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Timestamp: 2019-08-20 13:51:48+00:00

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ANNO LXI – 2010 – N4 – Ediesse
ANNO LXI - 2010 - N4
Nuove problematiche in tema di mansioni e qualifica del lavoratore >
Il saggio analizza i recenti interventi della giurisprudenza in tema di mansioni e qualifica del lavoratore: mansioni promiscue, mobilità orizzontale e clausole di fungibilità, rifiuto a svolgere mansioni inferiori, il risarcimento del danno da demansionamento.
Scritto da: Bruno Balletti
Conferimento e revoca degli incarichi dirigenziali >
Lo scritto intende verificare le novità introdotte dalla Riforma Brunetta, come poi modificate dalle misure contingenti dell’estate 2010, sul tema degli incarichi dirigenziali, specie sotto l’aspetto delle tutele dei dirigenti nei confronti delle “tracimazioni” dei politici. La conclusione è che se le maggiori responsabilità ed i maggiori pesi accollati ai dirigenti ne aggravano la posizione complessiva, le regole sugli incarichi la compensano, se pure parzialmente, specie attraverso una interessante proceduralizzazione delle varie fasi, che offre spazi di maggior tutela.
Relazioni sindacali e contrattazione collettiva nel d.lgs. n. 150/2009: la riforma alla «prova del tempo» >
L’A. si confronta con alcuni nodi interpretativi della riforma Brunetta relativi ai tempi di adeguamento del sistema di contrattazione collettiva alle nuove regole. La l. n. 122/10 ha disposto, infatti, blocchi della contrattazione e congelamenti dei trattamenti economici dei dipendenti pubblici che sembrerebbero produrre effetti di drastica paralisi della riforma varata nel 2009.l’A. suggerisce interpretazioni del d. lgs. n. 150/09 e della l. n. 122/10 finalizzate a liberare, sin dal 2010, le potenzialità della riforma, ridimensionando gli effetti paralizzanti della “manovra anticrisi.
Scritto da: Anna Alaimo
Ruolo «datoriale» e autonomia del dirigente: Da burocrate a manager e ritorno? >
Il saggio analizza il nuovo ruolo “datoriale” del dirigente pubblico in conseguenza della riforma Brunetta. Precisata la centralità della costruzione giuridica del datore di lavoro nel processo di privatizzazione dell’organizzazione e dei rapporti di lavoro pubblici, si esaminano le modifiche introdotte sia con riferimento al rapporto di lavoro dei dirigenti che all’esercizio dei poteri di cui essi sono titolari, per valutare quanto e come la nuova disciplina abbia inciso sul grado di autonomia del dirigente, salvaguardandone la connotazione professionale manageriale ovvero compromettendola.
Responsabilità disciplinare e responsabilità dirigenziale. Una proposta di ricomposizione >
Il d.lgs.150/09, modificando la disciplina della responsabilità dirigenziale e introducendo fattispecie di responsabilità disciplinare dei dirigenti rende problematico il rapporto tra le due forme di responsabilità. Si propone una lettura della nuova normativa che conduce a individuare un’unica figura di responsabilità contrattuale per inadempimento delle obbligazioni che fanno capo al rapporto di lavoro dirigenziale, con articolazioni e diversificazioni sul piano procedurale in relazione ai diversi tipi di addebito correlati ai diversi specifici compiti e doveri che connotano tale rapporto.
Scritto da: Franca Borgogelli
Trasparenza e class action contro le inefficienze delle pubbliche amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici >
Il ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e dei concessionari dei servizi pubblici è uno strumento in cui sono sintetizzati gli obiettivi di fondo della riforma della p.a.. Numerose sono le limitazioni all’uso di questa azione processuale che rischiano di ridimensionarne l’impatto nell’ordinamento italiano: in particolare, l’esclusione di una tutela risarcitoria, la possibilità delle amministrazioni di paralizzare ex ante il ricorso o neutralizzare ex post l’eventuale provvedimento di condanna dimostrando la limitatezza delle risorse umane, strumentali.
Merito e premialità nella riforma del lavoro pubblico >
SOMMARIO: 1. Premessa 2. Criteri per la differenziazione delle valutazioni. — 3. Eterogenesi degli strumenti premianti. — 3.1. Il bonus annuale delle eccellenze. — 3.2. Il premio annuale per l’innovazione. — 3.3. Progressioni economiche. — 3.4. Progressioni di carriera. — 3.5. Attribuzione di incarichi e responsabilità. — 3.6. Accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale. — 3.7. Premio di efficienza. — 4. Norme per gli enti territoriali e per il Servizio sanitario nazionale.— 5. Adeguamento ed efficacia dei contratti collettivi vigenti. — 6. Osservazioni conclusive.
Scritto da: Federico Maria Putaturo Donati
Contrattazione integrativa e buon andamento delle amministrazioni >
Il saggio esamina le innovazioni introdotte dalla recente riforma della disciplina del lavoro contenuta nella l. 4 marzo 2009, n.15 e nel d.lgs 27 ottobre 2009, n.150 in materia di contrattazione collettiva integrativa. L’A. descrive le modifiche più significative apportate alla previgente disciplina, in particolare approfondendo le tematiche relative al ruolo della contrattazione collettiva, ai poteri amministrativi, ai controlli in materia di contenimento della spesa per il personale, alle sanzioni ed agli obblighi di trasparenza, alle problematiche relative alla rappresentatività sindacale.
Scritto da: Carmen La Macchia.
I vincoli «a cascata» della contrattazione integrativa >
Il saggio analizza l’impatto dei vincoli che la cd. riforma Brunetta impone alla contrattazione collettiva integrativa. Dopo avere elaborato una classificazione dei limiti, suddivisi tra quelli di tipo finanziario e quelli di natura giuridico-sostanziale, la disamina si concentra sul meccanismo di finalizzazione della contrattazione, considerato come trait d’union tra le due tipologie di vincoli e fulcro di un sistema teso ad erodere il campo di azione autonoma della negoziazione decentrata in favore dell’etero - determinazione di obiettivi e contenuti.
Scritto da: Daniela Comandè
Profili della responsabilità disciplinare dei dipendenti pubblici >
Seguendo uno dei principali obiettivi che hanno ispirato la riforma del biennio 2008/2010, il D.lgs n. 150/2009 ha profondamente modificato gli assetti regolativi della responsabilità disciplinare dei dipendenti pubblici, al fine di rendere più effettivo e rigoroso l’esercizio del potere sanzionatorio da parte dell’amministrazione. Il segno più immediato della trasformazione si avverte riguardo al regime delle fonti, che determina il superamento delle discipline dei contratti collettivi di comparto e di area dirigenziale, specie con riguardo alla regolamentazione del procedimento disciplinare.
L'applicazione della riforma Brunetta nel sistema delle autonmie locali. Un primo bilancio >
Il contributo intende offrire una messa a punto dei profili di applicazione del d.lgs. n. 150/09 nelle amministrazioni locali. l’a. passa in rassegna i principali ambiti d’incidenza “materiale” della disciplina, alla stregua non solo delle opinioni dottrinali formatesi sino ad ora, ma anche della prima giurisprudenza consultiva della Corte dei Conti e del TAR. Il quadro che si delinea tende a “disarticolare” gli ambiti di applicazione “mediata” e “diretta” delle disposizioni del decreto, evidenziando l’emergere di problematiche interpretative assai delicate.
Scritto da: Giancarlo Ricci
Integrità e corruzione amministrativa. L’etica pubblica e il Codice di comportamento dei dipendenti delle amministrazioni pub >
La previsione normativa diretta all’adozione di un Codice di comportamento per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, originariamente introdotta in occasione dei primi interventi di manutenzione della riforma adottata con il d.lgs. n. 29/93: nuovi scenari della riforma Brunetta.
Efficienza, etica e buona gestione: nuovi paradigmi nel settore del lavoro pubblico >
Il saggio, muovendo dalla disamina delle principali traiettorie del d.l. Brunetta, indaga i nuovi confini del vincolo di scopo sotteso all’agire pubblico. Ciò al fine di appurare se la crescente attenzione riservata all’utenza abbia determinato un ampliamento tale dei medesimi, da contemplare finalità ulteriori da quelle tradizionali della efficienza, efficacia ed effettività dell’azione amministrativa. La disamina dal livello macro si sposta, poi, al livello micro per verificare se la nuova accezione di vincolo di scopo possa tradursi in altrettanti doveri per i dirigenti pubblici.
Scritto da: Gabriella Nicosia
L’inderogabilità nel lavoro pubblico dopo la riforma >
il saggio esamina il ruolo della norma inderogabile nel lavoro pubblico dopo le modifiche introdotte dalla cd. riforma Brunetta. Il duplice punto di osservazione delle fonti di disciplina nel rapporto di impiego e delle fonti legali nel riparto di competenze tra legislatore nazionale e regionale consente di analizzare le interferenze tra i vari piani regolativi.
Programmazione di bilancio, performance organizzativa e valutazione dei risultati >
Il legislatore ha introdotto, con il d. lgs. n. 150 e la l. n. 196 del 2009, norme indirizzate al perseguimento di una maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa e alla (conseguente) determinazione dei flussi di finanziamento delle amministrazioni, attraverso procedure gestionali di valutazione della performance.Riguardo alla l. n. 196, viene messo in evidenza come le procedure di formazione del bilancio di previsione in essa definite si configurino sostanzialmente come un ciclo di valutazione della performance.
Scritto da: Giuseppe Cammarota
Ricordo di Massimo Roccella >
Massimo Roccella è stato un professore di Diritto del lavoro non per caso. L’avvicinamento alla disciplina alla quale ha dedicato la sua vita, infatti, è stato per lui una scelta profondamente consapevole: la concretizzazione diun incontro fortemente desiderato e pianificato con coraggiosa intraprendenza.
Il pubblico impiego dopo la riforma del 2009. Presentazione >
Presentazione del tema del fascicolo: la riforma del lavoro pubblico del 2009. Si tatta della terza riforma attuata in meno di vent'anni. Vi erano state, in precedenza, la prima e la seconda privatizzazione (1993 e 1998), seguite da un cd. «Testo Unico» (2001), ripetutamente modificato, e da una controversa riforma della dirigenza (2002), anch’essa più volte riveduta e corretta, anche dalla Corte Costituzionale. La riforma del Titolo V (parte seconda) della Costituzione (2001) ha, a sua volta, fortemente inciso sulle fonti di regolazione della materia.
Filosofia e tecnica di una riforma >
L’A. ricostruisce l’evoluzione legislativa della riforma, assumendo come chiave di lettura la contrapposizione fra le due formule con cui è stata tenuta a battesimo, “contrattualizzazione e privatizzazione.” Sarebbe stata la seconda a risultare vincitrice, tenendo a bada un revival di pubblicizzazione ma, al tempo stesso, scontando una rilegificazione sempre più intensa ed incisiva
Scritto da: Franco Carinci
Regime giuridico e fonti di disciplina dei rapporti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni >
L'autore tratta la questione del regime giuridico dei rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni alla luce della riforma del 2009. Muovendo dai caratteri e motivi ispiratori di tale riforma, ritiene che le nuove regole sulla misurazione e valutazione delle performance e sul circuito risultati/responsabilità confermino, e, di più, accentuino la connotazione privatistico-aziendalistica dei poteri gestionali in materia di organizzazione e lavoro.
Scritto da: Alfredo Corpaci
Le «dimissioni in bianco»: un negozio in cerca di classificazione >
La Corte di merito conferma la nullità dell’estinzione del rapporto di lavoro, avvenuta mediante dimissioni sottoscritte senza data dal lavoratore. Si tratta di un istituto – ed all’interno di esso – di un problema critico a livello probatorio nonché, correlativamente, in diritto, stante il confronto tra il diritto del lavoratore al recesso ad nutum e la possibile elusione dei limiti legali al licenziamento. Il commento analizza poi l’argomentazione a sostegno della nullità dell’atto di recesso per mancanza di causa, valutandone le possibili implicazioni unitamente alle opzioni alternative
Scritto da: Stefano Cairoli
Il danno non patrimoniale >
Con le sentenze gemelle del novembre 2008 le Sezioni Unite della Cassazione si proponevano l'obiettivo di fornire definitivo approdo sistematico sulla controversa tematica del danno non patrimoniale. La successiva evoluzione giurisprudenziale mostra, invece, che persistono difformità di orientamenti e i contrasti interpretativi vertono anche sulla stessa portata innovativa delle sentenze di San Martino. La rassegna fornisce una panoramica degli indirizzi giurisprudenziali su alcune delle principali criticità della materia, soprattutto a livello applicativo
Scritto da: Clotilde Parise
Controlli difensivi e utilizzabilità delle prove in assenza della procedura ex art. 4 Stat. Lav. >
La Corte d'appello di Firenze affronta, con la sentenza in commento, il problema dell’operatività dell’art. 4 Stat. Lav. rispetto ai controlli a distanza c.d. “difensivi” e la connessa questione dell’utilizzabilità delle risultanze di questi sul piano processuale.
Scritto da: Michela Bari
Sull’antisindacalità della condotta del datore in caso di lesione del diritto all’immagine e alla credibilità del sindacat >
Scritto da: Anna Maria Grasso
Ambito di applicazione dei criteri di scelta e infungibilità della posizione del lavoratore nelle procedure di mobilità >
Scritto da: Matteo Di Francesco
Eterogenesi dell’autonomia privata: quando l’imprenditore non ha il potere di limitare la sua libertà contrattuale >
Sintetizzato il caso concreto e l’argomentazione della pronuncia, il commento critico alla sentenza si focalizza sull’interpretazione della clausola del contratto collettivo aziendale oggetto di controversia. L’obiettivo è di inquadrare la fattispecie nella categoria del contratto a favore di terzo e di sostenere la validità dell’accordo sindacale, anche alla luce della vigente disciplina sul mercato del lavoro. La conclusione opposta sembra dettata da un’insostenibile concetto di autonomia contrattuale e da un’inaccettabile interferenza giudiziale nell’ambito delle relazioni sindacali
Sciopero e malattia del lavoratore non scioperante >
Con la sentenza 31 maggio 2010 n. 13256 la Corte di Cassazione conferma l’orientamento giurisprudenziale in base al quale il lavoratore in malattia ha diritto alla retribuzione ai sensi dell’art. 2110 c.c. anche in concomitanza di uno sciopero a cui aderiscano la maggioranza dei lavoratori e che determini l’impossibilità del datore di lavoro di ricevere la prestazione dei lavoratori non scioperanti, con liberazione dall’obbligo di cooperazione creditoria. La sospensione per effetto della malattia si concretizza, infatti, in modo autonomo.
Scritto da: Marco Peruzzi
L’esercizio del diritto di difesa ex art. 7 Stat. lav. e ambito di applicabilità delle garanzie alla categoria dirigenziale >
Con la sentenza n. 5864 dell’11 marzo 2010, la Corte di Cassazione conferma, dunque, l’orientamento volto ad estendere le tutele e le garanzie procedurali previste dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori ai dipendenti che nell’ambito dell’organizzazione aziendale rivestono la qualifica di dirigente – non solo “minore” ma anche “medio” e “apicale” – e nei cui confronti viene instaurato un procedimento disciplinare. Non è legittimo il licenziamento disciplinare irrogato senza aver proceduto all’audizione personale del dipendente che ne abbia fatto istanza in sede di giustificazioni scritte
Limiti e deroghe al divieto di discriminazione per età >
La Corte di Giustizia della Comunità europea si è più volte trovata a valutare le norme emanate dagli Stati membri considerate integranti della fattispecie di discriminazione diretta od indiretta basata sull’età. Tale principio è stato più volte affermato sia dal legislatore comunitario, con la Direttiva 2000/78/CE e l’art. 21 della Carta di Nizza, che dalla stessa Corte. Le giustificazioni alle differenziazioni per età sono rimesse al legislatore nazionale, che deve contemperare questo principio con gli obiettivi di volta in volta perseguiti e che devono corrispondere a quanto disposto dall’a
Scritto da: Flavia Schiavetti
nota a Cassazione 23 settembre 2010, n. 20075, Ss.Uu >
L’art. 369, comma 2, n. 4, cod. proc. civ., nella parte in cui pone in capo al ricorrente, a pena di improcedibilità del ricorso, l’onere di depositare i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda, deve interpretarsi nel senso che il deposito suddetto debba avere a oggetto non già l’estratto recante le singole disposizioni collettive, bensì il testo integrale del contratto o accordo collettivo contenente tali disposizioni.
Scritto da: Valerio Berti
Le decisioni nel trimestre luglio-settembre Sicurezza sociale >
1. Non spetta l’indennità di maternità al padre libero professionista — 2. Termine di decadenza per l’assegno Inail ai superstiti di cui alla legge 5 maggio 1976, n. 248.
Ancora una pronuncia della Corte Costituzionale sul riparto di competenze fra Stato e Regioni in tema di apprendistato >
1. Il caso. — 2. Le questioni dichiarate non fondate. — 3. La competenza in materia di formazione nel contratto di apprendistato professionalizzante. — 4. Le doglianze delle Regioni ricorrenti e le motivazioni della Corte. — 5. Alcune questioni aperte. — 6. Il principio della leale collaborazione e la «solitudine» delle Regioni.
La natura ontologicamente causale del contratto di lavoro temporaneo >
Lavoro a termine e causale sostitutiva. La sentenza Sorge, tra orientamenti comunitari e applicazioni interne >
1. Lavoro a termine e causale sostitutiva. — 2. La clausola 8, n. 3, della Direttiva n. 99/70/Ce. — 3. La sentenza Sorge. — 4. «Non osta». Se e solo se. — 5. La violazione della clausola di non regresso e il divieto di disapplicazione della normativa nazionale. — 6. Segue: Causale sostitutiva e obbligo di indicazione del nominativo del lavoratore da sostituire nelle organizzazioni d’impresa elementari e complesse.
Scritto da: Tiziana Vettor
Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2010 Rapporto di lavoro >
Illegittimità della legge della Regione Sardegna in materia di «stabilizzazione» dei lavoratori precari
Disciplina del lavoro a termine ed efficacia concreta di alcune norme: limiti numerici e frode alla legge >

References: art. 4
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 7
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza