Source: http://www.asmecomm.it/12588/75pasteru3d98759b18-19956391
Timestamp: 2020-06-03 18:39:32+00:00

Document:
Newsletter - 7 marzo 2014
Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.48 del 07/03/2014
GARE TELEMATICHE PER ACCELERARE LA SPESA FESR IN CAMPANIA
Asmel affianca i propri soci nell’espletamento delle procedure di gara dei progetti finanziati nell’ambito dell’accelerazione della spesa dei Fondi Strutturali 2007-2013, e lo fa supportando i Comuni con interventi ritenuti coerenti non solo a realizzare nel migliore modo possibile le procedure di gara, ma anche e soprattutto a farlo in tempi rapidi vista la possibilità di ottenere una premialità dalla Regione Campania ex DGR n. 40/2014 (Burc n. 16 del 3 Marzo 2014). La citata Delibera punta infatti ad «assicurare l’utilizzo virtuoso delle risorse prevedendo meccanismi di premialità, consistenti nel finanziamento di ulteriori operazioni a valere sul POR Campania FESR 2007-2013 per gli Enti che completeranno, con un significativo anticipo rispetto al cronoprogramma indicato, l’intervento programmato». In tal senso Asmel mette a disposizione la piattaforma di committenza pubblica ASMECOMM e i relativi servizi professionali di supporto, in maniera tale da garantire l’accelerazione delle procedure ai fini del conseguimento della premialità prevista nella citata delibera. Qui la Circolare informativa.
IN ARRIVO DALLE REGIONI 700 MILIONI PER IL PROGRAMMA «6000 CAMPANILI»
Come anticipato nelle precedenti newsletter si sta completando il percorso che prevede il finanziamento dei progetti presentati dai Comuni delle regioni meridionali di Campania, Calabria e Sicilia, nell’ambito dell’iniziativa “6000 Campanili”. Asmel, infatti, dopo aver affiancato i Comuni nella predisposizione degli atti, ed aver contribuito all’emanazione di provvedimenti chiarificatori da parte del Ministero delle Intrastrutture, ha avviato sin dal dicembre scorso contatti con le strutture del Ministero della Coesione territoriale per favorire un allargamento della platea degli enti finanziati. Con favore, quindi, abbiamo accolto la decisione del ministero di collaborare con le Autorità di gestione dei Fondi strutturali delle tre regioni affinché, con le molte somme ancora a disposizione e in forte pericolo di essere restituite a Bruxelles, venissero finanziati i progetti “6000 Campanili” già cantierabili. Si tratta di cifre non indifferenti: quattrocento milioni di euro per Campania, Calabria e Sicilia e 300 per le altre regioni d'Italia. A breve dovrebbe arrivare il via libera ad altri progetti per 400 milioni di euro visto che il Mit ha inviato ai tre governatori gli elenchi di progetti "Campanili" ammessi nelle loro regioni, e una volta che faranno la scelta, magari indicando delle priorità legate maggiormente alla territorialità, il Ministero potrà fare la terza graduatoria "Campanili".
DALL’ANTITRUST ARRIVA IL VADEMECUM PER SCOPRIRE LE OFFERTE COLLUSE NELLE GARE
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha messo a punto un Vademecum per le stazioni appaltanti volto all’individuazione di criticità concorrenziali nel settore degli appalti. Non si tratta di un’attività, per così dire, residuale, visto che l’AGCM, proprio nella sua funzione di vigilanza sul buon funzionamento dei mercati, prestando la massima attenzione nell’evitare che il settore degli appalti pubblici fosse inquinato dalla presenza di fenomeni anticoncorrenziali, ha già avviato più di venti procedimenti istruttori, conclusisi con la condanna di numerose imprese e l’irrogazione di sanzioni per oltre € 500 milioni. Nel merito il vademecum individua cinque fenomeni che possono essere associati a comportamenti anticoncorrenziali. Il primo è il boicottaggio delle gare: la mancata presentazione di offerte per prolungare il contratto esistente. Il secondo è la cosiddetta "offerta di comodo": sono quelle offerte palesemente troppo elevate, che servono solo a dare alla gara una parvenza di legittimità. Al terzo posto ci sono subappalti e Ati che, se usati in maniera distorta, possono servire all'illecita spartizione del mercato. Al quarto c'è la rotazione delle offerte: più imprese si spartiscono il mercato coordinando le loro offerte in diversi appalti. E, infine, ci sono alcune modalità di partecipazione all'asta sospette, come la presenza di stime analoghe o errori di calcolo simili in offerte diverse. Qui il Vademecum.
Presentata alla Camera dei Deputati una Risoluzione sulla necessità di semplificare le procedure dei contratti pubblici quale obiettivo principale di ogni revisione e adeguamento della disciplina relativa. Nelle premesse della Risoluzione viene evidenziata l’esigenza della revisione organica e complessiva del Codice dei contratti ed al rinvio della Banca dati nazionale dei contratti pubblici e del relativo sistema AVCpass. La risoluzione impegna il Governo: “ad adottare le necessarie iniziative, per quanto di competenza, affinché il sistema della banca dati nazionale dei contratti pubblici sia reso pienamente interoperabile con i servizi informatizzati delle stazioni appaltanti fruitrici e allo stesso tempo alimentatrici del sistema stesso, senza che ciò comporti - per queste ultime - costi di adeguamento”; “ad avviare con tempestività una ricognizione delle principali problematiche, non solo normative, ma anche organizzative e amministrative, che potranno essere opportunamente affrontate e risolte in occasione dell’adeguamento della disciplina italiana alla lettera e alle finalità delle nuove direttive europee”; “a identificare, in questo contesto, un insieme organico di obiettivi di riduzione di oneri amministrativi, anche attraverso la soppressione di procedure, apparati e istituti, rivelatisi di basso rendimento ai finì della efficienza complessiva del sistema, basando tale azione su una attenta considerazione dei costi - diretti e indiretti - a carico sia della finanza pubblica che delle imprese e dei corrispondenti benefici conseguiti”. Qui la Risoluzione in commissione 7-00285.
NUOVO REGOLAMENTO SUL PRECONTENZIOSO
Il Consiglio dell’Avcp, il 24 febbraio scorso, ha approvato il nuovo Regolamento sul procedimento per la soluzione delle controversie, ai sensi dell’art. 6, comma 7, lettera n, del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163. Le novità del nuovo Regolamento, composto da 15 articoli e da un Modulo per la presentazione di istanza di parere per la soluzione delle controversie, riguardano: L’ampliamento della sfera dei soggetti legittimati a richiedere il parere (soggetti portatori di interessi pubblici o privati, soggetti portatori di interessi diffusi, costituiti in associazioni o comitati);
La possibilità per uno dei soggetti interessati di presentare istanza di parere anche dopo l’aggiudicazione definitiva;
La possibilità, su iniziativa congiunta della stazione appaltante e dell’esecutore del contratto, di chiedere un parere su questioni insorte dopo la stipula del contratto; La possibilità che l’Autorità si pronunci fino all’emissione in primo di una qualunque pronuncia giurisdizionale; La previsione di un termine di conclusione del procedimento, stabilito in massimo 90 giorni; La disciplina tesa a garantire l’effettivo contraddittorio fra le parti mediante lo scambio delle reciproche memorie. L’atto è in attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Qui il Regolamento.
È LEGGE IL MILLE PROROGHE
Sulla Gazzetta ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2014 è stata pubblicata la legge 27 febbraio 2014, n. 15 recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative", il cosiddetto Milleproroghe. Tra gli elementi di interesse per gli appalti pubblici, al di là del rinvio dell’obbligatorietà delle Centrali di committenza , si possono mettere in evidenza la Revisione triennale attestazione SOA che viene prorogata dal 31 dicembre 2013 al 30 giugno 2014 con l'incremento della tolleranza (dal 25% al 50%) nella revisione triennale dell'attestazione SOA, introdotta dall'art. 1, c. 3, del DL 73/2012 convertito dalla L. 119/2012. Ed ancora, il differimento al 1° luglio 2014 dell'entrata in vigore dell’AVCpass secondo cui la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario per la partecipazione alle gare d'appalto è acquisita esclusivamente attraverso la Banca dati nazionale istituita presso l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. Qui è possibile visionare il testo completo della legge 27 febbraio 2014, n. 15.
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SI È MESSA A DIETA
Uno studio approfondito realizzato dall’Osservatorio SDA Bocconi sul cambiamento delle amministrazioni pubbliche (Ocap) mette in evidenza un dato quasi sorprendente: il pubblico impiego italiano sta dimagrendo (-5,5% in quattro anni) e costa sempre meno ai cittadini. Tra il 2008 e il 2012 il numero dei dipendenti pubblici è diminuito del 5,5% portandosi a 3.238.474 unità e la spesa per i dipendenti pubblici è calata del 4,38% a 165,4 miliardi di euro, ovvero 2.717 euro pro capit, poco al di sotto della media europea (2.736 euro), ma ben al di sotto di paesi dalle dimensioni e dallo sviluppo paragonabili al nostro, come Francia (4.080 euro pro capite) e Regno Unito (3.260 euro). Ancora più significativo è il taglio del numero dei dirigenti pubblici tra il 2007 e il 2012: -19% nei ministeri, -13% nelle regioni a statuto ordinario, -31% nelle province, -20% nei comuni. Analizzando i dati relativi ai Comuni si mette in evidenza come, a fronte di notevoli compiti aggiuntivi derivanti dalle tante riforme avviate in questi anni, il personale non dirigenziale sia diminuito considerevolmente visto che si è passati dai 383.353 dipendenti del 2007 ai 362.388 del 2013 con un calo percentuale del 5%. Per fare un paragone valido, non consideriamo il -6,1% delle province, formalmente cancellate come ente, ma confrontiamolo con il -2,1% delle Regioni. Qui è possibile visionare il dossier completo dello studio effettuato dall’OCAP.
ISTAT: A DICEMBRE 2013 L’INDICE PRODUZIONE NELLE COSTRUZIONI AUMENTA DELL’1,3%
A dicembre l’Istat registra una buona notizia nel settore delle costruzioni derivante dal lieve miglioramento congiunturale, ma che non regge il confronto con il pesantissimo pregresso che riguarda l’intero anno appena trascorso. Nel mese di dicembre 2013, dunque, l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è aumentato, rispetto a novembre 2013, dell'1,3%. Nella media del trimestre ottobre-dicembre l'indice ha registrato una flessione del 4,4% rispetto ai tre mesi precedenti. L'indice, corretto per gli effetti di calendario a dicembre 2013, è diminuito in termini tendenziali dell'8,8% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 19 di dicembre 2012). Nella media dell'intero anno 2013 la produzione nelle costruzioni è scesa del 10,9% rispetto all'anno precedente. A dicembre 2013 l'indice grezzo ha segnato un calo tendenziale del 5,5% rispetto allo stesso mese del 2012. Nel confronto tra la media del 2013 e quella dell'anno precedente, la produzione è diminuita del 10,9%. Qui i dati Istat.
DISTRIBUZIONE DEL GAS: UN COMUNE PUÒ SEMPRE BANDIRE LA GARA IN ATTESA DEI CRITERI DI LEGGE
Importante sentenza del consiglio di Stato che, in un colpo solo, si “sostituisce” al legislatore ed anche all’autorità di regolazione del mercato. I giudici, infatti, hanno rigettato il ricorso di una impresa distributrice di gas che si opponeva al bando di un Comune in quanto, a suo avviso, vi sarebbe stata illegittimità all'avvio della procedura ad evidenza pubblica poiché l'ente locale non avrebbe potuto esperirla in ragione di specifiche norme in tema di riparto territoriale delle gestione del servizi. Dall'applicazione di suddette norme discenderebbe una "moratoria" degli affidamenti fintanto che non siano bandite le gare per gli affidamenti da parte dei bacini ottimali (Atem) di cui all’art. 46-bis del d.l. n. 159 del 2007 e smi. I giudici hanno sottolineato come nelle procedure per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale l'Amministrazione ha un'ampia discrezionalità nel determinare gli elementi di valutazione dell'offerta, alla luce degli interessi da perseguire e delle circostanze specifiche della singola procedura e in tali procedure, la mancata individuazione dei criteri di selezione e degli ambiti territoriali di utenza, di cui all'art. 46 bis d.l. n. 159 del 2007, non può costituire una moratoria sine die delle relative gare. L'ordinamento di settore, per come si è andato formando nel tempo, non ha inteso prorogare gli affidamenti in essere fino alla definizione degli ambiti ottimali e pertanto, un comune può legittimamente bandire isolatamente la propria gara anche in assenza di tali criteri. Una volta scaduto il periodo di proroga della gestione unitaria del servizio di distribuzione del gas, nel caso di specie, il comune ha riacquistato per intero il più ampio spazio di libertà politica ed amministrativa in ordine alla scelta di gestione unitaria o collettiva del servizio in questione. Qui la sentenza del Consiglio di Stato nr. 06256/2013.
COME DISTINGUERE TRA STRADE COMUNALI E PROVINCIALI
Una controversia tra provincia e Comune per l’attribuzione, con relative spese di manutenzione, di alcune strade, ha fornito al Consiglio di stato l’opportunità di fare il punto sul concetto di “centro abitato” disciplinato dall’articolo 4 del Codice della Strada senza alcuna deroga ammessa. In base alla disposizione di legge, sono comunali le strade urbane di scorrimento, di quartiere e locali, che ricadono all’interno del centro abitato delimitato con popolazione superiore ai diecimila abitanti, mentre sono tratti interni di strade statali, regionali e provinciali, quelle che sono delimitate all’interno di un centro abitato con popolazione inferiore ai diecimila abitanti. Va da sé che l’individuazione del “centro abitato” o dei “centri abitati” nella ratio del Codice della Strada risponde a criteri funzionali all’applicazione delle diverse discipline previste dal codice della strada e dal regolamento all'interno ed all'esterno del centro abitato, con i conseguenti limiti territoriali di competenza e di responsabilità tra il comune e gli altri enti proprietari di strade. Non può, quindi, essere determinata da finalità diverse, quale in ipotesi il conseguimento del minore aggravio possibile degli oneri di manutenzione delle strade, né rispondere ad esigenze di natura urbanistica (non coincide infatti con la ripartizione urbanistica di una città in centro storico, zone residenziali, periferia) o coincidere con la ripartizione amministrativa della città in municipi. Qui la sentenza del Consiglio di Stato nr. 403/2014.
ABUSI EDILIZI: È RESPONSABILE ANCHE IL NUOVO PROPRIETARIO
Il Tar Campania è stato netto al riguardo: in caso di abusi edilizi anche il nuovo proprietario ne è responsabile e quindi non è al riparo da decreti di abbattimenti. Al riguardo è sufficiente osservare che, secondo la prevalente giurisprudenza, l'ordinanza di demolizione di una costruzione abusiva può legittimamente essere emanata nei confronti del proprietario attuale, anche se non responsabile dell'abuso, in considerazione del fatto che l'abuso edilizio costituisce un illecito permanente e che l'adozione dell’ordinanza, di carattere ripristinatorio, non richiede l'accertamento del dolo o della colpa del soggetto interessato. Qui la Sentenza nr. 5567/2013 del TAR Campania.
Dura condanna della sezione di appello della Corte dei Conti in considerazione della grave negligenza riscontrata dal professionista in veste sia di progettista che di direttore dei lavori, a causa della quale si sono verificati vizi e si è determinata l’impossibilità, allo stato, di fruire dell’opera, con rilevante pregiudizio anche per la collettività. La sintesi della sentenza vuole dunque che il direttore dei lavori deve vigilare sulla corretta esecuzione dei lavori da parte dell’appaltatore. In caso di danni, inoltre, le cause non possono essere limitate a difetti di esecuzione da parte dell’impresa appaltatrice, ma vanno valutati i difetti di progettazione. Nel caso specifico, il tecnico di un Comune calabrese era stato nominato responsabile del procedimento per la realizzazione di un campo da calcio e aveva conferito l’incarico di redazione del progetto esecutivo e direzione lavori a due professionisti. Successivamente, il tecnico comunale aveva incaricato un geologo per la predisposizione di uno studio geotecnico dell’area. Il geologo aveva dato il via libera alla realizzazione del progetto, ma le sue conclusioni erano state contraddette dall’Autorità di Bacino. Il progetto era stato comunque approvato e dopo l’aggiudicazione era stata richiesta un’ulteriore perizia. Dato che nella realizzazione dell’opera si è in seguito verificato uno smottamento, la Corte dei Conti ha spiegato che la responsabilità dei danni, corrispondenti alle spese sostenute inutilmente per la realizzazione di una struttura contenente dei difetti, è del direttore dei lavori. Secondo la Corte, non è importante che il progettista non abbia richiesto un ulteriore accertamento geognostico perché le omissioni commesse nella direzione dei lavori, in merito ai materiali usati e alla corretta esecuzione, sono sufficienti a determinare la responsabilità del direttore dei lavori. Qui la sentenza della Corte dei conti nr. 3/2014.
PER LA PARTECIPAZIONE A GARE SONO IRRILEVANTI LE CONDANNE PER CUI È INTERVENUTA LA RIABILITAZIONE
Con molta nettezza i giudici del Consiglio di Stato hanno affermato che, se in linea generale, le false dichiarazioni, relativamente all'assenza di sentenze penali di condanna, si configurano come causa autonoma di esclusione dalla procedura comparativa, nondimeno va valutato che l’art. 38, comma 1, lettera c), Cod. contr. pubbl., per cui “resta salva in ogni caso l’applicazione dell’articolo 178 del codice penale e dell’articolo 445, comma 2, del codice di procedura penale”; esprime un principio di diritto in base al quale non è giustificata l'esclusione dalla gara in caso di mancata dichiarazione: -delle condanne per le quali sia intervenuta la riabilitazione ex art. 178 c.p. con pronuncia dichiarativa del tribunale di sorveglianza all’esito delle indagini concernenti, tra l’altro, la buona condotta del condannato e l’avvenuto risarcimento delle obbligazioni civili derivanti dal reato (ex art. 179 c.p.); ovvero - delle pronunce di patteggiamento per le quali sia decorso il prescritto periodo di tempo (dei cinque anni o due anni rispettivamente per delitti o contravvenzioni) senza che l’imputato abbia commesso altro reato della stessa indole. E’ dunque evidente l’intento del legislatore di estendere inequivocabilmente alla materia dei requisiti generali per la partecipazione alle gare d’appalto anche gli effetti - di estinzione delle pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna – conseguenti al sopravvenire di una pronuncia della riabilitazione ai sensi dell'art. 178 c.p. e dell’estinzione di cui allo stesso articolo 445. Di conseguenza, una volta affermata l’irrilevanza delle suddette condanne ai fini dell’art. 38 del d.lgs n. 163 deve coerentemente concludersi per l’inesistenza di un obbligo di dichiarare le pronunce di condanna per cui è intervenuta la riabilitazione o l’estinzione del reato, in quanto da tale dichiarazione non avrebbe comunque potuto sortire alcuna conseguenza sul piano procedimentale. Qui la sentenza del Consiglio di Stato nr. 736/2014.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 178
 art. 179
 articolo 445
 sentenza