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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 15/09/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 15/09/2015	Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 15/09/2015
15 settembre 2015	Quest’oggi – martedì 15 settembre – la Corte europea dei diritti dell’uomo ha riscontrato molteplici violazione dei diritti umani a carico di diversi paesi dell’Europa dell’Est. Così Bulgaria, Moldavia, Romania, Slovacchia e Polonia sono state condannate per non aver assicurato i diritti sanciti dalla Convenzione europea: processi iniqui (Tsanova-Gecheva c. Bulgaria e Moinescu c. Romania), processi troppo lunghi (Javor e Javorová c. Slovacchia) o troppo costosi per i contributi da pagare (Mogielnicki c. Polonia); ma anche morti sospette rimaste prive di indagini effettive (Lari c. Repubblica di Moldavia), violenze di Stato consumate per strada e in caserma (Poede c. Romania).
Anche la Turchia ha ricevuto due verdetti di condanna: per aver sottoposto a processo penale un giornalista critico nei confronti dei massimi vertici delle Forze armate nazionali (Dilipak c. Turchia) e per aver disposto un ergastolo senza speranza di liberazione a carico di un terrorista del PKK (Partito comunista dei lavoratori curdi) (Kaytan c. Turchia).
Tsanova-Gecheva c. Bulgaria43800/122Velichka Tsanova-Gecheva è un magistrato bulgaro che, per pochi voti e con una votazione discutibile, non è diventata presidente del Tribunale cittadino di Sofia. Il Consiglio Superiore della Magistratura bulgaro, infatti, ha votato fra lei ed un altro candidato, amico intimo del Ministro dell’Interno. La votazione ha premiato il secondo e si è svolta a scrutinio segreto, anziché con voto palese. Il clamore suscitato da questa elezione è stato notevole sulla stampa nazionale e due giudici del Consiglio superiore si sono dimessi, denunciando un’elezione non democratica dal risultato già annunciato. La Sig.ra Tsanova-Gecheva si è rivolta allora all’organo supremo della giustizia amministrativa bulgaro: ne ha ottenuto prima un verdetto favorevole, che dichiara il voto a scrutinio segreto contrario alla procedura elettiva, ed infine uno sfavorevole, che conferma la legittimità dell’elezione. Oggi la Sig.ra Tsanova-Gecheva contesta che la procedura amministrativa di revisione della votazione non è stata adeguata, non rispondendo nel merito, già nel primo verdetto, a tutte le sue doglianze.
Articolo 6Resto irricevibile
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Accesso al tribunale; diritti civili e obblighi)
Lari c. Repubblica di Moldavia37847/133Ana Lari accusa la Moldavia di non aver svolto investigazioni effettive sulla morte della figlia diciannovenne: questa è stata rinvenuta morta al termine di una festa, svoltasi in un ufficio privato per un’intera notte. L’autopsia riscontra la morte per overdose di sedativi e rinviene segni di attività sessuale sulla ragazza. Le autorità inquirenti interrogano sei testimoni ma ciascuno di essi nega di aver avuto rapporti sessuali con la vittima. L’inchiesta è archiviata a pochi mesi dalla misteriosa morte: la diciannovenne avrebbe ingerito quei farmaci per essere ricoverata in ospedale ed evitare di giustificare a casa la sua assenza per tutta la notte. L’inchiesta è stata riaperta e nuovamente archiviata in diverse occasioni negli anni a seguire e, ad oggi, è ancora pendente.Articolo 2Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Shishanov c. Repubblica di Moldavia11353/062Valeriy Shishanov è un cittadino russo condannato a 25 anni di reclusione per evasione, tentato omicidio, sequestro di persone, traffico e furto di armi ed esplosivi e altro. Dal 1996 fino al 2014 è stato detenuto in diverse prigioni moldave: oggi sconta la sua pena in un carcere russo. Egli ha una gamba amputata alla cui mancanza supplisce con una protesi.
Il Sig. Shishanov denuncia in Corte europea le inadeguate condizioni di detenzione a cui è stato costretto nelle carceri moldave e l’indebito controllo delle autorità carcerarie sulla sua corrispondenza.
Milka c. Polonia14322/123Sławomir Milka è un detenuto polacco che, ogni qual volta si è rifiutato di sottoporsi a perquisizione personale in carcere, è stato duramente sanzionato: gli è stato proibito di ricevere pacchi alimentari per due mesi e, in due occasioni, è stato collocato in isolamento.
Egli ha contestato l’eccessiva gravosità delle sanzioni disciplinari comminatigli, ma i Giudici polacchi si sono limitati a dichiarare che le sue condotte erano gravi violazioni del regolamento penitenziario.
Oggi il Sig. Milka denuncia davanti alla Corte europea che quelle sanzioni disciplinari sono state misure sproporzionate e perciò contrarie ai suoi diritti umani.
Mogielnicki c. Polonia42689/093Jerzy Mogielnicki è un ex manager di una grossa casa farmaceutica che fa causa alla stessa perché gli impedisce di acquistare le sue azioni. Sia in primo che in secondo grado i Giudici polacchi rigettano le sue domande. Al momento di rivolgersi alla Corte di cassazione, chiede di essere esonerato dalla consistente imposta da pagare per promuovere il ricorso per cassazione ma riceve, per tre volte, una risposta negativa: egli non risponderebbe ai requisiti patrimoniali richiesti per tale esenzione.
Oggi il Sig. Mogielnicki si rivolge alla Corte europea denunciando che, senza esenzione, gli è precluso l’accesso ad un giudice e, perciò, alla giustizia.
Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Accesso al tribunale)
Moinescu c. Romania16903/123Dumitru Moinescu è stato sindaco della città di Medgidia. In tale veste, dopo che in un nichtclub era scoppiata una rissa, con gravi danni al locale e a due veicoli, egli si era recato presso il night, lo aveva fatto ripulire da impiegati pubblici e, successivamente, aveva incontrato in municipio il consigliere della comunità ROM e suo fratello, coinvolto nella rissa del giorno prima.
Le autorità inquirenti lo hanno accusato di intralcio alle indagini e favoreggiamento. In primo grado, ascoltati ben 21 testimoni, egli è stato assolto. In secondo grado, invece, è stato condannato a sei anni di reclusione, senza l’escussione di alcun nuovo testimone né di quelli sentiti in primo grado.
Il Sig. Moinescu lamenta di essere stato condannato in secondo grado sulla base delle stesse prove che ne avevano portato, in primo grado, all’assoluzione e senza poter in sede d’appello assumere direttamente alcun testimone.
Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
Poede c. Romania40549/113Puiu Cristinel Poede è un cittadino rumeno sottoposto a controllo da alcuni agenti di polizia e che lamenta di essere stato pestato da quelli sia per strada, prima, che in commissariato, poi. Egli era in viaggio in auto col fratello allorché, rompendosi la macchina, avevano accostato. Mentre il fratello cercava aiuto, gli agenti avrebbero controllato il Sig. Poede, il quale, privo di documenti, avrebbe fatto resistenza all’atto di essere tradotto alla stazione di polizia: per lui, infine, una multa per sosta vietata e per non avere con sé i documenti.
Il Sig. Poede ha denunciato prontamente gli agenti ma il procedimento penale, durante il quale sono stati ascoltati diversi testimoni, è stato infine archiviato. Articolo 3Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Javor e Javorová c. Slovacchia42360/103Jozef Javor e Eva Javorová, marito e moglie di nazionalità slovacca, nel 2002 hanno denunciato per frode la loro locataria perché questa, pur avendo ricevuta una somma di danaro, non ha rinnovato il contratto di locazione. Il relativo procedimento penale, nel quale i coniugi si erano costituiti parti civili, vede la conclusione soltanto nel 2010, con l’archiviazione dell’accusa. I coniugi hanno lamentato l’eccessiva durata del procedimento – oltre 7 anni – davanti alla Corte costituzionale slovacca la quale ha preso posizione sul punto: la parte civile non ha un diritto ad essere risarcita per l’eccessiva durata del procedimento se non dal momento in cui è esercitata l’azione penale; e in questo caso, l’azione penale era stata archiviata.
La Corte europea è chiamata così a esprimersi se il principio di ragionevole durata del processo sia stato violato o meno nella vicenda dei coniugi Javor/Javorová.
Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Dilipak c. Turchia29680/052Abdurrahman Dilipak è un giornalista turco che nell’agosto del 2003 pubblica un articolo fortemente critico verso i vertici delle Forze armate turche. In ragione di questo articolo, è sottoposto a procedimento penale davanti alla Corte militare, nonostante sia un civile, e condannato in primo e secondo grado. Giunto davanti alla Corte militare di Cassazione, entra in vigore una nuova legge che sottopone i reati come il suo alla giurisdizione ordinaria e riavvia da capo l’iter giudiziario. Intanto il reato si prescrive.
Oggi il Sig. Dilipak lamenta l’eccessiva durate del procedimento a cui è stato sottoposto, pur essendosi giovato della prescrizione, e l’illegittimità delle accuse rivolte contro di lui, considerato il suo diritto alla libertà d’espressione.
Eccezione preliminare unita al merito e respinta (articolo 34 - Vittima)
Violazione dell'articolo 10 - Libertà di espressione - {generale} (articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Kaytan c. Turchia27422/052Hayati Kaytan è un cittadino turco condannato all’ergastolo “aggravato” per aver commesso attentati terroristici all’interno del P.K.K. , organizzazione illegale che lotta per l’indipendenza del popolo curdo dalla Turchia; egli ha confessato i propri crimini, salvo ritrattare la sua confessione che, a suo dire, è stata rilasciata sotto le forti pressioni psicologiche delle autorità inquirenti.
Oggi il Sig. Kaytan denuncia che l’ergastolo senza possibilità di riesame equivale ad un trattamento inumano ed è perciò contrario alla Convenzione europea; lamenta, inoltre, molteplici violazioni del suo diritto alla difesa nel processo penale.
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - punizioni degradanti; Punizioni inumani) (aspetto sostanziale)
Danno non patrimoniale - accertamento della violazione sufficiente
Luli c. Albania30601/083Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimento di esecuzione; Articolo 6-1 - Accesso al tribunale)
Violazione_dell'articolo_13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)
Della rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Martedì 15 settembre 2015, si è riproposto, per ciascuna di esse:
I casi ripetitivi e quelli di eccessiva durata di procedimenti non sono approfonditi perché marginali nella giurisprudenza della Corte europea.	Bulgaria Moldavia Polonia Romania Slovacchia Turchia Tutte le sentenze	2015-09-15
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 Articolo 6

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 Articolo 3

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