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⭐Politica di Gestione degli Incentivi INDICE
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Antonino Bellucci
1 Politica di Gestione degli Incentivi Linee Guida per la rilevazione e gestione degli incentivi Incentivi INDICE A - PREMESSA Normativa di riferimento Definizioni...2 B - LINEE DI INDIRIZZO PER LA RILEVAZIONE E LA GESTIONE DEGLI INCENTIVI...4 FASE I Assegnazione dei ruoli e delle responsabilità...5 FASE II Analisi riferimenti normativi sugli incentivi...5 FASE III Mappatura degli Incentivi...9 FASE IV Scelte Operative e di Business effettuate della Banca IV.1 Informativa alla clientela FASE V - Monitoraggio ALLEGATI Versione n. 2 settembre 2009 Pagina 1 di 122 A - PREMESSA Il presente documento analizza le principali caratteristiche degli obblighi per la Banca Popolare del Frusinate (di seguito la Banca) in tema di "incentivi" (dal termine inglese inducement) introdotte con il recepimento della Direttiva MiFID e descrive le modalità operative adottate dalla Banca al fine di assolvere agli adempimenti previsti. La Banca, in linea con le nuove disposizioni, adotta adeguate procedure di controllo di conformità e di linea relativamente alla corresponsione e alla percezione degli incentivi,al fine di assicurare l applicazione degli obblighi generali di agire in modo onesto, equo e professionale, per servire al meglio gli interessi dei clienti, nella specifica situazione nella quale si trova un impresa che riceva (o offra) pagamenti o altri benefici in connessione con la prestazione dei servizi. Il presente documento, in particolare, è stato strutturato prevedendo: l'individuazione delle macro fasi che investono il processo di rilevazione e gestione degli incentivi, dalla attribuzione delle responsabilità dei soggetti coinvolti all'attività di revisione e monitoraggio del processo stesso; la descrizione delle attività principali relative a ciascuna fase del macro processo di cui al punto precedente. 1. Normativa di riferimento DL1: direttiva 2004/39/CE di primo livello, DL2: direttiva 2006/73/CE di secondo livello, RCE: regolamento 2006/1287/CE RI: Regolamento Consob Intermediari 16190/2007 RM: Regolamento del Ministero dell Economia e delle Finanze 2. Definizioni Nel presente documento si adottano le seguenti definizioni: 1. «cliente»: persona fisica o giuridica alla quale un'intermediario presta servizi di investimento e/o servizi accessori; 2. «incentivo» (di seguito anche inducement ): ogni ammontare di denaro, bene o servizio (oltre le normali commissioni legate al servizio prestato) ricevuto o pagato dall intermediario finanziario in relazione alla prestazione di un servizio di investimento al cliente. Tra gli incentivi commissionali si individuano le seguenti categorie: a. commissioni di sottoscrizione: commissione pagata dal cliente al gestore individuale ovvero all emittente ovvero all intermediario collocatore o alla compagnia di assicurazione istitutrice di polizze unit linked al momento della sottoscrizione del contratto/strumento finanziario; b. commissione di gestione: commissione applicata dal gestore individuale ovvero dalla SGR ovvero dalla compagnia di assicurazione sul patrimonio in gestione quale corrispettivo del suo servizio di gestione. Tale commissione è calcolata periodicamente sul valore complessivo netto di ciascun fondo o del patrimonio conferito in gestione o del fondo interno, secondo l aliquota percentuale indicata nel prospetto informativo dell OICR, nel contratto di gestione o nella polizza assicurativa; c. commissione di performance:commissione applicata dal gestore individuale ovvero dalla SGR ovvero dalla compagnia di assicurazione al raggiungimento di pre-determinati obiettivi di risultato in termini di variazione del valore della quota o del rendimento della gestione; d. commissione di intermediazione: commissione pagata dal cliente all intermediario negoziatore a fronte dell esecuzione di un ordine su strumenti finanziari; Versione n. 2 settembre 2009 Pagina 2 di 123 e. rappel: commisione pagata all intermediario collocatore legata al raggiungimento di determinati obiettivi (produttivi, tecnici, ecc); f. prestazione non monetaria: qualunque remunerazione non monetaria ricevuta o pagata da/a parte di un terzo nell ambito del servizio di investimento. Rientrano generalmente in questa categoria la concessione di software e/o hardware funzionali e/o essenziali alla prestazione del servizio ed i corsi di formazione; 3. «Collocatore»: soggetto che presta il servizio di collocamento di strumenti finanziari; 4. «Gestore Individuale»: soggetto che presta il servizio di gestione di portafogli; 5. «SGR»: società autorizzata all esercizio dei servizi di investimento e al servizio di gestione collettiva del risparmio. Versione n. 2 settembre 2009 Pagina 3 di 124 B - LINEE DI INDIRIZZO PER LA RILEVAZIONE E LA GESTIONE DEGLI INCENTIVI Nel presente capitolo viene descritto l'approccio metodologico utilizzato dalla Banca per l'analisi degli incentivi commissionali monetari e non derivanti da accordi formalizzati e non che possono sorgere nei seguenti servizi ed attività di investimento prestati dalla Banca: negoziazione per conto proprio; collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente; ricezione e trasmissione di ordini. La metodologia adottata per l'analisi delle commissioni/ competenze/ pagamenti non monetari potenzialmente impattati dalle disposizioni sugli incentivi è stata strutturata nel modo seguente: Fig. 1 - Processo per la rilevazione e gestione degli incentivi Versione n. 2 settembre 2009 Pagina 4 di 125 FASE I Assegnazione dei ruoli e delle responsabilità La Banca, al fine di garantire l'adempimento degli obblighi di correttezza e trasparenza nei confronti della clientela, ha individuato le funzioni coinvolte nel processo di identificazione e gestione degli incentivi caratterizzanti i servizi di investimento e accessori prestati. In particolare: è stata attribuita alla Direzione Generale, con la collaborazione del Responsabile Area Sviluppo e Finanza, la responsabilità di definire l'assetto commissionale applicabile a ciascun servizio, nel rispetto delle linee guida disposte dalla Banca; è stato assegnato alla Funzione di Compliance il compito di fornire il supporto consulenziale e l'assistenza necessari alla corretta definizione degli assetti commissionali, al fine di assicurarne nel continuo la conformità rispetto alle disposizioni regolamentari. La Funzione di Compliance assume una rilevanza centrale anche con riferimento al monitoraggio delle regole e dei processi aziendali adottati, controllando e valutando periodicamente l'adeguatezza delle procedure e delle misure adottate per la corretta prestazione dei servizi di investimento e accessori. Spetterà, infatti, a quest'ultima il compito di verificare lo stato di aggiornamento del processo di rilevazione delle commissioni percepite/pagate dalla Banca, proponendo, ove necessario, le modifiche organizzative e procedurali volte ad assicurare un'adeguata mitigazione del rischio di non conformità identificato. FASE II Analisi riferimenti normativi sugli incentivi La disciplina MiFID sugli incentivi è principalmente costituita dall'art. 26 della Direttiva 2006/73/CE (di seguito "D2"), dalle misure di livello 3 emanate in argomento dal CESR 1 (in particolare, "Inducements under MIFID - Recommendations" del 29 maggio 2007) e dalle norme trasposte nell'ordinamento nazionale tramite il Regolamento Intermediari (artt. 52 e 73, quest'ultimo riferendosi in modo specifico al servizio di gestione collettiva) e il Regolamento congiunto Banca d'italia - Consob (art 15) 2. Le disposizioni normative sugli incentivi si sostanziano in una generale preclusione circa la possibilità di ricevere (o offrire) pagamenti o altri benefici connessi alla prestazione dei servizi di investimento e/o accessori, ad eccezione di tre ipotesi espressamente menzionate dalla normativa, enumerate nelle lettere a), b) e e), comma 1, art. 52, del Regolamento Intermediari (di seguito "Rl"). Nel dettaglio, tale articolo recita testualmente: "gli intermediari non possono, in relazione alla prestazione di un servizio di investimento o accessorio ad un cliente, versare o percepire compensi o commissioni oppure fornire o ricevere prestazioni non monetarie ad eccezione di: a) compensi, commissioni o prestazioni non monetarie pagati o forniti a o da un cliente o da chi agisca per conto di questi; b) compensi, commissioni o prestazioni non monetarie pagati o forniti a o da un terzo o da chi agisca per conto di questi qualora siano soddisfatte le seguenti condizioni: l'esistenza, la natura e l'importo di compensi, commissioni o prestazioni, o, qualora l'importo non possa essere accertato, il metodo di calcolo di tale importo, sono comunicati chiaramente al cliente, in modo completo, accurato e comprensibile, prima della prestazione del servizio di investimento o accessorio; il pagamento di compensi o commissioni o la fornitura di prestazioni non monetarie è volta ad accrescere la qualità del servizio fornito al cliente e non deve ostacolare l'adempimento da parte dell'intermediario dell'obbligo di servire al meglio gli interessi del cliente; compensi adeguati che rendano possibile la prestazione dei servizi o siano necessari a tal fine, come ad esempio i costi di custodia, le commissioni di regolamento e cambio, i prelievi obbligatori o le spese legali, e che, per loro natura, non possano entrare in conflitto con il dovere dell'impresa di agire in modo onesto, equo e professionale per servire al meglio gli interessi dei suoi clienti." 1 Comitato delle Autorità Europee di Vigilanza per il coordinamento dell'attività di vigilanza e di applicazione delle regole comunitarie. 2 Considerata la rilevanza e la complessità dell'argomento, inoltre, sono stati emanati in materia numerosi documenti interpretativi e pareri con l'obiettivo di favorire un approccio uniforme nell'interpretazione e nell'applicazione della disciplina medesima da parte degli intermediari. L'approfondimento e lo studio di tali documenti, pertanto, rappresenta un momento fondamentale per la corretta rilevazione e gestione degli incentivi e della informativa da dare alla clientela. Versione n. 2 settembre 2009 Pagina 5 di 126 Di seguito si riporta uno schema sintetico riepilogativo delle commissioni ammissibili e non previste dalla normativa citata: Fig. 2 - Requisiti di ammissibilità degli incentivi Sulla base delle precisazioni fornite dal CESR, le disposizioni dell'art 52 del Rl, non si riferiscono ai pagamenti effettuati all'interno delle imprese di investimento (come ad esempio i programmi di bonus interni), sebbene questi possano rilevare ai fini del regime del conflitto di interessi di cui all'art. 24 del Regolamento congiunto. Inoltre, tali disposizioni normative non si applicano alle regalie e alle forme di ospitalità di modico valore. Con riferimento ai soggetti rilevanti 3 (ivi inclusi, quindi, gli agenti collegati /promotori finanziari) che agiscono per conto dell'intermediario in relazione alla prestazione di servizi di investimento e accessori, l'inquadramento di eventuali incentivi da questi percepiti, pagati dalla Banca stessa, segue le medesime considerazioni sopra svolte in tema di bonus interni, non rientrando, quindi, nel campo di applicazione dell'art. 52 del Rl 4. Relativamente all'informativa da fornire alla clientela ai fini dell ammissibilità dell incentivo ed in ottemperanza a quanto disposto dall'art. 52, del Rl, gli intermediari finanziari possono decidere di comunicare i termini essenziali degli accordi conclusi in materia di compensi, commissioni o prestazioni non monetarie, in forma sintetica, comunicando ulteriori dettagli su richiesta del cliente. 3 Secondo l'ari. 2 della D2 è "soggetto rilevante", fra gli altri, l'impiegato dell'impresa o di un suo agente collegato, nonché ogni altra persona fisica i cui servizi siano a disposizione e sotto il controllo dell'impresa e che partecipi alla prestazione di servizi di investimento e all'esercizio di attività di investimento da parte dell'impresa. 4 Sussistono dubbi sulla applicabilità della disciplina di cui all'ari. 52 (in tema di incentivi) relativamente "alla fattispecie del collocamento di prodotti finanziari assicurativi da parte degli agenti legati all'impresa preponente da un rapporto in esclusiva (c.d. monomandatari)" posto che, alla stessa stregua dei lavoratori dipendenti, dei produttori diretti e dei promotori finanziari, non potrebbero considerarsi "soggetti terzi" rispetto all'impresa proponente. Tuttavia, non va dimenticato che forme di remunerazione o incentivazione interna tra l'impresa e i suoi dipendenti possono acquisire rilevanza in quanto, in particolare, potrebbero determinare fattispecie di conflitto d'interessi che, naturalmente, dovranno essere adeguatamente considerate e gestite. Nuovo Regolamento intermediari, Esito delle consultazioni, Consob, ottobre Versione n. 2 settembre 2009 Pagina 6 di 127 Le Banche dovranno definire, pertanto, preventivamente all'erogazione di ciascun servizio di investimento, i seguenti aspetti: la modalità più corretta per effettuare tale informativa preventiva alla clientela. A riguardo, secondo quanto disposto dall'art. 37 del Rl, nei nuovi contratti predisposti dovranno essere indicate le remunerazioni spettanti all'impresa di investimento o i criteri oggettivi adottati per la loro determinazione, specificando inoltre le relative modalità di percezione e, ove non diversamente comunicati, gli incentivi ricevuti in conformità all'articolo 52 del Rl; le informazioni da rendere note ai clienti. Al fine di mostrare l applicazione delle disposizioni normative, il CESR ha predisposto 12 esempi che illustrano, a fronte di differenti tipologie di servizi di investimento, le commissioni ammesse, quelle vietate e le commissioni che, per essere considerate legittime, richiedono una dimostrazione dell accrescimento della qualità del servizio reso, nonché l adozione di determinate misure di gestione. Come precisato dal CESR, gli esempi elaborati hanno una finalità meramente illustrativa, e pertanto, ciascuna situazione andrà valutata sulla base di specifiche caratteristiche e circostanze. Di seguito sono riportate le esemplificazioni elaborate dal CESR: Esempio I Servizio di consulenza L intermediario e il cliente stabiliscono una commissione di 100 l ora per l erogazione del servizio di consulenza in materia di investimenti. L intermediario eroga il servizio di consulenza ed emette una fattura per 10 ore di lavoro di e 200 aggiuntive per la prestazione del servizio. Il cliente paga la fattura direttamente oppure tramite un terzo per suo conto. Pertanto, così come previsto dall art.26 (a) della D2 non è richiesta alcuna verifica di ammissibilità poiché la commissione è legittima di per sé (fattispecie lett.a). Esempio II Gestione di portafogli L intermediario riceve dal cliente una commissione percentuale fissa rispetto agli assets gestiti, più le spese accessorie (ad es.: pagamento delle commissioni caricate dal broker). Pagamento ammesso in quanto effettuato dal cliente o da un terzo per suo conto. Pertanto, così come previsto dall art.26 (a) della D2 non è richiesta alcuna verifica di ammissibilità poiché la commissione è legittima di per sé (fattispecie lett.a). Esempio III Raccolta ordini Il cliente concorda con l intermediario il pagamento di una commissione per un servizio da questi erogato. Il cliente, a fronte del servizio finanziario o accessorio ricevuto potrebbe decidere di delegare il pagamento di tale commissione ad un soggetto diverso dandone le specifiche istruzioni. In questo caso, tale soggetto non è da intendersi come terza parte ma va considerato come mero esecutore di un pagamento per conto del cliente Pertanto, così come previsto dall art.26 (a) della D2 non è richiesta alcuna verifica di ammissibilità poiché la commissione è legittima di per sé (fattispecie lett.a). Esempio IV Gestione di portafogli Il cliente paga al gestore commissioni per il servizio di gestione di portafogli. Il gestore acquista strumenti finanziari per il suo cliente da un broker. Il broker retrocede al gestore una percentuale delle commissioni di negoziazione al raggiungimento di un determinato volume. È improbabile che il rimborso al gestore di portafoglio sia permesso poiché non sembra ci sia un miglioramento del servizio per il cliente; e in aggiunta, l incentivo potrebbe ostacolare il dovere dell impresa di servire al meglio gli interessi del cliente. Tale commissione risulta quindi di difficile dimostrabilità stando ai requisiti richiesti dall art. 26 (b). Un alternativa per l impresa consiste nel retrocedere il rimborso al cliente (fattispecie lett.b). Esempio V Gestione di portafogli Il cliente paga al gestore commissioni per il servizio di gestione di portafogli. Il gestore acquista strumenti finanziari per il suo cliente da un provider. Quest ultimo retrocede al gestore una quota parte delle commissioni caricate sul prodotto pagato dal cliente. Affinché siano ammessi, il gestore dovrebbe dimostrare la conformità della commissione a tutti i requisiti dell art. 26 (b), ma risulta di difficile dimostrabilità, poiché la commissione può verosimilmente impedire all impresa di adempiere all obbligo di agire nel miglior interesse del cliente. Alternativamente il gestore dovrebbe retrocedere la commissione al cliente (fattispecie lett.b). Versione n. 2 settembre 2009 Pagina 7 di 128 Esempio VI Ampliamento della gamma dei servizi offerti L intermediario A, a seguito della richiesta da parte di un suo cliente di un operazione su uno strumento da questi non trattato, presenta il cliente a un altro intermediario B, il quale retrocede ad A parte della commissione pagata dal cliente e propria del servizio. Tale commissione può essere considerata volta ad accrescere la qualità del servizio al cliente, occorre però adempiere agli altri requisiti dell art. 26 (b) (fattispecie lett.b). Esempio VII Servizio di consulenza o assistenza generica L intermediario percepisce una commissione dalla società di gestione degli strumenti finanziari che ha consigliato al cliente. Tale commissione è consentita, purché la consulenza o l assistenza generica fornita al cliente non sia distorta dalla ricezione della commissione e siano rispettate le condizioni di cui all art. 26 (b). L impresa dovrebbe dimostrare che tale commissione non sia in contrasto con l obbligo di agire nell interesse del cliente (fattispecie lett.b). Esempio VIII Servizio di consulenza o assistenza generica L intermediario, in aggiunta alla commissione prevista nell esempio precedente, percepisce un bonus one-off se le vendite di un certo prodotto raggiungono un livello accordato con la società di gestione degli strumenti finanziari che ha consigliato al cliente. In tale situazione, occorre notare che a mano a mano che le vendite di tale prodotto si avvicinano al livello accordato esiste la possibilità che la consulenza sia distorta a favore di quel particolare prodotto. Tale commissione risulta quindi di difficile dimostrabilità poiché risulta dubbio che siano soddisfatti i requisiti dell art. 26 (b) (fattispecie lett.b). Esempio IX Collocamento L intermediario, che non sta svolgendo alcun servizio di consulenza o assistenza generica, ha stipulato un accordo di distribuzione/collocamento con un provider o emittente in cambio di commissioni. Poiché il provider/emittente, senza il pagamento di tale commissione, non fornirebbe questi servizi di investimento, si può considerare il pagamento come volto ad accrescere la qualità del servizio al cliente. Deve essere verificato che l incentivo non distorca l obbligo dell intermediario di comportarsi correttamente con il cliente, persistendo l obbligo di agire nell interesse del cliente (fattispecie lett. b). Esempio X Consulenza alle imprese in materia di struttura del capitale L intermediario fornisce il servizio di consulenza alle imprese in materia di struttura del capitale (Cfr. Allegato I, Sez. B, punto 3 della MiFID) e provvede per proprio conto al pagamento delle spese tipiche di questa attività, come le spese legali. Essendo il pagamento una proper fee e rientra nelle fattispecie di cui alla lettera c), tale commissione risulta essere ammissibile (fattispecie lett.c). Esempio XI Soft-commission (formazione del personale) Commissioni fornite dal provider degli strumenti finanziari all intermediario sotto forma di formazione del personale. Si tratta quindi di un benefit non monetario e che con maggiore probabilità rientra nella fattispecie della lettera b). L'accrescimento della qualità del servizio reso potrebbe essere dimostrato nel caso in cui la formazione sia effettuata con riferimento al servizio prestato al cliente. Tuttavia, la formazione fornita in una località esotica potrebbe impattare sui doveri dell impresa di agire nel migliore interesse del cliente e quindi non essere ammessa. Esempio XII Soft-commission (attrezzature per l ufficio) Il broker fornisce gratuitamente ad un intermediario attrezzature per l ufficio (software e hardware). Si tratta quindi di un benefit non monetario, che con maggiore probabilità rientra nella fattispecie della lettera b). Tale commissione è consentita, purché si dimostri che la fornitura sia effettuata con riferimento al servizio prestato al cliente e siano rispettate le condizioni di cui all art. 26 (b). Versione n. 2 settembre 2009 Pagina 8 di 129 FASE III Mappatura degli Incentivi La Banca ha predisposto la mappatura degli incentivi con l'obiettivo di individuare, a fronte dei servizi di investimento erogati, le tipologie di commissioni percepite/pagate e ricondurre tali commissioni alle corrispondenti fattispecie previste dall art. 52 RI.. L analisi è stata condotta dal Responsabile Area Sviluppo e Finanza relativamente alle commissioni attualmente percepite e/o pagate dalla Banca nella prestazione dei seguenti servizi di investimento/accessori: - Ricezione e trasmissione di ordini; - Negoziazione per conto proprio; - Collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente. L analisi (Allegato 1) riporta le seguenti informazioni: Fattispecie (art. 52 Regolamento Intermediari); Servizio di investimento / Attività di intermediazione prestato a cui l incentivo fa riferimento; Tipologia di commissione (es. sottoscrizione, gestione, performance, ecc.) Descrizione Commissione; Importo/ Metodo di calcolo; Commisione Ricevuta/Pagata (R/P) dalla Banca; Altri soggetti coinvolti; Esito Test di ammissibilità; Considerazioni CESR relativamente alle 12 fattispecie esemplificative emesse. Al fine di verificare l ammissibilità degli incentivi così individuati il Responsabile Area Sviluppo e Finanza ha utilizzato il seguente flusso logico (Test di ammissibilità): Fig. 3 - Flusso logico per la classificazione degli incentivi Nello svolgimento dell'attività di mappatura, la Banca, ha perciò focalizzato la propria analisi sugli incentivi di Versione n. 2 settembre 2009 Pagina 9 di 1210 cui alla lettera b) dell art. 52 RI, al fine di testarne l'ammissibilità e di individuare le possibili misure di gestione con riferimento alle commissioni considerate "critiche". In particolare, per le commissioni percepite/pagate da/a soggetti diversi dal cliente il Responsabile Area Sviluppo e Finanza ha valutato opportunamente l'assetto commissionale adottato, esaminando attentamente i seguenti elementi: - la natura delle eventuali competenze da ricevere o da pagare; - i criteri di calcolo; - le modalità di pagamento; - le circostanze a fronte delle quali vanno corrisposte; - la correlazione rispetto a servizi di investimento e/o accessori prestati al cliente. Per quanto concerne le prestazioni non monetarie (concessioni di software ed erogazione di corsi di formazione) previste negli accordi con gli altri intermediari il Responsabile Area Sviluppo e Finanza utilizza i seguenti criteri di ammissibilità: esiste uno stretto collegamento tra la remunerazione offerta ed il servizio prestato dalla Banca; il corso/convention è tenuto nei locali della società offerente e le spese sono a carico della società stessa. Nell'analisi delle suddette condizioni di ammissibilità, la Banca ha preventivamente individuato la tipologia di servizio reso al cliente e le specifiche obbligazioni, contrattuali e non contrattuali, collegate al servizio medesimo. Successivamente, al fine di attestare l'accrescimento della qualità del servizio prestato, la Banca ha tenuto opportunamente conto della presenza dei seguenti elementi: - l'aumento delle competenze e conoscenze del personale di cui la Banca si avvale per la prestazione dei servizi, mediante la predisposizione di appositi corsi di formazione 5 ; - la prestazione di attività di supporto e assistenza alla clientela sia in fase pre-contrattuale, sia nelle fasi successive. La mappatura effettuata è una rappresentazione statica, ad una data predeterminata, di una realtà sottoposta a continui cambiamenti. I fattori di cambiamento che rendono indispensabile un aggiornamento sono rinvenibili, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, nei seguenti: articolazione dei servizi e delle attività di investimento della Banca; modifiche relative alla struttura dei prodotti; introduzioni di nuovi prodotti; nuovi accordi con soggetti terzi. La costante innovazione di prodotto e di processo, unitamente alla rilevanza di fattori esogeni alla sfera di influenza della Banca, rendono quindi indispensabile procedere ad un attività costante di monitoraggio della struttura commissionale (cfr. Fase V Monitoraggio). Gli aggiornamenti della mappatura effettuati ad evento o almeno annualmente, così come indicato alla successiva Fase V Monitoraggio, saranno tracciati con la data dell aggiornamento e la firma del Responsabile Area Sviluppo e Finanza. FASE IV Scelte Operative e di Business effettuate della Banca Il presente capitolo si compone delle scelte operate dalla Banca con riferimento alle misure di gestione adottate al fine di garantire il rispetto dell obbligo di (non) percepire e/o pagare commissioni (non) conformi alla normativa. La Banca conformemente a quanto previsto dalla normativa, garantisce la massima trasparenza possibile nei rapporti con gli investitori, fornendo adeguata disclosure sulle commissioni esistenti, indipendentemente dal ruolo ricoperto nel flusso di pagamento delle stesse. A seguito dell analisi effettuata la Banca ha predisposto 5 A tal proposito, un servizio di "qualità" presuppone un costante aggiornamento rispetto ai prodotti offerti, che è sì un atto dovuto alla clientela, ma che deve trovare comunque una qualche forma di remunerazione. Versione n. 2 settembre 2009 Pagina 10 di 1211 un informativa standard (Allegato 2) da consegnare alla clientela prima della prestazione del servizio di investimento. In particolare, il Responsabile di Filiale e/o il personale addetto ai servizi di investimento consegna al cliente il modulo standard, disponibile in formato cartaceo presso la Filiale e sulla intranet, e ne mantiene copia firmata dal cliente per accettazione e presa visione. Con l obiettivo di adempiere all obbligo di servire al meglio gli interessi del cliente, la Banca ha stabilito le seguenti misure organizzative ed operative, finalizzate alla corretta gestione di potenziali conflittualità, demandando al Responsabile Area Sviluppo e Finanza il compito di interessare la Funzione Compliance per tutte le verifiche previste. In particolare, la mitigazione del rischio di arrecare pregiudizio agli interessi della clientela ha comportato: - che ogni modifica al piano commissionale connesso alla distribuzione di determinati strumenti finanziari dovrà essere verificato dalla Funzione Compliance, con particolare riferimento all analisi delle modifiche degli accordi commerciali stipulati o in fase di definizione con gli emittenti di strumenti finanziari; - l assenza di incentivazione al personale dipendente relativa alla vendita di un determinato servizio/prodotto a discapito di altri servizi/prodotti; - la definizione di politiche di gestione dei conflitti di interessi in grado di mitigare i possibili effetti negativi per il cliente derivanti dalla percezione di incentivi. La Funzione Compliance riporterà gli esiti delle analisi al Responsabile Area Sviluppo e Finanza e ai Vertici della Banca, individuando eventuali suggerimenti qualora lo ritenga opportuno. La mappatura degli incentivi percepiti dalla Banca non evidenza la presenza di situazioni particolarmente critiche tali da non poter dimostrare l effettivo miglioramento del servizio reso. La Banca, inoltre, si impegna per il futuro a non percepire incentivi che possano ricadere nel caso in oggetto. Infine, nel rispetto del principio della massima trasparenza possibile nei confronti della clientela, la Banca si impegna a garantire un adeguato livello di disclosure su tutte le commissioni caratterizzanti i servizi di investimento/accessori prestati. In particolare, per quanto concerne gli incentivi percepite dalla Banca dagli emittenti per i quali presta il servizio di collocamento, il contratto riporta la descrizione delle attività di supporto e assistenza alla clientela prestate sia in fase pre-contrattuale, sia nelle fasi successive che permettono il miglioramento del servizio prestato al cliente e pertanto l ammissibilità dell incentivo percepito. IV.1 Informativa alla clientela La Banca rende nota ai clienti l esistenza, la natura e l importo, o il metodo di calcolo utilizzato, degli incentivi connessi alla prestazione dei servizi di investimento/accessori. A tal fine, le informazioni saranno indicate nell informativa contrattuale. L informativa conterrà almeno i seguenti elementi: - natura e descrizione dell incentivo; - importo/metodo di calcolo dell incentivo. Il Responsabile Area Sviluppo e Finanza è responsabile del processo di adeguata informativa alla clientela, in particolare allo stesso compete: individuazione delle fattispecie di incentivi per i quali è necessaria la disclosure al cliente; determinazione delle modalità di informativa e dei relativi contenuti sia per la clientela in essere che per la nuova clientela; predisposizione e diffusione alle Filiali dei nuovi standard informativi. Prima di procedere alla diffusione dei nuovi standard il Responsabile Area Sviluppo e Finanza richiede il parere di conformità delle informazioni fornite alla Funzione Compliance. Quest ultima, qualora lo ritenga opportuno, potrà richiedere integrazione alla documentazione informativa e/o fornire suggerimenti circa le modalità di diffusione. A seguito di parere positivo della Funzione Compliance il documento informativo potrà essere diffuso alle Filiali e consegnato alla clientela. Versione n. 2 settembre 2009 Pagina 11 di 1212 FASE V - Monitoraggio La Banca, al fine di garantire l efficace gestione degli incentivi, ha previsto lo svolgimento di un attività di monitoraggio nel continuo, volta a verificare la legittimità delle commissioni attraverso il presidio sistematico del processo di rilevazione e gestione delle stesse. In particolare, il Responsabile Area Sviluppo e Finanza verificherà la permanenza dei requisiti di ammissibilità individuati nella mappatura degli incentivi ad evento (es. nuovo prodotto o servizio) o almeno con cadenza annuale. Inoltre, ogni qualvolta verrà strutturato un nuovo servizio/prodotto o si procederà alla modifica del piano commissionale connesso alla distribuzione di determinati strumenti finanziari, il Responsabile Area Sviluppo e Finanza procederà all analisi descritta nella Fase III Mappatura degli Incentivi. Alla Funzione Compliance spetta il compito di verificare il rispetto delle indicazioni contenute nel presente documento. Le modifiche apportate di volta in volta all assetto commissionale, in corrispondenza dei diversi servizi di investimento, verranno prontamente comunicate al cliente, affinché questi possa prendere consapevolmente le proprie scelte di investimento nel rispetto della procedura indicata nel paragrafo IV.1. ALLEGATI 1. Mappatura degli incentivi 2. 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