Source: http://www.madonnadelcolle.it/4-21/Parrocchia/Gruppi-e-associazioni.htm
Timestamp: 2019-05-24 07:25:49+00:00

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﻿ Gruppi e associazioni
Siamo un'associazione di laici cristiani. Abbiamo scelto di metterci insieme per capire meglio il valore del vivere da cristiani nel mondo; siamo convinti che anche in questa storia complessa Dio è presente con il suo amore; e continua ad essere vicino ad ogni donna e ad ogni uomo per attrarli verso un progetto di una umanità piena e felice. La formazione è stata da sempre il cuore del nostro servizio: formazione come spazio in cui ogni persona può guardare in faccia i valori grandi della libertà e della verità, della giustizia e della solidarietà. Nelle associazioni e nei gruppi di Azione Cattolica si impara alla scuola della Parola di Dio e del magistero della Chiesa a prendere familiarità con il mistero di Dio, a vivere da discepoli del Signore, ad amare la Chiesa e a servire la domanda di vita di ogni persona. La parrocchia è il luogo nel quale normalmente le persone di AC trovano il punto di riferimento della loro vita e del loro servizio; il luogo dove prendere slancio per una testimonianza evangelica in ogni ambiente di vita. La nostra lunga storia – oltre 130 anni – non ci impedisce di continuare a trovare la nostra esperienza fresca e giovane: per questo abbiamo accettato la provocazione a ripensarci, a rinnovarci, come ha fatto la Chiesa durante il Concilio Vaticano II. Il Concilio è il nostro programma, il punto di riferimento della nostra esperienza di Chiesa, modello per un amore alla vita di oggi carico di simpatia e di forza critica. Ha detto il beato Giovanni Paolo II: Che cosa è l'Azione Cattolica? Mi pare che sia soprattutto una realtà dei cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano assieme nel nome del Signore, che sono amici; e questa rete di uomini e donne che lavorano in tutte le diocesi, e di giovani, e di adulti, e di ragazzi e di fanciulli, che in tutta la Chiesa italiana con concordia, con uno spirito comune, senza troppe strutture organizzative, ma veramente essendo sempre più un cuor solo e un' anima sola cercano di servire la Chiesa. Carissimi, la Chiesa ha bisogno di voi, che avete fatto della parrocchia il luogo in cui esprimere giorno per giorno una dedizione evangelica fedele e generosa”. L’Azione Cattolica è presente in parrocchia con l’ACR (ragazzi), i gruppi giovanili e di adulti.
L'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI), è un'associazione giovanile educativa che si propone di contribuire, nel tempo libero e nelle attività extra-scolastiche, alla formazione della persona secondo i principi ed il metodo dello scautismo, adattato ai ragazzi e alle ragazze nella realtà sociale italiana di oggi. L'Agesci è nata nel 1974, come iniziativa educativa liberamente promossa da credenti, dall'unificazione di due preesistenti associazioni, l'ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani), maschile, e l'AGI (Associazione Guide Italiane), femminile. Nell'azione educativa l'Associazione realizza il suo impegno politico, al di fuori di ogni legame o influenza di partito, tenendo conto dell'operato degli altri ambienti educativi. La sua diffusione, omogenea sul territorio nazionale, testimonia l'impegno civile al servizio del Paese attraverso la peculiarità del suo carisma. I principi fondamentali propri dello scautismo, sono proposti attraverso un modello educativo che: vede i giovani come autentici protagonisti della propria crescita, orientata alla "cittadinanza attiva" (autoeducazione e senso di responsabilità); è attento a riconoscere valori, aspirazioni, difficoltà e tensioni nel mondo dei giovani; deriva da una visione cristiana della vita; tiene conto della globalità della persona e quindi della necessaria armonia con se stessi, con il creato, con gli altri; offre alle ragazze e ai ragazzi la possibilità di vivere esperienze educative comuni, al di là di ogni ruolo imposto o artificiosamente costituito, aiutando a scoprire ed accogliere la propria identità di donne e uomini e a riconoscere in essa una chiamata alla piena realizzazione di sé e all'accoglienza dell'altro (coeducazione); vive la dimensione della fraternità internazionale, che supera le differenze di razza, nazionalità e religione, imparando ad essere cittadini del mondo e operatori di pace. I soci adulti dell'Associazione, sono donne ed uomini che realizzano la loro presenza di servizio come Capi nei modi propri dello scautismo. Ogni adulto impegnato al servizio dei ragazzi, segue un particolare iter di formazione su due livelli, uno regionale e uno nazionale, che alla sua conclusione dà diritto ad un riconoscimento valido a livello internazionale. L'Associazione dalla sua fondazione ha fatto la scelta della diarchia, della compresenza cioè di un uomo e di una donna, oltre che nelle comunità educative, ad ogni livello di responsabilità associativa. L'Agesci è riconosciuta dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e fa parte delle APS (Associazioni di Promozione Sociale), del Forum Terzo Settore, della Tavola della Pace, di Libera ed è riconosciuta dal Dipartimento di Protezione Civile.
L'Apostolato della Preghiera è una scuola di santità, aiuta a "fare un cammino di fede"; perché aiuta a vivere il Battesimo, e l'Eucaristia nello spirito del sacerdozio comune dei fedeli; l'AdP propone tre impegni fondamentali e progressivi: l'Offerta quotidiana; la Consacrazione; la Riparazione, nel quadro della spiritualità del Cuore di Gesù. Mensilmente gli animatori, diffondono i biglietti con le intenzioni di preghiera del Papa e dei nostri Vescovi; le intenzioni di preghiera offerte sono finestre aperte sui problemi attuali del mondo; esse ci aiutano ad agganciare la nostra vita spirituale alla realtà delle "gioie e delle speranze, delle tristezze e delle angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono”; di più: mobilitando intorno a questi problemi la preghiera e l'offerta di tanti milioni di persone, le intenzioni mensili hanno un grande valore di impetrazione. Il Giorno di riunione è il primo venerdì del mese con la S. Messa e l’adorazione Eucaristica.
PIA ASSOCIAZIONE DELL'ADDOLORATA
L'associazione nasce il 1 dicembre 1820 come Confraternita aggregata a quella dell'Ordine dei Servi di Maria, in Roma. L'associazione si propone di formare i fedeli ad una vita e ad un impegno cristiani ispirandosi a Maria nella di Lei compartecipazione al dolore redentivi del Figlio per la salvezza dei fratelli. I membri devono perciò aiutare ed essere vicini alle umane sofferenze degli uomini per alleviarle. Inoltre i membri si impegnano a pregare il Rosario dei sette dolori, a partecipare alle riunioni di formazione, a meditare il mistero della Passione di Cristo e dei dolori di Maria, a fare volontariato nella Caritas. La Confraternita è diretta dal Parroco pro tempore. Gli iscritti godono della celebrazione in perpetuo di SS. Messe in loro favore. Giorno di riunione: il 15 del mese per la preghiera del Rosario dei sette dolori e la S. Messa
Articolo 1 Riconoscimento e definizione La Confraternita San Giovanni Battista, avente sede in Lenola, nella parrocchia di santa Maria Maggiore, è un'associazione pubblica di fedeli eretta con regio assenso del Re Ferdinando IV in data 28 aprile 1791. Essa è un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto in quanto ha fini di culto, decreto del 13.09.1934 ed è iscritta al n. 2659 del registro delle persone giuridiche del Tribunale di Latina.
Articolo 2 Finalità La Confraternita ha come fini principali il suffragio dei confratelli defunti iscritti, la santificazione dei confratelli, l'annuale celebrazione della festa patronale di San Giovanni Battista il 24 giugno, l'esercizio del culto pubblico e la promozione di opere di carità fraterna. La Confraternita può svolgere attività diverse da quelle di religione o di culto, a norma dell'art. 15 delle norme approvate con il Protocollo del 15 novembre 1984 tra l'Italia e la Santa Sede.
Articolo 3 Norme di Diritto La Confraternita è sottoposta, a norma del Diritto Canonico, alla giurisdizione del1'Ordinario della Diocesi di Gaeta. Essa promuove rapporti di fraternità e collaborazione con le altre associazioni di fedeli e con gli organismi ecclesiali della Diocesi.
Articolo 4 Requisiti di ammissione Possono far parte della Confraternita come confratelli i fedeli di maggiore età (18 anni) che si propongono di perseguire i fini della medesima e si impegnano a rispettarne lo statuto. Sono soci aggregati coloro che in qualsiasi modo partecipano alle attività della Confraternita.
Articolo 5 Ammissione L'ammissione dei soci effettivi è deliberata dal Consiglio Direttivo, previa domanda dell'interessato con la commendatizia di un confratello, dopo un periodo di prova stabi1ito dallo stesso Consiglio Direttivo. L'ammissione dei soci aggregati è deliberata dal Primicerio.
Articolo 6 Spiritualità I confratelli hanno il dovere di condurre esemplare vita cristiana, di partecipare alle attività apostoliche della Confraternita, di pagare la quota annuale di iscrizione e di tenere un comportamento corretto sotto ogni aspetto che non contrasti con le finalità della Confraternita. La vita cristiana e l'impegno apostolico sono alimentati dalla lettura della sacra Scrittura, dalla celebrazione della Liturgia delle Ore o dalla recita del Rosario, dalla partecipazione frequente ai sacramenti dell'Eucaristia e della Riconciliazione.
Articolo 7 Decadenza I soci cessano di appartenere alla Confraternita: a)per dimissione volontaria. I Confratelli si considerano implicitamente dimissionari in caso di assenza continua per un anno e mancato pagamento della quota annuale; b)per dimissione deliberata dal Consiglio Direttivo. Il socio dimesso può ricorrere contro la delibera di dimissione all'Ordinario Diocesano.
Articolo 8 Organi Statutari Gli organi della Confraternita sono: l'Assemblea, il Consiglio Direttivo, il Primicerio. Gli officiali della Confraternita sono: il Priore, il Segretario, il Camerlengo, il Provveditore.
Articolo 9 Modalità di convocazione dell'Assemblea ed elezione dei componenti del Consiglio Direttivo L'Assemblea, composta da tutti i confratelli soci effettivi, è il supremo organo deliberativo. Essa è convocata ordinariamente dal Primicerio una volta l'anno per verificare l'andamento della vita della Confraternita, approvare la relazione del Primicerio e il rendiconto economico, esaminare le linee direttive proposte dal Consiglio e approvare le norme regolamentari. L'Assemblea è convocata dal Primicerio in modo ordinario ogni tre anni per eleggere nove confratelli che comporranno il Consiglio Direttivo. L'Assemblea può essere convocata in seduta straordinaria su richiesta del Consiglio Direttivo, su richiesta di un decimo dei confratelli o su richiesta dell'Ordinario Diocesano. La convocazione deve essere fatta a mezzo avviso con indicazione dell'ordine del giorno almeno dieci giorni prima della data fissata. Ogni confratello può essere latore di non più di due deleghe di altri confratelli. L'Assemblea è valida, in prima convocazione, con la presenza di persona o per delega di almeno la metà dei confratelli; in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei confratelli presenti o rappresentati.
Articolo 10 Composizione del Consiglio Direttivo modalità di elezione e durata in carica Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni e ne fanno parte il Primicerio e i nove confratelli eletti dall'Assemblea. Il Consiglio Direttivo elegge a scrutinio segreto il Priore, il Segretario, il Camerlengo, il Provveditore. Venendo a mancare uno degli officiali, il Consiglio stesso elegge un supplente che resta in carica fino al termine del triennio.
Articolo 11 Compiti del Primicerio Il Primicerio della Confraternita è il Parroco pro tempore della Parrocchia di S. Maria Maggiore, a lui spetta il governo della Confraternita, presiedere le sedute del Consiglio e dell'Assemblea, rappresentare in tutti i negozi giuridici la Confraternita, vigilare sul buon andamento della stessa, disporre per le feste e le funzioni, curare la vita spirituale della Confraternita.
Articolo 12 Compiti degli Officiali Il Priore coadiuva il Primicerio nel governo della Confraternita e nella sorveglianza dei Confratelli si adopererà per il buon andamento delle celebrazioni. In caso di vacanza dell'ufficio di Primicerio, il Priore cura l'ordinaria amministrazione fino alla nomina del nuovo investito da parte dell'Ordinario Diocesano, nella vacanza è ritenuto nullo ogni atto pregiudizievole per la Confraternita. Il Segretario redige i verbali dell'Assemblea e del Consiglio e conserva il libro dei soci e dei verbali. Il Camerlengo ha l'amministrazione contabile e prepara il rendiconto annuale. Il Provveditore cura la sede e i beni della Confraternita.
Articolo 13 Compiti del Consiglio Direttivo Il Consiglio Direttivo si riunisce ordinariamente ogni tre mesi per deliberare su qualsiasi punto relativo alla vita della Confraternita che non sia di competenza dell'Assemblea. Il Consiglio Direttivo delibera gli atti di ordinaria amministrazione. Gli atti di straordinaria amministrazione previsti dal Codice di Diritto Canonico, integrato dalle delibere della Conferenza Episcopale Italiana e dal decreto dato dal Vescovo diocesano ai sensi del can. 1281, devono essere autorizzati dalla competente autorità ecclesiastica. Occorre inoltre la licenza della Santa Sede per gli atti il cui valore superi la somma massima fissata dalla C.E.I. o aventi per oggetto beni di valore storico o artistico o donati dalla chiesa ex voto.
Articolo 14 Patrimonio e Amministrazione Il patrimonio della Confraternita è costituito dalle quote annuali dei soci, dal ricavato di eventuali attività associative, da eventuali oblazioni o contributi di soci o di terzi, altri beni intestati alla Confraternita. L'amministrazione del patrimonio è regolata da canoni del libro quinto del Codice di Diritto Canonico. La Confraternita non ha fine di lucro. Tutte le prestazioni dei confratelli nei confronti della Confraternita sono gratuite. E' vietato distribuire ai confratelli anche in modo indiretto utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita della Confraternita. Il rendiconto economico e finanziario deve essere approvato ogni anno dall'Assemblea e presentato all'Ordinario diocesano. La quota o contributo associativo è intrasmissibile e non rivalutabile.
Articolo 15 Estinzione La Confraternita si estingue se viene legittimamente soppressa dal Vescovo diocesano o se ha cessato di agire per lo spazio di cento anni. In caso di estinzione della Confraternita il suo patrimonio sarà devoluto alla Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Lenola, seguendo la procedura prevista dall'art. 20 delle norme approvate con il Protocollo del 15 novembre 1984 tra l'Italia e la Santa Sede.
Articolo 16 Commissario In presenza di particolari circostanze, ove gravi ragioni lo richiedano, il Vescovo della Diocesi di Gaeta può nominare, ai sensi del can. 318§1 del codice di diritto canonico, un commissario che in suo nome diriga e rappresenti temporaneamente la Confraternita, in sostituzione degli organi statutari, con tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.
Articolo 17 Norme Legislative Per quanto non previsto nel presente statuto valgono le norme del diritto canonico e le leggi italiane in quanto applicabili agli enti ecclesiastici. Il presente statuto abroga il precedente, ed è approvato all'unanimità dall'Assemblea nell'Anno del Signore 2007 il giorno 3 del mese di marzo, II di Quaresima.
REGOLAMENTO DEL CORO POLIFONICO PARROCCHIALE
Art. 1. Il coro polifonico parrocchiale è un organismo pastorale la cui finalità è l'animazione delle principali celebrazioni dell'anno liturgico. Conformemente alla sua natura, esso è direttamente dipendente dalla parrocchia e dal suo legale rappresentante. Il coro non costituisce un associazione o ente autonomo pertanto non è ammessa né riconosciuta alcuna forma di rappresentanza, elettiva o di altro genere.
Art. 2. Il coro polifonico è presieduto dal parroco rettore in qualità di unico responsabile. Egli nomina il direttore del coro a cui affida la direzione artistica e musicale. Spetta al parroco, sentito il direttore del coro, nominare l'organista ed eventualmente un vice maestro e organista. Spetta al parroco stabilire quali celebrazioni liturgiche necessitano della partecipazione del coro. Sentito il direttore artistico, redige il programma musicale delle celebrazioni e stabilisce le integrazioni del repertorio.
Art. 3. Al direttore del coro è affidato l'incarico di curare diligentemente la preparazione musicale dei cantori, di presiedere le prove e di dirigere il coro durante le celebrazioni liturgiche. Nell'esercizio delle mansioni a lui affidate il suo giudizio è insindacabile.
Art. 4. L'ufficio di organista nel coro polifonico è quello di accompagnare l'esecuzione del programma musicale, egli coadiuva il direttore del coro nelle prove di canto. All'organista è affidata la custodia degli strumenti musicali e il loro corretto uso.
Art. 5. Stante l'eventuale attività concertistica dei cantori presso altre associazioni musicali al fine di evitare la sovrapposizioni di impegni, d'intesa con il maestro il parroco stabilisce annualmente o per semestre il calendario delle celebrazioni. Non è ammessa la partecipazione saltuaria alle prove né la distinzione tra celebrazioni maggiori o minori a cui differentemente partecipare.
Art. 6. Eventuali regalie, costituiscono un fondo cassa indivisibile la cui custodia è affidata al parroco il quale può nominare, se lo ritiene opportuno un cassiere in sua vece. La destinazione del fondo cassa viene stabilita, sentito il parroco, concordemente con i cantori e il maestro per iniziative di comune interesse, non escluse quelle di indole ricreativa.
Art. 7. Il Parroco in quanto unico responsabile del coro, accetta la domanda di adesione al coro polifonico parrocchiale dei singoli cantori i quali nella stessa dichiarano di aver accettano tutte e singole le regole, spetta al parroco disciplinare eventuali controversie e quanto non previsto nel presente regolamento. Egli per giusta causa, sentito il consiglio pastorale può modificare in tutto o in parte il presente regolamento.
Art. 8. Con il presente regolamento si intende revocata ogni consuetudine contraria.
Maestro di cappella e organista M° Gianni Mastromanno. Il Coro si riunisce per la prove presso la cantoria della chiesa parrocchiale o del santuario. E’ sempre possibile, previa audizione del maestro, l’iscrizione al coro.

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8