Source: http://www.fpcgil.net/SSAEP/ANFFAS/ANFFAS_2004.htm
Timestamp: 2019-02-16 05:29:16+00:00

Document:
ipotesi contratto_ANFFAS_2004
Il giorno 9/6/2004 in Roma alla Via Gianturco 1 presso la Sede Nazionale dell’ANFFAS si sono incontrati il Presidente Nazionale di ANFFAS-ONLUS ed i componenti la Commissione Tecnica sigg.ri Marika Bovone, avv. Fatima Muoio e Giandario Storace con la FP CGIL rappresentata dai sigg.ri Dario Canali e Mauro Ponziani, la CISL FPS rappresentata dai sigg. Daniela Volpato e Luigi Gentili, la UIL FPL rappresentata dai sigg. Franco Lo Grasso, Siriano Fornesi, Giancarlo Gasperini e Violetta Scalco.
La trattativa per il rinnovo del CCNL scaduto il 31/12/2001 ha visto le parti impegnate in un costruttivo confronto per:
la ridefinizione della parte normativa anche alla luce delle intervenute modifiche legislative nonché statutarie dell’Associazione così come esposto nella premessa del nuovo CCNL;
la definizione della nuova classificazione del personale che opera all’interno delle strutture associative;
la definizione della parte economica per il biennio 2002-2003.
Nel corso dell’incontro odierno le parti hanno raggiunto la seguente ipotesi di accordo:
la sigla di pre-intesa sulla parte normativa definita;
il rinvio al previsto prosieguo del tavolo di trattativa per la definizione degli artt. 11-21-23-24-25-73;
l’erogazione di una quota economica così come definita in allegato A), che diventa parte integrante del presente accordo, ad integrazione e riequilibrio di quanto già erogato a titolo di "acconto sugli aumenti economici" legati al rinnovo del CCNL. Detta quota dovrà essere erogata al personale in forza alla data del 1/6/2004, anche in 2 rate, entro e non oltre la mensilità relativa al mese di agosto 2004 o in data anteriore qualora dovesse intervenire la cessazione dal servizio, riparametrata ai periodi di lavoro effettivamente prestato nel biennio 2002-2003 ed all’orario di lavoro (per i lavoratori part-time) effettivamente prestato. Detto importo, considerato nella sua globalità e in aggiunta a quanto già erogato con gli accordi del 14/3/2003 e 10/12/2003, è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, di origine legale o contrattuale, ed è quindi comprensivo degli stessi;
la definizione della classificazione del personale nel rispetto delle norme di primo inquadramento così come fissate nell’allegato B) e l’assegnazione della posizione economica, sempre a decorrere dal 1/1/2004 e secondo le modalità fissate dall’allegato C) che diventa parte integrante del presente accordo;
l’erogazione delle differenze economiche derivate dal nuovo inquadramento, al netto delle quote economiche già erogate a titolo di "anticipo rinnovo CCNL", dovranno essere erogate al personale in forza alla data del 1/6/2004, per il periodo dal 1/1 al 30/9/2004 in non più di 4 tranche, entro e non oltre la mensilità relativa al mese di dicembre 2004 o in data anteriore qualora dovesse intervenire la cessazione dal servizio, riparametrata ai periodi di lavoro effettivamente prestato nel biennio 2002-2003 ed all’orario di lavoro effettivamente prestato, per i lavoratori part-time.
Roberto Speziale Dario Canali
Marika Bovone Mauro Ponziani
Fatima Muoio CISL FPS
Siriano Fornesi
Violetta Scalco
ALLEGATI all'Accordo del 9 giugno 2004
per le lavoratrici ed i lavoratori
dipendenti dalle Strutture Associative
ipotesi di intesa per il rinnovo del CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO relativo al periodo 01.01.2002-31.12.2005, per le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti dalle autonome Strutture Associative appartenenti alla unitaria Struttura Associativa ANFFAS ONLUS giusto verbale di accordo del 9/6/2004.
ANFFAS Onlus, con l’approvazione della modifica statutaria in data 25/26 novembre 2000, ha riorganizzato la propria attività su un modello associativo di tipo federale superando la tradizionale struttura con unica personalità giuridica. Pertanto si è realizzata piena autonomia giuridica oltre che patrimoniale e gestionale delle realtà locali Anffas.
Anffas Onlus ha, quindi, modificato la propria fisionomia associativa passando da una struttura la cui base sociale era rappresentata da soci persone-fisiche e con una articolazione territoriale che si configurava in circa 200 sezioni, nonché in 13 comitati regionali, ad una struttura la cui base sociale è rappresentata dalle Associazioni locali socie.
Si è, inoltre, prevista la costituzione di organismi regionali rappresentativi delle associazioni socie nonché la possibilità di concedere il marchio ANFFAS ad altri autonomi enti di gestione con fini e scopi analoghi a quelli di ANFFAS Onlus.
A seguito dell’intervenuta modifica statutaria sono da ritenersi, quindi, parte dell’unitaria Struttura Associativa:
Associazioni locali socie di ANFFAS Onlus,
Associazioni regionali o coordinamenti riconosciuti da ANFFAS Onlus
Autonomi Enti di gestione a marchio ANFFAS Onlus e loro consorzi
di seguito denominate "Strutture Associative".
Ciascuna Struttura Associativa locale potrà essere costituita da una o più unità produttive con ciò intendendo - conformemente alla nozione generale di cui all’art. 13 della L.300/70 - ogni articolazione autonoma della Struttura Associativa avente, sotto il profilo funzionale, idoneità ad esplicare in tutto o in parte l’attività di produzione di servizi della Struttura Associativa della quale è una componente organizzativa connotata da indipendenza tecnica e amministrativa.
Premesso quanto precede, ANFFAS Onlus, Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali e le OO.SS. FP-CGIL, CISL FPS, UIL-FPL, confermano che il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro concorre anche, a qualificare il rapporto tra soggetto pubblico e soggetto privato sociale ed associazionistico in tema di gestione dei servizi sanitari, sociali, socio-sanitari, socio-assistenziali, socio-educativi e formativi nonché di ogni altra attività, che le Strutture Associative espletano nel rispetto dei fini statutari.
Sottolineano, inoltre, la necessità di perseguire un'adeguata integrazione ed omogeneità tra i diversi soggetti del settore collocati all'interno di un quadro di programmazione generale definita dal soggetto pubblico.
Ciò comporta la valorizzazione e qualificazione delle risorse disponibili attraverso una relazione corretta tra i bisogni ed i diritti dell'utenza, l'assetto dei servizi, il trattamento complessivo delle lavoratrici e dei lavoratori anche privilegiando l’assunzione del personale a tempo indeterminato.
In coerenza con ciò, il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro diviene per ANFFAS Onlus e le OO.SS. FP-CGIL, CISL FPS, UIL-FPL anche uno strumento per il confronto con le pubbliche amministrazioni ai fini della ammissione al rapporto convenzionato e/o accreditato. Tale confronto potrà coinvolgere tutte le parti interessate nel rispetto delle reciproche autonomie. Le parti ritengono, infatti, necessario consentire la gestione dei servizi convenzionati e/o accreditati solo ai soggetti in grado di offrire qualificanti caratteristiche, tra le quali anche quelle garantite dall'applicazione di contratti collettivi nazionali di lavoro.
In tale contesto ANFFAS Onlus inquadra la scelta di dotarsi di una carta dei servizi contenente i livelli minimi di qualità.
Pertanto ANFFAS Onlus e le OO.SS. FP-CGIL, CISL-FPS, UIL-FPL si sentono impegnate in direzione di un processo di rinnovo contrattuale, che coincidendo con la prima grande riforma del settore stesso, resa possibile dall’applicazione della legge 328/2000 e delle connesse potenzialità, coinvolga tutte le diverse realtà operanti nell’erogazione dei servizi che assumono una forte centralità nella gestione delle politiche sociali ed assistenziali, in un processo di sussidiarietà con il servizio pubblico.
Le lavoratrici ed i lavoratori debbono inoltre osservare le norme regolamentari, ove esistenti, emanate dalle Strutture Associative, purché non siano in contrasto con il presente CCNL e/o con le norme di leggi.
Il presente contratto decorre dalla data di sottoscrizione e scade il 31 dicembre 2005 per la parte normativa, dal 1 gennaio 2002 al 31 dicembre 2003 per la parte economica relativa al primo biennio e dal 1 gennaio 2004 al 31 dicembre 2005 per la parte economica relativa al secondo biennio.
Almeno tre mesi prima delle rispettive scadenze, se da una delle parti non venga data disdetta con lettera raccomandata r.r., il contratto si intenderà rinnovato automaticamente per un anno e così di anno in anno.
La piattaforma per il rinnovo contrattuale sarà presentata tre mesi prima della scadenza per consentire l’apertura delle trattative in tempo utile.
Durante tale periodo e per il mese successivo alla scadenza del contratto, le parti negoziali non assumeranno iniziative unilaterali né promuoveranno azioni conflittuali.
Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di scadenza del contratto a condizione che lo stesso sia stato disdettato nei termini di cui sopra, alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti sarà corrisposta l’indennità di vacanza contrattuale nel rispetto della vigente normativa.
L’indennità di vacanza contrattuale è riassorbita negli aumenti contrattuali definiti.
INSCINDIBILITA' DELLE NORME CONTRATTUALI
Il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro costituisce l'unico contratto in vigore tra le parti e per tutti i soggetti destinatari di cui all’art.1.
Sono conservate, ad esaurimento, le condizioni di miglior favore in atto per le lavoratrici ed i lavoratori in forza alla data di prima decorrenza del presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ANFFAS. Come tali sono da intendersi quelle risultanti, rispettivamente nell'ambito del trattamento normativo ed in quello del trattamento economico, dall’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ANFFAS stipulato in data 02.06.1995 e successivi accordi da esso derivati.
Le parti si impegnano alla più ampia diffusione di dati e conoscenze che consentano l'utilizzo di strumenti corretti per la definizione e l’applicazione degli accordi di lavoro e per un sempre più responsabile e qualificato ruolo di tutte le componenti contrattuali, favorendo, altresì, uno stabile sistema di relazioni sindacali a tutti i livelli, attraverso la definizione, a livello nazionale, di una parte normativa ed una parte economica comune, demandando a livello decentrato la contrattazione integrativa sulle materie e con le modalità indicate nel presente contratto.
Le parti convengono, inoltre, circa la necessità di sviluppare idonee iniziative, ai diversi livelli, finalizzate alla determinazione ed all'utilizzo di strumenti di sostegno al governo di processi di riorganizzazione che dovessero evidenziarsi come necessari alla continuità dei servizi ed al mantenimento dei livelli occupazionali ed a tal fine si sentono impegnate in sede di confronto nazionale, regionale e locale.
verificare i programmi ed i progetti di sviluppo;
valutare lo stato di applicazione del presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro;
promuovere iniziative, anche volte alla Pubblica Amministrazione, finalizzate a favorire la crescita e la qualificazione dei servizi del settore nonché una sempre più adeguata utilizzazione delle risorse disponibili.
assumere le opportune iniziative presso la Pubblica Amministrazione affinché, nel rispetto dei reciproci ruoli e competenze, si tenga conto, nei regimi di convenzione e/o accreditamento, dei costi connessi con l'applicazione del presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ;
assumere le opportune iniziative nei confronti della Pubblica Amministrazione affinché vengano attivati e/o potenziati i corsi di qualificazione, aggiornamento e riqualificazione professionale, compresa l’ECM, per il personale delle realtà interessate dal presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, anche ai fini della destinazione di eventuali risorse.
Le singole Strutture Associative locali garantiranno, ai titolari della contrattazione di secondo livello di cui all’art.7 punto 3, informazione e consultazione sulle seguenti materie:
organizzazione del lavoro, funzionamento dei servizi, quanto relativo ai rapporti diretti e/o di convenzione od accreditamento con gli Enti Pubblici, ai progetti e programmi di sviluppo;
avvio della procedure di licenziamento collettivo e di mobilità;
e quant'altro espressamente demandato dal presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
La contrattazione di cui al presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro si suddivide in due livelli:
1^) Nazionale
2^) Strutture Associative.
Sono titolari della contrattazione di secondo livello le R.S.U. congiuntamente ai sindacati territoriali che hanno sottoscritto il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e, per la parte datoriale, le rispettive Strutture Associative per le materie di propria competenza. In caso di mancata costituzione delle R.S.U. sono titolari della contrattazione le R.S.A.
Costituiscono oggetto della contrattazione a livello nazionale tutti i titoli e le tematiche proprie del presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ed in particolare:
validità, rinnovo ed ambito di applicazione del contratto;
definizione del regolamento per la garanzia dei livelli minimi essenziali in caso di sciopero;
attivazione e risoluzione del rapporto di lavoro;
norme comportamentali e disciplinari;
permessi, aspettative e congedi;
trattamento economico tabellare.
Costituisce oggetto della contrattazione secondo livello, quanto espressamente demandato dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro nonché, ai sensi dell’accordo 23 luglio 1993, da eventuali piani relativi ad innovazioni nell'organizzazione del lavoro o nella quantità - qualità dei servizi finalizzati al recupero di competitività ed a una maggiore capacità di risposta alle esigenze dell'utenza.
Accordi aziendali potranno prevedere il riconoscimento dell'apporto professionale alla realizzazione dei progetti ovvero al raggiungimento di obiettivi stabiliti tra le parti ed ogni erogazione economica derivante dal secondo livello di contrattazione sarà strettamente correlata alla realizzazione di tali progetti e di tali obiettivi.
L’ elemento retributivo di cui al precedente capoverso:
avrà quindi le caratteristiche di non determinabilità a priori e di variabilità e, in quanto incerta nella corresponsione e nell’ammontare, sarà utile per l’applicazione del particolare regime contributivo di cui all’art.2 della legge 23 maggio 1997 n.135 e successive integrazioni;
sarà ad ogni effetto di competenza dell’anno di erogazione, poiché la correlazione ai risultati conseguiti è assunta dalle parti quale parametro di definizione per la corresponsione e l’ammontare.
criteri per la definizione dei livelli minimi essenziali nell’ambito del regolamento di cui al successivo art.8;
elaborazione piani di formazione e aggiornamento del personale dipendente;
istituzione dei Comitati per le Pari opportunità;
criteri per la realizzazione di progetti obiettivi;
modalità e criteri per i passaggi all’interno di ciascuna categoria in applicazione dell’art. 43;
interventi per il miglioramento della sicurezza e della salute delle lavoratrici e dei lavoratori sul luogo di lavoro;
criteri disciplinanti le attività di soggiorno e ricoveri terapeutici;
modalità per lo svolgimento delle assemblee nei luoghi di lavoro;
criteri per l’accesso a corsi di qualificazione, riqualificazione ed aggiornamento professionale e per l’esercizio del diritto allo studio;
contingenti di personale per la garanzia dei servizi minimi essenziali;
criteri per attuazione di progetti obiettivi;
criteri per l’espletamento dell’attività di volontariato;
utilizzo complessivo del lavoro a tempo parziale e le sue modalità di attuazione;
ogni altra materia espressamente demandata dal presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Ai fini dell’applicazione di quanto previsto dalla legge n. 146 del 12.6.90 come modificata ed integrata dalla legge n.83/2000, le parti riconoscono che le strutture Anffas rientrano nella sfera di applicazione della stessa quali erogatrici di servizi essenziali indispensabili alla comunità.
Al fine di una corretta applicazione delle norme di cui sopra, si fa espresso riferimento al regolamento per la definizione dei servizi minimi in caso di sciopero e nel rispetto della procedura di cui agli artt.2 e 2 bis della legge 146/90 e successive modifiche ed integrazioni che stilato di concerto con le OO.SS., viene allegato al presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per farne parte integrante e sostanziale (allegato 1).
PARI OPPORTUNITA’ TRA UOMO E DONNA
Ai fini di una piena e puntuale applicazione della legge 125/91 e D.lgs. 196/2000 e successive modifiche ed integrazioni, viene costituito a livello nazionale il Comitato per le Pari Opportunità tra uomo e donna composto da una/un componente designato da ognuna delle OO.SS. firmatarie del presente contratto e da un pari numero di componenti in rappresentanza dell'Associazione, al fine di elaborare un programma obiettivo per perseguire, attraverso azioni positive, l’uguaglianza professionale tra i lavoratori dipendenti, la non discriminazione e la pari opportunità.
Potranno, inoltre, essere istituiti Comitati per le Pari Opportunità tra uomo e donna presso realtà associative regionali e strutture associative aventi dimensioni e caratteristiche rilevanti.
Gli strumenti e le risorse per il loro funzionamento saranno reperiti prioritariamente attraverso finanziamenti di cui agli artt.2 e 3 legge 125/91 e D.M. 15 marzo 2001.
Le finalità dei Comitati per le Pari Opportunità tra uomo e donna sono definite dalla legge di riferimento e gli stessi opereranno in coerenza con i principi di parità stabiliti dal Comitato Nazionale di cui all’art.25 della legge n.125/91.
La rappresentanza sindacale è riconosciuta alle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) elette dalle lavoratrici e dai lavoratori nel rispetto delle vigenti normative o regolamento vigente ovvero, in caso di non costituzione delle RSU, alle RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali) costituite ad iniziativa delle lavoratrici e dei lavoratori in ogni Struttura Associativa locale nell’ambito delle organizzazioni sindacali firmatarie del presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Nel rispetto degli artt. 23 e 24 della L. 300/70 ai dirigenti delle RSA, ove non costituita la RSU, spetta il diritto di usufruire di permessi retribuiti per compiere attività sindacale di tutela e rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori a livello aziendale e permessi non retribuiti in misura di otto giorni all’anno, per la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale.
Il monte ore annuo, determinato sulla forza lavoro rilevata alla data del 31 dicembre dell’anno precedente, verrà ripartito tra le OO.SS. firmatarie percentualmente al numero degli iscritti risultanti alla stessa data.
Per l'espletamento dei compiti e delle funzioni delle R.S.U., ove costituite nel rispetto del vigente regolamento, è garantito un monte ore retribuito nella misura di 1 ora annua per dipendente nelle Strutture Associative fino a 200 dipendenti e di 8 ore annue per dipendente oltre tale limite.
Per le modalità di fruizione dei relativi permessi vale quanto stabilito per le RSA.
Le parti convengono di rinviare la definizione contrattuale dell’istituto di cui al presente articolo, definizione che avverrà entro e non oltre il 30 settembre 2004.
Nelle more si applicherà la disciplina contrattuale previgente di seguito riportata.
" Le lavoratrici ed i lavoratori componenti i Comitati Direttivi delle Organizzazioni sindacali nazionali, regionali, comprensoriali o zonali ( per comprensorio o zona deve intendersi quella in cui è insita la presenza delle strutture sindacali confederali - Camera del Lavoro- Unione sindacale territoriale- Camera Sindacale Territoriale) di categoria e confederali, hanno diritto per l’espletamento delle attività sindacali, a permessi retribuiti per partecipare a convegni a livello nazionale indetti dalle organizzazioni sindacali firmatarie del presente contratto.
Inoltre hanno diritto a permessi retribuiti fino ad un massimo di 18 ore al mese non cumulabili quando l’assenza dal lavoro venga espressamente richiesta per iscritto almeno 48 ore prima dalla responsabile o dal responsabile territoriale delle organizzazioni sindacali sopra indicate, salvo il verificarsi di impedimenti derivanti da inderogabili esigenze di servizio di cui deve essere data comunicazione alle OO.SS. firmatarie del presente contratto.
I nominativi delle lavoratrici e dei lavoratori di cui al 1^ comma e le eventuali variazioni dovranno essere comunicati per iscritto dalle OO.SS. predette alla Amministrazione in cui l lavoratrice o il lavoratore presta servizio.
Non si computano le assenze dal servizio per la partecipazione a trattative sindacali convocate dalla Amministrazione."
Le RSA, singolarmente o congiuntamente, o le RSU hanno diritto di convocare nell’orario di lavoro e, nel limite di 12 ore annue, assemblee dei lavoratori.
L’onere della comunicazione dell’elenco degli effettivi partecipanti è a carico della RSA o RSU che ha convocato l’assemblea e sarà trasmesso alla direzione aziendale, per iscritto, entro i tre giorni successivi alla celebrazione dell’assemblea stessa.
Della convocazione della riunione deve essere data, alla direzione aziendale, tempestiva comunicazione scritta, con preavviso entro la fine dell’orario di lavoro del 2° giorno prima dell’effettuazione dell’assemblea indicando l’ordine del giorno.
Lo svolgimento delle assemblee dovrà essere effettuato senza recare pregiudizi alle esigenze proprie dell'utenza ed alle loro famiglie sulla scorta degli accordi definiti in sede locale.
Fermo restando i distacchi sindacali eventualmente già concessi in forza di precedenti accordi, le parti si impegnano a reincontrarsi, al fine della compiuta definizione della materia, entro nove mesi dalla firma del pResente CCNL.
Le RSA e/o le RSU e/o le OO.SS. firmatarie del presente CCNL, hanno diritto di affiggere in appositi spazi predisposti dal datore di lavoro in luoghi accessibili a tutte le lavoratrici ed i lavoratori, pubblicazioni, testi e comunicati non anonimi relativi a materie di interesse sindacale e del lavoro, nel rispetto di quanto previsto dall’art.25 della legge 300/70.
Tale diritto spetta alle singole RSA costituite nell’ambito delle OO.SS. firmatarie del presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro nonché alle RSU, quale organismo unitario, e non a ciascuna delle sue componenti.
La delega ha validità dal primo giorno del mese successivo a quello del rilascio e si intende tacitamente rinnovata, ove non venga revocata dall’interessata o dall’interessato. La revoca della delega deve essere inoltrata, in forma scritta, alla Struttura di appartenenza ed alla Organizzazione Sindacale interessata e produce effetto dal primo giorno del mese successivo.
L'assunzione del personale, per qualsiasi tipologia di rapporto di lavoro, deve essere effettuata secondo il codice civile (art. 1325 e ss. ) e le normative in vigore relativamente alle diverse tipologie di rapporto.
Il contratto di lavoro, sotto forma di lettera scritta di assunzione, deve contenere:
l’identità delle parti
l’ inquadramento nella categoria, la posizione economica e la qualifica
il trattamento economico applicato
il divieto, per le lavoratrici ed i lavoratori a tempo pieno indeterminato o determinato, a svolgere altra attività subordinata o autonoma, al di fuori delle Strutture Associative, che sia concorrenziale con le attività proprie espletate dalle strutture associative stesse.
l’ espresso rinvio al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato e tutte le eventuali altre condizioni concordate.
documento di lavoro ove richiesto a norma di legge;
certificato di idoneità fisica rilasciato dalle autorità sanitarie competenti;
libretto sanitario ove richiesto a norma di legge e comunque per tutte le figure suscettibili di venire in contatto con prodotti alimentari;
titoli di studio o professionali posseduti inerenti la qualifica rivestita;
certificato di residenza di data non anteriore a tre mesi;
eventuale documento delle assicurazioni sociali obbligatorie;
qualsiasi altro documento previsto dalla vigente normativa;
autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi della Lgs..675/96 e successive modifiche e/o integrazioni.
La lavoratrice e il lavoratore dovranno comunicare sin dall’atto dell’assunzione, anche l'eventuale domicilio ove questo sia diverso dalla residenza e, successivamente, tutti gli eventuali mutamenti di residenza e di domicilio anche temporanei e di qualsivoglia altro dato o documento fornito all’atto dell’assunzione, entro e non oltre dieci giorni dall’evento.
Prima dell'assunzione in servizio e comunque prima della presentazione in servizio della lavoratrice o del lavoratore, la Struttura Associativa, con oneri a suo carico, potrà accertarne la idoneità fisica attraverso visita medica da parte di strutture pubbliche.
Successivamente alla assunzione, le lavoratrici ed i lavoratori potranno essere sottoposti ad eventuali accertamenti eseguiti dal medico competente; gli oneri per gli eventuali accertamenti periodici di prevenzione saranno a carico della Struttura Associativa.
L'assunzione in servizio della lavoratrice e del lavoratore avviene secondo i seguenti periodi di prova:
90 giorni di effettivo lavoro, per le dipendenti e i dipendenti inquadrati nelle categorie A, B, C
120 giorni di effettivo lavoro, per le dipendenti e i dipendenti inquadrati nelle categorie D, E, F.
Il periodo di prova resta sospeso per infortunio, gravidanza, puerperio e malattia.
Il rapporto di lavoro a tempo parziale (o lavoro part-time) di cui al D.lgs. 61/ 2000 e successive modifiche ed integrazioni, è quello in cui l’orario di lavoro risulti comunque inferiore a quello stabilito dal presente contratto.
favorire la flessibilità della prestazione di lavoro in rapporto all'attività della Struttura Associativa
Il rapporto a tempo parziale sarà applicato nelle singole Strutture Associative secondo i seguenti principi:
assunzione, nell’ambito del fabbisogno di personale, ai sensi delle vigenti disposizioni;
trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo parziale a tempo pieno per volontà di entrambe le parti;
La Struttura Associativa, sempre entro il predetto termine, con provvedimento motivato potrà rinviare la trasformazione per un periodo non superiore a tre mesi nei soli casi in cui essa comporti, in relazione alle mansioni e alla posizione organizzativa del dipendente, grave pregiudizio alla funzionalità del servizio.
Il limite percentuale del 10% viene arrotondato per eccesso per arrivare comunque all’unità.
La contrattazione aziendale potrà, comunque, definire criteri percentuali anche in deroga al suddetto limite.
dovrà contenere, in caso di trasformazione del rapporto, la variazione dell’orario di lavoro settimanale e la collocazione temporale della prestazione riferita al giorno, alla settimana, al mese, all’anno ed eventuali clausole flessibili e/o elastiche.
dovrà essere sottoposta a preventiva convalida della Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio nell’ipotesi di trasformazione da tempo pieno a tempo parziale.
Per l’assunzione con contratto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale il periodo di prova previsto dal presente contratto viene ridotto proporzionalmente all’orario di lavoro.
E’ consentito al lavoratore con contratto a tempo parziale, l’instaurazione di rapporti di lavoro presso più datori di lavoro purché non concorrenziali con i fini istituzionali dell’ANFFAS Onlus.
E’ ammesso il ricorso al lavoro supplementare nelle ipotesi di lavoro a tempo parziale (orizzontale), previo consenso del lavoratore, nella misura massima del 50% dell'orario settimanale della lavoratrice e del lavoratore entro il limite dell’orario pieno giornaliero (settimanale). Il rifiuto del lavoratore, ove richiesto, di prestazione di lavoro supplementare, non costituisce motivo di sanzione disciplinare o giustificato motivo di licenziamento.
I contratti di lavoro a contenuto formativo sono il contratto di apprendistato ed il contratto di inserimento come disciplinati dal D.lgs. 276/2003.
Poiché la regolamentazione del contratto di apprendistato è rimessa alle Regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, d’intesa con il ministero del Welfare e dell’istruzione, sentite le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori del lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, si conviene di rinviare la disciplina contrattuale del predetto istituto successivamente all’emanazione della suddetta regolamentazione.
Nelle more, i contratti di formazione e lavoro stipulati entro il 23 ottobre 2003 ed anche successivamente a tale data in base a progetti approvati entro tale data, esplicano integralmente i loro effetti fino alla scadenza per ciascuno di essi prevista, conformemente alla disciplina del previgente CCNL Anffas in materia di contratti di formazione e lavoro, che qui di seguito si riporta:
Le assunzioni di personale con contratto di formazione lavoro avverranno secondo le norme della legge 19.12.1984 n. 863 e della legge 29.12.1990 n. 407 e della legge 19.7.1994 n. 451, dell’art. 15 della legge 24 giugno 1997 n. 196.
Le parti verificato l'andamento delle assunzioni con contratto di formazione e lavoro nel contesto di cui trattasi e nell'intento di potenziare gli strumenti in grado di favorire le occasioni di impiego secondo le esigenze rispettive della Associazione e delle lavoratrici e dei lavoratori, intendono razionalizzare con il presente accordo la utilizzazione dei contratti di formazione e lavoro nel settore.
Le parti in relazione alla nuova normativa concernente le assunzioni con contratto di formazione e lavoro sottolineano la possibile utilizzazione delle seguenti tipologie:
b)inserimento professionale mediante esperienze lavorative che consentono un adeguamento delle capacità professionali al contesto produttivo ed organizzativo aziendale.
Le parti individuano quali professionalità intermedie quelle collocate nelle posizioni economiche B2 - C1 - C2, quali professionalità elevate quelle collocate nelle posizioni economiche D1 - D2 - D3.
Si possono assumere con contratto di formazione e lavoro donne e uomini di età compresa tra i 16 ed i 32 anni.
Per quanto concerne i contratti di tipo b) la formazione minima prevista non dovrà essere inferiore a 20 ore.
Qualora i progetti di cui sopra prevedano ore di formazione aggiuntive le stesse verranno retribuite nella misura del 50%.
Nel caso di rapporti di formazione e lavoro che siano stati risolti nel corso o al termine del periodo di prova, ovvero prima della scadenza, a iniziativa della lavoratrice e del lavoratore o per fatto loro imputabile, è consentita la stipulazione di contratti di formazione e lavoro in sostituzione di quelli per i quali sia intervenuta la risoluzione del rapporto.
Alle lavoratrici ed ai lavoratori assunti sarà corrisposto il trattamento retributivo spettante, pari a quello previsto per i dipendenti di pari qualifica a tempo indeterminato o inferiore allo stesso se previsto. Il periodo di prova per le dipendenti ed i dipendenti con i contratti di formazione lavoro è uguale a quello previsto per la qualifica di riferimento a tempo indeterminato. In ogni caso di interruzione continuativa della prestazione, dovuta a malattia o infortunio non sul lavoro, la lavoratrice o il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per un periodo uguale a quello previsto per le lavoratrici ed i lavoratori della qualifica di riferimento assunti a tempo indeterminato.
L'Associazione corrisponderà a tutti le lavoratrici ed a tutti i lavoratori per un periodo massimo pari a quello della conservazione del posto, con esclusione dei giorni di carenza del trattamento a carico dell'INPS, un trattamento economico corrispondente a quello previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato, proporzionato alla retribuzione relativa al contratto di formazione e lavoro.
Nei casi in cui il rapporto di formazione e lavoro venga trasformato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, le lavoratrici ed i lavoratori dovranno essere utilizzati in attività corrispondenti alla formazione conseguita e il periodo di formazione e lavoro verrà computato nell'anzianità di servizio, oltre che ai fini degli istituti previsti dalla legge a norma di quanto previsto dall'art. 3, quinto comma, della legge 19 dicembre 1984, n. 863, ai fini di tutti gli istituti introdotti e disciplinati da accordi interconfederali e dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
I contratti di formazione e lavoro devono essere notificati, dall’Associazione all'atto dell'assunzione, all'Ispettorato Provinciale del Lavoro territorialmente competente.
Al termine del rapporto l’Associazione è tenuta, relativamente ai contratti di tipo a1, a2, a trasmettere, alla Sezione Circoscrizionale per l'Impiego competente per territorio, idonea certificazione dei risultati conseguiti dalla lavoratrici e dal lavoratore. Per i contratti di tipo b, alla scadenza, l’Associazione rilascia un attestato sull'esperienza svolta."
B) IL CONTRATTO DI INSERIMENTO
Il contratto di inserimento è un contratto a tempo determinato, a tempo pieno o a tempo parziale, e risulta disciplinato dall’art. 54 D.lgs. 276/03 e dalle norme del D.lgs. 368/01 per quanto compatibili, nonché dall’accordo interconfederale siglato l’11 febbraio 2004 sussidiario alla disciplina contrattuale.
disoccupati di lunga durata da 29 fino a 32 anni ( come tali intendendo, secondo il rinvio che l’accordo interconfederale fa al d. lgs. 297/02 di riforma del collocamento, coloro che, dopo aver perso un posto di lavoro o cessato un’attività di lavoro autonomo, siano alla ricerca di una nuova occupazione da più di dodici mesi);
lavoratrici e lavoratori con più di 50 anni di età che siano privi di un posto di lavoro o in procinto di perderlo;
lavoratrici e lavoratori che desiderino intraprendere o riprendere una attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni;
cittadini extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno
persone riconosciute affette, ai sensi della normativa vigente, da una disabilità fisica, sensoriale, intellettiva-relazionale o psichica.
Il contratto d’inserimento è stipulato in forma scritta pena nullità con conseguente assunzione del lavoratore a tempo indeterminato.
In tutti i casi in cui occorra procedere alla determinazione della forza lavoro, le lavoratrici ed i lavoratori assunti con contratto di inserimento sono esclusi dal computo numerico ad esclusione della L. 300/70.
Le Strutture Associative, ai sensi del D.Lgs. 6 settembre 2001 n.368 in attuazione della Direttiva 1999/70/CE, possono apporre un termine alla durata del contratto di lavoro.
per l’intensificazione dell’attività lavorativa in determinati periodi dell’anno (attività di soggiorni estivi, ecc.);
per garantire le indispensabili necessità dei servizi assistenziali e la totale funzionalità di tutte le strutture in situazioni di carattere contingente e durante il periodo di ferie;
per l'esecuzione di progetti di ricerca nell'ambito dei fini istituzionali della Struttura Associativa anche in collaborazione con Ministeri ed altre istituzioni pubbliche o private;
per l'effettuazione di attività socio-sanitaria, riabilitativo-psico-pedagogica, assistenziale, nonché promozionale, anche in collaborazione con AA.SS.LL, Province, Regioni, Comuni, Ministeri od altri Enti ed inoltre per l'espletamento di corsi di formazione o di specializzazione in collaborazione con gli Enti di cui sopra;
per sostituzioni di lavoratrici o lavoratori assenti per permessi e/o aspettative concessi dall'Amministrazione;
in caso di assenza prolungata dal servizio per ragioni di carattere giuridico (arresto, sospensione in attesa di giudizio, ecc.) nonché in caso di impugnativa di licenziamento da parte della lavoratrice o del lavoratore sino alla definizione del giudizio;
per sostituzione della lavoratrice o del lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto (malattia, maternità, aspettativa facoltativa, infortunio, permessi, servizio militare ecc.)
per le assunzioni legate ad esigenze straordinarie, nel limite massimo di 6 mesi, quando alle stesse non sia possibile fare fronte con personale in servizio
Nel contratto a termine, stipulato per ragioni sostitutive, l’apposizione del termine può risultare direttamente ed indirettamente, cioè anche con un mero rinvio al momento del futuro rientro del lavoratore da sostituire.
- per la sostituzione di lavoratrici e lavoratori assenti per sciopero
nel caso in cui l’azienda non abbia effettuato la valutazione dei rischi, prevista dall’art.4 del D.lgs. n. 626/94 e successive modificazioni ed integrazioni
nel caso in cui nell’unità produttiva sia operante una sospensione dei rapporti di lavoro in essere o una riduzione dell’orario di lavoro, con diritto al trattamento d’integrazione salariale, che interessi lavoratrici e lavoratori adibiti alle medesime mansioni cui si riferisce il contratto a termine che si vorrebbe stipulare
nel caso in cui nelle Strutture Associative si sia proceduto, nei sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi (art.4 e 24 l.233/91) con mobilità che abbiano riguardato lavoratrici e lavoratori adibiti alle medesime mansioni cui si riferisce il contratto a termine che si vorrebbe stipulare salvo che tale contratto sia concluso:
a) per provvedere a sostituzione di lavoratrici e lavoratori assenti
b) per assunzione a termine di durata non superiore a 12 mesi di lavoratrici e lavoratori in mobilità (art.8 co.2 l. 223/91)
a) per la prosecuzione del lavoro del personale dipendente che abbia differito il pensionamento di anzianità ai sensi della L.388/00 art.75
b) per le assunzioni delle lavoratrici e dei lavoratori in mobilità
c) per le assunzioni dei disabili ex art.11 della L.68/99.
Se il contratto a tempo determinato ha durata superiore a mesi sei il lavoratore potrà essere riassunto con un nuovo contratto a tempo determinato non prima di giorni venti dalla data di scadenza del primo contratto.
La percentuale delle lavoratrici e dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato non può essere superiore al 15% del personale assunto a tempo indeterminato ad esclusione di quanto previsto ai punti b) e g).
Tale percentuale potrà essere ridefinita dal confronto tra le parti a livello aziendale.
"LAVORO TEMPORANEO"
per l’esecuzione di servizi che per le loro caratteristiche richiedano l’impiego di professionalità e specializzazioni diverse da quelle normalmente impiegate dall’Associazione o che presentino carattere eccezionale o che siano carenti a livello locale.
In alternativa è consentita la stipula di contratti di fornitura di lavoro temporaneo sino ad un massimo di 5 (cinque) prestatrici o prestatori di lavoro temporaneo, purché non risulti superato il totale dei contratti di lavoro a tempo indeterminato in atto nella Sezione dell’Associazione.
Le lavoratrici ed i lavoratori con contratti di fornitura di lavoro temporaneo sono oggetto delle erogazioni derivanti dal livello di contrattazione aziendale ai sensi del punto 2 dell’art.6 del presente CCNL nei termini definiti in tale ambito.
Le parti, in considerazione dei cambiamenti intercorsi ed intercorrenti in materia di governo del mercato del lavoro e di quanto definito al riguardo con il presente titolo, convengono di rincontrarsi, entro tre mesi dalla firma del presente CCNL, al fine di determinare, relativamente al rapporto "libero professionale" , a quello di "collaborazione coordinata e continuativa" e al "lavoro ripartito", nel rispetto delle peculiari caratteristiche che gli sono proprie, una possibile ed opportuna regolazione, funzionale anche a qualificare il rapporto tra soggetti gestori presenti nel settore considerato, nonché per l’individuazione delle qualifiche da escludere dal ricorso al lavoro temporaneo."
pari opportunità rispetto alle condizioni di miglioramento delle proprie condizioni lavorative;
individuazione dei legami funzionali e gerarchici che vengono instaurati, mantenuti e/o modificati rispetto a quanto esistente in azienda, ivi compresi i rientri nei locali aziendali e la loro quantificazione.
Il datore di lavoro provvede alla installazione - in comodato d'uso ex art. 1803 c.c. e seguenti - di una postazione di telelavoro idonea alle esigenze dell'attività lavorativa. La scelta e l'acquisizione dell'attrezzatura sono di competenza del datore di lavoro che resta proprietario delle apparecchiature.
La postazione sarà completa ed adeguata alle esigenze dell'attività lavorativa prestata e comprenderà apparati per il collegamento con l'ufficio e con il sistema informativo aziendale.
Le spese connesse all'installazione, gestione e manutenzione della postazione di Telelavoro presso il domicilio della lavoratrice/lavoratore sono a carico del datore di lavoro.
La attività presso il domicilio avrà la durata prevista dal normale orario giornaliero della lavoratrice e del lavoratore così come definito dagli accordi vigenti e sarà distribuita a discrezione della lavoratrice/lavoratore nell'arco della giornata. Potrà essere concordato tra le parti un periodo di tempo durante la giornata in cui si garantirà la reperibilità per comunicazioni, informazioni e contatti di lavoro. Detto periodo non potrà superare le due ore giornaliere per lavoratrice/lavoratore impegnato a tempo pieno, con proporzionale riduzione, comunque non inferiore ad un ora, per chi presta la propria attività a tempo parziale.
Sarà altresì garantito l'accesso ai servizi aziendali nei giorni di rientro e comunque, in caso di bisogno, durante il normale orario di lavoro. I rientri periodici previsti non comporteranno alcun trattamento diverso da quelli spettanti alle lavoratrici ed ai lavoratori che operano stabilmente nell’organizzazione.
Le modalità di raccolta dei dati per la valutazione delle prestazioni della singola lavoratrice/lavoratore, anche a mezzo di sistemi informatici e/o telematici saranno presentati alle RSU, o in loro assenza alle R.S.A. o in loro assenza alle rappresentanze territoriali delle OO.SS. firmatarie del contratto per verificare che non violino le previsioni dell'art. 4 della Legge n.300/70 e delle norme contrattuali. Sempre in questo ambito verranno definite le modalità con cui il datore di lavoro, o suoi sostituti, potranno effettuare visite di controllo; fermo restando che le stesse dovranno essere concordate con la lavoratrice/ lavoratore, con congruo anticipo rispetto all'effettuazione.
La lavoratrice/lavoratore sarà comunque informata/o sui rischi associati al lavoro e sulle precauzioni da prendere, in particolare sull’allestimento delle postazione di lavoro.
Secondo la normativa vigente (Dlgs 626/94) l’allestimento della postazione di telelavoro avverrà con un sopralluogo tecnico sanitario ad opera del responsabile alla sicurezza della Struttura Associativa di appartenenza. Alla relazione tecnica seguita al sopralluogo verrà allegato anche il piano dei rischi possibili.
In ogni caso, ai sensi dell'art. 5 del Dlg. 626/94, ciascuna lavoratrice/lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone in prossimità del suo spazio lavorativo, conformemente alla sua formazione e alle istruzioni relative ai mezzi ed agli strumenti di lavoro utilizzati; il datore di lavoro provvederà a sottoporre la lavoratrice/lavoratore alle visite mediche periodiche e specialistiche indicate.
L'inserimento lavorativo dei soggetti socialmente svantaggiati e delle persone con disabilità, viene promosso per tutte le attività compatibili alle capacità lavorative dei medesimi in conformità alle vigenti norme in materia, in particolare dalla legge 12 marzo 1999 n. 68 e dal DPR n. 333/2000 e succ. modifiche.
In applicazione dell’art. 3 comma 3° della legge n.68/99 e dell’art.2, comma 5° del DPR n. 333/2000, il computo, ai fini della determinazione della quota di riserva, viene effettuato con riferimento alle figure inquadrate nelle categorie A,B,C, limitatamente al personale tecnico esecutivo svolgente funzioni amministrative ed afferenti all’area amministrativa.
Nei casi di recesso, in cui sussiste l’obbligo di preavviso, la parte che non
lo rispetta deve compensare l’altra con una indennità sostitutiva, tranne l’ipotesi di preavviso non lavorato per forza maggiore.
L’indennità sostitutiva del preavviso è comunque dovuta per situazioni di sopravvenuta impossibilità di svolgere la prestazione lavorativa.
mancata ripresa del servizio a seguito di malattia, servizio militare e reintegrazione nei termini previsti ove esistenti
scadenza del termine nei casi di contratto a tempo determinato
decesso della lavoratrice o del lavoratore
raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia
inidoneità permanente per motivi di salute accertata per tramite le competenti commissioni mediche una volta espletate tutte le procedure per recupero al servizio attivo e proficuo lavoro a domanda dell’interessato anche nelle categorie inferiori.
All'atto dell'effettiva cessazione del rapporto di lavoro la Struttura Associativa riconsegnerà alla lavoratrice o al lavoratore, regolarmente aggiornati, i documenti dovutigli e di essi la lavoratrice o il lavoratore rilascerà regolare ricevuta.
All'atto della risoluzione del rapporto di lavoro la Struttura Associativa dovrà rilasciare, a richiesta della lavoratrice o del lavoratore, un certificato con l'indicazione della durata del rapporto di lavoro e delle mansioni svolte.
INDENNITA' IN CASO DI DECESSO
In caso di decesso della lavoratrice o del lavoratore, le indennità di cui agli artt. 28 e 86 del presente contratto (preavviso - trattamento di fine rapporto) devono essere liquidate agli aventi diritto, giuste le disposizioni contenute nell'art. 2122 del Codice Civile.
Per trasferimento individuale si intende lo spostamento temporaneo e/o definitivo della lavoratrice o del lavoratore in sedi diverse da quella di assegnazione.
Rientra nel pieno potere organizzativo della Struttura Associativa e non è soggetto ai vincoli di cui all’art.13 della Legge n. 300/70 l’utilizzazione del personale nell’ambito dei presidi, servizi, uffici della medesima unità produttiva attuale sede di assegnazione della dipendente o del dipendente.
Il trasferimento è disposto dal datore di lavoro a patto che avvenga nell’ambito delle articolazioni (unità produttive) della medesima Struttura Associativa e che sia motivato da ragioni tecniche ed organizzative sulla base di criteri e modalità concordate con le Organizzazioni sindacali a livello locale.
Le lavoratrici ed i lavoratori con disabilità grave ed i genitori o familiari lavoratori che assistono con continuità un parente o un affine con disabilità grave, tali riconosciuti ai sensi della legge 104/92 e succ. modificazioni, hanno diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e possono essere trasferiti solo previo loro consenso.
Per trasferta o missione si intende lo spostamento provvisorio della lavoratrice/lavoratore verso una località diversa con distanza superiore a 20 km. rispetto a quella in cui esegue normalmente la propria attività.
il rimborso delle spese effettivamente sostenute documentate con adeguati
giustificativi ed in caso di utilizzo del mezzo proprio il rimborso di 1/5 del costo della benzina per chilometro;
un’indennità costituita unicamente da un importo forfetario;
un’indennità forfetaria alla quale si aggiunge un rimborso analitico (sistema misto).
Il tempo di percorrenza è considerato a tutti gli effetti come servizio attivo.
Le modalità saranno definite in sede aziendale.
Il distacco o comando, come disciplinato dalla vigente normativa in materia si ha quando il datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratrici o lavoratori a disposizione di altro datore di lavoro a favore del quale deve essere adempiuta la prestazione di lavoro.
- che vi sia il consenso del lavoratore
- che sia temporaneo indipendentemente dalla durata
che sia funzionale all’interesse produttivo del datore di lavoro distaccante e per tutta la durata del distacco che il lavoratore effettui la prestazione lavorativa a favore del destinatario
che permanga il potere direttivo del distaccante eventualmente, in parte,
delegato al destinatario
che non configuri illegittima interposizione di manodopera
che, ove il luogo di lavoro disti oltre 50 km rispetto al luogo dove il lavoratore è normalmente occupato, sussistano ragioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive.
che, ove il distacco comporti un mutamento di mansioni con una riduzione e/o specializzazione dell’attività effettivamente svolta, vi sia il consenso del lavoratore interessato a ratifica dell’equivalenza delle mansioni.
La lavoratrice e il lavoratore deve osservare il proprio orario di lavoro, controfirmando il registro delle presenze e/o utilizzando altro idoneo mezzo di rilevazione.
I ritardi devono essere adeguatamente giustificati e comportano la perdita dell'importo della retribuzione corrispondente al ritardo stesso arrotondato al quarto d'ora superiore. E’ fatto salvo il recupero se possibile.
In caso di ripetuti ritardi, si darà luogo, oltre che alla trattenuta, anche ai provvedimenti disciplinari di cui all’ art.35.
Le assenze debbono essere segnalate prima dell'inizio del turno di lavoro alle persone o all'Ufficio a tanto preposto. Esse devono essere giustificate immediatamente e comunque non oltre le ventiquattro ore, salvo legittimo e giustificato impedimento.
L’assenza arbitraria ed ingiustificata che superi i tre giorni consecutivi è considerata mancanza gravissima ai sensi e per gli effetti di cui all’art.35.
la particolare diligenza richiesta dalla specificità delle mansioni assegnate, dalla natura della prestazione e dalla particolare tipologia dell'utenza e della Struttura Associativa;
I provvedimenti disciplinari sono adottati dal datore di lavoro in conformità all'art. 7 della legge n. 300/70, e successive modifiche ed integrazioni.
- avente i requisiti della specificità, dell’immediatezza ed immutabilità dei fatti contestati
- portata a conoscenza del lavoratore (si considera assolto l’obbligo di conoscenza dell’atto per il solo fatto che l’atto sia giunto al destinatario anche se lo stesso viene rifiutato).
La contestazione degli addebiti deve essere recapitata, nel rispetto delle procedure di cui sopra, alla lavoratrice o al lavoratore non oltre il termine di 30 (trenta) giorni dal momento in cui, fermo restando l’obbligo dei diretti superiori gerarchici del lavoratore di riferire tempestivamente dell’infrazione agli organi titolari del potere disciplinare, gli organi direttivi della Struttura Associativa hanno avuto piena ed effettiva conoscenza della mancanza commessa;
- assegnazione di un termine di giorni 5, decorrente dalla contestazione, affinché il lavoratore possa produrre le proprie esaustive difese e controdeduzioni in forma scritta o, entro il medesimo termine, richiedere di essere sentito oralmente
- è facoltà della lavoratrice o del lavoratore di avere assistenza da parte di un rappresentante dall’organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato;
- comunicazione del provvedimento sanzionatorio entro giorni 30 dalla scadenza del termine assegnato al lavoratore per la presentazione delle controdeduzioni
Le mancanze della dipendente o del dipendente possono dar luogo all'adozione dei seguenti provvedimenti disciplinari:
Esemplificativamente, a seconda della gravità della mancanza e nel rispetto del principio della proporzionalità, incorre nei provvedimenti di cui sopra la lavoratrice o il lavoratore che:
non si presenti al lavoro omettendo di darne comunicazione e adeguata giustificazione ai sensi dell’art.33 o abbandoni anche temporaneamente il posto di lavoro senza giustificato motivo;
ritardi l'inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza giustificato motivo;
commetta grave negligenza in servizio o irregolarità nell'espletamento dei
non esegua le mansioni connesse alla qualifica posseduta ed ai compiiti assegnati dalla Amministrazione;
ometta di controfirmare il registro delle presenze e/o di utilizzare altro idoneo mezzo di rilevazione della presenza;
compia insubordinazione nei confronti di superiori gerarchici;
esegua i compiti affidatigli negligentemente o non ottemperando alle disposizioni impartite;
non si attenga alle disposizioni terapeutiche impartite e/o alle indicazioni assistenziali e/o educative;
tenga un contegno scorretto od offensivo verso gli utenti e i loro rappresentanti, le altre o altri prestatori di lavoro ed ogni terzo con il quale venga in contatto;
violi il segreto professionale e di ufficio; non rispetti l'impostazione e la fisionomia propria della Struttura Associativa, non attui metodologie assistenziali, educative, didattiche o riabilitative proposte dalla équipe direttiva;
compia in genere atti che possono arrecare pregiudizio alla economia, all'ordine e all'immagine della Struttura Associativa;
fumi nei locali nonostante l’espresso divieto;
ometta di comunicare all'Amministrazione ogni mutamento di domicilio anche di carattere temporaneo;
violi, o non osservi le norme igienico-sanitarie e di sicurezza di cui alle disposizioni di legge qualora non diversamente sanzionato dalle stesse, nonché le misure di prevenzione infortuni e le disposizioni a tale scopo emanate dalla Struttura Associativa;
ometta di fornire entro 24 ore dalla conoscenza dell’illecito commesso nella circolazione stradale, in quanto conduttore di automezzi della Struttura Associativa, tutte le notizie relative la commessa violazione nonché i dati personali e della patente.
nei casi previsti dal capoverso precedente qualora le infrazioni abbiano carattere di particolare gravità;
per assenza ingiustificata superiore a 3 (tre) giorni consecutivi o assenze ingiustificate ripetute per tre volte in un anno in un giorno precedente o seguente alle festività ed alle ferie;
per recidiva in qualunque mancanza quando siano stati comminati due provvedimenti di sospensione disciplinare nell'arco di un anno;
per assenza per simulata malattia o infortunio;
per introduzione di persone estranee nell'azienda stessa senza permesso dell'Amministrazione;
per abbandono del posto di lavoro durante il turno di lavoro;
per alterazione o falsificazione delle indicazioni del registro delle presenze o dell'orologio marcatempo o compia, comunque, volontariamente annotazioni su questi anche per conto di colleghi;
per l’utilizzo di mezzi, attrezzature, beni, ecc. della Struttura Associativa a fini personali;
per il conseguimento di interesse privato nello svolgimento del rapporto di lavoro;
per violazione del segreto professionale e di ufficio
per qualsiasi atto compiuto per negligenza che abbia prodotto grave danno agli utenti e alla Struttura Associativa;
per tolleranza di abusi commessi da dipendenti;
per compimento di atti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona;
per svolgimento di attività continuativa privata nell’ambito del settore di intervento della Struttura Associativa e comunque per conto terzi con esclusione dei rapporti di lavoro a tempo parziale opportunamente comunicato;
per i casi di concorrenza sleale posto in essere dal dipendente, secondo i principi generali di diritto vigente (art. 2105 CC);
per contraffazione o mendace dichiarazione sulla documentazione inerente l’assunzione e successive.
E' facoltà dell'Amministrazione provvedere alla sospensione cautelare onde procedere ad accertamenti preliminari nei casi di notevole inadempimento in cui è prevista la possibilità di adozione del provvedimento di licenziamento.
La predetta elencazione ha carattere indicativo ed esemplificativo e non esaustivo dei casi che potranno dar luogo alla adozione del provvedimento del licenziamento.
PATROCINIO LEGALE DELLE DIPENDENTI O DEI DIPENDENTI PER FATTI CONNESSI
ALL'ESPLETAMENTO DEI COMPITI DI UFFICIO
La Struttura Associativa, nella tutela dei propri diritti ed interessi, ove si verifichi l'apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei confronti della dipendente o del dipendente per fatti e/o atti direttamente connessi all'adempimento dei compiti di ufficio ed allorquando non sussista accertata negligenza o colpa della dipendente o del dipendente che comportino l'adozione di provvedimenti disciplinari o di risoluzione del rapporto di lavoro, assumerà a proprio carico, ove non sussista conflitto di interessi, ogni onere di difesa dall’apertura del procedimento e per tutti i gradi di giudizio , facendo assistere la dipendente o il dipendente da un legale.
RESPONSABILITA' CIVILE DELLE DIPENDENTI O DEI DIPENDENTI NEI RAPPORTI CON L'UTENZA
La responsabilità civile delle dipendenti e dei dipendenti nei loro rapporti con l'utenza di cui all'art. 5 della Legge 13.5.1985 n. 190, verrà coperta da apposita polizza di responsabilità civile stipulata dalle singole Strutture Associative.
Alla lavoratrice o al lavoratore con qualifica di autista che, per motivi che non comportino il licenziamento in tronco, sia dall'autorità ritirata la patente per condurre autoveicoli, è riconosciuto il diritto alla conservazione del posto per un periodo di 12 mesi senza percepire retribuzione alcuna né maturare altra indennità.
Qualora il ritiro della patente si prolungasse oltre i termini suddetti, oppure l'autista non accettasse le mansioni assegnate dalla Struttura Associativa, si darà luogo alla risoluzione del rapporto di lavoro. In tal caso verrà corrisposta all'autista l'indennità di anzianità e le altre indennità eventualmente spettanti secondo la retribuzione percepita al tempo del ritiro della patente stessa.
E’ considerata mancanza gravissima ai sensi e per gli effetti di cui all’art.35 il comportamento della lavoratrice o del lavoratore cui è affidata la conduzione di automezzi delle Strutture Associative che, commettendo illeciti nella circolazione stradale non fornisca entro 24 ore dalla conoscenza dell’accadimento tutte le notizie relative la commessa violazione nonché i dati personali e della patente.
La Struttura Associativa dovrà stipulare idonea polizza di copertura assicurativa per i rischi non coperti dalla propria assicurazione, a tutela della lavoratrice o del lavoratore che per ragioni di servizio venga espressamente autorizzato per iscritto all'utilizzo di mezzi propri di trasporto.
Il nuovo sistema di classificazione è articolato in sei categorie denominate A,B,C,D,E,F.
La corrispondenza delle posizioni economiche alle rispettive categorie è indicata dall’art. 77.
L’inquadramento del personale nelle sei categorie è determinato esclusivamente in relazione alle mansioni effettivamente svolte.
Le categorie sono individuate mediante le declaratorie previste dall’art.44 che descrivono l’insieme dei requisiti indispensabili per l’inquadramento nelle categorie stesse, corrispondenti a livelli omogenei di competenze, conoscenze e capacità necessarie per l’espletamento delle relative attività lavorative.
Ciascun dipendente è tenuto a svolgere anche attività complementari e/o strumentali a quelle inerenti lo specifico profilo.
Nell’ipotesi in cui venissero individuati da parte degli organi di governo nazionali o regionali nuovi o diversi profili professionali per il settore non contemplati nel presente contratto, le parti si incontreranno per definire, sulla base della declaratoria di cui all’art.44 l’inquadramento conseguente delle lavoratrici e dei lavoratori.
NORMA GENERALE D’INQUADRAMENTO
Il personale in servizio alla data di stipula del presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro viene inserito nel nuovo sistema di classificazione sulla base delle declaratorie professionali e dei trattamenti economici in godimento, secondo la tabella di equivalenza tra vecchi e nuovi profili di cui allegato 2 e senza che ciò comporti alcun mutamento o riduzione nelle mansioni sino a tal momento svolte in forza delle declaratorie di cui all’art.37 del previgente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Il personale neo-assunto verrà inquadrato nella categoria spettante, sulla base delle declaratorie e dei profili e con inserimento nella posizione indicata nell’art.44.
CRITERI E PROCEDURE PER I PASSAGGI ALL’INTERNO DI CIASCUNA CATEGORIA.
anzianità di servizio nella struttura
assenza di provvedimenti disciplinari
arricchimento e qualificazione professionale (partecipazione a corsi professionali, di aggiornamento ecc.)
impegno e qualità della prestazione professionale.
La progressione orizzontale potrà realizzarsi con un passaggio singolo da una posizione economica alla successiva. L’istituto avrà decorrenza dal 1/1/2006, tra un passaggio e l’altro dovrà decorrere un periodo di tempo non inferiore ad anni due.
A decorrere dal 1.1.2005, il personale assunto nel livello economico iniziale delle categorie A,B,C, ove non siano intervenuti accordi in sede locale di applicazione della progressione economica, decorsi 24 ( ventiquattro) mesi dalla data di assunzione e comunque non prima dell’1.1.2007, sarà inquadrato nel 2^ livello economico.
Entro il 30 giugno 2006 le parti firmatarie del presente contratto si incontreranno per verificare il livello di applicazione di meccanismi di progressione.
Le categorie di cui al presente articolo sono individuate mediante le seguenti declaratorie:
capacità tecnico-manuali per lo svolgimento di attività semplici, in esecuzione di compiti assegnati e secondo prassi e metodologie definite
responsabilità riferita al corretto svolgimento delle proprie attività
Il profilo è: operatore generico
Il suddetto profilo riassorbe le qualifiche di
addetta/o alle cucine
A titolo indicativo e non esaustivo sono inoltre inserite nel presente profilo le seguenti qualifiche:
La posizione economica di assunzione per il profilo e le qualifiche previste nella categoria A viene fissata in A1.
conoscenze di base teoriche e/o tecniche relative allo svolgimento di attività esecutive, di natura tecnica, manuale ed igienico-assistenziale, riferite alle proprie qualificazioni professionali (acquisite attraverso l’esperienza lavorativa e/o percorsi formativi)
autonomia e responsabilità relative alle attività assegnate nell’ambito di prescrizioni di massima.
Il profilo è : operatore qualificato
operaia/o qualificato
accompagnatrice/ore
Vengono inoltre inserite, ad esaurimento, le seguenti qualifiche:
assistente domiciliare e dei servizi tutelari non formata/o
La posizione economica di assunzione per tutti i profili previsti nella categoria B viene fissata in B1.
conoscenze teoriche e/o specialistiche proprie della qualifica posseduta;
capacità manuali e tecniche riferite alle proprie specializzazioni professionali;
conoscenze idonee a svolgere eventuali funzioni di gestione e controllo di figure a minore contenuto professionale;
autonomia e responsabilità riferite all’applicazione di metodologie definite ed applicate in precisi ambiti di intervento operativo nonché all’ attuazione di programmi di lavoro, alle attività direttamente svolte e alle istruzioni emanate nell’eventuale funzione di gestione e controllo di figure a minore contenuto professionale.
Il profilo è: operatore specializzato
operaia/o specializzato
tecnica/o
capo operaia/o
coadiutrice/ore amministrativa/o
autista-accompagnatrice/ore
assistente domiciliare e dei servizi tutelari formato (ADEST-OTA-OSA, ecc)
educatrice/ore senza titolo
istruttrice/ore senza titolo
animatrice/ore senza titolo
insegnante senza titolo
La posizione economica di assunzione per tutti i profili previsti nella categoria C viene fissata in C1 ad eccezione degli operatori socio sanitari (OSS) per i quali la posizione economica di assunzione viene fissata in C2.
conoscenze teoriche-specialistiche in relazione al titolo professionale posseduto;
capacità tecniche ed elevato contenuto professionale;
partecipazione, , elaborazione ed attuazione di programmi di lavoro;
autonomia e responsabilità riferita all’attuazione dei programmi di lavoro, alle attività direttamente svolte, alle istruzioni emanate.
Il profilo è: operatore professionale
Vengono inoltre inserite, ad esaurimento, le seguenti qualifiche: educatrice/ore con titolo
istruttrice/ore con titolo
animatrice/ore con titolo
La posizione economica di assunzione per tutti i profili previsti nella categoria D viene fissato in D1 ad eccezione dell’assistente sociale, educatore professionale, fisioterapista, infermiere, logopedista, terapista occupazionale, terapista della neuropsicomotricità, tecnico dell’educazione, della riabilitazione psichiatrica e psico-sociale, animatore sociale, musicoterapista per i quali la posizione economica di assunzione viene fissata in D2.
conoscenze teoriche-specialistiche e/o gestionali
autonomia e responsabilità proprie della funzione esplicata.
Il profilo è: operatore responsabile
collaboratrice/ore amministrativo
coordinatrice/ore di unità operativa
La posizione economica di assunzione per tutti i profili previsti nella categoria E viene fissata in E1
specifica ed approfondita competenza e capacità professionale;
costante aggiornamento nella propria disciplina
competenza progettuale e/o contabile
rilevante apporto al miglioramento dell’organizzazione del lavoro
autonomia direttiva e responsabilità proprie delle funzioni esplicate.
Il profilo è : operatore direttivo
sociologa/o
direttrice/ore sanitario
La posizione di assunzione per tutti i profili previsti nella categoria F viene fissata in F1
Alla lavoratrice o al lavoratore devono essere assegnate le mansioni inerenti alla categoria e qualifica di assunzione oppure le mansioni equivalenti, nel rispetto dell'art. 13 della Legge n. 300 del 20 maggio 1970.
L'assegnazione di mansioni superiori, per periodi superiori a 30 giorni, deve risultare da atto scritto da inserire nel fascicolo personale. I periodi relativi non sono cumulabili.
Nel caso di assegnazione a mansioni superiori compatibili con il titolo professionale posseduto sempre risultante da atto scritto, la lavoratrice o il lavoratore ha diritto al trattamento corrispondente alla attività svolta e l'assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratrice o di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo di tre mesi consecutivi.
CUMULO DELLE MANSIONI
Alle lavoratrici o ai lavoratori che esplicano più mansioni di diverse categorie e qualifica deve essere attribuito, ai sensi dell'articolo precedente, il trattamento economico ed eventualmente la categoria e la qualifica corrispondente alla mansione superiore, semprechè questa ultima abbia carattere di prevalenza nel tempo e non abbia carattere accessorio e complementare.
PASSAGGIO AD ALTRA FUNZIONE PER INIDONEITA' FISICA
Nel caso in cui alla dipendente o al dipendente non venga riconosciuta l’idoneità fisica in via permanente all'espletamento delle funzioni inerenti alla propria qualifica dal Medico del Lavoro a tanto preposto, fatta salva la inidoneità derivante da infortunio sul lavoro, sarà esperito nel rispetto del potere organizzativo delle Strutture Associative, ogni utile tentativo per il recupero della dipendente o del dipendente, dietro sua richiesta, in funzioni diverse da quelle proprie della qualifica rivestita, nel corrispondente livello di posizione economica posseduto o, a richiesta dello stesso, anche in qualifica di posizione economica immediatamente inferiore, ove esista in organico la possibilità di tale utilizzo, in relazione alle coperture dei posti vacanti e comunque compatibilmente con le loro capacità residuali, garantendo il trattamento previsto dalla normativa vigente.
L'orario "normale" di lavoro è contrattualmente fissato:
in 36 ore settimanali di lavoro effettivo per tutto il personale inquadrato nelle categorie A,B,C,D,
in 38 ore settimanali di lavoro effettivo per tutto il personale inquadrato nelle categorie E, F.
Le lavoratrici e i lavoratori che in virtù della nuova classificazione prevista dall’art. 44 si collocheranno in categoria E o F, manterranno l’orario di 36 ore settimanali, quale condizione di miglior favore, se già in atto al momento della stipula del Contratto Collettivo di Lavoro.
La durata media dell’orario di lavoro deve essere calcolata con riferimento ad un periodo non superiore ad un anno.
Agli effetti del presente articolo sono considerate ore di lavoro quelle comprese nei turni di servizio e sempre che la lavoratrice e o il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio delle sue attività o delle sue funzioni ( art.1 D.lgs. n.66/03).
L’articolazione dell’orario normale di lavoro settimanale, fermo restando la facoltà di articolarlo su 5 o 6 giornate lavorative, sarà definita dalle Strutture Associative, sentite le rappresentanze sindacali.
DURATA MASSIMA ORARIO DI LAVORO
La durata massima settimanale dell’orario di lavoro è fissata in 56 ore ed include le ore di lavoro straordinario.
Il ricorso al lavoro straordinario è ammesso nei limiti di 100 ore annue per far fronte ad effettive esigenze di servizio, a richiesta del datore di lavoro in forma scritta.
casi eccezionali, esigenze tecnico produttive ed impossibilità a fronteggiarle attraverso l’assunzione di altre lavoratrici o lavoratori
casi di forza maggiore o casi in cui la mancata esecuzione di prestazioni di lavoro straordinario possa dar luogo ad un pericolo grave o immediato ovvero un danno alle persone o ai servizi
Il lavoro straordinario, deve essere computato a parte, separatamente dal computo delle ore ordinarie e compensato con una quota oraria della retribuzione ordinaria maggiorata del 20%. Per le ore di straordinario prestato in orario di lavoro notturno o nei giorni festivi per legge la quota di retribuzione oraria in atto è maggiorata del 30%. Per le ore di straordinario prestato in orario di lavoro notturno nei giorni considerati festivi per legge la maggiorazione è del 50%.
LAVORO NOTTURNO, FESTIVO
- le donne dal momento dell’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.
la lavoratrice o il lavoratore che sia unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni;
la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della L.104/92 e succ. mod.
Alla lavoratrice e al lavoratore, ove ne ricorrano i requisiti, spettano le seguenti indennità:
- euro 2,30 lorde per ogni ora di servizio effettivamente prestato nella fascia oraria tra le 22 alle 6
euro 15,50 lorde per ogni prestazione effettivamente resa in giornata festiva e di durata superiore alla metà del turno, ridotta a euro 7,75 se la prestazione, sempre in giornata festiva, è di durata pari o inferiore alla metà del turno.
Nell'arco delle 24 ore del giorno festivo, al dipendente, non può essere corrisposta più di un’indennità festiva.
riposo giornalierio e pause
In considerazione della natura delle attività svolte dalle Strutture Associative caratterizzate dalla necessità di assicurare la continuità del servizio, in deroga alla disciplina prevista dagli art. 7 e 8 del D.lgs 66/2003, le parti convengono:
di definire in minimo 8 ore consecutive il diritto della lavoratrice e del lavoratore al riposo giornaliero, fatte salve le attività caratterizzate da turni di lavoro frazionati durante la giornata. L’articolazione dell’orario garantirà comunque adeguate misure di riposo. La determinazione della durata del riposo giornaliero, nell’ambito della deroga pattuita, sarà definita in sede di confronto aziendale.
La lavoratrice o il lavoratore che inizi o cessi il rapporto di lavoro durante l’anno di maturazione ha diritto, per ogni mese di servizio prestato, ad 1/12° del periodo di ferie spettanti e le frazioni superiori a 15 giorni sono considerate mese intero.
La lavoratrice o il lavoratore ha diritto, in sostituzione delle festività soppresse, a cinque giornate di permesso, da fruirsi entro l'anno solare.
Il periodo di fruizione delle ferie viene stabilito dall'Amministrazione attraverso la predisposizione di un piano ferie da adottarsi entro il mese di maggio di ogni anno. I criteri e le modalità per la definizione del piano ferie e la fruizione delle stesse, sono definiti attraverso esame congiunto con le RSA o RSU entro il mese di marzo. Verrà garantita comunque ad ogni lavoratrice e lavoratore un periodo estivo non inferiore a 15 giorni continuativi.
I periodi di sospensione delle attività stabiliti dalla amministrazione, sono computati nelle ferie, ad eccezione delle festività soppresse di cui al 5^ capoverso che possono anche essere fruite in altro periodo, anche frazionato purché non inferiore alle due ore, scelto da ogni dipendente, compatibilmente con le esigenze di servizio.
Il diritto alle ferie non maturerà in tutti i casi in cui è espressamente escluso dalle normative vigenti.
1) Capodanno (1° gennaio)
5) Festa del Lavoro (1^ maggio)
8) Ognissanti (1^ novembre)
In occasione delle suddette festività decorre a favore della lavoratrice o del lavoratore la normale retribuzione di cui all’ art.77.
Le lavoratrici o i lavoratori che, per ragioni inerenti al servizio dovranno tuttavia prestare la propria opera nelle suddette giornate, avranno comunque diritto ad un corrispondente riposo da fruire, compatibilmente con le esigenze di servizio, entro trenta giorni dalla data della festività infrasettimanale non fruita, in giornata stabilita dall'Amministrazione sentito l'interessato.
In occasione di coincidenza di una delle festività predette con il giorno di riposo settimanale o con la domenica, la lavoratrice o il lavoratore hanno diritto di fruire di un ulteriore giorno di riposo, in altro giorno feriale stabilito dalla Amministrazione in accordo con l'interessato.
Il servizio di pronta disponibilità è del tutto eccezionale ed è caratterizzato dalla immediata reperibilità della dipendente o del dipendente e dall'obbligo di intervenire secondo le indicazioni ricevute nel più breve tempo possibile dalla chiamata secondo intese da definirsi in ambito aziendale.
Nel caso in cui la pronta disponibilità cada in giorno programmato come giorno di riposo, o nelle festività infrasettimanali di cui all'art.54 del presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, spetta un riposo compensativo senza riduzione del debito orario settimanale.
Il servizio di pronta disponibilità va limitato a periodi al di fuori del normale orario di lavoro programmato, ha durata massima di 12 ore e minima di 4 ore, dà diritto ad un compenso di euro 20,66 lordi per ogni 12 ore.
In caso di chiamata l'attività prestata viene retribuita come lavoro straordinario o compensata con recupero orario in relazione alle esigenze di servizio ed a richiesta dell'interessata o dell’interessato.
Gli orari di reperibilità compresi nelle ore di riposo, notturno e/o diurno, nonché per la consumazione dei pasti, non sono ovviamente conteggiati ai fini del computo dell’orario di lavoro così come definito dall’art.48.
Laddove per esigenze di servizio la reperibilità dovesse convertirsi in servizio effettivo, le ore lavorate verranno computate come ore straordinarie e retribuite come previste dall’art.50.
L’individuazione dei servizi e le figure professionali corrispondenti tenute al servizio di obbligo di residenza nella struttura vengono definite dalla Struttura Associativa per confronto tra le parti in sede locale favorendo un equo meccanismo di rotazione.
Nei casi in cui non sia stato possibile effettuare i recuperi, l’Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante per il numero di ore non recuperate.
La lavoratrice o il lavoratore non in prova, in occasione del matrimonio ha diritto ad un periodo di permesso retribuito, della durata di 15 giorni consecutivi di calendario, decorrenti dal giorno del matrimonio stesso.
TUTELA DELLA MATERNITA' E PATERNITA’
Per la tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri, o in alternativa del lavoratore padre, si fa riferimento al D.lgs. 26 marzo 2001 n.151( testo unico delle disposizioni legislative in materia di congedi di maternità e paternità, congedi parentali, riposi, permessi e tutela e sostegno della maternità e paternità) come modificato ed integrato dal D.lgs. 23 aprile 2003 n.115, nonché nell’art.42 comma 5° dal comma 106 dell’art.3 della L.24 dicembre 2003 n.350 (cd. finanziaria 2004).
Ai sensi del D.M. 278/2000 attuativo dell’art.4 della legge 8 marzo 2000 n.53, le lavoratrici o i lavoratori hanno diritto a fruire di:
nella misura complessiva di tre giorni all’anno e con esclusione dal conteggio dei giorni festivi e non lavorativi, nei casi di documentata grave infermità del coniuge, anche legalmente separato, di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto componente la famiglia anagrafica della lavoratrice o del lavoratore medesimi;.
nella misura massima di tre giorni per ogni evento e su determinazione dell’Amministrazione, in caso di decesso del coniuge, anche legalmente separato, di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto componente la famiglia anagrafica della lavoratrice o del lavoratore medesimi.
Tali permessi sono cumulabili con quelli previsti per l’assistenza delle persone con disabilità di cui all’art. 61 del presente contratto;
b) congedi non retribuiti per gravi motivi familiari, relativi alla situazione personale, della famiglia anagrafica, dei soggetti di cui all’art.433 del c.c. anche se non conviventi, nonché di persone con disabilità accertata ai sensi e per gli effetti dell’art.33 commi 1 e 3 della L.104/92, parenti o affini entro il terzo grado, anche se non conviventi, per un periodo, continuativo o frazionato, non superiore a due anni nell’arco della vita lavorativa, computati secondo il calendario comune comprendendo i giorni festivi e non lavorativi.
le necessità familiari derivanti dal decesso di una delle persone di cui al capo b)
le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza delle persone di cui al capo b).
le situazioni di grave disagio personale, con esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo;
le situazioni, riferite sempre ai soggetti di cui al capo B con esclusione del richiedente, derivanti da una delle patologie definite dall’art.2, comma 1, punto d) del D.M. 278/2000.
PERMESSI A TUTELA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI CON DISABILITA’
Le lavoratrici e i lavoratori con disabilità riconosciuti tali per tramite della commissione medica dell’ASL ai sensi dell’art.33 comma 1 e 3 della legge 104/92 hanno diritto alla fruizione dei permessi di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 33 della stessa legge senza che la stessa comporti una riduzione delle ferie e della tredicesima.
PERMESSI E CONGEDI PER L’ASSISTENZA A FAMILARI CON DISABILITA’
I permessi di astensione dal lavoro sono riconosciuti ai sensi della legge n.104/92 e D.lgs. n.151/2001 come modificato nell’art.42 comma 5°, dall’art.3 comma 106 della legge 24 dicembre 2003 n. 350.
Ai sensi degli artt. 33 e 42 del D.lgs. 151/2001 (T.u. maternità), la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre o, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o sorelle conviventi con soggetto con disabilità in situazione di gravità ( art.33 comma 1 e 3 L.104/92) accertata ai sensi dell’art. 4 comma 1 della legge 5 febbraio 1992 n.104, fermo il diritto di fruire del congedo parentale di cui all’art.32 del d. lgs. 151/2001 e del congedo per malattia del figlio, hanno diritto:
al prolungamento fino a tre anni del congedo parentale, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati;
in alternativa al prolungamento del congedo parentale e fino al compimento del terzo anno di vita del bambino, a fruire di due ore di riposo giornaliero retribuito ai sensi dell’art.33 comma 2 della L.104/92
successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino, a fruire dei permessi di cui all’art.33 comma 3 della L.104/92 fruibili anche in maniera continuativa nell’ambito del mese. Al raggiungimento della maggiore età tali permessi spettano a condizione che sussista la convivenza con il figlio o, in assenza di convivenza, che l’assistenza al figlio sia continuativa ed esclusiva;
a fruire, in modo continuativo o frazionato, del congedo straordinario di cui al comma 2 dell’art.4 della L. 53/2000 entro sessanta giorni dalla richiesta, per una durata complessiva di due anni e a condizione che la persona con disabilità non sia ricoverata a tempo pieno in una struttura specializzata.
Tale congedo non è cumulabile con le agevolazioni previste dai capi a) b) c).
Durante il periodo di congedo il richiedente ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione fino ad un importo complessivo massimo di euro 38.019,16 ( per il 2004) rivalutabile, corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità con detrazione, quindi, nella denuncia previdenziale, dell’importo dell’indennità corrisposta dall’ammontare dei contributi previdenziali dovuti all’ente competente .
I permessi di astensione dal lavoro devono essere concordati preventivamente con l’amministrazione, con cadenza almeno mensile onde consentire il miglior servizio a favore degli assistiti.
Nel rispetto dell’art.17 della legge 11 agosto 1991 n.266 e successive modifiche ed integrazioni, le lavoratrici ed i lavoratori appartenenti ad organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all'art. 6 della citata legge, compatibilmente con le esigenze organizzative aziendali, hanno diritto di fruire di un regime di orario di lavoro concordato nell’ambito della distribuzione flessibile degli orari, secondo criteri definiti in sede aziendale.
Nel rispetto dei principi etici e sociali affermati dalla Legge 64/2001 istitutiva del Servizio Civile Volontario si intende incentivare l’inserimento dei giovani volontari all’interno delle strutture associative Anffas e per tutte le finalità statutarie.
Le lavoratrici ed i lavoratori appartenenti ad associazioni di volontariato di protezione civile, iscritte negli appositi registri ed albi regionali, nonché inserite nell’elenco nazionale dell’agenzia di protezione civile, hanno diritto, nel rispetto della normativa di cui al Dpr. 194/2001, di assentarsi dal posto di lavoro, secondo criteri concordati in sede aziendale.
certificato di chiamata per i componenti del seggio;
certificato firmato dal presidente di seggio contenente l’indicazione delle giornate di effettiva presenza al seggio e l’orario di chiusura dello stesso.
eletti o nominati membri del parlamento europeo, nazionale o delle assemblee regionali, nonché coloro che sono chiamati a ricoprire cariche pubbliche in amministrazioni locali, hanno diritto ad essere collocati in aspettativa non retribuita per la durata del mandato;
nominati giudici popolari presso le corti di assise, possono essere collocati in aspettativa non retribuita;
componenti delle commissioni per l’impiego, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro, utilizzando permessi non retribuiti per il tempo necessario a partecipare alle riunioni delle commissioni. Con carico di comunicare l’assenza con tre giorni di anticipo.
Le lavoratrici ed i lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari o legali di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria, universitaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali, hanno diritto, su loro richiesta, compatibilmente con le esigenze di servizio, all’ammissione a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi o la preparazione degli esami. Sempre su loro richiesta saranno esonerate o esonerati dal prestare lavoro in orario straordinario e durante i riposi settimanali.
Le priorità nella concessione dei suddetti permessi retribuiti sono fissate nell’ordine:
Le lavoratrici o i lavoratori, anche universitarie e universitari, che devono sostenere prove di esame usufruiscono, su richiesta, di un giorno di permesso retribuito per sostenere le singole prove d'esame.
Ai sensi dell’art.5 della L.53/2000, le lavoratrici ed i lavoratori con almeno cinque anni di servizio, possono richiedere con un preavviso di almeno 60 giorni, un congedo non retribuito per la formazione, finalizzato al completamento della scuola dell’obbligo, al conseguimento del titolo di studio di secondo grado, del diploma universitario o di laurea, alla partecipazione ad attività formative diverse da quelle poste in essere o finanziate dal datore di lavoro.
Il congedo, comportante una sospensione del rapporto di lavoro per un periodo non superiore a undici mesi, continuativo o frazionato, nell’arco dell’intera vita lavorativa, sarà concesso dalla Struttura Associativa ove non ostino comprovate esigenze organizzative ed in ragione di un massimo del 3% del personale in servizio.
QUALIFICAZIONE, RIQUALIFICAZIONE, ECM, AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE CONTINUA
Le parti convengono sulla necessità di predisporre condizioni tali da favorire la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai corsi di qualificazione, riqualificazione, ECM, aggiornamento e formazione continua, necessari ad accrescere conoscenze e competenze professionali per una sempre migliore qualificazione delle prestazioni richieste dall’organizzazione del servizio e con priorità per l’acquisizione di titoli professionali imposti dai rapporti convenzionali e/o accreditamenti istituzionali.
Ai sensi dell’art. 6 dalla L.53/2000, la formazione continua riguarda percorsi di formazione, predisposti prioritariamente dalle Strutture Associative o, dalle Strutture pubbliche o da altri Enti accreditati e certificati e riconosciuti come crediti formativi in ambito regionale, nazionale ed europeo.
le modalità in base alle quali programmare la qualificazione, la riqualificazione, l’aggiornamento o la formazione continua del personale, compatibilmente con le esigenze di servizio nel rispetto delle priorità sopra indicate;
il monte ore da destinare ai congedi, i criteri per l'individuazione delle lavoratrici e dei lavoratori per l'accesso ai corsi e la percentuale massima annua nel rispetto dei limiti di cui al capoverso successivo;
Le lavoratrici e i lavoratori, nella misura massima annua del 10% del personale in servizio, potranno usufruire di permessi retribuiti individuali fino ad un massimo di 110 ore annue.
Le lavoratrici ed i lavoratori che usufruiscono dei permessi retribuiti di cui al presente articolo, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro per dimissioni o licenziamento per giusta causa, prima di cinque anni dalla acquisizione del titolo, saranno tenuti a restituire all’azienda i costi dalla stessa sostenuti per l’acquisizione dello stesso, proporzionalmente al periodo mancante al raggiungimento dei cinque anni, anche tramite compensazione con l’indennità dovuta a titolo di TFR..
I permessi di cui al presente articolo non sono cumulabili con quelli previsti dagli articoli 70 e 71.
" In caso di assenza per malattia ed infortunio la lavoratrice o il lavoratore deve informare immediatamente, di norma, prima dell'inizio del turno di servizio, l'Amministrazione secondo le rispettive competenze e trasmettere l'attestazione di malattia entro due giorni dalla data di rilascio.
L’Amministrazione deve anticipare per conto dell'INPS le indennità previste dalla legge a partire dal primo giorno di malattia. Inoltre, se la malattia è riconosciuta ed assistita dall'INPS, e l'infortunio dall'INAIL, l’Amministrazione deve integrare le prestazioni economiche assicurative sino a raggiungere:
a) il 100% della retribuzione globale sino al 365^ giorno di assenza per malattia nell'arco di tre anni precedenti ad ogni inizio di malattia, computando altresì la malattia in corso. Si fa salva ogni eventuale modifica che potrà avvenire a livello legislativo o di accordi interconfederali in materia. Il trattamento stesso non compete in caso di accertata trasformazione della malattia in invalidità pensionabile. Detto trattamento non deve comunque essere superiore a quello che la lavoratrice o il lavoratore avrebbe percepito al netto se avesse lavorato, a titolo di emolumenti, stipendiali fissi e non variabili l’integrazione va corrisposta in base alle norme di legge.
L’Amministrazione può recedere dal rapporto allorquando la lavoratrice o il lavoratore si assenti oltre il limite di diciotto mesi complessivi nell'arco di un triennio.
b) Il 100% della retribuzione globale fino al 365^ giorno di assenza per infortunio. L’Amministrazione deve anticipare il 40% della retribuzione, salvo conguaglio con quanto erogato dall'INAIL con conseguente obbligo della lavoratrice o del lavoratore di rimborsare quanto percepito a titolo di anticipazione. Detto trattamento non deve essere comunque superiore a quello che la lavoratrice o il lavoratore avrebbe percepito al netto se avesse lavorato a titolo d’emolumenti stipendiali fissi e non variabili.
Nel caso in cui l'infortunio o malattia sia ascrivibile a responsabilità di terzi, resta salva la facoltà dell'amministrazione a recuperare da chi è responsabile le somme da essa corrisposte a titolo di retribuzione e contributi subentrando nella titolarità delle corrispondenti azioni legali nei limiti del danno subito.
Per le lavoratrici o i lavoratori affetti da TBC si richiamano espressamente le disposizioni legislative che regolano la materia."
ASSICURAZIONI ED INFORTUNI SUL LAVORO
La Struttura Associativa è tenuta ad assicurare le lavoratrici o i lavoratori contro gli infortuni sul lavoro e contro le malattie professionali secondo le norme di legge vigenti.
In caso di infortunio occorso al dipendente con prognosi superiore a tre giorni, il datore di lavoro deve effettuare denuncia all’INAIL, corredata da certificato medico e su apposito modulo, entro due giorni da quello in cui ne ha avuto notizia ed indipendentemente da ogni valutazione sulla sua indenizzabilità.
Il lavoratore è obbligato a:
produrre idonea certificazione
sottoporsi, salvo giustificato motivo alle cure mediche e chirurgiche ritenute necessarie dall’Istituto assicuratore;
La simulazione dell’infortunio o l’aggravamento doloso delle sue conseguenze comporta la perdita del diritto ad ogni prestazione e l’applicazione delle pene di cui all’art .65 Dpr. 1124/65
In caso di malattia professionale, il datore di lavoro deve effettuare denuncia all’INAIL, corredata da certificato medico e su apposito modulo, entro i cinque giorni successivi a quello in cui il lavoratore gli ha comunicato la manifestazione della malattia.
Il lavoratore è obbligato:
Ai fini dell’applicazione dell’art.18 del D.lgs. 19 settembre 1994 n. 626 "Attuazione delle direttive 89/391 CEE, 89/654 CEE, 89/655 CEE, 89/656 CEE , 90/269 CEE, 90/270CEE, 90/394 CEE e 90/679 CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute delle lavoratrici e dei lavoratori sul luogo di lavoro" e successive integrazioni e/o modificazioni, nonché per tutte le materie demandate alla contrattazione e consultazione si fa riferimento al protocollo d’intesa sottoscritto tra le OO.SS. e l’ANFFAS in data 14/6/1996.
PAGA GIORNALIERA E ORARIA
retribuzione come da valore tabellare mensile (corrispondente alla categoria ed alla posizione economica di inquadramento);
eventuale retribuzione individuale di anzianità;
eventuale indennità per mansioni superiori;
eventuale assegno ad personam.
L'importo della paga oraria, a regime, è determinato dividendo la paga giornaliera, come sopra calcolata, per 6 per i dipendenti con orario settimanale di 36 ore, per 6,33 per i dipendenti con orario settimanale di 38 ore. .
Tabella di inquadramento del personale
Categoria e posizione economica
Qualifiche indicative
Addetto alle pulizie -addetta/o alle cucine -addetta/o al guardaroba -addetta/o alla lavanderia -operia/o generica/o
Centralinista -fattorino
Operaia/o qualificata/o
Aiuto cuoca/o autista patente B-C
Assistente domiciliare e dei servizi tutelari formato (Adest-Ota-Osa, ecc.) (ad esaurimento)
Tecnica/o -capo operaia/o
Autista accompagnatrice/ore - autista patente DK -cuoca/o - operara/o specializzata/o
Tecnico dell'educazione della riabilitazione pischiatrica e psicosociale
Operatore responsabile
Coordinatore unità operativa
Operatore direttivo
Direttrice/ore sanitaria/o
Tabella dei valori tabellari annui (dodici mensilità)
11.465,40
11.809,36
12.153,32
12.726,59
13.299,86
13.873,13
12.153.32
14.446,40
15.248,98
16.166,21
17.198,10
18,229,99
19.261,87
20.867,03
18.229,99
22.128,22
26.599,73
32.103,12
Tali quote sono corrisposte alle aventi e agli aventi diritto a titolo di assegno alla persona non riassorbibile sotto la voce "retribuzione individuale di anzianità".
TRATTAMENTO ECONOMICO CONSEGUENTE A PASSAGGIO ALLA CATEGORIA SUPERIORE
Nel caso di passaggio a categoria superiore il nuovo inquadramento retributivo verrà effettuato con l’attribuzione della retribuzione in godimento maggiorata della differenza tra il valore iniziale delle nuova categoria ed il valore iniziale di quella di provenienza.
Il passaggio da una posizione economica all’altra determina l’assorbimento degli elementi retributivi aggiuntivi (ad es. assegni ad personam, superminimi, ecc.).
Gli assegni familiari o le quote aggiunte di famiglia sono erogate secondo le norme di legge vigenti.
La retribuzione deve essere corrisposta alla lavoratrice o al lavoratore in una data stabilita, comunque non oltre il 10^ giorno successivo alla fine di ciascun mese.
Il pagamento della retribuzione deve essere effettuato a mezzo busta paga in cui devono essere distintamente specificati il nome della Struttura Associativa, il nome e la qualifica della lavoratrice o del lavoratore, il numero di matricola, il periodo di paga cui la retribuzione si riferisce, l'importo dei singoli elementi che concorrono a formarla e l’elencazione delle trattenute di legge e di contratto.
Qualsiasi reclamo sulla rispondenza della somma pagata con quella indicata nella busta-paga nonché sulla corrispondenza della moneta, deve essere fatta all'atto del pagamento.
A tutto il personale in servizio spetta una tredicesima mensilità da corrispondersi alla data del 20 dicembre di ogni anno, composta di uno stipendio base annuo come da inquadramento diviso dodici , dalla retribuzione individuale di anzianità e da eventuali assegni alla persona.
per i congedi parentali previsti dal D. Lgs 151/2001 art. 34 e art. 48
Nel caso di inizio o cessazione del rapporto di lavoro durante il corso dell'anno, la lavoratrice o il lavoratore ha diritto a tanti dodicesimi dell'ammontare della tredicesima mensilità quanti sono i mesi di servizio effettivamente prestato.
MENSA E VITTO
Le Strutture Associative, ove possibile, potranno istituire il servizio di mensa o, in alternativa, garantire l’esercizio del diritto di mensa con modalità sostituiva.
Il pasto va consumato al di fuori dell'orario di lavoro e l’interruzione deve essere rilevata con i normali mezzi di controllo.
Ai dipendenti cui sono assegnati particolari servizi debbono inoltre essere forniti tutti gli indumenti protettivi contro eventuali rischi o infezioni, tenendo conto delle disposizioni di legge in materia antinfortunistica di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro così come indicato dalla Legge 626/94 .
Alle lavoratrici ed ai lavoratori impiegate o impiegati in attività di soggiorno spetta il trattamento definito nell'ambito del rapporto tra le parti in sede decentrata.
b) per il personale non impiegatizio, ferma restando la liquidazione della anzianità precedente sulla base di criteri previsti dai precedenti contratti collettivi, il diritto alla indennità di anzianità nella misura di una mensilità di retribuzione per ogni anno intero di servizio prestato, verrà raggiunto con la seguente gradualità:
Per il personale non impiegatizio l'indennità di anzianità dovuta è commisurata per ogni anno intero di servizio ad una mensilità dal 31.12.73 al 31 maggio 1982.
c) Per tutto il personale per il periodo successivo al 31 maggio 1982 si applica la legge n. 297 del 29/5/1982.
PREMIO DI INCENTIVAZIONE O PRODUTTIVITA'
Alle lavoratrici ed ai lavoratori in servizio alla data del 30.6.95 presso ex Sezioni che applicavano contratti o accordi nei quali era prevista l'erogazione di quote economiche a titolo di incentivazione o produttività, saranno corrisposte mensilmente le stesse quote economiche, ripartite in dodicesimi, a titolo di assegno alla persona non riassorbibile sotto la voce "premio di incentivazione o produttività".
Per le controversie individuali che dovessero sorgere in ordine al trattamento economico e normativo della lavoratrice o del lavoratore, stabilito dalla legge, da accordi e dal presente contratto, l'Organizzazione Sindacale regionale o provinciale alla quale il lavoratore aderisce o a cui ha conferito mandato, potrà chiedere un incontro ai fini dell'esperimento del tentativo di conciliazione valido anche ai fini previsti dall’art.410 del cod.proc.civ.
Il tentativo di conciliazione avverrà innanzi ad una commissione, composta da due membri, nominati uno per ciascuna delle parti entro dieci giorni dalla richiesta.
Il tentativo di conciliazione dovrà essere espletato entro sessanta giorni dalla presentazione della richiesta. Trascorso tale termine il tentativo si considera comunque espletato ai fini dell’art. 412 bis del cod.proc.civ.
Ove il tentativo di conciliazione riuscisse, sarà formato processo verbale, redatto in quattro originali, sottoscritto dalle parti interessate e dai componenti della commissione i quali certificano l’autografia della sottoscrizione delle parti.
Si applicano per il deposito del processo verbale di avvenuta conciliazione le disposizioni di cui all'art. 411 ultimo comma del Cod. proc. Civ.
In caso di mancato accordo nel tentativo di conciliazione in sede sindacale, l'Organizzazione sindacale regionale e provinciale a cui la lavoratrice o il lavoratore aderisce o a cui abbia conferito il mandato potrà assistere le lavoratrici e i lavoratori interessati, promuovendo un tentativo facoltativo di conciliazione presso l'Ufficio del Lavoro competente, ai sensi degli artt. 410, 411 e 412 del Cod. proc. Civ.
CLAUSOLE COMPROMISSORIE ED ARBITRATO IRRITUALE
Tutte le controversie che dovessero sorgere in ordine al trattamento economico e normativo della lavoratrice e del lavoratore stabilito dalla legge, dagli accordi e dal presente contratto, potranno essere decise da arbitrati rituali o da arbitrati irrituali, ferma restando in un caso come nell'altro la facoltà della lavoratrice o del lavoratore o della Struttura Associativa di adire l'Autorità Giudiziaria.
Per l'arbitrato rituale è esclusa la pronuncia di arbitri secondo equità.
Sempre per l'arbitrato rituale gli arbitri, donne o uomini, in numero di tre saranno nominate o nominati come segue:
a) una o uno su nomina dell’Organizzazione sindacale territoriale cui aderisce la lavoratrice o il lavoratore o a cui abbia conferito il mandato;
b) una o uno su nomina della Struttura Associativa;
una o uno su nomina consensuale di quelle o di quelli già nominati con funzione di presidente. In caso di mancato accordo si svolgerà la procedura di cui all’arbitrato irrituale.
Per l'arbitrato irrituale, gli arbitri, donne o uomini, saranno nominati come segue:
a) una o uno su nomina dell'Organizzazione sindacale territoriale cui aderisca la lavoratrice o il lavoratore o a cui abbia conferito il mandato.
c) una terza o un terzo, eventualmente, su nomina consensuale dei due arbitri come sopra, soltanto in caso di disaccordo sulla decisione. Ove non si raggiungesse un accordo sulla nomina della terza, del terzo arbitro, le parti richiederanno la nomina ad un ordine professionale o al Presidente del Tribunale.
La decisione dovrà essere emessa nel termine di 30 giorni dall'accettazione dell'incarico da parte degli arbitri, salvo proroga consensuale.
Le spese dell'arbitrato e di compenso degli arbitri saranno regolati in pari quota dalle Struttura Associativa e dalle OO.SS. che hanno nominato gli arbitri.
FACOLTA' DELLE PARTI DI ADIRE L'AUTORITA' GIUDIZIARIA
E' sempre fatta salva la facoltà delle parti di adire l'Autorità giudiziaria senza esperire le procedure di cui al precedente art. 88
ANFFAS Onlus e le OO.SS. firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per le dipendenti e i dipendenti delle Strutture Associative, concordano la costituzione della Commissione Paritetica Nazionale, con sede presso la Sede Nazionale in Roma via Gianturco,1, formata da tre rappresentanti delle OO.SS. FP-CGIL, CISL FPS, UIL-FPL e tre rappresentanti dell’Associazione con il compito di dirimere eventuali controversie interpretative derivanti dall’applicazione in sede locale del presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Le parti sono abilitate a chiedere, a mezzo lettera raccomandata, la convocazione di detta commissione che si riunirà entro quindici giorni dalla data della richiesta.
Le parti, preso atto delle norme previste dal D.lgs. del 21 aprile 1993 n. 124 come modificata dalla L.335/95 e successive integrazioni e o modificazioni, in materia di previdenza complementare si impegnano ad assumere tutte le iniziative necessarie per la costituzione di un fondo di previdenza complementare, in coerenza con i principi contenuti nelle disposizioni citate.
Le parti convengono che, ove in ambito territoriale, attraverso il confronto tra le stesse, si evidenziassero in rapporto con le diverse realtà locali, in relazione all’adeguamento delle rette e dei corrispettivi dei servizi erogati, condizioni tali da non consentire il rispetto delle decorrenze date dal presente contratto, possono essere definiti, a tale livello, percorsi temporali diversamente articolati, eventualmente, anche con il supporto degli organismi nazionali, tesi ad evitare l’insorgenza di crisi aziendali. Analogamente si procederà per le realtà locali che presentano situazioni di crisi aziendale denunciate nel rispetto delle vigenti leggi (n.223/91) durante il periodo di vigenza del presente contratto.
condizione economica di provenienza
Qualifiche del precedente CCNL
Aarea socio-sanitaria-assictenziale-educativa
Declaratorie delle qualifiche di provenienza
Qualifica indicativa
Si rimanda alla declaratoria della posizione economica A1 di cui all'art. 37 del testo contrattuale 1998/2001 che è da ritenersi integralmente ritrascritta
A3 Addetta/o alle pulizie
Addetta/o alle cucine -addetta/o al guardaroba -addetta/o alla lavanderia -operaia/o generica/o
A4 Addetta/o alle cucine -addetta/o al guardaroba -addetta/o alla lavanderia -operaia generica/o
Centralinista –Fattorino
A4 Centralinista -Fattorino
Ausiliaria/o socio sanitaria/o
A4 Ausiliaria/o socio sanitaria/o (ad esaurimento)
A3 Aiuto cuoca/o autista patente B-C operaia/o qualificata/o
B4 Aiuto cuoca/o autista patente B-C operaia/o qualificata/o
A3 Assistente domiciliare e dei servizi tutelari non formato
B4 Assistente domiciliare e dei servizi tutelari non formato (ad esaurimento)
A3 Ausiliario socio sanitario specializzato
B4 Ausiliario socio sanitario specializzato (ad esaurimento)
A3 Addetto segreteria
B4 Addetto segreteria
B4 Accompagnatrice/ore
Posizione economica di provenienza
A4 Assistente domiciliare e dei servizi tutelari formato (Adest-Ota-Oss-Osa, ecc.)
C3 Assistente domiciliare e dei servizi tutelari formato (Adest-Ota-Oss-Osa, ecc.) (ad esaurimento)
C3 Operatore socio-sanitario (OSS)
A4 Autista accompagnatrice/ore - autista patente DK -cuoca/o - operaIa/o specializzata/o
C3 Autista accompagnatrice/ore - autista patente DK -cuoca/o - operaIa/o specializzata/o
A4 Impiegata/o d'ordine
C3 Coadiutore amministrativo
B1 Educatrice/ore senza titolo (media inferiore) -Istruttrice/ore -animatrice/ore senza titolo (media inferiore) -insegnante senza titolo (media inferiore)
C4 Educatrice/ore senza titolo (media inferiore) -Istruttrice/ore -animatrice/ore senza titolo (media inferiore) -insegnante senza titolo (media inferiore) (figure ad esaurimento)
B1 Tecnica/o -capo operaia/o
C4 Tecnica/o -capo operaia/o
B2 Insegnante con titolo (media superiore) educatrice/ore con titolo (media superiore) animatrice/ore con titolo (media superiore)
D2 Insegnante con titolo (media superiore) educatrice/ore con titolo (media superiore) animatrice/ore con titolo (media superiore) (figure ad esaurimento)
B2 Impiegata/o concetto
D2 Assistente amministrativo
D3 Assistente sociale
C1 Educatrice/ore professionale
D3 Educatrice/ore professionale
C1 Fisioterapista
D3 Fisioterapista
D3 Infermiere
D3 Logopedista
D3 Psicomotricista (ad esaurimento)
D3 Terapista occupazionale
D3 Terapista della neuro psicomotricità
D3 Tecnico dell'educazione della riabilitazione pischiatrica e psicosociale
D3 Animatore sociale
D3 Musicoterapista
C2 Collaboratore direttivo
E2 Collaboratore amministrativo
C2 Coordinatrice/ore unità operativa semplice
D1 Coordinatore unità operativa complessa
Si rimanda alla declaratoria della posizione economica D1 di cui all'art. 37 del testo contrattuale 1998/2001 che è da ritenersi integralmente ritrascritta
D2 Medico
F3 Medico
D2 Pedagogista
F3 Pedagogista
D2 Psicologo
F3 Psicologo
D2 Responsabile area
F3 Responsabile area
D2 Sociologo
F3 Sociologo
D3 Direttore generale
F5 Direttrice/ore Generale
D3 Direttore sanitario
F5 Direttrice/ore sanitaria/o
ALLEGATI definitivi all'Accordo del 9 giugno 2004
Nota a verbale allegata all’accordo del 9/6/2004:
In riferimento all’allegato C dell’accordo del 9/6/2004, per le figure provenienti dall’attuale posizione economica D3, si concorda che la differenza tra il trattamento economico in godimento rivalutato del 6% ed il valore tabellare della posizione economica F5 in cui tali figure vengono ricollocate, è trasformata in indennità professionale valida a tutti gli effetti contrattuali, rivalutabile e non riassorbibile.

References: art.8
 art.75
 art.11
 art. 1803
 art.35
 art.1
 art. 7
 art.77
 art.33
 art. 34
 art. 48
 art. 88