legge reg. autonoma Sardegna n. 11 del 2017, per carenza di interesse alla proposizione dell'impugnativa e carente argomentazione in ordine alle censure proposte. Per costante giurisprudenza costituzionale, la mera pubblicazione di una legge che si ritenga lesiva della ripartizione di competenze, a prescindere dagli effetti che essa abbia prodotto, giustifica la proposizione del giudizio in via principale. (Precedenti citati: sentenze n. 195 del 2017, n. 262 del 2016 e n. 118 del 2015).
Massima n. 40196 Massima successiva Massima precedente
RICORSO IN VIA PRINCIPALE - DEDOTTA GENERICITÀ DEI PARAMETRI EVOCATI - MOTIVAZIONE SUFFICIENTE - AMMISSIBILITÀ DEL RICORSO - RIGETTO DI ECCEZIONE PRELIMINARE.
Non è accolta l'eccezione di inammissibilità, per generica evocazione dei parametri violati, del ricorso avente ad oggetto gli artt. 13, comma 1, 29, comma 1, lett. a), 37, 38 e 39 della legge reg. autonoma Sardegna n. 11 del 2017. Il ricorrente ha sufficientemente motivato le ragioni per le quali le disposizioni impugnate sarebbero contrarie alle norme di grande riforma economico-sociale, specificamente individuate, in materia di tutela dell'ambiente.
Massima n. 40197 Massima successiva Massima precedente
PAESAGGIO - NORME DELLA REGIONE AUTONOMA SARDEGNA - PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE - INTERVENTI ESCLUSI DAL VINCOLO DI INTEGRALE CONSERVAZIONE DEI SINGOLI CARATTERI NATURALISTICI, STORICO-MORFOLOGICI E DEI RISPETTIVI INSIEMI - TRASFERIMENTO DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE MEDIANTE INTERVENTI DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE - VIOLAZIONE DELLA COMPETENZA STATALE ESCLUSIVA IN MATERIA DI "AMBIENTE" - ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.
Sono dichiarati costituzionalmente illegittimi - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost., in relazione agli artt. 135 e 143, comma 1, lett. c), del Codice dei beni culturali e del paesaggio - gli artt. 13, comma 1, e 29, comma 1, lett. a), della legge reg. autonoma Sardegna n. 11 del 2017, che rispettivamente aggiungono le lettere i-bis e i-ter al comma 2 dell'art. 10-bis della legge reg. Sardegna n. 45 del 1989, e modificano l'art. 38 della legge reg. Sardegna n. 8 del 2015. La prima delle norme impugnate dal Governo esclude determinati interventi dal vincolo di integrale conservazione dei singoli caratteri naturalistici, storico-morfologici e dei rispettivi insiemi, mentre la seconda prevede il trasferimento del patrimonio edilizio esistente mediante interventi di demolizione e ricostruzione con differente localizzazione degli edifici ricadenti all'interno delle zone urbanistiche omogenee E ed H ed interne al perimetro dei beni paesaggistici di cui all'articolo 142, comma 1, lett. a), b), c), ed i), del d.lgs. n. 42 del 2004. La resistente ha proceduto in modo unilaterale e non attraverso la pianificazione condivisa conformemente ai parametri interposti indicati, cui è riconosciuto il rango di norme di grande riforma economico-sociale; in ogni caso, in presenza di più competenze - quella dello Stato in materia ambientale, e quella della resistente in materia di edilizia ed urbanistica, così intrecciate ed interdipendenti in relazione alla fattispecie in esame - la concertazione legislativa ed amministrativa risulta indefettibile. Quanto all'art. 29 comma 1, lett. a) indicato, inoltre, attraverso il previo mutamento della disciplina inerente a tali zone urbanistiche, si svuota la competenza esclusiva dello Stato finalizzata a determinare i criteri con cui intervenire negli ambiti ambientali e paesistici. (Precedenti citati: sentenze n. 103 del 2017, 210 del 2014 e n. 308 del 2013). Nelle materie rimesse alla competenza esclusiva statale, la semplice novazione della fonte normativa costituisce causa di illegittimità della disposizione regionale. (Precedenti citati: sentenze n. 110 del 2018, n. 234 del 2017, n. 103 del 2017, n. 40 del 2017, n. 195 del 2015). La conservazione ambientale e paesaggistica spetta, in base all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost., alla cura esclusiva dello Stato, riverberando tale titolo di competenza i suoi effetti anche quando si tratta di Regioni speciali o di Province autonome, tenendo però conto degli statuti speciali di autonomia. (Precedente citato: sentenza n. 378 del 2007).
decreto legislativo 22/01/2004 n. false art. 143 co. 1
Massima n. 40198 Massima precedente
USI CIVICI - NORME DELLA REGIONE AUTONOMA SARDEGNA - PERMUTA E ALIENAZIONE DEI TERRENI, OVVERO TRASFERIMENTO DEI DIRITTI DI USO CIVICO - VIOLAZIONE DELLA COMPETENZA STATALE ESCLUSIVA IN MATERIA DI "AMBIENTE" - ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.
Sono dichiarati costituzionalmente illegittimi - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost., in relazione all'art. 143 del d.lgs. n. 42 del 2004, e dell'art. 3, primo comma, lett. n), dello statuto speciale della Sardegna - gli artt. 37, 38 e 39 della legge reg. Sardegna n. 11 del 2017, che modificano, rispettivamente, gli artt. 18 e 18-ter della legge reg. Sardegna n. 12 del 1994, e vi aggiungono l'art. 18-quater, subordinando il decreto di autorizzazione alla alienazione, alla permuta o alla sdemanializzazione dei terreni civici ad un accordo che riconosca l'assenza di valori paesaggistici determinati dall'uso civico. Le disposizioni impugnate dal Governo contrastano con il presupposto indefettibile della previa "sclassificazione", che può concretarsi solo nelle fattispecie legali tipiche previste dalla legge n. 1766 del 1927, e dal r.d. di attuazione n. 332 del 1928 - non potendo configurarsi una c.d. sdemanializzazione di fatto - nel cui ambito procedimentale è ricompreso anche il concerto tra Regione e ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, autorità competenti a valutare il mutamento di destinazione. La pianificazione ambientale paesaggistica - espressione del principio indefettibile della pianificazione condivisa -, esercitata da Stato e Regione, è la sede nella quale può esercitarsi la tutela dinamica del demanio civico, modificando l'utilizzazione dei beni per nuovi obiettivi e, in casi di particolare rilevanza, per esigenze di adeguamento a situazioni di fatto meritevoli di salvaguardia, sulla base di una valutazione non collidente con gli interessi generali della popolazione locale. (Precedenti citati: sentenze n. 113 del 2018, n. 103 del 2017 e n. 210 del 2014).
L’art. 10-bis della legge reg. Sardegna n. 45 del 1989 è stato difatti inserito dalla legge della Regione autonoma della Sardegna 7 maggio 1993, n. 23 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, recante «Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale»), la quale ha introdotto una disciplina particolarmente rigorosa, rendendo del tutto inedificabili alcuni ambiti territoriali, e, al contempo, ha individuato le fattispecie escluse da detto vincolo. Tra queste sono stati inseriti anche gli interventi previsti dalla disposizione in esame, che sarebbe volta soltanto a chiarire che essi non sono ricompresi nel vincolo di intrasformabilità, ma non sarebbero ammessi nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico né si sottrarrebbero alla copianificazione.
Con la legge della Regione autonoma della Sardegna 25 novembre 2004, n. 8 (Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la pianificazione paesaggistica e la tutela del territorio regionale), l’odierna resistente ha fatto propria questa disciplina statale paesistico-ambientale ed ha introdotto misure di salvaguardia finalizzate alla redazione del nuovo piano paesistico regionale, qualificando quest’ultimo quale «principale strumento della pianificazione territoriale regionale ai sensi dell’articolo 135 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 [...] al fine di assicurare un’adeguata tutela e valorizzazione del paesaggio» (art. 1, comma 1), che «assume i contenuti di cui all’articolo 143 del decreto legislativo n. 42 del 2004» (art. 1, comma 2).

References: art. 13
 art. 10
 art. 29
 art. 38
 art. 37
 art. 18
 art. 38
 art. 18
 art. 39
 art. 18
 sentenza 
 art. 143