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Timestamp: 2020-02-24 11:15:33+00:00

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Privacy | Sicurezza e Giustizia
In totale sono stati pubblicati 30 articoli nella sezione “Privacy”, di seguito elencati dal più recente:
di Marco Massavelli (N. IV_MMXVIII)
Garante della Privacy - Parere sullo schema di decreto del MEF concernente le modalità tecniche di invio dei dati di alimentazione del Registro degli operatori compro oro - 12 aprile 2018. Lo schema di decreto esaminato dal Garante, ai sensi del comma 4 del predetto articolo 3 del decreto legislativo, è volto a definire le modalità tecniche di invio dei dati e di alimentazione del nuovo “Registro degli operatori compro oro” – definito dal decreto legislativo “registro pubblico informatizzato” - ai fini dell’esercizio dell’attività di compro-oro, assoggettata a licenza per attività in materia di oggetti preziosi ai sensi dell’articolo 127 del r.d. n. 773 del 1931 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), tenuto e gestito dall’Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (OAM).
di Elena Bassoli (N. IV_MMXVIII)
Corte di Cassazione, Sezione I Civile, sentenza n. 17485 del 21 marzo 2018 e depositata il 4 luglio 2018. La tutela della privacy non può escludere l’applicazione del metodo dell’«accertamento sintetico», ovvero la determinazione del reddito del contribuente sulla base delle spese sostenute nell’anno fiscale, che trova il suo fondamento nell’art. 38, commi 4 e 5, del d.P.R. n. 600/1973, nel contesto della potestà impositiva dell’Amministrazione che si fonda sull’art. 53 Cost. e nell’attività di accertamento e di raccolta di dati attuata presso l’Anagrafe tributaria.
di Elena Bassoli (N. I_MMXVIII)
Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés (CNIL) - Decisione n. MED-2017-075 del 27.11.2017. Con la decisione n. MED-2017-075 del 27 novembre 2017, la Cnil, l’equivalente francese del nostro Garante della privacy, ha emanato un preavviso di sanzione amministrativa a Facebook per il servizio di messaggistica Whatsapp, dalla stessa gestito. Whatsapp è presente sul mercato della messaggistica mondiale dal 2009, e nel 2014 è stata acquistata da Facebook. Di tale accordo Whatsapp ha reso noti i contenuti all’utenza, aggiornando le condizioni d’uso e la privacy policy, solo nell’agosto del 2016. In applicazione della decisione n. 2016-295 C del 14 ottobre 2016 del Presidente della Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés (CNIL), una sua delegazione ha effettuato tre controlli online, rispettivamente il 4 e il 9 novembre 2016 ed il 23 ottobre 2017 al fine di verificare l’osservanza della legge del 6 gennaio 1978 modificata relativa a dati, file e libertà. Un’udienza di WhatsApp si è svolta nei locali della CNIL il 14 giugno 2017.
UN CASO REALE DI DATA BREACH ITALIANO
di Marco Massavelli (N. III_MMXVII)
La società Wind Tre s.p.a. ha comunicato il 21 marzo 2017 al Garante della privacy, ai sensi dell’art. 32-bis del Codice, un caso di “data breach” che ha riguardato il sistema informatico di selfcare “tre.it”, con la conseguente illecita visualizzazione ed acquisizione di credenziali contenute in un file recante dati personali riferiti provvisoriamente a 5118 clienti. Con una nota integrativa del 23 giugno 2017 si è appreso che i dati riguardano 28.173 numeri di telefono.
DIRITTO ALL’OBLIO E DIRITTO DI CRONACA: UN’IPOTESI DI BILANCIAMENTO DE IURE CONDENDO
di Fabiana De Feo (N. III_MMXVII)
Nella memoria globale di Internet presente e passato convivono in un unico spazio e la realtà che ne deriva non è in grado di distinguere ciò che è stato da ciò che è. Si assiste, in altre parole, a un’ipertrofia della memoria digitale, che spesso si traduce in violazioni della dignità e dell’identità personale, e a un’inflazione della memoria umana che ha indotto i giuristi a prevedere strumenti adatti al nuovo scenario, segnato dalla contrapposizione tra diritto all’oblio e diritto di cronaca. Nel difficile bilanciamento tra questi interessi, entrambi meritevoli di tutela, emerge che il dibattito è ancora in fieri.
Working Party 29 - Linee-guida sui responsabili della protezione dei dati (RPD) - Versione emendata e adottata il 5 aprile 2017 Sono state pubblicate sul sito del Gruppo di Lavoro Art. 29 le linee-guida aggiornate sul Responsabile della protezione dei dati, alla luce della consultazione pubblica terminata il 15 febbraio 2017. Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato in questa pagina la traduzione italiana del testo e in tempi brevi metterà a disposizione una versione aggiornata della scheda informativa.
PRIMA GUIDA APPLICATIVA DEL GARANTE SUL NUOVO REGOLAMENTO UE PRIVACY
FACEBOOK DEVE BLOCCARE I PROFILI FAKE PER L’EVENTUALE INTERVENTO DELLA MAGISTRATURA
di Elena Bassoli (N. III_MMXVI)
Garante della Privacy - Provvedimento dell’11 febbraio 2016. Facebook dovrà comunicare ad un proprio utente tutti i dati che lo riguardano anche quelli inseriti e condivisi da un falso account, il cosiddetto fake, e dovrà bloccare il fake ai fini di un’eventuale intervento da parte della magistratura. Il Garante ha accolto il ricorso di un iscritto a Facebook che si era rivolto all’Autorità dopo aver interpellato il social network ed aver ricevuto una risposta ritenuta insoddisfacente.
DIRITTO ALL’OBLIO: PRIME PRONUNCE DEL GARANTE
di Graziano Garrisi (n.I_MMXV)
Il Garante ha adottato i primi provvedimenti in merito alle segnalazioni presentate da cittadini dopo il mancato accoglimento da parte di Google delle loro richieste di deindicizzare pagine presenti sul web che riportavano dati personali ritenuti non più di interesse pubblico. In sette dei nove casi definiti il Garante non ha accolto la richiesta degli interessati.
LE NUOVE REGOLE DEL GARANTE PER I PAGAMENTI CON SMARTPHONE E TABLET
di Armando Gabrielli e Luigi Mauro
Il Garante della privacy ha definitivamente adottato il provvedimento (22 maggio 2014) che disciplina il trattamento dei dati personali di chi usufruisce dei cosiddetti servizi di mobile remote payment, utilizzando smartphone, tablet, pc, stabilendo un primo quadro organico di regole in grado di assicurare la protezione dei dati senza penalizzare lo sviluppo del mercato digitale.
L’ADESIONE SPONTANEA ALLA CANCELLAZIONE DEI DATI PERSONALI DA PARTE DEGLI INTERESSATI, EX ART.149 DEL CODICE PRIVACY, NON ESCLUDE IL RISARCIMENTO DEI DANNI
di Angela Gabriele
Con la sentenza n. 19534/2014 la Cassazione ha confermato che la statuizione di non luogo a provvedere assunta dal Garante della Privacy ex art. 149 secondo comma d.lgs n. 196 del 2003 non impedisce l’esercizio dell’azione di risarcimento del danno davanti all’autorità giudiziaria ordinaria, né tale azione deve essere proposta nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento del Garante.
PUÓ ESSERE LEGITTIMA LA PUBBLICAZIONE SU QUOTIDIANO DELLA FOTOGRAFIA DI PERSONA IN COINCIDENZA DEL SUO ARRESTO
Corte di Cassazione, Sezione III Civile, sentenza n. 12834 del 21 marzo 2014 e depositata il 6 giugno 2014: la pubblicazione su un quotidiano della foto di una persona in coincidenza cronologica del suo arresto è legittima se sia rispettosa, oltre ai limiti di essenzialità per illustrare il contenuto della notizia e quelli dell’esercizio del diritto di cronaca, anche delle particolare cautele imposte a tutela della dignità della persona dal codice deontologico dei giornalisti.
MODALITÀ PER L’INFORMATIVA E PER L’ACQUISIZIONE DEL CONSENSO ALL’USO DI COOKIE SUL WEB
di Graziano Garrisi
Il Garante della privacy ha stabilito lo stop all’installazione dei cookie per finalità di profilazione e marketing da parte dei gestori dei siti senza aver prima informato gli utenti e aver ottenuto il loro consenso. Chi naviga online potrà quindi decidere in maniera libera e consapevole se far usare o no le informazioni raccolte sui siti visitati per ricevere pubblicità mirata.
APPLICABILITÀ DELLA NORMATIVA COMUNITARIA E ITALIANA. UNA QUESTIONE INTERPRETATIVA (ii parte)
di Luigi Montuori (N. II_MMXIV)
Commissione europea - Proposta relativa al nuovo Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati - 25 gennaio 2012. SECONDA PARTE.L’entrata in vigore di questo Regolamento permetterà che la medesima disciplina sia contemporaneamente in vigore in tutti i paesi della UE, codificata in un unico testo. Una delle questioni più delicate del testo del nuovo regolamento in materia di protezione di dati personali, allo stato attuale, è l’applicabilità della normativa comunitaria e italiana alle società stabilite fuori dalla UE che offrono servizi online. Il principio generale che si è formato per consuetudine è quello del cosiddetto “contatto” o “collegamento”, in base al quale lo Stato può intervenire quando è ravvisabile un qualche collegamento tra il comportamento posto in essere dal soggetto straniero e lo Stato territoriale o i suoi cittadini.
EVENT DATA RECORDER: VERIFICA PRELIMINARE PER INSTALLAZIONE A BORDO DEGLI AUTOVECICOLI di Graziano Garrisi
APPLICABILITÀ DELLA NORMATIVA COMUNITARIA E ITALIANA. UNA QUESTIONE INTERPRETATIVA (i parte)
di Luigi Montuori (N. I_MMXIV)
Commissione europea - Proposta relativa al nuovo Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati - 25 gennaio 2012. PRIMA PARTE.L’entrata in vigore di questo Regolamento permetterà che la medesima disciplina sia contemporaneamente in vigore in tutti i paesi della UE, codificata in un unico testo. Una delle questioni più delicate del testo del nuovo regolamento in materia di protezione di dati personali, allo stato attuale, è l’applicabilità della normativa comunitaria e italiana alle società stabilite fuori dalla UE che offrono servizi online. Il principio generale che si è formato per consuetudine è quello del cosiddetto “contatto” o “collegamento”, in base al quale lo Stato può intervenire quando è ravvisabile un qualche collegamento tra il comportamento posto in essere dal soggetto straniero e lo Stato territoriale o i suoi cittadini.
TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI EFFETTUATO MEDIANTE L’UTILIZZO DI CALL CENTER SITI IN PAESI FUORI DELL’UE di Graziano Garrisi ( n.IV_MMXIII )
GOOGLE HA UN RUOLO DI MERO INTERMEDIARIO NELLA PUBBLICAZIONE DI CONTENUTI RITENUTI DIFFAMATORI
di Elena Bassoli ( n.IV_MMXIII )
Opinione of Advocate General- Case C 131/12 - Google Spain SL, Google Inc. v Agencia Española de Protección de Datos (AEPD). Il 25 giugno 2013 l’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha riconosciuto a Google un ruolo di semplice intermediario rispetto ai contenuti ritenuti diffamatori immessi da terzi.
VIDEOSORVEGLIANZA DEI PROPRI FIGLI NELL’ASILO NIDO TRAMITE WEBCAM di Nicola Fabiano ( n.III_MMXIII )
TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI DELLA CLIENTELA PER FINALITÀ DI PROFILAZIONE E MARKETING di Graziano Garrisi ( n.III_MMXIII )
LE AUTORITÀ EUROPEE DI PROTEZIONE DEI DATI PUBBLICANO IL LORO PARERE SULLE APPLICAZIONI MOBILI (APP) di Graziano Garrisi ( n.II_MMXIII )

References: articolo 3
 sentenza 
 Art. 29
 ART.149
 sentenza 
 art. 149
 sentenza