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Timestamp: 2019-11-15 03:47:22+00:00

Document:
Provvedimento D.G.S.I.A. 16 aprile 2014
Testo aggiornato al D.M. 28.12.2015
Come accedere al portale dei servizi telematici
Il Registro degli indirizzi elettronici delle PP.AA.
Il formato dell’atto del processo (PDF nativo) e la firma PADES e CADES
I formati ammessi dei documenti informatici (.pdf, .rtf, .txt, .jpg, .gif, .tiff, .xml, .eml, .msg, .zip, .rar., .ari)
La fase di deposito telematico (busta telematica – controlli automatici – errori ecc.)
I documenti analogici depositati nel fascicolo cartaceo
Le notificazioni telematiche del documento informatico da parte degli avvocati e il deposito telematico delle ricevute
L’attestazione di conformità apposta su un documento informatico separato
Visto il decreto del Ministro della giustizia in data 21 febbraio 2011, n. 44 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 89 del 18 aprile 2011), recante “Regolamento concernente le regole tecniche per l’adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell’articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n. 24”, come modificato dal decreto ministeriale 15 ottobre 2012 n. 209 e dal decreto ministeriale 3 aprile 2013 n. 48;
Il presente provvedimento stabilisce le specifiche tecniche previste dall’articolo 34, comma 1, del regolamento concernente le regole tecniche per l’adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell’articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n. 24.
a) regolamento: il decreto del Ministro della giustizia in data 21 febbraio 2011, n. 44, portante “Regolamento concernente le regole tecniche per l’adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell’articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n. 24” e successive modificazioni;
b) CAD: codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante “Codice dell’amministrazione digitale” e successive modificazioni);
f) DGSIA: Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati del Ministero della Giustizia;
x) PKCS#11: interfaccia di programmazione che consente di accedere alle funzionalità crittografiche del token; tramite apposita sequenza di chiamate al token per mezzo dell’interfaccia PKCS#11 è possibile implementare la procedura di identificazione;
y) CAdES (CMS Advanced Electronic Signature): formato di busta crittografica definito nella norma ETSI TS 101 733 V1.7.4 e basata a sua volta sulle specifiche RFC 3852 e RFC 2634 e successive modificazioni;
z) PAdES (PDF Advanced Electronic Signature): formato di busta crittografica definito nella norma ETSI TS 102 778 basata a sua volta sullo standard ISO/IEC 32000 e successive modificazioni;
aa) OID (Object IDentifier): codice univoco basato su una sequenza ordinata di numeri per l’identificazione di evidenze informatiche utilizzate per la rappresentazione di oggetti come estensioni, attributi, documenti e strutture di dati in genere nell’ambito degli standard internazionali relativi alla interconnessione dei sistemi aperti che richiedono un’identificazione univoca in ambito mondiale;
bb) Autenticazione a due fattori: metodo di autenticazione che si basa sull’utilizzo congiunto di due metodi di autenticazione individuale, ossia che combina un’informazione nota (ad esempio un nome utente e una password) con un oggetto a disposizione (ad esempio, una carta di credito, token o telefono cellulare);
cc) impronta: la sequenza di simboli binari (bit) di lunghezza predefinita generata mediante l’applicazione di una opportuna funzione di hash;(Punto aggiunto dall’ art. 1, Decreto 28 dicembre 2015; per l’efficacia di tale disposizione vedi l’ art. 2 del medesimo Decreto 28 dicembre 2015.)
dd) funzione di hash: una funzione matematica che genera, a partire da un documento informatico, una impronta in modo tale che risulti di fatto impossibile, a partire da questa, ricostruire il documento informatico originario e generare impronte uguali a partire da documenti informatici differenti (Punto aggiunto dall’ art. 1, Decreto 28 dicembre 2015; per l’efficacia di tale disposizione vedi l’ art. 2 del medesimo Decreto 28 dicembre 2015.).
ART. 3 (Infrastrutture informatiche – art. 3 del regolamento)
2. Fermo quanto previsto da altre disposizioni, costituiscono infrastrutture unitarie e comuni le banche dati e i sistemi informatici indicati nell’allegato 1.
3. Il sistema di posta elettronica certificata è gestito dal fornitore presso la propria sala server, collegata ad SPC secondo le relative regole di interoperabilità e sicurezza, oppure presso una sala server del Ministero della giustizia.
4. Il dispiegamento di detti sistemi rispetta le disposizioni di cui al decreto del Ministro della giustizia in data 27 aprile 2009, recante “Nuove regole procedurali relative alla tenuta dei registri informatizzati dell’amministrazione della giustizia”.
ART. 4 (Gestore della posta elettronica certificata del Ministero della giustizia – art. 4 del regolamento)
9. Le comunicazioni di atti e documenti tra l’ufficio del pubblico ministero e gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria nella fase delle indagini preliminari, avvengono mediante i gestori di posta elettronica certificata delle forze di polizia, le cui caselle sono rese disponibili unicamente agli utenti abilitati; in questo caso il gestore dei servizi telematici utilizza un canale sicuro protetto da un meccanismo di crittografia ai sensi di quanto previsto dall’articolo 20.
– Il portale dei servizi telematici
ART. 5 (Portale dei servizi telematici – art. 6 del regolamento)
2. L’“area pubblica”, denominata “Servizi online Uffici Giudiziari”, è composta da tutte le pagine web e i servizi del portale disponibili ad accesso senza l’impiego di apposite credenziali, sistemi di identificazione e requisiti di legittimazione; in essa sono disponibili le seguenti tipologie d’informazione: a) Informazioni e documentazione sui servizi telematici del dominio giustizia;
– Come accedere al portale dei servizi telematici
ART. 6 (Identificazione informatica – art. 6 del regolamento)
L’identificazione informatica per i soggetti abilitati esterni e gli utenti privati avviene sul portale dei servizi telematici mediante carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi e sul punto di accesso mediante autenticazione a due fattori oppure tramite token crittografico (smart card, chiavetta USB o altro dispositivo sicuro) in conformità all’articolo 64 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82; in caso si utilizzi il token crittografico, l’identificazione avviene nel rispetto dei seguenti requisiti:
a) Il certificato deve essere rilasciato da un certificatore accreditato dall’Agenzia per l’Italia Digitale ai sensi dell’art 29 del CAD, che si fa garante dell’identità del soggetto.
d) In termini d’interoperabilità, sono ammissibili dispositivi che consentano la disponibilità di entrambe le interfacce PKCS#11 e CSP; in particolare, entrambe le interfacce devono consentire l’accesso alla procedura d’identificazione forte mediante digitazione del PIN da parte dell’utente; il dispositivo deve inoltre rispettare la strutturazione del file system come da specifiche CNS.
2. In fase di identificazione tramite token crittografico, il punto di accesso o il portale dei servizi telematici verifica la validità del certificato presente nel token crittografico utilizzato dall’utente che accede; prima di consentire qualunque operazione, inoltre, il punto di accesso verifica che il token crittografico sia collegato alla postazione; in caso contrario, invalida e termina la sessione.
5. L’identificazione informatica per i soggetti abilitati interni avviene ai sensi dell’articolo 10.
ART. 7 (Registro generale degli indirizzi elettronici – art. 7 del regolamento)
c) professionisti non iscritti ad alcun albo: tutti i soggetti nominati dal giudice come consulenti tecnici d’ufficio – o più in generale ausiliari del giudice – non appartenenti ad un ordine di categoria o che appartengono ad ente/ordine professionale che non abbia ancora inviato l’albo al Ministero della giustizia (ad eccezione degli avvocati).
5. Il ReGIndE non gestisce informazioni già presenti in registri disponibili alle PP.AA., qualora questi siano accessibili in via telematica ai sensi dell’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009 n. 2, il cui contenuto occorre ai sistemi del dominio Giustizia; da tali registri – tra cui il registro delle imprese, l’indice nazionale delle imprese e dei professionisti (INI-PEC), l’anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) e il domicilio digitale del cittadino di cui all’art 3-bis del CAD – sono recuperati gli indirizzi di PEC dei professionisti e delle imprese, nonché gli indirizzi dei cittadini ivi censiti.
7. Il ReGIndE è consultabile dai soggetti abilitati esterni tramite il proprio punto di accesso o tramite il Portale dei Servizi Telematici, su connessioni sicure (SSL v3), attraverso un apposito web service; i relativi WSDL sono pubblicati nell’area pubblica del portale dei servizi telematici.
ART. 8 (Alimentazione del registro generale degli indirizzi elettronici – art. 7 del regolamento)
2. Il documento di censimento di cui al comma precedente aderisce al modello reperibile nell’area pubblica del portale e viene inviato all’indirizzo di posta elettronica certificata del responsabile per i sistemi informativi automatizzati: prot.dgsia.dog@giustiziacert.it.
b) non vi sono vincoli sull’oggetto né sul corpo del messaggio;
d) deve essere allegato un solo file (ComunicazioniSoggetti.xml o, per le Pubbliche Amministrazioni, ComunicazioneSoggettiPPAA.xml), sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata;
f) il file ComunicazioniSoggetti.xml o il file ComunicazioneSoggettiPP.AA.xml deve essere conforme all’XML-Schema di cui all’Allegato 2;
5. A ogni invio corrisponde una risposta tramite PEC; il messaggio ha come oggetto la medesima descrizione del messaggio originale con il suffisso “Esito” e riporta in allegato l’esito dell’elaborazione del messaggio con le eventuali eccezioni; il formato del messaggio di esito, inviato come allegato al messaggio di PEC, è descritto nell’Allegato 3.
ART. 9 (Professionisti non iscritti in albi – art. 7 del regolamento)
– Il Registro degli indirizzi elettronici delle PP.AA.
ART. 9 bis (Indirizzi di posta elettronica certificata delle pubbliche amministrazioni)
2. Ai fini di cui al comma precedente, la pubblica amministrazione invia all’indirizzo di posta elettronica certificata del responsabile per i sistemi informativi automatizzati (prot.dgsia.dog@giustiziacert.it) un documento contenente le seguenti informazioni:
a) descrizione e codice fiscale della pubblica amministrazione;
b) nominativo, codice fiscale e recapiti del soggetto incaricato di inserire o modificare gli indirizzi di PEC della pubblica amministrazione sul portale dei servizi telematici;
3. Il soggetto incaricato di cui al comma precedente accede ad un’apposita area riservata del portale dei servizi telematici, previa identificazione informatica, secondo le specifiche di cui all’articolo 6, e inserisce o modifica:
a) l’indirizzo di PEC della pubblica amministrazione;
b) il nominativo, il codice fiscale e l’indirizzo di PEC di eventuali dipendenti tramite i quali la pubblica amministrazione sta in giudizio personalmente; tali soggetti alimentano il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici.
4. L’elenco degli indirizzi di PEC delle pubbliche amministrazioni è consultabile dagli uffici giudiziari e dagli uffici NEP attraverso i sistemi informatici a disposizione dei soggetti abilitati interni.
5. L’elenco degli indirizzi di PEC di cui al comma 3, lettera a, è consultabile dagli avvocati tramite il proprio punto di accesso o tramite il portale dei servizi telematici (area riservata), su connessioni sicure (SSL v3), attraverso un apposito web service, che verifica la presenza dell’avvocato sul ReGIndE; i relativi WSDL sono pubblicati nell’area pubblica del portale dei servizi telematici. L’accesso è tracciato in appositi log, che il Ministero della giustizia conserva per cinque anni, recanti: il punto di accesso attraverso cui è stato effettuato l’accesso, la data e l’ora dell’accesso.
ART. 10 (Sistemi informatici per i soggetti abilitati interni – art. 8 del regolamento)
2. Per l’accesso ai sistemi di cui al comma precedente dall’interno degli uffici giudiziari, l’identificazione è effettuata mediante coppia di credenziali “nome utente/password” oppure mediante autenticazione a due fattori.
3. Per l’accesso ai sistemi di cui al comma 1 dall’esterno della Rete Giustizia, l’identificazione è effettuata dal portale dei servizi telematici sulla base del sistema “Active Directory Nazionale” (ADN) tramite autenticazione a due fattori; ai soli fini del recupero dall’esterno delle informazioni di registro da parte dei sistemi a disposizione dei magistrati in ambito civile, è sufficiente l’identificazione sulla base del sistema ADN purché l’interrogazione dei dati finalizzati al recupero preveda l’indicazione del numero di ruolo generale nonché del codice fiscale dell’attore principale e del convenuto principale del procedimento.
– Il fascicolo informatico
ART. 11 (Fascicolo informatico – art. 9 del regolamento)
2. Il sistema di gestione del fascicolo informatico, realizzato secondo quanto previsto all’articolo 41 del CAD, è la parte del sistema documentale del Ministero della giustizia che si occupa di archiviare e reperire tutti i documenti informatici, prodotti sia all’interno che all’esterno; fornisce pertanto ai sistemi fruitori (sistemi di gestione dei registri di cancelleria, gestore dei servizi telematici e strumenti a disposizione dei magistrati) tutti i metodi – esposti attraverso appositi web service – necessari per il recupero, l’archiviazione e la conservazione dei documenti informatici, secondo la normativa in vigore; l’accesso al sistema di gestione documentale avviene soltanto per il tramite dei sistemi fruitori, che gestiscono le logiche di profilazione e autorizzazione.
– Il formato dell’atto del processo (PDF nativo) e la firma PADES e CADES
ART. 12 (Formato dell’atto del processo in forma di documento informatico – art. 11 del regolamento)
2. La struttura del documento firmato è PAdES-BES (o PAdES Part 3) o CAdES-BES; il certificato di firma è inserito nella busta crittografica; è fatto divieto di inserire nella busta crittografica le informazioni di revoca riguardanti il certificato del firmatario. La modalità di apposizione della firma digitale o della firma elettronica qualificata è del tipo “firme multiple indipendenti” o parallele, e prevede che uno o più soggetti firmino, ognuno con la propria chiave privata, lo stesso documento (o contenuto della busta). L’ordine di apposizione delle firme dei firmatari non è significativo e un’alterazione dell’ordinamento delle firme non pregiudica la validità della busta crittografica; nel caso del formato CAdES il file generato si presenta con un’unica estensione p7m. Il meccanismo qui descritto è valido sia per l’apposizione di una firma singola che per l’apposizione di firme multiple.
3. Le applicazioni di generazione della firma digitale o qualificata per la sottoscrizione dei documenti informatici devono utilizzare la funzione di hash di cui all’art 4, comma 2, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 febbraio 2013.
– I formati ammessi dei documenti informatici (.pdf, .rtf, .txt, .jpg, .gif, .tiff, .xml, .eml, .msg, .zip, .rar., .ari)
E’ consentito l’utilizzo dei seguenti formati compressi purché contenenti file nei formati previsti al comma precedente:
– La fase di deposito telematico (busta telematica – controlli automatici – errori ecc.)
ART. 14 (Trasmissione dei documenti da parte dei soggetti abilitati esterni e degli utenti privati – art. 13 del regolamento)
a) IndiceBusta.xml: il DTD è riportato nell’Allegato 4. Tale file deve essere omesso qualora il suo contenuto sia presente nella sezione apposita del file DatiAtto.xml, come da XSD di cui al successivo punto b).
c) : atto vero e proprio, in formato PDF, sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata secondo la struttura dell’articolo 12 comma 2.
d) AllegatoX.xxx: uno o più allegati nei formati di file di cui all’articolo 13, eventualmente sottoscritti con firma digitale o firma elettronica qualificata; il nome del file può essere scelto liberamente.
8. La codifica puntuale degli errori indicati al comma precedente è pubblicata e aggiornata nell’area pubblica del portale dei servizi telematici. 9. All’esito dei controlli di cui ai commi precedenti, il gestore dei servizi telematici invia al depositante un messaggio di posta elettronica certificata riportante eventuali eccezioni riscontrate.
11. La busta telematica è conservata nel sistema documentale di cui all’art. 11 comma 2. (Comma aggiunto dall’ art. 1, Decreto 28 dicembre 2015; per l’efficacia di tale disposizione vedi l’ art. 2 del medesimo Decreto 28 dicembre 2015.)
– I documenti analogici depositati nel fascicolo cartaceo
ART. 15 (Documenti probatori e allegati non informatici – art. 14 del regolamento)
ART. 16 (Deposito dell’atto del processo da parte dei soggetti abilitati interni – art. 15 del regolamento)
3. Se il provvedimento del magistrato è in formato cartaceo, il cancelliere o il segretario dell’ufficio giudiziario ne estrae copia per immagine in formato PDF, e lo sottoscrive con firma digitale o firma elettronica qualificata.
ART. 17 (Comunicazioni e notificazioni per via telematica – art. 16 del regolamento)
2. La cancelleria o la segreteria dell’ufficio giudiziario, attraverso apposite funzioni messe a disposizione dai sistemi informatici di cui all’articolo 10, provvede ad effettuare una copia per immagine in formato PDF di eventuali documenti cartacei da comunicare; la copia informatica è conservata nel fascicolo informatico.
ART. 18 (Comunicazioni e notificazioni contenenti dati sensibili – art. 16 del regolamento)
5. Nel caso in cui il destinatario sia un’impresa iscritta nel relativo registro o una Pubblica Amministrazione, la comunicazione o la notificazione che contiene dati sensibili è effettuata ai sensi del comma 1; l’utente che accede all’indirizzo (URL) contenuto nel messaggio di PEC di avviso, su canale sicuro (protocollo SSL), viene identificato ai sensi dell’art 6 ed è abilitato ad accedere all’atto integrale solo se appartiene all’impresa destinataria come risultante dal registro delle imprese o se è un dipendente della Pubblica Amministrazione autorizzato.
ART. 19 (Notificazioni per via telematica a cura degli uffici NEP – art. 17 del regolamento)
Le richieste telematiche di un’attività di notificazione da parte di un ufficio giudiziario sono inoltrate al sistema informatico dell’UNEP in formato XML, attraverso un colloquio diretto, via web service, tra i rispettivi gestori dei servizi telematici, su canale sicuro (SSL v3), oppure tramite posta elettronica certificata.
a) soggetti abilitati esterni e professionisti iscritti in albi o elenchi costituiti ai sensi dell’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito con legge del 28 gennaio 2009, n. 2: dal registro generale degli indirizzi elettronici, ai sensi dell’articolo 7, comma 6, nonché dall’indice nazionale delle imprese e dei professionisti (INI-PEC), sezione professionisti;
– Le notificazioni telematiche del documento informatico da parte degli avvocati e il deposito telematico delle ricevute
ART. 19 bis (Notificazioni per via telematica eseguite dagli avvocati – art. 18 del regolamento)
3. Nei casi in cui l’atto da notificarsi sia l’atto del processo da trasmettere telematicamente all’ufficio giudiziario (esempio: atto di citazione), si procede ai sensi del precedente comma 1.
4. Qualora il documento informatico, di cui ai commi precedenti, sia sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata, si applica quanto previsto all’articolo 12, comma 2.
5. La trasmissione in via telematica all’ufficio giudiziario delle ricevute previste dall’articolo 3-bis, comma 3, della legge 21 gennaio 1994, n. 53, nonché della copia dell’atto notificato ai sensi dell’articolo 9, comma 1, della medesima legge, è effettuata inserendo l’atto notificato all’interno della busta telematica di cui all’art 14 e, come allegati, la ricevuta di accettazione e la ricevuta di avvenuta consegna relativa ad ogni destinatario della notificazione; i dati identificativi relativi alle ricevute sono inseriti nel file DatiAtto.xml di cui all’articolo 12, comma 1, lettera e.
– L’attestazione di conformità apposta su un documento informatico separato
(Articolo aggiunto dall’ art. 1, Decreto 28 dicembre 2015; per l’efficacia di tale disposizione vedi l’ art. 2 del medesimo Decreto 28 dicembre 2015)
Quando si deve procedere ad attestare la conformità di una copia informatica, anche per immagine, ai sensi del terzo comma dell’art. 16-undecies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 212, l’attestazione è inserita in un documento informatico in formato PDF e contiene una sintetica descrizione del documento di cui si sta attestando la conformità nonché il relativo nome del file. Il documento informatico contenente l’attestazione è sottoscritto dal soggetto che compie l’attestazione con firma digitale o firma elettronica qualificata secondo quanto previsto all’art. 12, comma 2.
ART. 20 (Disposizioni particolari per la fase delle indagini preliminari – art. 19 del regolamento)
4. La comunicazione di atti e documenti nella fase di indagini preliminari avviene tramite posta elettronica certificata, secondo le specifiche di cui all’articolo 17; le caselle di PEC dell’ufficio del pubblico ministero sono attivate presso i gestori di posta elettronica certificata della forze di polizia. 5. Il gestore dei servizi telematici si collega alle caselle di cui al comma precedente su canale sicuro, utilizzando i protocolli POP3Ss o HTTPS, al fine di evitare la trasmissione in chiaro delle credenziali di accesso e dei messaggi.
ART. 21 (Requisiti della casella di PEC del soggetto abilitato esterno – art. 20 del regolamento)
ART. 22 (Richiesta delle copie di atti e documenti – art. 21 del regolamento)
ART. 23 (Rilascio delle copie di atti e documenti – art. 21 del regolamento)
ART. 24 (Requisiti di sicurezza – art. 26 del regolamento)
7. L’accesso ai servizi di consultazione avviene su canale sicuro (protocollo SSL) previa identificazione informatica su di un punto di accesso o sul portale dei servizi telematici, secondo le specifiche di cui all’articolo 6; a seguito di tale identificazione, il punto di accesso o il portale dei servizi telematici attribuiscono all’utente un ruolo di consultazione, a seconda del registro di cancelleria; eseguita tale operazione, viene trasmesso al proxy di cui al comma 2 il codice fiscale del soggetto che effettua l’accesso (nell’header http) e il ruolo di consultazione stesso (nel messaggio SOAP); il proxy trasmette la richiesta al web service del gestore dei servizi telematici.
9. In fase di richiesta di attivazione, il punto di accesso può adottare meccanismi di identificazione basati sulla gestione federata delle identità digitali (modello GFID), secondo le specifiche dell’Agenzia per l’Italia Digitale; in questo caso, il Direttore Generale S.I.A., valutata la soluzione proposta e opportunamente descritta nel piano della sicurezza, approva il meccanismo di identificazione che soddisfa il livello di sicurezza richiesto.
10. Il punto di accesso può consentire l’accesso a soggetti delegati da un utente registrato (soggetto delegante), con le stesse modalità di cui ai commi 7, 8 e 9, purché il soggetto delegante abbia predisposto un atto di delega, sottoscritto con firma digitale, che il punto di accesso conserva per cinque anni unitamente alla tracciatura di ogni accesso effettuato su delega; le informazioni e gli atti di cui sopra sono forniti su richiesta al Ministero della giustizia.
11. Fuori dai casi previsti ai commi 1 e 10, l’architettura dei servizi di consultazione prevede in via residuale che il punto di accesso o il portale dei servizi telematici effettuino, a seguito dell’identificazione di cui al comma 7, un link diretto dalle proprie pagine alla pagina principale del sito web che rende disponibili i servizi su canale sicuro (HTTPS); in questo caso i dati identificativi del soggetto vengono inseriti nell’header HTTP della richiesta.
12. I servizi di consultazione attivi sono elencati, per singolo ufficio, nel catalogo dei servizi telematici, di cui all’articolo 5, comma 5.
13. L’elenco dei punti di accesso autorizzati è pubblicato nell’area pubblica del portale dei servizi telematici e nel catalogo dei servizi telematici, di cui all’articolo 5, comma 5.
14. Il punto di accesso si dota di un piano della sicurezza, depositato al responsabile per i sistemi informativi automatizzati unitamente all’istanza di iscrizione all’elenco pubblico dei punti di accesso, che prevede la trattazione, esaustiva e dettagliata, dei seguenti argomenti:
k) descrizione dell’eventuale processo di delega di cui al comma 10 nonché delle modalità di conservazione dell’elenco dei soggetti delegati e delle eventuali revoche delle deleghe;
l) descrizione della modalità di verifica dell’effettiva funzionalità e adeguatezza del sistema di sicurezza del punto di accesso.
15. Ai fini dell’iscrizione nel suddetto elenco, il responsabile per i sistemi informativi automatizzati verifica il piano della sicurezza di cui al comma precedente e può disporre apposite verifiche in loco, in particolare per accertare il rispetto delle prescrizioni di sicurezza riportate nel presente provvedimento.
16. Il punto di accesso abilita i propri iscritti unicamente a usufruire dei servizi esplicitamente autorizzati dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati e riportati nel catalogo dei servizi telematici.
17. Il punto di accesso si dota di una casella di posta elettronica certificata, che comunica al responsabile per i sistemi informativi automatizzati, da utilizzarsi per inviare e ricevere comunicazioni con il Ministero della giustizia.
18. Il punto di accesso fornisce al Ministero della giustizia, su richiesta, i dati di censimento sul ReGIndE di cui articolo 8 comma 1 per i casi di iscrizione dei professionisti non iscritti in albi di cui articolo 9 comma 1.
19. Il punto di accesso verifica l’effettiva funzionalità e adeguatezza del sistema di sicurezza almeno una volta l’anno e provvede ad inviare l’esito delle stesse, unitamente ad eventuali variazioni nei contenuti del piano, all’indirizzo di posta elettronica certificata del responsabile per i sistemi informativi automatizzati: prot.dgsia.dog@giustiziacert.it.
ART. 25 (Registrazione dei soggetti abilitati esterni e degli utenti privati – art. 28 del regolamento)
f) consiglio dell’ordine o ente di appartenenza.
ART. 26 (Requisiti relativi al processo di pagamento telematico – art. 30 del regolamento)
2. Il servizio di pagamento in modalità telematica è messo a disposizione dei soggetti abilitati nell’ambito delle funzionalità del punto di accesso e del portale dei servizi telematici, con lo scopo di permettere il pagamento attraverso strumenti telematici e di ottenere la ricevuta di pagamento attraverso il medesimo canale telematico; l’accesso ai servizi di pagamento avviene previa identificazione informatica di cui all’articolo 6.
3. Le regole per l’esecuzione del pagamento, le modalità di interconnessione tra i sistemi nonché le modalità di rendicontazione e riconciliazione dei pagamenti rispettano le Linee Guida emanate dall’Agenzia per l’Italia Digitale ai sensi dell’art 5 del D. Leg.vo 7 marzo 2005, n. 82, modificato dal decreto legge del 30 ottobre 2012, n. 179.
4. Il portale dei servizi telematici si avvale dell’infrastruttura e della piattaforma tecnologica messa a disposizione dall’Agenzia per l’Italia Digitale, attraverso il Sistema Pubblico di Connettività, (Nodo dei Pagamenti-SPC) allo scopo di garantire l’interconnessione e l’interoperabilità tra le Pubbliche Amministrazioni e i Prestatori di Servizi di Pagamento;
5. Il portale dei servizi telematici espone ai punti di accesso servizi web per l’esecuzione dei pagamenti telematici utilizzando le funzionalità messe a disposizione dal Nodo dei Pagamenti-SPC. Le funzionalità fornite dai web service realizzati, nonché le relative regole di invocazione, sono descritte tramite i WSDL pubblicati sull’area pubblica del portale dei servizi telematici.
8. Il processo di pagamento consente all’utente di scegliere tra diverse modalità di pagamento messe a sua disposizione da una molteplicità di prestatori di servizi di pagamento che aderiscono all’infrastruttura del Nodo dei pagamenti-SPC.
9. La ricevuta di pagamento restituita all’utente a fronte del pagamento effettuato in via telematica costituisce prova del trasferimento dell’importo versato sul conto corrente intestato alla Tesoreria dello Stato
ART. 27 (Oggetti informatici interessati nel pagamento telematico – art. 30 del regolamento)
a) definisce gli elementi necessari a caratterizzare i pagamenti, in particolare qualifica il versamento attraverso un identificativo univoco di cui al successivo comma 5;
b) contiene i dati identificativi del soggetto che esegue il pagamento, contiene una parte riservata (Dati Specifici Riscossione) per inserire informazioni elaborabili automaticamente dai sistemi della Giustizia;
c) viene predisposta dal soggetto che procede al pagamento ed inviata dal portale dei servizi telematici al Nodo dei Pagamenti-SPC;
2. La Ricevuta Telematica (RT) è restituita al soggetto che ha eseguito il pagamento a fronte di ogni singola RPT: essa è costituita da un file XML, il cui XSD è riportato nell’Allegato 5, che:
b) trasferisce inalterate le stesse informazioni ricevute in ingresso (RPT) relative alla parte riservata (Dati Specifici Riscossione) a disposizione della PA
3. Il soggetto che emette la Ricevuta Telematica (RT) di cui al comma 2, la sottoscrive- ai sensi dell’art 30, comma 5 del regolamento- con firma digitale o firma elettronica qualificata in formato CAdES; a tal fine possono essere utilizzati certificati emessi da una autorità di certificazione allo scopo messa a disposizione dell’Agenzia per l’Italia Digitale.
4. Al fine di qualificare in maniera univoca il pagamento all’interno del dominio giustizia, è definito l’identificativo univoco di pagamento (IUV) ) secondo i formati previsti dalle Linee Guida emanate dall’Agenzia per l’Italia Digitale ai sensi dell’art 5 del D. Leg.vo 7 marzo 2005, n. 82, modificato dal decreto legge del 30 ottobre 2012, n. 179.
5. Lo IUV (identificato con il nome CRS nell’ambito Giustizia) è generato esclusivamente dal portale dei servizi telematici attraverso l’invocazione di un web service di cui all’art 26, comma 5 e ha il seguente formato: , dove:
b) è rappresentato da 33 posizioni alfanumeriche così strutturate: ; la sezione (4 caratteri alfanumerici) assicura flessibilità nella emissione del CRS; la sezione (4 caratteri alfanumerici) rappresenta il sistema a cui è destinata la ricevuta; la sezione (25 caratteri alfanumerici) contiene un codice ‘non ambiguo’ all’interno del dominio entro il quale viene generato.
Lo IUV viene inserito nella struttura RPT (elemento identificativoUnivocoVersamento) e viene restituito invariato al punto di accesso o al portale dei servizi telematici all’interno della RT (elemento identificativo Univoco Versamento).
7. Al momento dell’accettazione della ricevuta di pagamento, il sistema informatico dell’ufficio giudiziario controlla, attraverso l’identificativo univoco, che la ricevuta telematica non sia stato già utilizzata per altri servizi di pagamento e, in caso di esito positivo del controllo, la ricevuta viene marcata al fine di non permetterne il riutilizzo.
ART. 28 (Riscontro del pagamento telematico – art. 30 del regolamento)
3. Per la registrazione della RT nel al sistema RRT, il portale dei servizi telematici espone un apposito web service il cui WSDL è pubblicato nell’area pubblica del portale dei servizi telematici.
4. Il sistema RRT permette la gestione delle RT e dei relativi identificativi univoci di pagamento secondo le modalità indicate nell’articolo 27.
5. Le informazioni relative ai pagamenti contenute nel sistema di cui al comma 1 sono messe a disposizione, sulla base di specifica convenzione da sottoscriversi con il Direttore Generale S.I.A., degli enti e delle agenzie pubbliche per l’adempimento dei propri compiti di verifica, controllo e contrasto all’evasione ed elusione.
6. I soggetti abilitati che hanno effettuato i versamenti in via telematica possono consultare sul portale dei servizi telematici, previa identificazione informatica di cui all’articolo 6, le informazioni relative ai pagamenti contenute nel sistema di cui al comma 1.
ART. 29 (Diritto di copia – art. 31 del regolamento)
2. La richiesta di copia è soddisfatta solo dopo che è pervenuta la ricevuta telematica di pagamento di cui all’articolo 27, comma 2.
ART. 30 (Gestione del transitorio – art. 35 del regolamento)
3. A decorrere dalla comunicazione di cui al comma 1, il gestore dei servizi telematici:

References: art. 1
 art. 2
 art. 1
 art. 2

ART. 3
 art. 3

ART. 4
 art. 4

ART. 5
 art. 6

ART. 6
 art. 6

ART. 7
 art. 7

ART. 8
 art. 7

ART. 9
 art. 7

ART. 9

ART. 10
 art. 8

ART. 11
 art. 9

ART. 12
 art. 11

ART. 14
 art. 13
 art. 1
 art. 2

ART. 15
 art. 14

ART. 16
 art. 15

ART. 17
 art. 16

ART. 18
 art. 16

ART. 19
 art. 17

ART. 19
 art. 18
 art. 1
 art. 2

ART. 20
 art. 19

ART. 21
 art. 20

ART. 22
 art. 21

ART. 23
 art. 21

ART. 24
 art. 26
 articolo 8
 articolo 9

ART. 25
 art. 28

ART. 26
 art. 30

ART. 27
 art. 30

ART. 28
 art. 30

ART. 29
 art. 31

ART. 30
 art. 35