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Timestamp: 2017-03-25 07:38:00+00:00

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Regolamento di gestione dei rifiuti urbani	COMUNE DI GARDA
deliberazione c.c. n. 5 del 16.05.2012
Regolamento di gestione dei rifiuti urbani e assimilati e per la pulizia del territorio
Art. 3 – Ambito di applicazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani ed assimilati
Art. 4 – Principi generali
Art. 5 – Educazione, informazione, comunicazione e partecipazione TITOLO 2: DEFINIZIONI E CLASSIFICAZIONI
Art. 6 – Definizioni
Art. 7 – Classificazione dei rifiuti TITOLO 3: ASSIMILAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI AI RIFIUTI URBANI
Art. 8 – Criteri di assimilazione
Art. 10 – Recupero dei rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani e servizi integrativi TITOLO 4: SISTEMI DI RACCOLTA
Art. 11 – Raccolta differenziata
Art. 12 – Sistemi di raccolta
Art. 13 – Zona A – Modalità di conferimento delle utenze domestiche e non domestiche
Art. 14 – Zona B- Modalità di conferimento delle utenze domestiche e non domestiche
Art. 15 – Zona A -zona B – Rifiuti conferiti da utenti non domestici con modalità porta a porta
Art. 16 – Frequenza ed orari del servizio – collocazione dei contenitori
Art. 17 – Lavaggio dei contenitori stradali e dei mezzi di raccolta
Art. 18 – Pesatura dei rifiuti
Art. 19 – Centro di raccolta comunale
TITOLO 5: MODALITA’ DI CONFERIMENTO E TRASPORTO
Art. 20 – Divieti generali
Art. 21 – Disposizioni specifiche
Art. 22 – Trasporto TITOLO 6: GESTIONE DEI RIFIUTI DA SPAZZAMENTO E PULIZIA DEL TERRITORIO
Art. 23 – Ambito di attività
Art. 24 – Frequenza e modalità del servizio
Art. 25 – Lavaggio stradale
Art. 26 – Volantinaggio
Art. 27 – Carico/scarico di merci e materiali e defissione manifesti
Art. 28 – Animali
Art. 29 – Rifiuti inerti
Art. 30 – Fabbricati ed aree scoperte Art. 31 – Mercati Art. 32 – Esercizi stagionali Art. 33 – Aree occupate da pubblici esercizi e da spettacoli viaggianti
Art. 34 – Manifestazioni pubbliche Art. 35 – Cantieri TITOLO 7: ATTIVITA’ DI GESTIONE A SCOPO NON PROFESSIONALE
Art. 36 – – Soggetti
Art. 37 – Contenuti minimi della convenzione
Art. 38 – Requisiti e Principi gestionali TITOLO 8: DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 39 — Organi di vigilanza e controllo
Art. 41 – Osservanza di altre disposizioni e dei Regolamenti comunali
Art. 42 – Disposizione finale TITOLO 1: DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1 – Premessa 1. Il presente Regolamento disciplina il servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati ai sensi del D.Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, comprese quelle intervenute con il D.Lgs. n. 205/2010, della L.R. Veneto n. 3/2000 e delle norme dei Piani regionali e provinciali per la gestione dei rifiuti. 2. Il presente Regolamento disciplina, altresì, i servizi di pulizia del territorio. 3. Il Regolamento viene adottato ai sensi della normativa regionale, nazionale e comunitaria di settore, nonché di quella di riferimento per i servizi pubblici locali. Art. 2 – Oggetto del Regolamento 1. Il presente Regolamento, nel rispetto dei criteri di efficienza, efficacia ed economicità, trasparenza, fattibilità tecnica ed economica, nonché nel rispetto delle norme vigenti in materia di partecipazione e di accesso alle informazioni ambientali, ha come oggetto: a. la tutela igienico‐sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani; b. le modalità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; c. le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi; d. l’ottimizzazione delle forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche; e. l’assimilazione, per qualità e quantità, dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani;
f. la vigilanza ambientale.
2. La gestione dei rifiuti urbani comprende, ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. d) del D.Lgs. 3 aprile 2006, n° 152, le fasi di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni. 3. Sono considerati rifiuti urbani, ai sensi dell’art. 184 comma 2 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n° 152, le seguenti tipologie:
b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani, con riferimento alle misure che vengono stabilite dal presente regolamento, tenendo conto delle effettive capacità di raccolta del servizio pubblico;
d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle rive dei corsi d’acqua o spiagge lacuali;
f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, (ad esempio frazioni di feretri) nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e)
4. Sono rimandate ad apposito e separato regolamento le norme relative all’applicazione della tariffa/tassa per la gestione dei rifiuti urbani ai sensi dell’art. 238 del D.Lgs. n. 152/2006. Art. 3 – Ambito di applicazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani ed assimilati 4. Il servizio di raccolta di rifiuti urbani e assimilati agli urbani viene effettuato nell’ambito del territorio comunale. 5. Il Comune può modificare le modalità operative del servizio di raccolta di rifiuti urbani e assimilati agli urbani. Art. 4 – Principi generali 1. La gestione dei rifiuti, di qualsiasi provenienza, costituisce attività di interesse pubblico e come tale è disciplinata dal presente regolamento al fine di garantire la protezione dell’ambiente e dell’uomo.
2. Il regolamento disciplina il sistema di gestione rifiuti sul territorio e definisce controlli efficaci al fine di garantire gli aspetti igienici, ambientali, urbanistici, economici ed estetici.
Il cittadino-utente è coinvolto nella gestione dei rifiuti sia nell’osservare le norme vigenti e le presenti disposizioni regolamentari, sia nell’impegno a ridurre la produzione dei rifiuti alla fonte.
3. La gestione del rifiuto deve essere effettuata osservando i seguenti criteri generali:
a. ridurre la produzione dei rifiuti;
b. promuovere la cultura del riutilizzo dei beni al fine di allungarne il ciclo di vita;
c. definire un sistema di filiera che miri ad ottenere un reale recupero della materia;
d. prevenire ogni rischio di inquinamento incontrollato dell’ambiente, che sia acqua, aria, suolo, flora e fauna;
e. evitare di danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati dalla normativa vigente.
4. L’organizzazione, la definizione delle modalità e delle frequenze del servizio sono stabiliti, nel rispetto della normativa vigente e del presente Regolamento, dall’Amministrazione attraverso il Contratto di Servizio con il gestore ovvero con propri atti nei casi di gestione diretta, tenendo conto dei vari aspetti tecnico-economici, allo scopo di garantire una corretta tutela igienico sanitaria contenendo i costi del servizio a carico della collettività.
Art. 5 – Educazione, informazione, comunicazione e partecipazione 1. Tutti i cittadini e gli utenti dei servizi oggetto del Regolamento devono essere informati e coinvolti delle problematiche e opportunità relative al ciclo di vita dei rifiuti. 2. Il Comune promuove e realizza adeguate forme di comunicazione, d’informazione, educative e partecipative nei confronti dei cittadini e degli utenti, atte a raggiungere gli obiettivi di miglioramento quali‐quantitativo dei servizi, anche tramite il Gestore del servizio, con particolare riferimento a quelle pratiche che consentono la riduzione della produzione dei rifiuti. TITOLO 2: DEFINIZIONI E CLASSIFICAZIONI
Art. 6 – Definizioni 1. Ai fini del presente Regolamento si adottano le seguenti definizioni ai sensi degli artt. 183 e 218 del D.Lgs. n. 152/2006: a. Rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi; b. Produttore di rifiuti: il soggetto la cui attività produce rifiuti (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione dei rifiuti; c. Detentore: il produttore dei rifiuti o la persona fisica o giuridica che ne è in possesso; d. Gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni, e gli interventi successivi alla chiusura dei siti di smaltimento, nonché le operazioni effettuate in qualità di commerciante o intermediario; e. Raccolta: il prelievo dei rifiuti, la cernita preliminare e il deposito ivi compresa la gestione dei centri di raccolta, ai fini del loro trasporto in un impianto di trattamento; f. Raccolta differenziata: la raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo ed alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico; g. Smaltimento: qualsiasi operazione diversa dal recupero anche quando l’operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia; l’allegato B alla parte quarta del D.Lgs. n. 152/2006 riporta un elenco non esaustivo delle operazioni di smaltimento; h. Recupero: qualsiasi operazione il cui principale risultato sia permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all’interno dell’impianto o nell’economia in generale; l’allegato C alla parte quarta del D.Lgs. n. 152/2006 riporta un elenco non esaustivo delle possibili operazioni di recupero; i. Imballaggio: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo; j. Imballaggio primario: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, un’unità di vendita per l’utente finale o per il consumatore; k. Imballaggio secondario: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all’utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. Può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche; l. Imballaggio terziario: imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto di merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi secondari per evitare la loro manipolazione e i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari, marittimi ed aerei. m. Rifiuto di imballaggio: ogni imballaggio o materiale di imballaggio, rientrante nella definizione di rifiuto di cui alla lettera “a” del presente comma, esclusi i residui della produzione. Vengono, inoltre, adottate le seguenti definizioni: a. Autocompostaggio: compostaggio degli scarti organici dei propri rifiuti urbani, effettuato da utenze domestiche, ai fini dell’utilizzo in sito del materiale prodotto; b. Conferimento: operazioni e modalità attraverso le quali i rifiuti sono consegnati al Gestore del servizio dal produttore; c. Centro di raccolta: area presidiata recintata ed allestita, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, per l’attività di raccolta mediante raggruppamento differenziato dei rifiuti urbani per frazioni omogenee conferiti dai detentori per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento; d. Isola/Piazzola ecologica: aree non custodite attrezzate con uno o più contenitori per la raccolta differenziata di più frazioni di rifiuti; e. Raccolta porta a porta o domiciliare differenziata: raccolta che prevede il prelievo differenziato dei rifiuti presso il luogo di produzione, conferiti in sacchi o contenitori rigidi; f. Raccolta con contenitori: raccolta dei rifiuti tramite appositi contenitori stradali o posti presso altre strutture (centri di raccolta, isole/piazzole ecologiche ecc.); g. Spazzamento: modalità di raccolta dei rifiuti mediante operazione di pulizia delle strade, aree pubbliche e aree private ad uso pubblico escluse le operazioni di sgombero della neve dalla sede stradale e sue pertinenze, effettuate al solo scopo di garantire la loro fruibilità e la sicurezza del transito; h. Servizio integrativo: servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali non assimilati agli urbani e/o servizi personalizzati di raccolta e smaltimento di rifiuti urbani ed assimilati agli urbani, svolti in base ad apposita convenzione; i. Gestore del servizio: il soggetto che effettua, sulla base del contratto di servizio, la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati e le altre attività di pulizia del territorio previste dal presente regolamento. Art. 7 – Classificazione dei rifiuti 1. Ai fini del presente Regolamento si adottano le classificazioni riportate ai successivi commi 2 e 3, ai sensi dell’art. 184 del D.Lgs. n. 152/2006. 2. Sono rifiuti urbani: a. I rifiuti domestici, anche ingombranti provenienti da locali ed aree ad uso di civile abitazione, ulteriormente suddivisi in: I. Frazione organica dei rifiuti urbani (FORSU): materiale organico putrescibile ad alto tasso di umidità proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani e costituito da residui alimentari, ovvero scarti di cucina; II. Frazione verde: frazione costituita, esclusivamente, da scarti della manutenzione del verde privato e pubblico, comprendente sfalci e potature, anche provenienti dalle aree cimiteriali; III. vetro: i contenitori di vetro di qualunque colore utilizzati per il contenimento di sostanze alimentari e non, purché non tossiche.
IV. Barattolo scatolame: si intendono i contenitori in alluminio, acciaio o banda stagnata.
V. carta: i giornali, le riviste, i libri, la carta utilizzata da uffici sia privati che pubblici, il cartone, carta accoppiata all’alluminio (tetrapack); sono esclusi altri tipi di carta accoppiata (es. carta plastificata);
VI. plastica: si intendono gli imballaggi previsti dal vigente accordo di programma quadro sottoscritto tra ANCI e CONAI.
VII. mercatali: i rifiuti provenienti dai mercati ortofrutticoli o di mercati con prevalenza dibanchi alimentari.
VIII. Rifiuto urbano residuo (RUR) o rifiuto secco non recuperabile: rifiuto urbano misto che residua dopo aver attivato, oltre alle raccolte obbligatorie, anche la raccolta separata della frazione organica; IX. Rifiuti particolari: pile, farmaci, contenitori marchiati “T” e “F”, batterie per auto, altri prodotti classificati come pericolosi secondo l’elenco CER 2002 (contrassegnati con “*”); X. oli e grassi commestibili (CER 20 01 25)
XI. legno (CER 20 01 38)
XII. metallo (CER 20 01 40)
XIII. Ingombranti: rifiuti eterogenei di grandi dimensioni per i quali non è individuabile un materiale prevalente e che non rientrano in altre categorie; XIV. Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (R.A.E.E.): i rifiuti di cui all’art. 227, c. 1, lett. a, del D.Lgs. n. 152/2006, quali, ad esempio, frigoriferi, surgelatori e congelatori, televisori, computer, lavatrici e lavastoviglie, condizionatori d’aria. b. Rifiuti assimilati: i rifiuti provenienti da locali ed aree adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a, non pericolosi ed assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi del Titolo 3 del presente Regolamento; c. Rifiuti dallo spazzamento delle strade; d. Rifiuti esterni, di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico, sulle spiagge lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua; e. Rifiuti vegetali provenienti da aree verdi pubbliche, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali; f. Rifiuti cimiteriali: rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriali con esclusione di: residui di fiori e vegetali in genere, cere, lumini, addobbi, corone funebri, carta, cartone, plastica e altri scarti derivabili da operazioni di pulizia e giardinaggio (assimilabili a verde, al RUR ed ai materiali lapidei).
3. Sono rifiuti speciali: a. I rifiuti da attività agricole e agro‐industriali; b. I rifiuti derivanti da attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo; c. I rifiuti da lavorazioni industriali; d. I rifiuti da lavorazioni artigianali; e. I rifiuti da attività commerciali; f. I rifiuti da attività di servizio; g. I rifiuti derivanti da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento fumi; h. I rifiuti derivanti da attività sanitarie, ai sensi del D.P.R. n. 158/2003; TITOLO 3: ASSIMILAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI AI RIFIUTI URBANI
Art. 8 – Criteri di assimilazione Criteri qualitativi
1. Le disposizioni di cui al presente Titolo 3 disciplinano in via provvisoria – fino al recepimento dei criteri qualitativi e quali ‐ quantitativi da emanarsi ai sensi dell’art. 195 comma 2 lett. e) del D.Lgs. n. 152/2006 da parte dello Stato – l’assimilazione ai rifiuti urbani, ai fini della raccolta e dello smaltimento, dei rifiuti di cui al comma 2 lett. b) dell’art. 184 del D.Lgs. n. 152/2006, costituiti dai rifiuti speciali non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di civile abitazione che abbiano una composizione merceologica analoga a quella dei rifiuti urbani e siano costituiti da manufatti e materiali simili a quelli elencati al punto 1.1.1, lett. a) della deliberazione 27/7/1984 del Comitato Interministeriale, con esclusione degli imballaggi terziari.
2. Le disposizioni del presente Titolo 3 si applicano alle seguenti categorie di rifiuti speciali, se e in quanto non pericolosi: a. Rifiuti da lavorazioni artigianali, di cui all’art. 184 comma 3 lett. d) del D.Lgs. n. 152/2006; b. Rifiuti da attività commerciali, di cui all’art. 184 comma 3 lett. e) del D.Lgs. n. 152/2006; c. Rifiuti da attività di servizio, di cui all’art. 184 comma 3 lett. f) del D.Lgs. n. 152/2006; d. Rifiuti derivanti da attività sanitarie di cui all’art. 184 comma 3 lett. h) del D.Lgs. n. 152/2006, limitatamente alle categorie, così come definite all’art. 2 comma 1 lettera g) del Decreto del Presidente della Repubblica n. 254/2003, qualora non rientrino tra i rifiuti di cui alle lettere c) e d) dello stesso art. 2, comma 1 del D.P.R. n. 254/2003 ;
e. rifiuti da attività agricole di cui all’art. 184 comma 3 lett. a) del D.Lgs. n. 152/2006, limitatamente: i. alle attività florovivaistiche con annessa commercializzazione dei prodotti svolte in area urbana – o comunque comprese nell’area di espletamento del servizio pubblico – all’interno di serre coperte, con esclusione, comunque, dei rifiuti derivanti da attività agrocolturali ed agroindustriali, salve, in questo caso, le eventuali superfici dei locali per la commercializzazione al dettaglio dei prodotti dell’attività di trasformazione, sempre che risultino comprese nell’area di espletamento del pubblico servizio; ii. ai rifiuti vegetali prodotti dal soggetto che abbia effettuato, anche in regime di impresa, la manutenzione del verde alle condizioni di cui all’art. 6 del vigente regolamento di gestione del centro di raccolta comunale; f. rifiuti derivanti da lavorazioni industriali di cui all’art. 184 comma 3 lett. c) del D.Lgs. n. 152/2006, limitatamente a quelli prodotti da uffici amministrativi e tecnici, magazzini, reparti di spedizione, locali accessori, mense interne di attività industriali, con esclusione, in ogni caso, dei rifiuti derivanti direttamente dai processi di lavorazione industriale. Criteri quantitativi
3. Fermo restando i criteri qualitativi, si definisce la quantità dei rifiuti speciali non pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani, tenendo conto:
o dei principi di trasparenza, efficacia, efficienza ed economicità di cui all’art. 198 comma 2 del D. Lgs. 152/2006 e in coerenza con i piani d’ambito adottati ai sensi dell’art. 201, comma 3 del Decreto citato;
o della capacità tecnico-organizzativa del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani;
o della programmazione della gestione dei rifiuti a livello dell’ambito territoriale ottimale (ATO) di cui all’art. 200, D. Lgs. 152/2006;
o delle effettive capacità di smaltimento a livello dell’ambito territoriale ottimale.
4. Un rifiuto speciale potrà essere considerato assimilabile/assimilato agli urbani, quando soddisfa i criteri qualitativi e quantitativi sotto precisati.
5. In attesa della definizione dei criteri nazionali in merito all’assimilabilità sono assimilati ai rifiuti urbani, in base al criterio qualitativo i rifiuti di seguito elencati nei limiti di produzione annua indicati:
CER DESCRIZIONE RIFIUTO LIMITI QUANTITATIVI
100 t/arecupero
25 t/arecupero
10 t/arecupero
50 t/arecupero
20 01 Frazioni oggetto di raccolta differenziata 20 01 01 carta e cartone
1 t/arecupero
20 01 08 rifiuti biodegradabili di cucine e mense (cd. “Organico umido”) 50 t/arecupero
20 01 38 legno, diverso di quello da cui alla voce 20 01 37 *[1][1]
20 t/arecupero
20 02 Rifiuti prodotti da giardini e parchi
20 02 01 rifiuti biodegradabili (cd. “Verde”) 25 t/arecupero
0,5 t/arecupero
20 03 01 Altri rifiuti urbani non differenziati
8 t/a per le utenze economichesmaltimento
5 t/asmaltimento
RAEE – Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed ElettronicheI RAEE vengono classificati, al fine di facilitare il loro recupero, in 5 raggruppamenti omogenei: R1 -> apparecchiature refrigeranti (frigoriferi, congelatori, clima, ecc…); R2 -> grandi bianchi (lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, ecc…); R3 -> TV e monitor; R4 -> elettronica di consumo (telefonini, iPod, giochi elettronici, ecc), informatica (stampanti, PC senza monitor, ecc.), piccoli elettrodomestici (forni microonde, Phon, Robot da cucina, stereo, tostapane, ferri da stiro ecc.), ; R5 -> sorgenti luminose (lampade al neon, alogene, UVA e UVB ecc.) Il Comune ha dato la propria disponibilità al C.d.C.RAEE (Centro di Coordinamento RAEE), consentendo l’accesso ai distributori, installatori, centri di assistenza, che si siano accreditati presso il C.d.C. RAEE come “piccoli conferitori” con sede nel territorio di Garda.
I distributori iscritti al CDC RAEE come “piccoli conferitori” potranno effettuare un conferimento giornaliero presso l’Ecocentro Comunale per un massimo di 200 kg o comunque non oltre 4 pezzi se di peso superiore a 200 kg complessivi. 6. Ai fini dell’assimilazione i rifiuti classificati come “rifiuti urbani non differenziati (CER 200301)” devono avere una composizione merceologica analoga a quella dei rifiuti urbani (frazione secca residua) o, comunque, essere costituiti da prodotti e sostanze analoghi a quelli elencati nel seguito a titolo esemplificativo:
· vimini, sughero, legno e paglia;
· tessuto di fibra naturale e sintetica, stracci e juta;
· feltri e tessuti non tessuti;
· pelle e simil-pelle;
· gomma e caucciù;
· moquettes, linoleum, tappezzerie, pavimenti e rivestimenti in genere;
· manufatti di stucco e di gesso essiccati;
· plastica e simili;
· ferro, tipo paglietta metallica, filo di ferro, spugna di ferro e simili;
d) scarti in genere della produzione di alimentari, purché non allo stato liquido, quali ad esempio scarti di caffé, scarti dell’industria molitoria e della pastificazione, partite di alimenti deteriorati anche inscatolati o comunque imballati.
7. Ai fini dell’assimilazione i rifiuti classificati come Rifiuti Ingombranti (CER 200307) devono avere una composizione merceologica analoga a quella dei rifiuti di provenienza domestica, con l’esclusione degli scarti di lavorazione, e costituiti da prodotti e sostanze analoghi a quelli elencati nel seguito a titolo esemplificativo:
· poltrone e divani
· sedie e altri mobili in materiali compositi
· tapparelle e suppellettili
· teli plastificati
· tubi e cassette
8. Sono comunque esclusi dall’assimilazione i rifiuti ingombranti di uso domestico qualora questi derivino dal ritiro da parte di un esercente attività commerciale di vendita mobili, componenti di arredamento e simili.
9. Ai fini dell’assimilazione dei rifiuti classificati come Oli e grassi commestibili (CER 200125) sono compresi solo quelli provenienti da mense comunali e scolastiche nonché quelli prodotti in occasione di sagre e altre manifestazioni pubbliche.
10. Il Comune, tramite il Gestore, si riserva di subordinare l’erogazione del servizio alla presentazione di apposita dichiarazione di assimilabilità da parte del produttore, corredata se necessario da referti analitici, dalla quale risultino le caratteristiche merceologiche del rifiuto conferito al servizio pubblico e la sua conformità a quanto prescritto dal presente Regolamento.
11. In ogni caso il Comune si riserva di verificare, anche tramite il Gestore, il rispetto delle disposizioni in materia di assimilazione da parte delle utenze che usufruiscono del servizio pubblico di raccolta.
ART. 9 – Esclusioni 1. Non possono in ogni caso essere assimilati ai rifiuti urbani i rifiuti speciali che: a. siano stati contaminati, anche in tracce, con sostanze o preparati classificati come pericolosi, da policlorodibenzodiossine e/o policlorodibenzofurani; b. non presentino compatibilità tecnologica con l’impianto di trattamento specifico; c. presentino caratteristiche qualitative tali da generare dispersioni durante la fase di raccolta, come ad esempio: i. consistenza non solida, fatta eccezione per gli olii commestibili; ii. produzione di quantità eccessive di percolato, se sottoposti a compattazione; iii. fortemente maleodoranti; iv. eccessiva polverulenza;
d. non siano ammissibili allo smaltimento in impianti di discarica per rifiuti non pericolosi, così come definiti dal D. Lgs. n. 36/2003. e. siano classificati come pericolosi. 2. Non sono in ogni caso assimilabili ai rifiuti urbani i seguenti rifiuti speciali: a. rifiuti costituiti da pneumatici; b. rifiuti derivanti da lavorazioni di minerali e di materiali di cava; c. rifiuti di imballaggi terziari.
Art. 10 – Recupero dei rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani e servizi integrativi
1. Il produttore di rifiuti assimilati agli urbani che rispettino i riferimenti quali-quantitativi di assimilazione definiti ai sensi dell’art. 9 del presente Regolamento, può comunque provvedere ad avviare al recupero tali rifiuti presso ditte terze.
2. I rifiuti speciali possono essere conferiti, previa stipula di apposita convenzione con il Gestore del servizio, al servizio integrativo di raccolta dei rifiuti per le utenze non domestiche.
TITOLO 4: SISTEMI DI RACCOLTA
Art. 11 – Raccolta differenziata 1. La raccolta differenziata viene organizzata al fine di rispondere alle indicazioni di cui all’art. 2 della L.R. Veneto n. 3/2000 e delle norme dei Piani regionali e provinciali per la gestione dei rifiuti, in particolare prevedendo : a. l’attivazione della raccolta differenziata della frazione verde, nonché di quella putrescibile relativa ad utenze selezionate, per il successivo conferimento ad impianti di bioconversione; b. l’attivazione della raccolta differenziata della frazione secca recuperabile, per il successivo conferimento ad impianti di recupero; c. l’attivazione della raccolta delle rimanenti frazioni dei rifiuti urbani, operando prioritariamente la separazione della frazione umida a monte, mediante raccolta differenziata presso l’utente. 2. Ai sensi dell’art. 222 del D.Lgs. n. 152/2006 il Comune deve organizzare sistemi adeguati di raccolta differenziata in modo da permettere all’utente di conferire al servizio pubblico rifiuti di imballaggio selezionati dai rifiuti domestici e da altri tipi di rifiuti di imballaggi. 3. E’ fatto obbligo per l’utente conferire in modo separato tutti i rifiuti per i quali è stata attivata la relativa raccolta differenziata (carta, plastica forsu, vetro/lattine, farmaci scaduti, pile contenitori etichettati t/F e altri rifiuti solidi urbani per i quali è attivata la raccolta differenziata presso il centro di raccolta comunale). 4. E’ fatto obbligo a tutte le utenze pubbliche, private, domestiche e non domestiche, terziarie, commerciali, di somministrazione, di servizi e produttive di conferire in regime di raccolta differenziata per l’avviamento a recupero, i rifiuti urbani ed assimilati, con le modalità meglio specificate agli artt. 12, 13, 14, 15 del presente regolamento.
5. E’ fatto, comunque, obbligo ad ogni utenza di provvedere a posizionare fuori dalla abitazione o dalla sede dell’attività produttiva i contenitori e le buste consegnati in comodato gratuito e di ritirarli dal suolo pubblico al termine del servizio di raccolta.
6. La frequenza del servizio è regolata da appositi calendari viari giornalieri distribuiti ogni anno agli utenti.
Art. 12 – Sistemi di raccolta 1. In relazione alle diverse classi merceologiche ed alla conformazione del territorio, la raccolta dei rifiuti urbani ed assimilati ai rifiuti urbani viene svolta secondo le seguenti modalità: a. Raccolta porta a porta o domiciliare: raccolta che prevede il prelievo dei rifiuti presso il luogo di produzione, conferiti in sacchi o contenitori rigidi; b. Raccolta con contenitori stradali: raccolta tramite appositi contenitori posizionati sul territorio (cassonetti, campane,…) sia in piazzole che in isole ecologiche; c. Raccolta presso Centri di raccolta: raccolta presso zone recintate, presidiate, dotate dei contenitori per il conferimento differenziato delle tipologie di rifiuti. 2. Le modalità di esecuzione del servizio di raccolta sono definite in funzione dei principi ed obiettivi indicati nel presente Regolamento, favorendo quelle tecniche che permettano di incrementare le rese e la qualità di recupero dei materiali, di contenere i costi di gestione e che presentino compatibilità tecnologica con gli impianti di trattamento specifici. 3. Il territorio comunale ai fini del servizio di raccolta rifiuti è suddiviso in due aree:
via GAINO
vicolO DEL PIO
vicolo FORNI
calle DEI SOTTOPORTICI
calle DEL PESCATORE
VIA RUDINì CARLOTTI
piazzale ROMA (lato compreso tra corso italia ed il lago)
zona B: restante territorio.
4. È vietato alle utenze della zona B, individuata per il sistema di raccolta dei rifiuti, il conferimento dei propri rifiuti nelle piazzole site in via San Francesco e Corso Italia.
5. È vietato esporre il rifiuto su area pubblica per la raccolta domiciliare al di fuori degli orari e dei giorni stabiliti nel calendario annuale.
Art. 13 – Zona A -Modalità di conferimento delle utenze domestiche e non domestiche 1. La raccolta differenziata di carta, plastica, forsu, secco/indifferenziato, vetro è organizzata col sistema contenitori stradali.
2. Tutte le utenze domestiche e le utenze non domestiche per le tipologie di rifiuto assimilabili come quantità e qualità ad una utenza domestica, conferiscono i rifiuti separati per tipologia nei seguenti punti di raccolta:
a)Piazzola in Via San Francesco D’Assisi
b)Piazzola predisposta dietro Via San Giovanni.
3. RUR: il rifiuto secco/indifferenziato dovrà essere conferito inserito in sacchetti trasparenti di dimensioni compatibili con la bocca di conferimento
4. FORSU: i rifiuti dovranno essere conferiti in appositi sacchetti biodegradabili (no nailon, no sfusi) di dimensioni compatibili con la bocca di conferimento dei contenitori interrati
5. Carta: la carta ed il cartone andranno conferiti sfusi, ridotti di dimensione per renderli compatibili con la bocca di conferimento dei contenitori interrati 6. Plastica: I contenitori in plastica andranno conferiti in sacchetti trasparenti di dimensioni compatibili con la bocca di conferimento dei contenitori interrati 7. Vetro, lattine e scatolette in banda stagnata: i contenitori in vetro e di alluminio andranno conferiti sfusi.
E’ comunque vietato il conferimento di: vetro retinato, vetro opale (es. boccette profumi), cristalli, vetri di automobili, schermi di televisori e lastre di vetro, vetri a specchio di ogni genere.
Il conferimento del rifiuto nelle apposite campane è possibile in un orario compreso tra le 09,00 del mattino e le 23,00 della sera. 8. Gli altri rifiuti urbani dovranno essere conferiti esclusivamente negli appositi contenitori posti nel Centro di Raccolta Comunale.
Art. 14 – Zona B – Modalità di conferimento delle utenze domestiche e non domestiche
1. La raccolta differenziata col sistema cosiddetto “porta a porta”, prevede la raccolta presso ogni proprietà di carta, plastica, forsu, secco/indifferenziato (ad eccezione del vetro raccolto con le campane stradali). 2. Tutte le utenze non domestiche per le tipologie di rifiuto assimilabili come quantità e qualità ad una utenza domestica conferiscono i rifiuti differenziati con il sistema porta a porta previsto per le utenze domestiche.
3. UTENZE DOMESTICHE: gli operatori addetti al servizio di raccolta passeranno a ritirare, secondo uno specifico calendario di raccolta, i contenitori posti su strada pubblica o ad uso pubblico.
4. Tutti i rifiuti raccolti col sistema “porta a porta” dovranno essere posizionati su suolo pubblico o ad uso pubblico, dopo le ore 21,00 del giorno precedente la raccolta ed entro le ore 03,00 del giorno di raccolta; per le vie corso Italia, via Verona e via Don Gnocchi dalle 6,00 alle 8,00 del giorno della raccolta. 5. RUR: il rifiuto secco/indifferenziato dovrà essere conferito inserito in sacchetti trasparenti e sarà raccolto settimanalmente dal gestore secondo il calendario predisposto annualmente. 6. FORSU: i rifiuti dovranno essere conferiti in appositi sacchetti biodegradabili che andranno inseriti nel bidoncino antirandagismo. In alternativa potranno essere messi nel bidone anche sfusi, comunque non in sacchetti di plastica. 7. Carta: la carta ed il cartone andranno conferiti sfusi, legati, o contenuti in scatole di cartone.
8. Plastica: I contenitori in plastica andranno conferiti in sacchetti trasparenti gialli. 9. Vetro, lattine e scatolette in banda stagnata: la raccolta viene effettuata utilizzando i contenitori stradali denominati campane, dislocati sul territorio. Il servizio interessa la raccolta di contenitori in vetro e di alluminio.
Il conferimento del rifiuto nelle apposite campane è possibile in un orario compreso tra le 09,00 del mattino e le 23,00 della sera. I rifiuti dovranno essere INSERITI sfusi e non in contenitori o sacchi.
10. Gli altri rifiuti urbani dovranno essere conferiti esclusivamente negli appositi contenitori posti nel Centro di Raccolta Comunale
1. Gli utenti non domestici (gli alberghi, i gestori dei pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande, ivi compresi le pizzerie al taglio ed i negozi di produzione di pasta fresca, nonché gli ambienti commerciali e artigianali, ecc.), che nell’esercizio della loro attività producano una o più tipologie di rifiuto assimilabile per qualità ai rifiuti solidi urbani, ma in quantità superiore ad un’utenza domestica, ma comunque inferiore al limite fissato con il presente regolamento per l’assimilabilità ai rifiuti urbani, possono conferire i rifiuti: presso il centro di raccolta comunale. In alternativa, previo accordo con l’ufficio ecologia, utilizzando dei contenitori situati all’interno di aree private non ad uso pubblico. Qualora gli utenti non dispongano di spazi sufficienti all’interno delle proprietà private o a fronte di comprovati gravi impedimenti, in accordo con l’ufficio ecologia, potranno essere consentiti altri posizionamenti.
2. I contenitori dovranno essere esposti chiusi, a cura dell’utenza, sulla sede stradale nei luoghi e negli orari stabiliti per la raccolta. Prima di essere posti sul suolo pubblico, i contenitori dovranno riportare in modo chiaro e ben visibile il nome del pubblico esercizio di appartenenza per permettere un adeguato controllo agli organi di vigilanza.
3. I contenitori devono essere cassonetti con attacco tipo DIN o bidoni da 240 litri con attacco a pettine.
4. Qualora i gestori risultino sprovvisti di contenitori o ne abbiano in numero insufficiente, gli stessi a loro spese dovranno acquistarne di nuovi.
5. La raccolta differenziata di rifiuti col sistema cosiddetto “porta a porta”, prevede la raccolta presso ogni proprietà, in giorni prestabiliti, delle diverse tipologie di rifiuto (ad eccezione del vetro raccolto con le campane stradali).
6. RUR: la raccolta del rifiuto indifferenziato viene effettuata tramite contenitori di colore Verde. Nei contenitori vengono introdotti i rifiuti preventivamente contenuti in sacchetti trasparenti.
7. FORSU: la raccolta viene effettuata tramite bidoni di colore marrone. Nei contenitori vengono introdotti i rifiuti organici sfusi o contenuti nei prescritti sacchetti biodegradabili (NO Nailon). 8. Carta: la raccolta viene effettuata tramite contenitori di colore giallo. Solo nel caso in cui il quantitativo del rifiuti ecceda la volumetria del contenitore esso può essere conferito in sacchi di carta chiusi ed appoggiati al rispettivo contenitore. La carta deve essere rigorosamente pulita, non deve esservi cioè frammisto alcun altro materiale quale plastica, polistirolo etc., né tantomeno immondizia di altra natura.
Non sono riciclabili dal normale circuito di trasformazione, e quindi non devono essere conferiti, i poliaccoppiati quali carta-polietilene, nonché le carte cerate od oleate etc., ad eccezione del tetrapak (carta-alluminio) raccolto con la carta.
Carta e cartone non possono essere inseriti in sacchi di nailon.
9. Plastica: la raccolta viene effettuata tramite contenitori di colore blu.
Il servizio interessa la raccolta degli imballaggi primari e secondari in plastica.
10. Vetro, lattine e scatolette in banda stagnata: la raccolta viene effettuata utilizzando i contenitori stradali denominati campane, dislocati sul territorio. Il servizio interessa la raccolta di contenitori in vetro e di alluminio.
E’ comunque vietato il conferimento di: vetro retinato, vetro opale (es. boccette profumi), cristalli, vetri di automobili, schermi di televisori e lastre di vetro, vetri a specchio di ogni genere. Il conferimento del rifiuto nelle apposite campane è possibile in un orario compreso tra le 09,00 del mattino e le 23,00 della sera. I rifiuti dovranno essere INSERITI sfusi e non in contenitori o sacchi.
11. Gli altri rifiuti urbani assimilati potranno essere conferiti esclusivamente negli appositi contenitori presenti presso il Centro di Raccolta Comunale previa autorizzazione/convenzione rilasciata dall’ufficio ecologia comunale.
1. Le frequenze e gli orari del servizio di raccolta dei rifiuti urbani devono essere tali da non comportare rischi per la salute dell’uomo, a partire dalle lavoratrici e dai lavoratori e/o per l’ambiente e tali da salvaguardare le esigenze di decoro ambientale.
2. La raccolta presso le utenze domestiche e le Grandi Utenze (utenze non domestiche) avverrà con le frequenze stabilite con appositi calendari annuali.
3. Il servizio di spazzamento sarà organizzato in modo tale da rimuovere i materiali giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico. 4. I contenitori dei rifiuti urbani sono dislocati in appositi siti opportunamente allestiti ai fini dell’igienicità, dell’agevolezza delle operazioni di svuotamento e asporto, della salvaguardia delle esigenze di circolazione e traffico. Nell’allestimento dei suddetti siti si eviterà la creazione di barriere architettoniche che costituiscano ostacolo alla deambulazione di disabili. 5. Il Gestore del servizio ha la facoltà di collocare i contenitori all’interno delle aree private previa apposita convenzione con l’utente. 6. E’ vietato apporre materiale pubblicitario o scritte di vario genere ai contenitori posizionati in aree pubbliche o aree privare ad uso pubblico. 7. E’ altresì vietato manomettere o danneggiare i contenitori. Art. 17 – Lavaggio dei contenitori stradali e dei mezzi per la raccolta 1. Al fine di prevenire l’insorgere di pericoli di natura igienico- sanitaria, i contenitori stradali, le relative piazzole di posizionamento e le eventuali isole ecologiche e i mezzi utilizzati per le operazioni di raccolta devono essere mantenuti in buono stato conservativo, lavati e disinfettati periodicamente dal Gestore, tutti gli altri contenitori dati in comodato gratuito alle utenze per la raccolta dei rifiuti devono essere mantenuti in buono stato di esercizio, di pulizia e di sanificazione da parte dell’utenza.
Art. 18 – Pesatura dei rifiuti 1. Il Gestore del servizio provvede alla pesatura dei rifiuti urbani prima del loro avvio a recupero e smaltimento. 2. Il Gestore mette a disposizione del Comune in qualunque momento i dati relativi alla pesatura. Art. 19 – Centro di raccolta comunale 1. Il centro di raccolta comunale rientra tra gli impianti connessi e funzionali al sistema di gestione dei rifiuti urbani. 2. Gli utenti possono conferire nei centri di raccolta le tipologie dei rifiuti secondo quanto previsto dalle normative vigenti, dal regolamento per l’utilizzo del centro di raccolta adottato con delibera di consiglio comunale n. 12 del 30.04.2010 , dal Gestore del servizio e dall’autorizzazione comunale.
3. Il centro di raccolta può essere gestito dal Gestore del servizio o da un suo delegato purché ne abbia titolo ai sensi di legge. Titolo 5 – MODALITA’ DI CONFERIMENTO E TRASPORTO
Art. 20 – Divieti generali 1. Gli utenti devono avvalersi delle strutture predisposte per la raccolta differenziata e delle iniziative attivate finalizzate al recupero‐riciclaggio dei rifiuti. 2. L’utente deve provvedere alla preventiva selezione del materiale alla fonte ed al successivo conferimento nelle modalità stabilite nel presente Regolamento e nelle ordinanze in materia. 3. Sulle aree pubbliche e private soggette ad uso pubblico di tutto il territorio comunale è vietato l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti urbani sul suolo e nel suolo. 4. E’ vietato l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti urbani anche nelle aree immediatamente adiacenti, sottostanti o a ridosso di cestini portarifiuti, di cassonetti/contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti. 5. E’ altresì vietata l’immissione di rifiuti urbani, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali e sotterranee. 6. E’ vietato intralciare o ritardare l’opera degli addetti alla raccolta. 7. E’ comunque vietato conferire rifiuti, al circuito di raccolta differenziata del Comune di Garda, prodotti in altri comuni.
E’ fatto salvo l’inserimento nei pubblici cestini dei rifiuti di piccolo taglio in essi conferibili, da parte delle persone che frequentano a vario titolo il Comune di Garda.
8. E’ vietato conferire nei cestini pubblici rifiuti provenienti da civili abitazioni o da locali produttivi (rifiuti non minuti) quale elusione al servizio di raccolta differenziata.
1. I rifiuti urbani domestici e quelli speciali assimilati devono essere conferiti, a cura del produttore, nei modi e nei tempi, stabiliti nel presente Regolamento e nelle Ordinanze in materia. 2. Salvo diverse disposizioni, i rifiuti devono essere contenuti in apposito sacco/contenitore
così come definiti nel presente Regolamento.
3. La quantità del rifiuto conferito giornalmente deve essere compatibile con i criteri del servizio di raccolta eseguito dal Gestore del servizio. 4. Nelle zone ove è in atto il servizio di raccolta porta a porta, gli utenti devono depositare i rifiuti in sacchetti ben chiusi, o altri contenitori appropriati, nelle aree prospicienti l’abitazione o l’attività e in posizione facilmente raggiungibile dagli addetti alla raccolta.
5. E’ in ogni caso vietato introdurre in sacchetti o altri contenitori per i rifiuti urbani domestici e speciali assimilati: a. liquidi in qualsiasi quantità; b. materiali in combustione; c. materiali taglienti o acuminati se non avvolti con idonei materiali o comunque trattati in modo tale da evitare infortuni ai lavoratori addetti e danneggiamenti alle attrezzature. Art. 22 -Trasporto 1. Gli automezzi utilizzati per il trasporto devono essere idonei ad assicurare il rispetto delle norme igienico‐sanitarie sia per le caratteristiche specifiche delle attrezzature sia per il loro stato di manutenzione e conservazione. Titolo 6 – GESTIONE DEI RIFIUTI DA SPAZZAMENTO E PULIZIA DEL TERRITORIO
Art. 23 – Ambito di attività 1. Il servizio di gestione rifiuti da spazzamento, così come definito all’art. 6 del presente Regolamento, è esteso a tutte le aree pubbliche e private soggette ad uso pubblico, comprese all’interno del territorio comunale. 2. Le aree all’interno delle quali sono istituiti i servizi di gestione dei rifiuti da spazzamento e pulizia del territorio vengono definite così da comprendere: a. le strade e le piazze, compresi i portici ed i marciapiedi, classificati come comunali; b. i tratti urbanizzati delle strade regionali; c. le strade private comunque soggette ad uso pubblico (purché aperte permanentemente al pubblico transito senza limitazioni di sorta); d. le aree dei cimiteri; e. le aree monumentali di pertinenza comunale (comprese le scalinate) aperte al pubblico; f. le aree a verde pubblico e/o attrezzato disponibili permanentemente all’uso pubblico, compresi gli spazi verdi di arredo stradale, fioriere, aiuole spartitraffico; g. gli spazi acquei di superficie di competenza comunale; h. le rive dei corsi d’acqua, dei canali e le spiagge; 3. Il servizio di spazzamento e pulizia delle aree pubbliche in concessione o in uso temporaneo è a carico dei concessionari secondo le modalità fissate dalla concessione stessa e dalle norme del presente Regolamento. Art. 24 – Frequenza e modalità del servizio 1. Il Gestore del servizio, in relazione agli indirizzi tecnico–programmatici e finanziari forniti dal Comune, tenuto conto delle necessità dell’utenza, delle tecnologie e dei mezzi disponibili, dei livelli organizzativi conseguiti e comunque nel rispetto dei principi generali, svolge i servizi di gestione rifiuti da spazzamento e pulizia del territorio secondo le modalità previste nel Contratto di Servizio. 2. Al fine di garantire la tutela igienico‐sanitaria dell’ambiente e della cittadinanza, rientrano tra i servizi di gestione dei rifiuti da spazzamento e pulizia del territorio: a) servizio di spazzamento manuale e/o meccanizzato di strade, percorsi pedonali ed aree pubbliche; b) lavaggio stradale; c) asporto rifiuti da aree a verde pubblico; d) periodico svuotamento dei contenitori portarifiuti, a disposizione degli utenti; e) pulizia delle spiagge, non in concessione a terzi fatti salvi gli obblighi previsti per i titolari di concessioni di aree demaniali anche su spiagge non in concessione, delle coste lacuali, delle rive dei fiumi, con il fine di garantire l’igienicità del territorio e la fruibilità dei siti; f) pulizia dei fossati comunali. Art. 25 – Lavaggio stradale 1. Per lavaggio stradale s’intende il lavaggio di strade, marciapiedi e piazze pubbliche o private aperte al pubblico, lavaggio e disinfezione di portici soggetti permanentemente ad uso pubblico, di vicoli, secondo modalità di esecuzione e frequenza di intervento definite in base all’utilizzo del territorio, alle caratteristiche del fondo stradale ed alle condizioni meteorologiche. 2. Il lavaggio stradale viene effettuato dal Gestore del servizio come indicato nel Contratto di Servizio.
Art. 26 – Volantinaggio 1. Al fine di mantenere la pulizia del suolo pubblico è vietato abbandonare volantini in luoghi pubblici o aperti al pubblico, e la loro collocazione su veicoli. 2. E’ consentito esclusivamente il volantinaggio mediante consegna a mano o tramite introduzione in cassetta postale. Art. 27 – Carico/scarico di merci e materiali e defissione manifesti 1. Chiunque effettua operazioni di carico, scarico e trasporto di merci e materiali ovvero defissione di manifesti, che diano luogo su area pubblica o di uso pubblico alla formazione di rifiuti di qualsiasi natura, deve provvedere, ad operazioni ultimate, alla rimozione dei materiali di risulta e alla pulizia dell’area. Art. 28 – Animali 1. I proprietari degli animali sono tenuti ad essere muniti di specifica attrezzatura, idonea all’immediata rimozione e asportazione delle deiezioni e delle lordure degli animali stessi .
2. I proprietari, conduttori o possessori di animali devono evitare che gli stessi lordino il suolo pubblico e gli spazi privati aperti al pubblico. Essi sono tenuti a pulire l’area eventualmente sporcata. Art. 29 – Rifiuti inerti
1. I materiali provenienti da demolizioni o costruzioni non possono essere conferiti utilizzando il servizio ordinario di raccolta.
2. Per piccole quantità derivanti da piccoli lavori di manutenzione (non eseguiti tramite ditte), possono essere conferiti nel centro di raccolta comunale secondo quanto previsto nel Regolamento dello stesso.
Art. 30 – Fabbricati ed aree scoperte 1. Le aree di uso comune dei fabbricati, nonché le aree scoperte private devono essere tenute pulite a cura dei rispettivi conduttori, amministratori o proprietari, che devono inoltre conservarle libere da materiali di scarto anche se abbandonati da terzi. 2. I soggetti di cui al comma precedente sono tenuti a predisporre idonee opere (recinzioni, ecc.) al fine di impedire l’accesso alle aree ad estranei per l’abbandono di rifiuti, fatte salve le autorizzazioni e le licenze edilizie necessarie. Art. 31 – Mercati 1. Le aree di vendita, pubbliche o di uso pubblico, nei mercati al dettaglio, compresi i mercati temporanei, devono essere mantenute pulite dai rispettivi concessionari ed occupanti, i quali devono raccogliere i rifiuti provenienti dalla propria attività conformemente a quanto stabilito dal presente Regolamento e dall’art. 15 comma 9 del vigente regolamento comunale “Disciplina del commercio su aree pubbliche”.
2. Al termine delle operazioni di vendita i singoli concessionari sono obbligati a mantenere pulita l’area e a raccogliere i rifiuti di qualsiasi tipo provenienti dalla propria attività con modalità tali da evitare ogni dispersione e ogni odore molesto, ed utilizzando per i rifiuti indifferenziati sacchi adeguati di provata resistenza ed accuratamente chiusi.
3. Per consentire al personale del Gestore del servizio di eseguire le operazioni manuali e meccanizzate di pulizia, devono essere rispettati gli orari del divieto di sosta per le autovetture. 4. Per la raccolta, l’asporto e lo smaltimento dei rifiuti generati in occasione di mercati periodici e fiere autorizzati in area pubblica, l’Ente promotore deve sottoscrivere apposita convenzione con il Gestore del servizio. Art. 32 – Esercizi stagionali
1. I titolari di esercizi stagionali all’aperto devono comunicare al servizio ecologia del comune con congruo preavviso, la data di inizio dell’attività, al fine di consentire l’adeguamento del servizio di raccolta rifiuti urbani. 2. E’ obbligo dei titolari di provvedere al quotidiano svuotamento di eventuali contenitori per rifiuti allestiti all’interno dell’area ove si trova l’esercizio e l’immissione dei rifiuti nei contenitori di rifiuti urbani su area pubblica o concordata. 3. I titolari di esercizi stagionali devono attivare, con il coordinamento e le indicazioni del ufficio ecologia del comune, un piano di raccolta differenziata dei rifiuti prodotti dalle loro specifiche attività, impegnandosi a sensibilizzare i propri clienti. 4. Ogni onere sostenuto dal Gestore del servizio connesso al potenziamento o all’impegno straordinario del servizio normalmente prestato ricade sui titolari delle attività in oggetto. Art. 33 – Aree occupate da pubblici esercizi e da spettacoli viaggianti 1. L’Ufficio Tributi trasmette copia della concessione di occupazione di suolo pubblico rilasciata a pubblici esercizi, spettacoli viaggianti e Luna Park, all’Ufficio Ecologia con congruo preavviso (non inferiore a 15 giorni lavorativi feriali), la data di inizio dell’attività al fine di consentire il potenziamento, se necessario, delle strutture per il conferimento dei rifiuti urbani.
2. I titolari delle aree occupate in concessione da pubblici esercizi, spettacoli viaggianti e Luna Park devono essere mantenute pulite durante l’uso e lasciate pulite dagli occupanti e dai concessionari delle aree al termine dell’utilizzo.
3. Le operazioni manuali e meccanizzate di pulizia sulle strade e aree pubbliche, di cui al comma 1, possono essere effettuate da parte del Gestore del servizio solo dopo che le stesse strade e aree pubbliche sono state lasciare libere.
4. Ogni onere sostenuto dal Comune connesso al potenziamento o all’impegno straordinario del servizio normalmente prestato, ricade sui titolari delle attività in oggetto se non diversamente previsto nel Contratto del servizio.
Art. 34 – Manifestazioni pubbliche 1. Gli Enti Pubblici, le Associazioni, i Circoli, i Partiti o qualsiasi altro cittadino o gruppo di cittadini che intendano organizzare iniziative quali feste, sagre, corse, ecc. o manifestazioni di tipo culturale, sportivo, ecc. su strade, piazze ed aree pubbliche anche senza finalità di lucro, sono tenuti a richiedere le necessarie autorizzazioni agli uffici comunali preposti, allegando il programma delle iniziative ed indicando le aree che si intendono effettivamente occupare, allo scopo di organizzare in modo corretto il servizio di asporto dei rifiuti prodotti durante la manifestazione. 2. Le aree interessate da manifestazioni sia durante che al termine dell’iniziativa devono essere mantenute pulite, conferendo i rifiuti negli appositi contenitori secondo le modalità stabilite e comunicate agli organizzatori dall’ufficio ecologia comunale e/o dal gestore del servizio.
3. Il Comune può richiedere ai promotori la costituzione di apposita cauzione da determinarsi in relazione alla superficie ed ai giorni di utilizzo dell’area, a garanzia delle operazioni di pulizia, a copertura degli eventuali oneri straordinari sostenuti dal servizio pubblico.
4. I promotori devono attivare, con il coordinamento e le indicazioni del Gestore del servizio, un piano di raccolta differenziata dei rifiuti prodotti dalle loro specifiche attività e dai partecipanti all’evento, impegnandosi a sensibilizzare questi ultimi. 5. Gli eventuali oneri straordinari sostenuti dal servizio pubblico in tali occasioni sono a carico dei promotori delle manifestazioni. Art. 35 – Cantieri 1. Chi effettua attività relative alla costruzione, al rifacimento, alla ristrutturazione o alla manutenzione di fabbricati con occupazione di aree pubbliche o d’uso pubblico è tenuto, alla cessazione dell’attività, a mantenere e restituire l’area perfettamente pulita e sgombra di rifiuti, scarti e residui di qualsiasi tipo. TITOLO 7 – ATTIVITA’ DI GESTIONE A SCOPO NON PROFESSIONALE
Art. 36 – Soggetti 1. Nell’attività di gestione dei rifiuti urbani il Comune si può avvalere della collaborazione delle associazioni di volontariato, cittadini e loro associazioni che ispirino la propria azione a principi sociali e/o ambientali e che operino a scopo non professionale. 2. A tal fine le associazioni di volontariato, cittadini e loro associazioni devono stipulare un’apposita convenzione con il Gestore del servizio. 3. Il Gestore del servizio è tenuto a comunicare annualmente al Comune l’elenco dei soggetti convenzionati ai sensi del presente titolo.
Art. 37 – Contenuti minimi della convenzione 1. La convenzione di cui al precedente articolo deve contenere: a. il nominativo del responsabile dell’associazione o della persona convenzionata; b. la durata della convezione; c. la tipologia dei rifiuti raccolti, modalità di raccolta e mezzi utilizzati; d. i quantitativi massimi che possono essere raccolti per ogni tipologia. Art. 38 – Requisiti e Principi gestionali 1. Le convenzioni possono essere stipulate esclusivamente da cittadini indigenti residenti nel territorio comunale o legali rappresentanti di associazioni con sede nel territorio comunale. 2. I principi gestionali cui dovranno attenersi le associazioni di volontariato, cittadini e loro associazioni per la raccolta dei rifiuti urbani riguardano l’osservanza delle norme di sicurezza e delle norme igienico/sanitarie. 3. In particolare nell’espletare il proprio servizio dovranno: a. arrecare il minimo intralcio alla circolazione; b. evitare lo spandimento di materiali e liquami sul suolo pubblico; c. osservare le vigenti norme di sicurezza, valevoli per i lavoratori, per tutti gli operatori anche se volontari; d. non creare intralcio all’organizzazione dei servizi pubblici di nettezza urbana. 4. I firmatari della convenzione devono garantire l’effettivo avvio al recupero dei materiali per i quali richiedono l’autorizzazione alla raccolta, presentando idonee garanzie in forma di accordi, contratti, protocolli d’intesa con aziende autorizzate al recupero o al riutilizzo.
5. Le convenzioni di cui al presente articolo possono riguardare soltanto le seguenti frazioni merceologiche dei rifiuti urbani, ferma restando la possibilità per il Comune di determinare quantitativi massimi: Carta e cartone
150101 – imballaggi in carta e cartone200101 – carta e cartone
150104 – imballaggi metallici200140 – metallo
150102 – imballaggi in plastica200139 – plastica
150107 – imballaggi in vetro200102 – imballaggi in vetro
Indumenti e simili
200110 – abbigliamento200111 – prodotti tessili
20 03 07 – Ingombranti
TITOLO 8: DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 39 – Organi di vigilanza e controllo 1. Alla verifica del rispetto delle norme del presente regolamento e delle ordinanze emanate in materia e all’accertamento delle relative violazioni sono preposti gli appartenenti alla Polizia Locale e alle altre forze dell’ordine, gli agenti accertatori individuati dal comune e dal gestore del servizio secondo le procedure e le leggi vigenti, il personale ispettivo e di vigilanza dalle Aziende Socio‐Sanitarie Locali, dell’Agenzia Regionale per Protezione dell’Ambiente Veneto (A.R.P.A.V.). 2. Gli agenti della Polizia Locale e il personale ispettivo e di vigilanza indicato al comma 1 possono, nell’esercizio delle funzioni di vigilanza e nel rispetto di quanto disposto dalla legge, assumere informazioni, procedere ad ispezioni di cose e luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici descrittivi e ad ogni altra operazione tecnica, quando ciò sia necessario o utile al fine dell’accertamento di violazioni del presente Regolamento e delle ordinanze in materia e dell’ individuazione dei responsabili delle violazioni medesime. 3. Al fine dell’accertamento delle violazioni di cui al presente regolamento e delle ordinanze in materia è consentito anche l’uso di sistemi di videosorveglianza, nel rispetto di quanto previsto nel “Disciplinare regolamentare per l’utilizzo del sistema di videosorveglianza del C.C. n. 24 del 28.06.2005 e successive modifiche e integrazioni.
Art. 40 – Sanzioni 1. Fermo restando quanto previsto dalla parte quarta del D.Lgs. n. 152/2006, nel rispetto dell’art. 7 bis del D.Lgs. n. 267/2000, per le violazioni alle disposizioni del presente Regolamento si applicano sanzioni amministrative con le modalità e nelle forme previste dalla Legge n. 689/81, nell’ambito dei limiti minimo e massimo di seguito specificati: ARTICOLO
Conferimento scorretto delle frazioni di rifiuto per le quali è prevista la raccolta differenziata
Art. 11 comma 5
Esposizione del rifiuto al di fuori dei giorni e degli orari previsti negli appositi calendari
Art. 12 comma 4
Conferimento dei rifiuti nelle piazzole site in via San Francesco e San Giovanni delle utenze della zona B (individuata per il sistema di raccolta dei rifiuti)
Art. 13 comma 4 – art. 14 comma 6 – Art. 15 comma 7
Conferimento dei rifiuti organici contenuti in sacchi non biodegradabili
Art. 13 comma 3- 4 – 5 – 6-7
Conferimento rifiuti voluminosi che ostruiscono/bloccano temporaneamente il conferimento nei contenitori interrati da parte di altri utenti € 30,00
Art. 13 comma 7 – art. 14 comma 9 – Art. 15 comma 10
Conferimento del vetro nelle campane dentro sacchi o altri contenitori
Conferimento del vetro nelle campane dalle ore 23.00 alle ore 9.00
Art. 16 comma 6
Apposizione di materiale pubblicitario o scritte di vario genere sui contenitori
Art. 16 comma 7
Manomissione o danneggiamento di contenitori
Art. 20 commi 3 e 5
Abbandono o deposito o immissione di rifiuti urbani sul suolo, nel suolo, nelle acque superficiali e sotterranee
Vedi artt. 255 e 256 D.Lgs. n.152/2006
Art. 20 comma 4
Deposizione dei rifiuti nelle aree adiacenti o sottostanti i contenitori per la raccolta dei rifiuti/cestini
Art. 20 comma 6
Intralcio, ritardo, impedimento all’opera degli addetti alla raccolta
Art. 20 comma 7
Conferimento di rifiuti differenziati e non al servizio pubblico istituito dal Comune di Garda prodotti in altri comuni
Conferimento di rifiuti nei cestini pubblici provenienti da civili abitazioni o locali produttivi
Art. 21 comma 5
Introduzione in sacchetti o altri contenitori per i rifiuti urbani domestici di liquidi, materiali in combustione, taglienti o acuminati
Art. 26 comma 1 e 2
Collocazione di volantini sui mezzi e il loro abbandono in luoghi pubblici o aperti al pubblicoVolantinaggio svolto in modo non consentito
Mancata pulizia dell’area dopo operazioni di carico e scarico o defissione di manifesti
Art. 28 comma 1
Mancanza di specifica attrezzatura idonea all’immediata rimozione e asportazione delle deiezioni e delle lordure degli animali stessi
Art. 28 comma 2
Mancata pulizia dell’area sporcata dagli escrementi degli animali
Mancata pulizia dell’area di posteggio e/o dispersione di rifiuti su area pubblica
Art. 33 comma 2
Mancata pulizia dell’area in concessione di pubblici esercizi, spettacoli viaggianti e Luna Park durante ed al termine dell’utilizzo
Art. 34 comma 2
Mancata pulizia delle aree interessate da manifestazioni sia durante che al termine dell’iniziativa, conferendo i rifiuti negli appositi contenitori secondo le modalità stabilite e comunicate agli organizzatori dall’ufficio ecologia comunale e/o dal gestore del servizio
Art. 35 comma 1
Mancata pulizia dell’area di cantiere pubblica o ad uso pubblico al termine dell’occupazione
Art. 41 – Osservanza di altre disposizioni e dei Regolamenti comunali 1. Per quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento si applica il D.Lgs. n. 152/2006 e le relative norme di attuazione, la normativa di settore nazionale e regionale. 2. S’intendono abrogate le disposizioni dei Regolamenti e delle Ordinanze comunali incompatibili con quelle del presente Regolamento. 3. Il presente regolamento s’intende automaticamente abrogato e/o modificato dalla successiva entrata in vigore di normative nazionali e regionali con esso contrastanti. Art. 42 – Disposizione finale 1. Il presente Regolamento entra in vigore nei termini previsti dall’art. 5 dello statuto comunale. [1][1] CER 200137* : legno contenente sostanze pericolose
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