Source: https://issuu.com/sitouno/docs/call-sardinia
Timestamp: 2017-09-26 04:24:15+00:00

Document:
Call-Sardinia by roberto nonnis - issuu
REGIO N E AUTO N O M A DELLA SARDEGN A ASSESSORATO DELL’IGIEN E SAN ITÀ E DELL’ASSISTEN ZA SOCIALE Direzione generale delle politiche sociali Servizio programmazione e integrazione sociale
BANDO PER LA PRESENTAZIONE DI PROPOSTE PROGETTUALI NELL’AMBITO DEL PROGETTO NAZIONALE “RELI - PROMOZIONE E REALIZZAZIONE DI UN NUOVO MODELLO DI REINSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO INTEGRATO MEDIANTE L’ATTIVAZIONE DI UN NETWORK NAZIONALE DI ORGANIZZAZIONI PRODUTTIVE E GRUPPI DI COORDINAMENTO TERRITORIALI”
Art. 1 INDICAZIONI GENERALI/PREMESSE Art. 2 RISORSE FINANZIARIE Art. 3 DEFINIZIONE DI “REINSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO” E DELLE CARATTERISTICHE DI BASE DELLE ATTIVITÀ LAVORATIVE PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO Art. 4 TARGET (DESTINATARI DEGLI INTERVENTI) Art. 5 DESTINATARI DEGLI INTERVENTI DI RIABILITAZIONE/REINSERIMENTO CHE CONNOTERANNO MAGGIOR RILIEVO NELLA VALUTAZIONE Art. 6 UNITA’ PRODUTTIVE DESTINATARIE DEI FINANZIAMENTI Art. 7 INDICAZIONI GENERALI PER LA STESURA DEI PROGETTI Art. 8 CARATTERISTICHE GENERALI DEL PROGETTO CHE CONNOTERANNO MAGGIOR RILIEVO NELLA VALUTAZIONE Art. 9 EVENTUALI SPONSORIZZAZIONI ESTERNE (ENTE/AZIENDA, TIPOLOGIA E VALORE DELLA SPONSORIZZAZIONE) Art. 10 GARANZIE PER ASSICURARE CONDIZIONI DI LAVORO IDONEE Art. 11 CASI DI ESCLUSIONE DAL FINANZIAMENTO Art. 12 ESAME DEI PROGETTI Art. 13 MODALITA’ DI EROGAZIONE DEI FONDI Art. 14 POLIZZA ASSICURATIVA O FIDEIUSSIONE BANCARIA Art. 15 TERMINI E MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE ALLEGATI − Allegato A – domanda di partecipazione − Allegato B – scheda requisiti formali − Allegato C – format per la proposta di progetto − Allegato D - questionario informativo sul soggetto/organizzazione proponente relativo alle attività di reinserimento in essere − Allegato E - dichiarazione di presa visione e condivisione dei principi sulla riabilitazione ed il reinserimento contenuti nel progetto Reli
Art. 1 INDICAZIONI GENERALI/PREMESSE La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche Antidroga - ha programmato di investire fortemente nelle attività di reinserimento sociale e lavorativo a favore delle persone tossicodipendenti in trattamento/riabilitazione presenti all’interno delle comunità terapeutiche e dei Ser.T. promuovendo e sostenendo attività di reinserimento con nuovi modelli di intervento. A tal fine il Dipartimento ha attivato presso la Regione Autonoma Sardegna un progetto nazionale, denominato,
tossicodipendenti o tossicodipendenti in trattamento/riabilitazione, finalizzato a creare concrete opportunità lavorative attraverso il supporto delle Comunità Terapeutiche, delle Cooperative sociali di tipo B e loro consorzi, delle Fondazioni, delle Associazioni Onlus, delle Associazioni di promozione sociale e dei SerT (definite “Unità Produttive”) che abbiano unità operative interne o programmi specifici appositamente dedicati al reinserimento e che, nel contempo, sappiano coniugare imprenditorialità e solidarietà sociale per creare nel tempo condizioni virtuose di autofinanziamento. Con deliberazione n. 54/15 del 10/12/2009 la Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale – Direzione Generale delle Politiche Sociali ha approvato lo schema di Accordo di collaborazione con il Dipartimento Politiche Antidroga. Con tale Accordo la Regione Autonoma della Sardegna è individuata quale Ente esecutore per la gestione del progetto “RELI - Promozione e realizzazione di un nuovo modello di reinserimento sociolavorativo integrato mediante l’attivazione di un network nazionale di organizzazioni produttive e gruppi di coordinamento territoriali”.
Art. 2 RISORSE FINANZIARIE La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche Antidroga - ha stanziato per la realizzazione del progetto la somma di € 8.500.000,00 (ottomilionicinquecentomila/00 euro) che verrà utilizzato per il coordinamento generale e per il finanziamento delle varie Unità Produttive partecipanti al progetto prioritariamente in base al numero di persone tossicodipendenti in trattamento/riabilitazione che tali Unità saranno in grado di inserire nei percorsi di reinserimento socio-lavorativo. Ciascuna Regione, a sua discrezione ed indipendentemente dal Progetto Reli, potrà stanziare finanziamenti aggiuntivi per potenziare l’attività delle Unità Produttive del proprio territorio. A tal fine la Regione Sardegna ha previsto un ulteriore finanziamento di € 1.000.00,00 (unmilione/00 euro) a valere sulle attività del proprio territorio.
Art. 3 DEFINIZIONE DI “REINSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO” E DELLE CARATTERISTICHE DI BASE DELLE ATTIVITÀ LAVORATIVE PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO Il reinserimento lavorativo rappresenta una parte fondamentale ed integrante della riabilitazione sociale e costituisce la base per poter porre la persona ex tossicodipendente o tossicodipendente in trattamento/riabilitazione nella condizione di poter usufruire un reddito vitale, al fine di costruire la propria autonomia e prospettiva di vita realmente e socialmente integrata. Le attività di reinserimento socio-lavorativo, quindi, possono fortemente essere supportate e valorizzate attraverso una metodologia che utilizzi tutor individuali e/o di gruppo in grado di instaurare una relazione fiduciaria/educativa forte e ad alta reciprocità con le persone tossicodipendenti. Le attività lavorative indicate per la finalità del reinserimento socio-lavorativo devono presentare le seguenti caratteristiche: 1. essere svolte in un contesto organizzato, strutturato, ben programmato e dove le condizioni di lavoro (compresa la regolare retribuzione) siano assicurate secondo standard professionali e di sicurezza previsti dalla normativa vigente; 2. essere svolte in un ambiente di lavoro disponibile ed idoneo, sia da un punto di vista organizzativo
trattamento/riabilitazione; 3. organizzazione degli orari e delle attività lavorative compatibili con le necessità di supporto specifiche della persona accolta; 4. attività concordate e rispondenti alle attitudini, alle competenze professionali, alle capacità psicofisiche della persona, in riferimento ad uno specifico e formale progetto individuale di riabilitazione e reinserimento precedentemente individuato e definito.
Art. 4 TARGET (DESTINATARI DEGLI INTERVENTI) I target, destinatari degli interventi, devono essere diversificati in relazione al grado di autonomia, potenzialità relazionale (sia in ambito lavorativo che sociale), competenze professionali e capacità di tenuta nel tempo del programma per cui si rende necessario prevedere percorsi differenziati di reinserimento. A scopo esemplificativo, si potranno prevedere quattro target diversificati a cui associare specifici percorsi di reinserimento adattabili e personalizzabili in base alle caratteristiche dell’individuo. Tutti i percorsi individuali usufruiranno dell’intervento di sostegno da parte di un tutor . Applicando i criteri sopra riportati, è possibile distinguere 4 macro-tipologie: 1. Tipo A: persone ex tossicodipendenti con buona capacità produttiva e congruità comportamentale inseribili in un ambito lavorativo ordinario ma che abbisognano di un sostegno
finalizzato al loro pieno inserimento lavorativo e che abbiano terminato il percorso terapeutico/riabilitativo da non più di 18 mesi; 2. Tipo B: persone ex tossicodipendenti che necessitano di osservazione, di valutazione e di un parziale sostegno anche formativo sul piano dell’autonomia, della socializzazione e della relazione in un contesto lavorativo. L’obiettivo è quello di definire un percorso idoneo e adeguato di integrazione lavorativa. Detti inserimenti potranno trovare più facilmente realizzazione nelle Cooperative Sociali di tipo B o comunque organizzazioni con esperienza specifica di aiuto/sostegno a persone con problemi di dipendenza da sostanze. La definizione del percorso potrà esitare in un inserimento finalizzato alla acquisizione di capacità utili per un avviamento al lavoro ordinario graduale. Queste persone sono, di norma, assistite presso Comunità Terapeutiche ma potrebbero essere anche persone in terapia farmacologia stabilizzata presso i SerT; 3. Tipo C: persone tossicodipendenti in trattamento/riabilitazione con basso grado di autonomia e scarse potenzialità relazionali in cui l’inserimento lavorativo è possibile solo se in ambiente “protetto”. I soggetti interessati potranno essere in carico al SerT oppure in Comunità Terapeutica. Il percorso di inserimento dovrà essere graduale, sostenuto e monitorato costantemente attraverso l’attività del tutor in stretta collaborazione con gli operatori del SerT o della Comunità di riferimento; 4. Tipo D: persone tossicodipendenti in trattamento/riabilitazione la cui capacità lavorativa produttiva residua sia tale da non permettere un inserimento lavorativo con sbocco occupazionale immediato. Queste persone, molto spesso con importanti problemi anche sul piano psicologico e/o psichiatrico, devono avere una sufficiente
e minima congruità
comportamentale adeguata all’ambiente socio-lavorativo. L’obiettivo è di mantenere il soggetto in un ambiente stimolante che lo impegni nello svolgimento di semplici attività, utili alla struttura e che, nel contempo, favoriscano il recupero e il mantenimento di uno stato di benessere psico-fisico. E’ chiaro che per queste persone l’intervento primario è quello della terapia della dipendenza, la creazione di una base motivazionale al cambiamento con brevi percorsi di formazione professionale e/o apprendistato che potrebbe fungere da stimolo ad intraprendere percorsi più complessi. Per le persone in trattamento farmacologico sarà necessario garantire che le terapie siano stabilizzate, ben monitorate, con accertamenti tossicologici almeno mensili e un programma strutturato di gestione delle eventuali recidive.
RIABILITAZIONE/REINSERIMENTO
CONNOTERANNO MAGGIOR RILIEVO NELLA VALUTAZIONE I destinatari che comporteranno maggior rilievo nella valutazione saranno nell’ordine: -
Persone tossicodipendenti e alcoldipendenti con disturbi psichiatrici concomitanti;
Persone tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti con problemi carcerari e/o in affidamento in prova;
Persone tossicodipendenti, ex tossicodipendenti ed alcoldipendenti, in trattamento stabilizzato o che abbiano concluso un programma terapeutico.
Art. 6 UNITA’ PRODUTTIVE DESTINATARIE DEI FINANZIAMENTI Le unità destinatarie dei finanziamenti sono le Unità Produttive sopra riportate e cioè: Comunità Terapeutiche, Cooperative sociali di tipo B e loro consorzi, Fondazioni, Associazioni Onlus, Associazioni di promozione sociale e SerT. Le organizzazioni dovranno avere accreditamento regionale o iscrizione negli albi specifici delle Regioni e Pubbliche Amministrazioni per le attività nell’area delle tossicodipendenze/alcol dipendenze. L’Unità Produttiva predisporrà e presenterà una proposta progettuale di reinserimento sociale e lavorativo a favore delle persone tossicodipendenti in trattamento/riabilitazione di durata biennale. Per la realizzazione delle attività previste nel progetto RELI, al fine di rappresentare tutte le realtà territoriali, è prevista e auspicabile, inoltre, la creazione di un Gruppo di coordinamento Territoriale (di norma provinciale) per il Reinserimento – GTR - che al suo interno presenta una doppia componente: a. Unità Produttive - vengono così definite tutte quelle organizzazioni del servizio pubblico o del privato sociale cioè quelle organizzazioni in grado materialmente, direttamente e realisticamente di far intraprendere e mantenere percorsi di reinserimento socio-lavorativo a persone extossicodipendenti, tossicodipendenti o alcol dipendenti in trattamento/riabilitazione. Queste Unità Produttive, a seconda delle organizzazioni territoriali esistenti e già funzionanti, possono anche avere componenti miste pubblico-privato sociale che operano in sinergia e coordinate per il reinserimento delle persone tossicodipendenti, operanti all’interno dei Dipartimenti delle dipendenze (ove esistenti e funzionanti). Le Unità Produttive devono essere intese come aree di lavoro “protette“ e adattate alle problematiche ed esigenze specifiche delle persone tossicodipendenti in riabilitazione ma con regole e modalità organizzative non particolarmente difformi dal mondo lavorativo reale. In altre parole, è necessario che presso le Unità Produttive esista un minimo di flessibilità e tolleranza per non incorrere in problemi e condizioni di conflittualità ma, nello stesso tempo, siano in grado di preparare la persona tossicodipendente all’inserimento nel mondo del lavoro.
b. unità di supporto e collaborazione (ASL, Amministrazione Comunale, Amministrazione Provinciale,
amministrazioni/organizzazioni in grado di creare condizioni favorevoli sia per l’assegnazione di commesse lavorative alle Unità Produttive, sia di individuare eventuali aziende sottonumerarie rispetto all’obbligo di collocamento di persone con invalidità civile (legge 12 marzo 1999 n. 68 e successive modificazioni), sia di offrire posti di lavoro. Le unità di supporto non possono presentare richieste di finanziamento autonomamente ma la loro presenza nei GTR costituisce criterio avvalorante la richiesta di finanziamento da parte delle Unità Produttive.
In caso di presentazione di più domande da un unico territorio, ci si riserva la facoltà di prevedere degli accorpamenti di questi progetti negoziati e concordati con le varie Unità Produttive proponenti. Tutto questo al fine di razionalizzare gli interventi, creare delle economie vantaggiose di risorse oltre che poter incentivare le creazione di reti territoriali ed aggregazioni delle varie organizzazioni che andrebbero così ad operare in maniera più coordinata ed efficace. Il mancato rispetto di questi criteri comporterà l’esclusione della proposta di progetto.
Art. 7 INDICAZIONI GENERALI PER LA STESURA DEI PROGETTI a. I progetti predisposti dalle Unità Produttive dovranno essere programmati per una durata biennale (con finanziabilità del 60% il I° anno di attività e il 40% per il II° anno se saranno raggiunti i risultati previsti nella prima annualità). b. Dovranno utilizzare il format standard previsto e allegato al presente avviso compilato in ogni sua parte (allegato C). c. Dovranno essere corredati della documentazione prevista di cui all’art.15. d. Dovranno essere inviati alla Regione Autonoma della Sardegna - Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale Direzione Generale delle Politiche Sociali - PROGETTO RELI - Via Roma, 253 - 09100 – CAGLIARI, entro i termini previsti sia in formato cartaceo, sottoscritti in ogni loro parte dal responsabile legale dell’Unità Produttiva proponente, e contestualmente in formato elettronico (standard word 97- 2003). e. Potranno essere aggiunti eventuali allegati descriventi le attività, l’organizzazione, le strutture e il gruppo di lavoro. f.
Molta cura dovrà essere posta nella predisposizione del piano di valutazione e nella definizione del piano finanziario.
g. Per la loro compilazione e preparazione si potrà avere il supporto telefonico dell’Unità di Progetto del Dipartimento Politiche Antidroga a cui ci si potrà rivolgere per eventuali informazioni e chiarimenti per le metodologie di compilazione. h. I finanziamenti richiesti dovranno essere proporzionali al numero di soggetti inseriti.
Art. 8 CARATTERISTICHE GENERALI DEL PROGETTO CHE CONNOTERANNO MAGGIOR RILIEVO NELLA VALUTAZIONE Si riconoscerà maggior rilievo ai progetti con le seguenti caratteristiche:
coinvolgimento di più strutture e aree funzionali diverse (scuole, Enti locali, carceri); operatività su aree geografiche vaste (anche con reti di Unità Produttive consorziate operanti con le stesse metodologie);
coinvolgimento di Enti Locali e Aziende Sanitarie Locali mediante la stipula di Accordi di programma e/o affidamento di commesse ed incarichi retribuiti;
presenza di un’organizzazione che garantisca un alto grado di integrazione tra i servizi pubblici e le organizzazioni del privato sociale e del volontariato, di cui sia dimostrata consolidata esperienza, per la realizzazione di progetti;
presenza di programmi di trattamento/riabilitazione che coinvolgano anche le famiglie; presenza di programmi di formazione professionale; interventi innovativi nel campo della riabilitazione e reinserimento; previsione di un concorso di risorse proprie (derivanti da ulteriori finanziamenti da parte di Regione, Provincia, Comune, ASL, Sponsor privati, ecc.), aggiuntive a quelle del progetto, per incrementare i risultati ottenibili.
Art. 9 EVENTUALI SPONSORIZZAZIONI ESTERNE (ENTE/AZIENDA, TIPOLOGIA E VALORE DELLA SPONSORIZZAZIONE) Le Unità Produttive, in considerazione della matrice imprenditoriale-sociale che si vorrebbe incentivare, al fine di aumentare le potenzialità produttive e la sostenibilità finanziaria delle proprie attività, potranno utilizzare anche forme di sponsorizzazione con aziende etiche (non coinvolte in produzioni di sostanze alcoliche, armi, farmaci utilizzati per le terapie delle dipendenze, prodotti alimentari o altri prodotti contenenti sostanze sospette di tipo psicoattivo, come ad esempio “spice”, o altre produzioni in qualche modo in contrasto con la vision generale del progetto).
Le eventuali sponsorizzazioni dovranno essere dichiarate in fase di proposta di progetto e comunque dovranno essere acquisite e gestite in modo trasparente, pre-concordate e autorizzate dal gruppo tecnico di indirizzo e coordinamento; saranno in esclusiva responsabilità delle Unità Produttive coinvolte e proponenti e non dovranno in alcun modo associare, in termini di immagine e di pubblicità esterna, il logo della Presidenza del Consiglio e del Dipartimento Politiche Antidroga a quelli degli sponsor. Gli eventuali finanziamenti da sponsor dovranno andare ad aggiungersi a quelli erogati per il progetto, aumentando proporzionalmente al finanziamento aggiuntivo i risultati ottenibili. Sono pertanto vietate duplicazioni di finanziamenti per lo stesso progetto che mantengano il volume totale dei risultati attesi e dichiarati nel progetto inviato.
Art. 10 GARANZIE PER ASSICURARE CONDIZIONI DI LAVORO IDONEE E’ necessario sottolineare che tutte le Unità Produttive partecipanti al progetto dovranno garantire condizioni di lavoro idonee e rispettose delle norme specifiche da un punto di vista ambientale, di sicurezza, retributivo/sindacale e integrate con attività di supporto formativo in ambito professionale, educativo e psicologico.
Art. 11 CASI DI ESCLUSIONE DAL FINANZIAMENTO Sono esclusi dal finanziamento: a) i progetti che non sono coerenti con i principi generali enunciati nel progetto RELI; b) le organizzazioni che non sottoscrivano la dichiarazione di presa visione e condivisione dei principi sulla riabilitazione ed il reinserimento contenuti nel progetto Reli; c) i progetti che richiedano finanziamenti per ristrutturazione e adattamento di immobili per un importo superiore al 15% del progetto e che non siano strettamente collegati alle attività di reinserimento socio-lavorativo; d) i progetti che richiedano finanziamenti per acquisto di attrezzature non strettamente finalizzate alle attività di progetto per un importo superiore al 25 % del costo totale del progetto e per le quali non sia inoltre indicato il mantenimento della destinazione d’uso originaria anche dopo la conclusione del progetto per almeno 5 anni; e) i progetti che richiedano finanziamenti per spese generali di servizio (utenze) superiori al 8 % (che dovranno comunque essere documentate); f)
le organizzazioni che non presentino una comprovata ed accreditata esperienza nell’ambito di attività di riabilitazione e reinserimento lavorativo delle persone tossicodipendenti e quindi sono escluse le organizzazioni di nuova istituzione.
g) per le organizzazioni nazionali che presentino più Unità Produttive dislocate con varie sedi operative nel territorio nazionale ma con amministrazione centralizzata (responsabile legale unico), si dovrà prevedere comunque la presentazione di singoli progetti territoriali per ogni sede coinvolta, con segnalazione esplicita dell’organizzazione nazionale di appartenenza.
Art. 12 ESAME DEI PROGETTI I progetti saranno esaminati da una specifica commissione istituita dal Gruppo di Coordinamento Tecnico–Scientifico di cui al progetto RELI su indicazione del Dipartimento Politiche Antidroga e concordata con la Regione Sardegna. La Commissione, composta dal Dipartimento Politiche Antidroga, dalla Regione Sardegna e dagli altri membri concordati, esegue le valutazioni circa l’ammissibilità o l’esclusione dei progetti presentati e l’eventuale rimodulazione del finanziamento per quei progetti considerati ammissibili per le caratteristiche generali presentate ma con congruità economica da ridefinire. La valutazione dei progetti avverrà su due livelli successivi: -
primo livello prevede la disamina dei requisiti formali ed amministrativi prima riportati e della completezza dei dati richiesti;
il secondo livello prevede la disamina dei contenuti tecnici esposti nel progetto, degli obiettivi, degli indicatori del sistema di valutazione, delle metodologie proposte e di quanto necessario per valutare la sostenibilità e la fattibilità delle proposte progettuali.
Per la valutazione e la selezione dei progetti verranno prese in considerazione le seguenti aree: a. conformità della domanda e della documentazione presentata; b. caratteristiche dell’organizzazione proponente; c.
caratteristiche del progetto: - caratteristiche formali, - caratteristiche di contenuto;
d. criteri di fattibilità ed elementi di innovazione; e. criteri di esclusione.
La Commissione, verificati i requisiti di base, assegnerà a ciascun progetto un punteggio valutando le aree sopra riportate ed avendo a disposizione fino ad un massimo di 150 punti da poter distribuire in base alle caratteristiche dei singoli progetti. Al fine di contribuire al migliore orientamento delle proposte progettuali si ritiene utile e necessario riportare i punti su cui verteranno le valutazioni della Commissione. Nelle tabelle successive vengono elencati in sintesi i principali criteri di valutazione.
A. CARATTERISTICHE DELLA DOMANDA E DOCUMENTAZIONE PRESENTATA (CRITERI SOGLIA)
A.1 Rispetto del termine di presentazione . A.2 Completezza della documentazione presentata. A.3 Tipologia dell’organizzazione richiedente. A.4 Le organizzazioni dovranno avere accreditamento regionale o iscrizione negli albi specifici per le attività nell’area delle tossicodipendenze/alcol dipendenze.
B. CARATTERISTICHE DELLA ORGANIZZAZIONE PROPONENTE (50 PUNTI) B.1 Accreditamenti esistenti B.2 Presenza di attività programmata ed organizzazione specifica per lo svolgimento delle attività di reinserimento e di riabilitazione: formalizzata, accreditata, ben integrata nel territorio e di lunga esperienza. B.3 Tipologie di organizzazione del lavoro in relazione ai bisogni delle persone tossicodipendenti in trattamento/riabilitazione. B.4 Presenza di un programma di supporto psicologico/educativo individuale durante le attività di reinserimento. B.5 Presenza di un programma di supporto psicologico/educativo di gruppo durante le attività di reinserimento. B.6 Grado di collaborazione e di integrazione nel proprio contesto sociale/imprenditoriale in cui l’unità produttiva opera. B.7 Bilancio di produzione (rapporto costi dell’unità produttiva e reddito potenziale e prodotto). B.8 Grado di coinvolgimento di più strutture appartenenti ad aree funzionali diverse (esempio scuole, Enti locali, carceri, ecc.). B.9 Coinvolgimento di Enti Locali e/o Aziende Sanitarie Locali. B.10 Integrazione tra i servizi pubblici e le organizzazioni del privato sociale e del volontariato. B.11 Esperienza maturata e professionalità dimostrabile delle Unità Produttive proponenti. B.12 Rapporto tra numero operatori e numero utenti nelle attività generali dell’organizzazione (non solo per il reinserimento e la riabilitazione)
C. CARATTERISTICHE DEL PROGETTO (100 PUNTI) C.1 Caratteristiche formali C.1.1 Aderenza del progetto alle schede standard previste per le descrizioni e le informazioni richieste al fine di comprendere le caratteristiche delle organizzazioni e delle attività proposte. C.2.2 Modalità di verifica e valutazione quantitativa dei risultati in relazione soprattutto al numero di persone reinserite nei percorsi di riabilitazione e la loro permanenza. C.2 Caratteristiche di contenuto C.2.1 Numero di soggetti inseribili nelle attività di reinserimento socio-lavorativo per anno in relazione alle reali potenzialità delle Unità Operative. C.2.2 Rapporto tra numero operatori e numero utenti relativamente alle attività di reinserimento e riabilitazione. C.2.3 Utilizzo di tutor nelle attività di reinserimento lavorativo. C.2.4 Presenza di programmi di formazione professionale. C.2.5 Tipologia delle attività lavorative presenti ed utilizzate per il reinserimento anche in relazione all’assetto sociale e produttivo territoriale di riferimento. C.2.6 Produzione di beni e servizi (tipologia e potenzialità di mercato) derivanti dalle attività di reinserimento lavorativo. C.2.7 Inquadramento contrattuale e assicurativo delle persone tossicodipendenti. C.2.8 Presenza e attività di un Gruppo di coordinamento Territoriale per il Reinserimento (GTR) che operi a livello Provinciale. C.2.9 Presenza di Accordi e programmi concordati, sottoscritti e formalizzati in un documento con le organizzazioni partecipanti al gruppo. C.2.10 Vastità delle aree geografiche su cui si svolge l’operatività. C.2.11 Presenza di associazione per le attività di reinserimento con altre organizzazioni (reti e consorzi). C.2.12 Coinvolgimento di target prioritari nell’attività di reinserimento lavorativo, quali: − persone tossicodipendenti e alcoldipendenti con disturbi psichiatrici concomitanti, − persone tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti con problemi carcerari e/o in affidamento in prova; − persone tossicodipendenti, ex tossicodipendenti ed alcoldipendenti, in trattamento stabilizzato o che abbiano concluso un programma terapeutico. C.2.13 Presenza di programmi di trattamento/riabilitazione che coinvolgano anche le famiglie.
D. CRITERI DI FATTIBILITÀ ED INNOVAZIONE DELLE PROPOSTE DI PROGETTO D.1 Coerenza tra le richieste di finanziamento e gli obiettivi prefissati (congruità economica). D.2 Strumenti e metodologie prescelti (adeguatezza) per le attività di reinserimento D.3 Assetto organizzativo e profili professionali presenti in relazione alle attività ed organizzazione dichiarate (numero, ruolo e compito degli operatori). D. 4 Entità del finanziamento richiesto in relazione al bilancio complessivo dell’Ente richiedente. D. 5 Fattibilità delle attività proposte da finanziare in relazione alle reali potenzialità organizzative e tecniche dell’Unità Produttiva proponente. D. 6 Grado di innovazione degli interventi proposti nel campo della riabilitazione e del reinserimento. D. 7 Volume e percentuale di risorse finanziarie proprie messe a disposizione (derivanti da ulteriori finanziamenti da parte di Regione, Provincia, Comune, ASL, sponsor privati, ecc.) aggiuntive a quelle del progetto, per il raggiungimento di maggiori obiettivi Concluso l’esame delle proposte progettuali la Commissione approva e comunica quelle ammesse al finanziamento. Art. 13 MODALITA’ DI EROGAZIONE DEI FONDI a. L’erogazione dei contributi all’Unità Produttiva che risulterà ammessa al finanziamento avverrà, dopo la stipula di apposita Convenzione con la Regione Sardegna, in due soluzioni: •
la prima tranche, pari all’60% della somma totale finanziata, sarà erogata dalla
Regione Sardegna a seguito di comunicazione a mezzo raccomandata AR dell’Unità Produttiva di “avvio dell’attività” e andrà a coprire, indicativamente, la prima annualità; •
la seconda tranche per la seconda annualità, pari al 40 % della somma totale
finanziata, sarà erogata a seguito della presentazione della rendicontazione della prima tranche del finanziamento, corredata da documenti di spesa in originale, secondo le indicazioni che verranno fornite dalla Regione Sardegna e sulla base di una valutazione positiva dei risultati raggiunti. In caso di somme residue della prima annualità esse potranno essere utilizzate nella seconda annualità.
b. Per le organizzazioni che saranno selezionate per il finanziamento dei progetti, prima dell’erogazione del finanziamento, è prevista una verifica della regolarità contributiva dei propri operatori tramite richiesta di presentazione del DURC. Questa costituirà criterio di derogabilità dal finanziamento.
Art. 14 POLIZZA ASSICURATIVA O FIDEIUSSIONE BANCARIA I finanziamenti saranno erogati agli Enti e Organismi privati previa stipula di apposita fideiussione bancaria o assicurativa sulla prima tranche (60 %) del finanziamento. Analoga stipula dovrà essere prevista anche sulla seconda tranche del finanziamento (40%), se concessa, dopo l’approvazione dei risultati raggiunti con la prima annualità.
Art. 15 TERMINI E MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE Ciascuna Unità Produttiva può presentare un’unica proposta progettuale per territorio provinciale. La domanda redatta in conformità all’allegato schema (Allegato A), a pena di inammissibilità, dovrà essere corredata dalla seguente documentazione compilata e firmata in ogni sua parte: 1) Scheda dei requisiti formali (Allegato B.); 2) Proposta di progetto (Allegato C.); 3) Questionario informativo sul soggetto proponente relativo alle attività di reinserimento in essere (Allegato D) 4) Dichiarazione di presa visione e condivisione dei principi sulla riabilitazione ed il reinserimento contenuti nel progetto Reli (Allegato E); 5) Eventuali allegati integrativi della documentazione di progetto. Tutta la documentazione dovrà essere indirizzata alla Regione Autonoma della Sardegna Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale Direzione Generale delle Politiche Sociali - PROGETTO RELI - Via Roma, 253 - 09100 - CAGLIARI e inviata entro e non oltre il 30 novembre 2010 attraverso spedizione postale a mezzo raccomandata A/R, a mezzo corriere autorizzato o con consegna diretta (farà fede il timbro postale per le spedizioni e la data di protocollo in entrata della Regione per la consegna diretta). In caso di ritardo nella presentazione, nonché di mancanza di parte della documentazione richiesta, di errata o non comprensibile compilazione anche di parte di tale documentazione, la domanda sarà ritenuta non ammissibile. Non sono ammesse integrazioni di documentazione dopo la scadenza di presentazione della domanda.
Il Direttore del Servizio Ilario Carta
Call-Sardinia
Di genere vario
sitouno

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12
 Art. 13

Art. 14

Art. 15