Source: http://www.schedariofiscalepernice.it/2017/09/
Timestamp: 2019-05-23 23:25:57+00:00

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Settembre 2017 – schedariofiscalepernice.it
notifica cartella via pec pdf – nulla 2017 09 27
notifica / 2017-09-27
notifica cartella via pec pdf – nulla 2017 09 27 Cartella notificata tramite PEC. Nulla se il formato dell’atto è “.pdf” anziché “.p7m” La notificazione per posta elettronica certificata della cartella di pagamento in formato .pdf senza l’estensione c.d. “.p7m”, non è valida. Di conseguenza illegittima l’intera cartella allegata alla PEC. Solo detta estensione “.p7m” garantisce, infatti, l’integrità e immodificabilità del documento informatico e dall’altro, in relazione alla firma digitale, consente (a chi riceve la notifica) di identificare l’autore della stessa e quindi la paternità o riferibilità della sottoscrizione medesima. L’estensione .p7m identifica infatti files sui quali è stata apposta una Firma Digitale mediante apposito software. Una volta apposta una firma digitale, l’estensione .p7m si sommerà a quella del file originario che è stato firmato. Questa è la massima espressa dai giudici trevigiani, (CTP di Treviso, Sezione I, Sent. n. 93 del 16 febbraio 2018 – Presidente: Chiarelli, Relatore: Fadel – di seguito riportata integralmente). Anche per la C.T.R. della Campania, sent. n. 9464 del 09/11/2017, il file in estensione .pdf costituisce una “mera copia informatica (digitale) dell’atto” che in assenza di attestazione di conformità non consente di affermare che tale documento sia identico all’originale. Conf.: C.T.P. di Lecce, Sent. n. 611 del…
proventi illeciti – tassazione 2017 09 22
proventi illeciti / 2017-09-22
proventi illeciti – tassazione 2017 09 22 Ogni provento, anche illecito, rappresenta reddito tassabile e quindi va dichiarato. Il fatto di svolgere attività illecita non esonera dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Questo il principio esposto dalla Corte di Cassazione, Terza Sezione Penale, nella sentenza n. 53137 del 22 settembre 2017 con cui è stato ribadito che l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi costituisce violazione dell’art. 5, D.Lgs. n. 74 del 2000, “anche quando abbia ad oggetto redditi di provenienza illecita (tra le altre, Sez. 3, n. 42160 del 7/10/2010, Violi, Rv. 248729, a mente della quale integra il delitto in esame l’omessa dichiarazione dei redditi derivanti dall’attività di sfruttamento dell’altrui prostituzione, in quanto ogni provento, anche illecito, rappresenta reddito tassabile, la cui mancata indicazione nella dichiarazione annuale costituisce reato. In termini, anche Sez. 5, n. 7411 del 19/11/2009, Di Lorenzo, Rv. 246095, con riguardo a redditi provenienti da attività distrattiva compiuta su disponibilità finanziarie di società fallita)”. ^^^ CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE – Sentenza 22 novembre 2017, n. 53137 SENTENZA sul ricorso proposto da: C.L., nato a (OMISSIS) il (OMISSIS); avverso la sentenza del 25/2/2016 della Corte di appello di Ancona; visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; sentita…
edilizia abuso edilizio e ordine demolizione 2017 09 20
edilizia / 2017-09-20
2017 09 20 edilizia abusi edilizi e demolizione Abusi edilizi e ordine di demolizione, nuova sentenza della Cassazione. Gli atti della pubblica amministrazione idonei ad evitare l’esecuzione dell’ordinanza di demolizione di un’opera abusiva sono la già intervenuta demolizione dell’immobile ad opera della stessa pubblica amministrazione o l’intervenuta concessione in sanatoria e la delibera del consiglio comunale che abbia dichiarato la conformità del manufatto con gli interessi pubblici urbanistici ed ambientali. Lo ha affermato la sentenza della Corte di Cassazione 12 settembre 2017, n. 41537che ha rigettato il ricorso presentato contro un’ordinanza della Corte di appello che aveva rigettato la richiesta di revoca e/o sospensione dell’ordine di demolizione di manufatto abusivo. In Cassazione è stato proposto ricorso rilevando i seguenti motivi: inosservanza od erronea applicazione della legge penale in riferimento all’art. 31 c. 9 D.P.r. n. 380 del 2001; mancanza e contraddittorietà della motivazione in riferimento all’insussistenza della prova del provvedimento amministrativo richiamato dal ricorrente, ovvero dell’effetto acquisitivo al patrimonio comunale; impossibilità di eseguire l’ordine di demolizione, per l’acquisizione del bene al patrimonio del Comune. Gli ermellini, rigettando il ricorso, hanno rilevato che in sede esecutiva la demolizione può essere sospesa o revocata quando risulta “assolutamente incompatibile con atti amministrativi o giurisdizionali…
responsabilità amministrativa degli enti e modello ISO 9001 cas pen 41768 2017 09 13
responsabilita amministrativa degli enti / 2017-09-13
responsabilità amministrativa degli enti e modello ISO 9001 cass pen 41768 2017 09 13 Modello ISO 9001 non può sostituire quello 231 – Cassazione penale, sez. VI, sentenza 13/09/2017 n° 41768 – Di Maria Elena Bagnato – Professionista – Avvocato – Pubblicato il 09/10/2017. Il modello aziendale ISO 9001 ed il modello c.d. “Deloitte” non possono sostituire il modello previsto dal D.Lgs. n. 231/2001 , stabilendo, pertanto, che le società coinvolte, sono prive di tale modello organizzativo e gestionale. E’ quanto disposto dalla Cassazione Penale, sez. VI, nella sentenza n. 41768 del 13 settembre 2017, affrontando la questione relativa alla responsabilità dgli enti pubblici, in un complesso caso di corruzione. Nello specifico, il modello aziendale Iso Uni En Iso 9001 non indica né gli illeciti da prevenire nè sistema sanzionatorio delle violazioni del modello, in quanto si riferisce al controllo della qualità del lavoro in relazione alle disposizioni normative sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro o degli interessi tutelati dai reati in materia ambientale. D’altra parte, la Corte ha osservato che, anche il modello Deloitte, non presenta né il codice di comportamento, con le relative procedure, né il codice etico, né il sistema sanzionatorio. Per tali ragioni, non condividendo le deduzioni del consulente tecnico…
cessione di quote – responsabilita per debiti sociali – clausola salvaguardia – Trib. Bologna 2017 09 02
cessione di quote / 2017-09-02
cessione di quote – responsabilita per debiti sociali – clausola salvaguardia – Trib. Bologna 2017 09 02 2017 09 02 cessione quote soc responsab x debiti sociali

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