Source: http://www.fondazioneforumaterni.it/index.php/pages/2015-12-16-13-11-00/newsletter-luglio-2015
Timestamp: 2018-08-18 21:52:14+00:00

Document:
Mediazione - Tribunale di Vasto, ordinanza 23.06.2015 – est. Pasquale.
1. La formulazione di una proposta di conciliazione da parte del mediatore – tutte le volte in cui le parti non abbiano raggiunto un accordo amichevole ed anche in assenza di una richiesta congiunta delle stesse – costituisce un passaggio fondamentale della procedura di mediazione, vieppiù valorizzato dalle disposizioni del D.L. n. 83/2012, il quale – modificando l’art. 2 della l. n. 89/2001 in tema di equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo – ha introdotto il comma 2 quinquies , confermando la tendenza del legislatore a favorire meccanismi dissuasivi di comportamenti processuali ostinatamente protesi alla coltivazione della soluzione giudiziale della controversia, la cui individuazione, però, presuppone necessariamente la previa formulazione (o, comunque, la libera formulabilità) di una proposta conciliativa da parte del mediatore ed il suo raffronto ex post con il provvedimento giudiziale di definizione della lite.
Titolo esecutivo giudiziale – Interpretazione extratestuale – Corte d’Appello de L’Aquila – sentenza 09.07.2015 – Pres. est. Sannite.
Il titolo esecutivo giudiziale, ai sensi dell’art. 474, comma 2, n. 1 c.p.c., non si esaurisce nel documento in cui è consacrato l’obbligo da eseguire, essendo consentita l’interpretazione extratestuale del provvedimento, sulla base degli elementi ritualmente acquisiti nel processo in cui esso si è formato, tutte le volte che delle relative questioni si sia trattato nel corso del processo e che esse possano intendersi come ivi univocamente definite, essendo mancata piuttosto la concreta estrinsecazione della soluzione come operata nel dispositivo o persino nel tenore stesso del titolo.
Divorzio - Assegno al coniuge economicamente più debole – Ulteriori domande connesse – Tribunale di Pescara - sentenza 22.06.2015 – est. Ursoleo.
1. In tema di scioglimento degli effetti civili del matrimonio, l'assegno periodico da riconoscersi ad uno dei coniugi ha natura meramente assistenziale.
2. In base al principio dell'onere della prova, spetta al richiedente l'assegno divorzile dimostrare la propria inferiorità economica e il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.
3. Nel giudizio di divorzio, così come in quello di separazione, le domande diverse da quelle tipiche (addebito, affidamento dei figli, casa coniugale e mantenimento) non possono essere trattate sebbene connesse (come, ad esempio, lo scioglimento della comunione o il risarcimento del danno).
Separazione – Addebito - Assegno di mantenimento – Tribunale di Pescara - sentenza 26.06.2015 – est. Ursoleo.
1. In tema di separazione personale, non è tardiva la domanda di addebito del ricorrente proposta in via riconvenzionale solo con la memoria integrativa stante il disposto testuale dell'art. 709 c.p.c.
2. La separazione – in caso di domande reciproche - va addebitata al coniuge che abbia violato il dovere di fedeltà coniugale (anche non in senso fisico), qualora ciò risulti da confidenze del coniuge ad un terzo. Non va, invece, riconosciuto l'addebito della separazione all'altro coniuge, che abbia confessato in sede di udienza presidenziale la sussistenza di una relazione sentimentale di cui non sia provata l'epoca di inizio.
3. L'assegno di mantenimento compete al coniuge separato economicamente più debole, anche se quest'ultimo abbia instaurato una nuova relazione affettiva, di cui non risulti provata la stabilità.
Separazione giudiziale – Assegnazione della casa familiare – Tribunale di Pescara - sentenza 28.04.2015 – est. Bozza.
1. In tema di separazione giudiziale dei coniugi, l’assegnazione della casa familiare spetta al coniuge presso cui sono collocati i figli, pur se maggiorenni, sprovvisti, senza loro colpa, di sufficienti redditi propri, persistendo l’interesse degli stessi a permanere nella casa familiare; mentre ogni questione relativa al diritto di proprietà di uno dei coniugi o al diritto di abitazione sull’immobile esula dalla competenza funzionale del giudice della separazione e va proposta con il giudizio di cognizione ordinaria.
2. In tema di separazione giudiziale dei coniugi, non può disporsi l’assegnazione parziale della casa familiare, a meno che l’unità immobiliare sia del tutto autonoma e distinta da quella destinata ad abitazione della famiglia, ovvero questa ecceda per estensione le esigenze della famiglia e sia agevolmente divisibile, attraverso modesti accorgimenti o piccoli lavori. In ogni caso, pur in presenza delle suddette condizioni, la divisione dell’immobile risulta inopportuna in presenza di una forte conflittualità tra i coniugi che sconsiglia il persistere di un rapporto di vicinanza.
Rapporto di lavoro in favore della p.a. – Qualifica come rapporto di lavoro subordinato – Prescrizione – Tribunale di Teramo - sentenza 04.06.2015 – est. Marcheggiani.
1. Ove alla formale qualificazione data al rapporto di lavoro nella scrittura contrattuale, quale lavoro autonomo, si contrapponga l’accertamento della reale natura subordinata di esso, i diritti nascenti da quest’ultima fattispecie sono soggetti alla prescrizione quinquennale, decorrente dalla cessazione dell’ultimo dei periodi consecutivi – senza sostanziale soluzione di continuità, in presenza di successione dei contratti – regolati dai co.co.co.
2. Un rapporto di lavoro subordinato di fatto con un ente pubblico non economico, per i fini istituzionali dello stesso, ancorché non assistito da un regolare atto di nomina e, al limite, vietato da norma imperativa, rientra nella nozione di impiego pubblico e non impedisce l’applicazione dell’art. 2126 c.c., con conseguente diritto alla retribuzione ed alla contribuzione previdenziale propria di un rapporto di impiego pubblico “regolare”.
3. In materia di pubblico impiego privatizzato, la violazione di disposizioni imperative riguardanti l’assunzione o l’impiego di lavoratori, da parte della p.a., non determina la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ma fonda il diritto del lavoratore al risarcimento del danno, interpretato nel senso di “danno comunitario”, il cui risarcimento, in conformità ai canoni di adeguatezza, effettività, proporzionalità e dissuasività rispetto al ricorso abusivo alla stipulazione di contratti a termine, è configurabile come sanzione “ex lege” a carico del datore di lavoro, per la cui liquidazione è utilizzabile, in via tendenziale, il criterio indicato dall’art. 8 della l. n. 604/1966, e non il sistema indennitario onnicomprensivo previsto dall’art. 32 della l. n. 183/2010, né il criterio previsto dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, che non hanno alcuna attinenza con la fattispecie in esame.
Evasione – Arresti domiciliari- Nozione di abitazione – Corte d’Appello di L’Aquila - sentenza 29.05.2015 – Pres. Manfredi – Est. Flamini.
Commette il delitto di evasione l’imputato che, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, si intrattenga nei luoghi condominiali. Ciò in quanto, al fine di agevolare i controlli di polizia sulla reperibilità dell’imputato, deve intendersi per abitazione, dalla quale la persona in stato di arresti domiciliari non può allontanarsi, il luogo in cui la persona conduce la propria vita domestica e privata con esclusione di ogni altra appartenenza (aree condominiali, dipendenze, giardini, cortili e spazi simili) che non sia di stretta pertinenza dell'abitazione e non ne costituisca parte integrante.
Gruppi di società – Condotta distrattiva – Conseguimento dell’interesse del gruppo – Appropriazione indebita – Tribunale di Pescara - ordinanza 29.01.2015 – Pres. Di Carlo – Est. Battista.
La nozione di “appropriazione” che integra la materialità del delitto di cui all’articolo 646 c.p. non coincide con quella di “distrazione”; ad integrare la prima assume valore non l’oggetto sociale della società di capitali, ma l’interesse e l’utilità aziendali diretti od indiretti, a nulla rilevando che questi siano stati raggiunti dai terzi fornitori (estranei rispetto ai dirigenti interni) mediante la commissione di reati. Pertanto, non può configurarsi il delitto di cui all’art. 646 c.p. ogniqualvolta non sia riscontrabile il dolo specifico – integrato nella concreta ed oggettiva finalità di “spoliazione” del patrimonio sociale con realizzazione di un ingiusto profitto attraverso condotte dispositive uti dominus del patrimonio sociale – sì che “il dimostrato conseguimento, diretto o indiretto, o anche solo putativo di un interesse o di una utilità della società esclude l’ingiustizia del profitto”.
[n.d.r. Fattispecie relativa all’incremento di valore del patrimonio del Gruppo, elemento, questo, che ad avviso del Tribunale, rappresenta il vantaggio compensativo o l’utilità a fronte della quale non può ravvisarsi il reato di appropriazione indebita. Analogamente: Cass. pen. Sez. VI, n. 16362/2012, la quale ha chiarito che, “in mancanza della prova (…) di una concreta oggettiva finalità di “spoliazione” del patrimonio sociale, il dimostrato conseguimento, diretto o indiretto o anche putativo, di un interesse o di una utilità della società esclude l’ingiustizia del profitto e il reato di appropriazione indebita”].
Concussione – Irrilevanza della posizione di superiorità del pubblico ufficiale – Abuso della qualità o dei poteri – Coazione psicologica – Tribunale di Pescara - sentenza 17.02.2015 – Pres. Zaccagnini – Est. De Cesare.
1. Integra il delitto di concussione il comportamento del pubblico ufficiale che, pur senza l’impiego di brutali forme di minaccia psichica diretta, ponga la persona offesa di fronte all’alternativa di accettare la pretesa indebita o subire un pregiudizio oggettivamente ingiusto; sussiste, invece, la fattispecie di induzione indebita ove il pubblico agente, abusando della sua qualità o del suo potere, formuli una richiesta di dazione o di promessa come condizione per il mancato compimento di un atto doveroso o come condizione per il compimento di un atto a contenuto discrezionale, con effetti comunque favorevoli per l’interessato.
2. Ai fini della configurabilità dei reati di cui agli artt. 317 e 319 quater c.p. è necessario il compimento da parte del pubblico ufficiale di uno o più specifici atti, costituenti estrinsecazione del concreto abuso della qualità o del potere dell’agente pubblico, aventi come effetto la costrizione, la pressione psicologica l’induzione, ai danni del soggetto passivo, per effetto dei quali questi resti costretto o indotto a dazione o promessa.
3. La costrizione o l’induzione che caratterizzano il reato di concussione non si identificano nella superiorità o nell’influenza che il pubblico ufficiale può vantare rispetto al privato (o ad altro pubblico ufficiale che sia in posizione di soggezione nei suoi confronti), essendo necessario che tali condotte siano qualificate, ossia prodotte dal pubblico ufficiale con l’abuso della sua qualità o dei suoi poteri, sicché la pretesa promessa o azione indebita deve in astratto porsi come effetto di tale costrizione o induzione, cioè in conseguenza della coazione psicologica esercitata dal pubblico ufficiale sul soggetto passivo.
Urbanistica - Valutazione di incidenza ambientale – Tar Abruzzo, sez. Pescara - sentenza 28.05.2015, n. 223 – Pres. Eliantonio – est. Tramaglini.
1. La Valutazione di incidenza ambientale (c.d. V.inc.a.) deve essere effettuata prima del rilascio del permesso di costruire o di altri titoli legittimanti l’intervento edilizio, in maniera del tutto analoga a quanto avviene per gli interventi edilizi in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, per i quali l’autorizzazione dell’Ente preposto alla tutela del vincolo costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al titolo edilizio, di cui è condizione ed efficacia.
2. La Valutazione di incidenza ambientale (c.d. V.inc.a.) deve essere acquisita in ogni procedimento che autorizzi attività astrattamente in grado di interferire con gli obiettivi di conservazione, dovendosi limitare l’autorità procedente a verificarne l’acquisizione agli atti del procedimento in corso ed a trarne le relative conseguenza in caso contrario.
3. La determinazione conclusiva della conferenza di servizi, anche se di tipo decisorio, ha pur sempre carattere endoprocedimentale e presuppone, quindi, un successivo provvedimento finale con valenza effettivamente determinativa della fattispecie, con conseguente esclusione di onere di impugnazione immediata.
Newsletter Luglio 2015 Home Fondazione --Statuto e Atto Costitutivo ---Atto Costitutivo ---Statuto --Consiglio di Amministrazione --Comitato Tecnico Scientifico --Segreteria e Contatti --Accreditamenti --Collabora con noi --Albo Avvocati Pescara Formazione --Regolamenti ---Regolamento per la formazione forense C.N.F. ---Regolamento Integrativo formazione continua COA Pescara ---Legge professionale --Novità normative e giurisprudenziali --Programma Offerta Formativa ---POF 2015 --Accesso a Riconosco --Formazione Mediatori civili e commerciali ---Corsi di Formazione per Mediatori ---Corsi di aggiornamento per mediatori ---Normativa Scuola Forense --Chi siamo --Regolamenti ---Regolamento frequenza --Area Riservata Allievi --Area Riservata Docenti --Programma delle lezioni --Convenzioni ---Convenzione Ordine Avvocati Lanciano ---Convenzione Ordine Avvocati Vasto --Modulistica --Collabora con noi --Contatti Rivista P.Q.M. --Chi siamo ---La rivista ---Condirettori e Direttore Responsabile ---Comitato di Redazione --Collabora con noi --Contatti --PQM On-line ---Newsletter Febbraio 2015 ---Newsletter Marzo 2015 ---Newsletter Aprile 2015 ---Newsletter Maggio 2015 ---Newsletter Luglio 2015 ---Newsletter Settembre-Ottobre 2015 ---Newsletter Novembre 2015 ---Newsletter Dicembre 2015 ---Newsletter Gennaio-Febbraio 2016 ---Newsletter Marzo 2016 ---Newsletter aprile-maggio 2016 ---Newsletter giugno 2016 ---Newsletter luglio 2016 ---Newletter agosto-settembre 2016 ---Newsletter ottobre-dicembre 2016 ---Newsletter gennaio 2017 ---Newsletter febbraio 2017 ---Newsletter Marzo 2017 ---Newsletter aprile 2017 ---Newsletter Maggio 2017 ---Newsletter Giugno-Luglio 2017 ---Newsletter Novembre 2017 ---Newsletter Dicembre 2017 ---Newsletter Gennaio 2018 ---Newsletter Marzo 2018 --Newsletter Febbraio 2018

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza