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1 GUIDA PAESE: EMIRATI ARABI UNITI2 INDICE 1. QUADRO ECONOMICO POLITICO GENERALE INTRODUZIONE CENNI SULLA FORMA DI GOVERNO QUADRO ECONOMICO PERCHÈ INVESTIRE NEGLI EAU? QUADRO GIURIDICO GENERALE QUADRO GIURIDICO INTERNO QUADRO GIURIDICO INTERNAZIONALE CONVENZIONE BILATERALE TRA ITALIA ED EMIRATI ARABI UNITI SULLA PROMOZIONE E LA PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI RICONOSCIMENTO DEI PROVVEDIMENTI GIURISDIZIONALI ED ARBITRALI STRANIERI STRATEGIE E FORME DI INVESTIMENTO A CONFRONTO INTRODUZIONE INVESTIMENTI INDIRETTI Compravendita Disciplina relativa ad agenzia, distribuzione e franchising Fonti normative Esercizio di attività di Agenzia Commerciale Normativa ed adempimenti imposti all Agente Commerciale Disciplina sostanziale del rapporto di Agenzia Commerciale INVESTIMENTI DIRETTI Le tipologie di investimento diretto Ufficio di rappresentanza e succursale Introduzione Quadro normativo Registrazione La Limited Liability Company (LLC) Introduzione Costituzione della LLC nel mainland Costituzione di società nelle Free Zone CENNI DI DIRITTO DEL LAVORO FONTI NORMATIVE TIPOLOGIA DI CONTRATTI DI LAVORO SVOLGIMENTO DEL RAPPORTO DI LAVORO NEGLI EAU3 4.4 RETRIBUZIONE E SALARIO MINIMO LA TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI SCIOGLIMENTO DEL RAPPORTO DI LAVORO4 1. QUADRO ECONOMICO POLITICO GENERALE 1.1 Introduzione Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) si trovano nella parte sud-est della penisola arabica, la parte meridionale del Golfo Persico. Il Paese ha una superficie piuttosto ridotta ( Km2, meno di 1/3 dell Italia) con una popolazione di circa abitanti; tuttavia, l importanza degli EAU è enorme, sia per la posizione geografica strategica sia per la produzione di petrolio. Un tempo pescatori di perle, gli abitanti degli EAU hanno messo a buon frutto i proventi del petrolio, ed hanno adottato in gran parte lo stile di vita occidentale. Fino al 1971, costituivano una sorta di protettorato della Gran Bretagna (denominati gli Stati della Costa dei Pirati o Stati della Tregua, a causa dei vari trattati stipulati fra i loro sovrani e la Gran Bretagna), che ne gestiva la politica estera, oltre che garantirne la difesa. 1.2 Cenni sulla forma di governo L attuale federazione di monarchie assolute ereditarie si è costituita, come Stato unitario, alla fine del secolo scorso. Nel 1971, infatti, sei Emirati (Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Ajman, Umm Al Quwain e Fujairah) hanno costituito la Federazione degli Emirati Arabi Uniti, cui ha aderito, nel 1972 anche l Emirato di Ras Al Khaimah. Dal 1971 alla fine degli anni Novanta, gli aspetti politico-istituzionali degli EAU sono stati regolati da una Costituzione provvisoria, che solo nel 1996 è diventata permanente. L assetto costituzionale odierno si compone dei seguenti organi di governo: il Consiglio Supremo Federale, il Consiglio Federale Nazionale e il Consiglio dei Ministri. Il Consiglio Supremo Federale, formato dai sette Emiri che governano gli Emirati membri, costituisce l organo supremo della Federazione, cui la Costituzione demanda la competenza legislativa nelle aree specificatamente elencate negli articoli 120 e 121. Tra le materie riservate alla potestà legislativa del Consiglio Supremo Federale vi sono gli affari esteri, la sicurezza e la difesa, la cittadinanza e l immigrazione, l educazione, la sanità, la politica valutaria, - 4 -5 l estradizione e altri settori che riguardano i servizi fondamentali ai cittadini. Il potere legislativo relativamente alle materie non riservate dalla Costituzione o dalle leggi federali al Consiglio Supremo Federale rimane ai singoli Emirati. Il Consiglio Supremo Federale guida la politica della Federazione, nomina i membri del Governo e della Corte Suprema, ratifica le leggi federali in materia di politica interna ed estera (dette leggi possono, tuttavia, essere emendate dal Presidente del Consiglio Supremo Federale). Ogni decisione deve ottenere l assenso di cinque membri, inclusi quello dell Emiro di Abu Dhabi e quello dell Emiro di Dubai che godono, quindi, di un vero e proprio diritto di veto. Sebbene la Costituzione non lo stabilisca espressamente, il Consiglio Supremo Federale è sempre stato presieduto dall Emiro di Abu Dhabi, mentre l incarico di Vice-presidente o di primo Ministro è stato usualmente ricoperto dall Emiro di Dubai. Il Consiglio Federale Nazionale è un organo con funzione consultiva ed è composto da quaranta membri. Ogni Emirato elegge un numero prestabilito di membri che varia in relazione alla densità di popolazione. Il ruolo principale del Consiglio Federale Nazionale è quello di esaminare ed eventualmente proporre emendamenti a ogni tipo di iniziativa legislativa federale. Esso, inoltre, svolge un ruolo di controllo sull operato dei ministri. Altra importante funzione è la redazione del documento di programmazione finanziaria annuale. Il Consiglio dei Ministri, l organo esecutivo, è presieduto dal Primo Ministro e dal Vice-Primo Ministro, entrambi nominati dal Presidente del Consiglio Supremo Federale sulla base di una consultazione con gli altri membri. L attuale regime degli EAU presenta una notevole stabilità. L Emirato di Abu Dhabi domina, di fatto, gli altri sei Emirati sia in termini politici sia in termini economici per la rilevanza delle entrate petrolifere. 1.3 Quadro economico Dalla scoperta delle risorse petrolifere nel 1958, gli EAU hanno subito una profonda trasformazione: da regione impoverita di piccoli principati nel deserto ad uno Stato moderno che garantisce alti standard di vita6 Gli EAU sono tra i paesi arabi di maggiore interesse, grazie all elevato reddito, derivante non solo dal petrolio ma anche dall industria manifatturiera, dal commercio, dai servizi e dalla fortissima propensione all import, trainata dalla domanda interna, sia di beni di investimento sia di beni di consumo, ma soprattutto dalla domanda di altri paesi del Medio Oriente, dell Africa e dell Asia, nei confronti dei quali gli EAU svolgono la funzione di distributori di beni importati da terzi. Ciò pone il Paese in una posizione strategica di piattaforma ad ampio raggio per raggiungere i mercati del Middle East, Far East e dell Africa. Le opportunità maggiori nel settore dei beni di investimento riguardano l industria petrolifera, le attrezzature elettriche e per la distribuzione idrica, le macchine e le attrezzature meccaniche, in particolare per le industrie leggere; mentre nel settore dei beni di consumo, riguardano la produzione e la commercializzazione di gioielli, mobili e abbigliamento. L Italia esporta molto negli EAU (4,735 miliardi di Euro nel 2011), ciononostante è solamente al settimo posto nella graduatoria dei fornitori degli EAU. Vi sono, però, ampi margini per migliorare la penetrazione italiana nel mercato. Interessanti prospettive commerciali ed economiche sono offerte anche dall erogazione di servizi e, soprattutto, dalla partecipazione a gare d appalto indette dalle singole municipalità o dalle autorità emiratine. In tal senso, si rileva come molti settori risultino ancora parzialmente inesplorati, tra essi si segnalano quelli dello smaltimento dei rifiuti, della gestione e dell erogazione di servizi essenziali. L economia degli EAU continua ad essere fortemente dipendente dal petrolio e dal gas, nonostante il Governo abbia intrapreso una politica di diversificazione dell economia, riducendo al 25% la porzione di PIL derivante dagli stessi. La necessità di diversificare tra settori economici ha spinto gli EAU ad investire in infrastrutture e telecomunicazioni e a stimolare il settore privato, il commercio e gli investimenti esteri. Negli ultimi anni il Governo ha promosso e favorito la creazione di un clima favorevole per gli affari, eliminando i controlli sui cambi e agganciando la moneta nazionale al Dollaro statunitense (la moneta - 6 -7 nazionale è il Dirham, legato al Dollaro statunitense al cambio 3,673/1 Dirham/Dollaro. Il tasso di cambio medio Dirham/Euro a maggio 2012 è stato di 4,704/1). 1.4 Perchè investire negli EAU? In estrema sintesi, qui di seguito, alcune delle motivazioni principali che rendono un investimento negli EAU particolarmente attrattivo: posizione strategica tra l Europa e l Asia; area a sviluppo molto rapido; dazi alle importazioni bassi; economia stabile; tassazione favorevole; forte presenza di Free Zone per le imprese manifatturiere, ma anche per il commercio ed i servizi finanziari; infrastrutture integrate e moderne, porti ben attrezzati, diversi aeroporti internazionali, efficienti sistemi di comunicazione, acqua ed elettricità abbondanti, rete stradale altamente sviluppata; vicinanza ai mercati dell Africa, dell Asia centrale e dell India8 2. QUADRO GIURIDICO GENERALE 2.1 Quadro giuridico interno Il sistema giuridico degli EAU viene classificato come misto civil law islamico. Ciò in quanto, sebbene la legislazione locale derivi, in via generale, da quella egiziana (e, quindi, da una tradizione di diritto civile ove il precedente giudiziario non è vincolante per i giudici che dovranno decidere casi analoghi), molte questioni continuano ad essere disciplinate dalla Shari a (Legge Coranica). La Costituzione degli EAU prevede, infatti, che l Islam sia la religione di Stato e la Shari a la fonte principale del diritto, pertanto nessuna legge degli EAU può contraddire i principi di tale legislazione coranica. Va segnalato, tuttavia, che, nella prassi, l applicazione della Shari a è limitata a questioni di carattere personale dei cittadini degli EAU e di altri cittadini mussulmani che si trovano negli EAU ed a quelle in merito alle quali non esiste una legge o una norma federale o dell Emirato in questione. Le attività economiche sono regolate sia da leggi federali sia da leggi emanate nei singoli Emirati. Sebbene già dalla fine degli anni 80 ed, in particolare, nella prima metà degli anni 90, le Autorità abbiano cercato di uniformare il corpus normativo da applicare all intero Paese, questo processo non può dirsi ancora concluso ed esistono a tutt oggi diversità procedurali e legislative tra un Emirato e l altro. Il sistema giudiziario è strutturato in un sistema di corti federali civili accanto alle quali operano le corti islamiche che giudicano seguendo le regole dettate dalla Shari a. Sia per le decisioni delle corti federali, sia per le decisioni delle corti islamiche è previsto il doppio grado di giurisdizione. Entrambe possono essere appellate di fronte ad una corte di livello superiore. La Suprema Corte Federale è la corte di ultima istanza. La Corte Suprema Federale è composta da cinque giudici nominati dal Consiglio Supremo Federale. Le Corti che applicano la Shari a, sono presenti in tutti gli Emirati. Esse hanno competenza nell ambito del diritto delle persone e della - 8 -9 famiglia, del diritto penale e, in casi specifici e limitati, giudicano su questioni di diritto civile. L indipendenza del potere giudiziario è garantita dalla Costituzione. 2.2 Quadro giuridico internazionale Gli EAU sono membro del Consiglio della Cooperazione del Golfo (CCG), della Lega Araba, dell Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), delle Nazioni Unite (ONU), dell Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) e dell Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), nonché delle altre più importanti organizzazioni internazionali e regionali. Si segnala che gli EAU hanno ratificato, tra l altro, la Convenzione di Parigi del 20 marzo 1883 sulla tutela della proprietà industriale e intellettuale e la Convenzione di New York del 1958 sul riconoscimento ed esecuzione dei lodi arbitrali stranieri. Qui di seguito si elencano gli accordi bilaterali stipulati con l Italia e in vigore: Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, stipulata ad Abu Dhabi il 22 gennaio 1995 (Legge di ratifica n. 309/1997); Accordo sulla promozione e protezione degli investimenti, con Protocollo aggiuntivo, stipulato ad Abu Dhabi il 22 gennaio 1995 (Legge di ratifica n. 32/1997); Accordo diretto a stabilire servizi aerei fra i loro rispettivi territori, e al di là di essi, firmato ad Abu Dhabi il 3 aprile 1991 (Legge di ratifica n. 202/1997); Memorandum sulle Consultazioni Rafforzate, firmato nel gennaio 2007; Accordo istitutivo di un Gruppo di Collaborazione interparlamentare, firmato nel gennaio 2009; Accordo di cooperazione militare, ratificate nel 2003; Scambio di note in materia economica, finanziaria e culturale (notificato nel luglio 1974 a Roma, in vigore dal 24/07/1974); Accordo nel settore della cooperazione economica, - 9 -10 industriale, tecnologica e finanziaria, firmato a Roma il 24/12/1984, ratificato il 4/05/1986, è in vigore dal 4/05/1986 con rinnovo tacito quinquennale. Ai fini di una completa valutazione del quadro giuridico internazionale, occorre tenere in considerazione che gli EAU non hanno ratificato la Convenzione di Vienna dell 11/04/1980 sulla compravendita internazionale di beni mobili. 2.3 Convenzione bilaterale tra Italia ed Emirati Arabi Uniti sulla promozione e la protezione degli investimenti Un accordo di promozione e protezione degli investimenti rappresenta, grazie al suo contenuto in termini di principi, la sede naturale in cui trovano la loro sintesi le norme comportamentali che i soggetti che intervengono nell operazione di investimento sono tenuti a osservare. L Italia e gli EAU hanno firmato ad Abu Dhabi nel gennaio 1995 una Convenzione bilaterale sulla promozione e la protezione degli investimenti. La Convenzione è stata ratificata in Italia il 3/02/1997 con legge n. 32 ed è entrata in vigore il 29/4/1997. In termini generali, l Accordo impegna i Governi ad adoperarsi attivamente per creare un ambiente favorevole agli scambi ed agli investimenti con misure amministrative e promozionali utili a rafforzare il clima di fiducia essenziale allo sviluppo della cooperazione economica bilaterale. Il principale aspetto contemplato dell accordo riguarda il riconoscimento del trattamento della nazione più favorita. In base a detto principio, gli Stati contraenti si impegnano ad accordare agli investimenti e ai relativi proventi dell altra parte contraente un trattamento non meno favorevole di quelli già stabiliti in accordi commerciali con altri Paesi terzi. Lo stesso principio trova applicazione in materia di gestione, mantenimento, uso, godimento, acquisizione o cessione di investimenti, o di qualsiasi altra attività connessa. Inoltre, la Convenzione:11 a) garantisce gli operatori economici dei due Paesi contro eventuali provvedimenti discriminatori, sancendo il principio di non discriminazione; b) riconosce il diritto al risarcimento in caso di danni conseguenti a disordini o a provvedimenti di nazionalizzazione o esproprio; c) stabilisce il principio di libertà di rimpatrio di capitali e redditi; d) stabilisce il principio del diritto di surroga; e) individua i criteri guida per facilitare la ricomposizione delle controversie tra gli Stati. 2.4 Riconoscimento dei provvedimenti giurisdizionali ed arbitrali stranieri L assenza di convenzioni bilaterali o multilaterali per il riconoscimento dei provvedimenti giurisdizionali negli EAU ostacola notevolmente il riconoscimento e l esecuzione negli EAU di un provvedimento emesso da una qualsiasi autorità giudicante ordinaria straniera. Alla luce di ciò e attesa l assenza di accordi in essere con l Italia in materia di assistenza giudiziaria, è bene prevedere nel testo dei contratti che disciplinino i rapporti commerciali con soggetti di nazionalità emiratina un apposita clausola compromissoria che sottoponga le controversie a camere arbitrali locali 1 o anche internazionali 2, i cui lodi potranno essere eseguiti in loco. Nel 2006, infatti, gli EAU hanno sottoscritto la Convenzione Internazionale di New York del sul riconoscimento ed esecuzione dei lodi arbitrali internazionali. Si badi, tuttavia, che occorre prestare attenzione alle norme inderogabili circa la competenza delle corti ordinarie su talune materie. Si pensi, ad esempio, ai rapporti di agenzia o distribuzione disciplinati dalla Commercial Agency Law che prevede la necessaria sottoposizione delle controversie derivanti da un contratto registrato ad un comitato ad hoc. Oppure si tenga in considerazione la difficile eseguibilità di lodi arbitrali emessi in forte contrasto con la Shari a o con principi fondamentali dell ordinamento. 1 es. Dubai International Arbitration Centre (DIAC), Abu Dhabi Commercial Conciliation & Arbitration Centre 2 International Chamber of Commerce12 3. STRATEGIE E FORME DI INVESTIMENTO A CONFRONTO 3.1 Introduzione Nella prassi commerciale internazionale, gli investimenti stranieri vengono convenzionalmente qualificati in due categorie: a) investimenti indiretti; b) investimenti diretti. Gli investimenti indiretti sono quelle forme di investimento che non sono volte a costituire una presenza stabile dell azienda straniera nel territorio di investimento e sono rappresentate principalmente dalla compravendita, dall agenzia, dalla distribuzione e dal franchising. Gli investimenti diretti sono, invece, quelle forme di investimento che sono volte a costituire una presenza stabile dell azienda straniera nel territorio di investimento attraverso, principalmente, l apertura di uffici di rappresentanza o di succursali, e attraverso la costituzione o l acquisizione di società locali. 3.2 Investimenti indiretti Un azienda italiana che intenda avviare la commercializzazione dei propri prodotti nel mercato degli EAU, ma non ha ancora una propria organizzazione di vendita in loco può considerare di vendere i propri prodotti: a) direttamente al cliente emiratino, tramite un normale contratto di compravendita o di fornitura; b) attraverso le figure di intermediari maggiormente invalse nella prassi internazionale (agenti, distributori, franchisee). La compravendita rappresenta certamente la forma contrattuale più semplice di export dei prodotti negli EAU. Tuttavia, in considerazione del fatto che i prodotti stranieri possono essere importati negli EAU solo da soggetti muniti di apposite licenze, l azienda italiana dovrà assicurarsi che l acquirente emiratino disponga delle menzionate licenze13 In considerazione di questa limitazione all importazione dei prodotti negli EAU, può risultare opportuno per l azienda italiana provvedere alla nomina di un agente o distributore o franchisee per il territorio, i quali poi provvederanno anche a questi incombenti doganali. Ciò soprattutto nel caso in cui la clientela selezionata sia costituita da utilizzatori che (verosimilmente) non dispongono delle necessarie licenze o comunque che difficilmente accetterebbero di provvedere all espletamento delle formalità doganali all importazione (come nel caso del settore luxury ) Compravendita La disciplina della compravendita è contenuta principalmente nel Codice Civile degli EAU (Federal Law 5/1985). Disposizioni aggiuntive si rinvengono, inoltre, per quanto riguarda le vendite business to business (B2B) nella Commercial Transaction Law (Federal Law 18/1993). Le vendite business to consumers sono invece regolate da una legge specifica sulla tutela dei consumatori (Federal Law 4/1979). Come si è avuto modo di evidenziare, gli EAU non hanno ratificato la Convenzione di Vienna del 1980 sulla compravendita internazionale dei beni mobili. Ne consegue che detta Convenzione troverà applicazione al contratto di compravendita tra un azienda italiana ed un azienda emiratina solo se la legge applicabile al contratto è quella italiana (non sussistono limitazioni alla scelta della legge applicabile al contratto di compravendita) e le parti non hanno escluso l applicabilità della Convenzione di Vienna al contratto. Il Codice Civile emiratino definisce la compravendita come the exchange of non-money property for money (ovvero: lo scambio di beni diversi dal danaro con danaro). Gli elementi essenziali di un contratto di compravendita sono, quindi, l oggetto e il prezzo. Analogamente all Italia, in base al diritto civile emiratino la compravendita di un bene si perfeziona con la manifestazione del consenso tra le parti. Da tale momento scaturiscono, a carico dell acquirente, l obbligazione di pagamento del prezzo e, a carico del venditore, l obbligazione di trasferire la proprietà del bene compravenduto, che deve essere esente da vizi o difetti. Le manifestazioni di volontà possono essere espresse verbalmente o per iscritto o per comportamenti concludenti14 Di regola, il trasferimento della proprietà dei beni dal venditore all acquirente avviene con il consenso. Nel caso di vendita a rate le parti possono concordare la riserva di proprietà (disciplinata sia nel Codice Civile sia nella Commercial Transaction Law). La Commercial Transaction Law prevede che, nella vendita a rate con riserva di proprietà, il compratore acquisisca a titolo derivativo la proprietà del bene solo con il pagamento dell'ultima rata, ma assuma i rischi di perimento dei beni dal momento della consegna. La normativa in questione prevede altresì che, prima di aver saldato l ultima rata, l acquirente non possa in alcun modo disporre del bene, salvo che il venditore lo autorizzi a ciò per iscritto. Ai fini dell'opponibilità a terzi della riserva di proprietà, la Commercial Transaction Law richiede che il contratto di vendita contenente la riserva di proprietà sia stipulato in forma scritta ed abbia data certa anteriore al momento in cui è sorto il diritto di un terzo sulla cosa oggetto di riserva di proprietà. Per quanto concerne, invece, l'opponibilità della riserva di proprietà ai terzi creditori nel caso di fallimento, ai sensi della normativa in questione è necessario che il contratto di vendita abbia data anteriore alla dichiarazione di fallimento. Va sottolineato che la disciplina dettata dagli EAU in merito alla compravendita business to business (B2B) è molto simile a quella italiana. Differenze si rinvengono soltanto in merito ai termini di decadenza e prescrizione della garanzia. Difatti, se i beni consegnati differiscono da quelli ordinati per natura, quantità o presentano vizi o difetti, l acquirente deve contestare tali circostanze entro 15 giorni dalla consegna o immediatamente alla scoperta, qualora trattasi di vizi occulti. Il diritto alla garanzia dell acquirente si prescrive in 60 giorni dalla consegna od in 6 mesi dalla consegna, a seconda che il vizio sia palese od occulto. Tale garanzia per vizi o difetti è comunque derogabile, per cui può essere diversamente disciplinata tra le parti Disciplina relativa ad agenzia, distribuzione e franchising15 Fonti normative Il rapporto di agenzia è disciplinato principalmente dalla normativa federale degli EAU, la Commercial Agency Law (d ora innanzi, CAL ) 3, più volte novellata negli anni e da ultimo modificata nel La normativa trova applicazione sia al rapporto di agenzia, sia ai rapporti di distribuzione e di franchising. Essa, infatti, fa riferimento ad un concetto ampio di Agenzia Commerciale 4 in grado di ricomprendere tutte le tipologie di rapporto indicate. Tale normativa appare particolarmente sfavorevole per gli operatori stranieri, in quanto sono abilitati ad esercitare attività di Agenzia Commerciale in senso lato (ivi compresi, come detto, distributori e franchisee) esclusivamente persone fisiche con cittadinanza emiratina o società locali con capitale detenuto interamente da soggetti con cittadinanza emiratina. Inoltre, la CAL prevede una disciplina sostanzialmente favorevole per l agente, il distributore e il franchisee, attribuendo a quest ultimo molteplici tutele. La disciplina relativa al contratto di agenzia è contenuta anche nella Commercial Transaction Law e nel Codice Civile, le cui previsioni trovano applicazione in via residuale, in speciale modo nel caso di contratti di agenzia non registrati e/o non sottoposti alla CAL Esercizio di attività di Agenzia Commerciale Come si è avuto modo di osservare, negli EAU l attività di Agenzia Commerciale può essere esercitata solo da un cittadino emiratino o da un impresa partecipata interamente da cittadini degli EAU. Ciò implica l impossibilità per un azienda straniera di detenere una partecipazione sociale in una società locale che svolga attività di Agenzia Commerciale. Molteplici possono essere però le soluzioni per ovviare a tale ostacolo. 3 Federal Law No. 18/1981, come modificata dalla legge federale 14/1998, dalla legge federale 18/1981 e dalla legge federale 2/ L art. 1 della CAL recita: The Trade Agency: means representation of the principal by an agent for the purpose of distribution, selling, display or rendering of a commodity or service in the State, against a commission or profit16 Il controllo sulla gestione dell attività di promozione commerciale negli EAU può essere effettuato, ad esempio, attraverso un ufficio di rappresentanza o succursale dell investitore registrati negli EAU, o tramite una società a capitale misto costituita negli EAU che agisca in qualità di importatore e di trading company (previo ottenimento della necessaria licenza per la commercializzazione degli specifici prodotti in questione) Normativa ed adempimenti imposti all Agente Commerciale a. La forma e il contenuto del contratto di Agenzia Commerciale La registrazione del contratto di Agenzia Commerciale presso il Ministero dell Economia e del Commercio è un elemento essenziale ai fini della validità del contratto ai sensi della CAL e, quindi, viene richiesta dagli agenti/distributori/franchisee al fine di garantirsi una posizione di tutela nei confronti del preponente straniero. Il contratto deve rispettare alcuni requisiti ai fini della registrazione. In primo luogo, il contratto deve essere stipulato per iscritto, con sottoscrizioni autenticate da un notaio e tradotto in lingua araba. In secondo luogo, la CAL indica il contenuto minimo del contratto sul quale, all atto della registrazione, vengono effettuati controlli da parte delle autorità. Così, il contratto di Agenzia Commerciale deve contenere: informazioni relative all azienda preponente; informazioni relative all agente/distributore/franchisee; informazioni relative alla tipologia di rapporto che si intende instaurare; caratteristiche del produttore straniero e indicazione circa l esistenza di eventuali branch del preponente nel territorio degli EAU; lista dei prodotti da promuovere e/o commercializzare nel territorio; indicazioni relative al marchio o alla denominazione dei prodotti; durata del rapporto; territorio in cui deve avvenire la promozione commerciale;17 eventuali restrizioni del diritto di esclusiva (nei limiti evidenziati infra). b. La procedura di registrazione presso il Ministero dell Economia e del Commercio Prima dell inizio dell attività, è necessario, come anticipato, che l agente provveda a richiedere la registrazione presso il Ministero dell Economia e del Commercio in un apposito registro. Non è ammessa una registrazione per categorie di prodotto (es. tessile, alimentari), bensì è necessaria l indicazione specifica del prodotto e del preponente (ad esempio, componenti meccaniche della società X ). Il Registro degli Agenti Commerciali è tenuto presso il Ministero dell Economia e del Commercio, autorità competente per il rilascio della licenza ai sensi della CAL, e contiene tutti i dati degli agenti autorizzati ad operare negli EAU, siano essi persone fisiche o giuridiche. Il Ministero dell Economia e del Commercio, qualora accolga la richiesta di registrazione, emette un certificato di iscrizione dell agente, richiedendo la pubblicazione dei dati sulla Gazzetta Ufficiale degli EAU. Di ciò verranno informate le Municipalità, le Dogane e la Federazione delle Camere di Commercio. c. Modifiche e cessazione dell attività L Agente Commerciale, il suo rappresentante (in caso di società) o i suoi successori (in caso di decesso), dovranno informare il Ministero dell Economia e del Commercio di qualsiasi modifica concernente l Agente Commerciale, entro 60 giorni dall avverarsi di tali cambiamenti. Essi saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e il Ministero informerà di ciò le competenti Autorità, entro i successivi 30 giorni. In caso di cessazione, per qualsiasi motivo, del rapporto contrattuale, l Agente Commerciale sarà tenuto entro 60 giorni a richiedere al Ministero la cancellazione dal registro. Il preponente non ha la possibilità di intervenire nella procedura di cancellazione. d. Durata e cessazione del contratto di Agenzia Commerciale18 La CAL prevede la possibilità di stipulare sia contratti di Agenzia Commerciale a tempo determinato sia a tempo indeterminato. In entrambi i casi, gli effetti di un eventuale recesso o risoluzione o mancato rinnovo non sono immediati ma conseguono alla cancellazione del contratto dal Registro degli Agenti Commerciali. Sino a tale momento, il preponente non avrà il diritto di nominare un altro Agente Commerciale ed il precedente Agente Commerciale potrà ottenere un provvedimento ministeriale al fine di bloccare i beni del preponente in Dogana. In caso di risoluzione del contratto da parte del preponente e di disaccordo dell Agente Commerciale (con conseguente rifiuto di quest ultimo di richiedere la cancellazione della registrazione), il primo dovrà dimostrare all autorità competente (Committee) che tale risoluzione è giustificata, ossia che essa è dovuta a fatto o colpa dell Agente Commerciale. Il medesimo principio trova applicazione nel caso di mancato rinnovo del contratto in seguito alla scadenza del termine. Alla luce di quanto sopra esposto, è utile prevedere nel testo contrattuale una clausola risolutiva espressa che specifichi nel dettaglio gli eventi che sono dalle parti qualificati come giusta causa. e. Risoluzione delle controversie Ai sensi dell art. 27 della CAL, le controversie relative ai contratti di Agenzia Commerciale registrati sono inderogabilmente sottoposte, in prima istanza, alla giurisdizione di un apposito comitato interno al Ministero dell Economia e del Commercio, il Committee for the Settlement of Disputes of Commercial Agencies (di seguito, il Comitato ). Solo in caso di giudizio di secondo grado, si può adire la giurisdizione ordinaria. L art. 3 della CAL prevede espressamente che un contratto di Agenzia Commerciale che non sia registrato presso il Ministero sia nullo. Di conseguenza il Comitato e le corti non ne potranno riconoscere la validità ai sensi della CAL e, quindi, nessuna pretesa, in tal caso, potrà vantare alcuna delle parti ai sensi della CAL 5. 5 Art. 3 della CAL recita (omissis) Any trade agency not registered in the above register shall not be considered, nor legal cases there for shall be heard19 Eventuali pretese derivanti da un contratto non registrato potranno essere fatte valere, qualora ne sussistano i presupposti, in forza delle disposizioni della Commercial Transaction Law o del Codice Civile. La giurisprudenza emiratina, tuttavia, non ha ancora assunto un orientamento univoco circa l accoglibilità della pretesa dell Agente Commerciale non registrato basata sulle fonti da ultimo citate Disciplina sostanziale del rapporto di Agenzia Commerciale a. Oggetto del rapporto L Agente Commerciale, ai sensi della CAL, è definito come una persona fisica o giuridica che rappresenta gli interessi del produttore non residente, il preponente, impegnandosi alla promozione e/o alla distribuzione dei prodotti all interno del territorio degli EAU dietro pagamento di una provvigione/compenso. Ovviamente, se le provvigioni troveranno applicazione nel caso dell agente, il compenso del distributore e del franchisee sarà rappresentato dal profitto (dato essenzialmente dalla differenza tra il prezzo di acquisto dal produttore e il prezzo di rivendita dei prodotti sul mercato locale). b. Protezione del territorio accordo di esclusiva Ai sensi dell art. 5 CAL, l Agente Commerciale registrato deve inderogabilmente godere del diritto di esclusiva nella commercializzazione dei prodotti nel territorio assegnatogli. L area geografica per cui è concessa l esclusiva deve includere almeno un Emirato o, in alternativa, più Emirati o l intero territorio degli EAU. Restrizioni contrattuali a tale norma sono ammissibili solo nel caso in cui i prodotti siano divisibili in più categorie: nell ambito del medesimo territorio, potranno quindi essere nominati più agenti per diverse linee di prodotti. L Agente Commerciale può, a sua volta, nominare uno o più sub-agenti nella zona assegnata. Inoltre, un soggetto può essere registrato come Agente Commerciale unicamente se è in possesso della necessaria licenza per l importazione delle merci previste contrattualmente. In ragione della protezione del territorio assegnato ex art. 5 e 7 CAL, nessun soggetto diverso dall Agente Commerciale potrà20 vendere/importare i prodotti del preponente nell area indicata nel contratto di Agenzia Commerciale registrato. In caso di violazione di tale prescrizione, ad esempio tramite una vendita diretta del preponente, l Agente Commerciale avrà diritto ugualmente alla provvigione anche nel caso in cui la compravendita sia avvenuta senza il suo contributo professionale. In attuazione di quanto sopra indicato, l Agente Commerciale potrà richiedere un provvedimento al Ministero dell Economia e del Commercio volto a bloccare l importazione delle merci, se quest ultimo ravvisi una violazione del disposto dell articolo 23 CAL (esclusiva dell agente e provvigione in caso di vendita diretta). Una volta emanato il provvedimento, la merce verrà rilasciata solo a seguito dell approvazione del Ministero o dell Agente Commerciale o, comunque, in caso la controversia giunga ad un provvedimento definitivo. c. Patto di non concorrenza La CAL non vieta l esistenza di agenti plurimandatari, dunque è opportuno prevedere all interno del contratto di Agenzia Commerciale un apposita clausola di non concorrenza. Tuttavia, l efficacia di tali previsioni appare notevolmente limitata alla luce del fatto che spesso i contratti di Agenzia Commerciale non vengono registrati. d. Tutela della Proprietà Intellettuale Dal 1993 è vigente una normativa che tutela i diritti di proprietà intellettuale negli EAU. Si consiglia, quindi, di registrare i marchi ed i brevetti relativi ai prodotti commercializzati prima di incaricare l agente/distributore/franchisee. In tal modo si può evitare che l agente, il distributore o il franchisee registrino o, in ogni caso, utilizzino in maniera illegittima tali diritti. E quindi opportuno disciplinare dettagliatamente le questioni inerenti la protezione dei diritti di proprietà intellettuale del preponente nel contratto di agenzia/distribuzione/franchising. e. Obbligazioni dell Agente Commerciale Vedere altro
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