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INDICE-SOMMARIO CAPITOLO I LA GENESI DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ - PDF
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1 Nota preliminare... VII Abbreviazioni... XVII Premessa... XXI CAPITOLO I LA GENESI DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ 1. La nascita dell idea della sussidiarietà La Commissione europea: il Rapporto del 1975 e il Rapporto Tindemans (Segue) Il Rapporto McDougall Il Parlamento europeo: il Progetto Spinelli (Segue) Le Risoluzioni dei primi anni novanta Dall Atto Unico europeo al Trattato sull Unione europea: le ragioni alla base di un introduzione esplicita del principio di sussidiarietà La Comunicazione della Commissione del Le conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo del dicembre 1992 e la collocazione della sussidiarietà tra i principi fondamentali dell Unione Il Trattato di Amsterdam: verso una maggiore effettività applicativa del principio Il Trattato che adotta una Costituzione per l Europa: nuove esigenze di controllo del rispetto del principio CAPITOLO II LE FONTI (REALI E PRESUNTE) DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ 1. Le fonti presunte del principio di sussidiarietà La sussidiarietà nell art. 5 Trattato CECA L art. 235 Trattato CEE: espressione ante litteram del principio di sussidiarietà? La politica di concorrenza: applicazione indiretta della sussidiarietà? L Atto Unico Europeo: l art. 130 R, quarto comma, CEE La codificazione del principio all interno del Trattato sull Unione europea... 45
2 XII INDICE-SOMMARIO 3.1. (Segue) L art. 3 B Trattato CEE e la formulazione negativa del principio Il Trattato di Amsterdam e il Protocollo allegato: la procedimentalizzazione del principio Il Trattato che adotta una Costituzione per l Europa ed il nuovo Protocollo ad esso allegato CAPITOLO III IL SISTEMA DI RIPARTO DELLE COMPETENZE TRA COMUNITÀ EUROPEA E STATI MEMBRI 1. Il legame esistente tra il principio di sussidiarietà e le competenze comunitarie: criterio di interpretazione della ripartizione e/o criterio regolatore del loro esercizio Il principio di attribuzione e la delimitazione funzionale delle competenze comunitarie Le difficoltà di una classificazione delle competenze comunitarie. La mancanza di una distinzione sistematica: competenze per campi d azione e per finalità La tradizionale classificazione tra competenze esclusive e competenze concorrenti. Le competenze esclusive (Segue) Il tentativo di un estensione dell ambito delle competenze esclusive: la comunicazione della Commissione del (Segue) La Politica Agricola Comune (PAC) e la politica dei trasporti (Segue) La politica comune indispensabile all instaurazione del mercato interno: la soppressione degli ostacoli alla libera circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali Le competenze non esclusive: competenze concorrenti (Segue) Il tentativo di una migliore classificazione delle competenze non esclusive: il superamento dei limiti della bipartizione tra competenze esclusive e competenze concorrenti Le competenze statali: competenze residuali ma non riservate Progressivo ampliamento delle sfere di competenza comunitaria e correlativa erosione delle competenze nazionali (Segue) Le misure di armonizzazione (Segue) L art. 308 CE e la creazione di poteri sussidiari in capo alla Comunità La Dichiarazione di Laeken sul futuro dell Europa: la necessità di una più precisa delimitazione delle competenze tra Comunità europea e Stati membri Il Trattato che adotta una Costituzione per l Europa: la soluzione accolta Le competenze esclusive Le competenze concorrenti Le azioni di sostegno, di coordinamento e di complemento La clausola di flessibilità
3 XIII CAPITOLO IV L AMBITO DI APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ NELL ORDINAMENTO DELLA COMUNITÀ E DELL UNIONE EUROPEA 1. L ambito di applicazione del principio di sussidiarietà nell ordinamento della Comunità europea: i settori di competenza esclusiva e la presunzione di necessità dell azione comunitaria Gli ambiti di competenza non esclusiva della Comunità e la presunzione di competenza a livello statale Il principio di sussidiarietà e il cosiddetto Metodo di Coordinamento Aperto L ambito di applicazione del principio di sussidiarietà nell ordinamento dell Unione europea La Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) La cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale: le azioni comuni Giustizia e Affari Interni (Segue) Le decisioni del Consiglio (Segue) e le decisioni-quadro CAPITOLO V CONDIZIONI E PROBLEMI APPLICATIVI DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ 1. Le condizioni dell azione comunitaria Primo test dell insufficienza dell azione nazionale: la mancata attitudine dell azione statale al raggiungimento dell obiettivo che l azione mira a perseguire Secondo test dell efficacia comparativa: la maggiore efficacia dell azione a livello comunitario Il concetto di proporzionalità previsto nel secondo e nel terzo comma dell art. 5 Trattato CE L onere della prova Le difficoltà connesse ad un applicazione effettiva del principio di sussidiarietà La Comunicazione della Commissione del Le conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo del dicembre (Segue) Il ruolo previsto per la Commissione (Segue) Il ruolo assegnato al Consiglio dei ministri delle Comunità europee (Segue) La mancanza di previsioni per il Parlamento europeo L accordo interistituzionale del Il Trattato di Amsterdam e il Protocollo sull applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità: continuità e innovazioni. Profili generali
4 XIV INDICE-SOMMARIO (Segue) La procedimentalizzazione del principio di sussidiarietà L accordo interistituzionale del 16 dicembre La sussidiarietà vista dal legislatore. Rispetto degli oneri procedurali relativi alla sussidiarietà La Commissione Il Parlamento europeo Il Consiglio dell Unione europea Il Comitato delle regioni CAPITOLO VI IL CONTROLLO DEL RISPETTO DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ 1. La questione della giustiziabilità del principio di sussidiarietà e della sua intensità Le modalità procedurali del controllo: il controllo a priori (Segue) Il controllo a posteriori Il ricorso in annullamento. Vizi cui è possibile ricondurre la violazione del principio di sussidiarietà I ricorsi in annullamento in cui è stata invocata la violazione della sussidiarietà Il rinvio pregiudiziale di interpretazione e di validità I casi di rinvio pregiudiziale di interpretazione in cui è stata invocata la sussidiarietà (Segue) e quelli di validità Considerazioni dalla giurisprudenza comunitaria relativa alla verifica di una corretta applicazione del principio di sussidiarietà: l esigenza di un rafforzamento del controllo Il coinvolgimento dei parlamenti nazionali nel controllo del principio: il loro ruolo nell architettura europea e le nuove prospettive (Segue) La soluzione ritenuta dal nuovo Trattato costituzionale: il potenziamento dell informazione dei palamenti nazionali ed il conseguente miglior controllo della sussidiarietà (Segue) Il ruolo delle assemblee regionali La fase del controllo a posteriori: la legittimazione attiva riconosciuta ai parlamenti nazionali davanti alla Corte di giustizia (Segue) e la legittimazione attiva in capo al Comitato delle Regioni CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 1. L applicazione del principio di sussidiarietà nell ambito dell azione della Comunità europea In particolare, le modalità di applicazione del principio da parte delle singole istituzioni che partecipano all esercizio del potere legislativo Un possibile ulteriore ambito di applicazione del principio di sussidiarietà: il diritto dell Unione europea
5 XV 3. Il controllo giurisdizionale del principio di sussidiarietà Indice della giurisprudenza citata Indice degli autori
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References: art. 5
 art. 235
 art. 130
 art. 3
 art. 308
 art. 5