Source: https://www.exeo.it/Articoli/10678/determinazione-giudiziale-indennita-rito-sommario-di-cognizione.aspx
Timestamp: 2019-08-26 00:58:48+00:00

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GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> RITO SOMMARIO DI COGNIZIONE
I principi del giusto processo, di cui la ragionevole durata del processo è indissolubile corollario, che impegna non solo il legislatore (art. 111 Cost., comma 2), ma anche ogni operatore di giustizia, divengono chiave interpretativa degli istituti processuali nell'aspirazione al superamento di formalismi cui non corrispondano reali esigenze di tutela delle parti in giudizio. Ne è espressione, in materia espropriativa, la previsione della competenza in unico grado della Corte d'appello per la determinazione delle indennità, e l'adozione obbligatoria del rito sommario per tale tipo di controversie, per il D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 29 al fine di snellire i tempi del giudizio di opposizione alla stima.
GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> RITO SOMMARIO DI COGNIZIONE --> CONSULENZE TECNICHE
Con riferimento al rito sommario, prescritto in applicazione del D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 29, per le controversie concernenti la determinazione dell'indennità, va osservato che la norma processuale, pur incanalando l'attività dei soggetti del giudizio in una sequenza tendenzialmente atta a snellire i tempi, non impone una decisione allo stato degli atti, particolarmente nella materia estimativa, connotata da alto indice di difficoltà tecnica. La non irragionevolezza della scelta quale limite alla discrezionalità legislativa, consiglia l'adozione, pur nella particolarità del rito, dell'attività istruttoria appropriata al tipo di controversie, e alle difficoltà estimative che essa presenta.
GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> RITO SOMMARIO DI COGNIZIONE --> COSTITUZIONALITÀ
In relazione ai parametri costituzionali oggetto della decisione n. n. 10 del 2013, va dichiarata inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 29 e 34, comma 37, del decreto legislativo n. 150 del 2011 nella parte in cui, sostituendo il comma 1 ed abrogando i commi 2, 3 e 4 dell'art. 54 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 prevede che le controversie aventi ad oggetto l'opposizione alla stima di cui al comma 1 dello stesso art. 54 devono essere introdotte, trattate e decise secondo le forme del rito sommario di cognizione non convertibile di cui all'art. 3 del d.lgs. n. 150 del 2011 ed agli artt. 702-bis e 702-ter del codice di procedura civile.
Il procedimento di opposizione alla stima ex art. 54 DPR 327/2001 si caratterizza per una serie di indubbie peculiarità, sicché non può ritenersi escluso dalla previsione della norma di delega di cui alla L. 69/2009 che indica quale oggetto della delega, nel comma 1 e nel comma 4, lettera b) dell'art. 54, i proce... _OMISSIS_ ...lla «legislazione speciale», senza aggiungere l'ulteriore criterio relativo al modello processuale; la questione di legittimità costituzionale prospettata in riferimento ad un presunto eccesso di delega del combinato disposto degli articoli 29 e 34, comma 37, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 è, pertanto, manifestamente infondata.
E' inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata in riferimento agli artt. 3 e 29 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 che introducono il procedimento sommario di cognizione non convertibile per i giudizi di opposizione alla stima ex art. 54 DPR 327/2001; con specifico riferimento all'art. 97 Costituzione, il richiamo operato al principio di buon andamento dell’amministrazione risulta inconferente, dovendosi affermare l’estraneità di tale principio all’esercizio della funzione giurisdizionale.
Nella disciplina degli istituti processuali vige il principio della discrezionalità e insindacabilità delle scelte operate dal legislatore, nel limite della loro non manifesta irragionevolezza. Deve escludersi che la scelta operata dagli artt. 3 e 29 del D.LGS. n. 150/2011 di trattare con il procedimento sommario di cognizione non convertibile le controversie di opposizione alla stima ex art. 54 DPR 327/2001, sia manifestamente irragionevole, ponendosi invece, come emerge dai lavori preparatori, nell’ambito di un chiaro disegno riformatore, orientato alla semplificazione dei procedimenti civili in esame. Anche se esaminata sotto questo profilo la questione è quindi inammissibile.
Con riferimento alla possibilità di prevedere altri riti, da parte del legislatore, accanto a quello ordinario, la Costituzione non impone un modello vincolante di processo, dovendosi affermare la piena compatibilità costituzionale della opzione del legislatore processuale, giustificata da comprensibili esigenze di speditezza e semplificazione, per il rito camerale, anche in relazione a controversie coinvolgenti la titolarità di diritti soggettivi. La scelta operata dagli artt. 3 e 29 del D.LGS. n. 150/2011 di trattare con il procedimento sommario di cognizione non convertibile le controversie di opposizione alla stima ex art. 54 DPR 327/2001, risulta motivata dalla relativa semplicità degli adempimenti istruttori richiesti in questo tipo di cause.
E' inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 3 e 29 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 111 della Costituzione, per non essersi il giudice remittente fatto carico di individuare una possibile interpretazione delle norme censurate idonea a superare i dubbi di costituzionalità, in ossequio al principio, costantemente affermato dalla Corte, ... _OMISSIS_ ...one di legge può essere dichiarata costituzionalmente illegittima solo quando non sia possibile attribuirle un significato che la renda conforme a Costituzione.
La scelta operata dagli artt. 29 e 34, comma 37, del d.lgs. n. 150/2011 di “ricondurre” i procedimenti aventi ad oggetto le controversie di cui all’art. 54, comma 1, del d.P.R. n. 327/2001 al nuovo rito sommario di cognizione “non convertibile” risultante dal comb. disp. dell’art. 3 del d.lgs. n. 150/2011 e degli artt. 702-bis e 702-ter c.p.c., pare andare ben oltre i limiti fissati dalla delega conferita con l’art. 54 della L. 69/2009, ed essere pertanto in contrasto con l’art. 77, co. 1, Cost., essendo quelli di cui al cit. art. 54 procedimenti non già disciplinati dalla legislazione speciale secondo un rito speciale, cui si riferiva la legge delega, bensì procedimenti sì previsti dalla legislazione speciale, ma da questa non regolati, tanto meno “autonomamente”e, salve alcune particolarità, integralmente assoggettati al rito ordinario di cognizione.
Criticabile sotto il profilo della legittimità costituzionale pare la scelta attuata con il comb. disp. degli artt. 29 e 34, co. 37, del d.lgs. n. 150/2011, di sottoporre le controversie di cui all’art. 54 del d.P.R. n. 327/2001 (onnicomprensivamente definite «di opposizione alla stima» dallo stesso art. 29 del d.lgs. n. 150/2011), al nuovo rito sommario di cognizione non convertibile. I «procedimenti» aventi ad oggetto tali controversie, non sono invero connotati da «prevalenti caratteri di semplificazione della trattazione o dell’istruzione della causa» che il legislatore delegante aveva individuato come criterio di individuazione dei procedimenti da “ricondurre” al rito sommario di cognizione, la loro trattazione e la loro istruzione dovendo seguire le normali forme dell’ordinario rito di cognizione.
Anche qualora dovesse ritenersi che i «prevalenti caratteri di semplificazione della trattazione o dell’istruzione della causa», che il legislatore delegante con legge n. 69 del 2009, aveva individuato come criterio di individuazione dei procedimenti da “ricondurre” al rito sommario di cognizione, andavano riferiti non già ai «procedimenti», bensì ai “giudizi”, cioè al tipo di controversie, che ne erano oggetto, criticabile sotto il profilo della legittimità costituzionale pare la scelta attuata con il comb. disp. degli artt. 29 e 34, co. 37, del d.lgs. n. 150/2011, di sottoporre le controversie di cui all’art. 54 del d.P.R. n. 327/2001 al nuovo rito sommario di cognizione non convertibile, non essendo tali “giudizi” connotati dalla semplicità della loro trattazione ed istruzione.
<... _OMISSIS_ ...base del comb. disp. dell’art. 3 del d.lgs. n.150/2011 e 702-ter c.p.c., la decisione adottata dalla corte d’appello non è appellabile, ma impugnabile solo mediante un ricorso per cassazione per violazione di legge ai sensi del comb. disp. degli artt. 360 c.p.c. e 111, co. 7, Cost., emerge il non infondato dubbio che la scelta del legislatore di “ricondurre” i procedimenti aventi ad oggetto le controversie di cui all’art. 54 del d.P.R. 327/2001,nell’alveo del procedimento sommario di cognizione non convertibile sia in contrasto, oltre che con l’art. 77, co. 1, Cost., anche con gli artt. 3, 24, co. 1 e 2, e 111, co. 1, Cost., comportando una compressione del diritto di difesa irragionevole poiché, non solo non giustificata, ma addirittura sconsigliata dalle oggettive peculiarità di tali controversie o almeno della più parte di esse.
E' rilevante e non manifestamente infondata la questione concernente la legittimità costituzionale - per contrasto con gli artt. 77, co. 1, 3, 24, co. 1 e 2, e 111, co. 1, della Costituzione - del comb. disp. degli artt. 29 e 34, co. 37, del d. lgs. n. 150/2011, nella parte in cui, sostituendo il comma 1 ed abrogando i commi 2, 3 e 4 dell’art. 54 del DPR n. 327/2001, prevede che le controversie aventi ad oggetto l’opposizione alla stima di cui al comma 1 dello stesso art. 54 devono essere introdotte, trattate e decise secondo le forme del rito sommario di cognizione risultanti dal comb. disp. dell’art. 3 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150, e degli artt. 702-bis e 702-ter del codice di procedura civile.
Considerato che, sulla base del comb. disp. dell’art. 3 del d.lgs. n. 150/2011 e 702-ter c.p.c., la decisione adottata dalla corte d’appello non è appellabile, ma impugnabile solo mediante un ricorso per cassazione per violazione di legge ai sensi del comb. disp. degli artt. 360 c.p.c. e 111, co. 7, Cost., emerge il non infondato dubbio che la scelta del legislatore di “ricondurre” i procedimenti aventi ad oggetto le controversie di cui all’art. 54 del d.P.R. 327/2001, nell’alveo del procedimento sommario di cognizione non convertibile sia in contrasto, oltre che con l’art. 77, co. 1, Cost., anche con gli artt. 3, 24, co. 1 e 2, e 111, co. 1, Cost., comportando una compressione del diritto di difesa irragionevole poiché, non solo non giustificata, ma addirittura sconsigliata dalle oggettive peculiarità di tali controversie o almeno della più... _OMISSIS_ ...
L'impugnazione all'indennità aggiuntiva: l'affittuario e i comproprietari
Decorrenza del termine di opposizione alla stima per il proprietario effettivo e l'ente espropriante

References: art. 29
 art. 29
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 art. 54
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 art. 54
 art. 29
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