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Timestamp: 2017-07-27 20:53:36+00:00

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TRE CONSIGLI UTILISSIMI SEPARAZIONE E DIVORZIO BOLOGNA BOLOGNA COME GESTIRE UNA SEPARAZIONE CON FIGLI ANDANDO DALL’AVVOCATO | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
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TRE CONSIGLI UTILISSIMI SEPARAZIONE E DIVORZIO BOLOGNATRE CONSIGLI UTILISSIMI SEPARAZIONE E DIVORZIO BOLOGNA SAN LAZZARO RAVENNA RIMINI BOLOGNA COME GESTIRE UNA SEPARAZIONE CON FIGLI ANDANDO DALL’AVVOCATOQuando il matrimonio è in crisi e si vogliono tutelare gli interessi propri e dei figli, un legale può essere un aiuto prezioso per conoscere i propri diritti e per suggerire le soluzioni e le procedure più adatte al caso.
Nel 2015 è stato introdotto nell’ordinamento italiano il cosiddetto divorzio breve, una riforma della procedura di divorzio che ha reso più snella e veloce la separazione giuridica dei coniugi. La nuova legge ha introdotto diverse novità su:
situazione dei figli
Durante la fase di separazione e di divorzio, l’aiuto di un legale è indispensabile
l divorzio breve è stato introdotto in Italia dalla legge n.55 del 6 maggio 2015,.
DIVORZIO BREVE BOLOGNA La lettera b) del numero 2 del comma 1 dell’articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, ha ridotto a dodici mesi la durata del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi, necessaria per poter proporre la domanda di divorzio nei casi di separazione giudiziale.
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MANTENETE LA CALMA NON LITIGATE DAVANTI AI FIGLI ANZI PRORPIO NON LITIGATE, NON SERVE A NULLA!!
3)PENSATE BENE A CHE OBIETTIVO VOLETE RAGGIUNGERE
UN QUARTO CONSIGLIO :CERCATE SEMPRE UNA SEPARAZIONE CONSENSUALE PE RIL BENE VOSTRO E DEI FIGLI
1)Separarsi vuol dire avere una serie enorme di situazioni da risolvere !!!
2)La più grossa e importante è la situazione dei figli
a) come dirlo ai figli
b)come riuscir ea segui9re i figli come prima o meglio di prima
c)come stare vicino ai figli nella separazione
d)come provvedere alle loro necessità economiche
e) dove andare con i figli nella separazione ad abitare se si decide di cambiare casa
f) come continuare ad avere un rapporto solido con figli
3) la problematica della casa
La casa resta al genitore collocatario dei figli minori almeno di regola
Chiama l’avvocato Sergio Armaroli per aver e una consulenza sulla tu separazione
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A chi viene assegnata la casa coniugale?
Il problema dell’assegnazione della casa coniugale si pone solo quando la stessa sia di proprietà di entrambi i coniugi o del coniuge diverso da quello che ne chiede l’assegnazione. Nessun problema, infatti, può sussistere se l’assegnatario e il proprietario sono la stessa persona.Sul tema, in dottrina ed in giurisprudenza, si registrano due orientamenti contrastanti. Da un lato vi è chi ammette l’assegnazione della casa familiare al coniuge non proprietario solo in presenza di un provvedimento di affidamento della prole; dall’altro chi estende l’ambito di applicabilità dell’istituto in parola anche al ricorrere di presupposti ulteriori ed alternativi.
La Corte con la sentenza in esame ha accolto l’orientamento restrittivo, ritenendo che l’assegnazione della casa coniugale non possa considerarsi una misura assistenziale ma adempie, soltanto, alla finalità di tutelare la prole, indipendentemente dalla proprietà esclusiva o concorrente dei coniugi. In buona sostanza, solo l’interesse dei figli a non subire ulteriori cambiamenti dovuti alla crisi familiare e a conservare un minimo di continuità e regolarità di vita sono gli unici motivi che possono spingere a sacrificare il diritto di proprietà.
Sul tema, in dottrina ed in giurisprudenza, si registrano due orientamenti contrastanti. Da un lato vi è chi ammette l’assegnazione della casa familiare al coniuge non proprietario solo in presenza di un provvedimento di affidamento della prole; dall’altro chi estende l’ambito di applicabilità dell’istituto in parola anche al ricorrere di presupposti ulteriori ed alternativi.
Come il diritto del figlio naturale a non lasciare l’abitazione in seguito alla cessazione della convivenza di fatto fra i genitori non richiede un’apposita previsione, anche il diritto del genitore affidatario di prole naturale a ottenere la trascrizione del provvedimento di assegnazione non necessita di un’autonoma previsione, dal momento che risponde alla stessa ratio di tutela del minore ed è strumentale a rafforzarne il contenuto: il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli e di garantire loro la permanenza nel medesimo ambiente in cui hanno vissuto con i genitori deve essere assolto tenendo conto, prima che delle posizioni di terzi, del diritto che alla prole deriva dalla responsabilità genitoriale prevista dall’articolo 30 della Costituzione e tesa a favorire il corretto sviluppo della personalità del minore.
Corte costituzionale – sentenza 12-21 ottobre 2005 n. 394 (in Guida al Diritto, Edizione n. 45 del 26 novembre 2005, pagina 16)
In tema di separazione personale, l’assegnazione della casa coniugale esonera l’assegnatario esclusivamente dal pagamento del canone, cui altrimenti sarebbe tenuto nei confronti del proprietario esclusivo o del comproprietario dell’immobile assegnato, onde, qualora il giudice attribuisca a uno dei coniugi l’abitazione di proprietà dell’altro, la gratuità di tale assegnazione si riferisce solo all’uso dell’abitazione medesima, ma non si estende alle spese correlate a detto uso (ivi comprese quelle condominiali), onde tali spese vanno legittimamente poste a carico del coniuge assegnatario.
Cass. Sezione I, sentenza 19 settembre 2005 n. 18476 (in Guida al Diritto, Edizione n. 42 del 29 ottobre 2005, pagina 65)
Avvocato matrimonialista Bologna Divorzio Bologna Il divorzio è lo strumento pensato per sciogliere il matrimonio. Quindi solo con il divorzio si torna ad essere una persona libera e ci si può sposare nuovamente.
La fine di un matrimonio è sempre un momento particolarmente delicato per i coniugi che si accingono a interrompere definitivamente la propria vita insieme.
La scelta di divorziare è una decisione gravida di conseguenze sia dal punto di vista emotivo e psicologico, che da quello economico. Quando si parla di divorzio per un avvocato si parla sia di scioglimento del vincolo matrimoniale sia di cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario. Poiché la distinzione tra le due fattispecie non è intuitiva, è opportuno chiarire in che cosa questa consista.
Per affrontare una scelta così delicata è indispensabile affidarsi a un avvocato divorzista in grado di sapervi assistere al meglio, fin dall’inizio, in ogni aspetto della vicenda. l divorzio congiunto è la procedura che consente, dopo una separazione di sei mesi o un anno e con l´accordo tra le parti, di ottenere lo scioglimento del matrimonio.
I sei mesi o un anno necessari per poterlo chiedere decorrono dalla data dell´udienza di comparizione davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione. Non è sempre obbligatorio essere assistiti da un avvocato divorzista, alcuni tribunali lo richiedono, ma il nostro consiglio è quello di avere sempre un avvocato divorzista, specialmente per le refluenze patrimoniali di un divorzio. Il divorzio, come la separazione, può essere consensuale o giudiziale.
Il divorzio consensuale prevede l’assistenza di coniugi che hanno già raggiunto un accordo su tutti i punti del rapporto e con un notevole risparmio di tempi e costi.
Il divorzio giudiziale, al contrario, può essere promosso da uno dei due coniugi quando non vi è accordo tra le parti e si intende comunque ottenere lo scioglimento del vincolo.
I coniugi possono richiedere il divorzio in presenza di una delle cause indicate dall’art. 3 della legge 1 dicembre 1970 n. 898 e tra i quali viene compresa anche la separazione dei coniugi ininterrotta per tre anni a decorrere dalla comparizione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale per la separazione.
Consulenza per la tutela della prole e del diritto genitoriale, con particolare attenzione alle recenti innovazioni in materia di affido condiviso;
Separazione tra i coniugi: consensuale – giudiziale;
Divorzio: cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario – scioglimento del matrimonio civile;
Nullità o annullamento del matrimonio;
Modifica delle condizioni di separazione e divorzio;
Affidamento dei minori;
Assegnazione della casa coniugale;
Assegno di mantenimento e divorzile;
Famiglia di fatto – convivenza more uxorio;
Tutela del diritto di visita;
Ricongiungimento famigliare;
Regime patrimoniale della famiglia;
Contratti di convivenza e unioni civili;
Impresa famigliare;
Mediazione famigliare;
Negoziazione assistita;
Anche il divorzio, come la separazione, può essere affrontato in forma congiunta – con significativo risparmio di tempo e di costi – o in forma giudiziale, a seconda se sia possibile raggiungere un’intesa soddisfacente per entrambi i coniugi già prima dell’inizio della causa o nel corso della stessa.
La pronuncia di divorzio, che produrrà lo scioglimento definitivo del matrimonio (se celebrato in forma non religiosa) o la cessazione dei suoi effetti civili (se celebrato in Chiesa), dovrà prendere posizione sia sulla collocazione dei figli e sui rapporti con i genitori che sulle questioni economiche: mantenimento della prole ed eventuale assegno divorzile in favore del coniuge economicamente non autosufficiente.
All’eventuale riconoscimento dell’assegno divorzile sono legati anche altri importanti aspetti di ultrattività economica, come il diritto a percepire la pensione di reversibilità e la spettanza di una quota di TFR dell’ex-coniuge.
Capo IV Dei diritti e dei doveri che nascono dal matrimonio
Art. 143. Diritti e doveri reciproci dei coniugi.
Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.
Art. 143-bis. Cognome della moglie.
Art. 143-ter. (1)
[Cittadinanza della moglie.
La moglie conserva la cittadinanza italiana, salvo sua espressa rinunzia, anche se per effetto del matrimonio o del mutamento di cittadinanza da parte del marito assume una cittadinanza straniera.]
(1) Articolo abrogato dalla Legge 5 febbraio 1992, n. 91.
Art. 144. Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia
I coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa.
A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato.
Art. 145. Intervento del giudice.
In caso di disaccordo ciascuno dei coniugi può chiedere, senza formalità, l’intervento del giudice il quale, sentite le opinioni espresse dai coniugi e, per quanto opportuno, dai figli conviventi che abbiano compiuto il sedicesimo anno, tenta di raggiungere una soluzione concordata.
Ove questa non sia possibile e il disaccordo concerna la fissazione della residenza o altri affari essenziali, il giudice, qualora ne sia richiesto espressamente e congiuntamente dai coniugi, adotta, con provvedimento non impugnabile, la soluzione che ritiene più adeguata alle esigenze dell’unità e della vita della famiglia.
Art. 146. Allontanamento dalla residenza familiare.
Il diritto all’assistenza morale e materiale previsto dall’articolo 143 è sospeso nei confronti del coniuge che, allontanatosi senza giusta causa dalla residenza familiare rifiuta di tornarvi.
La proposizione della domanda di separazione, o di annullamento, o di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio costituisce giusta causa di allontanamento dalla residenza familiare.
Il giudice può, secondo le circostanze, ordinare il sequestro dei beni del coniuge allontanatosi, nella misura atta a garantire l’adempimento degli obblighi previsti dagli articoli 143, terzo comma, e 147.
Art. 147. Doveri verso i figli (1)
Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni, secondo quanto previsto dall’articolo 315-bis.
Art. 148. Concorso negli oneri (1)
I coniugi devono adempiere l’obbligo di cui all’articolo 147, secondo quanto previsto dall’articolo 316-bis.
dal 7 febbraio 2014
Avvocato matrimonialista Bologna consulenza sui diritti e doveri dei coniugi
La separazione è un procedimento necessario ai coniugi per regolare legalmente le condizioni di vita di ognuno dei coniugi dopo la crisi del rapporto matrimoniale, anche in vista dell’eventuale successivo divorzio, conseguibile soltanto dopo almeno tre anni dalla separazione legale.
L’ausilio di un avvocato nella stesura di separazione dei coniugi è opportuna al fine di redigere con precisione gli accordi tra i coniugi al fine di evitare incomprensioni e imprecisioni che possono sfociare in controversie giudiziali, lunghe e costose.
La separazione rappresenta una “pausa” nel matrimonio. Con la separazione infatti non si scioglie il vincolo matrimoniale (che si scioglierà invece con il divorzio) ma si apre una fase in cui i coniugi possono vivere separatamente e decidere se la loro crisi è solo passeggera o davvero irrimediabile.
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» L’accertamento del diritto all’assegno divorzile si articola in due fasi, nella prima delle quali il giudice verifica l’esistenza del diritto in astratto, in relazione all’inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente, raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso o quale poteva legittimamente e ragionevolmente configurarsi sulla base di aspettative maturate nel corso del rapporto, mentre nella seconda procede alla determinazione in concreto dell’ammontare dell’assegno, che va compiuta tenendo conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione e del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ognuno e di quello comune, nonché del reddito di entrambi, valutandosi tali elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio. Nell’ambito di questo duplice accertamento assumono rilievo, sotto il profilo dell’onere probatorio, le risorse reddituali e patrimoniali di ciascuno dei coniugi, quelle effettivamente destinate al soddisfacimento dei bisogni personali e familiari, nonché le rispettive potenzialità economiche	» AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA ESTORSIONE Marito verso la sussistenza dell’elemento materiale del reato, cosi’ come le finalita’ della condotta contestata, proprio dall’analisi puntuale dei fatti, correttamente inquadrandoli, pero’, nell’abituale condotta di vita del (OMISSIS) e nel contesto abituale dei rapporti familiari dello stesso. Si tratta di una valutazione degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, che e’ riservata in via esclusiva al giudice di merito, senza che, nel difetto di illogicita’ evidenti, possa integrare il vizio di legittimita’ la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente piu’ adeguata, valutazione delle risultanze processuali (Sez. U., n. 6402 del 30/4/1997, rv. 207944; Sez. 4, n. 4842 del 02/12/2003, Rv. 229369).	» ASSEGNO DIVORZIO BOLOGNA FORLI CESENA RAVENNA AVVOCATO ESPERTO Questa Corte ha già avuto modo di chiarire che in tema di diritto alla corresponsione dell’assegno di divorzio in caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio, il parametro dell’adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale da uno dei coniugi viene meno di fronte alla instaurazione, da parte di questi, di una famiglia, ancorché di fatto, costituita da uno stabile modello di vita in comune, con la nascita di figli ed il trasferimento del nuovo nucleo in una abitazione messa a disposizione dal convivente. Da ciò consegue la cessazione del diritto all’assegno divorzile, a carico dell’altro coniuge, (Cass. 17195/11; 3923/12; 25845/13;Cass 6855/15).	» Separazione marito moglie Bologna ,casa coniugale?assegno mantenimento entrambi? Vediamo	» BOLOGNA DIVORZIO CON MOGLIE STRANIERA ALL’ESTERO COME DIVORZIARE DALLA MOGLIE STRANIERA CHE RiSIEDE ALL’ESTERO?	» CRISI DELLA FAMIGLIA BOLOGNA SEPARAZIONE BOLOGNA DIVORZIO BOLOGNA DIVORZIO BREVE BOLOGNA Art. 143. Diritti e doveri reciproci dei coniugi. Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia. La moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze.	» separazione per tradimento chat Bologna Provincia separazione per tradimento moglie Bologna Provincia separazione per tradimento coniugale Bologna Provincia separazione per tradimento prove Bologna Provincia	» DIVORZIO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA FAENZA RIMINI AVVOCATO DIVORZIO CHIAMA SUBITO COSA ASPETTI? Corte Costituzionale Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11 Presidente Criscuolo – Redattore Morelli Sentenza	» SPOSARSI E’ FACILE E’ SEPARARSI E DIVORZIARE CHE E’ DIFFICILE AVVOCATO MATRIMONIALISTA DIVORZISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI	» AVVOCATO BOLOGNA CENTRO DIVORZISTA BOLOGNA CENTRO AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA VIOLAZIONE OBBLIGHI ASSISTENZA FAMIGLIARE Diritto di famiglia	Articoli Recenti
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Nell’ambito di questo duplice accertamento assumono rilievo, sotto il profilo dell’onere probatorio, le risorse reddituali e patrimoniali di ciascuno dei coniugi, quelle effettivamente destinate al soddisfacimento dei bisogni personali e familiari, nonché le rispettive potenzialità economiche	» AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA ESTORSIONE Marito verso la sussistenza dell’elemento materiale del reato, cosi’ come le finalita’ della condotta contestata, proprio dall’analisi puntuale dei fatti, correttamente inquadrandoli, pero’, nell’abituale condotta di vita del (OMISSIS) e nel contesto abituale dei rapporti familiari dello stesso. Si tratta di una valutazione degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, che e’ riservata in via esclusiva al giudice di merito, senza che, nel difetto di illogicita’ evidenti, possa integrare il vizio di legittimita’ la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente piu’ adeguata, valutazione delle risultanze processuali (Sez. U., n. 6402 del 30/4/1997, rv. 207944; Sez. 4, n. 4842 del 02/12/2003, Rv. 229369).	» ASSEGNO DIVORZIO BOLOGNA FORLI CESENA RAVENNA AVVOCATO ESPERTO Questa Corte ha già avuto modo di chiarire che in tema di diritto alla corresponsione dell’assegno di divorzio in caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio, il parametro dell’adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale da uno dei coniugi viene meno di fronte alla instaurazione, da parte di questi, di una famiglia, ancorché di fatto, costituita da uno stabile modello di vita in comune, con la nascita di figli ed il trasferimento del nuovo nucleo in una abitazione messa a disposizione dal convivente. 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References: sentenza 
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Cass. 
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Art. 143

Art. 143

Art. 143

Art. 144

Art. 145

Art. 146

Art. 147

Art. 148
 Art. 143
 Sentenza 
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