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Decreto Direttoriale del 13 marzo 2013 n. 436 - Atti Ministeriali MIUR
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Decreto Direttoriale 13 marzo 2013 n. 436
per la presentazione di progetti per il sostegno di
VISTO l'art. 19 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e ss. mm. e ii. per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa;
VISTO il D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, e ss. mm. e ii., sulla riforma dell'organizzazione del Governo ex art. 11 Legge 15 marzo 1997, n. 59 ed in particolare l'art. 4, comma 4;
VISTO il D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e ss. mm. e ii. sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
VISTA la Legge 14 luglio 2008 n. 121 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 16 maggio 2008 n. 85, recante "Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di governo in applicazione dell'art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244" con la quale, tra l'altro, è stato previsto che le funzioni del Ministero dell'Università e della Ricerca, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, sono trasferite al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca;
VISTO il Programma Operativo Nazionale "Ricerca e Competitività" (di seguito PON "R&C") 2007-2013 per le regioni Convergenza, previsto dal QSN e adottato con Decisione CE(2007) 6882 della Commissione Europea del 21/12/2007 (CCI: 2007IT161PO006), e successivamente modificato con Decisione CE(2012) 7629 del 31 ottobre 2012 cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dal Fondo di Rotazione (FDR) per l'attuazione delle Politiche Comunitarie ex art. 5 della Legge 16 aprile 1987, n. 183;
VISTA la Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni: "Verso uno spazio europeo della ricerca " [COM(2000) 6 def.] finalizzato a rafforzare la coerenza della ricerca europea;
VISTE le Conclusioni del Consiglio europeo del 17 giugno 2010(EUCO 13/10), con cui gli Stati membri hanno adottato "Europa2020", la nuova strategia per l'occupazione e una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;
VISTO il "Piano di Azione e Coesione (PAC): risultati attesi e azioni da intraprendere" e i relativi successivi aggiornamenti;
VISTO quanto deciso dal CIPE nella seduta del 3 agosto 2012 in merito all'assegnazione delle risorse finanziarie provenienti dalla riduzione del cofinanziamento nazionale ( fondo rotazione ex legge 183/87) dei Programmi operativi Nazionali e Regionali della Programmazione unitaria previsti anche in relazione al programma di intervento del PAC;
VISTA la nota n. 908 del 24 gennaio 2013 con il quale il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca ha descritto gli interventi da realizzare per la promozione e lo sviluppo di imprese start-up;
VISTA la nota prot. n. 0001990-U del 13 febbraio 2013 con la quale il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato la rimodulazione proposta dal MIUR con riferimento al Piano di Azione e Coesione;
VISTO il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, recante misure urgenti per la crescita del Paese, e in particolare l'articolo 62, comma 2, che prevede che con uno o più decreti di natura non regolamentare il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in conformità con le procedure di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, definisca tutti gli aspetti ivi indicati, nel rispetto della normativa comunitaria vigente in materia di aiuti di Stato alla ricerca, sviluppo e innovazione;
VISTO il Decreto Ministeriale n. 115 del 19 febbraio 2013, in corso di registrazione alla Corte dei Conti, adottato ai sensi del richiamato articolo 62, comma 2, del DL 22 giugno 2012, n. 83;
RITENUTO di procedere alla adozione e pubblicazione di uno specifico Avviso per la realizzazione dei suddetti interventi;
1. Specifica finalità del Piano di Azione Coesione di cui alle premesse del presente Decreto è favorire la capacità di produrre e utilizzare ricerca e innovazione di eccellenza in modo da assicurare uno sviluppo duraturo e sostenibile dei territori al fine di renderli maggiormente competitivi e attrattivi.
2. Attraverso il finanziamento di (a) progetti di ricerca industriale (art. da 2 a 13) e (b) interventi di contesto (art. da 14 a 20), coerentemente con quanto previsto dagli obiettivi di Horizon 2020, gli interventi devono essere in grado di sviluppare soluzioni tecnologiche, servizi, modelli e metodologie innovative.
3. Il presente bando definisce interventi per la promozione di ricerca e innovazione stimolando la capacità, in particolare attraverso applicazioni dell'ICT, di tradurre, aumentare e valorizzare i giacimenti di informazione, conoscenza, cultura e competenze del territorio in soluzioni concrete di diretto impatto sulle potenzialità competitive delle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
4. Tale capacità, intesa come meccanismo chiave per la creazione di valore nella società dell'informazione, si snoda attraverso 4 linee di intervento, volte a:
- massimizzare il potenziale del patrimonio informativo attraverso lo sviluppo di tecnologie, modelli e servizi utili a raccogliere, gestire e analizzare l'imponente mole di dati, provenienti da diverse fonti e in continuo cambiamento, generati dalle tecnologie digitali - hyper connected socio-technical global systems (Linea 1 "Big Data");
- tradurre contenuti e risorse del patrimonio culturale e creativo in nuove modalità di produzione, distribuzione e fruizione, attraverso soluzioni tecnologiche che permettono esperienze ricche, collaborative e interattive e nell'ottica di rafforzare e ampliare la catena del valore della cultura tramite la contaminazione da parte di imprese dell'industria creativa e culturale, anche con il coinvolgimento del settore manifatturiero, dell'artigianato e del turismo (Linea 2 "Cultura ad impatto aumentato");
- mettere in rete esperienze di Social Innovation operative sul territorio nazionale, l'emersione dei talenti e l'aggregazione di competenze complementari, per proporre soluzioni alle sfide sociali ed economiche emergenti, anche attraverso applicazioni ICT. I proponenti si aggregano in "Cluster", al fine di proporre soluzioni replicabili, condivise e misurabili, per disegnare una proposta di filiera della Social Innovation (Linea 3 "Social Innovation Cluster");
- arricchire il patrimonio di conoscenza dei territori, promuovendo luoghi di contaminazione tra studenti di discipline diverse all'interno delle Università che sviluppano la cultura dell'imprenditorialità, dell'innovazione e del fare, così come l'interdisciplinarietà e nuovi modelli di apprendimento (Linea 4 "Contamination Labs").
1. Gli interventi della linea "Big Data" hanno lo scopo di promuovere progetti di ricerca e innovazione caratterizzati dalla creazione di soluzioni nuove o dalla declinazione e personalizzazione di metodi e tecnologie esistenti in un contesto applicativo nuovo, tipicamente italiano; inoltre esse devono dimostrare di essere sostenibili economicamente e di essere in grado di accedere ad un mercato rilevante.
2. La valorizzazione dell'imponente flusso di dati generati dalle tecnologie digitali impone un ripensamento strutturale di tutte le componenti dei sistemi tecnologici, a tal fine il presente Avviso promuove lo sviluppo di soluzioni innovative in quattro ambiti tecnologici orizzontali.
3. Gli ambiti tecnologici all'interno dei quali è possibile presentare domanda sono i seguenti:
4. Tenendo conto delle caratteristiche strutturali e delle potenzialità economiche e tecnologiche nazionali, sono stati individuati sei temi o settori nei quali è particolarmente utile applicare il modello Big Data.
5. I progetti proposti dovranno trovare applicazione in uno o più dei seguenti temi/settori.
1. Sono ammissibili a presentare i Progetti di cui al precedente articolo 2 del presente Avviso imprese industriali con sede operativa nelle 4 regioni dell'Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), in possesso dei requisiti comunitari di "micro, piccola e media impresa" e esistenti da meno di sei anni al momento della pubblicazione del presente Avviso.
2. I soggetti di cui al precedente comma 1 possono presentare i Progetti anche congiuntamente tra loro, e/o con grandi imprese, con Università e Istituti Universitari statali, e/o con Enti e Istituzioni Pubbliche Nazionali di Ricerca vigilati dall'Amministrazione Pubblica Centrale, e/o con altri organismi di ricerca in possesso dei requisiti previsti dal Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione Europea del 6 agosto 2008, e tutti comunque con sede operativa nelle 4 regioni dell'Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia).
3. Nei casi di cui al precedente comma 2, i soggetti industriali di cui al precedente comma 1 devono sostenere direttamente, anche congiuntamente, almeno il 60% del costo complessivo del Progetto.
1. Le proposte progettuali devono avere un costo minimo di Euro 400.000,00, un costo massimo di Euro 1.200.000,00 e una durata non superiore ai 24 mesi.
2. Le proposte presentate devono svilupparsi all'interno di uno dei quattro ambiti tecnologici indicati nel comma 2 dall'art. 2 del presente bando e si devono applicare a uno o più dei sei temi o settori rilevanti definiti dal comma 4 dall'art. 2 del bando.
3. In particolare le proposte devono avere le seguenti caratteristiche:
1. servirsi di dati nazionali, in combinazione con qualunque altra fonte informativa rilevante;
2. possedere requisiti tecnologici e funzionali innovativi che li qualifichino rispetto alle finalità specifiche del bando, cioè devono sviluppare soluzioni adatte al perimetro applicativo dei Big Data.
4. I Progetti devono essere strutturati sulla base dei seguenti elementi, ognuno dei quali dovrà essere descritto in un massimo di 3.000 caratteri:
a) una complessiva descrizione del progetto che evidenzi le sue caratteristiche e gli obiettivi che intende realizzare;
b) l'esplicitazione degli obiettivi di ricerca che si intendono perseguire evidenziando le attività di ricerca necessarie per la realizzazione di ciascun obiettivo, le ricadute positive, concretamente dimostrabili e la novità, originalità e utilità delle attività e delle conoscenze acquisibili, con riferimento allo stato dell'arte internazionale;
c) la descrizione delle competenze scientifico-tecnologico-gestionali del soggetto proponente, le motivazioni che sono alla base della sua proposta di progetto e le eventuali esperienze di realizzazione di proposte equivalenti;
d) la descrizione dettagliata delle attività, divise in fasi realizzative e esplicitando quali fasi riguardano attività di ricerca e quali attività di sviluppo sperimentale;
e) il programma temporale della proposta, articolata per fasi realizzative;
f) le modalità di valorizzazione dei risultati del progetto e la relativa sostenibilità nel tempo dell'iniziativa attraverso l'indicazione dettagliata del modello di business, sotteso al progetto di sviluppo sperimentale;
5. Nel caso in cui le proposte prevedano il coinvolgimento di più soggetti tra quelli indicati ai commi 1 e 2 del precedente articolo 3, esse devono descrivere anche le competenze, le motivazione e le eventuali esperienze dei soggetti che compongono il raggruppamento, il livello e la tipologia del loro coinvolgimento e la descrizione del modello di governance e della sua capacità di valorizzare le competenze delle micro, piccole e medie imprese coinvolte.
6. Qualora sia previsto il coinvolgimento di una Pubblica Amministrazione presso cui si prevede di svolgere le attività di sperimentazione, il progetto deve essere accompagnato da un atto dell'organo deliberante della stessa Amministrazione attestante la propria disponibilità alla relativa partecipazione.
7. Ogni proposta deve avere un titolo e un breve abstract (2000 caratteri) che ne evidenzi in modo sintetico le caratteristiche e gli obiettivi.
1. Gli interventi della linea "Cultura ad impatto aumentato" supportano proposte progettuali volte alla traduzione, attraverso la combinazione di tecnologie digitali, di risorse della cultura in prototipi di prodotti e servizi, in particolare innovando le modalità di produzione, fruizione e distribuzione dei contenuti culturali allo scopo di:
- supportare la creazione di strumenti che impiegano tutti i sensi per esperienze ricche, collaborative e interattive dei contenuti e della risorse della cultura;
- rafforzare e ampliare la catena del valore della cultura promuovendo la fertilizzazione incrociata di settori e imprese dell'industria creativa e culturale, e l'applicazione di processi tecnologici e creativi a processi produttivi tradizionali, anche con il coinvolgimento del settore manifatturiero, dell'artigianato e del turismo;
- favorire l'integrazione di servizi pubblici e privati innovativi;
- stimolare l'avvio di imprese o di idee progettuali supportate da consorzi di impresa ad elevato contenuto creativo ed innovativo;
- sviluppare nuove professionalità creative legate all'evoluzione tecnologica.
2. Con la presente Linea di Intervento, il MIUR invita i soggetti ammissibili di cui successivo articolo 6 a presentare Progetti riferiti ai seguenti ambiti:
- Digital Cultural Heritage: soluzioni tecnologiche che valorizzano il processo di digitalizzazione dei beni culturali materiali e/o immateriali, al fine di arricchire e incrementare la fruizione e la distribuzione dei contenuti e dei significati;
- Making e Design: progetti mirati alla realizzazione di prototipi di prodotti e servizi a partire da beni culturali, attraverso processi di produzione innovativa tipici del making, dell'artigianato digitale e delle moderne applicazioni del design (interaction, product, customized, open), anche attraverso la realizzazione di strutture per la fabbricazione digitale;
- Spazi della Cultura 2.0: progetti mirati allo sviluppo di soluzioni tecnologiche per la valorizzazione di beni e siti culturali promuovendone nuovi modelli di interazione, interpretazione, destinazione d'uso, riuso e fruizione, anche nel quadro di politiche pubbliche e di valorizzazione del territorio.
3. La soluzione tecnologica proposta deve avere come oggetto uno o più beni culturali così come definiti all'art. 10 del Decreto Legislativo 22 Gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) e/o come definiti all'articolo 2, commi 1 e 2, della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (ratificata dall'Italia il 27 settembre 2007 con Legge n. 167).
1. Sono ammissibili a presentare i Progetti di cui al precedente articolo 5 del presente Avviso imprese industriali con sede operativa nelle 4 regioni dell'Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), in possesso dei requisiti comunitari di "micro, piccola e media impresa e esistenti da meno di sei anni al momento della pubblicazione del presente Avviso.
2. I soggetti di cui al precedente comma 1 possono presentare i Progetti anche congiuntamente tra loro, e/o con Università e Istituti Universitari statali, Istituti di belle Arti e Conservatori, e/o con Enti e Istituzioni Pubbliche Nazionali di Ricerca vigilati dall'Amministrazione Pubblica Centrale, e/o con altri organismi di ricerca in possesso dei requisiti previsti dal Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione Europea del 6 agosto 2008, e tutti comunque con sede operativa nelle 4 regioni dell'Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia).
3. Nei casi di cui al precedente comma 2, i soggetti industriali devono sostenere direttamente, anche congiuntamente, almeno il 60% del costo complessivo del Progetto.
1. I Progetti devono avere un costo minimo di Euro 400.000,00 e un costo massimo di Euro 1.200.000,00 e una durata non superiore ai 24 mesi.
2. I Progetti devono avere come oggetto la traduzione delle risorse della cultura in prototipi di prodotti e servizi che possano collocarsi sul mercato afferenti ad uno degli ambiti creativi d'intervento specificati al precedente articolo 5, comma 2. In particolare, le proposte dovranno essere centrate sull'innovazione nelle modalità di produzione, fruizione e distribuzione dei contenuti della cultura attraverso la libera combinazione di metodi, tecniche e tecnologie digitali appartenenti ai seguenti campi di applicazione:
- esperienza visiva e interattiva, tra cui: realtà aumentata, ambienti virtuali, animazione 3D, visualizzazione e interazione in tempo reale; ambienti di visualizzazione ad alta risoluzione; tecnologie aptiche; tecnologie per esperienza personalizzata, visiva, immersiva e interattiva; game design;
- produttività e automazione intelligente, tra cui: software semantico per il riconoscimento automatizzato, indicizzazione e assemblaggio; intelligenza artificiale interattiva; strumenti avanzati di processo per la generazione di contenuti digitali e prototipazione (enhanced procedural generation tools for digital content and prototyping), stampa 3D, prototipazione rapida (rapid prototyping), tecnologie per la diagnostica e rigenerazione digitale;
- distribuzione digitale, mobilità e interoperabilità , tra cui: sviluppo software, produzione collaborativa e interattiva, servizi mobili geolocalizzati e personalizzati, distribuzione cross-platform, compressione e decompressione di dati, tecnologie Web per la collaborazione online, open design, design customizzato, design urbano, ambienti di testing interattivo (interactive testing environments).
3. Il Progetto deve essere strutturato sulla base dei seguenti elementi, ognuno dei quali dovrà essere descritto in un massimo di 3.000 caratteri, spazi inclusi:
a) oggetto della proposta, in cui si evidenzi la tipologia di beni e servizi che si intende sperimentare;
b) obiettivi di ricerca perseguiti, descrivendo le attività di ricerca necessarie per la loro realizzazione, le relative ricadute positive concretamente dimostrabili, la novità, originalità e utilità delle attività e delle conoscenze acquisibili, anche con riferimento alla frontiera tecnologica e allo stato dell'arte internazionale;
c) descrizione dell'impresa o del consorzio, con riferimento alle competenze scientifico-tecnologico-gestionali del soggetto proponente, le motivazioni che sono alla base della sua proposta di progetto e le eventuali esperienze di realizzazione di proposte equivalenti. Nel caso di consorzio o ATI, descrizione dei soggetti partecipanti e del valore aggiunto generato dalla relazione di consorzio;
d) componente innovativa e creativa e fattibilità tecnica, con riferimento all'illustrazione del modo in cui le tecniche digitali applicate al bene culturale negli ambiti di cui all'art. 5 producono valore aggiunto innovandone creativamente l'offerta, distribuzione o fruizione da parte di terzi; descrizione dettagliata delle attività e delle caratteristiche tecniche del progetto (anche dimostrata tramite studi di fattibilità), con riferimento all'applicazione delle tecniche digitali e alla loro combinazione produttiva;
e) componente culturale e/o territoriale: descrizione della relazione del progetto con il mondo della cultura, con particolare riferimento alla natura del bene culturale oggetto della proposta e alla capacità del progetto di tradurre le esigenze e i contenuti dell'industria culturale in applicazioni per la loro valorizzazione; effetti di esternalità sul territorio (tra cui accessibilità, arricchimento delle competenze, miglioramento delle condizioni dei residenti, infrastrutture, indotto economico);
f) modalità di valorizzazione dei risultati ed elementi di sostenibilità economica nel tempo del progetto, anche attraverso l'indicazione dettagliata del modello di business sotteso al progetto di sviluppo sperimentale;
g) programma temporale della proposta, articolata per fasi realizzative, con specifica indicazione se esse abbiano natura di ricerca e/o sviluppo sperimentale; in aggiunta alla descrizione può anche essere allegato uno schema di tipo GANNT;
h) disponibilità del bene culturale, ossia delle modalità di accesso e utilizzazione del bene culturale per gli scopi del progetto. Ove applicabile, ciò è documentato dalla dimostrazione dell'assenza di privative sul bene culturale. In tale quadro la proposta progettuale deve essere accompagnata da una formale dichiarazione (nella forma, ad esempio, di lettera d'intenti, concessione di valorizzazione, comodato d'uso, contratto di licenza per lo sfruttamento dell'opera creativa, facility management, delega di servizi pubblici o altre forme previste) da parte dell'eventuale detentore del bene culturale di essere nella titolarità di del bene culturale e di essere disponibile al relativo utilizzo per le specifiche finalità progettuali.
4. Il Progetto può contenere una descrizione opzionale di massimo 5000 caratteri, spazi inclusi, che evidenzi la qualità delle seguenti caratteristiche valutate come premialità aggiuntive (nel caso siano già state descritte in uno degli elementi di cui al comma 3, specificare dove):
a. Scalabilità e replicabilità dei risultati su altri ambiti territoriali di livello nazionale e internazionale, dimostrate attraverso anche MoU (Memorandum of Understanding) con partner internazionali oppure tramite descrizione delle attività di raccolta e aggregazione delle esigenze del territorio e dei soggetti coinvolti nel progetto, anche con riferimento allo sviluppo di significativo potenziale di "domanda pubblica";
b. Potenziale di fertilizzazione, dimostrato dall'appartenenza a diversi settori creativi e culturali dei soggetti coinvolti nel progetto o nel processo di sperimentazione, oppure da coinvolgimento del settore produttivo, dimostrato attraverso la partecipazione al consorzio o lettera d'intenti che dimostri interesse per il riuso del prodotto digitale come materia prima o semi lavorato di altri processi;
c. Partenariato e finanziamenti aggiuntivi, dimostrato da intenzione formale da parte di ente o partner pubblico di creare una relazione durevole con il settore creativo a partire dal progetto, anche attraverso forme di procurement innovativo o partnership pubblico-privato e/o attraverso intenzione formale di co-finanziamento del progetto da parte di un ente pubblico o fondazione (es. "matching grant").
Linea 3 - SOCIAL INNOVATION CLUSTER
1. La presente linea di finanziamento intende promuovere la nascita e lo sviluppo di Cluster della Social Innovation, ritenuti propulsori della crescita economica sostenibile dei territori e dell'intero sistema economico e sociale nazionale, attraverso la valorizzazione di iniziative di Social Innovation che presentino una reale capacità di implementazione delle proposte e di impatto positivo nei territori interessati.
2. A tale iniziativa si potrà legare una prima sperimentazione di strumenti finanziari innovativi per la "finanza d'impatto sociale", ispirata in particolare alle esperienze dei social impact bond.
3. I Cluster debbono intendersi come aggregazioni organizzate di imprese, università, altre istituzioni pubbliche o private di ricerca, altri soggetti attivi nel campo della Social Innovation (ai sensi dei successivi commi 7 e 8 del presente articolo), articolate in più aggregazioni, anche pubblico-private.
4. Il Cluster, quale composizione di più attori di Social Innovation presenti su diversi ambiti territoriali e guidati da uno specifico organo capofila di coordinamento e gestione, dovranno dimostrare di contribuire alla competitività internazionale sia dei territori di riferimento sia del sistema economico nazionale.
5. La presenza nel Cluster di un partner internazionale, quale mentore nel percorso di costruzione e implementazione dell'iniziativa proposta, così come da art. 9 comma 5, costituisce elemento di premialità per la valutazione del progetto.
6. Il Progetto dovrà includere attività di ricerca, ricognizione ed analisi delle esperienze pregresse e delle opportunità di mercato riferibili al Cluster proposto.
7. L'obiettivo è aggregare competenze interdisciplinari, capacità innovative e di creazione di imprenditorialità emergente, dove la tecnologia risulti un mezzo e non un fine, con la capacità di distinguersi per un forte impatto in termini crescita sostenibile dei territori e di dimostrare di contribuire alla competitività internazionale ed al sistema economico nazionale. L'impatto delle iniziative di Social Innovation, dovrà caratterizzarsi per i benefici generati a favore della collettività rispetto ai singoli promotori o comunità di riferimento. A questi si legano modelli organizzativi che rendano le iniziative atte a perdurare nel tempo, quindi coerenti con le opportunità di mercato e con la domanda di innovazione e di soddisfacimento dei bisogni emergenti.
8. Gli ambiti di intervento con riferimento ai quali possono essere presentati i Progetti sono, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, uno o più dei seguenti:
- energie rinnovabili, sviluppo sostenibile delle economie locali e utilizzo efficiente delle risorse naturali;
- creazione di nuova occupazione e mantenimento dell'occupazione di aziende in crisi;
- istruzione e formazione sui temi di educazione finanziaria, digitale, alla legalità;
- tutela e valorizzazione dei beni culturali, ambientali e paesaggistici;
- riuso e riciclo di materiali e rifiuti non pericolosi;
- dialogo interculturale e integrazione dei cittadini di paesi terzi, diritti umani e tutela delle minoranze;
- cittadinanza attiva per soluzioni innovative per la qualità della vita nelle città, mobilità, e-partecipation, civic hacking, trasparenza delle amministrazioni pubbliche, open data;
- inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati e assistenza socio-sanitaria;
- produzioni biologiche e di tipicità certificate, produzioni artigianali ed artistiche;
- finanza etica;
- turismo responsabile;
- commercio equo e solidale e moda etica.
1. Sono ammissibili a presentare i Progetti di cui al precedente articolo 8 del presente Avviso imprese industriali con sede operativa nelle 4 regioni dell'Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), in possesso dei requisiti comunitari di "micro, piccola e media impresa" e esistenti da meno di sei anni al momento della pubblicazione del presente Avviso, e/o congiuntamente con Università e Istituti Universitari statali, e/o con Enti e Istituzioni Pubbliche Nazionali di Ricerca vigilati dall'Amministrazione Pubblica Centrale, e/o con altri organismi di ricerca in possesso dei requisiti previsti dal Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione Europea del 6 agosto 2008, e tutti comunque con sede operativa nelle 4 regioni dell'Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia).
2. I soggetti di cui al precedente comma 1 devono presentare domanda riuniti in consorzi, società consortili, Associazioni temporanee di Impresa, Associazioni Temporanee di Scopo. I soggetti proponenti, non meno di tre, dovranno individuare tra loro uno specifico organo capofila di coordinamento e gestione, e dovranno presentare una composizione del Cluster i cui proponenti provengano da almeno tre regioni diverse.
3. I soggetti industriali di cui al precedente comma 1 devono sostenere direttamente almeno il 60% del costo complessivo del Progetto; nei casi di cui al precedente comma 2 debbono anche partecipare alle forme associative ivi previste per una quota almeno pari almeno il 60%.
4. La domanda deve essere corredata da una specifica lettera di intenti con un partner internazionale, che dovrà manifestare il proprio interesse a partecipare alle attività complementari e/o funzionali allo sviluppo e valorizzazione del Cluster. Al partner verrà richiesto di contribuire alla fase di potenziamento dell'attività del Cluster, nonché di diffusione dei risultati prodotti.
1. Ciascuno dei progetti deve avere un costo complessivo minimo di Euro 400.000 e massimo di Euro 1.200.000,00 e una durata non superiore ai 24 mesi
2. In particolare i Progetti dovranno caratterizzarsi per dinamismo, flessibilità e capacità di risposta alle esigenze emergenti, evidenziando le seguenti azioni:
- identificare puntualmente i risultati e i valori dell'impatto perseguiti e sinora conseguiti, valorizzandone gli impatti industriali, socio-economici, occupazionali sul territorio e sul settore di riferimento, l'eventuale implementazione di strumenti tecnologici di condivisione e sviluppo aperti agli attori pubblici e privati del Cluster, ed i collegamenti nazionali e internazionali generatisi;
- validare la coerenza della proposta progettuale con attività di ricerca, in particolare di valutazione e analisi d'impatto;
- favorire soluzioni a problematiche di filiera o settore, attraverso lo sviluppo e il potenziamento di cosiddette "reti lunghe", volte a contribuire alla formazione di un "champion" nazionale di Social Innovation;
- favorire processi di internazionalizzazione (anche per mezzo della partnership internazionale), migliorare la capacità di attrazione di investimenti e di talenti, di formazione di capitale umano per una maggiore competitività a livello internazionale, ed una capacità di realizzare sinergie tra attori diversi e complementari;
- attrarre capitale e finanza privata anche attraverso la maggiore capacità di "deals flow" permessi dalla rete, mirando a ridurre nel tempo la percentuale di finanza pubblica, e ad assicurare l'autosostenibilità di lungo termine.
3. Il Progetto deve essere strutturato sulla base dei seguenti elementi (massimo 3000 caratteri per ognuno):
a) una complessiva descrizione della proposta, che evidenzi la tipologia di beni e servizi che si intende sperimentare, valorizzando una ricerca riferita alla coerenza del progetto rispetto ai bisogni sociali e di mercato identificati dagli aderenti al Cluster;
b) descrizione di un piano di attività con "milestones", obiettivi, risorse necessarie per la realizzazione di ciascun obiettivo. In aggiunta alla descrizione può anche essere allegato uno schema di tipo GANNT;
c) descrizione delle ricadute positive in termini di impiego delle risorse e di qualità della vita della collettività; a questi si legano elementi quali: la novità, originalità e utilità delle attività e delle conoscenze acquisibili, con riferimento allo stato dell'arte internazionale ed al valore aggiunto apportato dalla partnership come da Art. 9, comma 4;
d) la descrizione del modello e dei meccanismi di "revenue sharing" con i partner coinvolti.
1. Ai sensi delle normative vigenti in materia, tutti i progetti presentati ai sensi del presente Titolo I devono avere ad oggetto lo svolgimento, nelle 4 regioni della Convergenza, di attività di ricerca industriale (così come definite ai Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione Europea del 6 agosto 2008), estese a non preponderanti attività di sviluppo sperimentale (così come definite ai Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione Europea del 6 agosto 2008).
2. Le spese ammissibili alle agevolazioni ai sensi del richiamato D.M. del 2.1.2008 recante l'adeguamento delle disposizioni del D.M. n. 593/2000 alla Disciplina comunitaria di cui alla Comunicazione 2006/C 323/01 e relativa nota esplicativa del 15 maggio 2008, riferite sia ad attività di ricerca industriale sia ad attività di sviluppo sperimentale, comprendono:
a. Spese di personale (ricercatori, tecnici, ed altro personale ausiliario adibito all'attività di ricerca, che risulti in rapporto col soggetto beneficiario dei contributi, dipendente a tempo indeterminato o determinato e/o lavoratore parasubordinato, e/o titolare di borsa di dottorato, o di assegno di ricerca, o di borsa di studio che preveda attività di formazione attraverso la partecipazione al progetto).
b. Costi degli strumenti e delle attrezzature nella misura e per il periodo in cui siano utilizzati per il progetto di ricerca. Se gli strumenti e le attrezzature non sono utilizzati per tutto il loro ciclo di vita per il progetto di ricerca, sono considerati ammissibili unicamente i costi di ammortamento corrispondenti alla durata del progetto di ricerca, calcolati secondo i principi della buona prassi contabile.
c. Costi dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell'attività di ricerca, e per una quota massima del 20% delle altre spese ammissibili;
d. Costi dei fabbricati e dei terreni nella misura e per la durata in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca. Per quanto riguarda i fabbricati, sono considerati ammissibili unicamente i costi di ammortamento corrispondenti alla durata del progetto di ricerca, calcolati secondo i principi della buona prassi contabile. Per quanto riguarda i terreni, sono ammissibili i costi delle cessioni a condizioni commerciali o le spese di capitale effettivamente sostenute.
e. Spese generali supplementari derivanti direttamente dal progetto di ricerca, imputate con calcolo pro-rata all'operazione, secondo un metodo equo e corretto debitamente giustificato. Tali spese dovranno essere valorizzate in una percentuale del costo del personale che sia adeguatamente supportata dalla contabilità aziendale (generale e analitica) e comunque non eccedente il 50% delle spese di personale. Tale incidenza sarà determinata in base al rapporto esistente tra le spese generali aziendali (riconducibili ad attività di ricerca e sviluppo) e il costo del personale (dipendente e non dipendente), sulla base dei dati contabili relativi all'esercizio di riferimento durante il quale è stato svolto il progetto di ricerca.
2. I costi afferenti le diverse tipologie di spesa sono al netto di I.V.A. nel caso in cui tale imposta risulti trasferibile in sede di presentazione di dichiarazione periodica; sono invece comprensivi di I.V.A. nel caso in cui tale imposta non sia trasferibile.
Risorse finanziarie disponibili e forme e modalità di agevolazione
1. Per il finanziamento dei Progetti di cui al Titolo I del presente Avviso, il MIUR mette a disposizione risorse, a carico del Piano di Azione e Coesione, pari a complessivi 29 Milioni di Euro, così distribuiti nelle specifiche Linee di Intervento:
Linea 1 - BIG DATA: 8 milioni di euro;
Linea 2 - INDUSTRIA CULTURALE CREATIVA: 14 milioni di euro;
Linea 3 - SOCIAL INNOVATION CLUSTER: 7 milioni di euro
2. Il MIUR interviene, a fronte dei costi giudicati ammissibili dei Progetti, nella forma del contributo alla spesa, secondo le seguenti percentuali:
- 50% dei costi giudicati ammissibili riferibili alle attività di ricerca industriale;
- 25% dei costi giudicati ammissibili, riferibili alle attività di sviluppo sperimentale.
3. Per i progetti presentati da PMI (e senza la presenza di grandi imprese), l'intensità è aumentata del 10% per le medie imprese e del 20% per le piccole imprese. A tal fine, per i progetti proposti congiuntamente o in forma associata da più imprese, ovvero per i progetti presentati da reti di imprese, tutte devono possedere i parametri dimensionali di cui alle norme predette.
a. se il progetto comporta un'effettiva collaborazione fra uno dei soggetti di cui al precedente articolo 3, comma 1, e Università e Istituti Universitari statali, e/o Enti e Istituzioni Pubbliche Nazionali di Ricerca vigilati dall'Amministrazione Pubblica Centrale, e/o altri organismi di ricerca e sussistano le seguenti condizioni:
- l'università, l'ente, o l'organismo di ricerca sostiene almeno il 10% dei costi ammissibili al progetto;
- l'università, l'ente, o l'organismo di ricerca ha il diritto di pubblicare i risultati della attività di ricerca da esso svolta.
5. Il subappalto non è considerato come collaborazione effettiva.
6. In caso di collaborazione tra un'impresa e un organismo di ricerca, le intensità massime di aiuto e le maggiorazioni precisate, ove ricorrano le condizioni, non si applicano all'organismo di ricerca, come esplicitamente indicato al punto 5.1.3 della Disciplina comunitaria in materia di Aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione 2006/C 323/01 e pertanto allo stesso sarà applicata un'intensità di aiuto pari all'85%.
7. In applicazione del punto 5.1.2 della predetta Disciplina, inoltre, nel caso in cui la sovvenzione destinata all'organismo di ricerca sia qualificabile, a sua volta, come Aiuto di Stato, ai sensi del punto 3.2.2 della predetta Disciplina, i contributi di organismi di ricerca a favore del medesimo progetto non potranno superare le intensità di aiuto applicabili alle singole imprese beneficiarie.
8. Le agevolazioni di cui al presente articolo sono riconosciute all'esito positivo delle verifiche tecnico-scientifiche ed economico-amministrative previste dalle norme vigenti in materia; è data facoltà ai soggetti beneficiari di richiedere una anticipazione del 50% del contributo concesso dietro presentazione, per i soggetti di diritto privato, di idonea garanzia fideiussoria o assicurativa.
Modalità e criteri per la valutazione dei Progetti
1. La valutazione dei Progetti di cui al Titolo I è affidata a un panel di esperti, anche internazionali, nominati dal Ministero e in possesso di comprovata esperienza nel settore di riferimento.
2. I progetti delle 3 linee di intervento, sono valutati distintamente e in forma comparata, secondo i seguenti criteri:
3. LINEA 1 - BIG DATA
Qualità della proposta (max 30 punti) in termini di:
a) solidità e praticabilità della proposta tenuto conto dell'articolazione delle fasi realizzative e del loro livello di integrazione;
b) grado di innovazione dei contenuti e delle metodologie utilizzate e novità, originalità e utilità delle attività e delle conoscenze acquisibili, con riferimento allo stato dell'arte internazionale;
c) congruità economica delle attività progettuali proposte;
Qualità dei soggetti proponenti (max 20 punti) in termini di:
a) competenze coinvolte, valorizzate e generate nello sviluppo del progetto stesso;
b) meccanismi di governance e di coinvolgimento degli eventuali partner del progetto e della capacità di valorizzare le competenze delle micro, piccole e medie imprese coinvolte.
Sostenibilità del progetto (max 20 punti) in termini di:
a) sostenibilità del modello di business nel tempo e sua scalabilità;
b) capacità del modello di business di accedere a mercati esistenti o nuovi mercati.
4. Ulteriori 10 punti saranno assegnati a titolo di premialità a proposte che dimostrino, con specifica documentazione, di avere una partnership con una organizzazione pubblica o privata in grado di mettere a disposizione del progetto un patrimonio informativo rilevante (data provider).
5. Sono approvati e ammessi al finanziamento, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili e secondo l'ordine della graduatoria, i Progetti che avranno raggiunto il punteggio minimo di 50 sugli 80 conseguibili e che avranno ricevuto una valutazione positiva da parte degli istituti convenzionati con il MIUR in ordine alla solidità e affidabilità dei soggetti proponenti e alla capacità di sviluppare economicamente l'investimento proposto.
6. LINEA 2 - CULTURA AD IMPATTO AUMENTATO
Qualità tecnico-scientifica del progetto, (massimo 25 punti) in termini di:
b) grado di innovazione dei contenuti e delle metodologie utilizzate;
c) novità, originalità e utilità delle attività, delle conoscenze acquisibili e del prototipo di prodotto o servizio, con riferimento allo stato dell'arte nazionale e internazionale;
d) capacità di creare valore aggiunto tramite l'innovazione creativa di offerta, distribuzione o fruizione del bene culturale;
e) congruità economica delle attività progettuali proposte.
Qualità dei soggetti proponenti (massimo 20 punti) in termini di:
a) competenze coinvolte sia singolarmente sia come raggruppamento, in termini di competenze, esperienze, capacità gestionali e relazioni con il sistema produttivo e scientifico;
b) articolazione e integrazione delle competenze delle strutture scientifico-tecnologiche pubblico-privato coinvolte nel progetto;
c) qualità del legame proposto con il detentore del bene culturale.
Sostenibilità e impatto dei progetti (massimo 25 punti) in termini di:
a) sostenibilità economica del progetto nel tempo;
b) modalità di valorizzazione dei risultati del progetto e capacità di accedere a mercati esistenti o nuovi mercati;
c) potenzialità di sviluppo del settore/ambito di interesse e dell'industria creativa e culturale;
d) impatto socio-economico su territori regionali, nazionali e europei, anche con riferimento alla valorizzazione di collaborazioni internazionali.
Elementi di premialità (massimo 10 punti) saranno attribuiti con riferimenti a quanto previsto al comma 4 del precedente articolo 4.
7. Sono approvati e ammessi al finanziamento, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili e secondo l'ordine della graduatoria, i Progetti che avranno raggiunto il punteggio minimo di 55 sugli 80 conseguibili, e che avranno ricevuto una valutazione positiva da parte degli istituti convenzionati con il MIUR in ordine alla solidità e affidabilità dei soggetti proponenti e alla capacità di sviluppare economicamente l'investimento proposto.
8. LINEA 3 - SOCIAL INNOVATION CLUSTER
Qualità delle attività progettuali proposte (max 30 punti), in termini di innovatività e originalità delle soluzioni proposte e di coerente capacità di dare risposte fattibili alle sfide (indirizzate alle aree di intervento) individuate dal Cluster;
Replicabilità dell'iniziativa su scala nazionale e ruolo del partner internazionale nel dare visibilità e forza per internazionalizzare l'iniziativa, (max 30 punti);
Rilevanza del business model relativo alle attività post-progettuali, in termini di necessaria auto-sostenibilità e capacità strutturale nel medio-lungo periodo del Cluster (max 15 punti);
Diversificazione delle azioni progettuali secondo gli ambiti descritti, con preferenza per le proposte progettuali che prevedano integrazioni tra almeno due ambiti di intervento; (max 15 punti).
9. Sono approvati i progetti che conseguono il punteggio minimo di 60 punti sui 90 conseguibili e che avranno ricevuto una valutazioni positiva da parte degli istituti convenzionati con il MIUR in ordine alla solidità e affidabilità dei soggetti proponenti e alla capacità di sviluppare economicamente l'investimento proposto.
Interventi di contesto
Linea 4 - CONTAMINATION LAB
1. Con il presente Avviso il MIUR invita, inoltre, i soggetti di cui al successivo articolo 16 a presentare proposte progettuali che abbiano l'obbiettivo di sviluppare un Contamination Lab (CLab).
2. L'intervento ha lo scopo di promuovere la ricerca e l'innovazione favorendo la nascita di Contamination Lab (CLab) all'interno delle Università italiane secondo le indicazioni delle Linee Guida a cura dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) e dal Ministero dello Sviluppo economico (MISE) allegate al presente bando.
3. I Contamination Lab (CLab) sono luoghi di contaminazione tra studenti di discipline diverse che promuovono la cultura dell'imprenditorialità, dell'innovazione e del fare, così come l'interdisciplinarietà e nuovi modelli di apprendimento. I CLab sono finalizzati a esporre gli studenti ad un ambiente stimolante per lo sviluppo di progetti di innovazione a vocazione imprenditoriale.
1. L'intervento ha l'obiettivo di promuovere Progetti sviluppati dalle Università volti alla creazione di un Contamination Lab secondo le indicazione delle Linee Guida sui CLab allegate al presente avviso e di sostenere la nascita di una rete di CLab che favorisca la collaborazione, lo scambio e la crescita comune delle iniziative.
1. Sono ammissibili a presentare i Progetti di cui al precedente articolo 2 del presente avviso le Università e Istituti Universitari Statali delle 4 regioni dell'Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia).
2. Nella definizione del progetto le Università dovranno indicare i partner esterni che collaboreranno allo sviluppo dei CLab, come descritto nelle Linee Guida.
1. Le proposte progettuali devono avere come oggetto lo sviluppo di un CLab con le caratteristiche indicate nelle Linee Guida sui CLab allegate al presente Avviso.
2. I progetti devono avere una durata di 24 mesi e un valore complessivo di massimo 200.000 Euro.
3. I Progetti devono essere strutturati sulla base del formulario di presentazione dei CLab allegato al presente avviso.
1. Sono ammissibili i costi necessari per l'avvio e la gestione dei CLab, compresa la componente fisica (es. spazi attrezzati) e virtuale (es. animazione culturale e offerta formativa) come indicati nelle capitolo 4 delle Linee Guida.
1. Per il finanziamento dei Progetti di cui al presente Avviso, il MIUR mette a disposizione risorse, a carico del Piano di Azione e Coesione, pari a complessivi 1 Milione di Euro.
2. Il MIUR interviene a sostegno delle proposte selezionate nella misura del 100% dei costi ammissibili
1. La valutazione dei Progetti di cui al presente Titolo è affidata a un panel di esperti in possesso di comprovata esperienza nel settore di riferimento nominati dal MIUR e dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e con oneri a carico del MIUR.
I. CARATTERISTICHE E QUALITA' DELLA PROPOSTA (max 30 punti), in termini di:
a. aderenza della proposta ai principi definiti dalle Linee Guida;
b. sostenibilità del progetto (capacità del progetto di essere economicamente sostenibile al termine del finanziamento pubblico);
c. qualità dell'offerta formativa (caratteristiche delle attività formative, workshop, eventi, laboratori e nuovi processi generati);
II. CONTAMINAZIONE (max 30 punti), in termini di:
a. interdisciplinarietà (proporzione di attività interdisciplinari, dimostrazione di coinvolgimento concreto di attori rappresentativi di diversità disciplinare e settoriale);
b. contaminazione universitaria (dimostrazione dell'abilità dei CLab di "contaminare" e coinvolgere altre università oltre alla proponente e attori esterni rilevanti per gli scopi del progetto);
c.capacità di promuovere condivisione e collaborazione (con particolare riferimento alla condivisione online con altri CLab delle esperienze di maggior rilievo, alla creazione di reti e processi virtuosi di condivisione, all'ingaggio di tutti gli stakeholder in processi di co-design);
III. IMPATTO (max 30 punti), in termini di :
a. impatto atteso sul territorio (relazioni formali e informali potenzialmente generate dai CLab nel territorio);
b. capacità di promuovere l'imprenditorialità e generare impresa;
c. prospettive di internazionalizzazione (capacità di attivare relazioni internazionali e capacità di lavorare in una dimensione multiculturale e multilinguistica).
3. Sono approvati e ammessi al finanziamento, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili e secondo l'ordine della graduatoria, i Progetti che avranno raggiunto il punteggio minimo di 70 sui 90 conseguibili.
1. Le domande debbono essere presentati tramite i servizi dello sportello telematico SIRIO (http://roma.cilea.it/Sirio), entro e non oltre le ore 17.00 del 10 maggio 2013.
3. Tutto il materiale trasmesso viene utilizzato dal MIUR esclusivamente per l'espletamento degli adempimenti di cui al presente decreto.
4. I proponenti debbono fornire in qualsiasi momento, su richiesta del MIUR, tutti i chiarimenti, le notizie e la documentazione ritenuti necessari dal Ministero stesso.
1. Il Responsabile del Procedimento per il presente Avviso è: Dott. Fabrizio Cobis Direzione Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della Ricerca - Ufficio VII
2. Il presente Avviso è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ed è disponibile, unitamente a tutta la documentazione ivi richiamata, sul sito www.miur.it e sul sito www.ponrec.it .
3. Ogni richiesta di informazioni può essere inoltrata al MIUR via e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: bandostartup@miur.it.
Linee Guida CLaB

References: art. 11
 art. 5
 articolo 62
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 6
 articolo 5
 articolo 5
 art. 9
 articolo 8
 Art. 9
 articolo 3
 articolo 4
 articolo 16
 articolo 2