Source: http://aliprandi.blogspot.it/2013/05/giurisprudenza-imprese-nota-copyright.html
Timestamp: 2017-05-26 11:13:51+00:00

Document:
SIMONE ALIPRANDI BLOG: Il progetto "Giurisprudenza delle imprese" e la sua nota sul copyright
Bingo! I provvedimenti giurisprudenziali sono l'esempio più classico di applicazione dell'art. 5 della Legge sul diritto d'autore e rappresentano uno dei rari casi di vero e proprio pubblico dominio "by default" del sistema italiano. e dunque la protezione si riferisce esclusivamente alla elaborazione e alla forma di presentazione dei testi in oggetto.
Per quanto ne so io, nel caso di un database di provvedimenti giurisprudenziali riprodotti "così come sono" (si tratta infatti dei PDF dei documenti presi dalle cancellerie e scannerizzati) e organizzato su criteri non originali e necessitati dalla natura dei documenti in esso contenuti (non ci sono infatti molti modi per organizzare delle sentenze; i criteri sono sempre data, numero, tipo di provvedimento, corte/giudice che lo ha prodotto, norme applicate/richiamate, precedenti casi conformi...) l'unica tutela applicabile è quella del cosiddetto diritto sui generis. Tale diritto copre "l'estrazione ovvero il reimpiego della totalità o di una parte
sostanziale della banca dati" (v. art. 102 bis, comma 3, l. 633/1941); quindi risulta abbastanza improprio sostenere che "la protezione si riferisce esclusivamente alla elaborazione e alla forma di presentazione dei testi in oggetto."
La diffusione dei provvedimenti e delle sentenze, ad oggi sostanzialmente limitata al canale tradizionale della pubblicazione sulle riviste giuridiche specializzate, sconta il difetto di rendere pubblici solo pochi provvedimenti, selezionati secondo criteri inevitabilmente arbitrari, e spesso con forte ritardo rispetto alla data di deposito. Questo costituisce sicuramente un limite alla diffusione della cultura giuridica in quest’area specialistica: con effetti negativi non solo sul piano scientifico, ma anche su quello pratico. Beh, ma allora se davvero la pensate così, che ne dite di una bella licenza Creative Commons BY? O ancora meglio: una bella Creative Commons BY per testi e grafica del sito e una schietta CCzero per il database delle sentenze?
giurisprudenza imprese,
Credo che la proprietà intellettuale, comunque, vada tutelata. Se ben tutelata - e non sfruttata - è, se ci si riflette a fondo, garanzia della generosità degli autori e della diffusione delle opere. 18 maggio 2013 00:07
mi spiega meglio cosa intende con questa distinzione tra sfruttamento e tutela? grazie.
Se mi ricordo bene, l'opera intellettuale nasce tutelata con la forma più alta di tutela, quella della legge.Se per "sfruttata" si intende il trarre profitto economico dal lavoro altrui, allora una licenza CC By-nc-sa dovrebbe mettere al riparo da tale indesiderato sfruttamento, non solo, spingerebbe altri a integrare e approfondire il lavoro già svolto e condividerlo con la medesima liberalità.L'Avv. Aliprandi è sempre molto generoso con le sue opere, pubblica con licenza CC BY, io sono un po' più taccagna, preferisco CC by-nc-saOvviamente mi riferisco all'organizzazione della raccolta, hai titoli e ai riassunti del dispositivo, posto che le sentenze sono in pubblico dominio.
18 maggio 2013 00:52
però qui la questione è più che altro focalizzata sul diritto sui generis. pur essendo chiaro che i testi delle sentenze sono in pubblico dominio, se non vi è rinuncia o licenziamento del diritto sui generis non è possibile fare un'estrazione sistematica dei provvedimenti.
18 maggio 2013 01:02
Caro Simone,credo che l'intenzione dell'autore della "nota di copyright" fosse quella di riservarsi la riproduzione dell'intero PDF che contiene la sentenza, quando scrive "dunque la protezione si riferisce esclusivamente alla elaborazione e alla forma di presentazione dei testi in oggetto".Concordo ovviamente con la tua opinione circa la libera riproducibilità del "contenuto" delle sentenze. Ma, a mio modesto avviso, la "forma" è invece tutelabile.Un caro saluto.Alessio Canova
20 maggio 2013 09:34
Caro Alessio, grazie per il tuo prezioso e autorevole punto di vista. Capisco ciò che intendi... ma lasciami dire che non mi convince del tutto. La mera scannerizzazione di un documento quale diritto può generare? Di certo non un diritto d'autore, ma a mio avviso nemmeno un diritto connesso. E se fosse un diritto connesso, quale sarebbe?
Premetto che non ho una conoscenza approfondita del sito. Ma da quanto ho visto, non si tratta di mere "scansioni" ma di file PDF indicizzabili.Per come la vedo io:- la riproduzione del file PDF è attività che può essere riservata;- la riproduzione del contenuto della sentenza è per definizione libera;- la riproduzione di una porzione quantitativamente rilevante della banca dati di "Giurisprudenza delle imprese", intesa come "contenuto" delle sentenze, è attività riservata ai sensi dell'art. 102-bis (diritto sui generis).Ovviamente è solo una modestissima interpretazione.Cari saluti.AC
20 maggio 2013 10:22
caro Alessio... dei tuoi 3 punti, il secondo sembra quello su cui tutti siamo d'accordo senza ombra di dubbio.il primo è quello che continua a lasciarmi perplesso. l'ho già sentita questa cosa della "digitalizzazione che crea diritti" e non ho ancora capito sulla base di quale norma e quale diritto.il terzo invece è pienamente in linea con quanto da me scritto nell'articolo. è secondo me l'unico diritto applicabile. ma appunto di applica a "parti sostanziali del database"e soprattutto dura solo 15 anni.
20 maggio 2013 10:44
Caro Simone, ho letto e riletto il post e i commenti, maturando in effetti i tuoi stessi dubbi. Non colgo quale sia la norma che fonderebbe una sorta di "diritto di digitalizzazione": ancorché trattasi di PDF indicizzabili, ciò non conferisce loro rango maggiore a livello di tutela, non mi è chiaro quale argomentazione potrebbe sostenere tale assunto. Mi sembra difettare sia il criterio della creatività, che dell'originalità. Resta impregiudicato, come sottolinei giustamente, il diritto sui generis, ammesso e non concesso che abbiano fatto un investimento rilevante (cosa che abbiamo data per scontata immagino). Dovremmo chiedere lumi ai diretti interessati, anche per gli altri rilievi che hai fatto nel post (quali la citazione per cronaca o la copia personale).
20 maggio 2013 16:29
Provo a spiegare meglio.Se cercaste la norma che fonda un diritto discendente dalla digitalizzazione, ovviamente non la trovereste (almeno nell'attuale formulazione della LdA). Sapete tuttavia bene che una legge non è solo quello che è scritto nero su bianco, ma anche interpretazione.Ebbene nello spirito della LdA, specie dopo la riforma del 2001, viene enfatizzato il concetto di "diritto connesso" come nascente da un impiego di risorse in termini di tempo/denaro che fonda un diritto esclusivo di riproduzione.Facciamo un esempio concreto.Se facessi una fotografia digitale ad alta risoluzione alla Gioconda (art. 88ss) e apponessi le indicazioni ex art. 90, acquisirei un diritto esclusivo di riproduzione ventennale. Il legislatore vuole infatti evitare che terzi si approprino del mio "lavoro", per quanto creativamente nullo o quasi.Secondo voi, da un punto di vista della ratio, quale sarebbe la differenza con la tutela che, secondo la mia modestissima opinione, andrebbe accordata all'autore di un PDF indicizzabile ricavato da un testo di pubblico dominio?Parlo di ratio e non di norme, visto che non esiste un articolo "aperto" che permette di considerare diritti connessi "atipici".
21 maggio 2013 09:24

References: sui generis
 art. 102
sui generis
sui generis
 sentenza 
sui generis
sui generis
 art. 90