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Timestamp: 2019-10-15 09:26:34+00:00

Document:
Proposta dell’UAI di Regolamento Comunale Normalizzato – CieloBuio
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Proposta dell’UAI di
Regolamento Comunale Normalizzato distribuito dall’Unione Astrofili Italiani alle amministrazioni comunale nelle regioni prive di Leggi Regionali Anti Inquinamento Luminoso
COMUNE DI _________________
– che il 20 / 25% dell’energia elettrica impegnata per l’illuminazione esterna viene inutilmente disperso verso l’alto con un dispendio economico annuale ingente;
– che per risolvere le problematiche esposte occorre una seria e programmata razionalizzazione dell’uso, delle forme e del tipo delle sorgenti di luce esterna finalizzata al:
1. Contenimento del consumo energetico derivante dall’illuminazione esterna pubblica e privata;
VISTE le raccomandazioni per la progettazione di impianti di illuminazione esterna elaborate dall’Unione Astrofili Italiani e dal Dark Sky Association, le norme UNI – CEI, gli articoli n° 23, 47 e 51 del Nuovo Codice della Strada;
VISTO il Regolamento per il miglioramento dell’illuminazione pubblica e privata esterna elaborato dall’U.T.C., contenente norme per il contenimento del consumo energetico e dell’inquinamento luminoso, allegato alla presente deliberazione per farne parte integrante;
1. Approvare Il “Regolamento per il miglioramento dell’illuminazione pubblica e privata esterna attraverso il contenimento del consumo energetico e l’abbattimento dell’inquinamento luminoso” allegato alla presente deliberazione.è approvato.
ART. 1 – Impianti di illuminazione esterna pubblici e privati preesistenti alla data di entrata in vigore del presente Regolamento.
A. Gli impianti di illuminazione pubblica e privata esistenti alla data di entrata in vigore del seguente Regolamento, in caso di ricostruzione radicale di tutto l’impianto o sostituzione parziale dei corpi illuminanti, dovranno essere rispondenti alle disposizioni di cui all’art.2.
B. Gli impianti di illuminazione, particolarmente inquinanti od abbaglianti, tipo globi luminosi, fari, torri faro, ottiche aperte, insegne luminose, individuati dall’Ufficio Tecnico Comunale (U.T.C.) o dalla Polizia Municipale (anche su segnalazione delle locali associazioni di astrofili, se presenti), se pubblici dovranno essere sostituiti con gradualità ed in relazione alle risorse finanziarie disponibili se privati dovranno essere messi a norma entro e non oltre 360 gg. dalla data della segnalazione della Polizia Municipale o dell’ U.T.C. al titolare dell’impianto. Le sostituzioni o le messe a norma dovranno essere rispondenti alle disposizioni di cui all’art.2 seguente.
ART. 2 – Impianti di illuminazione esterna pubblici e privati da costruirsi successivamente alla data di entrata in vigore del presente Regolamento.
A. Le specifiche tecniche, i capitolati di appalto, la progettazione, degli impianti di illuminazione per esterni, dovranno rispettare i criteri della massima economicità sia riguardo l’esercizio e la manutenzione degli impianti sia riguardo la costruzione, nel rispetto primario della normativa antinquinamento luminoso del presente Regolamento. In particolare gli impianti di illuminazione per esterni, di norma, dovranno essere costruiti sia su un’unica fila di pali diritti e con una sola sorgente luminosa per palo sia con l’ottica di cui al comma 2.E parallela al terreno. Eventuali deroghe ai criteri sopraesposti dovranno costituire eccezione e motivati dal progettista dell’impianto con apposita relazione da presentarsi all’U.T.C.
D. Tutte le lampade dei lampioni stradali e non, dovranno essere al sodio ad alta pressione aventi un’efficienza luminosa maggiore od uguale a 100 lumen/watt e con potenza nominale non superiore a 250 W; in deroga sono ammesse lampade al sodio con potenza fino a 400 W laddove esistano condizioni ambientali particolari come incroci stradali, nodi ferroviari, ordine pubblico, giustizia, difesa, zone portuali, aeroportuali, fluviali, lagunari, purché opportunamente giustificate dal progettista dell’impianto con apposita relazione da presentarsi all’U.T.C. Sono, altresì, consigliate le lampade al sodio a bassa pressione aventi un’efficienza luminosa maggiore od uguale a 130 lumen/watt e con potenza nominale minore od uguale a 135 W; in deroga sono ammesse lampade al sodio a bassa pressione con potenza fino a 180 W laddove esistano condizioni ambientali particolari quali incroci stradali, nodi ferroviari, ordine pubblico, giustizia, difesa, zone portuali, aeroportuali, fluviali, lagunari, purché opportunamente giustificate dal progettista dell’impianto con apposita relazione da presentarsi all’U.T.C.
È’ lasciata libera scelta circa l’uso delle lampade al sodio a bassa od alta pressione, pur consigliando le lampade al sodio a bassa pressione per le zone periferiche, depositi o scali, svincoli autostradali, industrie, cimiteri, distributori di benzina.
G. Al fine di ridurre ulteriormente il consumo energetico e l’inquinamento luminoso, tutti i nuovi impianti, salvo quelli destinati a: ordine pubblico, giustizia, difesa o le seguenti zone: incroci stradali, nodi ferroviari, porti, aeroporti, per i quali tale norma è facoltativa, dovranno essere equipaggiati con riduttori di flusso luminoso, in grado di ridurre il flusso emesso dalle lampade dal 30 al 50 percento del valore nominale, dopo le ore 23.00 nel periodo dell’ora solare e dopo le 24.00 nel periodo dell’ora legale.
ART. 3 – Regime autorizzativo.
A. Per la realizzazione di nuovi impianti o il radicale rifacimento di quelli esistenti o la sostituzione parziale di apparecchi illuminazione di cui agli artt. 1 e 2, i soggetti privati o pubblici devono predisporre ed inviare all’U.T.C. apposito progetto, conforme alle norme del presente Regolamento, redatto da professionista abilitato. Dal progetto deve risultare la rispondenza dell’impianto ai requisiti del presente Regolamento.
B. L’U.T.C. trasmette copia del progetto alle locali associazioni di astrofili, ove presenti, per un parere consultivo, che dovrà essere espresso entro 15 giorni dalla data di invio, trascorsi i quali, in caso di mancato riscontro, detto parere dovrà intendersi favorevole.
Successivamente e comunque non oltre 60 giorni dalla richiesta l’U.T.C. autorizza o meno l’esecuzione dell’opera. Il diniego dovrà essere circostanziatamente motivato.
ART. 4- Prevenzione, controlli, diffusione della disciplina antinquinamento luminoso.
Per la migliore conversione degli impianti il Comune e, tramite esso, qualsiasi altro soggetto, potrà avvalersi della consulenza tecnica fornita gratuitamente dalla Commissione Inquinamento Luminoso dell’Unione Astrofili Italiani (UAI) o dalla Sezione Italiana dell’International Dark-Sky Association (IDA) o da Cielo Buio
ART. 5 – Sanzioni e disposizioni finali
A. Il titolare di un’impianto di illuminazione che contravviene alle norme degli articoli 1 e 2, incorre nella sanzione amministrativa da Lire 150.000 a Lire 900.000 per ogni punto luce. Se trattasi di impianti di cui ai commi 1D e 2J, oltre la suddetta sanzione, è d’obbligo spengere l’impianto all’atto dell’elevazione del verbale. Tutti gli altri impianti non in regola, debbono essere messi a norma entro e non oltre 180 gg. dalla data di elevazione del verbale. Nei casi particolari di entrata in funzione di impianti di illuminazione che, oltre a contravvenire le norme del presente Regolamento, dovessero devastare il territorio e l’ambiente circostante a causa della potenza installata e per la la vastità del territorio occupato, oltre le sanzioni previste dal presente comma e dal comma 5C, è facoltà del Sindaco emettere un’ordinanza di spegnimento dell’impianto; l’impianto rimarrà spento fino alla messa a norma.
C. Chiunque progetta e/o realizza impianti contravvenendo le norme previste agli Art. 1 e 2 del presente Regolamento e/o l’iter previsto dall’Art.3, incorre nella sanzione amministrativa da Lire 100.000 a Lire 600.000, per ogni punto luce non conforme.
FINANZIAMENTI RIGUARDO AGLI IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE A BASSO CONSUMO ENERGETICO E CONTRO L’INQUINAMENTO LUMINOSO.
Riguardo ai finanziamenti, ci sono 4 strade da seguire con oggetto il risparmio energetico, sempreché gli impianti siano tali:
– finanziamenti europei, ad esempio: 1) energia ed ambiente: “/fesr-obiettivo1, life, quinto programma a favore dell’ambiente, save II”; 2) programmi di sviluppo regionale: “fesr – obiettivo1, pop Regione siciliana ob.1)
– finanziamenti regionali;
– finanziamenti provinciali (le provincie hanno competenze sull’ambiente quindi si deve presentare il progetto come lotta all’inquinamento luminoso);
– convenzioni fra Comuni e privati (fra proprietari degli impianti industriali insistenti sul territorio Comunale ed il Comune); ad esempio a Civitavecchia c’è la convenzione con l’ENEL per diversi miliardi all’anno (non solo per il risparmio energetico).
Delibera n.7/6162 della R.Lombardia -Allegato A

References: ART. 1

ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5
 Art. 1