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Timestamp: 2018-05-22 00:46:00+00:00

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Morte dell'avvocato e interruzione del processo: costituzione in 3 mesi
Lo sai che? Morte dell’avvocato e interruzione del processo: costituzione in 3 mesi
Va interrotto il processo per morte del difensore se la parte non conferisce procura ad un altro avvocato, in sostituzione di quello defunto, il quale è tenuto a depositarla, entro tre mesi dalla conoscenza della causa di interruzione.
In caso di morte del tuo avvocato, il processo che lui sta seguendo in tua difesa si interrompe dopo 3 mesi se, entro tale arco di tempo, non conferisci procura a un nuovo difensore e questo non la deposita agli atti di causa, costituendosi al posto del precedente. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1].
Ciò che alla Suprema Corte preme di chiarire è che non conta tanto il momento in cui tu contatterai il successivo avvocato: anche se lo farai tempestivamente e gli firmerai il mandato processuale, è necessario che questi “chiuda il cerchio” andandosi a costituire in cancelleria entro tre mesi dalla dichiarazione, in processo, della causa interruttiva. Se egli tarda tale adempimento, il processo si estingue.
Del resto già la Cassazione ha chiarito [2] che la morte del procuratore interrompe automaticamente il processo dal momento del fatto stesso, indipendentemente dalla conoscenza delle parti o del giudice.
[1] Cass. sent. n. 17264/15 del 28.08.2015.
[2] Cass., sent. n. 20744/12.
Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 24 febbraio – 28 agosto 2015, n. 17264
M. K. S.R.L., in persona del suo legale rappresentante pro tempore signor G.D. impugna la sentenza della Corte di Appello di Bari n. 295/2009, del 27 febbraio 2009, depositata in Cancelleria il 25 marzo 2009, che ha rigettato il suo appello avverso l’ordinanza del Tribunale di Trani, Sezione Distaccata di Barletta del 13 aprile 2007, notificata il 20 maggio 2009, che ha dichiarato l’estinzione del processo, tra la stessa società e l’arch. C.B., di opposizione al decreto ingiuntivo chiesto ed ottenuto dal professionista per il pagamento della somma di € 99.448,13 per l’attività di progettazione e direzione dei lavori relativa alla realizzazione di un opificio industriale. In sede di opposizione la società aveva sollevato eccezione di inadempimento. 2. Nel corso della causa, all’udienza del 26 marzo 2007, si costituiva l’avv. Nasca con comparsa di costituzione, stante l’intervenuta morte del prof. Avv. G.P.. Alla stessa udienza, dopo la costituzione intervenuta dell’opponente al decreto ingiuntivo, il procuratore dell’opposto chiedeva emettersi declaratoria di estinzione del processo per essere decorsi oltre sei mesi dall’evento morte del difensore, costituito in giudizio per l’opponente. 3. li Giudice di primo grado, a scioglimento della riserva assunta, dichiarava l’estinzione del processo con ordinanza depositata in Cancelleria in data 13 aprile 2007. Osservava, secondo quanto riporta la sentenza impugnata, che la prosecuzione del giudizio non era intervenuta nel termine di sei mesi dalla conoscenza legale, acquisita in data 5 luglio 2006, dell’evento interruttivo, morte del difensore avv. G. P..
La Corte di appello di Bari rigettava l’impugnazione. Rilevava la Corte locale che l’appellante aveva dedotto come motivi di appello: «a) che l’estinzione del processo de quo non si è verificata perché lo stesso è stato riassunto all’udienza dei 27.3.2007 (rectius 26.3.2007); b) che, comunque, il provvedimento che ha dichiarato l’estinzione è nullo perché, non essendo stata in precedenza fissata un’udienza per la precisazione delle conclusioni, lo stesso è stato emesso in violazione del diritto di difesa delle parti». Riteneva la Corte infondato il motivo a) perché «la costituzione o la prosecuzione non vale ad impedire l’interruzione nei casi in cui- come nella specie: morte del procuratore questa sia immediata ed automatica (arti. 299, 300 c. 3, 301 c p. c.). La costituzione in prosecuzione, infatti, impedisce ex ante l’interruzione solo quando sia prevista la comunicazione, la notificazione o la certif catione dell’evento interruttivo (artt. 300 c.2 e 3 cp.c.)»; e infondato anche il motivo b) Nel caso in questione il difensore era deceduto il 17 giugno 2006, come accertato dal giudice di primo grado e la conoscenza legale dell’evento è certamente riferibile quantomeno alla data del 5.7.2006, posto che, in tale data, come riportato nello stesso ricorso, la parte si era costituita con altro difensore per proseguire un diverso giudizio nel quale era difesa dalla stesso difensore defunto. L’eccezione di estinzione è stata formulata nell’udienza del 26 febbraio 2007, la costituzione del nuovo difensore è avvenuta il 26 marzo 2007, dopo il decorso del termine semestrale dal 5 luglio 2006. 4. Col secondo motivo di ricorso si deduce: «nullità della sentenza per viola? one del diritto di difesa (art 24 Cos.)». Viene formulato il seguente quesito: “Il giudice monocratico viola l’art. 24 della Costituzione, qualora emetta pronuncia che definisce il processo, subito dopo essersi riservato di provvedere sulle deduzioni delle patti e senta, previamente, invitare queste ultime a precisare le proprie conclusioni nella stessa od in una successiva udienza». 4.1 É infondato perché la sentenza ha affermato che la parte aveva avuto la possibilità di svolgere le sue difese nell’udienza successiva a quella di formulazione dell’eccezione. Né, in tale situazione, la ricorrente precisa quali eccezioni avrebbe sollevato. 5. Le spese seguono la soccombenza.
Raffaele Piccolo ha detto:
24/02/2018 alle 16:27
Causa per donazione, fra 5 sorelle fino adesso durata quasi 19 anni. . Uno degli avvocati è deceduto. So che per continuare la causa bisogna che venga sostituto altro avvocato, Il tempo di attesa fra la morte dell’avvocato
e il nuovo qual’è: 3 mesi o 1 anno, grz per una risposta.
Cordialmente Raffaele Piccolo

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 Cass. 
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