Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150301
Timestamp: 2019-10-14 22:35:16+00:00

Document:
Resoconto della seduta n.301 del 12/06/2018
Seduta n.301 del 12/06/2018
La seduta è aperta alle ore 16 e 37.
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 29 maggio 2018 (297), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Augusto Cherchi, Roberto Desini, Mariano Contu, Antonio Gaia, Luca Pizzuto, Gianluigi Rubiu e Giovanni Satta hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 12 giugno 2018.
FORMA DANIELA, Segretaria. È pervenuta la mozione numero 428.
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Misure urgenti per il reclutamento di personale nel sistema Regione. Modifiche alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione)" (507/A).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 507.
Ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice di maggioranza.
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Presidente, la prima Commissione ha inserito il disegno di legge numero 507: "Misure urgenti per il reclutamento del personale nel sistema Regione con modifiche alla legge regionale numero 31 del '98", all'ordine del giorno della seduta del 22 maggio del 2018, nella medesima seduta e in quella successiva del 23 maggio, ha audito l'Assessore regionale degli affari generali del personale come pure i rappresentanti sindacali del personale del comparto regionale, dopodiché, nella seduta ultima del 31 maggio, la Prima commissione ha approvato il testo a maggioranza, con l'astensione di un rappresentante della minoranza. Considerata l'urgenza, che è stata manifestata dalla Giunta regionale, di approvare il testo in tempi rapidi. Nonostante l'applicazione di tutti gli strumenti legislativi oggi disponibili infatti l'Amministrazione regionale soffre in modo strutturale gli effetti derivati dalle politiche lineari di contenimento della spesa pubblica realizzate principalmente attraverso il decreto legge numero 78 del 2010, poi convertito nella legge numero 122 sempre del 2010. In particolare tale decreto ha introdotto nell'ordinamento italiano misure di limitazione del turnover per la sostituzione del personale della Pubblica amministrazione, collocato a riposo per raggiunti limiti di età. Il blocco del turnover ha determinato effetti negativi strutturali nelle pubbliche amministrazioni che oggi registrano rilevanti carenze nei propri organici, non più colmabili se non attraverso massicci interventi di razionalizzazione dell'organizzazione amministrativa. Questo Consiglio ha già approvato la legge regionale numero 24 del 2014 che ha consentito una sostanziale riduzione delle strutture amministrative nel sistema Regione, la Giunta regionale in attuazione della citata legge ha già provveduto, nel 2015, a ridurre le posizioni dirigenziali di circa il 25 per cento, passando da 196 a 153. Tuttavia, nonostante gli interventi di razionalizzazione adottati e quelli in corso di adozione, la significativa carenza di dirigenti e la contestuale impossibilità di assumere nuovo personale, determinano una situazione cui è necessario mettere mano, infatti a fronte di 153 posizioni dirigenziali istituite nell'amministrazione, sono attualmente in servizio solo ottantasei dirigenti a tempo indeterminato che diminuiranno a ottanta entro la fine del 2018 e a settantotto entro la fine del 2019. La situazione non è migliore nelle amministrazioni del sistema Regione, a fronte di 146 posizioni dirigenziali istituite, sono in servizio appena 114 dirigenti. Con l'attuazione del piano triennale del fabbisogno del personale sono stati riavviati i concorsi e la mobilità per dirigenti e per funzionari, si è data ancora attuazione alla legge regionale numero 37 del 2016 per il superamento del precariato, si sono avviati i concorsi per l'assunzione dei lavoratori appartenenti alle categorie protette e sono stati banditi concorsi interni riservate al personale già in servizio nella Regione. Serve ora approvare con urgenza alcuni correttivi all'ordinamento regionale per garantire, da una parte, la qualità dei processi di selezione concorsuale del personale di qualifica dirigenziale e, dall'altra, per assicurare nelle more dell'espletamento del concorso una adeguata copertura delle posizioni dirigenziali vacanti. La Prima Commissione nella seduta del 31 maggio 2018 ha apportato al testo presentato dalla Giunta regionale alcuni correttivi, per poi passa approvarlo e passarlo all'Aula. Ha ritenuto per esempio di sopprimere l'articolo 1, integrazione all'articolo 29 della legge regionale numero 31 del 98, dirigenti esterni, valutando di rinviare eventualmente appunto all'Aula il tema della modalità di conferimento degli incarichi dirigenziali per i direttori di servizio. Con l'introduzione dell'articolo 1 bis e successivamente con l'articolo 2 bis si prevede l'istituzione del ruolo unico del personale, dirigenziale e non, che appartiene al comparto della contrattazione regionale e consente di superare le difficoltà finora registrate nella mobilità delle risorse umane fra le amministrazioni del sistema Regione; l'articolo 3 ter ne dispone la prima applicazione. Ancora, con l'articolo 1 ter si chiarisce che al personale preposto al coordinamento dell'unità di progetto viene riconosciuta una retribuzione equiparata a quella di direttore di servizio, prevista dal contratto collettivo regionale di lavoro per l'area dirigenziale. L'articolo 2 va modificare la disciplina del corso-concorso selettivo di formazione per l'accesso alla qualifica dirigenziale nel sistema Regione, già previsto dalla legge regionale 31 del 98. Innanzitutto, si prevede la soppressione della limitazione riferita all'età per la partecipazione al corso-concorso dei candidati esterni alle amministrazioni del sistema Regione, occorre infatti di adeguare l'ordinamento regionale ai principi costituzionali in materia di parità di accesso al lavoro nelle pubbliche amministrazioni, facendo venir meno il discrimine riferito all'età dei candidati al corso-concorso, anche in riferimento alla disparità di trattamento nei confronti dei dipendenti del sistema Regione per i quali, invece, nella disciplina vigente non è previsto alcun limite di età. Inoltre, all'esito della prova preselettiva si prevede l'ammissione al corso-concorso di un numero di candidati doppio rispetto ai posti messi a concorso, destinando il 40 per cento di tale maggiorazione ai dipendenti a tempo indeterminato delle amministrazioni del sistema Regione in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale, e il 60 per cento invece ai candidati che hanno superato la prova preselettiva in ordine di graduatoria. Per far fronte all'urgenza del reclutamento di nuove figure dirigenziali, la durata del corso di formazione è ridotta a sei mesi, in modo da garantire la celere conclusione della procedura. Con l'articolo 3 viene modificato l'articolo 54 della legge regionale 31 del 98 sottraendo la competenza ad adottare i bandi di concorso, per il personale della Regione, all'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforme, la modifica si rende necessaria per dare piena attuazione al principio della separazione tra funzioni di indirizzo politico ed esercizio dei poteri di gestione. Con l'introduzione dell'articolo 3 ter si modifica la legge regionale numero 13 del 2006 per adeguare le procedure di nomina dei direttori generali delle agenzie agricole, a quella prevista dalla legge regionale 31 del 98, mantenendo comunque la specificità sulle competenze in materia di ricerca già previste per il Direttore Generale di Agris della succitata legge. Infine, con l'introduzione degli articoli 3 quater e 3 quinquies la Commissione, preso atto dell'impegno dell'Amministrazione regionale a garantire la piena attuazione delle procedure di reclutamento, ha ritenuto necessario estendere al 31 dicembre del 2020 il termine per il completamento del piano straordinario per il superamento del precariato, originariamente previsto al 31 dicembre 2018 dalle leggi regionali numero 9 del 2016 e numero 37 del 2016. Anticipo, però, che abbiamo depositato in merito un emendamento, il numero 12, per sopprimere l'articolo 3 quater, in quanto il direttore generale dell'Aspal ha assicurato che completerà le procedure di stabilizzazione entro il 2018, quindi questa parte, modificata in prima Commissione, è già superata, almeno una delle due parti. L'articolo 4 dispone che dall'applicazione della presente legge non derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza regionale, mentre l'articolo 5 ne dispone l'entrata in vigore nel giorno della pubblicazione sul Buras.
TEDDE MARCO (FI). Questo è un progetto di legge per certi versi singolare, si punta ad accrescere il numero di dirigenti della Regione, definendo l'istituto disciplinato all'articolo 19 comma 6 del decreto legislativo 165 uno strumento ordinario e flessibile per far fronte alle criticità dovute alle carenze fisiologiche di figure dirigenziali negli organici del sistema Regione. Quindi, in buona sostanza, si parte dall'assunto che il sistema Regione ha una carenza patologica di figure dirigenziali. E la relazione del disegno di legge parla di carenze fisiologiche negli organici del sistema Regione, ecco noi non ci stiamo. Noi non siamo d'accordo. Noi non di condividiamo questo assunto. Crediamo che sia un assunto del tutto sbagliato, che serva per giustificare un disegno di legge che va a mettere alcune toppe, in alcuni problemini creati dalla Giunta regionale nei vari concorsi, e serve per accrescere la platea dei dirigenti, che è già molto ampia in questa Regione. Attualmente, Assessore, secondo i dati a nostra disposizione, nel sistema Regione complessivo - quindi Regione, Enti e Agenzie - il rapporto dirigente-dipendenti è pari a un ventiquattresimo, ma la media nazionale è pari a un cinquantesimo; cioè un dirigente ogni cinquanta dipendenti, e in alcune regioni virtuose del nord abbiamo un dirigente ogni 80 dipendenti. In Sardegna invece c'è una prospettiva del tutto differente, in Sardegna secondo i dati a nostra disposizione abbiamo un rapporto inferiore a un dirigente ogni 20 dipendenti e in alcuni casi abbiamo un dirigente ogni 10 dipendenti, quindi una orbita enormità, una presenza pletorica di dirigenti in rapporto ai dipendenti della Regione. E per fare qualche esempio: Direzione generale degli affari generali delle società dell'informazione, un dirigente e un dipendente; servizio delle infrastrutture tecnologiche per l'informazione e la comunicazione, un dirigente e 14 dipendenti; servizio dei sistemi informativi di base e applicativi del sistema Regione, un dirigente e 9 dipendenti; idem per quanto riguarda il servizio per il coordinamento degli adempimenti in materia di salute e sicurezza del lavoro; e poi andiamo al servizio delle attività amministrative, di controllo e di supporti direzionali, un dirigente per 16 dipendenti. Quindi abbiamo qualche dipendente più. Quindi, la situazione non è quella che voi rappresentate, non è una situazione di penuria di dirigenti, ma di pletora di dirigenti. Quindi ci pare che questo disegno di legge serva per accrescere il numero di dirigenti, per motivi che noi non conosciamo e che non ci sentiamo di individuare, identificare, di focalizzare, al momento e ci pare proprio che, con questo disegno di legge, oltre ad aumentare il numero di dirigenti voi possiate mettere alcune toppe a quel sistema stramato di concorsi che hanno caratterizzato la Regione Sardegna per la sua incapacità di chiudere in modo adeguato un concorso, e mi riferisco per esempio alla delibera di nomina di dirigenti senza pubblico concorso nel Corpo forestale, con la quale ignorate la sentenza della Corte Costituzionale che ha vietato questo tipo di operazioni, ed è stata un'operazione, questa vostra, fatta con la deliberazione di Giunta 19/30 dell'aprile 2018 veramente discutibile. E, ancora, abbiamo l'annullamento del TAR del concorso per dirigenti del febbraio 2018: 20 posti di dirigente, un concorso che si sarebbe dovuto tenere a fine febbraio, il TAR è arrivato e ha massacrato la delibera; il TAR magari ha menzionato delle norme non direttamente applicabili, però la sostanza rimane, voi avete completamente dimenticato che in Italia ormai abbiamo da qualche anno un principio giuridico che deve essere applicato nelle amministrazioni statali, nelle amministrazioni regionali e nelle amministrazioni locali, il principio classico della separazione dei poteri: gli Assessori non fanno i bandi, non possono fare atti gestionali, possono fare atti di indirizzo politico, i dirigenti fanno i bandi. Ebbene, voi avete completamente disatteso questo principio e il TAR è dovuto intervenire, su richiesta di privati cittadini evidentemente interessati, e ha dovuto annullare quella deliberazione, mandando a scatafascio un concorso che stava arrivando alle prove selettive.
Quindi, una gestione delle attività concorsuali e dei bandi del tutto insufficiente, che oggi voi cercate in qualche modo di rattoppare aumentando il numero dei dirigenti, correggendo in corsa una norma che doveva già essere applicata e cercando di far dimenticare ciò che avete fatto, sbagliando per quanto riguarda i concorsi, e non avete fatto, sbagliando ugualmente, sempre in relazione alla complessa questione della gestione del personale. C'è una evidente incapacità, o distrazione quanto meno, dell'applicazione delle norme; c'è una incapacità di fondo nel definire la cornice giuridica di riferimento; c'è comunque una evidente dimostrazione di inadeguatezza nel gestire la questione complessiva del personale, dei dirigenti e non solo. E poi queste affermazioni che vengono fatte nella relazione introduttiva veramente fanno pensare, fanno meditare: scrivere che nella nostra Regione ci sono pochi dirigenti credo che meriti qualche attenzione, sono affermazioni forti, affermazioni che sono smentite dai fatti che sono a nostra conoscenza, poi io spero che l'Assessore mi possa smentire, che mi possa dimostrare che in questa Regione ci sono pochi dirigenti.
Questo è il quadro che noi abbiamo di questo disegno di legge, questa è la situazione che è davanti ai nostri occhi. Crediamo che sia sbagliato procedere in questo modo, crediamo che bene avrebbe fatto l'Assessore, bene avrebbe fatto la Giunta regionale a valutare con più attenzione la situazione complessiva del personale della Regione, personale che a volte viene anche definito fuori dal sistema Regione nonostante sia nel sistema Regione, e mi riferisco al personale dell'Ente Foreste, per esempio, che non viene assolutamente inteso come personale facente parte del sistema Regione, e mi riferisco anche al personale dell'ATS, della sanità, che fino a qualche tempo fa non veniva ricompreso, per quanto riguarda le stabilizzazioni, all'interno del sistema Regione, non si sa per quale misterioso motivo però non veniva ricompreso nel sistema Regione.
Quindi, il sistema Regione è delineato all'interno di una norma che questo Consiglio regionale ha approvato, è un sistema chiaro che non si presta a interpretazioni dubbie o equivoche, dovete assolutamente rispettare le norme che lo hanno delineato e che lo hanno in qualche modo individuato. Quindi il parere sicuramente su questo impianto del disegno di legge non è positivo, non può esserlo, perché un disegno di legge fatto sulla base di presupposti sbagliati, definiamoli così eufemisticamente, è un disegno di legge che è fatto per rattoppare una gestione complessiva dei concorsi stramata, è un disegno di legge che serve per mettere delle toppe ad alcuni buchi, ma alcuni dicono che a volte la pezza è peggio del buco.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il provvedimento che abbiamo portato all'attenzione della Commissione e quindi successivamente dell'Aula è un provvedimento sul reclutamento che intende, intanto fare un passo avanti rispetto alla formulazione della legge 24 che aveva istituito il sistema Regione, e aveva istituito il sistema Regione basandosi sul presupposto che attraverso l'istituzione del sistema Regione si sarebbe potuto compiere, partendo dalle posizioni dirigenziali, un lavoro di effettiva razionalizzazione. Cosa intendiamo noi per razionalizzazione? Non intendiamo certamente una diminuzione della quantità dei servizi che la pubblica amministrazione regionale fornisce ai cittadini, ma intendiamo evitare soprattutto gli elementi di sovrapposizione che spesse volte ci sono non solo all'interno dell'Amministrazione regionale ma anche all'interno del sistema Regione complessivamente inteso, che vi ricordo è il sistema formato dall'Amministrazione regionale, dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, dalle agenzie e dagli enti che servono il sistema Regione, del sistema Regione chiaramente non fa parte l'ATS e non fanno parte agenzie sanitarie. Con la legge 24 però non si era riusciti a creare i presupposti completi per questi passaggi di cui stiamo parlando, e cioè la non sovrapposizione e la razionalizzazione, allora questo disegno di legge prima di tutto è un passaggio necessario, in qualche modo urgente e successivo, alla legge 24, dà un senso complessivo alla legge 24 e ci consente di inquadrare anche le modifiche e la riorganizzazione che è necessario fare all'interno degli enti per il futuro; come tutti sappiamo si stanno discutendo in quest'Aula, si sono discusse in quest'Aula mozioni che riguardano gli enti dell'agricoltura, problematiche che sono connesse alla gestione della Agenzia Forestas, problematiche che sono connesse al Corpo forestale, all'ARPAS, eccetera, in questo contesto si muove anche la problematica fondamentale della dirigenza. La mancanza di dirigenti è un fattore strutturale all'interno di questa Amministrazione; noi non abbiamo solamente un deficit di dirigenti ma abbiamo anche, così come per i dipendenti, avendo passato un periodo di blocco del turnover, avendo passato un periodo di blocco dei concorsi, abbiamo un'età media elevata sia dei dirigenti che dei dipendenti, abbiamo la necessità vera di fare nuovo reclutamento, e lo dobbiamo fare in maniera mirata, aggiornata, potrei dire anche in maniera più specialistica. L'Amministrazione regionale, è vero, ha tentato, dato che era necessario fare un passaggio in legge per promuovere il corso-concorso, ha tentato comunque di fare immediatamente un concorso che avesse queste caratteristiche, così come ha tentato, non avendo lo strumento normativo, di poter attivare ciò che normalmente avviene in tutta la pubblica amministrazione, e cioè quello di potersi dotare, in parte molto limitata, anche di dirigenti a termine, che vuol dire aumentare il grado, non in maniera patologica, ma aumentare il grado di flessibilità e di specializzazione possibile all'interno dell'Amministrazione. Come l'Aula sa, queste iniziative hanno avuto delle difficoltà di carattere giuridico, sulle quali potremmo ampiamente discutere, ma con un metodo pragmatico abbiamo tentato intanto di imparare dalle esperienze che avevamo vissuto e di rilanciare, anche con un confronto sindacale, questo lo voglio sottolineare perché non sempre accade ma in questo caso credo che possa essere un elemento di conferma della solidità del metodo, con un confronto sindacale ampio per il quale posso dire che sui provvedimenti che abbiamo sottoposto al Consiglio c'è stato un confronto con tutto il sindacato, con tutte le espressioni della rappresentanza sindacale e un giudizio sostanzialmente positivo, quando non completamente positivo sui provvedimenti che abbiamo passato. Perché ci siamo resi conto che comunque, comunque i provvedimenti che vengono portati devono stare anche, non solo nella razionalità, ma anche in una condivisione da parte dei dipendenti perché li rende più forti per l'applicazione futura. E quindi prima di tutto il rilanciare questa volta in legge la possibilità di avere in un numero limitato, ma dei dirigenti a termine, la possibilità di attivare effettivamente il corso-concorso, perché con la formulazione attuale della legge "31" questo non era possibile per alcune ragioni e cercare di mirare ancora meglio nel corso-concorso valorizzando sia le esperienze interne, quindi con la riserva del 40 per cento sui posti in più per il concorso, sia anche bando in senso dell'apertura all'esterno, essendo consapevoli che il modo migliore di selezionare la nuova classe dirigente è quello di testarla sul campo. E quindi il corso-concorso è lo strumento certamente migliore. Da questo punto di vista vorrei anche dire e sottolineare che attraverso l'attivazione del corso-concorso noi possiamo attivare un numero di posizioni che è comunque quella che ci viene data non al massimo possibile ma dalle regole di finanza pubblica, di coordinamento di finanza pubblica che mettono dei limiti precisi alla possibilità di dotarsi e di fare nuovo reclutamento. Quindi non ci sarà una assunzione indiscriminata di nuovi dirigenti, però allo stesso tempo noi di questi dirigenti abbiamo bisogno perché, faccio solamente l'esempio dell'amministrazione regionale, in un documento che peraltro è pubblico, perché è stato adottato con una recentissima delibera della Giunta regionale, che ha ancora una volta diminuito il numero delle posizioni dirigenziali che già era stato passato da 195 a 152 e adesso da 152 scende a 137. Quindi questa razionalizzazione di cui stavamo parlando la stiamo facendo sul serio e siamo nelle condizioni di dire che probabilmente potremmo fare, nel momento in cui creiamo il ruolo unico regionale, che è uno degli obiettivi che la Commissione ha voluto aggiungere nel passaggio qui consiliare al disegno di legge della Giunta, dicevo sarà possibile fare ulteriore razionalizzazione. E quindi accolgo in qualche misura, voglio vedere in maniera positiva l'invito dell'onorevole Tedde a riflettere attentamente sul fatto che si possa fare ancora ulteriore razionalizzazione, ma rispetto a queste ulteriori razionalizzazioni non dobbiamo dimenticarci che abbiamo un numero di dirigenti assolutamente insufficiente. Abbiamo 137 posizioni dirigenziali, 60 in meno di quando è iniziata la legislatura eppure noi a quest'anno abbiamo circa 80 dirigenti di ruolo dell'Amministrazione. Voi capite che questa è una situazione assolutamente non sostenibile.
Per quanto riguarda le altre iniziative il disegno di legge ha soprattutto questo punto cioè iniziare la strada del ruolo unico; è molto importante la strada sulla quale ci stiamo incamminando, è una strada che ci consentirà realmente, intanto di favorire il movimento delle competenze all'interno di tutto il sistema Regione, secondo di fare migliore contrattazione e quindi andare a compattarci verso la centralità del contratto regionale. Vi ricordo che recentemente abbiamo praticamente rinnovato tutti i contratti, quello dei dirigenti, quello dei dipendenti, ieri è stato rinnovato anche il contratto di Forestas la parte del cosiddetto contratto nazionale, grazie all'iniziativa che aveva assunto questo Consiglio regionale, quindi anche la contrattazione sta al centro della nostra attenzione, del nostro interesse e riteniamo che attraverso questo provvedimento facciamo un passo avanti veramente rilevante per poter completare le operazioni di reclutamento e migliorare la qualità dei servizi all'interno dell'amministrazione.
Metto in votazione il titolo che è stato modificato in Commissione.
Misure urgenti per il reclutamento di personale nel sistema Regione. Modifiche alla legge regionale n. 31 del 1998, alla legge regionale n. 13 del 2006 alla legge regionale n. 9 del 2016 e alla legge regionale n. 37 del 2016
Apro la discussione sull'articolo 1 bis. All'articolo 1 bis è stato presentato l'emendamento numero 13.
Modifiche all'articolo 21 della legge regionale n. 31 del 1998 (Ruolo unico
del personale dirigenziale)
1 bis. La struttura dell'Amministrazione regionale competente in materia di personale provvede all'assegnazione e alla mobilità dei dirigenti tra le amministrazioni del sistema Regione per garantire l'efficienza dell'azione amministrativa.".)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatorrice di maggioranza.
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Allora il parere è si rimanda all'Aula, perché così si è stabilito in Commissione. Poi mi iscrivo per argomentarlo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali personale e riforma della Regione.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). In Commissione si è deciso di rimettere all'Aula il parere sull'emendamento, cioè rimettere all'Aula la decisione sull'emendamento a cui personalmente esprimerò l'astensione. Non perché non sia stato convinto anche delle argomentazioni presentate oltre che dalla Giunta anche dalle forze sindacali audite in Commissione, ma perché credo che interventi di questo tipo di natura strettamente emergenziale mal si adattino alla fine di una legislatura. Su un tema come questo più volte c'era stato modo di discutere negli anni passati e nei mesi passati, credo però che nell'applicazione quotidiana interna all'apparato regionale, quindi non mi riferisco alle azioni dell'Assessorato, quanto agli atti amministrativi compiuti all'interno dell'amministrazione degli enti e delle agenzie, credo che ci sia stata una mano libera eccessiva, anche nei confronti dei desiderata del Consiglio. A questo proposito non può non sfuggire il fatto che quanto contenuto da questa norma sia stato effettivamente applicato in agenzie e nell'Amministrazione regionale, sia stata applicata sino ai ricorsi che hanno visto sconfitta l'amministrazione regionale. A questo proposito io credo che a prescindere dal voto che vorrà dare l'Aula a questo emendamento sia necessario per tutti noi capire che conseguenze hanno avuto quelle decisioni prese, appunto, negli anni passati, sia per quanto riguarda i rilievi che potrebbero arrivare in futuro dalle magistrature contabili, sia per quanto riguarda le possibilità di ricorso su atti emanati dalle nostre Amministrazioni.
Credo che su temi come questo il Consiglio nei giorni futuri, nelle prossime settimane possa lavorare e debba in maniera efficace e certa fornire un quadro di certezza che tuteli soprattutto i contro interessati. A questo emendamento io ribadisco la mia astensione.
TEDDE MARCO (FI). Sì signor Presidente, prima sono intervenuto sulla legge sul corpo del disegno di legge e ho fatto delle osservazioni, sicuramente delle osservazioni censorie nei confronti dell'impianto però devo riconoscere che il disegno di legge ha una sua valenza, perché comunque è un disegno di legge che tratta fattispecie astratte. All'improvviso in Aula appaiono tutta una serie di emendamenti che vanno a modificare radicalmente il disegno di legge e vanno a incrementare gli articoli facendoci capire che ci sono delle esigenze preelettorali da soddisfare, ma qualcuno diceva: "Est modus in rebus", non è possibile che si propongano 16 articoli che inseriscano stabilizzazioni, che prevedano assunzioni, che prevedano tutto ciò che si deve fare in modo organico e non in modo così frammentario e pericoloso, oserei dire. E questo primo articolo, o meglio, questo primo emendamento, è sicuramente un emendamento che va nella direzione che ho in qualche modo indicato; si cerca di introdurre di soppiatto delle previsioni di ulteriore personale, delle stabilizzazioni, e altre cose amene che avrebbero dovuto trovare ingresso nel corpo del disegno di legge ab origine, che avrebbero dovuto avere la possibilità di essere istruite dalla Commissione, che avrebbero dovuto avere la possibilità di essere apprezzate e approfondite. Così non è, oggi voi state creando un mostro, già di per sé il disegno di legge ha i problemi che ho evidenziato, già di per sé il disegno di legge è fatto in modo sbilenco, in più ci inserite tutti questi emendamenti che ne creano veramente un'entità difficilmente definibile, credo che questo disegno di legge possa essere veramente definito un mostriciattolo, un mostriciattolo pre-elettorale. IL parere è negativo, ovviamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare la consigliera Daniela forma. Ne ha facoltà.
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Io avrei voluto illustrare subito dopo il parere, e spiegare appunto perché avevamo rimesso all'Aula l'introduzione dell'articolo 1 che avevamo stoppato un po' in Commissione, e nel frattempo sono intervenuti i colleghi che hanno caldeggiato delle posizioni ostili nei confronti di questo emendamento, che personalmente invece ritengo molto ragionevole, perché non stiamo andando ad inventarci nulla di nuovo, stiamo introducendo nella legge regionale numero 31 del 98 l'istituto che è già disciplinato dall'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo numero 165 del 2001. Questo ci consente semplicemente di avere maggiore flessibilità per far fronte alle carenze di dirigenti che abbiamo negli organici del sistema regionale, e l'emendamento, l'articolo appunto che adesso viene ripresentato con l'emendamento numero 13, dice semplicemente questo, che a mio avviso non ha nulla di elettorale o nulla di scandaloso: "Nelle amministrazioni del sistema Regione possono essere conferiti, con procedure selettive a evidenza pubblica, nei limiti dell'8 per cento delle dotazioni organiche dirigenziali del sistema Regione, incarichi dirigenziali con contratto di diritto privato a tempo determinato". Non ci stiamo inventando nulla, quanto previsto nel decreto legislativo numero 165 del 2001, che noi vorremmo introdurre nel nostro ordinamento regionale. Il mio voto è comunque favorevole su questo emendamento.
DERIU ROBERTO (PD). Un voto favorevole per sostenere anche le ragioni della relatrice, per cui veramente io non capisco perché venga definito o debba essere definito un "mostriciattolo" questo provvedimento. E' invece una misura che fa funzionare il sistema e che completa, come ha detto l'Assessore, la legge numero 24, per cui invece raccomandiamo l'approvazione sia dell'emendamento come proposto, sia di tutto il provvedimento.
Passiamo all'esame dell'articolo 1 ter, a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 ter.
Modifiche all'articolo 26 della legge regionale n. 31 del 1998 (Unità di progetto)
"3. Al personale preposto al coordinamento delle Unità di cui al comma 1 è riconosciuta una retribuzione equiparata a quella del direttore di servizio prevista dal contratto collettivo regionale di lavoro per l'area dirigenziale.".).
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Il parere è favorevole.
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello della relatrice.
TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia Sardegna). Penso che l'emendamento numero 18 sia quello che abbiamo presentato, e mira a specificare meglio l'articolo 1 ter, in particolare la retribuzione da conferire al personale preposto al coordinamento (…) di progetto, perché da come era formulato nel testo originario, non era chiaro praticamente il conferimento del tabellare del ruolo dirigenziale, vorremmo evitare che venisse riconosciuto anche il tabellare, quindi l'emendamento che abbiamo presentato specifica meglio e cerca di chiarire quali sono gli emolumenti, cioè quelli della posizione del Direttore di servizio, e quelli relativi all'ottenimento dei risultati, ma nient'altro.
MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Mi rivolgo all'Assessore in particolare; se stiamo andando a formulare una norma per integrare il personale dirigente, non riesco a capire questo: "Al personale non dirigente preposto al coordinamento". Ma se stiamo andando ad integrare i dirigenti per non avere più difficoltà, per non avere personale quindi che non ha quella qualifica, che significato ha questo? Non riesco a capirlo. Se noi andiamo a stabilizzare e a dire che assumiamo i dirigenti per sopperire a una carenza, questo è del tutto inutile, oppure stiamo dicendo che comunque continuiamo "chin su connottu", come dico sempre io. Mi sembra un po' un'assurdità.
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Giusto per capirci. Intanto qui stiamo parlando di situazioni già in essere, già previste dalla legge numero 24, che prevedono che le unità di progetto, le unità di cui stiamo parlando coordinate da soggetti che non sono dirigenti, cioè sostanzialmente degli equivalenti ai facenti funzioni, così come previsto dalla legge numero 24, attualmente sono quattro, ma c'era un buco normativo che non consentiva di capire quale fosse la retribuzione che dovesse essere applicata a questo personale, di fatto facendoci correre il rischio di avere una decadenza di queste unità di progetto, perché vi ricordo che sono state affidate a dei coordinatori solo ed esclusivamente perché non essendoci per l'appunto dei dirigenti, in via suppletiva sono state affidate, e penso all'unità che riguarda l'energia, alle iniziative per l'energia pubblica, penso all'unità Iscola, Eccetera. Allora, la norma, l'articolo 1 ter, così come formulato adesso, era un articolo onnicomprensivo, che, però, in base all'emendamento numero 18 semplicemente viene spiegato meglio al fine di evitare possibili equivoci di carattere interpretativo, cioè è una norma che aiuta a interpretare, non stiamo istituendo nuove figure, non stiamo istituendo nuovi coordinamenti, non stiamo facendo nulla di questo, semplicemente serve a poter applicare meglio ciò che c'è già.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Voto a favore dell'articolo auspicando anche il fatto che le unità di progetto, grazie a questo chiarimento (finalmente ancora più di quello che è stato fatto in questo recente passato) vengano utilizzate per quello che il Consiglio ha richiesto durante l'approvazione della legge 2. Non si pensava a una sovrapposizione di servizi, per questo motivo era necessario anche chiarire quale fosse la retribuzione dovuta al personale non dirigente che per un periodo di tempo limitato si trova a dirigere unità di progetto non previste nell'organigramma degli Assessorati e delle direzioni generali, ma che per un determinato periodo di tempo si rendono necessari per portare avanti determinate funzioni. Noi a tutt'oggi abbiamo diverse unità di progetto attive, io credo che alcuni gravi problemi che ci troviamo a risolvere come Amministrazione regionale, che a volte richiedono competenze a cavallo di tre o quattro direzioni generali, in futuro anche con questo chiarimento potrebbero essere più efficacemente risolte con l'istituzione di unità di progetto circoscritte ai singoli problemi e che in breve periodo, nell'arco di mesi o al massimo anni, possano portare alla risoluzione di problematiche complesse e interconnesse tra diverse direzioni.
MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Presidente, ringrazio l'Assessore e comunque non mi sento soddisfatto. Io personalmente mi astengo. Secondo me al di là dell'unità di progetto o uno è dirigente o non è dirigente, se poi noi vogliamo passare persone che non hanno la qualifica per dirigenti va tutto bene, che siano unità di progetto o qualsiasi cosa. Io continuo a sostenere qua dentro che tentiamo sempre di fare dei particolarismi, io continuo a dire che le norme sono chiare e mi ricollego su questo a quanto detto dall'onorevole Tedde, abbiamo un certo numero di dirigenti, forse vanno distribuiti meglio e sono d'accordo sulla norma che stiamo portando avanti, l'assalto alla diligenza con una serie di emendamenti mi lascia sempre estremamente dubbioso e in particolare anche questo. La norma è chiara: se uno fa il dirigente deve avere quella qualifica, se uno ha invece la responsabilità di un progetto non è necessario che sia dirigente e abbia la retribuzione e le qualifiche da dirigente. Poi qua dentro possiamo fare, ormai è accertato, qualsiasi cosa. Personalmente non sono d'accordo quindi mi ritengo insoddisfatto e mi astengo.
DERIU ROBERTO (PD). Io invece per dire che non sono solo favorevole ma invito anche il collega a ripensarci, perché qua non si tratta di stravolgere le regole, noi abbiamo una situazione nella quale i dirigenti sono pochissimi, sono insufficienti, la macchina non funziona bene, lo sapete tutti che non funziona bene questa macchina, si tenta di dare elasticità al sistema e si cerca anche di dare un giusto incentivo per chi assume delle responsabilità dentro procedimenti che meritano responsabilità. Qui non si tratta di nominare sul campo baroni e baronetti, si sta dicendo che un'amministrazione versatile, un'Amministrazione che segue i problemi e non gli schemi, deve riuscire a dare il giusto compenso a chi svolge una funzione proporzionatamente alla funzione in modo elastico, in modo rapido, che vada dietro ai problemi. Noi stiamo facendo questo tipo di operazione con questa modifica che, come ha detto l'Assessore, è una precisazione della legge 24, forse nella 24 non siamo stati abbastanza precisi, anche io di questo voglio chiedere scusa per la parte che ho avuto in quella legge, però l'esperienza deve insegnarci anche a correggere i comportamenti che non valutiamo corretti.
LEDDA GAETANO (PSd'Az-La Base). Ritiro la richiesta di votazione nominale.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti numero 5 uguale al 15, 4 e 6.
Modifiche all'articolo 32 della legge regionale n. 31 del 1998 (Accesso alla dirigenza)
"5. Il corso ha durata di sei mesi, prevede il superamento di un esame intermedio e comprende periodi di applicazione, anche a tempo parziale, presso amministrazioni pubbliche o private. Al termine, i candidati sono sottoposti ad un esame-concorso finale limitato ai posti messi a concorso, maggiorati del 20 per cento, con arrotondamento all'unità superiore, per la definizione di una graduatoria di idoneità eventualmente utilizzabile nel rispetto della legislazione vigente";
"6. Durante il corso ai partecipanti esterni è corrisposta una borsa di studio a carico dell'Amministrazione regionale. Ai dipendenti delle amministrazioni del sistema Regione è mantenuto il trattamento economico in atto.";
"7 bis. Per adeguare costantemente la programmazione del fabbisogno del personale alle effettive esigenze dell'amministrazione regionale e garantire continuità nella direzione dei Servizi e nelle altre partizioni organizzative dell'amministrazione regionale, il corso-concorso è indetto dalla Direzione competente in materia di personale ogni tre anni, entro tre mesi dall'approvazione del Piano triennale del fabbisogno del personale previsto dall'articolo 15.".)
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 5 e 15, uguali; sugli emendamenti numero 4 e 6 il parere è contrario.
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello della relatrice.
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Intervengo sull'emendamento numero 5 che è uguale al 15 e riguarda il quanto viene corrisposto ai partecipanti del corso-concorso per l'accesso alla dirigenza. Nel testo base avevamo previsto la corresponsione ai partecipanti esterni di una borsa di studio, mentre avevamo previsto ai dipendenti delle amministrazioni del sistema Regione il mantenimento del trattamento economico in atto. C'è l'esigenza, ed è a questo cui rimediamo con questi due emendamenti uguali, di recepire quanto contenuto integralmente dall'articolo 16 del regolamento di disciplina in materia di accesso alla qualifica di dirigente, che prevede per gli allievi del corso-concorso che siano dipendenti pubblici non appartenenti al sistema Regione, che venga corrisposto l'intero trattamento economico in godimento a cura dell'amministrazione di appartenenza. Però io richiedo all'Aula di poter fare un emendamento orale perché nei due emendamenti, sia quello presentato da me che dal collega Truzzu, dopo "corrisposto l'intero trattamento economico in godimento" il regolamento prevede anche "senza alcun trattamento di missione". Quindi noi stiamo recependo integralmente questa parte del regolamento ed è opportuno che anche in questo caso venga citato integralmente. Quindi chiedo all'Aula di poter inserire con l'emendamento orale dopo "l'intero trattamento economico in godimento" "senza alcun trattamento di missione".
PRESIDENTE. Non ci sono opposizioni nell'emendamento orale, quindi è acquisito.
TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia Sardegna). Presidente, per dichiarare il voto favorevole all'emendamento, anche perché siamo tra coloro che l'hanno proposto e per specificare che l'obiettivo era quello di porre rimedio ad un'evidente disparità che si sarebbe potuta creare considerando che poi probabilmente chi appartiene ad altre amministrazioni magari immagino che il corso-concorso si svolgerà a Cagliari, magari deve arrivare anche da altre realtà, da altri comuni e dovrà sostenere delle spese magari di vitto e di alloggio che non sostiene un dipende l'Amministrazione regionale che vive in città. Ci sembrava un intervento doveroso per rimediare a questa evidente disparità e mettere tutti nelle stesse condizioni.
LEDDA GAETANO (PSd'Az-La Base). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 5 e 15 uguali, modificati.
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 6 con il parere contrario della Commissione e della Giunta.
FUOCO GENNARO (Fratelli d'Italia Sardegna). Su questo articolo, su questa proposta, io sento la necessità di esplicare il senso di questa proposta all'Aula. Poiché nelle riunioni a cui ho partecipato in Commissione e anche in altre situazioni di sottocommissione, mi è sempre stato fatto rilevare che il Corpo forestale di vigilanza ambientale ha una carenza importante nel numero dei dirigenti, tant'è vero che c'erano delle proposte che miravano a sanare le posizioni degli attuali facenti funzione proprio per aiutare il corpo a migliorare questa situazione perché così da quello che mi risulta, poi l'Assessore mi potrà contraddire, ci sono attualmente due dirigenti su undici posizioni previste. Il testo dell'emendamento prevede semplicemente la possibilità da parte degli attuali dirigenti dell'amministrazione, quindi non stiamo parlando di nessun tipo di sanatoria o nessun tipo di favoritismo a favore di chicchessia, quindi una mobilità da parte di attuali dirigenti dell'amministrazione appartenenti ad enti ed Agenzie del sistema Regione compresa l'agenzia Forestas che abbiano già prestato servizio come ufficiali del Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Quindi stiamo parlando di poter rimediare almeno in parte a quelle che sono carenze evidenziate con 3 tratti di matita rossa da parte dell'amministrazione nel Corpo forestale di vigilanza ambientale, stiamo cioè cercando di venire incontro a un'esigenza che l'Amministrazione lamenta come molto importante e stiamo cercando di venire incontro con risorse interne, con attuali dirigenti i quali hanno un'assoluta idoneità al ruolo al quale sarebbero preposti in quanto hanno già prestato servizio nello stesso Corpo…
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Per ribadire il voto contrario come da parere espresso in apertura di discussione dell'articolo 2. Non riteniamo questo uno degli strumenti con il quale con questo provvedimento stiamo dando risposta o stiamo provando a dare risposta alle criticità della carenza di dirigenza nel Corpo regionale e quindi il voto rimane contrario per dichiarazione di voto.
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Siccome l'onorevole Fuoco ha fatto riferimento un po' a ragionamenti che sono stati fatti in Commissione, io voglio chiarire questo, è evidente che c'è una grave criticità relativa al Corpo forestale, addirittura in Commissione ho avuto modo quando è stato presentato un emendamento che mi risulta sia stato ripresentato adesso, di esprimere un parere positivo perché in quel modo si accelera in maniera decisiva la procedura di selezione di nuovi dirigenti all'interno del Corpo forestale. Questo emendamento introduce un automatismo invece che lungi da… perché praticamente non è neanche a domanda, cioè automaticamente chi è in certe condizioni passa al Corpo forestale, quindi ci creerebbe anche problemi procedurali, ma a prescindere da quello, di fatto noi stiamo tentando, anche con l'operazione del ruolo unico e con queste varie operazioni sul reclutamento, di governare complessivamente l'intervento e la situazione. Di fatto aggiungerebbe poco perché i dirigenti in queste condizioni credo che siano due o tre ecco, non li aggiungerebbe per il momento, infatti l'avevo anche precisato in Commissione, noi siamo nelle condizioni di prorogare i facenti funzioni però dobbiamo agire subito col concorso, quindi diciamo che coi tempi ci potremmo stare.
Modifiche al capo I del titolo IV della legge regionale n. 31 del 1998 (Istituzione del ruolo unico del personale regionale)
Modifiche all'articolo 54 della legge regionale n. 31 del 1998 (Concorsi unici)
1. Le disposizioni in contrasto con gli articoli 1 bis e 2 bis sono abrogate. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale adotta gli atti necessari per garantire l'attuazione degli articoli 1 bis e 2 bis, ivi compresi la ricognizione puntuale sul dettaglio delle disposizioni abrogate e, in sede contrattuale, l'adeguamento del trattamento previdenziale integrativo, informandone il Consiglio regionale. La Giunta regionale, entro il medesimo termine di cui al precedente periodo, al fine di armonizzare l'organizzazione con gli enti e le agenzie aventi personale di cui all'articolo 1, comma 3, della legge regionale n. 31 del 1998, effettua una ricognizione delle situazioni in essere e propone al Consiglio regionale i conseguenti atti normativi.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice di maggioranza.
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Il parere è contrario.
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 3 bis. Chi lo approva alzi la mano.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell' articolo 3 ter.
Modifiche all'articolo 30 della legge regionale n. 13 del 2006 (Nomina del direttore generale)
1. Il comma 4 dell'articolo 30 della legge regionale 8 agosto 2006, n. 13 (Riforma degli enti agricoli e riordino delle funzioni in agricoltura. Istituzione delle Agenzie AGRIS Sardegna, LAORE Sardegna e ARGEA Sardegna), è sostituito dal seguente:.................................................................
"4. Il direttore generale è scelto con le modalità previste dalla legge regionale n. 31 del 1998; per il direttore generale dell'Agenzia AGRIS Sardegna è inoltre richiesto il possesso di un'alta qualificazione scientifica e professionale nelle materie di competenza dell'Agenzia.".)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 3 ter. Chi lo approva alzi la mano.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell' articolo 3 quater. All'articolo 3 quater sono stati presentati degli emendamenti.
Modifiche alla legge regionale n. 9 del 2016 (Personale)
1. Al comma 5 bis dell'articolo 37 della legge regionale 17 maggio 2016, n. 9 (Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro), le parole "31 dicembre 2018" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2020".)
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Il parere è favorevole sull'emendamento numero 12; sull'emendamento numero 1, dovrebbe essere ritirato, se non lo è invito al ritiro.
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 12. Chi lo approva alzi la mano.
Quindi decade l'emendamento numero 1.
Passiamo all'esame dell' articolo 3 quinquies. All'articolo 3 quinquies sono stati presentati degli emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 quinquies:
Modifiche alla legge regionale n. 37 del 2016 (Proroga contratti)
1. All'articolo 4 della legge regionale 22 dicembre 2016, n. 37 (Norme per il superamento del precariato nel sistema Regione e altre disposizioni in materia di personale), le parole "31 dicembre 2018" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2020".)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatore di maggioranza.
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 2, 14 e 17; sull'emendamento numero 3 c'è un invito al ritiro; il parere è contrario sugli emendamenti numero 8 e 9; per l'emendamento numero 10 ci rimettiamo all'Aula; l'emendamento numero 16 non è ammissibile.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sì, sull'articolo 3 quinquies, Presidente. Allora si sta proponendo una modifica alla legge 37, laddove questo Consiglio ha votato e indicato una data, il 31 dicembre 2018, per la conclusione dei processi di stabilizzazione del personale, lotta al precariato, oggi si dice la data del 31 dicembre 2018 va modificata indicandone altra. Si bypassa il 31 dicembre 2019 e si va al 31 dicembre 2020. Ora mi chiedo la ragione è una surrettizia affermazione di impossibilità a concludere i processi di stabilizzazione in corso? I processi di stabilizzazione in corso rientrano in questa finestra allargata? E' garantito anche per i processi di stabilizzazione in corso, ex legge 37, che rientreranno nella finestra così come modificata, e quindi questa Amministrazione regionale garantisce la sussistenza degli spazi per procedere alla stabilizzazione, anche con una scadenza così lunga? E nel frattempo, con questi due anni, vi saranno altri soggetti che matureranno nel frattempo i requisiti per la stabilizzazione, così facendo aumentando la formazione di figure precarie?
Ecco, io ho problemi di comprensione di questo articolo, che non è solo uno slittamento in avanti dei termini, ma con il bypassamento della data del 31 dicembre 2019, sembrerebbe che si apra un orizzonte che non riesco a leggere nella sua interezza, Assessore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ringrazio l'onorevole Congiu, così ne approfitto ricordare un quadro del processo di stabilizzazione come si è evoluto fino a questo momento e quali prospettive ha. Ricordo a tutti che la legge 37 prevedeva la possibilità all'interno del sistema Regione di stabilizzare i soggetti che avessero i requisiti di fatto maturati fino al 31 dicembre 2016, e li divideva sostanzialmente in tre categorie e di fatto in due gruppi. I due gruppi sono soggetti che erano all'interno dell'amministrazione regionale, un certo numero di soggetti che stavano all'interno dell'Amministrazione regionale, e poi consentiva anche la possibilità della stabilizzazione a tutti i soggetti facenti parte del cosiddetto sistema Regione. All'interno di queste due categorie poi ci si divideva in tre situazioni: i soggetti che avessero il diritto alla stabilizzazione a domanda; i soggetti che avessero diritto alla stabilizzazione a seguito di concorso riservato; i soggetti che, aventi altre requisiti, avessero e comunque avranno diritto alla possibilità di avere una forma di priorità, e una forma di premio all'interno delle procedure concorsuali pubbliche che verranno prossimamente bandite da parte dell'Amministrazione regionale.
Per quanto riguarda l'Amministrazione regionale, come ho avuto già modo di rendicontare all'aula, l'Amministrazione ha esaurito la fase della stabilizzazione a domanda, salvo alcune singole richieste di verifica dei requisiti che sono ancora in corso, ma che riguardano pochi numeri. Fino adesso sono stati stabilizzati, a domanda, 103 nuovi dipendenti. Poi è stata registrata da parte dell'Amministrazione regionale la posizione di 16 persone aventi i requisiti di cui al punto b) dell'articolo 3, cioè stabilizzazione con procedura riservata, è stato già bandito il concorso con la procedura riservata, è in corso, e riteniamo di poterlo espletare entro la metà del mese di luglio completamente. Per quanto riguarda, e qui inizio a introdurre il tema che poi ci conduce sicuramente verso tempi più lunghi, per quanto riguarda i soggetti aventi diritto al punto c), cioè quelli che pur essendo garantiti nella proroga dei loro contratti, perché tutti gli stabilizzandi sono garantiti, ma hanno titolo per poter partecipare con della premialità ai bandi di concorso generali, questi sono soggetti che dobbiamo ancora individuare precisamente nel numero, ma che sicuramente avranno una procedura che scavallerà con assoluta certezza il 31 dicembre 2018, perché contiamo di fare il concorso per funzionari, se tutto il piano di reclutamento va secondo tempi e modalità che ci siamo prefissi, contiamo di lanciarlo alla fine dell'estate, e quindi comunque andare oltre il 2018 nella sua realizzazione, devono essere tutelati fino a che non si verifica se sono o non sono vincitori del concorso. Ma potrebbe, dati i tempi necessari per un normale concorso, potrebbero anche scavallare il periodo 31 dicembre 2019, e quindi questo è un atto di semplice prudenza rispetto a questa modalità che riguarda l'Amministrazione. Per quanto riguarda gli enti, attualmente c'è un ente che ha terminato le procedure, anche verificate, credo che debba essere solamente fatto il verbale definitivo con la Commissione di certificazione, che si tratta di Sardegna Ricerche. Ci sono gli altri enti che sono in fase avanzata, ma non tutti hanno finito. Noi contiamo con il lavoro di coordinamento e la Commissione di certificazione sulle tre tipologie di poter effettuare entro la fine dell'estate proprio un piano vero e proprio, che dia un'idea di come, crono programma, si completano tutti i passaggi che consentano agli stabilizzandi, anche degli enti, di poter fruire di questo diritto che è stato creato dalla legge 37. Evidentemente i tempi saranno leggermente superiori, quindi complessivamente la stabilizzazione anche delle parti a) e b) potrà aver necessità di un periodo successivo al 31 dicembre 2018, anche se contiamo comunque di andarci molto vicini, ma anche lì sulle stabilizzazioni del tipo c), e quindi le procedure concorsuali dell'Amministrazione, ma anche degli stessi enti, è probabile che serva anche del tempo onde non dover intervenire ogni volta, lo facciamo direttamente secondo delle previsioni che vi ho così illustrato.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Solo per spiegare, in aggiunta a quanto detto dall'Assessore, la ratio a monte dell'emendamento numero 2 che riguarda la volontà di prorogare il termine senza però inserire una modifica puntuale della legge numero 37, questo perché l'iter che è succeduto appunto all'approvazione della legge numero 37 è stato un iter concordato, anche con lo Stato e con il Ministero della pubblica amministrazione, anche attraverso un passaggio esplicito in Conferenza Stato-Regioni, va da sé che una modifica anche di un comma della legge numero 37 potrebbe avere il risultato, anche andando bene le cose, di bloccare le procedure in atto, ed è un qualcosa che nessuno di noi vorrebbe mai fare. Nel caso peggiore addirittura in seguito a una possibile, perché ricordiamo che il giudizio, almeno in via primaria, è sempre del Governo sulla possibile impugnazione di una legge regionale, l'impugnazione anche di una legge modificativa potrebbe avere effetti sull'iter in corso appunto di una legge varata nel 2016. A questo proposito appunto è stato presentato l'emendamento numero 2 che modifica formalmente quanto presentato, senza modificarne però gli effetti, in termini soprattutto di garanzia per le persone, per i lavoratori meno garantiti dall'iter della "37", perché in quel caso si tracciò una linea, perché queste furono le parole utilizzate in Commissione e in Consiglio, è chiaro che c'è chi da quella linea è stato garantito e giustamente si trova all'interno di una procedura che sta andando avanti, pur con i tempi dell'amministrazione; c'è chi non essendo pienamente garantito, ha comunque necessità di vedere tutelati i propri interessi, i propri diritti che coincidono in alcuni casi con quelli dell'Amministrazione che, privata di quelle professionalità, si troverebbe dall'oggi al domani a doverle ricercare altrove, cosa che purtroppo, lo sottolineo in questa occasione, alcune amministrazioni del sistema Regione stanno comunque facendo anche con ricorso ai contratti di somministrazione lavoro. Per cui, appunto, io credo che questa stesura diversa dell'articolo possa essere utile ad evitare fraintendimenti.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sì, io ho colto e ho apprezzato le spiegazioni dell'Assessore, mi chiedo se non sia il caso a questo punto, visto che stiamo ragionando di una norma che non è puntualmente riferita alla fattispecie che lei poc'anzi ha messo in evidenza, e cioè le categorie sottoposte alla "37" lettera C, ovverosia i processi di stabilizzazione in corso ex lettera C a questo punto non sarebbe il caso di precisarla? Perché comunque, io mi trovo dei processi avviati e non conclusi, e ho necessità comunque di parametrare questa traslazioni in avanti dei termini che è un fattore assolutamente eccezionale, è un fattore assolutamente eccezionale, non sarà il caso di precisare meglio la norma e dire:"ai fini del reclutamento del personale ex 37 lettera C".
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Credo di averlo detto tra le righe, forse non può essere sfuggito in tutto il contesto, ripeto, questa cosa riguarda sicuramente le lettere C, sia dell'Amministrazione che degli enti, può riguardare con buona probabilità lettere B degli enti, le lettere B dell'Amministrazione no, potrebbe esserci qualche rischio sul 2019 per la lettera A di alcuni enti, quindi tenderei a tenerlo tutto fermo restando che qui c'è una fotografia, non stiamo aggiungendo soggetti, cioè qui la fotografia è precisa rispetto ai soggetti che già ci sono. Incastrarsi in una specificazione ci fa correre il rischio di doverci tornare. ecco tutto qua.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Per precisare che la parte che diciamo verrebbe modificata e comunque integrata da questo riferimento normativo è la parte dove si dice "nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica il rinnovo o alla proroga fino alla conclusione delle procedure di stabilizzazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2018". Io eviterei, dato il tempo che è quello legato a iter amministrativi non soltanto dell'Amministrazione regionale centrale, ma anche di singole agenzie, alcune delle quali si trovano a dover anche ragionare su difficoltà interpretative, ne cito una su tutte: l'agenzia AGRIS ha una difficoltà ad interpretare i rapporti legati a borse di studio, ce l'ha anche Sardegna Ricerche se non vado errato, io eviterei di legarci le mani da soli, cioè eviterei di arrivare a dicembre, onorevole Congiu, con una tagliola che magari ci possa portare in quel mese a tornare in Aula in tutta fretta per prorogare i termini. Siccome ci è già capitato su diverse cose, in particolare quando questa tagliola riguarda contratti di lavoro e anche più scomodo e più ansiogeno per noi, per cui darci tempi lunghi, premettendo però che da quest'Aula non può che andare il massimo controllo affinché tutto sia risolto nel più breve tempo possibile, però appunto lasciando nella legge un termine ragionevolmente lungo per permettere anche nei casi limite di trovare risoluzione senza dover fare ulteriori modifiche normative. Comunico al Consiglio che è rientrato dal congedo l'onorevole Rubiu.
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale con parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 3, c'era un invito al ritiro.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
LAI EUGENIO (SDP). Signor Presidente, questo emendamento vorrebbe andare a sanare una situazione, io ho ascoltato esattamente gli interventi di prima sui problemi che si potrebbero creare ove si modificasse la norma sulle stabilizzazioni regionali, devo dire che però non sono del tutto convinto su questi ragionamenti, e chiedo anche un impegno da parte dell'Assessore competente e lo spiego. Noi abbiamo approvato una norma regionale quando ancora la legge Madia non era stata pubblicata e non era stata approvata. La legge Madia nazionale modifica e pone una scadenza temporale diversa rispetto a quella regionale e io penso che ci siano in questo frangente due filoni di pensiero: il primo è quello che i dirigenti regionali e l'Assessorato competente già possano attivare procedure di stabilizzazione perché la legge lo consente, quindi la legge Madia lo consente, entro quella determinata finestra; il secondo, naturalmente, vista la conflittualità tra le due norme, è quello di applicarle la norma regionale che è stata approvata. In questo caso si va solo ed esclusivamente a modificare la finestra, quindi la finestra temporale sulle questioni del raggiungimento delle mensilità necessarie per le stabilizzazioni. Chiedo all'Assessore di spiegare meglio la questione prima di ritirare questo emendamento, non è intenzione del nostro Gruppo mettere in discussione le stabilizzazioni e il percorso avviato, però pensiamo allo stesso tempo che una norma modificata oggi non è che ha effetti retroattivi, noi pensiamo che ciò che è già stato attivato vada avanti e che, modificando adesso la finestra temporale si possa attivare una seconda fase di stabilizzazioni che sani la questione e che equipari tutto alla scadenza normativa e quindi riporti tutto alla scadenza della Madia.
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Come a tutti noto, la legge 37, che questo Consiglio ha approvato, anche in anticipo per certi versi, su tempi e scadenze della legge Madia, ha fatto una norma specifica per una serie di ragioni. La nostra situazione, come Regione autonoma, non è solamente particolare in quanto Regione autonoma ma per quanto riguarda il tema delle stabilizzazioni aveva una serie di altre questioni che la caratterizzavano, rispetto al contesto normativo nazionale. Per cui il Consiglio ha ritenuto, l'iniziativa era consiliare, anche anticipando i tempi, di lavorare per l'eliminazione del fenomeno del precariato, mettendo una norma che prevede per l'appunto che non si possano più creare situazioni di precariato, possono essere da quel momento solo o prorogate le situazioni in essere, per le finalità di cui abbiamo detto prima, oppure possono essere solamente attivati contratti a tempo determinato. È stata fatta una fotografia, arrivati a quel momento. Noi abbiamo anche chiesto e ottenuto da parte del Governo, che era intenzionato a impugnare la nostra legge, credo di fare una cosa corretta ricordandolo, abbiamo ottenuto anche grazie al lavoro della Conferenza delle Regioni un confronto serrato, per cui siccome le nostre posizioni erano tutte di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, salvo alcune eccezioni che hanno bisogno di interpretazione che, per l'appunto, stiamo cercando di interpretare nella maniera migliore. Abbiamo ottenuto un singolo accordo col Governo perché questa legge, che è frutto dell'Autonomia, potesse non essere attaccata dal Governo e così è stato. È stato anche un confronto devo dire istituzionalmente molto dignitoso, perché è il modo con cui dovrebbero andare tutti i rapporti di leale collaborazione istituzionale. Ecco vorrei dire un'altra cosa che era prevista nella legge 37, che la legge 37 prevede la priorità assoluta dei processi di stabilizzazione rispetto a tutti i piani di reclutamento. Su questo punto dobbiamo essere molto attenti e molto precisi, noi abbiamo, per tutte le ragioni che ho già detto prima quindi non le ripeto, necessità di fare il reclutamento. Le stabilizzazioni che hanno la priorità però sono, anche dal punto di vista dello spazio assunzionale, qualcosa che impegna, non direi occupa, ma impegna molto spazio assunzionale e mette… con certezza, questo ce l'hanno fatto notare molto i sindacati, abbiamo bisogno di certezze da questo punto di vista. Inserire uno spostamento dei termini ci genera un'alea notevolissima, noi non sappiamo quanti, chi sono questi soggetti, non possiamo fare delle previsioni. Quello che posso assumere come impegno è cercare, ferma restando la norma, di fare una valutazione, insieme al Consiglio, per capire quale impatto potrebbe avere un lavoro di questo genere. Però, anch'io confermo l'invito al ritiro impegnandomi a rendicontare al più presto al Consiglio relativamente a queste situazioni. Però teniamo la fotografia che abbiamo.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Per confermare tutto l'indicazione espressa dalla relatrice riguardo all'invito al ritiro. Con questo non si vuole considerare, e non si deve considerare, meno meritevoli di tutela i diritti che una legge dello Stato, in particolare il decreto 75 del maggio 2017, ha voluto scrivere nero su bianco. Noi oggi stiamo portando avanti un processo di stabilizzazione nato nel dicembre 2016 prima che lo avviasse allo Stato e il nostro sistema, che è ancora in corso, tiene conto delle due finestre esistenti prima che lo Stato intervenisse appunto nel maggio 2017. Ora, è evidente che l'applicazione semplice di quella che oggi è una legge dello Stato potrebbe avere effetti anche su chi ha avuto rapporti di lavoro precario con l'amministrazione regionale. Io sono convinto che, esattamente come è stato fatto per la 37, anche su questi casi vada fatta una ricognizione puntuale. Quindi, già dalla settimana prossima, le due Commissioni competenti, la prima e la seconda, potrebbero iniziare un iter, che potrebbe anche partire dall'approvazione di una risoluzione, e nei prossimi mesi contabilizzare e quantificare appunto le persone, i singoli casi di lavoratori tutelati ai sensi della legge regionale e dei successivi decreti. Rileva poi il fatto che nel nostro caso si andò oltre quella che era l'allora legislazione statale, se non altro per quanto riguarda le forme contrattuali che, nel nostro caso, la legge regionale è riconosciuta in maniera diversa rispetto alla legge statale. Quello che però si deve evitare è di modificare appunto una legge che sta portando avanti gli effetti e che tra gli effetti ha anche la possibilità di garantire le proroghe ai lavoratori precari, che ancora lavorano nell'Amministrazione regionale. Un'impugnazione di una modifica della legge 37, lo ricordo all'Aula, avrebbe come immediata conseguenza la cessazione immediata di tutti i contratti precari ancora in funzione all'Amministrazione regionale. Considerando poi che, a differenza dell'anno scorso, il quadro nazionale, il quadro governativo mi risulta essere cambiato e non mi risulta conoscere l'orientamento del nuovo Ministro e del Governo nel suo insieme in questa materia, io eviterei salti nel vuoto da parte di quest'Aula e cercherei, anche con lavoro delle Commissioni riunite, di presentare all'Aula e all'Assessorato un lavoro coerente e organico, che può garantire certezze per tutti.
PRESIDENTE. Grazie, chiedo quindi se l'emendamento è ritirato, oppure no.
LAI EUGENIO (SDP). A seguito degli impegni presi dall'Assessore e dal Presidente della Commissione ritiro l'emendamento.
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 10. Su questo emendamento la relatrice si è rimessa all'Aula.
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Sull'emendamento 10 si rimette il parere all'Aula perché è un emendamento che riguarda il reclutamento del personale dirigente del Corpo forestale. Abbiamo affrontato una discussione abbastanza articolata anche in sede di Commissione sulla possibilità appunto di prevedere l'accesso alla dirigenza al Corpo Forestale per corso-concorso come previsto per gli altri dirigenti del sistema regionale, e demandare poi alla Giunta le modalità di espletamento di tale di tale corso-concorso e di cosa si dovrà tener conto in qualità di titoli e quant'altro, alcuni componenti della Commissione hanno rilevato il fatto che la prima Commissione sta contestualmente lavorando alla presentazione in Aula di una disciplina organica del Corpo forestale, e quindi è stata rilevata da parte di alcuni una opportunità ad attendere l'approvazione di quella legge prima di procedere o dare disposizioni in merito al reclutamento del personale dirigente per il Corpo forestale, però comunque si è aperto alla possibilità di affrontare comunque, anche qui ai margini dell'aula, una discussione sull'opportunità di procedere in tal senso. E quindi, poiché ho rilevato che in Aula sono emerse diverse posizioni, chiedo, prima di poter discutere e approvare o meno questo emendamento, una sospensione di cinque minuti per vedere se riusciamo a fare la quadra e riusciamo a trovare sintesi sull'emendamento numero 10.
PRESIDENTE. Prima della sospensione, ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Anticiperò le considerazioni, che magari durante la sospensione avrò modo di articolare meglio.
Io sono tra quelli che in Commissione, e faccio parte della sottocommissione, sta lavorando in questo periodo per la riconduzione ad un testo unico della riforma del Corpo forestale, compreso anche l'articolo che disciplina la selezione dei dirigenti, ecco, sono quello che in Commissione ha cercato di procrastinare l'entrata in vigore di una norma, e di non anticiparla al "507", della norma che riguarda i forestali della Regione, per delle ragioni molto semplici. La "26" ha preso in esame la necessità di inserire nel sistema Regione, o nella mappatura regionale, il Corpo forestale, e ha preso una decisione molto importante: il Corpo forestale è fuori dall'attuale sistema Regione come lo conosciamo noi, ed è fuori per delle ragioni organizzative, di specializzazione, di competenze professionali, di peculiarità che sono proprie del Corpo forestale. Inserire forzatamente il Corpo forestale dentro la "31" è una scelta politica che noi stiamo andando a fare in netta contrapposizione con la "26", anticipando i tempi di una riforma che è in itinere, e paradossalmente in clamoroso contrasto con - è bene dirlo all'Aula - una ipotesi invece di regolamento stilata dalla stessa Giunta che, in attuazione delle norme della "26", stava cercando parallelamente di proporre un regolamento che disciplinasse l'accesso alla dirigenza del Corpo forestale. Io ritengo che sia pericoloso non considerare tutto questo patrimonio politico e culturale, anticipare i tempi, introdurre nel "507" una norma che potrebbe scardinare un sistema e creare dei problemi grossissimi, ecco perché chiedo un momento di prudenza, chiedo che questo emendamento venga ritirato ma che tutte queste considerazioni possono essere portate subito all'attenzione della sottocommissione e della prima Commissione che sta lavorando, proprio in questo periodo, alla redazione del testo di riforma del Corpo Forestale, che contiene anche questa norma: per me anticiparne gli effetti ad oggi, introducendola in un contesto di disciplina organica dell'accesso ai ruoli dirigenziali del sistema Regione è estremamente pericoloso, potrebbe essere frustrante, potrebbe essere addirittura pregiudizievole per la tenuta dello stesso sistema del Corpo Forestale.
Per cui ci sono tante cose che debbono essere viste, tante cose che debbono essere valutate anche politicamente, non ultima anzi quella più importante è: siamo tutti d'accordo sul fatto che il Corpo forestale venga incorporato nel sistema Regione? Fino ad oggi l'orientamento del Consiglio regionale della Sardegna è stato per il separarlo, proprio per le ragioni di competenza, di specificità e anche per il fatto che…
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 19, viene ripresa alle ore 18 e 35.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, siamo all'emendamento aggiuntivo numero 10.
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Presidente, a seguito della mancata convergenza, del mancato accordo in maggioranza io ritiro questo emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento allora è ritirato.
Passiamo alla emendamento numero 14, un emendamento aggiuntivo parere favorevole della Commissione e della Giunta.
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 17, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). L'emendamento numero 17 a firma di Forma e Agus. Allora integrazione il fondo per la contrattazione collettiva vengano stanziati 750.000 euro. Sul primo comma potrebbe anche passare secondo me, perché in realtà c'è un fondo per la contrattazione, quindi anche nel successivo emendamento numero 11 viene chiarita esattamente la destinazione, i soldi vengono presi dalla missione 01 Programma 10. Il problema diventa più complicato sul comma 2, gli enti appartenenti al comparto regionale di contrattazione i cui oneri di funzionamento ricadono nei rispettivi bilanci sono autorizzati a stanziare le risorse in conformità con quanto stabilito nel comma 1. Allora questo va in netta contraddizione sia con l'articolo 4 sia anche con l'emendamento numero 11, perché in realtà c'è un aumento di spesa. Perché lei deve capire, Presidente, che il funzionamento degli enti regionali è completamente diverso da quello invece del comparto regionale vero e proprio. Quindi se lei in questo momento stabilisce che ci può essere una rimodulazione all'interno della missione 1 va tutto bene, anche se ci sarebbe da discutere, se invece lei va al comma 2 e dice che agli enti regionali deve stanziare delle ulteriori somme significa che in questa legge c'è un aumento di spesa e se c'è un aumento di spesa cade tutto il castello di cui abbiamo parlato per tutta la sera, grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Assessore degli Affari Generali Personale e Riforma della Regione.
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Allora il comma 2 aveva un significato eminentemente tecnico adesso spiego il meccanismo. Nella costruzione, adesso arrivati a questo punto ancora più avanzata del ruolo unico e delle relative coperture di omogeneizzazione dal punto di vista contrattuale, questo emendamento consente di riuscire a realizzare anche all'interno degli enti, proprio per gli enti, determinate procedure che non sono contro legge, non sono assolutamente contro legge, perché fanno parte del sistema della contrattazione integrativa, del sistema della contrattazione integrativa e consentono di arrivare a un'omogeneizzazione nella disponibilità delle risorse per alcuni istituti, per esempio per il sistema delle progressioni. Ora in questo modo mettendo il comma 2 si dà l'autorizzazione agli enti nel momento in cui si rendono disponibili le risorse a contratto di poter accogliere queste risorse attraverso delle variazioni di bilancio, semplicemente questo.
MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Sì per dichiarazione di voto, anche in questo caso, Assessore, non mi ritengo soddisfatto. Per quanto riguarda la contrattazione, la contrattazione collettiva le somme sono definite anno per anno per ogni agenzia e per ogni ente. Nel momento stesso che lei dice nell'articolo 4 non ci sono aumenti di spesa sta andando a dire che invece gli enti sono autorizzati ad avere delle somme suppletive, perché se così non fosse, caro Assessore, per la contrattazione collettiva quella somma complessiva viene subordinata e suddivisa non più su dieci ma su venti persone andando a fare un nocumento su chi lavora già all'intero. Questo è il suo modo di pensare, io comunque voterò contro.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Vorrei che fosse messo a verbale e a seguito della legge, che è contro legge questa affermazione fatta dall'Assessore, che amplia notevolmente il budget della spesa che è fuori da ogni regolamentazione e che non vorrei che volesse prendere in giro questa Assemblea chi si vorrà prendere in giro si faccia prendere, ma se lei mi dice che per ciascuna agenzia ognuno fa quello che riterrà opportuno nell'aumento e che certamente, beh se ci sono aumenti indubbiamente lei capisce bene che quegli aumenti ci sono, lei dice nel complesso: uno più uno più uno più uno più uno fanno il totale. Non ci prenda in giro, Assessore! Resta chiaramente scritto che è contra legem e questo lo voglio certificato da parte degli Uffici all'interno di quella norma grazie.
Passiamo all'articolo 4. All'articolo 4 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 11.
1. Dall'applicazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza regionale.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatore.
FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Parere favorevole.
SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere della Giunta conforme.
Metto in votazione l'articolo 5. Non ci sono emendamenti presentati.
Metto in votazione il disegno di legge numero 507.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 507.
Ricordo che c'è tempo fino alle 20 di oggi per presentare gli emendamenti alla legge sulla lingua e che domani alle 11 si riunirà la Commissione.
Il Consiglio è convocato domani pomeriggio alle 15 e 30. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 18 e 46.

References: sentenza 
e contrario
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 articolo 3
 articolo 3
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