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Timestamp: 2020-02-23 22:20:57+00:00

Document:
Bologna – 28/03/2018 | Confederdia
Bologna – 28/03/2018
CONTRATTO COLLETTIVO PROVINCIALE DI LAVORO PER I QUADRI E IMPIEGATI AGRICOLI DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA
L’anno 2018 addì 28 mese di Marzo in Bologna, tra
La Confagricoltura di Bologna
la Federazione Provinciale Coldiretti di Bologna
la Confederazione Italiana Agricoltori della provincia di Bologna
la Confederazione Italiana Agricoltori della provincia di Imola
la Associazione Provinciale Dirigenti, Quadri e Impiegati dell’Agricoltura – aderente alla Confederdia
la FAI-CISL Area Metropolitana Bolognese
la UILA Territoriale di Bologna
si è stipulato, ai sensi e per gli effetti di cui all’art, 66 del CCNL Quadri e Impiegati agricoli del 19/11/2012, il seguente Contratto Collettive Provinciale di Lavoro.
II presente contratto regola i rapporti di lavoro tra le imprese agricole, singole, in forma cooperativa o, comunque, associata, e gli impiegati e quadri da esse dipendenti. La disciplina del presente contratto si applica quindi, visto e richiamato l’art. 2135 c.c., come modificato dall’art, 1 del D.L.vo 18 maggio 2001 n. 228, e successive modifiche ed integrazioni, in tutte le imprese agricole, a qualsiasi titolo condotte ed in qualsiasi forma esercitate, aventi ad oggetto l’esercizio di attività agricole forestali, ortoflorovivaistiche, di allevamenti di qualsiasi specie, nonché di attività affini e connesse con l’agricoltura, dirette alla trasformazione, conservazione e
A titolo indicativo, le imprese – singole od associate – in cui si applica il presente contratto collettive di lavoro sono:
Le aziende ad ordinamento produttivo misto; nonché:
Le aziende florovivaistiche;
Le aziende zootecniche;
Le aziende agrituristiche; comprese le attività ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche, ippoturistiche, degustazione prodotti aziendali, inclusa la mescita del vino;
Le aziende che comunque eseguono attività di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso;
Le aziende che eseguono attività che utilizzano, o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci;
Le aziende gestite in forma cooperativa e consorzi di imprenditori agricoli, anche per le attività di servizio;
Le aziende che eseguono in connessione, ex art. 2135 c.c., lavori di impianto e di manutenzione del verde pubblico o privato;
Tutte le imprese di allevamento di ogni specie animale (ippiche, piscicole, ittiche, da pelliccia, ecc.);
Le aziende vocate alla produzione di energia da fonti rinnovabili;
Le aziende di agricoltura sociale;
Tutte le aziende che eseguono attività connesse a quelle già enumerate.
Art. 2 – Decorrenza, durata del contratto territoriale e procedure di rinnovo
Il presente contratto decorre dal 1 gennaio 2018 e scadrà il 31 dicembre 2021, salvo le norme per le quali è stata prevista apposita data di decorrenza.
Il presente contratto si intende tacitamente rinnovato di anno in anno, qualora non sta disdettato a mezzo raccomandata A/R almeno 6 mesi prima della scadenza. In caso di mancata disdetta, si intende prorogato per un anno e così di anno in anno.
La parte che avrà disdettato dovrà comunicare all’altra le proposte per il rinnovo almeno 4 mesi prima. Le trattative dovranno avere inizio entro i due mesi successivi l’invio delle proposte di rinnovo.
Le condizioni di miglior favore eventualmente esistenti e derivanti da accordi individuali o plurimi o da consuetudini locali o da accordi stipulati tra le parti contraenti, sono salvaguardate ad ogni effetto. Le parti si impegnano ad intervenire per assicurare il rispetto dell’applicazione del contratto, sia nelle parti economiche sia normative.
L’orario di lavoro è stabilito in 39 ore settimanali. Tale orario, al sensi dell’art. 3, co. 2, del D.Lgs. 68/2003, può essere computato anche come durata media in un periodo non superiore a dodici mesi, con la possibilità di distribuire l’orario ordinario di lavoro per una o più settimane in misura superiore a quella prevista dal precedente comma e per le altre, a compensazione, in misura inferiore.
La variabilità dell’orario ordinario settimanale di cui al comma precedente è consentita, a semplice richiesta dell’azienda, sulla base di intese specifiche tra le parti interessate, nel limite di 85 ore annue, con un massimo di orario settimanale di 44 ore.
Si intende applicabile a tali ore aggiuntive ordinaria retribuzione, senza alcuna maggiorazione.
La variazione dell’orario ordinario di lavoro nei diversi giorni della settimana sarà concordato tra le parti, tenuto conto delle reciproche esigenze e formalizzato per iscritto. La mezza giornata o l’intera giornata libera coincidente o meno con il sabato non è considerata festiva, né agli effetti di eventuale lavoro straordinario prestato in detta giornata, né agli effetti del calcolo delle ferie.
Per motivi organizzativi e produttivi aziendali, entro un orario massimo di 48 ore settimanali, è consentita a semplice richiesta dell’azienda, sulla base di intese specifiche tra le parti interessate, una ulteriore – variabilità dell’orario ordinario settimanale nei limiti complessivi massimi di ulteriori 45 ore annue; si intende come sopra applicabile a tali ore aggiuntive l’ordinaria retribuzione, senza alcuna maggiorazione.
Orario di lavoro e computo ferie: in caso di distribuzione dell’orario settimanale in cinque giorni e per i soli periodi di fruizione della settimana corta, per il calcolo delle giornate di fruizione feriale verrà utilizzato il coefficiente di moltiplicazione 1,20.
Le festività infrasettimanali previste dall’art. 22 del C.C.N.L. vigente sono equiparate alle festività nazionali.
Art. 5 – Premio di disponibilità e detassazione di produttività
In relazione quanto previsto in tema di orario variabile, all’art, 4 del presente CPL, 2° e 5° c., si conviene l’individuazione di un premio, avente carattere retributivo, atto a compensare la disponibilità, la flessibilità come complessivamente individuate dal precedente articolato e conseguentemente la produttività aziendale, anche visto l’art. 1 comma 67 della Legge 24 dicembre 2007, n° 247, e l’art. 1, comma 481, legge 24 dicembre 2012, n. 228, legge n. 208/2015, legge n. 232/2016, D.m. 25/03/2018, Circ. n. 28/E del 15/06/2016 ed alle condizioni ivi previste per accesso al benefici di legge, dandosi atto le parti che la previsione normativa 6 da intendersi riferibile agli indicatori di cui al D.M. 25/03/2016, art. 2, 2° c., e indicato al punto 11 della sezione 6 della scheda allegata al D.M. citato; tale elemento premiale di produttività è fissato, con effetto dal 01/01/2018, a regime, in 620,00 annui per la 1° categoria, in 540,00 annui per la 2° categoria, in 280,00 per la 3°, ed i 225,00 per le 4°, 5° e 6° categorie contrattuali. Tale indennità sarà erogata entro il 31 dicembre di ogni anno, salvo diversa pattuizione, in relazione all’adeguamento progressivo del monte ore che passa da 75 ore (come previsto dal precedente CPL) ad 85 ore, in quattro annualità e precisamente in relazione all’orario aggiuntivo di ore 77,30 per il 2018, ore 80 per il 2019, ore 82,30 per il 2020 ed ore 85 per il 2021, nonché alla utilizzazione delle ulteriori 45 ore annue di variabilità sempre spalmate nel quadriennio.
In particolare, rispetto all’elemento premiale previsto dall’art. 5 del C.P.L. previgente, l’attuale incremento pari ad 60,00 per la 1° categoria, 40,00 per la 2° categoria, 30,00 per la 3° categoria ed 25,00 per la 4°, 5° e 6° categoria, verrà erogato sulla base della flessibilità di orario concretamente raggiunta a livello aziendale in quattro soluzioni di pari importo; resta inteso che, nel caso di applicazione dell’intero orario flessibile, al dipendente compete l’incremento di produttività nella sua interezza sin dal primo anno di vigenza o comunque in proporzione all’orario flessibile effettivo svolto.
Tale indennità costituisce parte integrante dello stipendio. E costituito un Osservatorio provinciale, composto da rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali in forma paritetica, con il compito di verificare la corretta applicazione della norma afferente la flessibilità.
Le parti si impegnano, entro il 31/12/2018, a verificare la fattibilità di un intervento relativo al Welfare contrattuale.
Le parti definiscono quali aree di intervento:
– previdenza complementare ed assistenza sanitaria Integrativa;
– servizi di educazione ed istruzione, sostegno alla genitorialità;
– servizi alla persona ed assistenza anziani e non autosufficienti;
– benessere dei lavoratori e dei loro familiari.
In tale contesto, dovranno essere congiuntamente valutate e definite, entro il 31/12/2018, mediante la definizione di un accordo quadro:
Il valore annuo della quota retributiva premiale destinata a Welfare;
le prestazioni prioritariamente definite tra le quali il dipendente potrà destinare, secondo le proprie necessità e preferenze la quota retributiva individuata allo scopo;
– le modalità di attuazione del processo di scelta dei servizi prescelti dal lavoratore.
Art. 6 – Indennità di cassa
Agli impiegati cui è affidata la mansione di cassiere, con responsabilità del movimento di cassa e relative é riconosciuta, per tale rischio contabile – amministrativo, una indennità mensile, con particolare riferimento alle aziende vitivinicole, orticole e vivaistiche, nella misura di 75,00.
Detta indennità non compete qualora si tratti di mansione occasionale. L’indennità è corrisposta per dodici mensilità, salvo casi di assenza per periodi superiori al mese, e nella sua misura mensile non é frazionabile.
L’impiegato portavalori di somme di denaro in contanti deve essere coperto da una garanzia assicurativa contro i rischi di tale trasporto.
Art. 7 – Mezzi di trasporto
Al riguardo le parti rimandano a quanto previsto all’art, 51 del TUIR nonché a quanto stabilito all’art. 34 del vigente CCNL, 1 e 2 comma.
Art. 8 – Trasferte
In caso di trasferta all’impiegato é riconosciuto il rimborso a piè di lista.
Le spese per vito, alloggio, viaggi e simili sostenute dall’impiegato, per ragioni ingerenti al servizio, debbono essere rimborsate entro il mese in cui il viaggio, o il particolare servizio che le ha determinate ha avuto luogo.
All’impiegato in trasferta è altresì riconosciuto un rimborso per spese non documentabili pari a € 25,00. In caso di trasferte all’estero é altresì dovuta una indennità supplementare, ex art, 51 Tuir, di € 50,00.
Art. 9 – Casa
Al riguardo le parti convengono di applicare integralmente quanto previsto dall’art. 51 TUIR; la concessione della casa è pattuita a livello individuale ed aziendale. Sono fatte salve comunque le condizioni di miglior favore.
A fronte della cessazione del rapporto di lavoro a qualsiasi titolo, salvo licenziamento per giusta causa, uso dell’abitazione da parte del lavoratore, per sé e la propria famiglia, verrà mantenuto per ulteriori 6 mesi a partire dalla data della effettiva cessazione del rapporto di lavoro.
Art. 10 – Apprendistato
Si rimanda a quanto previsto dal vigente CCNL ed alle leggi nazionali e regionali in materia emanate.
Art. 11 – Cassa integrazione e maternita – congedi parentali
All’impiegato posto in cassa integrazione, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 21 della legge 223/91, è garantita una integrazione, alla indennità di legge, tale da assicurare, tra integrazione e indennità di legge, il trattamento minimo tabellare contrattuale goduto dall’impiegato in ragione della propria qualifica di inquadramento.
II datore di lavoro è altresì tenuto ad integrare la indennità di cui all’art, 37, lett. c, (maternità) del C.C.N.L. 23/02/2017 nella misura del 10% sino al raggiungimento della retribuzione nella misure del 100%.
Le parti st riportano integralmente alle norme vigenti in materia di congedi parentali.
Art. 12 – Retribuzione
Agli impiegati ed ai quadri della provincia di Bologna competerà un aumento da applicarsi sul totale lordo mensile vigente al 31/12/2017. Tale aumento è stabilito nella misura del 2,3% per le categorie 5, 6, del 2,5% per le categorie 2, 3 e 4, e del 2,7% per la 1 categoria e quadri. Tale aumento è corrisposto, in unica soluzione, con decorrenza dal 01/04/2018.
Le parti convengono di arrotondare lo stipendio tabellare contrattuale mensile all’euro superiore o inferiore, a seconda del supero o meno dei 50 centesimi di euro.
Art. 13 – Indennità di funzione quadri
Si applica l’art. 18 del CCNL 23/02/2017.
Art. 14 – Titolo di studio
Spetta agli impiegati agricoli che già ne usufruivano alla data del 1/8/88 secondo le modalità a suo tempo stabilite, fatte salve le condizioni di miglior favore, viene corrisposto come “assegno ad personam”.
Il presente testo compendia tutte le normative collettive di derivazione provinciali ad oggi vigenti, ed é fonte unica ed esclusiva di obbligazioni per le parti stipulanti e per le parti del rapporto di lavoro. Si intende abrogata ogni diversa pattuizione collettiva e non richiamata.
Art. 16 – Norma di relazione
Le parti richiamano quanto previsto all’allegato A del C.C.N.L. 23/02/2017.
Art. 17 – Stesura e pubblicazione
Le parti si impegnano a diffondere compiutamente il presente articolato a tutti gli impiegati e quadri della provincia.

References: art. 2135

Art. 2

Art. 5
 art. 2

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 16

Art. 17