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Timestamp: 2020-08-05 05:30:32+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2484 del 02/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2484 del 02/02/2011
Cassazione civile sez. trib., 02/02/2011, (ud. 03/12/2010, dep. 02/02/2011), n.2484
avverso la sentenza n. 169/2008 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
– quelle di cui al 1^, 2^, 3^ e 5^ motivo, non sussistendo le rispettive violazioni di legge, in quanto la decisione impugnata non ha per niente imposto che il contratto di servizi dovesse risultare da forma scritta (anche se un certo rigore della documentazione dei costi è desumibile, almeno ad probationem dal D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 75, comma 4, essendosi in sostanza limitata ad affermare, con congrua e corretta valutazione delle risultanze di causa, ivi incluse le deduzioni del contribuente, che questi non avesse fornito la prova del costo dedotto. Invero, la decisione i rivela in armonia con il consolidato orientamento secondo cui, in punto di prova, la presunzione che assiste l’operato degli accertatori è legale, nel senso che null’altro l’Ufficio è tenuto a provare se non quanto emerge dal procedimento deduttivo fondato sulle risultanze esposte, gravando sul contribuente l’onere di dimostrare la regolarità delle operazioni effettuate, anche in relazione alla contestata antieconomicità delle stesse (Cass. 18 maggio 2007 n. 11599, secondo cui, nel giudizio tributario, una volta contestata dall’erario l’antieconomicità di un’operazione posta in essere dal contribuente che sia imprenditore commerciale, diviene onere del contribuente stesso dimostrare la liceità fiscale della suddetta operazione, ed il giudice tributario non può, al riguardo, limitarsi a constatare la regolarità della documentazione cartacea; nonchè Cass. 23 marzo 2007 n. 7144, in motivazione). Nè sussiste, la violazione di disposizioni del codice civile lamentata nel primo motivo, dato che la decisione adottata sul punto dalla C.T.R. è in armonia con il principio secondo cui l’Amministrazione finanziaria, quale terzo interessato alla regolare applicazione delle imposte, è dotata, già in sede di accertamento fiscale, del potere di riqualificare i contratti posti in essere dalle parti, e di assoggettarli ad un trattamento fiscale meno favorevole di quello altrimenti applicabile (si vedano Cass. nn. 28816/2005; 10000/2006).
– quelle di cui al 4^, 6^ e 7^ motivo, con cui si deducono vizi di insufficiente e contraddittoria motivazione, perchè – oltrechè inammissibile in quanto deduce congiuntamente due ragioni di censura tra loro inconciliabili – sono infondate limitandosi ad affermare una possibile situazione alternativa, ma deducendo, in sostanza un’inammissibile nuova valutazione delle risultanze di causa Cass. n. 5335/00; 13359/99; 5537/97; 900/96; 124/80), in ordine all’inapplicabilità delle tariffe dei commercialisti, alla comparabilità dei servizi prestati a società similari ed alla quantificazione del risparmio fiscale”.
Che il Collegio, a seguito della discussione in Camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione, non adeguatamente contrastati da quanto espresso nella memoria, e, pertanto, riaffermati i principi sopra richiamati, il ricorso deve essere rigettato; che le spese del presente giudizio di legittimità seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo.
Rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio, che liquida in Euro 3.100= di cui Euro 3.000= per onorario, oltre spese generali ed accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 75
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.