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Timestamp: 2020-05-26 08:52:15+00:00

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Articolo 116 ∙ (Rendiconto del curatore)
Natura del procedimento di rendiconto ∙ Costituzione della parte ∙ Destinatari della comunicazione prevista dall'art. 116, co. 3, l.f. ∙ Omessa comunicazione del rendiconto ∙ Creditore sconosciuto ∙ Legittimazione passiva alla contestazione del rendiconto ∙ Rendiconto e decisione con sentenza in esito a procedimento ordinario di cognizione ∙ Reclamo al collegio avverso il decreto di approvazione del conto della gestione ∙ Ricorso per cassazione ∙
Contestazioni al rendiconto
Contestazione del rendiconto della gestione ∙ Interesse alla contestazione del conto della gestione ∙ Specificità delle contestazioni al conto della gestione ∙ Contestazione del debitore ∙ Contestazioni del creditore non ammesso al passivo ∙ Contestazioni dell'amministratore della società fallita ∙ Contestazione del conto della gestione presentato dal curatore cessato ∙ Contestazioni del curatore subentrato ∙
Giudizio di approvazione del rendiconto
Oggetto del giudizio di approvazione del rendiconto ∙ Funzione del giudice delegato ∙ Indicazione nel rendiconto dei crediti di massa soddisfatti e degli accantonamenti ∙
Revoca del fallimento e rendiconto della gestione ∙ Revoca del fallimento e compenso del curatore ∙ Liquidazione del compenso al curatore ∙ Responsabilità del curatore ∙ Mala gestio del curatore ∙ Mala gestio del curatore, prospettazione e prova del danno cagionato ∙ Mancato rapporto al PM per illeciti commessi dal curatore ∙ Sostituzione o revoca del curatore ∙ Esdebitazione e approvazione del rendiconto ∙ Concordato preventivo e rendiconto della gestione ∙ Concordato preventivo, acconto richiesto dal commissario giudiziale ∙ Liquidazione coatta amministrativa, approvazione del rendiconto e opposizione al piano di riparto ∙ Curatore dell'eredità giacente e procedimento di approvazione del rendiconto ∙
Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Rendiconto del curatore - Approvazione - Estensione - Verifica contabile e controllo di gestione - Responsabilità per gli atti di “mala gestio” - Contestazioni - Requisiti
Il giudizio di approvazione del rendiconto presentato dal curatore ha ad oggetto oltre alla verifica contabile anche l'effettivo controllo di gestione e può estendersi all'accertamento della sua personale responsabilità nel compimento di atti pregiudizievoli per la massa o per i singoli creditori; in quest'ultimo caso le contestazioni rivolte al conto debbono essere dotate di concretezza e specificità, non potendo consistere in un'enunciazione astratta delle attività cui il curatore si sarebbe dovuto attenere, ma piuttosto indicare puntualmente gli atti di "mala gestio" posti in essere, nonchè le conseguenze, anche solo potenzialmente dannose, che ne siano derivate, così da consentire la corretta individuazione della materia del contendere e l'efficace esplicazione del suo diritto di difesa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Marzo 2019, n. 6377. Segue...
Concordato con cessione dei beni - Commissario liquidatore - Disciplina anteriore alla riforma di cui al d.lgs. n. 5 del 2006 - Determinazione del compenso - Criteri - Applicazione dei parametri stabiliti per il compenso del curatore - Necessità - Conseguenze - Preventiva approvazione del rendiconto - Sussistenza
Nel concordato preventivo con cessione dei beni, il commissario liquidatore svolge funzioni equiparabili a quelle del curatore del fallimento ed ha, pertanto, diritto, al pari di quest'ultimo, ad un compenso che, in mancanza di una specifica disciplina normativa ex art. 182 l.fall., nel testo utilizzabile "ratione temporis", dev'essere quantificato, ai sensi dell'art. 39 l.fall. e del decreto ministeriale ivi richiamato, in una percentuale sull'attivo realizzato o, in assenza di risultati utili della liquidazione, nel minimo legale. Tale compenso, inoltre, come per il curatore, può essere liquidato solo dopo l'approvazione del rendiconto, benchè, nella normativa anteriore alle modifiche apportate dal d.lgs. n. 5 del 2006, la sua presentazione non sia imposta da una norma di legge ma solo dalla sentenza di omologazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Aprile 2016, n. 7591. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Giudizio di approvazione - Oggetto - Verifica contabile e controllo di gestione - Contestazioni - Requisiti - Concretezza e specificità - Condizioni
Il giudizio di approvazione del rendiconto del curatore ha ad oggetto, ai sensi dell'art. 116 l.fall., la correttezza e la corrispondenza dell'operato di quest'ultimo ai precetti legali ed ai canoni della diligenza professionale richiesta per l'esercizio della carica, nonché gli esiti conseguiti, la cui contestazione esige la deduzione e la prova di un pregiudizio almeno potenziale recato al patrimonio del fallito o alle ragioni dei creditori, difettando altrimenti un interesse all'impugnazione del conto, mentre non occorre in tale giudizio anche la dimostrazione del danno in concreto derivato dalla dedotta "mala gestio "; le contestazioni rivolte al conto debbono, altresì, essere concrete e specifiche, non potendo consistere in astratte enunciazioni, ma dovendo puntualizzare le vicende ed i comportamenti imputati al curatore, nonchè le conseguenze, anche solo potenzialmente dannose, che ne siano derivate, così da individuare la materia del contendere e consentirgli un'efficace esplicazione del suo diritto di difesa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Aprile 2016, n. 7320. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Rendiconto del curatore - Giudizio di approvazione - Oggetto - Verifica contabile e controllo di gestione - Contestazioni - Requisiti - Concretezza e specificità - Condizioni
Il giudizio di approvazione del rendiconto del curatore ha ad oggetto, ai sensi dell'art. 116 l.fall., la correttezza e la corrispondenza dell'operato di quest'ultimo ai precetti legali ed ai canoni della diligenza professionale richiesta per l'esercizio della carica, nonché gli esiti conseguiti, la cui contestazione esige la deduzione e la prova di un pregiudizio almeno potenziale recato al patrimonio del fallito o alle ragioni dei creditori, difettando altrimenti un interesse all'impugnazione del conto, mentre non occorre in tale giudizio anche la dimostrazione del danno in concreto derivato dalla dedotta "mala gestio"; le contestazioni rivolte al conto debbono, altresì, essere concrete e specifiche, non potendo consistere in astratte enunciazioni, ma dovendo puntualizzare le vicende ed i comportamenti imputati al curatore, nonchè le conseguenze, anche solo potenzialmente dannose, che ne siano derivate, così da individuare la materia del contendere e consentirgli un'efficace esplicazione del suo diritto di difesa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Aprile 2016, n. 7320. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Rendiconto del curatore - Giudizio di rendiconto nei confronti del curatore cessato - Mera contestazione di negligenza nella conduzione della procedura - Azione di responsabilità proposta in separato giudizio - Rapporto di pregiudizialità tra i due processi ex art. 295 c.p.c. - Esclusione - Fondamento
Qualora la curatela contesti il conto della gestione presentato dal curatore cessato per negligenza nella conduzione della procedura, senza, tuttavia, chiedere la sua condanna al risarcimento dello specifico danno così cagionato alla massa, il relativo giudizio, riguardando la sola domanda di non approvazione del rendiconto, non si pone in rapporto di pregiudizialità logico-giuridica, ex art. 295 c.p.c., rispetto all'azione di responsabilità autonomamente proposta nei confronti del medesimo curatore, atteso che il giudice del rendiconto valuta la sussistenza della contestata negligenza in via meramente incidentale e senza efficacia di giudicato, ai fini di quanto richiestogli, sicché l'eventuale sentenza di approvazione del rendiconto non preclude uno specifico autonomo accertamento da parte del giudice investito dell'azione di responsabilità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 14 Gennaio 2016, n. 529. Segue...
Fallimento - Organi preposti al Fallimento - Curatore - Compenso - Decreto di liquidazione dell'acconto sul compenso - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Inammissibilità - Fondamento
I decreti con i quali il tribunale fallimentare concede o rifiuta gli acconti sul compenso richiesti dal curatore sono espressione di un potere discrezionale ed intervengono in una fase processuale anteriore alla presentazione ed approvazione del conto, non assumendo, di conseguenza, efficacia di cosa giudicata, sicché essi non possono pregiudicare, dopo la presentazione del rendiconto, la futura e definitiva decisione sul compenso dovuto, cui corrisponde un diritto soggettivo del curatore, e non sono, quindi, ricorribili per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Novembre 2015, n. 24044. Segue...
Fallimento - Organi preposti al Fallimento - Curatore - Compenso - Curatore o commissario giudiziale - Acconto sul compenso - Decreto di liquidazione - Ricorribilità per cassazione - Esclusione - Revocazione ex art. 397 c.p.c. - Esclusione - Fondamento
I decreti con cui il tribunale fallimentare concede o rifiuta gli acconti sul compenso richiesti dal curatore (o dal commissario giudiziale), sono espressione di un potere discrezionale il cui esercizio, intervenendo in una fase processuale anteriore alla presentazione ed approvazione del rendiconto, non comporta definitivi accertamenti in fatto e in diritto in ordine alla spettanza o alla misura del compenso e non può pregiudicare la futura decisione sul compenso dovuto, sicché non sono ricorribili per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., né sono qualificabili come "sentenze" in senso sostanziale ai fini della revocazione prevista dall'art. 397 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2015, n. 19711. Segue...
Concordato preventivo - Commissario giudiziale - Liquidazione di acconto sul compenso - Ricorso straordinario per cassazione proposto dal P.M. - Inammissibilità - Fondamento
In tema di concordato preventivo, è inammissibile il ricorso straordinario per cassazione (nella specie, peraltro, proposto dal P.M., privo della titolarità del relativo potere, giusta quanto desumibile dagli artt. 69 c.p.c. e 2907 c.c.) avverso il decreto con cui il tribunale conceda un acconto richiesto dal commissario giudiziale , trattandosi di provvedimento, di carattere discrezionale, che interviene in una fase processuale anteriore alla presentazione ed approvazione del conto, sicché non assume efficacia di cosa giudicata, né può pregiudicare, dopo la presentazione del rendiconto, la futura e definitiva decisione sul compenso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 30 Settembre 2015, n. 19580. Segue...
Amministrazione controllata - Organi - Commissario giudiziale - Acconto sul compenso - Decreto di liquidazione - Efficacia di cosa giudicata - Esclusione - Fondamento - Conseguenze
Fallimento - Organi preposti al fallimento - Curatore - Compenso - Revoca del fallimento - Acconti sul compenso al curatore - Diritto del fallito "in bonis" di ripetere le somme liquidate - Esclusione - Diritto di agire nei confronti di chi ha colpevolmente dato causa al fallimento - Sussistenza
In caso di revoca del fallimento, l'imprenditore tornato "in bonis" non ha diritto di ripetere dal curatore le somme liquidate per acconti sul compenso nel corso della procedura, ma solo di agire, per ottenere il rimborso di quanto detratto dall'attivo, nei confronti del soggetto sul quale tali oneri devono gravare per avere colpevolmente dato causa al fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Marzo 2014. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Rendiconto del curatore - Fallimento - Revoca - Giudizio di rendiconto - Questione relativa al soggetto su cui deve gravare il compenso del curatore - Inammissibilità - Fondamento
La diversità temporale e funzionale esistente tra il procedimento di approvazione del conto, che ha per oggetto specifico il controllo della gestione del patrimonio effettuata dal curatore, e quello di liquidazione del compenso al curatore, che segue al primo e presuppone che l'operato del curatore sia stato esaminato ed approvato, esclude che nel procedimento di rendiconto possa introdursi la questione relativa all'individuazione del soggetto sul quale devono gravare le spese ed il compenso spettante al curatore, e ciò anche nel caso di revoca del fallimento, laddove tali oneri gravano su chi abbia colpevolmente dato causa alla sua apertura. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Marzo 2014. Segue...
Fallimento - Organi preposti al Fallimento - Curatore - Compenso - Liquidazione - Diligenza e sollecitudine nell'adempimento dell'incarico - Incidenza - Limiti - Valutazione della responsabilità del curatore - Condizioni ed effetti
La valutazione del tribunale circa la diligenza e la sollecitudine con cui il curatore fallimentare abbia svolto la propria attività può incidere sulla misura del compenso da liquidarsi in suo favore dopo l'approvazione del conto della gestione, giustificandone la quantificazione tra l'importo minimo e massimo, ma non anche sulla spettanza stessa di qualsivoglia compenso per l'opera prestata, fermo restando che la sua effettiva erogazione può essere impedita dal definitivo accertamento di una responsabilità del curatore medesimo alla stregua dell'art. 38 legge fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 31 Maggio 2013, n. 13805. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Ordine di distribuzione - Ripartizione - Progetto - Deposito - Avviso ai creditori - Modalità - Mancato recapito al domicilio eletto del precedente avviso di deposito del rendiconto del curatore - Conseguenze - Deposito in cancelleria anche dell'avviso relativo al piano di riparto - Ammissibilità - Esclusione - Ragioni
In tema di ripartizione dell'attivo fallimentare, la sola circostanza che un creditore ammesso al passivo - il quale abbia eletto domicilio nel comune sede del tribunale procedente - sia risultato "sconosciuto" all'indirizzo indicato all'atto della comunicazione del deposito del rendiconto del curatore (disposta ai sensi dell'art. 116 legge fall. anteriore al d.lgs. n. 5 del 2006), non consente il deposito nella cancelleria dello stesso tribunale procedente, ai sensi dell'art. 93, secondo comma, legge fall., del successivo avviso del curatore concernente il deposito del progetto di ripartizione finale dell'attivo, ciò traducendosi in una violazione della necessaria effettività della tutela giurisdizionale e, al contempo, della distinzione delle fasi della procedura, cui gli avvisi si riferiscono. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Gennaio 2013, n. 1523. Segue...
Liquidazione coatta amministrativa - Ripartizione dell’attivo - Piano di riparto - Liquidazione coatta amministrativa - Piano di riparto - Opposizione - Decisione - Natura del provvedimento - Appellabilità
In tema di liquidazione coatta amministrativa, analogamente a quanto disposto dall'art. 116 legge fall. in materia di approvazione del rendiconto del curatore fallimentare, l'opposizione al piano di riparto di cui all'art. 213 legge fall., viene definita con provvedimento che, prescindendo dalla sua veste formale, ha natura di sentenza e soggiace, pertanto, all'ordinario regime impugnatorio, con la conseguente appellabilità dello ed inammissibilità del ricorso immediato per cassazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Settembre 2012, n. 15949. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Organi preposti al fallimento - Curatore - Obblighi - Responsabilità - Azione di responsabilità del cessato curatore fallimentare - Condizioni - Revoca dell'incarico - Necessità - Esclusione - Fondamento - Approvazione del rendiconto - Efficacia preclusiva - Esclusione - Fondamento
È ammissibile l'azione di responsabilità nei confronti del cessato curatore fallimentare, pur in assenza della previa revoca dell'incarico e nonostante l'avvenuta approvazione del rendiconto, in quanto, da un lato, nonostante l'art. 38 legge fall. preveda l'ipotesi della revoca del curatore prima dell'esercizio dell'azione di responsabilità, tale indicazione non deve considerarsi tassativa, bensì solo normale secondo "l'id quod plerumque accidit", con esclusione, quindi, di ogni effetto preclusivo in dipendenza di dimissioni volontarie e preventive, accettate dall'ufficio e seguite da sostituzione, e dall'altro lato, perché l'approvazione del rendiconto non ha effetto preclusivo di detta azione, che ha la sua sede naturale, ma non esclusiva, nel giudizio di rendiconto, attesa l'ammissibilità della scissione del controllo gestionale da quello contabile Cassazione civile, sez. I, 08 Settembre 2011, n. 18438. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Rendiconto del curatore - Giudizio di approvazione - Oggetto - Verifica contabile e controllo di gestione - Contestazioni - Requisiti - Concretezza e specificità - Condizioni.
Il giudizio di approvazione del rendiconto presentato dal curatore ha ad oggetto, ai sensi dell'art. 116 legge fall., la verifica contabile e l'effettivo controllo di gestione, cioè la valutazione della correttezza dell'operato del curatore, della sua corrispondenza a precetti legali e ai canoni di diligenza professionale richiesta per l'esercizio della carica e degli esiti che ne sono conseguiti, la cui contestazione esige la deduzione e la dimostrazione dell'esistenza di pregiudizio almeno potenziale recato al patrimonio del fallito o agli interessi dei creditori, difettando altrimenti un interesse idoneo a giustificare l'impugnazione del conto stesso, mentre non occorre che già in tale giudizio sia fornita la prova del danno effettivamente concretizzatosi a seguito della dedotta "mala gestio"; le contestazioni rivolte a tale conto debbono a loro volta essere dotate di concretezza e specificità, non potendo consistere in un'enunciazione astratta delle attività cui il curatore si sarebbe dovuto attenere, ma piuttosto indicare puntualmente le vicende ed i comportamenti in relazione ai quali il soggetto legittimato imputa al curatore di essere venuto meno ai propri doveri, nonchè le conseguenze, anche solo potenzialmente dannose, che ne siano derivate, così da consentire la corretta individuazione della materia del contendere e l'efficace esplicazione del diritto di difesa del curatore cui gli addebiti siano rivolti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Ottobre 2010, n. 21653. Segue...
Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - Provvedimenti in materia fallimentare - Rendiconto di gestione del curatore - Contestazioni da parte del fallito - Approvazione del conto da parte del giudice delegato - Potere del giudice delegato - Esclusione - Reclamo al collegio oltre tre giorni dalla comunicazione ex art. 26 legge fall. - Decreto di rigetto per tardività - Illegittimità del provvedimento - Fondamento - Termine per reclamare - Dieci giorni ex art. 26 legge fall. - Fattispecie anteriore al d.lgs. n. 5 del 2006.
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Rendiconto del curatore - Contestazioni del fallito - Fase contenziosa - Rimessione al collegio - Obbligatorietà - Approvazione del rendiconto da parte del giudice delegato - Natura del provvedimento - Decisorietà - Termini per il reclamo al collegio ex art. 26 legge fall. - Dieci giorni - Omesso rispetto - Conseguenze - Fattispecie anteriore al d.lgs. n. 5 del 2006.
In tema di giudizio di rendiconto del curatore, ai sensi dell'art.116 legge fall. - nel testo, "ratione temporis" vigente, anteriore al d.lgs. n. 5 del 2006 - la contestazione svolta dal debitore avanti al giudice delegato preclude che questi possa dichiarare l'approvazione del rendiconto stesso, essendo necessario rimettere le parti ex art. 189 cod. proc. civ. avanti al collegio, cui solo compete pronunciare in sede contenziosa; ne consegue che anche il termine entro cui proporre reclamo al collegio avverso il predetto decreto del giudice delegato, che ha indubbia natura decisoria - e lede il fondamentale diritto del fallito al giudizio da parte del giudice naturale precostituto per legge, ex art.25 Cost. - non è di tre giorni, bensì di dieci giorni, come previsto dall'art. 26 legge fall. per i provvedimenti ordinatori. (Principio affermato dalla S.C. in sede di cassazione senza rinvio, sia del provvedimento del giudice delegato, sia dell'ordinanza con cui il collegio aveva erroneamente dichiarato inammissibile il reclamo, perchè tardivo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Agosto 2010, n. 18436. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Finalità - Assicurazione della continuità contabile e controllo di gestione - Condizioni - Pregiudizio per la massa e per i singoli creditori - Prova - Necessità - Limiti
Il giudizio di approvazione del rendiconto presentato dal curatore ha ad oggetto , oltre alla verifica contabile (per assicurare la necessaria continuità, nei casi in cui la gestione è destinata a proseguire, come nella specie, essendo stato il curatore revocato dalla carica), anche l'effettivo controllo di gestione, cioè la valutazione della correttezza dell'operato del curatore, della sua corrispondenza a precetti legali e ai canoni di diligenza professionale richiesta per l'esercizio della carica e degli esiti che ne sono conseguiti, la cui contestazione esige la deduzione e la dimostrazione dell'esistenza di pregiudizio almeno potenziale recato al patrimonio del fallito o agli interessi dei creditori, difettando altrimenti un interesse idoneo a giustificare l'impugnazione del conto stesso, mentre non occorre che già in tale giudizio sia fornita la prova del danno effettivamente concretizzatosi a seguito della "mala gestio " del curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Giugno 2008, n. 16019. Segue...
Fallimento – Approvazione del conto della gestione del curatore – Contestazione – Interesse ad agire – Sussistenza di un danno al patrimonio – Necessità.
Colui che contesta - per ragioni non solo contabili, bensì di correttezza di gestione - l'operato del curatore, facendo sì che il procedimento di rendiconto assuma il carattere contenzioso previsto dall’art. 116, deve avere un interesse attuale e concreto così come richiesto dall'art. 100 c.p.c.. La contestazione del conto, che prelude alla sua mancata approvazione, non potrebbe infatti esser giustificata dal solo intento d'infliggere al curatore disonesto, negligente o incapace una sanzione di ordine morale: occorre che essa metta capo, invece, ad un accertamento idoneo a dar vita ad un (eventualmente successivo) giudizio di responsabilità, finalizzato al risarcimento del danno in favore dell'avente diritto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 2008, n. 13421. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Amministratore della società fallita - Facoltà di formulare osservazioni - Sussistenza - Facoltà di proporre contestazioni - Esclusione
L'amministratore della società fallita è legittimato come qualsiasi interessato a presentare osservazioni all'udienza fissata per l'esame del rendiconto del curatore fallimentare, mentre non è legittimato a proporre contestazioni, in quanto, ai sensi dell'art. 116 della legge fallimentare, legittimati a presentare contestazioni che, ove non risolte amichevolmente, possono dar luogo ad un giudizio ordinario, sono soltanto i creditori ammessi al passivo e il fallito, non rilevando che l'amministratore sia stato avvisato dell'udienza con comunicazione a lui diretta e spedita al suo domicilio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Febbraio 2005, n. 4086. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Attuazione del curatore nel corso della procedura - Rendiconto del curatore sostituito - Legittimazione del curatore subentrato a contestare il conto - Sussistenza
In caso di sostituzione del curatore nel corso della procedura fallimentare, il curatore subentrato è legittimato a contestare, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 116 legge fallim., il conto presentato dal curatore cessato, giacchè egli agisce - così come nel correlato giudizio di responsabilità, che può introdurre ai sensi dell'art. 38 legge cit. - nell'interesse dell'intera massa concorsuale, comprensiva non solo dei creditori concorrenti, ma anche di quelli non ancora insinuati al passivo e che pertanto non hanno acquisito il titolo a contestare il conto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Novembre 2004, n. 22472. Segue...
Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - Provvedimenti in materia fallimentare - Atto di gestione del curatore assunto come pregiudizievole alla massa dei creditori - Domanda di accertamento della personale responsabilità del curatore - Provvedimento di rigetto del giudice delegato in sede di reclamo "ex" art. 36 legge fall. - Ricorso al Tribunale - Decreto di rigetto - Ricorribilità in cassazione "ex" art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento
Il provvedimento del Tribunale fallimentare confermativo, in sede di ricorso ai sensi dell'art. 36 legge fall., del decreto con il quale il giudice delegato abbia rigettato l'istanza di accertamento della personale responsabilità del curatore per un comportamento di carattere processuale dedotto come pregiudizievole per la massa dei creditori, non è impugnabile con il ricorso straordinario per cassazione di cui all'art. 111 Cost., essendo privo del carattere della definitività, stante la riproponibilità della questione in sede di approvazione del rendiconto del curatore "ex" art. 116 legge fall., atteso che il giudizio che si instaura ai sensi di quest'ultima disposizione in caso di mancata approvazione del conto del curatore può avere per oggetto anche l'accertamento delle personali responsabilità del curatore stesso per il compimento di atti che abbiano arrecato pregiudizio alla massa o ai diritti dei singoli creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Dicembre 2002. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Comunicazione ai creditori - Creditore di massa - Diritto alla comunicazione - Sussistenza
Poiché il rendiconto del curatore fallimentare, che rappresenta l'ultimo e più rilevante atto prima della ripartizione finale, deve contenere anche l'indicazione dei crediti di massa soddisfatti ovvero dei relativi accantonamenti, la comunicazione, prevista dall'art. 116 comma terzo della legge fall., deve essere inviata non solo ai creditori ammessi al passivo ma anche ai titolari dei crediti anzidetti, per l'evidente loro interesse ad interloquire nella fase successiva del riparto, con la conseguenza il creditore di massa che si sia trovato nell'impossibilità di presentare le proprie osservazioni, per non aver ricevuto suddetta comunicazione, può far valere nell'ambito della procedura tale violazione con i conseguenti effetti sulla ripartizione eventualmente già effettuata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Agosto 2001, n. 11286. Segue...
Fallimento - Sussistenza e prededucibilità di un credito - Disconoscimento del giudice delegato con decreto ex art. 111 legge fall. - Conseguenze - Insinuazione del credito nello stato passivo - Richiesta - Necessità
Qualora la sussistenza e la prededucibilità di un credito nei confronti della massa vengano disconosciute dal giudice delegato con decreto ex art. 111 legge fallimentare, il preteso creditore, per ottenere il riconoscimento dei propri diritti, deve chiedere l'insinuazione del vantato credito allo stato passivo secondo le regole ordinarie, sottoponendo la propria pretesa alla verifica endofallimentare; in mancanza, non può dolersi della mancata comunicazione del rendiconto del curatore, che è dovuto, ai sensi dell'art. 116 legge fallimentare, soltanto a chi risulti creditore in esito alla procedura di verificazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Febbraio 2001, n. 1500. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Mancata approvazione - Conseguenze - Domanda di responsabilità proposta dal nuovo curatore all'esito della revoca del precedente e della mancata approvazione del rendiconto - Notifica al curatore revocato - Necessità
Il giudizio che si instaura, ai sensi dell'art. 116 della legge fallimentare, in caso di mancata approvazione del rendiconto di gestione del curatore può avere legittimamente ad oggetto non soltanto gli errori materiali, le omissioni ed i criteri di conteggio adottati, ma anche l'accertamento delle responsabilità del curatore medesimo, ai sensi dell'art. 38, secondo comma, stessa legge, ma l'esercizio di tale azione non costituisce un effetto normale ed automatico della mancata approvazione del conto, ne’ implica deroghe alle regole sul procedimento stabilite per il giudizio di cognizione ordinario . Ne consegue che, all'esito della revoca del precedente curatore, e per effetto della mancata approvazione del conto da questi presentato al giudice delegato, ben può il nuovo curatore instare, in seno al procedimento ex art. 116 legge citata, per l'azione di responsabilità ex art. 38, ma ha l'onere di notificare tale domanda al precedente curatore ove questi non abbia provveduto a costituirsi ritualmente, una volta apertasi la fase contenziosa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Ottobre 2000, n. 13274. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Provvedimento del tribunale sulla ritualità del procedimento ex art. 116 legge fall. - Impugnazione - Legittimazione passiva - Del fallimento - Esclusione - Del curatore - Sussistenza - Fattispecie relativa ad impugnazione mediante ricorso per cassazione ex art. 111 Cost.
Nel caso in cui non sia stata instaurata la fase contenziosa del giudizio di rendiconto del curatore, prefigurata dall'art. 116, comma quarto, legge fall., e siano insorte questioni circa la ritualità dell'udienza di discussione del conto e/o la necessità, o meno, dell'instaurazione della fase contenziosa del relativo giudizio, passivamente legittimato, anche in sede di ricorso straordinario per cassazione, resta pur sempre il curatore in proprio, tenuto conto che l'oggetto del giudizio, al di là della sua strutturazione formale e della fase in cui si trova, attiene comunque al controllo (da parte del giudice delegato, dei creditori ammessi al passivo e del fallito) della gestione, fonte di eventuale responsabilità personale (art. 38 legge fall.) del patrimonio di quest'ultimo effettuata dal curatore La S.C. ha, così dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione notificato al fallimento e non al curatore, proposto ex art. 111 Cost., avverso il decreto con cui il tribunale che aveva deciso sulla ritualità del procedimento previsto dall'art. 116 legge fall.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Marzo 2000, n. 3696. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Provvedimento del tribunale ex art. 26 legge fall. sulla ritualità del procedimento ex art. 116 legge fall. - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Ammissibilità
Il decreto con cui il tribunale, in sede di reclamo ex art. 26 legge fall., decide sulla ritualità dello svolgimento del procedimento prefigurato dall'art. 116 legge fall., incidente su diritti delle parti e, in particolare, sul diritto del fallito a partecipare al giudizio medesimo, è impugnabile da quest'ultimo con ricorso straordinario per cassazione, dal momento che il provvedimento stesso ha, per un verso, natura "decisoria" sul predetto diritto (art. 24 Cost.) attribuitogli dalla legge e, per altro verso, carattere "definitivo", perché non altrimenti impugnabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Marzo 2000. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Rendiconto del curatore - Mancata approvazione - Giudizio conseguente - Ambito - Controllo della gestione ed accertamento della responsabilità del curatore - Inclusione
Il giudizio che s'instaura, ai sensi dell'art. 116 legge fall., in caso di mancata approvazione del rendiconto della gestione del curatore può avere ad oggetto non solo gli errori materiali, le omissioni ed i criteri di conteggio, ma anche il controllo della gestione del curatore stesso e l'accertamento delle sue personali responsabilità per il compimento di atti che abbiano arrecato pregiudizio alla massa o ai diritti dei singoli creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Gennaio 2000, n. 547. Segue...
Fallimento - Organi preposti al Fallimento - Curatore - Compenso - Diritto - Sussistenza - Revoca del curatore - Efficacia ostativa al riconoscimento del diritto al compenso - Esclusione
Salva la facoltà dell'amministrazione fallimentare di far valere le eventuali responsabilità del curatore (anche) in sede di rendiconto di gestione a norma dell'art. 116 legge fall. (e, quindi, prima della liquidazione del compenso), l'eventuale revoca del curatore stesso (o l'esistenza dei presupposti per una sua revoca) non spiegano alcun effetto ostativo alla liquidazione del compenso, che spetta in ogni caso al detto organo fallimentare in relazione all'attività prestata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Luglio 1999, n. 7778. Segue...
Concordato preventivo - Organi - Commissario giudiziale - Funzioni - Differenze rispetto al curatore fallimentare - Conseguenze - Obbligo di rendere il conto al giudice delegato - Sussistenza - Esclusione - Fondamento
Nella procedura di concordato preventivo il debitore conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa sotto la direzione del giudice delegato e sotto la vigilanza del commissario giudiziale. Quest'ultimo non rappresenta il debitore ma esercita funzioni di mero controllo e di consulenza quale ausiliario del giudice, vigilando sull'esecuzione del concordato, e - pertanto - ne’ prima ne’ dopo l'omologazione svolge funzioni attive di gestione, con la conseguenza che egli ne’ deve, ne’ può presentare al giudice il conto della gestione, così come invece la legge richiede per il curatore fallimentare. Ne consegue che il rinvio dell'art. 165 della legge fallimentare all'art. 38 della stessa legge (che impone al curatore di rendere il conto della gestione ai sensi dell'art. 116) non possa essere inteso in senso assoluto, ma vada circoscritto nei limiti consentiti dalla specifica disciplina della procedura di concordato preventivo e dalle differenti funzioni che il commissario giudiziale svolge rispetto al curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Maggio 1998, n. 4800. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Mancata approvazione - Giudizio conseguente - Ambito - Controllo della gestione ed accertamento della responsabilità del curatore - Inclusione
Il giudizio che si instaura, ai sensi dell'art. 116 della legge fallimentare, in caso di mancata approvazione del rendiconto della gestione del curatore, può avere per oggetto non solo gli errori materiali, le omissioni ed i criteri di conteggio, ma anche il controllo della gestione del curatore stesso e l'accertamento delle sue personali responsabilità per il compimento di atti che abbiano arrecato pregiudizio alla massa o ai diritti dei singoli creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Ottobre 1997, n. 10028. Segue...
Fallimento - Organi preposti al Fallimento - Curatore - Compenso - Liquidazione - Norme relative - Applicabilità al curatore dell'eredità giacente - Esclusione
Le disposizioni dettate per la liquidazione del compenso al curatore de fallimento non sono applicabili, neppure per analogia, al curatore dell'eredità giacente data la diversa caratterizzazione delle due funzioni (organo preposto al fallimento; pubblico ufficiale) e, soprattutto, la diversità, rispetto al procedimento ordinario regolato dagli articoli 263 e ss. cod. proc. civ., del procedimento di rendiconto previsto nel fallimento (art. 116 legge fall.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 24 Ottobre 1995, n. 11046. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Revocato - Mancata approvazione e fissazione dell'udienza davanti al collegio - Reclamo al Tribunale - Dichiarazione di inammissibilità - Impugnazione con ricorso per cassazione - Ammissibilità - Esclusione
In tema di rendiconto del curatore del fallimento, non è ricorribile per cassazione , ex art. 111 Cost., l'ordinanza del tribunale fallimentare che abbia dichiarato inammissibile il reclamo contro il provvedimento con cui il giudice delegato - in presenza di osservazioni del nuovo curatore sul rendiconto presentato dal curatore revocato - non abbia approvato il conto ed abbia fissato l'udienza davanti al collegio, a norma dell'art. 116, ultimo comma, legge fall. e dell'art. 189 cod. proc. civ., atteso che tale provvedimento ha solo natura ordinatoria, essendo destinato a regolare lo svolgimento del processo in vista della (futura) decisione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Maggio 1995, n. 5435. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Mancata Approvazione - Giudizio relativo - Oggetto - Diligenza nell'espletamento dell'incarico - Inclusione - Responsabilità risarcitoria - Limiti
Il giudizio che si instaura, ai sensi dell'art. 116 ultimo comma della legge fallimentare, in caso di mancata approvazione del rendiconto del curatore, può investire non soltanto i criteri di contabilità, in relazione ad eventuali errori od omissioni, ma anche il controllo sulla gestione del curatore medesimo e sulla sua adempienza ai doveri dell'ufficio con la diligenza del buon padre di famiglia (artt. 38 della legge fallimentare e 1176 cod. civ.), fermo restando il principio secondo il quale la violazione di tali doveri può implicare responsabilità risarcitoria, e quindi costituire ragione ostativa alla suddetta approvazione, solo quando abbia in concreto determinato un pregiudizio alla massa od ai singoli creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Gennaio 1985, n. 277. Segue...
Ha carattere decisorio e definitivo, ed è pertanto impugnabile per Cassazione a norma dell'art. 111 cost. il decreto del tribunale fallimentare che, senza provvedere sul merito dell'istanza di determinazione del compenso spettante al Commissario giudiziale e al liquidatore del concordato preventivo , imponga un determinato iter procedimentale per pervenire alla liquidazione del compenso stesso, stabilendo che questa debba essere preceduta dalla approvazione del rendiconto della gestione da effettuare secondo le formalità di cui all'art. 116 l. fall., trattandosi di un provvedimento - non altrimenti impugnabile - che comporta il differimento della realizzazione del diritto al compenso, rendendola notevolmente più difficoltosa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Novembre 1981. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Approvazione da parte del tribunale - Impugnazioni - Ricorso per cassazione - Censure relative all'omissione di rapporto al PM per reati commessi dal curatore od alla omessa revoca dello stesso curatore - Inammissibilità
Con il ricorso per Cassazione, ai sensi dell'art 111 della Costituzione, avverso la pronuncia del tribunale fallimentare inerente all'approvazione del rendiconto del curatore, non sono ammissibili doglianze relative al mancato rapporto al procuratore della Repubblica, per illeciti commessi dal curatore , ai sensi dell'art 3 c.p.p., ovvero alla mancata instaurazione di procedimento di revoca del curatore medesimo per tali illeciti, ai sensi dell'art 37 della legge fallimentare, in quanto dette norme sono rivolte alla tutela di interessi pubblici superiori, e non conferiscono al fallito od ai creditori alcun diritto soggettivo ad ottenerne l'applicazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Agosto 1977, n. 3470. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Contestazioni - Formalità del procedimento ordinario - Inapplicabilità - Costituzione preventiva delle parti - Esclusione
Le contestazioni avverso il rendiconto del curatore fallimentare, che il fallito od altri interessati propongano all'udienza fissata dal giudice delegato per l'approvazione del conto, non richiedono la preventiva Costituzione della parte, nei termini previsti per il procedimento ordinario, ne sono soggette ad altre particolari formalità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Marzo 1975, n. 1009. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Contestazioni - Fase contenziosa - Rimessione al collegio - Obbligatorietà - Approvazione del rendiconto - Provvedimento abnorme del giudice delegato - Impugnabilità in cassazione
Insorte contestazioni sul conto della gestione presentato dal curatore del fallimento, il giudice delegato, rimettendo le parti davanti al collegio, apre nella procedura fallimentare una fase contenziosa, nella quale assume la veste di giudice istruttore e perde il potere di dichiarare approvato il conto; pertanto, ove revochi la disposta rimessione al collegio ed approvi il rendiconto del curatore, pone in essere un provvedimento abnorme che, in quanto incidente su situazioni di diritto soggettivo e non altrimenti impugnabile, e suscettibile di ricorso per Cassazione ai sensi dello art 3 della Costituzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Marzo 1975, n. 1009. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Mancata Approvazione - Conseguente giudizio - Ambito - Controllo della gestione - Accertamento della responsabilità del curatore - Inclusione
Il giudizio che si instaura, ai sensi dell'art 116 legge fallimentare in caso di mancata approvazione del conto della gestione del curatore può avere per oggetto non solo gli errori materiali, le omissioni e i criteri di conteggio, ma anche il controllo della gestione del curatore stesso e l'accertamento delle sue personali responsabilità per il compimento di Atti che abbiano arrecato pregiudizio alla massa o ai diritti dei singoli creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Maggio 1974, n. 1339. Segue...

References: sentenza 
 art. 182
 sentenza 
 art. 295
 art. 295
 sentenza 
 art. 111
 art. 397
 sentenza 
 art. 26
 art. 26
 art. 26
 art. 189
 art.25
 art. 36
 art. 111
 art. 116
 art. 111
 art. 111
 art. 116
 art. 38
 art. 116
 art. 111
 art. 111
 art. 26
 art. 116
 art. 111
 art. 26
 art. 111