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Timestamp: 2020-07-10 19:11:09+00:00

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Donazione indiretta 2020: immobile, prova, padre figlio, conto corrente | Soldioggi
La donazione è un atto liberale con cui una persona decide di regalare qualcosa a un altra. Il beneficiario dunque, acquisisce una ricchezza a titolo gratuito, senza pagare nulla, in virtù dell’affetto che lo lega al donante, che si tratti di un familiare o di una persona estranea a vincoli di sangue.
In questa guida completa sulla donazione indiretta ti spiego cos’è e come funziona, nel caso di acquisto di immobile, di conto corrente cointestato, di assicurazione polizza vita, di denaro, la procedura da seguire e l’onere della prova necessario nel caso in cui qualcuno metta in dubbio la donazione indiretta.
La donazione diretta è un atto con cui un soggetto regala un bene a un altro soggetto (art. 769 del codice civile). La donazione indiretta è diversa da quella diretta: con quest’ultima infatti il donante è proprietario del bene che vuole regalare, con la donazione indiretta invece non ne è proprietario.
Per meglio comprendere la differenza tra donazione diretta e indiretta bisogna fare degli esempi pratici.
Esempio donazione diretta
Tizio compra una casa e la intesta a se stesso. Dopo decide di donarla a Caio, quindi deve fare un atto di donazione, tramite io notaio -> siamo di fronte a un esempio di donazione diretta.
Esempio donazione indiretta
Tizio vuole comprare una casa a Caio e quindi intestarla a quest’ultimo, però, al posto di comprarla, intestarla a sé stesso e poi a Caio, decide di comprarla ma farla intestare subito a Caio. È il tipico caso di molti genitori che decidono di comprare degli immobili con il proprio denaro e intestarle subito ai figli.
Differenze con la donazione simulata
Con la donazione simulata il donante e il beneficiario mettono in atto comportamenti diversi dalla donazione ma con lo scopo di avere lo stesso risultato. Ad esempio: Tizio vende a Caio una casa al costo di un euro: è una donazione simulata.
Il Tribunale di Ivrea con la sentenza n. 614 del 8 luglio 2016 ha stabilito che la cointestazione di un conto corrente può rappresentare una forma di donazione indiretta e quindi produrne gli effetti, ma solo se si dimostra l’animus donandi. Dello stesso orientamento è stato anche il Tribunale di Potenza con la sentenza n.915/2017 che ha sancito che, in assenza di animus donandi, la cointestazione non rappresenta donazione ma comproprietà di giacenza.
Ciò significa che se una persona intesta a un altra il conto corrente (che quindi è cointestato), il denaro presente è per metà di uno e per metà dell’altro e se uno dei due muore, la sua parte non va direttamente all’altro cointestatario ma agli eredi legittimi.
Dunque, per dimostrare l’animus donandisi può preparare anche un atto scritto, in cui si dichiara espressamente la volontà.
È molto importante che l’animus donandi sia comprovato non solo all’atto della cointestazione, ma anche su tutti i seguenti depositi.
Se un padre acquista una casa con il suo denaro e la intesta al figlio, siamo di fronte al tipico caso di donazione indiretta. Chiaramente l’atto può avvenire anche tra coniugi, tra fratelli, tra zii e nipoti, tra persone senza vincoli di sangue.
La Suprema Corte, con la sentenza n. 21494/2014, ha sancito che:
Quando il donante elargisce il denaro, si è in presenza di donazione indiretta dell’immobile e non del denaro (cfr. Cass. Sezioni Unite n. 9282/1992);
Affinché la donazione indiretta sia valida non è necessario l’atto pubblico (il notaio), ma è sufficiente che l’atto di liberalità rispetti le forme stabilite dalla legge;
L’immobile oggetto di donazione indiretta, non rientra nella comunione dei beni tra coniugi. Quindi se un genitore dona del denaro al figlio per comprare un immobile, questo è suo personale e non anche del coniuge (cfr. Cass. civ. Sez. I, n. 15778/2000).
Le polizze sulla vita sono donazioni indirette quando il beneficiario dell’assicurazione non è un erede.
Alla morte di una persona infatti, avviene la ripartizione dell’eredità tra gli aventi diritto. Se tra i beni della persona deceduta c’è anche una polizza vita (caso decesso) e il beneficiario di questa polizza non rientra tra gli eredi legittimi, allora costoro possono contestare la polizza.
Gli eredi quindi, se al momento del decesso del loro familiare, scoprono che la polizza era intestata a un’altra persona estranea, possono rivolgersi al giudice per chiedere l’annullamento dell’atto e la reintegra nell’asse ereditario (art. 533 e ss. del codice civile; cfr Cass. 3263/2015 e Cass. 6531/2016).
Si è in presenza di donazione indiretta quando un soggetto versa una somma di denaro a un’altra con il preciso fine di acquistare un bene. È donazione indiretta anche quando è lo stesso donante paga l’immobile, chiedendone però l’intestazione all’altro soggetto.
Il padre paga al venditore il prezzo dell’acquisto di una casa da intestare a figlio.
Il figlio paga il prezzo di un appartamento con il denaro ricevuto dal padre.
La donazione indiretta è un atto con cui si ottiene lo stesso effetto di una donazione, che si concretizza con un negozio a titolo oneroso, allo scopo di regalare un bene a una persona. Tipico esempio è quello del padre che compra una casa con il proprio denaro ma la fa intestare al figlio.
Affinché il negozio sia valido non è sempre richiesta l presenza del notaio (atto pubblico), ma è sufficiente la forma prescritta per quel negozio tipico.
Se un soggetto si rivolge al Tribunale per chiedere la divisione di un bene che il coniuge ha ricevuto in donazione indiretta, l’onere di provare che si tratti di donazione indiretta ricade sul titolare del bene.
Tipico esempio è quello di due coniugi in comunione dei beni e che si separano. Una parte chiede che venga diviso anche il valore di una casa che l’altra ha acquistato. Quest’ultima sostiene di aver comprato la casa con i soldi regalati dal padre e quindi, essendo donazione indiretta, non rientra nella comunione legale.
È quindi onere di quest’ultima provare (con testimoni e/o documenti) di aver ricevuto il bene con donazione diretta. In assenza di prove, quella casa rientra nella comunione legale (Cassazione n. 21494/2014).
L’imposta di donazione è dovuta anche nei casi di donazione indiretta (Cass. sent. n. 13133/2016). L’imposta di donazione si calcola in base al gradi di parentela, tenendo conto delle seguenti franchige:
Coniuge 4% 1 milione di euro
Familiari in linea retta
(figli, genitori, nonni, nipoti) 4% 1 milione di euro
Fratelli e sorelle 6% 100 mila euro
Parenti fino al IV grado
e affini fino al II grado 6% Nessuna
e persone senza legami di parentela 8% Nessuna
Se un padre compra, con i suoi soldi, una casa al figlio e questa ha un valore di 500.000 euro, non paga imposta. Se ha un valore di 3 milioni di euro, allora sul valore eccedente il milione si applica l’aliquota del 4%.
Quando si può impugnare una donazione
Donazione immobile: come farla e regole
Impugnazione donazione

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 Cass. 
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