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Timestamp: 2020-05-29 01:48:35+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7467 del 23/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7467 del 23/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 23/03/2017, (ud. 08/03/2017, dep.23/03/2017), n. 7467
sul ricorso 27833-2015 proposto da:
C.M.G., + ALTRI OMESSI
avverso la sentenza n. 3685/29/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CAMPANIA, depositata il 21/04/2015;
partecipata dell’8/03/2017 dal Consigliere GIULIA IOFRIDA.
In particolare, i giudici d’appello, decidendo in sede di rinvio, hanno accolto il gravame proposto dalla sola società acquirente ed hanno annullato l’avviso di accertamento a carico della suddetta parte acquirente, stante la non congruità dei parametri valutativi del maggior prezzo utilizzati dall’Ufficio.
1. I ricorrenti lamentano, con unico motivo; la violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 4, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 13, art. 102 c.p.c. e art. 111 Cost., non avendo i giudici di rinvio rilevato a mancata rituale instaurazione del contraddittorio nei confronti di tutte le parti e quindi anche dei suddetti venditori, malgrado gli stessi avessero partecipato, stante la riunione delle distinte impugnazioni dei diversi atti impositivi, al giudizio di primo grado.
Occorre premettere che, mentre in primo grado, i ricorsi proposti distintamente da venditori e società acquirente erano stati riuniti, in appello, i giudizi, instaurati da ciascuno dei contribuenti, sono rimasti separati, sia pure definiti con decisioni assunte tutte nella stessa udienza, e ciò è accaduto anche nel giudizio dinanzi alla Cassazione, promosso dalla sola società acquirente e definito con ordinanza n. 3081/14, e nel giudizio di rinvio, riassunto dalla sola società acquirente nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.
Ora, come ribadito costantemente da questa Corte (Cass. 15168/2004; Cass.11525/2014; Cass. 17974/2015) “la legittimazione all’impugnazione (nella specie, al ricorso per cassazione) spetta, fatta eccezione per l’opposizione di terzo, esclusivamente a chi abbia assunto la qualità di parte “non importa se presente o contumace, originaria o intervenuta) nel precedente grado di giudizio conclusosi con la sentenza impugnata, indipendentemente dall’effettiva titolarità, attiva o passiva (rilevante sotto altri profili), del rapporto giuridico sostanziale, atteso che, con l’impugnazione, la parte stessa esercita non un’azione, ma un potere processuale che, per sua natura, non può essere riconosciuto a chi non abbia partecipato al precedente grado di giudizio”.
Ne consegue che i ricorrenti non sono legittimati ad impugnare una decisione assunta in giudizio cui gli stessi non hanno partecipato.
La Corte respinge il ricorso e condanna i ricorrenti, in solido, al rimborso delle spese processuali del presente giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 3.000,00, a titolo di compensi, oltre eventuali spese prenotate a debito.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento” da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 13
 art. 102
 art. 111
 Cass. 
 sentenza 
 art. 13
 art. 1
 art. 13