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PRONTUARIO SINTETICO PER LA REDAZIONE DEL PROGETTO E DEL VERBALE DI STATO PASSIVO - PDF
PRONTUARIO SINTETICO PER LA REDAZIONE DEL PROGETTO E DEL VERBALE DI STATO PASSIVO
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1 PRONTUARIO SINTETICO PER LA REDAZIONE DEL PROGETTO E DEL VERBALE DI STATO PASSIVO Con il patrocinio della Commissione Procedure Concorsuali dell Ordine degli Avvocati di Milano
2 SOMMARIO Presentazione 4 1. Agenti e rappresentanti 6 2. Agenzia per il lavoro 9 3. Albergatore Amministratore di società Artigiano Assicurazione CONAI (fornitore) Condominio negli edifici Conto corrente e apertura di credito Contratto preliminare vendita beni immobili Cooperative Cooperative sociali e agricole Credito fondiario Crediti per cassa mutua edile Custode giudiziario Deposito Factoring Fideiussione Giustizia (spese di) Indennità sostitutiva del preavviso Imposte dirette Imposte indirette IVA di rivalsa Ipoteca Lavoro subordinato Leasing Legge Sabatini Locazione Mandato Pegno Pegno di crediti Pegno irregolare Prestatori d opera intellettuale Procacciatore d affari Professionista attestatore nel concordato preventivo 112 [2]
3 36. Professionisti Sconto bancario Sindaci Somministrazione Spedizioniere 127 Rassegna di giurisprudenza 130 * * * * * * * * * * Un particolare ringraziamento va al Dott. Filippo Lamanna, ideatore e supervisore dell iniziativa * * * * * * * * * * Hanno Collaborato: Marco Angelo Russo, avvocato del Foro di Milano Giuseppe Battaglia, avvocato del Foro di Varese Matteo Camisasca, avvocato del Foro di Milano Albertina Gavazzi, avvocato del Foro di Milano Silvia Giavarrini, avvocato del Foro di Milano Giovanna Rango, avvocato del Foro di Milano Martino Andreoni, avvocato del Foro di Milano Maurizio Storelli, dottore commercialista del Foro di Milano Marco Moro Visconti, avvocato del Foro di Milano Cecilia Zanzi, avvocato del Foro di Milano [3]
4 Presentazione Cari Colleghi, ho il piacere di comunicarvi che sul sito dell Ordine è pubblicato il Prontuario per la redazione del progetto e del verbale di stato passivo del fallimento. La materia delle procedure concorsuali, non solo in questo periodo di crisi, è di grande importanza; e nell ambito delle procedure concorsuali il fallimento resta pur sempre quella con la quale, da sempre, i rapporti degli avvocati sono più frequenti. Molto spesso ci troviamo, nella nostra attività professionale, a tutelare clienti che hanno crediti verso imprenditori falliti, ed alcuni di noi svolgono l attività di curatore: per questi motivi la consultazione del prontuario può essere di grande utilità, tanto ai primi, al fine di predisporre le domande di insinuazione al passivo, quanto ai secondi, al fine di predisporre il progetto di stato passivo contenente le proprie conclusioni da sottoporre al giudice delegato. Il Prontuario è stato redatto, su iniziativa del dott. Filippo Lamanna, ad opera della Commissione per le Procedure Concorsuali del nostro Ordine presieduta dall avv. Franco Lo Passo, ed in particolare grazie all impegno dei colleghi Marco Angelo Russo, Albertina Gavazzi, Marco Moro Visconti e Giovanna Rango che della Commissione fanno parte. In questo loro meritorio lavoro, essi si sono avvalsi della collaborazione di giovani colleghi nelle persone di Martino Andreoni, Giuseppe Battaglia, Matteo Camisasca, Silvia Giavarrini e Cecilia Zanzi, oltre che della diversa professionalità del dott. Maurizio Storelli, commercialista. Il Prontuario prende in considerazione le tipologie di crediti più frequentemente insinuati al passivo (in numero di quaranta), e per ciascuno di essi appronta una scheda esplicativa della natura chirografaria o privilegiata (ed in quest ultimo caso della normativa specifica alla quale il privilegio è riconducibile), delle attività da svolgersi ai fini della verifica della esistenza del credito, delle problematiche che possono sorgere in corso di verifica, e della proposta-tipo che il curatore può avanzare nelle sue conclusioni. A ciascuna scheda si unisce una illustrazione teorica avente lo scopo di introdurre la nozione essenziale del tipo di credito, e di dare conto delle più importanti questioni giuridiche ad esso collegate. Conclude il lavoro una rassegna di [4]
5 giurisprudenza, la quale contiene le più importanti decisioni sugli argomenti trattati dalle precedenti schede. Sono certo che il Prontuario si rivelerà uno strumento prezioso per tutti noi, e che esso costituirà una sorta di vademecum essenziale ed immancabile tutte le volte in cui dovremo affrontare una questione relativa all ammissione di un credito al passivo. Il Presidente dell Ordine degli Avvocati di Milano Avv. Remo Danovi [5]
6 1 A Categoria: AGENTI E RAPPRESENTANTI B Classe: privilegio generale C Artt. privilegio art bis n. 3 C.C. D Documentazione: certificato d iscrizione al registro delle imprese come agenti e/o rappresentanti, copia contratto di agenzia sottoscritto dalle parti. E Attività di verifica: verificare fatture o note proforma dalle quali risulti l ammontare delle provvigioni e gli affari cui si riferiscono. Accertare inoltre il corretto ammontare delle provvigioni. F Possibili problematiche: l agente ha l onere di documentare che l affare è stato concluso e ha avuto esecuzione. Non sono assistiti dal privilegio le spese e l IVA per le prestazioni rese. A seguito dell abolizione della clausola dello star del credere, la responsabilità dell agente per l inadempimento del terzo è limitata ai casi eccezionali di cui all art. 1746, 3 comma, C.C.; l eccezione d inadempimento dovrà essere formulata dal curatore nel progetto di stato passivo. Le indennità si distinguono in indennità di preavviso, di scioglimento e suppletiva di clientela e godono del medesimo privilegio. Escludere il privilegio ove l attività sia svolta sotto forma di società di capitali. G Proposta tipo: Trattasi di provvigioni maturate in favore dell istante, risultanti da idonea documentazione. Si propone l ammissione al privilegio richiesto per xxx, esclusa la differenza di xxx poiché relativa a differenze maturate anteriormente all ultimo anno di prestazione (Cass. 99/12852), escluso il maggior credito richiesto per spese, poiché l agente non ha diritto al rimborso delle stesse ex art. 1748, 7 comma, C.C., o escluso il maggior credito richiesto poiché l agente non ha tenuto conto della garanzia prestata ed essendo risultato inadempiuto il relativo affare di cui ai docc. xxx. (a cura di M.A.R.) [6]
7 AGENTI E RAPPRESENTANTI (DI COMMERCIO) Ai sensi dell art C.C., con il contratto di agenzia una parte assume stabilmente l incarico di promuovere, per conto dell altra parte (proponente) e in cambio di un corrispettivo, la conclusione di contratti in una zona determinata. L agenzia differisce dalla mediazione sia perché l agente è colui che ha ricevuto un incarico stabile di promuovere affari dall imprenditore per il quale opera mentre il mediatore non può essere legato ad alcuna delle parti da rapporti di collaborazione (v. art C.C.), sia perché l agenzia presenta come carattere essenziale la stabilità del rapporto mentre il mediatore pone in relazione due o più parti in modo occasionale. Dal contratto di lavoro subordinato l agenzia si differenzia perché, a differenza del lavoratore dipendente, l agente gode di autonomia e non è soggetto agli ordini del proponente. Dal rapporto di procacciatore d affari essa si distingue, invece, perché tale rapporto si concreta nella limitata attività di colui che raccoglie le ordinazioni dei clienti e le trasmette all impresa dalla quale ha ricevuto, senza vincoli di stabilità ed in via del tutto occasionale, l incarico di procurare commissioni. Dal rapporto di mandato si distingue, infine, perché, a differenza del mandatario, l agente non stipula contratti, ma si limita a favorirne la stipulazione; nel caso in cui l agente abbia anche il potere di rappresentare l imprenditore nella conclusione di contratti (cfr. artt e 1752 C.C.), al contratto di agenzia si affianca un mandato con rappresentanza. In tale ultima fattispecie, l agente è comunemente definito rappresentante (di commercio). In definitiva, si può affermare che l attività di agente (di commercio) è esercitata da chiunque sia stabilmente incaricato da una o più imprese di promuovere la conclusione di contratti in una o più zone determinate, e che l attività di rappresentante (di commercio) è a sua volta esercitata da chiunque sia stabilmente incaricato da una o più imprese di concludere contratti in una o più zone determinate in nome e per conto del proponente, e dunque con potere di rappresentanza. Gli agenti e i rappresentanti sono imprenditori perché sopportano in proprio le spese della loro attività organizzata: v. art. 1748, ultimo comma, C.C., che possono agire sia nella veste di monomandatari (quando promuovono esclusivamente l attività di un impresa), sia nella veste di plurimandatari (quando promuovono contemporaneamente, in zone diverse e/o per rami differenti di attività, l attività di più imprese: cfr. art C.C.). La disciplina codicistica del contratto di agenzia che è stata novellata per dare attuazione ad alcune direttive comunitarie, prima dal D.Lgs. 10 settembre 1991, n. 303, poi dal D.Lgs. 15 febbraio 1999, n. 65, ed infine dalla L. 21 dicembre 1999, n. 526 prevede che il contratto debba essere provato per iscritto (v. art. 1742, comma 2, C.C.) e che l agente abbia il diritto di percepire dall impresa proponente una provvigione sugli affari conclusi per il suo tramite (art C.C.) ed un equa indennità al momento della cessazione del rapporto, qualora la sua attività abbia incrementato il giro d affari del proponente (art C.C.). L art. 1746, comma 3, C.C. come modificato dalla L. n. 526/1999 vieta la clausola contrattuale del cosiddetto star del credere in base alla quale l agente, oltre a non percepire alcuna provvigione per gli affari che non fossero onorati dal pagamento, sarebbe anche tenuto a rifondere parzialmente il proponente delle perdite subite e qualsiasi altro patto che ponga a carico dell agente la responsabilità per l inadempimento del terzo contraente; questo comma consente eccezionalmente alle parti di concordare di volta in volta, per singoli affari, che l agente presti un apposita garanzia (commisurata all entità della provvigione) sulla regolare esecuzione del contratto procacciato. Per quanto concerne, invece, gli obblighi dell agente, tale soggetto deve agire con lealtà e buona [7]
8 fede nella cura degli interessi del proponente, in conformità alle istruzioni ricevute, e deve informare il preponente delle condizioni del mercato e della zona assegnatagli (art C.C.). La violazione di questi obblighi costituisce fonte di responsabilità contrattuale dell agente nei confronti del proponente, in conformità ai principi civilistici generali. Le disposizioni del codice civile che regolano i diritti e gli obblighi dell agente si applicano anche nell ipotesi in cui all agente sia conferita dal preponente la rappresentanza per la conclusione dei contratti (art C.C.). Al rappresentante (di commercio) si applicano, inoltre, le disposizioni contenute nella L. 3 maggio 1985, n. 204, e nel D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, che regolano l attività di agenzia. La L. n. 204/1985 prevedeva che gli agenti dovessero iscriversi obbligatoriamente in un ruolo istituito presso ciascuna camera di commercio e la giurisprudenza ne aveva dedotto che chi non fosse iscritto a tale ruolo non potesse stipulare validamente un contratto di agenzia, sicché il contratto eventualmente concluso da un soggetto non iscritto doveva ritenersi nullo e l agente non iscritto non avrebbe avuto il diritto di percepire le provvigioni relative agli affari da lui procacciati. Nel 1998 la Corte di Giustizia della Comunità europea aveva tuttavia stabilito che la mancata iscrizione ad un albo può dare luogo soltanto a sanzioni amministrative, poiché in caso contrario la norma avrebbe violato il principio comunitario della libertà di stabilimento e di concorrenza. L art. 74 D.Lgs. n. 59/2010 con il quale è stata recepita la direttiva n. 123/2006/CE avente ad oggetto i servizi del mercato interno ha poi previsto la soppressione, con decorrenza dall 8 maggio 2010, del ruolo degli agenti e dei rappresentanti di commercio previsto dalla L. 3 maggio 1985 n. 204, stabilendo che l attività dell agente fosse soggetta a dichiarazione di inizio di attività da presentare alla competente Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Con l entrata in vigore del D.M. 26 ottobre 2011, il ruolo degli agenti e dei rappresentanti di commercio è stato definitivamente soppresso con la previsione di nuove modalità di iscrizione al registro delle imprese ed al REA. Peraltro, le più recenti normative sull esercizio dell attività di agente o di rappresentante hanno lasciato invariato l obbligo del possesso dei requisiti personali, morali e professionali previsti dalla L. n. 204/1985. (a cura di S.G.) [8]
9 2 A Categoria: AGENZIA PER IL LAVORO B Classe: privilegio generale C Artt. privilegio art bis n. 5-ter C.C. D Documentazione: L impresa di somministrazione di manodopera dovrà allegare il contratto di somministrazione, le fatture e ogni altro documento comprovante il credito, indicare gli estremi dell autorizzazione alla somministrazione di lavoro rilasciata al somministratore di cui al D.Lgs. 276/2003, art. 4 E Attività di verifica: accertare il titolo delle somme richieste, verificando se si riferiscono a costi per contributi e retribuzioni, per i quali spetta il privilegio, da tenere distinti dai costi per la remunerazione dei servizi o per ricarichi ad altro titolo per i quali spetta il chirografo. F Possibili problematiche: come detto al punto che precede, si pone il problema di individuare nel complessivo importo richiesto dalla fornitrice i soli crediti per riaddebito dei costi effettivamente sostenuti per contributi e retribuzione pagate ai dipendenti, tenendoli distinti dalle altre voci, quali ad es. la remunerazione dei servizi o altre spese esposti a titolo di ricarico o guadagno dell impresa fornitrice. G Proposta tipo: Trattasi di crediti per forniture di lavoro risultanti dagli ordini e dalle fatture. Si ammette al privilegio richiesto per xxx, esclusa la differenza per xxx poiché relativa alla remunerazione del servizio e non al riaddebito di costi sostenuti per contributi e retribuzioni (Trib. Nola 26/06/2008) [oppure: escluso il privilegio chiesto non contenendo il contratto di somministrazione tutti i dati richiesti dall art. 21 D.Lgs. 276/03; o ancora: escluso il privilegio richiesto non essendo stato provato l ottenimento dell apposita autorizzazione del Ministero del Lavoro ex art. 4 D.Lgs. 276/03] (a cura di M.A.R.) [9]
10 AGENZIA PER IL LAVORO La c.d. Agenzia per il Lavoro è un ente pubblico e/o privato, che effettua attività di collocamento al lavoro, previa autorizzazione rilasciata dal competente Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali o, solo a livello regionale, dalle Regioni cui sono state conferite dal pacchetto di Riforme Bassanini funzioni in materia di collocamento dei lavoratori. La disciplina legislativa dell Agenzia per il Lavoro è racchiusa nella Legge Biagi (D.Lgs. n. 276/03), la quale ha modificato la procedura di autorizzazione ed soppresso le precedenti agenzie di lavoro interinale, di cui alla L. n. 196/97 (c.d. Pacchetto Treu). L Agenzia per il Lavoro svolge attività di somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale, nonché attività di supporto al reinserimento professionale delle persone prive di occupazione. Le suddette funzioni sono svolte nell ambito di un sistema coordinato con la Borsa Continua Nazionale del Lavoro, prevista dall art. 15 D.Lgs. n. 276/03, quale strumento telematico di collegamento e raccordo tra pubblico e privato per agevolare il collocamento dei lavoratori, oggi liberalizzato attraverso la intervenuta soppressione degli uffici di collocamento e delle relative liste. L Agenzia per il Lavoro autorizzata o accreditata, ex art. 4 D.Lgs. n. 276/03, deve essere iscritta in un apposito Albo Unico delle Agenzie per il Lavoro, istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, articolato nelle 5 seguenti sezioni: 1) agenzie di somministrazione di lavoro, abilitate allo svolgimento di tutte le attività di cui all art. 20 D.Lgs. n. 276/03; 2) agenzie di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, abilitate a svolgere esclusivamente una delle attività specifiche di cui all art. 20, co. 3, lett. a), b), c), d), e), f), g) e h), D.Lgs. n. 276/03; 3) agenzie di intermediazione; 4) agenzie di ricerca e selezione del personale; 5) agenzie di supporto alla ricollocazione professionale. Con l art. 86, co. 4, D.Lgs. n. 276/03, è stato, infine, chiarito dal legislatore come la disposizione di cui all art bis, co. 5-ter, C.C. debba riferirsi alla disciplina della somministrazione prevista dal decreto stesso e, per l effetto, alla natura e al tipo d attività svolta dall Agenzia per il Lavoro. (a cura di M.C.) [10]
11 3 A Categoria: ALBERGATORE B Classe: privilegio speciale C Artt. privilegio art. 2760; art n.12 C.C. D Documentazione: contratto di albergo; fatture e/o ricevute; corrispondenza. E Attività di verifica: accertare l effettiva sussistenza di un contratto d albergo dal quale derivi il credito dell albergatore; verificare che il contratto sia stato concluso con il fallito, chi sia il soggetto che ha usufruito dei servizi dell albergatore e, nell eventualità in cui non si tratti del fallito, che rapporti abbia con quest ultimo. Verificare che i beni sui quali il privilegio deve essere esercitato si trovino ancora nell albergo e siano di proprietà del fallito F Possibili problematiche: il credito può essere ammesso solo se sia provato documentalmente che il contratto di albergo è stato stipulato dall imprenditore poi fallito e che il soggetto che ha usufruito delle prestazioni dell albergatore sia il fallito stesso o un soggetto a lui riconducibile, che abbia usufruito dei servizi nell ambito dell attività d impresa. Ai sensi dell art C.C. il credito dell albergatore si prescrive con il decorso di sei mesi. Si tratta, però, di prescrizione presuntiva, che può, quindi, essere superata dalla prova, che deve essere fornita dall albergatore, che il pagamento non è avvenuto. Il credito dell albergatore per mercedi e somministrazioni (intese come le prestazioni fornite dall albergatore ai clienti, ossia l alloggio in uno o più locali dell albergo, convenientemente ammobiliati e forniti di adeguati servizi, e la fornitura di cibi e bevande) verso le persone albergate gode del privilegio speciale di cui all art C.C., da esercitarsi sulle cose portate in albergo (per esempio il bagaglio, l autovettura introdotta nel parcheggio dell albergo, i valori consegnati in deposito, ecc.), sulle quali l albergatore può esercitare un diritto di ritenzione anche in pregiudizio di eventuali diritti vantati da terzi; su di esse ha diritto di preferenza rispetto agli altri eventuali creditori del cliente. Affinché, quindi, il privilegio possa essere riconosciuto, è necessario che i beni sui quali deve essere esercitato si trovino ancora nell albergo e siano stati o, comunque, possano essere inventariati dalla procedura. Se, quindi, la persona effettivamente albergata non è il fallito e, pertanto, i beni che dovessero ancora trovarsi nell albergo non siano di proprietà di quest ultimo, il credito potrà essere ammesso, ove risulti provato che il contratto di albergo è stato stipulato con il fallito, ma al chirografo. G Proposta tipo: Trattandosi di credito fondato su contratto concluso dall albergatore con l imprenditore poi fallito, mediante il quale quest ultimo ha usufruito delle prestazioni alberghiere, e riscontrato che i beni sono di proprietà dello stesso, sono stati [11]
12 acquisiti alla massa e sono rimasti allocati nell albergo: si propone ammissione per xxx al privilegio ex artt e 2778 n.12 C.C. (a cura di G.R.) [12]
13 CONTRATTO D ALBERGO L albergatore è qualificabile come imprenditore commerciale, ossia come un soggetto dotato di un apparato organizzativo che svolge attività economica, al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. Il contratto d albergo costituisce un contratto atipico, con il quale l albergatore si impegna a fornire al cliente, dietro corrispettivo, una serie di prestazioni di dare e di fare che si incentrano nella concessione dell uso di un alloggio, cui si accompagnano altri servizi, strumentali ed accessori al primo. Il cliente che beneficia dei servizi di ospitalità offerti dall albergatore non sempre coincide con il contraente, dal momento che il contratto può essere concluso da una persona (fisica o giuridica) che non corrisponde al fruitore del servizio. Nella pratica alberghiera può, infatti, verificarsi che venga stipulato un contratto per persona da nominare, in cui il prenotante si riserva, al momento della prenotazione, la nomina di una persona che acquisterà i diritti ed assumerà gli obblighi che derivano dal contratto (esempio tipico la prenotazione effettuata da un azienda a favore di un proprio collaboratore il cui nome verrà comunicato in seguito) restando, comunque, inteso che, in caso di mancata nomina, lo stipulante rimane parte del contratto, e pertanto gli effetti negoziali si produrranno nei suoi confronti. Le parti in genere si accordano sul termine di comunicazione della nomina; in mancanza, l accettazione della nomina da parte della persona nominata (ai sensi dell art. 1402, co. 2, C.C.) s intende verificata al momento di presentazione in albergo del cliente. Si tratta di un contratto a forma libera che può concludersi per iscritto tramite telegramma, fax, lettera cartacea o elettronica, ovvero verbalmente, di persona o telefonicamente, o, infine, attraverso un comportamento concludente, e che, secondo la prevalente giurisprudenza, si perfeziona con l accettazione, da parte del cliente o dell agenzia di viaggio, dell offerta dell albergatore. (a cura di G.R.) [13]
14 4 A Categoria: AMMINISTRATORE DI SOCIETÀ B Classe: chirografo C Artt. privilegio /// D Documentazione: delibera di nomina, delibera compenso, fatture o note proforma E Attività di verifica: accertare la regolare delibera da parte dell assemblea. F Possibili problematiche: il compenso dell amministratore di società non gode del privilegio ex art bis n. 1 C.C. né di quello previsto al n. 2 di tale norma, poiché non può qualificarsi né come credito da lavoro dipendente, né come credito per prestazione professionale o d opera. Si pone talora il problema di svolgere eccezioni riconvenzionali verso l amministratore per i suoi eventuali atti di mala gestio, che potrebbero escludere il diritto al compenso o potrebbero finanche fondare azioni risarcitorie da proporre in separata sede nei suoi confronti. G Proposta tipo: Trattasi di crediti per emolumenti maturati a favore dell istante e risultanti da delibera dell assemblea. Si propone l ammissione al chirografo per xxx, escluso il privilegio richiesto, poiché il credito dell istante deriva da prestazione di amministratore di società non conciliabile con il vincolo della subordinazione che caratterizza il lavoratore dipendente [oppure: escluso il privilegio richiesto di cui all art bis n. 2 C.C., poiché la norma tutela lo svolgimento di prestazioni riconducibili nella previsione di cui all art C.C. mentre l attività dell amministratore non è qualificabile come prestazione d opera avendo i caratteri della medesima attività societaria, atteso che l amministratore si identifica organicamente con essa (Trib. Firenze 2/05/2001)] (a cura di M.A.R.) [14]
15 AMMINISTRATORE DI SOCIETÀ Agli amministratori di società spetta la gestione dell impresa, che si sostanzia nel compimento di tutte le operazioni necessarie e utili per l attuazione dell oggetto sociale. Posto questo principio generale, occorre distinguere tra i vari tipi sociali, e in particolare tra società di capitali e società di persone. Nelle società di capitali, l organo amministrativo, nella formula alternativa del consiglio di amministrazione o di gestione, o, se la società non ha titoli quotati, anche dell amministratore unico, costituisce un organo necessario, mentre, come vedremo, nelle società di persone il potere amministrativo può spettare (ed anzi, questo è il modello legale) a ciascun socio (illimitatamente responsabile). Nelle società per azioni, la legge prevede tre sistemi di amministrazione e controllo: il sistema tradizionale, nel quale l amministrazione compete a un organo (consiglio di amministrazione o amministratore unico) e il controllo compete al collegio sindacale (artt bis e ss. C.C. e artt e ss. C.C.); il sistema dualistico, nel quale vi è un consiglio di sorveglianza nominato dall assemblea, cui competono funzioni di controllo, il quale designa un consiglio di gestione, cui compete la gestione (artt octies e ss. C.C.); il sistema monistico, nel quale l assemblea nomina un consiglio di amministrazione, cui spetta la gestione, il quale costituisce al suo interno un comitato per il controllo sulla gestione (art sexiesdecies e ss. C.C.). Gli amministratori (o l amministratore unico) in linea generale sono nominati dall assemblea, fatta eccezione per i primi amministratori che vengono nominati dall atto costitutivo (art C.C.). Gli amministratori possono essere nominati per un periodo massimo di tre esercizi e, nel silenzio dello statuto o della deliberazione di nomina, la scadenza viene fatta coincidere con la data dell assemblea convocata per l approvazione del bilancio. Gli amministratori possono essere rieletti nella carica dopo la scadenza del loro mandato. Nelle società a responsabilità limitata la legge prevede una maggiore libertà e flessibilità nella forma organizzativa (art C.C.). Si può dunque scegliere tra un organo monocratico o una pluralità di amministratori, i quali possono formare un consiglio di amministrazione ovvero dare vita a un sistema di amministrazione congiuntiva o disgiuntiva, con l applicazione, in questi ultimi due casi, delle regole previste per le società di persone. Salvo diversa disposizione dell atto costitutivo, l amministrazione della società è affidata a uno o più soci, nominati con decisione dei soci presa in sede assembleare o, se lo statuto lo consente, extra assembleare. L atto costitutivo può tuttavia riconoscere ai soci (o ad alcuni di essi) il diritto particolare di amministrare, secondo l impostazione tipica delle società di persone. Diversamente da quanto è previsto per le società per azioni, nelle società a responsabilità limitata non è previsto alcun limite alla durata della carica. È possibile che il consiglio di amministrazione deleghi, a uno o più amministratori, alcune funzioni di gestione, salvo quelle che la legge indica come non delegabili. È altresì possibile che il consiglio di amministrazione crei al proprio interno un organo collegiale, il comitato esecutivo, al quale delegare alcune delle sue funzioni (art C.C.). La delega di funzioni ha rilevanza in tema di responsabilità degli amministratori. Gli amministratori, sia nelle s.p.a. sia nelle s.r.l., possono in ogni tempo essere revocati con decisione dei soci, salvo l eventuale obbligo di risarcimento del danno a carico della società se manca la giusta causa (art C.C.). Gli amministratori devono adempiere ai doveri loro imposti dalla legge e dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell incarico e dalle loro specifiche competenze (art C.C.). La natura del rapporto tra società e amministratori è assai dibattuta. Esso è stato nel tempo [15]
16 considerato alla stregua di un contratto di mandato o di pura preposizione organica, ovvero di un rapporto di parasubordinazione. Più di recente, è stato configurato come un contratto di amministrazione, che si conclude per effetto dell atto di nomina e dell accettazione da parte dell amministratore. Altri, infine, ritengono che la fonte del rapporto sarebbe l atto costitutivo, integrato dalle disposizioni della legge, che attribuirebbe all amministratore un potere autonomo e originario. La natura del rapporto, e il dibattitto su di essa, si riflette sulla natura del relativo compenso, cui l amministratore ha diritto. La giurisprudenza di legittimità esclude che il credito degli amministratori goda del privilegio generale mobiliare di cui all art bis, comma 1, n. 2, C.C., in quanto la prestazione dell amministratore non sarebbe riconducibile a una prestazione d opera intellettuale (Cass. 27 febbraio 2014, n. 4769). Il compenso degli amministratori viene stabilito dall assemblea, nell atto di nomina, o dallo statuto (art C.C.). Il compenso può essere articolato in diverse forme. Nella prassi, si riscontrano casi di remunerazione fissa, di remunerazione differita alla scadenza del mandato, di gettoni di presenza alle riunioni del consiglio di amministrazione, di remunerazione variabile collegata ai risultati economici, forme di partecipazione agli utili o diritti di acquisto o di sottoscrizione di azioni o quote. Per quanto concerne le s.p.a., l art. 2389, comma 3, C.C. prevede che il compenso per gli amministratori investiti di particolari cariche in conformità dello statuto è stabilito dal consiglio di amministrazione, sentito il parere del collegio sindacale. Se la s.p.a. ha adottato il sistema dualistico, il compenso degli amministratori, salva diversa disposizione dello statuto, è determinato dal consiglio di sorveglianza. Nelle società di persone, in assenza di specifiche norme dell atto costitutivo, il potere di amministrare spetta a ciascuno dei soci illimitatamente responsabili. Salvo che il contratto sociale non disponga diversamente, ciascun socio è investito del potere di amministrare la società disgiuntamente dagli altri soci (art. 2257, comma 1, C.C.). Sia nelle società di persone, sia nelle società di capitali, si ammette che, quale amministratore, possa essere nominata anche una persona giuridica. (a cura di M.A.) [16]
17 5 A Categoria: ARTIGIANO B Classe: privilegio generale C Artt. privilegio 2751-bis n. 5 C.C. D Documentazione: iscrizione Albo Imprese Artigiane E Attività di verifica: accertare la sussistenza dei requisiti di cui alla Legge 443/1985 e, quindi, verificare la partecipazione dell imprenditore al processo produttivo. La qualifica di artigiano è ravvisabile nell imprenditore che svolge in prima persona, pur con la collaborazione di personale dipendente, l attività lavorativa nella sua impresa. Verificare inoltre che non si tratti di attività di mera vendita, dovendo sussistere quantomeno l attività di trasformazione. F Possibili problematiche: - il creditore chiede il privilegio anche alla parte di credito corrispondente all I.V.A. sulle fatture emesse, mentre il credito di rivalsa I.V.A. è assistito dal privilegio di cui all art C.C., la cui applicazione richiede l individuazione del bene cui si riferisce la fornitura; - il fornitore non produce il certificato di iscrizione all albo delle imprese artigiane, necessaria secondo la normativa vigente per godere del privilegio previsto per le prestazioni effettuate da imprese artigiane. - il privilegio artigiano non spetta al credito per il compenso dell appalto d opera (Cass /2010 e 13396/2005) G Proposta tipo: Trattasi di credito per prestazioni che è stato verificata sulla scorta della contabilità della fallita e della documentazione prodotta dall istante (Cass. 31/05/2011, n ) e che si ritiene congruo [e che si ritiene di ridurre a euro xxx, non risultando provata la differenza], da ammettere al concorso in via privilegiata ex art bis n. 5 C.C. per la parte di credito corrispondente all imponibile delle fatture emesse e prodotte, risultando provata la natura di impresa artigiana secondo la normativa vigente, rilevandosi per contro la non applicabilità del privilegio speciale ex art. 2752, 2 comma, C.C. per la parte corrispondente alla rivalsa dell I.V.A. esposta in fattura, non potendosi individuare i beni su cui esercitarlo (al chirografo, essendo stato provato il credito, escluso il privilegio richiesto non essendo stata provata l iscrizione all albo, o ancora poiché il legale rappresentante dell istante non risulta svolgere personalmente l attività nella società). (a cura di M.A.R.) [17]
18 ARTIGIANO Nel codice civile non c è una definizione specifica dell artigiano, figura che è stata inserita, insieme a quella dei coltivatori diretti e dei piccoli commercianti, nella nozione di piccolo imprenditore (art C.C.), ovvero di colui che esercita un attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Successivamente il legislatore è intervenuto per definire in modo più preciso l imprenditore e l impresa artigiana, specificandone i limiti dimensionali (con il superamento definitivo della corrispondenza tra imprenditore artigiano e piccolo imprenditore) e stabilendo quale criterio di riferimento quello della natura dell attività svolta e della prevalenza del lavoro rispetto al capitale investito. In particolare, la legge 8 agosto 1985, n. 443, cd. legge-quadro per l artigianato, oltre ad aver introdotto l albo delle imprese artigiane, ha dato una definizione sistematica di imprenditore artigiano e di impresa artigiana ed ha precisato gli ulteriori elementi caratterizzanti, quali i limiti dimensionali e la possibilità di esercitare l attività artigiana in forma societaria. Ai sensi di tale legge, pertanto, l imprenditore artigiano è colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare l impresa artigiana, assumendone i relativi oneri e rischi, e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo. L attività svolta dall imprenditore artigiano deve avere quale scopo prevalente la produzione di beni o la prestazione di servizi, con esclusione di attività agricole, commerciali, di intermediazione nella circolazione dei beni, di somministrazione al pubblico di alimenti o bevande, e deve rispettare precisi limiti dimensionali. Infatti, pur essendo requisito fondamentale dell impresa artigiana che l attività sia svolta personalmente dall imprenditore, quest ultimo può avvalersi della collaborazione di personale dipendente o di soci purché non siano superati i limiti massimi variabili da 8 a 32 dipendenti a seconda dell attività produttiva svolta (ad esempio, per le imprese di trasporto il limite è di 8 dipendenti, per il settore delle lavorazioni artistiche e abbigliamento su misura di 32 dipendenti, per le imprese che lavorano in serie il limite massimo è di 9 dipendenti). Come accennato, la Legge-quadro ha introdotto la possibilità di esercitare l impresa artigiana in forma societaria purché nella forma di società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata (in forma uni personale o pluripersonale) o società cooperativa, con esclusione quindi delle società per azioni e società in accomandita per azioni. E inoltre necessario che la maggioranza dei soci (ovvero uno in caso di due soli soci) svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo. Ai fini del riconoscimento del privilegio di cui all art bis n. 5 C.C., i contrapposti orientamenti interpretativi (l uno che riteneva di doversi fare riferimento unicamente alla nozione di impresa artigiana dell art C.C., e l altro che riteneva potersi riconoscere il privilegio all impresa artigiana secondo la definizione più estensiva data dalla Leggequadro) hanno trovato una definitiva composizione nel cd. decreto semplificazioni (decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 conv. in L. 4 aprile 2012, n. 35), che con l art ha introdotto nell art bis n. 5 C.C. il riferimento implicito alla legge-quadro. Tale norma, infatti, nella nuova formulazione stabilisce che fruiscono del privilegio generale [18]
19 5) i crediti dell impresa artigiana, definita ai sensi delle disposizioni legislative vigenti, con l effetto che la qualifica artigianale ai fini del riconoscimento del privilegio in questione non può basarsi su criteri diversi da quelli previsti dalla legge-quadro sull artigianato n. 443/1985. (a cura di C.Z.) [19]
20 6 A Categoria: ASSICURAZIONE B Classe: chirografario / prededuzione C Artt. privilegio D Documentazione: contratto di assicurazione. E Attività di verifica: verificare se il bene assicurato è stato o meno inventariato, se l assicurazione sia già scaduta o se, in deroga al principio di prosecuzione automatica del contratto, lo stesso si sia sciolto in forza di patto contrario, che deve risultare in forma scritta ad probationem, o per aggravamento del rischio con la precisazione che, ove si prosegua nel contratto, all assicuratore dovrà essere riconosciuto il pagamento in prededuzione anche dei premi anteriori non pagati. Verificare la correttezza del calcolo degli interessi. Qualora il contratto sia stato già risolto prima della dichiarazione di fallimento le somme maturate dall assicurazione dovranno essere riconosciute al chirografo. F Possibili problematiche: da non confondere le polizze assicurative con le polizze fideiussorie. L art. 82 L.F. non è applicabile a tali polizze, dette anche polizze cauzionali, che non possono essere qualificate come contratti di assicurazione, essendo sottotipi innominati della fideiussione. L art. 82 L.F. si ritiene non applicabile neppure per le assicurazioni malattie ed infortuni, in quanto riguarda la persona del fallito e non è, quindi, di interesse per la massa dei creditori. G Proposta tipo: Trattasi di credito fondato su contratto assicurativo, provato con la produzione della documentazione relativa ai premi rimasti impagati. Si propone l ammissione come da domanda, ovvero si propone l ammissione del minor importo di xxx, esclusa la differenza poiché non documentata. (a cura di M.A.R.) [20]

References: art. 1746
 art. 1748
 art. 1748
 art. 1742
 art. 1746
 art. 74
 art. 4
 art. 21
 art. 4
 art. 15
 art. 4
 art. 20
 art. 20
 art. 86
 art. 2760
 art. 1402
 art. 2389
 art. 2752
 art. 82
 art. 82