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L'acconciatore da Manuale - PDF
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Fabiano Eugenio Casali
1 L'acconciatore da Manuale Confartigianato Imprese Unione di Brescia Via Orzinuovi, Brescia (BS) 1 tel 030/ fax 030/ mail:
2 Indice Premessa DEFINIZIONE DI ACCONCIATORE IL CONTESTO NORMATIVO Regolamento regionale Definizione di Acconciatore (art.2) Titolo professionale abilitazione alla professione (art. 3) Responsabile tecnico (art. 4) Avvio, sospensione, cessazione e subingresso dell attività di acconciatore (art. 5) Luogo di svolgimento dell attività (art. 6) Attività a fini didattici o di dimostrazione (art. 7) Requisiti igienico-sanitari e di sicurezza per lo svolgimento dell attività (art. 8) Regime sanzionatorio (art. 9) Sospensione (art. 10) Divieto di prosecuzione di attività (art. 11) COME APRIRE UN SALONE DI ACCONCIATURA L'iscrizione presso la Camera di Commercio I requisiti morali La Segnalazione certificata di inizio attività SCIA AFFITTO DI POLTRONA Impianti ed attrezzature di lavoro Valutazione dei rischi per i lavoratori D. Lgs. 81/08: TESTO UNICO SULLA SICUREZZA Il DVR L ambiente di lavoro Sicurezza e norme di prevenzione La salute e la sicurezza nei laboratori di acconciatura ed estetista La marcatura europea CE SANIFICAZIONE, STERILIZZAZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI SANIFICAZIONE Pulizia Disinfezione STERILIZZAZIONE...17 Tab. 1.Scheda di lavoro Sanificazione Sterilizzazione GESTIONE RIFIUTI Riferimenti normativi Gestione dei taglienti monouso IMBALLAGGI: I PRINCIPALI OBBLIGHI NEI CONFRONTI DEL CONAI CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) DIFFUSIONE MUSICA IN AMBIENTI PUBBLICI -PAGAMENTO DIRITTI D'AUTORE Cosa sono SIAE e SCF Quesiti ricorrenti Quando pagare...22 L'acconciatore da Manuale 2
3 Premessa L'acconciatore da Manuale, ha lo scopo di fornire le nozioni necessarie per avviare l'attività di Acconciatore. Quello dell'acconciatore è un lavoro delicato che richiede, professionalità, fantasia ed una lunga pratica. Inoltre, negli ultimi anni abbiamo assistito ad una notevole evoluzione normativa. Gli imprenditori del settore offrono da sempre qualità e sicurezza al cliente, grazie a costanti investimenti sia nella formazione che nella certificazione dei prodotti e delle attrezzature, tuttavia è necessario non perdere di vista l'aspetto normativo-burocratico del mestiere. Non si tratta solo di una questione di regolamenti ma anche di salvaguardia della salute, che può essere compromessa dall'utilizzo di prodotti contenenti sostanze chimiche pericolose che possono provocare dermatiti od allergie. Se non viene esercitato con competenza il mestiere dell'acconciatore può avere conseguenze molto serie per la salute dei clienti e degli addetti. Questo il motivo di specifiche e rigide normative, che spaziano dall'igiene dei negozi alle attrezzature, dalla certificazione dei prodotti alle direttive burocratiche, per regolare il settore. L'obiettivo del manuale è fornire una panoramica della normativa e mettere in campo una preparazione professionale ed un aggiornamento continuo. Si ricorda infine che gli uffici di Confartigianato sono a disposizione della Tua azienda per supportarti nel lastricato contesto normativo. Confartigianato Imprese Unione di Brescia Via Orzinuovi, Brescia (BS) 3 tel 030/ fax 030/ mail:
4 1. DEFINIZIONE DI ACCONCIATORE L attività professionale di acconciatore, esercitata in forma di impresa ai sensi delle norme vigenti, è definita dall art. 2, comma 1, L. n. 174/2005. Essa comprende tutti i trattamenti e i servizi volti a modificare, migliorare, mantenere e proteggere l aspetto estetico dei capelli, ivi compresi i trattamenti tricologici complementari, che non implicano prestazioni di carattere medico, curativo o sanitario, nonché il taglio e il trattamento estetico della barba, e ogni altro servizio inerente o complementare. 2. IL CONTESTO NORMATIVO 2.1 Regolamento regionale Pubblicato nel B.U. Lombardia 30 novembre 2011, n. 48, il Regolamento regionale Lombardia 28 novembre 2011 n. 6. Il Regolamento, in vigore dal 1 dicembre 2011, disciplina l esercizio professionale dell attività di acconciatore, in attuazione dell art. 21-bis L.R. 16 dicembre 1989 n. 73, recante disciplina istituzionale dell artigianato lombardo, nell ambito di quanto disposto dalla L. 17 agosto 2005 n. 174, recante disciplina dell attività di acconciatore e nel rispetto della più recente disciplina in tema di liberalizzazione di attività economiche (D.L. 31 gennaio 2007 n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese, la valorizzazione dell istruzione tecnico-professionale e la rottamazione di autoveicoli, convertito con modificazioni dalla L. 2 aprile 2007 n. 40 e del D. Lgs. 26 marzo 2010 n. 59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno) e semplificazione dei procedimenti amministrativi (art. 19 nuovo testo, L. 7 agosto 1990 n. 241). In particolare, il Regolamento disciplina: a) l esercizio delle funzioni amministrative attribuite ai comuni ed agli altri enti preposti per consentire l avvio, lo svolgimento, la modifica e la cessazione dell attività di acconciatore; b) i requisiti ed i presupposti necessari per lo svolgimento dell attività di acconciatore; c) la disciplina transitoria di adeguamento degli operatori acconciatori esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento; d) le sanzioni stabilite per le violazioni connesse all esercizio dell attività di acconciatore; e) le attività a fini didattici e di dimostrazione. Le attività esistenti al 1 dicembre 2011 avevano l obbligo di porsi in regola con tutti i requisiti necessari per l esercizio dell attività di acconciatore, come stabiliti dal regolamento, entro 12 mesi. L'acconciatore da Manuale 4
5 Tale termine poteva essere prorogato di ulteriori 12 mesi per cause non imputabili all interessato. Decorso tale termine in caso di accertata violazione dell obbligo di adeguamento alle nuove disposizioni del regolamento, si applicano le sanzioni stabilite dal regolamento in commento, a prescindere dalla data dell attivazione dell esercizio (così art. 13 R. R. in commento) Definizione di Acconciatore (art.2) L attività professionale di acconciatore, esercitata in forma di impresa ai sensi delle norme vigenti, è definita dall art. 2, comma 1, L. n. 174/2005. Essa comprende tutti i trattamenti e i servizi volti a modificare, migliorare, mantenere e proteggere l aspetto estetico dei capelli, ivi compresi i trattamenti tricologici complementari, che non implicano prestazioni di carattere medico, curativo o sanitario, nonché il taglio e il trattamento estetico della barba, e ogni altro servizio inerente o complementare. Le imprese di acconciatura, oltre alle prestazioni sopra indicate, possono svolgere esclusivamente prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico. Le imprese di acconciatura possono vendere o comunque cedere alla clientela prodotti cosmetici, parrucche e affini o altri beni accessori inerenti ai trattamenti e ai servizi effettuati, quali a titolo esemplificativo: creme per barba, dopobarba, shampoo, balsami, lozioni per capelli, gel per capelli, tinture, lacche per capelli, purché debitamente certificati e garantiti ai sensi delle vigenti normative nazionali e comunitarie. In tal caso non trovano applicazione le disposizioni contenute nel D. Lgs. 31 marzo 1998 n. 114, recante riforma della disciplina relativa al settore del commercio, e nella L.R. 2 febbraio 2010 n. 6, recante testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere Titolo professionale abilitazione alla professione (art. 3) L esercizio dell attività di acconciatore, in qualunque forma esercitata, anche a titolo gratuito, e dovunque svolta, è subordinato al possesso dell abilitazione professionale di cui all art. 3, commi 1 e 6 L. n. 174/2005 (l art. 3, comma 1, L. n. 174/2005 prevede che per esercitare l attività di acconciatore è necessario conseguire un apposita abilitazione professionale previo superamento di un esame tecnico-pratico preceduto, in alternativa tra loro: a) dallo svolgimento di un corso di qualificazione della durata di due anni, seguito da un corso di specializzazione di contenuto prevalentemente pratico ovvero da un periodo di inserimento della durata di un anno presso un impresa di acconciatura, da effettuare nell arco di due anni Confartigianato Imprese Unione di Brescia Via Orzinuovi, Brescia (BS) 5 tel 030/ fax 030/ mail:
6 b) da un periodo di inserimento della durata di tre anni presso un impresa di acconciatura, da effettuare nell arco di cinque anni, e dallo svolgimento di un apposito corso di formazione teorica; il periodo di inserimento è ridotto ad un anno, da effettuare nell arco di due anni, qualora sia preceduto da un rapporto di apprendistato ai sensi della L. 19 gennaio 1955 n. 25, e successive modificazioni, della durata prevista dal contratto nazionale di categoria. Il comma 6, art. 3, L. n. 174/2005 prevede che l attività professionale di acconciatore può essere esercitata dai cittadini di altri Stati membri dell Unione europea in conformità alle norme vigenti in materia di riconoscimento delle qualifiche per le attività professionali nel quadro dell ordinamento comunitario sul diritto di stabilimento e di libera prestazione dei servizi). E' necessario fare riferimento al SUAP dell'ufficio comunale di appartenenza per la verifica dei requisiti sopra esposti. Il SUAP (Sportello Unico) rappresenta l unico soggetto pubblico di riferimento territoriale per tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi e quelli relativi alle azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento, nonché cessazione o riattivazione delle suddette attività. Il possesso del titolo di acconciatore consente l esercizio dell attività unisex. I soggetti che alla data di entrata in vigore della L. n. 174/2005 (17 Agosto 2005) erano in possesso della qualifica di acconciatore o di parrucchiere, per uomo e per donna, assumevano la qualificazione di acconciatore ed avevano diritto alla modificazione in tal senso dell autorizzazione da parte del comune, a semplice richiesta Responsabile tecnico (art. 4) Per ogni sede dell impresa dove viene esercitata l attività di acconciatura deve essere designato, nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un familiare coadiuvante o di un dipendente dell impresa, almeno un responsabile tecnico in possesso dell abilitazione professionale. Nel caso di impresa artigiana individuale esercitata in una sola sede, il responsabile tecnico deve essere designato nella persona del titolare, oppure, in caso di società, in uno o più soci partecipanti al lavoro. In presenza di impresa artigiana esercitata in più sedi, per ogni sede deve essere designato un responsabile tecnico. Il responsabile tecnico deve essere sempre presente nell esercizio negli orari di apertura e svolgimento dell attività. In caso di malattia o temporaneo impedimento del responsabile tecnico, il titolare dell esercizio deve designare un sostituto, munito di idonea abilitazione professionale, il quale è soggetto all obbligo di cui al comma 3. Il comune, in caso di accertata violazione degli obblighi di cui al presente articolo, diffida l interessato ad adeguarsi entro un termine perentorio, imponendo, se del caso, la sospensione dell attività fino all avvenuto adeguamento. L'acconciatore da Manuale 6
7 2.1.4 Avvio, sospensione, cessazione e subingresso dell attività di acconciatore (art. 5) L avvio, la sospensione, la cessazione e il subingresso della attività di acconciatore è soggetto alla presentazione, per via telematica, di una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune in cui si esercita l attività stessa, ai sensi dell art. 19, L. 7 agosto 1990 n. 241 e del D.P.R. 7 settembre 2010 n. 160, recante «Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive, ai sensi dell art. 38, comma 3, D. L. 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008 n Ai fini della presentazione della SCIA è utilizzata la modulistica unica regionale. In caso di decesso, invalidità permanente, inabilitazione o interdizione del titolare dell attività, gli eredi possono continuare a titolo provvisorio l attività per il periodo necessario a conseguire l abilitazione professionale di acconciatore, purché durante tale periodo l attività sia svolta da persone in possesso dell abilitazione professionale. L attività di acconciatore può essere sospesa per un periodo non superiore a un anno; eventuali proroghe possono essere richieste al comune solo per gravi motivi, secondo le procedure stabilite con regolamento comunale. In caso di subingresso il subentrante deve adeguare i locali alle disposizioni previste dalla normativa vigente, salva la possibile concessione di deroghe, previo parere dell ASL per la materia di competenza, esclusivamente per esigenze tecniche documentate Luogo di svolgimento dell attività (art. 6) L attività di acconciatore può essere svolta esclusivamente in locali rispondenti alle vigenti norme urbanistiche, edilizie e sanitarie e dotati di specifica destinazione d uso. Non è ammesso lo svolgimento dell attività di acconciatore in forma ambulante o con l utilizzo di posteggio su area aperta al pubblico. Le imprese titolate all esercizio dell attività di acconciatore in sede fissa possono esercitare l attività anche presso la sede designata dal cliente in caso in cui sia impegnato in attività sportive, in manifestazioni legate alla moda o allo spettacolo o in occasione di cerimonie o di particolari eventi fieristici o promozionali, previo comunicazione al Comune. È fatta salva la possibilità di esercitare l attività di acconciatore nei luoghi di cura o di riabilitazione, di detenzione e nelle caserme o in altri luoghi per i quali siano stipulate convenzioni con i relativi soggetti pubblici. L attività di acconciatore può essere esercitata anche presso il domicilio dell esercente a condizione che i locali utilizzati dispongano dei requisiti previsti dalla vigente normativa in materia di urbanistica, igiene, sanità e sicurezza e siano dotati di ingressi e servizi igienici autonomi e in regola con le vigenti normative. Confartigianato Imprese Unione di Brescia Via Orzinuovi, Brescia (BS) 7 tel 030/ fax 030/ mail:
8 2.1.6 Attività a fini didattici o di dimostrazione (art. 7) È ammesso lo svolgimento dell attività di cui acconciatore a fini didattici o di dimostrazione. Le attività esercitate ai fini didattici su soggetti diversi dagli allievi, o esercitate temporaneamente ai fini promozionali, sono sottoposte a comunicazione preventiva al comune nel quale si svolgono, con indicazione dei nominativi dei responsabili delle esercitazioni pratiche di cui alla L. n. 174/2005 in possesso della qualifica professionale. Le prestazioni, qualora siano effettuate da persone non abilitate alla professione, sono svolte sotto il diretto controllo di insegnanti in possesso di qualifica professionale e non devono comportare, in nessun caso, alcun corrispettivo, neppure sotto forma di rimborso per l uso di materiali di consumo. Le attività didattiche non possono essere effettuate in locali autorizzati all esercizio della attività, salvo il caso in cui si tratti di corsi di aggiornamento professionale riservati al solo personale dipendente dell impresa di acconciatura. In tal caso, gli aggiornamenti o corsi sono effettuati in deroga al turno di chiusura o ai normali orari di attività a porte chiuse, previa comunicazione al comune competente Requisiti igienico-sanitari e di sicurezza per lo svolgimento dell attività (art. 8) Chiunque eserciti l attività di acconciatore deve operare nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza vigenti in materia, nonché dei requisiti contenuti nell allegato 1 al regolamento. La vigilanza sugli aspetti igienico-sanitari e di tutela e sicurezza dei lavoratori e degli utenti è esercitata dalla ASL competente per territorio. L aggiornamento dell allegato 1 al regolamento è effettuato con deliberazione della Giunta regionale Regime sanzionatorio (art. 9) Nei confronti di chiunque svolga trattamenti o servizi di acconciatura in assenza di uno o più requisiti o in violazione delle modalità previste dalla L. n. 174/05, dal presente regolamento ovvero dai regolamenti comunali che disciplinano l esercizio dell attività, sono irrogate dal comune le sanzioni amministrative di cui all art. 5, L. n. 174/2005 (si tratta di sanzioni amministrative pecuniarie da parte delle autorità competenti per importi non inferiori a 250 e non superiori a euro), secondo le procedure previste dalla L. 24 novembre 1981 n. 689, recante modifiche al sistema penale. L'acconciatore da Manuale 8
9 Il mancato rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è sanzionato ai sensi del D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. L utilizzo e/o commercializzazione di prodotti cosmetici non conformi alla vigente normativa nazionale e comunitaria è soggetto al regime sanzionatorio previsto dalla L. 11 ottobre 1986 n. 713 sulla produzione e la vendita dei cosmetici Sospensione (art. 10) In caso di accertata violazione delle disposizioni della L. n. 174/2005, del presente regolamento ovvero dei regolamenti comunali che disciplinano l esercizio dell attività, fatto salvo quanto previsto dall art. 19, L. n. 241/90 in ordine ai provvedimenti che l Ente può adottare a seguito dell accertata carenza dei requisiti sostanziali della SCIA, il comune può altresì, previa diffida, adottare motivato provvedimento di sospensione dell attività per un periodo massimo di 20 giorni a seconda della gravità dell accertata violazione. Nei casi di cui al comma 1, decorso il termine di sospensione stabilito nel provvedimento, il titolare può riattivare l esercizio Divieto di prosecuzione di attività (art. 11) In caso di reiterazione della violazione delle disposizioni della normativa di settore, del presente regolamento ovvero dei regolamenti comunali che disciplinano l esercizio dell attività, il comune può adottare motivato provvedimento di divieto di prosecuzione dell attività. Si ha reiterazione nei casi di cui all art. 8-bis della L. n. 689/81 ossia quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione amministrativa, accertata con provvedimento esecutivo, lo stesso soggetto commette un altra violazione della stessa indole. Si ha reiterazione anche quando più violazioni della stessa indole commesse nel quinquennio sono accertate con unico provvedimento esecutivo. Si considerano della stessa indole le violazioni della medesima disposizione e quelle di disposizioni diverse che, per la natura dei fatti che le costituiscono o per le modalità della condotta, presentano una sostanziale omogeneità o caratteri fondamentali comuni Regolamento comunale (art.12) I comuni adottano apposito regolamento di disciplina dell attività di acconciatore che prevede l adeguamento delle disposizioni alla L. n. 174/2005 nonché alla L. n. 40/2007 e al presente regolamento regionale. Il regolamento comunale prevede altresì: a) le norme di procedura e l individuazione dell ufficio competente preposto ai relativi procedimenti amministrativi; b) le modalità e le procedure di irrogazione delle sanzioni stabilite dalla legge e richiamate dal presente regolamento; Confartigianato Imprese Unione di Brescia Via Orzinuovi, Brescia (BS) 9 tel 030/ fax 030/ mail:
10 c) la specificazione dei requisiti igienico sanitari e di sicurezza dei locali e per lo svolgimento dell attività; d) i requisiti urbanistici ed edilizi dei locali nei quali viene esercitata l attività; e) gli orari di apertura e di esercizio dell attività, la pubblicità degli stessi ed il calendario dei giorni di apertura; f) l obbligo e le modalità di esposizione dei prezzi e delle tariffe professionali praticati al pubblico; g) le ulteriori determinazioni ed obblighi imposti nell ambito dei procedimenti di subingresso; h) la specificazione delle sanzioni previste nel presente regolamento ed i relativi procedimenti amministrativi. E' sempre consigliabile verificare presso il Comune di appartenenza, i regolamenti in essere, con particolare in riferimento a quanto previsto dall' Ufficio marketing urbano e Ufficio occupazione suolo pubblico (es. esposizione prodotti in vetrina, pubblicità, esposizione albero di Natale esternamente al negozio ecc..) 3. COME APRIRE UN SALONE DI ACCONCIATURA Le formalità per avviare un negozio di acconciatura sono tante e tutte regolate dalle norme regionali e comunali. L iter burocratico di avvio del negozio comprende dunque, la presentazione telematica della Comunicazione Unica in CCIAA che comprende il rilascio della partita Iva, il riconoscimento dell' imprese artigiana, l apertura della posizione Inps ed Inail contestualmente la presentazione della SCIA Segnalazione certificata di inizio attività. Tutte queste procedure sono ormai estremamente semplificate grazie alla Comunicazione Unica, cioè grazie all invio telematico di un unica documentazione al sito della Camera di Commercio. L apertura di un salone di parrucchiere richiede in primis il possesso dell' abilitazione professionale ottenuta tramite superamento di un esame tecnico-pratico ed il possesso dei requisiti morali richiesti (specie per la partecipazione ai pubblici concorsi). 3.1 L'iscrizione presso la Camera di Commercio In caso di imprese artigiane (ditte individuali o società) è necessario effettuare l'iscrizione all'albo delle Imprese artigiane presso la competente Camera di Commercio (C.C.I.A.A.). Le Imprese artigiane di nuova costituzione potranno iscriversi anche in un secondo momento. In caso di Imprese non artigiane (società): iscrizione al Registro Imprese presso la competente C.C.I.A.A.. L'acconciatore da Manuale 10
11 3.2 I requisiti morali Non devono sussistere nei propri confronti "cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all'art. 10 della L. 31 maggio 1965 n. 575 (cd. Legge antimafia). Nel caso di società la dichiarazione per l'accertamento antimafia va fatta, a seconda del tipo di società: - per le S.N.C. da tutti i soci - per le S.A.S. e le S.A.P.A. da tutti i soci accomandatari -per le S.P.A. e le S.R.L. dall'amministratore unico oppure dal presidente ed i consiglieri. 3.3 La Segnalazione certificata di inizio attività SCIA Occorre presentare telematicamente allo Sportello Unico, contestualmente all'inizio dell attività, la Segnalazione Certificata Inizio/ Modifica Attività (SCIA), che deve obbligatoriamente essere redatta sulla nuova modulistica unificata predisposta dalla Regione Lombardia, costituita da: - SCIA Modello A; - Schede aggiuntive ed altra documentazione (secondo quanto indicato nel modello) Il Modello A va corredato dalla documentazione comprovante la sussistenza dei requisiti richiesti in base alle disposizioni vigenti. 4. AFFITTO DI POLTRONA Vista l'importanza e la confusione che spesso aleggia sull'argomento, di seguito riportiamo gli aspetti principali della disciplina, ancora in stato di bozza e quindi non disponibile nella versione definita. Si rimanda alla consultazione del manuale specifico dell'affitto di poltrona redatto da Confartigianato che ampiamente affronta ogni aspetto della materia. Con la denominazione di affitto di poltrona si vuole fare riferimento ad uno specifico contratto in base al quale un titolare di salone di acconciatura o di centro estetico concede in uso una parte dell immobile nel quale viene esercitata la propria attività imprenditoriale, con le eventuali attrezzature pertinenti, ad un altro soggetto che, in veste di imprenditore in possesso dei requisiti professionali richiesti dalla legge, esercita la propria impresa nei locali concessi in affitto, a condizione che gli stessi siano conformi ai requisiti previsti dalle disposizioni statali o regionali vigenti e dalla relativa regolamentazione comunale, con specifico riguardo ai requisiti urbanistici ed igienicosanitari, verso pagamento di un determinato corrispettivo. L affitto di poltrona/cabina, può essere regolato da uno specifico contratto in base al quale il titolare di un impresa di acconciatura o di estetica concede in uso una parte dell immobile nel quale viene esercitata la propria attività imprenditoriale. Tale contratto è a titolo oneroso e, rientrando nella categoria generale della locazione, comporta il pagamento di un determinato corrispettivo. Tale fattispecie contrattuale trova riscontro in un contratto tipico già previsto dall art c.c. recante "Gestione e godimento della cosa produttiva", rientrante nella categoria contrattuale dell affitto. In base a tale contratto, quando la locazione ha per oggetto la gestione ed il godimento di una cosa produttiva, mobile o immobile, l affittuario deve curarne la gestione in conformità della destinazione economica della cosa ed allo Confartigianato Imprese Unione di Brescia Via Orzinuovi, Brescia (BS) 11 tel 030/ fax 030/ mail:
12 stesso spettano i frutti e le altre utilità derivanti dal godimento dei beni affittati. In sostanza è un contratto con il quale una parte, dietro pagamento, concede all'altra la disponibilità e il godimento di una cosa produttiva, mobile o immobile (es. una fabbrica, un albergo, un locale per svolgere un'attività economica o professionale); l'affittuario, cioè chi ottiene in godimento la cosa produttiva, deve riceverla organizzata e munita del necessario per sfruttarla e gestirla conformemente alla sua destinazione economica. Quindi i locali dell'impresa abilitata di acconciatore o di estetista devono essere già attrezzati per l'esercizio dell'attività in modo che possano essere gestiti dall'affittuario. 4.1 Impianti ed attrezzature di lavoro Il decreto legislativo n. 81/2008, noto anche come Testo Unico Salute e Sicurezza sul lavoro, disciplina in modo preciso le caratteristiche che gli impianti e le attrezzature di lavoro presenti in azienda debbono possedere. Ciò rileva in termini di tutela dei lavoratori ma anche, ovviamente, dei terzi (clienti) presenti sul luogo di lavoro. Tipicamente, all atto della locazione di poltrona/cabina il locatore dovrebbe garantire l affittuario circa la conformità degli impianti (fissi) presenti in azienda (elettrico, idraulico, termico, climatizzazione eccetera): in questo senso può essere utile una dichiarazione di manleva in favore del soggetto che subentra (con la quale si attesta e garantisce la conformità alla regola dell arte e la regolare manutenzione ed effettuazione delle verifiche). In particolare per il rischio elettrico sono obbligatorie verifiche quinquennali sulla conformità della messa a terra e dell impianto di protezione delle scariche atmosferiche. Analogamente, anche per le attrezzature di lavoro (phon, caschi, forbici eccetera) il locatore deve mettere a disposizione dell affittuario beni che rispettino i requisiti di legge sotto il profilo della conformità (attestata, ad esempio, dalla presenza di marchio CE e dalle relative dichiarazioni di conformità dei prodotti), della regolare effettuazione della manutenzione (ordinaria e straordinaria) e delle verifiche periodiche, queste ultime previste nel titolo III del Testo Unico stesso dedicato appunto all uso delle attrezzature di lavoro. Un caso particolare concerne l eventuale utilizzo da parte dell affittuario di attrezzature di lavoro di proprietà, che vengono quindi portate in azienda a seguito dell affitto di poltrona/cabina: per le stesse ragioni di cui sopra, ma a parti invertite, dovrà essere in tale ipotesi l affittuario a richiedere al cedente il rispetto della conformità dei beni utilizzati. 4.2 Valutazione dei rischi per i lavoratori Quest aspetto così rilevante in realtà si applica solo all ipotesi, che si appaleserà probabilmente - assai di rado, in cui l affittuario di poltrona/cabina sia anche un datore di lavoro: in sostanza, in presenza di lavoratori (come definiti dal Testo Unico Salute e Sicurezza sul Lavoro) l affittuario dovrà effettuare la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza e formalizzarli in un documento (il Documento di Valutazione dei Rischi oppure, in alternativa, sino a 10 lavoratori, nelle cosiddette procedure standardizzate di valutazione dei rischi ). Inoltre, in quest ipotesi (affittuario datore di lavoro), dovrà essere nominato il medico competente (sorveglianza sanitaria), il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (eventualmente, fino a 30 lavoratori, lo stesso datore di lavoro), gli addetti alle emergenze ed al primo soccorso e, a cura dei lavoratori, il proprio rappresentante per la sicurezza (interno oppure territoriale). L'acconciatore da Manuale 12
13 Se, al contrario, l affittuario è un lavoratore autonomo gli unici obblighi inerenti alla salute ed alla sicurezza sul lavoro a lui ascrivibili concernono: l utilizzo di DPI e di attrezzature di lavoro conformemente a quanto previsto nel citato titolo III del Testo Unico (marcatura CE, manutenzione, controlli, ecc.) 5 D. Lgs. 81/08: TESTO UNICO SULLA SICUREZZA Il Testo Unico (TU) sostituisce il precedente D. Lgs. 626/94 integrandolo con tutti i provvedimenti in materia di sicurezza e salute dei lavoratori adottati negli ultimi 50 anni. Ne sono coinvolti tutti i lavoratori sia subordinati che autonomi comprese le imprese familiari e i lavoratori a domicilio (in casi particolari). Come specificato dal vecchio 626/94, il datore di lavoro ha l onere, oltre che il dovere, di applicare tute le misure utili e necessarie per garantire la sicurezza dei lavoratori (come,ovviamente, dei clienti). Per approfondimenti e consulenze riguardo il decreto, Confartigianato mette a disposizione i propri tecnici della sicurezza. Di seguito vengono analizzati i principali obblighi del datore di lavoro, che sono: valutazione dei rischi e conseguente elaborazione del Documento valutazione rischi (DVR); tale valutazione deve essere fatta assieme al medico competente (e all eventuale responsabile del servizio prevenzione e protezione rischi (RSPP) e previa consultazione del responsabile dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Il DVR deve essere rivalutato e aggiornato al presentarsi di specifici eventi (cfr. art.29 del TU) e deve essere conservato in azienda; designare il RSPP che nelle imprese fino a 30 dipendenti può essere lo stesso datore di lavoro; nominare il medico competente; designare i lavoratori incaricati della gestione delle emergenze (prevenzione e lotta antincendio, evacuazione, salvataggio, primo soccorso etc.) e adottare le misure necessarie contro tali emergenze; fornire ai lavoratori i dispositivi di protezione individuale (DPI); richiedere ai lavoratori l osservanza alle norme; adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento; comunicare all INAIL i dati relativi agli infortuni sul lavoro che causino un assenza dal lavoro di almeno un giorno; aggiornare le misure di prevenzione; comunicare annualmente all INAIL i nomi del/dei RLS. Di conseguenza in base al TU le principali figure che devono occuparsi di sicurezza e prevenzione sono: datore di lavoro che funge anche da responsabile del servizio di protezione e prevenzione rischi (RSPP) e che per questa funzione deve fare un apposito corso; rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) con possibilità che venga eletto un rappresentante territoriale per le imprese del comparto con meno di 15 lavoratori e con l obbligo di comunicarne il nome all INAIL e che per questo deve fare un apposito corso; Confartigianato Imprese Unione di Brescia Via Orzinuovi, Brescia (BS) 13 tel 030/ fax 030/ mail:
14 medico competente; addetti alle emergenze (prevenzione incendi, evacuazione e pronto soccorso) 5.1 Il DVR Il DVR (che deve avere data certa) deve contenere: la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (devono essere specificati i criteri adottati per la valutazione stessa), per le lavoratrici in gravidanza,etc. l indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate e dei DPI adottati; il programma delle misure da adottare per garantire nel tempo il miglioramento dei livelli di sicurezza nonché l individuazione delle procedure per la loro realizzazione indicando chi deve provvedere (solo soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri); l indicazione del RSPP, del RLS e del medico competente che ha partecipato alla valutazione dei rischi; individuazione delle mansioni che possono esporre i lavoratori a rischi specifici e che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. 5.2 L ambiente di lavoro Sicurezza e norme di prevenzione Per la sicurezza del luogo di lavoro è necessario seguire le seguenti indicazioni: Per l impianto elettrico avere un certificato di idoneità rilasciato dall installatore; Porre l impianto idrico a giusta distanza dall impianto elettrico; Avere la dichiarazione di conformità dell impianto di riscaldamento rilasciato da un tecnico abilitato; Essere a norma di legge con l impianto di condizionamento; Avere un altezza di m 2,70 nei locali adibiti all attività; Avere un pavimento liscio, lavabile, disinfettabile e antisdrucciolo; Rivestire le pareti delle cabine dell estetista con materiale lavabile almeno fino ad un altezza di m 2,00; Essere in possesso di un locale adibito a spogliatoio per i dipendenti; Corredare il locale bagno di un antibagno con lavandini in maiolica o materiale similare dove la rubinetteria deve funzionare con comandi a pedale o fotocellula, con acqua calda, fredda e potabile. Il datore di lavoro è tenuto a dotarsi di un pacchetto di pronto soccorso (per aziende con meno di 5 dipendenti) oppure di una cassetta di pronto soccorso (con più di 5 dipendenti). 5.3 La salute e la sicurezza nei laboratori di acconciatura ed estetista Nell ambito dell attività di parrucchiere ed estetista gli eventuali danni alla salute riguardano: L'acconciatore da Manuale 14
15 dermatiti allergiche ed irritative a causa del contatto con sostanze e preparati chimici; allergie alle vie respiratorie per l utilizzo di prodotti spray; disturbi circolatori ed osteoarticolari dovuti alla continua posizione eretta; infezioni, parassitosi, micosi, pediculosi e malattie infettive come epatiti e AIDS; tagli per l utilizzo di forbici, rasoi e lamette; infortuni da elettrocuzione. Precauzioni: usare adeguati mezzi di protezione come creme schermo e guanti di polietilene monouso; ricorrere al dermatologo in caso di alterazioni cutanee; verificare le schede di sicurezza dei prodotti in uso; aerare i locali e pulirli; disinfettare e sterilizzare gli strumenti di lavoro; attrezzarsi di sedie ergonomiche per i lavori da seduti; calzare scarpe adatte; utilizzare materiale monouso. 5.4 La marcatura europea CE La marcatura CE è la sigla con cui il costruttore garantisce che un prodotto è conforme ai requisiti di sicurezza previsti dalle direttive comunitarie e ne consente la libera circolazione in tutto il territorio della comunità europea. La marcatura, apposta dal fabbricante o dall importatore, si trova sul prodotto o sull imballaggio o sul foglio delle istruzioni e deve essere visibile, leggibile ed indelebile. Tutte le apparecchiature meccaniche ad uso estetico devono avere la marcatura CE. 6. SANIFICAZIONE, STERILIZZAZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI 1. Chiunque eserciti l attività di acconciatore deve garantire le condizioni per l assenza di situazioni che possano costituire pericolo per il personale e per i clienti, il benessere del microclima, la facile e completa pulizia di locali, arredi e attrezzature. 2. Gli impianti tecnologici devono essere realizzati nel rispetto delle normative vigenti e, se previsto, devono essere sottoposti a verifiche periodiche. Le apparecchiature utilizzate per l esercizio delle attività devono essere in possesso delle caratteristiche di conformità. Le strutture, gli impianti e le apparecchiature devono essere mantenute in condizioni di efficienza e sicurezza. 3. Gli esercizi devono essere dotati di impianti o apparecchiature per la disinfezione e sterilizzazione dell attrezzatura utilizzata, qualora non siano impiegate attrezzature monouso. Gli attrezzi taglienti devono essere di tipo monouso o sottoposti a sterilizzazione. Gli attrezzi monouso devono essere mantenuti in confezione originale sino al momento del loro utilizzo. Confartigianato Imprese Unione di Brescia Via Orzinuovi, Brescia (BS) 15 tel 030/ fax 030/ mail:
16 4. Prima di iniziare ciascun servizio, il personale deve lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone. I prodotti cosmetici utilizzati devono essere conformi alle disposizioni della L. n. 713/86 e conservati nelle rispettive confezioni originali. La manipolazione delle diverse sostanze deve comunque avvenire nel rispetto di quanto contenuto nelle specifiche schede di sicurezza dei prodotti utilizzati. 5. Il personale deve: a) essere informato sugli eventuali rischi connessi all impiego di prodotti (ad es. allergizzanti) ed essere dotato degli opportuni dispositivi di protezione individuale; b) assicurarsi, prima di eseguire i trattamenti, che il cliente non sia affetto da forme allergiche nei confronti dei prodotti utilizzati né di altri materiali che vengano a contatto con la cute (ad esempio guanti in lattice). 6. La biancheria usata non può essere riutilizzata prima che sia lavata con prodotto detergente e disinfettante e deve essere ben separata da quella pulita e comunque conservata in recipienti chiusi da idoneo coperchio a tenuta. 7. Per ogni sede operativa dell impresa deve essere redatto a cura del titolare o legale rappresentante un protocollo di disinfezione, sanificazione e sterilizzazione dei locali e delle attrezzature utilizzate. Chiunque operi nell esercizio deve sottoporsi alle disposizioni dei protocolli di sanificazione, disinfezione e sterilizzazione come stabilito per la corretta igiene dell esercizio e degli stessi operatori. 8. Presso gli esercizi devono essere disponibili presidi di primo soccorso. 6.1 SANIFICAZIONE E' l'insieme delle procedure atte a rendere ambienti, attrezzature e strumenti igienicamente idonei per gli operatori e per gli utenti. La sanificazione è effettuata mediante pulizia e/o disinfezione. La scelta di uno o più di questi due processi dipende dal livello di sanificazione che si deve raggiungere in relazione al tipo ed alla criticità dell'attrezzatura e dello strumentario e del suo utilizzo Pulizia Intervento rivolto alla eliminazione dello sporco e di ogni residuo di materiale, come polveri, sostanze organiche, etc., mediante azione meccanica e utilizzo di detergenti. Di solito si esegue con: acqua: svolge attività diluente per lo sporco e può essere usata a diversa temperatura (calda per detergenti tensioattivi, fredda per mantenere inalterate proprietà ed efficacia delle sostanze attive utilizzate) detergente: sostanza che allenta la tensione tra sporco e superfici da pulire, per facilitare l'asportazione del primo (tensioattivi) L' eventuale utilizzo di disinfettanti può eliminare agenti patogeni sulle superfici in modo selettivo. L'acconciatore da Manuale 16
17 6.1.2 Disinfezione Distruzione di microrganismi agenti di malattie infettive (microrganismi patogeni) mediante l'utilizzo di: mezzi fisici: calore secco, calore umido, radiazioni (raggi ultravioletti) mezzi chimici (disinfettanti): alogeni (es. ipoclorito di sodio: candeggina da usare diluita alla concentrazione di 0,1-0,55% e lasciata agire per almeno 30 minuti). Efficaci contro tutti i tipi di microbi conosciuti, inclusi i batteri,virus,muffe e spore. Non usare con acidi, ammoniaca e non miscelare con detergenti. Corrosivi nei confronti delle superfici metalliche. Se miscelati con acqua ossigenata perdono la loro capacità disinfettante. Alcoli (es. alcol etilico): si usano diluiti in acqua per disinfezione di strumenti e superfici. Non sono efficaci sulle spore. Ossidanti (es. acqua ossigenata) 6.2 STERILIZZAZIONE Distruzione di ogni forma vivente, patogena e non, comprese le spore. Nelle attività di acconciatore è necessario eseguire questa procedura per l'utilizzo in sicurezza degli strumenti taglienti monouso. Per una buona riuscita del processo di sterilizzazione, è fondamentale attenersi a quanto sopra riportato, in particolare alla sequenza delle operazioni. Procedure preliminari decontaminazione per la riduzione della carica microbica (riduzione del rischio per gli operatori) e la rimozione dei residui organici presenti. Questa procedura: abbatte la carica batterica e protegge l'operatore va effettuata prima del lavaggio (mediante immersione) ha un'efficacia correlata all'utilizzo del principio attiva adatto e al rispetto di concentrazione e tempi ( è necessario scegliere un principio attivo efficace e compatibile con i materiali da trattare) va eseguita anche per strumenti appena acquistati detersione/ lavaggio eliminazione dei residui di sporco e sostanze organiche. E' una procedura che si effettua a mano o preferibilmente con apposite apparecchiature per il minor rischio di incidenti per l'operatore (schizzi d'acqua, punture, tagli); l'utilizzo degli apparecchi ad ultrasuoni garantisce la pulizia efficace di strumenti con superfici non raggiungibili con lavaggio manuale; i termodisinfettori riuniscono le azioni di disinfezione, detersione e lavaggio). Il risultato di un buon lavaggio porta anche ad una riduzione quali-quantitativa della contaminazione microbica (bioburden) che è la chiave del successo della sterilizzazione risciacquo per allontanare il disinfettante o materiale biologico. Si effettua sotto Confartigianato Imprese Unione di Brescia Via Orzinuovi, Brescia (BS) 17 tel 030/ fax 030/ mail:
18 l'acqua corrente. Asciugatura è la procedura a cui deve essere sottoposto tutto lo strumentario prima d un ciclo di sterilizzazione, indipendentemente dal metodo e dall'agente utilizzato; deve essere attuato con salviette monouso. Confezionamento per mantenere le condizioni di sterilità dopo il trattamento e fino al momento dell'utilizzo; su ogni confezione deve essere riportata la data di sterilizzazione. Mezzi di sterilizzazione la sterilizzazione può essere effettuata con mezzi fisici o prodotti chimici di seguito descritti: mezzi fisici: AUTOCLAVE A VAPORE Se si impegnano sterilizzatrici di piccole dimensioni (30x30x60) il tempo del trattamento di sterilizzazione è genericamente di 7 minuti a 134 C e a 2,1 bar (pari a pascal) di pressione. Pressione e temperatura devono rimanere stabili per tutto il processo di sterilizzazione. Occorre comunque fare rifermento a quanto riportato sul libretto di istruzioni dell'apparecchiatura. STUFE A SECCO Solo per materiali resistenti (strumenti in metallo); cicli a per 2 ore RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE Servono solo a mantenere in situazione di asepsi gli strumenti già sterilizzati o disinfettati precedentemente con altri mezzi. Prodotti chimici Di solito non sono utilizzati in questa tipologia di attività, per l'elevato grado di tossicità e scarsa maneggevolezza. Vanno utilizzati con le modalità e alle dosi riportate sulle etichette dei prodotti. Stoccaggio E' importante conservare il materiale sterilizzato, confezionato in modo idoneo a garantire l' asetticità nel tempo, in locali asciutti e privi di polvere, in contenitori appositi (armadi chiusi, cassetti, apparecchi a raggi UV), lontano da zone di passaggio. Si consiglia di evitare frequenti manipolazioni e di utilizzare il materiale sterilizzato non confezionato subito dopo la sterilizzazione. Si ricorda che è fondamentale redigere la Scheda di lavoro Sanificazione Sterilizzazione quale traccia per la programmazione delle procedure: L'acconciatore da Manuale 18
19 ATTIVITÀ DI ACCONCIATORE SANIFICAZIONE E STERILIZZAZIONE Scheda di lavoro (si rimanda alle parti specifiche per i dettagli di ogni processo) Ambito di intervento Procedura Modalità di intervento e mezzi utilizzati Arredi pareti e pavimenti Sanificazione Periodicità Spazzole, pettini e attrezzature non monouso Pulizia e disinfezione Biancheria Pulizia e disinfezione Taglienti monouso (es. per manicure e pedicure,rasoi, etc.) Sterilizzazione Tab. 1.Scheda di lavoro Sanificazione Sterilizzazione 7 GESTIONE RIFIUTI Nell'attività di acconciatore vengono generalmente prodotti rifiuti assimilabili agli urbani, come residui di capelli e barba, batuffoli di cotone idrofilo con residui di sangue eventualmente prodotti nel corso dell'attività, taglienti inutilizzati. I rifiuti considerati pericolosi a rischio infettivo sono rappresentati dai taglienti monouso utilizzati. Si indicano di seguito i riferimenti applicabili e le procedure per la corretta gestione. Confartigianato Imprese Unione di Brescia Via Orzinuovi, Brescia (BS) 19 tel 030/ fax 030/ mail:
20 7.1 Riferimenti normativi I riferimenti normativi attualmente applicati sono i seguenti: D.P.R. 15 luglio 2003 n. 254 Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell'articolo 24 della legge 31 luglio 2002 n. 179 D.lgs 152/06 e s.m.i. - parte IV, allegato D Decreto 17 dicembre 2009 (Supplemento ordinario n.10 alla G.U. S.G. n.9) come modificato dal Decreto 18/02/2011 n.52 che istituisce il SISTRI, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti. 7.2 Gestione dei taglienti monouso L'eliminazione degli oggetti taglienti monouso deve avvenire con cautele idonee ad evitare punture o tagli accidentali sia per il lavoratore sia per il cliente. In particolare, le lame e gli altri strumenti acuminati o taglienti monouso non devono essere rimossi dai propri supporti né in alcun modo manipolati o reincappucciati per evitare punture o tagli accidentali; per la loro eliminazione devono essere utilizzati gli appositi imballaggi rigidi a perdere resistenti alla puntura, di cui all'art. 8 del citato D.P.R. 254/2003. Questi devono essere collocati in posizione inaccessibile ai clienti. Salvo che non vengano ritirati dal fornitore, i taglienti monouso utilizzati devono essere smaltiti come disposto dall'art. 183 del D.lgs 152/06 e s.m.i. Nel rispetto dei requisiti di igiene e sicurezza e sotto la responsabilità del titolare dell'attività, la durata massima del deposito temporaneo ( per contenitori dalla capacità inferiore ai 200 litri) è di 30 giorni, che decorrono dal momento della chiusura definitiva del contenitore utilizzato per la raccolta. Lo smaltimento deve comunque avvenire almeno 1 volta all'anno. 8 IMBALLAGGI: I PRINCIPALI OBBLIGHI NEI CONFRONTI DEL CONAI 8.1 CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi). Si definisce imballaggio ogni prodotto, composto da materiale di qualsiasi natura (es. legno, carta, metallo, ecc..), adibito a contenere merci, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all utilizzatore (es. pallet, scatole, flaconi, bancali, ecc.). Allo scopo di facilitare la comprensione dei contenuti in oggetto e di verificare la propria situazione aziendale diamo alcune definizioni di base. Contributo ambientale CONAI: è l importo da versare per ogni tipologia di materiale destinato a diventare imballaggio; rappresenta la forma di compensazione del costo per la raccolta, il recupero e il riciclo dei relativi rifiuti. L'acconciatore da Manuale 20
PUBBLICI ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE Per esercizi di somministrazione di alimenti e bevande si intendono le attività commerciali in cui i prodotti vengono venduti per poter esser

References: art. 2
 art. 21
 art. 13
 art. 2
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 19
 art. 38
 art. 5
 art. 19
 art. 8
 art.29