Source: http://www.geopistoia.it/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;id=72&amp;Itemid=195
Timestamp: 2019-06-19 16:41:55+00:00

Document:
Delibera CNGeGL n° 6 del 22 luglio 2014 Regolamento Formazione Professionale
Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati - Rego-
lamento per la formazione professionale continua ai sensi
del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, articolo 7.
(Delibera del Consiglio Nazionale
Geometri e Geometri Laureati n. 6 del 22 luglio 2014)
Il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (Consi-
glio Nazionale) considerato quanto segue:
(1) al fine di garantire la qualità e l’efficienza della prestazio-
ne professionale, nel migliore interesse dell’utente e della colletti-
vità, e per conseguire l’obiettivo dello sviluppo professionale, ogni
professionista ha l’obbligo di curare il continuo e costante aggior-
namento della propria competenza professionale (D.P.R. 7 agosto
2012, n. 137, articolo 7, comma 1);
(2) il codice deontologico, approvato dal Consiglio Nazionale
nella seduta del 3 aprile 2007 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
del 26 maggio 2007, n. 121, prevede, all’articolo 23, che l’iscritto
deve “svolgere la prestazione professionale, per il cui espletamen-
to è stato incaricato, nel rispetto dello standard di qualità stabilito
dal CNGeGL...” e “mantenere costantemente aggiornata la propria
preparazione professionale attraverso lo svolgimento e la frequen-
za delle attività di informazione, di formazione e di aggiornamen-
to...”;
(3) la direttiva Europea n. 2005/36/CE, recepita con Decreto
Legislativo del 9 novembre 2007, n. 206, individua nella formazio-
ne e istruzione permanente lo strumento per mantenere prestazioni
professionali sicure ed efficaci (vedi considerando 39 e articolo 22);
(4) il Decreto Legislativo 16 gennaio 2013, n. 13 (G.U. n. 39
del 15.2.2013), in particolare artt. 1 (oggetto) e 2 (Definizioni);
(5) la formazione assicura ai professionisti di ogni età e situa-
zione occupazionale, in un’ottica di pari opportunità, condizioni
che facilitano l’apprendimento permanente, al fine di evitare rischi
di esclusione sociale e professionale;
Vista la delibera n. 8 del 28/4/2014 con cui è stato approvato
lo schema di regolamento per la formazione continua;
Visto il parere favorevole espresso dal Signor Mini-
stro della Giustizia il 19 giugno 2014, protocollo m_dg.GAB.
19/06/2014.0021682.U, ai sensi del del D.P.R. 7 agosto 2012, n.
137 articolo 7, comma 3;
adotta il seguente regolamento per la formazione professio-
nale continua
Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti de-
Professione: attività, o insieme delle attività, riservate per
espressa disposizione di legge o non riservate, il cui esercizio è
consentito solo a seguito d’iscrizione in Ordini o in Collegi, su-
bordinatamente al possesso di qualifiche professionali o all’accer-
tamento delle specifiche professionalità (D.P.R. 7 agosto 2012, n.
137, articolo 1, comma 1, lettera a);
Conoscenza: risultato dell’assimiliazione di informazioni
attraverso l’apprendimento; le conoscenze sono un insieme di fatti,
principi, teorie e pratiche relative ad un settore di lavoro o di studio;
Competenza: comprovata capacità di utilizzare conoscenze,
abilità e attitudini personali, sociali e/o metodologiche, per ottenere
risultati misurabili;
Abilità: capacità di applicare conoscenze e di utilizzare
know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi;
Professionalità: caratteristica del professionista intesa come
competenza qualificata e riconosciuta quale insieme di apparati te-
orici e normativi di riferimento, acquisita attraverso un processo di
apprendimento prolungato e sistematico; capacità progettuali e plu-
ralità di esperienze che si estrinsecano come pratica organizzativa e
Modalità propedeutica: procedura che consente la possibili-
tà di accedere al modulo o sezione successiva mediante superamen-
to di un test auto-valutativo.
1. In attuazione delle disposizioni di cui al D.P.R. 7 agosto
2012, n. 137, articolo 7, il presente regolamento disciplina la for-
mazione professionale continua degli iscritti all’Albo dei Geometri
e Geometri Laureati ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di ag-
giornamento professionale.
2. Sono soggetti all’obbligo formativo tutti gli iscritti all’Al-
bo, salvo quanto disposto all’articolo 13 del presente regolamento.
3. La violazione dell’obbligo di formazione continua costitu-
isce illecito disciplinare ai sensi del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137,
1. Gli eventi formativi sono finalizzati a migliorare, aggior-
nare e/o trasmettere le conoscenze, le abilità e le competenze degli
iscritti all’Albo, per esercitare l’attività con la professionalità ne-
cessaria a garantire i servizi da prestare alla committenza.
b) corsi di formazione previsti da norme specifiche, nei qua-
li possono essere previsti anche esami finali;
c) corsi o esami universitari (di laurea, di specializzazione,
di perfezionamento e di master);
f) partecipazione alle commissioni per gli esami di Stato per
g) relazioni o lezioni negli eventi formativi e nell’attività di
supporto nell’attività didattica;
h) pubblicazioni, articoli scientifici o tecnico-professionali,
pubblicati su riviste a diffusione almeno provinciale;
i) il rivestire il ruolo di professionista affidatario ai fini di un
contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca di cui al Testo
Unico, D.Lgs. 14 settembre 2011, n. 167, articolo 5, (apprendistato);
j) frequenza a corsi di alta formazione post secondaria com-
presa Istruzione Tecnica Superiore (ITS) nelle discipline tecnico
scientifiche, di cui al successivo comma del presente articolo;
k) il rivestire il ruolo di professionista affidatario ai sensi
del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, articolo 6, comma 3 il cui tiroci-
nante ha effettuato l’intero tirocinio professionale, con rilascio del
prescritto certificato;
3. Gli eventi formativi devono comprendere, anche disgiun-
a) le discipline tecnico-scientifiche inerenti l’attività profes-
sionale del geometra e geometra laureato;
c) le altre discipline comunque funzionali all’esercizio della
4. Per quanto attiene il comma 3, lettera a) del presente articolo, è
possibile fare riferimento allo Standard di Qualità della professione del
Geometra e Geometra Laureato approvato dal Consiglio Nazionale.
5. Il Consiglio Nazionale predispone il Sistema Informativo
Nazionale sulla Formazione Continua (SINF) al fine di garantire
uniformità e trasparenza, nonché la più ampia pubblicità a livello
nazionale degli eventi formativi, compresi quelli organizzati da as-
sociazioni professionali e soggetti terzi.
6. Il Consiglio Nazionale può organizzare direttamente eventi
(Attività formativa a distanza)
1. È ammessa la formazione a distanza (FAD), con modalità
approvate dal CNGeGL, per gli eventi di cui all’articolo 3, comma
2, lettere a), b), c) e d) del presente regolamento, a condizione che
sia verificabile l’effettiva partecipazione dell’iscritto e l’acquisizio-
ne delle nozioni impartite.
2. E’ previsto uno specifico sistema di” Formazione a Distan-
za Qualificata” (FAD-Q) nel caso in cui la modalità di erogazione
rispetti tutte le seguenti prescrizioni:
a) la piattaforma formativa deve avere i requisiti minimi se-
condo le linee guida che saranno emanate dal Consiglio Nazionale;
b) i moduli formativi che compongono i corsi devono es-
sere svolti dai discenti in modalità propedeutica, attraverso il su-
peramento di appositi questionari di valutazione intermedi e finali;
c) ogni attività didattica erogata deve essere conservata su un
apposito registro dati. Su richiesta del Consiglio Nazionale deve essere
fornito il dettaglio delle attività formative condotte da ciascun discente.
(Assolvimento obbligo formativo)
1. L’obbligo della formazione continua decorre dal 1 gennaio
dell’anno successivo a quello di iscrizione all’Albo.
2. Ogni iscritto sceglie liberamente gli eventi formativi da
svolgere, in relazione alle preferenze personali nell’ambito di cui
all’articolo 3 del presente regolamento.
3. Ai fini dell’assolvimento dell’obbligo, ogni iscritto deve
conseguire nel triennio almeno 60 (sessanta) CFP.
(Credito formativo professionale e adempimento obbligo)
1. L’unità di misura della formazione continua è il credito for-
mativo professionale (CFP).
2. Il CFP è connesso alla tipologia di evento formativo ed alla
durata dello stesso così come previsto nella Tabella 1 di cui all’ar-
ticolo 7 del presente regolamento.
(Valutazione eventi formativi)
1. La valutazione degli eventi formativi di cui all’articolo 3,
comma 2, del presente Regolamento è effettuata secondo i criteri
2. Ai fini dell’attribuzione dei CFP, tutti gli eventi devono prevedere una percentuale minima di frequenza obbligatoria.
(Curriculum Professionale Certificato)
1. È istituito il Curriculum Professionale Certificato (CPC) sulla formazione professionale, consultabile on line, che può essere og-
getto di divulgazione a terzi, in quanto trattasi di pubblicità informativa che risponde al solo interesse della collettività.
b) la formazione e le esperienze maturate prima dell’entrata in vigore del presente regolamento;
(Commissione nazionale formazione professionale continua)
1. La Commissione nazionale sulla formazione continua è no-
minata dal Consiglio Nazionale ed è composta da sette membri,
compreso il Presidente del Consiglio Nazionale o suo delegato, che
la presiede.
2. La Commissione dura in carica per la durata del Consiglio
Nazionale e rimane in essere fino alla nomina della nuova Com-
3. I compiti della Commissione nazionale formazione profes-
sionale continua, sono i seguenti:
a) supportare il Consiglio Nazionale nelle attività di promo-
zione, monitoraggio e coordinamento generale;
b) esaminare e istruire le richieste di autorizzazione da parte
delle associazioni professionali e soggetti terzi ed esprimere moti-
vato parere al Consiglio Nazionale;
esperienze maturate prima dell’entrata in vigore del presente re-
golamento;
e) svolgere, su mandato del Consiglio Nazionale, attività di
vigilanza e di ispezione sugli eventi formativi;
f) predisporre e definire, ai fini dell’uniformità su tutto il
territorio nazionale, un piano annuale dell’offerta formativa, indi-
viduando i programmi e le caratteristiche descritte nello standard
di qualità, dei corsi di cui all’articolo 3, comma 2, lettera a), che
saranno successivamente pubblicizzati sul SINF;
g) riconoscere e attribuire, su richiesta dei Collegi territo-
riali, i CFP per gli eventi formativi non previsti nell’articolo 3 del
presente regolamento, comunque ritenuti tali per la professionalità
h) riconoscere e attribuire, su richiesta del Consiglio Na-
zionale, i CFP per particolari e specifici eventi formativi, ritenuti
tali per la professionalità dei contenuti dell’evento stesso, anche in
deroga all’articolo 7, tabella 1, del presente regolamento;
4. I componenti della Commissione di cui al precedente com-
ma 1 che, senza giustificato motivo, non partecipano a tre riunioni
consecutive, decadono automaticamente dalla carica.
(Autorizzazione delle associazioni degli iscritti e altri soggetti)
1. Ai sensi del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, articolo 7, comma
2, i corsi formativi possono essere organizzati da associazioni di
iscritti e altri soggetti, ivi compresi Enti Pubblici.
2. La domanda di autorizzazione da parte di associazione di
iscritti o di altri soggetti, ivi compresi Enti Pubblici, è compilata
direttamente sul SINF e deve contenere, previa verifica del piano
annuale dell’offerta formativa, per ogni corso:
a) caratteristiche, struttura, certificazione, del soggetto pro-
c) esauriente descrizione dei contenuti, con specifico rife-
rimento agli obiettivi che si intendono raggiungere in merito alla
conoscenza, qualità e abilità;
k) durata minima di partecipazione ai fini del riconoscimen-
to dei crediti;
l) specifiche tecniche per l’ eventuale erogazione nella mo-
dalità FAD di cui all’articolo 4, comma 1 e FAD-Q di cui all’arti-
colo 4, comma 2;
3. Il Consiglio Nazionale, acquisito il parere della Commis-
sione nazionale formazione professionale continua, di cui all’ar-
ticolo 9 del presente regolamento, esprime motivata proposta di
delibera e la trasmette al Ministero vigilante, ai sensi del D.P.R. 7
agosto 2012, n. 137,articolo 7, comma 2.
4. Acquisito il parere vincolante del Ministero vigilante, il
Consiglio Nazionale delibera e comunica al richiedente l’autoriz-
zazione allo svolgimento del corso, o il diniego.
5. Il Consiglio Nazionale può stipulare con associazioni di iscritti
o Enti pubblici specifiche convenzioni, volte a semplificare le proce-
dure di autorizzazione e programmare gli eventi formativi, promossi
dai predetti soggetti, in un periodo di tempo prestabilito, nel rispetto di
quanto previsto dall’articolo 7, comma 5, del D.P.R. n. 137 del 2012.
(Compiti e attribuzioni del Consiglio Nazionale)
1. Il Consiglio Nazionale indirizza e coordina lo svolgimento
della formazione continua a livello nazionale, in particolare:
a) nomina la Commissione formazione professionale conti-
nua di cui all’articolo 9 del presente regolamento;
b) definisce lo standard di qualità della categoria profes-
c) definisce il sistema di qualificazione delle competenze
degli iscritti (articolo 8, comma 2, lettera c);
d) istituisce e gestisce il SINF, di cui all’articolo 3, comma
5 del presente regolamento;
e) autorizza, previo parere vincolante del Ministero vigi-
lante, i soggetti indicati dall’articolo 7, comma 2, del D.P.R. n. 137
f) pubblica sull’Albo Unico, di cui al D.P.R. 7 agosto 2012,
n. 137, articolo 3, i CPC degli iscritti;
g) definisce e stipula convenzioni con le Università, ai sensi
del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, articolo 7, comma 4, ai fini del
riconoscimento reciproco dei crediti formativi professionali e uni-
versitari;
h) approva regolamenti comuni, previo parere favorevole
dei Ministeri vigilanti, per individuare crediti formativi professio-
nali interdisciplinari, stabilendone il loro valore, ai sensi del D.P.R.
7 agosto 2012, n. 137, articolo 7, comma 4;
i) organizza direttamente eventi formativi, anche in coope-
razione o convenzione con altri soggetti;
j) emana le linee guida in merito ai requisiti minimi per lo
svolgimento dei corsi con modalità FAD-Q, come previsto dall’ar-
ticolo 4, comma 2, lett. a) del presente regolamento;
k) emana delibere di attuazione, coordinamento e indiriz-
zo che definiscono modalità, contenuti e procedure di svolgimento
delle attività di formazione professionale continua;
l) esamina, ai fini del recepimento, le proposte dei Collegi
territoriali, di cui all’articolo 12, comma 1, lett. b).
(Compiti e attribuzioni ai Collegi territoriali)
1. I Collegi territoriali, a norma del D.P.R. 7 agosto 2012, n.
137, articolo 7:
b) propongono l’organizzazione, per specifiche e motivate
esigenze, al Consiglio Nazionale di corsi di formazione e aggior-
namento (articolo 3, comma 2, lettera a e b) non previsti nel piano
annuale di formazione;
c) attribuiscono i CFP sul SINF, per gli eventi previsti alle
lettere a), b), d), e) ed f), dell’articolo 3 del presente regolamento;
d) attribuiscono i CFP sul SINF, a richiesta dell’iscritto, per
gli eventi previsti alle lettere c), g), h), i), j), k), dell’articolo 3 del
e) valutano, su richiesta dell’interessato, gli eventi formati-
vi non previsti nell’articolo 3 del presente regolamento, comunque
ritenuti tali per la professionalità dei contenuti, e propongono alla
Commissione il riconoscimento ai fini dell’attribuzione dei CFP;
eventi formativi riguardanti corsi previsti da specifiche normative;
g) verificano e controllano, mediante il SINF, l’assolvi-
mento triennale dell’obbligo formativo dell’iscritto; nell’ipotesi di
inadempimento, sentito prima l’iscritto, se del caso, comunicano
l’inosservanza al Consiglio di disciplina;
h) deliberano in ordine alle richieste di cui al successivo
i) certificano, a domanda, l’assolvimento dell’obbligo for-
mativo dell’iscritto;
j) rendono note le informazioni essenziali relative all’assol-
vimento dell’obbligo formativo;
k) possono istituire forme incentivanti o premianti per gli
iscritti che abbiano svolto la formazione professionale continua ol-
tre i limiti dei crediti formativi professionali stabiliti dal presente
l) attribuiscono, su richiesta dell’interessato, i crediti forma-
tivi professionali interdisciplinari ai sensi del D.P.R. 7 agosto 2012
n. 137, articolo 7, comma 4;
m) registrano sul SINF i crediti formativi degli eventi orga-
nizzati sul proprio territorio dai soggetti di cui all’articolo 10 del
n) svolgono attività di vigilanza e ispezione sugli eventi for-
mativi organizzati da associazioni di iscritti e soggetti terzi.
2. I Collegi territoriali possono istituire commissioni per lo
svolgimento delle attività attribuite agli stessi , previste dal presen-
te articolo.
3. I Collegi territoriali sono autorizzati ad accedere al SINF
secondo le procedure previste dal Consiglio Nazionale;
4. Gli eventi formativi, organizzati dai Collegi, territorialmen-
te competenti, possono essere realizzati anche in cooperazione o
convenzione con altri soggetti, ai sensi del D.P.R. 7 agosto 2012, n.
137, articolo 7, comma 5.
1. Il Consiglio del Collegio territoriale, su domanda dell’inte-
ressato, può esonerare con delibera, anche parzialmente, l’iscritto
dallo svolgimento dell’attività formativa nei seguenti casi:
d) altri casi di documentato impedimento, derivante da ac-
certate cause oggettive e di forza maggiore;
e) comprovato assolvimento dell’obbligo di formazione
continua, svolto regolarmente in quanto iscritto anche ad altro Or-
dine/Collegio;
All’esonero temporaneo, di cui ai precedenti punti a), b), c), d),
consegue la riduzione del totale dei crediti formativi da acquisire nel
corso del triennio, proporzionalmente alla durata dell’esonero.
2. Il CNGeGL, su proposta del Collegio territoriale, può di-
sporre l’esonero temporaneo dell’obbligo formativo per gli iscritti
che ricoprono ruoli di rilevante interesse pubblico e di comprovata
valenza formativa e professionale.
2. Il presente regolamento può essere soggetto a revisione secondo
quanto previsto dal D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, articolo 7, comma 3.
3. Con l’entrata in vigore, il presente regolamento sostituisce
a tutti gli effetti quello approvato dal Consiglio Nazionale con deli-
bera in data 10 novembre 2009 e s.m.i.
Delibera CNGeGL n° 7 del 22 luglio 2014 Regolamento Tirocinio
lamento sul professionista affidatario di più di tre tiroci-
nanti e sui corsi di formazione professionale alternativi al
tirocinio (con allegato A).
Geometri e Geometri Laureati n. 7 del 22 luglio 2014)
Il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati:
- Visto l’articolo 2, comma 2, della legge 7 marzo 1985, n. 75, re-
cante “Modifiche all’ordinamento professionale dei Geometri” e s.m.i.;
- Visto l’articolo 6, commi 3 e 10, del D.P.R. 7 agosto 2012,
n. 137, recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma
- Visto il parere favorevole, ai sensi dell’articolo 6, com-
mi 3 e 10, del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, espresso dal Si-
gnor Ministro della Giustizia il 19 giugno 2014 protocollo m_
dg.GAB.19/06/2014.0021684.U.;
DEL TIROCINIO DEL GEOMETRA
(Autorizzazione all’assunzione della funzione
di professionista affidatario per più di tre tirocinanti)
1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 6, comma 3, del D.P.R.
n. 137 del 7 agosto 2012, i Consigli dei Collegi territoriali dei Ge-
ometri e Geometri Laureati possono rilasciare motivata autorizza-
zione all’assunzione della funzione di professionista affidatario per
un numero superiore a tre e fino ad un massimo di cinque tirocinan-
ti, contemporaneamente, a favore di:
associazioni professionali, con almeno tre associati e la pre-
senza tra questi di un iscritto all’albo professionale dei Geometri e
Geometri Laureati da almeno cinque anni;
società tra professionisti, costituite a norma dell’articolo 10
della legge 12 novembre 2011, n. 183 (e conseguente decreto inter-
ministeriale n. 34/2013), con la presenza tra i soci professionisti di
almeno un iscritto all’albo professionale dei Geometri e Geometri
Laureati da almeno cinque anni.
2. La richiesta di autorizzazione, rivolta al Consiglio del Col-
legio territoriale nel cui registro dovranno iscriversi i tirocinanti,
a) la struttura organizzativa dell’associazione e/o società
(con allegato il relativo statuto);
b) il programma del tirocinio, coerente con i contenuti for-
mativi di cui all’allegato A, che assicuri lo svolgimento dello stesso
in modo funzionale alla sua finalità;
c) il nominativo dell’iscritto all’albo professionale designa-
to quale professionista affidatario.
3. I criteri per il rilascio dell’autorizzazione sono:
deve essere tale da giustificare la possibilità della fruttuosa presen-
za contemporanea del numero di tirocinanti richiesti;
b) l’attività professionale dell’associazione e/o società deve
essere tale da ricoprire costantemente l’intero ambito delle attività
di competenza del geometra ed in particolare quelle dell’edilizia,
della topografia e dell’estimo.
4. In caso di decorso infruttuoso del termine di legge per l’a-
dozione di un provvedimento espresso in ordine all’istanza di au-
torizzazione si applicano gli artt. 2 e 20 della legge n. 241/ 1990.
PARTE SECONDA DEI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
(Presupposti generali)
1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 6, comma 9, del D.P.R.
n.137 del 7 agosto 2012, la frequenza con profitto di uno specifico
corso di formazione professionale, della durata di sei mesi, costi-
tuisce una modalità alternativa all’espletamento del periodo com-
plessivo obbligatorio di tirocinio, come previsto dal comma 1 del
medesimo art. 6.
2. L’iscrizione al corso di formazione professionale è consen-
tita a tutti gli iscritti nel registro dei tirocinanti di qualsiasi Collegio
territoriale, compresi coloro che abbiano precedentemente optato
per il tirocinio di Geometra, senza tuttavia completarne il percor-
so. L’iscrizione al registro suddetto è condizione necessaria per la
3. Il Ministro della Giustizia dichiara la data a decorrere dalla
quale la disposizione di cui al comma 1 è applicabile al tirocinio,
previa verifica, su indicazione del CNGeGL, dell’idoneità dei corsi
organizzati sul territorio nazionale a norma dell’articolo 3 del pre-
sente regolamento.
1. I corsi di formazione professionale possono essere organiz-
zati dai Collegi territoriali dei Geometri e Geometri Laureati, e pos-
sono essere strutturati su livello regionale o interregionale, previo
accordo specifico tra i Consigli dei Collegi territoriali interessati.
2. I corsi possono essere organizzati – a livello territoriale, re-
gionale o interregionale - anche da associazioni e da altri soggetti,
autorizzati dal Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati
(CNGeGL). Il CNGeGL delibera sulla domanda di autorizzazione
3. La domanda di autorizzazione, con la relativa proposta di
delibera motivata del CNGeGL, viene immediatamente trasmessa
al Ministro della Giustizia per l’emissione del parere vincolante
dandone comunicazione ai richiedenti. Sulla base del parere vin-
colante rilasciato dal Ministro, il CNGeGL autorizza o rigetta la ri-
chiesta, con delibera motivata. L’elenco delle istanze accolte viene
pubblicato sul sito internet del CNGeGL.
(Durata, contenuti formativi e requisiti didattici)
1. I contenuti formativi essenziali di ogni corso di formazio-
ne professionale, che non può superare i 40 corsisti, sono indicati
nell’allegato A. Essi comportano un carico didattico di almeno 308
ore, di cui almeno 100 ore consistenti in attività tecnico-pratiche,
per un periodo complessivo di 6 mesi, anche non consecutivi, sud-
divisi in due trimestri con portata e impegno formativo equivalente.
2. Le lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, finalizzate al
conseguimento delle capacità necessarie per l’esercizio e la gestio-
ne organizzativa della Professione, da svolgersi preferibilmente
presso le sedi degli Istituti tecnici o dei Collegi territoriali, hanno
inizio non oltre il 31 gennaio e devono concludersi con la verifica
finale di profitto entro il successivo 30 settembre.
3. Il mancato superamento della verifica finale di profitto con-
sente la prosecuzione, fino al completamento del periodo previsto,
del tirocinio professionale presso un professionista affidatario, se
non già indicato nel registro dei tirocinanti, da individuare entro 30
giorni dalla data di fine corso.
(Docenti e Commissione verificatrice)
1. Entro il mese di dicembre di ogni anno i Consigli dei Col-
legi territoriali designano, scegliendoli preferibilmente tra i pro-
fessionisti aderenti ad associazioni di categoria riconosciute dal
CNGeGL, i docenti esperti per materia di insegnamento, nonché
il coordinatore del corso, chiamato a sovrintendere il rispetto del
calendario e la frequenza delle lezioni. Entro il medesimo termine
i Consigli dei Collegi stabiliscono altresì il calendario delle lezioni
teoriche e delle esercitazioni pratiche. Tali dati vengono pubblicati
sui siti internet dei Collegi e comunicati al CNGeGL tempestiva-
2. Entro il 31 marzo di ogni anno i Consigli dei Collegi terri-
toriali nominano una Commissione di due membri, composta da un
professionista geometra e da un docente universitario, e presieduta
da quest’ultimo, cui è affidata la verifica di profitto intermedia e
finale, ai sensi dell’articolo seguente.
(Verifica intermedia e finale di profitto)
1. Alla fine del 1° trimestre è effettuata una verifica intermedia
Il passaggio dal primo al secondo trimestre del corso è subor-
dinato al giudizio favorevole della Commissione di cui all’artico-
lo precedente, espresso sulla base della valutazione complessiva
dell’esito della stessa verifica, sulle diverse attività didattiche e
sulla frequenza.
2. La verifica intermedia consiste anche nella discussione di
casi pratici comunque concernenti le materie che siano state trattate
durante il primo trimestre del corso.
3. Alle verifiche di profitto sono ammessi i corsisti che abbia-
no frequentato almeno il 90% delle lezioni teoriche e il 90% delle
4. Il Collegio, l’associazione o altro soggetto organizzatore
del corso di formazione, a norma dell’articolo 3, comunicano senza
indugio al Consiglio del Collegio territoriale nel cui registro dei
tirocinanti i corsisti risultano iscritti, i nominativi di coloro che ab-
biano superato la verifica finale di profitto.
1. A seguito del superamento del corso di formazione profes-
sionale, il Consiglio del Collegio territoriale, nel cui registro dei
tirocinanti il soggetto è iscritto, rilascia apposito certificato di com-
pimento con esito positivo del tirocinio, quale titolo per l’ammis-
sione all’esame di Stato.
2. Il certificato di cui al comma 1 perde efficacia decorsi cin-
que anni senza che segua il superamento dell’esame di Stato.
3. Quando il certificato perde efficacia, il Consiglio del Colle-
gio territoriale provvede alla cancellazione del soggetto dal registro
dei tirocinanti.
Regolamento per la trattazione dei ricorsi dinanzi al Consiglio nazionale dei geometri
Decreto Luogotenenziale 23/11/1944, n. 382
Le funzioni relative alla custodia dell'Albo e quelle disciplinari per le professioni di ingegnere, di architetto, di chimico, di professionista in economia e commercio, di attuario, di agronomo, di ragioniere, di geometra, di perito agrario e di perito industriale sono devolute per ciascuna professione ad un Consiglio dell'ordine o collegio, a termini dell'art. 1 del Regio Decreto-legge 24 gennaio 1924, n. 103. Il Consiglio è formato: di cinque componenti, se gli iscritti nell' Albo non superano i cento; di sette se supera no i cento, e non i cinquecento; di nove, se superano i cinquecento, ma non i millecinquecento; di quindici, se superano i millecinquecento.
I componenti del Consiglio sono eletti dall'Assemblea degli iscritti nell'Albo a maggioranza assoluta di voti segreti per mezzo di schede contenenti un numero di nomi uguale a quello dei componenti da eleggersi.
Ciascun Consiglio elegge nel proprio seno un presidente, un segretario, ed un tesoriere. Il Presidente ha la rappresentanza dell'Ordine o Collegio di cui convoca e presiede l'Assemblea. Il Presidente deve in ogni modo convocare l'Assemblea quando ne viene richiesto dalla maggioranza dei componenti del Consiglio ovvero da un quarto del numero degli iscritti. I componenti del Consiglio restano in carica due anni.
L'Assemblea per l'elezione del Consiglio deve essere convocata nei quindici giorni precedenti a quello in cui scade. La convocazione si effettua mediante avviso spedito per posta almeno dieci giorni prima a tutti gli iscritti.
Ove il numero degli iscritti superi cinquecento, può tenere luogo dell'avviso spedito per posta, la notizia della convocazione pubblicata almeno in un giornale per due volte consecutive.
L'avviso e la notizia di cui ai commi precedenti contengono l'indicazione dell'oggetto dell'adunanza e stabiliscono il luogo, il giorno e l'ora dell'adunanza stessa in prima convocazione ed occorrendo, in seconda, nonché il luogo, il giorno, e l'ora per la eventuale votazione di ballottaggio. L'assemblea è valida in prima convocazione se interviene una metà almeno degli iscritti, ed in seconda convocazione, che deve aver luogo almeno tre giorni dopo la prima, se interviene almeno un quarto degli iscritti medesimi.
Nell'assemblea per l'elezione del Consiglio, un'ora dopo terminato il primo appello, si procede ad una seconda chiamata di quelli che non risposero alla prima, affinché diano il voto. Eseguita questa operazione, il Presidente dichiara chiusa la votazione ed assistito da due scrutatori da lui scelti tra i presenti procede immediatamente e pubblicamente allo scrutinio.
Compiuto lo scrutinio, ne proclama il risultato e ne dà subito comunicazione al Ministero per la Grazia e Giustizia.
Il Consiglio provvede all'amministrazione dei beni spettanti all'Ordine o Collegio e propone all'approvazione dell'assemblea il conto consuntivo ed il bilancio preventivo. Il Consiglio può, entro limiti strettamente necessari a coprire le spese dell'Ordine o Collegio, stabilire una tassa annuale, una tassa per l'iscrizione nel registro dei praticanti e per l'iscrizione nell'Albo nonché una tassa per il rilascio di certificati e dei pareri per la liquidazione degli onorari. Ferma rimanendo l'efficacia delle norme che impongono contributi a favore di Enti previdenziali di categoria, nessun pagamento, oltre quelli previsti da questo decreto, può essere imposto o riscosso per l'esercizio della professione a carico degli iscritti nell'Albo.
Il Consiglio può essere sciolto quando non sia in grado di funzionare regolarmente. In ogni caso di scioglimento le funzioni del Consiglio sono affidate ad un Commissario straordinario fino alla nomina del nuovo Consiglio, che deve aver luogo entro novanta giorni dallo scioglimento del precedente. Lo scioglimento del Consiglio e la nomina del Commissario sono disposti con decreto del Ministero di Grazia e Giustizia, sentito il parere della Commissione centrale. Il Commissario ha facoltà di nominare un Comitato di non meno di due e di non più di sei componenti da scegliere fra gli iscritti nell'Albo, che lo coadiuva nell'esercizio delle funzioni predette.
Le commissioni centrali per le professioni indicate dall'articolo 1 sono costituite presso il Ministero di Grazia e Giustizia e sono formate da undici componenti eletti dai Consigli della rispettiva professione. La Commissione centrale è formata di un numero di componenti pari a quello dei Consigli quando il numero dei Consigli stessi è inferiore a undici.
Nelle elezioni prevedute dal presente Capo si intende eletto il candidato che ha riportato un maggior numero di voti. A ciascun Consiglio spetta un voto per ogni cento iscritti o frazione di cento, fino a duecento iscritti; un voto ogni duecento iscritti fino a trecento iscritti, ed un voto ogni trecento iscritti da seicento iscritti ed oltre. In caso di parità di voti si applica la disposizione dell'articolo 5, comma secondo. Ogni Consiglio comunica il risultato della votazione ad una Commissione nominata dal Ministero di Grazia e Giustizia e composto di cinque professionisti che, verificata l'osservanza delle norme di legge, accerta il risultato complessivo della votazione e ne ordina la pubblicazione con proclamazione degli eletti nel bollettino del ministero.
Quando gli iscritti appartengono ad unico Albo con carattere nazionale, la Commissione centrale è eletta dall'assemblea ed è formata di nove componenti. Per la elezione si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni relative alla elezione del Consiglio.
I Consigli devono essere convocati per le elezioni nei quindici giorni precedenti a quelli in cui scade la Commissione centrale. Non si può fare parte contemporaneamente di un Consiglio e della Commissione centrale. In mancanza di azione nei dieci giorni successivi all'elezione si presume la rinunzia all'ufficio di componente del Consiglio. I componenti delle Commissioni Centrali restano in carica tre anni.
I componenti delle Commissioni centrale eleggono nel proprio seno in Presidente, il Vicepresidente ed il Segretario. Le Commissioni predette esercitano le attribuzioni stabilite dagli ordinamenti vigenti ed inoltre danno parere sui progetti di legge e di regolamento che riguardano le rispettive professioni e sulla loro interpretazione, quando ne sono richiesti dal Ministero per la Grazia e Giustizia.
Determinano inoltre la misura del contributo da corrispondersi annualmente dagli iscritti nell'Albo per le spese del proprio funzionamento.
I componenti del Consiglio o della Commissione centrale devono essere iscritti nell'Albo. Essi possono essere rieletti. Fino all'insediamento del nuovo Consiglio o della nuova Commissione, rimane in carica il Consiglio o la Commissione uscente. Alla sostituzione dei componenti deceduti o dimissionari o che rimangono assenti dalle sedute per un periodo di oltre sei mesi consecutivi si procedemediante elezioni suppletive. Quelle riguardanti la Commissione centrale si svolgono nei Consigli che non hanno alcun componente nella Commissione stessa. Il componente eletto a norma del comma precedente rimane in carica fino alla scadenza del Consiglio o della Commissione centrale.
Per la validità, delle sedute del Consiglio o della Commissione centrale occorre la presenza della maggioranza dei componenti. In caso di assenza del Presidente del Consiglio, del Presidente e del Vicepresidente della Commissione centrale, ne esercita le funzioni il Consigliere più anziano per iscrizione nell'Albo.
Regio decreto 11 febbraio 1929 n. 274

References: articolo 7
 articolo 7
 articolo 22
 articolo 7
 articolo 1
 articolo 7
 articolo 5
 articolo 6
 articolo 7
 articolo 3
 articolo 7
 articolo 7
 articolo 7
 articolo 7
 articolo 7
 articolo 7
 art. 6