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Timestamp: 2020-05-25 12:16:00+00:00

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Consiglio Regionale del Lazio - leggi regionali (testo coordinato) - legge num. 5 del 4 aprile 2014
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Tutela, governo e gestione pubblica delle acque (1)
Data BUR: 08/04/2014
L.R. 04 Aprile 2014, n. 5
1. La presente legge in conformità ai principi costituzionali e comunitari ed in ossequio alla volontà popolare espressa nel referendum del 2011 detta, nel rispetto dei principi di cui alla legislazione statale in materia, le disposizioni con cui deve essere governato il patrimonio idrico della Regione, ferma restando la proprietà pubblica delle reti idriche, promuovendo l’uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica, in quanto bene pubblico primario e fattore fondamentale di civiltà e di sviluppo, secondo principi di solidarietà e in funzione di obiettivi di salvaguardia dei diritti della comunità regionale e promuovendo la salvaguardia dell’approvvigionamento idrico dei soggetti socialmente ed economicamente svantaggiati o residenti in zone territorialmente svantaggiate. (2)
7. Al fine di garantire, in linea di fatto e di diritto, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 106, paragrafo 2 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), il conseguimento dei principi e delle finalità enunciate e il raggiungimento della missione affidata, ciascuna Autorità, sentite le comunità di riferimento ed i comuni interessati, all’interno degli ambiti di bacino idrografico, decide, nell’ambito delle funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato e di scelta della forma di gestione, in conformità alle regole della concorrenza. (3)
1. Per ogni bacino idrografico di cui all’articolo 5 è predisposto, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un bilancio idrico partecipato di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 8 gennaio 1997, n. 99 (Regolamento sui criteri e sul metodo in base ai quali valutare le perdite degli acquedotti e delle fognature) e successive modifiche, da valutarsi anche secondo i criteri dell’international water association. Il bilancio idrico partecipato è recepito negli atti e negli strumenti di pianificazione e programmazione concernenti la gestione dell’acqua e del territorio e deve essere aggiornato periodicamente, con cadenza almeno biennale. Al bilancio idrico è allegato il Piano di destinazione d’uso delle risorse idriche. (4)
c bis) la qualità ambientale e sanitaria delle risorse. (5)
5 bis. Gli organi competenti procederanno al censimento dei pozzi privati ed alla verifica delle concessioni di sfruttamento. (6)
9. Le concessioni al prelievo e le autorizzazioni allo scarico per gli usi differenti da quello potabile possono essere revocate dall’autorità competente, anche prima della loro scadenza amministrativa, se è verificata l’esistenza di gravi problemi qualitativi e quantitativi al corpo idrico interessato.In tali casi non è dovuta la corresponsione di alcun indennizzo da parte della pubblica amministrazione, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione. (7)
2. Al fine di garantire, in linea di fatto e di diritto, l’affermazione dei principi enunciati, la gestione del servizio idrico integrato deve essere svolta nel rispetto dei principi costituzionali, degli esiti referendari e della legislazione statale vigente, nonché secondo quanto disposto dall’articolo 106, paragrafo 2 del TFUE e ha come obiettivo l’equilibrio economico-finanziario della gestione. Inoltre la medesima gestione deve essere svolta senza finalità lucrative, persegue finalità di carattere sociale e ambientale ed è finanziata attraverso risorse regionali e meccanismi tariffari. (8)
Art. 4 bis (9)
(Piano di sicurezza delle acque destinate al consumo umano)
1. La Regione, entro il 31 dicembre 2015, con propria deliberazione, sentita la commissione competente in materia di ambiente, approva il piano di sicurezza delle acque destinate al consumo umano, di seguito denominato piano di sicurezza.
2. Il piano di sicurezza è redatto da un gruppo di lavoro costituito dai seguenti soggetti: le autorità d'ambito, i gestori del servizio idrico integrato, le autorità sanitarie locali competenti, l'agenzia per la protezione ambientale territorialmente competente e l'autorità del distretto idrogeologico competente, se costituita.
3. Il piano di sicurezza contiene:
a) la descrizione dettagliata delle fonti di approvvigionamento e quella qualitativa e quantitativa delle fonti di pressioni antropica che insistono nelle aree circostanti e a monte, considerando tutto il bacino idrogeologico rispetto ad eventuali punti di captazione superficiali o in sub-alveo;
b) l'analisi dello stato di salute della popolazione e delle principali implicazioni relative al rapporto tra la disponibilità della risorsa, la sua qualità e la salute nel contesto territoriale considerato;
c) una descrizione puntuale dello stato chimico-fisico e microbiologico delle acque destinate al consumo umano, con allegati i risultati completi dei controlli interni ed esterni dei tre anni precedenti, nonché una valutazione dei possibili effetti sinergici o sommatori delle varie sostanze o gruppi di sostanze presenti o potenzialmente presenti;
d) i punti e le modalità di trattamento, comprese le opere per la potabilizzazione e le relative categorie di classificazione dei corsi d'acqua superficiali ai fini dell'utilizzo idropotabile;
e) la risorsa disponibile pro capite alla captazione e quella alla distribuzione, con un esame delle principali criticità per quanto riguarda l'approvvigionamento, dal punto di vista sia temporale che spaziale;
f) la descrizione delle modalità di disinfezione utilizzate e i programmi per la progressiva riduzione della concentrazione degli eventuali residui dei trattamenti;
g) le misure adottate o da adottare volte alla tutela delle acque destinate al consumo umano, alla prevenzione dell’inquinamento e alla gestione dei rischi e delle emergenze, anche con riferimento alla disponibilità della risorsa stessa;
h) la descrizione dei programmi di monitoraggio delle acque prima del prelievo e delle attività dei controlli interni ed esterni;
i) le strategie di adattamento e di mitigazione dei rischi connessi al cambiamento climatico per quanto attiene la disponibilità e la qualità della risorsa, anche ai fini della sicurezza sanitaria;
l) le forme di comunicazione, informazione, partecipazione, educazione e trasparenza della popolazione rispetto alla qualità delle acque disponibili e distribuite nonché ai comportamenti da seguire in caso di emergenza idrica.
2. Le Autorità degli ambiti di bacino idrografico concorrono, in coordinamento tra loro e con la Regione, al conseguimento dei principi di cui agli articoli 2 e 3. (10)
3. Le interferenze relative ai servizi idrici integrati intercorrenti tra i diversi Ambiti di bacino idrografico all’interno della Regione sono disciplinate dalla Giunta regionale che definisce con propria deliberazione gli schemi delle convenzioni obbligatorie che debbono essere stipulate tra le Autorità d’ambito interessate. Nella regolazione delle interferenze che prevedono il trasferimento di risorse e l’uso comune di infrastrutture, in modo particolare quelle connesse agli schemi acquedottistici del Peschiera e del Simbrivio nonché quelli intercorrenti tra gli ambiti numero 4 e 5, rispettivamente di Latina e Frosinone, deve essere assicurato il mantenimento dell’unitarietà gestionale degli schemi medesimi senza tuttavia violare i principi di cui agli articoli 2 e 3 che sono sempre assicurati di concerto con tutte le Autorità di bacino concessionarie delle derivazioni. (11) (11.1)
a) alle assemblee decisionali dell’ambito di bacino idrografico, per quanto attiene la determinazione e la revisione dei piani d’ambito, predisposizione delle tariffe e l’esame a consuntivo della gestione del servizio idrico integrato, i delegati degli enti partecipano col vincolo di mandato delle assemblee elettive del proprio ente di appartenenza; (12)
d) (13)
Art. 5 bis (14)
(Banca dati sulla gestione delle risorse idriche)
1. Per fini gestionali, amministrativi e statistici è istituita presso la Giunta regionale un’apposita banca dati sulla gestione delle risorse idriche.
2. Per le finalità di cui al comma 1, le Autorità di bacino ed i gestori del servizio idrico integrato, su richiesta della struttura regionale competente in materia di risorse idriche, trasmettono in particolare:
d) le risultanze del censimento delle infrastrutture del servizio idrico integrato ed il relativo aggiornamento, anche ai fini dell’adempimento di obblighi statali o europei.
3. I dati di cui al comma 2 sono trasmessi su un modello approvato dalla Giunta regionale.
4. L’omessa o tardiva trasmissione dei dati, da parte dei Consigli di bacino e dei gestori del servizio idrico integrato, comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da 200,00 euro a 1.000,00 euro.
5. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, valutati in 30.000 euro a decorrere dall’anno 2016, si provvede mediante le risorse iscritte a legislazione vigente, a valere sul bilancio regionale 2015-2017, nel programma 08 “Statistica e sistemi informativi” della missione 01 “Servizi istituzionali, generali e di gestione.
1. Al fine di salvaguardare l’unitarietà e la qualità del servizio la gestione delle acque avviene mediante servizio idrico integrato, così come definito dalla parte terza del d.lgs. 152/2006 e successive modifiche. (15)
4. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede mediante le risorse iscritte in bilancio, disponibili a legislazione vigente a valere sul triennio 2014-2016, nell’ambito del programma 04 “Servizio idrico integrato” della missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente”. A decorrere dall’anno 2015, si provvede mediante le risorse preordinate nell’ambito della legge di stabilità regionale, ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera c), della legge regionale 20 novembre 2001, n. 25(Norme in materia di programmazione, bilancio e contabilità della Regione).
1 bis. Nelle more della predisposizione del bilancio idrico di cui all’articolo 3, comma 1, le concessioni continuano ad essere rilasciate nel rispetto della normativa vigente in materia, in deroga a quanto previsto dal comma 6 del medesimo articolo 3. (17)
(1) Legge pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione dell'8 aprile 2014, n. 28
(2) Comma modificato dall'articolo 1, comma 1 della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(3) Comma modificato dall'articolo 1, comma 2 della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(4) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera a) della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(5) Lettera aggiunta dall'articolo 2, comma 1, lettera b) della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(6) Comma inserito dall'articolo 2, comma 1, lettera c) della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(7) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera d) della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(8) Comma modificato dall'articolo 3, comma 1, lettere a) e b) della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(9) Articolo inserito dall'articolo 3, comma 2 della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(9a) Al riguardo vedi anche l'articolo 17, comma 99 della legge regionale 14 agosto 2017, n. 9 nonche deliberazione della Giunta regionale 6 febbraio 2018, n. 56 (L.R. n. 5/2014 e L.R. n. 9/2017, art. 17, commi 98 e 99 - Individuazione Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico) (BUR 8 marzo 2018 n. 20 s.o. n. 2); deliberazione della Giunta regionale 27 febbraio 2018, n. 129 (L.R. n. 5/2014 e L.R. n. 9/2017, art. 17, commi 98 e 99 - Individuazione Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico. Integrazione Delib.G.R. n. 56 del 6 febbraio 2018)(BUR 8 marzo 2018, n. 20 s.o. n. 2); deliberazione della Giunta regionale 2 marzo 2018, n. 152 (L.R. n. 5/2014 e L.R. n. 9/2017, art. 17, commi 98 e 99 - Individuazione Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico. Modifica alla Delib.G.R. n. 129 del 27 febbraio 2018) (BUR 8 marzo 2018, n. 20 s.o. n. 2); deliberazione della Giunta regionale 8 maggio 2018, n. 218 (D.G.R. 56 del 6 febbraio 2018 "L.R. n. 5/2014 e L.R. n. 9/2017, art. 17, commi 98 e 99 – Individuazione Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico") (BUR 10 maggio 2018, n. 38); deliberazione della Giunta regionale 20 novembre 2018, n. 682 (D.G.R. 56 del 6 febbraio 2018 "L.R. n. 5/2014 e L.R. n. 9/2017, art. 17, commi 98 e 99 - Individuazione Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico". Proroga del termine di cui alla Deliberazione di Giunta regionale n. 218 dell'8 maggio 2018.) (BUR 4 dicembre 2018 n. 98, s.o. n. 1)
(10) Comma modificato dall'articolo 4, comma 1, lettera a) della legge regionale 28 ottobre 2015, n.13
(11) Comma modificato dall'articolo 4, comma 1, lettera b) della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(11.1) Vedi, anche, deliberazione della Giunta regionale 17 maggio 2016, n. 263 “Legge regionale 4 aprile 2014, n. 5 - art. 5 “Convenzione obbligatoria per la gestione dell’interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera – Le Capore”. Approvazione del nuovo schema di Convenzione” (BUR 26 Maggio 2016, n. 42); deliberazione della Giunta regionale 20 giugno 2017, n. 360 “Esito del procedimento di riesame della Deliberazione di Giunta regionale n.263 del 17 maggio 2016, avente ad oggetto: “Legge regionale 4 aprile 2014, n. 5 - art. 5 “Convenzione obbligatoria per la gestione dell’interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera – Le Capore. Approvazione del nuovo schema di Convenzione” (BUR 4 luglio 2017, n. 53, s.o. n. 2); deliberazione della Giunta regionale 16 gennaio 2018, n. 12 (Modifica e integrazione dello Schema di Convenzione allegato alla Deliberazione di Giunta regionale n.263 del 17 maggio 2016 "Convenzione obbligatoria per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera – Le Capore. Approvazione del nuovo schema di Convenzione".) (BUR 30 gennaio 2018, n. 9); deliberazione della Giunta regionale 25 gennaio 2018, n. 30 (Ulteriore aggiornamento dello Schema di Convenzione allegato alla Deliberazione di Giunta regionale n.263 del 17 maggio 2016 "Convenzione obbligatoria per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera – Le Capore. Approvazione del nuovo schema di Convenzione") (BUR 30 gennaio 2018, n. 9); deliberazione della Giunta regionale 18 gennaio 2018, n. 13 (Proroga esercizio dei poteri sostitutivi di cui alla Deliberazione di Giunta regionale n.661 del 17 ottobre 2017, avente ad oggetto: "Deliberazioni di Giunta regionale n.263 del 17 maggio 2016 e n.360 del 20 giugno 2017. "Convenzione obbligatoria per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera – Le Capore. Approvazione del nuovo schema di Convenzione". Esercizio poteri sostitutivi".) (BUR 1 febbraio 2018, n. 10). Vedi, anche, deliberazione del Consiglio regionale 23 novembre n. 18 "Aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque Regionali (PTAR), in attuazione del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e successive modifiche, adottato con deliberazione della Giunta regionale n. 819/2016" (BUR 20 dicembre 2018, n. 103, s.o. n. 3)
(12) Lettera modificata dall'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(13) Lettera abrogata dall'articolo 4, comma 1, lettera d) della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(14) Articolo inserito dall'articolo 5 della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(15) Comma modifciato dall'articolo 6 della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(16) Comma abrogato dall'articolo 7 della legge regionale 28 ottobre 2015, n. 13
(17) Comma aggiunto dall'articolo 1 della legge regionale 8 agosto 2014, n. 9

References: Art. 4

Art. 5
 articolo 3
 art. 17
 art. 17
 art. 17
 art. 17
 art. 17
 art. 5
 art. 5