Source: http://www.insiemeonlus.org/statuto/
Timestamp: 2017-07-27 12:49:21+00:00

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Statuto – InsiemeOnlus.org
“COOPERATIVA INSIEME SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE”
Per il conseguimento delle finalità di cui all’art. 1, lettera b), della legge 381/91, è costituita una società cooperativa sociale denominata ““COOPERATIVA INSIEME SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS”, validamente identificabile in sigla con la denominazione “COOPERATIVA INSIEME s.c.s. ONLUS”.
La Cooperativa ha sede in Follonica. Con delibera assunta in conformità alla legge ed allo statuto, potranno essere istituite sedi secondarie, succursali, agenzie e rappresentanze, sia in Italia che all’estero, nei modi e termini di legge.
La Cooperativa ha durata fino al 31 dicembre 2030 e potrà essere prorogata con deliberazione dell’assemblea.
La Cooperativa, previa delibera dell‘organo amministrativo, potrà aderire a una delle organizzazioni riconosciute di rappresentanza assistenza e tutela, ai suoi organismi periferici provinciali o regionali nella cui giurisdizione ha la propria sede sociale e alle sue articolazioni di categoria o di settore.
Lo scopo mutualistico che i soci intendono perseguire è quello di ottenere, tramite la gestione in forma associata, e con la prestazione della propria attività lavorativa, continuità di occupazione e le migliori condizioni economiche, sociali, professionali.
Ai fini del raggiungimento degli scopi sociali e mutualistici, i soci instaurano con la cooperativa un ulteriore rapporto di lavoro, in forma subordinata o autonoma, nelle diverse tipologie previste dalla legge, ovvero in qualsiasi altra forma consentita dalla legge italiana.
Le modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative dei soci sono disciplinate da un apposito regolamento approvato ai sensi dell’art. 6 della legge 3 aprile 2001, n. 142.
La Cooperativa ha lo scopo primario di migliorare la vita dei detenuti e favorirne il recupero e il reinserimento sociale; seguire l’interesse generale della comunità dei carcerati, la promozione umana e la loro integrazione sociale attraverso l’inserimento lavorativo, in attività agricole, industriali, commerciali o di servizi, nonché di persone comunque svantaggiate,nelle percentuali e come definito dalla legge 8.11.1991 n. 381 ed eventuali modificazioni ed integrazioni, attuando, in forma mutualistica e senza fini speculativi, l’autogestione dell’impresa che ne é l’oggetto, dando continuità di occupazione lavorativa ai soci alle migliori condizioni economiche, sociali e professionali.
La Cooperativa si propone di perseguire, in modo continuativo e senza fini di lucro, l’interesse generale della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei cittadini attraverso lo svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, commerciali o di servizi – finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Conseguentemente la tutela dei soci lavoratori viene esercitata dalla Cooperativa e dalle Associazioni di rappresentanza nell’ambito delle leggi in materia, degli Statuti sociali e dei Regolamenti interni. La Cooperativa deve essere retta e disciplinata dai principi della mutualità.
La Cooperativa, per il conseguimento dello scopo sociale e in particolare per favorire la promozione umana e sociale dei propri soci, potrà gestire stabilmente o temporaneamente, in conto proprio o per conto terzi attività di carattere agricolo sia su terreni propri che in affitto o in comodato nonché attività industriali, artigianali, commerciali o di servizi; potrà inoltre organizzare e tenere corsi di formazione, conferenze, seminari di studio su tematiche inerenti il mondo del lavoro, problematiche sociali, tematiche di carattere religioso o spirituale.
La Cooperativa potrà svolgere, sempre con indirizzo mutualistico, qualunque altra attività connessa agli scopi sopra elencati e quant’altro utile o necessario al fine di diffondere i principi della cooperazione mutualistica. Potrà compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali di natura immobiliare, mobiliare, industriale e finanziaria necessarie od utili alla realizzazione degli scopi sociali e/o comunque direttamente o indirettamente attinenti ai medesimi nonché, tra l’altro e solo per indicazione esemplificativa e non limitativa:
1)assumere interessenze e partecipazioni, nelle forme consentite dalla legge, in imprese, anche consortili, che svolgano attività analoghe o comunque accessorie all’attività sociale;
2) aderire a consorzi fidi al fine di ottenere, per il loro tramite, agevolazioni e facilitazioni nell’accesso al credito bancario per sopperire alle esigenze finanziarie della cooperativa, prestando all’uopo le necessarie garanzie e fideiussioni;
3) costituire fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale, nonché adottare procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo o all’ammodernamento aziendale ai sensi della legge 59/92 e partecipare allo sviluppo e al finanziamento delle cooperative sociali.
La Cooperativa potrà ricevere prestiti da soci, finalizzati al raggiungimento dell’oggetto sociale, secondo i criteri ed i limiti fissati dalla legge e dai regolamenti. Le modalità di svolgimento di tale attività sono definite con apposito regolamento approvato con decisione dei soci. E’ tassativamente vietata la raccolta del risparmio fra il pubblico sotto ogni forma.
Possono essere soci tutte le persone fisiche aventi piena capacità di agire, che, per professione, capacità effettiva di lavoro, attitudine e specializzazione professionale, possano partecipare direttamente ai lavori dell’impresa sociale ed attivamente cooperare al suo esercizio ed al suo sviluppo.
In particolare posso essere soci le persone detenute o internate in Istituiti Penitenziari che abbiano ottenuto dalle autorità competenti autorizzazione in merito, ai sensi dell’Art.21 Legge 354/75 o a normative analoghe.
I minori possono far parte della Cooperativa nei modi e con le autorizzazioni di legge.
Ai sensi dell’art. 14 della legge 59/92 è consentita l’ammissione di elementi tecnici e amministrativi nel numero necessario al buon funzionamento della Società.
I soci sono ripartiti nel modo seguente:
– soci fondatori: è la qualifica che spetta ai soci che hanno fondato la Cooperativa e versano una quota sociale che corrisponde al Capitale Sociale della Cooperativa. I soci fondatori possono assumere, in aggiunta, la qualifica di “socio ordinario”, ovvero di “socio volontario”, ovvero di “socio lavoratore”;
– soci ordinari: sono i soci che versano regolarmente la loro quota sociale annua ma non lavorano nella Cooperativa, se non in via occasionale e saltuaria, né gratuitamente né come dipendenti;
– soci volontari: sono i soci che prestano la loro attività sia professionale che lavorativa a favore della Cooperativa, gratuitamente;
– soci lavoratori: sono i soci che lavorano per la Cooperativa e come tali sono inquadrati e remunerati.
I soci volontari che lavorano gratuitamente nella Cooperativa saranno iscritti in apposita sezione del Libro soci. Ai soci lavoratori si applicherà la normativa vigente in materia assicurativa e previdenziale prevista per le Cooperative Sociali.
d) l’ammontare della quota che propone di sottoscrivere, la quale non dovrà comunque essere inferiore ad euro 25,00 (euro venticinque) né superiore al limite massimo fissato dalla legge;
e) la dichiarazione di attenersi al presente statuto ed alle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali.
L’organo amministrativo, accertata la sussistenza dei requisiti e delle condizioni di cui al precedente articolo 5 e l’inesistenza delle cause di incompatibilità indicati dal medesimo art 5, delibera entro sessanta giorni sulla domanda e stabilisce le modalità ed i termini per il versamento del capitale sociale.
Qualora l’accoglimento della domanda di ammissione determini il superamento dei limiti previsti dall’articolo 2519, comma 2, del codice civile e, conseguentemente, l’obbligo per la cooperativa di applicare le disposizioni in materia di società per azioni, gli amministratori devono convocare l’assemblea per la modificazione dello statuto.
Art. 7 – Obblighi del socio
– della quota sottoscritta con le modalità e nei termini previsti dal precedente art. 6;
c) a mettere a disposizione le loro capacità professionali e il loro lavoro in relazione al tipo e allo stato dell’attività svolta, nonché alla quantità delle prestazioni di lavoro disponibile per la cooperativa stessa, come previsto nell’ulteriore rapporto instaurato e ferme restando le esigenze della cooperativa.
Qualora i presupposti del recesso non sussistano, gli amministratori devono darne immediata comunicazione al socio che, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può attivare le procedure di cui all’art. 2532 C.C.
c) che risulti gravemente inadempiente per le obbligazioni che derivano dalla legge, dallo statuto, dal regolamento o che ineriscano il rapporto mutualistico, nonchè dalle deliberazioni adottate dagli organi sociali;
d) che non osservi il presente statuto, i regolamenti sociali, le deliberazioni adottate dalle decisioni dei soci e/o dagli organi sociali, salva la facoltà dell’Organo amministrativo di accordare al socio un termine non superiore a 60 (sessanta) giorni per adeguarsi ;
e) che, previa intimazione da parte degli Amministratori con termine di almeno 30 (trenta) giorni, non adempia al versamento del valore delle quote sottoscritte o nei pagamenti di somme dovute alla Società a qualsiasi titolo;
f) che venga a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità previste dall’art. 5, o che comunque svolga o tenti di svolgere attività in concorrenza alla cooperativa;
g) che nell’esecuzione del proprio lavoro commetta atti valutabili quale notevole inadempimento degli obblighi sociali;
h) che arrechi, in qualunque modo, gravi danni materiali alla cooperativa o assuma iniziative o comportamenti pregiudizievoli per il conseguimento dello scopo mutualistico o dell’oggetto sociale;
i) che venga condannato con sentenza penale irrevocabile per reati che importino l’interdizione anche temporanea dai pubblici uffici, nonché per reati che, per le modalità di esecuzione e la gravità, non consentano la prosecuzione del rapporto;
l) che abbia subito un provvedimento di licenziamento per giustificato motivo oggettivo nell‘ambito delle fattispecie disciplinate da norme di legge ai fini dell‘erogazione di strumenti pubblici a sostegno del reddito dei lavoratori;
m) che nell’esecuzione del rapporto di lavoro subordinato subisca un provvedimento di licenziamento per motivi disciplinari, per giusta causa o giustificato motivo soggettivo;
n) il cui ulteriore rapporto di lavoro non subordinato sia stato risolto dalla cooperativa per inadempimento;
Contro la deliberazione di esclusione il socio, entro sessanta giorni dalla comunicazione inviata mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, può attivare le procedure di cui all’art. 2533 C.C.
I soci receduti, decaduti od esclusi hanno soltanto il diritto al rimborso del capitale da essi effettivamente versato ed eventualmente rivalutato ai sensi dei successivi articoli 15 e 18, lettera c), la cui liquidazione – eventualmente ridotta in proporzione alle perdite imputabili al capitale – avrà luogo sulla base del bilancio dell’esercizio nel quale si è verificato lo scioglimento del rapporto sociale.
La liquidazione o il rimborso della frazione di capitale assegnata al socio ai sensi del successivo articolo 15 può essere corrisposta in più rate, unitamente agli interessi legali, entro un termine massimo di due anni.
In caso di morte del socio, gli eredi o legatari del socio defunto hanno diritto di ottenere il rimborso delle quote interamente liberate, eventualmente rivalutate, nella misura e con le modalità di cui al precedente articolo 12.
Gli eredi provvisti dei requisiti per l’ammissione alla Società possono richiedere di subentrare nella partecipazione del socio deceduto. L’ammissione sarà deliberata dall’Organo amministrativo, previo accertamento dei requisiti, con le modalità e le procedure di cui al precedente art.6, in mancanza si provvede alla liquidazione ai sensi del precedente art. 12.
I soci receduti od esclusi e gli eredi del socio deceduto dovranno richiedere il rimborso della quota versata entro i 2 (due) anni dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo.
Le quote per le quali non sarà richiesto il rimborso nel termine suddetto saranno devolute con deliberazione del consiglio d’amministrazione al fondo di riserva legale.
Il ristorno è ripartito tra i soci cooperatori proporzionalmente alla qualità e alla quantità della prestazione lavorativa conferita, in conformità con i criteri stabiliti dall’apposito regolamento. L’assemblea può deliberare la ripartizione dei ristorni a ciascun socio:
b) mediante aumento proporzionale delle rispettive quote di capitale.
dal capitale sociale, che è variabile ed è formato dai conferimenti effettuati dai soci, rappresentati da quote, ciascuna del valore non inferiore a euro 25,00 (euro venticinque) e non superiore ai limiti stabiliti dalla legge;
dalla riserva legale formata con gli utili di cui all’articolo 18 e con il valore delle quote eventualmente non rimborsate ai soci receduti od esclusi ed agli eredi dei soci deceduti;
dall’eventuale sovrapprezzo formato con le somme versate dai soci ai sensi del precedente articolo 7;
Le riserve, salva quella di cui alla precedente lettera c, sono indivisibili e, conseguentemente, non possono essere ripartite tra i soci cooperatori durante la vita della cooperativa, né all’atto del suo scioglimento.
Articolo 17 – Caratteristiche delle quote
Il provvedimento dell’organo amministrativo deve essere comunicato al socio entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta, decorsi i quali il socio è libero di trasferire la propria partecipazione e la cooperativa deve iscrivere nel libro dei soci l’acquirente, a condizione che lo stesso abbia i requisiti previsti dall’articolo 5 e che il trasferimento della partecipazione avvenga entro un anno dall’autorizzazione amministrativa espressa o tacita.
In caso di diniego dell’autorizzazione, l’organo amministrativo deve motivare la relativa delibera e comunicarla entro sessanta giorni al socio interessato, il quale, entro i successivi sessanta giorni dalla comunicazione, può attivare le procedure di cui all’art. 2530 C.C.
Art.18 – Bilancio di esercizio
L’assemblea che approva il bilancio delibera sulla ripartizione dei ristorni nel rispetto dei limiti e delle modalità previste dal precedente articolo 15 e, successivamente sulla distribuzione degli utili annuali destinandoli:
b) al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui all’art. 11 della legge 31.1.92 n. 59, nella misura stabilita dalla legge;
d) ad eventuale remunerazione del capitale sociale effettivamente versato in misura non superiore al limite stabilito dalla legge ai fini del riconoscimento dei requisiti mutualistici,
d) la restante parte a riserva straordinaria ovvero ai fondi di cui alla lettera d) ed e) dell’art. 16.
Non possono essere distribuiti neanche in modo indiretto utili e avanzi di gestione nonchè fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima ed unitaria struttura.
Utili ed avanzi di gestione devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
Art. 19 – Decisioni dei soci
3) la nomina dei sindaci e del presidente del collegio sindacale ove obbligatorio per legge o l’assemblea lo ritenga opportuno;
Art. 20 – Assemblee
La convocazione dell’Assemblea deve effettuarsi mediante lettera raccomandata o comunicazione via fax o altro mezzo idoneo a garantire la prova del ricevimento da parte di ciascun socio avente diritto al voto, inviata 8 (otto) giorni prima dell’adunanza, contenente l’ordine del giorno, il luogo, la data e l’ora della prima e della seconda convocazione, che deve essere fissata almeno 24 (ventiquattro) ore dopo la prima.
L’Assemblea delibera a maggioranza assoluta, ad eccezione dei casi previsti dai numeri 4, 6 e 7 del precedente articolo 19, per i quali è necessario il voto favorevole della maggioranza assoluta dei soci aventi diritto al voto.
Nelle Assemblee hanno diritto al voto coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno 90 (novanta) giorni.
Ciascun socio persona fisica ha un solo voto, qualunque sia l’ammontare della sua partecipazione; i soci persone giuridiche potranno avere un massimo di 5 (cinque) voti, in relazione all’ammontare della quota sociale detenuta oppure al numero dei loro membri.
I soci che, per qualsiasi motivo, non possono intervenire personalmente all’Assemblea, hanno la facoltà di farsi rappresentare, mediante delega scritta, soltanto da un altro socio avente diritto al voto e che non sia Amministratore o dipendente come disposto nell’art. 2372 del codice civile.
Ciascun socio non può rappresentare più di 2(due) soci.
L’Assemblea è presieduta dall’Amministratore unico o dal presidente dell’Organo amministrativo ed in sua assenza dal vice presidente, ed in assenza anche di questi, dalla persona designata dall’Assemblea stessa, col voto della maggioranza dei presenti.
La cooperativa può essere amministrata, alternativamente, da un amministratore unico o da un consiglio di amministrazione composto da due a sette, su decisione dei soci in sede di nomina.
In caso di nomina del consiglio di amministrazione, l’amministrazione della cooperativa può essere affidata anche a soggetti non soci, purché la maggioranza del consiglio di amministrazione sia scelta tra i soci cooperatori oppure tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche. L’amministratore unico deve essere scelto unicamente tra i soci cooperatori o tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche.
Gli amministratori restano in carica per il periodo determinato dai soci al momento della nomina, comunque non superiore a tre esercizi.
Il consiglio di amministrazione può affidare specifici incarichi a singoli amministratori o a un comitato esecutivo, delegando loro i necessari poteri e precisando i contenuti, i limiti e le modalità di esercizio della delega. Non possono essere delegati i poteri concernenti le materie indicate dall’articolo 2475, comma 5, c.c. nonché i poteri in materia di ammissione, di recesso ed esclusione dei soci. Il consiglio di amministrazione deve inoltre deliberare in forma collegiale nei casi in cui oggetto della decisione siano la remunerazione della prestazione mutualistica, il ristorno, il conferimento, la cessione o l’acquisto di azienda o di ramo d’azienda, la costituzione o assunzione di una partecipazione rilevante in altra società.
Ogni 180 (centottanta) giorni gli organi delegati devono riferire agli Amministratori e al Collegio sindacale, se nominato, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione nonché sulle operazioni di maggior rilievo, in termini di dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla Cooperativa e dalle sue controllate
Gli amministratori relazionano, in occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio, sui criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico, con particolare riferimento alla sussistenza del requisito della prevalenza mutualistica o alle azioni che si intendono intraprendere per riacquistare il requisito stesso in caso di perdita temporanea ai sensi dell’articolo 2545-octies c.c. Nella medesima relazione gli amministratori devono illustrare le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione di nuovi soci.
L’amministratore unico ha la rappresentanza della cooperativa.
In caso di nomina del consiglio di amministrazione, la rappresentanza della cooperativa spetta al presidente del consiglio, al vicepresidente ed ai consiglieri delegati, se nominati.
In caso di mancanza sopravvenuta dell’Amministratore unico o di tutti gli Amministratori, il ricorso alla decisione dei soci deve essere fatto d’urgenza dal Collegio sindacale, se nominato, il quale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione. In caso di mancanza del Collegio sindacale, l’Amministratore unico o gli amministratori sono tenuti a far ricorso alla decisione dei soci e rimangono in carica fino alla sua sostituzione.
Qualora si verifichino i presupposti di legge di cui all’articolo 2543, comma 1, c.c. O qualora l’assemblea lo ritenga opportuno, la cooperativa procede alla nomina del collegio sindacale, composto da tre membri effettivi e due supplenti eletti dall’assemblea.
In caso di morte, di decadenza o rinunzia di un sindaco, subentrano i supplenti in ordine di età. I sindaci così nominati restano in carica fino alla successiva assemblea dei soci. I nuovi nominati scadono insieme con quelli in carica.
Nell’espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo, i sindaci -sotto la propria responsabilità ed a proprie spese possono avvalersi di propri dipendenti ed ausiliari, i quali tuttavia non debbono trovarsi in una delle condizioni di ineleggibilità e decadenza previste dall’art. 2399, c.c. L’organo amministrativo può, tuttavia, rifiutare agli ausiliari e ai dipendenti dei sindaci l’accesso a informazioni riservate.
I sindaci devono assistere alle adunanze delle assemblee dei soci.
Hanno facoltà di assistere alle adunanze del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo, se nominato.
Art. 27 – Scioglimento anticipato
Art. 28 – Devoluzione patrimonio finale
In caso di scioglimento della Società, l’intero patrimonio sociale deve essere devoluto ad altre ONLUS o ad altre organizzazioni di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3 comma 190 della L. 23.12.1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
risultante dalla liquidazione sarà devoluto nel seguente ordine:
Art. 29 – Regolamenti
Art. 30 – Principi di mutualità, indivisibilità delle riserve e devoluzione
Non possono essere distribuiti ai soci dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei Buoni Postali Fruttiferi, aumentato di 2,5 (due virgola cinque) punti percentuali rispetto al capitale effettivamente versato.
Ai soci cooperatori che abbiano sottoscritto strumenti finanziari, non può essere attribuito un dividendo in misura superiore a 2 (due) punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi.
In caso di scioglimento della società, l’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale effettivamente versato dai soci ed eventualmente rivalutato a norma del precedente art. 18, dovrà essere devoluto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui all’art. 11 della Legge 31 gennaio 1992 n. 59 e successive modifiche e integrazioni.
Tutte le precedenti clausole sono inderogabili e devono di fatto essere osservate.
Art. 31 – Clausola compromissoria
Tutte le controversie insorgenti tra i soci ovvero tra i soci e la società, anche se promosse da amministratori, liquidatori, sindaci o revisore (se nominati), ovvero nei loro confronti, che abbiano ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, nonchè quelli aventi ad oggetto la validità delle delibere assembleari, ad eccezione di quelle nelle quali la legge preveda l’intervento obbligatorio del P.M., sono devolute all’esclusiva cognizione di un arbitro unico secondo il regolamento di arbitrato della Camera di Commercio di Grosseto. L’arbitro sarà nominato in conformità a regolamento della Camera di Commercio. L’arbitrato sarà rituale e l’arbitro deciderà secondo diritto nel rispetto delle norme inderogabili degli articoli 806 e seguenti C.P.C. Le parti si impegnano a ricorrere alla procedura conciliativa della Camera di Commercio di Grosseto prima di iniziare il procedimento arbitrale.

References: articolo 5

Art. 7
 art. 6
 sentenza 
 articolo 15
 articolo 12
 art.6
 art. 12
 articolo 7

Articolo 17

Art.18
 articolo 15

Art. 19

Art. 20
 articolo 19

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30
 art. 18

Art. 31