Source: http://www.uonna.it/leggi-elettorali-decreto-interpretativo-illegale.htm
Timestamp: 2019-10-18 13:43:07+00:00

Document:
Cdm vara dl interpretativo su legge elettorale
Leggi elettorali Il Consiglio dei ministri
vara un decreto interpretativo illegale
La legge del 1988 e la Costituzione. Per il governo è stato un percorso accidentato. E non è detto che sia finita qui. La scelta di questa sera pone infatti una serie di dilemmi di difficile interpretazione. C'è anche una legge che vieta una misura di questo tipo. E' quella del 1988 sul potere normativo del governo. L?articolo 15 secondo comma, della legge n.400 del 23 agosto stabilisce infatti che il governo non può provvedere nelle materie indicate nell?articolo 72, quarto comma della Costituzione (materia costituzionale e elettorale). Recita infatti il quarto comma: "La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione
a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi".
Il Cdm vara dl interpretativo
l'opposizione in rivolta
ROMA - Tira tardi il Consiglio dei ministri, per varare in 35' un decreto interpretativo che dà il via libera alla candidatura di Formigoni in Lombardia e forse alla lista del Pdl nel Lazio, dove comunque c'è già il listino della Polverini. Tira tardi, non cerca sponde il governo: spera nella disponibilità di Napolitano, non consulta l'opposizione che appare, sul tema, insolitamente unita. Il segretario del Pd Bersani parla di trucco, il suo compagno Marino di "procedure stravolte", il leader dell'Idv Di Pietro chiede alla gente di andare in piazza. Anche per i radicali, pacifici per definizione, il decreto legge è eversivo. Berlusconi risponde che è l'unico modo per ridare il voto a milioni di persone. Ed ecco così il via a un decreto interpretativo: in teoria, non dovrebbe apportare modifiche alla legge, ma solo precisarne il significato. Ma in pratica, cambia il quadro ed è destinato ad accendere polemiche. Il governo si aspetta già questa sera un parere di Napolitano.
Parla il ministro Maroni. "Queste approvate sono norme interpretative. Non c'è nessuna modifica della legge elettorale, nessuna modifica delle procedure in corso, nessuna riapertura dei termini. Abbiamo approvato interpretazioni per consentire al Tar di applicare la legge in modo corretto".
La legge del 1988 e la Costituzione. Per il governo è stato un percorso accidentato. E non è detto che sia finita qui. La scelta di questa sera pone infatti una serie di dilemmi di difficile interpretazione. C'è anche una legge che vieta una misura di questo tipo. E' quella del 1988 sul potere normativo del governo. L'articolo 15 secondo comma, della legge n. 400 del 23 agosto stabilisce infatti che il governo non può provvedere nelle materie indicate nell'articolo 72, quarto comma della Costituzione (materia costituzionale e elettorale). Recita infatti il quarto comma: "La procedura normale di esame e di approvazione diretta
da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale
ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi".
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12-9-1988-Suppl. Ordinario n.86
la seguente legge: CAPO I
ART. 1. Gli organi del Governo Formula di giuramento
1. Il Governo della Repubblica e' composto del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri, che costituiscono
2. Il decreto di nomina del Presidente del Consiglio dei ministri e' da lui controfirmato, insieme ai decreti di
accettazione delle dimissioni del precedente Governo.
3. Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani
del Presidente della Repubblica con la seguente formula: "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare
lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione".
1. Il Consiglio dei ministri determina la politica generale del Governo e, ai fini dell'attuazione di essa, l'indirizzo
generale dell'azione amministrativa; delibera altresi' su ogni questione relativa all'indirizzo politico fissato dal
rapporto fiduciario con le Camere. Dirime i conflitti di attribuzione tra i ministri.
2. Il Consiglio dei ministri esprime l'assenso alla iniziativa del Presidente del Consiglio dei ministri di porre la
questione di fiducia dinanzi alle Camere.
a) le dichiarazioni relative all'indirizzo politico, agli impegni programmatici ed alle questioni su cui il Governo
chiede la fiducia del Parlamento;
c) i decreti aventi valore o forma di legge e i regolamenti da emanare con decreto del Presidente della
d) gli atti di indirizzo e di coordinamento dell'attivita' amministrativa delle regioni e, nel rispetto delle
disposizioni statutarie, delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano; gli atti di
sua competenza previsti dall'articolo 127 della Costituzione e dagli statuti regionali speciali in ordine alle leggi
regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano, salvo quanto stabilito dagli statuti speciali per la
regione siciliana e per la regione Valle d'Aosta;
e) le direttive da impartire tramite il commissario del Governo per l'esercizio delle funzioni amministrative
delegate alle regioni che sono tenute ad osservarle;
f) le proposte che il ministro competente formula per disporre il compimento degli atti in sostituzione
dell'amministrazione regionale, in caso di persistente inattivita' degli organi nell'esercizio delle funzioni
delegate, qualora tali attivita' comportino adempimenti da svolgersi entro i termini perentori previsti della
legge o risultanti dalla natura degli interventi;
g) le proposte di sollevare conflitti di attribuzione o di resistere nei confronti degli altri poteri dello Stato, delle
h) le linee di indirizzo in tema di politica internazionale e comunitaria e i progetti dei trattati e degli accordi
internazionali, comunque denominati, di natura politica o militare;
m) i provvedimenti da emanare con decreto del Presidente della Repubblica previo parere del Consiglio di Stato,
se il ministro competente non intende conformarsi a tale parere;
n) la richiesta motivata di registrazione della Corte dei conti ai sensi dell'articolo 25 del regio decreto 12 luglio
1934, n. 1214;
p) le determinazioni cancernenti l'annullamento straordinario a tutela dell'unita' dell'ordinamento, degli atti
amministrativi illegittimi, previo parere del Consiglio di Stato e, nei soli casi di annullamento di atti
amministrativi delle regioni delle province autonome, anche della Commissione parlamentare per le questioni
q) gli altri provvedimenti per i quali sia prescritta o il Presidente del Consiglio dei ministri ritenga opportuna la
1. Le nomine alla presidenza di enti, istituti o aziende di carattere nazionale, di competenza dell'amministrazione
statale, fatta eccezione per le nomine relative agli enti pubblici creditizi, sono effettuate con decreto del Presidente
della Repubblica emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio
dei ministri adottata su proposta del ministro competente.
ART. 4 Convocazione, sedute e regolamento interno del Consiglio dei ministri
2. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, designato nel decreto di nomina, e' il segretario
del Consiglio ed esercita le relative funzioni; cura la verbalizzazione e la conservazione del registro delle
3. Il regolamento interno disciplina gli adempimenti necessari per l'iscrizione delle proposte di iniziativa legislativa e
di quelle relative all'attivita' normativa del Governo all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri; i modi di
comunicazione dell'ordine del giorno e della relativa documentazione ai partecipanti alle riunioni del Consiglio dei
ministri; i modi di verbalizzazione, conservazione e conoscenza delle deliberazioni adottate; le modalita' di
informazione sui lavori del Consiglio.
3. Il regolamento interno del Consiglio dei ministri e' emanato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
previa deliberazione del Consiglio dei ministri, ed e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
ART. 5 Attribuzioni del Presidente del Consiglio dei ministri
b) chiede la fiducia sulle dichiarazioni di cui alla lettera a) del comma 3 dell'articolo 2 e pone, direttamente o a
mezzo di un ministro espressamente delegato, la questione di fiducia;
c) sottopone al Presidente della Repubblica le leggi per la promulgazione; in seguito alla deliberazione del
Consiglio dei ministri, i disegni di legge per la presentazione alla Camere e, per l'emanazione, i testi dei decreti
aventi valore o forza di legge, dei regolamenti governativi e degli altri atti indicati dalle leggi;
d) controfirma gli atti di promulgazione delle leggi nonché ogni atto per il quale e' intervenuta deliberazione del
Consiglio dei ministri, gli atti che hanno valore o forza di legge e, insieme con il ministro proponente, gli altri
atti indicati dalla legge;
e) presenta alle Camere i disegni di legge di iniziativa governativa e, anche attraverso il ministro espressamente
delegato, esercita le facolta' del Governo di cui all'articolo 72 della Costituzione;
f) esercita le attribuzioni di cui alla legge 11 marzo 1953, n. 87, e promuovere gli adempimenti di competenza
governativa conseguenti alle decisioni della Corte costituzionale. Riferisce inoltre periodicamente al Consiglio
dei ministri, e ne da' comunicazione alle Camere, sullo stato del contenzioso costituzionale, illustrando le linee
seguite nelle determinazioni relative agli interventi nei giudizi dinanzi alla Corte costituzionale. Segnala
altresi', anche su proposta dei ministri competenti, i settori della legislazione nei quali, in relazione alle
questioni di legittimita' costituzionale pendenti, sia utile valutare l'opportunita' di iniziative legislative del
a) indirizza ai ministri le direttive politiche ed amministrative in attuazione delle deliberazioni del Consiglio dei
ministri nonche' quelle connesse alla propria responsabilita' di direzione della politica generale del Governo;
c) puo' sospendere l'adozione di atti da parte dei ministri competenti in ordine a questioni politiche e
amministrative, sottoponendoli al Consiglio dei ministri nella riunione immediatamente successiva;
d) concorda con i ministri interessati le pubbliche dichiarazioni che essi intendano rendere ogni qualvolta
eccedendo la normale responsabilita' ministeriale, possano impegnare la politica generale del Governo;
e) adotta le direttive per assicurare l'imparzialita', il buon andamento e l'efficienza degli uffici pubblici e
promuove le verifiche necessarie; in casi di particolare rilevanza puo' richiedere al ministro competente
relazioni e verifiche amministrative;
f) promuove l'azione dei ministri per assicurare che le aziende e gli enti pubblici svolgano la loro attivita'
secondo gli obiettivi indicati dalle leggi che ne definiscono l'autonomia e in coerenza con i conseguenti
h) puo' disporre, con proprio decreto, l'istituzione di particolari Comitati di ministri, con il compito di esaminare
in via preliminare questioni di comune competenza, di esprimere parere su direttive dell'attivita' del Governo e
su problemi di rilevante importanza da sottoporre al Consiglio dei ministri, eventualmente anche di esperti non
appartenenti alla pubblica amministrazione;
i) puo' disporre la costituzione di gruppi di studio e di lavoro composti in modo da assicurare la presenza di tutte
le competenze dicasteriali interessate ed eventualmente di esperti anche non appartenenti alla pubblica
a) promuove e coordina l'azione del Governo relativa alle politiche comunitarie e assicura la coerenza e la
tempestivita' dell'azione di Governo e della pubblica amministrazione nell'attuazione delle politiche
comunitarie, riferendone periodicamente alle Camere;
b) promuovere gli adempimenti di competenza governativa conseguenti alle pronunce della Corte di giustizia
delle Comunita' europee; cura la tempestiva comunicazione alle Camere dei procedimenti normativi in corso
nelle Comunita' europee, informando il Parlamento delle iniziative e posizioni assunte dal Governo nelle
specifiche materie;
c) promuovere e coordina l'azione del Governo per quanto attiene ai rapporti con le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano e sovraintende all'attivita' dei commissari del Governo.
ART. 6 Consiglio di Gabinetto, Comitati di ministri e Comitati interministeriali
1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, nello svolgimento delle funzioni previste dall'articolo 95, primo comma,
della Costituzione, puo' essere coadiuvato da un Comitato, che prende nome di Consiglio di Gabinetto, ed e'
composto dai ministri da lui designati, sentito il Consiglio dei ministri.
2. Il Presidente del Consiglio dei ministri puo' invitare a singole sedute del Consiglio di Gabinetto altri ministri in
ragione della loro competenza.
3. I Comitati di ministri e quelli interministeriali istituiti per legge debbono tempestivamente comunicare al Presidente
del Consiglio dei ministri l'ordine del giorno delle riunioni. Il Presidente del Consiglio dei ministri puo' deferire
singole questioni al Consiglio dei ministri, perche' stabilisca le direttive alle quali i Comitati debbono attenersi,
nell'ambito delle norme vigenti.
ART. 7 Delega per il riordinamento dei Comitati di ministri e dei Comitati interministeriali
1. Il Governo e' delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, norme aventi
valore di legge ordinaria intese a ridurre e riordinare i Comitati di ministri, compresi quelli non istituiti con legge,
ed i Comitati interministeriali previsti dalle leggi vigenti, ad eccezione del Comitato interministeriale per il credito
e il risparmio, anche in relazione alle norme, agli strumenti ed alle procedure disciplinate nella presente legge,
a)eliminazione di duplicazioni e sovrapposizioni di competenze;
2. I decreti delegati di cui al comma I sono emanati previo parere delle Commissioni permanenti delle Camere
competenti per materia. Il Governo procede comunque alla emanazione dei decreti delegati qualora tale parere non
sia espresso entro trenta giorni dalla richiesta.
3. Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, si provvede ad adottare norme regolamentari volte a garantire procedure
uniformi in ordine alla convocazione, alla fissazione dell'ordine del giorno, al numero legale, alle decisioni e alle
forme di conoscenza delle attivita' dei comitati.
ART. 8 Vicepresidenti del Consiglio dei ministri
1. Il Presidente del Consiglio dei ministri puo' proporre al Consiglio dei ministri l'attribuzione ad uno o piu' ministri
delle funzioni di Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Ricorrendo questa ipotesi, in caso di assenza o
impedimento temporaneo del Presidente del Consiglio dei ministri, la supplenza spetta al Vicepresidente o, qualora
siano nominati piu' Vicepresidenti, al Vicepresidente piu' anziano secondo l'eta'.
2. Quando non sia stato nominato il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, la supplenza di cui al comma 1 spetta,
in assenza di diversa disposizione da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, al ministro piu' anziano
secondo l'eta'.
ART. 9 Ministri senza portafoglio, incarichi speciali di Governo, incarichi di reggenza ad interim
1. All'atto della costituzione del Governo, il Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei
ministri, puo' nominare, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ministri senza portafoglio, i quali svolgono
le funzioni loro delegate dal Presidente del Consiglio dei ministri sentito il Consiglio dei ministri, con
provvedimento da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale.
2. Ogni qualvolta la legge assegni compiti specifici ad un ministro senza portafoglio e questi non venga nominato ai
sensi del comma 1, tali compiti si intendono attribuiti al Presidente del Consiglio dei ministri che puo' delegarli ad
altro ministro.
3. Il Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei ministri, puo' conferire ai ministri, con decreto di
cui e' data notizia nella Gazzetta Ufficiale, incarichi speciali di Governo per un tempo determinato.
4. Il Presidente della Repubblica su proposta del Consiglio dei ministri, puo' conferire al Presidente del Consiglio
stesso o ad un ministro l'incarico di reggere ad interim un Dicastero, con decreto di cui e' data notizia nella Gazzetta
ART. 10 Sottosegretari di Stato
1. I Sottosegretari di Stato sono nominati con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del
Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro che il sottosegretario e' chiamato a coadiuvare, sentito il
2. Prima di assumere le funzioni i sottosegretari di Stato prestano giuramento nelle mani del Presidente del Consiglio
dei ministri con la formula di cui all'articolo 1.
3. I sottosegretari di stato coadiuvano il ministro ed esercitano i compiti ad essi delegati con decreto ministeriale
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Fermi restando la responsabilità politica e i poteri di indirizzo politico dei
ministri ai sensi dell’articolo 95 della Costituzione, a non più di dieci sottosegretari può essere attribuito il titolo di
vice ministro, se ad essi sono conferite deleghe relative all’intera area di competenza di una o più strutture
dipartimentali ovvero di più direzioni generali. In tale caso la delega, conferita dal ministro competente, è
approvata dal Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri.
4. I sottosegretari di Stato possono intervenire, quali rappresentanti del Governo, alle sedute delle Camere e delle
Commissioni parlamentari, sostenere la discussione in conformita' alle direttive del ministro e rispondere ad
interrogazioni ed interpellanze. I vice ministri di cui al comma 3 possono essere invitati dal Presidente del
Consiglio dei ministri, d’intesa con il ministro competente, a partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri,
senza diritto di voto, per riferire su argomenti e questioni attinenti alla materia loro delegata.
5. Oltre al sottosegretario di Stato nominato segretario del Consiglio dei ministri, possono essere nominati presso la
Presidenza del consiglio dei ministri altri sottosegretari per lo svolgimento di determinati compiti e servizi. La
legge sull'organizzazione dei Ministeri determina il numero e le attribuzioni dei sottosegretari.
ART. 11 Commissari straordinari del Governo
1. Al fine di realizzare specifici obiettivi determinati in relazione a programmi o indirizzi deliberati dal Parlamento o
dal Consiglio dei ministri o per particolari e temporanee esigenze di coordinamento operativo tra amministrazioni
statali, puo' procedersi alla nomina di commissari straordinari del Governo, ferme restando le attribuzioni dei
Ministeri, fissate per legge.
2. La nomina e' disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei
ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Con il medesimo decreto sono determinati i compiti del
commissario e le dotazioni di mezzi e di personale. L'incarico e' conferito per il tempo indicato nel decreto di
nomina, salvo proroga o revoca. Del conferimento dell'incarico e' data immediata comunicazione al Parlamento e
notizia nella Gazzetta Ufficiale.
3. Sull'attivita' del commissario straordinario riferisce al Parlamento il Presidente del Consiglio dei ministri o un
ministro da lui delegato.
ART. 12 Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome
1. E' istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di trento e di Bolzano, con compiti di informazione, consultazione e raccordo, in
relazione agli indirizzi di politica generale suscettibili di incidere nelle materie di competenza regionale, esclusi gli
indirizzi genrali relativi alla politica estera, alla difesa e alla sicurezza nazionale, alla giustizia.
2. La Conferenza e' convocata dal Presidente del consiglio dei ministri almeno ogni sei mesi, ed in ogni altra
circostanza in cui il Presidente lo ritenga opportuno, tenuto conto anche delle richieste dei presidenti delle regioni e
delle province autonome. Il Presidente del Consiglio dei ministri presiede la Conferenza, salvo delega al ministro
per gli affari regionali o, se tale incarico non e' attribuito, ad altro ministro. La Conferenza e' composta dai
presidenti delle regioni a statuto speciale e ordinario e dai presidenti delle province autonome. Il Presidente del
Consiglio dei ministri invita alle riunioni della Confederaza i ministri interessati agli argomenti iscritti all'ordine del
giorno, nonche' rappresentanti di amministrazioni dello Stato o di enti pubblici.
3. La Conferenza dispone di una segreteria, disciplinata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di
concerto con il ministro per gli affari regionali.
4. Il decreto di cui al comma 3 deve prevedere l'inclusione nel contingente della segreteria di personale delle regioni
o delle province autonome, il cui trattamento economico resta a carico delle regioni o delle province di
a) sulle linee generali dell'attivita' normativa che interessa direttamente le regioni e sulla determinazione degli
obiettivi di programmazione economica nazionale e della politica finanziaria e di bilancio, salve le ulteriori
attribuzioni previste in base al comma 7 del presente articolo;
b) sui criteri generali relativi all'esercizio delle funzioni statali di indirizzo e di coordinamento inerenti ai rapporti
tra lo Stato, le regioni, le province autonome e gli enti infraregionali, nonche' sugli indirizzi generali relativi
alla elaborazione ed attuazione degli atti comunitari che riguardano le competenza regionali;
c) sugli altri argomenti per i quali il Presidente del Consiglio dei ministri ritenga opportuno acquisire il parere
6. Il Presidente del Consiglio dei ministri, o il ministro appositamente delegato, riferisce periodicamente alla
Commissione parlamentare per le questioni regionali sulle attvita' della Conferenza.
7. Il Governo e' delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere
della Commissione parlamentare per le questioni regionali che deve esprimerlo entro sessanta giorni dalla data
richiesta, norme aventi valore di legge ordinaria intese a provvedere al riordino ed alla eventuale soppressione degli
altri organismi a composizione mista Stato-regioni previsti sia da leggi che da provvedimenti amministrativi in
modo da trasferire alla conferenza le attribuzioni delle commissioni, con esclusioni di quelle che operano sulla base
di competenze tecnico-scientifiche, e rivedere la pronuncia di pareri nelle questioni di carattere generale per le
quali debbano anche essere sentite tutte le regioni e province autonome, determinando le modalita' per
l'acquisizione di tali pareri, per la cui formazione possono votare solo i presidenti delle regioni e delle province
ART. 13 Commissario del Governo
1. Il commissario del Governo, oltre ad esercitare i compiti di cui all'articolo 127 della Costituzione e quelli indicati
dalle leggi vigenti, in conformita' alle direttive del Presidente del Consiglio dei ministri adottate sulla base degli
indirizzi del Consiglio dei ministri:
a) sovraintende, con la collaborazione dei prefetti, alle funzioni esercitate dagli organi amministrativi decentrati
dello Stato per assicurare a livello regionale l'unita' e l'adeguatezza dell'azione amministrativa, convocando per
il loro coordinamento, anche su richiesta del Presidente del Consiglio dei ministri o di singoli ministri,
conferenze tra i responsabili degli uffici decentrati delle amministrazioni statali, comprese quelle ad
ordinamento autonomo, aventi sede nella regione. E' informato, a tal fine, dalle amministrazioni centrali dello
Stato sulle direttive e sulle istruzioni da esse impartite. Nulla e' innovato rispetto alle competenze di cui
all'articolo 13 della legge 1 aprile 1981, n. 121;
b) coordina, d'intesa con il presidente della regione, secondo le rispettive competenze, le funzioni amministrative
esercitate dallo Stato con quelle esercitate dalla regione, ai fini del buon andamento della pubblica
amministrazione e del conseguimento degli obiettivi della programmazione e promuovere tra i rappresentanti
regionali e i funzionari delle amministrazioni statali decentrate riunioni periodiche che sono presiedute dal
c) cura la raccolta delle notizie utili allo svolgimento delle funzioni degli organi statali e regionali, costituendo il
tramite per l'esecuzione dell'obbligo di reciproca informazione nei rapporti con le autorita' regionali; fornisce
dati ed elementi per la redazione della "Relazione annuale sullo stato della pubblica amministrazione"; agisce
d'intesa con l'Istituto centrale di statistica (ISTAT) e avvalendosi dei suoi uffici regionali per la raccolta e lo
scambio dei dati di rilevanza statistica;
d) segnala al Governo la mancata adozione, da parte delle regioni, degli atti delegati per quanto previsto
dall'articolo 2 della legge 22 luglio 1975, n. 382, e provvede, in esecuzione delle deliberazioni del Consiglio
dei ministri, al compimento dei relativi atti sostitutivi
e) propone al presidente del Consiglio dei ministri iniziative in ordine ai rapporti tra Stato e regione, anche per
quanto concerne le funzioni statali di indirizzo e coordinamento e l'adozione di direttive per le attivita'
f) riferisce periodicamente al Presidente del "consiglio dei ministri sulla propria attivita', con particolare riguardo
all'attuazione coordinata dei programmi statali e regionali, anche in funzione delle verifiche periodiche da
compiere in seno alla Conferenza.
2. Per le regioni Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e per le province di Trento e Bolzano nonche' per la
regione Sardegna si applicano le norme del presente articolo salva la diversa disciplina prevista dai rispettivi Statuti
3. Per la regione siciliana e per la regione Valle d'Aosta il coordinamento dei programmi degli interventi statali e
regionali, nel rispetto di quanto previsto dagli Statuti speciali, viene disciplinato dalle norme di attuazione, che
dovranno prevedere apposite forme di intesa. Per la regione autonoma della Valle d'Aosta restano ferme le
disposizioni contenute nel decreto legislativo luogotenenziale 7 settembre 1945, n. 545.
4. Il commissario del Governo nella regione e' nominato tra i prefetti, i magistrati amministrativi, gli avvocati dello
Stato e i funzionari dello Stato con qualifica non inferiore a dirigente generale, con decreto del Presidente della
Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro per gli affari regionali,
e con il ministro dell'interno previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
5. Il commissario del Governo, in caso di assenza o di impedimento, e' sostituito nelle sue funzioni dal funzionario
dello Stato designato ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 41, secondo comma, lettera a), della legge 10
7. La funzione del commissario del Governo, salvo che per i prefetti nelle sedi capoluogo di regione, e fermo restando
quanto disposto dal precedente comma 6, e' incompatibile con qualsiasi altra attivita' od incarico a carattere
continuativo presso amministrazioni dello Stato od enti pubblici e comporta il collocamento fuori ruolo per la
8. Al commissario del Governo spetta per la durata dell'incarico un trattamento economico non inferiore a quello del
dirigente di livello B.
ART. 14 Decreti legislativi
1. I decreti legislativi adottati dal Governo ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione sono emanati dal Presidente
della Repubblica con la denominazione di "decreto legislativo" e con l'indicazione, nel preambolo, della legge di
delegazione, della deliberazione del Consiglio dei ministri e degli altri adempimenti del procedimento prescritti
dalla legge di delegazione.
2. L'emanazione del decreto legislativo deve avvenire entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il testo del
decreto legislativo adottato dal Governo e' trasmesso al Presidente della Repubblica, per la emanazione, almeno
3. Se alla delega legislativa si riferisce ad una pluralita' di oggetti distinti suscettibili di separata disciplina, il Governo
puo' esercitarla mediante piu' atti successivi per uno o piu' degli oggetti predetti. In relazione al termine finale
stabilito dalla legge di delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere sui criteri che segue
nell'organizzazione dell'esercizio della delega.
4. In ogni caso, qualora il termine previsto per l'esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo e' tenuto a
richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei decreti delegati. Il parere e' espresso dalle Commissioni
permanenti delle due Camere competenti per materia entro sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali
disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni
successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle
ART. 15 Decreti-legge
1. I provvedimenti provvisori con forza di legge ordinaria adottati ai sensi dell'articolo 77 della Costituzione sono
presentati per l'emanazione al Presidente della Repubblica con la denominazione di "decreto-legge" e con
l'indicazione, nel preambolo, delle circostanze straordinarie di necessita' e di urgenza che ne giustificano l'adozione,
nonche' dell'avvenuta deliberazione del Consiglio dei ministri.
c) rinnovare le disposizioni di decreti-legge dei quali sia stata negata la conversione in legge con il voto di una
delle due Camere;
e) ripristinare l'efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale per vizi non attinenti al
3. I decreti devono contenere misure di immediata applicazione e il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e
4. Il decreto-legge e' pubblicato, senza ulteriori adempimenti, nella Gazzetta Ufficiale immediatamente dopo la sua
emanazione e deve contenere la clausola di presentazione al Parlamento per la conversione in legge.
5. Le modifiche eventualmente apportate al decreto-legge in sede di conversione hanno efficacia dal giorno
successivo a quello della pubblicazione della legge di converisione, salvo che quest'ultima non disponga
diversamente. Esse sono elencate in allegato alla legge.
6. Il Ministro di grazia e giustizia cura che del rifiuto di conversione o della conversione parziale, purche' definitiva,
nonche' della mancata conversione per decorrenza del termine sia data immediata pubblicazione nella Gazzetta
ART. 16 Atti aventi valore o forza di legge, Valutazione delle conseguenze finanziarie
1. Non sono soggetti al controllo preventivo di legittimita' della Corte dei conti i decreti del Presidente della
Repubblica, adottati su deliberazione del Consiglio dei ministri, ai sensi degli articoli 76 e 77 della Costituzione.
2. Il Presidente della Corte dei Conti, in quanto ne faccia richiesta, la Presidenza di una delle Camere, anche su
iniziativa delle Commissioni parlamentari competenti, trasmette al Parlamento le valutazioni della Corte in ordine
alle conseguenze finanziarie che deriverebbero dalla conversione in legge di un decreto-legge o dalla emanazione
di un decreto legislativo adottato dal Governo su delegazione delle Camere.
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del
Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti
b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di
d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di
Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista
dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potesta' regolamentare del
Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti,
con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari.
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorita'
sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di
competenza di piu' ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necesita' di
apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare
norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del
denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E
RIORDINO DI TALUNE FUNZIONI
ART. 18 Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri
1. Gli uffici di diretta collaborazione con il Presidente del Consiglio dei ministri sono organizzati nel Segretariato
generale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Fanno comunque parte del Segretariato l'ufficio centrale per il
coordinamento dell'iniziativa legislativa e dell'attivita' normativa del Governo, l'ufficio per il coordinamento
amministrativo, nonche' gli uffici del consigliere diplomatico, del consigliere militare, del capo dell'ufficio stampa
del Presidente del Consiglio dei ministri e del cerimoniale.
2. Al Segretariato e' preposto un segretario generale, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
tra i magistrati delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrativa, gli avvocati dello Stato, i dirigenti generali
dello Stato ed equiparati, i professori universitari di ruolo ovvero tra estranei alla pubblica amministrazione. Il
trattamento economico del segretario generale e' fissato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di
concerto con il ministro del tesoro. Il presidente del Consiglio dei ministri puo', con proprio decreto, nominare
altresi' il vicesegretario generale scelto tra le predette categorie. Con la medesima procedura puo' essere disposta la
revoca del decreto di nomina del segretario generale e del vicesegretario generale.
3. I decreti di nomina del segretario generale, del vicesegretario generale, dei capi dei dipartimenti e degli uffici di cui
all'articolo 21 cessano di avere efficacia dalla data del giuramento del nuovo Governo. Il segretario generale, il
vicesegretario generale ed i capi dei dipartimenti e degli uffici di cui all'articolo 21, ove pubblici dipendenti e non
appartenenti al ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, sono collocati fuori ruolo nelle amministrazioni di
4. La funzione di capo dell'ufficio stampa puo' essere affidata ad un elemento estraneo all'amministrazione, il cui
trattamento economico e' determinato in conformita' a quello dei dirigenti generali dello Stato.
5. Il segretario generale dipende dal Presidente del Consiglio dei ministri e, per quanto di competenza, dal
sottosegretario di Stato alla presidenza, segretario del consiglio dei ministri.
ART. 19 Compiti del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri
1. Il Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri assicura il supporto all'espletamento dei compiti
del Presidente del Consiglio dei ministri, curando, qualora non siano state affidate alle responsabilita' di un ministro
senza portafoglio o delegate al sottosegretario di Stato alla Presidenza del consiglio dei ministri, le seguenti
b) assicurare il quadro conoscitivo sullo stato di attuazione del programma di Governo, anche mediante il sistema
formativo e di documentazione della Presidenza del Consiglio dei ministri in collegamento con i
corrispondenti sistemi delle Camere e degli altri organismi pubblici ed avvalendosi dell'attivita' dell'ISTAT;
c) curare gli adempimenti e predisporre gli atti alla formulazione ed al coordinamento delle iniziative legislative,
nonche' all'attuazione della politica istituzionale del Governo;
d) provvedere alla periodica ricognizione delle disposizioni legislative e regolamentari in vigore anche al fine del
coordinamento delle disposizioni medesime;
e) collaborare alle iniziative concernenti i rapporti tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e gli organi dello
Stato nonche' predisporre gli elementi di valutazione delle questioni di rilevanza costituzionale;
f) predisporre gli elementi necessari per la risoluzione delle questioni interessanti la competenza di piu' Ministeri
e per assicurare all'azione amministrativa unita' di indirizzo;
g) curare la raccolta comparativa dei dati sull'andamento della spesa, della finanza pubblica e dell'economia
nazionale, ai fini di valutazioni tecniche sulla coerenza economico-finanziaria dell'attivita' di Governo,
avvalendosi dell'ISTAT nonche' dei sistemi informativi e dell'apporto di ricerca delle altre amministrazioni e di
h) predisporre gli adempimenti per l'intervento del Governo nella programmazione dei lavori parlamentari e per
la proposizione nelle sedi competenti delle priorita' governative, assicurare una costante e tempestiva
informazione sui lavori parlamentari anche al fine di coordinare la presenza dei rappresentanti del Governo;
provvedere agli adempimenti necessari per l'assegnazione dei disegni di legge alle due Camere, vigilando
affinche' il loro esame si armonizzi con la graduale attuazione del programma governativo; curare gli
adempimenti inerenti alla presentazione di emendamenti ai progetti di legge all'esame del Parlamento, nonche'
gli adempimenti concernenti gli atti del sindacato ispettivo, istruendo quelli rivolti al Presidente del Consiglio
e al Governo;
i) assistere, anche attraverso attivita' di studio e di documentazione, il Presidente del Consiglio dei ministri nella
sua attivita' per le relazioni internazionali che intrattiene e, in generale, negli atti di politica estera;
l) assistere il Presidente del Consiglio dei ministri nella sua attivita' per le relazioni con gli organismi che
provvedono alla difesa nazionale;
n) curare lo studio e l'elaborazione delle modifiche necessarie a conformare la legislazione al fine della
uguaglianza tra i sessi ed assistere il Presidente del Consiglio dei ministri in relazione al coordinamento delle
amministrazioni competenti nell'attuazione dei progetti nazionali e locali aventi il medesimo fine;
o) curare gli adempimenti relativi ai modi e ai tempi di applicazione della normativa comunitaria, nonche' la
raccolta di dati e informazioni ed il compimento di analisi sulle implicazioni per l'Italia delle politiche
p) curare gli adempimenti relativi ai rapporti con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
all'esame delle leggi regionali ai fini dell'articolo 127 della Costituzione; al coordinamento tra legislazione
statale e regionale; all'attivita' dei commissari del Governo nelle regioni; ai problemi delle minoranze
linguistiche e dei territori di confine;
q) mantenere i contatti con gli organi di informazione attraverso il capo dell'ufficio stampa del Presidente del
r) svolgere le attivita' di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri inerenti alla gestione
amministrativa del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali, della Corte dei conti,
dell'Avvocatura dello Stato, nonche' degli altri organi ed enti che alla Presidenza del Consiglio dei ministri
fanno capo;
s) curare le attivita' preliminari e successive alle deliberazioni del comitato per la liquidazione delle pensioni
privilegiate ordinarie e di ogni altro organo collegiale operante presso la Presidenza del Consiglio dei ministri
per disposizione di legge o di regolamento;
u) curare le questioni concernenti il personale della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonche' il
coordinamento dei servizi amministrativi e tecnici;
v) fornire l'assistenza tecnica per lo Svolgimento delle funzioni di cui all'articolo 27 della legge 29 marzo 1983, n.
93, all'articolo 3 della legge 1 marzo 1986, n. 64, nonche' di quelle attinenti la ricerca scientifica di quelle
attribuite ai dipartimenti di cui agli articoli 21 e 26;
z) predisporre gli adempimenti e i mezzi necessari a promuovere e raccordare a livello centrale le iniziative e le
strutture che concorrono all'attuazione del servizio nazionale della protezione civile fino all'entrata in vigore
della legge istitutiva del servizio stesso;
aa) curare ogni altro adempimento necessario per l'esercizio delle attribuzioni del Presidente del Consiglio dei
ministri, del Consiglio dei ministri e dei ministri senza portafoglio;
bb) assicurare la gestione amministrativa e la manutenzione degli immobili di pertinenza o comunque in uso per le
esigenze della Presidenza del Consiglio dei ministri, ivi comprese quelle relative ai dipartimenti e agli uffici
affidati alla responsabilita' dei ministri senza portafoglio e dei sottosegretari di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei ministri, avvalendosi anche delle amministrazioni competenti;
cc) sovraintendere allo svolgimento delle funzioni del dipartimento dell'informazione e dell'editoria, di cui al
successivo articolo 26.
ART. 20 Ufficio di segreteria del Consiglio dei ministri
segreteria del Consiglio dei ministri nonche' i dipartimenti ed uffici per i quali il sottosegretario abbia ricevuto
delega dal Presidente del Consiglio dei ministri.
2. L'ufficio di segreteria del Consiglio dei ministri assicura la documentazione e l'assistenza necessarie per il
Presidente ed i ministri in Consiglio; coadiuva il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri,
curando gli adempimenti preparatori dei lavori del Consiglio, nonche' quelli di esecuzione delle deliberazioni del
ART. 21 Uffici e dipartimenti
1. Per gli adempimenti di cui alla lettera a) dell'articolo 19, il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio
decreto, istituisce un comitato di esperti, incaricati a norma dell'articolo 22.
2. Per gli adempimenti di cui alla lettera n) dell'articolo 19, e' istituita una apposita commissione. La composizione e i
compiti di detta commissione sono stabiliti per legge.
3. Per gli altri adempimenti di cui all'articolo 19, il Presidente del Consiglio dei ministri, con propri decreti, istituisce
uffici e dipartimenti, comprensivi di una pluralita' di uffici cui siano affidate funzioni connesse, determinandone
competenze e organizzazione omogenea.
4. Con propri decreti il Presidente del Consiglio dei ministri, d'intesa con il ministro per gli affari regionali e con il
ministro dell'interno, provvede altresi' a determinare l'organizzazione degli uffici dei commissari del governo nelle
5. Nei casi di dipartimenti posti alle dipendenze di ministri senza portafoglio, il decreto e' emanato dal presidente del
Consiglio dei ministri d'intesa con il ministro competente.
6. Nei casi in cui un dipartimento della Presidenza del consiglio dei ministri sia affidato alla responsabilita' di un
ministro senza portafoglio, il capo del dipartimento e' nominato con decreto del Presidente del consiglio dei
ministri, su proposta del ministro interessato.
7. Qualora un dipartimento non venga affidato ad un ministro senza portafoglio, il capo del dipartimento dipende dal
segretario generale della Presidenza.
ART. 22 Comitato di esperti per il programma di governo
1. Il Segretario generale e' assistito per lo svolgimento delle sue funzioni dal comitato degli esperti per il programma
di Governo, di cui all'articolo 21, comma 1, che dipende direttamente dal presidente del Consiglio dei ministri.
ART. 23 Ufficio centrale per il coordinamento dell'iiziativa legislativa e dell'attivita' normativa del Governo
1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del presidente del Coniglio dei
ministri, con decreto del Presidente della repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, e' istituito
nell'ambito del Segretariato generale della Presidenza del consiglio dei ministri l'Ufficio centrale per il
coordinamento dell'iniziativa legislativa e dell'attivita' normativa del Governo. L'Ufficio provvede agli
adempimenti di cui alle lettere c) e d) dell'articolo 19.
2. Per ciascuna legge o atto avente valore di legge e per ciascun regolamento pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
l'Ufficio segnala al Presidente del Consiglio dei ministri, ai fini della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, le
disposizioni abrogate o direttamente modificate per effetto delle nuove disposizioni di legge o di regolamento.
3. L'Ufficio indica in rapporti periodici al Presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri interessati incongruenze e
antinomie normative relative ai diversi settori legislativi; segnale la necessita' di procedere alla codificazione della
disciplina di materie o alla redazione di testi unici. Tali rapporti vengono inviati, a cura della Presidenza del
Consiglio dei ministri, alla presidenza della Camera dei deputati e alla Presidenza del Senato della Repubblica.
4. In relazione a testi normativi di particolare rilevanza l'Ufficio provvede a redigere il testo coordinato della legge e
del regolamento vigenti.
5. Le indicazioni fornite e i testi redatti dall'Ufficio hanno funzione esclusivamente conoscitiva e non modificano il
valore degli atti normativi che ne sono oggetto.
6. Il decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 1 regolamenta l'organizzazione e l'attivita' dell'Ufficio
prevedendo la possibilita' che questo si avvalga di altri organi della pubblica amministrazione e promuova forme di
collaborazione con gli uffici delle presidenze delle giunte regionali al fine di armonizzare i testi normativi statali e
7. All'Ufficio e' proposto un magistrato delle giurisdizioni superiori, ordinaria o amministrativa, ovvero un dirigente
generale dello Stato o un avvocato dello Stato o un professore universitario di ruolo di discipline giuridiche.
ART. 24 Delega per la riforma degli enti pubblici di informazione statistica
valore di legge ordinaria per la riforma degli enti e degli organismi pubblici di informazione statistica in base ai
a) che sia attuato il sistematico collegamento e l'interconnessione di tutte le fonti pubbliche proposte alla raccolta
e alla elaborazione dei dati statistici a livello centrale e locale;
b) che sia istituito un ufficio di statistica presso ogni amministrazione centrale dello Stato, incluse le aziende
autonome, e che gli uffici cosi' istituiti siano posti alle dipendenze funzionali dell'ISTAT;
d) che sia garantito il principio dell'imparzialita' e della completezza nella raccolta, nella elaborazione e nella
diffusione dei dati;
e) che sia garantito l'acceso diretto da parte del Parlamento, delle regioni, di enti pubblici, di organi dello Stato, di
persone giuridiche di associazioni e singoli cittadini ai dati elaborati con i limiti espressamente previsti dalla
legge e nel rispetto dei diritti fondamentali della persona;
f) che sia informato annualmente il Parlamento sull'attivita' dell'ISTAT, sulla raccolta, trattamento e diffusione
dei dati statistici da parte della pubblica amministrazione;
2. I decreti delegati di cui al comma 1 sono emanati previo parere delle commissioni permanenti delle Camere
sia espresso entro sessanta giorni dalla richiesta.
ART. 25 Vigilanza su enti ed istituzioni
1. Le funzioni di vigilanza su enti pubblici ed istituzioni le cui funzioni istituzionali non siano considerate coerenti
con le competenze proprie della Presidenza del Consiglio dei ministri, e che siano attribuite alla Presidenza del
Consiglio medesima da leggi, regolamenti o statuti, sono trasferite ai ministri che saranno individuati, in relazione
agli specifici settori di competenza, con decreti del Presidente della Repubblica, adottati su proposta del Presidente
del Consiglio dei ministri, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. La funzione di vigilanza sul Consiglio delle ricerche e' attribuita al ministro competente a presentare al Parlamento
la relazione sullo stato della ricerca cientifica.
ART. 26 Dipartimento per l'informazione e l'editoria
1. Nell'ambito del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri e' istituito il dipartimento per
l'informazione e l'editoria, che sostituisce la direzione generale delle informazioni, dell'editoria e della proprieta'
letteraria, artistica e scientifica e subentra nell'esercizio delle funzioni a questa spettanti.
ART. 27 Spesa della Presidenza del Consiglio dei ministri e istituzione di una ragioneria centrale
1. Le spese della Presidenza del Consiglio dei ministri e degli organi dipendenti sono iscritte in apposito stato di
previsione del bilancio dello Stato.
2. Il rendiconto della gestione e' trasmesso, entro il 31 maggio successivo al termine dell'anno finanziamento, alla
Corte dei conti. Le spese riservate sono iscritte in apposito capitolo e non sono soggette a rendicontazione.
3. Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e' istituita una ragioneria centrale dipendente dal Ministero del
4. In relazione alla istituzione della ragioneria centrale di cui al comma 3, la dotazione organica dei ruoli centrali del
Ministero del tesoro - Ragioneria generale dello Stato - viene aumentata di complessive 35 unita', cosi' distribuite: 3
della ex carriera ausiliaria, di cui 2 con qualifica di commesso (secondo livello funzionale) e 1 con qualifica di
commesso capo (terzo livello funzionale); 11 della ex carriera esecutiva amministrativa, di cui 10 con qualifica di
coadiutore (quarto livello funzionale) e 1 con qualifica di coadiutore superiore (quinto livello funzionale); 3 della
ex carriera esecutiva tecnica dei meccanografi con qualifica di operatore tecnico (quarto livello funzionale); 8 della
ex carriera di concetto, di cui 7 con qualifica di ragioniere e segretario (sesto livello funzionale) e 1 con qualifica di
ragioniere capo e segretario capo (settimo livello funzionale); 10 della ex carriera direttiva, di cui 7 con qualifica di
consigliere (settimo livello funzionale) e 3 con qualifica di direttore aggiunto di divisione (ottavo livello
funzionale).
5. Il quadro I della tabella VII dell'allegato II al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748,
modificato da ultimo con legge 7 agosto 1985, n. 427, viene aumentato di tre posti di primo dirigente con funzione
di direttore di divisione e di un posto di dirigente superiore con funzione di direttore di ragioneria centrale.
ART. 28 Capi dei dipartimenti e degli uffici
1. I capi dei dipartimenti e degli uffici di cui all'articolo 21 nonche' dell'ufficio di segreteria del Consiglio dei ministri
sono nominati con decreto del presidente del Consiglio dei ministri tra i magistrati delle giurisdizioni superiori
amministrative, gli avvocati dello Stato, i dirigenti generali dello Stato ed equiparati, i professori universitari
ordinari di ruolo o fuori ruolo in servizio.
ART. 29 Consulenti e comitati di consulenza
1. Il Presidente del consiglio dei ministri puo' avvalersi di consulenti e costituire comitati, di ricerca o di studio su
2. Per tali attivita' si provvede con incarichi a tempo determinato da conferire a magistrati, docenti universitari,
avvocati dello Stato, dirigenti e altri dipendenti delle amministrazioni dello Stato, degli enti pubblici, anche
economici, delle aziende a prevalente partecipazione pubblica o anche ad esperti estranei all'amministrazione dello
3. Gli incarichi sono conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che ne fissa il compenso di
concerto con il ministro del tesoro.
ART. 30 Personale della Presidenza del Consiglio dei ministri
1. Per l'espletamento dei suoi compiti, la Presidenza del Consiglio dei ministri si avvale, nei limiti numerici di cui alle
tabelle allegate alla presente legge, di personale dei propri ruoli, di personale dello Stato, compreso quello dei due
rami del Parlamento, di personale di altre amministrazioni pubbliche e di enti pubblici anche economici, di
personale scelto tra persone anche estranee alla pubblica amministrazione.
ART. 31 Consiglieri ed esperti
1. Le funzioni di direzione, di collaborazione e di studio presso la presidenza del Consiglio dei ministri sono svolte da
consiglieri secondo l'organico di cui alla allegata tabella A. In tale organico non e' compreso il posto di capo ufficio
2. I dipendenti di amministrazioni diverse dalla Presidenza del Consiglio dei ministri chiamati ad esercitare le
funzioni predette sono collocati in posizione di comando o fuori ruolo presso la Presidenza salvo che l'incarico sia a
tempo parziale e consenta il normale espletamento delle funzioni dell'ufficio di appartenenza.
3. L'assegnazione dei consiglieri e il conferimento degli incarichi agli esperti sono disposti dal Presidente del
Consiglio dei ministri o dai ministri senza portafoglio nell'ambito della dotazione di cui alla tabella A e sulla base
della ripartizione numerica stabilita, con proprio decreto, dal Presidente del Consiglio dei ministri.
4. I decreti di conferimento di incarico ad esperti nonche' quelli relativi a dipendenti di amministrazioni pubbliche
diverse dalla Presidenza del Consiglio dei ministri o di enti pubblici, con qualifica dirigenziale equiparata, in
posizione di fuori ruolo o di comando, ove non siano confermati entro tre mesi dal giuramento del Governo,
5. Il conferimento delle qualifiche dirigenziali del ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri e' effettuato
secondo le disposizioni vigenti in materia per le amministrazioni dello Stato.
ART. 32 Trattamento economico del personale della Presidenza del Consiglio dei ministri
1. L'indennita' di cui all'articolo 8 della legge 8 agosto 1985, n. 455, spetta al personale in ruolo della Presidenza del
2. I dipendenti da amministrazioni diverse dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ed in servizio presso di essa in
posizione di comando o fuori ruolo conservano il trattamento economico dell'amministrazione di appartenenza e ad
essi viene attribuita una indennita' mensile non pensionabile stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri d'intesa con il ministro del tesoro ai fini di perequazione del rispettivo trattamento economico complessivo
con quello spettante al personale di qualifica pari od equiparata di cui al comma 1. Tale indennita', spettante anche
al personale dei Gabinetti e delle segreterie particolari dei ministri senza portafoglio e dei sottosegretari di Stato
presso la Presidenza del Consiglio dei ministri non puo' comunque superare il limite massimo previsto dall'articoli
8, comma 1, della legge 8 agosto 1985, n. 455, e ad essa si applicano le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 del
3. Il Presidente del Consiglio dei ministri determina con proprio decreto, di concerto con il ministro del tesoro, gli
uffici ed i dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri cui si applicano i criteri di attribuzione di ore di
lavoro straordinario di cui all'articolo 19 della legge 15 novembre 1973, n. 734.
4. Il compenso degli esperti, dei consiglieri a tempo parziale e del personale incaricato di cui alle tabelle A e B,
allegate alla presente legge, nonche' dei componenti del comitato di cui all'articolo 21, comma 1, e' determinato con
decreti del Presidente del Consiglio dei ministri d'intesa con il ministro del tesoro.
ART. 33 Personale dei corpi di polizia assegnato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato di concerto con i ministri dell'interno e del tesoro,
viene fissato il contingente del personale appartenente ai corpi di polizia assegnato alla Presidenza del Consiglio
dei ministri per l'assolvimento di compiti connessi a quelli d'istituto dei corpi di provenienza.
2. I posti nei rispettivi corpi di appartenenza resisi vacanti a seguito della destinazione alla Presidenza del Consiglio
dei ministri prevista dal comma 1 sono considerati disponibili per nuove nomine.
La restituzione del personale di cui al presente articolo al corpo di appartenenza avviene, ove necessario, anche in
soprannumero, salvo successivo riassorbimento.
ART. 34 Oneri relativi al personale a disposizione della Presidenza del Consiglio dei ministri ed agli uffici dei
commissari del Governo nelle regioni
1. Le amministrazioni e gli enti di appartenenza continuano a corrispondere gli emolumenti al proprio personale posto
a disposizione della Presidenza del Consiglio dei ministri provvede a rimborsare i relativi oneri nei riguardi delle
amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo e delle amministrazioni pubbliche non statali e assume a
proprio carico le spese relative alla dotazione degli immobili da destinare a sede dei commissari del Governo nelle
ART. 35 Consiglio di amministrazione
1. E' costituito un consiglio di amministrazione presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o, per sua delega,
dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, segretario del Consiglio dei ministri, e
a) dal segretario generale, dai capi dei dipartimenti e degli uffici di cui all'articolo 21, anche se dipendenti da un
ministro senza portafoglio, nonche' dal capo dell'ufficio di segreteria del Consiglio dei ministri;
2. Al consiglio di amministrazione si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 146 e 147 del
testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e successive modificazioni.
ART. 36 Stato giuridico del personale amministrativo della Presidenza del Consiglio dei ministri
1. Per quanto non diversamente disposto dalla presente legge, al personale amministrativo della Presidenza del
Consiglio dei ministri si applicano le norme relative ai dipendenti civili dello Stato.
2. Al predetto personale, proveniente da amministrazioni pubbliche non statali e da enti pubblici anche economici, e'
data facolta' di optare per il mantenimento della posizione assicurativa gia' costituita nell'ambito dell'assicurazione
generale obbligatoria, delle forme sostitutive o esclusive dell'amministrazione stessa e degli eventuali fondi di
previdenza esistenti presso le amministrazioni di provenienza.
ART. 37 Dotazioni organiche
1. La dotazione organica delle qualifiche funzionali del personale non dirigenziale della Presidenza del Consiglio dei
ministri e' determinata secondo quanto previsto dalla tabella B allegata alla presente legge.
2. Oltre al personale appartenente al ruolo organico delle qualifiche funzionali, possono essere chiamati, nei limiti di
cui alla predetta tabella B, in posizione di comando o fuori ruolo, dipendenti dello Stato o di altre amministrazioni
pubbliche e di enti pubblici anche economici. Per particolari esigenze tecniche e con decreti del Presidente del
Consiglio dei ministri, possono essere conferiti, nei limiti di cui alla tabella B, incarichi a persone particolarmente
esperte anche estranee all'amministrazione pubblica.
3. Le qualifiche funzionali ed i profili professionali del personale della Presidenza del Consiglio dei ministri sono
disciplinati secondo le disposizioni vigenti in materia per le amministrazioni dello Stato.
ART. 38 Norme per la copertura dei posti
1. Il personale con qualifica di dirigente generale, livello B e C, ed equiparata, di dirigente superiore e di primo
dirigente, in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri alla data di entrata in vigore della presente
legge, e' inquadrato a domanda, nei limiti della meta' dei posti in ruolo indicati nella tabella A, nelle qualifiche
corrispondenti del ruolo dei consiglieri della Presidenza del Consiglio dei ministri.
2. In sede di prima applicazione della presente legge, l'accesso alla qualifica di primo dirigente, nel limite del 25 per
cento dei posti di cui all'allegata tabella A, avviene mediante il concorso speciale per esami previsto dall'articolo 2
della legge 10 luglio 1984, n. 301, e secondo le modalita' ivi stabilite, al quale sono ammessi, a domanda, gli
impiegati in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri in possesso di laurea inquadrati nelle qualifiche
settima e superiori, nonche' quelli con qualifiche di ispettore generale e di direttore di divisione del ruolo ad
esaurimento, purche' alla data di entrata in vigore della presente legge gli aventi titolo a partecipare al concorso
abbiamo maturato almeno nove anni di servizio effettivo nella carriera direttiva.
3. Il personale delle qualifiche funzionali e di quelle ad esaurimento, comunque in servizio alla data di entrata in
vigore della presente legge presso la Presidenza del Consiglio dei ministri in posizione di comando o fuori ruolo,
viene inquadrato a domanda nelle qualifiche corrispondenti del personale in ruolo della Presidenza del Consiglio
dei ministri nei limiti dei posti della tabella B disponibili.
4. Il personale di cui al comma 3 puo' chiedere di essere inquadrato, anche in soprannumero e previo superamenti di
esame-colloquio, nella qualifica funzionale della carriera immediatamente superiore, con il profilo professionale
corrispondente alle mansioni superiori lodevolmente esercitate per almeno due anni, purche' in possesso del titolo
di studio richiesto per l'accesso alla nuova qualifica ovvero, ad esclusione della carriera direttiva, di un'anzianita' di
servizio effettivo non inferiore a dieci anni. Tale beneficio non potra' comunque essere attribuito al personale che,
per effetto di norme analoghe, a quella prevista nel presente comma, abbia comunque fruito, anche presso le
Amministrazioni di appartenenza, di avanzamenti di carriera o promozioni a qualifiche superiori, disposti a seguito
di valutazione delle mansioni svolte.
5. Le domande di cui ai commi 1, 3 e 4 debbono essere presentati entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data
6. Alle operazioni di inquadramento di cui ai commi 1 e 3, che debbono essere ultimate entro quindici mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge, provvede una commissione nominata dal Presidente del Consiglio dei
ministri e presieduta dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri o, per sua delega, da un
magistrato amministrativo con qualifica di Presidente di Sezione del Consiglio di Stato o equiparata e composta da
quattro membri effettivi e quattro supplenti di qualifica non inferiore al personale da inquadrare o docenti
universitari di diritto pubblico. Tale commissione individua gli aventi diritto all'inquadramento, in relazione ai posti
disponibili, a seguito della valutazione, da effettuarsi in base a criteri oggettivi predeterminati dalla commissione
stessa, dei titoli culturali, professionali e di merito, con particolare riguardo alla qualita' del servizio prestato, alla
durata del periodo di effettivo servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri nonche' all'anzianita'
maturata presso le amministrazioni e gli enti di provenienza.
7. Al personale di cui ai commi 3 e 4 si applicano le disposizioni previste nei commi 3 e 4 dell'articolo 2 della legge 8
agosto 1985, n. 455.
8. I posti delle qualifiche funzionali rimasti disponibili dopo le operazioni di inquadramento, e quelli che tali si
renderanno nei cinque anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, sono conferiti mediante
concorso per titoli ed esame-colloquio riservato al personale comunque in servizio presso la Presidenza del
Consiglio dei ministri in possesso dei requisiti di cui all'articolo 14, commi secondo e terzo, della legge 11 luglio
1980, n. 312. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono determinate, distintamente per le categorie
interessate, le materie dell'esame-colloquio e le modalita' di partecipazione e di svolgimento del concorso.
9. Ai fini di quanto previsto dai commi 3, 6 e 8 si considerano indisponibili i i posti da conferire mediante i concorsi
di cui all'articolo 6 della legge 8 agosto 1985, n. 455.
10. Il personale che abbia presentato domanda di inquadramento ai sensi dei commi 1, 3 e 4 continua a prestare
servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri anche nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore
della presente legge e la conclusione del procedimento di inquadramento. Nello stesso periodo resta fermo per tale
personale quanto previsto dall'articolo 8 della legge 8 agosto 1985, n. 455.
11. Nella prima attuazione della presente legge, al fine di far fronte alle vacanze eventualmente esistenti nei posti in
ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, potra' essere chiamato personale di altre amministrazioni in
posizione di comando o fuori ruolo anche in eccedenza ai limiti relativi a dette posizioni previsti dalle allegate
tabelle, nel numero massimo stabilito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il
ministro del tesoro.
12. Per lo svolgimento delle funzioni previste dall'articolo 27 della legge 29 marzo 1983, n. 93, la Presidenza del
Consiglio dei ministri si avvale del personale dirigente e di quello delle qualifiche ad esaurimento e funzionali in
servizio presso il Dipartimento della funzione pubblica, nei limiti dei contingenti numerici di cui ai quadri A, B e C
della tabella allegata al decreto del Presidente della Repubblica 20 giugno 1984, n. 536. I contingenti numerici di
cui ai quadri B e C della predetta tabella si aggiungono in ragione di due terzi alle posizioni di ruolo organico di cui
alle tabelle A e B, allegate alla presente legge, e del restante terzo alle posizioni di comando e di fuori ruolo di cui
alle tabelle stesse.
13. Il personale assunto entro la data del 31 agosto 1987, ai sensi dell'articolo 36 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, ed
in servizio alla medesima data, e' collocato a domanda nelle categorie del personale non di ruolo previste dalla
tabella 1 allegata al regio decreto-legge 4 febbraio 1937, n. 100, e successive modifiche ed integrazioni. Con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro del tesoro, sono emanate disposizioni
per l'inquadramento in ruolo del predetto personale.
ART. 39 Personale amministrativo dei commissariati del Governo nelle regioni
1. Il personale amministrativo in servizio presso i commissariati del Governo alla data di entrata in vigore della
presente legge e' inquadrato, a domanda, nel ruolo di cui all'allegata tabella C secondo i criteri e le modalita'
previsti dai comuni 1, 3, 6 e 7 dell'articolo 38. Al predetto personale si applicano altresi' le disposizioni di cui ai
commi 8, 10 e 11 del medesimo articolo.
2. Con provvedimenti appositi saranno dettate le necessarie disposizioni per il personale in servizio presso i
commissariati del Governo nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.
3. Restano ferme le disposizioni relative al ruolo speciale ad esaurimento per la regione Friuli-Venezia Giulia di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 dicembre 1974, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 44 del 15
febbraio 1975.
ART. 40 Norme finali
1. Fino a quando non saranno emanati i decreti di cui al comma 5 dell'articolo 21, restano ferme le disposizioni
vigenti relative alla organizzazione di uffici cui siano preposti ministri senza portafoglio.
2. Per la segreteria particolare del Presidente del Consiglio dei ministri, per i Gabinetti e le segreterie particolari del
Vicepresidente del Consiglio dei ministri e dei ministri senza portafoglio, nonche' per la segreteria particolare del
sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, si applicano le disposizioni vigenti.
3. Sono abrogate le norme contenute nel regio decreto-legge 10 luglio 1924, n. 1100, e successive modificazioni ed
integrazioni, riguardanti la costituzione e la disciplina del gabinetto della Presidenza del Consiglio dei ministri.
4. Sono soppressi i profili professionali e la distinzione in ruoli di cui alla tabella allegata alla legge 8 agosto 1985, n.
5. Si considerano indisponibili i posti da conferire mediante i concorsi di cui all'articolo 6 della legge 8 agosto 1985,
n. 455.
1. L'onere derivante dalla attuazione della presente legge, nonche' dell'articolo 8 della legge 8 agosto 1985, n. 455, ivi
compresa l'applicazione di quest'ultima legge al personale comunque in servizio presso gli uffici dei ministri senza
portafoglio, presso il comitato per le pensioni privilegiate ordinarie e presso i commissari del Governo, e' valutato
in lire 6.000 milioni per l'anno 1988 ed in lire 35.050 milioni per gli anni 1989 e 1990. Alla spesa relativa si
provvede, quanto a lire 6.000 milioni per l'anno 1988 ed a lire 34.750 milioni per ciascuno degli anni 1989 e 1990,
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1988-1990, al capitolo
6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno finanziario 1988, all'uopo utilizzando lo specifico
accantonamento "Disciplina dell'attivita' di Governo ed ordinamento della presidenza del Consiglio dei ministri", e,
quanto a lire 300 milioni per ciascuno degli anni 1989 e 1990, mediante utilizzo delle proiezioni per gli anni
medesimi dell'accantonamento "Riforma del processo amministrativo" iscritto, ai fini del bilancio triennale 1988-
1990, al predetto capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per il 1988.
2. Contestualmente agli inquadramenti del personale delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento
autonomo, nel ruolo di cui alle allegate tabelle, il ministro del tesoro e' autorizzato a stornare con propri decreti dai
competenti capitoli degli stati di previsione delle amministrazioni di provenienza ai pertinenti capitoli dello stato di
previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri gli importi relativi agli stipendi ed altri assegni fissi in
godimento di ciascun dipendente interessato dall'inquadramento.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Bersani: "Un pasticcio tutto loro". Attacca il segretario del Pd. "Il centrodestra non si azzardi a parlare di complotti e a scaricare il problema" e abbia "l'umiltà di riconoscere che questo pasticcio non gli deriva da incuria ma da loro divisioni". Così Bersani e ribadisce la necessità del rispetto delle regole: "C'è una parola in questo paese che bisogna affermare e ripristinare: si chiama regole". Ed ancora: "Se vogliono governare bene, altrimenti si riposino e vadano a casa perchè chi governa risponde per Paese e non per le regole di una lista".
Libertà e Giustizia: "Un passo avanti verso un regime dell'arbitrio: è questo il significato profondo del decreto che si appresta ad emanare in queste ore il governo in materia elettorale. Un provvedimento che di per sé non dà luogo a un giudizio di incostituzionalità, ma che certamente rappresenta una violazione di legge. Il riferimento è alla legge del 1988 sul potere normativo del governo. Libertà e Giustizia ricorda infine che in una democrazia le leggi elettorali sono le più sacre e intoccabili".

References: ART. 1

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14

ART. 15

ART. 16

ART. 18

ART. 19
 articolo 26

ART. 20

ART. 21

ART. 22

ART. 23

ART. 24

ART. 25

ART. 26

ART. 27

ART. 28

ART. 29

ART. 30

ART. 31

ART. 32

ART. 33

ART. 34

ART. 35

ART. 36

ART. 37

ART. 38

ART. 39

ART. 40