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Timestamp: 2020-06-04 15:19:09+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23326 del 18/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23326 del 18/09/2019
Cassazione civile sez. I, 18/09/2019, (ud. 29/05/2019, dep. 18/09/2019), n.23326
Luxtronic Ltd S.r.l., in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Via Ildebrando Goiran,
n. 4, presso lo studio dell’avvocato Ballatore Benedetta, che la
avverso la sentenza n. 3465/2016 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
pubblicata il 20/09/2016;
La Corte d’appello di Milano, con sentenza n. 3465/2016, depositata in data 2/09/2016, – in controversia concernente l’opposizione proposta dal Ministero di Giustizia avverso decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Milano nel 2011, con il quale si era ingiunto all’amministrazione di pagare alla Luxtronic LTD la somma di oltre Euro 483.000, oltre interessi di mora previsti dal D.Lgs. n. 231 del 2002, a titolo di corrispettivo per il noleggio di attrezzature per la radiolocalizzazione e monitoraggio ambientale, concesse in uso a diverse Procure della Repubblica e soprattutto alla Procura della Repubblica di Trapani, – ha riformato la decisione di primo grado, che aveva accolto l’opposizione del Ministero, per difetto di un valido rapporto contrattuale tra le parti, revocando l’ingiunzione opposta.
In particolare, i giudici d’appello hanno sostenuto che ogni singolo preventivo scritto, inoltrato dalla società alla Procura della Repubblica interessata, contenente la descrizione dell’oggetto dell’offerta, del costo giornaliero per il noleggio e dei costi per le prestazioni accessorie, ed accettato dal destinatario, integrava gli estremi della forma scritta ad substantiam richiesta per un valido accordo contrattuale della pubblica amministrazione, pur in assenza di una preventiva procedura di gara selettiva; inoltre l’effettività del noleggio era dimostrata dalla stessa trasmissione delle immagini registrate; ad avviso della Corte territoriale, poi, l’attività di noleggio delle attrezzature dei privati per le intercettazioni non integrava una spesa straordinaria ex art. 70 del TUSG, “in quanto connaturate al normale svolgimento dell’attività di indagine del PM in relazione all’accertamento di un certo tipo di reati”, con conseguente inoperatività dell’art. 168 TUSG.
Avverso la suddetta pronuncia, il Ministero della Giustizia propone ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, nei confronti di Luxtronic LTD srl, (che resiste con controricorso). Entrambe le parti hanno depositato memorie.
1. Il ricorrente lamenta: 1) con il primo motivo, la violazione e/o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, D.P.R. n. 115 del 2002, art. 3, comma 1, lett. n), art. 5 lett. i bis, artt. 70, 71, 168, 170 e 171, dovendo il corrispettivo in oggetto afferire alle spese straordinarie indispensabili ex art. 71 TUSG disposte dall’Autorità giudiziaria in caso di necessità, con conseguente rispetto dell’iter di liquidazione del compenso ivi stabilito, integrato dall’emissione di un decreto di liquidazione ex art. 168 citato, non essendo sufficiente la mera fattura quietanzata dal magistrato procedente; 2) con il secondo motivo, la violazione e/o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, R.D. n. 2240 del 1923, art. 17 e D.Lgs. n. 163 del 2006, artt. 34 e segg., dovendo ritenersi errato il giudizio della Corte d’appello in ordine alla formazione dell’accordo tra le parti per facta concludentia, in difetto di un contratto scritto proveniente dall’organo della P.A. competente ad esternare la volontà dell’ente; 3) con il terzo motivo, la violazione e/o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, D.Lgs. n. 231 del 2002, art. 4, avendo erroneamente la Corte d’appello ritenuto, oltre che rituale la procedura monitoria attivata, anche applicabile la suddetta normativa per la parte concernente la disciplina degli interessi moratori, laddove non essendosi in presenza di una comune transazione commerciale, non essendo ammissibile una decorrenza degli interessi moratori prima dell’emanazione del decreto di liquidazione del corrispettivo, costituente il titolo esecutivo.
Questa Corte peraltro già con la sentenza n. 2573/2016 (riguardante un’opposizione T.U. n. 115 del 2002, ex art. 170, promossa da una società, che aveva messo a disposizione dell’Ufficio giudiziario gli impianti per eseguire le intercettazioni telefoniche, avverso il decreto della Procura della Repubblica di liquidazione del compenso, lamentandosi la mancata liquidazione dei compensi per le attività di tracciamento riferite a comunicazioni internazionali) aveva chiarito, in motivazione, che “le spese di intercettazione (pacificamente rientranti fra quelle di giustizia, anche alla luce della loro menzione, senza specifica disciplina, del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 5, lett. i-bis, introdotto dalla L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 326) sono tradizionalmente ricondotte fra quelle straordinarie del D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 70, come chiarito dalla Circolare del Ministero della Giustizia, Dipartimento per gli Affari di Giustizia dell’8 ottobre 2002, n. 6 (v. art. 1, u.c.)”, affermando che ” anche il soggetto non qualificabile come ausiliario del magistrato secondo la terminologia di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 3, è comunque legittimato a proporre opposizione ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 170, qualora si tratti di liquidazione di spese straordinarie del D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 70″.
Invece, pur non essendo i gestori di telefonia (in relazione ai quali opera il D.Lgs. n. 259 del 2003, Codice delle comunicazioni elettroniche che stabilisce l’obbligatorietà per gli operatori telefonici delle “prestazioni a fini di giustizia effettuate a fronte di richieste di intercettazioni e di informazioni da parte delle competenti autorità giudiziarie”) e le ditte che noleggiano apparati funzionali alle operazioni di intercettazione “ausiliari” del magistrato, e tantomeno custodi, l’estensione della disciplina di cui all’art. 168 del testo unico anche alla liquidazione delle spese per intercettazioni costituisce affermazione consolidata. Questa Corte, infatti, valorizzando l’espressione “magistrato che procede”, contenuta nel citato art. 168, ha individuato il magistrato competente alla liquidazione delle spese in parola nell’autorità giudiziaria “cui è demandata la decisione nel merito e che, per tale ragione, ha la disponibilità e la signoria degli atti al momento della richiesta di liquidazione” (Cass. pen. 34184 del 6 settembre 2012; Cass. pen. 19650 dell’8 maggio 2009; Cass. pen. 7710 del 20 febbraio 2009; Cass. pen. 21703 del 29 maggio 2008; Cass. pen. 21757 del 22 giugno 2006).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 70
 art. 360
 art. 3
 art. 5
 art. 71
 art. 168
 art. 360
 art. 17
 art. 360
 art. 4
 sentenza 
 art. 170
 art. 5
 art. 1
 art. 70
 art. 1
 art. 3
 art. 170
 art. 70
 art. 168
 Cass. 
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