Source: https://www.ambientediritto.it/giurisprudenza/corte-di-cassazione-penale-sez-3-29-11-2013-sentenza-n-47501/
Timestamp: 2019-10-19 04:16:40+00:00

Document:
CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez.3^ 29/11/2013 Sentenza n.47501 - AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Diritto processuale penale, Rifiuti Numero: 47501 | Data di udienza:
RIFIUTI – Definizione e scopo dell’abbandono e della raccolta – Gestione rifiuti – Definizione di raccolta, gestione e stoccaggio o deposito preliminare – Operazioni di messa in riserva di rifiuti – Definizione di deposito temporaneo – Artt. 183, 255 e 256, d.lgs. n.152/06 – Discarica di rifiuti – Definizione legislativa e giuridica – Stoccaggio di rifiuti – Periodo inferiore a un anno – Art. 2, c.1, lett. g) d.lgs. 36/2003 – Concetto di discarica – Deposito con ammasso definitivo – Nozione di “smaltimento” – Scopo di profitto – Mero abbandono di rifiuti – Natura occasionale e discontinua – Giurisprudenza – Discarica abusiva o abbandono di rifiuti – Semplice inerzia del proprietario o possessore del terreno – Concorso nel reato – Esclusione – Art. 40 cod. pen. – DIRITTO PROCESSUALE PENALE – Poteri del giudice del riesame – Diversa qualificazione giuridica del fatto.
Numero: 47501
Nell’individuazione del concetto di discarica, con riferimento al reato di cui al terzo comma dell’articolo 256 del d.lgs. n.152/06, la giurisprudenza ha sottolineato la differenza con la nozione di “smaltimento” rilevando che trattasi di due attività diversamente disciplinate, perché pur avendo in comune talune operazioni (quali il conferimento dei materiali e la loro deposito), si differenziano radicalmente: nello smaltimento i rifiuti vengono interamente sfruttati a scopo di profitto con specifiche modalità (cernita, trasformazione, utilizzo e riciclo previo recupero), nella discarica, invece, i beni non ricevono alcun trattamento ulteriore e vengono abbandonati a tempo indeterminato, mediante deposito ed ammasso. Si ha quindi discarica abusiva “tutte le volte in cui, per effetto di una condotta ripetuta, i rifiuti vengono scaricati in una determinata area, trasformata di fatto in deposito o ricettacolo di rifiuti con tendenziale carattere di definitività, in considerazione delle quantità considerevoli degli stessi e dello spazio occupato” (Cass. Sez. III n. 27296, 17/06/2004). Anche la differenza con il mero abbandono di rifiuti è stata individuata evidenziando la natura occasionale e discontinua di tale attività rispetto a quella, abituale o organizzata, di discarica (Sez. III n. 25463, 15 aprile 2004). Concludendo, la discarica abusiva dovrebbe presentare, tendenzialmente, una o più tra le seguenti caratteristiche, la presenza delle quali costituisce valido elemento per ritenere configurata la condotta vietata: accumulo, più o meno sistematico, ma comunque non occasionale, di rifiuti in un’area determinata; eterogeneità dell’ammasso dei materiali; definitività del loro abbandono; degrado, quanto meno tendenziale, dello stato dei luoghi per effetto della presenza dei materiali in questione. Si è ulteriormente precisato che il reato di discarica abusiva è configurabile anche in caso di accumulo di rifiuti che, per le loro caratteristiche, non risultino raccolti per ricevere nei tempi previsti una o più destinazioni conformi alla legge e comportino il degrado dell’area su cui insistono, anche se collocata all’interno dello stabilimento produttivo (Cass. Sez. III n. 41351, 6/11/2008; n. 2485, 17/01/2008; n. 10358, 9/03/2007). Con riferimento al reato di abbandono, ai fini della sua configurabilità rileva anche la posizione di titolare di imprese o responsabile di ente dell’agente, come tale dovendosi intendere chiunque abbandoni rifiuti nell’ambito di una attività economica esercitata anche di fatto, indipendentemente da una qualificazione formale sua o dell’attività medesima (principio ribadito in Cass. Sez. III n. 38364, 18 /09/2013).
In tema di rifiuti, il concorso del proprietario o possessore del terreno interessato dalla presenza di rifiuti, la giurisprudenza ha più volte precisato che la semplice inerzia, conseguente all’abbandono da parte di terzi o la consapevolezza di tale condotta da altri posta in essere non sono idonee a configurare il reato di abbandono e ciò sul presupposto che una condotta omissiva può dare luogo a ipotesi di responsabilità solo nel caso in cui ricorrano gli estremi del comma secondo dell’art. 40 cod. pen., ovvero sussista l’obbligo giuridico di impedire l’evento (Cass. Sez. III n. 31488, 29/07/2008; Sez. III n. 32158, 1/7/2002; Sez. III n. 8944, 2/7/1997), altrettanto si è affermato con riferimento alle ipotesi di discarica abusiva (Cass. Sez. III n.23091, 29/05/2013; Sez. III n. 46072, 15/12/2008; Sez. III n. 41838, 7/11/2008; Sez. III n. 39641, 28/10/2007; Sez. III n. 2206,19/1/2006; Sez. III n. 21966, 10/6/2005).
E’ pacificamente riconosciuta al giudice del riesame la possibilità di una diversa qualificazione giuridica del fatto in relazione al quale è stato ravvisato il fumus commissi delicti, sebbene non possa porre a base della sua decisione un fatto diverso (Cass. Sez. I n. 41948, 30/10/2009; Cass. Sez. VI n. 24126, 13/06/2008; Cass. Sez. V n. 48376, 23/12/2004).
– sul ricorso proposto da CAMINOTTO CLAUDIO N. IL 04/07/1960
1. Il Tribunale di Treviso, con ordinanza del 16.5.2013 ha respinto la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo di un terreno di circa 2.000 mq, interessato dalla presenza di rifiuti eterogenei, emesso dal Giudice per le indagini preliminari il 14.3.2013 nei confronti di Claudio COMINOTTO, ipotizzandosi nei suoi confronti il reato di cui all’art. 256, comma 2 d.lgs. n.152/06.

References: Sentenza 
 Art. 2
 Art. 40
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez.