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PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE TOSCANA E UNIVERSITA DI PISA - PDF
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1 Allegato A PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE TOSCANA E UNIVERSITA DI PISA Il giorno.. dell anno.. presso la Regione Toscana, con sede a Firenze, Piazza Duomo, 10, sono presenti: per la Regione Toscana per l Università di Pisa PREMESSO - che la legge regionale, 2 aprile 2009, n. 16 (Cittadinanza di genere) si pone fra gli obiettivi generali, individuati all articolo 2, quello di eliminare gli stereotipi associati al genere e quello di favorire lo sviluppo della qualità della vita attraverso politiche di conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale e di formazione; - che il raggiungimento di una piena parità fra uomini e donne si attua attraverso la costruzione di un sistema di azioni a carattere innovativo specificatamente volte a rimuovere ogni ostacolo che si frappone alla piena parità di genere nella vita sociale, culturale ed economica; TENUTO CONTO - che per contribuire ad eliminare gli stereotipi associati al genere occorre promuovere e valorizzare la condizione femminile e diffondere il principio di parità fra uomini e donne in più contesti; - che la conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale si raggiunge anche attraverso la sperimentazione di nuove forme di organizzazione del lavoro nella P.A. e nelle imprese private; - che la formazione è propriamente il terreno più importante per attuare un cambiamento culturale all interno delle imprese private e pubbliche che promuova nuovi modelli di 1
2 riferimento anche nel contesto lavorativo e faciliti l introduzione di forme di organizzazione del lavoro orientate alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; - che nel Piano regionale per la cittadinanza di genere approvato dal Consiglio regionale con DCR n. 56 del 30/09/2009 si stabilisce che la Giunta individui e definisca i progetti da realizzare direttamente in coerenza, fra gli altri, dei seguenti obiettivi specifici: - favorire l attenzione sui temi della parità uomo-donna; - favorire l equa distribuzione delle responsabilità familiari uomo-donna; - favorire la diffusione e l attuazione del principio di pari opportunità uomo donna e la valorizzazione della figura femminile; VALUTATO - questo processo rappresenta per la Regione Toscana e per le Università Toscane una grande opportunità di promozione di uno sviluppo legato alle proprie caratteristiche socioeconomiche e alla storia dei propri territori e che, per tale motivo, le suddette istituzioni, intendono promuovere giornate di formazione per uomini e donne responsabili della gestione delle risorse umane di aziende private e pubbliche e rappresentanti sindacali e delle associazioni di categoria; - esiste negli organi di governo della Regione Toscana insieme alle Università Toscane la volontà di collaborare organicamente al fine di fornire una spinta propulsiva alla promozione della cultura di genere al fine di favorire lo sviluppo della qualità della vita attraverso politiche di conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale; SI CONVIENE QUANTO SEGUE: Articolo 1 1. La premessa fa parte integrante e sostanziale della presente Intesa Articolo 2 Finalità 1. Con la presente Intesa le parti convengono di perseguire la seguente finalità: attuare una nuova iniziativa consistente in un percorso, a carattere sperimentale, di alta 2
3 formazione volta a promuovere, in un ottica di genere, la valorizzazione delle differenze nei contesti organizzativi delle aziende private e pubbliche anche attraverso gli strumenti di conciliazione vita-lavoro. 2. La presente Intesa intende fornire, per le finalità di cui al comma 1, una spinta propulsiva forte alla promozione della cultura di genere, al fine di favorire lo sviluppo della qualità della vita attraverso politiche di conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale. Articolo 3 Oggetto 1. Le parti convengono di collaborare per il raggiungimento della finalità di cui all articolo 2 della presente Intesa, attraverso le modalità operative indicate nel successivo articolo In particolare, rappresenta oggetto della presente Intesa la realizzazione di un percorso, a carattere sperimentale, di alta formazione di 30 ore complessive, dedicate alla valorizzazione, in un ottica di genere, delle differenze nei contesti organizzativi delle aziende private e pubbliche, anche attraverso gli strumenti di conciliazione vita-lavoro. L'attività formativa, gratuita per i partecipanti, sarà destinata ad almeno 25 donne e uomini responsabili della gestione delle risorse umane di aziende private e pubbliche, rappresentanti sindacali e delle associazioni di categoria scelti secondo criteri relativi al titolo di studio, posizione lavorativa, territorialità e rappresentatività dei generi. Articolo 4 Modalità operative 1. La realizzazione di quanto previsto all articolo 3 sarà garantita attraverso le seguenti modalità operative: L Università di Pisa, in qualità di soggetto capofila del Progetto Pilota promosso dalla Rete Università Toscane dei Comitati Pari Opportunità, si impegna a: - assumere la gestione amministrativa ed organizzativa dell'iniziativa così come delineata nella scheda tecnica allegata e parte integrante e sostanziale della presente Intesa; - co-finanziare la realizzazione del programma suindicato destinando la somma di euro ,00 (diecimila/00); - predisporre un programma definitivo del percorso formativo, garantendo un elevato standard qualitativo nella scelta di docenti e relatori, delle attività da porre in essere e 3
4 delle relative spese; - presentare relazione sottoscritta sulle attività svolte, sulle spese complessive sostenute e sui risultati ottenuti rispetto agli indicatori utilizzati; - segnalare i minor costi sostenuti per la realizzazione della stessa restituendo le somme eccedenti alla Regione Toscana; - indicare in ogni tipo di pubblicizzazione dell iniziativa che è stata realizzata con il finanziamento della Regione Toscana. La Regione Toscana, si impegna a: - co-finanziare la realizzazione dell iniziativa così come delineata nella scheda tecnica allegata e parte integrante e sostanziale della presente Intesa, destinando la somma di euro ,00 (quarantamila/00); - erogare, pertanto, euro ,00 (ventimila/00) all Università di Pisa in qualità di soggetto capofila, al momento della presentazione da parte della stessa del programma definitivo del percorso formativo precedentemente indicato; - erogare ulteriori euro ,00 (ventimila/00), a saldo, al momento della presentazione della relazione conclusiva sulle attività svolte, sulle spese complessive sostenute e sui risultati ottenuti rispetto agli indicatori utilizzati; Articolo 5 Monitoraggio e valutazione 1. La Regione assicurerà il monitoraggio e la valutazione della realizzazione dell iniziativa oggetto della presente Intesa e del relativo programma allegato quale parte integrante e sostanziale, rispetto agli obiettivi indicati. Articolo 6 Revoche 1. Il finanziamento di cui alla presente Intesa sarà revocato e la somma erogata dovrà essere restituita, nei casi di cui all articolo 23 della legge regionale 2 aprile 2009 n. 16 (Cittadinanza di genere), così come in caso di mancato rispetto delle singole prescrizioni della presente Intesa Articolo 7 4
5 Tempistica 1. Gli adempimenti conseguenti alla presente Intesa dovranno rispettare la seguente tempistica: - Entro il mese di Giugno 2010 si concluderà l evento formativo; - Entro il mese Settembre 2010 dovrà essere presentata relazione conclusiva di cui all articolo 4, da parte dell Università di Pisa. Letto, approvato e sottoscritto, Per la Regione Toscana Giunta Regionale Per l Università di Pisa Il Vicepresidente Federico Gelli Il Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell Università di Pisa Paolo Nello 5
6 Allegato (Scheda tecnica) PROGETTO PILOTA Regione Toscana CORSO SPERIMENTALE DI ALTA FORMAZIONE Rete Università Toscane dei Comitati pari opportunità Ambito di applicazione: Legge regionale n 16/2009 Cittadinanza di genere Obiettivo e: favorire lo sviluppo della qualità della vita attraverso politiche di conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale e di formazione Titolo II Azioni per la conciliazione vita-lavoro Comitato Scientifico: Rita Biancheri (Università di Pisa), Anna Loretoni (Scuola Superiore S.Anna), (Scuola Normale),Giulia di Bello (Università di Firenze), Michela Pereira (Università di Siena) Coordinamento scientifico: Rita Biancheri, Anna Loretoni Capofila del progetto: Università di Pisa Il corso prevede un riconoscimento come corso sperimentale di alta formazione e un attestato finale Destinatari del corso: Uomini e donne responsabili della gestione delle risorse umane di aziende private e pubbliche e rappresentanti sindacali, associazioni di categoria Numero partecipanti: 25 (di cui tre rappresentanti sindacali e quattro delle associazioni di categoria) Durata del corso: aprile 2010 (Primo Modulo, 12h): 6 7 maggio 2010 (secondo Modulo, 10 h); 11 giugno 2010 (Terzo Modulo, 8h) Numero ore: 30h Articolate in 3 moduli di 12 h, 10h e 8h Finalità: promuovere in un ottica di genere la valorizzazione delle differenze nei contesti organizzativi delle aziende private e pubbliche anche attraverso gli strumenti di conciliazione vitalavoro Modalità: Aula e residenziale Località: Residenziale 1 modulo 12 h Certosa di Pontignano (Università di Siena,) 2 modulo 12h Università di Pisa e Scuola Superiore S Anna, 3 modulo e conclusione del corso (Regione Toscana e Università di Firenze) ARTICOLAZIONE DEL CORSO Metodologia Il corso si articolerà in lezioni frontali, laboratori, scambi comunicativi sulle buone prassi, lavori di gruppo interfasi, simulazione di contesto e di ruoli per attivare un processo di apprendimento, di acquisizione di consapevolezza e di capacità progettuali e operative. CRITERI DI SELEZIONE Titolo di studio, posizione lavorativa attuale, territorialità e rappresentanza dei 2/3 di uno dei due generi. Le domande dovranno essere presentate entro il 10 marzo 2010 e la selezione sarà effettuata sulla base dei curricula inviati da parte del comitato scientifico. 6
7 Modulo 1 (2giorni residenziali per favorire la formazione del gruppo) 12 h. Contenuti:. Presentazione del corso. Decostruzione degli stereotipi dominanti e creazione di un vocabolario condiviso 3h. La dimensione di genere nel lavoro 1h. Normativa sulle pari opportunità italiana e comunitaria, discriminazione dirette e indirette Legge n 53/ h.valuing and managing diversity: filosofia, metodi e strumenti per la valorizzazione delle differenze di genere 5h Modulo 2 (2 giorni) 10h Prima giornata. Piano di sviluppo personale e professionale : progettazione dei percorsi e valorizzazione delle differenze nel contesto lavorativo 3h. Lavoro di gruppo interfase con rielaborazione finale dei contenuti appresi e delle eventuali criticità 3h Seconda giornata. Welfare locale e aziendale 1h. Strumenti, buone prassi e testimonianze aziendali 3h. Tra il secondo e il terzo modulo si prevede l elaborazione individuale di uno studio di caso o di un progetto relativo alla proprio contesto lavorativo Modulo 3 (1 giorno) 8h Analisi dei principali aspetti e criticità emersi dai lavori individuali 3h Costruzione di modelli organizzativi e di gestione delle risorse umane nel contesto normativo vigente.4 h All conclusione del corso verrà somministrato un questionario di valutazione per ciascun modulo 1h PIANO FINANZIARIO Costi gestione attrezzature e servizi ateneo Progettazione coordinamento e valutazione Docenze e tutoraggio Brochure, locandine e spedizione Giornata residenziale Pontignano (camere, pasti e coffee) Pasti (2)e coffee break (2) secondo modulo Pasti (1)e coffee break ( 1)terzo modulo coffee break e pasti nelle sedi di Pisa e Firenze A carico delle università Telefono e cancelleria Costo Aule Preparazione materiale didattico Revisione elaborati Tot euro euro euro 2000 euro 3500 euro 1500 euro 1000 euro euro 1000 euro 4000 euro 3500 euro 1500 euro Totale euro 7
MODELLO B ENTI LOCALI E ORGANISMI PUBBLICI E PRIVATI SENZA FINE DI LUCRO Domanda di contributo per il FINANZIAMENTO DI PROGETTI SPECIALI
PROT. (riservato a uffici regionali) Marca da bollo (salvi i casi di esenzione) MODELLO B ENTI LOCALI E ORGANISMI PUBBLICI E PRIVATI SENZA FINE DI LUCRO Domanda di contributo per il FINANZIAMENTO DI PROGETTI

References: articolo 2
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 articolo 2
 Articolo 4
 articolo 3
 Articolo 5
 Articolo 6
 articolo 23
 Articolo 7
 articolo 4