Source: https://sosbanche.wordpress.com/
Timestamp: 2018-04-22 04:34:17+00:00

Document:
SOS BANCHE rilievo anomalie bancarie | Dott. PIERLUIGI DI TEODORO – pierluigiditeodoro@gmail.com – Tel. Cell. 347 83 29 627
SOS BANCHE rilievo anomalie bancarie
Dott. PIERLUIGI DI TEODORO – pierluigiditeodoro@gmail.com – Tel. Cell. 347 83 29 627
Tribunale di Bari: Ordinanza 18/10/2016 – R.G. 7961/2016
Posted on 5 aprile 2018 by pierluigiditeodoro
Sospensione dell’esecuzione:
“.. La riconduzione anche della commissione per l’estinzione anticipata del mutuo tra i costi valutabili nel complessivo giudizio di usurarietà dell’operazione finanziaria, in aggiunta al tasso di interessi corrispettivo, discende da un ragionamento analogo a quello compiuto dalla giurisprudenza di merito e di legittimità in ordine alla usurarietà degli interessi di mora, anch’essi di natura eventuale …”.
Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing
tel. 3478329627
http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato 2016, 7961, Bari, esecuzione, ordinanza, sospensione, tribunale	| Rispondi
Normativa Usura bancaria – Legge N° 108/1996
Posted on 4 aprile 2018 by pierluigiditeodoro
Normativa Usura – Legge N° 108\1996:
Il comma 1° dell’Art. 644 C. P. in base al quale “ Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari…”
Il comma 4° dell’Art. 644 C. P. in base al quale “Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”;
l comma 1° dell’Art. 1 della legge N° 24 del 28\2\2001 in base al quale “ Ai fini dell’applicazione dell’articolo 644 del codice penale e dell’articolo 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”;
Il comma 4° dell’Art. 2 della legge N° 108\1996 in base al quale “Il limite previsto dal terzo comma dell’articolo 644 del codice penale, oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato della metà (n.d.e. sino al 12\5\2011) aumentato di un quarto (25%), cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali” (n.d.e. dal 13\5\2011)
Il comma 2° dell’Art. 1815 C. C. in base al quale “”Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato 108, 108/1996, 1996, 96, BANCARIA, legge, Normativa, usura	| Rispondi
CAGLIARI, PRESTITO PERSONALE: CLIENTE OTTIENE LA RESTITUZIONE DI EURO 9.000 DI INTERESSI PAGATI
Posted on 29 marzo 2018 by pierluigiditeodoro
Il contratto dell’anno 2011 era inficiato di diverse irregolarità legate alla corretta indicazione del Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), vale a dire il tasso che indica il costo complessivo del finanziamento sottoscritto tra le parti.
Il cliente, attraverso l’invio di un formale reclamo all’istituto di credito, hanno dimostrato le anomalie emerse sul finanziamento e chiesto in favore del cliente la restituzione degli interessi ingiustamente pagati sullo stesso.
Come nella maggior parte dei finanziamenti è emerso che il TAEG contrattuale indicato dalla Banca non è risultato corretto perché non rispondente al reale tasso pagato dal cliente.
Dopo circa 2 mesi dall’invio del reclamo, i referenti dell’istituto di credito hanno proposto una soluzione bonaria della vertenza. Le trattative che si sono susseguite ed hanno permesso al cliente di recuperare la somma di Euro 9.000, attraverso la sottoscrizione di un accordo in via stragiudiziale.
È dunque importante verificare la regolarità dei finanziamenti sottoscritti in quanto spesso risulta che il mancato inserimento nel calcolo del TAEG di tutti i costi connessi al contratto di credito ed obbligatori per la sua accensione, soprattutto i costi relativi alle polizze assicurative, comportano una errata indicazione del tasso in contratto. Anche una non completa contrattualista, validamente sottoscritta, può essere fonte di responsabilità della banca e dunque oggetto di reclamo.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato cagliari, interessi, personale, prestito, taeg	| Rispondi
Tribunale di Bari II sez. Civ. 24/08/2015 + 12/01/2016 (R.G.E. 572/12) + 18/10/2016 (R.G. 7961/2016)
Posted on 28 marzo 2018 by pierluigiditeodoro
Tribunale di Bari II sez. Civ. 24/08/2015.
Il G.E. osserva che “… la richiesta di sospensione dell’esecuzione è fondata e meritevole di accoglimento considerato che: le clausole di determinazione degli interessi moratori contenute nei due contratti di mutuo posti a base dell’esecuzione in esame … devono ritenersi nulle in quanto, considerando anche le spese e le commissioni per anticipata risoluzione dei contratti, gli interessi pattuiti superano il tasso soglia; conseguentemente non sono dovuti gli interessi ai sensi dell’art. 1815, II° co. c.c. e le somme ad oggi versate dall’opponente devono essere imputate soltanto a titolo di restituzione della sorte capitale e che lo stesso è tenuto per i ratei di mutuo futuri depurati degli interessi; ulteriore conseguenza è che la banca non poteva avvalersi della clausola risolutiva espressa non essendosene verificati i presupposti e che, dunque, il credito azionato dalla banca opposta in via esecutiva non è esigibile”.
Tribunale di Bari depositata il 12/01/2016 – R.G.E. 572/12,
disponente la sospensione dell’esecuzione. Il G.E. osserva che “… la richiesta di sospensione dell’esecuzione ….. è fondata e deve essere accolta considerato che ….. ai fini dell’accertamento dell’usurarietà di un mutuo deve aversi riguardo al tasso previsto per gli interessi moratori nonché ogni altra spesa e commissione (quindi le spese di istruttoria, eventuali assicurazioni stipulate a garanzia del finanziamento, commissioni per anticipata risoluzione del contratto e così via) il mutuo di cui è causa deve ritenersi gratuito ai sensi dell’art. 1815 cod. civ., gratuità non esclusa dalla clausola di salvaguardia eventualmente prevista nel contratto di mutuo la quale, per quanto sopra detto non è idonea ad escludere il carattere usurario del mutuo e quindi la sua gratuità …”.
Tribunale di Bari, Ordinanza depositata il 18/10/2016 – R.G. 7961/2016,
disponente la sospensione dell’esecuzione, nella quale si legge che “.. La riconduzione anche della commissione per l’estinzione anticipata del mutuo tra i costi valutabili nel complessivo giudizio di usurarietà dell’operazione finanziaria, in aggiunta al tasso di interessi corrispettivo, discende da un ragionamento analogo a quello compiuto dalla giurisprudenza di merito e di legittimità in ordine alla usurarietà degli interessi di mora, anch’essi di natura eventuale …”.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato 12/01/2016, 18/10/2016, 24/08/2015, 572/12, 7961/2016, Bari, rg, sospensione, tribunale	| Rispondi
Commissione per estinzione anticipata: Tribunale di Pescara e Bari
Posted on 27 marzo 2018 by pierluigiditeodoro
Tribunale di Pescara 28/11/2014
che pone in evidenza che “la mora e la penale per estinzione anticipata possono essere tra loro accomunate in quanto entrambe rappresentano un costo del mutuo erogato, seppure solo incerto e potenziale circa il verificarsi in concreto, atteso che entrambe dipendono da un fatto del mutuatario. …… Premesso, quindi, che la ratio del legislatore si riscontra nella necessitò di contenere i tassi anomali, in armonia alle più recenti mentovate statuizioni della giurisprudenza di legittimità, deve ritenersi che assumono rilevanza ai fini della disciplina anti-usura e del superamento del tasso soglia a qualsiasi onere collegato alla erogazione del credito e, quindi anche al costo pattuito per la estinzione anticipata del mutuo”.
Tribunale di Bari II sez. Civ. 01/12/2014
che pone in evidenza che la Commissione per estinzione anticipata “… sebbene sia determinata in misura percentuale sul capitale residuo, ai fini dell’accertamento dell’usurarietà del tasso il calcolo deve essere operato con riferimento al capitale concesso a mutuo dovendosi aver riguardo al momento in cui le condizioni contrattuali vengono pattuite, così come prescrive la legge, considerato anche che in ipotesi ben può accadere che l’estinzione anticipata venga richiesta a distanza di qualche giorno dalla conclusione del contratto. La necessità di cumulare gli interessi moratori con la commissione di estinzione anticipata appare vieppiù evidente nel caso di specie in cui tale commissione per contratto è dovuta anche in caso di risoluzione per inadempimento del mutuatario”;
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato anticipata, Bari, commissione, estinzione, Pescara, tribunale	| Rispondi
CASSAZIONE n.46669, n.14899, n.5286, n.6015 (ANTIUSURA)
Posted on 26 marzo 2018 by pierluigiditeodoro
19\12\2011, N° 46669, disponente a pag. 16, che:
“Le circolari e le istruzioni della Banca d’Italia non rappresentano una fonte di diritti ed obblighi e nella ipotesi cui gli istituti bancari si conformino ad una erronea interpretazione fornita dalla Banca D’Italia in una circolare, non può essere esclusa la sussistenza del reato sotto il profilo dell’elemento oggettivo. Le circolari o direttive, ove illegittime ed in violazione di legge, non hanno efficacia vincolante per gli istituti bancari sottoposti alla vigilanza della Banca D’Italia, neppure quale mezzo di interpretazione, trattandosi di questione nota nell’ambiente del commercio che non presenta in se particolari difficoltà, stante anche la quantificazione soggettiva degli organi bancari e la disponibilità di strumenti di verifica da parte degli istituti di credito”.
Alla successiva pagina 17, la stessa Corte continua affermando che “Appare pertanto illegittimo lo scorporo dal TEGM della CMS ai fini della determinazione del tasso usuraio, indipendentemente dalle circolari e istruzioni impartite dalla Banca D’Italia al riguardo. In termini generali, quindi, l’ignoranza del tasso di usura da parte delle banche è priva di effetti e non può essere invocata quale scusante, trattandosi di ignoranza sulla legge penale (art. 5 c.p.)”.
Cassazione I Sez. Civile N° 14899 del 17\11\2000 e N° 5286/2000 del 2\4\2000 in tema di Interessi di Mora ed Usura che afferma…
“Tuttavia, non v’è ragione per escluderne l’applicabilità anche nell’ipotesi di assunzione dell’obbligazione di corrispondere interessi moratori, risultati di gran lunga accedenti lo stesso tasso soglia: va rilevato, infatti, che la legge n. 108 del 1996 ha individuato un unico criterio ai fini dell’accertamento del carattere usurario degli interessi (la formulazione dell’art. 1, 3 comma, ha valore assoluto in tal senso) e che nel sistema era già presente un principio di omogeneità di trattamento degli interessi, pur nella diversità di funzione, come emerge anche dell’art. 1224, 1 comma, cod. civ., nella parte in cui prevede che se prima della mora erano dovuti interessi in misura superiore a quella legale, gli interessi moratori sono dovuti nella stessa misura“
Cassazione pen. 12 maggio 1999, n. 6015:
Significativamente la Suprema corte ha sempre detto che “Il [nuovo] delitto di usura si configura come reato a schema duplice, costituito da due fattispecie: una è caratterizzata dal conseguimento del profitto illecito, l’altra dalla sola accettazione del sinallagma ad esso preordinato. Le fattispecie sono destinate strutturalmente l’una ad assorbire l’altra con l’esecuzione della pattuizione usuraria ed hanno in comune l’induzione del soggetto passivo alla pattuizione di interessi od altri vantaggi usurari in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra “utilità”. Nella prima fattispecie il verificarsi dell’evento lesivo del patrimonio altrui si atteggia … ad elemento costitutivo dell’illecito il quale, nel caso di integrale adempimento dell’obbligazione usuraria, si consuma con il pagamento del debito; nella seconda, che si verifica quando la promessa del corrispettivo, in tutto o in parte, non viene mantenuta, il reato si perfeziona con la sola accettazione dell’obbligazione rimasta inadempiuta”.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato 14899, 46669, 5286, 6015, ANTIUSURA, cassazione, illecito	| Rispondi
CASSAZIONE n.12028 e n.33331 (ANTIUSURA)
Posted on 24 marzo 2018 by pierluigiditeodoro
19\2\2010, N° 12028, disponente, che:
le circolari emanate dalla Banca D’Italia hanno solo funzione “fotografica” dei tassi medi (cfr. pag. 10 e non determinativa dei Tassi Usurari.
8\9\2011, N° 33331, disponente, che:
Esso è costituito da due fattispecie destinate strutturalmente l’una ad assorbire l’altra con l’esecuzione della pattuizione usuraria, aventi in comune l’induzione del soggetto passivo alla pattuizione di interessi od altri vantaggi usurari in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra cosa mobile, delle quali l’una è caratterizzata dal conseguimento del profitto illecito e l’altra dalla sola accettazione del sinallagma ad esso preordinato”.
“…La richiesta ultima dell’imputato può certo essere un elemento logico di determinazione del tasso applicato in origine, ma non consente di prescindere da una valutazione delle pattuizioni usurarie, secondo la loro scansione temporale come indicato nello stesso contesto motivazionale (2001 -2003 -2004), al fine di chiarire se, quando e con quali modalità siano stati pattuiti interessi usurari. A tal fine, peraltro, non può accogliersi la tesi difensiva sulla legittimità della capitalizzazione annuale degli interessi operata con la scrittura del 4 gennaio 2011, sia perché la giurisprudenza civile considera l’art. 1283 cod. civ. ostativo alla previsione negoziale di capitalizzazione annuale degli interessi (Sez. U, n. 24418 del 02/12/2010, Rv. 615490) sia soprattutto perché non può certo consentirsi la capitalizzazione di interessi usurari, che, in quanto illeciti, renderebbero nulla qualsiasi pattuizione di capitalizzazione, dalla quale, anzi, potrebbe emergere proprio la usurarietà del tasso applicato”.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato 12028, 33331, ANTIUSURA, capitalizzazione, cassazione, interessi	| Rispondi
Milano-derivato: Recupero di un milione di Euro!
Posted on 22 marzo 2018 by pierluigiditeodoro
il Tribunale di Milano, con Sentenza n. 2807/2018 pubblicata il 09/03/2018, ha dichiarato nulli i contratti derivati stipulati e per l’effetto ha condannato l’istituto di credito a restituire all’attrice la somma complessiva di Euro 1.000.000, pari ai flussi di cassa pagati dal cliente durante la vita dei derivati.
Il Giudice ha riscontrato che alla stipula dei contratti, la banca ha omesso di indicare correttamente il Mark to Market, che rappresenta la sommatoria attualizzata dei differenziali futuri attesi. Secondo la giurisprudenza, nei contratti il Mark to Market deve essere determinabile, pertanto è necessario che venga esplicitata anche la formula matematica alla quale le parti intendono fare riferimento per procedere all’attualizzazione dei flussi finanziari futuri. L’assenza di tale indicazione, ritenuta dunque fondamentale, implica la nullità dell’intero ex art. 1418 del Codice Civile.
VALUTA GRATUITAMENTE IL TUO CONTRATTO BANCARIO
http://www.sosbanche.wordpress.com
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato derivato, mark, market, marktomarket, milano, nullità	| Rispondi
UDINE: ANNULLATO DEBITO CLIENTE per la presenza del “FLOOR” nel Leasing
Posted on 16 febbraio 2018 by pierluigiditeodoro
Il Tribunale di Udine con sentenza n. 850/2017 del 14/6/2017 il Giudice Dott. Massarelli ha revocato il decreto ingiuntivo che la Banca aveva ottenuto nei confronti di un cliente moroso.
Grazie a tale sentenza, il cliente ha beneficiato della revoca del decreto ingiuntivo ricevuto dalla Banca.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato ANNULLATO, cliente, debito, derivato, floor, LEASING, udine	| Rispondi
Posted on 12 febbraio 2018 by pierluigiditeodoro
Col saldo e stralcio potresti concludere transazioni vantaggiose, permettendoti di ottenere sia l’estinzione del debito sia la possibilità di vedere ripristinata la tua reputazione creditizia.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato asta, crif, procedura, saldo, stralcio, transazione	| Rispondi
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato ipotecario, prestito, vitalizio	| Rispondi
Tribunale di Genova, Sentenza N. 1157/2017 pubbl. il 04/05/2017 RG N. 4261/2015
Posted on 25 gennaio 2018 by pierluigiditeodoro
Tribunale di Genova, Sentenza N. 1157/2017 pubbl. il 04/05/2017 RG N. 4261/2015 nella quale si legge che è “.. condivisibile il principio sancito da alcuni giudici di merito (cfr. Trib. Udine 26/09/14), secondo cui la norma di interpretazione autentica del D.L. 394/00 (“si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”) prevede un divieto di pattuizione che attribuisce rilevanza all’onere eventuale (interessi di mora) per il solo fatto di essere stato promesso e di poter generare, a determinate condizioni, costi superiori alla soglia di usura, indipendentemente dal fatto che quelle condizioni si siano verificate e che il costo del credito abbia effettivamente superato i limiti del penalmente lecito: l’onere eventuale è, dunque, rilevante solo perché promesso, ossia potenziale. ….”
Poiché “…… è emerso che, al momento della stipula del contratto di mutuo, il tasso di mora risulta superiore al tasso soglia (per cui non occorre, nella specie, che la verifica dell’usura vada effettuata sviluppando i calcoli sui possibili scenari di morosità in cui può evolvere il rapporto, ovvero pre¬disponendo un conteggio che evidenzi, fra i molteplici scenari di mutamento del piano di rimborso per effetto della morosità, quale sia quello caratterizza¬to dal TAEG massimo, per poi raffrontarlo al tasso soglia e, in caso di superamento, operare i ricalcoli del dovuto), non resta che esaminare quali siano le conseguenze giuridiche della nullità di tale clausola contrattuale, giusta il disposto dell’art. 1815, secondo comma, cc, tenendo conto che solo il tasso di mora, e non anche quello corrispettivo, supera la soglia di usura. …. Ritenuto, peraltro che il tasso di mora non ha un rilievo in sé, ma va valutato nell’ambito del tasso effettivo globale annuo pattuito assieme ad ogni altro credito, spesa, remunerazione, ecc, è evidente che, una volta constatato il superamento della soglia d’usura da parte del TEG, l’art. 1815, secondo comma, cc, va applicato in tutta la sua portata, anche se il semplice tasso d’interessi corrispettivo non supera di per se la soglia in esame…”
Quanto, alla maggiorazione dei 2,1 percentuali rispetto al tasso soglia si legge nella sentenza: “…. una indagine statistica a fini conoscitivi, condotta dalla Banca d’Italia e dall’ufficio Italiano Cambi nel lontano 2002, rilevò che “con riferimento al complesso delle operazioni facenti capo al campione di intermediari considerato, la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato è mediamente pari a 2,1 punti percentuali “, tuttavia un tasso una tantum e mai più aggiornato, neppure rilevato per classi di operazioni omogenee, ma alla rinfusa “con riferimento al complesso delle opera¬zioni”, è manifestamente incoerente col procedimento di determinazione del¬le soglie di usura previsto dalla L.108/96: il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari è unico ( art.644, 3° c, cp), e, per essere unico, non può che essere globale ( art 644, 4° c, cp): o il costo (interessi, commissioni, spe¬se) è inerente alla concessione di credito – ed in tal caso rientra nel TEG – oppure ne è estraneo.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato 1157, 2017, convenuti, genova, pattuizione, promessi, sentenza, tribunale	| Rispondi
Cassazione e Tassi usurari: 23192/17-depositata il 4 ottobre- arriva l’ordinanza che annulla tutti gli interessi
Posted on 6 ottobre 2017 by pierluigiditeodoro
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 23192/17; depositata il 4 ottobre – Presidente Scaldaferri – Relatore Ferro
La Corte di Cassazione interviene ancora una volta sull’importante tema della modalità di accertamento del superamento (o no) del tasso soglia rilevante per la disciplina sull’usura.
Se ad essere usurari sono solo gli interessi moratori previsti originariamente nel contratto, il correntista non è tenuto a corrispondere neanche quelli corrispettivi.
La Cassazione dà ragione al mutuatario, ossia al debitore. Difatti, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti in contratto, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori, indipendentemente dal momento del loro pagamento; il legislatore, infatti, ha voluto sanzionare l’usura perché realizza una sproporzione oggettive tra la prestazione del creditore e la controprestazione del debitore.
Nella fattispecie è stata la Ctu eseguita in sede di merito ad accertare che al momento della pattuizione il tasso degli interessi moratori è superiore al tasso-soglia di legge; si verifica dunque un’ipotesi di usura originaria e non sopravvenuta come, al contrario, eccepiva la banca.
Sottolineano i giudici di piazza Cavour che: «l’art. 1815, co. 2, c.c. stabilisce che “se sono dovuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” e ai sensi dell’art. 1 d.l. 29 dicembre 2000, n. 394, convertito in l. 28 febbraio 2001, n. 24, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento; il legislatore, infatti, ha voluto sanzionare l’usura perché realizza una sproporzione oggettiva tra la prestazione del creditore e la controprestazione del debitore;» e quindi il ricorso della banca risulta essere manifestamente infondato in quanto – ricorda la Suprema Corte – «come ha già avuto modo di statuire la giurisprudenza di legittimità «è noto che in tema di contratto di mutuo, l’art. 1 della l. n. 108 de/ 1996, che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori (Cass. 4 aprile 2003, n. 5324).
Analisi e perizie sui contratti di conto corrente, mutuo, leasing e finanziamenti
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato 2017, 23192, 4, annulla, cassazione, interessi, mora, ordinanza, ottobre, sentenza, tassi, usurari	| Rispondi
TRIBUNALE DI COMO: USURA PER TASSO DI MORA e MUTUO GRATUITO
Posted on 12 settembre 2017 by pierluigiditeodoro
Una importante Sentenza del Tribunale di Como (Sentenza N. 1088-2017 del 13-7-2017) condanna la banca alla gratuità del mutuo erogato a TASSO DI MORA USURARIO convenuto nel contratto.
Conseguenza di queste conclusioni è stata l’applicazione dell’art. 1815 del codice civile, ai sensi del quale il Giudice ha dichiarato la gratuità del mutuo e, per l’effetto, ha condannato la banca a recuperare dal cliente il solo capitale, senza pagamento di interessi. Dunque, ricalcolando le somme effettivamente dovute dal cliente alla banca, il mutuatario si troverà a rimborsare il solo capitale puro (100.000) in 60 rate, senza dover versare alcun interesse.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato COMO, gratuito, mora, MUTUO, tasso, tribunale, usura	| Rispondi
TRIBUNALE DI ROMA CONDANNA LA BANCA A RESTITUIRE OLTRE 164.000 euro ad UNA NOTA CATENA ALBERGHIERA
Posted on 28 luglio 2017 by pierluigiditeodoro
Una nota società Alberghiera della provincia di Palermo è stata risarcita da un noto istituto di credito dell’importo di € 164.187,42 oltre ad interessi maturati per oneri illegittimi pagati a fronte di illegittimità rilevate su un conto corrente i cui rapporti risalgono sin dal 1985.
Tutti gli interessi, le commissioni e le spese indebitamente corrisposte alla banca nel corso della vita del conto corrente sono stati dunque restituiti alla S.p.A.
È quanto ha stabilito il Tribunale di Roma, con la recentissima Sentenza n. 14956/2017 pubblicata il 22/07/2017. La pronuncia ha completamente ribaltato la pretesa di pagamento di Euro € 69.895,31 inizialmente avanzata dalla banca derivante dal saldo negativo al momento della chiusura del conto.
A seguito dei conteggi proposti dal CTU, il Giudice ha considerato il “saldo zero” alla data del 1/12/2002, anziché il saldo a debito di € 110.110,92, in difetto di prova delle movimentazioni anteriori, non avendo la Banca, nei cui confronti è stato pure ordinata la produzione degli estratti conto relativi all’intera durata del rapporto, provato la formazione di siffatto saldo, avendone oltretutto l’onere per aver proposto in riconvenzionale la condanna della S.p.A. al pagamento della somma di € 69.895,31 quale esposizione debitoria al 31/3/2013.
Infatti il conto corrente non risultava regolato da apposito contratto di apertura contenente le condizioni economiche da applicare in corso di rapporto. Di conseguenza, tutti gli interessi ultra-legali ed anatocistici, oltre alle commissioni di massimo scoperto, le spese e le valute sono risultati indeterminati in quanto mai specificamente pattuiti tra le parti.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato banca, CATENA, conto, corrente, ctu, interessi, restituire, roma, tribunale	| Rispondi
Decreto Ingiuntivo nullo se la Banca non fornisce prova del saldo negativo del cliente
Posted on 19 luglio 2017 by pierluigiditeodoro
se la Banca non fornisce, nel ricorso per decreto ingiuntivo, prove atte a dimostrare la provenienza del saldo negativo del cliente, il saldo iniziale del conto corrente deve considerarsi pari a zero.
L’ultima conferma in materia ci arriva dalla recente Sentenza della Corte d’Appello di l’Aquila del 27 giugno 2017.
Nel caso di specie la Banca aveva notificato al proprio cliente un decreto ingiuntivo per lo scoperto di Euro 91.704,52 sul conto corrente intrattenuto tra le parti.Il cliente si è opposto al decreto ingiuntivo davanti al Tribunale di Pescara, contestando i conteggi inesatti della Banca, oltre all’applicazione di tassi usurari ed anatocismo.
Già nel 2011 il Giudice di primo grado aveva dato ragione al cliente, ribadendo in quell’occasione l’importanza di dover dimostrare da parte della Banca il proprio credito, non soltanto con il deposito del “saldaconto” (vale a dire il mero riepilogo del saldo finale) bensì attraverso la produzione dei singoli estratti conto relativi al rapporto in contestazione, al fine di definire analiticamente tutte le voci del rapporto creditizio.
E’ utile sapere che in prima battuta la banca può ottenere l’emissione di un decreto ingiuntivo producendo solamente il cosiddetto “saldaconto”. Tuttavia, in seguito, nell’eventuale giudizio, l’istituto non può più limitarsi a richiamare tale documento, ma deve depositare i relativi estratti conto completi a dimostrazione dell’esistenza del credito vantato. Se non lo fa, c’è carenza probatoria e il saldo iniziale del conto deve essere considerato a zero.
In ragione di tali criticità il Giudice pro tempore aveva riconosciuto l’esistenza di un credito del cliente nei confronti della Banca di Euro 43.029,86 anziché un debito di Euro 91.704,52 , che l’istituto ha dovuto riconoscere al proprio cliente correntista al netto della rivalutazione monetaria dalla data di estinzione del conto.
Anche la Corte d’Appello di l’Aquila, ritenuto il ricorso presentato dalla Banca infondato, ha rigettato l’appello confermando integralmente la sentenza di primo grado e condannando la Banca al pagamento delle spese di lite pari ad Euro 8.000.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato appello, cliente, corte, decreto, ingiuntivo, l'aquila, negativo, NULLO, prova, saldo	| Rispondi
TRIBUNALE DI SPOLETO: COMMISSIONI ILLEGITTIME SUI CONTI CORRENTI- LA BANCA DEVE RESTITUIRE € 55.000
Posted on 12 luglio 2017 by pierluigiditeodoro
In molti conti correnti emergono profili di criticità contestabili e per i quali si può ottenere la restituzione degli oneri illegittimi indebitamente corrisposti dalle Aziende alle Banche.
In una recente sentenza del Tribunale di Spoleto del 20 luglio 2017, una Banca è stata condannata alla restituzione di Euro 55.559,30 ad un Azienda a titolo di nullità della clausola anatocistica e delle commissioni implicite non validamente pattuite.
Il Tribunale, attraverso la verifica operata da parte del CTU incaricato dal giudice, ha rilevato che su entrambi i rapporti di conto corrente, per tutto il periodo analizzato (novembre 1993 – gennaio 2006) sono stati indebitamente applicati costi e somme da parte dell’Istituto di Credito al Cliente.
In conclusione, le somme indebitamente corrisposte da parte dell’Aziende cliente sono state complessivamente quantificate in Euro 55.559,3 che la Banca è stata condannata a restituire al Cliente.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato cms, commissioni, CONTI CORRENTI, ILLEGITTIME, massimo, NULLO, scoperto, SPOLETO, tribunale	| Rispondi
VITERBO: MUTUO GRATUITO per USURA TASSO DI MORA
Posted on 20 giugno 2017 by pierluigiditeodoro
Sentenza del Tribunale di Viterbo del 14/6/2017 che condanna una banca alla gratuità di un mutuo erogato, per via del TASSO DI MORA USURARIO convenuto in contratto.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato gratuito, mora, MUTUO, tasso, tribunale, usura, viterbo	| Rispondi
TRIBUNALE DI UDINE: NULLA la CLAUSOLA di INDICIZZAZIONE degli INTERESSI su un LEASING
Posted on 14 giugno 2017 by pierluigiditeodoro
Molti finanziamenti stipulati dalle Aziende con Banche o Società di leasing hanno condizioni irregolari e criticità che possono portare ad ottenere il rimborso di tutto quanto illegittimamente pagato negli anni dai clienti.
Con la Sentenza n. 650 del 12-05-2017 il Tribunale di Udine ha confermato quanto già preannunciato nella precedente Sentenza n. 1104/2016 del 13-9-2016, ovvero dell’importanza della presenza di condizioni economiche determinate e/o determinabili delle clausole contrattuali.
L’Azienda cliente aveva stipulato due contratti, di cui un contratto di locazione finanziaria per l’acquisto di un immobile oltre che un finanziamento dedicato alla ristrutturazione del medesimo.
Successivamente l’Azienda ha citato in giudizio la società di leasing lamentando, in merito al leasing finanziario, la disciplina delle pattuizioni, che determinano la variabilità del corrispettivo, collegato all’indicizzazione, per l’acquisto del bene in leasing, oltre alla violazione dell’art. 117 e delle disposizioni regolamentari, oltre al fatto di aver inserito nel contratto equivoche pattuizioni integranti “contratti derivati’’ senza il rispetto degli obblighi informativi e senza esplicitare, né compensare, i valori finanziari negativi delle componenti derivate. In riferimento al secondo contratto la società altresì lamentava il difetto di forma scritta, chiedendo la restituzione delle somme versate, in misura superiore alla soglia fissata (art. 117 T.U.B. o art. 1284 c.c).
Il Tribunale, ha pertanto ritenuto fondata l’eccezione sull’indeterminatezza della clausola del contratto di leasing immobiliare, laddove la stessa preveda le modalità di variazione futura della misura dei canoni mensili, per effetto di due criteri di indicizzazione, privi di parametri univoci, ricavabili dal contratto. Tale indeterminatezza non può, afferma il Giudice, essere desunta dalla prassi bancaria, perché in ambito bancario, è esclusa l’applicazione degli usi negoziali.
La clausola contrattuale, prevede l’indicizzazione all’andamento del Libor CHF, senza previamente indicare il relativo meccanismo di calcolo e senza la possibilità di ricavare se l’effettiva base temporale sia di 360 o di 365 giorni, in quanto in sua mancanza potrebbero individuarsi, più versioni del piano di ammortamento, diverse come entità e velocità di rimborso del capitale.
L’assenza di tali specifiche, unitamente ad un valido piano di ammortamento allegato al contratto, preclude al cliente la possibilità di determinare nel corso del rapporto i costi collegati a ciascuna scadenza in termini di quota interessi, quota capitale ed ammontare del debito residuo ad ogni scadenza.
Anche il Testo Unico Bancario, agli artt. 116 e 117, impone all’intermediario finanziario il rispetto dell’onere di trasparenza informativa nei confronti del cliente in termini di pubblicità chiara dei tassi di interesse, prezzi ed altre condizioni economiche relative alle operazioni. Tra questi rientra il piano di ammortamento. Esso, infatti, deve essere fornito al cliente in forma idonea a rappresentare le specifiche condizioni economiche del contratto.
Il Giudice ha ribadito quanto sia fondamentale in questo tipo di rapporti il rispetto delle condizioni di trasparenza poste a tutela del cliente dal Testo Unico Bancario e ha quindi ha condannato la società di leasing alla restituzione delle somme indebitamente percepite in favore del cliente.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato clausola, INDICIZZAZIONE, interessi, LEASING, NULLO, tribunale, udine	| Rispondi
TRIBUNALE di PERUGIA: AZIENDA recupera dalla Banca EURO 496.000 per CONDIZIONI ILLEGITTIME NEI CONTI CORRENTI
Posted on 8 maggio 2017 by pierluigiditeodoro
Nei conti correnti, in mancanza di una espressa e corretta pattuizione delle condizioni economiche, non sono dovuti da parte del cliente interessi ultralegali, interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale e neanche le Commissioni di Massimo Scoperto (C.M.S.), in quanto nulle sia per indeterminatezza che per carenza di ‘‘causa concreta’’.
Con una Sentenza del Tribunale di Perugia (n. 743-17 del 27-04-2017) una Società umbra è riuscita ad ottenere il recupero di circa Euro 496.000 dal momento che la Banca si è resa colpevole di aver applicato nel rapporto di conto corrente tassi d’interesse, commissioni ed altre condizioni economiche illegittime e non preventivamente pattuite tra le parti.
La Società, nell’esercizio della propria attività, aveva aperto 5 Conti Correnti, in forza dei quali la banca aveva concesso un affidamento bancario.
La Società ha citato in giudizio l’istituto di credito con l’accusa di aver concordato condizioni contrattuali illegittime per il tasso di interesse non correttamente pattuito per iscritto, la capitalizzazione degli interessi passivi e le C.M.S.
Il perito nominato dal Tribunale ha evidenziato per tutta la durata dei conti correnti, ed in particolare sul Conto Corrente ordinario sul quale venivano maggiormente addebitate competenze dell’affidamento, l’illegittimità degli addebiti a titolo di interessi ultralegali, commissioni ed anatocismo, oltre all’applicazione di clausole indeterminate ed indeterminabili relativamente alle modalità di applicazione delle C.M.S., senza una chiara specifica su quali importi e per quali periodi venisse effettivamente applicata.
Il Tribunale di Perugia ha ricalcolato l’effettivo saldo dei conti correnti, depurato dalle condizioni illegittime, e conseguentemente condannato la Banca alla restituzione di Euro 495.880,06 oltre interessi legali, in favore dell’Azienda.
Pubblicato in Senza categoria	| Contrassegnato banca, CONDIZIONI ILLEGITTIME, CONTI CORRENTI, PERUGIA, tribunale	| Rispondi
TRIBUNALE di BENEVEN… su Esempio di calcolo Anatoc…
Multa da 1,64 milion… su Multa da 1,64 milioni alla soc…
Brindisi: se gli int… su Brindisi: se gli interessi son…
Il Conto corrente in… su Il Conto corrente in rosso si…
PRATO: il TRIBUNALE… su PRATO: il TRIBUNALE REVOCA IL…
Usurarietà tassi mut… su Usurarietà tassi mutuo e oneri…
FOGGIA: Mutuo nullo… su FOGGIA: Mutuo nullo se stipula…
TRIBUNALE DI PRATO:… su TRIBUNALE DI PRATO: ANNULLATI…
pierluigiditeodoro su LA CORTE DI CASSAZIONE -Sez. I…
Raffaele Gimondi su LA CORTE DI CASSAZIONE -Sez. I…
pierluigiditeodoro su OPPOSIZIONE AL DECRETO INGIUNT…
giorgio galeone. su OPPOSIZIONE AL DECRETO INGIUNT…

References: Sentenza 
 art. 1418
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art.644
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 1284
 Sentenza