Source: https://www.filodiritto.com/la-corte-dei-conti-chiede-lintervento-del-legislatore-il-disallineamento-dei-termini-fiscali
Timestamp: 2020-05-29 03:24:49+00:00

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2. Riflessioni e criticità del Decreto Cura Italia rilevate dalla Corte dei Conti nella memoria n. AS1766
Con la memoria n. AS 1766 la Corte dei Conti ha inteso offrire un contributo recante criticità e necessari chiarimenti utili all’esame del legislatore in sede di conversione in legge del decreto legge n.18/2020, rubricato “Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da covid-19”.
Prima di dare contezza del disallineamento dei termini fiscali e processuali statuiti dal decreto legge n.18/2020 (Decreto Cura Italia) ed enucleare le criticità del predetto decreto espresse dalla Corte dei Conti, appare opportuno riepilogare il quadro normativo di riferimento.
L’articolo 67 del citato decreto legge n.18/2020, rubricato “Sospensione dei termini relativi all’attività degli uffici degli enti impositori, così dispone:
Il successivo articolo 68 del citato decreto legge, che verte in materia di “Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all'agente della riscossione”, stabilisce che:
Invece, dal punto di vista processuale, il Decreto “Cura Italia” all’articolo 83, rubricato “Nuove misure urgenti per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare”, così dispone:
2. Riflessioni e criticità del Decreto Cura Italia rilevate dalla Corte dei Conti nella memoria n.AS1766
La Corte dei Conti nella memoria n.AS1766 , attuando un’analisi comparatistica degli articoli 67, 68 e 83 citati, ha criticato il disallineamento dei termini amministrativi e processuali presenti nel decreto legge n. 18/2020, denunciando che tale discrepanza attiene non solo ai termini, ma soprattutto alle posizioni processuali tra contribuente e Fisco, violando i principi costituzionali di parità delle parti e di uguaglianza.
L’ articolo 67 citato, prevede a beneficio degli uffici degli enti impositori , la sospensione dall’8 marzo al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso.
Attraverso la lettura del combinato disposto degli articoli 67 e 83 comma 2 del citato Decreto, si evince che l’inclusione, tra i termini oggetto della sospensione fino al 31 maggio, di quelli relativi all’attività contenziosa non tiene conto della generalizzata sospensione, dal 9 marzo 2010 al 15 aprile 2020, dei termini per il compimento di atti processuali prevista dall’ articolo 83, comma 2 del provvedimento. Ciò comporta un ingiustificato vantaggio per la parte processuale pubblica, che potrà avvalersi di un più ampio margine di tempo per adempiere agli oneri del processo. Per tale ragione,a parere della Corte dei Conti, il legislatore dovrebbe valutare la possibilità di eliminare dal testo dell’ articolo 67 il riferimento all’attività “di contenzioso”.
E ancora, il citato articolo 67, al comma 4, dispone che, con riferimento ai termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli uffici degli enti impositori, si applica la disposizione normativa dell’ articolo 12 del Decreto legislativo n.159 del 24 settembre 2016.
A tal proposito, si rammenta che ai sensi del predetto articolo 12, la sospensione dei termini di versamento di tributi e contributi, prevista a favore di soggetti interessati da eventi eccezionali, “comporta altresì, per un corrispondente periodo di tempo, relativamente alle stesse entrate, la sospensione dei termini previsti per gli adempimenti anche processuali, nonché la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza in materia di liquidazione, controllo, accertamento, contenzioso e riscossione a favore degli enti impositori, degli enti previdenziali assistenziali e degli agenti della riscossione, in deroga alle disposizioni dell’ articolo3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212.” (comma 1).
La Corte dei Conti ha ritenuto opportuno rilevare che la previsione del comma 4 dell’ articolo 67 citato risulta di non agevole interpretazione, non essendo chiaro se il legislatore abbia voluto richiamare unicamente il disposto del comma 1 del succitato articolo12 (il cui principio è stato sostanzialmente recepito al comma 1 dello stesso articolo 67 in commento) oppure se, come appare più probabile, abbia voluto riproporre il contenuto del comma 2 del medesimo articolo 12, a norma del quale “I termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli uffici degli enti impositori, degli enti previdenziali e assistenziali e degli agenti della riscossione aventi sede nei territori dei Comuni colpiti dagli eventi eccezionali, ovvero aventi sede nei territori di Comuni diversi ma riguardanti debitori aventi domicilio fiscale o sede operativa nei territori di Comuni colpiti da eventi eccezionali e per i quali è stata disposta la sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari, che scadono entro il 31 dicembre dell’anno o degli anni durante i quali si verifica la sospensione, sono prorogati, in deroga alle disposizioni dell’ articolo3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, fino al 31 dicembre del secondo anno successivo alla fine del periodo di sospensione”.
La Corte dei Conti ha sottolineato che, in quest’ultima ipotesi, la norma entrerebbe in conflitto con l’enunciato “principio di corrispondenza”, per effetto di una sospensione dei termini relativi all’attività degli uffici ben più ampia della sospensione dei versamenti, nella circostanza non giustificata peraltro dalle difficoltà operative degli uffici, normalmente connesse con gli eventi sismici, che hanno ispirato la previsione del citato comma 2 dell’ articolo 12.
In riferimento all’ articolo 68 citato -che prevede, a seguito della sospensione, dall’8 marzo al 31 maggio 2020, dei termini per il versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione, l’obbligo di effettuare i versamenti sospesi “in unica soluzione” entro il 30 giugno 2020- il Collegio ha rilevato che la mancata esplicita riproposizione della facoltà di rateizzare, nei modi ordinari, i carichi oggetto di sospensione, potrebbe comunque comportare elementi d’incertezza in sede applicativa.
In ultimo, la Corte dei Conti ha avanzato perplessità in riferimento all’ articolo 71 del Decreto “Cura Italia”, rubricato “Menzione per la rinuncia alle sospensioni”. Detto articolo stabilisce che: “1. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono previste forme di menzione per i contribuenti i quali, non avvalendosi di una o più tra le sospensioni di versamenti previste dal presente titolo e dall’articolo 37, effettuino alcuno dei versamenti sospesi e ne diano comunicazione al Ministero dell’economia e delle finanze.

References: articolo 68
 articolo 67
 articolo 83
 articolo 67
 articolo 67
 articolo 12
 articolo 12
 articolo3
 articolo 67
 articolo12
 articolo 67
 articolo 12
 articolo3
 articolo 12
 articolo 68
 articolo 71