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Timestamp: 2019-12-16 03:01:18+00:00

Document:
Gazzetta ufficiale C 380/27 o
Causa T-170/08: Sentenza del Tribunale dell’11 settembre 2014 — Commissione/ID FOS Research (Clausola compromissoria — Contratti di contributo finanziario riguardanti progetti nel settore delle tecnologie industriali e dei materiali — Rimborso di una parte delle somme versate — Interessi di mora)
Causa T-425/11: Sentenza del Tribunale dell’11 settembre 2014 — Grecia/Commissione (Aiuto di Stato — Casinò in Grecia — Regime che prevede un onere dell’80 % sui diritti d’ingresso di importi diversi — Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno — Nozione di aiuto di Stato — Vantaggio)
Causa T-443/11: Sentenza del Tribunale dell'11 settembre 2014 — Gold East Paper e Gold Huasheng Paper/Consiglio (Dumping — Importazioni di carta fine patinata originaria della Cina — Status di impresa operante in economia di mercato — Termine per l'adozione della decisione relativa a tale status — Esame diligente e imparziale — Diritti della difesa — Manifesto errore di valutazione — Principio di buona amministrazione — Onere della prova — Pregiudizio — Determinazione del margine di profitto — Definizione del prodotto in questione — Industria comunitaria — Nesso di causalità)
Causa T-444/11: Sentenza del Tribunale dell'11 settembre 2014 — Gold East Paper e Gold Huasheng Paper/Consiglio (Sovvenzioni — Importazioni di carta fine patinata originaria della Cina — Metodologia — Calcolo del vantaggio — Manifesto errore di valutazione — Specificità — Durata dell’ammortamento — Trattamenti fiscali preferenziali — Misure compensative — Pregiudizio — Determinazione del margine di profitto — Definizione del prodotto in questione — Industria comunitaria — Nesso di causalità)
Causa T-450/11: Sentenza del Tribunale dell’11 settembre 2014 — Galileo International Technology/UAMI — ESA e Commissione (GALILEO) (Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo GALILEO — Marchi comunitari denominativi anteriori GALILEO — Impedimento relativo alla registrazione — Assenza di rischio di confusione — Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 — Assenza di somiglianza tra i prodotti e i servizi in questione)
Causa T-536/12: Sentenza del Tribunale dell’11 settembre 2014 — Aroa Bodegas/UAMI — Bodegas Muga (aroa) [Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di registrazione di marchio comunitario figurativo aroa — Marchio nazionale figurativo anteriore Aro — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 — Diniego parziale di registrazione]
Causa T-127/13: Sentenza del Tribunale dell’11 settembre 2014 — El Corte Inglés/UAMI — Baumarkt Praktiker Deutschland (PRO OUTDOOR) (Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario denominativo PRO OUTDOOR — Marchio comunitario figurativo anteriore OUTDOOR garden barbecue camping — Rischio di confusione — Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 — Oggetto della controversia dinanzi alla commissione di ricorso — Articoli 60 e 64, paragrafo 1, del regolamento n. 207/2009)
Causa T-185/13: Sentenza del Tribunale dell’11 settembre 2014 — Continental Wind Partners/UAMI — Continental Reifen Deutschland (CONTINENTAL WIND PARTNERS) (Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo CONTINENTAL WIND PARTNERS — Marchio internazionale figurativo anteriore Continental — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Somiglianza dei segni — Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 — Diniego parziale di registrazione)
Causa T-112/11: Ordinanza del Tribunale del 3 settembre 2014 — Schutzgemeinschaft Milch und Milcherzeugnisse/Commissione (Ricorso di annullamento — Registrazione di un’indicazione geografica protetta — Edam Holland — Mancanza di interesse ad agire — Insussistenza di incidenza individuale — Irricevibilità)
Causa T-113/11: Ordinanza del Tribunale del 3 settembre 2014 — Schutzgemeinschaft Milch und Milcherzeugnisse/Commissione (Ricorso di annullamento — Registrazione di un’indicazione geografica protetta — Gouda Holland — Mancanza di interesse ad agire — Insussistenza di incidenza individuale — Irricevibilità)
Causa T-261/12: Ordinanza del Tribunale del 3 settembre 2014 — Diadikasia Symvouli Epicheiriseon/Commissione (Ricorso per il risarcimento — Appalti pubblici di servizi — Gara d’appalto — Rafforzamento della capacità istituzionale della Commissione per la tutela della concorrenza in Serbia — Rigetto dell’offerta di un candidato — Ricorso manifestamente privo di qualsiasi fondamento giuridico)
Causa T-336/13: Ordinanza del Tribunale del 2 settembre 2014 — Borghezio/Parlamento (Ricorso di annullamento — Dichiarazione in seduta plenaria del presidente del Parlamento europeo, con cui l’assemblea viene informata dell'esclusione di un deputato europeo dal gruppo politico al quale è iscritto — Atto non soggetto a ricorso — Ricorso manifestamente irricevibile)
Causa T-386/13: Ordinanza del Tribunale del 3 settembre 2014 — Kėdainių rajono Okainių e a./Consiglio e Commissione (Ricorso di annullamento — Politica agricola comune — Regime di sostegno diretto agli agricoltori — Autorizzazione dell’erogazione di pagamenti diretti nazionali integrativi in Lituania per il 2012 — Termine di ricorso — Dies a quo — Irricevibilità — Eccezione d'illegittimità)
Causa T-538/13: Ordinanza del Tribunale del 2 settembre 2014 — Verein Natura Havel e Vierhaus/Commissione (Accesso ai documenti — Regolamento (CE) n. 1049/2001 — Lettera di diffida nell’ambito di un procedimento per inadempimento in corso riguardante la conformità del diritto aeronautico tedesco al diritto dell’Unione — Diniego di accesso — Eccezione relativa alla tutela degli obiettivi delle attività di controllo, d’indagine e di audit — Ricorso in parte manifestamente irricevibile e in parte infondato in diritto)
GU C 361 del 13.10.2014
GU C 351 del 6.10.2014
GU C 339 del 29.9.2014
GU C 329 del 22.9.2014
GU C 315 del 15.9.2014
GU C 303 dell'8.9.2014
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Krajský súd v Prešove (Repubblica slovacca) il 1o agosto 2014 — Provident Financial s.r.o./Zdeněk Sobotka
(Causa C-372/14)
Ricorrente: Provident Financial s.r.o.
Convenuto: Zdeněk Sobotka
Se la direttiva 2005/29/CE (1) del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva 84/450/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE, 98/27/CE e 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva sulle pratiche commerciali sleali), debba essere interpretata nel senso che costituisce una pratica commerciale sleale il comportamento di un soggetto erogatore di un credito al consumo che presenti al consumatore le condizioni contrattuali in modo tale da dargli l’impressione fittizia di essere libero di scegliere un servizio accessorio di garanzia del rimborso rateale del credito, operando in realtà un indebito condizionamento sul consumatore affinché accetti la prestazione.
Se la direttiva sulle pratiche commerciali sleali debba essere interpretata nel senso che costituisce una pratica commerciale sleale il comportamento del creditore consistente nel presentare al consumatore le condizioni contrattuali in modo da prospettargli un ammontare del tasso annuo effettivo globale (TAEG) che non includa i costi del servizio accessorio in questione.
Se la direttiva sulle pratiche commerciali sleali debba essere interpretata nel senso che costituisce una pratica commerciale sleale il comportamento del creditore consistente nell’applicare ai consumatori, sul mercato dei crediti al consumo, un prezzo considerevolmente più elevato, per il servizio accessorio, rispetto ai costi reali dello stesso, e se, non includendo nel TAEG i costi per il servizio accessorio, si eluda l’obbligo di trasparenza dei costi complessivi effettivi del credito al consumo.
Se la direttiva 93/13/CEE (2) del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori [in prosieguo: la «direttiva 93/13»], debba essere interpretata nel senso che il servizio di garanzia del rimborso rateale del credito al consumo, oggetto del quale è la riscossione in contanti dei ratei del credito versati dal consumatore, rappresenta l’oggetto principale della prestazione nel credito al consumo.
Se la direttiva 87/102/CEE (3)del Consiglio, del 22 dicembre 1986, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di credito al consumo, come modificata e integrata dalla direttiva 98/7/CE (4) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, debba essere interpretata nel senso che il TAEG include anche la remunerazione per la riscossione in contanti dei ratei del credito, o una sua parte, qualora la remunerazione ecceda considerevolmente i costi necessari di tale servizio accessorio, e se l’articolo 14 di detta direttiva debba essere interpretato nel senso che le disposizioni relative all’istituto del TAEG sono eluse qualora la remunerazione del servizio accessorio ecceda considerevolmente i costi dello stesso e non sia conteggiata nel TAEG.
Se la [direttiva 93/13] debba essere interpretata nel senso che, per soddisfare il requisito della trasparenza di un servizio accessorio per il quale sono pagati oneri amministrativi, è sufficiente che il prezzo di detto servizio amministrativo sia chiaro e comprensibile (oneri amministrativi), anche se non sia specificato l’oggetto della prestazione corrispondente al servizio medesimo.
Se l’articolo 4, paragrafi 1 e 2, della [direttiva 93/13] debba essere interpretato nel senso che la mera circostanza che gli oneri amministrativi siano compresi nel calcolo del TAEG osta a un controllo giurisdizionale sugli stessi ai fini di detta direttiva.
Se la [direttiva 93/13] debba essere interpretata nel senso che il mero importo degli oneri amministrativi osta al controllo giurisdizionale ai fini di detta direttiva.
Qualora la risposta alla questione n. 6 sia nel senso che l’oggetto del servizio amministrativo per il quale devono essere pagati gli oneri amministrativi è sufficientemente trasparente, se in tal caso, il servizio amministrativo, con tutti gli adempimenti che esso potenzialmente comporta, rappresenti l’oggetto principale del credito al consumo.
Se l’articolo 4, paragrafo 1, della [direttiva 93/13] debba essere interpretato nel senso che, ai fini di tale direttiva, sia rilevante tra l’altro la circostanza che in cambio degli oneri del servizio accessorio il consumatore riceve una prestazione che per lo più non rientra nel suo interesse, bensì in quello del creditore del credito al consumo.
(1) GU L 149, pag. 22.
(2) GU L 95, pag. 29.
(3) GU L 42, pag. 48.
(4) GU L 101, pag. 17.
Ricorso proposto il 20 agosto 2014 — Commissione europea/Repubblica portoghese
(Causa C-398/14)
Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: P Guerra e Andrade e E. Manhaeve, agenti)
dichiarare che la Repubblica portoghese, non avendo garantito un livello adeguato di trattamento delle acque reflue urbane nei 52 agglomerati elencati rispetto ai quali si verifica la violazione, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’articolo 4 della direttiva 91/271/CEE (1), concernente il trattamento delle acque reflue urbane.
L’articolo 4 della direttiva 91/271/CEE dispone, in particolare, che entro il 31 dicembre 2005 gli scarichi di acque reflue urbane in acque dolci ed estuari provenienti da agglomerati con un numero di abitanti equivalenti compreso tra 2 000 e 10 000 debbano essere sottoposti, prima dello scarico, a trattamento secondario o a trattamento equivalente.
La Commissione ritiene che in Portogallo esista un problema di sistema, dato che lo Stato portoghese non ha adottato, né a livello nazionale né a livello regionale, misure di pianificazione in conformità alle disposizioni della direttiva 91/271/CEE.
(1) Direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane (GU L 135, pag. 40).
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Dioikitiko Efeteio Athinon (Grecia) il 22 agosto 2014 — Viamar — Elliniki Aftokiniton kai Genikon Epicheiriseon Anonymi Etaireia/Elliniko Dimosio
(Causa C-402/14)
Ricorrente: Viamar — Elliniki Aftokiniton kai Genikon Epicheiriseon Anonymi Etaireia
Resistente: Elliniko Dimosio (Stato ellenico)
Se la disposizione dell’articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 2008/118/CE (1) del 16 dicembre 2008, sia giuridicamente sufficiente e perfetta/incondizionata e sufficientemente chiara sicché, nonostante il mancato recepimento di tale specifica disposizione della direttiva nell’ordinamento giuridico interno dello Stato membro/dello Stato ellenico, essa ha un effetto diretto e può essere invocata da un privato, che ne trae diritti, dinanzi ai giudici nazionali e questi ultimi devono tenerne conto.
In ogni caso, se le disposizioni dell’articolo 130, paragrafo 5, del codice doganale nazionale, in combinato disposto con quelle dell’articolo 128, paragrafo 1, dello stesso codice, secondo cui il certificato di sdoganamento dei veicoli comunitari importati all’interno del territorio nazionale viene rilasciato dopo la riscossione della tassa di immatricolazione, il cui obbligo di pagamento sorge quando tali veicoli entrano nel territorio nazionale, siano conformi alle disposizioni dell’articolo 3, lettera c) del Trattato CEE, che sanciscono l’eliminazione degli ostacoli, tra gli Stati membri, alla libera circolazione delle merci.
(1) Direttiva 2008/118/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativa al regime generale delle accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE (GU L 9 del 14.1.2009, pag. 12).
Sentenza del Tribunale dell’11 settembre 2014 — Commissione/ID FOS Research
(Causa T-170/08) (1)
((«Clausola compromissoria - Contratti di contributo finanziario riguardanti progetti nel settore delle tecnologie industriali e dei materiali - Rimborso di una parte delle somme versate - Interessi di mora»))
Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: R. Lyal et W. Roels, agenti)
Convenuta: ID Fiber Optic Sensing Research (ID FOS Research) (Mol, Belgio) (rappresentanti: inizialmente P. Walravens e J. De Wachter, successivamente P. Walravens e C. Lebon, avvocati)
Ricorso proposto ai sensi dell’articolo 272 TFUE, diretto ad ottenere il rimborso, più gli interessi di mora, di una parte delle somme versate dalla Commissione in esecuzione del contratto n. BRPR-CT-95-0099, concluso nell’ambito del programma specifico di ricerca e sviluppo tecnologico, compresa dimostrazione, nel settore delle tecnologie industriali e dei materiali (Brite-Euram III).
La ID Fiber Optic Sensing Research (ID FOS Research) è condannata a rimborsare alla Commissione europea l’importo di EUR 21 599,26, maggiorato degli interessi di mora:
al tasso annuo del 4,75 % per il periodo che intercorre tra il 1o luglio 2002 e il 31 dicembre 2002;
al tasso annuo del 6,75 % per il periodo a decorrere dal 1o gennaio 2003 e fino alla data della presente sentenza;
al tasso annuo applicato ai sensi della normativa dell’Inghilterra e del Galles, ossia attualmente dell’articolo 17 del Judgment Courts Act, 1838, come modificato, nei limiti del tasso annuo del 6,75 %, a decorrere dalla presente sentenza e fino al completo saldo del debito.
La ID FOS Research è condannata alle spese.
Sentenza del Tribunale dell'11 settembre 2014 — Gold East Paper e Gold Huasheng Paper/Consiglio
(Causa T-443/11) (1)
((«Dumping - Importazioni di carta fine patinata originaria della Cina - Status di impresa operante in economia di mercato - Termine per l'adozione della decisione relativa a tale status - Esame diligente e imparziale - Diritti della difesa - Manifesto errore di valutazione - Principio di buona amministrazione - Onere della prova - Pregiudizio - Determinazione del margine di profitto - Definizione del prodotto in questione - Industria comunitaria - Nesso di causalità»))
Ricorrenti: Gold East Paper (Jiangsu) Co. Ltd (Jiangsu, Cina) e Gold Huasheng Paper (Suzhou Industrial Park) Co. Ltd (Jiangsu) (rappresentanti: avv.ti V. Akritidis, Y. Melin e F. Crespo)
Convenuto: Consiglio dell'Unione europea (rappresentanti: J.-P. Hix, agente, assistito inizialmente dagli avv.ti G. Berrisch e A. Polcyn, e da N. Chesaites, barrister, poi da B. O’Connor, solicitor, e dall'avv. S. Gubel)
Intervenienti a sostegno del convenuto: Commissione europea (rappresentanti: M. França e A. Stobiecka-Kuik, agenti); Cepifine AISBL (Bruxelles, Belgio); Sappi Europe SA (Bruxelles); Burgo Group SpA (Altavilla Vicentina, Italia); e Lecta SA (Lussemburgo, Lussemburgo) (rappresentanti: avv.ti L. Ruessmann e W. Berg)
Domanda di annullamento del regolamento di esecuzione (UE) n. 451/2011 del Consiglio, del 6 maggio 2011, che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di carta fine patinata originaria della Repubblica popolare cinese (GU L 128, pag. 1), nella parte in cui riguarda le ricorrenti.
La Gold East Paper (Jiangsu) Co. Ltd e la Gold Huasheng Paper (Suzhou Industrial Park) Co. Ltd sopportano, oltre alle proprie spese, quelle sostenute dal Consiglio dell’Unione europea, dalla Cepifine AISBL, dalla Sappi Europe SA, dalla Burgo Group SpA e dalla Lecta SA.
(1) GU C 298 dell'8/10/2011.
(Causa T-444/11) (1)
((«Sovvenzioni - Importazioni di carta fine patinata originaria della Cina - Metodologia - Calcolo del vantaggio - Manifesto errore di valutazione - Specificità - Durata dell’ammortamento - Trattamenti fiscali preferenziali - Misure compensative - Pregiudizio - Determinazione del margine di profitto - Definizione del prodotto in questione - Industria comunitaria - Nesso di causalità»))
Intervenienti a sostegno del convenuto: Commissione europea (rappresentanti: J-F. Brakeland, M. França e A. Stobiecka-Kuik, agenti); Cepifine AISBL (Bruxelles, Belgio); Sappi Europe SA (Bruxelles); Burgo Group SpA (Altavilla Vicentina, Italia); e Lecta SA (Lussemburgo, Lussemburgo) (rappresentanti: avv.ti L. Ruessmann e W. Berg)
Domanda di annullamento del regolamento di esecuzione (UE) n. 452/2011 del Consiglio, del 6 maggio 2011, che istituisce un dazio antisovvenzioni definitivo sulle importazioni di carta fine patinata originaria della Repubblica popolare cinese (GU L 128, pag. 18) nella parte in cui riguarda le ricorrenti.
Sentenza del Tribunale dell’11 settembre 2014 — Aroa Bodegas/UAMI — Bodegas Muga (aroa)
(Causa T-536/12) (1)
([«Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di registrazione di marchio comunitario figurativo aroa - Marchio nazionale figurativo anteriore Aro - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 - Diniego parziale di registrazione»])
Ricorrente: Aroa Bodegas, SL (Zurukoain, Spagna) (rappresentante: S. Alonso Maruri, avvocato)
Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentante: V. Melgar, agente)
Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI, interveniente dinanzi al Tribunale: Bodegas Muga, SL (Haro, Spagna) (rappresentante: L. Broschat García, avvocato)
Ricorso presentato contro la decisione della quarta commissione di ricorso dell’UAMI dell’11 ottobre 2012 (procedimento R 1845/2010-4), relativa ad un procedimento d’opposizione tra la Bodegas Muga, SL e la Aroa Bodegas, SL.
L’Aroa Bodegas, SL sopporterà le proprie spese nonché quelle sostenute dall’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI).
La Bodegas Muga, SL sopporterà le proprie spese.
(1) GU C 38 del 9.2.2013.
Sentenza del Tribunale dell’11 settembre 2014 — El Corte Inglés/UAMI — Baumarkt Praktiker Deutschland (PRO OUTDOOR)
(Causa T-127/13) (1)
((«Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario denominativo PRO OUTDOOR - Marchio comunitario figurativo anteriore OUTDOOR garden barbecue camping - Rischio di confusione - Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 - Oggetto della controversia dinanzi alla commissione di ricorso - Articoli 60 e 64, paragrafo 1, del regolamento n. 207/2009»))
Ricorrente: El Corte Inglés, SA (Madrid, Spagna) (rappresentanti: avv.ti E. Seijo Veiguela e J. L. Rivas Zurdo)
Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI: Baumarkt Praktiker Deutschland GmbH (Amburgo, Germania)
Ricorso contro la decisione della seconda commissione di ricorso dell’UAMI, dell’11 dicembre 2012 (procedimento R 1900/2011-2), relativa ad un’opposizione tra la Baumarkt Praktiker Deutschland GmbH e la El Corte Inglés, SA.
La decisione della seconda commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), dell’11 dicembre 2012 (procedimento R 1900/2011-2), relativa ad un’opposizione tra la Baumarkt Praktiker Deutschland GmbH e la El Corte Inglés, SA, è annullata nella parte in cui la commissione di ricorso ha omesso di statuire sulle conclusioni della El Corte Inglés, SA per quanto riguarda il rischio di confusione tra i marchi in conflitto per i prodotti di cui trattasi diversi dagli «apparecchi per l’elaborazione di dati ed elaboratori elettronici» della classe 9.
L’UAMI e la El Corte Inglés, SA sono condannati a sopportare le proprie spese.
(1) GU C 129 del 04.05.2013.
Sentenza del Tribunale dell’11 settembre 2014 — Continental Wind Partners/UAMI — Continental Reifen Deutschland (CONTINENTAL WIND PARTNERS)
(Causa T-185/13) (1)
((«Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario figurativo CONTINENTAL WIND PARTNERS - Marchio internazionale figurativo anteriore Continental - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Somiglianza dei segni - Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 - Diniego parziale di registrazione»))
Ricorrente: Continental Wind Partners LLC (Wilmington, Delaware, Stati Uniti) (rappresentanti: O. Bischof, avvocato)
Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI, interveniente dinanzi al Tribunale: Continental Reifen Deutschland GmbH (Hannover, Germania) (rappresentanti: S. Gillert, K. Vanden Bossche, B. Köhn-Gerdes e J. Schumacher, avvocati)
Ricorso presentato contro la decisione della seconda commissione di ricorso dell’UAMI del 10 gennaio 2013 (causa R 2204/2011-2), relativa a un procedimento di opposizione tra la Continental Reifen Deutschland GmbH e la Continental Wind Partners LLC.
La Continental Wind Partners LLC è condannata alle spese.
(1) GU C 156 del 1.06.2013.
(Causa T-112/11) (1)
((«Ricorso di annullamento - Registrazione di un’indicazione geografica protetta - “Edam Holland” - Mancanza di interesse ad agire - Insussistenza di incidenza individuale - Irricevibilità»))
Intervenienti a sostegno della convenuta: Regno dei Paesi Bassi (rappresentanti: C. Wissels, J. Langer, M. Noort, B. Koopman e M. Bulterman, agenti), e Nederlandse Zuivelorganisatie (Zoetermeer, Paesi Bassi) (rappresentanti: avv.ti P. van Ginneken, F. Gerritzen e C. van Veen)
Domanda di annullamento del regolamento (UE) n. 1121/2010 della Commissione, del 2 dicembre 2010, recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Edam Holland (IGP)] (GU L 317, pag. 14).
Ordinanza del Tribunale del 3 settembre 2014 — Diadikasia Symvouli Epicheiriseon/Commissione
(Causa T-261/12) (1)
((«Ricorso per il risarcimento - Appalti pubblici di servizi - Gara d’appalto - Rafforzamento della capacità istituzionale della Commissione per la tutela della concorrenza in Serbia - Rigetto dell’offerta di un candidato - Ricorso manifestamente privo di qualsiasi fondamento giuridico»))
Ricorrente: Diadikasia Symvouli Epicheiriseon AE (Chalandri, Grecia) (rappresentanti: A. Krystallidis, avvocato)
Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: F. Erlbacher e P. van Nuffel, agenti)
Ricorso per risarcimento diretto ad ottenere la riparazione del danno asseritamente subito dalla ricorrente in seguito alla decisione della delegazione dell’Unione europea nella Repubblica di Serbia di annullare la decisione di aggiudicare l’appalto alla ricorrente nell’ambito della gara d’appalto EuropeAid/131427/C/SER/RS, relativa al rafforzamento della capacità istituzionale della Commissione per la tutela della concorrenza in Serbia (GU 2011/S 147 243259).
La Diadikasia Symvouloi Epicheiriseon AE è condannata alle spese.
Ordinanza del Tribunale del 2 settembre 2014 — Borghezio/Parlamento
(Causa T-336/13) (1)
((«Ricorso di annullamento - Dichiarazione in seduta plenaria del presidente del Parlamento europeo, con cui l’assemblea viene informata dell'esclusione di un deputato europeo dal gruppo politico al quale è iscritto - Atto non soggetto a ricorso - Ricorso manifestamente irricevibile»))
Ricorrente: Mario Borghezio (Torino, Italia) (rappresentanti: H. Laquay, avvocato)
Convenuto: Parlamento europeo (rappresentanti: N. Lorenz, N. Görlitz e M. Windisch, agenti)
Domanda di annullamento della decisione del Parlamento, adottata sotto forma di dichiarazione del suo presidente in seduta plenaria, emanata il 10 giugno 2013, secondo cui il ricorrente sedeva a partire dal 3 giugno 2013 in qualità di deputato non iscritto, a causa della sua esclusione dal gruppo politico «Europa, Libertà Democrazia» a decorrere da tale data.
Il sig. Mario Borghezio sopporterà, oltre alle proprie spese, quelle sostenute dal Parlamento europeo, incluse quelle relative al procedimento sommario.
Ordinanza del Tribunale del 3 settembre 2014 — Kėdainių rajono Okainių e a./Consiglio e Commissione
(Causa T-386/13) (1)
((«Ricorso di annullamento - Politica agricola comune - Regime di sostegno diretto agli agricoltori - Autorizzazione dell’erogazione di pagamenti diretti nazionali integrativi in Lituania per il 2012 - Termine di ricorso - Dies a quo - Irricevibilità - Eccezione d'illegittimità»))
Ricorrenti: Kėdainių rajono Okainių ŽŪB (Okainiai, Lituania) e gli altri 134 ricorrenti i cui nomi figurano in allegato all’ordinanza (rappresentante: I. Vėgėlė, avvocato)
Convenuti: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: J. Vaičiukaitė e E. Karlsson, agenti); e Commissione europea (rappresentanti: H. Kranenborg e A. Steiblytė, agenti)
Interveniente a sostegno dei ricorrenti: Repubblica di Lituania (rappresentanti: D. Kriaučiūnas, K. Vainienė, A. Karbauskas, R. Makelis e K. Anužis, agenti)
Da un lato, domanda di annullamento della decisione di esecuzione della Commissione C (2012) 4391 final, del 2 luglio 2012, che autorizza l’erogazione di pagamenti diretti nazionali integrativi in Lituania per il 2012 e, dall’altro, domanda diretta a far dichiarare l'illegittimità parziale del regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio 2009 , che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e che modifica i regolamenti (CE) n. 1290/2005, (CE) n. 247/2006, (CE) n. 378/2007 e abroga il regolamento (CE) n. 1782/2003 (GU L 30, pag. 16).
Kėdainių rajono Okainių ŽŪB e gli altri 134 altri ricorrenti figuranti in allegato sopporteranno, oltre alle proprie spese, quelle sostenute dal Consiglio dell’Unione europea e dalla Commissione europea.
La Repubblica di Lituania sopporterà le proprie spese.
Ricorso proposto il 23 giugno 2014 — Ertico — Its Europe/Commissione
(Causa T-499/14)
Ricorrente: European Road Transport Telematics Implementation Coordination Organisation — Intelligent Transport Systems & Services Europe (Ertico — Its Europe) (Bruxelles, Belgio) (rappresentanti: M. Wellinger e K. T'Syen, avvocati)
annullare la decisione del gruppo di esperti di validazione della Commissione europea, del 15 aprile 2014, ai sensi della quale la ricorrente non deve essere considerata rientrante nella categoria delle microimprese, piccole e medie imprese ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124, pag. 36); e
Primo motivo, vertente sulla lettura manifestamente erronea dell’articolo 3, paragrafo 4, dell’allegato alla Raccomandazione della Commissione 2003/361/CE, su cui si basa la conclusione del gruppo di esperti di validazione, secondo cui la ricorrente non rientra nella categoria delle microimprese, piccole e medie imprese.
Secondo motivo, vertente sulla violazione dei principi fondamentali del diritto europeo (i) di buona amministrazione; (ii) della certezza del diritto; (iii) della tutela del legittimo affidamento della ricorrente, da parte del gruppo di esperti di validazione, che ha dichiarato che la ricorrente non rientra nella categoria delle microimprese, piccole e medie imprese, ed ha lasciato alla Commissione la possibilità di chiedere il rimborso dei finanziamenti in passato concessi alla ricorrente nell’ambito del 7o PQ.
Terzo motivo, vertente sulla violazione, da parte del gruppo di esperti di validazione, del diritto di difesa della ricorrente e del principio di buona amministrazione, in quanto non è stata data alla ricorrente l’opportunità di fare conoscere utilmente il proprio punto di vista.
Quarto motivo, vertente sul mancato rispetto, da parte del gruppo di esperti di validazione, dell’obbligo di adeguata motivazione della propria decisione.
Ricorso proposto il 28 luglio 2014 — Ahmed Mohamed Saleh Baeshen/UAMI
(Causa T-564/14)
Ricorrente: Ahmed Mohamed Saleh Baeshen & Co. (Gedda, Arabia Saudita) (rappresentante: M. Vanhegan, barrister)
annullare la decisione della seconda commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) del 19 maggio 2014, procedimento R 687/2014-2;
Marchio comunitario registrato oggetto di una domanda di dichiarazione di decadenza: il marchio denominativo «TEAVANA» per servizi della classe 35 — marchio comunitario n. 4 0 98 588
Titolare del marchio comunitario: la controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso, la Teavana Corporation
Decisione della divisione di annullamento: dichiarazione di decadenza del diritto del titolare sul marchio comunitario n. 4 0 98 588 nella sua interezza
Motivi dedotti: violazione degli articoli 51, paragrafo 1, lettera a), 59 e 75 del regolamento sul marchio comunitario.
Ricorso proposto il 22 agosto 2014 — Roland/UAMI — Louboutin (tonalità del colore rosso per suole di scarpa)
(Causa T-631/14)
Ricorrente: Roland SE (Essen, Germania) (rappresentanti: C. Onken e O. Rauscher, avvocati)
Controinteressato dinanzi alla commissione di ricorso: Christian Louboutin (Parigi, Francia)
modificare la decisione della prima commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) del 28 maggio 2014, nel procedimento R 1591/2013-1 nel senso di mantenere integralmente l’opposizione n. B 1 9 22 890 e di respingere la domanda di marchio comunitario n. 008845539;
in subordine, annullare la decisione impugnata;
Richiedente il marchio comunitario: controinteressato dinanzi alla commissione di ricorso
Marchio comunitario di cui trattasi: l’altro marchio, consistente in una tonalità del colore rosso, applicato sulla suola di una scarpa, per prodotti della classe 25 — domanda di marchio comunitario n. 8 8 45 539
Marchio e segno su cui si fonda l’opposizione: registrazione internazionale del marchio figurativo contenente gli elementi denominativi «my SHOES» per prodotti della classe 25
violazione dell’articolo 75, secondo periodo, del regolamento n. 207/2009;
Ricorso proposto il 25 agosto 2014 — Intercon/Commissione
(Causa T-632/14)
Ricorrente: Intercon Sp. Z o.o. (Łódź, Polonia) (rappresentante: B. Eger, avvocato)
dichiarare che la Commissione, ordinando il rimborso dell’importo di EUR 2 58 479,21, ha violato le disposizioni dell’accordo relativo alla concessione del finanziamento n. ARTreat — 224297 nell’ambito del Settimo programma quadro di ricerca (7o PQ);
superamento dei limiti dell’ambito dell’audit e conseguente insostenibilità dei relativi risultati;
omessa presa in considerazione del formulario C sottoscritto e presentato dal beneficiario, benché la Commissione ne avesse richiesto la presentazione, nonché omessa presa in considerazione della prova prodotta sotto forma di dichiarazione di un dipendente che confermava l’impossibilità per il coordinatore del consorzio di acquisire i documenti;
Omessa presa in considerazione di nuove note e commenti con riferimento al punto II.22.5 dell’allegato all’accordo, benché la Commissione ne avesse richiesto la presentazione al beneficiario fissando a tal fine un termine.
Ricorso proposto il 28 agosto 2014 — Dellmeier/UAMI — Dell (LEXDELL)
(Causa T-641/14)
Ricorrente: Alexandra Dellmeier (Monaco, Germania) (rappresentante: J. Khöber, avvocato)
Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: Dell, Inc. (Round Rock, Stati Uniti)
annullare la decisione della seconda commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno, del 4 giugno 2014, procedimento R 0966/2013-2, relativa al procedimento di opposizione n. B 1 698 2892 diretto contro la domanda di marchio comunitario n. 008114779 «LEXDELL» e respingere integralmente l’opposizione;
condannare il convenuto alle spese del procedimento dinanzi al Tribunale;
fissare la data di un’udienza qualora il Tribunale non possa giungere a una conclusione senza che si svolga tale udienza.
Marchio comunitario di cui trattasi: il marchio denominativo comunitario «LEXDELL» per prodotti e servizi delle classi 16, 25, 41 e 45 — domanda di marchio comunitario n. 8 1 14 779
Marchio o segno su cui si fonda l’opposizione: il marchio figurativo comunitario contenente l’elemento denominativo «DELL» registrato con il n. 6 4 20 641
Motivi dedotti: violazione dell’articolo 8, paragrafi 1, lettera b), e 5, del regolamento n. 207/2009.
Ricorso proposto il 1o settembre 2014 — Red Lemon Incorporation/UAMI — Lidl Stiftung (ABTRONIC)
(Causa T-643/14)
Ricorrente: Red Lemon Incorporation (Hong Kong, Repubblica popolare cinese) (rappresentanti: T. Wieland e S. Müller, avvocati)
Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: Lidl Stiftung & Co. KG (Neckarsulm, Germania)
annullare la decisione della prima commissione di ricorso dell’Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) del 15 maggio 2014, procedimento R 1899/2013-1, e respingere l’opposizione;
Marchio comunitario di cui trattasi: il marchio denominativo «ABTRONIC» per prodotti della classe 9 — Domanda di marchio comunitario n. 8 1 84 632
Marchio e segno su cui si fonda l’opposizione: il marchio denominativo «TRONIC» per prodotti della classe 9, registrazione internazionale
Ricorso proposto il 2 settembre 2014 — Infusion Brands/UAMI (DUALSAW)
(Causa T-647/14)
Ricorrente: Infusion Brands, Inc. (Myer Lake Circle Clearwater, Stati Uniti) (rappresentante: K. Piepenbrink, avvocato)
annullare la decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) del 1o luglio 2014, procedimento R 397/2014-4;
Marchio comunitario di cui trattasi: il marchio figurativo in bianco, nero e verde contenente l’elemento denominativo «DUALSAW» per prodotti e servizi delle classi 7, 8 e 35 — domanda di marchio comunitario n. 1 2 0 27 561
Decisione dell’esaminatore: rigetto parziale della domanda
Motivi dedotti: violazione dell’articolo 7, paragrafi 1, lettere b) e c), e 2, del regolamento n. 207/2009.
Ricorso proposto il 2 settembre 2014 — Infusion Brands/UAMI (DUALTOOLS)
(Causa T-648/14)
annullare la decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) del 1o luglio 2014, procedimento R 398/2014-4;
Marchio comunitario di cui trattasi: il marchio figurativo in bianco, nero e verde contenente l’elemento denominativo «DUALTOOLS» per prodotti e servizi delle classi 7, 8 e 35 — domanda di marchio comunitario n. 1 2 0 27 496
Motivi dedotti: violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, lettere b) e c), e paragrafo 2, del regolamento n. 207/2009.
Ricorso proposto l’8 settembre 2014 — AF Steelcase/UAMI
(Causa T-652/14)
Ricorrente: AF Steelcase, SA (Madrid, Spagna) (rappresentante: S. Rodríguez Bajón, avvocato)
annullare la decisione dell’8 luglio 2014 dell’UAMI relativa all’esclusione della AF Steelcase nel procedimento di gara d’appalto di cui trattasi;
annullare tutte le ulteriori decisioni connesse dell’UAMI in relazione alla gara d’appalto in questione, incluse, eventualmente, quelle di aggiudicazione del contratto oggetto del procedimento di cui trattasi, disponendo il ripristino del procedimento di gara d’appalto nella situazione in cui si trovava al momento antecedente all’esclusione della AF Steelcase, affinché la sua offerta sia valutata;
in subordine, nel caso in cui tale ripristino non fosse possibile, condannare l’UAMI a risarcire la ricorrente per l’importo di EUR 20 380, a titolo di danni materiali causati alla AF Steelcase dalla decisione di esclusione. Condannare inoltre l’UAMI a risarcire la ricorrente per l’importo di EUR 24 000 a titolo di danni morali causati alla AF Steelcase dalla decisione di esclusione; e
Il presente ricorso è diretto contro l’esclusione dell’offerta presentata dalla ricorrente nella gara d’appalto pubblica indetta per la fornitura e l’installazione di mobili ed accessori (lotto 1) e segnaletica (lotto 2) presso le sedi dell'UAMI (GU 214/S 023-035020, del 01.02.2014).
Primo motivo, vertente sul difetto di motivazione e cambiamento di orientamento nella decisione di esclusione della AF Steelcase dalla gara d’appalto pubblica di cui trattasi.
Si afferma a tale riguardo che, indipendentemente dalla scarsa motivazione della decisione di esclusione, si deve constatare un cambiamento di orientamento nell’amministrazione che ha causato una grave violazione dei diritti della difesa della ricorrente, giacché, se fosse stato indicato fin dall’inizio che il motivo di esclusione dell’offerta era che si considerava che la modifica della casella 20 rendeva l’offerta incompleta, gli argomenti per la richiesta dell’esame complementare sarebbero stati differenti, in base a siffatta motivazione.
Secondo motivo, vertente sulla violazione dei principi di buona amministrazione e proporzionalità che disciplinano l’azione dell’amministrazione europea.
Si afferma a tale riguardo che, nella fattispecie in esame, spettava all’UAMI, avendo constatato la divergenza di formato dell’Allegato 20, mettersi in contatto con la AF Steelcase affinché chiarisse quanto di sua competenza, dato che si sarebbe potuto pretendere dall’UAMI un’azione diligente, ancorché prudente, al momento dell’esame e della valutazione dell’offerta in questione.
Terzo motivo, vertente sulla violazione del regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre 2012, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione.
Si afferma a tale riguardo che l’UAMI ha omesso di richiedere alla AF Steelcase, conformemente all’articolo 158, paragrafo 3, di detto regolamento, i chiarimenti necessari, che, come ricorre nella fattispecie, non pregiudicavano sostanzialmente i termini dell’offerta.
Ricorso proposto il 12 settembre 2014 — Spagna/Commissione
(Causa T-657/14)
Ricorrente: Regno di Spagna (rappresentante: A. Gavela Llopis, Abogado del Estado)
dichiarare la nullità della decisione del 27 giugno 2014, con cui si accorda l’interruzione del termine di pagamento della dichiarazione di spesa e domanda di pagamenti n. 21, relativa al programma operativo di ricerca, sviluppo e innovazione, Fondo per la tecnologia-FESR, inviata dalla Spagna il 26 dicembre 2013, e l’avvio del procedimento di sospensione; e
condannare l’istituzione convenuta alle spese.
Primo motivo, vertente sul fatto che la decisione di interruzione e di avvio del procedimento di sospensione violerebbe l’articolo 87, paragrafo 2, in combinato disposto con gli articoli 91 e 92 del regolamento n. 1083/2006 del Consiglio, dell’11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999 (GU L 210, pag. 25).
Si afferma a tale riguardo che il termine previsto al citato articolo 87, paragrafo 2, è un termine di decadenza che impedisce alla Commissione di adottare un accordo di interruzione del termine di pagamento una volta trascorsi i due mesi e, pertanto, non consente neanche di avviare un procedimento di sospensione di pagamenti.
Secondo motivo, vertente sul fatto che la decisione di interruzione e di avvio del procedimento sarebbe stata adottata oltre il termine fissato dal diritto dell’Unione e violerebbe i principi di certezza del diritto, legittimo affidamento e buona amministrazione, generando un’incidenza di bilancio e finanziaria pregiudizievole per il Regno di Spagna, che confidava lealmente nell’ottenimento del pagamento entro il termine legale.
Terzo motivo, vertente, sulla violazione dell’articolo 91, paragrafo 1, lettera a), del regolamento n. 1083/2006, per il mancato rispetto delle condizioni in esso previste per poter adottare validamente tale decisione.
Si afferma a tale riguardo che l’accordo di interruzione non si basa su un rapporto di audit, come richiesto dalla citata disposizione, bensì su una semplice bozza, che non può considerarsi documento definitivo idoneo a costituire il fondamento di una decisione di interruzione. D’altro canto, della citata bozza non risulterebbero indizi, né tanto meno prove di gravi carenze nel sistema di gestione e controllo.
Ricorso proposto il 12 settembre 2014 — Jurašinović/Consiglio
(Causa T-658/14)
Ricorrente: Ivan Jurašinović (Angers, Francia) (rappresentante: O. Pfligersdorffer, avvocato)
annullare la decisione dell’8 luglio 2014 in quanto ha limitato l’accesso del ricorrente ai documenti indicati all’allegato 3 della decisione invocando la tutela delle relazioni internazionali e la tutela delle procedure giurisdizionali e sopprimendo da tale capo i documenti richiesti;
condannare il Consiglio a versare al ricorrente l’importo di HT 5 000 ovvero EUR 6 000 a titolo di indennizzo di procedura, con interessi al tasso della BCE alla data di iscrizione a ruolo del ricorso:
Primo motivo, vertente su un errore manifesto di valutazione in merito all’eccezione di tutela delle procedure giurisdizionali e della consulenza legale prevista all’articolo 4, paragrafo 2, secondo trattino, del regolamento n. 1049/2001 (1), in quanto il Tribunale avrebbe già dichiarato, nella sua sentenza Jurašinović/Conseil (T 63/10, EU:T:2012:516) in esecuzione della quale è stata adottata la decisione impugnata, che anche se tale eccezione era applicabile essa non poteva trovare applicazione nella fattispecie.
Secondo motivo, vertente su un errore manifesto di valutazione in relazione all’eccezione di pregiudizio alla tutela dell'interesse pubblico in ordine alle relazioni internazionali prevista all’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), terzo trattino, del regolamento n. 1049/2001, in quanto i documenti di cui trattasi riguarderebbero informazioni provenienti dall’Unione europea e non dal sistema delle Nazioni Unite, per cui non sarebbe in discussione il flusso di informazioni di detto organismo.
Terzo motivo, vertente su un errore manifesto di valutazione quanto all’eccezione di un interesse pubblico superiore che consente, in applicazione dell’articolo 4, paragrafo 2, del regolamento n.. 1049/2001, di derogare alla tutela delle procedure giurisdizionali e della consulenza legale, in quanto, da un lato, il processo interessato dai documenti si sarebbe ad oggi definitivamente concluso e, dall’altro, la Repubblica di Croazia sarebbe ora uno Stato membro dell’Unione europea.
Ricorso proposto il 15 settembre 2014 — Belgio/Commissione
(Causa T-664/14)
Ricorrente: Regno del Belgio (rappresentanti: C. Pochet e J.-C. Halleux, agenti assistiti da J. Meyers, avvocato)
annullare l’articolo 2 , paragrafo 4, della decisione della Commissione europea C(2014) 1021 del 3 luglio 2014 relativa al regime di garanzia a tutela delle quote delle persone fisiche socie di cooperative finanziarie, nel procedimento SA.33927;
A sostegno del proprio ricorso la ricorrente deduce un motivo unico vertente su una violazione da parte della Commissione degli articoli 107 e 108 TFUE nonché del principio di proporzionalità, in quanto detta decisione imporrebbe al Regno del Belgio, oltre all’obbligo di recupero dell’aiuto dalle società cooperative beneficiarie, il divieto di eseguire qualsiasi pagamento alle persone fisiche tutelate dalla garanzia.
Impugnazione proposta il 17 settembre 2014 da Robert Klar e Francisco Fernandez Fernandez avverso l’ordinanza del Tribunale della funzione pubblica del 16 luglio 2014, F-114/13, Klar e Fernandez Fernandez/Commissione
(Causa T-665/14 P)
Ricorrenti: Robert Klar (Grevenmacher, Lussemburgo) e Francisco Fernandez Fernandez (Steinsel, Lussemburgo) (rappresentante: avv. A. Salerno)
annullare l’ordinanza del Tribunale della funzione pubblica del 16 luglio 2014;
rinviare la causa dinanzi al Tribunale della funzione pubblica affinché statuisca sul merito;
condannare la Commissione europea alla totalità delle spese dell’istanza.
A sostegno del suo ricorso, i ricorrenti deducono un motivo unico basato sul fatto che il Tribunale della funzione pubblica avrebbe erroneamente considerato il ricorso manifestamente irricevibile a causa della mancanza di un regolare procedimento precontenzioso, poiché la nota dell’autorità che ha il potere di nomina del mese di ottobre 2012 non costituirebbe, né per i termini in cui è redatta, né riguardo al contesto, né per la sua forma, un atto lesivo la cui notifica avrebbe determinato l’inizio della decorrenza del termine di reclamo.
Ricorso proposto il 14 luglio 2014 — ZZ/SEAE
(Causa F-65/14)
Ricorrente: ZZ (rappresentanti: L. Levi e N. Flandin, avocats)
Convenuto: SEAE
L’annullamento delle decisioni di diniego di promuovere il ricorrente al grado AD 13 nell’ambito dell’esercizio di promozione 2013 nonostante il suo nome fosse incluso nell’elenco dei funzionari promuovibili.
Annullare le decisioni del 9 e del 14 ottobre 2013, recanti diniego di promuovere il ricorrente al grado AD 13 nell’ambito dell’esercizio di promozione 2013;
annullare, per quanto necessario, la decisione del 16 aprile 2014 recante rigetto del reclamo del ricorrente;
condannare il SEAE alla totalità delle spese.
Ricorso proposto il 17 luglio 2014 — ZZ/Consiglio
(Causa F-67/14)
Convenuto: Consiglio
L’annullamento della decisione di licenziare il ricorrente al termine del suo periodo di prova e la domanda di risarcire il danno morale asseritamente subito.
Annullare la decisione del 25 giugno 2013 del Segretariato del Consiglio e la decisione dell’APN del Consiglio dell’8 aprile 2014 con le quali il ricorrente è stato licenziato;
condannare il convenuto al pagamento di un importo calcolato sulla base dello stipendio mensile del ricorrente quale AST 3 (EUR 3 500) moltiplicato per il numero di mesi che sarebbero trascorsi tra il 1o luglio 2013 e la data della pronuncia della sentenza nella presente causa a titolo di risarcimento dei danni;
condannare il convenuto al pagamento di EUR 40 000 per il danno morale subito;
condannare il convenuto alle spese sostenute dal ricorrente nel procedimento.
Ricorso proposto il 24 luglio 2014 — ZZ/Europol
(Causa F-73/14)
L’annullamento della decisione di non rinnovare il contratto del ricorrente e la domanda di risarcimento del danno morale e materiale asseritamente subito
Annullare la decisione implicita di rigetto della domanda ex articolo 90, paragrafo 1, volta ad ottenere il rinnovo del contratto in qualità di agente temporaneo AD7, presentata il 6 dicembre 2013, nonché la risposta al reclamo del Direttore dell’Europol del 14 aprile 2014;
condannare il convenuto al pagamento di un importo pari a EUR 1 5 45 124, a titolo di risarcimento del danno materiale subito;
condannare il convenuto al pagamento di EUR 40 000 a titolo di risarcimento del danno morale subito;
condannare l’Europol alle spese del procedimento.

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