Source: http://www.turismoassociati.it/dblog/stampa.asp?articolo=822
Timestamp: 2019-07-21 16:15:38+00:00

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By Admin (from 26/11/2010 @ 13:30:07, in it - Osservatorio Globale, read 1430 times)
Berlusconi incontrava i boss di Cosa Nostra.
Ma Berlusconi in questo processo non era imputato, il Procuratore Ingroia nella requisitoria in primo grado l’aveva definito vittima consapevole della mafia, la mafia gli faceva estorsioni, minacce per ottenere qualcosa, Dell’Utri faceva il doppio gioco, stava contemporaneamente con la mafia e con Berlusconi, quindi da una parte stava con chi gli faceva le minacce e le estorsioni, dall’altra parte stava con quello che le riceveva e si interponeva ogni volta a mediare per risolvere i problemi, ovviamente cosa facendo? Facendo sì che Berlusconi venisse incontro alle esigenze di Cosa Nostra. Questo hanno ritenuto i giudici di primo grado, questo hanno confermato i giudici di appello e questa è la cosa più importante, il caposaldo dell’impianto accusatorio è risultato confermato, qual è la differenza tra il primo e il secondo grado? Non è una differenza da poco, in primo grado Dell’Utri viene condannato a 9 anni per avere sostenuto e essere stato sostenuto da Cosa Nostra, il rapporto da do ut des , di scambio che rafforza Dell’Utri e rafforza contemporaneamente Cosa Nostra perché in primo grado si era ritenuto che Dell’Utri avesse messo a disposizione prima i suoi rapporti con il Berlusconi imprenditori, poi i suoi rapporti con il Berlusconi politico, stringendo addirittura quel patto politico – mafioso nel 1994, quando lui stesso ideò e sollecitò e ottenne una fine la discesa in campo di Berlusconi.
In appello la pena è stata ridotta da 9 a 7 anni perché i giudici hanno tolto l’ultimo periodo, il periodo totale è dagli inizi degli anni 70 fino al 1996, questo è il capo di imputazione anche se i fatti proseguivano addirittura fino al 2001, nella sentenza d’appello vengono tolti gli anni che vanno dal 1993 al 1996 e quindi rimane il periodo dall’inizio degli anni 70 al 1992 compreso, perché? Perché scrivono i giudici, come vedremo, con l’intermediazione di Dell’Utri, Berlusconi ha pagato Cosa Nostra fino alla vigilia delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, ha pagato il pizzo a Cosa Nostra, senza mai denunciare le minacce e le estorsioni, ma preferendo venire a patti, addirittura finanziando Cosa Nostra, che peraltro pare, ma questo nella sentenza non è un capitolo che viene affrontato, si sta indagando adesso a Palermo sulle parole di Massimo Ciancimino, ma soprattutto della madre di Massimo Ciancimino, vedova dell’ex Sindaco mafioso Vito a proposito degli investimenti della mafia nelle aziende del Cavaliere negli anni 70/80, quindi i giudici della Corte d’Appello tagliano la responsabilità di Dell’Utri a tutto il 1992 e non dopo, cosa succede dopo? Ricorderete che quando uscì il dispositivo della sentenza che per il dopo assolveva Dell’Utri si disse: ecco quindi i giudici dicono che dopo Dell’Utri ha smesso di avere rapporti con la mafia, mentre ne aveva avuti proprio fino al 1992, non avevamo detto subito: è impossibile che una sentenza dica una sciocchezza del genere, non l’hanno detto neanche per Andresti quando hanno tagliato la sua responsabilità alla primavera del 1980, nelle sentenze cosa si fa? Si decide che sono provati i fatti fino a una certa data, dopo non è che si dice che all’improvviso uno da un giorno all’altro smette di avere rapporti con la mafia, anche perché lo sanno tutti che non si può smettere di avere rapporti con la mafia, anche se tu volessi smettere, la mafia ti chiamerà sempre a avere rapporti con lei, quelli sono rapporti che durano per la vita, è come il diamante, la mafia è per sempre, quando uno si mette nelle sue mani non può su uscirne, non è un taxi che paghi e scendi dalla macchina.
Penso che i magistrati della Procura e della Procura generale, visto che invece avevano sostenuto che le prove sono più che sufficienti anche per il periodo dopo il 1992 e visto che il Tribunale aveva già dato loro ragione su questo punto, faranno ricorso in Cassazione per ottenere che Dell’Utri venga condannato anche per il periodo successivo, ma in ogni caso oggi stiamo commentando la sentenza di appello, è una sentenza, me la sono letta, è una fatica, sono 641 pagine e è uscita solo venerdì, è una sentenza che in certi punti fa veramente sorridere, si ha veramente l’impressione che i giudici facciano i salti mortali per staccare gli elementi l’uno dall’altro, polverizzarli, sparpagliarli, in modo che si perda il disegno di insieme e si possa poi dire che non basta questo, questo o quell’episodio per dimostrare che Dell’Utri ha continuato a magiare anche dopo il 1992, quindi penso che ci siano ampi spazi per un ricorso in Cassazione contro l’assoluzione per insufficienza di prove post 1992, ma già quello che dice questa sentenza che inequivocabilmente è il punto più basso che si sia raggiunto nell’accertamento della verità nei confronti di Dell’Utri perché giudici così benevoli sei suoi confronti, Dell’Utri nella sua carriera di imputato non ne ha mai incontrati e speriamo non ne incontri mai più, anche i giudici più benevoli che lui abbia mai incontrato, dicono comunque, non possono non dire comunque delle cose enormi per la loro rilevanza politica e morale e per le conseguenze che dovrebbero avere sulle istituzioni in un paese che non abbia perso completamente i punti cardinali e il senso dell’orientamento, oltre che la decenza, il comune senso del pudore.
Quando uscì il dispositivo di questa sentenza, appigliandosi alla caduta dell’ultimo periodo, ricorderete che grandi statisti come Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, i capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato esultarono: il teorema è stato smontato, l’offensiva su mafia e Forza Italia è stata sconfitta, il Tg1 spacciò la condanna a 7 anni per un’assoluzione, una sconfitta della Procura di Milano, Dell’Utri era un po’ meno felice ovviamente, infatti disse una cosa che ancora oggi è il migliore commento a questa sentenza, anche dopo ha lettura delle motivazioni dell’altro giorno e cioè disse: vi pare normale che se io ho avuto rapporti con la mafia, fino al 1992 quando ero un dirigente di Publitalia o un semplice galoppino e segretario di Berlusconi, quando diventò veramente importante, quando invento Forza Italia la mafia smette di avere rapporti con me e io smetto di avere rapporti con la mafia? E’ un’obiezione formidabile dal punto di vista logico, ovviamente, dal punto di vista storico, dal punto di vista giornalistico, nessuno può credere che la mafia rinunci a avere rapporti con Dell’Utri e che Dell’Utri smetta quindi di avere rapporti con la mafia, proprio nel momento in cui può essere più utile alla mafia perché non è più soltanto il dirigente di uno dei tanti gruppi finanziari e imprenditoriali e edili di Milano, ma è il punto di riferimento del partito che si avvia nel 1993 a vincere le elezioni e che nel 1994 vince le elezioni e va al governo, Dell’Utri diceva questo nella speranza di screditare la prima parte della sentenza per dire: è illogico e quindi mi devono assolvere anche per il periodo precedente, è la prova che non ho avuto rapporti con la mafia neanche prima.
Mangano non faceva lo stalliere.
Gli spiritosi magistrati della Corte D'Appello.
Quindi quale migliore prova del fatto che poi si sono veramente verificati quei provvedimenti che Dell’Utri aveva promesso a Mangano, sapete che in materia di giustizia le maggioranze e le minoranze contano poco, le peggiori leggi pro mafia in questi anni sono sempre state votate da destra e sinistra insieme sia che governasse il centro-sinistra, sia che governasse il centro-destra, in quel momento poi c’era un governo tecnico di Dini, sul quale c’era la Lega, il centro-sinistra in maggioranza e dentro il governo e Berlusconi che aveva votato contro la fiducia, ma che poi su questo provvedimento contro la giustizia, aveva votato a favore, Dell’Utri poteva tranquillamente promettere provvedimenti anche se in quel momento al governo Berlusconi non c’era più, perché? Perché le leggi in materia di giustizia, pro mafia venivano fatte trasversalmente e poi comunque questa legge c’è stata, è stata approvata nell’agosto 1995, cosa dicono i giudici? E’ uno dei passaggi più strepitosi: non risulta del tutto inverosimile che Vittorio Mangano abbia falsamente riferito di avere affrontato con i suoi referenti milanesi, discorsi su garanzie, promesse e interventi a favore per Cosa Nostra, al fine di mantenere un ruolo di prestigio in seno al sodalizio mafioso, o persino al solo scopo di accreditarsi some indispensabile e insostituibile per sfuggire a una condanna a morte che rischiava anche per le sue malefatte interne alla sua cosca e di cui potrebbe avere avuto già sentore, al di là della ritenuta insufficienza di prove idonee a approvare l’assunzione di impegni e la prestazione di promesse da parte dell’imputato Dell’Utri nei confronti di Cosa Nostra per il tramite di Mangano, non è irragionevole ritenere che questi, Mangano, possa avere millantato con altri mafiosi: Cocuzza, La Marca etc. che l’hanno poi raccontato, anche riferendo loro di colloqui realmente avvenuti e i pretesi impegni che in realtà invece non erano mai stati assunti, un mafioso che già rischia la pelle perché ha fatto qualche marachella interna alla sua cosca, cosa fa? Si inventa di avere parlato con Dell’Utri e di avere ricevuto garanzie da Dell’Utri, quindi inganna i mafiosi con il rischio che se lo scoprono o vanno a verificare, se c’era qualche dubbio o accopparlo o no, lo accoppano di sicuro perché sapete che millantare all’interno di Cosa Nostra non è come millantare stando a Palazzo Chigi o firmando il contratto con gli italiani, se uno millanta all’interno di Cosa Nostra lo accoppano all’istante, su vicende politiche di questa delicatezza, pensate quando Salvo Lima e Ignazio Salvo hanno promesso che il maxiprocesso sarebbe finito in assoluzione e poi è finito in condanna, Riina li ha fatti sparare per la strada e erano referenti politici, non erano picciotti comuni come Vittorio Mangano o capi mafia come era diventato Vittorio Mangano nella famiglia di Porta Nuova e quindi millantava, quindi praticamente noi dobbiamo credere, questa è la cosa un po’ ridicola di questa sentenza, che dà veramente l’impressione di un’arrampicata sui vetri per il periodo post 1992 che la mafia decide nel 1994 di votare Forza Italia perché le piaceva il programma di Forza Italia, molto simile al suo, scrivono i magistrati che è provato che nel 1994 la mafia vota in massa per Forza Italia, può ritenersi che tra la fine del 1993 e i primi mesi del 1994 in concomitanza con la nascita del partito politico Forza Italia voluto da Berlusconi e creato con il determinante contributo organizzativo di Dell’Utri in Cosa Nostra, maturò diffusamente la decisione di votare per la nuova formazione e lo stesso avvenne poi anche nel 1999 come abbiamo visto, ci sono i picciotti nell’autoscuola che organizzano la campagna elettorale, ciò però non significa, perché non c’è la prova certa, che ci sia stato un accordo, il Mangano delle agende potrebbe anche essere un omonimo, gli incontri con Dell’Utri nel 1994 potrebbero essere delle millanterie di Mangano, Spatuzza che parla di quel patto per cui furono fatte le stragi poi per accelerare la discesa in campo, non è attendibile, perché non è attendibile? Perché non l’ha detto subito, siamo alle solite, qui è come se i giudici si fossero sempre occupati di furto di bestiame e non avessero esperienza, in realtà ce l’hanno, di storie di mafia e non sapessero che il mafioso prima ti dice le cose meno gravi, quando si pente, oppure prima ti dice le sue, poi con una certa ritrosia tira in ballo gli amici, poi alla fine con enorme fatica tira in ballo i politici, Buscetta impiegò 10 anni per fare il nome di Andreotti che non aveva fatto neanche davanti al Falcone, perché? Perché è così, è inevitabile, è umano, hanno paura, lo sanno cosa gli succede quando toccano il livello politico, secondo questi giudici spiritosi il fatto che Spatuzza abbia detto soltanto dopo diversi mesi le cose che riguardavano specificamente Berlusconi e Dell’Utri che poi era semplicemente un incontro che lui aveva avuto e un colloquio che ha avuto con Graviano, mica cose paragonabili alla sua partecipazione alla strage di Via d’Amelio, diventa secondo i giudici tardivo e quindi inattendibile, come se uno solo perché dice una cosa tardi fosse inattendibile, non si capisce cosa c’entri!
Testimoni che non possono testimoniare.
Ciancimino? Massimo Ciancimino, qui siamo al capolavoro, non l’hanno mai sentito i giudici della Corte d’Appello, non l’hanno voluto sentire, non l’hanno mai visto in faccia, hanno semplicemente esaminato verbali trasmessi, ma i processi si fanno con i testimoni in aula, soprattutto quando sono nuovi, appena arrivati, li senti tu i testimoni, verifichi tu se sono attendibili, loro decidono che è inattendibile senza averlo neanche visto in faccia, anzi avergli neanche fato una domanda, senza avergli neanche parlato una sola volta, guardate che è molto strano!
Tutto ciò che porta a ritenere che ci sia stato un patto politico – mafioso alla base della nascita di Forza Italia e del voto che loro stessi ritengono che la mafia abbia dato per anni a Forza Italia, viene buttato via in qualche modo con qualche arrampicatina sugli specchi e così dobbiamo pensare che è possibile la tesi di un’adesione di Cosa Nostra sorta spontaneamente, indotta e determinata dalla convinzione che il sodalizio mafioso avrebbe avuto certamente da guadagnare da un programma garantista sui temi della giustizia, quale quello adottato dalla nuova formazione, è sicuro che Dell’Utri aveva avuto rapporti con la mafia fino al 1992 provati, è sicuro che Berlusconi ha pagato la mafia fino alla vigilia della strage di Capaci, ma quando la mafia vota per loro, un anno e mezzo dopo e decide di votare per loro nell’autunno del 1993 lo fa così, in base a una sintonia programmatica, gli piace al programma di Forza Italia ai mafiosi, è garantista e quindi per la prima volta nella loro vita danno il voto al buio!

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