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Timestamp: 2019-07-18 04:40:25+00:00

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Eureco bis, ricorsi e controricorsi, la magra figura di Città Metropolitana di Milano - Medicina DemocraticaMedicina Democratica
Riportiamo i comunicati stampa congiunti di Medicina Democratica e del COMITATO A SOSTEGNO DEI FAMILIARI DELLE VITTIME E DEI LAVORATORI EURECO.
La vicenda riguarda il tentativo di riattivare gli impianti ex Eureco di Paderno Dugnano (MI) dove trovarono la morte 4 lavoratori il 4.11.2010.
La società Tecnologie & Ambiente aveva infatti presentato una richiesta autorizzativa per riprendere l’attività di trattamento rifiuti con limitate modifiche rispetto a quella precedente.
Nonostante l’opposizione della amministrazione comunale la Città Metropolitana di Milano ha rilasciato una autorizzazione su è stato presnetato prontamente un ricorso al TAR da parte del Comune con l’aiuto tecnico di Medicina Democratica.
Il TAR ha annullato l’autorizzazione il 8.08.2017 dando ragione al Comune proprio sulle motivazioni tecniche presentate.
Recentemente l’impresa e Citta Metropolitana Milano hanno ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR provocando la rivolta dei comitati contro la decisione della amministrazione della ex provincia, da qui il primo comunicato del 22.11.2017.
Il giorno stesso però il colpo di scena : in uno scenario di apparente schizofrenia amministrativa si viene a conoscenza che i dirigenti tecnici avevano dato mandato al legale della ex Provincia di procedere al ricorso e Beppe Sala aveva sottoscritto il ricorso che però si sarebbe “pentito” di fronte alle proteste dei comitati comunicando al Comune di Paderno che il ricorso sarebbe stato ritirato (controlleremo che sia davvero così).
Ecco i due comunicati sulla vicenda.
Paderno Dugnano 22/11/2017
Ex Eureco – Tecnologie & Ambiente e Città Metropolitana fanno appello al Consiglio di Stato
Gli affari sono sempre affari, e l’azienda Tecnologie & Ambiente che tenta un ricorso per “difendere” i propri profitti era quasi nella logica delle cose, segnale di come funziona questa nostra società.
Diversa è la vicenda di Città Metropolitana che è un’istituzione pubblica e che ha come missione
Il controllo e la difesa della salute delle comunità di cittadini e lavoratori , che non hanno protezione se la “libera impresa” per aumentare i profitti non rispetta le regole. Invece non ha rivisto le scelte, per noi sbagliate, dell’autorizzazione AIA N. 6567/2016 rilasciata dagli Uffici preposti della Città Metropolitana di Milano il 12/07/2016 alla società Tecnologia & Ambiente S.r.l.
Ci lascia sbigottiti la decisione di ignorare il giudizio del Tribunale Amministrativo Regionale, che con sentenza N. 01747/2017 dell’08/08/2017 ha di fatto annullato l’autorizzazione a riprendere la produzione nel campo del trattamento di rifiuti con tipologie e modalità quasi identiche a quelle in precedenza autorizzate (e non rispettate) dalla ditta Eureco.
Nel corso degli incontri svolti come comitato con i tecnici di Città Metropolitana, ci venne più volte ribadito che erano “costretti dalle leggi vigenti” a rilasciare l’autorizzazione, quasi dispiaciuti. Anche il sindaco Sala di Città Metropolitana si era dimostrato dispiaciuto della vicenda Eureco promettendo approfondimenti che non abbiamo mai visto. Ora i burocrati di Città Metropolitana con l’avvallo di Sala ricorrono solo per difendere la validità delle loro scelte, certo avendo già dimenticato quattro lavoratori morti bruciati ed altri feriti.
La vicenda Ex Eureco è lontana dalla conclusione, ma solo con la partecipazione dei cittadini, sarà
possibile sollecitare maggiori controlli da parte del Comune tramite la Vigilanza Locale e da parte di ATS tramite l’Arpa, questo al fine di prevenire che:
1)	Le disposizioni vigenti, emesse con sentenza del TAR , vengano correttamente rispettate
2)	Evitare possibili nuove tragedie sul nostro territorio.
Paderno Dugnano 23/11/2017
Ex Eureco – Sugli Appelli al Consiglio di Stato. (Atto secondo)
Protestare qualche volta serve. Indignarsi qualche volta serve. Lo dimostra la vicenda successiva ai comunicati stampa emessi ieri, sia dal Comune di Paderno Dugnano, che dal nostro comitato in cui si rimarcava l’assurdità dell’appello al Consiglio di Stato da parte di Città Metropolitana.
Infatti gli Uffici si appellavano contemporaneamente alla società Tecnologia & Ambiente, contro la sentenza del TAR lombardo che bloccava la riapertura dell’area ex- Eureco, per difendere la bontà del lavoro dei loro tecnici, che avevano rilasciato l’autorizzazione alla riapertura.
I tecnici del “Settore Rifiuti, Bonifiche e AIA” avevano dato il mandato al loro Ufficio Legale, di effettuare l’appello al Consiglio di Stato, nei tempi previsti dalla legge. Appello che ha firmato, per la delega agli avvocati, anche il sindaco metropolitano Sala. Ma le proteste sollevate hanno innescato prima un ripensamento e poi una ragionevole inversione di marcia.
In questo caso la “politica” ha corretto la burocrazia dei tecnici impedendo il deposito definitivo dell’appello.
Sia noi come Comitato, ma pensiamo anche i cittadini di Paderno Dugnano, non possiamo che esserne contenti. Siamo contenti perché pensiamo che questo fatto possa rendere più difficoltoso un esito positivo per l’azienda nel suo appello contro la sentenza del TAR.
I Cittadini di Paderno Dugnano ed anche le varie Giunte succedutesi nell’amministrazione del comune nel tempo, si erano sempre opposti all’ insediamento di questo centro di trattamento dei rifiuti pericolosi posto a Palazzolo tra la superstrada Milano Meda ed il canale Villoresi.
La vicenda dei lavoratori Eureco vittime innocenti di una gestione aziendale criminale sta ad evidenziare come purtroppo avessero ragione.
Come altre vicende hanno dimostrato, la soluzione del “problema Eureco” non sta solo nelle battaglie legali ai vari livelli di giudizio. Ma anche nella partecipazione e nell’attenzione dei cittadini e nella loro capacità di protesta, di indignazione e soprattutto di mobilitazione.
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