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Liste elettorali in VENDITA - Forum Enti.it
Liste elettorali in VENDITA
Messaggioda marco.marzio » 27/10/2018, 11:48
Con il D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101 è stato abrogato l'art. 177 del D.Lgs. 196/2003 (Codice Protezione Dati) per cui l'art. 51 del Testo Unico DPR 223/1967 ritorna nella sua formulazione originaria: Chiunque puo' copiare, stampare o mettere in vendita le liste
inoltre torna obbligatorio indicare il titolo di studio e la professione sulle liste...
L'avete notato anche voi o mi sono perso qualcosa io?
Messaggioda onda_blu » 29/10/2018, 09:12
Premetto che per me il nuovo regolamento europeo sulla Privacy è tuttora molto oscuro, dispersivo e complesso.
Ma, analizzando quello che hai detto, sono arrivata a questo:
viene abrogato l'art.177 del D.Lgs 196/2003, che diceva:
<<1. Il comune può utilizzare gli elenchi di cui all'articolo 34, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, per esclusivo uso di pubblica utili-tà anche in caso di applicazione della disciplina in materia di comunicazione istituzionale.
5. Nell'articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, il quinto comma è sostituto dal seguente: "Le liste elettorali possono essere rilasciate in copia per finalità di applicazione della disciplina in materia di elettorato attivo e passivo, di studio, di ricerca statistica, scientifica o storica, o carattere socio-assistenziale o per il perseguimento di un interesse collettivo o diffuso.". >>
Ora, l'art.2 del D.Lgs 101/2018 dice:
<<comma 3. La diffusione e la comunicazione di dati personali, trattati per l'esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso
all'esercizio di pubblici poteri, a soggetti che intendono trattarli per altre finalita' sono ammesse unicamente se previste ai sensi del comma 1. >>
Il comma 1 del D.lgs 196/2003:
<<Art. 1 (( (Oggetto). )) ((Il trattamento dei dati personali avviene secondo le norme del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, di seguito «Regolamento», e del presente codice, nel rispetto della dignita' umana, dei diritti e delle liberta' fondamentali della persona.))>>
Quindi bisogna andare a vedersi il regolamento europeo:
<<Articolo 6 - Liceità del trattamento
La finalità del trattamento è determinata in tale base giuridica o, per quanto riguarda il trattamento di cui al paragrafo 1, lettera e), è necessaria per l'esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse o connesso all'esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento. Tale base giuridica potrebbe contenere disposizioni specifiche per adeguare l'applicazione delle norme del presente regolamento, tra cui: le condizioni generali relative alla liceità del trattamento da parte del titolare del trattamento; le tipologie di dati oggetto del trattamento; gli interessati; i soggetti cui possono essere comunicati i dati personali e le finalità per cui sono comunicati; le limitazioni della finalità, i periodi di conservazione e le operazioni e procedure di trattamento, comprese le misure atte a garantire un trattamento lecito e corretto, quali quelle per altre specifiche situazioni di trattamento di cui al capo IX. Il diritto dell'Unione o degli Stati membri persegue un obiettivo di interesse pubblico ed è proporzionato all'obiettivo legittimo perseguito.>>
Dall'insieme delle norme, mi viene da dire che, pur essendo vigente l'art. 51 del Testo Unico DPR 223/1967, nella sua originaria stesura, non vi si può dare applicazione, visti i limiti imposti dal GDPR.
Messaggioda MILLA77 » 30/10/2018, 15:40
Messaggioda Tiziana5838 » 14/11/2018, 12:20
Nel complimentarmi anch'io con Onda Blu per essere corsa dietro a tutte le norme, volevo chiedere se avete capito come comportarvi e cosa è rilasciabile ad oggi considerando l'art.177 abrogato? Ad es. è stato tolto il limite dei 70 anni dalla formazione dell'atto, quindi gli atti di stato civile risalenti p.es. a 100 anni fa possono essere consultati liberamente da chiunque faccia richiesta o no?
Messaggioda MAURI » 01/12/2018, 09:50
Io andrei cauto a dire che l'art. 51 torna nella sua formulazione originaria. Di seguito il parere dell'esperto ANUSCA Elena Turci:
L'argomento di discussione è se si deve ritenere che il testo dell'articolo 51 del DPR 223/1967 a cui fare riferimento sia sempre quello come modificato dall'articolo 177 del D.Lgs 196 oppure per effetto dell'intervenuta abrogazione della norma modificativa, si debba fare ora riferimento al testo originario dell'articolo 51.
Posto che il Ministero non ha fornito in questo senso alcun chiarimento né si è ancora espresso il Garante, credo occorra fare riferimento ai principi del nostro ordinamento in materia di reviviscenza di norme e, a mio parere, propenderei per l'indirizzo dottrinale che sostiene che l'effetto abrogativo non possa incidere sui precedenti effetti abrogativi che si sono verificati in passato, costituendo questi una vicenda autonoma e ormai chiusa.
Anche la giurisprudenza prevalente nega che l'eliminazione di una norma abrogatrice possa far rivivere quella originaria, ritenendo che per ottenere il ripristino di una norma abrogata sia sempre necessaria una specifica indicazione nell'atto normativo abrogatore.
A mio parere, quindi, in materia elettorale continua ad essere applicabile l'articolo 51 come modificato dall'articolo 177 e, di conseguenza, il rilascio della copia delle liste elettorali sarà subordinata ad una delle condizioni specificate dalla norma e non sarà, invece, un rilascio non sottoposto ad alcuna condizione come si sarebbe verificato se fossimo tornati alla formulazione originaria della norma.
Rimaniamo in attesa di lumi dal Ministero
Messaggioda AndreaGhi » 13/12/2018, 14:05
Segnalo quest'articolo pubblicato su Italia Oggi il 28/11/2018:
Liste elettorali, sì al rilascio copie
di ANTONIO CICCIA MESSINA - Italia Oggi Mercoledì, 28 Novembre 2018
Ok al rilascio di copie delle liste elettorali: è ancora vigente la norma sull' accesso alle liste detenute dai comuni. Si tratta dell' art. 51 del dpr 223/1967, che è al centro di un rebus interpretativo. Spieghiamo perché. La versione originaria del 1967 è stata modificata nel 2003 dal codice della privacy (dlgs 196), con l' effetto di restringere le possibilità di avere la copia delle liste. Nel dettaglio, l' art. 177 del codice della privacy è intervenuto direttamente, modificandolo, sul testo del dpr del 1967. Tutto è rimasto fermo fino al 19 settembre 2018, quando è entrato in vigore il dlgs 101/2018, che ha modificato il codice della privacy. Il decreto 101/2018 ha abrogato espressamente l' articolo 177 del codice della privacy. Da qui, il quesito se l' abrogazione dell' articolo 177 significhi abrogazione della versione dell' articolo 51 come modificata dall' articolo 177 medesimo.
Altrimenti detto, l' abrogazione di una norma (l' articolo 177 del codice privacy), che modifica un altro articolo (l' articolo 51 del dpr 223/1967), significa abrogazione dell' effetto di detta modifica? La risposta affermativa alla domanda, poi, aprirebbe un altro dilemma e cioè nel caso specifico: reviviscenza dell' articolo 51 nella versione originaria, cioè quella del 1967 oppure abrogazione integrale della possibilità di rilasciare copia delle liste?
Per completezza, si ricorda che la versione originaria dell' articolo 51 del dpr 223/1967 consentiva a chiunque di copiare, stampare o mettere in vendita le liste elettorali del comune; la modifica del 2003 (tramite l' articolo 177 del dlgs 196) ha, invece, ristretto la possibilità di avere le liste, nel senso che esse possono essere rilasciate in copia solo per alcune finalità: applicazione della disciplina in materia di elettorato attivo e passivo, studio, ricerca statistica, scientifica o storica, o carattere socio-assistenziale o per il perseguimento di un interesse collettivo o diffuso. Si deve ritenere che l' abrogazione dell' articolo 177 del codice privacy non abbia cancellato il regime di conoscibilità delle liste, nelle forme previste dall' ultima versione dell' articolo 51.
Questa conclusione è avvalorata dai principi in materia di redazione dei testi legislativi. In particolare la Guida alla redazione dei testi normativi della presidenza del Consiglio dei ministri (circolare 2/5/2001, n. 1/1.1.26/10888/9.92, in G.U. 101/2001) afferma che «se si intende fare rivivere una disposizione abrogata non è sufficiente abrogare la disposizione abrogativa, ma occorre specificare espressamente tale intento, abrogando la norma abrogatrice e richiamando esplicitamente la norma abrogata; ovvero, più semplicemente, abrogando la norma abrogatrice e riproponendo ex novo la disposizione già oggetto di abrogazione. In ogni caso, la reviviscenza ha effetto ex nunc».
Applicando il principio alla disposizione modificatrice, se ne ricava che l' abrogazione di una disposizione modificatrice non è sufficiente a intervenire sulla disposizione modificata, salvo che la disposizione abrogativa (l' ultima della fila) non dica espressamente che rivive l' articolo come scritto originariamente. Inoltre il mantenimento della norma nella versione modificata (e cioè l' art. 51 nella versione ristretta post 2003) rispetta un principio di maggiore tutela per i dati delle persone.
La reviviscenza eventuale del testo dell' art. 51 anteriore al Codice privacy implicherebbe, infatti, un regime di diffusione indiscriminato dei dati contenuti nelle liste elettorali. Né d' altra parte rispecchia un intento del legislatore l' opposta soluzione di eliminare integralmente la possibilità di rilascio delle liste elettorali. Né un esito di completa abrogazione dell' accesso alle liste può dirsi imposto dal regolamento Ue sulla privacy (2016/679), in quanto questo regolamento, all' art. 86, in materia di accesso ai documenti ufficiali, fa un rinvio al legislatore nazionale. Ovviamente il comune deve applicare l' art. 51 confrontando attentamente le finalità indicate da quest' ultima norma con gli scopi dichiarati dal richiedente le copie.
Messaggioda onda_blu » 14/12/2018, 08:42
Quindi, mi par di capire che l'art.51 si possa considerare vigente, come da post modifica.
Aggiungendoci il GDPR, io direi in più che il richiedente deve anche specificare come verranno trattati i dati che gli daremo.
Iscritto il: 03/03/2016, 17:10
Messaggioda marek » 14/01/2019, 13:55
Richiesta di una associazione onlus per finalità di ricerca per il perseguimento di un interesse collettivo o diffuso.
Nel dettaglio comunicano che il loro scopo è quello di fare incontri con ragazzi e famiglie per parlare dei temi dell'uso di sostanze stupefacenti, delle malattie sessualmente trasmissibili e per poter indicare quindi i luoghi dove potersi rivolgere. Allegano anche lo statuto: l'associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale.
Cosa ne dite? E' possibile procedere al rilascio?
Messaggioda onda_blu » 15/01/2019, 09:32
Anche da noi sono iniziate ad arrivare numerose richieste.
Noi abbiamo adottato la tecnica di richiedere (citando il regolamento europeo sulla Privacy) di specificare gli incaricati al trattamento dei dati, tempi di conservazione degli stessi, ecc.....
Finora nessuno ci ha più risposto.
Messaggioda Lucy » 28/02/2019, 10:25
Secondo l'interpretazione del dott.Scolaro l'art.51 post 196 aveva abrogato la consultazione delle liste elettorali introducendo solo la possibilità di rilascio di copia per gli usi strettamente previsti dall'art.177. Ora visti i voli pindarici dell'art.51 è ritenere comunque esclusa la possibilità di consultare le liste o per questo aspetto dobbiamo considerare l'art.51 nella sua versione ante 196? In sostanza può IPSOS continuare a venire nei nostri uffici elettorali a consultare le liste ed estrarre nominativi?
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Oggi è 23/03/2019, 21:22

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