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Timestamp: 2018-07-21 08:22:43+00:00

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REPUBBLICA ITALIANA 184/2012 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE CALABRIA SENTENZA N. - PDF
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1 REPUBBLICA ITALIANA 184/2012 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE CALABRIA composta dai seguenti magistrati : Luciano Coccoli Rossella Scerbo Quirino Lorelli Presidente Consigliere Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA N. 184/2012 nel giudizio di responsabilità iscritto al n del registro di segreteria, instaurato dal Procuratore regionale nei confronti di : Santoro Carmela Anna, nata a Rossano l rappresentata e difesa dall avv. Maurizio Nucci ed elettivamente domiciliata presso lo studio dell avv. Maria Sottile alla via Alessandro Turco n. 71 ; Visto l atto introduttivo del giudizio ; Visto l invito a dedurre ex art. 5 del D.L. 15 novembre 1993 n. 453 conv. in legge 14 gennaio 1994, n. 19; Visti gli altri atti e documenti di causa; Uditi alla pubblica udienza del 17 aprile 2012 con l assistenza del segretario rag. Paolo Chiappetta il relatore cons. Rossella Scerbo ed il PM nella persona del sost. proc. gen. Sabrina D Alesio; Ritenuto in FATTO 1
2 Con atto di citazione dell la Procura regionale ha evocato in giudizio Santoro Carmela per ivi sentirla condannare al pagamento in favore delle Poste Italiane S.P.A.della somma di euro 1.200,00 oltre alla rivalutazione monetaria, interessi legali e spese del giudizio, A seguito di segnalazione, ex art.129 disp.att. c.p.p., della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio per i reati di cui agli artt. 640, comma 2 n.1 e 646, 61 n.11 c.p. alla predetta è contestato di essersi appropriata in più riprese di somme esistenti nella cassa della filiale n. 7 e 8 delle Poste di Cosenza nonché di avere effettuato dei pagamenti fraudolenti di pensione i cui titolari erano deceduti ovvero nell impossibilità di riscuotere incassando personalmente i relativi importi. La stessa ha però provveduto restituire la maggior parte del dovuto sicché il debito residuo ammonta ad euro 1.200,00. Con memoria del 12 settembre 2011 la convenuta si è costituita il ministero dell avv. Maurizio Nucci ed ha eccepito alla luce dell orientamento della Corte Suprema il difetto di giurisdizione stante la natura giuridica delle Poste Italiane Spa che sono una società a partecipazione pubblica. In via principale ha chiesto il rigetto della domanda in quanto infondata in fatto ed in diritto ovvero ove la Corte ritenesse di accoglierla ha eccepito la compensazione con le somme di cui è creditrice nei confronti dell Amministrazione a titolo di TFR. 2
3 Con ordinanza n.166/2011 è stato ordinato alle Poste spa di comunicare allegando documentazione se l Inpdap e l Inps erano state rimborsate e se il debito residuo della convenuta era stato compensato con il TFR. All odierno dibattimento la difesa ha ribadito l eccezione di difetto di giurisdizione cui il PM ha resistito richiamando precedenti giurisprudenziali anche di questa Sezione. Considerato in DIRITTO In via pregiudiziale il collegio è chiamato a pronunciarsi sull eccezione di difetto di giurisdizione. L eccezione è fondata. L azione proposta dalla Procura regionale è diretta al risarcimento del danno subito da una società a totale partecipazione pubblica le Poste Spa - in conseguenza del comportamento illecito di una propria dipendente che nell esercizio delle sue funzioni di operatore di sportello promiscuo si era in più occasioni appropriata dell intero ammontare di pensioni di persone decedute o che negli ultimi tempi erano state impedite a ritirarle. L istruttoria svolta ha consentito di accertare che, contrariamente a quanto sostenuto dal rappresentante dell ufficio di Procura alla prima udienza, il danno insiste esclusivamente sulle casse della Poste spa, la quale ha provveduto a rimborsare integralmente gli enti erogatori (Inps ed Inpdap ). Così individuato il petitum sostanziale deve essere affermata la giurisdizione del giudice ordinario. 3
4 Le Sezioni Unite della Suprema Corte a partire dalla sentenza n del hanno espresso il principio della spettanza al giudice ordinario dell azione di risarcimento dei danni subiti da una società a partecipazione pubblica per effetto di condotte illecite dei propri dipendenti e/ o amministratori escludendo altresì che tale regola generale possa essere derogata nell ipotesi di partecipazione totalitaria o maggioritaria o di esercizio di un servizio pubblico essenziale ovvero in presenza dell assoggettamento della predetta società a penetranti poteri di controllo. A tali conclusioni i giudici di legittimità sono pervenuti nel presupposto della mancanza, stante l autonomia patrimoniale della società conseguente all autonoma personalità giuridica,.dei requisiti fondanti la giurisdizione della Corte dei Conti : in primis il danno direttamente apportato allo Stato o ad un ente pubblico in secundis un rapporto di servizio tra l autore dell illecito e l ente pubblico titolare della partecipazione. La natura privata della società per azioni comporta l applicazione delle norme contenute nel codice civile che non sono derogabili neanche in presenza di una partecipazione totalitaria e costituiscono un sistema compiuto nel cui ambito è prevista una responsabilità degli organi sociali nei confronti della società, dei singoli soci e direttamente dei terzi.( SSUU n ; SSUU ,n ; ). Deve, pertanto, essere esclusa la giurisdizione della Corte dei conti quando il danno cagionato dalla mala gestio incide direttamente sul patrimonio della società e solo indirettamente su quello del socio partecipante, la stessa potrà essere ammessa nel caso in cui l ente pubblico sia stato direttamente 4
5 danneggiato dall azione illegittima ( es danno all immagine dello Stato titolare della partecipazione sociale). La Corte regolatrice ha pure escluso che la disposizione di cui all art 7 della legge n 141/200 (che prevede la trasmissione alla Procura contabile delle sentenze di condanna dei dipendenti di società partecipate) possa essere considerata espressione di un principio generale di sottoposizione dei dipendenti delle società a partecipazione pubblica alla giurisdizione della Corte dei conti per i danni arrecati alla società datrice di lavoro. Tale orientamento è stato ribadito anche con specifico riferimento alle Poste Italiane Spa ( n 3692 del e n. 674 del ) nonostante il riconoscimento della qualità di organismo pubblico. Tanto considerato che, a prescindere dal fatto che la suddetta qualità è riconosciuta solo in relazione al servizio pubblico universale, opera esclusivamente nell ambito della disciplina comunitaria in materia di procedure di aggiudicazione ad evidenza pubblica di appalti e quindi su di un piano diverso della responsabilità amministrativa. Resta da ribadire che dall autonoma personalità giuridica della società deriva la necessità di distinguere la posizione della società partecipata legata da un rapporto di servizio con la pubblica amministrazione da quella personale dei suoi amministratori e dipendenti cui non è riferibile il rapporto medesimo. Non è luogo a pronuncia sul rimborso delle spese legali in difetto del presupposto di legge del proscioglimento nel merito ( art. 3 comma 2 bis legge n. 639/96). 5
6 P.Q.M. la Corte dei conti Sezione Giurisdizionale per la regione Calabria ogni contraria istanza, eccezione e deduzione disattesa DICHIARA la citazione inammissibile per difetto di giurisdizione. Nulla per le spese. Così deciso in Catanzaro nella Camera di consiglio del 17 aprile 2012 L ESTENSORE IL PRESIDENTE f.to Rossella Scerbo f.to Luciano Coccoli Depositata in segreteria il 03/07/2012 IL FUNZIONARIO f.to Dott.ssa Stefania Vasapollo 6
R E P U B B L I C A I T A L I A N A 98/2015. In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE CALABRIA
R E P U B B L I C A I T A L I A N A 98/2015 In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE CALABRIA composta dai seguenti Magistrati: Mario CONDEMI, Anna BOMBINO,

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 5
 art.129
 sentenza 
 art. 3