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Manuale Operativo del Certificatore Accreditato INTESA - PDF
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1 Codice documento: MO Redazione: Antonio Raia Approvazione: Franco Tafini Data emissione: 13/06/2012 Revisione: 09
2 REVISIONI Revisione n : 01 Data Revisione: 12 Ottobre 2000 Descrizione modifiche: Motivazioni: Nessuna Prima emissione Revisione n : 02 Data Revisione: 20 Giugno 2002 Descrizione modifiche: Motivazioni: Aggiornamenti Riorganizzazione aziendale; recepimento nuove normative; revisione procedure di emissione e gestione certificati; modifica URL dei servizi INTESA; aggiornamento Riferimenti di Legge; aggiornamento Definizioni e Acronimi; termini assicurativi; prezzo certificati. Revisione n : 03 Data Revisione: 07 Ottobre 2002 Descrizione modifiche: Motivazioni: Correzioni o integrazioni in: pag. 6: eliminato riferimento al DL 23/01/2002; pag. 17: integrazione al 5 elenco puntato; pag. 23: penultimo capoverso; pag. 25: terzo capoverso; pag. 27: punto d ; pag. 34: paragrafo K.2.2 primo capoverso. Aggiornamenti Revisione n : 04 Data Revisione: 02 Febbraio 2005 Descrizione modifiche: Motivazioni: 1. Aggiunti capitoli: Modalità per l apposizione e la definizione del riferimento temporale Modalità operative per l utilizzo del sistema di verifica delle firme Modalità operative per la generazione della firma digitale. 2. Sostituiti i riferimenti al DPCM 08/02/99 con riferimenti al TU e DPCM 13/01/ Modificati i dati identificativi del Certificatore nel Cap. B.2 4. Sostituiti i dati del Responsabile del Manuale Operativo nel Cap. B.3 5. Estensione dell utilizzo delle chiavi di certificazione per l emissione di certificati di CNS e di Crittografia 6. Rivisto e completato il Par. I.1.2 Revoca su richiesta del Terzo Interessato Adeguamento alla normativa vigente Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 2 di 41
3 Aggiornamento delle procedure interne Cambiamento indirizzo sede legale dell azienda Revisione n : 05 Data Revisione: 22 Febbraio 2005 Descrizione modifiche: Motivazioni: 1. In Riferimenti di Legge modificato DL /06/03 con DLGS /06/03 2. In Definizioni e acronimi aggiunte definizioni di OID e ObjectIdentifier 3. In Riferimenti tecnici aggiunto RFC Nel Cap. B.1 Dati Identificativi della versione del Manuale Operativo aggiunto OID 5. Nel Par. H.3 Informazioni contenute nei certificati aggiunti dettagli sui contenuti dei certificati qualificati. 6. Nel Par. O.1 Servizio di validazione temporale eliminato l ultimo punto relativo alla verifica della marca temporale. 7. Aggiunto Par. O.2 Modalità di richiesta e verifica marche temporali 8. Nel Cap. P Modalità per l apposizione e la definizione del riferimento temporale dichiarata la conformità al DPCM 13/01/04 Art Aggiunto Par. R.3 Formati dei documenti Recepimento delle osservazioni di CNIPA sulla precedente versione Revisione n : 06 Data Revisione: 30 Novembre 2006 Descrizione modifiche: Motivazioni: 1. Introdotti i Riferimenti di Legge al Codice dell Amministrazione Digitale Adeguamento alla normativa vigente Revisione n : 07 Data Revisione: 10 Luglio 2007 Descrizione modifiche: Motivazioni: 1. Variato indirizzo sede 2. Variati recapiti telefonici 3. Nel Par.A.3.Validità, aggiunta l autorizzazione all utilizzo delle chiavi di certificazione per la generazione e la verifica delle firme associate a certificati destinati all autenticazone dei server 4. Nel Cap.G.Modalità di generazione delle chiavi, inserite indicazioni circa la lunghezza delle chiavi di certificazione, di validazione temporale e di sottoscrizione 5. Nel Par.H.3.Informazioni contenute nei certificati, eliminato il periodo <<L indicazione del fatto che un certificato sia qualificato è attestato dalla presenza di un apposita estensione QcStatements (OID ) impostata al valore QcStatement-1.>> Trasloco in nuova sede Precisazioni tecniche Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 3 di 41
4 Revisione n : 08 Data Revisione: 30 Novembre 2009 Descrizione modifiche: Motivazioni: Variati i riferimenti di legge: aggiornamenti al DPCM 30/03/09 e alla Deliberazione CNIPA 21/05/2009 Cambio Amministratore delegato Adeguamento alla nuova normativa vigente Variazioni organizzative Revisione n : 09 Data Revisione: 13 Giugno 2012 Descrizione modifiche: Variazione riferimenti al software di Verifica Variazione dati Amministratore Delegato Sostituzione CNIPA con DigitPA Motivazioni: Sostituzione del software di firma e verifica Variazioni organizzative DL /12/2009 Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 4 di 41
5 Sommario A. Introduzione...8 A.1. Proprietà intellettuale...8 A.2. Applicabilità...8 A.3. Validità...8 A.4. Riferimenti di legge...9 A.5. Definizioni e acronimi...10 B. Generalità...12 B.1. Dati identificativi della versione del Manuale Operativo...12 B.2. Dati identificativi del Certificatore...13 B.3. Responsabilità del Manuale Operativo...13 B.4. Entità coinvolte nei processi...14 B.4.1. Certification Authority (Certificatore Accreditato)...14 B.4.2. Registration Authority (Ufficio RA)...14 C. Obblighi...15 C.1. Obblighi del Certificatore Accreditato...15 C.2. Obblighi del Titolare...17 C.3. Obblighi degli utilizzatori dei certificati...18 C.4. Obblighi del Terzo Interessato...18 C.5. Obblighi delle LRA esterne...19 D. Responsabilità e limitazioni agli indennizzi...19 D.1. Responsabilità del Certificatore...19 D.2. Assicurazione...20 D.3. Limitazioni agli indennizzi...20 E. Tariffe...21 F. Modalità di identificazione e registrazione degli utenti...21 F.1. Identificazione degli utenti...21 F.1.1. Titoli e abilitazioni professionali...22 F.1.2. Poteri di rappresentanza...23 F.1.3. Limiti d uso...23 F.1.4. Uso di pseudonimi...23 F.2. Contratto di servizio tra INTESA ed Ente cliente...23 F.3. Registrazione degli utenti...24 G. Modalità di generazione delle chiavi...24 G.1. Generazione delle chiavi di certificazione...24 G.2. Generazione delle chiavi del sistema di validazione temporale...25 G.3. Generazione delle chiavi di sottoscrizione...25 G.3.1. Chiavi generate dal Certificatore...25 Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 5 di 41
6 G.3.2. Chiavi generate dal Richiedente...25 H. Modalità di emissione dei certificati...26 H.1. Procedura di emissione dei Certificati di certificazione...26 H.2. Procedura di emissione dei Certificati di sottoscrizione...26 H.2.1. Emissione certificato per chiavi generate dal Certificatore...27 H.2.2. Emissione certificato per chiavi generate dal Richiedente...27 H.3. Informazioni contenute nei certificati...27 I. Modalità di revoca e sospensione dei certificati...28 I.1. Revoca dei certificati...28 I.1.1. Revoca su richiesta del Titolare...28 I.1.2. Revoca su richiesta del Terzo Interessato...29 I.1.3. Revoca su iniziativa del Certificatore...30 I.1.4. Revoca dei certificati relativi a chiavi di certificazione...31 I.2. Sospensione dei certificati...31 I.2.1. Sospensione su richiesta del Titolare...31 I.2.2. Sospensione su richiesta del Terzo Interessato...32 I.2.3. Sospensione su iniziativa del Certificatore...32 J. Modalità di sostituzione delle chiavi...32 J.1. Sostituzione dei certificati qualificati e delle chiavi del Titolare...32 J.2. Sostituzione delle chiavi del Certificatore...33 J.2.1. Sostituzione in emergenza delle chiavi del sistema di generazione dei certificati33 J.2.2. Sostituzione pianificata delle chiavi di certificazione...33 J.2.3. Sostituzione in emergenza delle chiavi del sistema di validazione temporale...33 J.2.4. Sostituzione pianificata delle chiavi del sistema di validazione temporale...33 J.3. Chiavi di marcatura temporale...34 K. Registro dei certificati...34 K.1. Modalità di gestione del Registro dei certificati...34 K.2. Accesso logico al Registro dei certificati...34 K.3. Accesso fisico ai locali dei sistemi preposti al registo dei certificati...34 L. Modalità di protezione della riservatezza...35 M. Procedura di gestione della copie di sicurezza...35 N. Procedura di gestione degli eventi catastrofici...35 O. Procedure per la validazione temporale...36 O.1. Servizio di validazione temporale...36 O.2. Modalità di richiesta e verifica marche temporali...36 P. Modalità per l apposizione e la definizione del riferimento temporale...37 Q. Modalità operative per l utilizzo del sistema di verifica delle firma...38 Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 6 di 41
7 R. Modalità operative per la generazione della firma digitale...39 R.1. Firma di documenti singoli...39 R.2. Firma con procedure automatiche...40 R.3. Formato dei documenti...40 ALLEGATO A...41 Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 7 di 41
8 A. Introduzione A.1. Proprietà intellettuale Il presente Manuale Operativo è di esclusiva proprietà di In.Te.S.A. S.p.A. (di seguito anche INTESA ), che è Titolare di ogni relativo diritto intellettuale. Quanto qui descritto per l espletamento delle attività di Certificatore Accreditato è coperto da diritti sulla proprietà intellettuale. A.2. Applicabilità Il presente documento costituisce il Manuale Operativo del Certificatore Accreditato INTESA, al quale d'ora in poi si farà riferimento anche come Certificatore Accreditato o semplicemente Certificatore. Il contenuto del Manuale Operativo è conforme con quanto definito nelle regole tecniche contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio del 30 Marzo 2009 e nel Codice dell Amministrazione Digitale (Art.26 e Art.29) del 7 marzo Questo documento descrive le regole e le procedure operative del Certificatore Accreditato INTESA per l emissione dei certificati qualificati, la generazione e la verifica della firma digitale e le procedure del servizio di validazione temporale in conformità con la vigente normativa in materia di firma digitale. A.3. Validità Quanto descritto in questo documento si applica al Certificatore Accreditato INTESA, cioè alle sue infrastrutture logistiche e tecniche e al suo personale, ai Titolari dei certificati da esso emessi e a quanti utilizzino tali certificati per verificare l'autenticità e l'integrità dei documenti cui sia apposta una firma digitale relativa ad essi, anche avvalendosi delle marche temporali emesse da INTESA. L'uso delle chiavi e dei relativi certificati emessi è regolato da quanto disposto dall'art.4 del DPCM 30/03/09, al comma 4: Ai fini del presente decreto, le chiavi e i correlati servizi, si distinguono secondo le seguenti tipologie: a) chiavi di sottoscrizione, destinate alla generazione e verifica delle firme apposte o associate ai documenti; b) chiavi di certificazione, destinate alla generazione e verifica delle firme apposte ai certificati qualificati e alle loro liste di revoca (CRL) o sospensione (CSL), ovvero alla sottoscrizione dei certificati relativi a chiavi di marcatura temporale; c) chiavi di marcatura temporale, destinate alla generazione e verifica delle marche temporali. Avendone ottenuto l autorizzazione dal DigitPA - Ente Nazionale Per La Digitalizzazione Della Pubblica Amministrazione (già CNIPA - Centro Nazionale per l Informatica nella Pubblica Amministrazione), come previsto dall Art.4 comma 5 del Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 8 di 41
9 DPCM 30/03/09, le chiavi di certificazione sono utilizzate dal Certificatore per le seguenti finalità addizionali: 1. generazione e verifica delle firme associate ai certificati di autenticazione per l utilizzo nell ambito della emissione della Carta Nazionale dei Servizi (CNS), 2. generazione e verifica delle firme associate a certificati di crittografia. 3. generazione e verifica delle firme associate a certificati destinati all autenticazone dei server Per ulteriori informazioni sui sopracitati certificati, si rimanda ai relativi Manuali Operativi, disponibili presso il sito internet del Certificatore ( A.4. Riferimenti di legge DPR 445/00 DLGS /06/03 DLGS 82 07/03/2005 DPCM 30/03/2009 Deliberazione CNIPA n.45 21/05/2009 DigitPA Determinazione commissariale N. 69/10 DPCM 10/02/2010 DLGS /12/2010 Decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n.445. "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.42 del 20 febbraio Nel seguito anche semplicemente indicato come TU. Codice in materia di protezione dei dati personali. (G.U. n.174 del 29 luglio 2003, suppl. ord.). Decreto Legislativo 7 Marzo 2005, n. 82 (G.U. n.112 del 16 Maggio 2005). Codice dell amministrazione Digitale (nel seguito indicato semplicemente come CAD). Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme digitali e validazione temporale dei documenti informatici. (G.U. n. 129 del ) Deliberazione CNIPA 21 Maggio Regole per il riconoscimento e la verifica del documento informatico. Modifiche alla Deliberazione 21 maggio 2009 n. 45 del Centro Nazionale per l Informatica nella pubblica Amministrazione, recante Regole per il riconoscimento e la verifica del documento informatico, pubblicata il 3 dicembre 2009 sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Serie generale - n Fissazione del termine che autorizza l autocertificazione circa la rispondenza dei dispositivi automatici di firma ai requisiti di sicurezza (G.U. n.98 del 28 Aprile 2010). Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell amministrazione digitale, a norma dell articolo 33 della legge 18 giugno 2009, n.69. Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 9 di 41
10 A.5. Definizioni e acronimi Sono qui riportati i significati di acronimi e di termini specifici, fatti salvi quelli di uso comune. Termine o Significato acronimo Analisi dei Vedi Risk Assessment. rischi Certificatore Autorità Accreditata che presta servizi di certificazione delle firme elettroniche qualificate e altri servizi connessi quali, ad cesempio, l erogazione delle marche temporali. Certificate Un insieme di norme, contraddistinto da un codice, che indica l'applicabilità di Policy un certificato ad una particolare comunità e/o a una classe di applicazioni aventi comuni esigenze di sicurezza. Certificate Revocation List Certificate Suspension List Certification Practice Statement CNIPA (ora DigitPA) Documento Informatico Firma elettronica Avanzata Firma elettronica Qualificata Un elenco firmato che riporta un insieme di certificati non più considerati validi dal Certificatore che li ha emessi. Lista dei certificati sospesi che generalmente viene inclusa nella CRL Una dichiarazione delle prassi seguite da un Certificatore nell'emettere e gestire certificati. Centro Nazionale per l informatica nella Pubblica Amministrazione La rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti. E un oarticolare tipo di firma elettronica che, allegando oppure connettendo un insieme di dati in forma elettronica ad un documento informatico, garntisce integrità, autenticità del documento sottoscritto e controllo esclusivo dello strumento di firma. E un particolare tipo di firma elettronica avanzata basata su un certificate qualificato (che garantisce l identificazione univoca del titolare, rilasciato da un certificatore accreditato e realizzato mediante un dispositivo sicuro per la generazione della firma) Firma remota Particolare procedura di firma elettronica qualificata o di firma digitale che consente di garantire il controllo esclusivo del dispositivo di firma; HASH Funzione che prende in input una stringa di lunghezza variabile e ritorna una stringa di lunghezza fissa. Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 10 di 41
11 Termine o acronimo HSM LDAP NTP Object Identifier OID Public Key Certificate Public Key Infrastructure Significato Hardware Security Module,. insieme di hardware e software che realizza dispositivi sicuri per la generazione delle firme in grado di gestire in modo sicuro una o più coppie di chiavi crittografiche Lightweight Directory Access Protocol. Network Time Protocol. Protocollo per la sincronizzazione del tempo. Sequenza di numeri, registrata secondo la procedura definita dallo standard ISO/IEC 6523, che identifica un determinato oggetto all interno di una gerarchia. Object Identifier (vedi). Certificato di Chiave Pubblica: una struttura di dati contenente la chiave pubblica di una End Entity (vedi) e altre informazioni, che è firmato in modo digitale con la chiave privata della CA (vedi) che l'ha emesso. Insieme di hardware, software, persone, norme e procedure necessarie per creare, gestire, conservare, distribuire e revocare i PKC basati su crittografia a chiave pubblica. RA Riferimento temporale Security Policy Registration Authority. Autorità di Registrazione che su incarico del Certificatore esegue le registrazioni e le verifiche delle identità dei titolari dei certificati qualificati necessarie al Certificatore. In ogni caso la responsabilità delle operazioni di registrazione, identificazione e validazione è del Certificatore (INTESA S.p.A.). Informazione contenente la data e l ora che viene associata ad un documento informatico Insieme di regole e norme che specificano o regolamentano le modalità con cui un sistema o un'organizzazione fornisce servizi di sicurezza per proteggere risorse di sistema critiche o riservate. (A set of rules and practices that specify or regulate how a system or organisation provides security services to protect sensitive and critical system resources). SHA-256 Funzione di hash crittografico che produce un impronta del documento di 256 bit. Titolare Soggetto intestatario del certificato. Time Autorità che rilascia marche temporali. Stamping Authority Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 11 di 41
12 B. Generalità Il presente documento ha come obiettivo la descrizione, in termini generali, delle procedure e relative regole utilizzate dal certificatore accreditato INTESA per l emissione di certificati qualificati. Tale impianto di regole e procedure scaturisce dall ottemperanza alle attuali normative in merito la cui osservanza permette ad INTESA di essere inserita nell elenco dei certificatori accreditati. Pertanto, in funzione delle normative menzionate, vengono coinvolte più entità che saranno meglio identificate nel proseguo del documento. B.1. Dati identificativi della versione del Manuale Operativo Il presente documento costituisce la versione n.09 del Manuale Operativo del Certificatore Accreditato INTESA rilasciata il 13/06/2012 in conformità con l'art.36 del DPCM 30/03/09. L object identifier di questo documento è Il presente Manuale Operativo è pubblicato e consultabile per via telematica anche presso l'indirizzo Internet La pubblicazione di versioni aggiornate del Manuale Operativo avverrà sul sito sopra indicato solo successivamente al loro inoltro al DigitPA (già CNIPA - Centro Nazionale per l Informatica nella Pubblica Amministrazione). INTESA ha adottato, come propria Certificate Policy, quanto indicato all interno del documento ETSI (OID ). Tale decisione è stata confortata dal fatto che la maggior parte dei certificatori europei hanno adottato tali indicazioni per le proprie certificate policy. Inoltre, tale certificate policy è stata riconosciuta comparabile alla US Federal Bridge CA Certificate Policy, Medium Level. L adozione di tale policy permetterà quindi una più facile interoperabilità in sede europea e un eventuale più agevole interazione con le amministrazioni del governo USA. Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 12 di 41
13 B.2. Dati identificativi del Certificatore Il Certificatore di cui il presente documento costituisce il "Manuale Operativo" ai sensi dell Art.29 del Codice dell Amministrazione Digitale è la società INTESA, di cui di seguito sono forniti i dati identificativi. Denominazione sociale Indirizzo della sede legale Legale Rappresentante In.Te.S.A. S.p.A. Corso Orbassano, Torino Registro delle Imprese di Torino N. Iscrizione 1692/87 N. di Partita I.V.A N. di telefono (centralino) Sito Internet Antonio Taurisano Amministratore Delegato e Direttore Generale N. di fax Indirizzo di posta elettronica Indirizzo (URL) registro dei certificati ISO Object Identifier (OID) ldap://x500.e-trustcom.intesa.it Il personale responsabile delle attività di certificazione, in conformità con l'art.34 del DPCM 30/03/09, è articolato nelle figure seguenti: a) Responsabile della sicurezza. b) Responsabile del servizio di certificazione e validazione temporale c) Responsabile della conduzione tecnica dei sistemi d) Responsabile dei servizi tecnici e logistici. e) Responsabile delle verifiche e delle ispezioni (auditing). Le figure sopra elencate sono tutte appartenenti all organizzazione del Certificatore INTESA. B.3. Responsabilità del Manuale Operativo La responsabilità del presente Manuale Operativo è di INTESA, nella persona di Antonio Raia (DPCM 30/03/09 Art.36 comma 3.c), il quale ne cura la stesura, la pubblicazione e l aggiornamento. Allo scopo di raccogliere eventuali osservazioni e richieste di chiarimenti, INTESA ha predisposto i seguenti strumenti: un recapito di posta elettronica: un recapito telefonico: per le chiamate dall Italia per le chiamate dall estero un recapito fax: Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 13 di 41
14 B.4. Entità coinvolte nei processi All interno della struttura del certificatore vengono identificate delle entità che prendono parte ai processi relativi all emissione dei certificati. Tali attori operano in ottemperanza alle regole e ai processi posti in opera dal certificatore accreditato INTESA espletando, per la parte di loro competenza, le attività a loro attribuite. Pertanto saranno di seguito descritti gli ambiti nei quali il certificatore accreditato opera e, di conseguenza, le entità coinvolte. B.4.1. Certification Authority (Certificatore Accreditato) INTESA, operando nell ottemperanza di quanto previsto nelle Regole Tecniche (DPCM 30/03/09) e al Codice dell Amministrazione Digitale, espleta le attività di certificatore accreditato. Tali attività prevedono l emissione, la pubblicazione, la revoca e la sospensione di certificati qualificati. I dati identificativi del certificatore accreditato INTESA sono riportati al precedente paragrafo B.2. B.4.2. Registration Authority (Ufficio RA) INTESA ha costituito al suo interno un entità denominata Ufficio RA che ha funzioni di Registration Authority. In particolare essa espleta le seguenti attività: Identificazione dei titolari Registrazione dei titolari Inizializzazione dei dispositivi sicuri di firma Distribuzione dei dispositivi di firma Gestione dell inventario dei dispositivi di firma Supporto al titolare L Ufficio RA, all interno di specifici accordi, ha inoltre l incarico d istruire il personale di entità esterne per la costituzione di Local Registration Authority (LRA). Queste ultime operano sul territorio svolgendo, anche solo in parte, le attività sopra elencate su incarico di INTESA. Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 14 di 41
15 C. Obblighi C.1. Obblighi del Certificatore Accreditato Nello svolgimento della sua attività il Certificatore Accreditato opera in conformità con quanto disposto da: Decreto Legislativo del 7 marzo 2005, n.82 (CAD); Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 30 Marzo 2009; Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, e successive modificazioni, recante codice in materia di protezione dei dati personali. In particolare il Certificatore Accreditato è conforme a quanto stabilito dagli Art.30 e 32 del Codice dell Amministrazione Digitale: adotta tutte le misure organizzative e tecniche idonee ad evitare danno ad altri; si attiene alle regole tecniche specificate nel DPCM 30/03/09; garantisce che il proprio Sistema qualità sia conforme alle norme ISO 9001; identifica con certezza la persona che fa richiesta della certificazione; rilascia e rende pubblico il certificato qualificato, se non diversamente specificato dal titolare, secondo quanto stabilito all Art.32 del Codice dell Amministrazione Digitale; specifica, nel certificato qualificato su richiesta dell'istante e con il consenso del Terzo Interessato, la sussistenza dei poteri di rappresentanza o di altri titoli relativi all'attività professionale o a cariche rivestite, previa verifica della sussistenza degli stessi secondo quanto indicato nel cap. F.1; informa i richiedenti, in modo compiuto e chiaro, sulla procedura di certificazione, sui necessari requisiti tecnici per accedervi, sulle caratteristiche e sulle limitazioni d uso delle firme emesse sulla base del servizio di certificazione; si attiene alle misure di sicurezza per il trattamento dei dati personali (DLgs /06/2003); non si rende depositario di dati per la creazione della firma del Titolare; procede alla pubblicazione della revoca e della sospensione del certificato elettronico in caso di richiesta da parte del Titolare o del terzo interessato, di perdita del possesso della chiave, di provvedimento dell'autorità, di acquisizione della conoscenza di cause limitative della capacità del Titolare, di sospetti abusi o falsificazioni; garantisce il funzionamento efficiente, puntuale e sicuro dei servizi di elencazione, nonché garantisce un servizio di revoca e sospensione dei certificati elettronici sicuro e tempestivo; assicura la precisa determinazione della data e dell'ora di rilascio, di revoca e di sospensione dei certificati elettronici; tiene registrazione, anche elettronica, di tutte le informazioni relative al certificato qualificato per 20 (venti) anni in particolare al fine di fornire prova della certificazione in eventuali procedimenti giudiziari; Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 15 di 41
16 non copia, nè conserva le chiavi private di firma del soggetto cui il Certificatore ha fornito il servizio di certificazione; assicura che il codice identificativo assegnato a ciascun Titolare sia univoco nell ambito dei propri utenti; predispone su mezzi di comunicazione durevoli tutte le informazioni utili ai soggetti che richiedono il servizio di certificazione. Tra questi citiamo: gli esatti termini e condizioni relative all'uso del certificato, compresa ogni limitazione dell'uso, l'esistenza di un sistema di accreditamento facoltativo e le procedure di reclamo e di risoluzione delle controversie. Dette informazioni, che possono essere trasmesse elettronicamente, devono essere scritte in linguaggio chiaro ed essere fornite prima dell'accordo tra il richiedente il servizio e il Certificatore; utilizza sistemi affidabili per la gestione del registro dei certificati con modalità tali da garantire che soltanto le persone autorizzate possano effettuare inserimenti e modifiche, che l'autenticità delle informazioni sia verificabile, che i certificati siano accessibili alla consultazione del pubblico soltanto nei casi consentiti dal Titolare del certificato e che l'operatore possa rendersi conto di qualsiasi evento che comprometta i requisiti di sicurezza; raccoglie i dati personali direttamente dalla persona cui si riferiscono o, previo suo esplicito consenso, attraverso personale esterno da lui delegato. I dati così raccolti saranno soltanto quelli necessari al rilascio e al mantenimento del certificato, accompagnati dall'informativa prevista dalla disciplina in materia di dati personali. La generazione dei certificati qualificati è conforme all Art.14 del DPCM 30/03/09 e secondo quanto disposto dalla deliberazione CNIPA n.45 del 21/05/2009 Regole per il riconoscimento e la verifica del documento informatico. Quindi: prima di emettere il certificato qualificato il Certificatore deve: a) accertarsi dell autenticità della richiesta b) verificare il possesso della chiave privata e il corretto funzionamento della coppia delle chiavi; il certificato qualificato deve essere generato con un sistema conforme a quanto previsto dagli Artt. 28 e 29 del DPCM 30/03/09; l'emissione dei certificati qualificati deve essere registrata nel giornale di controllo con la specificazione della data e dell'ora della generazione; Secondo quanto stabilito dall Art.10 del DPCM 30/03/09, il Certificatore fornisce ovvero indica almeno un sistema che consenta di effettuare la verifica delle firme digitali. Inoltre, il Certificatore: genera un certificato qualificato, per ciascuna delle chiavi di firma elettronica avanzata utilizzate dal Centro Nazionale per l Informatica nella Pubblica Amministrazione per la sottoscrizione dell'elenco pubblico dei certificatori, e lo pubblica nel proprio registro dei certificati (Art.38 DPCM 30/03/09); Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 16 di 41
17 garantisce l'interoperabilità del prodotto di verifica, di cui all Art.10 del DPCM 30/03/09, ai documenti informatici sottoscritti con firma digitale emessa dalla struttura di certificazione della Rete unitaria della pubblica amministrazione e successive modifiche tecniche e organizzative; mantiene copia della lista, sottoscritta dal Centro Nazionale per l Informatica nella Pubblica Amministrazione, dei certificati relativi alle chiavi di certificazione (di cui all Art.39 del DPCM 30/03/09), e la rende rende accessibile per via telematica (Art.38, comma 3 del DPCM 30/03/09). C.2. Obblighi del Titolare Il Titolare è tenuto ad adottare tutte le misure organizzative e tecniche idonee ad evitare danno ad altri (Art.32, comma 1, d.l. n.82 07/03/2005-CAD). Il Titolare della chiave deve inoltre: fornire tutte le informazioni richieste dal Certificatore, garantendone l attendibilità sotto la propria responsabilità; inoltrare la richiesta di certificazione secondo le modalità indicate in questo Manuale Operativo; indicare esplicitamente nella richiesta di certificazione le informazioni che egli desidera non siano inserite nel certificato; comunicare al Certificatore eventuali variazioni alle informazioni fornite all'atto della registrazione: dati anagrafici, residenza, recapiti telefonici o di Internet, ecc.; utilizzare dispositivi di firma conformi all Art.9, commi 4 e 5, del DPCM 30/03/09 nel caso in cui non sia il Certificatore a fornirlo. Le informazioni relative a tale dispositivo dovranno comunque essere comunicate al Certificatore, in quanto INTESA intende conservare il controllo delle caratteristiche di sicurezza dei dispositivi di firma utilizzati dai Titolari e mantiene la corrispondenza tra certificato qualificato e dispositivo; conservare con la massima diligenza la chiave privata o il dispositivo che la contiene al fine di garantirne l'integrità e la massima riservatezza (Art.7, comma 3a, DPCM 30/03/09); non duplicare la chiave privata né il dispositivo che la contiene (DPCM 30/03/09 Art.7, comma 1); conservare le informazioni di abilitazione all'uso della chiave privata in luogo diverso dal dispositivo contenente la chiave (Art.7.3.b DPCM 30/03/09); conservare con la massima diligenza i codici segreti, ricevuti dal Certificatore al fine di garantirne la massima riservatezza; non utilizzare la chiave di firma per funzioni diverse da quelle previste dalla sua tipologia ( Art.4, comma 5, DPCM 30/03/09); utilizzare una coppia di chiavi diversa da tutte le altre in suo possesso nel caso la firma venga apposta per mezzo di una procedura automatica (Art.4, comma 2, DPCM 30/03/09); Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 17 di 41
18 utilizzare esclusivamente il dispositivo fornito dal Certificatore, ovvero un dispositivo scelto tra quelli indicati dal Certificatore stesso; richiedere immediatamente la revoca dei certificati qualificati relativi alle chiavi contenute in dispositivi di firma difettosi o di cui abbia perduto il possesso. (Art.7, comma 3c, DPCM 30/03/09); sottoscrivere la richiesta di revoca specificandone la motivazione e la sua decorrenza (Art.20, comma 1, del DPCM 30/03/09); sottoscrivere la richiesta di sospensione specificando la motivazione e la durata della medesima (Art.24, comma 1, DPCM 30/03/09); sporgere denuncia alle Autorità competenti in caso di smarrimento o sottrazione del dispositivo di firma. C.3. Obblighi degli utilizzatori dei certificati Coloro che utilizzino messaggi elettronici e/o evidenze informatiche firmati digitalmente, sono tenuti a: verificare la validità del certificato contenente la chiave pubblica del Titolare firmatario del messaggio, secondo quanto indicato allo standard ISO , e il momento della sua emissione; verificare l'assenza del certificato dalle Liste di Revoca (CRL) e Sospensione (CSL) dei certificati e il momento della sua emissione; verificare la validità del percorso di certificazione, basato sull'elenco pubblico dei certificatori e su eventuali certificati derivanti da accordi di mutua certificazione tra il proprio Certificatore e quelli altrui; verificare l'esistenza di eventuali limitazioni all'uso del certificato utilizzato dal Titolare, in base a quanto indicato nel Manuale Operativo del Certificatore che ha emesso il certificato di colui che ha sottoscritto il documento informatico. C.4. Obblighi del Terzo Interessato Il Terzo Interessato, si tratti di persona fisica o di organizzazione (impresa, associazione di categoria, ente, ecc.), ha l'obbligo di richiedere la revoca dei certificati ogni qualvolta vengano meno i requisiti in base ai quali il certificato è stato rilasciato, previa sua autorizzazione, al Titolare. A titolo esemplificativo si riportano le seguenti circostanze: variazione o cessazione dei poteri di rappresentanza; variazione di ruoli e qualifiche interne; cessazione del rapporto di dipendenza; variazione dei dati identificativi dell'azienda (es. denominazione sociale, sede legale, etc.), cessazione dell'attività da parte dell'organizzazione e ogni altro dato rilevante o che influisca ai fini dell'uso del certificato. Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 18 di 41
19 La richiesta di revoca o sospensione da parte del Terzo Interessato deve essere inoltrata per iscritto e corredata di documentazione giustificativa. Inoltre, il Terzo Interessato è tenuto a porre a conoscenza dei Titolari, che a lui afferiscono, delle tematiche di sicurezza concernenti l'uso della firma digitale: custodia del dispositivo, accesso ai sistemi, nonché a quanto esposto nel presente Manuale Operativo. C.5. Obblighi delle LRA esterne Il Certificatore, per esigenze connesse alla fornitura del servizio, si avvale su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell Art.1717 del codice civile, di ulteriori soggetti (nel seguito denominati LRA esterne) per svolgere una parte delle attività proprie dell Ufficio di registrazione,. In particolare le LRA esterne espletano le seguenti funzioni: identificazione certa del Titolare del certificato; raccolta della richiesta di registrazione e certificazione compilata e sottoscritta dal Titolare; consegna del dispositivo di firma. La documentazione raccolta deve essere trasmessa all Uffico RA del Certificatore. Le LRA esterne sono attivate dal Certificatore a seguito di un adeguato addestramento del personale indicato dall Azienda o Ente con il quale viene stipulato un regolare Contratto di Mandato sottoscritto da entrambe le parti. In tale contratto sono esplicitati gli obblighi cui si deve attenere l Azienda o Ente cui INTESA assegna l incarico di LRA; in particolare deve: vigilare affinché l attività di riconoscimento posta in essere si svolga nel rispetto della normativa vigente; impedire ai propri dipendenti la prosecuzione dell attività di riconoscimento e curare l immediato ritiro di ogni materiale qualora, per qualsiasi causa, si interrompa il rapporto in essere tra l Azienda e il dipendente stesso, dandone tempestivamente notizia per iscritto a INTESA; custodire i dispositivi di firma fino alla consegna degli stessi ai Titolari destinatari, rispondendo direttamente della loro sottrazione o perdita per qualsiasi causa, con obbligo di comunicare senza ritardo tali eventi all Ufficio di Registrazione di INTESA; utilizzare e trattare i dati personali acquisiti in fase di riconoscimento in accordo con il Dlgs. 196/03. D. Responsabilità e limitazioni agli indennizzi D.1. Responsabilità del Certificatore INTESA è responsabile, verso i Titolari, per l'adempimento di tutti gli obblighi discendenti dall'espletamento delle attività previste dal DPCM 30/03/09, dal DLgs 196/03 Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 19 di 41
20 e dal DLGS n.82 07/03/2005 (CAD) e successive modificazioni e integrazioni (vedi Capitolo E, paragrafo E.1, "Obblighi del Certificatore Accreditato"). INTESA non assume alcuna responsabilità per le conseguenze derivanti da un uso dei certificati diverso da quanto disposto dall'art.4 del DPCM 30/03/09, e in particolare dal mancato rispetto da parte del Titolare, degli utilizzatori dei certificati e dal Terzo Interessato di quanto indicato nel presente Manuale Operativo e dalla mancata osservanza da parte degli stessi della normativa vigente. Si ricorda pertanto di conservare con speciale diligenza il dispositivo di firma per garantirne l integrità e la massima riservatezza e di conservare sempre separatamente dal dispositivo stesso le informazioni di abilitazione all uso dello stesso. Per quanto non esplicitamente riportato si fa specifico riferimento a quanto espresso nel Codice dell Amministrazione Digitale Capo II, Sezione II Firme elettroniche e Certificatori, Art.32 Obblighi del Titolare e del Certificatore. INTESA non potrà essere ritenuta responsabile delle conseguenze dovute a cause ad essa non imputabili, quali, a solo titolo di esempio: calamità naturali, disfunzioni tecniche e logistiche al di fuori del proprio controllo, interventi dell'autorità, rivolte o atti di guerra che colpiscano anche o solo i soggetti delle cui attività INTESA si avvale per la prestazione dei propri servizi di certificazione. D.2. Assicurazione Il Certificatore ha stipulato un contratto assicurativo per la copertura dei rischi dell'attività e dei danni causati a terzi, il cui contenuto è in linea con quanto necessario per svolgere l'attività professionale di cui trattasi. Di tale contratto è stato inviata al DigitPA apposita dichiarazione di stipula. La copertura Assicurativa prevede i seguenti massimali: ,00 (duecentocinquantamila) euro per singolo sinistro ,00 (unmilionecinquecentomila) euro per annualità. D.3. Limitazioni agli indennizzi Il Certificatore, fatto salvo i casi di dolo e colpa grave, esclude ogni responsabilità per danni subiti dagli utenti o da terzi in conseguenza di: mancato rispetto delle procedure e delle regole stabilite dal Certificatore stesso; danno causato da disservizio; uso improprio dei certificati di sottoscrizione da parte di applicazioni di terze parti. Il Certificatore non si ritiene, peraltro, responsabile dei danni causati agli utenti Titolari e utilizzatori o a terzi conseguenti al non rispetto, da parte del Titolare, delle regole definite nel presente Manuale Operativo. Il Titolare, a seguito della presa visione del presente Manuale Operativo, deve porre in opera tutte quelle misure di speciale diligenza atte ad evitare danni a terzi legati all uso improprio di quanto fornito dal certificatore accreditato. Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 20 di 41
21 E. Tariffe Le tariffe per l emissione, il primo rinnovo, la revoca e la sospensione dei certificati sono le seguenti: Emissione di un certificato con validità di 2 anni su smartcard: Emissione di un certificato con validità di 2 anni su token USB: Revoca e/o Sospensione: 25,00 euro 68,00 euro gratuita Tali tariffe sono comunque in funzione delle quantità trattate e soggette all andamento del mercato. Le tariffe indicate non comprendono il servizio di riconoscimento del Titolare quando non effettuato nei locali della Registration Auhority INTESA. F. Modalità di identificazione e registrazione degli utenti F.1. Identificazione degli utenti Il Certificatore verifica con certezza l identità del richiedente alla prima richiesta di emissione di certificato qualificato. Per i successivi rinnovi tale attività non sarà più ripetuta: sarà cura del Titolare comunicare al Certificatore eventuali cambiamenti relativi ai propri dati di registrazione. L attività di identificazione del richiedente viene effettuata: 1. dal Certificatore, tramite le persone del proprio Ufficio RA; 2. da LRA esterne (par. C.5 - Obblighi delle LRA esterne; ad es. personale dell Azienda o dell Ente Cliente oppure di terze parti appositamente autorizzate dal Certificatore); In ogni caso la persona che fa richiesta della certificazione viene identificata con certezza e viene archiviata da INTESA la fotocopia di almeno un documento ufficiale per lo Stato di appartenenza. Il Titolare sottoscrive: 1. Il contratto di servizio, in duplice copia, in cui sono riportati gli obblighi di ambo le parti. 2. Il documento Modulo Richiesta Certificato Digitale, in duplice copia, in cui riporta i propri dati, tra cui: Ente richiedente. Cognome e nome. Data e luogo di nascita. Codice fiscale (o analogo nel caso di cittadini stranieri non in possesso di codice fiscale italiano). Residenza. Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 21 di 41
22 Numero di telefono (fisso o cellulare). Numero di Fax. Indirizzo di posta elettronica. Tipo, numero ed Ente di rilascio del documento di identità esibito. 3. Il documento Presa visione del Manuale Operativo INTESA, in duplice copia, in cui dichiara di aver preso visione del Manuale Operativo. 4. Il documento Dichiarazione di autorizzazione al trattamento dei dati personali, in duplice copia, in cui dichiara di acconsentire all'utilizzo dei propri dati personali ai sensi del DLgs 196/03. Nel caso la chiave debba essere utilizzata da dispositivi HW con procedura automatica (DPCM 30/03/09 Art.4, comma 2 e 3), verranno notificati al richiedente gli estremi di detti apparati (es. produttore, modello e numero di serie). È responsabilità del richiedente fornire un indirizzo valido di posta elettronica, poiché il Certificatore (che non verifica la validità dell indirizzo) userà in seguito tale indirizzo per comunicare con il richiedente. La documentazione precedente, relativa alla registrazione dei Titolari, viene conservata da INTESA per 20 (venti) anni dalla scadenza del certificato a cura del Responsabile dei servizi tecnici e logistici. Prima di avviare le procedure di richiesta, il richiedente dovrà munirsi del dispositivo di firma richiedendolo ad INTESA, ovvero acquistandolo da un terzo fornitore a patto che il dispositivo sia conforme alle specifiche di utilizzo di INTESA e dalla stessa approvato, nonché conforme all Art.9, commi 4 e 5, del DPCM 30/03/09. Durante la fase di consegna del materiale, il personale INTESA addetto provvederà ad aggiornare il proprio database elettronico riportando i dati identificativi del dispositivo di firma (serial number, numero di lotto, ecc.). F.1.1. Titoli e abilitazioni professionali Nel caso in cui sia richiesta l indicazione nel certificato qualificato di abilitazioni professionali (es. l appartenenza ad un ordine professionale), il richiedente deve produrre idonea documentazione a dimostrazione dell effettiva sussistenza di tali abilitazioni professionali o documentazione equivalente (es. autocertificazione), così come indicato nella deliberazione CNIPA n.4 del 17/2/05. Una copia di tale documentazione viene conservata dal Certificatore. La documentazione atta a supportare la richiesta d inserimento di titoli o abilitazioni professionali all interno del certificato qualificato non può essere antecedente a 10 (dieci) giorni dalla data di presentazione della richiesta di emissione del suddetto certificato. INTESA non è responsabile dei danni derivanti dall'uso improprio di un certificato qualificato con informazioni relative ad abilitazioni professionali. INTESA, in caso di autocertificazione, non si assume alcuna responsabilità, salvo i casi di dolo o colpa grave, per l eventuale inserimento nel certificato d informazioni autocertificate dal titolare. Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 22 di 41
23 F.1.2. Poteri di rappresentanza Nel caso in cui sia richiesta l indicazione nel certificato qualificato di poteri di rappresentanza (es. l appartenenza ad un'organizzazione e la carica ivi ricoperta, l abilitazione ad operare in nome e per conto di un Cliente, etc.), il richiedente deve produrre idonea documentazione a dimostrazione della effettiva sussistenza di tali poteri di rappresentanza. Per la rappresentanza di persone fisiche, il richiedente dovrà produrre una copia autentica della delega o procura notarile sottoscritta dalla persona rappresentata insieme all attestazione di consenso di quest ultima all inserimento del ruolo nel certificato. Nel caso in cui sia richiesta l indicazione nel certificato di un ruolo relativo alla rappresentanza di organizzazioni o enti di diritto privato, il titolare dovrà presentare documentazione atta a comprovare il ruolo di cui si chiede l inserimento nel certificato ed una dichiarazione dell ente di appartenenza nel quale l organizzazione autorizza il certificatore all inserimento dello specifico ruolo nel certificato. Quest ultimo documento non dovrà essere antecedente 20 (venti) giorni rispetto alla data di richiesta di emissione del certificato qualificato. L inserimento nel certificato qualificato d informazioni relative all esercizio di funzioni pubbliche o poteri di rappresentanza in enti od organizzazioni di diritto pubblico sarà subordinato a specifici accordi con gli enti stessi. Sulla base di tali accordi sarà possibile specificare il ruolo del titolare all interno dell ente o organizzazione pubblica. La documentazione prodotta sarà conservata dal certificatore per un periodo di 20 (venti) anni. INTESA non è responsabile dei danni derivanti dall'uso improprio di un certificato qualificato con informazioni relative a poteri di rappresentanza. F.1.3. Limiti d uso Nel caso in cui sia richiesta l indicazione nel certificato qualificato di limiti d uso ovvero un valore limite per i negozi per i quali può essere usato il certificato stesso, il richiedente deve sottoscrivere idonea documentazione attestante la richiesta. Una copia di tale documentazione viene conservata dal Certificatore. INTESA non è responsabile dei danni derivanti dall'uso di un certificato qualificato che ecceda i limiti posti allo stesso o derivanti dal superamento di tale limite. F.1.4. Uso di pseudonimi Il Titolare può richiedere, in particolari casi, che il certificato riporti uno pseudonimo in alternativa ai propri dati reali. Anche in questo caso, poiché comunque ci si riferisce a certificati qualificati, il Certificatore conserverà le informazioni relative alla reale identità dell utente per 20 (venti) anni dopo la scadenza del certificato stesso. F.2. Contratto di servizio tra INTESA ed Ente cliente Nel caso in cui il cliente sia un Ente o una Azienda, i cui dati identificativi saranno definiti a contratto, si applicano anche le norme seguenti, fermo restando quanto Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 23 di 41
24 specificato al paragrafo H.1, dal punto 2 in poi, per l'identificazione e la registrazione dei singoli Titolari. 1. Le persone delegate ad indicare il personale del Cliente abilitato ad essere certificato da INTESA faranno pervenire al Certificatore gli elenchi delle persone alle quali INTESA sarà autorizzata a rilasciare i certificati qualificati. In tali elenchi sarà possibile anche indicare eventuali limitazioni all'uso delle coppie di chiavi, poteri di rappresentanza o abilitazioni professionali. 2. Questi elenchi saranno resi disponibili agli addetti interessati: il personale dell Ufficio RA e dell'help Desk. 3. Le persone autorizzate esibiranno alle LRA documenti analoghi a quelli indicati al paragrafo precedente (F.1). 4. La LRA verificherà che la persona sia autorizzata ad essere certificata e opererà come indicato nel paragrafo F.1, con l'eccezione del primo punto di tale paragrafo. F.3. Registrazione degli utenti Successivamente alla fase di identificazione, viene eseguita la registrazione dei dati dei Titolari sugli archivi del Certificatore. Questa operazione viene sempre eseguita dal personale dell Ufficio RA di INTESA. Durante la registrazione dei dati del Titolare viene generato l identificativo univoco del Titolare presso il Certificatore. G. Modalità di generazione delle chiavi G.1. Generazione delle chiavi di certificazione La generazione delle chiavi all'interno dei dispositivi di firma avviene in presenza del Responsabile di Certificazione, come previsto dal DPCM 30/03/09 all'art.6 ed è preceduta dall'inizializzazione dei dispositivi di firma per il sistema di generazione dei certificati con i quali si firmano i certificati dei Titolari e quelli del sistema di validazione temporale. Il tutto avviene inoltre alla presenza di un numero di responsabili aziendali ritenuto adeguato e sufficiente ad evitare operazioni illecite. Una volta generate le coppie di chiavi, quelle private vengono suddivise in più parti, ciascuna delle quali viene trascritta su due set di smartcard. Le smartcard di ogni set vengono assegnate ciascuna ad una delle persone aziendali presenti, le quali vi assoceranno una propria password che manterranno segreta. Le smartcard di ogni set sono conservate in modo sicuro, come sono conservate in modo sicuro anche le relative password. La lunghezza delle chiavi di certificazione è di 2048 bit. Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 24 di 41
25 G.2. Generazione delle chiavi del sistema di validazione temporale La generazione delle chiavi di validazione temporale avviene secondo quanto stabilito dall Art.45 del DPCM 30/03/09. La lunghezza delle chiavi del sistema di validazione temporale è di 2048 bit. G.3. Generazione delle chiavi di sottoscrizione Completata la fase di registrazione, durante la quale i dati dei Titolari vengono memorizzati negli archivi del Certificatore, è possibile procedere alla generazione delle chiavi di sottoscrizione. Questa operazione può avvenire in due diverse modalità: 1. Chiavi generate dal Certificatore. 2. Chiavi generate dal Richiedente. In ogni caso, avendo a disposizione il dispositivo di firma, il Titolare o gli operatori di RA INTESA potranno generare una nuova coppia di chiavi mediante la funzione di generazione di chiavi asimmetriche dello stesso dispositivo. Le chiavi vengono generate in conformità con il DPCM 30/03/09, Artt. 5, comma 2, e 6, comma 3. I dispositivi di firma utilizzati rispondono ai requisiti di sicurezzi previsti dall Art.9, commi 4 e 5, del DPCM 30/03/09. La lunghezza delle chiavi di sottoscrizione è di 1024 bit. G.3.1. Chiavi generate dal Certificatore Questa procedura viene effettuata dagli operatori di RA INTESA presso i locali del Certificatore. Sono effettuate le seguenti operazioni: 1. L operatore si autentica all applicazione, seleziona i dati di registrazione del Richiedente e attiva la procedura di richiesta di certificato. 2. L applicazione accede al dispositivo di firma con il PIN di default e genera la coppia di chiavi. G.3.2. Chiavi generate dal Richiedente Questa procedura può essere effettuata nei casi in cui il Richiedente disponga di un proprio dispositivo di firma e di un applicazione in grado di generare sia la coppia di chiavi sullo stesso dispositivo, sia la richiesta di certificato in formato PKCS#10. La procedura può essere utilizzata per l operazione di rinnovo di un precedente certificato generato dal Certificatore o per la prima emissione in base agli accordi con il personale INTESA. Revisione 9 (03/06/2011) Pagina 25 di 41
Manuale Operativo del Certificatore Accreditato INTESA per le procedure di firma remota in ambito bancario
per le procedure di firma remota Codice documento: MO-REMBAN Redazione: Antonio Raia Approvazione: Franco Tafini Data emissione 01/11/2011 REVISIONI Revisione n : Descrizione modifiche: Motivazioni: Nessuna
REGOLAMENTO AZIENDALE FIRMA DIGITALE
REGOLAMENTO AZIENDALE FIRMA DIGITALE INDICE 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE DEL DOCUMENTO...2 2. DEFINIZIONI...2 3. CONTESTO NORMATIVO...3 4. ATTORI...4 4.1. CERTIFICATORE...4 4.2 UFFICI DI REGISTRAZIONE...4

References: Art.29
 Art.4
 articolo 33
 Art.29
 Art.36
 Art.30
 Art.32
 Art.14
 Art.10
 Art.10
 Art.39
 Art.9
 Art.7
 Art.4
 Art.1717
 Art.32
 Art.4
 Art.9
 Art.45
 Art.9