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Riforma del processo civile: la tabella delle novit�
Tabella 28.05.2009 (Giuseppe Buffone) E' diventato Legge (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 140/2009) il Disegno di Legge recante "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile" (collegato alla Finanziaria 2009).
Opportuno segnalare le modifiche più importanti in materia di diritto processuale civile.
(Altalex, 28 maggio 2009)
Vedi la successiva riforma
PROCESSO CIVILE A TRE RITI
(Decreto legislativo 01.09.2011 n° 150)
processo civile /
giuseppe buffone /
La riforma del processo civile: la tabella delle novità
Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile (Legge 18 giugno 2009, n. 69)
Premessa. Breve analisi dei contenuti essenziali della Riforma
Tutti i Termini modificati
Modifiche al libro primo del codice di procedura civile
Modifiche al libro secondo del codice di procedura civile
Modifiche al libro terzo del codice di procedura civile
Modifiche al libro quarto del codice di procedura civile
Modifiche alle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile
Altre modifiche. Delega al Governo sui riti civili
In data 19 giugno 2009 è stata pubblicata in G.U. la Legge 18 giugno 2009, n. 69 che inaugura, tra l’altro, una nuova riforma del sistema processuale civile. La novella introduce modifiche su tutto il corpo del codice di rito e, per alcuni aspetti, presenta elementi di rottura con la tradizione sinora seguita dagli operatori del diritto: è sufficiente menzionare l’introduzione della «testimonianza scritta» o l’ingresso dell’istituto della «translatio iudicii tra le giurisdizioni» (recente approdo interpretativo delle Sezioni Unite e della Consulta).
Il Legislatore sceglie, anche, di licenziare un nuovo «rito sommario», destinato a divenire “il modulo processuale” dei futuri processi civili, tenuto, anche, conto della delega conferita al Governo per il riordino razionale dei (troppi) riti allo stato vigenti. La riforma modifica sensibilmente il processo civile anche nella direzione della ragionevole durata: ritoccate le norme sottese alla regolamentazione delle spese di lite ed innalzati i poteri sanzionatori del Giudice per chi, a vario titolo, “rallenti” la durata fisiologica del procedimento. Introdotte, con grande novità, le misure di coercizione “indiretta”, sulla scia delle cd. astreintes francesi: il nuovo art. 614-bis c.p.c., infatti, prevede un rafforzamento delle condanne giudiziali aventi ad oggetto obblighi di fare infungibili o obblighi di non fare. La norma di nuovo conio prevede che, con il provvedimento di condanna, il giudice possa fissare la somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento.
L’intento di semplificare il processo civile porta ad una progressiva soppressione dei riti speciali nell’orbita di una movimento di revisione che sarà concluso con la legge delegata che, di qui a poco, sarà emanata dal Governo. Per ora espunti dal sistema sia il rito societario che il rito speciale per le cause aventi ad oggetto sinistri con lesioni. Abrogati, in tal senso, sia l’art. 3 della Legge 21 febbraio 2006, n. 102 che gli articoli da 1 a 33, 41, comma 1, e 42 del Decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5. Il testo approvato introduce precipue norme di diritto intertemporale, deputate a regolare il regime transitorio.
Il nuovo “saggio di Legificazione” già divide la dottrina. Per taluni alcune norme di nuova introduzione regalano una nuova dimensione sistemologica alla riforma (Consolo, Una buona “novella” al c.p.c.: la riforma del 2009 (con i suoi artt. 360 bis e 614 bis) va ben al di là della sola dimensione processuale in Corriere Giuridico, 2009, 737) che promette di rivitalizzare il processo civile italiano; per altri, invece, il processo civile italiano è uno strano animale che si fa beffe di intenzioni di legislatori e di elaborazioni della “scienza” del diritto processuale: le sue disfunzioni si incancreniscono sempre più mentre i suoi (pochi) progressi arrivano in maniera imprevista (Sassani, A.D. 2009: ennesima riforma al salvataggio del rito civile. Quadro sommario delle novità riguardanti il processo di cognizione in www.judicium.it, 2009, 1).
Tra luci ed ombre, novità e tradizione, si apre, ad ogni modo, ancora una volta, all’orizzonte degli operatori del diritto, una nuova stagione interpretativa.
L’art. 58 della Legge 18 giugno 2009, n. 69 regola la fase transitoria, tra abrogazione e modifica delle vecchie norme ed entrata in vigore delle nuove. Alcune disposizioni, infatti, sono di immediata applicazione anche ai giudizi in corso (con precipua individuazione del momento a quo); tal’altre si applicheranno solo alle controversie instaurate dopo l’entrata in vigore.
Immediata applicazione anche ai giudizi in corso
Applicabili dopo l’entrata in vigore della Legge
Artt. 132, 345, 616 c.p.c.
Art. 118 disp. att. c.p.c.
Ai giudizi pendenti in primo grado alla data di entrata in vigore della presente legge.
Le altre disposizioni della legge che modificano il codice di procedura civile e le disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile si applicano ai giudizi instaurati dopo la data della sua entrata in vigore.
Art. 155, commi V, e VI
(aggiunti dalla legge 263/2005)
Si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data del 1º marzo 2006.
Alle controversie disciplinate dall’articolo 3 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, pendenti alla data di entrata in vigore della legge, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al libro secondo, titolo IV, capo I, del codice di procedura civile. La disposizione de qua non si applica ai giudizi introdotti con il rito ordinario e per i quali alla data di entrata in vigore della presente legge non è stata ancora disposta la modifica del rito ai sensi dell’articolo 426 del codice di procedura civile.
Artt. 360-bis, 366-bis, 375, 376, 380-bis
Art. 67-bis ord. giud. Si applicano alle controversie nelle uali il provvedimento impugnato con il ricorso per cassazione è stato pubblicato ovvero, nei casi in cui non sia prevista la pubblicazione, depositato successivamente alla data di entrata in vigore della legge.
La novella, al dichiarato fine di accelerare i procedimenti civili, introduce diversi ritocchi ai termini perentori in varie parti previsti, con una scelta condivisa dalla maggior parte dei commentatori.
A … 50 – riassunzione della causa
297 – Richiesta fissazione udienza dopo la sospensione
305, I – Riassunzione del processo interrotto
305, III – termine max fissato dal giudice
307 – Estinzione del processo per inattività delle parti
327 – Decadenza dalla impugnazione
353 – Riassunzione a seguito di rimessione al primo giudice per ragioni di giurisdizione
392 – Riassunzione causa davanti al giudice di rinvio
1. Modifiche al libro primo del codice di procedura civile
Tavole sinottiche di G. Buffone
7 competenza del giudice di pace
7. Competenza del giudice di pace.
Il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore euro 2.582,28, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice
Il giudice di pace è altresì competente per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purché il valore della controversia non superi euro 15.493,71.
Il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore euro 5.000,00 quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice
Il giudice di pace è altresì competente per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purché il valore della controversia non superi euro 20.000,00.
38 Incompetenza
38. Incompetenza.
L’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio nei casi previsti dall’articolo 28 sono rilevate, anche d’ufficio, non oltre la prima udienza di trattazione.
L’incompetenza per territorio, fuori dei casi previsti dall’articolo 28, è eccepita a pena di decadenza nella comparsa di risposta. L’eccezione si ha per non proposta se non contiene l’indicazione del giudice che la parte ritiene competente. Quando le parti costituite aderiscono a tale indicazione, la competenza del giudice rimane ferma se la causa è riassunta entro tre mesi dalla cancellazione del ruolo.
Le questioni di cui ai commi precedenti sono decise, ai soli fini della competenza, in base a quello che risulta dagli atti e, quando sia reso necessario dall’eccezione del convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informazioni.
38. Incompetenza L’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio sono eccepite, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata. L’eccezione di incompetenza per territorio si ha per non proposta se non contiene l’indicazione del giudice che la parte ritiene competente.
Le questioni di cui ai commi precedenti sono decise, ai soli fini della competenza, in base a quello che risulta dagli atti e, quando sia reso necessario dall’eccezione del convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informazioni
39 Litispendenza e continenza di cause
39. Litispendenza e continenza di cause.
Se una stessa causa è proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito, in qualunque stato e grado del processo, anche d’ufficio, dichiara con sentenza la litispendenza e dispone con ordinanza la cancellazione della causa dal ruolo.
Se una stessa causa è proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito, in qualunque stato e grado del processo, anche d’ufficio, dichiara con ordinanza la litispendenza e dispone la cancellazione della causa dal ruolo.
Nel caso di continenza di cause, se il giudice preventivamente adito è competente anche per la causa proposta successivamente, il giudice di questa dichiara con ordinanza la continenza e fissa un termine perentorio entro il quale le parti debbono riassumere la causa davanti al primo giudice. Se questi non è competente anche per la causa successivamente proposta, la dichiarazione della continenza e la fissazione del termine sono da lui pronunciate.
La prevenzione è determinata dalla notificazione della citazione ovvero dal deposito del ricorso.
40, comma I
40. Connessione.
Se sono proposte davanti a giudici diversi più cause le quali, per ragione di connessione possono essere decise in un solo processo, il giudice fissa con sentenza alle parti un termine perentorio per la riassunzione della causa accessoria, davanti al giudice della causa principale, e negli altri casi davanti a quello preventivamente adito. Omissis
Se sono proposte davanti a giudici diversi più cause le quali, per ragione di connessione possono essere decise in un solo processo, il giudice fissa con ordinanza alle parti un termine perentorio per la riassunzione della causa accessoria, davanti al giudice della causa principale, e negli altri casi davanti a quello preventivamente adito. Omissis
42. Regolamento necessario di competenza.
La sentenza che, pronunciando sulla competenza anche ai sensi degli articoli 39 e 40, non decide il merito della causa e i provvedimenti che dichiarano la sospensione del processo ai sensi dell’articolo 295 possono essere impugnati soltanto con istanza di regolamento di competenza.
43. Regolamento facoltativo di competenza.
La sentenza che ha pronunciato sulla competenza insieme col merito può essere impugnata con l’istanza di regolamento di competenza, oppure nei modi ordinari quando insieme con la pronuncia sulla competenza si impugna quella sul merito.
La proposizione dell’impugnazione ordinaria non toglie alle altre parti la facoltà di proporre l’istanza di regolamento.
Se l’istanza di regolamento è proposta prima dell’impugnazione ordinaria, i termini per la proposizione di questa riprendono a decorrere dalla comunicazione della sentenza che regola la competenza; se è proposta dopo, si applica la disposizione dell’articolo 48.
Il provvedimento che ha pronunciato sulla competenza insieme col merito può essere impugnato con l’istanza di regolamento di competenza, oppure nei modi ordinari quando insieme con la pronuncia sulla competenza si impugna quella sul merito.
Se l’istanza di regolamento è proposta prima dell’impugnazione ordinaria, i termini per la proposizione di questa riprendono a decorrere dalla comunicazione della ordinanza che regola la competenza; se è proposta dopo, si applica la disposizione dell’articolo 48.
Efficacia della «ordinanza» che pronuncia sulla competenza.
44. Efficacia della sentenza che pronuncia sulla competenza.
La sentenza che, anche a norma degli articoli 39 e 40, dichiara l’incompetenza del giudice che l’ha pronunciata, se non è impugnata con la istanza di regolamento rende incontestabile l’incompetenza dichiarata e la competenza del giudice in essa indicato se la causa è riassunta nei termini di cui all’art. 50, salvo che si tratti di incompetenza per materia o di incompetenza per territorio nei casi previsti nell’articolo 28.
44. Efficacia della ordinanza che pronuncia sulla competenza.

References: art. 614

Art. 118

Art. 155

Art. 67
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
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