Source: http://mauromelli.it/mozioni-interrogazioni-2009-2014.html
Timestamp: 2019-02-17 16:18:24+00:00

Document:
Mozioni interrogazioni 2009-2014 - INDIPENDENTE per NOVELLARA
Mozione “Mantenimento diciture padre e madre”
• Numerosi organi di stampa nazionali nelle passate settimane hanno dato notizia di un consigliere del Comune di Venezia, con delega ai Diritti civili e alle Politiche contro le discriminazioni, il quale avrebbe avanzato la proposta di togliere la dicitura “padre” e “madre” dai moduli per l’iscrizione agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, sostituendoli con quelle di “genitore 1” e “genitore 2”;
• L’iniziativa, è stata supportata e sostenuta successivamente anche in altri Comuni, laddove si chiedeva di adeguare i moduli scolastici proponendo di cancellare “papà” e “mamma”, senza nemmeno distinguere tra “genitore 1” e “genitore 2”, ma addirittura con i termini di “genitore richiedente” e “altro genitore”;
• Dalla stessa Venezia, nelle settimane successive a tale proposta, è stata altresì lanciata l’iniziativa di dotare gli asili nido della città lagunare di fiabe destinate ai bambini dove compaiono nuclei familiari con due madri o con due padri;
• Ulteriori notizie di stampa di queste ultime settimane, in alcuni modelli utilizzati dall’INPS, ed in particolare nel modello AP70 da utilizzare per le pratiche di «invalidità civile, riportano la notizia secondo la quale in alcuni casi sia stata sostituita la dicitura “padre e madre” con quella di gran lunga più generica di genitore 1-genitore 2, pur in assenza di una qualunque normativa che prescriva un cambiamento di questo tipo;
• L’Art. 29 della Costituzione della Repubblica Italiana stabilisce che “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, e che i termini “madre” e “padre” rappresentano parole cardine della nostra cultura e della religione cristiana, e che tali termini oggi più che mai rappresentano una speranza e un punto di riferimento per le generazioni future;
• Appare chiaro come iniziative come quella del Comune di Venezia non abbiano alcuna finalità di determinare una maggiore integrazione e anzi, la medesima iniziativa mette in discussione l’istituzione fondamentale su cui si basa la nostra società, ossia la famiglia formata da un padre e una madre.
Impegna la Giunta ed il Consiglio Comunale
Ad esprimere la propria contrarietà alla iniziativa del Comune di Venezia, impegnando in tal senso l’Amministrazione Comunale di Novellara a mantenere le diciture “madre” e “padre” nei registri scolastici, nei moduli di iscrizione agli asili, alle scuole elementari e medie, e comunque in tutti i moduli che riguardano gli istituti scolastici ed i luoghi di cultura o sport sul territorio comunale.
Proposta alternativa di Cittadinanza Onoraria
Non avendo ricevuto nessun atto riguardante il conferimento della Cittadinanza Onoraria al punto 2 del consiglio comunale odierno sono a fare la mia proposta alternativa.
In considerazione dei dati in allegato ed a una eventuale approfondimento ritengo che il dramma che subiscono le famiglie, mogli, mariti, conviventi, figli e genitori dei suicidi per perdita del lavoro sia dimenticato da tutti.
Il tragico fenomeno è in considerevole aumento come pure i tentati suicidi; auspico che Novellara possa fare la sua parte perlomeno ricordando simbolicamente le vite che si sono spente e le situazioni che si sono successivamente create nelle famiglie coinvolte.
Pertanto ritengo sia opportuno rintracciare e contattare un familiare di un morto suicida per perdita di lavoro della nostra regione al fine di concedere la cittadinanza onoraria a suo nome ricordando simbolicamente le tante persone che ora non ci sono più.
mozione da inserire nel prossimo consiglio comunale inerente il
“Trasparenza atti e documenti S.A.Ba.R ed aziende partecipate”
La legge 190 del 2012, il decreto legislativo 33 del 2013 ed il comunicato nr.26 del 22/05/2013 dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici trattano e disciplinano l’attività di anticorruzione, pubblicità e trasparenza degli atti delle pubbliche amministrazioni nei propri siti web istituzionali.
Sono obbligate a rispettare l’obbligo di pubblicazione anche le società partecipate delle pubbliche amministrazioni e società da esse controllate limitatamente alle attività di pubblico interesse.
L’azienda S.A.Ba.R. rientra in questa tipologia di società e, nonostante i miei precedenti richiami verbali, nel sito web dell’azienda non è ancora possibile visionare i bandi di gara in quanto protetti da password né tantomeno le delibere del CDA.
Il Consiglio Comunale impegna i vertici della S.A.Ba.R
• A rispettare la normativa vigente citata in premessa rendendo pubblici entro 30 giorni tutti gli atti interessati ed in particolare i bandi di gara sia attivi che scaduti.
• A trasmettere quanto deliberato in questa mozione a tutte le aziende pubbliche e partecipate del comune di Novellara.
“modifica regolamentazione mercatini su aree pubbliche in forma hobbistica”
• La legge regionale nr. 4 del 24 maggio 2013 entrata in vigore il 1° gennaio 2014 disciplina le modalità ed i requisiti di partecipazione degli hobbisti ai mercatini.
• Le novità rilevanti sono il possesso di un tesserino identificativo del costo di 200€, un numero massimo di 10 manifestazioni annuali alle quali è possibile partecipare, il valore massimo di ogni singolo bene ed il valore complessivo esposto non superiore a 1000€.
• A Novellara il mercatino dell’antiquariato, delle cose vecchie e/o usate e da collezionismo esiste da oltre 25 anni.
• Che dall’entrata in vigore della legge regionale in questione anche a Novellara sono calati gli espositori della prima domenica del mese con conseguenze economiche per l’indotto e di immagine della nostra cittadina.
• Che nonostante ciò occorre tutelare gli ambulanti professionisti da una concorrenza sleale che i venditori hobbisti potrebbero esercitare nei loro confronti.
• Che i mercatini del riuso diffondono la buona pratica del riutilizzo prima che diventino rifiuti.
Pertanto necessario modificare la legge regionale in questione rendendola meno vessatoria per gli hobbisti ed al tempo stesso tutelare il lavoro degli operatori professionali; in tal senso una proposta potrebbe essere l’esenzione per i mercatini del riuso che vendono beni di uso personale e/o provenienti dalla propria sfera familiare.
il Consiglio Comunale chiede alla giunta dell’Emilia Romagna
Di rivedere la legge regionale nr. 4 del 24 maggio 2013 relativa a “regolamentazione del commercio sulle aree pubbliche in forma hobbistica”
mozione da inserire nel prossimo consiglio comunale inerente la
“riattivazione servizio di educativa familiare e territoriale ”
Il servizio di educativa familiare e territoriale dell’Azienda Servizi Bassa Reggiana si articola in quattro tipologie d’intervento:
• Educativa famigliare /territoriale
• Laboratori o educativa di gruppo
• Co-housing di Boretto (inserimento nella comunità di donne con figli in difficoltà)
I destinatari del servizio sono i nuclei familiari residenti negli otto Comuni dell’Unione:
• bambine e bambini, ragazze e ragazzi in età da 0 a 17 anni e giovani maggiorenni le cui famiglie trovino difficoltà nell’assicurare loro un’ armonica crescita psico-fisica ed un’ adeguata socializzazione, o siano impossibilitate a garantire loro cure adeguate e ad esercitare la funzione educativa a fronte, anche, di problematiche che comportino emarginazione e disadattamento;
• minori istituzionalizzati per i quali si possa prevedere il rientro in famiglia laddove si riscontri che l’inserimento nel servizio potrebbe comportare miglioramento delle condizioni psico – socio – familiari, nonché ambientali del minore;
• le famiglie dei minori o dei giovani maggiorenni, le reti parentali e le famiglie affidatarie cui i minori sono affidati;
• il territorio e tutti gli interlocutori che operano nelle diverse agenzie che si occupano di bambini, adolescenti e delle loro famiglie (destinatari indiretti).
• favorire il benessere sociale e psicologico del minore nel suo contesto di vita domiciliare e territoriale, valorizzando le risorse presenti nel bambino, nella famiglia d’origine ed allargata, nel territorio;
• favorire i processi di responsabilizzazione educativa all’interno della famiglia;
• vigilare e controllare le dinamiche familiari per garantire al minore un ambiente di vita in cui siano presenti le condizioni minime ed indispensabili di tutela;
• assicurare la continuità dello sviluppo del minore attraverso l’azione sinergica tra la famiglia, la scuola e le risorse presenti sul territorio (ass. sportive, culturali; oratorio, centri di aggregazione ecc.);
• favorire il recupero scolastico con l’obiettivo di rafforzare l’autostima e creare le condizioni per offrire “pari opportunità” al minore.
Gli organi di stampa hanno dato notizia della sospensione a data da definirsi di tale servizio e gli operatori non hanno avuto informazioni in merito al loro futuro professionale in ASBR.
Le famiglie seguite hanno ricevuto tardivamente la comunicazione ufficiale della sospensione e finora non gli è stata fornita nessuna informazione sulla ripresa del servizio.
Gli operatori del servizio di educativa familiare sono stati accuratamente selezionati dalla stessa ASBR e confermati in una graduatoria visibile sul sito dell’azienda.
Il servizio educativo affianca il servizio area minori sostenendo le famiglie ed minori in difficoltà con una attività di prevenzione che lega il bambino al suo nucleo familiare.
Una interruzione del servizio potrebbe far esplodere tensioni nei casi seguiti tali da rendere necessario l’inserimento in comunità con conseguente aggravio economico per il bilancio dell’Unione.
Il servizio è da considerarsi quindi uno strumento efficace di coesione sociale e deve essere garantita la continuità educativa.
L’azzeramento del servizio ha causato la perdita di 6 posti di lavoro con la prevedibile apertura di un contenzioso fra i sindacati e l’Unione Bassa Reggiana.
Il sottoscritto nel consiglio comunale del 18 dicembre 2010 aveva avuto rassicurazioni dal direttore dell’ASBR Fabbi in merito al mantenimento occupazionale dei lavoratori confluiti nell’azienda speciale.
L’affidamento dei servizi educativi all’Unione aveva come obiettivo il miglioramento dei servizi erogati.
L’Azienda Servizi Bassa Reggiana è tenuta a rispettare la normativa sulla trasparenza rendendo pubblichi gli atti deliberati in quanto l’e-governement rimane in capo ai comuni.
Secondo quanto stabilito dai contratti di servizio l’Unione dovrebbe rendicontare periodicamente i comuni sull’andamento economico e gestionale dell’azienda.
Il nostro regolamento sui controlli prevede la verifica anche dei servizi erogati attraverso convenzioni con Unioni dei Comuni.
• A richiedere all’Unione dei Comuni Bassa Reggiana l’immediato ripristino del servizio e alla risoluzione del contenzioso in atto fra lavoratori/sindacato ed ASBR garantendo la continuità educativa utilizzando il personale che ha svolto finora tale attività.
• A richiedere al direttore dell’ASBR una dettagliata relazione sulla vicenda in oggetto e sui servizi effettuati finora.
• A richiedere all’Unione ed all’ASBR il rispetto delle norme sulla trasparenza rendendo pubblici tutti gli atti dell’azienda speciale.
• Al rispetto di quanto stabilito nella convenzione approvata il 18 dicembre 2010 ed in particolare all’informazione periodica del consiglio comunale sull’andamento economico e gestionale dell’azienda speciale.
“Richiesta agevolazioni economiche per i territori alluvionati”
La provincia di Modena è stata funestata da una serie di eventi climatici devastanti, che hanno piegato l’economia e compromesso la vita quotidiana degli abitanti di quella zona;
La Regione Emilia Romagna ha già chiesto lo stato di emergenza a seguito dell’ultima alluvione, ed ha ottenuto una proroga di sei mesi per gli adempimenti tributari;
Secondo le prime stime della Confederazione Italiana Agricoltori Modena, sono circa 1800 le aziende colpite, di cui 800 agricole, 10mila gli ettari sommersi di cui un quarto coltivati e numerosi gli allevamenti in “gravissime condizioni”: e’ andata completamente persa tutta la semina autunnale di grano e orzo e c’e’ preoccupazione anche per i vigneti di Lambrusco, per i frutteti, in particolare di pere, e per gli allevamenti di suini e di bovini;
Sono più di mille gli abitanti sfollati e a tutt’oggi una persona risulta ancora dispersa;
Questa ulteriore grave situazione si aggiunge a quella dei due sisma e della tromba d’aria che in poco più di un anno hanno colpito la stessa zona.
La Protezione Civile ha dichiarato che i fondi per affrontare le emergenze risultano esauriti e pertanto si rende ancora più necessario aiutare la popolazione.
Ad attivarsi presso il Presidente della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna Vasco Errani, affinché richieda l’istituzione di una “zona franca” o “no tax area” o “fiscalità di vantaggio” per tutti i territori colpiti da questi eventi climatici nella provincia di Modena, considerato che quanto sinora attuato/promesso risulta insufficiente ad aiutare la popolazione e l’economia locale.
“Monitoraggio del consumo di suolo e dell’uso degli immobili”
Legambiente Emilia Romagna ha avviato nelle settimane scorse una campagna in 6 punti per fermare il consumo di suolo vergine e favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente.
Stando ai dati forniti dall’associazione, il ritmo di urbanizzazione a cui si è assistito negli ultimi 30 anni in Emilia Romagna è di oltre 8 ettari al giorno.
Da uno studio Legambiente sui Piani Strutturali Comunali (PSC) emergerebbe come negli strumenti urbanistici ci siano enormi potenzialità di urbanizzazione che porterebbero a sottrarre ulteriori migliaia di ettari di campagna a favore di un aumento delle aree urbanizzate.
Occorre perciò rivedere al ribasso le previsioni dei piani urbanistici vigenti elaborati in un anomalo contesto del mercato immobiliare, del tutto sganciato dal reale fabbisogno e dagli odierni orientamenti normativi in campo europeo.
Occorre individuare strumenti economici, finanziari, fiscali, tecnici e normativi per facilitare riqualificazioni energetiche, sismiche ed estetiche del patrimonio edilizio esistente, con particolare riferimento ai quartieri e agli edifici di tipo condominiale.
Che gli strumenti urbanistici di Novellara hanno portato ad un rallentamento del consumo di suolo anche in seguito alla crisi dell’edilizia ma tuttavia occorre persistere in tale direzione.
• A farsi promotori, a nome del Consiglio Comunale, l’Amministrazione e i cittadini tutti, in tutte le sedi opportune, di una nuova legge regionale per fermare il consumo di suolo e di una nuova legge nazionale di revisione della fiscalità per eliminare la dipendenza degli enti locali dagli oneri di urbanizzazione.
• Ad istituire un sistema di monitoraggio del consumo di suolo e dell’uso degli immobili in ogni Comune.
“Comandante polizia municipale e sviluppi futuri del corpo associato”
Delle dimissioni del dott. Girotti, comandante del corpo unico associato di polizia municipale costituitosi il 1° gennaio 2005 e comprendente i comuni di Novellara (capofila), Gualtieri, Luzzara, Reggiolo e Bagnolo in Piano.
Il posto è tuttora vacante in quanto non si ha notizia di bandi o incarichi per la copertura di tale ruolo.
Abbiamo avuto notizia che l’Unione Bassa Reggiana è in possesso di uno studio di fattibilità per costituire un corpo di polizia municipale comprendente 7 comuni sugli 8 complessivi dell’Unione stessa.
A tale studio pare abbia collaborato l’ex comandante della polizia municipale di Torino dott. Famigli.
Il gruppo Lega Nord interpella il Sindaco a risposta orale
• Se è intenzione del comune di Novellara provvedere alla sostituzione del dimissionario dott. Girotti e con quale incarico ed inquadramento.
• Se il comune di Novellara resterà capofila del corpo associato di polizia municipale.
• Quali sono i contenuti dello studio di fattibilità; quali saranno gli sviluppi futuri del corpo associato in seno all’Unione Bassa Reggiana.
• Quale è stato il costo del sopracitato studio e se si prevedono ulteriori spese aggiuntive per il futuro.
“REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI E SUSSIDI ECONOMICI A PERSONE FISICHE”
A seguito della commissione consiliare del 24 novembre scorso e dopo opportuni approfondimenti tecnici si propone il seguente emendamento all’art. 8 inerente i criteri economici; si chiede pertanto di inserire la seguente verifica.
“Ai fini dell'accoglimento della domanda e di stabilire l'entità del contributo richiesto, l'Amministrazione Comunale deve prendere in considerazione l'esistenza di altri redditi o titoli di patrimonio quali beni mobili o immobili eventualmente posseduti all’estero. In merito alla documentazione relativa a questi ultimi valori (beni mobili o immobili) eventualmente posseduti all’estero da cittadini extracomunitari, si rimanda a quanto prescritto dall’art. 3 del DPR 445/00 e dall’art. 2 del DPR 394/99.
In pratica il richiedente è tenuto a presentare un documento rilasciato dall’autorità del paese di provenienza, corredato di traduzione in lingua italiana. Se la documentazione è carente di questi attestati si comunica al richiedente che la pratica è sospesa in attesa della ricezione degli stessi.”
Nota a margine: si precisa che la mancata applicazione della norma è considerato danno erariale.
Emendamento a “STATUTO SOCIALE S.A.B.A.R. SERVIZI S.R.L.”
La sentenza del Consiglio di Stato nr. 7083-2010 in merito all’accesso degli atti delle società miste pubbliche-private, che afferma:
“…. il Consigliere comunale, eletto dalla collettività locale, svolge la sua funzione a tutela della collettività stessa e, strumentalmente, al fine di poter adempiere al proprio ufficio, deve essere messo a conoscenza di ogni attività che riguarda la pubblica amministrazione, titolare primaria del soddisfacimento degli interessi pubblici della collettività di riferimento.”
La sentenza della Corte Costituzionale nr. 50-2013 ossia:
“Allo scopo di evitare che l’affidamento diretto a soggetti in house si risolva in una violazione dei principi del libero mercato e quindi delle regole concorrenziali, che impongono sia garantito il pari trattamento tra imprese pubbliche e private, la stessa Corte ha affermato che è possibile non osservare le regole della concorrenza a due condizioni. La prima è che l’ente pubblico svolga sulla società in house un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi; la seconda è che il soggetto affidatario realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente pubblico”
Gli emendamenti presentati dal gruppo Lega Nord e approvati dal consiglio comunale in merito al regolamento per l’attuazione dei controlli interni cosi riportati:
“Controllo della qualità dei servizi erogati: finalizzato a misurare la soddisfazione degli utenti dell’ente in modo diretto e con risorse proprie sia per servizi forniti direttamente che attraverso convenzioni con enti locali e unioni dei comuni.”
“Controllo sulle società non quotate e partecipate dell’ente: finalizzato a definirne gli obiettivi a cui deve tendere la società secondo parametri qualitativi applicando il monitoraggio periodico della situazione contabile, gestionale ed organizzativa in modo diretto e con risorse proprie.”
All’art.19 si propone di aggiungere (in grassetto) dopo la seguente frase:
Gli enti soci hanno il diritto di chiedere all’organo amministrativo gli elenchi degli atti adottati e di avere copia degli atti medesimi (secondo modalità da definire); di chiedere al consiglio di amministrazione con cadenza periodica una relazione sull’andamento della società, con particolare riferimento alla quantità e qualità dei servizi resi ai cittadini, nonché ai costi di gestione in relazione agli obiettivi fissati.
“Tali atti e la relazione saranno resi pubblici sul sito web della società.” … (prosegue)
“revisione del patto di stabilità e modifica DDL Stabilità 2014”
1) La situazione economica nazionale e regionale, così come rilevato anche dal recente rapporto di Unioncamere Emilia Romagna, resta molto critica e vede in difficoltà i lavoratori, le famiglie e le imprese anche del nostro territorio.
2) Le politiche di rigore adottate in questi anni, sia a livello europeo che nazionale, non hanno fatto registrare quegli effetti di rilancio economico sperati e richiedono una correzione nella direzione di favorire politiche di crescita che facilitino l’uscita dalla crisi e dal ciclo negativo perdurante.
3) Resta necessario realizzare ogni sforzo per consolidare le politiche di innovazione e sviluppo, incoraggiare la pur limitata ripresa in atto e non ridurre i servizi assicurati ai cittadini emiliani e romagnoli e alle imprese da parte del sistema regionale e delle Autonomie locali.
4) Da più parti è stata espressa particolare preoccupazione per le conseguenze che potranno derivare, nella gestione dei servizi pubblici locali, per prestazioni sul welfare, dalla Legge di Stabilità 2014 in discussione al Parlamento, se confermata nella versione approvata dal Governo.
5) In questi anni il contributo degli enti territoriali al risanamento della finanza pubblica è stato poderoso e non ha conosciuto, per le amministrazioni centrali, una corrispondente misura.
6) Ancora una volta, nell’allestimento della legge di stabilità per il 2014, il Governo ha inasprito i contenuti del Patto di Stabilità Interno rendendo difficilissima sia la costruzione dei bilanci delle Regioni e degli Enti Locali sia la possibilità di realizzare politiche incisive destinate allo sviluppo dei territori.
agli Enti che hanno dimostrato di rispettare appieno i parametri occorre riconoscere, non tanto un maggiore trasferimento di risorse, ma la possibilità di spingere sulla crescita mediante l’utilizzo delle proprie risorse, di cui hanno già disponibilità, senza andare ad aggravare ulteriormente il saldo dei conti pubblici.
Le attuali regole del Patto di stabilità interno impediscono anche agli Enti virtuosi di spendere quanto in loro disponibilità di cassa, portando ad una diminuzione della spesa per investimenti che deprime ulteriormente la situazione economica del Paese e degli Enti Locali.
Una possibile evoluzione del Patto di Stabilità dovrebbe consentire alle Regioni e agli Enti Locali di escludere dal patto le spese di investimento, finanziate senza debito, e le risorse per i cofinanziamenti dei progetti comunitari.
E’ fondamentale mettere in campo un’azione coordinata del sistema delle autonomie locali dell’Emilia Romagna e di tutte le sue parti economiche e sociali, in maniera congiunta tra i diversi livelli, per sensibilizzare lo Stato centrale a:
a) modificare gli obiettivi del Patto di Stabilità Interno per gli Enti della Regione Emilia Romagna, tenuta in considerazione la virtuosità complessiva delle amministrazioni pubbliche emiliane e romagnole;
b) considerare le modalità di applicazione del patto di stabilità interno negli altri Stati dell’Unione Europea, modificando quello nazionale sulla scorta degli eventuali aspetti migliorativi introdotti dalla modalità europea a favore degli Enti Locali virtuosi;
c) verificare la possibilità di un’applicazione sperimentale, su scala regionale, della ripartizione degli obiettivi del Patto;
d) individuare delle tipologie di investimenti prioritari che possano essere esclusi dalla disciplina del patto, secondo parametri da definire a livello regionale.
Il gruppo Lega Nord impegna il Sindaco e la giunta ad esprimere al Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani,
in qualità di Presidente della Conferenza Stato – Regioni, la necessità di:
• modificare le attuali disposizioni contenute nel DDL Stabilità 2014;
• portare all’attenzione del Governo la necessità di ridefinire il contributo alla manovra di risanamento delle finanze pubbliche da parte della Regione Emilia Romagna con l’obiettivo di riconoscere e attribuire il rilievo della virtuosità nella gestione e nella tenuta dei conti pubblici, introducendo anche un criterio unico basato sul parametro del PIL prodotto ed abbandonando definitivamente il criterio che fa riferimento alla spesa storica;
• liberare le risorse attualmente disponibili presso le Autonomie locali – ma bloccate dal Patto di Stabilità – permettendo così l’utilizzo delle risorse per obiettivi di spesa prioritari e strategici, come la difesa del territorio e dei servizi sociali;
• procedere ad una revisione del Patto di Stabilità che:
1) modifichi gli obiettivi per gli Enti della Regione Emilia Romagna, tenuta in considerazione la virtuosità complessiva delle amministrazioni pubbliche emiliane e romagnole;
2) consideri le modalità di applicazione del patto di stabilità interno negli altri Stati dell’Unione Europea, modificando quello nazionale sulla scorta degli eventuali aspetti migliorativi introdotti dalla modalità europea a favore degli Enti Locali virtuosi;
3) verifichi la possibilità di un’applicazione sperimentale, su scala regionale, della ripartizione degli obiettivi del Patto;
4) individui delle tipologie di investimenti prioritari che possano essere esclusi dalla disciplina del patto, secondo parametri da definire a livello regionale;
• rendere permanente lo strumento del patto di stabilità territoriale incentivato con un’evoluzione dello stesso verso un vero e proprio “patto di stabilità integrato” che, attraverso un unico obiettivo territoriale di finanza pubblica, riesca, secondo criteri di equità e virtuosità, ad aumentare la capacità di spesa, a sbloccare i pagamenti e a realizzare politiche per la crescita del sistema delle autonomie emiliane e romagnole per rendere più competitivo il sistema delle imprese e per sostenere l’occupazione e il welfare.
mozione da inserire nel prossimo consiglio comunale utile:
“E.R.T. (Emilia Romagna Teatro), ritiro adesione e provvedimenti conseguenti”
La delibera di consiglio comunale nr. 33 del 2008 che stabiliva l’adesione del comune di Novellara come socio ordinario sostenitore a “Emilia Romagna Teatro fondazione” (E.R.T.) avendo come finalità l’avviamento di una collaborazione con alcuni teatri limitrofi come Bagnolo in Piano e Correggio per la programmazione delle stagioni teatrali.
Nella stessa delibera veniva approvato anche lo Statuto della fondazione in oggetto e la quota da versare al fondo di dotazione di E.R.T. nella misura di 12.000€ annui.
Che nello statuto E.R.T. sono Soci Fondatori e necessari il Comune di Modena, il Comune di Cesena, la Regione Emilia-Romagna e la Provincia di Modena.
Lo statuto prevede inoltre che eventuali perdite di esercizio debbono essere riportate a nuovo e ripianate nell’ambito della gestione triennale.
Un deficit di esercizio deve essere ripianato da contributi straordinari degli Enti Fondatori, pena la decadenza gli organi sociali della Fondazione.
Nello statuto non sono previste penalità per il ritiro dell’adesione e l’azzeramento della quota di partecipazione
Che la quota di partecipazione del comune di Novellara è pari all’1,29% mentre la fondazione in oggetto negli ultimi anni ha subito le seguenti perdite di esercizio:
13.900€ nel 2012 – 157.900€ nel 2011 – 199.200€ nel 2010 – 80.200€ nel 2009.
Il comune di Cesena nel 2011 ha ripianato le perdite versando al fondo di E.R.T. 200.000€.
I revisori del collegio sindacale di E.R.T. hanno evidenziato le criticità che minano la solidità patrimoniale ed il suo precario equilibrio finanziario.
Che da anni gli eventi teatrali a Novellara vengono gestiti in “house” dal comune stesso con una associazione locale venendo così a mancare le finalità della collaborazione con E.R.T..
Doveroso ricercare ogni economia di spesa nel bilancio comunale eliminando il superfluo.
Il gruppo Lega Nord impegna il Sindaco e la giunta
• A ritirare l’adesione alla fondazione E.R.T. ed azzerare la quota di partecipazione relativa al 2013
Interrogazione a risposta scritta “DESTINAZIONE RISORSE A SEGUITO DEL D.l. 35/2013”
Che il D.l. 35/2013 “Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali” convertito con modificazioni dalla L. 6 giugno 2013 nr. 64, permette ai comuni di pagare le fatture accumulate al 31/12/2012 allentando il patto di stabilità.
Che per il comune di Novellara si tratterebbe di circa 1.266.000 €.
• Se corrisponde al vero la cifra sopra riportata e da quanto tempo tale somma era disponibile in cassa.
• Quali saranno le ditte che verranno pagate con tali fondi, l’entità delle cifre da versare a saldo oppure in acconto e i tempi di attesa che hanno sostenuto.
• Quali opere e/o servizi hanno realizzato le ditte che saranno pagate.
• Quali saranno le ditte cui non sarà possibile effettuare il pagamento, l’entità di tali cifre, i tempi di attesa finora sostenuti dalle ditte stesse e quali opere e/o servizi hanno realizzato.
“Indirizzo su creazione piano finanziario e tariffe TARES”
Che a Novellara la TIA (tariffa igiene ambientale) è in vigore dal 2002, suddivisa fra utenze domestiche e non domestiche con una quota variabile ed una fissa.
Tale tariffa ha sempre coperto per intero i costi di raccolta e smaltimento rifiuti.
Negli anni vi sono stati diversi aggiustamenti al complesso sistema di calcolo proprio per raggiungere una natura corrispettiva in linea e proporzionale alle quantità conferite dai singoli utenti.
Nel calcolo della TIA sono previste una serie di agevolazioni e riduzioni per anziani e nuclei familiari con redditi bassi.
Le attività economiche e produttive potevano recuperare l’IVA applicata alla tariffa.
Che la TARES così com’è stata congegnata assomiglia ad una vera e propria patrimoniale che non premia i comportamenti virtuosi ma tassa i cittadini sulla base di elementi poco significativi in questo campo come quello della sola superficie evitando di considerare le vere quantità di rifiuti prodotti, la raccolta differenziata, il compostaggio domestico.
Che la copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili ottenuta tassando la sola superficie senza nessun collegamento quantitativo dell’utilizzo di tali servizi rende il tributo iniquo in quanto i servizi generali dovrebbero essere coperti dalla fiscalità generale.
Non esiste nessun nesso fra la superficie ed i servizi indivisibili in quanto quest’ultimi andrebbero calcolati in base al numero dei componenti il nucleo familiare.
Le politiche di riduzione e riciclaggio dei rifiuti sono da sostenere ed implementare.
Le attività economiche e produttive non potranno più recuperare l’IVA.
Che il D.L. nr. 201 del 6 dicembre 2011 all’art. 14 comma 29 prevede:
“I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantita' di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con regolamento, prevedere l'applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo del tributo.”
• Ad impostare il piano finanziario e le tariffe della TARES fin dove è permesso dalla normativa vigente secondo la metodologia della TIA.
• Ad adeguare di conseguenza il regolamento della TARES
• Ad inviare al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando una sollecitazione atta a rivedere la normativa TARES secondo meccanismi di carattere premiale che privilegi la riduzione dei rifiuti
“Regolamento tributo comunale sui rifiuti e servizi indivisibili - TARES”
Che nel D. L. del 6 dicembre 2011, n. 201, art. 14, è stabilito espressamente, che “SOLO LE AREE SUSCETTIBILI DI PRODURRE RIFIUTI possono essere sottoposte al tributo”; inoltre, sempre in detto Decreto Legge, si specifica che “SONO ESCLUSE DALLA TASSAZIONE LE AREE SCOPERTE PERTINENZIALI O ACCESSORIE A CIVILI ABITAZIONI”
Che le modalità stabilite dal regolamento di Novellara in oggetto contrasta con la normativa nazionale che, in quanto fonte superiore, non può essere disapplicata o modificata da un regolamento comunale.
Che il comune di Reggio Emilia, ha approvato in data 19 Giugno 2013 un ordine del giorno presentato dalla stessa forza di maggioranza e votato con parere unanime che prevedeva la modifica proposta in questo stesso ordine del giorno
A uniformare l’art. 5 del regolamento in oggetto al dettato previsto dal D. L. del 6 dicembre 2011, n. 201, art. 14 in cui è stabilito espressamente che “SOLO LE AREE SUSCETTIBILI DI PRODURRE RIFIUTI POSSONO ESSERE SOTTOPOSTE AL TRIBUTO”; pertanto escludere dal calcolo della tariffa ogni ambiente di un’unità immobiliare che non è produttivo di rifiuti, nella specie:
portici, balconi, solai e garage privi di mobilio ed allacciamento idrico, locali quindi che per loro natura non possono produrre e non producono nessun tipo di rifiuto.
Che occorre sostenere un sistema di calcolo basato principalmente sul numero di occupanti a discapito di un sistema di calcolo basato solamente sulla metratura dei locali
Che il D. L. del 6 dicembre 2011, n. 201, art. 14 comma 15, indica la possibilità da parte dei comuni di prevedere una riduzione tariffaria nella misura massima del trenta per cento per le abitazioni con un unico occupante.
Che la reintroduzione del tributo sulla prima casa avvenuta nella scorsa legislatura, ha gravato in modo particolare sui nuclei famigliari composti da un solo componente in quanto aventi, generalmente, un reddito inferiore ai nuclei più numerosi.
A modificare l’art. 8 del regolamento in oggetto inserendo un comma che preveda una riduzione nel calcolo del tributo sullo smaltimento dei rifiuti nella misura massima del trenta per cento, così come consentito dalla Legge nazionale in premessa.
“Studio passaggio da imposta comunale sulla pubblicità a canone per l’installazione di mezzi pubblicitari”
Che il conferimento in appalto del servizio di accertamento e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni cessa il 31-12-2015
Che quanto successo nelle ultime settimane in merito alle sanzioni inviate dall’ICA a numerosi commercianti di Novellara sono episodi a dir poco insensati che potrebbero mettere in difficoltà l’amministrazione comunale a causa dei numerosi ricorsi.
Indispensabile mantenere un rapporto corretto e collaborativo e non vessatorio con il cittadino utente, le attività commerciali e produttive al fine di ridurre le conflittualità.
Necessario ricercare tutte le forme di autonomia regolamentare ed impositive al fine di avvicinare l’ente pubblico al contribuente.
Che il D. Lgs. 446 del 1997 all’art. 62 prevede e contempla una modifica della disciplina dei tributi locali in tema di pubblicità come segue:
Art. 62 Canone per l'installazione di mezzi pubblicitari
1. I comuni possono, con regolamento adottato a norma dell'articolo 52, escludere l'applicazione, nel proprio territorio, dell'imposta comunale sulla pubblicita' di cui al capo I del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, sottoponendo le iniziative pubblicitarie
che incidono sull'arredo urbano o sull'ambiente ad un regime autorizzatorio e assoggettandole al pagamento di un canone in base a tariffa. ((15))
d) determinazione della tariffa con criteri di ragionevolezza e gradualita' tenendo conto della popolazione residente, della rilevanza dei flussi turistici presenti nel comune e delle caratteristiche urbanistiche delle diverse zone del territorio comunale e dell'impatto ambientale in modo che detta tariffa, comprensiva dell'eventuale uso di aree comunali, non ecceda di oltre il 25 per cento le tariffe stabilite ai sensi del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, per l'imposta comunale sulla pubblicita' in relazione all'esposizione di cui alla lettera a) e deliberate dall'amministrazione comunale nell'anno solare antecedente l'adozione della delibera di sostituzione dell'imposta comunale sulla pubblicita' con il canone;
e) equiparazione, ai soli fini del pagamento del canone, dei mezzi pubblicitari installati senza la preventiva autorizzazione a quelli autorizzati e previsione per l'installazione dei mezzi pubblicitari non autorizzati di sanzioni amministrative pecuniarie di
importo non inferiore all'importo della relativa tariffa, ne' superiore al doppio della stessa tariffa;
4. Il comune procede alla rimozione dei mezzi pubblicitari privi della prescritta autorizzazione, o installati in difformita' della stessa, o per i quali non sia stato effettuato il pagamento del relativo canone, nonche' alla immediata copertura della pubblicita' con essi effettuata, mediante contestuale processo verbale di contestazione redatto da competente pubblico ufficiale. Resta ferma l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ovvero se non comminabili, di quelle stabilite dall'articolo 24, comma 2, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507.
Per l'applicazione delle sanzioni di cui al presente comma si osservano le disposizioni contenute nel capo I del titolo VI del citato decreto legislativo n. 285 del 1992.
Il D.L. 22 febbraio 2002, n. 13, convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2002, n. 75 ha disposto (con l'art. 2-bis, comma 1) che il canone per l'installazione dei mezzi pubblicitari di cui al comma 1 del presente articolo non e' dovuto per le insegne di esercizio delle attivita' commerciali e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono la sede ove si svolge l'attivita' cui si riferiscono, per la superficie complessiva fino a 5 metri quadrati.
• Ad avviare uno studio preliminare propedeutico per il passaggio da “imposta comunale sulla pubblicità” a “canone per l’installazione di mezzi pubblicitari”
Interpellanza a risposta orale da inserire nel prossimo consiglio comunale utile su:
“progetto costruzione di spazi di narrazione reciproca tra le persone e comunità che abitano il territorio Novellarese”
La delibera di giunta nr. 31 del 2013 in merito ad una convenzione con l’associazione di promozione sociale “la FI-UMANA culture in piena” per la gestione degli eventi di nessuno escluso e progettazione educativa.
Che il costo complessivo è di 18.835€ oltre IVA, quindi al di sotto dei 20.000€ previsti oltre i quali occorre indire una gara ufficiosa, così suddivisi:
• 8.335€ per il coordinamento e gestione del tavolo di lavoro e ricerca finanziamenti
• 10.000€ gestione delle feste condivise
• 500€ interventi di visibilità del progetto
Che gli eventi pubblici proposti sono: festa delle donne, festa di primavera “Vaisakhi”, festa della Pasqua o di Maria, festa della Repubblica, festa del sacrificio di Abramo, festa Comunità Cinese
Che all’associazione la FI-UMANA è stato concesso gratuitamente e con pagamento delle utenze un locale ad uso ufficio fino alla fine della legislatura, quindi oltre il termine dell’incarico in questione.
Che la spesa storica in passato per tali attività affidate a PRO.DI.GIO era stata inferiore e che si era già provato ad affidare un incarico esterno per la ricerca dei finanziamenti in occasione di un passato festival “Uguali e diversi”.
La carenza di risorse essenziali per coprire i servizi comunali a causa della crisi permanente e della mancanza di informazioni certe sui trasferimenti statali.
La legge 190 del 6 novembre 2012 in tema di prevenzione e repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione meglio detta “legge anti corruzione”
Il gruppo Lega Nord interpella a risposta orale il Sindaco e la giunta
• Se ritiene consono la cifra pattuita in relazione alla crisi economica ed alla necessità di reperire risorse per finanziare i servizi primari.
• Se non si potevano realizzare le attività previste o gran parte di esse con personale interno anche attingendo da altri uffici e non solo a carico del settore servizi amministrativi e relazione con il pubblico.
• Se sono stati chiesti altri preventivi ad altre associazioni ed in caso contrario per quale motivo.
• Se non si potevano coinvolgere associazioni di volontariato e le stesse comunità straniere coinvolte.
• Se in questo incarico ed in altri si sta ottemperando a quanto prescritto dalla “legge anticorruzione” e dal piano di prevenzione, ossia monitorare i rapporti tra l’amministrazione ed i soggetti stessi titolari dell’incarico verificando eventuali relazioni di parentela o affinità sussistenti.
• Quali altre azioni si stanno compiendo per ottemperare ad altri obblighi previsti dalla “legge anticorruzione” in tema di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte dell’amministrazione
mozione: “atto di indirizzo per il contrasto alla ludopatia”
Che l’industria del gioco d’azzardo è fra le poche a non subire gli effetti della crisi economica, con 100 miliardi di fatturato l’anno, pari a circa il 4% del Prodotto Interno Lordo Nazionale.
La spesa per gioco d’azzardo costituisce l’impressionante cifra del 12% della spesa delle famiglie italiane; sono 15 milioni i giocatori abituali, 3 milioni quelli a rischio patologico e circa 800.000 quelli già patologici; sono stimati tra i 5 e i 6 miliardi di euro annui i costi per curare i casi patologici.
Nessun futuro può avere una società che assiste alla chiusura di esercizi commerciali a fronte di un moltiplicarsi delle sale da gioco.
Che ai costi sociali si vanno ad aggiungere i costi affettivi che scontano i familiari dei dipendenti dal gioco d’azzardo.
Che spesso intorno ai luoghi del gioco d’azzardo si organizza la microcriminalità dei furti, degli scippi e dell’usura, così come la criminalità organizzata.
Il gioco d’azzardo lecito è materia di competenza statale e i Sindaci, ad ora, non hanno potere regolatore né ispettivo.
Che sarebbe compito delle amministrazioni comunali contrastare l’abuso di tali forme di gioco che seppur ritenute lecite provocano gravi danni economici e sociali.
Che l’art. 7 del Decreto-Legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazioni dalla Legge 8 novembre 2012, n. 189 (c.d. “Decreto Balduzzi”) ha introdotto nuove regole sulla ludopatia ma non ha predisposto limitazioni di carattere legislativo nazionale alla presenza di macchine da gioco e/o all’apertura di nuove sale gioco in zone sensibili.
Che la Corte Costituzionale con alcune sentenze ha aperto la strada ad alcune limitazioni che possono imporre gli enti locali all’apertura delle sale da gioco a tutela dei soggetti psicologicamente vulnerabili.
Che il regolamento comunale delle sale giochi è piuttosto datato e risale al 1996.
Che da più parti, schieramenti politici, comitati ed associazioni di cittadini si sta manifestando una forte preoccupazione per il fenomeno.
Che diverse giunte regionali sono al lavoro per chiedere allo Stato una diversa regolamentazione in materia lasciando spazio al potere decisionale degli enti locali.
Che finora, in attesa di una legge nazionale in materia, l’unica strada possibile intrapresa dalle amministrazioni comunali è stata quella degli sgravi fiscali ai locali liberi da slot machine mentre azioni più forti sono sempre state rigettate dal TAR.
Che, in aggiunta a riduzioni dei tributi comunali per i gestori dei locali “no slot”, in diverse realtà è stata introdotta una “Carta Etica”.
Che a Novellara è in corso il progetto di valorizzazione del centro storico e delle sue attività commerciali.
Indispensabile poter decidere il numero massimo delle sale gioco sul territorio, gli orari di apertura, la distanza dal centro storico ed altri edifici sensibili (ad esempio le scuole, asili ecc..), informare i cittadini sul pericolo dell’abuso dei giochi che consentono vincite in denaro.
Consigliabile posizionare vicino alle slot machine appositi cartelli che ne segnalino la pericolosità come pure il tassativo divieto ai minori.
Necessario monitorare gli effetti patologici e le conseguenze sanitarie e sociali in collaborazione con i presidi sanitari.
Che nei regolamenti urbanistici dovrebbero essere inserite apposite norme e requisiti riguardanti le sale da gioco.
• Ad inviare agli eletti in parlamento ed in regione una sollecitazione a colmare il vuoto normativo sulle ludopatie lasciando più potere decisionale agli enti locali.
• A mappare tutti i locali di Novellara che possiedono slot.
• A rivedere il regolamento comunale in materia.
• A considerare l’argomento nelle eventuali e future modifiche degli strumenti urbanistici.
• Ad iniziare una campagna informativa sui pericoli derivanti dall’eccesso dei giochi d’azzardo.
• Ad inserire nel progetto del “centro commerciale naturale” appositi interventi ed iniziative a favore degli esercizi pubblici che non possiedono slot.
• A sostenere l’attività dei comitati che si oppongono all’apertura di nuove sale da gioco.
• A collaborare con le autorità sanitarie nel recupero e sostegno di coloro che sono affetti da questa patologia.
“REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA INTEGRATO DEI CONTROLLI INTERNI”
Si propongono i seguenti emendamenti da aggiungere al comma 2 dell’art. 2: Sistema integrato dei controlli interni:
f) Controllo della qualità dei servizi erogati: finalizzato a misurare la soddisfazione degli utenti dell’ente in modo diretto e con risorse proprie sia per servizi forniti direttamente che attraverso convenzioni con enti locali e unioni dei comuni.
g) Controllo sulle società non quotate e partecipate dell’ente: finalizzato a definirne gli obiettivi a cui deve tendere la società secondo parametri qualitativi applicando il monitoraggio periodico della situazione contabile, gestionale ed organizzativa in modo diretto e con risorse proprie.
Nota a margine: si rimanda agli uffici la stesura di eventuali articoli successivi che definiscano le modalità da seguire per attivare i controlli sopracitati.
Emendamento ad “Ordine del giorno per il riconoscimento simbolico della cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia e residenti a Novellara”
Il riconoscimento simbolico della cittadinanza a 666 minori sia un evento importante che interessa l’intera collettività e che richiede il coinvolgimento e la partecipazione popolare come descritto nello Statuto comunale;
- a disporre una consultazione popolare per acquisire le valutazioni della collettività in merito al conferimento della cittadinanza simbolica a tutti i minori di 18 anni, ….
prosegue come da ordine del giorno ……..
Revisione del giornalino Novellara notizie e riduzione dei costi
che obiettivo dell'Amministrazione, è quello di dare continuità alla pubblicazione del periodico istituzionale "Novellara Notizie" quale strumento necessario per comunicare ai cittadini le attività dell'Ente.
importante valutare nuove forme di progetti editoriali tese a valorizzare il contenuto piuttosto che l’aspetto grafico.
che in passato il giornalino “Novellara notizie” veniva stampato in bianco e nero su carta riciclata al 100% mentre la composizione grafica e stampa avveniva nei locali dell’amministrazione.
Una tale forma essenziale ed economica assolveva al compito per il quale era stato ideato.
che le potenzialità del web come pure le comunicazioni tramite e-mail sono da sfruttare appieno al fine di contenere i costi di spedizione e il consumo di elevati quantitativi di carta, privilegiando gli strumenti informatici come mezzo di diffusione del giornalino.
Che fra pochi mesi terminerà l’affidamento alla ditta Kaiti Expansion del servizio stampa e prestazioni accessorie di Novellara notizie che comprendeva 5 pubblicazioni (4 edizioni da 5900 copie e 1 edizione da 7000 copie) per un impegno di spesa di 15.198€ (comprensiva di IVA al 4%)
Ad una revisione completa del giornalino Novellara notizie indirizzata a ridurne i costi mantenendo invariato il contenuto, rispettosa dell’ambiente ed attivando nuove forme di comunicazione e diffusione.
Questo nuovo progetto editoriale dovrà essere approvato dalla commissione consiliare competente.
Istituzione di una “zona franca” nelle aree terremotate delle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Ferrara e Mantova.
L’Emilia-Romagna, a far data dal 20 maggio 2012, è stata funestata da eventi sismici, tanto gravi che, con deliberazione del Consiglio dei Ministri in data 22 maggio 2012, è stato dichiarato lo stato di emergenza nelle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Ferrara e Mantova.
Nello stesso territorio il giorno 29 maggio 2012 si verificava un’ulteriore sisma di magnitudo 5.8, che ha indotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri a prendere atto che l'andamento della sequenza sismica, manifestatasi nelle predette province, ha determinato una grave situazione di pericolo per l'incolumità delle persone e per la sicurezza dei beni pubblici e privati.
Tali fenomeni hanno provocato la perdita di vite umane, numerosi feriti, oltre all’inagibilità di diversi immobili pubblici e privati, con gravi danneggiamenti a strutture ed infrastrutture; ed è intervenuta la presa d’atto che tale situazione di emergenza, per intensità ed estensione, non è fronteggiabile con mezzi e poteri ordinari.
Al di là degli interventi temporaneamente previsti, strettamente necessari alle prime necessità delle popolazioni colpite dai predetti eventi, nonché al successivo ripristino e reintegro dei beni di pronto impiego utilizzati nelle zone terremotate, in misura tale da garantire l'operatività del Servizio nazionale di protezione civile in caso di future possibili emergenze, si ritiene fondamentale garantire concrete possibilità di rilancio dell’economia dei territori colpiti, attraverso l’istituzione di uno speciale regime tributario.
In Italia sono già presenti zone franche: Livigno, Campione d’Italia, Valle d’Aosta e Gorizia, disciplinate dall’art. 2 del TU delle leggi doganali (D.P.R. 23 gennaio 1973 n. 43 Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale). A livello europeo la materia è disciplinata dalla direttiva 75/69/CE e dai regolamenti CE n. 88/2504 e 93/2454.
La proposta di legge, presentata nei giorni scorsi presso l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, ipotizza per le zone terremotate almeno dieci anni senza Imu, Irpef, Iva, Irap né altre imposte o accise (ma esclusi i monopoli di Stato), secondo le norme che regolano le 22 'zone franche urbane' già esistenti (varate durante il Governo Berlusconi con il via libera della Commissione Europea).
Analoga proposta è già stata avanzata alla Commissione di Bruxelles da alcuni eurodeputati in base all’art. 107 del Trattato Europeo che giudica compatibili con il mercato interno gli aiuti per ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, e non c’è dubbio che si tratti di casi perfettamente compatibili con quelli delle zone terremotate.
del parere preliminare della Direzione Generale della Commissione Europea, la quale ha risposto che la fattibilità dell'operazione “zona franca” per le aree terremotate riportate in premessa dipende dalle modalità di presentazione della domanda, a carico dell'autorità regionale.
Che alcune delle Amministrazioni Comunali delle aree maggiormente danneggiate dal sisma hanno indicato nell’istituzione di una “zona franca” la soluzione più idonea per risollevare la propria economia;
che questa proposta è stata accolta molto positivamente da diverse associazioni di categoria, economiche e professionali.
• Ad attivarsi presso il Presidente della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna Vasco Errani, affinché in qualità di Commissario straordinario all’Emergenza richieda l’istituzione di una “zona franca” per tutte le aree terremotate delle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Ferrara e Mantova.
Emendamenti al “regolamento generale delle entrate tributarie”
In merito alla modifica del regolamento in oggetto si inoltrano le seguenti proposte.
Art. 5 comma 1: contrario alla modifica in quanto il TUEL disciplina chiaramente le competenze di giunta e consiglio per quanto riguarda le aliquote e tariffe, la modifica risulterebbe inutile.
Art. 5 comma 4: si richiede l’inserimento di un nuovo comma che stabilisce che a partire dal 2013 i contribuenti riceveranno il calcolo di quanto dovuto al comune con relativi bollettini di versamento già compilati (vedi IMU). In sostanza si introduce il principio che il contribuente deve solo verificare che quanto calcolato sia corretto e non addentrarsi in tabelle ed operazioni varie.
Art. 27 comma 1 - 2 - 3: si richiede di mantenere la sanzione applicata ad un quarto anziché un terzo Non sono chiare le motivazioni per eliminare il comma 3.
Art. 27 comma 5: si richiede di non far pagare eventuali sanzioni ed interessi a causa di errori da parte dei contribuenti per l’IMU anno 2012 a causa dell’incertezza che ancora sussiste sull’imposta in questione. In caso di accertamento il comune riscuoterà solo l’importo dovuto.
Art. 30 comma 2: visto la domanda posta dall’amministrazione riguardo l’introduzione di un minimo al di sotto non è possibile richiedere la dilazione di pagamento si da risposta favorevole, tale cifra indicativamente potrebbe essere sui 50€
Art. 35 bis: compatibilmente con la normativa nazionale si richiede l’inserimento di un nuovo articolo che sancisca che in caso di calamità naturale le seconde case rese disponibili per gli sfollati siano esenti dall’IMU per la durata del loro utilizzo. L’esenzione completa o in parte varrà anche per le case ed altri immobili resi inagibili
“ISTITUZIONE DEL QUESTION TIME, MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE”
• Una amministrazione comunale deve fornire una corretta, puntuale ed esauriente informazione alla popolazione.
• Alle domande e problematiche sollevate dei cittadini deve essere assicurata una adeguata risposta da parte dell’amministrazione.
• Alcuni comuni hanno istituito il question time aperto alla cittadinanza.
• Al fine di rendere attuabile una tale forma di partecipazione occorre regolamentare le tempistiche e le modalità degli interventi. A tale proposito si fornisce una bozza delle modalità di condotta a cui ci si dovrà attenere:
Al Question Time possono partecipare tutti i cittadini maggiorenni e residenti nel Comune.
Possono partecipare anche coloro i quali svolgano attività commerciali e/o imprenditoriali all'interno del nostro territorio comunale.
Il Question Time prevede che i cittadini rivolgano una domanda al Sindaco.
Per consentire a tutti una eguale e democratica partecipazione, ogni interrogazione non può durare più di 15 minuti, così suddivisi:
- 5 minuti a disposizione dell’interpellante per esporre il problema e porre un quesito;
- 10 minuti a disposizione del Sindaco e/o assessori per rispondere;
Al Question Time sarà presente, oltre al Sindaco e la giunta, un moderatore che aiuterà nella gestione delle tempistiche.
E’ obbligatorio inviare la domanda almeno 10 giorni prima per la partecipazione al Question Time. Non saranno accettate domande il giorno stesso del Question Time.
Saranno accettate tutte le domande pertinenti il ruolo del Sindaco e le sue funzioni.
Le domande pervenute saranno vagliate dal Sindaco dando precedenza a seconda dell'urgenza del problema e lo staff del Sindaco provvederà a contattare gli interessati.
Solo chi ha scritto ed inviato la domanda può partecipare, non saranno accettate deleghe e/o sostituzioni.
Ad istituire il Question Time secondo le modalità di condotta sopra elencate.
Interrogazione a risposta orale “RIFIUTI PROVENIENTI DA CAVAZZOLI”
Che quanto appreso da alcuni organi di stampa l’inceneritore di Cavazzoli chiuderà entro maggio 2012 e che i rifiuti non saranno più bruciati ma verranno conferiti alle discariche reggiane di SABAR e Poiatica.
Che la costruzione del nuovo impianto di trattamento meccanico biologico, da realizzarsi in comune di Reggio Emilia a nord dell’autostrada, risulta in netto ritardo rispetto alla tabella di marcia che prevede la sua entrata in funzione entro il 2015.
Che la raccolta differenziata spinta stenta a decollare e che circa metà delle tonnellate raccolte dovrà essere smaltita nelle discariche.
Che era previsto che la discarica SABAR avrebbe cessato la sua attività entro il 2015.
• Se corrisponde al vero quanto riportato dai giornali.
• Quante tonnellate verranno importate da Reggio Emilia e smaltite in SABAR e per quanti anni.
• Di che tipologia sarà il rifiuto proveniente da Cavazzoli.
• Se una parte di questi rifiuti proverrà da fuori provincia e in che percentuale.
• Quali saranno i vantaggi economici per i comuni soci e quale sovraprezzo gli verrà applicato.
• Se viene confermata la data del 2015 come ultimo anno di funzionamento della discarica SABAR.
“CONTRARI ALLA TESORERIA UNICA”
• Il regime di Tesoreria unica, introdotto dalla Legge 720/1984, stabiliva che tutte le entrate degli enti locali dovessero essere versate in due diversi conti presso la Banca d’Italia dei quali uno infruttifero, ove venivano depositate tutte le entrate provenienti direttamente o indirettamente dallo Stato, e uno fruttifero, dove venivano invece versate tutte le altre entrate proprie degli enti;
• La disciplina della Tesoreria Unica, rivista nel corso degli anni e poi superata dal regime di Tesoreria mista, prevedeva altresì come il tesoriere dell’ente, al momento dell’effettuazione di un pagamento, prelevasse in via prioritaria l’importo necessario dal conto fruttifero detenuto presso la Banca d’Italia, così che gli enti non potevano disporre di liquidità su cui potere percepire interessi giacché la propria liquidità era detenuta solo sul conto infruttifero;
• Il comma 8 dell’articolo 35 del Decreto Legge 24 gennaio 2012, n.1 “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” modifica la attuale gestione delle tesorerie degli Enti Locali prevedendo, in luogo della sospensione dell’efficacia delle vigenti disposizioni, il ripristino, fino al 2014, della Tesoreria Unica Statale e disponendo l’obbligo per gli Enti di riversare, per il 50% entro il 29 febbraio 2012 e per il 50% entro il 16 aprile 2012, le proprie disponibilità liquide esigibili e depositate presso le proprie tesorerie alla data di entrata in vigore del decreto, presso la tesoreria statale;
• Il ripristino del regime di Tesoreria Unica supera pertanto il sistema di Tesoreria mista, disciplinato dal Decreto Legislativo n.279 del 1997 con il quale veniva stabilito che mentre le entrate degli Enti Locali derivanti da assegnazioni e contributi proveniente da trasferimenti dallo Stato dovessero essere versate nelle contabilità speciali infruttifere dello Stato e gestite dalla Banca d’Italia, le altre entrate potevano rimanere presso i tesorieri dei singoli enti, stabilendo altresì come le disponibilità che non derivavano dallo Stato, ovvero le somme escluse dal versamento nella tesoreria statale e depositate presso il proprio tesoriere, dovessero essere prioritariamente utilizzate per i pagamenti effettuati dagli enti;
• Così come finalizzato, il regime di Tesoreria mista consentiva agli enti di gestire fuori dalla tesoreria dello Stato le entrate proprie, rendendo, di fatto, i Comuni più autonomi e consentendo loro di poter realizzare, sulle proprie disponibilità, interessi attivi più elevati di quelli riconosciuti dalla Banca d’Italia sulle giacenze depositate in contabilità fruttifera;
• La revisione della norma è stata fortemente criticata dai Sindaci, dai Presidenti di Provincia e dai Presidenti di Regione, oltre che da tutti i rappresentanti degli Enti locali anche nel corso della Conferenza Unificata degli Enti locali tenutasi nei primi giorni di Febbraio e appare di dubbia legittimità dal punto di vista Costituzionale in quanto lesiva e in evidente contrasto con l’articolo 119 della Costituzione in materia di autonomia finanziaria riconosciuto agli Enti Locali, nonché contrastante con il principio di sussidiarietà, disciplinato dall’articolo 118 della Costituzione;
• La decisione assunta dal Governo produrrà, secondo la Relazione Tecnica annessa al provvedimento legislativo e sulla base della media delle risorse detenute a fine mese presso i diversi istituti bancari tra i mesi di gennaio e novembre 2011 da Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Unione di Comuni ed altri enti, un afflusso verso la tesoreria statale di quasi 9 miliardi di euro e comporterà anche lo smobilizzo di tutti gli investimenti finanziari, ad eccezione di quelli in titoli di Stato italiani, effettuati dagli enti locali entro il 30 Giugno 2012 e che dovranno affluire verso la contabilità della Banca d’Italia;
• Con il ritorno della Tesoreria unica, il tesoriere dell’ente locale verrà privato della possibilità di poter gestire pienamente la liquidità dell’ente amministrato e l’unico compito che egli dovrà assolvere sarà quello di determinare i pagamenti, privando così, di fatto, gli enti di quell’autonomia finanziaria che negli anni aveva apportato numerosi benefici e costringendo gli enti stessi a rinunciare a quelle maggiori entrate che i Comuni erano riusciti, grazie alle vantaggiose procedure di gara instaurate con i diversi istituti di credito per l’affidamento del servizio di tesoreria il quale, ora, dovrà obbligatoriamente essere gestito a livello centrale con un tasso fisso del ’1% previsto per il conto fruttifero aperto presso la Banca d’Italia per ciascun Ente;
• Le conseguenze economiche e finanziarie derivanti dall’applicazione della norma come disciplinata ora saranno evidenziabili sia con un minore introito a favore dell’ente, in ragione dei minori tassi di interesse minori applicati dalla Banca d’Italia, sia con un prevedibile rallentamento in termini di pagamenti a favore dei fornitori;
• La perdita di liquidità per l'istituto bancario tesoriere può motivare anche la rescissione del contratto di tesoreria e quindi: da un lato il rischio di maggiori costi di anticipazione da parte dell'ente locale, che dovrà finanziarsi ai tassi di mercato (dal 4,5% in su) anziché al tasso concordato (normalmente inferiore al 2%); dall'altro addirittura la possibilità di non avere accesso ai finanziamenti per gli enti locali con rating peggiore;
• La maggiorazione degli adempimenti burocratici per i funzionari degli enti comunali conseguente la scelta di ripristinare la tesoreria unica, oltre a non accordarsi con la finalità di liberalizzazione economica annunciata anche dal titolo del provvedimento stesso, rappresenta altresì un indubbio rallentamento del processo di revisione federalista che era stato avviato negli ultimi anni nella Finanza Pubblica la cui finalità, contrariamente a quanto definito dall’articolo 35 del Decreto Legge 1/2012, è di attribuire una maggiore autonomia finanziaria agli enti locali, e rappresenta anche, al contempo, l’ennesimo aggravio per la finanza locale dei Comuni ulteriormente gravata dalla disposizione governativa che prevede la devoluzione allo Stato del 50% del gettito derivante dall’applicazione dell’IMU sugli immobili diversi dalla prima abitazione;
• Infine la perdita di liquidità di circa 9 miliardi di euro l'anno per il sistema delle banche territoriali non può non tradursi in una ulteriore restrizione nell'accesso al credito da parte di famiglie e imprese, con ovvie e negative conseguenze sull'economia privata e pubblica;
* Esprime la propria contrarietà alla sospensione del regime di tesoreria mista ed al conseguente trasferimento delle disponibilità liquide del Comune alla Tesoreria Unica dello Stato;
* Chiede l’eliminazione dell’obbligo di versamento alla Tesoreria Unica Statale come disposto dall’articolo 35 del D.L. 24 gennaio 2012, n.1;
* Sostiene con forza la necessità di applicare i principi di autonomia e sussidiarietà che la Costituzione riconosce a favore degli enti locali;
“TUTELA DEL MADE IN ITALY”
- l’Italian sounding, ossia la pratica di spacciare per italiane imitazioni agroalimentari (come, ad esempio, i famigerati formaggi “parmesan”, il pecorino romano “made in Usa” fatto con latte di mucca, le “fontine” danesi e gli “amaretti” tedeschi), si stima superi i 60 miliardi di euro l'anno, cifra 2,6 volte superiore rispetto all'attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari (23,3 miliardi di euro nel 2009). Gli effetti economici diretti sulle esportazioni di agroalimentare “vero made in Italy” si traducono in effetti indiretti sulla bilancia commerciale, in costante deficit nell'ultimo decennio (3,9 miliardi nel 2009). Per giungere ad un pareggio della bilancia commerciale del settore agroalimentare italiano, ad importazioni invariate, si calcola nella bozza della relazione, sarebbe sufficiente recuperare quote di mercato estero per un controvalore economico pari al 6,5% dell'attuale volume d'affari dell’Italian sounding. Con un recupero superiore al 6,5% si assicurerebbe, viceversa, un surplus della bilancia commerciale con effetti positivi sul Pil del comparto agroalimentare e dell'intero sistema Paese. A fronte di un valore dell'export agroalimentare di 23 miliardi di euro, la stima dell’Italian sounding, ossia di quei prodotti che richiamano nel nome e nella confezione l'italianità senza averne alcun titolo, è valutata a 50-55 miliardi circa.;
- l’Italian sounding è solo un aspetto del problema, perché ci sono anche i falsi veri e propri per un valore di circa 7 miliardi;
- il fenomeno complessivo della contraffazione relativo al made in Italy vale 6-7 miliardi di euro, si va dalla stima di Confesercenti di 6,5 miliardi per il mercato italiano a quella di Confindustria di 7 miliardi. Secondo i dati del Censis relativi al solo mercato interno, senza considerare quindi la quota di merci contraffatte che partono dall'Italia verso l'estero, il commercio del falso nel nostro paese ha prodotto nel 2008 un fatturato di 7 miliardi e 109 milioni di euro con una perdita per il bilancio dello Stato in termini di mancate entrate fiscali, imposte dirette e indirette, pari a circa 5 miliardi e 281 milioni di euro, il 2,5% del totale del gettito dello Stato;
- la totale sconfitta del fenomeno del falso made in Italy, si legge nella bozza di relazione della Commissione Parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, garantirebbe in Italia quasi 130mila nuovi posti di lavoro. I danni che le imprese subiscono a causa della contraffazione e della pirateria si riflettono infatti anche sul numero di posti di lavoro che esse possono offrire;
- la SIMEST, società italiana per le imprese all'estero, finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese italiane all'estero controllata per il 76 per cento dal Governo italiano, opera come partner qualificato delle imprese che scelgono l'internazionalizzazione per affermare la propria presenza sui mercati esteri;
- la SIMEST è stata creata per promuovere il processo di internazionalizzazione delle imprese italiane ed assistere gli imprenditori nelle loro attività all'estero e per agevolare quindi la penetrazione commerciale delle piccole e medie imprese nei mercati esteri e, di conseguenza, incrementare l'espansione del mercato italiano;
- recentemente sono stati segnalati molteplici casi nei quali i finanziamenti della SIMEST hanno invece alimentato il processo di delocalizzazione. Spesso al fenomeno della delocalizzazione si accompagna quello della creazione di marchi decettivi che ricordano l'originaria produzione legata al made in Italy, ma che con essa nulla hanno a che fare;
- si viene così a creare una concorrenza sleale che trae in inganno il consumatore inducendolo a credere che taluni prodotti siano di produzione italiana, determinando gravi danni allo sviluppo delle imprese italiane.
affinché solleciti il Governo ad assumere iniziative al fine di introdurre norme stringenti ed atti di indirizzo, per la concessione dei finanziamenti da parte della SIMEST, prevedendo:
a) l'annullamento o la risoluzione degli accordi nel caso in cui, si verifichino significative riduzioni delle produzioni negli impianti italiani delle società che hanno ricevuto il sostegno dalle SIMEST a favore degli impianti che hanno ricevuto contributi per l'internazionalizzazione o la delocalizzazione;
b) l'annullamento o la risoluzione degli accordi di finanziamento nel caso in cui la produzione nei siti oggetto del finanziamento venga successivamente importata in Italia;
c) che i protocolli di accordo escludano tassativamente l'utilizzo del marchio made in Italy e/o di diciture in lingua italiana e/o facenti riferimento anche indirettamente alla provenienza italiana del prodotto, eccezion fatta per il nome della società italiana;
d) tassativamente l'espressa e evidente indicazione del Paese di origine (cioè di produzione) sui prodotti realizzati nei siti oggetto di finanziamento/sostegno da parte di SIMEST.
BOZZA REGOLAMENTO UTILIZZO PARCO AUTO COMUNALE
Il presente regolamento disciplina la modalità di gestione degli autoveicoli, mezzi operativi e mezzi di trasporto in genere appartenenti al Comune di Novellara o comunque affidati in uso al Comune ed in quanto tali costituenti l’autoparco comunale.
Ogni autoveicolo deve essere facilmente identificabile, mediante l’apposizione dello stemma comunale e la scritta “Comune di Novellara”, su entrambe le parti laterali del veicolo.
Art. 2 – Registro dell’autoparco
Il Responsabile del settore ………. o un suo delegato costituisce ed aggiorna un registro dei mezzi costituenti l’autoparco comunale contenente i seguenti dati:
targa e/o numero di telaio
data della dismissione o rottamazione
suo principale utilizzo.
Il Responsabile del settore ……. si fa carico del servizio manutentivo e provvede alla manutenzione e riparazione di tutte le auto dell’Ente.
Art. 3 – Responsabile del mezzo
Ogni mezzo iscritto nel registro dell’autoparco comunale di cui all’art. 2 ha un responsabile nominato.
Art. 4 – Funzioni del responsabile
Il responsabile del mezzo, di cui all’art. 3 di seguito definito semplicemente “il responsabile”, ha i seguenti compiti e le conseguenti responsabilità:
• custodire tutti i documenti utili alla circolazione dell’automezzo
• controllare l’aggiornamento del “libretto di marcia” da parte degli utilizzatori;
• mantenere efficiente l’automezzo assegnato avendo cura di tenere sempre una cospicua fornitura di carburante (almeno metà serbatoio), controllare periodicamente la necessità di lubrificanti e liquidi di rabbocco o quant’altro utile per il corretto funzionamento;
• comunicare alla manutenzione i collaudi periodici e gli interventi di riparazione ordinaria e straordinari necessari;
• provvedere alla segnalazione delle scadenze dei pagamenti delle assicurazioni e delle tasse agli uffici preposti.
Al responsabile del mezzo, nominato dal proprio responsabile di settore, viene consegnata dal tutta la documentazione di legge dell’auto e il libretto di marcia.
ART. 5 -Utilizzo temporaneo di auto di altro Servizio
In caso di fabbisogno momentaneo di un’auto assegnata ad altro Settore, il Responsabile del Servizio che riceve l’istanza anche verbale dovrà consentirne l’uso, compatibilmente con le proprie esigenze o dovrà motivare con lettera solo in caso di diniego.
Nel caso di concessione dell’auto tutti gli aspetti di responsabilità passeranno al referente momentaneamente utilizzatore dell’auto per il periodo di uso della medesima.
ART. 6-Utilizzo del parco auto comunale
Le auto possono essere utilizzate, esclusivamente per ragioni di servizio, presa visione del presente regolamento:
a) dai dipendenti di ruolo e non di ruolo del Comune di Novellara previa autorizzazione da parte del proprio Responsabile.
b) dal Sindaco e assessori.
c) da un delegato dal Sindaco
ART. 7 - Libretto di marcia
Per ogni automezzo dell’Ente sarà predisposto un libretto di marcia su cui verranno, a cura dell’utilizzatore, annotati i seguenti dati per ogni uscita dell’automezzo:
1. ordine di servizio per l’impiego del mezzo;
2. data e ora in cui ha inizio il servizio;
3. chilometri indicati dal conta chilometri all’inizio del servizio;
4. rifornimenti di carburante e lubrificanti eseguiti;
5. pedaggi autostradali pagati;
6. data e ora di cessazione del servizio;
7. chilometri indicati dal conta chilometri alla fine del servizio;
8. ogni altra notizia utile ai fini del funzionamento dell’automezzo (sostituzione pneumatici, riparazioni, anomalie o guasti);
L’utilizzatore dovrà apporre in calce al foglio la propria firma.
ART. 8-Uso diligente dell’auto
Il dipendente che si trova alla guida di un’auto comunale è tenuto a rispettare rigorosamente le regole del Codice della Strada vigente ed usare il mezzo con responsabilità e buon senso, con l’avvertenza che le contravvenzioni causate da infrazioni al Codice della Strada saranno a suo carico.
ART. 9-Divieto dell’uso dell’auto per scopi non di servizio
E’ tassativamente vietato al dipendente comunale usare l’auto per scopi che non siano quelli di servizio né tanto meno per scopi personali o privati.
ART. 10-Divieto di far salire persone estranee a bordo
E’ tassativamente vietato al dipendente comunale far salire sull’auto di servizio persone estranee all’Amministrazione del Comune di Novellara, ad eccezione di professionisti regolarmente incaricati dall’Amministrazione Comunale dell’esecuzione di collaudi, verifiche tecniche, verifiche contabili o altro in nome e per conto del Comune.
ART. 11-Comunicazioni in caso di incidente
L’utilizzatore dovrà comunicare tempestivamente al Responsabile di settore ogni caso di incidente provocato o subito, con la vettura affidatagli, qualunque sia la natura dell’incidente stesso, anche se in esso non vengono coinvolte persone, animali o cose.
Il Responsabile di settore darà tempestiva comunicazione dell’incidente e provvederà immediatamente alla denuncia del sinistro presso la Compagnia Assicuratrice.
ART. 12-Esclusioni dalla guida
Il dipendente comunale che, per incuria o trascuratezza accertate, arrecherà danni ad automezzi comunali, potrà essere sospeso od escluso dall’uso degli automezzi stessi.
ART. 13-Fornitura carburante e riparazione automezzi.
Il Settore Affari Generali curerà gli affidamenti relativi alle forniture del carburante e alle riparazioni degli automezzi.
I dipendenti che utilizzano le vetture provvederanno alle singole forniture presso gli esercizi convenzionati, avendo cura di attenersi a quanto previsto nei contratti di fornitura.
Compatibilmente con le esigenze di sevizio, sarà cura degli utilizzatori riconsegnare l’auto con una
quantità di carburante sufficiente a garantirne il tempestivo reimpiego anche in situazioni di emergenza.
ART. 14-Rendiconto consumi e costi chilometrici
Il Settore Controllo di Gestione sulla base dei chilometri percorsi, del rendiconto mensile del carburante consumato, dei costi delle manutenzioni effettuate e degli altri oneri gravanti sui veicoli, elaborerà i dati relativi ai consumi e ai costi chilometrici delle vetture.
ART. 15-Collaudo e pratiche burocratiche
Il responsabile del mezzo provvede ad accompagnare le auto soggette a revisione, curando nel contempo l’espletamento di tutte le relative pratiche burocratico - amministrative.
ART. 16-Verifiche e garanzie
Il Servizio manutentivo potrà esercitare verifiche per garantire:
• l’osservanza delle norme prescritte dal presente regolamento;
• la corrispondenza tra il numero dei chilometri percorsi dagli automezzi ed il consumo dei carburanti e dei lubrificanti, lo stato di usura dei mezzi e la loro eventuale sostituzione anche sulla base dei resoconti manutentivi;
• la corrispondenza tra il verbale degli eventuali incidenti e l’effettiva dinamica ed i danni causati dall’incidente stesso.
ART. 17-Sanzioni e Responsabilità
Il Servizio manutentivo potrà assumere tutte le iniziative (o potrà segnalare tutti i fatti, per la successiva eventuale assunzione di provvedimenti da parte degli organi competenti) ritenute necessarie qualora si verifichi la mancata o scorretta applicazione delle norme contenute nel presente regolamento.
I contravventori a quanto stabilito dall’articolo 8 (Uso diligente dell’auto), dall’articolo 9 (Uso dell’auto per scopi di servizio) e dall’articolo 10 (Divieto far salire persone estranee) rimangono personalmente responsabili degli eventuali danni causati a loro stessi, a terzi, a cose od animali e ne rispondono sia civilmente che penalmente.
ART. 18 – Entrata in vigore e pubblicazione del regolamento.
Il presente regolamento entra in vigore dalla data di esecutività della delibera di approvazione.
Proposta “ORDINANZA ANTI BOTTI A CAPODANNO”
Che in questi giorni numerosi comuni italiani hanno emesso ordinanze che vietano o limitano l’utilizzo di botti e petardi durante le feste natalizie.
Che i botti non fanno parte della nostra tradizione, sono inutili, pericolosi e creano danni ai nostri animali e purtroppo in certi casi anche alle persone.
Che occorre sostenere le azioni di sensibilizzazione delle associazioni e propagandare i loro consigli utili per la protezione dei nostri piccoli amici.
Il gruppo Lega Nord propone al Sindaco
• Di emettere apposita ordinanza urgente per vietare od almeno limitare ad una determinata fascia oraria di fine-inizio anno l’utilizzo dei cosiddetti botti.
• Se ciò non fosse possibile, per questioni di tempo, di emettere tale ordinanza a fine 2012 rinnovandola di anno in anno.
• Di sensibilizzare i novellaresi attraverso la diffusione di consigli pratici per la protezione degli animali.
Interrogazione a risposta scritta “PROGETTI A FAVORE DEI GIOVANI”
Che la regione Emilia Romagna ha stanziato 1.820.000 euro a favore di un bando per finanziare progetti destinati ai giovani che rispettino seguenti tematiche:
aggregazione, cittadinanza, legalità, attività socio educative per il tempo libero e riqualificazione degli informa giovani.
Che tale bando è da ripartirsi per 1.320.000 € per gli enti locali mentre i restanti 500.000 € sono da ripartirsi fra privati (associazioni, oratori, volontariato).
Che per la provincia di Reggio Emilia sono destinati circa 225.000 € e la scadenza per la presentazione dei progetti era fissata per il 17 ottobre 2011.
• Se l’amministrazione ha predisposto e presentato un progetto anche in collaborazione con altri enti pubblici e/o privati del territorio.
• Quali sono i dettagli di tale progetto atto ad utilizzare parte dei fondi messi a disposizione dalla regione.
• In caso di risposta negativa, per quale motivo non ci si è attivati per usufruire di questa opportunità
Interrogazione a risposta scritta "DESTINAZIONE RISORSE PATTO DI STABILITA' TERRITORIALE"
Che la regione Emilia Romagna ha sbloccato 9,8 milioni di euro per la provincia di Reggio Emilia da destinarsi a comuni e provincia secondo quanto stabilito dalla legge sul patto di stabilità territoriale.
Che tale provvedimento era stato adottato anche dalle regioni Piemonte, Lombardia e Veneto al fine di poter pagare le ditte creditrici che hanno effettuato lavori pubblici.
Che per il comune di Novellara arriveranno circa 326.000 €.
" Quali saranno le ditte che verranno pagate con tali fondi, l'entità delle cifre da versare a saldo oppure in acconto e i tempi di attesa che hanno sostenuto.
" Quali saranno le ditte cui non sarà possibile effettuare il pagamento, l'entità di tali cifre e i tempi di attesa finora sostenuti dalle ditte stesse.
osservazioni alla variante generale POC 2
1) Ambito NU2a:
Si osserva che l'Hmax di 12,50 mt. risulta eccessiva nel contesto dell'ambito in oggetto, si propone di modificarlo in Hmax di 10,50 mt.
In considerazione del numero di alloggi ed abitanti si propone di studiare una adeguata viabilità intorno al perimetro dell'ambito atto ad impedire colli di bottiglia in uscita ed eventualmente inserire una nuova strada di accesso dal lato SP3.
Si consiglia una verifica delle portate dei canali di scolo delle acque meteoriche ed una eventuale maggiorazione di concerto con gli enti competenti.
2) Ambito AP5b:
Si raccomanda in sede di PUA di porre in atto tutti gli interventi di isolamento acustico per le abitazioni circostanti.
3) Ambito APTn:
La collocazione dell'ambito in zona tutelata dal decreto Galassini ma tuttavia circondata dalla costruenda tangenziale impone di considerare l'importanza del territorio in oggetto evitando nuove cementificazioni ma rivalutando e valorizzando l'esistente. Pertanto si propone una totale ristrutturazione della costruzione esistente classificata come edificio storico da adibirsi ad uso commerciale. Anche della costruzione tuttora adibita a stalla dovrà attuarsi un piano di recupero per realizzare un fabbricato che si integri con il territorio e l'edificio storico da destinarsi a supporto dell'attività commerciale ed a limitate coltivazioni di nicchia. La salvaguardia della flora servirà per realizzare e mantenere la continuità con il territorio delle valli circostante. Sentieri interni potranno condurre nelle valli attraverso sottopassi nella tangenziale. Pertanto anche l'Hmax deve rimanere invariata per l'edificio ES mentre per l'ex stalla si propone una Hmax di 7 mt. senza aumenti della metratura edificata.
4) ambito PR7:
In considerazione della collocazione in centro storico dell'ambito si raccomanda la massima attenzione in fase di attuazione del PUA riguardo materiali, volumetrie da non aumentare senza modifiche delle sagome. Evitare nuove costruzioni ma privilegiare le ristrutturazioni dell'esistente senza demolizioni che saranno da attuarsi solo se necessarie alla stabilità degli edifici. Un marciapiede realizzato a ridosso delle abitazioni completerà il recupero della zona.
5) ambito NU2c:
Si consiglia di migliorare la viabilità con un accesso aggiuntivo al quartiere
6) ambiti ARU2, ARU3 ed ARU4:
Visto la necessità nel portare avanti i progetti, per fare osservazioni nel merito occorrerà analizzare i relativi PUA. Occorre analizzare la viabilità in ARU3 e rivedere l'Hmax in ARU4.
infiltrazioni mafiose negli appalti della tangenziale di Novellara
Le recenti disposizioni di legge hanno rafforzato le competenze delle procure distrettuali in materia di misure di prevenzione e di lotta alle mafie.
Attraverso il potere di accesso dei prefetti è possibile controllare i cantieri dei lavori pubblici per contrastare il fenomeno dell'infiltrazione mafiosa negli appalti.
Il Prefetto di Reggio Emilia ha inviato ben due interdittive per bloccare i lavori nei cantieri della tangenziale di Novellara
La stazione appaltante è la ditta Iniziative Ambientali Srl i cui soci sono: Sabar (partecipata dal Comune di Novellara), Iren (partecipata dal Comune di Novellara) e Unieco
Il Presidente di Iniziative Ambientali, Michele Crotti, ha pubblicamente dichiarato ai mezzi di informazione che, dopo aver chiesto un parere al legale di fiducia, è giunto alla conclusione che la legge consente di continuare i lavori nonostante l'interdittiva del Prefetto, pertanto si dichiara disponibile a riaprire i cantieri per proseguire i lavori sempre con la ditta Bacchi Spa con il consenso del Comune di Novellara e della Provincia di Reggio Emilia.
Il Procuratore Capo Giorgio Grandinetti ha immediatamente ripreso il Presidente Michele Crotti per le sue incredibili e inaccettabili affermazioni, replicando che è inutile lamentarsi per le infiltrazioni mafiose nel nostro territorio quando alle parole e alle dichiarazioni di facciata non seguono i fatti
Le affermazioni di Michele Crotti sembrano non rispettare gli atti del Prefetto né le considerazioni del Procuratore Capo e inoltre, anziché essere rivolte agli amministratori pubblici nelle sedi istituzionali, sono state inviate alla stampa forse nel tentativo di fare pressione presso la pubblica opinione, inducendo noi consiglieri a replicare sui mezzi di informazione
Pur essendo urgente la conclusione dei lavori e la messa in sicurezza dei relativi cantieri, non può essere disattesa l'indicazione di Prefettura e Procura, visto che potevano essere messe in atto tutte le procedure per evitare di ritrovarci in tale situazione
In data 16/09/2011 i Gruppi Consiliari PDL-Insieme e Lega Nord hanno richiesto di convocare con la massima urgenza una Commissione alla quale invitare come relatore il Presidente Michele Crotti, ma ad oggi, dopo una settimana, non ci è pervenuto alcun cenno di riscontro, se non i comunicati stampa che lo stesso ha preferito inviare ai mezzi di informazione
Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e l'Amministrazione Comunale
ad intervenire presso Sabar, Iren e Iniziative Ambientali affinchè il Presidente Michele Crotti tenga un comportamento rispettoso delle iniziative del Prefetto e del Procuratore Capo, nonché degli amministratori comunali e provinciali che vengono informati delle sue decisioni solo dagli organi di stampa.
Per il Gruppo PDL-Insieme La Capogruppo Cristina Fantinati
Per il Gruppo Lega Nord Il Capogruppo Mauro Melli
"SMALTIMENTO RIFIUTI EXTRAREGIONALI"
che il problema del corretto smaltimento dei rifiuti interessa tutti i paesi industrializzati;
che lo stoccaggio e l'incenerimento dei rifiuti porta con se gravi problemi ambientali e di salute per i cittadini;
che la nostra regione è autosufficiente nella gestione dei rifiuti;
che la regione Campania è costantemente in stato di emergenza rifiuti;
che il Governo ha stabilito che siano le regioni a decidere se accettare o meno i rifiuti provenienti da tale regione;
che nella nostra regione i cittadini sono da tempo coinvolti ed impegnati in campagne di sensibilizzazione a favore della raccolta differenziata al fine di migliorare la qualità della vita;
che dei rifiuti campani, assolutamente indifferenziati ed incontrollati, non si può avere precisa conoscenza della pericolosità, sia per lo stoccaggio che per l'incenerimento;
a rappresentare alla Regione Emilia Romagna, a tutela della salute dei nostri cittadini, la contrarietà del nostro comune alla ricezione dei rifiuti campani
"ACQUA PUBBLICA ED ELIMINAZIONE DELLA SPESA PER IL CAPITALE INVESTITO"
che ai referendum tenutisi il 12 e 13 giugno scorso la maggioranza degli italiani ha espresso la volontà di mantenere la proprietà e la gestione pubblica dell'acqua;
che il quesito n. 2 incide altresì sulla remunerazione dei capitali investiti;
che tale scelta ha rilevanti risvolti pratici per la collettività;
che anche la maggioranza dei cittadini del nostro comune ha indicato chiaramente tale scelta
" a rispettare la volontà popolare avanzando nelle relative sedi la richiesta di elaborare un piano di attuazione dell'indirizzo politico espresso dal corpo elettorale rispetto al primo quesito referendario, in ordine alla pubblicizzazione dell'acqua;
" a richiedere in sede ATO l'eliminazione della remunerazione del capitale investito con conseguente riduzione dell'importo delle bollette acqua
Mozione da inserire nel prossimo consiglio comunale "RIPRISTINO STATUTO S.A.BA.R. IMPIANTI E SUDDIVISIONE PATRIMONIO"
Che la delibera di consiglio nr. 40 del 30 giugno 2010 ridefiniva i rapporti con S.A.BA.R. di seguito sintetizzati:
o Scissione di S.A.BA.R. in due distinte società (S.A.BA.R. IMPIANTI e S.A.BA.R. SERVIZI), con scorporati i servizi attualmente resi da S.A.BA.R. definibili servizi pubblici locali e loro affidamento a S.A.BA.R. SERVIZI con demandati (o trattenuti da S.A.BA.R. IMPIANTI) lo smaltimento e le attività conseguenziali e connesse, oltre - almeno in questa prima fase - alla manutenzione straordinaria e alla realizzazione dei loculi dei cimiteri;
o adeguamento dello statuto di S.A.BA.R., diventata S.A.BA.R. IMPIANTI, con eliminata la previsione della totalità del capitale pubblico e riconosciuta la possibilità di operare sul mercato, per il miglior raggiungimento dei suoi fini;
o approvazione ex novo dello statuto di S.A.BA.R. SERVIZI, con la previsione della apertura del capitale sociale ad uno o più soci privati (fino al 40% del capitale) con scelta effettuata per il tramite di una pubblica gara;
o conferma dell'affidamento diretto dei servizi a S.A.BA.R. SERVIZI, e fissazione della durata dell'affidamento come da previsione della convenzione-contratto di servizio stipulanda (ipotizzabile sei anni dalla sottoscrizione del nuovo contratto di servizio);
o conferma della gestione dell'attività di smaltimento e connesse da parte di S.A.BA.R. IMPIANTI;
o approvazione di nuovo contratto di servizi con S.A.BA.R. SERVIZI e con S.A.BA.R. IMPIANTI;
o definizione di un periodo transitorio per arrivare gradualmente a regime, con scongiurate interruzioni di servizio. Di conseguenza, si continuerà con il regime attuale, fino a quando l'intero pacchetto di atti, non sarà stato elaborato, in modo da consentire di passare alla nuova fase operativa; che dovrà essere avviata, stante così la normativa, non oltre il 31/12/2011;
o suddivisione del patrimonio di S.A.BA.R., con affidamento a S.A.BA.R. SERVIZI dei mezzi (ivi comprese, le infrastrutture che verranno date in global service per evitare di frazionare le utenze ecc.) necessari per svolgere la sua attività. Analogo discorso dovrà essere effettuato per il patrimonio di S.A.BA.R. IMPIANTI.
Che questa delibera sanciva l'uscita dell'affidamento in house di S.A.BA.R. IMPIANTI e si perdeva la ragione d'essere della clausola statutaria (allora presente nello Statuto) di esclusione della possibilità di apertura del capitale a soci privati.
Che una decisione in proposito, dunque, restava affidata solo alla discrezionalità dei soci.
Che l'attività di S.A.BA.R. IMPIANTI riguarda la gestione patrimoniale della discarica, le attività consequenziali allo smaltimento dei rifiuti e non i servizi erogati agli 8 comuni.
Che per tale attività non era necessario operare sul mercato per il migliore raggiungimento dei suoi fini.
Tale mission aziendale di S.A.BA.R. IMPIANTI non rientrava nelle casistiche dell'art. 23 bis del DL 112/2008, convertito con legge n. 133/2008 e successive modificazioni che riscriveva la normativa in tema di affidamento dei servizi pubblici locali in un'ottica di apertura alla concorrenza.
L'esito del primo quesito referendario del 12 e 13 giugno scorso
" a ripristinare lo statuto di S.A.BA.R IMPIANTI come in origine prevedendo la totalità di capitale pubblico.
" a ridefinire la suddivisione del patrimonio assegnandolo completamente a S.A.BA.R. IMPIANTI.
Interrogazione a risposta orale nel prossimo consiglio comunale utile "RISPETTO NORME DI TRASPARENZA SU APPALTI PUBBLICI"
Che in caso di ricorso al subappalto nei cartelli esposti all'esterno al cantiere devono essere indicati i nominativi di tutte le imprese subappaltatrici nonché i dati relativi al deposito del contratto di subappalto e la trasmissione, da parte dell'affidatario, alla stazione appaltante dei requisiti previsti dalla legge in possesso al subappaltatore.
Che tale adempimento risulta disatteso sui cartelli del 3° stralcio della tangenziale
" Se condivide le norme relative alla trasparenza sui lavori pubblici ed in particolare sui subappalti.
" Per quale motivo non sono stati riportate le informazioni previste dalla normativa sui subappalti sui cartelli del 3° stralcio della tangenziale.
" Se sono stati fatti dei controlli in merito al rispetto di queste norme elementari di trasparenza.
" In caso affermativo perché non si è provveduto a modificare i cartelli in questione.
" In caso negativo quali sarebbero le giustificazioni della stazione appaltante e del responsabile unico del procedimento per aver omesso tale adempimento.
" Se nei lavori già conclusi sono state disattese queste norme di trasparenza.
" Se in futuro si vorrà dare maggiore evidenza sia sui cartelli di cantiere ma anche sul sito web del comune di tutti gli appalti pubblici presenti sul territorio novellarese interfacciandosi se necessario con eventuali altri enti coinvolti.
Interrogazione a risposta orale nel prossimo consiglio comunale utile "TERZO STRALCIO TANGENZIALE, CONTROLLO DEI SUBAPPALTI"
Che il ricorso al subappalto o al cottimo, a termini dell'art. 118 del d.lgs 163/06 deve essere indicato nell'istanza-dichiarazione, pena la mancata autorizzazione al subappalto o al cottimo.
In caso di ricorso al subappalto, la Stazione appaltante non procederà al pagamento diretto al subappaltatore o cottimista pertanto sarà fatto obbligo per l'aggiudicatario di trasmettere entro 20 giorni dalla data di ciascun pagamento effettuato ai subappaltatori, copia delle fatture quietanzate con l'indicazione delle ritenute a garanzia effettuate.
I contratti di subappalto dovranno essere depositati entro venti giorni prima della data di effettivo inizio dell'esecuzione delle relative lavorazioni.
Che in caso di una cifra superiore ai 155.000€ la stazione appaltante avrebbe dovuto richiedere l'informativa antimafia della ditta in questione alla prefettura.
" Se è a conoscenza che la stazione appaltante abbia visionato copia delle fatture quietanzate considerato che il responsabile unico del procedimento è anche responsabile di settore dell'amministrazione comunale.
" In caso affermativo, se conosce i motivi per cui non siano state segnalate anomalie sugli importi.
" In caso negativo, quali sarebbero le giustificazioni della stazione appaltante per aver omesso tale adempimento.
Interrogazione a risposta orale nel prossimo consiglio comunale utile "PRIMO STRALCIO TANGENZIALE E CONTROLLO DEI MATERIALI"
Che i lavori del 1° stralcio della tangenziale vennero aggiudicati alla COOP.VE COSTRUZIONI EDILI VAL D'ARDA che dopo poco tempo fallì e i lavori vennero portati a termine dalla ditta BACCHI SpA.
Che l'ARPA in passato condusse analisi approfondite nei cantieri della ditta BACCHI SpA in merito all'utilizzo di scorie metallurgiche e di acciaieria riconducibile al materiale denominato "TENAX".
" Con quale criterio è avvenuta l'assegnazione a COOP.VE COSTRUZIONI EDILI VAL D'ARDA.
" Come è stato legittimato il passaggio da COOP.VE COSTRUZIONI EDILI VAL D'ARDA alla BACCHI SpA.
" Se la ditta BACCHI SpA ha subappaltato questi lavori ad altre aziende
" Chi era il direttore dei lavori.
" Se nei cantieri del 1° e 3° stralcio sono state condotte analisi e verifiche sulla qualità dei materiali utilizzati e che risultato hanno avuto.
Mozione da inserire nel prossimo consiglio comunale "STIPULA CONVENZIONE PER LAVORI SOCIALMENTE UTILI "
" che l'alcolismo è un fenomeno preoccupante ed in aumento nelle nuove generazioni;
" che ne derivano gravi danni alla collettività, in particolar modo a seguito di comportamenti scorretti durante la guida;
" che le recenti modifiche al codice della strada prevedono all'art. 186 c. 9 bis ed all'art. 187 c. 8 bis che il Giudice che emette sentenza di condanna relativamente ai reati di guida in stato di ebbrezza o di guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti per rifiuto di sottoporsi ai prelievi, possa sostituire la pena detentiva e pecuniaria, ove non vi sia opposizione dell'imputato, con quelle dei lavori di pubblica utilità;
" che tale opportunità non è consentita per chi nelle stesse condizioni ha causato incidenti ai sensi dell'art. 186 c. 2 bis C.d.S.;
" che spesso gli imputati sono giovani di scarsissima o nulla pericolosità sociale;
" che il lavoro di pubblica utilità può far loro comprendere i principi solidaristici dando contemporaneamente un contributo alla comunità nella quale vivono;
" che gli enti territoriali sono previsti tra quegli organismi che possono dare la loro disponibilità a far svolgere proprie attività;
" che l'art. 186 c. 9 bis prevede che: "In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato"
" che la buona condotta durante lo svolgimento dell'attività è requisito necessario per la concessione dei relativi benefici ed è oggetto di verifica da parte del Giudice a fine periodo.
" che il periodo medio di pena (dai 10 giorni ai 4 - 5 mesi od oltre) consente di svolgere attività utili per il Comune;
" a sottoscrivere con il Tribunale di Reggio Emilia una convenzione sulla base dell'istanza allegata
Interpellanza a risposta scritta "RECUPERO GIORNATA DI MERCATO PERSA IN OCCASIONE DEL 17 MARZO "
Che con ordinanza nr. 19 del 02/03/2011 il Sindaco sospendeva il mercato settimanale del giovedì in occasione della festività del 17 Marzo.
Che parlando con alcuni commercianti del mercato sarebbe emersa una loro richiesta inviata al comune per poter effettuare lo stesso il mercato nella mattinata del 17 marzo.
Che a distanza di circa un mese non hanno avuto nessun riscontro in merito ad un eventuale rimborso del pagamento del posteggio e nemmeno nessuna indicazione per un eventuale recupero della giornata di lavoro.
Il gruppo Lega Nord interpella il Sindaco a risposta scritta
" Se è corretto quanto riferito da alcuni ambulanti.
" Se l'amministrazione intende restituire il posteggio pagato o recuperare la giornata in altro periodo dell'anno.
Interpellanza a risposta scritta "SPAZI PRIVATI AD USO PUBBLICO NEL BORGONUOVO"
Che la Galleria Maestri del Lavoro è un'area di proprietà privata ad uso pubblico frequentata da numerosi passanti, come pure il parcheggio di Piazzetta Borgonuovo sotto al quale si trovano i garage dei condomini circostanti.
Che appena terminato il recupero dell'ex ospedale questo traffico di persone e auto tenderà ad aumentare considerato il numero di attività commerciali ed esercizi pubblici presenti in zona.
Che tali spazi, a distanza di anni dalla loro costruzione, necessiteranno di interventi manutentivi atti a garantire il decoro ed a permettere il passaggio dei pedoni in sicurezza.
Che la sosta di automezzi nel parcheggio potrebbe causare eventuali infiltrazioni nei box sottostanti come avvenuto nel parcheggio Coop di via Sani a Reggio Emilia.
Doveroso da parte dell'amministrazione valorizzare il decoro del centro storico, evitare potenziali incidenti nei confronti dei pedoni che passeggiano nelle vie pubbliche, compartecipare ad eventuali spese sostenute dai privati che concedono spazi di loro proprietà ad uso pubblico.
" Se ritiene corrette le considerazioni espresse.
" Se l'amministrazione intende compartecipare e in quale misura ad eventuali e future spese di manutenzione degli spazi ad uso pubblico del Borgonuovo.
Interrogazione urgente a risposta orale riguardante
la sede operativa della Polizia Municipale a Novellara.
è stato inviato al Comune di Novellara un verbale di sopralluogo del 16/03/11 del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro, richiesto dalla Polizia Municipale, che rileva 5 gravi infrazioni nella sede della Polizia Municipale di Novellara, ed in particolare:
1- gli uffici presentano pavimenti in amianto
2- il pavimento in amianto è deteriorato in vari punti
3- sui muri sono presenti umidità e muffa
4- l'accesso ai locali non è accessibile ai disabili e non è idoneo nemmeno come uscita in caso di emergenza
5- gli uffici, aperti al pubblico, non sono dotati di idonea cartellonistica indicante le vie di esodo e la collocazione dell'estintore
il Gruppo PDL - Insieme aveva presentato una mozione il 03/12/10, nella quale si chiedeva di provvedere con urgenza al trasferimento della sede della Polizia Municipale presso un locale idoneo, in cui possano essere rispettate le norme vigenti in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro e di accesso ai disabili.
in tale mozione era stato segnalato che la sede è aperta al pubblico e si trova in una situazione di degrado e di abbandono con serramenti, intonaci, pavimentazione, arredi, ecc. da ripristinare al più presto, che non era ancora stato risolto con un intervento definitivo il problema dell'accesso dei disabili, che in tale sede svolgono il proprio lavoro diversi agenti, sia donne che uomini, e che c'è un solo bagno ed un solo spogliatoio entrambi di dimensioni e di tipologia inadeguati.
il Gruppo della Lega Nord aveva interrogato il Sindaco sulla presenza di amianto in edifici del territorio novellarese e nella risposta vi era solo un accenno a dei controlli da farsi nella sede della Polizia Municipale
Il Gruppo PDL - Insieme e il Gruppo Lega Nord interroga
il Sindaco a risposta orale
1. Da chi è stato richiesto questo sopralluogo?
2. Gli agenti della Polizia Municipale avevano mai segnalato tali problemi?
3. I rappresentanti dei sindacati avevano mai segnalato tali problemi?
4. Come mai non è stata presa in considerazione la nostra segnalazione in riferimento alla situazione di degrado dei serramenti fatiscenti, degli intonaci che cadono, dei muri ricoperti di muffe, della vecchia pavimentazione (che contiene amianto come si deduce dal verbale)?
5. Come mai non è stata presa in considerazione la nostra segnalazione della necessità di un intervento definitivo per il problema dell'accesso dei disabili a tali uffici?
6. Come mai si è ritardato nell'eseguire i controlli nella pavimentazione dell'ufficio e non si è provveduto con celerità come avvenuto nel 2009 per la pavimentazione delle scuole medie?
7. Si considera che le risposte date alla mozione del Gruppo PDL-Insieme e alla interrogazione del Gruppo Lega Nord siano state corrette e vere?
8. Come mai la Vicesindaco Barbara Cantarelli ha dichiarato oggi alla stampa che "non c'è stata alcuna revoca dell'agibilità di tali locali"?
9. Cosa si intende fare per risolvere le 5 irregolarità segnalate sul verbale?
Emendamenti al bilancio di previsione anno 2011
che alcuni emendamenti presentati dai gruppi Lega Nord e PdL-Insieme in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione 2010 hanno trovato piena corrispondenza nei valori assestati in corso dell'anno 2010 e/o risultano confermati nella previsione per il 2011 nonostante il voto contrario del gruppo di maggioranza nella seduta di consiglio comunale del 25 marzo 2010.
altre richieste hanno trovato collocazione nelle previsioni per l'anno 2012 sebbene fossero state ignorate dalla maggioranza nella seduta di consiglio citata al punto sopra.
Si propongono i seguenti emendamenti inerenti la parte spesa:
" 1010202 Acquisto di beni di consumo e/o di materie prime
Riduzione di 4.500 € SPESE PER FESTE NAZ.LI,SOLENNITA',ECC.
" 1010203 Prestazioni di servizi
Riduzione di 10.500 € PRESTAZIONI DI SERVIZI PER EVENTI INTERCULTURALI
Riduzione di 15.000 € SPESE PER INIZIATIVE PRESTAZIONI COMUNICAZIONE ED EVENTI
" 1010601 Personale
Riduzione di 13.430 € INCENTIVI E SPESE PER LA PROGETTAZIONE
Riduzione di 3.570 € CONTRIBUTI SU INCENTIVI DI PROGETTAZIONE
" 1050103 Prestazioni di servizi
Riduzione di 20.000 € SPESE PER INIZIATIVE CULTURALI DIVERSE
" 1050203 Prestazioni di servizi
Riduzione di 15.000 € INIZIATIVE E ATTIVITA' CENTRO GIOVANI
" 1100405 Trasferimenti
Aumento di 25.000 € CONTRIBUTI STRAORDINARI ALLE FAMIGLIE PER LE SITUAZIONI DI CRISI
Resterebbe un saldo positivo di 57000 € da utilizzare per portare in pareggio il bilancio a causa di alcune entrate su cui si nutrono forti perplessità sulla reale entità delle cifre da poter incassare.
Infatti per quanto riguarda la parte entrata si rileva che:
" 3013100 PROVENTI SANZIONI CDS CORPO P.M. BASSA
Di difficile attuazione l'aumento di 80.000 € se non con un aumento dell'attività sanzionatoria.
" 3023450 Affitto SABAR
La riduzione di 50.000 € non troverebbe nessuna corrispondenza con gli atti messi finora a disposizione.
" 4056300 Oneri di urbanizzazione primaria - 4056350 Oneri di urbanizzazione secondaria - 4056400 Oneri per costo di costruzione
L' aumento complessivo di 80.000 € sarà di difficile attuazione in considerazione della crisi del settore edilizio
Interpellanza nel prossimo consiglio comunale "PROTOCOLLO INTESA ANCI EMILIA ROMAGNA E AGENZIA ENTRATE"
l'art. 1 del D.L. n. 203 del 30/9/2005 convertito nella L. n.248/2005 che prevede, al fine di potenziare l'azione di contrasto all'evasione fiscale, in attuazione dei principi di economicità, efficienza e collaborazione amministrativa, la partecipazione dei Comuni all'accertamento fiscale dei tributi erariali, riconoscendo una quota pari al trenta per cento delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo;
del provvedimento n.187461/07 del 3 dicembre 2007 emanato dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate che individua le modalità di partecipazione dei Comuni all'attività di accertamento dei tributi erariali, ai sensi dell'art.1 del D.L. 30.09.2005 n.203;
il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 26 novembre 2008, che delinea le modalità tecniche di trasmissione da parte dei Comuni delle informazioni suscettibili di utilizzo ai fini dell'accertamento dei tributi statali;
che l'ANCI Emilia Romagna, al fine di rendere più efficiente ed efficace la partecipazione dei Comuni al recupero dell'evasione fiscale dei tributi erariali ha sottoscritto in data 16 ottobre 2008 un Protocollo d'Intesa con l'Agenzia delle Entrate Direzione Regionale dell'Emilia Romagna con lo scopo di avviare e favorire la cooperazione tra Stato e Comuni in tale materia;
i buoni risultati ottenuti fino a questo momento riportati dalla pubblicazione "patto anti evasione agenzia delle entrate e comuni in Emilia Romagna, i risultati al 30 settembre 2010" curata dall'Agenzia delle Entrate Direzione Regionale dell'Emilia Romagna.
che l'adesione al protocollo e le attività conseguenti porta gli enti locali a diventare attori coprotagonisti nella lotta all'evasione fiscale, come fino a questo momento, hanno fatto 26 comuni su 45 in provincia di Reggio Emilia e 203 comuni su 348 in Emilia Romagna.
Che il comune di Novellara figura tra gli enti che hanno sottoscritto il protocollo in oggetto
" Quando è stato sottoscritto il protocollo d'intesa fra ANCI E.R. ed Agenzia Entrate.
" Quali sono state le segnalazioni fatte e che introito porteranno nelle casse comunali.
" Come intende implementare il controllo sul territorio novellarese.
Interpellanza a risposta scritta su "PRESENZA DI AMIANTO IN EDIFICI DEL TERRITORIO NOVELLARESE"
- L'amianto o asbesto è un minerale composto in prevalenza da silice, come la sabbia, che nelle ere geologiche cristallizzò in forma di fibre lunghe e sottili che possono essere tessute come quelle della lana e del cotone;
- già nel 1906 l'ispettorato del lavoro inglese aveva segnalato che le ragazzine addette alla tessitura delle fibre di amianto si ammalavano ai polmoni senza che fossero affette da tubercolosi, malattia allora molto diffusa tra i giovani delle classi più povere;
- dopo qualche tempo ci si rese conto che le fibre di amianto inalate si depositavano nei polmoni i quali diventavano grigi e duri: tale malattia fu denominata asbestosi e fu dichiarata malattia professionale indennizzabile come la silicosi a partire dal 1936 in Inghilterra e qualche anno dopo in Italia;
- furono poi resi obbligatori i filtri, depuratori e mascherine nelle sedi di lavoro, ma la produzione e l'uso dell'amianto continuò e continua ancora oggi.
- La legge 257/9 non limita la sua azione alla sola messa al bando dell'amianto, ma affronta anche le complesse problematiche ad esso collegate: la tutela contrattuale dei lavoratori, i limiti ed il controllo delle emissioni, l'imballaggio, l'etichettatura e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto. Per esse indica norme di riferimento già in vigore, introducendo a volte in queste ultime adeguate modifiche. La legge contiene forme di tutela sia verso i lavoratori che verso le imprese di produzione penalizzate dalla dismissione dell'amianto;
- l'art. 12 (Rimozione dell'amianto e tutela dell'ambiente) dispone che:
le unità sanitarie locali effettuino l'analisi del rivestimento degli edifici di cui all'articolo 10, comma 2, lettera l), avvalendosi anche del personale degli uffici tecnici erariali e degli uffici tecnici degli enti locali;
presso le unità sanitarie locali sia istituito un registro nel quale è indicata la localizzazione dell'amianto floccato o in matrice friabile presente negli edifici. I proprietari degli immobili devono comunicare alle unità sanitarie locali i dati relativi alla presenza dei materiali di cui al presente comma.
sul nostro territorio si riscontrano edifici composti da amianto come riportato dagli organi di informazione ossia:
scuola materna S. Maria, palestra scuola media, azienda situata in Strada Sbarra.
- Se gli edifici costruiti con amianto sono solo quelli sopracitati ovvero esiste un censimento delle costruzioni contenenti tale minerale sia pubbliche che private.
- Qual è il livello di pericolosità degli edifici in questione.
- Quali misure l'amministrazione novellarese intende mettere in atto in particolare per gli edifici classificati con livello di pericolosità maggiore come l'azienda di Strada Sbarra.
Interpellanza su "PROGETTO DI IMPIANTO A BIOMASSA NELL'AREA SABAR"
Che nella relazione di bilancio 2009 di Sabar alla voce "descrizione di investimenti futuri", si legge che è in fase avanzata di progettazione una centrale di produzione di energia elettrica a biomassa alimentata con le potature raccolte sul territorio dei nostri comuni e dalle aziende agricole della potenza di 1 MGW/h elettrico che produrrà ben 7 milioni di KW/h all'anno e che costerà circa 8 milioni di €.
Il tutto è stato confermato da dichiarazioni pubbliche rese dal direttore di Sabar dott. Marastoni, aggiungendo che questo investimento verrà realizzato nell'area SABAR ma situato sul comune di Cadelbosco.
Inoltre i consigli comunali hanno recentemente deciso che l'azienda verrà divisa in "servizi" ed "impianti" con conseguente cessione di una notevole percentuale ad azionisti privati.
Le dichiarazione rese alla stampa dal sindaco di Cadelbosco che afferma che il suo comune non ha rilasciato nessuna autorizzazione per tale struttura ma solo per un impianto di essicazione di sfalci e potature e non di combustione.
Che tali impianti devono essere alimentati da cippato, potature e legno vergine e che SABAR ha raccolto nel 2009 circa 13.000 tonnellate di tale materiale mentre il dott. Marastoni ha affermato che la struttura in questione sarà dimensionata per 20.000 tonnellate annue.
Che autorevoli studi fatti da ricercatori dell'Istituto tumori di Genova e dell'università di Padova affermano che i grandi impianti a biomassa hanno effetti dannosi per la salute, l'ambiente e non sono compatibili con le attività agricole circostanti.
" A che punto è la progettazione della struttura in oggetto, delle relative autorizzazioni e dove troverà collocazione la gestione dell'impianto se in "servizi" o in "impianti"
" Se l'amministrazione novellarese intende iniziare un percorso di informazione e conoscenza rivolto ai cittadini dei comuni coinvolti al fine di ottenere il più ampio consenso e se intende dare garanzie sulla gestione pubblica dell'impianto.
" Se l'amministrazione novellarese fornirà garanzie che l'impianto non verrà alimentato da materiale proveniente da fuori comprensorio SABAR e che anche in caso di emergenza rifiuti non verranno bruciati dei R.S.U. (rifiuti solidi urbani).
" Quali saranno le azioni atte ad eliminare i pericoli per i cittadini e le colture circostanti
emendamenti su "NUOVO REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE, L'ASSEGNAZIONE E LA FRUIZIONE DEI MINI ALLOGGI DI PROPRIETA' ABICOOP IN USO AL COMUNE"
Art. 5: 1° e 2° emendamento (in grassetto evidenziato)
Considerate le caratteristiche degli alloggi relative a dimensioni ( superficie disponibile da 38 a 60 mq ) ed assenza di barriere architettoniche, sono destinatari dei mini alloggi e possono quindi partecipare al bando esclusivamente nuclei familiari di 1 o 2 persone , residenti nel Comune di Novellara da una data precedente all'apertura del bando.
Altri requisiti necessari per partecipare al bando :
a) 65 anni compiuti di almeno uno dei componenti del nucleo familiare (aggiungere) e cittadinanza italiana
b) reddito ISE non superiore ad Euro 20.000,00. Il patrimonio mobiliare del nucleo non deve essere superiore ad Euro 20.000,00 come risultante dall'ISEE stesso;
c) valore ISEE inferiore ad Euro 12.738,00;
d) nessun titolo di diritto di proprieta', usufrutto, uso o abitazione, ne' abitazioni concesse in uso o comodato gratuito; e' fatto salvo il diritto pro quota su un immobile o piu' immobili purche' su ciascuno la quota non sia superiore al 50% e per i quali, comunque, se trattasi di alloggio, la quota di proprieta' non sia tale da dare luogo alla disponibilita' del medesimo,
e) non essere assegnatari di alloggio ERP (valido per tutti i componenti del nucleo familiare)
f) avere un reddito (togliere) sufficiente al mantenimento e comunque uguale o superiore alla pensione sociale per una persona, aumentato del 50% in presenza di n.2 componenti il nucleo familiare
Art. 10: 3° - 4° e 5° emendamento (in grassetto evidenziato)
Il calcolo del punteggio attribuito a ciascuna domanda viene effettuato sommando i punteggi ottenuti nelle seguenti voci:
1) non disponibilita' di un alloggio a seguito di dichiarazione di inabitabilita' o antigienicita' dell'alloggio o sfratto esecutivo attestati da documentazione rilasciata dagli organi competenti…………………………………………………… PUNTI 5
2) non funzionalita' dell'alloggio per presenza barriere architettoniche non rimuovibili o mancanza di dei fondamentali requisiti per una agevole fruizione richiesti da una persona con diminuita capacita' di autonomia e motoria…………… PUNTI 6
3) presenza di una delle seguenti condizioni :
a) invalidita' permanente riconosciuta superiore ai 2/3 di almeno uno dei componenti del nucleo familiare;
b) condizione di gravita' prevista dall'art 3 comma 3 della Legge 104/92;
c) condizione di non autosufficienza come intesa dall'art. 2 - 2° comma della Legge Regionale 5/94 " Tutela e valorizzazione della persona anziana - Interventi a favore di non autosufficienti.
………………………………………………….. PUNTI 6
4) reddito ISEE del nucleo familiare di residenza al momento della domanda compreso nelle seguenti fasce (calcolato ai sensi del D.Lgs. 109/98 come modificato dal D.Lgs. 130/00):
fino a Euro 4.000,00..…………………………………………………. PUNTI 4
da Euro 4.001,00 fino a Euro 6.000,00 ……………………………. PUNTI 3
da Euro 6.001,00 fino a Euro 8.000,00 ……………………………. PUNTI 2
da Euro 8.001,00 fino a Euro 10.000,00 .………………………….. PUNTI 1
da Euro 10.001,00 fino a Euro 12.738,00 …………………………. PUNTI 0
Non verranno accettate domande con reddito uguale a zero, tranne in casi di possesso di redditi non assoggettati ad IRPEF (es: rendita INAIL, pensione invalidita', indennita' accompagnamento)
5) difficolta' di mantenere e recuperare significativi rapporti con la comunita'
di appartenenza …………………………………………………………… PUNTI 4
6) essere gia' assegnatario di un alloggio Abicoop ( non facente parte dei mini
in uso al Comune ) non piu' adeguato alle proprie esigenze e renderlo disponibile
in seguito al trasferimento nel mini assegnato dal Comune…………. PUNTI 4
7) sorgere spontaneo di gruppi di convivenza con altre persone anziane non facenti parte del proprio nucleo familiare sulla base di un progetto condiviso con l'Istituzione Servizi Sociali…………………… PUNTI 8 (modificare) PUNTI 4
8) trovarsi in strutture di ricovero a tempo indeterminato e avere recuperato la
possibilita' di vivere in autonomia anche con il supporto dei servizi socioas-
sistenziali e sanitari ………………… PUNTI 8 (modificare) PUNTI 4
9) (aggiungere) residenza nel comune di Novellara da oltre 5 anni PUNTI 1
Art. 11: 6° emendamento (in grassetto evidenziato)
L'assegnazione viene formalizzata con atto del Direttore dell'Istituzione "I Millefiori" e dal momento della consegna delle chiavi, l'assegnatario ha 30 giorni di tempo per prendere possesso del mini alloggio.
(togliere) Prima dell'assegnazione, l'assegnatario deve perfezionare la posizione di socio con la coop.va Abicoop.
L'assegnazione non puo' essere revocata salvo i casi di seguito indicati:
1) assenza continuativa dall'appartamento per un periodo uguale o maggiore di mesi 3 non dovuto ne' a ricoveri, ne' a necessita' assistenziali dell' assegnatario;
2) ospitalita' continuativa per periodi superiori a mesi 3 di terze persone ad esclusione dei casi in cui abbiano compiti di assistenza concordati con l'Istituzione Servizi Sociali "I Millefiori" ;
3) mancato pagamento di quota d'uso, bollette e spese condominiali per un periodo di almeno 3 mesi , sia da parte dell'assegnatario che da parte dei familiari tenuti agli alimenti ai sensi del C.C. art. 433.
"pubblicità di incarichi di consulenza e di collaborazione sul sito web"
Che nel sito web dell'amministrazione novellarese è possibile esaminare l'elenco degli incarichi di consulenza e collaborazione affidati dall'ente sia a professionisti esterni che a dipendenti pubblici.
Che ai sensi dell'art. 1, comma 127, della Legge n. 662/1996 (come modificato dall'art. 3, comma 54, della Legge Finanziaria 2008), "le pubbliche amministrazioni che si avvalgono di collaboratori esterni o che affidano incarichi di consulenza per i quali è previsto un compenso sono tenute a pubblicare sul proprio sito web i relativi provvedimenti completi di indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell'incarico e dell'ammontare erogato. In caso di omessa pubblicazione, la liquidazione del corrispettivo per gli incarichi di collaborazione o consulenza di cui al presente comma costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale del dirigente preposto.
Copia degli elenchi è trasmessa semestralmente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento della funzione pubblica".
Che è ancora in vigore la norma (art. 1, comma 173, della Legge n. 266/2005) che prevede l'obbligo di trasmissione alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti degli atti per l'affidamento di incarichi di consulenza, studio o ricerca di importo superiore ad Euro 5.000,00.
Che nel sopracitato elenco degli incarichi non figurano gli incarichi assegnati allo Studio Alfa e al geom. Bigliardi in merito alla consulenza per la predisposizione degli elaborati di progetto inerenti l'installazione di impianti fotovoltaici.
Per quale motivo, visto le norme di legge e le gravi conseguenze per il dirigente preposto, tali incarichi non sono stati inseriti nell'elenco disponibile sul sito web.
Se è stato rispettato l'obbligo di trasmissione alla Corte dei Conti e in che data.
Se vi sono altri incarichi in tale situazione.
Se è intenzione dell'amministrazione aggiornare in tempi rapidi tale elenco aggiungendo tutti gli incarichi mancanti adempiendo agli obblighi di legge sopracitati.
Interrogazione: "inquinamento acustico su opera viaria e provvedimenti conseguenti"
Il D.P.R. 142 del 30 marzo 2004 in merito alle disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare.
Che prossimamente sarà percorribile l'intero tratto della tangenziale, la quale attraverserà alcuni quartieri residenziali della zona nord con numerosi edifici situati nelle vicinanze del tracciato
Doveroso preoccuparsi delle possibili conseguenze derivanti dall'inquinamento acustico provocato dal traffico veicolare anche in considerazione dell'ampliamento della fascia di pertinenza citata nel DPR 142 del 2004
Che i parametri riportati nel suddetto DPR devono essere applicati in toto in quanto l'opera viaria è successiva all'entrata in vigore del decreto e che la tangenziale in oggetto è da considerarsi come strada extraurbana secondaria
Se è a conoscenza del decreto del Presidente della Repubblica 142 del 30 marzo 2004
Se in fase di progettazione sono stati considerati i nuovi parametri indicati dal DPR in merito alla fascia di pertinenza e quali sono stati i correttivi applicati al progetto
Se la Provincia, l'ARPA, l'AUSL o altri enti pubblici in questi anni hanno sollevato obiezioni e raccomandazioni in merito
Se gli enti citati al punto precedente hanno fatto dei controlli nel primo tratto di tangenziale funzionante e quale è stato il risultato
Quali saranno gli accorgimenti atti ad abbattere il rumore per i residenti degli edifici situati in prossimità dell'opera viaria
Se in quei tratti di strada si prevede di mantenere la soglia di inquinamento acustico al di sotto dei parametri imposti dall'attuale normativa
Se da parte dei residenti sono state espresse delle preoccupazioni in merito all'inquinamento acustico derivante dal futuro traffico della tangenziale
Mozione su "Una via o un luogo pubblico per le vittime delle foibe"
con la legge dello Stato 92/2004 è stato istituito il "Giorno del ricordo" in memoria delle vittime delle foibe, dell' esodo giuliano - dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati
nell'art.1 della legge citata si precisa che "La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell' esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale."
l' approvazione di questa legge rientra nell'operazione più volte auspicata dall'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di ricostruzione di una memoria condivisa della nostra Nazione, e ribadita altresì dall'attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
che a Novellara esistono già alcune vie dedicate a martiri e caduti ma nessuna intitolata alle vittime della ferocia dei partigiani jugoslavi.
che diversi comuni hanno già provveduto ad intitolare vie, parchi, giardini a questi caduti
Pertanto necessario "non dimenticare" e tenere vivo il ricordo di quel periodo drammatico che ha colpito per la maggior parte civili inermi che avevano solo la colpa di "essere italiani".
Ad intitolare una delle future vie di Novellara o altro luogo pubblico "Caduti delle foibe" oppure "Martiri delle foibe"
Oggetto: Interrogazione a risposta orale da inserire all’o.d.g. del prossimo Consiglio Comunale riguardante, mostra-esposizione “Novellara Sposi”
Che presso la Sala Polivalente “Nomadi” in via Montegrappa, da venerdì 22 a domenica 24 gennaio 2010 alcuni operatori del settore, in collaborazione con Pro Loco, il Comune di Novellara, CONAD e BCC – Banca Reggiana presentano “Novellara Sposi” - una mostra-esposizione dedicata ai preparativi per il matrimonio ad ingresso gratuito
Che il Comune di Novellara ha inserito sul proprio sito la pubblicità di tale esposizione dichiarando che “in un periodo di crisi come quello che sta attraversando il nostro territorio, oltre quindici attività commerciali della zona si mettono in gioco e investono sui propri prodotti e servizi di qualità”
Che la Pro Loco di Novellara ha inserito sul proprio sito la pubblicità di tale esposizione e ne cura l’organizzazione
Che il mensile Il Portico ha inserito all’interno del proprio giornale la pubblicità di tale esposizione
Che tanti commercianti di Novellara hanno lamentato di non essere stati informati in merito a questa iniziativa
Che la maggior parte degli espositori non sono di Novellara, bensì di altri comuni
Che i commercianti esclusi da tale iniziativa si sono rivolti alla Pro Loco per poter partecipare a tale evento, ma i responsabili hanno negato loro la possibilità di accedervi
Che la Giunta ha approvato una convenzione con la Pro Loco di Novellara per la promozione del territorio comunale nella quale si dichiara che il fine che si intende perseguire è l'affidamento della gestione di alcune manifestazioni e iniziative culturali / ricreative di promozione del territorio.
In questa convenzione si concede a Pro Loco la messa a disposizione di un locale comunale (spazio ad uso ufficio) per l'organizzazione delle attività previste in convenzione; il pagamento delle utenze relative a tale spazio, comprese quelle telefoniche, e l'utilizzo del fax del Comune; il pagamento delle spese postali di spedizione, fino ad un massimo di € 1.000,00 annuali; l'utilizzo dei fotocopiatori del Comune per una spesa massima in fotocopie di € 1.000,00 annuali; la concessione del patrocinio e/o la collaborazione del Comune sulle iniziative oggetto della convenzione; l'utilizzo in concessione gratuita del Teatro della Rocca o della Sala Civica "A. Daolio" o della Sala Polivalente "I Nomadi" per le iniziative oggetto della convenzione; il riconoscimento di un contributo economico annuale a sostegno dell'attività oggetto della convenzione, suddiviso in una parte fissa (a forfait), pari a € 6.000,00, per l'attività di organizzazione /gestione di tutte le iniziative, e in una parte variabile, a rendiconto delle spese effettivamente sostenute, per un importo massimo di € 3.000,00;
i Gruppi Consiliari Lega Nord e PDL – Lista Insieme
interrogano il Sindaco e i responsabili della Pro Loco a risposta orale
Quanti commercianti di Novellara e quanti da fuori Novellara partecipano a questa esposizione
Se questa esposizione è un’iniziativa privata di promozione pubblicitaria di alcuni commercianti
Se di tale esposizione sono stati informati tutti i commercianti di Novellara
Se considera che a tale esposizione abbiano diritto di accedere tutte le attività economiche novellaresi interessate
Se il Comune di Novellara e la Pro Loco intendono prestare collaborazione e pubblicità ad eventi che coinvolgono tutti i soggetti presenti a Novellara
Se il Comune di Novellara e la Pro Loco intendono prestare collaborazione e pubblicità ad eventi privati con intento pubblicitario e promozionale di pochi soggetti
Se tali espositori pagheranno Pro loco e Comune di Novellara per gli spazi pubblicitari, per la promozione dell’evento della quale hanno usufruito, per le attrezzature che hanno utilizzato
Se il Comune di Novellara e la Pro Loco intendono prestare collaborazione e pubblicità a soggetti economici non novellaresi
Se verrà pagata dai commercianti la sala Polivalente, nonché le spese di riscaldamento, elettricità, pulizia, attrezzature, ecc.
Se la sponsorizzazione di Conad e Banca Reggiana sia stata richiesta direttamente dagli espositori o se, invece, sia stata richiesta da Pro loco o dal Comune di Novellara
Oggetto: Interpellanza a risposta scritta su “occupazione parcheggi riservati ai portatori di handicap di via Novy Jicin”
Il notevole traffico su via Novy Jicin in certe fasce orarie e la carenza di parcheggi nella zona che portano gli automobilisti a parcheggiare in modo indiscriminato, in doppia fila e davanti ai passi carrai.
L’occupazione di posti auto riservati alle persone diversamente abili da parte di numerose biciclette ammassate sul marciapiede in prossimità della palestra impedendone la fruizione da parte del disabile.
Che questa situazione è stata oggetto di numerose lamentele da parte dei residenti a cui sono seguiti alcuni interventi dell’amministrazione comunale che purtroppo non hanno risolto il problema.
Che è compito primario dell’amministrazione eliminare potenziali situazioni di pericolo sulle strade comunali, garantire l’accesso nel proprio garage e/o proprietà, assicurare ai portatori di handicap un adeguato numero di parcheggi disponibili e liberi.
Che il recupero dell’ex campo sportivo porterebbe sicuramente dei benefici in termini di posti auto disponibili nell’area.
Che la palestra dispone di un ampio cortile dove potrebbero trovare una adeguata collocazione le numerose biciclette sopra citate
I gruppi Lega Nord–PDL-Insieme interpellano il Sindaco a risposta scritta
Se è a conoscenza della situazione in oggetto e della sua gravità
Se e quando si potranno aumentare il numero dei parcheggi nella zona e con quali interventi
Se ritiene di attivarsi al più presto per risolvere in tempi rapidi il problema dei parcheggi per i portatori di handicap
Il Consiglio Comunale di Novellara
Che l’episodio di violenza di cui è stato vittima il Presidente Berlusconi è un atto di inciviltà che non deve essere banalizzato e pertanto non può restare impunito;
Che atteggiamenti del genere diventano sempre più frequenti ed invadono tutte le sfere della società;
Che tali episodi di aggressività sono espressione di decadenza etica della società e di un permissivismo che porta a ledere la dignità della persona;
Che nel caso specifico siamo di fronte ad un attacco violento e ad una grave offesa lesivi non solo della persona, ma anche del ruolo istituzionale che essa ricopre;
Che non solo è grave, ma anche inammissibile l’atteggiamento di coloro che difendono, avvallano o sottovalutano certi comportamenti violenti;
Che il negare la gravità di queste aggressioni, automaticamente le autorizza e le rende meno gravi;
Che l’attacco alle istituzioni repubblicane va comunque respinto da qualunque parte esso provenga,
Ad esprimere solidarietà al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e ferma condanna per la grave e violenta aggressione subita dal Capo del Governo Italiano.
Interrogazione a risposta orale riguardante
investimenti dell’Unione “Bassa Reggiana”
il Comune di Novellara fa parte dell’Unione Bassa Reggiana ed è rappresentato dal Sindaco Daoli presso la Giunta dell’Unione e dai Consiglieri Daoli, Baracchi, Luppi e Fantinati presso il Consiglio dell’Unione
in data 19 ottobre 2009 l’Unione dei Comuni “Bassa Reggiana” ha inviato una domanda di contributo in conto capitale (Protocollo 966/2009) alla Regione Emilia Romagna.
Tale richiesta di contributo dovrebbe servire a finanziare l’acquisto di:
sistema informativo per un importo pari a € 28.000,00 + IVA al 20% dalla società Softech per completare il sistema informativo attuale e per integrare gli operatori sociali dei comuni – dotati di palmari per la rilevazione dei dati sociali degli utenti – con il Nuovo Ufficio di Piano, permettendo di fare valutazioni ex-ante-durante-ex-post degli utenti, qualificando la rilevazione dei dati e quindi la capacità di programmazione del NUP sulla base di dati aggiornati, aggiornabili.. (così come riportato sulla richiesta di contributo)
acquisto autovettura ad uso degli assistenti sociali in servizio presso gli Sportelli Sociali pari a € 8.995,72 + IVA 20% , FIAT PANDA MY 2009 1.2 Natural Power metano (così come riportato sulla richiesta di contributo)
noleggio per fotocopiatore alta fascia da dedicare al SSIZ, pari a € 6.927,38 + IVA 20% per il canone totale per configurazione multi-funzione (così come riportato sulla richiesta di contributo)
acquisto di arredi per ufficio: n° 3 Scrivanie ( € 900,00 + IVA 20%), n°3 Cassettiere su ruote a 3 cassetti (€ 960,00 + IVA 20%), n° 4 Mobili alti ad ante (€ 2.100,00 + IVA 20%),?n° 2 Tavoli riunioni ( € 460,00 + IVA 20%); (così come riportato sulla richiesta di contributo)
nella richiesta di contributo viene dichiarato che “si rende necessario per garantire efficienza, efficacia ed autonomia operativa all’Unione valutare la dotazione di una sede indipendente”, pertanto si ipotizza l’acquisto del 50% di proprietà indivisa di un fabbricato sito in Guastalla da adibire a sede dell'Unione dei Comuni Bassa Reggiana.
Il fabbricato in oggetto è di proprietà della locale A.S.P. Progetto Persona, la quale vorrebbe utilizzarne una porzione per insediarci la sede dell'azienda, per questo motivo si è raggiunta l'intesa di acquisizione di una quota indivisa del 50% di proprietà. L'immobile è sito a Guastalla (RE) in via Cisa Ligure, inserito nel catasto fabbricati del Comune di Guastalla al foglio 18 mappale 240 e al catasto terreni al foglio 18 mappale 420. (così come riportato sulla richiesta di contributo)
Nella richiesta di contributo si procede alla stima di tale immobile: “considerando le dimensioni dei fabbricati e del lotto su cui insistono, le quotazioni di mercato medio della zona, si ritiene plausibile la valorizzazione data all'immobile dall'ASP pari a 1.700.000,00 €, considerando poi un costo di risistemazione pari a 150 €/mq si ottiene una spesa complessiva di recupero dell'immobile pari a circa 1.900.00,00 €. La cifra quindi per l'acquisto del 50% indiviso di proprietà dell'immobile ammonta ad € 850.000,00 e la quota per il successivo recupero a € 950.000,00.” (così come riportato sulla richiesta di contributo). Si chiede perciò alla regione Emilia Romagna un “contributo in conto capitale pari al 60% del valore stimato (comprensivo del recupero) pari a € 570.000,00; per il restante 40% (in caso di ottenimento del contributo richiesto) si procederà a operazione di indebitamento a carico dell’Unione con modalità di finanziamento da concordarsi con istituto bancario.” (così come riportato sulla richiesta di contributo)
i gruppi PDL - Insieme e Lega Nord interrogano il Sindaco e i Consiglieri che rappresentano Novellara presso l’Unione Bassa Reggiana
Se pensano siano da utilizzare tutte le risorse, le strutture, gli immobili e le dotazioni già disponibili negli 8 Comuni dell’Unione Bassa Reggiana.
Se esista, a loro parere, la reale necessità di acquistare ulteriori attrezzature, automobili, mobili e soprattutto immobili.
Se pensano sia opportuno procedere ad un indebitamento così cospicuo per acquistare un immobile dell’ASP
Se il Sindaco è a conoscenza della situazione economica nella quale si trova l’ASP e se può fornire al consiglio comunale una relazione dettagliata sulle motivazioni che hanno portato questo ente ad avere in così poco tempo una grave situazione di indebitamento e passività.
Se pensano che l’intenzione di acquistare l’immobile di proprietà dell’ASP da parte dell’Unione Bassa Reggiana sia collegata alla situazione economica nella quale si trova l’ASP.
Se pensano sia giusto ed opportuno per il Comune di Novellara farsi carico del pagamento di questo eventuale finanziamento, considerando che Novellara non fa parte dell’ASP, pertanto non ha alcuna responsabilità della situazione economica di tale ente.
Mozione da inserire nel prossimo consiglio comunale su
“presenza del Crocefisso nelle scuole e negli uffici pubblici”
la presenza obbligatoria del Crocefisso nelle aule scolastiche è prevista e contemplata dall’art. 118 del Regio Decreto del 30 aprile 1924 n. 965, nonché dal Regio Decreto del 26 aprile 1928 n. 1297;
la Direttiva del Ministero dell’Istruzione n. 2666, del 3 ottobre 2002, dispone che ogni Dirigente scolastico assicuri la presenza del Crocefisso presso le aule scolastiche di propria competenza;
il Consiglio di Stato con sentenza n. 556 del 13 febbraio 2006 ha ribadito che il Crocefisso deve restare nelle aule scolastiche perché non è un simbolo meramente religioso, ma esprime tutti i valori civili di tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti e solidarietà, princìpi che “delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato”;
la civiltà occidentale, della quale il nostro Paese è una delle culle, scaturisce dal sistema di valori di cui la cultura cristiana si è resa interprete nel corso dei secoli e che tale cultura è alle basi della nostra società democratica e liberale;
in questa dimensione il Crocefisso è diventato il simbolo stesso della nostra identità culturale, di fratellanza, di pace e di giustizia; questi valori assumono una rilevanza maggiore in presenza di fenomeni migratori di massa, che mettono a confronto culture e religioni diverse;
nei giorni scorsi la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, nella sentenza relativa ad un ricorso presentato da una cittadina italiana originaria della Finlandia, ha sentenziato che la presenza del Crocefisso nelle aule scolastiche costituisce una violazione del “diritto dei genitori ad educare i figli secondo le proprie convinzioni” ed una violazione alla “libertà di religione degli alunni”;
il Governo italiano ha immediatamente annunciato la volontà di ricorrere contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, ritenendo tale sentenza l’inizio di un pericoloso attacco nei confronti della storia e della cultura del nostro Paese.
a farsi interprete delle esigenze del nostro tempo ed a coinvolgere i Rappresentanti locali dell’Amministrazione scolastica per assicurare la presenza del Crocefisso in ogni aula scolastica o al loro ripristino ove siano stati rimossi, nonché ad una riflessione da svolgere in ambito scolastico sui valori sopra richiamati, insiti nella nostra storia e nella nostra tradizione;
a farsi garanti della presenza del Crocefisso negli uffici pubblici dell’amministrazione comunale;
a schierarsi a fianco del Governo italiano nel ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che costituisce una pericolosa minaccia nei confronti della storia e delle tradizioni dei popoli nonché una grave intromissione nei confronti del sistema democratico del nostro Paese.
Oggetto: Mozione da inserire all’o.d.g. del prossimo Consiglio Comunale riguardante,
“stazioni ferroviarie di Novellara, San Bernardino, San Giovanni e Santa Maria”
che l’amministrazione comunale deve vigilare affinchè sia garantito ai cittadini il pieno utilizzo dei servizi di trasporto pubblici
che attualmente nelle stazioni ferroviarie di Novellara, San Bernardino, Santa Maria e San Giovanni non sono presenti tettoie o ripari che permettano ai novellaresi di attendere il treno senza esporsi direttamente alle intemperie
che nelle stazioni ferroviarie sopracitate mancano totalmente i servizi igienici pubblici
che di tali disservizi si lamentano i pendolari, soprattutto gli studenti che quotidianamente devono sopportare tali disagi
che la gestione delle stazioni ferroviarie spetta all’azienda trasporti A.C.T.
i Gruppi Consiliari Lega Nord e PDL – Lista Insieme chiedono
che il Sindaco e la Giunta prendano provvedimenti in tempi rapidi, o sollecitando l’azienda A.C.T. o intervenendo direttamente, per dotare le stazioni ferroviarie di Novellara, San Bernardino, Santa Maria e San Giovanni di tettoie idonee a riparare dalle intemperie i viaggiatori e di servizi igienici pubblici fruibili anche da persone diversamente abili.
che il Comune di Novellara deve garantire a tutti di poter partecipare alla vita sociale ed essere pertanto molto attento all’abbattimento delle barriere architettoniche per agevolare il più possibile la mobilità delle persone diversamente abili
che proprio di fronte all’entrata della sede della Polizia Municipale di Novellara, situata all’interno della Rocca, si trovano alcuni gradini che impediscono l’accesso alle persone diversamente abili, con problemi di deambulazione o che devono utilizzare sedie a rotelle
il Gruppo Consiliare PDL-Lista Insieme-Lega Nord
al Sindaco di dotare, in tempi rapidi, l’entrata della Polizia Municipale di Novellara di scivolo idoneo a rendere possibile l’accesso delle persone diversamente abili.
Oggetto: Interpellanza a risposta orale nel prossimo consiglio comunale utile su “trasparenza indennità e stipendi degli amministratori e dirigenti pubblici”
L’art. 21 della legge nr. 69 del 18 giugno 2009 e relativa circolare ministeriale che prevede di pubblicare sul sito internet dell’ente di appartenenza la retribuzione e il curriculum dei dirigenti, dei segretari comunali e provinciali e degli apicali insieme al numero di telefono ed e-mail.
Che sarebbe altresì corretto pubblicare le spese per organi istituzionali (indennità mensile dei componenti la giunta e gettone di presenza dei consiglieri) in alternativa al reddito totale annuo di ciascuno in quanto strettamente collegate all’incarico pubblico a differenza invece dello stipendio percepito in attività professionali di carattere privatistico.
Che il comune di Novellara è socio in numerose aziende con maggioranza azionaria pubblica e che in queste aziende partecipate vi possono essere delle figure dirigenziali che gestiscono risorse e capitali per la maggior parte pubblici.
Che finora sul sito comunale si è provveduto a pubblicare i dati relativi alla figura del segretario comunale.
Che dalle informazioni ricevute dal dott. Rebecchi verranno aggiornati al 2009 le indennità degli amministratori delle aziende partecipate (SABAR, ENIA, ACT, Consorzio Comuni Reggiani, Novellara Servizi, AGAC infrastrutture, Piacenza infrastrutture, C.F.P. Bassa Reggiana) e verranno aggiunti i dati relativi ai responsabili apicali come prescritto dalla legge sopra citata
I gruppi Lega Nord–PDL-Insieme interpellano il Sindaco a risposta orale
Se ritiene corretto quanto espresso nelle considerazioni
Se ritiene di dover modificare lo statuto in modo da rendere evidenti e pubbliche le spese per organi istituzionali quali indennità e gettone di presenza degli amministratori comunali in alternativa al reddito complessivo degli stessi
Se ritiene di attivare gli uffici in modo da reperire e rendere pubbliche anche le retribuzioni dei dirigenti delle aziende partecipate
Il Consiglio Comunale di Novellara,
della tragica uccisione di Sanaa Dafani, giovane ragazza marocchina, brutalmente sgozzata dal padre, poiché questi, di religione musulmana, non accettava che la figlia frequentasse un ragazzo italiano;
che questa vicenda è del tutto analoga a quella di Hina, ragazza pakistana barbaramente uccisa dal padre, con il tacito accordo della famiglia, sempre perché non veniva accettato il rapporto della ragazza con un uomo italiano;
che questo rapporto poteva essere un tassello importante nella realizzazione della casa comune dell’ integrazione e tolleranza;
che le famiglie delle ragazze uccise erano da anni residenti in Italia, e venivano erroneamente considerate "integrate";
che la violenza sulle donne non è mai accettabile
che nelle comunità musulmane le donne dovrebbero avere parità di diritti rispetto agli uomini;
che nel mondo musulmano esistono ancora atteggiamenti di violenza e segregazione delle donne, che si riflettono in gesti tragici e criminali come quelli avanti citati, spesso conseguenza di un atteggiamento arretrato ed estremista alimentato da Iman “fai da te” che predicano l’Islam travisandone il senso vero;
che una vera integrazione non può essere piena fino a quando continueranno a verificarsi tali orribili episodi;
che è importante che gli enti pubblici e le comunità islamiche condannino fermamente queste barbarie ed isolino o denuncino persone con evidenti atteggiamenti estremisti;
che il governo italiano non è da ritenersi colpevole di questa tragedia ma altresì deve aumentare i controlli nei luoghi ove possa esserci il rischio di proselitismo estremista;
che numerose sono le risorse destinate a progetti di integrazione come, ad esempio, il recente festival “immaginare futuro”, come sottolineato dall’assessore provinciale Fantini;
a condannare questo ignobile gesto edrappresentare lo sdegno per questo crimine, ad attivarsi nei confronti delle comunità islamiche affinchè, anche queste con atti concreti, prendano pubblicamente una posizione di condanna per questo vile omicidio, e per gli atteggiamenti discriminatori nei confronti delle donne da parte di molti islamici.
Oggetto: Interrogazione a risposta orale e scritta da inserire all’o.d.g. del prossimo Consiglio Comunale riguardante,
“Triturazione rifiuti presso discarica Sabar e raccolta porta a porta”
ci sono giunte diverse segnalazioni da parte di cittadini che risiedono nei pressi della discarica Sabar di Via Levata, preoccupati per una nuova procedura di triturazione dei rifiuti.
molti cittadini del centro storico ci hanno manifestato grande preoccupazione per come , in diverse situazioni, la raccolta porta a porta dei rifiuti comporti un maggior rischio di rifiuti sparsi lungo le strade ed abbia coinciso anche con la comparsa di ratti.
il Gruppo Consiliare PDL – Insieme e Lega Nord interroga il Sindaco:
Per quanto riguarda la triturazione:
Se risulta che dal mese di Luglio 2009 i rifiuti vengono triturati prima dello stoccaggio, procedura non prevista precedentemente;
Se corrisponde al vero che tale trattamento viene fatto all’aperto, con conseguente spargimento di tale polvere anche all’esterno dell’area della discarica;
Se l’Arpa e l’Asl sono a conoscenza di tale procedura e se hanno effettuato controlli per autorizzare tale trattamento
Se sono giunte all’amministrazione comunale o a Sabar segnalazioni o lamentele relative a tale trattamento
Se lo spargimento di tali polveri può rappresentare un pericolo per la salute delle persone, degli animali, delle coltivazioni e dell’ambiente circostante.
Per quanto riguarda la raccolta porta a porta:
Poiché è stata presentata come una sperimentazione, quali sono i risultati ad oggi sia dal punto di vista della qualità del servizio sia dal punto di vista economico?
Sabar ha provveduto a fare continue campagne informative e consegnare alle famiglie tutto il necessario per gestire al meglio i propri rifiuti ?
Dopo i primi mesi di sperimentazione, è stato programmato un servizio flessibile che segua le reali necessità riscontrate dai cittadini (ad esempio con tempi di raccolta che tengano conto anche delle diverse situazioni climatiche e non lascino i rifiuti per strada fino alla tarda mattinata) ?
Oggetto: Interrogazione a risposta orale e scritta nel prossimo consiglio comunale utile su “Tariffa rifiuti TIA, aliquota IVA e tributo ambientale”
Che a Novellara viene applicata da diversi anni la tariffa igiene ambientale TIA e per l’anno 2009 prevede un ammontare di circa 1.482.800 € necessari a coprire interamente il costo del servizio di smaltimento.
A tale cifra viene applicato l’aliquota IVA del 10% versata all’Erario ed un tributo ambientale di competenza della provincia nella misura del 5% sulla tariffa fuori campo IVA.
L’ente gestore del servizio è la SABAR
Che l’istituzione della tariffa è normata dal decreto Ronchi (D.L.vo 22 del 1997) ed a esso sono da imputare eventuali mancanze legislative e normative.
All’art. 49 comma 5 recita: “Il Ministro dell`ambiente di concerto con il Ministro dell`Industria, del Commercio e dell`Artigianato, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano elabora un metodo normalizzato per definire le componenti dei costi e determinare la tariffa di riferimento,”
Che la Corte Costituzionale con la sentenza 238 del 24 Luglio 2009 stabilisce la natura tributaria della TIA definendola una mera variante dell’ex Tarsu e pertanto esente dall’applicazione dell’aliquota IVA.
L’esclusione dell’IVA non deriva dal semplice fatto che la TIA è un tributo ma per la struttura del prelievo e del servizio prestato.
Tale sentenza mette fine a varie interpretazioni sulla natura della tariffa fatte in passato anche dall’Agenzia delle Entrate che riteneva corretto applicare l’IVA al 10%.
I gruppi Lega Nord–PDL-Insieme interrogano il Sindaco a risposta orale e scritta
Quali sono gli sviluppi attuali di questa sentenza sentiti anche gli enti preposti e quali provvedimenti l’amministrazione comunale intende intraprendere
Da quando si cesserà di applicare l’IVA del 10% sulle bollette inviate ai cittadini
Se il mancato introito dell’IVA comporterà un aumento della tariffa
Come sono stati utilizzati i soldi versati dai novellaresi ed incamerati dalla provincia nella misura del 5% (fornire elenco dettagliato delle attività svolte)
Oggetto: Interpellanza a risposta scritta su “materiale pubblicitario abusivo”
L’art. 16 del “regolamento per l’applicazione dell’imposta comunale sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni” che considera abusiva la pubblicità non autorizzata, in luoghi non destinati ed approvati dal comune, senza il dovuto pagamento. Sempre l’art. 16 obbliga i responsabili a rimuovere le affissioni abusive, oppure provvede il comune con addebito ai responsabili.
Le foto a pag. 2 del presente documento che ritraggono la pubblicità dell’associazione culturale “Kaimano” in alcuni luoghi di Novellara e che tali manifesti erano presenti da numerosi giorni (oltre 10 giorni) in tali luoghi ed addirittura affissi dove è scritto chiaramente “divieto di affissione”.
Doveroso avvertire l’amministrazione su questa pratica di affissione abusiva sia per il decoro urbano che per la sicurezza stradale; senza nessun motivo voler infierire sull’associazione “Kaimano” le cui finalità sono di tutto rispetto.
Che è norma di buon senso tollerare le affissioni di matrimoni a condizione che siano manifesti di dimensioni ridotte (formato A4), che non siano pericolosi per la sicurezza stradale e che vengano rimossi dopo giorni 2 dal termine dell’evento
Che nel 2002 protocollo 9178 il gruppo Lega Nord chiedeva di uniformare tutte le bacheche di Novellara e che a seguito di tale richiesta il Sindaco Calzari rispose che entro settembre 2002 avrebbe cambiato le bacheche comunali e sollecitato i privati possessori a fare altrettanto in tempi brevi.
Che tuttora permangono casi dove non si è provveduto alla sostituzione della bacheca come si vede dalla foto a seguire.
Che sul territorio di Novellara mancano spazi pubblici adeguati alle necessità a disposizione di enti, associazioni, partiti per poter pubblicizzare eventi, incontri, comunicazioni alla cittadinanza ecc..
Se ritiene corretto quanto riportato in precedenza in merito al decoro urbano ed alla sicurezza stradale
Se sono stati fatti interventi con l’associazione Kaimano in merito a quanto segnalato (comunicazioni, sanzioni, obbligo a staccare i manifesti ecc..) per prevenire casi analoghi in futuro
Se l’associazione “Kaimano” riceve o ha ricevuto in passato contributi dal comune di Novellara e per quale motivo
Se ritiene opportuno aggiornare il regolamento in merito alle affissioni di eventi matrimoniali
Quando si raggiungerà l’obiettivo di uniformare tutte le bacheche presenti a Novellara
Se l’amministrazione non intenda aumentare gli spazi pubblici a disposizione di enti, associazioni e partiti al fine di evitare le affissioni abusive e nello stesso tempo allargando l’informazione alla cittadinanza da parte di chi non possiede gli strumenti adeguati
Oggetto: Mozione inerente la “creazione di una consulta di cittadini extra UE” (da inserire all’odg del primo consiglio utile)
Nello Statuto è presente da oltre 10 anni l’art.16 relativo alla presenza dei cittadini extracomunitari in Consiglio Comunale il cui contenuto è il seguente:
“1. Il Comune di Novellara garantisce la presenza all'interno del Consiglio Comunale di cittadini extracomunitari, tramite loro rappresentanti, senza diritto di voto, affinchè:
- si rafforzino i legami tra le comunità straniere e le istituzioni locali, consci che una buona e corretta amministrazione è fondata sulla partecipazione di tutti i cittadini, italiani e stranieri;
- si consolidi la collaborazione tra Ente Locale e cittadini stranieri provenienti da nazioni non facenti parte dell'Unione Europea per poter rimuovere le difficoltà che impediscono un reale inserimento nella comunità novellarese;
- si diffonda la consapevolezza che il Comune è patrimonio di tutta la cittadinanza e che tutti, nelle proprie possibilità e nelle forme previste dalla legge, devono contribuire al suo funzionamento;
- si trasmetta una nuova idea di cittadinanza, dove la coscienza dei propri diritti e la consapevolezza dei propri doveri, contribuiscano a instaurare una civile convivenza tra residenti italiani e stranieri;
- si sottolinei l'esigenza di misure che prevedano il coinvolgimento delle comunità straniere a tutti i livelli della vita pubblica.
Ai rappresentanti dei cittadini stranieri presso il Consiglio Comunale, fissati nel numero di due, vengono riconosciuti i seguenti diritti nelle stesse forme, modi e tempi riconosciuti ai Consiglieri Comunali:
- il diritto di essere convocato alle riunioni del Consiglio Comunale;
- il diritto di accedere alla zona destinata ai Consiglieri Comunali;
- il diritto di parola;
- il diritto di informazione sugli oggetti in discussione.
Con Regolamento verranno stabiliti gli aspetti relativi alle modalità elettive e agli aspetti tecnici connessi all'attività di rappresentanza.”
Esiste un apposito regolamento stilato nel 1998 che disciplina l’elezione dei suddetti rappresentanti nel numero di 2
Negli anni la popolazione extra UE è aumentata notevolmente e le prime 10 nazionalità regolarmente iscritte all’anagrafe il 31/12/2008 sono così composte:
I rappresentanti extra UE attualmente presenti in Consiglio Comunale non sono rappresentativi delle diverse nazionalità regolarmente soggiornanti a Novellara
I fenomeni migratori hanno avuto un notevole incremento negli ultimi anni e sono tuttora in evoluzione
Moltissimi comuni, sia grandi che piccoli, hanno cercato forme diverse per soddisfare alcune finalità in parte riportate nel nostro art. 16 dello Statuto
Per ovvi motivi pratici e logistici non è possibile avere un rappresentante per ogni nazionalità
Occorre quindi ricercare una forma diversa di partecipazione e di conoscenza della vita pubblica adeguata alla realtà, che riesca a far partecipare tutte le nazionalità maggiormente presenti a Novellara, che sia nello stesso tempo snella ed esente da costi aggiuntivi per l’amministrazione
Molti comuni hanno istituito una Consulta dei cittadini extra UE e con la sua creazione si vuole inaugurare un nuovo percorso di partecipazione popolare previsto dal nostro Statuto e che potrà interessare in futuro le famiglie, i giovani, gli anziani, le frazioni, le associazioni sportive, ecc..
L’art. 1 della Carta dei Valori, della Cittadinanza e dell’Integrazione cita: ”L’Italia è impegnata perché ogni persona sin dal primo momento in cui si trova sul territorio italiano possa fruire dei diritti fondamentali, senza distinzione di sesso, etnia, religione, condizioni sociali. Al tempo stesso, ogni persona che vive in Italia deve rispettare i valori su cui poggia la società, i diritti degli altri, i doveri di solidarietà richiesti dalle leggi.”
I gruppi PDL-Lista Insieme e Lega Nord chiedono al Consiglio Comunale di:
Sostituire l’art. 16 dello Statuto di cui sopra con il più semplice ma efficace:
Al fine di favorirne la partecipazione alla vita pubblica e la conoscenza dei doveri e diritti della nostra comunità, è istituita, quale organo consultivo del Consiglio e della Giunta, la Consulta comunale dei cittadini extra-UE regolarmente soggiornanti e residenti nel Comune di Novellara.
I rappresentanti della Consulta sono nominati dal Consiglio Comunale garantendo la rappresentanza delle maggiori nazionalità presenti sul territorio comunale.
Il Consiglio Comunale disciplina con proprio regolamento il numero dei componenti, i criteri generali di costituzione e funzionamento, la durata in carica, i requisiti per l'accesso.
La Consulta, in particolare tramite il suo presidente:
a) Presenta al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale, per le loro competenze o perché se ne facciano interpreti e sostenitori presso gli enti competenti, le problematiche che rendono difficoltoso l’inserimento delle/degli immigrate/i nella comunità cittadina
b) promuove iniziative per favorire la conoscenza da parte delle/degli immigrate/i delle normative che disciplinano il soggiorno, la residenza, l’occupazione lavorativa, l’assistenza sociale e sanitaria, l’istruzione, la formazione professionale, il trasporto e la fruizione dei servizi pubblici
c) promuove e sostiene iniziative volte alla conoscenza e al rispetto delle leggi italiane, delle usanze, dei caratteri culturali, linguistici e storici della popolazione locale che li ospita
Sostituire il regolamento attuale che disciplina l’elezione dei rappresentanti extracomunitari con il regolamento citato al punto sopra da discutere nell’apposita commissione affari istituzionali. Il gruppo PDL-Lista Insieme e Lega Nord sono disponibili a presentare una prima bozza di tale regolamento.
Oggetto: Mozione inerente la “richiesta di liberazione dei manifestanti che hanno contestato pacificamente il risultato delle elezioni avvenute in Iran” (da inserire all’odg del primo consiglio utile)
La dignità delle persone, la libertà e i diritti inviolabili dell’uomo non hanno confini ed è compito di ciascuno di noi difendere tali valori.
Il Consiglio Comunale non ha l’autorità né le conoscenze per stabilire se le recenti elezioni avvenute in Iran si siano svolte in modo corretto.
All’indomani delle suddette elezioni la capitale Teheran è stata per giorni teatro di numerosi manifestazioni che contestavano il risultato elettorale che confermerebbe la rielezione di Ahmadinejad.
Numerosi sono stati i morti, il cui numero preciso non verrà probabilmente mai fornito, così come numerose sono state le persone imprigionate.
Il regime iraniano ha dimostrato in innumerevoli occasioni il disprezzo nei confronti di Israele e della comunità internazionale.
Il nostro ministro degli Esteri sta cercando di recuperare il dialogo sul dossier nucleare a patto che Teheran rispetti i diritti assoluti ed universali dell’uomo.
I manifestanti detenuti sono a rischio di tortura e potrebbero essere accusati di Moharebeh (comportamento ostile a Dio) che prevede 4 tipi di punizione: esecuzione capitale, amputazione incrociata degli arti, crocifissione ed esilio.
Da molti giorni è calata la censura e nessuna notizia filtra oltre confine iraniano.
L’Iran è al 2° posto al mondo dopo la Cina per numero di esecuzioni capitali e come si evince dalla relazione di Amnesty International, in allegato, da decenni i diritti umani sono calpestati.
Il gruppo PDL-Insieme e Lega Nord chiedono al Consiglio Comunale di:
Inviare richiesta al nostro ambasciatore a Teheran ALBERTO BRADANINI (di origini reggiane) per aggiornarci sullo stato delle cose, sul numero dei morti e dei detenuti, sull’utilizzo di torture e sulle condanne comminate ai detenuti.
Sostenere il ministro Frattini affinché continui pazientemente con il suo lavoro diplomatico.
Comunicare all’ambasciatore iraniano a Roma FEREIDOUN HAGHBIN il nostro sdegno per il modo con il quale le autorità iraniane hanno soffocato nel sangue le manifestazioni e richiedere la liberazione dei detenuti che hanno espresso pacificamente il loro dissenso.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 14
 art. 14
 art. 14

Art. 62

Art. 5

Art. 5

Art. 27

Art. 27

Art. 30

Art. 35

Art. 2

Art. 3

Art. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14

ART. 15

ART. 16

ART. 17

ART. 18
 sentenza 

Art. 5

Art. 10

Art. 11
 art. 433
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 16