Source: http://legislazionetecnica.it/1195337/fonte/dl-28-03-2014-n-47
Timestamp: 2018-11-16 05:10:15+00:00

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Il Decreto, viste le disposizioni dell’articolo 8, comma 4, del D.L. n. 47 del 28/03/2014, disciplina le clausole standard dei contratti locativi e di futuro riscatto, le tempistiche e gli altri aspetti ritenuti rilevanti nel rapporto, nonché le modalità di determinazione e di fruizione del credito d’imposta.
Si ricorda in proposito che il citato art. 8 del D.L. 47/2014 prevede che, trascorsi almeno 7 anni dalla stipula del contratto di locazione, il conduttore di un alloggio sociale (come definito dal D.M. 22/04/2008) possa riscattare l’unità immobiliare e che, fino alla data del riscatto, possa imputare parte dei corrispettivi pagati al locatore in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio. Ai fini delle imposte dirette e dell'IRAP, i corrispettivi si considerano, comunque, canoni di locazione. Le disposizioni attuative sono state adottate con il D.M. 21/06/2017.
Determ. Dir.R. Piemonte 24/05/2016, n. 305
Art. 4 DL 47/2014, convertito, con modificazioni, dalla L. 80/2014. Programma di recupero e razionalizzazione immobili e alloggi ERP. Presa d'atto stato di attuazione interventi ex art. 2, c. 1, lett. a), con finanziamento concesso annualità 2014 e 2015. Concessione finanziamento a Comuni e ATC attraverso scorrimento elenco interventi ammessi, con utilizzo risorse disponibili a seguito di rinunce, euro 544.366,00.
Determ. Dir.R. Piemonte 26/01/2016, n. 29
Articolo 4 decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80. Programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Concessione finanziamento a Comuni e ATC per la realizzazione degli interventi ex art. 2, c. 1, lett. a), annualità 2014 e 2015, euro 1.949.567,89.
Determ. Dir.R. Lazio 25/01/2016, n. G00304
Attuazione del Programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legge 28 marzo 2014, n. 47 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80. Modalità di controllo e di erogazione dei contributi per gli interventi ammessi a finanziamento.
Delib. G.R. Lombardia 14/05/2015, n. X/3577
Approvazione del programma annuale di attuazione per il 2015 del PRERP 2014-2016 approvato con d.c.r. 30 luglio 2014, n. 456 - Primo provvedimento.
Deliberaz. G.R. Toscana 25/08/2014, n. 708
Adempimenti di cui all’art. 10 comma 6 L. 23 maggio 2014 n. 80 - Definizione di requisiti, criteri e parametri per l’accesso, la permanenza e la gestione dell’alloggio sociale.
Delib. G.R. Campania 08/08/2014, n. 356
Approvazione Linee Guida per l'Edilizia Residenziale Sociale (art. 10 della Legge 23 Maggio 2014, n. 80).
Deliberaz. G.R. Puglia 06/08/2014, n. 1780
Determinazione dei requisiti di accesso e permanenza nell’alloggio sociale e criteri di ripartizione del finanziamento statale in materia di edilizia residenziale sociale, riservato ai Comuni ad alta tensione abitativa, in attuazione della Legge 23 maggio 2014 n. 80, art. 10.
In merito all'applicazione dell'art. 9-bis del D.L. 47/2014 (L. 80/2014) - a mente del quale "A partire dall'anno 2015 é considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso" - il documento chiarisce che in assenza di specifiche disposizioni in ordine all’individuazione dell’immobile da considerare ai fini dell’equiparazione all’abitazione principale, la scelta possa essere effettuata direttamente dal contribuente.
Si rammenta che per questi immobili, TARI e TASI sono ridotte di 2/3.
La disposizione dell’articolo 37, comma 19, del D. Leg.vo 12/04/2006, n. 163 si riferisce non solo alla fase successiva alla stipulazione del contratto ma anche a quella successiva all’aggiudicazione definitiva. Questa tesi trova supporto anzitutto in un dato letterale costituito dalla circostanza che il comma 19 non fa specifico riferimento a fallimenti dichiarati in costanza del contratto (a differenza della disposizione dell’articolo 38 che, regolando il caso del fallimento del mandatario, fa esplicito riferimento alla “prosecuzione del rapporto di appalto” così suggerendo che, ove il fallimento colpisca il mandatario in epoca anteriore alla stipulazione del contratto l’aggiudicazione definitiva va annullata). Né l’espressione “lavori … ancora da eseguire” può essere considerata un sicuro riferimento alla fase di esecuzione del contratto perché non esclude che possa riferirsi a tutti i lavori; del resto il fallimento potrebbe anche verificarsi dopo la stipulazione del contratto ma prima che i lavori siano iniziati, per cui l'espressione sopra indicata non è un sicuro indice che la previsione dell’articolo 37, comma 19, si riferisca alla fase successiva alla conclusione del contratto e non possa “coprire” anche la fase che segue all’aggiudicazione definitiva. Questa soluzione è poi giustificata sul piano degli interessi dato che - se il fallimento colpisce la mandante - l’applicazione della disposizione dell’articolo 37, comma 19, tutela sia l’interesse della mandataria a non perdere la commessa che quello della stazione appaltante a ottenere sollecitamente la prestazione desiderata senza dover procedere a annullamenti (con il rischio di contenziosi) e parziali rinnovazioni del procedimento (nuova aggiudicazione definitiva con connessa verifica della persistenza del possesso dei requisiti da parte del subentrante).
La collocazione su un’area di una “casa mobile”, con stabile destinazione abitativa, in assenza di permesso di costruire, configura un reato di abuso edilizio sanzionabile come disposto dall’art. 44 del D.P.R. 380/2001, lettera b) . Fa eccezione a tale assunto unicamente il caso in cui sussistano contemporaneamente quattro requisiti, ovvero la collocazione del manufatto all’interno di una struttura ricettiva all’aperto, il temporaneo ancoraggio al suolo, l’autorizzazione alla conduzione dell’esercizio da effettuarsi in conformità della normativa regionale di settore e la destinazione alla sosta ed al soggiorno, necessariamente occasionali e limitati nel tempo, di turisti. (Nella fattispecie il Collegio condivide la valutazione giuridica del Tribunale che aveva ritenuto che un prefabbricato modulare di mq 42, in parte poggiato su un carrello ed in parte su pali telescopici, dotato di un terrazzino di mq 16, poggiato anch’esso su pali telescopici, fosse destinato ad uso abitativo. Il Tribunale avvalorava la sua tesi con una serie di elementi, quali: la presenza di arredi, l’esistenza, all’esterno del manufatto, di un’area piastrellata di circa 200 mq, sulla quale insisteva il terrazzino e la realizzazione di una vasca idrica interrata in cemento armato vibro-compresso osservando che l’assenza di allacciamenti alla rete idrica e l’assenza di vasche di raccolta delle acque bianche e nere era giustificata esclusivamente dalla recente collocazione del prefabbricato).

References: art. 8

Art. 4
 art. 2

Articolo 4
 art. 2
 art. 10