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Timestamp: 2019-06-27 04:12:49+00:00

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I piccoli veggenti di Rignano Flaminio. | Arianna Di Biagio
13 Risposte to “I piccoli veggenti di Rignano Flaminio.”
18 maggio 2014 alle 1:05 pm
Gentile signora, come le scrissi all’indomani della lettura delle motivazioni di primo grado, quella sentenza era solida, lucida e ben motivata e avrebbe resistito senza alcun problema all’appello. Lei mise in dubbio le mie parole, ma come vede fui facile profeta. A dispetto di quanto lei sostiene, non ci sono prove e la teoria stravagante dell’accusa non regge assolutamente alla prova dei fatti, mentre le spiegazioni date dai giudici di prime cure sono più che convicenti. D’altra parte, è facile capire che se ci fosse stata una benchè minima prova propriamente detta, dinnanzi a simili terribili accuse, i giudici non si sarebbero fatti remore nel condannare. Invece qui di concreto non c’è proprio nulla, anzi, ci sono prove in abbondanza dell’opera di suggestione inconsapevole fatta sui bambini, opera della quale anche oggi, come lei ci dice, si possono osservare gli esiti. La ringrazio molto per l’ospitalità e mi voglia scusare se le mie idee divergono così tanto dalle sue. Cordialità.
18 maggio 2014 alle 2:46 pm
Gentile Signore, non sono io a sostenere né ad aver sostenuto vi fossero prove, non è il mio ruolo. Sono stati invece un Pubblico Ministero, un GIP, un GUP ed il Procuratore Generale della Repubblica di Tivoli (che è ricorso in Appello), nonché il Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma, che aveva chiesto la condanna per due dei cinque imputati. Mi pare che secondo lei l’incidente probatorio, l’esito delle analisi tricologiche, le cartelle cliniche, gli esiti fisici e psicologici, rappresentino il nulla. La “suggestione inconsapevole”, non credo dia capacità divinatorie, capacità che dovrebbero avere i nostri bambini per conoscere nel dettaglio luoghi, oggetti e particolari mai visti. Lei dice in sintesi, mi pare di capire, che se per ben due volte, due distinti collegi sono arrivati a dire che il fatto non sussiste, e evidente che nulla è successo. Dovrebbe essere così in effetti. L’ Italia è un Paese meraviglioso ma strano, e la nostra storia giudiziaria mi pare che lo dimostri ampiamente. Non ho alcun problema ad ospitare sul mio blog le sue opinioni benchè non condivise, poichè espresse con gentilezza, educazione e civiltà.
19 maggio 2014 alle 4:58 pm
Gentile Signora Arianna, io credo che sia un po’ fuorviante, come lei fa, continuare a citare i capisaldi dell’accusa (piuttosto deboli, secondo me) perchè ad ognuno di essi è stata trovata nelle sentenze una adeguata spiegazione alternativa coerente e coincidente con l’insussistenza dei fatti (dichiarata tra l’altro con formula piena). La corte di appello parrebbe infatti aver sposato in pieno la sentenza di primo grado. E’ anche poco utile citare le ordinanze del GIP (smentite dal Tribunale della Libertà e dalla Cassazione, se non ricordo male) e del GUP (che ha detto che c’era materia per andare a processo, di più non è nel suo ruolo), dato che le prove di formano solo nel dibattimento, non nelle fasi preliminari, ed è evidente che lì di prove non se ne sono concretizzate. Che la giustizia in Italia segua vie tortuose è senz’altro vero: dal mio punto di vista il processo di Rignano non avrebbe nemmeno dovuto partire, ma in fondo è un bene che si sia celebrato, così ogni cosa è stata sviscerata e chiarita, nonostante ciò abbia creato ulteriore sofferenza agli imputati e, ne sono certo, anche ai genitori dei bambini. Da semplice osservatore, se ne avrò la possibilità leggerò volentieri le motivazioni di questa seconda sentenza (magari qualcuno le pubblicherà cancellando i nomi), nel frattempo la ringrazio per la sua risposta e per il tempo che ha avuto la cortesia di dedicarmi, e le auguro ogni bene.
Vorrei sapere se lei ha avuto la possibilità di leggere le motivazioni della sentenza di primo grado, perché io, avendolo fatto (pur non essendo un avvocato), non ho trovato le spiegazioni alternative di cui lei parla, che spero vengano fornite nelle motivazioni d’appello. Ho citato i magistrati che si sono succeduti solo per sottolineare come più professionisti abbiano ritenuto ci fossero elementi sufficienti ad arrivare al dibattimento prima e ad un secondo grado di giudizio poi. Le auguro di non imbattersi mai in problemi giudiziari, e le chiedo, senza alcun intento polemico, perché continui a commentare il mio blog da anonimo se ha tanta certezza delle sue affermazioni. La ringrazio comunque per i suoi interventi pacati e per l’augurio che mi ha rivolto, che contraccambio.Buona serata.
19 maggio 2014 alle 8:38 pm
Sì, lessi per intero le motivazioni della sentenza di primo grado e, come le dicevo, le trovai, solide, coerenti e convincenti. Credo che i giudici di prime cure abbiano fatto un ottimo lavoro e immagino che ciò sia accaduto anche con la sentenza odierna. Ovviamente è solo la mia opinione di semplice cittadino, il cui nome non ha alcuna rilevanza. Non voglio abusare oltre della sua cortese ospitalità, ho espresso la mia idea e ho profondo rispetto per la sua, pur non condividendola. Restiamo ognuno con le proprie certezze, ed è giusto che sia così. Comunque ci sarà sicuramente un altro grado di giudizio, la vicenda giudiziaria non è ancora definitivamente chiusa. Buona serata.
Andrea Mazzeo Says:
19 maggio 2014 alle 5:45 am
Accade sovente, purtroppo, che tra coloro che stilano i protocolli di ascolto del minore si ritrovino gl stessi che poi, nei processi per pedofilia (casi singoli o collettivi) difendono i presunti pedofili. Ora, per carità, il diritto costituzionale alla difesa processuale è garantito a tutti, ma la logica mi porta a pensare che qualcosa non funzioni per il verso giusto. Esiste tutta una letteratura intesa a screditare la testimonianza del minore, quindi ok a protocolli validi e attendibili ma ritengo più efficace affinare le tecniche di indagine. Un’intercettazione, telefonica o ambientale, è prova molto più certa di una testimonianza; e se più testimonianze dovessero coincidere, ecco che viene insinuato nei giudici il dubbio del contagio dichiarativo. Poi, pieno rispetto per la privacy, ma se uno è stato già condannato per pedofilia, non dovrebbe poter avere accesso a luoghi in cui si trovano bambini o ragazzi; in qualche caso ciò è successo.
Concordo pienamente.Recentemente molti casi di maltrattamento su minore si sono conclusi con la condanna dei colpevoli solo (o quasi) grazie alle telecamere installate dagli inquirenti. E’ tuttavia avvilente che la testimonianza di un bambino, anche quando supportata da riscontri oggettivi, non abbia alcun valore.
Vagolo Says:
4 giugno 2014 alle 1:24 pm
Stando alle cronache, anche nel caso della scuola di Rignano sono state effettuate intercettazioni telefoniche e sono state installate telecamere negli ambienti scolastici, dal 1° settembre 2006 al 12 ottobre 2006, ma senza esito.
http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/05/28/news/olga_rovere_le_tappe_della_storia_sei_anni_fa_le_prime_denunce-36075727/
4 giugno 2014 alle 2:47 pm
Vero. Come è vero che stando alle testimonianze rese (agli atti del processo), a fine luglio in paese moltissimi sapevano delle denunce. Tra le denunce ed il blitz dei RIS, sono passati tre mesi circa. Ci sono anche moltissimi tabulati telefonici, che hanno rivelato particolari interessantissimi e bizzarri, sull’utilizzo dei telefoni medesimi e delle varie sim. Ognuno tragga le proprie conclusioni.
Signora Di Biagio, le conclusioni le hanno già tratte due collegi giudicanti con la sentenza di assoluzione PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE. Non crede che sia il caso di smetterla di diffondere menzogne continuando a infangare degli onesti cittadini già tanto provati dalla montatura che anche lei ha ampiamente contribuito a creare? I tabulati di cui parla sono stati ampiamente analizzati in sede dibattimentale e non è uscito assolutamente NULLA a carico degli imputati. Io ero lì presente ma se crede se lo può far riferire dagli avvocati di parte civile.
10 giugno 2014 alle 2:48 pm
Sig.ra Pucci,
innanzi tutto due gradi di giudizio non costituiscono una sentenza definitiva. Noi tutti e lei per prima, probabilmente, auspichiamo che sulla vicenda di Rignano Flaminio si pronunci la Corte di Cassazione.Ciò detto, io non diffondo (e non ho mai diffuso), nella maniera più assoluta, alcun tipo di menzogna. I risultati delle intercettazioni telefoniche rimangono tali, ma non mi limiterei a questo.I numerosi riscontri che questo processo ha fornito, seppur interpretati con una sentenza assolutoria, lasciano troppi dubbi e perplessità in relazione a quanto effettivamente accaduto all’interno della Olga Rovere.
19 settembre 2014 alle 5:11 am
ciao Arianna, vi sono nel cuore. É una vicenda terribile, devastante, di un’ingiustizia immensa. E non credo che si possa dubitare che ci siano coinvolti personaggi di potere, che hanno messo tutto a tacere ed informato i colpevoli delle indagini in atto. Spero che i bambini, ormai ragazzi, riescano a rielaborare il dolore e la violenza subiti per diventare uomini e donne consapevoli dell’inganno immenso nel quale tutti viviamo. Purtroppo, solo quando siamo coinvolti in prima persona ci si aprono gli occhi. Gli altri, chi legge i giornali, vede la tv, non potranno mai capire. Vengono convinti che i bambini non possano riferire in modo obiettivo un’esperienza vissuta davvero, poi ci si mettono psicologi ed esperti a spiegare come sono manipolabili, cercano attenzione, alla fine è colpa solo dei genitori. E alla fine, per gli altri, é molto piú facile pensare così, no? Se la colpa é dei genitori, é tutto molto piü sicuro, il mondo continua ad essere un posto relativamente bello, dove semplicemente bisogna non commettere “errori” come quei genitori lí, e si é al sicuro. Cosî, come é colpa della ragazza che si é messa la maglietta aderente, se poi é stata violentata. Spero davvero che da questa orribile esperienza, che ormai é avvenuta, e non si torna piü indietro, genitori e figli possano diventare anime forti che mostrino a tanti, tanti altri come é fatto il mondo in cui viviamo.
24 settembre 2014 alle 2:24 pm
Quanto hai ragione Sami. E che strano “riconoscersi” senza neppure sapere chi sia l’altro, semplicemente leggendo con attenzione un commento lasciato in un blog. Riconoscere qualcuno che sa da vicino quello di cui stiamo parlando. Che ha visto forse con i propri occhi le “realtà parallele” di cui ignoriamo l’esistenza finchè, e chissà poi perchè, non ci sbattiamo la faccia a vario titolo ed in vario modo.Che dire? Credo che dei piccoli passi siano stati fatti, tanti ancora ne dovranno venire. Ti auguro ogni bene, ti ringrazio per la vicinanza e l’affetto che sento forti, ti abbraccio anche io.
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Ciao Beppe. »

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