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Timestamp: 2020-08-09 08:46:51+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 24691 del 02/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24691 del 02/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 02/12/2016, (ud. 18/10/2016, dep. 02/12/2016), n.24691
sul ricorso 23806/2014 proposto da:
S.M.S., elettivamente domiciliato in ROMA,
dall’avvocato FAUSTO MUSCUSO giusta procura a margine del ricorso;
B.G.R., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ASIAGO 8,
presso lo studio dell’avvocato LUDOVICO VILLANI che la rappresenta e
difende unitamente agli avvocati, CARMELO ASSENNATO, SILVIA VILLANI,
CRISTINA GULISANO, giusta procura speciale in calce al
avverso la sentenza n. 1048/2014 del TRIBUNALE di CATANIA SEZIONE
DISTACCATA di MASCALUCIA del 17/03/2014, depositata il 27/03/2014;
udito l’Avvocato Fausto Muscuso difensore del ricorrente che si
udito l’Avvocato Marchitelli Giacomo (delega avvocato Assennato)
difensore della ricorrente che si riporta agli atti.
“1.- Con la sentenza impugnata il Tribunale di Catania – sezione distaccata di Mascalucia, pronunciando sull’appello proposto da B.G.R. nei confronti di S.M.S. avverso la sentenza del Giudice di Pace di Trecastagni con la quale la B. era stata condannata a pagare la somma di Euro 5.000,00, oltre accessori, allo S. a titolo di risarcimento danni, ha accolto il gravame e, per l’effetto, ha dichiarato l’incompetenza per territorio del Giudice di Pace di Trecastagni, indicando come competenti, alternativamente, il Giudice di Pace di Taormina o di Linguaglossa; ha compensato tra le parti le spese di entrambi i gradi.
2.- Il ricorso è inammissibile, così come eccepito dalla parte resistente.
Va qui ribadito che “La sentenza del Tribunale che decida, in sede d’appello, in ordine alla competenza del giudice di pace deve essere impugnata esclusivamente mediante regolamento di competenza, essendo irrilevante che avverso le decisioni del giudice di pace, ai sensi dell’art. 46 c.p.c., non sia proponibile tale mezzo d’impugnazione; ne consegue che il ricorso per cassazione eventualmente proposto è inammissibile.” (Cass. n. 11300/11, citata nel controricorso; cui adde Cass. ord. n. 18734/15 e Cass. n. 20304/15).
3.- Nel caso di specie, peraltro, non sussiste nemmeno la possibilità di convertire l’impugnazione, proposta nella forma del ricorso ordinario, in regolamento di competenza, in quanto la conversione è possibile solo quando il ricorso abbia i requisiti formali e sostanziali di quello nel quale dovrebbe convertirsi e risulti, quindi, notificato, in conformità dell’art. 47 c.p.c., comma 2, entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento, decorrente dalla ricezione dell’avviso previsto nell’art. 133 c.p.c. (così Cass. n. 5598/14, citata nel controricorso; cui adde Cass. n. 9268/15 e n. 20304/15 cit.).
Ed invero, il ricorrente non ha indicato in ricorso la data di comunicazione della sentenza – essendosi limitato ad affermare che questa non risulta essere stata notificata – mentre la resistente ha indicato la data del 27 marzo 2014 come quella di comunicazione, a mezzo PEC, della sentenza emessa nello stesso giorno. Poichè il ricorso è stato notificato il 17 ottobre 2014, esso non può essere convertito in regolamento di competenza, il cui termine di proposizione era già scaduto a tale ultima data.
In conclusione, va proposta la dichiarazione di inammissibilità del ricorso.”.
Tutte e due le parti hanno depositato memorie.
La memoria di parte ricorrente non offre argomenti per disattendere la proposta del relatore. Tutto quanto sostenuto con la memoria in merito alla natura del provvedimento adottato dal Giudice di Pace di Trecastagni – che secondo il ricorrente avrebbe comportato la formazione di un giudicato sulla competenza – avrebbe dovuto essere dedotto contro la sentenza del Tribunale proponendo regolamento di competenza. Questa Corte non si può occupare del detto provvedimento del Giudice di Pace – così come non se ne è occupato il consigliere relatore – perchè la questione non può formare oggetto di ricorso ordinario per cassazione, per le ragioni esposte nella relazione.
Non sussistono i presupposti per la condanna del ricorrente ai sensi dell’art. 96 c.p.c., richiesta dalla resistente.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida, in favore della resistente, nell’importo di Euro 2.800,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre rimborso spese generali, IVA e CPA come per legge.

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