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La formazione e informazione dei lavoratori - PDF
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1 La formazione e informazione dei lavoratori
2 La formazione dei lavoratori Il D.Lgs. 81/08 riserva una particolare attenzione alla formazione dei soggetti responsabili della sicurezza (addetti antincendio, addetti primo soccorso, addetti servizio di prevenzione incendi), prefigurando diverse tipologie di percorsi formativi in relazione alla peculiarità ed alla natura del ruolo ricoperto nel luogo di lavoro. Quanto ai singoli lavoratori, l art. 36 e l art. 37 del D.Lgs. 81/08 prevedono che il datore di lavoro debba provvedere affinché ciascun lavoratore riceva adeguata informazione e formazione: a) sui rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni in materia; b) sui pericoli connessi all'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica; c) sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate (misure prevenzione incendi, misure primo soccorso)
3 Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti (art. 37) In occasione della costituzione del rapporto di lavoro o di somministrazione di lavoro Del trasferimento o cambiamento di mansioni Dell introduzione di nuove attrezzature di lavoro o nuove tecnologie o sostanze pericolose
4 La formazione dei lavoratori Accordo Stato Regioni del 21/12/2011 che risulta essere l applicazione di quanto stabilito dall art. 37 del D.LGS. 81/08 Le attività lavorative sono suddivise a seconda delle potenzialità di rischio in: CLASSE RISCHIO BASSO - Settori: Commercio, Attività Artigianali, Alberghi Ristoranti, Assicurazioni, Immobiliari, Informatica, Associazioni Culturali, Servizi domestici CLASSE RISCHIO MEDIO Settori: Agricoltura, Pesca, Trasporti, Magazzinaggi, Comunicazioni, Assistenza Sociale non residenziale, Pubblica Amministrazione, Istruzione CLASSE RISCHIO ALTO Settori: Attività Estrattive, Costruzioni, Industrie Alimentari, Tessili, Conciarie, Sanità, Raffineria, Sanità e assistenza sociale,
5 La formazione dei lavoratori La Formazione per i lavoratori è stabilita in: CLASSE RISCHIO BASSO (4 ore Formazione Generale + 4 ore Formazione Specifica) CLASSE RISCHIO MEDIO (4 ore Formazione Generale + 8 ore Formazione Specifica) CLASSE RISCHIO ALTO (4 ore Formazione Generale + 12 ore Formazione Specifica)
6 La formazione dei lavoratori
7 La formazione dei lavoratori
8 La formazione dei lavoratori
9 Evoluzione normativa sicurezza sui luoghi di lavoro
10 Evoluzione normativa sicurezza sui luoghi di lavoro Decreto del Presidente della Repubblica n. 547 del 1955 ( Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro ) DPR n. 303 del 1956 ( Norme generali per l igiene sul lavoro ), specifico per l igiene del lavoro, DPR n. 164 del 1956 ( Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni ), specifico per la prevenzione degli infortuni nei cantieri, è considerato il capostipite in materia di sicurezza sul lavoro. Decreto Ministero Interno 26 agosto 1992 Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica D.LGS n 626 del 1994 D.LGS n 81 del 2008 Testo Unico per la Sicurezza coordinato con D.Lgs 106/2009 e s.m.i.
11 Evoluzione normativa sicurezza sui luoghi di lavoro Con il recepimento delle Direttive CEE in materia di sicurezza sui luoghi di Lavoro, a partire dall emanazione del D.Lgs. 626/94 si è passati da un SISTEMA IMPOSITIVO (il rispetto della legge e della norma tecnica è condizione necessaria e sufficiente per osservare le condizioni minime di sicurezza) ad un SISTEMA COLLABORATIVO, che deve tendere ad ottenere la massima sicurezza possibile, coinvolgendo in questo processo anche i lavoratori (il rispetto della norma è condizione necessaria, ma può essere non sufficiente).
12 Definizioni (Lavoratore, Datore di lavoro, SPP,RSPP,ASPP,RLS)
13 Definizioni - Lavoratore (art. 2) Il lavoratore è una persona che svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al sol fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Vengono equiparati alla figura del lavoratore: i lavoratori di cooperative o di società, anche di fatto; volontari, i L.S.U. l associato in partecipazione di cui all art e seguenti del c.c soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi; l allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici (con riferimento alla sola valutazione dei rischi indicati nel Documento di Valutazione dei Rischi)
14 Definizioni - Datore di lavoro (art. 2) Nel caso degli Istituti Scolastici la figura del Datore di Lavoro coincide con quella del Dirigente Scolastico anche se quest ultimo non ha potere di spesa in riferimento alle esigenze strutturali ed impiantistiche del luogo di lavoro stesso Il Dirigente Scolastico ha altresì l'obbligo di fare richiesta all'amministrazione competente per gli interventi strutturali e di manutenzione necessari per la sicurezza dei locali e degli edifici (D. Lgs. 81/08, Art. 18, comma 3).
15 Definizioni - Datore di lavoro (art. 2) NOVITA SULLE RESPONSABILITA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO IN MATERIA DI PREVENZIONE INCENDI: Nel caso degli Istituti Scolastici inoltre il Dirigente Scolastico in qualità di Datore di Lavoro ai fini della Prevenzione Incendi, è individuato come titolare dell attività dal D.P.R. 151 del 01/08/2011 con l obbligo di richiedere rinnovo periodico della S.C.I.A. (ex Certificato Prevenzione Incendi)
16 Definizioni - Preposto (art. 2) È stata introdotta la definizione di preposto Il preposto è la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. All interno delle Istituzioni Scolastiche la definizione di preposto può essere riferita alle seguenti figure professionali: il DSGA (direttore amministrativo) il responsabile di plesso i responsabili dai laboratori i docenti (qualora utilizzino qualsiasi tipo di laboratorio con uso di attrezzature)
17 Compiti del servizio di prevenzione e protezione (art. 33) Il Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi professionali provvede: all individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro; ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive di cui all art. 28 c. 2 del D.Lgs. 81/08 e i sistemi di controllo di tali misure; ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori; a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica indetta una volta l anno dal Datore di Lavoro; a fornire ai lavoratori le informazioni sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro e sulle misure di primo soccorso, lotta antincendio.
18 Definizioni - Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (art. 2) Il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione è la persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali indicati dall art. 32 del D.Lgs. 81/08 designata dal Datore di Lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.
19 Definizioni - Addetto al servizio di prevenzione e protezione (art. 2) L addetto al servizio di prevenzione e protezione è la persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali indicati dall art. 32 del D.Lgs. 81/08, facente parte del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.
20 Servizio di prevenzione e protezione (art. 31) Il ricorso a persone o servizi esterni è obbligatorio in assenza di dipendenti che, all interno della struttura, siano in possesso dei requisiti idonei di cui all art. 32 del D.Lgs. 81/08. Anche se il datore di lavoro ricorre a persone o servizi esterni non è per questo esonerato dalla propria responsabilità in materia.
21 Addetti e responsabili dei servizi di prevenzione e protezione (art. 32) Gli addetti e responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, devono possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e un attestato di frequenza, con verifica dell apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.
22 Definizioni - Medico competente (art. 2) Il medico competente è il medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali indicati nell art. 38 del D.Lgs. 81/08, che collabora, secondo quanto previsto dall art. 29, c. 1, del D.Lgs. 81/08 con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al D.Lgs. 81/08.
23 Definizioni - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 2) Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. (Nelle Istituzioni scolastiche viene generalmente scelto tra le RSU o eletto dai lavoratori)
24 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 47) Nei luoghi di lavoro con più di 15 lavoratori Il RLS è eletto o designato dai lavoratori nell ambito delle rappresentanze sindacali. In assenza di tali rappresentanze, il rappresentante è eletto dai lavoratori al loro interno.
25 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 47) Il numero minimo dei Rappresentanti è il seguente: un rappresentante sino a 200 lavoratori; tre rappresentanti da 201 a lavoratori; sei rappresentanti oltre i lavoratori. In tali aziende il numero dei rappresentanti è aumentato nella misura individuata dagli accordi interconfederali o dalla contrattazione collettiva.
26 Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 50) Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il RLS: a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni; b) è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva; c) è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del Medico Competente; d) è consultato in merito all organizzazione della formazione (art. 37, c. 9, D.Lgs. 81/08); e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;
27 Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 50) f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza; g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall art. 37 del D.lgs. 81/08; h) promuove l elaborazione, l individuazione e l attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l integrità fisica dei lavoratori; i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito; l) partecipa alla riunione periodica (art. 35, D.Lgs. 81/08); m) fa proposte in merito alla attività di prevenzione; n) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività; o) può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal Datore di Lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.
28 Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti (art. 37) Il RLS ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza sui rischi specifici presso gli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, in modo da possedere competenze adeguate sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. La durata minima dei corsi è di 32 ore
29 Definizioni - Servizio di prevenzione e protezione dai rischi (art. 2) Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi è l insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all azienda finalizzati all attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. Esso è composto da diverse figure riassumibili in: ADDETTI ANTINCENDIO (formazione minima ore 16 ore per scuole con presenza superiore a 300 alunni) ADDETTI PRIMO SOCCORSO (formazione minima 12 ore) ADDETTI SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (formazione minima Modulo A+ Modulo B 48 ore per il settore Pubblica Amministrazione) Per tutti è previsto un aggiornamento quinquennale
30 Definizioni - Valutazione dei rischi (art. 2) È stata introdotta la definizione di valutazione dei rischi La valutazione dei rischi è una valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell ambito dell organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.
31 Pericolo, Rischio, Prevenzione, Protezione
35 STIMA DEL RISCHIO Valutazione quali/quantitativa consiste nel definire una scala di valori di FREQUENZA(PROBABILITA ) e di GRAVITÀ (MAGNITUDO) del danno connesso con fattore di rischio in esame. Individuazione delle possibili conseguenze, considerando ciò che potrebbe ragionevolmente accadere, e scelta di quella più appropriata tra le quattro seguenti possibili MAGNITUDO del danno e precisamente:
36 valutazione finale dell entità del RISCHIO in base alla combinazione dei due precedenti fattori e mediante l utilizzo della MATRICE di valutazione R= f (f,m,k) R = p x m Ki R : rischio f o p: frequenza attesa di evento indesiderato che provoca un danno m o d (magnitudo): grandezza del danno che l evento può causare Ki = In-Formation Training = fattore integrato di informazione, formazione, addestramento, istruzione, aggiornamento, equipaggiamento, pronto intervento, eliminazione di comportamenti errati o inidonei, ecc
37 . MAGNITUDO (M) VALORE DEFINIZIONE LIEVE 1 Infortunio o episodio di esposizione acuta o cronica rapidamente reversibile che non richiede alcun trattamento MODESTA 2 GRAVE 3 GRAVISSIMA 4 Infortunio o episodio di esposizione acuta o cronica con inabilità reversibile e che può richiedere un trattamento di primo soccorso Infortunio o episodio di esposizione acuta o cronica con effetti irreversibili o di invalidità parziale e che richiede trattamenti medici Infortunio o episodio di esposizione acuta o cronica con effetti letali o di invalidità totale
38 . PROBABILITA (P) VALORE DEFINIZIONE IMPROBABILE 1 POSSIBILE 2 PROBABILE 3 MOLTO PROBABILE 4 L evento potrebbe in teoria accadere, ma probabilmente non accadrà mai. Non si ha notizia di infortuni in circostanze simili. L evento potrebbe accadere, ma solo in rare circostanze ed in concomitanza con altre condizioni sfavorevoli L evento potrebbe effettivamente accadere, anche se non automaticamente. Statisticamente si sono verificati infortuni in analoghe circostanze di lavoro. L evento si verifica nella maggior parte dei casi, e si sono verificati infortuni in azienda o in aziende similari per analoghe condizioni di lavoro.
44 TIPOLOGIE RISCHI SUI LUOGHI DI LAVORO Per la sicurezza (rischi di natura infortunistica) Strutture/componenti edilizie (scale, passerelle, caditoie, cunicoli, superfici scivolose, ecc.) Impianti (elettrici, termici, tecnologici, ecc.) Macchine e attrezzature (scale portatili, attrezzature per la pulizia, ecc.) Per la salute (rischi di natura igienico ambientale) Agenti chimici (sostanze/preparati nocivi, tossici, irritanti) Agenti fisici (radiazioni elettromagnetiche, rumore, vibrazioni, ecc.) Agenti biologici (batteri, virus)
45 TIPOLOGIE RISCHI SUI LUOGHI DI LAVORO Per la sicurezza e per la salute (rischi trasversali ) Organizzazione del lavoro (turnazione, ripetitività, ecc.) Fattori psicologici (inadeguatezza, conflittualità,mobbing, stress lavoro-correlato/burn out) Fattori ergonomici (postazioni scomode, comandi non facilmente azionabili, illuminazione errata,)
46 Prevenzione e Protezione nei luoghi di lavoro
47 Obblighi del datore di lavoro non delegabili (art. 17) Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall art. 28 del D.Lgs. 81/08; la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.
48 Obblighi del datore di lavoro (art. 18) Il datore di lavoro deve: nominare il medico competente per l effettuazione della sorveglianza sanitaria, laddove la valutazione dei rischi lo renda necessario; designare preventivamente i lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell emergenza; nell affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale (ad esempio guanti e filtri facciali per le operazioni di pulizia, ecc. );
49 Obblighi del datore di lavoro (art. 18) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni materia di protezione; adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento; astenersi, salvo eccezioni espressamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di pericolo grave e immediato; consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute; consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, copia dei documenti connessi ai contratti d appalto o d opera o di somministrazione; elaborare il documento unico di valutazione dei rischi;
50 Obblighi del datore di lavoro (art. 18) consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato;
51 Obblighi del datore di lavoro (art. 18). Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione, comprese fornitura e manutenzione per rendere sicuri locali ed edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell amministrazione. In tal caso gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento all amministrazione competente o al soggetto che ne ha l obbligo giuridico.
52 Riunione periodica (art. 35) Nei luoghi di lavoro che hanno al loro interno più di 15 lavoratori, il datore di lavoro, indice almeno una volta all anno una riunione cui partecipano: il datore di lavoro (Dirigente Scolastico); il RSPP; il medico competente, ove nominato; il RLS.
53 Riunione periodica (art. 35) Nel corso della riunione, il datore di lavoro sottopone all esame dei partecipanti: il documento di valutazione dei rischi; l andamento degli infortuni e delle malattie professionali e della sorveglianza sanitaria; i criteri di scelta, le caratteristiche tecniche e l efficacia dei dispositivi di protezione individuale; i programmi di informazione e formazione dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della loro salute.
54 Obblighi dei lavoratori (art. 20) Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, che possono subire gli effetti delle sue azioni o omissioni.
55 Obblighi dei lavoratori (art. 20) In particolare, i compiti del lavoratore sono quelli di: contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal Datore di Lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza; utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; segnalare immediatamente al Datore di Lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi nonchè qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie competenze e possibilità e per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia all RLS;
56 Il Documento di Valutazione dei Rischi
57 Oggetto della valutazione dei rischi (art. 28) Il DOCUMENTO (art. 17, c.1, lett. a, D.Lgs. 81/08 ) redatto a conclusione della valutazione, deve avere contenere: una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l attività lavorativa, dove sono specificati i criteri adottati per la valutazione; l indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati a seguito della valutazione; il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare e dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
58 Oggetto della valutazione dei rischi (art. 28) l indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio (dove previsto); l individuazione delle mansioni che, eventualmente, espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.
59 Organi di Vigilanza Controllo ed assistenza
60 Organi di Vigilanza Controllo ed assistenza Azienda USL è l organo di vigilanza principale, istituzionalmente preposto per tutte le attività lavorative; opera a livello di competenza territoriale mediante (Servizio SPESAL, Servizio SIAN) Sopralluogo servizio SPESAL esito finale se presenti contravvenzioni: Verbale di Prescrizione INAIL
61 Organi di Vigilanza Controllo ed assistenza Direzione Provinciale del Lavoro non ha poteri in materia prevenzionistica ma poteri ispettivi in materia previdenziale e a tal fine può accedere ed ispezionare anche i luoghi di lavoro; in tali ispezioni può rilevare anche contravvenzioni alle norme di prevenzione e darne notizia al Pubblico Ministero. Gli ispettori hanno qualifica di UPG. Esempio: Sospensione attività se sono presenti lavoratori con contratto di lavoro irregolare o senza contratto di lavoro
62 Organi di Vigilanza Controllo ed assistenza Vigili del Fuoco Ufficiali di Polizia Giudiziaria (UPG): possono eseguire ispezioni solo a scopo di indagine, cioè con mandato del giudice o, quantomeno, con un obbiettivo specifico e dichiarato (sospetto di reato). A titolo di esempio sono UPG gli ispettori ASL e ARPA, i carabinieri, i poliziotti, i vigili urbani, etc
63 IL SISTEMA SANZIONATORIO Il Dlgs 81/08 e s.m.i. prevede 4 tipologie di sanzioni: arresto arresto o ammenda ammenda sanzioni amministrative
64 Sanzioni
65 Sanzioni
66 Sanzioni
67 Sanzioni
68 Sanzioni
69 Sanzioni Lavoratore f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro; i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente Decreto Legislativo o comunque disposti dal medico competente. Articolo 43 - Disposizioni generali 3. I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. (designazione all interno del servizio di Prevenzione e Protezione)
70 Sanzioni Preposto Sanzioni a carico dei preposti 1. Il preposto è punito nei limiti dell attività alla quale è tenuto in osservanza degli obblighi generali di cui all articolo 19: a. con l arresto da quattro a otto mesi o con l ammenda da a euro per la violazione degli articoli: 271, comma 2; 272; 273, comma 1; 274, commi 2 e 3; 275; 276; 278, commi 1 e 4; 279, commi 1 e 2. N.B. La figura del preposto

References: art. 36
 art. 37
 art. 37
 Art. 18
 art. 28
 art. 32
 art. 32
 art. 32
 art. 38
 art. 29
 art. 37
 art. 28
 Articolo 43
 articolo 19