Source: https://wishakamax.wordpress.com/2012/07/18/scrivere-traffico-ted/
Timestamp: 2017-06-23 03:22:40+00:00

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Scrivere, il traffico di Roma e due chicche TED | Serbatoio di pensieri occasionali
23 Repliche	Ho voglia di scrivere. E’ da un po’ di giorni che voglio sedermi davanti al Mac e ticchettare in santa pace, leggevo qualche giorno fa su un blog (ma non ricordo assolutamente quale) che la scrittura a volte diventa una necessità, una valvola di sfogo, un imprescindibile bisogno. Non è così, per me. E però scrivere mi rilassa, il solo fatto di essere qui, di fronte all’editor di wordpress, e vedere i caratteri che pian piano riempiono lo spazio, allenta la morsa dello stress. Ché ringraziando Iddio di stress ce n’è da vendere, da queste parti, ultimamente. Basta uscire di casa, tuffarsi nella bolla di caldo e prendere la macchina, e comincia la giostra.
Questo articolo è stato pubblicato in Moto, Real life e taggato come auto, moto, scooter, scrivere, TED, traffico il 18 luglio 2012 da Wish aka Max	Navigazione articolo
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23 pensieri su “Scrivere, il traffico di Roma e due chicche TED”	Biancaneve Suicida #OVERDRIVE# 18 luglio 2012 alle 19:28	A te avrà rilassato scriverlo ma a me questo post ha messo un botto d’ansia, sappilo <_<
Rispondi ↓	Wish aka Max Autore articolo18 luglio 2012 alle 19:31	La dura legge della giungla… 😉
E’ veramente ansiogeno, il traffico romano. Non so se hai mai vissuto qui, ma è un’impressione condivisa da tutti. Ed è il più grosso problema della capitale, anche questo condiviso da tutti.
Rispondi ↓	Biancaneve Suicida #OVERDRIVE# 18 luglio 2012 alle 19:43	No, non ne ho esperienza diretta o non la ricordo… probabilmente sarei uno Stegosauro perennemente sfrittellato qua e là, nel caso.
Rispondi ↓	Wish aka Max Autore articolo18 luglio 2012 alle 20:30	Oddio lo stregosauro sfrittellato mi fa piegare in due… 😀
Rispondi ↓	Biancaneve Suicida #OVERDRIVE# 18 luglio 2012 alle 20:13	Adesso che ho visto anche il secondo video non smetto di piangere…le cose sono due: o i livelli di emotività generale sono troppo alti per le mie capacità di sopportazione, o sono sull’orlo di una crisi di nervi e mi devo preoccupare u.u
Rispondi ↓	Wish aka Max Autore articolo18 luglio 2012 alle 20:31	No, non sei tu. Quel video è realmente toccante. C’è un passaggio che mi fa commuovere regolarmente, quando dice “When you take away everything that he ever learned in this world, his naked heart still shines”. E lei ha un gran coraggio. Come tutti quelli che stanno accanto a malati di Alzheimer.
Rispondi ↓	黒子 くろこ kuroko 19 luglio 2012 alle 00:14	una goccia nel serbatoio. ce la metto sì.
potrei fare un discorso parallelo sulla giungla romana nei mezzi pubblici. ma immagino tu sia più che ferrato anche in quella. sono a little kind of pendolare dopotutto.
al primo video ho sentito il forte istinto di alzarmi battendo la mano sul tavolo in segno di approvazione per quanto riguarda l’esempio di alcunimedicicinesi. sarà l’orario (che mi ha portato a mettere i sottotitoli in italiano) ma alcune terminazioni nervose sono suscettibili tanto quanto altre zone del cervello sono in tilt.
sul secondo video ho avuto un piccolo flash ma si è chiuso subito. per una frazione di secondo ho immaginato di immaginarmi (proprio così) di trovarmi in una situazione analoga. attendere qualcosa che si presuppone accadrà. dovrei riflettere sull’immedesimazione in questo caso perché mi rendo conto di avere ancora una visione un po’ immortale dei miei genitori. parallelamente mi risulta anomala la reazione automatica di chiusura istantanea del flash.
boh. intrippi mentali apparte, necessitavo leggere un post che mi aprisse qualche valvola di divagazione razionale. (come no. non so più cosa sto scrivendo, so, good night.)
Rispondi ↓	Wish aka Max Autore articolo19 luglio 2012 alle 06:17	Pensa che avevo iniziato anche a parlare di mezzi pubblici, ma il discorso aveva preso una piega talmente ampia che ci sarebbe voluto un libro!!! Ero partito dalle amministrazioni comunali degli ultimi trent’anni… Conosco bene anche quel problema, giusto ieri sono andato dal dentista e ho avuto il piacere di salire su un treno della metro B con temperatura interna prossima ai 40 gradi centigradi (non esagero). Uscire fuori in strada alle due del pomeriggio sotto il sole è stato rinfrescante, e anche qui sono serissimo.
Immagino che si sia capito che TED mi appassiona, e la ragione è proprio quella da te indicata, mi stimola delle riflessioni.
Una sola cosa su Alzheimer. La definizione di “mostro” è perfetta. Vedere una persona scomparire lentamente è uno strazio mostruoso. E tranquilla, lascia i genitori sul gradino della pseudo-immortalità, c’è tempo per tutto! Ma è interessante quel meccanismo di meta-immaginazione, e da informatico ho molto lavorato con il meta-. Metadati, metalinguaggi, ecc. Ci rifletterò.
Rispondi ↓	黒子 くろこ kuroko 19 luglio 2012 alle 08:07	mi rendo conto. certo è aghiacciante. la metrobbì l’avrò presa 3 volte al massimo. guarda caso in maggio/giugno. non posso immaginare cosa sia ora. è il mio incubo. (non che abbia sperimentato chissà quante corse di autobus. posso parlare lungamente della cotral, che dovrebbe essere ciò che mi permette di arrivarci a Roma.)
riguardo alle aree del cervello funzionanti a turno non ti ho passato questo video che è un accostamento tanto istantaneo, insomma. ieri dormivo da piedi.
okok. spero nel frattempo non facciano cretinate perché non mi dispiace affatto lasciarli su quel gradino.
mi piace il prefisso meta-. meta-immaginazione. ne sfioro appena il significato (ovvero se mi chiedessero una definizione apparirebbe la schermata fuori servizio on my face) e mi fa anche venire in mente quel paio di volte in cui ho sognato di dormire. mai provato nulla di più riposante *-*
Rispondi ↓	Wish aka Max Autore articolo19 luglio 2012 alle 09:53	Quello che mi piace molto nell’interazione con te è che basta darti un micro-indizio e mi stupisci con effetti speciali… come il sogno di dormire che è il perfetto meta-sogno. La definizione si potrebbe tentare… praticamente si tratta di definire qualcosa in termini di se stesso salendo di un livello di astrazione. Però ci penso e magari ne viene una migliore. Il video è carinissimo 🙂
Il Cotral meriterebbe un capitolo a parte, insieme con i trenini laziali… nella prossima vita vorrei vivere in un piccolo centro. 😉
Rispondi ↓	黒子 くろこ kuroko 19 luglio 2012 alle 12:06	la definizione me la rileggo almeno altre due volte u_u
data l’intenzione è probabile che ti capiterà davvero nella prossima vita di vivere in a little town X) spero meno infognato di questo dove vivo ecco. ma ormai è difficile cascare bene.
Rispondi ↓	pani 22 luglio 2012 alle 00:19	io invece ho sognato più volte, anzi, è un sogno ricorrente, di non dormire. Ed è un’attività sfiancante
Rispondi ↓	黒子 くろこ kuroko 22 luglio 2012 alle 17:50	non riuscire ad addormentarsi in senso stretto? o sei preso dalle più varie ed assurde attività?
Rispondi ↓	pani 22 luglio 2012 alle 17:51	no, si tratta proprio di un sonno disturbato, un sonno provvisorio in cui sogno di non riuscire ad addormentarmi
黒子 くろこ kuroko 22 luglio 2012 alle 17:54	tremendo!
tittisissa 19 luglio 2012 alle 09:18	Con il traffico di Roma ho avuto poco a che fare. Ma mi è bastato, giuro! 🙂
Eppure, sono un velociraptor anch’io in auto… Guido speditamente e senza incertezze ovunque nel mondo, ma a Roma no. Ovunque, tranne che lì.
E confesso che questa cosa mi fa rosicare perchè una che che ha sempre guidato, fatto corsi di guida sicura e veloce, persino un Rally del Salento, si aspetta di poter guidare con scioltezza in ogni luogo. invece no.
A Roma meglio la metropolitana e le scarpe comode.
Provengo da una città dove guidare significa anarchia. Dove i semafori e gli stop sono opzionali e non particolarmente indispensabili. Dove se non scatti appena il semaforo è verde ti si fa l’intera ouverture di un concerto sinfonico per clacson e improperi e dove se non impari a superare da destra mentre sei al cellulare senza cintura di sicurezza non sei nessuno.
Altro che giungla! Altro che velociraptor! Qui nemmeno un Tirannosauro gna fa 😀
Se poi si considera anche la mia allegra tendenza ad essere sempre perennemente in ritardo (ci vuole impegno, si, lo so) e quindi trafelata e di corsa….fai un po’ te..
Ma Roma no, c’ho la pelle del pollo solo al pensiero! 🙂
Piesse i video non li ho ancora visti ma mi riprometto di farlo in pausa più tardi, perciò ci aribecchiamo! Baci 🙂
Rispondi ↓	Wish aka Max Autore articolo19 luglio 2012 alle 10:32	Eheheheheh… a Roma è come sulle colline scozzesi di Highlander, “Ne resterà solo unooooooo!!!!” 😀 😀 😀
Non sei la prima che mi fa questo discorso. Credo che, come ho cercato di rendere, il problema non sta tanto nella scorrettezza spicciola, che più o meno esiste quasi ovunque, in Italia, ma nella somma di una serie di fattori: l’aggressività, la scorrettezza, l’oggettiva intensità del traffico, la caoticità delle strade. E questo provoca una sorta di “timore reverenziale”, che passa solo con l’abitudine, come accade in molte altre situazioni.
Ricordo che una volta vennero degli americani a trovarmi, io li portai a fare un giro andando veramente piano, ma loro scesero terrorizzati lo stesso… 😀 😀 😀
Rispondi ↓	Luci 19 luglio 2012 alle 18:19	Direi che non è il post più adatto ad un’amaxofobica come me… per di più io e l’inglese non ci capiamo granchè… insomma, mi ritiro in un angolino e aspetto tempi migliori… 😉
Rispondi ↓	Wish aka Max Autore articolo19 luglio 2012 alle 19:35	Beh il primo video ha i sottotitoli in italiano, guardalo, vale la pena!
Rispondi ↓	pani 22 luglio 2012 alle 00:22	quando andavo a Roma per lavoro, al mattino spesso percorrevo a piedi il tragitto hotel-cliente. Ed ho visto proprio quello che descrivi, addirittura con delle sbardellate tra motociclisti. Ma dove andate tutti così di fretta? Ma soprattutto tu, non puoi elasticizzare il tuo orario, partire un’ora dopo. Magari ci impieghi solo cinque minuti e alè, il gioco è fatto.
Rispondi ↓	Wish aka Max Autore articolo22 luglio 2012 alle 06:00	Una delle tristi peculiarità del traffico di Roma è che non esiste l’ora di punta. Ho provato ad uscire a tutte le ore dalle 7 alle 10, e a ritornare a tutte le ore dalle 16 alle 20. Niente, nessuna differenza. Ed è più forte di me, pensare di impiegare più di mezz’ora per fare una decina di km mi manda al manicomio. Lo so che è sbagliato, è una delle cose dove non riesco proprio ad essere zen, ma non riesco a correggermi.
Rispondi ↓	margependragon 22 novembre 2013 alle 02:12	Il secondo video è bellissimo. Mi ha toccata molto. Ho perso da poco una parente per quel mostro.
Rispondi ↓	Wish aka Max Autore articolo22 novembre 2013 alle 21:07	Grazie. Anche io ho perso una persona, dopo 12 anni di patimenti. Sono passati 10 anni ma il ricordo è ancora vivido. Ed è proprio un mostro.

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