Source: https://issuu.com/studiosicurezza/docs/manualeamb.confinati_2013
Timestamp: 2019-03-26 09:17:52+00:00

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INAIL Manuale Illustrato lavori confinati by Studiosicurezza - Issuu
Manuale illustrato per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati ai sensi dellâ&#x20AC;&#x2122;art. 3, comma 3, del DPR 177/2011
Pubblicazione realizzata dal Sottogruppo Ambienti Confinati del Comitato 1 della Commissione Consultiva Permanente per la Salute e Sicurezza sul Lavoro Coordinamento tecnico Luciano Di Donato, Liliana Frusteri Coordinatore del Gruppo di Lavoro Luciano Di Donato INAIL DTS Autori Mauro Franciosi Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Liliana Frusteri INAIL-CONTARP Antonio Giordani INAIL-CTE Fabiola Leuzzi CONFINDUSTRIA Antonio Maggi VV.F. Lucina Mercadante INAIL D.C. PREVENZIONE Michele Meschino INAIL-CTE Fabio Pera INAIL DTS Miranda Prestipino INAIL-CTE Luca Scapolo AIDEPI Amedeo Siniscalco INAIL-CTE Sebastiano Calleri CGIL Nazionale Cinzia Frascheri CISL Nazionale Gabriella Galli UIL Nazionale Progettazione grafica, immagini e dialoghi Andrea Catarinozzi INAIL DTS Luciano Di Donato INAIL DTS Mauro Franciosi Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Liliana Frusteri INAIL CONTARP Fabiola Leuzzi CONFINDUSTRIA Lucina Mercadante INAIL D.C. PREVENZIONE Michele Meschino INAIL CTE Angela Palazzo INAIL DPO Fabio Pera INAIL DTS Luca Scapolo AIDEPI Grafica Andrea Catarinozzi - INAIL DTS Angela Palazzo - INAIL DPO © 2013 INAIL La pubblicazione viene distribuita gratuitamente e ne è quindi vietata la vendita nonché la riproduzione con qualsiasi mezzo. È consentita solo la citazione con l’indicazione della fonte.
ISBN 978-88-7484-298-8 Stampato dalla Tipolitografia INAIL - Milano, aprile 2013
Misure e precauzioni preliminari Segnaletica Esecuzione dei lavori Informazione, formazione, addestramento e idoneità sanitaria per la mansione specifica
2. Storia illustrata 2.1 Qualificazione dell’impresa 2.2 Analisi dei rischi e procedura operativa 2.2.1 Rischi da interferenza 2.2.2 Analisi dei rischi e procedura operativa 2.3 Individuazione del rappresentante del Datore di Lavoro Committente e informazione ai lavoratori dell’impresa appaltatrice 2.4 Rischio da sostanze pericolose o da carenza di ossigeno 2.5 Dispositivi di Protezione Individuale 2.5.1 Protezione delle vie respiratorie 2.5.2 Dispositivi per la protezione dalle cadute dall’alto 2.5.3 Imbragature 2.6 Rischio incendio ed esplosione 2.7 Procedure di emergenza e salvataggio 2.7.1 Piano di emergenza 2.7.2 Mezzi e dispositivi di salvataggio 2.7.3 Gestione dell’emergenza
13 14 16 16 16 18
20 24 24 25 26 27 31 31 31 32
Allegati Allegato 1a
Modulo di autorizzazione per lâ&#x20AC;&#x2122;ingresso in ambienti confinati in caso di affidamento dei lavori ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi
Modulo di autorizzazione per lâ&#x20AC;&#x2122;ingresso in ambienti confinati
Elenco esemplificativo di fattori di rischio
Aspetti tecnici che devono essere conosciuti/valutati prima dellâ&#x20AC;&#x2122;inizio dei lavori
Esempio di lista di controllo
Sostanze tossiche e asfissianti e incidenti tipo
Negli ultimi anni gli ambienti sospetti di inquinamento o confinati sono saliti alla ribalta della cronaca per gravi infortuni mortali ripetutisi con dinamiche spesso molto simili tra loro che hanno messo in evidenza diverse criticità. Proprio al fine di incidere positivamente sul fenomeno infortunistico riducendo numerosità e gravità degli eventi incidentali, si è arrivati alla forte determinazione di realizzare il Decreto del Presidente della Repubblica del 14.09.2011, n. 177, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 260 dell’8/11/2011, entrato in vigore il 23/11/2011, che è un Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti “sospetti di inquinamento o confinati”. Nel DPR si definiscono le linee generali di una vera e propria strategia di contrasto agli infortuni relativi alle attività in tali ambienti, di cui fa parte integrante e fondamentale la predisposizione di buone prassi utili a indirizzare gli operatori. In tale complessivo contesto si è colta la necessità di realizzare un manuale pratico che rappresenti i contenuti di una procedura di sicurezza per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati così come previsto ai sensi dell’art. 3 comma 3 del DPR 177/2011, rivolto a quanti operano a vario titolo in tale settore e, soprattutto, a tutte quelle micro e piccole imprese che si occupano di bonifiche e/o manutenzione in ambienti confinati. Il presente manuale, che prende come esempio una cisterna interrata, rappresenta il primo volume di una serie che avrà l’obiettivo di approfondire e fornire soluzioni tecniche, organizzative e procedurali per i lavori da realizzare nelle diverse tipologie di ambienti sospetti di inquinamento o confinati, al fine di mettere a disposizione degli operatori un “catalogo” di soluzioni validate ed efficaci. Si evidenzia che nel manuale ogni volta che si parla di ambienti confinati ci si riferisce anche a quelli sospetti di inquinamento. Il manuale si apre con l’illustrazione dei punti chiave da prendere in considerazione qualora ci si appresti a lavorare in un luogo sospetto di inquina5
mento o confinato, ossia quei punti irrinunciabili per operare in sicurezza come analisi del rischio, appropriata sorveglianza sanitaria, procedure di lavoro e di emergenza, formazione, informazione ed addestramento degli operatori. A seguire, allo scopo di rendere il manuale uno strumento pratico e “reale”, si è scelto di illustrare una “storia tipo”, che ovviamente va adattata alle diverse realtà lavorative. I protagonisti riproducono alcune delle attività tipiche che possono verificarsi preliminarmente e durante lo svolgimento di lavori in ambienti confinati. La storia è strutturata in modo tale da fornire le principali prassi da seguire nelle diverse fasi lavorative: scelta di imprese “qualificate”, valutazione dei rischi, affidamento dei lavori, organizzazione della squadra di lavoro. Accanto all’illustrazione della storia, relativa a una realtà specifica, è affiancato un testo per la generalità dei casi, in cui vengono riportati i principali rischi, soluzioni tecniche, organizzative e procedurali, DPI da utilizzare, procedure di emergenza e soccorso. Per quanto la “storia tipo” si riferisca ad una specifica attività lavorativa svolta all’interno di una cisterna interrata, il testo riporta informazioni di carattere generale applicabili nei diversi ambienti sospetti di inquinamento. È fondamentale tenere presente che il manuale si propone quale utile documento di riferimento ma non può sostituirsi ad una valutazione e gestione del rischio che va calata in ogni specifica realtà.
È necessario evitare l’ingresso negli ambienti confinati, per quanto possibile, ed è opportuno verificare se i lavori al loro interno possano essere svolti in altro modo (ad es. operando dall’esterno utilizzando dispositivi teleguidati, telecamere, e tenendo comunque conto dello stato dell’arte e dello sviluppo tecnologico). Nel caso ciò non fosse possibile, è necessario che i lavori vengano eseguiti secondo precise procedure di sicurezza. È necessario che il lavoro in ambienti confinati sia autorizzato e sia stato condiviso e firmato un apposito modulo autorizzativo (allegati 1a e 1b), nel quale sono individuate le figure coinvolte. Di seguito sono riportati alcuni punti fondamentali per l’elaborazione di una procedura per l’accesso e l’esecuzione di lavori in ambienti confinati. È compito di quanti operano negli specifici luoghi di lavoro integrare tali punti con quanto richiesto dall’attività e dalla tipologia di ambiente confinato.
1.1 Misure e precauzioni preliminari Prima dell’inizio dei lavori è necessario: - effettuare una specifica analisi per l’identificazione dei pericoli dalla quale deve discendere una adeguata valutazione dei rischi, tenendo conto delle possibili modifiche nel tempo delle condizioni ambientali e di lavoro iniziali (ad es. infiltrazione di gas metano in una condotta fognaria/scavo per la presenta di un gasdotto …). - definire specifiche procedure operative che individuino: • caratteristiche dell’ambiente confinato, dei lavori che devono essere svolti e loro durata, tenendo conto anche dei turni degli operatori; • modalità per delimitare l’area di lavoro (per evitare eventuali rischi da interferenza); • modalità per accertare l’assenza di pericolo per la vita e l’integrità fisica dei lavoratori; 7
• modalità con la quale effettuare una bonifica se sono presenti sostanze pericolose. - stabilire adeguate modalità di gestione di un’eventuale emergenza in funzione del rischio presente, dell’accesso (orizzontale o verticale, a livello del suolo o in quota), delle dimensioni e delle caratteristiche strutturali dell’ambiente confinato, anche eventualmente in coordinamento con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale e dei Vigili del Fuoco; - informare, formare e addestrare i lavoratori coinvolti nell’attività con particolare riferimento all’applicazione delle procedure e all’uso dei DPI, della strumentazione e delle attrezzature di lavoro sulla base delle attività da svolgere e dei rischi presenti. Va valutata quindi: - la necessità, in alcuni casi, di ricorrere a una ventilazione forzata o altri mezzi idonei; - la necessità, tipo e frequenza dei monitoraggi ambientali (prove di abitabilità) attraverso adeguata strumentazione di rilevamento, opportunamente tarata ed eventualmente dotata di sistemi di allarme acustico e/o luminoso (ad es. strumenti che rilevano la presenza di più gas, il contenuto di ossigeno, il livello di contaminanti, il livello di esplosività, le condizioni microclimatiche); - l’opportunità di eseguire il monitoraggio in continuo, quando possa esservi dubbio sulla pericolosità dell’atmosfera. In caso di atmosfere potenzialmente esplosive, la strumentazione dovrà essere rispondente al DPR 126/98 - recepimento della direttiva di prodotto ATEX - e di categoria scelta dal responsabile dei lavori in relazione alla probabilità e durata dell’atmosfera esplosiva; - l’eventuale presenza di rischi indotti dalle lavorazioni previste (ad es. formazione di fumi) o dal contesto in cui si opera (es. attività con lunga permanenza in pozzetti stradali sotterranei ubicati in strade ad alta intensità di traffico o in vicinanza di corsi d’acqua); - la necessità e la modalità con la quale isolare l’ambiente confinato dal resto dell’impianto (ad es. chiusura e blocco di serrande, valvole, saracinesche che possano immettere sostanze pericolose nell’ambiente confinato, sezionamento degli impianti elettrici, lockout-tagout), installando opportuna segnaletica e cartellonistica. - la modalità di verifica dell’idoneità e funzionalità delle attrezzature di lavoro e di soccorso; 8
- la modalità di verifica dei requisiti e dell’idoneità dei DPC (dispositivi di protezione collettiva) e dei DPI; - laddove necessario, l’opportunità di eseguire la prova di tenuta o fit–test1 dei DPI per le vie respiratorie.
1.2 Segnaletica È opportuno segnalare i luoghi di lavoro classificabili come “ambienti confinati” o “ambienti sospetti di inquinamento”, rientranti nell’ambito di applicazione del DPR 177/2011, con apposito cartello. Nell’evidenziare che non esistono cartelli di tipo unificato per questa tipologia, si suggerisce che essi contengano almeno le seguenti indicazioni: - pittogramma rappresentativo di “pericolo generico”; - pittogrammi per rischi aggiuntivi quali ad esempio esplosione, presenza infiammabili, tossici, rischio asfissia; - la dicitura “ambiente confinato” o “ambiente sospetto di inquinamento”; - la dicitura “divieto di ingresso senza lo specifico modulo autorizzativo”. In allegato 6 è riportato un cartellone tipo di avvertenza.
1.3 Esecuzione dei lavori È sempre necessario avvalersi di personale in possesso di competenze e formazione specifiche. Inoltre, in caso di affidamento dei lavori ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi, questi devono essere qualificati ed il datore di lavoro committente deve individuare un suo rappresentante che vigili con funzione di indirizzo e coordinamento sulle attività svolte. Si evidenziano di seguito alcuni punti su cui deve essere posta particolare attenzione per l’esecuzione dei lavori: • bonifica: qualora, anche dopo bonifica, possa esservi dubbio sulla pericolosità dell’atmosfera, i lavoratori devono indossare un’imbracatura di sicurezza collegata a una fune di recupero, vigilati per l’intera durata del •
1 Il fit test verifica che la maschera sia della giusta misura e sia indossata correttamente dall’operatore. Viene effettuato usando delle soluzioni (ad es. a base di saccarina) e può essere di natura: • quantitativa, ovvero si misura la concentrazione della soluzione usata all’esterno ed all’interno della maschera con idoneo strumento; • qualitativa, ovvero si effettua tramite un test “passa/non passa” che si basa sulla percezione del sapore della soluzione di test da parte dell’operatore (percependo il gusto, il test di tenuta fallisce). 9
lavoro da un altro lavoratore posizionato all’esterno e, ove occorra, forniti di dispositivi di protezione adeguati; sorgente di energia autonoma: l’eventuale sorgente autonoma di energia (gruppo elettrogeno) va collocata in posizione idonea, tenendo conto dell’emissione di fumi che possono entrare nell’ambiente confinato; sistema di comunicazione: è necessario garantire e mantenere attivo un adeguato sistema di comunicazione in modo da permettere ai lavoratori impegnati all’interno dell’ambiente confinato di tenersi in contatto con quelli all’esterno, e di lanciare l’allarme in caso di emergenza; assistenza dall’esterno: presso l’apertura di accesso, in posizione sicura, deve essere sempre presente un lavoratore, dotato degli stessi DPI di colui che opera all’interno, per offrire assistenza ed essere in grado di recuperare un lavoratore eventualmente infortunato e/o colto da malore nel più breve tempo possibile e secondo quanto stabilito nelle procedure di emergenza; presenza di gas negli scavi: quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere, devono essere adottate idonee misure contro i pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose.
Il/I lavoratore/i che entra/no nell’ambiente confinato deve/ono: - avere l’idoneità sanitaria per la mansione specifica; - conoscere i pericoli presenti e la procedura di lavoro; - conoscere le caratteristiche tecniche dei DPI ed utilizzarli in modo appropriato secondo l’addestramento ricevuto; - laddove necessario, indossare i DPI idonei per consentire una rapida estrazione in caso di condizioni anomale e/o impreviste (ad esempio una imbracatura completa, collegata mediante una fune ad apposito argano o treppiede); - mantenersi in costante comunicazione (vocale e/o visiva) con l’addetto esterno e nel caso in cui la comunicazione avvenga con apparecchi trasmittenti deve essere assicurata la non schermatura di tali trasmissioni dagli stessi ambienti di natura metallica; - conoscere le procedure di emergenza; - laddove necessario, munirsi di apparecchio portatile, dotato di dispositivo di allarme, per la misurazione in continuo della percentuale di ossigeno o di altre sostanze; - laddove necessario, munirsi di apparecchio portatile, dotato di dispositivo 10
di allarme, per la misurazione in continuo della concentrazione in aria di sostanze infiammabili (in % del limite inferiore di esplodibilità LEL); - laddove necessario, dotarsi di sistemi a funzionamento elettrico o a batteria rispondenti ai requisiti di sicurezza del DPR 126/98 (recepimento della Direttiva ATEX); - evacuare immediatamente l’ambiente confinato e comunicare al proprio responsabile ogni condizione anomala e/o imprevista riscontrata all’interno dell’ambiente; - evacuare immediatamente l’ambiente confinato quando ordinato dall’operatore esterno e/o all’attivazione di qualche segnale codificato di allarme e/o al riconoscimento di qualche sintomo di malessere fisico. L’operatore/gli operatori esterno/i devono: - avere l’idoneità sanitaria per la mansione specifica; - conoscere i pericoli presenti e la procedura di lavoro; - assicurare la presenza per tutta la durata dei lavori. Se per qualunque motivo ci si deve allontanare, deve essere richiesto il cambio ad un altro operatore, anche esso in possesso di competenze e formazione specifiche e dotato di idonei DPI; - mantenere una comunicazione costante con il lavoratore/i all’interno; - proibire l’ingresso a chiunque non sia stato autorizzato; - controllare che le condizioni di sicurezza non mutino e/o non sopraggiungano pericoli dall’esterno; - conoscere le procedure di emergenza; - far evacuare immediatamente l’ambiente confinato se si verifica una condizione anomala e/o imprevista (ad esempio riconducibile alle modalità di lavoro e/o alle condizioni del lavoratore); - essere specificatamente equipaggiato ed addestrato al primo soccorso per l’assistenza e il recupero del lavoratore.
Ricorda! Prima di entrare per prestare assistenza, i soccorritori devono indossare i previsti DPI.
1.4 Informazione, formazione, addestramento e idoneità sanitaria per la mansione specifica Tutto il personale, sia aziendale che terzo, che a qualunque titolo debba operare entro un ambiente confinato e/o fornire assistenza dall’esterno, deve essere preventivamente e specificatamente autorizzato dal proprio Datore di Lavoro previa idonea informazione, formazione ed addestramento previsti nello specifico dal DPR n. 177 del 14/09/2011. Dovrà altresì possedere idoneità sanitaria per la mansione specifica. Quanto sopra è obbligatorio anche per i lavoratori autonomi. In caso di affidamento dei lavori ad impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi, il datore di lavoro committente, prima dell’accesso ai luoghi di lavoro, dovrà informarli (per un tempo non inferiore ad un giorno) su tutti i rischi esistenti negli ambienti, sulle caratteristiche dei luoghi di lavoro, sulla procedura di emergenza di pertinenza della propria attività.
Note: - la sorveglianza sanitaria sarebbe opportuna anche per i lavoratori autonomi, per quanto facoltativa ai sensi dell’art. 21 del D.lgs. 81/08; - la sorveglianza sanitaria per l’idoneità specifica alla mansione deve tener conto: • degli elementi di rischio delle differenti tipologie di ambienti confinati o sospetti di inquinamento; • dei fattori individuali che possono favorire l’accadimento degli eventi infortunistici; • della necessità di utilizzo dei DPI di III categoria (nei casi previsti dalla norma di legge).
DATORE DI LAVORO COMMITTENTE (DLC)
DATORE DI LAVORO DELLA DITTA APPALTATRICE (DLA)
RAPPRESENTANTE DEL DATORE DI LAVORO COMMITTENTE
2.1 Qualificazione dell’impresa Qualsiasi attività lavorativa nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati può essere svolta unicamente da imprese o lavoratori autonomi qualificati. In particolare alcuni requisiti di qualificazione sono: - presenza di personale, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati (in percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro). Il preposto deve necessariamente possedere tale esperienza; - attività di informazione e formazione di tutto il personale mirata alla conoscenza dei fattori di rischio propri dei lavori in ambienti sospetti di inquinamento e soggetta a verifica di apprendimento e aggiornamento; si fa presente che ciò vale anche per il datore di lavoro se impiegato per tali lavori; - possesso di dispositivi di protezione individuale, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei e avvenuta effettuazione di attività di addestramento all’uso corretto di tali dispositivi, strumentazione e attrezzature di lavoro; - addestramento di tutto il personale impiegato in tali attività, ivi compreso il datore di lavoro, relativamente all’applicazione delle procedure di sicurezza. Si evidenzia che, in attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, non è ammesso il ricorso a subappalti, se non autorizzati espressamente dal datore di lavoro committente (che ha la disponibilità giuridica dei luoghi) e certificati. Quanto sopra si applica anche nei riguardi delle imprese o dei lavoratori autonomi ai quali dovessero venire subappaltate le lavorazioni.
2.2 Analisi dei rischi e procedura operativa 2.2.1 Rischi da interferenza Nel caso in cui i lavori siano dati in appalto: • il datore di lavoro committente (DLC) e il datore di lavoro dell’impresa appaltatrice o lavoratore autonomo (DLA) coordinano gli interventi di prevenzione e protezione, informandosi reciprocamente per eliminare i rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera; • laddove previsto, il DLC promuove la cooperazione ed il coordinamento, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi (DUVRI), allegato al contratto di appalto o di opera (D.lgs. 81/08 e s.m.i art. 26); • i lavoratori coinvolti nell’appalto devono essere muniti di apposita tessera di riconoscimento. • Il DLC individua un proprio rappresentante. Il DLC verifica l’idoneità tecnico-professionale (D.lgs. 81/08 e s.m.i. art. 26, comma 1, lett. a) attraverso le seguenti modalità: • acquisizione del certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato; • acquisizione dell’autocertificazione dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell’articolo 47 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al Decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445.
2.2.2 Analisi dei rischi e procedura operativa Prima dell’inizio dei lavori, è necessario effettuare una specifica analisi di rischio e definire una specifica procedura operativa. I principali rischi relativi alle diverse tipologie di ambienti confinati possono derivare, ad esempio, da asfissia (carenza di ossigeno), intossicazione; tali rischi sono dettagliati, a titolo esemplificativo e non esaustivo, nella tabella riportata in allegato 2.
2.3 Individuazione del rappresentante del Datore di Lavoro Committente e informazione ai lavoratori dell’impresa appaltatrice Il datore di lavoro committente (DLC) individua un proprio rappresentante, in possesso di adeguate competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro e che abbia comunque ricevuto le adeguate attività di informazione, formazione e addestramento. Il rappresentante del DLC deve: • conoscere i rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono le attività lavorative; • vigilare, con funzione di indirizzo e coordinamento, sulle attività svolte dai lavoratori impiegati dalla impresa appaltatrice o dai lavoratori autonomi e, per limitare il rischio da interferenza di tali lavorazioni, con quelle del personale impiegato dal datore di lavoro committente. Il DLC, prima che vengano svolte attività lavorative in ambienti confinati, deve informare in maniera precisa e puntuale tutti i lavoratori impiegati dall’impresa appaltatrice, compreso il datore di lavoro ove impiegato nelle medesime attività, o i lavoratori autonomi, su: • caratteristiche dei luoghi in cui i suddetti lavoratori sono chiamati ad operare; • tutti i rischi esistenti in tali ambienti (anche quelli derivanti da precedenti utilizzi); • misure di prevenzione ed emergenza adottate in relazione all’attività (compreso l’eventuale coordinamento con il Servizio Sanitario Nazionale e i Vigili del Fuoco). L’attività informativa va realizzata in un tempo sufficiente e adeguato all’effettivo completamento del trasferimento delle informazioni e, comunque, non inferiore ad un giorno.
2.4 Rischio da sostanze pericolose o da carenza di ossigeno Prima di eseguire i lavori e durante il loro svolgimento, è necessario verificare che nella cisterna (o in altro ambiente confinato) ci sia una concentrazione di ossigeno adatta alla respirazione (21/%) e non vi siano concentrazioni pericolose di agenti chimici asfissianti, tossici o infiammabili. Il monitoraggio dell’aria deve essere effettuato a diversi livelli di altezza per tenere conto della differente stratificazione delle possibili sostanze pericolose. Laddove possa esservi dubbio sulla pericolosità dell’atmosfera vanno adottate specifiche cautele. Alcune condizioni di rischio possono esistere precedentemente all’inizio delle attività, altre possono sopraggiungere durante l’esecuzione di alcuni lavori, quali ad esempio: • saldatura/taglio/brasatura; • uso di particolari sostanze (colle, solventi, vernici, prodotti per la pulizia, ecc.); • uso di attrezzature di lavoro (ad es. che producono inneschi); • perdite da tubazioni presenti negli stessi ambienti o negli spazi limitrofi. Il rischio di asfissia (mancanza di ossigeno) si può avere a causa di scarso ricambio di aria e o per inalazione/assorbimento di agenti chimici asfissianti tossici. Ricorda che: • la normale concentrazione di ossigeno nell’aria ambiente è di circa il 21%; • tra il 19,5 e il 18% si hanno possibili difficoltà respiratorie; • al di sotto del 18%, l’atmosfera diventa non respirabile e può provocare problemi respiratori gravi; • tra il 12 e l’8% la respirazione diventa più veloce, si ha incapacità di intendere, incoscienza, nausea e vomito; • tra l’8 e il 4%, la morte sopraggiunge in pochi minuti o secondi.
Attenzione! Questi valori non vanno considerati in maniera assoluta; gli effetti delle diverse concentrazioni variano in base allo stato di salute degli operatori e alle attività fisiche svolte.
Tra gli agenti asfissianti, vanno considerati ad esempio: anidride carbonica, azoto, elio, argon, idrogeno, metano, etano, propano, butano, freon/halon. 20
Situazioni di rischio associate a sostanze asfissianti Esempi di situazioni di rischio possono essere: • non adeguata rimozione di azoto (N2) o di altro agente a seguito di attività di bonifica o inertizzazione; • fermentazione e decomposizione di sostanze organiche con produzione di anidride carbonica (CO2), metano (CH4), idrogeno solforato (H2S) se presenti composti solforati; • reazioni tra acqua del terreno, gesso e calcare, con produzione di anidride carbonica; • processi di combustione; • reazioni di ossidazione all’interno di serbatoi di acciaio e recipienti (formazione di ruggine); • reazioni tra rifiuti e ossigeno atmosferico; • reazioni di sostanze contenute all’interno di stive di navi, autobotti, cisterne, e simili, con l’ossigeno; • dispersione di agenti estinguenti o refrigeranti come l’anidride carbonica, azoto o agenti alogenati (halon, freon, argon) in ambienti non aerati; • ambienti o recipienti in aziende vitivinicole; • reazioni di ossidazione da parte di alcuni tipi di materiali (residui, incrostazioni, rifiuti, terreni).
Attenzione! Molti gas asfissianti sono inodori, incolori e insapori, non sono rilevati dall’apparato sensoriale umano e causano la perdita di conoscenza senza segni premonitori, per cui l’uomo non riesce ad avvertire il pericolo in tempo.
I sintomi più facilmente distinguibili possono essere i seguenti: - vertigini e progressiva perdita dell’equilibrio; - sensazione di pesantezza nella parte frontale della testa; - formicolio alla lingua ed alle estremità delle dita di mani e piedi; - difficoltà di parola, fino all’impossibilità di emettere suoni; - riduzione della capacità di effettuare sforzi fisici e di coordinare i movimenti; - diminuzione della coscienza e di talune caratteristiche sensitive, particolarmente il tatto.
Il rischio di intossicazione si può verificare in caso di: • impropria bonifica di ambienti confinati con presenza di residui di materiali che possono emettere gas, fumi o vapori (per esempio H2S); • presenza di gas, fumi, vapori tossici che possono: - invadere cisterne o serbatoi tramite le condotte di collegamento; - essere prodotti durante attività di manutenzione; • presenza di sostanze liquide e solide che, in alcune condizioni, possano improvvisamente rilasciare nell’ambiente gas o vapori pericolosi; • presenza di polveri; • presenza di liquidi e solidi che emettono gas tossici in presenza di aria o vapori d’acqua (zolfo, fosfuri che emettono fosfina a contatto di acidi ed acqua o vapore, ecc.); • reazioni chimiche di decomposizione o fermentazione; • ambienti sospetti di inquinamento o confinati dove si effettuano processi di saldatura; • lavorazioni con solventi organici tossici o vapori tossici; • attività svolte nei pressi di fogne, bocche di accesso e pozzi di connessione alla rete; • combustioni in difetto d’ossigeno; • scavi e fossi contenenti terreno contaminato, come scarichi di rifiuti; • reazioni tra sostanze incompatibili con accumulo di gas tossici (es. sostanze acide con ipocloriti, solfuri, cianuri, ecc.). Tipiche sostanze tossiche sono: acido solfidrico (H2S), acido cianidrico (HCN), solventi ed altri. Le concentrazioni dei contaminanti devono essere almeno inferiori ai valori limite soglia definiti dalla legislazione vigente laddove previsti; alternativamente, si può fare riferimento a standard internazionali.
Attenzione! Il caratteristico odore di uova marce proprio dell’acido solfidrico o idrogeno solforato (H2S), a concentrazioni uguali o superiori a 100 ppm, non viene più percepito poiché il nervo olfattorio si paralizza!
2.5 Dispositivi di Protezione Individuale È necessario che i lavoratori siano provvisti dei DPI idonei e li utilizzino secondo quanto prescritto. Il personale deve disporre almeno del seguente equipaggiamento: • maschere con filtro o respiratori isolanti; • elmetto per la protezione della testa da caduta di materiale dall’alto o dall’urto con oggetti; • imbracatura di sicurezza; • guanti di protezione; • protezione degli occhi se si è esposti a sostanze pericolose, proiezione di schegge, ecc., • calzature di sicurezza; • indumenti di protezione. In funzione delle evidenze dell’analisi dei rischi effettuata per lo specifico lavoro, potranno altresì ritenersi necessari ulteriori DPI, quali ad es. i dispositivi per la protezione dalle cadute dall’alto.
2.5.1 Protezione delle vie respiratorie Al fine di stabilire qual è il dispositivo più idoneo, è necessario: 1) identificare gli agenti chimici contaminanti eventualmente presenti, il loro stato fisico (polveri, fibre, nebbie, fumi, vapori, gas) e la concentrazione; 2) stabilire la concentrazione di ossigeno (O2). Ciò è utile al fine di stabilire se utilizzare DPI respiratori dipendenti (a filtro) o indipendenti dall’atmosfera ambiente (isolanti): a) DPI a filtro, dipendenti dall’atmosfera ambiente, quando il tasso di O2 è superiore al 19,5% (facciali filtranti; semimaschere, maschere intere); possono essere usati al posto degli autorespiratori, solo quando, accertate la natura e la concentrazione dei gas o vapori nocivi o asfissianti, offrano garanzia di sicurezza e sia assicurata una efficace e continua aerazione; b) DPI isolanti (respiratori alimentati ad aria o autorespiratori), indipendenti dall’atmosfera ambiente, nel caso che il tasso di O2 risulti inferiore al 19,5%. Il principio di funzionamento si basa sulla fornitura di aria respirabile prelevata da “zone pulite” oppure da bombole o fonti esterne quali reti di aria compressa. Proteggono sia da carenza d’ossigeno che da elevate concentrazioni di contaminanti. 24
Attenzione! Se l’ambiente è sospetto di inquinamento è necessario un monitoraggio in continuo della qualità dell’aria.
Durata dei filtri: vanno utilizzati filtri di tipo e classi appropriati; poiché possono facilmente andare incontro a saturazione e non fornire più la giusta protezione, vanno regolarmente sostituiti per garantire le prestazioni di protezione, secondo le istruzioni del fabbricante. Addestramento: i DPI delle vie aeree sono di categoria III, per cui i lavoratori devono essere addestrati all’uso corretto secondo le vigenti disposizioni in materia di salute e sicurezza. Pulizia e manutenzione: ad eccezione di quelli monouso, la manutenzione dei dispositivi deve essere eseguita da persone competenti, secondo le istruzioni del fabbricante, e prevedere ispezioni per l’individuazione dei difetti, eventuale sostituzione e controllo delle prestazioni.
2.5.2 Dispositivi per la protezione dalle cadute dall’alto (ove necessari) Il dispositivo di discesa del lavoratore comprende un dispositivo di ancoraggio al quale viene collegato un sistema di arresto della caduta, un dispositivo di recupero ed un argano. I dispositivi di ancoraggio sono generalmente distinti in: dispositivi a tre piedi, dispositivi a quattro piedi, dispositivi monopiede. La scelta del dispositivo di ancoraggio più idoneo può essere fatta secondo due criteri sulla base della modalità di accesso all’ambiente confinato: 1. se l’accesso è costituito da una scala, il lavoratore deve essere connesso ad un sistema di arresto caduta provvisto di dispositivo di recupero che interviene in caso di caduta o di incapacità del lavoratore a risalire; 2. se l’accesso è costituito da un sistema che solleva e fa scendere il lavoratore in sospensione, esso deve essere nello stesso tempo sollevato o abbassato con un argano e deve essere attaccato ad un sistema di arresto caduta provvisto di dispositivo di recupero come dispositivo di sicurezza.
2.5.3 Imbragature â&#x20AC;˘ Imbragature con attacco frontale: non sono adatte per il recupero del lavoratore con sollevamento verticale; â&#x20AC;˘ Imbragature con attacco dorsale: sono adatte per il recupero con sollevamento verticale del lavoratore.
2.6 Rischio incendio ed esplosione Il rischio di incendio ed esplosione è legato alla formazione, raccolta o accumulo di sostanze infiammabili in concentrazioni tali da essere innescate da una sorgente presente sul posto od ivi trasportata (scariche elettriche ed elettrostatiche, scintille prodotte per urto ed attrito, fiamme libere, superfici calde, onde elettromagnetiche, altre). I lavori in ambienti confinati in cui sono presenti atmosfere con potenziale rischio di incendio ed esplosione devono essere eseguiti adottando specifiche misure di prevenzione e protezione; tali misure consistono ad esempio: • nell’eliminazione delle sostanze e miscele infiammabili, ove possibile; • nell’impiego di attrezzature protette; • nell’applicazione di procedure tecniche ed organizzative (ad esempio chiusura di tutte le linee di comunicazione con l’ambiente confinato, valvole od altro). I principali parametri che bisogna conoscere sono: • Intervallo di esplosione - intervallo di concentrazione di una sostanza infiammabile in aria entro il quale si può verificare un’esplosione; • LEL - limite inferiore dell’intervallo di esplosione; • temperatura d’infiammabilità - temperatura al di sopra della quale dalla superficie di un liquido infiammabile si liberano vapori in concentrazione tale da incendiarsi. La concentrazione di miscela può essere valutata tramite l’impiego di strumenti portatili, detti esplosimetri, dotati di una soglia di allarme fissa o regolabile. È necessario che questi apparecchi funzionino in continuo e che siano utilizzati in modo corretto da parte di persone addestrate. Il livello di protezione di un esplosimetro (cioè la categoria, secondo la Direttiva ATEX), così come avviene per tutti i prodotti destinati ad essere impiegati in atmosfere potenzialmente esplosive, deve essere compatibile con la probabilità prevista di presenza di atmosfera esplosiva. Gli esplosimetri possono per esempio essere impiegati utilmente per lavori in installazioni di trasporto e distribuzione di gas combustibile o in luoghi bonificati con ventilazione, per segnalare il formarsi incipiente di un’atmosfera esplosiva. Gli esplosimetri sono disponibili sia per un singolo gas che per più gas (multigas). Vi sono strumenti che campionano il gas dall’esterno dell’ambiente confinato, per esempio mediante una sonda a tubicino e lo analizzano in un luogo sicuro. Il prelievo dall’esterno localizzato o meno consente di operare con una certa sicurezza. 27
Le attrezzature di lavoro (lampade, aspiratori,ventilatori, etc.) devono essere rispondenti al DPR 126/98 (recepimento Direttiva ATEX), di categoria scelta dal responsabile dei lavori in relazione alla probabilità e durata dell’atmosfera esplosiva e con marcatura specifica come dai seguenti esempi:
Marcatura dell’apparecchiatura
II 2GD Ex ib e IIC T4
II 2G Ex c d e T6
dove: II rappresenta il gruppo degli apparecchi diversi da quelli che vanno in miniera; 2 rappresenta la categoria (livello di protezione); G / D stanno per gas e polvere rispettivamente; ib,e, d sono modi di protezione (es. ib rappresenta la sicurezza intrinseca); T6, T4 - sono classi di temperatura (superficiale ammessa). xxxx: numero dell’organismo notificato Per quanto riguarda il vestiario, i lavoratori che devono accedere a zone con rischio di incendio ed esplosione devono essere dotati di indumenti (scarpe, guanti, tute) antistatici, per cui la letteratura tecnica suggerisce valori di resistenza verso terra del vestiario inferiori a 108 Ω. Eventuali funi o corde utilizzate non devono poter diventare sorgenti di accensione. La messa a terra costituisce una protezione efficace per le parti di apparecchiature ed attrezzature di lavoro che possono essere caratterizzate da accumulo di cariche elettrostatiche. Utensili in acciaio che possono generare singole scintille, come cacciaviti e chiavi, possono essere utilizzati solo se la presenza di atmosfera esplosiva non è prevista durante il funzionamento normale. È consigliabile l’impiego di attrezzi di tipo antiscintilla, normalmente in lega di berillio, ottone, da usare in ogni caso con estrema cautela. Gli utensili che generano una pioggia di scintille (es. levigatrici) non devono essere usati in presenza di atmosfera esplosiva.
Attenzione! Deve essere chiaro che in ambienti con rischio di incendio e di esplosione non possono essere utilizzati macchine, strumenti, utensili, vestiario, sistemi 28
di comunicazione e strumentazione di rilevamento che non siano stati autorizzati e verificati attraverso il modello di autorizzazione per l’ingresso in ambiente sospetto di inquinamento o confinato: potrebbero non avere le adeguate caratteristiche e provocare gravi incidenti. Si ricorda inoltre che le attrezzature di lavoro, come il cavalletto, argani, funi, aspiratori, ventilatori ed altre, che possono essere introdotte o poste in prossimità di un ambiente sospetto di inquinamento devono comunque essere dotate di marcatura CE a seconda della direttiva pertinente (ad esempio direttiva macchine, ATEX, bassa tensione, compatibilità elettromagnetica) ed essere corredate del libretto di istruzioni se previsto, consultabile in ogni momento. Tutta la strumentazione di misura deve essere testata e calibrata con le periodicità previste dal manuale di uso e manutenzione. È possibile comunque utilizzare attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto o messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente alla data della loro emanazione purché conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all’allegato V del D.lgs. 81/2008.
2.7 Procedure di emergenza e salvataggio 2.7.1 Piano di emergenza Per affrontare nel migliore dei modi un incidente in un ambiente confinato è fondamentale che la procedura contenga uno specifico piano di emergenza che permetta di attivare un pronto allarme e un soccorso idoneo e tempestivo. La struttura del piano dipende dalla natura dell’ambiente confinato, dal rischio identificato e dal tipo di soccorso da effettuare, e deve riportare le misure da attuare in caso di incidente. Il piano di emergenza deve essere reso disponibile, deve considerare tutte le eventuali imprese presenti e le attività svolte, essere trasmesso a tutte le imprese a cui è stato affidato il lavoro, essere a disposizione eventualmente delle squadre di soccorso esterne (Vigili del Fuoco, addetti al 118, ecc.). Il piano di emergenza deve essere periodicamente aggiornato. La formazione/sensibilizzazione sul potenziale pericolo di anossia o intossicazione è fondamentale sia per gli addetti che devono accedere ad un ambiente confinato, sia per chi si potrebbe trovare a dover intervenire in soccorso di infortunati. Chi tenta di prestare soccorso senza sapere come si deve procedere, può diventare a sua volta una vittima. I soccorritori possono tentare di salvare una possibile vittima di asfissia o intossicazione solo se dispongono delle idonee attrezzature, sono stati addestrati in merito, dispongono dell’assistenza e del supporto necessari.
Attenzione! Si suggerisce di pre-allertare gli addetti al primo soccorso designati per quell’area in merito alle lavorazioni in corso.
2.7.2 Mezzi e dispositivi di salvataggio La messa a disposizione di idonei equipaggiamenti di soccorso e rianimazione dipende dal tipo di emergenza cui si deve far fronte e il personale deve essere addestrato al loro uso. Si potrebbero rendere necessari tutti o alcuni dei seguenti presidi: • dispositivi di allarme sonoro portatili per avvisare le persone delle zone circostanti sulla necessità di assistenza; • disponibilità di telefoni o radio per poter diramare l’allarme; • imbracatura di sicurezza; • dispositivi meccanici (ad esempio treppiede o attrezzatura similare) per recuperare la vittima; 31
• fonte di aria per la ventilazione dell’ambiente confinato (ad es. un tubo collegato alla rete di aria compressa del sito); • dispositivo di ventilazione (ventilatore esterno di aspirazione con tubazioni flessibili o similari); • erogatori di aria a pressione positiva o sistemi di erogazione dell’aria posti all’esterno o autorespiratori; • dispositivi di monitoraggio dell’ossigeno per la squadra di soccorso per controllare periodicamente le condizioni all’interno dell’ambiente confinato; • kit di rianimazione; • giubbotto immobilizzatore o immobilizzatori per arti; • telo di scorrimento in PVC; • barella per portare l’infortunato fuori dall’ambiente confinato o fino all’ambulanza.
2.7.3 Gestione dell’emergenza Se una persona subisce un malessere o un collasso improvviso mentre lavora in un ambiente confinato, colui che lo rinviene deve presumere che la sua stessa vita sia in pericolo se entra nell’ambiente per soccorrerlo. La gestione dell’emergenza prevede il controllo di tre fasi fondamentali: 1) Fase di allarme Se il lavoratore all’interno di un ambiente confinato avverte un malessere, perde i sensi o subisce un trauma, colui che sovraintende deve dare immediato allarme chiamando la squadra di emergenza interna, qualora prevista. Il sorvegliante non deve entrare nel luogo confinato senza prima organizzare l’intervento con altri soccorritori; ove previsto e secondo la procedura aziendale, deve immediatamente avvisare i Vigili del Fuoco e il Servizio 118, fornendo in particolare i seguenti elementi minimi: • nome dell’azienda; • l’indirizzo del luogo di lavoro da raggiungere; • il proprio nome e il numero di telefono da cui chiama; • la tipologia di incidente in corso; • il numero di lavoratori coinvolti. Può risultare necessario, prima di attivare il soccorso, procedere all’arresto degli impianti collegati alla situazione di emergenza che possano creare pericolo per gli operatori.
2) Fase di recupero Le persone che eseguono il salvataggio devono indossare DPI adeguati al tipo di intervento; è fondamentale essere provvisti di respiratori indipendenti dall’aria circostante o autorespiratori d’emergenza. Nel caso risulti impossibile estrarre il lavoratore dall’ambiente confinato, è necessario fargli respirare aria pulita prelevata dall’esterno del locale. Va prestata particolare attenzione ai passi d’uomo verticali perché nelle fasi di salvataggio può risultare difficile “estrarre” una persona non collaborante; pertanto le modalità di imbracatura dovranno evitare il basculamento del corpo e garantire l’estrazione in posizione verticale dell’operatore infortunato. 3) Fase di trasporto Una volta estratto l’infortunato dall’ambiente confinato, si procede al suo trasporto con l’utilizzo dei mezzi di movimentazione opportuni. Nell’attesa dei soccorsi, in casi estremi di cessazione delle funzioni vitali, può essere necessario ricorrere alla rianimazione cardiorespiratoria da parte di persone addestrate con apposito corso di formazione sul Primo Soccorso, designate dal datore di lavoro ai sensi delle norme vigenti.
Allegato 1-a Modulo di autorizzazione per l’ingresso in ambienti confinati in caso di affidamento dei lavori ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi Modulo autorizzazione Sito di …….....………… Impianto/Area ………...............................................……… ingresso in ambiente confinato Data .............................. Durata prevista dei lavori .............................................................................................. MISURE GENERALI Verifica di:
Presenza di “analisi di rischio ingresso in ambiente confinato” Presenza di “procedura operativa” Presenza di “procedura di emergenza” Avvenuta formazione degli operatori Avvenuta bonifica Avvenuto isolamento/ciecatura Avvenuto sezionamento/scollegamento elettrico Avvenuto scollegamento aria e/o azoto strumentale Idoneità e funzionamento della strumentazione di monitoraggio e delle attrezzature di lavoro Idoneità temperatura/umidità Avvenuta esecuzione prove ambientali Qualora non si possano escludere pericoli derivanti da: infiammabilità/esplosività
microclima sfavorevole
altro…… Attuare le seguenti misure……………………………………………………………...............………………………… ………………………………..…………………………………………………………................……………………….. MISURE SPECIFICHE Verifica di:
Utilizzo appropriati DPI ed eventuale fit-test Possibilità di comunicazione tra addetto interno ed esterno all’ambiente confinato Presenza di dispositivi previsti in procedura (es. cavalletto cevedale per eventuale recupero del personale, ventilazione forzata, ecc.) Modulo pag. 1/2
ESECUZIONE LAVORI Sono autorizzati all’ingresso in ambiente confinato almeno 2 lavoratori idonei alla mansione (riportare i nominativi): 1. ……………..................………………….. 2. …………………..................…………….. 3. ……………………....................………… Firma del datore di lavoro committente1 ……………………………………………………................…………… Firma del datore di lavoro dell’impresa appaltatrice o del lavoratore autonomo …………………………… Firma del rappresentante del datore di lavoro committente 2 ………………................………………………. Firma del preposto 3 ……………………………………………….........................................……………………… Firma dei lavoratori 4 …………………………………………………….................…………………………………. Nota: Attenzione! In caso di interruzione delle attività all’interno degli ambienti confinati, alla ripresa dei lavori è necessario verificare che le condizioni di abitabilità siano ancora rispettate. In particolare, è necessario ripetere la verifica di (riportare se le operazioni previste sono state effettuate o no): SI
Avvenuto isolamento/ciecatura Avvenuto sezionamento/scollegamento elettrico Avvenuto scollegamento aria /o azoto strumentale Idoneità temperatura/umidità Avvenuta esecuzione prove ambientali (ossigeno, gas rilevati in precedenza) Idoneità e funzionamento della strumentazione di monitoraggio e delle attrezzature di lavoro Altro …………………..............……………………………….. Firma del rappresentante del datore di lavoro committente ………………..................………………………. Firma del preposto ……………………………………………….........................................……………....………… Firma dei lavoratori …………………………………………………….................………………………...…………. Modulo pag. 2/2
Il datore di lavoro committente deve: • individuare un proprio rappresentante; • fornire a tutti i lavoratori impiegati dall’impresa appaltatrice, compreso il datore di lavoro ove impiegato nelle medesime attività, o ai lavoratori autonomi, informazioni dettagliate sulle caratteristiche dei luoghi sospetti di inquinamento in cui sono chiamati ad operare, su tutti i rischi esistenti negli ambienti, ivi compresi quelli derivanti dai precedenti utilizzi degli ambienti di lavoro, e sulle misure di prevenzione e emergenza adottate in relazione all’attività; • autorizzare l’avvio dei lavori e firmare il modulo autorizzativo.
Il rappresentante del Datore di lavoro committente deve: • essere in possesso di adeguate competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro ed aver comunque svolto le attività di informazione, formazione e addestramento di cui all’articolo 2, comma 1, lettere c) e f del DPR n° 177 del 14.09.2011 sugli ambienti confinati; • essere a conoscenza dei rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono le attività lavorative;
• vigilare con funzione di indirizzo e coordinamento delle attività svolte dai lavoratori impiegati dall’impresa appaltatrice o dai lavoratori autonomi e per limitare il rischio da interferenza di tali lavorazioni con quelle del personale impiegato dal datore di lavoro committente; • autorizzare le riprese successive dell’operazione; • firmare il modulo autorizzativo per presa visione e accettazione (all’inizio e in caso di ripresa dei lavori). 3
Il preposto deve: • avere esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati; sovrintendere alle attività e garantire l’attuazione delle procedure operative e, in particolare, di tutte le prescrizioni e misure di sicurezza; • firmare il modulo autorizzativo per presa visione e accettazione (all’inizio e in caso di ripresa dei lavori). • la figura del preposto può coincidere con quella del rappresentante del datore di lavoro committente.
Il lavoratore deve: • seguire fedelmente e scrupolosamente le modalità operative che gli sono state indicate; • utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro; • utilizzare in modo appropriato i DPI messi a sua disposizione; • firmare il modulo autorizzativo per presa visione e accettazione (all’inizio e in caso di ripresa dei lavori).
Allegato 1-b Modulo di autorizzazione per l’ingresso in ambienti confinati Modulo autorizzazione Sito di …….....………… Impianto/Area ………...............................................……… ingresso in ambiente confinato Data .............................. Durata prevista dei lavori .............................................................................................. MISURE GENERALI Verifica di:
ESECUZIONE LAVORI Sono autorizzati all’ingresso in ambiente confinato almeno 2 lavoratori idonei alla mansione (riportare i nominativi): 4. ……………..................………………….. 5. …………………..................…………….. 6. ……………………....................………… Firma del datore di lavoro …………………….........................………………………………................…………… Firma del preposto ……………………………………………….............................................……………………… Firma dei lavoratori …………………………………...………………….................…………………………………. Nota: Attenzione! In caso di interruzione delle attività all’interno degli ambienti confinati, alla ripresa dei lavori è necessario verificare che le condizioni di abitabilità siano ancora rispettate. In particolare, è necessario ripetere la verifica di (riportare se le operazioni previste sono state effettuate o no):
Avvenuto isolamento/ciecatura Avvenuto sezionamento/scollegamento elettrico Avvenuto scollegamento aria /o azoto strumentale Idoneità temperatura/umidità Avvenuta esecuzione prove ambientali (ossigeno, gas rilevati in precedenza) Idoneità e funzionamento della strumentazione di monitoraggio e delle attrezzature di lavoro Altro …………………..............……………………………….. Firma del rappresentante del datore di lavoro committente ………………................………………………. Firma del preposto ……………………………………………….........................................……………………… Firma dei lavoratori …………………………………………………….................…………………………………. Modulo pag. 2/2
Allegato 2 Elenco esemplificativo di possibili fattori di rischio in ambienti confinati Fattore di Rischio
Cause Potenziali
Carenza di ossigeno a causa di processi fermentativi (formazione di anidride carbonica, acido solfidrico etc) e/o formazione/presenza/introduzione di gas che si sostituiscono all’ossigeno (azoto, monossido di carbonio etc. ), intrappolamento in materiali sfusi cedevoli (cereali, granuli plastici, di catalizzatori, di supporti, inerti pulverulenti, prodotti alimentari, ecc.), etc.
Condizioni microclimatiche sfavorevoli
Alta umidità, alta o bassa temperatura, utilizzo DPI a limitata traspirazione, tipologia lavori in corso, ecc.
Esplosione/Incendio
Evaporazione liquidi infiammabili, presenza/formazione gas infiammabili, sollevamento di polveri infiammabili e presenza di fonti di innesco di varia natura (cariche elettrostatiche, utilizzo utensili e attrezzature di lavoro che producono di scintille, impianti ed apparecchi elettrici, operazioni di taglio e saldatura, ecc.), ecc.
Presenza di residui, reazioni di decomposizione o biologiche, non efficace isolamento, ecc.
Mancata od errata predisposizione di opere provvisionali, mancato uso DPI, utilizzo attrezzatura non idonea o usata male (es. scala troppo corta o non vincolata), ecc.
Impianti/utensili non adeguati alla classificazione dell’area, non conformi alla normativa applicabile o in cattivo stato, errori di manovra (mancato isolamento elettrico), mancato coordinamento, mancato sezionamento/scollegamento elettrico ecc.
Contatto con organi in movimento
Parti di impianto/macchine non adeguatamente protette, utilizzo di attrezzature non idonee all’ambiente ristretto, ecc.
Investimento/Schiacciamento
Accesso da aree stradali, caduta di gravi, errori di manovra mezzi, mancato coordinamento in fase di ingresso/uscita.
Ustioni/Congelamento
Presenza di parti a elevata/bassa temperatura non sufficientemente protette; errori di manovra in macchine termiche (insufficiente raffreddamento/riscaldamento), ecc.
Eventi meteorici improvvisi, infiltrazioni, mancato isolamento, ecc.
Atmosfera con eccesso di ossigeno
Se la quantità di ossigeno è maggiore del 21% (concentrazione nell’aria in condizioni normali), esiste un aumento di rischio di incendio ed esplosione.
Dovuto all’instabilità del prodotto contenuto scoscendimenti di terreno o altro
Dovuto alle attività lavorative svolte all’interno dell’ambiente confinato
Dovuto alla eventuale presenza o decomposizione di sostanze organiche (per esempio liquami)
Allegato 3 Aspetti tecnici da conoscere/valutare prima dell’inizio dei lavori (l’elenco è esemplificativo e non esaustivo) •
Caratteristiche dei lavori che devono essere svolti e loro durata
Numero e nominativo delle persone che devono accedere all’ambiente confinato
Numero e nominativo delle persone che devono garantire assistenza dall’esterno
Quota/profondità e layout interno dell’ambiente confinato
Numero e dimensioni di ingressi/uscite
Identificazione punti di isolamento (meccanico, elettrico, ecc.) necessari1
Definizione di specifiche misure, quali intercettazione delle fonti di energia, sezionamento dei motori, evidenziazione dell’operazione effettuata (lock-out / tag-out)
Presenza di organi in movimento o che possono essere accidentalmente rimessi in moto
Possibilità di contatto visivo e/o acustico dall’esterno all’interno dell’ambiente confinato
Sostanze presenti o che si possono formare/utilizzare per le lavorazioni previste e le più efficaci tecniche di bonifica
Condizioni di microclima
Necessità di ventilazione forzata2
Rischi indotti dalle lavorazioni previste (rumore, radiazioni ionizzanti, ecc.)
Modalità più idonee per garantire l’eventuale recupero di infortunati
Necessità di costruire piattaforme di ingresso all’ambiente confinato
Tipo e frequenza dei monitoraggi ambientali (contenuto di ossigeno, assenza di contaminanti, assenza di esplosività, condizioni microclimatiche, ecc.)
Necessità di predisporre protezione antincendio
Utilizzo di attrezzatura antiscintilla (ove necessario)
Utilizzo apparecchiature conformi al DPR 126/98 recepimento della direttiva ATEX (ove necessario)
Utilizzo di DPI antistatici (ove necessario)
Utilizzo di misuratori portatili personali
Utilizzo apparecchi/utensili elettrici a basso voltaggio
Interferenze derivanti da operazioni del personale della ditta committente o da attività di altre imprese che operano sul posto o nelle vicinanze che dovranno essere attentamente valutate nei documenti specifici (DUVRI, PSC).
Va inoltre considerata la formazione dei lavoratori. All’interno di un ambiente confinato è vietato l’utilizzo di motori a combustione interna. Negli ambienti confinati le misure di sicurezza per prevenire lo shock elettrico comprendono l'uso di dispositivi a bassissima tensione (generalmente sistemi SELV:bassissima tensione di sicurezza).
1 Nel caso di ingresso di lavoratori in ambiente confinato, occorrerà adottare il sistema di isolamento più restrittivo. 2 Sui mezzi atti a mantenere la ventilazione all’interno di ambienti confinati va apposto il cartello “Divieto di manovra”. 41
Allegato 4 Esempio di lista di controllo
ATTIVITÀ GENERALI È stata effettuata una specifica analisi di rischio? Sono stati definiti: caratteristiche dell’ambiente confinato, lavori che devono essere svolti e loro durata? Sono stati specificati i pericoli potenziali presenti nel luogo confinato? Sono stati verificati la necessità, il tipo e la frequenza dei monitoraggi ambientali (contenuto di ossigeno, assenza di contaminanti, assenza di esplosività, condizioni microclimatiche, ecc.)? Il personale coinvolto è a conoscenza delle istruzioni operative in caso di emergenza? È stata predisposta una specifica procedura di lavoro? •
La procedura è comprensiva delle fasi di salvataggio e di gestione di un’eventuale emergenza, incluso il coordinamento con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale e dei Vigili del Fuoco?
Il Datore di lavoro committente ha individuato un suo rappresentante che vigili in funzione di indirizzo e coordinamento sulle attività svolte dai lavoratori impiegati dall’impresa appaltatrice o dai lavoratori autonomi? Il personale coinvolto è idoneo, formato, informato ed addestrato a svolgere l’incarico? Il 30% del personale coinvolto ha almeno un’esperienza triennale nel settore? Il preposto ha esperienza triennale nel settore? Il personale coinvolto è a conoscenza della procedura di lavoro? È stata rilevata l’eventuale necessità di aerazione e/o bonifica? È stato effettuato il controllo dell’isolamento meccanico/elettrico? Sono state sezionate eventuali condotte che potrebbero introdurre gas, fumi, vapori, acqua o altri liquidi? È stata verificata l’idoneità delle attrezzature di lavoro per i lavori negli ambienti confinati? È stata verificata l’idoneità della strumentazione di monitoraggio (compresa la taratura)? È stato adottato un idoneo sistema di comunicazione tra interno ed esterno, anche vocale? Gli ambienti confinati sono stati delimitati e segnalati da apposita segnaletica? Sono stati messi a disposizione i DPI da adottare? Il medico competente ha valutato l’idoneità alla mansione dei lavoratori che accedono, anche tenendo conto di aspetti quali la claustrofobia o la necessità di usare DPI respiratori? Prima di avviare i lavori, è stato predisposto e firmato l’apposito modulo autorizzativo?
Segue: Allegato 4 ATTIVITÀ GENERALI
ESEMPI DI OPERAZIONI PRELIMINARI È stato effettuato un controllo a vista della rimozione di materiali pericolosi? È stato effettuato un controllo del funzionamento dei rilevatori di gas? È stata effettuata un’analisi dell’atmosfera prima dell’inizio lavori, per valutare la presenza di sostanze asfissianti, tossiche o incendiarie/esplosive? È stato effettuato un controllo strumentale della temperatura? Sono state segnalate parti d’impianto ad alta temperatura mettendo in atto tutte le precauzioni per impedire contatti accidentali? È prevista un’analisi dell’atmosfera, durante i lavori, per valutare la presenza di sostanze asfissianti, tossiche o incendiarie/esplosive? È stato effettuato un controllo a vista e/o strumentale dell’eliminazione delle sorgenti di innesco? È stato effettuato un controllo a vista della segnaletica di pericolo? È stato effettuato un controllo a vista delle misure di protezione per le aperture nel suolo contro la caduta di persone e per impedire l’accesso ai non addetti ai lavori (barriere, transenne, funi di sbarramento, coperchi, ecc.)? È stato effettuato un controllo dei presidi antincendio presenti? È stato effettuato un controllo a vista della predisposizione di idonea illuminazione ordinaria e di sicurezza? È stato predisposto, ove necessario, un kit di rianimazione con rifornimento di ossigeno (piccola bombola di ossigeno, un regolatore di pressione, un sacchetto gonfiabile e una maschera che copre il naso e la bocca dell’infortunato)? Sono stati predisposti, ove necessario, dispositivi aggiuntivi di monitoraggio dell’ossigeno per la squadra di soccorso per controllare periodicamente le condizioni all’interno dell’ambiente confinato? È stata predisposta una stazione esterna, ove necessario, con bombole d’aria o con autorespiratori portatili o attraverso linee di aria compressa idonee alla respirazione? Sono stati individuati e segnalati i percorsi di fuga? Altro IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI Spazio ristretto (rischio di urto, caduta, schiacciamento, scivolamento) Difficoltà di accesso/uscita (rischio di urto, caduta, scivolamento) Carenza/assenza di illuminazione naturale (rischio di urto, schiacciamento, caduta)
Carenza di ossigeno (rischio di asfissia) Atmosfera ricca di ossigeno (rischio di incendio/esplosione) Esposizione a sostanze tossiche (rischio di intossicazione) Esposizione a sostanze corrosive o ustionanti (rischio di ustione) Atmosfera potenzialmente infiammabile o esplosiva (rischio di incendio/esplosione) Possibilità di temperature elevate o bassissime (rischio ustione/congelamento) Possibilità di caduta di oggetti dall’alto (rischio schiacciamento, urto e tagli) Esposizione a parti di macchinari rotanti (rischio urto, schiacciamento e tagli) Presenza di tubazioni/cavi/materiali (rischio caduta/urto) Presenza di melma/fanghi o altro fluido (rischio annegamento, intossicazione) Fondo vischioso/scivoloso (rischio scivolamento) Presenza di connessioni elettriche, acqua/umidità (rischio di folgorazione) Altro:…………………………………………........................……… …………………………………...............................................…… ESEMPI DI SISTEMI DI COMUNICAZIONE Comunicazione a “voce” tra la persona interna e quella esterna Comunicazione a “vista” tra la persona interna e quella esterna Microfoni da bavero o laringofoni Dispositivi di allarme luminosi fissi Dispositivi di allarme luminosi portatili Dispositivi di allarme sonoro fissi Dispositivi di allarme sonoro portatili Collegamento via cavo con telefono portatile con possibilità di collegarsi con la squadra dei soccorsi e/o con i Vigili del Fuoco Radiotrasmittenti Altro:…………………………………………........................……… …………………………………...............................................…… ESEMPI DI ATTIVITÀ DA ESEGUIRE NELL’AMBIENTE CONFINATO O SOSPETTO DI INQUINAMENTO Sopralluogo (controllo dello stato del luogo confinato) Controllo dei circuiti elettrici Controlli sistematici del funzionamento di singole parti o sistemi completi di impianto; idraulici, meccanici, oleodinamici, pneumatici ecc.
Taglio/molatura/foratura/ brasatura di metalli Saldatura Montaggio/smontaggio (smontaggio/montaggio di elementi meccanici, oleodinamici, pneumatici, idraulici ecc.) Impermeabilizzazione Verniciatura Lavaggio e pulizia Altro:…………………………………………........................……… …………………………………...............................................……
Allegato 5 Principali riferimenti legislativi relativi agli ambienti confinati o sospetti di inquinamento
D.lgs. 81/08 Articolo 66 - Lavori in ambienti sospetti di inquinamento 1. È vietato consentire l’accesso dei lavoratori in pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili, ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, senza che sia stata previamente accertata l’assenza di pericolo per la vita e l’integrità fisica dei lavoratori medesimi, ovvero senza previo risanamento dell’atmosfera mediante ventilazione o altri mezzi idonei. Quando possa esservi dubbio sulla pericolosità dell’atmosfera, i lavoratori devono essere legati con cintura di sicurezza, vigilati per tutta la durata del lavoro e, ove occorra, forniti di apparecchi di protezione. L’apertura di accesso a detti luoghi deve avere dimensioni tali da poter consentire l’agevole recupero di un lavoratore privo di sensi.
Articolo 121 - Presenza di gas negli scavi 1. Quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere, devono essere adottate idonee misure contro i pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose. 2. Quando sia accertata o sia da temere la presenza di gas tossici, asfissianti o la irrespirabilità dell’aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficiente aerazione ed una completa bonifica, i lavoratori devono essere provvisti di idonei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratore, ed essere muniti di idonei dispositivi di protezione individuale collegati ad un idoneo sistema di salvataggio, che deve essere tenuto all’esterno dal personale addetto alla sorveglianza. Questo deve mantenersi in continuo collegamento con gli operai all’interno ed essere in grado di sollevare prontamente all’esterno il lavoratore colpito dai gas. 3. Possono essere adoperate le maschere respiratorie, in luogo di autorespiratori, solo quando, accertate la natura e la concentrazione dei gas o vapori nocivi o asfissianti, esse offrano garanzia di sicurezza e sempreché sia assicurata una efficace e continua aerazione. 4. Quando si sia accertata la presenza di gas infiammabili o esplosivi, deve provvedersi alla bonifica dell’ambiente mediante idonea ventilazione; deve inoltre vietarsi, anche dopo la bonifica, se siano da temere emanazioni di gas pericolosi, l’uso di apparecchi a fiamma, di corpi incandescenti e di apparecchi comunque suscettibili di provocare fiamme o surriscaldamenti atti ad incendiare il gas. 5. Nei casi previsti dai commi 2, 3 e 4, i lavoratori devono essere abbinati nell’esecuzione dei lavori.
Allegato IV 3. VASCHE, CANALIZZAZIONI, TUBAZIONI, SERBATOI, RECIPIENTI, SILOS 3.1. Le tubazioni, le canalizzazioni e i recipienti, quali vasche, serbatoi e simili, in cui debbano entrare lavoratori per operazioni di controllo, riparazione, manutenzione o per altri motivi dipendenti dall’esercizio dell’impianto o dell’apparecchio, devono essere provvisti di aperture di accesso aventi dimensioni tali da poter consentire l’agevole recupero di un lavoratore privo di sensi. 3.2.1. Prima di disporre l’entrata di lavoratori nei luoghi di cui al punto precedente, chi sovraintende ai lavori deve assicurarsi che nell’interno non esistano gas o vapori nocivi o una temperatura dannosa e deve, qualora vi sia pericolo, disporre efficienti lavaggi, ventilazione o altre misure idonee. 3.2.2. Colui che sovraintende deve, inoltre, provvedere a far chiudere e bloccare le valvole e gli altri dispositivi dei condotti in comunicazione col recipiente, e a fare intercettare i tratti di tubazione mediante flange cieche o con altri mezzi equivalenti ed a far applicare, sui dispositivi di chiusura o di isolamento, un avviso con l’indicazione del divieto di manovrarli. 3.2.3. I lavoratori che prestano la loro opera all’interno dei luoghi predetti devono essere assistiti da altro lavoratore, situato all’esterno presso l’apertura di accesso. 3.2.4. Quando la presenza di gas o vapori nocivi non possa escludersi in modo assoluto o quando l’accesso al fondo dei luoghi predetti è disagevole, i lavoratori che vi entrano devono essere muniti di cintura di sicurezza con corda di adeguata lunghezza e, se necessario, di apparecchi idonei a consentire la normale respirazione. 3.3. Qualora nei luoghi di cui al punto 3.1. non possa escludersi la presenza anche di gas, vapori o polveri infiammabili od esplosivi, oltre alle misure indicate nell’articolo precedente, si devono adottare cautele atte ad evitare il pericolo di incendio o di esplosione, quali la esclusione di fiamme libere, di corpi incandescenti, di attrezzi di materiale ferroso e di calzature con chiodi. Qualora sia necessario l’impiego di lampade, queste devono essere di sicurezza. 3.4.1. Le vasche, i serbatoi ed i recipienti aperti con i bordi a livello o ad altezza inferiore a cm 90 dal pavimento o dalla piattaforma di lavoro devono, qualunque sia il liquido o le materie contenute, essere difese, su tutti i lati mediante parapetto di altezza non minore di cm. 90, a parete piena o con almeno due correnti. Il parapetto non è richiesto quando sui bordi delle vasche sia applicata una difesa fino a cm. 90 dal pavimento. 3.4.2. Quando per esigenze della lavorazione o per condizioni di impianto non sia possibile applicare il parapetto di cui al punto 3.4.1., le aperture superiori dei recipienti devono essere provviste di solide coperture o di altre difese atte ad evitare il pericolo di caduta dei lavoratori entro di essi. 3.4.3. Per le canalizzazioni nell’interno degli stabilimenti e dei cantieri e per quelle esterne limitatamente ai tratti che servono da piazzali di lavoro non adibiti ad operazioni di carico e scarico, la difesa di cui al punto 3.4.1. deve avere altezza non minore di un metro. 3.4.4. Il presente articolo non si applica quando le vasche, le canalizzazioni, i serbatoi ed i recipienti, hanno una profondità non superiore a metri uno e non contengono liquidi o materie dannose e sempre che siano adottate altre cautele. 3.5. Nei serbatoi, tini, vasche e simili che abbiano una profondità di oltre 2 metri e che non siano provvisti di aperture di accesso al fondo, qualora non sia possibile predisporre la scala fissa per l’accesso al fondo dei suddetti recipienti devono essere usate scale trasportabili, purché provviste di ganci di trattenuta.
DPR 14 settembre 2011, n. 177 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 settembre 2011 , n. 177 Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, a norma dell’articolo 6, comma 8, lettera g), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l’articolo 87 della Costituzione; Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visti gli articoli 6, comma 8, lettera g), e 27 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni; Viste le risultanze delle riunioni della Commissione consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, tenutesi in data 16 marzo ed in data 7 aprile 2011; Acquisito il parere della Conferenza per i rapporti permanenti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, espresso nella seduta del 20 aprile 2011; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 5 maggio 2011; Udito il parere del Consiglio di Stato, reso dalla sezione consultiva per atti normativi nell’adunanza del 23 giugno 2011; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 3 agosto 2011; Sulla proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali;
Emana il seguente regolamento: Art. 1 Finalità e ambito di applicazione 1. In attesa della definizione di un complessivo sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, come previsto dagli articoli 6, comma 8, lettera g), e 27 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il presente regolamento disciplina il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi destinati ad operare nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, quale di seguito individuato. 2. Il presente regolamento si applica ai lavori in ambienti sospetti di inquinamento di cui agli articoli 66 e 121 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e negli ambienti confinati di cui all’allegato IV, punto 3, del medesimo decreto legislativo. 3. Le disposizioni di cui agli articoli 2, comma 2, e 3, commi 1 e 2, operano unicamente in caso di affidamento da parte del datore di lavoro di lavori, servizi e forniture all’impresa appaltatrice o a lavoratori
autonomi all’interno della propria azienda o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima, sempre che abbia la disponibilità giuridica, a norma dell’articolo 26, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo. 4. Restano altresì applicabili, limitatamente alle fattispecie di cui al comma 3, fino alla data di entrata in vigore della complessiva disciplina del sistema di qualificazione delle imprese di cui all’articolo 6, comma 8, lettera g), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e fermi restando i requisiti generali di qualificazione e le procedure di sicurezza di cui agli articoli 2 e 3, i criteri di verifica della idoneità tecnico-professionale prescritti dall’articolo 26, comma 1, lettera a), del medesimo decreto legislativo.
Art. 2 Qualificazione nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati 1. Qualsiasi attività lavorativa nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati può essere svolta unicamente da imprese o lavoratori autonomi qualificati in ragione del possesso dei seguenti requisiti: a) integrale applicazione delle vigenti disposizioni in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e misure di gestione delle emergenze; b) integrale e vincolante applicazione anche del comma 2 dell’articolo 21 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nel caso di imprese familiari e lavoratori autonomi; c) presenza di personale, in percentuale non inferiore al 30 per cento della forza lavoro, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, assunta con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero anche con altre tipologie contrattuali o di appalto, a condizione, in questa seconda ipotesi, che i relativi contratti siano stati preventivamente certificati ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Tale esperienza deve essere necessariamente in possesso dei lavoratori che svolgono le funzioni di preposto; d) avvenuta effettuazione di attività di informazione e formazione di tutto il personale, ivi compreso il datore di lavoro ove impiegato per attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, specificamente mirato alla conoscenza dei fattori di rischio propri di tali attività, oggetto di verifica di apprendimento e aggiornamento. I contenuti e le modalità della formazione di cui al periodo che precede sono individuati, compatibilmente con le previsioni di cui agli articoli 34 e 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, entro e non oltre 90 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, con accordo in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le parti sociali; e) possesso di dispositivi di protezione individuale, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi propri delle attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati e avvenuta effettuazione di attività di addestramento all’uso corretto di tali dispositivi, strumentazione e attrezzature, coerentemente con le previsioni di cui agli articoli 66 e 121 e all’allegato IV, punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; f) avvenuta effettuazione di attività di addestramento di tutto il personale impiegato per le attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, ivi compreso il datore di lavoro, relativamente alla applicazione di procedure di sicurezza coerenti con le previsioni di cui agli articoli 66 e 121 e dell’allegato IV, punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; g) rispetto delle vigenti previsioni, ove applicabili, in materia di Documento unico di regolarità contributiva; h) integrale applicazione della parte economica e normativa della contrattazione collettiva di settore, compreso il versamento della contribuzione all’eventuale ente bilaterale di riferimento, ove la prestazione sia di tipo retributivo, con riferimento ai contratti e accordi collettivi di settore sottoscritti da organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
2. In relazione alle attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati non è ammesso il ricorso a subappalti, se non autorizzati espressamente dal datore di lavoro committente e certificati ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni. Le disposizioni del presente regolamento si applicano anche nei riguardi delle imprese o dei lavoratori autonomi ai quali le lavorazioni vengano subappaltate. Art. 3 Procedure di sicurezza nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati 1. Prima dell’accesso nei luoghi nei quali devono svolgersi le attività lavorative di cui all’articolo 1, comma 2, tutti i lavoratori impiegati dalla impresa appaltatrice, compreso il datore di lavoro ove impiegato nelle medesime attività, o i lavoratori autonomi devono essere puntualmente e dettagliatamente informati dal datore di lavoro committente sulle caratteristiche dei luoghi in cui sono chiamati ad operare, su tutti i rischi esistenti negli ambienti, ivi compresi quelli derivanti dai precedenti utilizzi degli ambienti di lavoro, e sulle misure di prevenzione e emergenza adottate in relazione alla propria attività. L’attività di cui al precedente periodo va realizzata in un tempo sufficiente e adeguato all’effettivo completamento del trasferimento delle informazioni e, comunque, non inferiore ad un giorno. 2. Il datore di lavoro committente individua un proprio rappresentante, in possesso di adeguate competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro e che abbia comunque svolto le attività di informazione, formazione e addestramento di cui all’articolo 2, comma 1, lettere c) ed f), a conoscenza dei rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono le attività lavorative, che vigili in funzione di indirizzo e coordinamento delle attività svolte dai lavoratori impiegati dalla impresa appaltatrice o dai lavoratori autonomi e per limitare il rischio da interferenza di tali lavorazioni con quelle del personale impiegato dal datore di lavoro committente. 3. Durante tutte le fasi delle lavorazioni in ambienti sospetti di inquinamento o confinati deve essere adottata ed efficacemente attuata una procedura di lavoro specificamente diretta a eliminare o, ove impossibile, ridurre al minimo i rischi propri delle attività in ambienti confinati, comprensiva della eventuale fase di soccorso e di coordinamento con il sistema di emergenza del Servizio sanitario nazionale e dei Vigili del Fuoco. Tale procedura potrà corrispondere a una buona prassi, qualora validata dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera v), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. 4. Il mancato rispetto delle previsioni di cui al presente regolamento determina il venir meno della qualificazione necessaria per operare, direttamente o indirettamente, nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Art. 4 Clausola di invarianza finanziaria 1. Dalla applicazione del presente regolamento non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Visto, il Guardasigilli: Palma infiammabile
NAPOLITANO Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Sacconi, Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Allegato 6 Sostanze tossiche e asfissianti e incidenti tipo
AGENTE ANIDRIDE CARBONICA (CO2)
ODORE Inodore incolore
Un lavoratore, salito con una scala in Vertigine, mal di testa, tachicardia, senso di sof- cima a una cisterna contenente mosto in ferfocamento, stato d’inco- mentazione, è morto per asfissia da CO2 scienza
ACIDO SOLFIDRICO Uova marce; inodore Vertigine, mal di testa, tosse, mal di gola, nausea, a concentrazioni ≥ (H2S) difficoltà respiratoria. stato 100 ppm d’incoscienza, morte
Caso 1 Durante le operazioni di bonifica di un’autocisterna adibita al trasporto di zolfo, 5 operatori (di cui 4 soccorritori) sono morti per le esalazioni di H2S. Caso 2 In un intervento nel depuratore comunale, l’acqua a pressione per liberare il pozzetto ha creato un movimento dei fanghi che ha sprigionato grandi quantità di H2S. Sono morti 6 operatori (di cui 4 soccorritori) Caso 3 In un intervento in una raffineria di petrolio, gli operai vengono investiti da un getto di H2S: 1 morto e due feriti Caso 4 In occasione della manutenzione dell’impianto di desolforazione, 3 lavoratori (2 soccorritori) muoiono per la presenza di H2S
ACIDO CIANIDRICO Caratteristico (HCN)
Stato d’incoscienza, de- Immissione di azoto gassoso al posto delbolezza, senso di soffo- l’aria, a causa di un errore di etichettatura, in camento occasione del collaudo di un nuovo serbatoio in un’azienda farmaceutica. In un successivo intervento all’interno del serbatoio, due lavoratori (di cui un soccorritore) sono morti per carenza di ossigeno Miscele gas/aria esplosive. Irritante per gli occhi e le vie respiratorie, stato confusionale, sonnolenza, mal di testa, nausea, respiro affannoso, convulsioni e stato di incoscienza. Può portare alla morte
Un addetto alla pulizia periodica di una vasca di elettrodeposizione in una ditta galvanica versa HCl all’1% sul fondo, senza accorgersi della presenza di fanghi contenenti ZnCN. Il gas che si sviluppa, acido cianidrico (HCN), uccide il lavoratore e 4 colleghi che hanno tentato di soccorrerlo
Altre comuni sostanze tossiche o asfissianti coinvolte in incidenti sono il monossido di carbonio (CO), il metano (CH4), il cloro (Cl2), l’ammoniaca (NH3).
Allegato 7 Cartellonistica che si consiglia di apporre in ambienti confinati o sospetti di inquinamento
INAIL Manuale illustrato ambienti sospetti di inquinamento o inquinati

References: art. 26
 art. 26
 Articolo 66

Articolo 121
 Art. 1

Art. 2
 Art. 3
 Art. 4