Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2018-0170_IT.html
Timestamp: 2019-08-21 01:42:25+00:00

Document:
RELAZIONE sull'interpretazione e l'applicazione dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"
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sull'interpretazione e l'applicazione dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"
Relatori: Pavel Svoboda, Richard Corbett
LETTERA DELLA COMMISSIONE PER I TRASPORTI E IL TURISMO
– viste le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione del 18 marzo 2014 (causa sui biocidi), del 16 luglio 2015 (causa sul meccanismo di reciprocità dei visti), del 17 marzo 2016 (causa sull'atto delegato relativo all'MCE), del 14 giugno 2016 (causa relativa alla Tanzania) e del 24 giugno 2016 (causa relativa alle isole Maurizio)(11),
– vista la comunicazione della Commissione del 13 dicembre 2016 intitolata "Diritto dell'Unione europea: risultati migliori attraverso una migliore applicazione" (C(2016)8600),
B. considerando che, in occasione dell'adozione del nuovo AII, il Parlamento e la Commissione hanno formulato una dichiarazione in cui hanno affermato che il nuovo accordo rispecchia "l'equilibrio tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione e le loro rispettive competenze previste nei trattati" e "non pregiudica l'accordo quadro del 20 ottobre 2010 sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea"(22);
I. considerando che il nuovo AII prende atto della sostituzione dell'ex comitato per la valutazione d'impatto con il comitato per il controllo normativo della Commissione; che quest'ultimo svolge, tra l'altro, un controllo obiettivo sulla qualità delle valutazioni d'impatto della Commissione; che, affinché un'iniziativa accompagnata da una valutazione d'impatto, sia presentata per l'adozione da parte della Commissione, è necessario un parere positivo del comitato; che, in caso di parere negativo, il progetto di relazione deve essere riesaminato e ripresentato al comitato e, in caso di un secondo parere negativo, è necessaria una decisione politica affinché l'iniziativa proceda ulteriormente; che il parere del comitato è reso pubblico sul sito Internet della Commissione contemporaneamente alla relazione relativa all'iniziativa in questione e, in caso di valutazioni d'impatto, una volta che la Commissione ha adottato la relativa iniziativa politica(23)1;
L. considerando che al punto 27 del nuovo AII si afferma che le tre istituzioni riconoscono la necessità di allineare tutta la legislazione vigente al quadro giuridico introdotto dal trattato di Lisbona e, in particolare, la necessità di dare alta priorità al rapido allineamento di tutti gli atti di base che ancora fanno riferimento alla procedura di regolamentazione con controllo (PRC); che la Commissione ha proposto detto allineamento nel dicembre 2016(24); che il Parlamento e il Consiglio stanno attualmente esaminando la proposta in modo molto dettagliato;
U. considerando che al punto 46 del nuovo AII le tre istituzioni confermano il loro impegno a usare la tecnica legislativa della rifusione, per la modifica della legislazione vigente, con maggiore frequenza e nel pieno rispetto dell'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi(25);
2. si compiace dei progressi conseguiti e l'esperienza maturata nel primo anno e mezzo di applicazione del nuovo AII e incoraggia le istituzioni a intraprendere ulteriori sforzi per attuare pienamente l'accordo, in particolare per quanto riguarda le negoziazioni interistituzionali sui criteri non vincolanti per l'applicazione degli articoli 290 e 291 TFUE, l'allineamento di tutti gli atti di base che ancora fanno riferimento alla procedura di regolamentazione con controllo (PRC), i negoziati interistituzionali sulle disposizioni pratiche per la cooperazione e la condivisione di informazioni per quanto riguarda la negoziazione e la conclusione di accordi internazionali e l'istituzione di una banca dati dedicata congiunta sullo stato di avanzamento dei fascicoli legislativi;
27. invita tutte le sue commissioni a rivedere sistematicamente le valutazioni d'impatto della Commissione nonché la valutazione d'impatto ex-ante del Parlamento europeo il prima possibile, nell'ambito del processo legislativo.
71. si compiace dell'avvio dei negoziati interistituzionali di cui al punto 40 del nuovo AII nel novembre 2016; rileva con rammarico che, dopo oltre un anno di discussioni, due cicli di negoziati a livello politico e numerose riunioni a livello tecnico, non sia stato ancora raggiunto un accordo nonostante una giurisprudenza chiara e consolidata;
74. invita le tre istituzioni dell'UE a concludere tempestivamente i negoziati volti a migliorare le disposizioni pratiche per la cooperazione e la condivisione delle informazioni avviati nel novembre 2016 conformemente al punto 40 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio";
75. rammenta al Consiglio e alla Commissione che le disposizioni pratiche in relazione agli accordi internazionali devono essere conformi ai trattati, in particolare all'articolo 218, paragrafo 10, TFUE, e tenere conto delle sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, come quelle emesse nelle cause concernenti la Tanzania e le isole Maurizio(36);
76. invita le altre istituzioni a rispettare i trattati e i regolamenti e ad osservare la pertinente giurisprudenza onde assicurare che il Parlamento:
a. sia immediatamente informato, in modo completo e accurato durante l'intero ciclo di vita degli accordi internazionali, in maniera proattiva, strutturata e razionale, senza pregiudicare la posizione negoziale dell'Unione, e sia dotato del tempo sufficiente per esprimere i propri punti di vista in tutte le fasi, affinché siano tenuti in considerazione nella maggior misura possibile;
b. sia accuratamente informato e coinvolto nella fase di attuazione degli accordi, segnatamente per quanto riguarda le decisioni adottate dagli organismi istituiti da tali accordi, e abbia la possibilità di esercitare appieno i propri diritti di colegislatore laddove influiscano sulla legislazione dell'UE;
c. sia informato in modo proattivo sulla posizione della Commissione nei forum internazionali, come l'OMC, l'UNCTAD, l'OCSE, l'UNDP, la FAO e l'UNHRC;
77. reputa essenziale rispettare sul piano orizzontale la prassi consolidata di attendere l'approvazione del Parlamento prima di applicare in via provvisoria le disposizioni in materia di commercio e investimenti contenute in accordi politicamente importanti, come ha dichiarato anche il commissario Malmström nell'audizione del 29 settembre 2014; invita il Consiglio, la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna a continuare a estendere tale prassi a tutti gli accordi internazionali;
78. osserva che il Parlamento è pronto ad adire nuovamente la Corte di giustizia dell'Unione europea per garantire che i suoi diritti siano rispettati qualora nel prossimo futuro non siano conseguiti progressi significativi nei negoziati relativi al punto 40 del nuovo AII;
79. rileva che ciascuna istituzione dovrebbe essere consapevole del fatto che la responsabilità che le compete in quanto legislatore non si esaurisce una volta conclusi gli accordi internazionali; sottolinea la necessità di un attento monitoraggio dell'attuazione e degli sforzi in atto per garantire che gli accordi raggiungano i loro obiettivi; invita le istituzioni ad applicare le migliori prassi e un approccio collaborativo anche nelle fasi di attuazione e valutazione degli accordi internazionali;
80. osserva che le valutazioni d'impatto comprensive di un'analisi della situazione dei diritti umani possono costituire uno strumento importante nella negoziazione di accordi commerciali e di investimento, contribuendo a far sì che le parti rispettino i loro obblighi in materia di diritti umani, e ricorda il carattere vincolante di accordi quali il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali;
81. invita la Commissione e il Consiglio a rispettare pienamente la ripartizione delle competenze tra l'UE e i suoi Stati membri, quale derivante dal parere della Corte di giustizia dell'Unione europea n. 2/15 del 16 maggio 2017, per quanto riguarda l'adozione delle direttive di negoziato, i negoziati e la base giuridica delle proposte da firmare e concludere, e in particolare la firma e la conclusione di accordi commerciali internazionali da parte del Consiglio;
82. invita i rappresentanti europei a prestare particolare attenzione alla coerenza tra le norme e le prescrizioni internazionali e la legislazione adottata e vincolante dell'UE;
83. chiede alla Commissione di divulgare i documenti che illustrano la sua posizione in seno alle organizzazioni internazionali che definiscono norme in campo finanziario, monetario e regolamentare, in particolare il comitato di Basilea per la vigilanza bancaria; chiede che il Parlamento sia pienamente informato in tutte le fasi dell'elaborazione di norme internazionali suscettibili di avere un impatto sul diritto dell'Unione;
84. chiede l'istituzione e la formalizzazione di un dialogo finanziario in merito all'adozione e alla coerenza delle posizioni europee in vista dei principali negoziati internazionali, in conformità della risoluzione adottata dal Parlamento sul ruolo dell'UE nel quadro delle istituzioni e degli organi finanziari, monetari e di regolamentazione; sottolinea che, sulla base di linee guida dettagliate, che potrebbero essere integrate da risoluzioni di orientamento proattivo, tali posizioni dovrebbero essere discusse e rese note ex ante e dovrebbe essere garantito un follow-up, mentre la Commissione dovrebbe riferire periodicamente sull'applicazione di tali linee guida;
85. ricorda la sua posizione, approvata il 15 marzo 2018, sull'ubicazione della sede dell'Agenzia europea per i medicinali, nella quale il Parlamento esprimeva rammarico per il fatto che il suo ruolo e i suoi diritti di colegislatore su un piano di parità con il Consiglio non erano stati presi in debita considerazione;
86. riconosce il mandato approvato dal Coreper il 6 dicembre 2017 che ha avallato la posizione del Consiglio sulla proposta della Commissione di un registro per la trasparenza obbligatorio; invita tutte le parti a ultimare i negoziati in uno spirito di proficua cooperazione al fine di migliorare la trasparenza dell'iter legislativo;
87. sottolinea l'importanza del principio di cui al punto 43 del nuovo AII, nel quale si afferma che, se in fase di recepimento delle direttive nel diritto nazionale gli Stati membri decidono di aggiungere elementi che non sono collegati in alcun modo alla legislazione dell'Unione in questione, tali aggiunte dovrebbero essere rese identificabili tramite l'atto o gli atti di recepimento, oppure tramite i documenti connessi; osserva che tale informazione è spesso ancora assente; invita la Commissione e gli Stati membri ad agire in modo congiunto e coerente per far fronte alla mancanza di trasparenza e ad altri problemi legati alla sovraregolamentazione ("gold plating")(37);
92. sostiene che l'impegno assunto dalla Commissione a norma del punto 45 del nuovo AII dovrebbe essere interpretato nel senso che, nel dovuto rispetto delle norme di riservatezza, l'accesso del Parlamento alle informazioni riguardanti le procedure di pre-infrazione e infrazione sarà notevolmente migliorato; ribadisce, in tale contesto, le richieste da tempo inoltrate alla Commissione per quanto riguarda i dati cui il Parlamento ha il diritto di accedere(38);
93. ribadisce il suo apprezzamento per il meccanismo di risoluzione dei problemi EU Pilot, che rappresenta un modo più informale ma cionondimeno efficace di garantire il rispetto del diritto dell'Unione da parte degli Stati membri(39); è contrario all'intenzione annunciata dalla Commissione di avviare sistematicamente le procedure di infrazione senza più ricorrere a tale meccanismo(40);
98. accoglie favorevolmente l'impegno assunto al punto 46 del nuovo AII in merito a un utilizzo più frequente della tecnica legislativa della rifusione; ribadisce che tale tecnica dovrebbe costituire la tecnica legislativa ordinaria in quanto prezioso strumento per il conseguimento della semplificazione(41); osserva tuttavia che, nel caso di una revisione completa, la Commissione dovrebbe presentare una proposta di atto legislativo completamente nuovo recante abrogazione della legislazione in vigore anziché ricorrere alla tecnica di rifusione, in modo che i colegislatori possano avviare un dibattito politico ampio ed efficace e affinché siano rispettate appieno le loro prerogative quali sancite dai trattati;
104. osserva che la Conferenza dei presidenti riceverà periodicamente una relazione del Presidente nella quale sarà illustrato lo stato di attuazione, sia a livello interno che a livello interistituzionale; sostiene che tale relazione dovrebbe tenere debitamente conto della valutazione effettuata dalla Conferenza dei presidenti di commissione sulla base delle esperienze delle varie commissioni, in particolare della commissione giuridica, competente per il miglioramento del processo legislativo e la semplificazione del diritto dell'Unione(42);
GU C 73 del 17.3.1999, pag. 1.
GU C 77 del 28.3.2002, pag.1.
GU C 145 del 30.6.2007, pag. 5.
GU C 484 del 24.12.2016, pag. 7.
GU C 446 del 29.12.2017, pag. 1.
Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 18 marzo 2014, Commissione europea contro Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea, causa C-427/12, EU:C:2014:170; sentenza della Corte (Grande Sezione) del 16 luglio 2015, Commissione europea contro Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea, causa C-88/14, ECLI:EU:C:2015:499; sentenza della Corte di giustizia del 17 marzo 2016, Parlamento europeo contro Commissione europea, causa C-286/14, ECLI:EU:C:2016:183; sentenza della Corte (Grande Sezione) del 14 giugno 2016, Parlamento europeo contro Consiglio, causa C-263/14, ECLI:EU:C:2016:435; sentenza della Corte (Grande Sezione) del 24 giugno 2016, Parlamento europeo contro Consiglio, causa C-658/11, ECLI:EU:C:2014:2025.
Testi approvati, P8_TA(2016)0104.
Testi approvati, P8_TA(2016)0312.
Testi approvati, P8_TA(2016)0081.
GU C 289 del 9.8.2016, pag. 53.
GU C 285 del 29.8.2017, pag. 11.
GU C 93 del 24.3.2017, pag. 14.
Cfr. allegato II della decisione del Parlamento europeo del 9 marzo 2016 sulla conclusione di un accordo interistituzionale "Legiferare meglio" tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea (Testi approvati, P8_TA(2016)0081).
1 Articolo 6, paragrafo 2, della decisione del presidente della Commissione europea del 19 maggio 2015 sull'istituzione di un comitato per il controllo normativo indipendente (C(2015)3263).
Cfr. COM(2016)0798 e COM(2016)0799.
Cfr. la risoluzione del Parlamento europeo del 9 settembre 2010 su “Legiferare meglio” – 15a relazione annuale della Commissione ai sensi dell'articolo 9 del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità (GU C 308E del 20.10.2011, pag. 66), paragrafo 47.
Cfr. la risoluzione del Parlamento europeo del 27 novembre 2014 sulla revisione degli orientamenti della Commissione in materia di valutazione d'impatto e sul ruolo del "test PMI" (GU C 289 del 9.8.2016, pag. 53), paragrafo 16.
Cfr. la decisione del Parlamento europeo del 9 marzo 2016 sulla conclusione di un accordo interistituzionale "Legiferare meglio" tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea (Testi approvati, P8_TA(2016)0081), paragrafo 4.
Cfr. la risoluzione del Parlamento europeo del 27 novembre 2014, sopracitata, paragrafo 12. Cfr. la decisione del Parlamento europeo del 9 marzo 2016, sopracitata, paragrafo 6.
Cfr. la risoluzione del Parlamento europeo del 14 settembre 2011 su una migliore legiferazione, sulla sussidiarietà, la proporzionalità e la normativa intelligente, paragrafo 5.
Cfr il regolamento del Parlamento europeo, allegato V, punto XVI.1.
Cfr. la risoluzione del Parlamento del 25 febbraio 2014 sul seguito della delega dei poteri legislativi e sul controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione, sopracitata, considerando D.
Cfr. la risoluzione del Parlamento europeo del 25 febbraio 2014 sul seguito della delega dei poteri legislativi e sul controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione, sopracitata, paragrafo 6.
Ibidem, paragrafo 1.
Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 18 marzo 2014, Commissione europea contro Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea, sopracitata; sentenza della Corte del 17 marzo 2016, Parlamento europeo contro Commissione europea, sopracitata; sentenza della Corte (Grande Sezione) del 14 giugno 2016, Parlamento europeo contro Consiglio, sopracitata.
Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 14 giugno 2016, Parlamento europeo/Consiglio, sopracitata; sentenza della Corte (Grande Sezione) del 24 giugno 2016, Parlamento europeo/Consiglio, sopracitata.
Cfr. la risoluzione del Parlamento europeo del 21 novembre 2012 sulla 28ª relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2010) (GU C 419 del 16.12.2015, pag. 73), paragrafo 7.
Cfr. la risoluzione del Parlamento europeo del 4 febbraio 2014 sulla 29ª relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2011) (testi approvati, P7_TA(2014)0051), paragrafi 21 e 22.
Cfr. la risoluzione del Parlamento europeo del 6 ottobre 2016 sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea: relazione annuale 2014 (testi approvati, P8_TA(2016)0385), paragrafo 16.
Cfr. la comunicazione della Commissione dal titolo "Diritto dell'Unione europea: risultati migliori attraverso una migliore applicazione", sopracitata, pag. 5.
Cfr. la risoluzione del Parlamento europeo del 14 settembre 2011, sopracitata, paragrafo 41.
Cfr il regolamento del Parlamento europeo, allegato V, punto XVI.3.
Il 13 aprile 2016 il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea hanno adottato il nuovo accordo interistituzionale "Legiferare meglio" (in appresso "il nuovo AII"), inteso a migliorare il modo in cui l'UE legifera, al fine di garantire che la legislazione dell'UE dia un servizio migliore ai cittadini e alle imprese e che le leggi e le politiche dell'Unione siano efficaci nel raggiungere i loro obiettivi, con un minimo di oneri amministrativi.
Il nuovo AII definisce impegni e obiettivi comuni e contiene disposizioni in materia di cooperazione interistituzionale per quanto riguarda la programmazione interistituzionale pluriennale e annuale, gli strumenti per legiferare meglio, gli strumenti legislativi, gli atti delegati e gli atti di esecuzione, la trasparenza e il coordinamento dell'iter legislativo, l'attuazione e l'applicazione della legislazione dell'Unione nonché la semplificazione. Fissa altresì un quadro generale per l'attuazione e la verifica del nuovo AII da parte delle tre istituzioni. Il nuovo AII impegna inoltre le tre istituzioni a condurre ulteriori negoziati sui criteri adeguati per la definizione degli atti delegati e di esecuzione nonché su migliori disposizioni pratiche per la cooperazione e la condivisione di informazioni per quanto riguarda la negoziazione e la conclusione di accordi internazionali. Definisce l'impegno ad allineare la legislazione vigente al quadro giuridico introdotto dal trattato di Lisbona, soprattutto per quanto riguarda le misure adottate con la procedura di regolamentazione con controllo. Infine, prevede l'istituzione di una banca dati dedicata congiunta sullo stato di avanzamento dei fascicoli legislativi e di un registro degli atti delegati.
II. Decisione del Parlamento sulla conclusione del nuovo AII e sull'istituzione di un gruppo di lavoro sull'interpretazione e l'attuazione dello stesso
Su raccomandazione della commissione per gli affari costituzionali, il 9 marzo 2016 il Parlamento ha deciso, con 516 voti favorevoli, 92 voti contrari e 95 astensioni, di approvare il nuovo AII(1). Nella sua decisione, il Parlamento ha altresì individuato una serie di questioni cui è necessario dare un ulteriore seguito a livello politico e/o tecnico(2).
La commissione giuridica e la commissione per gli affari costituzionali sono state invitate dalla Conferenza dei presidenti a esaminare l'attuazione del nuovo AII a norma dell'articolo 55 del regolamento del Parlamento. A tal fine è stato istituito un gruppo di lavoro le cui principali conclusioni sono servite da punto di partenza per l'elaborazione del presente progetto di relazione da parte dei due relatori.
Il gruppo si lavoro si è riunito 9 volte tra il 10 maggio 2016 e il 20 novembre 2017. Ha concluso il proprio lavoro approvando una sintesi delle attività e le sue principali conclusioni sono state presentate in occasione della riunione congiunta della commissione giuridica e della commissione per gli affari costituzionali del 28 novembre 2017.
III. Valutazione dell'attuazione dell'AII da parte dei relatori: aspetti principali
I progressi compiuti e l'esperienza maturata nel primo anno e mezzo di applicazione del nuovo AII sono nel complesso positivi e dovrebbero incoraggiare le tre istituzioni a compiere ulteriori sforzi per attuare pienamente l'accordo, in particolare per quanto riguarda le questioni in sospeso: a) i criteri non vincolanti per l'applicazione degli articoli 290 e 291 TFUE e l'allineamento di tutti gli atti di base che ancora fanno riferimento alla procedura di regolamentazione con controllo; b) le disposizioni pratiche per la cooperazione e la condivisione di informazioni per quanto riguarda la negoziazione e la conclusione di accordi internazionali; c) l'istituzione di una banca dati dedicata congiunta sullo stato di avanzamento dei fascicoli legislativi.
L'obiettivo ultimo del nuovo AII è quello di produrre una legislazione di qualità elevata nell'interesse dei cittadini dell'Unione. A tal fine si dovrebbe rispettare il principio di leale cooperazione tra le istituzioni nell'intero ciclo legislativo, in quanto uno dei principi sanciti all'articolo 13 TUE.
Il primo esercizio di programmazione interistituzionale annuale nel quadro del nuovo AII ha portato a una prima dichiarazione comune sulle priorità legislative dell'UE per il 2017 e a un'ulteriore dichiarazione comune per il periodo 2018–2019. Ciò dimostra l'impegno delle tre istituzioni e va accolto con favore, fermo restando che non si dovrebbe privilegiare una maggiore rapidità a scapito della qualità della legislazione.
Nel presentare il suo programma di lavoro, la Commissione dovrebbe indicare chiaramente la natura giuridica di ciascuna proposta e fissare un calendario preciso e realistico.
Per quanto riguarda le risposte della Commissione alle richieste del Parlamento in merito a proposte di atti dell'Unione a norma dell'articolo 225 TFUE, la Commissione ha omesso di adottare comunicazioni specifiche, come previsto al punto 10 del nuovo AII. Il Parlamento attribuisce grande valore all'adozione di tali comunicazioni specifiche dal momento che il loro obiettivo è di garantire la piena trasparenza e dare una risposta politica alle richieste del Parlamento.
Il nuovo AII chiarisce giustamente che le valutazioni d'impatto non possono mai sostituire le decisioni politiche né causare indebiti ritardi nel processo legislativo. La valutazione d'impatto è uno strumento importante che dovrebbe affrontare in modo equilibrato i vari aspetti indicati nell'AII, compresi, come ribadito dal Parlamento, i test PMI. La Commissione ha riveduto i suoi orientamenti per legiferare meglio nel luglio 2017.
Nonostante tale revisione e l'impegno di cui al punto 13 del nuovo AII, molte proposte della Commissione, tra cui proposte politicamente sensibili, non sono accompagnate da valutazioni d'impatto. In particolare, 20 delle 59 proposte indicate come prioritarie nella dichiarazione comune del 2017 non erano accompagnate da valutazioni d'impatto. Sembra inoltre che la qualità e il livello di dettaglio delle valutazioni d'impatto possa variare notevolmente.
La costituzione di una banca dati dedicata congiunta sullo stato di avanzamento dei fascicoli legislativi, comprensiva di informazioni su tutte le fasi dell'iter legislativo onde favorirne la tracciabilità, come indicato al punto 39 del nuovo AII, rappresenta un obiettivo essenziale che deve essere perseguito senza indebito ritardo.
La relazione che accompagna ciascuna delle proposte della Commissione dovrebbe giustificare le misure proposte con riferimento ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità; È altresì raccomandabile assicurare la coerenza tra la relazione e la valutazione d'impatto relative alla stessa proposta;
Le tre istituzioni si sono impegnate a procedere a uno scambio di opinioni sulle modifiche della base giuridica al punto 25 del nuovo AII. In tale contesto occorre mettere in evidenza il ruolo e le competenze della sua commissione giuridica nel verificare le basi giuridiche. Va altresì sottolineata la posizione del Parlamento, che intende opporsi a qualsiasi tentativo di compromettere i poteri legislativi del Parlamento europeo attraverso indebite modifiche della base giuridica.
La Commissione ha rispettato il termine fissato dal nuovo AII e nel dicembre 2016 ha proposto l'allineamento di diversi atti di base che ancora fanno riferimento alla procedura di regolamentazione con controllo. Tali proposte sono attualmente sottoposte all'esame dei co-legislatori.
Il ricorso sistematico da parte della Commissione agli esperti degli Stati membri nell'ambito della preparazione degli atti delegati costituisce una delle principali concessioni del Parlamento. Nonostante la preoccupazione che tale pratica possa cancellare le differenze tra atti delegati e atti di esecuzione, in misura tale da comportare, di fatto, un rilancio del meccanismo di "comitatologia" precedente al trattato di Lisbona, tale concessione accordata nel quadro dei negoziati era intesa a incoraggiare il Consiglio ad accettare gli atti delegati se sono soddisfatti i criteri di cui all'articolo 290 TFUE. Inaspettatamente, il Consiglio ha dimostrato di voler continuare con il conferimento delle competenze di esecuzione a norma dell'articolo 291 TFUE o con l'inserimento di tutti gli elementi in abstracto ammissibili ai fini della delega di potere o del conferimento di competenze di esecuzione nell'atto di base stesso. Ancora più inaspettato è stato il fatto che in tali casi la Commissione non abbia difeso le proprie proposte.
I negoziati interistituzionali sui criteri non vincolanti per l'applicazione degli articoli 290 e 291 TFUE di cui al punto 28 del nuovo AII ("criteri di demarcazione") sono stati avviati nel settembre 2017. Il mandato del Parlamento per tali negoziati è stabilito nella risoluzione del Parlamento del 25 febbraio 2014(3). I criteri concordati dovranno tenere conto delle pertinenti sentenze della Corte di giustizia(4).
La Commissione ha convenuto di garantire al Parlamento europeo e al Consiglio un accesso paritario a tutte le informazioni sugli atti delegati e di esecuzione, cosicché riceveranno tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri. Gli esperti del Parlamento europeo e del Consiglio avranno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione cui sono invitati gli esperti degli Stati membri e che riguardano la preparazione di atti delegati. Ad oggi i fatti sembrano indicare un notevole miglioramento di tale accesso.
Sono stati compiuti rapidi progressi a livello interistituzionale nell'istituzione di un registro funzionale comune degli atti delegati. Il suo avvio ufficiale ha avuto luogo il 12 dicembre 2017 e rappresenta un importante risultato.
Il principio secondo cui il Parlamento europeo e il Consiglio, in quanto co-legislatori, devono esercitare i loro poteri in condizioni di parità riveste la massima importanza ma rischia di essere compromesso dal fatto che vi è una mancanza generale di informazioni da parte del Consiglio. Le riunioni delle commissioni in seno al Parlamento europeo sono pubbliche mentre quelle dei gruppi di lavoro del Consiglio non lo sono. È pertanto giustificata la richiesta di trasmettere in modo regolare e strutturato al Parlamento gli ordini del giorno, i documenti di lavoro e le proposte della presidenza dei gruppi di lavoro e del COREPER. Oltre agli scambi di opinioni informali, il Parlamento dovrebbe essere altresì invitato a inviare rappresentanti alle riunioni dei gruppi di lavoro del Consiglio e del COREPER.
I negoziati interistituzionali sulle disposizioni pratiche per la cooperazione e la condivisione di informazioni per quanto riguarda la negoziazione e la conclusione di accordi internazionali sono stati avviati nel novembre 2016. Tuttavia, dopo oltre un anno di discussioni non è stato ancora raggiunto un accordo nonostante una giurisprudenza chiara e consolidata(5).
Il recepimento corretto e tempestivo della legislazione dell'Unione, che sia chiara, facilmente recepibile e avente valore aggiunto europeo, è fondamentale per legiferare meglio. Conformemente al nuovo AII, se in fase di recepimento delle direttive nel diritto nazionale gli Stati membri scelgono di aggiungere elementi che non sono collegati in alcun modo alla legislazione dell'Unione in questione, tali aggiunte dovrebbero essere rese identificabili tramite l'atto o gli atti di recepimento, oppure tramite i documenti connessi. Vi sono ancora molti progressi da conseguire per quanto riguarda l'individuazione della sovraregolamentazione.
Il Parlamento ha affermato in varie occasioni che dovrebbe ottenere l'accesso alle informazioni riguardanti le procedure di pre-infrazione e infrazione. Efficaci meccanismi di risoluzione dei problemi, come ad esempio EU Pilot, non dovrebbero essere accantonati troppo in fretta.
La semplificazione rappresenta l'essenza del concetto di legiferare meglio. Un modo per conseguirla è quello di ricorrere sistematicamente alla tecnica legislativa della rifusione, che dovrebbe pertanto costituire la tecnica legislativa ordinaria. Tuttavia, nel caso di una revisione completa la Commissione dovrebbe piuttosto presentare una proposta di atto legislativo completamente nuovo che abroga la legislazione in vigore, cosicché i co-legislatori possano avviare un dibattito politico ampio ed efficace e le loro prerogative sancite dai trattati siano rispettate appieno.
La Commissione ha effettuato la sua prima indagine annuale sugli oneri e ha valutato la fattibilità della fissazione di obiettivi di riduzione degli oneri in settori specifici, come previsto dall'AII. I risultati sono stati presentati il 24 ottobre 2017 nel quadro del programma di lavoro della Commissione per il 2018 e confermano che l'attenzione rivolta alla riduzione dei costi superflui continua a essere appropriata e indicano che vi è una complessa interazione di diversi fattori che influenzano la percezione delle imprese. È solo chiedendo pareri su atti legislativi specifici o settoriali che è possibile individuare concretamente ciò che può essere davvero semplificato. La Commissione dovrebbe perfezionare l'indagine annuale sugli oneri sulla base degli insegnamenti tratti dalla prima indagine e applicare metodi di raccolta dei dati trasparenti e verificabili, prestando particolare attenzione alle esigenze delle PMI e includendo sia gli oneri reali che quelli percepiti, tenendo conto della necessità che la legislazione consegua i propri obiettivi. La Commissione dovrebbe fissare obiettivi per la riduzione degli oneri in ogni iniziativa, in modo flessibile ma basato su elementi concreti e affidabile nonché in piena consultazione con i soggetti interessati, come già avviene nel quadro di REFIT.
La Conferenza dei presidenti di commissione ha un ruolo importante da svolgere nel monitoraggio dell'attuazione del nuovo AII e dovrebbe fornire alla Conferenza dei presidenti le raccomandazioni che ritenga opportune. La commissione giuridica, in quanto commissione competente per il miglioramento del processo legislativo e la semplificazione del diritto dell'Unione(6), dovrebbe contribuire notevolmente a tale esercizio.
Risoluzione del 9 marzo 2016 sulla conclusione di un accordo interistituzionale "Legiferare meglio" tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea (Testi approvati, P8_TA(2016)0081).
Cfr. la decisione del Parlamento del 9 marzo 2016, sopracitata, paragrafo 16.
Cfr. ad esempio la sentenza della Corte (Grande Sezione) del 18 marzo 2014, Commissione europea contro Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea, sopracitata; la sentenza della Corte del 17 marzo 2016, Parlamento europeo contro Commissione europea, sopracitata; la sentenza della Corte (Grande Sezione) del 14 giugno 2016, Parlamento europeo contro Consiglio, sopracitata.
Cfr. la sentenza della Corte (Grande Sezione) del 14 giugno 2016, Parlamento europeo contro Consiglio, sopracitata; la sentenza della Corte (Grande Sezione) del 24 giugno 2016, Parlamento europeo contro Consiglio, sopracitata.
PARERE della commissione per il commercio internazionale (12.2.2018)
destinato alla commissione giuridica e alla commissione per gli affari costituzionali
sull'interpretazione e attuazione dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"
La commissione per il commercio internazionale invita la commissione giuridica e la commissione per gli affari costituzionali, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i seguenti suggerimenti:
A. considerando che l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" chiede una collaborazione interistituzionale allo scopo di semplificare la legislazione vigente dell'Unione ed evitare l'eccesso di regolamentazione e gli oneri amministrativi a carico di cittadini, amministrazioni e imprese; che, in relazione agli accordi commerciali internazionali, il Parlamento evidenzia che tali obiettivi non dovrebbero tradursi in un indebolimento delle norme in materia di protezione dell'ambiente, sanità pubblica, salute dei lavoratori, sicurezza, delle norme dell'Organizzazione internazionale del lavoro o dei diritti dei consumatori;
B. considerando che la cooperazione in ambito normativo è diventata uno strumento fondamentale negli accordi commerciali internazionali, su un percorso verso il dialogo normativo e la coerenza tra partner commerciali; che la Commissione è tenuta, nell'ambito di tale processo, a rimanere fedele ai principi di equità e parità di condizioni per tutti i soggetti interessati e a garantire la massima trasparenza nel processo decisionale;
C. considerando che l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" ha iniziato a produrre miglioramenti tangibili in relazione ad alcune priorità, e che il paragrafo 40 dello stesso presenta l'impegno a negoziare migliori disposizioni pratiche per la cooperazione e la condivisione di informazioni per quanto concerne gli accordi internazionali;
1. reputa essenziale rispettare sul piano orizzontale la prassi consolidata di attendere l'approvazione del Parlamento prima di applicare in via provvisoria le disposizioni in materia di commercio e investimenti contenute in accordi politicamente importanti, come ha dichiarato anche il commissario Malmström nell'audizione del 29 settembre 2014; invita il Consiglio, la Commissione e il SEAE a continuare a estendere tale prassi a tutti gli accordi internazionali;
2. invita le altre istituzioni a rispettare i trattati e i regolamenti e ad osservare la pertinente giurisprudenza onde assicurare che il Parlamento:
a. sia informato immediatamente, in modo completo e accurato durante l'intero ciclo di vita degli accordi internazionali in maniera proattiva, strutturata e razionale, senza pregiudicare la posizione negoziale dell'Unione, e sia dotato del tempo sufficiente per esprimere il proprio parere in tutte le fasi, affinché se ne tenga conto nella maggior misura possibile;
b. sia accuratamente informato e coinvolto nella fase di attuazione degli accordi, specialmente per quanto riguarda le decisioni adottate dagli organismi istituiti da tali accordi, e abbia la possibilità di esercitare appieno i propri diritti quale colegislatore laddove influiscano sulla legislazione dell'UE;
3. osserva che il Parlamento è pronto ad adire nuovamente la Corte di giustizia dell'Unione europea per garantire che i suoi diritti siano rispettati qualora nel prossimo futuro non siano conseguiti progressi significativi nei negoziati relativi al paragrafo 40 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio";
4. osserva che ciascuna istituzione dovrebbe essere consapevole del fatto che la responsabilità che le compete in quanto legislatore non si esaurisce una volta conclusi gli accordi internazionali; sottolinea la necessità di un attento monitoraggio dell'attuazione e degli sforzi in atto per garantire che gli accordi raggiungano i loro obiettivi; invita le istituzioni a diffondere le migliori prassi e un approccio collaborativo nei confronti delle fasi di attuazione e valutazione degli accordi internazionali;
5. accoglie favorevolmente il programma di lavoro della Commissione sui fascicoli prioritari relativi al commercio, anche se potrebbe fornire maggiori informazioni in merito alla programmazione dei negoziati commerciali internazionali; chiede una maggiore trasparenza del processo legislativo, ad esempio mediante l'impiego di una banca dati condivisa;
6. osserva che le valutazioni d'impatto comprensive di un'analisi della situazione dei diritti umani possono costituire uno strumento importante nella negoziazione di accordi commerciali e di investimento e contribuire a far sì che le parti rispettino i loro obblighi in materia di diritti umani, e ricorda il carattere vincolante di accordi quali il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali;
7. si compiace dell'approccio maggiormente sistematico alle valutazioni d'impatto, sebbene la metodologia utilizzata non sia sempre ottimale; invita la Commissione a continuare a perseguire una politica commerciale basata sui risultati che riduca gli oneri amministrativi e normativi per le imprese, nel rispetto degli obblighi e degli impegni in materia di diritti umani, in linea con i principi guida delle Nazioni Unite e gli orientamenti della Commissione;
8. invita la Commissione e il Consiglio a rispettare pienamente la ripartizione delle competenze tra l'UE e i suoi Stati membri quale derivante dal parere della Corte di giustizia n. 2/15 del 16 maggio 2017, per quanto riguarda l'adozione delle direttive di negoziato, i negoziati e la base giuridica delle proposte da firmare e concludere, e in particolare la firma e la conclusione di accordi commerciali internazionali da parte del Consiglio;
9. accoglie con favore i miglioramenti apportati alle modalità di impiego degli atti delegati e degli atti di esecuzione ma ritiene che sia necessaria una maggiore convergenza in linea con il parere del Parlamento; sostiene l'impiego del registro interistituzionale degli atti delegati e la partecipazione alle riunioni degli esperti.
PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (24.11.2017)
sull'interpretazione e l'attuazione dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"
Relatore per parere: Roberto Gualtieri
La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione giuridica e la commissione per gli affari costituzionali, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i seguenti suggerimenti:
1. deplora che non tutte le traduzioni delle proposte legislativa siano disponibili simultaneamente, il che comporta ritardi per il processo legislativo;
2. ritiene che le presidenze del Consiglio dovrebbero fornire al Parlamento informazioni più dettagliate sui negoziati in sede di Consiglio per consentire al Parlamento di comprendere meglio le posizioni degli Stati membri e la natura dei loro problemi e facilitare un esito positivo e tempestivo dei negoziati di trilogo; ricorda che, ai sensi del punto 34 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" (AII), i colegislatori hanno convenuto sull'"importanza di mantenersi in stretto contatto già prima che si svolgano i negoziati interistituzionali, in modo da acquisire una migliore comprensione reciproca delle rispettive posizioni" e che, a tal fine, agevoleranno ulteriormente "lo scambio reciproco di opinioni e di informazioni, anche invitando rappresentanti delle altre istituzioni a scambi informali di opinioni su base regolare"; rileva che finora questo punto dell'AII non è stato attuato in misura sufficiente e che continua a esistere un'asimmetria nella trasmissione delle informazioni, dal momento che le riunioni delle commissioni del Parlamento sono pubbliche mentre quelle dei gruppi di lavoro del Consiglio non lo sono; deplora la persistente scarsa trasparenza delle riunioni dell'Eurogruppo e sottolinea la necessità che il Parlamento e i suoi deputati abbiano accesso ai documenti relativi ai programmi per paese prima delle decisioni nonché alle note presentate all'Eurogruppo dopo le riunioni, compresi i relativi processi verbali; indica che la partecipazione dei rappresentanti del Parlamento alle riunioni dei gruppi di lavoro del Consiglio faciliterebbe la comprensione reciproca, nello stesso modo in cui la partecipazione alle riunioni di gruppi di esperti la facilita;
3. ricorda che il punto 32 dell'AII prevede che "il Parlamento europeo e il Consiglio, in quanto co-legislatori, esercitano i loro poteri in condizioni di parità" e che "la Commissione svolge il ruolo di facilitatore trattando i due rami dell'autorità legislativa, nel pieno rispetto dei ruoli che i trattati hanno attribuito alle tre istituzioni"; chiede, pertanto, alla Commissione di mettere a disposizione e, laddove possibile, rendere pubblici simultaneamente ai legislatori tutti i documenti relativi alle proposte legislative, compresi i documenti informali;
4. sottolinea che la valutazione d'impatto delle nuove proposte legislative dovrebbe tenere debitamente conto dei diritti fondamentali dei cittadini, di alti livelli di inclusione sociale, del costo della non Europa, nonché di una maggiore tutela ambientale al fine di coinvolgere pienamente il settore pubblico e le organizzazioni della società civile, tenendo presente l'obiettivo di garantire la piena trasparenza del processo decisionale e i più alti livelli di giustizia sociale;
5. sottolinea la necessità di migliorare la cooperazione informale durante la fase preparatoria degli atti delegati e degli atti di esecuzione; mette in guardia contro il pericolo di perdere di vista l'intenzione legislativa dei colegislatori, quale espressa nell'atto legislativo e nel contesto delle sue finalità, in sede di preparazione degli atti delegati e degli atti di esecuzione; sottolinea l'importanza del registro degli atti delegati, che sarà presto operativo; invita la Commissione a informare i colegislatori simultaneamente di tutti i progetti di misure di esecuzione adottati, compresi gli atti di attuazione e le norme tecniche di attuazione;
6. deplora che, in diversi casi, la Commissione considera che le misure di livello 2 proposte dalle tre autorità per i servizi finanziari (ESAME, ABE e EIOPA) sono adottate senza modifiche, il che riduce il tempo di esame a disposizione del Parlamento quando vengono apportate modifiche importanti o molto numerose;
7. propone che il Consiglio incontri il Parlamento almeno una volta durante la procedura di consultazione per consentire al Parlamento di presentare e illustrare le motivazioni degli emendamenti approvati e al Consiglio di precisare la sua posizione su ciascuno di essi; propone, in ogni caso, che il Consiglio fornisca una risposta scritta;
8. propone che il Parlamento europeo svolga uno studio quantitativo dell'efficacia della procedura di consultazione;
9. esorta la Commissione a rispettare il calendario stabilito nel regolamento sulle autorità europee di vigilanza per decidere se approvare, modificare o non approvare i progetti di standard tecnici e, come minimo, a informare ufficialmente i colegislatori con ampio anticipo se, in via eccezionale, non è in grado di rispettare tale calendario e a indicarne i motivi; sottolinea che recentemente la Commissione ha omesso di farlo in un gran numero di casi; ricorda alla Commissione che le procedure attraverso le quali il Parlamento dichiara di non opporsi a un atto non sono concepite per compensare ritardi imputabili alla Commissione e che tali procedure influiscono in maniera significativa sul tempo a disposizione del Parlamento per esercitare i suoi diritti di controllo;
10. esorta vivamente la Commissione a rispettare i termini obbligatori stabiliti per le relazioni di attuazione e il riesame delle direttive e dei regolamenti;
11. chiede che il ruolo del Parlamento nel Semestre europeo sia rafforzato mediante un accordo interistituzionale;
12. invita i rappresentanti europei a prestare particolare attenzione alla coerenza tra le norme e le prescrizioni internazionali e la legislazione adottata vincolante dell'UE;
13. chiede alla Commissione di divulgare i documenti che illustrano la sua posizione presso le organizzazioni internazionali che definiscono norme in campo finanziario, monetario e regolamentare, in particolare il comitato di Basilea per la vigilanza bancaria; chiede che il Parlamento sia pienamente informato in tutte le fasi di sviluppo di norme internazionali che possono avere un impatto sul diritto dell'Unione;
14. chiede l'istituzione e la formalizzazione di un dialogo finanziario in merito all'adozione e alla coerenza delle posizioni europee in vista dei principali negoziati internazionali, in conformità della risoluzione adottata dal Parlamento sul ruolo dell'UE nel quadro delle istituzioni e degli organi finanziari, monetari e di regolamentazione(1); sottolinea che, sulla base di linee guida dettagliate, che potrebbero essere integrate da risoluzioni di orientamento proattivo, tali posizioni dovrebbero essere discusse e rese note ex ante e dovrebbe essere garantito un follow-up, mentre la Commissione dovrebbe riferire periodicamente sull'applicazione di tali orientamenti.
PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (28.3.2018)
La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione giuridica, e la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:
1. prende atto dell'accordo interistituzionale (AII) "Legiferare meglio" e dell'inclusione di elementi nuovi e innovativi, volti a migliorare la qualità della regolamentazione e che possono contribuire al suo reale valore aggiunto in termini di competitività, crescita e occupazione, in particolare grazie all'introduzione di un'indagine annuale sugli oneri, di obiettivi di riduzione degli oneri, dei test per le PMI e la competitività, che dovrebbero rappresentare il filo conduttore di ogni valutazione d'impatto, nonché coinvolgere il comitato per il controllo normativo (RSB) nella verifica della qualità delle valutazioni d'impatto, ma anche grazie al miglioramento delle procedure legislative, richiedendo una cooperazione leale tra le istituzioni dell'Unione europea e migliorando la trasparenza dell'iter legislativo, nel rispetto dei principi fondamentali del diritto dell'Unione, vale a dire la legittimità democratica, la sussidiarietà e la proporzionalità;
2. ritiene che l'accordo "Legiferare meglio" sia un esercizio interistituzionale volto a migliorare la qualità della legislazione dell'Unione; ricorda che, in molti casi, la legislazione dell'UE armonizza o sostituisce le varie normative nei 28 Stati membri, rendendo i mercati nazionali reciprocamente ed equamente accessibili e riducendo nel complesso i costi amministrativi, al fine di realizzare un mercato interno pienamente funzionante;
3. sottolinea l'importanza di una cooperazione trasparente e leale tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione, che dovrebbe in pratica consistere in un reale impegno da parte della Commissione a coinvolgere il Parlamento e il Consiglio, allo stesso livello, nel quadro dell'attuazione delle sue disposizioni in tema di programmazione e rammenta alla Commissione l’obbligo di rispondere prontamente alle relazioni d'iniziativa legislative e non legislative; deplora il fatto che diverse relazioni d'iniziativa siano rimaste senza risposta, e invita la Commissione a fornire ai colegislatori, entro tre mesi, le ragioni che hanno determinato il ritiro di un testo, ma anche una risposta motivata alla richiesta di proposte legislative o non legislative;
4. sottolinea che al momento il Parlamento e il Consiglio presentano un'asimmetria informativa, dal momento che le riunioni delle commissioni parlamentari sono pubbliche, mentre quelle del Consiglio non lo sono; insiste, pertanto, sull'importanza di applicare, senza indugio, il punto 34 dell'accordo, che precisa che il Parlamento e il Consiglio, in qualità di colegislatori, devono mantenersi in stretto contatto durante l'intero corso dei negoziati interistituzionali, in particolare grazie a uno scambio reciproco di opinioni e informazioni;
5. prende atto, in qualità di colegislatore con il compito di controllo della Commissione, dell'istituzione della task force della Commissione sulla sussidiarietà, la proporzionalità e "Fare meno in modo più efficiente", che dovrebbe collaborare strettamente con l'accordo interistituzionale per contribuire ad accrescere la fiducia dei cittadini, i quali considerano il principio di sussidiarietà un aspetto fondamentale del processo democratico, e che si aspettano che l'UE agisca qualora vi sia un reale valore aggiunto e li coinvolga maggiormente nel processo decisionale a livello di Unione;
6. ritiene che il principio "Pensare anzitutto in piccolo" dovrebbe svolgere un ruolo importante nella creazione di posti di lavoro e di crescita, riducendo i costi ingiustificati della normativa per le PMI; sottolinea che la normativa può avere un impatto diverso sulle grandi imprese e sulle PMI, aspetto di cui bisognerebbe tener conto in tutto processo legislativo; esorta la Commissione a valutare in che modo le esigenze delle PMI possano essere ulteriormente tenute in considerazione in sede di elaborazione della normativa e a effettuare un "test PMI", onde valutare l'impatto delle proprie proposte sulle PMI, continuando al contempo a garantire elevati standard per i consumatori, i lavoratori, la salute e la protezione ambientale, a prescindere dalle dimensioni dell'impresa; ribadisce che la collaborazione con le parti sociali può contribuire ad assicurare che le misure siano applicate senza oneri burocratici eccessivi;
7. esorta la Commissione, nel quadro dell'iniziativa "Legiferare meglio", a valutare meglio le conseguenze sociali e ambientali delle sue politiche nonché il loro impatto sui diritti fondamentali dei cittadini, tenendo presente anche il costo della mancata legiferazione a livello europeo e il fatto che le analisi costi-benefici sono solo uno dei molti criteri;
8. pone in rilievo il manuale sulla valutazione d'impatto (VI) e, in particolare, gli orientamenti in materia di valutazioni d'impatto sugli emendamenti sostanziali; è convinto che le valutazioni d'impatto sugli emendamenti del Parlamento europeo contribuiranno a rafforzare la posizione dell'istituzione; sottolinea che, sebbene le valutazioni d’impatto possano servire a migliorare la qualità della legislazione dell’UE, l'AII afferma tuttavia che non devono dar luogo a indebiti ritardi nell'iter legislativo né compromettere la capacità dei colegislatori di proporre modifiche o sostituire il processo decisionale politico;
9. ricorda che, conformemente all'AII "Legiferare meglio", "spetta a ciascuna delle tre istituzioni stabilire come organizzare i propri lavori di valutazione d'impatto, ivi compresi le risorse organizzative interne e il controllo della qualità";
10. sottolinea l'importanza, conformemente ai termini dell'AII, del fatto che "[l]a valutazione d'impatto iniziale della Commissione e gli eventuali lavori supplementari in materia condotti dalle istituzioni nel corso dell'iter legislativo" siano resi pubblici entro la fine dell'iter legislativo, onde assicurare la trasparenza nei confronti dei cittadini e delle parti interessate;
11. sottolinea l'importanza di una consultazione e di un coinvolgimento tempestivi, pubblici e trasparenti delle parti interessate, che prevedano un tempo sufficiente per ottenere risposte significative; considera fondamentale il fatto che la consultazione pubblica sia condotta dalla Commissione in tutte le lingue ufficiali, durante la fase preparatoria;
12. sottolinea l'importanza dell'indagine annuale sugli oneri, quale strumento che potrebbe aiutare a individuare e a monitorare i risultati degli sforzi dell'UE volti a evitare oneri non necessari e a migliorare la qualità della normativa dell'UE, che deve essere ambiziosa;
13. esorta la Commissione a istituire senza indugio tutte le misure proposte nell'AII, in particolare quelle relative a una cooperazione leale tra le istituzioni e specialmente all'indagine annuale sugli oneri, dal momento che essa può svolgere un ruolo fondamentale nell'attuazione e nell'applicazione corretta della legislazione dell'UE, in particolare per quanto concerne la verifica del recepimento e dell'applicazione adeguata delle direttive da parte degli Stati membri, e di tutte le misure nazionali che vanno al di là delle disposizioni della legislazione dell'Unione (il cosiddetto "gold-plating"), tenendo presente che gli Stati membri sono liberi di applicare norme più rigorose qualora il diritto dell'Unione definisca solo norme minime; ritiene, in questo caso, che l'indagine annuale sugli oneri rappresenti un'eccellente opportunità per dimostrare ulteriormente il valore aggiunto della normativa dell'UE e per garantire trasparenza ai cittadini;
14. constata che l'RSB rappresenta un primo passo positivo verso un comitato di controllo indipendente; ritiene che il nuovo RSB debba mostrare una maggiore ambizione; chiede che l'attività dell'RSB sia regolarmente valutata e le sia dato un seguito nell'assolvimento della funzione di comitato di supervisione e di fornitura di consulenze obiettive sulla qualità delle valutazioni d'impatto; ritiene utile che il parere dell'RSB sia reso pubblico, ove possibile, parallelamente ai risultati delle valutazioni d'impatto;
15. si compiace del fatto che l'AII preveda che, al momento di definire il programma legislativo, si tenga conto del "valore aggiunto europeo" di ogni azione dell'Unione proposta, come pure del "costo della non-Europa" in caso di assenza di azione a livello di Unione; sottolinea che il costo della non-Europa potrebbe essere stimato a 1750 miliardi di euro l'anno, ossia al 12% del PIL dell'UE (2016)(1); rende onore al lavoro svolto in tal senso dalla direzione della Valutazione d'impatto e del valore aggiunto europeo dei servizi di ricerca parlamentare (ERPS);
16. pone l'accento sul fatto che la scelta della base giuridica di una proposta della Commissione dovrebbe essere effettuata sulla base di criteri oggettivi soggetti a controllo giurisdizionale; sottolinea tuttavia il diritto del Parlamento europeo, nella sua veste di colegislatore, di proporre modifiche alle basi giuridiche, sulla base della sua interpretazione dei trattati;
17. sottolinea che una migliore legislazione dovrebbe essere meno incentrata sulla riduzione della normativa e più sulla sua qualità, nonché sulla sua capacità di tutelare e promuovere gli interessi dei cittadini dell'UE; sottolinea l'importanza di conferire ai diritti fondamentali, nonché agli aspetti legati all'occupazione, alla salute e alla sicurezza, lo stesso peso dato alle considerazioni finanziarie nell'esecuzione dei vagli di adeguatezza; sottolinea che, in caso di conflitti, i diritti fondamentali dovrebbero sempre avere la precedenza;
18. Osserva che, come indicato nell'AII, "la Commissione [... ] valuta la fattibilità della fissazione, nel REFIT (programma per il controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione), di obiettivi di riduzione degli oneri in settori specifici" onde contribuire a ridurre gli oneri regolamentari e amministrativi in generale; invita la Commissione a chiarire, e se del caso a fissare, degli obiettivi per la riduzione di oneri ingiustificati in settori chiave, senza rendere più difficile il conseguimento;
19. ricorda che, nella sua decisione del 9 marzo 2016 riguardo al nuovo AII, il Parlamento ha affermato che la sua formulazione non impegna sufficientemente le tre istituzioni a includere test per le PMI e di competitività nelle loro valutazioni d'impatto; ritiene fermamente che si dovrebbero intraprendere ulteriori passi per far sì che tutte e tre le istituzioni includano un siffatto test per le PMI nelle loro valutazioni d'impatto;
20. invita la commissione EMPL a riservare regolarmente del tempo alla realizzazione di un'analisi dell'attuazione della normativa; ritiene che la commissione dovrebbe invitare regolarmente la Commissione a presentare le proprie valutazioni d'impatto nell'ambito di una riunione della commissione al completo;
21. invita tutte le sue commissioni a esaminare sistematicamente le valutazioni d'impatto della Commissione nonché la valutazione d'impatto ex-ante del Parlamento europeo il prima possibile, nel processo legislativo.
PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (21.3.2018)
La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione giuridica e la commissione per gli affari costituzionali, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:
1. deplora il fatto che, di solito, non sia possibile accedere a determinati documenti del Consiglio relativi agli accordi internazionali, in particolare i mandati negoziali;
2. chiede un approccio più armonizzato e strutturato, con un accesso garantito per il Parlamento, a tutti i testi negoziali e ai relativi documenti, anche di natura riservata, compresi i mandati negoziali, e ad altri documenti pertinenti utilizzati durante le fasi preparatorie e i negoziati effettivi; ritiene, inoltre, che la Commissione e il Consiglio debbano fornire al Parlamento elenchi regolarmente aggiornati dei documenti a loro disposizione relativi ai negoziati;
3. si compiace delle note informative scritte fornite dalla Commissione prima delle conferenze internazionali e delle note informative orali fornite quotidianamente dalla Presidenza del Consiglio e dalla Commissione nel corso di tali conferenze;
4. si rammarica del fatto che al Parlamento non sia consentito partecipare, in qualità di osservatore, alle riunioni di coordinamento dell'UE durante le conferenze internazionali;
5. invita le tre istituzioni dell’UE a concludere, in maniera tempestiva, i negoziati volti a migliorare le disposizioni pratiche per la cooperazione e la condivisione di informazioni avviati nel novembre 2016 in conformità al paragrafo 40 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio";
6. rileva che la delega di potere alla Commissione non è solo una questione tecnica, ma può anche implicare questioni di sensibilità politica che rivestono un'importanza considerevole per i cittadini, i consumatori e le imprese dell'UE;
7. ricorda il fatto che, come sancito al considerando 7, il nuovo accordo interistituzionale dovrebbe agevolare i negoziati nel quadro della procedura legislativa ordinaria e migliorare l'applicazione degli articoli 290 e 291 del TFUE, ma deplora il fatto che ciò non sia ancora avvenuto; esprime forte insoddisfazione per il fatto che il Consiglio sia ancora molto restio ad accettare gli atti delegati quando i criteri di cui all'articolo 290 TFUE sono soddisfatti; sottolinea che ciò grava pesantemente sui negoziati;
8. è molto preoccupato del fatto che il Consiglio tenti quasi sistematicamente di sostituire gli atti delegati con atti di esecuzione; trova particolarmente inaccettabile che il Consiglio stia cercando di ricorrere all'allineamento post-Lisbona per sostituire la procedura di regolamentazione con controllo anziché con atti delegati con atti di esecuzione;
9. esprime disappunto per il fatto che la Commissione non abbia difeso sempre le sue proposte iniziali per quanto riguarda l'uso degli atti delegati;
10. ricorda che elementi politicamente significativi, quali elenchi o registri di prodotti o sostanze dell'Unione, dovrebbero rimanere parte integrante di un atto di base - se del caso sotto forma di allegati - e dovrebbero pertanto essere modificati solo mediante atti delegati; sottolinea che, nell'interesse della certezza giuridica, occorre evitare la creazione di elenchi a sé stanti;
11. attende con impazienza di utilizzare un registro funzionale degli atti delegati ben strutturato e di facile utilizzo, che era stato pubblicato il 12 dicembre 2017 ed era stato richiesto dal Parlamento;
12. ricorda alle tre istituzioni dell’UE che sono necessari ulteriori progressi nella costituzione di una banca dati dedicata congiunta sullo stato di avanzamento dei fascicoli legislativi;
13. ribadisce la propria richiesta relativa all'inclusione obbligatoria in tutte le valutazioni d'impatto di un'analisi equilibrata delle conseguenze economiche, sociali, ambientali e sanitarie a medio-lungo termine;
14. sottolinea che le valutazioni d'impatto dovrebbero essere esclusivamente una guida per legiferare meglio e un aiuto per l’assunzione di decisioni politiche, e in nessun caso dovrebbero sostituire tali decisioni nell’ambito del processo decisionale democratico, né ostacolare il ruolo dei responsabili politici delle decisioni;
15. ritiene che le valutazioni d'impatto non dovrebbero causare indebiti ritardi alle procedure legislative, né dovrebbero essere utilizzate come ostacoli procedurali nel tentativo di ritardare un’eventuale legislazione indesiderata;
16. invita la Commissione ad avvalersi delle valutazioni d'impatto e delle valutazioni ex post per analizzare la compatibilità di iniziative, proposte o strumenti legislativi esistenti con gli obiettivi di sviluppo sostenibile 2030, nonché il loro impatto, rispettivamente, sull’avanzamento e sull’attuazione di questi obiettivi;
17. ritiene che taluni oneri amministrativi siano necessari per garantire il debito rispetto degli obiettivi legislativi e il livello di protezione richiesto, in particolare per quanto riguarda l'ambiente e la protezione della salute pubblica, settori in cui devono essere mantenute le esigenze in materia di informazione;
18. sottolinea l'importanza di evitare la burocrazia inutile e di tenere conto della correlazione tra la dimensione delle aziende e le risorse necessarie all'adempimento degli obblighi;
19. ritiene che, poiché la qualità è della massima importanza, il lavoro di semplificazione normativa non dovrebbe servire come pretesto per mostrare minori ambizioni su questioni di vitale importanza per la protezione dell'ambiente, la salute pubblica o la sicurezza alimentare;
20. sottolinea la necessità di valutare e migliorare l'efficienza degli interventi esistenti riducendo i costi di regolamentazione inutili, ma reputa al contempo non opportuna la determinazione di un obiettivo netto per la riduzione dei costi di regolamentazione, poiché riduce inutilmente la gamma di strumenti disponibili per affrontare problemi nuovi o non risolti e ignora i corrispondenti benefici della regolamentazione;
21. accoglie con favore l'annuncio della Commissione secondo cui, nel riesaminare la legislazione esistente e programmata, terrà conto degli interessi particolari delle microimprese e delle PMI e applicherà regimi più leggeri a tali società, sotto forma di deroghe e semplificazioni; incoraggia la Commissione a esaminare come tenere maggiormente conto delle esigenze delle PMI e delle microimprese in sede di elaborazione della legislazione, pur continuando a garantire elevati standard di tutela dei consumatori, dei lavoratori, della salute pubblica e dell'ambiente;
22. accoglie con favore la creazione della task force della Commissione per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "Fare meno in modo più efficiente", che deve operare di concerto con l'accordo interistituzionale per aumentare la fiducia dei cittadini, i quali considerano il principio di sussidiarietà un aspetto fondamentale del processo democratico;
23. sottolinea le nuove disposizioni per le consultazioni del pubblico e delle parti interessate, che dovrebbero essere uno strumento importante sia nella fase preparatoria che in tutto l'arco del processo legislativo;
Attuazione e applicazione del diritto dell'UE
24. ritiene che in sede di attuazione e di recepimento degli atti dell'UE sia necessario distinguere nettamente tra casi di sovraregolamentazione, in cui gli Stati membri introducono obblighi amministrativi supplementari non correlati alla legislazione dell'UE, e la definizione di norme più rigorose che vanno oltre le norme minime applicabili in tutta l'UE per quanto concerne la tutela dell'ambiente e dei consumatori, l'assistenza sanitaria e la sicurezza alimentare;
25. chiede agli Stati membri di astenersi il più possibile dal creare obblighi amministrativi supplementari in sede di recepimento della legislazione dell'UE e, in conformità al paragrafo 43 dell'accordo interistituzionale, di rendere tali aggiunte identificabili nell'atto di recepimento o nei documenti connessi;
26. sottolinea che in sede di attuazione della legislazione dell'UE e nei casi in cui la legislazione dell'UE definisce solo norme minime, gli Stati membri sono liberi di introdurre norme più rigorose per la tutela dell'ambiente e dei consumatori, l'assistenza sanitaria e la sicurezza alimentare.
PARERE della commissione per le petizioni (25.1.2017)
1. prende atto dell'obiettivo della Commissione di legiferare meglio, quale priorità del presente mandato, e sostiene la necessità di mettere a punto una legislazione dell'UE chiara, semplice, efficace ed equilibrata che miri a garantire elevate tutele sul piano sociale, ambientale ed occupazionale e possa essere facile da recepire e attuare;
2. rileva che un miglioramento delle procedure legislative a livello UE, con una cooperazione tempestiva e più profonda a livello interistituzionale, può portare a un'applicazione del diritto UE più coerente e armonizzata;
3. ritiene che l'ulteriore sviluppo della trasparenza del processo negoziale, in particolare per quanto riguarda il partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) e l'accordo economico e commerciale globale (CETA), come pure del processo legislativo nonché un maggiore controllo della legislazione esistente devono essere i principi guida dell'attuazione dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio";
4. sottolinea che i negoziati su un accordo di recesso ai sensi dell'articolo 50 del trattato sull'Unione europea sono condotti a livello interistituzionale; ricorda che l'articolo 50 chiarisce solo la partecipazione dei membri del Consiglio europeo o del Consiglio; evidenzia che i deputati al Parlamento europeo di uno Stato membro che esce non sono esclusi dalla partecipazione alle discussioni e alle votazioni del Parlamento e delle commissioni; richiama la necessità di rafforzare la trasparenza per quanto riguarda i negoziati di recesso sia a livello di Parlamento che a livello interistituzionale;
5. evidenzia l'importanza di sviluppare e potenziare ulteriormente il ruolo di colegislatore del Parlamento nonché di assicurare la parità rispetto al Consiglio come pure di rafforzarne il ruolo di organo di sorveglianza di tutte le istituzioni UE;
6. sottolinea che, all'atto dell'applicazione, un'efficace legislazione UE deve mirare a garantire che le procedure da essa stabilite rispondano all'obiettivo sotteso dell'atto legislativo stesso e in particolare all'obiettivo finale della tutela dell'ambiente quando si tratti di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente;
7. rammenta le numerose petizioni ricevute sulla crisi economica e sociale nell'Unione europea e ritiene opportuno accordare priorità alle iniziative legislative in modo da rilanciare l'economia, lottare contro la disoccupazione e la precarietà nonché combattere le disuguaglianze sociali e la povertà;
8. riconosce l'importanza dell'opera svolta dalla commissione per le petizioni nel valutare la qualità dell'attività legislativa UE per quanto riguarda la sua effettiva attuazione nonché in quanto base di miglioramento dei testi e delle procedure legislative; rileva al riguardo l'importanza di un'autentica cooperazione interistituzionale con la Commissione, al fine di garantire un adeguato esame delle petizioni;
9. incoraggia l'elaborazione di una legislazione efficiente orientata sullo sviluppo della tutela dell'occupazione e della competitività europea, con particolare attenzione per le piccole e medie imprese in tutti i settori dell'economia;
10. è contrario a qualsiasi iniziativa legislativa o quadro giuridico messi in atto con la partecipazione di qualsiasi istituzione UE che possa comportare una precarizzazione reale del mercato del lavoro, rischi di collocare effettivamente un maggior numero di persone sotto la soglia di povertà o pregiudichi i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'UE;
11. sostiene che le valutazioni d'impatto delle nuove proposte legislative dovrebbero sistematicamente tener conto degli effetti concreti, anche a breve termine, su obiettivi quali la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini, maggiori livelli di inclusione sociale, il costo della non Europa, forme di occupazione che tutelino appieno i diritti sociali e salariali dei cittadini nonché un'adeguata protezione dell'ambiente; ritiene che occorra prevedere altresì una verifica per le PMI; è fermamente convinto del fatto che l'UE debba adottare normative che mirino a garantire i massimi livelli di giustizia sociale; ritiene quindi indispensabile che ogni provvedimento e strumento da impiegare a livello UE debba essere orientato e applicato in modo da lottare in maniera efficace e coerente contro disuguaglianze, precarietà ed esclusione sociale;
12. sollecita una maggiore consultazione delle parti sociali sin dalle prime fasi e un maggiore coinvolgimento del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle regioni tenendo in debita considerazione le loro preoccupazioni;
13. rileva che l'adozione di sistematiche valutazioni d'impatto non deve condurre ad una depoliticizzazione del processo legislativo, compromettendo in tal modo il ruolo fondamentale del Parlamento nel funzionamento democratico dell'Unione, in quanto autentico rappresentante della volontà diretta e della diversità dei cittadini UE, né indebolirne il potere legislativo, snaturandone le discussioni o rendendole irrilevanti e sostituendo le decisioni politiche che vi si adottano;
14. sottolinea che, alla luce dell'obiettivo di garantire piena trasparenza al processo decisionale e i massimi livelli di giustizia sociale, le consultazioni e le valutazioni d'impatto dovrebbero mirare soprattutto a coinvolgere in primo luogo e pienamente i cittadini e le organizzazioni della società civile e debbano favorire l'adozione di una legislazione che garantisca la piena tutela dei diritti fondamentali dei cittadini e dell'ambiente; ritiene che le consultazioni e le valutazioni d'impatto debbano far parte di un più ampio processo di democratizzazione che conduca alla partecipazione diretta dei cittadini in tutte le fasi del processo decisionale dell'UE;
15. ritiene che occorrerebbe rafforzare l'indipendenza del Comitato per il controllo normativo della Commissione, definendone più chiaramente il ruolo, e suggerisce di istituire un organo comune alle tre istituzioni, ad esempio un organo consultivo per una migliore regolamentazione;
16. si rallegra della partecipazione di esperti del PE alle riunioni del Comitato per il controllo normativo della Commissione e della pubblicazione sistematica dei progetti di atti delegati o di esecuzione nonché della creazione di un registro di atti delegati;
17. chiede che il Parlamento sia invitato a partecipare alle riunioni del gruppo di lavoro del Consiglio e del Coreper e insiste sulla necessità che gli ordini del giorno siano trasmessi al Parlamento in modo strutturato.
Presidente della commissione per gli affari costituzionali
Oggetto: Interpretazione e applicazione dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" (2016/2018(INI))
la commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione giuridica e la commissione per gli affari costituzionali, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i seguenti suggerimenti:
1. ribadisce il suo sostegno alla priorità chiave dell'accordo interistituzionale, vale a dire produrre una legislazione dell'Unione di qualità che si concentri sui settori che apportano il maggiore valore aggiunto ai cittadini europei; ritiene che l'adozione della legislazione dell'Unione dovrebbe mirare al conseguimento degli obiettivi previsti riducendo al minimo i costi e gli oneri amministrativi, tenendo conto allo stesso tempo della legittimità democratica, della sussidiarietà, della proporzionalità e della certezza del diritto;
2. sottolinea l'importanza del dialogo interistituzionale per quanto concerne la programmazione pluriennale, come pure il programma di lavoro annuale della Commissione, al fine di individuare in maniera congiunta le questioni prioritarie per l'UE; insiste affinché la Commissione prenda in maggiore considerazione i cicli politici legati alle elezioni europee nel definire le sue priorità; esorta la Commissione a presentare i fascicoli principali entro la metà della legislatura;
3. chiede alla Commissione di presentare programmi di lavoro annuali comprensivi di tutte le iniziative legislative, incluse le proposte di modifica o abrogazione della legislazione esistente, prevedendo un calendario realistico per la loro presentazione;
4. evidenzia l'importanza di condurre valutazioni d'impatto non solo in relazione ai fascicoli legislativi, ma anche agli atti delegati e di esecuzione suscettibili di avere ripercussioni economiche, ambientali o sociali;
5. accoglie con favore la prassi seguita dalla Commissione di indire consultazioni pubbliche accessibili in tutte le lingue ufficiali dell'UE in caso di iniziative importanti, a seguito delle preoccupazioni espresse dal Parlamento europeo, al fine di raggiungere il maggior numero di cittadini possibile e favorire un riscontro da parte di questi ultimi;
6. ritiene che la trasparenza rappresenti la pietra miliare dei processi democratici, in particolare del processo legislativo; sottolinea pertanto che la trasparenza dovrebbe costituire un principio cardine dell'attuazione dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"; invita dunque la Commissione a rispettare l'obbligo di informare esaurientemente il Parlamento in tutte le fasi dei negoziati relativi ad accordi con paesi terzi e organizzazioni internazionali;
7. si compiace del fatto che gli esperti del Parlamento europeo abbiano accesso alle riunioni del gruppo di esperti della Commissione, come pure della rapida comunicazione dei progetti di atti delegati e della creazione di un registro degli atti delegati; pone in evidenza la necessità di migliorare l'accesso ai documenti in fase di elaborazione degli atti delegati laddove detta preparazione preveda una riunione dei gruppi di esperti al di fuori del quadro della Commissione, in particolare per quanto riguarda l'elaborazione di norme;
8. deplora la pratica della Commissione di escludere gli esperti del Parlamento durante l'elaborazione degli atti di esecuzione nell'ambito della riunione dei comitati di comitatologia; si rammarica inoltre che tale pratica sia applicata anche all'elaborazione e all'attuazione della legislazione dell'Unione; suggerisce che la Commissione definisca un ordine del giorno più chiaro per la riunione dei comitati di comitatologia, operando una distinzione tra la sessione durante la quale avviene la votazione, da una parte, e i punti relativi agli atti di esecuzione ai sensi dell'articolo 291 TFUE nonché quelli relativi all'elaborazione e all'attuazione della legislazione dell'UE, dall'altra, nell'ambito dei quali dovrebbero essere invitati gli esperti del Parlamento;
9. chiede alla Commissione di accordare al Parlamento un intervallo di tempo sufficiente tra la votazione in seno ai comitati di comitatologia e l'adozione di un atto di esecuzione, in modo da consentirgli di esaminare in maniera adeguata tali atti, in particolare nel caso in cui sia introdotto un numero considerevole di modifiche.
CC: Antonio Tajani, Presidente
Cecilia Wikström, presidente della Conferenza dei presidenti di commissione
Richard Corbett, relatore della commissione AFCO
Coordinamento legislativo

References: Sentenza 
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 Articolo 6

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