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Timestamp: 2017-09-22 20:36:47+00:00

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riscatto periodi : CARABINIERI - Pagina 2 - GrNet.it
da elciad1963 » lun apr 03, 2017 9:20 pm
Certo che puoi basta andare presso gli uffici dell'INPS che ha in trattazione la pratica e valutare l'efficacia e l'utilità del riscatto e se non lo trovi conveniente, fare domanda di rinuncia chiedendo l'archiviazione della pratica.
da mario1960 » mar apr 04, 2017 6:34 am
elciad1963 ha scritto: Certo che puoi basta andare all'ufficio INPS che tratta la pratica, valutare l'efficacia e l'utilità del riscatto e se il caso fare domanda di rinuncia chiedendo l'archiviazione della pratica.
Se anni 36 e mesi 8 mi verrebbero pagati come 37 per via dell'arrottondamento perché pagare i 4 mesi e gg 15 di preruolo ?. Grazie in questi giorni vado all'inps per parlare con l'ufficio preposto. Saluti
da panorama » mer mag 10, 2017 10:31 am
Appello dell'interessato respinto.
1) - ricorso diretto a far valere il diritto alla maggiorazione del quinto di cui all'art. 3, quinto comma, della legge 27 maggio 1977, n. 284, dell’intero servizio prestato in qualità di carabiniere, ai fini della costituzione della posizione assicurativa presso l’I.N.P.S.
2) - L’interessato è titolare di una posizione assicurativa presso l’I.N.P.S., costituita al termine del servizio prestato quale militare , senza diritto a pensione, ai sensi dell’art. 124 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092.
La Corte dei Conti 2^ d'Appello, riferendosi alla sentenza appellata scrive:
3) - La sentenza ha, in particolare, chiarito che, nel sistema delineato dal testo unico n. 1092 del 1973, il servizio utile viene considerato dall’art. 54 ai fini della misura della pensione spettante al militare; diversamente, per la misura della pensione spettante al personale civile, l’art. 44 prende in considerazione il servizio utile solo dopo aver previsto l’anzianità di quindici anni di servizio effettivo quale soglia di accesso alla pensione, ed al fine di determinare gli aumenti spettanti, appunto, per ogni ulteriore anno di servizio utile. Il servizio utile è ancora considerato per il conseguimento del diritto a pensione del personale militare , ma insieme con il servizio effettivo, dall’art. 52, primo comma, disposizione che richiede una anzianità di almeno quindici anni di servizio utile di cui dodici di servizio effettivo.
SECONDA SEZIONE CENTRALE DI APPELLO	SENTENZA	143	17/03/2017
SECONDA SEZIONE CENTRALE DI APPELLO SENTENZA 143 2017 PENSIONI 17/03/2017
Marco	SMIROLDO	Consigliere
nel giudizio sull’appello iscritto al n. 38940 del registro di segreteria proposto da Guglielmo Campesan, rappresentato e difeso dall'avv. Sante Assennato, ed elettivamente domiciliato in Roma, Via Carlo Poma, 2,
avverso la sentenza della Sezione giurisdizionale per la Lombardia 12 ottobre 2009 n. 623;
Uditi, all’udienza pubblica del 10 novembre 2016, il consigliere relatore Piero Floreani e l’avv. Silvia Assennato in favore dell’appellante; nessuno è comparso in rappresentanza dell'Amministrazione.
L’interessato ha impugnato la sentenza della Sezione territoriale che si è pronunciata sul suo ricorso diretto a far valere il diritto alla maggiorazione del quinto di cui all'art. 3, quinto comma, della legge 27 maggio 1977, n. 284, dell’intero servizio prestato in qualità di carabiniere, ai fini della costituzione della posizione assicurativa presso l’I.N.P.S. La sentenza ha respinto il ricorso.
L’appellante sostiene che:
- in mancanza di espressa deroga, gli aumenti del computo dei servizi non rilevano ai fini del conseguimento del diritto, bensì influenzano la quantificazione della prestazione;
- la costituzione della posizione assicurativa è istituto finalizzato alla valorizzazione dei periodi contributivi in altra gestione previdenziale e non attiene al calcolo della prestazione nei regimi esclusivi dell’assicurazione generale, ai cui effetti sono previste le disposizioni sul servizio utile;
- l’art. 124 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092 si riferisce al ‘periodo di servizio prestato’, locuzione atecnica ai fini della costituzione della posizione assicurativa.
Conclude pertanto per l’accertamento del diritto e la condanna dell’Amministrazione all’emanazione di un nuovo provvedimento e agli adempimenti necessari affinché il periodo riconosciuto venga accreditato nella posizione assicurativa già aperta presso l’I.N.P.S.
Con atto depositato il 7 novembre 2016, si è costituito il nuovo difensore dell’appellante, nella persona dell’avv. Silvia Assennato, che, all’udienza, si è riportata alle conclusioni già formulate.
L’impugnazione mira all’accertamento del diritto alla maggiorazione prevista dall'art. 3, quinto comma, della legge 27 maggio 1977, n. 284, il quale stabilisce che, ai fini della liquidazione e riliquidazione delle pensioni, il servizio comunque prestato con percezione dell’indennità per servizio di istituto - o di quelle indennità da essa assorbite per effetto della legge 22 dicembre 1969, n.967 - è computato con l'aumento di un quinto.
L’interessato è titolare di una posizione assicurativa presso l’I.N.P.S., costituita al termine del servizio prestato quale militare , senza diritto a pensione, ai sensi dell’art. 124 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092.
La portata interpretativa della richiamata disposizione ha formato oggetto di questione di massima devoluta alle Sezioni riunite di questa Corte che, con sentenza 27 maggio 2011 n. 8/QM, hanno affermato il principio per cui, ai fini della costituzione della posizione assicurativa, l’espressione ‘periodo di servizio prestato’, contenuta nell’articolo, deve intendersi come servizio effettivo e non come servizio utile. L’enunciato principio, poi confermato dalla successiva sentenza 21 giugno 2011 n. 11/QM con specifico riferimento alla norma addotta a fondamento della pretesa dell’attuale appellante, è vincolante per le Sezioni di merito ai sensi dell’art. 1, settimo comma, del decreto legge 15 novembre 1993, n. 453 conv. con legge 14 gennaio 1994, n. 19 - e successive modificazioni e integrazioni -, salva una nuova rimessione alle stesse Sezioni riunite.
La sentenza ha, in particolare, chiarito che, nel sistema delineato dal testo unico n. 1092 del 1973, il servizio utile viene considerato dall’art. 54 ai fini della misura della pensione spettante al militare; diversamente, per la misura della pensione spettante al personale civile, l’art. 44 prende in considerazione il servizio utile solo dopo aver previsto l’anzianità di quindici anni di servizio effettivo quale soglia di accesso alla pensione, ed al fine di determinare gli aumenti spettanti, appunto, per ogni ulteriore anno di servizio utile. Il servizio utile è ancora considerato per il conseguimento del diritto a pensione del personale militare , ma insieme con il servizio effettivo, dall’art. 52, primo comma, disposizione che richiede una anzianità di almeno quindici anni di servizio utile di cui dodici di servizio effettivo.
Le norme, riportate anche dal giudice di primo grado, sono state ripercorse dalle Sezioni riunite per spiegare come appaia indubbio che l’interpretazione fissata comporti un trattamento differenziato per i militari che cessino dal servizio avendo conseguito il diritto a pensione, rispetto a quelli alla cui cessazione non consegua la titolarità del diritto – ed ai quali la legge consente, con la costituzione della posizione assicurativa di conservare l’effetto previdenziale maturato -; tuttavia, lo stesso giudice ha osservato come in realtà venga in rilievo soltanto uno dei vari mutamenti di regime cui era soggetto il personale militare transitato dal regime pensionistico pubblico a quello privato.
Poiché l’appello è preordinato alla valorizzazione della maggiorazione, rilevante in linea generale ai fini del computo dei servizi di cui al titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, quale servizio utile anche ai fini della posizione assicurativa costituita ai sensi dell’art. 124, l’appello deve, in definitiva, essere respinto.
Il contrasto giurisprudenziale esistente all’epoca della proposizione dell’impugnazione giustifica la compensazione delle spese del giudizio.
la Corte dei conti, Sezione seconda giurisdizionale centrale d’appello, rigetta l’appello e conferma la sentenza della Sezione giurisdizionale per la Lombardia 12 ottobre 2009 n. 623.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 10 novembre 2016.
Depositata in Segreteria il 17 MAR. 2017
gio set 21, 2017 7:41 pm
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