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Timestamp: 2020-02-25 00:07:15+00:00

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Incontro informativo LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO. Area Sindacale e Lavoro-Previdenza Confindustria Monza e Brianza Monza, 24 settembre PDF Free Download
Achille Stefano Riva
2 La riforma del lavoro Legge 28 giugno 2012, n. 92 Flessibilità in entrata Altre tipologie contrattuali Simonetta Galdini Area Lavoro e Previdenza Confindustria Monza e Brianza
3 APPRENDISTATO ART. 1, COMMI (MODIFICHE AL D.LGS. N. 167/11 TESTO UNICO DELL APPRENDISTATO) Introdotte percentuali di conferma in servizio per l utilizzo del contratto: prosecuzione del rapporto di lavoro, nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 50% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro; la percentuale è del 30% per i primi 36 mesi dall entrata in vigore della norma(fino al 18 luglio 2015); dal computo sono esclusi i rapporti cessati in prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa; la norma non si applica ai datori di lavoro che occupano meno di 10 dipendenti.
4 APPRENDISTATO ART. 1, COMMI (MODIFICHE AL D.LGS. N. 167/11 TESTO UNICO DELL APPRENDISTATO) In caso di mancato rispetto della percentuale o di totale mancata conferma, è consentita l assunzione di un ulteriore apprendista. In caso di violazione della norma: gli apprendisti assunti in violazione di questi limiti di legge sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato
5 APPRENDISTATO ART. 1, COMMI (MODIFICHE AL D.LGS. N. 167/11 TESTO UNICO DELL APPRENDISTATO) Vengono inoltre introdotti nuovi limiti numerici per aziende che occupano più di 10 dipendenti: dal 1 gennaio 2013, il numero degli apprendisti, rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso lo stesso datore di lavoro, non dovrà superare il rapporto di 3 a 2 (continua a rimanere 1 a 1 per i datori di lavoro con meno di 10 dipendenti) Le assunzioni effettuate prima del 1 gennaio 2013 continuano a seguire le vecchie regole
6 APPRENDISTATO ART. 1, COMMI (MODIFICHE AL D.LGS. N. 167/11 TESTO UNICO DELL APPRENDISTATO) Viene prevista una durata minima del contratto pari a 6 mesi, escluse le attività stagionali. Viene esclusa la possibilità di utilizzare l apprendistato nell ambito della somministrazione a tempo determinato a partire dal 1 gennaio Viene chiarito che, in caso di recesso dal rapporto di apprendistato alla fine del periodo di formazione (che coincide con la fine del periodo di apprendistato), durante il periodo di preavviso ex art c.c. continua a trovare applicazione la disciplina del contratto di apprendistato.
7 ART. 46-BIS, COMMA 1, LETT. b) C.D. «DECRETO SVILUPPO» Viene introdotta un ulteriore ipotesi di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, rispetto a quelle già previste dall art, 20, comma 3, del D.Lgs. n. 276/2003. La somministrazione di lavoro a tempo indeterminato è ammessa «in tutti i settori produttivi, in caso di utilizzo da parte del somministratore di uno o più lavoratori assunti con contratto di apprendistato». (art. 20, comma 3, lett. i-ter) D.Lgs. n. 276/2003).
8 TIROCINI ART. 1, COMMI Intervento sul tema dei tirocini allo scopo principale di evitare abusi all utilizzo di questo strumento, con delega a Governo e Regioni. Tale documento dovrà prevedere: a) la revisione della disciplina dei tirocini formativi, anche in relazione alla valorizzazione di altre forme contrattuali a contenuto formativo; b) La previsione di azioni ed interventi volti a prevenire un uso distorto dell istituto, anche attraverso la puntuale individuazione delle modalità con cui il tirocinante presta la propria attività; c) L individuazione degli elementi qualificanti del tirocinio e degli effetti conseguenti alla loro assenza; d) Il riconoscimento di una congrua indennità, anche in forma forfettaria, in relazione alla prestazione svolta. In caso di mancata corresponsione sanzione amministrativa da a
9 CONTRATTO DI INSERIMENTO ART. 1, COMMI (ABROGATI ARTT. 54 E 59, D.LGS. N. 276/03) Abrogato il contratto di inserimento in tutte le sue forme Possibilità di utilizzare ancora il contratto di inserimento fino al 31 dicembre 2012 con l applicazione delle vecchie regole, compresa quella della proroga
10 PART-TIME ART. 1, COMMA 20 (MODIFICHE ALL ART. 3, D.LGS. N. 61/00) L obiettivo è quello di limitare l autonomia negoziale delle parti in tema di part-time, in un ottica di tutela del lavoratore, affidando più ruolo alla contrattazione collettiva nazionale e territoriale. Delega alla contrattazione collettiva nazionale e territoriale su condizioni e modalità che consentano al lavoratore di richiedere l eliminazione ovvero la modifica delle clausole flessibili (variazione collocazione temporale) ed elastiche (aumento della durata della prestazione). Facoltà di revoca del consenso alla prestazione di lavoro resa secondo clausole elastiche e flessibili per lavoratori in particolari situazioni di salute (art. 12 bis, D.Lgs. N. 61/2000) e per i lavoratori studenti.
11 LAVORO INTERMITTENTE ART. 1, COMMI (MODIFICHE AGLI ARTT. 34, 35 E 37, D.LGS. N. 276/03) Il dettato normativo ha modificato la disciplina di tale tipologia contrattuale: limitando le ipotesi oggettive che legittimano il ricorso al lavoro intermittente. Viene demandata alla contrattazione collettiva nazionale o territoriale la definizione delle prestazioni di carattere discontinuo o intermittente e la definizione dei periodi predeterminati nell arco della settimana, del mese, dell anno (questi ultimi non più previsti per legge); limitando le ipotesi soggettive, prevedendo che il contratto di lavoro intermittente può essere concluso con soggetti con più di 55 anni di età e con soggetti con meno di 24 anni di età, fermo restando che in tal caso le prestazioni devono essere svolte entro il25 anno
12 LAVORO INTERMITTENTE ART. 1, COMMI (MODIFICHE AGLI ARTT. 34, 35 E 37, D.LGS. N. 276/03) CIRCOLARI MINISTERO DEL LAVORO N. 18 E 20/2012 Viene introdotto per il datore di lavoro l obbligo di una comunicazione, alla DTL competente per territorio con modalità semplificate, prima dell inizio della prestazione o di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a 30 giorni. La circolare n. 20/2012 chiarisce che i 30 giorni possono essere considerati quali giorni di chiamata di ciascun lavoratore e non l arco temporale massimo all interno del quale individuare i periodi di attività dello stesso.
13 LAVORO INTERMITTENTE ART. 1, COMMI (MODIFICHE AGLI ARTT. 34, 35 E 37, D.LGS. N. 276/03) CIRCOLARI MINISTERO DEL LAVORO N. 18 E 20/2012 L adempimento riguarda anche i rapporti di lavoro instaurati antecedentemente al 18 luglio 2012 e potrà essere effettuato lo stesso giorno in cui viene resa la prestazione lavorativa, purché prima dell inizio del lavoro. Introduzione di una sanzione amministrativa, non diffidabile, da 400 a 2400 euro per ciascun lavoratore in caso di mancata comunicazione. Viene stabilito che i contratti di lavoro intermittente, non compatibili con le nuove disposizioni, cessano di produrre effetti trascorsi 12 mesi dall entrata in vigore della norma (ovvero il 18 luglio 2013)
14 LAVORO ACCESSORIO ART. 1, COMMI (MODIFICHE AGLI ARTT. 70 E 72, D.LGS. N. 276/03) Riqualificazione normativa di questa tipologia contrattuale l accessorietà viene fatta coincidere con il concetto di occasionalità, legata solo a limiti reddituali e non più anche con riferimento a specifici settori. Nuova definizione di lavoro accessorio: «attività di natura meramente occasionale che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a euro nell anno solare, annualmente rivalutati». Fermo restando il limite max nel corso dell anno, per imprenditori commerciali e professionisti il limite massimo è di euro. Per impresa commerciale si fa riferimento all art c.c. quindi anche «attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi». Ipotesi soggettive e oggettive solo per il settore agricolo.
15 LAVORO ACCESSORIO ART. 1, COMMI (MODIFICHE AGLI ARTT. 70 E 72, D.LGS. N. 276/03) I buoni (voucher) saranno «orari, progressivamente numerati e datati»(a scopo antielusivo). I buoni già richiesti alla data di entrata in vigore della norma possono essere utilizzati secondo le regole precedenti entro il 31 maggio 2013.
16 LAVORO ACCESSORIO (ART. 46-bis, COMMA 1, LETT. d) DEL C.D. «DECRETO SVILUPPO) E stata inserita una nuova ipotesi per l anno 2013, ammettendo i lavoratori percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito allo svolgimento di prestazioni di lavoro accessorio in tutti i settori produttivi, ma con un tetto massimo annuo di euro di reddito.

References: ART. 1
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 ART. 46
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 ART. 1
 ART. 3
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