Source: http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2009/09lr0003.html?numLegge=3&annoLegge=2009&tipoLegge=Alr
Timestamp: 2019-06-26 16:29:07+00:00

Document:
1. La Regione esercita le funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento, controllo, monitoraggio e valutazione delle attività inerenti le politiche e il mercato del lavoro regionale. (2)
2. La Giunta regionale, nel rispetto degli indirizzi espressi nel(3) programma triennale di cui all’articolo 10:
a bis) promuove e coordina l’organizzazione del mercato del lavoro regionale, con particolare riferimento alla rete regionale dei servizi per il lavoro di cui all’articolo 21, nonché svolge le altre funzioni previste dalla legislazione statale in materia di tutela e sicurezza del lavoro.(4)
g) definisce i criteri per la collaborazione tra pubblico e privato, anche con l’adozione di strumenti di coordinamento telematico; (7)
g bis) sostiene i processi di riconversione e reindustrializzazione del tessuto produttivo e imprenditoriale promuovendo specifiche politiche per i settori in crisi o per le aree territoriali caratterizzate da declino industriale, che coinvolgano le istituzioni locali e le parti sociali, avvalendosi dell’assistenza di soggetti pubblici e privati accreditati, anche attraverso specifici accordi di area o di programma; (8)
g ter) svolge le funzioni previste dalla legislazione statale relative alle procedure obbligatorie di consultazione sindacale in materia di licenziamenti collettivi e integrazioni salariali, apprestando sedi, procedure e strumenti per la gestione delle crisi aziendali e territoriali;
g quater) svolge le funzioni di gestione dell’elenco relativo al personale del pubblico impiego in disponibilità di cui all’articolo 34 comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche; (9)
h) svolge tutte le altre funzioni previste dalla presente legge e non attribuite espressamente ad altri soggetti istituzionali(10) .
Art. 6 - Commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali. (14) (15)
Art. 7 - Comitato di coordinamento istituzionale. (16) (17)
1. Al fine di garantire il coordinamento tra Regione ed enti locali in tema di politiche del lavoro, formazione, e orientamento (18) è istituito un comitato di coordinamento istituzionale, di seguito denominato comitato.
b) due rappresentanti designati dalla sezione regionale dell’Unione delle Province d’Italia (UPI);
c) due rappresentanti designati dalla sezione regionale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI);
d) due rappresentanti designati dalla sezione regionale dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM). (19)
4. Il comitato si riunisce validamente con la metà più uno (20) dei suoi componenti e delibera a maggioranza dei presenti.
1. Il comitato è organismo della Giunta regionale e svolge funzioni di proposta sulle linee programmatiche e sugli obiettivi delle politiche del mercato del lavoro.(21)
2. omissis (22)
Art. 9 - Commissioni provinciali. (23)
Art. 10 - Programma regionale per la formazione, l’istruzione, il lavoro e l’orientamento. (25)
5. Nella predisposizione del programma, la Giunta regionale tiene conto dei fabbisogni professionali e formativi presentati dalle parti sociali. (26)
5. La Giunta regionale collabora alla predisposizione dei documenti nazionali di monitoraggio e, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6, approva gli standard regionali relativi all’organizzazione dei servizi per il lavoro. (27)
Art. 12 - Osservatorio regionale sul mercato del lavoro. (29)
3. Nell’osservatorio regionale sul mercato del lavoro confluiscono le basi informative costituite nell’ambito del SILV (30) di cui all’articolo 28, le basi informative connesse alle procedure di autorizzazione e accreditamento, nonché tutte le informazioni raccolte, secondo parametri e indicatori omogenei stabiliti ai sensi dell’articolo 11.
CAPO IV - Ente regionale Veneto Lavoro (31)
Art. 13 - Funzioni dell’ente regionale Veneto Lavoro. (32)
1. L’ente regionale Veneto Lavoro di cui all’articolo 8, comma 1, della legge regionale 16 dicembre 1998, n. 31 “Norme in materia di politiche attive del lavoro, formazione e servizi all’impiego in attuazione del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469”, di seguito denominato ente, esercita le funzioni e svolge le attività, (33) in conformità alla programmazione regionale ed agli indirizzi della Giunta regionale.
0a) direzione e coordinamento operativo nonché monitoraggio delle attività di erogazione della rete pubblica dei servizi per il lavoro, secondo i criteri stabiliti nel regolamento di cui all’articolo 15, comma 5, lettera a);
0b) gestione del personale della rete pubblica dei servizi per il lavoro, con particolare riferimento alla contrattazione di secondo livello, alle procedure di reclutamento, alla formazione e alle altre funzioni previste dal regolamento di cui all’articolo 15, comma 5, lettera a);
0c) acquisizione di beni e servizi necessari allo svolgimento delle funzioni, secondo le modalità stabilite dal regolamento di cui all’articolo 15, comma 5, lettera b); (34)
c) fornisce assistenza tecnica alle strutture regionali competenti in materia di formazione, di istruzione e di lavoro o su altre materie nell’ambito di specifici progetti; (35)
f bis) assicura anche in forma telematica e nell’ambito della programmazione regionale, le attività di coordinamento della rete regionale dei servizi per il lavoro, favorendo l’attuazione delle politiche attive del lavoro, delle misure di sostegno all’occupazione e di ricollocazione; (36)
f ter) promuove, nell’ambito della programmazione regionale, l’attuazione di specifiche politiche per i settori in crisi o per le aree territoriali caratterizzate da declino industriale, che coinvolgano le istituzioni locali e le parti sociali, avvalendosi dell’assistenza di soggetti accreditati pubblici e privati, anche attraverso specifici accordi di area. (37)
2 bis. La Giunta regionale può attribuire all’ente ulteriori attività di supporto e assistenza tecnica, rispetto a quelle svolte ai sensi della presente legge.(38)
3. L’ente formula entro il 30 ottobre un piano annuale delle attività, che viene approvato dalla Giunta regionale, acquisiti i pareri della commissione consiliare competente, nonché della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6.(39)
3 bis. L’ente predispone annualmente entro il mese di febbraio (40) una relazione conclusiva sullo svolgimento delle attività dell’anno precedente, sottoposta all’approvazione della Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare.
3 ter. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, approva lo statuto dell’Ente.(41)
4. omissis (42)
2. L’incarico di direttore è regolato con contratto di diritto privato a tempo determinato, per un periodo non superiore a cinque anni, rinnovabile. Gli elementi del contratto ed il trattamento economico sono stabiliti dalla Giunta regionale. (43)
a) adottare,(44) entro sessanta giorni dalla nomina, il regolamento che disciplina l’organizzazione, la dotazione organica, il funzionamento dell’ente nonché il coordinamento dell’attività di erogazione della rete pubblica dei servizi per il lavoro; (45)
b) adottare (46) il regolamento che disciplina le attività di gestione amministrativa, contabile e patrimoniale dell’ente;
d) adottare (47) il bilancio di previsione ed il rendiconto generale annuale;
e) adottare (48) il piano annuale delle attività di cui al comma 3 dell’articolo 13;(49)
f) predisporre la relazione conclusiva di cui al comma 3bis dell’articolo 13;(50)
5 bis. Gli atti del direttore di cui al comma 5, lettere a) e b) sono trasmessi alla struttura regionale competente in materia, per la presa d’atto da parte della Giunta regionale, previa valutazione della conformità dei citati atti agli indirizzi regionali di cui all’articolo 21 bis.
5 ter. A conclusione della procedura di cui al comma 5bis, il direttore approva definitivamente gli atti.(51)
Art. 17 – Vigilanza e controllo.(52)
1. La Giunta regionale esercita la vigilanza e il controllo sull'ente regionale Veneto Lavoro nei modi e nei termini stabiliti dalla legge regionale 18 dicembre 1993, n. 53 “Disciplina delle attività di vigilanza e di controllo sugli enti regionali”.
1. La Regione promuove un sistema di servizi per il lavoro fondato sulla cooperazione tra operatori pubblici e privati autorizzati o accreditati, per realizzare le seguenti finalità:
a) miglioramento dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro;
b) prevenzione della disoccupazione di lunga durata;
c) promozione dell’inserimento, del reinserimento, del mantenimento e dell’integrazione lavorativa delle persone svantaggiate e disabili;
d) sostegno alla mobilità geografica del lavoro;
e) sostegno al reinserimento lavorativo dei lavoratori a rischio di espulsione dal mercato del lavoro;
f) promozione della armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro;
g) costruzione di un mercato del lavoro aperto e trasparente;
h) promozione di rapporti convenzionali con gli enti locali e le parti sociali per la diffusione della rete dei servizi;
i) promozione della stabilizzazione dei rapporti di lavoro.(53)
1. 1. La Giunta regionale svolge le seguenti funzioni tramite il sistema dei servizi per il lavoro di cui all’articolo 20:
a) accoglienza e informazione;
b) orientamento di base;
c) orientamento specialistico ed individualizzato, nonché l’analisi delle competenze in relazione ai fabbisogni del mercato del lavoro;
d) ausilio alla ricerca di un’occupazione ed accompagnamento al lavoro, anche intensivo;
f) incontro domanda offerta di lavoro;
g) accompagnamento all’autoimpiego e informazione e orientamento per avvio di impresa autonoma;
h) promozione di tirocini o di misure di mobilità geografica:
i) avviamento ad attività di formazione ai fini della qualificazione e riqualificazione professionale, dell’autoimpiego e dell’immediato inserimento lavorativo;
l) attività di consulenza e incontro domanda e offerta di lavoro a favore delle imprese nonché informazioni sugli incentivi e sulle politiche attive di inserimento lavorativo;
m) altre funzioni definite per legge o attribuite dalla Regione per la realizzazione delle finalità di cui al comma 1 dell’articolo 20 a favore dei lavoratori e delle imprese.(54) .
2. Competono inoltre al sistema pubblico dei servizi per il lavoro in via esclusiva:(55)
a bis) la profilazione dell’utente, e la stipula del patto di servizio personalizzato, nonché l’accertamento dello stato di disoccupazione e la relativa certificazione;(56)
b) la gestione delle comunicazioni relative al rapporto di lavoro;(57)
c) il collocamento mirato dei lavoratori disabili, ivi comprese informazioni e supporto a lavoratori e imprese;(58)
d) la presa in carico integrata nel territorio con i servizi competenti di lavoratori svantaggiati ed a rischio di esclusione sociale;(59)
d bis) gli avviamenti a selezione di cui all’articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56 “Norme sull’organizzazione del mercato del lavoro” e successive modificazioni;
d ter) le azioni o misure di contrasto alla dispersione scolastica secondo quanto previsto dalle norme vigenti in collaborazione con gli altri enti competenti;
d quater) altri compiti e funzioni riservati al sistema pubblico dei servizi per il lavoro dalla legislazione vigente.(60)
3. omissis (61)
Art. 21 bis - Coordinamento della rete pubblica regionale dei servizi per il lavoro. (62) (63)
1. Nell’ambito della programmazione regionale in materia di lavoro, la Giunta regionale, avvalendosi delle strutture competenti in materia, formula gli indirizzi sulla gestione della rete pubblica dei servizi per il lavoro, nonché esercita la vigilanza e il controllo sulla rete stessa.
3. La Giunta regionale svolge un ruolo di programmazione, indirizzo, monitoraggio e valutazione degli interventi a valenza orientativa e formativa, definisce gli standard minimi dei servizi di orientamento e le figure professionali di riferimento, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6.(64)
4. La Giunta regionale, tramite la struttura regionale competente in materia di lavoro, svolge attività di informazione orientativa verso le persone, promuovendo attività di orientamento sul territorio e favorendo la collaborazione, in un sistema a rete, degli enti locali, delle istituzioni scolastiche, degli organismi di formazione accreditati e delle parti sociali. La Regione incentiva l’integrazione dei servizi e le azioni in rete.(65)
5. omissis (66)
6. Gli altri enti locali svolgono attività di informazione orientativa garantendo un adeguato raccordo con l’attività programmata dalla Giunta regionale di cui al comma 3. (67)
Art. 22 bis - Istituzione e funzioni degli “Sportelli Informalavoro” nell’ambito del sistema di servizi per il lavoro. (68)
1. Per favorire politiche di inserimento e incentivazione all’occupazione e di reinserimento e formazione nel mondo del lavoro, la Giunta regionale, nell’ambito del sistema di servizi per il lavoro e della collaborazione, in un sistema a rete, con gli enti locali ai sensi dell’articolo 22, comma 4, può altresì promuovere la conclusione di convenzioni con i Comuni per la istituzione di “Sportelli Informalavoro”, per lo svolgimento di una o più delle seguenti funzioni:
c) orientamento specialistico ed individualizzato, analisi delle competenze in relazione ai fabbisogni del mercato del lavoro nonché delle competenze trasversali in base ai nuovi modelli sociali ed organizzativi che si sviluppano nel breve, medio e lungo termine;
f) informazione sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro, anche a favore delle imprese;
g) informazione e orientamento per avvio di impresa autonoma;
h) informazione su tirocini o misure di mobilità geografica;
i) informazione su attività di formazione ai fini della qualificazione e riqualificazione professionale, dell'autoimpiego e dell'immediato inserimento lavorativo;
l) informazione alla cittadinanza, tramite incontri pubblici, sull’attività svolta.
2. Gli “Sportelli Informalavoro” operano nei limiti delle funzioni ad essi attribuiti dalla convenzione stipulata e, sotto la direzione, coordinamento operativo e monitoraggio dell’Ente Veneto Lavoro, sono coordinati dai centri per l’impiego di riferimento per ambito territoriale.
2. La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6,(69) disciplina l’articolazione e la tenuta dell’albo di cui al comma 1, le modalità e le procedure per l’iscrizione, i requisiti per l’autorizzazione, con particolare riferimento alle competenze professionali e ai requisiti dei locali ove viene svolta l’attività, la sospensione e la revoca dell’autorizzazione.
5. La Regione promuove, attraverso specifiche intese, forme di cooperazione con gli operatori autorizzati dalla Regione e forme di collaborazione con gli operatori autorizzati a livello nazionale.(70)
6. omissis (71)
1. La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6,(72) definisce, ai sensi dell’articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche ed integrazioni e dell’articolo 1, comma 31, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, le modalità e i criteri di autorizzazione per gli operatori di cui all’articolo 6, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 276/2003 e successive modifiche ed integrazioni.
2. omissis (73)
1. La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6, (74) istituisce l’elenco regionale, eventualmente articolato in sezioni, degli operatori pubblici e privati accreditati a svolgere servizi per il lavoro nel territorio regionale, nel rispetto degli indirizzi definiti ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche ed integrazioni e dell’articolo 1, comma 31, della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
e) gli strumenti negoziali e le forme della cooperazione tra gli operatori accreditati ed i Centri per l’impiego, nell’ambito degli indirizzi regionali;(75)
g) le modalità di interconnessione al sistema informativo delle politiche del lavoro.(76)
1. La Giunta regionale può affidare agli operatori accreditati ai sensi dell’articolo 25 lo svolgimento di servizi per il lavoro diversi da quelli riservati alla rete pubblica dei servizi per il lavoro, nel rispetto dei seguenti indirizzi:(77)
c) obbligo per i soggetti affidatari di comunicare alla Regione (78) le buone pratiche realizzate, nonché le informazioni e i dati relativi all’attività svolta e ai risultati conseguiti.
3. Al fine di favorire azioni di inserimento/reinserimento lavorativo anche di lavoratori appartenenti alle categorie svantaggiate come individuati dalla normativa europea vigente, la Giunta regionale promuove accordi e convenzioni con gli enti locali, singoli o associati, che potranno essere stipulati dalle circoscrizioni territoriali eventualmente costituite dalla Giunta regionale con apposito provvedimento.(79)
3 bis. Le convenzioni di cui al comma 3 potranno anche riguardare l’erogazione di servizi di accoglienza ed orientamento e la compartecipazione a progetti finanziati da soggetti pubblici o privati finalizzati all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati.(80)
4. La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 (81) determina i criteri, le condizioni e le modalità per la costituzione di agenzie sociali, per la stipula delle convenzioni previste dall’articolo 13, comma 7, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nonché per il monitoraggio sulle attività svolte dalle agenzie sociali stesse.
Art 28 - Sistema Informativo Lavoro Veneto (SILV). (82)
1. La Regione, allo scopo di garantire la più ampia disponibilità e fruibilità delle politiche del lavoro, realizza il Sistema Informativo Lavoro Veneto (SILV).
2. Il SILV è lo strumento di supporto alla programmazione regionale, al coordinamento e funzionamento della rete regionale pubblica dei servizi per il lavoro, alla cooperazione tra operatori pubblici e privati autorizzati e accreditati, alla fruibilità dei servizi on line da parte dei cittadini e delle imprese. Esso è realizzato secondo i principi e le disposizioni in materia di amministrazione digitale ed in conformità agli standard informatici e statistici del Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro.
3. Il SILV assicura:
a) la trasparenza e la circolazione delle informazioni per quanto riguarda i mercati del lavoro territoriali, con riferimento anche alle condizioni di vita e alle opportunità di qualificazione;
b) l’integrazione dei servizi pubblici e privati, autorizzati e accreditati, secondo modelli e standard operativi condivisi;
c) l’erogazione telematica delle prestazioni della rete regionale dei servizi per il lavoro e dei servizi necessari all’attuazione delle politiche attive e passive del lavoro;
d) l’interconnessione con il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro e con gli altri sistemi informativi pubblici.
4. L’ente regionale Veneto Lavoro assicura la progettazione, la realizzazione, la conduzione e la manutenzione del SILV per l’ambito regionale, secondo le direttive della Giunta regionale ed in raccordo con le strutture regionali competenti.
5. Il coordinamento delle attività di conduzione e sviluppo del SILV è affidato ad un comitato strategico, istituito dalla Giunta regionale. Il comitato è presieduto dal Direttore dell’Area competente in materia di lavoro e composto da un dirigente della struttura regionale competente in materia di lavoro e da un rappresentante dell’ente regionale Veneto Lavoro.
6. L’accesso al SILV da parte degli operatori pubblici e privati, accreditati o autorizzati nonché delle pubbliche amministrazioni statali, regionali e locali che vi hanno interesse, è consentito previa stipula di convenzioni con l’ente regionale Veneto Lavoro. Lo schema delle convenzioni di accesso al SILV è approvato dalla Giunta regionale.
2. I servizi EURES regionale e territoriali,(83) nello svolgimento della propria attività, utilizzano, oltre al portale EURES, anche il portale regionale.(84)
3. Il servizio EURES è integrato nelle attività della rete pubblica dei servizi per il lavoro.(85)
4. La Giunta regionale, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6, (86) e della competente commissione consiliare, garantisce una omogenea applicazione sul territorio regionale, attraverso l’adozione di atti di indirizzo applicativo, delle norme relative alla decadenza dai trattamenti previdenziali di cui all’articolo 1 quinquies del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249 “Interventi urgenti in materia di politiche del lavoro e sociali”, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291.
Art. 33 - Politiche per le pari opportunità e di conciliazione tra tempi di lavoro e di vita.(87)
3. Al fine di promuovere e incentivare forme di articolazione della prestazione lavorativa volte a conciliare tempi di lavoro e di vita,(88) coerentemente con le finalità di cui alla legge 8 marzo 2000, n. 53 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città” e successive modifiche ed integrazioni, la Giunta regionale promuove e sostiene progetti, proposti da enti e organismi pubblici, imprese e gruppi di imprese, che applicano o stipulano accordi contrattuali interconfederali, nazionali, territoriali e aziendali che prevedono azioni positive per la flessibilità degli orari di lavoro.
4. La Regione favorisce la crescita di servizi territoriali di supporto per conciliare tempi di lavoro e di vita,(89) con particolare riferimento all’organizzazione dell’orario di lavoro, all’utilizzo del lavoro a tempo parziale e del telelavoro.
Art. 33 bis - Attività del consigliere o della consigliera di parità regionale. (90)
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Giunta regionale individua un ufficio dotato di risorse umane e strumentali adeguate e può attribuire al consigliere o alla consigliera di parità regionale un’indennità mensile, in conformità all’articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 e successive modificazioni.
2. La rete pubblica dei servizi per il lavoro esercita le funzioni del collocamento mirato delle persone disabili di cui all’articolo 21, comma 2, lettera c).(91)
Art. 37 - Gestione delle situazioni di crisi occupazionale. (92)
1. La Giunta regionale, in coerenza con i principi di cui all’articolo 30 e sulla base dei criteri da definire, previa acquisizione del parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6(93) al fine di affrontare particolari situazioni di tensione occupazionale a livello settoriale, distrettuale o locale, può adottare interventi di politiche del lavoro e di riqualificazione professionale urgenti e di breve durata, idonei a incentivare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, a promuovere ed incrementare l’occupazione, a favorire il reimpiego dei lavoratori, individuando le risorse necessarie nel fondo regionale di cui all’articolo 31 e prevedendo eventuali forme di cofinanziamento da parte dei datori di lavoro interessati.
3. omissis (94)
omissis (95)
1. La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6,(96) adotta indirizzi organizzativi e applicativi in materia di servizi per il lavoro con particolare riferimento alla scheda anagrafica, alla scheda professionale e al sistema di comunicazioni da parte delle imprese nonché allo stato di disoccupazione e relativa certificazione ed alla tenuta delle liste di mobilità e relativi ricorsi.
1. Per l’avviamento a selezione finalizzato alle assunzioni di lavoratori con qualifica e profilo per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche ed integrazioni, escluse le amministrazioni statali e gli enti pubblici nazionali, procedono secondo modalità definite con apposito provvedimento della Giunta regionale.(97)
Art. 41 - Tirocini formativi e di orientamento. (98)
4. La Giunta regionale, fatto salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6,(99) e della commissione consiliare competente, adotta disposizioni relative ai tirocini formativi e di orientamento e di inserimento lavorativo. (100)
c) la durata dei tirocini, che deve essere coerente con la normativa vigente e con gli atti di indirizzo assunti a livello nazionale con eventuali accordi tra Stato e Regioni;(101)
Art. 42 - Contratto di apprendistato. (102)
1. La Regione promuove il contratto di apprendistato nelle tre tipologie previste dalla normativa nazionale, anche in collaborazione con gli enti scolastici e formativi:
c) apprendistato di alta formazione e ricerca.(103)
2. Al fine del comma 1, la Giunta regionale: (104)
a) definisce la regolamentazione dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e il certificato di specializzazione tecnica superiore;(105)
b) disciplina l’offerta formativa pubblica integrativa della formazione di tipo professionalizzante, nei limiti delle risorse disponibili;(106)
c) definisce d’intesa con le associazioni di categoria dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano regionale le modalità di riconoscimento della qualifica prevista dall’articolo 44, comma 4, del decreto legislativo 15 giugno 2015 n. 81 “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”;(107)
d) definisce la regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per attività di ricerca e per percorsi di alta formazione, relativamente ai profili che attengono alla formazione;(108)
e) nell’ambito delle funzioni riconosciute dalle vigenti disposizioni, ai sensi della lettera f) comma 1, dell’articolo 2, del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13 “Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze, a norma dell’articolo 4, commi 58 e 68, della legge 28 giugno 2012, n. 92” garantisce agli apprendisti il diritto alla certificazione delle competenze acquisite presso le istituzioni formative di provenienza.(109)
3. La Regione promuove, anche attraverso accordi con i fondi interprofessionali di cui all’articolo 47, adeguate iniziative per garantire la formazione professionalizzante, svolta sotto la responsabilità dell’impresa, stimolando processi di qualificazione della capacità formativa dell’impresa medesima.(110)
4. omissis (111)
omissis (112)
omissis (113)
omissis (114)
omissis (115)
Art. 48 - Riconoscimento dei risultati di apprendimento acquisiti in contesti formali, non formali e informali.(116)
1. La Giunta regionale garantisce l’applicazione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione dei risultati di apprendimento, definiti in termini di competenze, conoscenze e abilità, responsabilità e autonomia, acquisiti in contesti di apprendimento non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze come definiti dal decreto legislativo 16 gennaio 2013 n. 13.(117)
2. Sulla base degli standard definiti a livello nazionale, la Giunta regionale promuove il reciproco riconoscimento tra i sistemi istruzione, formazione e lavoro dei risultati di apprendimento comunque acquisiti dalla persona.(118)
Art. 49 – Attestazione e registrazione dei risultati di apprendimento. (119)
1. La Giunta regionale determina, in conformità alla normativa vigente, le modalità di attestazione dei risultati di apprendimento acquisiti dalla persona in contesti di apprendimento formali, non formali e informali al termine dei servizi di individuazione, validazione e certificazione.
2. La Giunta regionale determina le modalità di repertoriazione, conservazione e registrazione delle attestazioni e dei certificati rilasciati in modo da garantire l’interoperatività con i sistemi informativi regionali e nazionali, in conformità alla competenza statale in materia di coordinamento informatico.
CAPO III – Vigilanza e ispezione (120)
omissis (123)
omissis (124)
1. La Regione progetta, promuove e sostiene azioni di contrasto del lavoro sommerso ed irregolare ed interventi per diffondere la cultura del lavoro regolare. A tal fine la Giunta regionale sentite le(125) parti sociali, promuove azioni rivolte a:
3. Nel perseguimento delle finalità di cui al comma 1 e nell’esercizio dei poteri di coordinamento di cui al comma 2 la Giunta regionale (126) d’intesa con le parti sociali:
(2) Comma così modificato da comma 1 art. 1 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “del lavoro” con le parole “e il mercato del lavoro regionale.”.
(3) Comma così modificato da comma 2 art. 1 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “delle previsioni del” con le parole “degli indirizzi espressi nel”.
(4) Lettera inserita da comma 3 art. 1 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(5) Lettera abrogata da lett. a) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(6) Lettera abrogata da lett. b) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(7) Lettera così modificata da comma 2 art. 38 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che ha inserito dopo le parole “pubblico e privato” le parole “, anche con l’adozione di strumenti di coordinamento telematico”.
(8) Lettera inserita da comma 3 art. 38 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(9) Lettere g ter) e g quater) inserite da comma 4 art. 1 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(10) Lettera così modificata da comma 5 art. 1 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “alle province” con le parole “ad altri soggetti istituzionali”.
(11) Articolo abrogato da lett. d) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(12) Articolo abrogato da lett. c) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(13) Articolo abrogato da lett. e) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(14) L’art. 64, comma 2 prevede che ogni richiamo nella normativa regionale alla commissione di cui all’art. 19 della legge regionale 16 dicembre 1998, n. 31 si intende fatto alla commissione prevista dal presente articolo. La Commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali è altresì individuata dall’art. 17 della legge regionale 31 marzo 2017, n. 8 quale sede privilegiata per la partecipazione delle parti sociali con funzioni di proposta e valutazione sulle linee programmatiche e sugli obiettivi delle politiche educative regionali.
(15) Vedi le fruizioni assegnate a tale organo dall’art. 2 della legge regionale 18 luglio 2017, n. 15 .
(16) L’articolo 64, comma 3 prevede che ogni richiamo nella normativa regionale al comitato di cui all’articolo 21 della legge regionale 16 dicembre 1998, n. 31 si intende fatto al comitato previsto dal presente articolo.
(17) Ai sensi dell’art. 32 della legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 il Comitato di coordinamento istituzionale, già istituito ai sensi del presente articolo cessa di operare dalla entrata in vigore della legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 (31 ottobre 2018), entro centoventi giorni dalla medesima data, il Presidente della Giunta regionale adotta il decreto di costituzione del nuovo Comitato.
(18) Comma così modificato da comma 1 art. 2 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “un efficace coordinamento tra Regione, province ed enti locali in tema di politiche del lavoro, formazione, orientamento e monitoraggio del mercato del lavoro” con le parole “il coordinamento tra Regione ed enti locali in tema di politiche del lavoro, formazione, e orientamento”.
(19) Comma sostituito da comma 2 art. 2 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(20) Comma così modificato da comma 3 art. 2 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “o un funzionario delegato” con le parole “o un suo delegato”.
(21) Comma sostituito da comma 1 art. 3 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(22) Comma abrogato da lett. f) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(23) L’articolo 63, comma 1 prevede che “Gli organismi già istituiti ai sensi degli articoli 19, 21 e 23 della legge regionale 16 dicembre 1998, n. 31 continuano a operare sino alla loro naturale scadenza ed esercitano le funzioni e i compiti di cui agli articoli 6, 8 e 9 della presente legge.”.
(24) Articolo abrogato da lett. g) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(25) L’art. 63, comma 4 prevede che sino all’approvazione del programma previsto dal presente articolo conservano efficacia il programma triennale di cui all’art. 2 della legge regionale 30 gennaio 1990, n. 10 e il programma regionale di cui all’art. 4 della legge regionale 16 dicembre 1998, n. 31 e i commi 4 e 5 del medesimo articolo 64 prevedono che i richiami nella normativa regionale ai piani sopracitati si intendono riferiti al programma previsto dal presente articolo.
(26) Comma così modificato da comma 1 art. 4 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “e dalle province nell’ambito della programmazione provinciale di cui all’articolo 3”.
(27) Comma sostituito da comma 1 art. 5 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(28) Comma abrogato da lett. h) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(29) Ai sensi dell’art. 23 della legge regionale 31 marzo 2017, n. 8 , l’Osservatorio opera altresì in raccordo con il comitato per la valutazione del sistema educativo.
(30) Comma così modificato da comma 1 art. 6 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “nodo regionale della borsa continua nazionale del lavoro” con le parole “SILV”.
(31) L’articolo 63, comma 2 prevede una disciplina transitoria per quanto riguarda gli organi in carica, i regolamenti di organizzazione e gestione contabile e i contratti di lavoro in essere.
(32) Vedi quanto disposto dall’art. 55 della legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che così prevede “1. Nelle more della attivazione dell’ente regionale Veneto Welfare, istituito con legge regionale 18 luglio 2017, n. 15 “Interventi per lo sviluppo della previdenza complementare e del welfare integrato regionale del Veneto”, è creata presso l’Ente Veneto Lavoro, istituito ai sensi della legge regionale 13 marzo 2009, n. 3 “Disposizioni in materia di occupazione e mercato del lavoro” e successive modificazioni, apposita unità operativa che in relazione a quanto previsto agli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge regionale 18 luglio 2017, n. 15 :
(33) Comma così modificato da comma 1 art. 7 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “coordinandosi con i soggetti che erogano i servizi per il lavoro di cui all’articolo 21,”.
(34) Comma così modificato da comma 2 art. 7 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha inserito le lettere 0a), 0b) e 0c).
(35) Lettera sostituita da comma 3 art. 7 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(36) Lettera aggiunta da comma 1 art. 40 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(37) Lettera aggiunta da comma 1 art. 40 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(38) Comma inserito da comma 4 art. 7 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(39) Comma sostituito da comma 5 art. 7 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(40) Comma così modificato da comma 5 art. 6 legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 che ha sostituito le parole “31 gennaio” con le parole “mese di febbraio”.
(41) Commi 3 bis e 3 ter inseriti da comma 6 art. 7 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(42) Comma abrogato da lett. i) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(43) Vedi, in tema di trattamento economico del direttore di enti regionali, quanto disposto dall’articolo 14 della legge regionale 16 maggio 2019, n. 15 ai sensi del quale “Fatti salvi i diversi limiti previsti dalle rispettive leggi istitutive e quelli fissati dalla contrattazione collettiva nazionale e decentrata regionale per la dirigenza dell’Area delle Funzioni locali, il trattamento economico complessivo del direttore di enti regionali, economici o non economici, la cui definizione è di competenza regionale, non può superare quello massimo riconosciuto al direttore generale di aziende o enti del servizio sanitario nazionale.”.
(44) Lettera così modificata, con decorrenza di effetti dal 5 dicembre 2018, da comma 6 art. 6 legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 che ha sostituito la parola “proporre” con la parola “adottare”.
(45) Lettera sostituita da comma 1 art. 8 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(46) Lettera così modificata, con decorrenza di effetti dal 5 dicembre 2018, da comma 6 art. 6 legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 che ha sostituito la parola “proporre” con la parola “adottare”.
(47) Lettera così modificata, con decorrenza di effetti dal 5 dicembre 2018, da comma 6 art. 6 legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 che ha sostituito la parola “predisporre” con la parola “adottare”.
(48) Lettera così modificata, con decorrenza di effetti dal 5 dicembre 2018, da comma 6 art. 6 legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 che ha sostituito la parola “predisporre” con la parola “adottare”.
(49) Lettera sostituita da comma 2 art. 8 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(50) Lettera sostituita da comma 3 art. 8 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(51) Commi 5 bis e 5 ter aggiunti da comma 4 art. 8 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(52) Articolo sostituito, con decorrenza di effetti dal 5 dicembre 2018, da comma 7 art. 6 legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 . Si riporta il testo dell’articolo 17 come vigente fino alla data di entrata in vigore della legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 “Art. 17 - Vigilanza.
3. Gli atti del direttore di cui al comma 1, sottoposti all’esame della Giunta regionale, diventano esecutivi decorsi inutilmente sessanta giorni dal loro ricevimento.”.
Si evidenzia inoltre che ai sensi dell’articolo 8 comma 1 di detta legge “Ai procedimenti di controllo disciplinati dalla legge regionale 18 dicembre 1993, n. 53 “Disciplina delle attività di vigilanza e di controllo sugli enti amministrativi regionali” in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e sino alla loro conclusione, continuano ad applicarsi le disposizioni della legge regionale 18 dicembre 1993, n. 53 , e quelle previste dalle leggi istitutive degli enti soggetti a controllo, nel testo vigente antecedente alle modifiche apportate dalla presente legge.”.
(53) Comma sostituito da comma 1 art. 9 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(54) Comma sostituito da comma 1 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(55) Alinea sostituita da comma 2 art. 10 legge regionale 25 ottobre 21018, n. 36.
(56) Lettera inserita da comma 3 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(57) Lettera sostituita da comma 4 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(58) Lettera sostituita da comma 5 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(59) Lettera sostituita da comma 6 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(60) Lettere d bis), d ter) e d quater aggiunte da comma 7 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(61) Comma abrogato da lett. l) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(62) Articolo inserito da comma 1 art. 11 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(63) Ai sensi dell’art. 33 commi 1 e 2 della legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 “1. Entro centoventi giorni dalla entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, avvalendosi delle strutture competenti in materia, adotta gli indirizzi sulla gestione della rete pubblica dei servizi per il lavoro di cui all’articolo 21 bis della legge regionale 13 marzo 2009, n. 3 , inserito dall’articolo 11 della presente legge.
2. Entro centoventi giorni dall’adozione degli indirizzi di cui al comma 1, il direttore dell’ente regionale Veneto Lavoro predispone i regolamenti di cui alle lettere a) e b) del comma 5 dell’articolo 15 della legge regionale 13 marzo 2009, n. 3 , come modificato dalla presente legge, ai quali si applica la procedura di cui ai commi 5 bis) e 5 ter) del citato articolo 15, come inseriti dalla presente legge.”.
(64) Comma così modificato da comma 1 art. 12 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “sia rispetto alle province ed agli altri enti locali, sia rispetto alle istituzioni scolastiche e agli organismi di formazione accreditati, ai sensi della legge regionale 9 agosto 2002, n. 19 “Istituzione dell’elenco regionale degli organismi di formazione accreditati” e successive modifiche ed integrazioni, nell’ambito dell’orientamento. Definisce gli standard minimi dei servizi di orientamento e le figure professionali di riferimento, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “definisce gli standard minimi dei servizi di orientamento e le figure professionali di riferimento, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6.
(65) Comma sostituito da comma 2 art. 12 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(66) Comma abrogato da lett. m) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(67) Comma così modificato da comma 3 art. 12 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “delle province di cui al comma 5” con le parole “programmata dalla Giunta regionale di cui al comma 3.”
(68) Articolo inserito da comma 1 art. 1 legge regionale 31 ottobre 2018, n. 38 . Ai sensi del comma 2 dell’art. 1 della legge regionale 31 ottobre 2018, n. 38 la Giunta regionale definisce, con la collaborazione di Veneto Lavoro, entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, uno schema di convenzione da stipulare con i Comuni per la istituzione degli “Sportelli Informalavoro”, con la quale si definiscono, in particolare, i requisiti minimi di esperienza professionale degli operatori in relazione alle funzioni da svolgere e l’obbligo di interconnessione con il Sistema Informativo Lavoro del Veneto (SILV) di cui all’articolo 28 della presente legge. Vedi anche gli artt. 2, 3 e 4 della legge regionale 31 ottobre 2018, n. 38 ai sensi dei quali, rispettivamente si dettano disposizioni per promuovere la formazione, l’aggiornamento e la qualificazione del personale dei Comuni addetto agli “Sportelli Informalavoro”, si realizzano iniziative informative sulla istituzione e sulle funzioni svolte dagli Sportelli Informalavoro e si definisce una clausola valutativa sulla prima applicazione della legge.
(69) Comma così modificato da comma 1 art. 13 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6,”.
(70) Comma sostituito da comma 2 art. 13 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(71) Comma abrogato da lett. n) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(72) Comma così modificato da comma 1 art. 14 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6”.
(73) Comma abrogato da lett. o) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(74) Comma così modificato da comma 1 art. 15 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “Entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6”.
(75) Lettera sostituita da comma 2 art. 15 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(76) Lettera sostituita da comma 3 art. 15 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(77) La sostituzione recata dal comma 1 art. 16 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 deve intendersi riferita all’alinea e non al comma intero.
(78) Lettera così modificata da comma 2 art. 16 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “ed alle province”.
(79) Comma sostituito da comma 3 art. 16 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(80) Comma inserito da comma 4 art. 16 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(81) Comma così modificato da comma 5 art. 16 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7”.
(82) Articolo sostituito da comma 1 art. 17 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(83) Comma così modificato da comma 1 art. 18 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito la parola “provinciali” con la parola “territoriali”.
(84) Comma così modificato da comma 1 art. 18 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “borsalavoroveneto di cui all’articolo 28” con le parole “il portale regionale”.
(85) Comma sostituito da comma 2 art. 18 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(86) Comma così modificato da comma 1 art. 19 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7”.
(87) Rubrica così modificata da comma 1 art. 20 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito la parola “cura” con la parola “vita”.
(88) Comma così modificato da comma 1 art. 20 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito la parola “cura” con la parola “vita”.
(89) Comma così modificato da comma 1 art. 20 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito la parola “cura” con la parola “vita”.
(90) Articolo inserito da comma 1 art. 8 legge regionale 14 dicembre 2018, n. 43 .
(91) Comma sostituito da comma 1 art. 21 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(92) Vedi quanto disposto dall’art. 16 della legge regionale 14 dicembre 2018, n. 43 per interventi di rilancio e riconversione del tessuto produttivo/imprenditoriale per la tutela e mantenimento/incremento occupazionale dell’Area di crisi industriale complessa di Venezia.
(93) Comma così modificato da comma 1 art. 22 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “previa acquisizione dei pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “previa acquisizione del parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6”.
(94) Comma abrogato da lett. p) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(95) Articolo abrogato da lett. q) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(96) Comma così modificato da comma 1 art. 23 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6”
(97) Comma così modificato da comma 1 art. 24 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “approvato acquisito il parere del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7”.
(98) Sul punto vedi anche la disciplina di cui all’art. 20 della legge regionale 31 marzo 2017, n. 8 .
(99) Comma così modificato da comma 1 art. 25 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7”.
(100) Comma così modificato da comma 1 art. 25 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha aggiunto le parole “e di inserimento lavorativo”.
(101) Lettera sostituita da comma 5 art. 41 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(102) Articolo sostituito da articolo 1 della legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 .
(103) Comma sostituito da comma 1 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(104) L’articolo 2 della legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 , dispone che entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge medesima (14 settembre 2012) la Giunta regionale adotta i provvedimenti previsti dall’articolo 42, comma 2, della legge regionale 13 marzo 2009, n. 3 , come modificato dalla legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 . Nelle more dell’approvazione dei suddetti provvedimenti, gli atti, già adottati alla data di entrata in vigore (16 giugno 2012) della legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 , in attuazione delle disposizioni abrogate, continuano a trovare applicazione, limitatamente alle parti compatibili con il decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167.
(105) Lettera sostituita da comma 2 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(106) Lettera sostituita da comma 3 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(107) Lettera sostituita da comma 4 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(108) Lettera sostituita da comma 5 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(109) Lettera sostituita da comma 6 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(110) Comma sostituito da comma 7 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(111) Comma abrogato da lett. r) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(112) Articolo abrogato da articolo 3 della legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 .
(113) Articolo abrogato da articolo 3 della legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 .
(114) Articolo abrogato da articolo 3 della legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 .
(115) Articolo abrogato da articolo 3 della legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 .
(116) Rubrica sostituita da comma 1 art. 27 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(117) Comma sostituito da comma 2 art. 27 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(118) Comma sostituito da comma 3 art. 27 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(119) Articolo sostituito da comma 1 art. 28 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(120) L’articolo 4 della legge regionale 30 settembre 2011, n. 20 dispone in materia di efficacia degli atti adottati in attuazione delle norme - articoli 50-51-52 - oggetto delle modifiche, prevedendo che gli atti adottati “sono privi di effetto” e che la Struttura per la vigilanza sul sistema della formazione professionale è ridenominata “Struttura per la valutazione e controllo strategico della formazione professionale”.
(121) Articolo abrogato da lett. s) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(122) Articolo abrogato da lett. t) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(123) Articolo abrogato da comma 1, articolo 3, legge regionale 30 settembre 2011, n. 20 .
(124) Articolo abrogato da lett. u) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(125) Comma così modificato da comma 1 art. 29 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “acquisito il parere del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7 e delle” con le parole “sentite le”.
(126) Comma così modificato da comma 1 art. 30 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “e le province, secondo le rispettive competenze”.

References: Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 10

Art. 12

Art. 13

Art. 17

Art. 21

Art. 22

Art. 33

Art. 33

Art. 37

Art. 41

Art. 42

Art. 48

Art. 49
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 34
 art. 34
 art. 38
 art. 38
 art. 1
 art. 1
 art. 34
 art. 34
 art. 34
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 3
 art. 34
 art. 34
 articolo 64
 art. 4
 art. 5
 art. 34
 art. 6
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 40
 art. 40
 art. 7
 art. 7
 art. 6
 art. 7
 art. 34
 art. 6
 art. 8
 art. 6
 art. 6
 art. 6
 art. 8
 art. 8
 art. 8
 art. 6
 art. 9
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 34
 art. 11
 articolo 15
 art. 12
 art. 12
 art. 34
 art. 12
 art. 1
 art. 13
 art. 13
 art. 34
 art. 14
 art. 34
 art. 15
 art. 15
 art. 15
 art. 16
 art. 16
 art. 16
 art. 16
 art. 16
 art. 17
 art. 18
 art. 18
 art. 18
 art. 19
 art. 20
 art. 20
 art. 20
 art. 8
 art. 21
 art. 22
 art. 34
 art. 34
 art. 23
 art. 24
 art. 25
 art. 25
 art. 41
 articolo 1
 art. 26
 art. 26
 art. 26
 art. 26
 art. 26
 art. 26
 art. 26
 art. 34
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 28
 art. 34
 art. 34
 articolo 3
 art. 34
 art. 29
 art. 30