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Timestamp: 2019-12-09 00:58:59+00:00

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Art. 54 T.U. 1092/1973 ricalcolo pensioni - GrNet.it
tanoemela
Iscritto il: mer gen 17, 2018 3:20 pm
Messaggio da tanoemela » mar nov 20, 2018 12:47 pm
Salve a tutti sono in pensione da Gennaio 2014 con 38 anni di contributi desidero sapere da qualcuno di voi se ci rientro a fare ricorso all'Inps per l'art. 54, data di arruolamento 1984 + 5 anni riscattati + anno di militare inquadrato + 2 anni e sei mesi inquadrati, alla data del 31/12/1995 avevo maturato 17 anni e 4 mesi come evidenziato nel mod. PA04 del Ministero.
Un primo ricorso è stato già effettuato da un avvocato con esito dubbio e molto evasivo nei chiarimenti, inoltre se noi siamo stati smilitarizzati nel 1990 perché non siamo considerati negli anni precedenti militari? Grazie aspetto una risposta come agire.
Messaggio da panorama » dom mag 26, 2019 11:26 am
Messaggio da panorama » dom mag 26, 2019 11:28 am
Messaggio da sintozz » lun mag 27, 2019 1:19 pm
Messaggio da panorama » lun mag 27, 2019 3:09 pm
Ricorso perso presso la CdC Toscana
questo è un caso particolare ma d'interesse generale per la PolPen
1) - entrato a far parte del Corpo degli Agenti di Custodia del Ministero della Giustizia il 27.11.1978;
2) - transitato, a seguito di concorso, nei ruoli civili del Ministero della Giustizia, con mansioni di commesso giudiziario, con assunzione in servizio presso il Tribunale di Firenze dal 24.9.1989;
3) - riammesso nel Corpo degli Agenti di Custodia, nel frattempo smilitarizzato, con assunzione della nuova denominazione di Corpo di Polizia Penitenziaria (legge n. 395/90) con decreto del 25.9.1995 e assunzione in servizio dal 30.10.1995, a seguito di domanda del 23.12.1992 (in applicazione dell’art. 132 del T.U. n. 3/57, richiamato dal d.lgs 30.10.1992, n. 443);
4) - diritto del ricorrente, previo riconoscimento dell’applicazione dei coefficienti di rendimento previsti per il personale proveniente dal disciolto Corpo di Agenti di Custodia (ex art. 6 legge n. 1543/63, richiamato dall’art. 73 d.lgs 443/92), all’applicazione nei suoi confronti del coefficiente di rendimento nella misura massima dell’80% (0,8000) della base pensionale .......
Messaggio da panorama » lun mag 27, 2019 4:50 pm
Ricorso PolPen perso
CdC Sardegna sentenza n. 61/2018
1) - L’intricata situazione normativa renderebbe complicato il calcolo della pensione per coloro i quali,
- come il ricorrente,
- hanno prestato servizio nel Corpo degli Agenti di Custodia dai primi degli anni 80 e sino al gennaio 1991, allorquando sono divenuti, ex lege, dipendenti del Corpo della Polizia Penitenziaria, ad ordinamento civile e non più militare.
Messaggio da panorama » gio giu 13, 2019 3:13 pm
Anche la CdC Piemonte con la sentenza 228/2019, ha rigettato il ricorsi del collega PolPen, anche il ricorrente:
1) - Espone di essersi è arruolato il 15.09.1982 nel Corpo degli agenti di Custodia e di essere stato posto in quiescenza ……. con il c.d. “sistema misto” in data 10.02.2011, avendo maturato complessivi anni 17 di servizio utile alla data del 31.12.1995.
N.B.: per quanto riguarda la CdC Piemonte di queste negative ne stanno altre relative alla PolPen
Anno 2019 Numero 228 Pubblicazione 10/06/2019
Sent. N. 228/19
nel giudizio iscritto al n. 20950 del Registro di Segreteria,
promosso da T. P., (c.f. omissis), rappresentato e difeso, giusta procura in atti, dall’Avv. Claudio Fratta, presso il cui studio, sito in Palermo, via Trinacria n. 23, elegge domicilio;
INPS – Gestione Dipendenti Pubblici, con sede in Roma, Via Ciro il Grande 21, in persona del l.r.p.t., rappresentato e difeso dall’Avv. Giorgio Ruta, dell’Avvocatura dell’Istituto, giusta procura generale alle liti, ed elettivamente domiciliato in Torino, via dell’Arcivescovado n. 9.
Con ricorso ritualmente depositato parte ricorrente ha chiesto il riconoscimento del diritto al ricalcolo del trattamento pensionistico di cui è titolare con l'attribuzione dell'aliquota prevista dall'art. 54 del D.P.R. n.1092/1973 pari al 44% della base pensionabile, con l’aumento di 1.80% ogni anno di servizio utile oltre il ventesimo.
Espone di essersi è arruolato il 15.09.1982 nel Corpo degli agenti di Custodia e di essere stato posto in quiescenza con diritto a percepire il trattamento pensionistico calcolato con il c.d. “sistema misto” in data 10.02.2011, avendo maturato complessivi anni 17 di servizio utile alla data del 31.12.1995.
Richiama, a sostegno, giurisprudenza di merito di primo e secondo grado.
L’Inps si costituisce ed eccepisce, in primo luogo, l’inapplicabilità dell’articolo 54 del DPR n. 1092/73 alla polizia penitenziaria in quanto non corpo militare ai sensi della legge n. 395/90.
In via subordinata, contesta l’applicabilità dell’articolo 54 non essendo il ricorrente cessato dal servizio con un’anzianità utile tra i 15 ed i 20 anni ma con un’anzianità ampiamente superiore.
La causa è stata discussa all’udienza del 10 giugno 2019 ed entrambe le parti hanno richiamato le conclusioni dei rispettivi atti introduttivi.
La prima questione che pone l’Istituto resistente è la natura non militare del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Ciò emerge, senza tema di smentite, dall’articolo 1, comma 2, della legge n. 395/1990 secondo cui “Il Corpo di polizia penitenziaria è posto alle dipendenze del Ministero di grazia e giustizia, Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, è un Corpo civile, ha ordinamento, organizzazione e disciplina rispondenti ai propri compiti istituzionali”.
Assume il ricorrente che tale norma, essendo successiva all’ingresso nel ruolo ed allo stesso DPR n. 1092, non escluderebbe l’applicabilità dell’articolo 54 del menzionato DPR.
La tesi sostenuta dal ricorrente invero non viene in alcun modo argomentata se non attraverso la citazione di precedenti della Sezione Giurisdizionale Puglia: nella sentenza n. 845/2018, tuttavia, sebbene sia stato accolto un ricorso di soggetto nella medesima situazione, non si è affrontata la questione giuridica oggi sollevata dall’Istituto.
Il rinvio a tale pronuncia, pertanto, non argomenta in alcun modo a favore della tesi del ricorrente.
Ritiene lo scrivente, invece, che tale tesi non sia sostenibile.
Il trattamento di quiescenza, infatti, va identificato in base alle norme vigenti al momento del cristallizzarsi del diritto. Solo in quel momento, pertanto, secondo il principio tempus regit actum, va effettuata una verifica della disciplina applicabile ratione temporis: una volta identificata la normativa da ultimo applicabile, sarà questa a specificare, attraverso appositi rimandi, l’eventuale regime transitorio.
Il diritto soggettivo al trattamento pensionistico, detto in altri termini, sorge nel momento del maturare dei requisiti soggettivi che lo fondano, requisiti individuati sulla base della legge in vigore in quel momento.
In questo senso, ad esempio, è la legge n. 335/1995 (art. 12) che, resa applicabile ratione temporis in relazione al momento del collocamento in quiescenza, ha disciplinato i periodi di maturazione dell’anzianità pregressi a seconda della contribuzione maturata entro certe date.
Nella fattispecie in esame, al momento del collocamento in quiescenza il ricorrente non apparteneva all’ordinamento militare e, pertanto, non poteva essere destinatario della disciplina a questi riservata, dovendo invece applicarsi la disciplina per i dipendenti civili dello Stato (cfr. Corte Conti Piemonte, sentenza n. 30 del 12 marzo 2019).
L’articolo 54 del d.p.r. n. 1092/1973, infatti, fa espresso riferimento al personale militare e tale non era il ricorrente al momento del collocamento in quiescenza, momento di determinazione della disciplina applicabile al suo trattamento pensionistico.
Né il DPR n. 1092 né la legge n. 395/1990 hanno previsto una disciplina transitoria per le situazioni di transito da regime militare a regime civile dovendo, pertanto, applicarsi la disciplina relativa allo status acquisito al momento del collocamento in quiescenza.
Così deciso in Torino, il 10 giugno 2019
Depositata in Segreteria il 10 giugno 2019
Messaggio da panorama » mer giu 26, 2019 10:08 am
Sentenza della CdC Liguria n. 115/2019 in favore del personale della PolPen.
Messaggio da panorama » dom ago 25, 2019 1:08 pm
la CdC Puglia rigetta il ricorso del collega della PolPen
Sentenza n. 420/2019
in persona del Giudice Unico delle Pensioni Cons, Marcello Iacubino, ha pronunciato la seguente
nel giudizio di pensione, iscritto al n.	34322 del registro di segreteria, sul ricorso
proposto ad istanza di:
Ferraro Antonio ( Omissis), rappresentato e difeso dal!'avv. Giuseppe Francesco Paolo Caforio e domiciliato come da procura in atti;
- I.N.P.S. - Gestione Dipendenti Pubblici, in persona del rappresentante legale pro-tempore, rappresentato e difeso nel presente giudizio dall'Avv, Ilaria De Leonardis, clettivamente domiciliato in Bari, presso l'Avvocatura Distrettuale dell'INPS, alla via Putignani n. 108;
Oggetto: riliquidazione trattamento di pcnsione ai scnsi dell' art. 54, co. 1 del d.P.R. n. 1092/1973.
Visti: la legge n.205/2000 e il Codice di giustizia contabile approvato con d.lgs. 26 agosto 2016, n. 174, in particolare g1i artt, 151 e ss.
Uditi, nella odierna pubblica udienza, l'avv. Giuseppe Francesco Paolo Caforio per il ricorrente, 1' avv. Ilaria De Leonardis per l'INPS, come da verbale in atti.
1. Il ricorrente - assistente capo del Corpo di Polizia Penitenziaria dal 20.1.1981, cessato dal servizio a decorrere dal 22.11.2016 con anzianità alla data del 31.12.1995 tra 15 e 20 anni di servizio — con ricorso depositato presso la segreteria di questa sezione, documentando di aver indirizzato al1'1NPS in data 31.01.2017 una istanza tesa alla riliquidazione della pensione in applicazione dell'art. 54 del DPR 1092/1973 e che a tale richiesta è stata data risposta negativa (nota del 3.2.2017), ha dedotto che ai sensi dell'art. 54, 1° comma del DPR 1092/1973 al personale militare ed assimilato, che abbia maturato almeno 15 anni di servizio utile a pensione e non più di 20 anni entro 31.12.1995, per il calcolo delle quote retributive della pensione deve essere applicata la percentuale del 44% sulla base pensionabile. Ha chiesto, in conclusione, la riliquidazione del trattarnento pensionistico con attribuzione alla parte rctributiva di esso dell’aliquota di rendimento del 44% ai fini del calcolo della base pensionabile con condanna dell'INPS alla corresponsione di quanto dovuto oltre aumenti perequativi come per legge, con vittoria di spese ed onorari di giudizio da distrarsi a favore dei procuratori antistatari.
2. L'INPS, costituito in giudizio con memoria depositata in data 21.6.2019, ha dedotto che il ricorrente non è destinatario del disposto di cui all'art. 54 del DPR n. 1092/1973, sia perchè i1 Corpo di Polizia penitenziaria e stato smilitarizzato con legge n. 395 del 1990, sia perché alla data di cessazione i1 suo servizio utile e di gran lunga superiore a
20 anni; in conclusione ha chiesto il rigetto del ricorso con vittoria di spese ed onorari di causa.
3. All'odierna udienza, le parti presenti si sono rispettivamente riportate alle argomcntazioni e alle conclusioni rassegnate negli atti scritti.
II giudizio è stato definito, come da dispositivo letto nella stessa udienza unitamentc alle ragioni del decidere, di seguito trascritto.
4. La domanda avanzata dal ricorrente è infondata.
Preliminarmente occorre ricordare che la legge n. 335/1995 (art. 1 comma 13), ha fatto salva, in regime transitorio, a favore dci dipendenti che avevano maturato, alla data del 31 dicembre 1995, un'anzianità contributiva di oltre diciotto anni, la liquidazione della pensione "secondo la normativa vigente in base al sistema retributivo" (calcolata, dunque, tenuto conto della retribuzione pensionabile, dell'anzianità contributiva e dell'aliquota di rendimento).
Per i dipendenti che, alla medesima data, avevano un'anzianità inferiore, il trattamento pensionistico è attribuito con il cd. sistema misto (retributivo/contributivo), in cui le quote di pensione relative alle anzianità acquisite anteriormente al 31 dicembre 1995 vengono calcolate secondo il sistema retributivo previgente, rnentre la quota di pensione riferita alle anzianità successivamente maturate sono computate secondo il sistema contributivo (cfr. art. 1 comma 12, legge n. 335/1995).
Segnatamente il sistema retributivo previgente prevedeva il calcolo della pensione con riguardo all' ultima retribuzione in relazione all 'anzianità maturata sino al 31.12.1992 e con riguardo alla media delle retribuzioni degli ultimi anni (10 o più cfr. art. 13 L. 503/1992) in relazione all’anzianità maturata sino al 31.12.1995: da tale sotto calcolo scaturiscono per il ricorrente due distinte quote di pensione A e B, entrambe calcolate con il sistema retributivo.
Ciò premesso, è il caso di ricordare che l’art. 54 del d.P.R. 1092/1973 stabilisce ai primi due commi che "La pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 per cento della base pensionabile, salvo quanto disposto nel penultimo comma del presente articolo. La percentuale di cui sopra è aumentata di 1.80 per cento ogni anno di servizio utile oltre il ventesimo".
Tale disposizione non trova applicazione nei	confronti degli appartenenti al corpo di Polizia penitenziaria.
II d. lgs 443 del 30.10.1992 ha trasformato, infatti, il corpo degli agenti di custodia in polizia penitenziaria ad ordinamento civile.
L’art. 73 del citato testo di legge, intitolato "trattamento pensionistico nella fase di transizione" al comma 3 ha stabilito che "al personale proveniente dai ruoli del disciolto Corpo degli Agenti di custodia continua ad applicarsi l’art. 6 della l. 1543/1963".
Tale art. 6, dopo aver disposto che la pensione del personale destinatario della disposizione e liquidata sulla base dell'importo complessivo dell’ultimo	stipendio o paga e dell'indennità pensionabili godute, stabilisce, diversamente dall’invocato art. 54 del DPR 1092/1973, che "Essa è ragguagliata, al compimento del ventesimo anno di servizio al 44% della base pensionabile come sopra determinata. Per ciascun anno di servizio oltre il ventesimo e non più di dieci successivamente compiute, la pensione sarà aumentata del 3,60%".
Entrambe le disposizioni su richiamate differiscono da quella concretamente applicata nella specie dall'Istituto previdenziale, che è quella prevista dall'art. 44 del d.p.r. 1092/1973 ove il legislatore stabilisce che "La pensione spettante al personale civile con l’anzianità di quindici anni di servizio effettivo è pari al 35 per cento della base pensionabile; detta percentuale e aumentata di 1,80 per ogni ulteriore anno di servizio utile fino a raggiungere il massimo dell’ottanta per cento".
In definitiva, non essendo applicabile al ricorrente il regime delle aliquote pensionistiche previste dall'art. 54 de! DPR 1092/1973 per il personale militare, il ricorso deve essere respinto.
5. La regolazione delle spese legali segue il principio della soccombenza, giusta l’art. 31, comma 1 c.g.c., e viene ordinata come in dispositivo.
la Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Puglia, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando in ordine al ricorso in epigrafe, lo rigetta.
Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese di lite nei confronti del resistente che si Iiquidano nell'irnporto di € 326,00.
Cosi deciso, in Bari, all'esito della pubblica udienza del 4 luglio 2019.
1L GIUDICE
(Marcello Iacubino)
Depositata in Segreteria 05/07/2019
Segreteria Sezione Giurisdizianale
per la Regione puglia BARI
( dott. Pasquale ARBORE)
Messaggio da panorama » mar ott 08, 2019 6:22 pm
La CdC Basilicata Accoglie 3 ricorsi della PolPen.
Allego la sentenza n. 45/2019 discussa e pubblicata in data odierna (08/10/2019) nella sua interezza, mentre, la n. 44 e la n. 46 ridotta per questione di spazio ma che Cmq. alla fine sono tutti identiche e stessa data.
Messaggio da naturopata » mer ott 09, 2019 9:45 am
mar ott 08, 2019 6:22 pm
Attendiamo l'Appello, queste sentenze neanche disquisiscono sull'applicabilità a chi oramai non è più militare. Diciamo che devono sperare che passino in giudicato (cosa più che improbabile), ma in appello non hanno speranza.
Messaggio da panorama » mer ott 09, 2019 10:01 am
Personalmente dico solo una cosa: Se per noi militari (dall'inizio carriera Militare fino alla fine) non si sa ancora dove andremo a finire con le Sezioni d' Appello, figuriamoci chi appartiene PolStato e PolPen NON essendoci ancora una pronuncia d'Appello ma solo a livello Regionale alcuni SI e alcuni NO.
Messaggio da naturopata » mer ott 09, 2019 11:06 am
mer ott 09, 2019 10:01 am
Perfettamente d'accordo, ma sai ognuno, bada a se, ma questo non può che influire negativamente su chi, almeno astrattamente, potrebbe averne realmente diritto (i militari congedati da militari). Un giorno siamo tutti militari e l'altro, solo noi siamo civili.
Messaggio da panorama » mer ott 09, 2019 11:29 am
Non ci resta che aspettare qualche sentenza d'Appello sulla PolStato e PolPen.
Messaggio da panorama » sab ott 12, 2019 8:58 am
la ricorrente ha pensato di costituitasi personalmente
Occasione persa, forse perché pensava di perdere.

References: art. 6
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Sentenza 

Sentenza 
 art. 54
 art. 1
 art. 13
 art. 6
 art. 54
 sentenza 
 sentenza