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Timestamp: 2017-12-12 07:03:02+00:00

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PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA - PDF
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1 PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA Provincia di Lucca Prefettura di Lucca Procura della Repubblica Questura di Lucca Arma dei Carabinieri-Comando provinciale di Lucca Conferenza dei Sindaci ASL 2 zona Piana di Lucca Conferenza dei Sindaci ASL 2 zona Valle del Serchio Conferenza dei Sindaci ASL 12 zona Versilia Comuni ASL 2 Lucca ASL 12 Versilia Consigliera di Parità di Lucca Associazioni del Terzo Settore Centri Antiviolenza Ufficio Scolastico Provinciale di Lucca PREMESSO che la provincia di Lucca sostiene da tempo nel territorio iniziative volte alla promozione ed alla tutela dei diritti fondamentali della persona e della uguaglianza fra le persone in accordo con gli obblighi assunti dal Governo Italiano a livello internazionale, europeo, nazionale ed in particolare:
2 Patto internazionale sui diritti civili e politici, ratificato il Convenzione Internazionale per la eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, ratificata il 4 febbraio Convenzione Internazionale sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, ratificata nel 1985 e il protocollo opzionale ratificato il La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia il 5 settembre Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla eliminazione della violenza contro le donne, adottata il 20 dicembre 1993 che considera violenza tutte le forme di aggressioni fisiche, sessuali o psicologiche a danno delle donne. Statuto di Roma di istituzione della corte penale internazionale del 17 luglio 1998, ratificato dall Italia il 26 luglio Comprende le disposizioni in materia di protezione di donne e minori contro varie forme di violenze, specificate e elencate in vari articoli. Convenzione Internazionale contro il crimine organizzato transnazionale, ratificato il 2 agosto Convenzione internazionale per i diritti delle persone disabili del , firmata dall Italia il non ancora entrata in vigore. Il trattato di Amsterdam del La carta europea dei diritti fondamentali del 2000 Convenzione del Consiglio di Europa per combattere la violenza contro le donne e per la lotta contro la tratta degli esseri umani del Consiglio di Europa, raccomandazione 1450 (2000) sulla violenza contro le donne in Europa. Consiglio di Europa. Risoluzione 1247 (2001) sulle mutilazioni genitali femminili. Consiglio di Europa. Raccomandazione 1555 (2002) sulla immagine della donna nei media. Consiglio di Europa. Raccomandazione 1582 (2002) sulla violenza domestica contro le donne. Consiglio d Europa. Risoluzione 1327 (2003) sui cosiddetti crimini d onore Consiglio d Europa. Raccomandazione 1663 (2004) sulla schiavitù domestica. Consiglio d Europa. Raccomandazione 1681 (2004) sulla campagna per combattere la violenza domestica contro le donne. Consiglio d Europa. Raccomandazione 1723 (2005) sui matrimoni forzati e sui matrimoni in età minorile. Consiglio d Europa. Raccomandazione 11 (2000) del Comitato dei Ministri agli Stati membri sull azione contro il traffico di esseri umani per sfruttamento sessuale. ed ancora, premesso la legge regionale toscana n.59 del 16 novembre 2007 Norme contro la violenza di genere. Codice delle Pari Opportunità, Dlgs aprile 2006, artt. 15,25,26 Le linee guida dei piani integrati regionali socio-sanitari succedutisi sino ad oggi L accordo siglato con il protocollo Interventi su prostituzione e tratta nel territorio della provincia di Lucca.
3 L adesione alla campagna del Fiocco bianco nell anno 2006, 2007, 2008, La Provincia di Lucca si fa promotrice del presente protocollo contro la violenza di genere, e costituisce un tavolo di lavoro specifico fra i soggetti sopra citati che concordano quanto di seguito ART.1 Finalità Finalità del presente atto è quella di promuovere politiche di genere attraverso la realizzazione una rete di relazioni tra la Provincia, i Comuni, le Aziende Unità Sanitarie Locali (USL), l Ufficio Scolastico Provinciale, le Forze dell Ordine, gli Uffici territoriali del Governo-Prefetture, la Magistratura, la Consigliera di Parità della Provincia di Lucca, i Centri Antiviolenza, le Associazioni del terzo settore presenti sul territorio provinciale che abbiano nei propri statuti tali finalità, al fine di favorire procedure omogenee attivare l immediato intervento dei soggetti di cui sopra su base provinciale, zonale-distrettuale. ART.2 Obiettivi specifici In relazione a quanto sopra, gli obiettivi specifici sono: elaborare, attivare e verificare un piano di interventi integrato a livello zonale per la prevenzione della violenza e per la tutela e la cura dei soggetti (donne e minori) che hanno subito violenza coordinare ed incrementare la raccolta dei dati sulla violenza promuovere campagne di informazione e di sensibilizzazione promuovere la ricerca sulle cause, conseguenze, costi e prevenzione della violenza promuovere interventi formativi rivolti a tutti gli operatori degli enti e istituzioni che aderiscono al protocollo e che sono impegnati direttamente in azioni di intervento riguardo la violenza sulle donne ART.3 Territorialità Il presente Protocollo ha carattere sperimentale e coinvolge tutti gli Enti, Organismi e Istituzioni del territorio provinciale. L accordo è aperto ad ulteriori contributi che nel tempo potranno essere forniti da altre Associazioni o Istituzioni operanti nel territorio provinciale sul medesimo tema. ART.4 Competenze della Amministrazione Provinciale Per il perseguimento degli obiettivi sopra delineati i soggetti aderenti al protocollo, oltre ad individuare al proprio interno uno o più referenti qualificati per l attuazione delle procedure
4 previste dal presente atto, s impegnano, ciascuno per la parte di propria competenza, a svolgere i compiti di seguito elencati. ART. 5 Coordinamento Ciascun soggetto si impegna ad individuare un referente che dovrà presenziare gli incontri programmati del Tavolo di coordinamento. ART. 6 Compiti della Provincia Coordinamento Politico del Tavolo Sostenere l organizzazione di iniziative volte a promuovere una maggiore consapevolezza sulle violazioni dei diritti fondamentali delle donne e altresì a diffondere la cultura dei diritti umani e della non discriminazione, sensibilizzando attraverso iniziative e campagne mirate il tessuto sociale, istituzionale e dell associazionismo nonché l opinione pubblica per l adozione di specifiche strategie Coordinare, monitorare e diffondere le esperienze in atto sul territorio Realizzare all interno di un apposita Sezione dell Osservatorio Sociale Provinciale il monitoraggio dei dati sulla violenza di genere, in base alla L.R.T. n. 59/2007 art. 10, attraverso la definizione di un set minimo di informazioni (concordato con la Rete Osservatorio Sociale Regionale e degli Osservatori Sociali Provinciali), la raccolta, e l elaborazione dei dati forniti dai centri antiviolenza e dagli altri servizi territoriali e dai soggetti firmatari, al fine di realizzare la conoscenza del fenomeno a livello provinciale Partecipare attivamente alle attività tese a promuovere politiche volte a consolidare ed a rendere più efficaci le collaborazioni con enti, associazioni, servizi. Promuovere e coordinare, d intesa con altri soggetti firmatari, momenti dedicati a tale tematica per assicurare un adeguata attività di formazione per gli operatori socio-sanitari, delle Forze dell Ordine, della scuola, per acquisire linguaggi e modalità di intervento comuni Collaborare con la Direzione scolastica provinciale e con la Dirigenza scolastica autonoma, nelle attività di divulgazione ed educazione all interno delle scuole Mettere a disposizione il servizio di supporto e consulenza sulla progettazione eurocomunitaria ART. 7 Compiti delle Conferenze dei Sindaci ASL 2 zona Piana di Lucca e zona Valle del Serchio e ASL 12 Versilia Promuovere e sostenere azioni volte a contrastare il fenomeno della violenza di genere
5 Prevedere nella programmazione zonale obiettivi per il sostegno e la realizzazione di progetti territoriali di prevenzione e contrasto alla violenza ART. 8 Compiti dei Comuni Promuovere, sostenere e gestire iniziative volte a favorire la cultura della non violenza ed in particolare il contrasto delle violenze intrafamiliari, su minori e donne Sviluppare e sostenere progetti per la diffusione della cultura dei diritti fondamentali delle donne, e della non discriminazione di genere Collaborare con gli altri soggetti firmatari a momenti coordinati di formazione degli operatori coinvolti nella accoglienza, nella consulenza, orientamento e presa in carico delle donne che subiscono violenza Concorrere all individuazione di strategie di prevenzione e di intervento sulle cause e le situazioni che possono portare ad agire e a subire comportamenti di violenza Collaborare con la Direzione scolastica provinciale e con la Dirigenza scolastica autonoma, nelle attività di divulgazione ed educazione all interno delle scuole Sviluppare adeguate politiche di sostegno tese al superamento di condizioni di disagio e difficoltà delle persone coinvolte: chi agisce e chi subisce violenza Sostenere metodologie in grado di decifrare bisogni, aspettative, difficoltà dei singoli soggetti coinvolti negli eventi di violenza nelle comunità locali ove si sono verificate Individuare reti relazionali da attivare sia per fare emergere le capacità della persona di far fronte alla situazione traumatica subita, sia per attivare un sostegno da parte della rete familiare allargata o della comunità in cui vive la persona Realizzare una sostanziale integrazione tra interventi sanitari, socio-sanitari per assicurare una globalità di sostegno Rinforzare una progettualità reticolare fra istituzioni pubbliche e terzo settore Sostenere e potenziare i servizi finalizzati alla accoglienza ed al trattamento di situazioni di conflittualità intrafamiliari realizzando la rete fra servizi socio-sanitari, Forze dell Ordine e terzo settore Mettere a disposizione le proprie reti di accoglienza per l emergenza ART 9 Compiti della Prefettura Concorrere al coordinamento complessivo delle attività del Tavolo con particolare riferimento alle competenze ed alle funzioni del Comitato Provinciale per l Ordine e la Sicurezza Pubblica
6 Curare d intesa con i componenti del tavolo tecnico la realizzazione di occasioni di confronto allargato sul tema, di divulgazione delle azioni condotte e dei risultati conseguiti nonché la messa a disposizione dei dati e del patrimonio di esperienza acquisiti dalla applicazione degli impegni contenuti nel presente atto. ART. 10 Compiti della Procura della Repubblica Assicurare il partenariato attivo nei progetti attraverso la realizzazione di attività specifiche Collaborare, nell ambito delle specifiche competenze istituzionali e nel rispetto dei limiti del segreto istruttorio previsto dal codice di procedura penale, a configurare il quadro dei dati relativi all andamento del fenomeno mediante l apporto conoscitivo di notizie concernenti episodi di violenza Partecipare con il personale individuato ad azioni di sensibilizzazione e di formazione ART. 11 Competenze della Questura Individuare un referente che abbia il compito di coordinare mandato e interventi con i servizi territoriali e le realtà facenti parte del Tavolo contro la violenza Partecipare con il personale individuato alle azioni di sensibilizzazione e di formazione Sensibilizzare adeguatamente i propri operatori in occasione di acquisizione di notizie di reato relative ad episodi di violenza sulle donne nel rispetto del segreto istruttorio e di ufficio, delle disposizioni in materia di tutela della riservatezza, fornire gli elementi ed i dati necessari alla raccolta ed elaborazione delle statistiche relative all andamento del fenomeno al fine di consentire un costante monitoraggio dello stesso ART. 12 Compiti dell Arma dei Carabinieri- Comando provinciale Individuare un referente che abbia il compito di coordinare mandato e interventi con i servizi territoriali e le realtà facenti parte del Tavolo contro la violenza Partecipare con il personale individuato alle azioni di sensibilizzazione e di formazione Sensibilizzare adeguatamente i propri operatori in occasione di acquisizione di notizie di reato relative ad episodi di violenza sulle donne nel rispetto del segreto istruttorio e di ufficio, delle disposizioni in materia di tutela della riservatezza, fornire gli elementi ed i dati necessari alla raccolta ed elaborazione delle
7 statistiche relative all andamento del fenomeno al fine di consentire un costante monitoraggio dello stesso ART. 13 Competenze della ASL 2 di Lucca L Azienda sanitaria, attraverso i propri posti di Pronto Soccorso Generale, i reparti di Ostetricia, Ginecologia, Pediatria, Traumatologia, Sert e Psichiatria nonché nell ambito della rete dei servizi territoriali, compresi i consultori familiari si impegna a: Curare la raccolta e la elaborazione dei dati disponibili relativi al fenomeno, collaborare all attività di monitoraggio costante dello stesso e disporre di dati certi circa il suo andamento nel tempo, nel rispetto comunque della privacy delle persone interessate Favorire e partecipare attivamente oltre alle azioni di prevenzione e di educazione già sviluppate sul territorio, ad iniziative coordinate e raccordate con gli altri soggetti firmatari del protocollo Partecipare alla progettazione e organizzazione di specifici corsi formativi in ambito provinciale finalizzati all ampliamento ed alla specializzazione del patrimonio di conoscenza e di esperienza degli operatori allo scopo di creare esperti della rete. Particolare rilievo sarà dato anche ad iniziative formative in tema di accoglienza delle donne e di assistenza appropriata ART. 14 Competenze della ASL 12 Versilia L Azienda sanitaria, attraverso i propri posti di Pronto Soccorso Generale, i reparti di Ostetricia, Ginecologia, Pediatria, Traumatologia, Sert e Psichiatria nonché nell ambito della rete dei servizi territoriali, compresi i consultori familiari si impegna a: Curare la raccolta e la elaborazione dei dati disponibili relativi al fenomeno, collaborare all attività di monitoraggio costante dello stesso e disporre di dati certi circa il suo andamento nel tempo, nel rispetto comunque della privacy delle persone interessate Favorire e partecipare attivamente oltre alle azioni di prevenzione e di educazione già sviluppate sul territorio, ad iniziative coordinate e raccordate con gli altri soggetti firmatari del protocollo Partecipare alla progettazione e organizzazione di specifici corsi formativi in ambito provinciale finalizzati all ampliamento ed alla specializzazione del patrimonio di conoscenza e di esperienza degli operatori allo scopo di creare esperti della rete. Particolare rilievo sarà dato anche ad iniziative formative in tema di accoglienza delle donne e di assistenza appropriata
8 ART. 15 Compiti della Consigliera di Parità della provincia di Lucca Favorire e partecipare attivamente alle azioni di prevenzione e di educazione già sviluppate sul territorio coordinate e raccordate con gli altri soggetti firmatari del protocollo; valorizzare i progetti esistenti e futuri presso i centri antiviolenza della provincia con particolare riferimenti a quelli dedicati all inserimento lavorativo delle donne assunte in carico nella realtà locale; offrire le proprie competenze in materia per azioni formative rivolte alle operatrici e operatori dei Centri Antiviolenza e dei Centri per l impiego che svolgeranno l attività di accompagnamento al lavoro; promuovere corsi e seminari rivolti alle volontarie ed i volontari dei Centri Antiviolenza in materia di violenza alle donne, di pari opportunità e discriminazioni di genere; promuovere iniziative con gli altri firmatari del protocollo per lo sviluppo della rete antiviolenza a livello locale. ART. 16 Compiti delle Associazioni Favorire e partecipare attivamente oltre alle azioni di prevenzione e di educazione già sviluppate sul territorio, ad iniziative coordinate e raccordate con gli altri soggetti firmatari del protocollo Partecipare alla progettazione e organizzazione di specifici corsi formativi in ambito provinciale finalizzati all ampliamento ed alla specializzazione del patrimonio di conoscenza e di esperienza degli operatori allo scopo di creare esperti della rete. Collaborare al monitoraggio del fenomeno, provvedendo a specifiche raccolte di dati Favorire l utilizzo di protocolli e procedure condivise con gli altri soggetti della rete ART. 17 Compiti dei Centri Antiviolenza Fornire servizi di ascolto e di sostegno alle vittime di violenza secondo quanto stabilito dalla Legge Regionale 59/2007 Favorire e partecipare attivamente oltre alle azioni di prevenzione e di educazione già sviluppate sul territorio, ad iniziative coordinate raccordate con gli altri soggetti firmatari del protocollo
9 Partecipare alla progettazione e organizzazione di specifici corsi formativi in ambito provinciale finalizzati all ampliamento ed alla specializzazione del patrimonio di conoscenza e di esperienza degli operatori allo scopo di creare esperti della rete Collaborare al monitoraggio del fenomeno, provvedendo a specifiche raccolte di dati Favorire l utilizzo di protocolli e procedure condivise con gli altri soggetti della rete ART. 18 Compiti dell Ufficio Scolastico Provinciale Supportare le istituzioni scolastiche autonome per l approfondimento del tema della violenza sulle donne, per: diffondere le linee guida elaborate negli specifici ambiti attraverso appositi incontri con la Dirigenza scolastica della scuola secondaria censire i bisogni delle scuole in relazione alla tematica (formazione, attività progettuali, attività operative, informazione ) proporre, in parternariato con gli altri enti presenti al tavolo tecnico, eventuali specifiche azioni formative con valenza provinciale/interdistrettuale supportare la realizzazione di iniziative formative specifiche da realizzarsi a livello territoriale ed informare le componenti scolastiche ( docenti, studenti, genitori, personale ausiliario, tecnico ed amministrativo), in stretto rapporto con quanto previsto e proposto all interno del tavolo tecnico, dalle componenti attivamente implicate in merito al tema in oggetto Informare le istituzioni scolastiche autonome in merito ad opportunità e servizi per la prevenzione del fenomeno ed il supporto di tipo medico, legale e psicologico alle donne che hanno subito violenza ART. 19 Durata del Protocollo Il presente protocollo ha durata triennale ed è rinnovabile tacitamente per un uguale periodo, salvo disdetta da comunicarsi da una delle parti entro tre mesi dalla scadenza
Rete Interistituzionale Territoriale Antiviolenza di Pavia PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA NEI CONFRONTI

References: ART.1
 ART.2
 ART.3
 ART.4
 ART. 5
 ART. 6
 art. 10
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 10
 ART. 11
 ART. 12
 ART. 13
 ART. 14
 ART. 15
 ART. 16
 ART. 17
 ART. 18
 ART. 19