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Timestamp: 2020-07-07 13:55:33+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 9093 del 02/04/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9093 del 02/04/2019
Cassazione civile sez. VI, 02/04/2019, (ud. 28/02/2019, dep. 02/04/2019), n.9093
sul ricorso 1909-2018 proposto da:
U.I.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
PIETRO MASCAGNI 186, presso lo studio dell’avvocato PITORRI JACOPO,
avverso la sentenza n. 7576/2017 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 01/12/2017;
Con sentenza del 1 dicembre 2017, la Corte d’Appello di Roma, ha dichiarato inammissibile ex art. 342 c.p.c. l’appello proposto da U.I.M., cittadino nigeriano, avverso l’ordinanza con la quale il Tribunale aveva rigettato le istanze volte in via gradata al riconoscimento dello status di rifugiato, del diritto alla protezione sussidiaria ed alla protezione umanitaria. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso lo straniero, sulla base di quattro motivi, con cui denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8; del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 17, art. 15, commi 1 e 2, e art. 16; del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6; art. 3 Cost. Il Ministero ha resistito con controricorso.
Il ricorso è inammissibile. Con esso si denuncia la mancata attivazione dei poteri istruttori dell’Ufficio, si richiama genericamente la disciplina in tema di protezione sussidiaria e di protezione umanitaria e si critica il mancato “doveroso bilanciamento … tra la tutela degli interessi privato ed il bene giuridico della sicurezza pubblica della Nazione”, senza considerare che la sentenza impugnata ha definito in rito il gravame proposto dall’odierno ricorrente, per aver ritenuto non esser stata validamente incisa la decisione di primo grado, con la quale si era affermata la non credibilità del racconto, e la ritenuta mancanza di seri pericoli in caso di rientro in Patria.
Per riaprire il dibattito sulla sua posizione, il ricorrente avrebbe, quindi, dovuto criticare la ritenuta inammissibilità dell’appello e riprodurre, in ossequio al disposto di cui all’art. 366 c.p.c. le doglianze avverso la decisione di primo grado. Non avendolo fatto, il ricorso non incide sulla ratio decidendi della sentenza e la declaratoria d’inammissibilità resta ferma.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 342
 sentenza 
 art. 8
 art. 17
 art. 15
 art. 16
 art. 5
 art. 3
 sentenza 
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