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Timestamp: 2018-04-24 14:34:39+00:00

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Lo sai che? Buche su strada: sentenze e cause vinte
Lo sai che? Pubblicato il 21 marzo 2018
> Lo sai che? Pubblicato il 21 marzo 2018
In linea di principio sono numerose le norme che attribuiscono la responsabilità al Comune per i danni procurati dalle buche stradali. C’è innanzitutto la regola generale del codice civile [1] secondo cui chi procura un danno ingiusto ad altri deve risarcirlo. Ci sono poi tutte le norme del codice della strada che impongono alle amministrazioni di tenere in buon stato di manutenzione il suolo pubblico, in modo da non costituire pericolo per gli utenti. C’è infine una regola speciale, anch’essa contenuta nel codice civile [2], in base alla quale il custode di una cosa o il relativo proprietario ha «responsabilità oggettiva» per tutti i danni procurati dalla cosa stessa, a prescindere dal fatto che li abbia voluti o meno. Solo se il danno è stato procurato da un evento improvviso e imprevedibile non c’è responsabilità. É il cosiddetto caso fortuito ed è proprio su questo che si appiglia la giurisprudenza per negare la responsabilità dei Comuni tutte le volte in cui un pedone, un’automobile o una moto finisce in una buca stradale.
quando la strada è in condizioni di palese dissesto: chi sceglie di percorrere una via dove è evidente la presenza di buche e la mancata manutenzione lo fa a proprio rischio e pericolo e, in caso di caduta, non può poi prendersela con il Comune. Il tribunale di Lecce, a riguardo, ha detto che, nel caso in cui il conducente di un ciclomotore abbia riportato lesioni in seguito alla caduta in una profonda buca piena d’acqua del manto stradale, non opera la presunzione di responsabilità a carico dell’ente proprietario della strada se le condizioni di dissesto della strada erano ben note e facilmente avvistabili dal danneggiato che, pertanto, avrebbe dovuto tenere un comportamento idoneo ad evitare il pericolo [3].
Il semplice accertamento dell’eccesso di velocità da parte dell’automobilista non esclude che questi possa aver diritto al risarcimento per la buca stradale se risulta che, anche tenendo un’andatura adeguata, questi avrebbe ugualmente subito il danno [4].
[2] Art. 2051 cod. civ. In materia, la giurisprudenza ha affermato alcuni importanti principi. In particolare: (i) sussiste un obbligo generale di adottare, nonostante la discrezionalità della P.A., misure atte a scongiurare situazioni di obiettivo pericolo; (ii) per le strade aperte al traffico, è configurabile la responsabilità ex art. 2051 c.c., dell’ente pubblico proprietario, una volta accertato che il fatto dannoso si è verificato a causa di una anomalia della strada stessa, salvo che quest’ultimo non dimostri di non avere potuto far nulla per evitare il danno; (iii) infine, l’ente proprietario supera la presunzione di colpa quando la situazione che provoca il danno si determina non come conseguenza di un precedente difetto di diligenza nella sorveglianza della strada, ma in maniera improvvisa, atteso che solo quest’ultima — al pari della eventuale colpa esclusiva dello stesso danneggiato in ordine al verificarsi del fatto — integra il caso fortuito previsto dall’art. 2051 c.c., quale scriminante della responsabilità del custode. La sentenza quindi afferma che per gli enti pubblici proprietari di strade aperte al pubblico transito è in linea generale applicabile l’art. 2051 c.c., in riferimento alle situazioni di pericolo immanentemente connesse alla struttura o alle pertinenze della strada, indipendentemente dalla sua estensione (ex multis, Cass. civ., 29 marzo 2007, n. 7763; Cass. civ., 2 febbraio 2007, n. 2308; Cass. civ., 3 aprile 2009, n. 8157). Relativamente alla condotta del danneggiato la sentenza prosegue sostenendo che il custode, in questo caso il Comune di Taranto, avrebbe dovuto provare che il fatto del terzo o del danneggiato abbia i requisiti dell’autonomia, dell’eccezionalità, dell’imprevedibilità e dell’inevitabilità, che sia, dunque, idoneo a produrre l’evento, escludendo fattori causali concorrenti. (cfr. Cass. civ., 14 ottobre 2011, n. 21286).
[3] Trib. Lecce sent. n. 1954/2017.
[4] In tema di responsabilità civile, qualora l’evento dannoso si ricolleghi a più azioni o omissioni, il problema del concorso delle cause trova soluzione nell’art. 41, c.p., in virtù del quale il concorso di cause preesistenti, simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall’omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra dette cause e l’evento, essendo quest’ultimo riconducibile a tutte, tranne che si accerti l’esclusiva efficienza causale di una di esse. In particolare, in riferimento al caso in cui una delle cause consista in una omissione, la positiva valutazione sull’esistenza del nesso causale tra omissione ed evento presuppone che si accerti che l’azione omessa, se fosse stata compiuta, sarebbe stata idonea ad impedire l’evento dannoso ovvero a ridurne le conseguenze, non potendo esserne esclusa l’efficienza soltanto perché sia incerto il suo grado di incidenza causale. (Nella specie, concernente il risarcimento dei danni derivati da un incidente stradale concretizzatosi nell’uscita di un autoveicolo dalla carreggiata e nel successivo ribaltamento del veicolo medesimo in una buca presente sulla banchina, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata – che aveva escluso la responsabilità dell’Ente custode della strada, sul presupposto che il conducente avesse mancato di tenere una velocità adeguata – affermando che il giudice del merito avrebbe dovuto valutare se, nonostante la velocità, l’auto si sarebbe comunque fermata sulla banchina, senza cadere nella buca, qualora quest’ultima fosse stata adeguatamente protetta dall’Ente preposto alla manutenzione).

References: Art. 2051
 art. 2051
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
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