Source: http://confagricolturatn.it/doc/ccnlld2007.htm
Timestamp: 2017-07-25 12:48:38+00:00

Document:
CCNL rapporti di lavoro domestico 2007
CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE di LAVOROsulla DISCIPLINA del RAPPORTO di LAVORO DOMESTICO
13 FEBBRAIO 2007 - Decorrenza 1° marzo 2007 – Scadenza 28 febbraio 2011
art. 1Sfera di applicazione
FIDALDO - FEDERAZIONE ITALIANA DATORI di LAVORO costituita da:
Associazione Datori di Lavoro di Collaboratori Domestici,
DOMINA - ASSOCIAZIONE NAZIONALE DATORI di LAVORO DOMESTICO
FEDERAZIONE ITALIANA LAVORATORI COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI (FILCAMS-CGIL)
disciplina, in maniera unitaria per tutto il territorio nazionale, il rapporto di lavoro domestico
art. 2Inscindibilità della presente regolamentazione
art. 3Condizioni di miglior favore
art. 5Assunzione
art. 6Contratto individuale di lavoro (lettera di assunzione)
art. 7Assunzione a tempo determinato
art. 8Lavoro ripartito
6. Salvo diverse intese fra le parti, le dimissioni o il licenziamento di uno dei lavoratori coobbligati comportano l’estinzione dell’intero vincolo contrattuale.
Tale disposizione non trova applicazione se, su richiesta del datore di lavoro o su proposta dell’altro prestatore di lavoro, quest’ultimo si renda disponibile ad adempiere l’obbligazione lavorativa, interamente o parzialmente; in tal caso il contratto di lavoro ripartito si trasforma in un normale contratto di lavoro subordinato ai sensi dell’art. 2094 c.c.
La Commissione paritetica nazionale di cui all’art. 44 predisporrà il regolamento per l’attuazione del riproporzionamento di cui al comma 4 del presente articolo.
art. 9Permessi per formazione professionale
art. 10Inquadramento dei lavoratori
Collaboratore generico polifunzionale.Svolge le incombenze relative al normale andamento della vita familiare, compiendo, anche congiuntamente, mansioni di pulizia e riassetto della casa, di addetto alla cucina, di addetto alla lavanderia, di assistente ad animali domestici, nonché altri compiti nell’ambito del livello di appartenenza;
art. 11Discontinue prestazioni notturne di cura alla persona
art. 12Prestazioni esclusivamente d'attesa
art. 13Periodo di prova
art. 14Riposo settimanale
art. 15Orario di lavoro
A questi lavoratori dovrà essere corrisposta, qualunque sia l’orario di lavoro osservato nel limite massimo delle 30 ore settimanali, una retribuzione pari a quella prevista dalla tabella B allegata al presente contratto, fermo restando l’obbligo di corresponsione dell’intera retribuzione in natura. Eventuali prestazioni lavorative eccedenti l’orario effettivo di lavoro concordato nell’atto scritto di cui al successivo comma 3 saranno retribuite con la retribuzione globale di fatto oraria,se collocate temporalmente all’interno della tipologia di articolazione dell’orario adottata; le prestazioni collocate temporalmente al di fuori di tale tipologia saranno retribuite in ogni caso con la retribuzione globale di fatto oraria con le maggiorazioni previste dall’ art. 16.
art. 16Lavoro straordinario
art. 17ART. 17 – Festività nazionali e infrasettimanali
1. Sono considerate festive le giornate riconosciute tali dalla legislazione vigente; esse attualmente sono: - il 1° gennaio
- il 1° novembre
4. Per il rapporto di lavoro ad ore le festività di cui al comma 1 verranno retribuite con un 26.mo della retribuzione globale di fatto mensile.
art. 18Ferie
1. Indipendentemente dalla durata dell'orario di lavoro, per ogni anno di servizio presso lo stesso datore di lavoro, il lavoratore ha diritto ad un periodo di ferie di 26 giorni lavorativi. 2. Il datore di lavoro, compatibilmente con le proprie esigenze e con quelle del lavoratore, dovrà fissare il periodo di ferie, ferma restando la possibilità di diverso accordo tra le parti, da giugno a settembre.
art. 19Sospensioni di lavoro extraferiali
art. 20Permessi
ai lavoratori conviventi: 16 ore annue ridotte a 12 per i lavoratori di cui all’art. 15, comma 2;
ai lavoratori non conviventi con orario non inferiore alle 30 ore settimanali: 12 ore annue.
art. 21Assenze 1. Le assenze del lavoratore debbono essere in ogni caso tempestivamente giustificate al datore di lavoro. Per quelle derivanti da malattia si applica l’art. 26 e per quelle derivanti da infortunio o malattia professionale l’art. 27.
art. 22ART. 22 – Diritto allo studio
art. 23ART. 23 – Matrimonio
art. 24Tutela delle lavoratrici madri
2. È vietato adibire al lavoro le donne: durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto, salvo eventuali anticipi o posticipi previsti dalla normativa di legge;
4. In caso di dimissioni volontarie presentate durante il periodo per cui è previsto il divieto di licenziamento, ai sensi del comma 3, la lavoratrice non è tenuta al preavviso. 5. si applicano le norme di legge sulla tutela della paternità nonché sulle adozioni e sugli affidamenti preadottivi, con le limitazioni indicate
Le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori esprimono la necessità di superare i limiti della legislazione vigente, che esclude dall’obbligo di convalida da parte del servizio ispettivo della Direzione Provinciale del Lavoro le dimissioni della collaboratrice familiare in maternità (ex art. 55, comma 4, D. Lgs. 26 marzo 2001, n. 151).
Pertanto, al fine di parificare le tutele di tutte le lavoratrici, promuoveranno ogni utile iniziativa nei confronti di enti, organi ed istituzioni, cui auspicano partecipino le Associazioni Datoriali firmatarie del presente contratto.
art. 25Tutela del lavoro minorile
2. E’ ammessa l’assunzione di adolescenti, ai sensi della legge 17 ottobre 1967, n. 977, così come modificata e integrata dal D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 345, purché sia compatibile con le esigenze particolari di tutela della salute e non comporti trasgressione dell’obbligo scolastico.
4. Sono altresì da osservare le disposizioni dell’art. 4 della legge 2 aprile 1958, n. 339, secondo cui il datore di lavoro, che intenda assumere e fare convivere con la propria famiglia un lavoratore minorenne, deve farsi rilasciare una dichiarazione scritta di consenso, con sottoscrizione vidimata dal Sindaco del Comune di residenza del lavoratore, da parte di chi esercita la potestà genitoriale, cui verrà poi data preventiva comunicazione del licenziamento; il datore di lavoro è impegnato ad una particolare cura del minore, per lo sviluppo ed il rispetto della sua personalità fisica, morale e professionale
art. 26Malattia
art. 27Infortunio sul lavoro e malattia professionale
art. 28Tutele previdenziali
art. 29Servizio militare e richiamo alle armi Si fa riferimento alle leggi che disciplinano la materia.
art. 30Trasferimenti
art. 31Trasferte
art. 32Retribuzione e prospetto paga
eventuali scatti di anzianità di cui all'art. 35;
art. 33Minimi retributivi
art. 34Vitto e alloggio
art. 35Scatti di anzianità
Variazione periodica dei minimi retributivi e dei valori convenzionali del vitto e dell'alloggio
art. 37Tredicesima mensilità
art. 38Risoluzione del rapporto di lavoro e preavviso
per i rapporti non inferiori a 25 ore settimanali: fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario
art. 39Trattamento di fine rapporto (T.F.R.)
al personale già considerato impiegato: 15 giorni per anno per ogni anno d'anzianità
al personale già considerato operaio: 8 giorni per ogni anno d'anzianità;
2) per l'anzianità maturata dopo il 1 maggio 1958 e fino al 21 maggio 1974: al personale già considerato impiegato: 1 mese per ogni anno d'anzianità
al personale già considerato operaio: 15 giorni per ogni anno d'anzianità;
al personale già considerato impiegato: 1 mese per ogni anno d'anzianità
al personale già considerato operaio: 20 giorni per ogni anno d'anzianità.
Per il rapporto di lavoro di meno di 24 ore settimanali: per l'anzianità maturata anteriormente al 22 maggio 1974: 8 giorni per ogni anno d'anzianità
per l'anzianità maturata dal 22 maggio 1974 al 31 dicembre 1978: 10 giorni per ogni anno d'anzianità
per l'anzianità maturata dal 1 gennaio 1979 al 31 dicembre 1979: 15 giorni per ogni anno d'anzianità
per l'anzianità maturata dal 1 gennaio 1980 al 29 maggio 1982: 20 giorni per ogni anno d'anzianità.
art. 40Indennità in caso di morte
art. 41Permessi sindacali
art. 42Interpretazione del Contratto
art. 43Commissione nazionale per l'aggiornamento retributivo
art. 44Commissione paritetica nazionale
esprimere pareri e formulare proposte per quanto si riferisce all'applicazione del presente contratto di lavoro e per il funzionamento delle Commissioni territoriali di conciliazione;
esperire il tentativo di conciliazione per le controversie insorte tra le Associazioni territoriali dei datori di lavoro e le OO.SS
territoriali dei lavoratori, facenti capo alle Associazioni ed Organizzazioni nazionali, stipulanti il presente contratto.
art. 45Commissioni territoriali di conciliazione
2. Tali Commissioni paritetiche, provinciali o regionali, saranno competenti ad esperire il tentativo di conciliazione delle controversie individuali di cui agli artt. 410 e seguenti c.p.c..
art. 46Ente bilaterale
1. L'Ente bilaterale è un organismo paritetico così composto: per il 50% da Fidaldo (attualmente costituita come indicato in epigrafe) e Domina, e per l'altro 50%, da Federcolf,Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl,Uiltucs-Uil. I componenti spettanti a Fidaldo vengono indicati esclusivamente da Fidaldo stessa.
istituisce l'osservatorio che ha il compito di effettuare analisi e studi, al fine di cogliere gli aspetti peculiari delle diverse realtà presenti nel nostro Paese. A tal fine, l'osservatorio dovrà rilevare:
le analisi e le proposte in materia di sicurezza.
promuove ai vari livelli iniziative in materia di formazione e qualificazione professionale, anche in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti, nonché di informazione in materia di sicurezza.
art. 47Cassa malattia Colf
1. La Cassa Malattia Colf eroga le prestazioni per il rimborso del trattamento economico di malattia. 2. Le Parti si impegnano a definire in apposito regolamento, entro il 30 aprile 2007, tempi e modalità delle prestazioni.
art. 48Previdenza complementare
art. 49Contributi di assistenza contrattuale
art. 50Decorrenza e durata
Quando nel contratto viene usata l'espressione "giorni di calendario" si considerano i trentesimi della mensilità (esempio: malattia)
Quando nel contratto viene usata l'espressione "giorni lavorativi" si considerano i ventiseiesimi della mensilità (esempio: ferie)
Le frazioni di anno si computano a mesi interi e le frazioni di mese, quando raggiungono o superano i 15 giorni di calendario, si computano a mese intero
NOTE*** Note ***
I lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del presente CCNL saranno inquadrati nella nuova classificazione sulla base delle mansioni svolte. Tali nuovi inquadramenti dovranno in ogni caso salvaguardare i livelli economici conseguiti in base al precedente inquadramento, compresi i futuri aumenti afferenti tale inquadramento, ivi compresi gli aumenti periodici.
Eventuali eccedenze corrisposte, comunque denominate (assegni ad personam, superminimi, etc.) saranno riassorbite fino a concorrenza nei nuovi minimi tabellari. Qualora la retribuzione globale di fatto dei lavoratori conviventi in atto al 28 febbraio 2007 sia inferiore ai minimi tabellari determinati dal presente CCNL, differenza sarà dovuta: quanto al 50%, dal 1 marzo 2007, quanto al restante 50%, dal 1 gennaio 2008.
Le Parti si danno atto che la nuova classificazione dei lavoratori è complessivamente più favorevole agli stessi della precedente.
LEGGE 2 aprile 1958, n. 339 per la TUTELA del RAPPORTO di LAVORO DOMESTICO
pubblicata nella G.U. del 17 aprile 1958, n. 93
art. 1Norme generali
La presente legge si applica ai rapporti di lavoro concernenti gli addetti ai servizi domestici che prestano la loro opera, continuativa e prevalente, di almeno 4 ore giornaliere presso lo stesso datore di lavoro, con retribuzione in denaro o in natura.
S'intendono per addetti ai servizi personali domestici i lavoratori di ambo i sessi che prestano a qualsiasi titolo la loro opera per il funzionamento della vita familiare, sia che si tratti di personale con qualifica specifica, sia che si tratti di personale adibito a mansioni generiche.
art. 2Collocamento e avviamento al lavoro
L'assunzione del personale domestico avviene direttamente, con l'obbligo per il datore di lavoro di denunciare, entro trenta giorni dal compimento del periodo di prova, l'avvenuta assunzione al competente Ufficio di collocamento, di cui alla legge 29 aprile 1949, n. 264. Le associazioni di categoria a carattere nazionale e i patronati di assistenza, debitamente autorizzati dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, possono occuparsi dell'avviamento al lavoro, dando comunicazione entro trenta giorni ai competenti uffici ministeriali dell'avvenuto collocamento. È vietata l'attività di mediatorato comunque svolta, anche se autorizzata anteriormente alla data di pubblicazione della presente legge.
art. 3Assunzione
libretto di lavoro ai sensi della legge 10 gennaio 1935, n. 112;
tessere e libretto delle assicurazioni sociali di cui al regolamento approvato con regio decreto 28 agosto 1924, n. 1422, in quanto ne sia in possesso;
tessera sanitaria ai sensi della legge 22 giugno 1939, n. 1239.
art. 4Lavoratori minorenni
Il datore di lavoro che intende assumere un lavoratore minorenne dovrà farsi rilasciare, da chi esercita la patria potestà una dichiarazione scritta e vidimata dal sindaco del Comune di residenza del lavoratore, in cui si consente al minorenne di convivere presso la famiglia del datore di lavoro.
Tale dichiarazione impegna il datore di lavoro a particolare cura del minorenne per lo sviluppo e il rispetto della sua personalità fisica, morale e professionale. In caso di licenziamento il datore di lavoro è obbligato a darne preventiva comunicazione a chi esercita la patria potestà.
art. 5Periodo di prova
I lavoratori, di cui all'art. 1 della presente legge, con mansioni impiegatizie (precettori, istitutori, governanti, bambinaie diplomate, maggiordomi, dame di compagnia) ed altri lavoratori aventi analoghe funzioni sono soggetti ad un periodo di prova, regolarmente retribuito, che non può essere superiore ad un mese. I prestatori d'opera manuale specializzata o generica (cuochi, giardinieri, balie, guardarobiere, bambinaie comuni, cameriere, domestiche tuttofare, custodi, portieri privati, personale di fatica, stallieri, lavandaie) ed altri lavoratori aventi simili mansioni sono soggetti ad un periodo di prova, regolarmente retribuito, della durata massima di otto giorni lavorativi consecutivi. Durante il periodo di prova ciascuna delle parti può recedere dal contratto senza obbligo di preavviso o di indennità. Il lavoratore, che ha superato il periodo di prova senza aver ricevuto disdetta, s'intende automaticamente confermato. Il servizio prestato durante il periodo di prova va computato a tutti gli effetti dell'anzianità.
art. 6Diritti e doveri
art. 7Riposo settimanale
art. 8Orario di lavoro e riposi
Il lavoratore ha diritto ad un conveniente riposo durante il giorno e a non meno di 8 ore consecutive di riposo notturno.
art. 9Giorni festivi
art. 10Ferie
Ai lavoratori, dopo un anno di ininterrotto servizio, spetta un periodo di ferie annuali con corresponsione della retribuzione, nella misura e con le modalità appresso indicate. La durata del periodo di ferie non può essere inferiore:
per il personale impiegatizio di cui all'art. 5, primo comma, a quindici giorni consecutivi fino a cinque anni di anzianità; a venticinque giorni consecutivi per anzianità superiore; per i prestatori d'opera manuale di cui all'art. 5, comma secondo, a quindici giorni consecutivi fino a cinque anni di anzianità; a venti giorni per anzianità superiore.
Al lavoratore che usufruisce del vitto e dell'alloggio spetta per il periodo di ferie - ove non usufruisca durante tale periodo di dette corresponsioni - un compenso sostitutivo la cui misura deve essere fissata dalle Commissioni provinciali previste all'art. 12. In caso di licenziamento - comunque avvenuto - o di dimissioni, al lavoratore che non abbia maturato l'intero diritto alle ferie annuali di cui ai paragrafi a), b), spettano tanti giorni di ferie quanti ne risultano in proporzione al numero dei mesi di anzianità considerando le frazioni di quindici giorni come mese intero. art. 11Commissione centrale
Con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale è istituita la Commissione centrale per la disciplina del lavoro domestico. La Commissione è presieduta dal Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, o da un suo delegato, ed è composta:
da un rappresentante del Ministro per l'interno; da sei rappresentanti dei lavoratori domestici, designati dalle associazioni sindacali di categoria;
art. 12Commissioni provinciali
In ogni Provincia, con decreto del prefetto è istituita la Commissione provinciale per il personale domestico. La Commissione è presieduta dal direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione o da un suo delegato, ed è composta:
art. 13Compiti della Commissione centrale
La Commissione centrale ha i seguenti compiti: esprimere pareri e formulare proposte per tutto quanto si riferisce alla disciplina del lavoro domestico ed al coordinamento dell'attività delle Commissioni provinciali;
esprimere parere sui ricorsi che siano presentati avverso le determinazioni adottate dalle Commissioni provinciali e contro la mancata emissione del decreto prefettizio di cui all'art. 12;
formulare proposte per ogni migliore tutela dei lavoratori domestici.
art. 14Compiti delle Commissioni provinciali
Le Commissioni provinciali hanno i seguenti compiti: rilevare le retribuzioni medie mensili sul piano provinciale e determinare le tariffe convenzionali relative al vitto ed all'alloggio;
stabilire norme regolamentari relative al lavoro domestico nelle Province.
La Commissione provinciale si riunisce su convocazione del suo presidente, od anche su richiesta motivata della maggioranza dei suoi membri. Le deliberazioni adottate dalla Commissione provinciale sono rese esecutive entro trenta giorni con decreto prefettizio. Contro il decreto prefettizio di cui al precedente comma o contro la mancata emissione del decreto stesso, è ammesso ricorso entro trenta giorni al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, il quale decide, sentita la Commissione centrale, entro novanta giorni. art. 15Congedo matrimoniale
In caso di matrimonio è concesso ai lavoratori di cui alla presente legge un permesso di quindici giorni consecutivi. Per tale congedo, che non può essere computato nel periodo delle ferie annuali, è corrisposta la normale retribuzione in denaro ed il corrispettivo di quella in natura, secondo le tariffe convenzionali fissate dalle Commissioni provinciali ai sensi del precedente articolo.
art. 16Preavviso
per il personale impiegatizio di cui all'art. 5, comma primo, nei termini di preavviso previsti dal regio decreto-legge 13 novembre 1924, n. 1825, dettante norme sull'impiego privato;
per i prestatori d'opera manuale di cui all'art. 5, comma secondo, in quindici giorni di preavviso, qualora non abbiano raggiunto i cinque anni di anzianità; in trenta giorni per anzianità pari o superiore ai cinque anni.
Inoltre al lavoratore che usufruisca, oltre alla retribuzione in denaro, anche del vitto e dell'alloggio, spetta un compenso economico, sostitutivo, secondo le tariffe convenzionali fissate dalle Commissioni provinciali ai sensi dell'articolo 14.
art. 17Indennità di anzianità
In caso di licenziamento o di dimissione, salvo che si tratti di licenziamento in tronco (1), spetta al lavoratore un'indennità di anzianità nella seguente misura: per il personale impiegatizio di cui all'art. 5, comma primo, l'indennità predetta è commisurata ad una mensilità della retribuzione in denaro per ogni anno di anzianità, sulla base dell'ultimo stipendio;
per i prestatori d'opera manuali di cui all'art. 5, comma secondo, l'indennità predetta è commisurata a quindici giorni di retribuzione in denaro, per ogni anno di anzianità sulla base dell'ultimo stipendio (2).
Articolo 18. Indennità in caso di morte del lavoratore
In caso di morte del prestatore di lavoro, l'indennità indicata nell'articolo precedente deve essere corrisposta al coniuge, ai figli e, se vivevano a carico del prestatore di lavoro, ai parenti entro il 3° grado, ed agli affini entro il 2° grado.
art. 19Tredicesima mensilità
art. 20Disposizioni transitorie
L'indennità di anzianità di cui all'art. 17 e all'art. 18, dovuta nel caso di licenziamento, dimissione o morte, è commisurata per le anzianità maturate anteriormente all'entrata in vigore della presente legge, nel modo seguente: per il lavoratore di cui all'art. 5, comma primo, per ogni anno di anzianità mezza mensilità dell'ultima retribuzione in denaro;
per i lavoratori di cui all'art. 5, comma secondo, per ogni anno di anzianità otto giornate dell'ultima retribuzione in denaro.
art. 21Disposizioni finali
Con sentenza 27 aprile-4 maggio 1972, n. 85 (Gazz. Uff. 10 maggio 1972, n. 122), la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del comma primo dell'art. 17, nella parte in cui esclude il diritto del prestatore di lavoro all'indennità di anzianità in caso di cessazione del rapporto per licenziamento in tronco.
Con sentenza 30 maggio-6 giugno 1973 n. 72 (Gazz. Uff. 13 giugno 1973, n. 151) la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 17, lettere a) e b) nella parte in cui l'indennità di anzianità, da corrispondere in caso di licenziamento o di dimissioni del personale impiegatizio e dei prestatori d'opera manuali, viene commisurata alla sola retribuzione in denaro e non anche all'equivalente del vitto e dell'alloggio quando prestazioni siano convenzionalmente dovute. Con successiva sentenza 21-27 marzo 1974, n. 85 (Gazz. Uff. 3 aprile 1974, n. 89) la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 17, lettera b, della L. 2 aprile 1958, n. 339, nella parte in cui esclude il diritto del prestatore di lavoro alla indennità di anzianità quando il rapporto di lavoro sia venuto a cessare prima della scadenza dell'anno.

References: art. 1

art. 2

art. 3

art. 5

art. 6

art. 7

art. 8

art. 9

art. 10

art. 11

art. 12

art. 13

art. 14

art. 15
 art. 16

art. 16

art. 17

art. 18

art. 19

art. 20

art. 21

art. 22

art. 23

art. 24
 art. 55

art. 25

art. 26

art. 27

art. 28

art. 29

art. 30

art. 31

art. 32

art. 33

art. 34

art. 35

art. 37

art. 38

art. 39

art. 40

art. 41

art. 42

art. 43

art. 44

art. 45

art. 46

art. 47

art. 48

art. 49

art. 50

art. 1

art. 2

art. 3

art. 4

art. 5

art. 6

art. 7

art. 8

art. 9

art. 10
 art. 11

art. 12

art. 13

art. 14
 art. 15

art. 16

art. 17

Articolo 18

art. 19

art. 20

art. 21
 sentenza 
 sentenza 
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