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Timestamp: 2019-02-20 13:13:35+00:00

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11 | Maggio | 2018 | Edscuola
Archivi giornalieri: venerdì 11 Maggio 2018
Accesso ai corsi accademici di I livello
AFAM, firmato il decreto sui percorsi propedeutici per l’accesso ai corsi accademici di I livello
Emanato l’11 maggio 2018 il decreto che prevede la possibilità per gli Istituti Superiori di studi musicali e coreutici previsti dalla legge 508/1999 e dal dpr 212/2005 di organizzare corsi propedeutici per la preparazione delle prove per l’accesso ai corsi di studio accademici di primo livello dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Una formazione di altissimo livello che punta a intercettare e valorizzare, fin dalla scuola secondaria di II grado, i talenti di studentesse e studenti, rafforzando il rapporto fra il sistema dell’istruzione e quello dell’AFAM. Il decreto si inserisce nell’ambito di un più complessivo piano di rilancio della promozione dell’arte e della cultura umanistica nel sistema scolastico e di istruzione superiore previsto dalla legge 107 del 2015 e ha avuto ieri il via libera in Conferenza Unificata.
Ape volontaria: quali requisiti e come presentare la domanda
La legge di Bilancio 2018 ha prorogato al 31 dicembre 2019 la possibilità di fare domanda di Ape volontaria, ovvero l’Anticipo finanziario a garanzia pensionistica che può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata.
Ad aprile, l’Inps ha fatto sapere che sono state 1.736 le domande di anticipo pensionistico, a cui poi bisognerà sommare quelli della nuova finestra aperta in seguito alla deroga della Legge di bilancio 2018. Facciamo chiarezza riepilogando i punti salienti della misura.
Per rientrare nella misura, bisogna avere almeno 63 anni di età e 36 anni di contributi se si rientra nelle 15 mansioni gravose, tra cui le educatrici e i maestri della scuola dell’infanzia (come è già accaduto per qualche migliaia nel 2017). Oppure, sempre avendo compiuto almeno 63 anni di età, trovarsi nella condizione di disoccupazione ma avendo accumulato non meno di 30 anni di contributi, così come già segnalato da La Tecnica della Scuola.
Alla deroga potranno accedere poi i lavoratori che assistono parenti di primo grado con disabilità grave oppure i dipendenti portatori di invalidità pari almeno al 74%.
Può inviare la domanda chi ha inviato certificazione del diritto all’Inps.
L’Ape volontaria, si basa sulla sottoscrizione di una convenzione con banche e assicurazioni che anticipano i soldi al pensionando, per poi riscuoterli trattenendoli dall’assegno di quiescenza, con gli interessi, nel corso di 20 anni che partono dalla data di pensionamento indicata dalla riforma Fornero.
Ecco alcune informazioni su chi potrà chiedere l’Ape volontaria e quali saranno i costi della misura sperimentale valida fino al 2019, così come segnalato dal sito dell’Inps.
Assieme al prestito previdenziale associato all’Ape, è prevista una polizza assicurativa sulla vita del pensionato. Se il beneficiario del prestito previdenziale muore prima di aver rimborsato tutte le rate dovute, un’impresa assicuratrice si impegna a farlo al suo posto senza che restino debiti pendenti sugli eredi.
Chiarimenti Miur per i lavoratori della scuola
Come riportato in precedenza, la nota 20038 del 19 aprile del Ministero dell’Istruzione ha ribadito che coloro che avranno il riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale e riceveranno pertanto la comunicazione INPS di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale prima dell’inizio del nuovo anno scolastico 2018/19, potranno presentare la domanda cartacea di cessazione con decorrenza dal 1° settembre 2018.
Avanguardie Educative, individuazione di Scuole polo: scadenza 7 giugno
L’Indire ha indetto una procedura comparativa per la selezione di candidature di Istituzioni Scolastiche per la creazione di elenchi regionali di scuole polo AE del progetto “Avanguardie Educative” (CUP: B51I18000420001) e “PON Processi di innovazione organizzativa e metodologica – Avanguardie educative” (CUP: B55G17000000006) per la stipula di accordi ex art. 15 L. 241/1990.
L’avviso è finalizzato alla predisposizione di elenchi regionali di scuole polo AE ed è rivolto ad istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado pubbliche e paritarie che abbiano aderito al Movimento “Avanguardie Educative” ed abbiano adottato e consolidato almeno 1 delle idee della “Galleria” del Movimento. Con le scuole individuate potranno essere stipulati 25 accordi ex art. 15 L. 241/1990 per disciplinare lo svolgimento, in collaborazione con l’Indire, di attività di coordinamento a livello regionale di attività di informazione, formazione, diffusione e sostegno alle scuole aderenti al Movimento AE e ai processi d’innovazione.
Con 15 delle scuole individuate potranno essere stipulati anche accordi aggiuntivi ex art. 15 L. 241/1990 per disciplinare l’organizzazione e le relative attività formative, in collaborazione con l’Indire, di 15 seminari residenziali nazionali (uno per ciascuna delle idee della “Galleria”) previsti nell’ambito del progetto PON Processi di innovazione organizzativa e metodologica – Avanguardie educative.
Le scuole interessate potranno presentare la propria candidatura online da mercoledì 9 maggio fino alle ore 23,59 di giovedì 7 giugno 2018.
Link alla candidatura online
Per informazioni e assistenza nella compilazione della candidatura: bandoscuolepoloae@indire.it.
A maggio e nei prossimi mesi è bene tener presenti alcune scadenze riguardanti la mobilità per l’a.s. 2018/2019.
In particolare, le istanze vanno presentate entro il:
14 maggio 2018, per il personale ATA;
16 maggio 2018, per gli insegnanti di religione cattolica;
28 maggio 2018, per il personale educativo.
Le altre scadenze per il suddetto personale sono:
termine ultimo comunicazione a SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili: 22 giugno 2018
pubblicazione dei movimenti: 10 luglio 2018
termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili: 22 giugno 2018
pubblicazione dei movimenti: 16 luglio 2018
insegnanti di religone
richieste di revoca: 18 giugno 2018
pubblicazione dei movimenti: 30 giugno 2018.
Per quanto riguarda infine il personale docente, queste sono le date da ricordare:
termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili: 11 maggio 2018
pubblicazione dei movimenti: 8 giugno 2018
pubblicazione dei movimenti: 30 maggio 2018
termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili: 5 giugno 2018
pubblicazione dei movimenti: 25 giugno 2018
pubblicazione dei movimenti: 28 maggio 2018 movimenti ai sensi del comma 9 dell’ art 4 del CCNI e 4 giugno 2018 movimenti ai sensi del comma 10 dell’ art 4 del CCNI.
Certificazione delle competenze, le nuove Linee guida
il D.L.vo n. 62 del 13 aprile 2017 e i decreti ministeriali attuativi hanno introdotto delle novità per quanto riguarda le Linee Guida sulla valutazione autentica nelle scuole.
Ma cosa è cambiato in questi modelli? Come si armonizzeranno, per la scuola secondaria di primo grado, la certificazione delle competenze effettuata dalle scuole con le “indicazioni descrittive” a seguito delle prove nazionali di Italiano e Matematica e con la “certificazione sulle abilità di comprensione ed uso nella lingua Inglese”, rilasciate dall’Invalsi?
Ma soprattutto, in che modo realizzare prove autentiche efficaci e non troppo dispendiose in termini di tempo e di risorse?
Le nuove Linee guida riprendono il tema della certificazione delle competenze ed offrono alle scuole ulteriori contributi di chiarimento anche su aspetti ancora poco considerati nell’ambito della cosiddetta valutazione autentica.
La nota Miur dello scorso 9 gennaio spiega, per quanto riguarda le Linee guida, che la certificazione delle competenze, che accompagna il documento di valutazione degli apprendimenti e del comportamento degli alunni, rappresenta un atto educativo legato ad un processo di lunga durata e aggiunge informazioni utili in senso qualitativo in quanto descrive i risultati del processo formativo, quinquennale e triennale, anche in vista della ulteriore certificazione delle competenze al termine dell’obbligo di istruzione del secondo ciclo. Tale operazione, pertanto, piuttosto che come semplice trasposizione degli esiti degli apprendimenti disciplinari, va intesa come valutazione complessiva in ordine alla capacità degli allievi di utilizzare i saperi acquisiti per affrontare compiti e problemi, complessi e nuovi, reali o simulati.
Con la certificazione si vuole richiamare l’attenzione sul nuovo costrutto della competenza, che impone alla scuola di ripensare il proprio modo di procedere, suggerendo di utilizzare gli apprendimenti acquisiti nell’ambito delle singole discipline all’interno di un più globale processo di crescita individuale.
I singoli contenuti di apprendimento rimangono i mattoni con cui si costruisce la competenza personale. Non ci si può quindi accontentare di accumulare conoscenze, ma occorre trovare il modo di stabilire relazioni tra esse e con il mondo al fine di elaborare soluzioni ai problemi che la vita reale pone quotidianamente.
Progettare l’attività didattica in funzione delle competenze e della loro certificazione richiede una professionalità docente rinnovata e attenta alle domande, anche e soprattutto implicite, che possono venire dagli alunni.
Se intesa in questa prospettiva di complessivo rinnovamento didattico, la valutazione e certificazione delle competenze possono costituire un’occasione importante per realizzare l’autonomia delle scuole e valorizzare la creatività e la responsabilità professionale degli insegnanti.
La certificazione è strumento utile per sostenere e orientare gli alunni nel loro percorso di apprendimento dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado e, successivamente, sino al conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica professionale.
La formulazione di una certificazione di competenze fondata su evidenze, presuppone una progettazione curricolare e una pianificazione dell’offerta didattica e degli ambienti di apprendimento tali da mettere l’allievo in situazione e in azione per acquisire conoscenze e abilità attraverso l’esperienza, ma anche per riflettere metacognitivamente e sviluppare metodi per acquisire informazioni, trasformare la realtà, generalizzare quanto appreso.
È inoltre indispensabile che gli allievi possano collaborare e interagire tra di loro per sviluppare atteggiamenti partecipativi, collaborativi ed empatici.
L’osservazione degli alunni in contesti d’apprendimento così concepiti, permetterà anche una valutazione del profitto più ricca e articolata, che terrà conto non solo delle conoscenze e delle abilità più semplici o di come l’allievo risponde ai compiti e agli esercizi scolastici.
La valutazione di profitto, quindi in questa prospettiva, si avvicinerebbe, pur non sovrapponendosi completamente, alla valutazione delle competenze e le votazioni in decimi potrebbero corrispondere, come recita il D. lvo 62/2017, all’art. 2, a “differenti livelli di apprendimento”, che richiedono di essere descritti nella loro progressione qualitativa.
A tal proposito, in merito alla certificazione delle competenze e le nuove Linee guida, La Tecnica della Scuola organizza un corso online in modalità webinar martedì 15 e venerdì 25 maggio dalle ore 16 alle 19.
Attuazione della direttiva (UE) 2016/801 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2016, relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o progetti educativi e collocamento alla pari. (18G00097)
(GU Serie Generale n.141 del 20-06-2018)
Visti gli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234,
recante norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla
formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche
Vista la direttiva (UE) 2016/801 del Parlamento europeo e del
Consiglio, dell’11 maggio 2016, relativa alle condizioni di ingresso
e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di ricerca,
studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o
progetti educativi, e collocamento alla pari;
atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2016-2017, e
in particolare l’articolo 1 e l’allegato A;
Visto l’articolo 1-bis del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105,
convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1 della legge
11 luglio 2003, n. 170, recante disposizioni urgenti per le
universita’ e gli enti di ricerca, nonche’ in materia di abilitazione
all’esercizio di attivita’ professionali;
394, recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni
dello straniero a norma dell’articolo 1, comma 6, del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
Considerato che le competenti Commissioni parlamentari della Camera
dei deputati e del Senato della Repubblica non hanno espresso il
parere entro il termine di cui all’articolo 31, comma 3, della legge
24 dicembre 2012, n. 234;
riunione dell’8 maggio 2018;
concerto con i Ministri dell’interno, del lavoro e delle politiche
sociali, degli affari esteri e della cooperazione internazionale,
della giustizia e dell’economia e delle finanze;
All’articolo 5 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e
1) dopo le parole: «istituzioni scolastiche,» sono inserite le
seguenti: «istituti tecnici superiori, istituzioni»;
2) le parole: «secondo quanto disposto dall’articolo 22, comma
11-bis» sono sostituite dalle seguenti: «secondo quanto disposto
dall’articolo 39-bis. 1».
All’articolo 22 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
il comma 11-bis e’ abrogato;
All’articolo 27-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.
286, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
«1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell’interno e degli affari
esteri e della cooperazione internazionale, da emanarsi entro il 30
giugno di ogni anno, sentito il Consiglio nazionale del terzo
settore, di cui all’articolo 59 del decreto legislativo 3 luglio
2017, n. 117, e’ determinato il contingente annuale degli stranieri
ammessi a partecipare a programmi di attivita’ di volontariato di
interesse generale e di utilita’ sociale ai sensi del presente testo
Nell’ambito del contingente di cui al comma 1 e’ consentito
l’ingresso e il soggiorno di cittadini stranieri di eta’ compresa tra
i 25 e i 35 anni per la partecipazione ad un programma di attivita’
di volontariato di interesse generale e di utilita’ sociale, di cui
all’articolo 5, comma 1 del decreto legislativo n. 117 del 2017,
previo rilascio di apposito nulla osta, a seguito della verifica dei
a) appartenenza dell’organizzazione promotrice del programma
di volontariato ad una delle seguenti categorie che svolgono
attivita’ senza scopo di lucro e di utilita’ sociale: 1) enti del
Terzo settore iscritti al Registro unico del Terzo settore (RUN), di
cui all’articolo 45 del decreto legislativo n. 117 del 2017; 2)
organizzazioni della societa’ civile e altri soggetti iscritti
nell’elenco di cui all’articolo 26, comma 3, della legge 11 agosto
2014, n. 125; 3) enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, in base
alla legge 20 maggio 1985, n. 222, nonche’ enti civilmente
riconosciuti in base alle leggi di approvazione di intese con le
confessioni religiose ai sensi dell’articolo 8, terzo comma, della
l’organizzazione promotrice e responsabile del programma delle
attivita’ di volontariato di interesse generale e di utilita’
sociale, in cui siano specificate: 1) le attivita’ assegnate al
volontario; 2) le modalita’ di svolgimento delle attivita’ di
volontariato, nonche’ i giorni e le ore in cui sara’ impegnato in
dette attivita’; 3) le risorse stanziate per provvedere alle sue
spese di viaggio, vitto, alloggio e denaro per piccole spese
sostenute e documentate direttamente dal volontario per tutta la
durata del soggiorno; 4) l’indicazione del percorso di formazione
anche per quanto riguarda la conoscenza della lingua italiana;
c) sottoscrizione obbligatoria da parte dell’organizzazione
promotrice e responsabile del programma di volontariato di una
polizza assicurativa per le spese relative all’assistenza sanitaria,
alla responsabilita’ civile verso terzi e contro gli infortuni
collegati all’attivita’ di volontariato;
d) assunzione della piena responsabilita’ per la copertura
delle spese relative al soggiorno del volontario, per l’intero
periodo di durata del programma stesso di volontariato, nonche’ per
il viaggio di ingresso e ritorno. In conformita’ a quanto disposto
dall’articolo 17 del decreto legislativo n.117 del 2017, l’attivita’
del volontario impegnato nelle attivita’ del programma di
volontariato non puo’ essere retribuita dall’ente promotore e
responsabile del programma medesimo. Al volontario possono essere
rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate
per l’attivita’ prestata, entro limiti massimi e alle condizioni
preventivamente stabilite dall’ente medesimo. Sono in ogni caso
vietati rimborsi spese di tipo forfettario.»;
b) al comma 3, le parole «al comma 1» sono sostituite dalle
seguenti: «ai commi 1 e 2» e dopo la parola «rilascia» sono inserite
le seguenti: «entro quarantacinque giorni»;
«4-bis. Il nulla osta e’ rifiutato e, se gia’ rilasciato, e’
revocato quando:
a) non sono rispettate le condizioni di cui ai commi 1, 2 e
b) i documenti presentati sono stati ottenuti in maniera
fraudolenta o contraffatti;
c) l’organizzazione o l’ente di cui al comma 2, lettera a),
non ha rispettato i propri obblighi giuridici in materia di
previdenza sociale, tassazione, diritti dei lavoratori, condizioni di
lavoro o di impiego, previsti dalla normativa nazionale o dai
contratti collettivi applicabili;
d) l’organizzazione o l’ente di cui al comma 2, lettera a),
e’ stata oggetto di sanzioni a causa di lavoro irregolare.
4-ter. Nei casi di cui al comma 4-ter, lettere c) e d), la
decisione di rifiuto o di revoca e’ adottata nel rispetto del
principio di proporzionalita’ e tiene conto delle circostanze
specifiche del caso. La revoca del nulla osta e’ comunicata in via
telematica agli uffici consolari all’estero.»;
d) al comma 5, il primo periodo e’ sostituito dai seguenti:
«Entro otto giorni lavorativi dall’ingresso nel territorio nazionale,
il volontario dichiara la propria presenza allo sportello unico per
l’immigrazione che ha rilasciato il nulla osta, ai fini
dell’espletamento delle formalita’ occorrenti al rilascio del
permesso di soggiorno ai sensi del presente testo unico. Il permesso
di soggiorno, che reca la dicitura «volontario» e’ rilasciato dal
questore, con le modalita’ di cui all’articolo 5, comma 8, entro
quarantacinque giorni dall’espletamento delle formalita’ di cui al
primo periodo, per la durata del programma di volontariato e di norma
per un periodo non superiore ad un anno.»;
e) dopo il comma 5, e’ inserito il seguente:
«5-bis. Il permesso di soggiorno non e’ rilasciato o il suo
rinnovo e’ rifiutato, ovvero, se gia’ rilasciato, e’ revocato nei
a) e’ stato ottenuto in maniera fraudolenta o e’ stato
b) se risulta che il volontario non soddisfaceva o non
soddisfa piu’ le condizioni di ingresso e di soggiorno previste dal
presente testo unico o se soggiorna per fini diversi da quelli per
cui ha ottenuto il nulla osta ai sensi del presente articolo.»;
f) dopo il comma 6, e’ inserito il seguente:
«6-bis. La documentazione e le informazioni relative alla
sussistenza delle condizioni di cui al presente articolo sono fornite
in lingua italiana.».
All’articolo 27-ter del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.
a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Ingresso e soggiorno
per ricerca» e, al comma 1, dopo le parole: «in possesso di un
titolo» sono inserite le seguenti: «di dottorato o di un titolo»;
b) dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano agli
a) che soggiornano a titolo di protezione temporanea o per
b) che soggiornano in quanto beneficiari di protezione
internazionale come definita dall’articolo 2, comma 1, lettera a),
del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, e successive
modificazioni, ovvero hanno richiesto il riconoscimento di tale
protezione e sono in attesa di una decisione definitiva;
c) che sono familiari di cittadini dell’Unione europea che
hanno esercitato o esercitano il diritto alla libera circolazione ai
sensi del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, e successive
modificazioni, o che, insieme ai loro familiari e a prescindere dalla
cittadinanza, godano di diritti di libera circolazione equivalenti a
quelli dei cittadini dell’Unione, sulla base di accordi conclusi tra
l’Unione e i suoi Stati membri e Paesi terzi o tra l’Unione e Paesi
d) che beneficiano dello status di soggiornante di lungo
periodo e soggiornano ai sensi dell’articolo 9-bis per motivi di
lavoro autonomo o subordinato;
e) che soggiornano in qualita’ di lavoratori altamente
qualificati, ai sensi dell’articolo 27-quater;
f) che sono ammessi nel territorio dell’Unione europea in
qualita’ di dipendenti in tirocinio nell’ambito di un trasferimento
intrasocietario come definito dall’articolo 27-quinquies, comma 2;
g) che sono destinatari di un provvedimento di espulsione
anche se sospeso.»;
c) dopo il comma 2, e’ inserito il seguente:
«2-bis. L’obbligo di cui al comma 2, lettera c), cessa in caso
di rilascio del permesso di soggiorno di cui al comma 9-bis.»;
«3. Il ricercatore e l’istituto di ricerca di cui al comma 1
stipulano una convenzione di accoglienza con cui il ricercatore si
impegna a realizzare l’attivita’ di ricerca e l’istituto si impegna
ad accogliere il ricercatore. L’attivita’ di ricerca deve essere
approvata dagli organi di amministrazione dell’istituto medesimo che
valutano l’oggetto e la durata stimata della ricerca, i titoli in
possesso del ricercatore rispetto all’oggetto della ricerca,
certificati con una copia autenticata del titolo di studio, ed
accertano la disponibilita’ delle risorse finanziarie per la sua
realizzazione. La convenzione stabilisce il rapporto giuridico e le
condizioni di lavoro del ricercatore, le risorse mensili messe a sua
disposizione, sufficienti a non gravare sul sistema di assistenza
sociale, le spese per il viaggio di ritorno, e contiene, altresi’, le
indicazioni sul titolo o sullo scopo dell’attivita’ di ricerca e
sulla durata stimata, l’impegno del ricercatore a completare
l’attivita’ di ricerca, le informazioni sulla mobilita’ del
ricercatore in uno o in diversi secondi Stati membri, se gia’ nota al
momento della stipula della convenzione, l’indicazione della polizza
assicurativa per malattia stipulata per il ricercatore ed i suoi
familiari ovvero l’obbligo per l’istituto di provvedere alla loro
iscrizione al Servizio sanitario nazionale.»;
1) dopo le parole: «risorse mensili di cui al comma 3» sono
inserite le seguenti: «e’ valutata caso per caso, tenendo conto del
doppio dell’importo dell’assegno sociale, ed»;
2) le parole «al progetto di ricerca» sono sostituite dalle
seguenti: «all’attivita’ di ricerca»;
1) le parole: «per ricerca scientifica» sono sostituite dalle
seguenti: «per ricerca»;
2) il secondo periodo e’ sostituito dai seguenti: «La domanda
indica gli estremi del passaporto in corso di validita’ del
ricercatore o di un documento equipollente. Lo sportello, acquisito
dalla questura il parere sulla sussistenza di motivi ostativi
all’ingresso del ricercatore nel territorio nazionale, rilascia il
nulla osta entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta
ovvero, entro lo stesso termine, comunica al richiedente il rigetto.
Il nulla osta e il codice fiscale del ricercatore sono trasmessi in
via telematica dallo sportello unico agli uffici consolari all’estero
per il rilascio del visto di ingresso da richiedere entro sei mesi
dal rilascio del nulla osta. Il visto e’ rilasciato prioritariamente
rispetto ad altre tipologie di visto.»;
«4-bis. In caso di irregolarita’ sanabile o incompletezza della
documentazione, l’istituto di ricerca e’ invitato ad integrare la
stessa e il termine di cui al comma 4 e’ sospeso.
4-ter. Il nulla osta e’ rifiutato e, se gia’ rilasciato, e’
a) non sono rispettate le condizioni di cui ai commi 1, 2, 3,
3-bis e 4;
c) l’istituto di ricerca non ha rispettato i propri obblighi
giuridici in materia di previdenza sociale, tassazione, diritti dei
lavoratori, condizioni di lavoro o di impiego, previsti dalla
normativa nazionale o dai contratti collettivi applicabili;
d) l’istituto di ricerca e’ stato oggetto di sanzioni a causa
di lavoro irregolare;
e) l’istituto di ricerca e’ in corso di liquidazione o e’
stato liquidato per insolvenza o non e’ svolta alcuna attivita’
4-quater. Nei casi di cui al comma 4-ter, lettere c) e d), la
h) al comma 5, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In
presenza di cause che rendono impossibile l’esecuzione della
convenzione, l’istituto di ricerca ne informa tempestivamente lo
sportello unico per i conseguenti adempimenti.»;
i) il comma 6 e’ sostituito dal seguente:
«6. Entro otto giorni lavorativi dall’ingresso nel territorio
nazionale, il ricercatore dichiara la propria presenza allo sportello
unico per l’immigrazione che ha rilasciato il nulla osta, ai fini
permesso di soggiorno ai sensi del presente testo unico.»;
fino a: «programma di ricerca» sono sostituite dalle seguenti: «Il
permesso di soggiorno per ricerca, che reca la dicitura
“ricercatore”, e’ rilasciato dal questore, ai sensi del presente
testo unico, entro trenta giorni dall’espletamento delle formalita’
di cui al comma 6, per la durata del programma di ricerca»;
2) dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente: «Per il
ricercatore che fa ingresso nel territorio nazionale sulla base di
specifici programmi dell’Unione o multilaterali comprendenti misure
sulla mobilita’, il permesso di soggiorno fa riferimento a tali
programmi.»;
3) al quarto periodo, le parole: «per ricerca scientifica» sono
sostituite dalle seguenti: «per ricerca»;
m) dopo il comma 7, e’ inserito il seguente:
«7-bis. Il permesso di soggiorno non e’ rilasciato o il suo
b) se risulta che il ricercatore non soddisfaceva o non
n) il comma 8, e’ sostituito dal seguente:
«8. Il ricongiungimento dei familiari di cui all’articolo 29,
comma 1, lettere a) e b) e’ consentito al ricercatore di cui ai commi
1 e 11-quinquies, indipendentemente dalla durata del suo permesso di
soggiorno, ai sensi e alle condizioni previste dal medesimo articolo
29, ad eccezione del requisito di cui al comma 3, lettera a). Alla
richiesta di ingresso dei familiari al seguito presentata
contestualmente alla richiesta di nulla osta all’ingresso del
ricercatore si applica il termine di cui al comma 4. Per l’ingresso
dei familiari al seguito del ricercatore di cui al comma 11-quinquies
e’ richiesta la dimostrazione di aver risieduto, in qualita’ di
familiari, nel primo Stato membro. Ai familiari e’ rilasciato un
permesso di soggiorno per motivi familiari ai sensi dell’articolo 30,
commi 2, 3 e 6, di durata pari a quello del ricercatore.»;
o) al comma 9, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:
«Salvo quanto previsto dal comma 1-bis, la procedura di cui al comma
4 si applica anche al ricercatore regolarmente soggiornante nel
territorio nazionale ad altro titolo.»;
«9-bis. In presenza dei requisiti reddituali di cui
all’articolo 29, comma 3, lettera b), e fermo restando il rispetto
dell’obbligo di cui all’articolo 34, comma 3, lo straniero munito di
passaporto valido o altro documento equipollente, che ha completato
l’attivita’ di ricerca, alla scadenza del permesso di cui al comma 7
puo’ dichiarare la propria immediata disponibilita’ allo svolgimento
di attivita’ lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica
attiva del lavoro presso i servizi per l’impiego, come previsto
dall’articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, e
richiedere un permesso di soggiorno di durata non inferiore a nove e
non superiore a dodici mesi al fine di cercare un’occupazione o
avviare un’impresa coerente con l’attivita’ di ricerca completata. In
tal caso il permesso di soggiorno dei familiari e’ rinnovato per la
stessa durata. In presenza dei requisiti previsti dal presente testo
unico, puo’ essere richiesta la conversione in permesso di soggiorno
9-ter. Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno di cui al
comma 9-bis, lo straniero, oltre alla documentazione relativa al
possesso dei requisiti reddituali e al rispetto dell’obbligo di cui
all’articolo 34, comma 3, allega idonea documentazione di conferma
del completamento dell’attivita’ di ricerca svolta, rilasciata
dall’istituto di ricerca. Ove la documentazione di conferma del
completamento dell’attivita’ di ricerca svolta non sia gia’
disponibile, puo’ essere presentata entro sessanta giorni dalla
richiesta del permesso di soggiorno di cui al comma 9-bis.
9-quater. Il permesso di soggiorno di cui al comma 9-bis non e’
rilasciato, o se gia’ rilasciato, e’ revocato:
a) se la documentazione di cui ai commi 9-bis e 9-ter e’
stata ottenuta in maniera fraudolenta, falsificata o contraffatta;
b) se risulta che lo straniero non soddisfaceva o non
soddisfa piu’ le condizioni previste dai commi 9-bis e 9-ter, nonche’
le altre condizioni di ingresso e di soggiorno previste dal presente
testo unico.»;
q) il comma 10, e’ sostituito dal seguente:
«10. I ricercatori di cui ai commi 1, 11 e 11-quinquies possono
essere ammessi a parita’ di condizioni con i cittadini italiani, a
svolgere attivita’ di insegnamento compatibile con le disposizioni
statutarie e regolamentari dell’istituto di ricerca.»;
r) dopo il comma 10, e’ inserito il seguente:
«10-bis. Il ricercatore a cui e’ stato rilasciato il permesso
di soggiorno per ricerca di cui al comma 7 e’ riammesso senza
formalita’ nel territorio nazionale, su richiesta di altro Stato
membro dell’Unione europea che si oppone alla mobilita’ di breve
durata del ricercatore ovvero non autorizza o revoca
un’autorizzazione alla mobilita’ di lunga durata, anche quando il
permesso di soggiorno di cui al comma 7 e’ scaduto o revocato. Ai
fini del presente articolo, si intende per mobilita’ di breve durata
l’ingresso ed il soggiorno per periodi non superiori a centottanta
giorni in un arco temporale di trecentosessanta giorni e per
mobilita’ di lunga durata l’ingresso ed il soggiorno per periodi
superiori a centottanta giorni.»;
s) il comma 11 e’ sostituito dai seguenti:
«11. Lo straniero titolare di un permesso di soggiorno per
ricerca in corso di validita’ rilasciato da un altro Stato membro
dell’Unione europea e’ autorizzato a soggiornare nel territorio
nazionale al fine di proseguire la ricerca gia’ iniziata nell’altro
Stato, per un periodo massimo di centottanta giorni in un arco
temporale di trecentosessanta giorni. A tal fine non e’ rilasciato al
ricercatore un permesso di soggiorno e il nulla osta di cui al comma
4 e’ sostituito da una comunicazione dell’istituto di ricerca,
iscritto nell’elenco di cui al comma 1, allo sportello unico della
prefettura-ufficio territoriale del Governo della provincia in cui si
svolge l’attivita’ di ricerca. La comunicazione indica gli estremi
del passaporto in corso di validita’ o documento equipollente del
ricercatore e dei familiari, ed e’ corredata dell’attestato di
iscrizione all’elenco di cui al comma 1, di copia dell’autorizzazione
al soggiorno nel primo Stato membro del ricercatore e dei familiari e
della convenzione di accoglienza con l’istituto di ricerca del primo
Stato membro nonche’ della documentazione relativa alla
disponibilita’ di risorse sufficienti per non gravare sul sistema di
assistenza sociale e di una assicurazione sanitaria per il
ricercatore e per i suoi familiari, ove tali elementi non risultino
dalla convenzione di accoglienza.
11-bis. Il ricercatore e’ autorizzato a fare ingresso in Italia
immediatamente dopo la comunicazione di cui al comma 11. I familiari
del ricercatore di cui al comma 11 hanno il diritto di entrare e
soggiornare nel territorio nazionale, al fine di accompagnare o
raggiungere il ricercatore, purche’ in possesso di un passaporto
valido o documento equipollente e di un’autorizzazione in corso di
validita’, rilasciata dal primo Stato membro, previa dimostrazione di
aver risieduto in qualita’ di familiari nel primo Stato membro. Si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 5, comma 7.
11-ter. Entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma
11, lo sportello unico, acquisito il parere della questura sulla
sussistenza di eventuali motivi ostativi all’ingresso nel territorio
nazionale, comunica all’istituto di ricerca, e all’autorita’
competente designata come punto di contatto dal primo Stato membro
che sussistono motivi di opposizione alla mobilita’ del ricercatore e
dei suoi familiari, dandone informazione alla questura, nei seguenti
b) i documenti sono stati ottenuti in maniera fraudolenta,
ovvero sono stati contraffatti;
c) l’ente di ricerca non risulta iscritto nell’elenco di cui
d) e’ stata raggiunta la durata massima del soggiorno di cui
al comma 11;
e) non sono soddisfatte le condizioni di ingresso e soggiorno
previste dal presente testo unico.
11-quater. In caso di opposizione alla mobilita’ il ricercatore
e se presenti i suoi familiari cessano immediatamente tutte le
attivita’ e lasciano il territorio nazionale.
11-quinquies. Per periodi superiori a centottanta giorni, lo
straniero titolare di un permesso di soggiorno per ricerca rilasciato
da un altro Stato membro dell’Unione europea e in corso di validita’
e’ autorizzato a fare ingresso senza necessita’ di visto e a
soggiornare nel territorio nazionale per svolgere l’attivita’ di
ricerca presso un istituto di ricerca iscritto nell’elenco di cui al
comma 1 previo rilascio del nulla osta di cui al comma 4. Nel caso in
cui lo straniero e’ presente nel territorio nazionale ai sensi del
comma 11, la richiesta di nulla osta e’ presentata almeno trenta
giorni prima della scadenza del periodo di soggiorno ivi previsto.
11-sexies. Il nulla osta di cui al comma 11-quinquies e’
rifiutato e se rilasciato e’ revocato quando:
b) l’autorizzazione del primo Stato membro scade durante la
procedura di rilascio del nulla osta.
11-septies. Al ricercatore di cui al comma 11-quinquies e’
rilasciato un permesso di soggiorno recante la dicitura
«mobilità-ricercatore» e si applicano le disposizioni di cui ai commi
6, 7 e 7-bis. Del rilascio e dell’eventuale revoca del permesso di
soggiorno di cui al presente comma sono informate le autorita’
competenti del primo Stato membro.
11-octies. Nelle more del rilascio del nulla osta e della
consegna del permesso di soggiorno e’ consentito al ricercatore di
cui al comma 11-quinquies di svolgere attivita’ di ricerca a
condizione che l’autorizzazione rilasciata dal primo Stato membro sia
in corso di validita’ e che non sia superato un periodo di
centottanta giorni nell’arco di trecentosessanta giorni.
11-nonies. Per quanto non espressamente previsto dal presente
articolo, si applicano, ove compatibili, le disposizioni di cui
all’articolo 22, ad eccezione del comma 6, secondo periodo.
11-decies. La documentazione e le informazioni relative alla
All’articolo 39 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Accesso ai percorsi
di istruzione tecnico superiore e ai percorsi di formazione
superiore»;
b) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. In materia di
accesso ai corsi di istruzione e formazione tecnico superiore, ai
corsi degli Istituti tecnico superiori e alla formazione superiore,
nonche’ agli interventi per il diritto allo studio, e’ assicurata la
parita’ di trattamento tra lo straniero e il cittadino italiano, nei
limiti e con le modalita’ di cui al presente articolo»;
1) le parole: «le universita’» sono sostituite dalle seguenti:
2) le parole: «di cui all’articolo 1 della legge 19 novembre
1990, n. 341» sono sostituite dalle seguenti: «e di alta formazione
artistica, musicale e coreutica»;
3) le parole: «con gli atenei stranieri» sono sostituite dalle
seguenti: «con istituzioni formative straniere»;
1) alla lettera b) le parole: «di laurea» sono sostituite dalle
seguenti: «di istruzione tecnica superiore e di formazione superiore»
e le parole «dell’universita’» sono sostituite dalle seguenti:
«dell’istituzione»;
2) alla lettera e) la parola: «universitaria» e’ sostituita
dalle seguenti parole: «tecnica e alla formazione superiore»;
«4-bis. Lo straniero titolare di un’autorizzazione in corso di
validita’, rilasciata da uno Stato membro dell’Unione europea in
quanto iscritto ad un corso di istruzione tecnica superiore o di
formazione superiore o ad un istituto di insegnamento superiore, che
beneficia di un programma dell’Unione o multilaterale comprendente
misure sulla mobilita’ o di un accordo tra due o piu’ istituti di
istruzione superiore, puo’ fare ingresso e soggiornare in Italia, per
un periodo massimo di trecentosessanta giorni, senza necessita’ di
visto e di permesso di soggiorno per proseguire gli studi gia’
iniziati nell’altro Stato membro o per integrarli con un programma di
studi ad essi connesso. Si applicano le disposizioni di cui
all’articolo 5, comma 7. Nel caso in cui l’autorizzazione in corso di
validita’ provenga da uno Stato membro che non applica integralmente
l’acquis di Schengen, lo straniero al momento della dichiarazione di
cui all’articolo 5, comma 7, esibisce copia dell’autorizzazione del
primo Stato membro e della documentazione relativa al programma
dell’Unione o multilaterale o all’accordo tra due o piu’ istituti di
4-ter. Lo straniero titolare di un’autorizzazione in corso di
validita’ rilasciata da uno Stato membro dell’Unione europea, che non
istruzione superiore, puo’ fare ingresso e soggiornare in Italia, al
fine di svolgervi parte degli studi, per un periodo massimo di
trecentosessanta giorni, in presenza dei requisiti previsti dal
presente testo unico. Lo straniero correda la domanda di permesso di
soggiorno con la documentazione, proveniente dalle autorita’
accademiche del Paese dell’Unione nel quale ha svolto il corso di
studi, che attesta che il programma di studi da svolgere in Italia e’
complementare al programma di studi gia’ svolto.»;
1) la parola: «universitari» e’ sostituita dalle seguenti
parole: «di istruzione tecnica superiore o di formazione superiore»;
2) dopo le parole: «in possesso di titolo di studio» sono
inserite le seguenti: «di scuola secondaria»;
3) le parole da: «titolari di carta di soggiorno» fino a «per
asilo umanitario» sono sostituite dalle seguenti: «titolari di
permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, di
permesso di soggiorno per lavoro subordinato, per lavoro autonomo,
per motivi familiari, per asilo, per protezione sussidiaria, per
motivi umanitari»;
«5-bis. Agli stranieri di cui ai commi 4-ter e 5 e’ rilasciato
dal questore un permesso di soggiorno per studio ai sensi
dell’articolo 5, commi 3, lettera c) e 8, recante la dicitura
5-ter. Quando il permesso di soggiorno di cui all’articolo 5,
comma 3, lettera c) e’ rilasciato allo studente che fa ingresso nel
territorio nazionale sulla base di specifici programmi dell’Unione o
multilaterali comprendenti misure sulla mobilita’ o accordi tra due o
piu’ istituti di istruzione superiore, il permesso di soggiorno fa
riferimento a tali programmi o accordi. Lo studente titolare del
permesso di soggiorno di cui al presente comma e’ riammesso senza
membro dell’Unione europea che si oppone alla mobilita’ dello
studente anche quando il permesso di soggiorno di cui al presente
comma e’ scaduto o revocato.
5-quater. Il permesso di soggiorno di cui ai commi 5-bis e
5-ter non e’ rilasciato o il suo rinnovo e’ rifiutato ovvero, se gia’
rilasciato, e’ revocato nei seguenti casi:
a) se e’ stato ottenuto in maniera fraudolenta o e’ stato
soddisfa piu’ le condizioni d’ingresso e di soggiorno previste dal
presente testo unico o se soggiorna per fini diversi da quelli per i
quali ha ottenuto il permesso di soggiorno ai sensi del presente
5-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi 4-bis, 4-ter e
5-ter non si applicano agli stranieri:
anche se sospeso.».
All’articolo 39-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.
a) alla rubrica, dopo la parola: «tirocinio», e’ eliminata la
seguente parola: «professionale»;
1) alla lettera a) le parole: «secondaria superiore e» sono
sostituite dalle seguenti: «secondaria superiore,» e dopo le parole:
«formazione tecnica superiore» sono inserite le seguenti: «, percorsi
di istruzione tecnica superiore e corsi di formazione superiore»;
2) la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
1) corsi di formazione professionale e tirocini
extracurriculari nell’ambito del contingente triennale stabilito con
concerto con i Ministri dell’interno e degli affari esteri e della
cooperazione internazionale, sentita la Conferenza permanente per i
di Bolzano, di cui al decreto legislativo 29 agosto 1997, n. 281;
2) tirocini curriculari compresi nell’ambito di percorsi di
istruzione tecnica superiore e formazione superiore, promossi da
istituzioni di formazione superiore, istituti di istruzione tecnica
superiore, istituzioni scolastiche, centri di formazione
professionale; periodi di pratica professionale nonche’ tirocini
previsti per l’accesso alle professioni ordinistiche; tirocini
transnazionali realizzati nell’ambito di programmi comunitari per
l’istruzione e la formazione superiore. I tirocini di cui al presente
numero non sono soggetti al contingentamento triennale stabilito con
di Bolzano, di cui al decreto legislativo 29 agosto 1997, n. 281.»;
3) alla lettera d) le parole: «dal Ministero degli affari
esteri, dal Ministero della pubblica istruzione, dal Ministero
dell’universita’ e della ricerca», sono sostituite dalle seguenti:
«dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca» e dopo le parole «istituzioni accademiche.» aggiungere
le seguenti: «I programmi di scambio definiscono le responsabilita’
delle spese relative agli studi, in capo a terzi oltre all’alloggio
dell’alunno.»;
«1-bis. Per i tirocini curriculari, gli istituti di
insegnamento autorizzati ad accogliere gli studenti di paesi terzi
sono quelli autorizzati dal Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca a erogare corsi di formazione
tecnica superiore, corsi di formazione superiore nonche’ gli Istituti
tecnico superiori. I tirocini si fondano sulla convenzione di
formazione tra l’istituzione formativa inviante, l’ente ospitante e
il tirocinante che contiene la descrizione del programma di
tirocinio, gli obiettivi educativi e le componenti di apprendimento,
la durata complessiva del tirocinio, le condizioni di inserimento e
di supervisione del tirocinio, le ore di tirocinio, le risorse messe
a disposizione dei richiedenti per la permanenza e per le spese di
vitto e alloggio, le spese per il viaggio di ritorno, la stipula di
una polizza assicurativa per malattia.
1-ter. Ai tirocini extracurriculari, funzionali al
completamento di un percorso di formazione professionale iniziato nel
paese di origine e finalizzati ad acquisire conoscenze, pratica ed
esperienza in un contesto professionale, si applicano le linee guida
di cui alla legge del 28 giugno 2012, n. 92, articolo 1, comma 34.
1-quater. Agli stranieri di cui al comma 1 e’ rilasciato dal
questore un permesso di soggiorno per studio, ai sensi dell’articolo
5, comma 8, recante la dicitura «studente», «tirocinante» o «alunno».
Per gli stranieri di cui al comma 1, lettere a) e b), ad eccezione
degli stranieri ammessi a frequentare tirocini curriculari ed
extracurriculari, la durata del permesso di soggiorno e’ quella
prevista dall’articolo 5, comma 3, lettera c). Per gli stranieri
ammessi a frequentare tirocini curriculari ed extracurriculari, la
durata del permesso di soggiorno e’ quella prevista dalla convenzione
di formazione. Per gli stranieri di cui al comma 1, lettere c) e d)
la durata del permesso di soggiorno non puo’ essere superiore ad un
anno o alla durata del programma di scambio o del progetto educativo
se piu’ breve.
1-quinquies. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo
39, commi 5-ter e 5-quater.».
Dopo l’articolo 39-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998,
n. 286, e successive modificazioni, e’ inserito il seguente:
«Art. 39-bis.1 (Permesso di soggiorno per ricerca lavoro o
imprenditorialita’ degli studenti). – 1. In presenza dei requisiti
reddituali di cui all’articolo 29, comma 3, lettera b), e fermo
restando il rispetto dell’obbligo di cui all’articolo 34, comma 3, lo
straniero munito di passaporto valido o altro documento equipollente,
che ha conseguito in Italia il dottorato o il master universitario
ovvero la laurea triennale o la laurea specialistica, o il diploma
accademico di primo livello o di secondo livello o il diploma di
tecnico superiore, alla scadenza del permesso di soggiorno di cui
agli articoli 39 e 39-bis, comma 1, lettera a), puo’ dichiarare la
propria immediata disponibilita’ allo svolgimento di attivita’
lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del
lavoro presso i servizi per l’impiego, come previsto dall’articolo 19
del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, e richiedere un
permesso di soggiorno di durata non inferiore a nove e non superiore
a dodici mesi al fine di cercare un’occupazione o avviare un’impresa
coerente con il percorso formativo completato. In presenza dei
requisiti previsti dal presente testo unico, puo’ essere richiesta la
conversione in permesso di soggiorno per lavoro.
Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno di cui al comma
1, lo straniero oltre alla documentazione relativa al possesso dei
requisiti reddituali e al rispetto dell’obbligo di cui all’articolo
34, comma 3, allega la documentazione relativa al conseguimento di
uno dei titoli di cui al comma 1. Ove la documentazione relativa al
conseguimento di uno dei titoli di cui al comma 1, non sia gia’
richiesta del permesso di soggiorno di cui al comma 1.
Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 non e’ rilasciato,
o se gia’ rilasciato, e’ revocato:
a) se la documentazione di cui ai commi 1 e 2 e’ stata ottenuta
in maniera fraudolenta, falsificata o contraffatta;
b) se risulta che lo straniero non soddisfaceva o non soddisfa
piu’ le condizioni previste dai commi 1 e 2 nonche’ le altre
condizioni di ingresso e di soggiorno previste dal presente testo
unico.».
Modifiche al decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105, convertito in
legge, con modificazioni, dall’articolo 1, della legge 11 luglio
2003, n. 170
1. All’articolo 1-bis del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105, e
a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Anagrafe nazionale
degli studenti, dei diplomati e dei laureati degli Istituti tecnici
superiori e delle istituzioni della formazione superiore»;
1) le parole: «entro un anno dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto,» sono eliminate;
2) le parole: «l’Anagrafe nazionale degli studenti e dei
laureati delle universita’» sono sostituite dalle seguenti:
«l’Anagrafe nazionale degli studenti, dei diplomati e dei laureati
degli istituti tecnici superiori e delle istituzioni della formazione
3) alla lettera c) dopo le parole: «sugli esiti occupazionali
dei» sono inserite le seguenti: «diplomati e»;
4) alla lettera e) le parole: «delle istituzioni universitarie»
sono sostituite dalle seguenti: «degli istituti tecnici superiori e
delle istituzioni della formazione superiore»;
1) le parole: «il Comitato nazionale per la valutazione del
sistema universitario» sono sostituite dalle seguenti: «l’Agenzia
nazionale per la valutazione delle universita’ e della ricerca»;
2) le parole: «e il Consiglio nazionale degli studenti
universitari,» sono sostituite dalle seguenti: «, il Consiglio
nazionale degli studenti universitari e le altre consulte degli
studenti,»;
3) le parole: «delle universita’ e» sono sostituite dalle
seguenti: «degli istituti tecnici superiori e delle istituzioni della
formazione superiore».
Il Ministero dell’interno, il Ministero dell’istruzione,
universita’ e ricerca, il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali istituiscono punti di contatto per lo scambio di informazioni
e documentazione con gli Stati membri ai fini dell’applicazione delle
disposizioni in materia di mobilita’ degli studenti e dei
Gli uffici e le amministrazioni competenti forniscono
tempestivamente e in via telematica ai punti di contatto di cui al
comma 1 le informazioni e la documentazione necessarie. Con decreto
interdirettoriale del Ministero dell’interno, del Ministero
dell’istruzione, universita’ e ricerca, e del Ministero del lavoro e
delle politiche sociali, sono fissate le linee guida per lo
svolgimento delle attivita’ dei punti di contatto.
Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica. Gli uffici interessati
utilizzano le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
Dato a Roma, addi’ 11 maggio 2018
Decreto Ministeriale 11 maggio 2018, n. 382
Armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale. (18A07010)
(GU Serie Generale n.256 del 03-11-2018)
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 508, di riforma delle accademie
di belle arti, dell’accademia nazionale di danza, dell’accademia
nazionale di arte drammatica, degli istituti superiori per le
industrie artistiche, dei conservatori di musica e degli istituti
musicali pareggiati;
n. 132, regolamento recante i criteri per l’autonomia statutaria,
regolamentare e organizzativa delle Istituzioni artistiche e
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n.
212, riguardante la disciplina per la definizione degli ordinamenti
didattici delle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e
coreutica, a norma dell’art. 2 della legge n. 508 del 21 dicembre
89, recante revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e
didattico dei licei e, in particolare, l’art. 7 concernente
l’istituzione dei licei musicali e coreutici;
disposizioni legislative vigenti, e in particolare l’art. 1, comma
181, lettera g), concernente l’adozione di un decreto legislativo per
la promozione e diffusione della cultura umanistica, valorizzazione
del patrimonio e della produzione culturale, musicale, teatrale,
coreutica e cinematografica e sostegno della creativita’ connessa
alla sfera estetica;
Visto il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60, recante norme
sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del
patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della
creativita’, a norma dell’art. 1, commi 180 e 181, lettera g), della
legge 13 luglio 2015, n. 107;
Visto in particolare l’art. 15 del decreto legislativo 13 aprile
2017, n. 60, che dispone l’armonizzazione dei percorsi formativi
della filiera artistico-musicale;
Acquisita l’intesa della Conferenza unificata nella seduta del 10
Il presente decreto e’ finalizzato all’applicazione dei commi 2, 3,
4 e 6 dell’art. 15 del decreto legislativo n. 60 del 13 aprile 2017.
Le istituzioni di cui al comma 3 dell’art. 15 del decreto
legislativo n. 60 del 2017 organizzano, nell’ambito della formazione
ricorrente e permanente e in coerenza con quanto previsto dagli
articoli 4, comma 2, 7, comma 2, 10, comma 4, lettera g), del decreto
del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, corsi
propedeutici finalizzati alla preparazione delle prove per l’accesso
ai corsi di studio accademici di primo livello, disciplinandoli con
un apposito regolamento deliberato dal Consiglio di amministrazione,
su parere conforme del Consiglio accademico, nel quale sono indicate:
a) la durata massima dei corsi, comunque non superiore a 3 anni;
b) l’organizzazione dei corsi;
c) le modalita’ per consentire agli studenti la frequenza dei
corsi propedeutici nel rispetto dell’obbligo di frequenza della
scuola secondaria;
d) il contenuto formativo e l’articolazione dei corsi, tenuto
conto che la preparazione complessiva dei corsi propedeutici e’
finalizzata all’acquisizione delle competenze necessarie per
l’accesso, senza debiti e previo il superamento dell’esame di
ammissione, ai corsi accademici di primo livello;
e) gli eventuali obblighi di frequenza;
f) la quantificazione dei contributi previsti per la frequenza
dei corsi propedeutici.
Al termine del corso propedeutico l’istituzione provvede alla
verifica del rendimento di ciascun studente. Su richiesta dello
studente, e nel caso di minore eta’, dei genitori o chi ne fa le
veci, l’istituto rilascia una certificazione attestante il programma
di studio svolto nel corso propedeutico, gli obiettivi formativi
raggiunti e la durata del corso propedeutico.
L’attivazione dei corsi e’ deliberata, nell’ambito
dell’autonomia e nei limiti delle risorse disponibili, in coerenza e
limitatamente ai corsi accademici autorizzati con decreto del
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.
L’esame di ammissione ai corsi propedeutici e’ finalizzato a
verificare il talento musicale della studentessa o dello studente che
deve comunque dimostrare di possedere una preparazione tecnica
avanzata relativa alla disciplina di indirizzo del corso
propedeutico, unitamente ad una competenza teorico-musicale. I
requisiti di accesso per ciascuna tipologiadi corso propedeutico sono
indicati nella allegata Tabella E. Ogni istituzione definisce,
nell’ambito della propria autonomia, specifici programmi per l’esame
di ammissione ad ogni tipologia di corso propedeutico conformi ai
requisiti indicati nella Tabella E, tenendo conto della durata
massima del corso prevista dall’art. 2, comma 1, lettera a), del
presente decreto, nonche’ degli obiettivi formativi e dei livelli
tecnici previsti dalla Tabella B per l’ammissione al relativo
triennio accademico.
Con il regolamento di cui all’art. 2, comma 1, le istituzioni
disciplinano anche:
a. le modalita’ di svolgimento delle prove di ammissione ai corsi
propedeutici e la loro articolazione;
b. i repertori all’interno dei quali i candidati possono definire
il programma per l’esame di ammissione, fatta salva la possibilita’
di presentare repertori a scelta purche’ di difficolta’ equivalente a
quelli previsti;
c. i tempi di pubblicizzazione delle informazioni di cui ai punti
a) e b) nel sito internet dell’istituzione;
d. i criteri per la composizione delle commissioni d’esame.
Al fine di favorire la promozione della produzione artistica e
della formazione musicale e coreutica di base, le istituzioni,
possono stipulare convenzioni con scuole secondarie di secondo grado,
diverse dai licei musicali, le quali devono prioritariamente
disciplinare le modalita’ per consentire agli studenti la
contemporanea frequenza dei corsi propedeutici e quelli della scuola
secondaria e le opportune forme di orientamento per favorire
l’accesso ai corsi accademici di primo livello degli studenti.
Nelle convenzioni di cui al comma 1 sono altresi’ indicate:
a) le modalita’ di riconoscimento dell’impegno dello studente sia
nella frequenza delle attivita’ formative che nello studio
b) gli eventuali obblighi di frequenza dei corsi propedeutici;
d) le modalita’ per l’attivazione di eventuali iniziative
congiunte nell’ambito della produzione artistica;
e) la durata della convenzione.
Valorizzazione dei «giovani talenti»
Le istituzioni, al fine di valorizzare e favorire la formazione
accademica di giovani studenti che, pur non ancora in possesso dei
requisiti di cui all’art. 7, comma 1, del decreto del Presidente
della Repubblica, n. 212, del 2005 necessari per l’accesso ai corsi
accademici, siano dotati di particolari e spiccate attitudini e
capacita’ artistiche e musicali e con acquisita e verificata
preparazione tecnica, pari o superiore ai requisiti minimi richiesti
per l’accesso ai corsi accademici di primo livello, possono attivare
specifiche attivita’ formative.
Al fine di cui al comma 1, le istituzioni, in uno specifico
regolamento approvato dal Consiglio accademico e, per quanto di
competenza, dal Consiglio di amministrazione, disciplinano in
a) le modalita’ per l’iscrizione ai corsi e per il pagamento dei
contributi previsti;
b) la modalita’ della frequenza delle lezioni che deve
necessariamente tener conto della contemporanea frequenza di altra
c) l’articolazione del percorso formativo che deve essere
personalizzato in base all’eta’ e alle esigenze formative dello
d) le modalita’ per il riconoscimento, all’atto dell’iscrizione
al corso accademico, dei crediti acquisiti e delle attivita’
formative svolte.
Prove di ammissione ai corsi
di diploma accademico di primo livello
Per essere ammessi ai corsi di diploma accademico di primo
livello, gli studenti dovranno superare uno specifico esame di
ammissione articolato in due prove come specificato nella allegata
Le istituzioni modificano i propri regolamenti didattici
adeguando le modalita’ di svolgimento delle prove di ammissione ai
corsi di diploma accademico di primo livello, sulla base di quanto
indicato nella allegata Tabella A.
Le istituzioni, entro il termine perentorio del 31 ottobre di
ciascun anno, pubblicano all’albo e sul loro sito internet l’elenco
dei brani all’interno del quale gli studenti possono definire il
programma per gli esami di ammissione ai corsi di diploma accademico
Fermo restando l’elenco dei repertori obbligatori indicati
nell’allegata Tabella B, le istituzioni, con delibera del Consiglio
accademico, sentite le competenti strutture didattiche, possono
integrarlo con ulteriori raccolte di equivalente difficolta’.
Agli studenti provenienti dai licei musicali viene garantito il
riconoscimento delle competenze acquisite attraverso le discipline
«Storia della musica», «Teoria, analisi e composizione» e «Tecnologie
musicali» e certificate dal liceo musicale, ferma restando la
facolta’ da parte dei Conservatori, di attribuire debiti formativi
successivamente all’iscrizione.
All’Accademia nazionale di danza si applicano, per quanto
compatibili, le norme contenute nel presente decreto, fatta salva la
durata massima dei corsi propedeutici che e’ stabilita in 8 anni.
Le prove e i repertori relativi all’esame di ammissione ai corsi
accademici, sono indicate nella Tabella D.
Ammissione ai licei musicali
All’esame di ammissione al primo anno della sezione musicale dei
licei musicali e coreutici lo studente deve dimostrare una buona
attitudine musicale generale, una preparazione teorica adeguata al
livello tecnico richiesto, una morfologia idonea allo studio dello
strumento scelto come principale e il possesso, nel medesimo
strumento, di competenze esecutive definite dai repertori di
riferimento di cui alla Tabella C allegata al presente decreto.
Ogni liceo musicale e coreutico rende pubbliche entro il 15
ottobre di ogni anno scolastico le informazioni riguardanti i criteri
che regolano l’accesso alla sezione musicale e le modalita’ di
svolgimento dell’esame di ammissione, specificando sia le competenze
teoriche indispensabili, sia le specifiche competenze pregresse
necessariamente richieste per «Esecuzione e interpretazione – Primo
strumento», in coerenza con quanto previsto dalla Tabella C e con
indicazione di eventuali ulteriori obblighi esecutivi.
Ogni liceo musicale e coreutico definisce gli obiettivi
formativi musicali generali da conseguire entro il termine del
quinquennio della sezione musicale; quelli relativi alla disciplina
«Esecuzione e interpretazione – Primo strumento», tengono anche conto
delle competenze e dei livelli tecnici previsti per l’accesso ai
corsi accademici di primo livello dei conservatori stabiliti all’art.
Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono agli
adempimenti di cui al presente decreto con le risorse umane,
Il presente decreto sara’ inviato agli organi di controllo per gli
adempimenti di competenza e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
politiche sociali, reg.ne prev. n. 2722
AMMISSIONE AI CORSI DI DIPLOMA ACCADEMICO DI PRIMO LIVELLO DI STRUMENTO
AMMISSIONE AI CORSI DI DIPLOMA ACCADEMICO DI PRIMO LIVELLO Repertori (Prima prova)
AMMISSIONE AL CORSO DI DIPLOMA ACCADEMICO DI I LIVELLO IN DANZA CLASSICA AD INDIRIZZO TECNICO ANALITICO – DDPL01 – SCUOLA DI DANZA CLASSICA
REQUISITI DI ACCESSO AI CORSI PROPEDEUTICI
AFAMRiforme

References: art. 15
 art. 15
 art. 15
in fine
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