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Timestamp: 2018-02-24 23:35:32+00:00

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Compensi agli amministratori soggetti a valutazione di congruità e inerenza anche se deliberati
In tema di compensi corrisposti agli amministratori di società, non basta la prova della loro effettività, ma ma occorre anche quella relativa alla loro inerenza, anche in senso quantitativo, alla produzione di ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito.
L'amministrazione finanziaria è legittimata a negare la deducibilità parziale di un costo ritenuto sproporzionato ai ricavi o all'oggetto dell'impresa, se la società non fornisce plausibili ragioni.
Decisione: Sentenza n. 24379/2016 Cassazione Civile - Sezione V
Parole chiave: #accertamento, #compensiamministratori, #costideducibili, #inerenza, #ricorso, #fulviograziotto, #scudolegale
Una SRL operante nel settore della pubblicità si vedeva contestata la non inerenza di una quota di compensi corrisposti agli amministratori ritenuta sproporzionata, con conseguente emissione di avviso di accertamento di maggior reddito imponibile.
La società proponeva ricorso, e la Commissione Tributaria Provinciale lo accoglieva; l'Ufficio proponeva appello, ma la Commissione Tributaria Regionale lo rigettava.
L'Agenzia delle Entrate propone ricorso per Cassazione, che lo accoglie cassando la decisione della C.T.R. con rinvio per un nuovo giudizio.
Nell'esaminare il ricorso fondato su un unico motivo, la Suprema Corte precisa subito il suo pensiero: «Questo Collegio intende dare continuità alla prevalente giurisprudenza di questa Corte secondo cui, in tema di determinazione del reddito di impresa, rientra nei poteri dell'amministrazione finanziaria la valutazione di congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni, anche se non ricorrano irregolarità nella tenuta delle scritture contabili o vizi negli atti giuridici d'impresa; pertanto la deducibilità dei compensi degli amministratori di società, stabilita dall'art.62 (ora 95 comma 5) del d.P.R. 22 dicembre 1986 n.917, non implica che l'Amministrazione finanziaria sia vincolata alla misura indicata nelle deliberazioni della società, competendo all'Ufficio la verifica della attendibilità economica di tali dati. Inoltre, ai fini della generale deducibilità dei costi non è sufficiente che il contribuente fornisca la prova della effettività dei componenti negativi ( ossia che essi non sono inesistenti) dovendo anche fornire la prova della loro inerenza, anche in senso quantitativo, alla produzione di ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito ( art.109 comma 5 d.P.R. 22 dicembre 1986 n.917); anche sotto tale profilo l'Amministrazione finanziaria è legittimata a negare la deducibilità parziale di un costo ritenuto sproporzionato ai ricavi o all'oggetto dell'impresa e rispetto al quale la società non fornisca plausibili ragioni a giustificazione dell'ammontare del medesimo (in tal senso Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 9036 del 15/04/2013, Rv. 626305; Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 3243 del 11/02/2013, Rv. 625078; Sez. 5, Sentenza n. 9497 del 11/04/2008, Rv. 602909)».
Per il Collegio, i compensi degli amministratori non costituiscono eccezione alle regole generali in tema di deducibilità dei costi: «si osserva che il mancato riferimento, nel vigente art.95 comma 3 d.P.R. 22 dicembre 1986 n.917, a tabelle o indicazioni vincolanti che pongano limiti massimi di spesa per i compensi agli amministratori di società od enti di cui all'art.73, non costituisce valida ragione per derogare alle regole generali in materia di indeducibilità di costi sproporzionati, in quanto tali mancanti del necessario requisito della inerenza in senso quantitativo. Pertanto deve essere accolta la censura di erronea interpretazione degli artt..95 e 109 d.P.R. 22 dicembre 1986 n.917, con riguardo alla pronuncia del giudice di merito che ha affermato la deducibilità dei compensi corrisposti agli amministratori di una società a responsabilità limitata per il solo fatto che essi siano stati deliberati, e senza possibilità per l'Amministrazione finanziaria di sindacarne la congruità ed inerenza».
La Cassazione cassa quindi la sentenza della Commissione Tributaria Regionale con rinvio alla stessa in diversa composizione, affinché proceda a un nuovo giudizio attenendosi ai principi indicati (la C.T.R. dovrà valutare la inerenza, in senso quantitativo, dei compensi ritenuti sproporzionati dall'Ufficio).
Per la Cassazione la deducibilità dei compensi corrisposti agli amministratori non compete per il solo fatto che siano stati deliberati, ma l'Ufficio ha la possibilità di sindacarne la congruità e inerenza.
Anche se i compensi ritenuti sproporzionati vengono assoggettati a imposizione in capo agli amministratori, per la Suprema Corte non ci sono valide ragioni per derogare alle regole generali in materia di indeducibilità dei costi sproporzionati che, in quanto tali, sarebbero mancanti del requisito della inerenza in senso quantitativo.
Ma ci si chiede su quale base l'amministrazione finanziaria possa sindacarne la deducibilità senza violare l'autonomia imprenditoriale e la libertà di operare le scelte gestionali: a differenza di altri componenti negativi, i compensi agli amministratori ben possono essere determinati dall'assemblea anche in considerazione delle performances conseguite, degli obiettivi posti e dei risultati attesi.
Sotto il profilo pratico e preventivo, è quindi opportuno motivare adeguatamente le deliberazioni dell'assemblea in modo da evitare che l'Ufficio ritenga i compensi sproporzionati o, qualora li ocnsideri ugualmente tali, sia possibile superare la contestazione in sede di contenzioso.
Cass. Ordinanza 9036/2013
Cass. Ordinanza 3243/2013
Cass. Sentenza 9497/2008
Vigente al: 5-3-201
Art. 95 - Spese per prestazioni di lavoro
5. I compensi spettanti agli amministratori delle società ed enti di cui all'articolo 73, comma 1, sono deducibili nell'esercizio in cui sono corrisposti; quelli erogati sotto forma di partecipazione agli utili, anche spettanti ai promotori e soci fondatori, sono deducibili anche se non imputati al conto economico. (omissis...)
4. Le spese e gli altri componenti negativi non sono ammessi in deduzione se e nella misura in cui non risultano imputati al conto economico relativo all'esercizio di competenza. Si considerano imputati a conto economico i componenti imputati direttamente a patrimonio per effetto dei principi contabili adottati dall'impresa. Sono tuttavia deducibili:
b) quelli che pur non essendo imputabili al conto economico, sono deducibili per disposizione di legge. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244.PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244. Le spese e gli oneri specificamente afferenti i ricavi e gli altri proventi, che pur non risultando imputati al conto economico concorrono a formare il reddito, sono ammessi in deduzione se e nella misura in cui risultano da elementi certi e precisi.

References: Sentenza 
 art.109
 Sentenza 
 art.95
 sentenza 

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Art. 95