Source: http://registroimprese.ilcaso.it/sezioni/Societario/ultime_pubblicate
Timestamp: 2020-08-15 18:58:57+00:00

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Intermediazione finanziaria e doveri del collegio dei sindaci.
Intermediazione finanziaria - Doveri del collegio dei sindaci - Obbligo di relazionare all'assemblea circa la "correttezza sostanziale" delle operazioni con parti correlate - Sussistenza.
In tema di sanzioni amministrative per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ove siano poste in essere operazioni con "parti correlate” i sindaci non possono limitarsi ad una verifica estrinseca del rispetto delle procedure legali, avendo il dovere di rendere note le criticità per difetto di “correttezza sostanziale”, per difetto di indipendenza dell’ “adivsor”, risultante dalle emergenze e la non conformità della procedura allo scopo di legge, che è quello d’impedire silenti svuotamenti societari. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 10 July 2020, n. 14708.
Il fallimento della società scissa deve essere dichiarato entro l'anno.
Dichiarazione di fallimento - Scissione di società totalitaria - Successione tra enti - Cancellazione della scissa dal registro delle imprese - Decorso del termine annuale - Sussistenza.
In tema di dichiarazione di fallimento in presenza di una scissione di società totalitaria, verificandosi un fenomeno di tipo successorio tra soggetti distinti e dunque l'estinzione della società scissa, trova applicazione la regola di cui all'art. 10 l.fall. per cui il fallimento di quest'ultima potrà essere pronunciato entro un anno dalla sua cancellazione dal registro delle imprese. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 June 2020, n. 11984.
Liquidazione della società: se il creditore è incapiente, il liquidatore è responsabile se non dimostra di aver rispettato la par condicio.
Società – Liquidazione – Responsabilità del liquidatore – Pagamenti in spregio del principio della par condicio creditorum – Onere della prova.
In tema di responsabilità del liquidatore nei confronti dei creditori sociali rimasti insoddisfatti dopo la cancellazione della società, ex art. 2495 c.c., comma 2, il conseguimento, nel bilancio finale di liquidazione, di un azzeramento della massa attiva non in grado di soddisfare un credito non appostato nel bilancio finale di liquidazione, ma comunque provato quanto alla sua sussistenza già nella fase di liquidazione, è fonte di responsabilità illimitata del liquidatore verso il creditore pretermesso, qualora sia allegato e dimostrato che la gestione operata dal liquidatore evidenzi l'esecuzione di pagamenti in spregio del principio della par condicio creditorum, in violazione delle cause legittime di prelazione ex art. 2741 c.c., comma 2. Pertanto, ove il patrimonio si sia rivelato insufficiente per soddisfare alcuni creditori sociali, il liquidatore, per liberarsi dalla responsabilità su di lui gravante in riferimento al dovere di svolgere un'ordinata gestione liquidatoria del patrimonio sociale destinato al pagamento dei debiti sociali, ha l'onere di allegare e dimostrare che l'intervenuto azzeramento della massa attiva tramite il pagamento dei debiti sociali non è riferibile a una condotta assunta in danno del diritto del singolo creditore di ricevere uguale trattamento rispetto ad altri creditori, salve le cause legittime di prelazione ex art. 2741 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 12 June 2020, n. 11304.
Covid-19 e sospensione del protesto.
Provvedimenti cautelari - Art. 700 cpc - COVID19 - Assegno bancario - protesto - Sospensione pubblicazione - Art. 11 del D.L. 23/2020.
Va sospesa o cancellata con provvedimento d’urgenza la pubblicazione del protesto di assegni bancari presentati per il pagamento tra il 31/3 ed il 17/4/2020 e protestati dal notaio in data successiva al 30/4/2020 sul presupposto difficoltà-impossibilità di far fronte ai pagamenti dei titoli emessi nel periodo di sospensione del commercio e compressione dei diritti costituzionali. (Angelo Galante) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 29 May 2020.
L'atto di citazione notificato ad una società già incorporata in un'altra è nullo.
Citazione in giudizio di società fusa per incorporazione in altra società - Conseguenze - Nullità - Costituzione in giudizio dell’incorporante - Effetti.
L'atto di citazione notificato ad una società già incorporata in un'altra è nullo per inesistenza della parte convenuta, ma tale nullità, rilevabile d'ufficio, resta tuttavia sanata per effetto della costituzione in giudizio della società incorporante, indipendentemente dalla volontà e dall'atteggiamento processuale di questa, atteso che la "vocatio in ius" di un soggetto non più esistente, ma nei cui rapporti sia succeduto un altro soggetto, consente comunque di individuare il rapporto sostanziale dedotto in giudizio, realizzando un vizio meno grave rispetto a quello da cui è affetta la "vocatio" mancante dell'indicazione della parte processuale convenuta, che pure è sanabile mediante la costituzione in giudizio di chi, malgrado il vizio, si sia riconosciuto come convenuto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 May 2020, n. 10301.
L'accomandante risponde delle obbligazioni tributarie nei limiti della quota conferita.
Società in accomandita semplice - Soci accomandanti - Responsabilità per le obbligazioni sociali - Limite della quota conferita - Applicazione alle obbligazioni tributarie.
In tema di società in accomandita semplice, la norma giuscivilistica contemplata dall’art. 2313 c.c., nel prevedere che i soci accomandanti rispondono per le obbligazioni sociali limitatamente alla quota conferita, vale anche per le obbligazioni di natura tributaria, e, segnatamente, per quelle relative all'IVA e all’Irap dovute dalla società medesima. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 22 May 2020, n. 9429.
L'estinzione di società per cancellazione dal registro imprese, ove intervenuta nella pendenza di giudizio, non determina anche l'estinzione della pretesa azionata.
Pretesa azionata in giudizio - Cancellazione della società attrice dal registro delle imprese - Remissione del debito - Condizioni - Fattispecie.
L'estinzione di una società conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, ove intervenuta nella pendenza di un giudizio dalla stessa originariamente intrapreso, non determina anche l'estinzione della pretesa azionata, salvo che il creditore abbia manifestato, anche attraverso un comportamento concludente, la volontà di rimettere il debito comunicandola al debitore e sempre che quest'ultimo non abbia dichiarato, in un congruo termine, di non volerne profittare. (In applicazione di tale principio la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che ha ritenuto dovute agli ex soci di una società di capitali, estintasi nel corso della causa, le somme inizialmente pretese dalla medesima). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 May 2020, n. 9464.
Giudizio di esclusione del socio di s.r.l.: litisconsorzio con la società e nullità della clausola statutaria per indeterminatezza.
La clausola statutaria di una s.r.l. secondo cui può essere escluso il socio che risulti inadempiente agli obblighi assunti nei confronti della società è nulla per indeterminatezza e non può considerarsi conforme alla previsione dell’art. 2473 bis c.c. secondo cui l’atto costitutivo può prevedere specifiche ipotesi di esclusione per giusta causa del socio. (Antonio Pinamonti) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 06 May 2020.
Recesso di un ente pubblico da una s.p.a. e impugnazione della determinazione dell’esperto nominato dal Tribunale per l’individuazione del valore di liquidazione.
Società – Recesso – Liquidazione – Valore – Contestazione.
La regola della necessaria contestualità tra la contestazione del valore di liquidazione e la dichiarazione di recesso, richiesta dall’art. 2437 ter, 6° comma, c.c. non è applicabile nel caso in cui la partecipazione di un ente pubblico a una s.p.a. cessi “ad ogni effetto”, ai sensi degli artt. 3, 27° e 29° comma, l. 244/2007 e dell’art. 1, 569° comma, l. 147/2013. (Oreste Cagnasso) (riproduzione riservata) Appello Torino, 05 May 2020.
Erogazioni del socio in favore della società, natura giuridica e distinzione fra finanziamento e versamento.
L'erogazione di somme dai soci alle società da loro partecipate può avvenire a titolo di mutuo, con il conseguente obbligo per la società di restituire la somma ricevuta ad una determinata scadenza, oppure di versamento destinato a confluire in apposita riserva "in conto capitale"; in quest'ultimo caso non nasce un credito esigibile, se non per effetto dello scioglimento della società e nei limiti dell'eventuale attivo del bilancio di liquidazione, connotato dalla postergazione della sua restituzione rispetto al soddisfacimento dei creditori sociali e dalla posizione del socio quale "residual claimant". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 April 2020, n. 7919.
Forma convenzionale per la conclusione di un contratto prevista da clausola statutaria e azione di nullità.
Forma convenzionale per la conclusione di un contratto – Art. 1352 cod. civ. – Clausola statutaria – Esperimento dell’azione di nullità da parte di ciascun associato – Necessità di modifica statutaria per rinunciare alla forma prevista nello statuto.
Se la clausola statutaria di un ente associativo prevede una forma convenzionale ex art. 1352 cod. civ. per la conclusione di un contratto, ovvero di un atto unilaterale, tale forma deve ritenersi adottata nell’interesse di tutti gli associati, sicché la nullità conseguente al mancato rispetto della prescrizione può essere fatta valere da ciascun interessato.
La prescrizione di una forma convenzionale ex art. 1352 cod. civ. nell’ambito dello statuto di una società comporta la irrevocabilità della suddetta forma in assenza di corrispondente modifica statutaria, cosicché non può considerarsi valida la modifica o rinuncia verbis tantum ovvero per fatti concludenti. (Lucrezia Cipriani) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 March 2020, n. 7108.
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References: art. 2495
 art. 2741
 art. 2741
 Art. 700
 Art. 11
 sentenza 
 Art. 1352
 art. 1352
 art. 1352