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Timestamp: 2020-08-06 00:34:19+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 13080 del 23/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13080 del 23/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 23/06/2016, (ud. 10/05/2016, dep. 23/06/2016), n.13080
sul ricorso 8943-2015 proposto da:
D.G., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZALE
CLODIO 12, presso lo studio dell’avvocato STEFANO PARRETTA, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato LORENZO DE GREGORI
G.G., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE G.
MAZZINI 11, presso lo studio dell’avvocato GIANFRANCO TOBIA, che
la rappresenta e difende unitamente agli avvocati MARCO GIANNINI,
PIER GIORGIO PIZZORNI giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 1646/2014 della CORTE D’APPELLO di GENOVA del
25/11/2014, depositata il 31/12/2014;
udito l’Avvocato Andrea Vecchio Verderame (delega avvocato
Gianfranco Tobia) difensore della controricorrente che si riporta
– il Tribunale di Genova, accogliendo la querela di falso proposta da G.G. nei confronti di D.G., dichiarò la falsità del testamento olografo di C.L.;
– sul gravame proposto dalla D., la Corte di Appello di Genova confermò la pronuncia di primo grado;
– per la cassazione della sentenza di appello ricorre D. G. sulla base di tre motivi;
– resiste con controricorso G.G.;
– il primo motivo di ricorso (col quale si deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 112, 115, 116, 132 e 195 c.p.c., nonchè l’omesso esame circa fatti decisivi per il giudizio) appare inammissibile, in quanto il ricorrente censura – nella sostanza – la valutazione dei giudici di merito circa le conclusioni della esperita C.T.U., valutazione che è insindacabile in sede di legittimità;
– il secondo motivo di ricorso (col quale si deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 345 c.p.c., con riferimento alle osservazioni tecniche presentate in appello) appare manifestamente infondato, in quanto la Corte territoriale ha preso in esame le osservazioni tecniche presentate e le ha valutate, ritenendo le censure inammissibili per essere non specifiche in relazioni alle valutazioni poste a fondamento della sentenza di primo grado;
– il terzo motivo di ricorso (col quale si deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 132 e 342 c.p.c., nonchè l’omesso esame circa fatti decisivi per il giudizio) appare inammissibile, in quanto punta a sottoporre alla Corte un riesame degli elementi di prova acquisiti, inammissibile in sede di legittimità;
– la memoria depositata dal difensore non offre argomenti nuovi che consentano di dissentire dalla proposta del relatore, in quanto – per un verso – la Corte territoriale ha comunque preso in esame il contenuto della relazione tecnica depositata in appello, rilevandone la inconducenza, e – per altro verso – col ricorso non viene dedotto alcun “fatto storico” decisivo il cui esame sia stato omesso (Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014, Rv. 629831), riducendosi le censure ad una critica alle valutazioni in fatto dei giudici di merito;
– ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater (inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17) applicabile ratione temporis (essendo stato il ricorso proposto successivamente al 30 gennaio 2013), ricorrono i presupposti per il raddoppio del versamento del contributo unificato da parte del ricorrente, a norma dell’art. 13, comma 1-bis.
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali, che liquida in Euro 5.400,00 (cinquemilaquattrocento), di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie ed accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 Sentenza 
 art. 13
 art. 1