Source: https://www.leggioggi.it/2015/07/24/parcella-dellavvocato-termine-prescrizione-decorrenza-natura/
Timestamp: 2019-07-23 05:15:31+00:00

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La parcella dell’avvocato: termine di prescrizione, decorrenza e natura
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In questo periodo di crisi economica, diventa difficile per l’avvocato ottenere il pagamento della parcella. Per evitare che quanto dovuto dal cliente per l’opera professionale prestata non vada del tutto perduto è necessario che l’avvocato solleciti il pagamento. Infatti, l’avvocato ha un termine assai ristretto per poter richiedere al cliente insolvente il pagamento della parcella. Questo termine, detto di prescrizione, è di tre anni, trascorso il quale il cliente, alla richiesta di pagamento da parte del professionista, può rispondere con un secco “no”.
Da quando decorrono i tre anni?
Detto termine comincia a decorrere dall’esecuzione della prestazione. Sul punto è intervenuta la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 22868/2014, ha chiarito da quando decorre il termine di prescrizione per il diritto al compenso per un professionista, ovvero dal giorno in cui è stato espletato l’incarico, e non dal momento del compimento di ogni singola prestazione professionale in cui si articola l’obbligazione.
Il dies a quo può coincidere:
1) Con la sentenza passata in giudicato;
2) Con l’accordo conciliativo;
3) Con la revoca del mandato.
Perché il credito possa dirsi prescritto è necessario che, in questi tre anni, non intervenga alcun atto interruttivo da parte del creditore. Sono “atti interruttivi”, per esempio, una raccomandata con cui si sollecita il pagamento, la notifica di un decreto ingiuntivo o di una citazione.
Si noti bene: in presenza di un atto interruttivo, il decorso del termine triennale si interrompe e ricomincia a decorrere ab initio.
Quanto alla natura di detta prescrizione si dice che ha natura “presuntiva”.
Che significa natura “presuntiva”? Si presume che il debitore abbia pagato il credito offrendo semplicemente la prova dell’avvenuto decorso del termine. In altri termini, il nostro Legislatore presume che trascorsi i tre anni il creditore abbia chiesto l’adempimento e il debitore abbia pagato.
Attenzione!!! Presumere il pagamento non significa che il debitore abbia pagato. Spetterà, in questo caso al creditore – professionista dimostrare in giudizio che il debitore-cliente non ha pagato.
Come si può dimostrare il mancato pagamento?
La prova del mancato pagamento può essere fornita solo in un modo, assai difficile: ossia, con un giuramento: il “giuramento decisorio” del debitore – cliente. Il debitore- cliente deve giurare davanti al Giudice che non ha pagato il creditore – professionista.
-se il debitore giura di aver pagato, il creditore perde la causa e non potrà pretendere niente;
– se il debitore giura di non aver pagato, il professionista potrà richiedere il pagamento.
Che accade nel caso in cui il debitore giura il falso?
In questa ipotesi il Giudice dovrà ritenere avvenuto il pagamento e il creditore- professionista vedrà prescritto il proprio diritto; insomma, il cliente vince la causa.
A questo punto il creditore – professionista potrebbe iniziare una causa per falsa testimonianza in sede penale per il risarcimento del danno nei confronti del cliente falso. Nel caso in cui il reato sia estinto potrebbe agire in sede civile per il risarcimento del danno: “danno morale”. In ogni caso è tenuto a provare il falso del suo debitore- cliente.
Se il debitore – cliente vuole evitare di essere chiamato davanti al Giudice a prestare giuramento, dovrà attendere i termini della prescrizione ordinaria, ovvero 10 anni.
Trascorsi i 10 anni il credito del professionista è definitivamente prescritto e non può essere più sollecitato.
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Francesco 10 maggio 2019 at 08:35
Buongiorno, in data 2006 e’ iniziato il primo grado di un processo civile x incidente stradale e terminato nel febbraio del 2012, senza ne parcella presentata e ne fattura liquido in parte assegno ed in parte contante il mio avvocato per quanto lui mi chiede. Nel marzo del 2013 sempre x la stessa causa e sempre con lo stesso avvocato facendomi firmare una nuova procura ricorro in appello, con sentenza nel ottobre 2017 e come il primo grado lo liquido x quello che chiede. A distanza di 13 mesi senza avviso e niente mi chiede gli oneri delle prestazioni mandandomi in Tribunale ex Art. 702 bis C.P.P. (ricorso per procedimento sommario).
Volevo saper alla luce di cio’ detto sopra se gli oneri della sua parcella del primo grado sono caduti in prescrizione, avendo trascorso piu’ di tre anni.
Grazie anticipato, distinti saluti.
morbelle maria cristina 26 aprile 2019 at 12:28
in data 21/11/2014 ricevo via mail( potrei anche non averla ricevuta…)parcella per una prestazione di uno studio di avvocati dove lavora il figlio di una mia dipendente,il quale figlio mi chima e mi dice ” dovevo mandartela per lo Studio ma non ci fare caso”.Io gli faccio un regalo(a lui) e non pago.Ora dopo 4 anni ricevo lettera dello Studio(lui non lavora piu’ li’)che mi chiede di pagarla.Non e’ prescritta????grazie
michele d'ospina 20 settembre 2018 at 15:01
Io non sono un avvocato ma n consulente la legge prescrive che le parcelle agli avvocati si prescrivono in tre anni dal compimento del loro incarico,ovvero quando viene emessa una sentenza del giudice ee viene notificata alla parte con atto di precetto;
quando a fine incarico del proprio legale emettefattura di pagamento e dopo tre anni lo stesso non la richiesta facendo ricominciare il periodo di prescrizione
Nuccio 22 marzo 2018 at 16:50
entro quanti anni dalla condanna al pagamento alle spese (tramite sentenza ) si prescrive la parcella all’avvocato della controparte Grazie
Felice 29 settembre 2016 at 16:54
BUONASERA TERMINATO UNA CAUSA PERSA, DATI ACCONTI QUAL’È LA TEMPISTICA PER RICHIEDERE EVENTUALE PARCELLE DEFINITIVE. GRAZIE SALUTI.
MICHELE AURICCHIO 18 agosto 2016 at 14:03
CHUEDO SCUSA, RETTIFICO DATE .
PERSO UNA CAUSA, INCIDENTE STRADALE MORTO IL PAPA’, CON SENTENZA IL 16/07/2013PUBBLICATA IL 19/07/2013 .
IL GIORNO 04/08/2016 ARRIVA UNA RACCOMANDATA CHE RITIRO IL GIORNO SUCCESSIVO, VENERDI’ 05/08/2016, CHE MI DICE DI RECARMI PRESSO LA POLIZIA MUNICIPALE DEL MIO PAESE . MI RECO IL LUNEDI’ MATTINA E RICEVO UNA LETTERA DA PARTE DI GENERALI ITALIA S.p.A. CHE MI INTIMA DI PAGARE LE SPESE LEGALI DEL SUO AVVOCATO AL PROCESSO . LA LETTERA PORTA LA DATA DEL 26/07/2016 MA RICEVUTA NELLE DATE SOPRA RIPORTATE. COME MI DEVO COMPORTARE ? DEVO PAGARE VISTO CHE SONO PASSATI 3 ANNI ? GRAZIE .
MICHELE AURICCHIO 18 agosto 2016 at 13:58
IL GIORNO 04/08/2013 ARRIVA UNA RACCOMANDATA CHE RITIRO IL GIORNO SUCCESSIVO, VENERDI’ 05/08/2016, CHE MI DICE DI RECARMI PRESSO LA POLIZIA MUNICIPALE DEL MIO PAESE . MI RECO IL LUNEDI’ MATTINA E RICEVO UNA LETTERA DA PARTE DI GENERALI ITALIA S.p.A. CHE MI INTIMA DI PAGARE LE SPESE LEGALI DEL SUO AVVOCATO AL PROCESSO . LA LETTERA PORTA LA DATA DEL 26/07/2013 MA RICEVUTA NELLE DATE SOPRA RIPORTATE. COME MI DEVO COMPORTARE ? DEVO PAGARE VISTO CHE SONO PASSATI 3 ANNI ? GRAZIE .
gianluca 30 giugno 2016 at 09:26
atto interruttivo da parte del creditore:
raccomandata con cui si sollecita il pagamento inviata alla mia vecchia residenza, ricevuta ed firmata da mia madre puo essere un atto interruttivo?
luca 16 giugno 2016 at 22:09
Mesi fa ho pagato un acconto di 300€ ad un legale senza chiedere fattura pagandola in contanti nel suo studio.ad oggi l’avvocato via e-mail mi continua a ribadire di non aver percepito quei 300€.ricordandogli di aver pagato in contanti nel suo studiò mi ha risposto che mi fara una denuncia penale a mio carico.lo può fare e su che base.attendo cortese riscontro.
patri57 16 novembre 2015 at 09:09
buongiorno non è proprio un commento è la richiesta di un chiarimento…..
nel maggio 2012 ho concluso favorevolmente una causa e al 1 agosto 2012 ho emesso un assegno al legale Tizio che mi ha seguito, non procuratore agli atti,
6 agosto 2015 mi arriva una lettera dal legale Caio procuratore agli atti (ma non mi ha seguito nella causa) mi viene richiesta la parcella dello stesso importo mandandomi una lettera con fotocopia di una raccomandata inviatomi nel settembre 2012 dal legale tizio in cui mi annullava l’assegno e di accreditarlo al legale caio….raccomandata che io non ho mai ricevuto e all’ufficio postale non è possibile capire dove fosse finita.
a cosa potrei andare incontro in questa situazione?

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 702
 sentenza 
 sentenza 
 SENTENZA