Source: http://lelejandon.blogspot.com/2014/12/le-famiglie-felici-si-rassomigliano.html
Timestamp: 2018-12-10 21:44:59+00:00

Document:
il Blog di Lele Jandon : "Le Famiglie Felici si Rassomigliano Tutte": gli Album di Famiglia (e 40 Anni di Studi) danno Ragione a Tolstòj. I Padri Gay sono Affettuosi come i Nuovi Papà Etero e le Madri Gay Impegnate come tutte le Buone Mamme. Il Vuoto nella Legge e nell'Educazione Civica Italiane
"Le Famiglie Felici si Rassomigliano Tutte": gli Album di Famiglia (e 40 Anni di Studi) danno Ragione a Tolstòj. I Padri Gay sono Affettuosi come i Nuovi Papà Etero e le Madri Gay Impegnate come tutte le Buone Mamme. Il Vuoto nella Legge e nell'Educazione Civica Italiane
E' corretto dare un volto alle famiglie composte da due mamme e dai loro figli/e o da due padri ed i loro figli: vi sono coloro che negano questa realtà senz'averle mai conosciute di persona e senza sapere de visu di chi parlano, un'ignoranza che é la negazione stessa della Politica in democrazia che è confronto dialogico faccia a faccia. E sfido questi negazionisti a dire in faccia a questi gentiluomini e a queste signore dinanzi ai loro figlioletti che le loro sono famiglie disfunzionali o non sono famiglie o che non è per loro la "Festa della Famiglia Naturale" appena votata anche da consiglieri PD a Faenza.
Provo a "far parlare" (oltreché i risultati di quarant'anni di ricerche delle scienze sociali) i volti felici di questi bambini (altrimenti senza voce in capitolo) colti in questi scatti istantanei, naturali e non in posa, che immortalano momenti di gioia familiare: quelle piccole gioie come il giuoco, le tenerezze, le giostre. Emozioni che sono nel nostro DNA di esseri umani che, come diceva il grande filosofo liberale del Settecento Adam Smith nella Teoria dei Sentimenti Morali, nasciamo già dotati di compassione che è capacità di condivisione e collaborazione.
Scrisse Tolstòj che “le famiglie felici si rassomigliano tutte”: questi Album di Famiglia e le storie che raccontiamo son qui a mostrarlo ed i volti sorridenti di questi bimbi ci piegano a riconoscere un concetto inclusivo di famiglie.
Ed è questo il concetto che una psicologa italiana esprime per raccontare di essersi formata un'idea positiva intorno alle famiglie con due papà o due mamme dopo essersi trasferita in California: in una scuola religiosa che ha scelto per i suoi figli, i genitori di non pochi bambini sono due padri o due madri. Il Presidente Barack Obama ha dichiarato di aver mutato idea sui matrimoni (nella prima campagna presidenziale a favore delle unioni civili) dal momento in cui le sue figlie, che frequentano una scuola quacchera, hanno vari compagnucci con due babbi, gli han chiesto: “Perché i loro papà non possono sposarsi come te e la mamma?”. Dopo l’endorsement ufficiale del Premio Nobel per la Pace, la Corte Suprema, grazie al voto di due nuove giudici da lui selezionate, ha fatto la Storia: le leggi che proibiscono il matrimonio gay sono contro lo spirito di eguaglianza della Costituzione.
Lo stesso grande Presidente, nella risposta ad una bimba con due babbi, Sofia, si dice orgoglioso di rappresentare una Nazione ove il pluralismo anche delle famiglie è un valore. I due concetti non sono affatto in contraddizione: é vero sia che "le famiglie sono tutte diverse" (come dice Barack Obama), sia che "le famiglie felici si rassomigliano tutte" (come scrisse Tolstòj).
Oggi vorrei documentarvi questa realtà (ignorata dal Potere che non legifera), mostrandola da una prospettiva internazionale occidentale.
E’ così forte e naturale il desiderio di genitorialità che ci sono persone gay che, sfidando i pregiudizi negativi, metton su famiglia insieme diventando genitori in modo attivo con metodi innovativi: alcuni ricorrendo alla gestazione di sostegno, altri richiedendolo in adozione laddove possibile (non nella nazionalista, reazionaria e corrotta Russia di Putin, il quale, con 120 mila figli di nessuno, fa lo stesso ragionamento dell'ex ministra della famiglia italiana: meglio orfani che con due padri). Questa novità s'inserisce nel più generale processo di liberazione maschile, ed in particolare nell'àmbito dell'evoluzione del contributo dei padri etero che possono entrare in sala parto e danno man forte nelle faccende di casa e passano molto più tempo (sei ore in media) coi loro figlioletti neonati e sono dunque ben diversi dai distaccati padri delle vecchie generazioni.
Famiglie così ci sono anche in Italia, come quella di Michele e Sergio o quella di Luciano e Davide o Maria Silvia e Francesca, eppure c'è un totale vuoto normativo e culturale che scandalosamente considera genitore solo quello di sangue. E' una scandalosa irresponsabilità nei confronti di questi piccoli da parte di quegli oppositori che dicono di difendere il valore della famiglia tradizionale, dimentichi che la Costituzione e la legge italiane dicono che non è solo il matrimonio a dar luogo ad una famiglia meritevole di tutele giuridiche e ad obblighi familiari (si pensi all’articolo 30 che equipara figli naturali e legittimi).
Gli studi longitudinali, fra cui quello più grande di tutti che è stato svolto da una psichiatra gay americana, suggeriscono che i figli sono felici, sani di mente, intelligenti nei livelli della media, e che il fatto che i genitori siano dello stesso sesso non reca alcun danno a livello di salute mentale o nell'intelletto.
Storicamente, sono stati i liberali Paesi scandinavi (che hanno sempre incentivato i loro cittadini a fare figli grazie allo Stato Sociale e alla parità di opportunità dei sessi) i primi ad ampliare in maniera inclusiva il concetto di matrimonio e di famiglia: la Danimarca (il Paese più felice del mondo perché si sente come il più libero di realizzarsi, secondo i sondaggi demoscopici) fu la prima (nel 1989) a riconoscere le unioni civili e nel 1999 le adozioni per i gay, la Svezia la prima a riconoscere il diritto di sapere l’identità del padre biologico donatore (nel 1985).
I padri moderni (gay o etero) trascorrono in media sei ore coi propri bébé
Il primissimo passo del legislatore, contestualmente alla liberazione omosessuale, nei sempre maggiori casi di divorzi per coming out di omosessualità, fu la stepchild adoption (o second parent adoption): il riconoscimento della responsabilità genitoriale da parte del/lla compagno/a nei confronti del figlio del partner. In sèguito, dinanzi all’evidenza che si può essere buoni (se non ottimi) genitori a prescindere dall’orientamento sessuale e dal tipo di coppia, si è via via capito in tempi celeri che quella era una forma di separazionismo giuridico e si è riconosciuto, oltreché il matrimonio, anche il diritto per le coppie gay di richiedere figli in adozione esterni alla coppia: la piena eguaglianza (come in Scozia nei giorni scorsi). Perché, come già diceva il sindaco di San Francisco Gavin Newson (che celebrava matrimoni gay simbolici come forma di disobbedienza civile), é solo il matrimonio, e non le unioni civili, che garantisce pari diritti e dignità.
Sopra e sotto: Sean Patrick Maloney (a destra), politico del Partito Democratico
americano, con il marito e i tre figli adottivi.
Dal punto di vista spirituale, le chiese cristiane protestanti luterane hanno dapprima aperto con la creazione di riti di benedizione delle coppie gay, oggi celebrano i matrimoni religiosi per tutti. Sinora in Italia, il Paese dei No e della Chiesa dei No, ove solo le coppie etero sposate possono richiedere in adozione un orfano, abbiamo soltanto una sentenza che riconosce come famiglia una coppia fatta da due mamme, mentre lo Stato del Vaticano ha ribadito la dottrina di una (falsa) compassione (nulla di più rispetto a quanto già affermato dal Catechismo ratzingeriano): l’autentica compassione è invece considerare il nostro prossimo come parimenti umano, come insegna il reverendo Matthew Fox.
E sempre da quel mondo avanzato del Nord Europa, col suo Welfare State, la sua luterana libertà di coscienza e la sua etica protestante, proviene la recente notizia della legge d’iniziativa popolare finlandese: 50 mila firme raccolte online in 24 ore e consegnate al Premier (di centrodestra) che (seguendo David Cameron) sottopone il ddl al Parlamento che vota Sì ed estende il matrimonio e l’adozione agli aspiranti genitori gay. La benedizione del leader della chiesa luterana finlandese, che si felicita per questo giorno, c'insegna quella stessa compassione mostrata dal pastore della Cattedrale episcopaliana di Washington che ha suonato le campane a festa dinanzi alla sentenza della Corte Suprema che dichiarò incostituzionali le leggi che proibivano il matrimonio gay l'anno scorso. Questa é vera compassione: rimozione delle ingiustizie, collaborazione e compartecipazione alle gioie e ai dolori del nostro prossimo. Famiglie così sono davvero il nostro prossimo perché ci possono essere anche nelle scuole dei nostri figli e fra i nostri vicini di casa e che è ora d'imparare a conoscere.
Una famiglia felice al Gay Pride di Louisville, la più grande città
dello Stato americano del Kentucky.
In America, con l’OK dei pediatri, in 49 Stati sono legali le adozioni gay e sono sempre più i VIP gay che formano e mostrano le loro famiglie: dal premiato attivista liberal Dan Savage al membro democratico del Congresso Jared Polis, dall'attore e mago Neil Patrick Harris al cantante Sam Harris all'attore Matt Bomer allo stilista Tom Ford. Innumerevoli studi longitudinali confermano che non vi sia alcun danno né all'intelligenza né alla salute mentale dei figli cresciuti in una famiglia progettata in modo siffatto, ove anzi è un vantaggio (che contribuirà a creare personalità forti e sicure di sé) il sapere di essere stati molto cercati e voluti (con adozione o gestazione di sostegno).
I figli di coppie gay sono dotati di maggiore resilienza, risultano più open minded e non subiscono punizioni corporali. Le donne sono estremamente concordi nell'educazione dei figli. I figli di donne gay non sono aggressivi e le loro figlie sono più anticonformiste e aspirano a mestieri ove le donne sono rare. Dalle foto di famiglia emerge che i babbi gay sono genitori affettuosi, scherzosi, spiritosi, ironici, giocosi, sportivi, dinamici e teneri e, dicono le ricerche, si spartiscono in maniera equanime i còmpiti e le faccende domestiche, senza ruoli fissi: san fare tutto come i mannies, i babysitter maschi diffusi nel mondo anglosassone che rappresentano un traguardo di liberazione maschile e femminile.
Ed hanno una mente evoluta: una neuroscienziata ha mostrato con la risonanza magnetica che i cervelli dei maschi gay che allevano i figli in coppia presentano livelli di attivazione delle aree dell’intelligenza emotiva pari a quelli delle madri che hanno recato in grembo con successo il proprio bambino: è l’effetto naturale del tempo prezioso dedicato alla cura del bambino che fa sviluppare la nostra componente mammaliana, materna (quella autenticamente capace di umana compassione, di contro al cervello "rettiliano"), grazie alla plasticità cerebrale cioè alla capacità del nostro cervello di evolvere. E' questo tipo di cervello che salverà il pianeta dalle varie forme di violenza, anche familiare. Analogamente, è stato scoperto un altro adattamento dell'evoluzione biologica: i livelli di ormoni dei neopapà etero si avvicinano a quelli delle mamme grazie al tempo dedicato ai bèbé. E' la cura ciò che davvero fa la differenza e definisce un buon genitore.
I pediatri americani hanno incoraggiato il legislatore a riconoscere pieni diritti per il bene dei bambini ai loro genitori gay, eppure l'attuale presidente del Consiglio italiano nominato, sin dai tempi in cui partecipava al Family Day, benché si dica pronto a risolvere la questione del genitore non biologico, si ostina a dichiararsi (schizofrenicamente) contrario alla creazione di famiglie con due papà o due mamme attraverso l'adozione, ed é contro i matrimoni gay. Ci sono ministri che (senza proporre nulla) usano argomenti da segregazionisti degli anni Cinquanta: “Questa è la legge”.
Come se il loro lavoro non fosse appunto aggiornare le leggi all’evoluzione della mentalità della società: fu proprio un’interpretazione estensiva della legge americana fatta da un giudice coraggioso che eliminò il regime del segregazionismo con una storica sentenza, dicendo che la formuletta "separati ma eguali" era una favola. Ci sono persino ministre senza laurea che parlano in nome delle scienze dimostrando d’ignorare i risultati degli studi longitudinali suddetti.
La bella storia di civismo della Finlandia ci dà una straordinaria lezione di creatività: la società civile può mobilitarsi per i propri concittadini trattati da coloro i quali seggono nelle istituzioni come di seconda classe, mentre l’attuale capo del governo, non ritenendo le coppie gay degne di crearsi una loro famiglia adottando, propone una soluzione (tappabuchi) al ribasso che è una nuova forma di segregazionismo giuridico, che potremmo proprio riassumere con la formuletta del “separati ma eguali” dei tempi della separazione razziale, mentre ormai venti Paesi europei hanno esteso pieni diritti ai gay (matrimonio + adozioni), inclusi i Paesi “cattolici” come Spagna e Francia. Non ci sono più scuse per perdere il treno della Storia. Martin Luther King Jr, la cui moglie Coretta divenne un'attivista per i pieni diritti dei gay sin dal 1983, rispondeva così agli attendisti che gli dicevano di aspettare chissà quando: "I tempi sono sempre maturi per ciò che è giusto".
L'Impegno Civile del Giovane Attore
de "I Ragazzi stanno Bene" nell'Alleanza Gay-Etero
Il mese scorso, con "The Help", abbiamo visto come le domestiche e tate afroamericane fossero parte integrante della famiglia, visto che di fatto crescevano (come Costantine ed Aibileen) i figli dei bianchi e davano loro importanti lezioni di vita. E ciononostante era diffuso e dominante un irrazionale disgusto superstizioso contro l'estensione dei pieni diritti (come le nozze miste) anche a loro. Analogamente, nonostante gli zii gay si mostrino affettuosi e amatissimi dai loro nipoti, lo Stato seguita a negare loro il diritto di adottare in coppia.
Il film "I ragazzi stanno bene" è raccomandato dallo scienziato umanista
Umberto Veronesi nel suo ultimo libro "Il mestiere di uomo": "Andrebbe
proiettato nelle scuole come momento educativo".
Allora torniamo a parlare di legami di famiglia col film "I ragazzi stanno bene" (Premio Golden Globe), comedy drama americano di quattr’anni fa. Scrive lo scienziato umanista Umberto Veronesi nel suo ultimo saggio, "Il mestiere di uomo" (Einaudi, Torino 2014, pag. 111): "Ricordo spesso e raccomando il film "I ragazzi stanno bene" con Julianne Moore e Annette Bening e ripeto che andrebbe proiettato nelle scuole come momento educativo".
La regista e co-sceneggiatrice, Lisa Cholodenko, è losangelina e gay ed è di famiglia ebraica: i suoi nonni eran emigrati in America dall’Ucraina. Ha diretto serial Tv come "The L World", che ha come protagoniste donne gay. L’idea di questo film nasce dall’esperienza personale, sua e della sua compagna, una musicista: nel 2006 hanno avuto una figlia da un donatore anonimo.
Il film parla proprio di una coppia di donne, Jules e Nic, che allevano un ragazzo (Laser, 15 anni) e una ragazza (Joni, 18) avuti mediante fecondazione medicalmente assistita. E’ tutto OK sinché la giovane, compiuta la maggiore età, vuol conoscere l’identità del padre biologico.
La rossa Julianne Moore, classe 1960, qui al suo primo vero e proprio ruolo gay (dopo l'esperienza omosessuale extramatrimoniale con Amanda Seyfried nel thriller psicologico "Chloe"), è un’attrice liberal che ha già lavorato in film a tematica gay: da "Savage Grace" a "A Single Man" (col Premio Oscar Colin Firth, dall’omonimo romanzo di Christopher Isherwood, per la regia di uno dei papà gay che mostreremo, Tom Ford), da "Far From Heaven" a "The Hours" (per questi ultimi ottenne due candidature nello stesso anno: è uno dei tre casi di interpreti che le han perse, assieme a Sigourney Weaver e Cate Blanchett). Maritata in terze nozze, due figli, sostiene il Partito Democratico di Barack Obama.
"Sono cresciuto con eguali diritti...Ho un sacco di amici che
sono gay, e loro non sono "i miei amici gay", sono i miei amici",
dichiara l'attore del film "I ragazzi stanno bene"
La bionda Annette Bening, classe 1954, maritata con Warren Betty, quattro figli, già quattro nominations agli Oscar, ha vinto il Premio Golden Globe per questo ruolo.
Mia Maiskowaska, che interpreta la figlia, è australiana di Canberra ed è figlia di un australiano e di una polacca (ecco spiegato il cognome).
E proprio nell’ultimo numero della rivista gay francese "Têtu" (dicembre 2014, pagg. 20 – 22), Josh Hutcherson ("Hunger Games"), classe 1992 e vincitore di vari premi nelle categorie giovani, che interpreta il figlio della coppia, rilascia un’intervista, di cui vi traduco qualche stralcio:
Têtu: “Lei combatte l’omofobia attraverso due progetti, “Straight but not Narrow” (giuoco di parole fra “etero”, che significa anche “dritto”, e "ristretto di mentalità", narrow-minded, ndr) e “Gay-Straight Alliance”, ed è impegnato nella lotta contro l’aids. Da dove viene questa coscienza gay-friendly?
J.H.: “Mia madre è stata cresciuta in parte dai suoi zii: erano gay. Lei li amava enormemente.
Purtroppo, non ho avuto la possibilità di conoscerli, perché sono morti di aids ben prima che io venissi al mondo. Tutta la mia famiglia è sempre stata molto solidale verso le persone gay semplicemente perché questi zii erano meravigliosi. Ed il fatto che fossero gay non è mai stato un problema.”
Têtu: “Pertanto, Lei è originario del Kentucky, uno Stato molto conservatore….”
J.H.: “Sì, è una parte degli Stati Uniti che vota in maggioranza repubblicano, dove la religione è molto presente. E’ difficile essere gay laggiù. (…) Quando Max Adler (l’attore che interpreta il ruolo di Dave Karofsky nel serial “Glee”, ndr) ha avuto l’idea di creare un’organizzazione che legava fra loro le comunità gay ed etero, ho aderito subito. Si va a parlare ai ragazzini nelle scuole per sensibilizzarli sulle molestie che subiscono i giovani gay e lesbiche. Innamorarsi di qualcuno nella vita è la cosa più positiva al mondo.”
Têtu: “E’ per questo che Lei ha orrore delle etichette, che si considera come “piuttosto etero”?
J.H.: “Non voglio definirmi come una sola cosa. Chissà dove sarei fra dieci anni? Potrei innamorarmi di una persona e questa persona sarà un ragazzo. Le persone cambiano! Anche se oggi sono molto attratto dalle ragazze. Il mio sogno è di andare a prendere i miei bambini a scuola e loro mi dicono: “Papà, c’è questa ragazza che amo. E c’è questo ragazzo che amo. E sono entrambi meravigliosi.” Senza preconcetti.”
(traduzione dal francese di Lele Jandon)
Il Bel Libriccino per Bambini
che consiglio: "Il Matrimonio dello Zio"
Ed è proprio dedicato alla figura dello Zio Gay il libriccino per bambini "Il matrimonio dello zio", di Maria Silvia Fiengo con le illustrazioni di Sara Not (Lo Stampatello, Milano 2014, 13 euro e 30 cents), che raccomando: è la storia di una famiglia che vola a Nuova York per le nozze dello zio. Giulia racconta tutti i particolari all'amica e vicina di casa Marialba e a Serena, cugina di Marialba. Gl'invitati, fra cui due nonni anzianissimi, cantano la marcia nuziale già in mezzo alle nuvole, nell'aeroplano. Le donne indossano gli abiti da damigella tutti uguali, come vuole la tradizione americana, e lei mentre racconta l'esperienza li fa provare alle due amichette. "Finalmente ti sposi!" dice la mamma al novello sposo. Dall'albergo il gruppo ammira la Statua della Libertà, e poi ci salgono tutti, compresa la nonna in sedia a rotelle, grazie all'ascensore. Poi vanno in gita al Central Park ove si divertono a dar da mangiare agli scoiattoli. Alla cerimonia nuziale piangono tutti e il padre dello sposo rassicura: "Tranquilla, piangiamo di felicità". Quando Giulia mostra la foto del bacio degli sposi, Marialba sgrana gli occhi: "Ma sono due maschi!". E Serena: "Sì, lo zio di Giulia si è sposato con il suo fidanzato Riccardo!". E Marialba: "Forte! Non lo sapevo che si poteva!". Infine, entra la mamma di Giulia: "Marialba, mio cognato ha mandato questa bomboniera per i tuoi genitori".
Maniere per Diventare Genitori
Con la Gestazione di Sostegno
Alta Probabilità di Gemelli
Grazie ai progressi della tecnoscienza, le coppie omosessuali anche italiane possono ricorrere mediante viaggi all'estero ai seguenti mezzi per diventare genitori:
- Donatore amico: che dona il suo seme in autoinseminazione, e a volte è fatto partecipe della crescita. Per "cogenitorialità", "tri o quadrigenitorialità" o "famiglia tri o tetraparentale" s'intendono famiglie a fondazione allargata per loro comune scelta, in cui due coppie gay (oppure una coppia gay ed una terza persona) progettano di avere un bambino e gestire la responsabilità genitoriale in maniera condivisa;
- Maternità surrogata (surrogacy) o gestazione di sostegno: rivolgendosi, pagando un'agenzia specializzata che raccoglie profili di madri disponibili. Il costo è all'incirca quello di un'adozione internazionale. Uno o più ovuli sono estratti per essere fecondati in provetta col seme di un membro della coppia ed impiantati nell'utero della stessa donna (gestazione di sostegno tradizionale) o di un'altra donna rispetto alla donatrice (gestazione di sostegno gestazionale, più costosa e diffusa). C'è un accordo fra la madre e la coppia che firmano un contratto. La madre surrogata recherà a compimento la gravidanza, mostrata ad esempio nel serial Tv americano “Brothers and Sisters” ambientato in California proprio come il film "I ragazzi stanno bene"): Kevin e Scotty divengono padri così: inizialmente, la madre di sostegno dice di avere avuto un aborto naturale, spontaneo, ma non era vero; quando scopriranno che lei ha portato a termine la gravidanza, ci sarà il lieto fine e lei concederà loro di diventare i genitori della piccola. Occorrono per gl'italiani almeno 3-4 viaggi: uno per fare la conoscenza della madre (che deve essere animata dal desiderio di aiutare la coppia), uno per l'impianto, uno per il parto e per portare a casa il neonato. In quest'ultimo soggiorno, ci voglio settimane: per non rischiare di perdersi il giorno del parto e per ottenere un passaporto per il bébé. Come nel caso delle coppie di mamme, anche qui il genitore non biologico (il compagno, sposo del padre) è un signor nessuno dinanzi alla legge. Normalmente, il concepimento ha successo entro tre tentativi. Come in tutte le fecondazioni in vitro la probabilità di parti gemellari è alta, ed infatti molte delle coppie che mostriamo hanno dei gemelli. Come ci sono coppie etero che amano le famiglie numerose, così ce ne sono anche fra i gay, come nel caso della coppia britannica di Barrie e Tony Drewitt- Barlow che ha il record di sei figli (http://www.mirror.co.uk/news/real-life-stories/britains-first-gay-dads-planning-768457).
I Figli di Coppie Lesbiche condannati dal Vuoto di Legge
ad essere senza un Genitore (Riconosciuto):
la Mamma non Biologica
Possono adottare soltanto le Coppie Etero Sposate
Come stanno le famiglie italiane? La risposta è che l'Italia non è un Paese per mamme (né per genitori gay). Il ritratto che ne fa la sociologa Chiara Saraceno nel suo libro “Cittadini a metà. Come hanno rubato i diritti degli italiani” (Rizzoli, Milano 2011) è desolante: mentre i ministri del centrodestra han sempre delegato il Welfare alle famiglie, cosicché i figli non sono mai stati autonomi (pagg. 84 - 85), continua l'illegale e odiosa pratica delle lettere di dimissioni in bianco che le lavoratrici sono costrette a firmare all'assunzione e che l'azienda fa valere nel caso la donna sia incinta (pag. 36). E le donne che tornano nel posto di lavoro dopo la gravidanza subiscono mobbing, demansionamenti e sono invitate a tornarsene a casa.
E ci si ostina a non riconoscere che la compagna della madre biologica che ha avuto un figlio dalla fecondazione assistita è come una madre adottiva, o a prender atto che il compagno del padre biologico che ha avuto un figlio dalla gestazione di sostegno è come un padre adottivo. Negando così dei Doveri, prim'ancora che dei diritti. E mi pare schizofrenico, a rigor di logica, che si riconosca (come intende fare l'attuale governo) il diritto di adottare il figlio del partner ma non si riconosca il diritto adottare in coppia!
I gay hanno esordito come genitori nell'affido (il record va a Pat Romans e Judith Weeks con 50 minori in affido) o vincendo i pregiudizi di certi giudici in tribunale nell'affidamento dopo il divorzio per omosessualità. Negli Anni Novanta, ci fu un Baby Boom lesbico nelle zone gay degli USA, in Olanda, Gran Bretagna e Germania, grazie alla creazione delle cliniche di fecondazione medicalmente assistita dette "banche del seme". Gli Stati Uniti (essendo anche il Paese occidentale più popoloso, con trecento milioni di abitanti) sono la Nazione col maggior numero di famiglie composte da due babbi o due mamme (coi loro figlioletti, naturalmente): come minimo 600 mila.
Nel suo libro Chiara Saraceno scrive in un unico accenno (a pag. 75) al fatto che “i figli di coppie lesbiche (...) nel nostro Paese sono di fatto condannati per legge a essere privi di un genitore perché la compagna della madre (ovvero della donna che li ha partoriti) non è riconosciuta come tale, anche se la scelta di procreare è stata condivisa”. Ma questo vale anche per i figli con due babbi.
Nominare in Anticipo Tutore il Compagno
L'esperto Michele Giarratano, nel libro "Genitori G.A.Y." dell'esordiente milanese Sara Kay (pagg. 121 - 122), suggerisce questi espedienti per tutelare i bambini e i compagni mentre il legislatore non fa il suo dovere:
- "Fare testamento (anche olografo) e nominarsi reciprocamente amministratore di sostegno e far predisporre da un avvocato esperto in questioni tematiche un contratto di convivenza"
- Stipulare un "accordo di genitorialità e nomina anticipata di tutore del figlio minore"
- "Predisporre deleghe per la scuola, il medico" etc., altrimenti il genitore non biologico rischia di vedersi negare la validità del suo assenso per le pratiche mediche o chirurgiche che prevedano il nulla osta di un genitore;
In Italia, il Paese dei No, "non è consentita l'adozione cosiddetta legittimante di minori da parte di una persona sola, ma solo di una coppia, che oltretutto deve essere legittimamente sposata" (pag. 92) e con la legge 40 del febbraio 2005 (governo Berlusconi) è vietata la procreazione medicalmente assistita attraverso la fecondazione eterologa (cioé quando il seme o l'ovulo provengono da un donatore esterno alla coppia). Nel commentare la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la proibizione della fecondazione eterologa (dando speranze a tante coppie etero), Vittorio Feltri scrive: “Che importa allo Stato se il mio erede ha il mio DNA o quello di uno sconosciuto? I bambini si amano se li allevi, se te ne prendi cura e vuoi il loro bene; non è indispensabile che siano sangue del tuo sangue. Questa è retorica antiquata, irrazionale e anche un filo ripugnante. Se così fosse, e avessero ragione i cattolici nel ripudiare la fecondazione eterologa, estremizzando il concetto della purezza del concepimento bisognerebbe rifiutare in toto anche l’adozione, che invece è considerata un atto di generosità estremo, e lo é.”
La Convenzione dei Diritti del Fanciullo (L. 176/91) non specifica qual è il genitore che può prendersi la responsabilità genitoriale: se una coppia o un single. E dice che prevale l'interesse del bambino. Il Trattato di Lisbona parla di principio di non discriminazione per orientamento sessuale: il non riconoscere il matrimonio ai gay ne è una palese violazione.
Margherita Bottino e Daniela Danna scrivono nel loro libro "La gaia famiglia" (Asterios Editori, Trieste 2005): "La coppia che diventa coppia genitoriale deve possedere e mantenere delle qualità non già proprie di ciascuno degl'individui, ma della loro relazione: i due devono riuscire a creare un rapporto armonioso, un ambiente positivo" (pag. 50).
La Psicologa Italiana trasferita a Los Angeles
"Nella Scuola Religiosa dei Miei Figli
ho Mutato Idea sulle Famiglie con due Babbi"
Diceva lo scrittore russo Tolstoj in “Anna Karenina” (1877): “Le famiglie felici si rassomigliano tutte”. Ed é questo sostanzialmente il concetto che usa una psicologa (http://therapists.psychologytoday.com/rms/prof_detail.php?profid=154546) di origine italiana naturalizzata americana, Laura Collura, per raccontare di come abbia mutato idea (anzi, essersi formata un'idea) intorno alle famiglie con due papà o due mamme dopo essersi trasferita in California: in una scuola religiosa ove vanno i suoi figli, i genitori di non pochi bambini sono due padri o due madri. (http://www.huffingtonpost.it/laura-collura/coppie-gay-imparato-california_b_5989734.html?utm_hp_ref=italy):
“Non mi ero davvero posta il problema, avendo accettato supinamente, senza rifletterci con attenzione, l'idea diffusa nel nostro Paese che le unioni civili fossero un ottimo sostituto del matrimonio e che, comunque, gli omosessuali i figli non li fanno”. Nella sala riunioni della scuola che avrei poi scelto per i miei bambini, la preside mi scosse dal torpore dicendo, forte e chiaro: “Voglio ricordare a tutti che questa è una scuola religiosa. Qui si studia religione, tutti i giorni, fa parte del curriculum. Non si discute. E voglio anche ricordare che, su questa base di valori, noi qui non accettiamo alcuna forma di discriminazione. E infatti - e qui il tono della donna si fece orgoglioso e il suo volume leggermente più alto - in questa scuola vantiamo un notevole numero di famiglie con genitori dello stesso sesso.” Rimasi di sasso (anche se esteriormente non feci una piega, per darmi un tono cosmopolita). (…) La scuola però ci piaceva molto e così, a dispetto di questa piccola stranezza, decidemmo di iscrivere i nostri bambini. E da quel giorno, parallelamente alla loro educazione, è cominciata anche la mia. Il primo impatto è stato a livello personale. Accompagnando i miei bambini, a quel tempo ancora molto piccoli, a giocare a casa di amichetti, ho conosciuto personalmente varie famiglie con genitori dello stesso sesso. E qui mi rendo conto che la parola 'impatto' è fuorviante, perché in realtà si è trattato di un atterraggio morbidissimo. Prendiamo Greg e Daniel, che oggi ho il privilegio di considerare amici molto stretti: il primo è un architetto di Miami, il secondo un pasticcere di Toronto. Sono sposati dal 2001 (sì, sposati: con tanto di foto di nozze in bianco e nero all'ingresso di casa) e hanno due bambini della stessa età dei miei. I due piccoli hanno la stessa mamma naturale e la frequentano e conoscono bene. La bambina più grande è figlia biologica di Daniel e il più piccolo di Greg.
(…) I quattro abitano in una villetta con giardino, vedono i nonni durante le vacanze e d'estate fanno un viaggio tutti insieme. I genitori cucinano verdure e dolci, e bambini sopportano le prime e adorano i secondi. La bimba grande è simpatica, capricciosa e viziata e si trova molto bene con mia figlia, che è ugualmente simpatica, capricciosa e viziata. Il piccolo è molto vivace, adora i giochi elettronici e un po' meno la scuola, e quando lui e mio figlio giocano insieme, passano ore a correre, strillare senza motivo e saltare sul divano a testa in giù. Di conoscenze come Greg e Daniel nella mia vita privata, ormai, ce ne sono svariate. Prendiamo, per citarne soltanto una piccola parte, la banchiera Carmel e l'avvocato Elise, madri di tre maschi scatenati, portati per il tennis e il pianoforte; il mio medico Myles, che con il marito Danny ha due gemelli che frequentano la stessa piscina di mio figlio; lo psicoterapeuta Bud e suo marito Oliver, sceneggiatore di successo, padri di due bambini. Nessuna di queste famiglie, che io sappia, ha prodotto figli di Lucifero, anzi. Sono famiglie perfette? Nemmeno per idea. Sono famiglie piene di problemi e casini, con genitori che a volte litigano, suoceri che si impicciano, bambini che si ammalano - un po' come la mia. E la vostra. (…) A questo punto, mi sono arresa, piuttosto felicemente, all'evidenza. I miei amici gay non sono aguzzini egoisti alla ricerca di un trastullo nella forma di bambino; sono genitori, punto e basta. Pieni di dubbi, paure, idee, errori e amore incondizionato per i loro figli, proprio come me. E anche loro, proprio come me, non vogliono certo “Distruggere l'istituzione della famiglia”, anzi desiderano con tutto il cuore di esserne ammessi con legittimità. Lungi dal volerne minare le basi, vogliono contribuire a tenerla in vita, e prenderne parte. E in questa mia conclusione, raggiunta un giorno in cui ero a cena con due famiglie gay, la mia famiglia etero, e vari amici e suoceri di razze miste, ho anche capito la cosa forse più importante di tutte: e cioè che nessuno, neanche uno, tra questi bambini di genitori gay, può dirsi il risultato di un incidente di percorso. Nessuno di loro si trova nella sua famiglia 'per errore'. Sono stati tutti fortissimamente voluti dai loro genitori, benvenuti in casa con entusiasmo e racchiusi tra le braccia delle loro mamme e dei loro papà con una gioia senza ombre.”
La letterina di Sophia a Obama: “Io ho due Babbi”
E lui: “Orgoglioso di essere il Vostro Presidente,
Le Nostre Famiglie sono Tutte Diverse, ed è un Valore”
Se è vero che le famiglie felici si rassomigliano tutte, nondimeno è vero che le famiglie sono tutte diverse, uniche, come dice Barack Obama ad una bimba di dieci anni, Sophia Barley Klugh (il cui bel nome, in greco antico, significa Sapienza, donde la parola "Filosofia"), che gli aveva scritto una letterina ove gli descriveva la propria famiglia composta di due papà e lo ringraziava pel suo sostegno, il Presidente ha inviato, sorpresa!, una risposta (pubblicata su Facebook da uno dei babbi):
Obama: “Le mie Figlie, che hanno Compagni con due Babbi
alla Scuola Quacchera,
mi han fatto mutare Idea:
perché i loro Papà non possono sposarsi?”
Anche figlie del Premio Nobel per la Pace Obama, Sasha e Malia, come i figli di Laura Collura frequentano una scuola religiosa: una scuola quacchera (dei Quaccheri e dei loro valori di fratellanza ed eguaglianza e compassione vedasi il mio articolo: http://lelejandon.blogspot.it/2014/07/il-viaggio-della-speranza-di-philomena.html e
http://lelejandon.blogspot.it/2014/04/i-conservatori-britannici-riaffermano.html).
Un giorno, tornando da scuola, le due sorelle han chiesto al padre scandalizzate: "Perché i papà dei nostri compagnucci non possono sposarsi anche loro? Non sono forse una famiglia come noi?"
E così il Presidente (come ha egli stesso raccontato in un'intervista Tv dinanzi a milioni di americani) ha mutato idea sulle unioni civili, pensando evidentemente che “la verità fiorisce sulla bocca dei bambini”, come dice il proverbio (che in francese suona: “La vérité sort de la bouche des enfants”).
Ecco Tutti i Diritti Negati
al Compagno di Una Vita:
L'elencazione di diritti negati ai gay che vivono more uxorio, cioé come due sposi, il cui riconoscimento sarebbe anche fonte di risparmio per il Welfare State, è lunga:
- subentrare nel contratto di locazione alla morte del compagno quando lui è il solo ad averlo stipulato
- comunione patrimoniale
- ricongiungimento familiare col compagno extracomunitario
- diritto di astenersi dal testimoniare in un processo quando l'imputato è un compagno
- la fecondazione medicalmente assistita
Nel diritto di famiglia italiano sono riconosciuti tre vincoli per formare una famiglia:
- il sangue (il DNA): nel caso di fecondazione assistita fatta all'estero (in Italia è vietata), il genitore non biologico non ha diritti in Italia;
- il matrimonio: e in Italia non c'è la volontà politica da parte di nessuno di estendere il matrimonio ai gay (nemmeno nel partito di governo, anzi, come scrive il senatore PD Stefano Lepri nel gennaio 2014 al quotidiano dei vescovi "Avvenire" per tranquillizzare le gerarchie del Vaticano in maniera analoga al gesto dell'allora "ministra della famiglia" del governo Prodi: "non è opportuno l'esercizio genitoriale di figli adottivi: anche alla luce di molti studi pedagogici e psicologici è preferibile una genitorialità (anche adottiva) sessualmente complementare per provare ad assicurare una crescita armoniosa dei bambini e dei ragazzi"; ben vengano dunque iniziative che scuotono la società, come han fatto i Sindaci di Grosseto, Fano, Napoli, Bologna, Udine, Firenze, Piombino, Siracusa, Empoli, Livorno, Roma, Milano e Fiumicino a trascrivere i matrimoni gay contratti all’estero. A Milano le coppie sono dieci. E la Procura ha risposto al ministro dell’Interno (che ha dato ordine di cancellarle in tutta Italia) che solo lei può eventualmente farlo.
- l'adozione: in Italia è addirittura consentita solo alle coppie etero sposate! Il governo concederà la stepchild adoption (adozione del figlio del compagno nell'unione civile) ma è contrario alle adozioni di figli che siano esterni alla coppia. Le adozioni sono vietate in Austria, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Romania, Slovacchia ed Ungheria, e sono concesse in 49 Stati USA.
Svezia Prima (come al solito):
Figli di Donatori Stessi Diritti dei Figli Adottivi
a Sapere Chi è il Padre Biologico (1985)
Sono sempre di più gl’iscritti ai siti di ricerca dei padri biologici anonimi (“I semi dei padri anonimi (e no)”, articolo apparso sul “Corriere della Sera”, 11 ottobre 2011, pag. 29).
La prima a riconoscere questo diritto è stata (come al solito) l’avanzatissima Svezia: nel 1985 vietò l’anonimato. Seguirono la Svizzera nel 2001 e l'Olanda nel 2004, e Nuova Zelanda, Gran Bretagna ed Australia nel 2005. Come funziona? Si fornisce il numero identificativo e (sperando che l’uomo se lo ricordi) si attende che lui (magari animato dal medesimo desiderio d'incontrare i figli biologici) si faccia vivo, come nel film "I ragazzi stanno bene". Il regime di anonimato resta valido nelle cattoliche Francia e Spagna (e in Belgio). Diversamente dall’Europa, in America non c’è un numero limite di donazioni: un uomo ha confessato di avere 75 figli sparsi per gli States, un altro 150.
1989, é la Danimarca la Prima a dare le Unioni Civili:
il Paese più Felice e Liberale del Mondo
Norvegia nel 1993, Svezia 1995
Nel 1989 la Danimarca (che ogni anno nei sondaggi demoscopici, che tengono conto di moltissimi fattori, eleggono come Paese più felice d’Europa) è il primo Paese al mondo ad istituire la registred partnership (unioni civili; dieci anni dopo, darà il diritto di richiedere figli in adozione). Quattr’anni dopo, parte l’effetto-domino: la Norvegia e nel 1995 la Svezia (dieci anni dopo, l’adozione).
Il primo problema pratico cui furono chiamati a rispondere i parlamenti delle democrazie liberali fu il fenomeno, contestuale alla liberazione gay e al maggior numero di divorzi per omosessualità, della rivendicazione da parte del genitore gay divorziato di poter adottare il figlio assieme al nuovo partner. Ci furono coloro i quali erano pregiudizialmente ostili e allora partirono così i primi studi psicologici sulle coppie di madri gay di cui ci fu un Baby Boom negli anni Ottanta. Tali inchieste dimostrarono, ad uso dei tribunali, che l'orientamento sessuale del genitore non reca danno psicologico e che, per citare il titolo del film, "i ragazzi stanno bene".
L’OK dei Pediatri Americani nel 2002
e di Telefono Azzurro nel 2005
L'OK alle famiglie formate da due papà e due mamme negli Stati Uniti é giunto sia dall'American Psychiatric Association (che nel 1973 -4 ha depennato l'orientamento omosessuale e omoaffettivo dalle malattie mentali) sia dall'American Psychological Association sia dall'American Academy of Pediatrics (di cui sono membri 55 mila pediatri) che nel febbraio 2002 si espresse a favore della stepchild adoption e quattr'anni dopo, nel 2006, s'é spinta oltre ed ha affermato la necessità per la salute dei bambini di stepchild adoption e istituzionalizzazione delle coppie gay con figli. Non solo quindi si poteva, bensì si doveva legittimare queste famiglie. Scrivono i pediatri J. G. Pawelski, E. C.Perrin e J. M. Foy:
“I risultati delle ricerche dimostrano che i bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli allevati da genitori eterosessuali. Più di 25 anni di ricerche documentano che non c’è alcuna relazione fra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino. Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, etero o omosessuali, possono essere ottimi genitori” (“The Effect of Marriage, Civil Union, and Domestic Partnership Law on the Health and Well Being of Children”, articolo apparso sulla rivista “Paediatrics”, 118 (1) 2006, pagg. 349 – 364).
Anche il Presidente del Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, nel 2005 ha detto che il vero rischio per i figlio di coppie gay é "il non riconoscimento dei diritti/doveri di entrambe le figure genitoriali" e anche il Presidente dell'Ordine degli Psicologi italiani si è detto a favore nel 2012. Ad un convegno a Milano (“Crescere in famiglie omogenitoriali”, 25 novembre 2006), lo psicologo Gaetano Di Leo (scomparso nel 2006, ex docente all’Università di Bergamo) ha detto che l’aver depennato l’omosessualità dal Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali nel 1973 è stato “il più grande atto psicoterapeutico di tutta la storia della psichiatria”.
In Italia è stata creata l’associazione "Famiglie Arcobaleno" (gruppo di genitori gay) ma esiste un problema di preparazione adeguata delle maestre della scuola d'infanzia che hanno solo il diploma, come dichiara la giornalista Silvia Manzani (educatrice d'infanzia con due lauree brevi) a Sara Kay nel libro "Genitori G.A.Y.: Good As You" (Tempesta Editore, Roma 2014, pag. 53). Manzani cita come esempio di creatività virtuosa quello di due maestre di un paese vicino Bologna, Casalecchio di Reno che dinanzi alla presenza di una bambina figlia di due mamme, hanno creato la "festa delle famiglie" (in luogo della festa del papà e festa della mamma). Un altro esempio di creatività ci viene dalla scenografa Francesca Pardi e dalla sua compagna di vita Maria Silvia Fiengo, 45enni madri milanesi di quattro figli (che hanno i nomi dei nonni che vedono ogni domenica: Margherita, Antonio, Giorgio e Raffaele) avuti grazie alle fecondazione medicalmente assistita in Olanda e cofondatrici delle Famiglie Arcobaleno, che han fondato la casa editrice Lo Stampatello, che colma così il vuoto editoriale italiano sul tema con libriccini per bambini come "Piccola storia di una famiglia" (coi disegni di Altan) e "Piccolo Uovo" (Premio Andersen) che a Milano potete trovare alla Libreria Popolare di Via Tadino 10, nel quartiere di Porta Venezia, con storie illustrate a disegni di famiglie così.
Esiste poi un problema di qualità nell'università di massa: nel libro di Sara Kay (pag. 60), il professor Roberto Virzo dichiara che l'esperto francese Daniel Angelo Borrillo venuto ospite al suo ateneo (l'Università di Sannio) a parlare di genitorialità gay s'é detto stupito delle rare domande dei giovani studenti di giurisprudenza. L'istruzione universitaria dovrebbe invece stimolare dei cittadini attivamente partecipi, favorendo il dialogo di tipo socratico, che fa partorire anche delle buone definizioni e buone domande e opinioni fondate su ragionamenti razionali, e non telespettatori passivi e muti.
I Papà Gay: Moderni ed Affettuosi come i Nuovi Papà Etero
Lontani dai Distanti Padri delle Vecchie Generazioni
I babbi gay e le mamme gay si spartiscono in maniera equanime i còmpiti e le faccende (cfr. gli studi di P. Blumstein e P. Schwarz , "American Couples: Money, Work, Sex", William Morrow & Co., New York 1983) e ciò avviene contestualmente alla progressiva alternanza dei còmpiti di cura dei figlioletti da parte degli uomini nelle famiglie formate da padre e madre, come nel caso di politici come Tony Blair o David Cameron, o di sportivi come David Beckham o George Burgess. Tutti inglesi.
Tale fenomeno è a sua volta contestuale alla diffusione dei mannies in America e Gran Bretagna: il neologismo popolare deriva da man (uomo) + nanny (tata) e indica i babysitter uomini, della cui collaborazione domestica si avvalgono anche VIP come il Premio Oscar Gwyneth Paltrow. Lo consideriamo, assieme all’equo scambio continuo dei còmpiti di cura (che un tempo i padri non si degnavano di fare) ed insieme alla possibilità (da una cinquantina d’anni a questa parte) di assistere al parto della compagna, un fenomeno positivo verso l’eguaglianza e come liberazione (per tutti i sessi) dagli stereotipi machisti per cui i maschi delegavano alle mogli cambiare il pannolino e i vestìti, fare il bagnetto, preparare pappe e mettere a nanna i piccoli. I nuovi padri vogliono essere attivamente partecipi di un legame non meno profondo di quello con la madre, molto diverso dal distacco che caratterizzava la figura paterna delle vecchie generazioni che non ha più ragion d'essere.
Le Meraviglie dell'Evoluzione Biologica/1
“Il Cervello è Sensibile e Plastico: quello dei NeoBabbi Gay
é Paterno e Materno Insieme”,
mostra una Neuroscienziata Israeliana di Yale
Ciò grazie al Tempo dedicato ai Bébé
Nella sua esortazione a realizzare la nostra creatività, essenza della nostra umanità, il teologo e mistico Matthew Fox cita anche "l'essere genitori":
"Non è forse questa una forma d'arte? L'essere genitori non richiede ogni grammo di creatività che è in noi? Ciascun bambino ha la sua personalità, il proprio modo di essere approcciato, la propria forma di comunicazione. Noi ci adattiamo. Apprendere l'arte di essere genitori è per noi un processo. E in esso impariamo anche a conoscere noi stessi: i bambini tirano fuori il meglio e il peggio di noi. (...) L'essere madre è una forma d'arte esattamente come l'essere padre"
("Creatività. Dove il divino e l'umano s'incontrano", Fazi editore, Roma 2013, p. 211).
Una ricerca di neuroscienze (diretta dalla neuropsicologa Ruth Feldman, già docente a Yale) dell’Università israeliana Bar – Ilan (e pubblicata su PNAS ("Proceedings of the National Academy of Sciences", l’Accademia Nazionale delle Scienze americana) ha ripreso a casa loro tre gruppi di 89 persone appena diventate genitori per la prima volta nelle cure parentali e poi gli ha fatto rivedere in laboratorio le immagini mentre venivano sottoposti a risonanza magnetica funzionale (fMRI). Come controllo (baseline), gli han anche fatto vedere un video ove non comparivano i loro figlioletti.
Le 20 neomadri etero, nel rivedere sé stesse, attivano l’area dell’amigdala (il cervello emotivo che risponde inconsciamente, quindi in maniera viscerale, ai segnali anche non verbali dei piccoli e prova una grande ricompensa nella vista del bambino) 5 volte di più che nella baseline. I 21 neopapà attivano le aree cognitive (il solco temporale superiore) che, per esempio, permettono di comprendere le ragioni del pianto dei bébé. Si tratta di due forme diverse di entrare in empatia coi loro figli. Il terzo gruppo, quello dei 48 neobabbi gay (che crescono i loro figli, avuti grazie alla maternità surrogata, senza ausilio di una donna e quindi prestano le cure primarie nell’àmbito di una coppia impegnata, convivente o sposata), sviluppa entrambi i percorsi cerebrali: quelli dei padri etero e quelli delle madri etero.
CREATIVITA'. Secondo Matthew Fox, l'essere genitori è una forma d'arte.
Sono materni e paterni insieme. Ma hanno una marcia in più: emerge in loro l’aggiunta di una maggiore interconnessione dei due emisferi cerebrali. Una genitorialità più completa, dunque. I maschi gay che allevano i figli senza madri presentano livelli di attivazione delle aree dell’intelligenza emotiva pari a quelli delle madri che hanno recato in grembo con successo il proprio bambino (grazie a gravidanza, parto ed allattamento). Grazie alla plasticità e sensibilità del cervello, più tempo un uomo (gay od etero) dedica come padre al proprio figlioletto, più sviluppa le aree che le donne hanno sviluppano grazie a queste tre esperienze fisiche. Il prossimo step sarebbe di fare un altro esperimento in cui si studia il cervello di questi soggetti prima e dopo la nascita del bambino, per vedere se vi siano mutamenti dovuti all’esperienza o se ci fosse già una predisposizione ad una genitorialità così materna. Insomma, altro che “voglio la mamma”, come predica un ex deputato del Partito Democratico italiano!
Le Meraviglie dell'Evoluzione Biologica/2
Il Tempo per la Cura dei Bébé (6 Ore al dì)
muta anche gli Ormoni dei Neopapà Etero
e li avvicina a quelli delle Mamme
Analogamente, un recente studio dell'Università del Michigan (condotto su 29 coppie al loro primo figlio) pubblicato sull'American Journal of Human Biology (ripreso dal "Corriere", "La gravidanza dei papà", 17.12.2014, pag. 29) mostra come l'Evoluzione biologica abbia creato un adattamento anche nei neopapà etero: durante la gravidanza i due sessi s'avvicinano dal punto di vista dei livelli di ormoni. Commenta il neuroscienziato Claudio Mencacci (Fatebenefratelli di Milano): "E' la conferma di quanto, dal punto di vista etologico, ci aspettavamo: la donna diventa più protettiva (aumento del testosterone), l'uomo riduce i livelli di aggressività (diminuzione del testosterone) nei confronti del neonato. E' anche un'evoluzione del tempi. Rispetto a qualche anno fa, la quantità di tempo che i padri passano coi neonati supera oggi anche le sei ore al giorno. Mentre in passato era di poche ore, se non quasi pari a zero, in questa fase della crescita del figlio". Tale avvicinamento dei sessi era già stato previsto da Umberto Veronesi, schierato a favore di matrimonio gay e adozioni e famiglie gay. Commenta l'andrologo Carlo Foresta (Università di Padova): "La psicologia del futuro padre è in divenire (...). Il giuoco degli ormoni predispone anche mamme e papà all'accoglienza, a creare un ambiente sereno, il più adatto possibile al nascituro".
Gli Album di Famiglia:
I Gay Spesso Padri di Gemelli
(con la Gestazione di Sostegno)
Filantropi e Creativi,
si prestano volentieri per Libri e Documentari
Nel suo libro sui bambini lo psicologo dello sviluppo Paul Bloom ("Buoni si nasce", Codice edizioni, Torino 2014, recensito sul mio Blog http://lelejandon.blogspot.it/2014/08/le-intuizioni-morali-innate-come-i.html) ha ricordato la teoria del contatto: quanto faccia la differenza il contatto con le persone gay e nere nella vita quotidiana per espandere il nostro cerchio morale. Perciò la cultura della visibilità è importante.
Dan Savage, 50 anni, e Terry Miller e il loro figlioletto DJ.
Sono state le vicende delle famiglie gay (da "The New Normal" a "Brothers and Sisters") a risvegliare la sitcom USA e secondo Bllom la situation comedy è stata "la forza maggiore che soggiace al cambiamento morale avvenuto negli ultimi trent'anni negli Stati Uniti" (pag. 178).
In America (ove 49 Stati su 52 riconoscono le adozioni gay) sono sempre più i VIP gay dichiarati che girano con le loro famiglie.
Vi propongo una selezione di padri (alcuni sexy e fit, come Terry Miller, Matt Bomer e Sam Harris) di varie età: dai 30enni ai 40 enni ai 50enni. Sono molto più esposti gli uomini che le donne: i primi si lasciano più fotografare e paparazzare, le seconde fanno vita più ritirata. I loro figli, se avuti da una gestazione di sostegno, sono spesso gemelli, e recano sovente il cognome di entrambi i padri. Svariati di loro si sono prestati a dei documentari e hanno scritto libri per narrare le loro esperienze. La condivisione delle emozioni e dei sentimenti è estremamente importante per sviluppare la compassione, il riconoscimento da parte delle famiglie tradizionali in queste nuove famiglie.
Babbi Gay Uniti/1
L'attivista Dan Savage e Terry Miller
Terry Miller, marito di Dan Savage, col figlioletto DJ
Dan Savage, 50 anni, Bilancia, di Chicago (la città di Obama) è un premiato attivista liberal per i diritti civili che ha ideato la campagna It Gets Better per prevenire il suicidio dei teenagers gay (alla cui versione italiana, in collaborazione col Corriere della Sera, ha partecipato anche chi scrive), problema su cui è intervenuto con un appello (visibile su YouTube) anche il Presidente Obama.
Opinionista e polemista, tiene una rubrica di suggerimenti sulla vita sessuale a coppie di ogni tipo che è tradotta ogni mese sulla rivista progressista "Internazionale" (che raccoglie gli articoli più interessanti dai grandi giornali del mondo).
Lui ed il sexy marito Terry Miller, biondo fotomodello molto attivo su instagram, sposi a Vancouver (Canada) nel 2005, hanno adottato un bambino, DJ. Dopo la legalizzazione a Washington nel 2012, si sono sposati anche in quello Stato (a Seattle).
Babbi Gay Uniti/2
L'attore Matt Bomer e Simon Halls:
Matt Bomer abbraccia i figlioletti
L’attore Matt Bomer, 37 anni, Bilancia, texano come Tom Ford, 1 metro e 82, studi universitari di recitazione, esordio nelle soap, spogliarellista in "Magic Mike" (accanto al Premio Oscar Matthew McConaughey), interpreta un consulente geniale dell'FBI nel serial White Collar. L'avete visto anche in "Glee" e in un piccolo ruolo (Eric) in "Flight Plan", il thriller ad alta quota col Premio Oscar Jodie Foster, anche lei dichiaratamente gay con famiglia. In foto lo vediamo fare volontariato il Giorno del Ringraziamento a favore degli homeless (come il collega Neil Patrick Harris, anche lui con marito e figli) e il giorno di Halloween con la sua famiglia: tutti e quattro mascherati. Distinto ed elegante, ha fatto coming out nel 2012 in stile Jodie Foster allorché, nel ricevere il premio agli "Steve Chase Humanitarian Awards", ha ringraziato i suoi:
"E vorrei ringraziare specialmente la mia bella famiglia: Simon, Kit, Walker e Henry. Grazie per avermi insegnato cosa sia l'amore incondizionato. Sarete sempre il mio traguardo di cui sono più fiero (my proudest accomplishment)."
PAPARAZZATI. Matt Bomer (a sinistra)
e il compagno, Simon Halls, sono padri di tre bambini.
Il bel Simon Halls è il suo sorridente compagno, e sono genitori di Kit e dei gemelli Walker e Henry (avuti da gravidanze surrogate, tutti biondi): li vediamo qui ad Halloween mascherati come i loro figlioletti. Benché sia bravo anche come ballerino e cantante e dunque sia un artista completo, di sé dice: "Non penso a me stesso come artista gay o etero, penso a me semplicemente come un attore". A proposito di arte, il sito Deviatart gli dedica vari ritratti artistici. I suoi fans e le sue fans l'immaginavano nel possibile ruolo di Christian Grey nella versione cinematografica del romanzaccio pseudo-erotico "50 sfumature di grigio", bestseller - spazzatura per cui è stato poi scelto Jamie Dornan, mentre quel che è certo è che vestirà i panni di Montgomery Clift (1920 - 1966), il divo di "Io confesso" (1952) di Hitchcock al quale rassomiglia e che era anche lui (segretamente) omosessuale, come dimostrato dalle sue biografie, e nel film Tv a tematica gay (dall'omonima piéce teatrale) "The Normal Heart", accanto al Premio Oscar Julia Roberts, ambientato negli anni Ottanta durante lo scoppio dell'epidemia di aids ove sarà il compagno dell'attivista gay Ned Weeks (Mark Ruffalo, da non confondersi con Mark Buffalo, nel cast de "I Ragazzi stanno bene").
Babbi Gay Uniti/3: i più eleganti
Il Papà Mago Neil Patrick Harris
e il Papà Chef David Burtka
Come tutte le famiglie americane, festeggia Halloween (scegliendo il tema di Alice nel Paese delle Meraviglie) anche la famiglia del popolare attore teatrale televisivo (e prestigiatore) Neil Patrick Harris, 41 anni, Gemelli, premiato con tre "People Choice's Awards" per i ruoli Tv. Anche lui, come Matt Bomer, sa cantare. Nato ad Albuquerque (bella città di 450 mila abitanti del New Mexico, Stati Uniti), debutta 15enne (conquistando la prima di 4 nominations al Golden Globe) ne "Il Grande Cuore di Clara" (dal regista de "Il buio oltre la siepe") accanto al Premio Oscar Whoopi Goldberg (la quale interpreta una domestica simpatica come quelle di "The Help" che conquisterà il cuore del ragazzino).
E' stato guest star in "Glee". Appassionato di magia sin da ragazzo, è illusionista dilettante come il personaggio da lui interpretato nella sitcom "How I Met Your Mother" (che trovate anche in dvd, nelle serie complete, nei migliori negozi) per la quale (così come per il serial "Doogie Howser") è noto l’avete visto anche nel film de "I Puffi" che in inglese si chiamano "Smurfs" (qui in foto, li vediamo al completo alla première coi figlioletti). Ha fatto coming out nel 2006 alla rivista "People". Il suo compagno é il bel 39enne David Burtka, del Michigan, attore teatrale poi televisivo in "CSI" e "How I Met Your Mother", infine diventato chef privato (come Cat Cora) che gestisce un'agenzia di catering a Pasadena, sobborgo elegante di Los Angeles. Insieme sono padri di una coppia mista di gemelli di quattr’anni (concepiti attraverso una madre surrogata), Harper Grace e Gideon Scott.
Dopo dieci anni d’amore si sono uniti in un matrimonio simbolico a Perugia, con smoking disegnato dallo stilista Tom Ford (anche lui maritato e con figlio di due anni) con musica dal vivo del loro amico Elton John, anch’egli maritato (con David Furnish) e con figli avuti mediante gestazione di sostegno: Zachary Jackson, quattr'anni, ed Elijah Joseph-Daniel, quasi 1. Sarà lui, Neil Patrick Harris, a condurre l'edizione 2015 degli Academy Awards (i Premi Oscar), sostituendo Ellen Degeneres, dopo aver già condotto la cerimonia dei Tony Awards e gli Emmy.
Mentre Neil si definisce piuttosto introverso, il compagno è più estroverso: "Siamo super simili ma anche incredibilmente opposti" cioé complementari, dice NPH. "Amo la sua energia", dichiara, lodando il sense of humor ed il sex appeal del compagno. Nelle foto in cui compaiono sono spesso e volentieri sorridenti ed estremamente affiatati. Sono la coppia gay più elegante d'America.
Babbi Gay Uniti/4:
Tom Ford e Richard Buckley,
28 Anni Insieme e un Figlio di 2
Amico della coppia é lo stilista 53enne Tom Ford, segno della Vergine, di Austin, texano come Matt Bomer, noto in tutto il mondo per aver rilanciato col suo grande stile la maison fiorentina "Gucci" ed aver creato il suo marchio personale che reca il suo proprio nome: "Tom Ford". Dal 1986 è compagno del giornalista Richard Buckley, 66 anni, che ha assistito anche nella battaglia vinta contro il cancro. Il 23 settembre 2012 i due annunziano la nascita del loro primo figlio che quindi oggi ha due anni e reca il cognome di entrambi i padri: Alexander John Buckler-Ford. Probabilmente l'hanno avuto grazie alla gestazione di sostegno, benché non l'abbiano rivelato ufficialmente. Fan parte della famiglia anche i due cani Fox Terrier a pelo liscio, apparsi nel film "A Single Man" (del quale Ford ha curato anche produzione e sceneggiatura oltreché la regia), vincitore del Premio Queer Lion, con protagonista il Premio Oscar Colin Firth, premiato con la Coppa Volpi per questo ruolo di professore in lutto per la perdita del compagno in un incidente stradale.
In occasione del lancio del film, nel 2005, Ford (che aveva concepito il film rileggendo il libro di Isherwood quando temeva di perdere il compagno per il cancro) scrisse un'appassionata dichiarazione d'amore al compagno su "Vogue Paris" e narrò la sua esperienza di compagno che dovette assistere in ospedale il partner quando non era ancora ufficialmente riconosciuto questo diritto. Si sono conosciuti nel 1986, quando Ford aveva 25 anni e Buckley 38 e dopo un mese vivevano insieme a casa di Buckley. Hanno fatto l'amore dopo tre appuntamenti, avendo perso metà degli amici nel boom dell'epidemia di aids. Quanto alla loro vita familiare, che condividono in un ranch a Santa Fe in Texas, sono riservati e non compaiono sinora in Rete fotografie del figlioletto.
Babbi Gay Uniti/5:
Jared Polis e Marlon Reis
Eletto al Congresso col 62%
Jared Polis, 39 anni, col compagno Marlon Reis, 32. Polis (Partito Democratico)
è uno dei sette uomini del Congresso apertamente gay.
Il membro democratico del Congresso Jared Polis, sorridente 39enne del Colorado, imprenditore di successo, filantropo, e Marlon Reis, 32 anni, scrittore di Boulder (Colorado), stanno insieme da undici anni, dopo essersi trovati online in una chat ed essersi dati appuntamento il giorno seguente in libreria, scoprendo subito di avere in comune Edgar Allan Poe e la festa di Halloween. Ai tempi Reis era studente al college e Polis era imprenditore che di lì a pochi anni si sarebbe candidato: è il primo uomo apertamente gay ad essere eletto al Congresso (nel 2008, battendo lo sfidante repubblicano col 62%).
La festa ebraica di Hannukah in famiglia
Hanno un figlio di tre anni, Caspian Julius, detto CJ, e sono in rapporti cordiali anche con le mogli degli avversari politici repubblicani di Polis. Premiatissimo per le sue iniziative benefiche, Jared Polis ha vinto anche il "Martin Luther King Jr Colorado Humanitarian Award" e rassomiglia di viso al Premier britannico David Cameron. Nel Partito Democratico, é stato sempre attivo: in politica internazionale, contro la Guerra in Iraq e contro il Patriot Act di Bush Jr e per il ritiro delle truppe americane dall'Afghanistan. Oggi é uno dei sette membri del Congresso dichiaratamente gay e fu promotore nel 2013 del "Respect for Marriage Act", la risposta contro il Defense of Marriage Act di Clinton (1996). Un successo fu anche il suo sprone al Presidente Obama a bandire il Don't ask don't tell, altra legge illiberale e discriminatoria di Clinton, che, ha detto, ha privato il Paese di soldati coraggiosi che si sono dovuti ritirare o sono stati licenziati in quanto non avevano tenuta nascosta la loro omosessualità.
Babbi Gay Uniti/6:
Il Cantante Sam Harris e Danny Jacobsen
Sam Harris (a destra) e il compagno, Danny Jacobsen (a sinistra),
stanno insieme da vent'anni e hanno adottato un bambino,
Cooper Atticus (al centro)
Contro le guerre si è schierato anche il cantante ed attore Tv Sam Harris (omonimo del filosofo connazionale), bel 53enne (come Tom Ford) dell'Oklahoma, nei testi delle sue canzoni dal messaggio politico-sociale.
Vincitore di "Star Search" nell'83, noto per la sua interpretazione di "Over the Rainbow" del Premio Oscar Judy Garland (1922 - 1969), morta nell'anno dei moti della comunità gay a New York (come mostra la ricostruzione storica di Nigel Finch nel suo film "Stonewall", che pure vedremo). Ha composto le seguenti canzoni politiche (che trovate gratis su YouTube): "Change Is On The way" per sostenere la campagna elettorale di Barack Obama e "My Reclamation" per invocare la "marriage equality" e lo spirito di fratellanza.
Come tanti artisti, ha avuto in passato le sue dipendenze: ha combattuto l'alcolismo ed ora è un uomo maturo, realizzato e felice.
Lui ed il produttore Danny Jacobsen, insieme da vent'anni, hanno adottato un bambino (Cooper Atticus) che, come il figlio di Tom Ford e Richard Buckley, reca il cognome di entrambi i padri.
Pochi mesi dopo si sono sposati.
Pubblica volentieri foto di famiglia nel suo profilo fan di Facebook, ove vediamo negli anni crescere il suo bambino, ed ha raccontato la sua esperienza nel libro autobiografico "Ham: Slices of a Life".
Babbi Gay Uniti/7
Il Politico Sean Patrick Maloney e il marito Randy Florke
22 anni insieme
Un altro famoso padre gay è il 48enne Sean Patrick Maloney, membro della Camera dei Rappresentanti dello Stato di New York. Canadese del Québec naturalizzato americano, nato da famiglia d'origine irlandese, cattolico liberale, da avvocato ha rappresentato la famiglia di Matthew Stephard (1976 - 1998), lo studente torturato e ucciso perché gay nel Wyoming. Nel 2014 è entrato in politica con il Partito Democratico ed è stato nello staff di Bill Clinton. Gay dichiarato, è impegnato con Randy Florke, arredatore d'interni, dal 1992 con cui si è maritato nel giugno 2014: i due vivono a Putnam County (Cold Spring) con i tre figli adottivi Jesús, Daley ed Essie ed i loro due cani.
Paul Bloom: le piccole Gioie dell'essere Genitore
Andiamo allo Zoo o rileggiamo a voce alta una Fiaba
per vedere in nostro figlio la stessa Sorpresa della prima volta
In questi Album fotografici di Famiglia vediamo quindi genitori e figlioletti insieme nel giuoco: dalle giostre al luna-park, dalla Notte di Halloween al cartoon al cinema, dalla "kindergarten graduation" alle fiabe alle tenerezze.
Lo psicologo di Yale Paul Bloom, di cui ho recensito qui l'ultimo libro “Buoni si nasce. Le origini del bene e del male” (traduzione di Sara Prencipe, Codice edizioni, Torino 2014, titolo originale “Just Babies. The Origins of Good and Evil”, 2013) spiega col contagio emotivo (intuito già dal filosofo liberale Adam Smith nella "Teoria dei Sentimenti Morali") queste gioie dell'essere genitori: quando siamo genitori (ma anche zii) abbiamo desiderio di provare di nuovo esperienze come andare allo Zoo o mangiare il gelato come se fosse la prima volta. Come quando vediamo il video "Baby laughing histerically at ripping paper" su YouTube e scoppiamo a ridere anche noi, oppure quando, esemplifica Smith, leggiamo ad alta voce una poesia o un libro ad un altro: ci fa piacere vedere in lui la stessa sorpresa che abbiamo provato noi. Il grande filosofo aveva così spiegato già il piacere di noi contemporanei di condividere le nostre scoperte, come anche il piacere di chi, scrivendovi qui, su questo blog, condivide ciò che studia e pensa. Anche il reverendo Matthew Fox, nella sua Teologia della Gioia, insiste sulla compassione come condivisione ("Compassione", Claudiana, Torino 2014).
Babbi Gay Uniti/8
Il Console Americano a Milano Patrick Wingate
e Sami Shakra, Sposi da 12 anni
La famiglia Wingate - Shakra a Milano.
Il Console americano a Milano Patrick Wingate ed il marito Sami Shakra si sono conosciuti nel 2001 e si sono sposati nel 2003 in Canada, il Paese nativo di Shakra, che ha origini palestinesi. I due diplomatici hanno due figli adottivi, Canaan e Mala, nati undici anni fa in Guatemala: la loro famiglia è protetta dalla legge americana dal 2013, cioè da quando anche il marito ha ottenuto la VISA, il visto. Alla cerimonia ha partecipato anche il segretario di Stato John Kerry. I quattro sono molto uniti e costituiscono un modello del pluralismo familiare del loro Paese.
"E' come il mio stesso sangue",
dice Patrick Lindner, cantante gay tedesco
padre adottivo di Daniel
Daniel è stato adottato dai suoi due papà quando aveva 8 mesi: sino ad allora
fu allevato in uno dei fatiscenti orfanotrofi russi. Putin ha fatto approvare
una legge che vieta l'adozione alle coppie gay sia straniere sia russe.
Una mia amica italiana naturalizzata tedesca al Cineforum di venerdì scorso ci ha segnalato che in Germania c'é Patrick Lindner, 54 anni (quindi coetaneo di Tom Ford, anch'egli papà gay), cantante pop (Volk, in tedesco) che è padre adottivo di un ragazzo di Daniel, che oggi ha 16 anni, adottato col suo manager ed allora compagno di vita Michael Link.
Sopra e sotto: i protagonisti del telefilm tedesco "Verbotene Liebe" nel giorno della
celebrazione dell'unione civile in chiesa che viene festeggiata
come un vero e proprio matrimonio in Germania.
Lo adottarono quando lui aveva 8 mesi e sino ad allora era stato allevato in uno dei fatiscenti orfanotrofi russi (prima che Putin facesse votare alla Duma la legge che vieta le adozioni ai gay), ove tuttora 120.000 bimbi crescono senza una famiglia.
Del figlio dice:
"E' come se fosse la mia carne e il mio sangue".
I due oggi non stanno più insieme ma collaborano come genitori.
Intorno a quest'esperienza (di cui parla in quest'intervista ove dice che che
"la famiglia è là dove abita l'amore":
http://www.gala.de/stars/story/interview/patrick-lindner-familie-ist-da-wo-liebe-wohnt_1100262.htmlhan) come vari altri padri di cui sopra ha scritto un libro (cfr. la versione internazionale in inglese del "Der Spiegel": http://www.spiegel.de/international/spiegel/bavarian-family-values-state-seeks-to-stop-federal-gay-adoption-rights-a-353942.html).
Quando stavano insieme sono stati definiti dalla stampa tedesca "la coppia gay top della Germania". Quando ad un dibattito televisivo, con loro due fra gli ospiti, l'allora arcivescovo cattolico di Berlino Georg Maximilian Sterzinsky (1936 - 2011) ha teorizzato che "non tutte le forme di vita sono buone", come dire che sono una cattiva famiglia, la ministra federale della giustizia della SPD, Herta Daubler-Gmelin ha detto indicando la coppia: "Questa è già una famiglia". Allora il vescovone non ha saputo come replicare ed è rimasto in silenzio. Silente come le cosiddette sentinelle in piedi che, non trovando argomenti, se ne stanno in silenzio. Perché la democrazia sana è fatta per un rispettoso dialogo faccia-a-faccia, non per quelli che non hanno nulla da dire.
Esempi di Errori Comuni coi Bébé:
dal Ciuccio al Marsupio
Ma anche i buoni babbi sbagliano. Vediamo in una foto Neil Patrick Harris col bimbo nel marsupio rivolto verso l’esterno. Errore, dice una psicologa dell'University of Sydney, Catherine Flower, che ha biasimato i genitori che recan con sé i figlioletti under 1 nel marsupio e nella carrozzina lasciandogli la faccina rivolta verso un mondo esterno ancora ignoto: i bimbi vanno sempre tenuti "a portata di sguardo", rivolti verso il volto rassicurante del genitore.
Infatti, annota Charles Darwin in "The Expressions of Emotions in Man and Animals", "i movimenti dell'espressione del volto (...) sono i primi mezzi di comunicazione fra la madre e il bambino" (naturalmente, oggi vale anche per i padri che si prendono cura dei bébé) "la madre sorride con approvazione e così incoraggia il figlio sulla retta via, od aggrotta le sopracciglia in segno di disapprovazione. Percepiamo prontamente la simpatia degli altri attraverso la loro espressione" (citato in Joseph LeDoux, "Il cervello emotivo", titolo originale americano "The Emotional Brain. The Mysterious Underspinnings of Emotional Life", prefazione di Alberto Oliverio, traduzione di Sylvie Coyaud, edizione speciale per il "Corriere della Sera", Rizzoli, Milano 2011, pag. 127). Lo psicanalista Spitz (Vienna 1887 - Denver 1974) studiò in vivo, con metodo longitudinale, anche con l'ausilio di filmati, gli stadi di sviluppo del bébé osservando la comunicazione cinestetica fra madre e figlioletto analizzando la percettività della regione facciale: "Qui incomincia il processo che trasforma il neonato in un essere umano, sociale, in zôón politikón" scrive (citando Aristotele, "Politica", 1253 a, 2) ne "Il primo anno di vita" (prima ediz. ital. Armando Armando 1973, tit. orig. "The First Year of Life. A Psychoanalytical Study and Deviant Development of Object Relations", International Universities Press, New York 1975, edizione speciale per il "Corriere della Sera", Rizzoli, Milano 2011, pag. 143). Oggi quel capitolo ("Il ruolo della relazione madre-bambino") si può riscrivere anche per i neopapà, gay od etero. Mentre il calciatore David Beckham gira con la bimba Harper con ciuccio: sbagliato, commenta l’esperta di bambini Clare Byam-Cook sul "Daily Mail": così si mette a rischio l’allineamento dei denti.
Due Madri: l'Unione fa la Forza
C'é più Sinergia e più Eguaglianza
Le faccende di Casa a Rotazione, senza ruoli fissi
La madri gay risultan più dotate di risorse psicologiche positive e si distribuiscono la divisione del lavoro in maniera più egualitaria: non c'è una che fa sempre la stessa cosa, ma si ruota (cfr. l'articolo "Who is Mummy Tonight?" di Claudia Ciano - Boyce e Lynn Shelley - Sireci del 2002). Un pò come i nostri giovani universitari che convivono nei loro appartamenti: a rotazione, uno fa le pulizie di casa mentre l'altro cucina. Senza ruoli rigidi, perché è giusto sia così. Le co-madri (le compagne delle madri biologiche) presentano abilità genitoriali ed impegno verso i figli molto superiori a quelli dei padri (Brewaeys 1997) e la coppia lesbica ha un livello molto più alto di sincronicità e di sinergia rispetto alle coppie etero: madre biologica e co-madre presentano totale identità di vedute riguardo all'educazione dei figli (mentre le coppie etero si trovano in disaccordo molto più spesso). Li seguono di più e sono molto competenti. Secondo Stacey e Biblarz, Brewaeys (1997), Chan (1998) e Flaks (1995) questi punti di forza dipendono dal genere (essere donne, essere madri) piuttosto che con l'orientamento sessuale: in generale, le madri in generale (di ogni categoria) investono di più nella cura dei figli (Furstenberg e Cherlin 1991, Simons and Associates 1996).
Ma, appunto, come dicevamo, emergono i Nuovi Padri (gay o etero) che investono molto più tempo per i loro bébé (sei ore al giorno, come si è detto).
Mamme Gay Famose/1:
Cat Cora, la Chef che s'ispira a Julia Child, e Jennifer
Cat Cora, 47 anni (a destra) e la compagna Jennifer, 43
(a sinistra) sono madri di quattro bambini, di cui due
sono qui con loro in una tavola imbandita dai piatti
creati da Cat, che è la cuoca più famosa d'America.
Gli chef famosi dei grandi ristoranti, curiosamente, sono in maggioranza uomini benché le donne si dedichino di più alla cucina. Cat Cora è un'eccezione: la cuoca professionista 47enne nata a Jackson (la cittadina del Mississippi ove è ambientato il romanzo ed il film "The Help") é famosa per il programma Tv "Iron Chef America".
Il padre ed il nonno erano entrambi ristoratori e le hanno trasmesso la passione per la buona cucina. Il suo stile è stato influenzato da sua nonna e da Julia Child (1912 - 2004), la famosa cuoca di Pasadena interpretata perfettamente al cinema dal Premio Oscar Meryl Streep nel film "Julie and Julia" di Nora Ephron (la regista di "Insonnia d'amore" che ho presentato al Cineforum che conducevo al Guado a Milano).
E' impegnata nella filantropia, essendo cofondatrice dell'organizzazione non-profit "Chef for Humanity" e portavoce UNICEF. Trovate un suo ristorante anche all'aeroporto di San Francisco, al resort Walt Disney di Orlando (Florida) e all'acquario di Singapore.
Ha lavorato nel catering all'Olivia, agenzia di viaggi per donne gay (che ha come testimonial la golfista Rosie Jones e la tennista di origine ceca Martina Navratilova).
La foto al completo: Pat Cora, la compagna Jennifer e i loro figli.
Lei e la compagna Jennifer, 43 anni, hanno quattro figli: Zoran, Caje, Thatcher (partoriti da Jennifer) e Nash (messo al mondo da Cat).
Nel ricevere il Golden Globe alla carriera il 14 gennaio 2012, Jodie Foster (due volte Premio Oscar) fa il suo coming out e ringrazia pubblicamente l'ex compagna Cydney Bernard, con la quale ha cresciuto i figli Charlie e Kit. Attualmente l’attrice e regista californiana ha una relazione con la scenografa Cindy Mort.
La conduttrice Tv afroamericana Wanda Sykes e Alex, spose nel 2008, sono genitrici di Lucas ed Olivia, due gemelli.
Mamme Gay Famose/2:
Mary Cheney ed Heather Poe
Come Will Portman, ha fatto mutare idea a suo padre sui gay
Il senatore repubblicano Rob Portman e suo figlio Will.
La storia di Mary Cheney dimostra che non tutti sono disposti ad impegnarsi attivamente e nello stesso modo per interessi politici, economici, familiari. 45 anni, è la figlia di Dick Cheney (73 anni), che fu il vice per due mandati (2001 - 2009) del controverso presidente G. W. Bush Jr. (Partito Repubblicano). Cheney non ha svolto il servizio militare ed è sempre stato favore ad interventi armati e anche alla guerra in Iraq nonostante l'amministrazione non avesse prove del legame Saddam Hussein - Al Qaeda, e fu accusato di aver così favorito l'azienda petrolifera texana di cui era stato a.d. (la multinazionale Halliburton). Sua figlia, nata nel Wisconsin, lo Stato ove è cresciuto il padre (originario del Nebraska), da vent'anni è insieme ad Heather Poe e si sono sposate due anni fa: non appena è stato possibile nello Stato di Washington DC. Proprio come Dan Savage e Terry Miller. Convivono in Virginia con le loro due bambine. Secondo molti è stata lei, rendendolo nonno, che ha fatto mutare idea sulle famiglie formate da due donne a suo padre, il cui partito su questa questione sociale è stato dalla parte sbagliata della Storia. Pur essendo lui molto potente, la sua posizione è sempre rimasta personale ed ininfluente: il suo capo Bush nel 2004 ha proposto al Congresso un emendamento alla Costituzione che vietava di fare future leggi di estensione del matrimonio ai gay. Cheney, interrogato sul tema, ha dichiarato che la sua posizione era personalmente questa: che bisogna lasciare ai singoli stati federali. Evidentemente, non aveva la volontà politica di farsi promotore di una posizione minoritaria nel suo partito. Quantomeno, gli omofobi fra i repubblicani non hanno messo in discussione il diritto a fare figli e formarsi una famiglia, pur restando contrari ai matrimoni sino a doversi arrendere dinanzi alla storica sentenza della Corte Suprema. La conversione di Cheney ricorda quella del 59enne senatore repubblicano dell'Ohio Rob Portman il cui figlio Will ha fatto coming out come gay con un articolo sulla rivista dell'Università di Yale (http://yaledailynews.com/blog/2013/03/25/portman-coming-out/): da allora suo padre, che non perdeva occasione per attaccare i democratici sul tema, ora ha mutato idea sul matrimonio e fatto il tifo per la sentenza della Corte Suprema che ha proprio dichiarato incostituzionale l'emendamento di Bush. L'azione politica del Senatore, dunque, assieme a quella dei 75 senatori che hanno inviato il loro Sì alla Corte Suprema che doveva decidere sulle leggi anti-nozze gay, è molto diverso dal disimpegno di Cheney. In un caso abbiamo padre e figlio che si sono schierati insieme, dall'altro padre e figlia che han sempre malvolentieri risposto alle domande su queste loro contraddizioni. C'è dunque una bella differenza fra il conservatorismo compassionevole americano e quello britannico di David Cameron, che anzi ha lui stesso proposto l'estensione del matrimonio gay: "Non sono a favore dei matrimoni gay nonostante io sia un conservatore, bensì proprio perché, in quanto conservatore, credo nei legami".
Mentre Cheney ha sempre puntato alla carriera, adeguandosi al conformismo e dando nel 2012 un contributo a Mitt Romney (primo candidato presidente di fede mormone), il senatore ha pagato il prezzo di non venire scelto nello staff di Romney.
Lo Studio più vasto è di una Psichiatra Gay:
"I Figli Meno Aggressivi e Problematici
Le Figlie Più Anticonformiste nei Giuochi e nel Vestire"
E i figli di coppie gay che hanno scelto di averli (con adozione od eterologa o surrogacy), come sono? Quel laboratorio naturale che sono le famiglie gay dà la chance agli scienziati di osservare il fenomeno della crescita. In primo momento, per ragioni ideologiche, si sono minimizzate le differenze e ci sono vari bias (errori di metodo) e limiti (per esempio il fatto che inizialmente eran rari coloro i quali si esponevano). Poi studiosi pionieri come i sociologi Judith Stacey e Jim Biblarz ("(How) Does the Sexual Orientation of Parents Matter?", in "American Sociological Review", Vol. 66, No. 2, aprile 2001, pagg. 159 - 183) hanno mostrano che l'orientamento ha una sua influenza (con modalità complesse) ed han trovato così conferma, attraverso questionari, di ciò che han sempre sperimentato coi figli di genitori gay da loro frequentati. I genitori gay si sono riconosciuti in questo ritratto sociologico. Vediamo quale.
Innanzitutto, essendo questa genitorialità pianificata, questi figli si sentono molto amati e voluti, il che è un vantaggio secondo innumerevoli ricerche.
Inoltre, l'orientamento sessuale dei genitori (e dunque la struttura della famiglia) non conta per la salute mentale né per l'intelligenza (normali): vedasi gli studi di Stacey e Biblarz e Falk (1994) che escludono categoricamente alcun tipo di danno. Anzi, per Patterson ("Children of the Lesbian Baby Boom" in B. Green e G.M. Herek, "Lesbian and Gay Psychology", 1994) spesso stanno meglio. La ricerca di Jennifer L. Wainright, Stephen T. Russell e Charlotte J. Patterson ("Psychological Adjustment, School Outcomes and Romantic Relationship of Adolescents and Same-Sex Parents", in "Child Development" 2004) è la prima longitudinale (cioé nell'evoluzione degli anni) a livello nazionale sui teenagers e raffronta 44 adolescenti (12 - 18 anni) con genitori gay ed altrettanti coetanei con genitori etero (col limite di non fare domande dirette sull'orientamento dei genitori né dei figli). Il risultato conferma quello di Stacey e Biblarz, a cui fanno espresso riferimento: non trovano nessuna differenza significativa fra i due gruppi, e l'adattamento personale (depressione o ansia), familiare (integrazione nel quartiere e in famiglia) e scolastico varia a seconda del rapporto col genitore, e non dal tipo di struttura della famiglia.
Fresco di quattr'anni fa è lo studio che tutt'ora prosegue, della psichiatra gay Nanette Gartrell (dell'University of California San Francisco e dell'Università di Amsterdam) e di Henny Bos pubblicato su "Pediatrics" che studiava i figli di 154 madri gay in attesa (reclutate fra il 1986 ed il 1992) e che ha seguìto la crescita di questi figli (nati da inseminazione con donatore anonimo o noto) interrogandoli con appositi questionari all'età di 10 e 17 anni, e che addirittura riscontra meno problemi sociali (violazione delle regole, aggressività, esternazione di problemi) rispetto alla media del campione nazionale di Achenbach. Questo è il più grande e lungo studio mai fatto sinora ed è svolto da una donna che ebbe il coraggio di fare coming out negli anni Settanta (http://newsroom.ucla.edu/stories/nanette-gartrell-2-241255).
La conclusione è che i dati da questo grande campione sconfermano le predizioni delle teorie dello sviluppo umano che predicevano chissà quali enormi difficoltà nei figli di genitori gay. Bisogna dunque sempre, nell'àmbito delle scienze, distinguere le teorie dalle prove.
I figli naturalmente stanno egualmente male quando i genitori gay divorziano (Gyll Loren Turteltaub 2002): tristezza e rabbia sono le stesse dei figli di coppie etero separate.
L'orientamento sessuale dei genitori conta per altre caratteristiche che emergono rispetto al gruppo di controllo dei figli di coppie etero: in generale, possiamo dire che sono più anticonformisti.
In primis, questi figli sono più open minded, e si fanno meno problemi nell'esplorazione sessuale, senza entrare in crisi d'identità come i gay delle vecchie generazioni. Essendo in maggioranza etero ed essendo cresciuti con genitori dall'orientamento sessuale opposto, sono semplicemente più curiosi della dimensione sessuale. Le ricerche mostrano inoltre che i figli di coppie gay sono dotati di maggiore resilienza (la capacità di trovare in sé le risorse morali per non farsi rovinare e corrodere dalla negatività dell’esterno).
Poiché le loro mamme sono meno preoccupate (delle madri etero) del fatto che i figli si dedichino ad attività che segue la maggioranza, le figlie sono anticonformiste sia nella maniera di vestire sia nelle loro attività sia quando sono bambine (giocando con giuochi meno stereotipati) sia da grandi (le aspirazioni professionali come avvocato, astronauta, ingegnere): cfr. Green 1986. I figli sono meno aggressivi e posticipano le prime esperienze sessuali.
Il sociologo britannico Anthony Giddens parla della relazione fra due uomini o due donne come di "relazione pura", cioé priva di convenzioni sociali. Concetto ripreso da Umberto Veronesi che si dichiara favorevole a matrimoni e adozioni gay: "Il sesso, nell'educazione, non c'entra".
Qual è la previsione sulla genitorialità gay? Le donne gay che un tempo si maritavano (come Virginia Woolf) non lo faranno più, così come gli uomini gay che un tempo si ammogliavano e avevano figli (come Oscar Wilde) non lo faranno più. E omosessualità e famiglia non saranno più una contraddizione di termini. Chi si oppone a queste nuove libertà forse vuole il ritorno di un'omosessualità vecchio stile con una doppia vita come nel secolo scorso, ed ha perso il treno della Storia.
Lo psicologo antigay é dell'Università dei Mormoni,
ateneo non riconosce nemmeno il Gruppo Studenti Gay
I mormoni (la Chiesa dei Santi degli Ultimi Giorni) sono stati determinanti, con la loro campagna di disinformazione che puntava sul disgusto contro le presunte pratiche sessuali dei gay, per il Sì alla "Proposition 8" nel referendum in California. E proprio dall'Università dei mormoni, la Brigham Young University (BYU, ateneo intitolato al leader storico della setta che ebbe 27 mogli) viene il No all'omosessualità dello psicologo Lynn Wardle che è anche un rappresentante della sua chiesa (di cui si è scoperto che aveva falsato gli studi: non erano su madri gay bensì su madri single etero). Nell'ateneo mormone sono banditi alcol, té, caffé e rapporti prematrimoniali; gli allievi di orientamento politico democratico sono ridicolizzati, e tutti gli studenti e le studentesse sono obbligati ad andare a messa ogni domenica, con registro di presenze e assenze. Secondo la filosofa Martha C. Nussbaum, il tipo di test adoperati, quelli a risposta multipla con crocette, sono quanto di più distante ci sia dall'educazione liberale socratica che lei propone per contribuire a formare dei cittadini liberi ("Cultivating Humanity", Harvard University Press, Massachusetts 2003 (1997), pag. 284, sezione "Socrates and the Religious University", pagg. 257 - 292). Inoltre, a conferma dell'omofobia dottrinaria e pratica di questa confessione, "l'amministrazione ha persistentemente rifiutato di riconoscere ufficialmente il gruppo di studenti e studentesse gay" (pag. 277). A due studiosi "è stato proibito di pubblicare i risultati dei loro studi delle esperienze delle donne sopravvissute agli abusi sessuali nell'infanzia e delle presunta indifferenza dei leader mormoni quando han chiesto loro di aiutarle" (pag. 288).
Anche lo psicologo Paul Cameron (espulso dall'American Psychological Association per non aver collaborato ad un'indagine sulla sua deontologia professionale) é stato accusato di errori di metodo e di falsare e manipolare i dati sulla questione dei genitori gay e così il cattolico conservatore repubblicano Mark Egnerus (Texas University), il quale (dichiarando che la sua fede religiosa permei la sua ricerca) si è limitato a raffrontare 12 mila di figli di coppie etero e figli di genitori divorziati per l'omosessualità di uno dei due, e di cui solo il 2% (cioé tre famiglie) è realmente e stabilmente vissuto col genitore gay per almeno 2-3 anni e solo a 253 dei quali era nota l'omosessualità del genitore, il che quindi non dimostra che questa condizione sia di per sé dannosa per i figli.
Omofobia Trasversale:
I ministri dell'Interno contro le trascrizioni dei matrimoni gay
La ministra della famiglia che ragiona come Putin:
"Meglio orfani che con due babbi"
L'omofobia dichiarata è traversale ai partiti. L'attuale presidente del consiglio sette anni fa era in piazza al Family Day organizzato dal Vaticano per sostenere la famiglia tradizionale.
L’attuale ministro dell’interno, del cosiddetto "Nuovo Centrodestra" ha ripetuto l'atto di un altro ministro dell’Interno Giuliano Amato (“notabile sempre a disposizione” come l’ha definito un commentatore, e papabile come presidente della repubblica) cje con la circolare 55 del 18 ottobre 2007 ordinò a tutti i prefetti e ai sindaci d’Italia d’impedire la trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero: “La richiesta di trascrizione di un simile atto compiuto all’estero dev’essere rifiutata perché in contrasto con l’ordine pubblico interno”.
L’ex “ministra della famiglia” (una che, nell'imminenza del Family Day organizzato dal Vaticano e con la partecipazione di politici pluridivorziati, disse che un bimbo nero è meglio che se ne resti orfano in Africa piuttosto che avere due babbi o due mamme perché non è necessario creare in laboratorio orfani né disadattati), volendo riconfermare la riduzione del concetto di famiglia alla mera coppia etero sposata, tentò di far passare un vergognoso disegno di legge che (non riconoscendo nemmeno la reversibilità della pensione e obbligando a condividere l'eredità anche coi lontani parenti) pretendeva di separare i due compagni al momento stesso della firma (per raccomandata!) ond'evitare una qualunque cerimonia pubblica e dunque la festa: il contrario dell’autentica compassione, che significa anche saper fare festa insieme!
Con la proposta del senatore Andrea Marcucci (PLI, Radicali, Margherita, Unione, infine PD) si copia la civil partnership inglese (superata da David Cameron) che consente di adottare anche il figlio biologico del/la compagno/a avuto grazie alla fecondazione assistita, ma non riconosce (come invece la civil partnership consentiva) l'adozione di una persona esterna alla coppia, e ciò "in virtù di quella mediazione che non consente, in tale contesto politico, di spingerci oltre" (sic, R. Iardino, "Presidente, la mia è una famiglia", Alpine Studio, Milano, 2014, pag. 78).
La Famiglia non è solo originata dentro al Matrimonio
La Legge protegge sempre tutti i Figli
E’ naturale: non la crea lo Stato, lo precede
Quali sono gli articoli della Costituzione che si possono interpretare in chiave moderna ed estensiva? In primis, l'articolo 2 che "riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali dove si svolge la personalità".
L'articolo 3 obbliga a rimuovere tuti gli ostacoli generati da una condizione personale. L’articolo 30 equipara nei diritti i figli naturali e quelli legittimi ci ricorda che non è solo il matrimonio a dar luogo a una famiglia e ad obblighi familiari.
“E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi d'incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro còmpiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità."
La nostra Costituzione antifascista ha poi un articolo, il 29esimo, che protegge la famiglia dalle invasioni di campo delle ideologie di Stato ed è la risposta all'ingerenza del mussolinismo appena sconfitto grazie agli Alleati nella Seconda guerra mondiale: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio." Quell’aggettivo, “naturale”, vuol proteggere le famiglie dalle leggi positive come quelle fatte durante il nazionalsocialismo.
Similmente, anche in America sin dalla sentenza Prince v. Massachusetts (1944), il giudice della Corte Suprema Byron White decretò che la famiglia è una realtà in cui “lo Stato non può entrare”.
Lo mostra anche la storia di Philomena Lee, ambientato in un’epoca in cui lo Stato clericale irlandese delegava alla chiesa cattolica e alle suore i destini dei figlioletti delle ragazze madri ritenute indegne, come la protagonista.
Ceronetti: "La Famiglia Perfetta? La Mafia!"
Fortuyn: "La Chiesa non è Madre, è Patriarcale"
De Botton: Artisti, dipingete l'Amore Genitoriale!
Il Tabù dell'Occidente: il Parto nell'Arte
Vediamo cosa pensano della famiglia alcuni fra i pensatori più originali. Il filosofo Guido Ceronetti scrive in un provocatorio articolo (“Famiglia: è il caso di difenderla?”) contro l’astrattezza della famiglia proposta dai preti (senza famiglia) cattolici: “L’esemplarità è delle famiglie mafiose meridionali: focolare integro, nozze tutte benedette, le mogli non tradiscono, i divorzi non esistono. Perché mai il modello non viene mai, nelle prediche, proposto? Ma non in quelle soltanto l’omertà è la costituzione di fondamento del modo d’essere famiglia tradizionale. Tradotta in linguaggio popolare, l’omertà risuona nel detto “i panni sporchi si lavano in famiglia”, legge applicatissima che consente il trasparire dalle finestre illuminate di una tranquillità inesistente, che non turba la pace sociale. Ma il prezzo di quel bucato casalingo sono silenzi obbrobriosi, macellazioni lente, talvolta sadiche, di anime umiliate.” (“La Stampa”, 1 marzo 2007).
Nel suo libro “La società orfana. Trattato religioso-sociologico” (edizione italiana a cura dell’associazione culturale “Carlo Cattaneo”, Pordenone 2007, prima edizione olandese Bruna, Utrecht 1995), il sociologo olandese Pim Fortuyn (1948 – 2002), cattolico liberale ed omosessuale per la laicità dello Stato e favorevole alle famiglie con due babbi e due mamme (allora già riconosciute nel suo Paese che fu pioniere) definisce la leadership morale necessaria nelle istituzioni:
“Un vero Leader è padre e madre allo stesso tempo. Stabilisce la legge e vigila sulla coesione del gruppo. Il Leader abile è il buon pastore della Bibbia. E’ colui che stabilisce norme e al contempo getta ponti. E’ severo e misericordioso” (“La società orfana”, pag. 269).
Dunque Fortuyn, dice che bisogna superare il patriarcato maschilista, che è una malattia della religione cattolica che non coinvolge le donne. Il sacerdote, l’educatore, il Papa, deve ricordarsi di essere anche madre. I ragazzi di oggi crescono senza autentiche guide, né in famiglia né a scuola, né in politica, diceva Fortuyn.
E il filosofo Alain de Botton (svizzero naturalizzato britannico) nel suo saggio “Del buon uso della religione. Una guida per i non credenti” (Guanda, Parma 2011) invita l'arte a parlare di temi che, come l'essere genitori, arrivino al cuore delle persone:
“Sarebbe utile se anche i nostri artisti laici, di tanto in tanto, creassero opere incentrare sull’amore genitoriale” (pag. 155)
Purtroppo l’Occidente non ha mai rappresentato il parto: sempre e solo la gravidanza. Ed in particolare la gravidanza di Maria che secondo la leggenda sarebbe stata vergine. Sicché non ci è dato sapere come il Gesù storico sia stato partorito: Maria era accovacciata o adagiata? Certo, trovandosi da sola con Giuseppe, non dev’essere stato facile, senza un’ostetrica. Ma sarebbe bello che un artista rappresentasse anche questo momento su cui c'è sempre stato il Tabù. Questo è un grande limite della Tradizione iconografica cristiana e gli artisti dovrebbero incominciare a colmare questo vuoto: vedere raffigurato anche questo momento importante nella vita di una madre è terapeutico e consolante, considerato che dal 2000 è riconosciuta l'esistenza di una patologia psichiatrica chiamata tocofobia (il terrore irrazionale di morire di parto e dunque di restare incinte). Considerata la novità culturale del coinvolgimento dei padri moderni nel parto (a partire dalla seconda metà del Novecento) sarebbe bello che l’arte oggi sapesse rendere anche questo momento unico per la vita di un uomo che diviene genitore ed affianca la moglie nei dolori del parto.
Ritorsioni omofobiche contro Obama Gay Friendly
L' "Amico Putin" vieta le adozioni agli Americani
La Duma all'unanimità vieta ai Gay stranieri l'adozione:
"Così si evita d'imporre l'omosessualità"
Ma solo l'1% dei Russi adotta i 120mila orfani connazionali
L'ex ministra della famiglia si trova concorde con Vladimir Putin perché dichiara lo stesso suo ragionamento: meglio orfani che con due padri. L'Italia, non a caso, è partner della Russia ove l'ex presidente Vladimir Putin ha da tempo creato una campagna di reazione contro la liberazione omosessuale, facendo approvare dalla Duma una legge che (violando la libertà di espressione) vieta la difesa della famiglia gay. In un Paese ove 120 mila bambini sono abbandonati nei fatiscenti orfanotrofi, il difensore civico per l'infanzia ha elogiato l'Italia come l'unico Paese che rispetti la convenzione bilaterale che dice che solo le coppie etero possono essere famiglie. In media 700 bimbi russi sono adottati da italiani. Dal gennaio 2013 la legge Dima Yakovlev (che prende pretestuosamente il nome da un bimbo morto dimenticato in auto al sole nel 2009 dal genitore adottivo statunitense) all'articolo 4 (http://rt.com/politics/official-word/dima-yakovlev-law-full-995/) vieta agli americani di adottare orfani russi (ne adottavano mille l'anno) annullando così lo stesso trattato bilaterale firmato all'inizio del 2012: è stata la risposta-ritorsione da Guerra Fredda al Magnitsky Act (che vieta l'ingresso in America ai russi colpevoli di violazione dei diritti umani, dal nome di un russo morto in carcere -si sospetta per mancate cure stile Stefano Cucchi- ove era rinchiuso con l'accusa di frode fiscale dopo aver denunziato crimini di un'azienda controllata dal governo russo). Dal giugno 2013 la Duma (il Parlamento russo) ha vietato all'unanimità alle famiglie gay dei Paesi stranieri ove è permesso il matrimonio fra persone dello stesso sesso di richiedere figli russi in adozione. Lo stesso Putin ha dichiarato di prevenire così "l'imposizione di comportamenti sessuali non tradizionali". Un atto di irresponsabilità dinanzi al dato che soltanto l'1,1% delle famiglie russe adotta orfanelli connazionali: chissà quante coppie gay potrebbero coronare il loro legittimo desiderio di genitorialità e felicità se in Russia non dominasse questa paura dell'influenza della cultura occidentale. Il professor Michael Walzer (Princeton University) spiega quest'eterno sospettismo dell'Orso russo contro l'Occidente con la formazione da agente segreto nel KGB (i servizi segreti sotto il regime comunista) di Putin, addottrinato a vedere nell'Occidente un nemico. Questo nazionalismo da secolo scorso impedisce relazioni internazionali feconde di collaborazioni, come nel caso di questa vergogna nazionale di così tanti orfani. Già Martin Luther King ricordava la rete di reciprocità che ci sono in quella che oggi chiamiamo "civiltà globale". Sarebbe bello, logico e giusto che, in un mondo globale, si mettesse da parte il malsano orgoglio tipico del nazionalismo e si collaborasse cogli altri Paesi in un'ottica di mutuo scambio (non meramente economico-petrolifero).
Esempio di Creatività e Compassione della Società Civile
Legge d’Iniziativa Popolare in 24 Ore,
il CentroDestra in Finlandia
prende atto e vota Sì al Matrimonio per i Gay
Il Leader della Chiesa Luterana: ne sono Felice
La coesione sociale, l’inclusione, la lotta alla discriminazione dovrebbero essere valori trasversali. L’hanno dimostrato molti Paesi Europei. Vediamo un caso recente (28 novembre scorso): per iniziativa della società civile, la Finlandia è diventata l’ennesimo Paese Europeo che estende l’istituzione del matrimonio alle coppie gay (notizia non data dai Tg) che si chiamerà gender-neutral marriage. Commenta questo giornale locale, suggeritomi da un amico finlandese: “Il risultato senza precedenti segna la prima volta in cui un’iniziativa dei cittadini ha ricevuto la benedizione dei legislatori per essere trascritta nel libro delle leggi”. La legge sarà approvata fra un anno ed avrà effetto nel 2016 o 2017 (http://yle.fi/uutiset/finnish_parliament_approves_same-sex_marriage/7657759).
Una veduta del porto di Helsinki, capitale della Finlandia.
La legge, d’iniziativa popolare, che prevede piena eguaglianza inclusa la possibilità di adottare all’esterno della coppia, è nata dalla creatività di alcuni cittadini finlandesi che han fatto un sondaggio demoscopico via Web: in ventiquattr’ore han raccolto cinquantamila firme (l’1% della popolazione: 5 milioni). Quanto basta per depositare il ddl in Parlamento. Il Premier, il conservatore liberale Alexander Stubb, 46enne leader del Partito di Coalizione Nazionale, ha preso atto della volontà popolare ed ha imitato i governi di centrodestra scandinavi (Svezia e Danimarca) e di Gran Bretagna (David Cameron), Paesi Bassi e Lussemburgo: ha presentato la proposta di legge in Parlamento che ha votato Sì’ (152 voti vs 92 No). In Italia siede al governo il cosiddetto “Nuovo Centrodestra” un cui senatore ha dichiarato varie volte il suo disgusto come criterio per giudicare la presenza dei gay visibili nelle strade o nelle pubblicità, e una cui ministra è andata in Tv a dire in nome della scienza, senza contraddittorio di esperti ed ignorando gli studi longitudinali sui figli di coppie gay, che sono famiglie disfunzionali, ed un cui un ministro dell’Interno usa argomenti da segregazionisti degli Anni Cinquanta (“in Italia la legge non permette le nozze gay”, così come i segregazionisti degli stati del Sud americano dicevano: “nel nostro Stato non esiste l’integrazione razziale, è la legge”): stesso falso argomento del un capo di partito, omonimo del presidente del consiglio, che ha detto “sono contro le discriminazioni ma non credo che i gay debbano avere i miei stessi diritti”, senz'accorgersi della contraddizione di termini delle sue stesse parole. Il confronto con questi Paesi europei ci sbatte in faccia quanto siamo indietro: la Finlandia (che già stato due anni fa un candidato presidente dichiaratamente gay) aveva già le unioni civili con stepchild adoption dal 2002, e dato un segnale celebrando nei francobolli postali il suo disegnatore gay Tom of Finland (1920 – 1991), il più rinomato artista grafico finlandese, che rappresenta uomini dotati di vitalismo e gioia del sesso e sense of humor, mentre il governo italiano ha appena aumentato di altri dieci centesimi i bolli postali disincentivando così anche la corrispondenza via lettera. La Finlandia è il 12esimo Paese d’Europa (e 40esimo nel mondo) ad estendere questa libertà. Come nel caso della chiesa episcopaliana che ha suonato a festa della Cattedrale Nazionale di Washington alla notizia della storica sentenza della Corte Suprema americana, così il leader della chiesa luterana finlandese ufficiale (finanziata dai contribuenti e di cui fa parte il 75% dei cittadini, cioè 3 cittadini su 4), Kari Mäkinen, ha espresso le sue felicitazioni: “So quanto questa giornata significa per la comunità arcobaleno, i loro cari e molti altri. Mi rallegro con tutto il mio cuore per loro e con loro” (http://yle.fi/uutiset/finnish_lutheran_leader_rejoices_over_same-sex_marriage_vote/7658255).
Questa è autentica compassione, la capacità di sentirsi in comunione con il prossimo e condividerne gioie e dolori. Ha votato contro la legge il partito della Democrazia cristiana: il più piccolo, piccolo come il NCD italiano. Ma il capo della chiesa ha detto, con riferimento al matrimonio religioso: “Il nostro concetto di matrimonio ha bisogno di un fondamentale esame. Parlando a titolo personale, penso che sia ora del riesame dal punto di vista dei princìpi propri della chiesa”. Lo stesso articolo aggiunge che molti finlandesi negli ultimi anni hanno lasciato la chiesa sulla base della percepita opposizione all’eguaglianza matrimoniale, visto che i politici della Democrazia Cristiana (non affiliata alla chiesa) parlano in nome della religione. Va aggiunto che nei Paesi scandinavi non esiste il fenomeno tipico dei Paesi cattolici (Spagna, Italia e Francia) dell’ateismo militante. Cinque anni fa, il 22 ottobre 2009, la chiesa luterana svedese (separata dallo Stato nel 2000) era stata la prima a celebrare i matrimoni gay religiosi (sono esenti quei pastori che non vogliono).
Dal 16 dicembre in Scozia è il 13esimo Paese che introduce il matrimonio fra gay: chi era registrato in unione civile può trasformarla in matrimonio. A firmare la legge è il 32enne Marco Biagi, di origine italiana, gay dichiarato, deputato e ministro degli Enti Locali del partito indipendentista Scottish National Party.
L'Italia é uno dei restanti nove Paesi su 28 che rimangono nel totale vuoto legislativo: i cattolici Polonia ed Italia (grazie all’influenza del polacco Woytjla la cui dottrina è rimasta intatta dai successori Ratzinger e Bergoglio), la Slovacchia (a cui la Repubblica Ceca ha volentieri lasciato la secessione proprio per la sua arretratezza), la Grecia (che ha la stessa religione ortodossa omofoba della Russia), e le ex repubbliche dell’URSS omofoba Lettonia e Lituania e Romania.
Urge un leader politico che sappia estendere la piena eguaglianza e la piena libertà alle persone gay e sappia dare un messaggio come quello che pronunziò il grande Presidente dei Diritti, Lyndon Johnson, il 6 agosto 1965:
“Non c’è spazio per le ingiustizie nella dimora degli americani. Ma c’è sempre spazio per la comprensione di chi guarda il crollo delle antiche usanze. E a loro, oggi dico semplicemente questo: deve succedere. E’ giusto che succeda. E quando accadrà, vi accorgerete che un peso è stato tolto anche dalle vostre spalle”.
Il peso della paura e dell'odio. La piccola Finlandia ci offre così una lezione di democrazia popolare dal basso: la mobilitazione dei concittadini dinanzi ad uno stato d’imperfetta giustizia da correggere ha riscosso un’adesione tale che ha portato a tempi record all’accoglienza di questa proposta di legge di cui hanno la paternità anche quegl’internauti finlandesi.
Come nel film “The Help” c'è stata l’iniziativa creativa di un libro che ha coinvolto le tate nere concittadine per cambiare le cose, così stavolta la compassione e l’attivarsi per la giustizia sociale è diventata subito realtà storica.
Pubblicato da Lele Jandon a 17:44
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