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Documento aggiornato al 25 giugno 2015 in giallo le novità rispetto all atto presentato dal governo 1 - PDF
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Prospero Landi
1 Analisi dei contenuti del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, contenente misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 Pubblicato in Gazzetta ufficiale 24 giugno 2015, n. 144 S.O n. 34 Il decreto legislativo prevede 28 articoli; ha avuto il via libera del Consiglio dei ministri del 20 febbraio 2015, ma è stato annunciato al Parlamento soltanto l 8 aprile. Dopo il parere del Parlamento ed il definitivo via libera del Consiglio dei ministri dell 11 giugno, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 giugno per entrare in vigore il giorno seguente. Sintesi Le misure principali riguardano: La possibilità per le donne di fruire dei giorni non fruiti in caso di parto prematuro o di chiedere la sospensione del congedo di maternità in caso di ricovero del neonato (art. 2). Misura valida per il solo 2015 non assicurata per gli anni a seguire L estensione del diritto a percepire l indennità di maternità anche nei casi di licenziamento grave (art. 3). Misura valida per il solo 2015 non assicurata per gli anni a seguire Il tentativo di estendere la medesima disciplina a tutti i casi, sia con riferimento alle adozioni e agli affidamenti, sia con riferimento alla tipologia lavorativa della donna (subordinata, autonoma, imprenditrice agricola, libera professionista) (artt. 4, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20). Nel caso delle lavoratrici autonome e delle imprenditrici agricole (articoli 14-16) le misure sono valide per il solo 2015 non assicurata per gli anni a seguire Il rafforzamento del diritto del padre lavoratore subordinato, autonomo ed altro a godere del congedo di maternità nei casi di impossibilità della madre (art. 5). Misura valida per il solo 2015 non assicurata per gli anni a seguire Riconoscimento del congedo parentale al padre lavoratore in caso di adozione e affidamento, anche con madre non lavoratrice (art. 6). Estensione della fruibilità del congedo parentale da otto a dodici anni di vita del bambino (artt. 7, 8 e 10). Misura valida per il solo 2015 non assicurata per gli anni a seguire governo 1
2 Estensione della fruibilità oraria del congedo parentale, anche nei casi di mancata regolamentazione da parte della contrattazione collettiva; la misura non si applica al personale del comparto sicurezza e difesa e a quello dei vigili del fuoco e soccorso pubblico (art. 7). Misura valida per il solo 2015 non assicurata per gli anni a seguire Riduzione da quindici a cinque giorni del termine di preavviso per godere del congedo parentale (art. 7). Misura valida per il solo 2015 non assicurata per gli anni a seguire Estensione fino a sei anni (dai tre attuali) di vita del bambino dell indennità del 30% riconosciuta nei congedi parentali ed abrogazione del limite di reddito (artt. 9 e 10). Misura valida per il solo 2015 non assicurata per gli anni a seguire Estensione del divieto di adibire le donne (o il padre) al lavoro notturno anche nei casi di adozione o affidamento (art. 11). Accesso alla Naspi per le lavoratrici (o i lavoratori) che si dimettono volontariamente durante il periodo in cui vige il divieto di licenziamento (matrimonio, anno di vita ) (art. 12). Introduzione di una indennità di maternità per le iscritte alla gestione separata, che spetta anche in caso di mancato versamento dei relativi contributi previdenziali (art. 13). Misura valida per il solo 2015 non assicurata per gli anni a seguire La non obbligatorietà del lavoro notturno per la lavoratrice madre (o in alternativa il padre) adottiva di minore nei primi tre anni di ingresso e comunque non oltre il dodicesimo anno di età. (art. 22) Un tentativo di rafforzare il telelavoro (art. 23). Il riconoscimento di un congedo retribuito fino a tre mesi fruibili anche su base oraria o giornaliera in un arco di tre anni - per le donne lavoratrici private e pubbliche vittime di violenza di genere inserite in percorsi di protezione (art. 24). Destinazione, in via sperimentale, di una quota parte di risorse (10%) del fondo per il finanziamento degli sgravi contributivi sulla produttività alle misure di conciliazione prese nell ambito della contrattazione di secondo livello (art. 25). Analisi dell articolato Art. 1 Oggetto e finalità Il decreto legislativo contiene misure sperimentali a tutela della maternità e per favorire le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per la generalità dei lavoratori. Art. 2 Modifiche all articolo 16 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di divieto di adibire al lavoro le donne governo 2
3 Si specifica che, in caso di parto prematuro, i giorni si aggiungono al periodo di congedo di maternità anche se nel complesso si superano i cinque mesi. È aggiunto l articolo 16-bis, relativo al rinvio e alla sospensione del congedo di maternità nei casi di ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata; tale diritto è esercitabile una sola volta per figlio ed è subordinato alla produzione di attestazione medica che dichiari la compatibilità dello stato di salute della donna con la ripresa dell attività lavorativa. Art. 3 Modifiche all articolo 24 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico L indennità di maternità è corrisposta anche nei casi di licenziamento per colpa grave della lavoratrice; nella versione vigente, l indennità è corrisposta nei casi di cessazione dell attività dell azienda cui è addetta e di ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata assunta o di risoluzione del rapporto per scadenza del termine. Art. 4 Modifiche all articolo 26 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di congedo di maternità nei casi di adozione e affidamento Il riferimento all articolo 16-bis (rinvio e sospensione del congedo di maternità nei casi di ricovero del neonato) è inserito anche all articolo 26 relativo alle adozioni e agli affidamenti. Art. 5 Modifiche all articolo 28 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di congedo di paternità Il diritto del padre lavoratore ad astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono o in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre si applica anche nel caso in cui la madre è lavoratrice autonoma, avente diritto all indennità prevista dall articolo 66 (indennità giornaliera per il periodo di gravidanza e per quello successivo al parto). L Inps provvede d ufficio agli accertamenti necessari, con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente. La medesima indennità di maternità prevista dall articolo 66 spetta al padre lavoratore autonomo, previa domanda all Inps, negli stessi casi previsti per il lavoro dipendente (morte, grave infermità, abbandono, affidamento esclusivo al padre). Il padre per godere dei benefici previsti deve presentare la certificazione relativa; in caso di abbandono, il padre presenta una dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà (art. 47, DPR 445/2000). L Inps effettua gli accertamenti amministrativi. Art. 6 Modifiche all articolo 31 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di congedo di paternità nei casi di adozione e affidamento governo 3
4 Il padre lavoratore ha diritto al congedo previsto dall articolo 26, comma 4 (adozione e affidamento; congedo non retribuito per permanenza all estero), anche se la madre non è lavoratrice. Art. 7 Modifiche all articolo 32 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di congedo parentale È possibile usufruire del congedo parentale fino ai dodici anni di vita del bambino (precedente limite ad otto anni) Il comma 1-ter regola la fruizione del congedo parentale ad ore nei casi di mancata regolamentazione da parte della contrattazione collettiva, anche di livello aziendale. La fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente l inizio della fruizione del congedo. È escluso il cumulo fra fruizione oraria del congedo con altri permessi o riposi previsti nel dlgs 151/2001. Le disposizioni non si applicano al personale del comparto sicurezza e difesa e a quello dei vigili del fuoco e del soccorso pubblico. Cambia il comma 3, relativo al preavviso. Salvo casi di oggettiva impossibilità e tenendo conto di quanto previsto nei contratti collettivi, il termine di preavviso è non inferiore a cinque giorni (la normativa vigente prevede un termine non inferiore a quindici giorni). Il termine di preavviso è pari a due giorni in caso di fruizione oraria. Art. 8 Modifiche all articolo 33 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di prolungamento del congedo parentale L articolo 33 si allinea alla previsione del godimento del congedo parentale entro i dodici anni di vita del bambino. Art. 9 Modifiche all articolo 34 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di trattamento economico e normativo L indennità pari al trenta percento della retribuzione, prevista nei casi di congedo parentale, è riconosciuta fino al sesto anno di vita del bambino (la normativa vigente fissa il tetto a tre anni). Per i periodi di congedo facoltativo ulteriori rispetto a quelli riconosciuti fino al sesto anno è riconosciuta un indennità pari al 30% della retribuzione fino all ottavo anno di vita del bambino, purché il reddito individuale dell interessato sia inferiore a 2,5 volte l importo del trattamento minimo di pensione a carico dell assicurazione generale obbligatoria. Art. 10 Modifiche all articolo 36 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di congedo parentale nei casi di adozione e affidamento governo 4
5 Anche in caso di adozione e affidamento vale l estensione a dodici anni di età del bambino per la fruizione del congedo parentale. L indennità prevista è corrisposta fino ai sei anni di vita del bambino (al momento il limite è a tre anni). Art. 11 Modifiche all articolo 53 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di lavoro notturno È vietato adibire le donne al lavoro notturno (dalle 24 alle 6) anche nei casi di lavoratrice madre adottiva o affidataria di minore nei primi tre anni dall ingresso del minore in famiglia e comunque non oltre i dodici anni di età. La previsione si applica in alternativa al lavoratore padre adottivo o affidatario convivente. Art. 12 Modifiche all articolo 55 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di dimissioni Si conferma che la lavoratrice che si dimette volontariamente durante il periodo in cui vige il divieto di licenziamento (art. 54) ha diritto alle indennità previste da disposizioni di legge e contrattuali in caso di licenziamento. In aggiunta, si specifica che la lavoratrice e il lavoratore che si dimettono durante questo periodo non sono tenuti al rispetto dei termini di preavviso. Art. 13 Modifiche all articolo 64 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di lavoratici iscritte alla gestione separata di cui all articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 È aggiunto l articolo 64 bis che riconosce una indennità a beneficio delle lavoratrici iscritte esclusivamente alla gestione separata nei cinque mesi successivi all effettivo ingresso del minore in famiglia, in caso di adozione nazionale o internazionale, alle condizioni e secondo le modalità del decreto del Ministro del lavoro di concerto con il Ministro dell economia. Il diritto spetta anche in caso di mancato versamento dei relativi contributi previdenziali da parte del committente. Art. 14 Modifica del Capo XI del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 La rubrica del Capo XI diventa Lavoratori autonomi (al momento è Lavoratrici autonome ). Art. 15 Modifiche all articolo 66 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di indennità di maternità per le lavoratrici autonome e le imprenditrici agricole L indennità giornaliera prevista per le lavoratrici autonome e le imprenditrici agricole spetta anche al padre lavoratore autonomo nei casi in cui la madre non può fruirne per morte, grave infermità, abbandono, affidamento esclusivo. governo 5
6 Art. 16 Modifiche all articolo 67 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di modalità di erogazione dell indennità di maternità per le lavoratrici autonome e le imprenditrici agricole L indennità prevista all articolo 66 per le lavoratrici autonome e le imprenditrici agricole è erogata al padre lavoratore previa domanda all Inps, corredata delle certificazioni o delle dichiarazioni; l indennità spetta anche in caso di adozione o affidamento. Art. 17 Modifica del Capo XII del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 La rubrica del Capo XII diventa Liberi professionisti (al momento è Libere professioniste ). Art. 18 Modifiche all articolo 70 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di maternità per le libere professioniste L indennità giornaliera prevista per le libere professioniste (articolo 70) spetta anche al padre lavoratore autonomo nei casi in cui la madre non può fruirne per morte, grave infermità, abbandono, affidamento esclusivo. Art. 19 Modifiche all articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di termini e modalità della domanda per l indennità di maternità per le libee professioniste L indennità prevista all articolo 70 per le libere professioniste è erogata al padre lavoratore previa domanda all Inps, corredata delle certificazioni o delle dichiarazioni. Art. 20 Modifiche all articolo 72 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 in materia di indennità di maternità per le libere professioniste nei casi di adozione e affidamento L indennità prevista all articolo 72 per le libere professioniste spetta anche in caso di adozione o affidamento secondo le regole previste dall articolo 26. La domanda di fruizione deve essere presentata dalla madre al competente ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza entro il termine perentorio di 180 giorni dall ingresso del minore; la domanda è corredata da una dichiarazione (autocertificazione ai sensi della DPR 445/2000) con la quale si attesta l inesistenza al diritto di altre indennità di maternità. Art. 21 Modifiche all articolo 85 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 recante disposizioni in vigore Si effettua un coordinamento normativo su due lettere (la m e la z) che richiama delle norme già abrogate rispettivamente nel 2010 e nel Si specifica che il decreto del Ministro della sanità da considerare è il 10 settembre 1998 e non il 6 marzo Art. 22 Modifiche agli articoli 11 e 18-bis del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, in materia di lavoro notturno governo 6
7 Non può essere adibita obbligatoriamente a lavoro notturno la lavoratrice madre adottiva o affidataria di un minore nei primi tre anni di ingresso in famiglia e comunque non oltre il dodicesimo anno di età; la norma si applica in alternativa al padre Art. 23 Disposizioni in materia di telelavoro I lavoratori ammessi al telelavoro per motivi legati ad esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro in forza di accordi collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale non sono computati nel numero dei lavoratori per la definizione dei limiti numerici per l applicazione di particolari normative e istituti. Non si specifica quali siano i particolari normative e istituti. Art. 24 Congedo per le donne vittime di violenza di genere La lavoratrice dipendente (pubblica o privata, con esclusione del lavoro domestico) inserita in percorsi di protezione contro la violenza di genere, debitamente certificati, ha diritto ad astenersi dal lavoro per un periodo massimo di tre mesi, al fine di partecipare a detti percorsi. Alle lavoratrici titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa è riconosciuta la possibilità di sospensione dal rapporto di lavoro per la durata massima di tre mesi. La lavoratrice è tenuta a preavvisare il datore di lavoro o il committente con un preavviso non inferiore a sette giorni, con indicazione di inizio e di fine. Durante il periodo di congedo per la lavoratrice dipendente è dovuta un indennità corrispondente all ultima retribuzione con riferimento alle voci fisse e continuative e il periodo è coperto da contribuzione figurativa. L indennità è corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità; il periodo è computato ai fini dell anzianità di servizio, per la maturazione delle ferie, per la tredicesima mensilità e per il trattamento di fine rapporto. Il congedo per la lavoratrice può essere fruito su base oraria o giornaliera nell arco temporale di tre anni, secondo quanto previsto dagli accordi collettivi nazionali; mancando questi accordi, la dipendente può scegliere la fruizione secondo le regole previste dal decreto legislativo 151/2000. Il comma 6 prevede un diritto di priorità nella trasformazione da tempo pieno a tempo parziale (verticale o orizzontale), ove disponibili in organico; la successiva ritrasformazione a tempo pieno è su richiesta della lavoratrice. Restano salve altre disposizioni più favorevoli. Art. 25 Destinazione di risorse alle misure di conciliazione tra vita privata professionale e vita privata governo 7
8 In via sperimentale, una quota del 10% delle risorse del Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello è destinata alla promozione della conciliazione tra vita professionale e privata; è atteso un decreto ministeriale (Ministro del lavoro di concerto con il Ministro dell economia) per i criteri di utilizzo. Sono previste l adozione di linee guida ed una attività di monitoraggio da parte di una cabina di regia istituzionale, composta da tre rappresentanti designati dal Presidente del Consiglio dei ministri (o, se presenti, dai Ministri per la famiglia, per le pari opportunità e per la semplificazione e pubblica amministrazione), da un rappresentante designato dal Ministro dell economia e dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali che la presiede. Ai componenti della cabina di regia non spetta compenso o gettone presenza; si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 26 Disposizioni finanziare Il comma 1 quantifica in 104 milioni di euro gli oneri di copertura della misure contenute dagli articoli da 2 a 24 del presente decreto; la copertura è con i fondi previsti dalla legge di stabilità 2015 (articolo 1, comma 107, legge 190/2014; si ricorda che tali fondi ammontano nel complesso a 2,2 miliardi di euro e dovrebbero servire a coprire l intera delega, compresi gli ammortizzatori sociali). Le disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 5, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 15, 16 e 24 trovano applicazione per il solo 2015 e per le giornate di astensione riconosciute nell anno L eventuale estensione agli anni successivi al 2015 è condizionata all entrata in vigore dei decreti attuativi della delega lavoro (legge 183/2014) e all individuazione di adeguata copertura. In caso di mancata copertura, a decorrere dal 1 gennaio 2016 le disposizioni contenute agli articoli 2, 3, 5, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 15, 16 si applicano nel testo vigente prima dell entrata in vigore del presente decreto Art. 27 Clausola di salvaguardia Il Ministero dell economia e del Ministero del lavoro provvedono al monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni introdotte dal presente decreto. In caso di scostamento rispetto a quanto stanziato dall articolo 26 (104 mln di euro), è possibile un decreto per la rideterminazione dei benefici. In tal caso, il Ministro dell economia riferisce alle Camere. Art. 28 Entrata in vigore Il decreto entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale, avvenuta il 24 giugno governo 8
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Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80 Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. IL PRESIDENTE
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Art. 43 Disposizioni finanziarie 1. Il fondo di cui all'articolo 1, comma 107, della legge n. 190 del 2014 e' incrementato di 25,6 milioni di euro per l'anno 2015, 191,1 milioni di euro per l'anno 2016,
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References: articolo 1
 Art. 1
 Art. 2
 articolo 16
 articolo 16
 Art. 3
 articolo 24
 Art. 4
 articolo 26
 articolo 16
 articolo 26
 Art. 5
 articolo 28
 articolo 66
 articolo 66
 Art. 6
 articolo 31
 articolo 26
 Art. 7
 articolo 32
 Art. 8
 articolo 33
 articolo 33
 Art. 9
 articolo 34
 Art. 10
 articolo 36
 Art. 11
 articolo 53
 Art. 12
 articolo 55
 Art. 13
 articolo 64
 articolo 2
 articolo 64
 Art. 14
 Art. 15
 articolo 66
 Art. 16
 articolo 67
 articolo 66
 Art. 17
 Art. 18
 articolo 70
 Art. 19
 articolo 71
 articolo 70
 Art. 20
 articolo 72
 articolo 72
 articolo 26
 Art. 21
 articolo 85
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 articolo 26
 Art. 28

Art. 43