Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-8-2018-0319_IT.html
Timestamp: 2019-05-21 06:42:14+00:00

Document:
Testi approvati - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda il regime speciale per le piccole imprese * - Martedì 11 settembre 2018
Procedura : 2018/0006(CNS)
Ciclo del documento : A8-0260/2018
Sistema comune di imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda il regime speciale per le piccole imprese *
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo dell'11 settembre 2018 sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda il regime speciale per le piccole imprese (COM(2018)0021 – C8-0022/2018 – 2018/0006(CNS))
– vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2018)0021),
– visto l'articolo 113 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0022/2018),
– vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8‑0260/2018),
(1) La direttiva 2006/112/CE del Consiglio21 autorizza gli Stati membri a continuare ad applicare i loro regimi speciali per le piccole imprese in conformità delle disposizioni comuni e al fine di una maggiore armonizzazione. Tuttavia, tali disposizioni sono obsolete e non riducono gli oneri di conformità delle piccole imprese in quanto sono state elaborate per un sistema comune di imposta sul valore aggiunto (IVA) fondato sull'imposizione nello Stato membro di origine.
(1) La direttiva 2006/112/CE del Consiglio21 autorizza gli Stati membri a continuare ad applicare i loro regimi speciali per le piccole imprese in conformità delle disposizioni comuni e al fine di una maggiore armonizzazione. Tuttavia, tali disposizioni sono obsolete e non raggiungono il loro obiettivo di ridurre gli oneri di conformità delle piccole imprese in quanto sono state elaborate per un sistema comune di imposta sul valore aggiunto (IVA) fondato sull'imposizione nello Stato membro di origine.
21 GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1.
(2) Nel suo piano d'azione sull'IVA22 la Commissione ha annunciato un pacchetto di semplificazione globale per le piccole imprese inteso a ridurre i loro oneri amministrativi ed aiutare a creare un contesto fiscale per favorire la loro crescita e lo sviluppo degli scambi transfrontalieri. Tale semplificazione comporterebbe un riesame del regime speciale per le piccole imprese, come illustrato nella comunicazione sul seguito dato al piano d'azione sull'IVA23. Il riesame del regime speciale per le piccole imprese costituisce pertanto un elemento importante del pacchetto di riforme indicato nel piano d'azione sull'IVA.
(2) Nel suo piano d'azione sull'IVA22 la Commissione ha annunciato un pacchetto di semplificazione globale per le piccole imprese inteso a ridurre i loro oneri amministrativi e ad aiutare a creare un contesto fiscale per favorire la loro crescita e lo sviluppo degli scambi transfrontalieri, nonché per rafforzare la conformità in materia di IVA. Nell'Unione le piccole imprese sono particolarmente attive in alcuni settori di natura transfrontaliera, come l'edilizia, le comunicazioni, i servizi di ristorazione e il commercio al dettaglio, e possono rappresentare un'importante fonte di occupazione. Per raggiungere gli obiettivi del piano d'azione sull'IVA, è necessario un riesame del regime speciale per le piccole imprese, come illustrato nella comunicazione sul seguito dato al piano d'azione sull'IVA23. Il riesame del regime speciale per le piccole imprese costituisce pertanto un elemento importante del pacchetto di riforme indicato nel piano d'azione sull'IVA.
22 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo su un piano d'azione sull'IVA "Verso uno spazio unico europeo dell'IVA - Il momento delle scelte" (COM(2016)148 final del 7.4.2016).
23 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo relativa al seguito del piano d'azione sull'IVA "Verso uno spazio unico europeo dell'IVA - Il momento di agire" (COM(2017)566 final del 4.10.2017).
(3) Il riesame di questo regime speciale è strettamente legato alla proposta della Commissione che fissa i principi di un sistema dell'IVA definitivo applicabile agli scambi transfrontalieri tra imprese tra gli Stati membri basato sull'imposizione delle cessioni transfrontaliere di beni nello Stato membro di destinazione24. La transizione del sistema dell'IVA verso un'imposizione basata sul principio della destinazione ha messo in evidenza il fatto che alcune delle norme vigenti non sono adatte a un sistema fiscale basato sulla destinazione.
(3) Il riesame di questo regime speciale è strettamente legato alla proposta della Commissione che fissa i principi di un sistema dell'IVA definitivo applicabile agli scambi transfrontalieri tra imprese tra gli Stati membri basato sull'imposizione delle cessioni transfrontaliere di beni nello Stato membro di destinazione24. La transizione del sistema dell'IVA verso un'imposizione basata sul principio della destinazione ha messo in evidenza il fatto che alcune delle norme vigenti non sono adatte a un sistema fiscale basato sulla destinazione. Per le piccole imprese, le principali difficoltà riguardo a un aumento degli scambi commerciali transfrontalieri derivano dalla complessità e dall'eterogeneità delle norme in materia di IVA all'interno dell'Unione, nonché dal fatto che la franchigia nazionale per le piccole imprese va a vantaggio solo delle piccole imprese nello Stato membro in cui sono stabilite.
24 Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto concerne l'armonizzazione e la semplificazione di determinate norme nel sistema d'imposta sul valore aggiunto e l'introduzione del sistema definitivo di imposizione degli scambi tra Stati membri (COM(2017) 569 final del 4.10.2017).
(4) Per affrontare il problema dell'onere di conformità sproporzionato cui devono far fronte le piccole imprese, è opportuno prevedere misure di semplificazione non solo per le imprese che beneficiano della franchigia in base alle norme attuali, ma anche per quelle considerate piccole in termini economici. Ai fini della semplificazione delle norme in materia di IVA, le imprese sarebbero considerate "piccole" se il loro volume d'affari le qualifica come microimprese ai sensi della definizione generale di cui alla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione25.
(4) Per affrontare il problema dell'onere di conformità sproporzionato cui devono far fronte le piccole imprese, è opportuno prevedere misure di semplificazione non solo per le imprese che beneficiano della franchigia in base alle norme attuali, ma anche per quelle considerate piccole in termini economici. La disponibilità di tali misure è particolarmente importante in quanto la maggioranza delle piccole imprese, che beneficino o meno della franchigia, è in pratica costretta ad avvalersi dei servizi di consulenti o esperti esterni per assicurare la conformità agli obblighi in materia di IVA, il che rappresenta un onere finanziario supplementare per tali imprese. Ai fini della semplificazione delle norme in materia di IVA, le imprese sarebbero considerate "piccole" se il loro volume d'affari le qualifica come microimprese ai sensi della definizione generale di cui alla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione25.
25 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).
(6) Le piccole imprese possono beneficiare della franchigia unicamente se il loro volume d'affari annuo è inferiore alla soglia applicata dallo Stato membro in cui l'IVA è dovuta. Nel fissare tale soglia gli Stati membri dovrebbero rispettare le norme sulle soglie stabilite dalla direttiva 2006/112/CE. Tali norme, la maggior parte delle quali sono state introdotte nel 1977, non sono più adeguate.
(6) Le piccole imprese possono beneficiare della franchigia unicamente se il loro volume d'affari annuo è inferiore alla soglia applicata dallo Stato membro in cui l'IVA è dovuta. Nel fissare tale soglia gli Stati membri dovrebbero rispettare le norme sulle soglie stabilite dalla direttiva 2006/112/CE. Tali norme, la maggior parte delle quali sono state introdotte nel 1977, non sono più adeguate. Ai fini della flessibilità e per garantire che gli Stati membri possano fissare adeguate soglie inferiori in funzione delle dimensioni e delle esigenze della loro economia, solo le soglie massime dovrebbero essere fissate a livello di Unione.
(8) Gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di fissare, a livello nazionale, la soglia per l'esenzione al livello che ritengono più adatto alle loro condizioni economiche e politiche, fatta salva la soglia massima prevista dalla direttiva. A tale riguardo è opportuno chiarire che l'applicazione di soglie diverse da parte degli Stati membri dovrebbe avvenire sulla base di criteri oggettivi.
(8) Gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di fissare, a livello nazionale, la soglia per l'esenzione al livello che ritengono più adatto alle loro condizioni economiche e politiche, fatta salva la soglia massima prevista dalla direttiva. A tale riguardo è opportuno chiarire che l'applicazione di soglie diverse da parte degli Stati membri dovrebbe avvenire sulla base di criteri oggettivi. Nell'ottica di agevolare le attività transfrontaliere, l'elenco delle soglie nazionali per l'esenzione dovrebbe essere facilmente accessibile a tutte le piccole imprese intenzionate a operare in più Stati membri.
(12) Ove si applichi una franchigia, le piccole imprese che se ne avvalgono dovrebbero almeno avere accesso ad obblighi di registrazione IVA, fatturazione, contabilità e comunicazione semplificati.
(12) Ove si applichi una franchigia, le piccole imprese che se ne avvalgono dovrebbero almeno avere accesso ad obblighi di registrazione IVA, fatturazione, contabilità e comunicazione semplificati. Al fine di evitare qualsiasi confusione e incertezza giuridica negli Stati membri, la Commissione dovrebbe elaborare orientamenti per la registrazione e la contabilità semplificate, illustrando più nel dettaglio le procedure da semplificare e in che misura. Entro ... [tre anni dalla data di entrata in vigore della presente direttiva], la Commissione e gli Stati membri dovrebbero sottoporre a valutazione tale semplificazione per stabilire se rappresenti un valore aggiunto per le imprese e i consumatori e se abbia un reale impatto positivo sugli stessi.
(13) Inoltre, al fine di garantire l'osservanza delle condizioni per la franchigia concessa da uno Stato membro ad imprese che non vi sono stabilite, è necessario imporre l'obbligo di comunicare preventivamente l'intenzione di avvalersi della franchigia. Tale comunicazione dovrebbe essere effettuata dalla piccola impresa allo Stato membro in cui è stabilita. Lo Stato membro dovrebbe in seguito, sulla base delle informazioni dichiarate sul volume d'affari di tale impresa, fornire dette informazioni agli altri Stati membri interessati.
(13) Inoltre, al fine di garantire l'osservanza delle condizioni per la franchigia concessa da uno Stato membro ad imprese che non vi sono stabilite, è necessario imporre l'obbligo di comunicare preventivamente l'intenzione di avvalersi della franchigia. Tale comunicazione dovrebbe essere effettuata attraverso un portale online che dovrebbe essere istituito dalla Commissione. Lo Stato membro di stabilimento dovrebbe in seguito, sulla base delle informazioni dichiarate sul volume d'affari di tale impresa, informare gli altri Stati membri interessati. Le piccole imprese possono in qualsiasi momento comunicare allo Stato membro di registrazione la loro intenzione di ritornare al sistema generale dell'IVA.
(15) Al fine di ridurre gli oneri di conformità delle piccole imprese che non beneficiano della franchigia, gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a semplificare la registrazione ai fini dell'IVA e la tenuta dei registri IVA nonché a prolungare i periodi di imposta in modo da rendere meno frequente la presentazione delle dichiarazioni IVA.
(15) Al fine di ridurre gli oneri di conformità delle piccole imprese che non beneficiano della franchigia, gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a semplificare la registrazione ai fini dell'IVA e la tenuta dei registri IVA. Inoltre la Commissione dovrebbe istituire uno sportello unico per la presentazione di dichiarazioni IVA in Stati membri diversi.
(17) L'obiettivo della presente direttiva è ridurre gli oneri di conformità delle piccole imprese; tale obiettivo non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque essere meglio conseguito a livello dell'Unione. Quest'ultima può pertanto intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(17) L'obiettivo della presente direttiva è ridurre gli oneri di conformità delle piccole imprese; tale obiettivo non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque essere meglio conseguito a livello dell'Unione. Quest'ultima può pertanto intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo. Cionondimeno, i controlli IVA effettuati nell'ambito delle procedure di conformità rappresentano importanti strumenti contro la frode fiscale e la semplificazione delle procedure per le piccole imprese non deve andare a discapito della lotta contro la frode in materia di IVA.
Articolo 284 – paragrafo 4 – comma 1
Prima di avvalersi della franchigia in altri Stati membri, la piccola impresa ne informa lo Stato membro in cui è stabilita.
La Commissione istituisce un portale online per la registrazione delle piccole imprese che intendono avvalersi della franchigia in un altro Stato membro.
Articolo 284 – paragrafo 4 – comma 2
Se una piccola impresa si avvale della franchigia in Stati membri diversi da quello in cui è stabilita, lo Stato membro di stabilimento adotta tutte le misure necessarie a garantire che la piccola impresa dichiari correttamente il volume d'affari annuo nell'Unione e il volume d'affari annuo nello Stato membro e ne informa le autorità fiscali degli altri Stati membri interessati in cui la piccola impresa effettua una cessione di beni o una prestazione di servizi.
Se una piccola impresa si avvale della franchigia in Stati membri diversi da quello in cui è stabilita, lo Stato membro di stabilimento adotta tutte le misure necessarie a garantire che la piccola impresa dichiari correttamente il volume d'affari annuo nell'Unione e il volume d'affari annuo nello Stato membro e ne informa le autorità fiscali degli altri Stati membri interessati in cui la piccola impresa effettua una cessione di beni o una prestazione di servizi. Gli Stati membri garantiscono inoltre di avere una conoscenza sufficiente dello status delle piccole imprese e dei loro rapporti di partecipazione azionaria o di proprietà, in modo tale da poter assicurare che si tratti effettivamente di piccole imprese.
Articolo 288 bis – comma 1
Se nel corso di un anno civile successivo il volume d'affari annuo nello Stato membro di una piccola impresa è superiore alla soglia di esenzione di cui all'articolo 284, paragrafo 1, la piccola impresa continua a beneficiare della franchigia per tale anno, a condizione che il suo volume d'affari annuo nello Stato membro durante l'anno in questione non superi di oltre il 50 % la soglia di cui all'articolo 284, paragrafo 1.
Se nel corso di un anno civile successivo il volume d'affari annuo nello Stato membro di una piccola impresa è superiore alla soglia di esenzione di cui all'articolo 284, paragrafo 1, la piccola impresa continua a beneficiare della franchigia per altri due anni, a condizione che il suo volume d'affari annuo nello Stato membro durante i due anni in questione non superi di oltre il 33 % la soglia di cui all'articolo 284, paragrafo 1.
Articolo 1 – punto 17
(17) gli articoli da 291 a 294 sono soppressi;
(17) gli articoli 291 e 292 sono soppressi;
Articolo 1 – punto 17 bis (nuovo)
Articolo 293 – comma 1
(17 bis) all'articolo 293, il primo comma è sostituito dal seguente:
La Commissione presenta al Consiglio, ogni quattro anni a decorrere dall'adozione della presente direttiva, sulla base delle informazioni ottenute dagli Stati membri, una relazione in merito all'applicazione delle disposizioni del presente capo, corredata, se del caso e in considerazione della necessità di garantire la convergenza a termine delle normative nazionali, di proposte aventi per oggetto i punti seguenti: 1) i miglioramenti da apportare al regime speciale delle piccole imprese; 2) l'adattamento dei regimi nazionali in materia di franchigia e di riduzione decrescente dell'imposta; 3) l'adattamento delle soglie di cui alla sezione 2.
"La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio, ogni quattro anni a decorrere dall'adozione della presente direttiva, sulla base delle informazioni ottenute dagli Stati membri, una relazione in merito all'applicazione delle disposizioni del presente capo, corredata, se del caso e in considerazione della necessità di garantire la convergenza a termine delle normative nazionali, di proposte aventi per oggetto i punti seguenti:
i) i miglioramenti da apportare al regime speciale delle piccole imprese;
ii) l'adattamento dei regimi nazionali in materia di franchigia e la possibilità di armonizzare le soglie di esenzione nell'Unione;
iii) l'adattamento delle soglie di cui alla sezione 2."
Articolo 1 – punto 17 ter (nuovo)
(17 ter) l'articolo 294 è soppresso;
Articolo 294 sexies
Gli Stati membri possono dispensare le piccole imprese che beneficiano della franchigia dall'obbligo di presentare una dichiarazione IVA a norma dell'articolo 250.
Gli Stati membri dispensano le piccole imprese che beneficiano della franchigia dall'obbligo di presentare una dichiarazione IVA a norma dell'articolo 250 oppure autorizzano tali piccole imprese che beneficiano della franchigia a presentare una dichiarazione IVA semplificata – che include come minimo le seguenti informazioni: IVA esigibile, IVA detraibile, importo netto dell'IVA (dovuta o da percepire), valore totale delle operazioni a monte e valore totale delle operazioni a valle – a copertura del periodo di un anno civile. Le piccole imprese possono tuttavia decidere di applicare il periodo di imposta fissato in conformità dell'articolo 252.
Qualora non si avvalgano di tale facoltà, gli Stati membri autorizzano tali piccole imprese che beneficiano della franchigia a presentare una dichiarazione IVA semplificata a copertura del periodo di un anno civile. Le piccole imprese possono tuttavia decidere di applicare il periodo di imposta fissato in conformità dell'articolo 252.
Articolo 294 decies
Per le piccole imprese il periodo d'imposta che deve essere coperto da una dichiarazione IVA è il periodo di un anno civile. Le piccole imprese possono tuttavia decidere di applicare il periodo di imposta fissato in conformità dell'articolo 252.
Articolo 294 decies bis (nuovo)
Articolo 294 decies bis
La Commissione istituisce uno sportello unico attraverso il quale le piccole imprese possono presentare le dichiarazioni IVA dei diversi Stati membri in cui operano. Lo Stato membro di stabilimento è responsabile della riscossione dell'IVA.
Articolo 294 undecies
In deroga all'articolo 206, gli Stati membri non riscuotono acconti provvisori dalle piccole imprese.
Regolamento (UE) n. 904/2010
Il regolamento (UE) n. 904/2010 è così modificato:
all'articolo 31, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1. L'autorità competente di ciascuno Stato membro provvede affinché le persone aventi interesse a cessioni intracomunitarie di beni o a prestazioni intracomunitarie di servizi e i soggetti passivi non stabiliti che prestano servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione e per via elettronica, in particolare i servizi di cui all'allegato II della direttiva 2006/112/CE, siano autorizzati, per le esigenze di questo tipo di operazione, a ottenere conferma per via elettronica della validità del numero d'identificazione IVA di una data persona nonché del nome e dell'indirizzo corrispondenti. Tali informazioni devono corrispondere ai dati indicati all'articolo 17.
"1.	L'autorità competente di ciascuno Stato membro provvede affinché le persone aventi interesse a cessioni intracomunitarie di beni o a prestazioni intracomunitarie di servizi e i soggetti passivi non stabiliti che prestano servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione e per via elettronica, in particolare i servizi di cui all'allegato II della direttiva 2006/112/CE, siano autorizzati, per le esigenze di questo tipo di operazione, a ottenere conferma per via elettronica della validità del numero d'identificazione IVA di una data persona nonché del nome e dell'indirizzo corrispondenti. Tali informazioni devono corrispondere ai dati indicati all'articolo 17. Il sistema di scambio di informazioni sull'IVA (VIES) specifica se le piccole imprese ammissibili beneficiano o meno della franchigia IVA per le piccole imprese."
Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 30 giugno 2022, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.
Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° luglio 2022.

References: Articolo 284

Articolo 284

Articolo 288

Articolo 1

Articolo 1

Articolo 293

Articolo 1

Articolo 294

Articolo 294

Articolo 294

Articolo 294

Articolo 294