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SEZIONE I. CONSIGLIO REGIONALE - Deliberazioni. 2 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del - PDF
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Graziana Gerardina Monti
1 2 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del SEZIONE I CONSIGLIO REGIONALE - Deliberazioni DELIBERAZIONE 23 novembre 2004, n. 151 Programma regionale per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica in at tuazione dell articolo 5 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti). Il Presidente mette in approvazione la seguente proposta di deliberazione: n. 25 Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati e successive modificazioni e modifiche alla legge regionale 29 luglio 1996, n. 60 Disposizioni per l applicazione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi di cui all art. 3 della L. 28 dicembre 1995, n. 549 e successive modificazioni); Considerato che l articolo 10, comma 7, della l.r. 25/1998 prevede che le modifiche e gli aggiornamenti al piano regionale siano approvati dal Consiglio regionale sentite le province, i comuni e le comunità di ambito; Richiamato l articolo 6, comma 1, lettera c), della l.r. 25/1998 che dispone che le funzioni di vigilanza e controllo di competenza delle Province siano esercitate avvalendosi dell ARPAT; IL CONSIGLIO REGIONALE Visto il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/ CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio) coordinato con le modifiche ed integrazioni introdotte dal decreto legislativo 8 novembre 1997, dalla legge 9 dicembre 1998, n. 426, dalla legge 23 dicembre 1998, n. 448, dalla legge 23 marzo 2001 n. 93 e dalla legge 31 luglio 2002, n. 179; Vista la direttiva 1999/31/CE del Consiglio del 26 Aprile 1999 relativa alle discariche di rifiuti; Visto il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti); Considerato che l articolo 5 del d.lgs. 36/2003 dispone che, entro un anno dalla entrata in vigore del decreto stesso, ciascuna Regione elabori ed approvi un apposito programma per la riduzione dei rifiuti urbani da collocare in discarica ad integrazione del piano regionale di gestione dei rifiuti di cui all articolo 22 del d.lgs 22/1997 allo scopo di raggiungere determinati obiettivi a livello di ambito territoriale ottimale (ATO); Preso atto del Documento interregionale per la predisposizione del programma di riduzione dei rifiuti biodegradabili da smaltire in discarica ai sensi dell art. 5 del D.Lgs. 36/2003, concordato tra le Regioni ed approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 4 Marzo 2004, che fornisce linee guida per la stesura del programma; Vista la legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 (Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati) da ultimo modificata dalla legge regionale 26 luglio 2002, n. 29 (Modifiche alla legge regionale 18 maggio 1998, Vista la deliberazione del Consiglio regionale 7 aprile 1998, n. 88 (L.R. 4/95, art. 5 - Piano regionale di gestione dei rifiuti Approvazione primo stralcio relativo ai rifiuti urbani e assimilati); Visto il decreto del Presidente della Giunta regionale 25 febbraio 2004, n. 14/R (Regolamento regionale di attuazione ai sensi dell articolo 5, comma 1, lettera e) della legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati contenente norme tecniche e procedurali per l esercizio delle funzioni amministrative e di controllo attribuite agli enti locali nelle materie della gestione dei rifiuti e delle bonifiche); Considerato che il programma per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica costituisce integrazione del piano regionale di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati di cui alla del. c.r. 88/1998, ed in particolare costituisce una sezione aggiuntiva del piano regionale di cui alla stessa del. c.r. 88/1998; Considerato che le province, in conformità con il piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, di cui alla del. c.r. 88/1998, così come integrato dal presente programma regionale per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica, in attuazione dell articolo 5 del d.lgs. 36/2003, provvederanno, entro centottanta giorni dall entrata in vigore di quest ultimo, ad aggiornare i rispettivi piani provinciali di gestione dei rifiuti urbani e assimilati secondo le procedure di cui all articolo 12 della l.r. 25/1998; Preso atto degli esiti delle consultazioni con i soggetti interessati che la Sesta Commissione consiliare permanente ha tenuto in data 27 settembre 2004; DELIBERA 1. di approvare ai sensi dell articolo 10, comma 7, della
2 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del l.r. 25/1998, il programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica in attuazione dell articolo 5 del d.lgs. 36/2003 di cui all allegato A, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, che integra, costituendo una sezione aggiuntiva, il piano regionale di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati di cui alla del. c.r. 88/1998; 2. di stabilire che il presente provvedimento sia trasmesso al Ministero dell ambiente e della tutela del territorio a cura della Giunta regionale; 3. di disporre, in ragione del particolare rilievo del provvedimento che per il suo contenuto deve essere portato alla conoscenza della generalità dei cittadini, la pubblicazione in forma integrale sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana, compreso l allegato A, ai sensi dell articolo 3, comma 1 della legge regionale 15 marzo 1996, n. 18 (Ordinamento del Bollettino ufficiale della Regione Toscana e norme per la pubblicazione degli atti), modificata dalla legge regionale 3 agosto 2000, n. 63. IL CONSIGLIO APPROVA con la maggioranza prevista dall articolo 15 dello Statuto. 3 Il Presidente Riccardo Nencini Il Segretario Erasmo D Angelis SEGUE ALLEGATO
3 4 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del REGIONE TOSCANA Giunta Regionale DIREZIONE GENERALE Politiche territoriali e ambientali SETTORE Rifiuti e Bonifiche Via di Novoli, Firenze ALLEGATO A PROGRAMMA REGIONALE PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI DA COLLOCARE IN DISCARICA IN ATTUAZIONE DELL ARTICOLO 5 DEL DECRETO LEGISLATIVO 13 GENNAIO 2003, N. 36.
4 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del PROGRAMMA REGIONALE PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI DA COLLOCARE IN DISCARICA IN ATTUAZIONE DELL ARTICOLO 5 DEL DECRETO LEGISLATIVO 13 GENNAIO 2003, N. 36. INDICE 1. PREMESSA 2. PRINCIPALE NORMATIVA DI RIFERIMENTO 2.1 Normativa comunitaria 2.2 Normativa nazionale 2.3 Normativa regionale 3. FINALITA 4. DEFINIZIONE DI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI 5. CRITERI DI CALCOLO PER LA STIMA DEI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI COLLOCATI IN DISCARICA IN CIASCUN AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE (ATO) 5.1 Descrizione del criterio di calcolo 5.2 Flussi turistici 5.3 Disposizioni sul conteggio della frazione organica stabilizzata (FOS) 5.4 Disposizione transitoria 5.5 Eventuali modifiche o aggiornamenti ai criteri di calcolo 6. SITUAZIONE ATTUALE: STIMA DELLA QUANTITA DEI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI COLLOCATI IN DISCARICA NELL ANNO 2002 NEGLI AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI DELLA TOSCANA 7. STRATEGIE E STRUMENTI PER LA RIDUZIONE DEL CONFERIMENTO IN DISCARICA DEI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI 7.1 Fasi del flusso dei rifiuti urbani biodegradabili 7.2 FASE 1 Produzione 7.3 FASE 2 Raccolta 7.4 FASE 3 Trattamento Considerazioni sulla frazione organica stabilizzata (FOS) 7.5 FASE 4 Destinazione finale 8. DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DI PROGRAMMA 8.1 Obiettivi generali 8.2 Traguardi 9. DISPOSIZIONI NORMATIVE REGIONALI ESISTENTI 9.1 Disposizioni del Piano regionale (Del. C.R. 88/1998) Prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti (Del. C.R. 88/ capitolo 2, paragrafo 2.1 e paragrafo 2.3) Compostaggio domestico (Del. C.R. 88/ paragrafo 3.3.8) Criteri per la raccolta differenziata (Del. C.R. 88/1998 capitolo 3) Criteri per la scelta delle tecnologie idonee al trattamento dei rifiuti (Del. C.R. 88/1998 capitolo 4) Divieto di conferimento in discarica di rifiuto verde (Del. C.R. 88/1998 paragrafo 2.2.1) Divieto di conferimento in discarica di materiali riciclabili omogenei (Del. C.R. 88/1998 paragrafo 2.2.2) Divieto di conferimento al servizio di raccolta degli imballi secondari e terziari non differenziati (Del. C.R. 88/1998 paragrafo 2.2.3)
5 6 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Divieto di conferimento indifferenziato al servizio di raccolta di beni durevoli e specifici rifiuti (Del. C.R. 88/1998 paragrafo 2.2.4) 9.2 Disposizioni della L.R. 25/1998 e s.m.i Obbligo per gli Enti pubblici di utilizzare materiale riciclato (art. 4 della L.R. 18 Maggio 1998, n. 25 e s.m.i.) Competenze della Comunità di Ambito in relazione alla determinazione della tariffa (art. 26 comma 2 lettera d) della L.R. 18 Maggio 1998, n. 25 e s.m.i.) 9.3 Altre disposizioni Incentivo per il compostaggio domestico (Del. G.R. 8 Marzo 2004, n. 205) Accordi volontari. Del. G.R. 10 febbraio 2003, n. 100 Approvazione testi accordi volontari mirati al recupero/riciclo di materiali provenienti da raccolte differenziate e rimodulazione scheda 21 del Programma di tutela ambientale INDICATORI PER IL MONITORAGGIO DEI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI COLLOCATI IN DISCARICA 11. COMPITI DELLE PROVINCE: INTEGRAZIONE DEI PIANI PROVINCIALI E MONITORAGGIO ANNUALE SUI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI COLLOCATI IN DISCARICA 11.1 Integrazione dei piani provinciali 11.2 Monitoraggio annuale 11.3 Trasmissione atti al Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio 12. COMPITI DELLE COMUNITA DI AMBITO: INTEGRAZIONE DEI PIANI INDUSTRIALI 13. ATTIVITA DI CONTROLLO, VIGILANZA E MONITORAGGIO 14. RISORSE FINANZIARIE Tabelle e figure numerate Tab. 5.1 Valutazione flussi turistici percentuali anno 2002 Tab. 6.1 Stima della produzione procapite RUB collocati in discarica anno 2002 Fig. 6.1 Stima produzione procapite RUB anno 2002 Fig. 6.2 Stima % gestione rifiuti urbani indifferenziati Fig. 6.3 Stima RUB procapite a discarica anno 2002 (esclusa la FOS) Fig. 6.4 Stima RUB procapite a discarica anno 2002 (compresa la FOS) Tab. 6.2 Impianti di compostaggio di rifiuti selezionati anno 2002 Tab. 6.3 Impianti di biostabilizzazione e produzione di CDR anno 2002 Tab. 6.3 Impianti di incenerimento anno 2002 Allegato I Punto I.1 Analisi merceologica: criteri di campionamento ed analisi Punto I.2 Analisi di stabilità biologica: criteri di campionamento ed analisi
6 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del PROGRAMMA REGIONALE PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI DA COLLOCARE IN DISCARICA IN ATTUAZIONE DELL ART. 5 DEL D.LGS. 13 GENNAIO 2003, N PREMESSA Il presente programma viene redatto in ottemperanza all art. 5 del D.Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36 Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti (pubblicato sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 59 del 12/3/2003 Parte I - Serie Generale). Il D.Lgs. 36/2003 dispone che, entro un anno dalla data di entrata in vigore dello stesso, ciascuna Regione elabori ed approvi un apposito programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica ad integrazione del piano regionale di gestione dei rifiuti di cui all art. 22 del D.Lgs. 22/1997, allo scopo di raggiungere, a livello di Ambito Territoriale Ottimale (ATO), oppure, ove questo non sia stato istituito, a livello provinciale, i seguenti obiettivi: entro cinque anni dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 36/2003 (cioè entro il 27/3/2008) i rifiuti urbani biodegradabili devono essere inferiori a 173 Kg/anno per abitante; entro otto anni dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 36/2003 (cioè entro il 27/3/2011) i rifiuti urbani biodegradabili devono essere inferiori a 115 Kg/anno per abitante; entro quindici anni dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 36/2003 (cioè entro il 27/3/2018) i rifiuti urbani biodegradabili devono essere inferiori a 81 Kg/anno per abitante. Il comma 2 dell art. 5 del D.Lgs. 36/2003 dispone che il programma di cui sopra debba prevedere il trattamento dei rifiuti e, in particolare, il riciclaggio, il trattamento aerobico e anaerobico, il recupero di materiali o energia. Ulteriori importanti disposizioni stabilite dal D.Lgs. 36/2003 in relazione con il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra, sono le seguenti: i rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento (art. 7 comma 1, con la deroga fino al 16/7/2005 prevista dall art. 17); non sono ammessi in discarica i rifiuti con PCI (Potere Calorifico Inferiore) kj/kg a partire dal 1/1/2007 [art. 6 comma 1 lettera p)]. L art. 5 del D.Lgs. 36/2003 stabilisce infine che il programma per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica, ed i relativi stati annuali di attuazione, sono trasmessi al Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio, che provvede a darne comunicazione alla Commissione Europea. Per la stesura del presente programma si è fatto riferimento al Documento interregionale per la predisposizione del programma di riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da smaltire in discarica ai sensi dell art. 5 del D.Lgs. 36/2003, approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 4 Marzo PRINCIPALE NORMATIVA DI RIFERIMENTO 2.1 Normativa comunitaria Direttiva 91/156/CEE del Consiglio del 18 marzo 1991 che modifica la direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti; Direttiva 91/689/CEE del Consiglio del 12 dicembre 1991 relativa ai rifiuti pericolosi;
7 8 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Direttiva 94/62/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 dicembre 1994 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio; Direttiva 1999/31/CE del Consiglio del 26 aprile 1999 relativa alle discariche di rifiuti; Decisione del Consiglio del 19 dicembre 2002 che stabilisce criteri e procedure per l ammissione dei rifiuti nelle discariche ai sensi dell articolo 16 e dell allegato II della direttiva 1999/31/CE. 2.2 Normativa nazionale D.Lgs. 5 Febbraio 1997, n. 22 Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio e successive modifiche ed integrazioni; D.Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36 Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti ; Decreto Ministero dell ambiente e della tutela del territorio 13 Marzo 2003 Criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica. 2.3 Normativa regionale Del. C.R. 7 aprile 1998, n. 88 L.R. 4/95, art. 5 Piano regionale di gestione dei rifiuti Approvazione 1 stralcio relativo ai Rifiuti Urbani e Assimilati ; Legge Regionale 18 maggio 1998, n. 25 Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati e s.m.i.; Del. C.R. 21 dicembre 1999, n. 385 L.R. 25/98 art. 9 comma 1 - Piano Regionale di gestione dei rifiuti - secondo stralcio relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi ; Del. C.R. 21 dicembre 1999, n. 384 L.R. 25/98 art. 9 comma 2 Piano Regionale di gestione dei rifiuti terzo stralcio relativo alla bonifica delle aree inquinate ; L.R. 26 luglio 2002, n. 29 Modifiche alla legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 (Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati) e successive modificazioni e modifiche alla legge regionale 29 luglio 1996, n. 60 (Disposizioni per l applicazione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi di cui all art. 3 della L. 28 dicembre 1995, n. 549) e successive modificazioni) ; Deliberazione Giunta Regionale 13 aprile 2001, n. 385 D.Lgs. 22/97 art. 42 L.R. 25/98 D.C.R.T. 88/98 Approvazione Atto d indirizzo per la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio ; Decreto del Presidente della Giunta Regionale 25 febbraio 2004, n. 14/R Regolamento regionale di attuazione ai sensi della lettera e) comma 1 dell art. 5 L.R. 25/98 Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati, contenente norme tecniche e procedurali per l esercizio delle funzioni amministrative e di controllo attribuite agli Enti Locali. 3. FINALITA La Regione Toscana ha approvato il proprio piano regionale di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati con Del. C.R. 7 aprile 1998, n. 88, in conformità con la filosofia generale del D.Lgs. 22/1997 sulla gestione dei rifiuti. Il D.Lgs. 22/1997, in conformità con i principi comunitari, attribuisce al conferimento in discarica carattere di residualità nella gestione dei rifiuti, ponendo al primo posto nella gerarchia di azioni la prevenzione e la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti, seguita da azioni tese a favorire la riduzione dello smaltimento finale, quali: il reimpiego ed il riciclaggio; altre forme di recupero per ottenere materia prima dai rifiuti; l utilizzazione principale dei rifiuti come combustibile o come altro mezzo per produrre energia.
8 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Il piano regionale di cui alla Del. C.R. 88/1998, in conformità con la gerarchia di azioni sopra citata, indica criteri generali, obiettivi e prescrizioni al fine di ridurre la produzione dei rifiuti, incentivare la raccolta differenziata (che sta alla base della possibilità di recupero dei materiali dai rifiuti), favorire il recupero di energia dai rifiuti, e minimizzare pertanto il conferimento finale in discarica. L art. 5 del D.Lgs. 36/2003, come detto, impone a ciascuna Regione di approvare uno specifico programma per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica (ad integrazione del piano regionale di gestione dei rifiuti di cui all art. 22 del D.Lgs. 22/1997), prevedendo il trattamento dei rifiuti (e, in particolare, il riciclaggio, il trattamento aerobico o anaerobico, il recupero di materiali o energia). Il presente programma, che non riguarda altro che una specifica frazione, anche se rilevante (quella biodegradabile) dei rifiuti urbani, si inserisce nella filosofia generale del piano regionale, tesa appunto alla minimizzazione del conferimento in discarica dei rifiuti urbani nel loro complesso (privilegiando le azioni prima menzionate). In base all impianto normativo regionale in materia di pianificazione dei rifiuti urbani (L.R. 25/1998 e s.m.i. e Del. C.R. 88/1998), esistono tre livelli di pianificazione: piano regionale, di competenza della Regione; piani provinciali, di competenza delle Province; piani industriali, di competenza delle Comunità di Ambito. Il Piano regionale determina i criteri generali della pianificazione e fissa alcune prescrizioni ed obiettivi che devono essere comunque rispettati dai piani provinciali e dai piani industriali. In base a quanto ora detto, poiché il programma regionale di cui all art. 5 del D.Lgs. 36/2003 integra il Piano regionale, ed anche in ragione del fatto che il flusso della frazione biodegradabile è da considerarsi ricompreso nel flusso dei rifiuti urbani nel loro complesso, è necessario rispettare il riparto di competenze fissato dalla L.R. 25/1998 e s.m.i., e pertanto: la Regione provvede ad elaborare il programma regionale per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica, indicando gli obiettivi ed i criteri generali per il loro conseguimento, nell ambito della filosofia generale del Piano regionale, ad integrazione di quest ultimo; le Province, in conformità con i principi del programma regionale di cui sopra e dello stesso Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, nonché dei rispettivi piani provinciali, provvedono ad elaborare specifici programmi provinciali per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica, ad integrazione dei piani provinciali di gestione dei rifiuti, garantendo il conseguimento e mantenimento degli obiettivi di cui all art. 5 del D.Lgs. 36/2003; le Comunità di ambito, infine, attuano i programmi provinciali per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica integrando i Piani industriali. Ciò premesso, le finalità del presente programma regionale si possono così descrivere: fornire una definizione di rifiuto urbano biodegradabile al fine di rendere operativa l applicazione del disposto di cui all art. 5 del D.Lgs. 36/2003; fornire un criterio omogeneo di calcolo per la stima dei rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica in ciascun ATO e quindi a livello regionale; fornire, ai fini di una prima valutazione in rapporto agli obiettivi dell art. 5 del D.Lgs. 36/2003, una stima, a livello di ATO e regionale, dei quantitativi di rifiuti urbani biodegradabili attualmente prodotti e di quelli conferiti in discarica (la situazione attuale è riferita all anno 2002);
9 10 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del definire, in conformità con la filosofia generale del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, un quadro di riferimento delle strategie e degli strumenti per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica, in relazione alle varie fasi in cui può essere suddiviso il flusso dei rifiuti (produzione, raccolta, trattamento, destinazione finale); fornire un quadro delle disposizioni normative regionali esistenti, la cui applicazione possa contribuire alla riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica; definire gli obiettivi generali ed i traguardi che si intendono conseguire a livello di ATO e regionale; stabilire gli indicatori ed i criteri per un monitoraggio costante (annuale) che permetta di evidenziare l evoluzione della gestione di questa specifica categoria di rifiuti urbani verso i traguardi fissati dal D.Lgs. 36/2003; stabilire tempi e modi con i quali le Province, in conformità con la L.R. 25/1998 e s.m.i., devono recepire il presente programma regionale, predisponendo un programma provinciale (ad integrazione del piano provinciale) per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica. 4. DEFINIZIONE DI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI Il D.Lgs. 36/2003 non riporta una specifica definizione di rifiuti urbani biodegradabili. Tuttavia il D.Lgs. 36/2003, articolo 2, comma 1, lettere b) ed i), riporta le seguenti definizioni: rifiuti urbani: i rifiuti di cui all art. 7, comma 2, del D.Lgs. 22/1997 e s.m.i. ; rifiuti biodegradabili: qualsiasi rifiuto che per natura subisce processi di decomposizione aerobica o anaerobica, quali, ad esempio, rifiuti di alimenti, rifiuti dei giardini, rifiuti di carta e cartone. Inoltre, nel Decreto 13 marzo 2003, allegato 2, paragrafo 2.1, viene disposto che, secondo quanto previsto dalla Direttiva 1999/31/CE, art. 2 lettera m), dovranno essere considerati tra i rifiuti urbani biodegradabili gli alimenti, i rifiuti dei giardini, la carta ed il cartone, i pannolini e gli assorbenti. Oltre ai rifiuti sopra citati, in considerazione del fatto che i processi anaerobici protratti che si svolgono all interno della discarica sono in grado di decomporre anche legno e fibre tessili naturali (escludendo i tessili sintetici), si ritiene di includere anche questi materiali tra quelli definiti biodegradabili. Unendo le definizioni e la considerazione di cui sopra, si adotta, al solo fine di rendere operativa l applicazione del presente programma, la seguente definizione di rifiuti urbani biodegradabili: rifiuti urbani biodegradabili: i rifiuti di cui all art. 7, comma 2, del D.Lgs. 22/1997 e s.m.i. che per natura subiscono processi di decomposizione aerobica o anaerobica, quali, ad esempio, rifiuti di alimenti, rifiuti dei giardini, rifiuti di carta e cartone, i pannolini e gli assorbenti, nonché legno e tessili. Si rileva che nella definizione sopra riportata rientrano, qualora biodegradabili, anche i rifiuti non pericolosi assimilati agli urbani (art. 7, comma 2, lettera b) del D.Lgs. 22/1997). 5. CRITERI DI CALCOLO PER LA STIMA DEI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI COLLOCATI IN DISCARICA IN CIASCUN AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE (ATO) Il D.Lgs. 36/2003 stabilisce che gli obiettivi di rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica devono essere conseguiti a livello di ATO, senza peraltro definire i criteri di calcolo.
10 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Stabilire un metodo di calcolo standard per il computo dei rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica in ciascun ATO è di fondamentale importanza per poter confrontare i dati tra loro: avere una stima a livello regionale eseguita secondo un criterio di omogeneità, renderà confrontabile il dato regionale con le stime delle altre Regioni del territorio nazionale. Il calcolo dei rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica, eseguito secondo una procedura standard, risulta inoltre fondamentale per poter controllare l evoluzione dei quantitativi di rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica in ciascun ATO in vista del conseguimento degli obiettivi di cui all art. 5 del D.Lgs. 36/2003. Prendendo spunto dal Documento interregionale per la predisposizione del programma di riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da smaltire in discarica ai sensi dell art. 5 del D.Lgs. 36/2003, approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 4 Marzo 2004, viene descritto nel presente paragrafo il criterio standardizzato che risulta alla base del calcolo per la determinazione dei rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica in ciascun ATO. Il criterio standardizzato di seguito descritto dovrà essere adottato con rigore a partire dal prossimo Rapporto annuale sui RUB conferiti in discarica, a cura delle Province, di cui al paragrafo 11.2 del presente programma. 5.1 Descrizione del criterio di calcolo Il metodo qui proposto per calcolare i rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica, si articola in tre fasi: analisi dei quantitativi totali di rifiuti urbani biodegradabili prodotti nell ATO; analisi delle modalità con le quali tale flusso di rifiuti viene gestito; stima della quota parte di rifiuti urbani biodegradabili prodotti nell ATO che viene conferita in discarica. a)produzione annua di rifiuti urbani biodegradabili in ciascun ATO Per tale determinazione, il dato di partenza è rappresentato dalla produzione annua, a livello di ATO, dei rifiuti urbani totali (RU TOT), data dalla somma dei rifiuti urbani raccolti in forma indifferenziata (RU) e di quelli raccolti in forma differenziata (RD): RU TOT=(RU)+(RD) Il dato di cui sopra è quello riportato nei rapporti annuali predisposti da A.R.R.R. (Agenzia Regione Recupero Risorse) sulla base del metodo standard per il calcolo delle efficienze delle raccolte differenziate ai sensi dell art. 15 della L.R. 25/1998 e s.m.i. Il passo successivo, per determinare la produzione annua de rifiuti urbani biodegradabili in ciascun ATO, consiste nella determinazione della composizione merceologica del rifiuto urbano totale relativa alle frazioni biodegradabili di interesse (le frazioni biodegradabili di interesse sono, come specificato al capitolo 4 del presente programma: rifiuti di alimenti, rifiuti dei giardini, carta e cartoni, pannolini ed assorbenti, legno e tessili): %RUB RU TOT = RUBRU TOT 100 RU TOT dove: RUB RU TOT = rifiuti di alimenti rifiuti dei giardini carta e cartoni pannolini ed assorbenti legno tessili RU TOT
11 12 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del La composizione merceologica del rifiuto urbano totale relativa alle frazioni biodegradabili di interesse deve essere determinata sulla base: delle frazioni biodegradabili del rifiuto urbano raccolto in forma differenziata, specificate in Allegato I-punto 1.1, facendo riferimento ai dati delle raccolte differenziate certificati annualmente da A.R.R.R. (Agenzia Regione Recupero Risorse) sulla base del metodo standard per il calcolo delle efficienze delle raccolte differenziate ai sensi dell art. 15 della L.R. 25/1998 e s.m.i.. delle frazioni biodegradabili del rifiuto urbano raccolto in forma indifferenziata, da ricavare mediante analisi merceologiche rappresentative dell intero ATO, secondo quanto specificato in Allegato I-punto I.1. b)gestione dei rifiuti urbani biodegradabili in ciascun ATO La fase successiva consiste nell analisi della gestione dei rifiuti urbani biodegradabili, e nella determinazione dei quantitativi destinati alle varie opzioni gestionali (recupero dalle raccolte differenziate, selezione/trattamento, incenerimento, discarica). Si possono distinguere due flussi principali: i rifiuti urbani biodegradabili raccolti in forma differenziata (RUB RD ); i rifiuti urbani biodegradabili parte del rifiuto urbano raccolto in forma indifferenziata (RUB RU ). I rifiuti urbani biodegradabili raccolti in forma differenziata (RUB RD ), in generale, sono destinati all industria del recupero (carta e cartone, FORSU e scarti verdi per la produzione di compost di qualità, etc.), al netto degli scarti prodotti dagli impianti di recupero che vengono conferiti in discarica. I rifiuti urbani biodegradabili inclusi nel rifiuto urbano raccolto in forma indifferenziata (RUB RU ), invece, possono avere, sostanzialmente, tre destinazioni: essere conferiti direttamente in impianti di discarica (si ricorda, tuttavia, che il D.Lgs. 36/2003, art. 7, dispone che i rifiuti possono essere conferiti in discarica solo dopo trattamento, con deroga fino al 16/7/2005 ai sensi dell art. 17); essere conferiti in impianti di incenerimento con recupero di energia (infatti, ai sensi del D.Lgs. 22/1997, art. 5 comma 4, a partire da 1 gennaio 1999 la realizzazione e la gestione di nuovi impianti di incenerimento può essere autorizzata solo se il relativo processo di combustione è accompagnato da recupero energetico); essere conferiti in impianti di trattamento. c)stima dei rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica in ciascun ATO Noti i punti precedenti, si può procedere ad una stima dei rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica in ciascun ATO (RUB DISC ): RUB DISC =RUB RU TOT RUB RD RUB COMB RUB TRATT dove: RUB RU TOT : quantità di rifiuti urbani biodegradabili prodotta annualmente nell ATO; RUB RD : quantità di rifiuti urbani biodegradabili raccolti in modo differenziato, purchè avviata ad impianti di recupero e da essi accettata, ed al netto degli scarti non trattati prodotti dagli stessi impianti di recupero e avviati a discarica; RUB COMB : i rifiuti urbani biodegradabili avviati alla combustione; RUB TRATT : i rifiuti urbani biodegradabili da raccolta indifferenziata avviati a trattamento, al netto dei rifiuti trattati (es. biostabilizzato o FOS, bioessiccato, digestato, scarti di impianti di trattamento biologico) collocati in discarica con un Indice di Respirazione Dinamico (IRD) superiore a 1000 mgo 2 Kg -1 VSh -1 (media annua di almeno 4 campioni rappresentativi per impianto e con tolleranza sul singolo campione non superiore al 20%), secondo quanto specificato in Allegato I-punto I.2.
12 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Flussi turistici L art. 5 del D.Lgs. 36/2003, comma 3, prevede che le Regioni soggette a fluttuazioni stagionali del numero degli abitanti superiori al 10% devono calcolare la popolazione cui riferire gli obiettivi di cui sopra sulla base delle effettive presenze all interno del territorio. A livello regionale, tuttavia, come risulta dall analisi di cui alla Tabella 5.1 riferita all anno 2002, tale percentuale risulta il 2,94% (variando da un minimo dello 0,85% circa nel mese di gennaio, ad un massimo del 7,03% nel mese di agosto). La valutazione della fluttuazione del numero degli abitanti, partendo dai dati delle presenze turistiche mensili, è stata svolta applicando il seguente criterio: %fluttuazione del numero degli abitanti = presenze turistiche medie giornaliere x 100 numero degli abitanti residenti Pertanto, nel computo della quantità procapite di rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica, stante il risultato ottenuto, non si deve tenere conto dei flussi turistici in relazione al disposto di cui all art. 5 del D.Lgs. 36/2003, comma Disposizioni sul conteggio della frazione organica stabilizzata (FOS) Nel computo della quantità di rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica si devono osservare le seguenti disposizioni. La frazione organica stabilizzata (FOS) con IRD inferiore a 1000 mgo 2 Kg -1 VSh -1 smaltita in discarica, non viene conteggiata nel calcolo dei rifiuti biodegradabili smaltiti in discarica [lettera c) del punto 5.1]. La Regione, sulla base di quanto previsto al successivo punto 5.5, potrà stabilire di conteggiare, o conteggiare in parte, tale tipologia di materiale. E ammesso l impiego della frazione organica stabilizzata (FOS) nella ricopertura e nella sistemazione finale delle discariche, ai sensi del punto del Piano regionale (Del. C.R. 88/1998) e secondo le modalità di cui alla Circolare n. 104/25970/13-01 in data 18/6/2003 dell Area Rifiuti e Bonifiche della Regione Toscana, purchè con un IRD inferiore almeno a 1000 mgo 2 Kg -1 VSh -1, che, come tale, non viene conteggiata nel calcolo dei rifiuti biodegradabili smaltiti in discarica, salvo quanto previsto al secondo capoverso del punto precedente. 5.4 Disposizione transitoria Relativamente alle disposizioni sul criterio di calcolo di cui al precedente paragrafo 5.1 lettera c), ed alle disposizioni sul conteggio della frazione organica stabilizzata (FOS) di cui al precedente paragrafo 5.3, nei punti in cui si fa riferimento ad un Indice di Respirazione Dinamico pari a 1000 mgo 2 Kg -1 VSh -1, si stabilisce che, in alternativa, e comunque non oltre il 31/12/2006, può essere fatto riferimento, con equivalenza, ad un Indice di Respirazione Statico pari a 500 mgo 2 Kg -1 VSh Eventuali modifiche o aggiornamenti ai criteri di calcolo Eventuali modifiche, aggiornamenti ai criteri ed alle modalità di calcolo così come definiti ai precedenti punti, anche derivanti dall eventuale entrata in vigore di nuove norme comunitarie o nazionali, sono approvati con deliberazione di Giunta regionale.
13 14 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Tabella VALUTAZIONE FLUSSI TURISTICI PERCENTUALI ANNO 2002 DATI GENERALI Presenze turistiche ATO/Provincia ATO Abitanti GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC ANNO Massa e Carrara Lucca Pisa Livorno Pistoia+Circ. E.V Firenze escluso Circ. E.V Arezzo Siena Grosseto Prato Pistoia Firenze Circondario E.V Totale REGIONE DATI GENERALI Flussi turistici percentuali ATO/Provincia ATO Abitanti GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC ANNO Massa e Carrara ,34 0,38 0,63 1,15 2,09 3,66 5,90 8,79 2,56 1,11 0,50 0,42 2,31 Lucca ,52 0,69 1,10 1,84 2,66 3,99 5,28 6,18 3,61 1,59 0,67 0,51 2,40 Pisa ,79 0,87 1,14 1,56 2,15 2,67 3,75 3,80 2,23 1,37 1,01 0,78 1,85 Livorno ,41 0,50 1,18 2,54 6,70 11,55 18,62 22,26 8,38 1,96 0,81 0,54 6,34 Pistoia+Circ. E.V ,70 0,90 1,64 2,53 2,94 2,70 3,11 3,21 2,92 2,13 0,83 0,65 2,03 Firenze escluso Circ. E.V ,75 2,06 2,78 3,15 3,77 3,69 4,09 3,75 3,91 3,31 2,49 1,80 3,05 Arezzo ,33 0,36 0,53 0,74 0,97 0,95 1,35 1,56 1,05 0,74 0,46 0,38 0,79 Siena ,08 1,27 2,90 5,16 6,65 6,68 8,07 9,63 8,59 5,58 2,23 1,69 4,98 Grosseto ,57 0,72 1,62 3,03 5,40 10,02 17,04 21,89 7,67 2,81 0,94 0,78 6,09 Prato ,44 0,45 0,49 0,54 0,57 0,54 0,58 0,51 0,59 0,57 0,49 0,39 0,51 Pistoia ,94 1,04 2,33 3,49 3,63 3,30 3,65 3,78 3,73 2,83 1,14 0,89 2,57 Firenze ,50 1,82 2,39 2,77 3,43 3,35 3,77 3,49 3,51 2,91 2,13 1,54 2,72 Circondario E.V ,28 0,66 0,48 0,88 1,75 1,67 2,20 2,22 1,55 0,94 0,30 0,24 1,10 Totale REGIONE ,85 1,01 1,60 2,34 3,39 4,35 6,08 7,03 4,00 2,25 1,24 0,93 2,94
14 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del SITUAZIONE ATTUALE: STIMA DELLA QUANTITA DEI RIFIUTI URBANI BIODEGRADABILI COLLOCATI IN DISCARICA NELL ANNO 2002 NEGLI AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI DELLA TOSCANA Nella tabella 6.1 è riportato il calcolo della stima della quantità procapite di rifiuti urbani biodegradabili prodotti, e conferiti in discarica nell anno 2002 in ciascun ATO, ai fini di una prima valutazione in relazione agli obiettivi posti dal D.Lgs. 36/2003. Tale stima, in considerazione dei tempi a disposizione per l elaborazione del presente programma, non è stata eseguita con il rigore del metodo di cui al precedente paragrafo 5, ma è basata su alcune ipotesi semplificative, in modo da avere comunque un quadro orientativo della situazione attuale. Per stimare la produzione di rifiuti urbani biodegradabili, si sono utilizzati i dati relativi alla produzione di rifiuti urbani certificati da A.R.R.R. per l anno solare 2002, considerando che le frazioni biodegradabili, nel loro complesso, costituiscano il 65% del rifiuto urbano totale (come stabilito nel Documento interregionale approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni nella seduta del 4 Marzo 2004). Tale scelta del 65% appare in buon accordo con il Piano regionale-stralcio rifiuti urbani (Del. C.R. 88/1998, paragrafo ), come come si deduce nel seguito al paragrafo Per i quantitativi di rifiuti urbani biodegradabili raccolti in forma differenziata, si sono utilizzati sempre i dati certificati da A.R.R.R. per l anno solare 2002, con riferimento alle seguenti frazioni biodegradabili: carta, cartone; organico utenze domestiche; organico grandi utenti; sfalci e potature; legno; stracci. Sulla base di tali ipotesi, si sono ottenuti, a livello regionale, i quantitativi di: produzione procapite RUB totali (RUB TOT =RUB RD +RUB RU ): 431,0 Kg/anno per abitante; produzione procapite RUB raccolti in forma differenziata (RUB RD ): 130,9 Kg/anno per abitante; produzione procapite RUB raccolti in forma indifferenziata (RUB RU ): 300,1 Kg/anno per abitante. Per stimare poi i quantitativi di rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica (assumendo che i RUB raccolti in forma differenziata siano destinati interamente al recupero, cioè senza considerare, per semplicità, gli scarti degli impianti di recupero che vengono conferiti in discarica), si è tenuto conto dei seguenti elementi: stima percentuale sui rifiuti urbani indifferenziati conferiti in discarica (fonte ARRR); la quantità di FOS conferita in discarica è stata computata in ragione del 20% dei rifiuti urbani indifferenziati a selezione e trattamento (in accordo con il quadro di cui alla
15 16 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Circolare n. 104/25970/13-01 in data 18/6/2003 dell Area Rifiuti e Bonifiche della Regione Toscana), utilizzando le stime percentuali gestionali fornite da A.R.R.R. sui rifiuti urbani indifferenziati conferiti in impianti di selezione e trattamento (le stime percentuali gestionali sono basate sui dati acquisiti dai Comuni per il calcolo delle efficienze delle raccolte differenziate annuali con il metodo standard ai sensi dell art. 15 della L.R. 25/1998 e s.m.i.). Sulla base di tali ipotesi, si è ottenuta, per ciascun ATO, la stima procapite della quantità di rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica. A livello regionale si sono ottenuti i seguenti risultati: quantità RUB collocati in discarica (FOS esclusa): 150,1 Kg/anno per abitante; quantità RUB collocati in discarica (FOS inclusa): 188,3 Kg/anno per abitante. La Fig. 6.1 illustra la produzione procapite di rifiuti urbani biodegradabili in ciascun ATO, evidenziando la parte da raccolta differenziata e quella da raccolta indifferenziata. Nella Fig. 6.2 sono riportate graficamente le stime percentuali eseguite da A.R.R.R. sulla gestione dei rifiuti urbani indifferenziati in ciascun ATO. La Fig. 6.3 illustra la stima procapite della quantità di rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica (FOS esclusa). La Fig. 6.4 illustra la stima procapite della quantità di rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica includendo la FOS. Escludendo la FOS, dalla Fig. 6.3 si deduce che soltanto gli ATO 3 (Provincia di Pisa) e ATO 9 (Provincia di Grosseto) oltrepassano nettamente la prima soglia fissata dal D.Lgs. 36/2003 per il 27/3/2008 (173 Kg/anno per abitante); tale soglia è superata inoltre, sia pure di poco, dagli ATO 7 (Provincia di Arezzo) e ATO 8 (Provincia di Siena). Includendo la FOS, dalla Fig. 6.4 si deduce che la suddetta soglia è oltrepassata, oltre che dagli ATO detti in precedenza, anche dagli ATO 2 (Provincia di Lucca), ATO 4 (Provincia di Livorno), ATO 6 (Provincia di Firenze). Per ciascun ATO è riportata di seguito una scheda che illustra la stima dei RUB prodotti e di quelli conferiti in discarica. Nelle Tab. 6.2 a), b), c) sono riportati gli elenchi degli impianti di gestione dei rifiuti urbani della Toscana.
16 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Tabella 6.1 pag. 1/3 Stima della produzione procapite RUB collocati in discarica nell'anno Fonte dati RU e RD: Arrr (non sono compresi i dati dei Comuni inadempienti). DATI GENERALI DATI PRODUZIONE RU e RD Raccolta differenziata RUB (t) Abitanti RU TOT = RU+RD (t) RD (t) RU (t) %RD RD Carta, cartone (t) RD Organico utenze domestiche (t) RD Organico grandi utenti (t) RD Organico (t) RD Sfalci e potature (t) RD Organico+Sfalci e potature (t) RD Legno (t) RD Stracci (t) RD RUB (t) ATO/Provincia ATO Massa e Carrara ATO , , ,32 0, , , , ,69 288, ,43 Lucca ATO , , , , , , , ,68 537, ,25 Pisa ATO , , , , , , , ,72 639, ,79 Livorno ATO , , , , , , , ,80 610, ,13 Pistoia+Circ. E.V. ATO , , ,01 111, , , , ,01 609, ,53 Firenze escluso Circ. E.V. ATO , , , , , , , , , ,60 Arezzo ATO , ,61 715,44 10,76 726, , , ,46 424, ,30 Siena ATO , , ,40 772, , , , ,87 357, ,08 Grosseto ATO , , , , , , , ,24 411, ,10 Prato ATO , , ,12 0, , , , , , ,55 Pistoia , , ,93 111, , , , ,75 334, ,55 Firenze , , , , , , , , , ,58 Circondario E.V , , ,08 0, , , , ,26 274, ,98 Totale REGIONE , , , , , , , , , ,76
17 18 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Tabella 6.1 pag. 2/3 Stima della produzione procapite RUB collocati in discarica nell'anno Fonte dati RU e RD: Arrr (non sono compresi i dati dei Comuni inadempienti). DATI GENERALI % RD su RU TOT RD procapite (Kg/ab) RUB su RU TOT RUB su RU Produzione procapite RUB Abitanti %RD carta, cartone %RD organico %RD sfalci e potature %RD legno %RD Stracci %RD RUB RD proc. Carta RD proc. Organico RD proc. Sfalci e potature RD proc. Legno RD proc. Stracci RD proc. RUB % RUB RUB su RU TOT (t) RUB su RU (t) calcolo% RUB su RU RUB su RU TOT (Kg/ab) RUB da RD (Kg/ab) RUB su RU (Kg/ab) ATO/Provincia ATO Massa e Carrara ATO ,1 3,9 4,7 2,7 0,2 19,5 53,1 25,2 30,4 17,3 1,4 127, ,5 424,3 127,5 296,8 Lucca ATO ,6 6,2 9,0 2,5 0,2 24,4 49,8 46,9 68,2 19,0 1,4 185, ,5 493,7 185,3 308,4 Pisa ATO ,0 5,2 3,0 3,2 0,3 19,6 52,3 33,9 19,3 20,8 1,6 128, ,7 423,7 128,0 295,7 Livorno ATO ,9 3,0 7,3 2,7 0,3 19,3 41,4 21,4 51,8 19,2 1,9 135, ,4 458,0 135,7 322,3 Pistoia+Circ. E.V. ATO ,3 6,5 3,0 1,6 0,2 19,6 52,2 40,6 18,5 10,2 1,4 122, ,7 406,6 122,8 283,7 Firenze escluso Circ. E.V. ATO ,8 5,0 2,0 2,1 0,2 22,1 82,9 32,5 12,9 13,7 1,4 143, ,5 421,3 143,5 277,8 Arezzo ATO ,9 0,4 1,9 1,0 0,2 10,4 40,4 2,3 11,0 5,8 1,3 60, ,8 381,4 60,9 320,4 Siena ATO ,5 5,3 3,6 1,2 0,2 17,9 43,4 30,7 20,8 7,0 1,4 103, ,7 375,1 103,4 271,7 Grosseto ATO ,2 2,2 3,1 1,6 0,3 11,4 28,2 15,1 21,0 10,7 1,9 77, ,2 440,1 77,0 363,1 Prato ATO ,4 1,3 1,8 3,5 3,6 24,4 112,4 9,9 14,0 27,0 27,8 191, ,5 508,5 191,2 317,3 Pistoia ,1 4,2 3,0 1,8 0,2 16,3 45,7 27,5 19,4 11,6 1,2 105, ,5 420,4 105,4 315,0 Firenze ,5 5,9 2,1 2,0 0,2 22,7 79,6 37,6 13,6 12,8 1,4 145, ,1 414,9 145,0 269,9 Circondario E.V ,7 10,7 2,9 1,3 0,3 25,9 63,2 62,9 16,9 7,9 1,7 152, ,9 382,9 152,6 230,3 Totale REGIONE ,9 4,3 3,9 2,2 0,5 19,7 58,8 28,4 25,7 14,8 3,2 130, ,2 431,0 130,9 300,1
18 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Tabella 6.1 pag. 3/3 Stima della produzione procapite RUB collocati in discarica nell'anno Fonte dati RU e RD: Arrr (non sono compresi i dati dei Comuni inadempienti). DATI GENERALI Gestione RU tal quali Stima RUB a discarica procapite Abitanti stime % RU tal quali a selezione/trattamento stime % RU tal quali a incenerimento stime % RU tal quali a discarica stima % RUB a discarica (kg/ab) stima FOS (20% RU a s/t, come da circ. r.t. 18/6/03) (Kg/ab) stima RUB+FOS a discarica (Kg/ab) ATO/Provincia ATO Massa e Carrara ATO ,9 0,0 5,1 15,1 91,6 106,7 Lucca ATO ,0 7,6 37,4 115,3 58,9 174,2 Pisa ATO ,4 15,7 82,9 245,1 1,4 246,5 Livorno ATO ,3 7,3 41,5 133,8 53,8 187,6 Pistoia+Circ. E.V. ATO ,2 14,4 33,4 94,8 48,8 143,6 Firenze escluso Circ. E.V. ATO ,8 3,0 57,2 158,9 37,2 196,1 Arezzo ATO ,0 43,3 56,7 181,7 0,0 181,7 Siena ATO ,6 15,5 65,9 179,1 15,9 195,0 Grosseto ATO ,0 0,0 68,0 246,9 35,7 282,6 Prato ATO ,3 3,9 25,8 81,9 76,3 158,2 Pistoia ,4 21,1 42,5 133,9 36,7 170,6 Firenze Circondario E.V ,5 0,0 13,5 31,1 70,0 101,1 Totale REGIONE ,0 11,0 50,0 150,1 38,2 188,3
19 20 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Fig Stima produzione procapite RUB anno ,5 128,0 135,7 122,8 143,5 60,9 103,4 77,0 185,3 191,2 296,8 308,4 295,7 322,3 283,7 277,8 320,4 271,7 317,3 424,3 493,7 423,7 458,0 406,6 421,3 381,4 375,1 363,1 440,1 508, ATO 1 ATO 2 ATO 3 ATO 4 ATO 5 ATO 6 ATO 7 ATO 8 ATO 9 ATO 10 RUB da racc. diff. RUB nel rifiuto urbano ind. RUB nel RU TOT (RU+RD) Kg/anno per abitante
20 Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 51 del Fig Stima % gestione rifiuti urbani indifferenziati 0,0 5,1 7,6 1,4 7,3 3,0 0,0 0,0 3,9 15,7 14,4 18,6 15,5 25,8 37,4 41,5 33,4 39,8 43,3 32,0 55,0 51,3 52,2 57,2 56,7 65,9 68,0 70,3 82,9 94,9 100,0 90,0 80,0 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 ATO 1 ATO 2 ATO 3 ATO 4 ATO 5 ATO 6 ATO 7 ATO 8 ATO 9 ATO 10 % RU a selezione e trattamento % RU a incenerimento % RU a discarica %
Programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica ad integrazione del Piano Regionale di gestione dei rifiuti
ALLEGATO ALLA DELIBERA N. 2442 DEL 20 OTTOBRE 2006 Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Direzione regionale dell Ambiente Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n 36 Attuazione della Direttiva 1999/31/CE

References: articolo 5
 art. 3
 articolo 10
 articolo 6
 articolo 5
 articolo 22
 art. 5
 art. 5
 articolo 5
 articolo 5
 articolo 12
 articolo 10
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 articolo 3
 articolo 15
 ARTICOLO 5
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 art. 22
 art. 5
 art. 17
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 art. 5
 articolo 16
 art. 5
 art. 9
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 art. 3
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 art. 5
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 articolo 2
 art. 7
 art. 2
 art. 7
 art. 5
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 art. 15
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 art. 7
 art. 17
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