Source: http://materiescolastiche.altervista.org/2014/02/
Timestamp: 2018-09-20 06:37:56+00:00

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febbraio 28, 2014 Patrizio Masini Commenti disattivati
La residenza – Cos’è la residenza
La residenza è, secondo l’articolo 43, il luogo in cui una person ha al a dimore abituale, vale a dire, in pratica, dove vive.
La residenza si determina con l’iscrizione presso l’anagrafe di un Comune: iò risponde allo scopo di determinare con facilità ill uogo di dimora abituale. Tuttavia l’iscrizione all’anagrafe non costituisce una prova assoluta della residenza, perché altre persone possono dimostrare che il luogo indicato come residenza non corrisponde a verità.
Il luogo di residenza ha importanza giuridica sotto diversi aspetti: determina il luogo d’esercizio del diritto di voto, l’appartenenza a un determinato Comune, il luogo in cui devono essere notificati atti giudiziari, ad esempio una citazione in giudizio.
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La rappresentanza – Cos’è la rappresentanza
La rappresentanza è un istituto giuridico tramite il quale un soggetto, detto rappresentante, agisce in nome e per conto di un altro, detto rappresentato.
Le espressioni “in nome” e “per conto” significano rispettivamente che il rappresentante, nel compiere determinati atti, dichiara di compierli non per sé ma per il soggetto che rappresenta e che gli effetti dell’altro compiuto dal rappresentante ricadono direttamente nella sfera giuridica del rappresentato. In pratica,è come se quell’atto fosse stato compiuto direttamente dal rappresentato.
Quando è la legge a prevedere che determinati soggetti ne rappresentino altri, come capita ai genitori nei confronti dei figli minori e ai tutori verso i minori privi di genitori o versi gli interdetti, si parla di rappresentanza legale.
Pertanto, nel caso considerato, i genitori potranno decidere, ad esempio, di investire una parte della somma accantonata in titoli di Stato, poiché agiscono in qualità di rappresentanti legali del figlio minore.
La rappresentanza può sorgere anche per designazione volontaria del rappresentante da parte del rappresentato, sulla base di un atto che prende il nome di procura. Ne costituisce un classico esempio il caso di una persona che, volendo acquistare un quadro d’autore senza possedere un’adeguata cultura artistica, incarichi un esperto d’arte di effettuare l’acquisto in nome e per conto proprio.
Si parla in tal caso di rappresentanza volontaria. La procura può essere conferita per il compimento di singoli affari (come nel caso dell’acquisto del quadro) o di tutti gli affari di una persona: nel primo caso la procura è speciale, nel secondo è generale.
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Chi sono gli inabilitati
Chi sono gli inabilitati – Informazioni sugli inabilitati in diritto
Gli inabilitati sono soggetti che vengono parzialmente privati della capacità di agire da una sentenza giudiziale.
La sentenza di inabilitazione viene normalmente emanata su istanza di parenti o familiari; essa riconosce agli inabilitati il potere di compiere da soli gli atti di ordinaria amministrazione, ma impone l’assistenza i un curatore per il compimento degli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione. Possono essere inabilitati:
le persone affette da malattie mentali non così gravi da giustificare l’interdizione;
i prodighi, cioè le persone che spendono il denaro con eccessiva generosità e noncuranza;
i ciechi o i sordomuti dalla nascita o dalla prima infanzia se non hanno ricevuto un’educazione adeguata ad assicurarne una sufficiente autonomia.
Oltre a queste situazione di totale o parziale incapacità di agire, viene presa in considerazione dal diritto la cosiddetta incapacità mentale di agire: può capitare che una persona perfettamente capace di agire venga a trovarsi in una situazione di temporanea incapacità mentale,ad esempio perché una era, uscendo con amici si lascia un po’ andare e beve sostanze alcoliche in quantità in cui non è abituata.
La legge prevede sanzioni per queste situazioni momentanee.
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L’interdizione legale – Cos’è l’interdizione legale
L’interdizione legale risponde a una funzione punitiva, quella giudiziale ha invece lo scopo di tutelare il soggetto dalla possibilità di danneggiare se stesso o il proprio patrimonio. In relazione a questa differenza, si comprende anche la ragione per cui l’interdetto legale, diversamente da quello giudiziale, perde la capacità di agire soltanto per gli atti patrimoniali, mentre può liberamente compiere quelli personali: pensiamo alla possibilità di sposarsi, di riconoscere un figlio naturale o di fare testamento, diritti che comprensibilmente non possono essere invece validamente esercitati da chi non è in possesso delle piene facoltà mentali.
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Chi sono gli interdetti giudiziali
Chi sono gli interdetti giudiziali – Informazioni sugli interdetti giudiziali
Gli interdetti giudiziali sono persone che vengono private della capacità di agire da una sentenza giudiziale che ne accerta la grave infermità mentale.
La sentenza di interdizione giudiziale viene emanata dal Tribunale in seguito aspecifica richiesta, avanza normalmente dal coniuge o dai parenti pi stretto allo scopo di evitare ce l’infermità di mente possa portare il soggetto a compiere gesti con consulti in relazione al proprio patrimonio.
La richiesta di interdizione può inoltre provenire, nel caso di un processo penale, dal pubblico ministero.
La sentenza che dichiara interdetta una persona può essere revocata con sentenza nell’ipotesi in cui sia venuta a cessare la situazione che l’aveva determinata. L’istanza può essere in tal caso presentata dal coniuge, dai parenti più prossimi, dal tutore o dal pubblico ministero.
Gli atti giuridici degli interdetti sia legali sia giudiziali, sono compiuti da un tutore, che viene nominato dal giudice contestualmente alla sentenza di interdizione. Al ruolo di tutore vengono preferibilmente chiamati il coniuge o i parenti prossimi, quali un genitore, un fratello o una sorella, o i figli maggiorenni. Gli atti compiuti in prima persona da un interdetto sono, per legge, annullabili.
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Chi sono gli interdetti legali
Chi sono gli interdetti legali – Informazioni sugli interdetti legali
Gli interdetti legali sono le persone private dalla legge della capacità di agire in conseguenza di condanna all’ergastolo o a una pena detentiva superiore ai cinque anni.
La persona condannata all’ergastolo non potrà pertanto procedere in via diretta alla vendita del terreno. Tale atto potrà però essere compiuto nel suo interesse, dal suo rappresentante legale, cioè il tutore nominato dal giudice.
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Il minore emancipato – Chi è il minore emancipato
Il minore emancipato è un soggetto minorenne, di età superiore ai sedici anni, che viene autorizzato dal Tribunale a sposarsi prima della maggiore età.
Il nostro diritto parte dal presupposto che solo una persona matura e consapevole, pertanto necessariamente maggiorenne, possa validamente contrarre matrimonio, in quanto si tratta di una scelta di estrema importanza per la vita propria e altrui.
Tuttavia, di fronte a particolari circostanze, il Tribunale può concedere l’autorizzazione al matrimonio a persone minorenni, sentito il parere di psicologi e valutata la maturità psico-fisica dei nubendi. Una situazione che in molti casi spinge il Tribunale a concedere l’emancipazione è lo stato di gravidanza della ragazza, in considerazione del fatto che il nascituro ha bisogno di una famiglia regolare in cui inserirsi; tuttavia non sono mancati asi in cui alcuni di una famiglia regolare in cui inserirsi: tuttavia non sono mancati casi in cui alcuni Tribunali hanno interpretato lo stato di gravidanza come un segno di immaturità dei giovani e hanno, per questo motivo, negato il permesso al matrimonio.
Nel valutare se concedere o no l’emancipazione legale, i giudici devono sentire il parere dei genitori dei nubendi, parere che non è però vincolante ai fini della sentenza finale.
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La capacità di agire – Cos’è la capacità di agire
La capacità di agire di esercitare validamente i propri diritti e di assumere dei precisi doveri.
La capacità di agire si acquista, secondo la legge italiana, al compimento del diciottesimo anno di età. Essa, come si desume dalla sua definizione, è richiesta per concludere validamente qualsiasi atto giuridico, come ad esempio un contratto.
Ha dunque ragione nel caso esaminato, il proprietario dell’appartamento, il quale pretende la firma di un maggiorenne per concludere il contratto.
La legge presume in modo assoluto che i minorenni non siano ancora in grado di provvedere in modo maturo ai propri interessi, quindi che siano incapaci assoluti di agire.
Al contrario, si presume in modo relativo che la maggiore età comporti la piena capacità di agire.
Non va confusa con la capacità di intendere e di volere. Questa capacità corrisponde alla condizione in cui si trova chi è mentalmente in grado di cogliere la portata delle proprie azioni ed è in grado di controllare il proprio comportamento per evitare di provocare danni ad altri.
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Le persone fisiche - Cosa sono le persone fisiche
Le persone fisiche sono tutti gli individui cui sono destinate le norme giuridiche.
Secondo il nostro ordinamento le persone fisiche sono tutte dotate di capacità giuridica, sono cioè titolari di determinati diritti e doveri.
Ogni persona, infatti, fin da quando nasce, anche se non è in grado di esercitare alcun potere, si vede riconoscere dall’ordinamento giuridico una serie di diritti, la cui violazione costituisce illecito ed è punita dalla legge.
Il giudica, accertato lo stato trascuratezza in cui viene cresciuto il figlio e verificata l’incapacità dei genitori di provvedervi adeguatamente, disporrà la sottrazione del bambino alla potestà dei genitori.
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La decadenza in diritto
La decadenza in diritto – Cos’è la decadenza in diritto
La decadenza in diritto è l’estinzione di un diritto per effetto del mancato esercizio da parte del suo titolare.
E’, ad esempio, soggetto a termini di decadenza (centoventi giorni) il diritto delle parti di un processo di presentare ricorso in appello contro la sentenza emanata dal giudice di primo grado.
La decadenza non è soggetta n a sospensione né a interruzione.
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