Source: https://it.scribd.com/document/76688843/Programma-Del-Corso-Di-Diritto-Criminale-Tomo-7-10
Timestamp: 2019-10-16 19:39:34+00:00

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dei periti calligrafi si esamin da L a p e y r e r e decisions dti Pulais let. F , n. 6.
(2) In un caso che ebbi al Tribunale di prima istanza di Lucca parve potesse sorgere questo dubbio. Alcuni avevano fabbricato dei pagher falsi. fila volendo apporvi il bollo e produrli setza pagare multa si valsero di un impiegato del bollo a Livorno per farli bollare con i marchi veri. Scoperta la frode furono i falsificatori condannati per falsiti in docunienlo e lo inserviente bollatore fu condannato per falso in bolli. Si dubit uu istante se costui avesse a tenersi come un correo del falso docrimentale, ma il dubbio non approd perchi?-la bollatiira non era forma essenziale al documento gi couipleto in sS stesso. Alla sua essenza di documento niente aggiungeva il bollo e niente gli toglieva la sua mancanza: hollare il foglio non era dunque un pnrlecipare alla fabbricazioiiti del falso documento: era uri aggiungere sullo stesso foglio il nuovo delitto di falso in bolli al delitto gi complelo di falso documentale: tulto al pi sarebbesi potuto dire che coli quei bollo si era facilitato l' ziso del falso dociimento abilitandolo ad essere prodotio in giuslizin.
- 452 sce dalla violazione di un dovere tutto speciale alla persona del notaro; s perchb lo intervento del notaro ha gib portato nel documento la qualith di pubblico, ed i privati gi ne subiscono le conseguenze col render conto di un falso in documento pzcbblico anzichb di un falso in documento privato.
Ma una ulteriore difficolt s' incontra in questa ipotesi della partecipazione dolosa del pubblico ufficiale in quanto al definire se a lui incomba lo aggravamento dedotto dal violato ufficio non solo quando egli fu autoro priwipale della falsit, ma anche quando ne fu mero complice e l' autore ne fu un privato. Pongasi ad esempio che la alterazione dell' originale si fece da un privato calligrafo, ma il notaro stesso somministro il suo protocollo perche altri vi operasse la criminosa modificazione ; pongasi che il sigillo notarile siavi stato apposto da un privato, ma che il notaro stesso lo abbia somministrato. In queste e simili contingenze il pubblico ufficiale non l'autore del falso, e potrb dubitarsi se debba o no colpirlo la qualifica stabilita contro il notaro che falsifica un documento a lui consegnato come tale.
Questo dubbio trover in faccia ai diritti costituiti argomenti speciali per essere risoluto in un senso piuttosto che in un altro. Vi sono giurisprudenze le quali danno un valore decisivo alla distin-
zione fra autore e c0117pZice in ordine alle qrialifiche desunte dalle condizioni personali: e nel modo stesso che non si vuol tenere come parricida il figlio che non abbia di propria mano ucciso il genitore, ma soltanto aiutato o indotto un estraneo ad ucciderlo; e si vuol tenere come reo di furto seniplice anzichB di famulato il servo che non ha rubato egli stesso al padrone, ma ha facilitato ad un estraneo la via di derubarlo; cos vuol dirsi che la pena pih grave lanciata contro il notaro falsificatore del contratto a lui consegnato non colpisca il notaro che abbia facilitato ad altri la alterazione di quel. contratto. Ma ci6 che puO essere piaciuto ad uno od altro legislatore non sempre b la soluzione che desidera la scienza (1).
(1) Tutte queste difficolt pratiche si erano eliminate definitivamente dalla Commissione sul Progetto di codice penale Ilaliano con abolire ogni aggravante speciale nei singoli delitti dei pubblici ufficiali, e invece disporre con un articolo generale che la pena del pubblico u f l c i a l e i n ogni vesto conzune si azcmentasse d a zdno a due g r a d i quando egli si era valso dell' abuso d i u f l z i o conle m e z z o per' conszimarlo.
Ed in faccia alla scienza io penso noil doversi accogliere quella distinzione. La pena pih severa si minaccia al pubblico ufficiale per lo abuso dell'z6fic;io che si aggiunge al reato principale. Ma lo abuso di ufficio interviene ugualmente cosi nell' uno come nell' altro caso. Quando il pubblico ufficialo della sua qualit ne ha fatto malvagio strumento
alla falsificazione di un titolo consegnato alla sua lede, indifferente cos nel rapporto della moraiitb intrinseca come nel rapporto della moralit8 estrinseca che quella violazione siasi aggiunta al reato con una o con altra forma; e che per la sua speciale nozione attribuisca all' uficiale colpevole la responsabilit dello azctore p soltanto quella dello ut~siliatore.I maggiore domento che nasce nei 1 buoni allo udire che la fidwia compartita ai pubblici ufficiali si converte in arnie di tradimento, non per certo minore se il tradimento si consum soltanto col tener mano alla scelleraggine altrui. Rispoiide alla coscienza popolare che si punisca meno il delinquente accessorio del principale; e la differenza fra il complice e I' autore, nella pena, deve sempre mantenersi in quanto tiene alla materialita del fatto; ma la qualifica desunta dalla contingenza di un dovere giuridico ulteriormente violato non si moclifica per il piil o meno che siasi materialmente fatto, purchb maliziosamente siasi fatto una qualche cosa coefficiente al delitto. La idea gretta di desumere il titolo del maleficio e la misura della respettiva penalit dalle condizioni personali dell'autore, noi abbiamo sempre sentito repugnanza ad accettarla, perch8 ci sembra non aorrispondere al senso morale, n alla giustizia distributiva, n& ai criterii politici del delitto (i).
(1) In F~aiiciala Corte di Cassazione fino al 1814 ritenn e quasi costantemente che il privalo complice del notaro falsario dovesse esser puuito della medesima pena del liotaio, cio? della pena aggravata dalla qualil8 personale: L e G rav e r e n d trni1. de lu legislation crinainelle vol. 2, pag. 238:
e cos applicassi la galera a vita anche ai complici privati. Na poscia si cambi quella giurisprudenza, e un numero di decisioni sembrava dal 1814 al 1821 avere stabilito che nei casi di partecipanza di privati al falso commesso dal notaro dovessero respettivamente applicarsi due pene diverse. La decisione del 13 aprile 1821 emanata dalla Cassazione sul ricorso Piazza sembr peraltro tornare ali' antico rigore, poich rigett il ricorso di quel disgraziato condannato alla galera a vita come complice di una falsit commessa dal notaro. Qualunque sia la materia di diritto penale sulla quale i noslri studi si volgano alla Cassazione di Francia sempre ci troviamo in faccia a simili fliittuanze, e poi si grida che la Cassazione unica necessaria per fissare la giurispriidenza ! Non si ferm peraltro sulla decisione Piazza, poich la stessa Cassazione di Francia coi decreti del 23 decembre 1825; e 18 gennaio 1828,22 luglio 1830 torn ad applicare al privalo complice la pena minore non aggravata dalla qualit personale. Ma poi torn a rinnegare questa massima e a mantenere la pena dei ferri a vita contro il privato col decreto del 22 gennaio 1836.&la un altro decreto del 10 luglio 1861 torn a misurare la responsabilit del privato sulle qualil della sua persona. Intorno alla giurisprudenza Francese relativa a questo problema B a vedersi B l a n c h e deuxin6e Eltbde, ove al n. 63 esamina la ipotesi del privato che procuri il falso documento ingannando il pubblico uficiale innocente; e al n. 17 esamina la ipotesi del complice di un not;iro falsificatore'doloso dell' atto da lui ricevuto. In tale q~iestionepare che la giurisprudenza di Francia desse importanza alla punibilit o non punibilit del notaro, e la principale occasione della discordia nascesse dal giuoco delle figure di autore e di complice, in quanto non poteva adattarsi la nozione della complicit8 dove la buona fede del notaro essendo stata sorpresa per una supposizione di persona, il notaro stesso non poteva dirsi nulorc di un delitto. Ma io non veggo ragione di distinguere. h vero per che simile distinzione h piaciuta in Francia anche in tema di furto do-
n~estico(Cassazione 20 sctterribre 1828) essendosi deciso che quando il domestico non era colpevole del furto commesso a danno dei suoi padroni perch vittirna di un inganno, i ladri estranei non erano responsabili di furto domestico. Ma fra ipotesi ed ipotesi pu esistere grande differenza. I1 caso del notaro innocenle frequentissimo (, ed io lo ebbi in pratica) nel falso personale, quando due sconosciuti si presentano a lui sotto mentito nome percli si roghi di un atto, ed egli in buona fede se ne roga. Ma in verit nelle nostre scuole non si troverebbe neppure 1' argomento di un dubbio in siffatta ipotesi sulla aggravante dei privati. Quando 1' uomo che fu mccteriale esecutore del fatto non a;01 con coscienza di delinquere perch ingannato, esso non un agente, ma uno strumento. una figura rettorica chiamarlo autore del delitto, e tanto varrebhe chiamare autore dell' omicidio il sasso od il bastone. Il vero ed il solo autore del falso il privato che inganna il notaro; e questo privalo non viola alcun dovere speciale n& alcuna speciale fiducia. E sarebbe errore lo addurre che il privato cuzcsa della violazione di dovere che si commette dal pubblico ufficiale, perch questi essendo inconscio non viola dovere nessuno. Se uno scellerato deciso ad avvelenare .Cajo prepara la vivanda mortifera e poscia quella vivanda B porretta a Cajo dallo stesso suo figlio inconsapevole di quella iiefandit, direste voi che sorge il titolo di parricidio, e che lo avvelenatore incorre la pena del parricida? Per coltivare nella mente simili dubbi biso~na essere bene avvolti nella scuola della soggettivit materiale. A noi non neppur possibile concepirli. Si dir forse che anche I'adulter*a violentata non viola dovere alcuno, e pure il violentatore .incorre nel titolo di adulterio. hla il caso beli differente perch nelly adulterio si viola ui, rapporto gizwidico, e non un solo rapporto ?norale: la sua oggettivit giuridica $ il diritto del marito; e questo diritto si viola dal terzo che contamina il corpo della donna quantunque ebra, invita, o per altra causa irresponsabile. fila chi con inganno induce il pubblico ufficiale a fa-
- 45'7 re inconsapevolmente un atto falso di suo ministero viola la plibblioa fede nel solo rapporto col documento pubblico e non nel suo rapporto con la persona pubblica. E tradita la fede del docuniento, ma non tradita la fede della persona perch questa non viola la data fede.
A me parve sempre un formulismo tutto empirico questo sistema della cosi detta individzcit del titolo, che porta a definirlo per le condizioni pevsonali dell'azctore anche rispetto a tutti i partecipi che non versano in uguali condizioni. Con ci le condizioni personali si fanno fungere le veci delle materiali, ed una mera firuione: e le finzioni possono essere tollerabili quando corrispondono al senso morale od al senso giuridico, ma non quando conducono per opposta via. Io non arriver mai a persuadermi che l' uomo il quale pianto nel cuore di Cajo il pugnale per ordine del figlio di lui sia responsabile di un titolo meno grave: e che di un titolo pi grave sia responsabile quell' uomo che al figlio forn scientemente il pugnale. Non so persuadermi che il privato quando di concerto col notaro e aiutato da lui commette di sua mano 1 altera' zione del pubblico documento sia meno responsabile ( 2 ) ed invece sia pi responsabile quando non fa che aiutare il notaio falsificatore. Per me non veggo come possa coordinarsi il dettato giuridico al dettato morale, tranne con una regola assoluta ed S la regola di R o s s i. I1 rapporto personale costituente un aggravi0 in ragione del dovere ulteriormente violato deve pesare costantemente sopra
colui che era stretto da quel dovere: lo aggravi0 si proporzioner secondo il grado maggiore o minore della partecipazione al delitto, ma dovr sempre cadere sopra di Iui. E se vuoIsi che per reflesso l' aggravante personale debba aumentare la responsabiliti anche di coloro che non erano stretti da quel dovere, questo effetto deve essere alla sua volta costante; e non comparire o disparire come un giuoco di scena secondo il mutare di una figura.
(1) La Cassazione di Francia (23 marzo 1827 ) stabili che il notaro complice del falso materialmente cominesso dal privato in un documento ricevuto da quello, non soggiacesse aliy aggravante di pena minacciata contro i notari falsarii : e questa pare sia regola tranquilla col, ed una necessaria deduzione del sistema della individuith del titolo. RIa noi persistiamo a non lodare questo sistema, perch non ci sembra coerente alla giustizia distributiva, e perch offre troppo facile gherminella ai notari frodolenti per evitare lo iiggravamento. La pubblica fede personale non dessa ugualmente violala dal notaro che di propria mano altera il documento, come dal notaro che porge il suo protocollo ad uti calligrafo perch vi operi l' allerazione? I vecchi pratici disputarono se autore del falso documentale dovesse dirsi clii fabbricava o crlleraua il documeiito, o chi ne usava. Vedasi S a n f e I i C e dacisiones lib. 5, decis. 408. La scienza odierna non cura questa disputa perche nell' uso come nella fabbricazione ravvisa due fatti principali ugualmente completi in loro stessi.
La facilit con la quale avviene che il falso istrumentale serva di mezzo a consumare o a nascondere un altro delitto rende qui importante di ricordare i principii della scienza in ordine ai limiti della
- 459 complicit, quali si riconoscono da tutte le buone scuole e da tutte le buone giurisprudenze come verit indispntabile. Un amministratore ha commesso delle infedelt e Cajo si B reso scientemente suo complice; ma poscia quello per occultare le proprie rapine commette un falso al quale non partecipa Cajo. Dovr egli Cajo dirsi complice anche del falso? Appo noi non si solleverebbe neppure il dubbio perchB rispettiamo il precetto ( S. 435 ) che nel concorso di azione con concorso di uolontci cvi~ninosamente distida non avvi complicit8 imputabile oltre il concorso di volont.
Ma in Francia si tiene la opposta regola dedotta da quell' art. 63, che chiunque sa di farsi complice di un delitto B responsabile di tutte le circostanze aggravanti che lo accompagnarono quantunque a lui sconosciute e inescogitate. Questo precetto che non ii soltanto duro, ma B veramente ingiusto, si volle porre innanzi anche nel caso di falso accessorio; e M o r i n (Jouvnal art. 8971 note) quantunque per benignit rigettasse la partecipazione, pure animise che per logica rigorosa avrebbe dovuto (nel caso proposto ) comunicarsi anche la responsabilita del falso. Ma se repugna ai canoni della irnputabilita la regola francese nelle ipotesi di mere aggravanii, viepiu repugna lo estenderla a reati diversi, e non vi logica che Io comandi. un' accidentalit se il falso perchb ha servito allo agente di mezzo a facilitare od occultare un altro delitto si trovi connesso col medesimo : ma tale connessione
nasce da un rapporto puramente personale rispetto a chi usava di quel mezzo, senza peraltro togliere al falso il carattere di ente giuridico separato e distinto rispetto al terzo clie non vi dette opera. Si & tanto censurata la pratica Toscana per la dottrina del falso pedissequo, della quale faceva uso a fine di benigniti, e poi si vorrebbe adottare quella teorica al fine odioso ed intollerabile di rendere alcuno responsabile di un delitto, al quale egli non concorse n6 con la volont n con l' opera ! .
Titoli speciali appartenenti al falso $zcbblico cZisii.lzti per le condizioni giuridiche del docurnze~zto.
Finqui abbiamo discorso le regole che informano la falsit in scrittura pubblica considerata come reato sociale, subordinatamente alla condizione di pzcbblico nel documento falsificato, alterato, o soppresso. Ora rimane a dire di ci6 che attribuisce la qualita di pzcbblico al documento, e delle conseguenze che derivano dai diversi modi di essere della qualit di pubblico nel docun~entostesso.
E priinieramente bisogna eliminare un fallace criterio che parve talvolta volersi dare come costitutivo della qualit di pubblico in un docnmento, ma
che ne sarebbe criterio falsissimo; quello cioP della persona danneggiata col falso. La oggettivits della pubblica fede che si ritiene aggredita col falso pubblico e non aggredita nel falso privato, deriva dalla fotwu, del documento e non dalla sua sostunxa. Un contratto solenne B un documento pubblico per la sua forma privilegiata e non perchi! abbia relazione ad interessi del patrimonio pubblico. Sieno pure private le supposte persone dei contraenti ; privato il credito che vorrebbe farsi apparire da quello; privato in ogni senso il danno patrimoniale che deriva dalla adulterazione; il documento sarh sempre pubblico se pubblica ne &! la forma. Ed al contrario una scrittura pub interessare la finanza, il patrimonio dello Stato, una pubblica an~ministrazione, e cos la falsificazione venire ad offendere una sostanza alla quale hanno Siritto tutti i cittadini come tali, e nonostante la scrittura essere primta se privata B la sua forma.
Chi disconosce questa verit confonde il pecztkutu col falso, e quasi suppone che ogni peculato conimesso col mezzo di falsificazione di scrittura costituisca un falso in pubblico documento. Ma questo &! un equivoco grossolano: anche gli affari dei patrimoni pul~blici possono trattarsi e regolarsi niedia~it~e scrittura privata, e questa manterrk sempre il carattere di scrittura privata ad onta dello influsso che pu esercitaxe sul pubblico interesse pecuniario.
Ugualmente sarebbe fallace prendere come criterio costitutivo e perpetuo del documento pubblico la qualita di pz~biSlico zcfficinlenella persona che lo ha vergato. Anche i pubblici ufficiali possono dar vita a scritture private. Ci bisogna ammetterlo, primieramente in tutto quello che si scrive da loro come privati inclkidui, e questo b chiarissimo. Ma bisogna ammetterlo eziwndio in quello che scrivono per relazione al pubblico ufficio da loro coperto cluando non danno alla scrittura da loro esarata la foruzu di pubblico documento. I1 notaro crea un documento pubblico quando si roga del contratto e del testamento, rnn non crea un docnment.~pubblico quando rimette alla parte la notula dei suoi onorarii. Un cancelliere crea un documento pubblico quando compila il processo verbale ;ma sono veramente private scritture le lettere con le quali invita le parti o i testimoni a comparire dinanzi a lui. Un camarlingo che a proprio pericolo riscuote le pubbliche tasse crea documento pubblico in tutti i inandati di pagamento che emette; ma non sono che private scritture le ricevute che egli consegna ai contribuenti alla occasione del fatto pagamento perch facciano p r o ~ ~contro lui stesso delle somnie a ricevute. Un prenditore cli lotto alterers un docurilento pubblico se scriverii cosa falsa sulle matrici a lui consegnate c destinate a fare perpetua fede della giuocata, ma non sono documenti pubblici i biglietti consegnati al giocatore, perche fanno fede del solo fatto del prenclitore e soltanto coizlro cii' lui;
non avendo quei foglietti nessuna fede e nessuiia virtu obbligatoria a danno della finanza tenitrice di banco, la quale 6 unicamente vincolata dalIe fila*ic& e perci6 in queste sole sta il carattere cli pztbaZico documento.
In una parola perchh lo scritto esarato dal pubIslico ufficiale abbia il carattere di documento pubblico bisogna che sia destinato a f c fede di un fatto cr contro una pubblica amrainistrazione o contro i terzi, e non soltanto a carico od a kienefizio cli chi scrive. Questo i1 criterio sottile ma esatto che (coerentemente al principio cardinale per cui si richiede ad avere il documento pubblico che questo si connetta con la pubblica fede) segna la linea che distingue nelle molte scrittare esarate da un pubblico ufficiale quelle che sono e quelle che non sono docnntento pubblico ai fini penali.
Ci6 che spesso non vuolsi intendere nella pratica dagli accusatori zelanti si E. questa veritzl cardinale che io credo assoluta e costante, vale a dire che il carattere di documento pz~,cObl.lco izcompatibile con d tutti quei fogli che un pubblico ufficiale verghi a proprio nome per farne titolo di credito o certificazione di fatto, ed escl.icsivafitclzte a favore di se stesso e clel suo patrimonio privato. Nello accozzo di queste due idee ~locztmenlo pzrbOZ2co e foglio relativo allo i?zlej.esse pnt~mo?z.iccle chi Zo verga, io &I
lio sempre veduto un mostro giuridico ; vi fio sempre trovato assoluta incomnpatibilit. E la ragione di questa t! agli occhi miei altrettanto semplice quanto indisputabile. Doczc~~zetzto pzcb6lico vuol dire documento rivestito di pubblica fede ; documento che fcl, fede iuz faccia u tutti i cittadini, e che eventualniente pu pigliarsi come titolo nello interesse di qualsisia individuo. Ora come i! egli possibile concepire il pensiero che un uomo (sia pure un pubblico ufficiale) abbia balia di creare un documento fornito di fede pubblica quando verga un foglio che ha per iscopo di fare lzci stesso creditore della pubblica amministrazione o di un terzo? E questo un divisamento assurdo e non pu mai imprestarsi aci una legge prudente. Non tuttoci che scrive un pubblico ufficiale pubblico documento. Bisogna eliminare questo carattere da cluanto un uomo scrive per regolare i propri personali rapporti obbligatorii con altri: bisogna eliminarlo perclik incompatibile la creazione di un diritto patrimoniale a proprio favore con la potestk di attribuire al foglio al quale si affida cluella creazione il privilegio della pubblica fede.
Intendiamoci bene: e non si corra a condurre la mia formula dl'assurdo. Io nego al pubblico uEciale la potest di dar vita ad un documento pnbblico fornito di puhblica fede in tutto ci che ha 4*eh~ione suo gar*tz'colu~e al ilzleresse pcct?nir)3?oiiziale. Nego rccisamente ci ;nia lo nego ( intendasi bene ) quando la qualit di doczc?nerlz%o pzcbblico si voglia desumere zctzicarnc?zte dalla peiiqsona dello scrivente.
Certamente se anche in cosa di suo interesse patrirnoniale, a ci che scrisse il pubblico ufficiale per suo privato interesse si aggiunge un altro e e e t lmwo diverso costitutivo di per si: solo di documento pnbblico, in tal caso il documento pubblico sorger non per la inconcludente ragione CIella qualiti1 cli pubblico ufficiale in chi lo verg; ma perchi! a quel foglio sussegui un documento pubblico costituito tale per un diverso successivo elemento :sia che tale elemento si trovi in una fornzu prz2?ileyiccEcc la quale abbia denaturato il titolo primitivo ;sia che si trovi nello intervento di ul6.i.o pzrbbtico zcfliciule che abbia in certa guisa dato lo essere ad un nuovo clocumento pubblico il quale possa dirsi m c e ~ c l n r z ~ ct?ii~ert fulsiificuto. Ma finchB ancke ad uti clocuniento puhblico successivo non puO rimproverarsi clie un hlso ideologico cagionato'da quel primo scritto, il falso documentale non potr (per le cose che ho dimostrato di sopra) trovarsi nel documento successivo per ilianca,nza di materialitti, come non pub trovarsi il falso pubblico nel primo scritto per difetto nelle sue condizioni giuridiche (1 ).
(1) Questo mio pensiero dominatite iiella gi~irisprudetiza P~ancesenel tenia analogo della scrocelieria. In quella giurisprudenza si tiene meritevole di protezione chi FU vittima della propria credulil unicamente quando egli non fu cnsi baggiano da credere aila isolata asserzione del frot1;ilore. Vi viiole una c~ualchecosa di pi ; e questo si trova 0 nella mise e n sce'ne, o nello iriiersento di terzo. Se Cajo si limito a dirti io sono ricco, e tu corresti a fidargli, sei vittirii;~ dellii tua imprudenza (dice la giurisprudenza Francese) ed io non ti proteg.go perch non dovevi ctvcr fede in chi ti cliiedern r o l ) ~ o denari. aia invece io li proteggo s e coliii per t r s i
Vor,. VII.
- 466 credere ricco si circondi) di un apparato niendnce (mise e n scnej o se ti present un terzo a certificare la sua ricchezza (.intet.ve?zliow dzc liers) perch allora non avesti fede liella sola puroln di colui, ma nello artifizio o nel terzo. Sullo identico pensiero deve corrersi nella materia del falso scritturale. La qualit pubblica della persona che cl~iedenon qualifica il falso come falso (salvo a costituire il pecnlatoj ma bisogna che vi concorra o l' ctppctreccllio (forme solenni ) o l' intervet~lo di altro pubblico ufficiale ; cosicch si t&disca la fede che si ebbe in quello od in questo, non la stolta credulitit che si ebbe in chi cisseriua e chiedeva, e conseguenlemenfe non poteva certi/2core.
Un prrhblico ufficiale subalterno scrive una lettera al suo superiore. In questa lettera gli annunzia che ha fatto una provvista di carta, di mobilia, od altra spesa per il suo riffizio, e cl~iedeal superiore che gli faccia 1' opportuno e regolare mandato per il 'imborso. Periiiiainoci qui un istante a contemplare quella lettera; essa emana da un pzcb6Zico uficiule; essa i? vergata (la l u i in sjflatta sua qualit, e da lui Armata; essa t: falsa perchi: non esistono n& la carta nil la mobilia che in quella lettera si descrivono COMC provviste. Ma potrh essa la coscienza di alcuno tranquillari~entepronunziare dio quella lettera b un I;icz6nze~zlo pzcbblico; o che le false asseverazioni coI contenute costituiscono un falso documentale aiizichh un tentativo (li scroceheria, un tentativo di peculaio, cli frodata amministrazione, o di altro ~l~xilsivoglia reato? Ogni altro titolo di reato sark adattabile a cjuella lettera quando lo si desumn da un oggettivo giuridico special-
- 467 mente aggredito. Mai vi si adattcr il titolo di falso in documento pubblico. S perchk non si pu annettere a quel foglio la pubblica fede, s perchb neppure il titolo di falso adattabile dove non trovasi che un falso ideologico. Ogni giorno si scrivono lettere contenenti fkxlse assel.tive, e spesso si scrivono al fine di offendere i diritti altrui, o nel patrimonio o nella pudicizia o ilell' onore, o simili :ma nessuno potr sostenere sul serio che quelle lettere costituiscano un falso docun~entale,sebbene nei congrui casi possano dar vita al titolo di scroccheria, di seduzione, di diffainazione, e simili. Andiamo innanzi. g. 3755.
Al seguito di quella lettera il superiore ingannato ha rimesso al frodatore un mandato regolare sulla pubblica amministrazione affinche possa ottenersi dal supposto crerlitore un rimborso delle spese nsserite. Questo si che sar un doczcrrzestlo pztbfil2co. Ma potri egli dirsi che il solo nascere di cjuel niandato ha renduto responsal~iledi falso in documento pubblico 1' ufficiale che verg quella lettera, perchk se il documento pubblico falso non pu trovarsi in una lettera scritta a proprio interesse l' ufiiciale che verg quella lettera fece con la niedesin~anascere il falso documento pubblico del mandato ac1 esigere? Io non credo si possa dire neppur questo perchk il docun~entopuBblico (niandato) non k falso maife?*inb)je?zte, solo idcolngicccnae?ztc, Sarebbe k l s o ma il docunieiito (niandato) se il sril~eriore rilasci0 il clic mandato lo avesse fatto iunliziosan~entein somma maggiore di cjuelIn richiesta: sarel~befhlso se vi
fosse stata supposizione di persona nella lettera o nel mandato, o se per altro modo potesse rimproverarvisi un falso materiale. Ma poichk in quel mandato tutto ci9 che vi 6 scritto conforme alla verita materiale, che doveva rappresentare, cosi il rapporto di contradizione sta soltanto fra quel documento ed una idea :e perci9 deve dirsi che il documento non 6 falso come documento, ma semplicemente contiene uno ma enunciato difforme dal vero. Manca di ve~idicitct, rue~itit.Sar menzogneyo nia non fi fcclso. Noil non di k vero il contenuto dello scritto, ma lo scritto un docurilento vero, come b un documento vero la quietanza che io faccia al mio debitore annunziando che rni ha pagato a contanti, quantunque il pagamento che cola si afferma sia insussistente perchi: non ho avuto neppure un centesimo.
Che se poi su yuel mandato che documento pubblico vero il quale dB esigibilit ad un credito falsamente asserito si venga a commettere anche successivamente un falso materiale ( o perchfi si alteri nello scritto o nelle cifre, o perch si sopprim a ) nessun dul~bio allora sul titolo di falso docunientale, nessun dubbio che simile falso cada sopra un pubblico documento. Laonde se il subalterno dopo avere con la lettera mendace ottenuto il mandato vero, non pago del lucro indebito gi guadagnato, alteri in yuel mandato la cifra e converta (a modo di esempio) il dieci in un cento, egli si render bene colpevole cli falso in documento pubblico, come se ne renderebbe colpevole ogni privato che ci facesse, perch non la perlsona sua quella che
d i al mandato il carattere di docunlento pubblico ma la f o ~ ~ ~en la persona dell' ufficiale che non a a petizione cli credito ma a testificazione di veriti verg'alra il mandato. Cosi ripeto che il notaro col fare una nottila esagerata di onorari o di spese non da vita ad un documento pubblico : quindi se il suo giovine incaricato della esazione di quelli emolumenti ne alteri la cifra per via onde riscuotere ceiltosessanta invece di cento, e mettersi in tasca i sessanta, egli commette un falso sopra scrittura privata. Ma. se poi quel giovine deposit il foglio alterato in un pubblico documento potra far nascere il falso in documento pubblico per connessione, come dir fra poco: e del pari se quel giovine cl~iamato a far quietanza solenne di quella notula si presenti ad un attuario annunziando se essere la persona v i ~ a notaro creditore sorger indnbidel tatamente il falso in documento pubblico. Cosicchb in questo svolgimento di criminositd il successivo oggettivo giuridico che e venuto a ferirsi d i vita n differenti titoli di reato. Il notaro che form la notala esagerata potra essere responsabile di scroccheria (1). Il giovine che ne alter le cifre sarci responsabile di falso in privata scrittura: e colui che divenuto possessore di quella notula si presenti a stipulare un contratto di quietanza spacciando essere egli il notaro creditore cominettera uii falso in pubblico documento. Appariranno sottili queste distinzioni. Ma io le credo vere di quella verit che mai fallisce, voglio dire della verith antologica.
( ) S e b i r c e t C a r le r c t f Dilliothqzte du d w i l , S. 1 f a ~ x , 58) insegnano non esser falso in documcnio [~iilila.
- 470 hIict, ia
f7iu:i quietanza ilci diritti del registro appost,~ da un notara a d un contratio, perche ci8 non B u n atto rlel suo ministero, e co.ilituisce un falso estraneo alla sostanza deii' atto. M(i anche qui io trovo un srosso rquivoco perch si sciiiiibiit il documento pubblico che nel conlrntto prece: dente, coinpleto, e rimasto intatto, con la qiiietanza apposlavi, mentre il docuniento pubblico falsificato deve cercarsi nella quietanza stessa della quale soslaizurr. il pagctmento del dazio che l' ufficiale del regislro ha per szco z~f'lLciod i festificare. Ove si domandi s e il notar0 che falsific la ricevuta del registro sia responsabile dell' agyruct?zte perso)inle ammetter0 che ci si neghi, pereh8 nella alterazione del documento esarato da un Lcszo egli agi come irzdEvidz60 e non come notaro: il nolarinto fri soltanto occnsio)ae, e non ?,i% nzezzo al falso. Jla non pui~duhilarsi del titolo di fulso in pubblico documento quando la falsiti non si obietta a1 ricevitore del registro ma ad un terzo. Quanto L! riiai facile cadere in confusioni nella presente materia !
Al contrario in una via fallace si gettano coloro che vedato "emanare il foglio da un pubblico ufficiale temono in certa guisa di essere incolpati di audacia se dubitassero della qualit di pubblico documento. Essi sono vittima di uii ecluivoco e di un giuoco di parole cercando la qualith di pubblico nel criterio soggetfiho mentre deve cercarsi nel solo criterio oggettivo. 11 criterio soggettivo 13 fa1Iace e fJak lo mostra ad evidenza il fatto che un docurriento pui5bJico si pub creare anche dal privato rlrlarido imiti le forme del pubblico documento, e ponga se nelle veci del pubblico uniciale. Al modo stesso che i1 p?-iuato comrilette falso in pubblico
4ocumeizt0, quando fabbrica un simulacro di gontratto per farlo apparire rogato da pubblico tabellione, cosi il pubblica tabellioize commette falso in privata scrittura quando fa un siniulacro di privata scrittura. La nozione di pubblico nel clocumento k tutta oggettivct. Non nasce soltanto dalla pwnsonct che lo fa, ma dal fine e dallo efe'etto. E pubblico quel foglio che ha per fine ed effe'etto di far fede in faccia a tutti, o cl~eB creato con quelle fosv~~,u che sono costituite per guarentigia di tutti (I).
(1) I1 criterio oggettivo si sempre considerato come indispensabile a completare i caratteri del documento pubblico. Anche il giudicato della Corte di Cassazione di Firenze del 1 0 ottobre 18663 fAnnali di Giurisprziclcrz,xnitutinnti I. 1,2, 84 che dichiar essere documento pubblico le polizze del Monte Pio (sul che non era luogo a muovore serio dubbio) notb fra i criterii occorrenti a costituire pubblico documento ivi la fede che ad esse viene attvib~citu.k notovole che questo decreto ammise in massima la possibilit!l che il titolo di falso si eliminasse per la goffctyqine della imilazione: ma disse che la goffaggine era una circostanza di futto che doveva proporsi alla verificazione dei giurati e non poleva dedursi alla Cassazione quando non ne era stato assodato 1' elemento ordinario nel giudizio di fatto: e disse benissimo.
Quando il pubblico ufficiale verga un foglio senza solennit di forme scrivendo cosi come farebbe qualsisia privato, non pu dirsi che la pubblica fede nasca dalle foisne che non furono date a quel foglio: bisogna poter dare la virti di generare la pribblica fede alla sola firma dell' ufficiale, la quale
ai sostituisce a tutte le forme solenni che non sono in quel foglio. Questa virtil si accorda dalla legge a quella firqn2a quando il foglio B destinato a servire eventualmente allo interesse di tutti; ma assurdo sarebbe che la legge lo accordasse a cluella firma quando il foglio destinato a servire al solo interesse dello stesso ufficiale (1). Immaginiamo un giudizio nel quale I' uinciale intimi per un asserto credito una persona privata od anche una pubblica ainniinistrazione. Il reo convenuto risponde a lui che psaovi, com' suo dovere, la verita del credito dle asserisce: ed egli re~~lica, qua questo foecco glio che Iio scritto io, che ho firmato io, senza nessuna solennita di fo?wze percli la mia firma supplisce alle forme. Chi non vede che se il reo convenuto persiste nella impugnativa il giudice bisogna che rigetti 1' azione per mancanza di prova, percllb non puo ailzinettersi che la sola firma del creditore faccia fede contro tutti a profitto del creditore stesso. Dunque il foglio vergato dal pubblico ufficiale al fine di ussa-a*e un credito od un diritto qualunque a proprio favore, se non la tragge dal concorso di forme solenni non ha fe& pubblica :dunque non i documento pu,bbZico perchv dal solo resultato bil sogna gndica~equesto carattere. Se quel foglio si pub crcdere o discreclere coine si farebbe di ogni altro foglio privato, il foglio privato. ~a opera del pnbblico ufficiale quando non generatrice di p d hlic~ fede procluce questo solo effetto giuridico di ~ostitujronna qualifica od una aggravante al reato ~ 1 sorga dal fatto per la Ze,sione di te s uZttqo 0t;1 ~ zc z ' gettivo giuridico, in ragione dello abuso c1i autoriti che colui pub aver commesso e che & conconiitaiiie
- 473 al delitto principale se vi . M non denatura il dea litto principale, perchb ogni delitto deve avere quella nozione che a lui d$ il suo oggetto, cio il diritto aggredito.
(1) I pratici danno la definizione della scrittura privala in questi termini -'Privcitzcnz instric~izenlum est quod a privato coizscriptum et cructoritute privata factunz : C o C h pruxis fori Gernza?zici purs 4, pug. 101, 9. 3. Questa definizione parrebbe dare per contrario la definizione del falso pubblico nel senso che lo strumento fosse sempre pubblico quando fatto da persona pubblica e con uso di pubblicn autoril. lila questa contro definizione non riesce esatta in ogni sua pratica applicazione perch la nozione del documenlo pubblico non puramente soyyettivct, ma dev' essere anche oggettivct,. Non tutto quello che una persona pubblica scrive anche con uso della sua autorit un pubblico documento, ma soltanto quello scritto che ha per suo fl?te &i certilicare ztn vero nello interesse pubblico. Il superiore che scrive un biglietto ad un su9alterno invitandolo a recarsi pi sollecitamente a17uGzio, persona pubblica: quel Liglietto lo scrive in esercizio della pztbbliccr, azctorit, pcrchi: senza questa non potrebbe trasmettere quel comando. Ma come dire clic quello invito un documento pubblioo? Ecce honzinena Pbto~bis.La definizione inesatta perch comprende pi del definito. h dunque documento privato anche quello che parle da un pubblico uffciale con uso dell' ufficio suo quando ha un oggetto di sua personale colnoditic, piacere o ijeteresse, e non i: destinato a far fede di una qualche cosa appo tutti. SarU documento pubblico In supplica clie un impiegato diriga al Ministro per una promozione, sicchi: s c ei vi espone coso false o se altri nc: altera la materialit sorga il falso in pubblico documentoP Dove il pubblico ufficiale ha un interesse persotzale repugna che il suo scritto abbia pitbblicu fede. Si tenga mente ali2 oggettivo che d la essenza al falso in puh-
- 174 blico documento: esso sta nella pubblica fede. Con questc criterio non si errer; ogni altro criterio & fallace.
Di questo modo di vedere io feci applicazione fortunata in un caso pratico che voglio iicorda.re perch lo esempio materiale chiarisca il concetto. Un ingegnere era stato incaricato di dirigere per conto del Governo Italiano certi lavori di grande entitk e non solo di dirigerli nel punto di vista tecnico, ma di tenerne ancora l' amministrazione come contabile, dovendo quei lavori farsi, come suo1 dirsi, a nota e non ad appalto. Costui formaildo le note settimanaIi dei lavora,nti ne otteneva la sanzione e quindi lo incasso della supposta spesa. Rila per avidita. di guadagno aumcntb in cluelle note cosi i1 nuraero degli operai cou1e i loro ernolrirnenti per guisa che ad una verificazione risult lirnpidamente avere egli carpito vistosissime somme. Non era dubbia Ia frodata aiuministrazione e la scrocclieria. Tutto il dubbio cadeva sul fcdso 2'n pzdbb12~0 cloczt~7zentoche 1' accusa ravvisava in quel fatto attribuendo il carattere di documenti pubblici a quelle note. Io fui consultato ed opinai che a torto si pretendesse trovare il carattere di pubblico documento in quei fogli che quel pubblico ufficiaIe formava come titoli di credito GG 23~021~io fuvo~e.Era questa la ragione che m' induceva (1) a guardare quasi come assurdo il pensiero che un pubblico ufficiale ]lotesse creare (spendenclo il srio proprio nome) un pubt~licodocumento in cosa di ilare ed avere vertente fra lui nel suo individuale interesse e la pub-
- 475 blica acuininistiazione. In questa opinione io persisto senza spirito alcuno di parte, percli non so persuadermi come possa dirsi docus~zetztopz6OhKco un foglio informe al quale nessuno obbligato a credere ed anzi ogni uomo prudente non deve credere senza una verificazione. Io non posso indurmi a trovare il pubblico documento dove non impegnata 12, puhblicu fede: e la pubblica fede (notisi bene perchi! qui sta tutto lo equivoco) non quella che si dia alla persoszcc, poicbe questa fa nascere il peczdato, ma quella che si d i al cZoocuine+zto come tale. In quella causa patroci~iataposcia da altri la Corte di Assise di Firenze effettivamente escluse il falso pubblico e dichiar concorrere il solo falso in scrittura privata.
(1) Veggasi il niio voto in quest' affare nella raccolta dei miei opuscoli pubblicati in Lucca coi tipi Giusti 1869-1870,
vol. 3, OplAsC. 44.
S. 3780.
Quel giudicato e quella rilassiiiza parve a taluns erronea. Ma se vi fu un crrore non fu (per mia perseverante opinione) nello eliminare il p~ecZicc6to di pubblici docuuenti sostituendo quello di privati a quelle carte. Forse fu errore nella definizione del subietto perchb il vero titolo da darsi a quel fatto non era quello cli falso documentale, ma tutt' altro. In questo dubbio nli ha condotto posteriormente lo studio di un caso che io non dir soltanto analogo ma pu dirsi propriamente identico a quello ricordato di sopra; e -indicato dalla Corte di Cassaziorie di Parigi il 7 settembre 1810 con decreto riferito
da B l a n c h e (troisime ktztde s z le @o&l ~ k f i ~ i l , ~ ~ PaPimis 1567, pug. 1 7 2 ) il quale alle;.a come conformi i giudicati della stessa Corte di Cassazione del 23 settembre 1842, 4 novembre 1847, 31 maggio 1855, ed approva quelIa dottrina la quale i11 sostanza viene molto saviamente a dire che un foglio scritto a pr0231~io 'u109ize da chi si dice crodit o ~ e chiecieve uno indebito pagamento non e per un doczclilzetzlo, perche tzotz docet del credito n1a della petizione del credito. Prova la petizione indebita, e cos il delitto emergente da quella (quando delitto vi sia), e non costituisce il fcclso docetf?ze7ztale.Prinp cipio che io credo esatto e verissimo. Trascrivo quel giudicato dal libro di E l a n c h e - ivi - Cf-O-
ciuni, Eartoli, 2lrfclvki?zi, Eertotzi et ~Tfu?*xi I6zcz'ssie?*s aitaclids au tribzcnab de plire~?2%kt-e instc~?zce l'uvde 9-ondisset~ieiizdde Sie?zne,~~vdse?zlB?a~z2 ccu procz6~~ezc?~ itq1d1nial et cczc prisident dzc Tribectzal I' itat cie leztrs salcC.i~eset ddpetzses. Le pvocz6?*ezcr i~nl~krictl apgosa sotz visa, et le prsident le t*eui;titde sotz ordotttzance; mais les enylogs de lcb pt*i.fectutne s'a21ercuretzt qzte clClfzs onze uf7ticle.s d z ~&t Ptcct, la vdrit uuait Bt l~zte?+e,C' est ci dire pu' 092 r/ at~ccitp o ~ t bce?atafizes oyircctiotzs uzc Ziezs (I' ccutres; o?a auail n z h e szqposi des nctes, des voyccges, et des fp'ais, qai sz' avaient pohzl td fctits, ccfi?z cZYaugt7zetzte?. la sot~znzecles snlcc.l1*es cies I~ztissievsCLZG p*jz{dice da trdsor 1~ztOZic.&ztoiqz(e les Izzcissiers tz' etam z t fail. zcsuge d' caztcztne 1~ice fmsse 2 ~ 0 2 6appz~~el" ~ les articles nlt&svGs, s;zdu~tzv~oitzs Coztr de jz~stice lu crh?zi??cZle&t cl411a?*tenzent l' 00lizb~-one de considc5ra 2e.1; dits hz~Essies0s cowme p~dvet~zss faus c7ccns c7e des pidces dc conq1tn2iii'it~;~ p~*c$z(cl.ccc71~tf*(;sor* ctzt
- 477 pzrrblic, et ycw sotz ccvrt cIzr, 9 gnccrs 1S iO , les renvoya clevm~tla C o u ~ ;izcstice crivzhelle du ddde parteinetzt de la Senne. Szcr le potwvwi des LLU~Ssiel*s ' a r h t cle Iu Cozc~c e jz6stice crh~einellefirt l Z crn?%lzzcld. . . . . . . Attefztlu, yzcs, d u ~ s Gtnt prC. ? sentd p&* 2es Izuissiers dlt t~*ibtc?zc~l p~-e~ni&ve de i)zstu?zce de ,Se?z?ze, il qz' u E t B fccit zcsnge d' uztce(ne quulit, sig?zatzwe oet pce fuzasse, mais quyil y tc t seulenzefit fait ce simples fausses 4nonciations r-eluticement Gi quelyzles zuzs des cc.rlticZtis y porLCs; d'ou il sz~itque leclz't Stut ?ze p)*sente uttcun caracthre rel de faux; et que, si 6 on p e ~ tI/ recofinaitre des ca?*uct$res d' escroquerie, de ,tentative de vol, et m h e de vol, au prdjz6cZice dz6 tr16sorpzcblic, la cosznaissance cle pureils crtr4q~zes cldlits ou uppa~*tient UICX T~ibztnazaxordinaires.
Come ognun vede ben lungi dallo spinger le cose. fino ad ammettere il titolo di fulso i?z doczc~ne?ztu pzdbblico h Cassazione neg persino il titolo di fcclstr docume?ztuZe: e giustamente, perch non k? docz6??ze.i~ do a cui si debba dar fede una clo.fi%andctdi pagafnenlo bencliti inoltrata da un pubblico ufficiale iii tale sua qualit. I1 caso di Siena giudicato a Parigi & (sotto il punto di vista clel p~edicuto)identico a cluello dello ingegnere giudicato a Firenze. Pubblico ufficiale questo, pubblici uBcinli gli uscieri di Siena: abuso della qualitk officiale per parte di cluello e di questi : apposizione del visto ministeriale nelle notule prodotte da q~iello: apposizione del visto del Procuratore Imperiale e del E'resiclerite nelle ilot.nlo
- 478 preseritate dagli uscieri: clanno del tesoro publ~lico in amljo i casi. JIa pure a buon diritto si respinse il titolo di fcrlso cloezlissei~luli.,percllb non i: cloc?jtslefzfrr ci6 che si scrive per asserire il credito propsio e chiederne pagamento. La unica differenziale che intercecle fra caso e ca'so sta in questo che nel caso degli uscieri di Sibna come in altri (i) giudicati in Francia il pul~l~lico ufficiale presentava la nota del sno asserto credito senza corredo di alcun documento; laddove il suddetto ingegnere corredava le sue notule con In firma dei mniatori e legnaioli che alla loro volta, Pxevano credito a si.: zncdesimi dei salari asserti pagali ai lavoranti. Ci6 poteva iiidurse a pensare clie bene si fosse detto a Fii.enze quando si trovo un doczc.i.lze~~to quelle atin testazioni di te?-zi, e tosi persevcrasse i1 titolo di falso; ma il falso clocumento in questo punto di vista stava nella firma del muratore o del legnaiolo i quali essenclo privati non potevano dar vita clie a un documento privato.
(1) Il principio che un foglio scritto per chiedere il pagavtento d i ulz fulso cct*edito non sia documento fincliij si guarda nei rapporti ira proleso credilore e siipposto debitore (quantunque possa poi divenirlo ricpelto ai terzi ) si ricoriohhe anche in altri giudicati di Francia. Udiamo Il l a n c h e a1 luogo citato dove riporla altro giudicato della Cassazione del 1 aprile 1SO9 1 ivi Vcrillnrd e'tnit pozcrst~ioipour a v o i r , cir le ~ U de citmztlcr u n e pension d e 9'etraile lcu E avec un traitcnic?it d: a c t i v i t h nlteste' fnusset~icnt, d a n s des dCclarcclions rsve'tues de s a siy~rature,yz~'il n e jouissnit d' u u c u n traitcweat d h c t i v i l P tgpu.?is q((' il ?-ecev(~il celtti' d u grnde de licutcnrrnl. Ln Cour spiciall: tltc dl:prirlcme?ll de In Senne se I-ICrlara i n c o n ~ j ~ i ~puurl connaitre de ce nte
filit. Le ~ J O I G ~ Uque~ le Jiinistdre public forma contre O cette decisiolz, filt r q e t . Attendtc qzte Vaillc~rdest prv e n u d' avoir fazcssement t t ~ s t par des de'clarations rcvllues de su signritztre, qzc' i l ne jozlissait d' uzcczcz trccitement d activit nlilitnire ci l a d n r y e dic trsor public, ' tnndis c/uZil reeevuit le trititerrient clzc grade de Eiczctcnant ; que le cnractre (E26 dilli, i~)lr)z~t& dit Vaillard, consirete ste dans clcs cielarations siniplernent mensong&res, qzci ont ezr 110211'objet l a c t a ~ z d a t i o dtt trrriteazent de retraite rtvec ~t le traitement dzc yrccde de lieutettntzt; qzce ces dclarcctiotu mensonydres ne canstitzce?it pus le crime de faux. Analoghi sono i giudicati della Cassazione di Francia del 19 febbraio 1825, S luglio 1559 e 22 luglio 1858 in affare N u u case - ivi Aitetzdzc qt6' 241% Dille1 sozts seing priub, contenant reconnaissancc d'une dette, et sigt~e'prtr le dbiterlr sezll, ne firit prezive gzte contre Zzti, et n'tablit point con1Te les ficrs l a rbalite' des nlentiot~squ'il co?ztient, et p6e, si le sigtzataire, e11 re'diyeant son ucte, y i n t r o c l ~ ~ ides t tzo~tciationsrile~zsonydres,ce naensonge ne eonstittce pns le fauz crivzinel.
Si tolleri che a questo punto io abbia deviato dal mio costante sistema di prendere a fondamento delle dottrine che io professo il solo raziocinio e le deduzioni logiche dei cardini fondamentali senza mai pigliare come punto di partenza (tranne come dimostrazione a posteriori) lo stato della dottrina e della giurisprudenza. Ci6 B necessario in un corso scientifico: e nel seguire questa linea io sempre ho obbedito alla logica delle ileduzioui senza preoccupazione della difesa o dell' accusa. Ho cercato sempre (li raggiungere la verit, e non di favorire una parte. Cos ho sostenuto il titolo di fnbo dove
c~ualcliedottrina mi avrehhe autorizzato a negarlo, 110 sostenuto la qualifica di pubblico dove i monuiiieiiti giurisprudenziali mi avrebbero autorizzato a negarla: e viceversa. AIolte delle mie opinioni sonosi cornbattute, e ammetto che possano essere erronee : nia perch io cessi di professarle dalla cattedra corile veriti non mi appago che mi si obietti una opinione od una giurisprudenza. Esigo che per solidi argomenti si dimostri o che falso il cardine da me assunto, o elle pecca di vizio dialettica la deduzione che io ne ho tratto. Ma a questo punto speciale ho voluto rafforzare i miei principii e le mie decluzioni con autorit6 pratiche, perch so pur troppo che molti non vogliono accettare queste sebbene non sia possibile di ricusare quelli. Per me il falso pubhlico non 1111 furto ;non t! un mero abuso [li ufficio ; non una mera lesione del patiirnoiiio pubblico; non ia una mera offesa alla fede privata: B e deve essei.e una offesa alla fede pubblica. Se mi si nega questo principio senza sostituirne (come da troppi si fa) un altro che sia ragionevole, io continuer0 con salda convinzione a professarlo: se mi si mostra che le deduzioni da me sostenute non discendono logicamente da ynel principio, sono pronto a correggerle. S. 3763.
k questo un argoiilento sul quale io vidi rinnovarsi frequenti le dispute forensi altrettanto difiicili a risolversi quanto interessanti por la diversitti della pena. L' accusa cerca sempre di sostenere che il documento falsificato era pztbblico; la difesa all' opposto sostiene che era l~riocctu.La giur9isy~*u-
- 481 denza fluttua e spesso si mostra incostante, e non sempre coglie nel segno (2). N& la fluttuanza colpisce soltanto il m,neloito della questione; essa cade eziandio sulla competenza a decidere la questione. Dove introdotto il sistema della giuria si disputa se la questione relativa a decidere sulla natura pubblica o privata del documento debba sottoporsi ai giurati come questione di fatto, O piuttosto debba riserbarsi al giudizio della Corte e dei hfagistrati, come questione di puro di~%iio. Oggi sembra prevalsa tra noi la opinione che sia questione di diritto, e questa B forse la dottrina piii vera: ma talvolta si pure giudicato il contrario.
(1) Saviamente osserva B l a n c h e f troisinie e'iude szdr le code pnul n. 125, psg. 165 ) Donncr ci chncurze des nll ~ r u t i o n sde In uerii, que l' 011 retzconlre duns l a praiique, le veritable caruct9.e qui I l l i ccppc~rtientest pezd &tre 1' une des p k s cnhruorss DIFPICULTI~S d z ~droil c ~ i t i ~ i n e lper:
ch la scienza possa troncare queste inesauribili dinicolte che sollo forme infinitamente svariate pullulano ogni giorno nel foro non veggo che una via la quale coerente alla verila Onlologica ed ulile alla pratica. Ravvisare il Lilolo prevalente di falso nel solo falso naa~erialeinteso coine deve intendersi: in tutle le altre c l l t e r a z i o ~ idelta veritct inserite nel corpo di una scrittura riconoscere una qualifica del reato principale defiuito secondo la natura del diritto aggredito cou quel mezzo.
NB vuolsi tacere che questo problema della competenza a giudicare. la pi vera natura del documento desso pure complesso. Talvolta si questiona sulla indole del docttjne.lato, talvolta sul carattere della VOL.VII. :t l
peysoiza che lo esarb. Ora si concorda che il documento fu scritto da un pzlbblico zcflciclle o attribuito ad un pubblico ufficiale, rna si controverte la indole dell' cctio. Altra volta si porta la controversia alla radice, e s'impugna che la pemo9zc6 dalla quale apparisce formato quell' atto rivesta le condizioni di pulrblico zcjtzciul~.In cjuesti secondi termini torna a sorgere il dubbio sotto forma diversa; cercandosi se ai giudici cittadini, od ai giudici Magistrati pertenga la balia di decidere se una tale persona riveste o no la clnalita di z~flcialepzr,bblico. E qui pure sembra prevalente (ma non senza oscillazione) la opinione clie trova in quella ricerca una cluestisize di diritto (1).
(1) Eel grave dissidio fra i dottori e le giurisprudenze se I;i questione relativa a decidere la clualil di l~ilbblicoo rli 1)i'ivolu nel d~curnenlofalsificato debba portarsi ai giudici od ai giurati, ritenne la conlpeteiiza dei Magistrati la C;issar ziorie di Francia coi decreti del 7 ottobre 1825, 26 gentiaio 1837, l 5 giugno 1827, 12 gennaio 1842, 27 setienihrc ISSO, 6 orIobre 1S36,5 gennaio 1S35,14 giugno 1S32,432 giugrio 1502, 2 aprile 1831, IS settembre 1S%, 26 diceriiLrc 1S28, 1 aprile 1826. Identica opinione abbracci la Casa saziono di Torino S giugno 1856, s la Caksagione di Pireoze 50 maggio 1868, e 1 Iugiio 1868, Ne dubit C b a uv e a 11 c t I1 e l i e f tl~orie vol. 2, cnp. 23, pny. 1Q7 ) nei casi di docuii~cnli commerriali dalla legge equiparali ;li pubblici, nei cluali ravvis un nggrnvunle deferibile alla COguizionc dei giurati. Rla fu hene risposto clie circoslcuzza nggfnvcl?zleb q~iellesola tolla la qiiale rimane un clclilto pri1icip:ile dellnilo e punibile sccontlo la legge. Laonde so IOgliele alla falsificnziorie di documcnto la qualith o di puhlilico O di privaio in questo voi non avete pi niente oh0 incontri una iiozione <~riri~itiosa definita, e per conseguenza
bisogna dire che la qualith di pubblico o di pl.iucito nel docnrnento non S circostanacc senza la quale possa stare il reato, ma condizione essenziale di due titoli distinti di nialefizio. Queslo parmi che debbasi concordare: ma io non s o arrivdre a capire come il trattarsi di circostanza ctyyrnvcizte o di circostanza essenziale possa influire sulla questione che verle tra la competenza della Corte e la competenza della giuria. La linea che delimita le due competenze io nella mia tenuit noti so arrivare a trovarla nella essewaiulitci o cc.ille~ttciLitridella circostanza sulla quale cade il quesilo. La linea di delirnitazione io la riconosco soltanlo nella ~'tigionedi decidere il quesiln. Se il quesito ha bisogno di una interpetrnzione di legge o della risoluzione di un dubbio scientifico, il quesito deve deferirsi ai Blagistrati, sia cile cada sopra uu essenziclle sia che cada sopra un accidentale. Se al contrario i l quesito S di puro fatto C la sua risposta affermativa o negaliva dipende soltanto dallo apprezzare i testimoni e le prove, il quesito deve esser proposto alla giuria solo giudice del fatto tanto s e desso verte sopra una circostanza cosliluliucc quanlo s e sopra una circostanza crggl'nvullte. Confesso la pochezza dello ingegno mio quando dico clie mai non siiinsi a comprendere il nesso logico c giuridico per cui la differenziale fra competenza c corirpcLenza si vuole far dipendere non dai e r i t e d i diversi clie occorrono per atferinare o negare, ma dai diversi elf'etti che si pr,oducono dalla affermaziorie o dalla negazione.
Bisogna peraltro anche qui cautamente elistinguere. La cluestione pu nascere sulla indole giuridica rli un ufficio e tenersi coine questione di diritto. hlla se cade invece sullaperlin~?zzc ufficio ad un dell' individuo, la questione mailifestamente di fatto. Spetterh ( a moclo d i eseri-ipio) ai soli Alagistrati
giudicare sul confronto della legge ~egliante un se consigliere comunale sia o no un ufficiale pubblico: ma dove l'accusato impugni che colui fosse in possesso dell'ufficio di consigliere comunale la questione di puro fatto, e non pu la Corte arrogarsene la decisione, La soluzione di questo problema. B analoga a quella che toccai nella nota al 9.2941 in ordine alla qualit di pzcbblico altribuita ad un Zzcoyo. Verificare se una via conduce a certi casolari t3 questione di fc~tto: giudicare se quella contingenza costituisca 21z~ObZicUd& Zt6ogo e questiono di diritto, Ecco i nodi nei quali il metodo della ginria & venuto ad intricare la gi hastanternente inviolata dottrina penale (l).
(1) Non meno disputata ? la queslione sull' ammissibilit della prova testimoniale nel criminale processo per giustifioare contro la sua impugnaliva la esislenza di uu contratlo che in ragione della somma o della natura sua non potrebbe per le leggi civili provarsi con testim'oni. Questo dubbio gih si proponeva anche dai pratici in ordine alla prova congetturale: Ba s i l i C o decis. 141, n. 1 4 et seqq. fila I' art. 1341 del codice civile Francese ha reso di una pi concreta importanza il quesito, del quale dico altrove ($. 3701 e la nola ) il mio pensiero. Vedasi Ca r n o t code gnal art. 408, n. 2 illa n g i n de l' actiotz publique S. 571, et 173 L edru R o l l i n nella nota al giudicato della Cassazione del 5 aprile 1817 a8are Desbliins, nel Journal dzc Pulnis: Cassnzione 26 settembre 1820 affare Conibes; Corte di Parigi 18 ottobre 1557 aKare Bozlrdoe; Corte d7Amiens1 7 aprile 1822 arare Delorne; Cassazione Ci niaggio 1816 all'are D e l s n u x ; Corte di Netz 31 gennaio 1 8 2 1 a&ro Xay; Cassazione 2 decembre 1 8 1 3 e 16 maggio 1829 a@dro Att)ia?ztl.
Aia stabilito in genere i1 criterio del documento pubblico non sono esaurite le relative ricerche : perclzk se ammesso una vdta che un docnmento sia pubblico, certo che la sua falsificazione costituisce un falso in publ~licodocumento e cos un reato sociale punibile pii1 severamente del falso privato, non percii, che il falso pubblico sia sempre uguale a sk stesso nel rapporto della sua yzcuntitk naturale o politica e conseguentemente nella penalit che deve minacciarsi. Fra documento pubblico e documento pubblico intercedono differenziali notevolissime d' importanza, perche se tutti ugualmente interessano la pubblica fede, tale interesse non peri, sempre identico; ed ora sale al massimo grado ed ora discende all' infimo, secondo la diversitA di effetti dipendenti dalla diversa indole giuridica, del docnmento pubblico falsificato.
Di qui nasce uno speciale misuratore del malefizio che si estrinseca col costituire altrettante subalterne e distinte specie di falso pubblico secondo clie varia o la f o ~ z a probatoria O la forza obbligatoria del pubblico documento. Ci6 verremo esponendo in due distinti titoli ai quali faremo susseguire un terzo relativo ai documenti che si hanno come pubblici per f ~ v o r e per fizx'ioo?zeo per connessiotze?: per o discendere in ultimo ac2 un cenno sulle penulith.
Vi solio dei docuuonti pubblici che meritauo rispetto in cpanto eruanaao da. pal~l~lici ufficiali diperidetitemeute da tale loro quditlt 1 x 1 elle 11011 ficinno fede del loro coutenuto fino ad iscrizioile in fi~luo.Vi souo a11' opr~osio (lei Qocumciiti che per se soli fanno pWza fcde delle cose clic attestano; ed il cotilenuto dei quali iloli parj nb impugnarsi ab siuentirsi coli prove artificiali se non si procede p r In via clclla iscrizione in falso. I prii~~l corrono sotto il iiome generico di ilocurneilti y~zcBfiZic2(1) ai secondi I:$ pratica attribuisce il nome di docunici.ilti ~c?~tenl.ici.
(1) I'ercorrerido lo slori:~ dclle clirnrse le,oi~lszioni, (101trine, e qiurisprudenzo in 1.iialcria di falso documentnle 1~1sogna convenire ciie il ~nririrodei costumi, dcgl' iiileressi c. ilelle ciccasioni di delisquera hanno portnto nei vari tempi ad urla infinita .q~ccictlk,xnzionsedi iiilsii. Ln frequenza di lino ccrta forina [li falso eccitava una legge spcciale: la gravilh di uri fallo conduccvn ed uii rigore cccczionale i Magistrati, I)i qui sorgeva una serie di nozioiii singolari e di singolari teoriciio iruportiiotissima In quoi toinpi e sotlo quoi diritti positivi o sollo quelle ptqaticlje; ma che non ci presta nd uno csotla clnssiricezionc scieniificn. Appena polt'ebhero acgtiirci qiielle lirice in un vasto trattalo sul falso; ma cib E
in~possibilein un corso cattedralico. La indole del nostro lavoro esige si contemplino quelle grandi lince clie in UII punto di vista meramente speculativo pii1 sono cunforrni ai sornmi principii razionali. Spetter ai legislatori ed agl' interpetri al1' occasione della emergenza di qualche specinlizzazione sorta da nuovi bisogni lo adattarvi quei principii astratti secondo ragione. Cosi il fcilso telegrafico inescogitnto fino s i d nostri aspetta tuttora una doltrina che ne definisca i caratteri essenziali, i criterii misuratori, e 13 pi vera nozione. Questo un Lratlato da farsi; e non pu chiudersi in una nota di programma. Cosi ricorder fra poco che il falso nei testa?)lotti merit in Roma provvedimenti e senatoconsulti speciali. Cos ho gi notato che ne!la pratica si cre quasi unil dottrina eccezioaale in ordine alle falsificazioni di bolle pontificie e rescritti d i Principi, mantenuta fino al secolo passato : Respotzsa Tztbifiyc~zsinvol. 4 , resp. 74. Cos in Roma lo albo pretori0 nierit provvedimenti speciali avverso chi lo avesse alberato; onde sorse il titolo de cilbo corrzcplo: N o o r d h e r k observutiontti?~ cap. 8 $1 a r c k a r t probctbilict vol. 2, pay. 115 et seqg. Cos il commercio odierno ha fatto nascere una dottrina speciale in ordine alla falsificazione di m u r c l ~ ce segni di fabbrica. Lo che psrultro non tutto moderno trovandosene traccia anche nelle leggi e pratiche anticlie : C a l d e r o ~lecisiones Cctlltnlo~iiedecis. (i2 il n l l e r p r o ? i ~ p t u a r i u juris, serbo mercutor 11. Q6 ~n 31 a r q u a r d clc jztre naerccctorunz lib. 5, cnp. 9, ?t. 78 Il e v i a Lcibyrintzts comuzereii t f ~ r r e s l r i lib. 1, cccp. 7 , ?t. 1 , s Tng. 41 h1 e n o C 1 i o de cr14itru~iis 2 , cent. 4, cns. 518, 1 lib. $1.25 B c s o l d o tfiesclztrzis ps.nclicus toni. 1,lit. K,n. 1 0 , clddit. png. 509. E questa specialit fluttua in certa guisa fra lo stellionato e il falso documentale: ma non b vero e proprio falso docurrientale, perchb questo titolo presuppone un'alterazione del vero che nuoca direttamente, mentre la falsificazione della marca non nuoce che mediante lo spaccio del genere, e poi non sarebbe che un falso privato, rnai falso pubblico tranne quando degenerasse nel falsa in bolli, del
quale parlerb fra poco. BIa non i! neppure a lullo rigore uno stellionatu, perche si consuma con Ia esposizione in vendita della merce falsamente contrassegnata senza aspettare il denno del patrimonio altrui; e pi ancora percb il danno patrinioniale pi frequentemente non cade sullo avventore che contratta ia merce, ma sopra i terzi proprietari esclusivi di quella Wseyrr, i quali non intervengono al contratto (love si estrinseca la frode. Anclie questo argomento darebbe materia ad un trattato speciale sotto il punto di vista del triplice effetto econoniico civile e penale che pu conseguirne. Cos ho giU dello altra volta che alcune legislazioni creano ila titolo speciale di malefizio punito con grande severiti nella falsificazione dei sigilli dello Stcito. Queste penalit che souo eccessive quando si dirigono contro il semplice tltezzo e che sano superflue quando i1 fine criminoso chiamerebbe di per s solo un titolo di reato del quale l' alterazione dei sigilli costituirebbe una qualifica, d forse una tradizione di quelli antichi tempi nei quali i Re barbari non sapevano vergare la propria firma, e davano autenticit od un atto col mero sigillo: e certo b che quantrinque negli antichi tempi il sigillo avesse ~rancle importanza anche nelle private contrattazioni i moderili costumi lo hanno renduto un oggetto pi di lusso che di necessit: Iio r n ni a n n dissertati0 de unnulo algnntorio impressa dopo il suo trattato dc uirginitule. Colonia 1765, png. 355. La linea che distingue il falso in scrittura pubblica dal falso in scrittura autentica trovasi accuratamente sesnata do i 3 l a n c h e troisiEme tude szcr l e onde pc'nnl pug. 924, n. 159 ct szciv.
In base a questa distinzione che si radica sopra una difforrnith di effetti reali e sensibili, i moderni
criminalisti hanno saviamonte consigliato che sulla nnrma della medesima debba costituirsi una diffe-
- 4sn renza nella pena del falso pubblico serbando il pii1 elevato rigore contro l' alterazione fa.1sificazione e soppressione dei documenti azttentici.
Infatti ella i! cosa intuitiva che stando 1' obiettivo giuridico di questo malefizio nella pubblica fede violata, la violazione di questa ( e cbsi il delitto) sarA tanto pii1 gravo, e tanto maggiore il danno potenziale e lo sgomento dei buoni quanto maggiore k la fecle che si attribuisce al documento adulterato : la qual fede maggiore o minore non put derivare da altro criterio tranne quello appunto dei mezzi pi-h o meno larghi che si accordano per provare il contrario dell' atto, secondo che desso azctentico o semplicemente pzcbblico. S 1' uno che 1' altro portano p4eszc.lzzione di verith del loro contenuto fino a prora in contrario. Ma quando questa prova contraria si puO fare liberamente da chi ne ha interesse, 1' atto si dice pzcbblico; quando invece non si put cimentare la prova contraria senza il memo della iscrizione in falso 1' atto vusl dirsi azctenlico.
criterio che possa dare un senso pratico alla clistinzione fra atto autentico ed atto pubblico. Ma se nel punto di a s t a meramente speculativo apparisce assai limpido ; s' incontrano peraltro gravissime difflcoltk nell' applicazione del medesimo ai casi concreti. Gli scrittori hanno tentato di dare delle eseniplificazioni degli uni c clegli altri. Si sono
k questo 1' unico
:semplificati gli atti nz~teizticinegli atti ilotarili, nei processi verbali d' incanto redatti dai publ~licibanJitori, negli atti di usciere, e simili. Si sono eseruplificati gli atti 9z~OOZici registri delle pubbliche nei amministrazioni, nei diplomi per esercizio di proIbssioni, nelle bollette doganali, nelle dicliiarazioni dell' nffizio del registro, nei ruoli delle c~nt~ibuzioni, nelle polizze di monte, nei mandati ad esigere sulle casse, nei registri dello stato civile, nei verlxili di prove testimoniali, negli estratti dei processi dalle cancellerie, nelle ricevute delle percezioni fatte dai nei pubblici contal~ili, congedi dei militari, nelle visite dei coscritti, negli atti di ordinazione ecclesiastica, ed in molti altri documenti consinlili. Ma in queste applicazioni non sempre si va immnni da cliscordie. S. 81772.
1 codice Francese all' art. 147 riconobbe in Iet1 tera questa distinzione fra atti pubblici ed cbzbtmztici, nia non la port ad efficacia pratica, perch la fa1siiicazione cos degli uni come degli altri identific nella pena clei lavori pubblici da cinque a venti anni. Non parl di atti uzctentici ma genericamente di atti pzcbbiici il codice Sardo all' art. 343. Ma poscia all' art. 344 e 345 parlanilo dei notari us la espressione atto uzrl.e?ztico: lo che pu fornire argomento di una discretiva che limiti i casi ricliiarnati sotto gli nltirni due articoli ad una categoria pit ~istretta di rluella compresa nell' art. 343. La corninissione pel nuovo codice penale Italiano nel suo progetto presentato al ministero nel l867 tenne conto della distinzione fra atti nute9vtLci e atti pz,cbbZici agli ar-
- 101 ticoli 219, 220 e 221 del Progetto: prese per criterio della distinzione stessa il bisogno della iscrizione in falso, e usufrui la distinzione nella determinazione della pena portanclola alla reclusione fino a dieci cczc,te?zticu; e alla carcere anni nel falso in s c r i t t ~ ~ a fino a cinque anni nel falso in scrittura pubhliccc.
I1 codice Toscano all' art. 245 non fa motto della distinzione fra docuinento pubblico ed uzcte?ztico; ed in questo, conie nei precedenti articoli, adopera sempre la generica espressione di documento pubhlico. Era difatti una futilitk di accennare a quei due generi di documenti come a due cose distinte e poscia identificarli nella punizione come fece il codice Francese. O la distinzione ha un valore connesso con la respettiva importanza delle due diverse specie, ed allora tostochi: il legislatore la riconosce deve tener conto di quel valore nelle penalit respettive. O la distinzione non ha valore perche si crerle che il valore ~lella medesin~a sia apprezzanon bile ai fini penali ed allora e superfluo darne cenno nella nozione del documento mentre la sola clesignazione di documento pubblico comprende bastalitemente soito di s anche l' uz6%e?zLico: anzi la designazione espressa clei due predicati risica di far ilascere il dubbio che essendo espressa per via di copulativa non basti che il documento sia pubblico ma debba eziandio essere autentico; poich un documento non pu essere uz{le?ztico senza esser pzcbblico, nia pri6 esser puOblzco e non uzcta~ztico.Pu questo il pensiero del legislatore Toscano il quale
evito il pericolo del troppo enumerare in una materia tanto proteiforme e perplessa quanto quella del falso ; e potQpassar oltre senza timore di offender e la giustizia distributiva, poich con la distinzione tra caso grave e leggiero, e col dettare una penalit che corre dai diciotto mesi di carcere fino a quindici anni di casa di forza aveva lasciato libero campo al magistrato di apprezzare la maggiore o ininore importanza del documento falsificato, senza porlo nel letto di Procuste di ennmerazioni sempre difficili e sempre pericolose, Il merito speciale del codice Toscano precipuamente quello di aver saputo evitare moltissime difficolth pratiche ; e a torto coloro che lo deprezzano senza cornprenclerlo e senza averne studiato la vita pratica lo accusano appunto di mancare in ci6 che forma i1 suo mirabile pregio ed utilita. Io che ho esercitato la professione di patrono seilici anni sotto il codice penale Francese, sei anni sotto le osservanze giudiciali Toscane, e diciotto sotto il codice penale del 1853, ho potuto toccare con mano la ntilitS del servigio pratico di questo codice e come egli abbia eliminato dal foro tante questioni ed incertezze che prirrla, di lui erano argomento di spinosissime disputazioni.
Specie diveme clel falso pzibblz'co seconcTo il c)*iterlio c7ell~cforza obbligatoria
clel docu~iae?ato.
Sebbene la essenzialit del falso pubblico si costituisca dalla aggressione alla pubblica fecle, e cosi dalla lesione di un diritto u?ziversale, pure alla sua essenza criminosa richiedesi sempre che concorra almeno in potefzxa un danno particolare; vale a dire che il documento aclulterato abbia attitudine a nuocere ai diritti di alcuno. Tale % il requisito generico di questo delitto, ma nelle speciali contingenze e varieti dei documenii pu notahilmente variare qnella potenza di nuocere secondochk il contetzz8to e lo scopo del docurnento adulterato sono tali che la legge lo fornisca di fo?-a ofibligccto?*iua danno dei patrimoni; o invece sono tali che non inducano rup21orto obbligccto~io~zecessctllo il quale astringa altri a chinare la fronte e patire lesione nei suoi diritti per la virt giuridica di quel documento. Ci6 porta a ravvisare una diversa yuazitita nei diversi casi di maleilzio ed a dettare respettivaraente contro i medesimi penalit diverse, costituendone quasi due distinte categorie.
Di que'sto criterio parve volesse fare un elemento speciale nel falso privato il codice Sardo
del ,1859 quando al17art. 350 richiese che il falso privato cadesse - ivi 2.12 zt72c6 scinttt6ru23riucctn, a t t a u 23roclttt~*eobbligc~zio~ze libermione - le O quali clausole a prima lettura sembrano coartare entro i limiti dalle medesime descritti il subietto del falso in scrittura privata. Ma poich l'articolo ocl u stesso immediatamente soggiunge - ivi .izzcocesne altrui itz q ~ ~ u l s i ~ ovzodo, ~C O S ~ mani~lic festo che la precedente clausula in apparenza tassativa non altro che una delle solite viziose enumerazioni di parti clie formano il difetto caratteristico di quel codice (1).
(1) i1Ialgrado ci la Corte di Cassazione di nlilauo con decreto del 15 luglio 18% riferita nel Jfonilore dei 1'ribz~wali ai nn. 37, c 3 8 del 1865 in base al]' art. 550 del codice Sardo giudicb che non costituiva fiilso documentale nia tentativo di truffa lo avere falsificdto due lettere attribuendole ad un terzo ed a nonie di questo dimandato denaro in prestito. hla poich: a quelle due lettere ne era susseguita un' altra nella quale si accludeva una ricevuta falsa del denaro dimaudato, fabbricata anctie questa a nome del temo, lo stesso decreto ciudic clie in questo ultimo fatto sorgevano i caratteri della falsil in documento. RIa non doveva egli trovarsi (trattandosi di scrittura privata) un danno possibile anche nelle prime due lettere poichS le medesime valevano a costituire un principio di prova scritta dello imprestilo a carico del terzo del quale si era imitato il carattere? La superflua enumerazione di parti fece pertanto nascere uii dubbio che la pih semplice formula del codice Toscano avrehb e eliminato.
g. 37'76.
Se peraltro la forza ohOi?ignlorlict o Ziberatoric6 clel documento falsificato non costituisce un recluiaito
essenziale del falso documentale n& pcr il coqice Francese n per il codice Sardo n& per il cocice B Toscano, it?lplicitccrne?zde per nel falso in pubblico documento la mancanza di forza obbligatoria o liberatoria si & dovuta valutare come criterio di eliminazione, sottraendo cioh al titolo ed alla pena severa dei falso pubblico certe itilsit cadute pur esse in pubblici documenti; ma che per la minore iuiportanza di cjnesti appariscoiio nzeritevoli di reproesione pii1 mite;
In taI guisa B venuta nel giuro penale odierno a costituirsi una categoria di falsi iu pubblici docanzenti anomala ed eccezionale fornita di caratteri distinti; e pi mitemente punita. II criterio di ynesta categoria subaltcrna di falsi pubblici eccezioxiali pii1 miternente puniti io credo debba cercarsi unicamente in questa cagione, che i documenti nella medesima contemplati sono incapaci a costituire un diritto esigillibile o ad est,ingrierc un d r i t t o perfeEto. Studiando quello cseinplificazioni eccezionali parrni che la ragione di disfingnere sia quella che qui suppongo: ed b ragione giustissima. Con ci6 peraltro non viene impedito ai ginclicnnti di valutare sache nei hlsi ordinari la minor forxa olrbligatorz'n clel documento contraffatto come briona ragione por riconoscere nel reato una qunritith minore, e conseguentemente alloviare la pena o con 13 formula del caso Zcygievo proposta dal codice Toscano, o con In formula rlelle eip1'costcc~scatte?zzranli proposta clal codice Francese e dai suoi satelliti.
-4 dare una idea di questa categoria di falsi pubblici clie appello ecce,ziolzcdi per la minore penalitit prender a tipo i cadici a noi pi vicini e pii1 particolarmente dir6 1." Dei j~asstqor~ti fogli tii e nufa Delle fedi !i~2edicljo 3.0 Degli attcstnti - 4."Dei pem2ess-i cta CC~CC~CI. coilic~ I1 Toscano consacra a questi falsi pubblici moma2i uno speciale capitolo che esordisce Sall' art. 251 fino dl' art. 258. Lo stesso si fa dai codici Francese e Sarclo ma con qualche varieth. 5. 3779.
f .O P ~ s s a p w f i Certamente i l~ltssaporti sono llub1~licidocumenti : certamente dalla falsificazione di tali carte si Iia ragione di temere gravi danni politici cosi in faccia n tutti i consociati per cagione del pericolo che i reprobi s' intrudano sotto montito nome negli oilesti consorzi ; come in faccia alla antoritd per cagione dell' iilciampo che priG derivarne alla polizia cjnando si adopera ad attraversare le mene dei malviventi; ed alla giustizia cbc ne perseguita (1) i fatti colpevoli.
(1) Apparisce dalla 1. 27, S. 2, de tcy. Cor)zclin (le faisis clie i passaporti ( o almeno un qualclie cosa di simile) fossero in uso tinchn presso i Romaui, poichb la falsificazione dei dililami co~~imeatorii considera come caso gravissimo si ivi qui fulso dij~tonlute vias commenvit pro adrrlissi q~alitfltegravissifae punicndtrs est. : certo che i pratici lianno riferito quel fr:immen(a ai pncsaporti, o tilerue ilillerariae: aespolbsa T~Iii~igcnsict 0, cusrsil, 65, tz. 75. vr~1.
3Iulgrado ci6 i codici odierni (l) 11annl~ fatto dell;~ fulsitk nei passaporti una figura criminosa ~pecialc per colpisla di piu miti castiglii: e ripeto che il motivo di ci6 io non saprei trovare in altro che nel!:& mancanza di forza obbligaturia. Il passaporto ancht Teso non lega giariaicamente n& il governo che lo rilascia nb quello al quale viene presentato. Esec, non produce che un vincolo in certa guisa ti.to)*al~: ii-ia per cagioni di pubblico ordine e per ragiont!voli sospetti pnb essere ritirato da clii lo accorclir e non atteso dalle aatorith l~r?ruxso quali rucrl fwle si valere.
(Ij Il codicc Francese del 1810 puniva le frilsil3 in passa-
col carcere da uno a cinque anni. La riforiiiu del 1865 abbassb la pena al carcere da sei mesi a tre anni. 11 codict Sardo del 1859 all'nrt. 555 uiinaccin contro questo Blso 11 carcere non niinopc di un auno, e alt7 art. 354 minaccia i1 carcere 1,012 ~itaorecli trii mese contro chi siasi yrocuratct iin passaporto regolare nicntendo nome, o abbia come tcstirnotle concorso ad irigannare 1' autoritk per sILfatto fine. L:( questione relativa a decidere se queste sanzioni cotpiscaiic~ la falsificazione dei soli passaporli nnaio?zrtli od anche 1;; fa1sific;iziorie dei passaporti esteri si tratta da B i a n c h CL t?*uisidac Bltcde pag. 521, n. 4268, et 270; il quale a1 n. 271 esaiilina l'altra questione se il porto del falso foglio equivnlc~ allo icsurnc, e sembra pronunciarsi per la negativa. tiritabilo che ]:I Cassazione di Francia con decreto dell: 11 ottclbre 1836 sanzionb il principio che nel falso in passnportfi non riecessario il concorso del danno potea;irile, che t : rcqiiisito indispcnuahilo ul. falso docunientale cnci prildllict
:ome privato. Trattavasi in quel caso di un prete che volendo viaggiare con una concubina aveva cassalo sul proprio passaporto vero le indicazioni della sua qualita sacerdotale. La Corte di Tolosa assolvelfe per il motivo della mancanza di danno. La Cassazione arpmise che questa sarebbe stata buona ragione di assolvere in faccia al titolo di falso docuuientale : ma che non valeva nella forma eccezionale di falso in passaporti prevista dal17 art. 155, ed annullb.
PotreI~be anche dirsi che 1 falsit nei passaporti a suppone di frequente negli autori della medesima una, grave pressione sull' animo per la imminenza di riualche pericolo personale. Ma questa condizione non essendo costante non basterebbe a dar vita ad tina regola generale: nop i costante, perch8 non sempre il passaporto si altera da colui che e minacciato d' imminente cattura; ma spesso ancora da chi si preordina col massimo sangue freddo ad azio' ni malvagie, E d altronde quando simile condizione ricorre essa niente diminuisce la qzcccntitic del reato, ma soltanto richiama la teorica del g?*acloper la escusante che porge. Tale escusante B sensibile : e pui ailclie assumere il carattere di dirimente. Io virli in pratica molti contumaci venire arrestati dopochi! con falsi passaporti avevano tentato sottrarsi a peno gravissime che sovrastavano loro; li vidi tradurro in giustizia pei reati principali a loro apposti; rnai vidi obiettare a quelli infelici il reato accessorio cli f'alsiti~in passaporto, La nota sentenza ig~zosce.rzdzn.rz qui qzcccliter qzcctliter sangzcinenr ei .~~42/s1a vedfi?aegme mlziit, i! percepita spesso da una in-
tuizione del senso morale clie ne fa adottare le conseguenze senza discussione.
Contempla in primo luogo il codice Toscano al1' art. 251 la fcclsificazione di un passaporto, o 1' uso doloso di un passaporto falsificato, e punisce questo fatto col carcere da due mesi a due anni, che quanto dire con pena minore di quella minacciata al falso privato. E bisogna avvertire clie qui la parola falsificazione presa in un senso pi stretto di quello che vale nell' art. 243, perch sebbene questa restrizione non emerga dalla lettera, emerge per per logica necessita dalle successive disposizioni speciali.
In fatti il codice Toscano passa a contemplare in secondo luogo all' art.'252 il falso persormle e lo punisce cosi nell' autore come nei complici col sol carcere da un mese ad un anno: di guisa che In forma di falso materiale che dicesi personale rlistinta a questa sede cosi nella nozione come nella. pena. E ci a buona ragione perch in tale ipotesi vi e sempre permista una qualche colpa dello agente governativo. I1 notaro se S pubblico ufficiale non i? peraltro ufficiale governativo; e il notaro non S tenuto a conoscere personalmente tutti coloro che ,a lui si presentano perchb si roghi di un atto: laddove 1' ufficiale governativo per ragione appunto dell'ufflcio suo deve prendere speciale cognizione degli individui ed essere cautelatissimo stilla loro
ideotificazionc prima di colbrere a porre neiIe iorr~ inaiii una carta di sicarezza: laonde e pih diBcile cho ogli rimanga ingannato ;e qxiaildo ci avvenga avviene per una sua trasc~iraggineo correntezza.
In terzo luogo contempla all' art. 253 l' abuso doloso di passaporto integralmente ve.llo e niente ailernto. Questa non b una falsith rnn in faccia ad un obiettivo p~~iljcbto sarebbe una froile: e poich qui l' obiettivo privato nella generalitit dei casi non si presuppone, era necessitk cox~teinplare con disposizione speciale questo artifizio che estrinsecnsi tatto a parole, giacchi: altriinenti non si surebbo potuto punire quel fktto come ficZs9 c ? ~ c ~ l t i l m tcde perchb tale non , n6 come stellz'o~?,nto lft per ~nmcanza pregiudizio altrui, Rettamento dnncjue del ne Iu fatta una figura assimilntiva del falso, niinaceianclo i1 carcere da uii mese acl un aniio contro chi mentenclo nome s i valga del passaporto vem di uil altro. L' articolo tace del proprietario del ynssaporto vero clie scienteulente lo porga ad altri. Ci0 porta a ritenere che la legge noli. abbia adeguato iiella liozione, n voluto adeguare ilella pena il sol/&*niinz'sh*ato~-e vero passaporto a colui che n0 Z G S ~ del r~?etzclf~cs?ne~zte: e questo O coerento al coiicettc scieritifico pei'cl~i?, supponendosi qui altercc~z'on~ non ~y~ate~z'ctle ntecliatn ilb i?~a.itedlatcc, delitto non n& il ;i consuma col porgare o col s~liccee,~l: passaporto il ilia con lo uscwte. Non crederei poraltro che fosse sostenibile la iupuniti della soriiuiir.iistrazione: vi trovo i caratteri di uri. auwilio e cretlerei applica-
lile al fatto la regola della penalit dei coniplicx proporzionahiente diminuita. Questo io dico nella ipotesi che i1 passaporto fosse nato genuino e senza yrcordinazione dolosa. Ma se suppongasi che l'amico siasi presentato all' antoritzi a procurarsi il passaposto pel fine apposito di darlo poscia a chi vuole usarne, la cosa potrebbe sembrare diversa, e trow.rvisi una correitd: non crederei pero clie neypure in questa ipotesi fosse applicabile l' art. 251.
l'n quarto cd ultimo luogo il codice Toscano c m tewpla il fatto del. pubblico ufficiale chc scielitemente somministri un passaporto sotto nome mentito, e doverosamente elera la pena del carcere al1' art. 254, $$.da due mesi a tre anni., Anzi nel, ~ u ? J 2 blico ufficiale punisce aanlie la colpa con una tnnlta.
Analoghi ai I J R S S ~ ~ Isono~ le cctf71&7i cicr, 15U~ ~ c: trovato delle polizie moclerne in virth del quale uri cittadino per quanto trancluillo se vnol recarsi d;l. Pisa ai Bagni cli san Giuliano corre pericolo di essere arrestato (1) quando s' imbatta in agenti di polizia che dicano di non conoscerlo. Dove si riiaiitierit! questa istituzione C! necessith che la legge penale equipari la cavia di aia al passaporto, cosi 1 . i ~fatto mchc il codice Toscano all'art. 053.
(1) Nel 1S68 trovaaclomi a Siena vidi arrestare il I'rclore di un RIandirnlanto suhurbatio. Questi vcnuto tesi;. 11.3
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References: art. 63
 art. 8971
 art. 1341
 art. 408
 art. 147
 art. 343
 art. 344
 art. 343
 art. 245
 art. 550
 art. 251
 art. 258
 art. 354
 art. 155
 sentenza 
 art. 251
 art. 243
 art. 253
 art. 251
 art. 254