Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2425-bis-codice-civile-iscrizione-dei-ricavi-proventi-costi-ed-oneri
Timestamp: 2018-11-16 17:10:27+00:00

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Art. 2425-bis codice civile: Iscrizione dei ricavi, proventi, costi ed oneri
I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri devono essere indicati al netto dei resi, degli sconti, abbuoni e premi, nonchè delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi (1).
I proventi e gli oneri relativi ad operazioni di compravendita con obbligo di retrocessione a termine, ivi compresa la differenza tra prezzo a termine e prezzo a pronti, devono essere iscritti per le quote di competenza dell’esercizio.
Le plusvalenze derivanti da operazioni di compravendita con locazione finanziaria al venditore sono ripartite in funzione della durata del contratto di locazione (2).
Ricavo: il riferimento è chiaramente ai ricavi di competenza [v. 2424bis] in quanto solo questi vengono inseriti in bilancio. Essi costituiscono dei componenti positivi del reddito e sono relativi a prestazioni di servizi o cessioni di beni (materie prime, semilavorati, cessioni di azioni, di obbligazioni, di titoli) eseguite nel periodo amministrativo.
Costo: complesso degli esborsi sostenuti per produrre un bene economico, o per ottenere i fattori produttivi necessari all’attività propria della società. Essi concorrono alla formazione del reddito di esercizio come componenti negativi (es.: acquisto di materie prime).
Reso: si realizza quando i prodotti o le merci vendute, presentando caratteristiche differenti rispetto a quelle stabilite nel contratto di vendita, sono restituite al venditore.
Sconto: si verifica quando, al momento del saldo della fattura, si ottiene la liberazione dal debito con il pagamento di una somma inferiore.
Abbuono (attivo): componenti positivi o negativi di reddito che rettificano i costi di acquisto o i ricavi di vendita di merci che presentano caratteristiche difformi da quelle richieste.
(1) Il legislatore stabilisce le modalità di iscrizione dei costi e dei ricavi nel conto economico.
Questi infatti devono essere iscritti considerando gli importi (sconti, abbuoni) che incidono sui costi e sui ricavi di competenza; tali importi possono aver avuto origine da situazioni dovute a qualità difformi riscontrate nelle merci o nei prodotti venduti. Deve quindi essere iscritto nel conto economico il valore netto dei costi e dei ricavi dell’esercizio.
(2) In tema di vendita con retro-locazione finanziaria (sale and lease-back), si è voluto disciplinare il trattamento contabile delle plusvalenze derivanti dalla vendita iniziale del bene alla società di leasing. Il cd. leasing di ritorno è un’operazione complessa con la quale un imprenditore vende i propri beni ad un’impresa di leasing, questa ne paga il prezzo e contemporaneamente stipula con l’imprenditore un contratto di leasing avente ad oggetto gli stessi beni che restano nella disponibilià dell’imprenditore-venditore che ne pagherà il canone e potrà riacquistarli al termine del contratto di leasing.
Nell’ottica di rispetto della prevalenza della funzione economica dell’operazione sull’aspetto formale del contratto e dei principi di prudenza e competenza nella redazione del bilancio, si è stabilito che le plusvalenze derivanti dalla vendita del bene sono iscritte nei conti economici in funzione della durata del contratto di locazione.
Sebbene l'art. 2425 bis comma 4 c.c., preveda che la plusvalenza realizzata dal cedente a seguito di contratto di "sale and lease-back" sia rilevata contabilmente in quote costanti in relazione alla durata del contratto di locazione finanziaria, tale frazionamento non assume rilevanza anche ai fini della determinazione del reddito di impresa, in quanto il combinato disposto degli art. 86 comma 4 e 109 comma 2 t.u.i.r. impone la rilevanza fiscale della plusvalenza nell'unico esercizio di stipula dell'atto di cessione del bene immobile oggetto del contratto.
Comm. trib. prov.le Roma sez. XVI 12 maggio 2011 n. 266
Posto che l'art. 2425 bis, ultimo comma c.c., prevede che la plusvalenza realizzata dal cedente a seguito di contratto di "sale and lease-back" sia rilevata contabilmente in quote costanti in relazione alla durata del contratto di locazione finanziaria, tale frazionamento assume rilevanza anche ai fini della determinazione del reddito di impresa, non essendo rinvenibile nessuna norma fiscale che imponga una diversa imputazione temporale della plusvalenza.
Comm. trib. prov.le Modena sez. II 12 gennaio 2011 n. 5
In tema di reddito di impresa, la deducibilità delle spese di addestramento e aggiornamento del personale nell'ambito dei costi ad utilizzazione pluriennale ai sensi dell'art. 71 d.P.R. n. 597 del 1973 non contrasta con la disciplina civilistica in materia di formazione del bilancio, atteso che la suddetta disciplina civilistica, non tassativa, va integrata dalla normativa fiscale in quelle ipotesi in cui è prevista la deducibilità di alcuni costi (ad esempio, relativi a studi, ricerche, pubblicità) che, ancorché non previsti specificamente dalla normativa civilistica, possono ritenersi tuttavia rientranti tra quelle "spese non definite" contemplate dall'art. 2425 bis n. 16 c.c.
Cassazione civile sez. I 17 maggio 2000 n. 6397
La tassazione della plusvalenza che scaturisce da operazioni di lease back è ripartita per ciascuno degli esercizi in cui dura il contratto di locazione, alla stregua dell'art. 2425 bis, comma 4, c.c., e non per l'intero importo nel periodo di imposta in cui la plusvalenza viene realizzata.
In tema di perdita al di sotto del minimo legale del capitale sociale di società per azioni, le regole dettate dagli art. 2447 e 2448, comma 1 n. 4, c.c., prevedenti - nel testo anteriore al d.lg. n. 6 del 2003 - l'automatico scioglimento della società, implicano la natura irregolare della gestione sociale nel periodo che perduri fino all'eventuale effettuazione di versamenti a definitiva ed integrale copertura. (Nella fattispecie la S.C., nel confermare la sentenza di condanna a carico dei sindaci per responsabilità solidale ex art. 2407 c.c., ha specificato che la prova del versamento, se effettivo, doveva risultare dal bilancio approvato, ex art. art. 2425 bis c.c. secondo la disciplina vigente anteriormente alla modifica apportata dall'art. 8 d.lg. 9 aprile 1991 n. 127, e dalla relazione dell'amministratore, ex art. 2429 bis c.c.).
Cassazione civile sez. I 06 settembre 2007 n. 18728
Con riguardo alle norme sul bilancio di una società per azioni, anteriormente alle modifiche introdotte dal d.lgs. 9 aprile 1991 n. 127, la regola contenuta nel n. 14 dell'art. 2425 bis c.c., per cui il conto profitti e perdite deve indicare nelle perdite "gli sconti e gli altri oneri finanziari" non impone l'esposizione, oltre che degli oneri derivanti alla società da contratti di sconto bancario (art. 1858 e ss. c.c.), anche delle riduzioni dei corrispettivi monetari dovuti dai clienti, pure indicate come sconti nel linguaggio corrente, atteso che, mentre lo sconto bancario è espressione dell'impegno finanziario che la società ha dovuto sopportare per procurarsi liquidità immediate attraverso la negoziazione di propri crediti verso terzi, gli abbuoni ai clienti (che non siano praticati per pagamenti anticipati) prescindono da tali esigenze e derivano da ragioni di opportunità, vagliate caso per caso ovvero ricollegabili a generali indirizzi di politica aziendale. È invece corretta l'iscrizione, nel conto dei profitti e delle perdite, dei ricavi al netto degli abbuoni ai clienti, trovando essa la sua ragione in chiari principi di contabilità aziendale (codificati dall'art. 8 del citato d.lgs. n. 127 del 1991, che ha modificato l'art. 2425-bis c.c.).
Cassazione civile sez. I 25 maggio 1994 n. 5097

References: art. 86
 art. 2447
 sentenza 
 art. 2407
 art. 2425
 art. 2429