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Timestamp: 2019-06-16 23:29:25+00:00

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Titolo III - Pagina 4
Statuto - Titolo III
L’Assemblea é costituita dai rappresentanti degli associati nelle persone dei loro Presidenti.
Per la partecipazione, gli associati devono risultare in regola con il pagamento dei contributi.
A ciascun associato é attribuito un voto.
La delega è consentita nel solo caso di impedimento del Presidente il quale, con atto scritto, può farsi sostituire da un Vicepresidente o, in caso di impedimento anche di quest’ultimo, da un Consigliere.
Gli Organismi aderenti, di cui al secondo comma del precedente art. 4, partecipano con un proprio rappresentante ed hanno voto consultivo.
L’Assemblea é convocata dal Presidente su deliberazione del Consiglio Direttivo, ed é da lui presieduta.
Si riunisce ordinariamente per l’approvazione dei bilanci preventivo e consuntivo, e ogniqualvolta:
- il Consiglio Direttivo ne riconosca la necessità;
- ne faccia richiesta scritta e motivata un numero di associati aventi diritto al voto non inferiore ad un decimo del totale, entro 30 (trenta) giorni dalla richiesta;
- lo richieda il Collegio sindacale.
L’avviso di convocazione, contenente l’indicazione del giorno, dell’ora, del luogo e delle materie da trattare, deve essere inviato a mezzo raccomandata, o telefax, o posta elettronica almeno 15 (quindici) giorni prima dell’adunanza.
In caso di estrema urgenza, l’Assemblea può essere convocata con telegramma, o telefax, o posta elettronica, almeno 7 (sette) giorni prima.
Validità dell’adunanza e delle deliberazioni
In prima convocazione l’Assemblea é validamente costituita quando risulti presente almeno la maggioranza degli associati; in seconda convocazione, da tenersi almeno il giorno successivo alla prima, qualunque sia il numero degli intervenuti.
Le deliberazioni sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Competono all’Assemblea ordinaria:
1. le deliberazioni relative agli indirizzi ed alle direttive per il conseguimento delle finalità statutarie;
2. l’approvazione del bilancio annuale e delle relazioni accompagnatorie, predisposti dal Consiglio Direttivo, entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio o entro centottanta giorni, in caso di eccezionale impedimento risultante da atti o deliberazione del Consiglio stesso, che ne giustifichi la procrastinazione;
3. l’approvazione entro il 31 dicembre del preventivo di spesa e di attività per l’esercizio successivo predisposto dal Consiglio Direttivo e la determinazione della quota di ammissione, delle modalità e delle entità dei contributi annuali dovuti dagli associati e della quota di adesione annua dovuta dagli aderenti;
4. la costituzione di fondi necessari per il conseguimento degli scopi sociali;
5. l’approvazione di eventuali regolamenti di funzionamento, proposti dal Consiglio Direttivo;
6. i provvedimenti di esclusione degli associati;
7. la definizione degli orientamenti ai quali devono conformarsi gli statuti degli associati e delle Associazioni regionali;
8. la presa d’atto della conformità alle disposizioni contenute nei successivi artt. 17 e 19 della avvenuta costituzione del Consiglio Direttivo;
9. la elezione del Collegio sindacale;
10. la elezione del Collegio dei Probiviri;
11. la determinazione del compenso spettante ai Sindaci e l’entità del gettone di presenza da corrispondere ai componenti il Consiglio Direttivo;
12. adempiere ad ogni altra attribuzione prevista dal presente statuto o dalla legge.
Competenze, convocazione, validità.
L’Assemblea é straordinaria quando viene convocata per deliberare sulle modificazioni da apportare allo statuto.
Per le modalità di costituzione e convocazione vale la disciplina prevista dai precedenti artt. 12 e 13.
L’adunanza é valida quando:
- in prima convocazione siano presenti almeno i due terzi degli associati;
- in seconda convocazione sia presente almeno la maggioranza degli associati.
Le deliberazioni sono adottate con il voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto, presenti in Assemblea.
Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la conseguente devoluzione del patrimonio, occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati, ai sensi dell’art. 21 del codice civile.
Capo III - CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio Direttivo é costituito:
1) dai Presidenti delle Associazioni regionali, eletti dalle rispettive assemblee tra Presidenti e Vicepresidenti dei Consorzi e degli Organismi associati;
2) dai Presidenti dei Consorzi delle Province autonome;
3) dai Presidenti dei Consorzi costituiti e legalmente operanti da soli in ambito regionale.
4) dagli esperti cooptati ai sensi del successivo art. 19.
Al fine di avere rappresentate al proprio interno tutte le Regioni, il Consiglio Direttivo può inoltre cooptare Presidenti di Consorzi aventi sede nelle Regioni in cui operino più consorzi associati, quando non sia costituita l’associazione regionale, anche tenendo conto della rappresentatività organizzativa e territoriale.
In caso di temporaneo impedimento i Consiglieri, esclusi quelli cooptati di cui al precedente punto 4, possono farsi sostituire da un Vicepresidente appositamente delegato.
E’ richiesto per tutti i Consiglieri, compresi gli eventuali sostituti ed esclusi quelli cooptati di cui al precedente punto 4, il requisito essenziale dello svolgimento di funzioni di Presidente o di Vicepresidente di Consorzio di difesa o di Organismo associato.
I Consiglieri sono tenuti a comunicare tempestivamente lo svolgimento di eventuali attività dirette o indirette nel settore delle assicurazioni.
La cessazione delle funzioni di cui ai punti 1), 2) e 3) comporta la immediata decadenza dalla carica di componente del Consiglio Direttivo e la sostituzione con il subentrante designato, la cui nomina sia stata notificata all’Associazione nazionale.
Delle assenze ingiustificate di un componente per oltre tre sedute consecutive vengono avvertiti, con nota scritta del Presidente dell’Associazione, i Consorzi o gli Organismi rappresentati.
Il Direttore è segretario del Consiglio Direttivo. In caso di sua assenza il segretario viene nominato per quella riunione dal Consiglio Direttivo.
Il Consiglio direttivo é convocato dal Presidente, ogniqualvolta ne ravvisi la necessità oppure a seguito di richiesta scritta e motivata di almeno un terzo dei suoi componenti.
Il Consiglio é convocato mediante avviso, contenente il giorno, l’ora, il luogo della riunione e l’elenco delle materie da trattare, da inviarsi a mezzo raccomandata o telefax o posta elettronica, al recapito fornito in precedenza dall’interessato e annotato nel libro dei verbali del Consiglio, almeno 8 (otto) giorni prima dell’adunanza ovvero, in casi di urgenza o necessità, mediante telegramma, o telefax o posta elettronica, spedito almeno tre giorni prima della adunanza. Qualunque sia il mezzo di convocazione questo deve prevedere l’avviso di ricevimento.
In caso di urgenza i consiglieri possono essere convocati per via telematica o per fax e rinunciare, ciascuno formalmente ed espressamente, al termine di convocazione.
L’adunanza é valida quando risulti presente la maggioranza degli aventi diritto. E’ presieduta dal Presidente o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice-Presidente più anziano di età presente.
Le delibere sono assunte a maggioranza dei presenti, salvo per quanto previsto dal precedente art. 2 punto 12.
In mancanza di formale convocazione il Consiglio delibera validamente quando sono presenti, anche per mezzo di telecomunicazione, tutti i componenti e l’intero Collegio sindacale.
Le decisioni del Consiglio Direttivo possono essere adottate anche mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto da ciascuno dei componenti; in tal caso il Presidente comunica a tutti i componenti il testo della decisione proposta, fissando un termine non inferiore a otto giorni entro il quale ciascuno deve far pervenire presso la sede sociale l’eventuale consenso alla stessa; nel caso di mancata risposta nel termine fissato, il consenso si intende negato; dai documenti devono risultare con chiarezza l’argomento oggetto della decisione e il consenso alla stessa; le comunicazioni possono avvenire con qualsiasi mezzo che consenta di verificarne la provenienza e di avere riscontro della ricezione (anche mediante dichiarazione di ricevuta inviata con lo stesso mezzo), compresi il telefax e la posta elettronica, e devono essere conservate dall’Associazione.
Le riunioni del Consiglio Direttivo si possono tenere anche con mezzi di telecomunicazione, a condizione che tutti gli aventi diritto possano essere identificati, sia loro consentito di essere compiutamente informati e di intervenire in tempo reale alla trattazione e alla votazione sugli argomenti oggetto della riunione. Verificandosi questi requisiti il Consiglio Direttivo si considera tenuto nel luogo in cui si trova il Presidente e dove pure deve trovarsi il segretario della riunione, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del relativo verbale.
Il Consiglio deve sempre riunirsi per l’approvazione delle proposte di bilancio annuale e del preventivo di spesa.
Il verbale delle adunanze e delle decisioni è sottoscritto dal Presidente e dal segretario.
1) attua le delibere dell’assemblea;
2) provvede alla cooptazione di numero otto esperti, di cui almeno cinque appartenenti ai Consorzi di difesa in base alle necessità di carattere organizzativo ed alle esigenze di rappresentanza di produzioni di particolare importanza o specializzate;
3) può inoltre cooptare gli eventuali rappresentanti di cui al comma secondo dell’art. 17.
Gli esperti e i rappresentanti cooptati nel Consiglio Direttivo hanno voto deliberativo, e sono ricooptabili.
Gli esperti e i rappresentanti cooptati restano in carica fino alla scadenza del mandato del Comitato esecutivo. In caso di dimissioni o di decadenza di uno o più consiglieri cooptati il Consiglio Direttivo delibera la nuova nomina al fine di reintegrare il numero dei consiglieri cooptati alla prima riunione utile.
4) Elegge il Presidente, i due Vice Presidenti e gli altri componenti del Comitato esecutivo di cui al successivo art. 20;
5) dispone di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione non espressamente attribuiti alla competenza dell’Assemblea;
6) delibera la convocazione dell’Assemblea e cura l’esecuzione delle decisioni adottate dalla stessa;
7) sottopone all’approvazione dell’assemblea:
- i programmi di attività;
- gli eventuali regolamenti interni;
- le proposte di esclusione degli Associati;
- il bilancio consuntivo annuale e la relazione accompagnatoria;
- le proposte del preventivo di spesa e di attività per l’esercizio successivo e la determinazione della quota di ammissione, delle modalità e delle entità dei contributi annuali dovuti dagli associati e dagli aderenti;
- le proposte di determinazione dell’entità dei gettoni di presenza spettanti ai componenti il Consiglio stesso e l’entità dell’emolumento da corrispondere ai componenti il Collegio sindacale;
8) delibera sulle domande di ammissione e di adesione; in deroga a quanto previsto al precedente articolo 4, a fronte di documentati e giustificati motivi, il Consiglio Direttivo può deliberare l’ammissione del Consorzio non associato ad una Associazione Regionale, ove costituita;
9) adotta gli opportuni provvedimenti per agevolare il funzionamento degli associati nel rispetto della normativa in vigore;
10) applica le sanzioni di cui ai punti 1), 2), 3) dell’art. 7;
11) costituisce, per lo studio di particolari problemi di natura tecnica od amministrativa, speciali Commissioni consiliari o Comitati tecnici, eventualmente nominandone i Presidenti fra i propri componenti;
12) affida a persone, studi professionali o Enti di provata esperienza particolari incarichi di collaborazione e assistenza, ritenuti indispensabili per lo svolgimento dei compiti istituzionali;
13) delibera la nomina e la determinazione del trattamento economico del Direttore dell’Associazione;
14) determina:
- l’entità della indennità di carica spettante al Presidente, ai Vicepresidenti ed ai componenti del Comitato esecutivo;
- l’entità dei gettoni di presenza ai partecipanti alle Commissioni;
- il regolamento relativo ai rimborsi delle spese documentate, di viaggio e trasferte.
15) può delegare al Comitato esecutivo taluni dei propri compiti, in particolare quelli di ordinaria amministrazione e di gestione delle attività correnti, ad eccezione di quelli previsti ai numeri 1, 2, 5 del presente articolo o non delegabili per disposizioni di legge;
16) delibera l’eventuale apertura di sedi secondarie o filiali in Italia e all’estero.
Il Comitato esecutivo é composto dal Presidente, da due Vicepresidenti e da quattro Componenti tutti eletti tra i membri del Consiglio direttivo.
E’ convocato dal Presidente ogniqualvolta ne ravvisi la necessità o ne sia avanzata richiesta da almeno tre componenti.
L’avviso di convocazione contenente il giorno, l’ora, il luogo e gli argomenti da trattare deve essere inviato, con avviso di ricevimento, almeno 5 (cinque) giorni prima dell’adunanza, e in caso di urgenza, 3 (tre) giorni prima con telegramma, o telefax o posta elettronica.
Le riunioni del Comitato Esecutivo si possono tenere anche con mezzi di telecomunicazione, a condizione che tutti gli aventi diritto possano essere identificati, sia loro consentito di essere compiutamente informati e di intervenire in tempo reale alla trattazione e alla votazione sugli argomenti oggetto della riunione. Verificandosi questi requisiti il Comitato Esecutivo si considera tenuto nel luogo in cui si trova il Presidente e dove pure deve trovarsi il segretario della riunione, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del relativo verbale.
L’adunanza é valida quando sia presente la maggioranza dei componenti.
Le deliberazioni vengono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti e, in caso di parità, con la prevalenza del voto del Presidente.
Il Direttore è segretario del Comitato esecutivo. In caso di sua assenza il segretario viene nominato per quella riunione dal Comitato Esecutivo.
- delibera nelle specifiche materie delegate dal Consiglio Direttivo ai sensi dell’art. 19, anche in forma permanente e continuativa all’inizio del mandato, anche con riferimento alle attività di ordinaria amministrazione, compresa quella relativa al Personale dell’Associazione, e all’affidamento di incarichi di consulenza nei limiti di importi massimi stabiliti;
- esercita, oltre che nel caso di delega ai sensi dell’art. 19, i poteri del Consiglio Direttivo in caso di necessità e urgenza, con l’obbligo di proporre alla ratifica del Consiglio nella prima riunione successiva il provvedimento adottato;
- elabora proposte di deliberazioni da sottoporre al Consiglio Direttivo, riguardanti argomenti particolarmente complessi o impegnativi per l’associazione;
- sentito il parere del Direttore, delibera in materia di Personale dell’Associazione.
Il verbale dell’adunanza è sottoscritto dal Presidente e dal segretario.
Il Comitato esecutivo dura in carica tre anni, fino all’avvenuta approvazione del bilancio consuntivo.
La sostituzione del rappresentante dell’Associazione regionale nel Consiglio direttivo, notificata alla Associazione nazionale, determina la decadenza anche dalla eventuale carica di componente del Comitato esecutivo. In tal caso il Consiglio Direttivo, alla prima riunione successiva, eleggerà un sostituto, che resterà in carica per il periodo residuo di durata del mandato del Comitato stesso.
Il Presidente è eletto dal Consiglio Direttivo fra i suoi componenti. Egli dirige e coordina l’attività dell’Associazione, ha la firma sociale e la rappresentanza legale di fronte a terzi e in giudizio.
In caso di assenza o impedimento, può delegare un Vicepresidente a sostituirlo nello svolgimento della funzione in conformità ad eventuali deliberazioni del Consiglio Direttivo.
Può affidare ai due Vicepresidenti, congiuntamente o separatamente, lo svolgimento di particolari incarichi.
Il Collegio dei Sindaci é costituito da cinque Membri effettivi e da due Membri supplenti.
Esso svolge i compiti previsti dall’art. 2403 e seguenti del codice civile.
Dei cinque Membri effettivi, uno é nominato dal Ministero dell’Economia, uno dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e tre sono eletti dall’Assemblea anche tra estranei alla Associazione.
Il Presidente viene nominato dagli stessi membri effettivi scegliendolo tra di loro.
I Sindaci devono partecipare alle sedute dell’Assemblea e del Consiglio direttivo e possono assistere alle riunioni del Comitato esecutivo.
I membri del Collegio sindacale sono rieleggibili.
Il Collegio dei probiviri dell’Associazione è organo di garanzia statutaria e di giurisdizione interna che opera come amichevole compositore senza alcuna formalità di procedura.
Il Collegio dei Probiviri é costituito da tre componenti effettivi eletti dall’assemblea che non sono revocabili nell’arco del mandato. Dura in carica tre anni ed i suoi membri sono rieleggibili; non possono essere amministratori o dipendenti degli associati o aderenti all’ASNACODI.
I tre membri eleggono fra loro il Presidente.
Il Collegio ha il compito di accertare i fatti e le contestazioni al fine di decidere su qualsiasi vertenza tra gli associati ed ASNACODI, comprese quelle relative all’impugnazione delle deliberazioni dell’Assemblea, nonché sui ricorsi promossi avverso i provvedimenti sanzionatori deliberati dagli organi sociali nei confronti dei soci.
Il Collegio si pronuncia entro il termine perentorio di 15 (quindici) giorni dalla conclusione dell’attività istruttoria.
Il Collegio dei probiviri emette:
a) ordinanze, allo scopo di regolare l’attività istruttoria e raccogliere prove;
b) decisioni nel merito delle controversie sollevate.
Le ordinanze e le decisioni devono essere motivate e comunicate alle parti a cura del Presidente del Collegio e sono immediatamente esecutive.
Le disposizioni di cui al presente articolo sono applicabili anche a qualsiasi controversia promossa da o nei confronti di consiglieri, membri del Comitato Esecutivo, revisori e liquidatori, che abbiano ad oggetto diritti disponibili relativi al presente statuto ovvero ai rapporti associativi. Le disposizioni di cui al presente articolo sono inoltre applicabili anche a qualsiasi controversia relativa alle deliberazioni dell’Assemblea.
Qualora le controversie indicate al precedente art. 25 del presente statuto non vengano amichevolmente risolte dal Collegio dei Probiviri, esse saranno sottoposte al giudizio di un collegio arbitrale, composto da tre arbitri nominati dal Presidente del Tribunale del luogo in cui ha sede l’Associazione anche su richiesta di una sola parte.
Le disposizioni di cui al presente articolo devono intendersi applicabili, ove consentito dalla legge, anche con riferimento ai provvedimenti cautelari.
Gli arbitri decideranno in via rituale e secondo diritto italiano.
L’arbitrato si terrà nel luogo in cui ha sede l’Associazione e i costi dello stesso saranno determinati dagli arbitri, cui verrà richiesto di attribuire tali costi alla parte soccombente nel lodo che emetteranno.
Fermo restando quanto previsto ai precedenti commi, si conviene che qualunque controversia comunque connessa al presente statuto ovvero ai rapporti associativi, che non sia per legge compromettibile in arbitrato, sarà di competenza esclusiva del Foro del luogo in cui ha sede ASNACODI.

References: art. 4
 art. 19
 art. 2
 art. 20
 articolo 4
 art. 25