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Timestamp: 2020-04-08 03:42:10+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21386 del 24/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21386 del 24/10/2016
Cassazione civile sez. lav., 24/10/2016, (ud. 20/07/2016, dep. 24/10/2016), n.21386
sul ricorso 170-2011 proposto da:
P.M.R., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in
rappresentata e difesa dall’avvocato VINCENZO DE MICHELE, giusta
GENERALE DELLO STATO presso i cui uffici domicilia in ROMA,
elettivamente domiciliato in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI 12, ope
avverso la sentenza n. 3120/2010 della CORTE D’APPELLO di BARI,
depositata il 05/08/2010 R.G. N. 2218/2008;
20/07/2016 dal Consigliere Dott. ANNALISA DI PAOLANTONIO”.
1. P.M.R., inserita nella graduatoria permanente provinciale di Foggia ad esaurimento per il conferimento delle supplenze del personale ATA, profilo di collaboratore scolastico, aveva presentato domanda per l’aggiornamento o la permanenza in detta graduatoria, ma le era stato negato il diritto di precedenza di cui al D.M. n. 75 del 2001, art. 4, comma 2 con la conseguenza che non aveva ricevuto incarichi di supplenza annuale negli anni scolastici (OMISSIS).
4. La Corte territoriale ha ritenuto non fondata l’eccezione di acquiescenza formulata dall’appellata, sul rilievo che l’Ufficio Scolastico Provinciale aveva provveduto all’adeguamento della graduatoria al solo fine di ottemperare alla statuizione di condanna contenuta nella sentenza, esecutiva, di primo grado; ha rilevato, inoltre, che anche solo l’astratta possibilità di un’esecuzione in forma specifica era sufficiente ad impedire la configurabilità di acquiescenza tacita, attesa la possibilità, per la dipendente, di ricorrere al giudizio di ottemperanza; ha evidenziato, infine, che non risultava dimostrata la corresponsione delle retribuzioni relativamente ai periodi dedotti in giudizio, anch’essa oggetto della statuizione impugnata.
6. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso P.M.R. sulla baie di due motivi, illustrati da memoria ex art. 378 c.p.c.. Il Ministero intimato ha resistito con controricorso.
Assume che la volontà dell’Amministrazione di non contrastare gli effetti della sentenza, sarebbe desumibile dal decreto 20 luglio 2006 con il quale l’Ufficio scolastico provinciale di Foggia aveva riconosciuto ad essa ricorrente i periodi di servizio oggetto di causa ed aveva modificato la graduatoria con il suo inserimento in posizione utile ad ottenere una supplenza annuale negli istituti scolastici della Provincia di Foggia; che l’adeguamento della graduatoria permanente provinciale, in dipendenza della statuizione del primo giudice, in presenza di un obbligo di fare infungibile ed insuscettibile di formare oggetto del giudizio di ottemperanza (per non essere la statuizione passata in giudicato), escluderebbe che la P.A., dando esecuzione alla sentenza di primo grado, avesse mirato solo a sottrarsi all’esecuzione forzata della stessa.
1.2 – Il secondo motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, “violazione del D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 401, commi 1 e 3, art. 4, commi 1, 2, 5, 6, 11 e della L. n. 124 del 1999, art. 6, comma 7, nonchè del D.M. n. 123 del 2000, art. 2, commi 1 e 4, e del D.M. n. 430 del 2000, art. 2, comma 1, in combinato disposto, oltre alla falsa applicazione del D.M. n. 75 del 2001, art. 1, comma 2, e art. 4, comma 2”.
Sostiene la ricorrente che l’indicazione di un diritto di precedenza, previsto dal D.M. n. 75 del 2001, art. 4, comma 2, deve ritenersi riferito letteralmente sia alle graduatorie provinciali ad esaurimento, per le supplenze gestite dall’ex Provveditorato, sia alle corrispondenti graduatorie di circolo o di istituto, e tanto sull’assunto che le modalità di integrazione delle graduatorie permanenti provinciali ad esaurimento dei collaboratori scolastici devono essere le stesse previste per il personale docente, in ragione dell’esplicito richiamo contenuto nella citata L. n. 124, art. 4, commi 6 e 11, e della conseguente applicazione del cit. D.Lgs. n. 297, art. 401, nel testo sostituito dalla L. n. 124 del 1999, art. 1, comma 6.
2.3. – Gli obblighi di sintesi e concisione – imposti dall’art. 132 c.p.c., n. 4 e art. 118 disp. att. c.p.c., interpretati alla luce della disposizione contenuta nell’art. 111 Cost. sulla durata ragionevole del processo, di cui la redazione della motivazione costituisce segmento processuale e temporale (Cass. SSUU n. 642/2015; Cass. n. 11985/2016; Cass. n. 11508/2016; Cass. n. 13708/2015) -, esimono il Collegio dalla ripetizione delle argomentazioni motivazionali spese nelle sentenze sopra richiamate e consentono il rinvio per relationem a dette argomentazioni.
2.4 – Quanto alla richiesta di rinvio pregiudiziale, formulata in sede di note di replica alle requisitorie orali del P.G. alla udienza del 20 luglio, e relativa al contrasto con le clausole 4 n. 1 e 5 nn. 1 e 2 dell’Accordo Quadro sui Lavoro a tempo determinato CES-UNICE-CEE allegato alla direttiva 70/99/CE della “prassi” amministrativa seguita dal CSA di Foggia nell’elaborazione delle graduatorie provinciali ad esaurimento al momento dell’entrata in vigore della suddetta direttiva e del suo recepimento con il D.Lgs. 368 del 20011, osserva il Collegio che:
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 2.500,00, per competenze professionali, oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 sentenza 
 art. 378
 sentenza 
 art. 401
 art. 4
 art. 6
 art. 2
 art. 2
 art. 1
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 401
 art. 1
 art. 118
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.