Source: http://ninoradio.it/giustizie-e-ingiustizie/
Timestamp: 2019-01-22 07:51:55+00:00

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Giustizie e Ingiustizie – Nino Web Radio è libera e indipendente
osservatorio settimanale sui grandi processi di mafia, terrorismo e crimini politici, a cura di Antonella Beccaria. Ogni mercoledì, alle 12:00
mercoledì 2 maggio 2018: il 9 maggio 1978, quarant’anni fa, veniva assassinato il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo precedente dopo l’annientamento degli uomini della sua scorta in via Fani, a Roma, il politico scudocrociato ha segnato un pezzo importante della recente storia italiana e il suo omicidio ha cambiato il corso del Paese. È accaduto anche perché sulla trattativa vinse la fermezza, con le Br non si scendeva a patti, ma anche perché organi dello Stato, a iniziare da Palazzo Chigi, hanno operato in modo che Moro non uscisse vivo dalla “prigione del popolo”. Da cui il già presidente del consiglio aveva iniziato a raccontare il versante meno raccontabile del potere: gli scandali, la corruzione, le stragi, i tentati golpe e il vescerale anticomunismo che aveva portato alla strategia della tensione.
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mercoledì 11 aprile 2018: Non è una pista nuova, ma riparte senza più le persone indagate in precedenza. È quella del traffico di droga, battuta di novo per dare un nome a mandanti ed esecutori dell’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica (Salerno) assassinato nella serata del 5 settembre 2010. A oggi non c’è un colpevole eppure, nel corso del tempo, sono state molteplici le ipotesi: da esponenti delle forze dell’ordine a spacciatori del Cilento. Niente. Finora non è stato possibile sapere chi e perché ha ucciso un politico che, guidato dall’amore per l’ambiente e il mare, aveva combattutto affinché il suo Comune si trasformasse in un gioiello.
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mercoledì 11 aprile 2018: non ci sarà nessuna nuova indagine sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini, l’intellettuale ucciso all’idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975. Dopo la commissione parlamentare d’inchiesta che, nel corso della diciassettesima legislatura, sembrava cosa fatta e che poi non è mai partita, l’avvocato Stefano Maccioni, legale del cugino di Pasolini, Guido Mazzon, unica persona offesa, deve incassare questo nuovo colpo da parte della procura di Roma. Eppure di elementi per indagare ce ne sarebbero ancora tanti. Elementi che riconducono sempre a petrolio, stragi, servizi segreti, veline scomparse e P2.
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mercoledì 4 aprile 2018: si torna a parlare dell’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la giornalista e l’operatore del Tg3 assassinati a Mogadiscio il 20 marzo 1994, perché il prossimo 17 aprile, a Roma, il gip deciderà sulla richiesta di archiviazione delle indagini avanzata dalla procura. I legali della famiglia Alpi, gli avvocato Domenico D’Amati e Carlo Palermo, si erano opposti, ma per gli inquirenti non ci sarebbero elementi nuovi che consentano di proseguire. Eppure depistaggi e omissioni ce ne sono stati per 24 anni, compreso quello che ha portato un somalo a scontare 17 anni di carcere da innocente e che per questa ragione verrà risarcito con oltre 3 milioni di euro
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mercoledì 28 marzo 2018: Sono trascorsi quasi 46 anni dal disastro di Montagna. Alle 22.24 del 5 maggio 1972, il Dc8 Alitalia AZ 112 partito da Roma e diretto a Palermo si schiantò su un costone di roccia tra Cinisi e Carini. Per la magistratura e il ministero dei Trasporti è stato un errore umano a determinare la sciagura. Ma non per i parenti delle vittime, che hanno chiesto nei giorni scorsi alla procura generale di Catania di avocare l’indagine. Di elementi perché si proceda ce ne sono. Tra questi, una perizia che suffraga l’ipotesi di una bomba a bordo, la scatola nera non funzionante, forse manomessa, e lo stato dei corpi. Ma poi c’è anche un rapporto di polizia della seconda metà degli anni Settanta, il rapporto Peri, che cala quell’evento nei fatti della strategia della tensione che in Sicilia si appoggiarono a un patto tra Cosa Nostra ed eversione neofascista.
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mercoledì 14 marzo 2018: il prossimo 21 marzo inizierà a Bologna il processo a Gilberto Cavallini, militante della formazione neofascista Nuclei Armati Rvoluzionari, accusato di concorso nell’attentato del 2 agosto 1980, per la cui esecuzione materiale sono stati condannati Giusva Fioravanti e Francesca Mambro. Giustizie e Ingiustizie seguirà da vicino queste udienze che potrebbero svelare nuovi particolari della strage fascista di cui, a quasi quarant’anni di distanza, non si conoscono ancora i mandanti.
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mercoledì 07 marzo 2018: dopo la richiesta di archiviazione delle indagini avanzata dalla procura di Roma, arriva l’opposizione della famiglia. La vicenda è quella di Attilio Manca, l’urologo trovato senza vita nel 2004 nella sua casa di Viterbo, città in cui si era trasferito per lavorare all’ospedale Belcolle. Occorre continuare a indagare, si legge nel documento firmato dagli avvocati Antonio Ingroia e Fabio Repici, e sono 18 le attività suppletive d’indagine per arrivare a iscrivere i presunti responsabili nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Rimane valida infatti la ricostruzione in base alla quale il giovane medico fu ucciso per aver curato un uomo che non era un paziente qualunque, ma il boss di Cosa nostra Bernardo Provenzano.
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mercoledì 28 febbraio 2018: è da tempo che la sua famiglia attende novità. Lo fa da due anni e mezzo, da quando le indagini sembravano prossime alla ripresa, ma soprattutto lo fa dal 13 giugno 1995, quando sulla scogliera del Romito venne massacrato il maresciallo della Folgore Marco Mandolini, 36 anni. Militare esperto, il suo omicidio, a tutt’oggi senza colpevoli, sembra intersecarsi a misteri che precedettero di pochi anni il suo omicidio: quello di Vincenzo Licausi, ucciso a Balad alla fine del 1993, e di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la giornalista del TgTre e il suo operatore assassinati a Mogadiscio il 20 marzo 1994.
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mercoledì 21 febbraio 2018: “Ancora non sappiamo chi lo ha assassinato materialmente”. Così Giulio Francese – figlio di Mario, ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979, e presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia che si era costituito parte civile – ha commentato la sentenza d’appello per l’omicidio di Mauro Rostagno, ucciso a Lenzi di Valderice il 26 settembre 1988. Pena confermata per Vincenzo Virga, rappresentante provinciale della cupola mafiosa trapanese, ritenuto il mandante dell’omicidio. Assolto, invece, colui che era ritenuto l’esecutore materiale, Vito Mazzara, capomafia di Valderice.
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mercoledì 07 febbraio 2018: Davide Cervia, esperto di guerra elettronica, viene inghiottito il 12 settembre 1990 da un buco nero, un traffico di armi e di tecnologie belliche all’avanguardia. Una settimana fa abbiamo parlato della sentenza che ha riconosciuto alla famiglia, quasi 28 anni dopo, un euro di risarcimento simbolico per aver negato il diritto alla verità alla moglie e ai due figli. In questa puntata parla la moglie di Davide Cervia, Marisa Gentile, che racconta della scomparsa del marito, delle intimidazioni subite e della difficoltà di avere oggi ancora fiducia in uno Stato che ha ostacolato l’accertamento di ciò che è avvenuto.
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mercoledì 31 gennaio 2018: Un euro. A tanto ammonta il risarcimento simbolico a cui è stato condannato in sede civile il ministero della Difesa per la scomparsa di Davide Cervia. O meglio, per aver negato il diritto alla verità alla famiglia che, dal 12 settembre 1990, cerca di sapere cos’è successo all’esperto di guerra elettronica che si ritiene sia stato rapito e venduto come un pezzo all’interno di un traffico d’armi sofisticatissime. Sono stati la moglie Marisa Gentile e i figli Erika e Daniele Cervia a chiedere una cifra così esigua perché loro vogliono solo una cosa: sapere che fine ha fatto – e perché – un uomo che, uscito dal lavoro, è scomparso per sempre.
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mercoledì 24 gennaio 2018: ci sono due clamorose novità per quanto riguarda la strage di piazza della Loggia, a Brescia la prima è che c’è un altro indagato per la bomba esplosa il 28 maggio del 1974. . La seconda, che si lega alla precedente, è che, proprio questa mattina, ci sono state perquisizioni in provincia di Verona.
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mercoledì 10 gennaio 2018: A fine 2017 la strage di Ustica del 27 giugno 1980 è tornata a far parlare di sé. Ma come si incastrano le rivelazioni, a quasi 38 anni di distanza, di un ex marine con quanto finora accertato dalla magistratura? Per quanto verifiche sulle sue parole siano indispensabili, le sue dichiarazioni sono compatibili con lo scenario ricostruito in diversi decenni: un’azione di guerra a cui parteciparono aerei militari di più nazioni e che costò la vita a 81 civili sul volo partito da Bologna alla volta di Palermo.
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mercoledì 13 dicembre 2017: quarantotto anni fa, il 12 dicembre 1969, esplodeva la bomba che portò alla strage di piazza Fontana. L’anniversario di quel massacro, che ebbe anche vittime collaterali, come l’ex carabiniere Antonio Muraro e l’anarchico Giuseppe Pinelli, è l’occasione per fare il punto sugli anni della strategia della tensione. È stato un periodo in cui
neofascisti, depistatori di Stato, piduisti e apparati di americani,
questi ultimi al limite della “cobelligenza”, furono la matrice di un
lungo periodo di violenza contro cittadini inermi. Periodo del quale,
oggi, si sa molto e non più possibile negare il contrario.
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mercoledì 29 novembre 2017: Non un suicidio, ma un omicidio, un “omicidio di Stato”, come dice l’avvocato Fabio Anselmo. La storia è quella di Denis Bergamini, il calciatore del Cosenza , morto a 27 anni il 18 novembre 1989. Secondo una recentissima perizia, la sua morte non fu dovuta all’investimento di un tir sotto il quale si era lanciato volontariamente, ma al soffocamento con una sciarpa, mentre era tenuto fermo da più persone.
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mercoledì 22 novembre 2017: Con la morte di Totò Riina, avvenuta il 17 novembre scorso, ci sono processi che si fermano. Tra questi, l’appello per la strage di Natale, la bomba esplosa l’antivigilia di Natale di 33 anni fa sul Rapido 904 mentre percorreva la linea ferroviaria Direttissima tra Firenze e Bologna e che costò la vita a 16 persone mentre altre 267 rimasero ferite.
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mercoledì 11 ottobre 2017: Capaci bis: nelle motivazioni della sentenza depositate nei giorni scorsi si legge che, nell’attentato del 23 maggio 1993 in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, furono coinvolte entità esterne a Cosa Nostra. Secondo i magistrati di Caltanisetta, servono ulteriori riscontri, ma si apre, nelle aule di giustizia e nelle carte della magistratura giudicante, a un pezzo di storia che in molti avrebbero voluto negare.
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mercoledì 20 settembre 2017: È slittata al prossimo 6 ottobre l’avvio dell’udienza preliminare -inizialmente fissata per oggi, mercoledì 20 settembre – davanti al gap di Bologna per Gilberto Cavallini, accusato di concorso nella strage della stazione del 2 agosto 1980. L’autunno caldo per gli ambienti giudiziari del capoluogo emiliano sta per cominciare. Oltre alla posizione dell’ex Nar, su cui si addensa il sospetto di aver fornito supporto prima e dopo il più grave attentato mai avvenuto in Italia
nel dopoguerra, deve essere vagliato un altro scenario. È quello dei
mandanti della strage, per il quale la procura ha chiesto l’archiviazione e a cui è seguita l’opposizione dell’Associazione dei familiari delle vittime. In questo caso l’udienza davanti al gip è fissata al 26 ottobre.
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mercoledì 13 settembre 2017: Lo scorso 20 giugno la Cassazione confermava, in via definitiva, la condanna all’ergastolo inflitta a Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, per la strage di Piazza della loggia, a Brescia, il 28 maggio del 1974. Le motivazioni della sentenza sono state depositate e Antonella Beccaria le ha lette per noi, su Giustizie e Ingiustizie
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mercoledì 6 settembre 2017: Con la ripresa di settembre delle udienze, era attesa la sentenza per il processo di secondo grado per la strage del Rapido 904 del 23 dicembre 1983. Unico imputato è Totò Riina, assolto in primo grado per quella che un tempo si chiamava insufficienza di prove. Invece, nel corso dell’estate, la riforma della giustizia ha disposto il rinnovo dell’esame dei testi, rinnovo incompatibile con il pensionamento del presidente della Corte d’appello di Firenze. Cosi tutto deve ricominciare da capo con il fattore tempo che gioca del tutto a sfavore.
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mercoledì 23 agosto 2017: Lunedì 21 agosto è morto improvvisamente Giovanni Aiello, ex poliziotto ritenuto uomo di collegamento tra criminalità organizzata apparati dello Stato. Conosciuto anche come “Faccia da mostro” per una cicatrice che gli deturpava il volto, il suo nome emerge dalle carte di indagini in corso come ‘Ndrangheta Criminale, sui rapporti eversivi di mafia siciliana e calabrese, e per l’omicidio dell’agente Nino Agostino, assassinato con la moglie Ida Castelluccio il 5 agosto 1989.
Ma la sua storia si intreccia a molte altre vicende oscure degli
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mercoledì 26 luglio 2017: Si torna a parlare a stretto giro dell’omicidio di Ilaria Alpi e di Miran Hrovantin, uccisi a Mogadiscio il 20 marzo 1994 perché c’è una novità: Domenico D’Amati, l’avvocato die Luciana Riccardi, la madre della giornalista del Tg3, ha depositato opposizione alla richiesta
di piazzale Clodio. E accanto al legale compare, in qualità di consulente, un nome importante. È quello di Carlo Palermo, oggi avvocato che in questa veste ha seguito vicende come la strage di Ustica del 27 giugno 1980 o il disastro della Moby Prince, avvenuto nel porto di Livorno il 10 aprile 1991. Ma è stato anche il magistrato che si voleva uccidere per le sue inchieste il 2 aprile 1985 in quella che viene ricordata come la strage di Pizzolungo.
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mercoledì 12 luglio 2017: La giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e il suo operatore Miran Hrovatin vennero ucciso il 20 marzo 1994. La procura di Roma chiede l’archiviazione dell’indagine, ma ci sono carte giudiziarie, a
iniziare dalla sentenza che dopo 16 anni di carcere manda assolto
l’unico condannato, Hashi Omar Hassan , che ricostruiscono un mosaico
di depistaggi che, forse avrebbe meritato di essere indagato. “Datemi
una mano, c’è molto da fare”, ha detto in primavera la madre della
giornalista assassinata. E ora più che mai è vero.
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mercoledì 5 luglio 2017: lo scorso 28 giugno, la giustizia civile ha aggiunto un ulteriore tassello alla lunghissima storia giudiziaria della strage di Ustica. La prima sezione civile della Corte d’Appello di Palermo che ha condannato lo Stato a risarcire 17 milioni e 400 mila euro a 29 familiari delle vittime. La sentenza rigetta così l’appello dell’Avvocatura dello Stato contro la condanna emessa dal Tribunale civile di Palermo nel settembre 2011.
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mercoledì 28 giugno 2017: lo scorso 21 giugno avrebbe dovuto esserci la sentenza nel processo di secondo grado a Totò Riina, imputato come mandante della strage del Rapido 904. Ma per arrivare alla decisione per la bomba del 23 dicembre 1984 occorrerà attendere fino all’inizio di settembre.
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mercoledì 21 giugno 2017: Strage di Piazza dell Loggia. Brescia. 28 maggio 1974. Per quei fatti, il 20 giugno del 2017, la Cassazione ha confermato, in via definitiva, la condanna all’ergastolo inflitta a Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte.
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