Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-161-del-25102002.html
Timestamp: 2017-01-23 10:42:24+00:00

Document:
Legge 30.7.2002, n. 189, art. 33 e D.L.
9.9.2002, n. 195, convertito in legge 9.10.2002, n. 222. Disposizioni urgenti in
materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari
SOMMARIO: La legge 30.7.2002, n. 189, art. 33 e
il decreto-legge 9.9.2002, n. 195, convertito in legge 9.10.2002, n. 222,
prevedono che chi ha occupato alle proprie dipendenze, nel trimestre antecedente
l�'entrata in vigore delle norme, lavoratori extracomunitari in posizione
irregolare, può denunciare, entro l�'11.11.2002, la sussistenza del rapporto
di lavoro alla Prefettura - Ufficio territoriale del Governo competente per
territorio, mediante la presentazione di apposita dichiarazione, accompagnata
dall�'attestato di versamento di un contributo forfettario pari,
rispettivamente, a  290,00 per lavoratori domestici o badanti e ad  700,00
per tutti gli altri lavoratori dipendenti da regolarizzare. L�'avvenuta
presentazion della dichiarazione determina la non punibilità per le violazioni
delle norme relative al soggiorno, al lavoro, di carattere finanziario, fiscale,
previdenziale e assistenziale nonché per gli altri reati e le violazioni
amministrative e comunque afferenti all�'occupazione dei lavoratori
extracomunitari indicati nella dichiarazione di emersione
L�'art. 33 della legge 30.7.2002, n. 189 (1),
recante modifiche al T.U. delle norme in materia di immigrazione n. 286 del
1998, ha previsto disposizioni finalizzate all�'emersione del lavoro irregolare
di personale di origine extracomunitaria, che sia stato occupato nel trimestre
antecedente l�'entrata in vigore della norma (10.9.2002) in attività di
assistenza a componenti di famiglie affetti da patologie o handicap (c.d.
badanti) che ne limitano l�'autosufficienza ovvero al lavoro domestico di
sostegno al bisogno familiare (colf), mediante il versamento di un contributo
forfettario pari a  290,00 per ciascun lavoratore da regolarizzare,
determinato dal decreto ministeriale del 26.8.2002 (2). Con ordine del giorno
del 11.7.2002, accolto dal Governo, il Senato aveva inoltre impegnato
quest�'ultimo ad emanare un provvedimento che prevedesse la possibilità di
regolarizzare anche i lavoratori extracomunitari che prestano lavoro subordinato
non domestico. Ne è conseguita l�'emanazione del D.L. 9.9.2002, n. 195, convertito, con modificazioni, in legge
9.10.2002, n. 222 (3), che prevede che
chiunque abbia occupato, nel trimestre antecedente l�'entrata in vigore della
norma (10.9.2002), lavoratori extracomunitari in posizione irregolare (privi del
permesso di soggiorno per lavoro) può regolarizzare il rapporto di lavoro
mediante il versamento di un contributo forfettario pari a  700,00 per
ciascun lavoratore occupato da regolarizzare.
In entrambe le fattispecie i datori di lavoro devono
denunciare, entro la data dell�'11 novembre 2002 (4), la sussistenza del
rapporto di lavoro alla Prefettura  Ufficio territoriale del Governo
competente per territorio, mediante la presentazione di apposita dichiarazione
di regolarizzazione, accompagnata, tra l�'altro, dall�'attestato di versamento
del contributo forfettario di cui sopra. Per entrambe le fattispecie
l�'avvenuta presentazione della dichiarazione determina la non punibilità per
le violazioni delle norme relative al soggiorno, al lavoro, di carattere
finanziario, fiscale, previdenziale e assistenziale nonché per gli altri reati
e le violazioni amministrative e comunque afferenti all�'occupazione dei
lavoratori extracomunitari indicati nella dichiarazione di emersione, compiute
antecedentemente al 10.9.2002. DESTINATARI DELLA NORMA
L�'art. 33 della legge n. 189/2002 individua quali
destinatari della procedura di regolarizzazione da esso prevista i datori di
lavoro domestico già individuati ai sensi del D.P.R. 31.12.1971, n. 1403 e
Ai sensi, invece, dell�'art. 1, co.1, del D.L. n. 195/2002, così come convertito in legge il
9.10.2002, la possibilità di avvalersi della procedura di regolarizzazione è
consentita a chiunque, nell�'esercizio di un�'attività d�'impresa, sia in
forma individuale che societaria, abbia occupato alle proprie dipendenze
lavoratori extracomunitari in posizione irregolare. La norma non fornisce un
elenco nel dettaglio dei datori di lavoro destinatari e si riferisce in senso
ampio all�'esercizio della tipologia di attività in forma di impresa, sia di
tipo individuale che societario. Pertanto si applica ai titolari di attività
d�'impresa intesa come entità unitaria gestita da un soggetto qualificabile
come imprenditore ai sensi dell�' art. 2082 del codice civile e soggetto
alla relativa disciplina.
Le norme riguardano personale esclusivamente di
nazionalità extracomunitaria che sia stato occupato in posizione irregolare,
intendendo fare riferimento a tutte le situazioni di impiego di tale personale
avvenute in violazione della disciplina vigente in materia di permesso di
Relativamente al rapporto di lavoro domestico si
precisa che è possibile regolarizzare una sola unità per nucleo familiare,
addetta al sostegno delle necessità familiari. Non è previsto alcun limite per
la regolarizzazione dei cosiddetti badanti né per la legalizzazione dei
lavoratori con rapporto di lavoro subordinato in genere.
L�'art. 33 della legge n. 189/2002 non fornisce
precisazioni in merito alla durata minima del rapporto di lavoro da
regolarizzare. Invece nell�'art. 1, co. 3 del. D.L. n. 195/2002 è precisato che il rapporto di
lavoro da regolarizzare debba essere a tempo indeterminato ovvero a tempo
determinato di durata non inferiore a un anno. La formulazione di quest�'ultima
disposizione è idonea a ricomprendere rapporti di lavoro aventi carattere
subordinato a tempo indeterminato, determinato, part-time (5).
Si precisa che devono ritenersi non regolarizzabili
rapporti di lavoro non aventi natura subordinata (quali le collaborazioni
coordinate e continuative), ovvero aventi natura incompatibile con la presenza
in azienda in epoca anteriore all�'instaurarsi del rapporto di lavoro (per
esempio, apprendistato, contratti di formazione e lavoro, ecc.). Parimenti non
si ritengono legalizzabili i rapporti di lavoro con soci di cooperative.
Si precisa inoltre che possono essere oggetto di
regolarizzazione mediante la procedura di seguito illustrata (della quale
costituisce adempimento inderogabile il versamento del contributo forfettario
previsto dalle norme, a pena di irricevibilità della dichiarazione) anche
quelle situazioni nelle quali, nonostante l�'irregolarità della posizione del
lavoratore extracomunitario come sopra individuata, il datore di lavoro abbia
ugualmente ottemperato agli obblighi previdenziali. Anche in questa ipotesi dovrà
essere versato il contributo forfettario. Tuttavia con riferimento a tali
situazioni all�'esito della procedura di regolarizzazione e dopo
l�'effettuazione del riparto del contributo stesso ai sensi dell�'art. 2
decreto ministeriale citato in premessa e del co. 7 dell�'art. 1 del D.L. n. 195/2002 si provvederà, con modalità da
determinarsi, alla restituzione degli importi contributivi che dovessero
risultare versati in eccedenza e quindi indebiti.
Fondamentale presupposto per poter applicare la
procedura in oggetto in entrambe le fattispecie è quello di aver effettivamente
occupato in posizione irregolare, nei tre mesi antecedenti il 10.9.2002, data di
entrata in vigore sia della legge n. 189/2002 che del D.L. n. 195/2002 (pertanto a far data almeno dal 10
giugno 2002), lavoratori extracomunitari privi del permesso di soggiorno. Si
precisa che tutti i periodi di lavoro denunciati devono essere stati
effettivamente svolti senza interruzioni (6). La procedura di regolarizzazione
può comunque essere avviata anche nel caso in cui il rapporto di lavoro con il
lavoratore extracomunitario che si intende regolarizzare sia iniziato in data
antecedente al 10 giugno 2002.
a) Periodi compresi tra il 10.6.2002 e il
La procedura in questione, oltre che essere destinata a
regolarizzare la posizione del lavoratore extracomunitario sotto il profilo del
rispetto delle disposizioni vigenti in materia di permesso di soggiorno per
lavoro realizza anche l�'adempimento degli obblighi previdenziali con
riferimento al trimestre antecedente la data di entrata in vigore delle norme
indicato nella denuncia. Infatti il D.M. 26.8.2002 citato, emanato in base al
co. 6 dell�'art. 33 della legge n. 189/2002, ha fissato in  290,00 la misura
del contributo forfettario trimestrale per la regolarizzazione di colf e badanti
e ha determinato i criteri di ripartizione dello stesso, destinando  268,00
alla copertura delle posizioni contributive dei lavoratori ed  22,00 per la
copertura delle spese necessarie per far fronte allo svolgimento dei compiti di
cui al predetto art. 33, da assegnare per due terzi al Ministero dell�'Interno
e per un terzo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Parimenti il co. 7 dell�'art. 1 del D.L. 195/2002 dispone che il Ministro del Lavoro
e delle Politiche Sociali determina con proprio decreto, in corso di emanazione,
le modalità per l�'imputazione del contributo forfettario di cui al co. 3 ,
lett. b) (fissato in  700,00 per ciascun lavoratore) sia per fare fronte
all�'organizzazione e allo svolgimento dei compiti di cui allo stesso articolo,
sia in relazione alla posizione contributiva previdenziale ed assistenziale del
b) Periodi di lavoro antecedenti il 10.6.2002 che
siano denunciati dai datori di lavoro che si avvalgono della procedura di
Per quanto attiene, invece, all�'adempimento degli
obblighi previdenziali relativi ai periodi di lavoro irregolare svolti
antecedentemente al trimestre oggetto di regolarizzazione che siano
eventualmente denunciati, è prevista sia dall�'art. 33, co.6, ultimo periodo,
della legge n. 189/2002 che dal co. 7 dell�'art. 1 del D.L. n. 195/2002 la definizione con decreto del
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali delle modalità di corresponsione
delle somme e degli interessi dovuti, fermo restando che la misura del
contributo è quella ordinariamente prevista sulla base delle disposizioni che
regolano l�'adempimento degli obblighi previdenziali.
Per quanto attiene, in particolare, alla
regolarizzazione di colf e badanti il già citato D.M. del 26.8.2002 all�'art.
3 prevede che i datori di lavoro possano versare, previa domanda, i contributi
ed i premi nonché i relativi interessi dovuti per i periodi antecedenti ai tre
mesi regolarizzati in unica soluzione ovvero in rate mensili di eguale importo,
maggiorate fino a 24 mesi degli interessi legali e fino a 36 mesi degli
interessi di dilazione a decorrere dal 25esimo mese. Al riguardo si fa riserva
di successive istruzioni.
La procedura di regolarizzazione prende avvio per
entrambe le fattispecie con la presentazione dell�'apposita dichiarazione alla
Prefettura  UTG competente per territorio attraverso gli uffici postali, il
cui timbro di ricevimento fa fede agli effetti della data di presentazione della
domanda (7).
Le domande di regolarizzazione devono essere presentate
per entrambe le fattispecie entro la data dell�'11.11.2002.
La dichiarazione deve contenere, a pena di
inammissibilità, quanto indicato dal co. 2 dell�'art. 33 della legge n.
189/2002 per colf e badanti e dal co. 2 dell�'art. 1 del D.L. n. 195/2002 per gli altri lavoratori (8) nonché,
a pena di irricevibilità, deve essere accompagnata dalla documentazione di cui
al co. 3 dell�'art. 33 della legge n. 189/2002 e al co. 3 dell�'art. 1 del
D.L. 195/2002 (9).
La Prefettura che ha ricevuto la domanda provvede ad
effettuare la verifica di ricevibilità e di ammissibilità della stessa e ne dà
comunicazione al Centro per l�'Impiego competente per territorio. La Questura
provvede ad accertare che non sussistano motivi ostativi al rilascio del
permesso di soggiorno. Dopo aver ricevuto la predetta comunicazione di nulla
osta, la Prefettura invita le parti a presentarsi per la stipula del contratto
di soggiorno per lavoro subordinato di cui all�'art. 5bis del T.U. n. 286/1998,
come modificato dalla legge n. 189/2002 (10), e per il contestuale rilascio del
permesso di soggiorno, purché permangano in capo al lavoratore condizioni
soggettive non ostative al rilascio.
La mancata presentazione delle parti determina l�'improcedibilità
e l�'archiviazione del procedimento relativo.
Il permesso di soggiorno ottenuto attraverso la
procedura descritta può essere rinnovato, in relazione ai lavoratori di cui al
co. 1 dell�'art. 33 della legge n. 189/2002, previo accertamento da parte
dell�'organo competente della prova della continuazione del rapporto e della
regolarità della posizione contributiva della manodopera occupata. In relazione
ai lavoratori subordinati di cui al D.L. n. 195/2002
può essere rinnovato previo accertamento dell�'esistenza di un rapporto di
lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata non inferiore ad 1 anno,
nonché della regolarità della posizione contributiva previdenziale ed
assistenziale del lavoratore extracomunitario interessato.
Per maggiori dettagli sulla procedura si rinvia alle
circolari del Ministero dell�'Interno n. 13 del 19.7.2002 (Dpt. per le libertà
civili e l�'immigrazione) e n. 300/C/2002/1704/P/12.222.7/3ADiv. del 27.7.2002
(Dpt. della Pubblica Sicurezza).
Per quanto attiene invece la stipula del contratto di
soggiorno si rimanda alla circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali n. 50 del 20.9.2002.
L�'art. 33, co. 7, della legge n. 189/2002 e
l�'art. art. 1, co. 8, del D.L. 195/2002, come modificati dalla legge di
conversione del D.L. n. 195/2002, individuano situazioni riferite alla persona
del lavoratore extracomunitario ostative alla procedura di regolarizzazione
Il co. 6 dell�'art. 33 della legge n. 189/2002 e
il co. 6 dell�'art. 1 del D.L. n. 195/2002,
come modificati dalla legge di conversione del D.L. n. 195/2002, dispongono che i datori di lavoro
che abbiano inoltrato la dichiarazione di lavoro irregolare, non sono punibili
per le violazioni delle norme relative al soggiorno, al lavoro, di carattere
finanziario, fiscale, previdenziale e assistenziale, nonché per gli altri reati
e le violazioni amministrative comunque afferenti all�'occupazione dei
antecedentemente alla data di entrata in vigore del decreto in esame.
Fino alla data del rilascio del permesso di soggiorno
ovvero fino alla data della comunicazione della sussistenza di motivi ostativi
al rilascio del permesso di soggiorno non si applica l�'art. 22, co. 12, del
T.U. 286/1998 e successive modificazioni (12).
Si precisa che le norme collegano l�'operatività
delle cause di esclusione dalla punibilità al semplice inoltro della
dichiarazione e non al buon fine della stessa e riguardano tutte le violazioni
compiute prima del 10.9.2002, incluse quelle eventualmente commesse nel periodo
antecedente i tre mesi presi in considerazione ai fini della regolarizzazione,
ove denunciato. Si ricorda che le cause di non punibilità operano solo
con riferimento ai lavoratori extracomunitari indicati nella dichiarazione
TRATTAMENTO PREVIDENZIALE DEI LAVORATORI
DENUNCIATI IN ATTESA DELLA CONCLUSIONE DELLA PROCEDURA
Come appare dalla sommaria descrizione della
procedura fin qui effettuata, il realizzarsi della fattispecie finalizzata alla
regolarizzazione del lavoratore extracomunitario si ha con la sottoscrizione del
contratto di soggiorno (alla quale il datore di lavoro richiedente la
regolarizzazione si è impegnato con la dichiarazione di regolarizzazione) e col
contestuale rilascio del permesso di soggiorno per lavoro.
Si precisa a tale proposito che nel periodo che
intercorre tra la data del 10.9.2002 (data di entrata in vigore della legge) e
data di conclusione del contratto di soggiorno, con contestuale rilascio del
permesso di soggiorno, la contribuzione previdenziale per i lavoratori
interessati dalla regolarizzazione è dovuta in base alle regole ordinarie. Per
le relative modalità di versamento si rimanda al successivo paragrafo
concernente gli adempimenti procedurali.
Tuttavia, tenendo conto che la sussistenza di questo
obbligo viene evidenziata a posteriori dalla presentazione della
dichiarazione di regolarizzazione, e che quest�'ultima può essere inoltrata
per espresso disposto normativo fino all�'11 novembre 2002, non si ritiene
configurabile in queste ipotesi una fattispecie di ritardato adempimento e
quindi non si dà luogo all�'applicazione delle relative sanzioni.
Si precisa inoltre che l�'adempimento di tali obblighi
previdenziali, così come il versamento del contributo forfettario, deve essere
effettuato a prescindere dall�'esito positivo della procedura di
Inoltre, ferma restando la non punibilità del datore
di lavoro che abbia presentato la propria dichiarazione con riferimento ai
lavoratori per i quali è stata presentata, si precisa che in caso di mancato
rilascio del permesso di soggiorno rimangono comunque acquisiti alle gestioni
previdenziali di pertinenza i versamenti effettuati, sia derivanti dalla quota
parte del contributo forfettario (secondo la ripartizione effettuata dal
Ministero del Lavoro), sia relativi ai periodi intercorrenti tra la data di
presentazione della dichiarazione e quella della comunicazione di non
concedibilità del permesso di soggiorno.
ADEMPIMENTI IN MATERIA PREVIDENZIALE A CURA
DEL DATORE DI LAVORO CHE HA PRESENTATO DOMANDA DI LEGALIZZAZIONE DI LAVORO
IRREGOLARE A NORMA DELL�'ART. 1 DEL D.L. 195/2002
Come precisato al precedente paragrafo, il contratto di
soggiorno decorre dal 10.9.2002, data di entrata in vigore del D.L. 195/2002. Da tale data decorrono, pertanto,
gli obblighi contributivi previdenziali e assistenziali, che dovranno essere
assolti nella ordinaria misura prevista in base al settore di appartenenza
dell�'impresa.
I datori di lavoro che si iscrivono per la prima volta
all'INPS, avendo occupato solo lavoratori extracomunitari in posizione
irregolare, devono chiedere alla Sede dell'Istituto territorialmente competente
l'apertura di una posizione aziendale in tempo utile per l�'assolvimento degli
obblighi contributivi entro i termini fissati nei paragrafi successivi.
La domanda di iscrizione deve essere redatta
sull'apposito modello DM68, prelevabile anche dal sito WWW.INPS.IT sezione
modulistica. La domanda va corredata dell�'apposita documentazione prevista che
varia secondo l�'attività svolta dal datore di lavoro (certificato di
iscrizione alla C.C.I.AA, atto costitutivo, ecc.) nonché di fotocopia della
ricevuta o delle ricevute (se si tratta di più lavoratori ) di avvenuta
presentazione della dichiarazione di emersione (accettazione assicurata).
I datori di lavoro già in possesso di una posizione
aziendale INPS dovranno utilizzare, per la denuncia dei lavoratori compresi
nella dichiarazione di legalizzazione, la posizione contributiva in loro
possesso, senza necessità di recarsi presso la Sede INPS. Non è, infatti
prevista, l�'apertura di una separata posizione per i lavoratori
extracomunitari legalizzati, in quanto, la contribuzione per tali lavoratori è
dovuta nella misura ordinaria prevista per la generalità dei lavoratori. Ai
soli fini dell�'attribuzione del particolare codice di autorizzazione di cui al
paragrafo successivo, le aziende già in possesso di posizione contributiva
dovranno comunicare alla sede INPS, con il sistema ritenuto più opportuno,
l�'avvenuta presentazione di domanda di legalizzazione allegando fotocopia
della ricevuta (accettazione assicurata).
ADEMPIMENTI A CURA DELLE SEDI INPS
Le Sedi INPS, nel caso di apertura di posizione
contributiva da parte di imprese non conosciute, da utilizzare per la denuncia
dei contributi relativi al solo personale di origine extracomunitaria oggetto di
legalizzazione, provvederanno ad indicare nel campo DATA COSTITUZIONE la
data convenzionale 10.09.2002.
Le Sedi stesse, provvederanno ad attribuire, in
aggiunta agli eventuali codici di autorizzazione necessari ad altro fine, anche
il nuovo C.A. 0U che assume il significato di Azienda che ha
legalizzato lavoratori extracomunitari ex D.L. 195/2002.
Per le aziende già conosciute dall�'INPS le Sedi
provvederanno ad attribuire il predetto codice di autorizzazione 0U
all�'atto del ricevimento della comunicazione di cui al paragrafo precedente da
parte dell�'azienda, ovvero all�'atto dell�'acquisizione delle denunce DM10.
La procedura di controllo, infatti, all�'atto dell�'acquisizione dei
particolari codici di comunicazione dei lavoratori extracomunitari, di cui al
paragrafo successivo, provvederà a richiedere obbligatoriamente il predetto
codice di autorizzazione.
Tale codifica si rende necessaria al fine di procedere,
una volta in possesso dei dati dei bollettini di versamento del contributo
forfettario di  700,00, all�'abbinamento degli stessi con la posizione
aziendale per i necessari controlli e per procedere, poi, all�'aggiornamento
della posizione contributiva individuale del lavoratore, sulla base anche delle
informazioni pervenute dalla dichiarazione 770.
TERMINI PER LA DENUNCIA ED IL VERSAMENTO DEI
CONTRIBUTI PER I LAVORATORI EXTRACOMUNITARI OGGETTO DI LEGALIZZAZIONE
Secondo quanto illustrato nei paragrafi precedenti, e
come anticipato con il messaggio prot. 2002/0023/000353 del 16.10.2002
(allegato), tenuto conto che il termine di presentazione della dichiarazione di
emersione scade l�'11 novembre p.v., la prima denuncia utile per gli
adempimenti contributivi è quella riferita al mese di novembre p.v. da
presentare entro il 16 dicembre successivo. Il versamento dei contributi, deve
essere effettuato con il mod. F24 entro la stessa data del 16 dicembre.
Tuttavia, atteso il carattere innovativo della materia
ed i tempi ristretti per la divulgazione delle presenti istruzioni, la
regolarizzazione, riferita al periodo dal 10 settembre al 31 ottobre 2002, potrà
essere effettuata, secondo le modalità di seguito illustrate, entro il giorno
16 del terzo mese successivo all�'emanazione della presente circolare, senza
aggravio di somme aggiuntive.
MODALITÀ DI COMPILAZIONE DELLE DENUNCE
MENSILI E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI
Ai fini della compilazione delle denunce
contributive di modello DM10/2, riferite al periodo di paga di novembre 2002, i
datori di lavoro in questione si atterranno alle ordinarie modalità previste
per la denuncia dei contributi riferiti alla generalità dei lavoratori (rigo
10, 11, cod. O, Y, ecc.).
Ai soli fini statistici, i lavoratori oggetto di
regolarizzazione dovranno essere riportati ciascun mese in un rigo
contrassegnato dal codice XZ00 preceduto dalla dicitura LAV. EXTRAC.
D.L. 195/02 e seguito soltanto dal numero dei dipendenti e dall�'ammontare
delle retribuzioni. Si rammenta che per l�'individuazione, ai fini statistici,
degli altri lavoratori extracomunitari continuerà ad essere utilizzato il
previsto codice X000.
Con la denuncia riferita al mese di novembre, il cui
termine di presentazione e di versamento dei contributi scade il 16 dicembre,
dovranno essere versati anche i contributi riferiti ai mesi di settembre (dal 10
settembre) e ottobre 2002, senza aggravio di somme aggiuntive.
Al fine di semplificare gli adempimenti contributivi
dei datori di lavoro e in deroga alle disposizioni generali che prevedono la
regolarizzazione dei periodi pregressi attraverso il mod. DM10/V, si fa presente
che la regolarizzazione dei contributi pregressi in questione potrà avvenire
con il mod. DM10/2. A tal fine i datori di lavoro seguiranno le seguenti
particolari modalità:
- Calcoleranno i contributi previdenziali e
assistenziali, complessivamente dovuti per i lavoratori in questione per il
periodo dal 10 settembre al 31 ottobre 2002 e li esporranno in uno dei righi in
bianco del quadro B-Cdel mod. DM10/2, facendoli precedere dal codice di
nuova istituzione C100 avente significato di operai extracom. ctr. Arr.e
C200 avente significato di impiegati extracom. Ctr. Arr..
- In corrispondenza di tali codici dovranno
essere compilate le caselle  numero dipendenti, retribuzioni e
somme a debito del datore di lavoro; nessun dato sarà riportato nella
casella numero giornate.
Le eventuali somme anticipate da parte del datore di
lavoro per conto dell�'INPS dal 10.9.2002 saranno riportate nel quadro D
utilizzando i previsti codici.
MODALITÀ DI COMPILAZIONE DELLE CERTIFICAZIONI
E DICHIARAZONI INDIVIDUALI (CUD e 770)
Nessuna particolare modalità è richiesta per
l�'indicazione dei dati riferiti al periodo dal 10 settembre 2002. Per quanto
riguarda il trimestre dal 10 giugno al 9 settembre 2002, oggetto di accredito
contributivo, come detto in precedenza, attraverso la ripartizione del
contributo forfettario di  700,00, si fa presente che i datori di lavoro
dovranno riportare nella parte C del CUD ovvero del mod. 770, nella sezione 2
RETRIBUZIONI PARTICOLARI, nel punto 28 il codice XZ seguito nei punti 29 e
30 , rispettivamente dal periodo 10.06.2002 e 9.09.2002. Nessun dato dovrà
essere indicato nei punti successivi.
ADEMPIMENTI A CURA DEI DATORI DI LAVORO
DOMESTICO CHE HANNO PRESENTATO DOMANDA DI REGOLARIZZAZIONE DI COLF E BADANTI A
NORMA DELL�'ART. 33 DELLA L. n. 189/2002
I datori di lavoro che presentano la domanda di
regolarizzazione per colf e badanti devono inoltrare all�'INPS la denuncia del
rapporto di lavoro domestico attraverso il previsto modello LD09, prelevabile
anche dal sito WWW.INPS.IT sezione modulistica.
Il termine di presentazione di tale denuncia, di norma,
scade entro il decimo giorno successivo al trimestre solare nel corso del quale
è avvenuta l�'assunzione. Come anticipato con il messaggio protocollo n.
202/002/000353 del 16 ottobre u.s. (allegato), tenuto conto che il termine di
presentazione della dichiarazione di regolarizzazione è fissato all�' 11
novembre 2002, la denuncia del rapporto di lavoro domestico (mod. LD09) potrà
essere utilmente presentata entro il 10 gennaio 2003.
Sul modello LD09 dovranno essere compilate anche le
particolari caselle riferite alla emersione lavoro irregolare art. 33 L.
189. Per quanto riguarda la data di assunzione, si precisa che la stessa non
potrà essere posteriore al 10.06.2002.
Potranno, essere, invece omesse, se non ancora in
possesso del datore di lavoro, le seguenti informazioni:
- dati relativi al permesso di soggiorno
- indicazione dell�'avvenuta denuncia
all�'INAIL
In ogni caso, al modello LD09, dovrà essere allegata
copia della ricevuta di avvenuta presentazione della dichiarazione di
regolarizzazione (accettazione assicurata).
Il versamento dei contributi dovrà avvenire con gli
appositi bollettini di conto corrente che saranno recapitati all�'indirizzo del
datore di lavoro. Ai fini del calcolo dei contributi, da determinare in
relazione alle fasce di retribuzione ed alle ore di lavoro effettuate, si rinvia
alla circolare n. 56 del 22 marzo 2002.
L�'importo dei contributi dovuti sarà calcolato a far tempo dal 10.09. 2002. Si fa riserva di fornire istruzioni per leventuale
regolarizzazione dei periodi antecedenti al 10.06.2002 , secondo le modalità
fissate dal D.M. del 26.8.2002 citato nei paragrafi precedenti.
Per quanto riguarda, invece, la copertura contributiva
in favore del lavoratore del periodo dal 10.06.2002 al 9.09.2002, la stessa sarà
effettuata d�'ufficio dall�'Istituto sulla base dei dati dei bollettini di
versamento del contributo forfettario di  290,00 e delle informazioni
presenti sul mod. LD09.
ADEMPIMENTI IN MATERIA PREVIDENZIALE DEI
DATORI DI LAVORO AGRICOLO TENUTI ALLA PRESENTAZIONE DEI MODELLI DI DICHIARAZIONE
TRIMESTRALE DMAG-UNICO CHE HANNO PRESENTATO DOMANDA DI LEGALIZZAZIONE DI LAVORO
IRREGOLARE AI SENSI DELL�'ART. 1 del D.L. 195/2002
Come già precisato con messaggio n° 2002/0088/000054
del 21 ottobre 2002 i datori di lavoro agricolo, tenuti alla presentazione del
modello di dichiarazione trimestrale modello DMAG-UNICO, possono presentare la
domanda di legalizzazione ai sensi del comma 1 art 1 del D.L. 195/2002 del 9 settembre 2002 entro la data
dell�'11 novembre 2002.
La normativa prevede la legalizzazione dei rapporti di
lavoro consentendo la stipula dei contratti di soggiorno a tempo indeterminato
ovvero di contratti non inferiori ad un anno, questi ultimi intesi nell�'arco
dei 12 mesi.
In entrambi i casi l�'orario di lavoro dovrà essere
quello previsto dai contratti e non dovrà essere inferiore alle 20 ore
I datori di lavoro agricolo che si iscrivono per la
prima volta all�'INPS devono presentare la denuncia aziendale (DA), apponendo
sul frontespizio la dicitura regolarizzazione lavoratori extracomunitari
Legge 222/2002, entro la data dell�'11 novembre 2002, allegando anche la o
le ricevute di avvenuta presentazione della dichiarazione di emersione.
I datori di lavoro agricolo già noti all�'Istituto non
dovranno presentare una nuova dichiarazione aziendale ma dovranno trasmettere
alla Sede competente INPS la o le ricevute di avvenuta presentazione della
dichiarazione di emersione.
Entrambe le tipologie di datori di lavoro, cioè quelli
sconosciuti e no all�'Istituto, devono effettuare i seguenti adempimenti:
Registro d�'impresa  il registro
d�'impresa dovrà essere presentato entro i cinque giorni successivi al termine
ultimo previsto per la regolarizzazione ( 11 novembre 2002).
Per il periodo intercorrente tra il 10 settembre e la data dell�'11 novembre
2002 sarà considerato quale denuncia di avviamento al lavoro la dichiarazione
presentata agli uffici postali;
Dmag-unico- per le giornate di lavoro
prestate dal 10 al 30 settembre 2002 le aziende presenteranno il modello di
dichiarazione trimestrale entro le scadenze previste per il quarto trimestre
2002 (25 gennaio 2003 su modelli cartacei e 25 febbraio 2003 per i modelli
trasmessi in via telematica) .
I lavoratori extracomunitari emersi dovranno essere contraddistinti dal codice
contratto 078, tale codice è attivo dal quarto trimestre 2002 anche per
la competenza pregressa relativa al terzo trimestre 2002.
La data di presentazione del modello per il terzo
trimestre dovrà essere congruente con la data del 25 novembre 2002 per i
modelli cartacei e 23 dicembre 2002 per quelli provenienti in via telematica
secondo quanto previsto dal messaggio 2002/0088/00053 del 21 ottobre 2002.
Qualora per il terzo trimestre 2002 l�'azienda abbia
già presentato un modello di dichiarazione trimestrale nella casella tipo
dichiarazione dovrà essere indicata la lettera V
Le Sedi, con riferimento alla circolare del
Ministero dell�'Interno n. 13 del 19.7.2002, la quale, nel prevedere la
composizione dello sportello polifunzionale, contempla anche un�'apposita
postazione INPS, e previo contatti da prendere in sede locale con gli U.T.G. al
fine di individuare il punto fisico dello sportello polifunzionale, cureranno ed
assicureranno la presenza di personale INPS , al fine di ottemperare, ad
avvenuta conclusione del contratto di soggiorno, agli adempimenti di natura
prettamente previdenziale e contributiva ove gli stessi non siano stati già
assolti dai datori di lavoro sulla base delle istruzioni impartite con la
Al riguardo si richiamano i messaggi n. 59 del
27.7.2002 e n. 78 del 6.9.2002 dell�'Ufficio di Segreteria del Direttore
(1) Pubblicato in supplemento n. 173/L alla G.U. n. 199 del 26.8.2002.
(2) In G.U. n. 227 del 27.9.2002.
(3) Rispettivamente pubblicati in G.U. n. 211 del 9.9.2002 e in G.U. n. 240 del
(4) Il termine è stato così stabilito dall�'art. 33, co. 1, della legge n.
189/2002 per colf e badanti mentre per i lavoratori subordinati in genere era
inizialmente fissato entro 30 giorni dall�'entrata in vigore del D.L. n.
195/2002 ed è stato ridefinito dalla legge di conversione n. 222/2002.
(5) Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha precisato nella
circolare n. 50 del 20.9.2002 che, in questa ipotesi, deve essere assicurato un
orario di lavoro non inferiore alle 20 ore settimanali.
(6) Cfr circ. 14 del 9.9.2002 del Ministero dell�'Interno, Dpt. per le libertà
civili e l�'immigrazione, e circolare n. 50 citata del Ministero del Lavoro e
(7) La dichiarazione di emersione è contenuta nell�'apposito plico (di due
tipi distinti, uno relativo al rapporto di lavoro domestico, l�'altro relativo
al rapporto di lavoro subordinato in genere) disponibile presso qualsiasi
ufficio postale, contenente tutto il necessario per la presentazione delle
dichiarazioni, con le relative istruzioni.
(8) Si riporta il testo dell�'art. 33, co. 2, della legge n. 189/2002: La
dichiarazione di emersione contiene a pena di inammissibilità: a) le generalità
del datore di lavoro ed una dichiarazione attestante la cittadinanza italiana o,
comunque, la regolarità della sua presenza in Italia; b) l�'indicazione delle
generalità e della nazionalità dei lavoratori occupati; c) l�'indicazione
della tipologia e delle modalità d�'impiego; d) l�'indicazione della
retribuzione convenuta, in misura non inferiore a quella prevista dal vigente
contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento.
Ai sensi dell�'art. 1, co.3, del D.L. n. 195/2002 La dichiarazione
contiene, a pena di inammissibilità:a) i dati identificativi
dell�'imprenditore o della società e del suo legale rappresentante;
b)l�'indicazione delle generalità e della nazionalità del lavoratore
straniero occupato al quale si riferisce la dichiarazione; l�'indicazione della
tipologia e delle modalità d�'impiego; d) l�'indicazione della retribuzione
convenuta, in misura non inferiore a quella prevista dal vigente contratto
collettivo nazionale di lavoro di riferimento.
(9) Si riporta il testo dell�'art. 33, co. 3, legge n. 189/2002: Ai fini
della ricevibilità, alla dichiarazione di emersione sono allegati: a) attestato
di pagamento di un contributo forfetario, pari all�'importo trimestrale
corrispondente al rapporto di lavoro dichiarato, senza aggravio di ulteriori
somme a titolo di penali e interessi; b) copia di impegno a stipulare con il
prestatore d�'opera, nei termini di cui al co. 5, il contratto di soggiorno
previsto dall�'art. 5 bis del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286
del 1998; c) certificazione medica della patologia o handicap del componente la
famiglia alla cui assistenza è destinato il lavoratore. Tale certificazione non
è richiesta qualora il lavoratore extracomunitario sia adibito al lavoro
domestico di sostegno al bisogno familiare.
Ai sensi dell�'art. 1, co. 3, del D.L. n. 195/2002Ai fini della
ricevibilità della dichiarazione sono allegati: a) copia sottoscritta della
dichiarazione di impegno a stipulare, nei termini di cui al co. 5, il contratto
di soggiorno per lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero per un
contratto di di lavoro di durata non inferiore a un anno nelle forme di cui
all�'art. 5 bis del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina
dell�'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui al decreto
legislativo 25.7.1998, n. 286, introdotto dall�'art. 6 della legge 30.7.2002,
n. 189; b) attestato di pagamento di un contributo forfetario pari a 700 Euro
per ciascun lavoratore.
(10) La norma è stata introdotta dall�'art. 6 della legge 30.7.2002, n. 189 di
riforma del T.U. n. 286 del 1998. Essa collega la durata del permesso di
soggiorno alla durata del contratto di soggiorno, nel caso in cui l�'ingresso
del cittadino extracomunitario avvenga per motivi di lavoro, essendo negli altri
casi definita dal visto di ingresso. La stipula di questo particolare contratto
costituisce condizione necessaria e imprescindibile per il rilascio del permesso
di soggiorno per motivi di lavoro subordinato e avviene in forma scritta tra
datore di lavoro italiano (o straniero regolarmente soggiornante) e prestatore
di lavoro presso l�'istituendo Sportello Unico per l�'immigrazione della
Provincia nella quale risiede o ha sede legale il datore di lavoro. Esso deve
contenere obbligatoriamente le indicazioni di cui allo stesso articolo 5bis del
Il contratto di soggiorno decorre dalla data di entrata in vigore della legge n.
189/2002 e del D.L. n. 195/2002, cioè dal 10.9.2002. Dalla stessa data
decorrono tutti gli obblighi di legge connessi alla sottoscrizione del contratto
nonché, per i datori di lavoro che ne fossero sprovvisti, l�'obbligo di tenuta
dei libri paga e matricola. Per una compiuta illustrazione delle novità
introdotte dalla legge n. 189 del 2002 si rinvia ad ulteriore circolare in corso
di predisposizione sulla materia.
(11) Si riporta il testo del co. 8 dell�'art. 1 del decreto legge n. 195 del
2002, come modificato dalla legge di conversione approvata il 9.10.2002, il
quale dispone:
Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai rapporti di lavoro
riguardanti lavoratori extracomunitari:
a) nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione per
motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggiorno, salvo che
sussistano le condizioni per la revoca del provvedimento in presenza di
circostanze obiettive riguardanti l�'inserimento sociale. La revoca, fermi
restando i casi di esclusione di cui alle successive lettere b) e c), non può
essere in ogni caso disposta nell�'ipotesi in cui il lavoratore
extracomunitario sia o sia stato sottoposto a procedimento penale per delitto
non colposo che non si sia concluso con un provvedimento che abbia dichiarato
che il fatto non sussiste o non costituisce reato o che l�'interessato non lo
ha commesso, ovvero risulti destinatario di un provvedimento di espulsione
mediante accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica, ovvero
abbia lasciato il territorio nazionale e si trovi nelle condizioni di cui
all�'art. 13, co. 13, del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del
1998, e successive modificazioni. Le quote massime di stranieri da ammettere nel
territorio dello Stato per lavoro subordinato di cui all�'art. 3, co. 4, del
citato decreto legislativo n. 286 del 1998, e successive modificazioni, sono
decurtate dello stesso numero di permessi di soggiorno per lavoro, rilasciati a
seguito di revoca di provvedimenti di espulsione ai sensi della presente lettera
ovvero un provvedimento restrittivo della libertà personale;
b) che risultino segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni
internazionali in vigore in Italia, ai fini della non ammissione nel territorio
c) che risultino denunciati per uno dei reati indicati negli articoli 380 e 381
del codice di procedura penale, salvo che il procedimento penale si sia concluso
con un provvedimento che abbia dichiarato che il fatto non sussiste o non
costituisce reato o che l�'interessato non lo ha commesso ovvero nei casi di
archiviazione previsti dall�'art. 411 del codice di procedura penale ovvero che
risultino destinatari dell�'applicazione di una misura di prevenzione o di
sicurezza, salvi, in ogni caso, gli effetti della riabilitazione.
Per quanto attiene alla regolarizzazione di colf e badanti, analoghe previsioni
si trovano nell�'art. 33 della legge n. 189/2002, come modificata dalla legge
di conversione del D.L. n. 195/2002.
(12) Questa norma dispone che il datore di lavoro che occupa alle proprie
dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno, ovvero il cui
permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il
rinnovo, o che sia stato revocato o annullato, è punito con l�'arresto da tre
mesi ad un anno e con l�'ammenda di 5.000 Euro per ogni lavoratore impiegato.
- Bologna, 31 minuti fa	Pacchetto di utilità Iva per il Professionista
- Ziano Di Fiemme, 40 minuti fa	Plafond mobile IVA 2017
- Ziano Di Fiemme, 40 minuti fa	Plafond mobile IVA 2017 protocollo doganale
- Ziano Di Fiemme, 40 minuti fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2017
- Venezia, 49 minuti fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- San Nicola La Strada, 49 minuti fa	Verifica Requisiti Contribuenti Forfetari 2017
- Casette D` Ete, 1 ora e 15 minuti fa	Ravvedimento operoso versamenti (vers. 2017)
- Torino, 1 ora e 36 minuti fa	Rettifica detrazione IVA contribuenti minimi e forfetari. Anno 2017

References: art. 33
 art. 33
 art. 2082
 art. 33
 art. 1
 art. 33
 articolo 5