Source: http://www.legislazionetecnica.it/3232428/prd/punto-della-giurisprudenza/eliminazione-delle-barriere-architettoniche-condominio-e
Timestamp: 2018-09-25 12:57:17+00:00

Document:
Eliminazione delle barriere architettoniche in condominio e principio di solidarietà | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR1331
L’applicazione della disciplina sull’eliminazione delle barriere architettoniche è sempre stata oggetto di continue decisioni giurisprudenziali, spesso anche di legittimità.
Bisogna però rilevare che in passato la giurisprudenza era divisa in due orientamenti - uno favorevole all’applicazione estensiva della normativa di settore e l’altro invece propenso ad un’applicazione rigida dei vincoli da essa previsti riguardo alle deliberazioni assembleari approvate con la maggioranza agevolata.
La situazione nel tempo è andata gradualmente cambiando, soprattutto per l’importante sentenza della Corte Costituzionale del 10/05/1999, n. 167, che ha contribuito ad un radicale mutamento di prospettiva rispetto al modo stesso di affrontare i problemi delle persone affette da invalidità, considerati ora quali problemi non solo individuali, ma tali da dover essere assunti dall’intera collettività.
Di conseguenza si è cominciato ad affermare che il principio di solidarietà condominiale, che presuppone la coesistenza di più unità immobiliari in un unico fabbricato, implica il contemperamento, al fine dell’ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali, di vari interessi, tra i quali si deve includere anche quello delle persone disabili all’eliminazione delle barriere architettoniche [1].
In particolare le condizioni di handicap fisico in cui versa il condomino, che lo rendono non autosufficiente e costretto a muoversi con l’ausilio di mezzi di supporto, impongono di coniugare il concetto di normale tollerabilità con il principio di solidarietà (art. 2 Cost.) e di funzione sociale della proprietà (art. 42 Cost.), con conseguente adeguato bilanciamento tra il maggior sacrificio riferibile al soggetto disabile, che è impedito nell’utilizzazione delle scale condominiali e il rispetto alla limitazione di godimento delle parti comuni derivante ai singoli condomini dall’installazione dell’ascensore [2].
[1] Cass. 05/08/2015, n. 16468; Cass. 15/10/2012, n. 18334.
[2] Trib. Firenze 19/01/2016, n. 174.
Sent. TAR. Liguria 29/01/2016, n. 97
Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici - Ascensore esterno - Installazione - Permesso di costruire - Non è necessario.
La realizzazione di un ascensore all'esterno di un condominio non richiede il permesso di costruire, in quanto l'ascensore esterno va considerato come un volume tecnico necessario per apportare un'innovazione allo stabile, e non come una costruzione. (Nel caso in esame un condominio e altri proprietari impugnano gli atti contenenti le note comunali che hanno escluso un intervento inibitorio dei lavori assentiti di realizzazione di un ascensore esterno inteso a superare le barriere architettoniche di accesso, nonché il relativo assenso paesaggistico).
Sent. TAR. Lazio Roma 18/01/2016, n. 442
Edilizia e immobili - Condominio - Eliminazione barriere architettoniche - Installazione ascensore in un edificio multipiano - Previsione di fermate ad un solo piano - Inammissibile.
L'installazione di un ascensore in un edificio multipiano (se da un lato realizza un obiettivo di primaria importanza secondo gli attuali canoni giuridici e sociali, perché consente una migliore accessibilità agli appartamenti situati ai piani superiori) non può, nell'ottica dell'eliminazione delle barriere architettoniche dell'intero edificio, prevedere fermate ad un solo piano, né comportare una riduzione od una compressione dell'accessibilità agli altri appartamenti ed agli spazi comuni.
Sent. C. Cass. civ. 05/08/2015, n. 16486
Edilizia e immobili - Condominio - Innovazioni - Installazione ascensore - Eliminazione barriere architettoniche - Tutela dei condomini - Principio di solidarietà.
In sede di verifica, ex art. 1120 comma 2, c.c., circa l'attitudine dell’opera di installazione di un ascensore a recar pregiudizio all’uso o godimento delle parti comuni da parte dei singoli condomini, è necessario tenere conto del principio di solidarietà condominiale, secondo il quale la coesistenza di più unità immobiliari in un unico fabbricato implica di per sé il contemperamento, al fine dell'ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali, di vari interessi, tra i quali deve includersi anche quello delle persone disabili all'eliminazione delle barriere architettoniche, oggetto, peraltro, di un diritto fondamentale che prescinde dall'effettiva utilizzazione, da parte di costoro, degli edifici interessati.
Sent. C. Cass. civ. 25/10/2012, n. 18334
Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici - Ascensore - Installazione - Maggioranza semplice - È sufficiente.
Non ci si può opporre all'installazione dell'ascensore, anche quando ciò configuri un'innovazione e il voto in assemblea non è stato unanime.È irrilevante, ai fini dell'applicabilità della maggioranza semplice prevista dalla L. 09/01/1989, n. 13, la presenza di disabili nel condominio, dato che la legge mira a consentire a tutti i disabili di accedere negli edifici, e non solo presso la propria abitazione. Inoltre, anche l’eventuale pregiudizio del decoro architettonico va valutato nel senso di accertare se l’ascensore determini o meno un effettivo deprezzamento dell'intero fabbricato «essendo lecito il mutamento estetico che non cagioni un pregiudizio economicamente valutabile o che, pur arrecandolo, si accompagni a un'utilità la quale compensi l'alterazione architettonica», cioè, in sostanza, l'ascensore stesso.
In tema di condominio negli edifici, nell'identificazione del limite all'immutazione della cosa comune, disciplinato dall'art. 1120, comma 2, c.c., il concetto di inservibilità della stessa non può consistere nel semplice disagio subito rispetto alla sua normale utilizzazione - coessenziale al concetto di innovazione - ma è costituito dalla concreta inutilizzabilità della "res communis" secondo la sua naturale fruibilità; si può tener conto di specificità - che possono costituire ulteriore limite alla tollerabilità della compressione del diritto del singolo condomino - solo se queste costituiscano una inevitabile e costante caratteristica di utilizzo. (Fattispecie relativa alla installazione di un impianto di ascensore, recante pregiudizio alla fruibilità di un pianerottolo e di un appartamento).
Sent. C. Cass. civ. 03/02/2011, n. 2566
Edilizia ed urbanistica - Distanze - Tra le costruzioni - Volume tecnico - Nozione - Opera costituente parte integrante del fabbricato - Inclusione - Esclusione - Torrino della cassa scale - Sopraelevazione - Configurabilità - Computabilità - Sussistenza - Circolari amministrative regolanti la materia - Rilevanza - Esclusione.
In tema di distanze legali tra fabbricati, integra la nozione di "volume tecnico", non computabile nella volumetria della costruzione, solo l'opera edilizia priva di alcuna autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinata a contenere impianti serventi - quali quelli connessi alla condotta idrica, termica o all'ascensore - di una costruzione principale per esigenze tecnico funzionali dell'abitazione e che non possono essere ubicati nella stessa, e non anche quella che costituisce - come il vano scale - parte integrante del fabbricato. Ne consegue che, ai fini della determinazione dell'altezza dell'edificio, va computato il torrino della cassa scale, la cui prosecuzione al di sopra della linea di gronda del fabbricato integra una sopraelevazione utile per la definizione concreta delle distanze legali tra gli edifici come stabilite dalla normativa vigente al momento della realizzazione dell'immobile, senza che assumano rilievo eventuali disposizioni contenute in circolari amministrative, che costituiscono espressione della potestà di indirizzo e di disciplina dell'attività dell'amministrazione ma non sono fonte di diritto, né di interpretazione della legge.
Sent. C. Cass. civ. 08/10/2010, n. 20902
Edilizia e immobili - Condominio - Installazione di un ascensore - Iniziativa a carico di alcuni condomini - Legittimità - Diritto di partecipazione successiva degli altri partecipanti - Sussistenza.
L'installazione di un ascensore in un edificio che ne sia sprovvisto può essere attuata, riflettendo servizio suscettibile di separata utilizzazione, anche a cura e spese di taluni condomini soltanto, purché sia fatto salvo il diritto degli altri di partecipare in qualunque tempo ai vantaggi della innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione dell'impianto ed in quelle di manutenzione dell'opera.
Ascensore vietato se rende inaccessibili le parti private da Il Sole 24 Ore

References: sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 1120
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.