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Timestamp: 2020-08-14 14:32:44+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 24103 del 13/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24103 del 13/10/2017
Cassazione civile, sez. trib., 13/10/2017, (ud. 22/05/2017, dep.13/10/2017), n. 24103
sul ricorso n. 16267/10, proposto da:
SOCIETA’ INDUSTRIALE COSTRUZIONI ELETTROMECCANICHE- SICEM- s.r.l., in
persona del legale rappres. p.t.;
SICILIA, depositata il 6/5/2009;
L’Agenzia delle entrate notificò alla SICEM srl un avviso d’accertamento, per l’anno 2000, relativo a costi non deducibili in quanto documentati da fatture emesse per operazioni inesistenti, determinando un maggior reddito d’impresa, con conseguente recupero a tassazione di iva.
La Ctp accolse il ricorso con sentenza appellata dall’Agenzia e respinte l’appello dalla Ctr secondo la cui argomentazione, ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 9,comma 10, e in assenza di altre cause ostative, il perfezionamento della definizione automatica delle imposte comportava la preclusione di ogni accertamento tributario nei confronti del dichiarante e dei soggetti coobbligati.
Non sì è costituita la Sicem srl. cui il ricorso è stato notificato.
Con il secondo motivo, la ricorrente ha denunziato la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 58, comma 1, del avendo la Ctr erroneamente affermato che la tardiva produzione del p.v.c., nei termini perentori di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 32, comma 1, aveva precluso ogni possibilità di acquisizione dello stesso documento nel giudizio d’appello.
Circa il primo motivo, occorre richiamare la consolidata giurisprudenza della Corte secondo cui il condono L. n. 289 del 2002, ex art. 9 elide in tutto o in parte i debiti del contribuente verso l’erario, ma non opera sui suoi crediti, i quali restano soggetti all’eventuale contestazione da parte dell’Ufficio ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 10, lett. a), dovendosi interpretare la previsione del comma 9 della norma citata – secondo cui “la definizione automatica non modifica l’importo degli eventuali rimborsi e crediti derivanti dalle dichiarazioni presentate” – nel senso che tale definizione non sottrae all’Amministrazione il potere di contestare il credito esposto dal contribuente e, quindi, di emettere avvisi di recupero delle agevolazioni da esso indicate (Cass., n. 16157/16).
Lo stesso orientamento è stato, infine, confermato da una recente sentenza delle SSUU (n. 16692/17).
il secondo motivo è parimenti fondato, essendo principio consolidato quello a tenore del quale, in tema di contenzioso tributario, il giudice d’appello può fondare la propria decisione sui documenti tardivamente prodotti in primo grado, purchè acquisiti al fascicolo processuale in quanto tempestivamente e ritualmente prodotti in sede di gravame entro il termine perentorio di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 32, comma 1, di venti giorni liberi prima dell’udienza, applicabile in secondo grado stante il richiamo, operato dall’art. 61 citato decreto, alle norme relative al giudizio di primo grado (Cass., n. 3661/15).

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 9
 art. 58
 art. 32
 art. 9
 art. 9
 sentenza 
 art. 32