Source: https://archivio.pubblica.istruzione.it/news/1998/regautonomia.shtml
Timestamp: 2020-02-17 03:30:29+00:00

Document:
TITOLO I Istituzioni scolastiche nel quadro dell'autonomia
Art.1 (Natura e scopi dell'autonomia delle istituzioni scolastiche)
1. Le istituzioni scolastiche sono autonomie funzionali alla definizione e alla realizzazione dell'offerta formativa. A tal fine interagiscono tra loro e con le comunit� locali promuovendo il raccordo e la sintesi tra le esigenze e le potenzialit� individuali e gli obiettivi nazionali del sistema di istruzione.
2. L'autonomia delle istituzioni scolastiche si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalit� e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l'esigenza di migliorare l'efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento.
2. Il presente regolamento, fatta salva l'immediata applicazione delle disposizioni transitorie, si applica alle istituzioni scolastiche a decorrere dal 1� settembre 2000.
3. Le istituzioni scolastiche parificate, pareggiate e legalmente riconosciute adeguano, in coerenza con le proprie finalit�, il loro ordinamento alle disposizioni del presente regolamento relative alla determinazione dei curricoli, all'autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo e alle iniziative finalizzate all'innovazione. A esse si applicano altres� le disposizioni di cui agli articoli 12 e 13.
4. Il presente regolamento riguarda tutte le diverse articolazioni del sistema scolastico, i diversi tipi e indirizzi di studio e le esperienze formative nella scuola dell'infanzia. La terminologia adottata tiene conto della pluralit� di tali contesti.
CAPO II AUTONOMIA DIDATTICA E ORGANIZZATIVA, DI RICERCA,
SPERIMENTAZIONE E SVILUPPO
1. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell'offerta formativa. Il Piano � il documento fondamentale costitutivo dell'identit� culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia.
2. Il Piano dell'offerta formativa � coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico del territorio. Esso comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalit�.
3. Il Piano dell'offerta formativa � elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il Piano � adottato dal consiglio di circolo o di istituto.
4. Ai fini di cui al comma 3 il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con le diverse realt� istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio.
5. Il Piano dell'offerta formativa � reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all'atto dell'iscrizione.
1. Le istituzioni scolastiche, nel rispetto della libert� di insegnamento, della libert� di scelta educativa delle famiglie e delle finalit� generali del sistema, a norma dell'articolo 8 concretizzano gli obiettivi nazionali in percorsi formativi funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni, riconoscono e valorizzano le diversit�, promuovono le potenzialit� di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo.
2. Nell'esercizio dell'autonomia didattica le istituzioni scolastiche regolano i tempi dell'insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attivit� nel modo pi� adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni. A tal fine le istituzioni scolastiche possono adottare tutte le forme di flessibilit� che ritengono opportune e tra l'altro:
l'articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attivit�;
la definizione di unit� di insegnamento non coincidenti con l'unit� oraria della lezione e l'utilizzazione, nell'ambito del curricolo obbligatorio di cui all'articolo 8, degli spazi orari residui;
l'aggregazione delle discipline in ambiti e aree disciplinari.
3. Nell'ambito dell'autonomia didattica possono essere programmati, anche sulla base degli interessi manifestati dagli alunni, percorsi formativi che coinvolgono pi� discipline e attivit� nonch� insegnamenti in lingua straniera in attuazione di intese e accordi internazionali.
4. Nell'esercizio della autonomia didattica le istituzioni scolastiche assicurano comunque la realizzazione di iniziative di recupero e sostegno, di continuit� e di orientamento scolastico e professionale. Individuano inoltre le modalit� e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale ed i criteri per la valutazione periodica dei risultati conseguiti dalle istituzioni scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati.
5. La scelta, l'adozione e l'utilizzazione delle metodologie e degli strumenti didattici, ivi compresi i libri di testo, sono coerenti con il Piano dell'offerta formativa di cui all'articolo 3 e sono attuate con criteri di trasparenza e tempestivit�.
6. I criteri per il riconoscimento dei crediti e per il recupero dei debiti scolastici riferiti ai percorsi dei singoli alunni sono individuati dalle istituzioni scolastiche avuto riguardo agli obiettivi specifici di apprendimento di cui all'articolo 8 e tenuto conto della necessit� di facilitare i passaggi tra diversi tipi e indirizzi di studio, di favorire l'integrazione tra sistemi formativi, di agevolare le uscite e i rientri tra scuola, formazione professionale e mondo del lavoro. Sono altres� individuati i criteri per il riconoscimento dei crediti formativi relativi alle attivit� realizzate nell'ambito dell'ampliamento dell'offerta formativa o liberamente effettuate dagli alunni e debitamente accertate o certificate.
1. Le istituzioni scolastiche adottano, anche per quanto riguarda l'impiego dei docenti, ogni modalit� organizzativa che sia espressione di libert� progettuale e sia coerente con gli obiettivi generali e specifici di ciascun tipo e indirizzo di studio, curando la promozione e il sostegno dei processi innovativi e il miglioramento dell'offerta formativa.
3. L'orario complessivo del curricolo e quello destinato alle singole discipline e attivit� sono organizzati in modo flessibile, anche sulla base di una programmazione plurisettimanale, fermi restando l'articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali e il rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo previsto per le singole discipline e attivit� obbligatorie.
4. In ciascuna istituzione scolastica le modalit� di impiego dei docenti possono essere diversificate nelle varie classi e sezioni in funzione delle eventuali differenziazioni nelle scelte metodologiche ed organizzative adottate nel piano dell'offerta formativa.
1. Le istituzioni scolastiche, singolarmente o tra loro associate, esercitano l'autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo, curando tra l'altro:
l'integrazione fra le diverse articolazioni del sistema scolastico e fra i diversi sistemi formativi, ivi compresa la formazione professionale.
2. Se il progetto di ricerca e innovazione richiede modifiche strutturali che vanno oltre la flessibilit� curricolare prevista dall'articolo 8, le istituzioni scolastiche propongono iniziative finalizzate alle innovazioni con le modalit� di cui all'articolo 11.
3. Ai fini di cui al presente articolo le istituzioni scolastiche attivano collegamenti reciproci, nonch� con il Centro europeo dell'educazione, la Biblioteca di documentazione pedagogica e gli Istituti regionali di ricerca, sperimentazione e aggiornamento educativi; tali collegamenti possono estendersi a universit� e ad altri soggetti pubblici e privati.
1. Le istituzioni scolastiche possono collegarsi mediante un accordo di rete per il raggiungimento di finalit� condivise. Agli accordi di rete possono partecipare sia le istituzioni scolastiche dotate di riconoscimento legale sia le strutture di formazione professionale accreditate secondo quanto precisato dalle norme regolamentari adottate ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 giugno 1997, n.196, con esclusione di quanto previsto al comma 3.
2. L'accordo pu� avere a oggetto attivit� didattiche, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento; di amministrazione e contabilit�, ferma restando l'autonomia dei singoli bilanci; di acquisto di beni e servizi, di organizzazione e di altre attivit� coerenti con le finalit� istituzionali; se l'accordo prevede attivit� didattiche o di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento, � approvato, oltre che dal consiglio di circolo o di istituto, anche dal collegio dei docenti delle singole scuole interessate per la parte di propria competenza.
3. L'accordo pu� prevedere lo scambio temporaneo di docenti, che liberamente vi consentono, fra le istituzioni che partecipano alla rete. I docenti che accettano di essere impegnati in progetti che prevedono lo scambio rinunciano al trasferimento per la durata del loro impegno nei progetti stessi, con le modalit� stabilite in sede di contrattazione collettiva.
4. L'accordo individua la durata, le competenze e i poteri dell'organo responsabile della gestione delle risorse e del raggiungimento delle finalit� del progetto, nonch� le risorse professionali e finanziarie messe a disposizione della rete dalle singole istituzioni; l'accordo � depositato presso le segreterie delle scuole, ove gli interessati possono prenderne visione ed estrarne copia.
5. Nell'ambito delle reti di scuole, possono essere istituiti laboratori finalizzati tra l'altro a:
la documentazione, secondo procedure definite a livello nazionale per la pi� ampia circolazione, anche attraverso rete telematica, di ricerche, esperienze, documenti e informazioni;
6. Quando sono istituite reti di scuole, gli organici funzionali di istituto possono essere definiti in modo da consentire l'affidamento a personale dotato di specifiche esperienze e competenze di compiti organizzativi e di raccordo interistituzionale e di gestione dei laboratori di cui al comma 5.
7. Le scuole, sia singolarmente che collegate in rete, possono stipulare convenzioni con universit� statali o private, ovvero con istituzioni, enti, associazioni o agenzie operanti sul territorio che intendono dare il loro apporto alla realizzazione di specifici obiettivi.
8. Anche al di fuori dell'ipotesi prevista dal comma 1, le istituzioni scolastiche possono promuovere e partecipare ad accordi e convenzioni per il coordinamento di attivit� di comune interesse che coinvolgono, su progetti determinati, pi� scuole, enti, associazioni del volontariato e del privato sociale. Tali accordi e convenzioni sono depositati presso le segreterie delle scuole dove gli interessati possono prenderne visione ed estrarne copia.
9. Le istituzioni scolastiche possono costituire o aderire a consorzi pubblici e privati per assolvere compiti di carattere formativo coerenti col Piano dell'offerta formativa di cui all'articolo 3 e per l'acquisizione di servizi e beni che facilitino lo svolgimento dei compiti di carattere formativo.
CAPO III CURRICOLO NELL'AUTONOMIA
le discipline e le attivit� costituenti la quota nazionale dei curricoli e il relativo monte ore annuale;
i limiti di flessibilit� temporale per realizzare compensazioni tra discipline e attivit� della quota nazionale del curricolo;
gli standard relativi alla qualit� del servizio;
i criteri generali per l'organizzazione dei percorsi formativi finalizzati all'educazione permanente degli adulti, anche a distanza, da attuare nel sistema integrato di istruzione, formazione, lavoro, sentita la Conferenza unificata Stato-regioni-citt� ed autonomie locali.
2. Le istituzioni scolastiche determinano, nel Piano dell'offerta formativa il curricolo obbligatorio per i propri alunni in modo da integrare, a norma del comma 1, la quota definita a livello nazionale con la quota loro riservata che comprende le discipline e le attivit� da esse liberamente scelte. Nella determinazione del curricolo le istituzioni scolastiche precisano le scelte di flessibilit� previste dal comma 1, lettera e).
3. Nell'integrazione tra la quota nazionale del curricolo e quella riservata alle scuole � garantito il carattere unitario del sistema di istruzione ed � valorizzato il pluralismo culturale e territoriale.
4. La determinazione del curricolo tiene conto delle diverse esigenze formative degli alunni concretamente rilevate, della necessit� di garantire efficaci azioni di continuit� e di orientamento, delle esigenze e delle attese espresse dalle famiglie, dalle comunit� locali, dai contesti sociali, culturali ed economici del territorio. Agli studenti e alle famiglie possono essere offerte possibilit� di opzione.
5. Il curricolo della singola istituzione scolastica pu� essere definito anche attraverso una integrazione tra sistemi formativi sulla base di accordi con le Regioni e gli Enti locali, negli ambiti previsti dagli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e pu� essere personalizzato in relazione ad azioni, progetti o accordi internazionali.
6. L'adozione di nuove scelte curricolari o la variazione di scelte gi� effettuate deve tenere conto delle attese degli studenti e delle famiglie in rapporto alla conclusione del corso di studi prescelto.
1. Le istituzioni scolastiche, singolarmente, collegate in rete o tra loro consorziate, realizzano ampliamenti dell'offerta formativa, consistenti in ogni iniziativa coerente con le proprie finalit�, in favore dei propri alunni, della popolazione giovanile e degli adulti.
2. I curricoli determinati a norma dell'articolo 8 possono essere arricchiti con discipline e attivit� facoltative, che le istituzioni scolastiche programmano anche sulla base di accordi con le Regioni e gli Enti locali, per la realizzazione di percorsi formativi integrati.
4. Le iniziative in favore degli adulti possono realizzarsi, sulla base di specifica progettazione, anche mediante il ricorso a metodi e strumenti di autoformazione e a percorsi formativi personalizzati. Per l'ammissione ai corsi e per la valutazione finale possono essere fatti valere crediti formativi maturati anche nel mondo del lavoro, debitamente documentati, e accertate esperienze di autoformazione. Le istituzioni scolastiche valutano tali crediti ai fini della personalizzazione dei percorsi didattici, che pu� implicare una loro variazione e riduzione.
5. Nell'ambito delle attivit� in favore degli adulti possono essere promosse specifiche iniziative di informazione e formazione destinate ai genitori degli alunni.
1. Per la verifica del raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e degli standard di qualit� del servizio il Ministero della pubblica istruzione fissa metodi e scadenze per rilevazioni periodiche. Fino all'istituzione di un apposito organismo autonomo le verifiche sono effettuate dal Centro europeo dell'educazione, riformato a norma dell'articolo 21, comma 10 della legge 15 marzo 1997, n. 59.
3. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione sono adottati i nuovi modelli per le certificazioni, le quali, indicano le conoscenze, le competenze, le capacit� acquisite e i crediti formativi riconoscibili, compresi quelli relativi alle discipline e alle attivit� realizzate nell'ambito dell'ampliamento dell'offerta formativa o liberamente scelte dagli alunni e debitamente certificate.
Art. 11 (Iniziative finalizzate all'innovazione)
1. Il Ministro della pubblica istruzione, anche su proposta del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, del Servizio nazionale per la qualit� dell'istruzione, di una o pi� istituzioni scolastiche, di uno o pi� Istituti regionali di ricerca, sperimentazione e aggiornamento educativi, di una o pi� Regioni o enti locali, promuove, eventualmente sostenendoli con appositi finanziamenti disponibili negli ordinari stanziamenti di bilancio, progetti in ambito nazionale, regionale e locale, volti a esplorare possibili innovazioni riguardanti gli ordinamenti degli studi, la loro articolazione e durata, l'integrazione fra sistemi formativi, i processi di continuit� e orientamento. Riconosce altres� progetti di iniziative innovative delle singole istituzioni scolastiche riguardanti gli ordinamenti degli studi quali disciplinati ai sensi dell'articolo 8. Sui progetti esprime il proprio parere il Consiglio nazionale della pubblica istruzione.
2. I progetti devono avere una durata predefinita e devono indicare con chiarezza gli obiettivi; quelli attuati devono essere sottoposti a valutazione dei risultati, sulla base dei quali possono essere definiti nuovi curricoli e nuove scansioni degli ordinamenti degli studi, con le procedure di cui all'articolo 8.
4. E' riconosciuta piena validit� agli studi compiuti dagli alunni nell'ambito delle iniziative di cui al comma 1, secondo criteri di corrispondenza fissati nel decreto del Ministro della pubblica istruzione che promuove o riconosce le iniziative stesse.
Art. 12 (Sperimentazione dell'autonomia)
2. Le istituzioni scolastiche possono realizzare compensazioni fra le discipline e le attivit� previste dagli attuali programmi. Il decremento orario di ciascuna disciplina e attivit� � possibile entro il quindici per cento del relativo monte orario annuale.
3. Nella scuola materna ed elementare l'orario settimanale, fatta salva la flessibilit� su base annua prevista dagli articoli 4, 5 e 8, deve rispettare, per la scuola materna, i limiti previsti dal comma 1 dell'articolo 104 e, per la scuola elementare, le disposizioni di cui all'articolo 129, commi 1, 3, 4, 5, 7 e all'articolo 130 del decreto legislativo del 16 aprile 1994, n. 297.
1. Fino alla definizione dei curricoli di cui all'articolo 8 si applicano gli attuali ordinamenti degli studi e relative sperimentazioni, nel cui ambito le istituzioni scolastiche possono contribuire a definire gli obiettivi specifici di apprendimento di cui all'articolo 8 riorganizzando i propri percorsi didattici secondo modalit� fondate su obiettivi formativi e competenze.
2. Il Ministero della pubblica istruzione favorisce la raccolta e lo scambio di tali ricerche ed esperienze.
1. A decorrere dal 1� settembre 2000 alle istituzioni scolastiche sono attribuite le funzioni gi� di competenza dell'amministrazione centrale e periferica relative alla carriera scolastica e al rapporto con gli alunni, all'amministrazione e alla gestione del patrimonio e delle risorse e allo stato giuridico ed economico del personale non riservate, in base all'articolo 15 o ad altre specifiche disposizioni, all'amministrazione centrale e periferica. Per l'esercizio delle funzioni connesse alle competenze escluse di cui all'articolo 15 e a quelle di cui all'articolo 138 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 le istituzioni scolastiche utilizzano il sistema informativo del Ministero della pubblica istruzione. Restano ferme le attribuzioni gi� rientranti nella competenza delle istituzioni scolastiche non richiamate dal presente regolamento.
3. Per quanto attiene all'amministrazione, alla gestione del bilancio e dei beni e alle modalit� di definizione e di stipula dei contratti di prestazione d'opera di cui all'articolo 40, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le istituzioni scolastiche provvedono in conformit� a quanto stabilito dalle istruzioni generali di cui all'articolo 21, commi 1 e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59, che pu� contenere deroghe alle norme vigenti in materia di contabilit� dello Stato. Tale regolamento stabilisce le modalit� di esercizio della capacit� negoziale e ogni adempimento contabile relativo allo svolgimento dell'attivit� negoziale medesima, nonch� modalit� e procedure per il controllo dei bilanci della gestione e dei costi.
4. Le istituzioni scolastiche riorganizzano i servizi amministrativi e contabili tenendo conto del nuovo assetto istituzionale delle scuole e della complessit� dei compiti ad esse affidati, per garantire all'utenza un efficace servizio. Assicurano comunque modalit� organizzative particolari per le scuole articolate in pi� sedi. Le istituzioni scolastiche concorrono, altres�, anche con iniziative autonome, alla specifica formazione culturale e professionale del relativo personale per corrispondere alle esigenze derivanti dal presente regolamento.
6. Sono abolite tutte le autorizzazioni e le approvazioni concernenti le funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 15. Ove allo scadere del termine di cui al comma 1 non sia stato ancora adottato il regolamento di contabilit� di cui al comma 3, nelle more della sua adozione alle istituzioni scolastiche seguitano ad applicarsi gli articoli 26, 27, 28 e 29 del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
7. Tutti i provvedimenti adottati dalle istituzioni scolastiche sono definitivi, fatte salve le specifiche disposizioni in materia di disciplina del personale e degli studenti. Chiunque abbia interesse pu� proporre reclamo all'organo che ha adottato l'atto, che deve pronunciarsi sul reclamo stesso nel termine di trenta giorni.
1. Sono escluse dall'attribuzione alle istituzioni scolastiche le seguenti funzioni in materia di personale il cui esercizio � legato ad un ambito territoriale pi� ampio di quello di competenza della singola istituzione, ovvero richiede garanzie particolari in relazione alla tutela della libert� di insegnamento:
la formazione delle graduatorie permanenti riferite ad ambiti territoriali pi� vasti di quelli della singola istituzione scolastica;
mobilit� esterna alle istituzioni scolastiche e utilizzazione del personale eccedente l'organico funzionale di istituto;
autorizzazioni per utilizzazioni ed esoneri per i quali sia previsto un contingente nazionale;
autorizzazioni per comandi e collocamenti fuori ruolo;
3. I docenti hanno il compito e la responsabilit� della progettazione e della attuazione del processo di insegnamento e di apprendimento.
4. Il responsabile amministrativo assume funzioni di direzione dei servizi di segreteria nel quadro dell' unit� di conduzione affidata al dirigente scolastico.
5. Il personale della scuola, i genitori e gli studenti partecipano al processo di attuazione e sviluppo dell'autonomia assumendo le rispettive responsabilit�.
Art.17 (Ricognizione delle disposizioni di legge abrogate)
1. Ai sensi dell'articolo 21, comma 13 della legge 15 marzo 1997, n. 59 sono abrogate con effetto dal 1� settembre 2000, le seguenti disposizioni del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297:
articolo 26, commi 1, 3 e 4;
articolo 28, commi 1, 2, 3,4 ,5, 6 e 9;
articolo 104, commi 2, 3, 4 e 5;
articolo 128, c. 2, 5, 6, 7, 8 e 9;
articolo 129, commi 2 e 6;
articolo 193, comma 1, limitatamente alle parole "e ad otto decimi in condotta";
articoli 193 bis e 193 ter;
articoli. 276, 277, 278, 279, 280 e 281;
2. Con successivo regolamento, da adottare entro il 1� settembre 2000, si provveder� ad individuare eventuali ulteriori disposizioni incompatibili con quelle del presente regolamento.

References: Art.1

Art. 11

Art. 12

Art.17

articolo 26

articolo 28

articolo 104

articolo 128

articolo 129

articolo 193