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Timestamp: 2020-07-10 10:30:11+00:00

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Lawbrary | OFICol-FINMA - Ordinanza dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari sul fallimento degli investimenti collettivi di capitale
Ordinanza dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari sul fallimento degli investimenti collettivi di capitale
Procedura(13 - 17)
Attivi del fallimento(18 - 26)
Passivi del fallimento(27 - 32)
Realizzazione(33 - 38)
Ripartizione e conclusione(39 - 46)
Disposizioni finali(47 - 48)
del 6 dicembre 2012 (Stato 1° marzo 2013)
visto l'articolo 138 capoverso 3 della legge del 23 giugno 20061 sugli investimenti collettivi (LICol),
La pre­sen­te or­di­nan­za con­cre­tiz­za la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to se­con­do gli ar­ti­co­li 137-138c LI­Col per i ti­to­la­ri dell'au­to­riz­za­zio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 2.
La pre­sen­te or­di­nan­za si ap­pli­ca al­le se­guen­ti isti­tu­zio­ni e per­so­ne, di se­gui­to de­no­mi­na­te «ti­to­la­ri dell'au­to­riz­za­zio­ne»:
le di­re­zio­ni di fon­di se­con­do l'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 2 let­te­ra a LI­Col;
le so­cie­tà di in­ve­sti­men­to a ca­pi­ta­le va­ria­bi­le (SI­CAV) se­con­do l'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 2 let­te­ra b LI­Col;
le so­cie­tà in ac­co­man­di­ta per in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le se­con­do l'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 2 let­te­ra c LI­Col;
le SI­CAF se­con­do l'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 2 let­te­ra d LI­Col;
i ge­sto­ri pa­tri­mo­nia­li di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le se­con­do l'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 2 let­te­ra f LI­Col;
le per­so­ne fi­si­che e giu­ri­di­che che ope­ra­no sen­za la ne­ces­sa­ria au­to­riz­za­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 2 let­te­re a-d e f LI­Col.
1Se è aper­ta una pro­ce­du­ra di fal­li­men­to, que­sta si esten­de a tut­ti i be­ni pa­tri­mo­nia­li rea­liz­za­bi­li che ap­par­ten­go­no al ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne in ta­le mo­men­to, in­di­pen­den­te­men­te dal fat­to che si tro­vi­no in Sviz­ze­ra o all'este­ro.
2Tut­ti i cre­di­to­ri na­zio­na­li ed este­ri del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne e del­le sue suc­cur­sa­li este­re so­no au­to­riz­za­ti a par­te­ci­pa­re, nel­la stes­sa mi­su­ra e con gli stes­si pri­vi­le­gi, al­la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to aper­ta in Sviz­ze­ra.
3So­no con­si­de­ra­ti be­ni pa­tri­mo­nia­li del­la suc­cur­sa­le sviz­ze­ra di un ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne este­ro tut­ti gli at­ti­vi in Sviz­ze­ra o all'este­ro co­sti­tui­ti da per­so­ne che han­no agi­to per que­sta suc­cur­sa­le.
1Le pub­bli­ca­zio­ni so­no ef­fet­tua­te nel Fo­glio uf­fi­cia­le sviz­ze­ro di com­mer­cio, nel si­to In­ter­net del­la FIN­MA e ne­gli or­ga­ni di pub­bli­ca­zio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 39 dell'or­di­nan­za del 22 no­vem­bre 20061 su­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le.
3La pub­bli­ca­zio­ne sul Fo­glio uf­fi­cia­le sviz­ze­ro di com­mer­cio è de­ter­mi­nan­te per la de­cor­ren­za dei ter­mi­ni e le con­se­guen­ze giu­ri­di­che con­nes­se al­la pub­bli­ca­zio­ne.
1Chi ren­de ve­ro­si­mi­le la di­ret­ta com­pro­mis­sio­ne dei pro­pri in­te­res­si pa­tri­mo­nia­li a cau­sa del fal­li­men­to può pren­de­re vi­sio­ne dei do­cu­men­ti re­la­ti­vi al fal­li­men­to. Il se­gre­to pro­fes­sio­na­le di cui all'ar­ti­co­lo 148 ca­po­ver­so 1 let­te­ra k LI­Col de­ve es­se­re tu­te­la­to nel­la mi­su­ra del pos­si­bi­le.
4La con­sul­ta­zio­ne de­gli at­ti può es­se­re su­bor­di­na­ta a una di­chia­ra­zio­ne se­con­do la qua­le le in­for­ma­zio­ni ac­qui­si­te da­gli at­ti sa­ran­no uti­liz­za­te uni­ca­men­te per sal­va­guar­da­re i pro­pri in­te­res­si pa­tri­mo­nia­li di­ret­ti. In ca­so di vio­la­zio­ne può es­se­re pro­spet­ta­ta pre­ven­ti­va­men­te la com­mi­na­to­ria del­la pe­na di cui all'ar­ti­co­lo 48 del­la leg­ge del 22 giu­gno 20071 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri e all'ar­ti­co­lo 292 del Co­di­ce pe­na­le2.
2Le de­ci­sio­ni di ta­le per­so­na non so­no de­ci­sio­ni e i de­nun­zian­ti non so­no par­ti ai sen­si del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 19681 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va.
rap­pre­sen­ta la mas­sa del fal­li­men­to in tri­bu­na­le e da­van­ti ad al­tre au­to­ri­tà.
Art. 9 Compiti del liquidatore del fallimento in caso di fallimento di una SICAV
In ca­so di fal­li­men­to di una SI­CAV, il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to de­ve as­sol­ve­re i se­guen­ti com­pi­ti, ol­tre a quel­li di cui all'ar­ti­co­lo 8:
esa­mi­na­re i cre­di­ti nei con­fron­ti del ri­spet­ti­vo seg­men­to pa­tri­mo­nia­le che ri­spon­de de­gli im­pe­gni, te­nu­to con­to dell'ar­ti­co­lo 94 ca­po­ver­so 2 LI­Col;
ri­le­va­re i cre­di­ti esi­sten­ti tra i seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li e con­si­de­rar­li nell'am­bi­to del­la ri­par­ti­zio­ne del ri­ca­va­to dei seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li.
Art. 10 Foro del fallimento
1Il fo­ro del fal­li­men­to è quel­lo in cui ha se­de il ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne o la suc­cur­sa­le di un ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne este­ro in Sviz­ze­ra.
2Se un ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne este­ro di­spo­ne di più suc­cur­sa­li in Sviz­ze­ra, sus­si­ste un uni­co fo­ro del fal­li­men­to. Que­st'ul­ti­mo è sta­bi­li­to dal­la FIN­MA.
La FIN­MA e il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to coor­di­na­no per quan­to pos­si­bi­le il lo­ro ope­ra­to con le au­to­ri­tà e gli or­ga­ni na­zio­na­li ed este­ri.
1Se la FIN­MA ri­co­no­sce un de­cre­to di fal­li­men­to este­ro se­con­do l'ar­ti­co­lo 138c LI­Col in com­bi­na­to di­spo­sto con l'ar­ti­co­lo 37g del­la leg­ge dell'8 no­vem­bre 19341 sul­le ban­che (LC­BR), le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te or­di­nan­za si ap­pli­ca­no ai be­ni de­po­si­ta­ti in Sviz­ze­ra.
3Sta­bi­li­sce il fo­ro uni­co del fal­li­men­to in Sviz­ze­ra e la cer­chia dei cre­di­to­ri se­con­do l'ar­ti­co­lo 138c LI­Col in com­bi­na­to di­spo­sto con l'ar­ti­co­lo 37g ca­po­ver­so 4 LB­CR.
4La FIN­MA pub­bli­ca il ri­co­no­sci­men­to e la cer­chia dei cre­di­to­ri.
1La FIN­MA no­ti­fi­ca la de­ci­sio­ne di fal­li­men­to al ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne e la pub­bli­ca uni­ta­men­te al­la gri­da ai cre­di­to­ri.
il no­me del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne, la sua se­de e le sue suc­cur­sa­li;
l'in­vi­to ai cre­di­to­ri e al­le per­so­ne che ri­ven­di­ca­no be­ni pa­tri­mo­nia­li in pos­ses­so del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne a no­ti­fi­ca­re al li­qui­da­to­re del fal­li­men­to i lo­ro cre­di­ti e le lo­ro pre­te­se en­tro il ter­mi­ne im­par­ti­to pro­du­cen­do i ri­spet­ti­vi mez­zi di pro­va;
il ri­fe­ri­men­to agli ob­bli­ghi di mes­sa a di­spo­si­zio­ne e di no­ti­fi­ca se­con­do gli ar­ti­co­li 20 e 21.
3Il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to può tra­smet­te­re un esem­pla­re del­la pub­bli­ca­zio­ne ai cre­di­to­ri e agli in­ve­sti­to­ri co­no­sciu­ti.
Art. 14 Pubblicazione e grida ai creditori in caso di fallimento di una SICAV
In ca­so di fal­li­men­to di una SI­CAV, la pub­bli­ca­zio­ne de­ve con­te­ne­re le se­guen­ti in­for­ma­zio­ni, ol­tre a quel­le di cui all'ar­ti­co­lo 13:
la men­zio­ne ai cre­di­to­ri che es­si so­no te­nu­ti a in­di­ca­re, in re­la­zio­ne ai cre­di­ti da no­ti­fi­ca­re, il o i seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li del­la SI­CAV che in­ten­do­no far va­le­re co­me pa­tri­mo­nio che ri­spon­de de­gli im­pe­gni;
l'in­vi­to agli in­ve­sti­to­ri a no­ti­fi­ca­re, ri­spet­ti­va­men­te a pro­dur­re al li­qui­da­to­re del fal­li­men­to, en­tro il ter­mi­ne im­par­ti­to:
i seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li e le clas­si di quo­te a cui par­te­ci­pa­no, non­ché i re­la­ti­vi im­por­ti, e
i ri­spet­ti­vi mez­zi di pro­va.
Art. 15 Assemblea dei creditori
3Il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to con­du­ce le trat­ta­ti­ve e fa rap­por­to sul­la si­tua­zio­ne pa­tri­mo­nia­le del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne e sul­lo sta­to del­la pro­ce­du­ra.
Art. 16 Delegazione dei creditori
Art. 17 Diritti dei creditori in caso di fallimento di una SICAV
1In ca­so di fal­li­men­to di una SI­CAV, i di­rit­ti dei cre­di­to­ri si ri­fe­ri­sco­no ai seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li nei con­fron­ti dei qua­li so­no ri­ven­di­ca­ti i ri­spet­ti­vi cre­di­ti.
2Per i va­ri seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li la FIN­MA può pre­ve­de­re un'as­sem­blea dei cre­di­to­ri se­pa­ra­ta e av­va­ler­si di una de­le­ga­zio­ne dei cre­di­to­ri se­pa­ra­ta.
Art. 18 Formazione dell'inventario
2La for­ma­zio­ne dell'in­ven­ta­rio è ret­ta da­gli ar­ti­co­li 221-229 del­la leg­ge fe­de­ra­le dell'11 apri­le 18891 sul­la ese­cu­zio­ne e sul fal­li­men­to (LEF), sal­vo di­spo­si­zio­ne con­tra­ria del­la pre­sen­te or­di­nan­za.
3Il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to pro­po­ne al­la FIN­MA le mi­su­re ne­ces­sa­rie al­la sal­va­guar­dia dei be­ni del­la mas­sa del fal­li­men­to.
4Sot­to­po­ne l'in­ven­ta­rio all'or­ga­no scel­to dai pro­prie­ta­ri del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne. Que­sto si pro­nun­cia sul­la com­ple­tez­za e sull'esat­tez­za dell'in­ven­ta­rio. La sua di­chia­ra­zio­ne è ri­pre­sa nell'in­ven­ta­rio.
Art. 19 Formazione dell'inventario in caso di fallimento di una SICAV
I be­ni pa­tri­mo­nia­li ap­par­te­nen­ti a un seg­men­to pa­tri­mo­nia­le so­no re­gi­stra­ti in una se­zio­ne se­pa­ra­ta all'in­ter­no dell'in­ven­ta­rio.
Art. 20 Obblighi di messa a disposizione e di notifica
1I de­bi­to­ri del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne e le per­so­ne che de­ten­go­no be­ni pa­tri­mo­nia­li di que­st'ul­ti­mo a ti­to­lo di pe­gno o ad al­tro ti­to­lo de­vo­no an­nun­ciar­si al li­qui­da­to­re del fal­li­men­to e met­ter­gli a di­spo­si­zio­ne ta­li be­ni pa­tri­mo­nia­li en­tro i ter­mi­ni di cui all'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 2 let­te­ra e.
Art. 21 Eccezioni all'obbligo di messa a disposizione
3Il be­ne­fi­cia­rio del­la ga­ran­zia de­ve chie­de­re con­to al li­qui­da­to­re del fal­li­men­to de­gli uti­li rea­liz­za­ti da ta­li be­ni pa­tri­mo­nia­li. Un'even­tua­le ec­ce­den­za con­flui­sce nel­la mas­sa del fal­li­men­to o nel cor­ri­spon­den­te seg­men­to pa­tri­mo­nia­le.
Art. 22 Scorporo dei beni dalla massa in caso di fallimento della direzione di un fondo
I be­ni e i di­rit­ti ap­par­te­nen­ti al fon­do d'in­ve­sti­men­to so­no scor­po­ra­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 35 LI­Col. So­no fat­te sal­ve le pre­te­se del­la di­re­zio­ne del fon­do ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 33 LI­Col.
Art. 23 Rivendicazione di terzi
Art. 24 Crediti, pretese e revocazioni della massa
2Esa­mi­na le pre­te­se del­la mas­sa del fal­li­men­to su be­ni mo­bi­li in pos­ses­so o pos­ses­so con­giun­to di ter­zi op­pu­re su fon­di iscrit­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio a no­me di ter­zi.
3Esa­mi­na la pos­si­bi­li­tà di re­vo­ca­zio­ne di at­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 285-292 LEF1. La du­ra­ta di una pre­ce­den­te pro­ce­du­ra di ri­sa­na­men­to non è com­pre­sa nei ter­mi­ni di cui agli ar­ti­co­li 286-288 LEF.
5Se non av­via un'azio­ne le­ga­le, il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to può con­ce­de­re al cre­di­to­re la pos­si­bi­li­tà di ri­chie­de­re la ces­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 260 ca­po­ver­si 1 e 2 LEF o di rea­liz­za­re i cre­di­ti cor­ri­spon­den­ti e le al­tre pre­te­se ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 33.
7La rea­liz­za­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 33 è esclu­sa in ca­so di re­vo­ca­zio­ni se­con­do il ca­po­ver­so 3 co­me pu­re in ca­so di pre­te­se fon­da­te sul­la re­spon­sa­bi­li­tà se­con­do l'ar­ti­co­lo 145 LI­Col.
Art. 25 Continuazione di procedure civili e amministrative pendenti
2Se la FIN­MA ne­ga la con­ti­nua­zio­ne, il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to con­ce­de ai cre­di­to­ri la pos­si­bi­li­tà di ri­chie­de­re la ces­sio­ne del di­rit­to di in­ten­ta­re una pro­ce­du­ra ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 260 ca­po­ver­si 1 e 2 LEF1 e im­par­ti­sce a ta­le sco­po un con­gruo ter­mi­ne.
Art. 26 Sospensione per mancanza di attivi
Art. 27 Esame dei crediti
2I cre­di­ti da con­si­de­ra­re a nor­ma di leg­ge so­no quel­li ri­sul­tan­ti dal re­gi­stro fon­dia­rio, com­pre­si gli in­te­res­si cor­ren­ti.
3Il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to si pro­cu­ra la di­chia­ra­zio­ne dell'or­ga­no scel­to dai ti­to­la­ri dell'au­to­riz­za­zio­ne in re­la­zio­ne ai cre­di­ti.
Art. 28 Esame dei crediti in caso di fallimento di una SICAV
1In ca­so di fal­li­men­to di una SI­CAV, il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to esa­mi­na inol­tre gli im­por­ti dei cre­di­ti con­sen­ti­ti nei con­fron­ti dei sin­go­li seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li.
2Fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 3, i seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li de­gli in­ve­sti­to­ri ri­spon­do­no so­lo dei pro­pri im­pe­gni. Il seg­men­to pa­tri­mo­nia­le del­la so­cie­tà ri­spon­de di ta­li im­pe­gni in via sus­si­dia­ria.
3Se nei con­trat­ti con ter­zi non vie­ne in­di­ca­ta al­cu­na li­mi­ta­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà a un de­ter­mi­na­to seg­men­to pa­tri­mo­nia­le, ri­spon­de in pri­mo luo­go l'in­te­ro pa­tri­mo­nio del­la so­cie­tà e in via sus­si­dia­ria il seg­men­to pa­tri­mo­nia­le de­gli in­ve­sti­to­ri in mi­su­ra pro­por­zio­na­le al pa­tri­mo­nio del fon­do.
Art. 29 Collocazione in graduatoria
3In ca­so di fal­li­men­to di una SI­CAV, i cre­di­ti col­lo­ca­ti de­vo­no es­se­re se­pa­ra­ti l'uno dall'al­tro in re­la­zio­ne ai va­ri seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li nei con­fron­ti dei qua­li i sin­go­li cre­di­ti so­no ri­ven­di­ca­ti.
Art. 30 Crediti oggetto di procedure civili o amministrative
4Se la pro­ce­du­ra ci­vi­le o am­mi­ni­stra­ti­va è con­ti­nua­ta da sin­go­li cre­di­to­ri ces­sio­na­ri, l'am­mon­ta­re di cui è ri­dot­to il ri­par­to del cre­di­to­re soc­com­ben­te ove es­si pre­val­ga­no ser­ve a sod­di­sfa­re i cre­di­to­ri ces­sio­na­ri fi­no al­la co­per­tu­ra in­te­gra­le dei lo­ro cre­di­ti in gra­dua­to­ria e del­le lo­ro spe­se pro­ces­sua­li. Un'even­tua­le ec­ce­den­za con­flui­sce nel­la mas­sa del fal­li­men­to o nel cor­ri­spon­den­te seg­men­to pa­tri­mo­nia­le.
Art. 31 Consultazione della graduatoria
4Co­mu­ni­ca a ogni cre­di­to­re i cui cre­di­ti non so­no sta­ti in­se­ri­ti nel­la gra­dua­to­ria co­me no­ti­fi­ca­ti o co­me iscrit­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio i mo­ti­vi per i qua­li i suoi cre­di­ti so­no sta­ti ri­get­ta­ti del tut­to o in par­te.
Art. 32 Contestazione della graduatoria
Art. 33 Modo di realizzazione
ri­chie­do­no spe­se di am­mi­ni­stra­zio­ne ec­ces­si­ve;
Art. 34 Realizzazione in caso di fallimento della direzione di un fondo
1Se il pro­se­gui­men­to di uno o più fon­di d'in­ve­sti­men­to è nell'in­te­res­se de­gli in­ve­sti­to­ri, il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to chie­de al­la FIN­MA di tra­sfe­ri­re il o i fon­di d'in­ve­sti­men­to cor­ri­spon­den­ti, con tut­ti i di­rit­ti e gli ob­bli­ghi, a un'al­tra di­re­zio­ne.
2Se non si tro­va al­cun'al­tra di­re­zio­ne di­spo­sta a ri­pren­de­re i fon­di d'in­ve­sti­men­to, il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to chie­de al­la FIN­MA di li­qui­da­re il o i fon­di d'in­ve­sti­men­to cor­ri­spon­den­ti nell'am­bi­to del­la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to del­la di­re­zio­ne del fon­do.
Art. 35 Realizzazione in caso di fallimento di una SICAV
1Se il pro­se­gui­men­to di uno o più seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li è nell'in­te­res­se de­gli in­ve­sti­to­ri, il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to chie­de al­la FIN­MA di tra­sfe­ri­re il o i seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li cor­ri­spon­den­ti, con tut­ti i di­rit­ti e gli ob­bli­ghi, a un'al­tra SI­CAV.
2Se non si tro­va al­cun'al­tra SI­CAV di­spo­sta a ri­pren­de­re i seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li, il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to chie­de al­la FIN­MA di li­qui­da­re il o i seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li cor­ri­spon­den­ti nell'am­bi­to del­la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to del­la SI­CAV.
Art. 36 Incanto pubblico
3Ren­de pub­bli­ca la pos­si­bi­li­tà di con­sul­ta­re le con­di­zio­ni d'in­can­to. Può pre­ve­de­re che la con­sul­ta­zio­ne av­ven­ga pres­so l'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne o l'uf­fi­cio dei fal­li­men­ti del luo­go in cui si tro­va la co­sa.
Art. 37 Cessione dei diritti
3Se nes­sun cre­di­to­re esi­ge una ces­sio­ne o se il ter­mi­ne per far va­le­re i di­rit­ti tra­scor­re in­frut­tuo­so, il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to e, do­po la con­clu­sio­ne del­la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to, la FIN­MA, de­ci­de sull'even­tua­le ul­te­rio­re rea­liz­za­zio­ne di que­sti di­rit­ti.
Art. 38 Impugnazione di atti di realizzazione
1Il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to al­le­sti­sce pe­rio­di­ca­men­te un pia­no di rea­liz­za­zio­ne che in­for­ma sui ri­ma­nen­ti at­ti­vi del fal­li­men­to da rea­liz­za­re e sul mo­do di pro­ce­de­re al­la lo­ro rea­liz­za­zio­ne.
2Gli at­ti di rea­liz­za­zio­ne che pos­so­no es­se­re ef­fet­tua­ti sen­za dif­fe­ri­men­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 33 ca­po­ver­so 3 non de­vo­no es­se­re in­clu­si nel pia­no di rea­liz­za­zio­ne.
3Una ces­sio­ne dei di­rit­ti ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 37 non è con­si­de­ra­ta un at­to di rea­liz­za­zio­ne.
Art. 39 Impegni della massa
tut­te le spe­se per l'aper­tu­ra e l'ese­cu­zio­ne del­la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to;
gli im­pe­gni nei con­fron­ti di una ban­ca de­po­si­ta­ria.
2Con il ri­ca­va­to dei seg­men­ti pa­tri­mo­nia­li de­gli in­ve­sti­to­ri di una SI­CAV so­no co­per­ti di mas­si­ma sol­tan­to i co­sti d'in­ven­ta­rio, am­mi­ni­stra­zio­ne e rea­liz­za­zio­ne del seg­men­to pa­tri­mo­nia­le in­te­res­sa­to.
Art. 40 Ripartizione
3Do­po l'ap­pro­va­zio­ne del­lo sta­to di ri­par­ti­zio­ne, il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to ef­fet­tua i pa­ga­men­ti ai cre­di­to­ri.
che so­no in par­te co­per­ti da ga­ran­zie non rea­liz­za­te all'este­ro o che so­no co­per­ti ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 21; op­pu­re
Art. 41 Ripartizione in caso di fallimento della direzione di un fondo
1Con il ri­ca­va­to del­la rea­liz­za­zio­ne dei va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li del­la di­re­zio­ne del fon­do so­no sod­di­sfat­ti i cre­di­to­ri.
2Con il ri­ca­va­to di un'even­tua­le rea­liz­za­zio­ne del fon­do d'in­ve­sti­men­to so­no sod­di­sfat­ti gli in­ve­sti­to­ri, in mi­su­ra pro­por­zio­na­le al­le ri­spet­ti­ve quo­te.
Art. 42 Ripartizione in caso di fallimento di una SICAV
1Con il ri­ca­va­to del­la rea­liz­za­zio­ne dei va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li so­no sod­di­sfat­ti i cre­di­to­ri del cor­ri­spon­den­te seg­men­to pa­tri­mo­nia­le.
2Un'even­tua­le ec­ce­den­za di un seg­men­to pa­tri­mo­nia­le spet­ta agli azio­ni­sti aven­ti di­rit­to a que­sto seg­men­to pa­tri­mo­nia­le, in mi­su­ra pro­por­zio­na­le al­le ri­spet­ti­ve quo­te.
Art. 43 Rapporto finale e deposito
in­di­ca­zio­ni sul­lo sta­to dei di­rit­ti ce­du­ti ai cre­di­to­ri se­con­do l'ar­ti­co­lo 260 LEF1; e
un elen­co dei ri­par­ti non ver­sa­ti non­ché dei va­lo­ri in de­po­si­to se­pa­ra­ti e non mes­si a di­spo­si­zio­ne, con l'in­di­ca­zio­ne dei mo­ti­vi per i qua­li il ver­sa­men­to o la mes­sa a di­spo­si­zio­ne non han­no an­co­ra po­tu­to es­se­re ef­fet­tua­ti.
3La FIN­MA adot­ta le di­spo­si­zio­ni ne­ces­sa­rie per il de­po­si­to dei ri­par­ti non ver­sa­ti non­ché dei va­lo­ri in de­po­si­to se­pa­ra­ti e non mes­si a di­spo­si­zio­ne.
Art. 44 Attestato di carenza di beni
2Il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to ren­de edot­ti i cre­di­to­ri su que­sta pos­si­bi­li­tà nel qua­dro del pa­ga­men­to dei lo­ro ri­par­ti.
Art. 45 Conservazione degli atti
1La FIN­MA di­sci­pli­na le mo­da­li­tà di con­ser­va­zio­ne dei do­cu­men­ti re­la­ti­vi al fal­li­men­to e all'at­ti­vi­tà com­mer­cia­le do­po la con­clu­sio­ne o la so­spen­sio­ne del­la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to.
2I do­cu­men­ti re­la­ti­vi al fal­li­men­to e quel­li re­la­ti­vi all'at­ti­vi­tà com­mer­cia­le an­co­ra di­spo­ni­bi­li de­vo­no es­se­re di­strut­ti su or­di­ne del­la FIN­MA die­ci an­ni do­po la chiu­su­ra o la so­spen­sio­ne del­la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to.
Art. 46 Beni scoperti e depositati successivamente
2I be­ni pa­tri­mo­nia­li o le pre­te­se sco­per­ti suc­ces­si­va­men­te ven­go­no ri­par­ti­ti tra i cre­di­to­ri che han­no su­bi­to per­di­te e dei qua­li il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to co­no­sce i da­ti ne­ces­sa­ri per il ver­sa­men­to. Il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to può in­vi­ta­re i cre­di­to­ri a for­nir­gli i da­ti ag­gior­na­ti, pe­na la pe­ren­zio­ne del lo­ro di­rit­to. Im­par­ti­sce a ta­le sco­po un con­gruo ter­mi­ne.
4I be­ni pa­tri­mo­nia­li de­po­si­ta­ti che di­ven­go­no di­spo­ni­bi­li o che non so­no sta­ti ri­ti­ra­ti do­po die­ci an­ni so­no pa­ri­men­ti rea­liz­za­ti se­con­do il ca­po­ver­so 1 e ri­par­ti­ti con­for­me­men­te al ca­po­ver­so 2, fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni di di­ver­so te­no­re in ma­te­ria di con­ser­va­zio­ne pre­vi­ste da leg­gi spe­ci­fi­che. È fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 3.
La pre­sen­te or­di­nan­za en­tra in vi­go­re il 1° mar­zo 2013.

References: Art. 9

Art. 10

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46