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Timestamp: 2020-08-11 22:53:17+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18607 del 26/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18607 del 26/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/07/2017, (ud. 05/07/2017, dep.26/07/2017), n. 18607
sul ricorso 18264-2016 proposto da:
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI (OMISSIS), in persona del Magnifico
rappresentata e difesa dall’avvocato GAETANO PRUDENTE;
D.M.B., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE DELLE
MILIZIE 1, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO GHERA,
rappresentato e difeso dall’avvocato DOMENICO GAROFALO;
avverso la sentenza n. 2116/2015 della CORTE D’APPELLO di BARI,
depositata il 7/9/2015;
– con l’indicata sentenza, la Corte di appello di Bari respingeva l’impugnazione proposta dall’Università degli Studi di Bari nei confronti di D.M.B. e confermava la pronuncia del Tribunale della stessa sede che aveva dichiarato il diritto del ricorrente, appartenente al personale universitario non medico ed inquadrato nella ex 8^ qualifica funzionale in qualità di funzionario tecnico, all’indennità di equiparazione di cui alla L. n. 200 del 1974, art. 1, comma 1 commisurata alla retribuzione complessiva della corrispondente ex 10^ qualifica funzionale del c.c.n.l. Comparto sanità;
– la Corte territoriale perveniva alla decisione richiamando i principi espressi da questa Corte nelle decisioni nn. 3676/2013 e 21608/2012 nonchè nella precedente pronuncia resa a sezioni unite n. 8521/2012 e in particolare riteneva fondato il diritto dei ricorrenti a fronte del dato fattuale della equivalenza delle mansioni e delle posizioni funzionali coinvolte, a prescindere dall’elemento formale del titolo di studio;
– D.M.B. resiste con controricorso;
– con il primo motivo l’Università denuncia violazione ed errata applicazione del D.P.R. n. 761 del 1979, art. 31, della L. n. 200 del 1974, art. 1 del D.I. 9 novembre 1982 e allegato D, del D.M. 31 luglio 1997, art. 6, del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 40 nonchè omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio in relazione alla mancata allegazione di parte istante dell’effettiva parità di mansioni e funzioni quale presupposto indefettibile dell’invocata parità retributiva, anche con riguardo al disposto di cui all’art. 36 Cost.; rileva che l’equivalenza delle mansioni non può ritenersi sussistente e provata per il solo fatto dell’automatismo classificatorio di profili funzioni (universitario e ospedaliero) ed evidenzia che le corrispondenze previste nel D.I. 9 novembre 1982 e nell’allegata tabella D hanno carattere provvisorio e sono del tutto superate dall’evolversi dei sistemi di inquadramento e di classificazione del personale;
– con il secondo motivo l’Università denuncia violazione o falsa applicazione dell’art. 53 del c.c.n.l. Comparto sanità 1994/1997, rilevando che tale disposizione pattizia avalla la propria tesi difensiva circa la natura provvisoria della tabella D, acclarando la piena legittimità dei provvedimenti di ordine generale assunti dalle Università nelle more della definizione della tabella di corrispondenza;
– il D.P.R. n. 761 del 1979, art. 31 ha continuato a trovare applicazione, nelle more dell’approvazione di una tabella nazionale per la ridefinizione delle corrispondenze economiche tra il trattamento del personale addetto a strutture sanitarie convenzionate e quello del personale del S.S.N., e sono state conservate le indennità di perequazione in godimento e le collocazioni in essere (sul punto v. Cass., Sez. Un., 19 aprile 2012, nn. 6104 e 6105).

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 31
 art. 1
 art. 6
 art. 40
 art. 31