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Timestamp: 2017-06-27 03:30:20+00:00

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Ancora sulla sentenza di Pirate Bay | www.ubuntista.it
Ancora sulla sentenza di Pirate Bay	18-04-2009
Oggi ho finalmente trovato uno spiraglio di tempo per poter scrivere qualcosa di più approfondito sulla “faccenda” Pirate Bay. Ne scrivevo già ieri.
Per i più pigri, o per le migliaia di lettori che hanno iniziato a seguirmi soltanto oggi (scherzo ovviamente), faccio un rapido riassunto della vicenda:
Il 31 gennaio 2008, un pubblico ministero svedese (prosecutor) ha denunciato quattro persone, associate con il sito web “The Pirate Bay”, per “la promozione della violazione di leggi sul copyright da parte di altre persone”. In sostanza, il pubblico ministero sosteneva che Pirate Bay incitava i suoi visitatori a violare leggi sul copyright.
Queste accuse sono state supportate da IFPI, una federazione internazionale dell’industria fonografica.
Il processo è stato seguito con un feed online sempre aggiornato da parte della televisione nazionale Sveriges Television, sottolineandone l’importanza.
Fredrik Neij, Gottfrid Svartholm, Peter Sunde, che gestivano il sito, e Carl Lundstrom, un imprenditore che aveva venduto dei servizi al sito di Pirate Bay.
Il processo, iniziato il 16 febbraio 2009 a Stoccolma, è terminato venerdì 17 aprile 2009, dichiarando i quattro colpevoli e condannandoli a un anno di prigione e quasi 700.000 euro a testa di multa. I difensori ricorreranno in appello (ovvero, per gli ignoranti come me, cercheranno di ribaltare il giudizio).
Secondo me questo processo rappresenta la decennale “lotta” tra due entità ben specifiche: da una parte le grandi aziende detentrici di diritti di copyright; dall’altra, gli utenti, o più in generale l’umanità e il suo innato desiderio di innovazione e creazione artistica.
Leggo il punto di vista di Luca De Biase nel suo blog, che però in parte mi lascia dubbioso, forse per queste due frasi che mi hanno un po’ sconcertato (il grassetto è mio):
“… Le lobby delle major tentano da molto tempo di allargare il perimetro del copyright, allungandone per esempio la durata, a scapito del pubblico dominio. E’ una reazione alle perdite che subiscono per la pirateria … ”
“… Internet ha moltiplicato le opportunità culturali delle persone e migliorato la ricchezza dell’ambiente dal punto di vista dell’accessibilità della conoscenza. Ha anche reso più facile infrangere il diritto d’autore …”
Forse è una mia interpretazione, ma mi sembra di capire che Luca si ponga in una posizione neutrale rispetto alla faccenda, come dire: è giusto tutelare il copyright, ed è giusto favorire l’innovazione.
Mi preme però sottolineare, rispetto alle due frasi sopra citate, come sia stato dimostrato (chiedo perdono, non sono riuscito a trovare un link a supporto di questa mia affermazione) come non ci siano state affatto perdite, semmai maggiori guadagni, da quando esiste Internet, per le mayor, alla faccia della maggiore facilità con cui sia possibile infrangere in diritto d’autore. E grazie: il diritto d’autore è diventato ben più restrittivo che in passato, tale facilità non è ascrivibile soltanto alla maggiore facilità di scambio file, o no?
Inoltre, come giustamente sostiene Lawrence (Larry) Lessig (in The Future of Ideas e Free Culture):
1. Il copyright aiuta i creatori a ricevere compensi per il loro lavoro, ma un regime di copyright troppo stretto e/o con una durata troppo lunga, può distruggere l’innovazione, dato che il futuro costruisce sempre sul passato.
2. Una durata del copyright più breve, e meno limitazioni nei lavori derivativi, sono auspicabili.
In sostanza, sono convinto che va certamente tutelato il diritto d’autore, ma non dimenticando che tale diritto d’autore, essendo troppo forte o prolungato nel tempo rispetto a quanto necessario, sta LIMITANDO l’innovazione.
Walt Disney e la sua azienda, per la quale nutro un sentimento non proprio positivo, hanno APPROFITTATO di creazioni artistiche non protette da copyright, e su questo lavoro di ALTRI hanno costruito la propria fortuna, tutelandosi poi nei confronti del resto del mondo, e riuscendo ad estendere la durata del copyright di volta in volta.
E tutto questo non c’entra NIENTE con il MEZZO usato dalle persone per condividere file. E qui discordo con Luca (o con la mia interpretazione del suo pensiero).
Se tale sentenza fosse giusta, dovremmo:
1. Arrestare chi costruisce strade, dato che tali strade sono utilizzate anche da ladri e assassini;
2. Arrestare chi produce coltelli da cucina, dato che sono usati anche per uccidere le persone.
Io sono assolutamente contrario a questa sentenza. Volete punire chi non rispetta il vostro copyright? Ebbene, andate a caccia di King Kong, e di tutti gli altri utenti che hanno condiviso files protetti da copyright.
9 Comments »	9 Responses to “Ancora sulla sentenza di Pirate Bay”
18-04-2009 at 14:51 Ciao grazie per l’attenzione e per la gentilezza delle critiche che in parte sono frutto di incomprensione dovuta alla scrittura veloce del blog. Cerco di spiegarmi meglio. Il copyright è un diritto degli autori ed è giusto difenderlo. Na solo nei modi giusti perchè oltre al diritto degli autori c’è il diritto del pubblico, il diritto degli innovatori, il diritto dei provider ecc ecc. Non è giusto combattere i presunti violatori drl diritto d’autore chiamando a far da poliziotti i provider e i programmatori che fanno piattaforme. Non è giusto per molte ragioni e soprattutto perchè così si mette a rischio la neutralità della rete, il diritto di innovare, la liberta di espressione. Gli autori poi posdono dare ul diritto in creative commons o affidarli agli editoru. Gli interessi drgli editori e i loro timori spesso eccessivi li portano a combattere il pubblico dominio non capendo che cosi riducono anche la creatività degli autori e l’interesse del pubblico. La soluzione lungimirante è quella che salvaguarda l’intero ecisistema delle idee e non solo il copyright. Quanto alla sentenza penso che non sia certo decisiva.
18-04-2009 at 14:54 “ma solo nri modi giusti”… Scusate gli errori di battitura.. Sono qui con un bizzarro telefonino.. :)
18-04-2009 at 15:09 Luca, grazie delle precisazioni, così mi è molto più chiaro (e sono molto più d’accordo eheh).
18-04-2009 at 15:47 Arrestare chi produce coltelli da cucina, dato che sono usati anche per uccidere le persone
Hai fatto un ottimo esempio.
Questo è un problema che ormai è presente da tanti anni. Tra diffusione di file .torrent e uso vi è una grande differenza.
18-04-2009 at 16:14 Tempo fa lessi questo interessante articolo su punto-informatico (http://punto-informatico.it/2550187/PI/Commenti/pirateria-mercato-si-difende-solo.aspx).
L’articolo mostra come l’industria multimediale (film, giochi, musica, applicazioni per cellulari) abbia aumentato i propri guadagni traendo giovamento da internet.
Per quando riguarda il download illegale… se non ci fosse stato forse non sarei venuto a conoscenza di gruppi musicali dei quali compro abitualmente i cd.
18-04-2009 at 16:16 riecco il link… dato che non funziona :P
http://punto-informatico.it/2550187/PI/Commenti/pirateria-mercato-si-difende-solo.aspx
18-04-2009 at 18:48 A proposito della favola sul calo degli introiti delle major :
” … ma alla fine l’ha spuntata il 2008: grazie agli incassi natalizi, l’anno appena chiusosi ha battuto ogni record di incassi della Storia del cinema americano, con 9.78 miliardi di dollari guadagnati complessivamente negli Stati Uniti e in Canada. Si tratta di un incremento del 2% rispetto al 2007, record precedente …”
Vedi articoli e news di gennaio:
http://www.hollywoodreporter.com/hr/content_display/news/e3i7fcfe6ddd3b5d6c263092af2c7e678e7
http://www.megalab.it/3979/record-di-incassi-per-il-cinema-2008
http://www.badtaste.it/index.php?Itemid=48&id=6244&option=com_content&task=view
E se non vi basta provate a cercare su google “cinema record di incassi 2008” … altro che calo dei profitti e crisi …
19-04-2009 at 09:15 Grazie Andrea :)
23-04-2009 at 21:18 Beh, come volevasi dimostrare, tutto il mondo è Paese: http://www.tomshw.it/news.php?newsid=17847
« Prossimi viaggi in Europa
Sunny sunday in Luxembourg :) »
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