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Timestamp: 2019-05-25 14:10:06+00:00

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Locazione: Corte di Cassazione Sentenza 11014 del 2011 | Federproprietà Abruzzo
Federproprietà AbruzzoDisdetta della Locazione non Abitativa giurisprudenza LocazioneCassazione Civile, Sezione III, Sentenza 19 maggio 2011 n. 11014
A.G. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CAETANA 13-A, presso lo studio dell’avvocato GRAZIANI UMBERTO, che lo rappresenta e difende giusta delega a margine del ricorso;
S.D. (OMISSIS), F.M.P. (OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CIPRO 12, presso lo studio dell’avvocato BONURA GIUSEPPE, che li rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 4317/2005 della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositata il 11/10/2005;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 07/04/2011 dal Consigliere Dott. GIOVANNI BATTISTA PETTI;
udito l’Avvocato GIUSEPPE BONURA;
1. Con citazione del 2 dicembre 1993 il dott. A.G. conveniva dinanzi al Tribunale di Roma i coniugi S.D. e R.M.P. chiedendone la condanna al risarcimento dei danni, per avere richiesto e ottenuto il rilascio dei locali adibiti a studio medico, sulla base di una disdetta non veritiera, che deduceva necessità familiari – prossime nozze – non verificate.
Resistevano i convenuti sostenendo che al tempo della disdetta le nozze erano imminenti ma che in seguito, pur avendo il figlio occupato e riattato lo studio, era intervenuta una rottura dei progetti coniugali. La causa era istruita con prove orali.
2. Il Tribunale di Roma con sentenza del 30 giugno 2001 accoglieva la domanda e condannava la risarcimento. La sentenza era appellata dai coniugi S., resisteva la controparte e chiedeva la conferma della decisione.
3. La Corte di appello di Roma con sentenza del 11 ottobre 2005, in riforma rigettava la domanda del conduttore e condannava lo appellato alla rifusione delle spese dei due gradi del giudizio.
4. Contro la decisione ricorre A. deducendo tre motivi di censura, non resistono le controparti.
5.A. SINTESI DEI MOTIVI. Nel primo motivo si deduce error in iudicando per violazione L. n. 392 del 1978, artt. 29, 30, 31 e vizio della motivazione sul rilievo che gli stessi locatori avrebbero ammesso che i locali per i quali era stata data la disdetta sono stati occupati transitoriamente dal figlio ormai scapolo, e non per la ragioni giustificative della disdetta.

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 Sentenza 
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