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Direttiva 18 settembre 2014, n. 11
giovedì 18 Settembre 2014 Edscuola	1 commento
Direttiva 3 ottobre 2013, Prot.n. MPIAOODGRUREG.UFF./ 14032
giovedì 3 Ottobre 2013 Edscuola
VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 300 e successive modificazioni ed integrazioni;
VISTO il contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto ministeri per il quadriennio normativo 2006 – 2009 e biennio economico 2006 – 2007;
RAVVISATA la necessità di provvedere ad una migliore allocazione delle risorse umane secondo criteri di efficienza e buon andamento;
SENTITE le OO.SS. nella riunione svoltasi in data 17.9.2013;
la presente direttiva, contenente i criteri generali per il trasferimento del personale amministrativo iscritto nei ruoli del MIUR, attraverso l’istituto compensativo dell’interscambio.
La procedura di trasferimento per interscambio si svolge con frequenza annuale ed è rivolta esclusivamente al personale amministrativo di ruolo del comparto “Ministeri” in servizio presso le sedi centrali e periferiche del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (di seguito “MIUR”).
La procedura si svolge, ordinariamente, nel mese di ottobre di ogni anno ed è regolata da uno specifico bando emanato a cura della Direzione Generale per le Risorse Umane del Ministero, acquisti e affari generali.
Fermo restando il disposto di cui all’art. 35 co. 5 bis del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, sono ammessi a partecipare alla procedura di interscambio anche i dipendenti con anzianità di servizio inferiore ai cinque anni.
Le domande di scambio di sede debbono essere indirizzate, per il tramite dell’ufficio di appartenenza, al MIUR – Direzione Generale per le Risorse Umane, entro il termine perentorio di giorni trenta dalla pubblicazione del bando, complete dei dati richiesti nello stesso bando.
Ove siano presentate due sole richieste di reciproco interscambio tra due sedi, si procede, successivamente alla pubblicazione della graduatoria, al trasferimento dei richiedenti con provvedimento del Direttore Generale per le Risorse Umane.
In caso di presentazione di più domande sulle stesse sedi, fermo restando il criterio di cui all’art. 2, comma 2, si tiene conto dei punteggi attribuiti secondo i criteri di cui all’Allegato 1, che costituisce parte integrante della presente direttiva. A parità di punteggio, è data precedenza al candidato più giovane d’età.
Ai sensi della presente direttiva, in nessun caso è consentito procedere al trasferimento, ove non sia possibile effettuare l’interscambio.
Direttiva 24 maggio 2013, n. 20
venerdì 24 Maggio 2013 Edscuola	2 commenti
Registrata dalla Corte dei Conti in data 17 giugno 2013 Reg. n. 9 , foglio n. 150.
venerdì 12 Ottobre 2012 Edscuola	2 commenti
VISTA la legge 28 marzo 2003 n. 53 ed in particolare l’articolo 3 che prevede la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione ed il riordino dell’INVALSI, Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (di seguito INVALSI);
VISTO il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 con il quale è stato emanato il Regolamento per la disciplina dell’autonomia delle Istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 59 del 1997;
VISTO il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, “Norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione, a norma dell’articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53”;
VISTO il decreto legislativo 19 novembre 2004, n.286 “Istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, nonchè riordino dell’omonimo istituto, a norma degli articoli 1 e 3 della legge 28 marzo 2003, n.53;
VISTO il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76,”Norme generali sul diritto- dovere all’istruzione e alla formazione, a norma dell’articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n. 53″;
VISTO il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226,”Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell’articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53″;
VISTA la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007) ed in particolare l’art. 1, commi 612, 613, 614, 615 e 622, che apporta modifiche all’assetto organizzativo dell’INVALSI, assegna all’Istituto compiti in materia di valutazione dei dirigenti scolastici e ridefinisce, nell’ambito dell’obbligo di istruzione, le modalità di conseguimento degli obiettivi di apprendimento generali e specifici;
VISTO il decreto legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito nella legge 25 ottobre 2007, n. 176;
VISTA la legge 25 ottobre 2007, n. 176, di conversione del decreto legge 7 settembre 2007, n. 147;
VISTO l’art. 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito nella legge 6 agosto 2008, n. 133, recante disposizioni in materia di organizzazione scolastica;
VISTO il piano programmatico predisposto in data 4 settembre 2008 dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi del citato art. 64, comma 3, del decreto- legge n. 112/2008;
VISTO il D.P.R. 20 marzo 2009, n. 81, “Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”;
VISTO il D.P.R. 20 marzo 2009, n. 89, “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”;
VISTO il D.P.R. 22 luglio 2009, n. 122, “Regolamento recante il coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169”;
VISTO l’art. 17 del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, di riordino degli enti di ricerca in attuazione dell’articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165; VISTO il DPR 15 marzo 2010 , n. 87, “Regolamento recante norme per il riordino degli istituti professionali, a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto- legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”;
VISTO il DPR 15 marzo 2010 , n. 88, “Regolamento recante norme per il riordino degli istituti tecnici, a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”;
VISTO il DPR 15 marzo 2010, n. 89, “Regolamento recante la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”;
VISTO l’art. 2, comma 4 – undevicies della legge 26 febbraio 2011, n. 10 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010 che individua il Sistema nazionale di valutazione;
VISTA la legge 4 aprile 2012, n. 35 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo e in particolare l’art. 51;
VISTA la Direttiva 16 gennaio 2012, n. 4 di determinazione delle linee Guida per il secondo biennio e quinto anno per i percorsi degli Istituti Tecnici a norma dell’articolo 8, comma 3, del D.P.R. 15 marzo 2010, n. 88;
VISTA la Direttiva 16 gennaio 2012, n. 5 di definizione delle linee Guida per il secondo biennio e quinto anno per i percorsi degli Istituti Professionali a norma dell’articolo 8, comma 6, del D.P.R. 15 marzo 2010, n. 87;
VISTO l’Atto di indirizzo 3 aprile 2012, n. 5851, concernente l’individuazione delle priorità politiche del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per l’anno 2012;
VISTA la direttiva ministeriale triennale n.74 del 15 settembre 2008, la direttiva ministeriale n. 87 per la predisposizione da parte dell’INVALSI dei testi della prova scritta a carattere nazionale nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione – anno scolastico 2011/2012 e la direttiva n. 88 del 3 ottobre 2011 in tema di obiettivi delle rilevazioni nazionali INVALSI sugli apprendimenti degli studenti, anno scolastico 2011/2012;
VISTO il Decreto Dirigenziale n.11 del 2 settembre 2011 con cui è stato emanato lo Statuto dell’INVALSI nell’esercizio del potere sostitutivo di cui all’art.3, comma 3, del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n.213;
CONSIDERATO che l’articolo 2, comma 3, punto a) del decreto legislativo n. 286 del 2004 prevede che il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, relativamente al sistema di istruzione, provvede con propria direttiva pluriennale ad individuare le priorità strategiche sulla cui base l’INVALSI è tenuto a programmare la propria attività istituzionale;
RILEVATA, pertanto, la necessità di definire strategie per consentire all’INVALSI di programmare la propria attività nel prossimo triennio, tenendo conto degli indirizzi politico-programmatici espressi dal Ministero
ai sensi dell’art. 2, comma 3, del d.lvo 19/11/2004, n. 286 la seguente direttiva che definisce, per gli anni scolastici 2012/2013, 2013/2014 e 2014/2015, le priorità strategiche della valutazione del Sistema educativo di’istruzione delle quali l’INVALSI terrà conto per programmare la propria attività, anche mediante la revisione del Piano triennale delle attività, ferma restando la piena autonomia dell’Ente nella individuazione e adozione delle priorità tecnico-scientifiche.
1. Nel corso del triennio scolastico 2012/13 – 2014/15 le rilevazioni nazionali degli apprendimenti, a carattere censuario, previste dall’art. 1, comma 5, della legge 25 ottobre 2007, n. 176 riguarderanno anche le classi quinte della scuola secondaria di II grado, prevedendo lo svolgimento di prove distinte per i diversi percorsi del secondo ciclo di istruzione.
Nell’arco dello stesso triennio scolastico, tenendo anche conto dell’effettiva disponibilità su base longitudinale dei dati sulle competenze degli alunni rilevate al termine della scuola primaria, si valuterà l’opportunità di mantenere la rilevazione degli apprendimenti nella prima classe della scuola secondaria di primo grado a partire dal successivo triennio.
Si considerano prioritarie, ai fini delle rilevazioni nazionali degli apprendimenti, le aree disciplinari dell’italiano e della matematica che verranno valutate in coerenza con gli obiettivi di apprendimento definiti dalle Indicazioni nazionali.
La rilevazione degli apprendimenti nelle seconde classi del secondo ciclo riguarda anche gli studenti che frequentano i percorsi di qualifica professionale nell’assolvimento del diritto dovere all’istruzione e alla formazione entro il 18esimo anno di età funzionanti presso gli istituti professionali statali, in regime di sussidiarietà, o nelle strutture formative accreditate dalle Regioni. Tale rilevazione è effettuata sulla base di un piano di lavoro definito dall’INVALSI d’intesa con la competente Commissione della Conferenza delle Regioni.
2. Per quanto riguarda la prova scritta a carattere nazionale nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo d’istruzione, in ordine ai testi delle prove si rinvia all’apposita direttiva periodica prevista dall’art. 1, comma 4-ter, della legge 25 ottobre 2007, n. 176.
3. Nel corso del triennio scolastico, la rilevazione esterna degli apprendimenti potrà riguardare anche le scienze e l’inglese con riferimento ad un campione di scuole.
4. Nel corso del triennio sarà sperimentata la progressiva informatizzazione dello svolgimento delle prove, in linea con il piano di digitalizzazione che riguarda tutte le amministrazioni pubbliche e le scuole.
5. La restituzione dei risultati delle rilevazioni degli apprendimenti alle singole scuole sarà oggetto di particolare attenzione da parte dell’INVALSI, in modo che i risultati stessi possano costituire per le istituzioni scolastiche una base per l’avvio dei processi di autovalutazione.
Pertanto, nel corso del triennio scolastico considerato, verrà migliorato l’utilizzo del profilo longitudinale dei dati delle rilevazioni anche al fine di individuare il valore aggiunto determinato dall’azione formativa delle scuole. Per favorire l’utilizzo dei risultati in chiave autovalutativa, l’INVALSI predisporrà apposite linee guida per la loro lettura.
6. Nel corso del triennio scolastico 2012/13 – 2014/15 l’INVALSI garantirà la partecipazione dell’Italia alle indagini internazionali OCSE-PISA, IEA-TIMSS, IEA- PIRLS e TALIS.
In particolare verrà operato un sempre più stretto collegamento tra gli esiti delle indagini internazionali e i risultati delle rilevazioni nazionali, soprattutto per fornire un ampio quadro di sistema sullo stato degli apprendimenti nel nostro Paese.
1. Secondo quanto previsto dall’art. 3, comma 2 della legge 10 dicembre 1997, n. 425 come sostituito dall’art. 1, comma 1, della legge 11 gennaio 2007, n. 1, l’INVALSI curerà, nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, la predisposizione di modelli per l’elaborazione delle terze prove da porre a disposizione delle scuole sul proprio sito INTERNET.
Inoltre l’Istituto predisporrà appositi quadri di riferimento per la valutazione degli elaborati della prima prova scritta e della seconda prova scritta di matematica presso i licei scientifici. Tali quadri potranno essere utilizzati dalle Commissioni di esame al fine di garantire maggiore omogeneità dei criteri di valutazione e comparabilità degli esiti delle valutazioni stesse.
1. Nel corso del triennio scolastico 2012/13 – 2014/15 l’INVALSI presterà supporto ai processi di autovalutazione delle scuole fornendo loro strumenti di analisi dei dati resi disponibili dal sistema informativo del Ministero attraverso “scuola in chiaro” e dalle rilevazioni sugli apprendimenti degli studenti, nonché degli ulteriori elementi significativi integrati dalle scuole stesse.
Il supporto dell’INVALSI sarà garantito prioritariamente nell’ambito del progetto VALES, ma nella prospettiva di una progressiva estensione degli strumenti e generalizzazione dei processi di autovalutazione e valutazione a tutte le istituzioni scolastiche, in coerenza con lo schema di regolamento sul Sistema nazionale di valutazione in via di emanazione ai sensi dell’art. 2, comma 4-undevicies del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 255 convertito con modificazioni nella legge 26 febbraio 2011, n. 10.
In tale prospettiva l’INVALSI definirà un quadro di riferimento per l’elaborazione dei rapporti di autovalutazione da parte delle scuole.
2. Nel corso del triennio scolastico e prioritariamente nell’ambito del progetto V ALES, l’INV ALSI elaborerà i protocolli di valutazione delle scuole. Essi, opportunamente validati, potranno essere successivamente utilizzati per la valutazione esterna della generalità delle istituzioni scolastiche secondo quanto previsto dall’emanando regolamento sul Servizio nazionale di valutazione.
3. Sempre in vista della messa a regime del Sistema nazionale di valutazione l’INVALSI avvierà, anche nell’ambito del progetto VALES, piani di formazione degli ispettori e degli esperti che dovranno costituire i team di valutazione delle scuole.
1. Nel corso del triennio scolastico e prioritariamente nell’ambito del progetto VALES, l’INVALSI definirà gli indicatori per la valutazione dei dirigenti scolastici che hanno aderito al progetto stesso.
Tali indicatori, opportunamente validati, potranno essere successivamente impiegati per la valutazione di tutti i dirigenti scolastici.
2. Nell’ambito dei piani di formazione, in particolare dei dirigenti scolastici neoassunti, l’INVALSI curerà le azioni di formazione riguardanti i processi di autovalutazione e valutazione delle scuole ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213.
1. In relazione alle funzioni di coordinamento del Sistema nazionale di valutazione, attribuite all’INVALSI dall’art. 51 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, l’Istituto predisporrà, al termine del triennio scolastico, un rapporto sul sistema scolastico italiano volto anche a consentire una comparazione su base internazionale. Esso terrà conto non solo dei livelli degli apprendimenti evidenziati dalle rilevazioni nazionali e dalle indagini internazionali, ma anche degli altri indicatori delle performance delle scuole in relazione ai diversi contesti territoriali.
Il rapporto consentirà, quindi, di individuare le aree critiche del sistema educativo del nostro Paese sulla base di espliciti indicatori di efficienza e di efficacia.
Ai fini della programmazione istituzionale coerente con la presente direttiva saranno destinate per l’anno finanziario 2012 le risorse stanziate sul cap. 1399/3 del bilancio di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e a partire dall’anno finanziario 2013 le risorse di competenza del cap. 7236/1.
La presente direttiva è soggetta ai controlli di legge
mercoledì 1 Agosto 2012 Edscuola	3 commenti
(in SO n. 200, alla GU n. 253 del 29-10-2012 )
Linee Guida per i percorsi degli Istituti Professionali relative alle ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo negli spazi di flessibilità previsti dall’art. 5, comma 3, lettera b), e dall’art. 8 ,comma 4, lettera c) del d.P.R. 15 marzo 2010, n. 87. (Direttiva n. 70). (12A11382)
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.275, recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n.122, relativo al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.87, recante norme per il riordino degli istituti professionali reso in attuazione dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133;
VISTO in particolare, l’articolo 8, comma 6, del citato decreto del Presidente della Repubblica n,87/2010, il quale prevede che il passaggio al nuovo ordinamento sia definito da linee guida a sostegno dell’autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche, anche per quanto concerne l’articolazione in competenze, abilità e conoscenze dei risultati di apprendimento di cui agli allegati B e C del predetto decreto;
VISTA la Direttiva n. 65 del 28 luglio 2010 con la quale sono state emanate le Linee Guida per il primo biennio dei percorsi degli Istituti Professionali previsti agli articoli 3 e 4 del d.P.R 15 marzo 2010, n. 87;
VISTA la Direttiva n. 5 del 16 gennaio 2012 con la quale sono state emanate le Linee Guida per il secondo biennio e quinto anno dei percorsi degli Istituti Professionali previsti agli articoli 3 e 4 del d.P.R 15 marzo 2010, n. 87;
VISTO il Decreto interministeriale prot. n. 7428 del 24 aprile 2012, registrato alla Corte dei Conti il 13/06/2012, reg. 8 foglio 162 con il quale in applicazione dell’art. 5, comma 3, lettera b) e dell’ art. 8, comma 4, lettera c) del decreto del Presidenté della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, sono definiti gli ambiti, i criteri e le modalità per l’ulteriore articolazione delle aree di indirizzo dei percorsi degli istituti professionali in un numero contenuto di opzioni incluse nell’Elenco Nazionale (allegato B del decreto interministeriale);
CONSIDERATO che le ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo, denominate Opzioni, dovranno essere avviate, sulla base della programmazione dei piani dell’offerta formativa da parte delle singole Regioni, dall’anno scolastico 2012/2013;
RITENUTO necessario, a completamento dei provvedimenti da rendersi in applicazione dell’art. 8, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 87/2010, integrare le Linee Guida di cui alla Direttiva n. 5112 sopra citata con le schede disciplinari dei percorsi relativi alle opzioni degli Istituti Professionali che costituiscono completamento dell’ordinamento;
1. Con la presente Direttiva sono definite le Linee Guida per i percorsi relativi alle ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo in opzioni rese in applicazione dell’articolo 8, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87.
2. Le Linee Guida di cui all’allegato documento sono poste in linea di continuità con le Linee Guida del primo biennio emanate con la Direttiva n. 65/2010 e a completamento delle Linee Guida del secondo biennio e quinto anno dei percorsi degli Istituti Professionali emanate con la Direttiva n. 5/2012.
3. Le presenti Linee Guida, il cui contenuto è costituito dalle schede disciplinari dei percorsi relativi alle opzioni previste per gli Istituti Professionali ed incluse nel relativo Elenco Nazionale, intendono fornire un supporto all’autonomia delle istituzioni scolastiche per sostenere il passaggio al nuovo ordinamento degli istituti professionali, a partire dalle terze classi funzionanti dall’anno scolastico 2012/2013.
1. L’attuazione delle presenti Linee Guida è oggetto di periodico monitoraggio ai fini della loro innovazione permanente.
2. Per le predette attività di monitoraggio ci si· avvarrà della collaborazione dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (A,N.S.A.S) e dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e formazione (I.N.VAL.SI).
La presente Direttiva è sottoposta ai controlli di legge e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Linee guida per i percorsi degli istituti tecnici relative alle ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo negli spazi di flessibilita’ previsti dall’articolo 5, comma 3, lettera b), e dall’articolo 8 , comma 2, lettera d) del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88 – Opzioni. (Direttiva n. 69). (12A11381)
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.88, recante norme per il riordino degli istituti tecnici reso in attuazione dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133;
VISTO in particolare, l’articolo 8, comma 3, del citato decreto del Presidente della Repubblica n.88/2010, il quale prevede che il passaggio al nuovo ordinamento sia definito da linee guida a sostegno dell’autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche, anche per quanto concerne l’articolazione in competenze, abilità e conoscenze dei risultati di apprendimento di cui agli allegati B e C del predetto decreto;
VISTA la Direttiva n. 57 del 15 luglio 2010 con la quale sono state emanate le Linee Guida per il primo biennio dei percorsi degli Istituti Tecnici previsti agli articoli 3 e 4 del d.P.R 15 marzo 2010, n. 88;
VISTA la Direttiva n. 4 del 16 gennaio 2012 con la quale sono state emanate le Linee Guida per il secondo biennio e quinto anno dei percorsi degli Istituti Tecnici previsti agli articoli 3 e 4 del d.P.R 15 marzo 2010, n. 88;
VISTO il Decreto interministeriale prot. n. 7431 del 24 aprile 2012, registrato alla Corte dei Conti il 13/06/2012, reg. 8 foglio 161 con il quale in applicazione dell’art. 5, comma 3, lettera b) e dell’art. 8, comma 2, lettera d) del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88 sono definiti gli ambiti, i criteri e le modalità per l’ulteriore articolazione delle aree di indirizzo dei percorsi degli istituti tecnici in un numero contenuto di opzioni, contenute nell’Elenco Nazionale (allegato B del decreto interministeriale) che include anche, come previsto al comma l del citato articolo 8, la definizione del sesto anno dei percorsi finalizzati al conseguimento della specializzazione di “Enotecnico”;
CONSIDERATO che le ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo, denominate Opzioni, dovranno essere avviate, sulla base della programmaiione dei piani dell’ offerta formativa da parte delle singole Regioni, dall’anno scolastico 2012/2013;
RITENUTO necessario, a completamento dei provvedimenti da rendersi in applicazione dell’art. 8, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 88/20 l O, integrare le Linee Guida di cui alla Direttiva n. 4/2012 sopra citata con le schede disciplinari dei percorsi relativi alle opzioni degli Istituti Tecnici indicate nell’Elenco nazionale che costituiscono completamento dell’ordinamento;
1. Con la presente Direttiva sono definite le Linee Guida per i percorsi relativi alle ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo in opzioni in applicazione dell’articolo 8, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88.
2. Le Linee Guida di cui all’allegato documento sono poste in linea di continuità con le Linee Guida del primo biennio emanate con la Direttiva n. 57/2010 e a completamento delle Linee Guida del secondo biennio e quinto anno dei percorsi degli Istituti Tecnici emanate con la Direttiva n. 4/2012.
3. Le presenti Linee Guida, il cui contenuto è costituito dalle schede disciplinari dei percorsi relativi alle opzioni previste per gli Istituti Tecnici ed incluse nel relativo Elenco Nazionale, intendono fornire un supporto all’autonomia delle istituzioni scolastiche per sostenere il passaggio al nuovo ordinamento degli istituti tecnici, a partire dalle terze classi funzionanti dall’anno scolastico 2012/2013.
2. Per le predette attività di monitoraggio ci si avvarrà della collaborazione dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (A,N.S.A.S) e dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e formazione (I.N.VAL.SI).
Direttiva generale 3 maggio 2012, Prot.n. 8164
(registrata alla Corte dei Conti, registro n. 10, foglio 96, del 26 giugno 2012)
Priorità politiche e linee per la programmazione delle attività del Miur per l’anno 2012
Direttiva Presidente Consiglio Ministri (CdM 30.4.12)
lunedì 30 Aprile 2012 Edscuola	1 commento
giovedì 8 Marzo 2012 Edscuola	4 commenti
Prot. n. AOODGPER.1770
VISTA la direttiva n. 30 del 13 aprile 2011 prot. n. AOODGPER.3260 del 13 aprile 2011 registrata alla Corte dei Conti il 13 maggio 2011, Reg. n. 6 , fgl. n. 4, con la quale sono state definite le modalità e i termini per l’attuazione del medesimo art. 1 sexies, per la conferma degli incarichi conferiti nell’a.s. 2005/2006;
VISTO il C.C.N.L., comparto Scuola, relativo al biennio economico 2008/2009, sottoscritto in data 23.1.2009;
VISTO il C.C.N.L., Area V – dirigenza scolastica, sottoscritto in data 15.7.2010;
RITENUTA, pertanto, la necessità di emanare una direttiva per dare attuazione al predetto art. 1 sexies per la conferma degli incarichi conferiti nell’a.s. 2011/2012;
1. In applicazione dell’art. 1 sexies del D.L. n. 7/2005, convertito con modificazioni, nella Legge n. 43/2005, dall’anno scolastico 2006/2007 non sono più conferiti incarichi di presidenza, fatta salva la conferma degli
incarichi già conferiti.
2. La conferma dei suddetti incarichi è disciplinata per l’anno scolastico 2012/2013 dalle disposizioni che seguono.
3. Le disposizioni contenute nella presente direttiva sono pubblicate dagli Uffici Scolastici Regionali – Uffici scolastici provinciali mediante affissione all’Albo il 20 marzo 2012 e diramate a mezzo delle reti INTERNET e INTRANET.
1. Gli incarichi di presidenza già conferiti negli anni precedenti sono confermati a domanda sui posti residuati dopo eventuali nomine in ruolo e autorizzazioni all’accoglimento di istanze di riammissione e trattenimento
2. Qualora si verifichi una riduzione dei posti vacanti e disponibili rispetto al numero degli aspiranti alla conferma sul posto ricoperto nell’anno scolastico 2011/2012, gli stessi possono essere assegnati a scuola o istituto nell’ambito della regione, secondo le modalità previste nel successivo art. 3, comma 2.
2. Gli aspiranti alla conferma dell’incarico debbono presentare domanda, in carta semplice, all’Ufficio Scolastico Regionale – Ufficio scolastico provinciale della provincia in cui hanno la sede di servizio in qualità di preside incaricato nel corrente anno scolastico, nel periodo dal 21 marzo al 19 aprile 2012. Nella domanda sono indicati il punteggio conseguito nella graduatoria per il conferimento degli incarichi di presidenza relativo all’anno scolastico 2005/2006, le sedi preferite e le istituzioni scolastiche in cui gli aspiranti desiderino essere assegnati, nonché il possesso di eventuali titoli di precedenza nella scelta della sede di cui all’art. 3, c. 4, dell’O.M. n. 40/2005.
3. Va altresì espressamente indicata l’eventuale preferenza ad essere prioritariamente confermati nella sede di servizio occupata nell’anno scolastico 2011/2012, ove disponibile, ovvero ad essere assegnati ad altra sede. Gli interessati, nel caso di mancanza di sedi nella provincia di appartenenza, devono dichiarare la propria eventuale disponibilità ad essere assegnati ad istituti disponibili in altra provincia della regione, indicando, nell’ordine, le province nell’ambito delle quali gli stessi desiderino essere assegnati.
5. Successivamente si procede all’assegnazione della sede in relazione ai posti conferibili – secondo il turno di nomina e tenendo conto delle precedenze di cui all’art. 3, c. 4, della citata O.M. n. 40/2005 – sia per coloro la cui attuale sede d’incarico non sia più disponibile per conferma e sia nei confronti di coloro che desiderino essere assegnati ad altra sede.
6. Dopo le conferme degli incarichi di presidenza, in caso di riduzione dei posti vacanti e disponibili, il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale o suo delegato, acquisisce i nominativi degli eventuali docenti che non hanno trovato conferma sul posto ricoperto nell’anno scolastico 2011/2012 e che abbiano dichiarato di voler essere confermati anche in altra provincia, il punteggio ad essi attribuito nelle graduatorie relative all’anno scolastico 2005/2006 e le province per le quali i medesimi abbiano espresso la propria disponibilità ad essere assegnati.
7. IL Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale o suo delegato, acquisite le sedi vacanti e disponibili nell’ambito delle province della Regione, convoca i docenti che non hanno trovato conferma sul posto ricoperto nell’anno scolastico 2011/2012 e li invita a scegliere, seguendo l’ordine di punteggio, tra le sedi residue delle varie province, quella in cui gli stessi desiderino essere assegnati.
9. La fase di cui ai precedenti commi 6, 7 e 8 segue quella relativa alla conferma degli incarichi in atto nell’anno scolastico 2011/2012.
DirigentiIncarichi
lunedì 16 Gennaio 2012 Edscuola	1 commento
(in SO n. 60 alla GU 30 marzo 2012, n. 76)
Linee Guida per il secondo biennio e quinto anno per i percorsi degli Istituti Professionali a norma dell’articolo 8, comma 6, del d.P.R. 15 marzo 2010, n. 87.
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.275, recante norme in materia
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n.122, relativo al
coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, recante norme per il
riordino degli istituti professionali reso in attuazione dell’articolo 64, comma 4, del
decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n.133;
VISTO in particolare, l’articolo 8, comma 6, del citato decreto del Presidente della Repubblica
n.87/2010, il quale prevede che il passaggio al nuovo ordinamento sia definito da linee
guida a sostegno dell’autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche,
anche per quanto concerne l’articolazione in competenze, abilità e conoscenze dei risultati
di apprendimento di cui agli allegati B e C del predetto decreto;
VISTA la Direttiva n. 65 del 28 luglio 2010 con la quale sono state emanate le Linee Guida per il
primo biennio dei percorsi degli Istituti Professionali;
CONSIDERATO che nell’anno scolastico 2012/2013 prenderà avvio il secondo biennio dei
percorsi degli Istituti Professionali secondo il nuovo modello ordinamentale;
RITENUTO necessario, a completamento dell’applicazione dell’art. 8, comma 6, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 87/2010, definire le Linee Guida dei percorsi degli Istituti
Professiona1i anche per il secondo biennio e per il quinto anno;
CONSIDERATO che i contenuti delle Linee Guida di cui alla presente Direttiva tengono conto
delle attività istruttorie del Gruppo Tecnico di Lavoro di cui al Decreto dipartimentale n.
12 del 17 febbraio 2009 e delle proposte a riscontro dell’interlocuzione, in presenza e a
distanza tramite attivazione di una piattaforma online sul sito dell’Ansas/Indire, con i
dirigenti scolastici e il docenti degli istituti tecnici nonché del confronto con le parti sociali,
le associazioni professionali e disciplinari, i collegi ed ordini professionali i cui risultati
sono stati presentati nell’incontro nazionale tenutosi presso la Sala della Comunicazione il
30 novembre 2011;
l. Sono definite, in relazione al secondo biennio e al quinto anno dei percorsi degli Istituti
Professionali, le Linee Guida di cui all’unito documento tecnico, parte integrante della
presente direttiva, rese in applicazione dell’articolo 8, comma 6, del decreto del Presidente
2. Le Linee Guida del secondo biennio e del quinto, anno sono poste in linea di continuità con
le Linee Guida del primo biennio emanate con la Direttiva n. 65/2010, di cui costituiscono il
completamento, e intendono fornire un supporto all’autonomia delle istituzioni scolastiche
per sostenere il passaggio al nuovo ordinamento degli istituti professionali, a partire dalle
terze classi funzionanti dall’anno scolastico 2012/2013, con particolare riferimento agli
aspetti innovativi introdotti dal riordino e ai risultati di apprendimento di cui agli allegati
B) e C) del Regolamento n. 87/2010 sopra richiamato.
1. L’attuazione delle Linee Guida del secondo biennio e del quinto, anno sono oggetto di
periodico monitoraggio, anche ai fini della loro innovazione permanente.
2. Per le predette attività di monitoraggio ci si avvarrà della collaborazione dell’Agenzia
Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (A.N.S.A.S) e dell’Istituto Nazionale
per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e formazione (l.N.VAL.SI).
La presente Direttiva è sottoposta ai controlli di legge e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
reg. 2 – foglio 318

References: art. 64
 art. 8
 articolo 8
 art. 1
 art. 1
 art. 3