Source: https://giovannicupidi.wordpress.com/2013/04/12/accessibilita-dei-luoghi-di-vita-e-di-lavoro/
Timestamp: 2018-01-19 23:20:55+00:00

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Una recente classificazione dell’OMS conosciuta con la sigla ICF (International Classification of Funtioning,Disability and Health) propone il modello biopsicosociale quale riferimento da tenere presente quando ci si occupa di persone che in seguito a malattie che hanno causato menomazioni, con la compartecipazione di fattori contestuali, vedono limitata la loro capacità di svolgere compiti e di partecipare ad attività, in quanto, non disponendo di adeguate abilità fisiche o psichiche hanno spesso bisogni complessi che richiedono risposte adeguate.
Le limitazioni allattività e quindi le difficoltà che un individuo può avere nelleseguire le attività.
Il contesto che riunisce lambiente fisico, sociale ed attitudinale in cui le persone vivono.
è stato abbandonato perché troppo legato alle condizioni di salute dell’individuo, e perchè ha perpetuato una cultura che tiene in scarsa considerazione le persone con menomazioni o disabilità attribuendo alle condizioni individuali ( fisiche o psichiche) le ragioni dellesclusione sociale.
La terminologia da utilizzare è persona con disabilità .
L’accessibilità degli spazi.
La Legislazione italiana riguardante laccessibilità degli edifici e spazi pubblici.
La normativa inerente l’accessibilità degli edifici e spazi pubblici trova prima origine nella legge 30 marzo 1971 n° 118 “Conversione in legge del decreto legge 30 gennaio 1971 n° 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili” (l. 118/71 art. 27);.Tale norma prevede che: l’accesso a luoghi pubblici o aperti al pubblico non può essere vietato ai disabili; gli edifici pubblici o aperti al pubblico, le istituzioni scolastiche, prescolastiche o di interesse sociale di nuova edificazione devono essere costruiti in conformità con quanto disposto dalla Circolare su citata;
diritto di prelazione ai disabili con difficoltà di deambulazione nellassegnazione di alloggi di edilizia economica e popolare qualora ne facciano richiesta.
Il Regolamento venne approvato con DPR 27 aprile 1978 n° 384, successivamente sostituito con sostanziali modifiche dal DPR 24 luglio 1996 n° 503 “Regolamento recante norme per leliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici”.Il Regolamento contenuto nel DPR 503/96 prevede che:
Gli edifici e spazi pubblici di nuova costruzione, anche se di carattere temporaneo, e quelli esistenti qualora vengano sottoposti a ristrutturazione o ad altro tipo di intervento edilizio o a quelli soggetti a cambio di destinazione qualora questa sia finalizzata alluso pubblico debbano essere resi accessibili alle persone con disabilità fisica e sensoriale (DPR 503/96 art. 1 comma 3).Gli edifici, i mezzi di trasporto e le strutture costruite, modificate o adeguate tenendo conto delle norme per leliminazione delle barriere architettoniche, debbano esporre, ben visibile, il simbolo di “accessibilità” (DPR 503/96 art. 2 comma 2);Gli Enti gestori di edifici pubblici, che non siano oggetto di ristrutturazione o interventi edilizi, debbano comunque garantire laccessibilità apportando tutti gli accorgimenti che possono migliorarne la fruibilità delledificio stesso. A questa disposizione non viene, però, dato un termine di tempo entro il quale effettuare la realizzazione di tali adeguamenti (DPR 503/96 art. 1 comma 4).
Nell’attesa degli accorgimenti di cui sopra, le Amministrazioni pubbliche che utilizzano un edificio non accessibile debbano dotarsi di un sistema di chiamata, posto in un luogo accessibile, per consentire al cittadino con ridotta capacità motoria o sensoriale la fruizione del servizio erogato in quelledificio. Per questo adempimento è stato fissato il termine di 180 giorni dallentrata in vigore del Decreto stesso. Ciò significa che già dal mese di aprile 1997 presso tutti gli edifici pubblici non accessibili dovrebbero essere attivati sistemi di chiamata (DPR 503/96 art. 1 comma 5).
La segnalazione, con relativo contrassegno, debba essere apposta anche in presenza, allinterno di un edificio, di apparecchiature che consentano la comunicazione per i non udenti (DPR 503/96 art. 2 comma 3, DPR 503/96 art. 2 comma 4).Per le specifiche tecniche di progettazione a cui si devono attenere gli enti proprietari di edifici e spazi pubblici, siano applicabili quelle contenute nel Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n° 236 “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento delle barriere architettoniche” (DPR 503/96 art. 1 comma 6).Nel 1986 la legge finanziaria, legge 28 febbraio 1986, n. 41 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, conteneva le seguenti disposizioni:
l’eventuale commissariamento ad acta delle Pubbliche Amministrazioni inadempienti affinché operassero più celermente ed efficacemente nella predisposizione di interventi finalizzati alleliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici in applicazione di norme peraltro già esistenti ma spesso disattese cui la legge fa esplicito riferimento (in particolare il DPR 384/78).
Anche la legge 5 febbraio 1992, n. 104 “Legge quadro per lassistenza, lintegrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” interviene prevedendo specifiche disposizioni e vincoli in merito agli edifici e spazi pubblici od aperti al pubblico.
Il rilascio della concessione o autorizzazione edilizia e del certificato di agibilità e di abitabilità, per opere riguardanti edifici pubblici o aperti al pubblico sia condizionato all’accertamento, da parte della Commissione competente, del rispetto delle norme vigenti in tema di barriere architettoniche (L. 104/92 art. 24 comma 4).Tutte le opere realizzate negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico in difformità dalle disposizioni vigenti in materia di accessibilità e di eliminazione delle barriere architettoniche, nelle quali le difformità siano tali da rendere impossibile lutilizzazione dellopera da parte delle persone handicappate, siano dichiarate inagibili e inabitabili. Sono previste sanzioni per il progettista, il direttore dei lavori, il responsabile tecnico degli accertamenti per l’agibilità e l’abitabilità ed il collaudatore qualora vengano accertate inadempienze delle disposizioni vigenti in tema di eliminazione delle barriere architettoniche (L. 104/92 art. 24 comma 7).
Sono trascorsi venti anni dal 1992, anno dell’emanazione della Legge 104 e purtroppo i passi avanti compiuti per migliorare l’accessibilità e la fruibilità dei luoghi pubblici e di lavoro alle persone con disabilità sono stati lenti e faticosi e , spesso, sono stati il risultato di iniziative di persone costrette ad intraprendere vere e proprie lotte individuali, per vedere riconosciuto un diritto sancito dalle leggi.
Per quanto riguarda ledilizia scolastica lart. 23. recita:
S’intende allora come la norma denunciata, impedendo od ostacolando la accessibilità dell’immobile abitativo e, quale riflesso necessario, la socializzazione degli handicappati, comporti anche una lesione del fondamentale diritto di costoro alla salute intesa quest’ultima nel significato, proprio dell’art. 32 della Costituzione, comprensivo anche della salute psichica la cui tutela deve essere di grado pari a quello della salute fisica.(sentenza n. 215 del 1987).
Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile in collaborazione con la
Vè la necessità, poi, che un piano di abbattimento delle barriere architettoniche, informatizzato ed aggiornato continuamente sia predisposto.
L’obbiettivo principale del P.E.B.A. è quello di predisporre un programma sistematico per sanare una situazione pregressa, distribuendo gli interventi di adeguamento in un ragionevole lasso di tempo. A tale programma si dovrà poi fare riferimento in occasione di ogni intervento sul costruito che verrà effettuato da quel momento in poi.
L’Amministrazione ha, così, la possibilità di controllo delle spese, in quanto conoscendo a priori, attraverso il P.E.B.A., le necessità per gli anni a venire, verranno previste in misura adeguata ed ha la possibilità di informare lutenza dei tempi e delle opere previste per l’adeguamento.
E importante che in ogni ufficio tecnico vi sia un tecnico preposto la cui preparazione attraverso opportuni corsi formativi , rappresenta un momento quanto mai indispensabile e importante per non vanificare gli sforzi.
E opportuno ricordare che l approccio progettuale dovrà essere “da ricercatore” infatti le Leggi non vietano la ricerca di soluzioni alternative se pienamente funzionali a chi deve fruire di quei determinati spazi.
Linformatizzazione del P.e.b.a. deve essere prevista in quanto la quantità di dati necessari ad un completo controllo dellaccessibilità può essere imponente.
E evidente che lo sforzo organizzativo richiesto alle Amministrazioni dovrà condurre alla realizzazione degli adeguamenti previsti dal P.E.B.A. attraverso il finanziamento dei piani di abbattimento delle barriere architettoniche.
Bisogna prevedere, inoltre, linserimento dei P.E.B.A. nei Piani Regionali di Abbattimento delle barriere architettoniche.

References: art. 27
 art. 1
 art. 2
 art. 1
 art. 1
 art. 2
 art. 2
 art. 1
 art. 24
 art. 24