Source: https://differenziati.wordpress.com/category/esterino-montino/
Timestamp: 2017-09-20 16:22:36+00:00

Document:
Esterino Montino | ASSOCIAZIONE DIFFERENZIATI | Informati e non delegare |
Inceneritore Albano: il TAR Lazio ferma la Regione, i lavori non partiranno il 7 marzo
_6 aprile 2013, corteo cittadino contro l’inceneritore dei Castelli Romani, contro la discarica di Albano e a favore della raccolta differenziata porta a porta, del riuso e del riciclo. Moto perpetuo, non arretriamo di un centimetro. Passaparola! In foto, sotto, immagine inedita del VII invaso della discarica di Albano Laziale.
5 marzo 2013 | Categories: Corrado Clini, Daniele Castri, Discarica Albano, Discarica di Malagrotta, Discarica Pomezia, Discarica Roncigliano Castelli Romani, Ecomafie, Esterino Montino, Gianni Alemanno, Goffredo Sottile, Inceneritore Albano, Inceneritore Colleferro, Inquinamento, Monti dell'Ortaccio, Nicola Marini, Nicola Zingaretti, Piano Rifiuti Regione Lazio, Piero Marrazzo, Renata Polverini | Lascia un commento
_6 aprile 2013, corteo contro l’inceneritore dei Castelli Romani. Moto perpetuo, non arretriamo di un centimetro.
_(Fonte articolo, clicca qui) Chilometro 24,650 di Via Ardeatina, pietra miliare della lunga storia contro l’inceneritore di Albano. Qui di lotte ne sono state fatte tante e tutte a suon di corretta informazione contro le mezze verità e le spudorate menzogne. Qui non si bara, lì ci sono i cancelli della discarica e l’aria avvelenata che entra dalle finestre delle abitazioni di fronte. E si spande nel circondario facendo danni che al momento non si vedono ma si producono per accumulo. Danni mortali, che non si limitano ai confini comunali ma minacciano tutta la popolazione castellana. Mentre bere l’acqua di queste parti, sarebbe un suicidio. E il suolo sta subendo offese così gravi da far temere il crollo delle nostre superbe coltivazioni. Eppure tutto ciò è ancora niente rispetto a quello che si vorrebbe fare di questo territorio già così devastato. Il Ministro Clini ha ottenuto la sospensione della sospensiva. Non è un gioco di parole, entro il 7 marzo il cantiere potrebbe partire come imposto al Co.E.Ma. e al GSE (Gestori Servizi Energetici) dalla Regione Lazio. Sabato 2 marzo presidio cittadino di fronte ai cancelli della discarica di Roncigliano. Come annunciato dal No Inc che sta lavorando a tempo pieno per impedire l’irreparabile. Già alle 8 di mattina gli striscioni erano stati collocati e le bandierine sventolavano. Giornata fredda e umida, un fuoco acceso nel bidone e la voce aggrappante di Mannarino: “Gli presero la casa e il giardino/ in nome della grande santità/ e Giuda prese a fare a nascondino/ con lo specchio e con la dignità”. C’è un fermento nuovo, angoscia ma anche tanta attesa. Le cose cambiano, e non sempre in peggio. C’erano presenti il sindaco di Genzano Flavio Gabbarini, il vicesindaco di Ardea Fulvio Bardi, il sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi. Brillava per assenza il sindaco di Albano Laziale Nicola Marini, e dov’era Luca Andreassi consigliere con delega ai rifiuti, o Claudio Fiorani assessore alle politiche ambientali, energetiche, ville e giardini eccetera? Ma in cambio c’era gente nuova, qualcosa di nuovo nell’aria circolava davvero, la cattiva gestione della cosa pubblica si sentiva recepita in modo palpabile, forse per quell’odore indescrivibile di decomposizione che veniva dalla collina avvelenata su cui volteggiano i gabbiani, e da quello sbuffetto che ogni pochi secondi irradia una specie di profumo che vorrebbe coprire i miasmi che la collina, esausta, esala come un fiato puzzolente. Si chiede Gabbarini: “Sappiamo che è stata fatta fare la caratterizzazione del luogo dove sta la discarica, dove sta la difficoltà nel rendere pubblici i dati? E per i contributi che vengono dalla bolletta dell’Enel, possibile che i cittadini, e comunque i comuni, debbano avere mille difficoltà per sapere se il privato, in questo caso Cerroni, è stato finanziato o meno con soldi pubblici? Dove sta la trasparenza?” E Luca Tittoni, presidente dell’associazione Differenzia-ti e sostenitore NoInc: “Il cantiere non parte. Dall’amministrazione di Albano ci si aspettava di più in alcuni passaggi. Ora quello che stanno facendo è assolutamente doveroso”. E Stefano Vignaroli, di Malagrotta, deputato del Movimento 5 Stelle, classe 1976: “Unirci e non dividerci per spezzare il monopolio delle discariche e inceneritori e favorire le piccole e medie imprese di riciclo. Iniziare il percorso della raccolta differenziata e poi accendere un bel fare. Già abbassare i muri è importante”. Il sindaco Monachesi: “Continuare, non bisogna cedere. È una battaglia più difficile di quello che immaginavo, però ho fiducia. Qualcosa è cambiato”. E Simone Carabella, cresciuto insieme alla discarica e al Movimento No Inc: “Siamo disposti a bloccare l’inizio dei lavori, che secondo me non ci sarà. Saremo qui, fisicamente presenti”. A metà mattinata qualche gocciolone vien giù dal cielo gonfio, ma c’è pronta la bruschetta e un bicchiere di rosso per scaldarsi. E chi può versa il suo piccolo contributo per la causa totalmente autofinanziata, in una busta trasparente accanto al vassoio dal pane e del vino. E questa sì che è comunione, unione d’intenti e aggregazione di forze. Passa qualche camion di Ama, più avanti fa inversione e si ritorna verso Roma, per oggi si è salvi.Proprio di fronte alla collina della vergogna, così la chiamano i residenti, stanno intanto allestendo la tenda per il presidio permanente. Punto strategico per vigilare 24 ore su 24 sul traffico di camion e mezzi pesanti che si potrebbe verificare in vista della cantierizzazione dell’area. Una tenda da dodici posti che possono diventare anche quattordici stringendosi un po’. Da sabato 2 fino al 7 marzo, poi si vedrà. Speriamo almeno che il tempo sia favorevole. E comunque fa freddo, non si è mai visto un campeggio in mezzo alle vigne in pieno inverno, questi ragazzi ce ne stanno facendo vedere di tutti i colori. Tranquilli e con quella determinazione che traspare da ogni loro gesto o parola. Stanno combattendo per tutta la popolazione castellana e non solo, stanno aprendo forse un sentiero per nuove prospettive di vita. Dove l’acqua sia buona da bere e non invece dannosa pure per innaffiare l’orto, come viene detto negli interventi che si sono susseguiti ininterrottamente per ore. Dove si è parlato di tutto e chi non vuol sapere non sa. ‘Blocchiamo il cantiere’ la parola d’ordine. E la mobilitazione continua.
4 marzo 2013 | Categories: AMA Roma, Daniele Castri, Discarica Albano, Discarica di Malagrotta, Discarica Roncigliano Castelli Romani, Ecomafie, Esterino Montino, Flavio Gabbarini, Gianni Alemanno, Goffredo Sottile, Inceneritore Albano, Milvia Monachesi, Monti dell'Ortaccio, Nicola Marini, Nicola Zingaretti, Piano Rifiuti Regione Lazio, Piero Marrazzo, Rassegna Stampa, Renata Polverini | Lascia un commento
Castelli Romani, un’intera comunità in mobilitazione
> Domani mattina, sabato 2 marzo, dalle ore 8:00 presidio cittadino in discarica – C’è bisogno di aria fresca!
_(Fonte articolo, clicca qui) Sabato 2 marzo 2013 dalle ore 08,00 alle ore 14,00, davanti l’ingresso della discarica di Roncigliano (Cecchina di Albano Laziale, Via Ardeatina km 24,650) ci sarà una grande mobilitazione alla quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.“La protesta contro l’Inceneritore dei Castelli Romani, contro l’ampliamento della discarica di Roncigliano (distante 175 metri dalla prima casa contro i 1000 previsti dalla Legge della Regione Lazio n. 27 del 1998 ), contro il decreto “spalma monnezza” di Clini ed a favore della riduzione, del riciclo e del riuso dei rifiuti urbani, troverà un nuovo punto di sintesi nella manifestazione”. Come previsto recentemente dall’Ufficio Rifiuti della Regione Lazio, entro e non oltre giovedì prossimo 7 marzo, dovrebbe partire il cantiere per la costruzione del famigerato Inceneritore dei Castelli Romani. Come se non bastasse, appena pochi giorni fa il Consiglio di Stato ha sbloccato, con tempistiche singolari, il decreto Clini. Un’ennesima mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini dei Castelli Romani. Già a marzo 2012, difatti, il Ministro Clini aveva rivelato alla commissione parlamentare eco-mafie ed alla stampa, con ben una settina d’anticipo, l’esito d’una “sentenza annunciata” relativa all’inceneritore di Albano. Sentenza che, però, ancora non era stata pubblicata. Il Ministro all’Ambiente Corrado Clini si beccò, nell’occasione, una denuncia per violazione del segreto della camera di consiglio, violazione del segreto istruttorio ed abuso d’ufficio e di potere. Anche in merito al recentissimo decreto “salva Roma”, il Ministro all’Ambiente Clini ha depositato al Consiglio di Stato, nella mattinata di venerdì 22 febbraio, i ricorsi contro la decisione del Tar Lazio, ed appena dopo poche ore, senza neanche convocare le controparti per una legittima difesa, è arrivata una nuova decisione “sinistra”. Con un sol colpo è stata negata la parola, difatti, alla provincia di Frosinone, al Comune di Colfelice (ed altri 87 comuni dell’area) ed a quello di Albano. Tutto ciò, a nostro avviso, scardina, da un punto di vista strettamente sociale, il rispetto che i cittadini debbono mantenere nei confronti del sistema giustizia e del sistema istituzionale. E mette a repentaglio, con decisioni “sinistre”, la salute pubblica e l’ambiente. L’impegno del No Inc contro l’Inceneritore dei Castelli Romani, contro il VII invaso della discarica di Roncigliano, contro il decreto “spalma monnezza” di Clini, ed a favore della riduzione, del riciclo e riuso dei rifiuti urbani, troverà un nuovo punto di sintesi sabato prossimo, 2 marzo, ore 08,00 – 14,00 davanti l’ingresso della discarica di Roncigliano, Via Ardeatina km 24,650. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
1) Convocare, quanto prima, un consiglio comunale straordinario ed urgente, attinente le problematiche relative alla gestione e chiusura del ciclo dei rifiuti ai Castelli Romani – come avvenuto mercoledì 27 febbraio scorso a Colfelice (Frosinone) – aperto alla cittadinanza, da tenersi davanti l’ingresso della locale discarica di Roncigliano.
2) Di avviare, con estrema urgenza, presso la Regione Lazio, il procedimento di riapertura, revisione ed annullamento dell’Autorizzazione Ambientale n. B-3694 del 13 agosto 2009 relativa all’Inceneritore dei Castelli Romani, come previsto dalla legge n. 59 del 2005.
3) Convocare, come richiesto dagli Uffici Competenti della Regione Lazio, una conferenza dei servizi, con la presenza della società Pontina Ambiente (gruppo Cerroni) proprietaria della discarica di Albano, per richiedere gli adempimenti relativi alla CARATTERIZZAZIONE GEOLOGICA ED IDROGEOLOGICA INTERNA alla discarica di Roncigliano richiesti nel novembre 2011 dall’Arpa Lazio.
1 marzo 2013 | Categories: Acqua Castelli Romani, Comunicato stampa, Corrado Clini, Daniele Castri, Discarica Albano, Discarica di Malagrotta, Discarica Pomezia, Discarica Roncigliano Castelli Romani, Ecomafie, Esterino Montino, Gianni Alemanno, Goffredo Sottile, Inceneritore Albano, Monti dell'Ortaccio, Nicola Marini, Nicola Zingaretti, Piero Marrazzo, Renata Polverini | Lascia un commento
Beppe Grillo ai Castelli Romani contro discarica ed inceneritore
_Intervento di Beppe Grillo.
_Intervento di Aldo Garofolo e Daniele Castri.
2 agosto 2011 | Categories: Acqua Castelli Romani, Arsenico Castelli Romani, Discarica Roncigliano Castelli Romani, Esterino Montino, Gianni Alemanno, Inceneritore Albano, Manifestazione, Piano Rifiuti Regione Lazio | Lascia un commento
Il TAR boccia l’inceneritore di Albano: “incomprensibile l’ok dato da Marrazzo”
_Renata Polverini nella ferma volontà di seguire Piero Marrazzo sull’inceneritore dei Castelli Romani sta andando verso una disfatta tecnica e di credibilità. Intanto la Presidente fa bene i suoi conti cercando di minimizzare la bocciatura dell’impianto. “Solo errori burocratici”, si dice dalle parti della Pisana. La stampa non la pensa allo stesso modo e la sentenza del Tar Lazio è lì a dimostrarlo. Dalle parti della Cristoforo Colombo e del Campidoglio annunciano ricorsi quasi congiunti al Consiglio di Stato. Non si sa costoro chi debbano difendere; se i cittadini per mandato costituzionale ed elettorale, o la lobby asfaltatrice dei rifiuti. Ieri è caduto l’inceneritore di Albano, oggi vanno giù le ultime maschere di alcune parti politiche. Costoro così facendo non difendono certo i cittadini. Ecco, noi difendiamo il territorio ed i cittadini. Abbiamo vinto e per questo non arretremo di un millimetro. Intanto, sindaci, muovetevi, avviate la differenziata porta a porta e ben fatta!
Bocciato il gassificatore di Albano Laziale. La Repubblica, qui.
Inceneritore bocciato dal Tar. Il Messaggero, qui.
_Il Tar boccia l’inceneritore di Albano: Incomprensibile l’ok dato da Marrazzo. Corriere della Sera, clicca qui. Un’autorizzazione arrivata dalla giunta Marrazzo fuori tempo massimo. E con carenti istruttorie sulla qualità dell’aria e sull’uso dell’acqua. L’ inceneritore di Albano è stato bocciato anche dal Tar del Lazio, dopo che la Asl dei Castelli romani aveva espresso pesanti perplessità riguardo il progetto che metterebbe a rischio le falde. Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato dal coordinamento « No inc» e da 8 sindaci, quelli di Castel Gandolfo, Lanuvio, Ariccia, Ardea, Albano, Genzano, Rocca di Papa e Pomezia. Il Tar ha cancellato, in sostanza, i due permessi firmati dalla giunta Marrazzo che concedevano il «semaforo verde» alla realizzazione dell’impianto destinato alla produzione di energia elettrica bruciando il cdr – rifiuti raccolti tramite la differenziata – proveniente dai cassonetti di Roma e Fiumicino. Pesantissimi, i rilievi dei giudici. In sintesi: la Regione ha «autorizzato l’avvio dei lavori di cantierizzazione in una data, nell’ottobre 2008, – si legge nella sentenza – in cui però erano ormai scaduti i poteri straordinari in materia ambientale attribuiti al Presidente della Regione». Insomma non si poteva firmare la fondamentale valutazione di impatto ambientale , arrivata tortuosamente in extremis una seconda volta, per superare le perplessità di un primo documento analogo che aveva invece bocciato il progetto. Addirittura, i giudici scrivono di «non comprendere su quali basi normative il Presidente della Regione Lazio abbia ritenuto di rilasciare siffatta, atipica, autorizzazione provvisoria». Dal confronto tra la prima «Via» che boccia l’ inceneritore e la seconda «fuorilegge» che secondo la Regione lo promuove emergono, secondo i giudici, le «carenze» nel monitoraggio sulla qualità dell’ aria. Inoltre la società chiamata a costruire l’impianto – il consorzio Coema, di cui fanno parte Ama, Acea e il re delle discariche laziali Cerroni – «non spiega le modalità con cui realizza l’abbattimento delle polveri totali e degli ossidi di azoto». Manca, infine, «l’analisi tecnico – scientifica del progetto in rapporto all’utilizzo della risorsa idrica». Le perplessità dei magistrati amministrativi nascono da quanto espresso in una relazione del Dipartimento di prevenzione della Asl dei Castelli, preoccupato perché l’abbondante uso di acqua da parte dell’inceneritore, oltre a depauperare le falde già indebolite potrebbe aumentare la concentrazione di arsenico, il problema che in questi sta esplodendo in tutto il Lazio con le conseguenti ordinanze di chiusura dei rubinetti. Ad annunciare l’esito della sentenza del Tar è stato mercoledì 15 dicembre il sindaco di Roma Alemanno , che ha annunciato « il ricorso al Consiglio di Stato» anche se il pronunciamento «indebolisce fortemente la soluzione Albano e rilancia il problema di progettare e individuare nuovi impianti». Il sindaco ha poi chiarito le possibili soluzioni alternative: «Le aree individuate non dovranno essere necessariamente due ma anche una sola con impianti di maggiore potenzialità». E ha concluso infine sulla priorità per Roma: «Il problema più immediato è l’alternativa a Malagrotta».
_Fonte articolo, Castellinews, clicca qui. Con la sentenza 36740 del 2010 il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio accoglie il ricorso dei Comitati “No Inc”, del Wwf, del Comune di Albano e degli altri sette comuni che si sono affiancati nell’azione legale “ad adiuvandum”. La costruzione dell’inceneritore di Roncigliano è annullata. Sono stati accolti tutti i ricorsi presentati dai comitati – e accorpati in un unico appello – ed è stata annullata la VIA positiva dell’ottobre 2008 con cui Marrazzo, in qualità di commissario straordinario ai rifiuti, aveva autorizzato la costruzione dell’impianto. L’inceneritore non è uno strumento idoneo per la chiusura del ciclo dei rifiuti. E il Via positivo dato nell’ottobre 2008, che ha sostituito quello negativo di pochi mesi prima, non si basa su di un parere tecnico-scientifico ed igienico-sanitario. Sono questi i due punti che hanno portato all’accoglimento del ricorso e che hanno annullato tutti gli atti amministrativi che avevano disposto l’inizio dei lavori. La giunta a guida del sindaco Nicola Marini, all’indomani dell’insediamento, ha messo in atto una serie di iniziative, in collaborazione con i Comitati “No Inc”, che hanno poi fortemente influito nella vittoria al Tar. Il primo passo era stato quello di convocare il 28 maggio scorso una riunione con gli altri nove sindaci dei comuni che conferiscono nella discarica di Roncigliano (Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio, Marino, Nemi, Pomezia e Rocca di Papa). Riunione che aveva portato alla condivisione di una linea comune di intervento, per creare le condizioni politiche per una riapertura delle trattative, e tecniche per una proposta industriale alternativa all’inceneritore. A poco più di due mesi, precisamente il 3 agosto, era stato convocato un secondo tavolo di confronto in cui tutti i sindaci hanno firmato il documento proposto dall’amministrazione di Albano, in cui sostanzialmente si affermava la contrarietà alla costruzione dell’impianto e si chiedeva un incontro con la Presidente della Regione Renata Polverini. Richiesta sempre caduta nel vuoto. Lo stesso documento ha portato, nello stesso tempo, anche gli altri comuni ad affiancarsi “ad adiuvandum” nel ricorso al Tar, così come richiesto da Albano. Sostanzialmente l’Amministrazione ha invertito la tendenza, collaborando attivamente tanto con i comitati quando con i Comuni limitrofi interessati. E in occasione della manifestazione del 23 ottobre scorso, che ha riscontrato un enorme successo, ha invitato i cittadini a partecipare per ribadire ancora una volta il proprio “no” all’inceneritore. Un “no” che oggi è diventato realtà.
_Fonte Il Cambiamento, clicca qui.Il TAR del Lazio ha bocciato l’inceneritore di Albano, voluto da Manlio Cerroni, che sarebbe dovuto sorgere vicino alla discarica di Roncigliano, nell’area dei Castelli Romani. Un impianto di gassificazione dei rifiuti dalle dimensioni mastodontiche, contro la costruzione del quale la cittadinanza da anni sta facendo opposizione. Il 27 ottobre c’è stata l’udienza del Tar del Lazio sulla vertenza presentata da associazioni e cittadini contro la costruzione dell’impianto. E oggi è arrivata la sentenza che boccia l’inceneritore.
Vi proponiamo i commenti di alcuni comitati alla notizia.
Il TAR del Lazio ha bocciato l’inceneritore più grande del mondo, l’inceneritore di Albano, l’inceneritore voluto da Cerroni e dai suoi boys, l’inceneritore della vergogna, l’inceneritore senza gara d’appalto, l’inceneritore voluto dai Sindaci dei Castelli Romani (Marco Mattei in testa, che da Sindaco di Albano è stato promosso da Cerroni e dalla Polverini ad Assessore all’Ambiente della Regione Lazio). Il TAR del Lazio accoglie il ricorso e annulla la valutazione di impatto ambientale, prot. n. 177177 dell’ 8.10.2008, l’autorizzazione integrata ambientale, prot. n. B3694 del 13.8.2009, l’ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. 3 del 22.10.2008. Di fatto, il TAR del Lazio annulla tutti i provvedimenti di Marrazzo, il Presidente della Regione Lazio sotto ricatto per i noti filmati pornografici. Un’intera popolazione si è indignata per le gravissime irregolarità, sopprusi e scandali che hanno accompagnato questa bruttissima vicenda. Un sentito ringraziamento va all’impegno del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, dei comitati locali, dei numerosi cittadini che si sono battuti per la difesa del territorio e per dare una speranza al futuro dei Castelli Romani. Una menzione speciale va a Daniele Castri, che ha seguito in modo encomiabile il ricorso al TAR.
Fonte Comitato Sotto terra il treno
Con grande entusiamo e un pizzico di incredulità siamo lieti di informarvi che il Tar ha accolto le istanze che avevamo presentato attraverso i nostri ricorsi impedendo quindi la costruzione dell’inceneritore a Ronciliano! Aspettiamo ora di vedere la prossima mossa di Cerroni e se deciderà di fare ricorso al consiglio di stato, comunque sia questa resta una vittoria importantissima per tutte e tutti i cittadini dei castelli romani che in questi anni non hanno mai smesso di far sentire la loro voce!
_Fonte articolo, Uno Notizie, cliccca qui. Soddisfazione del WWF sull’inceneritore di Albano, il Tar Lazio lo blocca. Soddisfazione del WWF. Ultime notizie ambiente – Roma – La nostra Associazione esprime immensa soddisfazione per la bocciatura al Tar Lazio dell’iter seguito da Regione Lazio e Coema con sentenza n. 36740 emessa dalla prima sezione del Tar proprio di ieri, con cui si sancisce l’illegittimità dell’iter adottato dopo il 25 marzo 2008 per il rilascio del parere della valutazione d’impatto ambientale. Un parere dapprima negativo e poi divenuto improvvisamente positivo, in riferimento alla realizzazione del progetto presentato dal COEMA, (composto da AMA, ACEA, Pontinia Ambiente s.r.l.) sul quale il WWF aveva sin dall’inizio espresso forte contrarietà attraverso le osservazioni all’epoca presentate e con ancor più determinazione nell’intervento ad adiuvandum nel processo amministrativo, a sostegno ed integrazione delle tesi corrette avanzate dai comitati di Albano nel ricorso principale. “Una vicenda quella dell’impianto di Albano, che pone un punto fermo al concetto di buon governo del territorio e di trasparenza amministrativa – dichiara Vanessa Ranieri presidente WWF Lazio – I Giudici Amministrativi con questa sentenza ci hanno finalmente riportato in Europa, da parte nostra annunciamo invece un esposto alla Corte dei Conti al fine di chiedere una verifica sulla correttezza tecnico contabile degli atti oggi annullati che hanno indubbiamente prodotto un danno erariale e che dovrà essere risarcito da chi evidentemente ha presumibilmente violato la legge”. “Determinante è stato il fronte unico – conclude Ranieri che ha assistito come avvocato nel processo il WWF e i Comuni intervenuti – che i comitati di Albano, WWF e i Comuni di Albano Laziale, Genzano di Roma, Lanuvio, Pomezia, Ardea, Rocca di Papa, Ariccia e Castel Gandolfo hanno fatto nei confronti di un progetto che altro non è che il frutto di un’impostazione errata della gestione del ciclo dei rifiuti. Che questo sia il primo passo per il riconoscimento da parte di tutta la classe politica e delle Amministrazioni dell’esigenza di cambiare rotta, non investendo su incenerimento e discariche, ma su una corretta applicazione dei principi comunitari in tema dei rifiuti: prevenzione, riduzione, riuso, riciclo e corretto avviamento a filiera. Queste sono le uniche parole d’ordine che riconosciamo”.
16 dicembre 2010 | Categories: Acqua, CIP 6, Emma Bonino, Esterino Montino, Inceneritore Albano, Inquinamento, Manifestazione, Piano Rifiuti Regione Lazio, Piero Marrazzo, Rassegna Stampa, Rifiuti Lazio | Lascia un commento

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