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Timestamp: 2020-08-13 18:22:28+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 1963 del 27/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1963 del 27/01/2011
Cassazione civile sez. trib., 27/01/2011, (ud. 14/12/2010, dep. 27/01/2011), n.1963
sul ricorso 19697/2008 proposto da:
DIAB SPA in persona dell’amministratore delegato e legale
ATTILIO REGOLO 12/D, presso lo studio dell’avvocato ZACCHIA Riccardo,
avverso la sentenza n. 13/2007 della Commissione Tributaria Regionale
di VENEZIA del 16.4.07, depositata il 04/06/2007;
La Corte, ritenuto che è stata depositata in cancelleria la seguente relazione a sensi dell’art. 380 bis c.p.c.: “La CTR del Veneto ha rigettato l’appello dell’Agenzia delle Entrate di Padova nei confronti di DIAB s.p.a.. Ha ritenuto in motivazione che il ruolo e la cartella, che recava in motivazione un atto di imposizione modificato con sentenza passata in giudicato, fosse nulla in quanto il titolo azionato con la cartella era la sentenza e non l’atto amministrativo.
Propone ricorso per cassazione affidato a due motivi l’Agenzia delle Entrate, la contribuente si è costituita con i controricorso Con il primo motivo l’Agenzia delle Entrate, formulando idoneo quesito deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 14, che non annovererebbe tra gli atti che legittimano l’iscrizione a ruolo le sentenze con la conseguenza che nella cartella dovrebbe indicarsi l’atto amministrativo non rilevando la sentenza, passata in giudicato, che lo ha modificato.
Il motivo è infondato. La cartella esattoriale ha natura di precetto consegue che essa deve indicare il titolo su cui si fonda. Il D.P.R. n. 602 del 1973, art. 14, alla lettera b indica le imposte liquidate in base ad accertamenti definitivi. Alla lettera gli accessori:
interessi, soprattasse e pene pecuniarie. L’accertamento amministrativo diviene definitivo se non impugnato o se l’impugnazione è stata definitivamente rigettata. Se invece in sede giudiziaria l’accertamento è modificato, come consente la natura di annullamento e di merito della giurisdizione tributaria, l’accertamento definitivo è quello contenuto nel giudicato, consegue che questo e non l’atto impositivo caducato deve essere indicato come titolo nel precetto.
Con il secondo motivo l’Agenzia censura, come vizio di motivazione, la sentenza impugnata ove afferma che l’iscrizione a ruolo era priva di presupposto giuridico e nel contempo afferma che vi era una sentenza passata in giudicato che legittimava l’esecuzione. La censura è inammissibile perchè il vizio di motivazione concerne gli accertamenti di fatto e le valutazioni giuridiche, peraltro la sentenza ha affermato correttamente l’invalidità della iscrizione a ruolo in base ad un titolo caducato”.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese liquidate in Euro 2.000,00 oltre Euro 100,00 di spese vive ed accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 14
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