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Timestamp: 2018-09-18 17:11:37+00:00

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ANNO LXIII - 2012 - 4 | Rivista giuridica del lavoro
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Il tema: la riforma del lavoro
Le oscillazioni del pendolo: flessibilità e rigidità nell’accesso al lavoro subordinato dopo la legge Fornero
Opinioni a confronto: il lavoro a termine nella pubblica amministrazione
La successione dei contratti a termine con la p.a. e le supplenze scolastiche: diritto interno e diritto europeo
Quale tutela per i precari del pubblico impiego? Spunti per una riflessione
Maria Antonietta La Notte Chirone
Acli, Inas, Inca, Ital - Analisi degli effetti provocati dalle modifiche introdotte dall’art. 12 della legge n. 122/2010
La giurisprudenza della Corte Europea dei Diritto dell'Uomo in relazione ai temi della previdenza e della protezione sociale
Articolo scritto da: Gina Turatto
Alcune considerazioni sulla insussistenza del fatto addebitato e sulle incongruenze del nuovo art. 18 Stat. lav.
Est. Marchesini – P.C. (avv.ti Piccinini e Ballatori) c. A. Srl (avv. Laus).
Note: Alcune considerazioni sulla insussistenza del fatto addebitato e sulle incongruenze del nuovo art. 18 Stat. lav.
Parole chiave: soggettiva :: reintegrazione :: oggetti :: nozone :: licenziamento :: legge :: giuridico :: fatto :: disciplinare :: componente :: 92/2012 ::
Licenziamento individuale – Art. 18, comma 4, legge n. 300/1970, come modificato dall’art. 1 della legge n. 92/2012 – Licenziamento disciplinare con reintegra – Nozione.
La recente riforma dell’art. 18 Stat. lav. ha modificato questa norma nel senso che il licenziamento disciplinare con reintegra disciplinato dal comma 4 prevede che il giudice dispone quest’ultima, nelle ipotesi in cui non vi siano gli estremi della giusta causa o del giustificato motivo di licenziamento, allorché ricorra un’ipotesi di insussistenza del fatto contestato o qualora il fatto rientri tra le condotte punibili con una sanzione conservativa secondo il Ccnl applicato.
Sulla ritenuta sufficienza dell’accordo dei lavoratori in materia di videosorveglianza
Articolo scritto da: Giorgio Frontini
controlli del datore
La fragilità del vincolo fiduciario nel settore del credito
Corte di cassazione, N.6498-26 Aprile 2012
N:6498 - 26 Aprile 2012)
Sez. lav. – Pres. Lamorgese, Est. Tricomi, P.M. Fresa – C.M. (avv. Angioni) c. Unicredit Banca Spa (avv.ti Pessi, Gentile). Cassa con rinvio Corte d’Appello Cagliari 28 giugno 2007.
Note: La fragilità del vincolo fiduciario nel settore del credito
Licenziamento individuale – Licenziamento per giusta causa – Art. 2119 cod. civ. – Settore credito – Fatti extralavorativi – Detenzione stupefacenti – Uso personale – Lesione vincolo fiduciario – Proporzionalità della sanzione – Sindacato di legittimità – Giudizi applicativi di clausole generali – Massime d’esperienza e fatti notori – Presunzioni.
Non costituisce giusta causa di licenziamento il comportamento consistente nella detenzione da parte di un dipendente di un istituto di credito di sostanze stupefacenti, del tipo marijuana e hashish, avvenuta in piena estate, in zona di mare e durante la notte tra sabato e domenica
Sul giustificato motivo oggettivo di licenziamento e sull’obbligo del datore di lavoro di dimostrare l’assenza di posti
Corte di cassazione, N.6026-18 Aprile 2012
N:6026 - 18 Aprile 2012)
Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Tricomi, P.M. Viola (conf.) – B. Spa (avv. Pulsoni) c. V.A. (avv.ti Guarino, Lanzone). Conf. Corte d’Appello Roma 29 maggio 2003.
Note: Sul giustificato motivo oggettivo di licenziamento e sull’obbligo del datore di lavoro di dimostrare l’assenza di posti
Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Soppressione del posto di lavoro dovuta alla chiusura del reparto – Conseguente ridistribuzione dell’attività lavorativa – Onere di repechâge – Incombe sul datore di lavoro – Mancato assolvimento – Riutilizzabilità del lavoratore licenziato in ragione della pregressa professionalità acquisita – Illegittimità
L’onere incombente sul datore di lavoro di dimostrare l’impossibilità di adibire il lavoratore allo svolgimento di altre mansioni analoghe a quelle svolte in precedenza, concernendo un fatto negativo, va assolto mediante la dimostrazione di fatti positivi corrispondenti, quali la circostanza che i residui posti di lavoro, riguardanti mansioni equivalenti, fossero, al tempo del licenziamento, stabilmente occupati da altri lavoratori, ovvero che, dopo il licenziamento, e per un congruo periodo, non si sia effettuata alcuna nuova assunzione nella stessa qualifica dei lavoratori licenziati
Controllo della posta elettronica e accertamento ex post degli abusi del dipendente
Articolo scritto da: Giampiero Golisano
Licenziamenti collettivi e buona fede
Corte di cassazione, N.6030-15 Marzo 2011
Articolo scritto da: Carla Ghitti
Sez. lav. – Pres. Miani Canevari, Est. De Renzis, P.M. Matera (conf.) – F.D. (avv.ti Nigro, Berti, Raffone) c. Intesa Sanpaolo Spa (già Banca Intesa Spa) (avv.ti Ferzi, Chiello). Conf. Corte d’Appello Torino 16 gennaio 2007
Note: Licenziamenti collettivi e buona fede
Licenziamento collettivo – Artt. 17 e 18 Ccnl 11 luglio 1999 per i quadri direttivi e il personale delle aree professionali dipendenti delle aziende di credito – Confronto preliminare tra delegazione sindacale ad hoc e società capogruppo – Doverosità – Rilevanza – Successiva trattativa con la Rsa e suo carattere fittizio – Esclusione – Fondamento.
Tribunale di Roma, N.24573-20 Marzo 2012
N:24573 - 20 Marzo 2012)
Est. Luna – B.P., C.R., D.D., G.P. (avv.ti L.D., L.C.) c. Asp (avv. F.H.).
Note: Principio di non discriminazione e retribuzione dei dirigenti a tempo determinato nel lavoro pubblico
Parole chiave: undefined ::
Contratto a termine – Lavoro pubblico – Retribuzione e posizione di risultato – Accertamento indebito recupero.
A parità di mansioni, ai lavoratori a termine spetta il medesimo trattamento economico e normativo che di fatto viene attribuito ai lavoratori a tempo indeterminato, potendo escludersi soltanto emolumenti che siano incompatibili con un rapporto temporaneo.
Repetita iuvant: ancora sulla validità degli accordi sindacali sul turn-over
Corte di cassazione, N.3831-9 Marzo 2012
Articolo scritto da: Lorenzo Scarano
N:3831 - 9 Marzo 2012)
Sez. lav., ord. – Pres. Battimiello, Est. La Terza, P.M. Finocchi Ghersi (conf.) – M.G. e M.L. (avv.ti Dellosso, De Giorgio) c. Equitalia Pragma Spa (avv.ti Pessi, Rigi Luperti). Conf. Corte d’Appello Lecce, Sez. dist. Taranto, 14 aprile 2010
Note: Repetita iuvant: ancora sulla validità degli accordi sindacali sul turn-over
Contratto collettivo – Clausola che obbliga all’assunzione del figlio di un dipendente dimissionario – Società a partecipazione pubblica – Nullità della clausola.
La disciplina sul reclutamento del personale delle società a partecipazione pubblica non consente di stipulare accordi sindacali che subordinino l’assunzione all’esistenza di vincoli di parentela; detti accordi sono da considerarsi nulli in quanto violano il principio di imparzialità.
Il principio del pro rata temporis negli enti previdenziali privatizzati
Corte di Cassazione, sezione lavoro, N.3613-7 Marzo 2012
Corte di Cassazione, sezione lavoro, N.10939-18 Mag 2011
Articolo scritto da: Daniela Garreffa
(Corte di Cassazione, sezione lavoro
N:3613 - 7 Marzo 2012)
Pres. Battimiello, Est. La Terza, P.M. Sepe (conf.) – Cnpr (avv. Fusillo) c. A.M. (avv.ti Campilii, Ricci). Conf. Corte d’Appello Bologna 9 giugno 2010.
Note: Il principio del pro rata temporis negli enti previdenziali privatizzati
Parole chiave: sicurezza sociale :: sezione lavoro :: cassazione ::
Pensione – Art. 1, comma 763, legge 27 dicembre 2006, n. 296 – Non ha natura retroattiva e interpretativa. Pensione – Art. 3, comma 12, legge 8 agosto 1995, n. 335 – Principio del pro rata temporis – Introduzione del sistema contributivo – Applicabilità.
L’art. 1, co. 763, l. 296/06, va interpretato nel senso che la disposta salvezza degli atti e delle deliberazioni in materia previdenziale adottati dagli enti di cui al d.lgs. 509/94, e approvati dai Ministeri vigilanti, non vale a sanare la illegittimità dei provvedimenti adottati in violazione della precedente legge vigente al momento della loro emanazione. Sulla questione in esame, peraltro, non rileva il disposto del d.l. 201/11, che, ha esteso a 50 anni l’arco temporale in relazione al quale le casse sono tenute a garantire l’equilibrio di bilancio. In tema di trattamento previdenziale è illegittimo il provvedimento di liquidazione della quota retributiva della pensione che è effettuato in violazione della regola del pro rata di cui alla legge 335/95, art. 3, comma 12.
N:10939 - 18 Mag 2011)
Pres. De Luca, Est. Mammone, P.M. Lettieri (conf.) – Cnpr (avv. Fusillo) c. D.P.A. (avv. Lazzeretti). Conf. Corte d’Appello L’Aquila 6 febbraio 2008.
Parole chiave: corte di cassazione :: sezione lavoro :: sicurezza sociale ::
Pensione – Art. 3, comma 12, legge 8 agosto 1995, n. 335 – Principio del pro rata temporis – Introduzione del sistema contributivo – Applicabilità a qualsiasi sistema di calcolo della pensione – Diritto dell’iscritto all’ente previdenziale di ottenere tante quote di pensione quanti sono i periodi di anzianità maturata.
Il principio del pro rata trova applicazione a favore dell’iscritto all’ente previdenziale in ogni caso di successione, durante il periodo di iscrizione, di sistemi di calcolo diversi, e anche nel caso di passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. Pertanto, l’iscritto ha diritto di maturare altrettante quote di pensione, da calcolare, in relazione a ciascun periodo dell’anzianità maturata, secondo il sistema rispettivamente in vigore.
Distacco dei lavoratori in Italia e disciplina previdenziale applicabile
Corte di Cassazione, sezione lavoro, N.16244-25 Settembre 2012
Corte di Appello di Trieste, N.-8 Novembre 2012
Articolo scritto da: Simona Vlad Ciubotariu
N:16244 - 25 Settembre 2012)
Pres. Miani Canevari, Est. Berrino, P.M. Romano – Inps (avv.ti Maritano, Coretti, Correra) c. V.C.I. (contumace). Cassa Corte d’Appello Firenze 20 novembre 2006.
Note: Distacco dei lavoratori in Italia e disciplina previdenziale applicabile
Distacco – Mobilità della manodopera – Lavoratori stranieri non comunitari – Obblighi retributivi e previdenziali – Assenza di convenzione bilaterale – Applicabilità del principio di territorialità.
In assenza di un accordo tra uno Stato membro dell’Ue e uno Stato non membro, nel caso di impiego di lavoratori stranieri non comunitari distaccati in Italia alle dipendenze di una collegata società italiana, quest’ultima è tenuta ai relativi obblighi contributivi previdenziali e assistenziali in base al principio della territorialità a prescindere dal fatto che gli stessi lavoratori siano sprovvisti della cittadinanza italiana.
Pres. Pellegrini, Est. Benvegnu – L. (avv. Consoli) c. Inps (avv. Rando). Diff. Tribunale Trieste n. 10/2008.
Distacco – Mobilità della manodopera – Obblighi retributivi e previdenziali a carico del datore di lavoro distaccante – Elemento della «stabile organizzazione» – Mancata estensione alla materia previdenziale – Onere della prova.

References: art. 18
 art. 18
 Art. 18
 Art. 2119
 Art. 1
 Art. 3
 art. 3
 Art. 3