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Ingresso, circolazione e soggiorno sono un diritto soggettivo attribuito dall art.18 art.18 del Trattato C.E. - PDF
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2 Ingresso, circolazione e soggiorno sono un diritto soggettivo attribuito dall art.18 art.18 del Trattato C.E. L Attestato di Soggiorno/Residenza Anagrafica per cittadini U.E. è un documento dichiarativo del diritto di soggiornare nel territorio italiano
3 Solo cittadini Ue? (Circ. Min-Interno 18/7/2007). Le disposizioni del D. Lgs.. 30/2007 si applicano anche ai cittadini di: Spazio Economico Europeo. Norvegia, Islanda, Liechtstein Svizzera e Repubblica di San Marino 1 luglio 2013 anche la Croazia fa parte dell Ue Ue.
4 Solo cittadini Ue? I FAMILIARI EXTRACOMUNITARI DI CITTADINI DELL UNIONE Ai sensi dell art. 3, comma 1, d. lgs.. n. 30/2007, la normativa sulla libera circolazione e sulla libertà di soggiorno e stabilimento si applica, non soltanto a qualsiasi cittadino dell Unione che si rechi o soggiorni in uno Stato membro diverso da quello di cui ha la cittadinanza, ma anche ai suoi familiari ai sensi dell art. 2, comma 1, lettera b), che accompagnino o raggiungano il cittadino medesimo.
5 I FAMILIARI EXTRACOMUNITARI DI CITTADINI DELL UNIONE LA NOZIONE DI FAMILIARI CONTENUTA NELL ART. 2 D. LGS. N. 30/2007 Conformemente alla Direttiva 2004/38/CE, l art. l 2 d. lgs.. 30/2007 prevede che ai fini dell applicazione del decreto legislativo, si intende per familiare: 1) il coniuge; 2) il partner che abbia contratto con un cittadino dell'unione un'unione civile registrata in base alla legislazione di uno Stato to membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l unione l registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste dalla pertinente legislazione dello Stato membro ospitante;
6 I FAMILIARI EXTRACOMUNITARI DI CITTADINI DELL UNIONE LA NOZIONE DI FAMILIARI CONTENUTA NELL ART. 2 D. LGS. N. 30/2007 3) i discendenti del cittadino comunitario (ad es. figli e nipoti) che abbiano meno di 21 anni o che siano a carico e i discendenti del coniuge del cittadino comunitario; 4) gli ascendenti del cittadino comunitario (ad es. genitori o nonni) o del coniuge del cittadino comunitario, purché a carico.
7 UE SEE SCHENGEN NON SONO PAESI DELL'U.E. E NON SONO PAESI SPAZIO SCHENGEN SPAZIO ECONOMICO EUROPEO - S.E.E. AND ANDORRA IS ISLANDA MC MONACO - PRINCIPATO FL LIECHTEN STEIN ma non è Spazio Schengen RSM REP. SAN MARINO N NORVEGIA ma non è U.E. V CH CITTÀ DEL VATICANO SVIZZERA SPAZIO SCHENGEN Sigla Paese Territori Sigla Paese Territori A AUSTRIA I ITALIA B BEGLIO L LUSSEMBURGO DK DANIMARCA N NORVEGIA ma non è U.E. FIN FINLANDIA NL PAESI BASSI/OLANDA F FRANCIA Guaina, Reunion, Martinique, Guadalupe P PORTOGALLO Azzorre, Madeira D GERMANIA E SPAGNA Canarie GR GRECIA S SVEZIA IS ISLANDA ma non è U.E.
8 Si possono distinguere tre periodi:
9 A ciascuno di tali periodi, corrispondono condizioni diverse richieste al cittadino comunitario che intenda godere del diritto di soggiorno. In ciascuno di quei periodi al cittadino comunitario e i suoi eventuali familiari che abbiano il diritto di soggiorno spettano diritti che si ampliano con il passaggio da un periodo all altro altro.
10 1) il periodo iniziale, fino a tre mesi successivi all ingresso in Italia; I cittadini dell'unione hanno il diritto di soggiornare nel territorio di un altro Stato membro per un periodo non superiore a tre mesi senza alcuna condizione o formalità, salvo il possesso di una carta d'identità valida per l espatrio o di un passaporto in corso di validità (art. 6, par. 1 direttiva 2004/38/CE). Certificabile con: Dichiarazione di presenza Legge 68/07 Alla Frontiera o in Questura
11 2) il diritto di soggiorno nel periodo successivo ai primi tre mesi fino ai cinque anni; I cittadini comunitari hanno il diritto di soggiorno soltanto se possiedono alcuni requisiti. In particolare, ai sensi dell art. 7 d. lgs.. 30/2007,, il cittadino dell Unione ha diritto di soggiornare nel territorio nazionale per un periodo superiore a tre mesi, qualora rientri in una delle seguenti quattro categorie: Certificabile con: L attestazione di soggiorno in Comune di residenza
12 3) il diritto di soggiorno permanente dopo cinque anni. Ha diritto al soggiorno permanente il cittadino dell'unione che ha soggiornato legalmente ed in via continuativa per cinque anni nel territorio nazionale (art. 14, comma 1, d. lgs. 30/2007). Certificabile con: Attestato di soggiorno permanente in Comune di residenza.
13 1) Il periodo iniziale, fino a tre mesi successivi all ingresso in Italia; LA LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE E DI SOGGIORNO E LE SUE LIMITAZIONI L art. 21 del Trattato sul funzionamento dell Unione europea TFUE (in precedenza art. 18 CE) prevede: Ogni cittadino dell Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dal presente trattato e dalle le disposizioni adottate in applicazione dello stesso.
14 Il diritto di libera circolazione, soggiorno e stabilimento è regolato anzitutto da una direttiva comunitaria (Direttiva( 2004/38/ce) ) che prevede che soltanto per il periodo entro i tre mesi dall ingresso nello Stato i cittadini degli altri stati membri dell Unione sono ammessi a circolare e soggiornare quasi liberamente e senza dover motivare il motivo del soggiorno. Dopo i primi tre mesi il cittadino comunitario ha il diritto di soggiorno in un Paese membro diverso da quello di cui alla cittadinanza non soltanto se possiede la cittadinanza dell Unione, ma anche se dimostra il possesso di uno dei quattro presupposti per il diritto di soggiorno (lavoro, studio, unità familiare, autosufficienza) ) e il rispetto delle condizioni previste dalla legge.
15 In base all art. art. 14 Direttiva 2004/38 e all art. art. 14 d. lgs.. n. 30/2007,, i cittadini dell Unione o i loro familiari cessano di beneficiare del diritto al soggiorno anche nei primi tre mesi qualora: a) costituiscano un pericolo per l ordine l e la sicurezza pubblica; b) diventino un onere eccessivo per il sistema di assistenza sociale.
16 Al fine di entrare in Italia,, il cittadino dell Unione deve essere in possesso soltanto di un passaporto o di un documento di identità valido per l espatriol espatrio,, secondo la legislazione dello Stato membro: nessun visto di ingresso può essergli richiesto [art.[ 5 D. Lgs.. n. 30/2007, art. 5 Dir. 2004/38/CE]. Le autorità italiane non possono perciò pretendere dal cittadino l esibizione del passaporto, se questi è in possesso della carta di identità o al contrario, l esibizione l di una carta di identità valida per l espatrio, l se questi è in possesso del passaporto: tali documenti sono assolutamente equipollenti al fine della normativa comunitaria in materia di libera circolazione e il cittadino comunitario è libero di scegliere quale documento esibire.
17 Il cittadino comunitario e il familiare (extracomunitario) di questi durante i primi tre mesi hanno l onere di presentarsi ad un ufficio di polizia per dichiarare la propria presenza in Italia [art.[ 5, comma 5 bis, d. lgs.. 30/2007,, introdotto dal d. lgs.. n. 32/2008]. Qualora non sia stata effettuata tale dichiarazione di presenza, si presume, salvo prova contraria, che il soggiorno si sia protratto o da oltre tre mesi [art.[ 5, comma 5-bis, 5 d. lgs.30/ /2007].
18 Si tratta di una norma che mira a prevenire l elusione da parte dei cittadini comunitari soggiornanti da più di tre mesi di dimostrare la sussistenza di uno dei quattro presupposti (lavoro, studio, unità familiare, autosufficienza) ) in presenza dei quali il cittadino comunitario ha diritto di soggiorno, il che però richiede all interessato obblighi anche onerosi previsti dalle norme comunitarie e nazionali, come l iscrizione l anagrafica e la connessa disponibilità di una dimora abituale, in mancanza dei quali il cittadino comunitario può essere allontanato dal territorio dello Stato. La norma dunque finisce col rendere immediatamente allontanabile dal territorio dello Stato per cessazione del diritto di soggiorno il cittadino comunitario che non abbia reso la dichiarazione di presenza.
19 In mancanza di tale dichiarazione, si presume, fino a prova contraria, che il soggiorno sia durato più di 3 mesi. (D. Lgs.. 32/2008). Per l iscrizione, l oltre all ordinaria documentazione prevista dalla normativa vigente per i cittadini italiani (Legge n. 1228/54 e D.P.R. n. 223/89) è anche richiesta una documentazione specifica a seconda delle condizioni cui è collegato il diritto di soggiorno. La Commissione europea, nel Rapporto sull'applicazione della Direttiva 2004/38/CE, ha censurato la trasposizione nell'ordinamento italiano delle disposizioni sul diritto di soggiorno di breve durata (art. 6 Direttiva 2004/38/CE) per l'imposizione del requisito di un previo ingresso o legale, in contrasto con Sent.. Corte Giust.. C-459C
20 Facsimile Dichiarazione di presenza In sostituzione di tipologie di PdS soppresse con Legge 68/07 (Turismo, Affari, Studio, ecc.) spetta allo straniero (Sent( Sent.. Cass. 7668/2004) l'onere della prova della data di ingresso ai fini della dimostrazione del rispetto dei termini per la richiesta del permesso; tale data e' certificabile mediante il timbro a data sul passaporto.
21 Durante questo primo periodo, il cittadino comunitario se ha bisogno dell assistenza sanitaria non ha diritto ad ottenere l iscrizione l al SSN (salvo, come si è visto, che svolga attività lavorativa, anche stagionale), anche perché il diritto alle prestazioni sanitarie è in ogni caso riconosciuto ai cittadini comunitari in possesso della TEAM o di altro Modello (E106 per lavoratori e studenti; E121 per pensionati) rilasciato dal loro Paese d'origine: in questo caso, il diritto alle prestazioni sanitarie è a parità di condizioni col cittadino italiano, ma l Azienda ospedaliera chiede il rimborso allo Stato di origine.
22 2) il diritto di soggiorno nel periodo successivo ai primi tre mesi fino ai cinque anni; Ai sensi dell art. 7 d. lgs.. 30/2007,, il cittadino dell Unione ha diritto di soggiornare nel territorio nazionale per un periodo superiore a tre mesi, qualora rientri in una delle seguenti quattro categorie: e:
23 a) sia un lavoratore subordinato o autonomo; b) disponga per sé stesso e per i propri familiari di risorse economiche sufficienti, per non diventare un onere a carico dell assistenza sociale dello Stato durante il periodo di soggiorno e di un assicurazione sanitaria; c) sia iscritto presso un istituto pubblico o privato riconosciuto per seguirvi un corso di studi o di formazione e disponga per sé stesso e per i propri familiari di risorse economiche sufficienti, per non diventare un onere a carico dell assistenza sociale dello Stato durante il periodo di soggiorno e di un assicurazione sanitaria; d) sia familiare di un cittadino dell Unione ai sensi dell art. 2 d. lgs. 30/2007, che rientri in una delle categorie sopra individuate.
24 Le norme di recepimento e di attuazione di norme e principi della Comunita' europea e dell'unione europea assicurano la parita' di trattamento dei cittadini italiani rispetto ai cittadini comunitari residenti o stabiliti nel territorio nazionale e non possono in ogni caso comportare un trattamento sfavorevole dei cittadini italiani (art. 14 bis, co. 1 L. 11/2005);
25 DECRETO LEGISLATIVO 6 febbraio 2007, n.30 Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Circolare Ministero dell Interno n. 19 del 6 aprile 2007 OGGETTO: Decreto legislativo n. 30, del 6 febbraio 2007, recante Attuazione della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativa al diritto dei cittadini dell unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/194/CEE, 75/34/CEE, 75/35 (CE), 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE. I cittadini dei 25 Stati già membri dell'ue prima del 1 1 gennaio 2007, possono essere regolarmente assunti senza che sia necessario richiedere alcun nulla osta al lavoro. Per l'assunzione di tali lavoratori sono quindi richiesti solo gli g ordinari adempimenti previsti per l'assunzione di lavoratori italiani.
26 L art. 45 del Trattato sul Funzionamento dell Unione Europea (art.( 45 TFUE, già art. 39 TCE) ) nel sancire il principio della libera circolazione dei lavoratori all interno dell Unione europea prevede al suo quarto comma un eccezione relativamente agli impieghi nella pubblica amministrazione. Analogamente, l art. l 51, comma 1, TFUE (ex( art. 45, comma 1, Trattato CE) ) dispone che le norme in materia di diritto di stabilimento non trovano applicazione alle attività che in tale Stato partecipino, sia pure occasionalmente, all esercizio dei pubblici poteri.
29 I POSTI CHE POSSONO ESSERE RISERVATI AI CITTADINI ITALIANI. L art. 38 d. lgs.. 20 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) prevede che i cittadini degli Stati membri dell Unione europea possono accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche che non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri ovvero non attengono alla tutela dell interesse nazionale. La norma, come si vede, contiene una definizione generale.
30 I POSTI CHE POSSONO ESSERE RISERVATI AI CITTADINI ITALIANI. Gli impieghi delle amministrazioni pubbliche per l accesso l ai quali non può prescindersi dal possesso della cittadinanza italiana sono i seguenti: 1) posti di dirigenti delle amministrazioni dello Stato e posti dei corrispondenti livelli delle altre pubbliche amministrazioni (art. 1 D.P.C.M.); 2) posti con funzioni di vertice amministrativo delle strutture periferiche delle amministrazioni pubbliche dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, degli enti pubblici non economici, delle province e dei comuni nonché delle regioni e della Banca d Italia (art. 1 DPR); 3) posti di magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili, avvocati e procuratori dello Stato (art. 1 DPCM);
31 I POSTI CHE POSSONO ESSERE RISERVATI AI CITTADINI ITALIANI. 4) posti dei ruoli civili e militari della Presidenza del Consiglio o dei Ministri, del Ministero degli affari esteri, del Ministero dell'interno, del Ministero M di grazia e giustizia, del Ministero della difesa, del Ministero delle finanze (oggi Ministero dell Economia e delle finanze) e del Corpo forestale dello Stato, eccettuati ettuati i posti a cui si accede mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento per i posti per i quali si richiede soltanto il requisito della scuola dell obbligo (art. 1 DPCM); 5) impieghi nella pubblica amministrazione che contemplano l esercizio l delle seguenti funzioni: a) funzioni che comportano l'elaborazione, la decisione, l'esecuzione di provvedimenti autorizzativi e coercitivi; b) funzioni di controllo di legittimità e di merito.
32 Lo status del cittadino dell Unione che viene in Italia per cercare lavoro. Durante i primi tre mesi di soggiorno, il cittadino dell'unione può senz altro intraprendere un attivit attività lavorativa, autonoma e subordinata, senza aver bisogno di ottenere un autorizzazione al lavoro,, con esclusione soltanto delle attività ancora riservate ai cittadini italiani [art.[ 19, co.. 1, d. lgs.. 30/2007].
33 Lo status del cittadino dell Unione che viene in Italia per cercare lavoro. Il cittadino dell Unione che venga in Italia per cercare lavoro non rientra nelle quattro presupposti (lavoro, studio, unità familiare, autosufficienza) ) di conservazione del diritto al soggiorno: Esse riguardano soltanto i casi di persone che abbiano già svolto in Italia un attivit attività di lavoro autonomo e subordinato (infatti, l art. l 7 prevede l ipotesi l del cittadino dell Unione già lavoratore subordinato o autonomo sul territorio nazionale).
34 Lo status del cittadino dell Unione che viene in Italia per cercare lavoro. I cittadini dell Unione che cerchino per la prima volta lavoro in Italia hanno comunque alcuni diritti particolari. Ai sensi dell art. 5 Regolamento UE n. 492/2011,, il cittadino dell Unione che ricerca un impiego sul territorio italiano ha diritto a ricevere la stessa assistenza che i centri per l impiego prestano ai cittadini italiani che cercano lavoro.
35 L ISCRIZIONE DEL LAVORATORE COMUNITARIO (LICENZIATO) NELL ELENCO ELENCO ANAGRAFICO DEL CENTRO PER L IMPIEGO. (D. Lgs. 30/07 art. 7) I cittadini dell Unione Europea possono rendere la dichiarazione, di cui all articolo articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, così come sostituito dal decreto legislativo 19 dicembre 2002, n. 297, recandosi presso il Centro per l'impiego territorialmente competente (nel cui ambito territoriale si trova il domicilio del lavoratore) per sottoscrivere la dichiarazione attestante l'immediata disponibilità (DID) allo svolgimento e alla ricerca di attività lavorativa nei seguenti casi:
36 se è in stato di disoccupazione involontaria debitamente comprovata dopo avere esercitato una attività lavorativa per oltre un anno nel territorio nazionale: può essere iscritto all anagrafe anagrafe dei lavoratori del Centro per l Impiego e rilasciare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID); (D. Lgs. 30/07 art. 7 c 3 b) se, invece, è in stato di disoccupazione involontaria debitamente comprovata, a seguito di un contratto di lavoro a termine di durata inferiore a un anno,, ovvero se si è trovato in stato di disoccupazione durante i primi dodici mesi di soggiorno nel territorio nazionale: il Centro per l Impiego l inserisce l interessato l nell anagrafe dei lavoratori e registra la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (temporanea valido per un anno) del lavoratore, in questo caso il cittadino dell Ue conserva la qualità di lavoratore subordinato (salvo altri avviamenti) per il periodo di un anno. (D. Lgs. 30/07 art. 7 c 3 c)
37 Se è già in possesso della Carta di Identità italiana rilasciata da un Comune italiano territorialmente competente del Centro per l Impiego l o ATTESTAZIONE DI SOGGIORNO PER I CITTADINI DELL UNIONE EUROPEA,, mentre nel caso di familiare extracomunitario del cittadino dell Unione per il rilascio della DID deve essere prodotta la Carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell Unione Unione.
38 Il cittadino dell Unione che decida di trasferirsi in Italia e abbia diritto all indennit indennità di disoccupazione nel Paese di origine può chiedere l autorizzazione l al Paese di origine CE n. 883/2004 e artt e art. 70 Regolamento di applicazione (CE) n. 987/2009]. In tal modo il cittadino dell Unione continuerà a ricevere l importo l dell indennit indennità. In linea di principio, l autorizzazione l al mantenimento dell indennit indennità durante la permanenza all estero è relativa ad un soggiorno fino a tre mesi in un altro paese, ma il centro nazionale per l'impiego del Paese di precedente occupazione potrebbe consentire al lavoratore di continuare a percepire l indennitl indennità fino ad un periodo massimo di sei mesi di permanenza all'estero, in caso di richiesta.
39 Al fine di conservare tale diritto all indennit indennità di disoccupazione, prima di partire, il cittadino dell Unione deve: a) essere iscritto da almeno quattro settimane nelle liste di disoccupazione (sono possibili eccezioni) nel paese in cui è diventato disoccupato; b) richiedere il modulo U2 (ex E303 - autorizzazione a esportare l'indennità di disoccupazione) ai servizi nazionali per l'impiego. All arrivo in Italia, il cittadino dell Unione dovrà: i) iscriversi come disoccupato presso il Centro per l Impiego l competente; ii) presentare all'atto dell'iscrizione modulo U2 (ex E303). iii) acconsentire a eventuali verifiche effettuate sui richiedenti l'indennit indennità di disoccupazione in Italia, come se fosse un beneficiario di tale indennità in Italia.
40 Ai sensi della L. 52/96 e D.Lgs Lgs.. 197/96, i cittadini dell'unione Europea inseriti nell anagrafe della popolazione residente presso un Comune italiano possono p partecipare alle elezioni: AMMINISTRATIVE (limitata al Comunale e alle Circoscrizioni) ) con il diritto di voto ed essere eletti come Consigliere Comunale l'eventuale nomina a componente della Giunta del Comune con l'esclusione delle cariche di Sindaco e Vice Sindaco e/o Consigliere circoscrizionale. EUROPEE con il diritto di voto per i candidati al Parlamento Europeo del proprio collegio/ circoscrizione di residenza e/o essere eletti come Euro Parlamentare del proprio collegio/circoscrizione di residenza.
41 L'assicurazione sanitaria richiesta nei casi di soggiorno per motivi diversi dal lavoro deve: avere durata > 1 anno o a quella del corso di studio o formazione,, se quest'ultima e' < 1 anno; essere valida in Italia; prevedere la copertura integrale dei rischi sanitari; indicare gli eventuali familiari coperti e il grado di parentela; indicare le modalità per la richiesta di rimborso e i recapiti del referente; essere rimpiazzata da una nuova polizza in caso di variazione del nucleo familiare; essere accompagnata, all'atto dell'iscrizione anagrafica, da una traduzione in italiano. circ. Mininterno 18/7/2007 e circ. Minsalute 3/8/2007
42 Il requisito dell'assicurazione sanitaria si considera soddisfatto per i cittadini comunitari che presentino formulari:
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 Cass. 
 art. 7
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 art. 45
 art. 38
 art. 5
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 articolo 2
 art. 7
 art. 7
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