Source: http://awn.it/news/professione-e-media/6687-comune-architetti-aberrante-sentenza-del-consiglio-di-stato-che-avalla-caporalato-intellettuale-e-professionale
Timestamp: 2018-03-22 00:48:51+00:00

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«Sentenza sconcertante»: architetti e ingegneri contro il Consiglio di Stato Awn - Archiworld Network
Aberrante per gli architetti. Criminogena per gli ingegneri. I professionisti attaccano a testa bassa la sentenza n. 4614/2017con la quale il Consiglio di Stato ha clamorosamente ribaltato un pronunciamento del Tar Calabria ma, soprattutto, ha dichiarato legittima una gara bandita dal Comune di Catanzaro che, per la redazione del piano strutturale della città, aveva stabilito un compenso simbolico di un euro. La sentenza, per i progettisti, fa a pugni con i principi del Codice appalti che, invece, punta moltissimo sulla qualità degli elaborati e, nella versione emendata dal correttivo, sull'obbligo di utilizzare il Dm parametri per calcolare i compensi da porre a base di gara.
Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, parla di capolarato intellettuale: «Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del Tar della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa, come quella del bando lanciato l'ottobre scorso dal Comune di Catanzaro per affidare la redazione del piano strutturale al compenso simbolico di un euro, manifestazione di un vero e proprio caporalato intellettuale e professionale. Sconcerta, dunque, la sentenza del Consiglio di Stato», che ha considerato legittimo quel bando.
Per Cappochin, «la redazione di un piano strutturale è un incarico lungo, complesso e multidisciplinare da cui scaturiscono le azioni di tutela e sviluppo dell'intero territorio comunale. E' un incarico estremamente delicato che mette in gioco grandi interessi privati e pubblici». (...)
Servizi gratis per la Pa, sentenza choc dà il via libera. L'ira di ingegneri, architetti e Oice
Il Consiglio di Stato spiana la strada alla possibilità di affidare appalti pubblici a titolo gratuito. (…)
Un'impostazione che ha fatto scatenare le ire di progettisti e società di ingegneria. Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, parla di caporalato intellettuale: «Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del Tar della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa, come quella del bando lanciato l'ottobre scorso dal Comune di Catanzaro». Non utilizza un registro molto differente il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano: «La sentenza del Consiglio di Stato è abnorme, oserei dire criminogena, perché potrebbe aprire la strada a comportamenti scorretti della pubblica amministrazione. Siamo arrivati al punto in cui un organo giudiziario amministrativo del paese legittima l'affidamento di appalti a titolo gratuito». (…)
La redazione del Piano Strutturale di Catanzaro al compenso simbolico di un euro (secondo il Consiglio Di Stato) sarebbe legale (…)
Così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sulla triste e offensiva decisione del Consiglio di Stato che umilia i liberi professionisti e mette nero su bianco un pericoloso precedente. (…)
Basta professionisiti a un euro
Non si placano le razioni alla sentenza del Consiglio di Stato (n. 4614/2017) che legittima gli enti pubblici - nel caso di specie il Comune di Catanzaro - a promuovere bandi senza compenso per il professionista e con la sola previsione del rimborso spese. Smentendo di fatto il Tar della Calabria che, in prima istanza, aveva dato ragione agli ordini ricorrenti. La recente sent. 3 ottobre 2017 n. 4614 del Consiglio di Stato, sez. V, merita una segnalazione perché interessa particolarmente i professionisti tecnici in quanto indaga la possibilità che gli stessi accettino un incarico professionale a titolo gratuito. (...)
“Credevamo - rileva Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori - che, dopo la bocciatura del bando da parte del TAR della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa, come quella del bando lanciato l’ottobre scorso dal Comune di Catanzaro per affidare la redazione del Piano Strutturale al compenso simbolico di un euro, manifestazione di un vero e proprio caporalato intellettuale e professionale.
Compenso di un euro per un piano strutturale? Sentenza salva Catanzaro. Cappochin: Giustizia amministrativa e interesse pubblico in conflitto
Il primo articolo della Costituzione italiana recita "l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Eppure l'ultima sentenza emessa dal Consiglio di Stato sembra stridere con questo principio. "Una decisione aberrante", come l'ha definita il presidente del Cnappc Giuseppe Cappochin commentando la scelta di considerare legittimo il bando lanciato nell’ottobre dello scorso anno dal Comune di Catanzaro, per affidare la redazione del Piano Strutturale al compenso simbolico di un euro. (...)
La sentenza, secondo gli Architetti, va contro le norme in vigore, che vietano una prestazione d’opera professionale a titolo gratuito a vantaggio di una pubblica amministrazione. "L’utile finanziario è oggi un elemento che fa parte del diritto vivente dei contratti pubblici - chiarisce Cappochin - in base alle vigenti disposizioni, non è lecito un bando che preveda offerte gratuite, essendo in tal modo assente un importo da porre a base di gara. Nei contratti aventi ad oggetto servizi di ingegneria e architettura la stazione appaltante non può prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione con la conseguenza che anche il contratto di sponsorizzazione oggi non prevede lo scambio di denaro contro un’utilità immateriale".
Professioni: Gribaudo (Pd), sentenza fuori dalla realtà
"La sentenza del Consiglio di Stato che scagiona il comune di Catanzaro per il bando senza compenso, e' un giuridicismo fuori dalla realta': pensare che si possa appaltare gratuitamente un piano regolatore e' offensivo della dignita' dei professionisti e mette a rischio la qualita' stessa degli oggetti di gara e del rapporto fra pubblico e privato, orientato cosi' verso lo scambio di influenze invece che al pagamento di competenze di qualita'." Lo dichiara la responsabile Lavoro del Partito democratico, Chiara Gribaudo, a proposito della sentenza che pochi giorni fa ha ribaltato il giudizio del Tar della Calabria, sulla base di un paragone con i contratti di sponsorizzazione. "Quando la pubblica amministrazione - continua - ritiene di poter non pagare architetti, ingegneri o avvocati per le loro prestazioni, e' come se pretendessimo di andare all'ospedale e trovare infermieri e medici che lavorano senza stipendio. Questo episodio ci testimonia l'esigenza vera di regolare innanzitutto il rapporto fra professionisti e pubblica amministrazione, cosi' come emerso nei confronti promossi dal Pd in questi mesi". "Occorre presto un provvedimento in questo senso, che ponga dei limiti all'abuso di bandi, affidamenti e incarichi a zero euro o sottopagati. Stiamo lavorando in questa direzione per la dignita' di tutti i professionisti", conclude.
Progetti anche a compenso zero. Ritorno di immagine equiparato a compenso zero
Non è illegittimo l’affidamento di un servizio di progettazione di un piano regolatore per il prezzo simbolico di 1 euro.
La sentenza del Consiglio di Stato n. 4614 suggerisce una lettura particolare del concetto di «onerosità» dei contratti che i privati stipulano con la pubblica amministrazione. L’onerosità, infatti, può essere «attenuata», cioè non necessariamente ricondotta al pagamento di un corrispettivo in denaro. (...)
Cna. «Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del Tar, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa, come quella del bando».
Incarichi di progettazione gratis, Catanzaro non è un caso isolato. Architetti: ‘sentenza aberrante, si avalla il caporalato intellettuale e professionale’
Nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha stabilito che le Amministrazioni possono bandire gare di progettazione senza prevedere un compenso per il progettista. La pronuncia si riferisce al caso del Comune di Catanzaro, che invece di indicare un compenso per il vincitore, ha previsto solo un rimborso spese.
La sentenza del Consiglio di Stato potrebbe liberalizzare la possibilità di bandire gare gratis. Ci sono infatti altri casi simili. (...)
“Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del TAR della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa, come quella del bando lanciato l’ottobre scorso dal Comune di Catanzaro per affidare la redazione del Piano Strutturale al compenso simbolico di un euro, manifestazione di un vero e proprio caporalato intellettuale e professionale” ha commentato il presidente del Consiglio nazionale degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, Giuseppe Cappochin. (...)
“Aberrante sentenza del Consiglio di Stato che avalla caporalato intellettuale e professionale”: è questo in estrema sintesi il commento del Consiglio nazionale architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori in merito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha in qualche modo legittimato – ribaltando quanto aveva affermato il Tar della Calabria – la possibilità per una pubblica amministrazione – in questo caso il Comune di Catanzaro – di affidare un incarico importante quale la redazione del Psc al simbolico compenso di un euro – sì, un euro – più “sponsorizzazione personale” (leggi di più qui).
Così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. (...)
Aggiornamento del 5 ottobre 2017: Una sentenza del Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar della Calabria che aveva accolto il ricorso presentato dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Catanzaro e da altri ordini territoriali (affiancati dallo stesso CNAPPC), contro il Comune di Catanzaro per aver indetto un bando per il conferimento di incarichi professionali a titolo gratuito, salvo rimborso spese (e il compenso “simbolico” di 1 euro), per la redazione del Piano Strutturale Comunale (si veda più in basso per i dettagli). Quindi, d’ora in poi, sì alle prestazioni professionali gratuite?
Con la sentenza 4614/2017 del 3 ottobre 2017 che dà ragione al Comune di Catanzaro, il CdS ha davvero dato l’ok alle gare d’appalto senza compenso per i professionisti. Secondo i giudici, quindi, i principi della concorrenza e la garanzia di serietà e affidabilità possono essere assicurati anche se il contratto non è a titolo oneroso. (...)
Giuseppe Cappochin, Presidente del CNAPPC, ha invece commentato: “Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del TAR della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa (…), manifestazione di un vero e proprio caporalato intellettuale e professionale. Sconcerta, dunque, la Sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata lo scorso 3 ottobre, che, ribaltando quanto stabilito dallo stesso TAR, ha considerato legittimo quel bando”. (...)
(...) L'orientamento del Consiglio di Stato
Completamente opposto l'orientamento del Consiglio di Stato, secondo il quale «l'ordinamento in generale in realtà non vieta una prestazione d'opera professionale a titolo gratuito a vantaggio di una pubblica Amministrazione, e neppure con riguardo al sistema dei contratti pubblici (nel cui ambito, del resto, è ammessa la sponsorizzazione)». (...)
Il Consiglio nazionale degli Architetti ha espresso tutta la sua indignazione attraverso le parole del suo presidente, Giuseppe Cappochin. (...) «La sentenza, avallando la procedura adottata dall'Amministrazione Comunale di Catanzaro mostra la profonda scollatura tra Giustizia amministrativa e interesse pubblico. Peraltro il recente Correttivo al Codice Appalti rende già inattuale quella tipologia di procedura, obbligando all'utilizzo del Decreto Parametri per calcolare l'importo a base di gara negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria. I corrispettivi del Decreto Parametri per le opere pubbliche, infatti, "sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento ai fini dell'individuazione dell'importo a porre a base di gara dell'affidamento». (...)
Il Consiglio di Stato vuole distruggere l'ingegneria e l'architettura italiana
(...) “Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del TAR della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa, come quella del bando lanciato l’ottobre scorso dal Comune di Catanzaro per affidare la redazione del Piano Strutturale al compenso simbolico di un euro, manifestazione di un vero e proprio caporalato intellettuale e professionale. Sconcerta, dunque, la Sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata lo scorso 3 ottobre, che, ribaltando quanto stabilito dallo stesso TAR, ha considerato legittimo quel bando”.
Questo il commento del Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), Giuseppe Cappochin, alla sentenza n. 4614 del 3 ottobre 2017 con la quale il Consiglio di Stato ha dato il via libera ai contratti a titolo gratuito per i professionisti.
Comune, Architetti: 'Aberrante sentenza del Consiglio di Stato che avalla caporalato intellettuale e professionale'
“Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del TAR della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa, come quella del bando lanciato l’ottobre scorso dal Comune di Catanzaro per affidare la redazione del Piano Strutturale al compenso simbolico di un euro, manifestazione di un vero e proprio caporalato intellettuale e professionale. Sconcerta, dunque, la Sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata lo scorso 3 ottobre, che, ribaltando quanto stabilito dallo stesso TAR, ha considerato legittimo quel bando”. Così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. “La redazione di un Piano Strutturale - spiega - è un incarico lungo, complesso e multidisciplinare da cui scaturiscono le azioni di tutela e sviluppo dell’intero territorio comunale. (...)
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(...) A supporto delle conclusioni cui è pervenuto, il Consiglio di Stato ha ricordato che assume ormai particolare pregnanza nell’ordinamento, evidenziando il rilievo dell’economia dell’immateriale, la pratica dei contratti di sponsorizzazione. La sponsorizzazione non è un contratto a titolo gratuito, in quanto alla prestazione dello sponsor in termini di dazione del denaro o di accollo del debito corrisponde l’acquisizione, in favore dello stesso sponsor, del diritto all’uso promozionale dell’immagine della cosa di titolarità pubblica: il motivo che muove quest’ultimo è l’utilità costituita ex novo dall’opportunità di spendita dell’immagine, cioè la creazione di un nuovo bene immateriale. Per l’Amministrazione è finanziariamente non onerosa – cioè passiva: non comporta un’uscita finanziaria - ma comunque genera un interesse economico attivo per lo sponsor, insito in un prodotto immateriale dal valore aggiunto che va a suo vantaggio. In altri termini, la circostanza che vi sia verso lo sponsor una traslazione meramente simbolica, cioè di immagine, della cosa di titolarità pubblica non può essere considerata come vicenda gratuita, ma va posta in stretta relazione, nei termini propri dell’equilibrio sinallagmatico, con il valore della controprestazione, vale a dire della dazione dello sponsor. Con la sponsorizzazione si ha dunque lo scambio di denaro contro un’utilità immateriale, costituita dal ritorno di immagine. (...)
CNAPPC: “ABERRANTE SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO CHE AVALLA CAPORALATO INTELLETTUALE E PROFESSIONALE”. “Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del TAR della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa, come quella del bando lanciato l’ottobre scorso dal Comune di Catanzaro per affidare la redazione del Piano Strutturale al compenso simbolico di un euro, manifestazione di un vero e proprio caporalato intellettuale e professionale. Sconcerta, dunque, la Sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata lo scorso 3 ottobre, che, ribaltando quanto stabilito dallo stesso TAR, ha considerato legittimo quel bando”. (...)
(...) Ricordiamo che la vicenda riguarda il bando del Comune di Catanzaro per la redazione del Piano strutturale e del relativo Regolamento Edilizio Urbanistico (REU) con un importo a base di gara pari a 1 euro e un rimborso spese (preventivamente autorizzate ed effettivamente sostenute e documentate) nel limite massimo di 250 mila euro. Un bando che sin'ora ha prodotto la Deliberazione della Corte dei Conti n. 17572 del 12 febbraio 2016, la sentenza n. 2435 del 13 dicembre 2016 della Prima Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria e adesso la sentenza del Consiglio di Stato che rappresenta una vera e propria stangata per i liberi professionisti.
“La redazione di un Piano Strutturale - continua il Presidente del CNAPPC - è un incarico lungo, complesso e multidisciplinare da cui scaturiscono le azioni di tutela e sviluppo dell’intero territorio comunale. E’ un incarico estremamente delicato che mette in gioco grandi interessi privati e pubblici e che le Amministrazioni normalmente definiscono “strategico” e su esso investono energie intuendone l’importanza per la competitività dei loro territori”. (...)
Consiglio Nazionale Architetti “aberrante sentenza del Consiglio di Stato che avalla caporalato intellettuale e professionale”
(...) La sentenza, avallando la procedura adottata dall’Amministrazione Comunale di Catanzaro mostra la profonda scollatura tra Giustizia amministrativa e interesse pubblico. Peraltro il recente Correttivo al Codice Appalti rende già inattuale quella tipologia di procedura, obbligando all’utilizzo del Decreto Parametri per calcolare l’importo a base di gara negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria. I corrispettivi del Decreto Parametri per le opere pubbliche, infatti, “sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo a porre a base di gara dell’affidamento”.
Ma vi è di più, dice ancora Cappochin. “Molte delle motivazioni della sentenza risultano infondate alla luce delle norme oggi in vigore: infatti in base all’art.24 comma 8 del D.Lgs 50/2016, l’ordinamento oggi vieta una prestazione d’opera professionale a titolo gratuito a vantaggio di una pubblica Amministrazione; l’utile finanziario è oggi un elemento che fa parte del diritto vivente dei contratti pubblici; in base alle vigenti disposizioni, non è lecito un bando che preveda offerte gratuite, essendo in tal modo assente, in base al vigente testo dell'art. 24 comma 8, un importo da porre a base di gara; infine, sempre in base all’art.24 comma 8 ter nei contratti aventi ad oggetto servizi di ingegneria e architettura la stazione appaltante non può prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione con la conseguenza che anche il contratto di sponsorizzazione oggi non prevede lo scambio di denaro contro un’utilità immateriale”. (...)
Comune di Catanzaro, Consiglio nazionale architetti: "Aberrante sentenza del Consiglio di Stato"
Gli architetti: “Sconcertante la sentenza sugli incarichi gratuiti”
Comuni: Catanzaro; Ord. architetti, su Psc iniziativa scandalosa. Presidente Cappochin: bando ad un euro è caporalato intellettuale
"Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del TAR della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa, come quella del bando lanciato l'ottobre scorso dal Comune di Catanzaro per affidare la redazione del Piano Strutturale al compenso simbolico di un euro, manifestazione di un vero e proprio caporalato intellettuale e professionale. Sconcerta, dunque, la sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata lo scorso 3 ottobre che, ribaltando quanto stabilito dallo stesso Tar, ha considerato legittimo quel bando". Cosi', in una nota, Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori.
"La redazione di un Piano strutturale - aggiunge Capocchin - e' un incarico lungo, complesso e multidisciplinare da cui scaturiscono le azioni di tutela e sviluppo dell'intero territorio comunale. E' un incarico estremamente delicato che mette in gioco grandi interessi privati e pubblici e che le Amministrazioni normalmente definiscono 'strategico' investendo energie intuendone l'importanza per la competitivita' dei loro territori. La sentenza, avallando la procedura adottata dall'Amministrazione comunale di Catanzaro, mostra la profonda scollatura tra Giustizia amministrativa e interesse pubblico. Peraltro, il recente Correttivo al Codice Appalti rende gia' inattuale quella tipologia di procedura, obbligando all'utilizzo del Decreto Parametri per calcolare l'importo a base di gara negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria. I corrispettivi del Decreto Parametri per le opere pubbliche, infatti, sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento ai fini dell'individuazione dell'importo a porre a base di gara dell'affidamento".
"Ma vi e' di piu' - dice ancora Cappochin -. Molte delle motivazioni della sentenza risultano infondate alla luce delle norme oggi in vigore: infatti, in base all'art.24 comma 8 del D.Lgs 50/2016, l'ordinamento oggi vieta una prestazione d'opera professionale a titolo gratuito a vantaggio di una pubblica Amministrazione. L'utile finanziario e' oggi un elemento che fa parte del diritto vivente dei contratti pubblici. In base alle vigenti disposizioni non e' lecito un bando che preveda offerte gratuite, essendo in tal modo assente, in base al vigente testo dell'art. 24 comma 8, un importo da porre a base di gara. Infine, sempre in base all'art.24 comma 8 ter, nei contratti aventi ad oggetto servizi di ingegneria e architettura la stazione appaltante non puo' prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione, con la conseguenza che anche il contratto di sponsorizzazione oggi non prevede lo scambio di denaro contro un'utilita' immateriale. E' quindi paradossale che in Italia il dibattito non si concentri sulla qualita' dei Piani e in generale sulla bonta' delle prestazioni professionali, ma sul mero risparmio economico, perseguito perlopiu' solo sul breve periodo, ricavabile da surreali quanto inefficaci percorsi di affidamento".
"La periodica ricorrenza di episodi aberranti in campo pubblico o privato, quali il bando di Catanzaro - conclude il presidente del Consiglio nazionale degli architetti - impone che, senza indugio, venga approvata quanto prima la norma sull'equo compenso che affianchi a livello di incarichi privati quanto gia' normato per gli incarichi pubblici".
Professioni: architetti, sconcertante Consiglio di Stato su bando Catanzaro
"Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del Tar della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa, come quella del bando lanciato l'ottobre scorso dal Comune di Catanzaro per affidare la redazione del piano strutturale al compenso simbolico di un euro, manifestazione di un vero e proprio caporalato intellettuale e professionale. Sconcerta, dunque, la sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata lo scorso 3 ottobre, che, ribaltando quanto stabilito dallo stesso Tar, ha considerato legittimo quel bando". Così Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori.
"La redazione di un Piano strutturale -spiega- è un incarico lungo, complesso e multidisciplinare da cui scaturiscono le azioni di tutela e sviluppo dell'intero territorio comunale. E' un incarico estremamente delicato che mette in gioco grandi interessi privati e pubblici e che le Amministrazioni normalmente definiscono 'strategico' e su esso investono energie intuendone l'importanza per la competitività dei loro territori".
La sentenza, avallando la procedura adottata dall'amministrazione comunale di Catanzaro, si legge nella nota, "mostra la profonda scollatura tra Giustizia amministrativa e interesse pubblico". "Peraltro - avverte - il recente correttivo al Codice Appalti rende già inattuale quella tipologia di procedura, obbligando all'utilizzo del decreto parametri per calcolare l'importo a base di gara negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria. I corrispettivi del decreto Parametri per le opere pubbliche, infatti, 'sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento ai fini dell'individuazione dell'importo a porre a base di gara dell'affidamento'". Ma vi è di più, dice ancora Cappochin. "Molte delle motivazioni della sentenza -continua- risultano infondate alla luce delle norme oggi in vigore: infatti in base all'art.24 comma 8 del decreto legislativo 50/2016, l'ordinamento oggi vieta una prestazione d'opera professionale a titolo gratuito a vantaggio di una pubblica amministrazione; l'utile finanziario è oggi un elemento che fa parte del diritto vivente dei contratti pubblici; in base alle vigenti disposizioni, non è lecito un bando che preveda offerte gratuite, essendo in tal modo assente, in base al vigente testo dell'art. 24 comma 8, un importo da porre a base di gara; infine, sempre in base all'art.24 comma 8 ter nei contratti aventi ad oggetto servizi di ingegneria e architettura la stazione appaltante non può prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione con la conseguenza che anche il contratto di sponsorizzazione oggi non prevede lo scambio di denaro contro un'utilità immateriale".
Per il presidente degli architetti italiani, "è quindi paradossale che in Italia il dibattito non si concentri sulla qualità dei Piani (e in generale sulla bontà delle prestazioni professionali), ma sul mero risparmio economico (perseguito, perlopiù, solo sul breve periodo) ricavabile da surreali quanto inefficaci percorsi di affidamento".
"La periodica ricorrenza di episodi aberranti in campo pubblico o privato, quali il bando di Catanzaro -conclude Cappochin- impone che, senza indugio, venga approvata quanto prima la norma sull'equo compenso che affianchi a livello di incarichi privati quanto già normato per gli incarichi pubblici".

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