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Timestamp: 2020-04-08 12:34:25+00:00

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Bollettino Ufficiale n. 23 , parte prima, del 05.08.2002
Art. 01 - Oggetto e obiettivi delle politiche di intervento
3. Per realizzare le finalità di cui al comma 1, la Regione, nel rispetto del principio di sussidiarietà previsto dall'articolo 118 della Costituzione, determina l'allocazione delle funzioni amministrative al livello di governo più vicino ai cittadini e favorisce l'integrazione di apporti funzionali di soggetti privati.
i bis) promuovere il rafforzamento delle politiche di sostegno alla continuità lavorativa al fine di favorire condizioni lavorative stabili; (8)
i ter) promuovere azioni di pari opportunità e qualità delle condizioni lavorative dei cittadini immigrati.(8)
Art. 02 - Interventi di attuazione delle politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale
Art. 03 - Finalità degli interventi educativi per la prima infanzia
Art. 04 - Tipologie degli interventi e servizi educativi per la prima infanzia
2. I nidi di infanzia ed i servizi di cui al comma 1, lettere a) e b), devono attenersi agli standard strutturali, qualitativi ed alle qualifiche professionali definiti dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2.
3. Il Comune è titolare delle funzioni amministrative in materia di servizi ed interventi educativi che gestisce in forma diretta, in associazione con uno o più o tutti i Comuni compresi nella zona socio-sanitaria di cui all'articolo 19 della legge regionale 3 ottobre 1997, n. 72 (Organizzazione e promozione di un sistema di diritti di cittadinanza e di pari opportunità: riordino dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari integrati), anche attraverso gli strumenti previsti dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali).
4. I Comuni, per l'erogazione dei servizi nell'ambito delle risorse programmate, possono convenzionarsi con soggetti pubblici e privati accreditati ai sensi del regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2, ed ammettere gli interessati alla fruizione delle prestazioni e dei servizi di rete tramite appositi buoni-servizio, le cui modalità di attribuzione sono disciplinate da apposito regolamento comunale, da adottarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore del regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2.5. I Comuni, con riferimento agli standard previsti dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2, autorizzano soggetti privati ad istituire e gestire servizi di carattere educativo e concedono ai soggetti privati autorizzati che ne facciano richiesta, l'accreditamento.
Art. 05 - Educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti
Art. 06 - Interventi per lo sviluppo del sistema di istruzione
Art. 06 bis - Ambito funzionale e soggetti della programmazione della rete scolastica regionale (4)
Art. 06 ter - Conferenza zonale per l'istruzione (5)
1. La conferenza zonale per l'istruzione è formata da tutti i sindaci o assessori delegati di ciascuna zonasocio-sanitaria.
3. La conferenza zonale è convocata per la prima volta dal sindaco o assessore delegato del comune della zona socio-sanitaria con maggior numero di abitanti; fino all'adozione del regolamento di cui al comma 2, la conferenza approva i propri atti con il voto favorevole dei sindaci o assessori delegati che rappresentano la metà più uno degli abitanti della zona.
Art. 06 quater - Intese Stato-Regione per la continuità del diritto all'istruzione (6)
Art. 07 - Finalità, destinatari e tipologie degli interventi per il diritto allo studio scolastico
Art. 08 - Finalità e destinatari degli interventi per il diritto allo studio universitario
1. In attuazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione, la Regione interviene per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano l'eguaglianza dei cittadini nell'accesso all'istruzione superiore e, in particolare, per consentire ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi.2. Gli interventi sono destinati agli studenti iscritti, per il conseguimento di un titolo di valore legale, ai corsi di studio delle Università degli studi e degli Istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale, con sede in Toscana, tutti denominati in seguito, ai fini della presente legge, Università.
Art. 09 - Tipologie degli interventi per il diritto allo studio universitario
2. Il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 individua gli interventi che prescindono dal possesso di determinati requisiti soggettivi e oggettivi degli studenti, gli interventi che non prescindono dai suddetti requisiti o che vengono attribuiti per concorso e gli interventi cumulabili di cui al comma 5.
4. Le borse di studio possono essere concesse al fine di favorire il conseguimento della prima laurea, della prima laurea specialistica o di altri titoli equipollenti o superiori aventi valore legale. Il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 può prevedere la concessio e di prestiti d'onore in sostituzione, anche parziale, delle borse di studio.
5. I benefici di cui al comma 3 non possono essere cumulati con altre erogazioni finanziarie a qualsiasi titolo attribuite, salvo il caso di erogazioni concesse da istituzioni nazionali o straniere volte ad integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di formazione o di ricerca dei borsisti e salvo il caso di erogazione di provvidenze da parte delle Aziende di cui all' articolo 10 , individuate dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 3.
6. Il servizio abitativo delle Aziende di cui all' articolo 10 , utilizzato per i propri fini istituzionali e per quelli delle Università, non costituisce esercizio di struttura ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera.
Art. 10 - Aziende regionali per il diritto allo studio universitario
3. Le Aziende sono dotate di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale, di patrimonio proprio e di proprio personale. Il loro funzionamento è disciplinato da un regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione conformemente alle modalità definite dal regolamento regionale di cui all'articolo 32 , comma 3, lettera b).
5. Le modalità di nomina degli organi di cui al comma 4, nonché la composizione del Consiglio di amministrazione, che assicura la rappresentanza delle Università e degli studenti, e del Collegio dei revisori delle Aziende sono stabilite con deliberazione del Consiglio regionale. Le modalità di funzionamento e le competenze degli organi di cui al comma 4 sono stabilite dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 3, lettera b). (3)
6. La Giunta regionale approva il bilancio previsionale economico delle aziende con l'allegato piano di attività annuale, previa espressione del parere del Consiglio regionale. (23)
6 bis. Il Consiglio regionale verifica i risultati finali del controllo di gestione e approva il conto di esercizio delle aziende. (24)
7. Il patrimonio delle Aziende è vincolato nell'uso all'attuazione degli interventi del diritto allo studiouniversitario di cui all'articolo 9.
8. La Giunta regionale esercita la vigilanza sull'amministrazione delle Aziende. (25).
Art. 11 - Personale delle Aziende
1. Il personale delle Aziende è iscritto nell'apposito ruolo del personale di ciascuna Azienda e ad esso si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti della Regione Toscana.
3. Ai fini di previdenza e quiescenza, il personale è iscritto, fin dalla data di inizio del rapporto di lavoro presso l'Azienda, all'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica (INPDAP) e precisamente alla gestione autonoma ex CPDEL, per quanto riguarda il trattamento di pensione, ed alla gestione autonoma ex INADEL, per l'indennità di fine servizio.
4. Previa intesa, ciascuna delle Aziende per l'assunzione del personale può utilizzare le graduatorie dei concorsi che siano stati banditi da una delle altre Aziende, dagli enti locali ovvero dalla Regione Toscana ai sensi dell' articolo 54, comma 9, della legge regionale 17 marzo 2000, n. 26 (Riordino della legislazione regionale in materia di organizzazione del personale).
Art. 13 - Obbligo formativo
3. La Regione favorisce lo svolgimento dei percorsi integrati di cui al comma 1, sulla base di specifiche intese con l'amministrazione scolastica e nell'ambito della definizione del sistema generale dei crediti formativi e di istruzione al fine anche di predeterminare, in sede di progetto del percorso formativo individualizzato, specifiche modalità di rientro nel sistema di istruzione per il completamento del ciclo distudio.
4. Il progetto del percorso formativo individualizzato contiene l'indicazione delle procedure di accertamento delle competenze per il conseguimento della qualifica finale. Tali procedure sono determinate secondo le modalità stabilite nel regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2, lettera c), per la conclusione degli interventi relativi all'obbligo formativo.
Art. 14 - Formazione post-obbligo e superiore
Art. 15 - Formazione continua
Art. 16 – Formazione professionale (26)
Art. 17 - Modalità di attuazione degli interventi di formazione professionale
a) mediante convenzione o contratto (27) con organismi con finalità di formazione, nei casi in cui l'attività formativa sia finanziata, anche parzialmente, con contributi pubblici e sia conforme agli standard qualitativi di cui all' articolo 32 , comma 4, lettera b);
b) mediante riconoscimento dell'attività formativa svolta da organismi con finalità di formazione, nei casi in cui essa non usufruisca di alcun finanziamento pubblico e sia conforme agli standard qualitativi di cui all'articolo 32 , comma 4, lettera b);
3. Le attività di formazione professionale svolte secondo modalità non ricomprese nel comma 1, non rientrano nell'ambito di applicazione della presente legge.
4. Le attività di cui al comma 1, lettere a) e b), sono attuate da organismi con finalità di formazione che siano stati accreditati dalla Regione Toscana ai sensi dell' articolo 32 , comma 4, lettera b), aventi o meno scopo di lucro, ivi compresi gli istituti scolastici e le Università.5. I beni acquisiti o prodotti nell'ambito delle attività svolte mediante la convenzione (28) di cui al comma 1, lettera a), entrano a far parte, secondo le rispettive competenze, del patrimonio disponibile della Regione o delle Province.
6. Gli interventi formativi di cui al comma 1, lettere a) e b), si concludono con la certificazione dell'avvenuta frequenza ovvero con un esame di idoneità il cui esito positivo costituisce presupposto per l'attestazione dell'avvenuto conseguimento della qualifica o specializzazione professionale.
Art. 18 - Accertamento del reddito per l'accesso alle prestazioni
Art. 18 bis - Obiettivi della formazione nell'apprendistato (9)
Art. 18 ter - Disciplina dell'apprendistato (10)
3. Fanno parte del sistema regionale per l'impiego i centri per l'impiego costituiti dalle Province ai sensi dell' articolo 22 4.
La Regione promuove e favorisce il raccordo del sistema regionale per l'impiego, anche tramite convenzioni e misure finanziarie, con soggetti pubblici e privati accreditati ai sensi dell'articolo 20 ter, secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità. (11)
Art. 20 bis - Istituzione dell'albo regionale delle agenzie per il lavoro (12)
1. E' istituito l'albo regionale delle agenzie per il lavoro che operano nel territorio della Regione.2. Il regolamento regionale di cui all' articolo 32 disciplina l'articolazione e la tenuta dell'albo, le modalità e le procedure per l'iscrizione, i requisiti per l'autorizzazione con particolare riferimento alle competenze professionali e ai requisiti dei locali ove viene svolta l'attività, la sospensione e la revoca dell'autorizzazione.
3. L'iscrizione delle agenzie all'albo regionale è subordinata alla verifica della sussistenza dei requisiti giuridici e finanziari previsti dagli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30 ) come modificato dal d.lgs. 6 ottobre 2004, n. 251.
Art. 20 ter - Istituzione dell'elenco regionale dei soggetti accreditati a svolgere servizi al lavoro (13)
Art. 21 - Le politiche del lavoro
1. La Regione sviluppa e promuove politiche del lavoro per prevenire la disoccupazione, evitare la disoccupazione di lunga durata, agevolare l'inserimento lavorativo, favorendo la stabilità del lavoro (14) la mobilità professionale e le carriere individuali, sostenere il reinserimento nella vita professionale, in particolare di gruppi svantaggiati a rischio di esclusione sociale.
d bis) promuove la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, anche con incentivi per l'occupazione. (15)
d ter) interviene finanziariamente al fine di assicurare la continuità delle erogazioni ai lavoratori posti in cassa integrazione guadagni straordinaria. (22)
2 bis. La Regione valorizza la bilateralità fra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori come libera forma di collaborazione tra le parti. (16)
Art. 21 bis - Convenzioni per l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei disabili. (17)
1. Le Province, sulla base dei criteri stabiliti dalla Regione, al fine di assicurare l'integrazione dei servizi secondo la programmazione regionale, istituiscono il sistema provinciale integrato dei servizi all'impiego dicui fanno parte i centri per l'impiego.
2. Le province possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati accreditati, ai sensi dell'articolo 20 ter , secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità. (18)
d) le attività di orientamento di cui all' articolo 12 e le attività relative all'obbligo formativo di cui all' articolo 13
Art. 22 bis - Regolamento regionale in materia di incontro fra domanda e offerta di lavoro (1)
Art. 22 ter - Avviamento a selezione nella pubblica amministrazione (2)
1. Le pubbliche amministrazioni, come individuate dall' articolo 1 comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), escluse (29) le sedi centrali e gli uffici periferici di amministrazioni ed enti pubblici a carattere nazionale o pluriregionale presenti sul territorio regionale, reclutano il personale per le qualifiche ed i profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, facendo salvi g li eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità, mediante propria selezione dei soggetti, iscritti nell'elenco anagrafico ai sensi della normativa vigente, che abbiano la professionalità eventualmente richiesta ed i requisiti per l'accesso al pubblico impiego.
2. La Commissione di cui al comma 1 svolge compiti di progettazione, proposta in tema di orientamento, formazione, mediazione di manodopera e politiche del lavoro, limitatamente alle funzioni di competenza regionale, nonché di valutazione e verifica dei risultati rispetto alle linee programmatiche e agli indirizzi elaborati dalla Regione.3. La Commissione di cui al comma 1 formula, altresì, proposte sui criteri e sulle modalità per la definizione delle convenzioni tra sistema pubblico e soggetti pubblici e privati finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi per l'impiego.
4. La procedura per la nomina del Comitato di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica dello stesso sono definite dal regolamento di cui all'articolo 32 , comma 5. La composizione deve assicurare la presenza di rappresentanti istituzionali della Regione, delle Province e degli altri enti locali.
Art. 25 - Commissione provinciale tripartita e Comitato tecnico provinciale per il collocamento dei disabili
2. La Giunta regionale, sulla base dei criteri contenuti nel Piano di indirizzo generale integrato di cui all'articolo 31, stabilisce le modalità di gestione del Fondo e, valutate le proposte del Comitato regionale per il Fondo di cui all' articolo 27, approva il piano di ripartizione delle risorse e verifica i risultati dell'attività.
2. La procedura per la nomina del Comitato di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica dello stesso sono definite dal regolamento di cui all'articolo 32, comma 5. La composizione deve assicurare la presenza della rappresentanza istituzionale della Regione e della rappresentanza paritetica dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei disabili.
2. La Regione esercita funzioni di impulso e regolazione nei confronti del sistema allargato dell'offerta integrata tra istruzione, educazione, formazione; la Regione, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, previsti dall'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, ne definisce gli ambiti territoriali di riferimento, i requisiti di accesso, gli standard qualitativi, le linee gu ida di valutazione e di certificazione degli esiti e dei risultati; con riferimento al sistema di istruzione, la Regione definisce, altresì, gli indirizzi per la programmazione della rete scolastica e il calendario scolastico.
3 bis. Tutti i dati diretti alla borsa continua nazionale del lavoro di cui all' articolo 15 del d.lgs. 276/2003 confluiscono nel sistema informativo regionale. La Regione provvede alla interconnessione del sistema regionale con la borsa continua nazionale del lavoro. (19)
3. Le funzioni relative all'obbligo formativo di cui all' articolo13 sono attribuite alle Province che le esercitano tramite l'attività dei centri per l'impiego.
6. Le Province contribuiscono all'integrazione delle funzioni di cui al comma 4 con gli strumenti di programmazione dello sviluppo economico e territoriale, e concorrono alla definizione degli indirizzi e degli obiettivi della programmazione regionale.7. Le funzioni ed i compiti attribuiti dal presente articolo alle Province possono essere attribuiti dalle stesse ai circondari, istituiti ai sensi della legge regionale 19 luglio 1995, n. 77 (Sistema delle autonomie in Toscana: poteri amministrativi e norme generali di funzionamento) e della legge regionale 29 maggio 1997, n. 38 (Istituzione del circondario dell'Empolese Val D'Elsa quale circoscrizione di decentramento amministrativo), che li esercitano, in tal caso, con le modalità previste dalla presente legge.
Art. 31 - Piano di indirizzo generale integrato
2. Le politiche di intervento si conformano ai principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza rivolti al sistema delle autonomie locali, espressi dall' articolo 118, primo comma, della Costituzione , ed al principio di sussidiarietà rivolto all'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, espresso dall' articolo 118, quarto comma, della Costituzione.
i) gli strumenti di valutazione, i critei e le modalità per le verifiche di efficienza ed efficacia del sistema;
5. Il processo di formazione del Piano di indirizzo generale integrato è informato al principio del concorso istituzionale e della partecipazione sociale ai sensi dell' articolo 15 della l.r. 49/1999.
1. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Regione, (7) sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali, attuando le procedure di concertazione con i soggettiistituzionali e con i soggetti economici e sociali, approva un regolamento di esecuzione con il quale definisce le regole generali di funzionamento del sistema integrato disciplinato dalla presente legge, ferma restando la competenza degli enti locali, ai sensi dell' articolo 117, sesto comma, della Costituzione , all'emanazione delle norme regolamentari attinenti alla organizz azione e svolgimento delle funzioni amministrative loro attribuite.
3. I l regolamento regionale definisce, relativamente al diritto allo studio universitario:
b) la procedura per la nomina, la composizione e la durata in carica della Commissione regionale permanente tripartita di cui all' articolo 23, del Comitato di coordinamento istituzionale di cui all' articolo 24 e del Comitato regionale per il fondo per l'occupazione dei disabili di cui all' articolo 27;
d) le procedure, le garanzie a tutela dei lavoratori svantaggiati per la stipula delle convenzioni di cui all'articolo 21 bis , comma 2, con particolare riferimento al valore minimo del coefficiente di calcolo che può essere adottato dalle stesse;
e) i criteri e le procedure per la stipula delle convenzioni, di cui all' articolo 21 bis, comma 1, con particolare riferimento agli standard minimi degli interventi formativi che devono essere erogati ed ai requisiti professionali dei tutori aziendali;
f) i requisiti, le procedure ed i criteri per l'accreditamento dei soggetti pubblici e privati che intendono svolgere servizi al lavoro, con particolare riferimento alle capacità gestionali e logistiche, alle competenze professionali, alla situazione economica, alle esperienze maturate nel contesto territoriale di riferimento;g) l'articolazione e la tenuta dell'elenco dei soggetti pubblici e privati accreditati, i requisiti per l'iscrizione, la durata, la sospensione e la revoca dell'accreditamento, gli strumenti di misurazione dell'efficacia ed efficienza dei servizi erogati e le misure di raccordo con il sistema formativo;
5 bis. Il regolamento regionale disciplina i profili formativi e le modalità organizzative e di erogazione dell'attività formativa esterna del contratto di apprendistato. (21)
f) legge regionale 31 luglio 1996, n. 61 ( Legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 "Nuova disciplina in materia di formazione professionale". Modifica);
g) legge regionale 29 ottobre 1997, n. 78 ( Legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 "Nuova disciplina in materia di formazione professionale" e legge regionale 17 luglio 1989, n. 45 "Norme per l'esercizio di funzioni in materia di orientamento professionale". Modifiche);
m) legge regionale 3 febbraio 2000, n. 12 ( Legge regionale 52/1998 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego". Modifiche ed integrazioni);
Art. 34 - Disposizione finale in materia di formazione professionale 1. L'esercizio diretto da parte delle Province degli interventi di formazione professionale è consentito fino al 31 dicembre 2002.
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge viene fatto fronte, a partire dall'esercizio 2003, con gli stanziamenti stabiliti ogni anno con legge di bilancio nelle apposite unità previsionali di base (UPB) di cui al bilancio pluriennale di previsione 2002-2004:- 611 (Sistema formativo professionale - spese correnti);
1. Articolo prima inserito con l.r. 4 agosto 2003, n. 42 , art.1 e ora così sostituito con l.r. 24 dicembre 2003, n. 65 , art.1.
2. Articolo inserito con l.r. 4 agosto 2003, n. 42 , art.2.
3. Comma sostituito con l.r. 29 settembre 2003, n. 53 , art. 1.
4. Articolo introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art. 1.
5. Articolo introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art. 2.
6. Articolo introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art.3.
7. Parole così sostituite con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art. 4.
8. Lettera inserita con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 1.
9. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 2.
10. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 3.
11. Comma così sostituito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 4.
12. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 5.
13. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 6.
14. Parole inserite con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 7.
15. Lettera inserita con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 7.
16. Comma aggiunto con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 7.
17. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 8.
18. Comma così sostituito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 9.
19. Comma aggiunto con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 10.
20. Comma così sostituito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 11.
21. Comma aggiunto con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 11
22. Lettera inserita con l.r. 28 luglio 2006, n. 37 , art. 2.
23. Comma così sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 34.
24. Comma inserito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 34.
25. Parole soppresse con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 34.
26. Articolo così sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 35.27. Parole aggiunte con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 36.
28. Parola così sostituita con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 36.
29. Parola così sostituita con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 37.
3. Per realizzare le finalità di cui al comma 1, la Regione, nel rispetto del principio di sussidiarietà previsto dall' articolo 118 della Costituzione, determina l'allocazione delle funzioni amministrative al livello di governo più vicino ai cittadini e favorisce l'integrazione di apporti funzionali di soggetti privati.
i ter) promuovere azioni di pari opportunità e qualità delle condizioni lavorative dei cittadini immigrati. (8)
1. Le politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale si attuano attraverso interventi diretti e indiretti. Per interventi diretti si intendono azioni di sostegno, anche di tipo finanziario, in risposta a bisogni riferibili alla domanda individuale; per nterventi indiretti si intendono azioni di consolidamento e sviluppo dei sistemi dell'educazione, dell'istruzione, della formazione professionale e dell'orientamento, finalizzate ad assicurare l'accessibilità e il miglioramento sia dell'offerta formativa che dei servizi ad essa connessi, nonché azioni di indirizzo, coordinamento, regolazione, qualificazione, monitoraggio e valutazione dei sistemi stessi, nelle loro articolazioni pubbliche e private.
Art. 03 - Finalità degli interventi educativi per la prima infanzia 1. La Regione promuove e coordina interventi educativi unitari rivolti all'infanzia, tesi alla piena e completa realizzazione dei diritti della persona e informati ai principi del pieno e inviolabile rispetto della libertà e della dignità personale, della solidarietà, dell'eguaglianza di opportunità, della valorizzazione della differenza di genere, dell'integrazione delle diverse culture, garantendo il benessere psicofisico e lo sviluppo delle potenzialità cognitive, affettive e sociali.
g) organizzazione degli interventi per garantire le pari opportunità e conciliare la vita professionale dei
genitori con quella familiare;
3. La Regione, al fine di raccordare organicamente le proprie competenze con quelle esercitate
dall'amministrazione statale e dagli enti locali nel campo dell'istruzione, sviluppa le azioni di cui al comma 2, osservando il metodo della concertazione interistituzionale e stipulando con i suddetti enti intese operative.
5. I benefici di cui al comma 3 non possono essere cumulati con altre erogazioni finanziarie a qualsiasi titolo attribuite, salvo il caso di erogazioni concesse da istituzioni nazionali o straniere volte ad integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di formazione o di ricerca dei borsisti e salvo il caso di erogazione di provvidenze da parte delle Aziende di cui all' articolo 10 , individuate dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 3.
3. Le Aziende sono dotate di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale, di patrimonio proprio e di proprio personale. Il loro funzionamento è disciplinato da un regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione conformemente alle modalità definite dal regolamento regionale di cui all'articolo 32, comma 3, lettera b).
5. Le modalità di nomina degli organi di cui al comma 4, nonché la composizione del Consiglio di amministrazione, che assicura la rappresentanza delle Università e degli studenti, e del Collegio dei revisori delle Aziende sono stabilite con deliberazione del Consiglio regionale. Le modalità di funzionamento e le competenze degli organi di cui al comma 4 sono stabilite dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 3, lettera b). (3)
4. Le attività di cui al comma 1, lettere a) e b), sono attuate da organismi con finalità di formazione che siano stati accreditati dalla Regione Toscana ai sensi dell' articolo 32 , comma 4, lettera b), aventi o meno scopo di lucro, ivi compresi gli istituti scolastici e le Università.
5. I beni acquisiti o prodotti nell'ambito delle attività svolte mediante la convenzione (28) di cui al comma 1, lettera a), entrano a far parte, secondo le rispettive competenze, del patrimonio disponibile della Regione o delle Province.
1. La Regione, con il regolamento di cui all' articolo 32 , sentita la Commissione regionale permanente tripartita, di cui all' articolo 23 , disciplina i profili formativi, le modalità organizzative e di erogazione dell'attività formativa esterna per l'apprendistato per l'espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione, per l'apprendistato professionalizzante e per l'apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione. Capo II - IL SISTEMA REGIONALE PER L'IMPIEGO E LE POLITICHE DEL LAVORO
3. Fanno parte del sistema regionale per l'impiego i centri per l'impiego costituiti dalle Province ai sensi dell' articolo 22
4. La Regione promuove e favorisce il raccordo del sistema regionale per l'impiego, anche tramite convenzioni e misure finanziarie, con soggetti pubblici e privati accreditati ai sensi dell'articolo 20 ter,secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità. (11)
3. L'iscrizione delle agenzie all'albo regionale è subordinata alla verifica della sussistenza dei requisiti giuridici e finanziari previsti dagli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30) come modificato dal d.lgs. 6 ottobre 2004, n. 251.
Art. 21 bis - Convenzioni per l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei disabili (17)
1. Le Province, sulla base dei criteri stabiliti dalla Regione, al fine di assicurare l'integrazione dei servizi secondo la programmazione regionale,istituiscono il sistema provinciale integrato dei servizi all'impiego dicui fanno parte i centri per l'impiego.
2. Le province possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati accreditati, ai sensi dell' rticolo 20 ter , secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità. (18)
5. Il fnzionamento del Comitato di cui al comma 1 è definito in apposito regolamento interno, approvato dal Comitato stesso.
2. La Giunta regionale, sulla base dei criteri contenuti nel Piano di indirizzo generale integrato di cui all'articolo 31 , stabilisce le modalità di gestione del Fondo e, valutate le proposte del Comitato regionale per il Fondo di cui all' articolo 27 , approva il piano di ripartizione delle risorse e verifica i risultati dell'attività.
2. La procedura per la nomina del Comitato di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica dello stesso sono definite dal regolamento di cui all'articolo 32 , comma 5. La composizione deve assicurare la presenza della rappresentanza istituzionale della Regione e della rappresentanza paritetica dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei disabili.
2. La Regione esercita funzioni di impulso e regolazione nei confronti del sistema allargato dell'offerta integrata tra istruzione, educazione, formazione; la Regione, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, previsti dall'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione , ne definisce gli ambiti territoriali di riferimento, i requisiti di accesso, gli standard qualitativi, le linee gu ida di valutazione e di certificazione degli esiti e dei risultati; con riferimento al sistema di istruzione, la Regione definisce, altresì, gli indirizzi per la programmazione della rete scolastica e il calendario scolastico.
6. Le Province contribuiscono all'integrazione delle funzioni di cui al comma 4 con gli strumenti di programmazione dello sviluppo economico e territoriale, e concorrono alla definizione degli indirizzi e degli obiettivi della programmazione regionale.7. Le funzioni ed i compiti attribuiti dal presente articolo alle Province possono essere attribuiti dalle stesse ai circondari, istituiti ai sensi della legge regionale 19 luglio 1995, n. 77 (Sistema delle autonomie in Toscana:
poteri amministrativi e norme generali di funzionamento) e della legge regionale 29 maggio 1997, n. 38 (Istituzione del circondario dell'Empolese Val D'Elsa quale circoscrizione di decentramento amministrativo), che li esercitano, in tal caso, con le modalità previste dalla presente legge.
5. Il processo di formazione del Piano di indirizzo generale integrato è informato al principio del concorso istituzionale e della partecipazione sociale ai sensi dell'articolo 15 della l.r. 49/1999.
1. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Regione , (7) sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali, attuando le procedure di concertazione con i soggettiistituzionali e con i soggetti economici e sociali, approva un regolamento di esecuzione con il quale definisce le regole generali di funzionamento del sistema integrato disciplinato dalla presente legge, ferma restando la competenza degli enti locali, ai sensi dell' articolo 117, sesto comma, della Costituzione , all'emanazione delle norme regolamentari attinenti alla organizz azione e svolgimento delle funzioni amministrative loro attribuite.
b) la procedura per la nomina, la composizione e la durata in carica della Commissione regionale permanente tripartita di cui all' articolo 23 , del Comitato di coordinamento istituzionale di cui all' articolo 24 e del Comitato regionale per il fondo per l'occupazione dei disabili di cui all' articolo 27;
d) le procedure, le garanzie a tutela dei lavoratori svantaggiati per la stipula delle convenzioni di cui all'articolo 21 bis, comma 2, con particolare riferimento al valore minimo del coefficiente di calcolo che può essere adottato dalle stesse;
1. Articolo prima inserito con l.r. 4 agosto 2003, n. 42, art.1 e ora così sostituito con l.r. 24 dicembre 2003, n. 65 , art.1.
26. Articolo così sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 35.
27. Parole aggiunte con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 36.
regolamento_lr32_2002.pdf [ ] 691 kB

References: Art. 01

Art. 02

Art. 03

Art. 04
 articolo 32
 articolo 32
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Art. 05

Art. 06

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Art. 07

Art. 08

Art. 09
 articolo 31
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 articolo 10
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Art. 11
 articolo 54

Art. 13
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Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17
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Art. 18

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 articolo 22

Art. 20
 articolo 32

Art. 20

Art. 21

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 articolo 12
 articolo 13

Art. 22

Art. 22
 articolo 1

Art. 25
 articolo 27
 articolo 15
 articolo13

Art. 31
 articolo 118
 articolo 118
 articolo 15
 articolo 117
 articolo 23
 articolo 24
 articolo 27
 articolo 21

Art. 34
 art.1
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 art.2
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 art. 1
 art. 2
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 art. 34
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