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Timestamp: 2019-08-25 23:00:54+00:00

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Ordinanza n. 86 del 6 dicembre 2012 (testo coordinato non ufficiale) - Rischio Sismico Archliving - Leggi e Ordinanze
Testo Coordinato dell’Ordinanza n. 86/2012 e s.mm.ii. (Testo aggiornato al 1 agosto 2016)
Art. 14 – Edifici ad uso produttivo
Art. 15 – Modifiche alle Ordinanze nn. 29 del 28/08/2012 e 51 del 5/10/2012
Art. 16 – Norma finanziaria
Art. 17 – Dichiarazione d’urgenza e provvisoria efficacia
Tabella 3 – definizione dei “livelli operativi”
Tabella 4 – Definizione dei costi parametrici per i diversi “livelli operativi”
Ordinanza 86 del 6 dicembre 2012 (testo coordinato non ufficiale)
Criteri e modalità di assegnazione di contributi per la riparazione, il ripristino con miglioramento sismico o la demolizione e ricostruzione di edifici e unità immobiliari ad uso abitativo che hanno subito danni gravi a seguito degli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 e che sono stati dichiarati inagibili (ESITO E1, E2 o E3)
Considerato che successivamente si è ritenuto di dover procedere alla messa a punto delle misure necessarie per la riparazione degli edifici danneggiati, che hanno subito danni significativi tali da costringere le autorità all’emissione di ordinanze di sgombero totali, riconducibili ad esito “E” nelle schede AeDES, ma che comunque sono riparabili con interventi contenuti finalizzati a eliminare il danno, ridurne la vulnerabilità sismica ed aumentarne la sicurezza fino a raggiungere un livello pari almeno al 60% di quello previsto per le nuove costruzioni;
Visto il d.l n. 174 del 10 ottobre 2012;
Ritenuto che, al fine di ripristinare le abitazioni momentaneamente inagibili e consentire il rientro di cittadini sfollati nelle proprie abitazioni, l’estrema urgenza di concludere la procedura oggetto della presente ordinanza sia tale da rendere necessaria la dichiarazione di provvisoria efficacia ai sensi della legge 24/2000 n. 340;
1. Al fine di consentire un rapido rientro nelle abitazioni danneggiate in modo significativo dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio 2012 e la ripresa delle attività produttive, è concesso un contributo a favore dei proprietari, degli usufruttuari, dei titolari di diritti reali di garanzia che si sostituiscano ai proprietari, per la riparazione del danno ed il miglioramento sismico, oppure per la ricostruzione dell’edificio in cui è presente almeno un’unità immobiliare destinata ad abitazione ovvero ad attività produttiva, alla data dell’evento sismico del maggio 2012, oggetto di ordinanza comunale di inagibilità totale e che sia caratterizzato da uno “stato di danno” ed un “valore di vulnerabilità” che, combinati insieme, rientrino nella definizione contenuta nella Tabella 3 di “livello operativo” E1 od E2 con conseguente riparazione e miglioramento sismico, o di “livello operativo” E3 con conseguente ricostruzione.
5. L’ordinanza di inagibilità totale di cui al comma 1 può essere stata emessa a seguito della verifica di agibilità effettuata dalle squadre operanti sotto il coordinamento tecnico della DICOMAC, che abbia comportato un esito classificato “E” dalle schede AeDES ovvero, in mancanza della scheda, a seguito di una verifica disposta dal Sindaco, anche a seguito di presentazione di perizia asseverata predisposta da
professionista abilitato. Per quanto riguarda l’eventuale riclassificazione del livello di danneggiamento il Comune può, ai sensi di quanto disposto dalla legge regionale 16 del 21 dicembre 2012, in caso di presentazione di perizia asseverata che attesti una classificazione difforme da quella indicata nella scheda AeDES originaria, disporre una verifica ed emettere nuova ordinanza.
6. La verifica se l’edifico inagibile rientri in uno dei “livelli operativi” E1, E2 od E3 di cui alla Tabella 3 compete al tecnico incaricato della redazione del progetto che ne darà adeguata dimostrazione nei documenti e negli elaborati presentati con la richiesta di contributo. Qualora il tecnico verifichi che, per stato di danno e valore di vulnerabilità, l’edificio rientri nei parametri dell’Ordinanza n. 29/2012 e smi, oppure in quelli dell’Ordinanza n. 51/2012 e smi, l’intervento viene eseguito ed il contributo viene calcolato secondo le disposizioni contenute nelle citate ordinanze.
7. Per abitazione a titolo principale si intende quella ove, alla data dell’evento sismico, risiedeva anagraficamente il proprietario, l’usufruttuario, il titolare di diritti reali di garanzia ovvero l’affittuario con contratto di locazione registrato o il comodatario, il promissario acquirente in base a un titolo giuridico avente data certa antecedente a quella degli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, oppure assegnate ai soci di cooperative a proprietà indivisa, così come definito dal Protocollo d’intesa tra i Presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto in qualità di Commissari delegati e il Ministero dell’Economia e delle Finanze sottoscritto il 4 ottobre 2012.
8. Per coloro che non sono ancora in possesso del certificato di residenza anagrafica e che si trovano nel periodo dei 18 mesi previsti nella nota II-bis) all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al d.P.R 131/1986 per l’ottenimento dell’aliquota agevolata “prima casa”, è facoltà del Comune riconoscere la domanda di contributo presentata ai sensi della presente ordinanza come riferita ad abitazione principale se il richiedente dimostra di risiedere nell’abitazione alla data dell’evento sismico ovvero che, alla data del sisma, erano in corso lavori che ne impedivano l’utilizzo.
9. Per attività produttive si intendono le imprese definite all’articolo 1 dell’allegato 1 del Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione Europea del 6 agosto 2008 che posseggono, al momento della presentazione della domanda, i requisiti di cui all’allegato 1 “Requisiti di ammissibilità” dell’Ordinanza 57 del 12 ottobre 2012 e smi. La sussistenza di detti requisiti andrà autocertificata all’atto della presentazione della domanda nella quale dovranno essere indicati anche il numero di codice INPS/INAIL, la tipologia di contratto collettivo applicato, il codice fiscale ed il codice CUAA (in caso di aziende agricole).
9-bis. Per attività produttive in esercizio si intendono quelle che alla data del sisma avevano sede nell’immobile danneggiato, o l’avessero avuta nei trentasei mesi antecedenti al sisma, come desumibile da visura camerale o da utenze/polizze assicurative intestate al soggetto esercitante l’attività produttiva nell’immobile.
11. Qualora, per lo stesso edificio o Unità Strutturale, siano state emesse più ordinanze di inagibilità con esiti di classificazione, derivanti dalle schede AeDES, tra loro diversi, il tecnico incaricato del progetto verifica l’effettivo danneggiamento dell’edificio nel suo complesso e richiede al Comune il riesame degli esiti delle ordinanze, al fine di pervenire ad un’unica classificazione. Il Comune, emette una nuova ordinanza che attribuisce all’edificio la nuova ed unica classificazione.
1. Per l’esecuzione degli interventi di riparazione e miglioramento sismico e di ricostruzione di cui ai commi 3 e 4 dell’art. 2, è concesso un contributo sul costo ammissibile e riconosciuto nelle percentuali indicate nei successivi commi 5, 6, 7 e 8.
– l’importo ottenuto moltiplicando il costo convenzionale indicato nella Tabella allegata al n. 4 riferito al “livello operativo” dell’edificio, a cui va aggiunta l’IVA se non recuperabile, per la superficie complessiva dell’unità immobiliare. Per superficie complessiva si intende la superficie utile dell’unità immobiliare, più la superficie accessoria delle pertinenze, più la quota parte delle superfici accessorie equivalenti comuni di spettanza, in coerenza con l’Allegato A della deliberazione dell’Assemblea Legislativa Regionale n. 279/2010, calcolate senza la limitazione al 60% e con l’inclusione della superficie delle parti comuni di collegamento verticale (vani ascensori, scale e relativi pianerottoli) calcolate una sola volta come proiezione sul piano orizzontale e degli androni d’ingresso condominiali.
4. Qualora l’edificio oggetto dell’intervento sia coperto da polizza assicurativa per il risarcimento dei danni da eventi sismici il contributo è determinato in misura pari alla differenza tra il costo dell’intervento di cui al comma 2 ed il risarcimento assicurativo.
5. Per gli edifici classificati con “livello operativo” E1 ed E2 il costo dell’intervento di cui al comma 2 comprende le indagini e le prove di laboratorio tecniche (necessarie anche ai fini della redazione del progetto), le opere di pronto intervento e di messa in sicurezza, i compensi di amministratori dei condomini o di consorzi tra proprietari costituiti per gestire l’intervento unitario, le opere di riparazione dei danni, anche negli impianti comuni, e di miglioramento sismico dell’intero edificio, nonché le finiture connesse agli interventi sulle strutture e sulle parti comuni dello stesso ai sensi dell’art. 1117 del Codice Civile. Per gli edifici classificati con “livello operativo” E3 il costo dell’intervento comprende le indagini e le prove di laboratorio, le opere di pronto intervento e di messa in sicurezza, i compensi di amministratori dei condomini o di consorzi tra proprietari costituiti per gestire l’intervento unitario, le opere di demolizione parziale, di riparazione dei danni e di adeguamento sismico dell’intero edificio, le finiture connesse agli interventi sulle strutture oppure le opere di demolizione totale e di ricostruzione delle strutture, delle tamponature esterne ed interne, delle finiture connesse e degli impianti comuni dell’edificio. Il contributo per tali opere è calcolato nella misura del 100%.
6. Per le unità immobiliari inagibili ricomprese in edifici classificati con “livello operativo” E1 o E2, che alla data del sisma erano destinate ad abitazione principale o ad attività produttive in esercizio, il costo dell’intervento comprende, oltre quanto previsto al comma 5, le opere di finitura interne connesse ai predetti interventi e, la riparazione degli impianti interni ed il miglioramento dell’efficienza energetica.
Per le stesse unità immobiliari inagibili, ricomprese in edifici classificati con “livello operativo” E3, il costo dell’intervento comprende, oltre quanto previsto al comma 5, le finiture interne connesse ai predetti interventi e, la riparazione o il rifacimento degli impianti interni ed il miglioramento dell’efficienza energetica. Il contributo per tali opere è calcolato nella misura del 100%.
8-bis. Per gli edifici classificati con “livello operativo” E1, E2 ed E3 il costo dell’intervento può includere, qualora comprese nel progetto esecutivo e nel contratto di appalto, le spese per l’esecuzione, da parte dell’impresa affidataria, di lavori in economia, ai sensi dell’art. 179 del DPR n. 207/2010, limitate alle lavorazioni che non danno luogo a valutazioni a misura e non possono essere rappresentate da prezzi in elenco, comunque per un importo non superiore al 2% del costo dei lavori contabilizzati a misura. La disposizione si applica ai progetti depositati, o alle varianti sostanziali apportate ai progetti in corso, successivamente alla data del 17 ottobre 2014.
8-ter. Per gli edifici classificati con livello operativo E1, E2 ed E3 il costo dell’intervento comprende anche le spese eventualmente sostenute dal beneficiario nei confronti delle aziende erogatrici dei servizi ambientali, energetici e di telefonia per il riallaccio delle utenze disattivate a seguito del sisma. La disposizione si applica ai progetti depositati successivamente alla data del 17 ottobre 2014, ovvero ai progetti in corso per i quali non sia intervenuta l’erogazione a saldo del contributo.
a) del 40% per edifici dichiarati di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del d.lgs n. 42/2004 e s.m.i., del 30% per edifici individuati dall’art. A9, comma 1, della l.r. n. 20/2000, del 20% per edifici vincolati ai sensi dell’art. 45 del d.lgs n. 42/2004 e del 10% per edifici sottoposti al vincolo paesaggistico di cui all’art. 136 e 142 del d.lgs n. 42/2004 ovvero individuati dall’art. A9, comma 2, della l.r n. 20/2000. I suddetti incrementi si applicano agli interventi su edifici classificati con livello operativo E1 ed E2, e solo a quelli di adeguamento sismico su edifici classificati con livello operativo E3 ad esclusione di quelli che sono tenuti ad eseguire gli interventi ai sensi delle direttive per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale, approvate con DPCM del 9 febbraio 2011.
d) del 15% per edifici ricompresi nelle aree dei centri abitati di San Carlo, frazione di Sant’Agostino (FE), e di Mirabello (FE), perimetrate dalla Regione con determinazione del dirigente n. 12418 del 2 ottobre 2012, ove si sono manifestati gravi fenomeni di liquefazione del terreno da effettuarsi secondo le indicazioni contenute nell’allegato 4 della su citata determinazione. A tal fine il tecnico incaricato della progettazione sottopone il progetto di consolidamento del terreno di fondazione alla preventiva approvazione del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli regionale che si esprime nei successivi quarantacinque giorni dalla ricezione del progetto;
e) fino al 15% nel caso di edifici collocati su terreni interessati da fenomeni di liquefazione ubicati in aree diverse da quelle di cui alla precedente lett. c). A tal fine il tecnico incaricato della progettazione, verificata la presenza di un elevato rischio di liquefazione mediante le procedure indicate dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 14/1/2008), dagli indirizzi e criteri per la microzonazione sismica (Deliberazione di Assemblea Legislativa n. 112/2007), sottopone la proposta di incremento del costo convenzionale per l’esecuzione di adeguati interventi di consolidamento del terreno di fondazione, corredata dalle relazioni geologica e geotecnica e dal progetto di consolidamento, alla preventiva approvazione del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli regionale che disporrà l’entità dell’incremento ammissibile nei successivi 45 giorni dalla ricezione della proposta.
f) del 15% per le opere di finitura interna e di riparazione degli impianti interni conseguenti agli interventi di riparazione e miglioramento sismico; i suddetti incrementi si applicano agli interventi su edifici classificati con livello operativo E1 ed E2 e solo a quelli di adeguamento sismico su edifici classificati con livello operativo E3;
g) del 10% per ubicazione disagiata del cantiere causata da distanza di almeno il 25% del perimetro da altri edifici inferiore a m. 1,50, ovvero di accesso al cantiere da spazio pubblico con percorso di larghezza inferiore a 2 metri;
h)del 5% per asportazione e conferimento ad idonei impianti di selezione, recupero o smaltimento dei materiali provenienti dal crollo o demolizione di almeno il 30% del volume totale dell’edificio, oppure del 3% nel caso che la demolizione abbia interessato almeno il 15% del volume totale dell’edificio, l’incremento non è applicabile ai casi di demolizione e ricostruzione previsti al comma 18;
i) del 20% per gli interventi di ricostruzione di edifici singoli, unifamiliari o bifamiliari con due unità immobiliari sovrapposte o affiancate a schiera, classificati con livello operativo E3;
j) del 3% per rendere accessibili e visitabili, con idonei accorgimenti tecnici, le abitazioni principali di residenti con gravi disabilità motorie ed invalidità permanenti, situati in edifici costruiti prima dell’entrata in vigore della legge 13/1989 recante disposizioni per l’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici privati;
k)del 2% nel caso di interventi strutturali su almeno il 50% della superficie resistente di murature portanti di spessore superiore a cm 50, calcolato come sviluppo complessivo ai diversi piani.
l) del 3% per gli edifici di proprietà mista, pubblica e privata, la cui Classe d’uso ai fini della determinazione dell’azione sismica, conseguente alla destinazione d’uso della porzione pubblica dell’edificio, sia superiore alla Classe II.
10. In presenza di edifici o Unità Strutturali danneggiate facenti parte di un aggregato edilizio i progetti degli interventi devono tenere conto di quanto disposto dalle Norme Tecniche per le costruzioni approvate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con d.m del 14 gennaio 2008 e dalla Circolare dello stesso Ministero del 2 febbraio 2009 ed in particolare delle possibili interazioni derivanti dalla contiguità strutturale agli edifici adiacenti. A tal fine dovranno essere valutati gli effetti di spinte non contrastate causate da orizzontamenti sfalsati di quota sulle pareti in comune con gli edifici adiacenti, meccanismi locali derivanti da prospetti non allineati, edifici adiacenti di diversa altezza.
11. In assenza di specifiche e diverse disposizioni comunali, più edifici contigui che comprendono unità immobiliari destinate ad abitazione o ad attività produttiva totalmente inagibili, con stato di danno e valore di vulnerabilità riconducibili ai livelli operativi E0, E1, E2, ed E3, facenti parte di un aggregato edilizio, possono essere oggetto di un unico progetto ed intervento unitario finalizzato a raggiungere il livello di sicurezza stabilito per ciascun edificio dalle Ordinanze n. 51/2012 e n. 73/2012 o dalla presente ordinanza. In tal caso il contributo è calcolato secondo quanto disposto dall’ordinanza di riferimento ed il costo convenzionale di cui al comma 1 è incrementato di un ulteriore 10%. La disposizione è applicabile anche in presenza di edifici facenti parte di un aggregato edilizio oggetto di interventi ai sensi dell’Ordinanza n. 29/2012 e smi.
12. Il contributo spettante per le prestazioni tecniche, richieste ai professionisti abilitati, per la realizzazione degli interventi di cui alla presente ordinanza è determinato sull’importo dei lavori ammissibili secondo le modalità ed i limiti previsti nel Protocollo fra la Regione Emilia-Romagna e gli ordini professionali in materia di prestazioni tecniche aggiuntive per le opere di riparazione, ripristino e ricostruzione con miglioramento sismico nelle aree colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 del 5 febbraio 2013.
12-bis. Gli eventuali compensi degli amministratori di condominio o di amministratori dei consorzi appositamente costituiti tra proprietari per gestire interventi unitari sono riconosciuti nel limite massimo del:
• 2% del costo delle opere ammissibili per interventi di importo fino a 200.000 Euro;
• 1,5% del costo delle opere ammissibili per la parte superiore a 200.000 euro, fino a 500.000 euro;
• 1% del costo delle opere ammissibili per la parte superiore a 500.000 euro, fino a 3.000.000 di euro;
• 0,5% del costo delle opere ammissibili per la parte eccedente 3.000.000 di euro.
13. L’entità del contributo per l’intero edificio è pari alla somma dei contributi spettanti alle parti comuni ed alle singole unità immobiliari.
14. Il contributo sull’intervento edilizio è destinato per almeno il 55% alla riparazione dei danni e al miglioramento sismico dell’edificio e per la restante quota alle opere di finitura strettamente connesse, agli impianti interni ed all’efficientamento energetico, fatti salvi gli interventi sugli edifici vincolati ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.lgs n. 42/2004 ed A-9, coma 1, della l.r. n. 20/2000 per i quali la quota destinata alle strutture deve essere almeno pari al 45% e sugli altri edifici vincolati per i quali la quota destinata alle strutture deve essere almeno pari al 50%. Nel caso di adeguamento sismico la quota minima di contributo destinata alla riparazione dei danni ed allo stesso adeguamento strutturale, anche per gli edifici vincolati, si riduce al 45%, mentre nel caso di demolizione e ricostruzione la quota minima di contributo destinata alla realizzazione delle strutture si riduce al 30%.
16. Non sono ammissibili a contributo, ancorché danneggiate, le sole pertinenze esterne all’edificio sede di abitazioni agibili.
16-bis. Le pertinenze esterne di cui al comma 15 sono ammesse a contributo nel limite massimo del 70% della superficie utile dell’abitazione o dell’unità immobiliare destinata ad attività produttiva e con lo stesso livello operativo attribuito all’abitazione o all’unità immobiliare destinata ad attività produttiva. Il contributo può essere riconosciuto anche in presenza di più pertinenze esterne, ma sempre entro il limite massimo complessivo del 70% della superficie utile dell’abitazione o dell’unità immobiliare destinata ad attività produttiva.
17. Sono ammesse eventuali varianti che si rendessero necessarie nel corso dell’esecuzione dei lavori purché presentate nel rispetto della presente ordinanza, debitamente motivate ed approvate dal Comune, e comunque contenute entro un quinto dell’importo delle opere originariamente autorizzate. Le varianti del progetto strutturale che sono considerate sostanziali ai sensi della DGR 687/2011, seguono le stesse procedure di deposito ed approvazione stabilite dalla l.r. n. 19/2008; le varianti del progetto edilizio che richiedono un nuovo titolo abilitativo o che rientrano nei casi di cui all’art. 41 della l.r. 15/2013 sono considerate sostanziali e seguono le disposizioni dell’art. 22 della citata l.r. 15/2013.
17-bis. Qualora la variante sostanziale contenga opere ritenute non ammissibili a contributo, il Comune entro trenta giorni dal deposito della variante, comunica al beneficiario che provvederà alla rideterminazione del contributo stesso nei successivi trenta giorni. Decorsi i primi trenta giorni senza alcuna comunicazione del Comune, le opere previste dalla variante sono ritenute ammissibili ed il calcolo dell’importo finale del contributo potrà avvenire al momento della erogazione a saldo di cui all’art. 8, comma 1, lett. d). Per le varianti già depositate alla data del 17 ottobre 2014, il termine dei trenta giorni per la comunicazione della rideterminazione del contributo da parte del comune decorre a partire dalla stessa data.
18. In linea coi principi stabiliti dagli strumenti urbanistici e dalla legislazione urbanistica vigente, gli edifici non dichiarati di interesse culturale ai sensi dell’art. 13 del d.lgs n. 42/2004 e non vincolati dagli strumenti urbanistici per l’interesse storico-architettonico, culturale e testimoniale, che rientrano nei “livelli operativi” E0, E1, E2, e che giudizio del Comune non rivestono alcun valore funzionale, architettonico, storico, ambientale e paesaggistico possono, previa acquisizione del titolo abilitativo, essere demoliti e ricostruiti anche in altro sedime nello stesso comune. Qualora la superficie complessiva del nuovo edificio risulti minore di non più del 10% della superficie preesistente il contributo è determinato sulla base di quest’ultima e dei parametri economici relativi al “livello operativo” attribuito all’edificio in conseguenza dello stato di danno e del valore di vulnerabilità. In caso invece di superficie minore di più del 10% di quella preesistente, il contributo viene determinato sulla base di quella del nuovo edificio.
19. Nei casi di cui al comma 18 il costo ammissibile a contributo è pari al minore importo tra il costo dell’intervento di nuova costruzione ed il costo convenzionale riferito al livello operativo ed alla superficie complessiva dell’edificio oggetto di demolizione ovvero a quella complessiva del nuovo intervento, qualora la riduzione della superficie ricostruita risulti superiore al 10% rispetto alla superficie preesistente.
20. Nel caso di edifici con livello operativo E3 che sono demoliti e ricostruiti con superficie complessiva minore di non più del 10% della superficie preesistente il contributo è determinato sulla base di quest’ultima. Qualora la superficie sia minore di più del 10% di quella preesistente, il contributo viene determinato sulla base di quella del nuovo edificio.
21. Gli edifici rurali funzionali alla produzione agricola, di proprietà di un’unica azienda, sottoposti ad interventi di demolizione e ricostruzione ai sensi dei commi 18 e 20 del presente articolo, possono, ai sensi dell’art. 9 comma 5 della l.r. n. 16/2012, essere demoliti e ricostruiti anche in altro comune purché l’intervento avvenga nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti e d’intesa tra i comuni interessati.
1-bis. Qualora prima del deposito della domanda redatta ai sensi del comma 1, l’edificio danneggiato fosse ricompreso all’interno di una Unità Minima d’Intervento individuata con la deliberazione del Consiglio comunale prevista all’art. 7, comma 1 della l.r. 16/2012, la stessa dovrà essere presentata secondo le modalità e nei termini stabiliti dall’art. 7, comma 9 della citata legge regionale n. 16/2012.
g) dichiarazione di aver accertato che l’impresa affidataria ed esecutrice dei lavori sia in possesso del requisito di regolarità contributiva, indicando il numero di codice INPS/INAIL, la tipologia di contratto collettivo applicato e il codice fiscale al fine di consentire al Comune di poter richiedere il DURC per ogni stato di avanzamento e di fine lavori.
b) il progetto degli interventi di riparazione dei danni e di miglioramento sismico o di ricostruzione corredato della necessaria “Modulistica Unificata Regionale relativa ai procedimenti in materia sismica (MUR)” di cui alla DGR 1878/2011, redatto secondo le Norme Tecniche sulle costruzioni approvate con d.m del 14 gennaio 2008, nonché la dimostrazione che l’edificio rientra nel livello operativo E1, E2 o E3;
c) il computo metrico estimativo dei lavori di riparazione e di miglioramento sismico nonché di realizzazione delle finiture ammissibili ovvero di ricostruzione, redatto, ai sensi dell’art. 42 del DPR 207/2010, coi prezzi elementari contenuti nel prezzario approvato dalla Giunta Regionale, al netto del ribasso offerto nel caso l’impresa incaricata di eseguire i lavori abbia presentato una proposta economica migliorativa. Qualora il prezzario regionale non contenga tutte le voci di spesa del computo metrico si farà riferimento all’elenco prezzi approvato dal Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche Emilia-Romagna e Marche o della CCIAA della provincia competente o, in mancanza, all’analisi dei prezzi come disciplinata dall’art. 32 comma 2 del DPR n. 207/2010, Regolamento di esecuzione ed attuazione del d.lgs 163/2006, a cui viene applicato lo stesso ribasso offerto. Il computo metrico estimativo è integrato con le spese tecniche, distinte per ciascuna prestazione professionale richiesta e l’IVA;
8. Per lavori di importo superiore a 500.000 Euro l’impresa, il consorzio di imprese, ovvero l’ATI, devono essere in possesso di qualificazione rilasciata da Società di attestazione (SOA) di cui al DPR 25 gennaio 2000, n. 34 e smi.. E’ altresì consentito il ricorso all’istituto dell’avvalimento ai sensi dell’art. 49 del Codice dei contratti pubblici.³
2 Il Il termine del 31 dicembre 2013 è stato posticipato da successive ordinanze commissariali (ultimo rif. Ordinanza 14/2016). Il quadro completo e aggiornato dei termini per la presentazione delle domande di contributo è riportato nelle “Linee Guida relative all’applicazione delle ordinanze commissariali nn. 29, 51 e 86 del 2012 e smi”.
1. Le opere di riparazione e di miglioramento sismico di cui alla presente ordinanza sono attuati con intervento diretto e l’accettazione della domanda, completa dei documenti di cui all’art. 4 e delle autorizzazioni previste dalla disciplina vigente, costituisce segnalazione certificata di inizio attività ai sensi della l. r. 15/2013 e smi, nonché deposito del progetto delle opere strutturali ai sensi della legge regionale n. 19/2008. Gli interventi di ripristino, ricostruzione e riparazione degli immobili distrutti o danneggiati dagli eventi sismici sono dispensati dal pagamento delle somme dovute ai sensi dell’art. 20 della l.r 19/2008 a titolo di rimborso forfettario per lo svolgimento dell’attività istruttoria.
2. Gli interventi di ricostruzione sono sottoposti a titolo abilitativo ai sensi della l.r 31/2002 ed alle autorizzazioni previste dalla disciplina vigente. La presentazione della domanda completa dei documenti di cui all’art. 4 costituisce deposito del progetto ai sensi della l.r 19/2008, nonché presentazione di segnalazione certificata di inizio attività nei casi di demolizione e ricostruzione o richiesta di permesso di costruzione negli altri casi di ricostruzione di cui alla l. r. 15/2013 e smi.
3. Il Comune, entro novanta giorni successivi all’accettazione della domanda corredata dalle autorizzazioni previste dalla disciplina vigente, verifica la conformità dell’intervento alla normativa urbanistica, acquisisce gli esiti dell’eventuale controllo a campione cui è stato sottoposto il progetto strutturale, rilascia il titolo abilitativo ove necessario, verifica l’ammissibilità al finanziamento dell’intervento proposto e determina il contributo ammissibile, dandone comunicazione al richiedente, all’istituto di credito prescelto ed al Commissario delegato, mediante la procedura informatica a tal fine predisposta dal Commissario. Nel caso di richiesta di integrazioni della domanda il procedimento per la determinazione del contributo si intende sospeso per il periodo compreso tra la richiesta di integrazioni ed il deposito delle stesse.
5. Gli interventi di cui ai commi precedenti sono esonerati dal pagamento degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione ai sensi dell’art. 30, comma 1, lett. f) della l.r n. 31/2002.
1. Per le unità immobiliari ammesse a contributo non è consentito il mutamento della destinazione d’uso in atto al momento del sisma prima di due anni dalla data di completamento degli interventi di riparazione con miglioramento sismico o di ricostruzione, a pena di decadenza dal contributo e rimborso delle somme percepite, maggiorate degli interessi legali. Ai soli fini dell’ammissibilità al contributo e limitatamente agli ambiti che la pianificazione urbanistica vigente identifica come territorio urbanizzato, non è considerato mutamento di destinazione d’uso quello verso altri usi già dichiarati compatibili, ai sensi del comma 1, dell’art. 26 della l.r 31/2002, dallo strumento urbanistico comunale vigente.
2-quater. Possono chiedere il contributo anche i nuclei familiari che abbiano acquisito la proprietà dell’immobile danneggiato dal sisma per effetto di aggiudicazione o assegnazione in una procedura di pignoramento immobiliare come prevista dall’art. 555 C.P.C. purché l’atto di pignoramento sia stato trascritto ai sensi dell’art. 2693 C.C. prima della data degli eventi sismici del maggio 2012. Nel caso di abitazione principale alla data del sisma il contributo è riconosciuto nella misura prevista all’articolo 3, commi 5 e 6, a condizione che l’aggiudicatario della procedura di pignoramento si impegni, in fase di deposito della domanda di contributo, ad adibirla a propria abitazione principale e vi trasferisca la residenza entro 6 mesi dalla dichiarazione di fine lavori pena la restituzione dell’intero contributo percepito. In caso contrario il contributo è riconosciuto nella misura prevista dallo stesso articolo 3, commi 7 e 8.
2-quinquies. Il contributo è altresì riconosciuto nella misura prevista dallo stesso articolo 3, commi 7 e 8, nel caso di abitazione non principale alla data del sisma che resta soggetta agli obblighi di cui al comma 4 del presente articolo. Qualora invece l’aggiudicatario della procedura di pignoramento si impegni, in fase di deposito della domanda di contributo, ad adibirla a propria abitazione principale e vi trasferisca la residenza entro 6 mesi dalla dichiarazione di fine lavori, il contributo è riconosciuto nella misura di cui all’art. 3, commi 5 e 6, purché l’aggiudicatario non sia proprietario di altra abitazione nel comune o nei comuni confinanti.
3. La concessione del contributo è subordinata all’assunzione dell’impegno, da parte del proprietario o dell’usufruttuario, alla prosecuzione alle medesime condizioni, successivamente all’esecuzione dell’intervento, per un periodo non inferiore a due anni, del rapporto di locazione o di comodato in essere alla data degli eventi sismici.
La dichiarazione dovrà essere presentata al Comune in carta libera e dovrà contenere l’impegno a proseguire alle medesime condizioni il rapporto di locazione o di comodato con il medesimo locatario o comodatario ovvero, in caso di rinuncia degli aventi diritto, con altro soggetto individuato tra quelli temporaneamente privi di abitazione per effetto degli eventi sismici del maggio 2012. In caso di rinuncia formale del locatario/comodatario, il proprietario potrà cedere in comodato a parenti di primo grado (genitori e figli), ma previo assenso del Comune a seguito di verifica della momentanea assenza di nuclei terremotati idonei nell’elenco della domanda abitativa. Al proprietario è altresì consentito di adibirla a propria abitazione principale a condizione che entro sei mesi dalla dichiarazione di fine lavori vi trasferisca la residenza e non possegga nel medesimo comune altra abitazione disponibile ripristinata o meno con fondi per la ricostruzione, nel qual caso l’obbligo all’affitto si trasferisce a quest’ultima.
3-ter. Qualora il comodatario che occupava l’alloggio alla data del sisma (con contratto di comodato regolarmente registrato, o con residenza in caso di comodato verbale) rinunci a rientrare dopo il ripristino, il proprietario dovrà stipulare con altro nucleo terremotato un contratto di locazione a canone concordato, il cui importo dovrà corrispondere al valore minimo calcolato sulla base della tabella dell’accordo territoriale di riferimento ai sensi dell’art. 2, comma 3, della Legge n. 431/1998 e smi, e secondo i parametri, le fasce e le zone previste da ciascun accordo. Sono fatte salve dalla presente disposizione le situazioni in cui il precedente comodatario, che rinuncia al rientro, occupava l’abitazione in virtù del rapporto di lavoro con il proprietario (es. lavoratori agricoli, addetti alle stalle, custodi..). In tali casi è possibile concedere nuovamente l’alloggio in comodato al lavoratore subentrante
4. I proprietari di abitazioni non principali che beneficiano del contributo di cui all’art. 3, commi 7 o 8 sono tenuti ad affittarle per almeno quattro anni al canone concordato di cui all’art. 2, comma 3, della legge n. 431/1998 ovvero a cederle in comodato ai sensi del citato Protocollo d’intesa del 4 ottobre 2012 a soggetti temporaneamente privi di abitazione per effetto degli eventi sismici, oppure a cedere l’abitazione ripristinata in comodato a parenti di primo grado (genitori e figli), ma previo assenso del Comune a seguito di verifica della momentanea assenza di nuclei terremotati idonei nell’elenco della domanda abitativa. Al proprietario è altresì consentito di adibirla a propria abitazione principale a condizione che entro sei mesi dalla dichiarazione di fine lavori vi trasferisca la residenza e non possegga nel medesimo comune, o in comuni confinanti, altra abitazione disponibile ripristinata o meno con fondi per la ricostruzione, nel qual caso l’obbligo all’affitto si trasferisce a quest’ultima. Permane l’obbligo, entro i tre mesi successivi alla dichiarazione di fine lavori, di presentare al Comune la “Dichiarazione sullo stato di occupazione dell’abitazione”, di cui al comma 4 dell’art. 25 dell’ordinanza n. 20/2015 e smi.
6. I Comuni sono tenuti a redigere un elenco dei beneficiari dei contributi di cui all’art. 3, commi 7 o 8 e si impegnano alla diffusione dell’informazione relativa alla disponibilità all’affitto di queste abitazioni.
1. I lavori devono essere ultimati entro trentasei mesi dalla data di concessione del contributo di cui all’art. 5 a pena di decadenza dallo stesso.
2. A richiesta dei proprietari interessati, i Comuni possono autorizzare, per giustificati motivi, la proroga del termine di cui al comma 1 per non più di dodici mesi.
a) fino al 15% del contributo, entro trenta giorni dalla presentazione al Comune, tramite la procedura informatica di cui all’art. 4 comma 1, dello Stato di Avanzamento dei Lavori (SAL) redatto, con riferimento all’art. 194 del DPR 207/2010, dal direttore dei lavori utilizzando i prezzi di cui al precedente art. 4, comma 7, lett. c) effettivamente praticati dall’impresa appaltatrice e non superiori a quelli dell’elenco prezzi regionale o degli altri elenchi richiamati, che attesti l’esecuzione di almeno il 15% dei lavori ammessi e della dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa attestante il rispetto, nei confronti dei fornitori e delle imprese esecutrici, dei tempi di pagamento non superiori a trenta giorni dalla data di erogazione del contributo;
b) fino al 25% del contributo, entro trenta giorni dalla presentazione al Comune, tramite la procedura informatica di cui all’art. 4 comma 1, dello stato di avanzamento, redatto come alla lett. a) dal direttore dei lavori, che attesti l’esecuzione di almeno il 40% dei lavori ammessi e la dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa affidataria attestante il rispetto, nei confronti dei fornitori e delle imprese esecutrici, dei tempi di pagamento non superiori a trenta giorni dalla data di erogazione del contributo.
c) fino al 30% del contributo, entro trenta giorni dalla presentazione al Comune, tramite la procedura informatica di cui all’art. 4 comma 1, dello stato di avanzamento, redatto come alla lett. a) dal direttore dei lavori, che attesti l’esecuzione di almeno il 70% dei lavori ammessi e la dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa affidataria attestante il rispetto, nei confronti dei fornitori e delle imprese esecutrici, dei tempi di pagamento non superiori a trenta giorni dalla data di erogazione del contributo.
d) il 30% del contributo a saldo, entro trenta giorni dalla presentazione al Comune, tramite la procedura informatica di cui all’art. 4 comma 1, del quadro economico a consuntivo dei lavori redatto dal direttore dei lavori ed approvato dal Comune, dal quale il Comune stesso possa calcolare l’importo finale del contributo ammissibile e riconosciuto. A tal fine il Comune riceve dal direttore dei lavori la seguente documentazione:
4) rendicontazione delle spese effettivamente sostenute, da documentarsi a mezzo fatture che debbono essere conservate dal Comune ed esibite a richiesta del Commissario e degli organi di controllo. Qualora la spesa sostenuta sia superiore al contributo concesso dovranno essere emesse distinte fatture per gli importi relativi al contributo erogato dall’Istituto di credito e per le spese sostenute dal richiedente;
9) dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa affidataria nella quale attesta di rispettare, nei confronti dei fornitori e delle imprese esecutrici, tempi di pagamento non superiori a trenta giorni dalla data di erogazione del contributo per ogni stato di avanzamento lavori e si impegna a pagare i fornitori e le imprese esecutrici entro trenta giorni dal riconoscimento del saldo del contributo.
1-bis. L’impresa appaltatrice dei lavori può richiedere al beneficiario l’erogazione di un anticipo fino al 15% dell’importo ammesso a contributo a condizione che il Comune abbia emesso l’ordinanza di concessione del contributo, allegando fatture o note pro forma di importo pari all’anticipo richiesto, a cui va aggiunta l’IVA se non recuperabile e polizza fideiussoria incondizionata ed escutibile a prima richiesta nell’interesse dell’impresa affidataria dei lavori a favore del Commissario Delegato, di importo almeno pari all’ammontare dell’anticipo. La fideiussione può essere bancaria o assicurativa o rilasciata dagli intermediari iscritti nell’elenco speciale ex art. 107 del DLgs n. 385/1993, che svolgono in via esclusiva o prevalente attività di rilascio di garanzie e che sono sottoposti a revisione contabile da parte di una società di revisione iscritta nell’albo previsto dall’art. 161 del d.lgs n. 58/1998. Il beneficiario del contributo inoltra, tramite la piattaforma MUDE, la richiesta di anticipo al Comune allegando le fatture o note pro forma e copia digitale della polizza fideiussoria fornita dall’impresa affidataria dei lavori. L’impresa provvede contestualmente ad inviare, dandone notizia al comune, l’originale analogico della polizza alla struttura commissariale che la detiene per gli usi consentiti in caso di necessità e la svincola dopo la erogazione del contributo a saldo.
La polizza fideiussoria deve essere redatta secondo lo schema scaricabile nella sezione “Dopo il terremoto” nel sito istituzionale della Regione Emilia-Romagna.”
2. Il Comune, entro venti giorni dall’accettazione e protocollazione dello stato di avanzamento o del quadro economico a consuntivo di cui al comma 1, che devono avvenire entro due giorni lavorativi dall’inoltro, trasmette all’istituto di credito segnalato dal richiedente l’attestazione del riconoscimento del contributo e ne autorizza l’erogazione ad ogni stato di avanzamento lavori e a consuntivo degli stessi previa verifica della regolarità contributiva tramite DURC.
a) siano stati effettuati pagamenti totali o parziali anteriormente alla data del 30 giugno 20135 per lavori ammissibili a contributo iniziati prima del 6 dicembre 2012, secondo quanto meglio disposto al successivo art. 9;
1. Nel caso di interventi di miglioramento sismico o di ricostruzione iniziati, o per i quali sia stato affidato l’incarico di progettazione prima del 6 dicembre 2012, le spese sostenute dal richiedente antecedentemente al deposito in Comune della domanda di cui all’art. 4, comma 1, possono essere ammesse a contributo, nei limiti stabiliti dall’ordinanza stessa, purché:
2. Nel caso di interventi realizzati ai sensi dell’art. 3, comma 5 del d.l 74/2012 come convertito dalla legge 122/2012, prima del 6 dicembre 2012 nelle more dell’emanazione dell’ordinanza di sgombero da parte del Comune e della classificazione AeDES, è possibile depositare in Comune la domanda di contributo ai sensi del comma 1 nel rispetto delle procedure del su citato d.l 74/2012, come convertito dalla legge 122/2012, integrando la perizia asseverata con l’attestazione della classificazione del danno accertato ed i dati richiesti dalla scheda AeDES.
3. Il Comune verifica l’ammissibilità al finanziamento degli interventi di cui ai commi 1 e 2 richiede, qualora necessario, l’integrazione della documentazione già inviata e determina il contributo. Nel caso che il progetto sia sottoposto al controllo a campione di cui all’art. 10, comma 2, l’ammissione a contributo è subordinata all’esito favorevole del controllo.
4. Agli interventi di cui al comma 1 e 2 non si applicano le limitazioni relative al numero dei progettisti e delle imprese nonché al requisito della loro registrazione SOA di cui all’art. 4, comma 8.
5. L’istituto di credito, in presenza della determinazione comunale del contributo e della certificazione di lavori ultimati, eroga in un’unica soluzione l’importo dovuto per i lavori e le prestazioni tecniche svolte previa presentazione dei documenti previsti all’art. 8, comma 1, lett. c). Nel caso di lavori non ancora ultimati le erogazioni avvengono, per quanto possibile, con le modalità previste dallo stesso art. 8, comma 1.
2. Ai sensi dell’art. 16 della l.r. n. 16/2012, le modalità di svolgimento dei controlli a campione circa la conformità degli interventi di miglioramento sismico e di ricostruzione alle Norme tecniche di cui al d.m 14 gennaio 2008, sono quelle stabilite dall’ordinanza n. 27/2013.
1. Il Comitato Tecnico Scientifico istituito ai sensi della l.r 19/2008 è organo tecnico consultivo del Commissario delegato e collabora con la struttura tecnica del Commissario nella predisposizioni delle normative e delle linee di indirizzo per la progettazione, realizzazione e controllo degli interventi di riparazione, ripristino e ricostruzione nelle aree colpite dal sisma, esprime pareri e partecipa all’esame di progetti complessi.
2. Il Comitato, su disposizione del Commissario delegato, può essere integrato con esperti nelle materie attinenti i processi di ricostruzione delle aree colpite dal sisma.
1. Le tipologie di danno ed i conseguenti costi convenzionali indicati nella Tabella B dell’Allegato 2 dell’Ordinanza n. 57/2012 e smi, per gli edifici ad esclusivo uso uffici, alberghi, agriturismi, commercio, artigianato la cui struttura è riconducibile a quella di edilizia ordinaria in muratura, cemento armato o mista, classificati con “livello operativo” E1, E2 o E3, sono integrate come segue:
– Combinazione di danni e vulnerabilità riconducibile al livello operativo E1: euro/mq 1.000;
– Combinazione di danni e vulnerabilità riconducibile al livello operativo E2: euro/mq 1.250;
– Combinazione di danni e vulnerabilità riconducibile al livello operativo E3: euro/mq 1.450.
2. Sono confermati i costi convenzionali per la combinazione di danni e vulnerabilità riconducibile al livello operativo E0 di cui all’Ordinanza n. 51/2012 e smi e per i danni diffusi riconducibili ai livelli B e C di cui all’Ordinanza n. 29/2012 e smi.
Modifiche alle Ordinanze nn. 29 del 28/08/2012 e 51 del 5/10/2012
1. La percentuale di 70% di cui al comma 7 dell’art. 3 dell’Ordinanza n. 29/2012 e smi è sostituita con 60%.
2. Alla fine della lett. b) del comma 5 dell’art.4 dell’Ordinanza n. 29/2012 e smi vanno aggiunte le parole “e deve essere scelta tra almeno due imprese a cui sono stati chiesti preventivi di spesa”;
3. All’art. 4 comma 7 lettera f) dell’Ordinanza n. 29/2012 e smi dopo le parole “determinati ai sensi dell’art. 3.” vanno aggiunte le parole “Il contributo per tali opere non può essere superiore al 40% del contributo destinato alle opere di riparazione e rafforzamento locale e comunque nel complesso entro il limite massimo stabilito all’art 3.”
4. Le percentuali di 70%, 55% e 65% cui al comma 10 dell’art. 3 dell’Ordinanza n. 51/2012 e smi sono sostituite rispettivamente con 60%, 45% e 55%.
5. All’art. 6 comma 2 dell’Ordinanza n. 29/2012 e smi e all’art. 6 comma 2 dell’Ordinanza n. 51/2012 dopo le parole “dell’affittuario” vanno inserite le parole “o dal comodatario”
Bologna, 6 dicembre 2012.

References: Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17
 articolo 3
 articolo 3
 art. 4
 art. 107
 art. 9
 art. 8