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Timestamp: 2020-08-07 10:46:45+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26109 del 15/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26109 del 15/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 15/10/2019, (ud. 30/05/2019, dep. 15/10/2019), n.26109
sul ricorso 989-2018 proposto da:
avverso la sentenza n. 2022/23/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
partecipata del 30/05/2019 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTO
L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Puglia, indicata in epigrafe, che ha rigettato l’appello dell’Ufficio, in controversia proposta da S.B. su impugnazione di avvisi di accertamento L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335, per estimi catastali in relazione a unità immobiliare inclusa nella cosiddetta “microzona 1 e 2 del Comune di Lecce”. Per gli immobili ubicati nelle indicate microzone, essendo sensibilmente mutato il rapporto tra il valore medio di mercato (ai sensi del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138), e il corrispondente valore medio catastale, era stata effettuata una revisione parziale del classamento ai fini dell’applicazione dell’ICI. In particolare, la CTR ha ritenuto che l’attività di classamento, pur se fondata sull’accertato presupposto dello scostamento significativo tra i valori di mercato effettivi e quelli catastalmente assegnati, rimane pur sempre una procedura che va effettuata in concreto, esternando le ragioni della scostamento microzonale, mancando le quali sarebbe incontrollabile l’effettività delle esigenze di riclassamento.
La ricorrente impugna la sentenza di cui in epigrafe con tre motivi.
Col primo motivo la ricorrente denuncia la violazione del D.Lgs. n. 212 del 2000, art. 7. Col secondo motivo si deduce violazione dell’art. 295 c.p.c., e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39; col terzo infine si denuncia la violazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335.
Col secondo motivo, che deve essere esaminato in via preliminare, la ricorrente denuncia la violazione dell’art. 295 c.p.c., e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, per non avere la C.T.R. sospeso il processo, in attesa della decisione del giudice amministrativo sulla legittimità degli atti amministrativi generali relativi alle microzone comunali, è infondato.
Ed invero, la sentenza impugnata è stata pubblicata dopo allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione, facoltativa di quest’ultimo (Sez. 6-5, n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione. Peraltro, l’art. 39, comma 1 bis, – aggiunto dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156, art. 9, comma 1, lett. o), a decorrere dal 1 gennaio 2016 – (“La commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa”) non è evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata rispetto al Consiglio di Stato.
Anche il primo ed il terzo motivo di ricorso, con il quale si deduce la violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, e della L. n. 311 2004, art. 1, comma 335, sono infondati.
Ne consegue che non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassarnento, allorchè da questi ultimi non risultino gli elementi (come la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata, le caratteristiche edilizie del fabbricato) incidenti, in concreto, sul diverso classamento (Cass. n. 3156 del 17/02/2015, Cass. n. 22900 del 29/09/2017).
Il ricorso va per l’effetto rigettato. Nulla sulle spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 art. 7
 art. 39
 art. 1
 art. 39
 sentenza 
 sentenza 
 art. 9
 art. 7
 art. 1
 Cass.