Source: http://www.atcbra.it/predatori/iniziale.htm
Timestamp: 2017-11-22 23:41:27+00:00

Document:
Contributi erogati dal 1996 al 2002
Contributi che verranno erogati nel 2003
N. CAPI IMPORTO
£. 5.410.000
£. 13.330.000
1999 1.169
£. 11.690.000
£. 8.230.000
£. 38.660.000
£. 19.362.700
Regolamento del 1997
DINAMICA DELLA POPOLAZIONE DELLA VOLPE NELLA PROVINCIA DI BRINDISI
RUOLO DELL’ A.T.C. BR/A NELLA GESTIONE FAUNISTICO - VENATORIA DELLA VOLPE
IL PIANO DI ASSESTAMENTO
Regolamento del 1999
Art. 2 Compiti dell’A.T.C. BR/A nella gestione faunistico venatoria della volpe
Art. 3 Suddivisione del territorio degli A.T.C. in distretti di gestione
Art. 4 Modalità e tempi della caccia di controllo
Art. 5 Accesso al Programma di incentivi
Art. 6 Attribuzione dell’Incentivo
Scheda di abbattimento
Richiesta autorizzazione all'uso di cani da seguita e da tana nel periodo 01-01/30-01
Richesta autorizzazione a svolgere ruolo di caposquadra per la caccia alla volpe in battuta
Richiesta autorizzazione a svolgere il ruolo di cacciatore di volpi con metodi selettivi individuali
Comunicazione di uscita per caccia alla volpe
Richiesta di nulla osta all'uso dei cani da seguita
La Gestione Faunistico - Venatoria della Volpe nella Provincia di Brindisi
Programma di incentivi per promuovere prelievi faunistici indispensabili per un riequilibrio della fauna selvatica presente nell'A.T.C. BR/A
La gestione faunistico-venatoria della popolazione della volpe nasce dalla necessità più generale del Comitato di Gestione di far funzionare a ”regime” l’A.T.C. BR/A, in attuazione dei principi espressi dall’ art.14 della legge 157/92, con particolare riguardo alla conservazione della biocenosi con il massimo grado possibile di diversificazione ed evitando il potenziamento di solo alcune specie di fauna selvatica a scapito di altre.
E’ ben noto come nella provincia di Brindisi una pregressa gestione del territorio, la radicale modificazione degli habitat, l’eccessivo prelievo di alcune specie (come la lepre) quasi mai accompagnato da adeguati programmi di ripopolamento e soprattutto la grande capacità di adattamento delle volpi, ha portato ad un consistente aumento della popolazione di questa specie.
Se spesso nel recente passato il problema ”volpe” si e posto all’attenzione degli organismi gestori senza mai essere affrontato in maniera pragmatica e flessibile con un approccio che non teneva conto della necessità di conseguire soluzioni concrete, piuttosto di tutelare ideologie, oggi il decollo degli A.T.C. rende necessario per legge un intervento radicale ed efficace per ristabilire, li dove la natura non ha la forza, i naturali equilibri.
La volpe solitamente predilige frequentare le superfici boscose, quelle macchiose ed i canali di grande e media sezione ricoperti da folta vegetazione, ma come si e già detto la grande adattabilità della specie ha favorito la distribuzione in tutti gli ambienti ecologici della provincia.
La valutazione quantitativa della popolazione della volpe e la sua dinamica può essere effettuata con le seguenti tecniche:
conteggio delle tane occupate
censimento notturno con sorgente luminosa
indici relativi di abbondanza, con particolare riferimento all’ esame dei capi abbattuti
Allo stato attuale l’unica fonte di valutazione de! la densità biotica della specie nel territorio ci è data dal conteggio delle tane presenti sul territorio nell’ anno 1993, effettuato da volontari delle Ass.ni Venatorie, cosi come riportato:
AREE VENATORIE 1 capo/20 Ha
AREE PROTETTE 1 capo/10 Ha
TOTALE CAPI n. 6000 circa
Ipotizzando la presenza di n. 3000 capi riproduttivi, nell’estate 1993 si sarebbe dovuta avere una popolazione pari a:
TOTALE CAPI: 6000 + (3000 x 0,40 x 3)= n.9600 circa
Per arrivare nel 1996 ad una popolazione pari a:
TOTALE CAPI n. 16.800 circa
Considerando che l’Home Range di una volpe di sesso maschile e di circa 190 Ha (in alcuni esemplari con attitudini erratiche arriva sino a 350 Ha), mentre quello di una volpe di sesso femminile e di circa 90 Ha (solo durante il periodo dell’allattamento della prole non supera i 2 Ha), si può stimare la densità biotica ottimale della volpe su un territorio con massimo grado di biocenosi intorno ad 1capo/150 Ha. E’, pertanto, lecito ipotizzare che nella provincia brindisina, nelle zone in cui si vuole raggiungere una buona densità di Galloformi e Lagomorfi, la volpe influisce negativamente con la produttività di tali popolazioni.
La gestione di una risorsa si basa essenzialmente sulla conoscenza del problema e viene impostata in funzione delle finalità che l’organo gestore vuole perseguire.
Nel caso specifico della volpe, la gestione comporta notevoli difficoltà applicative che vanno soprattutto ricercate nelle sue attitudini elusive e notturne e nella caratteristica di rifugiarsi all’interno di tane.
L’analisi dello status della popolazione nella provincia si presenta carente sotto molti aspetti, ma la densità biotica è a livelli tali da ripercuotersi negativamente sulle altre specie. I suggerimenti e le tecniche per risolvere il problema non sono molti (vedi Documento Tecnico n.15 - I.N.F.S.- 1994) e purtroppo come spesso accade nel nostro paese quando si trattano temi inerenti la gestione della fauna, l’approccio e astratto, confuso e assai poco pragmatico. Nel caso, chiunque risulti sufficientemente e correttamente informato ed affronti l’argomento con spirito laico sa che per avere qualche probabilità di successo si ha bisogno dell’intervento diretto dell’uomo (cosi come avviene nei parchi) con l’attuazione dei seguenti piani:
IL PIANO Dl ASSESTAMENTO
IL PIANO Dl CONTROLLO
L’interesse venatorio per la volpe nella nostra provincia, come del resto in tutta la penisola, risulta assai modesto a causa di una assenza di tradizioni cinogenetiche. Per niente adottate le tecniche che prevedono l’uso del cane da tana o l’aspetto con l’impiego di armi a canna rigata, in definitiva l’attività venatoria a questa specie trova il suo limite nell’abbattimento casuale durante altre pratiche venatorie e nelle ormai rare battute a squadra con cani da seguita.
Di fronte a questa situazione di scarso interesse venatorio perché il Piano possa avere un peso significativo nella regolazione quantitativa della popolazione di questa specie è opportuno che il Comitato di Gestione provveda all’attribuzione di un INCENTIVO ECONOMICO per ogni capo abbattuto, attuando allo stesso tempo:
il controllo della specie
la valutazione dell’indice relativo di abbondanza
una minore pressione venatoria a quelle specie di grande valenza venatoria (lepre e fagiano), ma di scarsa presenza sul territorio.
Ciò non è sicuramente in linea con una certa politica protezionistica, che consiste nell’abbandonare a se stessa la fauna, nella presunzione che abbia la forza di ripristinare equilibri ormai compromessi, ma il Comitato di Gestione ha la responsabilità prevista dalle legge di intervenire in aiuto della natura.
Naturalmente non significa che l’incentivo debba essere visto come una costante gestionale, esso e semplicemente uno strumento caratterizzato di volta in volta da un determinato rapporto costo/benefici che va analizzato e messo a confronto con altre soluzioni.
L’ accesso all’incentivo e subordinato alla compilazione in ogni sua parte della «SCHEDA Dl ABBATTIMENTO» (vedi modello allegato), che ogni cacciatore o caposquadra dovrà fare pervenire tramite l’Ass.ne Venatoria di appartenenza al Comitato di Gestione, entro e non oltre il 10 Febbraio successivo alla chiusura della stagione venatoria in corso.
I Periodi, gli orari, i capi giornalieri ed i mezzi consentiti sono quelli previsti dalla legge 157/92 e definiti agli artt. 2-4-6-10 del Calendario Venatorio Regionale e come di seguito riportato:
la volpe e cacciabile dalla Terza Domenica di Settembre sino al 31 Gennaio
è consentito l’abbattimento di n.2 capi per cacciatore per ciascuna giornata venatoria e da segnare sul tesserino regionale come abbattimento di selvaggina stanziale
la caccia può essere esercitata in forma individuale o a squadre con il sistema della cerca anche con l’ausilio di cani da seguita e da tana e dell’aspetto anche con l’uso di armi a canna rigata
l’uso dei cani da seguita e da tana è previsto sino al 30 Dicembre; nel periodo compreso tra il 01 Gennaio e il 31 Gennaio l’uso degli ausiliari di cui sopra è consentito previa autorizzazione del Comitato di Gestione (vedi modello allegato) e comunicazione alla Provincia per gli adempimenti di competenza
la giornata venatoria inizia un’ora prima del sorgere del sole sino al tramonto.
n.b. - la normativa su indicata potrebbe subire variazioni annuali, quindi è consigliabile consultare, annata per annata il Calendario Venatorio Regionale vigente per l’annata venatoria in corso.
II Comitato di Gestione annualmente avrà cura di provvedere a quanto segue:
verifica dei capi prelevati mediante il riscontro tra i dati delle schede e le due orecchie di ogni capo abbattuto, le quali debitamente sigillate in bustine trasparente devono pervenire all’ A.T.C. contemporaneamente alla consegna delle schede di abbattimento
provvedere a quantificare l’importo dell’incentivo a seconda della ripartizione della somma iscritta nel Bilancio Preventivo al Capitolo ”Attività di Ripopolamento e Funzionamento delle strutture Venatorie”
provvedere all’attribuzione degli incentivi
provvedere alla distruzione delle orecchie
raccogliere le informazioni ricavate dalle schede di abbattimento per le dovute valutazioni.
Si tratta essenzialmente di interventi di abbattimento da realizzare in periodo di caccia chiusa, che devono assolvere la funzione di mantenere nel tempo la densità raggiunta con il Piano di Assestamento. Questo Piano è predisposto dal Comitato di Gestione dell’A.T.C., ma annualmente deve essere autorizzato dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica tramite la Regione Puglia.
L’esecuzione del Piano avviene esclusivamente con battute a squadre con l’ausilio dei cani da seguita o da tana e con l’uso delle sole armi a canna liscia.
Le squadre devono essere preventivamente autorizzate dal Comitato di Gestione, che provvederà ad inserirle annualmente nel Piano.
Ciascuna squadra dovrà avere un caposquadra abilitato dal Comitato di Gestione e scelto tra persone di provata esperienza.
Sara,altresì, compito del Comitato di Gestione fornire ad ogni squadra quanto segue:
gli orari delle battute
le zone delle battute
gli agenti venatori a norma delle vigenti leggi
un rappresentante dell’ A.T.C. ( scelto possibilmente all’ interno dello stesso Comitato)
n.b. - Per le evidenti difficoltà incontrate per ottenere le previste autorizzazioni per l’attuazione dei Piani di Controllo, lo stesso Comitato si riserva di portare a conoscenza delle Ass.ni Venatorie interessate, a stretto giro di posta, le eventuali evoluzioni e determinazioni in merito.
II presente documento è stato approvato dal Comitato di Gestione nella seduta del 24 Aprile 1997.
”Regolamento del Comitato di Gestione dell’A.T.C. BR/A del 16 luglio 1999”
Mentre alcune specie di animali sono in declino e si estinguono, altre molto adattabili come le volpi, i corvidi, i gabbiani, i gatti e i cani randagi proliferano in modo innaturale, grazie all’abbondanza dei rifiuti alimentari e alla mancanza di super predatori. In un ambiente dove lupi, linci, aquile, gufi reali sono scomparsi, l’uomo ha il dovere di sostituirsi ad essi per ristabilire gli equilibri naturali, anche mediante la caccia. Per quanto riguarda la volpe, il Comitato di Gestione dell’A.T.C. BR/A visto che l’insufficiente pressione venatoria e la presenza di zone dove la caccia è vietata, e la gestione totalmente assente, ha contribuito ad un notevole aumento di questa popolazione, contribuendo al fallimento dei tentativi di ripopolare il territorio con selvaggina ormai del tutto assente, si è attivato, già dall’annata venatoria 1996/1997, con risultati sicuramente positivi, per una gestione basata sul controllo della specie sotto forma di ”incentivo economico” a favore di tutti i cacciatori partecipanti. Per quanto sopra riportato il Comitato di Gestione dell’A.T.C. BR/A volendo continuare ad affrontare il problema del controllo della volpe in maniera ancora più scientificamente e tecnicamente corretta rispetto al passato ed alla luce delle attuali conoscenze sulle interazioni predatori-prede ha ritenuto necessario, sulla proposta del Direttore Tecnico e con la collaborazione dell’ufficio dell’A.T.C, emanare il seguente
1. La gestione faunistico venatoria della volpe persegue gli obiettivi indicati dall’art. 14 della Legge Statale n. 157/92 e dall’art. 34 della Legge Regionale n. 27/98 concernente disposizioni riguardo la conservazione della biocenosi con massimo grado di diversificazione possibile ed evitando il potenziamento di solo alcune specie selvatiche a danno di altre e contiene disposizioni per l’accesso e l’attribuzione di incentivi economici a favore di tutti quei cacciatori che intendono collaborare attivamente con I’A.T.C. BR/A al mantenimento della specie entro la giusta densità agro-forestale.
2. Gli Interventi di controllo hanno anche lo scopo di valutare quantitativamente le popolazioni delle volpi e il loro status attraverso la misurazione degli indici di abbondanza:
numero di capi abbattuti (rappresenta un buon indicatore della popolazione locale nella zona in cui è stato effettuato il prelievo);
numero delle tane (rappresenta insieme al rapporto tra i sessi, un’ottima informazione sulla porzione riproduttiva della specie);
rapporto tra i sessi;
regime alimentare (consente, mediante esame del contenuto stomacale degli individui abbattuti o l’esame dei residui contenuti nelle feci, una valutazione sul ruolo svolto dalla predazione sia sulla popolazione selvatica che su quella domestica).
1. Per la gestione faunistico-venatoria della volpe il Comitato di Gestione dell’A.T.C. cura in particolare:
la valutazione della capacità portante potenziale e della densità agro-forestale della specie;
la programmazione delle attività di controllo attraverso opportuni piani di abbattimento;
l’organizzazione dei censimenti annuali della popolazione;
il rilascio annuale delle autorizzazioni per l’accesso agli incentivi economici;
la cura dell’informazione ai sodalizi locali delle associazioni venatorie circa le modalità, i tempi e gli orari dei prelievi;
l’allestimento dei punti di raccolta e controllo dei capi abbattuti, nonché del foglio giornaliero di caccia;
la stesura della relazione consuntiva annuale sulle attività della gestione;
la quantificazione dell’importo dell’incentivo a seconda della ripartizione della somma iscritta in Bilancio Preventivo per l’annata in corso
l’attribuzione dell’incentivo.
2. II Comitato di Gestione dell’A.T.C. BR/A svolge le attività di cui al comma 1 avvalendosi di una Commissione tecnica formata dal Direttore Tecnico dell’A.T.C e da due membri di provata esperienza provvisti della qualifica definite dalle lettere a) e/o b) del comma 2 dell’art. 5.
1. Il Comitato di Gestione dell’A.T.C. BR/A con delibera n. 116/99 del 12/0299 ha suddiviso il territorio di competenza in distretti di gestione faunistico venatoria di tutte le specie di fauna presenti. Tali distretti comprendono i seguenti territori:
NORD: Ceglie Messapica, Cistemino, Fasano e Ostuni;
OVEST: Erchie, Francavilla Fontana, Oria, S. Michele Salentino, Torre S. Susanna e Villa Castelli;
SUD: Cellino S. Marco, Sandonaci, S. Pancrazio Salentino, S. Pietro Vemotico e Torchiarolo;
EST: Brindisi, Carovigno, Latiano, Mesagne e S. Vito dei Normanni.
2. Il Comitato di Gestione per la gestione faunistico venatoria della volpe, sentite le organizzazioni venatorie locali, individua per ciascun distretto uno o più referenti locali, al fine di assicurare i necessari adempimenti operativi e gestionali di cui ai commi 3 e 4 dell’art. 4 . I referenti sono individuati nei possessori di una delle qualifiche di cui al comma 2 dell’art. 5 lettere c), d) ed e).
1. La caccia alla volpe si attua nei periodi, gli orari, i capi giornalieri ed i mezzi consentiti dalla Legge Statale n. 157/92 e dalla Legge Regionale n. 27/98 e come meglio definiti dal Calendario Venatorio Regionale dell’annata venatoria in corso.
2. La caccia può essere esercitata in forma individuale o a squadre con il sistema della cerca anche con l’ausilio di cani da seguita o da tana e dell’aspetto anche con l’uso di armi a canna rigata.
3. Per l’accesso agli incentivi economici ogni caposquadra o cacciatore, autorizzato ai sensi del comma 4 dell’art. 5 del presente regolamento, deve dare comunicazione preventiva di ciascuna uscita attraverso un foglio giornaliero di caccia, ove sono ripartiti gli orari e le zone di caccia da recapitare presso gli uffici dell’A.T.C. BR/A due giorni prima dell’uscita, in modo tale che lo stesso A.T.C. possa organizzare l’occorrente servizio di vigilanza. Per le battute con l’uso dei cani da seguita e da tana nel periodo compreso tra il 01 gennaio ed il 31 gennaio di ogni anno, l’uso degli ausiliari di cui sopra deve essere autorizzato come da Calendario Venatorio dell’annata in corso.
4. Immediatamente dopo la fine della giornata di caccia o al massimo dopo 24 ore i capi abbattuti devono essere presentati, in forma integra o eviscerata al punto di raccolta e controllo precedentemente concordati con la commissione tecnica di cui al comma 2 dell’art. 2 del presente regolamento, per le necessarie verifiche e misurazioni biometriche. Gli addetti ai punti di raccolta e controllo provvedono a compilare l’apposita scheda di abbattimento, su modello realizzato dall’A.T.C. BR/A, di cui viene rilasciata copia al cacciatore per la successiva richiesta di erogazione dell’incentivo, e comunque deve essere compito del caposquadra o del cacciatore conservare il trofeo, costituito da n’ 2 orecchie per ogni capo abbattuto, che sarà consegnato alla fine della stagione venatoria allo stesso A.T.C..
1. L’accesso al prelievo della volpe per l’attuazione dei piani di controllo sotto forma di incentivo economico è riservato ai cacciatori soci dell’A.T.C. BR/A ed in possesso di regolare autorizzazione rilasciata dallo stesso A.T.C.. Nel caso di cacciatori provenienti da altre province della Regione, il prelievo può avvenire solo in battuta con l’ausilio di cani da seguita e/o da tana, e a condizione che gli stessi facciano parte di squadre i cui componenti per i 2/3 sono cacciatori residenti nella provincia di Brindisi.
2. Per la gestione faunistico della volpe sono previste le seguenti figure:
tecnico faunistico provvisto di laurea in discipline biologiche o affini e di provata esperienza in campo faunistico e venatorio;
guardia giurata volontaria, appartenente alle associazioni venatorie, ambientaliste ed agricole rappresentate nella provincia;
cacciatore di volpi con metodi selettivi individuali;
cacciatore di volpi in squadre organizzate;
caposquadra per la caccia alla volpe in battute.
3. Le figure di cui alle lettere a) e b) sono scelte dal Comitato di Gestione dell’A.T.C. BR/A, con motivata delibera da parte dello stesso organo.
4. Le autorizzazioni per le figure di cui alle lettere c) d) ed e) sono rilasciate dall’A.T.C. BR/A, su richiesta degli interessati, su modello predisposto dallo stesso A.T.C., da presentarsi entro e non oltre il 15 settembre di ogni anno.
II Comitato di Gestione dell’A.T.C. BR/A., sentita la Commissione di cui al comma 2 dell’art. 2 del presente regolamento, sentito l’Ufficio dell’A.T.C. BR/A sulla verifica dei dati raccolti, sulle schede di abbattimento di cui al comma 4 dell’art. 4 del presente regolamento, provvede entro il 15 febbraio dell’anno in corso a quantificare l’importo dell’incentivo per ogni capo abbattuto, ripartendo la somma iscritta in Bilancio Preventivo in rapporto al totale dei capi abbattuti ed alle ulteriori spese sostenute per la realizzazione del programma.
Il presente Regolamento è stato approvato dal Comitato di Gestione deII’A.T.C. BR/A con delibera n. 130 del 16/07/99
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References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6
 art.14