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Timestamp: 2019-03-24 05:31:50+00:00

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Ispettorato del Lavoro: precisati i limiti al diritto di accesso ai verbali TAR, Toscana-Firenze, sentenza 10/11/2017 n° 1374 | Sindacato FSI
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Ispettorato del Lavoro: precisati i limiti al diritto di accesso ai verbali TAR, Toscana-Firenze, sentenza 10/11/2017 n° 1374
Sentenza 10 novembre 2017, n. 1374
sul ricorso numero di registro generale 931 del 2017, proposto da: G. A., in proprio e quale Presidente dell’Associazione Partecipazione e Sviluppo, rappresentato e difeso dall’avvocato Paolo Bastianini, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Francesco Massimo Pozzi in Firenze, lungarno Vespucci, n. 20;
Ispettorato Territoriale del Lavoro di Grosseto, rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, e domiciliato per legge presso la stessa in Firenze, via degli Arazzieri 4; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, non costituito in giudizio;
L. M., non costituito in giudizio;
– del diniego di accesso agli atti prot. 6880 del 17/5/2017 dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Grosseto, nonché di ogni atto presupposto e conseguente;
del diritto di prendere visione ed estrarre copia integrale della documentazione richiesta con l’istanza di accesso agli atti;
con condanna dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Grosseto all’ostensione dei documenti richiesti.
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Grosseto;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 8 novembre 2017 il dott. Gianluca Bellucci e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Il ricorrente, in rappresentanza dell’associazione Partecipazione e Sviluppo, ha presentato richiesta di accesso riguardante i documenti e gli atti dell’istruttoria richiamata nel verbale dell’Ispettorato del Lavoro di Grosseto del 14.3.2017 nonché il verbale prot. n. 3754 del 15.3.2017, a seguito degli accertamenti eseguiti dall’Ispettorato stesso, dal giorno 6.10.2015, ai fini della verifica di regolarità della posizione del personale occupato presso le sedi operative destinate alla gestione dei centri di accoglienza dell’associazione.
L’Ispettorato del Lavoro di Grosseto ha respinto la domanda di accesso, in dichiarata applicazione dell’art. 2, comma 1 lett. c, del D.M. 4.11.1994 n. 757.
Avverso tale provvedimento il ricorrente è insorto deducendo:
-violazione dei principi di imparzialità e trasparenza dell’attività amministrativa (art. 97 della Costituzione), degli artt. 22 e 24 della legge n. 241/1990, dell’art. 2 del D.M. n. 757/1994 e dell’art. 9 del d.p.r. n. 184/2006; eccesso di potere per difetto di istruttoria, carenza di motivazione, travisamento dei presupposti di fatto e di diritto.
Si è costituito in giudizio l’Ispettorato Territoriale del lavoro di Grosseto.
Alla camera di consiglio dell’8 novembre 2017 la causa è stata posta in decisione.
Preliminarmente il Collegio rileva che il ricorso risulta tempestivamente proposto, in quanto l’atto impugnato, consegnato tramite il servizio postale e non ritirato dal ricorrente, deve ritenersi conosciuto dal medesimo al momento della scadenza del periodo di compiuta giacenza presso l’ufficio postale, pari a trenta giorni. Invero, il ridotto periodo di 10 giorni vale solo in relazione alla notifica degli atti giudiziari (Cons. Stato, V, 14.3.2017, n. 1167).
Ciò precisato in rito, nel merito il ricorso risulta fondato, nei sensi appresso indicati.
L’art. 2, comma 1, lett. c), del D.M. n. 757/1994, posto a tutela della riservatezza dei lavoratori, non preclude in via assoluta l’accesso ai verbali ispettivi ed ai presupposti atti istruttori, bensì limita il diritto di accesso ai documenti contenenti le notizie acquisite nel corso dell’attività ispettiva, quando dalla loro divulgazione possano derivare azioni discriminatorie o indebite pressioni o pregiudizi a carico dei lavoratori o di terzi: la sottrazione all’accesso di tali atti in materia di lavoro postula che risulti un effettivo pericolo di pregiudizio per i lavoratori o per i terzi, sulla base di elementi di fatto concreti, e non per presunzione assoluta (Cons. Stato, III, 10.6.2016, n. 2500).
Occorre contemperare i contrapposti interessi: da un lato l’esigenza di accedere ai documenti al fine di esercitare il diritto di difesa e di potere agire in giudizio (come dichiarato dal ricorrente nella domanda rivolta all’amministrazione), o comunque al fine di poter valutare in modo consapevole la convenienza o l’opportunità di una tutela giurisdizionale in ordine ai fatti o atti risultanti dalla documentazione visionata, dall’altro lato l’esigenza di tutela rafforzata prevista dall’art. 2 del D.M. n. 757 del 1994, in funzione dell’interesse generale ad un compiuto controllo della regolare gestione dei rapporti di lavoro (Cons. Stato, VI, 24.11.2014, n. 5779) ed in considerazione dell’ampiezza e rilevanza del fenomeno del lavoro in nero e della connessa necessità di farvi fronte con misure di controllo incisive.
In tale contesto, l’Amministrazione avrebbe dovuto verificare l’effettiva e concreta necessità di salvaguardare da azioni discriminatorie o indebite pressioni i dichiaranti e comparare i contrapposti interessi, anziché opporre una aprioristica ed esclusiva valorizzazione della riservatezza delle persone che hanno reso le dichiarazioni acquisite nel corso dell’accertamento ispettivo.
Peraltro, l’Ispettorato non ha distinto la posizione del personale attualmente in servizio da quella di chi non è più alle dipendenze dell’Associazione oggetto delle operazioni ispettive, nonostante l’art. 3 del citato D.M. n. 757/1994 tuteli la riservatezza dei lavoratori solo finché perduri il rapporto di lavoro (fatta soltanto eccezione per le notizie contenute nei documenti sottoposti al segreto istruttorio penale).
Le spese di giudizio seguono la soccombenza e sono determinate come stabilito nel dispositivo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il diniego impugnato ed ordina all’amministrazione di rideterminarsi sull’istanza della parte ricorrente nei sensi sopra precisati, entro e non oltre 30 (trenta) giorni dalla comunicazione della presente sentenza.
Condanna l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Grosseto al pagamento, a favore dell’Associazione Partecipazione e Sviluppo, della somma di euro 1.000 (mille) oltre accessori di legge, a titolo di spese di giudizio.
Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 8 novembre 2017 con l’intervento dei magistrati:
Manfredo Atzeni

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