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Regolamenti attuativi della riforma degli ordinamenti professionali - PDF
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Gerardina Valli
1 1 Regolamenti attuativi della riforma degli ordinamenti professionali di Gianpaolo Valente e Roberta Vitale 1 La presente scheda propone un esame della normativa sul tema della riforma delle professioni alla luce delle recenti novità introdotte dal DPR n. 137, attuativo della riforma, e del DM n. 140, recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi del professionista. Dal punto di vista della sequenza degli interventi normativi, l art. 3 co. 5 del DL n. 138 ha fissato i principi per la riforma degli ordinamenti professionali nel sistema ordinistico, mentre l art. 10 co della L. 183/2011 quelli relativi all esercizio dell attività nella forma della società tra professionisti. L art. 9 del DL n. 1 ha, inoltre, abrogato le tariffe professionali e introdotto rilevanti modifiche in tema di determinazione del compenso per le prestazioni e tirocinio. Allo stato non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale il regolamento attuativo sulle società tra professionisti. indice 1 QUADRO NORMATIVO 1.1 Manovra di Ferragosto 2011 e regolamento attuativo Principi di delegificazione Regolamento attuativo Struttura Ambito applicativo Violazioni Decorrenza 1.2 Legge di stabilità DL liberalizzazioni Ratio Ambito applicativo Decorrenza 2 ACCESSO ALLA PROFESSIONE Regolamento attuativo Albo unico nazionale 3 LIBERA CONCORRENZA E PUBBLICITÀ INFORMATIVA Regolamento attuativo 3.1 Oggetto dell informativa 3.2 Mezzi dell informativa 3.3 Limiti Pubblicità comparativa 3.4 Violazioni e sanzioni 4 OBBLIGO DI ASSICURAZIONE PROFESSIONALE Regolamento attuativo: decorrenza 4.1 Ambito applicativo: destinatari 4.2 Oggetto della polizza 4.3 Obblighi informativi a favore del cliente 4.4 Violazioni e sanzioni 5 TIROCINIO Registro dei praticanti Esclusioni 5.1 Obbligatorietà 1 Schede di Aggiornamento on line
2 2 5.2 Durata 5.3 Modalità di svolgimento Svolgimento Pratica presso un professionista Corsi di formazione Interruzione Regime di incompatibilità 5.4 Rimborso forfetario 5.5 Ambito applicativo: decorrenza DL liberalizzazioni e dubbi applicativi 6 FORMAZIONE CONTINUA Regolamento attuativo Obbligo di aggiornamento e corsi di formazione Esclusioni 7 PROCEDIMENTO DISCIPLINARE Regolamento attuativo 7.1 Consigli di disciplina territoriali Composizione e funzionamento Nomina Regime di incompatibilità Durata in carica 7.2 Consigli di disciplina nazionali 7.3 Disposizioni comuni 7.4 Esclusioni 8 DETERMINAZIONE DEL COMPENSO Abrogazione delle tariffe professionali Determinazione del compenso mediante accordo con il cliente 8.1 Liquidazione del compenso da parte di un organo giurisdizionale 8.2 Regolamento attuativo Ambito applicativo Destinatari Accordo delle parti Attività professionali Determinazione del compenso Esclusione del parere dell Ordine professionale Regole generali Disposizioni concernenti i Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Progetto di modifica del DM 140/ Disciplina transitoria e decorrenza Intervento delle Sezioni Unite della Cassazione 9 SOCIETÀ TRA PROFESSIONISTI Decorrenza e disciplina attuativa 9.1 Costituzione e presupposti Modelli societari e associativi già vigenti 9.2 Regolamento attuativo Struttura Ambito di applicazione e regime transitorio Conferimento ed esecuzione dell incarico professionale Partecipazione alla società tra professionisti Regime di iscrizione Iscrizione nella sezione speciale dell albo Comunicazione di variazione Diniego di iscrizione Cancellazione dall albo Regime disciplinare e responsabilità 10 FAC SIMILE DI LETTERA DI INCARICO PROFESSIONALE Schede di Aggiornamento on line
3 3 normativa DL n. 138, conv. L n. 148, art. 3 co. 5-5-ter DPR n. 137 DM n. 140 DL n. 1, conv. L n. 27, art. 9 L n. 183, art. 10 co chiarimenti ufficiali Parere Commissione Giustizia della Camera Parere Consiglio di Stato n Parere Consiglio di Stato n Parere Consiglio di Stato n Circ. Min. Giustizia Parere Min. Giustizia Scheda di lettura al Ddl. (A.C. 5025) Servizio Studi della Camera, Scheda di lettura al Ddl. (A.S. 3110) Servizio Studi del Senato, febbraio 2012 Comunicato stampa Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 11 chiarimenti di categoria Massima Comitato Triveneto dei Notai QA1 Studio CNDCEC novembre 2012 Nota informativa CNDCEC n. 75 Nota informativa CNDCEC n. 73 Pronto ordini CNDCEC n. 204 Studio CNDCEC luglio 2012 Pronto ordini n. 169 Circ. Fondazione Studi Consulenti del Lavoro n. 15 Nota informativa CNDCEC n. 61 Nota informativa CNDCEC n. 47 Studio Consiglio nazionale del Notariato n /I Nota informativa CNDCEC n. 45 Studio CNF n. 6 Nota informativa CNDCEC n. 21 Nota informativa CNDCEC n. 20 Comunicato CNF Pronto ordini CNDCEC n. 28 Nota informativa CNDCEC n. 3 Circ. CUP giurisprudenza Cass n Cass. SS.UU n Cass. SS.UU n Trib. Varese n Trib. Verona circ Trib. Termini Imerese Trib. Varese n TAR Brescia n Cass n dottrina AA.VV. Novità della «manovra di Ferragosto» (DL n. 138, conv. L n. 148), Schede di Aggiornamento on line, 8-9, 2011, p AA.VV. Novità della legge di stabilità 2012 (L n. 183), Schede di Aggiornamento, 12, 2011, p AA.VV. Novità della c.d. «Manovra Monti» (DL n. 201, conv. L n. 214), Schede di Aggiornamento on line, 1, 2012, p Busani A. Le società tra professionisti ferme al palo, Il Sole - 24 Ore, , p. 27 Busani A. Lo studio anche in società, Il Sole - 24 Ore, , p. 18 Busani A. Forma giuridica modulata sulle necessità dei soci, Il Sole - 24 Ore, , p. 18 Caponi R. Avvocati: l efficacia retroattiva dei parametri riduce l onorario anche per le attività anteriori, Guida al Diritto, 43, 2012, p Cavalluzzo N. Per la pratica limite a 18 mesi, Il Sole - 24 Ore, , p. 10 Ciniero S. Riforma delle professioni: tutte le novità del decreto attuativo, Pratica fiscale e professionale, 37, 2012, p. 12 ss. Schede di Aggiornamento on line
4 4 Costa G. Da chiarire se la pratica breve è retroattiva, Il Sole - 24 Ore, , p. 31 Costa G. Meglio fare preventivi scritti, Il Sole - 24 Ore, , p. 31 D Agnolo M. Pubblicità ammessa su tutti i media, Il Sole - 24 Ore, , p. 20 D Agnolo M. Sanzionato lo spot ingannevole, Il Sole - 24 Ore, , p. 20 D Alessio S. Professioni, tirocinio con forfait, Italia Oggi7, , p. 10 Damasco M. Le società tra professionisti devono aspettare, Il Quotidiano del Commercialista, Damasco M. Non retroattivo il tirocinio professionale di 18 mesi, Il Quotidiano del Commercialista, Damasco M. Nel nuovo regolamento, accolti i rilievi dei commercialisti e del CUP, Il Quotidiano del Commercialista, Del Bo J.M. Praticantato di 18 mesi per tutti, Il Sole - 24 Ore, , p. 3 Galimberti A. Ormai storia la querelle per le «insegne», Il Sole - 24 Ore, , p. 20 Galimberti A. Il giudice abbandona la tariffa, Il Sole - 24 Ore, , p. 18 Maciocchi P. Parametri retroattivi per i compensi dovuti agli avvocati, Il Sole - 24 Ore, , p. 27 Maglione V. e Parente G. Professioni, la road map della riforma, Il Sole - 24 Ore, , p. 3 Marino I. Le tariffe sono ancora in vigore, Italia Oggi, , p. 29 Mazza P. Professionisti: le misure a garanzia della libera concorrenza, Pratica fiscale e professionale, 7, 2012, p. 24 Milano F. Soci Stp tutti da pubblicizzare, Il Sole - 24 Ore, , p. 17 Negri G. Nuovo tirocinio non retroattivo, Il Sole - 24 Ore, , p. 21 Negri G. Il tirocinio breve di 18 mesi diventa retroattivo, Il Sole - 24 Ore, , p. 25 Negri G. L Università conferma: il tirocinio è retroattivo, Il Sole - 24 Ore, , p. 27 Negri G. Albi con giudici indipendenti, Il Sole - 24 Ore, , p. 16 Pacelli B. Chiarimenti sul tirocinio, Italia Oggi, , p. 29 Pacelli B. Copertura assicurativa, gli ordini non sono impreparati, Italia Oggi, , p. 23 Pacelli B. Più discipline, più rigore nella Stp, Italia Oggi, , p. 36 Pacelli B. Giallo sulle società tra professionisti, Italia Oggi, , p. 25 Pacelli B. Stp, il regolamento è pronto, Italia Oggi, , p. 28 Parigi P. Vetrina illuminata sui prezzi, Il Sole - 24 Ore, , p. 15 Quaranta R. Tirocinio professionale a 18 mesi, il CNDCEC chiede chiarezza ai Ministeri, Il Quotidiano del Commercialista, Quaranta R. Società tra professionisti, il CNDCEC condivide le critiche del CUP, Il Quotidiano del Commercialista, Quaranta R. Nessuna retroattività per il tirocinio ridotto, lo conferma il MIUR, Il Quotidiano del Commercialista, Quaranta R. Dietrofront del Ministero della Giustizia: il tirocinio ridotto è retroattivo, Il Quotidiano del Commercialista, Quaranta R. Il tirocinio «ridotto» dei commercialisti può essere retroattivo, Il Quotidiano del Commercialista, Quaranta R. Tirocinio ridotto retroattivo, ma almeno un anno deve essere svolto «post laurea», Il Quotidiano del Commercialista, Rossi A. Commentario breve al diritto delle società, a cura di Maffei Alberti A., Cedam, Padova, 2007, p. 11 Sacchettini E. Addio ai compensi minimi, spunta il preventivo, Guida al Diritto, 7, 2012, p. 46 Sacchettini E. Il tirocinio di 18 mesi inizia dall Università, Guida al Diritto, 7, 2012, p. 53 e 54 Sacchettini E Il rebus del rimborso spese forfettario ai praticanti, Guida al Diritto, 13, 2012, p. VIII - X Santilli G. Compensi ridotti senza il preventivo, Il Sole - 24 Ore, , p. 16 Saporito G. e Immovilli C. Ricorso agli indici se c è conflitto, Il Sole - 24 Ore, , p. 16 Saporito G. Il patto «dribbla» i parametri, Il Sole - 24 Ore, , p. 18 Siri M. Il cliente va informato su polizza e massimali, Il Sole - 24 Ore, , p. 55 Tosoni G.P. La formazione gioca la carta-mercato, Il Sole - 24 Ore, , p. 3 Ventura G. Tirocini, in studio almeno un anno, Italia Oggi, , p. 30 Ventura G. Un doppio tavolo con la Giustizia, Italia Oggi, , p. 38 Vitale R. Novità del DL 1/2012 convertito in tema di professioni (Tariffe, preventivo e tirocinio), Schede di Aggiornamento, 4, 2012, p Vitale R. Preventivo sul compenso, per il CNDCEC «consigliabile» la forma scritta, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Via libera al preventivo di massima per i professionisti, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Società tra professionisti, al via lo schema di regolamento, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Riforma delle professioni presto al completo, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Assicurazione professionale al via con pieno di dubbi, Il Quotidiano del Commercialista, Schede di Aggiornamento on line
5 5 Vitale R. Dal CNDCEC, la bozza di lettera di incarico professionale, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. DPR professioni, via libera dal Consiglio dei Ministri, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Accordo sui compensi vincolante per il giudice, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Assicurazione professionale obbligatoria fra un anno, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Determinazione del compenso libero fra le parti, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Riforma delle professioni senza DPR, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Riforma degli ordinamenti professionali «operativa», Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Formazione obbligatoria per tutti i professionisti, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Pubblicità informativa libera per il professionista, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. In Gazzetta Ufficiale i parametri guida per i compensi giudiziali, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Con la riforma, nuovi illeciti per il professionista, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Per i compensi giudiziali, meglio il preventivo in forma scritta, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Tariffe professionali solo a prestazioni terminate prima dell abrogazione, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Allo studio una proposta di modifica dei parametri per i compensi giudiziali, Il Quotidiano del Commercialista, Vitale R. Ausiliari del giudice fuori dai parametri guida, Quotidiano del Commercialista, QUADRO NORMATIVO L intervento normativo di riforma degli ordinamenti professionali ha visto la successione di una serie di disposizioni volte a modificare la disciplina delle professioni regolamentate. Si fa, in particolare, riferimento al DL 138/2011 convertito, alla L. 183/2011 e al DL 1/2012 convertito. La riforma degli ordinamenti professionali trova fondamento in un contesto normativo, nell ambito del quale si sono succedute diverse disposizioni di legge. In particolare, si fa riferimento ai seguenti interventi normativi: DL 138/2011, art. 3 co. 5-5-ter, relativo ai principi cardine della riforma da attuare, entro 12 mesi dall entrata in vigore del decreto stesso, mediante l adozione di un DPR; L. 183/2011, art. 10 co. 3-11, relativa alla società tra professionisti; DL 1/2012, art. 9, relativo a tariffe professionali, determinazione del compenso e tirocinio professionale; DPR 137/2012, relativo all attuazione della riforma professionale; DM 140/2012, recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi del professionista MANOVRA DI FERRAGOSTO 2011 E REGOLAMENTO ATTUATIVO 2012 L art. 3 co. 5 del DL n (c.d. manovra di Ferragosto ) così come modificato dall art. 9 del DL n. 1 4 e, ancor prima, dall art. 10 della L n ha fissato i principi ai quali devono uniformarsi gli ordinamenti professionali. Tale norma aveva previsto un termine di 12 mesi dalla data di entrata in vigore del citato decreto (testo in vigore dal ) per procedere alla riforma degli ordinamenti professionali mediante l adozione di un regolamento di delegificazione, in conformità ad alcuni principi espressamente stabiliti In tale quadro normativo, poi, si segnala anche la riforma dell ordinamento professionale forense, oggetto di un disegno di legge specifico. Il DL 138/2011 (in G.U n. 188), recante Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, è stato convertito, con modificazioni, dalla L n. 148 (in G.U n. 216). Cfr. AA.VV. Novità della «manovra di Ferragosto» (DL n. 138, conv. L n. 148), Schede di Aggiornamento on line, 8-9, 2011, p Il DL 1/2012 (in G.U n. 19, S.O. n. 18), recante Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività, è stato convertito con modificazioni dalla L n. 27 (in G.U n. 71, S.O. n. 53). La L. 183/2011, recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012) è stata pubblicata in G.U n. 265, S.O. n Schede di Aggiornamento on line
6 Principi di delegificazione Fra i principi elencati, vi sono quelli riguardanti (art. 3 co. 5 del DL 138/2011): l accesso alla professione libero e non discriminatorio (lett. a); la formazione continua permanente (lett. b); l effettività dello svolgimento del tirocinio (lett. c); l obbligo di idonea polizza professionale, per i rischi derivanti dall esercizio dell attività professionale (lett. e); la distinzione del ruolo amministrativo degli Ordini da quello deontologico, con l istituzione di appositi organi a livello territoriale e nazionale di disciplina composti da membri diversi dai consiglieri dell Ordine territoriale o dal Consiglio nazionale (lett. f); la libertà per il professionista di farsi pubblicità informativa (lett. g). Si fa presente che la lett. d) della disposizione citata è stata abrogata dall art. 9 co. 7 lett. c) del DL 1/2012. Tale lettera prevedeva che il compenso spettante al professionista è pattuito per iscritto all atto del conferimento dell incarico professionale [prendendo come riferimento le tariffe professionali. È ammessa la pattuizione dei compensi anche in deroga alle tariffe 6 ]. Il professionista è tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell incarico. In caso di mancata determinazione consensuale del compenso, quando il committente è un ente pubblico, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, ovvero nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell interesse dei terzi si applicano le tariffe professionali stabilite con decreto dal Ministro della Giustizia. Come si vedrà nel successivo 1.3, l art. 9 del DL 1/2012 ha, tra l altro, previsto l obbligo di un preventivo di massima e di determinazione del compenso al momento del conferimento dell incarico. Principi di riforma Fig. 1 - Principi di delegificazione accesso alla professione libero e non discriminatorio (lett. a) formazione continua permanente (lett. b) effettività dello svolgimento del tirocinio (lett. c) pattuizione del compenso (lett. d) - abrogato obbligo di idonea polizza professionale (lett. e) distinzione del ruolo amministrativo degli Ordini da quello deontologico (lett. f) libertà per il professionista di farsi pubblicità informativa (lett. g) Regolamento attuativo Il regolamento attuativo dei principi contenuti nell art. 3 co. 5 lett. a) - g) del DL 138/2011 è stato emanato con il DPR n Il regolamento è entrato in vigore dal Struttura Il DPR è suddiviso in 4 Capi contenenti rispettivamente: disposizioni generali applicabili a tutte le professioni regolamentate (Capo I); disposizioni concernenti specifiche professioni, ed, in particolare: 6 7 Parole soppresse dall art. 10 co. 12 della L. 183/2011. In G.U n Si consenta di rinviare a Vitale R. Riforma degli ordinamenti professionali «operativa», Il Quotidiano del Commercialista, Si veda, anche, Ciniero S. Riforma delle professioni: tutte le novità del decreto attuativo, Pratica fiscale e professionale, 37, 2012, p. 12 ss. Il DPR attuativo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data , apportando alcune modifiche alla prima versione del testo, in considerazione delle osservazioni poste sia dal Consiglio di Stato, nel parere n. 5262, in Banca Dati Eutekne, che dalla Commissione Giustizia della Camera, nel parere , in Banca Dati Eutekne, oltre alle indicazioni dei vari Ordini di categoria. Si consenta di rinviare a Vitale R. DPR professioni, via libera dal Consiglio dei Ministri, Il Quotidiano del Commercialista, Si veda, inoltre, Damasco M. Nel nuovo regolamento, accolti i rilievi dei commercialisti e del CUP, Il Quotidiano del Commercialista, Schede di Aggiornamento on line
7 7 avvocati (Capo II); notai (Capo III); disposizioni transitorie e finali (Capo IV). Ambito applicativo Il DPR 137/2012 si applica: alle professioni regolamentate; ai relativi professionisti (art. 1 co. 2 del DPR 137/2012). Per professione regolamentata si intende l attività o l insieme delle attività, riservate per espressa disposizione di legge o non riservate, il cui esercizio è consentito solo a seguito di iscrizione in Ordini o Collegi, quando l iscrizione risulta subordinata al possesso di qualifiche professionali o all accertamento di specifiche professionalità (art. 1 co. 1 lett. a) del DPR 137/2012). Per professionista si intende l esercente la professione regolamentata di cui sopra (art. 2 co. 1 lett. b) del DPR 137/2012). Le disposizioni del decreto non si applicano alle professioni sanitarie, in particolare, in tema di formazione continua permanente e in materia di istituzione di organi disciplinari. Violazioni Per la violazione di alcune disposizioni del DPR 137/2012 viene prevista a carico del professionista una sanzione disciplinare. Si fa riferimento, in particolare, alla violazione dei seguenti obblighi: l obbligo che la pubblicità informativa sia funzionale all oggetto, veritiera, corretta, rispettosa dell obbligo del segreto professionale e che non sia equivoca, ingannevole o denigratoria (art. 4 del DPR 137/2012); l obbligo di stipulare una polizza professionale (art. 5 del DPR 137/2012); l obbligo di formazione continua (art. 7 del DPR 137/2012). Il DPR non ha specificato però le tipologie di sanzioni, che sembrano quindi demandate alla regolamentazione di Ordini o Collegi 8. Decorrenza Le disposizioni del DPR 137/2012 trovano applicazione dal , vale a dire il giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto, coincidente, a sua volta, con il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 9, con l effetto di abrogare tutte le disposizioni regolamentari e legislative incompatibili. A tal proposito, si ricorda che l abrogazione delle norme vigenti sugli ordinamenti professionali in contrasto è stata fatta decorrere già dallo scorso ai sensi dell art. 3 co. 5-bis della L. 138/2011, il quale dispone che Le norme vigenti sugli ordinamenti professionali in contrasto con i principi di cui al comma 5, lettere da a) a g), sono abrogate con effetto dalla data di entrata in vigore del regolamento governativo di cui al comma 5 e, in ogni caso, dalla data del 13 agosto (così come ribadito dall art. 12 co. 2 del DPR 137/ ). Si precisa, inoltre, che non tutte le disposizioni del DPR 137/2012 risultano di immediata applicazione. Alcune disposizioni, infatti, trovano applicazione decorsi 12 mesi dalla entrata in vigore del decreto (come nel caso dell obbligo di stipula della polizza professionale); per altre si è rinviato a provvedimenti attuativi di Ordini o Collegi, con parere del Ministro vigilante (come nel caso della formazione continua e del procedimento disciplinare) Ad esempio, per i Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, fra le sanzioni disciplinari, vengono previste: la censura, consistente in una dichiarazione formale di biasimo, la sospensione dall esercizio professionale per un periodo di tempo non superiore a 2 anni, la radiazione dall albo (art. 52 del DLgs n. 139). Si consenta di rinviare a Vitale R. Con la riforma, nuovi illeciti per il professionista, Il Quotidiano del Commercialista, Coordinato disposto dagli artt. 12 co. 1 e 14 del DPR 137/2012. (Il DPR 137/2012 è stato pubblicato nella G.U n. 189). Comma inserito dall art. 10 co. 2 della L. 183/2011, come da ultimo modificato dall art. 33 co. 1 lett. a) del DL n. 201 (conv. L n. 214, pubblicata in G.U n. 300, S.O. n. 276). Si consenta di rinviare a Vitale R. Riforma delle professioni senza DPR, Il Quotidiano del Commercialista, L art. 12 co. 2 del DPR 137/2012 fa salve, poi, le disposizioni attuative di direttive di settore emanate dall Unione europea. Cfr. Maglione V. e Parente G. Professioni, la road map della riforma, Il Sole - 24 Ore, , p. 3. Schede di Aggiornamento on line
8 8 È stabilito, poi, che, entro il , il Governo dovrà provvedere a raccogliere le disposizioni che non risultano abrogate in un testo unico (art. 3 co. 5-ter del DL 138/ ) LEGGE DI STABILITÀ 2012 L art. 10 della L n ( Legge di stabilità 2012 ), così come integrato dall art. 9-bis del DL 1/2012, ha consentito espressamente, a partire dall e previa emanazione di un apposito regolamento attuativo, la costituzione di società per l esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico, secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile. La L. 183/2011 segna il definitivo superamento del tradizionale divieto legislativo di esercizio delle attività professionali in forma societaria DL LIBERALIZZAZIONI Le modifiche introdotte dall art. 9 del DL 1/2012 (c.d. DL liberalizzazioni ) hanno riguardato: l abrogazione delle tariffe professionali; l obbligo di un preventivo di massima e di determinazione del compenso al momento del conferimento dell incarico; il rinvio ad un decreto attuativo per la determinazione dei parametri guida ai fini della liquidazione del compenso in sede giudiziale; la riduzione del tirocinio e l anticipazione del suo svolgimento ai fini dell iscrizione all Albo professionale. Novità del DL 1/2012 abolizione delle tariffe professionali obbligo per i professionisti di predisporre un preventivo di massima e di pattuire il compenso al momento del conferimento dell incarico rinvio ad alcuni parametri guida per la determinazione in sede giudiziale del compenso riduzione del tirocinio e anticipazione del suo svolgimento Fig. 2 - Novità del DL 1/2012 Ratio Con l art. 9 del DL 1/2012, il legislatore ha inteso perseguire i seguenti obiettivi: rendere libera la contrattazione tra professionista e cliente nella determinazione del compenso dovuto e favorire lo sviluppo della concorrenza tra i professionisti, riducendo così i costi per la collettività; tutelare i fruitori delle prestazioni professionali, incentivando la trasparenza; facilitare l ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, riducendo i tempi e semplificando le procedure per accedere all esercizio delle professioni intellettuali 17. Ambito applicativo L art. 9 del DL 1/2012 nella rubrica fa riferimento espressamente alle professioni regolamentate, con la precisazione al co. 1 nel sistema ordinistico Comma inserito dall art. 10 co. 2 della L. 183/2011, come da ultimo modificato dall art. 33 co. 1 lett. a) del DL 201/2011. Cfr. AA.VV. Novità della c.d. «Manovra Monti» (DL n. 201, L n. 214), Schede di Aggiornamento on line, 1, 2012, p Si veda anche AA.VV. Novità della legge di stabilità 2012 (L n. 183), Schede di Aggiornamento, 12, 2011, p Cfr. AA.VV. Novità della legge di stabilità 2012 (L n. 183), cit., p In particolare, la suddetta innovazione legislativa si inserisce in un quadro europeo volto alla massima espansione del principio di concorrenza, che vede le professioni come attività economiche produttrici di ricchezza. In tale contesto sovranazionale di domanda e offerta delle prestazioni professionali, ai fini della creazione di strutture organizzative di maggiore ampiezza e con più mezzi personali e materiali, così le forme societarie costituiscono utili strumenti per creare organizzazioni più efficienti. Cfr. parere Consiglio di Stato n. 4832, in Banca Dati Eutekne. Cfr. comunicato stampa Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 11, in Banca Dati Eutekne, il dossier Cresci Italia: più concorrenza, più infrastrutture nel segno dell equità, , pubblicato sul sito Internet e la Relazione tecnica allegata al Ddl. (A.S. 3110) di conversione del DL 1/2012, pubblicato sul sito Internet In dottrina, si veda Mazza P. Professionisti: le misure a garanzia della libera concorrenza, Pratica fiscale e professionale, 7, 2012, p. 24. Schede di Aggiornamento on line
9 9 Pertanto, il riferimento è alle professioni intellettuali per le quali è previsto un Ordine o Collegio. L interpretazione è supportata dalla definizione di professione regolamentata fornita da ultimo dal DPR 137/2012 all art. 1 co. 1 lett. a) 18. Decorrenza Il DL 1/2012 e, nello specifico, le disposizioni sulle professioni regolamentate sono entrate in vigore il Riforma delle professioni regolamentate DL 138/2011 L. 183/2011 (modificata dal DL 1/2012) DL 1/2012 fissazione dei principi di riforma DPR 137/2012 regolamentazione delle società tra professionisti DM attuativo non ancora pubblicato in G.U. abrogazione delle tariffe determinazione del compenso al momento del conferimento dell incarico e obbligatorietà del preventivo di massima liquidazione del compenso da parte di un organo giurisdizionale sulla base di parametri ministeriali DM 140/2012 durata e modalità di svolgimento del tirocinio Fig. 3 - Principali interventi di modifica in tema di professioni regolamentate 2 ACCESSO ALLA PROFESSIONE L accesso e l esercizio dell attività professionale sono liberi. L albo unico nazionale degli iscritti è formato dall insieme degli albi territoriali di ogni professione ed è tenuto dal consiglio nazionale competente. L art. 3 co. 5 del DL 138/2011 prevede che, fatto salvo l esame di Stato di cui all art. 33 Cost. 20 ai fini dell accesso alle professioni regolamentate, gli ordinamenti professionali devono garantire che l esercizio dell attività risponda: ai principi di libera concorrenza; alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale; alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l effettiva possibilità di scelta degli utenti nell ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Non sono ammesse eccezioni. La lett. a) del co. 5 dell art. 3 citato, poi, prescrive che la riforma degli ordinamenti professionali deve essere volta ad assicurare: la libertà dell accesso alla professione; l autonomia e l indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista circa il suo esercizio. È consentita, solo in determinati casi e se prescritta da una disposizione di legge, la limitazione sul numero di persone titolate ad esercitare una certa professione in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica. Regolamento attuativo In attuazione della normativa sopra richiamata, per quanto riguarda l accesso alle professioni regolamentate, l art. 2 co. 1 del DPR 137/2012 ha affermato: Cfr. il precedente La data di entrata in vigore corrisponde al giorno di pubblicazione del DL 1/2012 in Gazzetta Ufficiale (art. 98 del DL 1/2012). In particolare, ai sensi dell art. 33 co. 5 Cost. È prescritto un esame di Stato per l ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l abilitazione all esercizio professionale. Schede di Aggiornamento on line
10 10 il pieno principio di libertà; il divieto delle limitazioni alle iscrizioni agli albi professionali che non siano fondate su espresse previsioni relative: al possesso o al riconoscimento dei titoli previsti dalla legge per la qualifica e l esercizio professionale; alla mancanza di condanne penali o disciplinari irrevocabili; ad altri motivi imperativi di interesse generale. Restano comunque ferme le regole sull esame di Stato di cui all art. 33 Cost. Per quanto riguarda, poi, l esercizio della professione, l art. 2 co. 2 del DPR 137/2012 ha stabilito il principio di libertà e autonomia e indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnico. Viene aggiunto che la formazione di albi speciali, comportanti la legittimazione a specifici esercizi dell attività professionale fondati su specializzazioni ovvero titoli o esami ulteriori, è ammessa solo su espressa disposizione di legge. Inoltre: non sono ammesse limitazioni, sotto qualsiasi forma, anche attraverso previsioni deontologiche, del numero di persone titolate ad esercitare la professione, con attività anche abituale e prevalente, su tutto o parte del territorio dello Stato. Vengono fatte salve specifiche deroghe fondate su ragioni di interesse pubblico, quale la tutela della salute 21 (co. 3); sono vietate le limitazioni di carattere discriminatorio, anche in via indiretta, all accesso e all esercizio della professione, fondate sulla nazionalità del professionista o sulla sede legale dell associazione professionale o della società tra professionisti (co. 4). Albo unico nazionale L art. 3 del DPR 137/2012 ha previsto una regolamentazione anche con riferimento alla disciplina degli albi. Nello specifico, viene fatta una distinzione fra: albi territoriali, relativi alle singole professioni regolamentate, tenuti dai rispettivi consigli dell Ordine o del Collegio territoriale. Si tratta di albi pubblici, che contengono l anagrafe di tutti gli iscritti, con l annotazione dei provvedimenti disciplinari adottati nei loro confronti (co. 1); albo unico nazionale degli iscritti, che contiene l insieme degli albi territoriali di ogni professione, tenuto dal consiglio nazionale competente. Ai fini dell aggiornamento dell albo unico nazionale, i consigli territoriali devono fornire senza indugio per via telematica ai consigli nazionali tutte le informazioni rilevanti (co. 2) LIBERA CONCORRENZA E PUBBLICITÀ INFORMATIVA È ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente ad oggetto, in particolare, le attività professionali regolamentate. Ai sensi dell art. 3 co. 5 lett. g) del DL 138/2011, la pubblicità informativa, con ogni mezzo, avente ad oggetto l attività professionale, le specializzazioni ed i titoli professionali posseduti, la struttura dello studio ed i compensi delle prestazioni, è libera. Le informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere equivoche, ingannevoli, denigratorie. A tal proposito, si ricorda che già l art. 2 co. 1 lett. b) del DL 223/2006 stabiliva, in conformità al principio comunitario di libera concorrenza e a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonché al fine di assicurare agli utenti un effettiva facoltà di scelta nell esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato, l abrogazione delle disposizioni legislative e regolamentari che prevedevano, con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali, il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dall ordine Viene fatta salva l applicazione delle disposizioni sull esercizio delle funzioni notarili. La creazione di un unico albo riferito ad ogni professione è posto al fine di una migliore organizzazione e gestione delle informazioni contenute negli albi. Cfr. la Relazione illustrativa al DPR 137/2012. Schede di Aggiornamento on line
11 11 Regolamento attuativo La disciplina sull attività informativa dell attività professionale, riprendendo la norma primaria, è contenuta all art. 4 del DPR 137/ Con tale disposizione si è inteso incentivare la concorrenza 24. A tal proposito, si segnala che, rispetto all art. 2 co. 1 lett. b) del DL 223/2006, non vi è il riferimento alla verifica sulla trasparenza e veridicità della pubblicità da parte degli Ordini. Tale disposizione, in particolare, era già stata ritenuta dall Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato non giustificata nell ambito dell ordinamento giuridico, oltre che potenzialmente lesiva della concorrenza, posto che la competenza dell Autorità stessa sul controllo della correttezza, veridicità e non ingannevolezza dei messaggi pubblicitari diffusi è estesa a qualsiasi soggetto nell ambito dello svolgimento della propria attività economica, quindi anche ai soggetti che svolgono attività libero professionali e intellettuali OGGETTO DELL INFORMATIVA Viene ammessa la pubblicità informativa avente ad oggetto: l attività delle professioni regolamentate; le specializzazioni e i titoli posseduti attinenti alla professione; la struttura dello studio professionale (nel senso della sua composizione 26 ); i compensi richiesti per le prestazioni (art. 4 co. 1 del DPR 137/2012). 3.2 MEZZI DELL INFORMATIVA La pubblicità informativa è ammessa con ogni mezzo (art. 4 co. 1 del DPR 137/2012). Pertanto, non vi sarebbero limiti all utilizzo degli strumenti promozionali, che, a titolo esemplificativo, si possono così elencare: televisione e radio; giornali e brochure; mail e siti web; affissioni e volantini; posta; gadget; pubblicazioni; conferenze LIMITI Le informazioni rese mediante pubblicità: devono essere funzionali all oggetto 28, veritiere e corrette; non devono violare l obbligo del segreto professionale; non devono essere equivoche, ingannevoli o denigratorie (art. 4 co. 2 del DPR 137/2012) Si consenta di rinviare a Vitale R. Pubblicità informativa libera per il professionista, Il Quotidiano del Commercialista, Cfr. la Relazione illustrativa al DPR 137/2012. Cfr. la Relazione AGCM Proposte di riforma concorrenziale ai fini della Legge annuale per il mercato e la concorrenza - anno 2012 del Cfr. la Relazione illustrativa al DPR 137/2012. Cfr. D Agnolo M. Pubblicità ammessa su tutti i media, Il Sole - 24 Ore, , p. 20. Con tale riferimento, si potrebbe dubitare sulla possibilità di pubblicizzare da parte del professionista un attività non rientrante nell esercizio dell attività professionale stessa (ad esempio, sponsorizzazione di corsi di formazione o di eventi culturali, benefici e così via). Cfr. D Agnolo M. Pubblicità ammessa su tutti i media, cit. e Parigi P. Vetrina illuminata sui prezzi, Il Sole - 24 Ore, , p. 15. In senso negativo sembra esprimersi la Relazione illustrativa al DPR 137/2012, nella quale viene precisato che il riferimento alla pubblicità come funzionale all oggetto è stata mantenuta in quanto ritenuta utile ad evitare che la pubblicità possa assumere caratteri di eccentrica estraneità ai contenuti professionali stessi. Schede di Aggiornamento on line
12 12 Pubblicità comparativa Nella Relazione illustrativa al DPR 137/2012 viene precisato che nel concetto di pubblicità informativa va ricompresa la pubblicità comparativa in termini assoluti, non invece la pubblicità comparativa in senso stretto. Pertanto, non è possibile per il professionista fare raffronti con altri professionisti. 3.4 VIOLAZIONI E SANZIONI La violazione delle disposizioni sopra descritte: costituisce illecito disciplinare; integra una violazione delle disposizioni di cui al DLgs. 206/2005, recante il Codice del consumo, e il DLgs. 145/2007, in materia di pubblicità ingannevole (art. 4 co. 3 del DPR 137/2012) OBBLIGO DI ASSICURAZIONE PROFESSIONALE Entro il , il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione professionale. L obbligo per il professionista di stipulare una polizza professionale è stato introdotto dall art. 3 co. 5 lett. e) del DL 138/2011, il quale prevede che a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall esercizio dell attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell assunzione dell incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti. Detto obbligo è stato, poi, ripreso dall art. 9 co. 4 secondo paragrafo del DL 1/2012, nel quale viene precisato che, tra gli obblighi posti a carico del professionista, vi è anche quello di indicare al momento del conferimento dell incarico i dati relativi alla polizza assicurativa per eventuali danni che possono nascere nell esercizio dell attività professionale. Regolamento attuativo: decorrenza Il mancato intervento del legislatore sul coordinamento delle due disposizioni aveva suscitato alcuni dubbi applicativi in merito alla decorrenza dell obbligo di stipula di una assicurazione professionale 30. Con l emanazione del DPR 137/2012 è stata eliminata ogni incertezza, rinviando direttamente l obbligo di stipula della polizza professionale a 12 mesi dall entrata in vigore del decreto, al fine di consentire la negozia L Autorità garante, ad esempio, potrà, d ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, inibire la continuazione e eliminare gli effetti delle pratiche commerciali scorrette e della pubblicità ingannevole e comparativa illecita. L Autorità garante, poi, potrà provvedere alla sospensione provvisoria, con provvedimento motivato, qualora sussista particolare urgenza (art. 27 del DLgs. 206/2005 e art. 8 del DLgs. 145/2007). Cfr. D Agnolo M. Sanzionato lo spot ingannevole, Il Sole - 24 Ore, , p. 20 e Galimberti A. Ormai storia la querelle per le «insegne», Il Sole - 24 Ore, , p. 20. A tal proposito, si ricorda che la formulazione delle norme precedenti al DPR 137/2012 aveva indotto il Servizio studi del Senato, in occasione della conversione in legge del DL 1/2012 a richiamare l attenzione sull opportunità di un ulteriore approfondimento, occorrendo forse chiarire se l obbligo di stipulare una polizza assicurativa per i danni decorra immediatamente o se sia subordinato all adozione del regolamento di delegificazione di cui al citato articolo 3, comma 5, del decreto legge n. 138 del 2011, fermo restando, in questa seconda ipotesi, l obbligo immediato di indicare i dati della polizza, qualora essa sia stata stipulata (cfr. la Scheda di lettura al disegno di legge - A.S. 3110, Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo, delle infrastrutture e la competitività, elaborato dal Servizio Studi del Senato, febbraio 2012, disponibile sul sito Internet Si veda, inoltre, la Scheda di lettura al disegno di legge - A.C. 5025, elaborato dal Servizio Studi della Camera, , disponibile sul sito Internet In sede di conversione, la disposizione non era stata modificata. Sul punto, comunque, gli Ordini professionali avevano concordato nel ritenere che l obbligatorietà della stipula dell assicurazione professionale sarebbe decorsa solo successivamente al , data fissata per la riforma degli ordinamenti in conformità alle previsioni del DL 138/2011. In particolare, secondo il CNDCEC, nella nota informativa n. 21, in Banca Dati Eutekne (nella versione rettificata così come da nota informativa n. 24/2012), fino a tale momento il professionista avrebbe dovuto comunicare espressamente al cliente solo l eventuale assenza di una copertura assicurativa. Sembrava minoritario, invece, l orientamento in favore dell applicazione immediata (quindi, dallo scorso ) già dell obbligo di stipula della polizza assicurativa, secondo una interpretazione strettamente letterale dell art. 9 co. 4 del DL 1/2012 che fa riferimento al carattere imperativo dell indicazione dei dati, quindi, conseguentemente, anche della stipula della polizza. Cfr. Pacelli B. Copertura assicurativa, gli ordini non sono impreparati, Italia Oggi, , p. 23. Inoltre, vi è chi ha ritenuto anche la posticipazione dell obbligo di comunicazione al cliente della copertura assicurativa all adeguamento da parte degli Ordini dei propri ordinamenti (quindi, da tale momento e, comunque, dal ). Cfr. Siri M. Il cliente va informato su polizza e massimali, Il Sole - 24 Ore, , p. 55. Schede di Aggiornamento on line
13 13 zione delle convenzioni collettive da parte dei consigli nazionali e degli enti previdenziali dei professionisti, in modo da garantire un implementazione coerente e completa 31 (art. 5 co. 3 del DPR 137/2012) AMBITO APPLICATIVO: DESTINATARI Relativamente all ambito applicativo della disposizione, con riferimento ai destinatari, non sembra che la norma sia estesa a tutti i professionisti iscritti ad un Ordine o Collegio 33. In via preliminare, occorre, infatti, considerarare che il regolamento si applica alle professioni regolamentate quale attività, o insieme delle attività, riservate per espressa disposizione di legge o non riservate, il cui esercizio è consentito solo a seguito di iscrizione in Ordini o Collegi, in via subordinata al possesso di qualifiche professionali o all accertamento di specifiche professionalità e ai relativi professionisti quali esercenti la professione regolamentata (art. 1 del DPR 137/2012). Inoltre, la polizza deve coprire i danni derivanti al cliente dall esercizio dell attività professionale (art. 5 co. 1 del DPR 137/2012). Lo stesso art. 3 co. 5 lett. e) del DL 138/2011 è finalizzato alla tutela del cliente, sembrando così presupporre una correlazione fra copertura assicurativa e sussistenza di un rapporto di clientela, rispetto alla quale si pone l esercizio dell attività professionale. La Relazione illustrativa al regolamento, poi, proprio con riferimento all oggetto dell assicurazione riferito alla copertura per i danni derivanti al cliente, esclude dall obbligo in questione i professionisti che operano nell ambito di un rapporto di lavoro dipendente, lasciando all interprete, negli altri casi, di valutare quando vi sia o no un rapporto di clientela, tale da imporre l obbligo di assicurazione. 4.2 OGGETTO DELLA POLIZZA La polizza assicurativa si estende ai danni derivanti al cliente dall esercizio: dell attività professionale; delle attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente medesimo (art. 5 co. 1 primo paragrafo del DPR 137/2012). 4.3 OBBLIGHI INFORMATIVI A FAVORE DEL CLIENTE L obbligo assicurativo, poi, è affiancato da un preciso obbligo informativo a favore del cliente. Infatti, l art. 5 co. 1 secondo paragrafo del DPR 137/2012, in modo conforme a quanto già stabilito sia nel DL 138/2011, sia all art. 9 co. 4 del DL 1/2012, dispone che grava sul professionista l obbligo di rendere noti al cliente, già al momento dell assunzione/conferimento dell incarico, i seguenti elementi: estremi della polizza; massimale; ogni variazione successiva. Circa la decorrenza, dalla formulazione della norma sembrerebbe che anche gli obblighi informativi siano da includere nel rinvio disposto dal legislatore all art. 5 co. 3 del DPR 137/2012, D altro canto, si ricorda che, secondo il CNDCEC, in relazione all art. 9 citato e prima dell emanazione del DPR 137/2012, il professionista avrebbe dovuto comunicare, almeno fino all entrata a regime dell obbligo di stipula della polizza, solo l eventuale mancanza di una copertura assicurativa VIOLAZIONI E SANZIONI La violazione di tali obblighi, quindi, si ritiene sia dell obbligo assicurativo sia di quello informativo, costituisce illecito disciplinare (art. 5 co. 2 del DPR 137/2012) Così la Relazione illustrativa al DPR 137/2012. Ai sensi dell art. 3 co. 5.1 (comma inserito dall art. 1 co. 3-bis del DL n. 89, convertito, con modificazioni, dalla L n. 132), Limitatamente agli esercenti le professioni sanitarie, gli obblighi di cui al comma 5, lettera e), si applicano decorso un anno dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica di cui all alinea del medesimo comma 5, e comunque non oltre l entrata in vigore di specifica disciplina riguardante la responsabilita civile e le relative condizioni assicurative degli esercenti le professioni sanitarie. Si consenta di rinviare a Vitale R. Assicurazione professionale obbligatoria fra un anno, Il Quotidiano del Commercialista, e Vitale R. Assicurazione professionale al via con pieno di dubbi, Il Quotidiano del Commercialista, Così il CNDCEC, nella nota informativa 21/2012, cit. Schede di Aggiornamento on line
14 14 Assicurazione professionale per il professionista iscritto in un Ordine o Collegio obbligo di stipulare una idonea polizza professionale rendere noto al cliente: estremi della polizza; massimale; ogni variazione successiva violazione illecito professionale Fig. 4 - Assicurazione professionale 5 TIROCINIO È stata prevista l anticipazione dello svolgimento del tirocinio, ridotto alla durata massima di 18 mesi, nel corso degli studi universitari e il riconoscimento a favore del tirocinante di un rimborso spese forfetario. La disciplina sul tirocinio per l accesso alla professione risulta dal combinato disposto dei seguenti articoli: art. 3 co. 5 lett. c) del DL 138/2011 e art. 6 del DPR 137/2012; art. 9 co. 4 quarto paragrafo e co. 6 del DL 1/2012. Registro dei praticanti Il registro dei praticanti, la cui iscrizione costituisce condizione per lo svolgimento del tirocinio stesso, è tenuto presso il consiglio dell Ordine o Collegio territoriale. Ai fini dell iscrizione, occorre il conseguimento del titolo di laurea o il diverso titolo di istruzione previsti dalla legge per l accesso alla professione regolamentata, salva l ipotesi dello svolgimento del tirocinio contestuale al percorso di studi 35 (art. 6 co. 2 del DPR 137/2012). Il certificato di compiuta pratica è rilasciato dal consiglio dell Ordine o Collegio presso il quale è stato svolto, che, però, perde efficacia decorsi 5 anni senza il superamento dell esame di Stato (se previsto). Segue la cancellazione del soggetto dal registro dei praticanti (art. 6 co. 12 del DPR 137/2012). Esclusioni Vengono escluse dalla normativa richiamata, in punto durata e modalità del tirocinio, le professioni sanitarie, per le quali resta ferma la normativa specifica vigente (art. 9 co. 6 terzo paragrafo del DL 1/2012 e art. 6 co. 1 secondo paragrafo e co. 4 quinto paragrafo del DPR 137/2012). 5.1 OBBLIGATORIETÀ Il tirocinio professionale è obbligatorio solo qualora sia previsto dai singoli ordinamenti professionali (art. 6 co. 1 primo paragrafo del DPR 137/2012). 5.2 DURATA La durata massima del tirocinio è di 18 mesi (art. 9 co. 6 primo paragrafo e art. 6 co. 1 primo paragrafo del DPR 137/2012). 35 Rimangono ferme le altre disposizioni previste dall ordinamento universitario. Schede di Aggiornamento on line
15 MODALITÀ DI SVOLGIMENTO Secondo l art. 3 co. 5 lett. c) del DL 138/2011, la disciplina del tirocinio deve conformarsi a criteri che garantiscano l effettivo svolgimento dell attività formativa e il suo adeguamento costante all esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione. Più precisamente, ai sensi dell art. 6 co. 1 terzo paragrafo del DPR 137/2012, il tirocinio consiste nell addestramento, a contenuto teorico e pratico, del praticante ed è finalizzato a conseguire le capacità necessarie per l esercizio e la gestione organizzativa della professione. I praticanti devono osservare gli stessi doveri e norme deontologiche dei professionisti e sono soggetti allo stesso potere disciplinare (art. 6 co. 8 del DPR 137/2012) Svolgimento Per quanto riguarda le modalità di svolgimento, viene stabilito che il tirocinio può consistere: nella pratica svolta presso un professionista; nella frequenza con profitto di specifici corsi di formazione professionale (art. 6 co. 9 primo paragrafo del DPR 137/2012). Inoltre, il tirocinio può essere svolto: per i primi 6 mesi, in concomitanza con l ultimo anno del corso di studio per il conseguimento della laurea necessaria. Per l anticipazione dello svolgimento del tirocinio è necessaria un apposita convenzione quadro stipulata tra il consiglio nazionale dell Ordine o Collegio, il Ministro dell Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) e il Ministro vigilante (art. 9 co. 6 primo paragrafo del DL 1/2012 e art. 6 co. 4 secondo paragrafo del DPR 137/2012) 36 ; presso Pubbliche Amministrazioni, al conseguimento del relativo titolo di studio, in presenza di analoghe convenzioni tra i predetti consigli nazionali degli Ordini o Collegi e il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione (art. 9 co. 6 secondo paragrafo del DL 1/2012 e art. 6 co. 4 quarto paragrafo del DPR 137/2012) 37 ; presso enti o professionisti di altri Paesi con titolo equivalente e abilitati all esercizio della professione, in misura non superiore a 6 mesi (art. 6 co. 4 primo paragrafo del DPR 137/2012). Pratica presso un professionista In merito al professionista affidatario, viene stabilito che: deve avere almeno 5 anni di anzianità di iscrizione all albo; non può assumere più di 3 praticanti contemporaneamente, salva l autorizzazione motivata del competente consiglio territoriale sulla base di criteri relativi all attività professionale del richiedente e l organizzazione della stessa 38 ; deve assicurare che il tirocinio si svolga in modo funzionale alla sua finalità (art. 6 co. 3 del DPR 137/2012). Corsi di formazione La frequenza dei corsi di formazione, che rimane facoltativa ed alternativa alla pratica svolta presso un professionista 39, non può avere una durata superiore a 6 mesi. I corsi di formazione possono essere organizzati da: Ordini o Collegi; associazioni di iscritti agli albi e altri soggetti, autorizzati dai consigli nazionali degli Ordini o Collegi, su proposta motivata di delibera al Ministro vigilante e parere vincolante dello stesso 40 (art. 6 co. 9 del DPR 137/2012) Si fa presente che l art. 6 co. 4 del DPR 137/2012, rispetto alle prescrizioni dell art. 9 co. 6 del DL 1/2012, ha aggiunto che l anticipazione del tirocinio può avvenire solo durante l ultimo anno del corso di studio e che per la convenzione quadro occorre l intervento anche del Ministro vigilante. Viene inserita anche la possibilità per i consigli territoriali e le università (pubbliche e private) di stipulare convenzioni per regolare i reciproci rapporti (art. 6 co. 4 terzo paragrafo del DPR 137/2012). Cfr. Sacchettini E. Il tirocinio di 18 mesi inizia dall Università, Guida al Diritto, 7, 2012, p. 53 e 54. I criteri saranno stabiliti con regolamento del consiglio nazionale dell Ordine o Collegio, previo parere vincolante del Ministro vigilante. Così la Relazione illustrativa al DPR 137/2012. Schede di Aggiornamento on line
16 16 Viene demandato ad un apposito regolamento attuativo del consiglio nazionale dell Ordine o Collegio, da emanarsi previo parere favorevole del Ministro vigilante, entro un anno dall entrata in vigore del DPR 137/2012, la disciplina relativa a: modalità e condizioni per l istituzione dei corsi di formazione, in modo da garantire la libertà e il pluralismo dell offerta formativa e della relativa scelta individuale; contenuti formativi essenziali dei corsi di formazione; durata minima dei corsi di formazione, prevedendo un carico didattico non inferiore a 200 ore; modalità e condizioni per la frequenza dei corsi di formazione da parte del praticante, per le verifiche intermedie e finali del profitto, affidate ad una commissione composta da professionisti e docenti universitari, in pari numero, e presieduta da un docente universitario. Ciò per garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale. Non sono riconosciuti compensi, indennità o gettoni di presenza ai membri della commissione (art. 6 co. 10 del DPR 137/2012). Per la piena operatività della norma, però, occorre anche la verifica dell idoneità dei corsi organizzati da parte del Ministro vigilante e la dichiarazione della data a decorrere dalla quale la disposizione ( ) è applicabile al tirocinio (art. 6 co. 11 del DPR 137/2012). È consentito alle regioni disciplinare l attribuzione di fondi per l organizzazione di scuole, corsi ed eventi di tirocinio professionale (art. 6 co. 13 del DPR 137/2012) Interruzione L interruzione del tirocinio non comporta sempre l inefficacia del periodo svolto in precedenza. In particolare, perché il periodo che precede l interruzione possa valere ai fini del computo finale per l accesso alla professione: nel caso di giustificato motivo, l interruzione non dovrà comunque superare i 9 mesi; nel caso non vi sia alcun giustificato motivo, l interruzione non potrà superare i 3 mesi (art. 6 co. 7 del DPR 137/2012) Regime di incompatibilità Il tirocinio non determina l incompatibilità assoluta con l assunzione di un altro rapporto di lavoro, potendo essere svolto in concomitanza con: un rapporto di pubblico impiego; un rapporto di lavoro subordinato privato. In entrambi i casi, però, in conformità al principio delega di cui all art. 3 co. 5 lett. c) del DL 138/2011 del tirocinio informato sull effettivo svolgimento dell attività formativa, il rapporto di lavoro deve prevedere modalità ed orari di lavori idonei a consentirne appunto l affettivo svolgimento 41 (art. 6 co. 5 del DPR 137/2012). 5.4 RIMBORSO FORFETARIO L art. 6 co. 6 del DPR 137/2012, precisando che il tirocinio professionale non determina l instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato anche occasionale, fa salvo quanto stabilito dall art. 9 co. 4 quarto paragrafo del DL 1/2012, relativo al rimborso forfetario riconosciuto al tirocinante. A tal proposito, si ricorda che il legislatore, nella versione originaria del DL 1/2012, aveva previsto l abrogazione dell obbligo di corresponsione al tirocinante di un equo compenso di natura indennitaria, commisurato al suo concreto apporto 42 (di cui all abrogato art. 3 co. 5 lett. c) secondo paragrafo del DL 138/2011). In sede di conversione del decreto, tuttavia, tale disposizione di fatto è stata reinserita mediante il riferimento a un rimborso spese : concordato fra tirocinante e il proprio dominus; forfetario; Nella Relazione illustrativa al DPR 137/2012 viene precisato che l intervento del Ministro vigilante, nel procedimento deliberativo consiliare, ha finalità di tutela verso comportamenti anticoncorrenziali da parte degli organi dotati di potere autorizzatorio. Sul rispetto della disposizione vigila il consiglio dell Ordine o Collegio territoriale. Cfr. Sacchettini E Il rebus del rimborso spese forfettario ai praticanti, Guida al Diritto, 13, 2012, p. VIII - X. Schede di Aggiornamento on line
17 17 corrisposto dopo i primi sei mesi di tirocinio (art. 9 co. 4 ultimo paragrafo del DL 1/2012). Per il periodo antecedente, dunque, il tirocinante presterà la propria opera in maniera gratuita salvo naturalmente diverso accordo fra le parti 43. Tirocinio Art. 3 co. 5 lett. c) del DL 138/2011 La disciplina del tirocinio per l accesso alla professione deve conformarsi a criteri che garantiscano l effettivo svolgimento dell attività formativa e il suo adeguamento costante all esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione Art. 9 co. 4 e 6 DL 1/2012 Art. 6 del DPR 137/2012 Durata massima del tirocinio a 18 mesi Possibilità di svolgere il tirocinio per i primi 6 mesi in concomitanza con il corso di studio per il conseguimento della laurea, sulla base di apposite convenzioni quadro fra consigli nazionali e MIUR Possibilità di svolgere il tirocinio all esito del corso di laurea presso Amministrazione pubbliche, sulla base di apposite convenzioni fra consigli nazionali e Ministro per la pubblica Amministrazione e la Semplificazione Riconoscimento di un rimborso forfetario dopo i primi 6 mesi di tirocinio Viene aggiunto il carattere obbligatorio del tirocinio solo se previsto dai singoli ordinamenti professionali Viene aggiunto che: il tirocinio può essere anticipato solo nell ultimo anno del corso di studio per il conseguimento della laurea; per la stipula della convenzione quadro occorre la partecipazione anche del Ministro vigilante; sono ammesse convenzioni, conformi alle convenzioni quadro generali, fra consigli territoriali e le università per regolare i reciproci rapporti Viene precisato che il tirocinio non determina l instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato anche occasionale Il tirocinio può consistere nella: pratica svolta presso un professionista affidatario (con almeno 5 anni di anzianità, non più di 3 praticanti contemporaneamente salvo autorizzazione); frequenza con profitto di corsi di formazione professionale (per non più di 6 mesi) Il tirocinio può essere svolto in costanza di rapporto di pubblico impiego o rapporto di lavoro subordinato privato 5.5 AMBITO APPLICATIVO: DECORRENZA L art. 6 co. 14 del DPR 137/2012 ha previsto che le disposizioni sopra richiamate si applicano ai tirocini iniziati dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, fermo quanto già previsto dall articolo 9, comma 6, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. L art. 9 co. 6 del DL 1/2012 ha sancito, in particolare, che il tirocinio può avere una durata massima di 18 mesi. La mancanza di una disciplina transitoria ha suscitato alcune perplessità in ordine al regime di decorrenza della norma. Si riportano di seguito gli orientamenti emersi in occasione dell emanazione del DL 1/2012 al fine di delineare il regime di decorrenza del tirocinio. DL liberalizzazioni e dubbi applicativi Relativamente alla riduzione del tirocinio professionale ad un massimo di 18 mesi, è stata riconosciuta l efficacia immediatamente precettiva della disposizione, quindi applicabile in primis ai nuovi tirocini, vale a dire a quelli iniziati a far data dall entrata in vigore del DL 1/2012 ( ). Più dubbia è stata, invece, l estensione dell ambito applicativo anche ai tirocini già in corso di svolgimento Cfr. D Alessio S. Professioni, tirocinio con forfait, Italia Oggi7, , p. 10. A tal proposito, si fa presente che secondo il CNDCEC (cfr. lettera CNDCEC , inviata ai Ministeri della Giustizia e dell Università - nota informativa n. 20, in Banca Dati Eutekne), l immediata precettività consegue dalla tecnica legislativa utilizzata dal legislatore per l introduzione della disposizione in commento, con la conseguenza, però, di creare un vuoto normativo: da un lato l impossibilità per i nuovi tirocinanti di svolgere il tirocinio secondo la precedente convenzione quadro stipulata tra il Consiglio Nazionale stesso e il MIUR, in quanto incompatibile con la disciplina vigente, dall altro l attesa della sigla delle nuove convenzioni regolanti i percorsi alternativi ai tirocini tradizionali. Sul punto, cfr. Quaranta R. Tirocinio professionale a 18 mesi, il Schede di Aggiornamento on line
18 18 Sul punto, il Ministero della Giustizia è intervenuto con due indicazioni interpretative di segno opposto. Con il parere , l Ufficio Legislativo del Ministro della Giustizia ha interpretato il quadro normativo vigente nel senso che la riduzione a 18 mesi non si applica ai tirocini iniziati prima dell entrata in vigore delle nuove disposizioni ( ). Infatti, né il DL 1/2012, né la relativa legge di conversione (L. 27/2012) contengono disposizioni transitorie che regolino le situazioni instaurate prima dell entrata in vigore dello stesso DL 1/2012. Pertanto, in applicazione dei principi generali in materia di efficacia della legge nel tempo 46, le nuove norme sono ( ) destinate a trovare applicazione solo quando il tirocinio è iniziato successivamente al 24 gennaio Poi, il Dipartimento per gli Affari di Giustizia e la Direzione generale della giustizia civile del Ministero della Giustizia, con la circ , hanno propeso per una diversa interpretazione dell art. 9 co. 6 del DL 1/2012, ritenendo l applicazione immediata del tirocinio ridotto a tutti i tirocini in corso, anche quelli iniziati prima dell entrata in vigore della nuova disposizione 49. Nelle motivazioni del Ministero vi sono in particolare le seguenti: lo spirito della volontà legislativa è quello di favorire l accesso alla professione dei giovani; con una interpretazione diversa si creerebbero situazioni di disparità di trattamento nell accesso alla professione in relazione alla data di inizio del tirocinio, in contrasto con il principio costituzionale di eguaglianza sancito dall art. 3 Cost. Verrebbero, cioè, fortemente penalizzati tutti i soggetti che hanno iniziato la pratica subito prima l entrata in vigore della norma. Premesso quanto sopra, l art. 6 co. 14 del DPR 137/2012 andrebbe letto alla luce di tale ultimo orientamento interpretativo 50. Pertanto, le disposizioni di cui all art. 6 del DPR 137/2012, trovano applicazione: innanzitutto ai nuovi tirocini ex art. 6 co. 14 del DPR 137/2012, cioè quelli iniziati dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del DPR 137/2012, quindi dal ; poi, a tutti i tirocini in corso, cioè quelli iniziati ante o post ex art. 9 co. 6 del DL 1/2012 (e della circolare del Ministero della Giustizia , cit.), richiamato dallo stesso art. 6 co. 14 del DPR 137/ Tale interpretazione è confermata anche dal MIUR; con la nota informativa n , infatti, il CNDCEC ha reso noto che il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca ha inviato lo scorso un CNDCEC chiede chiarezza ai Ministeri, Il Quotidiano del Commercialista, , Costa G. Da chiarire se la pratica breve è retroattiva, Il Sole - 24 Ore, , p. 31 e Pacelli B. Chiarimenti sul tirocinio, Italia Oggi, , p. 29. In merito, si è espresso anche il Consiglio Nazionale Forense CNF (studio CNF n. 6, in Banca Dati Eutekne, 11), il quale ha, innanzitutto, precisato che l operatività della norma è subordinata alla stipulazione delle Convenzioni per lo svolgimento del tirocinio. Poi, secondo il CNF, il legislatore non si sarebbe limitato a modificare solo il termine di durata del tirocinio, ma ne avrebbe mutato proprio la fisionomia e la stessa logica. Si tratterebbe cioè di un nuovo modello di tirocinio professionale che escluderebbe, quindi, secondo l interpretazione più ragionevole, i tirocini in corso di svolgimento. In Banca Dati Eutekne. Art. 11 delle disposizioni preliminari al codice civile. Cfr. Damasco M. Non retroattivo il tirocinio professionale di 18 mesi, Il Quotidiano del Commercialista, e Negri G. Nuovo tirocinio non retroattivo, Il Sole - 24 Ore, , p. 21. A tal proposito, si osserva che il parere dell ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, reso al Consiglio nazionale Forense, è stato ritenuto applicabile ai tirocinanti Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, in quanto si tratta della prima presa di posizione ufficiale assunta da un Ministero (così, il CNDCEC, nella nota informativa n. 45, in Banca Dati Eutekne). Si veda, inoltre, la nota informativa del CNDCEC n. 47, in Banca Dati Eutekne, nella quale, riportando la lettera che il MIUR aveva inviato ai Rettori delle Università italiane, si ribadiva la posizione interpretativa assunta dal Ministero della Giustizia. Cfr. Quaranta R. Nessuna retroattività per il tirocinio ridotto, lo conferma il MIUR, Il Quotidiano del Commercialista, In Banca Dati Eutekne. Cfr. Quaranta R. Dietrofront del Ministero della Giustizia: il tirocinio ridotto è retroattivo, Il Quotidiano del Commercialista, e Negri G. Il tirocinio breve di 18 mesi diventa retroattivo, Il Sole - 24 Ore, , p. 25. In merito, il CNDCEC, nella nota informativa n. 61, in Banca Dati Eutekne, ha chiarito che anche in assenza di ulteriori precisazioni da parte del Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca, si può ipotizzare l applicazione della nuova interpretazione ai tirocinanti iscritti ante , sia nella sezione A sia nella sezione B dell albo. Cfr. Quaranta R. Il tirocinio «ridotto» dei commercialisti può essere retroattivo, Il Quotidiano del Commercialista, A richiamo della nota informativa 61/2012, cfr. Pronto ordini CNDCEC n. 204 e n. 169, entrambe in Banca Dati Eutekne. Cfr. Del Bo J.M. Praticantato di 18 mesi per tutti, Il Sole - 24 Ore, , p. 3. Cfr. Cavalluzzo N. Per la pratica limite a 18 mesi, Il Sole - 24 Ore, , p. 10. In Banca Dati Eutekne. Schede di Aggiornamento on line
19 19 parere ai rettori delle Università in tema di durata del tirocinio professionale alla luce delle novità introdotte dal DL 1/2012. È stato, in particolare, precisato che: possono essere ammessi all esame di Stato tutti coloro che hanno compiuto 18 mesi di tirocinio professionale, anche se il tirocinio ha avuto inizio antecedentemente al ; con riferimento al tirocinio contestuale agli studi, è comunque necessario lo svolgimento di un anno di tirocinio dopo il conseguimento della laurea. Pertanto, ai fini del rilascio di compiuta tirocinio, il CNDCEC ha chiarito che, nel caso di tirocini contestuali agli studi, non è sufficiente il mero compimento dei 18 mesi, ma è necessario: il conseguimento della laurea specialistica o magistrale; dopo il conseguimento della laurea specialistica/magistrale, il compimento di un anno di tirocinio. Ne deriva che il tirocinio svolto in convenzione potrà essere riconosciuto per un periodo massimo di 6 mesi 53. durata massima 18 mesi presso un professionista o mediante frequenza con profitto di corsi di formazione professionale (per non più di 6 mesi) Tirocinio svolgimento anticipazione per i primi 6 mesi durante l ultimo anno del corso di studi universitari o presso Amministrazioni pubbliche all esito del corso di laurea in costanza di rapporto di pubblico impiego o di rapporto di lavoro subordinato privato rimborso spese in via forfetaria dal 6 mese di tirocinio Fig. 5 - Modalità di svolgimento del tirocinio 6 FORMAZIONE CONTINUA Il professionista ha l obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale. La violazione costituisce illecito disciplinare. L art. 3 co. 5 lett. b) del DL 138/2011 prevede l obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali, fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente in materia di educazione continua in medicina (ECM). La violazione dell obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall ordinamento professionale che dovrà integrare tale previsione. Regolamento attuativo L art. 7 co. 1 del DPR 137/2012, in attuazione dell art. 3 co. 5 lett. b) citato: impone a tutti i professionisti l obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale; delinea la violazione di tale obbligo come illecito disciplinare. La prescrizione risponde all esigenza di garantire la qualità ed efficienza della prestazione professionale nell interesse dell utente e della collettività e all obiettivo dello sviluppo professionale 54. Obbligo di aggiornamento e corsi di formazione L organizzazione dei corsi di formazione è consentita a: Ordini e Collegi; Cfr. Quaranta R. Tirocinio ridotto retroattivo, ma almeno un anno deve essere svolto «post laurea», Il Quotidiano del Commercialista, , Negri G. L Università conferma: il tirocinio è retroattivo, Il Sole - 24 Ore, , p. 27 e Ventura G. Tirocini, in studio almeno un anno, Italia Oggi, , p. 30. Si consenta di rinviare a Vitale R. Formazione obbligatoria per tutti i professionisti, Il Quotidiano del Commercialista, Si veda, inoltre, Tosoni G.P. La formazione gioca la carta-mercato, Il Sole - 24 Ore, , p. 3. Schede di Aggiornamento on line
20 20 associazioni di iscritti agli albi e altri soggetti, su autorizzazione dei consigli nazionali degli Ordini o Collegi, che consegue, dietro proposta motivata degli stessi, al parere vincolante del Ministro vigilante 55 (art. 7 co. 2 del DPR 137/2012). L attività di formazione, organizzata dagli Ordini o Collegi, può essere svolta anche in cooperazione o convenzione con altri soggetti (art. 7 co. 5 del DPR 137/2012). Per l organizzazione di scuole, corsi ed eventi di formazione professionale, le Regioni possono disciplinare l attribuzione di fondi (art. 7 co. 6 del DPR 137/2012). Inoltre, viene ammessa la possibilità di: convenzioni fra consigli nazionali e università per regole comuni di riconoscimento reciproco dei crediti formativi professionali e universitari; regolamenti comuni dei consigli nazionali, previo parere favorevole dei Ministri vigilanti, per crediti formativi professionali interdisciplinari (art. 7 co. 4 del DPR 137/2012). Viene demandato ad un apposito regolamento del consiglio nazionale dell Ordine o Collegio, da emanarsi previo parere favorevole del Ministro vigilante entro un anno dall entrata in vigore del DPR 137/2012, la disciplina relativa a (art. 7 co. 3 del DPR 137/2012): le modalità e le condizioni per l assolvimento dell obbligo di aggiornamento da parte degli iscritti e per la gestione e l organizzazione dell attività di aggiornamento a cura degli Ordini o Collegi territoriali, delle associazioni professionali e dei soggetti autorizzati; i requisiti minimi dei corsi di aggiornamento, che devono essere uniformi per tutto il territorio nazionale; il valore del credito formativo professionale, quale unità di misura della formazione continua. Esclusioni Viene fatta salva la normativa vigente sull educazione continua in medicina (art. 7 co. 7 del DPR 137/2012). Formazione continua il professionista è tenuto ad un continuo e costante aggiornamento violazione illecito disciplinare corsi organizzati da: Ordini e Collegi associazioni di iscritti ad albi e altri soggetti (su autorizzazione dei consigli nazionali degli Ordini o Collegi) regolamento attuativo del Consiglio nazionale dell Ordine o Collegio (entro 1 anno dall entrata in vigore del DPR 137/2012) Fig. 6 - Formazione continua obbligatoria 7 PROCEDIMENTO DISCIPLINARE Viene attribuita la funzione disciplinare a organi diversi da quelli aventi funzioni amministrative. Per tale scopo, viene prevista l incompatibilità della carica di consigliere dell Ordine territoriale o di consigliere nazionale con quella di membro dei consigli di disciplina territoriali e nazionali corrispondenti. Ai sensi dell art. 3 co. 5 lett. f) del DL 138/2011, gli ordinamenti professionali dovranno prevedere l istituzione di organi a livello territoriale, diversi da quelli aventi funzioni amministrative, ai quali sono specificamente affidate l istruzione e la decisione delle questioni disciplinari e di un organo nazionale di disciplina. La carica di consigliere dell Ordine territoriale o di consigliere nazionale è incompatibile con quella di membro dei consigli di disciplina nazionali e territoriali. Le disposizioni della presente lettera non si applicano alle professioni sanitarie per le quali resta confermata la normativa vigente. 55 Così come in tema di tirocinio, la Relazione illustrativa al DPR 137/2012 ha precisato che l intervento del Ministro vigilante, nel procedimento deliberativo consiliare, ha finalità di tutela verso comportamenti anticoncorrenziali da parte degli organi dotati di potere autorizzatorio. Schede di Aggiornamento on line

References: art. 3
 art. 10
 art. 9
 art. 3
 art. 9
 art. 10
 Cass. 
 Cass. 
 art. 3
 art. 10
 art. 9
 art. 3
 art. 9
 art. 10
 art. 9
 art. 9
 art. 3
 art. 10
 art. 3
 art. 12
 art. 10
 art. 33
 art. 12
 art. 10
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 10
 art. 33
 art. 1
 art. 3
 art. 33
 art. 3
 art. 2
 art. 33
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 art. 2
 art. 3
 art. 3
 art. 2
 art. 4
 art. 2
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 art. 9
 art. 8
 articolo 3
 art. 9
 art. 3
 art. 5
 art. 9
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 art. 9
 art. 3
 art. 1
 art. 3
 art. 6
 art. 9
 art. 6
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 art. 6
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 Art. 9
 Art. 6
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 articolo 9
 art. 9
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 art. 3
 art. 6
 art. 6
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 art. 9
 art. 6
 Art. 11
 art. 3
 art. 7
 art. 3
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