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Timestamp: 2016-10-28 22:22:25+00:00

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⭐TIPOLOGIA STRUTTURA 03 SEMI-RESIDENZIALE DENOMINAZIONE STRUTTURA CENTRO DIURNO POLIFUNZIONALE PER MINORI
TIPOLOGIA STRUTTURA 03 SEMI-RESIDENZIALE DENOMINAZIONE STRUTTURA CENTRO DIURNO POLIFUNZIONALE PER MINORI
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1 Allegato A2 TIPOLOGIA STRUTTURA 01 SEMI-RESIDENZIALE NIDO D INFANZIA Il nido di infanzia è un servizio educativo e sociale per i bambini di età compresa da zero a tre anni, che accoglie i piccoli per diverse ore della giornata, garantendo servizio di mensa ed il riposo pomeridiano. Tale tipologia di servizio può essere erogata anche presso i luoghi di lavoro o nelle loro immediate vicinanze nel qual caso si parla di asili nido aziendali, ovvero strutture che destinano ai figli delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende coinvolte, una quota di posti superiore al 50%. Il servizio risponde alle esigenze primarie di ogni bambino: educazione, cura, sviluppo armonico della propria persona, gioco e acquisizione dell'autonomia. Le attività prevalenti sono: Accoglienza e cura del bambino (pasti, riposo ); socializzazione; gioco, attività laboratoriali manuali e ed espressive; attività di prima alfabetizzazione. REQUISITI STRUTTURALI E RICETTIVITA La ricettività del nido di infanzia va dai 30 ai 60 posti bambino. Nei casi in cui il numero degli utenti potenziali è inferiore a 30 è possibile istituire micro-nidi la cui ospitalità va dai 6 ai 29 posti. La struttura ospitante l'asilo-nido, deve prevedere uno spazio interno destinato ai bambini, di superficie utile netta non inferiore a mq. 6 per minore, nonché una superficie complessiva, tra spazi interni ed esterni, non inferiore a mq. 10 per minore. L asilo nido e il micro-nido possono essere a tempo pieno, quando osservano orario di apertura pari o superiore alle 8 ore giornaliere, o a tempo parziale quando osservano un orario di apertura inferiore alle 8 ore giornaliere. Nel nido d'infanzia deve essere individuato un professionista con funzioni di coordinatore in possesso dei seguenti titoli di laurea: psicologia, sociologia, scienze dell educazione, scienze della formazione e scienze del servizio sociale. Deve essere previsto inoltre l'impiego delle seguenti figure professionali: a) Operatore infanzia; b) Educatore professionale; c) Assistente sociale; d) Laureato in Scienze dell'educazione e della formazione. Devono essere presenti almeno una figura professionale ogni sei bambini di età inferiore ad un anno e una ogni dieci bambini di età superiore.3 TIPOLOGIA STRUTTURA 02 SEMI-RESIDENZIALE SERVIZI INTEGRATIVI AL NIDO Sono servizi educativi complementari ai nidi dai quali si differenziano perché garantiscono una risposta flessibile e differenziata alle esigenze delle famiglie e dei bambini, con orari più ridotti rispetto ai servizi tradizionali (art. 3 e 5 della Legge 285/1997). Rientrano in queste tipologie, gli Spazi per bambini e bambine e i Centri per i bambini e le famiglie. Lo Spazio bambini e bambine è un servizio con caratteristiche educative e ludiche che offre assistenza ai bambini da 12 a 36 mesi per un tempo giornaliero non superiore alle 5 ore, privo di servizio mensa e di riposo pomeridiano. Il Centro per i bambini e le famiglie è un servizio con caratteristiche educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale per bambini da 0 a 3 anni, che prevede la presenza di una figura adulta di riferimento (genitori, familiari, ecc.). Attività con caratteristiche educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale organizzate secondo criteri di massima flessibilità. REQUISITI STRUTTURALI E RICETTIVITA Lo Spazio bambini e bambine, deve essere organizzato ed attrezzato come ambiente educativo, che consenta l esplorazione libera e il gioco strutturato, in modo da rispondere alle esigenze delle diverse età. Esso deve possedere i seguenti requisiti: - una superficie di almeno 6 mq. per posto minore nel caso di soli spazi interni, e di 10 mq. per posto minore, nel caso in cui la struttura disponga di eventuali spazi esterni; - un vano di ingresso; - unità funzionali minime per ciascun gruppo omogeneo di bambini; - spazi comuni; - spazi a disposizione degli adulti, eventualmente da utilizzare per la preparazione della merenda e per il riposo dei bambini; - servizi igienici distinti per gli adulti e per i bambini; - uno spazio chiuso destinato a deposito per attrezzature e materiali di pulizia; - per i servizi igienici dedicati ai bambini dovranno essere adottate soluzioni che favoriscano la loro autonomia e tali da facilitare le operazioni del personale; - gli spazi e le attività devono essere organizzati per gruppi di bambini, sulla base del progetto educativo, in rapporto all età, al tempo di permanenza degli stessi all interno della struttura e prevedere uno spazio fisso per l accoglienza dei diversi gruppi e spazi adeguatamente attrezzati per lo svolgimento delle attività educative. Il Centro per i bambini e le famiglie deve possedere i seguenti requisiti: - una superficie di almeno 6 mq. per posto minore nel caso di soli spazi interni, e di 10 mq. per posto minore, nel caso in cui la struttura disponga di eventuali spazi esterni. - un vano di ingresso; - zone comuni per le attività rivolte congiuntamente ai bambini e agli adulti; - una zona distinta, di uso esclusivo degli adulti o dei bambini; - servizi igienici distinti per il personale, per gli adulti esterni e per i bambini; - uno spazio chiuso destinato a deposito per attrezzature e materiali di pulizia. - per i servizi igienici dedicati ai bambini dovranno essere adottate soluzioni che favoriscano la loro autonomia e tali da facilitare le operazioni del personale. Lo Spazio bambini prevede: - un tempo di frequenza di massimo 5 ore di mattina oppure di pomeriggio e non offre il servizio di mensa e di riposo pomeridiano; - in considerazione dell età degli utenti accolti (compresa tra i dodici e i trentasei mesi) che il rapporto numerico tra figure professionali e bambini deve essere almeno di uno a otto, elevabile a 9 nel caso vengano accolti solo bambini tra i diciotto e i trentasei mesi e a 12 per la fascia di età tra i ventiquattro e i trentasei mesi. Il servizio può accogliere un massimo di 50 bambini. Il Centro per i bambini e le famiglie prevede: - che il rapporto numerico tra figure professionali e bambini deve essere almeno di uno a quindici; - una ricettività che consenta la piena partecipazione alle attività di gioco, incontro e comunicazione specificamente organizzate per i bambini e per gli adulti, con momenti di attività anche separati per bambini e genitori. Il servizio può accogliere un massimo di 30 bambini. Lo Spazio bambini ed il Centro per i bambini e le famiglie, devono prevedere un coordinatore in possesso di uno dei seguenti titoli di laurea: psicologia, sociologia, scienze dell educazione, scienze della formazione e scienze del servizio sociale. Lo Spazio bambini prevede l utilizzo delle seguenti figure professionali: Operatore infanzia, Animatore sociale, Educatore professionale, Laureato in Scienze dell'educazione e della formazione, Mediatore culturale in caso di minori stranieri. Il Centro per i bambini e le famiglie prevede l utilizzo delle seguenti figure professionali: Operatore infanzia, Educatore professionale, Laureato in Scienze dell'educazione e della formazione, Mediatore culturale in caso di minori stranieri.4 TIPOLOGIA STRUTTURA 03 SEMI-RESIDENZIALE CENTRO DIURNO POLIFUNZIONALE PER MINORI Il Centro diurno polifunzionale è un servizio articolato in spazi multivalenti, che si colloca nella rete dei servizi sociali territoriali. Offre possibilità di aggregazione finalizzata alla prevenzione di situazioni di disagio attraverso proposte di socializzazione tra minori e di identificazione con figure adulte significative. Offre sostegno e supporto alle famiglie. Il Centro diurno polifunzionale è caratterizzato da una pluralità di attività ed interventi che prevedono lo svolgimento di funzioni quali l ascolto, il sostegno alla crescita, l accompagnamento, l orientamento. Il Centro pianifica le attività in base alle esigenze e agli interessi degli utenti, valorizzandone il protagonismo. Il Centro può organizzare, a titolo esemplificativo, attività sportive, ricreative, culturali, di supporto alla scuola, momenti di informazione, vacanze invernali ed estive, somministrazione pasti, in relazione agli orari di apertura. Tutte le attività del Centro sono aperte al territorio. REQUISITI STRUTTURALI E RICETTIVITA Nel Centro possono essere accolti contemporaneamente non più di 50 minori di età superiore ai 4 anni, prioritariamente residenti nel quartiere o Comune o Ambito Territoriale. Il Centro diurno polifunzionale deve: - garantire locali adeguati sia al numero di minori accolti, sia alle diverse attività organizzate per fascia di età; - essere dotato di servizi igienici distinti per maschi e femmine e fruibili dai portatori di handicap, in misura adeguata al numero dei minori accolti; - se si prevede la somministrazione di prodotti alimentari preparati in loco, essere dotato di cucina. Le modalità di funzionamento del Centro sono, per quanto possibile, gestite in modo partecipativo con gli utenti. I giorni e gli orari di apertura sono determinati dal soggetto gestore in relazione alle esigenze del contesto. Le attività realizzate devono essere svolte in gruppi, preferibilmente aggregati per classi di età. Il Centro assicura la presenza della seguente documentazione, nel rispetto della normativa sulla privacy: - progetto educativo individualizzato e cartella personale, per ciascun minore accolto; - registro delle presenze giornaliere dei minori accolti; - registro del personale, con l indicazione dei turni e delle relative mansioni; - quaderno giornaliero delle consegne e delle informazioni tra gli operatori. Nel servizio devono operare: a) un coordinatore del servizio, che può essere individuato tra gli educatori e che deve possedere uno dei seguenti titoli di laurea: psicologia, sociologia, scienze dell educazione, scienze della formazione, scienze del servizio sociale, scienze dell educazione professionale; b) almeno un educatore professionale; c) figure educative in possesso di qualifiche professionali comprese in atti che definiscono il sistema delle professioni sociali della Regione Campania ed il cui profilo prevede funzioni educative nell ambito dei servizi semi-residenziali rivolti a minori, in misura sufficiente a garantire, durante le attività, la presenza di almeno una figura educativa (oppure di un educatore) ogni 10 minori presenti; d) altre figure professionali e volontari funzionali alla realizzazione delle attività.5 TIPOLOGIA STRUTTURA 04 RESIDENZIALE A DIMENSIONE FAMILIARE COMUNITA DI PRONTA E TRANSITORIA ACCOGLIENZA Struttura residenziale finalizzata all accoglienza di minori che, vivendo un emergenza socioeducativa, necessitano di urgente allontanamento dalla propria famiglia e/o di tutela temporanea. Ciò nell attesa della formulazione di un progetto educativo individualizzato che definisca le risposte più idonee e gli interventi più adeguati alla soluzione delle problematiche che hanno determinato l emergenza. La comunità assicura il funzionamento nell arco delle 24h per tutto l anno. Garantisce assistenza e sostegno agli ospiti, nonché, per quanto possibile, la continuità con le attività scolastiche e formative eventualmente in corso. L equipe che opera nel servizio mette in atto azioni volte ad analizzare i bisogni dei minori ed all avvio del piano d intervento. REQUISITI STRUTTURALI E RICETTIVITA La comunità di pronta e transitoria accoglienza deve: - essere dotata di cucina e di locale per il soggiorno/pranzo; - essere dotata di camere da letto singole (superficie minima 9 mq) o doppie (superficie minima 14 mq) per gli ospiti, distinte da quelle riservate al personale; in caso di camere da letto con metratura pari ad almeno 18 mq, per motivate esigenze educative (es. presenza di più fratelli/sorelle) è possibile prevedere il terzo letto, comunque compreso nella ricettività massima consentita; - essere dotata di due servizi igienici. La comunità può essere autorizzata all accoglienza di minori di età compresa tra 6 e 12 anni, oppure tra 12 e 18 anni. La ricettività massima è pari a 6 minori, preferibilmente omogenei per sesso. La Comunità può ospitare, anche in aggiunta alla ricettività massima autorizzata, non più di un minore fratello di uno degli ospiti, appartenente ad una fascia d età diversa da quella per la quale è stata autorizzata, e comunque non inferiore ai 4 anni. La permanenza nella comunità non può superare: a) i 15 giorni per i minori di età compresa tra i 6 e i 12 anni; b) i 30 giorni per i minori di età superiore ai 12 anni. La comunità assicura la presenza della seguente documentazione nel rispetto della normativa sulla privacy: - progetto educativo generale del servizio; - documentazione di ingresso per ciascun minore con relazione sociale da parte dei servizi sociali territoriali, eventuale relazione psicologica, scheda sanitaria, eventuali provvedimento dell autorità giudiziaria, documenti amministrativi e anagrafici; - registro delle presenze del personale, con l indicazione dei turni e delle relative mansioni; - quaderno giornaliero delle consegne e delle informazioni tra operatori. Nella comunità devono operare: a) un coordinatore, che può essere individuato tra gli educatori di riferimento o in entrambi e che deve possedere uno dei seguenti titoli di laurea: psicologia, sociologia, scienze dell educazione, scienze della formazione, scienze del servizio sociale, scienze dell educazione professionale; b) almeno un educatore professionale, o un assistente sociale, o uno psicologo; c) figure educative in possesso di qualifiche professionali comprese in atti che definiscono il sistema delle professioni sociali della Regione Campania ed il cui profilo prevede funzioni educative nell ambito dei servizi residenziali rivolti a minori, in misura sufficiente a garantire, durante le ore diurne, la presenza di almeno una figura educativa (oppure un educatore) ogni 3 minori presenti e, durante le ore notturne, la presenza di almeno una figura educativa (oppure un educatore); d) altre figure professionali e volontari funzionali alla realizzazione delle attività.6 TIPOLOGIA STRUTTURA 05 RESIDENZIALE A DIMENSIONE FAMILIARE CASA FAMIGLIA La casa famiglia costituisce una proposta educativa integrativa alla famiglia. Ospita minori per i quali non è al momento praticabile l affido. La casa famiglia assicura il funzionamento nell arco delle 24h per tutto l anno. Tale servizio assicura accoglienza e cura dei minori, costante azione educativa, assistenza e tutela, gestione della quotidianità ed organizzazione della vita alla stregua di quanto avviene nel normale clima familiare, con il coinvolgimento dei minori. Assicura, inoltre, la stesura di progetti educativi individualizzati, la gestione delle emergenze, la socializzazione e l animazione. L équipe che opera nel servizio mette in atto azioni volte a dare risposta ai bisogni dei minori, alla realizzazione del progetto educativo individualizzato, al rientro nei propri contesti familiari, ovvero alla realizzazione di programmi di affido o di adozione. REQUISITI STRUTTURALI E RICETTIVITA Ricettività massima: 6 minori di età compresa tra 0 e 18 anni, più un posto per emergenza. E possibile ospitare 7 minori (più un posto per emergenza) solo in caso di eventuali figli a carico della coppia residente che si intendono ricompresi nella ricettività massima prevista. La casa famiglia può utilizzare il posto riservato all emergenza, al verificarsi di uno dei seguenti casi: a) accoglienza di fratelli; b) superiore interesse del minore; c) impossibilità, in casi di emergenza, a collocare il minore altrove. Nei casi di cui sopra, la permanenza del minore non può superare i tempi previsti per la comunità di pronta e transitoria accoglienza e l emergenza viene dichiarata dall autorità che ne dispone il collocamento nel servizio. La casa famiglia può ospitare minori diversamente abili nei limiti del quaranta per cento della ricettività massima. La casa famiglia deve: - essere dotata di cucina e di locale per il soggiorno/pranzo; - essere dotata di camere da letto singole (superficie minima 9 mq) o doppie (superficie minima 14 mq) per gli ospiti; in caso di camere da letto con metratura pari ad almeno 18 mq, per motivate esigenze educative (es. presenza di più fratelli/sorelle) è possibile prevedere il terzo letto, comunque compreso nella ricettività massima consentita; - essere dotata di una camera da letto per la coppia che assume funzioni genitoriali (può essere presente una culla per eventuali ospiti di età inferiore ai 2 anni, comunque compresa nella ricettività massima consentita); - essere dotata di due servizi igienici. In questa tipologia di servizio le funzioni di accoglienza ed educative sono assicurate attraverso la presenza effettiva e permanente di una famiglia preferibilmente con figli o almeno di due adulti di ambo i sessi, conviventi e legati da vincoli affettivi, che convivono con i minori ed assumono responsabilità genitoriali. Uno dei componenti la coppia di riferimento, può esercitare un attività lavorativa esterna. La casa famiglia assicura la presenza della seguente documentazione nel rispetto della normativa sulla privacy: - progetto educativo generale del servizio; - progetto educativo individualizzato e cartella personale, per ciascun minore accolto; - documentazione di ingresso per ciascun minore con relazione sociale da parte dei servizi sociali territoriali, eventuale relazione psicologica, scheda sanitaria, eventuali provvedimento dell autorità giudiziaria, documenti amministrativi e anagrafici; - registro delle presenze del personale, con l indicazione dei turni e delle relative mansioni; - quaderno giornaliero delle consegne e delle informazioni tra operatori. La coppia che assume responsabilità genitoriali possiede l idoneità all affido di cui alla deliberazione di Giunta Regionale del 30 aprile 2004, n. 644, convalidata con regolamento del consiglio del , n. 3/05. La coppia è affiancata da: a) almeno un educatore professionale; b) figure educative, in possesso di qualifiche professionali comprese in atti che definiscono il sistema delle professioni sociali della Regione Campania ed il cui profilo prevede funzioni educative nell ambito dei servizi residenziali rivolti a minori, nonché altre figure professionali e volontari funzionali alla realizzazione delle attività. Nella casa famiglia deve essere individuato un professionista con funzioni di coordinatore che deve possedere uno dei seguenti titoli di laurea: psicologia, sociologia, scienze dell educazione, scienze della formazione, scienze del servizio sociale, scienze dell educazione professionale. Durante le ore diurne deve essere assicurata la presenza di almeno un adulto ogni 3 minori presenti.7 TIPOLOGIA STRUTTURA 06 RESIDENZIALE A DIMENSIONE FAMILIARE COMUNITA EDUCATIVA A DIMENSIONE FAMILIARE La comunità educativa a dimensione familiare costituisce una proposta educativa integrativa alla famiglia. Ospita minori per i quali non è al momento praticabile l affido. La comunità assicura il funzionamento nell arco delle 24h per tutto l anno. L equipe che opera nel servizio mette in atto azioni volte a dare risposta ai bisogni dei minori, alla realizzazione del piano individuale, al rientro nei propri contesti familiari, ovvero alla realizzazione di programmi di affido o di adozione. REQUISITI STRUTTURALI E RICETTIVITA La comunità educativa a dimensione familiare deve: - essere dotata di cucina e di locale per il soggiorno/pranzo; - essere dotata di camere da letto singole (superficie minima 9 mq) o doppie (superficie minima 14 mq) per gli ospiti, distinte da quelle riservate al personale; in caso di camere da letto con metratura pari ad almeno 18 mq, per motivate esigenze educative (es. presenza di più fratelli/sorelle) è possibile prevedere il terzo letto, comunque compreso nella ricettività massima consentita; - essere dotata di due servizi igienici. La ricettività massima è di 6 minori, di età compresa tra i 4 ed i 13 anni. Anche in aggiunta alla ricettività massima autorizzata, la comunità può accogliere non oltre un minore, al verificarsi di uno dei seguenti casi: a) accoglienza di fratelli; b) superiore interesse del minore; c) impossibilità, in casi di emergenza, a collocare il minore altrove. Nei casi di cui sopra, la permanenza del minore non può superare i tempi previsti per la comunità di pronta e transitoria accoglienza e l emergenza viene dichiarata dall autorità che ne dispone il collocamento nel servizio. Lì dove il minore ha età inferiore ai 4 anni il servizio deve assicurare la convivenza di uno dei due educatori di riferimento. La comunità educativa di tipo familiare può ospitare minori diversamente abili nei limiti del quaranta per cento della ricettività massima. La comunità ha caratteristiche funzionali ed organizzative orientate al modello relazionale familiare. Essa assicura accoglienza e cura dei minori, costante azione educativa, assistenza e tutela, gestione della quotidianità ed organizzazione della vita alla stregua di quanto avviene nel normale clima familiare, coinvolgimento dei minori in tutte le attività di espletamento della vita quotidiana come momento a forte valenza educativa, stesura di progetti educativi individualizzati, gestione delle emergenze, socializzazione e animazione. La comunità assicura la presenza della seguente documentazione nel rispetto della normativa sulla privacy: - progetto educativo generale del servizio; - progetto educativo individualizzato e cartella personale, per ciascun minore accolto; - documentazione di ingresso per ciascun minore con relazione sociale da parte dei servizi sociali territoriali, eventuale relazione psicologica, scheda sanitaria, eventuali provvedimento dell autorità giudiziaria, documenti amministrativi e anagrafici; - registro delle presenze del personale, con l indicazione dei turni e delle relative mansioni; - quaderno giornaliero delle consegne e delle informazioni tra operatori. a) Nella comunità educativa di tipo familiare devono operare: b) un coordinatore, che può essere individuato tra gli educatori di riferimento o in entrambi e che deve possedere uno dei seguenti titoli di laurea: psicologia, sociologia, scienze dell educazione, scienze della formazione, scienze del servizio sociale, scienze dell educazione professionale; c) almeno due educatori professionali (compresi i due educatori di riferimento); d) figure educative in possesso di qualifiche professionali comprese in atti che definiscono il sistema delle professioni sociali della Regione Campania ed il cui profilo prevede funzioni educative nell ambito dei servizi residenziali rivolti a minori, in misura sufficiente a garantire, durante le ore diurne, la presenza di almeno una figura educativa (oppure un educatore) ogni 3 minori presenti e, durante le ore notturne, la presenza di almeno una figura educativa (oppure un educatore); e) altre figure professionali e volontari funzionali alla realizzazione delle attività.8 TIPOLOGIA STRUTTURA 07 RESIDENZIALE A DIMENSIONE COMUNITARIA COMUNITÀ ALLOGGIO La Comunità alloggio è struttura educativa residenziale a carattere comunitario, caratterizzata dalla convivenza di un gruppo di giovani, con la presenza di operatori professionali che assumono la funzione di adulti di riferimento. La comunità assicura il funzionamento nell arco delle 24h per tutto l anno. La comunità alloggio assicura accoglienza e cura dei giovani, costante azione educativa, assistenza e tutela, gestione della quotidianità, attività socio educative volte ad un adeguato sviluppo dell autonomia individuale, coinvolgimento dei giovani in tutte le attività di espletamento della vita quotidiana come momento a forte valenza educativa, inserimento in attività formative e di lavoro, stesura di progetti educativi individualizzati, gestione delle emergenze, socializzazione e animazione. L equipe che opera nel servizio mette in atto azioni volte a dare risposta ai bisogni dei minori, alla realizzazione del piano individuale, al rientro nei propri contesti familiari, ovvero alla realizzazione di programmi di affido o di adozione. REQUISITI STRUTTURALI E RICETTIVITA Massimo 8 minori, di età compresa tra 11 e i 18 anni, preferibilmente omogenei per sesso. La permanenza degli ospiti può essere estesa fino al compimento del 21 anno di età limitatamente ai casi per i quali si rende necessario il completamento del percorso educativo e di recupero. La comunità alloggio deve: - essere dotata di cucina e di locale per il soggiorno/pranzo; - essere dotata di camere da letto singole (superficie minima 9 mq) o doppie (superficie minima 14 mq) per gli ospiti, distinte da quelle riservate al personale; in caso di camere da letto con metratura pari ad almeno 18 mq, per motivate esigenze educative (es. presenza di più fratelli/sorelle) è possibile prevedere il terzo letto, comunque compreso nella ricettività massima consentita; - essere dotata di due servizi igienici. La comunità alloggio può ospitare minori sottoposti alle misure di cui al DPR 448/88 o minori diversamente abili nei limiti del quaranta per cento della ricettività massima. La Comunità alloggio assicura la presenza della seguente documentazione nel rispetto della normativa sulla privacy: - progetto educativo generale del servizio; - progetto educativo individualizzato e cartella personale, per ciascun minore accolto; - documentazione di ingresso per ciascun minore con relazione sociale da parte dei servizi sociali territoriali, eventuale relazione psicologica, scheda sanitaria, eventuali provvedimento dell autorità giudiziaria, documenti amministrativi e anagrafici; - registro delle presenze del personale, con l indicazione dei turni e delle relative mansioni; - quaderno giornaliero delle consegne e delle informazioni tra operatori. a) un coordinatore, che può essere individuato tra gli educatori e che, comunque, deve possedere uno dei seguenti titoli di laurea: psicologia, sociologia, scienze dell educazione, scienze della formazione, scienze del servizio sociale, scienze dell educazione professionale; b) almeno un educatore professionale; c) figure educative in possesso di qualifiche professionali comprese in atti che definiscono il sistema delle professioni sociali della Regione Campania ed il cui profilo prevede funzioni educative nell ambito dei servizi residenziali rivolti a minori, in misura sufficiente a garantire, durante le ore diurne, la presenza di almeno una figura educativa (oppure un educatore) ogni 4 minori presenti e, durante le ore notturne, la presenza di almeno una figura educativa (oppure un educatore); d) altre figure professionali e volontari funzionali alla realizzazione delle attività.9 TIPOLOGIA STRUTTURA 08 RESIDENZIALE A DIMENSIONE FAMILIARE GRUPPO APPARTAMENTO Il gruppo appartamento è un servizio rivolto ai giovani che non possono restare e/o rientrare in famiglia e devono ancora completare il percorso educativo per il raggiungimento della loro autonomia. Questa tipologia di servizio assicura interventi ed azioni volti a garantire il completamento del percorso educativo per raggiungere l autonomia e un definitivo inserimento nella società e un assistenza finalizzata: - al coordinamento delle attività quotidiane del gruppo; - alla realizzazione dei progetti educativi individuali. REQUISITI STRUTTURALI E RICETTIVITA Massimo 6 giovani di età superiore ai 17 anni e fino a 21 anni, omogenei per sesso. Il gruppo appartamento deve: - essere dotato di cucina e di locale per il soggiorno/pranzo; - essere dotato di camere da letto singole (superficie minima 9 mq) o doppie (superficie minima 14 mq) per gli ospiti, distinte da quelle riservate al personale; - essere dotato di due servizi igienici. Il gruppo appartamento può ospitare minori diversamente abili nei limiti del quaranta per cento della ricettività massima. Le attività quotidiane sono autogestite, sulla base di regole condivise dai giovani accolti della struttura, con la presenza, limitata ad alcuni momenti della giornata, di operatori professionali che a turno assumono la funzione di adulti di riferimento, garantendo la necessaria assistenza finalizzata al coordinamento delle attività quotidiane del gruppo e all accompagnamento del giovane nel suo percorso di crescita. Nel servizio devono operare: a) un coordinatore, che può essere individuato tra gli educatori e che deve possedere uno dei seguenti titoli di laurea: psicologia, sociologia, scienze dell educazione, scienze della formazione, scienze del servizio sociale, scienze dell educazione professionale; b) almeno un educatore professionale; c) figure educative in possesso di qualifiche professionali ricomprese in atti che definiscono il sistema delle professioni sociali della Regione Campania ed il cui profilo prevede funzioni educative nell ambito dei servizi residenziali, in misura sufficiente a garantire, nelle ore più significative della giornata e, se occorre, anche nelle ore notturne, la presenza di almeno una figura educativa (oppure un educatore); d) altre figure professionali e volontari funzionali alla realizzazione delle attività.10 TIPOLOGIA STRUTTURA 09 RESIDENZIALE A CARATTERE FAMILIARE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA PER GESTANTI, MADRI E BAMBINI La struttura ospita gestanti e madri con bambino/i che necessitano di appoggio e tutela in un luogo protetto nel periodo della gravidanza e/o successivamente, perché prive di sostegno familiare e sociale, o perché in condizioni di disagio psicologico. La comunità assicura il funzionamento nell arco delle 24h per tutto l anno. La comunità mette in atto attività di accoglienza, tutela, sostegno psicologico, preparazione al ruolo genitoriale e alla relazione con il figlio. L equipe che opera nel servizio mette in atto azioni volte a dare risposta ai bisogni delle donne e dei minori, alla realizzazione dei piani individuali, all accompagnamento della donna nei suoi percorsi maturativi e di autonomia. La comunità deve fornire consulenza legale e psicologica. REQUISITI STRUTTURALI E RICETTIVITA La comunità di accoglienza per gestanti, madri e bambini deve: - essere dotata di cucina e di locale per il soggiorno/pranzo; - essere dotata di camere da letto singole (superficie minima 9 mq) o doppie (superficie minima 14 mq) per gli ospiti. Ogni donna deve poter dormire con il suo bambino, ove presente; - essere dotata di due servizi igienici Fino ad un massimo di 6 donne, con i loro bambini se presenti. Le attività quotidiane devono essere autogestite, sulla base di regole condivise, dalle donne ospiti del servizio. La comunità assicura la presenza della seguente documentazione nel rispetto della normativa sulla privacy: - progetto educativo generale del servizio; - progetto personalizzato e cartella personale, per ciascun ospite; - documentazione di ingresso per ciascun ospite con relazione sociale da parte dei servizi sociali territoriali, eventuale relazione psicologica, scheda sanitaria, documenti amministrativi e anagrafici; - registro delle presenze del personale, con l indicazione dei turni e delle relative mansioni; - quaderno giornaliero delle consegne e delle informazioni tra operatori. Nel servizio devono operare: a) un coordinatore del servizio, che può essere individuato tra gli educatori e l assistente sociale e che comunque, sia in possesso di uno dei seguenti titoli di laurea: psicologia, sociologia, scienze dell educazione, scienze della formazione, scienze del servizio sociale, scienze dell educazione professionale; b) almeno un educatore professionale o un assistente sociale o uno psicologo; c) uno psicologo ed un consulente legale a disposizione per le consulenze; d) figure educative in possesso di qualifiche professionali comprese in atti che definiscono il sistema delle professioni sociali della Regione Campania ed il cui profilo prevede funzioni educative, in misura sufficiente a garantire, nelle ore più significative della giornata e, se occorre anche nelle ore notturne, la presenza di almeno una figura educativa (oppure un educatore); e) altre figure professionali e volontari funzionali alla realizzazione delle attività. Vedere altro
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