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MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO CORRUZIONE - PDF
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Letizia Di Giovanni
1 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO CORRUZIONE INDICE PARTE I Individuazione del rischio corruzione Art. 1 Oggetto e finalità Art. 2 Aree a maggior rischio di corruzione Art. 3 Affidamento di lavori, servizi e forniture e acquisizioni immobiliari Art. 4 Procedimenti amministrativi inerenti immobili di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e convenzionata. Art. 5 Acquisizione e progressione del personale PARTE II Le misure di prevenzione Art. 6 Formazione del personale Art. 7 Misure specifiche di prevenzione del rischio Art. 8 Modalità di gestione delle risorse idonee ad impedire la commissione dei reati Art. 9 La trasparenza Art. 10 Codice etico e di comportamento PARTE III L attuazione del modello Art. 11 Responsabile della prevenzione della corruzione Art. 12 Obblighi di informazione nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione Art. 13 Aggiornamento e implementazione del modello Art. 14 Sanzioni Pagina 1 di 6
2 PARTE I Individuazione del rischio corruzione Art. 1 (Oggetto e finalità) Il presente Modello di organizzazione e gestione per la prevenzione del rischio corruzione dà attuazione alla disposizioni del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) adottato con delibera n. 72 dd. 11 settembre 2012 della Civit (Autorità Nazionale Anticorruzione) in particolare per quanto espressamente riferito agli enti pubblici economici. Il Modello è finalizzato alla prevenzione del rischio corruzione nell ambito delle attività di pubblico interesse dell Azienda. Art. 2 (Aree a maggior rischio di corruzione) Si indicano le aree a maggior rischio di corruzione, valutate in relazione al contesto, all attività ed alle funzioni dell Azienda, anche in relazione ai contenuti minimi indicati nel PNA: 1) Affidamento di lavori, servizi e forniture e acquisizioni immobiliari 2) Procedimenti amministrativi inerenti immobili di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e convenzionata 3) Acquisizione e progressione del personale Art. 3 (Affidamento di lavori, servizi e forniture e acquisizioni immobiliari) In relazione alle dimensioni organizzative e strutturali dell Azienda, si ritiene sufficiente la ripartizione delle subaree così come da indicazioni del PNA, adeguate in relazione alle attività e funzioni dell Azienda: 1. definizione dell oggetto dell affidamento 2. individuazione delle modalità di scelta del contraente 3. requisiti di qualificazione 4. requisiti di aggiudicazione 5. valutazione delle offerte 6. verifica dell anomalia delle offerte 7. procedure negoziate 8. affidamenti diretti 9. revoca del bando 10. redazione del cronoprogramma Pagina 2 di 6
3 11. varianti in corso di esecuzione 12. subappalto Azienda Territoriale per l Edilizia Residenziale dell Alto Friuli 13. rimedi di risoluzione delle controversie alternativi a quelli giurisdizionali 14. acquisizioni immobiliari. Sono inclusi tutti i processi ed i relativi provvedimenti o atti volti all acquisizione sul mercato di forniture, servizi e lavori pubblici ai sensi del D.Lgs. 163/2006 e del DPR 207/2010. Per tali attività svolte da tutte le strutture organizzative dell Azienda il rischio è classificabile come medio/alto ancorchè i processi afferenti gli affidamenti siano in gran parte vincolati a precise forme procedurali definite dalla normativa di riferimento nonché da regolamenti di organizzazione interni all Azienda. Eventuali fenomeni corruttivi che possono evidenziarsi nei procedimenti afferenti le fasi sopra individuate sono tesi a favorire un operatore economico a scapito di altri o a fargli ottenere dei vantaggi economici in termini di extra guadagno o di indennizzo. Il rischio corruttivo appare ovviamente maggiore laddove vi è una maggiore discrezionalità dovuta a non sufficiente procedimentalizzazione. In linea generale, costituiscono attività a maggior rischio di corruzione quelle afferenti le fasi endoprocedimentali maggiormente sensibili in termini di discrezionalità, individuate all interno delle subaree di rischio sopra indicate. Art. 4 (Procedimenti amministrativi inerenti immobili di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e convenzionata) I procedimenti amministrativi relativi alla gestione degli immobili per i quali possono configurarsi dei reati corruttivi o comunque contro la Pubblica Amministrazione sono i seguenti: 1) formazione della graduatoria con attribuzione dei punteggi 2) assegnazione alloggi 3) volturazione del contratto di locazione 4) riduzione del canone 5) istruttoria dei redditi degli assegnatari 6) addebiti agli assegnatari od ex assegnatari relativi a servizi e/o lavori 7) procedimenti legali in caso di persistente morosità 8) determinazione del prezzo di cessione degli alloggi. Art. 5 Acquisizione e progressione del personale Il rischio corruttivo dei processi di acquisizione e di progressione in carriera del personale è particolarmente elevato nelle seguenti fasi: a) individuazione dei requisiti di accesso e determinazione dei criteri per la loro verifica b) composizione delle commissioni di concorso c) individuazione e valutazione delle prove d) stabilizzazione del personale e) atti afferenti la gestione del personale. Pagina 3 di 6
4 PARTE II Le misure di prevenzione Art. 6 (Formazione del personale) L Azienda assicura, nell ambito della più generale attività formativa rivolta ai dipendenti in materia di trasparenza, integrità e legalità, interventi formativi per il personale diretti alla conoscenza e alla corretta applicazione del presente Modello e del Codice etico e di comportamento. L attività formativa mira a coinvolgere, per quanto possibile, tutto il personale dell Azienda, fatti salvi eventuali specifici percorsi formativi differenziati per il personale individuato espressamente dal Responsabile della prevenzione della corruzione su indicazione dei Referenti. La formazione dovrà avere carattere di continuità e verrà assicurata prevalentemente mediante di aggiornamento nonché incontri informativi. Apposito incontro verrà promosso in fase di adozione del presente Modello a fini di presentazione, diffusione e conoscenza dei contenuti e delle finalità. Verrà inoltre assicurata adeguata informativa ai neoassunti, senza distinzione tra personale di ruolo e personale a tempo determinato. Art. 7 (Misure specifiche di prevenzione del rischio) Vengono indicate le misure specifiche di prevenzione del rischio, suddivise in riferimento ai procedimenti afferenti le aree di rischio così come individuate all art. 2 del presente Modello. 1. Nei procedimenti di affidamento di lavori, servizi e forniture e acquisizioni immobiliari il rischio corruttivo appare ovviamente maggiore laddove vi è una maggiore discrezionalità dovuta a non sufficiente procedimentalizzazione. Le misure di prevenzione/riduzione del rischio corruzione sono indicate di seguito per i diversi processi afferenti l area di rischio affidamento di lavori, servizi e forniture e acquisizioni immobiliari, con riferimento alle fasi endoprocedimentali maggiormente sensibili in termini di discrezionalità: - rotazione, ove possibile, dell'autorità di gara con offerta economicamente più vantaggiosa - utilizzo di metodi comparativi idonei a ridurre l influenza nella valutazione delle offerte da parte dei singoli componenti la Commissione di gara ove si adotti il criterio dell offerta economicamente più vantaggiosa mediante, ad esempio, l adozione del metodo comparativo a coppie - standardizzazione dei contenuti dei bandi/lettere invito - obbligo di motivazione nel provvedimento a contrarre qualora ci si discosti dalle indicazioni generali - obbligo da parte dei Responsabili di Area/Servizi di inviare al Responsabile della prevenzione della Corruzione report riepilogativi periodici sull attività con particolare riferimento agli affidamenti diretti ed alle procedure negoziate - collegialità dei momenti decisionali attraverso il coinvolgimento di più funzionari/dirigenti per lo svolgimento di procedimenti sensibili, ferma l imputazione della responsabilità del procedimento ad un unico soggetto - individuazione di limiti di valore al fine della competenza ad emettere il provvedimento di approvazione di procedimenti di risoluzione delle controversie Pagina 4 di 6
5 2. Nei procedimenti amministrativi relativi alla gestione degli immobili di edilizia residenziale pubblica (ERP) un efficace azione di prevenzione si attua con l individuazione di procedure trasparenti e verificabili in qualsiasi momento, nonché con la puntuale applicazione di criteri/parametri predeterminati per l assegnazione degli alloggi, la determinazione del canone e, in generale, la gestione di tutte le fasi a rischio elevato. L applicazione delle regole sopra indicate viene verificata dal Responsabile della Prevenzione della corruzione a mezzo di appositi report sulle pratiche espletate, nonché di verifiche periodiche e a campione. Le imputazioni di spese e costi viene effettuata privilegiando una gestione informatica dei calcoli e degli addebiti. In caso di discrezionalità, tale facoltà dovrà essere esercitata secondo i principi del Codice etico e di comportamento 3.Nelle procedure di acquisizione e progressione del personale si individuano le seguenti misure di prevenzione del rischio: a) Adozione di un regolamento interno per l assunzione del personale che assicuri l imparzialità e la trasparenza delle procedure di reclutamento, anche attraverso forme idonee di pubblicità b) Predeterminazione di criteri per la classificazione del personale e l attribuzione del trattamento economico o, in alternativa, obbligo di motivazione del provvedimento. Art. 8 (Modalità di gestione delle risorse idonee ad impedire la commissione dei reati) Fermi restando gli iter procedurali nei settori a rischio, si dovrà attuare il principio di rotazione, nella scelta delle ditte da invitare alle procedure di affidamento, nell individuazione dei membri delle commissioni e, ove possibile e non in contrasto con i principi di economicità, efficacia ed efficienza dell attività, del personale impiegato. Nel Codice etico e di comportamento si dovranno prevedere idonee misure volte a rilevare e gestire ipotesi di conflitto di interesse, individuando anche gli eventuali obblighi di astensione Il dipendente che segnala condotte illecite deve essere oggetto di adeguata tutela. E rimessa alla competenza del Responsabile della prevenzione della corruzione l individuazione delle modalità di effettuazione della segnalazione. Art. 9 (La trasparenza) La trasparenza realizza una misura di prevenzione della corruzione poiché consente agli utenti di verificare la correttezza dell agire dell Azienda. Art. 10 (Codice etico e di comportamento) L azienda adotta un Codice etico e di comportamento per la definizione dei doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che il personale dipendente è tenuto ad osservare. Pagina 5 di 6
6 PARTE III L attuazione del modello Art. 11 (Responsabile della prevenzione della corruzione) Il Responsabile della prevenzione della corruzione è designato con atto dell organo di indirizzo politico ed è di norma individuato nella figura del Direttore dell ATER, salva diversa e motivata determinazione ed in ogni caso in una figura di livello non inferiore a quello dirigenziale. Il Responsabile della prevenzione della corruzione si avvale di Referenti per le singole aree di rispettiva competenza. Questi ultimi sono individuati nei Dirigenti/Responsabili di Servizio ovvero, in mancanza, nel funzionario che ricopre la posizione di grado più elevato nell area di competenza. I Referenti svolgono attività informativa nei confronti del Responsabile della Prevenzione della Corruzione, possono proporre misure di prevenzione e assicurano l osservanza della misure contenute nel Modello ovvero indicate dal Responsabile stesso. Art. 12 (Obblighi di informazione nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione) Al fine di prevenire e controllare il rischio derivante da possibili atti di corruzione, il Responsabile della prevenzione della corruzione, in qualsiasi momento, può richiedere ai dipendenti che hanno istruito e/o adottato il provvedimento finale, di dare anche per iscritto adeguata motivazione circa le circostanze di fatto e le ragioni giuridiche che sottendono all adozione del provvedimento. Il Responsabile della prevenzione della corruzione può in ogni momento verificare e chiedere delucidazioni per iscritto e verbalmente a tutti i dipendenti su comportamenti che possono integrare, anche solo potenzialmente, corruzione e illegalità. Il Responsabile della prevenzione della corruzione individua le modalità e le tempistiche con le quali i Referenti comunicano le informazioni necessarie sulle attività afferenti le aree di rischio, così come individuate dal presente Modello. A seguito della nomina del Responsabile della prevenzione della corruzione, verrà data ampia pubblicità all indirizzo di posta elettronica presso il quale gli interessati potranno far pervenire eventuali contributi, richieste di informazione e/o istanze inerenti l attività di competenza del Responsabile della Prevenzione della Corruzione stesso. Art. 13 (Aggiornamento ed implementazione del modello) La proposta di aggiornamento del piano è rimessa alla decisione del Responsabile della prevenzione della corruzione che a tal fine terrà conto di eventuali episodi specifici verificatisi che possano costituire precedente, nonché delle proposte e delle segnalazioni da chiunque pervenute. Art. 14 (Sanzioni) La violazione delle disposizioni stabilite nel presente Modello e nel Codice etico e di comportamento comporta l applicazione, per quanto compatibile, delle sanzioni previste dal vigente Codice Disciplinare, secondo le procedure indicate nel Contratto di lavoro. Pagina 6 di 6
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