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luglio | 2012 | Francesco Colaci's BLOG | Pagina 2
RIFORMA LAVORO:PROCEDURA CONVALIDA DIMISSIONI LAVORATORI
Tra le le disposizioni contenute nella legge n.92/12 ,relativa alla riforma del lavoro ,in vigiore dal 18 luglio 2012,figurano quelle dei commi da 16 al 23 riguardanti la disciplina della convalida per tutti i lavoratori che hanno intenzione di dimettersi o di risolvere consensualmente il rapporto di lavoro con il proprio datore di lavoro
Le norme predette dispongono l ’obbligo per il lavoratore di confermare le dimissioni,utilizzando specifiche procedure,cosi’ da fornire certezza sia sulla data effettiva delle dimissioni, che sulla d libera ed autonoma volontà del lavoratore nel risolvere il rapporto di lavoro , volendosi porre fine all’odiosa pratica delle dimissioni in bianco ,purtroppo ancora utilizzata da imprenditori senza scrupoli a danno del personale dipendente.
Si puo’ affermare che le nuove disposizioni perseguono la tutela della libertà negoziale del lavoratore, nonche’ il legittimo affidamento del datore di lavoro conseguente al comportamento del dipendente ,così che la convalida risulta essere condizione sospensiva della risoluzione del rapporto di lavoro,mentre durante il periodo della tutela della maternita’ ,risulta ampliato il tempo entro cui la convalida può venire attuata.
La procedura di convalida era stata gia’ sperimentata dall’ordinamento giuridico nazionale con la legge n.188/07,ma dopo alcuni mesi la stesssa venne abrogata,essendo riteniuta un adempimento particolarmente artificios, che arricchiva di un nuovo formalismo le incombenze a carico dei datori di lavoro e dei professionisti per la gestione del personale.
Sono previste due distinte procedure di convalida dai commi citati dell’art.4 della legge di riforma.
Quella di cui comma 16 ,riguarda le dimissioni e le risoluzioni consensuali effettuate nel periodo di tutela accordato dal decreto legislativo n. 151 del 2001 alla maternità e paternità , che sostituisce quella prevista dal comma 4 dell’articolo 55 del citato decreto legislsativo, in cui si stabiliva , durante il periodo protetto ,la preventiva convalida a cura del servizio ispettivo del Ministero del lavoro competente per territorio, delle dimissioni volontarie presentate nel periodo di gravidanza o entro il primo anno di vita del bambino ed anche di accoglienza del minore adottato o in affidamento.
a) estensione dal primo al terzo annno di vita del bambino la durata del periodo in cui vige l’obbligo di convalida delle dimissioni volontarie,ricordando che questo vale pure per l’ accoglienza del minore adottato o in affidamento,mentre in caso di adozioni internazionali è disposto che i 3 anni decorrono dal momento della comunicazione della proposta di incontro con il minore adottato ovvero della comunicazione dell’invito a recarsiall’estero per ricevere la proposta di abbinamento ;
Invece, la procedura disciplinata dal comma 17 riguarda la convalida per le dimissioni o risoluzioni consensuali per l i restanti dipendenti
Pertanto ,in base a quanto sopra ,si constata che dal 18 luglio 2012,tutti i prestatori ,interessati a dimettersi o a risolvere consensualmente con l’azienda, il proprio rapporto di lavoro devono provvedere alla convalida rispettando le modalità fissate dalla normativa ,sottolineando che di conseguenza senza la convalida non risulta efficace la risoluzione del rapporto di lavoro, che nel frattempo rimane sospeso sino all’adempimento convalidativo.
1. la Direzione territoriale del lavoro, competente per territorio;
2. il Centro per l’impiego, competente per territorio .
Obblighi del dattore di lavoro per la convalida
Rispetto al periodo intercorso tra il recesso e la revoca, quando non risulta lavorato, si fa presente che il dipendente non matura alcun diritto retributivo e contributivo ,poicvhe sio tratterebbe di una sorta di aspettativa non retribuita.
1 Testo Commi da 16 a 23 art.4 legge n.92/2012
2.Stralcio circolare n.18/12 MLPS
Al fine di contrastare pratiche illecite volte a mascherare licenziamenti illegittimi, la riforma
prevede, per le dimissioni decorrenti dal 18 luglio 2012, una procedura specifica mirata a verificare
la volontà del lavoratore di dimettersi o di prestare il proprio consenso alla risoluzione consensuale
In particolare, viene previsto che, tranne nelle ipotesi di cui all’art. 55, co. 4, del d.lgs. n. 151/2000,
come modificato dalla L.n. 92/2012 (convalida negli specifici casi da parte del servizio ispettivo del
Ministero del lavoro) le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro sono
“sospensivamente condizionate” alla convalida presso la competente Dtl (ovvero presso i Centri
per l’impiego o altre sedi individuate dalla contrattazione collettiva) o alla sottoscrizione di una
dichiarazione apposta in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del
rapporto di lavoro di cui all’art. 21 della legge n. 264/49.
Le convalide presso le Dtl, ad eccezione di quelle legate alla tutela della genitorialità, dovranno poi
consistere in una semplice constatazione, da parte dei funzionari competenti, della manifestazione
di volontà del lavoratore a terminare il rapporto di lavoro.
La riforma stabilisce, infine, che nel caso in cui il lavoratore non proceda alla convalida o alla
sottoscrizione, il rapporto di lavoro si intende risolto qualora il lavoratore interessato, entro 7 giorni
di calendario dalla ricezione dell’invito, non si presenti presso le sedi indicate per la convalida o
non provveda ad apporre la dovuta sottoscrizione della suddetta dichiarazione.
Durante tale periodo, il lavoratore può anche revocare le dimissioni; tale revoca, seppur non
richiesta in forma scritta, dovrà opportunamente essere formalizzata, al fine di evitare possibili
Si esclude che verifica sia necessaria laddove vi siano cessazioni di lavoro effettuate in sedi qualificate istituzionali o sindacali per effetto di accordi ex art. 410 , 411, e 420 c.p.c. Tali sedi offrono pertanto garanzie ampie per tali verifiche
Si rammenta, infine, che il datore di lavoro deve trasmettere al lavoratore l’invito a manifestare lapropria volontà entro 30 giorni dalla data delle dimissioni e della risoluzione consensuale, altrimenti le dimissioni saranno prive di effetto.
3.Modulistica per convalida
B) FAC SIMILE Dichiarazione per Convalida Lavoratrici madri e lavotratori padri
DICHIARAZIONE DELLA LAVORATRICE MADRE/ LAVORATORE PADRE DIMISSIONARI
DTL di…………………………..
In data alle ore davanti a me…………………………………………………………..,.
Funzionario in servizio presso la intestata Direzione territoriale del lavoro si è presentata/o personalmente la lavoratrice/ il lavoratore di seguito indicata/o, che viene informata/o che il Testo Unico sulla tutela della maternità e paternità (D.Lgs. n. 151/2001) prevede:
il divieto di licenziamento della lavoratrice madre dall’inizio della gravidanza fino al compimento del terzo anno di età del bambino, nonché il licenziamento del lavoratore padre per la durata del congedo di paternità (art. 54);
il diritto al congedo, anche anticipato, di maternità (artt. 16 e 17), al congedo parentale (art. 32) ed alle relative indennità;
il diritto alle indennità previste per il licenziamento anche in caso di convalida delle dimissioni (art. 55, co. 1).
Io sottoscritta/o nata/o il a ……………… età…………….sesso [F] [M]
di essere dipendente della ditta…………………………………………….dal……………..……..anzianità di servizio………………
con le mansioni di …………………………………………………………………………………………………………….qualifica
di essere al mese di gravidanza (data presunta del parto…………) / di avere partorito in data
Numero figli : 0 [_]; 1 [_] ; 2 [_] ; oltre [_];
Settore di appartenenza: [_] agricoltura- [_]industria – [_] commercio – [_] credito e assicurazione- [_] servizi
di aver ricevuto incentivi alle dimissioni : SI [_] NO [_]
L’orario di lavoro era così articolato: [_] full time ; [_] part time ; Il turno di lavoro:…… …………………………………………..
di aver chiesto la concessione di un part-time? SI [_] NO [_] o un orario di lavoro più flessibile: SI [_] NO [_] ;
mi è stato concesso SI [_] NO [_]
di aver comunicato alla ditta in questione la volontà di recedere dal contratto di lavoro in data……………………………………….
con decorrenza dal……………………………………………………..ultimo giorno in forza il ……………………………………..
Nel confermare tale volontà dichiaro, inoltre, di essere pervenuta/o alla decisione di dimettermi per libera scelta per i seguenti motivi:
[d] Desiderio di cura della prole in maniera esclusiva;
[e] Cambio residenza/distanza tra luogo di residenza e sede di lavoro/ricongiungimento al coniuge;
[f] Chiusura/cessazione/trasferimento azienda
LA/IL DICHIARANTE IL FUNZIONARIO DELL’UFFICIO ——————————————————————————————————————————————————————-
C)FAC SIMILE DICHIARAZIONE DIPENDENTE per Convalida dimissioni/risoluzione consensuale ordinaria
All’Ufficio personale della ditta…………………………………………………………….
Il sottoscritto/a ______________________________________________________________________
nato/a a _________________________________________________ il _______________________ e
residente a __________________________________ via ___________________________________,
dipendente della Ditta ___________________________________ p.iva _________________ presso
la sede di _______________________ via __________________________ e-mail _______________
dichiara di volersi dimettere a far data dal __________________
(ultimo giorno di lavoro)
dichiara di voler risolvere consensualmente il rapporto di lavoro a far data dal ____________________
per i seguenti motivi: __________________________________________________________
Il sottoscritto dichiara, altresì, che la presente dimissione / risoluzione consensuale è avvenuta
volontariamente e senza costrizione alcuna.
S P A Z I O R I S E R V A T O A L L ’ U F F I C I O
Direzione Territoriale del Lavoro di …………….ovvero Centro Impiego di……………………
Si dichiara autentica la firma apposta dal lavoratore, la cui identità è stata accertata tramite
presentazione di un documento di riconoscimento, e, ai sensi dell’art. 4, comma 17, Legge n.
92/2012, si convalida la presente dimissione – risoluzione consensuale che l’interessato
dichiara avvenuta volontariamente e senza costrizione alcuna.
Il funzionario dtl
D) FAC SIMILE Lettera datore al dipendente per sollecitare la convalida delle dimissioni o risoluzione consensuale
NOTA BENE :Le dimissioni vanno convalidate dalla DTL o dal CPI ed il dipendente deve aver cura di darne informazione ,consegnando copia dell’intervenuta convalida , al propio datore di lavoro . Nel caso in cui il datore di lavoro non abbia certezza che la convalida delle dimissioni sia effettivamente intervenuta , deve convocare , entro 30 giorni dalla data delle dimissioni o della risoluzione consensuale , presso la sede aziendale il dipendente a mezzo di invito scritto, da recapitare al domicilio del medesimo o meglio ancora da consegnare nelle sue mani ,facendosi attestare la ricevuta,allegando allo stesso la copia della ricevuta della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro per dimissioni o risoluzione consensuale al Centro per l’Impiego-COT
Ricevuto il predetto invito con relativo allegato,il prestatore ,entro sette giorni ,deve recarsi presso il proprio datore di lavoro o altro soggetto abilitato per:
a) consegnare la documentazione che attesta che ha effettuato la convalida presso la DTL o il Centro Impiego
b) sottoscrivere apposita personale dichiarazione, riportata in calce alla ricevuta di trasmissione della
comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro ,che le dimissioni o la risoluzione consensuale sono/è avvenute/a volontariamente e senza costrizione alcuna,seguita dalla data e dalla sottoscrizione del rappresentante aziendale presente.
In caso di mancato rispetto di quanto sopra nel termine fissato,il prestatore non potra’ piu’ far valere la mancata attuazione delle procedure previste dalla nuova norma per invalidare la cessazione del rapporto di lavoro.
Infione ,si aggiunge che l’eventuale immobilismo del datore di lavoro nel conseguire la convalida, comporta che le dimissioni si considerano definitivamente prive di effetto
In relazione a quanto precede, si rinvia al seguente FAC SIMILE
RACCOMANDATA .A.R. ovvero Da consegnare a mano con restituzione di copia recante data e sottoscrizione per ricevuta
All. 1-Copia ricevuta COT
Al … Lavoratore…/Lavoratrice……………………………..
Oggetto: Art 4 commi 16/23 legge n.92/12-Invito provvedere convalida dimissioni /risoluzione consensuale ( riportare l’ ipotesi che ricorre)
Il sottoscritto………………………..in qualita’ di……………………della Ditta/Societa’……………………con sede legale a……. e unita’ operstiva a……………………….Partita Iva n…………………..iscrizione n…..Camera Commercio di …………., Inps n…………..e Inail n…………….Settore………………..Produzione………….,
richiamato l’atto di dimissione della S.V. ovvero di risoluzione consensuale riguardante la S.V. (riportare ipotesi che ricorre) datato …………….,rivolge invito (riportare la situazione che ricorre)
-a convenire, entro sette giorni dalla ricezione della presente , presso la sede di questa Ditta/Societa’ sita a……… in via…….n……….. rendere e sottoscrivere apposita dichiarazione, a margine dell’allegata copia della ricevuta di trasmissione della comunicazione obbligatoria on line di cessazione del rapporto di lavoro (COT),che le dimissioni o la risoluzione consensuale sono/è avvenute/a volontariamente e senza costrizione alcuna
-a recarsi entro sette giorni dalla ricezione della presente presso la sede della DTL di………..in via…..n….ovvero del Centro Impiego di………….in via………….n………… , per rendere la prevista dichiarazione di convalida , secondo le istruzioni che saranno fornite dal personale preposto a tale compito ,avendo cura di rimettere copia alla scrivente Ditta/Societa’ del documento contenente la convalida resa alla Dtl o al C.I. .
Restando in attesa di esito circa quanto sopra indicato, si ringrazia per la collaborazione e si porgono distinti saluti.
Per ricevuta(in caso di consegna a man0):
NORME MINIME PER SANZIONI E PROVVEDIMENTI PER DATORI LAVORO UTILIZZATORI EXTRACOMUNITARI CON SOGGIORNO IRREGOLARE
L’argomento previsto dal titolo è disciplinato negli artt.da 1 a 4 del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109 ,pubblicato nella G.U. 25 luglio 2012, n. 172.,emanato in attuazione della direttiva 2009/52/CE, che appunto introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi, il cui soggiorno è irregolare,il cui contenuto si riassume di seguito.
L’art.1 apporta modifiche T.U. del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,nel senso che:
a) in primo luogo all’articolo 22,dello stesso, dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti:
-5-bis. Il nulla osta al lavoro è rifiutato se il datore di lavoro risulti condannato negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per:
c) reato previsto dal comma 12,ossia: 1) promuovere , dirigere , organizzare , finanziare o effettuare il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compiere altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato, ovvero di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente;2 ) compiere altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato, ovvero di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente
b) in secondo luogo all’articolo 22, dopo il comma 12, (che stabilisce che il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dal presente articolo, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5000 euro per ogni lavoratore impiegato) sono inseriti i seguenti:
12-quater. Nelle ipotesi di particolare sfruttamento lavorativo di cui al comma 12-bis, è rilasciato dal questore, su proposta o con il parere favorevole del procuratore della Repubblica, allo straniero che abbia presentato denuncia e cooperi nel procedimento penale instaurato nei confronti del datore di lavoro, un permesso di soggiorno ai sensi dell’articolo 5, comma 6.
12-quinquies. Il permesso di soggiorno di cui al comma 12-quater ha la durata di sei mesi e può essere rinnovato per un anno o per il maggior periodo occorrente alla definizione del procedimento penale. Il permesso di soggiorno è revocato in caso di condotta incompatibile con le finalità dello stesso, segnalata dal procuratore della Repubblica o accertata dal questore, ovvero qualora vengano meno le condizioni che ne hanno giustificato il rilascio.”;
c) in terzo luogo, il comma 7 dell’articolo 22,secondo cui :”7. Il datore di lavoro che omette di comunicare allo sportello unico per l’immigrazione qualunque variazione del rapporto di lavoro intervenuto con lo straniero, è punito con la sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro. Per l’accertamento e l’irrogazione della sanzione è competente il prefetto” .è abrogato;
d) in quarto luogo , all’articolo 24, comma 1, terzo periodo, le parole “di cui all’articolo 22, comma 3” sono sostituite dalle seguenti: “di cui all’articolo 22, commi 3, 5-bis e 5-ter”.Pertanto detto articolo 24 comma 1 , acquisisce il seguente testo dopo le modifiche suddette:” 1. Il datore di lavoro italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia, o le associazioni di categoria per conto dei loro associati, che intendano instaurare in Italia un rapporto di lavoro subordinato a carattere stagionale con uno straniero devono presentare richiesta nominativa allo sportello unico per l’immigrazione della provincia di residenza ai sensi dell’articolo 22. Nei casi in cui il datore di lavoro italiano o straniero regolarmente soggiornante o le associazioni di categoria non abbiano una conoscenza diretta dello straniero, la richiesta, redatta secondo le modalità previste dall’articolo 22, deve essere immediatamente comunicata al centro per l’impiego competente, che verifica nel termine di cinque giorni l’eventuale disponibilità di lavoratori italiani o comunitari a ricoprire l’impiego stagionale offerto. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 22, commi 3, 5-bis e 5-ter”
Inoltre si dispone che i criteri per la determinazione e l’aggiornamento del costo medio del rimpatrio cui commisurare la sanzione amministrativa accessoria di cui al comma 12-ter dell’articolo 22 del decreto legislativo n. 286 del 1998, come introdotto dal presente decreto, sono stabiliti con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri della giustizia, dell’economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali. I proventi derivanti dall’applicazione della predetta sanzione amministrativa accessoria affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato, per essere successivamente riassegnati, nella misura del sessanta per cento al fondo rimpatri di cui all’articolo 14-bis del citato decreto n. 286 del 1998 e per il residuo quaranta per cento al Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, per la realizzazione di interventi di integrazione sociale di immigrati e minori stranieri non accompagnati.
Infine si stabilisce che con decreto di natura non regolamentare dei Ministri dell’interno e del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono determinati le modalità e i termini per garantire ai cittadini stranieri interessati le informazioni di cui all’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 2009/52/CE.
Passando all’esame dell’art 2, è da evidenziare che con una disposizione transitoria, al
decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, dopo l’articolo “25-undecies” è inserito il seguente:
“25-duodecies. (Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare),in cui viene disposto che:
Riguardo all’art. 3,recante il, titolo”Presunzione di durata del rapporto di lavoro”,si evidenzia che il medesimo recita: 1. Nelle ipotesi di cui all’articolo 22, comma 12, del decreto legislativo n. 286 del 1998, ai fini della determinazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, nonché per i relativi accessori si presume che il rapporto di lavoro instaurato con il lavoratore straniero privo del permesso di soggiorno abbia avuto una durata di almeno tre mesi, salvo prova contraria fornita dal datore di lavoro o dal lavoratore.
In ordine all’Art. 4,concernente le attività di controllo,si sottolinea che esso dichiara :
1. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvede ad effettuare controlli adeguati ed efficaci sull’impiego di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, nell’ambito della programmazione annuale dell’attività di vigilanza sui luoghi di lavoro e sulla base di una periodica valutazione dei rischi circa i settori di attività in cui maggiormente si concentra il fenomeno.
2. Entro il primo luglio di ogni anno, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, comunica alla Commissione europea il numero totale di ispezioni effettuate l’anno precedente per ciascun settore di attività a rischio, specificandone oltre al numero assoluto anche il rapporto percentuale rispetto al numero totale dei datori di lavoro del medesimo settore, e riferisce sui risultati.
Gli adempimenti da porre in essere, in caso di licenziamenti individuali ,a fa data dal 18.7.2012 ,a seguito della legge n.92/2012 ,sono precisati dai commi 37,38,39 e 40 dell’art 1 , che sono intervenuti sulle disposizioni della legge n.604/66 contenute rispettivamente nel :
a) comma 2 dell’art.2,
b) comma 2 dell’art.6 ,
c) l’ art . 7,
che infatti risultano parzialmente o totalmente sostituiti , con riferimento ai licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo oggettivo ovvero soggettivo .
Prima di soffermarsi sulla diversa modulistica da utilizzare per gli adempimenti previsti per i licenziamenti , in relazione alla tipologia di licenzamento da disporre ed al numero dei dipendenti in forza presso il datore di lavoro interessato,si ritiene confacente evidenziare che:
1) l’art.3 della legge n.604/66 stabilisce che :”Il licenziamento per giustificato motivo con preavviso é determinato da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro (soggettivo)ovvero da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa(oggettivo)”;
2) l’art.18 legge 300/70 , novellato dalla legge di riforma ,ora prevede,tra l’altro, che:”Le disèposizioni dei commi dal quarto al settimo si applicano al datore di lavoro,imprenditore e non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di quindici prestatori di lavoro o più di cinque se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Tali disposizioni si applicano altresì ai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, che nell’ambito dello stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano più di cinque dipendenti, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che occupa alle sue dipendenze più di sessanta prestatori di lavoro.
3)Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l’obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).
il rifiuto a riprendere il lavoro dopo visita medica che ha constatato l’insussistenza di una malattia;
la sottrazione di beni aziendali nell’esercizio delle proprie mansioni (specie se fiduciarie);
4) a norma del nuovo testo dell’art.7 della legge n.604/66 ,dal 18 luglio 2012 :
1. Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo disposto da un datore di lavoro avente i requisiti dimensionali di cui all’articolo 18, ottavo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, deve essere preceduto da una comunicazione effettuata dal datore di lavoro alla Direzione territoriale del lavoro del luogo dove il lavoratore presta la sua opera, e trasmessa per conoscenza al lavoratore
2. In tale comunicazione , il datore di lavoro deve dichiarare l’intenzione di procedere al licenziamento per motivo oggettivo e indicare i motivi del licenziamento medesimo nonché le eventuali misure di assistenza alla ricollocazione del lavoratore interessato.
3. Nel termine perentorio di sette giorni dalla ricezione della comunicazione aziendale, , La Direzione territoriale del lavoro provvede alla convocazione del datore di lavoro e del lavoratore dinanzi alla commissione provinciale di conciliazione di cui all’articolo 410 del codice di procedura civile.
A) Fac simile comunicazione alla DTL circa l’intenzione diprocedere a licenziamento per giustificato motivo oggettivo da parte datore di lavloro avente requisito dimensionale di cui all’art.18,comma 8,legge n.300-70
Raccomandata a.r. ovvero consegnare a mano facendosi firmare la copia per ricevuta dall’addetto dell’Ufficio ovvero tramite Pec
Alla Direzione Territoriale Lavoro di……………………
Al lavoratore………………….
Il /La sottoscritt ………………………….nat… a……………il …………….cod,fiscale n…………….,in qualita’ di……………. della Ditta/Societa…………………..con sede legale in…………….via…….n………………,e sede
operativa a……..in via………n…., partita Iva n……………………..,..con iscrizione alla Camera di Commercio di…………………..n………………..all’Inps di ………….n…….e all’Inail di…………….n………………., appartenente al settore………………… con la seguente produzione ………………………………….e con un organico di personale pari a n. …………unita’ complessive ,di cui dirigenti n……..,quadri n………,impiegati n…..operai n…apprendisti n…
a tempo pieno n…. e a tempo parziale n….
ai sensi e per gli effetti di cui alla normativa in oggetto , dichiara l’intenzione di procedere al licenziamentoi per motivo oggettivo ed in merito indica i seguenti motivi……………………………………………………… (riportarsi alla previsione dell’art.3 legge n.604/66).
B) Fac simile relativo a licenziamento per giustificato motivo oggettivo da parte di datore di lavoro avente requisiti dimensionali previsti dall’art.18,comma 8 ,legge n.300-1970 , nel caso in cui il tentativo di conciliazione fallisce o di decorso del termine di sette giorni ,previsto dal comma 3 art.7 legge n.604/66, senza che la DTL abbia provveduto alla convocazione delle parti.
Al Lavoratore………………..
Il sottoscritto…………………………….nato a………………….il…………………….cod.fiscale n…………………,in qualita’ di …………………
della Ditta/Societa’……………………con sede legale a……..via………….n……………..e sede operativa a……………….in via……………n………………… partita Iva n……………………….Iscrizione Camera di Commercio di…………………..n…………………
all’Inps ……………………e all’Inail n……………….,appartenente al settore…………………con la produzione ………………………………….con un organico di personale pari a n. …………unita’ complessive ,di cui dirigentin……..,quadri n………,impiegati n…..operai n…apprendisti n…,
a tempo pieno n…. e a tempo parziale n….;
( riportare l’ipotesi che ricorre)
il tentativo di conciliazione svolto presso la Commissione Provinciale di conciliazione di………………….,in data………….si è concluso con esito negativo,
è decorso il termine di cui all’art,7 comma 3 legge n.604/66 senza che la DTL abbia provveduto alla convocazione di competenza ,a seguito della comunicazione aziendale del giorno…………circa l’intenzione di voler procedere al licenziamento , precisando i relativi motivi,
il licenziamento della S.V. con effettto dal…………… per i seguenti motivi oggettivi ……………………………………..
Per il mancato preavviso parziale o totale ( cancellare la parte che non ricorre ) ,così come previsto dalla normativa contrattuale, compete e verra’ corrisposta la relativa indennita’ economica.
Si ringrazia per la collaborazione prestata ,assicurando che nei termini di legge e di ccnl si provvedera’ a liquidare il tfr ed ogni altra spettanza economica maturata per l’intervenuto rapporto di lavoro con la Ditta/Societa’.
Timbro Ditta/Societa’e firma
C) Fac simile lettera per provvedimento di licenziamento per giusta causa ai sensi dell’art. 2119 del Codice civile o per giustificato motivo soggettivo ovvero oggettivo disposto da datore di lavoro non avente i requisiti dimensionali previsti dall’art,18,comma 8,legge n.300/70,nonche’ per licenziamento determinato da giusta causa o giustificato motivo soggettivo , disposto da datore di lavoro avente i requisiti dimensionali previsti dall’art,18,comma 8,legge n.300/70.
Nota Bene:In tali ipotesi non trova applicazione l’obbligo di preventiva comunicazione da parte del datore di lavoro alla Dtl del luogo dove il lavoratore presta la sua opera circa l ‘intenzione di procedere al licenziamento ,ma si da’ corso direttamente allo stesso ,avendo cura comunque di precisare i relativi motivi.
Al Lavoratore…………………….
Oggetto:Artt.1 e 2 legge n.604/66-Comunicazione di licenziamento
all’Inps .di …………..n………e all’Inail di…. n……………….,appartenente al settore……………….,con la produzione ……………………
il licenziamento della S,V. a decorrere dal…………………….per la /il seguente
( specificare l’ipotesi che ricorre)
causa :……………………………………………………………………………………………………………….
motivo soggettivo ………………………………………………………………………………………
giustificato motivo soggettivo …………………………………………………………………………………………………………
Si ringrazia per la collaborazione prestata ,assicurando che nei termini di legge e di ccnl si provvedera’ a liquidare il tfr ed ogni altra spettanza economica maturata per l’intervenuto rapporto di lavoro con la Ditta/Societa’
Timbro Ditta/Societa’ e firma
SANATORIA LAVORATORI STRANIERI CON PRESENZA ININTERRROTTA ALMENO DAL 31 .12.2011 O PRECEDENTEMENTE
La sanatoria di cui al titolo e’ disciplinata dall’art.5 del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109 ,pubblicato nella G.U. 25 luglio 2012, n. 172.,emanato in attuazione della direttiva 2009/52/CE, ,il cui contenuto si riassume di seguito.
1.Datori che possono utilizzare la sanatoria
. Sono datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno previsto dall’articolo 9 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni ed integrazioni che,
2.Condizione per utilizzatre la sanatoria
I datori di cui al n.1 ,che alla data di entrata in vigore del decreto legislativo in esame ,ossia alla data del 9.8.2012 ,occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occuparli alla data di presentazione della dichiarazione di cui al n. 3, lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011, o precedentemente,
3.Adempimento per usufruire della sanatoria
I datori di cui al n.1 ,che si trova nella situazione prevista dal n.2 possono dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l’immigrazione, da presentare dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 secondo le modalità che saranno stabilite con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’interno ,di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione e con il Ministero dell’economia e delle finanze ,da adottarsi entro venti giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.,quindi erntro il 29 agosto c.a. ,fermo restando che in ogni caso, la presenza sul territorio nazionale dal 31 dicembre 2011 deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici.
4.Rapporti di lavoro esclusi dalla sanatoria
Sono esclusi dalla procedura in èparola i rapporti di lavoro a tempo parziale, fatto salvo quanto previsto al n.10 in materia di lavoro domestico e di sostegno al bisogno familiare.
5.Datori di lavoro non ammessi alla sanatoria
Non sono ammessi alla procedura .
1) i datori di lavoro che risultino condannati negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per:
2) il datore di lavoro che, a seguito dell’espletamento di procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro subordinato ovvero di procedure di emersione dal lavoro irregolare non ha provveduto alla sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo sportello unico ovvero alla successiva assunzione del lavoratore straniero, salvo cause di forza maggiore comunque non imputabili al datore di lavoro.
6. Contributo per sanatoria
La dichiarazione di emersione in questione è presentata previo pagamento, con le modalità previste dal decreto interministeriale di cui al n.3, di un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore ,che non è deducibile ai fini dell’imposta sul reddito.
7.Regolarizzazione a titolo retributivo,contributivo e fiscale
La regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno sei mesi è documentata all’atto della stipula del contratto di soggiorno secondo le modalità stabilite dal decreto ministeriale di cui al n.3 ,restando salvo l’obbligo di regolarizzazione delle somme dovute per l’intero periodo in caso di rapporti di lavoro di durata superiore a sei mesi.
8.Sospensione procedimenti penali ed amministrativi
Dalla data di entrata in vigore del decreto fino alla conclusione del procedimento di regolarizzazione , sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore per le violazioni delle norme relative:
9.Limiti di reddito datori lavoro per sanatoria
Con il decreto di cui al n. 3 sono stabiliti anche i limiti di reddito del datore di lavoro richiesti per l’emersione del rapporto di lavoro.
10.Retribuzione ai lavoratori emersi
Nella dichiarazione di emersione di cui si parla va indicata la retribuzione convenuta non inferiore a quella prevista dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento e, in caso di lavoro domestico, l’orario lavorativo non inferiore a quello stabilito dall’articolo 30-bis, comma 3, lettera c), del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394.
11.Adempimenti Sportello Unico
. Lo sportello unico per l’immigrazione, verificata l’ammissibilità della dichiarazione e acquisito il parere della questura sull’insussistenza di motivi ostativi all’accesso alle procedure ovvero al rilascio del permesso di soggiorno, nonché il parere della competente direzione territoriale del lavoro in ordine alla capacità economica del datore di lavoro e alla congruità delle condizioni di lavoro applicate, convoca le parti per la stipula del contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, previa esibizione dell’attestazione di avvenuto pagamento del contributo forfetario e della regolarizzazione . La sussistenza di meri errori materiali non costituisce di per sé causa di inammissibilità della dichiarazione di emersione. La mancata presentazione delle parti senza giustificato motivo comporta l’archiviazione del procedimento. Contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno, il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione al Centro per l’Impiego ovvero, in caso di rapporto di lavoro domestico, all’INPS. Restano ferme le disposizioni relative agli oneri a carico del richiedente il permesso di soggiorno.
12.Conseguenze mancata presentazione dichiasrazione emersione
Nei casi in cui non venga presentata la dichiarazione di emersione in esame , si proceda all’archiviazione del procedimento o al rigetto della dichiarazione, la sospensione di cui al n.8 cessa, rispettivamente, alla data di scadenza del termine per la presentazione ovvero alla data di archiviazione del procedimento o di rigetto della dichiarazione medesima. Si procede comunque all’archiviazione dei procedimenti penali e amministrativi a carico del datore di lavoro nel caso in cui l’esito negativo del procedimento derivi da motivo indipendente dalla volontà o dal comportamento del datore di lavoro.
13.Esclusa espulsione straniero nelle more definizione procedimento
Nelle more della definizione del procedimento di cui si tratta nell’art.5 del decreto lergislatiovo in parola lo straniero non può essere espulso, tranne che nei casi previsti al successivo comma 13. La sottoscrizione del contratto di soggiorno, congiuntamente alla comunicazione obbligatoria di assunzione e il rilascio del permesso di soggiorno comportano, rispettivamente, per il datore di lavoro e per il lavoratore, l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni per le violazioni delle norme relative:
b) al dec.legvo n109/12 .e comunque all’impiego di lavoratori anche se rivestano carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale
14,Nullita’ contratto soggiorno
Il contratto di soggiorno stipulato sulla base di una dichiarazione di emersione contenente dati non rispondenti al vero è nullo ai sensi dell’articolo 1344 del codice civile. In tal caso, il permesso di soggiorno eventualmente rilasciato è revocato ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni ed integrazioni.
15.Lavorastori stranieri non ammessi sanatoria
Non possono essere ammessi alla procedura in questione i lavoratori stranieri:
16.Determinazione modalita’ destinazione contributo forfettario per sanatoria
Con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono determinate le modalità di destinazione del contributo forfetario, di cui al dec.legvo 109/12
17. Conseguenze per chi fornisce false dichiarazioni o attestazioni ovvero concorre al fatto
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque presenta false dichiarazioni o attestazioni, ovvero concorre al fatto, nell’ambito della procedura di emersione prevista dal presente articolo, è punito ai sensi dell’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Se il fatto è commesso attraverso la contraffazione o l’alterazione di documenti oppure con l’utilizzazione di uno di tali documenti, si applica la pena della reclusione da uno a sei anni. La pena è aumentata se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale.
MOBILITA’ IN DEROGA LAVORATORI DIPENDENTI AGRICOLI
Il messaggio Inps sottostante del 24 luglio 2012, n. 12345 affronta e regolamenta la mobilità in deroga ai lavoratori dipendenti agricoli-
In detto Messaggio l’Istitiuto evidenzioa che sono pervenute , da parte di alcune strutture Regionali dell’Istituto, richieste di indirizzo in merito alla possibilità di concessione delle prestazioni di mobilità in deroga a lavoratori dipendenti licenziati da aziende del settore agricolo.
Data la peculiarità del settore agricolo – caratterizzato da una particolare articolazione organizzativa del lavoro, in molti casi stagionale, e conseguentemente dall’impiego di molteplici tipologie di lavoratori – l’Istituto ha sottoposto la questione all’esame del competente Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che, al riguardo, ha precisato quanto segue.
L’articolo 19, comma 8, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, prevede espressamente che le risorse finanziarie destinate agli ammortizzatori sociali in deroga “possono essere utilizzate con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, compresi i contratti di apprendistato e di somministrazione”.
L’art. 7 ter, comma 6, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, ha esteso alle relative prestazioni in deroga i requisiti soggettivi previsti per la concessione di prestazioni a sostegno del reddito ordinarie di Cig (anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 90 giorni, come previsto dall’art. 8 del decreto legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito con modificazioni dalla legge 20 maggio 1988, n. 160) e di mobilità (anzianità aziendale di almeno 12 mesi, di cui almeno 6 di lavoro effettivamente prestato, ex art. 16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223).
Il Ministero ha infine precisato che negli accordi ministeriali sottoscritti con le Regioni per l’assegnazione di risorse finanziarie, è stato stabilito che “i lavoratori destinatari dei trattamenti in deroga, l’utilizzo temporale dei trattamenti medesimi e il riparto delle risorse tra le situazioni di crisi occupazionale, sono definiti e modulati in un apposito accordo quadro stipulato sulla base delle esigenze verificate dalla Regioni d’intesa con le parti sociali e sulla base delle relative risorse finanziarie”.
Alla luce di quanto sopra esposto, l’indicazione ministeriale è favorevole alla concessione di ammortizzatori sociali in deroga, in favore di lavoratori agricoli sospesi o cessati, qualora tale concessione sia stata espressamente prevista nell’accordo quadro di riferimento ed i soggetti risultino in possesso dei requisiti soggettivi del citato art. 7 ter, comma 6.
Si rammenta che le istruzioni per la concessione e l’erogazione della mobilità in deroga sono state impartite con circolare n. 75 del 2009, dove, in particolare, al paragrafo 2.2, sono stati definiti i criteri interpretativi relativi all’anzianità aziendale.
I predetti interventi non rientrano tra quelli disposti e finanziati con specifici decreti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, emanati in occasione della crisi che ha colpito le filiere dell’avicolo, del tabacchifero e del saccarifero, i cui fondi sono in corso di esaurimento; pertanto, nella gestione della liquidazione della mobilità in deroga per i lavoratori dipendenti agricoli non dovranno essere utilizzati i codici di intervento adottati per le predette filiere.
Si precisa, inoltre, che per i lavoratori in argomento i periodi di sospensione o di disoccupazione eventualmente indennizzati con ammortizzatori in deroga devono essere considerati neutri ai fini della maturazione dei requisiti per la percezione della disoccupazione agricola ordinaria prevista per l’anno di riferimento.
Per quanto riguarda poi la procedura di liquidazione della prestazione in oggetto, occorre tenere presente che, provenendo i beneficiari da aziende non destinatarie di indennità di mobilità ordinaria identificabili con matricola aziendale e CSC, dati non previsti per l’inquadramento delle aziende agricole, saranno previste modalità attuative in procedura che saranno oggetto di uno apposito messaggio.
Solo nel caso in cui l’operatore sia in possesso della matricola aziendale e del CSC, come nei casi di aziende che impieghino anche lavoratori subordinati non agricoli, si potrà utilizzare la procedura DS WEB per liquidare la mobilità in deroga, avendo cura di inserire lo specifico codice di intervento attribuito alla Regione.
Le Sedi in indirizzo dovranno verificare, prima della liquidazione delle prestazioni, che gli specifici accordi quadro regionali prevedano la concessione di ammortizzatori in deroga a lavoratori agricoli.
Si riporta l’elenco delle aziende operanti in Abruzzo per cui ,nel periodo dal 15 al 23 luglio 2012 ,il Ministero del Lavoro ha autorizzatol’intervento della CIGS.
Denominazione Azienda : ATR SRL IN AS
Decreto del 16/07/2012 n. 66904
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 24/02/2012 al 22/02/2013
Denominazione Azienda : CISISERVICE
con sede in : MOZZAGROGNA Prov : CH
Unità di : MOZZAGROGNA Prov : CH
Settore: Servizi professionali ed imprenditoriali non previsti nei precedenti codici
Decreto del 20/07/2012 n. 67042
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 13/02/2012 al 13/02/2013
Denominazione Azienda : COM.P.I.
Decreto del 20/07/2012 n. 67029
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 02/04/2012 al 31/03/2013
Denominazione Azienda : LIBRERIE.COOP
con sede in : CASTENASO Prov : BO
Decreto del 18/07/2012 n. 66992
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 20/03/2012 al 31/12/2012
Denominazione Azienda : NORD SERVIZI SRL
Decreto del 20/07/2012 n. 67083
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 16/01/2012 al 15/01/2013
Denominazione Azienda : ORLANDI IMPIANTI SPA ORA ORLI.CON IN LIQUIDAZIONE
Decreto del 16/07/2012 n. 66908
Denominazione Azienda : PRENATAL SPA
con sede in : GRANDATE Prov : CO
Decreto del 16/07/2012 n. 66919
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 01/03/2012 al 28/02/2013
Denominazione Azienda : Procter & Gamble Italia SpA
Decreto del 20/07/2012 n. 67021
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 26/03/2012 al 25/03/2013
Denominazione Azienda : SAFTI
con sede in : SESTO FIORENTINO Prov : FI
Decreto del 23/07/2012 n. 67148
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 24/02/2012 al 23/02/2013
Denominazione Azienda : SIFFERT S.r.l.
con sede in : GAGGIANO Prov : MI
Decreto del 18/07/2012 n. 66978
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 06/02/2012 al 06/02/2013
Denominazione Azienda : Società Meridionale Inerti SMI
Unità di : PAGLIETA Prov : CH
Unità di : POLLUTRI Prov : CH
Unità di : CARUNCHIO Prov : CH
Decreto del 17/07/2012 n. 66962
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 10/05/2012 al 09/05/2013
Denominazione Azienda : TUZI COSTRUZIONI GENERALI
con sede in : BALSORANO Prov : AQ
Unità di : BALSORANO Prov : AQ
Decreto del 23/07/2012 n. 67136
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 27/02/2012 al 26/02/2013
Denominazione Azienda : VASTO LEGNO
Decreto del 16/07/2012 n. 66943
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 01/02/2012 al 31/01/2013
Denominazione Azienda : VIBAC
Decreto del 20/07/2012 n. 67040
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 04/04/2012 al 31/03/2013
ISTRUZIONI INTEGRATIVE INPS PERMESSI LEGGE 104/92
Le istruzioni di cui al titolo risultano fornite dall’Inps con la sottostante Circolare 24 luglio 2012, n. 100,emanata ad ìnntegrazione della circolare n. 45 del 1° marzo 2011 sulla fruizione dei permessi ex art. 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, da parte dei dipendenti dell’Istituto a seguito delle modifiche introdotte dal d.lgs. 18 luglio 2011, n. 119.
4. Fruizione dei permessi da parte del personale con rapporto di lavoro a
L’art. 6 del predetto decreto legislativo restringe la possibilità per il lavoratore di cumulare i permessi per assistere più familiari affetti da disabilità grave, richiedendo che, in tali casi, l’assistenza sia prestata nei confronti del coniuge e di un parente o affine entro il primo grado. La possibilità per il dipendente che assiste il coniuge ovvero un parente o affine di primo grado di cumulare i benefici previsti dalla legge n. 104/1992 per prestare assistenza anche nei confronti di un parente o affine entro il secondo grado, è riconosciuta esclusivamente qualora i genitori o il coniuge del familiare disabile di secondo grado abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti (1)o siano deceduti o mancanti (2).
– nello stesso mese, per prestare assistenza ad un figlio minore di tre anni, i genitori possono alternarsi nella fruizione dei seguenti istituti:
– due ore di permesso orario al giorno oppure un’ora di permesso al giorno per ciascun genitore per tutto il mese;
– assenze giornaliere a titolo di prolungamento del congedo parentale retribuito al 30% nella misura massima di 36 mesi (comprensivi del congedo parentale ordinario), da fruire entro gli otto anni di età del bambino;
– uno o più giorni di permesso, fino ad un massimo di tre giorni mensili, tra entrambi i beneficiari (es.: nello stesso mese, la madre fruisce di un giorno di permesso, il padre di
– permessi nella misura minima di un’ora, fino a concorrenza delle 18 ore massime mensili totali (es.: nello stesso mese, la madre fruisce di 10 ore, il padre di 8).
Si precisa che, in analogia al trattamento previsto in materia di riposi per allattamento nelle ipotesi di parto plurimo, ai dipendenti genitori di gemelli con disabilità grave fino a tre anni i riposi orari devono essere riconosciuti in misura doppia
— nello stesso mese, per prestare assistenza ad un figlio di età compresa tra i tre anni e gli otto anni, i genitori possono alternarsi nella fruizione dei seguenti benefici:
– assenze giornaliere a titolo di prolungamento del congedo parentale retribuito al 30% e nella misura massima di 36 mesi (comprensivi del congedo parentale ordinario);
– uno o più giorni di permesso, fino ad un massimo di tre giorni mensili;
– permessi nella misura minima di un’ora, fino a concorrenza delle 18 ore massime mensili.
— nello stesso mese, per prestare assistenza ad un figlio maggiore di otto anni:
La circolare n. 45/2011 ” Permessi a favore di persone con disabilità grave – Art. 33 della legge n. 104/1992″, al paragrafo 2.1) “Disposizioni comuni” prevede che “ai dipendenti in regime di tempo parziale, i permessi in argomento, se fruiti nella modalità oraria, spettano in misura corrispondente alla percentuale di riduzione dell’orario di lavoro nel caso di part-time orizzontale, mentre nel caso di part-time verticale spettano per intero (18 ore mensili).”
1. in tutti i giorni lavorativi, solo in alcuni mesi dell’anno;
2. soltanto in alcune settimane del mese o in alcuni giorni della settimana.
1. un’ ora di permesso giornaliero;
2. tre giorni di permesso mensile;
3. permessi orari mensili in misura corrispondente alla percentuale della prestazione lavorativa.
In tale fattispecie il dipendente potrà tuttavia rinnovare la richiesta dei benefici in argomento all’ufficio competente (3), fin dal primo giorno successivo alla scadenza predetta, allegando, a pena di irricevibilità, copia dell’istanza di conferma del riconoscimento della condizione di disabilità grave presentata alla sede INPS territorialmente competente entro la data di scadenza del precedente giudizio.
(1) Per la definizione delle patologie invalidanti si veda Decreto interministeriale n. 278 del 21 luglio 2000 che individua le seguenti patologie: 1) Patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche; 2) patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali; 3) patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario. Le predette patologie dovranno essere certificate dal medico specialista del servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato o dal medico di medicina generale o dalla struttura sanitaria nel caso di ricovero o intervento chirurgico.
(2) Con l’espressione “mancanti”, deve intendersi non solo una situazione di assenza naturale e giuridica (celibato o stato di figlio naturale non riconosciuto) ma anche ogni altra condizione ad essa assimilabile (divorzio, separazione legale, abbandono) debitamente certificata dall’autorità giudiziaria o da altra pubblica autorità.
(3) Per “ufficio competente” si intende l’Area normativa e contenzioso del lavoro (DCRU) per i dipendenti della Direzione generale ovvero i Team gestione risorse umane delle Direzioni regionali per tutti gli altri dipendenti.
Permessi giornalieri ed orari – 3 gg o 18 ore mensili –
dipendente disabile o dipendente che presta assistenza.
Part time orizzontale Fino a 6 ore diprestazione lavorativa : ridotto a 1 oraOltre 6 ore di prestazione lav.: intero, 2 ore I tre gg di permesso mensile spettano per intero, mentre,in alternativa, i permessi orari di 18 ore sono ridotti sullabase della percentuale di prestazione lavorativa. Per es.
nel caso di percentuale pari al 75% (5 ore e24 m al
giorno) spettano:
3gg oppure il 75% di 18 ore corrispondenti a 13 ore e 30
Part time verticale con prestazione lavorativa concentrata in alcuni mesi con presenza dal lunedì al venerdì INTERO, 2 ore I tre gg di permesso mensile o, in alternativa, i permessi orari di 18 ore,spettano per intero. Per es. prestazione lavorativa prevista per sei mesi l’anno (consecutivi o non ):3gg o 18 ore nel mese in cui viene resa la prestazione
Part time verticale con prestazione concentrata su alcune settimane del mese o alcuni giorni della settimana INTERO, 2 ore I tre gg di permesso mensile o in alternativa, i permessi orari di 18 ore, sonoridotti sulla base della percentuale di prestazione lavorativa nel mese di riferimento .Es 1. prestazione lavorativa nel mese pari al 50% (come nel caso di settimane alterne) : 1 giorno oppure 50% di 18 ore pari a 9 ore.
Es.2 prestazione lavorativa nel mese pari al 40% (come nel caso di presenza 2gg a settimana): 1 giorno oppure il 40 % di 18 ore pari a 7 ore el2 m
Part time misto (combinazione di verticale ed orizzontale), con prestazione concentrata in alcuni giorni o settimane del mese, ad orario ridotto Fino a 6 ore diprestazione lavorativa: ridotto a 1 oraOltre 6 ore di prestazione lavorativa: intero, 2 ore I tre gg. di permesso mensile si riducono sulla base della percentuale dellacomponente verticale, mentre, in alternativa, i permessi orari di 18 ore siriducono sulla base della percentuale della componente orizzontale.
Per es. prestazione su 4 gg a settimana (componente verticale 80%),
con orario ridotto a 5 ore al giorno (componente orizzontale=69.49%), si ha diritto all’80% di 3gg = 2 oppure al 69.49%. di 18 ore = 12 ore e 30 minuti
Dell’argomento di cui al titolo tratta il sottoriportato
con cui il nostro Paese da’ attuazione alla direttiva 2009/50/CE sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati,composto da due articoli,che di seguito si esaminano
L’art. 1 modifica il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,coontenente il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero , inserendo dopo l’articolo 27-ter ,l’art. . 27-quater ,recante il titolo “Ingresso e soggiorno per lavoratori altamente qualificati. Rilascio della Carta blu UE “- ,che consente:
1. L’ingresso ed il soggiorno, per periodi superiori a tre mesi al di fuori delle quote di cui all’articolo 3, comma 4, agli stranieri altamente qualificati, che intendono svolgere prestazioni lavorative retribuite per conto o sotto la direzione o il coordinamento di un’altra persona fisica o giuridica e che sono in possesso:
8. Il nulla osta al lavoro è sostituito da una comunicazione del datore di lavoro della proposta di contratto di lavoro o dell’offerta di lavoro vincolante, formulate ai sensi del comma 5, e si applicano le disposizioni di cui all’articolo 27, comma 1-ter, nel caso in cui il datore di lavoro abbia sottoscritto con il Ministero dell’interno, sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un apposito protocollo di intesa, con cui il medesimo datore di lavoro garantisce la sussistenza delle condizioni previste dal comma 5 e dall’articolo 27, comma 1-quater.Ai fini dell’applicazione delle disposizioni del presente comma, il datore di lavoro deve dichiarare di non trovarsi nelle condizioni di cui al comma 10.
11. Al lavoratore straniero altamente qualificato autorizzato allo svolgimento di attività lavorative è rilasciato dal Questore un permesso di soggiorno ai sensi dell’articolo 5, comma 8, recante la dicitura ‘Carta blu UE’, nella rubrica ‘tipo di permesso’. Il permesso di soggiorno è rilasciato, a seguito della stipula del contratto di soggiorno per lavoro di cui all’articolo 5-bis e della comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, con durata biennale, nel caso di contratto di lavoro a tempo indeterminato, ovvero con durata pari a quella del rapporto di lavoro più tre mesi, negli altri casi.
13. Il titolare di Carta blu UE, limitatamente ai primi due anni di occupazione legale sul territorio nazionale, esercita esclusivamente attività lavorative conformi alle condizioni di ammissione previste al comma 1 e limitatamente a quelle per le quali è stata rilasciata la Carta blu UE. I cambiamenti di datore di lavoro nel corso dei primi due anni sono soggetti all’autorizzazione preliminare da parte delle competenti Direzioni territoriali del lavoro. Decorsi 15 giorni dalla ricezione della documentazione relativa al nuovo contratto di lavoro o offerta vincolante, il parere della Direzione territoriale competente si intende acquisito.
17. Dopo diciotto mesi di soggiorno legale in un altro Stato membro, lo straniero titolare di Carta blu UE, rilasciata da detto Stato, può fare ingresso in Italia senza necessità del visto, al fine di esercitare un’attività lavorativa, alle condizioni previste dal presente articolo. Entro un mese dall’ingresso nel territorio nazionale, il datore di lavoro presenta la domanda di nulla osta al lavoro con la procedura prevista al comma 4 e alle condizioni del presente articolo. Il nulla osta è rilasciato entro il termine di 60 giorni. La domanda di nulla osta al lavoro può essere presentata dal datore di lavoro anche se il titolare della Carta blu UE soggiorna ancora nel territorio del primo Stato membro. Al lavoratore straniero altamente qualificato autorizzato al lavoro dallo sportello unico è rilasciato dal Questore il permesso secondo le modalità ed alle condizioni previste dal presente articolo. Dell’avvenuto rilascio è informato lo Stato membro che ha rilasciato la precedente Carta blu UE. Nei confronti dello straniero, cui è stato rifiutato o revocato il nulla osta al lavoro o il permesso ovvero questo ultimo non è stato rinnovato, è disposta l’espulsione ai sensi dell’articolo 13 e l’allontanamento è effettuato verso lo Stato membro dell’Unione europea che aveva rilasciato la Carta blu UE, anche nel caso in cui la Carta blu UE rilasciata dall’altro Stato membro sia scaduta o sia stata revocata. Nei confronti del titolare di Carta blu UE riammesso in Italia ai sensi del presente comma si applicano le disposizioni previste dall’articolo 22, comma 11. Ai familiari dello straniero titolare di Carta blu UE in possesso di un valido titolo di soggiorno rilasciato dallo Stato membro di provenienza e del documento di viaggio valido, è rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia, ai sensi dell’articolo 30, commi 2, 3 e 6, previa dimostrazione di aver risieduto in qualità di familiare del titolare di Carta blu UE nel medesimo Stato membro di provenienza e di essere in possesso dei requisiti di cui all’articolo 29, comma 3.
18. Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo trovano applicazione le disposizioni di cui all’articolo 22, in quanto compatibili.»;
Inoltre ,dopo l’articolo 9-bis del t.u.,è inserito il seguente:
«Art. 9-ter (Status di soggiornante di lungo periodo-CE per i titolari di Carta blu UE) – 1. Lo straniero titolare di Carta blu UE rilasciata da un altro Stato membro ed autorizzato al soggiorno in Italia alle condizioni previste dall’articolo 27-quater, può chiedere al Questore il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, di cui all’articolo 9.
3. Ai titolari di Carta blu UE, in possesso dei requisiti previsti al comma 2, è rilasciato dal questore un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, recante la dicitura, nella rubrica ‘annotazioni’, ‘Ex titolare di Carta blu UE’.
4. Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 è revocato nelle ipotesi previste all’articolo 9, comma 7, lettere a), b), c) ed e), nonché nel caso di assenza dal territorio dell’Unione per un periodo di ventiquattro mesi consecutivi.
6. Ai familiari dello straniero titolare di un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo concesso ai sensi del presente articolo, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 9, comma 1, è rilasciato il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo qualora abbiano soggiornato, legalmente ed ininterrottamente, per cinque anni nel territorio dell’Unione di cui gli ultimi due nel territorio nazionale.».
L’Art. 2 costituiosce una norma finanziaria,prevedendo che dall’attuazione del presente decreto legislativo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono all’attuazione del medesimo decreto nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente.
Di seguito si riporta il DECRETO MINISTERIALE 01 giugno 2012,che contiene le modalita’ di attuazione del comma 14 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e determinazione del limite massimo numerico dei soggetti interessati ai fini della concessione dei benefici pensionistici di cui al comma 14 del medesimo articolo
1. Il presente decreto disciplina le modalità di attuazione dell’articolo 24, commi 14 e 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, individuando, alla tabella di cui al successivo articolo 6, la ripartizione dei soggetti interessati ai fini della concessione dei benefici di cui al medesimo comma 14 e ai sensi dello stesso comma 15, nel limite delle risorse complessivamente previste dal medesimo comma 15.
a) lavoratori di cui alla lettera a) del citato comma 14: cessazione dell’attività lavorativa alla data del 4 dicembre 2011 con perfezionamento dei requisiti entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità di cui all’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
c) lavoratori di cui alla lettera c) del citato comma 14: titolarità al 4 dicembre 2011 della prestazione straordinaria a carico dei Fondi di solidarietà di settore di cui all’articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; titolarità della medesima prestazione da data successiva al 4 dicembre 2011 se l’accesso alla stessa risulta autorizzato dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, fermo restando che gli interessati restano a carico dei Fondi fino al compimento di 62 anni di età;
d) lavoratori di cui alla lettera d) del citato comma 14: perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico secondo la disciplina vigente alla data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, entro un periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto legge; questi lavoratori non devono aver comunque ripreso attività lavorativa successivamente all’autorizzazione alla prosecuzione volontaria della contribuzione e devono avere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011;
f) lavoratori di cui alla lettera e-bis) del citato comma 14: congedo per assistere figli con disabilità grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, con perfezionamento, entro 24 mesi dalla data di inizio del predetto congedo, del requisito contributivo per l’accesso al pensionamento indipendentemente dall’età anagrafica, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), della legge 23 agosto 2004, n. 243;
g) lavoratori di cui all’articolo 6, comma 2-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14: risoluzione del rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attività lavorativa;
h) lavoratori di cui all’articolo 6, comma 2-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14: risoluzione del rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011 in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attività lavorativa.
Art. 4 – Istanza accesso benefici alla DTL e termine presentazione
4. I soggetti di cui alle lettere g) e h), del comma 1, dell’articolo 2, del presente decreto, presentano istanza di accesso ai benefici di cui all’articolo 24, comma 14, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, corredata dall’accordo che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro secondo le seguenti modalità:
a) nel caso in cui si tratta di soggetti cessati in ragione di accordi ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, l’istanza è presentata alla Direzione Territoriale del lavoro innanzi alla quale detti accordi sono stati sottoscritti;
2. Avverso i provvedimenti delle Commissioni di cui all’articolo 4, comma 6, del presente decreto l’interessato può presentare istanza di riesame, entro 30 giorni dalla data di ricevimento dello stesso, innanzi alla Direzione Territoriale del Lavoro presso cui è stata presentata l’istanza.
1. In conformità agli articoli 1 e 2 del presente decreto, il numero dei lavoratori aventi titolo all’ottenimento del beneficio di cui al comma 14 e ai sensi del comma 15 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, è determinato in 65.000 unità, ripartite come segue:
Lavoratori cessati ai sensi dell’art. 6, comma 2-ter, del decreto-legge n. 216 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 14 del 2012 [articolo 2, comma 1, lett. g) ed h), del presente decreto]
L”argomento di cui al titolo trova esposizione nel messaggio Inps n.11560/2012, prevedendo che lka definizione delle istanze, deve avvenire entro 15 giorni dalla data di presentazione, mentre il pagamento della prima rata deve essere effettuato prima o contestualmente alla sottoscrizione del piano di ammortamento, entro 10 giorni dall’accoglimento.
Inoltre è stabilito che La dilazione sia concessa per un massimo di 24 mesi ovvero di 36 mesi per periodi antecedenti al 1° aprile 2009 relativi alla sanatoria stranieri ,fermo restandoi che l’importo mensile da versare non risulti inferiore a 100 euro.
Infastti l’Istituto precisa che la velocizzazione della procedura di autorizzazione alla dilazione dei debiti contributivi relativi a lavoratori domestici è dovuta alla nuova funzionalità telematica di gestione ,attraverso cui ,il datore di lavoro ,interessato ad ottenere la dilazione del pagamento del debito contributivo ,deve presentare apposita istanza comprensiva di tutti i crediti contributivi accertati alla stessa data di presentazione relativi a tutti i rapporti di lavoro domestico di cui sia titolare .
– l’acquisizione della scheda istruttoria;
– la stampa della scheda per l’accoglimento dell’istanza;
– l’emissione e la stampa del piano di ammortamento per la successiva sottoscrizione da parte del datore di lavoro.
a) il pagamento dilazionato, spiega l’Inps, può essere concesso fino a un massimo di 24 mensilità sempreché l’importo della rata non sia inferiore a 100 euro ,mentre se la rata risulta inferiore, la rateazione massima sarà pertanto pari all’importo del debito diviso 100 euro).
Infine le istruzioni dell’Inps ricordano che :

References: art.4
 art. 410
 sentenza 
 articolo 24
 art.7
 sentenza 
 art. 16
 art. 7
 art. 33
 Art. 33
 articolo
1
 articolo 6

Art. 4