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Gli strumenti finanziari derivati e le cartolarizzazioni nelle pubbliche amministrazioni - PDF
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1 XVI legislatura Gli strumenti finanziari derivati e le cartolarizzazioni nelle pubbliche amministrazioni novembre 2008 n. 63 ufficio ricerche nei settori economico e finanziario2 Servizio Studi Direttore Daniele Ravenna Segreteria tel. 6706_2451 Uffici ricerche e incarichi Settori economico e finanziario Capo ufficio: M. Magrini _3789 Questioni del lavoro e della salute Capo ufficio: M. Bracco _2104 Attività produttive e agricoltura Capo ufficio: Ambiente e territorio Capo ufficio: R. Ravazzi _3476 Infrastrutture e trasporti Capo ufficio: F. Colucci _2988 Documentazione Documentazione economica Emanuela Catalucci _2581 Silvia Ferrari _2103 Simone Bonanni _2932 Luciana Stendardi _2928 Michela Mercuri _3481 Domenico Argondizzo _2904 Documentazione giuridica Vladimiro Satta _2057 Letizia Formosa _2135 Anna Henrici _3696 Gianluca Polverari _3567 Chiara Micelli _3521 Antonello Piscitelli _4942 Questioni istituzionali, giustizia e cultura Capo ufficio: A. Sansò _3435 S. Biancolatte _3659 S. Marci _3788 Politica estera e di difesa Capo ufficio: A. Mattiello _2180 Questioni regionali e delle autonomie locali, incaricato dei rapporti con il CERDP Capo ufficio: F. Marcelli _2114 Legislazione comparata Capo ufficio: V. Strinati _3442 I dossier del Servizio studi sono destinati alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. Il Senato della Repubblica declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge. I contenuti originali possono essere riprodotti, nel rispetto della legge, a condizione che sia citata la fonte.3 XVI legislatura Gli strumenti finanziari derivati e le cartolarizzazioni nelle pubbliche amministrazioni novembre 2008 n. 63 a cura di: M. Magrini ha collaborato: V. Satta Classificazione Teseo: Mercato finanziario. Crediti. Borse valori. Finanza locale. Cessione di beni.4 5 AVVERTENZA Il presente dossier costituisce un supporto documentativo per la 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro), in vista dello svolgimento di un indagine conoscitiva riguardante la diffusione, nelle pubbliche amministrazioni, degli strumenti di finanza derivata e delle tecniche di cartolarizzazione. L elaborato consta di un inquadramento giuridico dei due istituti sopra menzionati, oltre che di un allegato di documentazione.6 7 I N D I C E 1. GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI Inquadramento normativo Alcune tipologie di strumenti finanziari derivati negoziati sul mercato regolamentato Alcune tipologie di derivati over the counter Il credit default swap Forward rate agreement Le obbligazioni strutturate Gli strumenti finanziari derivati: brevi annotazioni L impiego dei derivati da parte delle regioni e degli enti locali Le previsioni della legge finanziaria per il Le previsioni della legge finanziaria per il Il decreto-legge n. 112 del 2008: il divieto di stipulare contratti relativi a strumenti derivati La posizione degli enti territoriali nelle trattative con gli intermediari finanziari: la direttiva MiFID LE CARTOLARIZZAZIONI Profili generali La contabilizzazione delle operazioni di cartolarizzazione La normativa italiana sulle cartolarizzazioni La legge n. 130 del La cartolarizzazione dei crediti INPS La cartolarizzazione del patrimonio immobiliare pubblico La cartolarizzazione dei crediti della Cassa depositi e prestiti Spa L analisi della Corte dei conti Le operazioni di cartolarizzazione sponsorizzate dal Ministero dell economia e delle finanze... 418 9 1. Gli strumenti finanziari derivati 1.1. Inquadramento normativo Gli strumenti finanziari derivati sono strumenti finanziari il cui valore dipende ( deriva ) dall andamento di un attività sottostante (c.d. underlying asset). Le attività sottostanti possono avere natura finanziaria (come, ad esempio, i titoli azionari, i tassi di interesse e di cambio, gli indici) o reale (come, ad esempio, il caffè, il cacao, l oro, il petrolio, ecc ). Ai sensi del combinato disposto dei commi 2 e 3 dell articolo 1 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 1, per «strumenti finanziari derivati» si intendono: - contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», accordi per scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti derivati connessi a valori mobiliari, valute, tassi di interesse o rendimenti, o ad altri strumenti derivati, indici finanziari o misure finanziarie che possono essere regolati con consegna fisica del sottostante o attraverso il pagamento di differenziali in contanti (art. 2, co. 2, lett. d)); - contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», accordi per scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti derivati connessi a merci il cui regolamento avviene attraverso il pagamento di differenziali in contanti o può avvenire in tal modo a discrezione di una delle parti, con esclusione dei casi in cui tale facoltà consegue a inadempimento o ad altro evento che determina la risoluzione del contratto (art. 2, co. 2, lett. e)); - contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap» e altri contratti derivati connessi a merci il cui regolamento può avvenire attraverso la consegna del sottostante e che sono negoziati su un mercato regolamentato e/o in un sistema multilaterale di negoziazione (art. 2, co. 2, lett. f)); - contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», contratti a termine («forward») e altri contratti derivati connessi a merci il cui regolamento può avvenire attraverso la consegna fisica del sottostante, diversi da quelli indicati dalla precedente alinea che non hanno scopi commerciali, e aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati, considerando, tra l'altro, se sono compensati ed eseguiti attraverso stanze di compensazione riconosciute o se sono soggetti a regolari richiami di margini (art. 2, co. 2, lett. g)); - strumenti derivati per il trasferimento del rischio di credito (art. 2, co. 2, lett. h)); - contratti finanziari differenziali (art. 2, co. 2, lett. i)); - contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», contratti a termine sui tassi d'interesse e altri contratti derivati connessi a variabili climatiche, tariffe di trasporto, quote di emissione, tassi di inflazione o altre statistiche economiche ufficiali, il cui regolamento avviene attraverso il pagamento di differenziali in contanti o può avvenire in tal modo a discrezione di una delle parti, con esclusione dei casi in cui tale facoltà consegue a inadempimento o ad altro evento che determina la risoluzione del contratto, nonché altri contratti derivati connessi a beni, diritti, obblighi, indici e misure, diversi da quelli indicati alle alinee precedenti, aventi le caratteristiche 1 Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF). 910 di altri strumenti finanziari derivati, considerando, tra l altro, se sono negoziati su un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione, se sono compensati ed eseguiti attraverso stanze di compensazione riconosciute o se sono soggetti a regolari richiami di margini (art. 2, co. 2, lett. j)); - qualsiasi altro titolo che comporta un regolamento in contanti determinato con riferimento a determinati valori mobiliari (per es., azioni, obbligazioni e altri titoli di debito), a valute, a tassi di interesse, a rendimenti, a merci, a indici o a misure (art. 1, co. 1-bis, lett. d)). Secondo il comma 2-bis dell articolo 1 del TUF, il Ministro dell economia e delle finanze, con proprio regolamento, individua: - gli altri contratti derivati di cui al comma 2, lettera g), aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati, compensati ed eseguiti attraverso stanze di compensazione riconosciute o soggetti a regolari richiami di margine; - gli altri contratti derivati di cui al comma 2, lettera j), aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati, negoziati su un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione, compensati ed eseguiti attraverso stanze di compensazione riconosciute o soggetti a regolari richiami di margine. Le principali finalità associate alla negoziazione di strumenti finanziari derivati sono le seguenti: copertura di posizioni (hedging): si intende proteggere il valore di una posizione da variazioni indesiderate dei prezzi di mercato. L utilizzo dello strumento derivato consente di neutralizzare l andamento avverso del mercato, bilanciando le perdite/guadagni sulla posizione da coprire con i guadagni/perdite sul mercato dei derivati; speculazione: ossia strategie finalizzate a realizzare un profitto basato sull evoluzione attesa del prezzo dell attività sottostante; arbitraggio: quando si sfrutta un momentaneo disallineamento tra l andamento del prezzo del derivato e quello dello strumento sottostante (destinati a coincidere all atto della scadenza del contratto), vendendo lo strumento sopravvalutato e acquistando quello sottovalutato, ottenendo, così, un profitto privo di rischio. Gli strumenti finanziari derivati possono essere simmetrici o asimmetrici. Nel primo caso, entrambi i contraenti (acquirente e venditore) si impegnano ad effettuare una prestazione alla data di scadenza. Viceversa, nei derivati asimmetrici soltanto il venditore è obbligato a soddisfare la volontà del compratore; nei derivati asimmetrici, infatti, il compratore, pagando un prezzo (c.d. premio), acquisisce il diritto di decidere in data futura se effettuare oppure no la compravendita del bene sottostante. Un ulteriore distinzione concerne i derivati negoziati sui mercati regolamentati ed i derivati over-the-counter (OTC). I primi sono rappresentati da contratti le cui caratteristiche sono standardizzate e definite dall autorità del mercato su cui vengono negoziati; tali caratteristiche riguardano l attività sottostante, la durata, il taglio minimo di negoziazione, le 1011 modalità di liquidazione, ecc ; in Italia, il mercato regolamentato degli strumenti derivati è denominato IDEM (Italian Derivative Market) ed è gestito da Borsa Italiana Spa 2. Sul mercato regolamentato circolano strumenti quali futures, opzioni, warrants, covered warrants e ETF. I derivati over-the-counter (OTC) sono, invece, negoziati bilateralmente (direttamente tra le due parti) fuori dai mercati regolamentati; in questo caso, i contraenti possono liberamente stabilire tutte le caratteristiche dello strumento: generalmente si tratta di swap e forward Alcune tipologie di strumenti finanziari derivati negoziati sul mercato regolamentato Il future è un contratto derivato negoziato su mercati regolamentati, mediante il quale acquirente e venditore si impegnano a scambiarsi una determinata quantità di una certa attività finanziaria o reale (detta attività sottostante o underlying asset) a un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una data futura prestabilita. È un contratto simmetrico, in quanto entrambi i contraenti sono obbligati a effettuare una prestazione a scadenza. Nella maggior parte dei casi, i future non si concludono con la consegna fisica del bene sottostante: infatti, gli operatori preferiscono chiudere le posizioni aperte, rivendendo un contratto future precedentemente acquistato o acquistando il contratto future precedentemente venduto; ciò consente di risparmiare sui costi di consegna. Al contrario, se il future giunge a scadenza, potrà essere liquidato per cash settlement (calcolandone il controvalore monetario) oppure potrà avvenire la consegna fisica dell attività sottostante. In quest ultimo caso, l esatta quantità e qualità dei beni consegnabili sono fissate dal mercato in cui tale contratto viene scambiato. L attività sottostante (underlying asset) di un future può essere un azione, un obbligazione, un tasso di interesse a lungo termine, un tasso a breve, una valuta, un indice azionario o una merce (commodity). La dimensione del contratto definisce l ammontare che il venditore dovrà consegnare al compratore per ogni contratto stipulato. In Italia, i future sono negoziati sul mercato IDEM (Italian Derivative Market). Esistono tre tipi di contratti: S&P/Mib Futures (contratto future scritto sull indice S&P/Mib 3 ; ogni punto indice vale 5 euro); Mini S&P/Mib (analogo al precedente, ma con un valore di 1 euro per ciascun punto indice); Single Stock Futures (future scritti su titoli azionari). 2 Esiste anche il mercato SeDeX sul quale vengono, invece, scambiati i derivati cartolarizzati. 3 Indice azionario rappresentativo dell'andamento dei principali 40 titoli azionari (blue chips) quotati su MTA e MTAX. 1112 Al fine di ridurre i rischi di insolvenza, la Clearing House 4 (che in Italia è la Cassa di Compensazione e Garanzia) obbliga i contraenti a liquidare quotidianamente le posizioni aperte in future attraverso il meccanismo del marking-to-market 5. I future possono essere negoziati con tre finalità: copertura, speculazione e arbitraggio. Le opzioni sono contratti derivati che attribuiscono al compratore il diritto di acquistare o vendere un attività sottostante a (oppure entro) una certa data, a un prezzo prefissato. Le opzioni sono contratti derivati asimmetrici, in quanto soltanto il venditore è obbligato a soddisfare le volontà del compratore; quest ultimo, invece, detiene il diritto di decidere se esercitare o meno la facoltà implicita nel contratto. Gli elementi caratteristici di una opzione sono: il sottostante (o underlying): esso può essere un titolo azionario, un indice, una valuta estera (o un tasso di cambio), un contratto future, una merce (commodity) oppure una qualsiasi attività finanziaria o reale. Tutte le opzioni scritte sul medesimo sottostante costituiscono una serie ; la facoltà. Le opzioni che conferiscono al possessore la facoltà di acquistare, in data futura, il sottostante vengono denominate opzioni call. Le opzioni che conferiscono al possessore la facoltà di vendere il sottostante vengono denominate opzioni put. Tutte le opzioni dello stesso tipo (call oppure put) costituiscono una classe ; la scadenza. Le opzioni che conferiscono al possessore il diritto di esercitare la facoltà esclusivamente il giorno che coincide con la scadenza del contratto, vengono denominate opzioni europee, mentre le opzioni che conferiscono al 4 La Clearing House è un organo di mercato che è controparte automatica e speculare (venditrice nei confronti dell acquirente originario e acquirente nei confronti del venditore originario) di tutti i contratti stipulati in un mercato, al fine di limitare il rischio di inadempimento delle transazioni. La garanzia del buon fine delle transazioni è assicurata da due strumenti: la limitazione e la selezione dei soggetti ammessi al mercato (e, quindi, in grado di avere rapporti con la clearing house); la raccolta e la gestione dei margini di garanzia versati dai soggetti ammessi al mercato. 5 Il marking-to-market è un procedimento di controllo del rischio mediante il quale, alla fine di ogni giornata, la clearing house (CC&G) valorizza le posizioni in derivati che risultano ancora aperte, sulla base della quotazione di chiusura del contratto derivato stesso. Con tale procedura, i profitti e le perdite sui contratti derivati sono liquidate giornalmente. Pertanto, la procedura del marking- to- market consiste in un calcolo giornaliero dei profitti e delle perdite associati alle posizioni su strumenti derivati aperte dagli operatori. Sulla base di tale procedura, la CC&G effettua una compensazione tra profitti e perdite relativi al conto di ogni partecipante, con corrispondente versamento dei margini. La controparte che ha subito una perdita si vede addebitare tale perdita sul conto aperto presso la CC&G. Questa somma è automaticamente accreditata alla controparte, che ha registrato un profitto. Qualora, nel caso di perdite, l ammontare scenda al di sotto del margine di mantenimento, la CC&G richiede il reintegro di tale margine (si tratta della somma richiesta dalla Cassa di Compensazione e Garanzia per l apertura e il mantenimento di posizioni in contratti derivati). A meno che l operatore non chiuda la propria posizione, profitti e perdite sono potenziali, soggetti alle variazioni delle quotazioni e sono liquidati solo alla scadenza del contratto. 1213 possessore il diritto di esercitare la facoltà in un qualsiasi giorno entro la scadenza del contratto, vengono denominate opzioni americane; il prezzo di esercizio (prezzo base o strike price) rappresenta il prezzo al quale il possessore dell opzione call oppure put può, rispettivamente, acquistare o vendere l attività sottostante. Il soggetto che acquista una opzione assume una posizione lunga (long), mentre la controparte, che vende l opzione, assume una posizione corta (short). Esistono, pertanto, quattro tipi di posizioni sulle opzioni: - una posizione lunga su una call (diritto di acquistare a termine il sottostante); - una posizione lunga su una put (diritto di vendere a termine il sottostante); - una posizione corta su una call (obbligo di vendere a termine il sottostante se la controparte ne fa richiesta); - una posizione corta su una put (obbligo di acquistare a termine il sottostante se la controparte ne fa richiesta). Dato che le opzioni conferiscono al loro possessore una facoltà e non un obbligo, potranno assumere un valore positivo (nel caso in cui risulti conveniente esercitare la facoltà) o, al massimo, nullo. Le opzioni vengono impiegate dagli operatori con finalità di speculazione, copertura o arbitraggio. In Italia, le opzioni sono negoziate sul mercato IDEM (Italian Derivative Market). Esistono due diverse tipologie di contratti di opzione: le S&P/Mib options (opzioni sull indice S&P/Mib di tipo europeo); e le Iso-Alfa o single stock options (scritte su titoli azionari e di tipo americano). I warrant sono strumenti finanziari derivati che attribuiscono al possessore il diritto di acquistare (warrant call) o di vendere (warrant put) l attività sottostante a (oppure entro) una determinata scadenza ad un prezzo predeterminato. Il warrant è uno strumento derivato molto simile ad un opzione che conferisce al possessore una facoltà di acquisto (call) o di vendita (put) da esercitarsi a oppure entro una certa scadenza (se di tipo europeo oppure americano) su una determinata attività sottostante e ad un prezzo prefissato. Il warrant (di tipo call) è particolarmente utilizzato dalle società al fine di rendere più appetibili le proprie obbligazioni (obbligazioni cum warrant) oppure al fine di raccogliere nuove risorse mediante aumenti di capitale. Il warrant è uno strumento che può circolare separatamente rispetto al titolo principale e può essere negoziato sul mercato MTA 6. 6 Mercato telematico azionario (MTA) gestito da Borsa Italiana Spa, in cui si negoziano azioni (azioni ordinarie, azioni privilegiate, azioni di risparmio), obbligazioni convertibili, warrant, diritti d opzione e certificati rappresentativi di quote di OICR. L MTA è un mercato order driven, in cui la negoziazione e lo scambio degli strumenti finanziari avvengono attraverso un meccanismo d asta, che fa incontrare domanda e offerta: lo scambio ha luogo tra chi offre il prezzo più basso in vendita e chi offre il prezzo più alto in acquisto. I titoli sono scambiati attraverso un meccanismo a doppio lato (two sides): le offerte di 1314 Il warrant si differenzia dall opzione per il fatto di essere un titolo (e non un contratto), per una maggiore durata e per la mancanza di un sistema di margini 7. Il covered warrant è uno strumento finanziario derivato emesso da un intermediario finanziario che conferisce all acquirente il diritto di acquistare (covered warrant call) o vendere (covered warrant put) un attività sottostante a un prezzo prestabilito (prezzo di esercizio o strike price) a (o entro) una scadenza prefissata. L esercizio di un covered warrant può comportare la consegna fisica del sottostante oppure la liquidazione monetaria della differenza, se positiva, tra il prezzo dell underlying e lo strike price (nel caso di covered warrant call) o della differenza, se positiva, tra lo strike price e il prezzo dell underlying (nel caso di covered warrant put). Attualmente, tutti i covered warrant negoziati sul SeDeX 8 prevedono la liquidazione monetaria automatica a scadenza in caso di importo differenziale positivo. Con riferimento allo stile di esercizio, un covered warrant è di tipo americano se può essere esercitato in ogni momento nel corso della sua efficacia; è, invece, di tipo europeo se può essere esercitato solo a scadenza. Il soggetto che investe in un covered warrant call ha delle aspettative di rialzo dell underlying (analogamente all acquirente di una opzione call), in quanto beneficia di un importo di liquidazione tanto più elevato quanto più alto è il valore del sottostante (viceversa per i covered warrant put). Rispetto a un investimento diretto nell attività sottostante, l esborso monetario necessario per investire in covered warrant (il premio) è inferiore, ma il rischio di perdere tutto il capitale investito è molto più elevato: è sufficiente che, a scadenza, il prezzo dell underlying sia inferiore allo strike per i call, viceversa per i put. Al pari degli altri strumenti derivati, anche i covered warrant possono essere impiegati a fini di copertura dei rischi. Infatti, chi, sottoscrivendo questo strumento, acquista il diritto a ricevere (covered warrant call) in una data futura una merce, una somma di denaro in valuta estera o titoli, si copre dal rischio di aumento del prezzo dell attività sottostante che ha in portafoglio. Viceversa, chi attraverso la sottoscrizione del covered warrant si obbliga a consegnare a termine l attività sottostante (covered warrant put), si copre dal rischio di una riduzione del prezzo dell attività sottostante. prezzo vengono fatte sia dagli acquirenti che dai venditori delle azioni. Il sistema telematico visualizza le proposte di negoziazione all interno di un book che compare sui terminali degli operatori autorizzati. 7 I margini sono le attività costituite a garanzia dai partecipanti a un sistema di controparte centrale (ossia il soggetto che, frapponendosi tra due contraenti per mezzo della novazione dell obbligazione originaria, si costituisce come il compratore del contratto venduto e il venditore del contratto acquistato, garantendo il buon fine delle obbligazioni assunte; in Italia, le funzioni di controparte centrale sono svolte dalla Cassa di Compensazione e Garanzia). I margini proteggono la Controparte Centrale, e quindi il mercato, dall inadempienza o default dei partecipanti al sistema. 8 Il mercato SeDeX (Securities Derivative Exchange o Mercato Telematico dei Securitised Derivatives) è il mercato gestito da Borsa Italiana Spa sul quale vengono negoziati Covered Warrant e Certificate. 1415 Nonostante le numerose analogie con le opzioni, i covered warrant si differenziano in alcuni particolari: sono rappresentati da un titolo, ossia sono cartolarizzati, mentre le opzioni sono contratti; possono essere emessi soltanto da istituzioni bancarie (in genere banche di investimento); sono negoziati su un mercato a pronti e non sul mercato dei derivati; hanno una scadenza più elevata. Gli Exchange Traded Fund (ETF: fondi scambiati sul mercato regolamentato ) rappresentano una tipologia di fondi comuni o SICAV (società di investimento a capitale variabile) a gestione passiva (v. infra), negoziati in Borsa come un comune titolo azionario, attraverso una banca o un qualsiasi intermediario autorizzato. Un ETF riassume in sé le caratteristiche proprie di un fondo e di un azione, consentendo agli investitori di sfruttare i punti di forza di entrambi gli strumenti: diversificazione e riduzione del rischio propria dei fondi; flessibilità e trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale delle azioni che consentono una valorizzazione immediata delle quote e conferiscono all investitore la possibilità di utilizzarli per investimenti in un ottica di mediolungo, di breve o di brevissimo periodo. Gli ETF si prestano, infatti, a diverse modalità di impiego: investimento di medio-lungo termine (gli ETF non hanno una scadenza); trading di breve periodo (anche intraday), al fine di cogliere i momenti di rialzo dell indice benchmark (attraverso un acquisto e la successiva immediata vendita dell ETF); vendita allo scoperto (short selling), con la finalità di assumere una posizione ribassista sull indice benchmark (se il servizio è offerto dal proprio intermediario). Uno dei principali vantaggi degli ETF consiste nella presenza di costi contenuti, in termini di commissioni di gestione a carico dell investitore. Ciò deriva tipicamente dalla gestione passiva, atta a replicare esattamente l indice del proprio benchmark, ossia l indice del mercato di riferimento: ciò implica un intervento minimo dell asset manager, oltre ad un basso tasso di rotazione degli investimenti (caratteristico di un portafoglio indicizzato). Le commissioni annue sono applicate proporzionalmente al periodo di detenzione degli ETF e i prezzi di acquisto e di vendita sul mercato sono già al netto di tali commissioni. La maggior parte degli ETF sono a distribuzione, ossia distribuiscono i dividendi. 1516 1.3. Alcune tipologie di derivati over the counter I derivati over-the-counter (OTC) sono negoziati bilateralmente (direttamente tra le due parti) fuori dai mercati regolamentati: pertanto, i contraenti possono liberamente stabilire tutte le caratteristiche dello strumento. Generalmente, i derivati over-the-counter sono gli swap e i forward. Lo swap è un contratto derivato simmetrico con il quale due soggetti si impegnano a scambiare periodicamente delle somme di denaro calcolate applicando al medesimo capitale (detto nozionale) due diversi parametri riferiti a due diverse variabili di mercato. Il capitale nozionale, invece, è oggetto di scambio tra le parti soltanto in alcune tipologie di swap. Lo swap è uno strumento molto simile al forward rate agreement (v. infra), con la differenza che il contratto non prevede un unico scambio, bensì una serie di pagamenti futuri. Gli swap non sono negoziati sui mercati regolamentati, ma vengono di volta in volta stipulati mediante accordi bilaterali tra le parti interessate (mercato over the counter-otc). Tali strumenti vengono utilizzati con diverse finalità: per trasformare la natura di un attività o di una passività (ad esempio, una posizione da tasso fisso a tasso variabile o viceversa), per motivi di copertura oppure con finalità speculative. In base al tipo di parametro o variabile di mercato si possono distinguere: swap su tassi di interesse (interest rate swap); swap su valute (currency swap); swap su merci (commodity swap); swap sul rischio di credito. In base alla metodologia di calcolo delle somme che le parti si impegnano a scambiare, si possono distinguere: fixed to fixed swap 9 ; fixed to floating swap 10 ; floating to floating swap 11 ; plain vanilla swap 12 ; 9 Contratto swap, appartenente alla categoria dei currency swap, in cui una controparte paga interessi a tasso fisso su una valuta e riceve dall altra controparte interessi a tasso fisso sull altra valuta. 10 In un fixed to floating swap, l acquirente si impegna ad effettuare pagamenti calcolati applicando un tasso di interesse fisso (concordato) ad un capitale nozionale espresso in una determinata valuta, mentre la controparte si impegna ad effettuare pagamenti periodici applicando un tasso di interesse variabile ad un capitale nozionale espresso in una diversa valuta. 11 In un floating to floating swap, l acquirente si impegna ad effettuare pagamenti calcolati applicando un tasso di interesse variabile (concordato) ad un capitale nozionale espresso in una determinata valuta, mentre la controparte si impegna ad effettuare pagamenti periodici applicando un altro tasso di interesse variabile al capitale nozionale espresso in una diversa valuta. 1617 total rate of return swap 13. Il credit default swap Il credit default swap (CDS) è un contratto swap appartenente alla categoria dei derivati sul rischio di credito che offre la possibilità di coprirsi dall eventuale insolvenza di un debitore contro il pagamento di un premio periodico. Pertanto, il CDS è un contratto con il quale il detentore di un credito (protection buyer) si impegna a pagare una somma fissa periodica, in genere espressa in basis point rispetto a un capitale nozionale, a favore della controparte (protection seller) che, di converso, si assume il rischio di credito gravante su quella attività nel caso in cui si verifichi un evento di default futuro ed incerto (credit event). La somma periodica che il creditore paga è in genere commisurata al rischio e alla probabilità di insolvenza del soggetto terzo debitore. L aspetto fondamentale del CDS consiste nel fatto che sia il protection buyer che il protection seller possono anche non avere alcun rapporto di credito con il terzo soggetto, in quanto il contratto prescinde dalla presenza di quest ultimo; il sottostante è unicamente il merito creditizio e non il vero e proprio credito. Il forward è un contratto derivato con cui due parti si accordano per scambiare in una data futura una certa attività a un prezzo fissato al momento della conclusione del contratto. Più nel dettaglio, il forward è un contratto di compravendita a termine negoziato OTC (over the counter) avente come sottostante un bene reale oppure un attività finanziaria. E un contratto derivato simmetrico, poiché entrambi i contraenti sono obbligati ad effettuare una prestazione a scadenza. La parte che assume la posizione lunga si impegna ad acquistare l attività sottostante alla data pattuita pagando il prezzo concordato; al contrario, la controparte che assume la posizione corta si impegna a vendere tale attività alla medesima data e al medesimo prezzo. Il prezzo concordato viene detto prezzo di consegna (delivery price) e viene concordato all atto della stipula del forward in modo tale che il valore iniziale del contratto sia nullo. Pertanto, l assunzione di una posizione, lunga o corta, in forward non comporta alcun esborso monetario immediato. 12 Contratto swap su tasso di interesse (interest rate swap), in base al quale due controparti si impegnano a scambiarsi reciprocamente un flusso di interessi a tasso fisso e uno a tasso variabile denominati nella stessa valuta. 13 Contratto di swap che permette a una parte di scambiare la serie di flussi di cassa provenienti da una posizione creditoria rischiosa o dal possesso di un obbligazione (reference obligation) con una serie di flussi di cassa, versati dalla controparte, di ammontare predeterminato e senza rischio o allineati a un certo tasso di mercato (reference rate). 1718 Forward rate agreement Il forward rate agreement (FRA) è un contratto derivato in base al quale le parti si accordano per scambiarsi, alla scadenza del contratto, la differenza tra un tasso fisso (tasso forward) e un tasso variabile di mercato (settlement rate) moltiplicato per la durata del contratto e per il capitale nozionale. Il periodo che intercorre tra la data di stipula del contratto e la data a partire dalla quale iniziano a decorrere gli interessi è detto grace period (periodo di grazia), che permette di immunizzarsi contro future variazioni del tasso di interesse. Il venditore del FRA riceverà il pagamento in base al tasso fisso ed effettuerà il versamento in base al tasso variabile, mentre il compratore incasserà il pagamento in base al tasso variabile ed effettuerà il versamento in base al tasso fisso. Dato che entrambi i contraenti sono obbligati a effettuare la propria prestazione, il FRA è un contratto derivato simmetrico. Il FRA permette di immunizzarsi contro future variazioni del tasso di interesse; con il FRA è infatti possibile investire, o indebitarsi, a una data futura al tasso forward corrente. La vendita del FRA permette a un soggetto che dovrà effettuare un investimento futuro di bloccare il tasso forward corrente. In tal modo, se al momento dell investimento il tasso di mercato è inferiore al tasso FRA, il venditore del contratto riceve tale differenza, mentre il contrario accade se si verifica la situazione opposta. In ogni caso, l investitore/venditore del FRA otterrà dal suo investimento futuro un rendimento pari al tasso forward iniziale. Per tale motivo, il venditore di un FRA è tipicamente un soggetto che si attende (o che teme) un futuro ribasso dei tassi di interesse, viceversa il compratore di un FRA è colui che si attende (o che teme) un aumento dei tassi Le obbligazioni strutturate Pare opportuno dedicare un breve cenno alle obbligazioni strutturate: si tratta di titoli obbligazionari che incorporano all interno di uno strumento di debito di tipo tradizionale un contratto derivato, solitamente di tipo opzionale (v. supra 1.2.). Più precisamente, le obbligazioni strutturate sono strumenti finanziari a rendimento variabile che nascono dalla combinazione di un obbligazione ordinaria con uno o più contratti derivati. La componente obbligazionaria garantisce il rimborso del capitale a scadenza (per l intero valore nominale) più eventuali cedole periodiche, mentre la componente derivata determina la variabilità del rendimento. La componente derivata può consistere in una opzione (in tal caso, il possessore percepirà una cedola variabile contestualmente al rimborso del capitale) oppure in uno swap (v. supra 1.3.: in tal caso, il possessore percepirà cedole periodiche di importo variabile). Le obbligazioni strutturate possono essere classificate in funzione sia del tipo di attività sottostante la componente derivata sia della struttura di indicizzazione (o del tipo di strumento derivato incorporato nel titolo). 1819 In Italia, le obbligazioni strutturate più diffuse sono le equity o index linked, in genere collocate dalle compagnie assicurative sotto forma di polizze vita. Le obbligazioni equity linked sono obbligazioni strutturate il cui rendimento è indicizzato all andamento di una azione o di un paniere di azioni. Esse sono costituite dall unione di un obbligazione ordinaria e di una opzione call (scritta su un titolo azionario) implicitamente venduta dall emittente al sottoscrittore. La componente obbligazionaria garantisce il rimborso del valore nominale a scadenza più, eventualmente, alcune cedole nel corso della vita del titolo. La componente opzionale determina, invece, l ammontare del premio che l obbligazionista incassa a scadenza contestualmente al capitale investito. Tale premio è calcolato in funzione di un tasso di interesse pari al massimo tra un tasso fisso stabilito nel prospetto informativo (rendimento minimo garantito), ed il rendimento del titolo azionario sottostante realizzato nel periodo di vita dell obbligazione. Spesso, il rendimento minimo garantito è pari a zero, pertanto, qualora l azione sottostante subisca un ribasso nel periodo di osservazione, l obbligazionista non percepirà alcun interesse. In funzione del tipo di opzione associata all obbligazione ordinaria le equity linked si distinguono in: equity linked plain vanilla (il premio dipende dalla differenza, se positiva, tra il valore finale ed il valore iniziale del titolo sottostante); average equity linked bond (il premio dipende dalla differenza, se positiva, tra il prezzo medio del titolo sottostante ed il suo valore iniziale). Le obbligazioni index linked sono obbligazioni strutturate il cui rendimento dipende dalle performance di uno o più indici di mercato. Esse sono infatti costituite dall unione di un obbligazione ordinaria e di una opzione call scritta su un indice implicitamente venduto dall emittente al sottoscrittore. La componente obbligazionaria garantisce il rimborso del valore nominale a scadenza più, eventualmente, alcune cedole nel corso della vita del titolo. La componente opzionale determina, invece, l ammontare del premio che l obbligazionista incassa a scadenza contestualmente al capitale investito. Tale premio è calcolato in funzione di un tasso di interesse pari al massimo tra un tasso fisso stabilito nel prospetto informativo (rendimento minimo garantito), e il rendimento dell indice sottostante realizzato nel periodo di vita dell'obbligazione. Spesso il rendimento minimo garantito è pari a zero, pertanto, qualora l indice subisca un ribasso nel periodo di osservazione, l obbligazionista non percepirà alcun interesse. In funzione del tipo di opzione associata all'obbligazione ordinaria le index linked si distinguono in: 1920 index linked plain vanilla (il premio dipende dalla differenza, se positiva, tra il valore finale ed il valore iniziale dell indice); average index linked bond (il premio dipende dalla differenza, se positiva, tra il prezzo medio dell indice sottostante ed il suo valore iniziale) Gli strumenti finanziari derivati: brevi annotazioni La diffusione degli strumenti finanziari derivati è fenomeno recente, che s inquadra nell elaborazione di strategie finanziarie volte a permettere ai soggetti operanti sul mercato di garantirsi da rischi finanziari connessi alla loro attività o di realizzare una gestione attiva dell indebitamento, adeguandolo all evoluzione delle condizioni di mercato per fruire delle opportunità derivanti dalle oscillazioni dei tassi d interesse. Un accorto impiego di questi strumenti può consentire, infatti, di modificare le caratteristiche del debito esistente, ristrutturandolo in maniera conveniente e riducendo, per conseguenza, l esposizione complessiva, senza estinguerlo anticipatamente o rinegoziarne le condizioni (operazioni che possono essere, in talune circostanze, onerose o impossibili). Ad esempio, attraverso un contratto di interest rate swap è possibile ottenere su un debito a tasso d interesse fisso effetti corrispondenti all applicazione di un tasso variabile, o viceversa, ovvero mutare l indice di riferimento per un debito contratto a tasso d interesse variabile, o, ancora, modificare i tempi di pagamento degli interessi o del capitale. L operazione può servire per ristrutturare l intero debito pregresso oppure quote di esso, ad esempio per diversificarne le caratteristiche in modo da ridurre il rischio complessivo. La diversificazione può riferirsi a tre elementi: tipo d indicizzazione (tasso fisso o variabile con differenti indici); scadenza (breve, media, lunga); divisa (valuta nazionale o estera) 14. Le descritte operazioni finanziarie possono risultare, per converso, svantaggiose qualora le scelte operate si fondino su un analisi erronea. Può, infatti, verificarsi che le scelte compiute non siano corrispondenti alla struttura di attività e passività del bilancio del soggetto che le compie, sia perché, invece di diversificare la struttura del debito ne accentuino gli squilibri, sia perché, nel determinare le date per la regolazione periodica dei flussi di 14 Le decisioni a ciò relative si fondano su una tecnica di gestione integrata dell attivo e del passivo (cosiddetto asset liability management) che prevede un analisi articolata in quattro passaggi: determinazione del rischio complessivo attuale, mediante raccolta dei dati sulla struttura del bilancio che individui, in un periodo pluriennale, le conseguenze derivanti dalla scadenza delle attività e delle passività in esso presenti; effetto di possibili variazioni dei tassi d interesse nel periodo considerato; confronto tra il rischio effettivo risultante dalle analisi suddette con il rischio voluto, ossia il livello di rischio che s intende affrontare; eventuale introduzione di strumenti finanziari volti a ridurre l esposizione al rischio, tenendo conto anche dei costi dei relativi contratti. 20 Vedere altro
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