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Timestamp: 2018-07-16 03:06:48+00:00

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Pagina principale/Ex primario del pronto soccorso di Venafro assolto ” Il tribunale di Isernia ribalta la sentenza di primo grado”
Ex primario del pronto soccorso di Venafro assolto ” Il tribunale di Isernia ribalta la sentenza di primo grado”
Era accusato di aver aggredito e ingiuriato un infermiereAssolto perché il fatto non sussiste. Con questa formula è terminato il lungo iter giudiziario che aveva visto coinvolto l’ex primario del pronto soccorso di Venafro, dott. Giuseppe Prete.
I fatti partivano da una denuncia di un infermiere, Nicandro D’Andrea, il quale affermava di essere stato aggredito e offeso dal medico a seguito di un diverbio all’interno del pronto soccorso avvenuto il 16.9.09.
Il tribunale di Isernia, nella persona della dott.ssa Roberta D’Onofrio, sovvertendo la sentenza di condanna del giudice di pace di Venafro, ha accolto le tesi difensive dell’avv. Mario Valente e oggi ha assolto l’imputato da ogni accusa.
I testimoni indicati dal querelante, secondo la difesa, non hanno apportato elementi utili per la gran quantità di “non ricordo” e per le troppe discordanze tra i loro racconti. Come se non bastasse, l’infermiere per le sue dichiarazioni contro il dottore è stato posto sotto processo.
Secondo l’avv. Mario Valente giustizia è stata fatta, anzi adesso l’infermiere rischia grosso: “Per la sua testimonianza ora il dipendente è sotto processo e rischia una seria condanna, che andrebbe ad aggiungersi a quella recentemente riportata per truffa aggravata in danno della ASREM, con interdizione perpetua dai pubblici uffici. Ma quel che più conta è che la sentenza restituisce piena dignità ad un professionista leso al termine dalla sua carriera da una accusa falsa e infamante”.
Soddisfatto ovviamente anche il dott. Prete: “La sentenza emessa dal giudice di appello sgretola in un sol colpo un castello accusatorio del querelante fatto di menzogne e falsità che per quattro anni mi hanno perseguitato E ciò solo perché, nel rispetto del mio dovere istituzionale quale responsabile del reparto, ho preteso dall’infermiere la giustifica di un giorno di assenza dal luogo di lavoro. Giustifica ovviamente mai data. Questa sentenza rappresenta a mio avviso un punto di ripristino dell’esercizio e del rispetto dei ruoli, oggi troppo degradati, nel servizio pubblico e rafforza il sentimento di fiducia nei confronti della giustizia e di chi la esercita.”.
Giu 7, 2013 alle 14:54
È molto triste leggere queste cose, con i problemi che ci sono in quell’ospedale…
Comunque, io ho una domanda, e sia ben chiaro che è una domanda giusto per capire come sono andati i fatti, perché sono contento che il dottor Prete sia stato scagionato e mi spiace che Nicandro sia dovuto ricorrere alle vie legali, ma, trattandosi appunto di un infermiere e di un medico, seppur quest’ultimo direttore del pronto soccorso, a livello legale non vi era alcun motivo percui l’infermiere dovesse rispondere al direttore. Gerarchicamente stava al coordinatore del prontosoccorso chiederlo, se non lui/lei il responsabile infermieristico del dipartimento, il direttore infermieristico, non di certo il direttore medico del prontosoccorso…
Sono davvero dispiaciuto che si sia arrivati alle vie legali, ma volevo capire la faccenda…

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