Source: http://www.atrani.org/relazione-dragone-briglie-pettine-la-rincorsa-alle-competenze/?lang=en
Timestamp: 2019-11-20 21:49:18+00:00

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Report - Dragone - Bridles comb, the run-up to the skills –
The assets of the public water (right 's Articles. 822 cod. civ., They are among the goods of the public water rivers and streams, the lakes, sources, glaciers, and waterfront, ditches and the strainers, groundwater, the artificial lakes, aqueducts and channels belonging to the State, the provinces and municipalities. I'm, also, da considerarsi appartenenti al demanio idrico i porti e gli approdi destinati alla navigazione interna, oltre le pertinenze idrauliche demaniali e le opere idrauliche. In legal doctrine it is found the established definitions of each type) are, according to a certain criterion, classified among those belonging to the so-called natural state property, It is for their structure and composition subject to the public destination; however, even for them is to be noted that their natural aptitude to satisfy public interests requires works, in order to be properly preserved and integrated.
it R. D. 25 July 1094 n. 523, approving the T.U. on hydraulic structures (modified by the law 13 July 1911, n. 774, with the D. LGT. 19 November 1921, n. 1688,with L.31 January 1953, n. 68, and with the D.P. 30 June 1955, n. 1534), governing the subject of hydraulic works, previously regulated by the General Law on public works of 1865.
The rules contained in T.U. of the 1904, however, merely govern the works of placing and of defense, e cioè quelle “… rivolte a rendere più regolare il corso delle acque e a difendere i terreni e i luoghi abitati dalle inondazioni e dagli impaludamenti (works of rectification, new inalveamenti, artificial banks, levees masters, e in golena, etc.) …”.
These rules place, therefore, hydraulic works in various categories, for each of which determine the persons responsible for the execution and maintenance, as well as the criteria for allocating the relevant financial burden; secure the competence of state bodies in the field, approving the nature of the projects which the declaration of public utility, the manner of determining the amount of funds to be allocated in the budget and the authorization forms of execution of the works, done without prejudice to existing conventions and customs for all that does not concern the cost to the state and province; governing their constitution, the organization and operation of consortia between owners and owners of real estate of any kind that affected earnings, direct or indirect, present or future, from hydraulic works; lay down special provisions for the works of the various categories, for levees, for artificial drains, per la navigazione ed il trasporto dei legnami a galla, per l’autotutela e la polizia delle acque pubbliche.
Nella seconda categoria sono, invece, comprese le opere lungo i fiumi arginati e loro confluenti parimenti arginati dal punto in cui le acque cominciano a correre dentro argini o difese continue e quando tali opere provvedono ad un grande interesse di una provincia; nonché le nuove inalveazioni, rettificazioni ed opere annesse, fatte al fine di regolare i medesimi fiumi. L’ultimo comma dell’art. 3 del T.U. of the 1904 sancisce che nessuna opera può essere dichiarata di seconda categoria se non per legge; in proposito, la giurisprudenza ha affermato che l’emanazione di una legge speciale è sempre necessaria, non potendosi classificare l’opera nella seconda categoria solo per l’analogia della funzione economica del corso cui si riferisce con altra già legislativamente classificata.
Circa i soggetti tenuti a provvedere per la esecuzione e manutenzione delle opere idrauliche predette, prima dell’entrata in vigore del D.P.R.15 gennaio 1972, N. 8 e del D.P.R. 24 July 1977 n. 616, che hanno trasferito alle Regioni a statuto ordinario le funzioni amministrative con concernenti le opere idrauliche di seconda, terza, quarta e quinta categoria, e non classificate (cfr. art. 2 D.P.R. 1972, n. 8 e artt. 88-89, D.P.R. 1977, n. 616), la disciplina prevista dal T.U. sulle opere idrauliche era la seguente:
Le opere di quinta categoria erano eseguite e mantenute a cura del comune, con il concorso nella spesa, e in ragione del rispettivo vantaggio, da parte dei proprietari e possessori interessati; il relativo ruolo di riparto era approvato e reso esecutivo dal Prefetto. Il T.U. of the 1904 detta speciali disposizioni sugli argini e sulle altre opere riguardanti il regime delle acque pubbliche.[1]
Successivamente l’ art. 2 comma 2 lettera e – D.P.R. n. 8 of the 15 gennaio 1972, “Trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di urbanistica e di viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale e dei relativi personali ed uffici.” ha decretato che “Le funzioni amministrative esercitate dagli organi centrali e periferici dello Stato in materia di viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale, sono trasferite, per il rispettivo territorio, alle Regioni a statuto ordinario. Il trasferimento predetto riguarda le funzioni amministrative concernenti: …” “… e) le opere idrauliche di quarta e quinta categoria e non classificate; …”. In seguito, con il D.P.R. of the 24 July 1977, n. 616 “Attuazione della, delega di cui all’art. 1 della legge 22 July 1975, n. 382.”, anche le opere idrauliche di terza categoria sono passate in capo alle regioni; difatti l’art. 89 rubricato – Opere idrauliche – recita: “Entro un anno dall’entrata in vigore del presente decreto, il Governo, sentite le regioni, delimita i bacini idrografici a carattere interregionale. Tale delimitazione può essere modificata con lo stesso procedimento. Tutte le opere idrauliche relative ai bacini idrografici non interregionali sono trasferite alle regioni.
La sentenza nella causa civile n. 68/04 R. G., avente ad oggetto: Risarcimento di danni, passata in decisione all’udienza collegiale del 17.12.07 in cui si evince che “… sussiste la legittimazione passiva della Regione Campania, mentre va esclusa quella del Consorzio di bonifica dell’ Agro Nocerino Sarnese. Al proposito, ritiene questo Collegio di uniformarsi alla giurisprudenza (prodotta dai ricorrenti: sentenza n. 109/02) di questo TRAP che ha ritenuto l’esclusiva legittimazione passiva della Regione Campania per le controversie aventi ad oggetto danni da esondazione del torrente Solofrana, corso d’acqua che ricade nel perimetro del comprensorio di bonifica affidato al Consorzio, ma che deve qualificarsi (v. la precisa e dettagliata CTU) come torrente; essendo un corso d ‘acqua naturale caratterizzato da notevole variabilità del deflusso e andamento sinuoso tipico dei corsi d’acqua naturali, e non delle opere artificiali di bonifica, che si distinguono per la linearità dei percorsi e la costanza delle sezioni. Non vi è prova, inoltre, che il torrente sia integrato nella rete dei colatori di bonifica del Consorzio, il che avrebbe comportato l’obbligo di quest’ultimo di manutenzione di tale corpo idrico con conseguente responsabilità per i danni cagionati da esondazione per omessa manutenzione. Va rigettata, pertanto, la domanda proposta avverso il Consorzio. Considerata la situazione di incertezza e contrasto che sussiste tra le stesse autorità preposte alla cura dei corsi d’acqua, appare equo, however, compensare le spese di giudizio tra i ricorrenti ed il Consorzio stesso. Il torrente Solofrana è un corso d’ acqua naturale, il cui corso si esaurisce nel territorio della regione, e, pertanto, in virtù dell’art. 2, letto e), del d.p.r. 15.1.72 n. 8, rientra tra le opere idrauliche di quarta e quinta categoria, le cui funzioni amministrative sono state trasferite alle regioni. In virtù dell’art. 90, letto e), del d.p.r. 24.7.77 n. 616 e dell’art. 10, lett. f), della legge 18.5.89 n. 183, sono state attribuite alle regioni le funzioni di polizia delle acque e di gestione, manutenzione e conservazione dei beni, delle opere e degli impianti idraulici. Sicché, per quanto gli alvei in questione rientrino nel demanio idrico statale, ai sensi dell’art. 822 c.c.. e non ne risulti il trasferimento al patrimonio regionale, la relativa manutenzione e conservazione in buono stato di efficienza spetta alla Regione, che per tale motivo risponde dei danni derivanti da difetto di manutenzione (Cass. ss. uu., 5.9.97 n. 8588). L’art. 11 della legge n. 183/1989 prevede che i comuni. le province ed i loro consorzi, nonché gli altri enti pubblici interessati partecipano all’ esercizio delle funzioni regionali in materia nei modi e nelle forme stabilite dalle regioni. La Regione Campania con l’art. 25 della legge regionale 29.5.80 n. 54 ha sub-delegato alle province alcune funzioni in materia di acque pubbliche, la cui esatta individuazione è stata operata con la legge regionale 20.3.82 n. 16 e nessuna delle quali riguarda gli interventi di conservazione e manutenzione degli alvei (si tratta, infatti, delle funzioni relative agli attingimenti di acqua dai corsi di acque pubbliche, alla ricerca ed estrazione di acque sotterranee, alle piccole derivazioni di acqua ed alla polizia delle acque), sicché appare evidente che il contenuto della sub-delega in parola non elide l’esclusiva responsabilità della Regione in tema di omessa manutenzione di torrenti, alvei e grandi colatori, essendo rimasti i relativi interventi di sua diretta competenza.L’obbligo di manutenzione del corso d’acqua oggetto di giudizio incombe, pertanto, sulla Regione Campania e quindi questa risponde dei danni derivanti dall’omissione dei necessari interventi di manutenzione. Ne consegue il rigetto dell’eccezione di carenza di legittimazione passiva proposta dalla Regione….” e “… Nel caso in esame, vi è prova del carattere eccezionale delle precipitazioni, ma anche del pessimo stato di manutenzione e delle carenze strutturali dell’alveo, che non era, all’epoca, in grado di arginare nemmeno una piena ordinaria. Ritiene, pertanto, il Collegio che l’accertato carattere di eccezionalità delle precipitazioni, che ebbero una portata superiore alla capacità del torrente, non vale ad esimere dalla responsabilità ex art. 2051 cc la Regione Campania, che non ha eseguito i necessari interventi idraulici e di manutenzione. La condotta colposamente omissiva della Regione ha assunto rilievo eziologico nella determinazione dell’esondazione, che si sarebbe potuta evitare ove fosse stata messo in condizioni di efficienza e sicurezza il sistema di irreggimentazione e scolo delle acque, risalente all’epoca borbonica. Com’è noto, infatti, solo di recente e a seguito di numerosi gravi episodi di esondazione, sono iniziati radicali interventi di modifica e di bonifica dell’intero bacino idrografico….”
La sentenza n. 157/10 of the 18.11.2010 S.A.S. Agroverde c/o Regione Campania, si evince che: “… L’art. 2. lett. e) del D.P.R. n. 8 of the 15.01.1972 ha trasferito alle regioni le funzioni amministrative riguardanti le opere idrauliche di quarta e quinta categoria e quelle non classificate e cioè in particolare, per quel che qui interessa, la sistemazione degli alvei ed il contenimento delle acque dei grandi colatori, mentre, in virtù dell’art. 90, lette. e), del D.P.R. 24.7.77 n. 616 e dell’art. 10 lett. f). della legge 18.5.89 n. 183, sono attribuite alle regioni le funzioni di polizia delle acque e di gestione, manutenzione e conservazione dei beni, delle opere e degli impianti idraulici. L’art. 11 della legge n. 183/1989 prevede che i comuni, le province ed i loro consorzi. nonché gli altri enti pubblici interessati partecipano all’esercizio delle finzioni regionali in materia nei modi e nelle forme stabilite dalle regioni. La Regione Campania con l’art. 25 della legge regionale 29.5.80 n. 54 ha sub-delegato alle province alcune funzioni in materia di acque pubbliche. La cui esatta individuazione è stata operata con la legge regionale 20.3.82 n. 16 e nessuna delle quali riguarda gli interventi di conservazione e manutenzione degli alvei (si tratta, infatti, delle funzioni relative agli attingimenti di acqua dai corsi di acque pubbliche, alla ricerca ed estrazione di acque sotterranee, alte piccole derivazioni di acqua ed alla polizia delle acque), sicché appare evidente che il contenuto della sub-delega in parola non elide l’esclusiva responsabilità della Regione in tema di omessa manutenzione di torrenti, alvei e grandi colatori, essendo rimasti tale compite di sua diretta competenza. La situazione è mutata in seguito, al nuovo assetto delle competenze in materia fissato, in attuazione della delega di cui agli arti. 1 e 4 della legge 15.3.97 n. 59, dall’art. 98 del d. Igs. 31.3.98 n. 112 e, per le regioni che, come la Regione Campania non hanno tempestivamente provveduto alla specifica distribuzione delle competenze tra esse e gli enti locali minori, dal d. Igs. 30.3.99 n. 96 (art. 34). Non è stato dedotto né documentato dalla Regione che il passaggio delle competenze in materia alla Provincia di Salerno si sia in concreto verificato. Invero l’intervento sostitutivo dei Governo ha riguardato, secondo il limite fissato dall’art. 4. c. 5°, della legge n. 59/97, solo l’individuazione dell’ente al quale le competenze di cura e manutenzione dei fiumi e degli alvei dovevano essere trasferite, ma non anche il trasferimento delle risorse umane, finanziarie, organizzative e strumentali necessarie per garantire la congrua copertura degli oneri derivanti dall’esercizio dei compiti e delle funzioni trasferiti, cui avrebbe dovuto provvedere la Regione con la legge di distribuzione delle competenze (art. 3. c. 3°. d. lgs. n. 112/98), mentre l’art. 7 del d. Igs. appena citato dispone che, al fine di garantire l’effettivo esercizio delle funzioni e dei compiti trasferiti, la decorrenza del loro esercizio sia contestuale al trasferimento dei beni e delle risorse umane, finanziarie, organizzative e strumentali, sicché si deve ritenere che, sino a quando la Regione non abbia trasferito alle singole Province le suddette risorse, il trasferimento delle competenze non si è verificato. Ne consegue l’esclusiva legittimazione passiva della Regione per non essere state concretamente trasferite alla Provincia le competenze in materia di gestione del demanio idrico, che continua ad essere gestito dall’Ufficio del Genio Civile della Regione.
In seguito è stato emanato il D.P.R. 14 April 1993 – Criteri e modalità per la redazione dei programmi di manutenzione idraulica – che detta:
2. Gli interventi devono avere, also, finalità di manutenzione e caratteristiche tali da non comportare alterazioni sostanziali dello stato dei luoghi. Devono porsi come obiettivo il mantenimento ed il ripristino del buon regime idraulico delle acque, il recupero della funzionalità delle opere idrauliche e la conservazione dell’alveo del corso d’acqua, riducendo, per quanto possibile, l’uso dei mezzi meccanici.
Con Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 – Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 – si sancisce all’art. 89 “… Sono conferite alle regioni e agli enti locali, ai sensi dell’articolo 4, comma 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59, tutte le funzioni non espressamente indicate nell’articolo 88 e tra queste in particolare, sono trasferite le funzioni relative: to) alla progettazione, realizzazione e gestione delle opere idrauliche di qualsiasi natura …”.
E’ bene ricordare che la briglia in questione è stata realizzata, in somma urgenza, dal Genio Civile di Salerno, e che già in passato sono stati effettuati interventi di manutenzione/pulizia delle barriere frangi-colata e delle briglie a pettine realizzate nella fase di prima emergenza sul Torrente Dragone e valloni affluenti da parte del settore genio civile di Salerno: vedasi ordinanza n. 5/3914/2010 of the 31.10.2011 – Rimodulazione del “Primo Piano stralcio degli interventi indifferibili ed urgenti a salvaguardia della pubblica incolumità”, di cui alla Tabella B dell’Ordinanza Commissariale n.3/3914/2010 del 21 July 2011 – e ordinanza n. 6/3914/2010 of the 10.09.2012 – Ulteriore rimodulazione del “Primo Piano stralcio degli interventi indifferibili ed urgenti a salvaguardia della pubblica incolumità”, di cui alla Tabella B rimodulata dell’Ordinanza commissariale n. 5/3194/2010 of the 31 October 2011 – Approvazione del “Secondo Piano stralcio degli interventi indifferibili ed urgenti a salvaguardia della pubblica incolumità”, a valere sugli interventi di cui alla Tabella A.1 – Comune di Atrani – dell’Ordinanza commissariale n. 3/3194/2010 of the 21 July 2011. In tal senso è anche utile ricordare che con l’Ocdpc n. 38 of the 16 gennaio 2013 – Ordinanza di protezione civile per favorire e regolare il subentro della Regione Campania nelle iniziative per il definitivo superamento dell’ emergenza per gli eccezionali eventi atmosferici nei comuni di Atrani e Scala (SA) – si stabilisce che :
Ad oggi, sembra, che non ci siano stati trasferimenti agli Enti locali delle briglie in questione. Singolare poi è quanto scritto dal periodico “Geologia dell’ambiente” – periodico trimestrale della SIGEA – Società Italiana di Geologia Ambientale – supplemento n. 4/2011 pag. 17 in cui si evidenzia: “… Non bisogna ispirarsi alle dieci briglie realizzate lungo il bacino del torrente Dragone ad Atrani dopo l’evento del 9 September 2010 che si sono rivelate insufficienti e mal dimensionate anche per un evento piovoso “normale” verificatosi il 20 October 2011 (per di più non sono state realizzate le piste per procedere alla periodica rimozione dei detriti di diverse briglie): due briglie selettive sono state messe fuori uso mentre due briglie a pettine hanno trattenuto alcune centinaia di mc di detriti e alberi (Fig.25)…”.

References: art. 2
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 sentenza 
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 art. 2051
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