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Timestamp: 2018-01-21 16:03:24+00:00

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Utilizzo di PT nell'ambito del trasferimento elettronico delle conoscenze - Istituto Federale della Proprietà Intellettuale
IPI...ProtezioneDiritto d'autoreOsservatorioL’Osservatorio dei provvedimenti tecnici prima del 2018Risultati degli accertamentiOsservazioni dell’Osservatorio dei provvedimenti tecniciUtilizzo di PT nell'ambito del trasferimento elettronico delle conoscenze
Risultati del sondaggio presso le biblioteche
Rilevanza delle pubblicazioni elettroniche
Coesistenza di opere elettroniche e stampate
Acquisizione di opere elettroniche
Accesso alle opere elettroniche delle biblioteche
Restrizioni di accesso e di utilizzazione
Analisi dei risultati dello studio
Analisi delle restrizioni di accesso
Analisi dei PT destinati alla protezione anticopia
Dal rapporto d'attività relativo al primo periodo amministrativo si evince che l'OPT ha condotto un accertamento sull'utilizzo di PT nell'ambito del trasferimento elettronico delle conoscenze1. Tali verifiche miravano a chiarire se i PT destinati a gestire l'accesso e l'utilizzazione di opere elettroniche (e-book, e-journal e banche dati) limitano l'esercizio delle restrizioni del diritto d'autore nel campo dell'insegnamento o della ricerca.
Alcuni istituti di formazione e di ricerca avevano già espresso riserve in tal senso in occasione dell'introduzione della protezione per i PT nel quadro della revisione parziale della LDA del 2007. Preoccupazioni successivamente confermate da una perizia2 eseguita su incarico dell'OPT, perlomeno per quanto riguarda la situazione all'estero, che ha evidenziato problemi analoghi. Anche il gruppo di lavoro dedicato al diritto d'autore (AGUR12) istituito dalla Consigliera federale Simonetta Sommaruga ritiene che determinate eccezioni alla protezione importanti nel campo delle scienze quali il diritto di citazione nel settore online non sono più garantite poiché il loro esercizio può essere bloccato dall'utilizzo di PT. Secondo il rapporto finale3 dell'AGUR12 pubblicato al termine del 2013 sarebbe addirittura auspicabile verificare se l'utilizzo di PT sia da vietare nei casi in cui pregiudichi l'applicazione di restrizioni del diritto d'autore4.
Per analizzare gli effetti dei PT sul trasferimento elettronico delle conoscenze in Svizzera l'OPT avrebbe voluto condurre uno studio empirico in ambito universitario. Non è tuttavia riuscito a trovare un'università disposta a partecipare a un progetto di ricerca empirico. Ciò fa credere che, perlomeno in ambito universitario, l'utilizzo di PT non causi problemi di rilievo. Questa ipotesi deve essere relativizzata, in quanto la perizia summenzionata ha dimostrato che nel campo della formazione e della ricerca non ci si chiede se i PT che comportano limitazioni dell'utilizzazione delle opere elettroniche influiscono sull'esercizio delle eccezioni alla protezione del diritto d'autore legate al trasferimento delle conoscenze.
Grazie al sostegno delle biblioteche universitarie, l'OPT ha nondimeno esaminato più approfonditamente gli effetti dei PT sul trasferimento elettronico delle conoscenze nel quadro dei prestiti bibliotecari. A tale scopo, con la collaborazione di un gruppo di lavoro costituito da esponenti delle biblioteche universitarie è stato elaborato un questionario analogo a quello impiegato per uno studio condotto presso la University of Cambridge5. Il questionario è stato compilato da cinque delle otto biblioteche universitarie interpellate.
Siccome il questionario non è stato strutturato sulla base dei criteri della ricerca sociale empirica, i risultati del sondaggio dell'OPT devono essere relativizzati. Per ottenere informazioni effettivamente affidabili e rappresentative sarebbe necessario uno studio condotto da specialisti con comprovate competenze metodologiche empiriche. Dal sondaggio dell'OPT si può tuttavia desumere a grandi linee in quale misura l'utilizzo di PT destinati alla protezione delle pubblicazioni elettroniche limita l'esercizio delle eccezioni alla protezione.
Le biblioteche universitarie fanno un grande uso di pubblicazioni elettroniche (e-journal, e-book e banche dati specialistiche) e la quota di opere elettroniche aumenta costantemente rispetto a quella delle opere stampate. Si tratta quasi esclusivamente pubblicazioni online. Solo raramente le biblioteche universitarie si dotano di supporti di dati elettronici. Le pubblicazioni elettroniche sono particolarmente diffuse nel campo dell'ingegneria, dell'informatica, dell'architettura, della medicina, della farmacia, delle scienze naturali, agrarie, alimentari, dei materiali e della terra. Si registra però un incremento costante delle pubblicazioni elettroniche anche nell'ambito delle scienze umane sociali.
Nelle biblioteche dei politecnici le spese per gli e-book hanno ormai raggiunto il livello di quelle per i libri tradizionali. Nelle biblioteche delle università le spese per gli e-book sono molto più ridotte, ma sono in costante crescita. Anche per quanto riguarda le riviste, nelle biblioteche dei politecnici la quota delle pubblicazioni elettroniche è particolarmente alta (cinque - dieci volte superiore) rispetto a quella delle opere stampate o molto più marcata rispetto alla situazione nelle biblioteche delle università.
Pur perseguendo strategie differenti, in genere gli editori di letteratura specializzata offrono i loro prodotti sia in forma elettronica sia in forma scritta. Sono diversi gli argomenti a favore dell'acquisizione di opere elettroniche: la versione elettronica dei periodici è solitamente disponibile prima di quella stampata. Inoltre la versione elettronica è accessibile in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo nonché da più utenti simultaneamente. A ciò si aggiunge la possibilità di sfogliare i contenuti a fini di navigazione e ricerca nelle opere elettroniche, che spesso contengono anche hyperlink e opere audiovisive.
Perlomeno per le opere standard vengono di norma acquisite entrambe le versioni, in particolare poiché si completano vicendevolmente. La versione stampata diventa proprietà della biblioteca e può essere conservata e prestata a utenti esterni. Inoltre consente di realizzare copie per gli utenti della biblioteca (document delivery da parte delle biblioteche6) e a fini di archiviazione.
L'accesso agli e-journal e alle banche dati elettroniche avviene principalmente attraverso il Consorzio delle biblioteche universitarie svizzere7, mentre gli e-book sono perlopiù acquistati direttamente presso le case editrici o tramite aggregatori8. Fungono da servizi di coordinamento per l'acquisizione di opere elettroniche, oltre al Consorzio, anche l'"AG elektronische Medien" e l'"E-Medienstelle". L'acquisto di pubblicazioni elettroniche dipende dalla domanda, ma anche dalla rilevanza scientifica e specialistica nonché dal prezzo. Le biblioteche acquisiscono a titolo preferenziale opere DRM9-free.
I siti Web e i cataloghi delle biblioteche forniscono informazioni sulle opere elettroniche disponibili. L'accesso online alle pubblicazioni elettroniche delle biblioteche avviene tramite il loro indirizzo IP ed è generalmente possibile con qualsiasi tipo di dispositivo (PC/connessione Thin Client). Le biblioteche universitarie mettono a disposizione degli studenti e dello staff universitario diversi sistemi di accesso remoto. Gli altri utenti hanno accesso alle opere elettroniche soltanto dalle postazioni di lavoro installate nelle biblioteche ("walk-in user").
Il download di contenuti dalle pubblicazioni elettroniche è permesso, rispettivamente possibile, soltanto sotto forma di estratti e in talune circostanze le biblioteche richiedono che gli accessi simultanei alle opere elettroniche sia limitato a un numero determinato di persone. È inoltre vietato il prestito interbibliotecario delle pubblicazioni elettroniche, il che si traduce in una limitazione dello scambio di informazioni scientifiche.
Per quel che riguarda gli e-book e le banche dati vi sono restrizioni dovute a DRM o PT quali la protezione anticopia, mentre nell'ambito degli e-journal le restrizioni sono prevalentemente di natura contrattuale. Le restrizioni interessano principalmente il download. È ad esempio possibile stampare solo singoli capitoli di e-book e singoli articoli di periodici. Le biblioteche si impegnano a offrire soluzioni user friendly in collaborazione con gli offerenti dei servizi. Rendono pubbliche le principali restrizioni di utilizzazione e rinunciano ad acquistare pubblicazioni elettroniche con condizioni d'uso troppo rigorose.
Le offerte più costose con restrizioni DRM non sono interessanti per le biblioteche. Le offerte che prevedono unicamente l'accesso di sola lettura senza possibilità di copia o che attribuiscono alle biblioteche la responsabilità del rispetto delle restrizioni di utilizzazione da parte degli utenti non sono accettabili. In linea di massima le restrizioni di utilizzazione sono considerate controproducenti il che determina la reperibilità limitata di alcune pubblicazioni elettroniche presso le biblioteche.
Le restrizioni di utilizzazione legate al DRM sono diffuse in particolare nell'ambito degli e-book, della letteratura didattica e delle banche dati. I PT consentono di limitare la possibilità di copia, l'accesso simultaneo di più persone e il tempo di accesso. Queste restrizioni sono perlopiù causa di frustrazione negli utenti delle biblioteche, che le considerano un ostacolo al trasferimento delle conoscenze.
Dal sondaggio presso le biblioteche universitarie è emerso che, segnatamente in ambito scientifico e tecnico, il trasferimento delle conoscenze avviene in misura crescente in formato digitale. Siccome sia gli offerenti di opere elettroniche sia le biblioteche e i loro utenti desiderano usufruire delle possibilità offerte dalla tecnologia digitale, le strutture tradizionali del trasferimento delle conoscenze, basate sulle opere stampate, devono essere riviste. Gli editori sviluppano nuovi modelli per la commercializzazione online dei propri prodotti, che tutelano mediante sistemi DRM. Parallelamente le biblioteche si adoperano per garantire ai propri utenti un accesso semplificato alle informazioni attraverso servizi accessibili online. In questo contesto possono emergere conflitti e controversie in materia di diritto d'autore. Ci si interroga, ad esempio, in quale misura i diritti d'autore delle case editrici vengono limitati dalle eccezioni alla protezione che le biblioteche possono fare valere per utilizzare pubblicazioni protette dal diritto d'autore.
Verteva sulla questione dei servizi di fornitura di documenti elettronici la controversia tra editori e biblioteche che il Tribunale federale è stato chiamato a dirimere recentemente. I tribunali dovevano stabilire se, oltre agli editori di letteratura scientifica che mettono a disposizione servizi di fornitura di documenti sui loro portali online, anche le biblioteche possono offrire questa prestazione ai loro utenti. In prima istanza è stato deciso che le biblioteche non devono fare concorrenza agli editori nell'ambito dei servizi di fornitura di documenti in quanto ciò andrebbe a toccare un'utilizzazione dei diritti d'autore riservata agli editori. Il Tribunale federale ha tuttavia annullato tale decisione10 concludendo che l'eccezione alla protezione dell'uso privato (cfr. art. 19 cpv. 2 LDA) permette l'invio di copie da parte delle biblioteche anche se questo servizio può condurre a una situazione di concorrenza tra editori e biblioteche11. Stando a tale giurisprudenza l'interesse pubblico all'informazione protetto dalla restrizione dell'uso privato infrange il monopolio di utilizzazione in materia di diritti d'autore su cui si fondano gli editori.
Con questa decisione il Tribunale federale ha messo fine alla disputa sull'interpretazione dell'eccezione alla protezione dell'uso privato in relazione al trasferimento delle informazioni da parte delle biblioteche. Ha inoltre posto le basi per una valutazione completa degli effetti dei PT impiegati dagli editori per proteggere le proprie pubblicazioni elettroniche dall'utilizzazione da parte di terzi.
Tuttavia, l'interrogativo se le eccezioni alla protezione vigenti accordano alle biblioteche un margine di manovra sufficiente per il trasferimento delle conoscenze nell'ambito della gestione di supporti di informazioni protetti dal diritto d'autore sarà probabilmente sollevato anche nel quadro dei lavori preliminari per la revisione parziale della LDA. In tale contesto occorre considerare che nel 1992 il legislatore ha definito questo margine di manovra in funzione delle opere stampate e della relativa prassi delle fotocopie a fini di informazione e documentazione. L'applicabilità all'ambito digitale di questo equilibrio di interessi commisurato all'ambito analogico dovrebbe essere esaminata de lege ferenda.
Il sondaggio ha evidenziato prassi differenti in questo contesto. Tra le altre si rilevano la limitazione del numero di persone che hanno accesso simultaneamente a una pubblicazione elettronica di una biblioteca e la limitazione del tempo di accesso. Inoltre, presso le biblioteche universitarie l'accesso remoto è riservato esclusivamente al corpo insegnanti e agli studenti. Va notato che l'OPT deve controllare questo tipo di restrizione di accesso in riguardo agli effetti sulle eccezioni alla protezione soltanto se risultano da PT destinati a proteggere pubblicazioni elettroniche da utilizzazioni rilevanti dal profilo del diritto d'autore12. L'analisi di PT utilizzati nel commercio elettronico per la protezione di un modello commerciale non compete per contro all'OPT neppure qualora l'offerta interessi contenuti protetti dal diritto d'autore. Nell'ambito dei controlli relativi all'accesso non è tuttavia semplice verificare se essi proteggano solo un modello commerciale (quale p.es. un servizio di pagamento) o se siano destinati a impedire una violazione dei diritti d'autore. Tale questione non si pone però in questo contesto, dal momento che dette restrizioni di accesso non comportano una limitazione dell'eccezione alla protezione.
Nell'ambito delle opere stampate e in quello analogico le biblioteche non possono d'altronde offrire l'accesso simultaneo e senza limitazioni temporali al loro intero repertorio a tutti gli utenti e. Sebbene anche l'accesso alle opere elettroniche sia soggetto a limiti concreti, la diffusione delle tecnologie digitali ha accresciuto in maniera considerevole le possibilità in questo campo. Una limitazione delle possibilità di accesso attraverso sistemi di controllo pregiudica effettivamente il trasferimento delle conoscenze da parte delle biblioteche. Tuttavia, fintanto che non vengono eluse eccezioni alla protezione di cui possono avvalersi le biblioteche o i loro utenti per l'utilizzazione di opere elettroniche, l'OPT non ha nulla da obiettare. Ciò vale anche per la restrizione a una determinata cerchia di utenti delle biblioteche dell'accesso remoto alle opere elettroniche. Del resto l'OPT non può imporre agli editori di mettere le loro pubblicazioni elettroniche a disposizione delle biblioteche senza restrizioni di accesso soltanto perché ciò faciliterebbe il trasferimento delle informazioni da parte delle biblioteche.
I PT introdotti in pubblicazioni elettroniche per limitare la confezione di copie di contenuti protetti dal diritto d'autore hanno lo scopo di proteggere i titolari contro le violazioni dei propri diritti di riproduzione e di diffusione e rientrano quindi nel divieto di elusione per i PT sancito nella LDA (cfr. art. 39a LDA). Giusta l'articolo 39bLDA sono perciò soggetti all'osservazione da parte dell'OPT, che è tenuto a esaminare i loro effetti sulle eccezioni alla protezione. Secondo la prassi di esame dell'OPT, in linea di principio le restrizioni delle copie sono ammesse se non producono un effetto assoluto e accordano un margine di manovra sufficiente per l'esercizio delle eccezioni alla protezione.
Dal sondaggio emerge che nel campo delle pubblicazioni elettroniche la protezione anticopia è concepita in modo da permettere la realizzazione di copie sotto forma di estratti. È ad esempio possibile copiare singoli capitoli di e-book e singoli articoli di periodici. L'OPT ritiene che ne risulti un margine sufficiente per le copie presso e da parte delle biblioteche, come consentito dall'eccezione alla protezione dell'uso privato nell'ottica di un flusso di informazioni possibilmente libero nell'interesse della comunità (cfr. art. 19 cpv. 2 e 3 LDA).
Questi provvedimenti per la protezione anticopia non impediscono neppure alle biblioteche di fornire - online od offline - copie di articoli di riviste specializzate o di altri estratti da pubblicazioni elettroniche ai propri utenti. Sono pertanto ammessi anche alla luce della decisione del Tribunale federale concernente i servizi di fornitura di documenti. Gli editori potrebbero cionondimeno provare a ostacolare per mezzo di PT questo servizio delle biblioteche. È probabile che le biblioteche considererebbero un tale intervento come una violazione dell'eccezione alla protezione dell'uso privato e che lo notificherebbero all'OPT. Qualora sussista un utilizzo abusivo di PT, l'OPT deve fungere da mediatore tra le parti interessate al fine di favorire una soluzione concertata (cfr. art. 39b cpv. 1 lett. b LDA in combinato disposto con l'art. 16f cpv. 2 ODA). Sono tuttavia oggetto del divieto di elusione in materia di diritto d'autore e del sistema di controllo ad esso collegato unicamente i PT che non sono solo atti ma anche destinati a impedire violazioni dei diritti d'autore. Di conseguenza, se gli editori utilizzassero un PT allo scopo di ostacolare un impiego di opere da parte delle biblioteche autorizzato dalla legge sul diritto d'autore, non sarebbero soggetti al controllo degli abusi da parte dell'OPT ma per tale PT non potrebbero neppure invocare il divieto di elusione dell'articolo 39a LDA.
1 Cfr. Rapporto d'attività dell'OPT 2008 – 2011, n. 4.4.
2 Cfr. sic!, 5/2010, pag. 329 segg.
3 Cfr. Rapporto finale AGUR12 del 28 novembre 2013 in tedesco / francese (pdf)
4 Cfr. n. 9.5.3 del Rapporto finale AGUR12.
6 La legittimità dal profilo del diritto d'autore della prassi della «document delivery» delle biblioteche è stata a lungo controversa e infine chiarita dalla giurisprudenza (cfr. n. 4.1.3, secondo paragrafo).
7 Il Consorzio coordina l'acquisizione delle informazioni elettroniche degli istituti universitari.
8 Offerenti di servizi che ricercano, ricompilano e ripropongono in forma aggregata informazioni o contenuti.
10 Decisione del Tribunale commerciale del Canton Zurigo del 7 aprile 2014.
11 DTF 140 III 616.
12 Cfr. Emanuel Meyer / Carlo Govoni, SIWR II/1, pag. 416, n. 1203.

References: art. 19
de lege ferenda
 art. 39
 art. 19
 art. 39
 DTF