Source: http://federfida.org/index.php/leggi-tutela-animali/comuni/185-genova-reg-del-11-aprile-2011-qreg-comunale-tutela-animaliq
Timestamp: 2019-03-20 09:04:49+00:00

Document:
GENOVA - Reg. dell'11 aprile 2011 ("Reg. comunale tutela animali")
HomeLeggi tutela animaliComuniGENOVA - Reg. dell'11 aprile 2011 ("Reg. comunale tutela animali")
Apr 12 GENOVA - Reg. dell'11 aprile 2011 ("Reg. comunale tutela animali")
(Approvato con delib. C.C. n. 6 del 08/03/2011, in vigore dal 11/04/2011. Tratto dal sito ufficiale del comune)
Il presente Regolamento ha lo scopo di promuovere la salute pubblica, la tutela dell’ambiente con particolare riguardo alla componente faunistica, la tutela e il benessere degli animali, favorendone la corretta convivenza con l’uomo.
-promuove un corretto ed equilibrato rapporto tra uomo e animali d’affezione presenti sul territorio comunale;
- promuove l’informazione e la sensibilizzazione della cittadinanza attraverso campagne educative e pubblicazioni intese ad aumentare la conoscenza degli animali urbanizzati e delle loro abitudini per una giusta convivenza fra uomo e fauna urbana;
- favorisce la presenza della fauna selvatica stanziale e/o migratoria o in stazionamento nel territorio comunale, ad eccezione degli ungulati poligastrici, attraverso campagne informative alla cittadinanza e attraverso la riqualificazione e il miglioramento dei biotopi di tali specie, collaborando con gli Enti istituzionalmente preposti alla gestione della fauna selvatica.
Per la fauna selvatica, fatte salve le indicazioni e i riferimenti del presente Regolamento, resta ferma la disciplina discendente dalla Legge 157/92 e dalla Legge regionale 29/94 e s.m.i.
ART. 2 LINEE DI PROGRAMMAZIONE PER LA SALVAGUARDIA DEI RAPPORTI UOMO/ANIMALI
La Civica Amministrazione, allo scopo di favorire il mantenimento del rapporto affettivo uomo - animale e di adeguate condizioni igienico – sanitarie e di benessere degli animali, promuove a favore delle fasce disagiate di cittadini che detengono animali d’affezione, iniziative volte a fornire un supporto operativo e tecnico, con l’erogazione di mangime o altro materiale anche sanitario, ovvero ad agevolare il ricorso ad interventi veterinari, attraverso la stipula di convenzioni anche con personale veterinario e sanitario specializzato, informando il Consiglio Comunale.
ART. 3 PIANO FAUNISTICO URBANO
La Civica Amministrazione persegue gli obiettivi di miglioramento della vivibilità urbana e della qualità della vita; tutela e valorizza le biodiversità presenti in ambito cittadino mediante una serie di interventi organici e programmati secondo le indicazioni definite dal Piano Faunistico Urbano e volti alla pianificazione del controllo costante e dinamico delle situazioni interrelate alle biocenosi del territorio e comunque alla presenza di animali, anche domestici, stanziati nella città. Il Piano Faunistico Urbano, volto alla realizzazione sul territorio di ambienti eco sostenibili deve in particolare contenere:
A) indagini di campo : - individuazione dei singoli biotopi; - cartografia delle diverse popolazioni animali; - individuazione cartografica delle specie di maggior importanza e/o emergenti; - correlazione fra i diversi sovraffollamenti di popolazioni animali;
B) indagini epidemiologiche per aree omogenee: - individuazione dei rischi sanitari; - individuazione delle emergenze biologiche;
C) monitoraggi di fauna bioindicatrice: - monitoraggio su animali bioindicatori, soprattutto quelli emergenti;
D) interventi urbanistici: - miglioramento delle situazioni esistenti relative al territorio urbano; - creazione di nuove situazioni urbane diverse da quelli esistenti; - realizzazione di oasi e spazi per animali no target; - riequilibrio dell’habitat attraverso la realizzazione di siti artificiali in sostituzione di quelli eventualmente danneggiati da particolari interventi progettuali;
E) interventi sanitari: - monitoraggio delle patologie con campionamento regolare e costante delle popolazioni no target; - controllo del trend popolazionistico per mezzo di azioni di contenimento incruento;
F) interventi sociali, culturali e di formazione: - formazione, informazione ed educazione. Informando il Consiglio Comunale.
2) di mettere in atto comportamenti lesivi nei confronti degli animali, sottoporli ad eccessivi sforzi e fatiche, a rigori climatici ingiustificati per l'impiego, la specie, l'età o per natura valutata secondo le caratteristiche etologiche e comportamentali di ogni singola specie;
3) di tenere permanentemente animali, in terrazzi e balconi senza possibilità alcuna di accesso all’interno dell’abitazione e di integrazione con il nucleo famigliare e in spazi comunque non compatibili con il loro benessere, quali rimesse, box auto, cantine oppure segregarli in contenitori e gabbie (ad eccezione di uccelli e piccoli roditori che necessitano il contenimento in gabbie) anche se poste all’interno dell’appartamento;
4) di sottoporre a tatuaggio qualsiasi animale fatta salva l’esigenza di identificazione dello stesso;
5) di ricorrere a violenze fisiche e/o comportamentali e all’utilizzo di mezzi dolorosi a qualunque scopo ivi compreso l’addestramento;
8) di catturare animali randagi e/o vaganti se non per motivi di Pubblica incolumità e Polizia Veterinaria nei limiti e con i modi previsti dalla vigente normativa e dal presente Regolamento;
9) di detenere animali in carenti condizioni igienico-sanitarie o in modo difforme alle singole esigenze di ogni specie, sia in caso di possesso che in caso di custodia anche temporanea. Ogni animale dovrà essere accudito e curato secondo le necessità tipiche della specie e sottoposto a visita veterinaria qualora necessario;
10) di intraprendere o promuovere forme di gioco, lotterie o intrattenimenti presso le attività commerciali in sede fissa, anche in occasione di fiere, mercati o spettacoli viaggianti, sagre, feste, mostre, ecc. la cui vincita sia costituita da animali e comunque donare ovvero dare animali, a qualunque titolo, da parte dei promotori, ai partecipanti a dette attività;
11) di colorare animali mediante l’uso di pigmenti artificiali escluso il marcaggio temporaneo per scopi scientifici o di profilassi e dei coloranti naturali idonei per l’alimentazione ed utilizzanti per sopperire le carenze alimentari della vita in cattività bisognevoli per il mantenimento dei colori naturali dell’animale;
12) di trasportare o far trasportare animali in condizioni tali da esporli a lesioni o sofferenze inutili; procurare loro, anche potenzialmente, sofferenze, ferite o danni fisici o psichici anche temporanei. I mezzi di trasporto e gli imballaggi devono essere tali da proteggere gli animali da intemperie o lesioni nonché consentire un’adeguata ventilazione e ricambio d’aria. Deve essere assicurato l'adeguato apporto idrico in base alle esigenze delle specie trasportate. Tali norme devono essere applicate anche in caso di trasporto degli animali per avviarli alla macellazione. Restano fatte salve le norme CE e le norme nazionali per il trasporto di animali.
16) di utilizzare colle per la cattura di mammiferi, rettili, anfibi, uccelli e altri animali ad eccezione dei muridi e degli insetti nocivi all’uomo e all’agricoltura.
17) di mantenere i volatili legati a trespoli, di amputare le ali o altri arti, salvo che per ragioni chirurgiche, nel qual caso l’intervento dovrà essere eseguito da un veterinario. La detenzione e l’utilizzo di volatili adibiti a richiamo per l’attività venatoria, ivi compresi i piccioni domestici sono disciplinati dalle disposizioni vigenti in materia ed in particolare dalle norme regionali e provinciali.
18) l’uso di collari elettrici o di congegni similari che ne simulino le funzioni, in quanto produttivi di sofferenza.
19) l’uso del collare a strozzo con le punte interne .
21) di detenere animali all’esterno in assenza di adeguato riparo, costruito con materiali che garantiscano coibentazione, e di tetto impermeabilizzato, che dovrà essere collocato in luogo
riparato dalle intemperie, non potrà essere sistemato in zona soggetta a ristagni d’acqua ovvero in ambienti che possano essere nocivi per l’animale.
ART. 6 COLLABORAZIONE CON ENTI ED ASSOCIAZIONI E ADEMPIMENTI ISTITUZIONALI.
Allo scopo di perseguire gli obiettivi di cui al presente regolamento la Civica Amministrazione: - promuove forme di collaborazione con tutti gli altri Enti che istituzionalmente perseguono finalità rientranti nell’ambito della materia oggetto del presente regolamento e con le Associazioni di volontariato, Zoofile, Ambientaliste, l’Associazione Provinciale Allevatori, con l’Ordine dei Medici -Veterinari, con le Associazioni di volontariato per il Soccorso Animale e con le Associazioni di Allevatori riconosciute a livello regionale e nazionale, per i grandi temi e per i singoli aspetti legati a problematiche specifiche territoriali; - promuove, inoltre, programmi di tutela degli animali, nell'interesse dell'igiene pubblica, con particolare attenzione:
- promuove campagne di sensibilizzazione per combattere il randagismo e sensibilizzare all’adozione;
- favorisce la divulgazione alla cittadinanza delle informazioni, anche attraverso la realizzazione di iniziative volte alla formazione ed aggiornamento in collaborazione con gli Enti e/o Amministrazioni pubbliche istituzionalmente preposte all’educazione;
ART.7 COMITATO SCIENTIFICO PER IL SUPPORTO ALLE POLITICHE DI BENESSERE ANIMALE
A supporto all'attività della Civica Amministrazione nelle tematiche riguardanti il benessere animale, è istituito il Comitato Scientifico costituito da 9 componenti appartenenti ad Enti e/o Istituzioni con specifici compiti tecnici nella gestione e tutela degli animali in città, ovvero:
- 1 rappresentante del Comune di Genova (Assessore al Benessere Animale o suo delegato)
- 1 rappresentante della ASL 3 Genovese – Servizi Veterinari
- 1 rappresentante dell'Ordine dei Medici -Veterinari di Genova; - 3 membri prescelti tra esperti in etologia
- 1 esperto in mammiferi (urbani ed urbanizzati), 1 erpetologo (anfibi e rettili), 1 esperto volatili - comunicazione e normative in materia di benessere animale;
1 rappresentante Associazione Allevatori
-2 membri designati congiuntamente dalle associazioni onlus, che si occupano dei cani e dei gatti della città, di tutela ambientale e di protezione animali;
Il Comitato si avvarrà del supporto tecnico e operativo dell’Università degli Studi di Genova e della Polizia Municipale – Reparto Ambiente del Comune di Genova, del Corpo Forestale dello Stato, nonché di professionalità esterne competenti per materia. Il Comitato collaborerà altresì con l’Osservatorio Permanente per lo studio e il controllo delle popolazioni animali della Regione Liguria.
Il Comitato si avvarrà dell’apporto delle Associazioni Ambientaliste e di Protezione Animale e con Enti operanti sul territorio nazionale e/o locale, tramite consultazione. Qualora il Comitato venga a trattare materie inerenti il commercio di animali, si avvarrà della collaborazione della sezione locale dell’Associazione Italiana Settore Animali Domestici – Confesercenti. I membri del Comitato Scientifico non percepiscono corrispettivo o gettone di presenza. La Giunta riferirà annualmente al Consiglio Comunale circa l’attività svolta dal Comitato.
ART. 8 ATTIVITÀ DEI MUNICIPI
- collaborano all’individuazione di zone protette per le colonie feline, di aree per la sgambatura dei cani e di oasi per altri animali.
- acquisiscono il parere dell’Ufficio di cui sopra, in caso di effettuazione di opere pubbliche e/o private in zone in cui insistono colonie di animali in merito alle tipologie di interventi da adottarsi a tutela delle colonie.
La Civica Amministrazione relaziona ogni anno ai Municipi, che ne facciano richiesta, i risultati dell’applicazione del presente Regolamento nei rispettivi ambiti territoriali.
TITOLO II FAUNA DOMESTICA E D’AFFEZIONE
ART. 9 DEFINIZIONE DÌ ANIMALI DI AFFEZIONE
Sono definiti animali d'affezione tutti gli animali che vivono con l'uomo, stabilmente o temporaneamente, a scopo di compagnia o destinati a svolgere attività utili allo stesso. Gli animali selvatici, esclusi gli animali di origine selvatica ma riprodotti legalmente in cattività, non sono considerati animali d'affezione.
ART. 10 DETENZIONE DI ANIMALI DI AFFEZIONE E DOMESTICI.
b) lasciare a disposizione dell’animale una adeguata quantità di acqua fresca e pulita, provvedendo giornalmente al ricambio della stessa; c) mantenere lo stato di salute garantendo, allorquando necessario, l’assistenza veterinaria ed interventi terapeutici adeguati;
e) provvedere ad assolvere gli obblighi di identificazione dell’animale se previsti dalla normativa vigente;
f) consentirgli un’adeguata possibilità di esercizio fisico; E’ consentita la detenzione di animali d’affezione nel rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti e senza pregiudizio per il benessere dell’animale. Per quanto concerne le misure delle gabbie, voliere, terrari per serpenti e sauri, terrari e acquari per testuggini e tartarughe palustri, gabbie e contenitori per mammiferi, acquari e vasche per pesci, il cittadino privato deve adeguarsi alle disposizioni previste all’articolo 37, 38 e 42 del presente regolamento entro 12 mesi dall’entrata in vigore dello stesso. Qualora gli animali siano detenuti in luoghi diversi dalle abitazioni o loro pertinenze, i relativi ricoveri dovranno rispettare le caratteristiche di cui al presente Regolamento e dovrà essere garantita l’identificazione del proprietario/detentore. I proprietari/detentori di animali devono assicurare che gli stessi non disturbino, con latrati, guaiti o altro genere di verso, specialmente in orario notturno, la pubblica quiete o presentino pericolo per la pubblica incolumità, l’ordine e il decoro.
In caso di permanenza di animali su balconi, terrazzi e simili i proprietari/detentori devono adottare gli accorgimenti più opportuni ad evitare stillicidi, lordure, esalazioni che rechino molestia ai passanti e al vicinato. Gli agenti accertatori, oltre ad elevare le relative sanzioni amministrative a carico dei proprietari/detentori, devono diffidarli a mettere gli animali stessi in condizione di non disturbare.
Se malgrado la diffida il disturbo continuasse a verificarsi, la Civica Amministrazione può ordinare il sequestro degli animali ed il loro ricovero a spese del proprietario. La Civica Amministrazione, al fine di prevenire la diffusione delle malattie e malformazioni nei cani, gatti e equidi, su proposta del Comitato Scientifico di cui all’art. 7, individua gli esami e gli accertamenti sanitari necessari a evitare la trasmissione delle malattie alla prole.
La tenuta di animali da cortile deve essere comunicata alla ASL territorialmente competente, che valuterà, sulla base della normativa vigente in merito al tipo e al numero di animali nonché allo scopo della detenzione, la necessità di rilascio di autorizzazione sanitaria da parte del Comune di Genova.
In caso di detenzione di colombi viaggiatori sui terrazzi dovrà essere inoltrata domanda alla Prefettura, corredata dall’autorizzazione sanitaria ottenuta, per gli atti conseguenti di spettanza di detto Ente.
ART. 12– DETENZIONE DI EQUIDI
Gli equidi che vivono all’aperto devono disporre di una struttura coperta atta a ripararli, devono avere sempre a disposizione dell’acqua fresca e devono essere nutriti in modo soddisfacente. Agli equidi tenuti nei box, deve essere data la possibilità di effettuare una sgambatura giornaliera di almeno di tre ore.
Gli equidi non dovranno essere sottoposti a sforzi o a pesi eccessivi, i soggetti anziani o malati non dovranno essere montati eccessivamente o sottoposti a fatiche. E’ fatto assoluto divieto tenere gli equidi sempre legati in posta.
a) il letame presente nei box, nelle poste e nelle strutture adibite alla stabulazione degli equidi dovrà essere rimosso ogni giorno.
b) la struttura dovrà essere provvista di un dispositivo automatico di fornitura idrica automatica per ogni animale detenuto. L'impianto dovrà essere tenuto in efficienza.
d) lo strato della lettiera deve essere asciutto, pulito, non polveroso e adeguato rispetto al fondo del box e comunque di altezza sufficiente in modo tale da consentire all’animale di non scivolare, di potersi sdraiare e alzare agevolmente.
f) la pavimentazione e i muri della struttura o del box dovranno essere periodicamente lavati e disinfettati e/o disinfestati. Il trattamento, salvo necessità, dovrà essere effettuato comunque almeno con cadenza mensile. Nel caso in cui nel box venga ospitato un altro equide, il box deve essere preventivamente pulito e disinfettato.
g) dovrà essere garantita per ogni equide detenuto l’assistenza di un medico veterinario di fiducia.
h) gli equidi devono essere puliti almeno una volta alla settimana, escluso gli equidi in gestione naturale, utilizzando strumenti quali striglie, brusca ecc.
l) i finimenti devono essere mantenuti puliti e trattati con prodotti che li mantengano morbidi. L’imboccatura deve essere lavata ogni volta che è stata utilizzata.
o) il fieno, la paglia, l’avena, l’orzo, e i mangimi ecc. devono essere custoditi in locali e/o spazi asciutti nel rispetto delle condizioni igienico sanitarie.
p) le scorte di fieno e di paglia devono essere sistemate in modo tale da prevenire gli incendi. Qualora detenuto in gestione naturale o seminaturale, deve disporre di un’area dimensionata in rapporto alla taglia ed al numero degli equidi e comunque non inferiore a mq. 500 per soggetto, più mq. 200 per ogni equide aggiunto; il terreno dovrà avere una parte pianeggiante non inferiore al 40% della superficie totale. Nel rispetto delle norme urbanistico-edilizie vigenti, i box e le strutture per la detenzione degli equidi dovranno essere allestiti con materiali idonei alla protezione dagli eventi meteorologici, utilizzando materiali coibentati e impermeabilizzati e avere le seguenti misure minime:
- superficie di 9 mq per capo, con larghezza non inferiore a mt. 2.80 e altezza non inferiore al doppio dell’altezza al garrese dell’animale.
- Misure inferiori sono consentite per: ponies e muli 2,50 mt per 2,50 mt, altezza minima spiovente mt. 2,30 asini 2,00 mt per 2,00 mt, altezza minima spiovente mt. 2,00 cavalle con puledro 3,00 mt per 3,00 mt, altezza minima spiovente mt. 2,30 asine con puledro 2,50 mt per 2,50 mt, altezza minima spiovente mt. 2,00.
Per le fattrici con puledro superficie di mq. 16, con larghezza non inferiore a mt. 3,50, altezza doppia del garrese dell’animale.
I possessori e/o detentori di equidi dovranno comunicarne ubicazione, tipo e numero di animali, alla ASL 3 Genovese che dovrà accertare i requisiti dell'ubicazione, dei mezzi destinati alla detenzione e delle condizioni igieniche, nonché la necessità di rilascio di autorizzazione sanitaria.
Ai fini del presente Regolamento si intende per allevamento di cani e/o di gatti, anche a fini commerciali, la detenzione di cani e/o di gatti in numero pari o superiore a cinque fattrici o 30 cuccioli per anno. Tale allevamento deve essere provvisto di autorizzazione sanitaria.
Gli allevatori hanno l’obbligo di tenere un apposito registro di carico e scarico, vidimato dalla competente ASL 3 Genovese, degli animali riportante: stato segnaletico dell’animale e codice identificativo dello stesso (tatuaggio o microchip solo per i cani), data di ingresso e data di uscita dell’animale in caso di vendita o cessione comunque effettuata. Inoltre dovranno essere riportate, nel registro, la data di nascita delle cucciolate e il numero dei cuccioli nati, eventualmente specificando i nati morti o i deceduti .
E’ fatto obbligo di consegnare entro il 31 gennaio di ogni anno, una copia del registro di carico e scarico dei movimenti degli animali allevati e/o venduti nell’anno precedente, all’ufficio comunale preposto.
Gli allevatori o possessori di cani e/o gatti nel caso di malformazioni o malattie genetiche a carattere conclamato trasmissibili alle cucciolate, dovranno impedirne la proliferazione.
Gli allevatori o possessori di cani e/o gatti anche a fini commerciali, dovranno cedere gli animali consegnando all’interessato il certificato attestante il buono stato di salute dell’animale compilato da Medici Veterinari liberi professionisti. Il certificato dovrà riportare la data non anteriore a 30 gg.
Il possessore deve assicurare la buona tenuta dell'animale e il riconoscimento, per il cane, mediante iscrizione all’anagrafe canina entro due mesi dalla nascita ed entro uno dall’acquisizione.
3. in caso di cessione di cani, anche a titolo gratuito, attenersi alla normativa nazionale e regionale vigente in materia di iscrizione all’anagrafe canina.
4. assicurare la quotidiana pulizia dei luoghi di detenzione rimuovendo le deiezioni, praticando opportuni interventi di pulizia e lavaggio e, periodicamente, di disinfezione- disinfestazione, anche a fini profilattici. L’eventuale vegetazione presente deve essere sottoposta a periodiche operazioni di falciatura al fine di contrastare l’annidamento di insetti ed ectoparassiti.
5. assicurare all’animale, se detenuto alla catena, sufficiente libertà di movimento; a tal fine la catena dovrà essere agganciata con gancio scorrevole ad un cavo aereo posto ad un'altezza di almeno 2 metri da terra e la cui lunghezza sia almeno 4 metri. La lunghezza della catena non dovrà essere inferiore a 4 metri o maggiore in relazione allo spazio disponibile e tenuto conto del benessere animale e dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti utili ad evitare l’attorcigliamento della stessa. L’animale dovrà comunque poter agevolmente raggiungere le ciotole del cibo e dell’acqua nonché il riparo, senza la possibilità di incorrere in incidenti. All’animale dovrà essere comunque garantita una sgambatura quotidiana di almeno tre ore.
6. portare al seguito originale o fotocopia del documento comprovante l'iscrizione del cane all'anagrafe canina. Detti documenti dovranno essere esibiti, su richiesta, agli Organi di Vigilanza. Il trasgressore, qualora non sia in possesso della documentazione richiesta, potrà esibire il documento all'organo accertatore, entro il termine scritto sul verbale.
7. denunciare immediatamente ogni caso di morsicatura da parte di qualsiasi animale al Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale, in ottemperanza al combinato disposto degli artt. 86 - 87 del D.P.R.320/1954;
ART. 15 – CONCENTRAMENTO DI CANI E GATTI
Ai fini del presente regolamento si definisce “concentramento di cani e gatti ” la detenzione, in numero superiore a 15 esemplari o più di 5 cani di taglia grande, in un unico sito, sia che gli animali siano di proprietà di un unico soggetto sia che siano di proprietà di diversi soggetti.
Il concentramento di animali deve garantire il benessere degli stessi e adeguate condizioni igienico sanitarie e il proprietario/detentore deve ottemperare alle condizioni eventualmente prescritte dalla ASL 3 Genovese, ottenendo un nulla-osta sanitario che certifichi anche la sterilizzazione degli stessi.
ART. 16 - COMUNICAZIONE DI SMARRIMENTO E RITROVAMENTO DI CANI E ALTRI ANIMALI D'AFFEZIONE
La comunicazione di smarrimento di un animale deve essere presentata, da parte del proprietario, alla Civica Amministrazione, di norma entro 7 giorni.
I cani vaganti sono catturati a cura del Servizio Veterinario della A.S.L.. Nel caso in cui sia possibile risalire al proprietario e/o detentore sono restituiti, previo pagamento delle spese di mantenimento e cura. Il privato cittadino che abbia ritrovato un cane vagante è tenuto a darne comunicazione al Civico Canile che provvederà al suo recupero e, previa visita veterinaria, potrà autorizzare il privato cittadino alla detenzione temporanea, qualora non sussistano problemi igienico sanitari, per un periodo di 60 giorni.
I cani di cui venga rifiutata, da parte del Comune, la restituzione al proprietario o non reclamati entro 60 giorni dalla cattura, possono, previo espletamento dei controlli sanitari, essere ceduti a privati che diano, a giudizio del responsabile della struttura di ricovero, garanzie di buon trattamento o ad Associazioni di volontariato animalista e per la protezione degli animali, ovvero essere ceduti in affidamento temporaneo alle Associazioni di protezione animale, cooperative zoofile e/o Enti pubblici e/o privati che perseguano statutariamente principi di protezione zoofila e che possano mantenere gli animali in condizioni tali da garantirne il benessere etologico, sanitario e fisiologico.
Il cittadino che ritrova un qualsiasi altro animale è tenuto a darne comunicazione alla struttura comunale preposta (per gli animali selvatici è invece competente, ai sensi della normativa vigente, la Provincia di Genova) che darà apposita comunicazione del ritrovamento mediante l’affissione al Civico Albo Pretorio. Decorsi i termini di pubblicazione senza che il proprietario abbia reclamato l’animale, potrà essere autorizzata, ove necessiti, la detenzione del medesimo a favore di colui che lo ha ritrovato o di colui che ne abbia fatto richiesta.
a) a coloro che abbiano riportato condanne, anche nel caso di patteggiamento, oblazione e nel caso di condanna di primo grado, per maltrattamenti e/o abbandono e/o uccisione di animali;
b) acoloroacuisiastatoprecedentementeconfiscatounanimale.
Chiunque richieda l’affidamento di un animale alla Civica Amministrazione o ad altra struttura pubblica o privata, che a qualsiasi titolo accoglie animali abbandonati e/o ritrovati nel territorio del Comune di Genova, dovrà impegnarsi al rispetto del presente regolamento e della normativa vigente . La Civica Amministrazione favorisce, attraverso l’Ufficio a ciò preposto, il ritrovamento di animali smarriti mediante sistemi di divulgazione telematica della notizia del ritrovamento.
Fatte salve le ipotesi di sequestro e confisca per violazioni costituenti illeciti penali, può essere prevista l’ipotesi di sequestro e confisca di animali - ai sensi della L. 689/1981 artt. 13 e 20 - anche nel caso di accertamenti di particolari violazioni amministrative. Nei casi di malattia infettiva o diffusiva degli animali, nonché di malessere, di malgoverno o di omessa custodia, l'agente accertatore potrà disporne il sequestro cautelativo e preventivo, affinché gli animali siano posti in osservazione per l'accertamento delle condizioni sanitarie, al fine della tutela igienico- sanitaria e del benessere degli animali stessi. Se del caso, la Civica Amministrazione, convalidando detto sequestro, disporrà l'allontanamento dell'animale e l'affidamento alle strutture di ricovero, ovvero alle Associazioni di protezione zoofile, a spese del proprietario.
Qualora, dagli accertamenti effettuati e/o da certificazioni mediche, si evidenziassero situazioni di inidoneità tali da non consentire la restituzione dell’animale al proprietario, la Civica Amministrazione, con provvedimento motivato, potrà disporne la confisca.
ART. 18 - CONDUZIONE DEI CANI ED ALTRI ANIMALI IN LUOGHI APERTI AL PUBBLICO
I cani vanno sempre tenuti al guinzaglio nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, nei giardini, nei parchi pubblici , nelle aree verdi attrezzate e non , fatte salve le apposite aree per la sgambatura dei cani, individuate dal Comune in collaborazione con i Municipi, di cui ai successivi commi.
Il proprietario/detentore di cani è obbligato a rimuovere le deiezioni solide e a pulire lo spazio lordato dagli animali; è obbligato altresì a portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in via preventiva in caso di paventato rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta degli organi di vigilanza o di altre Autorità competenti e comunque da applicare ai cani ad elevato potenziale di rischio. I cani di grossa taglia debbono essere condotti da persone idonee a trattenere validamente l’animale.
Il cane che, sebbene munito di museruola, riuscisse a mordere, sarà considerato, agli effetti del presente regolamento, come se ne fosse privo. La museruola deve essere di materiale atossico, adatta alla taglia, alla razza e tale comunque da impedire ai cani di mordere. Tutti gli altri animali possono essere condotti nei luoghi di cui al precedente comma 1, adottando idonei accorgimenti diretti ad evitare pericolo o intralcio alla circolazione, ovvero molestia alle persone e purché siano rispettate le condizione di benessere etologico degli animali stessi. E’ vietato, durante la stagione balneare, l’accesso dei cani alle spiagge tranne che negli stabilimenti balneari privati ovvero sulle spiagge private debitamente autorizzati o nelle spiagge libere debitamente individuate dalla Civica Amministrazione. E' vietato l’ingresso dei cani negli spazi cittadini (piazze, parchi etc ) espressamente riservati al gioco dei bambini e negli spazi annessi e/o di pertinenza delle scuole. Il Sindaco, con propria ordinanza, potrà stabilire, di volta in volta ulteriori limitazioni alla circolazione dei cani. La sgambatura dei cani è consentita nelle apposite aree realizzate dalla Civica Amministrazione che potranno essere individuate preferibilmente all’interno delle aree verdi, parchi urbani e giardini pubblici. Tali aree devono essere dotate di recinzione, di apposita cartellonistica, dotate di acqua, cestini per la raccolta dei rifiuti e zone di sosta per i proprietari e/o conduttori dei cani. In tali spazi è consentito ai proprietari e/o conduttori di far vagare liberamente i cani, sotto il loro controllo fermo restando l’obbligo di evitare che i cani stessi costituiscano pericolo per le persone, per altri animali o arrechino danno a cose. Anche in tali spazi devono comunque essere rimosse le deiezioni solide e pulito lo spazio lordato dagli animali.
ART. 19 - CONDUZIONE DEI CANI E ALTRI ANIMALI DOMESTICI D'AFFEZIONE IN PARTICOLARI LUOGHI E SUI MEZZI PUBBLICI E IN LOCALI ADIBITI AD ATTIVITÀ COMMERCIALI.
Nei locali aperti al pubblico e nei pubblici uffici e sui mezzi pubblici di trasporto, i cani devono essere tenuti al guinzaglio, ad eccezione dei cani di piccola taglia tenuti in braccio o in borsa, e devono essere muniti di museruola. E’ consentita l’introduzione nei luoghi di cui al precedente comma, ovvero il trasporto sui mezzi pubblici, di altri animali domestici d’affezione a condizione che essi siano rinchiusi in apposito contenitore dotato di caratteristiche idonee a garantirne il benessere etologico.
E’ vietato l’accesso agli animali ad eccezione dei cani condotti al guinzaglio e dotati di museruola se di media o grossa taglia. Eventuali ulteriori deroghe potranno essere previste in situazioni particolari.
E' vietato detenere e consentire l'introduzione di cani, gatti ed altri animali nei locali destinati alla produzione, preparazione, confezionamento, deposito e vendita all'ingrosso di generi alimentari. Per quanto riguarda i punti di vendita al dettaglio, nonché i ristoranti, bar e alberghi, la possibilità di divieto di cui al precedente comma, è riservata alla libera disponibilità del titolare, il quale dovrà tuttavia apporre sulla porta d'ingresso apposito avviso dell'eventuale divieto.
E’ vietato a chiunque lasciare liberi o non custodire con le debite cautele cani e/o animali potenzialmente pericolosi di cui si abbia il possesso, affidarne la custodia a persona inesperta o inidonea, ovvero condurli in luoghi inidonei al loro benessere. E' vietato aizzare cani e/o altri animali in modo da mettere in pericolo l'incolumità di persone, altri animali e/o provocare il danneggiamento di cose.
ART. 21 - CONDUZIONE DEI CANI DA CACCIA, DA PASTORE E DELLE FORZE ARMATE.
- i cani delle Forze Armate e di Polizia quando utilizzati per servizio. La conduzione dei cani da caccia, durante l’esercizio venatorio e l’addestramento, è regolamentata da apposite norme la cui osservanza in materia spetta alla Provincia.
ART. 22- CONDUZIONE DI CANI ADIBITI A NON VEDENTI, IPOVEDENTI, DIVERSAMENTE ABILI
Ferme restando le modalità di conduzione, i divieti inerenti la circolazione dei cani non sono operanti per gli animali addetti a non vedenti, ipovedenti e ai diversamente abili che necessitano della presenza dell’animale stesso. Le suddette persone non hanno l’obbligo della raccolta di deiezioni, che rimane a carico dell’eventuale accompagnatore.
I cani utilizzati per la guardia possono essere tenuti liberi nei luoghi o proprietà private da sorvegliare, purché non accessibili al pubblico. Nei predetti luoghi o proprietà private deve essere esposto specifico cartello di avvertimento. Qualora gli animali siano tenuti a catena dovranno essere custoditi comunque secondo le modalità previste dalle norme vigenti e dal presente Regolamento.
ART. 24 - DETENZIONE DI CANI O ALTRI ANIMALI IN PROPRIETÀ CONFINANTI CON PUBBLICA VIA O CON ALTRA PROPRIETÀ PRIVATA
Le recinzioni della proprietà privata, confinante con strade pubbliche o con altre proprietà private, devono essere costruite e conservate in modo idoneo per evitare che l'animale possa scavalcarle, superarle, oltrepassarle con la testa o possa mordere o arrecare danno a persone o animali che si trovino dall’altra parte della recinzione.
Detti spazi devono essere provvisti di idonea segnaletica, chiaramente leggibile ed intuitivamente comprensibile.
ART. 25 - DETENZIONE DI CANI ED ALTRI ANIMALI DI AFFEZIONE SU AUTOVEICOLI
Fatte salve le norme vigenti in tema di trasporto comprese quelle del Nuovo Codice della Strada, chi trasporta animali su autoveicoli deve adottare tutte le misure necessarie a prevenire ed a evitare pericoli e/o danni per tutti gli occupanti del veicolo od a terzi. Il conducente deve assicurare:
b) la somministrazione di acqua e cibo e adeguate soste in caso di viaggi prolungati.
Deve essere inoltre evitata l'esposizione ai raggi solari e alle fonti eccessive di calore o di freddo, per periodi comunque tali da compromettere il benessere e/o il sistema fisiologico dell’animale.
ART. 26 - SOMMINISTRAZIONE DI CIBO AGLI ANIMALI SU SUOLO PUBBLICO E PRIVATO
E’ vietata la somministrazione di cibo a colombi, topi, ratti, gabbiani e ungulati poligastrici (cinghiali) non di proprietà, in aree sia pubbliche sia private.
La Civica Amministrazione potrà individuare apposite aree attrezzate per l’alimentazione di alcune specie animali, che saranno dotate di cartellonistica, riportante anche indicazioni dietologiche riferentesi a ciascuna specie.
I cani catturati verranno consegnati, per l'effettuazione delle profilassi previste nel trattamento contro la rabbia, l'echinococcosi e le altre malattie trasmissibili, alle strutture pubbliche di ricovero.
Alle varie fasi delle catture, sotto il diretto coordinamento e controllo della Provincia e del Servizio Veterinario della A.S.L., possono partecipare le Associazioni di Volontariato di protezione animale che peraltro potranno operare secondo le modalità previste dalla vigente normativa regionale in materia di randagismo.
Le richieste circa la cattura di cani, così come previsto dal presente Regolamento e dal DPR 320 del 8.2.54 e successiva normativa, potranno essere rivolte al servizio Veterinario della A.S.L. e alla Provincia ai sensi della normativa vigente.
La Civica Amministrazione e i Municipi, di concerto con la ASL, per favorire la tutela degli animali e il controllo del randagismo, può individuare degli spazi e/o aree idonee appositamente attrezzati per il ricovero degli animali randagi urbani, ovvero centri (o locali) adeguati per degenza e cura.
Tali aree e/o spazi di protezione, oltre a centri e locali per degenza e cura, possono essere affidati in gestione alle Associazioni e agli Enti di Protezione Animale e/o Ambientale che ne facciano richiesta, previa stipula di specifici accordi.
La Civica Amministrazione approva la mappatura delle aree e degli spazi in cui vivono le colonie di animali randagi, riconoscendole quali zone tutelate ai fini della cura e dell’alimentazione degli animali ivi stanziati. tale individuazione verrà evidenziata attraverso una targa del Comune, con la dizione: “Oasi Felina” o altra individuazione specifica.
I vari Soggetti pubblici e/o privati che intendono eseguire nuove opere edili e/o di restauro conservativo, di carattere pubblico e/o privato, devono accertare l’eventuale presenza di animali nell’immobile oggetto di interventi. Nel caso in cui tali interventi siano ricadenti in zone ed aree interessate dalla presenza di colonie di animali liberi, debbono prevedere, prima dell’inizio dei lavori, un’idonea collocazione temporanea e/o permanente per dette colonie. La proposta di collocazione viene esaminata dall’Ufficio comunale preposto alla tutela degli animali.
Tale collocazione, di norma, dovrà essere ubicata in una zona adiacente al cantiere e dovrà essere in grado di ospitare tutti gli animali appartenenti alle colonie interessate agli interventi; dovrà essere altresì consentita agli zoofili, con le modalità più opportune, la possibilità di continuare ad alimentare tali colonie.
Al termine dei lavori le colonie, previa collocazione di appositi ed adeguati insediamenti, dovranno essere rimesse sul loro territorio d’origine, ovvero in siti immediatamente adiacenti a quello originario di provenienza.
In caso di espropri per pubblica utilità, i soggetti interessati debbono valutare, d’intesa con l’ufficio comunale competente, se sia il caso di reperire altri spazi idonei in cui trasferire gli animali randagi o se vi sia la possibilità di lasciarli nel loro habitat originario.
I gatti che vivono in stato di libertà sul territorio sono protetti ed è fatto divieto a chiunque di maltrattarli o allontanarli dal loro habitat. Si intende per colonia felina un gruppo di gatti non di proprietà, che vive in libertà indipendentemente dal numero di soggetti che la compongono e dal fatto che sia o meno accudita dai cittadini, in una determinata zona del territorio, definita “habitat”.
Si intende per habitat di colonia felina qualsiasi territorio o porzione di esso, urbano e non, edificato e non, sia esso pubblico o privato, nel quale risulti vivere stabilmente una colonia di gatti liberi. Si definisce oasi felina un’area inserita nell’ habitat, individuata preferibilmente all’interno delle aree verdi, delimitata o meno da una rete di protezione, fornita di cucce, ciotole per il cibo, riconosciuta dall’Autorità competente e gestita da Associazioni Zoofile, che provvedono al nutrimento dei gatti, alla pulizia e al loro governo.
Nell’oasi, previo il conseguimento dei pareri in base alle norme vigenti, sarà possibile collocare manufatti definiti dal P.U.C. “diversi dagli edifici” con caratteristiche costruttive e funzionali non permanenti, per i quali non sia necessario il titolo edilizio, compatibilmente con la disciplina urbanistica ed edilizia vigente. L’oasi dovrà essere dotata di acqua ad uso irriguo e di illuminazione, predisposte a cura della Civica Amministrazione. Dovrà essere garantita la salvaguardia dell’area dal punto di vista igienico sanitario e assicurato il controllo finalizzato all’effettuazione di interventi di contenimento delle nascite.
Trattandosi di opera di interesse pubblico la stessa non è soggetta a titolo abilitativo, fatta salva la rispondenza delle eventuali strutture poste in opera ai regolamenti edilizi vigenti. E’ vietato a chiunque ostacolare l’attività di gestione di una colonia o asportare o danneggiare gli oggetti utilizzati per la cura degli animali, compresi i piccoli arredi – cuccette di legno o di materiale plastico- utilizzati per il loro ricovero, fatto salvo il caso di situazioni di immediato pericolo per la sicurezza pubblica o che possano creare gravi inconvenienti igienici.
E’ fatto divieto di catturare gatti liberi e/o vaganti se non per motivi di Polizia Veterinaria nei limiti e con i modi previsti dalla vigente normativa e dal presente Regolamento.
E’ fatto assoluto divieto di prelevare dal loro territorio i gatti liberi per rinchiuderli in strutture chiuse, gabbie e similari detenendoli in situazione di cattività, se non per motivi di Polizia veterinaria. La Civica Amministrazione provvede, con i mezzi più opportuni, a censire le diverse colonie esistenti sul territorio urbano e a individuare gli esemplari appartenenti alla singole colonie anche attraverso appositi sistemi di contrassegnatura al fine di consentire il monitoraggio costante degli stessi.
La Civica Amministrazione provvede altresì a promuovere apposite forme di riconoscimento degli assistenti zoofili e campagne di sensibilizzazione per la tutela dei gatti liberi urbani. La Civica Amministrazione provvede alla distribuzione di cibo nelle colonie non più seguite (in caso di decesso della gattara), e nelle colonie gestite da assistenti zoofili volontari in difficoltà economica.
ART. 30 - AFFIDO DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE
La Civica Amministrazione e i Municipi promuovono campagne di sensibilizzazione per incentivare l’affidamento di animali abbandonati, anche sulla base di convenzioni con le Associazioni di protezione Animale, Cooperative sia Sociali che di Produzione e Lavoro ed altri Enti preposti statutariamente al benessere animale.
A tal fine sono attuate iniziative di informazione per incentivare l’affido degli animali d’affezione ospitati presso le strutture ricettive pubbliche e/o private in convenzione o degli animali liberi presenti in particolari aree e/o soggetti a situazioni che presentano un elevato grado di criticità per la sopravvivenza ed il benessere degli stessi.
La Civica Amministrazione favorisce e organizza attraverso la struttura comunale preposta alla gestione della fauna:
- la promozione di un adeguato supporto per coloro, di fascia debole, che detengano un animale o che adottino un animale abbandonato, avvalendosi di collaborazioni con personale appositamente formato nella gestione degli animali d’affezione anche appartenente a Cooperative Sociali e/o di produzione e lavoro;
- forme di collaborazione con medici veterinari per offrire opportuni interventi terapeutici e/o di assistenza veterinaria e sanitaria agli animali d’affezione detenuti e/o curati da persone appartenenti a fasce sociali disagiate;
-forme di collaborazione con altri settori della Pubblica Amministrazione, avvalendosi di personale specializzato nel campo della didattica riferita all’educazione sull’etologia animale, per l’attivazione di percorsi di informazione e di sensibilizzazione, anche attraverso i mezzi di comunicazione ( televisione e/o radio locali ) e di appositi programmi di aggiornamento destinati agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado e agli alunni;
- l’informazione zoofila attraverso delle tecniche multimediali e dei processi di informatizzazione attraverso programmi in Internet elaborati con la partecipazione delle Associazioni di protezione Animale e/o ambientaliste.
ART. 31 - FUNZIONE E GESTIONE DELLA STRUTTURA RICETTIVA E DI RIFUGIO
La Civica Amministrazione assolve alle funzioni di propria competenza previste dal D.P.R. n° 320/1954, dalle normative nazionali e regionali, nonché dal presente Regolamento mediante apposita struttura di ricovero degli animali d’affezione abbandonati e/o sequestrati nel territorio del Comune di Genova.
La gestione della struttura di cui sopra potrà essere affidata ad Associazioni zoofile di volontariato, a cooperative zoofile e/o ad Enti che statutariamente perseguano il benessere animale, anche riuniti in apposite associazioni, previa stipula di apposita convenzione con la Civica Amministrazione e sotto il controllo della A.S.L. per quanto di seguito indicato e previsto dalla normativa vigente.
I Medici - Veterinari della A.S.L. provvedono al controllo degli animali morsicatori e alla profilassi dei cani ricoverati nel canile sanitario.
Terminata la profilassi , comprensiva del primo ciclo di terapie atto ad abbassare il rischio di zoonosi gli animali vengono trasferiti nella struttura rifugio.
L'attività di volontariato all'interno della struttura di ricovero è disciplinata da apposite disposizioni elaborate dal Comitato Scientifico di cui al presente Regolamento previo parere del Gestore del Canile Municipale e delle Associazioni di Volontariato di Protezione Animale
Le Associazioni e/o Enti di protezione animale possono gestire in convenzione i servizi di cui sopra intesi al raggiungimento del benessere animale, prestando servizi di soccorso, cura e degenza degli animali randagi feriti, traumatizzati e/o ammalati, avvalendosi di medici veterinari.
La Civica Amministrazione può altresì promuovere collaborazioni con i medici veterinari liberi professionisti per attivare interventi sanitari e forme di assistenza specialistica sugli animali liberi viventi nel territorio comunale.
La Civica Amministrazione favorirà intese e accordi convenzionali per prestazioni veterinarie a condizioni agevolate, rivolte agli animali appartenenti a privati in situazioni di disagio economico e/o sociale.
Al fine di portare a conoscenza dei cittadini le necessarie informazioni relative alla rete di emergenza veterinaria e al suo funzionamento viene istituito, a cura dell’Ufficio comunale preposto, un numero verde che fornirà le indicazioni relative ai numeri telefonici e agli indirizzi dei vari poli di emergenza veterinaria accessibili, gli orari di apertura degli stessi nonché le eventuali indicazioni che si reputassero necessarie.
Viene inoltre istituito e gestito, a cura dell’Ufficio Comunale competente, un sito WEB che permetta ai cittadini di interagire con la C.A. in relazione al rapporto uomo/animale ed alle problematiche ad esso connesse .
ART. 34 - CENTRI DI RICOVERO E CURA PER ANIMALI RANDAGI
La Civica Amministrazione può individuare spazi di sua proprietà da affidare alle Associazioni Animaliste e di tutela ambientale, stipulando apposite convenzioni, per il ricovero e la cura di animali che non possono più essere reintrodotti nel territorio e/o per attività di pronta emergenza veterinaria per animali traumatizzati, feriti e malati. Le attività mediche e sanitarie devono essere svolte da medici veterinari. Le strutture debbono corrispondere ai requisiti igienici e strutturali previsti dalle normative vigenti.
TITOLO III STRUTTURE PRIVATE
L’impianto di canili, gattili, maneggi, centri ippici e altri rifugi per animali è consentita nel rispetto delle normative vigenti in materia di edilizia, urbanistica e di ogni altra normativa specifica. L’attività è subordinata al rilascio di autorizzazione sanitaria, secondo quanto previsto dalla normativa di settore vigente.
Dette strutture debbono essere dotate di personale veterinario e sanitario idoneo, responsabile a provvedere al regolare controllo degli animali ricoverati. Per le strutture di nuova costruzione e per le manutenzioni su strutture esistenti sono applicati i criteri stabiliti dalla normativa Nazionale e Regionale vigente.
Fermo restando il rispetto della normativa vigente in materia di attività commerciali, l'esercizio di toelettatura è consentito previo rilascio di autorizzazione sanitaria. I locali utilizzati devono essere direttamente aerati e opportunamente riscaldati, idonei sotto il profilo igienico-sanitario, con pareti lavabili e disinfettabili, con dotazione idrica e scarichi collegati alla rete fognaria, in spazi separati dalle altre attività del negozio.
Nei locali di toelettatura, gli animali devono sostare per il tempo necessario alle operazioni, con espresso divieto di permanenza all'interno dei locali, fuori dell'orario di apertura.
Analogamente le toelettature “fai da te” e le toelettature “self-service”, ove sono consentite unicamente le operazioni inerenti il lavaggio del cane, devono ottenere autorizzazione sanitaria.
Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di fauna esotica e selvatica, l'esercizio di vendita di animali è soggetto alla disciplina commerciale vigente, fatto salvo ogni ulteriore adempimento amministrativo ed il rispetto del vigente Regolamento Comunale di Polizia Veterinaria, delle normative nazionali e regionali, nonché delle altre normative vigenti in materia di igiene e di edilizia e del presente Regolamento.
I locali dovranno essere direttamente aerati, idonei sotto il profilo igienico, avere pareti lavabili e disinfettabili, dotazione idrica adeguata, scarichi collegati alla rete fognaria, illuminazione naturale e artificiale, nonché di appositi refrigeratori idonei a conservare le carcasse degli animali deceduti in attesa dello smaltimento di legge.
Gli animali dovranno essere tenuti in gabbie o box separati o eventualmente divisibili, facilmente lavabili e disinfettabili; lo spazio riservato agli animali deve essere idoneo alla dimensione, età , carattere, razza e numero di esemplari detenuti.
Sostenere l’attività riproduttiva volta alla conservazione di razze di interesse genetico.
Gli uccelli vengono suddivisi in tre gruppi a seconda delle dimensioni: taglia piccola, fino a 15 cm di lunghezza becco- coda; taglia media, da 16 fino a 25 cm di lunghezza becco- coda; taglia grande, superiori a 25 cm;
Gabbia per riproduzione, dimensioni minime: cm 55 per 28 per 32 di altezza. Nella stessa gabbia possono essere ospitati i due riproduttori e la prole fino allo svezzamento. Gabbia per svezzamento e riposo, dimensioni minime: cm 55 per 28 per 32 di altezza, può ospitare sino a quattro uccelli per la detenzione ordinaria. Nelle gabbie i posatoi devono mantenere una distanza di cm 30.
Volieretta di svezzamento di dimensione: 120 cm per 33 per 40 di altezza, con quattro posatoi. Può ospitare sino ad un massimo di n. 10 uccelli.
• Volieretta di svezzamento di dimensione: 90 cm per 33 per 40 di altezza, con quattro posatoi. Può ospitare sino ad un massimo di n. 9 uccelli;
• Volieretta di svezzamento di dimensione: 90 cm per 40 per 40 di altezza, con quattro posatoi. Può ospitare sino ad un massimo di n. 10 uccelli;
• Volieretta di svezzamento di dimensione: 120 cm per 40 per 40 di altezza, con quattro posatoi. Può ospitare sino ad un massimo di n. 14 uccelli:
• Gabbia per singolo soggetto o per coppia, dimensioni minime: cm 55 per 28 per 32 di altezza, con due posatoi posti ad una distanza minima di cm 30.
Gabbia per riproduzione, dimensioni minime: cm 60 per 31 per 35 di altezza. Nella stessa gabbia possono essere ospitati i due riproduttori e la prole fino allo svezzamento. Gabbia per svezzamento e riposo, dimensioni minime: cm 60 per 31 per 35 di altezza, può ospitare sino a quattro uccelli per la detenzione ordinaria. Nelle gabbie i posatoi devono mantenere una distanza di cm 30.
Volieretta di svezzamento di dimensione: 120 cm per 33 per 40 di altezza, con quattro posatoi. Può ospitare sino ad un massimo di n. 8 uccelli.
• Volieretta di svezzamento di dimensione: 90 cm per 33 per 40 di altezza, con quattro posatoi. Può ospitare sino ad un massimo di n. 6 uccelli;
• Volieretta di svezzamento di dimensione: 90 cm per 40 per 40 di altezza, con quattro posatoi. Può ospitare sino ad un massimo di n. 8 uccelli;
• Volieretta di svezzamento di dimensione: 120 cm per 40 per 40 di altezza, con quattro posatoi. Può ospitare sino ad un massimo di n. 12 uccelli:
• Gabbia per singolo soggetto o per coppia, dimensioni minime: cm 60 per 31 per 35 di altezza, con due posatoi posti ad una distanza minima di cm 30.
Gabbia per riproduzione e riposo (detenzione ordinaria), dimensioni minime: cm 100 per 70 per 150 di altezza. Nella stessa gabbia possono essere ospitati i due riproduttori e la prole fino allo svezzamento. Gabbia per svezzamento e riposo (detenzione ordinaria), dimensioni minime: cm 65 per 75 per 150 di altezza, può ospitare un solo esemplare, per la detenzione ordinaria. Nelle gabbie i posatoi devono mantenere una distanza di cm 30.
Nelle manifestazioni ornitologiche organizzate da associazioni aderenti a COM/FOI e limitatamente al periodo dell’esposizione, sono consentite gabbie di dimensioni inferiori per consentire le previste valutazioni della Giuria nei limiti previsti dalla COM/FOI. Per il trasporto degli uccelli, dall’allevatore alla località della mostra e viceversa si applicano le seguenti prescrizioni:
Dimensioni minime, volume e densità di carico del contenitore/trasportino. Queste dimensioni sono applicabili a tutte le specie di uccelli appartenenti ai:
- Per Pappagalli e Ondulati si rimanda al successivo paragrafo intitolato “Note speciali per Pappagalli e Ondulati”.
• Taglia piccola (massimo cm 16 fra testa e coda): lunghezza almeno 2 cm in più
• Taglia Media (massimo cm 25 fra testa e coda): lunghezza almeno 2 cm in più
Trasportino collettivo (non ammesso per Pappagalli e Psittacidi): lunghezza cm 60, profondità cm 30, altezza cm 15 (misure nette), con due posatoi sul lato lungo.
• Taglia piccola (massimo 16 cm fra testa e coda): 25 uccelli (pari a 72 cmq cadauno);
• Taglia media (massimo 25 cm fra testa e coda): 15 uccelli (pari a 120 cmq cadauno).
• Taglia (lunghezza) fino a cm 16: lunghezza almeno 2 cm in più rispetto la taglia del soggetto ospitato, altezza cm 9, larghezza almeno 2 cm in più rispetto la
• Taglia (lunghezza) compresa tra cm 16 e 25: lunghezza almeno 2 cm in più rispetto la taglia del soggetto ospitato, altezza cm 12, larghezza almeno 2 cm in più rispetto la larghezza massima del soggetto ospitato, e comunque non inferiore a cm 9;
• Taglia (lunghezza) compresa tra cm 26 e 35: lunghezza almeno 2 cm in più rispetto la taglia del soggetto ospitato, altezza cm 12, larghezza almeno 2 cm in più rispetto la larghezza massima del soggetto ospitato, e comunque non inferiore a cm 9;
• Taglia (lunghezza) compresa tra cm 36 e 50: lunghezza almeno 2 cm in più rispetto la taglia del soggetto ospitato, altezza cm 12, larghezza almeno 2 cm in più rispetto la larghezza massima del soggetto ospitato, e comunque non inferiore a cm 9. Fanno eccezione: Ara, Cacatua e Vasa per le quali è prescritta la gabbia in filo d’acciaio prevista per taglia superiore ai cm. 50.
• Taglia (lunghezza) fino a cm 16: lunghezza e larghezza almeno 2 cm in più rispetto la taglia del soggetto ospitato, altezza cm 9. Nel caso di due soggetti di taglia 16 cm, il trasportino sarà di 18 per 18 per 9.
• Taglia (lunghezza) compresa tra cm 16 e 25: lunghezza e larghezza almeno cm 2 superiori alle analoghe dimensioni dei soggetti ospitati, altezza cm. 12.
• Taglia (lunghezza) compresa tra cm 36 e 50: lunghezza e larghezza almeno cm. 2 superiori alle analoghe dimensioni dei soggetti ospitati, altezza cm. 12. La dimensione per il trasporto di 2 soggetti di lunghezza 40 cm diviene: 12 cm di altezza per 42 per 42 cm.. Fanno eccezione: Ara, Cacatua e Vasa per le quali è prescritta la gabbia in filo d’acciaio prevista per taglia superiore ai cm. 50.
Per quanto concerne le prescrizioni per il trasporto, il mezzo di trasporto e la documentazione di trasporto, la Civica Amministrazione con atto amministrativo, adotta le prescrizioni in merito entro 120 giorni avvalendosi del Comitato Scientifico di cui all’art. 7 sentite le associazioni di categorie (FOI).
TERRARI PER SERPENTI:
Scavatori: Lunghezza dell’animale, larghezza 1/3 dell’animale, altezza 1⁄2 dell’animale; oltre a questo aggiungere da 15 a 30 cm di strato in materiale idoneo per il covo.
Terresti e semi acquatici: Lunghezza 3/4 dell’animale, larghezza 1/3 dell’animale, altezza 1/2 dell’animale. L’altezza comunque non deve essere inferiore a meno di 30 cm.
Arborei: Lunghezza dell’animale, larghezza 1/3 dell’animale, altezza pari alla lunghezza con idonei supporti. L’altezza comunque non deve essere inferiore a meno di 30 cm.
TERRARI PER SAURI: altezza-larghezza-lunghezza almeno doppia rispetto alle dimensioni dell’animale; è consentita la detenzione massima di due animali purché appartenenti alla stessa specie o a specie compatibili tra loro.
TERRARI ED ACQUARI PER TESTUGGINI/TARTARUGHE: i terrari e gli acquari per testuggini e tartarughe devono avere dimensioni 5 volte superiori alla dimensione complessiva degli animali ricoverati al loro interno. Per tartarughe inferiori ai 6 cm: Vasca 60 x 40 max 15 tartarughe Vasca 90 x 40 30 tartarughe
GABBIE/CONTENITORI PER MAMMIFERI: la lunghezza deve essere almeno il triplo di quella dell’animale o degli animali detenuti, la larghezza e l’altezza devono essere almeno il doppio rispetto alla lunghezza degli animali. La lunghezza dell’animale viene misurata escludendo la coda.
ACQUARI/VASCHE PER PESCI: è obbligatorio mantenere puliti acquari e vasche e mantenere in costante efficienza il sistema di ossigenazione degli stessi; ogni vasca o acquario non può contenere pesci appartenenti a specie fra loro non compatibili.
Al fine di consentire all’acquirente un acquisto responsabile ed essere informato sulla provenienza dell’animale, e di garantire la tracciabilità dell’animale stesso, su ogni gabbia, voliera, vasca, terrario, acquario e comunque su ogni contenitore di animali detenuti e/o afferenti l’attività commerciale deve essere applicato un cartellino di identificazione, nel quale deve essere indicato, oltre al nome dell’esercizio commerciale, la famiglia-genere-specie di appartenenza dell’animale e lo stato di origine. Deve essere anche indicato se l’animale è stato riprodotto in allevamento; se si tratta di animale selvatico catturato in natura, si dovrà indicare in quale continente e nazione è stato legalmente prelevato.
Deve essere assicurato il benessere dell'animale, indipendentemente dalla permanenza temporale dello stesso nel locale/area di vendita ed è vietato esporre animali palesemente debilitati, ammalati. E’ altresì vietato esporre femmine gravide e/o femmine con cuccioli, esclusi pesci e roditori.
Fatti salvi i divieti di cui all’articolo 4, è inoltre vietato:
a) esporre animali all'esterno dei negozi.
b) detenere animali legati con corde, catene o qualsiasi altro materiale o sistema che possa essere utilizzato per il contenimento degli stessi.
c) la somministrazione di cibo costituito da animali vivi (insetti esclusi), alla presenza o in vista di terzi o comunque estranei alla conduzione dell’attività commerciale.
d) la vendita di pulcini od altri animali colorati mediante l’uso di pigmenti artificiali.
e) la vendita di animali, appartenenti a qualsiasi specie, in età precedente ad una autosufficienza nutritiva o deambulatoria;
f) la vendita e/o cessione di cani e gatti sprovvisti di copertura vaccinale, consona all’età, per le malattie individuate dalle autorità sanitarie competenti. g) la vendita e l’esposizione di cani e gatti di età inferiore ai 2 mesi.
Inoltre dovranno essere seguite le seguenti prescrizioni:
a) all’interno dell’attività commerciale deve essere garantita la costante presenza, durante gli orari di apertura e di vendita, di personale in possesso delle basilari conoscenze circa le necessità fisio-etologiche degli animali commercializzati e, comunque, in grado di soddisfare alle eventuali richieste dell’acquirente a riguardo degli elementari comportamenti da assumere per la corretta detenzione dell’animale acquistato, nel rispetto delle attitudini dello stesso.
b) Nelle ore notturne deve essere assicurato l'oscuramento da fonti luminose esterne all’esercizio commerciale.
c) Durante la chiusura anche infrasettimanale devono essere assicurate le condizioni di benessere degli animali, la somministrazione di cibo, acqua fresca e in quantità sufficiente, nonché la giusta illuminazione.
d) Le deiezioni dovranno essere subito asportate, salvo per animali di piccola taglia la cui deiezione avviene in modo costante nell’arco della giornata; per i volatili le gabbie devono essere dotate di griglia.
e) l’esposizione degli animali al pubblico dovrà avvenire in modo tale da prevenire incidenti alle persone, indicando quando necessario, con tabelle o altri sistemi intuitivamente intelligibili, la potenziale pericolosità degli stessi.
f) all’interno dell’esercizio commerciale deve essere garantita disponibilità di acqua corrente potabile per l’abbeveraggio degli animali e per la pulizia delle strutture e delle attrezzature di contenimento.
g) agli animali di nuova provenienza, per il periodo necessario all’espletamento di adeguati controlli sanitari, e a quelli ammalati dovranno essere riservati gabbie, box o comunque strutture separate al fine di isolare e curare gli eventuali esemplari risultati ammalati.
E’ altresì fatto obbligo a tutti coloro che detengono animali a scopo di commercio di tenere un apposito registro di carico e scarico degli animali in entrata e in uscita, su conforme modello predisposto dalla Giunta Regionale e vidimato in ogni sua parte dal Servizio Veterinario della A. S. L. ai sensi della vigente normativa regionale. Tale registro è d’obbligo solo ed esclusivamente per chi detiene cani e animali rientranti nella normativa CITES.
Tali disposizioni si applicano solo ed esclusivamente a cani, gatti e animali rientranti nella normativa CITES e agli animali selvatici legalmente catturati in natura ma non disciplinati dalla Convenzione CITES e dalla l.r. 25/90 e s.m.i. All’atto dell’acquisto per la vendita e comunque entro 24 ore dalla consegna dell’animale, il titolare della struttura, o altra persona dallo stesso appositamente delegata , dovrà annotare sul registro di carico e scarico :
a) la legittima provenienza dell’animale con riferimento alla documentazione commerciale;
in particolare dovrà essere indicato la denominazione completa dell’allevamento e/o del cedente, la specie (nome scientifico e comune), il numero, il sesso e la data di acquisto, la data di effettivo carico nella struttura commerciale.
b) lo stato segnaletico dell’animale corredato, per gli animali della specie canina, del codice di iscrizione anagrafica, nonché, per gli altri animali degli eventuali anelli o contrassegni o altro metodo di identificazione previsto dalle normative vigenti.
c) all’atto della vendita e/o della cessione di cani, gatti e animali rientranti nella normativa Cites a qualsiasi titolo effettuata il registro deve essere compilato immediatamente e comunque prima che l’animale sia ceduto o si allontani dai locali del venditore. Nel registro di carico o scarico sotto la voce “destinazione” dovranno essere indicati, nel rispetto della normativa vigente, le generalità complete dell’acquirente, rilevate da un documento di identità ai sensi della normativa vigente nonché l’esatta località, dichiarata dall’acquirente, dove sarà detenuto l’animale.
d) entro 24 ore dovranno essere annotati gli animali morti e le relative cause.
Ogni animale venduto, compresi quelli appartenenti alla fauna esotica, dovrà essere accompagnato da certificazione veterinaria attestante la buona salute dell’esemplare, recante la data non anteriore a 30 gg. . Lo stesso dovrà essere compilato da un Medico Veterinario. Il titolare dell’esercizio commerciale o, in sua assenza, il conduttore deve, se richiesto dagli organi di vigilanza, esibire le autorizzazioni afferenti l’attività commerciale, il registro di carico/scarico, la documentazione inerente la provenienza e destinazione degli animali detenuti e/o venduti, nonché consentire il libero accesso ai locali, agli spazi e ai veicoli afferenti all’attività commerciale.
In caso di cessazione dell’attività, i titolari dovranno far pervenire entro 30 giorni la relativa comunicazione all’Ufficio Diritti Animali del Comune di Genova.
ART. 38 - VENDITA E/O ALLEVAMENTO ANIMALI ESOTICI
Ferme restando le disposizioni comunitarie e nazionali in materia di commercio internazionale delle specie in via di estinzione, la detenzione, l’allevamento ed il commercio di animali esotici, ivi compreso il commercio in forma ambulante esercitato anche da esercizi commerciali con sede legale fuori dalla Regione Liguria, è disciplinato dalla L.R. n° 25/1990 e s.m.i. In ogni caso la detenzione di animali nell’ambito di attività commerciali, ancorché regolati dalle predette convenzioni e norme, li qualifica comunque quali animali d’affezione, soggetti pertanto anche alle disposizioni del presente regolamento, comprese quelle di cui al precedente articolo 37.
La detenzione e commercio di animali vivi che possono costituire pericolo per la salute o l’incolumità pubblica sono vietate salvo le eccezioni e le deroghe previste dalla normativa vigente e nel rispetto delle relative disposizioni. In caso di cessazione dell’attività i titolari dovranno far pervenire entro 30 giorni la relativa comunicazione all’Ufficio Diritti Animali del Comune di Genova.
ART.39 - MOSTRE, FIERE, ESPOSIZIONI, CIRCHI E SERRAGLI DA INSTALLARSI IN FORMA TEMPORANEA SUL TERRITORIO CITTADINO.
L’allestimento di mostre, fiere, esposizioni e serragli, nonché l’attendamento di circhi sul territorio comunale è soggetto ad autorizzazione igienico – sanitario – veterinaria, da rilasciarsi su conforme parere dall’ A.S.L , a cura della Civica Amministrazione, previa richiesta da presentare almeno 60 giorni prima.
L’allestimento di mostre, fiere, esposizioni, serragli e/o iniziative dove sia prevista la vendita di animali in forma ambulante sul territorio comunale, è soggetto ad autorizzazione igienico – sanitario – veterinaria preventiva da rilasciarsi su conforme parere dall’ A.SL, a cura della Civica Amministrazione, previa richiesta da presentare almeno 60 giorni prima. L’autorizzazione a fini commerciali potrà essere richiesta e rilasciata esclusivamente a persone fisiche e/o giuridiche iscritte alla C.C.I.A.A. , nonché in possesso di partita IVA.
Gli impianti espositivi dovranno garantire agli animali idoneo riparo da agenti atmosferici esterni. Dovranno quindi essere assicurate:
a) temperatura adeguata alle necessità oggettive in base agli standard di detenzione specifica a prescindere dalla temperatura esterna;
b) riparo idoneo dal vento;
c) riparo idoneo da pioggia, grandine, neve;
d) areazione che consenta all’animale, anche in periodo estivo, una ottimale respirazione;
e) supporto idrico adeguato alla specie diappartenenza;
f) supporto nutrizionale adeguato alla specie di appartenenza;
Presso l’esercizio commerciale ambulante deve essere garantita la costante presenza di personale in possesso delle basilari conoscenze circa le necessità fisio-etologiche degli animali commercializzati e, comunque, in grado di soddisfare alle eventuali richieste dell’acquirente a riguardo degli elementari comportamenti da assumere per la corretta detenzione dell’animale acquistato, nel rispetto delle attitudini dello stesso.
Al fine di consentire all’acquirente un acquisto responsabile ed essere informato sulla provenienza dell’animale e di garantire la tracciabilità dell’animale stesso, su ogni gabbia, voliera, vasca, terrario, acquario e comunque su ogni contenitore di animali detenuti e/o afferenti l’attività commerciale deve essere applicato un cartellino di identificazione, nel quale deve essere indicato, oltre al nome dell’esercizio commerciale, la famiglia-genere-specie di appartenenza dell’animale e lo stato di origine.
Deve essere anche indicato se l’animale è stato riprodotto in allevamento, nel qual caso dovrà essere indicato la denominazione e la sede legale dell’allevamento, oppure se si tratta di animale selvatico catturato in natura, nel qual caso si dovrà indicare in quale continente e nazione è stato legalmente prelevato.
Il trasporto degli animali deve essere comunque effettuato con veicoli autorizzati secondo le normative vigenti. Le strutture circensi e le mostre faunistiche sono inoltre soggette al rispetto dei criteri individuati dal Ministero per la Conservazione della Natura - Commissione Scientifica CITES - ai sensi dell’articolo 4 della Legge 150/92 e successive integrazioni, dell’Ordinanza del Sindaco n.32 del 7/2/2006 oltreché ad ogni normativa emessa per la tutela e salvaguardia delle specie in via di estinzione.
Ferme restando le disposizioni comunitarie e nazionali in materia di commercio internazionale delle specie in via di estinzione, la detenzione ed il commercio di animali esotici, ivi compreso il commercio in forma ambulante esercitato anche da esercizi commerciali con sede fuori dalla Regione Liguria, è disciplinato dalla L.R. n° 25/1990 e s.m.i.
In ogni caso la detenzione di animali nell’ambito di attività commerciali, ancorché regolati dalle predette convenzioni e norme, li qualifica comunque quali animali d’affezione, soggetti pertanto anche alle disposizioni del presente regolamento.
Per mostre, fiere, esposizioni e serragli si applicano le disposizioni previste all’art. 37 in materia di dimensioni delle gabbie e dei box, nonché i divieti di cui alle lettere b, c, d, e, f, g e le prescrizioni di cui alle lettere c, d, e.
ART.40 - COMMERCIALIZZAZIONE DI CROSTACEI VIVI AD USO ALIMENTARE
I crostacei devono essere tutelati in base alle loro caratteristiche etologiche.
Dimensione e caratteristiche degli acquari :
a) Il volume dell’acquario non deve essere inferiore a 2 litri per centimetro della somma delle lunghezze degli animali ospitati ed in ogni caso non deve mai avere una capienza inferiore a 30 litri d’acqua.
b) Gli acquari non devono avere forma sferica o comunque non devono avere pareti curve di materiale trasparente. In ogni acquario devono essere garantiti il ricambio, la depurazione, l’ossigenazione dell’acqua, le cui caratteristiche chimico-fisiche e di temperatura devono essere conformi alle esigenze fisiologiche delle specie ospitate.
Oltre a quanto già vietato dalla normativa vigente in materia di maltrattamento degli animali, nonché di pesca marittima e di pesca di acque interne, di acquicoltura, di polizia veterinaria e di igiene degli alimenti di origine animale, è fatto assoluto divieto di:
a) lasciare i crostacei vivi sul ghiaccio e in acquari che non abbiano le dimensioni e le caratteristiche di cui al precedente capoverso.
b) conservare ed esporre per la commercializzazione sia all’ingrosso che al dettaglio, nonché per la somministrazione, prodotti della pesca vivi, ad esclusione dei molluschi lamellibranchi, al di fuori di adeguate vasche munite di impianto d’ossigenazione e depurazione dell’acqua.
c) La macellazione di crostacei nell’esercizio di vendita è ammessa esclusivamente se il locale ha spazi idonei fuori dalla vista di soggetti terzi.
TITOLO IV FAUNA SELVATICA
ART. 41 - FAUNA SELVATICA
Ferma restando la disciplina discendente dalla Legge 157/92 e dalla Legge regionale 29/94 e s.m.i. relativamente alla fauna selvatica, la Civica Amministrazione favorisce la presenza di tale fauna autoctona stanziale e migratoria che occupi, anche temporaneamente, il territorio urbano, attraverso la conoscenza qualitativa e numerica ed il miglioramento degli habitat.
Fatto salvo quanto previsto dalla L.157/92 all’articolo 21, 1° comma lett. o l’opera di potatura ed abbattimento degli alberi, nel periodo riproduttivo degli uccelli, deve essere effettuata con l’adozione di misure idonee e in tempi prestabiliti ad evitare la morte di nidiacei e/o la distruzione dei nidi. L’abbattimento e la potatura dei singoli esemplari di alberi con presenza di nidiacei è vietata, sia ad opera di soggetti pubblici sia privati, nel periodo che va da inizio marzo a tutto luglio, salvo che per interventi a tutela di incolumità pubblica o per esigenze fitosanitarie non rinviabili.
Analogamente gli interventi di rifacimento di facciate, prospetti e tetti devono essere eseguiti con l’adozione di misure e in tempi rispettosi della presenza di nidi e/o nidiacei di irundinidi apodidi, passeriformi, previa richiesta all’Ufficio Diritti Animali del Comune.
TITOLO V FAUNA ESOTICA
ART. 42 - DETENZIONE DI FAUNA ESOTICA
La detenzione degli animali esotici compresi negli allegati del vigente Regolamento CITES, n. 338/97 e s.m.i. , ad esclusione di quelli definiti “pericolosi” per i quali è vietata la vendita e la detenzione dalla legislazione vigente, è soggetta al rilascio di apposita autorizzazione da parte dell’Ufficio comunale preposto, ai sensi della L.R n° 25/90 e s.m.i.
In ogni caso la detenzione di animali esotici, ancorché regolati dalle predette convenzioni e norme, li qualifica comunque quali animali d’affezione, soggetti pertanto anche alle disposizioni del presente regolamento.
Gli animali esotici, compresi quelli non rientranti nella normativa Cites e che pertanto non necessitano di autorizzazione ai sensi della L. R. 25/90, dovranno comunque essere detenuti in località e spazi idonei tenuto conto del numero, delle dimensioni degli esemplari e delle caratteristiche etologiche, nel rispetto delle caratteristiche comportamentali proprie di ogni specie e delle normative vigenti tenendo conto delle seguenti indicazioni:
Terrestri e semiacquatici: Lunghezza 3⁄4 dell’animale, larghezza 1/3 dell’animale, altezza 1⁄2 dell’animale.
Terrari per Sauri: Lunghezza doppia rispetto all’animale, larghezza ed altezza pari all’animale; è consentita la detenzione massima di due animali purché appartenenti alla stessa specie o a specie compatibili tra loro.
Terrari per Testuggini / Tartarughe: tartarughe di terra 2 esemplari per terrario 5 volte la lunghezza 2 volte la larghezza del soggetto più grande. Per tartarughe inferiori ai 6 cm Vasca 60x40 max 15 tartarughe Vasca 90x40 30 tartarughe
Gabbie/Contenitori per Mammiferi strutture per piccoli mammiferi (criceti-topi-gerbilli,etc.) 46x29x22 per 6 esemplari 58x31x22 per 10 esemplari 71x46x31 per 30 esemplari strutture per mammiferi e logomorfi di media dimensione (conigli-cavie-furetti-chinchilla) 58x38x31 per 2 esemplari 70x47x37 per 4 esemplari 95x57x46 per 6 esemplari.”
Dovranno in ogni caso essere rispettati i seguenti criteri minimi:
Gabbie/voliere per volatili
Gli uccelli vengono suddivisi in tre gruppi a seconda delle dimensioni: taglia piccola, fino a 15 cm di lunghezza becco- coda; taglia media, da 16 fino a 25 cm di lunghezza becco- coda; tagli grande, superiori a 25 cm;
Gabbia per riproduzione, dimensioni minime: cm 100 per 70 per 150 di altezza. Nella stessa gabbia possono essere ospitati i due riproduttori e la prole fino allo svezzamento. Gabbia per svezzamento e riposo, dimensioni minime: cm 100 per 70 per 150 di altezza, può ospitare sino a due uccelli per la detenzione ordinaria. Nelle gabbie i posatoi devono mantenere una distanza di cm 30.
• Taglia piccola (massimo cm 16 fra testa e coda): lunghezza almeno 2 cm in più rispetto la taglia del soggetto ospitato, larghezza cm. 10, altezza cm. 10.
• Taglia Media (massimo cm 25 fra testa e coda): lunghezza almeno 2 cm in più rispetto la taglia del soggetto ospitato, larghezza cm. 10, altezza cm. 12,5.
• Taglia (lunghezza) fino a cm 16: lunghezza almeno 2 cm in più rispetto la taglia del soggetto ospitato, altezza cm 9, larghezza almeno 2 cm in più rispetto la larghezza massima del soggetto ospitato, e comunque non inferiore a cm 9;
• Taglia (lunghezza) compresa tra cm 26 e 35: lunghezza almeno 2 cm in più
rispetto la taglia del soggetto ospitato, altezza cm 12, larghezza almeno 2 cm in più rispetto la larghezza massima del soggetto ospitato, e comunque non inferiore a cm 9;
VOLIERE/GABBIE: altezza-larghezza-lunghezza almeno doppia rispetto all’apertura alare del volatile; dimensioni aumentate del 50%, per ogni esemplare detenuto oltre il primo, purchè appartenenti alla stessa specie o a specie compatibili tra loro.
Scavatori: Lunghezza dell’animale , larghezza 1/3 dell’animale , altezza 1⁄2 dell’animale; oltre a questo aggiungere da 15 a 30 cm di strato in materiale idoneo per il covo.
Terresti e semi acquatici: Lunghezza 3/4 dell’animale , larghezza 1/3 dell’animale , altezza 1⁄2 dell’animale. L’altezza comunque non deve essere inferiore a meno di 30 cm.
Arborei: Lunghezza dell’animale, larghezza 1/3 dell’animale, altezza pari alla lunghezza con idonei supporti. L’altezza comunque non deve essere inferiore a meno di 30 com.
TERRARI PER SAURI: altezza-larghezza-lunghezza almeno doppia rispetto alle dimensioni dell’animale, è consentita la detenzione massima di due animali purchè appartenenti alla stessa specie o a specie compatibili tra loro.
TERRARI ED ACQUARI PER TESTUGGINI/TARTARUGHE: i terrari e gli acquari per testuggini e tartarughe devono avere dimensioni 5 volte superiori alla dimensione complessiva degli animali ricoverati al loro interno.
E’ fatto obbligo agli acquirenti di tartarughe acquatiche di origine alloctona di inviare, contestualmente all’acquisto, comunicazione di possesso al Comune di Genova - Direzione Ambiente – Ufficio Tutela Animali.
Il Comune, in base alle comunicazioni di possesso ricevute, attiverà un monitoraggio della situazione, attuando periodicamente opportuni accertamenti intesi ad ottenere una situazione aggiornata sulla presenza di tali animali nell’ambito dell’ecosistema urbano, al fine di promuovere gli accorgimenti più idonei per la difesa del patrimonio faunistico.
Considerato che tali animali costituiscono una grave forma di inquinamento ambientale per la nostra fauna, è fatto divieto di abbandono di detti esemplari in qualsiasi struttura artificiale e nell’ambiente.
Il Comune promuoverà campagne informative e di sensibilizzazione verso la cittadinanza al fine di diffondere la conoscenza della fisiologia ed etologia delle tartarughe acquatiche, oltre a promuovere una pianificazione alimentare e sanitaria rivolta alla tutela del benessere anche degli animali liberi presenti nelle riserve d’acqua del territorio comunale.
E’ consentita la vendita della tartarughe acquatiche solo con la contestuale comunicazione di possesso di cui al comma 1) ed unitamente ad un foglio informativo indicante le problematiche indotte dalla specie nonché le responsabilità connesse al suo mantenimento, ivi compreso il divieto di abbandono e le relative sanzioni.
L’Ufficio comunale preposto attiva programmi di monitoraggio, studio e gestione specifici sulle popolazioni di animali sinantropi, antropizzati, di origine alloctona che hanno formato colonie stanziali nel tessuto urbano, costituenti forme di inquinamento biologico per le specie autoctone, anche in collaborazione con altre Amministrazioni Pubbliche preposte alla difesa del territorio e alla sua gestione, con possibilità di avvalersi anche della collaborazione di Enti ed Associazioni private.
Tali programmi sono finalizzati al ripristino della situazione originaria del territorio, nell’ottica globale di tutelare il benessere delle specie presenti e di quelle eventualmente da reintrodurre.
TITOLO VI FAUNA CRITICA
E’ vietato alimentare i colombi in aree pubbliche e private. Negli edifici, negli impianti delle reti dei servizi pubblici, nelle aree pubbliche o private, dove si possono verificare nidificazioni o stabulazioni dei colombi tali da creare condizioni favorevoli ad una loro rapida proliferazione, in contrasto con l’equilibrio dell’ecosistema urbano e con la vivibilità della città, devono essere attuati a cura dei proprietari o dei responsabili i seguenti interventi: - pulizia e disinfezione delle superfici, necessari al ripristino delle condizioni igieniche; - interventi di tipo meccanico o strutturale atti a mantenere condizioni sfavorevoli alla nidificazione e allo stanziamento dei colombi.
Ogni intervento dovrà evitare qualunque maltrattamento degli animali.
Al fine della tutela del benessere degli animali la Civica Amministrazione potrà provvedere ad attrezzare apposite aree destinate ai colombi liberi urbani, dove gli stessi potranno essere alimentati con apposito becchime medicato e sottoposti a monitoraggio e controllo sanitario da parte del Comune e della ASL. Dopo ogni operazione di alimentazione le aree così attrezzate debbono essere mantenute pulite.
La Civica Amministrazione potrà elaborare apposite campagne informative /educative per la corretta convivenza uomo/colombi. Potrà essere favorita la collaborazione fra cittadini volontari e la Civica Amministrazione che provvederà a pianificare un piano di distribuzione di mangime medicato con il quale alimentare i colombi presenti in zone soggette a particolare pressione aviaria, individuate anche in collaborazione con i Municipi.
ART. 46 - POPOLAZIONI DI MURIDI E/O ARTROPODI E/O ALTRI SPECIE CRITICHE
L’Ufficio comunale preposto attiva programmi di studio e gestione delle popolazioni di muridi presenti nel territorio comunale e delle popolazioni critiche in genere compresi gli artropodi. Tali programmi sono intesi a formulare concrete proposte di sanificazione e bonifica del tessuto urbano al fine di eliminare fisicamente le nicchie ecologiche di tali popolazioni , sia per diminuire l’inquinamento ambientale dovuto all’utilizzo di biocidi sia per tutelare gli animali non bersaglio, fatti salvi, nel caso di situazioni critiche per la salute e l’igiene pubblica, trattamenti eccezionali e mirati adottati dall’Autorità Sanitaria Locale.
Contestualmente l’Ufficio comunale preposto attiva programmi di informazione rivolti alla cittadinanza per l’attuazione di interventi sinergici intesi alla corretta gestione dell’assetto urbano in rapporto ai siti ecotrofici di tali popolazioni.
E’ fatto assoluto divieto di alimentare qualsiasi tipo di muride sul territorio.
I privati proprietari di immobili hanno l’obbligo di mettere in atto accorgimenti meccanici di rat - proofing quali:
- buona tenuta del sistema fognario, cavi elettrici, telefonici, di telecomunicazione possibilmente inseriti in canalizzazioni stagne; condutture di scarico uscenti da muri senza comunicazione con il corpo della muratura;
- pulizia costante degli intercapedini, cavedi e chiostrine e degli spazi gerbidi e/o giardini e terrazze.
E’ fatto obbligo ai privati di procedere nell’arco di ogni anno solare, ad interventi di derattizzazione dei muridi, avvalendosi esclusivamente di Ditte specializzate con prodotti autorizzati dal Ministero della Salute, relativamente agli immobili di cui gli stessi sono proprietari o di cui sono utilizzatori e/o gestori, procedendo periodicamente al ripristino delle esche poste all’interno degli erogatori. Di tali interventi dovrà essere data comunicazione ai competenti Uffici civici .
Qualora emerga la necessità, a causa di situazioni eccezionali, di eseguire interventi straordinari, verrà emessa una specifica Ordinanza del Sindaco.
Negli interventi edilizi (demolizioni e scavi) compresi quelli di rottura suolo, deve essere verificata con il competente Ufficio Comunale la necessità di derattizzazione dei luoghi preventiva e successiva, attraverso la presentazione di un piano formulato da Ditta del Settore.
Allo scopo di contenere la diffusione della zanzara ed in particolare della zanzara tigre (Aedes albopictus), ogni cittadino è tenuto periodicamente (10-15 giorni) a svuotare e pulire i sottovasi da fiori, i secchi, le ciotole e i piccoli contenitori di acqua stagnante. E’ obbligatoria altresì la periodica pulizia e disinfestazione di tombini, chiusini e pozzetti di raccolta di acque meteoriche delle grondaie nonché la chiusura dei serbatoi ad uso irriguo e la rimozione di acque stagnanti.
E’ fatto obbligo di effettuare interventi contro la processionaria del pino e della quercia nelle aree in cui la Struttura Regionale ha stabilito che la presenza dell’insetto minaccia seriamente la produzione, la sopravvivenza del popolamento arboreo e la qualità della vita di animali e piante.
E’ fatto obbligo ai soggetti privati di provvedere alla bonifica delle loro proprietà in caso di infestazione da processionaria, calabroni, vespe, blatte e altri infestanti, rivolgendosi a operatori specializzati.
ART. 47 - TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ IN AMBITO CITTADINO
Fatto salvo quanto previsto dalla Legge Regionale n° 28 del 10/07/09 (Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione della biodiversità) l’Ufficio comunale preposto, nell’ambito dei principi statutari della Civica Amministrazione per lo sviluppo dell’assetto territoriale e per la protezione della fauna, promuove programmi intesi ad individuare le specie di animali presenti nell’ambito cittadino per una corretta gestione dei siti ecotrofici delle diverse popolazioni in sinergia con altri Settori della Civica Amministrazione coinvolti nella pianificazione urbanistica, edilizia e manutentiva dell’assetto cittadino e/o con altre Pubbliche Amministrazioni statutariamente preposte allo studio del territorio e alla difesa delle risorse ambientali.
Nei punti delle sedi stradali di competenza comunale dove sia stato rilevato un frequente attraversamento di animali, potranno essere installati a cura degli uffici competenti, degli idonei rallentatori di traffico nonché apposita cartellonistica che segnali la specie con una figura stilizzata la specie di volta in volta interessata agli attraversamenti.
Nel caso sia richiesto da specifiche caratteristiche di specie interessate all’attraversamento sarà necessario predisporre appositi attraversamenti sotterranei e barriere anti attraversamento che evitino l’accesso degli animali sulla carreggiata, ove possibile .
Alcuni insetti sono parte fondamentale dell’equilibrio del territorio, e vanno segnalati ai cittadini ed agli educatori perché siano rispettati e si rafforzi la consapevolezza della loro importanza. Sono oggetto di particolare tutela tutti gli insetti impollinatori (es. lepidotteri, api, alcune specie di coleotteri etc ).
Sono inoltre tutelati altri artropodi (es. grilli, cicale, libellule etc). Il Comune curerà la preservazione e/o eventuale riqualificazione delle aree, delle essenze e delle piante di cui questi insetti hanno particolare necessità .
Viene fatta eccezione per le specie particolarmente nocive per l’uomo e per l’agricoltura.
Nei parchi, nei giardini e nelle aree verdi di proprietà comunale le formiche svolgono un insostituibile ruolo per l’equilibrio ecologico ed è fatto perciò divieto di distruggere i formicai.
Sono sottoposti a speciale tutela sul territorio comunale, per la loro progressiva rarefazione e la loro utilità nel contenere le specie nocive, tutte le specie di Anfibi, Rettili, Chirotteri (pipistrelli) , sia che si tratti di individui adulti che di uova o larve. E’consentito, previo assenso del proprietario e acquisito il parere dell’Ente Provincia, il posizionamento di bat-box negli spazi verdi pubblici e privati.
Sono altresì sottoposti a tutela i biotopi a cui tali specie risultano legate per la sopravvivenza. In particolare sono protette le zone umide riproduttive degli anfibi, in tutte le loro forme e tipologie, nonché i siti riproduttivi e i rifugi di svernamento di Rettili, Chirotteri. Il Comune insieme ad altri Enti scientifici potrà redigere un elenco dei siti e dei biotopi meritevoli di speciale tutela ricadenti nel territorio comunale.
La Civica Amministrazione promuove azioni intese a creare rapporti specifici di convivenza e benessere fra uomo e animale, di concerto con le Strutture sociali e sanitarie, con Istituti ed Enti pubblici e/o privati, comprese le Aziende Ospedaliere, preposti all'assistenza di persone, siano esse bambini o adulti, promuovendo iniziative per l’affido di animali, che altrimenti vivrebbero comunque in stato di cattività.
Sono incaricati dei controlli sull’osservanza del presente regolamento tutti i soggetti che esercitano funzioni di vigilanza sulla tutela degli animali e dell’ambiente, ai sensi della vigente normativa nazionale e locale.
Salvo diversa disposizione di Legge, di Ordinanze e di Deliberazioni comunali, le violazioni al presente Regolamento sono sanzionate ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 bis del Testo Unico Ordinamento Enti Locali di cui al D.Lgs.n. 267/2000 e s.m.i. Il pagamento in misura ridotta avviene ai sensi e per gli effetti del 1° comma dell’art.16 della L. 689/1981. La Giunta comunale, ai sensi e per gli effetti del comma 2 dell’art.16 della L. 689/1981, come modificato dalla L. 125/2008, può stabilire un diverso importo del pagamento in misura ridotta, all’interno del limite edittale minimo e massimo della sanzione pecuniaria prevista. Per le violazioni delle disposizioni del presente Regolamento sono stabiliti i seguenti diversi importi del pagamento in misura ridotta, all’interno del limite edittale minimo e massimo:
1) per le violazioni dell’ articolo 4 (comma 1, punti 1-2-4-5-6-7-8-10-12-14-15-17-22) e degli articoli 11-12-25-28-29-37-38-39-40-41-42-43-47 si applica la sanzione amministrativa da euro 80,00 a euro 500,00.
2) per le violazioni degli articoli 10-14-16-18-19-23-24, si applica la sanzione amministrativa da euro 25,00 a euro 500,00.
3) per le violazioni dell’articolo 4 (comma 1, punti 3-9-11-13-16-18-19-20-21-23) e degli articoli 15-26-36-45-46 si applica la sanzione amministrativa da euro 50,00 a euro 500,00.
4) per le violazioni dell’ articol0 20, si applica la sanzione amministrativa da euro 60,00 a euro 500,00.
5) per le violazioni degli articoli 5-13-35 si applica la sanzione amministrativa da euro 100 a euro 500. Il limite massimo delle sanzioni pecuniarie previste dai precedenti capoversi si intende raddoppiato qualora le violazioni siano commesse da persone che commercializzano gli animali medesimi o che comunque hanno un ricavo economico dall’utilizzo degli animali oggetto di violazioni.
Gli importi derivanti dalle sanzioni previste e irrogate ai sensi del presente Regolamento saranno introitati in apposito capitolo di Bilancio e la loro destinazione sarà vincolata ad interventi e iniziative per la tutela e il benessere degli animali.
ART. 51 - NORME FINALI E TRANSITORIE
Le norme dei Regolamenti Comunali in contrasto con il presente Regolamento, per i casi quivi previsti e disciplinati, sono da intendersi abrogate.
E’ abrogato il precedente Regolamento Tutela e benessere Animali in Città approvato con Deliberazione Consiglio Comunale 111/2002.
Per l’adeguamento delle strutture previste dall’articolo 12 “Detenzione di equidi”, limitatamente alle misure dei box, delle strutture per la detenzione degli equidi in spazi aperti e delle relative aree esterne, il possessore e/o detentore dell’equide deve adeguarsi alle prescrizioni dell’articolo 12, entro e non oltre 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento.
Per l’adeguamento delle misure di gabbie, acquari, terrari, voliere, box di cui agli articoli 37) 39) e 42) il termine stabilito è di mesi 24 dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento.
Per l’adeguamento delle misure di gabbie, acquari, terrari, voliere, box di cui all’ articolo 10) il termine stabilito è di mesi 12 dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento.
Autoctono: specie che si è originata ed evoluta nel territorio in cui si trova o che vi è immigrata autonomamente da lungo tempo stabilendovi popolazioni che si autosostentano.
Biocenosi: Associazione biologica di animali o piante di specie diverse che convivono in reciproca relazione in una porzione ben individuata di ambiente fisico o biotopo.
Biocida: Sostanza tossica per i microrganismi, con effetto sterilizzante. Biodiversità: Presenza nello stesso ecosistema di differenti specie vegetali e animali le quali, interagendo, producono una situazione di equilibrio dinamico in evoluzione nel tempo.
Bioindicatore: Specie animale, pianta o fungo particolarmente sensibile a cambiamenti apportati da fattori inquinanti all'ecosistema e, quindi, indicatore della presenza degli stessi.
Biotopo: Insieme dei fattori abiotici che caratterizzano una porzione di ambiente che ospita una popolazione animale o vegetale o una biocenosi.
Elicidi: famiglia di molluschi gasteropodi a cui appartengono le lumache. Equidi: famiglia di mammiferi a cui appartiene il cavallo
Etologico: Proprio della disciplina che studia i comportamenti e i costumi degli animali nei rapporti fra loro e con l'ambiente.
Habitat: Insieme delle condizioni ambientali in cui vive un animale o una pianta, spec. dal punto di vista chimico e fisico
Irundinidi: gruppo di passeriformi a cui appartengono le rondini. Muridi: famiglia di mammiferi a cui appartengono topi e ratti. No Target (animale -): non oggetto di interesse. Target (animale -): oggetto di interesse.
Omeotermo: Capace di mantenere costante la temperatura corporea, indipendentemente dalla temperatura dell'ambiente esterno, caratteristica degli uccelli e dei mammiferi.
Rat-proofing: Tutte quelle operazioni di chiusura necessarie per diminuire e, dove possibile, eliminare i punti critici di accesso dei muridi infestanti nelle strutture.
Sinantropico: che normalmente vive in compagnia dell’uomo o introdotto dall’uomo in un habitat estraneo a quello di origine.

References: ART. 2

ART. 3

ART. 6

ART.7

ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART. 12

ART. 15

ART. 16

ART. 18

ART. 19

ART. 21

ART. 22

ART. 24

ART. 25

ART. 26

ART. 30

ART. 31

ART. 34

ART. 38
 articolo 37

ART.39

ART.40

ART. 41

ART. 42

ART. 46

ART. 47
 articolo 4

ART. 51
 articolo 10