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Timestamp: 2019-11-18 05:58:36+00:00

Document:
FOCUS GENNAIO 2006. Documenti della Fondazione Museo Egizio
1 Doc. 1, Conferimento, 19 dic
2 Doc. 2, Atto Convenzionale 19 dic
3 Doc. 3, Contratto di servizio 19 dic
4 Doc. 4, Allegato A
5 Doc. 5, Allegato B
6 Doc. 6, Lettera di convocazione 29 dic 2005
Doc. 1 Conferimento, 19 dic
CONFERIMENTO DEL MUSEO DI ANTICHITÀ EGIZIE DI TORINO
ALLA FONDAZIONE MUSEO DELLE ANTICHITÀ EGIZIE DI TORINO
Considerato che il "MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI", la "REGIONE PIEMONTE”, la "PROVINCIA DI TORINO”, la "CITTA’ DI TORINO", la "COMPAGNIA DI SAN PAOLO" e la "FONDAZIONE CASSA di RISPARMIO DI TORINO", al fine di assicurare la gestione, la conservazione, la manutenzione, la valorizzazione, la promozione e l'adeguamento strutturale, funzionale ed espositivo del Museo delle Antichità Egizie di Torino e delle sua sede, hanno costituito una Fondazione, ai sensi del Decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali 27 novembre. 2001 n. 491, denominata la "Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino", con atto pubblico del 6 ottobre 2004 (a rogito del Notaio dott. Andrea Ganelli, rep.n.2102. Atti, n. 1227):
Considerato che la fondazione svolge la propria attività in conformità e sotto l'osservanza delle norme contenute nello Statuto allegato a detto Atto costitutivo ed approvato con D.M. 21 giugno 2005;
Considerato che ai sensi dell'art. 1, IV comma dello statuto, “con apposito atto convenzionale vengono stabilite le modalità di conferimento, da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, dell'uso del Museo Egizio di Torino comprese le relative dotazioni e collezioni"
Considerato che tutti gli atti e le formalità preliminari, descritti nell'Atto Costitutivo e nello Statuto sono stati correttamente espletati da parte della Fondazione e che nel corso della Conferenza dei Servizi in data 27 ottobre 2005 i fondatori hanno confermato l’impegno ad assegnare alla Fondazione i mezzi finanziari previsti;
il diciannove dicembre duemilacinque
in Torino, Via Accademia delle Scienze 6, al piano primo del Museo Egizio
il Ministero conferisce alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino l’uso del Museo stesso.
Il Presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino Dott. Alain Elkann
Il Ministro per i beni e le attività culturali, On. Prof. Rocco Buttiglione
Il Presidente della Regione Piemonte, Prof.ssa Mercedes Bresso
Il Presidente della Provincia di Torino, Dott. Antonino Saitta
Il Sindaco della Città di Torino, On. Sergio Chiamparino
Il Presidente della Compagnia di San Paolo, Avv. Franzo Grande Stevens
Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Prof. Andrea Comba
Doc. 2 Atto Convenzionale 19 dic
Atto convenzionale
Il Ministero per i Beni e le attività culturali, rappresentato dal Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, dott. Mario TURETTA, di seguito denominato "Ministero";
la Regione Piemonte, rappresentata da Mercedes BRESSO, nella sua qualità di Presidente, o da un suo delegato;
la Provincia di Torino, rappresentata da Antonino SAITTA, nella sua qualità di Presidente, o da un suo delegato;
la Città di Torino, rappresentata da Sergio CHIAMPARINO, nella sua qualità di Sindaco, o da un sua delegato;
la Compagnia dì San Paolo, rappresentata da Franzo GRANDE STEVENS, nella sua qualità di Presidente, o da un suo delegato;
la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, rappresentata da Andrea COMBA, nella sua qualità di Presidente, o da un suo delegato;
la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, nella persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore, dr. Alain Elkann, di seguito denominata “Fondazione”,
- il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino - al fine di assicurare l'adeguamento strutturale, funzionale ed espositivo del Museo delle Antichità Egizie di Torino e dalla sua sede, nonché la conservazione, la promozione e la valorizzazione delle relative collezioni - hanno costituito, con atto pubblico del 6 ottobre 2004 (a rogito del Notaio dott. Andrea Ganelli, rep. n. 2102, Atti n. 1227), la "FONDAZIONE MUSEO DELLE ANTICHITÀ EGIZIE DI TORINO", con sede a Torino, in Via Maria Vittoria n. 12;
- il patrimonio della Fondazione è costituito dai diritti d'uso attualmente in essere sui beni mobili ed immobili conferiti dal Ministero, dagli apporti degli altri fondatori, dai lasciti, donazioni ed erogazioni di qualsiasi genere e dai beni (mobili ed immobili) di cui la Fondazione è proprietaria;
- il Ministero, oltre al conferimento in uso dei beni mobili ed immobili di cui sopra, si impegna a corrispondere anche gli oneri per il personale dipendente dallo stesso Ministero, che verrà temporaneamente posto a disposizione della Fondazione per assicurare l'attuazione del progetto di valorizzazione del Museo, in virtù di apposito protocollo d'intesa, da stipulare fra Ministero e Fondazione ai sensi dell'art. 23 bis, comma 7, d. lgs. 30 marzo 2001 n. 165 a s.m.i., nonché dell'accordo sindacale stipulato in data 29 settembre 2004 fra il Ministero e le OO.SS di categoria;
- il Ministero, per concorde volontà degli altri Fondatori (giusta verbale della conferenza dei servizi dal 27 ottobre 2005, tenutasi tra gli altri Fondatori e prodromico al successivo Accordo di programma, che si allega al presente), null’altro è tenuto a conferire alla Fondazione, anche in merito all'eventuale ripiano delle perdite e alle spesa necessarie per la ristrutturazione funzionale della sede museale, nonché di quelle eventualmente rinvenienti anche dalla ordinaria gestione delle attività museali;
- ai sensi dell'articolo 1, IV comma, dello statuto, "con apposito atto convenzionale vengono stabilite le modalità di conferimento, da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, dell'uso del Museo delle Antichità Egizio di Torino, comprese le relative dotazioni e collezioni e, da parte degli altri fonditori, delle adeguate risorse finanziarie finalizzate alla costituzione del fondo di dotazione ed alla definizione delle modalità con cui gli stessi si impegnano a concorrere al finanziamento delle spese di funzionamento e delle attività della Fondazione, nonché a garantire la copertura delle spese necessarie per la ristrutturazione funzionale della sede, individuando, ove necessario, nuovi edifici idonei allo svolgimento delle attività ed a sostenere gli oneri derivanti dal nuovo allestimento del Museo”;
- ai sensi della stessa disposizione, “l’atto convenzionale stabilisce le modalità con le quali i fondatori provvedono al ripiano delle eventuali perdite”,
- in considerazione della pluralità dei soggetti coinvolti, l'atto deve essere condiviso e sottoscritto da tutti i fondatori:
- al fine di garantire la parità nella esecuzione degli obblighi assunti, da ciascun fondatore nei confronti della Fondazione e degli altri fondatori e la trasparenza dell'azione amministrativa, tali obblighi devono essere contenuti in un unico documento, ivi comprese le modalità di conferimento in uso del Museo delle Antichità Egizie di Torino, come prevede espressamente la citata normativa statutaria;
- ai sensi dell'art. VIII dell'atto costitutivo, gli altri Fondatori, diversi dal Ministero hanno versato, per la costituzione del patrimonio iniziale, 150.000.00 euro ciascuno (per un ammontare complessivo di € 750.000,00), come da apposite ricevute di versamento che si allegano al presente atto;
- ai sensi dell’art. IX dell'atto costitutivo, i FONDATORI diversi dal Ministero hanno già costituito un fondo di dotazione di € 3,000.000,00, ripartito in tranche di 600.000,00 euro cadauno, come da relative quietanze di versamento che si allegano al presente;
- ai sensi dell’art. X dell'att. costitutivo, con apposita convenzione da stipularsi tra i Fondatori e la Fondazione devono essere individuate le modalità, le tempistica e le condizioni di riparto tra i Fondatori (fatta eccezione del Ministero) della spesa di 50.000.000 di euro, necessaria per la ristrutturazione e il riallestimento del Museo nella sua attuale sede e nelle altre che saranno eventualmente reperite, nonché per la conservazione, la promozione e li valorizzazione complessiva delle sue collezioni;
- con apposito verbale della conferenza dei servizi del 27 ottobre 2005, tenutasi tra gli altri Fondatori a prodromico al successivo Accordo di programma, che si allega al presente atto convenzionale, i Fondatori diversi dal Ministero hanno individuato le modalità, la tempistica e le condizioni di riparto della somma di € 50.000.000,00 necessaria per la ristrutturazione e il riallestimento del Museo nella sua attuale sede e nelle altre che saranno eventualmente reperite, nonché per la conservazione, la promozione e la valorizzazione complessiva della sua collezioni.
Tutto ciò premesso, le Parti- come sopra rappresentate; - convengono e stipulano il seguente
Le premesse e gli allegati ivi richiamati fanno parte integrante e sostanziale del presente atto convenzionale e ne costituiscono condizione essenziale.
Sono allegati (o saranno allegaci nei prossimi 60 giorni):
A) Ricevute di versamento per costituzione patrimonio iniziale;
B) Quietanze di versamento per costituzione Fondo di Dotazione
C) Verbale della Conferenza dei servizi del 27 ottobre 2005;
D) Convenzione privata stipulata dalla Fondazione
E) Contratti stipulati dal Ministero aventi ad oggetto il Museo delle Antichità Egizie ai quali subentra la Fondazione
Con il presente atto e con gli allegati richiamati in premessa, la parti disciplinano il conferimento, da parte del Ministero, dell’uso del Museo delle Antichità Egizie di Torino, comprese le relative dotazioni e collezioni anche bibliografiche e fotografiche, nonché le modalità, la tempistica e le condizioni di riparto, tra Fondatori diversi dal Ministero, della somma (determinata in 50.000.000,00 di euro) necessaria a procedere alle opere di ristrutturazione e di riallestimento del Museo nella su attuale sede e nelle altre che si provvederà a reperire.
Sempre con il presente atto e con gli allegati richiamati in premessa, i Fondatori diversi dal Ministero definiscono le modalità con cui gli stessi si impegnano a concorrere al finanziamento delle spese di funzionamento e delle attività della Fondazione, nonché il criterio di riparto per il ripiano delle eventuali perdite.
Art. 3 (Conferimento in uso dei beni)
Il Ministero conferisce in uso alla Fondazione il patrimonio dal Museo delle Antichità Egizie di Torino nella sua attuale consistenza, ossia i beni immobili e mobili, le collezioni bibliografiche e fotografiche, i diritti di riproduzione, le attrezzature, gli impianti e gli arredi di sua proprietà afferenti alla Soprintendenza speciale al Museo delle Antichità Egizie di Torino, ora sostituita, ai sensi del decreto ministeriale 24 settembre 2004, dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie. Tali beni saranno oggetto di previa ricognizione inventariale da effettuarsi ai sensi del R.D. 26 agosto 1927 n. 1917.
Le modalità e la tempistica di conferimento sono quelle indicate al successivo art. 5.
(Durata del conferimento in uso)
Il conferimento in uso ha validità per tutta la durata della Fondazione, stabilita in anni trenta dall'atto costitutivo.
Le strutture costituenti sede del Museo, attualmente detenute dal Ministero a qualsiasi titolo sono cedute in uso alla Fondazione, che per l'effetto subentra nello stato di diritto e di fatto, previa formale consegna, una volta concluse le operazioni di ricognizione inventariale.
Ogni cinque anni, le Parti si impegnano a rivedere quelle clausole riconosciute non più rispondenti alle mutate esigenze dell'attività di valorizzazione dei beni e di quelle (conservazione e fruizione) ad essa propedeutiche.
(Inventario dei beni mobili e immobili)
Il Ministero si impegna a redigere distinti verbali di consegna dei beni mobili e immobili da conferire in uso alla Fondazione ai sensi dell'art. 2, individuandone l'attuale stato di conservazione, le modalità d'uso, i piani di manutenzione e le necessità di sostituzione.
Il conferimento in uso dei beni facenti parte delle collezioni e di ogni altro bene mobile od immobile di valore culturale presente nel Museo, ivi compreso l'immobile che lo ospita, verrà effettuato, con le modalità di cui al regio decreto n. 1917/1927, previa ricognizione inventariale dei detti beni.
DETTO conferimento in uso è effettuato per lotti funzionali in base all'avanzamento della ricognizione inventariale.
E’ tuttavia in facoltà del Ministero, per esigenze di economicità e celerità dell'azione amministrativa, affidare l'esecuzione della ricognizione inventariale alla Fondazione, esercitando sulla stessa il necessario controllo per garantire la regolarità delle operazioni.
A ricognizione inventariale conclusa, ai sensi del terzo periodo del presente articolo, il Ministero procederà alla formale consegna dei beni oggetto di ricognizione.
Le prime operazioni di consegna, che avranno ad oggetto le collezioni museali al momento esposte alla pubblica fruizione, saranno effettuate dal Direttore dell'istituto museale con le formalità di cui all’art. 20 del R.D. n. 1917/27 e alla presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni interessate e della Fondazione.
Le anzidette operazioni saranno completate nel termine massimo di sessanta giorni dalla data di sottoscrizione della presente Convenzione.
Il verbale contenente l'inventario dei beni mobili d'uso ordinario, nonché dei beni immobili è redatto, entro gli stessi termini previsti nel precedente periodo, a seguito di sopralluoghi effettuati congiuntamente dai tecnici delle Amministrazioni interessate e della Fondazione per la verifica della loro corrispondenza all'attuale stato di consistenza.
Entro il medesimo termine saranno inoltre consegnate dai competenti Uffici del Ministero le planimetrie e la documentazione disponibile necessarie ad un'adeguata conoscenza degli immobili e delle procedure tecnico-amministrative.
I verbali saranno sottoscritti dai rappresentanti delle Amministrazioni interessate e della Fondazione.
Art.6 (Obblighi della fondazione)
La Fondazione, in qualità di conferitaria dei diritti d'uso, prende in consegna i beni di cui trattasi nei tempi e con le modalità previste dall'art. 5 e si assume la responsabilità della loro conservazione secondo i parametri e con criteri fissati dai competenti uffici del Ministero sulla base dell' "Atto di indirizzo sui criteri tecnico scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei”, approvato con Decreto Ministeriale 10 maggio 2001 (pubblicato nel S.O. n. 238 del 19/10/2001 alla G.U. n. 244 del 19/10/2001 e di sue eventuali modificazioni e/o integrazioni).
La Fondazione dovrà, provvedere alla custodia dei beni ad essa conferiti in uso ed assumere a proprio carico ogni responsabilità, sia per danni procurati agli stessi beni che per danni procurati a terzi.
Il rischio di eventuali furti, sottrazioni, perdite e danneggiamenti, così come il rischio di incendi, resta o totale carico della Fondazione, che dovrà stipulare per tutta la durata della presente convenzione apposite polizze assicurative o fidejussorie presso una primaria Compagnia di assicurazione o Banca.
La Fondazione provvede in proprio al pagamento degli oneri per la locazione di ulteriori immobili, oltre a quelli conferiti in uso, destinati a spazi museali.
Art.7 (Divieto del cambio di destinazione d’uso dei beni conferiti)
E’ fatto divieto alla Fondazione di mutare la destinazione d’uso dei beni culturali conferiti.
In particolare, ai sensi dell'art. 14 del R.D. n. 1917/1927, la Fondazione non potrà fare radicali innovazioni nell'ordinamento delle raccolte museali se non in seguito ad autorizzazione delle competenti Autorità ministeriali, che ne determinano i limiti e le condizioni.
Le dette Autorità ministeriali hanno anche facoltà di indicare, con apposite istruzioni di massima, le modificazioni espositive ammissibili senza preventiva autorizzazione.
In nessun caso può essere però mutata o comunque alterata la numerazione progressiva originaria dalle raccolte: tuttavia, ove mai fosse necessario procedere a una nuova numerazione, la Fondazione dovrà riportare accanto a questa anche la precedente.
Art. 8 (Interventi di conservazione sui beni conferiti)
Fermo restando l'obbligo del rispetto della disciplina vigente in materia di tutela dei beni culturali, la Fondazione è tenuta, in conformità all'atto costitutivo, a provvedere a tutti gli interventi di conservazione di cui all’art. 29 del decreto legislativo 22 gennaio 2004. n. 42, oltre che all'adeguamento strutturale, funzionale ed espositivo del Museo e dei beni culturali ricevuti o acquisiti a qualsiasi titolo.
La Fondazione potrà realizzare sui beni non culturali, mobili ed immobili, oggetto del conferimento in uso tutti gli interventi ritenuti necessari, utili ad opportuni per il migliore svolgimento del servizio, ivi compresi interventi di manutenzione, risanamento e messa in disuso di strutture, reti ed impianti obsoleti o non più utilizzabili, nel rispetto della disciplina vigente in materia.
Nell'esecuzione degli interventi sopra menzionati, la Fondazione dovrà tenere conto dei divieti di cui all'art. 20 del d. lgs. n. 42/2004 e dovrà acquisire, ove necessarie, tutte le autorizzazioni prescritte dall'art. 21 e ss. del citato Decreto legislativo.
Art 9 (Gestione dei beni immobili e mobili))
La Fondazione si impegna a mantenere in condizioni adeguate le strutture ad essa conferite in uso in conformità con gli obiettivi, i compiti e le responsabilità ad essa assegnati e in relazione alle esigenze delle collezioni museali ed alla sicurezza del personale e dell'utenza.
È inoltre tenuta ad assicurare che le strutture siano in regola con le normative vigenti, ad attuare gli interventi necessari a soddisfare condizioni ottimali sul piano della sicurezza e dell'adeguatezza al servizio da fornire al pubblico, adottando tutte le misure necessarie per la prevenzione e protezione attiva e passiva dei beni museali. A tal fine, la Fondazione è tenuta ad effettuare un'analisi dei rischi atta a commisurare la strategia della sicurezza alle specifiche realtà di cui è responsabile, facendo ricorso a tutte le misure di sicurezza consentite dalla legge o dalla tecnica più avanzata in materia, in relazione all'attivazione delle quali potrà essere concordata una riduzione dell'ammontare delle polizze assicurative o fideiussorie di cui all’art. 6.
Sulla base del quadro delle esigenze funzionali, la Fondazione elabora un piano pluriennale degli interventi riconosciuti necessari per soddisfare gli obiettivi di qualità e di sicurezza nell’esposizione, nonché di conservazione, catalogazione, registrazione, documentazione e restauro delle collezioni.
In correlazione con la gestione dei servizi museali, la Fondazione subentra al Ministero, alle medesime condizioni contrattuali, nella titolarità delle convenzioni o dei contratti attualmente in essere con terzi (fornitori, privati titolari di attività riconducibili ai c.d. "servizi aggiuntivi", ecc.), aventi ad oggetto immobili, attrezzature e servizi e in tutti i rapporti da questo intrattenuti con soggetti terzi in merito ai beni mobili e immobili di cui alle presente Convenzione.
La Fondazione, nel rilevare i contratti di servizio e i capitolati tecnici relativi alle manutenzioni ordinarie delle strutture e degli impianti in essere, si impegna a vigilare sull'attuazione degli interventi in essi previsti e a dare comunicazione al Ministero delle loro variazioni, qualora esse apportino sostanziali modifiche in ordine alle prescrizioni vigenti.
Art. 10 (Gestione e cura delle collezioni)
La Fondazione si impegna a garantire la conservazione, la cura, la catalogazione e la valorizzazione dei beni facenti parte delle collezioni museali conferite in uso, assumendo a riferimento i criteri e gli standard individuati con il decreto ministeriale del 10 maggio 2001, già richiamato all'Art. 6.
La Fondazione è tenuta al rispetto di eventuali vincoli modali accessori a donazioni, legati ed eredità in forza dei quali il bene è pervenuto al Ministero.
Gli indirizzi e i criteri di incremento della collezione e i principi generali di cura, fruizione e valorizzazione della collezione stessa, oltre a quanto stabilito dalla presente convenzione, debbono essere conformi a quanto disposto nel citato D. M. 10 maggio 2001.
I prestiti delle opere ed ogni loro trasferimento temporaneo ad altra sede, in Italia ed all’estero, dovranno essere autorizzato dai competenti Uffici del Ministero, nel rispetto della vigente disciplina in materia di autorizzazioni per mostre e di circolazione dei beni culturali in ambito nazionale ed internazionale, dettata dalla parte seconda dal decreto legislativo n. 42 del 2004.
Art. 11 (Vigilanza e ispezioni)
Il Ministero esercita la vigilanza sulle attività di valorizzazione svolte dalla Fondazione, onde assicurarsi che il livello di valorizzazione dei beni culturali conferiti in uso sia adeguato, ai sensi dell'art. 115, comma 4, dal D.lgs. n. 42 del 2004.
Art. 12 (Riparto delle spese di ristrutturazione e di funzionamento)
I Fondatori diversi dal Ministero ripartiscono tra di loro la somma stabilita di € 50.000.000,00 per spese di ristrutturazione e di riallestimento del Museo - come da allegato verbale della conferenza dei servizi del 27 ottobre 2005, tenutasi tra gli altri Fondatori prodromica al successivo Accordo di programma - nonché le spese per il funzionamento e lo svolgimento dell'attività della Fondazione. Dal suddetto riparto è espressamente escluso il Ministero.
Art. 13 (Ripiano delle eventuali perdite)
Le perdite di gestione devono essere coperte prioritariameme con gli utili di esercizio degli anni precedenti.
Per la parte non coperta dagli utili di esercizio, le perdite sono ripartite come da Accordo di programma, da stipularsi prossimamente.
Dal suddetto riparto è espressamente escluso il Ministero.
Art. 14 (Effetti della cessazione del conferimento in uso)
Qualora il conferimento in uso dei beni cessi anticipatamente per qualsiasi motivo, la Fondazione è tenuta a restituire al Ministero i suddetti beni.
Tali beni devono essere restituiti in buono stato di conservazione, compatibilmente, per i beni a rilevanza non culturale all’usura e al trascorrere del tempo.
I beni tornano comunque in disponibilità del Ministero in caso di scioglimento anticipato della Fondazione o comunque a seguito di risoluzione del presente atto convenzionale.
Alla scadenza della presente Convenzione, ove la stessa non venga rinnovata, la Fondazione dovrà assicurare in ogni caso la continuità del servizio, espletandolo nel rispetto della Convenzione fino al momento in cui la gestione delle relative attività museali non verrà riassunta dal Ministero o affidata ad altri enti.
Art. 15 (Risoluzione)
La presente Convenzione è risolta di diritto a seguito delloo scioglimento della fondazione.
Ciascuna della Parti può comunque richiedere la risoluzione della presente convenzione per gravi inadempienze rispetto agli obblighi assunti.
La risoluzione della presente Convenzione comporta la revoca del conferimento in uso con conseguente obbligo di restituzione al Ministero dei beni conferiti.
Art. 16 (Modifiche e integrazioni)}
Ogni eventuale modificazione e/o integrazione consensuale della presente Convenzione dovrà risultare - ad substantiam - da atto scritto, validamente ed efficacemente assunto secondo le rispettive procedure interne.
Art.17 (Clausola compromissoria)
Qualsiasi controversa dovesse insorgere tra la Fondazione e i soci sia per l’interpretazione che per l'esecuzione del presente atto, sarà devoluta ad un Collegio Arbitrale con sede in Torino.
Il Collegio Arbitrale sarà composto da tre componenti nominati dal Presidente del Tribunale di Torino, di cui uno con funzioni di Presidente.
Il Collegio Arbitrale deciderà secondo diritto e nell'osservanza delle norme del Codice di Procedura civile in tema di arbitrato rituale.
< p>Art. 18 (Registrazione)
La registrazione della presente Convenzione è a cura e spese della Fondazione.
Art. 19 (Norma di rinvio)
Per quanto non espressamente previsto nella presente Convenzione, si richiamano le disposizioni del decreto legislativo n. 42 del 2004, nonché, in quanto applicabili, le disposizioni del codice civile.
Per il Ministero M. T.
Per la Regione Piemonte M.B.
Per la Provincia A. S.
Per la Città di Torino S. C.
Per la Compagnia di San Paolo Franzo Grande Stevens
Per la Fondazione CASSA DI RISPARMIO Andrea Comba
Per la Fondazione Alain Elkann
Doc. 3, Contratto di servizio 19 dic
Il Ministero per i Beni e le attività cultuali, rappresentato dal dr. Mario Turetta - Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte di seguito denominato "Ministero":
la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, nelle persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore, dr. Alain Elkann, di seguito denominata “Fondazione",
- il Ministero per i Beni e le attività culturali, d'ora in poi indicato come "Ministero" e la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Cassa dì Risparmio di Torino, d’ora in poi, ove richiamati cumulativamente, indicati come "altri Fondatori", al fine di assicurare l'adeguamento strutturale, funzionale ed espositivo del Museo delle Antichità Egizie di Torino e della sua sede, nonché la conservazione, la promozione e la valorizzazione delle relative collezioni, hanno costituito
- con atto pubblico in data 6 ottobre 2004 a rogito del notaio Ganelli (repertorio n. 2102, atti n. 1227) la "FONDAZIONE MUSEO PELLE ANTICHITÀ EGIZIE DI TORINO", con sede a Torino, in Via Maria Vittoria n. 12, d'ora in poi indicata come "Fondazione'';
- il patrimonio della Fondazione è costituito dai diritti d'uso sui beni mobili ed immobili conferiti dal Ministero e dagli apporti degli altri Fondatori, così come disciplinati dall'Atto convenzionale del 19/12/2005, stipulato ai sensi dell’art. X dell'Atto costitutivo e dell'art. 1, comma 4, dello Statuto, nonché da lasciti, donazioni ed erogazioni di qualsiasi genere, dai beni mobili ed immobili di cui la Fondazione è proprietaria;
- il Ministero, oltre al conferimento in uso dei beni mobili ed immobili di cui sopra, si impegna a corrispondere anche gli oneri annui per il personale dipendente dallo stesso Ministero, che verrà temporaneamente posto a disposizione della Fondazione per assicurare l'attuazione del progetto di valorizzazione del MUSEO in virtù di apposito protocollo d'intesa, stipulato fra Ministero e Fondazione ai sensi dell'art. 23 bis, comma 7, d. lgs. 30 marzo 2001 n. 165 e s.m.i, nonché dell'accordo sindacale stipulato in data 29 settembre 2004 fra il Ministero e le OO.SS. di categoria;
- ai sensi dell’articolo XV dell'Atto costitutivo, il Ministero e la Fondazione sono tenuti a stipulare un "contratto di servizio" con il quale devono essere "precisate le condizioni di assegnazione alla Fondazione del personale attualmente in servizio presso il Museo Egizio” e "fissati i livelli qualitativi di erogazione dei servizi di professionalità degli addetti, nonché il potere di indirizzo e di controllo spettante al Ministero";
- oltre all’individuazione del personale da porre a disposizione della Fondazione, con il contratto di servizio devono essere definite le modalità attraverso le quali, in conformità alla normativa vigente in materia, il Ministero esercita le funzioni di indirizzo e controllo, nel rispetto dell'autonomia di gestione finanziaria e organizzativa della Fondazione;
- a tal fine occorre definire criteri tecnico-scientifici di acquisizione, conservazione, ordinamento ed esposizione delle collezioni museali da parte della Fondazione; le forme e le modalità dell'attività di ricerca scientifica, anche attraverso la conduzione di campagne di scavi, e la pubblicazione dei relativi risultati, a cura della stessa Fondazione; gli standard dei servizi culturali, di ospitalità e di accoglienza che la Fondazione medesima si impegna ad erogare nell'esercizio delle sue attività;
devono essere anche specificati gli impegni che ciascuna Parte è tenuta a rispettare secondo le forme, le modalità e i tempi fissati nel presente contratto, nonché la procedura per la soluzione delle controversie che dovessero insorgere tra le Parti.
Tutto ciò premesso, le Parti - come sopra rappresentate - convengono e stipulano il seguente
Il presente contratto ha la durata di cinque anni. Esso si risolve automaticamente nel caso di anticipata risoluzione dell'Atto convenzionale di cui alle premesse e, specificamente, nelle ipotesi ivi previste all'art. 15.
Si risolve inoltre nelle ipotesi tassativamente previste dagli artt. 1453 e seguenti del codice civile.
Art. 3 (Conferimenti in uso)
I conferimenti in uso sono esattamente e soltanto quelli previsti dall'art. 3 dell'Atto convenzionale stipulato in data, 19/12/2005, ai sensi dell'art. X dell'Atto costitutivo e dell'art. 1, comma 4, dello Statuto e secondo le modalità di cui all'art. 5 della convenzione medesima.
La fondazione, in qualità di conferitaria, prende in consegna i beni di che trattasi dalla data stabilita ai sensi della predetta convenzione, assumendosi la responsabilità della loro conservazione secondo i parametri e con i criteri fissati dai competenti organi del Ministero, dall’Atto di Indirizzo di cui al decreto ministeriale dal 10 maggio 2001 pubblicato sul S.O. n. 238 del 19/10/2001, alla G.U. n. 244 del 19/10/2001 e dal presente contratto.
Gli impegni ed obblighi a carico della Fondazione ai sensi e per gli effetti del presente contratto si intendono assunti in ordine ai singoli oggetti, alle collezioni, alle dotazioni strumentali ed alle strutture di volta involta conferiti.
Art. 4 (Livelli di qualità)
L'acquisizione, la conservazione, l’ordinamento e l’esposizione delle collezioni museali sono effettuati secondo i criteri tecnico-scientifici ed in conformità agli standard di funzionamento e sviluppo fissati nell'Atto di indirizzo indicato all'art. 3.
Gli oggetti costituenti le collezioni sono presi in carico, custoditi, movimentati e contabilizzati a norma delle disposizioni del r.d. 26 agosto 1927, n. 1917.
Art. 5 (Catalogazione e conservazione)
Nel rispetto dei parametri, dei criteri e delle procedure indicati all'art. 4, la Fondazione assicura il prosieguo delle attività di catalogazione già in essere in ordine ai singoli oggetti ed alle collezioni museali.
La Fondazione assicura, altresì, il costante monitoraggio dello stato di conservazione dei beni e pianifica ed esegue, previa autorizzazione dei competenti organi ministeriali, gli interventi conservativi necessari di carattere preventivo, manutentivo o restaurativo, ai sensi dell'art. 29 del d. lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, ivi compresi quelli di disinfestazione nonché di controllo e ripristino delle condizioni microclimatiche degli ambienti di deposito.
In sede di prima attuazione del disposto di cui al precedente periodo, la Fondazione esegue gli interventi conservativi sugli oggetti e le collezioni di cui all’elenco allegato sub A al presente contratto.
A regime, la Fondazione presenta un piano annuale degli interventi da effettuarsi, corredato, a seconda dei casi, dei progetti o delle descrizioni tecniche necessari ai sensi dell'art. 21 del d.lgs. 42 del 2004.
La Fondazione - sentita l'Accademia delle scienze, affidataria di parte dell’immobile -procede alla rimozione delle barriere fisiche che precludano o limitino in qualunque modo l'accessibilità alle strutture museali, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia urbanistico-edilizia e compatibilmente con le esigenze della tutela, atteso il rilevante interesse storico-artistico dell'edificio che ospita il Museo.
La Fondazione assicura, inoltre, il costante monitoraggio dello stato di efficienza degli impianti, con particolare riguardo alle condizioni di illuminazione e areazione degli ambienti espositivi e dei locali di deposito, e pianifica ed esegue, previa autorizzazione dei competenti organi ministeriali, i necessari interventi di ripristino o miglioramento.
Restano salvi i poteri di tutela attribuiti al Ministero dalle disposizioni di settore.
Art.6 (Valorizzazione)
La Fondazione, nel rispetto dei parametri e dei criteri di cui all'art. 4, assicura la valorizzazione degli oggetti e delle collezioni museali, promuovendone lo conoscenza e la sua diffusione in qualunque forma, e garantendone le migliori condizioni di fruizione.
La Fondazione può promuovere ricerche e studi, anche attraverso la conduzione di campagne di scavi sulla base di concessioni previamente acquisite; stipulare accordi con istituti di ricerca, musei e università italiani e stranieri per scambi culturali e ricerche congiunte; curare la pubblicazione, anche congiunta, dei risultati scientifici conseguiti; programmare mostre ed altri eventi espositivi in Italia e all'estero, aventi ad oggetto la civiltà egizia ed il suo influsso sulla storia e la cultura europee, e realizzare ogni altro utile collegamento e scambio, nel rispetto dell'art. 67 del d.lgs. n. 42 del 2004.
In sede di prima attuazione del disposto di cui al precedente periodo, la Fondazione provvede agli interventi di valorizzazione indicati nell'elenco allegato sub B al presente contratto.
Art. 7 (Rapporti economici)
Alla Fondazione competono:
a) i proventi derivanti dal servizio di biglietteria;
b) i proventi ottenuti dalle attività di valorizzazione, dalle concessioni d'uso individuale o strumentale e precario, dai canoni di concessione e dai corrispettivi di riproduzione, dall’espletamento dei servizi di assistenza e di ospitalità in forma diretta o indiretta;
c) le entrate derivanti da sponsorizzazioni, erogazioni liberali, contributi pubblici, lasciti testamentari, legati, ed altro.
Alla revisione periodica delle tariffe dei biglietti di ingresso al museo si provvede a norma dell’art. 3 del decreto ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507 nel testo novellato dal decreto ministeriale 28 settembre 2005, n. 222.
Art. 8 (Raccolta dati)
La fondazione raccoglie e trasmette al Ministero i dati sugli afflussi dei visitatori, ivi compresi reclami ed osservazioni dei medesimi.
Art. 9 (Ulteriori obblighi della Fondazione)
La Fondazione, inoltre:
a) trasferisce a titolo gratuito al Ministero la proprietà o altro diritto sui beni culturali acquisiti a qualunque titolo. Tali beni entrano a far parte della raccolta museale e, una volta presi in carico nei modi di legge, sono conferiti in uso alla Fondazione medesima mediante formale consegna;
b) assume, ai sensi della vigente normativa, la responsabilità di committente-datore di lavoro in materia di sicurezza, igiene del lavoro e prevenzione incendi;
c) evidenzia il logo del Ministero in tutte le iniziative che assume ai sensi del presente contratto.
Art. 10 (Dotazioni organiche)
Per l’espletamento delle funzioni ed attività di cui all’atto convenzionale citato in premessa e per l’esecuzione degli interventi di cui al presente contratto, le parti hanno determinato che il personale all’inizio dell’attività da parte della Fondazione è costituito da numero 72 unità.
Il personale della Fondazione è selezionato mediante:
a) apposito Protocollo d’Intesa fra il Ministero e i Dipendenti del Museo delle Antichità Egizie di Torino che abbiano aderito al progetto di valorizzazione del Museo Medesimo, da stipularsi ai sensi dell’art. 23 bis, comma settimo, del D. lgs. 30 aprile 2001, n. 165, nel testo novellato dall'art. 5 del decreto legge 31 gennaio 2005, n. 7, salvo verifica, effettuata dalla fondazione, della coerenza fin le prestazioni professionali e le esigenze del progetto di valorizzazione;
b) contratti di lavoro di diritto privato da stipularsi ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di lavoro autonomo o subordinato.
Al personale selezionato ai sensi della lettera a) la Fondazione riconoscerà un compenso aggiuntivo, con oneri a proprio carico, diversificati a seconda delle qualifiche e dei profili professionali. Al medesimo personale si applicano gli istituti contrattuali previsti per il personale del Ministero.
Durante il periodo di due anni, tale personale può optare per il transito definitivo presso la Fondazione, mediante contratti di lavoro da stipulami ai sensi della lettera b), ovvero può rientrare nei ruoli del Ministero medesimo, ovvero ancore può continuare ad essere distaccato presso la Fondazione per tutta la durata del presente contratto. Indipendentemente dalla data di esercizio dell'opzione da parte del singolo lavoratore, gli effetti dell'opzione decorreranno entro i successivi sei mesi. La Fondazione assicura la formazione e l’aggiornamento professionale del personale, per adeguare il servizio agli standard di qualità richiesti.
Art. 11 (Divieto di cessione a terzi)
È fatto divieto alla Fondazione di affidare a terzi l’attuazione della valorizzazione nel suo complesso.
Art. 12 (Clausola compromissoria)
Qualsiasi controversia dovesse insorgere tra le parti sia per l’interpretazione che per l’esecuzione del presente contratto è devoluta ad un collegio arbitrale con sede in Torino.
Il Collegio Arbitrale decide secondo diritto e nell’osservanza delle norme del Codice di procedura civile in tema di arbitrato rituale.
Per quanto non espressamente previsto nel presente contratto, si richiamano le disposizioni del decreto legislativo n. 42 del 2004, del D.M. n. 507 del 1997 e successive modificazioni, nonché le disposizioni del codice civile.
ART. 14 (Registrazione)
La registrazione del presente contratto è a cura e spese della Fondazione.
Doc. 4, Allegato A
INTERVENTI DI CONSERVAZIONE A CARATTERE PRIORITARIO SUI BENI E LE COLLEZIONI DI INTERESSE ARCHEOLOGICO.
A. Le attività di ricognizione inventariale, propedeutiche al conferimento in uso delle collezioni museali, hanno evidenziato la necessità di procedere ad interventi conservativi sugli oggetti di seguito elencati.
Tomba di Kha in collegamento con la valorizzazione espositiva del corredo.
Realizzazione di allestimenti di papiro su supporti a leggio e non a parete, situazione che provoca nel tempo il distacco di parti secondo linee verticali nel senso delle giunture dei fogli.
Verifica dei vecchi e recenti restauri con particolare riferimento ai reperti ricomposti da frammenti e che per particolare natura e lavorazione necessitano di costante monitoraggio (es. talatat di Amarna, legni staccati e dipinti, bronzi soggetti a corrosione ciclica; materiali organici ed antropologia (mummie).
Rimozione di tutti i supporti non ancora sostituiti e non adeguati a fini conservativi e di valorizzazione.
Ulteriori interventi di conservazione potranno essere individuati nel corso del monitoraggio dello stato di conservazione dei materiali dati in conferimento e della loro valorizzazione, ad esempio con ricomposizione di papiri, iscrizioni ecc.
B. la ricognizione di cui al punto A ha costituito, altresì, occasione per una riflessione sullo stato di integrità e conservazione di una serie di ulteriori oggetti, per i quali pure si impongono- in tempi brevi e previa ricognizione inventariale con conseguente conferimento in uso alla fondazione - interventi di conservazione.
Sarcofagi in legno stuccati e dipinti conservati in magazzini in attesa di diversa e più idonea collocazione.
Reperti in legno conservati nel magazzino specifico e correlati a ricomposizioni di contesti in esposizione o fattibili di ipotesi di esposizione anche in collegamento con restauri in corso presso laboratori esterni.
Cartonnages (Assiut).
Mummie conservate nel magazzino citato a correlate a contesti di particolare rilievo in esposizione (Gebelein e Assiut).
C. Gli oggetti conferiti in uso vanno sottoposti a costante monitoraggio dello stato di conservazione con redazione e aggiornamento di apposite schede di conservazione dei reperti integrate da opportuna documentazione fotografica e attività ordinaria di manutenzione, quali spolveratura e pulitura, per i reperti sia non protetti da vetrine (es. Statuario, tempietto di Ellesija etc.) sia in vetrina.
2 INTERVENTI A CARATTERE PRIORITARIO SUGLI IMMOBILI E SULLE STRUTTURE ESPOSITIVE
• Predisposizione o adeguamento degli impianti per l'aereazione e la climatizzazione dei locali del Museo con priorità per gli ambienti denominati Ex-Antichità, piano sotterraneo, Tomba di Kha e Tomba Ignoti. Inoltre, qualora l’Amministrazione ai fini della ricognizione inventariale degli oggetti giacenti nei depositi, si avvalga, della facoltà di cui all'art. 5, quarto periodo, della Convenzione, detti depositi andranno previamente messi a norma come luoghi di lavoro, ai sensi delle vigenti disposizione sanitarie e di sicurezza.
Monitoraggio costante del microclima, della qualità dell'aria e di tutti gli altri fattori di rischio in relazione agli ambienti conferiti in USO, come da disposto del decreto del Ministro per i beni e le attività culturali 10 maggio 2001. Rifacimento integrale o revisione dell'impianto di illuminazione in conformità alle indicazioni del citato decreto ministeriale con particolare accorgimento per le specifiche dei singoli materiali organici ed inorganici, in vetrina e fuori vetrina. Messa in sicurezza delle vetrine e delle teche espositive, con particolare riguardo alle grandi vetrine storiche, alle vetrine a campana che ospitano i sarcofagi al primo piano del Museo e interessate solo per una ridottissima parte dall’applicazione di pellicole di protezione, nonché alle vetrine in struttura lignea.
Monitoraggio e manutenzione costante della scala che dà accesso ai locali espositivi sotterranei (lato via Maria Vittoria) e di altri locali del Palazzo (es. porticato parete esterna dei servizi igienici del Museo) per i quali se ne rilevi la necessità.
Restauro dei rosoni decorativi delle volte delle sale al I piano.
Interventi conservativi sulle parti comuni dello stabile.
Doc. 5 Allegato B
INTERVENTI DI VALORIZZAZIONE A CARATTERE PRIORITARIO
A RIALLESTIMENTI
Riallestimento espositivo della Tomba di Kha
Ulteriori piani di riallestimento potranno essere individuati nell'ambito di specifiche valorizzazioni delle collezioni e di sezioni del Museo con utilizzo di chiavi di lettura scientifiche anche diverse dalle attuali, conseguenti ad ulteriori acquisizioni scientifiche o a diverso tipo di comunicazione a fini di rinnovamento del percorso di visita
B. Miglioramento delle condizioni di fruizione pubblica
Monitoraggio costante, aggiornamento e integrazione dell'apparato informativo scientifico- didattico di sala e di vetrina (didascalie e pannelli).
Monitoraggio costante, aggiornamento e integrazione dell’informativa relativa al percorso museale
Monitoraggio costante e manutenzione della qualità del percorso di visita in conseguenza del pubblico numeroso in visita alla collezione.
Miglioramento del servizio di accoglienza al pubblico, anche mediante utilizzazione di figure professionali appositamente dedicate.
Installazione di ausili audiovisivi in quattro lingue (francese, inglese, tedesco, spagnolo) scientificamente adeguati.
Adeguamento del percorso museale con installazione di arredi destinati alla sosta.
Creazione di uno spazio multimediale (Punto Internet) all’interno del Museo.
Aggiornamento e integrazione del materiale informativo e didattico.
Cura della pubblicazione degli studi condotti sulle collezioni museali.
Incremento delle raccolte bibliografiche con particolare riferimento ai periodici e alle collane già esistenti.
Digitalizzazione dell’archivio fotografico, in prima istanza per i reperti in esposizione oggetto del conferimento e a seguire le sezioni de3ll’archivio pertinenti ai materiali in deposito oggetto di successiva ricognizione e quindi conferimento. Analoga modalità dovrà essere seguita per l'Archivio storico, ancora non conferito. Con riferimento a questo specifico settore dovranno essere considerati in modo particolare gli aspetti della conservazione e del restauro.
• Proseguimento dei rapporti di collaborazione scientifica in essere con istituzioni italiane e straniere ed avvio di nuove iniziative con analoghi soggetti per ricerche congiunte.
• Creazione di un sito web
C. Progetti espositivi
Tenuto conto delle collezioni del Museo si individuano alcuni possibili temi espositivi:
• L'arte copta, nel Museo Egizio di Torino
• L’arte minore nel Museo Egizio di Torino
Ulteriori piani espositivi potranno essere individuati a valorizzazioni delle collezioni e di sezioni del Museo quali ad esempio la scrittura o i rapporti tra le culture egizia, greca e romana.
Doc. 6 Lettera di convocazione 29 dic 2005
Lettera di Convocazione del Consiglio di Amministrazione
Torino 29 dicembre 2005
Gentile Consigliere, con la presente La prego di intervenire alla riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione che si terrà presso i locali del Museo il giorno martedì 10 gennaio 20006 alle ore 15,00, con il seguente ordine del giorno:
approvazione del verbale della seduta del 16 dicembre 2005;
discutere dell’andamento del museo dopo il Conferimento e chiedere data in cui avverranno, da parte del Ministero, le operazioni di consegna che avranno ad oggetto le collezioni museali al momento esposte alla pubblica fruizione (art. 5,6 Atto Convenzionale);
poteri della direttrice;
figure aggiuntive da impiegare;
Responsabile prevenzione e sicurezza del Museo;
Rapporti con Accademia delle Scienze;
Designare una commissione sindacale.
Porgo con l’occasione i migliori saluti.

References: Art. 3
 art. 5

Art.6

Art.7

Art. 8

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art.17

Art. 19

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art.6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

ART. 14