Source: https://www.diritto.it/ente-autostradale-responsabile-dei-danni-occorsi-a-seguito-della-presenza-di-un-copertone-sulla-sede-stradale/
Timestamp: 2018-03-18 17:36:32+00:00

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Anche le Sezioni Unite penali della medesima Corte, con sentenza n. 7738/97, hanno configurato il pedaggio autostradale quale controprestazione del servizio costituito dalla messa a disposizione dell’autostrada nell’ambito di un rapporto sinallagmatico, escludendo invece che esso possa essere considerato alla stregua di tributo dovuto per l’uso di un pubblico servizio.
Avverso siffatta argomentazione in punto diritto, la convenuta replicava richiamando i principi relativi alla stringente prova spettante all’attore della responsabilità dell’autore dell’illecito, dell’elemento psicologico e del nesso causale, che rapportati alla fattispecie si tramutano nella prova della responsabilità della società gerente di non aver impedito il verificarsi dell’evento. In particolare contestava l’applicazione dell’art. 2051 c.c. eccependo l’esistenza del caso fortuito idoneo ad elidere il presupposto per imputare alla medesima il fatto lesivo, argomentando che per giurisprudenza consolidata, nell’ipotesi di sinistri autostradali occorre distinguere le situazioni di pericolo connesse alla struttura e alle pertinenze dell’autostrade dalle situazioni di rischiose create da terzi o da una repentina ed imprevedibile alterazione dello stato della cosa non conoscibili né eliminabili con immediatezza neppure con la più diligente attività di manutenzione (Cass. Civ, 4495/11 – Cass. Civ. 15042/08). Evidenziava, inoltre, con riferimento alla contestata tempistica di reazione che non poteva oggettivamente intervenire ad impedire il sinistro vista la repentina ed imprevedibile alterazione delle stato della cosa.
In particolare il teste XXXXX, Ausiliare XXXXXXX, ha dichiarato che “.. (…) il giorno 30.5.2011 intorno alle ore 7,35 ricevevo una segnalazione che lungo il km 47+900 dell’autostrada XXXXXX un veicolo si era scontrato con un ostacolo posto nella corsia centrale della carreggiata … Quando sono giunto sul posto ho avuto modo di constatare che una parte di copertone di un mezzo pesante si trovava tra la seconda e la terza corsia di sorpasso … l’autovettura era danneggiata indicativamente sul davanti e sotto” Così il XXXXXXX Ausiliare XXXXXXXX “…(…)…giunto sul posto ho constatato la presenza di un copertone di un mezzo pesante che invadeva la corsia di sorpasso. Il copertone era pesante e in due lo abbiamo spostato fra le due file del new jersey…io stesso ho aiutato il XXXX a compilare il modulo XXXXX di reclamo…” Confermava ancora integralmente il rapporto di servizio XXXXX del 30.05.2011 acquisito ai sensi dell’art. 210 c.c..
riconoscendo la propria scrittura (cfr. verbale udienza del 12.06.2012). Da ultimo il teste XXXXX XXXXXX, assistente al traffico XXXXX, ha dichiarato che “… prima ci é stato segnalato il materiale/ostacolo presente in autostrada e nel tempo dell’intervento è (stato) investito da una macchina di passaggio. A noi la nostra centrale operativa ci ha segnalato la presenza dell’ostacolo e successivamente ci ha segnalato che era stato investito … Quando siamo arrivati sul posto ho constatato la presenza di una parte di pneumatico di un mezzo pesante ed era questo l’ostacolo contro il quale l’autovettura aveva impattato…l’auto era incidentata sulla parte interiore e il sotto…nella circostanza non è stato trovato il mezzo pesante che ha perso il pneumatico anche perché nel punto vi sono diversi punti di uscita…il pezzo di pneumatico era tra la corsia centrale e la corsia sinistra di sorpasso. Il pneumatico è stato rimosso dai due ausiliari e appoggiato all’interno dello spartitraffico (new jersey). Confermo il verbale redatto dai miei due colleghi. (doc. acquisito ex art. 201 c.p.c.). quando ci è stata la prima segnalazione il mezzo XXXX più vicino per l’intervento era quello nella tratta di competenza XXX/XXX. Hanno dovuto percorrere da XXXX Est al punto del luogo di ritrovo dell’ostacolo…specificatamente al momento della segnalazione era a XXXX Est…l’ora di segnalazione e l’ora del nostro intervento sono documentabili”(cfr. verbale udienza del 12.06.2012).
Emerge ancora che il veicolo XXXXXXX tg. XXXXXX, di proprietà attorea, in conseguenza dell’urto veniva caricate su un carro attrezzi e riparato presso l’auto officina XXXXXXX, per un cesto complessivo pari ad € 4.460,00 IVA compresa (cfr. teste XXXXXXX e teste XXXXXXXXXXX – fattura n. N. XXXXX del 01/07/2011 – verbale udienza del 12.06.2012): riparazioni da ritenersi compatibili con il predette evento.
Circostanza confermata dalla stessa convenuta nella memoria di replica del 29.03.2012 ove espressamente è scritto a pag. 5 “…(…)…che il presunto ostacolo non è stato comunicato alla sala radio che ha il compito di raccogliere tutte le comunicazioni e predisporre con urgenza tutte le segnalazioni necessarie tramite pannelli informativi”.
La Cassazione, con riguardo ad una fattispecie simile a quella in esame, in una recente pronuncia ha affermato che “… (… )… la responsabilità trova un limite solo nel caso fortuito che va ravvisato nei casi in cui il danno sia stato determinato da cause estrinseche alla struttura del bene, o dal comportamento di terzi (come l’abbandono sulla pubblica via di oggetti pericolosi) con modalità di tempo e di luogo tali per cui il pericolo non avrebbe potuto essere conosciuto ed eliminato tempestivamente neppure con la più diligente attività di controllo e di manutenzione. L’onere della prova sia del caso fortuito, sia dell’adempimento dei doveri di diligente manutenzione è a carico del custode (nella specie XXXXX s.p.a.)” (Cfr. Cass. Civ. Sez. III n. 783 del 15/01/2013).
Per quanto concerne il quantum, sulla scorta della documentazione acquista e delle dichiarazioni testimoniali, risulta provata la somma di €. 4.460,00 Iva compresa che 1’attore ha dovuto corrispondere per la riparazione della propria autovettura. I danni riscontrati e le riparazioni effettuate, tra l’altro, sono compatibi1i con la dinamica del sinistro. (cfr. fattura XXXXXX – doc n. 2 parte attrice – doc. fotografica – teste XXXXXX).
avere agito o resistito in malafede o colpa grave, ma richiede anche la prova, quantomeno nelle sue 1inee essenziali relativamente ad an e quantum di un danno subito, potendo il giudicante liquidare equitativamente tale danno solo una volta fornita tale prova relativa all’esistenza del danno. (in questo senso Cass. n. 27383/2005 – Cass. n. 21393/2005 – Cass. N.. 18169/2004 – Cass. n.
13355/04 – Cass. 7583/04 etc…).

References: sentenza 
 Cass. 
 art. 201
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.