Source: https://www.articolo21.org/2013/09/quello-che-per-me-non-e-giornalismo/
Timestamp: 2020-01-20 22:06:11+00:00

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“FORUM ARTICOLO21” – Quello che per me non è giornalismo – Articolo21
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Quello di Corradino Mineo è il primo intervento del Forum di Articolo21 su presente e futuro della professione giornalistica avviato con l’intervento del direttore di Articolo21 Stefano Corradino.
Per favore, non facciamoci una domanda per dare tutti la stessa risposta. Ovvio che un giornalista non dovrebbe mai fare il postino né di Al Qaeda né della CIA, non delle BR né di Berlusconi. Ma è vero che il “video messaggio” era atteso, che presumibilmente avrebbe fatto notizia. D’altra parte, non avevamo forse trascorso tutta un’estate ad occuparci dei suoi stati d’animi, a chiederci se Berlusconi, quando minacciava, avesse in mano un poker d’assi oppure solo una scala mancata?
Dunque, se fossi stato a capo di un Telegiornale o di una Rete generalista, ne avrei dato notizia, in sintesi, per lasciar poi spazio a commenti e interpretazioni. Ma alla guida di una all news, cioè di un canale che nel corso delle 24 propone più documenti nella loro interezza, quei 16 minuti li avrei trasmessi per intero. Probabilmente, visto l’ora morta, anche in diretta.
Il problema è un altro e probabilmente divide noi giornalisti. Molti fra noi non colgono la notizia nel suo divenire, non si interrogano – e talvolta pensano che non sia giusto interrogarsi – sulla sua genesi. Né pensano che spetti loro rendere esplicite le conseguenze che quell’evento – notizia potrebbe avere. Sono, a mio modo di vedere, funzionari dell’informazione, vestali della oggettività e di una presunta “terzietà della notizia”. Notizia che invece, quando gli arriva sulla scrivania, è già un semilavorato ben manipolato da altri giornalisti, ma anche da soggetti diversi e interessati. La notizia diventa così l’alibi per non pensare e non verificare, la foglia di fico stesa sulla vergogna del nostro voler compiacere potenti d’ogni sorta..
Facciamo l’esempio del video messaggio. È appena andato in onda, correttamente sintetizzato dal Tg1 o nella sua versione integrale su Skytg24. Qui, comincia il lavoro di analisi e di interpretazione.“Sono completamente innocente”. Doveroso
ricordare il numero delle condanne e delle Corti d’assise, d’Appello e di Cassazione che gliele hanno amministrate. Magistratura democratica persegue una sua “via giudiziaria al socialismo”. A parte il diritto di fare ironia quando si incontra una frase del genere. correrebbe l’obbligo di citare i giudici notoriamente lontanissimi da MD che l’hanno giudicato e condannato. E quanto all’esproprio, che sarebbe stato perpetrato dalla CIR ai danni della sua famiglia e dei suoi averi, un giornalista
avrebbe dovuto raccontare come Berlusconi non sia stato assolto, ma solo prescritto, dall’accusa di aver corretto il giudice Metta, giusto per favorire i suoi interessi contro De Benedetti. Mentre il suo amico, avvocato e ministro Previti è stato
condannato per questo con sentenza definitiva.
Non solo la “politica” non si declama, si racconta. Come leggere quel messaggio, dopo un mese e mezzo di minacce durissime? Un contrordine, una ritirata sull’obiettivo minimo, stabilire che mister B è ancora il capo di Forza Italia. E la promessa di riprovarci chiamando alle armi contro i magistrati e logorando Letta sulla politica economica.
A me pare questo il problema. Un giornalista dimezzato, che si nasconde dietro l’immediatezza dell’accadimento è, in realtà, complice compiacente dei messaggi che un politico,un imprenditori, un magistrato o un generale hanno scelto di lanciare a
mezzo stampa. So, anche per esperienza diretta, quanto questo tipo di giornalismo piaccia ad alcuni editori e a molti manager che hanno conquistato il vertice di aziende editoriali pubbliche e private. Ma questo per me non è giornalismo.

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