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Timestamp: 2018-02-20 15:14:54+00:00

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Legislazione nazionale in materia di artigianato
In questa sezione sono riportate la normativa nazionale, quella regionale che disciplina il settore artigiano, le leggi di categoria e i relativi atti amministrativi.
Informazioni per iniziare un’impresa artigiana, iter amministrativo e riferimenti degli uffici Artigianato delle Camere di Commercio piemontesi sono disponibili sul Portale dell’artigianato alla pagina: http://artigianato.sistemapiemonte.it/creareimpresa/amministrativo.shtml.
Informazioni, modulistica e link utili nel caso di presentazione di ricorso amministrativo alla Commissione regionale per l’artigianato si trovano alla pagina http://www.regione.piemonte.it/artigianato/commissione_regionale.htm
Legge quadro 443/85
Legge 8 agosto 1985, n. 443 (testo vigente)
art. 1. Potestà delle regioni
Art. 1. Potestà delle regioni In conformità alI'articolo 117, primo comma, della Costituzione, le regioni emanano norme legislative in materia di artigianato nell'ambito dei principi di cui alla presente legge, fatte salve le specifiche competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome. Ai sensi ed agli effetti del precedente comma, in armonia con gli indirizzi della programmazione nazionale, spetta alle regioni l'adozione di provvedimenti diretti alla tutela ed allo sviluppo dell'artigianato ed alla valorizzazione delle produzioni artigiane nelle loro diverse espressioni territoriali, artistiche e tradizionali, con particolare riferimesto alle agevolazioni di accesso al credito, all'assistenza tecnica, alla ricerca applicata, alla formazione professionale, all'associazionismo economico, alla realizzazione di insediamenti artigiani, alle agevolazioni per l'esportazione. Le regioni esercitano le funzioni amministrative di loro competenza delegandole, normalmente, agli enti locali.
art. 2. Imprenditore artigiano
Art. 2. Imprenditore artigiano C imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualitr di titolare, I'impresa artigiana, assumendone la piena responsabilitr con tutti gli oneri ed i rischi inerenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo.
Sono escluse limitazioni alla libertr di accesso del singolo imprenditore all'attività artigiana e di esercizio della sua professione. Sono fatte salve le norme previste dalle specifiche leggi statali.
L'imprenditore artgiano, nell'esercizio di particolari attività che richiedono una peculiare preparazione ed implicano responsabilitr a tutela e garanzia degli utenti, deve essere in possesso dei requisiti tecnico professionali previsti dalle leggi statali.
art. 3. Definizione di impresa artigiana
Art. 3. Definizione di impresa artigiana C artigiana l'impresa che, esercitata dall'imprenditore artigiano nei limiti dimensionali di cui alla presente legge, abbia per scopo prevalente lo svolgimento di un'attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazioni di servizi, escluse le attività agricole e le attività di prestazione di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione dei beni o ausiliarie di queste ultime, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, salvo il caso che siano solamente strumentali e accessorie all'esercizio dell'impresa.
C artigiana l'impresa che, nei limiti dimensionali di cui alla presente legge e con gli scopi di cui al precedente comma, c costituita ed esercitata in forma di societr, anche cooperativa, escluse le societr per azioni ed in accomandita per azioni, a condizione che la maggioranza dei soci, ovvero uno nel caso di due soci, svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e che nell'impresa il lavoro abbia funzione preminente sul capitale.1
C altrese artigiana l'impresa che, nei limiti dimensionali di cui alla presente Iegge e con gli scopi di cui al primo comma:
c costituita ed esercitata in forma di societr a responsabilitr limitata con unico socio semprechc il socio unico sia in possesso dei requisiti indicati dall'art. 2 e non sia unico socio di altra societr a responsabilitr limitata o socio di una societr in accomandita semplice;
c costituita ed esercitata in forma di societr in accomandita semplice, semprechc ciascun socio accomandatario sia in possesso dei requisiti indicati nell'art. 2 e non sia unico socio di una societr a responsabilitr limitata o socio di altra societr in accomandita semplice.2
In caso di trasferimento per atto tra vivi della titolaritr delle societr di cui al terzo comma, I'impresa mantiene la qualifica di artigiana purchc i soggetti subentranti siano in possesso dei requisiti di cui al medesimo terzo comma.3
L'impresa artigiana puo svolgersi in luogo fisso, presso l'abitazione dell'imprenditore o di uno dei soci o in appositi locali o in altra sede designata dal committente oppure in forma ambulante o di posteggio. In ogni caso, I'imprenditore artigiano puo essere titolare di una sola impresa artigiana.
1.Comma cose modificato dal comma 1 dell'art. 13, LEGGE 5 marzo 2001, n. 57. Il comma era gir stato modificato dall'art. 1, comma 1, LEGGE 20 maggio 1997, n. 133.
2.Comma inserito con l'art. 1, comma 2, LEGGE 20 maggio 1997, n. 133.
3.Comma inserito con l'art. 1, comma 2, LEGGE 20 maggio 1997, n. 133.
art. 4. Limiti dimensionali
Art. 4. Limiti dimensionali L'impresa artigiana pun essere svolta anche con la prestazione d'opera di personale dipendente diretto personalmente dall'imprenditore artigiano o dai soci, sempre che non superi i seguenti limiti:
per l'impresa che non lavora in serie: un massimo di 18 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 9; il numero massimo dei dipendenti pun essere elevato fino a 22 a condizione che le unitr aggiuntive siano apprendisti;
per l'impresa che lavora in serie, purchc con lavorazione non del tutto automatizzata: un massimo di 9 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti pun essere elevato fino a 12 a condizione che le unitr aggiuntive siano apprendisti;
per l'impresa che svolge la propria attività nei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura: un massimo di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 16; il numero massimo dei dipendenti pun essere elevato fino a 40 a condizione che le unitr aggiuntive siano apprendisti. I settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali e dell'abbigliamento su misura saranno individuati con decreto del Presidente della Repubblica, sentite le regioni ed il Consiglio nazionale dell'artigianato;
per le imprese di costruzioni edili: un massimo di 10 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti pun essere elevato fino a 14 a condizione che le unitr aggiuntive siano apprendisti.
non sono computati per un periodo di due anni gli apprendisti passati in qualifica ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25 , e mantenuti in servizio dalla stessa impresa artigiana
non sono computati i lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877 sempre che non superino un terzo dei dipendenti non apprendisti occupati presso l'impresa artigiana
sono computati i familiari dell'imprenditore, ancorchc partecipanti all'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, che svolgano la loro attività di lavoro prevalentemente e professionalmente nell'ambito dell'impresa artigiana
sono computati, tranne uno, i soci che svolgono il prevalente lavoro personale nell'impresa artigiana
non sono computati i portatori di handicaps, fisici, psichici o sensoriali
art. 5. Albo delle imprese artigiane
Art. 5. Albo delle imprese artigiane C istituito l'albo provinciale delle imprese artigiane, al quale sono tenute ad iscriversi tutte le imprese aventi i requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4 secondo le formalitr previste per il registro delle ditte dagli articoli 47 e seguenti del regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011. La domanda di iscrizione al predetto albo e le successive denunce di modifica e di cessazione esimono dagli obblighi di cui ai citati articoli del regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011, e sono annotate nel registro delle ditte entro quindici giorni dalla presentazione. L'impresa costituita ed esercitata informa di societr a responsabilitr limitata, che, operando nei limiti dimensionali di cui alla presente legge e con gli scopi di cui al primo comma dell'articolo 3, presenti domanda alla commissione di cui all'articolo 9, ha diritto al riconoscimento della qualifica artigiana ed alla conseguente iscrizione nell'albo provinciale, sempreché la maggioranza dei soci, ovvero uno nel caso di due soci, svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e detenga la maggioranza del capitale sociale e degli organi deliberanti della societr.4
In caso di invaliditr, di morte o d'intervenuta sentenza che dichiari l'interdizione o l'inabilitazione dell'imprenditore artigiano, la relativa impresa pun conservare, su richiesta, l'iscrizione alI'albo di cui al primo comma, anche in mancanza di uno dei requisiti previsti all'articolo 2, per un periodo massimo di cinque anni o fino al compimento della maggiore etr dei figli minorenni, sempre che l'esercizio dell'impresa venga assunto dal coniuge, dai figli maggiorenni o minori emancipati o dal tutore dei figli minorenni dell'imprenditore invalido, deceduto, interdetto o inabilitato.
L'iscrizione all'albo c costitutiva e condizione per la concessione delle agevolazioni a favore delle imprese artigiane.
Le imprese artigiane che abbiano superato, fino ad un massimo del 20 per cento e per un periodo non superiore a tre mesi nell'anno, i Iimiti di cui al primo comma dell'articolo 4, mantengono l'iscrizione all'albo di cui al primo comma del presente articolo. Per la vendita nei locali di produzione, o ad essi contigui, dei beni di produzione propria, ovvero per la fornitura al committente di quanto strettamente occorrente all'esecuzione dell'opera o alla prestazione del servizio commessi, non si applicano alle imprese artigiane iscritte alI'albo di cui al primo comma le disposizioni relative all'iscrizione al registro degli esercenti il commercio o aII'autorizzazione amministrativa di cui alla legge 11 giugno 1971, n. 426, fatte salve quele previste dalle specifiche normative statali.5
Nessuna impresa pun adottare, quale ditta o insegna o marchio, una denominazione in cui ricorrano riferimenti all'artigianato, se essa non c iscritta all'albo di cui al primo comma; lo stesso divieto vale per i consorzi e le societr consortili fra imprese che non siano iscritti nella separata sezione di detto albo. Ai trasgressori delle disposizioni di cui al presente articolo c inflitta dall'autoritr regonale competente la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma di denaro fino a lire cinque milioni, con il rispetto delle procedure di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689. La disposizione deve ritenersi implicitamente abrogata e sostituita, ai sensi dell'ultima frase dell'articolo 15 delle preleggi con la entrata in vigore del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114, (Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59), dal comma 2, lettera f), dell'articolo 4, di detto Dlgs che dispone:
"Il presente decreto non si applica: f) agli artigiani iscritti nell'albo di cui all'articolo 5, primo comma, della legge 8 agosto 1985, n. 443, per la vendita nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti dei beni di produzione propria, ovvero per la fornitura al committente dei beni accessori all'esecuzione delle opere o alla prestazione del servizio".
4.Comma cose modificato dal comma 1 dell'art. 13, LEGGE 5 marzo 2001, n. 57
5.La disposizione deve ritenersi implicitamente abrogata e sostituita, ai sensi dell'ultima frase dell'articolo 15 delle preleggi con la entrata in vigore del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114, (Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59), dal comma 2, lettera f), dell'articolo 4, di detto Dlgs che dispone:
"2. Il presente decreto non si applica: f) agli artigiani iscritti nell'albo di cui all'articolo 5, primo comma, della legge 8 agosto 1985, n. 443, per la vendita nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti dei beni di produzione propria, ovvero per la fornitura al committente dei beni accessori all'esecuzione delle opere o alla prestazione del servizio".
art. 6. Consorzi, societr consortili e associazioni tra imprese artigiane
Art. 6. Consorzi, societr consortili e associazioni tra imprese artigiane I consorzi e le societr consortili, anche in forma di cooperativa, costituiti tra imprese artigiane sono iscritti in separata sezione dell'albo di cui al precedente articolo 5. Ai consorzi ed alle societr consortili, anche in forma di cooperativa, iscritti nella separata sezione dell'albo sono estese le agevolazioni previste per le imprese artigiane, purchc le stesse siano esclusivamente riservate alla gestione degli organismi sopra citati e purchc, cumulandosi eventualmente con analoghi interventi previsti da leggi statali finalizzati al sostegno dell'attività consortile, non si superino globalmente i limiti previsti dalle stesse leggi statali. In conformitr agli indirizzi della programmazione regionale, Ie regioni possono disporre agevolazioni in favore di consorzi e societr consortili, anche in forma di cooperativa, cui partecipino, oltre che imprese artigiane, anche imprese industriali di minori dimensioni cose come definite dal CIPI purchc in numero non superiore ad un terzo, nonchc enti pubblici ed enti privati di ricerca e di assistenza finanziaria e tecnica, e sempre che le imprese artigiane detengano la maggioranza negli organi de!iberanti.
Le imprese artigiane, anche di diverso settore di attività, possono stipulare contratti associativi a termine per il compimento in comune di opere o per la prestazione di servizi, usufruendo, Iimitatamente allo svolgimento di tali attività, delle agevolazioni previste dalle leggi in vigore. Alla stipulazione dei contratti associativi possono partecipare imprese industriali di minori dimensioni in numero non superiore a quello indicato nel terzo comma del presente articolo. Ai fini assicurativi e previdenziali i titolari d'impresa artigiana associati nelle forme di cui ai commi precedenti, hanno titolo all'iscrizione negli elenchi di cui alla legge 4 luglio 1959, n. 463, e successive modificazioni ed integrazioni.
art. 7. Iscrizione, revisione ed accertamenti d'ufficio
Art. 7. Iscrizione, revisone ed accertamenti d'ufficio La commissione provinciale per l'artigianato di cui al successivo articolo 9, esaminate l'istruttoria e la certificazione comunale di cui all'articolo 63, quarto comma, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, delibera sulle eventuali iscrizioni, modificazioni e cancellazioni delle imprese artigiane dall'albo provinciale previsto dal precedente articolo 5, in relazione alla sussistenza, modificazione o perdita dei requisiti di cui ai precedenti articoli 2, 3, 4 e 5 comma.6
La decisione della commissione provinciale per l'artigianato va notificata all'interessato entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda. La mancata comunicazione entro tale termine vale come accoglimento della domanda stessa. La commissione, ai fini della verifica della sussistenza dei requisiti di cui ai precedenti articoli 2, 3, 4 e 5 terzo comma, ha facoltr di disporre accertamenti d'ufficio ed effettua ogni trenta mesi la revisione dell'albo provinciale delle imprese artigiane.7
Gli ispettorati del lavoro, gli enti erogatori di agevolazioni in favore delle imprese artigiane e qualsiasi pubblica amministrazione interessata che, nell'esercizio delle loro funzioni, riscontrino l'inesistenza di uno dei requisiti di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5 terzo comma nei riguardi di imprese iscritte all'albo, ne danno comunicazione alle commissioni provinciali per l'artigianato ai fini degli accertamenti d'ufficio e delle relative decisioni di merito, che devono comunque essere assunte entro sessanta giorni e che fanno stato ad ogni effetto. Le decisioni della commissione devono essere trasmesse anche all'organismo che ha effettuato la comunicazione.8
Contro le deliberazioni della commissione provinciale per l'artigianato in materia di iscrizione, modificazione e cancellazione dall'albo provinciale delle imprese artigiane c ammesso ricorso in via amministrativa alla commissione regionale per l'artigianato, entro sessanta giorni dalla notifica della deliberazione stessa, anche da parte degli organismi indicati nel comma precedente e di eventuali terzi interessati. Le decisioni della commissione regionale per l'artigianato, adita in sede di ricorso, possono essere impugnate entro sessanta giorni dalla notifica della decisione stessa davanti al tribunale competente per territorio, che decide in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero.
6.Comma così modificato dal comma 3 dell'art. 13, LEGGE 5 marzo 2001, n. 57
7.Comma così modificato dal comma 3 dell'art. 13, LEGGE 5 marzo 2001, n. 57
8.Comma così modificato dal comma 3 dell'art. 13, LEGGE 5 marzo 2001, n. 57
art. 8. Istruzione artigiana
Art. 8. Istruzione artigiana L'istruzione artigiana di cui all'articolo 117 della Costituzione c svolta nell'ambito della formazione professionale e nei limiti dei principi fondamentali che regolano tale materia. Le imprese artigiane, singole e associate, possono essere chiamate dalla regione, con propria legge, a concorrere alle funzioni relative alI'istruzione artigiana, in attuazione degli indirizzi programmatici e sulla base di specifiche convenzioni a tempo limitato e rinnovabili, per l'effettuazione di particolari corsi. Le regioni possono disciplinare il riconoscimento di bottega-scuola per il periodo definito dalle convenzioni regionali alle imprese artigiane di cui al comma precedente che ne facciano richiesta e appartengano ai settori di cui alla lettera c) dell'articolo 4. Alle regioni competono, nell'ambito della formazione professionale, la promozione ed il coordinamento delle attività di formazione imprenditoriale ed aggiornamento professionale per gli artigiani.
art. 9. Organi di rappresentanza e di tutela dell'artigianato
Art. 9. Organi di rappresentanza e di tutela dell'artigianato Spetta alle regioni disciplinare con proprie leggi gli organi amministrativi e di tutela dell'artigianato. In questo ambito si dovranno prevedere:
la commissione provinciale per l'artigianato, che svolge le funzioni riguardanti la tenuta degli albi e l'accertamento dei requisiti di cui ai precedenti articoli 2, 3, 4 e 5 terzo comma, nonchc gli altri compiti attribuiti dalle leggi regionali; 9
la commissione regionale per l'artigianato che, oltre a svolgere i compiti di cui al precedente articolo 7, provvede alla documentazione, indagine e rilevazione statistica delle attività artigianali regionali ed esprime parere in merito alla programmazione regionale in materia di artigianato.
9.Comma così modificato dal comma 3 dell'art. 13, LEGGE 5 marzo 2001, n. 57
art. 10. Commissioni provinciali per l'artigianato
Art. 10. Commissioni provinciali per l'artigianato La commissione provinciale per l'artigianato c costituita con decreto del presidente della giunta regionale, dura in carica cinque anni ed c composta da almeno quindici membri. Essi eleggono il presidente, scegliendolo tra i componenti titolari di impresa artigiana, ed il vice presidente. Due terzi dei componenti della commissione provinciale per l'artigianato devono essere titolari di aziende artigiane operanti nella provincia da almeno tre anni. Nel terzo rimanente dovrr essere garantita la rappresentanza delle organizzazioni sindacali piú rappresentative dei lavoratori dipendenti, delI'INPS, dell'ufficio provinciale del lavoro e la presenza di esperti. Le regioni, con apposite leggi, stabiliscono le norme relative alla elezione dei componenti, alI'organizzazione e al funzionamento delle commissioni provinciali per l'artigianato.
L'articolo è stato abrogato dal comma dell'articolo 16 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59
art. 11. Commissioni regionali per l'artigianato
Art. 11. Commissioni regionali per I'artigianato La commissione regionale, che ha sede presso la regione ed c costituita con decreto del presidente della giunta regionale, elegge nel proprio seno il presidente ed il vice presidente. La commissione di cui al precedente comma c composta: a) dai presidenti delle commissioni provinciali per l'artigianato; b) da tre rappresentanti della regione; c) da cinque esperti in materia di artigianato, designati dalle organizzazioni artigiane piú rappresentative a struttura nazionale ed operanti nella regione. Le norme di organizzazione e funzionamento della commissione sono stabilite con legge regionale.
art. 12. Consiglio nazionale dell'artigianato
Art. 12. (Consiglio nazionale dell'artigianato)10 Il Consiglio nazionale dell'artigianato, che ha sede presso il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, esprime parere sulle materie inerenti all'artigianato in riferimento alla politica di programmazione nazionale, alla politica della Comunitr economica europea, all'esportazione, promuovendo e curando la documentazione e rilevazione statistica delle attività artigiane Esso c presieduto dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, ed c composto:
dagli assessori regionali preposti all'artigianato
dai presidenti delle commissioni regionali per l'artigianato
da otto rappresentanti designati dalle organizzazioni artigiane a struttura nazionale in ragione della loro rappresentativitr
da quattro rappresentanti designati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori a carattere nazionale, dipendenti dalle imprese artigiane
dal presidente del consiglio generale della Cassa per il credito alle imprese artigiane
dal presidente dell'Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
I componenti del Consiglio nazionale dell'artigianato eleggono due vice presidenti tra i componenti di cui ai numeri 2) e 3) del precedente comma. Le norme di organizzazione e di funzionamento del Consiglio nazionale dell'artigianato sono approvate con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Le spese occorrenti per il funzionamento del Consiglio nazionale dell'artigianato graveranno sui capitoli 2031 e 2032 dello stato di previsione del Ministero dell'industria, del commercio e delI'artigianato.
10.L'articolo è stato abrogato dal comma dell'articolo 16 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59
Art.13. Disposizioni transitorie e finali La legge 25 luglio 1956, n.860, e il decreto del Presidente della Repubblica 23 ottobre 1956, n. 1202, sono abrogati. Tuttavia, le relative disposizioni, in quanto compatibili con quelle di cui alla presente legge, continuano ad applicarsi fino all'emanazione, da parte delle singole regioni, di proprie disposizioni legislative. Fino a diversa individuazione dei settori artigianali di cui alla lettera c) dell'articolo 4, rimangono in vigore gli elenchi dei mestieri artistici tradizionali redatti in base al decreto del Presidente della Repubblica 23 ottobre 1956, numero 1202. Le imprese che risultano iscritte nell'albo di cui all'articolo 9 della legge 25 luglio 1956, n.860, al momento dell'istituzione dell'albo di cui all'articolo 5 della presente legge, sono di diritto iscritte in quest'ultimo albo. Gli albi provinciali delle imprese artigiane e le commissioni provinciali per l'artigianato hanno sede normalmente presso le camere di commercio, industria, agricoltura e artigianato. Apposita convenzione regolamenta i conseguenti rapporti fra le regioni e le camere. Il periodo di durata in carica delle attuali commissioni regionali e provinciali per l'artigianato c prorogato sino all'insediamento dei nuovi organi previsti dagli articoli 10 e 11 della presente legge, che in ogni caso deve avvenire entro un anno dall'entrata in vlgore della legge stessa. Le norme della presente legge non si applicano nel territorio delle regioni a statuto speciale e delle province autonome che abbiano competenza primaria in materia di artigianato e formazione professionale. Nelle medesime l'efficacia costitutiva dell'iscrizione negli albi disciplinati dai rispettivi ordinamenti fa stato a tutti gli effetti di legge.
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Leggi di categoria e atti amministrativi
Attività di Autoriparatori
Differimento di termini previsti da disposizioni legislative nel settore delle attività produttive. Art. 4 e 6
Modifiche alla legge 122/1992
D.lgs 31 marzo 1998, n. 112
Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del capo I legge 59/1997. Articoli estratti (art. 20, 22, 42, 102, 105)
DpR 14 dicembre 1999, n. 558
Regolamento per la semplificazione della disciplina in materia di registro delle imprese, nonché per la semplificazione dei procedimenti relativi alla denuncia di inizio attività
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. (art. 39)
Modifica all'articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 122, concernente la disciplina dell'attivita' di autoriparazione
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018 - 2020
Tutela della ceramica artistica e tradizionale e della ceramica di qualità
Legge 4 gennaio 1990, n. 1 (Testo coordinato con le modifiche del D.lgs. 59/2010 – Attuazione Direttiva servizi)
Disciplina generale dell'attività di estetista
Legge regionale 9 dicembre 1992, n. 54 (Testo coordinato con L.R. 38/2009 di attuazione Direttiva servizi)
Norme di attuazione della legge 4 gennaio 1990, n. 1 - Disciplina dell'attività di estetista
Legge 4 aprile 2012, n. 35, art. 12 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo
Sentenza Corte di Cassazione in tema di utilizzo lampade abbronzanti
D.P.G.R. 7 aprile 2003 N. 6/R
Regolamento regionale delle Attività di solarium
Sentenza TAR Piemonte 23 giugno 2004, n. 1160
Annullamento DPGR. 7/2003 nella parte relativa ai corsi per attività di solarium
Legge regionale 30 dicembre 2009, n. 38 (Attuazione direttiva servizi) – Art. 12 (Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1992, n. 54)
Contratto di “affitto di poltrona” e di “affitto di cabina” per le attività di acconciatore ed estetista.
Regolamento recante modifiche al decreto 12 maggio 2011, n. 110 relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l'attività di estetista.
Legge 5 marzo 2001, n. 57. Art. 17
Disposizioni in materia di apertura e regolazione dei mercati. Estratto Art. 17: Misure atte a favorire la riqualificazione delle imprese di facchinaggio e di movimentazione delle merci
Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'articolo 17 della legge 5 marzo 2001, n. 57, in materia di riqualificazione delle imprese di facchinaggio
D.L. 31 gennaio 2007, n.7 come modificato con la legge di conversione 2 aprile 2007, n. 40 Art. 10.
Regolamento regionale 8 agosto 2012, n. 7/R.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. (art. 34)
DpR 18 aprile 1994, n. 392
Regolamento per il riconoscimento delle imprese di installazione
DpR 14 dicembre 1998, n. 558
Regolamento per la semplificazione della disciplina in materia di registro delle imprese, nonché per la semplificazione dei procedimenti relativi alla denuncia di inizio attività.
Pareri del Ministero dello Sviluppo economico - DM 37/2008
LEGGE 25 febbraio 2016, n. 21 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative.
D.G.R. 8 Giugno 2015, n. 18-1540
Acquisizione dello standard formativo per l'attivita' di installazione e manutenzione straordinaria di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili (FER) - ai sensi d.lgs.28/2011 e s.m.i.. Disciplina dei profili formativi della Regione Piemonte per l'abilitazione degli installatori di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER).
D.G.R. 25 Luglio 2016, n. 22-3683
Proroga al 31 dicembre 2016 del termine per lo svolgimento delle attivita' formative, di cui alla Deliberazione della Giunta regionale 8 giugno 2015, n.18 - 1540 diretta a disciplinare, ai sensi dell'articolo 15 del d.lgs. 28/2011 e s.m.i. i profili formativi della Regione Piemonte per l'abilitazione degli installatori di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 22 dicembre 2016, ha approvato le linee guida per l'adozione di uno standard formativo per l'attività di installazione e manutenzione straordinaria di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili.
Disciplina generale dell'attività di pulizia, disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione
D.M. 7 luglio 1997, n. 274/1997
Regolamento di attuazione della Legge n° 82/1994
(Testo coordinato con le modifiche del D.lgs. 59/2010 – Attuazione Direttiva servizi)
Parere Ministero dello Sviluppo Economico 8 giugno 2006 prot. 5265. Uff. C4
Parere Ministero dello Sviluppo Economico 27 dicembre 2006 prot. 72730 Uff. E4
Quesiti in merito all'interpretazione della legge 22 febbraio 2006, n. 84
Legge regionale n. 8 del 7 maggio 2013 - Legge finanziaria per l'anno 2013
(B.U. n. 19 del 9 Maggio 2013), art. 34 - Modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2009, n. 38 e art. 39 - (Disposizioni transitorie)
Legge regionale 7 maggio 2013, n. 8. Legge finanziaria per l'anno 2013. Nota informativa
Disciplina regionale in merito alla qualificazione del responsabile tecnico di tintolavanderia - L. 84/2006. (B. U. n. 42 del 17/10/2013)
Titoli di studio ammessi/richiesti per Responsabile Tecnico
D.P.G.R. n. 46 del 22.05.2003 Prime indicazioni tecnico – anitarie per l’esecuzione dell’attività di tatuaggio e di piercing
D.G.R. 27 luglio 2016, n. 20-3738 Disciplina regionale dei corsi di formazione sui rischi sanitari delle attivita' di tatuaggio, piercing e trucco permanente.
Attività "Settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali"
DpR 25 maggio 2001, n. 288
Legge 4 agosto 2006, n. 248 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale. (art. 4)
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. (art. 40)
Legge regionale n. 14 del 16 luglio 2013
D.P.G.R 1° dicembre 2017, n. 13/R
Decreto del Presidente della Giunta regionale 1° dicembre 2017, n. 13/R. Regolamento regionale recante: “Attuazione della legge regionale 16 luglio 2013, n. 14 (Norme in materia di panificazione).

References: art. 1

Art. 1

art. 2

Art. 2

art. 3

Art. 3

art. 4

Art. 4

art. 5

Art. 5
 sentenza 

art. 6

Art. 6
 articolo 5

art. 7

Art. 7
 articolo 9
 articolo 5

art. 8

Art. 8

art. 9

Art. 9
 articolo 7

art. 10

Art. 10

art. 11

Art. 11

art. 12

Art. 12

Art.13
 Art. 4
 art. 12

Sentenza 

Sentenza 
 Art. 12
 Art. 17
 Art. 17
 Art. 10
 art. 34
 art. 39