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AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - PDF
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1 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA RAPPORTO ANNUALE ANNO II CITTÀ DEL VATICANO 2014
2 Autorità di Informazione Finanziaria Palazzo San Carlo Stato Città del Vaticano
3 INDICE SOMMARIO Pag. 5 PRESENTAZIONE Pag. 7 PARTE I Le attività dell Autorità di Informazione Finanziaria nel quadro istituzionale ed economicofinanziario della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano Pag. 9 I) Quadro generale 1.1. Introduzione 1.2. Quadro normativo 1.3. Quadro istituzionale 1.4. Quadro internazionale Pag. 12 II) Organizzazione interna e funzioni dell Autorità di Informazione Finanziaria 2.1. Organizzazione interna 2.2. Funzioni Informazione finanziaria a) Raccolta delle segnalazioni di attività sospette b) Analisi e approfondimento delle segnalazioni c) Trasmissione dei rapporti al Promotore di Giustizia Vigilanza e regolamentazione a) Vigilanza e regolamentazione per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo b) Vigilanza e regolamentazione prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria Ulteriori competenze a) Raccolta e analisi delle dichiarazioni di trasporto transfrontaliero di denaro contante b) Misure di prevenzione del finanziamento del terrorismo c) Misure per la valutazione generale dei rischi Pag. 19 PARTE II Statistiche I) Raccolta, analisi e trasmissione delle segnalazioni di attività sospette II) Raccolta e analisi delle dichiarazioni di trasporto transfrontaliero di denaro contante ANNESSI Pag. 25 Pag. 27 Pag. 28 Pag. 33 Annesso I Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa dell 8 agosto 2013 Annesso II.1 Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio con la quale è approvato il nuovo Statuto dell Autorità di Informazione Finanziaria del 15 novembre 2013 Annesso II.2 Statuto dell Autorità di Informazione Finanziaria Annesso III Legge recante norme in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria n. XVIII dell 8 ottobre 2013.
5 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE PRESENTAZIONE Nel 2013, la Santa Sede, sin dai primi mesi del pontificato di Papa Francesco, ha rinnovato e consolidato le misure di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo in linea di continuità con l impegno profuso negli anni precedenti durante il pontificato di Papa Benedetto XVI. Allo scorso anno risalgono infatti la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio dell 11 luglio, Sulla giurisdizione degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano in materia penale, e la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio dell 8 agosto, Per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa. Le fonti appena menzionate hanno posto i pilastri per un nuovo quadro giuridico, stabilito dal Decreto del Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, n. XI dell 8 agosto 2013, confermato nella Legge recante norma in materia di trasparenza, vigilanza e informazione finanziaria dell 8 ottobre 2013, con la quale, nello Stato della Città del Vaticano, è approvata una seconda decisiva riforma che segue la prima adottata nel L AIF in particolare ha avuto un consolidamento del suo mandato istituzionale, con la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio promulgata da Papa Francesco il 15 novembre, con la quale è stato approvato il nuovo Statuto, e sono state ampliate le competenze, suddivise nei due pilastri dell informazione finanziaria, e della vigilanza, includendo in questo secondo ambito anche la vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria. I decisivi interventi, che hanno consolidato il sistema interno della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, confermano la fermezza della Santa Sede nell offrire il suo contributo alla comunità internazionale nel contrasto dell illegalità nel settore finanziario, e nella condivisione delle migliori pratiche e dei più recenti parametri in materia. Al 2013 risalgono infatti l entrata dell AIF nel Gruppo Egmont, la rete globale delle unità di informazione finanziaria, nonché la stipula di Protocolli d intesa con le unità di informazione finanziaria di diversi Paesi, ai fini della collaborazione e dello scambio di informazioni. In una più ampia prospettiva, allo stesso anno risale inoltre l approvazione del Rapporto sui progressi («Progress Report») sulla Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano da parte del Gruppo di esperti sulle misure di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo presso il Consiglio d Europa (MONEYVAL). Entro tali traiettorie, giuridiche e istituzionali, e ancor prima morali, l AIF dispiega la sua attività consapevole del suo ruolo strategico a livello interno e internazionale, ed in ultima istanza al servizio della Santa Sede e della sua missione nel mondo. RENÉ BRÜLHART Direttore
7 PARTE I LE ATTIVITÀ DELL AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA NEL QUADRO ISTITUZIONALE ED ECONOMICO-FINANZIARIO DELLA SANTA SEDE E DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO
9 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE I) QUADRO GENERALE 1.1. Introduzione L Autorità di Informazione Finanziaria (d ora innanzi «AIF») è l istituzione centrale della Santa Sede/Stato della Città del Vaticano (d ora innanzi «SCV») per l informazione finanziaria e per la vigilanza, sia ai fini prudenziali, sia ai fini della prevenzione e del contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Istituita da Benedetto XVI con Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio del 30 dicembre 2010, e riformata da Papa Francesco nel 2013, essa ha sede nello SCV, presso il Palazzo San Carlo, ha lo status di Istituzione collegata con la Santa Sede a norma degli articoli 186 e ss. della Costituzione Apostolica Pastor bonus ed è dotata di piena autonomia e indipendenza. 1 Per effetto della Legge sull ordinamento economico, commerciale e professionale, n. V, del 7 giugno 1929, nello SCV vige un regime pubblico nei settori economico, commerciale e professionale, incluso il settore finanziario. Nello SCV non è pertanto stabilito un libero mercato. Nel settore finanziario, in particolare, non sono attivi istituzioni o operatori privati. Si trovano, piuttosto, enti che, nell ambito della propria attività istituzionale, svolgono alcune attività di natura finanziaria, rilevanti ai fini della normativa vaticana antiriciclaggio e, come tali, sottoposte alla vigilanza dell AIF. Le attività rilevanti di natura finanziaria si possono dunque collocare nel quadro più ampio dell attività istituzionale principale degli enti interessati. Rispetto ai sistemi privati o di libero mercato, il sistema stabilito nello SCV consente, oltre che di limitare il numero degli operatori, anche di contenere la complessità ed entità dei rapporti e delle operazioni o transazioni, ed i connessi rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Il sistema interno dello SCV, e l attività dell AIF, rispondono alla duplice esigenza, di adesione ai parametri e agli obiettivi europei e internazionali e, al tempo stesso, di coerenza al quadro istituzionale, ed economico-finanziario, dello SCV, ed ai rischi effettivi in esso presenti Quadro normativo. L 8 agosto del 2013, il Presidente del Governatorato dello SCV ha adottato il Decreto n. XI contenente norme in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria, entrato in vigore il successivo 10 agosto e confermato con Legge della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, n. XVIII (d ora innanzi «Legge n. XVIII»), dell 8 ottobre 2013, entrata immediatamente in vigore. Al fine di adeguare ulteriormente il sistema antiriciclaggio dello SCV ai parametri internazionali, e seguendo la prima riforma del 2012, la Legge n. XVIII introduce una seconda riforma con la quale viene sostituito integralmente l originario impianto basato sulla Legge n. CXXVII del 30 dicembre Cfr. artt. 1 e 2 dello Statuto e, infra, I, II, 2.1. e 2.2.
10 10 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE Quadro istituzionale. Lo stesso 8 agosto 2013, Papa Francesco ha promulgato la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa, con la quale è stato confermato che i Dicasteri della Curia Romana e gli altri organismi ed enti dipendenti dalla Santa Sede, nonché le organizzazioni senza scopo di lucro aventi personalità giuridica canonica e sede nello SCV (queste ultime non incluse dalla normativa precedente) sono tenuti ad osservare le leggi dello SCV in materia di: misure per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; misure contro i soggetti che minacciano la pace e la sicurezza internazionale; vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria. Il medesimo Motu Proprio riafferma la competenza degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano nei confronti dei soggetti e nelle materie sopra indicate, 2 e, infine, istituisce il Comitato di Sicurezza Finanziaria (d ora innanzi «CoSiFi») con il fine di coordinare le Autorità competenti della Santa Sede e dello SCV in materia di prevenzione e di contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa. 3 Il rafforzamento del quadro normativo della Santa Sede/SCV, ed il conseguente ampliamento delle competenze dell AIF, hanno reso necessari una riforma e adeguamento organizzativo dell Autorità. Pertanto, il 15 novembre 2013, Papa Francesco ha promulgato una seconda Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio, con la quale è stato approvato il nuovo Statuto dell AIF, entrato in vigore il 21 novembre successivo Quadro internazionale Il 9 dicembre 2013, l Assemblea Plenaria del Comitato di esperti sulla valutazione delle misure di lotta al riciclaggio e finanziamento del terrorismo (MONEYVAL) presso il Consiglio d Europa ha approvato il Rapporto sui progressi («Progress Report») della Santa Sede/SCV riguardo all aderenza del sistema interno alle raccomandazioni del Gruppo di Azione Finanziaria («GAFI»). Con tale Rapporto l Assemblea Plenaria ha preso atto dei passi in avanti compiuti dalla Santa Sede/SCV, sia in termini normativi che sul piano dell effettivo funzionamento del sistema antiriciclaggio. 2 Qui può forse ricordarsi che, l 11 luglio 2013, al fine di favorire la cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale, ribadendo l impegno della Sede Apostolica in tal senso, già espresso attraverso la sottoscrizione di numerose convenzioni internazionali in detto ambito, Papa Francesco aveva promulgato la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio sulla giurisdizione degli organi giudiziari dello SCV in materia penale, che opera nel senso di un espansione della stessa alle nuove fattispecie di reato collegate alla criminalità transnazionale e organizzata 3 Cfr., infra, I, II, , let. c). 4 Cfr., infra, I, II, 2.1.
11 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE Con riferimento più specifico all AIF, sul piano multilaterale, il 3 luglio 2013 l Autorità è stata ammessa nel Gruppo Egmont in occasione della sua 21 ma assemblea Plenaria, che ha avuto luogo a Sun City (Sud Africa). Il Gruppo Egmont è il forum globale che riunisce le unità di informazione finanziaria di 139 Paesi e giurisdizioni, e nel cui contesto vengono condivisi regole e buone pratiche per la collaborazione e lo scambio internazionale di informazioni. Sul piano bilaterale, nel 2013, l AIF ha proseguito con la sottoscrizione di Protocolli di intesa al fine dello scambio di informazioni con le Autorità analoghe dei seguenti Paesi: Slovenia (15 aprile), Stati Uniti (7 maggio), Olanda (5 luglio), Italia (26 luglio) e Germania (4 dicembre).
12 12 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE 2013 II) ORGANIZZAZIONE INTERNA E FUNZIONI DELL AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA 2.1. Organizzazione interna Al fine di adeguare l organizzazione dell AIF alla luce della riforma della più ampia normativa in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, il 15 novembre 2013, Papa Francesco ha approvato, tramite Motu Proprio, il nuovo Statuto dell AIF, che precisa ed amplia i compiti istituzionali dei vari organi: il Consiglio direttivo (che formula le linee di politica generale e le strategie fondamentali dell Autorità), il Presidente (che presiede il Consiglio direttivo, ha la rappresentanza legale dell Autorità e il potere di firma) e il Direttore (che dirige, organizza e controlla l attività dell Autorità). Inoltre, con tale atto, l Autorità viene suddivisa, sul piano operativo, in due uffici: a) l Ufficio per l informazione finanziaria; b) l Ufficio per la vigilanza e la regolamentazione. Nel 2013, l AIF è stata presieduta dal Cardinale Attilio Nicora, e diretta dal Dott. René Brülhart. Il Consiglio Direttivo è stato composto dal Prof. Giuseppe Dalla Torre, dal Prof. Claudio Bianchi, dal Prof. Marcello Condemi, dal Dott. Cesare Testa e dall Avv. Francesco De Pasquale Funzioni In continuità con il precedente assetto normativo, le funzioni dell AIF possono essere raccolte in due pilastri, ossia l attività di informazione finanziaria, e l attività di vigilanza e regolamentazione. Quest ultima, alla luce del combinato disposto del Motu Proprio dell 8 agosto 2013 e della Legge n. XVIII, comprende ora sia la vigilanza e regolamentazione per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, sia la vigilanza e regolamentazione prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria. Oltre a ciò, la normativa vigente conferma una serie di importanti funzioni dell AIF, tra le quali la raccolta e l analisi delle dichiarazioni di trasporto transfrontaliero di denaro contante per un importo pari o superiore ai euro e misure di prevenzione del finanziamento del terrorismo, 5 e aggiunge una serie di importanti funzioni, tra le quali quelle relative alla valutazione generale dei rischi. 6 Con riferimento all attività di vigilanza, nel 2013, due soggetti svolgevano professionalmente le attività finanziarie rilevanti, ossia l Istituto per le Opere di Religione (IOR) e l Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), risultando quindi sottoposti alla normativa vigente e alla vigilanza dell AIF sia ai fini prudenziali, sia ai fini della prevenzione e del contrasto del riciclaggio, e del finanziamento del terrorismo. 5 cfr. infra I, II, Idem.
13 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE Informazione finanziaria L attività di informazione finanziaria dell AIF si articola in tre fasi fondamentali: a) Raccolta delle segnalazioni di attività sospette. Il cardine dell attività di informazione finanziaria è la ricezione delle segnalazioni di attività sospette dai soggetti vigilati. I soggetti obbligati inviano una segnalazione all AIF: - qualora sospettino, o abbiano motivi ragionevoli di sospettare, che fondi o altre risorse economiche siano i proventi di attività criminose, oppure siano collegati o connessi al finanziamento del terrorismo o destinati ad essere utilizzati per atti di terrorismo o da organizzazioni terroristiche o da coloro che finanziano il terrorismo 7 ; - in caso di attività, operazioni o transazioni che essi considerino particolarmente atte, per loro natura, ad avere un collegamento o una connessione con il riciclaggio o con il finanziamento del terrorismo o con atti di terrorismo o con organizzazioni terroristiche o con coloro che finanziano il terrorismo. 8 Al tempo stesso, la normativa ha stabilito un generale dovere di collaborazione attiva ai fini della segnalazione di attività sospette, anche in capo alle Autorità competenti della Santa Sede e dello Stato: le Autorità pubbliche inviano una segnalazione all AIF nei medesimi casi stabiliti per i soggetti obbligati. 9 b) Analisi e approfondimento delle segnalazioni. Le segnalazioni ricevute sono oggetto di analisi e approfondimento da parte dell AIF. L analisi dell AIF si svolge su due livelli: livello operativo (utilizzando documenti, dati e informazioni disponibili o ottenibili per identificare obiettivi specifici, seguire il percorso di operazioni e di transazioni, per stabilire i legami tra i suddetti obiettivi e gli eventuali proventi di reato); e livello strategico (utilizzando documenti, dati e informazioni disponibili o ottenibili, per implicazioni più generali anche in relazione all evoluzione e alla tendenza dei fenomeni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo). 10 Ai fini dell analisi, l AIF è dotata del potere, da un lato, di accedere in maniera tempestiva a tutte le informazioni di natura finanziaria, amministrativa e investigativa rilevanti ai fini della prevenzione e del contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo possedute sia dai soggetti segnalanti, sia dalle persone giuridiche con sede presso lo Stato o iscritte nei registri tenuti presso lo Stato 11 e, dall altro, di collaborare e scambiare informazioni con le altre Autorità della Santa Sede e dello Stato (che forniscono all AIF i documenti, i dati e le informazioni rilevanti) e con le Autorità analoghe di altri Stati (a condizioni di reciprocità e sulla base di protocolli di intesa, della cui stipula è informata la Segreteria di Stato). 12 Ai fini dell analisi finanziaria, sul piano sia strategico sia analitico, l AIF si avvale infine di sofisticati sistemi informatici e banche dati. 7 Cfr. art. 40, comma 1, let. a) della Legge n. XVIII. 8 Idem, let. b). 9 Idem, comma Cfr. art. 48, let. d) della Legge n. XVIII. 11 Cfr. art. 50, lett. a), b) e c) della Legge n. XVIII. 12 Cfr. art. 69, lett. a) e b) della Legge n. XVIII.
14 14 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE 2013 c) Trasmissione di rapporti al Promotore di Giustizia. Ultimata la fase di analisi e approfondimento, l AIF trasmette rapporti, documenti, dati e informazioni al Promotore di giustizia qualora vi sia fondato motivo di sospettare un attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, 13 ovvero archivia le segnalazioni che non sono trasmesse al Promotore di giustizia, dando comunicazione dell archiviazione medesima al soggetto segnalante. 14 La trasmissione al Promotore di Giustizia e lo scambio di informazioni a livello interno o internazionale avvengono con procedure e misure adeguate a garantire l integrità, sicurezza e riservatezza dei documenti, dati e informazioni. 15 Per i dati statistici relativi all attività di informazione finanziaria, cfr. infra, II, Vigilanza e regolamentazione Il nuovo quadro normativo emergente dal combinato disposto del Motu Proprio dell 8 agosto 2013 e della Legge n. XVIII, ha profondamente revisionato e rafforzato la funzione di vigilanza e regolamentazione dell AIF che oggi si suddivide nei seguenti due ambiti. a) Vigilanza e regolamentazione per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo Con riferimento alla prima sezione, sul piano interno, l AIF vigila e verifica l attuazione, da parte dei soggetti a ciò tenuti, degli obblighi stabiliti nella normativa antiriciclaggio e nei regolamenti adottati dalla medesima Autorità. Più nello specifico, l AIF: - accede o richiede la produzione di documenti, dati, informazioni, registri e libri contabili, rilevanti ai fini della vigilanza, inclusi, fra l altro, quelli relativi a conti, operazioni e transazioni, incluse le analisi che il soggetto vigilato ha effettuato per individuare attività, operazioni e transazioni inusuali o sospette; 16 - accede o richiede la produzione di documenti, dati e informazioni, da parte delle persone giuridiche con sede nel territorio dello Stato o iscritte nei registri delle persone giuridiche tenuti presso lo Stato, relativi alla loro natura e attività, ai titolari effettivi, beneficiari, membri e amministratori, inclusi i membri della direzione e dell alta dirigenza; 17 - svolge verifiche a distanza e ispezioni in loco, le quali possono comprendere anche la verifica e la revisione di politiche, di procedure, di misure, di libri contabili e di registri, nonché esami a campione. 18 Il mancato rispetto degli obblighi in materia di vigilanza e regolamentazione per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo da parte dei soggetti tenuti ad osservarli è oggi rafforzato, sul piano di effettività, dall attribuzione all AIF di un ampio potere sanzionatorio, con sanzioni pecuniarie fino a di euro per le persone fisiche, e fino al 10% del ricavato complessivo annuo nell esercizio finanziario precedente per le persone giuridiche Cfr. art. 48, let. e) della Legge n. XVIII. 14 Idem, lett. f) e h). 15 Cfr. art. 51, comma 2 della Legge n. XVIII. 16 Cfr. art 46, let. b) della Legge n. XVIII. 17 Idem, let. c) 18 Idem, let. e) 19 Cfr. art. 47, comma 2, let. e), della Legge n. XVIII
15 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE Significativamente, la Legge n. XVIII ha altresì introdotto la fattispecie di illecito amministravo dell ostruzione di attività di vigilanza, punita con le medesime sanzioni pecuniarie ora riportate. 20 Sul piano operativo, nel corso del 2013, l AIF ha innanzi tutto proseguito la sua attività di vigilanza a distanza. Con riferimento invece alla vigilanza in loco, l AIF, ha eseguito due ispezioni mirate e pianificato un programma di ispezioni presso gli enti vigilati. b) Vigilanza e regolamentazione prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria. La seconda sezione in argomento è quella relativa alla vigilanza e regolamentazione prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria. Come si è detto, si tratta di una novità introdotta nell ordinamento dal suddetto Motu Proprio dell 8 agosto del 2013, anche in virtù di una specifica raccomandazione effettuata da MONEYVAL nel già citato Rapporto di Mutua Valutazione, 21 e attribuita dal medesimo atto all AIF. La materia è oggi organicamente disciplinata dal titolo III della Legge n. XVIII, ove, fra l altro, è stabilito che, oltre ad autorizzare lo svolgimento di un attività di natura finanziaria, 22 l AIF stabilisce, con regolamento: - i criteri di organizzazione e gestione degli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria; 23 - i requisiti di adeguatezza patrimoniale e di liquidità degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria; 24 - i criteri di gestione dei rischi da parte degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria (prevedendo le seguenti categorie di rischio: di mercato, di credito, di pagamento e di liquidità, di interesse e di cambio, di intermediazione, di mancata conformità alla legge, ai regolamenti e alle procedure interne, legale, operativo e reputazionale); 25 - i requisiti di competenza e onorabilità dei membri della direzione, degli organi di controllo e dell alta dirigenza o di coloro che ricoprono o dovranno ricoprire cariche analoghe all interno dell ente che svolge professionalmente un attività di natura finanziaria, ed esamina i potenziali conflitti di interesse le procedure di invio da parte degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria, dei documenti, dei dati o delle informazioni richiesti ai fini della vigilanza prudenziale; 27 - i criteri ai quali gli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria sono tenuti ad attenersi per la promozione di un alto livello morale e professionale interno agli enti autorizzati. 28 Il mancato rispetto degli obblighi in materia di vigilanza e regolamentazione prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria da parte dei soggetti tenuti ad 20 Idem, comma 1, let. e). 21 Rapporto di Mutua Valutazione, par. 18 del Summary. 22 Cfr. art. 54 della Legge n. XVIII 23 Idem, art Idem, art Idem, art Idem, art Idem, art Idem, art. 63
16 16 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE 2013 osservarli è punito col medesimo regime sanzionatorio esistente per la vigilanza e regolamentazione per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Da parte dell AIF sono attualmente allo studio i regolamenti di attuazione in materia di vigilanza e regolamentazione prudenziale. L AIF ha comunque provveduto ad inviare una lettera agli enti vigilati con la quale si è specificato che, fino all approvazione dei suddetti regolamenti, sono consentite le sole attività svolte, alla data di entrata in vigore della nuova normativa, in conformità con lo Statuto del medesimo Istituto Ulteriori competenze Oltre alle funzioni di informazione finanziaria e di vigilanza e regolamentazione, l AIF svolge altre importanti attività istituzionali, tra le quali sembra utile citare la raccolta e analisi delle dichiarazioni di trasporto transfrontaliero di denaro contante, l adozione di misure di prevenzione del finanziamento del terrorismo e per la valutazione generale dei rischi. a) Raccolta e analisi delle dichiarazioni di trasporto transfrontaliero di denaro contante In continuità con la disciplina precedente, secondo la Legge n. XVIII, chiunque effettua un trasporto transfrontaliero, in entrata o in uscita dallo Stato, di denaro contante per un importo pari o superiore a euro, è tenuto ad una dichiarazione scritta presso gli uffici del Corpo della Gendarmeria o presso gli uffici autorizzati dall AIF. 29 A tal fine, l AIF ha adottato i regolamenti numero 1 e 2 in materia di trasporto al seguito di denaro contante in entrata o in uscita dallo SCV, rispettivamente del 1 aprile 2011 e del 14 novembre 2011, predisponendo un apposito modulo per le dichiarazioni. Per i dati statistici relativi all attività dell AIF in materia di raccolta e l analisi delle dichiarazioni di trasporto transfrontaliero di denaro contante, cfr. infra II, 2. b) Misure di prevenzione del finanziamento del terrorismo La Legge n. XVIII ha modificato la normativa antiriciclaggio anche sul piano delle misure di prevenzione del finanziamento del terrorismo, attribuendo al Presidente del Governatorato, sentita la Segreteria di Stato, il potere di approvare e aggiornare periodicamente, con propria ordinanza, una apposita lista recante i nominativi dei soggetti, delle persone fisiche o degli enti, in relazione ai quali sussista un fondato motivo di ritenere che minacciano la pace e la sicurezza internazionale. 30 L 8 dicembre 2013, il Presidente del Governatorato dello SCV, con l Ordinanza n. XXVII, ha approvato una lista dei soggetti individuati, anche sulla base delle Risoluzioni rilevanti del Consiglio di Sicurezza dell ONU, come destinatari del congelamento dei beni in quanto minacciano la pace e la sicurezza internazionale. Contestualmente, l AIF ha pubblicato la lista sul proprio sito internet e disposto l immediato congelamento dei beni e delle risorse economiche dei soggetti eventualmente riconducibili a quelli iscritti nella medesima lista. 29 Cfr. art. 81, comma 1 della Legge n. XVIII. 30 Cfr. art. 71, comma 1 della Legge n. XVIII.
17 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE c) Misure per la valutazione generale dei rischi Il Motu Proprio dell 8 agosto 2013 ha istituito il CoSiFi, organismo di coordinamento delle Autorità competenti della Santa Sede e dello SCV in materia di prevenzione e di contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa. Inoltre, la Legge n. XVIII, in linea con i più recenti parametri internazionali, ha introdotto nell ordinamento vaticano l obbligo di approvazione formale della «valutazione (generale) dei rischi», 31 processo consistente nella identificazione e valutazione dei fattori che, a livello interno o esterno, considerata la collocazione geografica della giurisdizione, possono favorire potenziali abusi o attività illecite, oppure l infiltrazione di individui e gruppi criminali organizzati, nel settore economico-finanziario. Alla valutazione (generale) dei rischi fa seguito una valutazione (particolare) dei rischi da parte degli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria. 31 Cfr. art. 9 della Legge n. XVIII.
19 PARTE II STATISTICHE
21 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE Sul piano statistico, sono degni di nota i dati relativi all attività di informazione finanziaria e alla raccolta e analisi delle dichiarazione di trasporto transfrontaliero di denaro contante. I) RACCOLTA, ANALISI E TRASMISSIONE DELLE SEGNALAZIONI DI ATTIVITÀ SOSPETTE Con riferimento all informazione finanziaria, già nel quarto trimestre del 2012, i dati mostravano una tendenza verso l aumento delle segnalazioni di attività sospette, dovuto anche alla prima riforma legislativa del 2012, e, con essa, al rafforzamento del sistema di segnalazione e collaborazione a livello interno e internazionale. Nel 2013, questa tendenza si è ulteriormente intensificata, fino a raggiungere dei picchi nel secondo semestre dell anno. Tali dati non significano di per sé un aumento di attività illecite. Piuttosto, indicano che i presidi predisposti sui piani istituzionale e normativo rispettivamente, dal Motu Proprio di Papa Francesco dell 8 agosto 2013 e dal Decreto del Presidente del Governatorato n. XI del medesimo giorno (poi confermato dalla più volte richiamata Legge n. XVIII del successivo 8 ottobre) hanno migliorato i meccanismi di segnalazione mentre, su un piano di effettività, tale tendenza segnala invece una maggiore consapevolezza dei propri obblighi di prevenzione e contrasto delle attività finanziarie illecite da parte dei soggetti vigilati, e una crescente efficacia dell AIF e del sistema nel suo insieme. Significativi sono poi i dati in materia di collaborazione a livello internazionale, che segnalano l incremento dello scambio di informazioni dell AIF con le proprie controparti estere, che nel 2013 sono state 4. I dati rilevanti sono riassumibili come segue, anche in comparazione con gli anni 2011 e 2012: Segnalazioni di attività sospette Numero delle segnalazioni Soggetti vigilati 1 Soggetti vigilati 5 Soggetti vigilati 193 Soggetti segnalanti Autorità S. Sede/SCV Autorità S. Sede/SCV 1 Autorità S. Sede/SCV 5 Altri Enti Altri Enti Altri Enti 4 Collaborazione a livello interno Richieste di informazioni ad autorità interne Rapporti al promotore di Giustizia Collaborazione a livello internazionale Richieste di informazioni (inoltrate) ad autorità estere Richieste di informazioni (ricevute) da autorità estere
22 22 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE 2013 II) RACCOLTA E ANALISI DELLE DICHIARAZIONI DI TRASPORTO TRANSFRONTALIERO DI DENARO CONTANTE L obbligo di dichiarazione di trasporto transfrontaliero di denaro contante di valore pari o superiore ai euro è disciplinato dall art. 81 della Legge n. XVIII e dal Regolamento AIF n. 2 (che abroga e sostituisce il precedente Regolamento n. 1) La dichiarazione, ai sensi della suddetta normativa, è effettuata presso gli Uffici del Corpo della Gendarmeria o presso gli Uffici autorizzati dall AIF e trasmessa, entro 24 ore, alla medesima Autorità. I dati relativi alle dichiarazioni mostrano che, soprattutto a partire dal 2012, con il consolidamento del sistema interno dovuto anche all adozione della prima riforma dello stesso, si assiste ad una riduzione del trasporto transfrontaliero di denaro contante, soprattutto in uscita. Dichiarazioni (a partire da Aprile) Numero delle dichiarazioni in entrata Numero delle dichiarazioni in uscita
23 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE
25 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE ANNESSO I LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI MOTU PROPRIO DEL SOMMO PONTEFICE FRANCESCO PER LA PREVENZIONE ED IL CONTRASTO DEL RICICLAGGIO, DEL FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO E DELLA PROLIFERAZIONE DI ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA La promozione dello sviluppo umano integrale sul piano materiale e morale richiede una profonda riflessione sulla vocazione dei settori economico e finanziario e sulla loro corrispondenza al fine ultimo della realizzazione del bene comune. Per questo motivo la Santa Sede, in conformità con la sua natura e missione, partecipa agli sforzi della Comunità internazionale volti alla protezione e alla promozione dell integrità, stabilità e trasparenza dei settori economico e finanziario e alla prevenzione ed al contrasto delle attività criminali. In continuità con l azione già intrapresa in questo ambito a partire dal Motu Proprio del 30 dicembre 2010 per la prevenzione ed il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario, del mio predecessore Benedetto XVI, desidero rinnovare l impegno della Santa Sede nell adottare i principi e adoperare gli strumenti giuridici sviluppati dalla Comunità internazionale, adeguando ulteriormente l assetto istituzionale al fine della prevenzione e del contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione delle armi di distruzione di massa. Con la presente Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio adotto le seguenti disposizioni. Articolo 1 I Dicasteri della Curia Romana e gli altri organismi ed enti dipendenti dalla Santa Sede, nonché le organizzazioni senza scopo di lucro aventi personalità giuridica canonica e sede nello Stato della Città del Vaticano sono tenuti ad osservare le leggi dello Stato della Città del Vaticano in materia di: a) misure per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; b) misure contro i soggetti che minacciano la pace e la sicurezza internazionale; c) vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria.
26 26 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE 2013 Articolo 2 L Autorità di Informazione Finanziaria esercita la funzione di vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria. Articolo 3 I competenti organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano esercitano la giurisdizione nelle materie sopra indicate anche nei confronti dei Dicasteri e degli altri organismi ed enti dipendenti dalla Santa Sede, nonché delle organizzazioni senza scopo di lucro aventi personalità giuridica canonica e sede nello Stato della Città del Vaticano. Articolo 4 È istituito il Comitato di Sicurezza Finanziaria con il fine di coordinare le Autorità competenti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano in materia di prevenzione e di contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa. Esso è disciplinato dallo Statuto unito alla presente Lettera Apostolica. Stabilisco che la presente Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio venga promulgata mediante la pubblicazione su L Osservatore Romano. Dispongo che quanto stabilito abbia pieno e stabile valore, anche abrogando tutte le disposizioni incompatibili, a partire dal 10 agosto Dato a Roma, dal Palazzo Apostolico, l 8 agosto dell anno 2013, primo del Pontificato. FRANCISCUS PP.
27 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE ANNESSO II.1 LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI MOTU PROPRIO DEL SOMMO PONTEFICE FRANCESCO CON LA QUALE È APPROVATO IL NUOVO STATUTO DELL'AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA Mediante il Motu Proprio La Sede Apostolica, del 30 dicembre 2010, emanato per la prevenzione ed il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario, il mio predecessore Benedetto XVI volle istituire l Autorità di Informazione Finanziaria (AIF), approvandone il primo Statuto. In seguito, per rafforzare le iniziative già prese allo scopo di prevenire e combattere sempre meglio eventuali attività illecite nel settore economico-finanziario, come pure per contrastare il finanziamento del terrorismo e la proliferazione delle armi di distruzione di massa, con il Motu Proprio La promozione, dell 8 agosto 2013, ho attribuito nuove funzioni all Autorità di Informazione Finanziaria. Accogliendo anche i suggerimenti della Commissione Referente sull Istituto per le Opere di Religione che ho istituito con Chirografo del 24 giugno 2013, ho ritenuto opportuno riformare la struttura interna dell Autorità, affinché possa meglio svolgere le funzioni istituzionali che le sono affidate e pertanto, con la presente Lettera Apostolica, approvo l allegato Statuto dell Autorità di Informazione Finanziaria, che sostituisce il precedente. Tutto ciò che ho deliberato con questa Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio ordino che sia osservato in tutte le sue parti, nonostante qualsiasi cosa contraria anche se degna di particolare menzione, e stabilisco che venga promulgato mediante la pubblicazione sul quotidiano L Osservatore Romano, entrando in vigore il 21 novembre Dato a Roma, presso San Pietro, il 15 novembre dell anno 2013, primo del Pontificato. FRANCISCUS PP.
28 28 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE 2013 ANNESSO II.2 STATUTO DELL AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA TITOLO I NATURA E FUNZIONI Articolo 1 Natura e sede 1. L Autorità di Informazione Finanziaria (AIF) è una Istituzione collegata con la Santa Sede a norma degli articoli 186 e seguenti della Costituzione Apostolica Pastor bonus. 2. L Autorità è dotata di personalità giuridica canonica pubblica ed ha sede nello Stato della Città del Vaticano. Articolo 2 Funzioni L Autorità svolge, in piena autonomia e indipendenza, le seguenti funzioni: a) vigilanza e regolamentazione a fini prudenziali degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria; b) vigilanza e regolamentazione al fine della prevenzione e del contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; c) informazione finanziaria. TITOLO II ORGANI, STRUTTURA E PERSONALE Articolo 3 Organi e struttura 1. Gli organi dell Autorità sono: a) il Presidente; b) il Consiglio direttivo;
29 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE c) il Direttore. 2. L Autorità è suddivisa in due uffici: a) l ufficio per la vigilanza e la regolamentazione; b) l ufficio per l informazione finanziaria. 3. L Autorità adotta le procedure e le misure necessarie per garantire la separazione operativa fra la funzione di vigilanza e regolamentazione e la funzione di informazione finanziaria. Articolo 4 Consiglio direttivo e Presidente 1. Il Consiglio direttivo è composto da quattro membri e da un Presidente, nominati dal Sommo Pontefice ad quinquennium, tra persone di provata onorabilità, senza conflitti di interessi e con una riconosciuta competenza nei campi giuridico, economico e finanziario e negli ambiti oggetto dell attività dell Autorità. 2. Il Consiglio direttivo svolge le seguenti funzioni: a) formula le linee di politica generale e le strategie fondamentali dell Autorità; b) emana il Regolamento interno dell Autorità; c) conferisce al Direttore il potere di firma, secondo le modalità previste dal Regolamento interno dell Autorità; d) adotta i regolamenti e le linee guida nei casi stabiliti dall ordinamento; e) approva il programma delle verifiche a distanza e delle ispezioni in loco dei soggetti vigilati, predisposto dal Direttore; f) irroga le sanzioni amministrative nei casi stabiliti dall ordinamento vigente; g) propone al Presidente del Governatorato l applicazione di sanzioni amministrative nei casi stabiliti dall ordinamento; h) approva ogni anno entro il 31 marzo il bilancio consuntivo ed entro il 31 ottobre il bilancio preventivo dell Autorità, predisposti dal Direttore; i) approva ogni anno entro il 31 marzo un rapporto pubblico contenente dati, informazioni e statistiche non riservati sull attività svolta dall Autorità nell esercizio delle sue funzioni, predisposto dal Direttore; j) approva ogni anno entro il 31 marzo un rapporto confidenziale per la Segreteria di Stato sull attività svolta dall Autorità nell esercizio delle sue funzioni, predisposto dal Direttore; k) formula mediante il Presidente le proposte di nomina del Direttore, del Vice-Direttore e di assunzione del personale; l) può richiedere studi e pareri o lo svolgimento di specifiche attività ai propri membri, al Direttore o ad esperti esterni.
30 30 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE Il Presidente svolge le seguenti funzioni: a) presiede il Consiglio direttivo; b) ha la rappresentanza legale dell Autorità; c) ha il potere di firma. Articolo 5 Sedute del Consiglio direttivo 1. Il Consiglio direttivo è convocato dal Presidente di norma ogni tre mesi, nonché ogni qualvolta sia necessario, anche su proposta di un membro del Consiglio direttivo o del Direttore. 2. Le sedute sono presiedute dal Presidente. In caso di sua assenza le sedute sono presiedute dal membro da lui designato. 3. Il Presidente convoca le sedute, fissa l ordine del giorno e coordina i lavori. 4. L avviso di convocazione, contenente l ordine del giorno, è inoltrato ai membri di norma almeno cinque giorni prima della data della riunione. Nei casi di urgenza, l avviso di convocazione è effettuato almeno un giorno prima della seduta con telefax, posta elettronica o altro mezzo immediato di comunicazione, purché documentabile. 5. Per la validità delle sedute è necessaria la presenza di almeno tre membri. 6. Le deliberazioni del Consiglio direttivo sono prese con il voto favorevole della maggioranza dei componenti. 7. Delle sedute e delle deliberazioni deve redigersi verbale, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario, da registrarsi nel libro dei verbali. 8. Il Segretario è nominato dal Consiglio direttivo tra i suoi membri. 9. Il libro dei verbali e gli estratti del medesimo, certificati dal Presidente e dal Segretario, fanno prova delle sedute e delle deliberazioni. Articolo 6 Direttore 1. Il Direttore è nominato dal Segretario di Stato ad quinquennium, su proposta formulata dal Presidente, tra persone di provata onorabilità, senza conflitti di interessi e con una riconosciuta competenza nei campi giuridico, economico e finanziario e negli ambiti oggetto dell attività dell Autorità. 2. Il Direttore, in linea con le linee di politica generale e le strategie fondamentali stabilite dal Consiglio direttivo, svolge le seguenti funzioni: a) dirige, organizza e controlla l attività dell Autorità;
31 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE b) propone al Consiglio direttivo la nomina del Vice-Direttore e l assunzione del personale, nei limiti stabiliti dalla Tabella organica e del bilancio preventivo, partecipando alla procedura di selezione; c) sovrintende al personale, promuovendone la formazione ed il costante aggiornamento e qualificazione professionale; d) adotta istruzioni e linee guida in materia di organizzazione e attività del personale; e) propone al Consiglio direttivo il programma delle verifiche a distanza e delle ispezioni in loco dei soggetti vigilati; f) nel quadro del programma approvato dal Consiglio direttivo, dispone e attua le verifiche a distanza e le ispezioni in loco dei soggetti vigilati; g) propone al Consiglio direttivo l irrogazione di sanzioni amministrative, nei casi stabiliti dall ordinamento vigente; h) propone al Consiglio direttivo entro il 28 febbraio il bilancio consuntivo ed entro il 30 settembre il bilancio preventivo dell Autorità; i) propone al Consiglio direttivo entro il 28 febbraio un rapporto pubblico annuale contenente dati, informazioni e statistiche non riservati sull attività svolta dall Autorità nell esercizio delle sue funzioni; j) propone al Consiglio direttivo entro il 28 febbraio un rapporto confidenziale per la Segreteria di Stato sull attività svolta dall Autorità nell esercizio delle sue funzioni; k) partecipa alle sedute del Consiglio direttivo, senza diritto di voto; l) partecipa alle sedute del Comitato di Sicurezza Finanziaria; m) trasmette rapporti, documenti, dati e informazioni al Promotore di Giustizia presso il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, nei casi stabiliti dall ordinamento vigente; n) partecipa alle delegazioni della Santa Sede presso le istituzioni finanziarie e gli organismi tecnici internazionali competenti in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; o) propone al Consiglio direttivo le linee di politica generale e le strategie fondamentali per la collaborazione internazionale; p) ha potere di firma, se delegato dal Consiglio direttivo, inclusa la stipula di protocolli d intesa con autorità analoghe di altri Stati, nei casi stabiliti dall ordinamento vigente. 3. Il Direttore è coadiuvato da un Vice-Direttore, nominato dal Segretario di Stato ad quinquennium, su proposta formulata dal Presidente, tra persone di provata onorabilità, senza conflitti di interessi e con una riconosciuta competenza nelle materie giuridiche, economiche e finanziarie e negli ambiti oggetto dell attività dell Autorità. 4. Il Vice-Direttore sostituisce il Direttore in caso di sua assenza. 5. Per la nomina ed il rapporto di lavoro del Direttore e del Vice-Direttore si attuano, in quanto applicabili, i principi e le norme stabiliti nel Regolamento per il personale dirigente laico della Santa
32 32 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE 2013 Sede e dello Stato della Città del Vaticano del 22 ottobre 2012, come eventualmente integrato e modificato. Articolo 7 Personale 1. L Autorità è dotata di risorse umane e materiali adeguate alle sue funzioni istituzionali, nei limiti stabiliti dalla Tabella organica. 2. I capi ufficio, i membri del personale e gli esperti esterni sono scelti tra persone di provata onorabilità, senza conflitti di interessi e con un alto livello di preparazione nei campi giuridico, economico e finanziario e negli ambiti oggetto dell attività dell Autorità. 3. I capi ufficio sono nominati con biglietto del Segretario di Stato, su proposta formulata dal Presidente. 4. Per l assunzione ed il rapporto di lavoro del personale si attuano, in quanto applicabili, i principi e le norme stabiliti nel Regolamento Generale della Curia Romana del 30 aprile 1999, e nel Regolamento della Commissione indipendente di valutazione per le assunzioni di personale laico presso la Sede Apostolica del 20 novembre 2012, come eventualmente integrati e modificati. TITOLO III ACCESSO ALLE INFORMAZIONI E COLLABORAZIONE A LIVELLO INTERNO E INTERNAZIONALE Articolo 8 Accesso alle informazioni e collaborazione a livello interno e internazionale L Autorità accede ai documenti, dati e informazioni, collabora e scambia informazioni a livello interno e internazionale nei casi stabiliti dall ordinamento. Articolo 9 Protezione dei documenti, dati ed informazioni Tutti i documenti, dati e informazioni posseduti dall Autorità sono: a) utilizzati esclusivamente ai fini stabiliti dall ordinamento; b) protetti al fine di garantire la loro sicurezza, integrità e riservatezza; c) coperti dal segreto d ufficio. Articolo 10 Norma finale Per quanto non previsto dal presente Statuto, si applicano le disposizioni canoniche e civili vaticane.
33 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE ANNESSO III N. XVIII LEGGE DI CONFERMA DEL DECRETO N. XI DEL PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO DELLO STATO CITTÀ DEL VATICANO, RECANTE NORME IN MATERIA DI TRASPARENZA, VIGILANZA ED INFORMAZIONE FINANZIARIA, DELL 8 AGOSTO ottobre 2013 LA PONTIFICIA COMMISSIONE PER LO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO Visto l articolo 7, comma 2, della Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, del 26 novembre 2000; Vista la Legge N. LXXI, sulle fonti del diritto, del 1 ottobre 2008; Visto il Motu Proprio di Papa Francesco per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa, dell 8 agosto 2013; Vista la Legge N. V, sull ordinamento economico, commerciale e professionale, del 7 giugno 1929; Vista la Legge N. CLXVI, del 24 aprile 2012, di conferma del Decreto del Presidente del Governatorato N. CLIX, del 25 gennaio 2012, con il quale sono promulgate modifiche ed integrazioni alla Legge N. CXXVII, del 30 dicembre 2010, concernente la prevenzione e il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo; Vista la Legge N. VIII, recante norme complementari in materia penale, dell 11 luglio 2013; Vista la Legge N. X, recante norme generali in materia di sanzioni amministrative, dell 11 luglio 2013; Visto il Decreto N. XI del Presidente del Governatorato, recante norme in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria, dell 8 agosto 2013; considerato che nello Stato della Città del Vaticano non è stabilito un libero mercato;
34 34 AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA - RAPPORTO ANNUALE 2013 le attività illecite e, in particolare, il riciclaggio ed il finanziamento del terrorismo minacciano l integrità e la stabilità dei settori economico, commerciale e professionale, nonché la reputazione degli operatori; la solidità degli operatori in ambito finanziario è un elemento fondamentale per la stabilità dei settori economico, commerciale e professionale, a livello interno e internazionale; tutti gli Stati sono chiamati a contribuire alla prevenzione ed al contrasto delle attività illecite e, in particolare, del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, adottando adeguati sistemi di vigilanza e di informazione finanziaria nonché collaborando a livello internazionale, anche attraverso il controllo delle frontiere; tutti gli Stati sono chiamati a proteggere e promuovere la stabilità degli enti che svolgono professionalmente un attività di natura finanziaria, anche mediante adeguati sistemi di vigilanza prudenziale, collaborando a livello internazionale; tutti gli Stati sono chiamati a prevenire e contrastare il terrorismo internazionale e le attività dei soggetti che minacciano la pace e la sicurezza internazionali o che partecipano alla proliferazione di armi di distruzione di massa; è opportuno confermare in legge il Decreto N. XI del Presidente del Governatorato, recante norme in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria, dell 8 agosto 2013, con alcune modificazioni; ha approvato la seguente LEGGE TITOLO I DEFINIZIONI Articolo 1 Definizioni Ai fini della presente legge, si intende per: 1. «Attività di natura finanziaria» una o più delle seguenti attività: a) raccolta pubblica di depositi o di altri fondi rimborsabili; b) concessione di prestiti; c) leasing finanziario; d) trasferimento di fondi; e) emissione e gestione di mezzi di pagamento; f) rilascio di garanzie e di impegni di firma; g) intermediazione per qualsiasi tipologia di strumenti finanziari; h) partecipazione all emissione di titoli e offerta di servizi finanziari connessi;
AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA RAPPORTO ANNUALE ANNO III - 2014 CITTÀ DEL VATICANO 2015 Autorità di Informazione Finanziaria Palazzo San Carlo Stato della Città del Vaticano INDICE SOMMARIO Pag.

References: art. 40
 art. 48
 art. 50
 art. 69
 art. 48
 art. 51
 art. 47
 art. 54
 art. 63
 art. 81
 art. 71
 art. 9
 art. 81
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 articolo 7
 Articolo 1