Source: https://www.europolnovara.com/normative
Timestamp: 2017-12-14 22:36:16+00:00

Document:
Normative - Novara - Agenzia di investigazioni Europol dal 1962
Interessi nelle obbligazioni pecuniarie art. 1224,1282 c.c.
Al creditore che dimostra di aver subito un danno maggiore spetta l' ulteriore risarcimento. Questo non é dovuto se é stata convenuta la misura degli interessi moratori.
1282. - Interessi nelle obbligazioni pecuniarie
Anatocismo art.1283 c.c
Saggio degli interessi art. 1284 c.c
Il saggio degli interessi legali é determinato in misura pari al 5 per cento in ragione d' anno. Il Ministro del tesoro, con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell' anno precedente a quello cui il saggio si riferisce, può modificarne annualmente la misura, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell' anno. Qualora entro il 15 dicembre non sia fissata una nuova misura del saggio, questo rimane invariato per l' anno successivo.
Mutui art. 1813, 1815 c.c.
Art. 1813. - Nozione
Il mutuo Ë il contratto col quale una parte consegna all' altra una determinata quantit‡ di denaro o di altre cose fungibili, e l' altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità.
Art. 1815. - Interessi
Salvo diversa volont‡ delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante. Per la determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dell' articolo 1284.
Se sono convenuti interessi usurari, la clausola Ë nulla e non sono dovuti interessi.
FALLIMENTO, CONCORDATO PREVENTIVO, AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA E LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA
Art. 66 - Azione revocatoria ordinaria.
Art. 67 - Atti a titolo oneroso, pagamenti, garanzie.
Sono altresì revocati, se il curatore prova che l'altra parte conosceva lo stato d'insolvenza del debitore, i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili, gli atti a titolo oneroso e quelli costitutivi di un diritto di prelazione per debiti contestualmente creati, se compiuti entro l'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento .
Le convenzioni matrimoniali debbono essere stipulate per l'atto pubblico sotto pena di nullità. La scelta del regime di separazione può anche essere dichiarata nell'atto di celebrazione del matrimonio.
L'acquisto di beni immobili, o di beni mobili elencati nell'articolo 2683, effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione, ai sensi delle lettere c, d ed f del precedente comma, quando tale esclusione risulti dall'atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l'altro coniuge.
La costituzione può essere fatta anche durante il matrimonio. I titoli di credito devono essere vincolati rendendoli nominativi con annotazione del vincolo o in altro modo idoneo.
Salvo che sia configurabile un diverso rapporto il familiare che presta in modo continuativo la sua attività di lavoro nella famiglia o nell'impresa familiare ha diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia e partecipa agli utili dell'impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi dell'azienda, anche in ordine all'avviamento, in proporzione alla quantità e alla qualità del lavoro prestato. Le decisioni concernenti l'impiego degli utili e degli incrementi nonché quelle inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dell'impresa sono adottate, a maggioranza, dai familiari che partecipano alla impresa stessa. I familiari partecipanti all'impresa che non hanno la piena capacità di agire sono rappresentati nel voto da chi esercita la potestà su di essi.
Il giudice pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio.
Il decreto notificato agli interessati ed al terzo debitore, costituisce titolo esecutivo, ma le parti ed il terzo debitore, possono proporre opposizione nel termine di venti giorni dalla notifica.
L'abitazione nella casa familiare spetta di preferenza e ove sia possibile, al coniuge cui vengono affidati i figli.
Nell'emanare i provvedimenti relativi all'affidamento dei figli e al contributo al loro mantenimento, il giudice deve tener conto dell'accordo fra le parti: i provvedimenti possono essere diversi rispetto alle domande delle parti o al loro accordo , ed emessi dopo l'assunzione di mezzi prova dedotti dalle parti o disposti d'ufficio dal giudice.
Comma dichiarato costituzionalmente illegittimo (sentenza 31 maggio 1983, n. 144) nella parte in cui prevede che le disposizioni ivi contenute si applichino a favore dei figli di coniugi consensualmente separati; (sentenza del 19 gennaio 1987, n. 5) nella parte in cui prevede che le disposizioni ivi contenute si applichino ai coniugi consensualmente separati; (sentenza del 6 luglio 1994, n. 278) nella parte in cui non prevede che il giudice istruttore abbia il potere di ordinare, in corso di causa e a seguito di accertata inadempienza, ai terzi debitori del coniuge obbligato al mantenimento, di versare una parte delle somme dovute direttamente agli aventi diritto.
65. - Nuovo matrimonio del coniuge
Articolo 1260 ss c.c
Art. 1260 - Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge.
Le parti possono escludere la cedibilità del credito; ma il patto non é opponibile al cessionario, se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione.
I magistrati dell' ordine giudiziario, i funzionari delle cancellerie e segreterie giudiziarie, gli ufficiali giudiziari, gli avvocati, i procuratori, i patrocinatori e i notai non possono, neppure per interposta persona, rendersi cessionari di diritti sui quali é sorta contestazione davanti l' autorità giudiziaria di cui fanno parte o nella cui giurisdizione esercitano le loro funzioni, sotto pena di nullità e dei danni.
La disposizione del comma precedente non si applica alle cessioni di azioni ereditarie tra coeredi, nÈ a quelle fatte in pagamento di debiti o per difesa di beni posseduti dal cessionario.
Se é stata ceduta solo una parte del credito, il cedente é tenuto a dare al cessionario una copia autentica dei documenti.
Per effetto della cessione, il credito Ë trasferito al cessionario con i privilegi, con le garanzie personali e reali e con gli altri accessori.
Il cedente non puÚ trasferire al cessionario, senza il consenso del costituente, il possesso della cosa ricevuta in pegno; in caso di dissenso, il cedente rimane custode del pegno.
La cessione ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi l' ha accettata o quando gli é stata notificata.
Tuttavia, anche prima della notificazione, il debitore che paga al cedente non è liberato, se il cessionario prova che il debitore medesimo era a conoscenza dell' avvenuta cessione.
Se il medesimo credito ha formato oggetto di più cessioni a persone diverse, prevale la cessione notificata per prima al debitore, o quella che é stata prima accettata dal debitore con atto di data certa, ancorché essa sia di data posteriore.
Quando la cessione è a titolo oneroso, il cedente é tenuto a garantire l' esistenza del credito al tempo della cessione. La garanzia può essere esclusa per patto, ma il cedente resta sempre obbligato per il fatto proprio.
Se la cessione è a titolo gratuito, la garanzia è dovuta solo nei casi e nei limiti in cui la legge pone a carico del donante la garanzia per l' evizione.
Il cedente non risponde della solvenza del debitore, salvo che ne abbia assunto la garanzia. In questo caso egli risponde nei limiti di quanto ha ricevuto; deve inoltre corrispondere gli interessi, rimborsare le spese della cessione e quelle che il cessionario abbia sopportate per escutere il debitore, e risarcire il danno. Ogni patto diretto ad aggravare la responsabilità del cedente é senza effetto.
Quando il cedente ha garantito la solvenza del debitore, la garanzia cessa, se la mancata realizzazione del credito per insolvenza del debitore é dipesa da negligenza del cessionario nell' iniziare o nel proseguire le istanze contro il debitore stesso.
Disciplina crediti d'impresa
Art. 1 - La cessione di crediti pecuniari verso corrispettivo è disciplinata dalla presente legge, quando concorrono le seguenti condizioni:
c) il cessionario è una banca o un intermediario finanziario disciplinato dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia emanato ai sensi dell'art. 25 comma 2, della legge 19 febbraio 1992, n. 142, il cui oggetto sociale preveda l'esercizio dell'attività di acquisto di crediti d'impresa.
Art. 2 - Resta salva l'applicazione delle norme del codice civile per le cessioni di credito prive dei requisiti di cui al comma 1.
Albo delle imprese che esercitano l'attività di cessione dei crediti
Art. 1 - Istituito presso la Banca d'Italia un albo delle imprese che esercitano l'attività di cessione dei crediti di impresa ai sensi della presente legge. La Banca d'Italia esercita la vigilanza sul corretto svolgimento della suddetta attività, anche al fine di impedire l'impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita.
Art. 2 - Nel termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro del tesoro provvede con proprio decreto a disciplinare l'iscrizione all'albo di cui al comma 1 e la cancellazione dal medesimo, i contenuti e le modalità della vigilanza, nonché le relative sanzioni amministrative.
Art. 3 - Il cessionario dei crediti di impresa di cui alla presente legge è tenuto all'osservanza dell'obbligo di certificazione del proprio bilancio annuale.
Cessione di crediti futuri e di crediti in massa
Art. 1 - I crediti possono essere ceduti anche prima che siano stipulati i contratti dai quali sorgeranno.
Art. 2 - I crediti esistenti o futuri possono essere ceduti anche in massa.
Art. 3 - La cessione in massa dei crediti futuri può avere ad oggetto solo crediti che sorgeranno da contratti da stipulare in un periodo di tempo non superiore a ventiquattro mesi.
Art. 4 - La cessione di crediti in massa si considera con oggetto determinato, anche con riferimento a crediti futuri, se è indicato il debitore ceduto, salvo quanto prescritto nel comma 3.
Garanzia di solvenza
Art. 1 - Il cedente garantisce, nei limiti del corrispettivo pattuito, la solvenza del debitore, salvo che il cessionario rinunci, in tutto o in parte, alla garanzia.
Efficacia della cessione nei confronti dei terzi
Art. 1 - Qualora il cessionario abbia pagato in tutto o in parte il corrispettivo della cessione ed il pagamento abbia data certa, la cessione è opponibile:
c) al fallimento del cedente dichiarato dopo la data del pagamento, salvo quanto disposto dall'articolo 7, comma 1.
Art. 2 - Fatta salva per il cessionario la facoltà di rendere la cessione opponibile ai terzi nei modi previsti dal codice civile.
Art. 3 - Fatta salva l'efficacia liberatoria secondo le norme del codice civile dei pagamenti eseguiti dal debitore a terzi.
Revocatoria fallimentare dei pagamenti del debitore ceduto
Art. 1 - Il pagamento compiuto dal debitore ceduto al cessionario non è soggetto alla revocatoria prevista dall'articolo 67 del testo delle disposizioni sulla disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa, approvato con regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Tuttavia tale azione può essere proposta nei confronti del cedente qualora il curatore trovi che egli conosceva lo stato di insolvenza del debitore ceduto alla data del pagamento al cessionario.
Art. 2 - È fatta salva la rivalsa del cedente verso il cessionario che abbia rinunciato alla garanzia prevista dall'articolo 4.
Fallimento del cedente
Art. 1 - L'efficacia della cessione verso i terzi prevista dall'articolo 5, comma 1, non è opponibile al fallimento del cedente, se il curatore prova che il cessionario conosceva lo stato di insolvenza del cedente quando ha eseguito il pagamento e sempre che il pagamento del cessionario al cedente sia stato eseguito nell'anno anteriore alla sentenza dichiarativa di fallimento e prima della scadenza del credito ceduto.
Art. 2 - Il curatore del fallimento del cedente può recedere dalle cessioni stipulate dal cedente, limitatamente ai crediti non ancora sorti alla data della sentenza dichiarativa.
Art. 3 - In caso di recesso il curatore deve restituire al cessionario il corrispettivo pagato dal cessionario al cedente per le cessioni previste nel comma 2.

References: art. 1224
 art.1283
 art. 1284
 art. 1813

Art. 1813

Art. 1815
 articolo 1284

Art. 66

Art. 67

Articolo 1260

Art. 1260

Art. 1

Art. 2

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 1

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 1

Art. 2

Art. 1
 sentenza 

Art. 2
 sentenza 

Art. 3