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Timestamp: 2020-01-20 14:18:55+00:00

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di avvocatomassa01 · Pubblicato 7 Marzo, 2017 · Aggiornato 9 Aprile, 2017
Il cosiddetto “colpo di frusta” è una delle conseguenze più frequenti di un incidente stradale. Se anche voi ne siete rimasti vittime, ci sono alcuni accorgimenti che dovete prendere in funzione di ottenere un risarcimento del danno per il colpo di frusta.
Andate al Pronto Soccorso anche senza dolori
Il danno evidente, se non si è trattato di un incidente grave, riguarda spesso esclusivamente quello subito alla vostra auto. Ma non sottovalutate la possibilità di aver avuto una spiacevole conseguenza: quella del cosiddetto “colpo di frusta”.
Spesso i sintomi si manifestano in ritardo rispetto all’incidente, tanto che la vittima non ritenendo necessario recarsi in pronto soccorso – scoraggiati anche dalle lunghe file – commette l’errore di non andare.
Il trauma alla rachide cervicale, invece, potendosi manifestare successivamente, può comportare conseguenze estremamente spiacevoli, sotto diversi aspetti. Andando in ospedale, invece, si possono prevenire i sintomi tardivi, quali rigidità del collo, dolore localizzato, mal di testa, nausea e vertigini. Inoltre, si può prevenire anche il “danno al portafogli“.
Recatevi in ospedale al massimo il giorno successivo all’incidente, questo perché se avete il colpo di frusta, andando tardivamente e facendovelo diagnosticare molto dopo, per Il vostro avvocato risulterà molto complicato dimostrare il nesso causale tra l’incidente e il danno fisico e potreste rischiare di non venire indennizzati.
Il colpo di frusta: ora è più difficile farselo riconoscere
È importante tenere a mente che, purtroppo, in passato molte persone hanno “marciato” su questo danno, facendosi risarcire anche per colpi di frusta de facto inesistenti. Per questo motivo gli ospedali controllano a fondo tali sintomi, e fanno esami clinici approfonditi prima di riconoscere tale tipo di lesione.
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Come farsi risarcire il colpo di frusta
È preferibile, subito dopo l’incidente, aver compilato con la controparte il modulo Cai per la constatazione amichevole; in alternativa la controparte potrebbe rifiutarsi e voi dovrete contattare i vigili facendovi rilasciare il verbale del loro intervento, nel quale è espressa la dinamica dell’incidente da loro appurato. Vi ricordo che chi fugge dopo un incidente risponde anche penalmente della propria condotta.
Con il modulo Cai in mano (o con il verbale dei Vigili) e il verbale di pronto soccorso, dovrete formulare la vostra richiesta alla compagnia. Il danno da colpo di frusta è, a meno di ulteriori lesioni, una lesione lieve, sotto il 9%, per le quali si procede con il cosiddetto “indennizzo diretto” dalla propria compagnia.
Dopo la richiesta, verrete contattati dalla vostra compagnia assicurativa per una visita medico legale che accerti il danno: portate con voi tutto il materiale per accertare le spese sostenute, dai medicinali alle fatture mediche.
Vi consiglio di farvi assistere sempre nominando un consulente di parte e un legale, accertare fine di ottenere il più alto risarcimento possibile.
La radiografia per il risarcimento del danno è sempre necessaria ?
Una prassi consolidata della giurisprudenza, stabiliva che fosse necessario fare gli opportuni esami strumentali per poter ottenere il risarcimento del danno.
Cosa è cambiato con la sentenza 18773 del 2016 ?
La recente sentenza n. 18773 del 2016 della Suprema Corte di Cassazione, ha rivoluzionato la giurisprudenza costante, stabilendo che non è necessario farsi la radiografia per ottenere il risarcimento del danno, in quanto a provvedere agli esami da effettuare per valutare il danno deve essere il medico legale; quest’ultimo può stabilire che non servano i referti per immagini.
La necessità di un’esame per immagini era stata individuata a seguito del decreto legge n. 1 del 2012, il quale stabiliva che servisse un “accertamento clinico strumentale obiettivo”.
Era stata poi la Corte Costituzionale con la sentenza n. 235 del 2014 a puntualizzare la necessità di un esame diagnostico per immagini, decisione fortemente criticata dalla dottrina.
D’altronde, basta pensare a una donna incinta e che non può sottoporsi ad una radiografia: in tal caso le verrebbe preclusa la possibilità di ottenere un congruo risarcimento sulla base di differenti esami prescritti dal medico legale.
La sentenza del 2016 degli ermellini, fa il paio con quella del Giudice di Pace di Venezia n. 769 del 2016, in cui il Giudice precisava come non possono essere richiesti ulteriori esami strumentali come le radiografie per il risarcimento, pena la segnalazione all’IVASS.
In tal senso, pertanto, gli onorati Giudici della Corte di Cassazione, hanno chiarito che spetta al medico legale dominare le leges artis e decidere tra gli esami più consoni da utilizzare per la valutazione corretta del danno, quindi non necessariamente l’esame radiografico è il più obiettivo per l’accertamento, sia per quanto concerne le lesioni che gli eventuali postumi. Il medico legale, quindi valuterà quando la diagnosi strumentale non può essere evitata.
Colpo di frusta: senza tac il Tribunale di Roma nega il risarcimento
Importantissima novità in tema di risarcimento per il colpo di frusta, che deriva da una applicazione del Tribunale di Roma. Si tratta, comunque di una sola sentenza con tale orientamento ed è opportuno aspettare per vedere se il trend dei Giudici seguirà questa strada.
Segnaliamo, dunque, la recentissima sentenza n. 16539 del 2016 del Tribunale di Roma, che può rappresentare una nuova chiave di volta nell’interpretazione del risarcimento del colpo di frusta: i Giudici, infatti, hanno applicato alla lettera il “Cresci Italia”, ovvero il decreto legge n.1/2012.
Nel caso di specie, il tamponato era andato al Pronto Soccorso dove i medici gli avevano prescritto una Tac, Tac che però l’uomo non aveva effettuato. Pertanto, come richiesto nel “Cresci Italia” per questo tipo di risarcimento, manca l’esame strumentale per appurare la presenza del colpo di frusta.
A nulla è rilevato, secondo i Giudici, che il CTU avesse riconosciuto la presenza di tale danno: l’esame strumentale, secondo il Tribunale di Roma, è imprescindibile per la valutazione della eventuale distorsione della rachide cervicale.
Per completezza della notizia, però, come già abbiamo ampiamente trattato nell’articolo, la sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 18773 del 2016 che, invece, rimanda completamente alla decisione del Consulente Tecnico d’ufficio, in particolare del Medico Legale, e alle sue competenze, la necessità o meno dell’esame strumentale.
Praticamente gli ermellini si sono espressi con una sentenza diametralmente all’opposto rispetto ai giudici del Tribunale di Roma che – e possiamo veramente dire oltre al danno anche la beffa – non hanno risarcito né il colpo di frusta né il danno estetico richiesto dal tamponato.
A lui e al suo avvocato valutare se è possibile procedere con l’appello della sentenza che, di fatto, contrasta con quella dei Giudici della Corte di Cassazione e che rappresenta al momento l’orientamento più influente.
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