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Timestamp: 2017-02-23 19:08:26+00:00

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DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2016, :: Diritto & Diritti
Pubblicato dal 09/09/2016
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Vigente al: 23-9-2016  IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 18 della legge 7 agosto 2015, n. 124, recantedeleghe al Governo in materia di riorganizzazione delleamministrazioni pubbliche;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante normegenerali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delleamministrazioni pubbliche;
Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, recante«Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico egli obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione di informazionida parte delle pubbliche amministrazioni»; Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante«Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UEsull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appaltipubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settoridell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali,nonche' per il riordino della disciplina vigente in materia dicontratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture»; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,adottata nella riunione del 20 gennaio 2016; Acquisito il parere della Conferenza unificata, ai sensidell'articolo 8, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,espresso nella riunione del 14 aprile 2016; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezioneconsultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 16 marzo 2016; Acquisito il parere della Commissione parlamentare per lasemplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti permateria e per i profili finanziari; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,adottata nella riunione del 14 luglio 2016; Acquisiti i pareri definitivi delle competenti Commissioniparlamentari ai sensi dell'articolo 16, comma 4, della citata leggen. 124 del 2015; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nellariunione del 10 agosto 2016; Sulla proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblicaamministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e dellefinanze;
Art. 1 Oggetto 1. Le disposizioni del presente decreto hanno a oggetto lacostituzione di societa' da parte di amministrazioni pubbliche,nonche' l'acquisto, il mantenimento e la gestione di partecipazionida parte di tali amministrazioni, in societa' a totale o parzialepartecipazione pubblica, diretta o indiretta. 2. Le disposizioni contenute nel presente decreto sono applicateavendo riguardo all'efficiente gestione delle partecipazionipubbliche, alla tutela e promozione della concorrenza e del mercato,nonche' alla razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica. 3. Per tutto quanto non derogato dalle disposizioni del presentedecreto, si applicano alle societa' a partecipazione pubblica lenorme sulle societa' contenute nel codice civile e le norme generalidi diritto privato. 4. Restano ferme: a) le specifiche disposizioni, contenute in leggi o regolamentigovernativi o ministeriali, che disciplinano societa' apartecipazione pubblica di diritto singolare costituite perl'esercizio della gestione di servizi di interesse generale o diinteresse economico generale o per il perseguimento di una specificamissione di pubblico interesse; b) le disposizioni di legge riguardanti la partecipazione diamministrazioni pubbliche a enti associativi diversi dalle societa' ea fondazioni. 5. Le disposizioni del presente decreto si applicano, solo seespressamente previsto, alle societa' quotate, come definitedall'articolo 2, comma 1, lettera p). Art. 2 Definizioni 1. Ai fini del presente decreto si intendono per: a) «amministrazioni pubbliche»: le amministrazioni di cuiall'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, iloro consorzi o associazioni per qualsiasi fine istituiti, gli entipubblici economici e le autorita' portuali; b) «controllo»: la situazione descritta nell'articolo 2359 delcodice civile. Il controllo puo' sussistere anche quando, inapplicazione di norme di legge o statutarie o di patti parasociali,per le decisioni finanziarie e gestionali strategiche relativeall'attivita' sociale e' richiesto il consenso unanime di tutte leparti che condividono il controllo; c) «controllo analogo»: la situazione in cui l'amministrazioneesercita su una societa' un controllo analogo a quello esercitato suipropri servizi, esercitando un'influenza determinante sia sugliobiettivi strategici che sulle decisioni significative della societa'controllata. Tale controllo puo' anche essere esercitato da unapersona giuridica diversa, a sua volta controllata allo stesso mododall'amministrazione partecipante; d) «controllo analogo congiunto»: la situazione in cuil'amministrazione esercita congiuntamente con altre amministrazionisu una societa' un controllo analogo a quello esercitato sui propriservizi. La suddetta situazione si verifica al ricorrere dellecondizioni di cui all'articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 18aprile 2016, n. 50; e) «enti locali»: gli enti di cui all'articolo 2 del decretolegislativo 18 agosto 2000, n. 267; f) «partecipazione»: la titolarita' di rapporti comportanti laqualita' di socio in societa' o la titolarita' di strumentifinanziari che attribuiscono diritti amministrativi; g) «partecipazione indiretta»: la partecipazione in una societa'detenuta da un'amministrazione pubblica per il tramite di societa' oaltri organismi soggetti a controllo da parte della medesimaamministrazione pubblica; h) «servizi di interesse generale»: le attivita' di produzione efornitura di beni o servizi che non sarebbero svolte dal mercatosenza un intervento pubblico o sarebbero svolte a condizionidifferenti in termini di accessibilita' fisica ed economica,continuita', non discriminazione, qualita' e sicurezza, che leamministrazioni pubbliche, nell'ambito delle rispettive competenze,assumono come necessarie per assicurare la soddisfazione dei bisognidella collettivita' di riferimento, cosi' da garantire l'omogeneita'dello sviluppo e la coesione sociale, ivi inclusi i servizi diinteresse economico generale; i) «servizi di interesse economico generale»: i servizi diinteresse generale erogati o suscettibili di essere erogati dietrocorrispettivo economico su un mercato; l) «societa'»: gli organismi di cui al titolo V del libro V delcodice civile; m) «societa' a controllo pubblico»: le societa' in cui una o piu'amministrazioni pubbliche esercitano poteri di controllo ai sensidella lettera b); n) «societa' a partecipazione pubblica»: le societa' a controllopubblico, nonche' le altre societa' partecipate direttamente daamministrazioni pubbliche o da societa' a controllo pubblico; o) «societa' in house»: le societa' sulle quali un'amministrazioneesercita il controllo analogo o piu' amministrazioni esercitano ilcontrollo analogo congiunto; p) «societa' quotate»: le societa' a partecipazione pubblica cheemettono azioni quotate in mercati regolamentati; le societa' chehanno emesso, alla data del 31 dicembre 2015, strumenti finanziari,diversi dalle azioni, quotati in mercati regolamentati; le societa'partecipate dalle une o dalle altre, salvo che le stesse siano anchecontrollate o partecipate da amministrazioni pubbliche. Art. 3 Tipi di societa' in cui e' ammessa la partecipazione pubblica 1. Le amministrazioni pubbliche possono partecipare esclusivamentea societa', anche consortili, costituite in forma di societa' perazioni o di societa' a responsabilita' limitata, anche in formacooperativa. 2. Nelle societa' a responsabilita' limitata a controllo pubblicol'atto costitutivo o lo statuto in ogni caso prevede la nominadell'organo di controllo o di un revisore. Nelle societa' per azionia controllo pubblico la revisione legale dei conti non puo' essereaffidata al collegio sindacale. Art. 4 Finalita' perseguibili mediante l'acquisizione e la gestione di partecipazioni pubbliche 1. Le amministrazioni pubbliche non possono, direttamente oindirettamente, costituire societa' aventi per oggetto attivita' diproduzione di beni e servizi non strettamente necessarie per ilperseguimento delle proprie finalita' istituzionali, ne' acquisire omantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali societa'. 2. Nei limiti di cui al comma 1, le amministrazioni pubblichepossono, direttamente o indirettamente, costituire societa' eacquisire o mantenere partecipazioni in societa' esclusivamente perlo svolgimento delle attivita' sotto indicate: a) produzione di un servizio di interesse generale, ivi inclusa larealizzazione e la gestione delle reti e degli impianti funzionali aiservizi medesimi; b) progettazione e realizzazione di un'opera pubblica sulla base diun accordo di programma fra amministrazioni pubbliche, ai sensidell'articolo 193 del decreto legislativo n. 50 del 2016; c) realizzazione e gestione di un'opera pubblica ovveroorganizzazione e gestione di un servizio d'interesse generaleattraverso un contratto di partenariato di cui all'articolo 180 deldecreto legislativo n. 50 del 2016, con un imprenditore selezionatocon le modalita' di cui all'articolo 17, commi 1 e 2; d) autoproduzione di beni o servizi strumentali all'ente o aglienti pubblici partecipanti, nel rispetto delle condizioni stabilitedalle direttive europee in materia di contratti pubblici e dellarelativa disciplina nazionale di recepimento; e) servizi di committenza, ivi incluse le attivita' di committenzaausiliarie, apprestati a supporto di enti senza scopo di lucro e diamministrazioni aggiudicatrici di cui all'articolo 3, comma 1,lettera a), del decreto legislativo n. 50 del 2016. 3. Al solo fine di ottimizzare e valorizzare l'utilizzo di beniimmobili facenti parte del proprio patrimonio, le amministrazionipubbliche possono, altresi', anche in deroga al comma 1, acquisirepartecipazioni in societa' aventi per oggetto sociale esclusivo lavalorizzazione del patrimonio delle amministrazioni stesse, tramiteil conferimento di beni immobili allo scopo di realizzare uninvestimento secondo criteri propri di un qualsiasi operatore dimercato. 4. Le societa' in house hanno come oggetto sociale esclusivo una opiu' delle attivita' di cui alle lettere a), b), d) ed e) del comma2. Salvo quanto previsto dall'articolo 16, tali societa' operano invia prevalente con gli enti costituenti o partecipanti o affidanti. 5. Fatte salve le diverse previsioni di legge regionali adottatenell'esercizio della potesta' legislativa in materia diorganizzazione amministrativa, e' fatto divieto alle societa' di cuial comma 2, lettera d), controllate da enti locali, di costituirenuove societa' e di acquisire nuove partecipazioni in societa'. Ildivieto non si applica alle societa' che hanno come oggetto socialeesclusivo la gestione delle partecipazioni societarie di enti locali,salvo il rispetto degli obblighi previsti in materia di trasparenzadei dati finanziari e di consolidamento del bilancio degli entipartecipanti. 6. E' fatta salva la possibilita' di costituire societa' o enti inattuazione dell'articolo 34 del regolamento (CE) n. 1303/2013 delParlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 edell'articolo 61 del regolamento (CE) n. 508 del 2014 del Parlamentoeuropeo e del Consiglio 15 maggio 2014. 7. Sono altresi' ammesse le partecipazioni nelle societa' aventiper oggetto sociale prevalente la gestione di spazi fieristici el'organizzazione di eventi fieristici, nonche' la realizzazione e lagestione di impianti di trasporto a fune per la mobilita'turistico-sportiva eserciti in aree montane. 8. E' fatta salva la possibilita' di costituire, ai sensi degliarticoli 2 e 3 del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, lesocieta' con caratteristiche di spin off o di start up universitaripreviste dall'articolo 6, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n.240, nonche' quelle con caratteristiche analoghe degli enti diricerca. 9. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, suproposta del Ministro dell'economia e delle finanze o dell'organo divertice dell'amministrazione partecipante, motivato con riferimentoalla misura e qualita' della partecipazione pubblica, agli interessipubblici a essa connessi e al tipo di attivita' svolta, riconducibilealle finalita' di cui al comma 1, anche al fine di agevolarne laquotazione ai sensi dell'articolo 18, puo' essere deliberatal'esclusione totale o parziale dell'applicazione delle disposizionidel presente articolo a singole societa' a partecipazione pubblica.Il decreto e' trasmesso alle Camere ai fini della comunicazione allecommissioni parlamentari competenti. Art. 5 Oneri di motivazione analitica 1. A eccezione dei casi in cui la costituzione di una societa' ol'acquisto di una partecipazione, anche attraverso aumento dicapitale, avvenga in conformita' a espresse previsioni legislative,l'atto deliberativo di costituzione di una societa' a partecipazionepubblica, anche nei casi di cui all'articolo 17, o di acquisto dipartecipazioni, anche indirette, da parte di amministrazionipubbliche in societa' gia' costituite deve essere analiticamentemotivato con riferimento alla necessita' della societa' per ilperseguimento delle finalita' istituzionali di cui all'articolo 4,evidenziando, altresi', le ragioni e le finalita' che giustificanotale scelta, anche sul piano della convenienza economica e dellasostenibilita' finanziaria e in considerazione della possibilita' didestinazione alternativa delle risorse pubbliche impegnate, nonche'di gestione diretta o esternalizzata del servizio affidato. Lamotivazione deve anche dare conto della compatibilita' della sceltacon i principi di efficienza, di efficacia e di economicita'dell'azione amministrativa. 2. L'atto deliberativo di cui al comma 1 da' atto dellacompatibilita' dell'intervento finanziario previsto con le norme deitrattati europei e, in particolare, con la disciplina europea inmateria di aiuti di Stato alle imprese. Gli enti locali sottopongonolo schema di atto deliberativo a forme di consultazione pubblica. 3. L'amministrazione invia l'atto deliberativo di costituzionedella societa' o di acquisizione della partecipazione diretta oindiretta alla Corte dei conti, a fini conoscitivi, e all'Autorita'garante della concorrenza e del mercato, che puo' esercitare i poteridi cui all'articolo 21-bis della legge 10 ottobre 1990, n. 287. 4. Ai fini di quanto previsto dal comma 3, per gli atti delleamministrazioni dello Stato e' competente l'ufficio di controllo dilegittimita' sugli atti; per gli atti delle regioni e degli entilocali, nonche' dei loro enti strumentali, delle universita' o dellealtre istituzioni pubbliche di autonomia aventi sede nella regione,e' competente la Sezione regionale di controllo; per gli atti deglienti assoggettati a controllo della Corte di conti ai sensi dellalegge 21 marzo 1958, n. 259, e' competente la Sezione del controllosugli enti medesimi. Art. 6 Principi fondamentali sull'organizzazione e sulla gestione delle societa' a controllo pubblico 1. Le societa' a controllo pubblico, che svolgano attivita'economiche protette da diritti speciali o esclusivi, insieme conaltre attivita' svolte in regime di economia di mercato, in derogaall'obbligo di separazione societaria previsto dal comma 2-bisdell'articolo 8 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, adottano sistemidi contabilita' separata per le attivita' oggetto di diritti specialio esclusivi e per ciascuna attivita'. 2. Le societa' a controllo pubblico predispongono specificiprogrammi di valutazione del rischio di crisi aziendale e neinformano l'assemblea nell'ambito della relazione di cui al comma 4. 3. Fatte salve le funzioni degli organi di controllo previsti anorma di legge e di statuto, le societa' a controllo pubblicovalutano l'opportunita' di integrare, in considerazione delledimensioni e delle caratteristiche organizzative nonche'dell'attivita' svolta, gli strumenti di governo societario con iseguenti: a) regolamenti interni volti a garantire la conformita'dell'attivita' della societa' alle norme di tutela della concorrenza,comprese quelle in materia di concorrenza sleale, nonche' alle normedi tutela della proprieta' industriale o intellettuale; b) un ufficio di controllo interno strutturato secondo criteri diadeguatezza rispetto alla dimensione e alla complessita' dell'impresasociale, che collabora con l'organo di controllo statutario,riscontrando tempestivamente le richieste da questo provenienti, etrasmette periodicamente all'organo di controllo statutario relazionisulla regolarita' e l'efficienza della gestione; c) codici di condotta propri, o adesione a codici di condottacollettivi aventi a oggetto la disciplina dei comportamentiimprenditoriali nei confronti di consumatori, utenti, dipendenti ecollaboratori, nonche' altri portatori di legittimi interessicoinvolti nell'attivita' della societa'; d) programmi di responsabilita' sociale d'impresa, in conformita'alle raccomandazioni della Commissione dell'Unione europea. 4. Gli strumenti eventualmente adottati ai sensi del comma 3 sonoindicati nella relazione sul governo societario che le societa'controllate predispongono annualmente, a chiusura dell'eserciziosociale e pubblicano contestualmente al bilancio d'esercizio. 5. Qualora le societa' a controllo pubblico non integrino glistrumenti di governo societario con quelli di cui al comma 3, dannoconto delle ragioni all'interno della relazione di cui al comma 4. Art. 7 Costituzione di societa' a partecipazione pubblica 1. La deliberazione di partecipazione di un'amministrazionepubblica alla costituzione di una societa' e' adottata con: a) decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su propostadel Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con i ministricompetenti per materia, previa deliberazione del Consiglio deiministri, in caso di partecipazioni statali; b) provvedimento del competente organo della regione, in caso dipartecipazioni regionali; c) deliberazione del consiglio comunale, in caso di partecipazionicomunali; d) delibera dell'organo amministrativo dell'ente, in tutti glialtri casi di partecipazioni pubbliche. 2. L'atto deliberativo e' redatto in conformita' a quanto previstoall'articolo 5, comma 1. 3. L'atto deliberativo contiene altresi' l'indicazione deglielementi essenziali dell'atto costitutivo, come previsti dagliarticoli 2328 e 2463 del codice civile, rispettivamente per lesocieta' per azioni e per le societa' a responsabilita' limitata. 4. L'atto deliberativo e' pubblicato sui siti istituzionalidell'amministrazione pubblica partecipante. 5. Nel caso in cui sia prevista la partecipazione all'attocostitutivo di soci privati, la scelta di questi ultimi avviene conprocedure di evidenza pubblica a norma dell'articolo 5, comma 9, deldecreto legislativo n. 50 del 2016. 6. Nel caso in cui una societa' a partecipazione pubblica siacostituita senza l'atto deliberativo di una o piu' amministrazionipubbliche partecipanti, o l'atto deliberativo di partecipazione diuna o piu' amministrazioni sia dichiarato nullo o annullato, lepartecipazioni sono liquidate secondo quanto disposto dall'articolo24, comma 5. Se la mancanza o invalidita' dell'atto deliberativoriguarda una partecipazione essenziale ai fini del conseguimentodell'oggetto sociale, si applicano le disposizioni di cuiall'articolo 2332 del codice civile. 7. Sono, altresi', adottati con le modalita' di cui ai commi 1 e 2: a) le modifiche di clausole dell'oggetto sociale che consentano uncambiamento significativo dell'attivita' della societa'; b) la trasformazione della societa'; c) il trasferimento della sede sociale all'estero; d) la revoca dello stato di liquidazione. Art. 8 Acquisto di partecipazioni in societa' gia' costituite 1. Le operazioni, anche mediante sottoscrizione di un aumento dicapitale o partecipazione a operazioni straordinarie, che comportinol'acquisto da parte di un'amministrazione pubblica di partecipazioniin societa' gia' esistenti sono deliberate secondo le modalita' dicui all'articolo 7, commi 1 e 2. 2. L'eventuale mancanza o invalidita' dell'atto deliberativo aventead oggetto l'acquisto della partecipazione rende inefficace ilcontratto di acquisto della partecipazione medesima. 3. Le disposizioni del presente articolo si applicano ancheall'acquisto, da parte di pubbliche amministrazioni, dipartecipazioni in societa' quotate, unicamente nei casi in cuil'operazione comporti l'acquisto della qualita' di socio. Art. 9 Gestione delle partecipazioni pubbliche 1. Per le partecipazioni pubbliche statali i diritti del socio sonoesercitati dal Ministero dell'economia e delle finanze, di concertocon altri Ministeri competenti per materia, individuati dallerelative disposizioni di legge o di regolamento ministeriale. 2. Per le partecipazioni regionali i diritti del socio sonoesercitati secondo la disciplina stabilita dalla regione titolaredelle partecipazioni. 3. Per le partecipazioni di enti locali i diritti del socio sonoesercitati dal sindaco o dal presidente o da un loro delegato. 4. In tutti gli altri casi i diritti del socio sono esercitatidall'organo amministrativo dell'ente. 5. La conclusione, la modificazione e lo scioglimento di pattiparasociali sono deliberati ai sensi dell'articolo 7, comma 1. 6. La violazione delle disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 e ilcontrasto con impegni assunti mediante patti parasociali nondeterminano l'invalidita' delle deliberazioni degli organi dellasocieta' partecipata, ferma restando la possibilita' che l'eserciziodel voto o la deliberazione siano invalidate in applicazione di normegenerali di diritto privato. 7. Qualora lo statuto della societa' partecipata preveda, ai sensidell'articolo 2449 del codice civile, la facolta' del socio pubblicodi nominare o revocare direttamente uno o piu' componenti di organiinterni della societa', i relativi atti sono efficaci dalla data diricevimento, da parte della societa', della comunicazione dell'attodi nomina o di revoca. E' fatta salva l'applicazione dell'articolo2400, secondo comma, del codice civile. 8. Nei casi di cui al comma 7, la mancanza o invalidita' dell'attodeliberativo interno di nomina o di revoca rileva come causa diinvalidita' dell'atto di nomina o di revoca anche nei confronti dellasocieta'. 9. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche allepartecipazioni di pubbliche amministrazioni nelle societa' quotate. 10. Resta fermo quanto disposto dal decreto-legge 15 marzo 2012, n.21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56. Art. 10 Alienazione di partecipazioni sociali 1. Gli atti deliberativi aventi ad oggetto l'alienazione o lacostituzione di vincoli su partecipazioni sociali delleamministrazioni pubbliche sono adottati secondo le modalita' di cuiall'articolo 7, comma 1. 2. L'alienazione delle partecipazioni e' effettuata nel rispettodei principi di pubblicita', trasparenza e non discriminazione. Incasi eccezionali, a seguito di deliberazione motivata dell'organocompetente ai sensi del comma 1, che da' analiticamente atto dellaconvenienza economica dell'operazione, con particolare riferimentoalla congruita' del prezzo di vendita, l'alienazione puo' essereeffettuata mediante negoziazione diretta con un singolo acquirente.E' fatto salvo il diritto di prelazione dei soci eventualmenteprevisto dalla legge o dallo statuto. 3. La mancanza o invalidita' dell'atto deliberativo avente adoggetto l'alienazione della partecipazione rende inefficace l'atto dialienazione della partecipazione. 4. E' fatta salva la disciplina speciale in materia di alienazionedelle partecipazioni dello Stato. Art. 11 Organi amministrativi e di controllo delle societa' a controllo pubblico 1. Salvi gli ulteriori requisiti previsti dallo statuto, icomponenti degli organi amministrativi e di controllo di societa' acontrollo pubblico devono possedere i requisiti di onorabilita',professionalita' e autonomia stabiliti con decreto del Presidente delConsiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia edelle finanze. Resta fermo quanto disposto dall'articolo 12 deldecreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, e dall'articolo 5, comma 9,del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. 2. L'organo amministrativo delle societa' a controllo pubblico e'costituito, di norma, da un amministratore unico. 3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, suproposta del Ministro dell'economia e finanze, di concerto con ilMinistro delegato per la semplificazione e la pubblicaamministrazione, adottato entro sei mesi dalla data di entrata invigore del presente decreto, sono definiti i criteri in base aiquali, per specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa,l'assemblea della societa' a controllo pubblico puo' disporre che lasocieta' sia amministrata da un consiglio di amministrazione compostoda tre o cinque membri, ovvero che sia adottato uno dei sistemialternativi di amministrazione e controllo previsti dai paragrafi 5 e6 della sezione VI-bis del capo V del titolo V del libro V del codicecivile. In caso di adozione del sistema dualistico, al consiglio disorveglianza sono attribuiti i poteri di cui all'articolo2409-terdecies, primo comma, lettera f-bis), del codice civile. Nelcaso in cui sia adottato uno dei sistemi alternativi, il numerocomplessivo dei componenti degli organi di amministrazione econtrollo non puo' essere superiore a cinque. 4. Nella scelta degli amministratori delle societa' a controllopubblico, le amministrazioni assicurano il rispetto del principio diequilibrio di genere, almeno nella misura di un terzo, da computaresul numero complessivo delle designazioni o nomine effettuate incorso d'anno. Qualora la societa' abbia un organo amministrativocollegiale, lo statuto prevede che la scelta degli amministratori daeleggere sia effettuata nel rispetto dei criteri stabiliti dallalegge 12 luglio 2011, n. 120. 5. Quando la societa' a controllo pubblico sia costituita in formadi societa' a responsabilita' limitata, non e' consentito, in derogaall'articolo 2475, terzo comma, del codice civile, prevedere chel'amministrazione sia affidata, disgiuntamente o congiuntamente, adue o piu' soci. 6. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentitala Conferenza unificata per i profili di competenza, previo pareredelle Commissioni parlamentari competenti, per le societa' acontrollo pubblico sono definiti indicatori dimensionali quantitativie qualitativi al fine di individuare fino a cinque fasce per laclassificazione delle suddette societa'. Per ciascuna fascia e'determinato, in proporzione, il limite dei compensi massimi al qualegli organi di dette societa' devono fare riferimento, secondo criterioggettivi e trasparenti, per la determinazione del trattamentoeconomico annuo onnicomprensivo da corrispondere agli amministratori,ai titolari e componenti degli organi di controllo, ai dirigenti e aidipendenti, che non potra' comunque eccedere il limite massimo dieuro 240.000 annui al lordo dei contributi previdenziali eassistenziali e degli oneri fiscali a carico del beneficiario, tenutoconto anche dei compensi corrisposti da altre pubblicheamministrazioni o da altre societa' a controllo pubblico. Le stessesocieta' verificano il rispetto del limite massimo del trattamentoeconomico annuo onnicomprensivo dei propri amministratori edipendenti fissato con il suddetto decreto. Sono in ogni caso fattesalve le disposizioni legislative e regolamentari che prevedonolimiti ai compensi inferiori a quelli previsti dal decreto di cui alpresente comma. Il decreto stabilisce altresi' i criteri dideterminazione della parte variabile della remunerazione, commisurataai risultati di bilancio raggiunti dalla societa' nel corsodell'esercizio precedente. In caso di risultati negativi attribuibilialla responsabilita' dell'amministratore, la parte variabile non puo'essere corrisposta. 7. Fino all'emanazione del decreto di cui al comma 6 restano invigore le disposizioni di cui all'articolo 4, comma 4, secondoperiodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successivemodificazioni, e al decreto del Ministro dell'economia e dellefinanze 24 dicembre 2013, n. 166. 8. Gli amministratori delle societa' a controllo pubblico nonpossono essere dipendenti delle amministrazioni pubblichecontrollanti o vigilanti. Qualora siano dipendenti della societa'controllante, in virtu' del principio di onnicomprensivita' dellaretribuzione, fatto salvo il diritto alla copertura assicurativa e alrimborso delle spese documentate, nel rispetto del limite di spesa dicui al comma 6, essi hanno l'obbligo di riversare i relativi compensialla societa' di appartenenza. Dall'applicazione del presente commanon possono derivare aumenti della spesa complessiva per i compensidegli amministratori. 9. Gli statuti delle societa' a controllo pubblico prevedonoaltresi': a) l'attribuzione da parte del consiglio di amministrazione dideleghe di gestione a un solo amministratore, salva l'attribuzione dideleghe al presidente ove preventivamente autorizzata dall'assemblea; b) l'esclusione della carica di vicepresidente o la previsione chela carica stessa sia attribuita esclusivamente quale modalita' diindividuazione del sostituto del presidente in caso di assenza oimpedimento, senza riconoscimento di compensi aggiuntivi; c) il divieto di corrispondere gettoni di presenza o premi dirisultato deliberati dopo lo svolgimento dell'attivita', e il divietodi corrispondere trattamenti di fine mandato, ai componenti degliorgani sociali; d) il divieto di istituire organi diversi da quelli previsti dallenorme generali in tema di societa'. 10. E' comunque fatto divieto di corrispondere ai dirigenti dellesocieta' a controllo pubblico indennita' o trattamenti di finemandato diversi o ulteriori rispetto a quelli previsti dalla legge odalla contrattazione collettiva ovvero di stipulare patti o accordidi non concorrenza, anche ai sensi dell'articolo 2125 del codicecivile. 11. Nelle societa' di cui amministrazioni pubbliche detengono ilcontrollo indiretto, non e' consentito nominare, nei consigli diamministrazione o di gestione, amministratori della societa'controllante, a meno che siano attribuite ai medesimi deleghegestionali a carattere continuativo ovvero che la nomina rispondaall'esigenza di rendere disponibili alla societa' controllataparticolari e comprovate competenze tecniche degli amministratoridella societa' controllante o di favorire l'esercizio dell'attivita'di direzione e coordinamento. 12. Coloro che hanno un rapporto di lavoro con societa' a controllopubblico e che sono al tempo stesso componenti degli organi diamministrazione della societa' con cui e' instaurato il rapporto dilavoro, sono collocati in aspettativa non retribuita e consospensione della loro iscrizione ai competenti istituti diprevidenza e di assistenza, salvo che rinuncino ai compensi dovuti aqualunque titolo agli amministratori. 13. Le societa' a controllo pubblico limitano ai casi previstidalla legge la costituzione di comitati con funzioni consultive o diproposta. Per il caso di loro costituzione, non puo' comunque esserericonosciuta ai componenti di tali comitati alcuna remunerazionecomplessivamente superiore al 30 per cento del compenso deliberatoper la carica di componente dell'organo amministrativo e comunqueproporzionata alla qualificazione professionale e all'entita'dell'impegno richiesto. 14. Restano ferme le disposizioni in materia di inconferibilita' eincompatibilita' di incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile2013, n. 39. 15. Agli organi di amministrazione e controllo delle societa' inhouse si applica il decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293, convertito,con modificazioni, dalla legge 15 luglio 1994, n. 444. 16. Nelle societa' a partecipazione pubblica ma non a controllopubblico, l'amministrazione pubblica che sia titolare di unapartecipazione pubblica superiore al dieci per cento del capitalepropone agli organi societari l'introduzione di misure analoghe aquelle di cui ai commi 6 e 10. Art. 12 Responsabilita' degli enti partecipanti e dei componenti degli organi delle societa' partecipate 1. I componenti degli organi di amministrazione e controllo dellesocieta' partecipate sono soggetti alle azioni civili diresponsabilita' previste dalla disciplina ordinaria delle societa' dicapitali, salva la giurisdizione della Corte dei conti per il dannoerariale causato dagli amministratori e dai dipendenti delle societa'in house. E' devoluta alla Corte dei conti, nei limiti della quota dipartecipazione pubblica, la giurisdizione sulle controversie inmateria di danno erariale di cui al comma 2. 2. Costituisce danno erariale il danno, patrimoniale o nonpatrimoniale, subito dagli enti partecipanti, ivi compreso il dannoconseguente alla condotta dei rappresentanti degli enti pubblicipartecipanti o comunque dei titolari del potere di decidere per essi,che, nell'esercizio dei propri diritti di socio, abbiano con dolo ocolpa grave pregiudicato il valore della partecipazione. Art. 13 Controllo giudiziario sull'amministrazione di societa' a controllo pubblico 1. Nelle societa' a controllo pubblico, in deroga ai limiti minimidi partecipazione previsti dall'articolo 2409 del codice civile,ciascuna amministrazione pubblica socia, indipendentementedall'entita' della partecipazione di cui e' titolare, e' legittimataa presentare denunzia di gravi irregolarita' al tribunale. 2. Il presente articolo si applica anche alle societa' a controllopubblico costituite in forma di societa' a responsabilita' limitata. Art. 14 Crisi d'impresa di societa' a partecipazione pubblica 1. Le societa' a partecipazione pubblica sono soggette alledisposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo, nonche', ovene ricorrano i presupposti, a quelle in materia di amministrazionestraordinaria delle grandi imprese insolventi di cui al decretolegislativo 8 luglio 1999, n. 270, e al decreto-legge 23 dicembre2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio2004, n. 39. 2. Qualora emergano, nell'ambito dei programmi di valutazione delrischio di cui all'articolo 6, comma 3, uno o piu' indicatori dicrisi aziendale, l'organo amministrativo della societa' a controllopubblico adotta senza indugio i provvedimenti necessari al fine diprevenire l'aggravamento della crisi, di correggerne gli effetti edeliminarne le cause, attraverso un idoneo piano di risanamento. 3. Quando si determini la situazione di cui al comma 1, la mancataadozione di provvedimenti adeguati, da parte dell'organoamministrativo, costituisce grave irregolarita' ai sensidell'articolo 2409 del codice civile. 4. Non costituisce provvedimento adeguato, ai sensi dei commi 1 e2, la previsione di un ripianamento delle perdite da partedell'amministrazione o delle amministrazioni pubbliche socie, anchese attuato in concomitanza a un aumento di capitale o ad untrasferimento straordinario di partecipazioni o al rilascio digaranzie o in qualsiasi altra forma giuridica, a meno che taleintervento sia accompagnato da un piano di ristrutturazioneaziendale, dal quale risulti comprovata la sussistenza di concreteprospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attivita'svolte, approvato ai sensi del comma 4, anche in deroga al comma 5. 5. Le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 3, della legge31 dicembre 2009, n. 196, non possono, salvo quanto previsto dagliarticoli 2447 e 2482-ter del codice civile, effettuare aumenti dicapitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, ne'rilasciare garanzie a favore delle societa' partecipate, conesclusione delle societa' quotate e degli istituti di credito, cheabbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite diesercizio ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per ilripianamento di perdite anche infrannuali. Sono in ogni casoconsentiti i trasferimenti straordinari alle societa' di cui al primoperiodo, a fronte di convenzioni, contratti di servizio o diprogramma relativi allo svolgimento di servizi di pubblico interesseovvero alla realizzazione di investimenti, purche' le misure indicatesiano contemplate in un piano di risanamento, approvatodall'Autorita' di regolazione di settore ove esistente e comunicatoalla Corte dei conti con le modalita' di cui all'articolo 5, checontempli il raggiungimento dell'equilibrio finanziario entro treanni. Al fine di salvaguardare la continuita' nella prestazione diservizi di pubblico interesse, a fronte di gravi pericoli per lasicurezza pubblica, l'ordine pubblico e la sanita', su richiestadella amministrazione interessata, con decreto del Presidente delConsiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministrodell'economia e delle finanze, di concerto con gli altri Ministricompetenti e soggetto a registrazione della Corte dei conti, possonoessere autorizzati gli interventi di cui al primo periodo delpresente comma. 6. Nei cinque anni successivi alla dichiarazione di fallimento diuna societa' a controllo pubblico titolare di affidamenti diretti, lepubbliche amministrazioni controllanti non possono costituire nuovesocieta', ne' acquisire o mantenere partecipazioni in societa',qualora le stesse gestiscano i medesimi servizi di quella dichiaratafallita. Art. 15 Monitoraggio, indirizzo e coordinamento sulle societa' a partecipazione pubblica 1. Nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze, neilimiti delle risorse disponibili a legislazione vigente, e'individuata la struttura competente per il controllo e ilmonitoraggio sull'attuazione del presente decreto. Il Ministerodell'economia e delle finanze assicura la separazione, a livelloorganizzativo, tra la suddetta struttura e gli uffici responsabilidell'esercizio dei diritti sociali. 2. Fatte salve le norme di settore e le competenze dalle stessepreviste, ai fini dell'applicazione delle disposizioni del presentedecreto, la struttura di cui al comma 1 fornisce orientamenti eindicazioni in materia di applicazione del presente decreto e deldecreto legislativo 11 novembre 2003, n. 333, e promuove le miglioripratiche presso le societa' a partecipazione pubblica, adotta neiconfronti delle stesse societa' le direttive sulla separazionecontabile e verifica il loro rispetto, ivi compresa la relativatrasparenza. 3. La struttura di cui al comma 1 tiene un elenco pubblico,accessibile anche in via telematica, di tutte le societa' apartecipazione pubblica esistenti, utilizzando le informazioni dellabanca dati di cui all'articolo 17, comma 4, del decreto-legge 24giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11agosto 2014, n. 114. 4. Fermo restando quanto disposto dal citato articolo 17, comma 4,del decreto-legge n. 90 del 2014, le amministrazioni pubbliche e lesocieta' a partecipazione pubblica inviano alla struttura cui alcomma 1, con le modalita' e nei termini da essa stabiliti, lesegnalazioni periodiche e ogni altro dato o documento richiesto. Essetrasmettono anche i bilanci e gli altri documenti obbligatori, di cuiall'articolo 6 del presente decreto, con le modalita' e nei terministabiliti dalla medesima struttura. 5. In relazione agli obblighi previsti dal presente decreto, ipoteri ispettivi di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto-legge 6luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7agosto 2012, n. 135, sono esercitati nei confronti di tutte lesocieta' a partecipazione pubblica. Art. 16 Societa' in house 1. Le societa' in house ricevono affidamenti diretti di contrattipubblici dalle amministrazioni che esercitano su di esse il controlloanalogo o da ciascuna delle amministrazioni che esercitano su di esseil controllo analogo congiunto solo se non vi sia partecipazione dicapitali privati, ad eccezione di quella prescritta da norme di leggee che avvenga in forme che non comportino controllo o potere di veto,ne' l'esercizio di un'influenza determinante sulla societa'controllata. 2. Ai fini della realizzazione dell'assetto organizzativo di cui alcomma 1: a) gli statuti delle societa' per azioni possono contenere clausolein deroga delle disposizioni dell'articolo 2380-bis e dell'articolo2409-novies del codice civile; b) gli statuti delle societa' a responsabilita' limitata possonoprevedere l'attribuzione all'ente o agli enti pubblici soci diparticolari diritti, ai sensi dell'articolo 2468, terzo comma, delcodice civile; c) in ogni caso, i requisiti del controllo analogo possono essereacquisiti anche mediante la conclusione di appositi pattiparasociali; tali patti possono avere durata superiore a cinque anni,in deroga all'articolo 2341-bis, primo comma, del codice civile. 3. Gli statuti delle societa' di cui al presente articolo devonoprevedere che oltre l'ottanta per cento del loro fatturato siaeffettuato nello svolgimento dei compiti a esse affidati dall'entepubblico o dagli enti pubblici soci e che la produzione ulteriorerispetto al suddetto limite di fatturato sia consentita solo acondizione che la stessa permetta di conseguire economie di scala oaltri recuperi di efficienza sul complesso dell'attivita' principaledella societa'. 4. Il mancato rispetto del limite quantitativo di cui al comma 3costituisce grave irregolarita' ai sensi dell'articolo 2409 delcodice civile e dell'articolo 15 del presente decreto. 5. Nel caso di cui al comma 4, la societa' puo' sanarel'irregolarita' se, entro tre mesi dalla data in cui la stessa si e'manifestata, rinunci a una parte dei rapporti di fornitura consoggetti terzi, sciogliendo i relativi rapporti contrattuali, ovverorinunci agli affidamenti diretti da parte dell'ente o degli entipubblici soci, sciogliendo i relativi rapporti. In quest'ultimo casole attivita' precedentemente affidate alla societa' controllatadevono essere riaffidate, dall'ente o dagli enti pubblici soci,mediante procedure competitive regolate dalla disciplina in materiadi contratti pubblici, entro i sei mesi successivi allo scioglimentodel rapporto contrattuale. Nelle more dello svolgimento delleprocedure di gara i beni o servizi continueranno ad essere fornitidalla stessa societa' controllata. 6. Nel caso di rinuncia agli affidamenti diretti, di cui al comma5, la societa' puo' continuare la propria attivita' se e in quantosussistano i requisiti di cui all'articolo 4. A seguito dellacessazione degli affidamenti diretti, perdono efficacia le clausolestatutarie e i patti parasociali finalizzati a realizzare i requisitidel controllo analogo. 7. Le societa' di cui al presente articolo sono tenute all'acquistodi lavori, beni e servizi secondo la disciplina di cui al decretolegislativo n. 50 del 2016. Resta fermo quanto previsto dall'articolo192 del medesimo decreto legislativo n. 50 del 2016. Art. 17 Societa' a partecipazione mista pubblico-privata 1. Nelle societa' costituite per le finalita' di cui all'articolo4, comma 2, lettera c), la quota di partecipazione del soggettoprivato non puo' essere inferiore al trenta per cento e la selezionedel medesimo si svolge con procedure di evidenza pubblica a normadell'articolo 5, comma 9, del decreto legislativo n. 50 del 2016 e haa oggetto, al contempo, la sottoscrizione o l'acquisto dellapartecipazione societaria da parte del socio privato e l'affidamentodel contratto di appalto o di concessione oggetto esclusivodell'attivita' della societa' mista. 2. Il socio privato deve possedere i requisiti di qualificazioneprevisti da norme legali o regolamentari in relazione allaprestazione per cui la societa' e' stata costituita. All'avvisopubblico sono allegati la bozza dello statuto e degli eventualiaccordi parasociali, nonche' degli elementi essenziali del contrattodi servizio e dei disciplinari e regolamenti di esecuzione che necostituiscono parte integrante. Il bando di gara deve specificarel'oggetto dell'affidamento, i necessari requisiti di qualificazionegenerali e speciali di carattere tecnico ed economico-finanziario deiconcorrenti, nonche' il criterio di aggiudicazione che garantisca unavalutazione delle offerte in condizioni di concorrenza effettiva inmodo da individuare un vantaggio economico complessivo perl'amministrazione pubblica che ha indetto la procedura. I criteri diaggiudicazione possono includere, tra l'altro, aspetti qualitativiambientali, sociali connessi all'oggetto dell'affidamento o relativiall'innovazione. 3. La durata della partecipazione privata alla societa',aggiudicata ai sensi del comma 1 del presente articolo, non puo'essere superiore alla durata dell'appalto o della concessione. Lostatuto prevede meccanismi idonei a determinare lo scioglimento delrapporto societario in caso di risoluzione del contratto di servizio. 4. Nelle societa' di cui al presente articolo: a) gli statuti delle societa' per azioni possono contenere clausolein deroga delle disposizioni dell'articolo 2380-bis e dell'articolo2409-novies del codice civile al fine di consentire il controllointerno del socio pubblico sulla gestione dell'impresa; b) gli statuti delle societa' a responsabilita' limitata possonoprevedere l'attribuzione all'ente o agli enti pubblici partecipanti eai soci privati di particolari diritti, ai sensi dell'articolo 2468,terzo comma, del codice civile, e derogare all'articolo 2479, primocomma, del codice civile nel senso di eliminare o limitare lacompetenza dei soci; c) gli statuti delle societa' per azioni possono prevederel'emissione di speciali categorie di azioni e di azioni conprestazioni accessorie da assegnare al socio privato; d) i patti parasociali possono avere durata superiore a cinqueanni, in deroga all'articolo 2341-bis, primo comma, del codicecivile, purche' entro i limiti di durata del contratto per la cuiesecuzione la societa' e' stata costituita. 5. Nel rispetto delle disposizioni del presente articolo, al finedi ottimizzare la realizzazione e la gestione di piu' opere eservizi, anche non simultaneamente assegnati, la societa' puo'emettere azioni correlate ai sensi dell'articolo 2350, secondo comma,del codice civile, o costituire patrimoni destinati o essereassoggettata a direzione e coordinamento da parte di un'altrasocieta'. 6. Alle societa' di cui al presente articolo che non sianoorganismi di diritto pubblico, costituite per la realizzazione dilavori o opere o per la produzione di beni o servizi non destinati adessere collocati sul mercato in regime di concorrenza, per larealizzazione dell'opera pubblica o alla gestione del servizio per iquali sono state specificamente costituite non si applicano ledisposizioni del decreto legislativo n. 50 del 2016, se ricorrono leseguenti condizioni: a) la scelta del socio privato e' avvenuta nel rispetto diprocedure di evidenza pubblica; b) il socio privato ha i requisiti di qualificazione previsti daldecreto legislativo n. 50 del 2016 in relazione alla prestazione percui la societa' e' stata costituita; c) la societa' provvede in via diretta alla realizzazionedell'opera o del servizio, in misura superiore al 70% del relativoimporto. Art. 18 Quotazione di societa' a controllo pubblico in mercati regolamentati 1. Le societa' controllate da una o piu' amministrazioni pubblichepossono quotare azioni o altri strumenti finanziari in mercatiregolamentati, a seguito di deliberazione adottata ai sensidell'articolo 5, comma 1, secondo le modalita' di cui all'articolo 7,comma 1. L'atto deliberativo prevede uno specifico programma aventead oggetto il mantenimento o la progressiva dismissione del controllopubblico sulla societa' quotata. 2. L'atto deliberativo avente ad oggetto la richiesta di ammissionealla quotazione e' adottato con le modalita' di cui all'articolo 7,comma 1. 3. E' fatta salva la possibilita' di quotazione in mercatiregolamentati di societa' a partecipazione pubblica singolarmenteindividuate, soggette a regimi speciali in base ad apposite norme dilegge. Art. 19 Gestione del personale 1. Salvo quanto previsto dal presente decreto, ai rapporti dilavoro dei dipendenti delle societa' a controllo pubblico siapplicano le disposizioni del capo I, titolo II, del libro V delcodice civile, dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinatonell'impresa, ivi incluse quelle in materia di ammortizzatorisociali, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, e daicontratti collettivi. 2. Le societa' a controllo pubblico stabiliscono, con propriprovvedimenti, criteri e modalita' per il reclutamento del personalenel rispetto dei principi, anche di derivazione europea, ditrasparenza, pubblicita' e imparzialita' e dei principi di cuiall'articolo 35, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165. In caso di mancata adozione dei suddetti provvedimenti, trovadiretta applicazione il suddetto articolo 35, comma 3, del decretolegislativo n. 165 del 2001. 3. I provvedimenti di cui al comma 2 sono pubblicati sul sitoistituzionale della societa'. In caso di mancata o incompletapubblicazione si applicano gli articoli 22, comma 4, 46 e 47, comma2, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. 4. Salvo quanto previsto dall'articolo 2126 del codice civile, aifini retributivi, i contratti di lavoro stipulati in assenza deiprovvedimenti o delle procedure di cui al comma 2, sono nulli. Restaferma la giurisdizione ordinaria sulla validita' dei provvedimenti edelle procedure di reclutamento del personale. 5. Le amministrazioni pubbliche socie fissano, con propriprovvedimenti, obiettivi specifici, annuali e pluriennali, sulcomplesso delle spese di funzionamento, ivi comprese quelle per ilpersonale, delle societa' controllate, anche attraverso ilcontenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personalee tenuto conto di quanto stabilito all'articolo 25, ovvero delleeventuali disposizioni che stabiliscono, a loro carico, divieti olimitazioni alle assunzioni di personale. 6. Le societa' a controllo pubblico garantiscono il concretoperseguimento degli obiettivi di cui al comma 5 tramite propriprovvedimenti da recepire, ove possibile, nel caso del contenimentodegli oneri contrattuali, in sede di contrattazione di secondolivello. 7. I provvedimenti e i contratti di cui ai commi 5 e 6 sonopubblicati sul sito istituzionale della societa' e delle pubblicheamministrazioni socie. In caso di mancata o incompleta pubblicazionesi applicano l'articolo 22, comma 4, 46 e 47, comma 2, del decretolegislativo 14 marzo 2013, n. 33. 8. Le pubbliche amministrazioni titolari di partecipazioni dicontrollo in societa', in caso di reinternalizzazione di funzioni oservizi esternalizzati, affidati alle societa' stesse, procedono,prima di poter effettuare nuove assunzioni, al riassorbimento delleunita' di personale gia' dipendenti a tempo indeterminato daamministrazioni pubbliche e transitate alle dipendenze della societa'interessata dal processo di reinternalizzazione, mediante l'utilizzodelle procedure di mobilita' di cui all'articolo 30 del decretolegislativo n. 165 del 2001 e nel rispetto dei vincoli in materia difinanza pubblica e contenimento delle spese di personale. Ilriassorbimento puo' essere disposto solo nei limiti dei posti vacantinelle dotazioni organiche dell'amministrazione interessata enell'ambito delle facolta' assunzionali disponibili. 9. Le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 565 a 568 dellalegge 27 dicembre 2013, n. 147, continuano ad applicarsi alle soleprocedure in corso alla data di entrata in vigore del presentedecreto. Art. 20 Razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche 1. Fermo quanto previsto dall'articolo 24, comma 1, leamministrazioni pubbliche effettuano annualmente, con proprioprovvedimento, un'analisi dell'assetto complessivo delle societa' incui detengono partecipazioni, dirette o indirette, predisponendo, overicorrano i presupposti di cui al comma 2, un piano di riassetto perla loro razionalizzazione, fusione o soppressione, anche mediantemessa in liquidazione o cessione. Fatto salvo quanto previstodall'articolo 17, comma 4, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90,convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, leamministrazioni che non detengono alcuna partecipazione lo comunicanoalla sezione della Corte dei conti competente ai sensi dell'articolo5, comma 4, e alla struttura di cui all'articolo 15. 2. I piani di razionalizzazione, corredati di un'apposita relazionetecnica, con specifica indicazione di modalita' e tempi diattuazione, sono adottati ove, in sede di analisi di cui al comma 1,le amministrazioni pubbliche rilevino: a) partecipazioni societarie che non rientrino in alcuna dellecategorie di cui all'articolo 4; b) societa' che risultino prive di dipendenti o abbiano un numerodi amministratori superiore a quello dei dipendenti; c) partecipazioni in societa' che svolgono attivita' analoghe osimilari a quelle svolte da altre societa' partecipate o da entipubblici strumentali; d) partecipazioni in societa' che, nel triennio precedente, abbianoconseguito un fatturato medio non superiore a un milione di euro; e) partecipazioni in societa' diverse da quelle costituite per lagestione di un servizio d'interesse generale che abbiano prodotto unrisultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti; f) necessita' di contenimento dei costi di funzionamento; g) necessita' di aggregazione di societa' aventi ad oggetto leattivita' consentite all'articolo 4. 3. I provvedimenti di cui ai commi 1 e 2 sono adottati entro il 31dicembre di ogni anno e sono trasmessi con le modalita' di cuiall'articolo 17 del decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, conmodificazioni, dalla legge di conversione 11 agosto 2014, n. 114 erese disponibili alla struttura di cui all'articolo 15 e alla sezionedi controllo della Corte dei conti competente ai sensi dell'articolo5, comma 4. 4. In caso di adozione del piano di razionalizzazione, entro il 31dicembre dell'anno successivo le pubbliche amministrazioni approvanouna relazione sull'attuazione del piano, evidenziando i risultaticonseguiti, e la trasmettono alla struttura di cui all'articolo 15 ealla sezione di controllo della Corte dei conti competente ai sensidell'articolo 5, comma 4. 5. I piani di riassetto possono prevedere anche la dismissione ol'assegnazione in virtu' di operazioni straordinarie dellepartecipazioni societarie acquistate anche per espressa previsionenormativa. I relativi atti di scioglimento delle societa' o dialienazione delle partecipazioni sociali sono disciplinati, salvoquanto diversamente disposto nel presente decreto, dalle disposizionidel codice civile e sono compiuti anche in deroga alla previsionenormativa originaria riguardante la costituzione della societa' ol'acquisto della partecipazione. 6. Resta ferma la disposizione dell'articolo 1, comma 568-bis,della legge 27 dicembre 2013, n. 147. 7. La mancata adozione degli atti di cui ai commi da 1 a 4 comportala sanzione amministrativa del pagamento di una somma da un minimo dieuro 5.000 a un massimo di euro 500.000, salvo il danno eventualmenterilevato in sede di giudizio amministrativo contabile, comminatadalla competente sezione giurisdizionale regionale della Corte deiconti" . Si applica l'articolo 24, commi 5, 6, 7, 8 e 9. 8. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 29, comma 1-ter, deldecreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e dall'articolo 1, commi da 611 a616, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 9. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, il conservatore del registro delle imprese cancellad'ufficio dal registro delle imprese, con gli effetti previstidall'articolo 2495 del codice civile, le societa' a controllopubblico che, per oltre tre anni consecutivi, non abbiano depositatoil bilancio d'esercizio ovvero non abbiano compiuto atti di gestione.Prima di procedere alla cancellazione, il conservatore comunical'avvio del procedimento agli amministratori o ai liquidatori, chepossono, entro 60 giorni, presentare formale e motivata domanda diprosecuzione dell'attivita', corredata dell'atto deliberativo delleamministrazioni pubbliche socie, adottata nelle forme e con icontenuti previsti dall'articolo 5. In caso di regolare presentazionedella domanda, non si da' seguito al procedimento di cancellazione.Unioncamere presenta, entro due anni dalla data di entrata in vigoredel presente decreto, alla struttura di cui all'articolo 15, unadettagliata relazione sullo stato di attuazione della presente norma. Art. 21 Norme finanziarie sulle societa' partecipate dalle amministrazioni locali 1. Nel caso in cui societa' partecipate dalle pubblicheamministrazioni locali comprese nell'elenco di cui all'articolo 1,comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, presentino unrisultato di esercizio negativo, le pubbliche amministrazioni localipartecipanti, che adottano la contabilita' finanziaria, accantonanonell'anno successivo in apposito fondo vincolato un importo pari alrisultato negativo non immediatamente ripianato, in misuraproporzionale alla quota di partecipazione. Le pubblicheamministrazioni locali che adottano la contabilita' civilisticaadeguano il valore della partecipazione, nel corso dell'eserciziosuccessivo, all'importo corrispondente alla frazione del patrimonionetto della societa' partecipata ove il risultato negativo non vengaimmediatamente ripianato e costituisca perdita durevole di valore.Per le societa' che redigono il bilancio consolidato, il risultato diesercizio e' quello relativo a tale bilancio. Limitatamente allesocieta' che svolgono servizi pubblici a rete di rilevanza economica,per risultato si intende la differenza tra valore e costi dellaproduzione ai sensi dell'articolo 2425 del codice civile. L'importoaccantonato e' reso disponibile in misura proporzionale alla quota dipartecipazione nel caso in cui l'ente partecipante ripiani la perditadi esercizio o dismetta la partecipazione o il soggetto partecipatosia posto in liquidazione. Nel caso in cui i soggetti partecipatiripianino in tutto o in parte le perdite conseguite negli eserciziprecedenti l'importo accantonato viene reso disponibile agli entipartecipanti in misura corrispondente e proporzionale alla quota dipartecipazione. 2. Gli accantonamenti e le valutazioni di cui al comma 1 siapplicano a decorrere dall'anno 2015. In sede di prima applicazione,per gli anni 2015, 2016 e 2017, in presenza di adozione dellacontabilita' finanziaria: a) l'ente partecipante a societa' che hanno registrato nel triennio2011-2013 un risultato medio negativo accantona, in proporzione allaquota di partecipazione, una somma pari alla differenza tra ilrisultato conseguito nell'esercizio precedente e il risultato medio2011-2013 migliorato, rispettivamente, del 25 per cento per il 2014,del 50 per cento per il 2015 e del 75 per cento per il 2016; qualorail risultato negativo sia peggiore di quello medio registrato neltriennio 2011-2013, l'accantonamento e' operato nella misura indicatadalla lettera b); b) l'ente partecipante a societa' che hanno registrato nel triennio2011-2013 un risultato medio non negativo accantona, in misuraproporzionale alla quota di partecipazione, una somma pari al 25 percento per il 2015, al 50 per cento per il 2016 e al 75 per cento peril 2017 del risultato negativo conseguito nell'esercizio precedente. 3. Le societa' a partecipazione di maggioranza, diretta eindiretta, delle pubbliche amministrazioni locali titolari diaffidamento diretto da parte di soggetti pubblici per una quotasuperiore all'80 per cento del valore della produzione, che nei treesercizi precedenti abbiano conseguito un risultato economiconegativo, procedono alla riduzione del 30 per cento del compenso deicomponenti degli organi di amministrazione. Il conseguimento di unrisultato economico negativo per due anni consecutivi rappresentagiusta causa ai fini della revoca degli amministratori. Quantoprevisto dal presente comma non si applica ai soggetti il cuirisultato economico, benche' negativo, sia coerente con un piano dirisanamento preventivamente approvato dall'ente controllante. Art. 22 Trasparenza 1. Le societa' a controllo pubblico assicurano il massimo livellodi trasparenza sull'uso delle proprie risorse e sui risultatiottenuti, secondo le previsioni del decreto legislativo 14 marzo2013, n. 33. Art. 23 Clausola di salvaguardia 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano nelle Regionia statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzanocompatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme diattuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18ottobre 2001, n. 3. Art. 24 Revisione straordinaria delle partecipazioni 1. Le partecipazioni detenute, direttamente o indirettamente, dalleamministrazioni pubbliche alla data di entrata in vigore del presentedecreto in societa' non riconducibili ad alcuna delle categorie dicui all'articolo 4, commi 1, 2 e 3, ovvero che non soddisfano irequisiti di cui all'articolo 5, commi 1 e 2, o che ricadono in unadelle ipotesi di cui all'articolo 20, comma 2, sono alienate o sonooggetto delle misure di cui all'articolo 20, commi 1 e 2. A tal fine,entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto,ciascuna amministrazione pubblica effettua con provvedimento motivatola ricognizione di tutte le partecipazioni possedute alla medesimadata di entrata in vigore del presente decreto, individuando quelleche devono essere alienate. L'esito della ricognizione, anche in casonegativo, e' comunicato con le modalita' di cui all'articolo 17 deldecreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dallalegge 11 agosto 2014, n. 114. Le informazioni sono rese disponibilialla sezione della Corte dei conti competente ai sensi dell'articolo5, comma 4, e alla struttura di cui all'articolo 15. 2. Per le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 611, dellalegge 23 dicembre 2014, n. 190, il provvedimento di cui al comma 1costituisce aggiornamento del piano operativo di razionalizzazioneadottato ai sensi del comma 612 dello stesso articolo, fermi restandoi termini ivi previsti. 3. Il provvedimento di ricognizione e' inviato alla sezione dellaCorte dei conti competente ai sensi dell'articolo 5, comma 4, nonche'alla struttura di cui all'articolo 15, perche' verifichi il puntualeadempimento degli obblighi di cui al presente articolo. 4. L'alienazione, da effettuare ai sensi dell'articolo 10, avvieneentro un anno dalla conclusione della ricognizione di cui al comma 1. 5. In caso di mancata adozione dell'atto ricognitivo ovvero dimancata alienazione entro i termini previsti dal comma 4, il sociopubblico non puo' esercitare i diritti sociali nei confronti dellasocieta' e, salvo in ogni caso il potere di alienare lapartecipazione, la medesima e' liquidata in denaro in base ai criteristabiliti all'articolo 2437-ter, secondo comma, e seguendo ilprocedimento di cui all'articolo 2437-quater del codice civile. 6. Nei casi di cui al sesto e al settimo comma dell'articolo2437-quater del codice civile ovvero in caso di estinzione dellapartecipazione in una societa' unipersonale, la societa' e' posta inliquidazione. 7. Gli obblighi di alienazione di cui al comma 1 valgono anche nelcaso di partecipazioni societarie acquistate in conformita' adespresse previsioni normative, statali o regionali. 8. Per l'attuazione dei provvedimenti di cui al comma 1, si applical'articolo 1, commi 613 e 614, della legge n. 190 del 2014. 9. All'esclusivo fine di favorire i processi di cui al presentearticolo, in occasione della prima gara successiva alla cessazionedell'affidamento in favore della societa' a controllo pubblicointeressata da tali processi, il rapporto di lavoro del personalegia' impiegato nell'appalto o nella concessione continua con ilsubentrante nell'appalto o nella concessione ai sensi dell'articolo2112 del codice civile. Art. 25 Disposizioni transitorie in materia di personale 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, le societa' a controllo pubblico effettuano una ricognizionedel personale in servizio, per individuare eventuali eccedenze, anchein relazione a quanto previsto dall'articolo 24. L'elenco delpersonale eccedente, con la puntuale indicazione dei profiliposseduti, e' trasmesso alla regione nel cui territorio la societa'ha sede legale secondo modalita' stabilite da un decreto del Ministrodel lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministrodelegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione e conil Ministro dell'economia e delle finanze. 2. Le regioni formano e gestiscono l'elenco dei lavoratoridichiarati eccedenti ai sensi del comma 1 e agevolano processi dimobilita' in ambito regionale, con modalita' definite dal decreto dicui al medesimo comma. 3. Decorsi ulteriori sei mesi dalla scadenza del termine di cui alcomma 1, le regioni trasmettono gli elenchi dei lavoratori dichiaratieccedenti e non ricollocati all'Agenzia nazionale per le politicheattive del lavoro, che gestisce l'elenco dei lavoratori dichiaratieccedenti e non ricollocati. 4. Fino al 30 giugno 2018, le societa' a controllo pubblico nonpossono procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato se nonattingendo, con le modalita' definite dal decreto di cui al comma 1,agli elenchi di cui ai commi 2 e 3. 5. Esclusivamente ove sia indispensabile personale con profiloinfungibile inerente a specifiche competenze e lo stesso non siadisponibile negli elenchi di cui ai commi 2 e 3, le regioni, finoalla scadenza del termine di cui al comma 3, possono autorizzare, inderoga a quanto previsto dal comma 4, l'avvio delle procedure diassunzione ai sensi dell'articolo 19. Dopo la scadenza del suddettotermine, l'autorizzazione e' accordata dall'Agenzia nazionale per lepolitiche attive del lavoro. Per le societa' controllate dallo Stato,prima e dopo la scadenza del suddetto termine, l'autorizzazione e'accordata dal Ministero dell'economia e delle finanze. 6. I rapporti di lavoro stipulati in violazione delle disposizionidel presente articolo sono nulli e i relativi provvedimenticostituiscono grave irregolarita' ai sensi dell'articolo 2409 delcodice civile. 7. Sono escluse dall'applicazione del presente articolo le societa'a prevalente capitale privato di cui all'articolo 17 che produconoservizi di interesse generale e che nei tre esercizi precedentiabbiano prodotto un risultato positivo. Art. 26 Altre disposizioni transitorie 1. Le societa' a controllo pubblico gia' costituite all'attodell'entrata in vigore del presente decreto adeguano i propri statutialle disposizioni del presente decreto entro il 31 dicembre 2016. Perle disposizioni dell'articolo 17, comma 1, il termine perl'adeguamento e' fissato al 31 dicembre 2017. 2. L'articolo 4 del presente decreto non e' applicabile allesocieta' elencate nell'allegato A, nonche' alle societa' aventi comeoggetto sociale esclusivo la gestione di fondi europei per contodello Stato o delle regioni. 3. Le pubbliche amministrazioni possono comunque mantenere lepartecipazioni in societa' quotate detenute al 31 dicembre 2015. 4. Nei dodici mesi successivi alla sua entrata in vigore, ilpresente decreto non si applica alle societa' in partecipazionepubblica che abbiano deliberato la quotazione delle proprie azioni inmercati regolamentati con provvedimento comunicato alla Corte deiconti. Ove entro il suddetto termine la societa' interessata abbiapresentato domanda di ammissione alla quotazione, il presente decretocontinua a non applicarsi alla stessa societa' fino alla conclusionedel procedimento di quotazione. 5. Nei dodici mesi successivi alla sua entrata in vigore, ilpresente decreto non si applica alle societa' in partecipazionepubblica che, entro la data del 30 giugno 2016, abbiano adottato attivolti all'emissione di strumenti finanziari, diversi dalle azioni,quotati in mercati regolamentati. I suddetti atti sono comunicatialla Corte dei conti entro sessanta giorni dalla data di entrata invigore del presente decreto. Ove entro il suddetto termine di dodicimesi il procedimento di quotazione si sia concluso, il presentedecreto continua a non applicarsi alla stessa societa'. Sono comunquefatti salvi, anche in deroga all'articolo 7, gli effetti degli attivolti all'emissione di strumenti finanziari, diversi dalle azioni,quotati in mercati regolamentati, adottati prima della data dientrata in vigore del presente decreto. 6. Le disposizioni degli articoli 4 e 19 non si applicano allesocieta' a partecipazione pubblica derivanti da una sperimentazionegestionale costituite ai sensi dell'articolo 9-bis del decretolegislativo 30 dicembre 1992, n. 502. 7. Sono fatte salve, fino al completamento dei relativi progetti,le partecipazioni pubbliche nelle societa' costituite per ilcoordinamento e l'attuazione dei patti territoriali e dei contrattid'area per lo sviluppo locale, ai sensi della delibera Cipe 21 marzo1997. 8. Ove alla data di entrata in vigore del presente decreto non siastato adottato il decreto previsto dall'articolo 1, comma 672, dellalegge 28 dicembre 2015, n. 208, il decreto di cui all'articolo 11,comma 6 e' adottato entro trenta giorni dalla suddetta data. 9. Al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, sono apportate leseguenti modificazioni: a) all'articolo 11-quater, comma 1, le parole: «Si definisce» sonosostituite dalle seguenti: «Ai fini dell'elaborazione del bilancioconsolidato, si definisce»; b) all'articolo 11-quinquies, comma 1, le parole: «Per societa'partecipata» sono sostituite dalle seguenti: «Ai finidell'elaborazione del bilancio consolidato, per societa'partecipata». 10. Le societa' a controllo pubblico si adeguano alle previsionidell'articolo 11, comma 8, entro sei mesi dalla data di entrata invigore del presente decreto. 11. Salva l'immediata applicazione della disciplina sulla revisionestraordinaria di cui all'articolo 24, alla razionalizzazioneperiodica di cui all'articolo 20 si procede a partire dal 2018, conriferimento alla situazione al 31 dicembre 2017. 12. Al fine di favorire il riordino delle partecipazioni delloStato e di dare piena attuazione alla previsione di cui all'articolo9, comma 1, ove entro il 31 ottobre 2016 pervenga la proposta deirelativi ministri, con decreto del Presidente del Consiglio deiministri la titolarita' delle partecipazioni societarie delle altreamministrazioni statali e' trasferita al Ministero dell'economia edelle finanze, anche in deroga alla previsione normativa originariariguardante la costituzione della societa' o l'acquisto dellapartecipazione. Art. 27 Coordinamento con la legislazione vigente 1. All'articolo 18 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 sonoapportate le seguenti modificazioni: a) nella rubrica, le parole: «delle societa'» sono sostituite dalleseguenti: «delle aziende e istituzioni»; b) al comma 2-bis, le parole: «Le aziende speciali, le istituzionie le societa' a partecipazione pubblica locale totale o dicontrollo», ovunque occorrano, sono sostituite dalle seguenti: «Leaziende speciali e le istituzioni». 2. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) al comma 550, le parole: «alle aziende speciali, alleistituzioni e alle societa'» sono sostituite dalle seguenti: «alleaziende speciali e alle istituzioni»; b) al comma 554, le parole: «le aziende speciali, le istituzioni ele societa'» sono sostituite dalle seguenti: «le aziende speciali ele istituzioni»; c) al comma 555, le parole: «diversi dalle societa' che svolgonoservizi pubblici locali» sono soppresse. Art. 28 Abrogazioni 1. Sono abrogati: a) gli articoli 116, 122 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267; b) l'articolo 14, comma 1, del decreto legge 30 settembre 2003, n.269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.326; c) l'articolo 1, comma 3, lettera n), della legge 23 agosto 2004,n. 239; d) l'articolo 13 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223,convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248; e) l'articolo 1, commi 725, 726, 727, 728, 729, 730, 733 e 735della legge 27 dicembre 2006, n. 296; f) l'articolo 3, commi 12, 12-bis, 14, 15, 16, 17, 27, 27-bis, 28,28-bis, 29, 32-bis, 32-ter e 44, ottavo periodo, della legge 24dicembre 2007, n. 244; g) l'articolo 18 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,commi 1, 2 e 3; h) l'articolo 71 della legge 18 giugno 2009, n. 69; l) l'articolo 6, comma 19, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122; m) l'articolo 3-bis, comma 6, del decreto-legge 13 agosto 2011, n.138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.148; n) l'articolo 23-bis, commi 5-bis, 5-ter, 5-quater, 5-quinquies e5-sexies, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, conmodificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214; o) l'articolo 4, comma 4, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,limitatamente al primo e al terzo periodo; p) l'articolo 4, comma 5, del citato decreto-legge n. 95 del 2012,limitatamente al primo periodo e alle parole "e dal terzo" delsecondo periodo; q) l'articolo 4, comma 13, del citato decreto-legge n. 95 del 2012,limitatamente al primo, al secondo e al quarto periodo; r) l'articolo 3, comma 7-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n.101, convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125; s) l'articolo 1, commi 551, limitatamente al secondo periodo, 558 e562, limitatamente alla lettera b), della legge 27 dicembre 2013, n.147; t) l'articolo 1, commi da 563 a 568 e da 568-ter a 569-bis, dellalegge 27 dicembre 2013, n. 147; u) l'articolo 23 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89; v) l'articolo 1, comma 672, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farloosservare. Dato a Roma, addi' 19 agosto 2016 MATTARELLA Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri Madia, Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Padoan, Ministro dell'economia e delle finanze Visto, il Guardasigilli: Orlando Allegato A Societa' Coni Servizi EXPO Arexpo Invimit IPZS Sogin Gruppo ANAS Gruppo GSE Gruppo Invitalia Gruppo Eur FIRA Sviluppo Basilicata Fincalabra Sviluppo Campania Gruppo Friulia Lazio Innova Filse Finlombarda Finlombarda Gestione SGR Finmolise Finpiemonte Puglia Sviluppo SFIRS IRFIS-FinSicilia Fidi-Toscana GEPAFIN Finaosta Veneto Sviluppo Trentino Sviluppo Ligurcapital Aosta Factor FVS SGR Friulia Veneto Sviluppo SGR Sviluppumbria Sviluppo Imprese Centro Italia - SICI SGR
DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2016,
- GU n.210 del 8-9-2016
Vigente al: 23-9-2016 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 18 della legge 7 agosto 2015, n. 124, recantedeleghe al Governo in materia di riorganizzazione delleamministrazioni pubbliche; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante normegenerali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delleamministrazioni pubbliche; Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, recante«Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico egli obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione di informazionida parte delle pubbliche amministrazioni»; Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante«Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UEsull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appaltipubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settoridell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali,nonche' per il riordino della disciplina vigente in materia dicontratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture»; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,adottata nella riunione del 20 gennaio 2016; Acquisito il parere della Conferenza unificata, ai sensidell'articolo 8, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,espresso nella riunione del 14 aprile 2016; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezioneconsultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 16 marzo 2016; Acquisito il parere della Commissione parlamentare per lasemplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti permateria e per i profili finanziari; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,adottata nella riunione del 14 luglio 2016; Acquisiti i pareri definitivi delle competenti Commissioniparlamentari ai sensi dell'articolo 16, comma 4, della citata leggen. 124 del 2015; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nellariunione del 10 agosto 2016; Sulla proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblicaamministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e dellefinanze; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1 Oggetto 1. Le disposizioni del presente decreto hanno
Davide Di Russo, a cura di
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hanno a oggetto lacostituzione di societa' da parte di amministrazioni pubbliche,nonche' l'acquisto, il mantenimento e la gestione di partecipazionida parte di tali amministrazioni, in societa' a totale o parzialepartecipazione pubblica, diretta o indiretta. 2. Le disposizioni contenute nel presente decreto sono applicateavendo riguardo all'efficiente gestione delle partecipazionipubbliche, alla tutela e promozione della concorrenza e del mercato,nonche' alla razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica. 3. Per tutto quanto non derogato dalle disposizioni del presentedecreto, si applicano alle societa' a partecipazione pubblica lenorme sulle societa' contenute nel codice civile e le norme generalidi diritto privato. 4. Restano ferme: a) le specifiche disposizioni, contenute in leggi o regolamentigovernativi o ministeriali, che disciplinano societa' apartecipazione pubblica di diritto singolare costituite perl'esercizio della gestione di servizi di interesse generale o diinteresse economico generale o per il perseguimento di una specificamissione di pubblico interesse; b) le disposizioni di legge riguardanti la partecipazione diamministrazioni pubbliche a enti associativi diversi dalle societa' ea fondazioni. 5. Le disposizioni del presente decreto si applicano, solo seespressamente previsto, alle societa' quotate, come definitedall'articolo 2, comma 1, lettera p). Art. 2 Definizioni 1. Ai fini del presente decreto si intendono per: a) «amministrazioni pubbliche»: le amministrazioni di cuiall'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, iloro consorzi o associazioni per qualsiasi fine istituiti, gli entipubblici economici e le autorita' portuali; b) «controllo»: la situazione descritta nell'articolo 2359 delcodice civile. Il controllo puo' sussistere anche quando, inapplicazione di norme di legge o statutarie o di patti parasociali,per le decisioni finanziarie e gestionali strategiche relativeall'attivita' sociale e' richiesto

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 articolo 17
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 articolo 35
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 1
 Art. 2