Source: https://www.laleggepertutti.it/296414_anagrafe-dei-conti-correnti-bancari-accesso
Timestamp: 2019-10-14 06:58:34+00:00

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Anagrafe dei conti correnti bancari: accesso
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Modulo e facsimile per ricorso al Presidente del Tribunale per ricerca telematica dei beni del debitore da pignorare.
Hai già sentito parlare dell’esistenza dell’anagrafe dei conti correnti bancari (meglio detta “anagrafe dei rapporti finanziari”)? Sicuramente ti è stato detto che si tratta di un enorme database che può usare l’Agenzia delle Entrate per controllare i rapporti bancari di tutti gli italiani, la quantità di denaro depositata sul conto, la lista delle movimentazioni (e quindi prelievi e versamenti), le cassette di sicurezza, i titoli di credito, i libretti. Ma forse non sai che l’accesso all’anagrafe dei conti correnti bancari è consentito, talvolta, pure ai privati cittadini. Già, hai capito bene: anche tu potresti avvalerti di questo strumento ma solo a determinate condizioni.
Non ti sarà certo consentito frugare nei segreti altrui solo per curiosità o per sapere se il tuo vicino paga le tasse. Potrai tuttavia essere autorizzato ad accedere all’anagrafe dei rapporti finanziari nel momento in cui vorrai avviare la cosiddetta ricerca telematica dei beni da pignorare. In buona sostanza, questo archivio serve a chi, volendo avviare un’esecuzione forzata contro chi non ha pagato un debito, vuol andare a colpo sicuro individuando subito dove il debitore custodisce i propri redditi.
1 Cosa c’è dentro l’anagrafe dei conti correnti?
2 Condizioni per l’accesso all’anagrafe dei conti correnti bancari
3 Moduli e facsimile per accesso all’anagrafe dei conti correnti
3.1 Istanza al Presidente del Tribunale: autorizzazione per la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare
3.2 Richiesta all’Agenzia delle Entrate per l’accesso all’Anagrafe dei rapporti bancari e finanziari
3.3 Richiesta all’Ufficiale Giudiziario di procedere alla ricerca dei beni da pignorare con modalità telematiche
3.4 Richiesta all’Agenzia delle Entrate di accedere al registro dei beni da pignorare (art. 155-quinquies disp. att. c.p.c.)
Cosa c’è dentro l’anagrafe dei conti correnti?
Nell’archivio dei rapporti finanziari troverai presso quale banca il debitore ha acceso un conto corrente o detiene eventuali titoli.
Il vantaggio dell’anagrafe dei conti correnti è abbastanza evidente: grazie ad esso non avrai bisogno di fare cacce al tesoro o di delegare un’agenzia investigativa per sapere dove il tuo debitore deposita i propri redditi: avute infatti le informazioni che ti servono potrai procedere a pignorare lo stipendio, la pensione o tutto il conto corrente del debitore.
Questo strumento può servire anche nei procedimenti di recupero dell’assegno di mantenimento a favore dell’ex coniuge o dei figli non corrisposto dall’altro coniuge/genitore. Non sono pochi i casi in cui si procede, prima del pignoramento, a consultare l’archivio informatico.
A ben vedere, l’anagrafe dei conti correnti non è altro che una sezione speciale della più ampia Anagrafe tributaria all’interno della quale troverai l’indicazione di tutti i redditi percepiti dal debitore, eventuali rapporti di lavoro, pensioni, contratti di locazione. Con un’unica istanza puoi accedere ad entrambi gli archivi.
L’anagrafe non ti dice però quanto soldi sono depositati sul conto corrente del soggetto “attenzionato” (questo dato è accessibile solo all’Agenzia delle Entrate). Sicché ben potrebbe succederti, a pignoramento già notificato, di scoprire ad esempio che il conto corrente sottoposto ad esecuzione forzata è in rosso o con pochi soldi in attivo. Questa informazione, tuttavia, ti sarà data prima di iscrivere a ruolo la procedura di pignoramento, quindi prima di corrispondere le imposte dovute allo Stato per l’avvio dell’iter giudiziale: così potrai eventualmente abbandonare la procedura evitando la spesa successiva.
Condizioni per l’accesso all’anagrafe dei conti correnti bancari
Per avere accesso all’anagrafe dei conti correnti bancari devi innanzitutto vantare un credito da una persona.
Non basta però che questo credito sia sancito da una fattura o da una scrittura privata, da un ordine o una promessa di pagamento. Ci vuole anche un “titolo esecutivo”, ossia o una sentenza di condanna emessa dal giudice, o un decreto ingiuntivo non opposto entro 40 giorni, oppure una cambiale o un assegno protestati.
Il titolo esecutivo deve essere già stato notificato al debitore.
Neanche questo però è sufficiente per ottenere l’accesso all’anagrafe. C’è poi bisogno di notificare l’atto di precetto, ossia l’avviso al debitore a pagare entro massimo 10 giorni.
Fatto ciò, dovrai chiedere l’autorizzazione al Presidente del Tribunale, autorizzazione che non può essere presentata dopo oltre 90 giorni danno notifica del precetto [1]. Difatti, dopo tale termine, il precetto perde efficacia e va rinnovato con un’ulteriore notifica.
L’iter non è finito qui. Ottenuto il decreto del Presidente con cui ti autorizza ad accedere all’anagrafe dei rapporti finanziari, devi poi presentare materialmente una istanza all’Agenzia delle Entrate o all’ufficiale giudiziario (a seconda del tribunale).
Moduli e facsimile per accesso all’anagrafe dei conti correnti
Qui di seguito abbiamo redatto per te una serie di formule e modelli che potrai scaricare liberamente e, dopo averli personalizzati secondo le tue esigenze, potrai utilizzarli per richiedere l’accesso all’archivio in commento.
Troverai quindi nel box qui sotto la richiesta di autorizzazione al Presidente del Tribunale, quella all’ufficiale giudiziario e infine quella all’Agenzia delle Entrate.
Istanza al Presidente del Tribunale: autorizzazione per la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare
TRIBUNALE CIVILE DI ….
ISTANZA EX ART 492-BIS C.P.C.
Il sig …. residente in … via … c.f. …. rappresentato e difeso dall’avv. …. (cognome e nome), del foro di …., codice fiscale …., ed elettivamente domiciliato presso lo studio del predetto difensore in (città) …., alla via …., n. …. il quale dichiara di voler ricevere le comunicazioni di cancelleria ex art. 136 c.p.c. al fax n. …. o, alternativamente, all’indirizzo di posta elettronica P.E.C. …., il tutto, giusta procura in calce al presente atto.
– che con decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo n. …. / …., R.G. …., il Tribunale di …., in persona del giudice Dott. …. ha ingiunto al Sig. …. di pagare in favore dell’istante …. la somma di Euro …. oltre interessi fino al soddisfo del credito, oltre spese e compensi del procedimento monitorio liquidati in Euro …., IVA e C.P.A. come per legge;
– che contro il suddetto decreto ingiuntivo non veniva proposta opposizione nei termini di legge;
– che pertanto, l’istante …. è creditore nei confronti del Sig. …. della somma di Euro …., giusto atto di precetto notificato in data ….;
– che tale atto di precetto è rimasto infruttuoso;
– che è, dunque nell’interesse del Condominio procedere alle ricerche con modalità telematiche ex art. 492-bis c.p.c.
Tutto ciò premesso, l’istante come supra rappresentato, difeso ed elettivamente domiciliato
all’Ecc.mo Presidente del Tribunale adito, di essere autorizzato ai sensi del combinato disposto degli artt. 492-bis c.p.c. e 155-quinquies disp. att. c.p.c. ad accedere alle banche dati delle Pubbliche Amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere, all’anagrafe tributaria compreso l’archivio dei rapporti finanziari e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti. In particolare si chiede di poter accedere, per assumere le informazioni sopra descritte, alle banche dati in possesso o comunque consultabili dall’INPS, Banca d’Italia, Agenzia delle Entrate e Poste Italiane.
1) procura alle liti;
2) atto di precetto;
3) decreto ingiuntivo esecutivo
…. Luogo e data, ….
Firma Avvocato ….
(sottoscrizione del difensore)
(segue: procura ad litem)
Richiesta all’Agenzia delle Entrate per l’accesso all’Anagrafe dei rapporti bancari e finanziari
TRIBUNALE DI ….
ISTANZA EX ART. 492-BIS C.P.C.
Ill.mo Sig. Presidente,
la Sig.ra …. nata a …., residente in …. (C.F. ….) rappresentata e difesa dall’Avv. …., C.F. …. con studio in …. fax …., PEC …. in forza di procura in calce ….
-che, con ordinanza presidenziale in data …., nel procedimento di separazione personale tra il Sig. …. e la Sig.ra …., a quest’ultima è stato liquidato un assegno mensile di mantenimento pari ad Euro ….;
– che il Sig. …. mai ha provveduto al pagamento del dovuto;
-che, detta ordinanza, munita di formula esecutiva, in data …., veniva notificata in data …. al Sig. …., unitamente ad atto di precetto, in cui era intimato a quest’ultimo il pagamento della somma di Euro …., oltre interessi maturandi, spese e competenze successive fino al saldo (prod. n. 1);
-che, nonostante la notifica dell’atto di precetto il debitore non ha provveduto al pagamento della somma precettata;
-che, è interesse dell’istante procedere direttamente alle ricerche con modalità telematiche ex art. 492 bis c.p.c. stante la nota impossibilità tecnica dell’Ufficiale Giudiziario.
alla S.V. Ill.ma, di essere autorizzata ai sensi del combinato disposto exartt. 492 bis c.p.c. e 155 quinquies disp. att. c.p.c., ad accedere alle banche dati delle Pubbliche Amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere, all’anagrafe tributaria compreso l’archivio dei rapporti finanziari e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti.
Luogo e data ….
Firma Avv. ….
Io sottoscritto/a …. nomino quale mio difensore nella presente procedura, l’Avv. …. del Foro di …., conferendogli ogni più ampia facoltà di legge. Eleggo domicilio presso lo studio dello stesso, sito in …., via …..
Dichiaro, ai sensi e per gli effetti di cui al d.lgs. n. 196/2003 e successive modifiche, di essere stato/a informato/a che i miei dati personali, anche sensibili, verranno utilizzati per le finalità inerenti al presente mandato, autorizzando sin d’ora il rispettivo trattamento.
Firma Assistito ….
È autentica
Richiesta all’Ufficiale Giudiziario di procedere alla ricerca dei beni da pignorare con modalità telematiche
UFFICIALE GIUDIZIARIO PRESSO L’UFFICIO NEP DI ….
Il sottoscritto Avv. …., in qualità di procuratore di …. , giusta autorizzazione del Presidente del Tribunale concessa con decreto del ….
CHIEDE CHE
si proceda alla ricerca dei beni da pignorare, nei confronti di …. , con modalità telematiche .
1. Decreto di autorizzazione del Presidente del Tribunale
2. Titolo esecutivo
3. Atto di precetto
Richiesta all’Agenzia delle Entrate di accedere al registro dei beni da pignorare (art. 155-quinquies disp. att. c.p.c.)
AGENZIA DELLE ENTRATE DI ….
Il sottoscritto Avv. …. , in qualità di procuratore del Sig. …. , giusta procura in calce al presente atto,
con decreto del Presidente del Tribunale di …., emesso in data …., è stato autorizzato a procedere direttamente alla ricerca dei beni da pignorare in quanto le strutture tecnologiche presso l’UNEP non sono funzionanti (oppure, le strutture tecnologiche presso l’UNEP non possono funzionare in mancanza di una convenzione con le singole Amministrazioni interessate)
vengano effettuate ricerche telematiche sui beni, somme e crediti del Sig. …. , proprio debitore, presso la vostra banca dati, compreso l’archivio dei rapporti finanziari;
considerato che il precetto è stato notificato in data …., le risultanze delle dette ricerche vengano comunicate con urgenza, al fine di evitare la perenzione dell’atto di precetto.
Delego a rappresentarmi e difendermi con riguardo al presente atto l’Avv. …., eleggendo domicilio nello studio dello stesso in …. , via …. e conferendo al medesimo ogni più ampia facoltà di legge.
…. Per autentica della sottoscrizione
Modulo / Fac simile
Cliccando su questo link puoi scaricare in formato word i seguenti moduli:
Istanza al Presidente del Tribunale volta all’autorizzazione per la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare
[1] Trib. Busto Arsizio, sez. II Civile, decreto n. 5121/19. Il procedimento di cui all’art. 492-bis c.p.c., sia che venga qualificato come fase di un procedimento unitario di esecuzione ovvero come un doppio procedimento – giurisdizionale ed esecutivo -, presuppone dunque che il termine decadenziale prescritto dall’art. 481 c.p.c. sia rispettato. Nel primo caso infatti l’efficacia del precetto sarebbe «elemento costitutivo della fattispecie di pignoramento unitaria a formazione progressiva», mentre, nel secondo, essendo il procedimento giurisdizionale finalizzato all’accesso alle banche dati parte della struttura del pignoramento a formazione progressiva (seppur non unitaria), la sua ammissibilità non potrebbe prescindere dalla presenza di un pignoramento efficace. «Nessuna rilevanza in senso contrario può avere la notazione, concreta, riferita alla possibilità che il termine di efficacia del precetto spiri nelle more della ricerca dei beni».
Tribunale di Busto Arsizio, sez. II Civile, decreto 9 – 21 maggio 2019, n. 5121
Presidente Lualdi
L’atto di precetto depositato in copia dalla parte istante è divenuto inefficace ai sensi dell’articolo 481 del Codice di Procedura Civile in quanto nel termine di 90 giorni dalla sua notificazione non è iniziata l’esecuzione.
L’articolo 155 quinquies delle Disposizioni per l’Attuazione del Codice di Procedura Civile richiama infatti espressamente la disciplina di cui all’articolo 492 bis del Codice di riferimento che, a sua volta, con riguardo all’atto di precetto, afferma che “l’istanza non può essere proposta prima che sia decorso il termine di cui all’articolo 482 secondo comma”.
La norma, riferendosi ad un atto formale (quale è il precetto) non può che fare riferimento alla sussistenza di tale atto nella sua piena validità ed efficacia.
A ciò si aggiunga che, in base all’ultimo comma dello stesso articolo 492 bis, una volta individuati i beni da pignorare, “L’ufficiale giudiziario procede a pignoramento….” secondo una logica consecuzione di atti finalizzati al completamento del procedimento, il che presuppone che questi abbia la disponibilità del titolo esecutivo e del precetto, tanto che il dettato normativo prosegue precisando che tali documenti possono essere acquisiti in copia “…. dal fascicolo informatico “.
La struttura e natura del procedimento ex art. 492 bis c.p.c., sia che lo si qualifichi alla stregua di “fase” di un procedimento unitario di esecuzione ovvero di un doppio procedimento – giurisdizionale ed esecutivo – , presuppone in ogni caso che il termine decadenziale prescritto dall’art. 481 c.p.c. sia rispettato
– nel primo caso in quanto l’efficacia del precetto è elemento costitutivo della fattispecie di pignoramento unitaria a formazione progressiva
– nel secondo caso in quanto il procedimento giurisdizionale, finalizzato all’accesso alle banche dati, fa parte della struttura della fattispecie pignoramento a formazione progressiva, seppure di natura non unitaria, e non può prescindere per la sua ammissibilità dalla presenza di un pignoramento efficace.
Nessuna rilevanza in senso contrario può avere la notazione, concreta, riferita alla possibilità che il termine di efficacia del precetto spiri nelle more della ricerca dei beni, posto che analoga considerazione potrebbe farsi nell’ipotesi in cui la ricerca venga effettuata in assenza di precetto efficace: i beni non potrebbero essere appresi immediatamente e potrebbero essere dispersi o sottratti durante il tempo necessario a notificare un nuovo precetto e ad attendere il termine di dieci giorni di cui al primo comma dell’articolo 481 del Codice di rito.
respinge l’istanza proposta ai sensi dell’articolo 492 bis del Codice di Procedura Civile.
// LLpT_336x280

References: sentenza 
 art. 136
 art. 492
 ART. 492
 art. 492
 articolo 492
 art. 492