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Timestamp: 2020-04-02 15:47:19+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20161 del 07/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20161 del 07/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 07/10/2016, (ud. 12/09/2016, dep. 07/10/2016), n.20161
sul ricorso 358/2010 proposto da:
avverso la sentenza n. 57/2008 della COMM. TRIB. REG. di GENOVA,
udito per il controricorrente l’Avvocato MELONCELLI che si rimette
alle determinazioni della Corte;
Avverso questa decisione la parte contribuente propone ricorso per cassazione, affidato a una narrazione unica, rispetto al quale l’agenzia resiste deposita controricorso, del quale risulta richiesta tempestiva notificazione, attestata dall’UNEP che dà tuttavia atto di smarrimento prima dell’effettuazione della notificazione stessa, rimasta ineseguita. L’agenzia partecipa comunque all’udienza pubblica, come da verbale.
1. – Va preliminarmente preso atto che, pur per causa non imputabile, la difesa erariale non ha ottenuto la notificazione del controricorso, non avendo in particolare provato di aver richiesto la rinnovazione della notificazione stessa dopo lo smarrimento dell’atto processuale da parte dell’UNEP. Il controricorso è dunque inammissibile.
2. – Con un’unica narrazione la parte contribuente denuncia, senza specificamente richiamare parametri dell’art. 360 c.p.c., comma 1, l’erroneità della sentenza impugnata, lamentando tra l’altro che l’abrogazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7, comma 3, anteriormente all’emanazione di ordine di acquisizione del processo verbale di constatazione da parte della commissione tributaria provinciale non avrebbe consentito alla commissione provinciale stessa di acquisire il processo verbale di constatazione, la cui mancata rituale produzione faceva venire meno la motivazione dell’atto impugnato, benchè il verbale fosse in possesso del contribuente che tale vizio lamentava, non già la violazione del diritto di difesa.
Nè è consentito a questa Corte, attraverso l’esame del ricorso, individuare autonomamente i vizi denunziati trattandosi di attività che esula dai compiti del giudice di legittimità, il quale deve valutare la conformità a legge della sentenza impugnata sulla base delle violazioni denunciate dalla parte. Spetta, infatti, a quest’ultima definire il contenuto e la portata del giudizio di cassazione, attraverso la denuncia specifica degli errori in cui è asseritamente incorsa la sentenza impugnata, potendo il giudice di legittimità considerare solo le statuizioni di tale sentenza nei limiti dei motivi e delle richieste formulate dalla parte.
5. – Ulteriore ragione – che sempre si espone “ad abundantiam” – di inammissibilità è da rinvenirsi nella circostanza che, avendo la commissione tributaria regionale motivato nel senso che “l’avviso di accertamento… già trasmetteva tutte le indicazioni idonee alla conoscenze delle ragioni sulle quali lo stesso si fondava”, “ben note alla parte ricorrente che era in possesso del p.v.c.”, la parte ricorrente ha censurato la decisione solo sostenendo la tesi (che non mette qui conto valutare) che il possesso del p.v.c. non impingeva sul difetto di motivazione dell’atto, trascurando di criticare l’autonoma “ratio decidendi” per la quale l’avviso di accertamento già di per sè “trasmetteva tutte le indicazioni idonee alla conoscenze. delle ragioni sulle quali lo stesso si fondava”, idonea da sola a sorreggere la decisione. Tale “ratio”, peraltro, è conforme alla giurisprudenza di questa Corte che ritiene sufficientemente motivato l’avviso di accertamento che riproduca il contenuto essenziale del processo verbale (cfr. ad es. sez. 5, n. 13110 del 2012).
6. – Consegue l’inammissibilità del ricorso, con spese secondo soccombenza da liquidarsi come in dispositivo, tenuto conto del potersi ritenere l’amministrazione avere ritualmente partecipato alla sola discussione in udienza pubblica.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente alla rifusione a favore della parte intimata delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro millecentocinquanta per compensi.

References: Sentenza 
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 art. 7
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