Source: http://dlgs81.blogspot.it/2009/01/
Timestamp: 2017-07-29 11:38:24+00:00

Document:
D lgs 81: gennaio 2009
Fondimpresa rilancia l'iniziativa di formazione specificamente dedicata a salute e sicurezza sul lavoro. Il successo, oltre ogni previsione, dell'Avviso 1/2008 ha sottolineato che il Fondo ha visto giusto e che la domanda delle imprese per attività formative in materia è molto elevata. Ecco quindi l'Avviso 1/2009, che finanzierà la formazione nelle imprese aderenti su salute e sicurezza sul lavoro. Come sempre, sono previste due scadenze per la presentazione delle domande: la prima scadenza è entro le ore 12.00 del 9 marzo 2009. La seconda decorre dal 15 settembre 2009 fino alle ore 12.00 del 15 ottobre 2009. Sia per la prima che per la seconda scadenza di presentazione le domande di finanziamento devono pervenire al seguente indirizzo, in busta chiusa recante all'esterno, oltre all'intestazione e ai recapiti del mittente, la dicitura "Avviso n. 1/2009": Fondimpresa, Via del Traforo, 146, 00187 Roma Le risorse destinate al finanziamento dei Piani formativi sono pari, complessivamente, a 12 milioni di euro, 6 per ciascuna delle due scadenze. Ciascun Piano formativo deve prevedere un finanziamento di Fondimpresa non inferiore a 70.000 euro e non superiore a 200.000.(fonte Fondimpresa.it)
Formazione per 12 milioni di euro,
Authority appalti: nuove linee guida per la finanza di progetto e studi di fattibilità.Con la DETERMINAZIONE n. 1 del 14 Gennaio 2009, sono state approvate 2 linee guida dal Consiglio:1) "linee guida per l'affidamento delLe concessioni di lavori pubblici mediante le procedure previste dall'articolo 153 del Codice";2) "linee guida per la redazione dello studio di fattibilità.Giampaolino: "Gare più semplici per ridurre il deficit infrastrutturale e incentivare gli investimenti". "La semplificazione di tutte le fasi della realizzazione di un'opera pubblica e la certezza delle regole contribuiranno alla ripresa del mercato e all'incentivazione degli investimenti da parte dei privati, con la conseguente soluzione del deficit infrastrutturale e creazione di nuovi posti di lavoro".Lo ha dichiarato il presidente dell'Authority Luigi Giampaolino a seguito dell'emanazione delle ‘Linee guida sulla finanza di progetto dopo l'entrata in vigore del terzo decreto correttivo al codice dei contratti pubblici' (D.Lgs. 152/2008)."L'Autorità, vista la grave crisi economica in atto e la situazione di difficoltà del mercato dei lavori pubblici, che ha indotto il governo a varare provvedimenti speciali - ha continuato Giampaolino - ha fornito il proprio contributo producendo uno strumento di semplificazione e di chiarimento per l'applicazione delle nuove procedure di finanza di progetto"."Con questo documento l'Autorità ha ritenuto opportuno fornire alle amministrazioni ed alle imprese - ha specificato il Presidente dell'Authority - uno strumento operativo per risolvere problemi interpretativi riguardanti le nuove procedure del project financing e per le modalità di redazione degli studi di fattibilità".Con il documento l'Autorità di vigilanza sottolinea, infatti, la fondamentale importanza dello studio di fattibilità per il quale le linee guida suggeriscono che lo stesso "sia elaborato con la massima cura e completezza in modo da consentire ai privati di investire in progetti realizzabili in tempi rapidi e a costi certi".Nelle linee guida si chiariscono, inoltre, numerosi aspetti delle nuove procedure di gara, quali la fase della programmazione, i contenuti dei bandi, il sistema delle garanzie, le varie fasi di tutte le tipologie di gara.In seguito saranno date anche indicazioni in merito alla redazione dei bandi di gara ed alla applicazione del criterio di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa.(fonte Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture)Scarica files in formato PDF >
Appalti: Linee guida sulla finanza di progetto,
INTERPELLO N. 52/2008 Roma, 19 dicembre 2008 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Alla Confcommercio Piazza G. G. Belli, 2 00153 Roma DIREZIONE GENERALE PER L’ATTIVITÀ ISPETTIVA Prot. 25/I/0018453 Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – consegna al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza del documento di valutazione dei rischi unicamente su supporto informatico.La Confcommercio ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere di questa Direzione in merito alla possibilità di consegna al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza del documento di valutazione dei rischi unicamente su supporto informatico. In particolare si chiede se la consegna al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di un terminale (pc portatile connesso con la rete aziendale) contenente il documento di valutazione dei rischi dell’unità produttiva di competenza e consultabile all’interno dei locali aziendali (in qualsiasi area) negli orari di operatività dell’unità stessa (normalmente dal lunedì al sabato dalle 7.00 alle 21.30) costituisca, per il datore di lavoro, assolvimento dell’obbligo previsto dall’articolo 18 comma 1 lett. o) del D.Lgs. n. 81/2008. Tale norma richiede di “consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), nonché consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r)”.Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro si rappresenta quanto segue.L’articolo 18 comma 1 lettera o) del D.Lgs. n. 81/2008, nel prevedere che il datore di lavoro debba consegnare al rappresentante per la sicurezza, su richiesta di questi e per l’espletamento della sua funzione, copia del documento di valutazione dei rischi nonché consentire l’accesso ai dati relativi agli infortuni sul lavoro non specifica tuttavia le modalità di consegna.Il comma 5 dell’art 53 del medesimo decreto stabilisce inoltre che tutta la documentazione rilevante in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro e tutela delle condizioni di lavoro possa essere tenuta su unico supporto cartaceo o informatico.La previsione viene a risolvere la questione assai dibattuta sul piano applicativo se il documento inerente la valutazione dei rischi dovesse essere materialmente consegnato o fosse invece solo accessibile al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza per la sua consultazione.La problematica scaturiva dalla formulazione dell’art. 19, comma 5, del D.Lgs. n. 626/1994 che parlava di diritto di “accesso” al documento sulla valutazione dei rischi; si era tuttavia ritenuto che, stante il ruolo effettivo e non meramente formale del rappresentante, lo stesso avesse diritto alla materiale consegna dei documenti, ovviamente in copia, necessari per svolgere appieno le sue funzioni (in tal senso è la circolare del Ministero del lavoro 16 giugno 2000, n. 40, con le ulteriori precisazioni apportate dalla circolare n. 68 del 3 ottobre dello stesso anno).Tale indirizzo ha trovato ora conferma sul piano legislativo.Atteso quindi che la nuova previsione normativa prevede la “consegna del documento” è da valutare se la consegna al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di un terminale (pc portatile connesso con la rete aziendale) contenente il documento di valutazione dei rischi dell’unità produttiva di competenza e consultabile all’interno dei locali aziendali, risponda al dettato normativo.Si ritiene che, non essendo prevista alcuna formalità per la consegna del documento, l’adempimento all’obbligo di legge è comunque garantito mediante consegna dello stesso su supporto informatico, anche se utilizzabile solo su terminale video messo a disposizione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza giacché tale modalità, consentendo la disponibilità del documento in qualsiasi momento ed in qualsiasi area all’interno dei locali aziendali, non pregiudica lo svolgimento effettivo delle funzioni del rls.IL DIRETTORE GENERALE (f.to Paolo Pennesi) a
documento di valutazione dei rischi unicamente su supporto informatico,
Le aziende del comparto petrolifero e del settore energetico che abbiano adottato sistemi di gestione integrati salute sicurezza conformi alle linee guida UniInail hanno titolo per accedere al bonus malus. Prot. n. 477 del 13/01/2009 Roma, 13 gennaio 2009 ALLE STRUTTURE TERRITORIALI Oggetto: Istanze ex art. 24 DM 12.12.2000.Linee di indirizzo SGI -AE - Sistema di gestione integrato salute sicurezza - Ambiente energia. A seguito dell'accordo siglato in data 28 giugno 2007 tra l'Istituto e ASIEP (ora Confindustria Energia) sono state realizzate e pubblicate sul sito INAIL le linee di indirizzo in oggetto allo scopo di sviluppare, per le aziende del comparto petrolifero e del settore energetico, un sistema di gestione conforme alle linee guida UNI INAIL, alla OHSAS 18001, per quanto attiene alla Sicurezza e Salute sul Lavoro e alla ISO-EN-UNI 14001, per quanto attiene alla protezione ambientale. L'attività di redazione delle citate linee di indirizzo, promossa dalla Commissione Paritetica HSE di Confindustria Energia, in cui sono rappresentate le Parti Datoriali e i Lavoratori, attraverso le loro organizzazioni sindacali, è stata realizzata congiuntamente da gruppi di lavoro INAIL e aziende associate a Confindustria Energia. I sistemi di Gestione integrati realizzati dalle aziende in conformità alle linee di indirizzo in argomento, essendo conformi alle linee guida SGSL-UNI2001 ed alle BS OHSAS 18001:2007, soddisfano i requisiti della sezione "A" lettera b) del modulo OT 24. Pertanto, la concreta applicazione da parte delle imprese va considerata condizione sufficiente per la concessione della riduzione del premio assicurativo. Confindustria Energia ha reso nota l'intenzione di procedere alla sperimentazione applicativa su unità produttive di alcune aziende del comparto, anche con l'assistenza di professionisti della CONTARP. Si fa presente, infine, che le istruzioni alla compilazione del modulo OT 24, sono state opportunamente aggiornate. IL DIRETTORE CENTRALEf.to dr. Fernando Giannoni a
Semplificazione al modello per la notificazione al Garante G.U. n. 287 del 9 dicembre 2008IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALINELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali e, in particolare, le disposizioni riguardanti la notificazione del trattamento (artt. 37 ss. d.lg. 30 giugno 2003, n. 196);VISTO l'art. 29 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, come modificato dalla legge di conversione 6 agosto 2008, n. 133, con il quale è stato, fra l'altro, modificato l'art. 38 del Codice;CONSIDERATO che la notificazione è validamente effettuata solo se è trasmessa attraverso il sito dell'Autorità (http://www.garanteprivacy.it) utilizzando l'apposito modello predisposto dal Garante (art. 38 del Codice, come modificato dal citato art. 29 del d.l. n. 112/2008);CONSIDERATO che tale modello deve contenere soltanto alcune tipologie di informazioni riguardanti il trattamento da notificare, specificamente indicate nella normativa ora richiamata;RITENUTA l'esigenza di adeguare il predetto modello per la notificazione, nonché le relative istruzioni, in modo da introdurre, nei riguardi dei soggetti tenuti a tale adempimento ulteriori semplificazioni rispetto a quelle in passato già introdotte dal Garante;RILEVATA l'esigenza che detto modello, unitamente alle relative istruzioni, sia facilmente reperibile sul sito Internet dell'Autorità (http://www.garanteprivacy.it), attraverso il quale deve essere trasmessa la notificazione;VISTA la documentazione in atti;VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;RELATORE il dott. Giuseppe Chiaravalloti;PREMESSOIl presente provvedimento ha lo scopo di introdurre talune semplificazioni al modello utilizzato per effettuare le notificazioni al Garante, ulteriori rispetto a quelle già in passato introdotte da questa Autorità. Risulta a tal fine opportuno richiamare preliminarmente alcune caratteristiche della notificazione.1) Contenuto della notificazione al GaranteLa notificazione è una dichiarazione con la quale un soggetto pubblico o privato, titolare del trattamento, rende nota al Garante l'esistenza di un'attività di raccolta e di utilizzazione dei dati personali. Essa deve contenere unicamente le seguenti tipologie di informazioni:a) le coordinate identificative del titolare del trattamento e, eventualmente, del suo rappresentante, nonché le modalità per individuare il responsabile del trattamento se designato;b) la o le finalità del trattamento;c) una descrizione della o delle categorie di persone interessate e dei dati o delle categorie di dati relativi alle medesime;d) i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati possono essere comunicati;e) i trasferimenti di dati previsti verso Paesi terzi;f) una descrizione generale che permetta di valutare in via preliminare l'adeguatezza delle misure adottate per garantire la sicurezza del trattamento.Una volta ricevute, le notificazioni sono inserite in un registro pubblico consultabile gratuitamente da chiunque on-line.2) Casi nei quali la notificazione è dovutaIn termini generali, la notificazione è dovuta per disposizione di legge esclusivamente da soggetti che effettuano trattamenti riguardanti:a) dati genetici, biometrici o dati che indicano la posizione geografica di persone od oggetti mediante una rete di comunicazione elettronica;b) dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, trattati a fini di procreazione assistita, prestazione di servizi sanitari per via telematica relativi a banche di dati o alla fornitura di beni, indagini epidemiologiche, rilevazione di malattie mentali, infettive e diffusive, sieropositività, trapianto di organi e tessuti e monitoraggio della spesa sanitaria;c) dati idonei a rivelare la vita sessuale o la sfera psichica trattati da associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale;d) dati trattati con l'ausilio di strumenti elettronici volti a definire il profilo o la personalità dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a monitorare l'utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti;e) dati sensibili registrati in banche di dati a fini di selezione del personale per conto terzi, nonché dati sensibili utilizzati per sondaggi di opinione, ricerche di mercato e altre ricerche campionarie;f) dati registrati in apposite banche di dati gestite con strumenti elettronici e relative al rischio sulla solvibilità economica, alla situazione patrimoniale, al corretto adempimento di obbligazioni, a comportamenti illeciti o fraudolenti.La notificazione relativa al trattamento dei dati sopra menzionati non è tuttavia dovuta se relativa all'attività dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta, in quanto tale funzione è considerata tipica del loro rapporto professionale con il Servizio sanitario nazionale (art. 37, comma 1-bis, del Codice).Va altresì tenuto conto che questa Autorità ha disposto in base alla legge alcuni esoneri dall'obbligo di notificazione nei riguardi dei soggetti e dei trattamenti indicati in un'apposita deliberazione pubblicata sul menzionato sito Internet del Garante, accompagnata da utili chiarimenti in ordine a quesiti pervenuti (Provv. 31 marzo 2004 n. 1, in G.U. 6 aprile 2004, n. 81, nonché in www.garanteprivacy.it, doc. web n. 852561; nota 23 aprile 2004, ivi, doc. web n. 993385).Non è dovuta la notificazione nei casi diversi da quelli indicati.3) Momento in cui deve essere effettuata la notificazioneLa notificazione deve essere presentata al Garante prima dell'inizio del trattamento e una sola volta, a prescindere dal numero delle operazioni e della durata del trattamento da effettuare, e può anche riguardare uno o più trattamenti con finalità correlate. Essa deve essere effettuata con unico atto anche quando il trattamento comporta il trasferimento all'estero dei dati.Una nuova notificazione è richiesta solo anteriormente alla cessazione del trattamento o al mutamento di taluno degli elementi da indicare nella notificazione medesima.Tutto ciò premesso, in attuazione della menzionata modifica normativa, vanno quindi introdotte alcune modifiche semplificative del modello di notificazione. Il modello semplificato sarà reso disponibile e operativo sul menzionato sito del Garante entro e non oltre sessanta giorni dalla data di pubblicazione del presente provvedimento, non appena soddisfatte le esigenze tecniche di adattamento del medesimo sito.Pertanto, il GaranteDELIBERA:di introdurre talune semplificazioni al modello utilizzato per effettuare le notificazioni al Garante, approvando il nuovo modello di notificazione riportato nell'Allegato A che costituisce parte integrante del presente provvedimento e che sarà reso disponibile e operativo sul sito Internet del Garante (http://www.garanteprivacy.it) entro e non oltre i sessanta giorni dalla data di pubblicazione del presente provvedimento;di dare atto che l'introduzione del nuovo modello non comporta, per ciò stesso, l'obbligo di effettuare una nuova notificazione da parte dei soggetti che l'abbiano già effettuata;di disporre che copia del presente provvedimento sia trasmessa al Ministero della giustizia-Ufficio pubblicazione leggi e decreti, per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.Roma, 22 ottobre 2008IL PRESIDENTEPizzettiIL RELATOREChiaravallotiIL SEGRETARIO GENERALEButtarelli
Privacy semplificata per alcune categorie di soggetti.,
Seppur non obbligatorio, il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro SGSL è finalizzato a garantire il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza che l'azienda si è data allo scopo di ridurre i propri costi ed aumentare i propri benifici. Gli scopi del SGSL sono infatti di: - ridurre i costi derivanti da incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro minimizzando i rischi cui possono essere esposti i dipendenti, i clienti, i fornitori, i visitatori, ecc.;- aumentare l'efficienza e le prestazioni dell'impresa;- contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro; - migliorare l'immagine interna ed esterna dell'impresa.Gli step fondamentali per un sistema di gestione sono: la pianificazione/programmazione, l'attuazione, il monitoraggio ed infine il riesame e miglioramento.È l'articolo 30 del Testo Unico che disciplina i modelli di organizzazione e di gestione.Articolo 30 - Modelli di organizzazione e di gestione1. Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi:a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici;b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti;c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;d) alle attività di sorveglianza sanitaria;e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori;f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori;g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge;h) alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure adottate. 2. Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1.3. Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni dell'organizzazione e dal tipo di attività svolta, un'articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche ei poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello.4 Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull'attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l'eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all'igiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nell'organizzazione e nell'attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. 5. In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all'articolo 6.6. L'adozione del modello di organizzazione e di gestione di cui al presente articolo nelle imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attività finanziabili ai sensi dell'articolo 11. Dalla lettura dell'articolo 30 del D.Lgs. 81/08 si evince che se l'Azienda dimostra di aver adottato ed applicato efficacemente un modello di organizzazione e di gestione, è sollevata dalla responsabilità amministrativa.Inoltre, come si vede, al comma 5 di tale articolo è specificato l'SGSL come un modello di organizzazione aziendale conforme a quanto disciplinato da tale articolo.Un altro aspetto da sottolineare, è la possibilità di finanziamenti, come specificato dal comma 6 dell'articolo 30.L'SGSL può essere certificato da un terzo organismo indipendente ai sensi della norma internazionale Ohsas 18001:2007.Concludendo, avere un sistema SGSL testimonia concretamente e in modo oggettivo la volontà e lo sforzo organizzativo del datore di lavoro per prevenire in modo efficace gli incidenti sul lavoro; cioè, avere un sistema SGSL costituisce un elemento positivo a favore dell'impresa nel momento in cui il magistrato dovrà valutare se esistano o meno gli estremi per contestare all'impresa la responsabilità amministrativa (lo stesso D.Lgs.81/08 all'articolo 30 su riportato lo specifica). a
L'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, ad esclusione della fonte solare, da alcuni anni, è incentivata mediante il rilascio dei cosiddetti certificati verdi. Dal 2001, infatti, gli impianti che importano o producono energia elettrica da fonti non rinnovabili hanno l'obbligo di immettere nel sistema elettrico nazionale una quota prodotta da fonti rinnovabili. Alle fonti rinnovabili tradizionali (energia prodotta dal sole, vento, risorse idriche e geotermiche, maree, moto ondoso e tramite la trasformazione dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici) si sono aggiunte, in seguito ad una modifica del 2007, anche le fonti energetiche provenienti dall'agricoltura e dall'allevamento di animali (biogas e biomasse). In particolare la legge 222/2007 sul mercato agroalimentare, aveva esteso i meccanismi con cui è incentivata la produzione di energia elettrica anche agli impianti alimentati da biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, ottenuti nell'ambito di intese di filiera o contratti quadro oppure di filiere corte, cioè ottenuti entro un raggio di 70 chilometri dall'impianto che li utilizza per produrre energia elettrica. Nella legge finanziaria 2008 si dispone anche un significativo aumento degli incentivi, per compensare i costi derivanti dalle difficoltà del processo di individuazione dei siti, di autorizzazione e di collegamento alla rete per i nuovi impianti. Secondo tale legge, la produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati dalle fonti rinnovabili e di potenza nominale media annua superiore a 1 megawatt (MW), è incentivata con il sistema dei certificati verdi per un periodo di quindici anni. Con il decreto del ministero dello Sviluppo economico del 18 dicembre 2008, pubblicato il 2 gennaio scorso sulla Gazzetta ufficiale, si da attuazione alla legge finanziaria 2008, nella parte che stabilisce i meccanismi con cui è incentivata la produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007, a seguito di nuova costruzione, rifacimento o potenziamento. (fonte governo.it) a
Quando la sicurezza si impara giocando: "Sicuropoli" arriva a TrevisoMartedì prossimo l'inaugurazione nei locali dell'INAIL del percorso educativo riservato agli studenti delle scuole elementari e organizzato in collaborazione col Museo dei bambini di MilanoCon la sicurezza non si scherza. Ma la sua educazione può essere... un gioco. Sbarca anche a Treviso - martedì prossimo, 13 gennaio 2009, presso la sede dell'INAIL di via Monterumici 4 - "Sicuropoli", il percorso ludico sulla sicurezza realizzato dall'Istituto con la collaborazione di Muba, il Museo dei Bambini di Milano. Si tratta di un'avvincente "caccia al tesoro" attraverso la quale i giovani partecipanti sono invitati a esplorare un percorso caratterizzato da diverse situazioni di rischio. L'obiettivo: scoprire come ovviare ai possibili pericoli che si presentano e capire - in modo sereno e giocoso, e sotto la guida degli animatori - come possono verificarsi, e perché, alcuni piccoli incidenti quotidiani. Il percorso, infatti, riproduce situazioni di rischio che spesso si incontrano nella vita di tutti i giorni, a casa e per strada: dal phon posato sul bordo della vasca da bagno all'operaio che lavora in cantiere senza casco di protezione. "Sicuropoli" è concepito come uno strumento di apprendimento che consente ai partecipanti di fare propria l'esperienza compiuta: i bambini vengono, così, invitati a trovare le soluzioni più opportune per mettere in sicurezza le situazioni pericolose e a elaborare strategie per imparare a muoversi con sicurezza. Alla fine del percorso viene rilasciato loro un patentino di "esperto in sicurezza". L'iniziativa - rivolta agli studenti delle scuole elementari - si caratterizza per la novità del suo metodo pedagogico e si inserisce in un contesto più ampio di collaborazione tra le istituzioni che partecipano al Tavolo provinciale della sicurezza. "Sicuropoli" - il cui ingresso è gratuito - sarà a disposizione delle classi interessate fino al 22 maggio prossimo, dal lunedì a venerdì dalle 9,30 e alle 14,00 (sabato e domenica chiuso). Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Muba al numero 02/ 43980402. fonte inail
Scuola. L'INAIL investe sulla sicurezza: in arrivo 70 milioni di euro I fondi, ripartiti per il biennio 2008/2009, serviranno per l’adeguamento degli edifici e l’abbattimento delle barriere architettoniche Uno stanziamento di 70 milioni di euro in due anni per la sicurezza nelle scuole. Lo ha deciso l'INAIL, mettendo a disposizione 50 milioni di euro per il 2008 e 20 per il 2009, per l'adeguamento degli edifici e l'abbattimento delle barriere architettoniche. Il presidente/commissario straordinario dell'INAIL, Marco Fabio Sartori, ha autorizzato la spesa, definendo anche i criteri generali per il finanziamento dei progetti e la ripartizione regionale delle risorse. A beneficiare del finanziamento saranno gli Enti locali proprietari degli edifici scolastici, sede di istituti pubblici di istruzione secondaria di primo grado e superiore.Il bando, pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale (e disponibile anche sul sito www.inail.it), apre i termini per le richieste di finanziamento, che dovranno essere presentate entro il 20 marzo 2009 direttamente alle Regioni o alle Province autonome di Trento e Bolzano a seconda della competenza territoriale. I fondi saranno ripartiti tenendo conto di diversi fattori, quali il numero degli edifici scolastici, il totale di alunni e personale, la rilevanza delle situazioni di handicap e il numero di infortuni indennizzati dall'INAIL. Per ciascuna sede scolastica l'erogazione potrà oscillare da un massimo di 350mila ad un minimo di 80mila euro, ridotti a 30mila nel caso in cui l'intervento riguardi esclusivamente l'abbattimento delle barriere architettoniche. I fondi, ripartiti per il biennio 2008/2009, serviranno per l’adeguamento degli edifici e l’abbattimento delle barriere architettoniche
Scuola. L'INAIL investe sulla sicurezza: in arrivo 70 milioni di euro
I fondi, ripartiti per il biennio 2008/2009, serviranno per l’adeguamento degli edifici e l’abbattimento delle barriere architettoniche Uno stanziamento di 70 milioni di euro in due anni per la sicurezza nelle scuole. Lo ha deciso l'INAIL, mettendo a disposizione 50 milioni di euro per il 2008 e 20 per il 2009, per l'adeguamento degli edifici e l'abbattimento delle barriere architettoniche. Il presidente/commissario straordinario dell'INAIL, Marco Fabio Sartori, ha autorizzato la spesa, definendo anche i criteri generali per il finanziamento dei progetti e la ripartizione regionale delle risorse. A beneficiare del finanziamento saranno gli Enti locali proprietari degli edifici scolastici, sede di istituti pubblici di istruzione secondaria di primo grado e superiore.Il bando, pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale (e disponibile anche sul sito www.inail.it), apre i termini per le richieste di finanziamento, che dovranno essere presentate entro il 20 marzo 2009 direttamente alle Regioni o alle Province autonome di Trento e Bolzano a seconda della competenza territoriale. I fondi saranno ripartiti tenendo conto di diversi fattori, quali il numero degli edifici scolastici, il totale di alunni e personale, la rilevanza delle situazioni di handicap e il numero di infortuni indennizzati dall'INAIL. Per ciascuna sede scolastica l'erogazione potrà oscillare da un massimo di 350mila ad un minimo di 80mila euro, ridotti a 30mila nel caso in cui l'intervento riguardi esclusivamente l'abbattimento delle barriere architettoniche. I fondi, ripartiti per il biennio 2008/2009, serviranno per l’adeguamento degli edifici e l’abbattimento delle barriere architettoniche
Più qualità ma soprattutto più sicurezza sui luoghi di lavoro: questa la priorità che la Regione Toscana si è data nella ripartizione delle risorse per la formazione assegnate alla Toscana dal ministero del Lavoro e della Previdenza sociale. In totale si tratta di 12 milioni e 560mila euro destinati alla formazione dei lavoratori sulla base della legge 236 del '93. "La giunta regionale - ha spiegato l'assessore al lavoro, Gianfranco Simoncini - ha deciso le priorità con cui verranno assegnate le risorse in base ad un criterio guida principale che è quello della sicurezzasul lavoro, unito alla maggiore qualificazione e riqualificazione del personale". Vi è però anche una quota di un milione di euro destinata specificatamente alla formazione per i lavoratori coinvolti in crisi aziendali, l'assunzione di disoccupati a seguito di crisi aziendali o in zone o settori in crisi dove vi siano stati accordi in tal senso con le parti sociali. La quota maggiore, per un importo di 4.288.570 euro (il 41% del totale) rappresenta il plafond assegnato alle 10 province, al circondario Empolese-Valdelsa e a quello Val di Cornia, per piani formativi aziendali e pluriaziendali, territoriali o settoriali o di filiera, che puntino alla qualità e alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Una quota di poco inferiore, pari a 4 milioni e 183 mila euro (il 40% del totale) è invece destinata a voucher individuali per quei lavoratori che siano coinvolti in processi di mobilità o interessati ad ammortizzatori sociali, oppure abbiano più di 45 anni o ancora siano in possesso della sola licenza di scuola dell'obbligo, oppure siano a tempo determinato, o ancora siano donne in età fra i 35 e 45 anni. Inoltre il voucher potrà essere attribuito a quei lavoratori che chiedono di frequentare corsi per la sicurezza sul lavoro. I voucher, che avranno un importo massimo di 3 mila euro, saranno assegnati attraverso un avviso regionale con attuazione provinciale.Fonte La Nazione
Più sicurezza sui luoghi di lavoro,
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO1. Con sentenza del 16 gennaio 2007 del tribunale di Castrovillari F.G.D. veniva ritenuta penalmente colpevole del reato di cui al DPR n. 547 del 1955, articoli 11 e 389, lettera B perché, in qualità di titolare e responsabile della sicurezza dell'impresa agricola omonima, non metteva in sicurezza le vie di circolazione principale, quelle che portavano a luoghi di lavoro fissi e quelle utilizzate per la regolare manutenzione e sorveglianza degli impianti sul terreno di impresa, lasciando il canale di scolo che attraversava i luoghi detti senza alcuna protezione sui lati (in (OMISSIS)).Rilevava il tribunale che, in data 22 luglio 2004, presso l'azienda agricola di cui era titolare F.G. si sia verificato un incidente che aveva visto coinvolto un dipendente della stessa di nome B.A., cittadino albanese. In particolare, quest'ultimo, che era alla guida di un trattore e che percorreva una stradina sterrata all'interno dell'azienda, era scivolato all'interno di un canale di scolo delle acque che corre lungo la predetta stradina riportando lesioni personali giudicate guaribili in 40 giorni.In particolare il teste M.llo D.A. aveva dichiarato che, recatosi presso il luogo in cui si era verificato l'incidente, aveva avuto modo di accertare che al margine dell'agrumeto dell'azienda agricola della F. vi era una stradina sterrata, che si estendeva parallelamente ad un canale di scolo delle acque.Tale stradina era larga non piú di tre metri, tra l'ultimo filare degli alberi di agrumi e il ciglio del canale di scolo delle acque.Nessun parapetto o guardrail o alcun altro ostacolo o barriera protettiva separava la strada dal canale. Inoltre il teste R.F., in servizio presso la Direzione del Lavoro di (OMISSIS), aveva riferito di aver effettuato un sopralluogo presso l'azienda in questione ed aveva rilevato che la stradina interpoderale prospiciente il canale presentava una larghezza di circa tre metri e non disponeva di alcuna misura di protezione che impedisse a chi utilizzava la strada per il transito con mezzi meccanici di scivolare all'interno del canale di scolo. Il teste, anche alla luce della sua esperienza professionale e competenza tecnica, ha aggiunto che, in considerazione dello stato di fatto esistente al momento dell'accertamento, sicuramente la strada avrebbe dovuto essere oggetto di appositi interventi al fine di porla in condizioni di sicurezza, mediante l'applicazione di un guardrail o la costruzione di un muro alto almeno novanta centimetri, un metro Al contrario la stradina in questione non solo non era dotata di alcuna misura di sicurezza tra quelle indicate, ma era del tutto sprovvista anche di segnalazioni che evidenziassero la presenza del canale ed il pericolo di scivolare all'interno. Il teste evidenziava inoltre che la presenza della strada al margine con il canale di scolo delle acque, unitamente all'assenza di qualsiasi barriera protettiva tra l'una e l'altro, era già stata specificamente messa in evidenza in sede di redazione del Piano di valutazione dei rischi relativo all'azienda in questione dal competente medico nel verbale di sopralluogo da questi redatto in data (OMISSIS) (quindi alcuni mesi prima del verificarsi del sinistro). In tale atto si prescriveva inoltre la necessaria adozione di idonee misure in grado di scongiurare il verificarsi di incidenti legati al transito di mezzi sul sentiero in questione.In definitiva l'istruttoria dibattimentale aveva consentito di accertare che la strada in questione, larga non piú di tre metri e stretta tra l'ultimo filare degli alberi e il canale di scolo delle acque, era totalmente sprovvista non solo di segnalazioni del pericolo rappresentato dalla presenza del canale al margine della strada, ma anche di qualsivoglia misura di sicurezza (guardrail, muretti o altro).Il tribunale stimava congruo, alla stregua dei criteri di cui all'articolo 133 c.p., condannare F.G.D. ad una pena di complessivi euro 1.000,00 di ammenda.2. Avverso questa pronuncia l'imputato propone ricorso per cassazione con un unico motivo.MOTIVI DELLA DECISIONE1. Il ricorso è inammissibile perché assolutamente generico ed in fatto, essendosi limitata la ricorrente ad affermare che la strada poderale, dove è avvenuto l'infortunio sul lavoro, non necessitava di alcuna protezione dal finitimo canale di scolo dove è precipitato il dipendente della stessa alla guida di un trattore; protezione che invece il tribunale, con valutazione di merito non censurabile in sede di legittimità in quanto sorretta da motivazione sufficiente e non contraddittoria, ha ritenuto necessaria perché in quel punto la strada poderale, di ridotta carreggiata, costeggiava un canale di scolo e ciò, per le condizioni del luogo, creava una insidia per i mezzi agricoli che vi transitavano.2. Pertanto il ricorso va dichiarato inammissibile.Tenuto poi conto della sentenza 13 giugno 2000 n. 186 della Corte costituzionale e rilevato che, nella fattispecie, non sussistono elementi per ritenere che "la parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità", alla declaratoria dell'inammissibilità medesima consegue, a norma dell'articolo 616 c.p.p., l'onere delle spese del procedimento nonchè quello del versamento di una somma, in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in euro 1.000,00.P.Q.M.la Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro mille alla Cassa delle ammende.Cosí deciso in Roma, il 9 maggio 2008.Depositato in Cancelleria il 11 luglio 2008 a
Prorogati alcuni termini di disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro, ma confermata l'entrata in vigore al 1° gennaio 2009 della nuova valutazione dei rischi ai sensi del D. Lgs. 81/2008Le proroghe previste dal Decreto Legge n. 207, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31.12.2008, riguardano l'obbligo della valutazione dello stress lavoro-correlato e dell'apposizione della data certa sul DVR, nonché la sorveglianza sanitaria in fase preassuntiva e la comunicazione all'INAIL o all'IPSEMA dei dati relativi agli infortuni sul lavoro.Resta ferma pertanto l'entrata in vigore, a partire dal già trascorso 1° gennaio 2009, degli altri obblighi fissati dallo stesso art. 28.Infatti, come già riportato nella news del 3 gennaio 2009 DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2008, n. 207: art 32 Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81(http://www.consorzioinfotel.it/portaleconsulenti/news.php?item.252.2),l'articolo 32 del Decreto legge specifica al primo comma la proroga al 16 maggio 2009 di due adempimenti:- comunicazione degli infortuni superiori ad un giorno (art. 18, comma 1, lett. r)- divieto delle visite mediche pre-assuntive, art. 41, comma 3, lett. a)Lo stesso articolo al secondo comma proroga la data certa e l'obbligo della valutazione dei rischi collegati allo stress lavoro correlato al 16 maggio 2009 e non, quindi, quelli relativi agli altri lavoratori espressamente indicati nello stesso art. 28.Per quanto riguarda l'oggetto della valutazione dei rischi, come già illustrato nella news Quali sono le differenze tra il Documento Valutazione Rischi ai sensi della 626 e quello ai sensi del D.Lgs. 81/08? (http://www.consorzioinfotel.it/portaleconsulenti/news.php?item.243.2 ) l'articolo 28 del D.Lgs. 81/08 riporta i contenuti del DVR:a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;b)l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a);c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.Rispetto a quanto previsto dal D.lgs 626/94, vengono aggiunti nuovi punti (dal punto d) al punto f) ) che rappresentano la necessità di evidenziare nel documento come si intende realizzare quanto previsto dal Programma delle misure.Chi non aveva aggiornato il documento di valutazione dei rischi già redatto ai sensi del D. Lgs. 626 ha dovuto integrarlo dei contenuti previsti dall'articolo 28 comma 2 del TESTO UNICO entro il 31/12/2008 , mentre conferirà la "data certa" al documento entro il 16 maggio 2009.Mentre, chi ha già provveduto alla redazione del DVR ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs. 81/08, per conferire data certa al documento avrà tempo fino al 16 maggio 2009.Inoltre, non vi è alcun riferimento ad una proroga per il DUVRI, rimane quindi, confermato il termine del 31.12.2008 (art. 26)
d lgs 81 FAQ,
Quali sono gli obblighi e le responsabilità degli amministratori dei condomini previste dal D.Lgs. 81/08?Laddove il condominio commissioni, nella forma del contratto di appalto, lavori edili o di ingegneria civile ricadenti nel campo di applicazione del Titolo IV del TESTO UNICO (cantieri temporanei o mobili), è indiscutibile che la figura del committente è del tutto legittimamente ascrivibile all'amministratore del condominio. Ne consegue che gli obblighi facenti capo al committente (art.90 del D.Lgs. 81/08) sono destinati a ricadere sull'amministratore di condominio.Nel caso in cui i lavori appaltati non siano di natura edile e, che quindi non si applichino le disposizioni destinate ai cantieri temporanei o mobili, bisogna stabilire se si applichi o meno l'art. 26 del D. Lgs. n. 81/2008 contenente gli obblighi connessi ai contratti di appalto o d'opera o di somministrazione.Ebbene, dalla lettura dell'articolo 26, si evince che le disposizioni in esso contenute ed in particolare la redazione del DUVRI si applicano ai committenti datori di lavoro che ricevono altri datori di lavoro nell'ambito della propria azienda o di una singola unità produttiva della stessa nonché nell'ambito dell'intero ciclo produttivo dell'azienda medesima.Quindi, solo se l'amministratore assume la veste di datore di lavoro, questi è tenuto al rispetto di tutti gli obblighi contenuti nell'art. 26 ed anche, quindi, alla redazione del DUVRI, che dovrà allegare al contratto di appalto con la ditta appaltatrice e nel quale dovranno essere individuati i rischi interferenziali presenti e dovranno essere indicate le conseguenti misure di sicurezza da adottare.Nel caso in cui l'amministratore assume la veste di datore di lavoro (se il condominio occupa dei lavoratori alle proprie dirette dipendenze per lo svolgimento di servizio di portierato, di pulizia, di manutenzione degli impianti, di giardinaggio, ecc.), lo stesso è tenuto ad ottemperare a tutti gli obblighi previsti per il datore di lavoro e, quindi la valutazione dei rischi e la relativa elaborazione del documento valutazione rischi (DVR).Per concludere, si sottolinea che senza dipendenti non serve nè DUVRI nè DVR.
È stato pubblicato il DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2008, n. 207Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti.(GU n. 304 del 31-12-2008 ) testo in vigore dal: 31-12-2008Che all'articolo 32 riporta le modifiche al D.Lgs. 81/08:Art. 32. Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 1. Le disposizioni di cui agli articoli 18, comma 1, lettera r), e41, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, e successive modificazioni, si applicano a decorrere dal 16maggio 2009.2. Il termine di cui all'articolo 306, comma 2, del decretolegislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, conriferimento alle disposizioni di cui all'articolo 28, commi 1 e 2,del medesimo decreto legislativo, concernenti la valutazione dellostress lavoro-correlato e la data certa, e' prorogato al 16 maggio2009.Quindi, per la valutazione dello stress lavoro-correlato e per la data certa il termine è stato prorogato al 16 maggio 2009.
DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2008,
Con la nota n. 9611 del 19 dicembre 2008, l'Inail ha fornito le istruzioni per ottenere la riduzione dell'11,50% dei premi assicurativi prevista per il settore edile riconosciuto in favore dei datori di lavoro delle imprese edili. Il beneficio si applica soltanto agli operai con un orario di lavoro di 40 ore settimanali, nonché ai soci delle cooperative di produzione e lavoro, sempre che svolgano lavorazioni edili.Applicazione dello sconto I datori di lavoro interessati potranno usufruire della riduzione dell'11,50% solo per l'anno 2008 (regolazione 2008) ed esclusivamente sul premio infortuni e silicosi.La riduzione, infatti, non si applica sul premio speciale unitario artigiani. Requisiti Ai sensi della "Legge Bersani" l'agevolazione non si applica ai datori di lavoro che abbiano riportato condanne passate in giudicato per la violazione della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per la durata di cinque anni dalla pronuncia della sentenza.Relativamente all'assenza di tali condanne, i datori di lavoro interessati all'agevolazione devono presentare apposita autocertificazione. Si ricorda, inoltre, che il Decreto Ministeriale 24 ottobre 2007 ha stabilito che ai fini della fruizione dei benefici contributivi e quindi dello sconto edile, i datori di lavoro devono:essere in possesso dei requisiti per il rilascio della regolarità contributiva nei confronti dell'Inail, dell'Inps e delle Casse Edili applicare la parte economica e normativa degli accordi e dei contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali autocertificare l'inesistenza di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi in ordine alla commissione delle violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro indicate nell'allegato A del Decreto ovvero il decorso del periodo indicato dallo stesso allegato relativo a ciascun illecito. a

References: art. 9
 art. 24
 art. 29
 sentenza 
 sentenza 
 art. 28
 art. 41
 art. 28