Source: http://leg16.camera.it/410?idSeduta=0470&tipo=sommario
Timestamp: 2019-11-21 17:24:12+00:00

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Seduta n. 470 di martedì 3 maggio 2011
GIUSEPPE FALLICA (PdL), Segretario. Legge il processo verbale della seduta del 28 aprile 2011.
Dopo un intervento del deputato GIOVANNI CUPERLO (PD), il processo verbale è approvato.
PRESIDENTE. Comunica che il presidente del gruppo parlamentare Futuro e Libertà per il Terzo Polo ha reso noto che il deputato Carmelo Briguglio è stato nominato vicepresidente vicario del gruppo.
ALESSANDRA SIRAGUSA (PD). Sollecita la risposta ad un atto di sindacato ispettivo da lei presentato.
ERMETE REALACCI (PD). Lamenta la mancata adozione entro il termine previsto del decreto ministeriale in materia di fonti di energia rinnovabili, nonché l'intendimento del Governo di non tenere conto delle indicazioni formulate dal Parlamento relativamente al medesimo settore.
GIULIANO CAZZOLA (PdL). Richiama il contenzioso giudiziario in corso relativamente alla definizione del contratto applicabile alla categoria dei metalmeccanici, riguardo al quale preannunzia la presentazione di un atto di sindacato ispettivo.
Seguito della discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 26 del 2011: Misure urgenti per garantire l'ordinato svolgimento delle assemblee societarie annuali (A.C. 4219).
Nella seduta del 27 aprile 2011 si è svolta la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Avverte che la Presidenza non ritiene ammissibile l'emendamento Borghesi 1.1.
Intervengono sul complesso degli emendamenti presentati i deputati MARCO CAUSI (PD), IVANO STRIZZOLO (PD), MASSIMO MARCHIGNOLI (PD), LUCIANO PIZZETTI (PD), LUDOVICO VICO (PD), LAURA FRONER (PD), FRANCESCO BARBATO (IdV), CARMEN MOTTA (PD), Pag. VISTEFANO GRAZIANO (PD), ANGELO COMPAGNON (UdCpTP) e COSIMO VENTUCCI (PdL).
PRESIDENTE. Avverte che prima dell'inizio della seduta sono stati ritirati gli emendamenti Fluvi 1.2 e 1.4.
GIANFRANCO CONTE (PdL), Presidente della VI Commissione. Esprime parere contrario sull'emendamento Barbato 1.3.
LUIGI CASERO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Concorda.
ANTONIO BORGHESI (IdV). Richiama le finalità sottese all'emendamento Barbato 1.3.
SILVANA ANDREINA COMAROLI (LNP). Giudica contraddittorie le misure previste dall'emendamento Barbato 1.3, sul quale dichiara il voto contrario del suo gruppo.
Interviene per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Renato CAMBURSANO (IdV).
La Camera, con votazione nominale elettronica, respinge l'emendamento Barbato 1.3.
LUIGI CASERO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Accetta l'ordine del giorno Fluvi n.1.
BRUNO TABACCI (Misto-ApI). Nel dichiarare l'astensione della sua componente politica sul provvedimento in esame, che reca misure disorganiche e non più necessarie, valuta negativamente la nuova politica industriale delineata dall'Esecutivo, che reintroduce un meccanismo di partecipazioni statali svincolato dal controllo parlamentare e lesivo delle regole del libero mercato.
FRANCESCO BARBATO (IdV). Giudicate del tutto inefficaci le disposizioni contenute nel decreto-legge in esame, ritiene assolutamente inadeguata la politica industriale attuata da un Governo che non affronta i problemi strutturali delle imprese italiane, come confermato, tra l'altro, dal presidente di Confindustria. Richiamate altresì le difficoltà in cui versa il sistema produttivo nazionale, con particolare riferimento agli aspetti inerenti l'accesso al credito, sottolinea l'attenzione riservata dal suo gruppo alle tematiche in discussione, anche al fine di sostenere adeguatamente le giovani generazioni, costrette ad affrontare un mondo del lavoro sempre più instabile e precario.
BENEDETTO DELLA VEDOVA (FLpTP). Dichiara l'astensione del suo gruppo sul provvedimento in esame, che giudica irrilevante, ritenendo indispensabile, per la ripresa dell'economia italiana, abbandonare un approccio meramente protezionistico e varare misure volte a favorire l'internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale.
GERARDO SOGLIA (IR). Sottolineata preliminarmente la cruciale rilevanza di un'attenta vigilanza da parte delle competenti istituzioni sul corretto funzionamento del mercato, con particolare riferimento all'attività imprenditoriale svolta da aziende quotate in borsa, esprime pieno apprezzamento per contenuti e finalità del provvedimento in esame, sul quale dichiara il convinto voto favorevole del suo gruppo.
GIAN LUCA GALLETTI (UdCpTP). Nel sottolineare che il decreto-legge in esame ha compromesso la credibilità delle regole del mercato e conseguentemente la stabilità economica del Paese, lamenta l'assenza di un'efficace politica industriale del Governo, che consenta di individuare settori strategici di investimento. Sottolineata, inoltre, la necessità di favorire la patrimonializzazione delle imprese, anche attraverso un'adeguata politica fiscale, dichiara l'astensione del suo gruppo sul provvedimento in discussione.
GIANLUCA FORCOLIN (LNP). Dichiara il voto favorevole del suo gruppo sul provvedimento in esame, che persegue il prioritario obiettivo di una tempestiva ed efficace tutela di rilevanti interessi economici e industriali del Paese, che potrebbero essere compromessi dal tentativo di acquisizione del gruppo Parmalat da parte della società francese Lactalis; richiama quindi i molteplici atti di sindacato ispettivo e d'iniziativa legislativa a tutela del sistema delle imprese grandi e piccole presentati dalla propria parte politica.
ALBERTO FLUVI (PD). Rileva che la vicenda Parmalat dimostra la totale incapacità del Governo di mettere in atto una politica industriale efficiente che difenda l'italianità delle nostre imprese, giudicando indispensabile che al rigore nella gestione della finanza pubblica si accompagni l'adozione di misure volte a favorire lo sviluppo del sistema produttivo. Dichiara, quindi, l'astensione del suo gruppo sul disegno di legge di conversione in esame, che giudica inutile.
ELVIRA SAVINO (PdL). Respinte nettamente le critiche, a suo avviso ingiustificate e strumentali, rivolte dalle opposizioni al provvedimento d'urgenza in esame, che, scevro da qualsiasi intento protezionistico, ha tutelato efficacemente l'interesse nazionale imponendo un percorso trasparente ed economicamente adeguato all'offerta pubblica di acquisto della Parmalat lanciata dalla società francese Lactalis, dichiara il convinto voto favorevole del suo gruppo.
Intervengono per dichiarazione di voto a titolo personale i deputati GIULIANO CAZZOLA (PdL), ANTONIO MARTINO (PdL) e ROBERTO GIACHETTI (PD).
La Camera, con votazione finale elettronica, approva il disegno di legge di conversione n. 4219.
Su un lutto del deputato Maurizio Lupi.
PRESIDENTE. Rinnova, anche a nome dell'Assemblea, le espressioni della partecipazione al dolore del deputato Maurizio Lupi, colpito da un grave lutto: la perdita del padre.
ENRICO LA LOGGIA (PdL). Nel giudicare deprecabili le modalità con cui si stanno svolgendo alcune manifestazioni nei pressi delle sedi della Camera, invita i Presidenti dei due rami del Parlamento a chiedere un intervento delle Forze dell'ordine che consenta di coniugare la libertà di manifestare con il diritto ad un corretto esercizio delle prerogative parlamentari.
ETTORE ROSATO (PD). Osserva che le misure di sicurezza poste in essere nei pressi di Palazzo Montecitorio anche quando non sono previste né sedute parlamentari né manifestazioni pubbliche trasmettono un senso di lontananza delle istituzioni dalla cittadinanza, che reputa deplorevole.
PRESIDENTE. Assicura che consulterà il Presidente del Senato in merito alla questione sollevata dal deputato La Loggia.
MASSIMO DONADI (IdV). Chiede alla Presidenza di attivarsi affinché la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi proceda agli adempimenti di propria competenza in relazione a quanto previsto dalla normativa sulla par condicio in vista dell'imminente campagna referendaria.
PRESIDENTE. Si riserva di assumere, d'intesa con la Presidenza del Senato, eventuali iniziative in ordine alla questione evocata dal deputato Donadi.
FURIO COLOMBO (PD). Rileva che sulle frequenze RAI sono stati trasmessi curiosi appelli volti a promuovere l'immagine turistica e paesaggistica di Lampedusa, in netta contraddizione con le notizie trasmesse dai telegiornali delle reti pubbliche circa il drammatico afflusso di immigrati nella predetta isola.
MAURIZIO TURCO (PD). Ricorda una forma di protesta posta in essere dal deputato Beltrandi in relazione alla questione precedentemente sollevata dal deputato Donadi.
Seguito della discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 27 del 2011: Misure urgenti per la corresponsione di assegni una tantum al personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (A.C. 4220-A).
PRESIDENTE. Dà conto delle proposte emendative dichiarate inammissibili dalla Presidenza (vedi resoconto stenografico pag. 47).
DONATO BRUNO (PdL), Presidente della I Commissione. Chiede una breve sospensione della seduta per consentire al Comitato dei diciotto di riunirsi per valutare il parere espresso dalla V Commissione.
ROBERTO GIACHETTI (PD). Ritiene opportuno prevedere una durata congrua della sospensione della seduta.
PRESIDENTE. Sospende la seduta fino alle 17,30.
PRESIDENTE. Avverte che le Commissioni hanno presentato l'emendamento 1.500, con riferimento al quale risulta alla Presidenza che i rappresentanti di tutti i gruppi abbiano rinunciato alla fissazione di un termine per la presentazione di eventuali subemendamenti.
Intervengono sul complesso degli emendamenti presentati i deputati ALESSANDRO NACCARATO (PD), MARIA GRAZIA LAGANÀ FORTUGNO (PD), PIER FAUSTO RECCHIA (PD), MASSIMO VANNUCCI (PD), MARIO TASSONE (UdCpTP), AUGUSTO DI STANISLAO (IdV), GIOVANNI PALADINI (IdV), RENATO CAMBURSANO (IdV) e ROBERTO OCCHIUTO (UdCpTP).
MARIA ELENA STASI (IR), Relatore per la I Commissione. Raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.500 delle Commissioni, esprime parere favorevole sugli emendamenti 1.300, 1.301 e 1.302 (ex articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento) Pag. IXed invita al ritiro dei restanti emendamenti, esprimendo altrimenti parere contrario.
La Camera, con votazione nominale elettronica, respinge l'emendamento Maurizio Turco 1.1.
ROBERTO ZACCARIA (PD). Richiama le motivazioni per cui reputa opportuno prevedere l'incremento della dotazione del fondo di cui all'articolo 1 attraverso l'adozione di provvedimenti legislativi, come previsto dal suo emendamento 1.2, che recepisce un'osservazione formulata dal Comitato per la legislazione.
La Camera, con votazione nominale elettronica, respinge l'emendamento Zaccaria 1.2.
ANTONIO RUGGHIA (PD). Nel giudicare risibile e mortificante la misura una tantum prevista nel provvedimento d'urgenza in esame, lamenta le modalità inerenti la copertura finanziaria delle suddette norme, invitando peraltro l'Assemblea ad approvare il suo emendamento 1.3.
La Camera, con votazione nominale elettronica, respinge l'emendamento Rugghia 1.3.
GIANCLAUDIO BRESSA (PD). Rilevata l'incapacità del Governo di gestire con razionalità il comparto della sicurezza nel nostro Paese, lamenta l'estrema esiguità delle risorse destinate agli operatori del predetto settore dal provvedimento d'urgenza in esame.
La Camera, con votazioni nominali elettroniche, approva gli emendamenti 1.300 (ex articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento) e 1.500 delle Commissioni e respinge l'emendamento Rugghia 1.15.
ROBERTO ZACCARIA (PD). Illustra le finalità del suo emendamento 1.18.
La Camera, con votazioni nominali elettroniche, respinge l'emendamento Zaccaria 1.18 ed approva l'emendamento 1.301 (ex articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento).
ROSA MARIA VILLECCO CALIPARI (PD). Ricorda che il suo emendamento 1.10 è volto a rendere permanenti le misure perequative recate dal decreto-legge in esame in favore del personale del comparto sicurezza, già fortemente penalizzato dalle deprecabili scelte del Governo.
La Camera, con votazione nominale elettronica, respinge l'emendamento Villecco Calipari 1.10.
MAURIZIO TURCO (PD). Esprime un giudizio fortemente negativo sulle norme di stampo propagandistico contenute nel provvedimento d'urgenza in esame, volte a porre rimedio in modo discriminatorio alle misure penalizzanti varate dal Governo a scapito del comparto sicurezza e difesa.
La Camera, con votazioni nominali elettroniche, approva l'emendamento 1.302 (ex articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento) e respinge gli emendamenti Maurizio Turco 1.14, Paladini 1.17, Di Stanislao 1.19, Naccarato 1.20 e Maurizio Turco 1.21.
GIUSEPPE COSSIGA, Sottosegretario di Stato per la difesa, e GUIDO CROSETTO, Sottosegretario di Stato per la difesa. Accettano gli ordini del giorno Catanoso n. 1, Marinello n. 4 (Nuova formulazione) e Cirielli n. 6; accettano altresì, purché riformulato, l'ordine del giorno Pelino n. 2 ed accolgono come raccomandazione l'ordine del giorno Alessandri n. 5; non accettano infine i restanti documenti di indirizzo.
La Camera, con votazione nominale elettronica, respinge l'ordine del giorno Maurizio Turco n. 3.
Intervengono il deputato ETTORE ROSATO (PD) ed il sottosegretario di Stato per la difesa GIUSEPPE COSSIGA.
La Camera, con votazione nominale elettronica, respinge l'ordine del giorno Rosato n. 7.
GIOVANNI PALADINI (IdV). Rilevate le deleterie conseguenze per il personale del comparto sicurezza e difesa derivanti dall'inadeguatezza della politica attuata dall'Esecutivo, osserva come le modifiche apportate al provvedimento d'urgenza in esame ne abbiano fortemente sminuito la portata, introducendo peraltro gravi sperequazioni che comporteranno una notevole mole di ricorsi relativi alla non pensionabilità delle misure economiche introdotte. Dichiara quindi l'astensione del suo gruppo, nella convinzione che le pur minime risorse finanziarie destinate al comparto sicurezza e difesa siano comunque doverose.
GIANFRANCO PAGLIA (FLpTP). Nel ritenere che il comparto sicurezza e difesa meriti maggior rispetto e considerazione da parte delle forze politiche, dichiara l'astensione del suo gruppo sul disegno di legge di conversione in esame.
MARIO TASSONE (UdCpTP). Dichiara l'astensione del suo gruppo sul provvedimento d'urgenza in esame, denunziando l'assenza di una chiara visione da parte dell'Esecutivo del ruolo delle Forze impiegate a tutela della sicurezza del nostro Paese, alle quali ritiene debba essere espressa la riconoscenza di tutti.
FRANCO GIDONI (LNP). Conferma il sostegno del propria parte politica alle misure recate da un provvedimento d'urgenza volto a reintegrare, almeno parzialmente, i tagli apportati dalle manovre di finanza pubblica ai comparti sicurezza e difesa, resisi necessari per mantenere in equilibrio i conti pubblici, consentendo, tra l'altro, di onorare gli impegni assunti con gli operatori del settore. Nel valutare altresì positivamente l'ipotesi di reperire parte della copertura finanziaria necessaria tramite l'utilizzo di risorse accantonate grazie ai risparmi conseguiti sulle spese inerenti talune missioni militari all'estero, delle quali vi è attualmente minore esigenza, dichiara il voto favorevole del suo gruppo sul disegno di legge di conversione in esame.
EMANUELE FIANO (PD). Nel sottolineare che la deleteria politica di tagli lineari attuata dal Governo si è dimostrata particolarmente penalizzante per gli operatori del comparto sicurezza e difesa, tanto da rendere necessarie misure perequative quali quelle in esame, che smentiscono precedenti scelte dell'Esecutivo, evidenzia come tale risultato sia stato conseguito grazie anche all'atteggiamento responsabile dei sindacati del settore e del suo gruppo, che si asterrà nella votazione finale del provvedimento d'urgenza in esame, del quale evidenzia talune gravi criticità, segnatamente l'irrisorietà delle risorse stanziate e la non pensionabilità delle misure perequative introdotte.
FILIPPO ASCIERTO (PdL). Espressa solidarietà al sottosegretario Crosetto e ai componenti del Governo competenti in materia di amministrazione dell'interno e difesa, sottolinea come le misure adottate dall'Esecutivo in relazione al comparto sicurezza e difesa siano state sensibilmente influenzate dalla delicata congiuntura economica del Paese, confermando l'impegno della maggioranza e del Governo di recepire le istanze provenienti dal personale del predetto comparto, anche alla luce dei proficui risultati conseguiti in sede di contrattazione sindacale. Richiamate altresì le decisioni assunte dal Governo per riconoscere e valorizzare la specificità del comparto sicurezza e difesa, ritiene il provvedimento d'urgenza in Pag. XIesame uno strumento apprezzabile, sebbene perfettibile, per migliorare la condizione del personale del settore, auspicando che le misure da esso recate possano essere stabilizzate e consolidate attraverso ulteriori provvedimenti dell'Esecutivo.
SALVATORE CICU (PdL), Relatore per la IV Commissione. Propone una correzione di forma al titolo del provvedimento (vedi resoconto stenografico pag. 81).
La Camera, con votazione finale elettronica, approva il disegno di legge di conversione n. 4220-A.
La seduta, sospesa alle 20,10, è ripresa alle 20,25.
I deputati in missione alla ripresa notturna della seduta sono sessantotto.
Discussione delle mozioni Franceschini n. 1-00633 e Galletti n. 1-00634: Impegno italiano in Libia.
PRESIDENTE. Avverte che sono state presentate le ulteriori mozioni Di Pietro n. 1-00635, Reguzzoni n. 1-00636 e Mecacci n. 1-00637 che, vertendo su materia analoga a quella trattata dalle mozioni all'ordine del giorno, saranno discusse congiuntamente.
FRANCESCO TEMPESTINI (PD). Nell'illustrare la mozione Franceschini n. 1-0633, rileva come la crisi politica interna alla maggioranza appalesatasi negli sviluppi della crisi libica si sia risolta in modo incongruo e contraddittorio, pur giudicando le azioni poste in essere dal Governo coerenti con il dettato della risoluzione ONU n. 1973. Ribadita quindi la condivisa necessità di porre tempestivamente fine ai massacri compiuti dai reparti lealisti libici, richiama i nodi problematici sottesi alla gestione della crisi libica nel contesto internazionale, sottolineando le difficoltà intrinseche in un'azione unilateralmente volta ad affermare i valori democratici nel quadrante mediorientale. Espresso quindi un giudizio nettamente critico sulle linee guida seguite dal Governo nella relazione con la leadership libica, segnatamente in ordine alle questioni connesse ai flussi migratori, ribadisce la necessità che l'Italia si ricollochi su un versante diplomatico europeo ed occidentale, non sussistendo praticabili alternative alle scelte compiute dalla comunità internazionale.
FRANCESCO BOSI (UdCpTP). Illustra la mozione Galletti n. 1-00634, sottolineando la necessità che la politica internazionale dell'Italia sia improntata alla chiarezza e alla coerenza. Nel ricordare altresì le palesi incertezze e i comportamenti incoerenti assunti dal Governo sulla complessa vicenda libica, ritiene che l'Italia abbia perso un'occasione per rivendicare un ruolo guida nella gestione dei suddetti accadimenti, anche in considerazione della tradizionale attenzione riservata dal nostro Paese alle problematiche inerenti il bacino del Mediterraneo. Stigmatizzate infine le contraddizioni esistenti all'interno della maggioranza in ordine alle modalità di partecipazione del contingente militare italiano all'intervento in Pag. XIIatto in Libia, invita l'Esecutivo a chiarire la soluzione politica che intende perseguire al fine di garantire la cessazione della crisi che investe l'area nordafricana.
FABIO EVANGELISTI (IdV). Illustra la mozione Di Pietro n. 1-00635, ricordando che la partecipazione italiana ad operazioni militari contro la Libia, oltre a porsi in contrasto con il dettato costituzionale, non è stata in realtà autorizzata dalle Camere; ritiene pertanto che il Governo dovrebbe chiarire la propria posizione al riguardo, superando le ambiguità che ne hanno finora contraddistinto l'operato ed evitando, tra l'altro, di compromettere la credibilità internazionale del nostro Paese. Nel paventare inoltre il rischio che la missione in atto possa determinare una inaccettabile spirale di violenza, sottolinea la necessità di ricercare una soluzione diplomatica della crisi. Auspica infine la convergenza di tutte le forze politiche sul documento di indirizzo presentato dal suo gruppo, con il quale si impegna l'Esecutivo ad escludere esplicitamente la partecipazione attiva dell'Italia ai bombardamenti contro obiettivi sul suolo libico.
MATTEO MECACCI (PD). Illustra la sua mozione n. 1-00637, evidenziando come l'evoluzione delle vicende libiche dimostri l'inadeguatezza della politica estera italiana, a suo avviso ulteriormente aggravata da un atteggiamento propagandistico della Lega Nord, che si oppone strumentalmente ad un condivisibile intervento internazionale a tutela dei civili libici, svolto peraltro nel pieno rispetto dei limiti imposti dalle risoluzioni dell'ONU. Nel denunciare quindi il contraddittorio testo della mozione della maggioranza, dalla cui approvazione deriverebbe addirittura l'impossibilità di utilizzare il territorio italiano per istituire un corridoio umanitario in favore della cittadinanza libica, lamenta la drastica riduzione dei contributi stanziati dal nostro Paese per la cooperazione internazionale.
MARGHERITA BONIVER (PdL). Nel sottolineare la compattezza della maggioranza e la sostanziale divisione dell'opposizione in merito alla vicenda libica, ritiene che l'obiettivo di tutelare le popolazioni civili dai bombardamenti posti in essere dalle milizie fedeli a Gheddafi giustifichi la partecipazione italiana ad azioni anche di carattere militare sul territorio nordafricano. Giudicata quindi necessaria ed utile la presenza del nostro Paese all'interno della missione internazionale in atto, anche in considerazione delle attività umanitarie poste in essere nelle predette aree, reputa opportuno un impegno comune delle forze politiche per affrontare le problematiche concernenti la drammatica crisi interna libica. Nel richiamare infine gli aspetti maggiormente condivisibili della mozione Reguzzoni n. 1-00636, invita il Governo ad assumere ogni idonea iniziativa finalizzata ad una soluzione politico-diplomatica dell'emergenza in atto, dando peraltro esecuzione al piano di razionalizzazione delle nostre missioni in corso nei diversi teatri internazionali.
BENEDETTO DELLA VEDOVA (FLpTP). Pur ritenendo condivisibile l'intervento del deputato Boniver, giudica negativamente il contenuto della mozione presentata dai gruppi di maggioranza, ricordando che l'ulteriore passaggio parlamentare si è reso necessario a seguito dell'atteggiamento della Lega Nord, che ha sollevato dubbi sulla legittimità dell'intervento italiano in Libia, svolto invece, a suo avviso, in piena ottemperanza alle risoluzioni dell'ONU. Ricordato quindi che gli assurdi limiti imposti alla missione italiana dal dispositivo del predetto documento di indirizzo rappresentano un atteggiamento propagandistico ipocrita che dovrebbe indurre il Ministro Frattini a non accettarla, in quanto non in linea con le decisioni assunte in precedenza dal Governo, evidenzia la posizione responsabile delle forze di opposizione, che garantiranno il loro appoggio ai militari italiani e alla popolazione libica.
GIUSEPPE GIULIETTI (Misto). Nel manifestare un giudizio critico sull'atteggiamento - a suo avviso inaffidabile - mantenuto Pag. XIIIdal Governo nelle relazioni con la leadership libica e nella gestione della crisi in atto, lamenta la mancanza di una seria tensione etica da parte dell'Esecutivo e della maggioranza sui temi del ripudio della guerra e dell'affermazione della pace nei differenti teatri mediorientali. Nel ritenere altresì necessario un intervento diplomatico volto a stabilire una tregua delle ostilità per prestare soccorso alla popolazione libica, preannunzia che voterà contro la mozione Reguzzoni n. 1-00636 e non voterà i restanti documenti di indirizzo.
FEDERICA MOGHERINI REBESANI (PD). Nel constatare che l'assenza dall'Aula di deputati leghisti evidenzia come le reali motivazioni del dibattito sulla missione italiana in Libia siano relative al riassetto degli equilibri di potere interni alla maggioranza e non piuttosto ad un reale interesse per le sorti dello Stato nordafricano, lamenta che l'assoluta inadeguatezza della politica estera del centrodestra accentua la già grave debolezza a livello internazionale del ruolo del nostro Paese. Giudicato quindi strumentale l'uso delle tematiche relative all'immigrazione clandestina in ordine alla vicenda libica, richiama i punti cardine della mozione presentata dal suo gruppo, che ha il pregio di prevedere una posizione più adeguata dell'Italia nella politica di cooperazione internazionale.
CLAUDIO D'AMICO (LNP). Nel manifestare l'orientamento favorevole del suo gruppo sulla mozione Reguzzoni n. 1-00636, rammenta il proficuo contributo reso dalla sua parte nella stesura del medesimo documento di indirizzo, in uno spirito di profonda collaborazione con le altre forze della maggioranza, sottolineando altresì l'evoluzione dell'approccio alle questioni sottese alla crisi libica rispetto alle sue fasi iniziali. Sottolinea quindi la necessità di ottenere dai quadri dirigenti emergenti nel contesto libico idonee e fattive garanzie di collaborazione per il controllo e l'interdizione di flussi migratori, segnatamente irregolari, verso le coste italiane, anche alla luce dell'avvenuta sospensione del Trattato di amicizia italo-libica, che arrecava innegabili vantaggi in tal senso al nostro Paese. Richiamate altresì le problematiche connesse al riconoscimento dello status di rifugiato ed alla sua strumentale attribuzione in funzione del rilascio di permessi temporanei di soggiorno, segnatamente per soggetti non in regola con le discipline concernenti il soggiorno nei Paesi ospitanti, sottolinea l'esigenza che il Governo italiano, al pari di altri partner europei, non rimanga inerte di fronte all'aumento dei flussi migratori verso il nostro Paese, paventando il rischio di allarmanti ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini.
FRANCO NARDUCCI (PD). Nel ricordare che il suo gruppo ha responsabilmente presentato un documento di indirizzo che consentirà al nostro Paese di ottemperare pienamente e con coerenza agli impegni richiesti dall'ONU per tutelare la sicurezza della popolazione libica, ritiene che la posizione critica sostenuta in maniera contraddittoria dalla Lega Nord sia dovuta ad un mero calcolo elettorale in vista delle prossime consultazioni amministrative. Evidenziato quindi come tale vicenda confermi il basso profilo della politica estera italiana, ricorda che il carattere antidemocratico del regime guidato da Gheddafi ha posto le basi per la escalation degli episodi di protesta dei movimenti di opposizione, cui è seguita una risposta repressiva della dittatura, che ha imposto l'intervento della comunità internazionale.
LUCIANO MARIO SARDELLI (IR). Richiamati i principi sanciti dall'articolo 11 della Costituzione, nonché gli obiettivi prefigurati dalla risoluzione n. 1973 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, giudica corretta l'azione svolta dal Governo in attuazione dell'iniziativa della comunità internazionale. Ricordata quindi l'evoluzione dei rapporti bilaterali fra Italia e Libia, evidenzia la notevole complessità delle questioni sottese alla situazione libica, reputando strumentali, contraddittorie e Pag. XIVinaccettabili le semplificazioni sostenute dai rappresentanti delle opposizioni. Osserva infine che la mozione Reguzzoni n. 1-00636 tiene conto delle preoccupazioni che attraversano il nostro Paese, segnatamente al fine di scongiurare deleterie ripercussioni sociali che potrebbero derivare dall'evoluzione della crisi in atto.
Mercoledì 4 maggio 2011, alle 10,30.
(Vedi resoconto stenografico pag. 107).

References: e contrario
 articolo 86
e contrario
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