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Timestamp: 2019-02-19 19:01:51+00:00

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attraversamento incauto e velocità causa Pedone invetito Cassazione
Attraversamento incauto e velocità causa Pedone invetito, sentenza corresponsabilità
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CIAMPI Francesco Mari – Presidente Dott. MENICHETTI Carla – Consigliere Dott. SAVINO Mariapia – rel. Consigliere Dott. SERRAO Eugenia – Consigliere Dott. PAVICH Giuseppe – Consigliere
avverso la sentenza n. 146/2011 CORTE APPELLO di BRESCIA, del 25/09/2014; visti gli atti, la sentenza e il ricorso;
udita in PUBBLICA UDIENZA del 16/02/2016 la relazione fatta dal Consigliere Dott. ————-omissis———–;
Con sentenza emessa in data 17 aprile 2010 il Tribunale di Mantova assolveva perche’ il fatto non costituisce reato (OMISSIS) imputato del reato di cui all’articolo 589 c.p., commi 1 e 2, perche’, quale conducente della vettura Fiat Marea tg. (OMISSIS), percorrendo la SS (OMISSIS) in direzione (OMISSIS), giunto in prossimita’ del KM (OMISSIS), investendo il pedone (OMISSIS) mentre attraversava la strada, ne cagionava la morte per le gravi lesioni riportate a seguito dell’urto (lo stesso urtato dal lato sinistro dell’autovettura veniva sbalzato nell’opposta corsia di marcia e qui investito da altra autovettura). Cio’ in violazione delle norme sulla circolazione stradale ed in particolare omettendo di percepire tempestivamente la presenza del pedone, omettendo di porre in essere una tempestiva manovra eversiva verso destra in modo da evitare l’impatto e/o omettendo di tenere una velocita’ di guida adeguata.In particolare, il giudice di primo grado ha pronunciato sentenza assolutoria perche’ il fatto non costituisce reato sulla base delle seguenti considerazioni. La CTU espletata durante le indagini non ha potuto accertare il momento in cui l’automobilista ha percepito la presenza del (OMISSIS) – che uscito dal bar sul lato della strada stava raggiungendo la propria autovettura parcheggiata sul lato opposto – sulla sede stradale. Peraltro il CTU ha attribuito la causa del decesso, alternativamente, all’omesso tempestivo rilievo della presenza del pedone sulla strada, alla mancata manovra evasiva che avrebbe evitato l’urto ovvero all’aver tenuto una velocita’ non adeguata alle condizioni del momento.
Inosservanza di norme processuali stabilite a pena di inutilizzabilita’. In particolare, la difesa si censura il fatto che la Corte di appello abbia disatteso la sentenza di primo grado basandosi sulla ricostruzione della dinamica dell’incidente fornita nell’elaborato peritale. Tale ricostruzione, infatti, sarebbe inutilizzabile in quanto il CTU del Tribunale in sede dibattimentale ha ammesso che nessun dato certo circa la dinamica dell’incidente ha potuto trovare riscontro probatorio e che le conclusioni della perizia risultano viziate da una ricostruzione assunta aprioristicamente. A detta della difesa, il
CTU sarebbe partito dal dato – riportato nel verbale dei CC ma non provato – che il (OMISSIS)
avesse iniziato l’attraversamento della strada perpendicolarmente per portarsi dalla parte opposta della carreggiata ove si trovava parcheggiata la sua autovettura.
Erronea applicazione della legge penale in relazione all’onere della prova. Secondo la difesa la Corte di appello, nel riformare la pronuncia di primo grado, “non si e’ assunta l’onere di provare la responsabilita’ dell’imputato attraverso la proposizione di prove oggettive e concludenti limitandosi,pur accettando la totale mancanza di dati certi, a criticare la conclusione assolutoria”.
Mancanza e manifesta illogicita’ della motivazione in relazione a plurimi profili del procedimento argomentativo seguito dalla Corte di appello. In particolare, secondo la difesa la Corte territoriale, avrebbe smentito la sentenza assolutoria sulla base di considerazioni del tutto illogiche ed avrebbe trascurato dati oggettivi di pacifica rilevanza pur acquisiti al processo.
Dunque il giudice di seconde cure ha proposto una descrizione dello stato della strada di fatto non provata ed anzi ripetutamente negata dal CTU e dal giudice di primo grado che hanno evidenziato come la strada in questione non sia illuminata nel punto dell’incidente e per chilometri. Quindi si possono immaginare le condizioni di scarsa visibilita’ presenti alle ore 19 del (OMISSIS), mese nel quale il sole tramonta alle 17:48. Ancora la Corte di appello, prosegue la difesa, ha dato atto della condotta improvvida della vittima che ha deciso di attraversare la strada in assenza di apposito attraversamento pedonale, in un punto privo di illuminazione ed in presenza di un intenso traffico.
Poi, pero’, la stessa ha concluso che tale comportamento non puo’ considerasi “condotta cui attribuire efficacia causale esclusiva nella produzione dell’evento” ed ha concluso per l’attribuibilita’ dell’evento mortale all’odierno imputato violando cosi’ il principio per cui la colpevolezza va provata (e motivata) oltre ogni ragionevole dubbio. Cio’ appare ancor piu’ evidente, secondo la difesa, se si considera l’impossibilita’, acclarata dal giudice di prime cure, di ricostruire con precisione il comportamento del pedone in quanto lo stesso non e’ stato visto da nessuno nel momento dell’attraversamento.
Tale conclusione appare del tutto logica ed in linea con il costante orientamento di questa Corte secondo il quale in tema di omicidio colposo, per escludere la responsabilita’ del conducente per l’investimento del pedone, e’ necessario che la condotta di quest’ultimo si ponga come causa eccezionale ed atipica, imprevista ed imprevedibile dell’evento; causa da sola sufficiente a produrlo (ex multis Cass. Sez. 4 n. 10635/2013 RV 255288; Cass. Sez. 4 n. 33207/2013 RV 255995). In altre parole, e’ appena il caso di precisare che, quando una strada e’ costeggiata su entrambi i lati da case ed esercizi commerciali, il conducente di un’autovettura, pur non trovandosi nell’immediata prossimita’ di un attraversamento pedonale, deve considerare possibile l’eventuale sopravvenienza di pedoni e, quindi, tenere un’andatura ed un livello di attenzione idonei ad evitare di investirli.
Insomma non e’ affatto eccezionale ed imprevedibile che, nelle vicinanze di un bar, qualcuno decida di attraversare anche in assenza di strisce pedonali o di un semaforo ed il conducente dell’autovettura deve tenere in debita considerazione tale eventualita’.

References: sentenza 
 sentenza 
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 Cass. Sez. 
 Cass. Sez.