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Timestamp: 2020-03-30 22:33:01+00:00

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La delega di funzioni per la sicurezza sul lavoro non trasferisce completamente in capo al delegato la posizione di garanzia di ciascuno dei membri del consiglio di amministrazione. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
La delega di funzioni per la sicurezza sul lavoro non trasferisce completamente in capo al delegato la posizione di garanzia di ciascuno dei membri del consiglio di amministrazione.
Si segnala ai lettori del blog la sentenza 7564.2020, depositata il 26 febbraio 2020, resa dalla IV Sezione penale della Corte di Cassazione, con la quale il Collegio del diritto affrontando il tema della sicurezza sul lavoro ha chiarito l’estensione del perimetro della posizione di garanzia dei componenti del consiglio di amministrazione e la portata del trasferimento degli obblighi e della responsabilità tramite l’istituto della delega di funzioni.
Nel caso di specie il Tribunale di Taranto condannava gli imputati, datori di lavoro e dirigenti della società proprietaria dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, per i reati di omicidio colposo (per aver cagionato la morte dei lavoratori per esposizione a sostanze tossiche) e di omessa adozione di cautele dirette ad evitare l’esposizione ad amianto dei lavoratori di cui all’art 437 c.p., aggravato dal disastro colposo ex art. 434 c.p.
La Corte di appello di Lecce nel riformare parzialmente la pronuncia di primo grado, confermava le condanne di alcuni imputati, ne assolveva altri e dichiarava di non doversi procedere per il reato punito dall’art. 437 c.p. estinto causa l’intervenuta prescrizione.
Avverso la predetta sentenza resa dalla Corte territoriale, proponeva ricorso per cassazione la Procura Generale, deducendo, per quanto qui di interesse, la violazione di legge e la mancanza di motivazione della sentenza di appello censurandone la parte che aveva escluso la posizione di garanzia di un imputato tratto a giudizio perché componente l’organo gestorio collegiale.
I Giudici di legittimità, nell’accogliere il motivo di ricorso interposto dalla parte pubblica, fanno luce sul delicato tema della posizione di garanzia relativamente all’espletamento degli obblighi prescritti in materia di tutela della sicurezza sul lavoro e sui rapporti tra il ricorso all’istituto della delega di funzioni e gli obblighi comunque gravanti a titolo originario sui componenti del consiglio di amministrazione o sugli amministratori delegati delle società.
Si segnalano i seguenti passaggi tratti dal compendio motivazionale della sentenza in commento, chiarificatori del tema oggetto di discussione:
<In primo luogo la sentenza è viziata per erronea applicazione della legge penale, in quanto la posizione di garanzia di tale imputato è stata esclusa in considerazione dell’asserita assenza di una delega nei suoi confronti, avente ad oggetto la sicurezza sul lavoro, prescindendo dall’orientamento risalente e consolidato della giurisprudenza di legittimità, secondo cui, nelle società di capitali, gli obblighi inerenti alla prevenzione degli infortuni posti dalla legge a carico del datore di lavoro gravano indistintamente su tutti i componenti del consiglio di amministrazione, salvo il caso di delega, validamente conferita, della posizione di garanzia (da ultimo, Sez. 4, n. 8118 del 01/02/2017 ud. – dep. 20/02/2017, Rv. 269133 – 01).
Peraltro, la delega di gestione conferita ad uno o più amministratori, se specifica e comprensiva dei poteri di deliberazione e spesa, può ridurre la portata della posizione di garanzia attribuita agli ulteriori componenti del consiglio, ma non escluderla interamente, poiché non possono, comunque, essere trasferiti i doveri di controllo sul generale andamento della gestione e di intervento sostitutivo nel caso di mancato esercizio della delega – così, in una fattispecie relativa ad impresa il cui processo produttivo, riguardando beni realizzati anche con amianto, aveva esposto costantemente i lavoratori al rischio di inalazione delle relative polveri, Sez. 4, n. 988 del 11/07/2002 ud. – dep. 14/01/2003, Rv. 226999 – 01, che ha ritenuto che, pur a fronte dell’esistenza di amministratori muniti di delega per l’ordinaria amministrazione e per l’adozione di misure di protezione concernenti i singoli lavoratori od aspetti particolari dell’attività produttiva, gravasse su tutti i componenti del consiglio di amministrazione il compito di vigilare sulla complessiva politica della sicurezza dell’azienda, il cui radicale mutamento – per l’onerosità e la portata degli interventi necessari – sarebbe stato indispensabile per assicurare l’igiene del lavoro e la prevenzione delle malattie professionali>.
E’ legittimo il concorso materiale tra i reati di sottrazione fraudolenta... E’ responsabile di omicidio colposo il cardiologo imprudente che sottopone...

References: sentenza 
 art. 434
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