Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-15746-del-28-07-2016
Timestamp: 2020-05-25 11:55:12+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 15746 del 28/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15746 del 28/07/2016
Cassazione civile sez. VI, 28/07/2016, (ud. 16/06/2016, dep. 28/07/2016), n.15746
sul ricorso 8706-2015 proposto da:
C.B.E., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR
ANTONELLA SPAGNOLO, giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 206/1/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di TORINO del 20/09/2013, depositata il 03/02/2014;
L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, contro la sentenza resa dalla CM Piemonte n. 206/1/14, depositata il 3.2.2014 che confermando la sentenza di primo grado, ha accolto la domanda di rimborso IRPEF avanzata dal contribuente con riferimento alle ritenute effettuate dal suo datore di lavoro sulle somme corrisposte quale incentivo alle dimissioni; domanda basata sul contrasto – accertato con la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 21.7.05, in causa C-207/04 – tra la Direttiva comunitaria 76/207 CE e la disposizione dettata dall’art. 19, comma 4 bis TUIR. La CTR, per quel che qui rileva, affermava che l’istanza di rimborso era da considerare tempestiva dovendo il termine di decadenza decorrere dall’epoca della decisione della Corte di giustizia resa il 16 gennaio 2008 nelle cause riunite da C-128/07 a C-131/07.
La parte intimata, costituitasi, ha chiesto dichiararsi l’inammissibilità o comunque il rigetto del ricorso.
Orbene, premesso che il ricorso è senz’altro ammissibile, la questione di diritto relativa alla decorrenza del termine di decadenza anzidetto in fattispecie analoghe a quella qui esaminata è stata risolta dalle Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza n.13676/14. Si è in tale occasione affermato il principio che, nel caso in cui un’imposta venga dichiarata incompatibile con il diritto comunitario da una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea, il termine di decadenza previsto dalla normativa tributaria (per le imposte sui redditi, D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38) per l’esercizio del diritto al rimborso, attraverso la presentazione di apposita istanza, decorre dalla data del versamento dell’imposta e non da quella, successiva, in cui è intervenuta la pronuncia che ha sancito la contrarietà della stessa all’ordinamento comunitario.
Il discorso non muta sotto il profilo della tutela dell’affidamento, dovendosi ancora una volta richiamare l’affermazione, espressa dalle Sezioni Unite nel precedente già ricordato, a cui tenore allorchè un’imposta sia stata pagata sulla base di una norma successivamente dichiarata in contrasto con il diritto dell’Unione europea, i principi elaborati dalla giurisprudenza di legittimità in tema di “overruling” non sono invocabili per giustificare la decorrenza del termine decadenziale del diritto al rimborso dalla data della pronuncia della Corte di giustizia, piuttosto che da quella in cui venne effettuato il versamento o fu operata la ritenuta, termine fissato per le imposte sui redditi dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 38 dovendosi ritenere prevalente una esigenza di certezza delle situazioni giuridiche – tanto più cogente nella materia delle entrate tributarie – che resterebbe vulnerata attesa la sostanziale protrazione a tempo indeterminato dei relativi rapporti. Alla stregua di tali principi, si propone al Collegio che il ricorso sia accolto e la sentenza gravata cassata senza rinvio, non occorrendo ulteriori accertamenti per la definizione della lite ex art. 384 c.p.c. Ed infatti, dalla sentenza impugnata risulta che al contribuente vennero corrisposte le somme in contestazione per effetto della cessazione del rapporto di lavoro avvenuta il 31.12.2003, mentre l’istanza di rimborso fu presentata il 16.12.2008 – v. pag. 2 controricorso – e dunque oltre il termine quadriennale di decadenza. Ne consegue che il ricorso introduttivo va rigettato.
Ricorrono giusti motivi per compensare le spese dell’intero giudizio in relazione all’intervento chiarificatore delle Sezioni Unite.
Accoglie il ricorso cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta il ricorso del contribuente.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 16 giugno 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 art. 38
 sentenza 
 art. 384
 sentenza 
 sentenza