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PRESSO LA SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE SICILIANA
PALERMO, PALAZZO STERI, 28 FEBBRAIO 2015
DELLANNO GIUDIZIARIO 2015
UDIENZA DEL 28 FEBBRAIO 2015
Signora Presidente, Autorit, Signore e Signori,
Nel corso del 2014 la situazione economica italiana ha manifestato timidi
segnali di ripresa economica che, purtroppo, tardano a manifestarsi in Sicilia a
causa del perdurare di un ciclo negativo caratterizzato dalla sensibile flessione
del PIL e dalla riduzione del numero delle imprese operanti nel territorio
regionale, con la conseguente perdita di posti di lavoro e un tasso di
disoccupazione, soprattutto giovanile, davvero allarmante.
Risulta, pertanto, aggravata nella nostra regione la condizione di estremo
disagio economico che interessa un numero sempre maggiore di famiglie,
entrate nella spirale della povert.
Il Rapporto Caritas 2014 traccia un quadro preoccupante delle diverse
situazioni di indigenza esistenti nella nostra societ, concentrando lo studio
sulle situazioni di povert estrema e di povert assoluta; questultima, che
interessa una percentuale pari all8% della popolazione, la condizione vissuta
da chi non pu accedere al paniere di beni e servizi ritenuti essenziali per la
conduzione di uno stato di vita minimamente accettabile.
Si tratta di situazioni che pongono questioni esistenziali di grande rilievo,
alle quali spesso le istituzioni pubbliche non riescono a fare fronte, anche per
ragioni legate alle limitate risorse finanziarie da impiegare nel settore
dellassistenza.
linfaticabile
dellassociazionismo privato, svolta spesso in funzione sostitutiva degli enti a
ci preposti.
Al disagio economico si affianca un diffuso malessere sociale, che
interessa soprattutto le nuove generazioni, vittime di un sistema che non ha
saputo e non sa offrire occupazione e prospettive per il futuro, alimentando il
crescente distacco tra cittadini e istituzioni, ai cui rappresentanti viene spesso
imputato il perseguimento di logiche clientelari nella gestione della cosa
Corte dei conti Procura regionale Sicilia | Relazione inaugurazione anno giudiziario 2015
pubblica, a scapito del raggiungimento degli obiettivi di ripresa economica.
In un periodo di stagnazione delleconomia, che dura ormai da troppi
anni, le misure adottate da governo e parlamento per ridurre il debito pubblico
e per favorire la variazione del PIL su valori positivi, sono state finalizzate
principalmente al controllo della spesa pubblica non disgiunto da un
incremento della pressione fiscale che, pur garantendo il tendenziale rispetto
dei parametri di permanenza nella moneta unica, ha sottratto preziose risorse
ai redditi e agli investimenti.
Se da un lato, livelli alti di spesa pubblica sono giustificati per garantire
ai cittadini la fruizione dei servizi propri di uno stato sociale, dallaltro lato,
appare meno giustificata e sostenibile la sussistenza di elevati livelli di spesa
per il funzionamento degli apparati burocratici che amministrano lo Stato.
I processi di revisione della spesa pubblica (spending review) e soprattutto
di contenimento dei costi della politica rappresentano, pertanto, il segnale forte
che lapparato pubblico deve dare ai contribuenti per non far apparire il
sacrificio dei molti quale beneficio precipuo dei pochi.
Pur tralasciando, per motivi di economia espositiva, di analizzare il piano
presentato nel marzo dello scorso anno dal Commissario straordinario per la
revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli, va comunque evidenziato come,
in modo sistematico e organico, siano stati individuati i tempi e le modalit per
il conseguimento dei risparmi di spesa pubblica, anche attraverso consistenti
riforme strutturali da realizzare nel triennio 2014-2016.
A tuttoggi il governo nazionale, in linea con il programma del
commissario Cottarelli, ha provveduto:
- a emanare il c.d. decreto IRPEF-spending review (decreto legge 24
aprile 2014, n.66, recante misure urgenti per la competitivit e la giustizia
sociale, convertito con modificazioni in legge 23 giugno 2014, n.89);
- a fissare un tetto alle retribuzioni dei dirigenti pubblici e delle societ
partecipate (art.13 del citato decreto legge n. 66/2014);
- ad approvare la riforma della Pubblica Amministrazione (decreto legge
24 giugno 2014, n.90, contenente Misure urgenti per la semplificazione e la
trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari, convertito
con modificazioni in legge 11 agosto 2014, n.114);
- a ridurre le auto blu (DPCM 25 settembre 2014);
- a emanare il Jobs Act (legge 10 dicembre 2014, n.183, contenente le
servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonch in materia di riordino della
disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attivit ispettiva e di tutela e
conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro);
- a standardizzare i fabbisogni per i trasferimenti di risorse ai Comuni.
Ancora poco, invece, stato fatto sul versante della riduzione dei costi
della politica, che continuano ad essere eccessivi, anche rispetto agli standard
dei principali Paesi europei.
Occorre ovviamente distinguere i costi per il funzionamento degli organi
legislativi, esecutivi e diplomatici dai rimborsi, indennit e vitalizi per i politici.
Per queste ultime rilevanti questioni, relative al funzionamento delle
istituzioni democratiche, la Procura regionale intervenuta con equilibrio e
incisivit.
Con citazione n.61658 sono stati convenuti in giudizio il Presidente del
consiglio e la quasi totalit dei consiglieri della ex Provincia regionale di
Catania, ai quali stato contestato il danno complessivo di circa 450 mila euro
per lillegittima utilizzazione dei fondi assegnati per spese di missione e di
funzionamento, ritenute non compatibili con le esigenze istituzionali
dellorgano consiliare (nella specie, sono state contestate -tra laltro- le
forniture di giornali, quali la Gazzetta dello Sport, di libri e pubblicazioni di
dubbia compatibilit con le funzioni esercitate dai consiglieri, di gadgets di
varia natura, di decine di migliaia di calendari, ecc.).
Con citazioni del 2 dicembre 2014 sono stati convenuti in giudizio sette
capigruppo dei Gruppi parlamentari dellAssemblea Regionale Siciliana per
lillegittima utilizzazione dei fondi assegnati, non riconducibili agli scopi
dellA.R.S.,
complessivamente quantificato in euro 1.925.496,03.
Con citazione n.62074 sono stati convenuti in giudizio i componenti di un
consiglio comunale siciliano per avere illegittimamente deliberato un
ingiustificato aumento del gettone di presenza, pari al 417%, per complessivi
euro 650 mila circa.
La materia dei gettoni di presenza dei consiglieri, come quella dei
rimborsi ai datori di lavoro dei componenti degli organi elettivi, stata oggetto
di molteplici istruttorie. Con particolare riferimento alla seconda ipotesi, in
mancanza di prova di comportamento doloso degli interessati, stato assai
difficoltoso procedere a una contestazione di danno, in presenza della
previsione di cui allart.20 della legge regionale n.30/2000, la cui stretta
applicazione ha consentito una ingente lesivit dellerario.
Occorre riconoscere come entrambe le problematiche, comunque gi note
da tempo e divenute dirompenti per la nota vicenda che ha riguardato il
Comune di Agrigento, siano state poste allattenzione da parte del governo
regionale con proposte di regolamentazione normativa, finalizzate a eliminare
ogni tipo di abuso, che auspichiamo trovino definitiva soluzione.
La Procura regionale ha registrato il ricorrente spreco di risorse pubbliche
nelle procedure di assunzione di personale o di ingiustificato riconoscimento ai
dipendenti di qualifiche o livelli superiori da parte delle societ in house della
Regione siciliana le quali, nonostante il divieto posto a contenimento e
razionalizzazione della spesa pubblica, previsto dalla deliberazione di Giunta
Regionale n.221 del 30 settembre 2008 e ribadito dallart. 20, comma 6, della
legge regionale n.11/2010, hanno continuato a disporre reclutamento di
personale non giustificato e vietato.
Il fenomeno, oggettivamente allarmante per la finanza pubblica
regionale, diventa particolarmente inquietante nellipotesi di mancato ricorso
alle procedure di evidenza pubblica, accertato in via istruttoria, con la
conseguente violazione dei principi minimi di pubblicit e trasparenza richiesti
anche per le societ a partecipazione pubblica dallart. 18 del decreto legge
n.112/2008, convertito nella legge n.133/2008.
Il fenomeno del reclutamento vietato nelle societ regionali imporrebbe
anche una seria riflessione sui deficit di funzionamento dei meccanismi del
controllo analogo a disposizione del socio di maggioranza o unico, nella specie
la Regione siciliana, la cui attivit di verifica dovrebbe essere regolata dal
legislatore, al fine di rimuovere ogni tentativo di raggirare sia lespresso divieto
legale che le norme poste a tutela della pubblicit e trasparenza.
In dettaglio, sono meritevoli di essere segnalate le citazioni a carico:
- dei responsabili dellillegittima assunzione di personale in societ
interamente partecipata dalla Regione siciliana in vigenza del divieto
espressamente prescritto dalla deliberazione di Giunta Regionale n.221 del 30
settembre 2008 (giudizi n.62072 e n.62103);
- di amministratori, organi di controllo e dirigente generale di una societ
in house della Regione siciliana per il danno erariale di oltre 450 mila euro,
derivante dai maggiori oneri sostenuti per il riconoscimento di livelli superiori
senza procedura concorsuale e nella vigenza di esplicito divieto legale posto a
contenimento della spesa pubblica regionale.
Lesigenza di legalit e giustizia sociale manifestata dai cittadini, che
nello scorso anno hanno inoltrato allUfficio di questo pubblico ministero ben
433 denunce di danno erariale, rappresenta un ulteriore stimolo per la
realizzazione dei compiti di verifica della corretta gestione delle risorse
pubbliche, assegnati nel nostro ordinamento alla Corte dei conti.
Purtroppo, il quadro normativo di riferimento, per ci che concerne
lattivit delle Procure regionali, non ha presentato nel 2014 significative
innovazioni rispetto agli anni precedenti, ad eccezione di rarefatti interventi,
che appaiono inidonei ad incidere sulleffettiva portata dei poteri dindagine
del pubblico ministero contabile o, almeno, a razionalizzare lesercizio delle
funzioni requirenti della Corte dei conti.
Una conferma della limitata attenzione del legislatore alle specifiche
esigenze della giustizia contabile rappresentata dalle recenti modifiche
intervenute per rendere pi efficace il processo esecutivo civile, che nella fase
dellesecuzione del pignoramento legittimano lufficiale giudiziario, previa
autorizzazione del Presidente del Tribunale, ad accedere gratuitamente
mediante collegamento telematico a tutte le banche dati delle pubbliche
amministrazioni e, in particolare, nell'anagrafe tributaria, compreso l'archivio
dei rapporti finanziari (art.492 bis c.p.c., introdotto dallart.19, comma 1
lett. d) del decreto legge 12 settembre 2014 n.132, conv. nella legge 10
novembre 2014 n.162); disposizione applicabile anche per lesecuzione del
sequestro conservativo, ai sensi dellart.155-sexies delle disposizioni di
attuazione del c.p.c. (introdotto dallart.19, comma 2 lett. a) del d.l.
n.132/2014, conv. nella l. n.162/2014).
Poich lesecuzione del sequestro conservativo sui beni mobili e sui crediti
si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento presso il debitore o
presso terzi (art.678 c.p.c.), e tali norme si applicano anche per lesecuzione del
provvedimento del giudice contabile (Cass. SS.UU. n.17471/2009), il problema
si pone soprattutto per il sequestro di beni che presuppone la ricerca dei beni
presso terzi (in particolare, presso gli istituti di credito), che -in base alla nuova
normativa- verrebbe subordinata allautorizzazione allaccesso telematico da
parte del Presidente del Tribunale.
Ulteriore ipotesi di mancata valorizzazione della funzione requirente e
giudicante della Corte dei conti rappresentata dal decreto legge 24 giugno
2014 n.90 (convertito con legge 11 agosto 2014 n.114) che, nellipotesi di
acclarata illegittimit o illiceit dellaggiudicazione di un appalto, prevede
allart.32 la creazione di un fondo speciale per laccantonamento dellutile delle
imprese coinvolte, in attesa degli accertamenti sulle connesse responsabilit,
prescrivendone lindisponibilit sino agli esiti dei giudizi in sede penale
(comma sette) ed escludendo cos la rilevanza del giudizio contabile, la cui
pendenza avrebbe dovuto giustificare lavvio della procedura di creazione
dellaccantonamento straordinario.
Pur nellattuale contesto, il ruolo della Procura regionale conserva
comunque la sua centralit nellazione di contrasto ai fenomeni corruttivi e alle
frodi nei finanziamenti pubblici, indubbi fattori di un allarme sociale
ineludibile e senza precedenti.
Per quanto concerne il primo aspetto, la difficolt di valutare il grado
effettivo e lincidenza della corruzione, al fine di attivare adeguate misure di
prevenzione sotto il profilo normativo ed etico, ha determinato la necessit di
individuarne il livello di percezione.
E, infatti, evidente che la realizzazione di un efficiente sistema
anticorruzione inversamente proporzionale allerrata conoscenza del
Da troppi anni lItalia si trova in posizione pericolosamente distante da
tutte le democrazie occidentali e, in particolare, dai paesi dellUnione Europea
(quasi tutti nei primissimi posti della graduatoria stilata da Trasparency
Un approccio sistemico al tema della corruzione stato avviato sin dal
2012 dallOLAF, che ha riscontrato in Italia gravi carenze nel settore della
gestione e assegnazione degli appalti pubblici, in cui un contratto su dieci
afflitto da una forma di corruzione (numero tre volte maggiore di quanto
emerso in Francia e dieci volte pi che nei Paesi Bassi).
Lo studio dellOLAF incentrato sulla verifica dei costi diretti, cio delle
perdite pubbliche conseguenti ad una performance non ottimale attribuita alla
Lanalisi ha confermato che gli appalti assegnati con procedure viziate da
corruzione sono risultati meno performanti di quelli che, pur caratterizzati da
assoluta legittimit, hanno registrato problemi in termini di efficienza e di
efficacia; infatti, mentre in questultima ipotesi veniva riscontrata una perdita
di denaro pubblico pari al 5% dei costi previsti, per gli appalti conferiti
illecitamente la percentuale rilevata stata pari al 18%.
Lintervento normativo pi significativo rappresentato dalla legge 190
del 2012 (c.d. legge anticorruzione) che, nellintegrare strumenti e finalit
soprattutto preventive e dissuasive, pi che repressive, contiene specifiche
disposizioni immediatamente applicabili nonch principi delega in materia di
incandidabilit e di divieto a ricoprire cariche elettive e di Governo (D.Lgs.
n.235/2012), di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte
delle pubbliche amministrazioni (D.Lgs. n.33/2013), di inconferibilit e
incompatibilit di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e gli enti
privati in controllo pubblico (D.Lgs. n.39/2013).
Seppure appaia indubitabile che la legge anticorruzione introduca nel
nostro ordinamento una struttura di resistenza alla corruzione nella pubblica
amministrazione, di cui gi oggi dovrebbero essere tracciati gli effetti, occorre
per osservare come siamo ancora lontani dalla realizzazione di un compiuto ed
efficiente sistema anticorruzione, com confermato dalle cronache giudiziarie.
Nello scorso anno sono state aperte 141 istruttorie aventi a oggetto danni
conseguenti a reati commessi da amministratori o dipendenti pubblici, di cui
109 riguardano reati di corruzione, concussione o peculato, tra le quali si
segnalano quelle a carico:
- di alcuni funzionari regionali per avere richiesto tangenti a imprenditori
nell'ambito della gestione delle discariche per lo smaltimento dei rifiuti;
- del legale rappresentante di una societ partecipata dalla Regione
siciliana per lutilizzazione della carta di credito dell'ente per spese personali;
- di 114 dipendenti pubblici, appartenenti a diverse amministrazioni,
responsabili della commissione di illeciti finalizzati al riconoscimento di
invalidit civili e di agevolazioni di cui alla legge n.104/1992;
- di funzionari della Motorizzazione civile, responsabili del reato di
concussione, nell'ambito della c.d. inchiesta patenti facili";
- di alcuni impiegati dell'Ufficio tributi di un grosso Comune, per aver
praticato sconti su tributi dovuti da commercianti in cambio del pagamento di
Inoltre, stata emessa la citazione n. G61865, avente ad oggetto un
rilevantissimo danno causato alla Provincia regionale di Catania da un suo
dipendente a seguito di truffa perpetrata nei confronti dell'Istituto Finanziario
Italiano S.p.A., accertata in sede penale. Giudizio recentemente definito in
primo grado con la condanna del convenuto al pagamento di oltre 12 milioni di
euro in favore dellente danneggiato.
Per vicende corruttive, nel 2014 sono state in totale emesse 15 citazioni
con una contestazione di danno di importo complessivo pari a 27 milioni di
In particolare, con 8 citazioni stata chiesta la condanna dei convenuti al
risarcimento del danno allimmagine della pubblica amministrazione, che pu
essere contestato anche in assenza di danni di natura patrimoniale in senso
Tra queste, si indicano le citazioni:
- G61806 a carico di un consigliere comunale condannato con sentenza
definitiva per concussione aggravata dal metodo mafioso;
- G62146 a carico del dirigente generale del Dipartimento regionale degli
Interventi per la Pesca, al quale stato contestato di avere cagionato un danno
allimmagine di euro 293.221,90, per aver commesso atti contrari ai doveri di
fedelt, imparzialit, e onest nei confronti dellAmministrazione di
appartenenza, consistiti nellaver favorito alcune imprese nella fornitura di
servizi, in cambio di utilit ricevute (il giudizio sar discusso nelludienza del 29
La configurazione normativa del danno allimmagine intervenuta con il
decreto legge n.78/2009, con il quale sono stati delimitati, sul piano oggettivo,
gli ambiti di rilevanza del giudizio di responsabilit, ammettendo la
risarcibilit del danno per lesione dell'immagine dell'amministrazione soltanto
in presenza di un fatto che integri gli estremi di una particolare categoria di
delitti (reati contro la pubblica amministrazione previsti dagli artt.314/335 del
codice penale) e, nel contempo, prescrivendo quale presupposto necessario per
lesercizio dellazione di responsabilit lemissione di una sentenza penale
Inoltre, la giurisprudenza ritiene necessaria la presenza del c.d. clamor
fori, derivato dalla diffusione mediatica dei fatti criminosi o dalla loro
particolare risonanza presso lopinione pubblica.
La fonte di conoscenza degli illeciti perseguibili costituita dalle sentenze
di condanna trasmesse dal giudice penale, dalle informative del P.M. penale e
dalle denunce trasmesse dalle stesse amministrazioni danneggiate; ipotesi,
questultima, statisticamente non significativa.
Con riguardo alla sua quantificazione, il danno allimmagine viene
determinato con criteri equitativi ovvero con riferimento al criterio fissato
dalla legge n.190 del 2012, in base al quale lentit del danno si presume, salva
prova contraria, in misura pari al doppio della somma di denaro o del valore
patrimoniale dellutilit illecitamente percepita.
Si osserva come, in base alle vigenti disposizioni, non sarebbe pi
consentito procedere per fatti illeciti che, pur avendo recato un danno
allimmagine, non rientrino tra i reati previsti dal libro I, titolo II, capo I del
codice penale, con la conseguente inibizione dellazione del pubblico ministero
contabile per reati particolarmente odiosi quali, ad esempio, la violenza
sessuale e lassociazione a delinquere di tipo mafioso.
La Procura regionale, nel registrare nella materia un indirizzo costante
della Sezione giurisdizionale per la Regione siciliana aderente al testo della
norma richiamata (e, in linea con linterpretazione offerta dalla sentenza della
Corte costituzionale n.355/2010), rileva che parte della giurisprudenza
contabile (Sez. giur.le Toscana nn. 90 del 17 marzo 2010 e 277 del 2 agosto
2011; Sez. giur.le centrale dappello nn. 379 dell11 marzo 2014 e 522 del 3
aprile 2014) ha affermato linsussistenza di preclusione per il pubblico
ministero presso la Corte dei conti ad agire in giudizio per il risarcimento del
danno allimmagine, discendente dalla commissione di reati comuni e non
soltanto nelle ipotesi di delitti contro la pubblica amministrazione.
Sotto questo profilo la Procura regionale, nellauspicare ladesione al
predetto indirizzo giurisprudenziale da parte della Sezione siciliana, reputa
comunque indifferibile un intervento del legislatore che elimini ogni forma di
ambiguit sui presunti limiti del P.M. contabile in materia di danno
, altres, necessaria in via generale ladozione dinterventi normativi
integrativi della legge 190, le cui innovazioni, per quanto significative, non
incidono in maniera determinante allattuazione del progetto voluto dal
legislatore, n esaltano il ruolo del Procuratore regionale in funzione
Lazione del pubblico ministero contabile nel contrasto dei fenomeni
distorsivi delle risorse pubbliche interviene nella fase patologica dellattivit
amministrativa, quando ormai si verificato un danno erariale.
Essa, pertanto, integra una funzione repressiva, da cui discende anche un
effetto di prevenzione generale per gli elementi di deterrenza che connotano
listituto della responsabilit amministrativa.
Tuttavia, la funzione di deterrenza risulta vanificata dal decreto legge 1
luglio 2009 n.78 (conv. in legge n.102/2009) che, tra gli urgenti provvedimenti
finalizzati alla razionalizzazione della finanza pubblica, ha surrettiziamente
introdotto la specificit e la concretezza della notizia di danno quale limite
allattivit istruttoria, a pena di nullit dellazione di responsabilit.
Nel corso delle udienze dinaugurazione dellanno giudiziario della
Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione siciliana svoltesi
negli ultimi anni, sono stati ripetutamente criticati i risultati restrittivi
conseguenti allapplicazione della norma, che nega la possibilit di un
intervento preventivo utile per evitare, in radice, linsorgere di un danno
Sotto tale aspetto non si registrano nello scorso anno modifiche alla
predetta disciplina, non avendo ritenuto il legislatore di valorizzare lapporto
professionale delle Procure della Corte dei conti attraverso il potenziamento
della funzione requirente contabile, al fine di integrare un impianto normativo
interessante nella concezione e innovativo nellaffermazione dei valori di
trasparenza e legalit nellazione amministrativa, ma essenzialmente
svuotando (o, almeno, non incentivando) lefficacia repressiva della
giurisdizione contabile, tanto da far apparire fondate le preoccupazioni di
alcuni commentatori sulla prevalenza della c.d. anticorruzione formale sulla
c.d. anticorruzione sostanziale, perpetuata dalla legge n.190/2012 e non
corretta successivamente.
Daltra parte, si osserva come sovente le tante ipotesi penalmente
rilevanti, spesso definite con il procedimento dellapplicazione della pena su
richiesta delle parti, di cui allart.444 del codice di procedura penale, e la
concessione del beneficio condizionale della pena, non portino a sostanziali
risultati di efficacia punitiva, spesso non correlata alla gravit del reato e
allillecito profitto conseguito: si pensi che nel 2014, su una popolazione
carceraria di circa 54mila persone, soltanto 204 soggetti risultano detenuti in
esecuzione di condanne passate in giudicato per corruzione.
Conseguentemente, sotto il profilo sia della repressione che della
prevenzione, risulterebbe maggiormente incisiva lazione del pubblico
ministero contabile, che pu in tali ipotesi perseguire gli amministratori e i
dipendenti pubblici responsabili di qualsiasi forma di danno erariale.
Altra non condivisibile lacuna normativa consiste nella mancata
inclusione della condanna pronunciata dal giudice contabile tra le ipotesi
dinconferibilit di incarichi ad amministratori pubblici e dirigenti, interni ed
esterni alla pubblica amministrazione, previste dallart. 3 del D.Lgs. n.39/2013.
Pertanto, incomprensibilmente, un soggetto viene sanzionato dal
Legislatore anticorruzione se condannato dal giudice penale, con pronuncia
anche non definitiva, per un reato contro la pubblica amministrazione, mentre
risarcimento di un danno erariale di rilevante ammontare da parte della Corte
dei conti non stato ritenuto idoneo a impedire il conferimento di un incarico
Inoltre, non stato attuato n previsto il rafforzamento dei poteri
istruttori del pubblico ministero contabile, che consenta di eliminare qualsiasi
ostacolo alle indagini delle Procure regionali o allattivit istruttoria disposta
dal Giudice contabile, anche attraverso la previsione di specifiche sanzioni.
Particolare rilievo avrebbe, anche per garantire lesaustiva realizzazione
del principio sancito dallart.109 della Costituzione e sempre in funzione
anticorruzione, il riconoscimento normativo di autonomi poteri dindagine
patrimoniale al Procuratore regionale (soprattutto presso gli istituti di credito),
allo stato consentiti soltanto al pubblico ministero penale, con grave vulnus in
termini di efficienza e risultato dellazione contabile, in particolare di quella
esercitata in via cautelare, la cui incisivit direttamente condizionata dalla
sua tempestiva esecuzione.
Nellambito del pi ampio fenomeno corruttivo, lillecita percezione di
contributi pubblici rappresenta senza dubbio laspetto pi preoccupante sia per
la grande portata del profilo strettamente finanziario che per il connesso
pericolo dinfiltrazione della criminalit organizzata.
I dati di rilevazione della c.d. corruzione scoperta, desunti dal numero
delle denunce di reati riconducibili a ipotesi di corruttela, evidenziano che la
truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis del codice
penale) e lindebita percezione di erogazione a danno dello Stato (art.316-ter
del codice penale) sono assolutamente prevalenti rispetto alle altre fattispecie
di reato contro le finanze pubbliche (con una media, rispettivamente, del
31,08% e del 14%).
Questo elemento introduce una riflessione sulla natura della violazione,
amministratore o dipendente pubblico) in capo al soggetto attivo. Si tratta di
reati compiuti dal privato contro una pubblica amministrazione che non
appare in possesso di risolutive misure di tutela e di reazione avverso una
fenomenologia criminosa in cui le associazioni mafiose hanno da tempo assunto
un ruolo centrale in fase propositiva e di gestione dei procedimenti
In questo contesto , pertanto, consequenziale che in alcune aree
geografiche del nostro Paese il fenomeno registri maggiore incidenza.
La delibera della Sezione di Controllo per gli Affari Comunitari e
Internazionali della Corte dei conti, adottata il 30 dicembre 2014, conferma i
dati preoccupanti emersi negli anni passati, soprattutto nellambito del Fondo
europeo di sviluppo regionale, pur rilevando un trend leggermente migliorativo,
salvo un incremento degli importi irregolari nella politica agricola, con una
percentuale rilevante (prossima al 30%) ascrivibile a sospette frodi.
Le modalit attuative della frode pi ricorrenti consistono in false
dichiarazioni finalizzate a mascherare lassenza di requisiti essenziali,
finanziando cos attivit che non vengono parzialmente o totalmente
Tali condotte, certamente strumentali allillecita distrazione delle
agevolazioni erogate, annullano le opportunit di riscatto sociale ed economico
delle Regioni destinatarie del programma, non consentendo lattuazione di un
progetto di riqualificazione professionale dei lavoratori, di sviluppo delle
attivit imprenditoriali e di crescita sostenibile della politica agricola. Senza
considerare il pericoloso incremento di risorse finanziarie in favore
delleconomia illegale, nonch le ricadute negative sul rapporto fiduciario fra
Il potenziamento dellattivit delle Procure regionali della Corte dei conti
sul versante della lotta allindebita percezione di contributi pubblici e la
copiosa produzione giurisprudenziale delle Sezioni giurisdizionali ha costituito
un argine, purtroppo non insormontabile, a questa forma diffusa di malaffare.
Sarebbero auspicabili mirati e incisivi provvedimenti legislativi per
attuare le proposte operative formulate in diverse relazioni di controllo dalla
Sezione per gli Affari Comunitari e Internazionali, finalizzate a introdurre in
materia delle misure di contrasto, ormai indifferibili, quali:
- il rafforzamento delle verifiche in loco nellambito dei controlli di I e II
- lintensificazione del ricorso ad azioni cautelari;
- la diffusione delle informazioni relative ai beneficiari dei contributi, per
evitare una duplicazione di concessione dei benefici;
- la creazione di una black list dei soggetti autori di dichiarazioni mendaci;
- lesclusione dalle procedure di finanziamento di attivit riconducibili a
soggetti che abbiano attuato pratiche fraudolente;
- la revoca tempestiva delle sovvenzioni, nei casi di sospetta frode;
- lesclusione delle autocertificazioni per i requisiti essenziali, richiedendo
specifica documentazione probatoria attestante i requisiti dichiarati, prima di
procedere allerogazione dei contributi;
- lacquisizione di garanzie aggiuntive, nei casi di importi elevati;
- il potenziamento del sistema di recupero degli importi irregolarmente
- il miglioramento delle condizioni contrattuali di garanzia;
- lincentivazione della circolarit delle informazioni con maggiore
interscambio tra le banche dati.
Deve, per, rilevarsi come lintervento del legislatore sia insufficiente in
mancanza di una concreta azione repressiva dello Stato, che possa ripristinare i
necessari livelli di legalit attraverso la comminazione di sanzioni penali ed
economiche concrete, commisurate alla destabilizzazione sociale generata dai
La materia dellillecita utilizzazione delle risorse europee o nazionali per
lo sviamento delle risorse dai programmi pubblici di spesa, con la conseguente
perdita di occasioni di sviluppo economico, anche sotto il profilo del mancato
innalzamento del livello occupazionale, costituisce uno dei prevalenti settori
dindagine dellattivit di questa Procura, che ha individuato condotte illecite
realizzate attraverso la fittizia rappresentazione di costi e accomunate dal
perseguimento di profitto a danno dei bilanci pubblici e dalla mancata
realizzazione del programma pubblico di intervento.
Nel corso del 2014, sono state avviate 167 istruttorie e depositate 18
citazioni a carico di privati destinatari di contribuzioni pubbliche nazionali o
regionali (in prevalenza per illecita percezione di aiuti economici erogati ai
sensi della legge n.488/1992) e di contributi comunitari, prevalentemente nel
settore agricolo e zootecnico (PAC) e per i fondi strutturale (FEOGA) e
orientamento (FESR).
Limporto di cui si richiesto il risarcimento ammonta complessivamente
a oltre 7 milioni di euro.
Non possono, infine, tacersi le gravi criticit riscontrate nella gestione
delle risorse comunitarie in materia di formazione professionale allorch, per
compensare i finanziamenti integrativi (cosiddetti extrabudget) concessi in
passato da dirigenti e assessori regionali agli enti gestori per coprire le spese da
sovradimensionamento del personale, una parte dei finanziamenti dellAvviso
20 sono stati unilateralmente incamerati dallAmministrazione regionale, che si
trova esposta al rischio di restituzione delle somme ricevute dalla Comunit
europea a seguito dei recenti rilievi formulati dallOLAF per la violazione dei
Attivit della Procura regionale
Lorganico di diritto della Procura regionale fissato in n.12 magistrati;
al 31 dicembre 2014 risultano assegnati n.7 magistrati, con un tasso di
scopertura di circa il 42%.
Tenuto conto delle istruttorie complessivamente in carico allUfficio
(4.558) e del notevole carico medio di ciascun magistrato (550), si segnala la
necessit di copertura dei posti rimasti vacanti, certo che il Consiglio di
Presidenza della Corte dei conti sapr dare risposte concrete con tempistiche
coerenti con lesigenza di assicurare la piena realizzazione dei compiti assegnati
dallordinamento al pubblico ministero contabile.
In relazione al personale amministrativo, sono attualmente in servizio
n.45 dipendenti, sufficienti per ladempimento delle attivit di segreteria.
Nel corso dellanno sono state aperte n.6.871 istruttorie (n.6.139 nel
2013), eseguiti n.3.110 atti istruttori (richieste di documentazione, deleghe
dindagini, accertamenti diretti e audizioni personali) e adottati n.6.555 decreti
di archiviazione, di cui 4.860 in fase preliminare, con determinazione
immediata del Procuratore regionale.
- n.125 inviti a dedurre a carico di 265 soggetti, ai quali stato contestato
in via preliminare un danno erariale per un importo totale di euro
39.788,703,91;
- n.109 atti di citazione in giudizio nei confronti di 255 convenuti, per un
danno complessivamente accertato di euro 48.799.894,11;
- n.4 richieste di sequestro conservativo, per un importo garantito
complessivo di euro 921.614,40;
- n.3.703 pareri su conti giudiziali, formulati ai sensi dellart. 31 del R.D.
1038/1933;
- n.12 pareri su procedimento monitorio.
- sono state depositate n.3 conclusioni scritte su ricorsi ad istanza di
- sono state pronunciate n.201 requisitorie in udienze dibattimentali e n.8
conclusioni in camera di consiglio;
- sono stati depositati n.13 atti di riassunzione e n.29 atti di appello;
- sono stati effettuati recuperi, in fase di vigilanza sullesecuzione delle
sentenze, per un ammontare di euro 1.970.323,91 (euro 1.423.432,18 nel 2013).
Oltre al rilevante numero di denunce pervenute da privati, gi indicate, e
a 43 circostanziate segnalazioni trasmesse dalla locale Sezione di controllo sono
pervenute informative di danno erariale dalla Guardia di Finanza e dalle altre
forze di Polizia, prevalentemente in materia dillecita percezione di contributi
Sul punto, in particolare occorre purtroppo registrare come la Procura
regionale non abbia potuto avvalersi pi compiutamente dellapporto
altamente qualificato della Guardia di Finanza, forza di Polizia di elezione
della Giustizia contabile, in quanto le informative pervenute dal Corpo
rappresentano soltanto l1,68% del totale delle segnalazioni di danno erariale
che hanno determinato lapertura distruttoria; , pertanto, auspicabile che,
come avvenuto negli anni passati, si intensifichi il rapporto di collaborazione
della Guardia di Finanza con questo requirente e, conseguentemente, il flusso
di informative di danno erariale indirizzate al Procuratore regionale.
A testimonianza dellincisivit dellattivit svolta dalla Procura
regionale, assume particolare rilievo il dato riguardante il risarcimento
spontaneo effettuato, a favore delle amministrazioni danneggiate, dai presunti
responsabili del danno erariale: infatti, a seguito dellapertura dellistruttoria o
della notifica dellinvito a dedurre, sono stati effettuati pagamenti spontanei
per euro 1.300.587,06, con conseguente archiviazione dellistruttoria per
lavvenuto risarcimento del danno erariale. Lipotesi pi significativa
dallavvenuto
931.737,31
versati,
successivamente alla notifica dellinvito a dedurre, da un notaio, responsabile
del mancato riversamento allErario dellingente somma consegnatagli a titolo
di tributi dalle parti private per atti di cui aveva curato il rogito.
Al fine di ridurre il carico complessivo delle pendenze e di definire in
modo sollecito le istruttorie assegnate, nellultimo mese del 2014 sono state
programmate alcune sostanziali modifiche organizzative, entrate a regime
dallinizio del corrente anno.
Anzitutto, si proceduto allabolizione del cd. sistema delle archiviazioni
immediate, da cui derivava lapertura di un rilevante numero di fascicoli
istruttori finalizzata esclusivamente alla formalizzazione dellarchiviazione,
preventivamente disposta dal Procuratore regionale nelle ipotesi di carenza di
elementi che potessero giustificare lavvio di attivit istruttoria.
Con il nuovo sistema tutti gli atti in arrivo (sempre esaminati dal
Procuratore regionale, in funzione di magistrato filtro, per garantire
lunitariet di indirizzo) vengono immediatamente assunti al protocollo (a tal
fine, il personale amministrativo stato richiamato a prestare particolare
attenzione nella individuazione delloggetto per lannotazione nel registro di
protocollo) e -laddove il Procuratore regionale ne ravvisi i motivi- viene
disposta lapertura di una nuova istruttoria.
La procedura consente di razionalizzare lattivit amministrativa del
servizio apertura istruttorie e ottimizzare le risorse umane disponibili, tenuto
conto dellenorme movimentazione di atti registrata nellanno: si pensi che
nello scorso anno, a fronte di 6.555 provvedimenti di archiviazione ben 4.860
sono stati adottati in via immediata, sulla base del solo esame dellatto
Del pari, stata resa pi funzionale la gestione dei procedimenti di
condanna per lirragionevole durata del processo trasmessi dalle competenti
Corti di appello, che non sono pi oggetto di archiviazione immediata (sino alla
fine del 2014 sono stati emessi n.720 decreti di c.d. prearchiviazione). Anche in
questo caso, il Procuratore regionale esamina direttamente gli atti pervenuti,
disponendo contestualmente lapertura dei fascicoli istruttori (ipotesi residuale,
in quanto nel 2014 sono state aperte per tale materia solo 29 istruttorie).
Un altro settore che beneficia della gestione degli atti esclusivamente
tramite protocollo quello dei debiti fuori bilancio, che nel 2014 ha
rappresentato circa il 50% degli atti pervenuti alla Procura regionale. Si tratta
di una quantit assai elevata di documentazione, costituita dalle delibere
adottate dalle amministrazioni locali e dai numerosi allegati, per cui stato
introdotto un innovativo sistema di totale gestione informatizzata, mediante
un programma interamente realizzato dalla Procura regionale siciliana che si
dimostrato affidabile ed efficace.
Il presupposto indispensabile per il funzionamento della procedura
informatica stato quello di ottenere la disponibilit degli atti in formato
digitale; esigenza alla quale le amministrazioni obbligate hanno gi aderito o
sono in corso di adeguamento, in esecuzione di specifica richiesta indirizzata
nello scorso mese di dicembre a tutti gli enti locali siciliani.
Il nuovo sistema consente la valutazione in tempo reale della
documentazione pervenuta che, gi protocollata in entrata, viene esaminata
dal Procuratore regionale il quale contestualmente dispone lapertura
dellistruttoria; in caso contrario, gli atti restano conservati nellarchivio
informatico della Procura, senza necessit di ulteriori attivit o annotazioni.
Tali procedure rispondono allesigenza di attuare linderogabile processo
di dematerializzazione degli atti, in esecuzione delle disposizioni normative
vigenti in materia (D.Lgs.7/3/2005 n.82, D.L. 22/6/2012 n.83, DPCM 3/12/2013,
DPCM 13/11/2014).
La digitalizzazione di parte dellattivit amministrativa della Procura
non soltanto propedeutica allesercizio delle funzioni requirenti intestate ai
pubblici ministeri, ma anche preparatoria per lintroduzione del processo
contabile telematico, di cui si auspica limminente e ormai indifferibile
attivazione, stante il disposto dellart.43 del decreto legge n.90/2014.
La Procura regionale siciliana ha gi avviato un progetto pilota di
informatizzazione delle istruttorie assegnate a due magistrati di questo Ufficio
che -come gi evidenziato in altre sedi- ha fornito risultati importanti e
significativi, consentendo nellarco di pochi anni, grazie anche alla progressiva
riduzione dellarretrato pi risalente, di attestarsi su una percentuale di
digitalizzazione di circa il 90% delle istruttorie dei due colleghi interessati, che
sono gestite anche sul tradizionale supporto cartaceo.
La digitalizzazione ha consentito di testare sul campo le potenzialit dei
sistemi informatici della Corte e la semplicit con la quale buona parte del
lavoro pu essere delocalizzato, senza causare svantaggi in termini di sicurezza
e riservatezza, consentendo di perfezionare e autenticare i procedimenti
istruttori attraverso lutilizzazione della firma digitale dei documenti,
attualmente gi in possesso del Procuratore regionale e del Vice Procuratore
Nel ribadire che, a tuttoggi, la digitalizzazione si affianca ma non
sostituisce le procedure basate su supporto cartaceo, si evidenzia come su
queste basi la Procura regionale non si trovi impreparata allavvio del processo
contabile telematico.
Le irregolarit gestionali e amministrative lesive dellerario pubblico, di
cui stata data una sintetica rappresentazione, evidenziano sicuramente un
quadro disarmante, tendenzialmente in linea con quanto emerso negli anni
Occorre, per, rimarcare che i danni erariali perseguiti da questo Ufficio
sono imputabili a comportamenti e responsabilit individuali, a fronte dei
quali la Procura regionale ha il dovere di mettere in risalto le molteplici
situazioni virtuose riscontrate nelle pubbliche amministrazioni con le quali
giornalmente a contatto.
Se ormai indifferibile ladozione di concreti interventi, finalizzati a
risolvere lattuale e diffusa condizione di disagio, che rischia di scatenare
tensioni sociali senza precedenti, non appare condivisibile lopera di
delegittimazione della politica e di tutti i suoi rappresentanti.
Il corto circuito che si creato tra cittadini e istituzioni costituisce un
problema che non riguarda la sola classe politica e che non pu essere
affrontato soltanto in via giudiziaria.
consapevolezza ogni iniziativa consona allautorevolezza del proprio ruolo, al
fine di evitare pregiudizi in ordine a prerogative di stato che vengano
interpretate come autoreferenziali privilegi di casta.
Lattenzione maggiore deve essere rivolta alle giovani generazioni, le pi
vulnerabili alla crisi del sistema dei valori e del conseguenziale smarrimento del
senso di moralit nella nostra societ, ripristinando un percorso virtuoso di
conoscenza delle Istituzioni e di elaborazione e diffusione della cultura dei
La Procura regionale, quale ufficio di riferimento per la Sicilia, interviene
in questo processo di educazione dei giovani alla legalit attraverso un nutrito
programma di incontri con le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie,
nellambito del progetto Legalit e Scuola, attuato in esecuzione del
protocollo dintesa stipulato tra il Procuratore Generale della Corte dei conti e
Liniziativa, coordinata in stretto raccordo con lUfficio Scolastico
Regionale per la Sicilia da una collega della Procura, ospite di diversi istituti
scolastici del capoluogo, ha riscontrato da parte dei giovani un considerevole
interesse, tanto da rendere necessario un significativo ampliamento del
calendario degli incontri per il 2015.
Gi lo scorso anno una scolaresca di Caltagirone ha assistito a unudienza
celebrata innanzi alla Sezione giurisdizionale dappello presso la nostra sede di
Palermo ed stata poi ricevuta dai vertici degli uffici, ai quali sono state poste
domande sulle procedure dindagine, sullo svolgimento dei processi e sui
risultati dellattivit svolta dalle sezioni giurisdizionali e dalle procure.
Da ultimo, quale breve annotazione di servizio, desidero comunicare che
il testo integrale di questo intervento unitamente al report completo
dellattivit svolta dalla Procura regionale nel 2014 rinvenibile sul nostro sito
istituzionale (www.corteconti.it), in esecuzione delle disposizioni date dal
Segretario Generale della Corte dei conti nellambito di una politica di
contenimento dei costi, alla quale questo Ufficio ha doverosamente e
convintamente aderito.
Concludo con un forte ringraziamento, dovuto e affettuoso, a tutto il
personale amministrativo della Procura per il costante e appassionato impegno
al fianco dei magistrati.
A nome dei miei colleghi procuratori e mio personale, ringrazio gli
esponenti delle Istituzioni pubbliche e i rappresentanti degli enti locali, con
particolare riguardo agli amministratori dei piccoli e medi comuni siciliani, che
costituiscono un forte presidio di legalit nella nostra isola, dove diviene
sempre pi pressante la necessit di rafforzare la presenza e il senso dello Stato.
Ringrazio tutte le forze di Polizia, per lelevato spirito di servizio e le
riconosciute doti di professionalit profuse nellapprezzabile attivit di
collaborazione con le magistrature inquirenti.
Un saluto cordiale agli Avvocati del libero foro, interpreti corretti di una
dialettica processuale che ha consentito alla Procura un maggiore
approfondimento delle tematiche trattate nel rispetto reciproco dei ruoli, per il
perseguimento dei superiori, comuni interessi di giustizia.
Esprimo sentita riconoscenza al Magnifico Rettore per averci ospitato in
questa splendida sede.
Un saluto al Procuratore Generale Salvatore Nottola, ai rappresentanti
del Consiglio di Presidenza e dellAssociazione Magistrati della Corte dei conti,
al Presidente emerito della Corte dei conti Luigi Giampaolino e al mio
predecessore Presidente Guido Carlino.
Infine, ringrazio le Signore e i Signori presenti per la sensibilit mostrata
nel seguire il mio intervento.
Le chiedo, pertanto, Signora Presidente di dichiarare aperto lanno
giudiziario 2015 della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la
NOVIT GIURISPRUDENZIALI IN MATERIA DI RESPONSABILITA
Con sentenza n.39/2014 in data 26 febbraio 6 marzo 2014, pronunciata
nel giudizio di legittimit costituzionale degli artt. 1, commi 1-12 e 16, 3
comma 1 lett.e), 6 commi 1-3 e 11-bis del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174,
stato fornito un contributo alla definizione del perimetro del controllo
affidato alla Corte dei conti sui rendiconti dei Gruppi consiliari, che
costituiscono parte necessaria del Rendiconto generale di ogni Regione, nella
misura in cui le somme utilizzate dai gruppi (sia quelle acquisite che quelle
restituite) devono essere conciliate con le risultanze del bilancio regionale. A tal
fine, la Corte ha ritenuto obbligatorio lesame di tipo documentale delleffettivo
impiego delle somme assegnate ai Gruppi, senza alcuna verifica sul merito della
loro utilizzazione, a salvaguardia dellautonomia politica dei soggetti
destinatari della provvista economica.
Con sentenza n.130/2014 in data 15 aprile 7 maggio 2014, pronunciata
nel giudizio per conflitto di attribuzione tra enti, sono state annullate le
deliberazioni adottate da alcune Sezioni regionali di controllo della Corte dei
conti che, in relazione allesercizio finanziario 2012, avevano violato
lautonomia dei consigli regionali, esercitando il potere di controllo sui
rendiconti dei gruppi consiliari in assenza dei criteri previsti nelle linee guida
deliberate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e
le Province autonome, di cui al D.P.C.M. 21 dicembre 2012 (entrato in vigore il
successivo 17 febbraio 2013).
Con sentenza n.188/2014 in data 20 maggio 23 giugno 2014,
pronunciata nel giudizio di legittimit costituzionale in via principale dellart.
10 secondo comma della legge della Provincia autonoma di Bolzano 11 ottobre
2012 n.18, stata dichiarata costituzionalmente illegittima, per violazione
dell'art. 119 della Costituzione, la previsione per l'assessore provinciale alle
finanze di avvalersi di istituti di credito diversi dal tesoriere unico per
l'assunzione di anticipazioni di cassa, in misura illimitata e da contabilizzarsi
nelle partite di giro.
Secondo il Giudice delle Leggi, il valore costituzionalmente protetto del
divieto di indebitamento per spese diverse dagli investimenti che trova
espressa enunciazione nel predetto parametro, ma viene declinato, in modo
assolutamente coerente ed integrato secondo esigenze meritevoli di disciplina
uniforme, attraverso altre disposizioni costituzionali, quali gli artt. 81 e 117,
commi secondo, lett. l ), e terzo ha consistenza di clausola generale in grado di
colpire direttamente (indipendentemente dall'esistenza di norme applicative
nella pertinente legislazione di settore) tutti gli enunciati normativi che vi si
pongono in contrasto. Inoltre, i concetti di indebitamento e di investimento
devono essere univoci sull'intero territorio nazionale e per questo motivo la loro
emanazione di competenza dello Stato.
La norma impugnata viola l'invocato principio perch:
- prevede una competenza a determinare e quantificare l'anticipazione
secondo la mera discrezione dell'assessore alle finanze con assenza di qualsiasi
- estende la possibilit di approvvigionamento finanziario ad altri istituti
- prevede l'allocazione delle anticipazioni di cassa in partite di giro,
sottraendone la corretta rappresentazione economica e contabile ai fini della
verifica del rispetto dei limiti consentiti per tali categorie di operazioni.
stato poi affermato, in linea generale, come l'anticipazione di cassa sia
negozio caratterizzato da una causa giuridica nella quale si combinano la
funzione di finanziamento con quella di razionalizzazione dello sfasamento
temporale tra flussi di spesa e di entrata, attraverso un rapporto di
finanziamento a breve termine tra ente pubblico e tesoriere; nel caso di specie,
il carattere di finanziamento a breve termine ascrive l'anticipazione di cassa
alla categoria dell'indebitamento mentre l'altra funzione di fatto assente.
Conseguentemente, le anticipazioni in questione non risultano finalizzate a
finanziare investimenti e costituiscono, pertanto, forme illegittime di
Con ordinanza n.70 del 7 gennaio 2014 stata affermata la giurisdizione
della Corte dei conti in materia di utilizzazione di contributi pubblici in
difformit dalla legge. La chiara esistenza del danno costituito dalla erogazione
di un contributo non dovuto e gestito per fini diversi da quelli per i quali era
stato corrisposto integra un palese danno ingiusto subito dallo Stato,
qualificabile come "danno erariale".
Sentenza n.63 del 14 gennaio 2014. La giurisdizione contabile non
preclude al datore di lavoro lesercizio dellazione civile di responsabilit. In
particolare, la configurabilit di una azione di responsabilit promossa dal
Procuratore della Corte dei Conti (nei confronti di dipendenti di enti o societ
che abbiano natura sostanziale di ente assimilabile a una amministrazione
pubblica) non esclude la possibilit del datore di lavoro (nel contesto di un
rapporto di lavoro privatistico) di proporre, anche contemporaneamente,
un'azione nei confronti del dipendente basata sulla violazione della disciplina
contrattuale del rapporto di lavoro. Tale conclusione rimane pienamente valida
anche dopo l'entrata in vigore della L. n. 20 del 1994, art. 1, che ha ampliato
l'ambito della giurisdizione contabile, comprendendovi la responsabilit per
danno erariale degli amministratori e dei dipendenti di tutti gli enti pubblici,
anche "economici" (Cass. 22 dicembre 2003 n. 19667, cui si costantemente
uniformata la successiva giurisprudenza di questa Corte), fra i quali rientrava
anche l'Ente Poste, che all'epoca dei fatti e comportamenti posti alla base della
domanda era il datore di lavoro della ricorrente
Sentenza n.1518 del 27 gennaio 2014. Ritenere insussistente linteresse al
condono erariale non equivale a negare la tutela giurisdizionale.La sentenza
n.3854 del 2012 delle sezioni unite ha enunciato il principio secondo il quale, in
tema di sindacato delle sezioni unite della Suprema Corte di cassazione per
motivi inerenti alla giurisdizione, rientra nell'ambito dello stesso non solo la
denuncia di violazione della norma attributiva dei poteri cognitivi per un loro
esercizio oltre i limiti segnati dalla legge, ma anche, logicamente, l'ipotesi
opposta di una mancata erogazione della tutela giurisdizionale per ragioni non
previste dalla norma. Ne consegue che sono affette da eccesso esterno dai poteri
giurisdizionali le pronunce della Corte dei conti con cui l'inammissibilit
dell'istanza di definizione agevolata della controversia sulla responsabilit
amministrativa, avanzata ai sensi della legge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1
commi 231-233, venga pronunciata in ragione della proposizione dell'appello ad
opera della parte pubblica, posto che detta domanda pu dichiararsi preclusa
solo in difetto dei diversi presupposti indicati dalla legge, e cio se proveniente
da soggetto non legittimato, o perch non richiesta in appello dall'appellante, o
domandata per condanne per fatti commessi dopo il 31 dicembre 2005, o dopo
il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado che ha statuito la
condanna stessa.
Viceversa, nel caso in esame la Corte dei conti non ha negato la tutela
giurisdizionale normativamente garantita ma, interpretando tale normativa
anche alla luce della sentenza n. 183 del 2007 della Corte costituzionale, ha
ritenuto che il ricorrente difettasse del necessario interesse processuale.
Sentenza n.2287 del 3 febbraio 2014. La Suprema Corte, in materia di
concessione di contributi pubblici, ha confermato il proprio indirizzo
giurisprudenziale in ordine alla sussistenza della giurisdizione della Corte dei
conti nei confronti del privato percettore. Principio ribadito nella successiva
sentenza n.25138 del 26 novembre 2014 (Ai fini del riconoscimento della
giurisdizione della Corte dei conti per danno erariale, non deve aversi riguardo
alla qualit del soggetto che gestisce il denaro pubblico - che pu anche essere
un privato od un ente pubblico non economico - bens alla natura del danno e
degli scopi perseguiti. Ne deriva che qualora l'amministratore di un ente, anche
avente natura privata, cui siano erogati fondi pubblici, per sue scelte incida
negativamente sul modo d'essere del programma imposto dalla Pubblica
Amministrazione, alla cui realizzazione esso chiamato a partecipare con l'atto
di concessione del contributo, in tal modo determinando uno sviamento dalle
finalit perseguite, egli provoca un danno per l'ente pubblico del quale deve
rispondere davanti al giudice contabile).
Ordinanza n.3201 del 12 febbraio 2014. Le SS.UU. hanno negato la
sussistenza della giurisdizione della Corte dei conti nei confronti della societ
Autostrade del Brennero S.p.A., per mancanza delle caratteristiche della
societ in house, non essendo retta da una qualche disciplina legale che la
collochi su di un piano significativamente diverso da quello di altre societ a
partecipazione pubblica cui siano stati affidati in concessione pubblici servizi.
Con la precedente sentenza n.26283 del 25 novembre 2013 stata
individuata un'altra particolare situazione in cui la giurisdizione della Corte dei
conti pu esplicarsi in presenza della denuncia di un danno arrecato al
patrimonio di una societ a partecipazione pubblica dagli organi della stessa:
quando la relativa azione sia diretta a far valere la responsabilit di chi
impersona tali organi (o eventualmente di dipendenti) per il pregiudizio
cagionato ad una societ in house, per tale dovendosi intendere quella
costituita da uno o pi enti pubblici per l'esercizio di pubblici servizi, di cui
esclusivamente siffatti enti possano esser soci, che statutariamente esplichi la
propria attivit prevalente in favore degli enti partecipanti e la cui gestione sia
per statuto assoggettata a forme di controllo analoghe a quello esercitato dagli
enti pubblici sui propri uffici (condizioni non riscontrate nellipotesi della
societ Autostrade del Brennero S.p.A.).
Sentenza n.5491 del 10 marzo 2014. In materia di giurisdizione della Corte
dei conti nei confronti di amministratori e dipendenti delle societ a
partecipazione pubblica, stato confermato che, stante l'alterit giuridica e
patrimoniale tra la societ di capitali anche a totale partecipazione pubblica e
il socio pubblico, e con la sola eccezione delle societ in house providing
(trattandosi in questo caso di un'articolazione dell'amministrazione), deve
essere esclusa la natura erariale del danno cagionato dagli amministratori della
societ di capitali al patrimonio societario. Ne consegue che, diversamente da
quanto opinato dal giudice contabile, non sussiste la giurisdizione della Corte
dei conti relativamente ai danni prodotti alla ACSA CE/3 S.p.A. dal suo
direttore generale, atteso che al momento dei fatti -il solo momento al quale
occorre fare riferimento, rimanendo precluso l'esame di successive modifiche
statutarie- la societ in questione non evidenziava le caratteristiche richieste
dalle SS.UU. per poter essere considerata una societ in house providing (cos
dovendosi intendere quella costituita da uno o pi enti pubblici per l'esercizio
di pubblici servizi, di cui esclusivamente i medesimi possano essere soci; che
statutariamente esplichi la propria attivit prevalente in favore degli enti
partecipanti; la cui gestione sia per statuto soggetta a forme di controllo
analoghe a quelle esercitate dagli enti pubblici sui propri uffici).
Con sentenza n.22609 del 24 ottobre 2014, le SS.UU. hanno ribadito
lorientamento assunto in materia di giurisdizione sulle societ a partecipazione
pubblica (gi confermato dalla Suprema Corte in molteplici pronunce emesse
nel corso del 2014).
Ordinanza n.23257 del 31 ottobre 2014. La gestione dei fondi pubblici
erogati ai gruppi consiliari regionali soggetta alla giurisdizione della Corte dei
conti, confermando il quadro giurisprudenziale gi tracciato con le precedenti
pronunce nn. 295 del 9 gennaio 2013 e 3367 del 15 febbraio 2007, che riconosce
ai gruppi parlamentari e/o assembleari natura privatistica limitatamente
allattivit direttamente connessa alla matrice partitica dalla quale traggono origine
mentre attribuisce loro natura pubblicistica, in rapporto allattivit che li attrae
nellorbita della funzione istituzionale del soggetto giuridico, assemblea,
parlamentare o regionale, nel cui ambito sono destinati ad operare tanto da
spingersi a riconoscere agli stessi gruppi un carattere bivalente, accentuando la
connotazione pubblicistica della relativa funzione, in sintonia con la
circostanza della esistenza di gruppi misti o gruppi unipersonali (prova di
una funzione inerente allistituzione regionale piuttosto che al partito). Con ci
rappresentando che la giurisdizione della Corte dei conti si radica sulla
centralit della predeterminazione dello scopo perseguito attraverso le
pubbliche risorse, in relazione alla natura delle risorse utilizzate e non gi in
relazione alla qualit del soggetto: in questo senso lo stretto rapporto
strumentale dellattivit dei gruppi con lattivit dellistituzione regionale e
lerogazione di somme in favore dei gruppi assembleari, con precise finalit,
porta quale ineludibile effetto linstaurarsi di un rapporto di servizio del
soggetto percettore di erogazioni a carico del bilancio regionale.
Sezioni riunite della Corte dei conti
Con sentenza n. 30/2014/QM del 4 agosto 2014 le Sezioni riunite in sede
giurisdizionale; si sono pronunciate sulla questione di massima promossa dal
Presidente della Corte dei conti articolata nei seguenti distinti, ma connessi,
a) se sia attivabile, anche alla luce dei principi recati dallarticolo 122 Cost.
e delle nuove disposizioni dettate dallarticolo 1, commi 9 e seguenti, del d.l. n.
174/2012, convertito in legge 7 dicembre 2012, n. 213, il giudizio di conto
relativamente alla gestione dei fondi pubblici erogati ai Gruppi consiliari regionali
secondo le norme regionali attuative della legge 6 dicembre 1973, n. 853;
b) per leventualit di risposta positiva al quesito sub a), quali siano, anche
da punto di vista procedimentale, i rapporti intercorrenti tra il giudizio di conto
innanzi la Sezione giurisdizionale e lesame del rendiconto innanzi la Sezione di
controllo, di cui allart. 1, comma 9 e seguenti, del d.l. n. 174/2012, convertito in
Le Sezioni riunite, dopo aver sottolineato che lart. 1, comma 9, del d.l. n.
174/2012, convertito con modificazioni dalla l. n. 213/2012 ha previsto la
trasmissione dei rendiconti dei fondi destinati ai Gruppi consiliari dei consigli
regionali alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la loro
approvazione, hanno enunciato il principio di diritto secondo il quale non
attivabile il giudizio di conto nei confronti dei Presidenti dei Gruppi consiliari
regionali relativamente alla gestione dei fondi pubblici erogati secondo le
norme regionali attuative della legge 6 dicembre 1973, n. 853.
Di conseguenza, non trovando applicazione, in relazione alla gestione di
tali fondi, lobbligo di resa del conto giudiziale, inammissibile listanza del
pubblico ministero contabile per la resa del conto da parte del presidente di un
gruppo consiliare regionale, ferma restando la soggezione del presidente e dei
componenti del gruppo alla responsabilit amministrativa e contabile per
leventuale illecita utilizzazione dei fondi assegnati al gruppo stesso.
ATTIVITA DELLUFFICIO
scopertura di circa il 42% rispetto allorganico di diritto.
In relazione al personale amministrativo, sono in atto in servizio n.45
dipendenti, sufficienti per ladempimento delle attivit istituzionali.
Attivit svolta dalla Procura regionale
A chiusura del 2014 si registrato un lieve incremento (+4,78%) delle
istruttorie pendenti (4.558) rispetto allomologo dato di fine 2013 (4.351).
- n.125 inviti a dedurre a carico di 265 soggetti, con cui stato contestato
Con riguardo agli atti di citazione, dei 255 soggetti convenuti in giudizio
n.68 risultano in rapporto di servizio con lo Stato, n.179 con Regione, Comuni,
Province ed enti e societ partecipate ad essi riferibili, n.8 con Aziende
Oltre il 50% delle istruttorie aperte nellanno costituito dalle delibere di
riconoscimento della legittimit di debiti fuori bilancio, la cui trasmissione alla
Procura regionale imposta dallart. 23 della legge 27 dicembre 2002 n.289.
Particolarmente rilevante il numero delle denunce di danno pervenute
da parte di cittadini, movimenti politici o sindacali, imprese, organi
professionali (433), manifestazione di una richiesta dintervento della giustizia
contabile a tutela del pubblico erario e dellaffidamento riposto dallopinione
pubblica nellimpegno istituzionale affidato dallordinamento alla Corte dei
conti, che certamente vede in prima linea i magistrati delle Procure regionali.
Anche le magistrature ordinaria e amministrativa hanno inoltrato
informative di danno in relazione a vicende sottoposte alla loro trattazione, con
la conseguente apertura di 91 istruttorie.
Inoltre, a rimarcare il rapporto sinergico esistente tra tutte le
articolazioni della Corte dei conti, necessario evidenziare come la locale
Sezione di controllo abbia trasmesso n.43 segnalazioni riguardanti ipotesi di
dissesto o illegittimo indebitamento, imputabili agli amministratori degli enti
Infine, sono pervenute informative di danno erariale dalla Guardia di
Finanza e dalle altre forze di Polizia, prevalentemente in materia dillecita
percezione di contributi pubblici.
di informative di danno erariale indirizzate alla Procura regionale.
Per quanto concerne le amministrazioni danneggiate, il 20% delle
denunce riguarda lo Stato, il 10% la Regione siciliana, il 64% gli enti locali, il
3% le aziende sanitarie ed ospedaliere e il 3% gli enti pubblici e le societ
lavvenuto risarcimento del danno erariale. La pi significativa rappresentata
dallavvenuto recupero di euro 931.737,31 versati, successivamente alla
notifica dellinvito a dedurre, da un notaio, responsabile di non aveva riversato
allErario, appropriandosene indebitamente, lingente somma consegnatagli a
titolo di tributi dalle parti acquirenti per atti di cui aveva curato il rogito.
Tra le citazioni emesse lo scorso anno, si elencano di seguito quelle il cui
oggetto assume particolare rilievo nellattivit di contrasto alla cattiva
gestione delle risorse pubbliche.
- Citazione n.61543 - Responsabilit del Sindaco e del Capo settore Ufficio
Urbanistica di un Comune in ordine all'illegittimo conferimento d'incarico a 5
esterni in violazione dell'art.7 comma 6 del D.Lgs. 165/2001 e successive m. e i.
(istruttoria avviata a seguito di verifica ispettiva del Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato): in particolare, stato contestato il mancato
accertamento della possibile utilizzazione di risorse interne, la circostanza che
la prestazione oggetto dell'incarico non era temporanea n altamente
qualificata, l'affidamento non era stato disposto nell'ambito di un programma
approvato dal Consiglio Comunale.
- Citazione n.61658 - Provincia regionale di Catania - uso di risorse
pubbliche finalizzato all'interesse personale del consigliere - irregolarit
riscontrate a carico di tutte le formazioni politiche, di molteplice natura, non
compatibili con esigenze istituzionali (quali: Gazzetta dello sport, 50 mila
calendari, ecc.).
- Citazione n.61669 - I.A.C.P. di Agrigento - danno causato da dipendente
addetto all'elaborazione delle buste paga del personale, che dal 2009 al 2013 si
autoattribuito retribuzioni superiori a quelle spettanti.
- Citazione n.61776 - Presidente di un Gruppo Parlamentare
dellAssemblea Regionale Siciliana - XIII legislatura condannato per peculato
(appropriazione somme assegnate per il funzionamento del Gruppo).
- Citazione n.61872 - P.O.R. Sicilia 2000/2006 - Irregolare sviamento di
all'imprenditoria
d'imbarcazione destinata ad un armatore (titolare di attivita' imprenditoriale
gi avviata).
- Citazione n.61917 - Medico specializzando - danno conseguente
all'indebita percezione della borsa di studio per la frequenza al corso di
formazione specifica in medicina generale per il triennio 2003/2006,
conseguente alla violazione del dovere di esclusivit.
- Citazione n.61959 - Ipotesi di assenteismo danno patrimoniale e danno
allimmagine contestato ai sensi dell'art.55 quinquies comma 2 del D.Lgs.
n.165/01.
- Citazione n.61978 - Danno sanitario - Rimborso spese legali sostenute
dalla A.S.P. di Caltanissetta nei giudizi contro l'Azienda e il medico
riconosciuto responsabile per negligenza della morte di un nascituro.
- Citazione n.62021 a carico di un dipendente dellufficio della
Motorizzazione civile di Palermo responsabile dellillecito rilascio di patenti di
guida, condannato con sentenza penale passata in giudicato per il reato di
associazione per delinquere e corruzione propria, convenuto in giudizio per
danno da disservizio e danno allimmagine della pubblica amministrazione.
- Citazione n.62051 a carico di un curatore fallimentare, responsabile del
danno subito dal Ministero della Giustizia a causa delleccessiva e ingiustificata
durata della procedura fallimentare.
- Citazione n.62072 a carico di amministratori di societ interamente
partecipata dalla Regione siciliana, responsabili dellillegittima assunzione di
personale nella medesima societ in vigenza del divieto espressamente
prescritto dalla deliberazione di Giunta Regionale n.221 del 30 settembre 2008.
- Citazione n.62074 a carico dei consiglieri comunali di Priolo Gargallo,
per avere illegittimamente deliberato un ingiustificato aumento del gettone di
presenza (pari al 417%), con una contestazione di danno erariale pari a euro
638.572,50.
- Citazione n.62093 a carico di un addetto del C.A.A. di Piazza Armerina,
responsabile dellindebita erogazione di contributi agricoli da parte dellAGEA
in favore di imprenditore agricolo gi deceduto alla data della domanda intesa
a conseguire gli aiuti economici.
- Citazione n.62101 a carico di dipendente dellINPS, responsabile
dellattribuzione di 14 trattamenti pensionistici non dovuti.
- Citazione n.62103 a carico di amministratori regionali, responsabili
dellillegittima assunzione di personale in societ interamente partecipata dalla
Regione siciliana in vigenza del divieto espressamente prescritto dalla
deliberazione di Giunta Regionale n.221 del 30 settembre 2008 e dallart.20
della legge regionale n.11/2010.
- Citazione n.62154 a carico del capogruppo del Gruppo parlamentare
Popolo delle Libert - PDL della XV Legislatura dellAssemblea Regionale
Siciliana, responsabile della illegittima utilizzazione dei fondi del gruppo, non
riconducibile agli scopi istituzionali dellAssemblea Regionale, per i quali sono
- Citazione n.62155 a carico del capogruppo del Gruppo parlamentare
Partito Democratico - PD della XV Legislatura dellAssemblea Regionale
- Citazione n.62156 a carico del capogruppo del Gruppo parlamentare
Grande Sud (gi Forza del Sud) della XV Legislatura dellAssemblea
Regionale Siciliana, responsabile (dallinizio della legislatura al 15/2/2011) della
illegittima utilizzazione dei fondi del gruppo, non riconducibile agli scopi
istituzionali dellAssemblea Regionale, per i quali sono attribuiti.
- Citazione n.62157 a carico del capogruppo del Gruppo parlamentare
Gruppo parlamentare Misto della XV Legislatura dellAssemblea Regionale
- Citazione n.62158 a carico del capogruppo del Gruppo parlamentare
Regionale Siciliana, responsabile (dal 16/2/2011 alla fine della legislatura) della
- Citazione n.62159 a carico del capogruppo dei Gruppi parlamentari
Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro - UDC e I
Popolari di Italia Domani - PID della XV Legislatura dellAssemblea
Regionale Siciliana, responsabile della illegittima utilizzazione dei fondi dei
gruppi, non riconducibile agli scopi istituzionali dellAssemblea Regionale, per i
quali sono attribuiti.
- Citazione n.62160 a carico del capogruppo del Gruppo parlamentare
Movimento per lAutonomia-MPA della XV Legislatura dellAssemblea
Regionale Siciliana, responsabile della illegittima utilizzazione dei fondi del
gruppo, non riconducibile agli scopi istituzionali dellAssemblea Regionale, per
i quali sono attribuiti.
- Citazione n.62219 a carico del Dirigente generale pro tempore del
Dipartimento regionale trasporti e comunicazione, per il danno cagionato
determinato dalle nomine generiche di consulenti esterni i cui compensi non
sono stati non ammessi a discarico dall autorit di controllo dei due progetti
cofinanziati.
Tra le fattispecie di danno erariale pi ricorrenti o di maggiore interesse
oggetto nello scorso anno di attivit istruttoria, ancora non concluse con
lemissione della citazione o se definite non indicate nellelenco precedente, si
registrano diverse ipotesi di illecito erariale, con conferma di quelli seriali, in
materia di illecita percezione di contributi pubblici o di abusi perpetrati da
pubblici dipendenti finalizzati a conseguire un profitto personale per
lespletamento di obblighi di servizio.
Danni patrimoniali e danni allimmagine della p.a. quale
conseguenza di reato
Uno dei profili di maggiore incidenza dellattivit di contrasto realizzata
dalla Procura regionale per perseguire le illegalit nellambito della pubblica
amministrazione riguarda quelle condotte gestionali patologiche che assumono
rilevanza anche sotto il profilo penale.
In totale sono state aperte nello scorso anno 141 istruttorie aventi a
oggetto danni conseguenti a reati commessi da amministratori o dipendenti
pubblici, di cui 109 riguardano reati di corruzione, concussione o peculato, tra
le quali si segnalano quelle a carico:
- di alcuni funzionari dell'Assessorato regionale del Territorio e
dell'Ambiente per avere richiesto tangenti ad imprenditori nell'ambito della
gestione delle discariche per lo smaltimento dei rifiuti;
- di alcuni funzionari della Motorizzazione civile, responsabili del reato di
- di alcuni impiegati dell'Ufficio tributi di un Comune capoluogo di
Provincia, per aver praticato sconti su TARES e TARSU ad alcuni
commercianti in cambio del pagamento di tangenti.
Inoltre, stata emessa la citazione n. G61865, avente ad oggetto il
rilevante danno di oltre 24 milioni di euro causato alla Provincia regionale di
Catania da un di un dipendente dellente a seguito di truffa perpetrata nei
confronti dell'Istituto Finanziario Italiano S.p.A., accertata in sede penale. Il
giudizio, discusso nelludienza del 14 gennaio 2015, stato definito in primo
grado con la sentenza n.150 del 12 febbraio 2015, con la quale il convenuto
stato condannato a risarcire il danno cagionato allAmministrazione
provinciale, quantificato dalla Sezione giurisdizionale in euro 12.085.853,13.
Per vicende corruttive sono state emesse 15 citazioni, con una
contestazione di danno a carico dei convenuti in giudizio per un importo
complessivo di oltre 27 milioni di euro.
irrevocabile di condanna.
norma richiamata (peraltro, in linea con linterpretazione offerta dalla sentenza
della Corte costituzionale n.355/2010), rileva che parte della giurisprudenza
soltanto nellipotesi di delitti contro la pubblica amministrazione.
ambiguit sui presunti limiti del P.M. contabile per lesercizio dellazione di
Illeciti nellaffidamento dincarichi a esterni e di consulenze
Nello scorso anno si registrato il frequente ricorso agli affidamenti
illegittimi di incarichi esterni e consulenze con il conseguente aggravio di spesa
pubblica per il mancato utilizzo delle risorse professionali interne alle
La Procura ha definito diversi fascicoli istruttori in materia, tra i quali si
segnalano i seguenti.
- G61543 - citazione a giudizio per danno erariale di euro 80.000,00 circa a
carico del sindaco del Comune di Aci Castello per illegittimo conferimento
dincarichi di consulenza.
- G61586 - citazione a giudizio per danno erariale di euro 139.533,31 a
carico del sindaco di Priolo Gargallo per nomina fiduciaria illegittima e
reiterata di esperto del sindaco ai sensi dellart.14 della legge regionale n.7/1992
(il giudizio di primo grado stato definito con sentenza n.1153/2014 di parziale
accoglimento della domanda attorea).
- G61783 - citazione a giudizio per danno erariale di euro 140.165,95 a
carico del sindaco di Alcamo per plurime fattispecie di ricorso illegittimo,
ingiustificato e reiterato a professionalit esterne con nomina fiduciaria.
- G61866 - citazione a giudizio per danno erariale di euro 77.300,28 a
di Catenanuova per nomina fiduciaria
ingiustificata e reiterata di esperto del sindaco.
- G61873 - citazione a giudizio per danno erariale di euro 59.875,23 a
carico del sindaco di Acicatena per nomine fiduciarie illegittime e ingiustificate
di soggetti esterni a componenti dellUfficio di Staff.
Violazione delle disposizioni in materia di regolarit finanziaria
I vincoli imposti dallUnione Europea per favorire una maggiore
integrazione in tema di politiche di bilancio, finalizzata a raggiungere
lintegrazione economica, oltre che monetaria, dei paesi della zona euro, ha
determinato sin dal 2003 una produzione normativa in esito alla quale sono
state assegnate alle Sezioni di controllo della Corte dei conti plurime
competenze che hanno introdotto un complesso sistema di verifica della
regolarit della gestione degli enti locali.
Il quadro normativo di riferimento prevede lintervento della Procura
regionale che interviene a tutela delle regole di salvaguardia dei bilanci
pubblici, attivando ladozione di misure di carattere prevalentemente
sanzionatorio, di frequente in rapporto sinergico con la Sezione di controllo,
attraverso mirate segnalazioni di irregolarit gestionali.
Nel 2014, anche su impulso della Sezione di controllo siciliana, che ha
inviato 43 circostanziate segnalazioni, sono state aperte numerose istruttorie
riguardanti ipotesi di dissesto o irregolarit gestionali imputabili agli
amministratori degli enti locali interessati.
Inoltre, in data 31 luglio 2014 stato emesso un atto dinvito a dedurre a
carico degli amministratori di un grosso Comune della Provincia di
Caltanissetta, ai quali stato contestato un danno di circa 120 mila euro per
avere posto in essere atti elusivi ai vincoli imposti dal Patto di stabilit
Infine, si registra, gi allinizio di questanno, la perpetuazione da parte
di alcuni Comuni siciliani di violazione delle norme dettate in materia di
regolarit finanziaria, soprattutto con riguardo allillegittimo ricorso
allindebitamento per lassoluta mancanza di risorse finanziarie, con la
conseguente creazione di un vincolo trentennale per le casse comunali.
Illeciti nella gestione di fondi comunitari e contributi pubblici
innalzamento del livello occupazionale.
E ormai assolutamente pacifico lindirizzo giurisprudenziale sulla
sussistenza della giurisdizione contabile in materia di indebita percezione di
fondi pubblici anche nei confronti degli amministratori delle societ
beneficiarie dei contributi (quasi sempre costituite in forma di societ di
capitale), superandosi in tal modo lo schermo societario, al fine di perseguire
pi efficacemente il risarcimento del danno.
Nel corso del 2014, lattivit svolta dalla Procura regionale ha avviato
167 istruttorie e depositato 18 citazioni a carico di privati destinatari di
contribuzioni pubbliche nazionali o regionali (in prevalenza per illecita
percezione di aiuti economici erogati ai sensi della legge n.488/1992) e di
contributi comunitari, prevalentemente nel settore agricolo e zootecnico (PAC)
e per i fondi strutturale (FEOGA) e orientamento (FESR).
a euro 7.101.836,09.
- per indebita percezione di contributi a carico dellAGEA sono state
aperte 98 istruttorie e depositate 12 citazioni;
- per indebita percezione di contributi a carico del POR-Sicilia sono state
aperte 44 istruttorie e depositata 1 citazione;
- per indebita percezione di contributi erogati ai sensi della legge
n.488/1992 sono state aperte 25 istruttorie e depositate 5 citazioni.
Lattivit inquirente ha individuato nella materia condotte illecite
realizzate attraverso la fittizia rappresentazione di costi ed accomunate dal
Illeciti nella formazione professionale
Uno dei settori della gestione delle risorse da parte della Regione siciliana
maggiormente sensibile ad effetti distorsivi quello della formazione
professionale, nella quale numerosi enti privati accreditati svolgono una
attivit funzionale di competenza dellamministrazione regionale, che
disciplina i requisiti degli enti da accreditare, pianificandone attivit e budget
per la realizzazione dei progetti di attivit formativa.
Lattivit istruttoria, in una materia caratterizzata dalla rilevante entit
dei flussi finanziari impiegati, prevalentemente di derivazione comunitaria,
mirata ad accertare lillegittima o illecita utilizzazione delle risorse, per progetti
parzialmente o totalmente realizzati, per lattribuzione di compensi non dovuti
e per lillegittima instaurazione di rapporti di lavoro.
Tra le istruttorie avviate da questa Procura assume particolare rilevanza,
anche sotto il profilo dellimporto del danno contestato (pari a oltre 600.000,00
euro), quella relativa un ente di formazione professionale, costituito come
associazione, ma facente capo ad un unico nucleo familiare, con un complesso
intrecciarsi di rapporti di locazione, di beni immobili ed attrezzature, nonch di
rapporti di lavoro tra singole persone fisiche e struttura associativa, con palese
conflitto di interessi ed una lievitazione ingiustificata dei costi. Listruttoria
stata definita con atto di citazione G61749, depositata in data 30 aprile 2014; il
relativo giudizio stato discusso alludienza de e, alla data odierna, non risulta
ancora emesso dalla Sezione Giurisdizionale alcun provvedimento.
Altre indagini hanno riguardato:
- ingenti e plurime ipotesi di danno erariale nellaffidamento in house di
un finanziamento di 36 milioni di euro di fondi PAC (Piano Azione e Coesione)
da parte della Regione Siciliana ad un ente di formazione Professionale;
- le gravi criticit riscontrate nel programma gestito dalla Regione
siciliana nellambito della riprogrammazione del PO Occupazione FSE
denominato Piano Opportunit Giovani finanziato con fondi PAC (Piano
Azione e Coesione).
Riveste assoluta rilevanza la sentenza della Sezione giurisdizionale di
primo grado n.401 del 14 marzo 2014 che, nel confermare un indirizzo
giurisprudenziale gi assunto nel 2013, ha ritenuto illegittimi, e -come taliforieri di danno, i finanziamenti integrativi agli enti gestori della formazione
dallamministrazione regionale, erogati in violazione dei limiti massimi di spesa
Sotto tale profilo, si ribadiscono le problematiche riscontrate nella
gestione delle risorse comunitarie allorch, per compensare i finanziamenti
extrabudget concessi in passato agli enti di formazione per coprire le spese
da sovradimensionamento del personale, quota dei finanziamenti relativi al
c.d. Avviso 20 sono stati unilateralmente incamerati dalla Regione siciliana,
la quale, divenuta destinataria di recenti rilievi dellOLAF per violazione dei
regolamenti comunitari, si trova adesso esposta al pericolo di ripetizione delle
somme ricevute dalla Comunit europea.
In materia di gestione del personale, stato registrato il ricorrente spreco
di risorse pubbliche nelle procedure di assunzione di personale o di
ingiustificato riconoscimento ai dipendenti di qualifiche o livelli superiori da
parte delle societ in house della Regione siciliana le quali, nonostante il divieto
posto a contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, previsto dalla
deliberazione di Giunta Regionale n.221 del 30 settembre 2008 e ribadito
dallart. 20 comma 6 della legge regionale n11/2010, hanno continuato a
disporre reclutamento di personale non giustificato e vietato.
alle procedura di evidenza pubblica, accertato in via istruttoria, con la
contenimento della spesa pubblica regionale(giudizio n. G61910).
Sempre nel 2014 stato notificato invito a dedurre per violazione del
divieto di assunzione in altra partecipata regionale con danno erariale di
103.140 euro; la contestazione provvisoria si consolidata nel 2015 con atto di
Si segnala, infine, che sono stati aperti i fascicoli istruttori concernenti:
- il danno determinato da una deliberazione del Commissario
straordinario di una Azienda Sanitaria Provinciale che, senza verifica
dellattivit prestata, ha attribuito ai dipendenti indennit per oltre 700 mila
- gravi violazioni degli obblighi contrattuali, conseguenti alla
liquidazione di compensi non dovuti ai dirigenti della Regione siciliana,
dellamministrazione regionale.
Anche nello scorso anno lattivit dindagine ha avuto a oggetto plurime
ipotesi di danno erariale causato alle aziende sanitarie e ospedaliere, che hanno
riguardato la regolarit delle procedure contrattuali per la provvista di beni e
servizi, le illiceit riscontrate a carico del personale medico e paramedico,
nonch le ricorrenti ipotesi di danni conseguenti a prestazioni sanitarie
concluse con esito negativo (cc.dd. errori sanitari).
Di seguito, si segnalano le fattispecie pi significative.
Citazione n. G61601, riguardante unipotesi di assenteismo imputato a
contestazione di danno allimmagine e danno da disservizio, pari ad euro
10.000 circa.
Citazione n. G61871, avente ad oggetto il danno erariale causato a una
Azienda Provinciale Sanitaria, determinato dallindebita liquidazione di pasti
in misura superiore al numero dei ricoverati;
- istruttoria avente a oggetto il presunto danno erariale cagionato
allASP di Ragusa per risarcimento danni per il decesso di una paziente, quale
conseguenza di un intervento di isterectomia totale subito presso l'Ospedale
Maggiore di Modica;
- istruttoria avente a oggetto una ipotesi di danno erariale cagionato
allASP di Palermo per risarcimento danni sofferti a seguito di trattamento
sanitario ricevuto presso il pronto soccorso del P. O. Dei Bianchi di Corleone;
- istruttoria concernente il presunto danno erariale a seguito di truffa nei
confronti dell'ASP di Palermo perpetrata da un impiegato ed alcuni farmacisti
in ordine alla emissione di ricette per il ritiro di pannoloni per pazienti
- istruttoria avente a oggetto la denuncia di danno erariale a carico di 937
medici di medicina generale della Provincia di Catania per prescrizione di
farmaci senza i requisiti di appropriatezza previsti dall'AIFA.
Gestione dei servizi di riscossione e di tesoreria
Un settore particolarmente delicato dintervento della Procura regionale
relativo allaccertamento della sussistenza di illeciti nella fase della riscossione
di tributi e del loro riversamento nelle casse pubbliche.
Infatti, lesaustivo adempimento delle attivit di riscossione rappresenta
un elemento essenziale per una corretta gestione amministrativa e una
puntuale programmazione della spesa, soprattutto in presenza dellelevato
livello di evasione fiscale che sottrae risorse finanziarie alla Regione Sicilia e
In tale attivit, nel corso del 2014, la Procura regionale ha avviato 37
istruttorie e depositato 10 citazioni nei confronti del concessionario della
riscossione per ritardi e carenze nella attivit di notificazione di cartelle
esattoriali o per danni derivanti dalla attivit di riscossione coattiva svolta
oltre i termini stabiliti dalla legge.
Particolarmente significative poi, sotto il profilo della lesivit erariale,
sono le fattispecie di danno subito dagli enti locali siciliani a causa dellomesso
riversamento di somme riscosse dalla Tributi Italia S.p.A., concessionaria del
servizio per laccertamento e la riscossione di alcune imposte di pertinenza
comunale, che hanno determinato negli scorsi anni lapertura di un numero
rilevante di istruttorie e il deposito nel 2014 di 8 citazioni in giudizio della
predetta societ e dei suoi amministratori, ai quali stato contestato un danno
complessivamente quantificato in euro 5.157.256,48.
Al riguardo, gi negli anni passati, a seguito delle azioni esercitate da
questa Procura, sono state emesse numerose sentenze di condanna, confermate
in appello. Il giudicato stato utilizzato dai comuni per il soddisfacimento del
credito, nellambito della procedura concorsuale riguardante la societ
convenuta, ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria di cui al
decreto legge n.347/2003 (convertito, con modif., con legge n.39/2004).
Inoltre, sono state avviate 11 istruttorie e depositate 4 citazioni nei
confronti di privati incaricati di riscuotere entrate per conto della pubblica
automobilistiche, delle giocate del lotto) che provvedono alla riscossione di
entrate, alla custodia di somme e al loro versamento, acquisendo, in tal modo,
la veste di agente contabile, con assoggettamento alla rigorosa disciplina
prevista dalla vigente normativa (R.D. 23 maggio 1924 n. 827).
La legge 24 marzo 2001 n. 89 (c.d. legge Pinto) prevede che i decreti delle
Corti dappello in materia di equa riparazione debbano essere trasmessi alla
Procura regionale per leventuale addebito della responsabilit al personale
giudiziario ovvero a soggetti svolgenti attivit ausiliaria nei confronti del
Nel 2014 sono stati acquisiti 749 decreti delle Corti dappello (n. 553 nel
2013); di questi 449 hanno riguardato violazioni del termine verificatesi presso
il giudice ordinario, 300 presso il giudice amministrativo e la Corte dei conti per
i giudizi pensionistici.
Nel corso dellanno sono stati emessi 720 decreti di archiviazione per
insussistenza dei presupposti per lazione di competenza, in quanto i ritardi
risultano essere stati determinati da disfunzioni degli uffici giudiziari causati
dal notevole carico di lavoro e dalla carenza di personale, e aperte 29
istruttorie; inoltre, sono state depositate 2 citazioni (G61589 e G61590) per
danno da indennizzo derivante dalla ingiustificata durata del processo.
Infine, la Sezione giurisdizionale ha emesso 3 sentenze di condanna nei
confronti di tre curatori fallimentari ritenuti responsabili delleccessiva durata
di altrettante procedure fallimentari.
Illeciti nella gestione del patrimonio pubblico Giudizi di conto
Uno degli ambiti tradizionali e caratterizzanti della giurisdizione
contabile rappresentato dal giudizio di conto, al quale sono sottoposti dalla
Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti tutti gli agenti contabili
(cassieri, consegnatari di beni e chiunque svolga, anche di fatto, attivit
gestionali con maneggio di denaro) operanti nellambito delle pubbliche
amministrazioni siciliane.
In esito allattivit di riscontro della Sezione, nel caso in cui il conto sia
ritenuto regolare, il Procuratore regionale chiamato ad esprimere il parere
favorevole, che presupposto necessario per il discarico del contabile;
nellipotesi opposta, il conto viene iscritto a ruolo e il pubblico ministero
interviene in udienza, concludendo oralmente.
Nel 2014 sono stati emessi 3.703 pareri conclusionali favorevoli ex art..31
del r.d. 13 agosto 1933 n.1038 (557 nel 2013), mentre non stato formulato
alcun parere contrario al discarico del contabile reddente.
riorganizzazione del settore dei conti giudiziali, che ha determinato, -tra laltrola trasmissione alla Procura regionale di 146 segnalazioni di mancata
presentazione del conto da parte di altrettanti agenti contabili (numero
ulteriormente incrementato nel primo mese del corrente anno) impone la
corrispondente attivazione di una struttura pi adeguata di quella esistente,
per assicurare ai PP.MM. il necessario e qualificato supporto sia in fase di
revisione dei conti giudiziali che per il promuovimento del giudizio innanzi alla
Sezione giurisdizionale, ai sensi degli artt.39 e ssgg del r.d. 13 agosto 1933
n.1038.
PRONUNCE DELLE SEZIONI GIURISDIZIONALI DI PRIMO E
Per quanto concerne i risultati conseguiti, nel corso del 2014 la Sezione
giurisdizionale ha emesso, nei giudizi di responsabilit amministrativa, 75
sentenze di condanna totale o parziale che hanno accertato un danno erariale di
euro 40.097.112,77, 37 di assoluzione, 12 con altra formula (difetto di
giurisdizione, cessazione della materia del contendere per avvenuto
risarcimento del danno, prescrizione, estinzione del giudizio).
Avverso le sentenze della Sezione giurisdizionale sono stati proposti, da
parte di questa Procura, 29 appelli nei confronti di 74 soggetti; 69 convenuti
condannati in primo grado hanno proposto appello.
La Sezione giurisdizionale dappello, in riforma di sentenze assolutorie
emanate dal giudice di primo grado, ha accolto 7 impugnazioni proposte da
questo Ufficio, accertando un ulteriore danno di euro 646.395,68; pertanto il
danno complessivamente accertato con sentenze di condanna emesse nellanno
2014, a seguito di giudizi proposti da questa Procura regionale, ammonta a
euro 40.743.508,45.
Di seguito, si indicano le pronunce che si ritengono maggiormente
significative, emesse dalle Sezioni giurisdizionali.
Sezione giurisdizionale di primo grado
Sentenza n.55 del 14 gennaio 2014
La prestazione resa in mancanza del prescritto diploma di laurea non
determina alcuna utilit per lEnte danneggiato.
Secondo la costante giurisprudenza contabile le prestazioni professionali
svolte da un dipendente pubblico assunto illegittimamente su presentazione di
falso titolo di studio comportano un danno risarcibile per l'Amministrazione
non operando al riguardo la compensatio lucri cum damno di cui all'art. 1,
comma 1-bis, della legge 14 gennaio 1994 n. 20, se non limitatamente alla
professionalmente caratterizzate dal possesso di uno specifico titolo di studio
e/o di specializzazione. Nel caso in esame, il possesso di requisiti culturali e
professionali (previsti dalla norma) si pone come necessaria premessa per lo
svolgimento dell'intera attivit richiesta al convenuto, cosicch la mancanza
del titolo di studio esclude che anche solo una parte delle prestazioni rese, pure
se reputate utili, possano essere in alcun modo compensate.
Sentenza n.317 del 21 febbraio 2014
Il patteggiamento implica unammissione di responsabilit che pesa nel
processo contabile. La sentenza penale emessa ai sensi dellart. 444 c.p.p. pu
assumere particolare valore probatorio vincibile solo attraverso specifiche
prove contrarie. Invero, se da un lato, la stessa priva di qualsiasi efficacia
automatica in ordine ai fatti accertati, essa implica comunque linsussistenza di
elementi atti a legittimare lassoluzione dellimputato e pertanto ben pu essere
valutata dal giudice contabile unitamente agli altri elementi, in quanto
presuppone il consenso dellimputato e, quindi, un suo particolare
atteggiamento psicologico, che pu essere valutato dal giudice al pari degli altri
elementi del giudizio.
Sentenza n.348 del 3 marzo 2014
lAmministrazione gi dispone gi di un titolo esecutivo.
Deve, infatti, riconoscersi che il giudizio di responsabilit amministrativa
non ha solo la funzione di procurare allamministrazione danneggiata un titolo
esecutivo che le consenta di ripristinare, a carico di un determinato soggetto, il
patrimonio leso, bens anche quella di accertare o escludere la responsabilit
(sia essa contrattuale o extracontrattuale) di un determinato soggetto nella
gestione delle risorse pubbliche, con la triplice finalit di eventualmente
sanzionarne il comportamento mediante le regole proprie della responsabilit
amministrativa, di offrire alla pubblica amministrazione, nel suo complesso,
elementi di valutazione di quel determinato soggetto nellambito degli ulteriori
rapporti presenti o futuri con questultimo intercorrenti e, infine, di produrre
tutti quegli effetti, anche di status, che lordinamento eventualmente preveda
come direttamente connessi ad un pronuncia di responsabilit amministrativa.
In tale pi ampia accezione delle finalit dellazione del Pubblico ministero
contabile, pu affermarsi allora che sussiste un interesse ad agire dello stesso,
nella misura in cui una pronuncia di questo giudice pu assicurare una tutela
degli interessi dellamministrazione pi ampia di quella di carattere meramente
Sentenza n.372 del 6 marzo 2014
Il danno indiretto diventa concreto ed attuale solo con il passaggio in
Al riguardo, premesso che la prescrizione comincia a decorrere dal giorno
in cui il diritto pu essere fatto valere (articolo 2935 c.c.), va osservato che, in
tema di danno indiretto, il pluriennale dibattito riguardante lindividuazione
del fatto al quale ricondurre lattribuzione al predetto danno dei caratteri di
concretezza e attualit recentemente approdato (Corte dei conti, Sezioni
Riunite, sent. n. 14/2011/QM del 5 settembre 2011) alla conclusione secondo cui
il danno indiretto diviene concreto e attuale con la emissione del titolo di
pagamento al terzo danneggiato. Tale conclusione presuppone, tuttavia, come
dellobbligazione risarcitoria, che diviene concreta e attuale dal momento del
passaggio in giudicato della sentenza di condanna in favore del terzo
danneggiato (ibidem), sicch, nel caso di pagamento avvenuto per lesecuzione
della sentenza civile di primo grado, essendo questa provvisoriamente
esecutiva (articolo 282 c.p.c.), il danno indiretto diviene concreto e attuale con
il successivo passaggio in giudicato della pronuncia di condanna.
Sentenza n.382 del 7 marzo 2014
La dimenticanza involontaria di strumenti di sala operatoria
allinterno delladdome di un paziente rivela indubbiamente una grossolana
comportamentali che il chirurgo tenuto a rispettare nello svolgimento delle
sua professione, con ci incarnando innegabilmente quella colpa grave utile a
realizzare unipotesi di responsabilit censurabile innanzi a questa Corte. Gli
odierni convenuti, si sono chiaramente resi responsabili di un evento
gravemente colposo e il grado della colpa ancor pi grave se si considera, che
il quadro clinico che gli odierni convenuti avevano davanti, presentava tutte
quelle caratteristiche (localizzazione dellintervento in zona addominale, fisico
corpulento della paziente, emorragia, inaspettata conversione di un intervento
di laparoscopia in un intervento di chirurgia ordinaria) che avrebbero dovuto
allertare i sanitari nello svolgimento delle operazioni di c.d. conta e far tenere
agli stessi un grado di prudenza superiore alla media, onde evitare il peggio.
Sentenza n.401 del 14 marzo 2014
Non affatto consentita, in base alla normativa sulla formazione
professionale vigente nella Regione Siciliana, lammissione al finanziamento
integrativo dei maggiori costi - a prescindere dalle causali che li hanno
determinati sostenuti dallente di formazione nellambito di unattivit
autorizzata e dallo stesso ente di formazione richiesta ed accettata. In
particolare, le integrazioni di finanziamento assentite al di fuori delle normali
procedure previste dalla normativa di legge non si appalesano legittime
neppure se con esse siano finanziate maggiori spese per i costi retributivi del
personale asseritamente sostenute dagli enti di formazione. Di conseguenza,
atteso che i finanziamenti integrativi costituiscono un esborso ingiustificato e,
come tale, dannoso per lAmministrazione che ne ha sopportato lonere, sembra
plausibile ritenere che la responsabilit per il mancato rispetto del principio di
non incrementabilit del finanziamento gravi sugli organi competenti della
Regione, che avrebbero dovuto vigilare in modo da evitare che tale principio
fosse disatteso dagli enti di formazione.
Sentenza n.596 del 6 maggio 2014
Rientra nella giurisdizione contabile la gestione del servizio di biglietteria
La legge 25 marzo 1997, n. 78, nel sopprimere la tassa d'ingresso per
l'accesso a monumenti, musei, gallerie e scavi di antichit dello Stato, prevista
dal regio decreto 11 giugno 1885, n. 3191, stabili che tale accesso fosse
consentito dietro pagamento di un biglietto e che gli introiti derivanti dalla
vendita dei biglietti d'ingresso fossero destinati a specifiche finalit
pubblicistiche. Inoltre, con decreto del Ministro dei beni culturali 11 dicembre
1997 n. 507, vennero ulteriormente precisati i criteri per la determinazione del
prezzo dei biglietti di accesso, per lemissione, la distribuzione, la vendita e la
verifica dei biglietti, prevedendo che leventuale gestore privato trattenesse per
s esclusivamente laggio remunerativo degli oneri di riscossione. Lanzidetta
normativa evidenzia, pertanto, che il gestore agisce in nome e per conto della
pubblica amministrazione, titolare del denaro riscosso; che la determinazione
del prezzo del biglietto (tariffa) soggiace ad una disciplina pubblicistica e che
gli introiti sono acquisiti con vincolo di specifica destinazione (vedasi anche il
D. Lgs. n. 42/2004, art. 115).
Sentenza n.654 del 20 maggio 2014
Danno allimmagine. La Sezione aderendo allinterpretazione offerta
dalla sentenza n. 355/2010 della Corte costituzionale ha affermato che lart.
17, comma 30-ter, del decreto legge n. 78 del 2009 abbia delimitato, sul piano
oggettivo, gli ambiti di rilevanza del giudizio di responsabilit, ammettendo la
delitti (reati contro la pubblica amministrazione previsti dal codice penale) e
che la scelta di non estendere l'azione risarcitoria anche in presenza di condotte
non costituenti reato, ovvero costituenti un reato diverso da quelli
Sentenza n.714 del 5 giugno 2014
Il dirigente risponde dellinerzia serbata nellattuare la nuova pianta
organica delle farmacie. E fondata la pretesa azionata dal Pubblico Ministero
concernente unipotesi di danno erariale indiretto, asseritamente patito dalla
Regione Siciliana e connesso allesborso sostenuto dallAmministrazione
condannata dal G.A. a risarcire i danni patiti da un farmacista a causa dal
ritardo con il quale stato liberato lambito territoriale della sede farmaceutica
assegnatagli in esito al pertinente concorso, ambito nel quale era ubicato un
esercizio farmaceutico decentrato in altra zona. Di tale danno deve essere
chiamato a rispondere il dirigente coordinatore del gruppo farmacie
dellAssessorato Sanit, al quale stata imputata una condotta gravemente
colposa consistente nellaver ritardato lattuazione della nuova pianta organica
delle farmacie del Comune di Palermo non intraprendendo quelle iniziative che
avrebbero consentito al ricorrente di esercitare lattivit farmaceutica
nellambito territoriale assegnatogli senza subire la concorrenza di altra
farmacia decentrata in altra zona.
Sentenza n.927 del 24 luglio 2014
Il cumulo di impieghi determina responsabilit erariale. Non vi alcun
dubbio dellapplicabilit nellordinamento regionale degli artt. 60 ss del d.p.r.
n. 3/1953 che sono chiara espressione del principio di esclusivit della
prestazione lavorativa del pubblico dipendente, la cui violazione non pu che
costituire un illecito erariale; del resto, sarebbe incongruente ritenere che il
conferimento di incarichi ai sensi dellart. 53 del decreto legislativo n. 165/2001
costituisca, anche per espressa previsione normativa, un illecito erariale mentre
il cumulo di impieghi - fattispecie certamente ancora pi grave - esuli dallo
schema del danno erariale. In tal senso depone anche la dizione letterale degli
artt. 60 ss del d.p.r. n. 3/1953 che, per la loro stringente formulazione, pongono
una presunzione ope legis di sussistenza del danno erariale.
Sezione giurisdizionale di secondo grado
Sentenza n.1 del 2 gennaio 2014
Sezione giurisdizionale di Appello per la Regione siciliana: la Sezione ha
confermato la sentenza di primo grado di condanna di un ex dipendente
dall'INPS, che, in palese violazione degli obblighi di servizio, aveva costituito
una serie di rapporti previdenziali fittizi, dai quali derivata l'indebita
erogazione di pensioni a favore di soggetti che non ne avevano diritto.
L'importo della condanna stato rideterminato alla luce dei recuperi gi
Sentenza n.23 del 21 gennaio 2014
La rifusione delle spese legali spetta anche al privato coinvolto nel
giudizio di responsabilit.
Il Collegio osserva che tra i destinatari della giurisdizione della Corte dei
conti in materia di contabilit pubblica non sono da comprendere soltanto
coloro che sono legati da un rapporto di pubblico impiego, ma anche i soggetti
in genere legati da un rapporto di servizio, anche solo funzionale, con
lamministrazione danneggiata. Ne consegue che uninterpretazione restrittiva,
come opinato dallappellante, della disposizione di cui al citato art.10bis,
comma 10, del d.l. n.203/2005 convertito, con modificazioni, dalla legge n.
248/2005, non sarebbe spiegabile con lassoggettamento alla giurisdizione alla
Corte dei conti di categorie di persone -come il soggetto privato imprenditore
convenuto nel presente giudizio, che ha richiesto ed ottenuto un contributo
allamministrazione e, ciononostante, considerate convenibili con lazione di
responsabilit amministrativa per il ristoro di danni erariali.
Sentenza n.43 del 5 febbraio 2014
La Sezione ha riformato la sentenza di primo grado con cui era stato
condannato (ma solo al 10% del danno imputato) un funzionario di un comune
siciliano per non avere adottato gli atti necessari ad impedire che le opere di
piantumazione e di recupero boschivo, regolarmente eseguite (con fondi
comunitari), fossero distrutte a seguito del pascolo delle greggi. La riforma
consiste nel fatto che questa Sezione ha pronunciato condanna per l'intero
importo del danno quantificato per le gravissime inadempienze in capo al
dipendente comunale, laddove il giudice di primo grado non ha fornito la
minima motivazione in ordine alla (ingiustificata) riduzione del 900/0 del
Sentenza n.53 del 12 febbraio 2014
La Sezione ha confermato la sentenza di primo grado di condanna (circa
euro 537.000) del legale rappresentante di una s.r.l., con sede in Catania, per
lindebita percezione di finanziamenti comunitari a carico di fondi strutturali
concessi ai sensi della legge. n.488/1992.
La condanna si fonda, da una parte, sulla inesistenza delle operazioni
finalizzate a fare apparire una situazione di liquidit nel conto corrente,
prevista come condizione per la concessione del finanziamento, ma in concreto
collegata ad apporti finanziari peraltro fittizi dei soci, e, dallaltra, sul
constatato mancato funzionamento dellimpatto realizzato.
Ordinanza n.28 del 25 marzo 2014
La Sezione ha rigettato, ritenendoli infondati, i ricorsi con i quali erano
stati ricusati quattro giudici che erano stati inseriti nel collegio giudicante che
doveva pronunciarsi sui ricorsi per la revocazione in quanto avevano gi fatto
parte del Collegio che aveva adottato la sentenza (di condanna) di cui chiesta
la revocazione. La Sezione composta in modo tale che nessuno dei giudici
ricusati ne faceva parte ha fondato la sua decisione, da una parte, sulla
circostanza che nel giudizio di revocazione (limitato, nel caso di specie,
allerrore di fatto o di calcolo) difetta lidentit e la coincidenza di oggetto del
giudizio e di valutazioni decisorie sul merito, non dovendo il giudice
ripercorrere litinerario giuridico precedentemente seguito; e, dallaltra, sul
fatto che proprio il giudice che ha gi conosciuto il merito quello pi indicato
per riconoscere tali (eventuali) errori e per porvi rimedio.
Sentenza n.117 del 27 marzo 2014
A) La Sezione ha parzialmente confermato la sentenza di primo grado di
condanna (circa euro 15 milioni) (con esclusione, cio, di due partite di
addebito) del direttore generale e del direttore sanitario di una ASP siciliana
per avere acriticamente accettato i compensi abnormi proposti da due case di
cura private per prestazioni sanitarie di altissima specializzazione fuori
nomenclatore, determinati fra laltro con una procedura amministrativa
viziata. Con riferimento, poi, alla transazione che una delle due case di cura
aveva stipulato (nel 2011) con lASP danneggiata per rifondere il danno
provocato dai convenuti (e fino al mese di dicembre 2013 la casa di cura aveva
regolarmente versato le somme promesse, fino al punto che i difensori dei due
convenuti hanno chiesto la cessazione della materia del contendere), la Sezione
partendo dalla considerazione che, nel 2010, tutto il patrimonio di tale casa di
cura era stato confiscato in applicazione della normativa antimafia (e la
procedura di confisca si era conclusa nel 2013 a seguito della pronuncia
definitiva della Corte di cassazione), con la conseguenza che, gi nel 2010 tutto
il predetto patrimonio era diventato di propriet dello Stato -, ha, da una
parte, rigettato la richiesta di cessazione della materia del contendere, e,
dallaltra ha pronunciato la sentenza di condanna non in favore dellASP
(originariamente danneggiata, ma indennizzata per mezzo dei versamenti
derivanti dalla citata transazione), ma in favore dello Stato e, per esso,
dellAgenzia Nazionale per lamministrazione e la destinazione dei beni
sequestrati e confiscati alla criminalit organizzata.
B) Senza la rimostranza lordine illegittimo del superiore non scrimina
il pubblico dipendente che lo esegue.
Non sussiste un obbligo incondizionato del pubblico dipendente di
eseguire le disposizioni, ivi incluse quelle derivanti da atti di organizzazione,
impartite dai superiori o dagli organi sovraordinati, posto che il dovere di
obbedienza incontra un limite nella ragionevole obiezione circa lillegittimit
dellordine ricevuto. Invero, il c.d. potere (rectius: dovere) di rimostranza del
pubblico impiegato, disciplinato dallart. 17 del d.p.r. 10 gennaio 1957, n. 3,
comporta per il dipendente lobbligo di fare immediata e motivata
contestazione a chi ha impartito lordine, e solo se lordine ribadito per
iscritto il dipendente non pu esimersi dalleseguirlo, a meno che lesecuzione
non configuri unipotesi di reato.
Sentenza n.297 del 24 giugno 2014
Nel giudizio di responsabilit amministrativa, la pronuncia sulla nullit
degli atti istruttori, invocata ai sensi dellart. 17, c. 30-ter, d.l. 1 luglio 2009
n.78, convertito con modificazioni dalla l. 3 agosto 2009 n. 102, presuppone
necessariamente il riconoscimento della giurisdizione contabile, atteso che
leventuale declaratoria di nullit implicherebbe lassenza del potere di
instaurare il giudizio davanti alla Corte dei conti; pertanto, perch il giudice
possa decidere sullistanza di dichiarazione della nullit, necessario che egli
accerti preventivamente la propria giurisdizione e, se la sentenza che rigetta
listanza di nullit degli atti istruttori non viene impugnata avanti alle Sezioni
unite della Corte di cassazione per ragioni inerenti alla giurisdizione, nel
giudizio di merito si consolida il giudicato implicito sulla giurisdizione del
Nella valutazione del danno erariale, il giudice contabile pu sindacare la
violazione del principio di economicit in ragione sia dei costi ingiustificati
derivanti dal sovradimensionamento del consiglio di amministrazione di una
societ in mano pubblica, sia dei compensi, esorbitanti rispetto alle modeste
dimensioni della societ e alla sua situazione economico-patrimoniale, previsti
per il presidente e per i singoli consiglieri damministrazione.
Il danno erariale derivante dai compensi esorbitanti previsti in beneficio
del presidente e dei singoli consiglieri del consiglio damministrazione di societ
in mano pubblica pu essere quantificato in via equitativa con il criterio del
costo medio, secondo cui il danno erariale pari alla differenza tra il compenso
massimo e il compenso medio corrisposto nel tempo dalla medesima societ o
da societ con dimensioni analoghe.
In esecuzione del d.p.r. 24 giugno 1998 n.260, fatto carico alle
Pubbliche Amministrazioni titolari del credito risarcitorio di provvedere alla
riscossione delle somme liquidate dalla Corte dei Conti con provvedimenti
esecutivi emessi a carico dei responsabili per danno allerario.
Il recupero delle somme indicate nel titolo esecutivo deve essere
effettuato sia attraverso ritenuta su tutte le somme dovute ai responsabili in
base al rapporto di lavoro in corso, nei limiti consentiti dalla legge che
mediante un piano di pagamenti dilazionati compatibili con lesigenza di
ristoro del pubblico erario; in ultima ipotesi, lamministrazione danneggiata
pu procedere alliscrizione a ruolo del credito e alleventuale esecuzione
Nellambito delle procedure di esecuzione delle sentenze di condanna a
carico di amministratori e dirigenti regionali, talvolta sono state rilevate
condotte dilatorie della riscossione del credito; ad esempio, stato riscontrato
che un dirigente regionale, senza alcuna apprezzabile giustificazione giuridica,
ha intimato alla Serit di sospendere la procedura esecutiva in essere nei
confronti di un condannato.
La Procura regionale della Corte dei conti vigila sulla corretta esecuzione
delle sentenze da parte delle amministrazioni creditrici; a tal fine, il servizio
esecuzioni ha il continuo monitoraggio delle fasi dellesecuzione delle sentenze
di condanna, assumendo dal responsabile del procedimento le informazioni e gli
atti pertinenti ad ogni singola procedura di recupero.
Lincremento di acquisizione di dati e notizie da parte del servizio
esecuzioni, gi registrato nel 2013, si ulteriormente accresciuto nel 2014.
Con riferimento ai risultati dellattivit di recupero dei crediti erariali da
giudicato contabile, cui sono tenute le varie Amministrazioni, per effetto delle
sentenze di condanna emesse dalla Sezione giurisdizionale e dalla Sezione
giurisdizionale dappello per la Sicilia, si rileva che, nel corso dellanno 2014,
risultano recuperate somme per un importo di euro 1.970.323,91 (euro
1.423.432,18 nel 2013); inoltre risulta essere stata definita lattivit di
esecuzione per 47 sentenze (55 nel 2013). Ad oggi risultano procedure di
recupero ancora in corso per 619 sentenze, mentre quelle attivate nellultimo
anno sono relative a 71 sentenze di condanna.
In particolare, per le procedure di esecuzione tuttora pendenti, sono state
attivate 438 gestioni dirette da parte delle amministrazioni interessate e 183
gestioni date in carico a concessionari della riscossione; la percentuale di
esecuzione effettiva per il complessivo periodo considerato scende attualmente
al 37,18% con una percentuale di sentenze eseguite pari al 62,82%.
in servizio al 31/12/2014
Maria Luigia LICASTRO
Maria Concetta CARLOTTI
Vice e Sostituti
SITUAZIONE ISTRUTTORIE
REGIONE ED AZIENDE
ENTI LOCALI SANITARIE
ISTRUTTORIE PENDENTI AL
ISTRUTTORIE ARCHIVIATE:
ISTRUTTORIE DEFINITE
ISTANZE PER RESA DI
ATTIVITA ISTRUTTORIA
ATTI ISTRUTTORI ED ACCERTAMENTI DIRETTI
(artt. 74, R.D. 1214/1934 e 5, comma 6, L.19/1994)
DELEGHE DI INDAGINI CONFERITE A:
(art. 2, L. 19/1994)
Altre forze dellordine
Funzionari P.A.
( art. 5, comma 6, L. 19/1994)
INVITI A DEDURRE
(art. 5, comma 1, L. 19/1994)
( art. 5, comma 1, L 19/1994)
DECRETI ARCHIVIAZIONE
ARCHIVIAZIONI ISTRUTTORIE
INSUSSISTENZA O NON ATTUALITA DEL
INSUSSISTENZA DELLELEMENTO
CARENZA DI ULTERIORI PRESUPPOSTI
PROCEDURALI O SOSTANZIALI
(Art. 23, L.289/2002)
(Art 5, L. 89/2001)
MINISTERO DELLECONOMIA E DELLE
(Art. 5, comma 6, L. 19/1994)
39.788.703,91
ATTIVITA GIUDIZIALE
(art. 43, R.D. n. 1038/1933)
ISTANZE PER RESA DI CONTO
(art. 45,R.D. n. 1214/1934)
(art. 48, R.D. 1038/1933)
ATTI DI RIASSUNZIONE
(art. 297 cpc)
REQUISITORIE IN UDIENZE PUBBLICHE
REQUISITORIE IN CAMERE DI CONSIGLIO
PARERI SU PROCEDIMENTO MONITORIO
CONVENUTI IN GIUDIZIO
STATO, ENTI VIGILATI E SOCIETA
REGIONE, ENTI LOCALI, ENTI VIGILATI
E SOCIETA PARTECIPATE
10.423.373,42
37.979.410,72
397.109,97
48.799.894,11
IMPORTI ATTI DI
ATTIVITA IN MATERIA DI CONTI GIUDIZIALI
PARERI DEPOSITATI:
Discarico (Art. 31, R.D. 1038/1933)
Estinzione (Art. 2 , L. 20/1994)
ATTIVITA IN MATERIA DI RICORSI A ISTANZA DI PARTE
PENDENTI (in istruttoria) AL 01/01/2014
TRASMESSI DALLA SEZIONE NELLANNO 2014
CONCLUSIONI DEPOSITATE
PENDENTI (in istruttoria) al 31/12/2014
ESECUZIONE SENTENZE DI CONDANNA
(situazione al 31/12/2014)
condanna da
eseguire emesse
SOMME RECUPERATE NEL 2014
. 1.970.323,95
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 art. 115

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