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⭐ITC Tosi Una scommessa che dura da 50 anni
ITC Tosi Una scommessa che dura da 50 anni
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Mirella Roberta Corona
1 ITC Tosi Una scommessa che dura da 50 anni2 3 ITC Tosi Una scommessa che dura da 50 anni Auto re del tes to Massimo Tosi Rev i s i o ne del tes to Marta Morazzoni Impag i nazi o ne e g rafi ca studio Digital Dream Busto Arsizio Finito di stampare nel mese di febbraio anno 2002 presso Tipografia Candiani Busto Arsizio4 5 Massimo Tosi ITC Tosi Una scommessa che dura da 50 anni6 I Ecco un libro di storia cittadina della seconda metà del Novecento. E passata la bufera devastante, conclusa con un gesto, che infondeva il massimo timore per la civiltà. Osserviamo i campi dopo una catastrofe. Dispersi nel caos, chiusi nei loro involucri coriacei, ecco dei semi. Inutili? Morti? No! La vita non muore: risorge nuova. Sono gli anziani giovanili; c è la nuova generazione (allora si chiamavano Resistenza ). Nasce la nuova età. Con i suoi limiti, eccessi, difetti, si. Ma esplosiva di tutto il bene insito nello spirito umano. La disperazione non soffoca la desolazione. Ridesta la vitalità, l impeto del nuovo: l ideale, intimo vigore della libertà, della personalità, della decisione di costruire una società migliore a cominciare dalla propria città. Chi ha vissuto questi anni di drammatico percorso, storico per le ragioni che l hanno fecondato, gode di appartenere a quei giorni e allo slancio ideale che distinse le nuove generazioni. Con tutto l affetto esprimo ai giovani di allora e a quelli di oggi l augurio che riflettere su una vicenda vissuta dalla nostra città, frutto di amore di patria, confermi i valori della loro giovinezza e pienezza umana. Vittorio Gallazzi 27 II Celebrando e festeggiando i cinquant anni dell Istituto Tosi abbiamo sentito il bisogno di raccogliere in un volume la testimonianza del lavoro di tante generazioni che hanno determinato la crescita e lo sviluppo di questa scuola. Abbiamo voluto riannodare i fili di una memoria che, partendo dalle intuizioni politiche e sociali di uomini che vollero la nascita di questa istituzione, in tempo di grande fermento culturale ed economico, arrivando fino ai giorni nostri. Gli anni 50 del secolo scorso, gli anni che hanno visto la nascita di questo istituto, sembrano oggi lontanissimi e sono invece parte integrante del nostro presente, sono nel nostro codice genetico e ne segnano il percorso verso il futuro. Da quel passato al futuro prossimo verso cui stiamo andando, generazioni di docenti hanno costruito un ponte di esperienze, di lavoro, di voglia di evoluzione, operando con attenzione educativa e didattica e formandosi in una competenza professionale impegnativa. A loro va il mio ringraziamento. Ma va anche e soprattutto alle tante generazioni di studenti che, formandosi al mestiere di vivere in questo istituto, mi hanno reso orgoglioso di presiederlo per ventidue anni. Ventidue anni di esperienza professionale intensa, che mi ha e ci ha visti impegnati in una sfida continua e quotidiana a dare il meglio nell ottica dell evoluzione, della modernizzazione, della crescita. Nel segno di questa sfida abbiamo riconosciuto il senso della nostra storia: siamo oggi il risultato, ancora perfettibile, di un lungo, affascinante percorso fatto di tanti protagonisti, di tante volontà dialettiche. Siamo il segno proiettato in avanti delle nostre radici e ne siamo consapevoli con l orgoglio e la responsabilità che tale consapevolezza comporta. Anche questo volume è l esito di una sfida, una scommessa in più, un opportunità per indicare alle nuove generazioni che il loro futuro è nella nostra storia. Benedetto Di Rienzo 38 III Ci sono celebrazioni che si confondono nel vorticoso scorrere del tempo. E ci sono invece anniversari che, chiudendo una stagione, ne aprono una nuova ancora più ricca e solida proprio perché poggia su basi sicure. Un istituto superiore che taglia il traguardo del mezzo secolo di vita entra di diritto in questa seconda categoria. Per chi crede nel valore e nella funzione primaria della Scuola come "maestra di vita", la celebrazione non è, infatti, fine a se stessa. Non solo festa - pur legittima e degna nell'attraversare un traguardo così importante - ma "proiezione", ricerca di un futuro presente da coltivare e sviluppare. Pochi altri istituti possono vantare la tradizione che oggi porta il "Tosi" al traguardo dei cinquanta anni di impegno nella formazione professionale dei nostri giovani. Una formazione che conosce la via dell'interscambio culturale con analoghi istituti europei e statunitensi; una formazione che si è imposta sia per l'attenzione riconosciuta all'insegnamento informatico, sia per la validità dei progetti multimediali sviluppati. Un piano studi che fa del "Tosi" una delle migliori scuole della Provincia e uno degli istituti all'avanguardia in tutto il panorama nazionale. Ecco perché chi oggi giovane non è più - almeno anagraficamente - ma sui quei banchi ha vissuto parte dei propri anni giovanili, rivive con l'entusiasmo di sempre questo anniversario. L'augurio che invio con sincerità al "Tosi" nasce da una speranza e da un auspicio: la Scuola continui ad essere Scuola, centro di formazione culturale e professionale e luogo di crescita. L'Istituto continui nel dibattito con le Istituzioni, sia anche critico con l'amministratore e non abdichi mai alla propria funzione. Anche al tempo della "grande rete", senza una passione corale per i nostri giovani, non si cresce. E se non si cresce, non si crea nulla per il domani. Massimo Ferrario Presidente della Prov incia 49 IV Cinquant anni di un istituto scolastico importante come è il Tosi di Busto Arsizio, è un avvenimento che giustamente può e deve richiamare l attenzione a pieno titolo. Nasceva nello stesso lustro nel quale io sono nato e la cosa mi emoziona ancor di più, soprattutto pensando a quello che gli uomini di quel tempo seppero fare, e leggendo quello che fu il provvedimento che il consiglio comunale del adottò per far nascere questa scuola. Lungimiranza certamente, ma fu soprattutto l espressione di una volontà orientata davvero al bene della città e del territorio. Ecco, mi corre un brivido, quando penso a tale veduta così progressista di quegli uomini che stavano seduti sui banchi dell amministrazione della città. Se poi penso al contesto storico nel quale si inseriva il momento, il dopoguerra, la ripresa economica, ma anche le grandi difficoltà delle imprese che dovevano rifarsi dal periodo bellico. Ecco, allora, ancor di più provo stima per coloro che ebbero questa intuizione e seppero farla diventare una realtà. E quindi con profondo piacere che accolgo anche l edizione di questo volume che ricorda, mettendoli a fuoco, i momenti più significativi della storia dell Istituto Tecnico Commerciale di Busto Arsizio: dai nomi degli insegnanti che furono chiamati dalla giunta comunale a far partire le lezioni, stimatissimi professori, alle peripezie per ottenere uno stabile più consono alle esigenze che crescevano a vista d occhio, così come crescevano gli studenti. E poi ancora le sperimentazioni didattiche che negli ultimi anni hanno dato quella fama a livello europeo all istituto, all attenzione che pone lo stesso mondo del lavoro verso coloro che sono usciti ed escono dal Tosi. Tutto ciò mi inorgoglisce molto, innanzitutto come sindaco di quella città che volle e ospita l istituto, e in secondo luogo, come uomo che pure appartiene al mondo della scuola, perché mi rendo sempre più conto di come questi siano esempi da seguire. Buon compleanno, quindi, I.T.C. Tosi e... ad majora! Gianfranco Tosi Sindaco di Busto Arsizio 510 1. Introduzione 1. Nell accingermi a scrivere queste note sulla lunga vita dell ITC Enrico Tosi di Busto Arsizio, ho cercato di trovare un denominatore comune in una vicenda ormai quinquagenaria che costituisse il collante di un esperienza così determinante per molte generazioni di giovani e di insegnanti che sono passati fra questi banchi e queste cattedre. L analisi delle fonti mi ha messo a conoscenza di una straordinaria vicenda fatta di continui cambiamenti, di una tensione al progresso e all aggiornamento, di un instancabile fervore intellettuale e didattico; in breve, si può dire che l Istituto Tosi non è mai stato uguale a se stesso, ma si è proposto come una realtà in continuo divenire e in perenne trasformazione. E allora ho pensato che il collante che lega le generazioni di insegnanti che diedero il via a questa esperienza e i docenti del nuovo millennio sia forse proprio questo: il senso di una scommessa. Scommessa fu l avventura dei pochi che credettero nell istituzione di una scuola cittadina proiettata verso le esigenze di un mondo che cambiava e si evolveva a vista d occhio dagli anni Cinquanta in poi; scommessa fu quella di chi con coraggio seppe tener viva e sempre al passo con i tempi una scuola che si apriva al dialogo col territorio e con le forze economiche che ne costituivano il tessuto vitale, dialogo che non si sarebbe mai interrotto; scommessa è stata quella di chi ha profuso e profonde tuttora ogni sua energia per attuare sperimentazioni didattiche di grande rilievo che hanno costituito per molti altri un esempio da seguire e un modello da imitare. Una scommessa vincente, come dimostrano questi primi cinquant anni, che sono testimonianza di una scuola giovane e piena di energie e di risorse, che non sente affatto la stanchezza o il peso degli anni, ma che ha fatto tesoro delle esperienze maturate e le ha proiettate verso il futuro. Massimo Tosi 711 2. 1 Cfr. AA.VV., Cotton & C. Storia industriale di Busto Arsizio, Varese 2001; C. Magni, Lo sviluppo storico della conurbazione Gallarate Busto Arsizio Legnano, tesi di laurea, Milano ; N. Ceriotti, Storia di Busto Arsizio dal 1945 ai nostri giorni, Busto Arsizio 1989; S. Ferrario, Sommario di storia bustese, Milano Gli esordi di una scuola cittadina Il periodo delle origini di un istituzione al servizio del pubblico è sempre molto importante per comprendere le esigenze e gli scopi che hanno portato alla sua nascita e per individuare le risorse e le energie che l hanno tenuta in vita e fatta progredire. Per questo motivo riserveremo uno spazio particolare all indagine sugli esordi della nostra scuola e alle vicende che li connotarono. Come spesso accade, fu l iniziativa privata che portò all attenzione delle istituzioni cittadine l esigenza comune e sentita della nascita di una figura professionale come quella del ragioniere che abbisognava di un supporto di formazione serio e ben pianificato; una figura oggi pressoché indefinibile per le numerose sfumature che i corsi attuali e le sperimentazioni attive hanno delineato sotto il profilo professionale e culturale, ma che agli inizi degli anni Cinquanta era assolutamente chiara nella mente di chi maturava il progetto di una scuola a ciò indirizzata: si trattava di creare degli esperti in materia commerciale, proprio nel momento in cui il boom economico del dopoguerra viveva la fase della sua massima espansione. 1 La ripresa post-bellica fu particolarmente decisa nelle città del nord Italia, soprattutto per il triangolo Busto Arsizio, Gallarate e Legnano, e il decennio riferibile agli anni Cinquanta ne fu una chiara testimonianza. La nascita di industrie tessili fu in questa zona addirittura superiore alle capacità occupazionali, almeno in un primo momento, tanto che il processo di conurbazione di questa area coinvolse anche molti comuni limitrofi. Erano, infatti, gli anni in cui il nostro territorio viveva il fenomeno dell esplosione del settore tessile: non va dimenticata la grande rilevanza sotto il profilo internazionale che assunse proprio a partire da quel periodo la Mostra del Tessile, che proiettava la nostra realtà locale in una dimensione fino ad allora sconosciuta e faceva di tale ambito produttivo un fenomeno in costante aggiornamento sotto il profilo tecnico e aziendale, mettendo le nostre industrie in competizione ma anche in un continuo e proficuo confronto con gli esempi di avanzamento tecnologico e manageriale di molti altri Paesi del mondo. E il mondo dell istruzione sembrava seguire di pari passo le esigenze dell industria, come testimonia l importanza che l Istituto Tecnico Tessile andava assumendo proprio in quel periodo: è proprio del 1951 il passaggio di tale scuola da istituzione privata a comunale. La concorrenza internazionale sia europea che extraeuropea, anche in ragione della diffusione delle fibre artificiali e sintetiche, con il passare del tempo portò comunque a un periodo di involuzione l industria tessile nel proprio complesso; ad essa però la nostra realtà territoriale seppe reagire con uno straordinario processo di riconversione in attività affini, quali la maglieria e il lavoro di confezione che, date anche le dimensioni ridotte talora a gestione familiare delle aziende, seppero far fronte egregiamente a questo periodo di crisi strutturale con la loro grande flessibilità gestionale. 812 2. Se si aggiunge la specializzazione e l incremento produttivo dei settori meccanico e chimico, si vede come la limitata crisi del tessile non inficiò il processo di industrializzazione del primo decennio del dopoguerra. 2 Cfr. Si propone l apertura a Busto di un Istituto Tecnico Commerciale, in La Prealpina, 8 giugno 1951, p. 3 L espansione economica fu trainante anche per la creazione, dunque, di figure professionali di supporto, che si rivelavano sempre più indispensabili e la cui preparazione doveva essere sempre più specifica, soprattutto sotto il profilo della gestione non solo meramente contabile, ma anche più strettamente finanziaria, con l evidente necessità di una buona preparazione anche nel campo del diritto. Da qui l esigenza di esperti di ragioneria. Abbiamo parlato di iniziativa privata. Ed è proprio così, visto che la spinta al sorgere di una scuola per ragionieri viene, almeno per quanto testimoniano le fonti scritte dell epoca, da un bustese di adozione (proveniente dal Novarese), Renato Spelta, che nel giugno del 1951 rivolge un vero e proprio appello alle autorità, ma anche agli industriali locali, per un impegno molto preciso in proposito. La lettera inviata al quotidiano locale La Prealpina ha un sapore forse retorico, ma tradisce comunque uno spirito di iniziativa e una passione di cui non si può non riconoscere la genuinità. Ci pare giusto, quindi, riproporla integralmente: 2 In questi giorni, in cui le scuole stanno per terminare, molte famiglie si porranno la domanda: «quale nuov o indirizzo si può dare in Busto ai nostri figlioli che desiderano proseguire negli studi medi superiori?». Ritengo opportuno e dov eroso rispondere alle famiglie e dire agli Industriali e alle Autorità locali che si presenta utile l esame di una ev entuale apertura in Busto Arsizio di un Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri istituto che dov rebbe sorgere collegato per locali, organizzazione e Direzione con la Scuola Gov ernativ a secondaria Commerciale E. De Amicis di Busto Arsizio. Alle famiglie ricordo che, rispondendo alle continue richieste, io sono interv enuto a più riprese presso le Autorità locali e il Provveditorato onde offrire la possibilità ai loro figlioli di trovare sul posto un Istituto che oltre a liberarli dalla schiav itù e dal costo di una emigrazione in altre città, sarà per Busto fattore di progresso e di forza per lo sv iluppo industriale e territoriale della nostra città. L Istituto si sv ilupperà con serietà e laboriosità: gli alunni v erranno preparati alla v ita dai banchi della Scuola e molto dov ranno prendere anche dalla v ita pratica: saranno fatti scendere nelle officine, nei laboratori, negli uffici. Sia per la tecnica della produzione che per la distribuzione del prodotto su v asti mercati, dov ranno attingere non solo agli insegnamenti dei libri, ma anche attrav erso la v isione diretta del processo di lav orazione, dello sv olgimento dell importazione delle materie prime e dell esportazio- 913 2. ne del prodotto finito. Le famiglie di Busto Arsizio potranno trovare nell Istituto il loro grande alleato. Agli Industriali di Busto, che con il loro grande coraggio hanno fatto di questa grande città il più grande centro cotoniero d Italia, dico, aiutatemi nell esperimento; se io saprò farlo sorgere v iv o e v itale, se saprò svilupparlo e potenziarlo, esso non sarà produttore di disoccupati; se le libere forze dell economia e del progresso lo consentono, tale Istituto sarà elemento di ricchezza e non di impoverimento. Nel caso contrario l automaticismo economico lo eliminerebbe. Alle Autorità comunali, che sempre hanno dimostrato quell opportuno senso di responsabilità e iniziativ a che loro impone il mandato di tutta la cittadinanza locale, ripeto di andare incontro alle esigenze di tante famiglie; ascoltare e accontentare è una dote dei dirigenti che sempre hanno onorato e onorano il nostro Comune. Renato Spelta Sembra davvero interessante e moderno il concetto di un istruzione che si spinga al di là dell insegnamento impartito fra i banchi di scuola e voglia addentrarsi in un contatto diretto con il mondo del lavoro nel suo complesso: almeno nelle intenzioni, pare di intravedere un impostazione didattica che sarà quella che nei decenni a venire porterà gli studenti a effettuare i famosi stage nelle aziende, modello di operatività che metterà il mondo della scuola a diretto contatto con quello industriale e che saprà far convergere le esigenze degli uni e le aspirazioni degli altri, nell ottica di una scuola che non solo formi competenze e professionalità, ma che anche ponga i presupposti per una loro reale spendibilità nel campo del lavoro, arginando il problema della disoccupazione attraverso un adeguata azione di collocamento, che prende le mosse da una conoscenza reciproca fra le aziende attive sul territorio e il materiale umano che la scuola mette a disposizione. In realtà, l iniziativa non fu legata a una sola persona, bensì si trattò della convergenza di sinergie di alcuni cittadini che trovarono una sintonia di intenti nella realizzazione di un progetto ambizioso e coraggioso. Dietro a Spelta, infatti, c era una delle figure più di spicco della politica di quei tempi, il sindaco Rossini, che seppe raccogliere e far proprie tali esigenze in un più vasto disegno di rendere la città di Busto all avanguardia anche sotto il profilo culturale e che collaborò in questo senso con altri personaggi, fra cui emerge senz altro quello che sarebbe stato il preside per lungo tempo dell Istituto per Ragionieri: Vittorio Gallazzi. Il sogno di una Busto migliore e all avanguardia muoveva questi personaggi come molti altri imprenditori e uomini di cultura dell epoca: essi seppero però calarsi in prima linea nella realizzazione di progetti che necessitavano d impegno 1014 2. costante e decisione. Rossini era uomo di azienda, ma anche un raffinato politico; e forse ancora più dovremmo dire un appassionato, che sognava per Busto una piena collocazione in campo economico-industriale, ma anche una dignitosa elevazione sotto il profilo culturale. Particolare attenzione, data la sua formazione, egli aveva destinato alla cultura tecnica: queste sue idee andarono maturando già dal periodo immediatamente successivo alla fine del conflitto mondiale, cioè a partire dal 1945, ma poterono trovare realizzazione nel clima di rinnovata tensione spirituale e materiale dei primi anni Cinquanta. Non va dimenticato, però, che proprio dall opera instancabile e caparbia del sindaco Rossini e dell entourage che lo sosteneva, nell ultimo quinquennio degli anni Quaranta Busto poté avere, oltre al Liceo Classico, il corso completo del Liceo Scientifico per la prima volta sul proprio territorio, anche se come sezione distaccata di Varese; e fu del l avvio dell esperienza dell Istituto Tecnico Industriale, sempre voluto dal sindaco e dal gruppo di cittadini che più da vicino lo sostenevano e lo consigliavano: per comprendere la disponibilità e la passione di questa classe dirigente, o meglio di questi uomini, bisogna pensare che l avvio dell Istituto Tecnico Industriale avvenne in modo quasi rocambolesco in via XX Settembre all interno di uno scantinato di proprietà del sindaco, messo a disposizione per ben due anni fino a quando la giunta si decise ad approvare l iniziativa perché questa esperienza non naufragasse di fronte alle pastoie e alle incomprensioni della burocrazia e delle rivalità politiche. Questa divagazione sulla storia di altre scuole non deve sembrare allontanarci da quello che è il nostro obiettivo primario, bensì aiutarci a ricostruire il clima storico di quegli anni e a meglio comprendere le iniziative che presero forma da tali presupposti. L esigenza di una formazione professionale in campo commerciale Figura 1. Le Scuole De Amicis, sede dei Ragionieri dal 1951 al a Busto esisteva già: infatti era attiva una Scuola di Avviamento Professionale De Amicis, in piazza Trento Trieste, la quale era però ben lontana dalle ambizioni e dagli obiettivi di 1115 2. un Istituto Tecnico Commerciale, che avrebbe compreso nelle sue finalità anche una formazione culturale di più vasto respiro, elemento che rimarrà sempre uno dei caratteri distintivi dell Istituto stesso al di là della mera istruzione a una professione dal punto di vista tecnico e pratico. Direttore di ruolo di questo Avviamento Industriale e Commerciale (che erano allora parte di un unica istituzione) era proprio quel Renato Spelta di cui abbiamo ampiamente parlato prima: ecco la motivazione del suo impegno personale nella sollecitazione all avvio di un Istituto Secondario Superiore di Ragioneria, di formazione tecnica e non più solo professionale. In realtà l idea in nuce della creazione di un Istituto Tecnico per Ragionieri fu il frutto dell azione congiunta del professor Genoni insegnante all avviamento professionale, del già citato professor Gallazzi e dello stesso Spelta, che trovarono nel sindaco Rossini la prontezza di risposta di sempre. Il risultato fu strabiliante anche sotto il profilo politico: alla presenza di 32 consiglieri e del sindaco Rossini, la sera del 7 settembre 1951 il Consiglio Comunale si riuniva per discutere un lungo ordine del giorno, che comprendeva anche il passaggio dell Istituto Tecnico Tessile al Comune e l istituzione del primo anno dell Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri. Gli stessi organi di informazione locale mostrano stupore nella pressoché totale mancanza di discussione, che non sottolineava certo un disinteresse per una problematica così importante, bensì il superamento di qualsiasi logica di contrapposizione politica in nome della pubblica utilità delle proposte fatte alla Giunta, che decise all unanimità l approvazione delle stesse. Ci sembra interessante riportare il testo della delibera comunale che istituiva ufficialmente la scuola per ragionieri: COMUNE DI BUSTO ARSIZIO DELIBERA CONSIGLIARE N. 55 in data OGGETTO: Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri Istituzione OMISSIS L assessore Sig. Rossi espone che: da tempo è stata segnalata la necessità in Busto Arsizio di un Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri. L Amministrazione Comunale, che anche nel campo culturale si è sempre dimostrata comprensiv a degli interessi e delle aspettativ e dei giov ani, che intendono intraprendere gli studi per formarsi una posizione sociale, non può [non] segnalare alla considerazione e all esame del Consiglio questo argomento. 1216 2. Se la Scuola dev e segnare di pari passo l ev oluzione economica e sociale dell ambiente, non pare dubbio che una decisione s imponga a riguardo. Oggi ai nostri giovani che intendono sv olgere attiv ità impiegatizia presso Ditte e Società priv a- te non rimane che frequentare e conseguire il titolo di studio presso Istituti di Varese, Legnano, Milano. Dati statistici fanno ascendere a 30 gli alunni bustesi che annualmente si iscriv ono a Istituti Tecnici di fuori Comune. Anche altre città v icine hanno fiorenti Istituti Tecnici similari: Biella, Intra, Vercelli, Novara. Trattasi quindi di istituire l Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri con le rituali 5 classi. Si accederà alla 1^ classe con la licenza della Scuola Media e col diploma della Scuola Professionale di Av v iamento a tipo Commerciale, integrato da esame. Riliev i statistici tranquillizzano che l istituto potrà essere alimentato da circa 30 alunni licenziati annualmente dalla Scuola Media, che emigrano per altri Istituti fuori Busto, e da una forte aliquota, i migliori, degli 80 alunni che annualmente sono licenziati dalla Scuola di Av v iamento Professionale a tipo Commerciale, dei quali alta percentuale chiede di potersi presentare agli esami per l ammissione all Istituto. L Istituto nella sua organizzazione sarà teorico e pratico: quindi si av rà non solo applicazione sui banchi della scuola, ma anche pratica di officina, di laboratorio, di ufficio, pratica della v endita del prodotto sui v ari mercati, cognizione del processo di lav orazione, sv olgimento dell importazione delle materie prime e dell esportazione del prodotto finito. Ai fini della v alidità legale del diploma, come conseguito in Istituto Governativ o, sarà richiesto il pareggiamento e col funzionamento dei 5 anni, cioè a corso completo, sarà richiesto il passaggio a statale. Fatte queste premesse, accenna che la spesa è stata preventivata in per il 1 anno e in circa negli anni successivi, non tenendosi conto di eventuali contributi di Enti e di privati, che non mancheranno, e delle tasse scolastiche. Anche la spesa per l arredamento appare modesta: si tratterà di arredare per ogni anno, fino al quinto, un aula con 30 banchi, una cattedra, una lav agna con qualche suppellettile accessoria, mentre per l insegnamento pratico sarà messo a disposizione il materiale delle altre Scuole, non senza ricorrere all aiuto delle industrie locali per la fornitura di campioni, di dati di lav orazione, di contratti tipo d acquisto delle materie prime e di vendita del prodotto finito e all aiuto di altri Enti o Istituti locali per i contratti tipo di noleggio, assicurazione, dati di borsa, di banca ecc. 1317 2. Quanto alla sede dell Istituto fa presente che i locali sono in funzione delle classi che v erranno aperte. Per il primo anno la 1^ classe richiede la disponibilità di un aula, tenendosi conto, come già è stato detto, che per i laboratori scientifici, biblioteca, aula di dattilografia, aula insegnanti, palestra il serv izio è unico con la Scuola Statale De Amicis e pertanto non è richiesta duplicazione di locali. In istanza l Istituto dov rà sorgere per locali, organizzazione e direzione, collegato con la Scuola Gov ernativ a Secondaria Commerciale De Amicis. Naturalmente dov rà essere redatto apposito regolamento per il funzionamento dell Istituto in aderenza alle norme che regolano gli istituti similari gov ernativ i e stabili[re] la relativ a pianta organica del personale direttiv o, insegnante, di segreteria e inserv iente col relativ o trattamento giuridico ed economico, la nomina del quale sarà di esclusiv a competenza del Comune. Informa che con decreto del Presidente della Repubblica pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 agosto scorso lo Stato ha istituito Istituti Tecnici Commerciali a indirizzo amministrativ o in Caltagirone, Lipari e Salò, ragione per cui anche Busto Arsizio, di non minore importanza dei detti centri, può sicuramente aspirare all av ere l Istituto di cui si è sopra parlato. Si propone il seguente Ordine del giorno: Il Consiglio udita la relazione della Giunta Municipale: d e l i b e r a di istituire con l anno scolastico l Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri procedendo all apertura della 1^ classe, delegando alla Giunta Municipale e al Sindaco, per le rispettiv e competenze, gli atti necessari per l esecuzione del presente Ordine del giorno. Aperta la discussione sull argomento: L av v. Somasca ritiene necessario istitu[ire la] Scuola perché riguarda un ramo di attiv ità professionali qui esistenti e mira alla creazione di pratici dirigenti di aziende industriali e commerciali. Per il buon esito della Scuola raccomanda oculata scelta del personale dirigente e insegnante. L av v. Giacomo Tosi plaude all istituzione della Scuola per Ragionieri e raccomanda all Amm.ne di esaminare tempestiv amente il problema della necessità dei locali anche per gli anni futuri per modo che tutt[e] le [classi della] Scuola abbiano degna sede. Il rag. Baragiola giudica opportuno e rispondente all esigenza dell ambiente l istituzione della Scuola proposta. Chiede all Amm.ne lo studio particolareggiato del programma e la possibilità di unire in un unico Istituto 1418 2. la Scuola per Periti Tessili e per Ragionieri, ritenendo ciò possibile. Ritiene altresì necessaria la v alorizzazione della Scuola mediante ponderata scelta del personale addottovi. Assicura la fattiv a collaborazione dei Consiglieri del suo gruppo e chiede che la Giunta porti a conoscenza del Consiglio quanto sarà ritenuto di attuare circa i locali, i mezzi e quant altro per il finanziamento della Scuola. Esaurita la discussione dopo altri interv enti fav orev oli dall Ing. Grandina, Dott. Urbanelli e Prof. Moretti, l Assessore Sig. Rossi assicura che di ogni raccomandazione ed elemento affiorato nella discussione sarà tenuto in massima considerazione dalla Giunta e seriamente studiato d intesa con l Autorità Scolastica ai fini della massima serietà ed efficienza della Scuola. Assicura che con la prossima entrata in funzione dell Edificio Scolastico di Via Dante tutte le scuole av ranno sistemazione adeguata e definitiv a. 3 Refuso da intendersi Cfr. Estratto dal Verbale dell Adunanza della Giunta Municipale, , deliberazione n 768, Archivi comunali; vedi anche lettera al sindaco Rossini, prot. n 1 del , Archivi comunali, con cui Spelta proponeva il corpo insegnante per il primo anno. Posto ai v oti l Ordine del giorno proposto dalla Giunta IL CONSIGLIO con voto unanime reso per alzata di mano (presenti 33 votanti 33) d e l i b e r a di approvare l Ordine del giorno stesso per l istituzione per l anno scolastico (sic!) 3 dell Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri procedendo all apertura della 1^ classe delegando la G.M. e il Sindaco per le rispettiv e competenze, gli atti necessari per l esecuzione della presente deliberazione. IL PRESIDENTE F Giov anni Rossini Pubblicata all Albo Pretorio per gg. 8 dal 13 settembre 1951 VISTO O APPROVAZIONE SUPERIORE n /II^ Varese 12 Nov embre 1951 Visto approv ata dalla G.P.A. in seduta Del n p. IL PREFETTO PRESIDENTE F D Alessandro 1519 2. Ma vediamo dai documenti ufficiali dell epoca quali sono state le persone che concretamente hanno permesso l avvio della scuola al suo primo anno di vita. Questo il testo del verbale della giunta municipale del 3 ottobre 1951 che attribuiva le cattedre agli insegnanti designati: 4 LA GIUNTA: Visto che con delibera Consigliare n. 55 del 7 settembre scorso istituivasi il Civico Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri col funzionamento della 1^ classe nell anno scolastico e delegavasi la Giunta Municipale e il Sindaco, per le rispettive competenze, di provvedere all esecuzione della delibera stessa; Attesa la necessità di prov v edere all insegnamento relativ o mediante incarico ad idoneo personale, limitatamente al corrente anno scolastico , attribuendo ad esso il trattamento economico stabilito per legge agli insegnanti di ruolo di scuole gov ernativ e corrispondenti in relazione alle ore di insegnamento attribuite; Visto il parere fav orev ole del Direttore incaricato Dr. Renato Spelta; Ad unanimità di voti a forma di legge: d e l i b e r a con decorrenza 1 ottobre u.s. per l insegnamento nella 1^ classe del Civico Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri limitatamente all anno scolastico , sono incaricati i sottoindicati insegnanti per le ore, le materie e con la retribuzione mensile lorda e indennità di caro viveri e caro pane a fianco di ciascuno indicati: 1 ) DR. GENONI FRANCO Laureato in lettere presso l Università Cattolica di Milano Ruolo B Grado XI Insegnante Italiano, Storia, Geografia con ore 9 settimanali Retribuzione mensile Indennità caro viveri Caro pane 520 Totale lordo ) DR. GALLAZZI VITTORIO Laureato in lettere presso l Università Cattolica di Milano Ruolo B Grado XI - Insegnante Francese con 3 ore settimanali Retribuzione mensile Caro viveri Caro pane20 Figura 2. Una commovente e sentita testimonianza d affetto che, al di là del diploma, veniva consegnato agli allievi che conseguivano per primi l esame di maturità e che avevano permesso la nascita e la vita della scuola stessa ai suoi esordi. 17 Vedere altro
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 art. 22
 Art.1
 Art. 2
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 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art.9