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Timestamp: 2020-07-11 00:55:15+00:00

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Art. 298 codice di procedura civile - Effetti della sospensione - Brocardi.it
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Articolo 298 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 298 Codice di procedura civile
Durante la sospensione [295, 296 c.p.c.] non possono essere compiuti atti del procedimento (1).
(1) Gli atti compiuti dal giudice o dalle parti nel corso del periodo di sospensione sono inefficaci.
Si ritiene, tuttavia possibile, che il giudice possa adottare provvedimenti urgenti (secondo comma dell'art. 48 del c.p.c.).
L'art.669quater, secondo comma, c.p.c. prevede espressamente come ammissibile l'istanza di provvedimenti cautelari durante la sospensione del processo.
La sospensione non è altro che un arresto temporaneo del processo, durante il quale la lite è giuridicamente pendente, ma praticamente tutte le attività sono paralizzate. Non si possono nemmeno impugnare le sentenze, essendone sospesi i termini.
Dal punto di vista sostanziale, la prescrizione interrotta con l'instaurazione del giudizio (art. 2943 del c.c.) non ricomincia a correre durante il periodo di sospensione.
Massime relative all'art. 298 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 3718/2013
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3718 del 14 febbraio 2013)
Cass. civ. n. 4427/2004
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4427 del 4 marzo 2004)
Cass. civ. n. 5779/1990
Ove il giudizio, instaurato dal lavoratore avverso il provvedimento di licenziamento, sia sospeso per la pendenza di un procedimento penale, il divieto sancito dall'art. 298 c.p.c. di compiere, durante la sospensione, atti del procedimento non impedisce l'emanazione di provvedimenti d'urgenza, di reintegra nel posto di lavoro, essendo questi diretti ad assicurare provvisoriamente gli effetti della successiva decisione nel merito, dalla quale restano assorbiti; in tal ipotesi legittimamente il giudice che ha emesso il provvedimento d'urgenza può fissare il termine per la riassunzione del giudizio a partire dalla data di definizione del procedimento penale, disponendo in tal modo (implicitamente) la riunione del procedimento cautelare a quello ordinario. Né per tale circostanza il provvedimento — che ha natura di ordinanza — può qualificarsi sentenza (autonomamente impugnabile) che ricorre solo quando il provvedimento del giudice risolve, con efficacia di giudicato, questioni attinenti ai presupposti, alle condizioni processuali o al merito della controversia.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 5779 del 14 giugno 1990)
Cass. civ. n. 3523/1979
Gli atti processuali compiuti durante la sospensione del processo dovuta alla pendenza di istanza di ricusazione del giudice sono affetti da nullità, in quanto, a norma dell'art. 298 c.p.c., durante la sospensione non possono essere compiuti atti del processo; tuttavia, la nullità che colpisce tali atti è insanabile e travolge anche gli atti compiuti prima della proposizione dell'istanza di ricusazione solo nell'ipotesi in cui questa sia accolta, poiché in tal caso la nullità deriva da un vizio relativo alla costituzione del giudice (art. 158 c.p.c.); se invece l'istanza di ricusazione viene respinta, la nullità può essere sanata se l'atto ha raggiunto lo scopo cui era destinato, e cioè se esso sia stato compiuto col rispetto delle regole del contraddittorio. Ne deriva che la pronuncia e il deposito del lodo in pendenza dell'istanza di ricusazione di un arbitro non sono viziati da nullità nel caso in cui l'istanza di ricusazione sia respinta, trattandosi di atti che non richiedevano alcuna specifica attività delle parti.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3523 del 25 giugno 1979)

References: Articolo 298

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