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Timestamp: 2020-08-14 17:32:51+00:00

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Decreto Incentivi Legge 40/2010: testo in Gazzetta Ufficiale 26 marzo ’10 | Crisi Finanziaria
Post originale del 1/4/2010
Il Decreto Legge Incentivi 2010 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale martedì 6 aprile 2010, sono però ancora molte le perplessità e i dubbi interpretativi che ha suscitato.
Il nostro blog ha già dedicato numerosi post sul decreto incentivi 2010. Sembra però non siano stati sufficienti a placare la sete di conoscenza dei nostri lettori.
Fra le domande più ricorrenti c’è quella di poter leggere il testo di legge originale o un particolare articolo sull’incentivo che si vuole chiedere.
Eccovi accontentati, al termine dell’articolo troverete il testo di legge integrale sugli incentivi ecologici 2010.
– Il decreto incentivi 2010 abolisce la DIA per i lavori di manutenzione straordinaria.
A seguire il tanto agognato testo integrale del Decreto Legge 40/2010 ossia il Decreto attuativo della legge sugli incentivi 2010.
DECRETO-LEGGE RECANTE DISPOSIZIONI TRIBUTARIE E FINANZIARIE URGENTI IN
MATERIA DI CONTRASTO ALLE FRODI FISCALI INTERNAZIONALI E NAZIONALI
OPERATE, TRA L’ALTRO, NELLA FORMA DEI COSÌ DETTI “CAROSELLI” E
“CARTIERE”, DI POTENZIAMENTO E RAZIONALIZZAZIONE DELLA RISCOSSIONE
TRIBUTARIA ANCHE IN ADEGUAMENTO ALLA NORMATIVA COMUNITARIA, DI
DESTINAZIONE DEI GETTITI RECUPERATI AL FINANZIAMENTO DI UN FONDO PER
INCENTIVI E SOSTEGNO DELLA DOMANDA IN PARTICOLARI SETTORI
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di adottare disposizioni tributarie e finanziarie urgenti
in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l’altro, nella forma dei
così detti “caroselli” e “cartiere”, di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria
anche in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al
finanziamento di un fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settori;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell’economia e delle finanze,
del Ministro dello sviluppo economico, del Ministro per la semplificazione normativa, di concerto
con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
(Disposizioni in materia di contrasto alle frodi fiscali e finanziarie internazionali e nazionali
operate, tra l’altro, nella forma dei così detti “caroselli” e “cartiere”)
1. Per contrastare l’evasione fiscale operata nella forma dei così detti “caroselli” e “cartiere”,
anche in applicazione delle nuove regole europee sulla fatturazione elettronica, i soggetti passivi
all’imposta sul valore aggiunto comunicano telematicamente all’Agenzia delle entrate, secondo
modalità e termini definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da adottare entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, tutte le cessioni di beni e le
prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di
operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in paesi così detti black list di cui al decreto
del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 10 maggio 1999, n. 107, e al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21
novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23 novembre
2001, n. 273.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze può escludere con proprio decreto di natura non
regolamentare l’obbligo di cui al comma 1 nei riguardi di paesi di cui al medesimo comma ovvero
di settori di attività svolte negli stessi paesi; con il medesimo decreto, al fine di prevenire fenomeni
a particolare rischio di frode fiscale, l’obbligo può essere inoltre esteso anche a paesi così detti non
black list nonché a specifici settori di attività e a particolari tipologie di soggetti.
3. Per l’omissione delle comunicazioni di cui al comma 1 ovvero per la loro effettuazione
con dati incompleti o non veritieri si applica, elevata al doppio, la sanzione di cui all’articolo 11 del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. Nella stessa logica non si applica l’articolo 12 del
4. Ai fini del contrasto degli illeciti fiscali internazionali, con decorrenza dal 1 maggio 2010,
anche la comunicazione relativa alle deliberazioni di modifica degli atti costitutivi per trasferimento
all’estero della sede sociale delle società è obbligatoria, da parte dei soggetti tenuti, mediante la
comunicazione unica di cui all’articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla
legge 2 aprile 2007, n. 40, nei confronti degli Uffici del Registro imprese delle Camere di
Commercio, industria, artigianato e agricoltura, dell’Agenzia delle Entrate, dell’Istituto nazionale
per la previdenza sociale e dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
5. Per gli stessi fini di cui ai precedenti commi, le disposizioni contenute negli articoli 15 e
17 della legge 26 luglio 1984, n. 413, e nell’articolo 156, comma 9, del codice della navigazione si
applicano anche all’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA) e all’Agenzia delle
entrate. Con riferimento a quest’ultima il previo accertamento di cui all’articolo 15 della legge 26
luglio 1984, n. 413, deve intendersi riferito all’assenza di carichi pendenti risultanti dall’Anagrafe
tributaria concernenti violazioni degli obblighi relativi ai tributi dalla stessa amministrati, ovvero
alla prestazione, per l’intero ammontare di detti carichi, di idonea garanzia, mediante fideiussione
rilasciata da un’azienda o istituto di credito o polizza fideiussoria rilasciata da un istituto o impresa
di assicurazione, fino alla data in cui le violazioni stesse siano definitivamente accertate. I crediti
per i premi dovuti all’IPSEMA di cui all’articolo 2778, primo comma, numero 8), del codice civile
sono collocati, per l’intero ammontare, tra quelli indicati al numero 1) del primo comma del
6. Al fine di contrastare fenomeni di utilizzo illegittimo dei crediti d’imposta e per
accelerare le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d’imposta agevolativi
la cui fruizione è autorizzata da amministrazioni ed enti pubblici, anche territoriali, l’Agenzia delle
entrate trasmette a tali amministrazioni ed enti, tenuti al detto recupero, ed entro i termini e secondo
le modalità telematiche stabiliti con provvedimenti dirigenziali generali adottati d’intesa, i dati
relativi ai predetti crediti utilizzati in diminuzione delle imposte dovute nonché ai sensi dell’articolo
17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Le somme recuperate sono riversate all’entrata del
bilancio dello Stato e restano acquisite all’erario. Resta ferma l’alimentazione della contabilità
speciale n. 1778 “Agenzia delle entrate–fondi di bilancio” da parte delle amministrazioni e degli
enti pubblici gestori dei crediti d’imposta, sulla base degli stanziamenti previsti a legislazione
vigente per le compensazioni esercitate dai contribuenti ai sensi dell’articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241 attraverso i codici tributo appositamente istituiti.
(Disposizioni in materia di potenziamento dell’amministrazione finanziaria ed effettività
del recupero di imposte italiane all’estero e di adeguamento comunitario)
1. In fase di prima applicazione della Direttiva Ecofin del 19 gennaio 2010 in materia di
recupero all’estero di crediti per imposte italiane:
a) all’articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il
terzo comma sono aggiunti i seguenti:
“Salvo quanto previsto dai commi precedenti ed in alternativa a quanto stabilito
dall’articolo 142 del codice di procedura civile, la notificazione ai contribuenti non residenti è
validamente effettuata mediante spedizione di lettera raccomandata con avviso di ricevimento
all’indirizzo della residenza estera rilevato dai registri dell’Anagrafe degli italiani residenti
all’estero o a quello della sede legale estera risultante dal registro delle imprese di cui all’art.
2188 del codice civile. In mancanza dei predetti indirizzi, la spedizione della lettera
raccomandata con avviso di ricevimento è effettuata all’indirizzo estero indicato dal
contribuente nelle domande di attribuzione del numero di codice fiscale o variazione dati e nei
modelli di cui al terzo comma, primo periodo. In caso di esito negativo della notificazione si
applicano le disposizioni di cui al primo comma, lettera e).
La notificazione ai contribuenti non residenti è validamente effettuata ai sensi del
quarto comma qualora i medesimi non abbiano comunicato all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo
della loro residenza o sede estera o del domicilio eletto per la notificazione degli atti, e le
successive variazioni, con le modalità previste con provvedimento del Direttore dell’Agenzia
delle Entrate. La comunicazione e le successive variazioni hanno effetto dal trentesimo giorno
successivo a quello della ricezione”.
b) le nuove disposizioni in materia di notificazione operano simmetricamente ai fini della
riscossione e, conseguentemente, al quinto comma dell’articolo 26, del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo la parola “decreto” sono aggiunte le seguenti:
“; per la notificazione della cartella di pagamento ai contribuenti non residenti si applicano le
disposizioni di cui al quarto e quinto comma dell’articolo 60 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600”.
2. Per garantire il pieno rispetto dei principi comunitari sulla concorrenza in materia di
concessioni pubbliche statali generatrici di entrate erariali, si considerano lesivi di tali principi, e
conseguentemente vietati, ogni pratica ovvero rapporto negoziale di natura commerciale con
soggetti terzi non precedentemente previsti in forma espressa e regolati negli atti di gara; ogni
diverso provvedimento di assenso amministrativo di tali pratiche e rapporti, anche se già adottato, è
nullo e le somme percepite dai concessionari sono versate all’amministrazione statale concedente.
Le amministrazioni statali concedenti, attraverso adeguamenti convenzionali ovvero l’adozione di
carte dei servizi, ivi incluse quelle relative alle reti fisiche di raccolta del gioco, assicurano
l’effettività di clausole idonee a garantire l’introduzione di sanzioni patrimoniali, nel rispetto dei
principi di ragionevolezza, proporzionalità e non automaticità, a fronte di casi di inadempimento
delle clausole della convenzione imputabile al concessionario, anche a titolo di colpa, la
graduazione di tali sanzioni in funzione della gravità dell’inadempimento, nonché l’introduzione di
meccanismi tesi alla migliore realizzazione del principio di effettività della clausola di decadenza
dalla concessione, oltre che di maggiore efficienza, efficacia ed economicità del relativo
procedimento nel rispetto del principio di partecipazione e del contraddittorio.
3. Ai fini della rideterminazione dei principi fondamentali della disciplina di cui alla legge
15 gennaio 1992, n. 21, secondo quanto previsto dall’articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 10
febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, ed allo scopo di
assicurare omogeneità di applicazione di tale disciplina in ambito nazionale, con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico,
previa intesa con la Conferenza Unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono
adottate, entro e non oltre il termine di sessanta giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, urgenti disposizioni attuative, tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del
servizio di taxi e del servizio di noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi
ordinamentali che regolano la materia. Con il suddetto decreto sono, altresì, definiti gli indirizzi
generali per l’attività di programmazione e di pianificazione delle Regioni, ai fini del rilascio, da
parte dei Comuni, dei titoli autorizzativi.
4. A fini di razionalizzazione della disciplina della liquidità giacente su conti e rapporti
definiti dormienti ai sensi della normativa vigente, fatti salvi gli importi che, alla data di entrata in
vigore del presente provvedimento, siano stati comunque già versati al fondo di cui all’articolo 1,
comma 343, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le disposizioni del comma 345-quater del citato
articolo 1 si applicano esclusivamente ai contratti per i quali il termine di prescrizione del diritto dei
beneficiari scade successivamente al 28 ottobre 2008. Dall’attuazione del presente comma non
(Deflazione del contenzioso e razionalizzazione della riscossione)
1. Al fine di potenziare il contrasto all’evasione concentrando e razionalizzando le risorse
dell’Amministrazione finanziaria, si dispone quanto segue per deflazionare e semplificare il
contenzioso tributario in essere e accelerarne la riscossione:
a) all’articolo 38, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, le parole: “a norma
degli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile”, sono sostituite dalle seguenti: “a norma
dell’articolo 16” e, dopo le parole: “dell’originale notificato,”, sono aggiunte le seguenti:
“ovvero copia autentica della sentenza consegnata o spedita per posta, con fotocopia della
ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale
unitamente all’avviso di ricevimento”;
b) all’articolo 48, comma 3, del predetto decreto legislativo, dopo le parole: “previa prestazione”
sono aggiunte le seguenti: “, se l’importo delle rate successive alla prima è superiore a 50.000
euro,” e, coerentemente, all’articolo 8, comma 2, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218,
dopo le parole: “e per il versamento di tali somme” sono aggiunte le seguenti: “, se superiori a
50.000 euro,”;
c) il comma 2, dell’articolo 52 del predetto decreto legislativo è abrogato.
2. Le disposizioni di cui all’articolo 68 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546,
relative alle sentenze delle commissioni tributarie regionali, si intendono applicabili alle decisioni
3. In caso di crisi di società di riscossione delle entrate degli enti locali, le società che,
singolarmente ovvero appartenendo ad un medesimo gruppo di imprese, hanno esercitato le
funzioni di cui all’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, per conto di non
meno di cinquanta enti locali e che siano cancellate, con deliberazione ancorchè non dotata di
definitività, dall’albo di cui all’articolo 53 del predetto decreto legislativo n. 446 del 1997 ai sensi
dell’articolo 11 del decreto del Ministro delle finanze 11 settembre 2000, n. 289, sono ammesse di
diritto, su domanda della società ovvero della società capogruppo, alle procedure di cui al decretolegge
23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39.
Sono altresì ammesse di diritto a tali procedure, anche in assenza di domanda, le predette società
per le quali venga dichiarato dal tribunale lo stato di insolvenza. In tali casi il commissario è
nominato dal Ministro dello sviluppo economico, su proposta del Ministro dell’economia e delle
finanze. L’ammissione alle procedure, fino all’esaurimento delle stesse, comporta la persistenza nei
riguardi delle predette società delle convenzioni vigenti con gli enti locali immediatamente prima
della data di cancellazione dall’albo di cui al citato articolo 53 del decreto legislativo n. 446 del
1997, ferme in ogni caso le riaggiudicazioni eventualmente effettuate nel frattempo con gara,
nonché dei poteri, anche di riscossione, di cui le predette società disponevano anteriormente alla
medesima data di cancellazione. Su istanza degli enti locali, creditori di somme dovute in
adempimento delle predette convenzioni, il commissario può certificare, secondo modalità e termini
di attuazione stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, se il relativo credito
sia certo, liquido ed esigibile, anche al fine di consentire all’ente locale la cessione pro soluto a
favore di banche o intermediari finanziari riconosciuti dalla legislazione vigente. I regolamenti
emanati in attuazione dell’articolo 53, comma 3, del decreto legislativo n. 446 del 1997 sono
aggiornati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente articolo prevedendo, fra
l’altro, i requisiti per l’iscrizione all’albo di cui al medesimo articolo, in particolare quelli tecnicofinanziari,
di onorabilità, professionalità e di assenza di cause di incompatibilità, che sono
disciplinati graduandoli in funzione delle dimensioni e della natura, pubblica o privata, del soggetto
che chiede l’iscrizione, del numero degli enti locali per conto dei quali il medesimo soggetto,
singolarmente ovvero in gruppo di imprese, svolge le funzioni di cui all’articolo 52 del medesimo
decreto legislativo n. 446 del 1997, nonché dell’eventuale sospensione, cancellazione o decadenza
dall’albo in precedenza disposta nei riguardi di tale soggetto.
(Fondo per interventi a sostegno della domanda in particolari settori)
1. E’ istituito presso il Ministero dello sviluppo economico un fondo per il sostegno della
domanda finalizzata ad obiettivi di efficienza energetica, ecocompatibilità e di miglioramento della
sicurezza sul lavoro, con una dotazione pari a 300 milioni di euro per l’anno 2010. Il fondo è
finanziato, per 200 milioni di euro, ai sensi del comma 9, nonché per 50 milioni di euro a valere
sulle risorse destinate alle finalità di cui all’articolo 1, comma 847, della legge 23 dicembre 2006, n.
296, disponibili iscritte in conto residui e che a tal fine vengono versate all’entrata per essere
riassegnate al medesimo Fondo, e per ulteriori 50 milioni di euro mediante riduzione
dell’autorizzazione di spesa, per l’anno 2010, di cui all’articolo 2, comma 236, della legge 23
dicembre 2009, n. 191. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo
economico, da adottare entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e, per gli obiettivi di efficienza energetica e
di ecocompatibilità, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono stabilite le
modalità di erogazione mediante contributi delle risorse del fondo definendo un tetto di spesa
massima per ciascuna tipologia di contributi e prevedendo la possibilità di avvalersi della
collaborazione di organismi esterni alla pubblica amministrazione, nonché ogni ulteriore
2. È escluso dall’imposizione sul reddito di impresa, nel limite complessivo di settanta
milioni di euro, il valore degli investimenti in attività di ricerca industriale e di sviluppo
precompetitivo finalizzate alla realizzazione di campionari fatti dalle imprese che svolgono le
attività di cui alle divisioni 13 o 14 della tabella ATECO di cui al provvedimento del Direttore
dell’Agenzia delle entrate 16 novembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21
dicembre 2007, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2009
e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2010. L’agevolazione
di cui al presente comma può essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle
imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta di effettuazione degli investimenti. Per il
periodo di imposta successivo a quello di effettuazione degli investimenti l’acconto dell’IRPEF e
dell’IRES è calcolato assumendo come imposta del periodo precedente quella che si sarebbe
applicata in assenza delle disposizioni di cui al presente comma.
3. L’agevolazione di cui al comma 2 è fruibile nei limiti di cui al regolamento (CE) n.
1998/2006 della Commissione relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti
d’importanza minore fino all’autorizzazione della Commissione europea.
4. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanare entro 30 giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto sono stabiliti criteri e modalità di attuazione
dell’agevolazione di cui al comma 2, anche al fine di assicurare il rispetto del limite complessivo di
5. Fermo restando quanto previsto al comma 1, con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono
stabiliti i criteri e le modalità di ripartizione e destinazione delle risorse di cui all’articolo 1, coma
847, della legge 23 dicembre 2006, n. 296, rimaste disponibili nel bilancio relativo all’anno
finanziario 2010 che a tal fine sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate
alla spesa con riguardo alle seguenti finalità:
a) realizzazione di piattaforme navali multiruolo da destinare, prioritariamente, ad operazioni di
soccorso costruite con avanzate tecnologie duali;
b) interventi per il settore dell’alta tecnologia, per le finalità ed i soggetti di cui all’articolo 1 della
legge 24 dicembre 1985, n. 808, e applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 2, comma
100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
c) interventi di cui all’articolo 45, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, ed all’articolo
52, comma 18, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nonché per l’avvio di attività di cui
all’articolo 29 della legge 23 luglio 2009, n. 99. All’articolo 2, comma 238, della legge 23
dicembre 2009, n. 191, l’ultimo periodo è soppresso.
6. E’ istituito, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il “Fondo per le
infrastrutture portuali”, destinato a finanziare le opere infrastrutturali nei porti di rilevanza
nazionale. Il Fondo è ripartito con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto col Ministro dell’economia e delle finanze. Al fondo è trasferito, con il decreto di cui al
comma 8, una quota non superiore al cinquanta per cento delle risorse destinate all’ammortamento
del finanziamento statale revocato ai sensi del comma 7 del presente articolo, ancora disponibili, da
utilizzare come spesa ripartita in favore delle Autorità portuali.
7. E’ revocato il finanziamento statale previsto per l’opera “Sistema di trasporto rapido di
massa a guida vincolata per la città di Parma”, fatta salva la quota necessaria agli adempimenti di
cui al terzo e quarto periodo del presente comma. Gli effetti della revoca si estendono,
determinandone lo scioglimento, a tutti i rapporti convenzionali stipulati dal soggetto aggiudicatore
con il contraente generale. Il contraente generale può richiedere, nell’ambito di una transazione e a
tacitazione di ogni diritto e pretesa, al soggetto attuatore, un indennizzo. L’indennizzo è corrisposto
a valere sulla quota parte del finanziamento non ancora erogata. Il contratto di mutuo stipulato dal
soggetto attuatore continua ad avere effetto nei suoi confronti nei limiti della quota del
finanziamento erogata, anche per le finalità di cui al terzo e quarto periodo del presente comma.
8. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto col Ministro
competente, la quota di finanziamento statale residua all’esito della destinazione della risorse per le
finalità di cui ai commi 6 e 7 può essere devoluta integralmente, su richiesta dell’ente pubblico di
riferimento del beneficiario originale, ad altri investimenti pubblici. Qualora, ai sensi del presente
comma, quota parte del finanziamento sia devoluta all’ente pubblico territoriale di riferimento del
beneficiario originario, il predetto ente può succedere parzialmente nel contratto di mutuo. Per la
residua parte il mutuo si risolve e le corrispondenti risorse destinate al suo ammortamento sono
utilizzate per le finalità del comma 6, ivi incluse le quote già erogate al soggetto finanziatore e non
necessarie all’ammortamento del contratto di mutuo rimasto in essere.
9. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 200 milioni di euro per l’anno 2010, e dal comma
2, pari a 70 milioni per l’anno 2011, si provvede mediante utilizzo di una quota delle maggiori
entrate derivanti dall’attuazione degli articoli 1, 2 e 3. A compensazione del minor versamento
sull’apposita contabilità speciale n. 5343, di complessivi 307 milioni di euro, dei residui iscritti
nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, sul capitolo 7342, ai sensi
dell’articolo 8, comma 1, lettera a), del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con
modificazioni nella legge 9 aprile 2009, n. 33, una ulteriore quota delle predette maggiori entrate,
pari a 111,1 milioni di euro per il 2011 e 100 milioni di euro per l’anno 2014, rimane acquisita
all’entrata del bilancio dello Stato ed una quota pari a 95,9 milioni di euro per il 2012 viene versata
sulla contabilità speciale n. 5343 per le finalità di cui all’ultimo periodo del medesimo articolo 8,
comma 1, lettera a). La restante parte delle maggiori entrate derivanti dal presente provvedimento
concorre alla realizzazione degli obiettivi di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni e
dei saldi di finanza pubblica.
1. L’articolo 6 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, è sostituito dal
«Art. 6. (L) – (Attività edilizia libera). – 1. Salve più restrittive disposizioni previste dalla disciplina
regionale e comunque nell’osservanza delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e nel
rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in
particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienicosanitarie, di quelle relative
all’efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del
paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i seguenti interventi possono essere
eseguiti senza alcun titolo abilitativo:
b) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), sempre che
non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità
immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
c) gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la
d) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad
e) i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agrosilvo-
f) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere
immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore
a novanta giorni;
g) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento
dell’attività agricola;
h) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano
contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale;
i) i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli
edifici, da realizzare al di fuori delle zone di tipo A di cui al decreto del Ministro per i lavori
2. Al fine di semplificare il rilascio del certificato di prevenzione incendi per le attività di cui
al comma 1, il certificato stesso, ove previsto, è rilasciato in via ordinaria con l’esame a vista. Per le
medesime attività, il termine previsto dal primo periodo del comma 2 dell’articolo 2 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, è ridotto a
3. Prima dell’inizio degli interventi di cui al comma 1, lettere b), f), h), i) e l), l’interessato,
anche per via telematica, comunica all’amministrazione comunale, allegando le autorizzazioni
eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore e, limitatamente agli interventi di cui
alla citata lettera b), i dati identificativi dell’impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei
4. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta
L’articolo 1 reca disposizioni in materia di contrasto alle frodi fiscali e finanziarie
In particolare, la disposizione di cui al comma 1 è finalizzata a rafforzare il contrasto dei
fenomeni di evasione e frode nel settore dell’imposta sul valore aggiunto realizzati, in particolare,
negli scambi con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in paesi così detti black
list., ossia ai paesi individuati dal decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 10 maggio 1999, n. 107, e dal decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 23 novembre 2001, n. 273.
L’esperienza degli ultimi anni dimostra infatti come tali territori siano stati spesso utilizzati
come mero schermo di operazioni finalizzate all’evasione IVA. Viene pertanto introdotto l’obbligo
di comunicare telematicamente all’Agenzia delle entrate le cessioni di beni e le prestazioni di
servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori
economici aventi sede, residenza o domicilio in detti paesi.
Il comma in rassegna richiama, incidentalmente, i più recenti accordi in sede comunitaria
volti ad una continua armonizzazione della normativa in materia di imposta sul valore aggiunto. In
particolare, tali accordi pongono le basi per la semplificazione degli obblighi in capo agli operatori
economici e, al tempo stesso, per il miglioramento della possibilità per l’Amministrazione
finanziaria di controllare i soggetti passivi, contribuendo al potenziamento degli interventi da porre
in essere per il contrasto delle frodi in materia di imposta sul valore aggiunto.
La disposizione di cui al comma 2 prevede che con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dell’economia e delle finanze, l’obbligo di comunicazione di cui al comma 1 possa essere
escluso per alcuni di detti paesi ovvero per taluni settori di attività svolti nei paesi stessi ed esteso,
invece, al fine di prevenire fenomeni a particolare rischio di frode fiscale, anche a paesi cosiddetti
non black list, oltre che, più in generale, considerato che le frodi in parola si realizzano
frequentemente mediante l’interposizione di soggetti italiani e per agevolare la individuazione di
tutti i soggetti coinvolti nelle frodi stesse, a specifici settori di attività e a particolari tipologie di
soggetti a particolare rischio di frode fiscale.
Il comma 3 prevede il raddoppio delle sanzioni in caso di omissione degli obblighi di cui ai
commi 1 e 2, esclusa in ogni caso l’applicazione dell’articolo 12 del decreto legislativo n. 472, del
1997, relativo agli istituti del concorso di violazioni e della continuazione.
La disposizione contenuta nel comma 4 è finalizzata a contrastare l’evasione fiscale
internazionale e, in particolare, ad arginare il fenomeno del trasferimento della sede legale all’estero
delle società per fini di evasione ed elusione fiscale, spesso preceduti dall’acquisizione della totalità
delle partecipazioni societarie da parte di soggetti o società di diritto estero.
In tali casi, è necessario che l’Agenzia delle entrate, al fine di attivare idonei meccanismi di
prevenzione e contrasto dei fenomeni di strumentale trasferimento all’estero della sede sociale,
possa disporre, in tempi congrui, delle informazioni relative al trasferimento della sede all’estero,
della costituzione all’estero di società e della cancellazione dal registro delle imprese.
Al riguardo, fermo restando quanto chiarito dalla Corte di Cassazione (fra le tante, sentenza
n. 25472 del 20 ottobre 2008) anche in relazione alla previsione dell’art. 25, comma 2, lettera c),
della legge 31 maggio 1995, n. 218 (“Riforma del sistema italiano di diritto internazionale
privato”), la disposizione risponde all’esigenza di garantire una maggiore efficacia dell’azione di
recupero dei debiti tributari della società, grazie alla tempestività delle informazioni contenute nel
registro delle imprese, al fine di assicurare una maggiore tutela dei crediti dell’Erario.
La disposizione prevede, in particolare, che a partire dal 1 maggio 2010 anche la
comunicazione relativa alle deliberazioni di modifica degli atti costitutivi per trasferimento
Il comma 5 detta norme a tutela dei crediti previdenziali dell’IPSEMA (Istituto di
Previdenza per il Settore Marittimo) e di quelli relativi ai tributi amministrati dall’Agenzia delle
In particolare, il primo capoverso del comma 5 estende anche all’IPSEMA e all’Agenzia
delle entrate le disposizioni di cui agli articoli 15 e 17 della legge 26 luglio 1984, n. 413 nonché
all’articolo 156, comma 9, del Codice della Navigazione attualmente riferibili solo all’INPS, al fine
di assicurare anche all’IPSEMA adeguata tutela dei crediti previdenziali e all’Agenzia delle entrate
dei crediti concernenti i tributi dalla medesima amministrati. A tale ultimo fine, relativamente al
detto articolo 15 (“Dismissione di bandiera per vendita della nave a stranieri o per demolizione”)
che prevede che “Non può essere accordata dalle autorità marittime l’autorizzazione alla
dismissione di bandiera per vendita della nave a stranieri o per demolizione della nave stessa, di
cui agli articoli 156 e 160 del codice della navigazione, se non previo accertamento, presso
l’Istituto, dell’avvenuto pagamento di tutti i crediti contributivi relativi agli equipaggi della nave
interessata dalle procedure anzidette, assistiti dal privilegio di cui all’articolo 552 del predetto
codice, o dell’avvenuta costituzione a favore dell’Istituto stesso di un congruo deposito cauzionale o
di idonea garanzia dei crediti stessi nella misura e con le modalità determinate dall’Istituto”, la
disposizione di cui al secondo capoverso del comma 5 prevede che detta autorizzazione alla
dismissione di bandiera per vendita della nave a stranieri o per demolizione della nave stessa non
possa essere accordata qualora risultino, dal Sistema informativo dell’Anagrafe tributaria, carichi
pendenti derivanti da atti emessi per la violazione degli obblighi relativi ai tributi amministrati
dall’Agenzia, fatti salvi i casi di prestazione di idonee garanzie mediante fideiussione rilasciata da
un’azienda o istituto di credito o polizza fideiussoria rilasciata da un istituto o impresa di
assicurazione fino alla data in cui gli atti stessi si rendano definitivi per effetto del decorso del
termine di impugnazione ovvero, qualora sia stata proposta impugnazione, del passaggio in
giudicato della pronuncia giurisdizionale.
Le richiamate disposizioni individuano forme peculiari di tutela dei crediti dell’INPS in
quanto prevedono, rispettivamente:
– la necessità del rilascio di un nulla osta ai fini della dismissione di bandiera per vendita della nave
o per demolizione della stessa, condizionato al previo accertamento da parte dell’INPS
dell’avvenuto pagamento dei crediti contributivi relativi agli equipaggi;
– l’obbligo di comunicazione all’INPS delle notizie concernenti l’armamento e la proprietà delle
navi stesse nonché l’obbligo delle cancellerie degli uffici giudiziari di avvisare tempestivamente
l’INPS qualora, per provvedimento giudiziale, si debba procedere nei confronti dell’armatore o
del proprietario della nave;
– l’obbligo di inviare all’INPS specifica comunicazione dell’avvenuta cancellazione della nave, a
fronte di una generica pubblicità mediante affissione negli uffici di porto a beneficio degli altri
La disposizione in esame amplierebbe il novero dei soggetti beneficiari delle predette
disposizioni, includendo anche l’IPSEMA e, con le specificazioni innanzi evidenziate, l’Agenzia
Il terzo capoverso del comma 5, invece, intende modificare la disciplina dell’ordine dei
privilegi sui beni mobili, collocando al primo posto di tale ordine, oltre ai crediti “per contributi ad
istituti, enti o fondi speciali che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la
vecchiaia ed i superstiti”, attualmente previsti al n. 1) dell’articolo 2778 c.c., anche i crediti “per
contributi dovuti ad istituti ed enti per forme di tutela previdenziale e assistenziale diverse” da
quelle sopra menzionate, attualmente collocati, insieme ai loro accessori, limitatamente al cinquanta
per cento del loro ammontare, al n. 8) del citato articolo.
Tenuto conto che l’articolo 4, comma 3, del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito
nella legge 7 dicembre 1989, n. 389 ha già inserito al n. 1) del citato articolo 2778 c.c. anche i
crediti per i premi dovuti all’INAIL, collocati in precedenza, al pari del crediti dell’IPSEMA, al
successivo n. 8), con la disposizione si intende garantire il medesimo trattamento giuridico, in sede
di ordine dei privilegi, ai crediti dei premi assicurativi, a prescindere dall’istituto assicurativo
La disposizione contenuta nel comma 6 introduce norme concernenti i procedimenti
amministrativi di controllo della corretta fruizione delle agevolazioni concesse dalle
amministrazioni e dagli enti pubblici, anche territoriali, nella forma del credito d’imposta.
La finalità che il legislatore intende perseguire è quella di garantire un più efficace contrasto
dei comportamenti che si concretizzano nella illegittima fruizione dei crediti stessi.
Ai fini del recupero dei crediti illegittimamente utilizzati previsto dalla disposizione in capo
alle stesse Amministrazioni concedenti, viene posto in capo all’Agenzia delle entrate un obbligo
generalizzato di trasmissione ai predetti soggetti pubblici, titolari della gestione dei crediti stessi, in
via telematica ed entro termini da stabilire con provvedimento d’intesa tra gli uffici dirigenziali
generali delle Amministrazioni interessate, dei dati relativi alle fruizioni dei crediti stessi.
Le disposizioni di cui all’articolo 2 mirano a potenziare l’amministrazione finanziaria e ad
assicurare l’effettività del recupero di imposte italiane all’estero oltre che il recupero di altre entrate,
nonché ad adeguare l’ordinamento nazionale a quello comunitario.
La disposizione contenuta nel comma 1 mira a razionalizzare la materia delle notifiche
all’estero, prevedendo, tutte le volte in cui l’Amministrazione è in possesso dell’indirizzo estero del
contribuente, o perché l’indirizzo della residenza all’estero del cittadino italiano ivi residente è
presente e rilevato dai registri AIRE o perché l’indirizzo della sede legale estera delle società e degli
altri soggetti iscritti è presente nel registro delle imprese, facoltativamente, l’utilizzo del canale
postale (raccomandata internazionale), in alternativa all’attivazione della cooperazione
internazionale e del canale consolare. L’introduzione della disposizione si rende necessaria al fine
di tenere conto, da una parte, della censura della Corte Costituzionale espressa nel 2007 con la
sentenza 366 e di un’interpretazione costituzionalmente orientata delle norme sulle notifiche ai
contribuenti non residenti e, dall’altra, della filosofia della cooperazione, nell’equilibrio delle
richieste di assistenza per evitare sbilanciamenti tra quanto richiesto, in materia di assistenza alle
notifiche, dalla nostra Amministrazione e quanto richiesto, in senso contrario, dagli Stati interessati.
Ciò in considerazione della circostanza che l’impossibilità di utilizzare il canale postale sta
comportando effetti negativi sui rapporti con gli altri Stati nel loro complesso, oltre che incerti esiti
delle notifiche all’estero. In assenza dei dati rilevabili dai suddetti pubblici registri, si utilizzano, ai
fini delle notifiche all’estero, mediante il medesimo canale postale, i dati contenuti nelle domande
di attribuzione del numero di codice fiscale e variazione dati e nelle dichiarazioni di inizio,
variazione dati o cessazione attività ai fini IVA o per l’identificazione diretta ai fini della medesima
Viene, inoltre, fissato, a regime, per i contribuenti non residenti, un modello unico di
comunicazione e variazione dati della residenza e della sede estera dei contribuenti non residenti da
approvare con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate unitamente alle relative
istruzioni ed alle modalità tecniche di trasmissione dello stesso all’Agenzia delle entrate, il quale
diventerà l’unico canale di comunicazione dei dati rilevanti ai fini delle notifiche all’estero degli
avvisi e degli atti di cui siano destinatari i contribuenti non residenti.
In assenza di detta comunicazione la norma prevede che la notifica sia validamente
effettuata secondo le modalità innanzi richiamate (agli indirizzi esteri della residenza e della sede
estera dei contribuenti non residenti rilevabili dai pubblici registri dell’Anagrafe degli italiani
residenti all’estero e, per le società con sede legale all’estero ed altri soggetti con sede estera dal
registro delle imprese di cui all’art. 2188 del codice civile, nonché, per i contribuenti non iscritti in
tali pubblici registri, dalle domande e modelli di cui al quarto comma del medesimo articolo 60,
oltre che sulla base dei dati relativi all’esercizio delle facoltà di cui al primo comma, lettere d) ed ebis).
La modifica dell’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 602, stigmatizza il principio in base al quale, ferme restando le competenze dell’Agenzia in
materia di assistenza per le richieste di notifica tra le autorità competenti degli Stati membri
dell’Unione europea, in alternativa alle notifiche consolari ed a quelle consentite dalle convenzioni
internazionali, anche gli agenti della riscossione possano, in presenza di indirizzi esteri dei
contribuenti non residenti conosciuti (o perché presenti nei registri AIRE o perché presenti nel
registro delle imprese ovvero, per i soggetti non iscritti ai predetti pubblici registri, nelle domande
variazione dati o cessazione attività ai fini IVA o presentate ai fini dell’identificazione diretta ai fini
IVA), utilizzare il canale postale (raccomandata internazionale) per la notifica degli atti all’estero.
Il comma 2 reca disposizioni in materia di concessionari pubblici dello Stato. Si rileva in
varie circostanze che, una volta aggiudicate le concessioni, i concessionari prendano ad intrattenere
rapporti negoziali con soggetti terzi al di fuori del perimetro legale reso legittimo dal bando e dagli
atti di gara attraverso i quali gli stessi concessionari hanno conseguito il loro status di partner
convenzionale con l’amministrazione concedente. E, nell’ambito di tali rapporti, i concessionari si
rendono spesso percettori di controprestazioni economiche che non erano state contemplate,
appunto, in occasione della gara per l’aggiudicazione della concessione.
Tale pratica sostanzia i presupposti di una alterazione della concorrenza. Se – come appunto
capita – gli eventuali rapporti negoziali “a valle” stipulati dai concessionari consentono a questi
ultimi una loro propria remunerazione, i medesimi rapporti valgono allora a consentire ai
concessionari una remunerazione che abbatte i costi che essi sopportano per il conseguimento stesso
ed il mantenimento della concessione nei riguardi dello Stato, di fatto permettendo loro “recuperi
patrimoniali” illegittimi nella misura in cui gli stessi non erano stati previamente contemplati fra le
condizioni generali di gara. E, in alcuni casi, siffatti “recuperi” – prefigurati dal futuro
concessionario – possono addirittura essere stati tali da avere consentito loro di offrire, allo Stato
concedente, prezzi di aggiudicazione della concessione particolarmente competitivi e idonei a
superare la concorrenza in occasione del confronto selettivo che è sfociato, poi, nell’aggiudicazione
Per superare queste situazioni di sostanziale alterazione della concorrenza, la norma impone,
a partire innanzi tutto dai rapporti pendenti, la individuazione delle eventuali situazioni di anomalia
ed il recupero, in ultima analisi all’entrata erariale, di quei corrispettivi indebitamente percepiti dai
concessionari nella misura in cui gli stessi non erano stati concepiti, come possibili, già in occasione
del bando di gara. Per individuare tali situazioni di anomalia occorre evidentemente distinguere fra
le diverse tipologie di concessioni: per alcune di esse, infatti, l’esistenza di rapporti negoziali fra
concessionari e terzi è addirittura coessenziale alla natura e alla funzionalità della concessione
stessa e tali rapporti valgono ad una corretta esecuzione della concessione; per altre invece, rispetto
alle quali i rapporti negoziali in questione non sono di per se stessi necessari per l’esecuzione della
concessione (ed infatti gli atti di gara non ne hanno contemplato l’esistenza), i medesimi rapporti
realizzano nei fatti indebiti vantaggi competitivi per il concessionario aggiudicatario, come tali
rivelatori di una situazione di anomalia. Per tali ultime circostanze, gli eventuali atti
dell’amministrazione medio tempore adottati, di eventuale assenso alle pratiche negoziali poste poi
in essere dai concessionari, all’esito dell’aggiudicazione, vengono inevitabilmente qualificati dalla
norma come radicalmente nulli.
La disposizione contempla altresì l’obbligo delle amministrazioni statali concedenti di
procedere ad adeguamenti degli strumenti convenzionali accessivi alle concessioni pubbliche in
discorso per rendervi esplicite più appropriate, efficienti, proporzionate ed effettive declinazioni dei
casi in cui, a fronte di eventuali inadempimenti dei concessionari – non così gravi, peraltro, da
implicare addirittura la revoca ovvero la decadenza dalla concessione –, gli stessi sono soggetti a
sanzioni patrimoniali a ristoro dell’illecito compiuto. La norma si rende invero necessaria, sempre a
salvaguardia di basilari principi di corretta concorrenza nel mercato, giacchè frequente è il caso,
nelle convenzioni accessive a concessioni amministrative, in cui tali convenzioni prevedano, a
fronte di qualsiasi inadempimento del concessionario, esclusivamente la sanzione della revoca
ovvero della decadenza dalla concessione. Questa sola sanzione, a fronte di inadempimenti, anche
reiterati, non particolarmente gravi, determina, ad un tempo, da un lato che la stessa sanzione risulta
meramente enunciata (e nei fatti inapplicabile) e, dall’altro lato, una sostanzialmente immunità del
concessionario a fronte di comportamenti scorretti che pur sempre esprimono lesione (ossia,
inadempimento) del rapporto convenzionale.
Il comma 3 si rende necessario in quanto è imminente la scadenza del termine del 31 marzo
2010, data in cui entrerà in vigore la normativa introdotta dall’articolo 29, comma 1-quater, del
decreto-legge 30 dicembre 2008, n.207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009,
n.14, che ha apportato modifiche sostanziali alla legge quadro 15 gennaio 1992, n. 21, che
disciplina il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, tra cui, in particolare, il
servizio di taxi con autovettura e il servizio di noleggio con conducente.
La normativa introdotta presenta notevoli profili di criticità, sia sotto il profilo costituzionale
che comunitario e risulta, peraltro, di problematica attuazione, alla luce di alcune carenze sostanziali
di carattere ordinamentale (viene introdotto, ad esempio, un articolo 11-bis, in cui si prevedono
delle sanzioni, senza alcuna indicazione di una autorità competente per la loro applicazione).
Le criticità evidenziate hanno reso necessario che si procedesse alla sospensione di efficacia
della suddetta norma, sospensione da ultimo disposta sino al 31 marzo 2010 dall’articolo 5, comma
3, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25.
Al fine di addivenire ad una soluzione condivisa e concordata non solo tra le istituzioni
interessate (la materia, infatti, rientra nella sfera di competenza di Regioni, Comuni e Province) ma
anche tra le associazioni di categorie del settore taxi e del noleggio con conducente, si è insediato
un tavolo tecnico che vede la partecipazione di tutti i soggetti interessati e che si propone di
emendare il predetto art. 29, comma 1-quater.
Peraltro, alla luce dell’imminente scadenza del termine del 31 marzo, in data 10 febbraio
2010, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha sottoscritto un Protocollo d’intesa, concordato
con ANCI, UPI e Regioni, che si prefigge la riformulazione della suddetta norma secondo le
modalità nello stesso contenute ed è in corso apposita istruttoria in sede di Conferenza Unificata per
giungere ad un’intesa tra le istituzioni in ordine ai principi cui dovrà uniformarsi l’emananda
disciplina del settore.
Il comma in rassegna, pertanto, si rende necessario al fine di arginare la confusione che
deriverebbe da un’applicazione dell’articolo 29, comma 1-quater, nella sua attuale formulazione,
con i conseguenti effetti negativi che interesserebbero gli enti locali competenti nella gestione
pratica dei problemi, inevitabilmente causati dal caos interpretativo indotto dall’applicazione della
predetta normativa e che si porranno, peraltro, in modo diverso nelle varie realtà territoriali
Il comma 4 è volto a contenere il danno economico e di immagine che deriverebbe a
imprese assicurative che, al fine di applicare un trattamento più favorevole ai consumatori, hanno
seguito la prassi di non opporre la prescrizione breve a quei clienti che avanzino la richiesta di
pagamento di prestazioni assicurative dopo il decorso del relativo termine di prescrizione. Tale
prassi oltre che nelle posizioni espresse dalle Autorità di vigilanza trova riscontro in specifiche
previsioni contrattuali o pre-contrattuali di imprese assicurative che hanno posto attenzione
particolare alle esigenze della Clientela inducendo quest’ultima, ovviamente, ad una legittima
aspettativa in ordine alla possibilità di vedersi riconosciute prestazioni assicurative maturate anche
dopo il decorso dei termini di cui all’articolo 2952 del codice civile.
La proposta normativa è dunque volta ad esprimere una posizione equilibrata ed improntata
a criteri di contemperamento dei contrapposti interessi quello dell’Amministrazione di devoluzione
al Fondo depositi dormienti e quello dei Consumatori di veder soddisfatte le proprie pretese.
La disposizione si rende necessaria per risolvere in particolare una questione interpretativa
riguardante l’articolo 1, comma 345-quater, della legge n. 266 del 2005, che prevede il
trasferimento al fondo depositi dormienti degli importi dovuti ai beneficiari dei contratti di
assicurazione sulla vita non reclamati nel termine di prescrizione.
Si rammenta che la disposizione citata fu introdotta con la legge 27 ottobre 2008, n. 166, di
conversione del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134. La medesima legge aveva provveduto a
prolungare il termine breve di prescrizione del diritto dei beneficiari dei contratti di assicurazione
ramo vita, portandolo da un anno a due anni. Tale prolungamento era motivato sia dall’estrema
brevità del termine previgente, sia dall’opportunità di tenere conto della prassi adottata da molte
compagnie di assicurazione, e raccomandata dall’ISVAP, di ammettere al pagamento anche le
richieste tardive dei beneficiari: infatti, dall’introduzione della disposizione la prescrizione avrebbe
operato a favore del fondo depositi dormienti e non più a favore delle compagnie assicurative, ed
esse non avrebbero più potuto rinunciarvi per venire incontro agli interessi della clientela.
L’articolo 3 contiene diverse disposizioni finalizzate a deflazionare e semplificare il
contenzioso tributario ed accelerare la riscossione delle imposte.
In particolare, la modifica dell’articolo 38 del decreto legislativo n. 546 del 1992, contenuta
nella lettera a) del comma 1, consente alle parti del processo di notificare le sentenze, ai fini della
decorrenza del termine d’impugnativa breve di sessanta giorni, secondo le medesime modalità già
previste per la notifica degli altri atti del processo tributario, senza necessità quindi di avvalersi
dell’ufficiale giudiziario; la modifica intende facilitare l’accesso al grado successivo del giudizio o
la definitività del provvedimento giurisdizionale, contribuendo in tal modo ad accelerare la
La lettera b del comma 1 interviene sulla disciplina delle garanzie che il debitore è tenuto a
prestare ai fini del pagamento rateale delle somme dovute nell’ambito della conciliazione giudiziale
e dell’accertamento con adesione.
In particolare, al fine di non imporre oneri gravosi sul contribuente qualora l’importo
rateizzato sia di entità non particolarmente rilevante, si prevede che la garanzia è dovuta solo nel
caso in cui l’importo complessivo delle rate successive alla prima sia superiore a 50.000 euro.
Stante il richiamo al comma 2 dell’articolo 8 operato dall’articolo 15, comma 2, del
medesimo D.Lgs. 218/1997, la modifica normativa in materia di garanzie trova applicazione anche
rispetto all’istituto dell’acquiescenza.
La lettera c) del comma 1 abroga la disposizione del comma 2 dell’articolo 52 del d.lgs. n.
546 del 1992, secondo la quale la proposizione dell’appello principale deve essere preventivamente
autorizzata da parte dell’Ufficio contenzioso della Direzione regionale. La modifica prende atto
dell’orientamento della Corte di cassazione che ha ritenuto ormai superata tale disposizione, in
quanto non più in linea con le esigenze di modernizzazione del fisco che hanno portato
all’istituzione delle Agenzie (SS.UU., n. 604 del 14 gennaio 2005; sez. trib, n. 7152 del 25 marzo
2009; n. 10071 del 30 aprile 2009; 25 maggio 2009, n. 12042).
Le finalità che giustificavano l’autorizzazione all’appello nel sistema organizzativo
precedente all’attivazione delle Agenzie fiscali, possono ora essere perseguite con modalità più
attuali, suscettibili di definizione in via amministrativa. In ogni caso, l’autorizzazione (della
Direzione regionale) non può trovare applicazione con riguardo agli atti di appello che, a seguito
della recente ridefinizione delle competenze all’interno dell’Agenzia delle entrate, possono essere
proposti direttamente dalla Direzione regionale.
La disposizione del comma 2 è finalizzata all’accelerazione della riscossione delle imposte
dovute in pendenza di giudizio. In tema di riscossione provvisoria, essa conferma espressamente la
potestà degli uffici di formare i ruoli provvisori in base alle decisioni delle Commissione Tributaria
Centrale. In modo speculare, se il ricorso viene accolto, occorre procedere al rimborso del tributo
corrisposto in eccedenza rispetto a quanto statuito dalla CTC.
Il comma 3 reca disposizioni volte a risolvere, nel particolare settore della riscossione delle
entrate, anche tributarie, degli enti di autonomia locale, il problema della crisi di azienda, il quale,
allo stato attuale, non gode di un regime giuridico appropriato, tenuto conto, appunto, della
specificità e delle particolari del settore di attività ora preso in considerazione.
Le disposizioni che si introducono, in sintesi, costituiscono una particolare forma di accesso,
riservata appunto alle imprese che operano nel settore innanzi detto (ossia, le imprese gestite da
società iscritte nell’albo dei riscossori delle entrate locali di cui all’articolo 53 del decreto
legislativo n. 446 del 1997), alle misure di cui al decreto-legge n. 347 del 2003, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 39 del 2004.
Presupposti per l’accesso a tali misure sono:
– che le società di riscossione delle entrate degli enti locali, singolarmente ovvero appartenendo ad
un medesimo gruppo di imprese, abbiano esercitato le funzioni di cui all’articolo 52 del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, per conto di non meno di cinquanta enti locali e che
risultino essere state cancellate, con deliberazione ancorchè non dotata di definitività, dall’albo
di cui al citato articolo 53 del predetto decreto legislativo n. 446 del 1997 ai sensi dell’articolo 11
del relativo decreto attuativo del Ministro delle finanze 11 settembre 2000, n. 289. Ciò che
rileva, in particolare, è che sia stata adottata una deliberazione di cancellazione dall’albo, anche
se la stessa possa non essere ancora dotata di propria definitività per effetto di contestazioni
ovvero di giudizi non ancora conclusisi con sentenza di merito passata in giudicato, In tali
eventualità, occorre che le società propongano domanda di ammissione alle misure in questione;
– che per le stesse società risulti essere stato dichiarato dal tribunale lo stato di insolvenza. In tali
casi l’ammissione alle misure avviene di diritto, anche cioè in assenza di una loro domanda.
Per esigenze di economicità, è previsto che il commissario sia singolo. Lo stesso è nominato
dal Ministro dello sviluppo economico, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze
(tenuto conto che il soggetto prescelto dovrà risultare particolarmente versato nella materia della
riscossione delle entrate degli enti locali).
E’ altresì previsto, per favorire il buon esito delle misure cui si accede, che il commissario
può certificare, secondo modalità e termini stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, se i crediti vantati dagli enti locali nei riguardi dell’impresa ammessa alle misure in
discorso siano certi, liquidi ed esigibili, anche al fine di consentire agli enti locali la loro cessione
pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari riconosciuti dalla legislazione vigente.
In ultimo, per esigenze di adeguamento della disciplina vigente in materia, è previsto che i
regolamenti emanati in attuazione dell’articolo 53, comma 3, del decreto legislativo n. 446 del 1997
vengano aggiornati prevedendo, fra l’altro, i requisiti per l’iscrizione all’albo di cui al medesimo
articolo, in particolare quelli tecnico-finanziari, di onorabilità, professionalità e di assenza di cause
di incompatibilità, che sono disciplinati graduandoli in funzione delle dimensioni e della natura,
pubblica o privata, del soggetto che chiede l’iscrizione, del numero degli enti locali per conto dei
quali il medesimo soggetto, singolarmente ovvero in gruppo di imprese, svolge le funzioni di cui
all’articolo 52 del medesimo decreto legislativo n. 446 del 1997, nonché dell’eventuale
sospensione, cancellazione o decadenza dall’albo in precedenza disposta nei riguardi di tale
L’articolo 4 contiene norme concernenti interventi a sostegno della domanda in settori in
Al comma 1 è prevista l’istituzione di un fondo per il sostegno della domanda finalizzata ad
obiettivi di efficienza energetica, ecocompatibilità e di miglioramento della sicurezza sul lavoro,
finanziato con il gettito fiscale derivante dal recupero dell’evasione ai sensi degli articoli da 1 a 3,
con una dotazione pari a 200 milioni di euro per l’anno 2010.
Entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della norma, con decreto non regolamentare
del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e,
per gli obiettivi di efficienza energetica e di ecocompatibilità, il Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, verranno stabilite le modalità di erogazione, mediante contributi,
delle risorse del fondo; il decreto prevederà altresì la possibilità di avvalersi, per l’attuazione della
norma, della collaborazione di organismi esterni alla pubblica amministrazione.
Nel quadro degli interventi a sostegno dell’economia è prevista, al comma 2,
un’agevolazione diretta a incentivare lo svolgimento di attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla
realizzazione di campionari, collezioni e prototipi, mediante la detassazione dei relativi
investimenti. L’agevolazione spetta alle imprese che svolgono (anche in modo non prevalente) le
attività di cui alla divisione 13 o 14 della tabella ATECO.
Al riguardo tornano applicabili, in linea di principio, le indicazioni fornite dal Ministero
dello sviluppo economico con circolare n. 46586 del 16 aprile 2009. In particolare, secondo detta
circolare, le attività di ricerca e sviluppo agevolabili sono quelle finalizzate alla realizzazione del
contenuto innovativo di campionari o di collezioni nonché alla realizzazione di prototipi nel settore
tessile e moda. In linea di massima, tali attività si suddividono nelle seguenti cinque fasi:
Per quanto concerne il meccanismo di applicazione, l’agevolazione consiste in una
deduzione dal reddito d’impresa e opera indipendentemente dal conseguimento di reddito
La deduzione può essere fatta valere solo in sede di versamento del saldo delle imposte sui
redditi dovute per il periodo di imposta di effettuazione degli investimenti e non ha effetto per la
determinazione degli acconti dovuti per il periodo di imposta successivo.
L’agevolazione può essere fruita nel rispetto del limite previsto dal regolamento sugli aiuti
di importanza minore (c.d. de minimis) fino all’autorizzazione della Commissione europea (comma
La determinazione di criteri e modalità di attuazione dell’agevolazione è demandata a un
provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. In caso di investimenti che comportano
richieste di agevolazione eccedenti, l’agevolazione stessa sarà attribuita pro-quota allo scopo di
assicurare il rispetto dello stanziamento previsto (comma 4).
Il comma 5 prevede, poi, che con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nonchè,
relativamente alla lettera c), con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
sono stabiliti i criteri e le modalità di ripartizione e destinazione delle risorse di cui all’articolo 1,
coma 847, della legge 23 dicembre 2006, n. 296, disponibili nel bilancio relativo all’anno
finanziario 2010, con riguardo alle seguenti finalità:
b) interventi per il settore dell’alta tecnologia;
all’articolo 29 della legge 23 luglio 2009, n. 99.
La disposizione del comma 6 prevede l’istituzione, presso il Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti, di un fondo destinato a finanziare le opere infrastrutturali nei porti di rilevanza
Tale fondo è alimentato dalle risorse provenienti dalla revoca del finanziamento statale per
l’opera “Sistema di trasporto rapido di massa a guida vincolata per la città di Parma”, disposta dal
successivo settimo comma.
In particolare, è previsto che le risorse ancora disponibili destinate all’ammortamento del
finanziamento statale siano utilizzate – nel limite del 50 per cento – in favore delle Autorità
Con specifico riferimento agli effetti della suddetta revoca, il comma 7 chiarisce che essa
determina lo scioglimento di tutti i rapporti convenzionali stipulati dal soggetto aggiudicatore con il
contraente generale e che quest’ultimo può chiedere al primo, nell’ambito di un rapporto
transattivo, un indennizzo complessivo gravante sulla quota parte del finanziamento non ancora
erogata. In siffatta ipotesi, per far fronte al pagamento dell’indennizzo in parola, il contratto di
mutuo stipulato dal soggetto attuatore continua ad avere effetto nei suoi confronti nei limiti della
quota del finanziamento erogata.
Da ultimo, il comma 8 prevede che le residue risorse possano essere utilizzate per altri
investimenti pubblici di competenza dell’ente pubblico di riferimento dell’originario beneficiario,
specificando che, in tal caso, il predetto ente può succedere parzialmente nel contratto di mutuo
stipulato per l’opera “Sistema di trasporto rapido di massa a guida vincolata per la città di Parma”.
Le disposizioni contenute nel comma 9 recano previsioni di copertura.
L’articolo 5 liberalizza, rendendole quindi non più soggette neanche alla dichiarazione di
inizio attività attualmente richiesta, numerose attività edilizie, quali:
– tutti gli interventi di manutenzione ordinaria;
– alcuni interventi di manutenzione straordinaria, nel caso che non riguardino le parti strutturali
dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino
incremento rispetto ai parametri urbanistici esistenti;
– alcuni interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche;
– le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo e movimenti di terra strettamente
pertinenti all’esercizio dell’attività agricola;
– le serre mobili stagionali;
– i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio;
La norma fa comunque salve eventuali disposizioni più restrittive previste dalle leggi
regionali, le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, nonché le altre normative di settore
disciplinanti l’attività edilizia, quali, ad esempio, le norme antisismiche, antincendio, e quelle
contenute nel Codice dei beni cultuali e del paesaggio.
Al fine di semplificare il rilascio del certificato di prevenzione degli incendi per tali attività,
il certificato stesso, ove previsto, è rilasciato in via ordinaria con l’esame a vista.
Gli interventi previsti dall’articolo possono essere iniziati previa semplice comunicazione,
anche per via telematica, all’amministrazione comunale, allegando le autorizzazioni eventualmente
richieste dalla normativa di settore e, nel caso di interventi di manutenzione straordinaria, anche i
dati identificativi dell’impresa che eseguirà i lavori.
L’articolo 6, in ultimo, prevede la decorrenza dell’entrata in vigore del decreto-legge.
Testo integrale del Decreto Legge 40/2010 sugli Incentivi Ecologici 2010 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 marzo 2010 su firma del Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola.
Decreto Incentivi Legge 40/2010: testo in Gazzetta Ufficiale 26 marzo ’10ultima modifica: 2010-04-01T01:27:00+02:00da giulia.gossip
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55 pensieri su “Decreto Incentivi Legge 40/2010: testo in Gazzetta Ufficiale 26 marzo ’10”
Muratore a roma il 26 maggio 2011 alle 11:29 scrive:
ma veramente poste fanno cosi? Non ritirano questa raccomandata ? O.o
Filogamo F. il 17 febbraio 2011 alle 7:55 scrive:
@ paolo ha scritto mercoledì, 16 febbraio 2011Caro paolo temo proprio che il tuo negoziante abbia fatto il furbo. Se leggi la procedura di richiesta e i commenti vedrai che gli incentivi ecologici prevedono che lo sconto venga applicato all’acquisto e che solo successivamente il negoziante sia rimborsato dallo stato.Mentre nel tuo caso il negoziante può aver guadagnato due volte, la prima non concedendoti lo sconto e poi ricevendo il rimborso dallo stato… lui sì che ha fatto un bell’affare :(L’unica cosa che puoi fare è farti dare dal negoziante la ricevuta della richiesta del tuo incentivo. La ricevuta contiene il codice identificativo della richiesta, dopo di che telefoni al call center degli incentivi, qui trovi tutti i riferimenti:http://crisi-finanziaria.myblog.it/archive/2010/04/04/numero-verde-eco-incentivi-2010-call-center-poste-italiane.htmlMa dato il personaggino, immagino si inventerà una scusa per non dartelo…
paolo il 16 febbraio 2011 alle 18:50 scrive:
Ho usufruito degli incentivi 2010 per l’acquisto di una cucina , sono stato uno dei primi ad usufruirne, tutto in regola con documenti , rottamazione vecchia cucina , tutto ok , solamente che il negoziante mi ha imposto di pagare per intero l’importo compreso il 10% di sconto , rassicurandomi che appena l’incentivo fosse stato elargito lui mi avrebbe immediatamente rimborsato. Ora non so se questa sia stata la prassi che tutti hanno seguito, pero’ posso assicurarvi che il mio negoziante ha seguito con tutti la stessa procedura. Il mio problema e’ che a distanza di tanto tempo il mio negoziante continua a ripetermi che l’incentivo non e’ stato ancora elargito e passera ancora del tempo . Sinceramente a me sorge il dubbio che lui mi stia prendendo in giro. Qualcuno puo’ aiutarmi, magari su come potrei informarmi se questi incentivi sono gia’ stati assegnati? Grazie
Sostenitore CF il 2 febbraio 2011 alle 11:05 scrive:
@ silva ha scritto martedì, 01 febbraio 2011Ciao Silva, gli eco-incentivi casa sono relativi al 2010 e non al 2011. Hai fatto il compromesso (con la relativa registrazione) e il rogito entro il 2010?Lo spirito della nostra comunità è quello di darsi una mano a vicenda, aiuta anche tu un lettore o segnala ad altri l’iniziativa tramite i tuoi blog, siti internet, social network (facebook, twitter, …) o con il semplice passaparola. Più siamo e più possiamo aiutarci a vicenda, ciao :)RobyPS: amici sosteniamo Crisi Finanziaria: con la promozione Codice Amico di Fineco riceviamo minimo 50 euro di premio, abbiamo il conto corrente a zero spese (apertura, chiusura e gestione) e sosteniamo l’iniziativa di reciproco aiuto di Crisi Finanziaria. Maggiori info:http://www.fineco.it/mgm/?cp=AA2728263Il codice Fineco di Crisi Finanziaria è: AA2728263
silva il 1 febbraio 2011 alle 22:05 scrive:
HO SPEDITO LA DOCUMENTAZIONE PER GLI ECOINCENTIVI PER UN FABBRICATO AD ALTA EFFICENZA ENERGETICA ALL’INDIRIZZO “POSTE ITALIANE -CSA P.ZZA VESUVIO,6 MILANO ” CON RACCOMADATA 1 DAL COSTO DI BEN 9 EURO IL 24 GENNAIO 2011, OGGI 1 FEBBRAIO LA RACCOMANDATA NON E’ STATA RITIRATA E NON HO ANCORA RICEVUTO LA RICEVUTA DI RITORNO.QUALCUNO HA USUFRUITO DI QUESTI INCENTIVI? HO TIMORE CHE LASCINO PASSARE I GIORNI E POI MI DICANO CHE NON HO SPEDITO I DOCUMENTI NECESSARI.
PinKo il 11 novembre 2010 alle 9:07 scrive:
Vorrei sapere qual’è la normativa nazionale che regola le condizioni legali di accesso ai finanziamenti. Dove posso trovare le escusioni?Per esempio con una cantiere vendo lo stampo ad un altro cantiere, dal call center so che lo posso fare anche se fanno parte dello stesso gruppo d’imprese, basta che abbiano la partita IVA diversa.Il punto è che non sono sicuro che la persona del call center abbia la conoscenza necessaria nelle esclusioni contemplate a livello di legge.
palmieri1901 il 10 novembre 2010 alle 11:56 scrive:
SalvePer quanto riguarda gli incentivi del governo per stampi in vetroresina, è possibile che venditore e acquirente siano la stesssa azienda?La nostra azienda produce e commercalizza barche e stampi in vetroresina,quindi posso fatturare uno stampo alla mia azienda e beneficiare degli incentivi ?grazie
Lady Nutellae il 7 novembre 2010 alle 21:22 scrive:
@ alessandro ha scritto domenica, 07 novembre 2010 :Interessante incrocio caro alessandro, non avevo pensato a questa curiosa possibilità 😉 e nemmeno sentito parlare.Sebbene in linea teorica non dovrebbe essere possibile richiedere una seconda chiavetta internet perchè in definitiva è sempre la stessa persona ad essere destinataria dell’incentivo (cosa vietata dalla legge), tuttavia nella pratica potrebbe essere possibile perchè dipende se il vettore telefonico che vuoi utilizzare richiede il nome della persona tra i 18 e i 30 anni. Essendo il tuo nominativo già registrato fra coloro che hanno usufruito dell’incentivo per la banda larga mobile se viene fatto il matching l’incentivo non viene concesso…Per risolvere il problema alla radiece e senza fatica (e costi) contatta il call center dell’operatore telefonico che vuoi utilizzare e informati sulla sua procedura.In particolare per Tim ti consiglio di usare Twitter dove troverai 3 suoi esperti operatori che rispondono a tutte le richieste in modo veloce e completo. Questo l’indirizzo di uno di loro:http://twitter.com/TIM119AlessioMentre il mio indirizzo Twitter fresco-fresco di registrazione è:http://twitter.com/LadyNutellaeps: lo spirito della nostra comunità è quello di darsi una mano a vicenda, aiuta anche tu un lettore o segnala ad altri l’iniziativa tramite i tuoi blog, siti internet, social network (facebook, twitter, …) o con il semplice passaparola. Più siamo e più possiamo aiutarci a vicenda, ciao 🙂
alessandro il 7 novembre 2010 alle 19:58 scrive:
Ho usufruito dell’incentivo per comprare una chiavetta nel mese di giugno, ho letto che possono fare richiesta i giovani dai 18 ai 30 anni, o anche persone che hanno nel proprio nucleo famigliare giovani dai 18 ai 30. Quindi posso far fare la richiesta a un altro componente del mio nucleo famigliare anche se non ha tra i 18 e i 30 e anche se io ho usfruito dell’incentivo a giugno?
Crisi Finanziaria il 19 agosto 2010 alle 14:45 scrive:
@ peterpan, Lucia, Milena, Marco, Nestore, …Cari amici, la richiesta di maggiori informazioni sull’affaire Fisco-Mondadori è stata tale che non potevamo non approfondire l’argomento. Riporto a seguire uno stralcio di un articolo di Repubblica che fa il punto della situazione sull’accaduto:”Sotto i nostri occhi, distolti dalla Parentopoli privata di Gianfranco Fini usata come arma di distruzione politica e di distrazione di massa, sta passando uno scandalo pubblico che non stiamo vedendo. Questo scandalo si chiama Mondadori. Il colosso editoriale di Segrate – di cui il premier Berlusconi è “mero proprietario” e la figlia Marina è presidente – doveva al Fisco la bellezza di 400 miliardi di vecchie lire, per una controversia iniziata nel ’91. Grazie al decreto numero 40, approvato dal governo il 25 marzo e convertito in legge il 22 maggio, potrà chiudere la maxi-vertenza pagando un mini-tributo: non i 350 milioni di euro previsti (tra mancati versamenti d’imposta, sanzioni e interessi) ma solo 8,6. E amici come prima.Un “condono riservato”. Meglio ancora, una legge “ad aziendam”. Che si somma alle 36 leggi “ad personam” volute e fatte licenziare dalle Camere dal Cavaliere, in questi tumultuosi quindici anni di avventurismo politico. Repubblica ha già dato la notizia, in splendida solitudine, l’11 agosto scorso. Ma ora che il centrodestra discute di una “questione morale” al suo interno, ora che la propaganda di regime costruisce teoremi assolutori sul “così fan tutti” e la macchina del fango istruisce dossier avvelenati sulle compravendite immobiliari, è utile tornarci su. E raccontare fin dall’inizio la storia, che descrive meglio di ogni altra l’enormità del conflitto di interessi del premier, il micidiale intreccio tra funzioni pubbliche e affari privati, l’uso personale del potere esecutivo e l’abuso politico sul potere legislativo….Sembra un romanzaccio di fanta-finanza o di fanta-politica. È invece la pura e semplice cronaca di un pasticciaccio di regime. Nel quale tutto è vero, tutto torna e tutto si tiene. Stavolta Berlusconi non può dire “non mi occupo degli affari delle mie aziende”: non è forse vero che il 3 dicembre 2009 (come riportato testualmente dalle intercettazioni dell’inchiesta di Trani) nel pieno del secondo tentativo di far passare la legge “ad aziendam” dice al telefono al commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi “è una cosa pazzesca, ho il fisco che mi chiede 900 milioni… De Benedetti che me li chiede ma ha già avuto una sentenza a favore, 750 milioni, pensa te, e mia moglie che mi chiede 90 miliardi delle vecchie lire all’anno… sono messo bene, no?”. Stavolta Berlusconi non può dire che Carboni, Martino e Lombardi sono solo “quattro sfigati in pensione”: non è forse vero che nelle 15 mila pagine dell’inchiesta delle procure sulla cosiddetta P3 la parola “Mondadori” ricorre 430 volte (insieme alle 27 in cui si ripete la parola “Cesare”) e che nella frenetica attività della rete criminale creata per condizionare i magistrati nell’interesse del premier sono finiti sia il presidente della Cassazione Carbone (cui come abbiamo visto spettava il compito di dirottare alle Sezioni Unite la vertenza Mondadori-Agenzia delle Entrate) sia il presidente dell’Avvocatura dello Stato Oscar Fiumara (cui competeva il necessario via libera a quel “dirottamento”?).È tutto agli atti. Una sola domanda: di fronte a un simile sfregio delle norme del diritto, un simile spregio dei principi del mercato e un simile spreco di denaro pubblico, ci si chiede come possano tacere le istituzioni, le forze politiche, le Confindustrie, gli organi di informazione. Possibile che “ad personam”, o “ad aziendam”, sia ormai diventata un’intera nazione?”L’articolo integrale è consultabile a questo indirizzo: http://bit.ly/Mondadori-FinanzaCari lettori, che ne pensate? Ora a voi il libero commento…PS: amici, sosteniamo l’iniziativa di Crisi Finanziaria. Più siamo e più possiamo aiutarci a vicenda. Aiutiamo un lettore o segnaliamo l’iniziativa tramite i nostri blog, siti internet e social network (facebook, twitter, …) o semplice passaparola.
Nestore da Palermo il 17 agosto 2010 alle 17:40 scrive:
L’ennesimo scandalo alla luce del sole!!! Grazie peterpan per averlo segnalato!Chi avesse maggiori notizie in merito per favore ce le segnali :)Facciamo girare la notizia di Peterpan! Questa è l’ennesima vergogna italiana!Sai quante cucine e appartamenti da 40 metri quadrati ci compri con 170 milioni di euro?Però al solito di questo nessuno ne parla, devi scovare la notizia fra i commenti del blog di libera informazione economica… Mentre della cucina monegasca son piene le prime pagine dei giornali!!!Che classe servile e servente di giornalisti che abbiamo… vergognatevi servi del padrone!
peterpan il 17 agosto 2010 alle 17:06 scrive:
A Lucia…eccoti accontentata. Una grossa casa editrice lombarda, la cui famiglia proprietaria è moooolto conosciuta, ha transato, in base a questa legge, la cifra di 8,6 milioni per un contenzioso di 173 milioni. (vedi secolo xix di genova del 12/08/2010 terza pagina) prova ad indovinare chi è.
Lucia da Como il 17 agosto 2010 alle 15:49 scrive:
Ciao ragazzi, ma è vero questa storia segnalata da peterpan? Possibile una roba del genere? Non per sfiducia, anzi, ma ho cercato ragguagli su internet e non ho trovato nulla… strano… mi potete dare qualche riferimento o un indirizzo web, grazie :)PS: in Italia c’è sicuro del marcio ;D
peterpan il 17 agosto 2010 alle 15:44 scrive:
a Marco di milano.. se il non solo li lo riferisci all’Italia, hai perfettamente centrato il problema………….gradirei anke un commento di Milena
Marco da Milano il 17 agosto 2010 alle 10:45 scrive:
Sì peterpan ha perfettamente ragione, il differenziale è veramente esorbitante. C’è puzza di marcio in Danimarca, e non solo lì…Milena puoi chiarirci questo aspetto? Grazie :)PS: sosteniamo Crisi Finanziaria con la promozione Codice Amico di Fineco. 60 euro di premio e conto corrente a zero spese (apertura, chiusura e gestione). La promozione dura solo pochi giorni.Info: http://www.fineco.it/mgm/?cp=AA2728263Regolamento: http://www.fineco.it/promo/regolamentoMGMFLASH_03.htmlIl codice Fineco di Crisi Finanziaria è: AA2728263
peterpan il 16 agosto 2010 alle 18:58 scrive:
a Milena di Milano, la cosa che non capisco è che con un contenzioso di 173 milioni si possa fare una transazione di 8,6 milioni, esattamente il 5%. Qualcuno ha visto lucciole per lanterne oppure fatta la legge, ad hoc?, trovato l’inganno
Milena da Milano il 16 agosto 2010 alle 16:50 scrive:
@ peterpan ha scritto domenica, 15 agosto 2010E’ un patteggiamento su un contenzioso, succede molto spesso fra fisco e contribuenti. Nulla di strano. Cosa esattamente hai bisogno di sapere peterpan?Non dimenticare che queste libere informazioni sono il frutto dell’impegno dei lettori del blog ad aiutarsi reciprocamente.Per favore dacci una mano anche tu, aiutando un lettore o segnalando ad altri quest’iniziativa tramite i tuoi blog, siti internet, social network (facebook, twitter, …) o semplice passaparola.Più siamo e più possiamo aiutarci a vicenda, grazie.ciao 🙂
peterpan il 15 agosto 2010 alle 22:42 scrive:
in data 13/08/2010 ho letto sul “Secolo xix” di genova un articolo che parla di una transazione effettuata dalla Mondadori di 8,6 milioni su un contenzioso di 173 milioni dell’agenzia delle entrate. Vorrei qualche spiegazione in più, dato che il giornale non specifica abbastanza. erano tasse contestate e non pagate? grazie
@ pietradiluna ha scritto giovedì, 01 luglio 2010Ciao pietradiluna, se hai rogitato prima di aprile 2010 non puoi usufruire degli ecoincentivi. Mi spiace :(ps: lo spirito di questa comunità è quello di aiutarsi a vicenda, aiuta anche tu un lettore o segnala ad altri l’iniziativa tramite i tuoi social network, blog, siti internet o semplice passaparola. Più siamo e più possiamo aiutarci a vicenda, ciao 🙂
pietradiluna il 1 luglio 2010 alle 11:41 scrive:
ho acquistato una casa classe B il 24/02/10 ; esiste AIUTO qualche sistema per poter avere gli eco incentivi….grazie
giovanna il 4 giugno 2010 alle 12:12 scrive:
ho una attivita’ di noleggio bici scouter auto ,posso usufruire degli incentivi legge33del 9 aprile 2009 f.c.i. art.2 dpr 633/72 .gradirei una risposta VI ringrazio anticipatamente Giovanna
Bronte il 19 maggio 2010 alle 19:05 scrive:
@ michela ha scritto venerdì, 07 maggio 2010Ciao Michela, anche io sono un rivenditore e sono nella tua stessa situazione: il mio commercialista mi ha detto di fatturare assolutamente tutto, mentre al call center mi hanno detto di sottrarre dalla fattura l’incentivo.Con rispetto per il mio commercialista seguirò le indicazioni del call center, in definitiva se non lo sanno al ministero chi lo deve sapere?
Maurizio da Venexia il 19 maggio 2010 alle 18:54 scrive:
ciao TINA, la questione è controversa. I rivenditori generalmente dicono di no, mentre la procedura, per come è stata pensata non lo vieta. Ma dato che è il rivenditore a dover richiedere il contributo se non collabora puoi dire addio agli incentivi…Tu glielo hai chiesto?In questa comunità ci aiutiamo a vicenda, segnala l’iniziativa ad altri, contribuirai a tenerla viva e a farla crescere 🙂
TINA il 19 maggio 2010 alle 18:46 scrive:
Ho ordinato una cucina nel mese di dicembre corrispondendo un anticipo del 40% la cucina me l’hanno fatturata e comsegnata nel mese di maggio. Ho diritto al bonus previsto dalla finanziaria, cioè lo sconto del 10%?
Marinella il 7 maggio 2010 alle 22:08 scrive:
Grazie Luigi per la tua risposta, credo però che delle tre possibilità mi resti solo l’autocertificazione.INFATTI L’AREA ECOLOGICA DELLA MIA ZONA NON RILASCIA DICHIARAZIONI ED IL RIVENDITORE SI STA UN PO’ DEFILANDO..Lo sai che un altro rivenditore di mobili ha preferito rinunciare alla vendita della cucina piuttosto che aderire all’iniziativa: incredibile, e poi si lamentano della crisi!
michela il 7 maggio 2010 alle 11:57 scrive:
ciao sono un rivenditore di elettrodomestici qualcuno sa come fare la fattura di vendita con incentivo??il commercialista mi dice che devo farla come di norma e aggiungere il rigo sotto con scritto totale fattura -contributo netto a pagare mentre al callcenter mi dicono che il totale fattura deve essere al netto del contributo……aiuto!!!!!!!!!!!!!
Luigi da Bologna il 6 maggio 2010 alle 22:20 scrive:
> Marinella ha scritto giovedì, 06 maggio 2010ciao MarinellaX la rottamazione hai 3 possibilità:1) autocertificazione2) smaltimento presso piattaforma ecologica con ricevuta di quanto è stato consegnato (se esiste)3) rottamazione del rivenditore (se la fa ha generalmente un aggravio economico)cara Marinella, più siamo e più possiamo aiutarci, aiutaci anche tu a diffondere la nostra iniziativa 🙂 ciao
Marinella il 6 maggio 2010 alle 17:40 scrive:
Vorrei sapere chi si deve occupare dello smaltimento della mia vecchia cucina e chi deve rilasciare una dichiarazione (da qualche parte ho letto che spetta al venditore).Il servizio che si occupa della gestione rifiuti mi ha detto che loro non fanno alcuna certificazione…
Ettore da Roma il 5 maggio 2010 alle 14:29 scrive:
Mi spiace Morena, ma nel decreto eco-incentivi 2010 non sono previsti sconti per i costruttori, nemmeno per chi costruisce la propria casa. E’ assurdo e ingiusto ma è così…
TOTOS54 il 5 maggio 2010 alle 12:46 scrive:
Vorrei che anche i comuni e le isole ecologiche sapessero cosa fare per gli ecoincentivi.Quale modulo di autodichiarazione di rottamazione di frigoriferi e altri elettrodomestici bisogna riempire? e chi lo timbra ( comune? )
morena il 5 maggio 2010 alle 11:57 scrive:
Buon giorno!! Ho una domanda.. Io sono in procinto di ottenere il nulla osta alla costruzione di una abitazione in legno!! Per chi stà costruendo gli incentivi come vanno richiesti?? chi redige la perizia che conclama la casa ecologica??Il costruttore come si deve muovere?? grazie.
Gino il 19 aprile 2010 alle 16:01 scrive:
Una cosa non mi è chiara, ho acquistato un frogorifero classe a+ a fine 2009 posso comunque richiedere gli incentivi o ho perso questa opportunità?grazie
iconio il 19 aprile 2010 alle 12:50 scrive:
gradirei conoscere se per l’acquisto di una cucina non ad incasso si può chiedere l’incettivo dello Stato
silvia il 15 aprile 2010 alle 21:24 scrive:
salve, sto per acquistare una casa con certificazione energetica di classe A.Ho letto della possibilità di prendere questi contributi ma mi pare di capire che tra i requisiti c’è il fatto che l’immobile debba essere una nuova costruzione.la casa in questione è nuova, di fatto, ma sulla carta risulta essere un’opera di ristrutturazione (o manutenzione?) straordinaria. Questo mi esclude o no dagli incentivi?grazie mille
franco il 15 aprile 2010 alle 20:59 scrive:
non si puo mai avere uno straccio di contributo in italia.
william il 13 aprile 2010 alle 19:14 scrive:
salve, La mia domanda è , l’incentivo statale per gli scooter è accomulabile con l’incentivo regionale?grazie
francesca il 13 aprile 2010 alle 18:26 scrive:
“Sentite un po’ la mia storia: purtroppo abbiamo firmato il preliminare per acquisto casa clima B il 1 aprile 2010!!! ed è stato REGISTRATO il 6 APRILE!!! Sembra proprio che io sia esclusa dagli incentivi!!! Vi prego, c’è qualcosa che posso fare? Perchè l’essere dell’agenzia immobiliare non ci ha detto nulla e l’ha comunque registrato il 6 aprile? Non poteva aspettare ancora un giorno??? Non è giusto che solo per averci mostrato 2 o 3 volte l’appartamento, SI SIA BECCATO più di 4.000 euro e per leggerezza, non ci abbia dato l’opportunità di usufruire degli incentivi… sono tristissima.. anche perchè per vari motivi, non rientriamo “per un pelo” in NESSUN contributo, anche avendo sostenuto tutte le spese previste per gli incentivi… c’è qualche speranza per gli incentivi casa? Grazie”
Pier G. il 12 aprile 2010 alle 21:38 scrive:
Sono un arredatore e rivenditore di mobili;mi pare di aver capito che in fase di preventivo e dell’eventuale disponibilita’ del bonus,a favore del cliente,dovrei emettere e comunicare lo scontrino (o meglio fattura) ancor prima di aver acquistato il bene oggetto della vendita (con incentivo).A me sembra una procedura non fiscalmente corretta e tanto meno lo sarebbe se il bene fosse già dal cliente ancor prima del 15 aprile senza la regolare fatturazione,che potrebbe essere emessa dopo l’eventuale bonus.Sara’, ma a me sembra che ci sia qualcosa che non va’ oppure non ho ben capito io.
mauro il 11 aprile 2010 alle 11:48 scrive:
salve a tutti,io credo che visto che si parla di incentivi.il governo voglia incentivare a comprare un immobile a chi è ankora incerto. pertanto vale la data del 6 aprile 2010 per il preliminare, a sto punto solo chi ha la fortuna di stipulare dopo quella data puo usufruire degli incentivi, parlo di fortuna poichè non è che stiamo comprando una lavatrice, che nel giro di otto mesi definisco il tutto ma qui si parla di una casa, pertanto ripeto solo chi avrà la fortuna di capitare in quei giorni di riferimento sarà ok. oppure ….se non registrato strappare il vecchio preliminare, farsi tornare indietro i soldi e farne uno nuovo con data post-6 aprile 2010 con nuovo assegno. siamo in Italia cari miei, non c’è nulla da fare. ciao buona domenica
alfredo il 11 aprile 2010 alle 9:56 scrive:
“ho prenotato 4mesi fa una cucina componibile ma nn me l’hanno ancora consegnata ne tantomeno pagata quindi di conseguenza nessuna fattura, posso lo stesso chiedere l’incentivo e soprattutto visto che il prezzo e stato pattuito per intero prima.. come faccio ad essere al sicuro da brogli.
Antonello il 8 aprile 2010 alle 22:09 scrive:
Anche io ho il problema con il preliminare antecedente alla data fatidica…..il mio non è registrato chissà se faccio finta di non averlo e dichiaro di voler fare direttamente il rogito??????poi dici che gli italiani imbrogliano…la colpa è di chi fa le leggi visto che una casa non si costruisce e si acquista dall’oggi al domani.
Fabrizio da Firenze il 8 aprile 2010 alle 16:00 scrive:
Ciao Lorenzo, io non ti so dare una risposta perchè a me interessano gli incentivi sugli scooter, ma ieri in chat c’era una persona che diceva di aver telefonato per la registrazione dell’acquisto della casa al call center degli incentivi per i rivenditori e gli hanno detto che ricadeva nei requisiti sebbene il preliminare era già stato fatto.prova a sentire, al limite ti diranno di no ;)il numero lo trovi qui:http://crisi-finanziaria.myblog.it/archive/2010/04/04/numero-verde-eco-incentivi-2010-call-center-poste-italiane.htmlcontinua a seguirci, più siamo e più possiamo aiutarci, ciao
lorenzo il 8 aprile 2010 alle 14:54 scrive:
… per ora mi pare di capire che il PRELIMINARE deve essere fatto dopo 6 aprile (ahimè anche io devo ancora “rogitare” ma ho il preliminare antecedente) … ma che possibilità ci sono di un REINTEGRO ? come dice Massimo?
Gian Carlo da Cesena il 7 aprile 2010 alle 18:20 scrive:
@ Lucianodimenticavo, qui trovi tutti i numeri del call center:http://crisi-finanziaria.myblog.it/archive/2010/04/04/numero-verde-eco-incentivi-2010-call-center-poste-italiane.html
Federica da Napoli il 7 aprile 2010 alle 17:59 scrive:
Ciao Barbara,purtroppo sembra che si debba comprare tutto insieme. Se a qualcuno risulta diversamente lo scriva in questo post, perchè anche io son messa come Barbara e sono interessata.
Barbara il 7 aprile 2010 alle 17:55 scrive:
Buonasera, devo acquistare una cucina componibile. Ho una domanda da fare.Per avere l’incentivo sul mobile, la cucina componibile deve essere ordinata con almeno due elettrodomestici dallo stesso rivenditore dei mobili o posso acquistare gli elettrodomestici previsti da un rivenditore diverso?
Massimo da Bologna il 7 aprile 2010 alle 17:50 scrive:
@ FRANCESCA, francesca, SAMUELE, annaCari amici, anche io sono in una situazione simile alla vostra. Purtroppo sembra che siamo esclusi a causa del preliminare precedente al 6 aprile 2010.Dico sembra, perchè su internet ci sono differenti interpretazione, inoltre c’è chi spera che ci sia un reintegro anche di chi è nella nostra situazione.Per cui stiamo a vedere, rimaniamo in contatto e chi ha novità aggiorni gli altri tramite il blog.Mentre se preferite fare come s.tommaso qui trovate il numero verde a cui telefonare per aver conferma:http://crisi-finanziaria.myblog.it/archive/2010/04/04/numero-verde-eco-incentivi-2010-call-center-poste-italiane.htmlE qui il testo di legge che sembrerebbe ahimè escluderci:http://crisi-finanziaria.myblog.it/archive/2010/04/01/decreto-incentivi-legge-40-2010-testo-gazzetta-ufficiale.html
Gian Carlo da Cesena il 7 aprile 2010 alle 17:38 scrive:
Ciao Luciano,io sono un rivenditore di trattori, la cosa migliore è che telefoni al call center. Oggi si riesce a prendere la linea, loro ti daranno tutte le istruzioni per il tuo caso. E se ti va di dare una mano ai tuoi colleghi poi lasci qui due righe su come hai deciso di fare tu.Buone vendite, ciao
LUCIANO il 7 aprile 2010 alle 17:33 scrive:
Salve volevo capire come dobbiamo regolarci con i clienti che acquistano una cucina componibile.Si parla di solo sostituzione di una vecchia cucina e non di nuovo acquisto ma ho letto in un altro articolo che dobbiamo provvedere al ritiro ed allo smaltimento della vecchia cucina : è vero ?Inoltre in che modo documentiamo che si tratta di una sostituzione di una vecchia cucina ?
anna il 7 aprile 2010 alle 16:32 scrive:
Ho fatto la premessa di assegnazione nel giugno 2007 una casa in classe energetica A, ma il rogito verrà fatto nel mese di giugno 2010.Posso usufruire delle agevolazioni della finanziaria 2010?
SAMUELE il 7 aprile 2010 alle 11:35 scrive:
Ciao, io ho gia’ fatto il preliminare (compromesso), tempo fa, pero’ il rogito e’ previsto per luglio/settembre. Posso lo stesso richiedere l’incentivo oppure anche il preliminare deve risultare entro il 6 aprile ?
francesca il 6 aprile 2010 alle 14:38 scrive:
quindi chi come me ha gia’ il compromesso ma non ancora l’atto non potra’ usufruire degli incentivi???solite fregature!la mia e’ anche una casa in classe “0”!!!
FRANCESCA il 6 aprile 2010 alle 9:43 scrive:
MIA MADRE DEVE ACQUISTARE UNA CASA. L’ATTO DOVREBBE ESSERE FATTO INTORNO A FINE MAGGIO INIZIO GIUGNO. NON AVENDO COMUNQUE ANCORA FATTO L’ATTO E NON AVENDO LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA, PUO’ METTERSI IN NOTA PER OTTENERE GLI INCENTIVI OPPURE NO?GRAZIE FRANCESCA
Ettore da Roma il 5 aprile 2010 alle 21:25 scrive:
Certo paolo che ne hai diritto l’importante è che preliminare e rogito siano compresi fra il 6 aprile 2010 e il 31 dicembre 2010.
paolo il 5 aprile 2010 alle 16:53 scrive:
Posso usufruire delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa di classe energetica A, ma che è in corso di costruzione, mancano i pavimenti ed i serramenti interni ed esterni?

References: articolo 1
 sentenza 
 articolo 53
 articolo 8
 sentenza

 articolo 15
 articolo 2778

sentenza 
 articolo 60
 articolo 11
 art. 29
 articolo 53
 sentenza 
 sentenza 
 art.2