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Timestamp: 2018-07-20 16:19:10+00:00

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LEGGE 104 ACQUISTO AUTO - Pagina 53 - Forum Enti.it
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Messaggioda Jerry » 09/01/2018, 18:19
sul verbale di Inv. Civile di mio figlio (che ha una patologia di ritardo psicomotorio con tratti autistici), è stata riconosciuta la diagnosi ICD9: Codice 315 e Codice 317.
La commissione riconosce “il Minore invalido con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita – Indennità di accompagnamento”.
Da verbale L.104 risulta grave handicap (comma 3 art.3)
Abbiamo diritto alle agevolazioni per il settore auto ?
Grazie per la sua assistenza
Messaggioda Prof. Maurizio » 09/01/2018, 18:29
Solo se viene riportata nel verbale la disabilità mentale/psichica e se l'indennità di accompagnamento è stata riconosciuta per tale disabilità mentale. In sostanza occorre che la disabilità principale rilevata sia quella psichica e non quella motoria.
Iscritto il: 09/01/2018, 20:35
Messaggioda Sabry » 09/01/2018, 20:58
Buonasera prof. Maurizio, Scusate il disturbo ma ho visto che siete molto ferrato in materia! Vi scrivo in riferimento alla mia pratica per l'acquisto di un'automobile con legge 104.
Mediante il venditore, ho prodotto ad una società di consulenza una sentenza giudiziale, nonchè una documentazione clinica precedente alla sentenza, che attesta l'ottenimento dello stato di HANDICAP GRAVE art. 3 comma 3 della legge 104 , attinente la mia sfera motoria.
La società di consulenza ha espresso il suo parere: posso usufruire dei vantaggi fiscali della legge 104 ma solo adattando il veicolo (obbligatorio).
Ora, in questo caso è impossibile pretendere l'adattamento obbligatorio del veicolo, perchè appunto, il disabile versa nella condizione ormai di "gravità" del suo status; appurando il giudice l'articolo 3 comma 3 , dal sito dell'agenzia delle entrate si evince che il soggetto in questione (io) rientri sempre nelle condizioni dell'art 30 comma 7 , legge 388/2000, che non necessita quindi di adattamenti obbligatori.
L'equivoco nasce dal verbale di commissione prima istanza presentato, ma ormai nullo, perchè come ben sapete la sentenza giudiziale sostituisce a tutti gli effetti il verbale di commissione di prima istanza.
Il mio verbale in commissione prima istanza mi attribuiva un handicap motorio con ridotte capacità di dembulazione - autovettura adattata, e l'art 3 comma 1 della legge 104/92.
Però in sede giudiziale ho ottenuto l'art 3 comma 3!!!!! E alla situazione di gravità del deficit motorio puo' unicamente corrispondere la voce"disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione" che prescinde dall'adattamento dell'automobile!! Quindi la dicitura originaria del verbale commissione prima istanza (che è stato annullato) "disabili con ridotte o impedite capacità motorie" - autovettura adattata, non produce piu' i suoi effetti, perchè collegato alla situazione non grave di disabilità!
L'art. 3 comma 3 recita "Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità" e quindi , quando trattasi di deficit motorio, non può che attribuire al soggetto beneficiario la grave limitazione della deambulazione , come si evince da ricerche elementari in rete e presso gli sportelli pubblici.
Ripeto, contro quel verbale di commissione prima istanza è stato fatto ricorso, ed è stato ormai accertato lo status di disabilità grave, come recita l'art 3 comma 3 della legge 104/92 che, essendo appunto il deficit di carattere motorio, dà diritto all'adattamento facoltativo del veicolo.
Io ho prodotto il verbale di prima istanza in buona fede, ma loro l'hanno considerato anche se annullato dalla sentenza. Il mio avvocato infatti dice chiaramente che "la sentenza giudiziale sostituisce a tutti gli effetti il verbale di commissione prima istanza, e produce gli effetti giuridici dovuti quindi il solo mostrare della sentenza che, in effetti, riconosce lo status di gravità".
Messaggioda Prof. Maurizio » 10/01/2018, 07:02
Mediante il venditore, ho prodotto ad una società di consulenza una sentenza giudiziale, nonchè una documentazione clinica precedente alla sentenza, che attesta l'ottenimento dello stato di HANDICAP GRAVE art. 3 comma 3 della legge 104 , attinente la mia sfera motoria. .
Se per "documentazione clinica precedente" lei intende il verbale ASL/INPS che lei ha impugnato in tribunale devo purtroppo dirle che tale certificazione non ha più validità in quanto "travolta" dalla sentenza e disposizioni del giudice in base alla perizia del CTU.
Non mi è chiaro se questa sua affermazione "si evince che il soggetto in questione (io) rientri sempre nelle condizioni dell'art 30 comma 7 , legge 388/2000" sia frutto da una sua libera interpretazione (errata) delle informazioni ricavate dal sito dell'Agenzia delle entrate o se effettivamente in giudice "oltre" a riconoscere l'art. 3 comma 3 L.104/92 (stato di gravità dell'handicap) abbia anche riconosciuto la grave o impedita capacità deambulatoria (o pluriamputazioni) relativamente all'altra legge 388/2000.
Premetto che l'art. 3 comma 3 L.104/92 non integra l'altro riconoscimento art 30 comma 7 , legge 388/2000 o viceversa. Sono 2 status distinti e separati e vanno opportunamente valutati dalla commissione o dal giudice (tramite CTU). Riconoscendo il giudice (o una commissione medica) lo stato di handicap grave (art. 3 comma 3 L.104/92) non viene assolutamente riconosciuto in automatico o sottinteso l'art. 30 comma 7 della legge 388/2000. Sono leggi e riconoscimenti del tutto diversi.
Però in sede giudiziale ho ottenuto l'art 3 comma 3!!!!!
Credo ci sia stata una rivendicazione da parte del suo legale del solo handicap grave probabilmente.
Il precedente verbale le riconosceva:
- l'handicap non grave,
- probabilmente la disabilità motoria (utile al rientro nelle agevolazioni del settore fiscale auto solo se si adatta la vettura)
- relativamente alla deambulazione: la "capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta" (art. 381, DPR 495/1992) utile al solo rilascio del contrassegno disabili per la circolazione e la sosta.
Lei purtroppo (probabilmente) ha rivendicato solo ed esclusivamente il mancato riconoscimento dell'handicap grave (art. 3 comma 3 L.104/92).
Credo che lei non ha pensato di chiedere al giudice la valutazione (tramite CTU) del riconoscimento della grave o impedita deambulazione ai fini del rientro nell'art. 30 comma 7 L.388/92 (oppure lei l'ha chiesta e il giudice non l'ha presa in considerazione o non l'ha riconosciuta in sentenza).
In altre parole se lei aspirava ad un acquisto con il diritto di rientro nelle agevolazioni fiscali del settore auto (senza la modifica della vettura che la commissione ASL/INPS nel verbale le aveva disposto) avrebbe dovuto impugnare anche tale disposizione. Quindi il giudice avrebbe ordinato al CTU di valutare oltre all'art. 3 comma 3 L.104/92 anche gli altri status utili al rientro in diritto. Forse lei al momento del ricorso ha solo pensato di fruire delle sole agevolazioni socio/lavorative (permessi, congedi, precedenze).
E alla situazione di gravità del deficit motorio puo' unicamente corrispondere la voce"disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione"
Non condivido questa sua personale interpretazione. Una disabilità motoria non è esclusivamente deambulatoria. Viene riconosciuta anche agli amputati di mano e se relativa alla deambulazione va valutato l'impedimento deambulatorio al fini di far rientrare la sensibile ridotta capacità deambulatoria o il più grave impedimento rientrante nell'art. 30 comma 7 l. 388/2000.
Quindi la dicitura originaria del verbale commissione prima istanza (che è stato annullato) "disabili con ridotte o impedite capacità motorie" - autovettura adattata, non produce piu' i suoi effetti, perchè collegato alla situazione non grave di disabilità!
Giusta affermazione. Motivo per il quale occorreva che la sentenza oltre all'art. 3 comma 3 L.104/92 disponesse gli altri riconoscimenti di altre leggi relative alle agevolazioni fiscali che lei o il suo legale probabilmente non ha rivendicato nel ricorso e il giudice si è limitato a valutare solo la legge 104.
Ritorno a non condividere assolutamente questa sua personale interpretazione. Le rammento che tale status (Art. 3 comma 3 L.104/92) non è un'attribuzione automatica per interpretazione, ma una valutazione disposta dall'art. 4 della legge 104/92 con apposito iter con più commissioni mediche. Quindi lei o chiunque altro non può attribuire in automatico o per deduzione alcunché. Tanto più lei può attribuire in automatico o per deduzione leggi diverse integrandole in riconoscimenti diversi (art. 3 comma 3 L.104/92 e art. 30 comma 7 L.388/2000).
Ripeto, contro quel verbale di commissione prima istanza è stato fatto ricorso, ed è stato ormai accertato lo status di disabilità grave, come recita l'art 3 comma 3 della legge 104/92
Infatti, ma è stato riconosciuto solo quello. Lei ha impugnato del verbale solo la parte della legge 104.
Qui non si tratta di considerare o meno il verbale "travolto" dalla sentenza, ma lei deve capire che, presentando la sentenza come dice il suo legale, non si evincono da essa condizioni utili al rientro nelle agevolazioni fiscali del settore auto in quanto non rivendicate.
In altre parole la parte finale della sentenza doveva essere più o meno così:
Il Tribunale così provvede:
1. Accoglie il ricorso e riconosce alla Sig. lo stato di handicap grave di cui all'art. 3 comma 3 L.104/92 e la grave o impedita capacità di deambulazione di cui all'art. 30 comma 7 L.388/92.
Concludo affermando di condividere la posizione intrapresa dal concessionario che sarebbe stata invariata anche se lei non avesse consegnato il verbale impugnato in sentenza.
Messaggioda Jerry » 10/01/2018, 10:00
Buongiorno prof. Maurizio
Grazie per la risposta di ieri pomeriggio.
Volevo sapere in che punto del verbale si evince la disabilità mentale/psichica e quindi se l'indennità di accompagnamento è stata riconosciuta per tale disabilità mentale ?
Dal verbale per accertamento dell’Handicap leggo solamente quanto segue:
RITARDO PSICOMOTORIO CON TRATTO AUTISTICO E MICROCEFALIA IN ESITIT DI SOSPETTA SINDROME FETALCOLICA E INFEZIONE DA CMV CONNATALE. IN ATTUALE TERAPIA ABILITATIVA.
Diagnosi ICD9:
CODICE – 315
CODICE – 317
Portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3 L.5.2.92.n104
Il verbale per L’invalidità civile riporta esattamente le stesse cose con l’aggiunta che il MINORE INVALIDO ha necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita – Indennità di accompagnamento.
Pertanto gli unici elementi valutativi che vedo sono quelli della diagnosi ICD9 ed i due codici (315: Ritardi specifici dello sviluppo e 317: Ritardo mentale lieve) ricadono entrambi nel capitolo dei Disturbi mentali.
Ritiene che in virtù di ciò ricorrano i presupposti per accedere ai benefici auto?
Messaggioda Prof. Maurizio » 10/01/2018, 19:41
Le ho risposto in privato con messaggio.
Iscritto il: 16/01/2018, 20:44
Messaggioda RobyK » 16/01/2018, 21:08
vorrei porle un quesito in merito all'eredità ricevuta di un auto acquistata con legge 104.
Si tratta di un auto che era intestata a mia nonna, acquistata per l'appunto con le agevolazioni della legge 104 da mia zia diversi anni fa.
Mia nonna è venuta a mancare lo scorso maggio e l'auto è stata ereditata da mia zia e da mio padre. Mia zia richiede a mio padre la firma per il passaggio di proprietà che la renderebbe unica proprietaria del mezzo. Purtroppo mio padre poco dopo la morte di mia nonna non è stato bene e ha passato un periodo molto lungo in ospedale, da cui è uscito solo a metà dicembre e a causa della riabilitazione non è stato possibile sbrigare le pratiche per il passaggio fino ad ora.
Vorrei capire che costi comporta e quali sono gli step giusti da seguire per fare tutto correttamente, se le eventuali spese sostenute sull'auto (manutenzione, bollo ecc) dal momento della morte di mia nonna ad oggi debbano essere divise tra gli eredi (anche qual'ora sia solo un erede a fruire dell'auto) e cosa succederebbe in caso si ritardi ancora il passaggio di proprietà perchè mio padre si rifiuta di firmare per problemi legati all'eredità che non hanno nulla a che fare con l'auto (è diventata una sorta di merce di scambio).
Mia zia insiste molto per la firma e non vorrei che per la fretta si facessero degli errori.
La ringrazio anticipatamente se potrà aiutarmi.
Messaggioda Prof. Maurizio » 17/01/2018, 06:07
Il passaggio di proprietà all'erede o agli eredi deve essere effettuato entro 60 giorni dal giorno in cui si accetta l'eredità.
Oltre i 60gg. gli eredi pagheranno la sanzione del 30% dell’importo IPT con interessi. Inoltre è prevista la multa e il ritiro della carta di circolazione in caso di circolazione del veicolo in mancanza di registrazione al PRA di tali aggiornamenti.
Tassa di proprietà (bollo) e manutenzione spetta al proprietario intestatario del veicolo del periodo in cui si verifica la scadenza della tassa o la manutenzione del mezzo.
Iscritto il: 18/01/2018, 10:55
Messaggioda Corrado » 18/01/2018, 12:24
Le sottopongo il seguente quesito in relazione alla necessità di acquistare una nuova auto con le agevolazioni previste:
Mia moglie è in possesso di due verbali distinti, ma rilasciati dalla medesima Commissione Medica integrata.
Nel primo, per l'accertamento dell'handicap ai sensi l.104, è specificato che è "Portatore di handicap in situazione di gravità Comma 3 Art. 3".
Nel secondo verbale, per l'accertamento dell'invalidita civile, è specificato che ricorrono le previsioni di cui -all'articolo 30 comma 7 l.388/2000, e di cui all'.art.381 r 495/92.
L'agenzia delle entrate, da me preventivamente interpellata, sostiene che nel primo verbale (Handicap l.104) dovrebbero essere indicate anche le specifiche relative all'.art.30 c.7 ecc. E all'.art.381 l.495/92, e di chiedere pertanto all'Inps un'integrazione del verbale l. 104.
Francamente non ritengo che l'Inps possa modificare tale documento, è in ogni caso la richiesta mi sembra totalmente infondata visto che i due verbali si completano a vicenda.
Secondo il Suo autorevole parere, in questo caso mia moglie è nel diritto di richiedere le agevolazioni previste per l'acquisto dell'auto (fatti salvi ovviamente tutti gli altri requisiti di legge)?
Messaggioda Prof. Maurizio » 18/01/2018, 13:22
Sua moglie ha diritto di rientro anche con verbali disgiunti se fanno capo alla stessa visita di accertamento o se il verbale relativo alla certificazione dell'art.30 comma 7 l.388/2000 è comunque successivo come visita è notifica al precedente verbale di handicap.
Non è possibile integrare o modificare nulla in un verbale già notificato.
Messaggioda Corrado » 18/01/2018, 14:43
Egregio. Prof. Maurizio,
La ringrazio per la celere ed esaustiva risposta.
A questo punto non mi resta che richiedere un nuovo appuntamento con la locale Agenzia delle Entrate per rappresentare più compiutamente la mia istanza.
Iscritto il: 31/01/2018, 01:53
Messaggioda ferdi » 31/01/2018, 02:16
Sono in possesso di 2 verbali di invalidità. Il primo del 2014 con Invalidità civile al 70% e Legge 104 Art. 3 Comma 3 in situazione di gravità, senza revisione.
Nel 2017 in seguito ad aggravamento dello stato di salute ho chiesto ed ottenuto l'invalidità civile al 100%. Indicazione di "limitazione funzionale movimenti articolari" e la dicitura "l'interessato non possiede alcun requisito tra quelli di cui all'art. 4 D.L. 9 febbraio 2012 n. 5"
Ho consultato alcuni concessionari per sapere se ho diritto o no all'iva agevolata sull acquisto del veicolo e le risposte sono state:
Concessionario 1 - assolutamente si, però è obbligatorio l'adattamento del veicolo, sedile girevole o ribaltina per agevolare l'accesso al posto di guida
Concessionario 2 - si, senza nessun adattamento
Concessionario 3 - si ma ha dei dubbi su su quella postilla "non possiede i requisiti dell art.4 D.L. 9 etc"
Agenzia delle Entrate - si/no/non so
A questo punto mi chiedo: è possibile procedere all acquisto con IVA agevolata e lasciare poi decidere all'Agenzia delle Entrate che in caso negativo mi chiederà indietro l'importo della differenza dell'IVA ? ci sono altri eventuali rischi, per esempio delle sanzioni oltre all'importo dell'IVA, oppure delle conseguenze penali ?
Avendo un budget di spesa limitato sono orientato all'acquisto di un veicolo usato e purtroppo sul mercato non c'è molta scelta se si cerca un auto con IVA esposta. E' possibile acquistare un auto senza IVA agevolata e usufruire comunque della detrazione fiscale del 19% della spesa ?
grazie in anticipo per risposte o consigli
Messaggioda Prof. Maurizio » 31/01/2018, 06:38
Non ha diritto alle agevolazioni fiscali del settore auto.
L'articolo 5 del decreto legge 9 febbraio 2012 prevede, se riconosciute, il riporto delle eventuali tipologie delle “voci fiscali”.
Invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni (articolo 30, comma 7, legge 23 dicembre 2000, n. 388).
Invalidi con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta (articolo 381, decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495).
Portatori di handicap con ridotte o impedite capacità motorie permanenti (articolo 8, legge 27 dicembre 1997, n. 449)
Il primo concessionario si riferisce ai disabili con ridotte o impedite capacità motorie permanenti secondo le 2 seguenti categorie:
- disabili che guidano (occorre patente di tipo speciale con adattamenti alla guida obbligatori imposti dalla C.M. ASL rilascio patenti)
- disabili trasportati con ridotte o impedite capacità motorie permanenti che per la natura del loro handicap occorre adattare il veicolo al
loro trasporto.
Il suo verbale non riporta l'accertamento delle ridotte o impedite capacità motorie permanenti o il riferimento all'articolo 8, legge 27 dicembre 1997, n. 449 che permette il rientro nelle agevolazioni fiscali del settore auto in caso di adattamento del veicolo, ma ancor più la commissione medica INPS dichiara che non sussiste rientro nelle voci fiscali in quanto "...l'interessato non possiede alcun requisito tra quelli di cui all'art. 4 D.L. 9 febbraio 2012 n. 5.."
Pertanto il disabile secondo la commissione INPS non ha disabilità permanenti ridotte.
Messaggioda ferdi » 01/02/2018, 00:36
Perfetto, tutto molto chiaro
giaciava
Iscritto il: 03/02/2018, 16:46
Messaggioda giaciava » 03/02/2018, 17:46
Gentile prof. Maurizio,
a mio padre nel 2013 la commissione medico-legale dell'ASL Milano1 gli ha riconosciuto l'handicap grave ai sensi dell'art.3 comma 3 l.104, e in particolare:
- Handicap con grado di invalidità superiore ai 2/3 (art 21 L. 104/92).............................................................................SI
- Handicap con ridotte o impedite capacità motorie permanenti (art.8 L.449/92).....................................................NO
- Handicap psichico o mentale di gravità tale da avere l'indennità di accompagnamento (art 30 L.388/00).....NO
- Invalido ultrasessantacinquenne con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età di grado grave 100%
- percentuale di invalidità 100% (d.l. 509/88)
nel 2014 il giudice del lavoro di Milano, a seguito di ricorso, con decreto di omologa lo ha dichiarato meritevole dell'indennità di accompagnamento, che tuttora percepisce.
Ha diritto all'acquisto dell'auto con l'iva 4%?
Se si, è necessario ottenere il certificato di attribuzione dell'indennità di accompagnamento (come sostengono all'agenzia delle entrate) o è sostituito dal decreto di omologa?
Nel caso sia necessario ottenere il certificato di attribuzione dell'indennità di accompagnamento, lo deve rilasciare il centro medico-legale dell'INPS di competenza?
Oggi è 20/07/2018, 18:19

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