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Timestamp: 2019-10-18 21:36:28+00:00

Document:
Chimici - Chimico-farmaceutico, Industria: CCNL, 27 ottobre 1954
Parti: Associazione Nazionale degli Industriali dei Prodotti Chimico-Farmaceutici e Filc-Cgil, Federchimici- Cisl, Uil -Chimici-Uil e Federazione Nazionale Lavoratori Chimici-Cisnal
Settori: Chimici, Chimico-farmaceutico, Industria
• Operai specializzati
• Manovali specializzati
• Manovali comuni
• Donne di 1ª categoria
• Donne di 2ª categoria
• Donne di 3ª categoria
Art. 7. - Disciplina dell'apprendistato.
Art. 20. - Donne adibite a mansioni caratteristiche delle prestazioni d'opera maschili.
Allegato n. 1 - Disposizioni da valere per gli operai addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia
Minimi salariali contrattuali per le categorie operaie relativi al periodo successivo al 16-10-1954 Uomini
Minimi salariali contrattuali per le categorie operaie relativi al periodo successivo al 16-10-1954 Donne
Parte seconda - Regolamentazione per. Gli appartenenti alla qualifica speciale
Art. 2. - Criteri per l'assegnazione ai gradi.
Art. 19. - Trattamento in caso di sospensione o di riduzione dell'orario di lavoro.
Minimi mensili contrattuali per gli appartenenti alla qualifica speciale relativi al periodo successivo al 18-10-1954 Uomini
Minimi mensili contrattuali per gli appartenenti alla qualifica speciale relativi al periodo successivo al 18-10-1954 Donne
A) Passaggio dalla qualifica operaia alla qualifica impiegatizia.
B) Passaggio dalla qualifica speciale alla qualifica impiegatizia.
Art. 18. - Trattamento in caso di sospensione o di riduzione dell'orario di lavoro.
Stipendi minimi mensili per gli impiegati relativi al periodo successivo al 16-10-1954 Uomini
Stipendi minimi mensili per gli impiegati relativi al periodo successivo al 16-10-1954 Donne
B) Istituti di carattere generale e sindacale
Art. 11. - Permessi per cariche aziendali.
Note esplicative al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 27 ottobre 1954 da valere per i dipendenti delle Aziende Chimiche e Chimico-Farmaceutiche.
Contratto collettivo nazionale di lavoro normativo e retributivo per i dipendenti tutti (integrato dall'accordo 14 giugno 1955) 27 ottobre 1954.
Tra l'Associazione Nazionale degli Industriali dei Prodotti Chimico-Farmaceutici [...] e con la partecipazione di una Delegazione Industriale [...] e con l'assistenza della Confederazione Generale dell'Industria Italiana [...] e la Federazione Italiana dei Lavoratori Chimici (Filc) [...] con la partecipazione di una Delegazione di Lavoratori [...] e con l'assistenza della Confederazione Generale Italiana del Lavoro [...], l'Organizzazione Sindacale fra Lavoratori Chimici ed Affini (Federchimici) [...] con la partecipazione di una Delegazione di Lavoratori [...] e con l'assistenza della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (Cisl) [...], l'Unione Italiana Lavoratori Chimici (Uil -Chimici) [...] con la partecipazione di una Delegazione di Lavoratori [...] e con l'assistenza dell'Unione Italiana del Lavoro (Uil) [...]
tra l'Associazione Nazionale degli Industriali dei Prodotti Chimico-farmaceutici [...] e con la partecipazione di una delegazione industriale [...] e con l'assistenza della Confederazione Generale dell'industria Italiana [...] e la Federazione Nazionale Lavoratori Chimici [...] con la partecipazione di una Delegazione di Lavoratori [...] e con l'assistenza della Confederazione Italiana Sindacati Nazionali Lavoratori (Cisnal) [...]
Nell'assunzione delle donne e dei minori l'azienda deve osservare le disposizioni stabilite dalla rispettiva legge*.
* L. n. 653 del 26 aprile 1934 (Gazz. Uff. 27 aprile 1934 n. 99 str.), sulla tutela del lavoro delle donne e del fanciulli.
Le organizzazioni stipulanti riconoscono la necessità di dare impulso all'istruzione professionale quale mezzo essenziale per affinare le capacità tecniche delle maestranze, onde migliorare ed aumentare il loro rendimento.
Le regolamentazioni e le facilitazioni per i lavoratori che frequentano i corsi professionali saranno determinate da apposito accordo Integrativo, tenendo conto della organizzazione dei corsi professionali nelle aziende e dell'esistenza di scuole professionali locali.
A tutti i lavoratori assunti successivamente alla stipulazione della presente regolamentazione, eccezione fatta per quelli assunti a tempo determinato o per un periodo inferiore ai sei mesi, le aziende forniranno gratuitamente in uso un abito da lavoro all'atto della conferma del servizio.
L'azienda rinnoverà di anno in anno ai lavoratori gli abiti da lavoro, sostenendo in proprio la relativa spesa nella misura del 70 %, a meno che il lavoratore vi rinunci.
Ai lavoratori addetti a lavorazioni che arrechino facile deterioramento al vestiario o che ne richiedano uno speciale, devono essere forniti dalle aziende, gratuitamente in uso, gli abiti da lavoro nella misura di uno o più all'anno a seconda del grado di usura che, per la loro natura, possono produrre le lavorazioni stesse, tenendo presente anche la necessità di assicurare l'efficienza degli abiti agli effetti dalla sicurezza e dell'igiene sul lavoro.
A titolo indicativo rientrano nel trattamento di cui sopra i lavoratori addetti alla produzione o manipolazione di sostanze corrosive o caustiche quali ad esempio acidi, alcali caustici, ipocloriti ecc., o nocive quali ad esempio sali di piombo, di mercurio, di arsenico, anilina, sostanze vescicatorie ecc., oppure i lavoratori il cui vestiario sia soggetto ad usura per contatto o per proiezione di sostanze ad elevata temperatura, come avviene ad esempio per gli addetti ai forni a coke, a carburo, a pirite, ai forni di raffinazione zolfo o per fusione metalli ecc., oppure come avviene per i saldatori, oppure i lavoratori che siano addetti al carico e scarico a spalla.
Ai lavoratori addetti ai servizi ausiliari, che per le mansioni
loro attribuite si trovino saltuariamente nelle condizioni suaccennate, dovrà pure essere fornito gratuitamente l'abito da lavoro, tenendo conto agli effetti del numero di ricambi del grado di esposizione agli agenti deterioranti.
Al lavoratori che esplicano continuativamente la loro attività in condizioni del tutto particolari od in esposizione alle intemperie dovranno essere singolarmente forniti quegli indumenti speciali che saranno più appropriati alle specifiche condizioni di lavoro.
Qualora l'azienda richieda che taluni lavoratori (ad esempio: uscieri, portieri, guardiani, autisti ecc.) indossino abiti speciali o divise, dovrà provvedere a proprie spese alla loro fornitura.
Le modalità concernenti la distribuzione, l'uso e il rinnovo degli abiti e degli indumenti speciali da lavoro saranno oggetto di accordo fra le associazioni locali.
La durata normale settimanale dell'orario di lavoro è quella fissata dalla legge*, con un massimo di 8 ore giornaliere, salvo le deroghe previste dalle disposizioni in vigore**.
Nell'eventualità che l'orario di lavoro dovesse essere portato, per disposizione normativa o contrattuale, a 40 ore settimanali (a 42 per i lavoratori addetti a turni regolari periodici), le parti on mancanza di una opportuna disposizione generale, s'incontreranno per determinare le eventuali maggiorazioni da stabilire per le ore intercorrenti fino alle 48 settimanali.
L'orario giornaliero di lavoro è fissato dall'azienda ed esposto in apposita tabella, da affiggersi secondo le norme di legge.
Nel turni regolari periodici il lavoratore del turno smontante non può abbandonare il lavoro senza prima aver avuto la sostituzione dal lavoratore del turno montante, ferma restando la competenza delle maggiorazioni stabilite dall'art. 16 per il lavoro straordinario.
* R.D.L. 15 marzo 1923 n. 692 (G.U. 10 aprile 1923 n. 84) e relativo regolamento approvato con R.D. 19 settembre 1923 n. 1955 (G.U. 28 settembre 1923 n. 228), relativo alla limitazione dell'orario di lavoro.
** R.D. 10 settembre 1923 n. 1957 (G.U. 28 settembre 1923 n. 228) R.D. 6 dicembre 1923 n. 2657 (G.U. 21 dicembre 1923 n. 299), che approva la tabella indicante le industrie e le lavorazioni per le quali è consentita la facoltà di superare le 8 ore giornaliere o le 48 ore settimanali di lavoro.
Per i lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia, le norme della presente regolamentazione (normative ed economiche) si intendono sostituite da quelle speciali riportate nell'allegato n. 1 limitatamente però alle particolari disposizioni in esso contemplate.
È ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute per cause di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate fra le organizzazioni sindacali periferiche di categoria, purché esso sia contenuto nel limite di un'ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta la interruzione.
Salve le esclusioni sottoindicate, nel pomeriggio del sabato il lavoro deve terminare non oltre le ore 14 ed è consentito che le ore, per tal modo mancanti al compimento dell'orario settimanale di lavoro, siano recuperate nei precedenti giorni della settimana in aggiunta all'orario normale e senza dar luogo ad alcuna maggiorazione di salario.
Per i lavoratori che rientrano nelle esclusioni sottoindicate l'azienda stabilirà dei turni che consentano loro la sospensione del lavoro nel pomeriggio del sabato per 24 volte in ogni anno solare opportunamente ripartite nelle diverse stagioni.
A) Esclusioni dipendenti dalla natura dell'industria.
1) Lavoratori addetti ad attività a fuoco continuo o a processi tecnici continui o stagionali o ad attività e mansioni rispondenti ai bisogni collettivi che si manifestano continuamente per tutti i giorni della settimana per cui ricorre il riposo settimanale a turno, cioè:
а) attività di cui all'art. 5 della legge 22 febbraio 1934, n. 370* e tabella integrativa I, II e III approvata con decreto ministeriale 22 giugno 1935**;
b) attività relative ad opifici la cui prevalente forza motrice è prodotta direttamente dal vento o dall'acqua, ovvero è costituita da energia elettrica prodotta o trasportata direttamente dall'esercente dell'opificio ad esclusivo uso di questo;
- mansioni inerenti alle operazioni di scarico, di carico e di spedizione, qualora la sospensione del lavoro nel pomeriggio del sabato intralci il normale svolgimento dell'attività dell'azienda;
- mansioni svolte da personale addetto a prove di laboratorio, tanto chimiche che fisiche, qualora la sospensione pregiudichi le prove in corso.
а) attività soddisfacenti bisogni che ricorrano anche ed in modo particolare il sabato e la domenica mattina, come: manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti in quanto dette operazioni non possano compiersi in altri giorni senza danno per l'esercizio o pericolo per il personale;
e) scarico, carico, trasporto e spedizione di merci nel pomeriggio del sabato, qualora la sospensione intralci il normale svolgimento dell'attività dell'azienda.
* Sul riposo domenicale e settimanale (G.U. 17 marzo 1934 n. 55).
** G.U. 12 luglio 1935 n. 161.
Come previsto dalla relativa legge*, il riposo settimanale cadrà normalmente di domenica, potendosi far godere il riposo in altro giorno della settimana soltanto nei casi previsti dalla legge stessa.
* L. 22 febbraio 1934 n. 370 (G.U. 17 marzo 1934 n. 65) e relativa tabella approvata con D.M. 22 giugno 1935 (G.U. 12 luglio 1935 n. 161).
Per il lavoro delle donne e dei minori si fa rimando alle disposizioni della relativa legge*. In particolare si richiamano i seguenti divieti, per i quali la legge disciplina anche specificatamente le deroghe ed eccezioni:
3) è vietato adibire i minori degli anni 18 alla manovra e al traino di vagonetti:
Sempre in particolare si richiamano le disposizioni per cui l'azienda è tenuta ad esporre, nello stabilimento, una tabella indicante i limiti di trasporto e di sollevamento pesi a cui possono essere sottoposti i minori, nonché a concedere ai minori ed alle donne di qualsiasi età che devono osservare un orario di lavoro superiore a 6 ma non superiore a 8 ore, un riposo intermedio di almeno mezz'ora e di un'ora quando l'orario di lavoro superi le 8 ore.
* L. 26 aprile 1934 n, 653 (G.U. 27 aprile 1934 n. 99 str.).
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell'art. 10 ossia oltre le otto ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, e oltre le ore dieci giornaliere o le 60 ore settimanali per i lavoratori compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall'art. 13 sul recupero delle ore perdute e dall'art. 14 sul recupero delle ore non compiute nel pomeriggio del sabato.
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz'ora di riposo prevista dalla legge n. 653 del 26 aprile 1934 (sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli) dovrà essere retribuita, ma in tal caso resta assorbita la maggiorazione prevista per i turni diurni dal punto 4) del presente articolo.
Alla donna destinata a compiere mansioni caratteristiche delle prestazioni d'opera maschili compete, a parità di condizioni di lavoro e di rendimento qualitativo e quantitativo, la paga contrattuale prevista per la categoria maschile operaia corrispondente alle mansioni di cui trattasi.
Nella lavorazione a cottimo la condizione sopradetta si intenderà soddisfatta con l'adozione della tariffa prevista per la categoria maschile.
Allo scopo di conseguire l'incremento della produzione è ammesso il lavoro a cottimo, sia collettivo che individuale, secondo le possibilità tecniche e gli accordi intervenuti o che possono intervenire tra le parti direttamente interessate.
Le tariffe di cottimo devono essere fissate dall'azienda in modo da consentire alla generalità degli operai di normale capacità ed operosità lavoranti a cottimo in un medesimo reparto, nei periodi di paga normalmente considerati, un guadagno che sia di almeno il 9 per cento superiore al minimo di paga della propria categoria.
Eventuali contestazioni circa la valutazione delle cause di cui al comma precedente saranno esaminate dalla Direzione e dalla Commissione Interna aziendale.
Nel caso In cui la valutazione del lavoro richiesto all'operaio sia il risultato della misurazione dei tempi di lavorazione e sia richiesta una resa di produzione superiore a quella normale ad economia, all'operaio dovrà essere corrisposta la percentuale minima di cottimo.
Il lavoratore può chiedere il godimento delle ferie nell'anno feriale di maturazione.
1) sottopone il lavoratore a visita medica al momento della assunzione, al fine di accertare preventivamente l'idoneità alla mansione che gli viene affidata o successivamente quando lo ritenga opportuno;
3) è tenuta a dotare i lavoratori del mezzi di difesa necessari contro l'azione di agenti che, per la loro specifica natura, possano riuscire nocivi alla salute del lavoratore nell'esercizio delle sue mansioni. Tali mezzi protettivi di uso personale, come: zoccoli, maschere, guanti, occhiali, stivali di gomma ecc., sono forniti a cura e carico dell'azienda, sono assegnati in dotazione per tutta la durata del lavoro e devono essere mantenuti in stato di efficienza;
Ove motivi d'igiene lo esigano, le aziende provvederanno alla istituzione di bagni a doccia onde i lavoratori possano usufruirne al termine del lavoro.
In materia si richiamano le disposizioni di legge, sia per quanto concerne gli obblighi dell'assistenza e soccorso che per quanto con cerne gli obblighi assicurativi*.
Qualora durante il lavoro il lavoratore avverta disturbi che ritenga attribuibili all'azione nociva delle sostanze adoperate o prodotte nell'ambiente di lavoro, dovrà immediatamente avvertirne il proprio superiore diretto perché questi ne informi la Direziono per i provvedimenti del caso.
* R.D. 17 agosto 1035 n. 1765 (G.U. 14 ottobre 1935 n. 240) - R.D. 15 dicembre 1936 n. 2276 (G. U. 22 gennaio 1937 n. 17) - Regolamento per l'esecuzione del R.D. sopra citati, approvato con R.D. 25 gennaio 1937 n. 200 (G.U. 10 marzo 1037 n. 58) e successive disposizioni modificative ed integrative.
Per il trattamento in caso di gravidanza e puerperio, si fa riferimento alla legge 26 agosto 1950, n. 860, sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri e successive disposizioni.
All'atto della presentazione del certificato di gravidanza, al termine stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, l'azienda deve provvedere a spostare le lavoratrici alle quali siano corrisposte le indennità stabilite dall'accordo pur le lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose ad altre lavorazioni che non siano quelle previste dal predetto accordo, mantenendo peraltro alla lavoratrice, ma limitatamente al periodo antecedente al parto, l'indennità da essa percepita ai sensi dell'accordo stesso.
L'azienda avrà cura di mettere i lavoratori a conoscenza della organizzazione tecnica e disciplinare di fabbrica e di reparto, in modo da evitare possibili equivoci circa le persone alle quali, oltre che al superiore diretto ciascun lavoratore è tenuto ad obbedire ed a rivolgersi in caso di necessità.
Il lavoratore risponderà delle perdite e degli eventuali danni agli oggetti in questione che siano imputabili a sua colpa o negligenza; il relativo ammontare verrà trattenuto sulla retribuzione con le norme di cui all'articolo 2 della parte comune.
Il lavoratore non può apportare nessuna modifica agli oggetti affidatigli senza l'autorizzazione del superiore diretto. Qualunque variazione da lui fatta arbitrariamente dà diritto all'azienda di rivalersi per i danni di tempo e di materiale subiti.
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione o alle altre norme speciali indicate nell'art. 6 parte comune, potranno essere punite, a seconda della gravità delle mancanze, con i provvedimenti seguenti:
2) multa fino all'importo di 3 ore di paga e della eventuale contingenza;
a) che non si presenti al lavoro come previsto all'art. 40 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
e) che costruisca entro le officine dell'azienda oggetti per proprio uso, con lieve danno dell'azienda stessa;
f) che per disattenzione, procuri guasti non gravi o sperpero non grave di materiale dell'azienda; che non avverta subito i superiori diretti di eventuali guasti al macchinario o di eventuali irregolarità nell'andamento del lavoro;
h) che in qualunque modo trasgredisca alle norme della presente regolamentazione, dei regolamenti interni o che commetta mancanze recanti pregiudizio alla disciplina, alla morale o all'igiene.
1) con la perdita dell'indennità di preavviso, ma non delle altre indennità.
In tale provvedimento incorre il lavoratore che commette gravi infrazioni alla disciplina od alla diligenza nel lavoro.
b) recidiva al divieto di fumare di cui al punto d) dell'art. 44, sempreché la infrazione non costituisca pregiudizio gravemente colposo al verificarsi di incidenti;
g) recidiva nella mancanza di cui al punto f) dell'art. 44, sempreché non si riscontri nella mancanza stessa il dolo;
h) costruzione entro le officine dell'azienda di oggetti per uso proprio con danno dell'azienda stessa;
t) trascuranza nell'adempimento degli obblighi contrattuali e di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all'art. 44.
In tale provvedimento incorre il lavoratore che provochi all'azienda grave nocumento morale o materiale, che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
b) furto o danneggiamento volontario al materiale dell'azienda;
d) costruzione entro le officine dell'azienda di oggetti per uso proprio o per conto terzi, con grave danno dell'azienda stessa;
f) recidiva nella colpa dì cui al punto f) dell'art. 44 qualora vi sia dolo.
- regolamento interno; reclami e controversie; Commissioni Interne; permessi per cariche sindacali; aspettativa per cariche pubbliche e sindacali; abrogazione dei precedenti contratti - opzione; condizioni di miglior favore; decorrenza e durata.
Disposizioni da valere per gli operai addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia
Per gli addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia l'orario normale di lavoro non può superare le 10 ore giornaliere o le 60 settimanali, salvo le eccezioni previste dai vigenti accordi interconfederali in materia.
Gli operai anzidetti sono classificati nei sottoindicati gruppi.
Gruppo B (operai qualificati) - Vi appartengono: infermieri, autisti non meccanici per servizio fuori stabilimento, guardie diurne, addetti permanentemente ai servizi antincendi, portieri principali ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedano analogo grado di qualificazione.
Gruppo D (manovali comuni) - Vi appartengono: cavallanti, carrettieri, stallieri, inservienti, custodi e addetti a servizi igienici, a spogliatoi, a refettori, a deposito biciclette, ecc.
Per i guardiani notturni (Gruppo B), fermo quanto al precedente comma, in considerazione della particolare caratteristica del lavoro dei guardiani che prestano servizio esclusivamente di notte. viene riconosciuta una maggiore paga di lire 100 giornaliere per i vari orari (8, 9, 10 ore).
Quando la natura del lavoro sia tale che, pur non potendo dar luogo al riconoscimento della qualifica di impiegato, comporti tuttavia per il lavoratore l'esplicazione di mansioni di particolare rilievo rispetto a quelle attribuite agli operai a norma delle declaratorie delle classificazioni operaie, si applicherà il trattamento speciale previsto dalla presente regolamentazione.
b) le mansioni che, non essendo di guida e controllo, rivestono un carattere di specifica e particolare importanza rispetto a quella insita nelle mansioni attribuite agli operai a norma delle declaratorie delle relative classificazioni oppure le mansioni che comportano fiducia e responsabilità tali da farle ritenere, per analogia, equivalenti a quelle della prima parte del presente punto 6).
Restano pertanto escluse le mansioni di ordinaria vigilanza, custodia e simili regolate dalle classificazioni operaie.
Per il lavoro delle donne e dei minori si rimanda alle disposizioni della relativa legge*, mentre in particolare si richiama il divieto di cui alla legge stessa di far lavorare di notte i giovani inferiori ai 15 anni e le donne di qualunque età, salvo le eccezioni e le deroghe previste dalla legge.
* L. 26 aprile 1934 n. 653 (G.U. 27 aprile 1934 n. 99 str.).
Salve le esclusioni sotto indicate, nel pomeriggio del sabato il lavoro deve terminare non oltre le ore 14 ed è consentito che le ore per tal modo mancanti al compimento dell'orario settimanale di lavoro siano recuperate nei precedenti giorni della settimana, in aggiunta all'orario normale e senza dar luogo ad alcun compenso.
Per le esclusioni e deroghe si richiamano le disposizioni previste dall'art. 14 della collegata regolamentazione operai.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell'art. 10 della collegata regolamentazione operaia, ossia oltre le 8 ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, oltre le 10 ore giornaliere o le 60 settimanali per i lavoratori compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall'art. 9 sul recupero delle ore non compiute nel pomeriggio del sabato.
[...] Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni alla legge sul riposo domenicale e settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale deve essere preavvertito non più tardi del 4° giorno antecedente a quello predeterminato per il riposo stesso; nel caso contrario il lavoro prestato in tale giorno darà luogo al trattamento stabilito per il lavoro festivo.
Nessun lavoratore può esimersi dall'effettuare, nei limiti previsti dalla legge, il lavoro straordinario, quello notturno e quello festivo, salvo giustificati motivi individuali di impedimento.
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz'ora di riposo prevista dalla Legge n. 653 del 26 aprile 1934 (sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli), mentre non può dar luogo alla riduzione della retribuzione mensile, d'altra parte si deve intendere esclusa dal computo afferente alla maggiorazione prevista al punto 4) del presente articolo per i turni diurni.
Art. 15. - Compenso speciale*.
Fermo restando quanto previsto agli articoli 10 e 14 della parte prima, per quanto attiene all'orario di lavoro e alla disciplina del lavoro nel pomeriggio del sabato, al lavoratore avente la qualifica speciale sarà corrisposta per ogni ora di lavoro effettivamente compiuto oltre le 44 e fino alle 48 settimanali, in aggiunta alla normale retribuzione, una quota oraria (1/180) del minimo tabellare mensile e della indennità di contingenza.
Al lavoratore, al quale è consentita in deroga od eccezione alle norme di legge sulla limitazione dell'orario di lavoro, la protrazione dell'orario stesso oltre i normali limiti, le quote orarie verranno corrisposte per le ore di effettiva prestazione oltre le 48 settimanali e fino alle 60 e commisurate ad 1/270 del minimo tabellare mensile e della indennità di contingenza per un massimo di sei quote orarie risultanti dal calcolo anzidetto.
Nel caso di effettuazione di orari difformi nelle varie settimane, verrà considerato, agli effetti del presente articolo, l'orario medio settimanale prestato nel ciclo di variazioni dell'orario stesso.
* Testo cosi modificato in base al punto 2 dell'Accordo 14 giugno 1955.
In materia si richiamano le disposizioni di legge, sia per quanto concerne gli obblighi dell'assistenza e soccorso che per quanto concerne gli obblighi assicurativi*.
Qualora durante il lavoro il lavoratore avverta disturbi che ritenga attribuibili all'azione nociva delle sostanze adoperate o prodotte nell'ambiente di lavoro, dovrà immediatamente avvertirne il proprio superiore diretto perché questi ne informi la Direzione per i provvedimenti del caso.
* R.D. 17 agosto 1935 n. 1765 (G.U. 14 ottobre 1935 n. 240) - R.D. 15 dicembre 1936 n. 2276 (G.U. 22 gennaio 1937 n. 17) - Regolamento per l'esecuzione dei decreti sopra citati approvato con R.D. 25 gennaio 1937 n. 200 (G.U. 10 marzo 1937 n. 58) e successive disposizioni modificative ed Integrative.
Per il trattamento in caso di gravidanza e puerperio, si fa riferimento alla legge 20 agosto 1950. n. 860. sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri e successive modifiche.
All'atto della presentazione del certificato di gravidanza, al termine stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, l'azienda deve provvedere a spostare la lavoratrice alla quale siano corrisposte le indennità stabilite dall'accordo per lavorazioni nocive о svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose ad altre lavorazioni che non siano quelle previste dal predetto accordo, mantenendo peraltro alla lavoratrice, ma limitatamente al periodo antecedente al parto, la indennità da essa percepita ai sensi dell'accordo stesso.
Alla parte comune sono destinate le noi me relative ai seguenti istituti di carattere generale e sindacale:
L'impiegato di nuova assunzione può essere sottoposto a visita medica da parte del sanitario di fiducia dell'azienda.
In relazione alle esigenze aziendali, l'impiegato può essere assegnato temporaneamente a mansioni diverse da quelli inerenti alla sua categoria, purché ciò non comporti alcun peggioramento economico né alcun mutamento sostanziale della sua posizione morale nei riguardi dell'azienda.
Agli impiegati tecnici dì stabilimento o laboratorio verrà fornito gratuitamente ogni anno un abito da lavoro (tuta o vestaglia o camice ecc.).
Per la durata normale dell'orario di lavoro si fa riferimento alle norme di legge* ed alle relative deroghe ed eccezioni**.
L'orario di lavoro del sabato non può superare le quattro ore e deve cessare non oltre le ore tredici, senza che ciò possa dar luogo a recupero delle ore effettuate In meno; in caso di protrazione di orario oltre i predetti limiti dovrà essere corrisposta la retribuzione oraria di cui all'art. 16 per le ore lavorate in più fino alle 48 settimanali.
Per l'impiegato la cui prestazione è connessa con il lavoro dello stabilimento, vale la distribuzione stabilita dal normale orario di fabbrica. Per le ore prestate in più, oltre le 8 ore giornaliere nei primi cinque giorni della settimana ed oltre le 4 ore del sabato, fino alla concorrenza delle 48 settimanali, l'impiegato ha diritto alla corresponsione della normale retribuzione oreria di cui al predetto articolo.
All'impiegato al quale è consentita, in deroga od eccezione alle norme di legge sulla limitazione dell'orario di lavoro, la protrazione dell'orario stesso oltre i normali limiti, il lavoro prestato in più fino alla concorrenza delle ore 10 giornaliere o 60 settimanali, è compensato nella misura indicata dal precedente comma.
Per gli impiegati, nello stabilire le norme sulla disciplina della durata del lavoro e del lavoro straordinario, non si è inteso introdurre alcuna modifica a quanto disposto dall'art. 1 del R.D.L. 15 marzo 1923, n. 695, il quale esclude dalla limitazione dell'orario impiegati con funzioni direttive svolgenti determinate mansioni.
A tale effetto ed ai sensi dell'art. 3 n. 2 del R.D. 10 settembre 1923, n. 1955 (Regolamento per l'applicazione del R.D.L. sopracitato) si conferma che è da considerare personale direttivo - escluso dalla limitazione dell'orario di lavoro - «quello preposto alla Direzione tecnica od amministrativa dell'azienda o di un reparto di essa con la diretta responsabilità dell'andamento dei servizi», personale quindi da non identificare necessariamente con quello avente generiche funzioni e con la qualifica di prima categoria.
*R.D.L. 15 marzo 1923 n. 692 (G.U. 10 aprile 1923 n. 84) e relativo regolamento approvato con R.D. 10 settembre 1923 n. 1955 (G.U. 28 settembre 1923 n. 228).
**R.D. 10 settembre 1923 n. 1957 (G.U. 28 settembre 1923 n. 228): R.D. 6 dicembre 1923 n. 2657 (G.U. 21 dicembre 1923 n. 299).
Art. 12. - Lavoro straordinario, notturno, festivo ed a turni - maggiorazioni*.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell'art. 9 o comunque oltre le ore 8 giornaliere o le 48 settimanali per gli impiegati a regime di orario normale, ed oltre le 10 giornaliere o le 60 settimanali per gli impiegati compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall'art. 9 per gli impiegati la cui prestazione è connessa con il lavoro di stabilimento.
Nessun impiegato può esimersi dall'effettuare, nei limiti previsti dalla legge, il lavoro straordinario, quello notturno e quello festivo, salvo giustificati motivi individuali d'impedimento.
* Vedi chiarimento a verbale in calce all'art. 9.
L'impiegato può chiedere il godimento delle ferie nell'anno feriale di maturazione.
Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie ed in caso di giustificato impedimento il mancato godimento delle ferie deve essere compensato con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie godute, da calco-lare nella misura della retribuzione in atto al momento della liquidazione.
Tuttavia l'impiegata, all'atto della presentazione del certificato medico di gravidanza, potrà optare tra il trattamento di legge o quello consistente nella conservazione del posto per un periodo di mesi otto, di cui i primi quattro con la corresponsione dell'intera retribuzione ed i successivi due con la corresponsione della metà della retribuzione.
All'atto della presentazione del certificato di gravidanza, al termine stabilito delle vigenti disposizioni di legge, l'azienda deve provvedere a spostare la lavoratrice alla quale siano corrisposte le indennità stabilite dalle norme per le lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose ad altre lavorazioni che non siano quelle previste dalle predette norme, mantenendo peraltro alla lavoratrice, ma limitatamente al periodo antecedente al parto la indennità da essa percepita ai sensi delle norme stesse.
Nelle manifestazioni del rapporto di lavoro l'impiegato dipende dai rispettivi superiori, come previsto dall'organizzazione aziendale.
L'azienda avrà cura di mettere in grado gli impiegati di conoscere oltre al propri superiori diretti, quelli con i quali possono avere rapporti nella esplicazione delle proprie mansioni.
L'impiegato deve tenere un contegno rispondente ai doveri inerenti alla esplicazione delle mansioni affidategli e, in particolare:
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione e alle altre norme speciali indicate nell'art. 6 della parte comune possono essere punite, a seconda della gravità della mancanza, con i provvedimenti seguenti:
4) licenziamento;
Incorre nel provvedimento della sospensione l'impiegato:
a) che non si presenti al lavoro come previsto dall'art. 33, o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
b) che ritardi l'inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza preavvertire il superiore diretto e senza giustificato motivo;
d) che contravvenga al divieto di fumare espressamente avvertito con apposito cartello laddove ragioni tecniche o di sicurezza consiglino tale divieto.
In tale provvedimento incorre l'impiegato che commetta gravi infrazioni alla disciplina ed alla diligenza nel lavoro. In via esemplificativa ricadono sotto questo provvedimento le seguenti infrazioni:
a) assenze ingiustificate prolungate oltre cinque giorni consecutivi o le assenze ripetute per cinque volte in un anno nei giorni seguenti ai festivi o seguenti alle ferie:
b) recidiva al divieto di fumare di cui al punto d) dell'art. 35, sempreché la infrazione non costituisca pregiudizio gravemente colposo al verificarsi di incidenti;
g) recidiva nella mancanza di cui al punto c) dell'art. 35 sempreché non si riscontri nella mancanza stessa il dolo;
h) trascuratezza nell'adempimento agli obblighi contrattuali o di regolamento interno, quando sia stato già comminato ti provvedimento disciplinare di cui all'art. 35.
In tale provvedimento incorre l'impiegato che provochi all'azienda grave nocumento morale e materiale, che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
e) recidiva nella colpa di cui al punto c) dell'articolo precedente qualora vi sia dolo.
- liquidazione dell'indennità in caso di morte;
- abrogazione dei precedenti contralti-opzione;
- condizioni di miglior favore; decorrenza e durata.
* T.U. delle leggi sanitarie approvato con R.D. 27 luglio 1934 n. 1265 (G.U. 9 agosto 1934 n. 168) e relativo Regolamento approvato con R.D. 28 gennaio 1935 n. 93 (G.U. 27 febbraio 1935 n. 59)
L'eventuale regolamento interno, da attuarsi con i modi previsti dall'art. 2, n. 3 del vigente accordo interconfederale sulle Commissioni Interne*, deve essere esposto in luogo chiaramente visibile.
* Accordo 8 maggio 1953 per la costituzione e il funzionamento delle Commissioni Interne
In caso di mancato accordo fra le parti il reclamo o la controversia sarà sottoposto all'esame delle competenti Associazioni sindacali territoriali per il tentativo di conciliazione.
Per le piccole aziende industriali che occupano non più di otto lavoratori si conviene che, attraverso accordi da stipularsi fra le competenti Organizzazioni Sindacali Provinciali, si potrà addivenire a temperamenti che valgano a limitare l'onere di qualche istituto contrattuale.
Norme per le lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose
Art. 1. - Ferme restando le disposizioni di legge per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e, per gli aventi diritto, le disposizioni ministeriali per la somministrazione del latte, mentre si riconferma la necessità che nulla sia omesso, sin da parte delle aziende sia da parte dei lavoratori, per eliminare o ridurre le cause che determinano condizioni di particolare pericolo o nocività, si conviene che agli operai normalmente addetti a lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose in relazione alle tipiche condizioni di lavoro proprie della industria chimica, e agli impiegati ed agli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipino normalmente e sovraintendano direttamente con carattere di continuità alle lavorazioni stesse, venga corrisposta una speciale indennità proporzionata alla nocività, pericolosità o particolare gravosità ambientale di lavoro.
Art. 2. - Ai fini di cui sopra i lavoratori interessati alle disposizioni dei presente accordo vengono ripartiti nei seguenti gruppi:
1) lavoratori esposti all'azione di sostanze ad elevato grado di tossicità, allorché, nonostante l'adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica prescritti dalla legge, possano ad essi derivarne gravi intossicazioni (acute, subacute, e croniche);
2) lavoratori esposti all'azione di sostanze a tossicità di medio grado o di sostanze irritanti, allorché, nonostante l'adozione dei normali mezzi dì protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivarne intossicazioni o persistenti lesioni della pelle o delle mucose;
3) lavoratori esposti all'azione di sostanze a tossicità di grado minore o di sostanze meno irritanti, allorché, nonostante l'adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivarne temporanee intossicazioni o lesioni irritative della pelle, degli occhi e delle mucose, nonché lavoratori operanti normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Casi eccezionali di concorso di più elementi sfavorevoli, sia di nocività e sia di nocività e pericolosità, possono essere esaminati ai fine di spostare al grado superiore la misura della indennità.
Le indennità da corrispondere al lavoratori aventi diritto sono le seguenti, a partire dal 16 ottobre 1954:
Art. 4. - Gli operai addetti alle lavorazioni in cui si producono o si manipolano esplosivi e gli impiegati e gli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipano normalmente o sovraintendano direttamente con carattere di continuità alle lavorazioni di cui trattasi, vengono suddivisi nei seguenti gruppi:
1) Addetti a lavorazioni esplosive di massima e constatata pericolosità. A tale gruppo sono da assegnare, ed esempio, le seguenti lavorazioni: produzione e manipolazione di miscele innescanti, nitrazione e stabilizzazione nitroglicerina, produzione fulminato di mercurio, impasto o petrinaggio dinamite.
2) Addetti a lavorazioni esplosive di media pericolosità. A tale gruppo sono da assegnare, ad esempio, le seguenti lavorazioni: nitrazione e stabilizzazione tritolo, pentitre, T. 4. produzione polveri nere, produzione gallette e successiva laminazione e trafila di polveri senza fumo: lavorazione dinamite successiva al petrinaggio, fabbricazione cariche compresse alla pressa idraulica.
Per gli impiegati e per gli appartenenti alle qualifiche speciali rassegnazione ai gruppi di cui sopra non coincide necessariamente con l'assegnazione effettuata, agli stessi fini, degli operai addetti alle medesime lavorazioni; bensì sarà determinata dalle specifiche modalità e circostanze delle prestazioni dei singoli lavoratori di cui trattasi.
Art. 5. - Le indennità di cui agli artt. 2 e 4 verranno corrisposte per le ore intere di effettiva prestazione del lavoratore nelle particolari condizioni sopra considerate ed opereranno agli effetti contrattuali nei soli limiti previsti dal successivo articolo 10.
Esse saranno aggiornate di sei mesi in sei mesi al 1° gennaio ed al 1° luglio, nella misura percentuale in cui sarà variato nel semestre precedente il minimo per il manovale comune, aumentato dell'indennità di contingenza, da calcolarsi sulla media delle variazioni intervenute nello stesso periodo per le città di Torino, Milano, Terni e Foggia.
Art. 6. - Qualora per sopravvenuto miglioramento degli impianti o per modifiche del processo produttivo non sussistessero più le condizioni per le quali l'indennità era stata concordata, si farà luogo, mediante accordo fra le parti, allo spostamento ad altro grado o alla soppressione della indennità.
Art. 7. - Le indennità di cui agli articoli 2 e 4 devono essere corrisposte anche ai lavoratori ausiliari (meccanici, falegnami, muratori, elettricisti, ecc.) comandati a prestare le loro opera nei locali nei quali viene effettuata la lavorazione che dà diritto alla indennità purché questa si svolga durante la loro prestazione. Comunque le indennità devono essere corrisposte solo per le ore di effettiva permanenza nel reparto.
Art. 8. - L'incasellamento dei lavoratori nei gruppi sopra considerati sarà fatto mediante accordo diretto tra le parti.
Per gli impiegati e per gli appartenenti alle qualifiche speciali, le aziende hanno la facoltà di forfettizzare in misura giornaliera o mensile, d'intesa con gli interessati, le indennità ad essi spettanti a nonna delle disposizioni sopra citate.
Art. 9. - Per i lavoratori delle aziende presso le quali, attraverso la fissazione dei trattamenti economici, anche collettivi, sia già stato tenuto conto delle particolari condizioni di lavoro, oggetto del presente allegato, le parti o le organizzazioni interessate concorderanno l'adeguamento di detto trattamento con quello derivante per lo stesso titolo dalle disposizioni del presente accordo, effettuando, se del caso, il relativo conguaglio.
c) Gratifica natalizia o tredicesima mensilità - Agli effetti di tali istituti la indennità competente a norma del presente accordo sarà calcolata nella retribuzione, ragguagliandola però alla durata effettiva delle prestazioni che il lavoratore avrà dato nell'anno o nel minor periodo di servizio prestalo, nelle lavorazioni di cui trattasi.
Per quanto concerne gli operai, le aziende hanno facoltà di liquidare la quota di gratifica afferente alle indennità in parola o per ciascun periodo di paga mediante addizionale dell'8 per cento sulla indennità corrisposta per il periodo stesso, o mensilmente, od a periodi più lunghi o a fine d'anno.
Art. 11. - Per i lavoratori ausiliari di cui all'art. 7 (operanti saltuariamente negli ambienti nocivi) le indennità da computarsi per ogni giorno di ferie e di festività infrasettimanali e nazionali, si intendono ragguagliate alla durata media di presenza calcolata ai sensi del predetto articolo.

References: Art. 7

Art. 20

Art. 2

Art. 19

Art. 18

Art. 11

Art. 15

Art. 12

Art. 1

Art. 2

Art. 4

Art. 5
 articolo 10

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 11