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Timestamp: 2020-08-06 01:48:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 28438 del 05/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28438 del 05/11/2019
Cassazione civile sez. lav., 05/11/2019, (ud. 03/07/2019, dep. 05/11/2019), n.28438
sul ricorso 838/2015 proposto da:
PROVINCIA DI ORISTANO, in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MASSIMI 154, presso
lo studio dell’avvocato GIOVANNI CONTU, che la rappresenta e
C.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA BARNABA ORIANI
85, presso lo studio dell’avvocato SILVIO LECCA, rappresentato e
difeso dall’avvocato GIANCARLO MEREU;
avverso la sentenza n. 180/2014 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,
depositata il 30/06/2014 R.G.N. 242/2013;
MASTROBERARDINO Paola, che ha concluso per l’estinzione del ricorso.
1. La Corte di Appello di Cagliari, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Oristano, ha ridotto da Euro 107.897,29 ad Euro 22.570,05 l’importo con cui la provincia di Oristano era stata condannata al risarcimento del danno in favore di C.P. per abusivo ricorso a contratti di lavoro a tempo determinato tra le parti.
2. La sentenza è stata oggetto di ricorso per cassazione da parte della Provincia di Oristano, con cinque motivi, resistiti da controricorso del C., corredato altresì da un motivo di ricorso incidentale.
3. Successivamente le parti hanno depositato atto di transazione tra loro intercorso, insistendo concordemente per la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
1. Il raggiungimento di una conciliazione tra le parti sulla misura economica del diritto risarcitorio rivendicato giustifica la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
2. Nella transazione le parti hanno già regolato ogni questione rispetto alle spese legali dei gradi di merito, mentre rispetto al giudizio di legittimità le ragioni sopravvenute che sorreggono la decisione giustificano la compensazione integrale di esse.
3. Vale poi il principio per cui “in tema di impugnazione, il meccanismo sanzionatorio del raddoppio del contributo unificato di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, è applicabile solo laddove il procedimento per cassazione si concluda con integrale conferma della statuizione impugnata, ovvero con la “ordinaria” dichiarazione di inammissibilità del ricorso, non anche nell’ipotesi di declaratoria di inammissibilità sopravvenuta di quest’ultimo per cessazione della materia del contendere, determinando essa la caducazione di tutte le pronunce emanate nei precedenti gradi di giudizio e non passate in cosa giudicata, essendo a tali fini irrilevante la successiva valutazione della virtuale fondatezza, o meno, del ricorso in quanto avente esclusivo rilievo in merito alla regolazione delle spese del giudizio di legittimità” (Cass. 10 febbraio 2017, n. 3542).
La Corte dichiara cessata la materia del contendere. Compensa le spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 1