Source: https://www.decreto-legislativo-81-08.it/vibrazioni
Timestamp: 2019-08-23 12:16:17+00:00

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Vibrazioni - Decreto Legislativo 81 08
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Il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro – DLgs 81/08 – stabilisce una serie di normative per la protezione dei lavoratori dai vari rischi che possono correre nell’ambito della loro attività lavorativa. Il datore di lavoro è tenuto, ogni anno, a valutare tali rischi e a compilare un documento ufficiale, il Documento di Valutazione Rischi (DVR) – che deve contenere l’indicazione dei rischi in azienda, le misure di prevenzione e protezione che già sono state adottate e che verranno adottate, il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) o di quello territoriale (RLST) e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio. Di seguito andremo ad elencare gli articoli del D.Lgs. 81/08 che si concentrano sul rischio vibrazioni, nello specifico sono gli artt. 199-200-201-202-203-204-205 contenuti nel Titolo VIII Capo III di suddetto decreto.
Campo di applicazione – art. 199
Definizioni – art. 200
Valori limite di esposizione e valori d’azione – art. 201
1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, é fissato a 5 m/s2; mentre su periodi brevi é pari a 20 m/s2;
2) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, che fa scattare l’azione, é fissato a 2,5 m/s2.
1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, é fissato a 1,0 m/s2; mentre su periodi brevi é pari a 1,5 m/s2;
2) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, é fissato a 0,5 m/s2.
Valutazione dei rischi – art. 202
2. Il livello di esposizione alle vibrazioni meccaniche può essere valutato mediante l’osservazione delle condizioni di lavoro specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla probabile entità delle
vibrazioni per le attrezzature o i tipi di attrezzature nelle particolari condizioni di uso reperibili presso banche dati dell’ISPESL o delle regioni o, in loro assenza, dalle informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature.
Questa operazione va distinta dalla misurazione, che richiede l’impiego di attrezzature specifiche e di una metodologia appropriata e che resta comunque il metodo di riferimento.
3. L’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio è valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all’allegato XXXV, parte A.
4. L’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al corpo intero è valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all’allegato XXXV, parte B.
h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato, l’elevata umidità o il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide;
Misure di prevenzione e protezione – art. 203
i) la fornitura, ai lavoratori esposti, di indumenti per la protezione dal freddo e dall’umidità.
2. Se, nonostante le misure adottate, il valore limite di esposizione é stato superato, il datore di lavoro prende misure immediate per riportare l’esposizione al di sotto di tale valore, individua le cause del superamento e adatta, di conseguenza, le misure di prevenzione e protezione per evitare un nuovo superamento.
Sorveglianza sanitaria – art. 204
Deroghe – art. 205
2. Nel caso di attività lavorative in cui l’esposizione di un lavoratore a vibrazioni meccaniche è abitualmente inferiore ai valori di azione, ma può occasionalmente superare il valore limite di esposizione, il datore di lavoro può richiedere la deroga al rispetto dei valori limite a condizione che il valore medio dell’esposizione calcolata su un periodo di 40 ore sia inferiore al valore limite di esposizione e dimostri, con elementi probanti, che i rischi derivanti dal tipo di esposizione cui è sottoposto il lavoratore sono inferiori a quelli derivanti dal livello di esposizione corrispondente al valore limite.
3. Le deroghe di cui ai commi 1 e 2 sono concesse, per un periodo massimo di quattro anni, dall’organo di vigilanza territorialmente competente che provvede anche a darne comunicazione, specificando le ragioni e le circostanze che hanno consentito la concessione delle stesse, al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Le deroghe sono rinnovabili e possono essere revocate quando vengono meno le circostanze che le hanno giustificate.
4. La concessione delle deroghe di cui ai commi 1 e 2 è condizionata all’intensificazione della sorveglianza sanitaria e da condizioni che garantiscano, tenuto conto delle particolari circostanze, che i rischi derivanti siano ridotti al minimo. Il datore di lavoro assicura l’intensificazione della sorveglianza sanitaria ed il rispetto delle condizioni indicate nelle deroghe.

References: art. 199
 art. 200
 art. 201
 art. 202
 art. 203
 art. 204
 art. 205