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Timestamp: 2019-03-19 09:50:02+00:00

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1. La non perentorietà del termine di cui all’art. 11, comma 6, del Codice discende dall’assenza di comminatorie di preclusioni o decadenze a carico dell’Amministrazione per il suo eventuale superamento, dopo il quale permane la potestà di chiedere ai concorrenti il differimento dell’impegno; d’altro canto, l’accoglimento della richiesta è rimesso alla volontà dell’offerente e non è vincolato al ricorrere di particolari requisiti. Quanto alla posizione del concorrente, la legge prevede il suo diritto potestativo di svincolarsi dall’offerta quando sia decorso un certo periodo di tempo dalla celebrazione della gara, così garantendo la conservazione della remuneratività dell’offerta fino al momento dell’aggiudicazione. Il concorrente può pertanto validamente svincolarsi dalla propria offerta, senza soggiacere ad un onere di motivazione o ad un termine per l’esercizio di tale diritto, ma certamente non può pretendere che tutti gli altri concorrenti facciano altrettanto e che la stazione appaltante debba in ogni caso procedere all’integrale rinnovazione della gara (cfr. T.A.R. Sardegna, sez. I, 1 febbraio 2010, n. 109).
2. La previsione, nella lex specialis di gara, di non aggiudicazione in presenza di una sola offerta o di due sole offerte valide, non determina in capo alla stazione appaltante un obbligo di non aggiudicazione. La ratio della previsione non risponde all’interesse dei concorrenti alla ripetizione della gara, bensì mira a garantire un pieno confronto concorrenziale nell’esclusivo interesse della stazione appaltante e lascia a questa, in definitiva, la scelta discrezionale se aggiudicare o meno, sulla base della concreta convenienza tecnica ed economica (cfr. su controversia analoga: AVCP, parere 17 luglio 2008, n. 199). Pertanto, la stazione appaltante può proseguire la gara nell’esame dell’offerta economica dell’ unico concorrente che abbia confermato il contenuto dell’impegno nonostante il decorso del termine di 180 giorni previsto dal bando e dal Codice, ferma restando la facoltà di non aggiudicazione ai sensi dell’art. 81, terzo comma, del D.Lgs. n. 163/2006.
La disposizione dell’art. 54, comma 8, del R.D. n. 827/1924 afferma che - nei casi di forniture e lavori da eseguirsi da persone o ditte, sia nazionali che estere, di notoria solidità e per particolari provviste - è data facoltà all’amministrazione di prescindere dalla richiesta della cauzione. E’ altresì previsto che l’esonero dalla cauzione sia subordinato al miglioramento del prezzo di aggiudicazione (art. 54, comma 9 del R.D. n. 827/1924). Relativamente all’ipotesi di abrogazione espressa delle citate disposizioni di cui all’art. 54, collocate nel Regolamento recante norme per l’amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato risalente al 1924, si constata che il Codice dei contratti pubblici elenca, all’art. 256, una serie di disposizioni abrogate tra le quali non risulta contemplato l’art. 54 del R.D. n. 827/1924. La Sezione Centrale di Controllo sulle Amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti si è espressa sul punto con deliberazione n. 12 del 18 ottobre 2011, in cui, nel capitolo relativo alle acquisizioni di beni e servizi in economia, si prende atto della consolidata prassi di alcune amministrazioni di far ricorso all'articolo 54 del R.D. n. 827/1924, ai sensi del quale è data facoltà all'amministrazione di prescindere dal richiedere una cauzione, anche costituita dalla fideiussione, per forniture e lavori da eseguirsi da persone o ditte di notoria solidità per particolari provviste, subordinando l'esonero della cauzione o l'accettazione della fideiussione ad un miglioramento del prezzo di aggiudicazione. Limitatamente alle procedure in economia, l'Autorità ritiene condividere la medesima conclusione (cfr. parere sulla normativa 8 marzo 2012 - Rif. AG 41/2011).
E’ illegittimo il comportamento di un’amministrazione che, nel bandire una pubblica gara, suddivida la stessa in parti prive di autonomia funzionale e dell’idoneità ad essere utilizzati autonomamente, anche senza il completamento delle restanti frazioni. In materia, vige la libertà di frazionare l’appalto in più lotti, a condizione che il bando sia predisposto considerando i lotti come parti di una prestazione unitaria, al fine di determinare la soglia comunitaria.
Offerte uguali - Esperimento migliorativo - Sorteggio
In caso di offerte uguali, il sorteggio è un metodo di aggiudicazione meramente residuale, esperibile solo qualora non sia possibile l’esperimento migliorativo, il quale deve ritenersi rispondente ad un principio generale, in quanto consente all’Amministrazione, nel rispetto anche della libera concorrenza, di ottenere la prestazione oggetto dell’appalto alle migliori condizioni di mercato. In virtù di tale principio, non è necessaria la presenza di tutti i concorrenti classificatisi in parità per procedere all’esperimento migliorativo, stante che l’art. 77 R.D. n. 827/1924 (contenuto nel regolamento di Contabilità generale dello Stato, che trova applicazione generalizzata indipendentemente dal suo richiamo nei bandi di gara, in quanto non è stato abrogato né implicitamente né esplicitamente dalla successiva normativa in materia di appalti, con la conseguenza che deve trovare applicazione in tutte le procedure di gara (così: TAR Sicilia Palermo, II, 17 maggio 2001, n. 739) inibisce tale procedura solo “ove nessuno di coloro che fecero offerte uguali sia presente, o i presenti non vogliano migliorare l’offerta”. (cfr parere AVCP 19/11/2009 n. 133; T.A.R. di Palermo-2^ Sezione, con sentenza 9 maggio 2005, n. 733).
Richiesta di parere in merito alla applicabilità del codice nel caso di contratto misto di compravendita di bene mobile registrato e contestuale contratto di locazione dello stesso al venditore-stazione appaltante.
1. Nel caso in cui ricorra un’ipotesi di un contratto attivo e un contratto passivo funzionalmente collegati al fine di realizzare un’unica operazione economica, ai fini del pagamento delle relative contribuzioni, evidenti considerazioni di ragionevolezza suggeriscono di commisurate le contribuzioni alla sola operazione del contratto passivo.
2. Nel caso in cui ricorra l’ipotesi di un contratto attivo e un contratto passivo funzionalmente collegati al fine di realizzare un’unica operazione economica, i procedimenti non possono essere disgiunti e si applicherà all’unitaria operazione la disciplina del Codice in quanto compatibile, con particolare riferimento ad un unico codice identificativo e alla vigilanza dell’Autorità.
3. Nel caso di contratti funzionalmente collegati, secondo cui due o più contratti assolvono una funzione economica unitaria e trovano l’uno causa nell’altro, devono ritenersi non applicabili le regole che presiedono alla disciplina dei contratti misti, di cui all’art. 14, Codice, di tal ché non si può ritenere applicabile il criterio della prevalenza di un contratto rispetto all’altro.
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’architetto Pasquale Petruzzo – Concorso di idee per la riqualificazione urbana di piazza Duomo, via Seminario e dell’Area Archeologica ex seminario vescovile – S.A.: Comune di Avellino.
Il sorteggio costituisce una risorsa di carattere generale cui le stazioni appaltanti possono fare riferimento in caso di offerte aventi la medesima valutazione numerica. La giurisprudenza amministrativa ha avuto modo di evidenziare che l’art. 77 del R.d. 23 maggio 1924, n. 827 trova applicazione generalizzata indipendentemente dal suo richiamo nei bandi di gara; esso, invero, non è stato abrogato né implicitamente né esplicitamente dalla successiva normativa in materia di appalti, con la conseguenza che deve trovare applicazione in tutte le procedure di gara, compresi i concorsi di idee.
Circ.Ass.R. Sicilia 19/02/2007, n. 12344
Direttive inerenti il ricorso al sorteggio, ove si sia in possesso di più aggiudicatari con offerte uguali, ai sensi dell'art. 1, comma 6, lett. b), della L.R. 29 novembre 2005, n. 16 e la nomina del responsabile unico del procedimento, art. 7, comma 1, della L. 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le leggi regionali.
Registrazione contratti di appalto.
Appalti e contratti pubblici - Gara - Cauzione provvisoria - Con assegno circolare - Legittimità.
La presentazione di un assegno circolare costituisce uno strumento idoneo a sostituire il versamento in contanti dell'importo dovuto dal concorrente a titolo di cauzione provvisoria. Ai fini della cauzione provvisoria, finalizzata ad attestare la serietà della volontà negoziale del privato offerente, la presentazione dell’assegno circolare, che è mezzo ordinario di pagamento delle obbligazioni pecuniarie, integra il versamento in numerario di quanto dovuto; tanto più in considerazione del fatto che l’art. 54 R.D. 23 maggio 1924, n. 827, richiamato dal bando, prevede espressamente che la cauzione possa essere prestata in numerario, oltre che in titoli di Stato o a mezzo di fideiussione.
Appalti e contratti pubblici - Gara - Offerta - Discordanza fra prezzo offerto indicato in lettere e quello in cifre - Prevalenza del prezzo indicato in lettere.
Ai fini di attribuire rilevanza, in presenza di discordanze, all’offerta espressa in lettere, va applicato il criterio di cui all’art. 119, comma 2, D.P.R. n. 207 del 2010 che può considerarsi espressione di un principio di carattere generale, da ritenersi valido anche al di fuori dei casi espressamente richiamati dalla norma, a tenore del quale “Il prezzo complessivo ed il ribasso sono indicati in cifre ed in lettere. In caso di discordanza prevale il ribasso percentuale indicato in lettere".
1. Appalti LSF - Gara - Offerte anomale - Verifica - Criterio e finalità 2. Appalti LSF - Gara - Offerte anomale - Verifica - Motivazione - Criterio di sufficienza 3. Appalti LSF - Gara - Offerta - Utile dell’impresa pari a zero - Indicazione inammissibile
1. Nelle gare d’appalto LSF, la verifica di anomalia non ha per oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell’offerta economica, mirando, invece, ad accertare se l’offerta, nel suo complesso, sia attendibile o inattendibile, e dunque se dia o meno serio affidamento circa la corretta esecuzione dell’appalto. 2. Nelle gare d’appalto LSF, mentre il provvedimento amministrativo che ritiene l’offerta anomala deve essere puntualmente motivato, quello che ritiene l’offerta non anomala non abbisogna di una motivazione analitica, essendo sufficiente anche un rinvio alle argomentazioni e giustificazioni della parte che ha formulato l’offerta sottoposta a verifica con esito positivo. 3. Nelle gare d’appalto LSF la possibilità per un’impresa di ribassare la percentuale dell’utile è consentita pur escludendosi che un’impresa possa proporre un’offerta economica senza alcuna previsione di utile (un utile pari a zero è ingiustificabile), occorrendo invece che l’offerta si appalesi seria e cioè non animata dall’intenzione di trarre lucro dal futuro inadempimento delle obbligazioni contrattuali.
1. A seguito della legittima revoca delle aggiudicazioni spetta all’aggiudicatario il risarcimento dei danni precontrattuali conseguenti alla lesione dell’affidamento ingenerato nella impresa vittoriosa in seno alla procedura di evidenza pubblica poi rimossa, ma sempre che il comportamento tenuto dall’Amministrazione risulti contrastante con le regole di correttezza e di buona fede di cui all’art. 1337 Cod. civ. e che tale comportamento abbia ingenerato un danno. Il risarcimento eventualmente dovuto riguarda il solo interesse negativo (spese eventualmente sostenute e perdite sofferte per non aver usufruito di ulteriori occasioni contrattuali), mentre non è risarcibile il mancato utile relativo alla specifica gara d’appalto revocata.
Sent.C. Cass. 04/02/2009, n. 2634
1. Appalti LSF - Gara - Procedimento - Dichiarazione di gara deserta - Condizioni
1. Ai sensi dell’art. 69, R.D. 1924/827, la gara per l’appalto di un contratto pubblico LSF deve essere dichiarata deserta ove non siano state presentate almeno due offerte, a meno che l’avviso d’asta non preveda espressamente che si procederà all’aggiudicazione anche nel caso di presentazione di una sola offerta.
1. Appalti LSF - Gara - Esclusione - Per comportamento scorretto (per negligenza o malafede) tenuto dall’impresa in precedente rapporto di appalto - Legittimità ex art. 68, R.D. 1924/827
1. L’Amministrazione appaltante, a fronte di un comportamento «scorretto» - tale da far venir meno il rapporto fiduciario tra le parti contraenti - tenuto da un’impresa già in passato parte di un rapporto di appalto, imputato a negligenza o a malafede della stessa, può escluderla dal fare offerte nelle successive licitazioni private, in forza dell’art. 68, R.D. 23 maggio 1924 n. 827; ciò non toglie però che la valutazione del venir meno del rapporto fiduciario spetti in via esclusiva all’Amministrazione.
1. Appalti LSF - Gara - Offerte - Licitazione privata ex art. 24, lett. b) L. 77/584 col metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa - Due o più uguali offerte migliori - Inapplicabilità art. 77, c. 1, R.D. 1924/827
1. Quando in una licitazione privata per un appalto LSF, indetta col metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi dell’art. 24, lett. b), L. 8 agosto 1977 n. 584, due o più imprese concorrenti facciano la stessa migliore offerta, non è applicabile la norma dell’art. 77, c. 1, R.D. 23 maggio 1924 n. 827 - secondo la quale quando in una licitazione privata due o più imprese presentino la stessa migliore offerta vi è l’obbligo di procedere nella medesima adunanza ad una licitazione fra quelle sole imprese e chi di esse risulta migliore offerente è immediatamente dichiarata aggiudicataria - trattandosi in questo caso di valutare l’offerta non solo sotto il profilo economico ma anche sotto quello tecnico, e quindi di aggiudicazione che non avviene automaticamente e con criteri automatici.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Offerte - Omessa indicazione in lettere ed in cifre del prezzo - Esclusione dalla gara - Illegittimità - In osservanza principi di buona fede e di tutela dell’affidamento.
1. In una gara d’appalto ll.pp. è illegittima l’esclusione di un’offerta a causa della omessa indicazione in lettere ed in cifre del prezzo complessivo offerto e della percentuale complessiva di ribasso, in calce alla lista delle categorie di lavorazione, come richiesto dal disciplinare di gara. Infatti, atteso che la lista delle lavorazioni predisposta dall’amministrazione ed utilizzata dall’impresa non conteneva alcuna previsione in proposito, l’osservanza dei principi di buona fede e di tutela dell’affidamento dovrebbe evitare l’esclusione dalla gara.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Aggiudicazione - Offerte uguali di due o più imprese - Offerta migliorativa - Ammissibilità.
1. In una gara d’appalto ll.pp. alla quale più imprese abbiano presentato la stessa offerta, anche nei casi in cui il bando di gara preveda che in caso di parità si proceda alla aggiudicazione mediante sorteggio, egualmente i partecipanti presenti possono formulare offerte migliorative ai sensi dell’art. 77 del R.D. n. 827/1924, dovendosi la parità intendere riferita, ad evitare evidenti illegittimità del bando, all’esito di ogni operazione di gara, ivi incluse quelle, meramente eventuali, di cui al cit. art. 77.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Aggiudicazione - Divieto in caso di una sola offerta ex art. 63 R.D. 24/827 - Limiti. 2. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento - Indicazioni prescrittive ex lex specialis ed anche altre disposizioni di legge. 3. Appalti ll.pp. - Trattativa privata - Annullamento degli atti relativi - Ripetizione della trattativa - Ammissibilità previa adeguata motivazione.
1. In una gara d’appalto ll.pp., l’art. 69 R.D. 23 maggio 1924 n. 827, a mente del quale non può procedersi all’aggiudicazione in caso di presentazione di una sola offerta se non si sia stabilito preventivamente il contrario, può trovare applicazione soltanto nei casi di pubblico incanto o licitazione privata e non anche nelle gare effettuate col sistema della trattativa privata. 2. In una gara d’appalto ll.pp., nella procedura per l’aggiudicazione, costituiscono indicazioni prescrittive non soltanto quelle contenute nella normativa speciale (bando, lettera di invito, capitolato, ecc), ma anche le disposizioni di legge dalle quali possa ricavarsi con certezza una regola applicabile ad una categoria di procedure concorsuali. 3. La P.A. appaltante che decide di annullare gli atti di una trattativa privata espletata, indicendo, nel contempo, una nuova gara con lo stesso sistema di aggiudicazione, deve motivare adeguatamente in ordine alla ripetizione della procedura, altrimenti può permanere il dubbio che si sia voluto sanare ex post difetti procedurali, offerte non regolari, carenze di documentazione rilevante ai fini dell’ammissibilità, etc.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Offerte - Offerte uguali - Successivo esperimento migliorativo (e non sorteggio) ex R.D. 24/827.
1. In una gara d’appalto ll.pp., il sorteggio, come metodo di aggiudicazione di un appalto, ha carattere meramente residuale e, pertanto, in caso di parità deve essere comunque privilegiato l’esperimento migliorativo delle offerte, in quanto consente alla P.A., nel rispetto della libera concorrenza, di ottenere la prestazione oggetto dell’appalto alle migliori condizioni rinvenibili sul mercato. Di conseguenza, in mancanza di espressa revisione ad excludendum da parte della lex specialis, deve ritenersi operante un meccanismo di eterointegrazione del bando ad opera della tuttora vigente disciplina generale dell’attività contrattuale della P.A. di cui al R.D. n. 827 del 1924, anche in caso di gare di importo inferiore alla soglia comunitaria.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Offerte - Offerta migliorativa - Applicabilità - Omessa previsione nel bando - Non rilevante.
1. In tema di appalti, l’esperimento del tentativo di miglioria delle offerte, di cui al primo comma del citato art. 77 del R.D. n. 827 del 1924, va in ogni caso ammesso da parte del seggio di gara, prima che possa procedersi al sorteggio tra le offerte eguali; e ciò anche in presenza di una lex specialis di gara che indichi nel sorteggio l’unica modalità di scioglimento della parità tra più offerte. Infatti, un’effettiva e definitiva parità tra le offerte - che è l’unica condizione che normativamente legittima l’affidamento alla sorte della scelta dell’aggiudicatario - deve ritenersi realizzata solo ove non si siano avute, per qualsiasi causa (tranne, ovviamente, il rifiuto del seggio di gara ad ammetterne la formulazione), offerte migliorative, ovvero se queste ultime siano risultate di pari importo tra loro.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Offerte - Offerta migliorativa - Ammissibile per le imprese presenti - Modalità. 2. Appalti ll.pp. - Gara - Offerte - Offerta migliorativa - Concorrente assente alle operazioni - Resta escluso.
1. L’art. 77, comma 2, del R.D. 23 maggio 1924 n. 827 è applicabile alle gare per l’aggiudicazione di appalti di lavori pubblici, effettuata ai sensi all’art. 21, comma 1 bis della L. 94/109. In proposito questo Consiglio ritiene che, anche nel silenzio dei bandi di gara, debba essere comunque consentita l’offerta migliorativa prevista dall’art. 77 e che tale possibilità debba essere concessa alle imprese presenti, con proprio rappresentante, alle operazioni di gara ove le stesse, prima del sorteggio, formulino espressa richiesta. 2. L’assenza del concorrente in sede di operazioni di gara d’appalto ll.pp. avviene a suo rischio con riferimento all’evenienza di offerte identiche, con la conseguenza che in tale caso la stazione appaltante, nella corretta applicazione dell’art. 77, comma 2, R.D. n. 827 del 1924, richiede l’offerta migliorativa alle imprese presenti, che hanno proposto offerta uguale, e aggiudica la gara a quella più vantaggiosa, malgrado l’assenza degli altri pari offerenti.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Aggiudicazione - Sorteggio in caso di offerte economiche uguali - Art. 77 R.D. 24/827 - Applicabilità. 2. Appalti ll.pp. - Gara - Aggiudicazione - Offerta migliorativa - Esperimento ex art. 77 R.D. 24/827 - Condizioni. 3. Appalti ll.pp. - Gara - Aggiudicazione - Offerta migliorativa - Esperimento ex art. 77 R.D. 24/827 - Applicabile agli appalti soprasoglia - Ammissibile in caso di esclusione offerte anomale negli appalti sottosoglia.
1. Nelle gare d'appalto ll.pp., la clausola del bando secondo cui in caso di offerte economiche uguali, si procederà a sorteggio, è applicabile l'art. 77 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827 il quale ammette il sorteggio soltanto «ove nessuno di coloro che fecero offerte uguali sia presente o i presenti non vogliano migliorare l'offerta». 2. Nelle gare d'appalto ll.pp., ai fini dell'esperimento dell'offerta migliorativa di cui all'art. 77 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827 occorre la presenza di tutte le imprese concorrenti classificatesi in parità; infatti tale procedura è impedita solo «ove nessuno di coloro che fecero offerte uguali sia presente o i presenti non vogliano migliorare l'offerta». 3. Nelle gare d'appalto ll.pp., l'esperimento dell'offerta migliorativa di cui all'art. 77 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827 è applicabile anche agli appalti soprasoglia comunitaria ed è compatibile con la normativa sulla esclusione delle offerte anomale negli appalti sottosoglia.
1. Appalti ll.pp. e servizi - Gara - A.T.I. - Ammissione - Di quelle già costituite o anche che si costituiranno in caso di aggiudicazione - Legittimità. 2. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento - Seduta pubblica - Limiti.
1. Alle gare d'appalto sia di lavori pubblici che di servizi si deve consentire la partecipazione, alla luce del diritto comunitario, non solo delle A.T.I. già costituite, ma anche di quelle che si costituiranno solo in caso di aggiudicazione, e che al momento della partecipazione alla gara abbiano manifestato tale intenzione, ed inoltre deve essere consentita la partecipazione dei consorzi stabili non solo ai pubblici appalti di lavori, ma anche a quelli di servizi. 2. In una gara per l'appalto di contratti della P.A., il principio di pubblicità, sebbene sia inderogabile in relazione alla fase di apertura dei plichi, può ben essere derogato allorché la commissione debba procedere ad una specifica valutazione tecnica delle offerte, il che si verifica nel caso di aggiudicazione secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa; negli stessi casi, la deroga deve ritenersi consentita anche rispetto alle offerte economiche.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Offerte anomale - Esclusione - Appalto sotto soglia comunitaria - Art. 77 R.D. 1924/827 - Applicabilità.
1. In una gara d'appalto ll.pp., di importo inferiore alla soglia comunitaria (art. 21, comma 1 bis L. 11 febbraio 1994 n. 109), in tema di esclusione delle offerte anomale è applicabile l'art. 77 del Regolamento di contabilità dello Stato, R.D. 23 maggio 1924 n. 827, salvo il potere-dovere dell'amministrazione, nel caso in cui l'offerta migliorativa superi la predetta soglia, di procedere a verifica in contraddittorio.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Aggiudicazione - Offerte uguali - Sorteggio ex art. 77, c. 2, R.D. 24 n. 827 - Ripetizione del rito - Condizioni.
1. Qualora in una gara d'appalto ll.pp., essendo state presentate offerte uguali, si proceda al sorteggio dell'aggiudicatario ai sensi dell'art. 77, comma 2 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827, il rito, a differenza dell'ipotesi di erronea esclusione di un offerente che avrebbe avuto titolo a parteciparvi, non deve essere ripetuto se, successivamente, sia stata accertata l'erronea ammissione al sorteggio di una impresa non legittimata.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento - Necessità di almeno 2 offerte - Art. 69 R.D. 1924 n. 827 - Condizioni di applicabilità.
1. Ai sensi dell’art. 69 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827 una gara d’appalto di lavori pubblici deve ritenersi deserta ove non siano state presentate almeno due offerte; ma questa norma non si applica nel caso in cui una delle offerte presentate sia poi stata ritenuta anomala e quindi esclusa.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Aggiudicazione - Revoca d'ufficio o non approvazione - Ammissibilità - Condizioni.
1. Anche dopo l'atto conclusivo del procedimento di una gara di appalto di lavori pubblici, costituito dalla aggiudicazione - quale momento d'incontro delle due volontà, dell'appaltatore manifestata con l'offerta e dell'Amministrazione appaltante che l'ha giudicata la migliore per la conclusione del contratto - l'Amministrazione può sempre procedere alla revoca d'ufficio o non approvare il verbale di aggiudicazione, con atto adeguatamente motivato e con richiamo ad un ben definito interesse pubblico (quale può configurarsi per l'eccessiva onerosità del prezzo offerto), ai sensi dell'art. 113 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Offerte - Lembo di chiusura di una busta - Nozione - Conseguenza.
1. Nella presentazione delle offerte a gara d'appalto di lavori pubblici, per "lembo di chiusura" di una busta deve intendersi il lembo ancora aperto della busta che si trova sul lato superiore e che va a sovrapporsi sugli altri due lembi già chiusi, preincollati dalla ditta fabbricante delle buste; pertanto è illegittima l'esclusione dalla gara di un'impresa perché, nella busta contenente la documentazione richiesta e l'offerta, la "firma-sigillo" era stata apposta sul "lembo di chiusura" (dopo la chiusura) ma non nel lembo già chiuso, preincollato dalla ditta fabbricante della busta stessa.
1. Appalti ll.pp. - Capitolato speciale - Predisposto da ente pubblico - Clausole - Valore contrattuale.
1. In tema di appalto di opere pubbliche, le clausole dei capitolati speciali degli enti pubblici (artt. 42 e 45 del R.D. 1924 n. 827), nel precisare le condizioni attinenti, in particolare, all'oggetto del contratto, risultano strumentali alla realizzazione della specifica finalità del contratto stesso, costituendone, per l'effetto, parte integrante, dotata di efficacia negoziale obbligatoria e vincolante per entrambe le parti. Esse non costituiscono, pertanto, rispetto alle ulteriori convenzioni contrattuali, un gruppo autonomo ed indipendente di clausole, da interpretare in mera successione cronologica ed isolando l'una dall'altra, ma concorrono, reciprocamente collegate ed interferenti, alla formazione del complessivo regolamento contrattuale, soggiacendo tutte, con pari e reciproca rilevanza, al criterio ermeneutico di cui all'art. 1363 Cod.civ. (secondo il quale le clausole del negozio si interpretano le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso dell'atto).
1. Appalti ll.pp. - Gara - Offerte - Sigillatura del plico - Modalità.
1. Nelle gare d'appalto di lavori pubblici, la sigillatura del plico contenente l'offerta, prescritta dall'art. 75 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827, comporta la chiusura della busta con ceralacca e anche l'apposizione di un segno particolare (in stemma, cifre, lettere, ecc.) atto ad assicurare la autenticità e la provenienza della busta e ad impedire manomissione o sostituzione del suo contenuto; a questo fine peraltro è sufficiente l'applicazione dell'impronta di una moneta corrente (di 500 lire, nella specie), non essendo necessario che il suddetto sigillo sia tale da identificare il mittente.
1. Appalti oo.pp. - Cauzione definitiva - Ex art. 54 R.D. 1924/827 - Mancata previsione nel contratto - Illegittimità.
1. La cauzione definitiva stabilita dall'art. 54 del Regolamento di contabilità generale dello Stato, R.D. 23 maggio 1924 n. 827, costituisce una garanzia attinente alla completa e regolare esecuzione del contratto d'appalto pubblico; è pertanto illegittima l'approvazione di un contratto che non preveda la costituzione della cauzione anzidetta.
1. Appalti oo.pp. - Cauzione provvisoria - Funzione - Inadempienza dell'aggiudicatario - Incameramento della cauzione - Richiesta di maggior danno - Ammissibilità.
1. Nelle gare d'appalto di opere pubbliche la cauzione provvisoria prevista dall'art. 30 della L. 11 febbraio 1994 n. 109 ha la funzione di garantire gli adempimenti dell'impresa aggiudicataria, cosicchè questa decade dall'aggiudicazione se non si presenta per la stipulazione del contratto e la cauzione provvisoria viene incamerata dall'Amministrazione appaltante. Ma dell'art. 30, comma 1, 2° paragrafo della L. 94/109, che ha indicato la funzione della cauzione nella garanzia a copertura della mancata sottoscrizione del contratto da parte dell'impresa aggiudicataria, non può sostenersi un'interpretazione restrittiva nel senso che l'obbligazione assunta dal fideiussore non possa comunque superare il 2%, con la conseguenza che all'ente appaltante potrebbe essere impedita la richiesta delle spese affrontate per rinnovare la gara d'appalto; e l'incameramento della cauzione provvisoria non preclude all'amministrazione appaltante la possibilità di richiedere il maggior danno subito per il comportamento dell'impresa aggiudicataria.
1. Appalti oo.pp. - Gara - Offerte - Busta con scheda segreta - Sigillatura necessaria - Semplice incollatura - Insufficienza - Esclusione dell'impresa.
1. In una gara d'appalto pubblico, per la busta contenente la scheda segreta l'art. 75 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827 prescrive la "chiusura con sigillo speciale", la quale non si ottiene con la semplice incollatura dei lembi, anche se questi vengono controfirmati, giacché allora non può escludersi con certezza che il plico possa essere aperto e richiuso senza lasciare traccia di tale operazione; pertanto qualora il bando di gara prescriva che la busta di cui sopra deve essere presentata "sigillata con ceralacca", l'impresa che la produca senza detto sigillo viene legittimamente esclusa dalla gara.
1. Appalti oo.pp. - Gara - A.T.I. - Impugnazione atti di gara - Ammissibile anche dalle singole imprese. 2. Appalti oo.pp. - Gara - Offerte - Discordanza tra prezzo in cifre ed in lettere - Validità dell'indicazione più vantaggiosa per l'Amministrazione - Inapplicabilità in caso di mero errore materiale.
1. Gli atti relativi a gara d'appalto di opera pubblica possono essere impugnati sia dall'impresa capogruppo e sia dalle singole imprese riunite di un'Associazione temporanea di imprese. 2. Quando in un'offerta a gara d'appalto di opera pubblica il prezzo indicato in lettere è diverso da quello indicato in cifre per un evidente errore materiale, è questo che va corretto; e non si applica allora la norma dell'art. 72, comma 2 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827 la quale stabilisce che "quando in una offerta all'asta vi sia discordanza tra il prezzo indicato in lettere e quello indicato in cifre, è valida l'indicazione più vantaggiosa per l'Amministrazione".
1. Appalti oo.pp. - Genio militare - Contratto - Recesso dell'appaltatore - Ex art. 11, 3° c., R.D. 1932 n. 366 - Per ritardata approvazione del contratto - Condizioni.
1. In tema di appalto di lavori del Genio militare, l'art. 11, terzo comma del R.D. 17 marzo 1932, n. 366, il quale prevede il diritto di recesso dell'appaltatore nel caso di mancata comunicazione dell'approvazione del relativo contratto entro quattro mesi dalla stipulazione dello stesso, va interpretato nel senso che gli effetti risolutivi della relativa dichiarazione dell'appaltatore si producono solo se questa venga portata a conoscenza dell'amministrazione prima che essa, a sua volta, abbia comunicato all'appaltatore l'avvenuta emissione del provvedimento di approvazione del contratto in questione, dovendosi ritenere il citato art. 11 del R.D. n. 366 del 1932 norma speciale e successiva e, come tale, prevalente rispetto alla previsione generale, incompatibile "in parte qua" con la prima, contenuta nell'art. 114 del Regolamento per la contabilità di Stato di cui al R.D. n. 827 del 1924 -- cui, pure, il predetto art. 11 fa in generale espresso rinvio - il quale disponeva che la emanazione del provvedimento di approvazione del contratto, intervenuta prima della notifica della dichiarazione di recesso, ne elidesse gli effetti.
1. Appalti oo.pp. - Genio militare - Contratto - Ritardata approvazione - Diritto di recesso dell'appaltatore - Condizioni.
1. In tema di appalto di lavori del Genio militare, l'art. 11, comma 3 R.D. 17 marzo 1932 n. 366, il quale prevede il diritto di recesso dell'appaltatore nel caso di mancata comunicazione dell'approvazione del relativo contratto entro quattro mesi dalla stipulazione dello stesso, va interpretato nel senso che gli effetti risolutivi della relativa dichiarazione dell'appaltatore si producono solo se questa venga portata a conoscenza dell'amministrazione prima che essa, a sua volta, abbia comunicato all'appaltatore l'avvenuta emissione del provvedimento di approvazione del contratto in questione, dovendosi ritenere il citato art. 11 del R.D. n. 366 del 1932 norma speciale, e successiva, e, come tale, prevalente rispetto alla previsione generale, incompatibile, in parte qua, con la prima, contenuta nell'art. 114 del Regolamento per la contabilità di Stato di cui al R.D. n. 827 del 1924 - cui, pure, il predetto art. 11 fa in generale espresso rinvio - il quale disponeva che la emanazione del provvedimento di approvazione del contratto, intervenuta prima della notifica della dichiarazione di recesso, ne elidesse gli effetti.
1. Appalti oo.pp. - Gara - Offerta - Prezzo in cifre ed in lettera - Discordanza - Prevalenza del prezzo in lettere - Verifica dei prezzi - Non occorre.
1. Qualora in una delle offerte presentate in sede di partecipazione alla gara d'appalto di un un'opera pubblica il prezzo indicato in cifre sia diverso da quello indicato in lettere, prevale quest'ultimo perché esprime la volontà dell'impresa senza bisogno di procedere ad una indagine aritmetica su quale dei prezzi espressi corrisponda all'importo complessivo della voce o dell'appalto.
1. Appalti oo.pp. Cauzione Facoltà P.A. di incameramento per inadempienza dell'appaltatore. 2. Appalti oo.pp. Cauzione Costituita con polizza fideiussoria Relativa disciplina come da contratto.
1. La cauzione in numerario od in titoli prevista dall'art. 5 del D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063 recante approvazione del capitolato generale d'appalto per le opere di competenza del ministero dei lavori pubblici, nonché da altri testi normativi disciplinanti la materia degli appalti pubblici, ha natura di garanzia reale generica, finalizzata ad assistere qualsiasi ragione di credito effettivamente esistente a favore dell'Amministrazione. Da ciò segue che, ove essa sia prestata, ed intervenga poi l'inadempimento dell'appaltatore, l'Amministrazione può soddisfare il proprio credito mediante incameramento, totale o parziale, della cauzione stessa in numerario - passato in proprietà della medesima al momento della prestazione della cauzione - ovvero mediante vendita dei titoli che ne abbiano formato oggetto. 2. In merito alla facoltà consentita, in tema di appalto di opere pubbliche, all'appaltatore, dall'art. 1, 2° comma della Legge 12 gennaio 1974, n. 8, di prestare, in luogo della cauzione, una polizza fideiussoria, è rimessa - in difetto di norme imperative ostative - all'autonomia privata il regolamento del contenuto della polizza, con la conseguenza che finisce per essere demandato alle parti della polizza stabilire se la stessa sia disciplinata - in tutto o in parte - dalle norme comuni della fideiussione, ovvero da specifica e diversa regolamentazione specificamente pattuita, allo scopo, dalle parti stesse.
1. Appalti oo.pp. Gara Offerta Inesatta indicazione in cifre del prezzo offerto Causata da inesatta utilizzazione di regole matematiche Configura errore materiale. 2. Appalti oo.pp. Gara Offerta Discordanza fra prezzi in cifre e in lettere Validità dell'indicazione più vantaggiosa per l'Amministrazione Principio non applicabile in caso di discordanza per errore materiale.
1. L'inesatta indicazione in cifre del prezzo offerto in una gara d'appalto di opera pubblica dovuta ad inesatta utilizzazione di regole matematiche deve considerarsi errore materiale. 2. Qualora in un'offerta a gara d'appalto di opera pubblica il prezzo indicato in lettere sia diverso da quello indicato in cifre, è valida - ai sensi dell'art. 72, 2° comma, del R.D. 23 maggio 1924 n. 827 - l'indicazione più vantaggiosa per l'Amministrazione, a meno che la discordanza derivi da errore materiale.
1. Appalti oo.pp. - Gara - Offerta - Prezzi in cifre e in lettere - Discordanza - Prevalenza del prezzo in lettere salvo evidente errore materiale.
1. La notevolissima differenza riscontrata in una offerta presentata a gara d'appalto pubblico, fra il prezzo espresso in cifre e quello espresso in lettere si spiega chiaramente con evidente errore materiale; in questo caso l'applicazione alla predetta offerta del criterio generale secondo cui il prezzo indicato in lettere prevale su quello indicato in cifre, configura eccesso di potere.
1. Appalti oo.pp. - Licitazione privata - Offerte solo in ribasso - Art. 4 L. 1973 n. 14 - Offerta più vicina per difetto alla media - Criterio di individuazione. 2. Appalti oo.pp. - Licitazione privata - Offerte solo in aumento - Art. 4 L. 1973 n. 14 - Offerta più vicina per difetto alla media - Criterio di individuazione.
1. Nel procedimento di gara con licitazione privata secondo l'art. 4 L. 2 febbraio 1973 n. 14, in caso di offerte solo in ribasso l'appalto va aggiudicato all'offerta più vicina «per difetto» alla media la quale è quella con la minore percentuale di ribasso rispetto alla media cioè quella meno conveniente, in lire, per l'amministrazione. 2. Nel procedimento di gara con licitazione privata secondo l'art. 4 L. 2 febbraio 1973 n. 14, in caso di offerte solo in aumento l'appalto va aggiudicato pur sempre all'offerta più vicina per difetto alla media, la quale è quella con la percentuale di aumento immediatamente inferiore alla media cioè in questo caso quella più conveniente, in lire, per l'amministrazione.
1. Appalti oo.pp. - Appalto concorso - Aggiudicazione all'unica ditta partecipante - Legittimità - Inapplicabilità dell'art. 69 R.D. 1924 n. 827.
1. L'art. 69 R.D. 23 maggio 1924 n. 827, là dove stabilisce che l'asta deve ritenersi deserta ove non siano state presentate almeno due offerte (salvo il caso in cui l'Amministrazione abbia stabilito, avvertendolo nell'avviso d'asta, che, tenendosi l'asta coi sistemi delle offerte segrete, si procede all'aggiudicazione anche se venga presentata una sola offerta), è operante soltanto per la procedura dell'asta pubblica e della licitazione privata ma non per quella dell'appalto-concorso; pertanto è legittima l'aggiudicazione di un appalto concorso all'unica ditta partecipante.
1. Appalti oo.pp. - Contratto - Stipulazione - Competenza - Funzionario diverso da quello competente all'approvazione - Legittimità - Appartenenza al medesimo organo - Irrilevanza.
1. Con riferimento all'art. 103 R.D. 23 maggio 1924 n. 827, i contratti della Pubblica amministrazione sono legittimamente stipulati da un funzionario, diverso nella persona fisica, da quello che lo ha approvato, a nulla rilevando l'appartenenza di entrambi allo stesso organo.
1. Appalti oo.pp. - Gare - Bando - Interpretazione - Riferimento al contenuto sostanziale. 2. Appalti oo.pp. - Licitazione privata - Esperimento con criterio ex art. 24 lett. c) L. 1977 n. 584 - Offerta in aumento - Aggiudicazione - Offerta più vicina alla media per difetto - Individuazione.
1. Le prescrizioni riguardanti specifici adempimenti di una pubblica gara, contenute nel bando, devono essere interpretate secondo ragione, con riferimento cioè al contenuto sostanziale e non meramente formale dell'adempimento. 2. Nell'ipotesi di licitazione privata da esperirsi con il criterio di cui all'art. 24 lett. c) L. 8 agosto 1977 n. 584 (e quindi con il sistema indicato dall'art. 4 L. 2 febbraio 1973 n. 14, prima dell'abrogazione ad opera dell'art. 2 L. 8 ottobre 1984 n. 687), ossia con il metodo delle offerte segrete da confrontarsi con la media, ove risultino presentate offerte in aumento, l'aggiudicazione deve avvenire a favore dell'Impresa che abbia presentato l'offerta più vicina per difetto alla media, intendendosi per tale la percentuale di aumento immediatamente inferiore al valore medio, anche se in questo caso - a differenza dell'altro simmetricamente opposto, di offerte in diminuzione - l'applicazione dell'identico meccanismo selettivo conduca a privilegiare l'offerta economicamente più vantaggiosa per l'Amministrazione.
1. Appalti oo.pp. - Trattativa privata - Condizioni di ammissibilità
1. In materia di contratti con la Pubblica amministrazione, in forza dei principî desumibili dall'art. 41 R.D. 23 maggio 1924 n. 827, il ricorso alla trattativa privata con unico contraente è ammesso solo nei casi di oggettiva impossibilità di acquisire la prestazione da parte di altri contraenti, non riconducibile alla volontà o al precedente comportamento della stessa Amministrazione procedente; pertanto, in un contratto di informatizzazione, la proprietà del sistema di base non rende di per sé legittimo il ricorso alla trattativa privata ai fini della fornitura di sistemi applicativi e di sviluppo.
1. Appalti oo.pp. - Anticipazione - Concessione all'appaltatore dietro garanzia o cauzione - Importo - Riduzione - Condizioni. 2. Appalti oo.pp. - Anticipazione - Revoca - Opposizione di appaltatore e fideiussore in compensazione di debiti dell'amministrazione committente - Inammissibilità.
1. Qualora un'amministrazione dello Stato o un ente pubblico concedano all'appaltatore di opera pubblica un'anticipazione sul prezzo contrattuale, dietro garanzia o cauzione, secondo le disposizioni degli artt. 2 e 3 del D.M. 25 novembre 1972, la riduzione dell'importo della garanzia fideiussoria opera solo in dipendenza e in occasione degli acconti disposti in corso d'opera ai sensi dell'art. 48 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827, previo atto di assenso da parte dell'amministrazione garantita, in difetto del quale il fideiussore non può opporre che il debito garantito dell'appaltatore si è ridotto in ragione delle trattenute sugli acconti operate dalla medesima amministrazione. 2. In tema di appalto di opere pubbliche, la specialità della disciplina in materia di anticipazioni sul prezzo contrattuale alle imprese appaltatrici, dettata dall'art. 3 del D.P.R. 30 giugno 1972 n. 627 e dal D.M. del tesoro 25 novembre 1972, in considerazione di preminenti esigenze di interesse pubblico, comporta che, in presenza di un provvedimento di revoca dell'anticipazione, né l'appaltatore né il suo fideiussore possono opporre in compensazione i debiti contratti dall'amministrazione committente nell'ambito del medesimo rapporto contrattuale, qualora questi non abbiano già dato luogo alla procedura di trattenuta sugli acconti e alla riduzione dell'importo della garanzia previo atto di assenso della medesima amministrazione, tale divieto di compensazione rientrando tra quelli stabiliti dalla legge a norma dell'art. 1246 n. 5 C.c.
1. Appalti oo.pp. - Appalto concorso - Aggiudicazione - Revoca implicita - Configurabilità - Condizioni. 2. Appalti oo.pp. - Appalto concorso - Aggiudicazione - In assenza di calcolo sommario della spesa nel progetto di massima - Illegittimità. 3. Opere pubbliche - Dir. CEE - Obbligatorietà immediata - Condizioni. 4. Appalti oo.pp. Gare - Pubblicità - Omissione - Effetti. 5. Appalti oo.pp. Trattativa privata - Motivazione specifica - Necessità. 6. Appalti oo.pp. - Appalto concorso - Disciplina derogatoria - Ammissibilità - Condizioni.
1. La revoca della aggiudicazione di un appalto concorso può anche essere tacita, nel senso che è sufficiente l'indicazione specifica dell'atto revocando e che risulti chiaro che la nuova determinazione di volontà è stata emessa in sostituzione di quella precedente; tuttavia, trattandosi di atto che comporta, di regola, la modifica o estinzione di posizioni giuridiche sorte in base all'atto revocato, ed anche perché si tratta di contrarius actus, occorre pure, in ogni caso, una congrua motivazione in ordine alle ragioni che hanno indotto l'amministrazione ad adottare la diversa o contraria determinazione. 2. In materia di appalto-concorso di opera pubblica è illegittima l'aggiudicazione che si basi su un progetto di massima carente sotto il profilo del calcolo sommario della spesa che ne costituisce contenuto essenziale e viene desunto dal computo metrico approssimativo della quantità di lavori delle varie categorie alle quali vanno applicati i prezzi correnti del mercato locale. 3. La diretta applicabilità delle direttive comunitarie all'interno dei singoli Stati membri opera soltanto dopo che sia decorso il termine entro il quale lo Stato membro avrebbe dovuto adottare i necessari provvedimenti di attuazione. 4. L'inosservanza della prescritta pubblicità di una pubblica gara - dove la forma e la sostanza si identificano - rende nullo il procedimento, che viene travolto dall'omissione iniziale. 5. Il ricorso alla trattativa privata in materia di appalto di opera pubblica, in forza del suo carattere del tutto eccezionale di scelta del contraente, esige di essere puntualmente motivato ai sensi degli artt. 6 R.D. 18 novembre 1923 n. 2440 e 41 R.D. 23 maggio 1924 n. 827. 6. In materia di appalto-concorso di opera pubblica non è preclusa alle parti la possibilità di dare ai propri rapporti una disciplina in qualche modo difforme da quella ordinaria, purché contenuta nell'ambito della disciplina, mediante l'apposizione di clausole particolari ai fini e per gli effetti dell'art. 1341 2° c., Cc.
1. Appalti oo.pp. - Trattativa privata - Motivazione - Con specifiche indicazioni - Necessità
1. Il rispetto della norma contenuta nell'art. 41, u. c., R.D. 23 maggio 1924 n. 827, che prescrive che nel decreto approvativo del contratto deve essere indicata la ragione per la quale si ricorre alla trattativa privata, viene assicurato non già dal mero riferimento ad uno dei sei casi elencati nello stesso art. 41 penultimo comma R.D. n. 827 del 1924, bensì dall'indicazione dei concernenti presupposti di fatto che hanno indotto la P.A. a procedere alla stipula del contratto adottando il sistema in discussione.
1. Appalti oo.pp. - Appalto concorso - Condizioni. 2. Appalti oo.pp. - Appalto concorso - Differenza da asta pubblica e licitazione privata - Progetto di massima offerto dall'Amministrazione. 3. Appalti oo.pp. - Valutazione offerte - Discrezionalità dell'Amministrazione - Parametri di valutazione. 4. Appalti oo.pp. - Appalto concorso - Aggiudicazione - Motivazione - Riferimento ai parametri di valutazione.
1. In base all'art. 91 R.D. 23 maggio 1924 n. 827, l'appalto-concorso deve ritenersi una forma di gara utilizzata quando l'amministrazione ha necessità di avvalersi di imprese particolarmente idonee a predisporre progetti di opere, caratterizzate da obiettiva complessità tecnica, che richiedano profonda competenza ed abilità costruttiva ed inventiva. 2. A differenza della licitazione privata e dell'asta pubblica in cui la prestazione richiesta è determinata e perfetta in ogni elemento, nell'appalto-concorso l'amministrazione si limita a fornire un progetto di massima, con l'onere delle imprese di determinare il prezzo dei lavori e di deferire il progetto tecnico particolareggiato delle opere a completamento ed integrazione dello schema operativo generale. 3. E' ius receptum che l'amministrazione detiene un ampio potere discrezionale nella valutazione delle offerte, in riferimento ai parametri tecnici, economici e della rispondenza del progetto alle finalità da attuare. 4. La valutazione delle offerte deve essere svolta considerando i parametri di riferimento tecnici ed economici, unicamente all'idoneità del progetto da realizzare il fine pubblico; pertanto il provvedimento di aggiudicazione di un appalto-concorso è da motivare espressamente con specifico riguardo ai criteri tecnici ed economici alla base della procedura del contratto ad evidenza pubblica.
1. Appalti oo.pp. - Licitazione privata - Imposizione di adempimento progettuale Illegittimità.
1. Nel procedimento di appalto di opere pubbliche col sistema della licitazione privata, l'imposizione ai concorrenti di un adempimento progettuale, integrativo del progetto approvato dall'Amministrazione, è incompatibile col sistema prescelto, caratterizzato dall'esclusiva progettazione delle opere a cura dell'appaltante, e come tale è illegittima e vizia, in via conseguenziale, gli ulteriori atti della relativa procedura concorsuale.
1. Appalti oo.pp. - Pagamenti - Acconti in corso d'opera - Ritardo - Diritto agli interessi ex art. 35 Cap. gen. - «Data di emissione della spesa »- Interpretazione.
1. In materia di «ritardi nei pagamenti degli acconti» (per i lavori in corso di esecuzione) e relativo obbligo di corresponsione degli interessi dovuti a norma dell'art 35, 2° c., del Capitolato generale d'appalto per le opere di competenza del Ministero dei lavori pubblici approvato col D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063 per «data di emissione del titolo di spesa» deve intendersi la data in cui viene emesso l'ordinativo di pagamento e non già la data della liquidazione cioè del provvedimento che autorizza il pagamento; in altri termini il limite temporale rappresentato dalla «data di emissione del titolo di spesa» deve essere interpretato in modo tale da non operare confusione fra il momento di liquidazione della spesa con quello successivo (logicamente e cronologicamente) dell'ordinazione della spesa stessa; onde non può esimersi l'amministrazione da responsabilità per la circostanza che la liquidazione sia intervenuta tempestivamente, ove in concreto il titolo sia poi rimasto giacente per esigenze di meccanizzazione presso gli uffici della Ragioneria (Mdr).
1. Appalti oo.pp. - Trattativa privata - Urgenti lavori consolidamento edificio pubblico - Legittimità.
1. In caso di obiettiva improcedibilità di lavori di consolidamento statico necessari per evitare il degrado definitivo e lo stato di pericolosità di un immobile di vetuste strutture storico-artistiche, costituenti la base di ulteriori interventi intesi alla restituzione all'uso pubblico dell'edificio medesimo, non è illegittimo il ricorso alla trattativa privata, riguardo alla quale l'amministrazione dispone di ampia discrezionalità nell'ambito della quale è comprensibile la preferenza accordata, quanto alla scelta del contraente, alla ditta aggiudicataria di una gara ufficiosa, senza alcuna obbligazione per l'affidamento dei lavori a venire.
1. Appalti oo.pp. - Gare - Offerta - Significato ex art. 4 L. 1973 n. 14.
1. L'espressione «offerta» adoperata dall'art. 4 L. 2 febbraio 1973 n. 14 è ambivalente e tale da potersi di per sé intendere, nel campo dell'area contrattuale pubblica, sia nel senso di «valore assoluto di prezzo» che di «valore relativo di ribasso» che ciascun concorrente è disposto a operare sul prezzo base; peraltro, dai meccanismi predisposti dalla stessa legge si evince che nelle ipotesi previste dalle lett. a), b), c) e d) dell'art. 1 e, quindi, dagli artt. 2, 3 e 4, le offerte cui si è riferito il legislatore sono quelle espresse in termini di ribasso sul prezzo base, mentre nel caso di cui alla lett. e), nonché all'art. 5, le offerte vanno effettuate in termini di prezzi unitari, con la conseguenza che la media finale delle offerte deve essere effettuata in termini di ribasso e non già di valore assoluto di prezzo.
1. Appalti oo.pp. - Trattativa privata - Ragioni che hanno indotto l'amministrazione alla trattativa - Esplicitazione nel contratto - Necessità. 2. Appalti oo.pp. - Trattativa privata - Convenienza dei prezzi - Dimostrazione da parte del contraente - Necessità. 3. Appalti oo.pp. - Trattativa privata - Pagamento del prezzo - Clausola che prevede acconti trimestrali in base a mera fattura - Illegalità - Documentazione - Necessità.
1. L'art. 41 R.D. 23 maggio 1924 n. 827 impone all'Amministrazione di esplicitare nel contesto del decreto approvato del contratto, stipulato a seguito di trattativa privata, le concrete ragioni che l'hanno indotta a seguire tale metodo di contrattazione, non risultando soddisfatta detta esigenza dal mero richiamo delle norme che, in astratto, consentono eccezionalmente di ricorrere ad esso. 2. Nelle trattative private costituisce canone di buona amministrazione richiedere alle Ditte interpellate la dimostrazione della convenienza dei prezzi offerti, con l'indicazione di ogni utile elemento in proposito. 3. E' illegittima la clausola di un contratto stipulato a seguito di trattativa privata con cui l'amministrazione si impegna ad effettuare alla controparte pagamenti trimestrali sulla base della sola fattura in quanto non costituendo, questa, prova a favore di colui che la produce, deve essere accompagnata, al fine di legittimare il conseguente titolo di spesa, dalla documentazione attestante l'effettività e l'esattezza della prestazione eseguita.
1. Appalti oo.pp. - Asta pubblica o licitazione privata - Verbale di aggiudicazione definitiva - Equivale a contratto - Azione di annullamento - Giurisdizione A.G.O. 2. Appalti oo.pp. - Licitazione privata - Offerta - Contrasto fra prezzi indicati in cifre e in lettere - Validità dell'indicazione più vantaggiosa per P.A.
1. Nei contratti stipulati dalla P.A. col sistema dell'asta pubblica o della licitazione privata, il processo verbale di aggiudicazione definitiva - salvo che ad esso risulti una diversa volontà dell'amministrazione - equivale ad ogni effetto legale a contratto (art. 16 R.D. 18 novembre 1923 n. 2440) con forza immediatamente vincolante per entrambe le parti; ne deriva che l'azione volta all'annullamento di detto contratto, ancorché proposta al contraente privato, è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, atteso altresì che, una volta intervenuta l'aggiudicazione definitiva con valore costitutivo del rapporto contrattuale, l'aggiudicatario vanta una posizione di diritto soggettivo, come tale tutelabile innanzi al giudice ordinario, e non una posizione di interesse legittimo, qual è invece quella degli altri partecipanti (non aggiudicatari) alla gara, i quali possono dedurne gli eventuali vizi di legittimità innanzi al giudice amministrativo. 2. Anche con riguardo a contratto stipulato dalla P.A. col sistema della licitazione privata, nel caso di discordanza nell'offerta fra il prezzo indicato in lettere e quello in cifre, trova applicazione - in virtù del richiamo del successivo art. 89 - la disposizione dell'art. 72 u.c. R.D. 23 maggio 1924 n. 827 (regolamento per l'esecuzione della legge sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato), secondo cui è valida l'indicazione più vantaggiosa per l'Amministrazione, senza che possa rilevare che la clausola di identico tenore, contenuta nel bando di gara, sia o no mancante di specifica approvazione per iscritto ai sensi dell'art. 1341 2° c. Cod. civ., rimanendo la fattispecie negoziale pur sempre identicamente disciplinata in virtù della citata disposizione.
1. Appalti oo.pp. - Contratto - Stipulazione entro 30 gg. da aggiudicazione - Inosservanza per fatto della P.A. - Facoltà di recesso dell'appaltatore ex art. 4, 4° c., Cap. gen. oo.pp. - Applicazione analogica per mancata stipulazione entro 90 gg. da aggiudicazione.
1. In tema di opere pubbliche, qualora, dopo l'aggiudicazione definitiva, la stipulazione del contratto non segua nel termine di trenta giorni, per fatto imputabile all'Amministrazione appaltante, trova applicazione analogica l'art. 4, 4° c., del Capitolato generale approvato con D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063, che disciplina espressamente l'ipotesi in cui, avutasi la stipulazione del contratto nel termine di trenta giorni, ne tardi però l'approvazione per oltre sessanta giorni, con la conseguenza che il privato, decorsi novanta giorni da detta aggiudicazione, ove intenda sciogliersi dal vincolo già sorto, deve manifestare tale sua volontà all'Amministrazione, notificandole l'atto preveduto dall'art. 114 del Regolamento di contabilità generale dello Stato approvato con R.D. 23 maggio 1924 n. 827.
1. Appalti oo.pp. - Contratto - Mancata stipulazione entro 90 giorni dalla aggiudicazione, per colpa dell'aggiudicatario - Suo potere di recesso - Esclusione.
1. In tema di appalto di opere pubbliche, la regola - ricavata dall'art. 4 D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063 (Capitolato generale d'appalto per le opere di competenza del Ministero dei LL.PP.), il quale parzialmente rinvia all'art. 114 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827 (Regolamento di esecuzione della legge sulla contabilità di Stato) - in base alla quale l'aggiudicatario di un appalto può recedere dal contratto quando siano decorsi novanta giorni dall'aggiudicazione senza che l'amministrazione abbia provveduto a stipulare il contratto e ad emanare il decreto di approvazione vincolante anche per l'amministrazione, non può applicarsi qualora il vano decorso nel termine sia dipeso da fatto dello stesso aggiudicatario, senza che sia rilevante che l'amministrazione non abbia provveduto all'indizione di nuovo incanto, come è sua facoltà a norma dell'art. 4 citato (che richiama l'art. 332 della L. 20 marzo 1865 n. 2248 All. F).
Contrasto tra offerta in cifre e in lettere nei contratti pubblici: commento e osservazioni all’Adunanza Plenaria del C. Stato 10/2015
Il Consiglio di Stato, in Adunanza Plenaria, con la sentenza 13 novembre 2015, n. 10, ha ritenuto che in caso di contrasto tra offerta in cifre e offerta in lettere prevale sempre quest’ultima. Commento alla sentenza, in contrasto anche con un parere rilasciato dall’ANAC nel 2014, con osservazioni critiche alla soluzione adottata dai giudici.

References: sentenza 
 articolo 6
 art. 7
 Cass. 
 art. 68
 art. 24
 art. 77
 art. 77
 art. 63
 art. 77
 Art. 77
 art. 77
 art. 77
 Art. 77
 art. 77
 Art. 69
 art. 54
 art. 11
 art. 11
 art. 11
 art. 11
 art. 11
 Art. 4
 Art. 4
 art. 24
 art. 41
 art. 35
 art. 4
 art. 89
 art. 4
 sentenza