Source: http://davidesteccanella.postilla.it/2013/07/10/cassazione-per-b-al-30-luglio-urgenza-od-efficienza/
Timestamp: 2019-04-26 01:56:30+00:00

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Postilla » Diritto » Il Blog di Davide Steccanella » Diritto penale e processuale » Cassazione per B. al 30 luglio: urgenza od efficienza ?
Grande enfasi ieri su tutti i media all’annuncio della fissazione al 30 luglio della tappa finale della vicenda processuale che ha visto la condanna in doppio grado di merito dell’ex premier a 4 anni di reclusione per frode fiscale (di cui 3 condonati).
Chi ha tuonato contro la eccessiva ed insolita solerzia, chi ha invece replicato che non c’è nulla di male, anzi, se per una volta la generalmente lenta Giustizia si muove per evitare una ennesima prescrizione.
A rigor di legge, infatti, l’unico termine imposto per la fissazione di una udienza penale è quello di notificare la citazione alle parti almeno 20 giorni prima della data fissata, e pertanto, se dopo avere ricevuto gli atti dalla Corte di Appello di Milano, il giorno 9 luglio la Cassazione ha notificato all’imputato (ed ai suoi difensori) la citazione per il 30 luglio, non ci sarebbe materia da contendere.
In realtà, e come spesso succede, quando si vogliono affrontare dal punto di vista mediatico aspetti “tecnici”, si rischia di fare una certa confusione.
Non è vero infatti che una diversa data avrebbe comportato la prescrizione dei reati ascritti all’illustre imputato, giacchè, come correttamente riportava un brillante articolo apparso sul Corriere della Sera proprio il giorno stesso della notifica alle parti della data del 30 luglio, solo una prima annualità fiscale, tra le varie contestate in continuazione, avrebbe corso il rischio di vedersi prescritta prima della decisione finale, e quindi il precedente accertamento di colpevolezza, in caso di rigetto del ricorso della difesa, non sarebbe risultato vanificato, neppure se la udienza avanti la Suprema Corte fosse stata celebrata a settembre od anche ad ottobre.
L’unico effetto di una decisione successiva al 30 luglio era invece quello relativo alla pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici come noto applicata da entrambi i giudici di merito unitamente alla condanna alla pena principale.
Questo perché, come acutamente annotato dal citato articolo del corriere, la prescrizione della prima annata fiscale contestata avrebbe determinato il rinvio al giudice di merito per rideterminare la pena finale deducendo la parte di pena a suo tempo comminata per il reato prescritto, e questo, si leggeva sempre ieri sul Corriere, avrebbe dunque ritardato, fino alla successiva Cassazione, la operatività della pena accessoria.
In pratica, in caso di rigetto del ricorso, B sarebbe stato comunque condannato, ma non avrebbe dovuto lasciare immediatamente il suo seggio parlamentare in quanto si sarebbe dovuto attendere almeno un altro anno ancora.
Viceversa, qualora il giorno 30 luglio dovesse essere respinto il ricorso della difesa, non sarà necessario alcun rinvio, e quella pena accessoria sarà dunque immediatamente operativa.
Per fare ciò la Cassazione ha di fatto vulnerato qualche diritto della difesa e non solo perchè ben pochi saranno i giorni a disposizione sia dei supremi Giudici sia dei difensori per studiare bene le tante carte, ed arrivare adeguatamente preparati a ben trattare un processo tutt’altro che semplice, ma anche per altro motivo che in pochi hanno notato
L’art. 585 Cpp pone a pena di decadenza la presentazione di nuovi motivi di impugnazione fino 15 giorni prima della udienza, il che significa che, trattandosi di termine finale, e pertanto dovendosi computare quei 15 giorni come interi e liberi, non si contano nè i festivi nè il giorno della udienza.
In tal modo, notificando il giorno 9 per il 30, al ricorrente B sono stati concessi solo 3 giorni (ossia entro il 12 luglio) per scrivere e depositare a Roma ed in più copie i nuovi motivi.
Pertanto, fermo restando che non si trattava, come da molti, di evitare una prescrizione, nè tanto meno di dare corso con urgenza (ovvero mantenere) la esecuzione di una pena detentiva (che in ogni caso non vi sarà), il tutto è stato unicamente motivato dalla volontà di evitare un possibile ritardo della interdizione dell’imputato dai pubblici uffici.
Personalmente non ritengo che tale finalità rientri tra i primari compiti di un Giudice, ma ovviamente ciascuno, e come sempre, sarà legittimato a pensarla in modo diverso.
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36 Commenti a “Cassazione per B. al 30 luglio: urgenza od efficienza ?”
Scritto il 11-7-2013 alle ore 12:22
Solo alcune notazioni nel comune intento di non “buttarla in politica”:
1) come da Lei preliminarmente affermato, la Corte ha fissato l’udienza nel rispetto dei termini di legge;
2)ove non l’avesse fatto (e non si sarebbe compreso perchè) sarebbero subentrati profili di responsabilità disciplinare legati all’omissione;
3) pur “precisando i termini”, Lei stesso conferma che parte delle condotte ritenute illecite in appello si sarebbero prescritte in caso di mancata tempestiva fissazione dell’udienza: in particolare, un’annualità della frode, con conseguente riduzione – in caso di condanna – sia della pena principale(che quindi con ogni probabilità avrebbe trovato integrale copertura nell’indulto), sia di quella accessoria;
4) per inciso, non ho presenti le tempistiche ma non è da escludersi che un eventuale rinvio in appello avrebbe comportato anche il decorso dei termini prescrizionali con riguardo ad alte annualità fiscali, con ulteriori effetti a cascata di “denegata giustizia”;
5) posto che la Corte ha fissato l’udienza nei termini di legge, il presunto vulnus al diritto della difesa sarebbe – quindi – semmai ascrivibile alla normativa e non ai Giudici che la applicano. Senza contare che la proposizione di motivi aggiunti è una mera eventualità e non uno step obbligato. Sorvolando sul fatto che, data la “valenza e possanza” della batteria dei difensori ritengo recessiva, il ricorso proposto avrebbe potuto/dovuto essere già “compiuto”.
Infine, per parte mia e, quindi, “personalissimamente”, ritengo che tra “i primari compiti di un Giudice” vi sia quello di concludere il processo affidatogli con una sentenza di merito che “copra” tutti gli aspetti affidati al suo vaglio, indipendentemente da chi sia l’imputato o dal fatto che l’eventuale pena sia detentiva o meno. Se poi ci ragiono ulteriormente, se si giungesse ad una sentenza di colpevolezza per reati di frode fiscale (alias appropriazione di risorse destinate allo Stato), ritengo che tra i predetti “primari compiti” vi sia anche quello assicurare ai cittadini, in nome dei quali amministrano la giustizia, che chi (li) ha frodati smetta quanto prima di rappresentarli in qualità di pubblico ufficiale.
Quanto sopra, ferma la condivisa legittimazione a diverse opinioni
Scritto il 11-7-2013 alle ore 15:35
Gentile Sig. Pallotta per probabile colpa mia nella sintesi ho omesso qalcosa che può averLa tratta in errore quindi debbo precisare che:
1) in caso di prescrizione della prima annualità fiscale non è vero che vi sarebbe stata una riduzione della accessoria che sarebbe rimasta comunque di 5 anni e non è vero che quella principale avrebbe trovato integrale copertura nell’indulto, anzi la pena principale da ridurre per quella annualità prescritta era già comresa nella parte già indultata essendo precedente al 2006
2) non è vero che il rinvio avrebbe determinato la prescrizione anche di altre annualità perchè la condanna per quelle sarebbe stata defintiva e il rinvio sarebbe stato solo per determinare quanti giorni di pena erano stati applicati dai giudici di merito per la singola annualità prescritta il resto era intangibile
3) il punto è proprio quello ossia un errore dei giudiic di merito che (forse nella fretta…) si erano dimenticati di specificare quanto erano i giorni di aumento di pena per quela singola annualità essendosi limitati ad indicare un generale aumento ex art. 81 per tutte le ulteriuori annualità contestate in continuazione su quella più grave che rimaneva invariata
4) quell’errore avrebbe determinato la impossibilità per la Corte di legittimità di direttamente provvedere ala decurtazione, cosa che se la corte di merito avesse indicato quanto di pena era per quela singola annualità avrebbe invece potuto fare
5) quel rinvio dunque non avrebbe impedito nè il finale accertamento di colpevolezza nè la esecutività della pena prncipale non indultata, l’unico efetto sarebbe stato il ritardo nel dichiarare irrevocabile la intera sentenza e quindi la aplicazione esecutiva della pena accesoria
6) quel “problema” non era stato notato dalla cassazione che aveva ricevuto gli atti già il giorno 1 ma dall’articolista del corriere che ne ha scritto il giorno 9
7) a quel punto alle ore 12 “improvvisamente” a seguito della enfasi di stampa i supremi giudici si sono “accorti” ed hanno provveduto di urgenza nei modi che sappiamo
Quindi la realtà è che
1) l’unica cosa che viene evitata fissando la udienza la 30 luglio è la attesa di vedere ancora per qualche mese B in parlamento e non fuori entro l’estate e
2) la cosa è stata fatta solo perchè un quotidiano nazionale ha segnalato pubblicamente quel rischio
3) del tutto ipocrita pertanto risulta il comunicato ufficiale del Presidente di ieri che dice di avere operato secondo legge e senza condizionamenti, nel senso che forse era meglio “tacere”…
Se Lei somma questi tre elementi forse potrà meglio capire (se non condividere) le mie perplessità
Scritto il 11-7-2013 alle ore 16:16
Personalmente non voglio entrare nei rivoli delle norme, codici e codicilli processuali in genere. Semplicemente mi sembra chiaro la correttezza dell’operato svolto dalla Cassazione.
Mi sembra anche giusto che chi riveste un ruolo pubblico, come nel caso di Berlusconi, debba dare il buon esempio come usava per i vecchi padri di famiglia.
Il diritto, fino a prova contraria, deve essere gestito per oggetto e non per soggetto.
Scritto il 11-7-2013 alle ore 16:18
Caro avvocato devo ancora una volta constatare che Lei è’ veramente………sconcertante!!!
Rimango anche perplesso sul perché’ una rivista così’ prestigiosa, su un fatto passibile di tante possibili valutazioni ( in tutti i sensi ivi comprese le allucinanti reazioni in sede politica!!) privilegi profili irrilevanti, incongrui ed errati.
Scritto il 11-7-2013 alle ore 16:45
Gentile Sig. Frasso non credo che questa rivista “privilegi” alcun profilo rispetto ad altri, quindi non Le resta che aprirne uno Suo dove potrà scrivere tutto quello che riterrà. Per parte mia posso rassicurarLe che qualora ritenessi il Suo profilo “irrilevante, incongruo ed errato” mi limiterei a non…leggerlo, con buona pace di entrambi.
Scritto il 11-7-2013 alle ore 16:58
giufe scrive:
Scritto il 11-7-2013 alle ore 17:20
Corrette e opportune le osservazioni di Davide Steccanella. Da un punto di vista più generale mi permetto solo di riportare qui di seguito quanto già osservato a riguardo dell’articolo di Riccardo Pallotta pubblicato su queste stesse pagine pubblicate:
‘Parlando tra professionisti e senza minimamente volerla buttare in politica, lei veramente vuol far credere che in questo caso si sia fatta ordinaria e normale applicazione di una norma cogente valida ed applicata a tutti i cittadini? La realtà, che tanti (professionisti e non) possono raccontare mi risulta diversa: tanto ‘zelo’ dimostrato dalla cass. e dalla magistratura in genere nella vicenda berlusconi è cosa piuttosto rara, quando non raro è invece lo ‘zelo’ -quello sì- per arrivare alla prescrizione del procedimento (ammesso che questo veda la luce e non abortisca subito nell’oblio/archiviazione). Al di là del merito della questione (giusto o non giusto che sia condannare berlusconi), credo che qualche dubbio sulla giustizia italiana (sua imparzialità ed efficienza) sia legittimo sollevare, affinché questo polverone non serva ancora a nascondere i veri problemi di questo paese, e, tra questi, innanzitutto quello della giustizia e della sua necessaria riforma.’
Angelo gostoli scrive:
Scritto il 15-7-2013 alle ore 18:40
Mi consenta alcune brevissime note.
A) le annualità delle quali ancora si tratta sono soltanto due 2002 e 2003, posto che per le precedenti annualità la prescrizione è già intervenuta e dichiarata. Così non è causa della fretta se i giudici della corte di appello hanno omesso di specificare il quantum di aumento per le singole annualità, ma una sorta di ossequio implicito a monsier de La Palisse.
B) è o no dovere per un giudice evitare la prescrizione di un reato? La risposta è si. Di converso non esiste un diritto ma nemmeno una aspettativa legittima alla prescrizione, sia pure parziale.
C) che il movente di tutto questo stia nella volontà di allontanare Berlusconi dalla vita politica prima dell’estate è una affermazione che non regge sol che si ricordi che la giunta del senato dovrà deliberare e poi votare( con prevedibile passaggio in aula) sul punto. Previti, condannato per via definitiva, rimase in parlamento 14 mesi dopo la comdanna.
D) Da ultimo, mi permetta di rilevare, come l’avvocato ghedini segua questo dibattimento da più di un lustro (non così il prof Coppi) ma che non posso credere che due professionisti di tal rango, informati più di tutti della scadenza dei termini di prescrizione, dessero per scontata la fissazione del l’udienza oltre i termini di prescrizione e che non abbiamo redatto il ricorso con la cura, l’attenzione e la professionalità che loro si riconosce, tanto da dovere sperare nei motivi aggiunti. Mi scuso per la lunghezza.a.g.
Scritto il 15-7-2013 alle ore 19:21
“Ahi ahi signora Longari” diceva il compianto Mike io non volevo in una questa sede affondare troppo la lama ma visto che Lei mi “titilla”, come si dice in gergo, a sostegno delle toghe, allora sono costretto a scendere nell’agone e a risponderLe. Molte cose ho imparato nella vita si comprendono ricostruendo la “cronologia”.
Gli atti del processo arrivano in Cassazione il 1 luglio (risulta timbro) e nulla accade per 8 giorni, la Cassazione appare in altro affacendata. Improvvisamente e senza nessuna esigenza di cronaca il Corriere della sera ovvero il più diffuso quotidiano italiano se ne esce, in mi pare prima pagina o comunque nelle prime pagine nazionali, con un dottissimo e anche fin troppo tecnico articolo di Ferrarella dove viene scritto esattamente quello che ho scritto io, ossia la impossibilità per la suprema corte, in caso di trattazione a settembre, di direttamente provvedere senza rinvio alla riduzione della pena a seguito della prescrizione della prima annualità e altrettanto espressamente (mi pare persino nel titolo) si avverte del rischio che ancor più espressamente viene scritto che fino a quel momento non pareva considerato, ossia appunto il rinvio alla Corte di merito per stabilire il quantum di pena aumentata perchè, sempre ancora si legge, non specificato dalla precedente Corte di merito. Alle ore 12 del giorno stesso (!!!) la Corte fissa quindi udienza per il giorno 30 ossia l’ultimo giorno utile di luglio in quanto occorrono almeno 20 giorni tra notifica e trattazione.
Il fatto lascia estereffatto Coppi che lamenta sempre come ho scritto io non soltanto la inusuale velocità ma soprattutto la lesione del diritto di difesa per i 2 giorni concessi per redigere i motivi aggiunti in un processo complessissimo mentre da altre parti si sottolinea che c’è poco tempo anche per i supremi Magistrati di studiarselo adeguatamente visto che ora che il fascicolo perviene al relatore e se lo legge e poi tutti gli altri 4 giudici si leggono (si spera) a loro volte le carte si arriva in fretta alla data del 30. A quel punto il giorno dopo il Primo Presidente si affretta addirittura a rilasciare una pubblica dichiarazione (altra cosa mai successa) per spiegare in termini di assoluta fisiologicità non un esito che già sarebbe un fuor d’opera bensì la fissazione di una data….dicendo una colossale inesattezza e cioè che in caso contrario il processo si sarebbe prescritto mentre come Lei stesso rileva si sarebbe prescritta solo una annualità. Quanto al fatto che come Lei scrive occorre la autorizzazione della Giunta (fatto non così pacifico peraltro) non fa che confermare che quindi bene ha fatto Ferrarella a sollecitare a non perdere altro tempo visto che altrimenti si sarebbe dovuto aspettare un anno per fare partire anche quella procedura mentre se il 30 luglio rigettano può partire subito. Io sostengo che Ferrarella e il Corriere fanno bene se è questo quello che legittimamente auspicano come molti italiani, meno bene a mio parere fa invece la Corte di Cassazione perchè come Lei stesso conferma l’unico effetto giuridico di cui stiamo discutendo è la interdizione e non altro trattandosi di pena indultata. Se poi il tutto è stato fatto nei modi e nella cronologia che ho sopra riportato la cosa mi scusi tanto mi lascia ancora più perplesso come cittadino che ci tengo a precisarlo NON HA MAI VOTATO BERLUSCONI !!!! Ossequi
Scritto il 16-7-2013 alle ore 00:36
Stimatissimo Avvocato,
Parto dalla fine, vale a dire dalla Sua dichiarazione di non appartenenza all’area Berlusconiana. Mi creda la cosa mi lascia indifferente, e non una bensì due volte. Da un lato infatti io non ho pensato di contraddire il suo ragionamento usando l’argomento della sua eventuale appartenenza a quell’area politica, ma dall’altro, mi corre obbligo avvisarLa, la Sua non appartenenza non avvalora per ciò solo il suo ragionamento, ai miei occhi.
Le propongo un ragionamento a contrariis. Mettiamo che Il nove luglio il primo presidente della cassazione, stesse sorbendo a casa il caffè e abbia letto li corriere e, cosi, appreso cosi che il processo a Berlusconi si sarebbe prescritto il 13 settembre cioe durante il termine -legale- di sospensione delle udienze (dal primo agosto al 15 settembre). Ora se interpreto bene il Suo pensiero, Lei ritiene che quell’altissimo magistrato avrebbe dovuto sostanzialmente continuare nella lettura di quel giornale, godersi un sigaro e accompagnare i nipotini a villa borghese, dando al più un calcio ad un sasso al pensiero che tempus fugit.
Io la penso in modo radicalmente diverso e non perché mi interessi che Berlusconi venga interdetto dai pubblici uffici ma perché se Il Primo Presidente avesse temporeggiato l’intera cassazione avrebbe gravemente mancato ad uno dei suoi doveri: quello di evitare, ove possibile -come in questo caso- che la prescrizione maturi. Lei dirà che era una prescrizione parziale, a me non cambia di un virgola: agendo pilatescamente un imputato sarebbe stato sostanzialmente favorito. Non in modo trascurabile, come Lei sembra sostenere, posto che le annualità sono solo due e quella ai limiti della prescrizione è la più grave ( 4,9 milioni evasi nel 2002; 2,4 nel 2003- secondo l’accusa, ovviamente). Così non credo corretto dire che l’unica conseguenza sarebbe quella sulla pena accessoria.
Questo ê il nocciolo del mio ragionamento, aggiungo che certamente è un male se per i primi 8 giorni non ci si è avveduti del rischio e che Ferrarella ha svolto un compito civico importante.
Calendario alla mano, in sintesi, non c’era altra alternativa: o fissare il 30 luglio o decidere di fare prescrivere una delle due rimanenti annualità oggetto del procedimento. Questo a mio avviso smonta definitivamente la sua tesi quella cioè di una pervicace volontà di dichiarare Berlusconi interdetto dai pubblici uffici .
Mi consenta terminare che laddove Lei veda dubbio, io al contrario ritengo sia abbastanza assodato. Occorre cioè una votazione del Senato per valutare Berlusconi possa continuare ad esercitare il mandato senatoriale: registro, oltre alla Sua, solo una altra dissenting opinion ma non Le svelo il nome di chi lo sostiene solo perché sarebbe un argomento dialettico di lega troppo bassa.
OssequiandoLa a. g.
Scritto il 16-7-2013 alle ore 07:55
Mi scusi ma a questo punto c’è qualcosa che non…torna. Se le cose stessero come dice Lei e che pertanto come scrittomi più sopra l’aumento di pena in continuazione per l’annualità a rischio prescrizione settembrina (per vero i calcoli della difesa paiono diversi ma transeat) sarebbe lapalissiano non comprendo più il senso dell’articolo “risvegliante” (cfr. Suo post) del corriere e meno ancora il “risveglio” del Presidentissimo. IN quel caso infatti Lei mi insegna la cassazione avrebbe ben potuto a termini di legge direttamente provvedere senza rinvio così felicemente concludendo il tutto a settembre con sentenza defintiva e misura interdittiva immediatamente applicabile. Invece il punto dell’articolo di Ferrarella era proprio un altro ossia quello che ho scritto ossia l’ulteriore rinvio e com eda titolo l’allontanamento temporale della interdizione. Lei poi continua a richiamarsi ai doveri del Giudice nel non fare dichiarare prescritta neppure un oncia della imputazione, il che può andare bene in astratto, ma Lei sa meglio di me che in questo caso concreto era un pò un “falso” problema giacchè trattandosi di pena indultata (2002) cambia poco ai fini pratici che sia indultata ovvero eliminata da una prescrizione IMPROPRIA in quanto conseguente a duplice condanna. Quindi torniamo al vero prunto reale ed operativo del tutto, ossia, come sciveva il corriere, al possibile ritardo della interdittiva. Non mi sono forse piegato (me a culpa) ma l’argomento autorizzazione si o no alla esecuzione sposta poco perchè PRIMA diventa definitiva la Sentenza PRIMA si comincia, in caso di rinvio paventato dal corriere si sarebe dovuto attendere un anno per chiedere quella autorizzazione, quindi il punto resta lo stesso ossia il “PRIMA POSSIBILE quell’unico effetto giuridico che mi interessa”. Annoto che in mome di questa Giustizia equa e pia Lei risolve la contrazione a giorni 2 (ripeto giorni 2 !!!) di una precisa facoltà di legge concessa all’imputato sul presupposto che i legali sarebbero validi e preparati, me ne compiaccio sperando che in caso di legali meno validi e meno preparati la Corte dia quindi più spazio di legge ….Concludo dicendo che la maturazione della prescrizione peraltro non è afatto dovuta agli artifizi dell’imputato visitato più volte persino in Ospedale e che ad ogni impedimento ha corrisposto, come ben sa, la sospensione dei termini, ma alla lentezza per arivare al Giudizio di primo grado da parte di chi come noto è sovrano del procedimento ossia la A.G. Poi la rincorsa che fa notizia. Ma Le chiedo se è giusto, visto che richiama alti principi, che paghi il dazio l’imputato (cone le contrazioni alle facoltà qui evidenziate, tra cui anche il diritto ad avere in Cassazione 5 giudici preparati e non costretti a raffazzonare le migliaia di carte in pochi giorni, per i ritardi altrui ? Con ribadito ossequio, la precisazione del chi voto non era rivolta a Lei ma era dovuta al fatto che da quando mi picco di evidenziare dal punto di vista tecnico alcune anomalie di certi processi ad un certo imputato è diventata abitudine anchepresso i miei amici bollarmi per berlusconiano (fatto che mi conferma una certa intolleranza talebana che affligge il nostro paese da circa 20 anni, ahimè da ambo le parti e che certo ha fatto solo male in primis alla nostra Giustizia ed alla fiducia che in essa ancora oggi ripone il cittadino.
Scritto il 16-7-2013 alle ore 12:18
Continuo a dissentire, e profondamente, specie su un argomento che, lo riconosco, è certamente funzionale al Suo ragionare. Lei scrive infatti che, a fini pratici, eliminare la pena principale per intervenuta prescrizione o per l’applicazione dell’indulto cambia poco o nulla, tanto da risultare pressoché irrilevante. Ne segue che l’unico serio e vero problema è quello della interdizione dai pubblici uffici che si vuole intervenga prima possibile. Come Le dicevo, dissento frontalmente e dal punta di vista tecnico-giuridico-formale. Lei certo sa meglio di me che l’indulto è causa di estinzione della pena, mentre la prescrizione è causa di estinzione del reato. La differenza, lo ricordo a me stesso, è che l’indulto si applica a chi è ritenuto colpevole, mentre la prescrizione inibisce una pronuncia sul merito, dovendo il giudice limitarsi a pronunciare il (mero) non doversi procedere. Le pare poco ? Le pare davvero trascurabile sapere se un reato è stato commesso e se l’imputato ne è il responsabile? A me no, per niente. Se non temessi di tediare troppo, dovrei ricordare il principio di legalità e i suoi vari corollari. Per questo, a mio giudizio, non si può affatto ritenere che l’unico effetto giuridico rilevante sia quello della dichiarazione di interdizione dai pubblici uffici. Lei poi considera scontato l’esito della votazione del Senato sulla, eventuale, sentenza definitiva di condanna.Io no,per niente. Non credo affatto che la votazione sia univoca e Le dirò non mi interessa poi più di tanto, posto che, come avrà certamente compreso, io sono un ferreo formalista. Se la legge prevede che il Senato voti, mi va benissimo che si esprima anche nel senso di non estendere gli effetti della interdizione a quelli senatoriali. Quanto al sacrificio dei diritti della difesa di Berlusconi ( relativamente ai SOLI motivi aggiunti), costretti in soli a due/tre giorni sull’altare del principio di legalità potrei replicarLe veramente con molti argomenti, mi limito ad uno solo: dura lex sed lex. E’ previsto un termine minimo, non uno massimo. Ma, poi, Lei davvero crede che i due difensori dopo avere studiato le carte per la redazione del ricorso in cassazione abbiano messo da parte lo studio e la preparazione di questo processo, confidando nella possibilità di “andare a settembre”?
Con perseverante ossequio
Scritto il 16-7-2013 alle ore 14:41
Non sono d’accordo sul significato che Lei attribuisce alla prescrizione che in questo caso non a…caso (perdoni il gioco di parole) ho definito impropria, giacchè maturata dopoo duplice condanna. Si dichiara evidentemente prescritto un reato commesso altrimenti, Lei mi insegna, dovere del Giudice, ai sensi dell’art. 129, è quello di dichiararlo insussistente. Quindi ai fini del penale accertamento la prununcia sarebbe identica cosiccome ai fini della inseguibilità della pena principale. Non fui io bensì le ripeto il Corriere a segnalare a tutta pagina il rischio non già di mancato accertamento bensì di ritardata applicazion edella pena accessoria, quindi se la prenda con Ferrarela semmai e con chi 2 ore dopo la pubblicazion edel pezzo ha ritenuto di dargli retta. Io non do per scontato nessun esito della Giunta perchè non può farlo nessuno neppure la Corte o il Corriere però do per scontato che se la sentenza passa in giudicato a luglio piuttosto che a settembre l’iter comunci prima o no ? Certo che dura lex sed lex se la Corte diu legittimità avesse addirittura violato la legge che è deputata a fare rispettare non staremmo qui a diuscutere, immagino, però sottolineavo che quella OGGETTIVA contrazione di soli giorni 2 consegue non già ad una colpa dell’imputato che ne paga la conseguenza ma ad una colpa di chi oggi gliela fa…pagare. Sono io a questo punto che brocardo per brocardo al Suo “Dura lex sed Lex” obietto l’atrettanto noto “summum ius summa…finisca Lei.
Scritto il 16-7-2013 alle ore 16:49
Certo ricorderà bene le disquisizioni che Cordero fece all’indomani della sentenza Andreotti o ai tanti dibattiti, che si sono fatti, negli altri casi in cui è stata dichiarata la prescrizione negli (altri) procedimenti di Berlusconi. Un conto è dichiarare che il fatto non sussiste o non costituisce reato o non è previsto come reato o che l’imputato non l’ha commesso, altro conto è dichiarare la colpevolezza. Ovviamente la prescrizione non consente alcuna valutazione sulla colpevolezza dell’imputato, al contrario dell’indulto che ha ragione di essere solo in presenza di una pronuncia di condanna. La differenza è radicale. Non credo che Lei vorrà sostenere fino in fondo il ragionamento che sembra muoverLa: se il Giudice, che deve dichiarare preliminarmente che l’imputato non ha commesso il fatto, dichiara che il reato è prescritto allora significa che quell’imputato è colpevole. No al massimo si può dire che è “non innocente”.
La Sua considerazione in ordine alla duplice condanna (in primo e secocondo grado), vista la presunzione di innocenza (rectius di non colpevolezza) non soccorre in alcun modo.
Scritto il 16-7-2013 alle ore 17:05
Mi rivolgoalsig.angelo gostoli: dia retta a me,non c’è’ peggior sordo di chi non vuol sentire!!!Faccia come me non dia retta a Stancanella, non risponda più’, altrimenti il suo interlocutore raggiunge lo scopo , cioè’ di dare ad intendere , ai non tecnici della materia, che si tratti di una discussione SERIA!Invece si stravolgono principi elementarissimi. Si chieda il perché’ e le ripeto …….lasci stare,non risponda più’ .con stima A.Frasso
Scritto il 16-7-2013 alle ore 17:11
Caro Gostoli mi scusi ma la annotazione prima ancora che giuridica è “linguistica”: si dichiara prescritto (aggettivo) solo un qualche cosa (oggetto) che c’è, altrimenti che cosa mai prescriverebbe ? Un ectoplasma ? Con stima
P.S: Frasso, non ha nulla di meglio da fare che leggermi ?
Scritto il 16-7-2013 alle ore 17:22
No ,perché’ mi interessa sapere a che punto si arriva: mi creda e’ come sentire il ‘polso’ del Paese.
Anche per oggi buona giornata!A.Frasso
FiorMaria scrive:
Scritto il 16-7-2013 alle ore 18:52
E interessante seguire i vs. dibattiti e Vi ringrazio.Tuttavia ci si convince sempre più di quanto sia difficile una comprensione seria ed onesta dei fatti e delle sentenze relative, ai non addetti ai lavori.Una cosa è certa: l’avv. Steccanella non è un berlusconiano, gli altri intervenuti sono antiberlusconiani….e la politica supera la Giustizia
Scritto il 16-7-2013 alle ore 22:05
Ritengo l’ analisi dell’avv. Steccanella scevra da preconcetti politici nonché sorretta da norme di diritto processuale. Non credo quindi che il diritto possa essere messo in discussione
Scritto il 17-7-2013 alle ore 16:17
Frasso come va… il “polso” ?
Scritto il 17-7-2013 alle ore 17:50
Male!Molto male!E lei lo ….sa benissimo!
Buona giornata.A.Frasso
Premesso che siamo un Paese veramente incredibile: se l’udienza viene tenuta a luglio si sospetta di tale “efficienza”, se fosse stata fissata per settembre, per contro, ci si sarebbe lamentati del “servilismo” della magistratura.
Va da se che, come spero tutti coloro che confidano nella giustizia, auspico che l’azione della magistratura sia SEMPRE improntata alla massima celerità, soprattutto quando vi sia il rischio di prescrizione con riferimento a reati particolarmente gravi (come quello di evasione contestato nel caso).
Quindi, trovo assolutamente superflua e strumentale l’intera polemica. Vorrà dire che gli avvocati di B, che già ben conoscono le carte, qualora intendano proporre memoria, lavoreranno più alacremente. Nel caso non fossero disponibili, si rivolgano a me (e, credo, anche al collega Steccanella), che saremo ben disposti a sacrificare qualche ora di sonno in cambio della cospicue parcella e notorietà che ne deriveranno. Ma volevo porre una domanda all’avv. Steccanella: nella procedura civile i termini “liberi” vengono specificamente definiti tali dal legislatore: nel penale non è così?
Scritto il 17-7-2013 alle ore 19:19
Anche nella procedura penale, gentile Stefano Pellegrini.
Scritto il 18-7-2013 alle ore 08:34
Il problema di fondo, mi pare di intendere, sia rsppresentato dal sospetto che l’atteggiamento processuale dei giudici non sia stato completamente ” super partes”. Allora da un lato c’è chi replica che i giudici sono per antonomasia super partes, e quindi le decisioni dei giudici rispondono sempre a diritto, da quello opposto chi invece ha una visione che trascende il dato formale e di diritto permettendosi di paragonare il caso B. ad una qualunque analoga fattispecie concreta, e rilevando quindi delle disparità di trattamento. Secondo me vi è una incongruenza di fondo nel pensiero di coloro che sostengono che le decisioni dei giudici siano comunque super partes. In primis partono dal presupposto che qualunque persona debba ricevere dalla giustizia lo stesso trattamento, ma poi, nei fatti, non accettano l’ipotesi che il caso B. abbia suscitato nei giudici un attenzione particolare, e quindi sfuggono la conversazione “rifugiandosi” con il sostenere che i giudici sono imparziali e il loro operato non vada mesdo in discussione.
Scritto il 20-7-2013 alle ore 19:27
A me sembra che in questa vicenda, paradossale, per non fare a Berlusconi -imputato- un trattamento “diseguale” e di favore,con tutto quanto ne sarebbe conseguito sul piano dei principi giuridici e costituzionali e di rapporto dei Supremi giudici con il caso: insomma per prevenire ogni scandalo e clamore, si sia ritenuto opportuno, e pensato bene, di riservargli invece un trattamento un pò più “uguale” rispetto alla miriade di tutti gli altri imputati e casi! Finendo così, mestamente, per riservargli un trattamento pur sempre diseguale e, seppur diversamente scandaloso, in aperta deroga a quei principi che nelle intenzioni si volevano salvaguardare.- E’ questa l’Italia ed il diritto che vi vige, dove la giustizia va spesso a passeggio e la bilancia non riesce perciò mai a stare in equilibrio: pendendo ora da un lato ora dall’altro!
Scritto il 22-7-2013 alle ore 18:31
…d’accordo.. ma così facendo hanno alimentato il (a questo punto direi legittimo) sospetto che la giustizia sia stata strumentalizzata per fini politici. La metafora della bilancia rende bene il concetto…occorrerebbe una sostanziale riforma del sistema.. giudiziario. C’è troppa confusione nel nostro paese. I mass media si arrogano il diritto di esprimere la propria opinione e spesso accade che l’opinione dei cittadini si formi proprio grazie ai mezzi d’informazione…che non solo esprimono la posizione da seguire ma cosa assai ben più grave decidono quello che è importante e quello che nn lo è. Esistono quindi dei meccanismi di “catalizzazione” di opinioni e di idee che andrebbero seriamente rivisti. Il martellamento mediatico dovrebbe essere perseguito. Sensibilizzare si ma mai eccedere fomentando odio o cattiverie.
Felice goldsmith scrive:
Scritto il 23-7-2013 alle ore 09:48
Bel dibattito! Complimenti ai “contendenti”!
Non ho nulla da aggiungere alla discussione scusatemi.
Serene vacanze a tutti quanti.
Scritto il 2-8-2013 alle ore 10:43
Come è andata è noto.
Propongo una ipotesi di lettura un pò “fanta-politica” ma abbastanza plausibile visti i presonaggi.
La Corte avrebbe ben potuto secondo me come suggerito dal PG direttamente adeguare la interdizione prevista dalla legge che i giudiic di merito sbagliarono a conteggiare, quindi già ieri poteva essere esecutiva (tra qualche giorno) la interdizione di 3 anni. Invece si è deciso di rinviare alla corte di merito fatto che richiederà più o meno 1 anno perchè oltre a celebrare la udienza di appello occorrerà attendere il nuovo ricorso in cassazione. Morale 3 anni più 1 anno (rinvio) = 4 anni ! A questi vanno aggiunti i mesi già fatti dal governo Letta e così si arriva più o meno a 4 anni e 6 mesi ovvero giusto giuto alla fine legislatura completa del governo Letta. Alle elezioni del 2018 il Berluska avrà finito e potrà ripresentarsi, PRIMA NO quindi non ha interessa a fare cadere il governo Letta dove peraltro non ha cariche. In partica questa sentenza BLINDA il governo voluto dal Presidente della Repubblica altrimenti in forte rischio….tutto casuale ? Può darsi….ma può darsi anche di no.
Scritto il 2-8-2013 alle ore 11:45
ho letto sul corriere di oggi che a prescindere dall’interdizione l’onorevole berlusconi è incandiabile ai sensi dell’articolo 1 decreto legislativo DECRETO LEGISLATIVO 31 dicembre 2012, n. 235.
Scritto il 2-8-2013 alle ore 12:41
Si ai termini di legge la letera C9 dell’art. 1 del decreto del 31 dicembre 2012 stabilisce la incandidalibilità di
Quindi posto che il reato per il quale B è stato condannato prevede nel massimo una pena superiore a 4 dovrebbe scattare il divieto.
Però un conto è una legge (che può essere modificata) e un conto era una pena (accessoria) stabilita da un giudice che può essere vanificata solo da una amnistia o da una grazia
Scritto il 2-8-2013 alle ore 14:45
Scritto il 2-8-2013 alle ore 16:19
Mi riferisco al suo scritto sub 28:ancora una volta lei mi stupisce ancora di più’!!Questa sua ipotesi( che non sta né’ in cielo ne’ in terra,ma che invece è’ utile a screditare,senza argomenti, le istituzioni ,così’….tanto per giocare!!) mi fa ancora una volta pensare: ma è’ possibile diffondere simili veleni senza alcun controllo di auto responsabilità’ specie per chi come Lei pretende di ‘informare’ i lettori della prestigiosa rivista su cui Lei continua a far rimanere allibiti tutti coloro che capiscono un po’ di diritto ed hanno a cuore le Istituzioni della nostra Repubblica democratica?
P.S.1.Vuole essere un po’ più’ chiaro quando afferma che la sua tesi sarebbe plausibile “visti i personaggi”, a chi allude di grazia?
Penso che la sua tesi che Lei definisce plausibile non l’avrebbe pensata nemmeno uno dei difensori di Berlusconi!!
P.S.2.In riferimento poi allo scritto sub 30 anche qui un evidente errore, anche la pena accessoria irrogata dal giudice può’ venir meno per legge successiva più’ favorevole: dovrebbe esserele noto.Di nuovo buona giornata!
Scritto il 2-8-2013 alle ore 16:55
Caro sig.Fasso (che ogni totanto qui compare alla ricerca del “polso”…come ebbe a scrivere)parto dall’ultimo aspetto tecmico che è il mio mestiere.
La legge sulla pena accessoria era già giusta e non doveva esseer modificata visto che prevedeva appunto 3 anni e non 5, Lei si è domandato come è stato possibile che ben 6 Magistrati togati (3 in Tribunale e 3 in Corte di appallo !!!)abbiano così platealmente sbagliato ad applicare una legge vigente e su punto tanto delicato visto che si trattava di un ex premier ? Se si che risposta si è dato ? Ce la dica La prego sono molto interessato. Quello che invece avrebbe creato qualche problemuccio alla stabilità governo Letta sarebbe stato ‘adegiamento di legge fatto ieri (tratandosi di palese vizio di legge in applicazione la Cassazone ben avrebbe potuto farlo come richiesto dal PG visto che la applicazione del massimo era di merito ma quanto fosse il giusto massimo (3 anni) era di legge, quindi perchè rinviare ? Se lo è chiesto ? Ci dica la Sua risposta anche qui sono molto curioso ? Io dico che così facendo si guadagna 1 anno in più (del tutto ingiustificato) che sommato ai 3 anni di legge che verranno esguiti fra 1 anno porta giusto a fine legislatura Letta (sommato il “pre-sofferto”). Aggiungevo su gentile richiesta del precedente lettore che resta il “problema” del Decreto Monti e anche qui vedremo, se non lo cambieranno in nulla nei prossimi 4 anni avrà ragione Lei se invece lo faranno (o si inventeranno amnistie et similia) avrò ragione io…
Quanto ai personaggi e alla istituzioni che io avrei scredittao La prego di non confondere il legittimo (spero) diritto di critica in un paese democratico, sennò il dissenso passa per terrorismo o eversione come di recente avvenuto per i No TAV. Nel dire personaggi esercito credo da elettore il legittimo diritto di annotare che il Presidente Napolitano che duplica il settennato (unico caso della storia nostrana) nelle ultime due volte ha sostamzialmente imposto ben due governi che mettono insieme PD e PDL in evidente spregio delle intenzioni degli elettori che non credo ambissero a questo. Non solo, le due forze alla apparenza in contesa in realtà è per ben due volte che governano insieme e quel che è peggio è che dicono di farlo per emergenza e solo per le rifome necessarie ma sta di fatto che il governo Letta pare intenzionato (magari mi sbaglio) a completare la intera legislatura. So che questo piace molto ai mercati e via discorrendo, permetterà che io invece la pensi in modo diverso ? Infine Le faccio notare la strana compiacenza mostrata dalla squadra di B dopo i primi due giorni di strali alla fissazione del 30. Tutti buoni nessun rinvio toni silenti ecc ecc. Lei si è domandato perchè ? Se si ancora una volta vorrà dirmi la Sua risposta ? Poi vede io non leggo Repubblica e non ho passato gli ultimi 20 anni della mia vita a sognare una condanna penale di B semplicemente perchè sono un po comunista e quindi non ritengo De Benedetti o Montezemolo o Della Valle ecc ecc molto migliori, nè penso che le Isituzioni, come le definzice Lei, siano sempre e per ciò solo dalla parte della ragione e la storia italica in un certo qual modo lo dimostra (almeno per me). Furono le Isituzioni a massacrare centinaia di inermi a Bolzaneto e alla Diaz e a farli rimanere in servizio fino alla cassazione peu avendo visto filmati, sono le Isituzioni ad avere nominato a capo della nuova scuola di addestramento di Polzia l’ex prefetto Oscar Fioriolli che direttamente e quando operava in divisa prese parte nel febbraio 1982 alle torture alla vagina inflitte alla arrestata Elusabetta Arcangeli ex BR prima di condurla dal Magistrato e l’anno scoros arrestato per corruzione, potrei andare avanti ma mi fermo qui… Grazie e un caro saluto dal “polso” stekka.
Scritto il 3-8-2013 alle ore 09:36
Caro avvocato mi pare che lei la butta…….un po’ in ….confusione per cui diventa arduo capire il suo pensiero.Ma cerchiamo di mettere un po’ di ordine tralasciando le sue considerazioni politiche o pseudo tali che non c’entrano niente con i miei rilievi.
E allora: l’ERRORE che lei con tanta superficialità’ ( e conseguente DISINFORMAZIONE) attribuisce a BEN SEI giudici non è’ un errore bensi’ una normalissima interpretazione tra due norme giuridiche( hanno cioè’ legittimamente ritenuto che l’ interdizione temporanea della norma speciale scattasse solo per le condanne per reati fiscali con condanne FINO a tre anni, nel mentre la regola generale scatta sempre – come per tutti i reati – in caso di condanna OLTRE i tre anni.Le e’ chiaro?Tesi opinabile ma non certo frutto di ERRORE PLATEALE!ALLORA È’ pura superficialità’ e demagogia disinformativa( che Lei dovrebbe accuratamente evitare) parlare di “plateale sbaglio”che va attribuito a chi commenta con superficialità’ e non a chi legittimamente ha svolto il suo ruolo di interpretazione delle leggi.Questa e’ la prima risposta che lei mi chiede.
La seconda questione: ma insomma lei è’ del mestiere come fa a non sapere che attribuire ai giudici intenti e scopi diversi da quelli relativi alla semplice e doverosa applicazione della legge( come lei con estrema disinvoltura fa) significa, a mio parere, attribuire ai giudici della Cassazione un vero e proprio reato: quello di aver ‘calibrato’ la condanna per scopi politici e comunque diversi da quelli dovuti.Che c’ entra la libertà’ di critica(sacrosanta e da difendere a denti strettissimi).Lei sul punto mi pare sia recidivo perché’ le stesse considerazioni le espresse(guarda caso) per il cd caso SALLUSTI!Mi pare che Le dovrebbe esser chiaro che non si tratta di libera critica ,perlomeno a Lei che è’ del mestiere.
Tralascio le irrilevanti questioni politiche o presunte tali che lei pure fa, e le domandò ma che c’entra Napolitano con la Sentenza della Cassazione?Di grazia lo vuole spiegare a me e a tutti i suoi lettori?E poi addirittura il ‘terrorismo’ e i NO TAV?!
Da ultimo non le sembra un po’ strano che lei si meraviglia di ciò’ che dovrebbe essere normale in un paese civile( cioè’ i ‘mancati’ attacchi ai giudici per la fissazione Dell’ udienza in Cassazione) e per di più’ lo interpetra, senza alcuna prova, ancora una volta in un modo quanto mai ingeneroso e comunque offensivo per i giudici chiamati a decidere?
Le prometto che non interverrò’ più’ sul punto perché’ vedo che abitiamo su due pianeti diversi, e sinceramente non ne vale più’ la pena di continuare a discutere!
Scritto il 3-8-2013 alle ore 10:23
Caro sig. Frasso mi faccia capire: ritenere non applicabile che una norma SPECIALE appositamente redatta nella legge apposita in virtù della norma GENERALE vigente per tutti i reati è una interpretazione “opinabile” ? Sarebbe come se in presenza di un caso di stalking nonostante la norma apposita, ricorressi alla contravvenzione di molestie e disturbo alle persone….è un errore che mi ricorda quei commercianti che si sbagliano a dare il resto guarda caso quasi sempre in difetto…Lei che giustamente rispetta le Sentenze prenda atto che a definirla “interpretazione NON legittima” è stata la Suprema Corte noi io (e prima il PG). Quanto a quello che mi attribuisce verso i Giudici della Cassazione lo respingo perchè loro hanno certamente operato in totale e legittima autonomia sulla decisione del ricorso (ci mancherebbe) dico solo che su un punto ben specifico sono stati senza violare alcuna legge (quindi LEGITTIMI) un pò prudenti perchè quel rinvio poteva essere evitato visto che si trattava di rimediare ad un errore edittale non di rivalutare nel merito l’ammontare della accessoria: il massimo già dato MA QUELLO DI LEGGE che è 3 e non 5. Così facendo si è “guadagnato” un anno, tutto qui…Cmq si tranquillizzi, per uno come me che talvolta “osa” dubitare della giustezza divina delle sentenze c’è un bel quotidiano assai apprezzato e venduto che ne tesse incondizionate e sempiterne lodi a prescindere e si chiama IL FATTO, legga quello ed eviti opinioni di dissenso se tanto la turbano. Lo sa vero sig. Frasso che in Italia ogni “potere” ha il suo giornale vero o pensava davvero che questo fosse privilegio del solo B ? Lo sa che l’Italia non è nata nel 1994 vero ?
Un caro saluto, io, a differenza Sua , amo il dissenso e mi ottunde il consenso…
Scritto il 3-8-2013 alle ore 11:21
Come al solito ‘ciurla nel manico’ ,confonde,strumentalizza,chiama dissenso ciò che invece è’ vera e propria offesa e approfitta del fatto che non tutti i lettori hanno competenze tecniche per capire quante inesattezze,incongruenze,improprietà’ contengono le sue riflessioni! fa finta di non capire….è non c’è’ sordo più’……..di chi non vuole intendere!
Confermo l’inutilita’ della discussione, non per sfiducia nel dialogo(ci mancherebbe! Io stesso le scrivo proprio perché’ credo nel confronto), ma perché’ non si può’ discutere con chi volutamente attribuisce all’interlocatore affermazioni o concetti mai espressi.
Definitivamente buona giornata!
P.s.ma che c’entra lo stalking, ma lei giocando sulla parola ‘legittima’ interpretazione fa credere che i giudici di Milano abbiano commesso qualcosa di ‘illegittimo’, ma per piacere!Un po’ di umiltà’ : io nutro più’ fiducia nei sei giudici di Milano che in commentatori…distratti o superficiali o peggio!( le ricordo che quando la Cass fornisce la interpretazione ritenuta legittima non fa che svolgere il suo compito cosI’ come lo hanno svolto i giudici di Milano.O anche questo le sfugge?Tra persone che operano nel campo del diritto , questo e’ come si dice……l’ABC della giurisdizione.
e adesso veramente basta! Però’ non posso purtroppo escludere altre sue ‘originali’ riflessioni che meritano una replica,quantomeno per un onere di servizio nei confronti deisuoilettori!

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 81
 sentenza 
 cass. 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
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 Sentenza