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Timestamp: 2018-06-25 13:39:24+00:00

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D. Leg.vo 29/10/1999, n. 490 | Bollettino di Legislazione Tecnica
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D. Leg.vo 29/10/1999, n. 490
Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352.
È stato promulgato, ed è entrato in vigore dal 1.5.2004, il nuovo codice dei beni culturali, che aggiorna le norme riguardanti la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale, risalenti al 1939 (LL. 1.6.1939, n. 1089 e 29.6.1939, n. 1497, peraltro già superate dal D. Leg.vo 490/1990, che aveva assorbito le citate norme del 1939), anche a seguito del cambiamento del quadro istituzionale con la modifica del Titolo V della Costituzione operata dalla L. Cost. 18.10.2001, n. 3. Dalla data della sua entrata in vigore, il nuovo codice abroga, tra l’altro, il citato D. Leg.vo 29.10.1999, n. 490 e successive modificazioni e integrazioni.
Abrogato dall'articolo 184, comma 1, del D. Leg.vo 42/2004.
D.L. 27/06/1985, n. 312
Disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale.
Articoli 1, 1-bis, 1-quater, 1-sexies, 2
L. 29/06/1939, n. 1497
Protezione delle bellezze naturali.
Abrogata dall'articolo 166, comma 1, del D. Leg.vo 29/10/1999, n. 490.
L. 01/06/1939, n. 1089
Tutela delle cose di interesse artistico o storico.
Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137.
Circ.Ass.R. Sicilia 09/03/2006, n. 7
Codice dei beni culturali e del paesaggio, parte prima e seconda: beni culturali - modalità di applicazione da parte della Regione siciliana.
Circ.Ass.R. Sardegna 09/06/2004, n. 2/U
Prime indicazioni direttive per l’applicazione dell’art. 32 del D.L. 30.9.2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla L. 24.11.2003, n. 326 e della L.R. 26.2.2004, n. 4 e successive modificazioni ed integrazioni.
Circ.Ass.R. Sardegna 04/02/2004, n. 1/U
Indicazioni operative per l’attivazione delle misure di tutela ex art. 10 bis della L.R. n. 45 del 22.12.1989 e di quelli riferibili alle aree già sottoposte a vincolo ex art. 1 ter della L. 8.8.1985, n. 431.
Com. R. Emilia Romagna 27/10/2003
Accordo tra il Ministero per i Beni e le Attività culturali, la Regione Emilia-Romagna e le Associazioni delle Autonomie locali Emilia-Romagna (ai sensi dell'art. 46 della L.R. 25 novembre 2002, n. 31).
Circ.Ass.R. Sicilia 22/10/2003, n. 18
L.R. 16.4.2003, n. 4. Definizione delle sanatorie edilizie in itinere. Autorizzazioni per le opere in zone soggette a vincolo paesistico. Adempimenti delle Soprintendenze e dell’Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione. Circolare esplicativa.
Circ.Ass.R. Sicilia 05/09/2003, n. 15
Concorso nella spesa per il restauro e la conservazione di monumenti e di opere di antichità e d’arte di proprietà privata, nonché per la conservazione di raccolte aventi riferimento con la storia politica, militare, letteraria, artistica e culturale in genere. Procedure per l’accesso ai finanziamenti.
Circ.Ass.R. Sicilia 07/08/2003
L.R. 2.9.1998, n. 21, art. 5. Completamento strutture portuali.
Circ.P.G.R. Piemonte 03/02/2003, n. 2/FEM
L.R. 3.4.1989, n. 20 "Norme in materia di tutela di beni culturali, ambientali e paesistici" e successive modifiche ed integrazioni. Vigilanza e sanzioni. Sub delega ai comuni.
Circ.Dip.R. Liguria 27/12/2002, n. 3
D. Leg.vo 4.9.2002, n. 198 "Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, a norma dell'art. 1, comma 2, della L. 21.12.2001, n. 443" pubblicato sulla G.U. del 13.9.2002, n. 215.
Circ.Ass.R. Sicilia 08/11/2002
Istruzioni generali per la redazione dei progetti di restauro nei beni architettonici di valore storico artistico in zona sismica.
Circ.Ass.R. Sicilia 20/02/2002, n. 9
Interventi manutentivi e di restauro su edifici monumentali. Modalità per la presentazione delle richieste di inserimento nei programmi regionali. Disposizioni per l'esecuzione degli interventi.
Sent. C. Cass. pen. 26/01/2009, n. 3475
1. Edilizia ed urbanistica - Permesso di costruire - Struttura provvisoria - Manufatti leggeri prefabbricati ed altro - Necessità del «permesso»
1. A norma dell’art. 3, c. 1, lett. e.5) del testo unico sull’edilizia, D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 si considera nuova costruzione per la quale è necessario il permesso di costruire anche l’installazione di manufatti leggeri prefabbricati e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni che siano utilizzati, come abitazioni, ambiente di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee. La temporaneità deve desumersi da elementi obiettivi e non dalle caratteristiche del manufatto o dall’intenzione soggettiva del costruttore.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Pertinenza - Nozione - Strada in terra battuta - Non è pertinenza
1. La nozione di pertinenza urbanistica (differente da quella civile di cui all’art. 817 C.c.) concerne una opera preordinata ad una oggettiva esigenza di un edificio principale, funzionalmente ed oggettivamente inserita al servizio dello stesso, non valutabile in termini di cubatura o dotata di un volume minimo; il rapporto di durevole subordinazione della res deve essere riferito ad una costruzione preesistente non riscontrabile nel caso in esame (realizzazione di strada in terra battuta, quale opera di trasformazione urbanistica soggetta a permesso di costruire). 1n. Codice civile - Art. 817 (Pertinenze) - (c.1) Sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa.
Sent.C. Stato 22/06/2007, n. 3470
1. Appalti ll.pp. - Mafia - Normativa antimafia - Art. 4 D.Lgs. 94/490 e art. 10 D.P.R. 98/252 - Divieto di stipulare contratto con P.A. - Informativa prefettizia - Presupposti
1. L’informativa prefettizia sulla sussistenza dei tentativi di infiltrazione mafiosa che, ai sensi dell’art. 4 D.Lgs. 8 agosto 1994 n. 490 e dell’art. 10 D.P.R. 3 giugno 1998 n. 252, preclude la stipulazione di contratti con le pubbliche amministrazioni, non richiede la prova della intervenuta «occupazione» mafiosa, né presuppone l’accertamento di responsabilità penali in capo ai titolari dell’impresa sospettata, essendo sufficiente che dalle informazioni acquisite tramite gli organi di polizia si evinca un quadro indiziario sintomatico del pericolo di collegamento tra l’impresa e la criminalità organizzata. E ciò in quanto il legislatore, attraverso la normativa in esame, ha inteso realizzare una tutela avanzata nel contrasto di certa criminalità, tale da anticipare ogni altra misura preventiva oltre che la fase della repressione penale.
Sent. C. Stato 03/03/2007, n. 1019
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nullaosta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 giorni - Decorrenza - Dalla ricezione dei documenti utili al controllo. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nullaosta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 giorni - Decorrenza - Dalla ricezione dei documenti utili al controllo - Carenza di documenti utili - Effetto interruttivo del termine - Vigore «ex novo» del termine. 3. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nullaosta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 giorni - Decorrenza - Dalla ricezione dei documenti utili al controllo - Richieste istruttorie del Ministero - Presupposti - Effettiva necessità.
1. Ai fini del decorso del termine di sessanta giorni per il riesame di legittimità del nulla osta paesistico rilasciato dall’Amministrazione delegata, è necessario che esso pervenga corredato dagli elementi documentali utili al controllo. Detto indirizzo trova conforto nella lettera dell’art. 82 del D.P.R. 24/07/1977 n. 616 - come integrato dall’art. 1 della L. 8 agosto 1985 n. 431, e poi riprodotto all’art. 151, 4° comma, del D. Leg.vo 29/10/1999 n. 490 - ove è stabilito che «le regioni danno immediata comunicazione al Ministero per i beni culturali e ambientali delle autorizzazioni rilasciate e trasmettono contestualmente la relativa documentazione». La possibilità di disporre acquisizioni istruttorie è del resto evenienza procedimentale peculiare ad ogni procedimento di controllo interorganico e si collega all’esigenza che il controllo medesimo avvenga secondo criteri di serietà e di piena cognizione di ogni elemento rilevante ai fini del giudizio di legittimità dell’atto.
2. In tema di riesame di legittimità del nulla osta paesistico l’Amministrazione delegata, in presenza di eventuali carenze di elementi documentali utili all’esercizio del potere di verifica della legittimità dell’atto autorizzatorio, possono disporre acquisizioni e dare ingresso all’attività c.d. istruttoria con effetto interruttivo del termine assegnato per il controllo in base al noto principio «contra non valentem non agit prescriptio». Una volta pervenuta alla Soprintendenza la documentazione integrativa indispensabile per il riscontro di legittimità prenderà vigore «ex novo» il termine perentorio per il riesame di secondo grado.
3. In materia di riesame del nullaosta paesaggistico, le richieste istruttorie devono fondarsi su un’effettiva insufficienza del supporto documentale necessario al riesame di legittimità del nullaosta regionale. Esse devono essere finalizzate all’acquisizione di elementi documentali afferenti al titolo autorizzatorio, così da consentire una corretta, completa ed attenta valutazione della tipologia dell’intervento assentito, in raffronto alla disciplina di tutela dei valori paesaggistici ed ambientali della zona e della stessa conformazione dei luoghi oggetto di modifica.
Sent. C. Stato 09/02/2006, n. 517
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - V.I.A. - Ex D.P.C.M. 88/377 - Solo per progetto di massima - Eccezioni. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Nuove opere in fascia fluviale - Condizioni.
1. Dai progetti da sottoporre alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, ai sensi del D.P.C.M. 10 agosto 1988 n. 377, sono esclusivamente quelli di massima e non anche quelli esecutivi, a meno che questi non alterino sostanzialmente le caratteristiche fondamentali dell'intervento. 2. Ai sensi del combinato disposto degli artt. 146 e 151 T.U. 29 ottobre 1999 n. 490, nella fascia fluviale sottoposta a vincolo non sussiste divieto di nuove opere ma solo l'obbligo di ottenere autorizzazione preventiva.
Sent. C. Stato 18/01/2006, n. 2449
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nullaosta regionale - Annullamento ministeriale - Ex art. 151 T.U. 99/490 - Termine di 60 gg - Decorrenza.
1. Ai sensi dell'art. 151 T.U., D. Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490 il Ministro per i beni culturali ed ambientali può annullare, nel termine perentorio di 60 giorni, il nullaosta regionale per la tutela dei vincoli paesistici; tale termine decorre solo dal giorno in cui la documentazione completa perviene alla competente Soprintendenza, a meno che il termine stesso venga interrotto da una richiesta istruttoria ma per una sola volta e per non oltre 30 giorni.
Sent.C. Stato 04/05/2004, n. 2783
1. Appalti ll. pp - Mafia - Normativa antimafia - Art. 4 D.Lgs. 94/490 - Divieto di contrarre - Informativa prefettizia - Funzione - Conseguenti modalità della fase istruttoria. 2. Appalti ll.pp. - Mafia - Normativa antimafia - Art. 4 D.Lgs. 94/490 - Divieto di contrarre - Criterio di applicazione con cautela.
1. L'informativa prefettizia di cui all'art. 4 del D.Lgs. 8 agosto 1994 n. 490 consente di escludere dagli appalti di lavori pubblici l'impresa sospettata di legami o condizionamento da infiltrazioni mafiose; di conseguenza la fase istruttoria del procedimento per il rilascio della certificazione antimafia, e quindi anche per la comunicazione della presenza dell'esistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa intesi a condizionare scelte e indirizzi di un'impresa, consiste essenzialmente nell'acquisire tutte le informazioni in possesso dell'Autorità di pubblica sicurezza così da potere effettuare una obiettiva valutazione sulla possibilità di un eventuale utilizzo distorto dei finanziamenti pubblici al settore degli appalti pubblici. 2. Negli appalti di lavori pubblici il divieto di stipulare i relativi contratti previsto dall'art. 4 del D.Lgs. 8 agosto 1994 n. 490 va applicato con criterio cautelativo, considerato anche che il testo della normativa suddetta contiene concetti indeterminati, rimessi alle precisazioni del Prefetto.
Sent. C. Stato 03/03/2004, n. 1060
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nullaosta regionale - Esame dell'istanza - Criterio di procedimento della Regione.
1. Nell'esaminare l'istanza di nullaosta regionale alla esecuzione di opere edilizie in zone sottoposte a vincolo paesistico, ai sensi dell'art. 82, comma 9 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616 (come trasfuso nell'art. 151 del D.Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490), la Regione (o l'Autorità designata dalla legge regionale) deve rispettare il principio della leale collaborazione con gli organi del Ministero dei beni culturali; pertanto la motivazione dell'autorizzazione deve risultare immune da profili di eccesso di potere.
Sent. C. Stato 23/09/2002, n. 4823
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Autorizzazione ex art. 151 D.Lgs. 99/490 - Ulteriori prescrizioni di Regione o Comune - Possibilità.
1. Col rilascio dell'autorizzazione prevista dall'art. 151 del D.Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490 la Regione o il Comune possono imporre ulteriori prescrizioni a garanzia della compatibilità dell'opera da realizzare con il vincolo paesaggistico.
Sent. C. Cass. pen. 21/06/2002, n. 29099
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo archeologico - Tratturi - Ammissibilità ex D.Lgs. 99/490.
1. In materia paesaggistica l'individuazione di una zona di interesse archeologico, ai sensi dell'art. 1, lett. m), L. 8 agosto 1985 n. 431, ora sostituito dall'art. 146, lett. m), D.Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490, non presuppone necessariamente l'avvenuto accertamento dell'interesse archeologico ai sensi della L. 1° giugno 1939 n. 1089 o di altre leggi speciali, potendosi riconoscere tale interesse anche per il suo valore intrinseco; pertanto, vanno sottoposti alla disciplina di cui al citato decreto n. 490 i tratturi, che costituiscono la diretta sopravvivenza di strade formatesi in epoca preistorica e che hanno la duplice valenza di strade destinate al passaggio del bestiame e di testimonianze di passate civiltà.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - In sanatoria - Condizioni - Doppia conformità. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo artistico e storico - Reato ex art. 118 D.Lgs. 99/490 - Estinzione - Condizioni.
1. In materia edilizia, ai fini del rilascio della concessione in sanatoria di cui all'art. 13 della L. 28 febbraio 1985 n. 47 è richiesto che l'opera eseguita originariamente in assenza di concessione o autorizzazione presenti la cosiddetta «doppia conformità», ovvero che sia conforme agli strumenti urbanistici vigenti al momento del rilascio del provvedimento e che risultasse tale anche al momento della sua realizzazione. 2. Il reato previsto e punito dall'art. 118 del D.Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490 (esecuzione di opere su beni culturali in assenza di autorizzazione) non si estingue in conseguenza del rilascio della concessione in sanatoria di cui all'art. 13 della L. 28 febbraio 1985 n. 47, come avviene ai sensi dell'art. 22 stessa legge per il reato urbanistico, atteso che il rilascio della concessione in sanatoria estingue soltanto i reati previsti dalle norme urbanistiche e non anche quelli previsti da altre disposizioni di legge.
Sent. C. Stato 20/10/2000, n. 5651
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Costruzioni in corso - Sospensione lavori ex art. 8 L. 39/1497 - Ammissibilità.
1. Ai sensi dell'art. 8 della L. 29 giugno 1939 n. 1497 (ed ora dell'art. 153, comma 1, del D.Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490 e dell'art. 82, comma 4, del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616 il Ministero per i beni culturali ed ambientali - che ha il potere di salvaguardare le bellezze naturali anche nel corso dell'esecuzione dei lavori intervenendo per evitare che questi alterino irreversibilmente lo stato dei luoghi - può ordinare la sospensione di lavori edilizi, già autorizzati con concessione edilizia, anche nel periodo successivo alla emanazione del decreto di imposizione del vincolo e fin quando esso divenga esecutivo con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale; può ordinare la stessa sospensione quando le costruzioni in corso (in assenza di adeguate prescrizioni da parte della Commissione edilizia integrata) siano in contrasto con le esigenze di tutela di un complesso monumentale.
Sent. C. Cass. pen. 26/11/1999, n. 2732
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Effetti sulla edificabilità. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Inderogabile - Eccezione per manutenzione straordinaria, consolidamento e restauro - Limiti. 3. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Reato ex art. 1 sexies L. 1985 n. 43 - Configurabilità - Condizioni.
1. L'avvenuta adozione del piano paesistico regionale non legittima la realizzazione, senza alcuna autorizzazione, di opere ritenute, a giudizio dell'autore, compatibili con lo stesso, ma semplicemente fa venire meno il carattere di assolutezza ed inderogabilità del vincolo di inedificabilità, previsto medio tempore dall'art. 1 quinquies della L. 8 agosto 1985 n. 431, rendendo, quindi, autorizzabili, ovviamente dalla competente autorità amministrativa, le opere compatibili. 2. Ai sensi dell'art. 1 quinquies D.L. 27 giugno 1985 n. 312, introdotto dalla L. 8 agosto 1985 n. 431, in nessun caso è possibile derogare al divieto di inedificabilità da esso posto, fatta eccezione per gli interventi di manutenzione straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici; interventi per i quali, ai sensi dell'art. 82, comma 8, D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616 così come sostituito dall'art. 1 D.L. n. 312 del 1985 non è richiesta autorizzazione ambientale. 3. Ai fini della configurabilità del reato previsto e punito dall'art. 1 sexies della L. 8 agosto 1985 n. 431 è necessario non solo che si verifichino interventi non autorizzati su zone vincolate, ma che gli stessi siano idonei ad incidere negativamente sull'originario assetto dei luoghi sottoposti a protezione; pertanto, sono inscrivibili nella sfera dell'irrilevanza penale tutti gli interventi che non pongono neppure astrattamente in pericolo il paesaggio.
Sent. C. Cass. pen. 16/07/1999, n. 11965
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo artistico, storico e archeologico - Inosservanza - Reato ex art. 20, lett. c) L. 1985 n. 47 - Estinzione dopo concessione in sanatoria - Sufficienza.
1. In tema di definizione agevolata delle violazioni edilizie, l'art. 39, comma 8, L. 23 dicembre 1994 n. 724 attribuisce efficacia estintiva del reato per la violazione del vincolo, al rilascio della concessione o autorizzazione in sanatoria, a loro volta subordinate al conseguimento delle autorizzazioni delle Amministrazioni preposte alla tutela; sicché l'ottenimento della concessione in sanatoria ha effetto estintivo speciale in ordine ai reati previsti e puniti dalle LL. 29 giugno 1939 n. 1497, 1 giugno 1939 n. 1089 e L. 8 agosto 1985 n. 431 e dall'art. 734 Cod. pen., ma non in ordine al reato urbanistico, contemplato all'art. 20, lett. c), legge n. 47 del 1985 cit., per la cui estinzione sono sufficienti la presentazione della domanda di condono edilizio, riferibile ad un intervento previsto nella disciplina delle leggi n. 47 del 1985 cit., n. 724 del 1994 cit. e n. 662 del 1996, ed il versamento dell'oblazione dovuta, diversa da quella autodeterminata.
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Ferrara 05/07/2018

References: art. 10
 art. 1
 art. 5
 Cass. 
 Art. 817
 Art. 4
 art. 10
 art. 151
 Art. 4
 Art. 4
 art. 151
 Cass. 
 art. 118
 art. 8
 Cass. 
 art. 1
 Cass. 
 art. 20