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Timestamp: 2019-03-25 09:28:48+00:00

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È nulla la misura cautelare della custodia in carcere per lo spacciatore colto in flagranza davanti alla scuola se la sostanza sequestrata, che per stessa ammissione dell’imputato era droga, non viene sottoposta a nessun esame – Michele De Luca
È nulla la misura cautelare della custodia in carcere per lo spacciatore colto in flagranza davanti alla scuola se la sostanza sequestrata, che per stessa ammissione dell’imputato era droga, non viene sottoposta a nessun esame
Corte di Cassazione, sezione quarta penale, Sentenza 6 agosto 2018, n. 37852.
È nulla la misura cautelare della custodia in carcere per lo spacciatore colto in flagranza davanti alla scuola se la sostanza sequestrata, che per stessa ammissione dell’imputato era droga, non viene sottoposta a nessun esame, neppure al narcotest, per mancanza di disponibilità degli strumenti.
Sentenza 6 agosto 2018, n. 37852
Il Collegio rilevava che a carico del (OMISSIS) emergevano gravi indizi di reato, con riguardo alla detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e cocaina, in favore di soggetti minorenni. Il Tribunale evidenziava che pure in assenza di narcotest, la natura drogante delle sostanze emergeva dalle stesse dichiarazioni del prevenuto, relative all’uso personale della droga corroborate dalla certificazione attestante lo stato di dipendenza tossicologica del giovane.
Nel provvedimento si osserva che pure deve ritenersi sussistente la circostanza aggravante di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, articolo 80, comma 1, lettera g), posto che (OMISSIS) era stato osservato dai verbalizzanti mentre si trovava, durante l’orario della ricreazione, davanti al cancello di un istituto scolastico, attorniato da un gruppetto di ragazzi, gruppo che si era dileguato alla vista degli agenti. Il Tribunale valorizzava altresi’ l’esito della successiva perquisizione personale, che aveva condotto al rinvenimento di tre confezioni di presumibile marijuana, per un totale di 18 grammi e di un ulteriore involucro, occultato in una scarpa, contenente sostanza dalle caratteristiche tipiche della cocaina.
Sulla scorta di tali rilievi il Collegio escludeva la riconducibilita’ del fatto nell’ambito della fattispecie di lieve entita’.
Con il primo motivo viene dedotta l’apparenza della motivazione e la violazione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, articolo 73,. Dopo aver richiamato le circostanze di fatto conducenti all’arresto in flagranza del prevenuto, nel ricorso si sottolinea che non e’ stata accertata la natura delle sostanze in sequestro. Sul punto, il deducente osserva che il Tribunale del riesame ha inammissibilmente valorizzato le dichiarazioni dello stesso indagato, circa l’uso personale delle sostanze e la condizione di tossicodipendente. Rileva che la suprema Corte ha affermato che per valutare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, per l’emissione di misure cautelari deve essere presente almeno l’esito del narcotest.
Con il secondo motivo la parte contesta la ritenuta configurabilita’ delle circostanze aggravanti di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, articolo 80, lettera a) e g).
Nel ricorso si rileva altresi’ che il Tribunale ha ritenuto che (OMISSIS) stesse offrendo sostanza stupefacente ai ragazzi in prossimita’ di una scuola, sulla base di mere presunzioni. Rileva che il tenore dell’articolo 80, comam1, lettera g), cit., non consente interpretazioni estensive.
2. La giurisprudenza di legittimita’ ha chiarito che, in tema di traffico di sostanze stupefacenti, durante le indagini preliminari ed ai fini della valutazione dei gravi indizi di colpevolezza necessari per l’applicazione di una misura cautelare, non occorre una formale perizia sulla qualita’ della sostanza, essendo sufficiente allo scopo il narcotest eseguito dalla sezione narcotici della polizia (Sez. 4, Sentenza n. 22652 del 04/04/2017, Rv. 270486).
In argomento, si e’ chiarito che ai fini della convalida dell’arresto in flagranza per il reato di detenzione di stupefacente non e’ neppure necessario il preventivo esame del narcotest; e che detto esame e’ invece indispensabile per qualificare la gravita’ indiziaria, ai fini dell’emissione della misura cautelare (Sez. 4, n. 3380 del 15/12/2009, dep. 26/01/2010, Tomassini, Rv. 24641701). Con la decisione ora citata, si e’ in particolare evidenziato che i dati di natura inferenziale, quali le generiche caratteristiche della sostanza osservate dai verbalizzanti, la suddivisione in dosi, la personalita’ del reo lumeggiata dai precedenti penali o altro, sono evenienze che possono essere ritenute sufficienti per ravvisare gli estremi del reato di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, articolo 73, ai fini della convalida dell’arresto; con la precisazione che detti elementi non consento di comporre una quadro indiziario utile a fini cautelari, ai sensi dell’articolo 273 c.p.p., comma 1.
2.1. Applicando al caso di specie i richiamati principi di diritto, che il Collegio condivide riafferma, deve osservarsi che sia il provvedimento cautelare genetico che l’ordinanza oggi ricorsa, risultano vulnerati dalla dedotta carenza motivazionale. I giudici della cautela hanno infatti chiarito che le sostanze in sequestro non erano state oggetto di alcun esame, neppure mediante narcotest, per indisponibilita’ del relativo strumentario. Conseguentemente, le argomentazioni pure espresse dal Tribunale circa la natura delle sostanze – sulla base delle dichiarazioni dell’indagato ovvero della condizione di tossicodipendenza del medesimo prevenuto – non valgono altrimenti a comare l’evidenziata lacuna, che vulnera insanabilmente il quadro indiziario di riferimento, rispetto alle condizioni di applicabilita’ delle misure cautelari, come indicate dal diritto vivente.
3. Si impone, per quanto detto, l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza impugnata e del provvedimento cautelare genetico reso dal G.i.p. del Tribunale di Catania in data 16.02.2018 nei confronti di (OMISSIS). Come chiarito, infatti, allo stato non residua un margine di utile rivalutazione del compendio indiziario in sede di merito, a fini cautelari, in difetto di acquisizioni tecniche sulla natura delle sostanze in sequestro. Viene disposta l’immediata liberazione di (OMISSIS), se non ristretto per altra causa. Resta assorbito ogni ulteriore tema di doglianza. La Cancelleria e’ demandata per le comunicazioni ex articolo 626 cod. proc. pen..
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References: Sentenza 

Sentenza 
 articolo 80
 articolo 73
 articolo 80
 Sentenza 
 articolo 73
 articolo 626