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Timestamp: 2020-08-09 09:43:24+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 27421 del 28/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27421 del 28/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 28/10/2019, (ud. 11/06/2019, dep. 28/10/2019), n.27421
sul ricorso 18188-2018 proposto da:
NINO FILIPPO MORIGGIA;
AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE, in persona del Presidente pro
avverso la sentenza n. 4934/2/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
D.A. propone ricorso per cassazione, affidato ad unico motivo, nei confronti della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, indicata in epigrafe, che aveva respinto l’appello contro la decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Milano n. 7833/2016, con cui era stato respinto il ricorso proposto avverso iscrizione ipotecaria relativamente ad IRPEF;
1.1. si lamenta “omesso esame di un fatto decisivo”, lamentando, con riguardo all’impugnata comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria, che la CTR avrebbe erroneamente respinto la richiesta di annullamento sul rilievo che il debito fiscale, ad essa sotteso, non risultava estinto e che il contribuente non avesse dimostrato “la definitività delle sentenze emesse dalla CTP a seguito dell’impugnazione di detti accertamenti e alla eventuale riduzione del carico tributario rispetto a quello indicato nel prospetto allegato al preavviso di iscrizione ipotecaria”;
1.2. il motivo è inammissibile in quanto denuncia vizio motivazionale non rispettando l’art. 360 c.p.c., n. 5, nuova formulazione, applicabile al presente giudizio ratione temporis, che ha introdotto nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario (fatto da intendersi come un “preciso accadimento o una precisa circostanza in senso storico – naturalistico, non assimilabile in alcun modo a “questioni” o “argomentazioni”), la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia), fermo restando che l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sè, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorchè la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie; conf. Cass. S.U. 8053 e 8054 del 2014; v. anche Cass. 21152/2014 e Cass. 17761/2016, che ha precisato che per “fatto” deve intendersi non una “questione” o un “punto” della sentenza, ma un fatto vero e proprio e, quindi, un fatto principale, ex art. 2697 c.c., (ovvero un fatto costitutivo, modificativo, impeditivo o estintivo) od anche un fatto secondario (cioè un fatto dedotto in funzione di prova di un fatto principale), purchè controverso e decisivo (conf. Cass. 29883/2017);
1.3. nel caso di specie il ricorrente non ha indicato alcun “fatto storico” (nel senso su precisato) omesso, ma si è limitato (inammissibilmente, per quanto detto) a contestare la conclusione cui era giunta la Corte in relazione alla mancata dimostrazione dell’estinzione o della riduzione del debito fiscale, presupposto dell’impugnato preavviso di iscrizione ipotecaria, essendosi limitato, il ricorrente, a ribadire di non poter fornire tale prova per la mancata conclusione dei giudizi dianzi indicati;
1.4. è opportuno, inoltre evidenziare, riguardo alla disciplina processuale del contenzioso fiscale vigente successivamente al 1 gennaio 2016 ed alle modifiche di cui al D.Lgs. n. 156 del 2015, che “salvi soltanto i casi in cui la sospensione del giudizio sulla causa pregiudicata sia imposta da una disposizione specifica ed in modo che debba attendersi che sulla causa pregiudicante sia pronunciata sentenza passata in giudicato, quando fra due giudizi esista rapporto di pregiudizialità, e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, è possibile la sospensione del giudizio pregiudicato soltanto ai sensi dell’art. 337 c.p.c. ” (cfr. Cass. nn. 23480/2017, 628096/2013, 10027/2012);
1.5. trattasi infatti di una disposizione processuale -appunto quella di cui all’art. 337 c.p.c., comma 2 – che deve considerarsi “speciale” rispetto a quella, generale, di cui all’art. 295, stesso codice e, come tale, deve quindi trovare applicazione in via alternativa/esclusiva rispetto a quest’ultima, in base al canone interpretativo lex specialis derogai generali;
La Corte rigetta il ricorso; condanna il ricorrente a pagare le spese del giudizio in favore dell’Agenzia controricorrente, liquidandole in Euro 5.600,00 per compensi, oltre alle spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
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 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 2697
 Cass. 
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 Cass.