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Timestamp: 2020-08-09 13:50:48+00:00

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Direttiva Parlamento europeo e Consiglio 2009/148/Ce > ReteAmbiente
Ultima versione coordinata con modifiche disponibile al 09/08/2020 Versione originale vigente dal 05/01/2010 Versione coordinata con modifiche approvate non ancora vigenti Versione coordinata con modifiche vigente alla data...
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Parole chiave: Sicurezza sul lavoro | Edilizia | Danno ambientale e bonifiche | Sostanze pericolose | Amianto | Controlli | Limiti / Soglie | Dpi | Formazione
Questo atto è stato modificato/integrato da
Regolamento 2019/1243/Ue (26/07/2019)
Versione coordinata con modifiche. Ultima versione disponibile al 09/08/2020
Direttiva 30 novembre 2009, n. 2009/148/Ce
(Guue 16 dicembre 2009, n. L 330)
Direttiva sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo 1 , previa consultazione del Comitato delle regioni, deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato 2 , considerando quanto segue:
(1) La direttiva 83/477/Cee del Consiglio, del 19 settembre 1983, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi dell'articolo 8 della direttiva 80/1107/Ce), ha subito diverse e sostanziali modificazioni 3 . È opportuno, per fini di chiarezza e razionalizzazione, procedere alla codificazione di detta direttiva.
(2) L'amianto è un agente particolarmente pericoloso che può causare malattie gravi e che è presente in numerose situazioni di lavoro e, pertanto, un elevato numero di lavoratori risulta esposto a un potenziale rischio per la salute. La crocidolite è considerata come una varietà di amianto particolarmente pericolosa.
(3) Le attuali conoscenze scientifiche non sono tali da consentire di stabilire un livello al di sotto del quale non vi siano più rischi per la salute; tuttavia, riducendo il tempo di esposizione all'amianto, diminuirà il rischio di malattie ad esso connesse. È quindi necessario prevedere l'istituzione di misure specifiche armonizzate per la tutela dei lavoratori contro l'amianto. La presente direttiva comporta prescrizioni minime che saranno rivedute in base all'esperienza acquisita e all'evoluzione della tecnica in questo campo.
(4) La microscopia ottica, pur non consentendo il conteggio delle fibre più sottili, nocive alla salute, è comunque il metodo più usato per una regolare misurazione dell'amianto.
(5) Misure preventive ai fini della protezione della salute dei lavoratori esposti all'amianto e dell'impegno previsto per gli Stati membri in materia di sorveglianza della salute di detti lavoratori sono importanti.
(6) Al fine di garantire la chiarezza della definizione delle fibre, occorre definirle sia in termini mineralogici sia rispetto al loro numero CAS (Chemical Abstract Service).
(9) Il divieto dell'uso dell'amianto in applicazione a spruzzo non è sufficiente per evitare la presenza di particelle di amianto nell'atmosfera. Occorre vietare anche le attività che espongono i lavoratori alle fibre di amianto durante l'estrazione dell'amianto, la fabbricazione e la lavorazione di prodotti a base di amianto o la fabbricazione e la lavorazione di prodotti contenenti fibre d'amianto aggiunte deliberatamente, tenuto conto che il livello d'esposizione delle stesse è elevato e difficile da prevenire.
(10) Tenuto conto delle conoscenze tecniche più recenti, occorre definire la metodologia di prelievo dei campioni per la misurazione del tenore di amianto nell'aria, nonché il metodo di conteggio delle fibre.
(11) Anche se non è stato ancora possibile determinare il livello di esposizione al di sotto del quale l'amianto non comporta rischi di cancro, è opportuno ridurre al minimo l'esposizione professionale dei lavoratori all'amianto.
(12) È opportuno che i datori di lavoro siano tenuti a individuare, prima della realizzazione del progetto di rimozione dell'amianto, la presenza o l'eventuale presenza di amianto negli edifici o negli impianti e a darne comunicazione alle altre persone che possono essere esposte all'amianto per via dell'utilizzo degli edifici, di lavori di manutenzione o di altre attività all'interno o all'esterno di essi.
(15) A fini di un'individuazione precoce delle patologie dovute all'amianto è opportuno prevedere, alla luce delle conoscenze mediche più recenti, raccomandazioni pratiche per la sorveglianza clinica dei lavoratori esposti.
(16) Poiché l'obiettivo dell'azione prevista, vale a dire il miglioramento della protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a causa delle dimensioni e degli effetti dell'intervento, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire, in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato.
La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(17) Le disposizioni che figurano nella presente direttiva costituiscono un elemento concreto della realizzazione della dimensione sociale del mercato interno. Tali disposizioni sono limitate al minimo per non ostacolare inutilmente la creazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese.
(18) La presente direttiva dovrebbe far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale delle direttive di cui all'allegato II, parte B,
a) l'actinolite d'amianto, n. 77536-66-4 del Cas 4 ;
b) la grunerite d'amianto (amosite), n. 12172-73-5 del Cas 5 ;
c) l'antofillite d'amianto, n. 77536-67-5 del Cas 6 ;
d) il crisotilo, n. 12001-29-5 del Cas 7 ;
e) la crocidolite, n. 12001-28-4 del Cas 8 ;
f) la tremolite d'amianto, n. 77536-68-6 del Cas9 .
4. Gli Stati membri stabiliscono, previa consultazione delle parti sociali e in conformità con la legislazione e le prassi nazionali,
orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità di cui al paragrafo 3.
Sono vietati l'uso dell'amianto in applicazione a spruzzo, nonché le attività che implicano l'incorporazione di materiali isolanti o insonorizzanti a bassa densità (inferiore a 1 g/cm 3) che contengono amianto. Fatta salva l'applicazione di altre disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione e di utilizzazione dell'amianto, le attività che espongono i lavoratori alle fibre di amianto durante l'estrazione dell'amianto, la fabbricazione e la lavorazione di prodotti a base di amianto o la fabbricazione o la lavorazione di prodotti contenenti amianto aggiunto deliberatamente sono vietate, ad eccezione del trattamento e della messa in discarica dei prodotti risultanti dalla demolizione e dalla rimozione dell'amianto.
6. Il conteggio delle fibre è effettuato di preferenza tramite microscopio a contrasto di fase (Pcm), applicando il metodo raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel 1997 10 o qualsiasi altro metodo che offra risultati equivalenti. Ai fini della misurazione dell'amianto nell'aria di cui al paragrafo 1 si prendono in considerazione unicamente le fibre che abbiano una lunghezza superiore a cinque micrometri e una larghezza inferiore a tre micrometri e il cui rapporto lunghezza/ larghezza sia superiore a 3:1.
I datori di lavoro provvedono affinché nessun lavoratore sia esposto a una concentrazione di amianto in sospensione nell'aria superiore a 0,1 fibre per cm 3 , misurata in rapporto a una media ponderata nel tempo di riferimento di 8 ore (Twa).
1. I datori di lavoro devono prevedere un'idonea formazione per tutti i lavoratori esposti o potenzialmente esposti alla polvere proveniente dall'amianto o da materiali contenenti amianto. Tale formazione deve avvenire senza alcun onere a carico dei lavoratori e a intervalli regolari.
Prima di effettuare lavori di demolizione o rimozione dell'amianto, le imprese devono dare prova della loro competenza nel settore.
Tale prova è stabilita conformemente alle legislazioni e/o alle prassi nazionali.
b) qualora dai risultati emergano valori superiori al valore limite fissato all'articolo 8, i lavoratori interessati e i loro rappresentanti nell'impresa o nello stabilimento siano informati il più rapidamente possibile del superamento e delle cause dello stesso e lavoratori e/o i loro rappresentanti nell'impresa o nello stabilimento siano consultati sulle misure da adottare o, in caso di urgenza, informati delle misure adottate.
Durante l'esposizione, un nuovo accertamento deve essere disponibile almeno una volta ogni tre anni. Per ciascun lavoratore, in conformità delle legislazioni e/o pratiche nazionali, si deve tenere una cartella clinica individuale.
Detto accertamento deve comprendere un esame specifico del torace. L'allegato I contiene raccomandazioni pratiche cui possono far riferimento gli Stati membri per l’accertamento clinico. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 18 bis, con cui modifica l’allegato I per adeguarlo al progresso tecnico.
Qualora, in casi debitamente giustificati ed eccezionali che comportino rischi imminenti, diretti e gravi per la salute e la sicurezza fisiche dei lavoratori e di altre persone, motivi imperativi d’urgenza richiedano di agire in tempi molto brevi, la procedura di cui all’articolo 18-ter si applica agli atti delegati adottati ai sensi del presente articolo.
4. Ai lavoratori devono essere forniti informazioni e consigli relativi a qualsiasi accertamento della loro salute cui essi possono
sottoporsi dopo la fine dell'esposizione.
2. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 18, paragrafo 2, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal 26 luglio 2019. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
3. La delega di potere di cui all'articolo 18, paragrafo 2, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
4. Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016 11 .
6. L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 2, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Articolo 18-ter
1. Gli atti delegati adottati ai sensi del presente articolo entrano in vigore immediatamente e si applicano finché non siano sollevate obiezioni conformemente al paragrafo 2. La notifica di un atto delegato al Parlamento europeo e al Consiglio illustra i motivi del ricorso alla procedura d'urgenza.
2. Il Parlamento europeo o il Consiglio possono sollevare obiezioni a un atto delegato secondo la procedura di cui all'articolo 18-bis, paragrafo 6. In tal caso, la Commissione abroga l'atto immediatamente a seguito della notifica della decisione con la quale il Parlamento europeo o il Consiglio hanno sollevato obiezioni.
Ogni cinque anni gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione sull'attuazione pratica della presente direttiva nella
forma di un capitolo specifico della relazione unica di cui all'articolo 17 bis, paragrafi 1, 2 e 3 della direttiva 89/391/Cee che costituisce la base della valutazione che la Commissione deve effettuare a norma di detto articolo 17 bis, paragrafo 4.
Raccomandazioni pratiche per l'accertamento clinico dei lavoratori, di cui all'articolo 18, paragrafo 2, secondo comma
— asbestosi,
— mesotelioma,
— cancro del polmone,
— cancro gastrointestinale.
3. L'accertamento clinico dei lavoratori dovrebbe essere effettuato conformemente ai principi e alle prassi della medicina del lavoro;
esso dovrebbe comportare almeno le seguenti misure:
— tenuta della cartella clinica e professionale del lavoratore,
— colloquio individuale,
— esame clinico generale e segnatamente del torace,
— esami della funzionalità polmonare (spirometria e curva flusso-volume).
Direttiva abrogata ed elenco delle sue modificazioni successive (di cui all'articolo 24)
Direttiva 83/477/Cee del Consiglio (Gu L 263 del 24 settembre 1983, pag. 25)
Direttiva 91/382/Cee del Consiglio (Gu L 206 del 29 luglio 1991, pag. 16)
Direttiva 98/24/Ce del Consiglio (Gu L 131 del 5 maggio 1998, pag. 11) unicamente l'articolo 13, paragrafo 2
Direttiva 2003/18/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio (Gu L 97 del 15 aprile 2003, pag. 48)
Direttiva 2007/30/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio (Gu L 165 del 27 giugno 2007, pag. 21) unicamente l'articolo 2, paragrafo 1
Termini di recepimento nel diritto nazionale (di cui all'articolo 24)
83/477/Cee 31 dicembre 198612
91/382/Cee 10 gennaio 1993 13
98/24/Ce 5 maggio 2001
2003/18/Ce 14 aprile 2006
2007/30/Ce 31 dicembre 201
Direttiva 83/477/Cee Presente direttiva
Articolo 1, paragrafo 2 —
Articolo 1, paragrafo 3 Articolo 1, paragrafo 2
Articolo 2, dal primo al sesto trattino Articolo 2, lettere da a) a f)
Articolo 3, paragrafi 1, 2 e 3 Articolo 3, paragrafi 1, 2 e 3
Articolo 3, paragrafo 3 bis Articolo 3, paragrafo 4
Articolo 3, paragrafo 4 Articolo 3, paragrafo 5
Articolo 4, alinea Articolo 4, paragrafo 1
Articolo 4, punto 1 Articolo 4, paragrafo 2
Articolo 4, punto 2 Articolo 4, paragrafo 3
Articolo 4, punto 3 Articolo 4, paragrafo 4
Articolo 4, punto 4 Articolo 4, paragrafo 5
Articolo 5 Articolo 5
Articolo 6, punti da 1 a 5 Articolo 6, lettere da a) a e)
Articoli 7 e 8 Articoli 7 e 8
Articolo 9, paragrafo 2 Articolo 9
Articolo 10 Articolo 10
Articolo 10 bis Articolo 11
Articolo 11, paragrafi 1 e 2 Articolo 12, primo e secondo comma
Articolo 12, paragrafo 1 Articolo 13, paragrafo 1
Articolo 12, paragrafo 2, primo comma Articolo 13, paragrafo 2, primo comma
Articolo 12, paragrafo 2, secondo comma, primo trattino Articolo 13, paragrafo 2, secondo comma, lettera a)
Articolo 12, paragrafo 2, secondo comma, secondo trattino
Articolo 13, paragrafo 2, secondo comma, lettera b)
Articolo 12, paragrafo 2, secondo comma, terzo trattino Articolo 13, paragrafo 2, secondo comma, lettera c)
Articolo 12, paragrafo 2, terzo comma, primo trattino Articolo 13, paragrafo 2, terzo comma, lettera a)
Articolo 12, paragrafo 2, terzo comma, secondo trattino Articolo 13, paragrafo 2, terzo comma, lettera b)
Articolo 12, paragrafo 2, terzo comma,terzo trattino Articolo 13, paragrafo 2, terzo comma, lettera c)
Articolo 12, paragrafo 2, terzo comma, quarto trattino Articolo 13, paragrafo 2, terzo comma, lettera d)
Articolo 12, paragrafo 2, terzo comma, quarto trattino,
primo sotto-trattino Articolo 13, paragrafo 2, terzo comma, lettera d), punto i)
secondo sotto-trattino
Articolo 13, paragrafo 2, terzo comma, lettera d), punto ii)
Articolo 12, paragrafo 3 Articolo 13, paragrafo 3
Articolo 12 bis Articolo 14
Articolo 12 ter Articolo 15
Articolo 13, paragrafo 1, lettera a) Articolo 16, paragrafo 1, lettera a)
Articolo 13, paragrafo 1, lettera b) Articolo 16, paragrafo 1, lettera b)
Articolo 13, paragrafo 1, lettera c) i) e ii) Articolo 16, paragrafo 1, lettera c)
Articolo 13, paragrafo 1, lettera c) iii) Articolo 16, paragrafo 1, lettera d)
Articolo 13, paragrafo 1, lettera c) iv) Articolo 16, paragrafo 1, lettera e)
Articolo 13, paragrafo 1, lettera c) v) Articolo 16, paragrafo 1, lettera f)
Articolo 13, paragrafo 2 Articolo 16, paragrafo 2
Articolo 14, paragrafo 1, alinea Articolo 17, paragrafo 1, alinea
Articolo 14, paragrafo 1, dal primo al quinto trattino Articolo 17, paragrafo 1, lettere da a) a e)
Articolo 14, paragrafo 2 Articolo 17, paragrafo 2
Articolo 15, alinea Articolo 18, paragrafo 1
Articolo 15, punti da 1 a 4 Articolo 18, paragrafi da 2 a 5
Articolo 16, alinea Articolo 19, paragrafo 1
Articolo 16, punti 1), 2) e 3) Articolo 19, paragrafi 2, 3 e 4
Articolo 16 bis Articolo 20
Articolo 17 Articolo 21
Articolo 17 bis Articolo 22
Articolo 18, paragrafo 1 —
Articolo 18, paragrafo 2 Articolo 23
— Articolo 24
— Articolo 25
Articolo 19 Articolo 26
Allegato II Allegato I
— Allegato II
Parere del 10 giugno 2009 (non ancora pubblicato nella Gazzetta
Parere del Parlamento europeo del 20 ottobre 2009 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 26 novembre 2009.
Cfr. allegato II, parte A.
Numero di registro del CAS (Chemical Abstract Service).
Determinazione della concentrazione delle fibre in sospensione nell’aria. Metodo
raccomandato: microscopia ottica in contrasto di fase (conteggio con membrana filtrante). ISBN 92 4 154496 1, OMS, Ginevra 1997.
Tale data è sostituita da quella del 31 dicembre 1989 per quanto riguarda le attività estrattive dell'amianto.
Per la Repubblica ellenica il termine di recepimento della direttiva è il 1° gennaio 1996. Tuttavia, il termine di recepimento delle disposizioni riguardanti le attività estrattive dell'amianto è il 1 o gennaio 1996 per tutti gli Stati membri e il 1 o gennaio 1999 per la Repubblica ellenica.

References: Articolo 1
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