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Timestamp: 2018-10-19 14:40:12+00:00

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Il fallimento di Google
Scritto il 16/10/2012 da Merlinox in SEO
Oggi per il mondo SEO è una giornata di quelle da segnare a calendario, la giornata del disavow. Tecnologicamente non è una evoluzione, anzi: Bing c’era arrivato con qualche mese d’anticipo e più precisamente il 27 giugno 2012. Oggi il mondo del Web è diventato un mondo migliore, grazie a Google.
Google è algoritmo. Google è nato e diventato monopolista del sapere grazie alla superiorità dei suoi algoritmi. Il tanto discusso PR (Page Rank, che non è il Toolbar Page Rank “verde“) è il re degli algoritmi di catalogazione e auto-valutazione.
Fino a qualche mese fa il rapporto SERP-Umano e PR era pressoché nullo: tutto era regolato dall’algoritmo, matematicamente, nel bene e nel male (considerando comunque l’attività dei quality rater come qualcosa integrata nell’algoritmo).
Qualche mese fa Google ha iniziato a rendere disponibili moduli di segnalazione “scraper”, segnalazione “link a pagamento”, segnalazione “serp di bassa qualità”. Ahi… una piccola falla nel mega automatismo?
Poi Panda e Penguin e la più drastica conseguenza: la negative SEO. Fino a ieri Google e l’intero suo enturage fatto di evangelist-collaboratori-fan hanno lottato con tutte le loro forze per dire che il Negative SEO è una cosa che non esiste, che è un’invenzione dei SEO incapaci per giustificare forti perdite di rank o organico. Nessun ascolta la voce di chi – io l’ho pubblicamente detto più volte – a Google mancava un elemento valutativo fondamentale: chi da l’ordine di mettere i link!
Ieri sera una frase potrebbe avere cambiato per sempre questo approccio e la dice proprio lui, il detentore dell’antispam di Google, Matt Cutts:
The primary purpose of this tool is to help clean up if you’ve hired a bad SEO or made mistakes in your own link-building.
Non la commento! Perché titolo “fallimento”? Perché è la resa di Google di fronte alla sua incapacità di combattere il webspam con i soli algoritmi. Perché è la dichiarazione di non essere più in grado di gestire le innumerevoli richieste di riconsiderazione, a volte con mancate risposte di mesi (cmq bisognerà continuare a farle!!!). Perché è l’ammissione che l’algoritmo perde davanti all’umano: non so voi ma io oggi mi sento contento, molto contento.
La SEO è comunque sempre cambiata, l’attività di backlink checking dovrà comunque essere fatta: ma la lotta diventa contro persone e non più contro fantasmi!
Evito traduzioni o ricopiature di come si fa la segnalazione di disavow a Google: fra qualche ora in 3/4 dei siti SEO italiani comparirà, scritta sicuramente meglio di quanto potrei scriverla io. C’è già la pagina ufficiale: rinnega backlink.
Il tool non è ancora linkato da GWT, dovete accedere direttamente da:
La riassumo brevemente: il disavow è la democratica possibilità da parte del titolare di un sito di dire che uno o più link non sono sua opera e anzi devono essere rinnegati. Secondo Google sarebbe da aggiungere: sono da rinnegare perché ho chiesto vengano rimossi e non mi ascoltano, oppure non ho trovato modo per contattare l’autore del link.
Matt sottolinea come il disavow siano indicazioni a Google, non direttive. Lo mette però alla stregua della forza del canonical e noi tutti sappiamo quanto valore abbia oggi nel SEO moderno. Molti SEO vogliono sostenere che rimarrà comunque una vana indicazione. Io sono convinto – e lo spero – che il disavow diventerà (se già non lo è!!!) semplicemente un nofollow visto dall’altra parte, da chi riceve il link.
Pubblicato il 16/10/2012 in SEO (disavow, google, negative seo, SEO)
13 pensieri su “Il fallimento di Google”
Luca Bonaldo 17/10/2012 alle 10:32
Sono contento anch’io, concordo con te. finalmente uno spiraglio anti IoRobot !!
Merlinox Autore articolo 17/10/2012 alle 10:45
Finalmente calerà per i SEO quella odiosa sensazione d’impotenza.
Pingback: La “negative SEO” esiste, Google si è dovuta arrendere all’evidenza
Giovanni ~ Quacos 18/10/2012 alle 11:16
“Io sono convinto – e lo spero – che il disavow diventerà (se già non lo è!!!) semplicemente un nofollow visto dall’altra parte, da chi riceve il link.”
C’è gente che la fa tanto complicata e lunga (forse perché deve giustificare un proprio senso di inferiorità?), meno male che tu riesci sempre a semplificare tutto!
Merlinox Autore articolo 18/10/2012 alle 11:33
Grazie. Spero di non peccare di qualunquismo o di superficialità.
Massy Biagio 19/10/2012 alle 15:31
Fatto. ho appena inviato il file con i link a google webmaster per un mio sito che tempo fa andava bene poi.. pinguini e altri animalacci hanno semidistrutto. Spero solo di non aver ‘toppato’ troppo link, si perché ora bisogna riconoscere pure i link buoni da quelli cattivi, io ho fatto una mega pulizia, ho tenuto quelli interni , quelli dei pochissimi siti che conoscevo, youtube e via il resto, vediamo che succede.
Avanti Savoia! ah ah
Merlinox Autore articolo 19/10/2012 alle 15:33
Sottolineo come quel tool serva come ultima spiaggia se siti non tolgono link verso un sito, che non sono stati richiesti.
Secondo me una prova di richiesta rimozione link è sempre da fare. Ricordiamoci comunque che togliere link significa togliere forza al sito: bisogna capire bene quali ha senso togliere.
Arianna 20/10/2012 alle 14:40
Bravo; attendo di osservare il tuo passaggio del tuo approccio dalla fase galileiana a quella andreottiana.
Merlinox Autore articolo 21/10/2012 alle 16:21
Se mi spieghi cosa significa Arianna, posso anche provarci.
Arianna 21/10/2012 alle 19:02
Arianna o Galileo-Andreotti?
Merlinox Autore articolo 21/10/2012 alle 21:54
Galileo Andreotti
Arianna 21/10/2012 alle 22:32
Ecco, è stato un flash di associazione, un poco complesso da spiegare in parole.
Ma ci provo. Tu hai sempre detto che il dato chiave per poter proeredere con i vari animaletti era sapere chi ma messo i links. In mancanza di questo era come penalizzare al buio e dare spazio alla famosa negative seo.
In questo ci vedeo un modo di procedere galileiano, e il giorno in cui google chiede al webmaster di farsi indicare quali sono i link non buoni, ecco che la prova che da ragione a quanto tu dicevi.
E passiamo ad Andreotti, che a questo punto si chiederebbe: ma davvero google con tutti i suoi mezzi e il suo sapere ha preso un abbaglio? Oppure… e qui qualche ipotesi almeno un poco maliziosa..
Spero di essere stato un pochino chiaro, ciao
Merlinox Autore articolo 21/10/2012 alle 22:36
Sei troppo avanti Arianna. In ogni caso hai colto nel segno. Secondo me c’è stata una sopravvalutazione dell’algoritmo e una sopravvalutazione dell’uomo, che in pochissimo ha girato le regole in dinieghi e i dinieghi in negative seo.
Oggi il passo non è chiedere ai webmaster di comunicare i link buoni, ma da loro la possibilità di segnalare link esterni verso i propri siti da non tenere in considerazione (con tanto di perpiacere).
E’ una finezza, ma cambia totalemente.
Grazie Arianna: passa quando e come vuoi!

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