Source: https://www.slideshare.net/paobat/tassazione-dei-dividendi-e-redditi-prodotti-allestero-londra-20160916
Timestamp: 2019-03-24 16:24:27+00:00

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Le slide del mio intervento sulla tassazione dei redditi prodotti all'estero al convegno organizzato da Ascheri & Partners - London presso la sede dell'ICAEW di Londra il 16.09.2016.
1. studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Paolo Battaglia Dottore Commercialista in Ragusa ACA Chartered Accountant in Londra Londra, 16 settembre 2016 Tassazione	dei	dividendi	e redditi	prodotti	all’estero
2. 2 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Il	contesto	normativo • Soggetti	passivi	dell’imposta:	Articolo	2	del	Tuir • Base	imponibile:	Articolo	3	del	Tuir • Determinazione	dell’imposta:	Articolo	11	del	Tuir • Applicazione	dell'imposta	ai	non	residenti:	Articolo	23	del	Tuir • Redditi	di	capitale:	Articolo	44	del	Tuir • Utili	da	partecipazione:	Articolo	47	del	Tuir • Redditi	di	lavoro	dipendente:	Articolo	49	del	Tuir • Determinazione	del	reddito	di	lavoro	dipendente: Articolo	51,	comma8-bis,	del	Tuir • Dividendi:	Articolo	59	del	Tuir • Credito	d’imposta	per	i	redditi	prodotti	all’estero:	Articolo	165	del	Tuir • Disposizioni	in	materia	di	imprese	estere	controllate:	Articolo	167	del	Tuir • Domicilio	e	residenza:	Articolo	43	del	Codice	Civile • Doppie	imposizioni: Articolo	15,	comma	1	del	modello	Ocse	sulle	convenzioni	internazionali	contro	le	doppie	imposizioni • Accordi	internazionali:	Articolo	169	del	Tuir • Disposizioni	recanti	misure	per	la	crescita	e	l'internazionalizzazione	delle	imprese: Decreto	legislativo	14	settembre	2015	n.	147 • Convenzioni	internazionali	(modello	OCSE) Redditi	prodotti	all’estero
3. 3 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili Persona	fisica L'imposizione	fiscale	avviene	secondo	due	principi	fondamentali:	• quello	di	territorialità • quello	di	residenza	(World	Wide	Principle).	Il	primo	prende	in	considerazione	il	Paese	in	cui	si	produce	il	reddito: il	risultato	è	che	il	contribuente	potrebbe	vedersi	il	reddito	tassato	due	volte.	Il	secondo	considera	il	Paese	in	cui	si	risiede: a	carico	dei	soggetti	considerati	fiscalmente	residenti	in	Italia,	v’è	l’obbligo	di	presentazione	della	dichiarazione	per	tutti	i	redditi,	ancorché	prodotti	in	altri	Paesi,	conseguiti	nel	corso	del	periodo	d’imposta.
4. 4 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Word	Wide	Taxation Principle La	delimitazione	degli	ambiti	di	giurisdizione	fiscale	mediante	il	ricorso	da	parte	dei	diversi	Paesi	ai	(medesimi)	criteri	di	tassazione	dell’utile	mondiale	per	i	residenti,	e	di	territorialità	per	i	non	residenti,	inevitabilmente	crea	il	rischio	di	doppie	imposizioni. In	tale	prospettiva	può,	dunque,	accadere	che	due	differenti	ordinamenti	si	considerino	legittimati ad	esercitare	la	propria	pretesa	impositiva	sullo	stesso	presupposto	ovvero	si	ritengano	competenti	all’esercizio	delle	prerogative	tributarie	nei	riguardi	del	medesimo	soggetto. La	disciplina	del	“credito	d’imposta	per	i	redditi	prodotti	all’estero”,	contenuta	nell’art.	165	del	TUIR,	ha	proprio	lo	scopo	di	evitare,	o	quanto	meno	attenuare,	la	nascita	di	fenomeni	di	doppia	imposizione	internazionale	dei	redditi,	consentendo	che	il	reddito	prodotto	all'estero	sia	tassato	anche	nello	Stato	di	residenza	ma	concedendo	la	detrazione	delle	imposte	già	pagate	nel	Paese	di	produzione.	La	disciplina	si	applica	indistintamente	a	tutti	i	soggetti	sia	Irpef	che	Ires,	fatte	salve	le	particolarità	specificamente	previste	per	i	soggetti	titolari	di	reddito	d’impresa.	Pertanto,	rientrano	nel	suo	ambito	applicativo	le	persone	fisiche	(siano	esse	o	meno	esercenti	arti	o	professioni	o	imprenditori),	le	società e	gli	enti	commerciali	e	gli	enti	non	commerciali.	In	particolare,	con	riferimento	alle	società	di	persone	ed	alle	società	ed	associazioni	ad	esse	equiparate,	nonché	alle	società	di	capitali	trasparenti,	il	comma	9	dell’art.	165	TUIR prevede	che	il	credito	detraibile	si	calcoli	in	capo	al	singolo	socio. Redditi	prodotti	all’estero
5. 5 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Le	Convenzioni	Internazionali	Con	le	Convenzioni	Internazionali	contro	le	doppie	imposizioni	gli	Stati	mirano	a	ripartire	le	loro	sfere	di	sovranità	concordando	criteri	per	definire,	in	ipotesi	di	reddito	transnazionale,	quale	sia	lo	Stato	che	ha	potestà	impositiva.	Uno	dei	due	Stati	deve	rinunciare,	in	tutto	ovvero	in	parte,	alla	propria	potestà	impositiva.	Con	tali	accordi	il	contribuente	versa	comunque	tutte	le	imposte,	ciò	che	cambia	è	la	ripartizione dei	tributi	tra	uno	Stato	e	l’altro. TIE	BREAKER	RULES:	art.	4	Mod.	Ocse	Convenzioni	contro	le	doppie	imposizioni L’adozione	di	strumenti	convenzionali	consente	a	ciascuno	dei	Paesi	interessati	di	perseguire	due	distinti	obiettivi:	1. evitare	il	rischio	di	doppia	imposizione 2. prevenire	l’evasione	e	l’elusione	fiscale	mediante	l’individuazione,	in	rapporto	a	determinati	comparti	impositivi,	di	procedure	per	consentire	lo	scambio	di	informazioni	e	favorire	la	mutua	assistenza	tra	le	Amministrazioni	fiscali	degli	Stati	contraenti. Redditi	prodotti	all’estero
6. 6 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Relazioni	tra	Convenzioni	internazionali e	normativa	nazionale Le	Convenzioni	assumono	carattere	di	specialità e,	quindi,	devono	essere	poste	sul	gradino	più	alto	della	gerarchia	delle	fonti	del	diritto,	nell’ambito	della	materia	da	queste	disciplinata. Da	ultimo:	Commissione	Tributaria	Provinciale	di	Milano,	sentenza	n.	294/5/2012: «In	caso	di	contrasto	tra	normativa	interna	e	disposizioni	contenute	nelle	Convenzioni	per	evitare	le	doppie	imposizioni,	queste	ultime	devono	prevalere	sulla	base	del	criterio	di	specialità,	SENZA	prendere	in	considerazione,	come	sostenuto	dall’Amministrazione	finanziaria,	il	criterio	della	successione	delle	leggi	nel	tempo.»	TUTTAVIA	(deroga	in	positivo),	in	base	all’art.	169	TUIR:	le	disposizioni	TUIR	si	applicano	ANCHE	IN	DEROGA	ALLA	CONVENZIONE,	se	più	favorevoli. Redditi	prodotti	all’estero
7. 7 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Le	Convenzioni	Internazionali	TIE	BREAKER	RULES:	art.	4	Mod.	OCSE	Convenzioni	contro	le	doppie	imposizioni Sancisce	i	criteri	di	determinazione	della	residenza	che	devono	essere	applicati	secondo	il	tassativo	seguente	ordine	gerarchico: •	Abitazione	permanente •	Centro	di	interessi	vitali •	Soggiorno	abituale •	Nazionalità •	Comune	accordo Redditi	prodotti	all’estero
8. 8 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t La	Convenzione	Italia	–	Regno	Unito Le	imposte	attuali	cui	si	applica	la	Convenzione	Italia	–	UK	sono:	a)	per	quanto	concerne	il	Regno	Unito:	i)	l'imposta	sul	reddito	(the	income	tax);	ii)	l'imposta	sulle	società	(the	corporation	tax);	iii)	l'imposta	sui	redditi	di	capitale	(the	capital	gains	tax);	iv)	l'imposta	sul	reddito	derivante	dal	petrolio	(the	petroleum	revenue	tax). b)	per	quanto	concerne	l'Italia:	i)	l'imposta	sul	reddito	delle	persone	fisiche;	ii)	l'imposta	sul	reddito	delle	persone	giuridiche;	iii)	l'imposta	locale	sui	redditi	(ancorché	riscosse	mediante	ritenuta	alla	fonte). Redditi	prodotti	all’estero
9. 9 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto	normativo Art.	2	TUIR.	Soggetti	passivi 1.	Soggetti	passivi	dell'imposta	sono	le	persone	fisiche,	residenti	e	non	residenti nel	territorio	dello	Stato. 2.	Ai	fini	delle	imposte	sui	redditi	si	considerano	residenti le	persone	che	per	la	maggior	parte	del	periodo	di	imposta sono	(ALTERNATIVAMENTE):	o iscritte	nelle	anagrafi	della	popolazione	residente o	hanno	nel	territorio	dello	Stato	il	domicilio o	la	residenza ai	sensi	del	codice	civile*. • Secondo	l’art.	43	del	Codice	civile:	il	domicilio è	il	luogo	in	cui	la	persona	fisica	ha	stabilito	la	sede	principale	dei	suoi	affari	e	interessi; la	residenza è	il	luogo	in	cui	la	persona	fisica	dimora	abitualmente. Redditi	prodotti	all’estero
10. 10 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto	normativo Art.	2	TUIR.	Soggetti	passivi 2-bis.	Si	considerano	altresì	residenti,	salvo	prova	contraria,	i	cittadini	italiani	cancellati	dalle	anagrafi	della	popolazione	residente	e	trasferiti	in	Stati	o	territori	diversi da	quelli	individuati	con	decreto	del	Ministro	dell'economia	e	delle	finanze,	da	pubblicare	nella	Gazzetta	Ufficiale. Sarà	quindi	il	contribuente a	doversi	accollare	l'onere	di	fornire	tutti	gli	elementi	necessari	e	sufficienti	per	convincere	l'Amministrazione	finanziaria	che	la	perdita	di	residenza	è	effettiva	e	che,	in	realtà,	si	sono	interrotti	tutti	i	rapporti	(economici	ed	affettivi)	con	il	Paese	di	origine. Redditi	prodotti	all’estero
11. 11 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t La	residenza	fiscale	delle	persone	fisiche 3	requisiti	per	ottenere la	residenza	all’estero Per	la	maggior	parte	del	periodo	d’imposta	(183	giorni	o	184	giorni): 1.	Iscrizione	all’Aire	(Anagrafe	degli	italiani	Residenti	all’Estero) 2.	Domicilio	civilistico	all’estero	(art.	43	c.c.	comma	1) Il	domicilio	di	una	persona	è	nel	luogo	in	cui	essa	ha	stabilito	la	sede	principale	dei	suoi	affari	e	interessi. All’estero	deve	quindi	essere	il	suo	centro	di	affari	e	interessi,	non	solo	di	natura	patrimoniale	ed	economica	ma	anche	familiare,	sociale	e	morale. 3.	Residenza	civilistica	all’estero	(art.	43	c.c.	comma	2) La	residenza	è	nel	luogo	in	cui	la	persona	ha	la	dimora	abituale. Il	contribuente	deve	quindi	permanere	effettivamente	all’estero	con	l’intenzione	di	volerci	rimanere. Redditi	prodotti	all’estero
12. 12 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t La	residenza	fiscale	delle	persone	fisiche Il	requisito	della	residenza	si	acquisisce	ex	tunc con	riferimento	al	periodo	d’imposta	nel	quale	la	persona	fisica	instaura	il	collegamento	territoriale	rilevante	ai	fini	fiscali: Soltanto	alla	fine	dell’anno	solare	è	possibile	effettuare	la	verifica	del	requisito	temporale	della	permanenza	in	Italia	(183	o	184	giorni	in	caso	di	anno	bisestile)	per	determinare	la	residenza	fiscale	della	persona. Redditi	prodotti	all’estero
13. 13 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto	normativo Art.	3,	comma1,	TUIR.	Base	imponibile 1.	L'imposta	si	applica	sul	reddito	complessivo	del	soggetto,	formato	per	i	residenti	da	tutti	i	redditi posseduti	al	netto	degli	oneri	deducibili	indicati	nell'articolo	10	e	per	i	non	residenti	soltanto	da	quelli	prodotti	nel	territorio	dello	Stato. Per	l’ordinamento	italiano,	quindi,	sono	imponibili	tutti	i	redditi	posseduti	nel	periodo	di	imposta	dal	soggetto	passivo	residente,	ovunque	maturati	e	a	prescindere	dal	luogo	in	cui	essi	sono	stati	prodotti,	al	netto	degli	oneri	deducibili	e nei	limiti	delle	convenzioni	stipulate	secondo	il	modello	OCSE.	Redditi	prodotti	all’estero
14. 14 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto	normativo Art.	11,	comma	4,	TUIR.	Determinazione dell’imposta 4.	Dall’imposta netta si detrae l’ammontare dei crediti d’imposta spettanti al	contribuente a	norma dell’articolo 165.	Se	l’ammontare dei crediti d’imposta è superiore a	quello dell’imposta netta il contribuente ha	diritto,	a	sua scelta,	di	computare l’eccedenza in	diminuzione dell’imposta relativa al	periodo d’imposta successivo o	di	chiederne il rimborso in	sede di	dichiarazione dei redditi. Redditi	prodotti	all’estero
15. 15 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto	normativo Art.	23	TUIR.	Applicazione dell'imposta ai	non	residenti 1.	Ai	fini	dell'applicazione	dell'imposta	nei	confronti	dei	non	residenti	si	considerano	prodotti	nel	territorio	dello	Stato: • a)	i	redditi	fondiari; • b)	i	redditi	di	capitale	corrisposti	dallo	Stato,	da	soggetti	residenti	nel	territorio	dello	Stato	o	da	stabili	organizzazioni	nel	territorio	stesso	di	soggetti	non	residenti,	con	esclusione	degli	interessi	e	altri	proventi	derivanti	da	depositi	e	conti	correnti	bancari	e	postali; • c)	i	redditi	di	lavoro	dipendente	prestato	nel	territorio	dello	Stato,	compresi	i	redditi	assimilati	a	quelli	di	lavoro	dipendente	di	cui	alle	lettere	a)	e	b)	del	comma	1	dell'articolo	50; • d)	i	redditi	di	lavoro	autonomo	derivanti	da	attività	esercitate	nel	territorio	dello	Stato; • e)	i	redditi	d'impresa	derivanti	da	attività	esercitate	nel	territorio	dello	Stato	mediante	stabili	organizzazioni; • f)	i	redditi	diversi	derivanti	da	attività	svolte	nel	territorio	dello	Stato	e	da	beni	che	si	trovano	nel	territorio	stesso,	nonché	le	plusvalenze	derivanti	dalla	cessione	a	titolo	oneroso	di	partecipazioni	in	società	residenti,	con	esclusione:	1)	delle	plusvalenze	di	cui	alla	lettera	c-bis)	del	comma	1,	dell'articolo	67,	derivanti	da	cessione	a	titolo	oneroso	di	partecipazioni	in	società	residenti	negoziate	in	mercati	regolamentati,	ovunque	detenute;	2)	delle	plusvalenze	di	cui	alla	lettera	c-ter)	del	medesimo	articolo	derivanti	da	cessione	a	titolo	oneroso	ovvero	da	rimborso	di	titoli	non	rappresentativi	di	merci	e	di	certificati	di	massa	negoziati	in	mercati	regolamentati,	nonché	da	cessione	o	da	prelievo	di	valute	estere	rivenienti	da	depositi	e	conti	correnti;	3)	dei	redditi	di	cui	alle	lettere	c-quater)	e	c-quinquies)	del	medesimo	articolo	derivanti	da	contratti	conclusi,	anche	attraverso	l'intervento	d'intermediari,	in	mercati	regolamentati; • g)	i	redditi	di	cui	agli	articoli	5,	115	e	116	imputabili	a	soci,	associati	o	partecipanti	non	residenti. Redditi	prodotti	all’estero
16. 16 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto	normativo Art.	23	TUIR.	Applicazione dell'imposta ai	non	residenti 2.	Indipendentemente	dalle	condizioni	di	cui	alle	lettere	c),	d),	e)	f)	del	comma	1	si	considerano	prodotti	nel	territorio	dello	Stato,	se	corrisposti	dallo	Stato,	da	soggetti	residenti nel	territorio	dello	Stato	o	da	stabili	organizzazioni	nel	territorio	stesso	di	soggetti	non	residenti:	a)	le	pensioni,	gli	assegni	ad	esse	assimilati	e	le	indennità	di	fine	rapporto	di	cui	alle	lettere	a),	c),	d),	e)	e])	del	comma	1	dell'articolo	16;	b)	i	redditi	assimilati	a	quelli	di	lavoro	dipendente	di	cui	alle	lettere	c),	c-bis),	f),	h),	h-bis),	i)	e	l)	del	comma	1	dell'articolo	47;	78	c)	i	compensi	per	l'utilizzazione	di	opere	dell'ingegno,	di	brevetti	industriali	e	di	marchi	d'impresa	nonché	di	processi,	formule	e	informazioni	relativi	ad	esperienze	acquisite	nel	campo	industriale,	commerciale	o	scientifico;	d)	i	compensi	corrisposti	ad	imprese,	società	o	enti	non	residenti	per	prestazioni	artistiche	o	professionali	effettuate	per	loro	conto	nel	territorio	dello	Stato. Redditi	prodotti	all’estero
17. 17 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Contesto	normativo	Art.	44,	comma	1 TUIR.	Redditi	di	capitale 1.	Sono	redditi	di	capitale: a)	gli	interessi	e	altri	proventi	derivanti	da	mutui,	depositi	e	conti	correnti; b)	gli	interessi	e	gli	altri	proventi	delle	obbligazioni	e	titoli	similari,	degli	altri	titoli	diversi	dalle	azioni	e	titoli	similari,	nonché	dei	certificati	di	massa; c)	le	rendite	perpetue	e	le	prestazioni	annue	perpetue	di	cui	agli	articoli	1861	e	1869	del	codice	civile; d)	i	compensi	per	prestazioni	di	fideiussione	o	di	altra	garanzia; e)	gli	utili	derivanti	dalla	partecipazione	al	capitale	o	al	patrimonio	di	società	ed	enti	soggetti	all'imposta	sul	reddito	delle	società,	salvo	il	disposto	della	lettera	d)	del	comma	2	dell'articolo	53;	è	ricompresa	tra	gli	utili	la	remunerazione	dei	finanziamenti	eccedenti	di	cui	all'articolo	98	direttamente	erogati	dal	socio	o	dalle	sue	parti	correlate,	anche	in	sede	di	accertamento; f)	gli	utili	derivanti	da	associazioni	in	partecipazione	e	dai	contratti	indicati	nel	primo	comma	dell'articolo	2554	del	codice	civile,	salvo	il	disposto	della	lettera	c)	del	comma	2	dell'articolo	53; g)	i	proventi	derivanti	dalla	gestione,	nell'interesse	collettivo	di	pluralità	di	soggetti,	di	masse	patrimoniali	costituite	con somme	di	denaro	e	beni	affidati	da	terzi	o	provenienti	dai	relativi	investimenti; g-bis)	i	proventi	derivanti	da	riporti	e	pronti	contro	termine	su	titoli	e	valute; g-ter)	i	proventi	derivanti	dal	mutuo	di	titoli	garantito; g-quater)	i	redditi	compresi	nei	capitali	corrisposti	in	dipendenza	di	contratti	di	assicurazione	sulla	vita	e	di	capitalizzazione; g-quinquies)	i	redditi	derivanti	dai	rendimenti	delle	prestazioni	pensionistiche	di	cui	alla	lettera	h-bis)	del	comma	1	dell'articolo	50	erogate	in	forma	periodica	e	delle	rendite	vitalizie	aventi	funzione	previdenziale; g-sexies)	i	redditi	imputati	al	beneficiario	di	trust	ai	sensi	dell'articolo	73,	comma	2,	anche	se	non	residenti; h)	gli	interessi	e	gli	altri	proventi	derivanti	da	altri	rapporti	aventi	per	oggetto	l'impiego	del	capitale,	esclusi	i	rapporti	attraverso	cui	possono	essere	realizzati	differenziali	positivi	e	negativi	in	dipendenza	di	un	evento	incerto.
18. 18 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Contesto	normativo	Art.	44,	comma	2	TUIR.	Redditi	di	capitale 2.	Ai	fini	delle	imposte	sui	redditi: a)	si	considerano	similari	alle	azioni,	i	titoli	e	gli	strumenti	finanziari	emessi	da	società	ed	enti	di	cui	all'articolo	73,	comma	1,	lettere	a),	b)	e	d),	la	cui	remunerazione	è	costituita	totalmente	dalla	partecipazione	ai	risultati	economici	della	società	emittente	o	di	altre	società	appartenenti	allo	stesso	gruppo	o	dell'affare	in	relazione	al	quale	i	titoli	e	gli	strumenti	finanziari	sono	stati	emessi.	Le	partecipazioni	al	capitale	o	al	patrimonio,	nonché	i	titoli	e	gli	strumenti	finanziari	di	cui	al	periodo	precedente	emessi	da	società	ed	enti	di	cui	all'articolo	73,	comma	1,	lettera	d),	si	considerano	similari	alle	azioni	a	condizione	che	la	relativa	remunerazione	sia	totalmente	indeducibile	nella	determinazione	del	reddito	nello	Stato	estero	di	residenza	del	soggetto	emittente;	a	tale	fine	l'indeducibilità	deve	risultare	da	una	dichiarazione	dell'emittente	stesso	o	da	altri	elementi	certi	e	precisi; b)	(lettera	abrogata); c)	si	considerano	similari	alle	obbligazioni: 1)	i	buoni	fruttiferi	emessi	da	società	esercenti	la	vendita	a	rate	di	autoveicoli,	autorizzate	ai	sensi	dell'articolo	29	del	regio	decreto-legge	15	marzo	1927,	n.	436,	convertito	nella	legge	19	febbraio	1928,	n.	510; 2)	i	titoli	di	massa	che	contengono	l'obbligazione	incondizionata	di	pagare	alla	scadenza	una	somma	non	inferiore	a	quella	in	essi	indicata,	con	o	senza	la	corresponsione	di	proventi	periodici,	e	che	non	attribuiscono	ai	possessori	alcun	diritto	di	partecipazione	diretta	o	indiretta	alla	gestione	dell'impresa	emittente	o	dell'affare	in	relazione	al	quale	siano	stati	emessi,	ne'	di	controllo	sulla	gestione	stessa.
19. 19 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Contesto	normativo	Art.	67 TUIR.	Redditi	diversi 1.	Sono	redditi	diversi	se	non	costituiscono	redditi	di	capitale	ovvero	se	non	sono	conseguiti	nell'esercizio	di	arti	e	professioni	o	di	imprese	commerciali	o	da	società	in	nome	collettivo	e	in	accomandita	semplice,	né	in	relazione	alla	qualità	di	lavoratore	dipendente: (Omissis…)
20. 20 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto	normativo REDDITI	DI	CAPITALE (art.	44	lettera	h	TUIR): • Proventi in	denaro	o	in	natura	prodotti	dall’impiego	di	un	capitale	finanziario	e	percepiti	non	nell’esercizio	di	un’attività	d’impresa. • Sono	certi nell’	an ma	possono	essere	incerti nel	quantum. • Sono	sempre	positivi. REDDITI	DIVERSI (art.	67	TUIR): • Confluiscono	tutte	e	tipologie	di	reddito	che	il	legislatore	non	ha	ritenuto	di	aggregare	alle	altre	categorie	di	reddito	di	cui	all’art.	6	TUIR: a) redditi	fondiari b) redditi	di	capitale c) redditi	di	lavoro	dipendente d) redditi	di	lavoro	autonomo e) redditi	d'impresa f) redditi	di	capitale g) (redditi	diversi) • Sono	incerti nell’	an ma	e	nel	quantum. • Possono	dar	luogo	a	minusvalenze. Redditi	prodotti	all’estero
21. 21 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto	normativo REDDITI	DI	CAPITALE Caratteristiche	fondamentali Non	hanno	una	definizione	fiscale	autonoma	ma	il	TUIR	(art.	44)	riporta	una	loro	elencazione	analitica. • Sono	tassati	al	lordo: non	è	deducibile	alcuna	componente	di	costo	di	produzione	• Sono	sempre	tassati	isolatamente,	senza	possibilità	di	compensazione	con	minusvalenze	(ad	eccezione	del	risparmio	gestito) • Principio	di	cassa:	vanno	indicati	nella	dichiarazione	e	tassati	con	riferimento	al	periodo	d’imposta	in	cui	sono	incassati • Hanno	un	rendimento predeterminato	o	predeterminabile	e,	in	ogni	caso,	positivo • Nella	maggior	parte	dei	casi	sono	soggetti	a	ritenuta	alla	fonte	dai	sostituti	d’imposta	che	li	erogano Redditi	prodotti	all’estero
22. 22 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto	normativo REDDITI	DI	CAPITALE 2	MACROCATEGORIE	– A.	RAPPORTI	FINANZIARI	E	RENDITE I	proventi	derivanti	da	rapporti	di	finanziamento	o	rendite	finanziarie:	gli	interessi e	altri	proventi	derivanti	da	mutui	o	altre	forme	di	credito	(ad	es.	obbligazioni) Redditi	prodotti	all’estero TIpologia Ritenuta	a	titolo	d’imposta Interessi	derivanti	da	dividendi,	obbligazioni, interessi	attivi	bancari	e	postali,	certificati	di	deposito 26% Titoli	di	Stato	e	similari 12,50%
23. 23 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto	normativo REDDITI	DI	CAPITALE 2	MACROCATEGORIE	– B.	DIVIDENDI I	proventi	derivanti	da	capitali	impiegati	in	attività	finanziarie	o	di	partecipazione	in	società	ed	enti	(soggetti	passivi	IRES),	come	gli	utili	distribuiti	dalle	società	di	capitale	(dividendi). I	dividendi	sono	quella	parte	di	utile	di	esercizio	che	l’assemblea	dei	soci	delibera	di	distribuire	ai	soci	stessi	(art.	2433	c.c.). Il	reddito	di	capitale	è	pari	all’ammontare	degli	utili	percepiti	nel	periodo	d’imposta,	senza	alcuna	deduzione	(art.	45,	comma	1	TUIR).	Pertanto	si	applica	il	principio	di	cassa	e	non	sono	ammessi	costi	in	deduzione. Redditi	prodotti	all’estero
24. 24 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Contesto	normativo	Art.	47,	comma	1,	TUIR.	Utili	da	partecipazione Salvi	i	casi	di	cui	all’articolo	3,	comma	3,	lettera	a)	(redditi	esenti,	e	soggetti	a	ritenuta	alla	fonte	a	titolo	d’imposta	o	ad	imp.	sostitutiva),	gli	UTILI	distribuiti	in	qualsiasi	forma	e	sotto	qualsiasi	denominazione	dalle	società o	dagli	enti	indicati	nell’articolo	73	(soggetti	passivi	IRES),	concorrono	alla	formazione	del	reddito	imponibile	complessivo	limitatamente	al	40	per	cento	del	loro	ammontare.	Indipendentemente	dalla	delibera	assembleare,	si	presumono	prioritariamente	distribuiti	l'utile	dell'esercizio	e	le	riserve	diverse	da	quelle	del	comma	5	per	la	quota	di	esse	non	accantonata	in	sospensione	di	imposta.
25. 25 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Contesto normativo Art.	47,	comma	4,	TUIR.	Utili da	partecipazione (in	vigore dal	07.10.2015	- D.Lgsl.	147/2015) 4.	Nonostante	quanto	previsto	dai	commi	precedenti,	concorrono	INTEGRALMENTE	alla	formazione	del	reddito	imponibile	gli	utili	provenienti	da	società	residenti	in	Stati	o	territori	a	regime	fiscale	privilegiato	inclusi	nel	decreto	o	nel	provvedimento	emanati	ai	sensi	dell'articolo	167,	comma	4;	A	tali	fini,	si	considerano	provenienti	da	società	residenti	in	Stati	o	territori	a	regime	privilegiato	gli	utili	relativi	al	possesso	di	partecipazioni	dirette	in	tali	società	o	di	partecipazioni	di	controllo	anche	di	fatto,	diretto	o	indiretto,	in	altre	società	residenti	all'estero	che	conseguono	utili	dalla	partecipazione	in	società	residenti	in	Stati	o	territori	a	regime	privilegiato	e	nei	limiti	di	tali	utili.	Le	disposizioni	di	cui	al	periodo	precedente	non si	applicano	nel	caso	in	cui	gli	stessi	utili	siano	già	stati	imputati	al	socio	ai	sensi	del	comma	1	dello	stesso	articolo	167	o	sia	dimostrato,	anche	a	seguito	dell'esercizio	dell'interpello di	cui	al	comma	5,	lettera	b),	dello	stesso	articolo	167,	il	rispetto	delle	condizioni	indicate	nella	lettera	c)	del	comma	1	dell'articolo	87.	(omissis…)
26. 26 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Contesto	normativo	Art.	59,	comma	1,	TUIR.	Dividendi 1. Gli	UTILI	relativi	alla	partecipazione	al	capitale	o	al	patrimonio delle	società	e	degli	enti	di	cui	all’articolo	73	(soggetti	passivi	IRES),	nonché quelli	relativi	ai	titoli	e	agli	strumenti	finanziari	di	cui	all’articolo	44,	comma	2,	lettera	a)	(gli	interessi	e	altri	proventi	derivanti	da	mutui,	depositi	e	conti	correnti),	e	le	remunerazioni	relative	ai	contratti	di	cui	all’articolo	109,	comma	9,	lettera	b)	(associazione	in	partecipazione),	concorrono	alla	formazione	del	reddito	complessivo,	nella	misura	del	40	per	cento	del	loro	ammontare,	nell’esercizio	in	cui	sono	percepiti.	Si	applica	l’articolo	47,	per	quanto	non	diversamente	previsto	dal	periodo	precedente.
27. 27 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Utili	da	partecipazione Soggetti	destinatari Dividendi	distribuiti	da	società	residenti e	derivanti	da	partecipazioni	QUALIFICATE Dividendi	distribuiti	da	società	residenti e	derivanti	da	partecipazioni	NON	QUALIFICATE Destinatario Persona	fisica titolare	o	non	titolare	di	P.IVA BASE	IMPONIBILE	49,72	% (esenzione	50,28%) Società di	capitali BASE	IMPONIBILE 5%	(esenzione	del	95%) Destinatario Persona	fisica non	titolare	di	P.IVA RITENUTA	A	TITOLO	D’IMPOSTA	26% Persona	fisica	titolare	di	P.IVA e	Soc.	di	persone BASE	IMPONIBILE	49,72	% (esenzione	50,28%) Società di	capitali BASE	IMPONIBILE	5%	(esenzione	del	95%) ESENZIONE TOTALE	in	regime	di	trasparenza
28. 28 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Utili	da	partecipazione Persona	fisica	non	imprenditore Il	regime	di	trasparenza	e	il	regime	ordinario Nel	regime	di	TRASPARENZA	(ex	artt.	115	e	116	TUIR)	il	reddito	della	società	viene	tassato	per	trasparenza	in	capo	ai	soci. In	trasparenza	si	presume	che	tutto	l’utile	fiscale	si	consideri	distribuito	ai	soci	in	base	alle	rispettive	quote	di	partecipazione,	indipendentemente	dall’effettiva	distribuzione	ai	soci	o	se	l’utile	rimarrà	nella	società	(come	accade	per	le	società	di	persone).	Nel	regime	ORDINARIO: - In	caso	di	partecipazione qualificata	: La	tassazione	ai	fini	IRPEF	è	limitata	al	49,72%	dell’utile	effettivamente	distribuito.	Sugli	utili	non	si	applica	ritenuta a	condizione che	all’atto	della	percezione	sia	dichiarata	la	presenza	dei	requisiti	di	partecipazione	qualificata,	altrimenti	sarà	applicata	una	ritenuta	del	26%	a	titolo	d’acconto. Gli	utili	percepiti	andranno	indicati	in	UNICO	PF	(QUADRO	RL). - In	caso	di	partecipazione	non	qualificata: Il	socio	pagherà	le	imposte	nell’esercizio	di	distribuzione	effettiva	degli	utili	(per	cassa),	ma	pagherà	le	imposte	solamente	sull’utile	civilistico	effettivamente	percepito	e	non	su	quello	rilevante	ai	fini	fiscali.	La	società	(o	l’intermediario	finanziario)	che	eroga	i	dividendi	applicherà	al	momento	della	corresponsione	una	ritenuta	del	26%	a	titolo	d’imposta sul	totale	(100%)	del	loro	ammontare.
29. 29 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Utili	da	partecipazione Persona	fisica	non	imprenditore Il	regime	di	trasparenza	e	il	regime	ordinario Il	vantaggio del	regime	trasparente	è	di	annullare	la	doppia	imposizione	sui	dividendi	(cioè	pagare	sia	il	27,50%	a	titolo	di	IRES	da	parte	della	società	che	l’Irpef	per	il	socio	in	caso	di	distribuzione	di	utili).	In	entrambi	i	casi	(tassazione	ordinaria	e	tassazione	in	trasparenza)	è	comunque	dovuta	l’IRAP	in	capo	alla	società	partecipata.	In	linea	di	massima	il	regime	della	trasparenza	fiscale conviene: a)	in	presenza	di	utili	modesti	e	quando	i	soci	non	posseggono	altri	redditi	importanti	tali	da	determinare	l’applicazione	di	aliquote	IRPEF	elevate;	b)	quando	l’utile	di	bilancio	non è	troppo	distante	dall’utile	fiscale	ovvero	quando	la	società	non presenta	rilevanti	costi	indeducibili;	c)	quando	si	intende	esporre	un	utile	maggiore	in	bilancio	ai	fini	della	richiesta	di	ipotetici	affidamenti bancari	in	quanto	nel	regime	di	trasparenza si	elimina	di	fatto	dal	bilancio	la	tassazione	IRES.	Il	regime	di	trasparenza non	risulta	conveniente	per	le	società	che	usano	accantonare	a	riserva	gli	utili	o	che	ne	distribuiscono	solo	in	piccola	parte	ai	soci.
30. 30 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili da	partecipazione Persona	fisica non	imprenditore Partecipazioni	qualificate	/	non	qualificate Partecipazioni %	Partecipazione	al	capitale %	Diritto	di	voto	(assemblea ordinaria) Qualificate Non	quotate >	25% >	20% Non	qualificate Non	quotate < 25% < 20% Qualificate Quotate >	5% >	2% Non	qualificate Quotate < 5% < 2%
31. 31 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili da	partecipazione Persona	fisica non	imprenditore 1.	Utili	distribuiti	da	società	residenti	in	Italia	(DIVIDENDI	ITALIANI): a.Se	da	partecipazione	QUALIFICATA:	costituiscono	reddito	del	socio	per	il	49,72%	del	loro	importo	(quadro RL	in	UNICO).	NO	ritenuta	se	all’atto	della	percezione	si	dichiari	la	presenza	dei	requisiti	di	partecipazione	qualificata. Altrimenti	si	effettua	ritenuta	a	titolo	d’acconto	del	26%	sul	100%. b.Se	da	partecipazione	NON	QUALIFICATA:	ritenuta	a	titolo	d’imposta	pari	al	26%	del	100%	dell’importo	spettante. Esclusi	dal	reddito	complessivo	del	socio:	no	in	Unico	(come	i	redditi	esenti,	soggetti	a	ritenuta	alla	fonte	a	titolo	d’imposta	o	ad	imposta	sostitutiva)
32. 32 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili da	partecipazione Persona	fisica non	imprenditore 2.	Utili distribuiti da	società NON	residenti in	Italia	(DIVIDENDI	ESTERI): a. Se	da	partecipazione qualificata:	costituiscono reddito del	socio	per	il 49,72%	del	loro importo (quadro RL	in	UNICO).	L’intermediario opera	ritenuta a	titolo d’acconto (non	a	titolo d’imposta)	del	26%	sul 49,72%.	Ritenuta recuperabile con	il TAX	CREDIT (limitato anch’esso al	49,72%:	art.	165,	co.	10,	TUIR). b. Se	da	partecipazione NON	qualificata:	ritenuta a	titolo d’imposta pari al	26%	del	100%	dell’importo spettante sul NETTO	FRONTIERA	(cioè al	netto delle ritenute operate	nello Stato Estero). Se	la	ritenuta è operata dall’intermediario per	la	riscossione sono esclusi dal	reddito complessivo del	socio:	no	in	Unico. Se	non	interviene un	intermediario nella riscossione vanno assoggettati ad	imposta sostitutiva nella stessa misura della ritenuta a	titolo d’imposta (26%	del	100%)	e	indicati in	RM	di	UNICO.
33. 33 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili da	partecipazione Persona	fisica non	imprenditore 3. Utili	distribuiti	da	società	residenti	in	Paesi	a	fiscalità	privilegiata: Concorrono	per	trasparenza	integralmente (100%)	al	reddito	imponibile,	indipendentemente	dal	dividendo	distribuito,	SIA	da	partecipazioni	QUALIFICATE	che	NON	QUALIFICATE. Viene	operata	una	ritenuta	a	titolo	d’acconto	del	26%	sul	100%	da	parte	del	sostituto	d’imposta	che	interviene	nella	riscossione	dell’utile. Gli	utili	da	partecipazioni	NON	QUALIFICATE	di	società	BL	quotate	in	borse	regolamentate,	sono	esclusi da	questo	principio	e	soggetti	a	ritenuta	a titolo	d’imposta del	26%	sul	100% dei	dividendi.
34. 34 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili da	partecipazione Persona	fisica non	imprenditore La	società	estera	non	White	List	non	sarà	tassata	per	trasparenza	e	l’utile	concorrerà	alla	formazione	del	reddito	complessivo	per	il	49,72%	dell’importo	(e	non	sul	totale	del	reddito	imponibile),	con	applicazione	di	ritenuta	a	titolo	d’acconto	del	26%	in	caso	di	partecipazione	QUALIFICATA	e	del	26%	a	titolo	d’imposta	in	caso	di	partecipazione	NON	QUALIFICATA),	qualora il	contribuente	abbia	presentato	preventiva	istanza	d’interpello	(con	risposta	positiva)	finalizzato	alla	disapplicazione	delle	norme	CFC	dimostrando,	alternativamente,	che: a) la	società	svolge	un'effettiva	attività	industriale	o	commerciale,	come	sua	principale	attività,	nel	mercato	dello	stato	o	territorio	di	insediamento;	b) dalle	partecipazioni	non	consegue	l'effetto	di	localizzare	i	redditi	in	Stati	non	White	List.	Dovrà	essere	compilato	il	quadro	RM	in	cui	sarà	liquidata	l’imposta	dovuta	sul	reddito	estero,	al	netto	di	eventuali	imposte	pagate	all’estero	a	titolo	definitivo,	di	eccedenze	di	imposta	risultanti	dai	precedenti	periodi	di	imposta	ed	eventuali	acconti	versati.
35. 35 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili da	partecipazione Persona	fisica non	imprenditore Partecipazione Ritenuta	26% Tassazione Quadro	Unico Qualificata Non	Black	List d’acconto (no riten.	da	ITA	se	con	dichiar.) su	49,72% RL Black List d’acconto su	100% su	49,72%	se	interpello	favorevole RL Non	qualificata Non	Black	List d’imposta su	100% NO	Unico Black	List	quotata d’imposta su	100% NO	Unico Black	List non	quotata d’imposta su	100% su	49,72%	se	interpello	favorevole RM
36. 36 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Art.	165	TUIR.	Credito	d'imposta	per	i	redditi	prodotti	all'estero Se	alla	formazione	del	reddito	complessivo	concorrono	redditi	prodotti	all'estero,	le	imposte	ivi	pagate	a	titolo	definitivo	su	tali	redditi	sono	ammesse	in	detrazione dall'imposta	netta	dovuta	fino	alla	concorrenza	della	quota	d'imposta	corrispondente	al	rapporto tra	i	redditi	prodotti	all'estero	ed	il	reddito	complessivo al	netto	delle	perdite	di	precedenti	periodi	d'imposta	ammesse	in	diminuzione. I	redditi si considerano prodotti all'estero sulla base	di	criteri reciproci a	quelli previsti dall'art.	23	per	individuare quelli prodotti nel territorio dello Stato. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
37. 37 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Il	credito	d’imposta	riconosciuto Il	credito	di	imposta	deve	essere	calcolato	nella	dichiarazione	relativa	al	periodo	d’imposta	cui	appartiene	il	reddito	prodotto	all’estero	al	quale	si	riferisce	l’imposta. Qualora	il	contribuente,	alternativamente,	non	presenti	la	dichiarazione	dei	redditi	ovvero	non	indichi	il	credito	nella	stessa	dichiarazione	del	periodo	d’imposta	in	cui	è	sorto	il	diritto	perde	il	beneficio	della	detrazione. Il	credito	di	imposta	è	riconosciuto	fino	a	concorrenza	della	quota	di	imposta	italiana corrispondente	al	rapporto tra: reddito	prodotto	all’estero reddito	complessivo	(al	netto	delle	perdite	di	precedenti	periodi	d’imposta) Per	individuare	tale	importo	si	deve	diminuire la	quota	di	imposta	lorda italiana	del	credito	già	utilizzato	nelle	precedenti	dichiarazioni,	riferito	allo	stesso	periodo	di	produzione	del	reddito	e	allo	stesso	Stato	estero. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
38. 38 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Il	riconoscimento	del	credito	d’imposta	è	subordinato	al	carattere	di	definitività delle	imposte	estere,	intendendo	per	tali	quelle	non	più	ripetibili	(anche	su	redditi	pregressi	dichiarati	in	anni	precedenti). Pertanto,	rientrano	nel	mod.	Unico	2016	le	imposte	resesi	definitive	entro	il	30.09.2016. La	definitività	della	tassazione	deve	essere	valutata	caso	per	caso	ed	è	importante	conoscere	i	differenti	ordinamenti	stranieri.	In	linea	di	massima	possono	considerarsi	non	definitivi	i	tributi: • pagati	in	acconto • in	via	provvisoria • quelli	per	i	quali	è	previsto	il	conguaglio	con	la	possibilità	di	rimborso	totale	o	parziale.	Il	credito	spetta	esclusivamente	per	quei	redditi	prodotti	all’estero	che	concorrono	alla	formazione	del	reddito	complessivo. Non	è	riconosciuto,	quindi,	per	quei	redditi	di	fonte	estera	esenti,	soggetti	ad	imposizione	sostitutiva o	a	ritenuta	alla	fonte	a	titolo	di	imposta. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
39. 39 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Come	provare	la	definitività	del	pagamento? L’Amministrazione	finanziaria	ha	chiarito,	con	la	risoluzione	n.	104/E/2001,	che	l’ammontare	delle	ritenute	subite	all’estero	così	come	l’ammontare	del	reddito	ivi	prodotto	possono	essere	validamente	documentati	attraverso: • l’esibizione	della	certificazione	rilasciata	dall’intermediario,	oppure	• con	l’esibizione	congiunta	della	fattura	e	di	documenti	di	provenienza	bancaria	(o	simili)	attestanti	il	compenso	netto	effettivamente	percepito. Può	essere	validamente	utilizzata	la	“certificazione	dei	dividendi	rilasciata	dall’intermediario,	ovvero	altra	documentazione	rilasciata	dall’Autorità	fiscale	estera	dalla	quale	tali	imposte	risultino	pagate	in	via	definitiva.	Il	contribuente	può,	pertanto,	riportare	nella	propria	dichiarazione	dei	redditi	l’importo	indicato	nella	certificazione.” Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
40. 40 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Come	provare	la	definitività	del	pagamento? Con	circolare	n.	9/E	del	2015,	(al	par.	2.4	riguardante	la	definitività	delle	imposte	pagate	all’estero),	l’ADE	ha	specificato	che: “ai	fini	della	verifica	della	detrazione	spettante,	il	contribuente	è	tenuto	a	conservare	i	seguenti	documenti: • un	prospetto	recante	l’indicazione,	separatamente	Stato	per	Stato,	dell’ammontare	dei	redditi	prodotti	all’estero,	l’ammontare	delle	imposte	pagate	in	via	definitiva	in	relazione	ai	medesimi,	la	misura	del	credito	spettante,	determinato	sulla	base	della	formula	di	cui	al	primo	comma	dell’articolo	165	del	TUIR; • la	copia	della	dichiarazione	dei	redditi	presentata	nel	Paese	estero,	qualora	sia	ivi	previsto	tale	adempimento; • la	ricevuta	di	versamento	delle	imposte	pagate	nel	Paese	estero; • l’eventuale	certificazione	rilasciata	dal	soggetto	che	ha	corrisposto	i	redditi	di	fonte	estera; • l’eventuale	richiesta	di	rimborso,	qualora	non	inserita	nella	dichiarazione	dei	redditi.” La	circolare	n.	3/E	del	2016	l’ADE	ha	di	recente	chiarito	che	in	assenza	di	una	dichiarazione	dei	redditi	estera,	è	possibile	utilizzare	il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero	anche attraverso	la	presentazione	di	una	dichiarazione	sostitutiva	di	atto	di	notorietà. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
41. 41 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Il	credito	d’imposta	riconosciuto Se	l’ammontare	del	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero	fosse	superiore a	quello	dell’imposta	netta	sul	reddito	complessivo,	gli	artt.	11	e	80	del	TUIR,	rispettivamente	per	le	persone	fisiche	e	i	soggetti	Ires,	consentono	al	contribuente,	a	sua	scelta,	di	computare	l’eccedenza	in	diminuzione dell’imposta	del	periodo	d’imposta	successiva	o	di	chiederne	il	rimborso	in	sede	di	dichiarazione	dei	redditi. Art.11.	comma	4.	Dall'imposta	netta	si	detrae	l'ammontare	dei	crediti	d'imposta	spettanti	al	contribuente	a	norma	dell'articolo	165.	Se	l'ammontare	dei	crediti	d'imposta	è	superiore	a	quello	dell'imposta	netta	il	contribuente	ha	diritto,	a	sua	scelta,	di	computare	l'eccedenza	in	diminuzione	dell'imposta	relativa	al	periodo	d'imposta	successivo	o	di	chiederne	il	rimborso	in	sede	di	dichiarazione	dei	redditi. Art.	80.	Se	l'ammontare	complessivo	dei	crediti	per	le	imposte	pagate	all'estero,	delle	ritenute	d'acconto	e	dei	versamenti	in	acconto	di	cui	ai	precedenti	articoli	è	superiore	a	quello	dell'imposta	dovuta	il	contribuente	ha	diritto,	a	sua	scelta,	di	computare	l'eccedenza	in	diminuzione	dell'imposta	relativa	al	periodo	di	imposta	successivo,	di	chiederne	il	rimborso	in	sede	di	dichiarazione	dei	redditi	ovvero	di	utilizzare	la	stessa	in	compensazione	ai	sensi	dell'articolo	17	del	decreto	legislativo	9	luglio	1997,	n.	241	*. *	credito	in	compensazione	con	altre	imposte	e	contributi	utilizzando	il	modello	di	pagamento	F24 Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
42. 42 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Gli	obblighi	di	monitoraggio	fiscale Anche	nei	casi	in	cui	i	redditi	prodotti	all’estero	non	vadano	dichiarati	in	UNICO,	restano	a	carico	del	contribuente	gli	obblighi	di	monitoraggio	fiscale. Il	monitoraggio	fiscale	si	attua	attraverso	la	presentazione	in	UNICO	del	quadro	RW,	in	cui	si	indica	iI possesso	di	investimenti	o	attività	finanziarie	all’estero	detenute	durante	l’anno.
43. 43 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties DEFINIZIONE	DI	ROYALTIES Art.	12,	paragrafo	3,	Modello	OCSE	2010 “I compensi	di	qualsiasi	natura	corrisposti	per	l'uso	o	la	concessione	in	uso	di	diritti	d'autore	su	opere	letterarie,	artistiche	o	lavoro	scientifico	tra	cui	pellicole	cinematografiche,	di	brevetti,	marchi,	disegni	o	modelli,	progetti,	formule	o	processi	segreti	o	per	informazioni	concernenti	industriale,	esperienza	commerciale	o	scientifico”.
44. 44 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties Lo	sfruttamento	attraverso	la	cessione	o	l’utilizzo	del	diritto	di	autore	è	disciplinato	dalla	Legge	n.	633/1941: L’autore	di	un’opera	dell’ingegno	ha	il diritto	esclusivo	di	utilizzarla	economicamente	in	ogni	forma	e	modo,	secondo	quanto	stabilito	ai	sensi	dell’articolo	12	della	norma.	Il	titolo	originario	dell’acquisto	del	diritto	di	autore	è	costituito	dalla	creazione	dell’opera	quale	particolare	espressione	del	lavoro	intellettuale.	Il	titolare	di	un	brevetto	o	di	una	proprietà	intellettuale,	può	decidere	di	concedere	a	terzi	lo	sfruttamento	economico	della	sua	opera,	attraverso	il	versamento	di	una	somma	di	denaro	(royalties).	In	questo	modo,	l’autore	dell’opera	rimane	proprietario	della	stessa	ma	può	beneficiare	dei	proventi	derivanti	da	terzi	che	intendano	sfruttare	l’opera	a	fini	commerciali	e/o	di	lucro.	Le	royalties	rappresentano	un	corrispettivo	variabile	determinato	dal	peso	di	una	serie	di	differenti	variabili	legate	alle	varie	pattuizioni	contrattuali	tra	i	soggetti	interessati.
45. 45 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties Dal	punto	di	vista	fiscale,	le	royalties	sono	disciplinate	da: • Art.	23,	comma	2,	lett.	c)	del	TUIR.	Applicazione	dell'imposta	ai	non	residenti. • Art.	25	del	DPR	600/73.	Ritenuta	sui	redditi	di	lavoro	autonomo	e	su	altri	redditi.	• Art.	26-quater	del	DPR	600/73.	Esenzione	dalle	imposte	sugli	interessi	e	sui	canoni	corrisposti	a	soggetti	residenti	in	Stati	membri	dell'Unione	europea • Art.	12,	comma	1,	modello	OCSE	Convenzioni	contro	le	doppie	imposizioni
46. 46 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties Il	presupposto	territoriale Art.	23,	comma	2,	lettera	c)	del	TUIR: Indipendentemente	dalle condizioni	di	cui	alle	lettere	d)	(redditi	di	lavoro	autonomo,	e)	(redditi	di	impresa) ed	f)	(redditi	diversi)	del	comma	1,	i	“compensi	per	l’utilizzazione	di	opere dell’ingegno,	di	brevetti	industriali	e	di	marchi	di	impresa	nonché	di	processi, formule	e	informazioni	relativi	ad	esperienze	acquisite	in	campo	industriale, commerciale	o	scientifico”	si	considerano	prodotti	nel	territorio	dello	Stato	“se corrisposti	dallo	Stato,	da	soggetti	residenti	nel	territorio	dello	Stato	o	da	stabili organizzazioni	nel	territorio	stesso	di	soggetti	non	residenti“.
47. 47 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties Il	presupposto	territoriale Quindi,	i	compensi	da	royalties	sono	attratti	a	tassazione	nel	nostro	Paese	NON già	in	base	alla	qualificazione	degli	stessi	come	redditi	di	impresa,	redditi	di	lavoro autonomo	o	redditi	diversi,	NE’	con	riferimento	alla	qualità	del	percettore non	residente	(persona	fisica	o	giuridica,	lavoratore	autonomo	o	imprenditore),	MA per	il	solo	fatto	che	sono	erogati	(ad	un	non	residente,	ancorché	privo	di	stabile organizzazione	in	Italia)	da	uno	dei	soggetti	residenti,	indicati	dalla	norma. Ciò	che	conta	ai	fini	dell’attrazione	delle	royalties	corrisposte	a	soggetti	non	residenti	nella	potestà	impositiva	dello	Stato	italiano,	è	la	residenza	fiscale	del	soggetto	erogante,	prescindendo	dunque	dalla	considerazioni	di	altri	elementi.
48. 48 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties • Art.	25	del	DPR	600/73 L’articolo	classifica	i	soggetti	ai	quali	si	pagano	le	royalties	in	tre	categorie:	• 1.	imprese	residenti	in	Italia,	per	le	quali	gli	importi	pagati	a	titolo	di	royalties	non	sono	soggetti	ad	alcuna	ritenuta;	• 2.	privati	residenti	in	Italia,	per	i	quali	gli	importi	percepiti,	ridotti	della	percentuale	forfettaria	pari	al	25%,	sono	soggetti	ad	una	ritenuta	a	titolo	di	acconto	dell'imposta	sul	reddito	delle	persone	fisiche	nella	misura	del	22%;	• 3.	soggetti	residenti	all'estero,	per	i	quali	è	prevista	la	ritenuta	a	titolo	di	imposta	pari	al	30%,	calcolata	sul	75%	dell'ammontare	della	royalty	percepita. Ovviamente,	l’applicazione	della	ritenuta	a	titolo	d’imposta	comporta	che	il	canone	non	concorre	alla	formazione	del	reddito	complessivo	imponibile	del	non	residente
49. 49 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties L’applicazione	della	potestà	impositiva	italiana	deve	essere	coordinata	con	le	disposizioni	Convenzionali	e	con	la	Direttiva	Canoni	e	Interessi	(Direttiva	2003/49/CE).	Per	quanto	riguarda	le	disposizioni	Convenzionali,	queste,	generalmente,	prevedono	una	potestà	impositiva	esclusiva	del	Paese	di	residenza	del	soggetto	percettore,	escludendo	di	fatto	l’esercizio	della	potestà	impositiva	italiana.	Tuttavia,	in	deroga	a	tale	disposizione,	talvolta	si	prevede	la	possibilità	di	tassare	le	royalties	anche	nel	Paese	di	residenza	del	soggetto	che	li	eroga,	prevedendo,	dunque,	una	potestà	impositiva	concorrente	tra	i	due	Stati.	In	tali	casi	la	Convenzione	stessa	stabilisce	l’aliquota	massima	applicabili,	generalmente	fissata	al	10%,	quindi	inferiore	alla	ritenuta	prevista	dalla	normativa	interna.	Ancora	più	favorevole,	ove	applicabile,	la	Direttiva	n.	49	del	3	giugno	2003	ha	stabilito	che	dal	2004	(Direttiva	canoni	e	interessi),	nel	rispetto	di	determinati	requisiti,	prevede	per	le	società	consociate	residenti	nella	UE	l’assenza	di	applicazione	della	ritenuta	su	pagamenti	di	interessi	e	canoni.
50. 50 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties Una	particolare	attenzione	nell’applicazione	delle	Direttiva	Canoni	e	interessi	riguarda	la	verifica	che	la	società	percipiente	sia	il	“beneficiario	effettivo”	dei	canoni. In	rispetto	alle	condizioni	dettate	con	il	Provvedimento	del	Direttore	dell’Agenzia	dell’Entrate	n.	84404/2013	del	10.07.2013:	• per	chiedere	l’esonero	o	la	riduzione	dalla	ritenuta	di	cui	all’art.	25,	D.P.R.	600/1973,	in	virtù	dell’applicazione	della	Direttiva	Canoni	e	interessi,	il	soggetto	non	residente,	dovrà	presentare	alla	società	italiana	il	modello	F.	Sui	modelli	deve	essere	apposta	l’attestazione	dell’Autorità	fiscale	dello	Stato	in	cui	la	società	o	ente	beneﬁciario	è	residente	ovvero	la	stabile	organizzazione	beneﬁciaria	è	situata.	Stesse	modalità	per	chiedere	il	rimborso	dell’imposta	nel	caso	in	cui	la	società	italiana	applichi	comunque	la	ritenuta	del	30%;	• qualora	non	trovi	applicazione	le	Direttiva	Canoni	e	interessi	ma	trovino	applicazione	le	norma	Convenzionali	si	dovrà	presentare	il	Modello	C,	chiedendo	l’esenzione	dell’applicazione	della	ritenuta	o	l’applicazione	della	ritenuta	con	aliquota	ridotta.
51. 51 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties Vi	è	da	segnalare	che	la	stragrande	maggioranza	delle	Convenzioni	contro	le	doppie	imposizioni	stipulate	dall’Italia,	attualmente	in	vigore,	che	fa	riferimento	alle	precedenti	versioni	del	Modello	OCSE,	ricomprende	tra	le	Royalties	i	compensi	per	l'uso	o	la	concessione	in	uso	di	attrezzature	industriali,	commerciali	o	scientifiche.	Tale	previsione,	come	precisato	dal	Commentario	all’art.	12	del	Modello	OCSE	2010	(paragrafo	2.9),	è	stata	eliminata,	sicché	si	desume	che	tali	compensi	debbano	essere	generalmente	considerati	tassati	in	capo	al	percettore	(nel	Paese	di	residenza)	come	redditi	d’impresa.	Nel	recepimento	della	Direttiva	Canoni	e	interessi,	nella	definizione	di	“canoni”	vengono	ricompresi	anche	i	compensi	per	l'uso	o	la	concessione	in	uso	di	attrezzature	industriali,	commerciali	o	scientifiche.	Nel	Commentario	all’art.	12	del	Modello	OCSE	2010	viene	inoltre	precisato	che	NON	sono	classificabili	come	canoni	neanche	i	compensi	corrisposti	per	ottenere	il	diritto	esclusivo	alla	distribuzione	di	determinati	prodotti	o	servizi	in	una	specifica	area	geografica,	non	essendo	direttamente	collegati	all’uso	o	alla	concessione	in	uso	di	alcuno	dei	diritti	immateriali	che	generano	royalties,	per	cui	tali	compensi	devono	essere	qualificati	come	redditi	d’impresa.
52. 52 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties A	livello	internazionale,	al	fine	di	stabilire	la	potestà	impositiva	sui	canoni	si	dovrà	far	riferimento	alle	Convenzioni	contro	le	doppie	imposizioni	stipulate	tra	Italia	e	il	Paese	estero	di	riferimento	(le	Convenzioni,	infatti,	essendo	accordi	tra	più	Stati	prevalgono	sulla	norma	interna).	Generalmente,	le	Convenzioni	stipulate	dall’Italia	seguono	il	Modello	Ocse	2010.	In	altre	parole,	la	disposizione	Convenzionale	riserva	la	potestà	esclusiva	dei	canoni	al	Paese	di	residenza	del	soggetto	percipiente. La	società	estera,	dunque,	non	sconterà	la	ritenuta	del	30%	prevista	dall’art.	25	del	D.P.R.	600/1973.	Nel	caso	in	cui	nella	Convenzione	si	preveda	una	potestà	impositiva	concorrente	tra	lo	Stato	di	residenza	del	soggetto	erogante	e	lo	Stato	di	residenza	del	soggetto	percipiente,	si	prevedono,	generalmente,	delle	aliquota	massime	di	tassazione	(art.	12,	paragrafo	2)
53. 53 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties DIRETTIVA	2003/49/CE	-	Interessi	-	Royalties La	Direttiva	UE	c.d.	“interessi	–	royalties”	(2003/49/CE	del	3	giugno	2003),	prevede,	nel	rispetto	di	determinati	requisiti,	per	le	società	consociate	residenti	nella	UE,	la	possibilità	di	esonerare	da	imposizione	alla	fonte	i	pagamenti	di	interessi	e	canoni	tra	società	residenti	nella	UE. Il	legislatore	nazionale	ha	disciplinato	il	requisito	della	consociazione	con	il	co.	2,	art.	26	quater,	D.P.R.	600/73.
54. 54 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties DIRETTIVA	2003/49/CE	-	Interessi	-	Royalties In	parycolare	è	richiesto	alternativamente	che:	a. la	società	che	effettua	il	pagamento	o	la	società	la	cui	stabile	organizzazione	effettua	il	pagamento,	detenga	direttamente	una	percentuale	non	inferiore	al	25	per	cento	dei	diritti	di	voto	nella	società	che	riceve	il	pagamento	o	nella	società	la	cui	stabile	organizzazione	riceve	il	medesimo	pagamento;	b. la	società	che	riceve	il	pagamento	o	la	società	la	cui	stabile	organizzazione	riceve	il	pagamento	detiene	direttamente	una	percentuale	non	inferiore	al	25	per	cento	dei	diritti	di	voto	nella	società	che	effettua	il	pagamento	o	nella	società	la	cui	stabile	organizzazione	effettua	il	medesimo	pagamento;	c. una	terza	società	avente	i	requisiti	di	cui	illustrati	in	precedenza,	per	i	percettori	e	i	soggetti	che	corrispondono	i	compensi,	detiene	direttamente	una	percentuale	non	inferiore	al	25	per	cento	dei	diritti	di	voto	sia	nella	società	che	effettua	il	pagamento	o	nella	società	la	cui	stabile	organizzazione	effettua	il	pagamento	sia	nella	società	che	riceve	il	pagamento	o	nella	società	la	cui	stabile	organizzazione	riceve	il	medesimo	pagamento;	d. i	diritti	di	voto	di	cui	alle	lettere	a),	b)	e	c),	detenuti	nelle	società	ed	enti	residenti	nel	territorio	dello	Stato,	sono	quelli	esercitabili	nell'assemblea	ordinaria	prevista	dagli	articoli	2364,	2364-bis	e	2479-bis	del	codice	civile;	e. le	partecipazioni	che	attribuiscono	i	diritti	di	voto	di	cui	alle	lettere	a),	b)	e	c)	sono	detenute	ininterrottamente	per	almeno	un	anno.
55. 55 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi	prodotti	all’estero Royalties DIRETTIVA	2003/49/CE	-	Interessi	-	Royalties Al	verificarsi	di	queste	condizioni	si	potrà	ottenere	l’esenzione	sulle	royalties.	Affinché	trovi	applicazione	la	suddeza	normayva	è	necessario	che:	• la	società	che	paga	le	royaties	(nel	nostro	caso	la	società	italiana)	rivesta	una	delle	forme	previste	dall'allegato	A	al	D.P.R.	600/1973,	e	che	risieda,	ai	fini	fiscali,	nel	territorio	dello	Stato	e	sia	assoggettata,	senza	fruire	di	regimi	di	esonero,	all'imposta	sul	reddito	delle	società	(art.	24	–quater,	co.	1,	lett.	a),	D.P.R.	600/1973);	• le	società	che	beneficiano	delle	royalties	devono,	oltre	a	dover	rivestire	una	delle	forme	previste	dall'allegato	A	al	D.P.R.	600/1973,	risiedere	ai	fini	fiscali	in	uno	Stato	membro	UE,	senza	essere	considerate,	ai	sensi	di	una	Convenzione	in	materia	di	doppia	imposizione	sui	redditi	con	uno	Stato	terzo,	residenti	al	di	fuori	dell'Unione	europea	e	sono	assoggettate,	senza	fruire	di	regimi	di	esonero,	a	una	delle	imposte	indicate	nell'allegato	B	ovvero	a	un'imposta	identica	o	sostanzialmente	simile	applicata	in	aggiunta	o	in	sostituzione	di	dette	imposte	(art.	24,	co.4,	lett.	a),	D.P.R.	600/1973).
56. studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Paolo Battaglia Dottore Commercialista in Ragusa ACA Chartered Accountant (ICAEW) in Londra Catania, 19 Marzo 2016 Tassazione	dei	dividendi	e redditi	prodotti	all’estero
TRATTAMENTO FISCALE E CONTRIBUTIVO DEI LAVORATORI ITALIANI ALL'ESTERO E STRAN...
Tassazione del reddito di lavoro dipendente in ambito internazionale: determi...
Tassazione redditi lavoro dipendente estero

References: Articolo	2
	Articolo	3
	Articolo	11
	Articolo	23
	Articolo	44
	Articolo	47
	Articolo	49
 Articolo	51
	Articolo	59
	Articolo	165
	Articolo	167
	Articolo	43
 Articolo	15
	Articolo	169
	art.	4
	sentenza	
	art.	4
 Art.	2
 Art.	2
 Art.	3
 Art.	11
 Art.	23
 Art.	23
	Art.	44
	Art.	44
	Art.	67
	Art.	47
 Art.	47
	articolo	167
	articolo	167
	Art.	59
	art.	165
 Art.	165
 Art.11
 Art.	80
 Art.	12
 Art.	23
 Art.	25
 Art.	26
 Art.	12
 Art.	23
 Art.	25
	art.	26