Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_procedura_civile/487
Timestamp: 2018-01-20 01:31:53+00:00

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b0dc IL CASO.it - Foglio di informazione giuridica.
Forma dei provvedimenti del giudice
I. Salvo che la legge disponga altrimenti, i provvedimenti del giudice dell'esecuzione sono dati con ordinanza, che può essere dal giudice stesso modificata o revocata finché non abbia avuto esecuzione.
II. Per le ordinanze del giudice dell'esecuzione si osservano le disposizioni degli articoli 176 e seguenti in quanto applicabili e quella dell'articolo 186.
Concordato preventivo - Ammissione - Domanda - Effetti - Improseguibilità del processo esecutivo - Conseguenze - Sospensione della vendita da parte del giudice dell'esecuzione - Ammissibilità.
La proposizione di una domanda di concordato preventivo determina, ai sensi dell'art. 168, comma 1, l.fall., non già l'estinzione ma l'improseguibilità del processo esecutivo, che entra in una situazione di quiescenza perché i beni che ne costituiscono l'oggetto materiale perdono "de iure" e provvisoriamente la destinazione liquidatoria così come progettata con il pignoramento, con la conseguenza che il giudice dell'esecuzione correttamente provvede, ex artt. 486 e 487 c.p.c., a sospendere la vendita eventualmente fissata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2015. Segue...
Esecuzione forzata immobiliare - Vendita - Trasferimento - Mancato versamento del prezzo - Decreto di trasferimento ex art. 586 cod. civ. - Impugnazione - Mezzi - Opposizione agli atti esecutivi - Necessità
Esecuzione forzata immobiliare - Vendita - Trasferimento - Decreto di trasferimento - Revoca - Opposizione agli atti esecutivi - Concorrenza dei rimedi - Elementi distintivi.
In tema di esecuzione forzata immobiliare, il mancato versamento del prezzo determina non l'inesistenza del decreto di trasferimento ex art. 586 cod. civ. bensì la nullità assoluta dello stesso; ne consegue che tale provvedimento, in quanto atto del procedimento esecutivo emesso dal giudice dell'esecuzione che assolve una funzione cosiddetta espropriativa di conversione in denaro dell'immobile pignorato, é impugnabile con l'opposizione agli atti esecutivi. (massima ufficiale)
In tema di esecuzione forzata immobiliare, in mancanza di limiti normativi, il potere del giudice dell'esecuzione di revoca dei propri provvedimenti concorre con la possibilità di opposizione agli atti esecutivi, con la precisazione che, mentre il potere di revoca può essere esercitato anche dopo la scadenza del termine previsto dalla legge per l'opposizione agli atti esecutivi e sempre che il provvedimento non abbia avuto definitiva esecuzione, per potersi avvalere del rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi la parte deve rispettare il termine perentorio di decadenza ex art. 617 cod. proc. civ., che decorre dal momento in cui l'interessato ha avuto legale conoscenza del decreto di trasferimento ovvero di un atto successivo che lo presuppone. (Nella specie, in applicazione del riportato principio, la S.C. ha ritenuto non censurabile la statuizione del giudice di merito circa la conoscenza - da parte del creditore procedente - del decreto di trasferimento, di cui non é prevista la comunicazione al predetto creditore, in conseguenza dell'ordinanza con cui il giudice dell'esecuzione aveva dato atto che - nonostante una contraria precedente attestazione della cancelleria - nessun deposito del prezzo era stato effettuato dall'aggiudicatario, sicché non poteva procedersi alla formalità successiva dell'assegnazione del ricavato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 09 Agosto 2007, n. 17460. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Modalità - Vendita di rami di azienda - Trattativa privata - Autorizzazione del G.D. - Reclamo al tribunale fallimentare - Ammissibilità - Revoca da parte dello stesso G.D. - Ammissibilità - Mezzi di impugnazione avverso i provvedimenti del giudice dell'esecuzione - Esperibilità - Esclusione.
Il provvedimento con il quale il G.D. abbia autorizzato la vendita di beni fallimentari (nella specie, due rami d'azienda) a trattativa privata è, al tempo stesso, revocabile da parte dello stesso giudice e reclamabile dinanzi al tribunale fallimentare ex art. 26 legge fall., essendone, per converso, esclusa l'impugnabilità con i mezzi esperibili avverso i provvedimenti del giudice dell'esecuzione previsti dal codice di procedura civile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Settembre 2002, n. 13583. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di mobili - Vendita a trattativa privata - Autorizzazione del giudice delegato - Reclamo al Tribunale fallimentare - Ammissibilità - Mezzi esperibili avverso i provvedimenti del giudice della esecuzione - Esclusione.
Il provvedimento col quale il giudice delegato autorizza la vendita di beni mobili a trattativa privata, ancorché revocabile da parte dello stesso giudice, in quanto idoneo ad incidere su diritti soggettivi connessi alla regolarità procedurale della liquidazione dell'attivo, è suscettibile di reclamo al tribunale fallimentare ex art. 26 legge Fall. e non è impugnabile con i mezzi esperibili avverso i provvedimenti del giudice dell'esecuzione previsti dal codice di procedura civile, atteso che il rinvio operato dall'art. 106 Legge Fall. riguarda esclusivamente le norme di detto codice che disciplinano il procedimento di vendita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Aprile 1994, n. 3694. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di mobili - Vendita a trattativa privata - Autorizzazione del giudice delegato - Reclamo al Tribunale fallimentare - Ammissibilità.
Il provvedimento col quale il giudice delegato autorizza la vendita di beni mobili a trattativa privata, ancorché revocabile da parte dello stesso giudice è suscettibile di reclamo al Tribunale fallimentare ex art. 26 legge fall., in quanto idoneo ad incidere su diretti soggettivi connessi alla regolarità procedurale della liquidazione dell'attivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 Aprile 1991, n. 3482. Segue...

References: art. 586
 art. 586
 art. 617
 art. 26
 art. 26
 art. 26