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Timestamp: 2020-07-11 00:23:09+00:00

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L'Aja: International Court of Justice (lic.PD) via wikimedia commons
CAPITOLO I – Sfera di applicazione della Convenzione: Art. 1 - Art. 2 - Art. 3
CAPITOLO II – Condizioni delle adozioni internazionali: Art. 4 – Art. 5
CAPITOLO III – Autorità centrale e organismi abilitati: Art. 6 - Art. 7 - Art. 8 - Art. 9 – Art. 10 – Art. 11 - Art. 12 – Art. 13
CAPITOLO VI – Condizioni procedurali dell’adozione internazionale: Art. 14 – Art. 15 – Art. 16 - Art. 17 – Art. 18 – Art. 19 - Art. 20 – Art. 21 – Art. 22
CAPITOLO V – Riconoscimento ed effetti dell’adozione: Art. 23- Art. 24 – Art. 25 - Art. 26 – Art. 27
CAPITOLO VI – Disposizioni generali: Art. 28 – Art. 29 – Art. 30 - Art. 31 – Art. 32 – Art. 33 - Art. 34 – Art. 35 – Art. 36 - Art. 37 – Art. 38 – Art. 39 - Art. 40 – Art. 41 – Art. 42
CAPITOLO VII – Clausole finali: Art. 43 – Art. 44 – Art. 45 - Art. 46 – Art. 47 – Art. 48
CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE DEI MINORI E SULLA COOPERAZIONE IN MATERIA DI ADOZIONE INTERNAZIONALE fatta a L’Aja il 29 maggio 1993.
Riconoscendo che l’adozione internazionale può offrire l’opportunità di dare una famiglia permanente a quei minori per i quali non può essere trovata una famiglia idonea nel loro Stato di origine,
Desiderando stabilire, a questo scopo, disposizioni comuni che tengano conto dei principi riconosciuti dagli strumenti internazionali, in particolare dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Minore del 20 novembre 1989, e dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Principi Sociali e Giuridici applicabili alla Protezione ed all’Assistenza ai Minori, con particolare riferimento alle prassi in materia di adozione e di affidamento familiare, sul piano nazionale e su quello internazionale (Risoluzione dell’Assemblea Generale 41/85 del 3 dicembre 1986),
CAPITOLO I – SFERA DI APPLICAZIONE DELLA CONVENZIONE
d’instaurare un sistema
di cooperazione fra gli Stati contraenti, al fine di assicurare il rispetto di queste garanzie e quindi prevenire la sottrazione, la vendita e la tratta dei minori;
La Convenzione si applica allorché un minore, residente abitualmente in uno Stato contraente (” Stato d’origine”) e stato o deve essere trasferito in un altro Stato contraente (” Stato di accoglienza”), sia a seguito di adozione nello Stato d’origine da parte di coniugi o di una persona residente abitualmente nello Stato di accoglienza, sia in vista di tale adozione nello Stato di accoglienza o in quello di origine.
La Convenzione cessa di applicarsi se i consensi previsti dall’art. 17 lett. c) non sono stati espressi prima che il minore compia l’età di diciotto anni.
CAPITOLO II – CONDIZIONI DELLE ADOZIONI INTERNAZIONALI
che questi è stato assistito mediante una consulenza e che e stato debitamente informato sulle conseguenze dell’adozione e del suo consenso all’adozione, qualora tale consenso sia richiesto;
che il consenso del minore all’adozione, quando e richiesto, è stato prestato liberamente, nelle forme legalmente stabilite, ed e stato espresso o constatato per iscritto; e
CAPITOLO III – AUTORITÀ CENTRALI E ORGANISMI ABILITATI
Ogni Stato contraente designa un’Autorità Centrale incaricata di svolgere i compiti che le sono imposti dalla Convenzione.
Gli Stati federali, gli Stati in cui sono in vigore diversi ordinamenti giuridici e gli Stati comprendenti unita territoriali autonome sono liberi di designare più di una Autorità Centrale, specificando l’estensione territoriale o soggettiva delle rispettive funzioni. Lo Stato che ha, nominato più di un’Autorità Centrale designerà l’Autorità Centrale cui potrà essere indirizzata ogni comunicazione, per la successiva remissione all’Autorità Centrale competente nell’ambito dello Stato medesimo.
Possono ottenere l’abilitazione e conservarla solo quegli organismi che dimostrino- la loro idoneità a svolgere correttamente i compiti che potrebbero essere loro affidati.
perseguire solo scopi non lucrativi nelle condizioni e nei limiti fissati dalle autorità competenti dello Stato che concede l’abilitazione;
La designazione delle Autorità Centrali e, se del caso, l’estensione delle loro funzioni, come pure la denominazione e l’indirizzo degli organismi abilitati sono comunicati da ogni Stato contraente all’Ufficio Permanente della Conferenza de l’Aja di diritto internazionale privato.
CAPITOLO VI – CONDIZIONI PROCEDURALI DELL’ADOZIONE INTERNAZIONALE
Se ritiene che i richiedenti sono qualificati ed idonei per l’adozione, l’Autorità Centrale dello Stato di accoglienza redige una relazione contenente informazioni sulla loro identità, capacita legale ed idoneità all’adozione, sulla loro situazione personale, familiare e sanitaria, sul loro ambiente sociale, sulle motivazioni che li determinano, sulla loro attitudine a farsi carico di un’adozione internazionale, nonché sulle caratteristiche dei minori che essi sarebbero in grado di accogliere.
Essa trasmette la relazione all’Autorità Centrale dello Stato d’origine.
Se ritiene che il minore e adottabile, l’Autorità Centrale dello Stato d’origine:
redige una relazione contenente informazioni circa l’identità del minore, la sua adottabilità, il suo ambiente sociale, la sua evoluzione personale -e familiare, l’anamnesi sanitaria del minore stesso e della sua famiglia, non che circa le sue necessità particolari;
si assicura che i consensi previsti dall’art. 4 sono stati ottenuti; e
constata, basandosi particolarmente sulle relazioni concernenti il minore ed i futuri genitori adottivi, che l’affidamento prefigurato e nel superiore interesse del minore.
Trasmette all’Autorità Centrale dello Stato di accoglienza la relazione sul minore, la prova dei consensi richiesti e le ragioni della sua decisione sull’affidamento, curando di non rivelare l’identità della madre e del padre se, nello Stato d’origine, tale identità non debba essere resa nota.
l’ Autorità Centrale di questo Stato si sia accertata del consenso dei futuri genitori adottivi;
l’ Autorità Centrale dello Stato di accoglienza abbia approvato la decisione di affidamento, allorché la legge di questo Stato o l’Autorità Centrale dello Stato d’origine lo richiedano;
Le Autorità Centrali di entrambi gli Stati effettuano i passi necessari per far ottenere al minore l’autorizzazione ad uscire dallo Stato d’origine, e quella d’ingresso e di residenza permanente nello Stato d’accoglienza.
Il trasferimento del minore nello Stato di accoglienza può aver luogo solo se le condizioni fissate dall’articolo 17 si sono verificate.
Allorché l’adozione deve aver luogo successivamente al trasferimento del minore nello Stato di accoglienza, l’Autorità Centrale di tale Stato, se ritiene che la permanenza del minore nella famiglia che lo ha accolto non è più conforme al superiore interesse di lui, prende le misure necessarie alla protezione del minore, particolarmente al fine di:
di concerto con l’Autorità Centrale dello Stato d’origine, assicurare senza ritardo un nuovo affidamento per l’adozione del minore o, in difetto, una presa a carico alternativa durevole;l’adozione non può aver luogo se l’Autorità Centrale dello Stato d’origine non e stata debitamente informata circa i nuovi genitori adottivi;
Le funzioni conferite all’Autorità Centrale dal presente capitolo possono essere esercitate da autorità pubbliche o da organismi abilitati in conformità alle norme contenute nel capitolo III, nella misura consentita dalle leggi del suo Stato.
Qualunque Stato contraente può dichiarare al depositario della Convenzione che le funzioni conferite all’Autorità Centrale in virtù degli Articoli da 15 a 21 possono esser esercitate altresì in tale Stato, nella misura consentita dalla legge e sotto il controllo delle autorità statali competenti, da organismi o persone che:
soddisfino le condizioni di moralità, di competenza professionale, d’esperienza e di responsabilità richieste dallo Stato medesimo;
Lo Stato contraente che fa la dichiarazione prevista al comma 2, comunica regolarmente all’Ufficio Permanente della Conferenza de l’Aja di diritto internazionale privato i nomi e gli indirizzi degli organismi e delle persone interessati.
Anche se è stata fatta la dichiarazione indicata al comma 2, le relazioni previste dagli articoli 15 e 16 sono, in ogni caso, redatte sotto la responsabilità dell’Autorità Centrale o di altre autorità o organismi, in conformità al primo comma.
CAPITOLO V – RICONOSCIMENTO ED EFFETTI DELL’ADOZIONE
L’adozione certificata conforme alla Convenzione, dall’autorità competente dello Stato contraente in cui ha avuto luogo, e riconosciuta di pieno diritto negli altri Stati contraenti. Il certificato indica quando e da chi i consensi indicati all’Art. 17, lettera c, sono stati prestati.
Ogni Stato contraente, al momento della firma, della ratifica, dell’accettazione, dell’approvazione o dell’adesione, notifica al depositario della Convenzione l’identità e le funzioni dell’autorità o delle autorità che, in tale Stato, sono competenti a rilasciare il certificato. Notifica, altresì, qualsiasi modifica nella designazione di queste autorità.
Il riconoscimento dell’adozione può essere rifiutato da uno Stato contraente solo se essa e manifestamente contraria all’ordine pubblico, tenuto conto dell’interesse superiore del minore.
Ogni Stato contraente può dichiarare al depositario della Convenzione di non essere tenuto a riconoscere, in base a questa, le adozioni fatte in conformità ad un accordo concluso in applicazione dell’art. 39, comma 2.
Il riconoscimento dell’adozione comporta quello:
Se l’adozione ha l’effetto di porre fine ad un legame giuridico preesistente di filiazione tra il minore ed i suoi genitori, il minore gode nello Stato di accoglienza ed in ogni altro Stato contraente in cui l’adozione è riconosciuta, di diritti equivalenti a quelli risultanti da un’adozione che produca tale effetto in ciascuno di questi stati.
I commi precedenti non pregiudicano l’applicazione di qualunque disposizione più favorevole al minore, in vigore nello Stato contraente che riconosce l’adozione.
L’adozione fatta nello Stato d’origine, se non ha per effetto di porre fine al legame preesistente di filiazione, può essere convertita, nello Stato di accoglienza che la riconosce in conformità alla Convenzione, in una adozione che produce questo effetto,
Alla decisione di conversione dell’adozione si applica l’articolo 23.
CAPITOLO VI – DISPOSIZIONI GENERALI
Nessun contatto può aver luogo fra i futuri genitori adottivi ed i genitori del minore o qualsiasi altra persona che ne abbia la custodia, fino a quando non sono soddisfatte le condizioni previste dell’articolo 4, lettere da a) a c), e dell’articolo 5 lettera a), salvo se l’adozione abbia luogo fra i membri della stessa famiglia o se siano osservate le condizioni fissate dall’autorità competente dello Stato d’origine.
Le autorità competenti di ciascuno Stato contraente conservano con cura le informazioni in loro possesso sulle origini del minore, in particolare quelle relative all’identità della madre e del padre ed i dati sui precedenti sanitari del minore e della sua famiglia.
Salvo quanto previsto dall’art. 30, i dati personali raccolti o trasmessi in conformità alla Convenzione, in particolare quelli indicati agli articoli 15 e 16, non possono essere utilizzati a fini diversi da quelli per cui sono stati raccolti o trasmessi.
Possono essere richiesti e pagati soltanto gli oneri e le spese, compresi gli onorari, in misura ragionevole, dovuti alle persone che sono intervenute nell’adozione.
I dirigenti, gli amministratori e gli impiegati degli organismi che intervengono nell’adozione non possono ricevere una remunerazione sproporzionata in rapporto ai servizi resi.
Quando un’autorità competente constata che una disposizione della Convenzione è stata trasgredita o rischia chiaramente di esserlo, ne informa subito l’Autorità Centrale dello Stato cui essa appartiene.
L’Autorità Centrale ha la responsabilità di curare che siano applicate le misure opportune.
qualsiasi riferimento alla residenza abituale nello Stato s’intende fatto alla residenza abituale in una unità territoriale di questo Stato ;
qualsiasi riferimento alla legge dello Stato s’intende fatto alla legge in vigore nell’unita territoriale pertinente:
qualsiasi riferimento alle autorità competenti o alle autorità pubbliche dello Stato s’intende fatto alle autorità abilitate ad agire nell’unita territoriale pertinente;
Ogni Stato contraente può concludere, con uno o più degli altri Stati contraenti, accordi tendenti a favorire l’applicazione della Convenzione nei loro reciproci rapporti. Tali accordi possono derogare solo alle disposizioni contenute negli articoli da 14 a 16 e da 18 a 21. Gli Stati che concludono simili accordi ne trasmettono una copia al depositario della Convenzione.
La Convenzione è applicabile in ogni caso in cui la domanda, prevista dall’art. 14, sia pervenuta in epoca successiva all’entrata in vigore della Convenzione nello Stato di accoglienza ed in quello d’origine.
Il Segretario Generale della Conferenza de l’Aja di diritto internazionale privato convoca periodicamente una Commissione speciale, al fine di valutare il funzionamento pratico della Convenzione.
CAPITOLO VII – CLAUSOLE FINALI
La Convenzione è aperta alla firma degli Stati che erano Membri della Conferenza de l’Aia di diritto internazionale privato al momento della Diciassettesima Sessione e degli altri Stati che hanno partecipato a tale Sessione.
Gli altri Stati potranno aderire alla Convenzione, successivamente alla sua entrata in vigore, ai sensi dell’articolo 46, comma 1.
L’adesione avrà effetto soltanto nei rapporti fra lo Stato aderente e gli Stati contraenti che non abbiano sollevato obiezioni nei confronti Gi essa nel termine di sei mesi dalla ricezione della notifica prevista dall’art. 48, lettera b). Tale eventuale obiezione potrà altresì essere sollevata da qualsiasi Stato al momento della ratifica, dell’accettazione o dell’approvazione della Convenzione, successive all’adesione. Tali obiezioni vanno notificate al depositario.
Uno Stato che comprende due o più unita territoriali, nelle quali differenti ordinamenti giuridici si applicano alle materie contemplate dalla presente Convenzione, può, al momento della firma, della ratifica, dell’accettazione, dell’approvazione o dell’adesione, dichiarare che la presente Convenzione si applica a tutte le unità territoriali o soltanto ad una o ad alcune di esse, e può in qualsiasi momento modificare tale dichiarazione facendone una nuova.
La Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi dopo il deposito del terzo strumento di ratifica, di accettazione o d’approvazione previsto dall’articolo 43.
per ogni Stato che la ratifica, l’accetta o l’approva posteriormente, o che vi aderisce, il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi dopo il deposito del proprio strumento di ratifica, d’accettazione, d’approvazione o di adesione;
La denuncia avrà effetto dal primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di dodici mesi dopo la data di ricevimento della notifica da parte del depositario. Se è specificato nella notifica un periodo più lungo perché abbia efficacia la denuncia, questa avrà effetto allo scadere del periodo in questione, dopo la data di ricevimento della notifica
Il depositario notifica agli Stati membri della Conferenza de L’Aja di diritto internazionale privato, agli altri Stati che hanno partecipato alla Diciassettesima Sessione, e agli Stati che hanno aderito in conformità alle disposizioni dell’articolo 44:
FATTO a L’Aia, il 29 maggio 1993, in francese e in inglese, entrambi i testi facenti ugualmente fede, in un unico esemplare, che sarà depositato negli archivi del Governo del Regno dei Paesi Bassi, e di cui una copia certificata conforme sarà consegnata, per via diplomatica, a ciascun Stato che era Membro della Conferenza de L’Aia di diritto internazionale privato al momento della diciassettesima Sessione.
la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia;

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 41
 Art. 42
 Art. 43
 Art. 44
 Art. 45
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 48