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Timestamp: 2019-12-09 08:31:41+00:00

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Breve panoramica sulla - Pagina 51
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Art. 10. Il medico provinciale è nominato con decreto reale colle norme che saranno indicate da apposito regolamento. Egli potrà cumulare altro impiego dipendente dall’esercizio della medicina o dall’insegnamento, in conformità dell’art. 3 della legge sulla cumulazione degli impieghi del 14 maggio 1851, n. 1173; purché tale impiego sia esercitato nel capoluogo della provincia, ove egli deve avere stabile residenza.
Art. 11. Il medico provinciale:
a) si tiene in corrispondenza cogli ufficiali sanitari comunali per tutto ciò che riguarda l’igiene e la sanità pubblica;
b) veglia sul servizio sanitario e sulle condizioni igieniche dei comuni, sugli istituti sanitari in tutta la provincia e sulla esecuzione delle leggi e dei regolamenti sanitari;
c) informa il prefetto di qualunque fatto possa interessare la pubblica saluta, gli propone i provvedimenti d’urgenza reclamati dalla pubblica incolumità;
d) promuove dal prefetto la convocazione del Consiglio provinciale di sanità per sottoporgli le questioni e averne parere in tutte le materie sulle quali deve essere per legge sentito;
e) dà voto sulle deliberazioni dei consorzi e sui capitolati relativi per i servizi medico, chirurgico ed ostetrico, sulla nomina degli ufficiali sanitari comunali, sulle contestazioni fra i medici ed i municipi, i corpi morali ed i privati per ragione di servizio;
f) espone al prefetto i bisogni ed i desiderati attinenti ad interessi igienici della provincia;
g) ispeziona le farmacie della provincia, assistito, ove occorra, da un chimico o da un farmacista;
h) propone al prefetto i provvedimenti disciplinari contro il personale sanitario, contro gli esercenti sottoposti alla vigilanza dell’Autorità sanitaria, nei casi e modi determinati dai regolamenti speciali e contro gli esercenti non autorizzati;
i) redige la relazione annuale sullo stato sanitario della provincia.
Dell’ufficiale sanitario comunale.
Art. 12. Sarà ufficiale sanitario comunale il medico comunale condotto ove non risiedano altri medici. Nei comuni ove risiedano più medici esercenti, l’ufficiale sanitario sarà nominato dal prefetto sulla proposta del Consiglio comunale, udito il Consiglio provinciale sanitario. In tal caso durerà in carica tre anni e potrà essere rinominato. Nei comuni che abbiano uno speciale ufficio d’igiene, il capo dello stesso ufficio sarà, previa approvazione del prefetto, ufficiale sanitario comunale.
Art. 13. L’ufficiale sanitario comunale:
vigila sulle condizioni igieniche e sanitarie del comune e ne tiene costantemente informato il medico provinciale;
denunzia sollecitamente a quest’ultimo o contemporaneamente al sindaco tutto ciò che nell’interesse della sanità pubblica possa reclamare speciali e straordinari provvedimenti, non che le trasgressioni alle leggi ed ai regolamenti sanitari;
assiste il sindaco nella vigilanza igienica e nella esecuzione di tutti i provvedimenti sanitari ordinati sia dall’Autorità comunale, sia dalle Autorità superiori;
raccoglie tutti gli elementi per la relazione annuale sullo stato sanitario del comune, uniformandosi alle istruzioni che riceverà dal medico provinciale.
Dell’assistenza medica, chirurgica ed ostetrica nei comuni.
Art. 14. L’assistenza medica, chirurgica ed ostetrica, dove non risiedano medici e levatrici liberamente esercenti, è fatta almeno da un medico chirurgo condotto e da una levatrice residenti nel comune e da esso stipendiati coll’obbligo della cura gratuita dei poveri. Dove risiedano più medici o più levatrici liberamente esercenti, il comune stipendierà uno più medici e chirurghi, una o più levatrici secondo l’importanza della popolazione, per l’assistenza dei poveri. Però dove esistano Opere pie od altre fondazioni che provvedano in tutto o in parte all’assistenza gratuita dei poveri, i municipi ne saranno esonerati e saranno soltanto obbligati a completarla.
Art. 15. I comuni che, per le loro condizioni economiche, per la loro speciale posizione topografica e per il numero esiguo di abitanti, non sono in grado di provvedersi di un proprio medico - chirurgo o di una levatrice, sono obbligati a stipendiarli, uniti in consorzio con altri comuni, secondo convenzioni da approvarsi dal prefetto, udito il Consiglio provinciale sanitario.
Nei comuni ove manchi una farmacia, e quelle dei comuni limitrofi siano molto distanti o di difficile accesso, potrà il prefetto… concedere autorizzazione al medico condotto di tenere presso di se un armadio farmaceutico.
…« La dotazione dell’armadio è limitata ai soli medicinali urgenti, i quali dovranno essere acquistati presso una delle farmacie dei comuni contermini. La spesa per l’impianto dell’armadio e per la provvista dei medicinali è a carico del comune, però la gestione amministrativa di esso dovrà dal comune essere affidata alla Congregazione di carità o ad altra pia istituzione, qualora le medesime provvedano al servizio dei medicinali pei poveri infermi. Il prezzo tariffale dei farmaci, somministrati in base alla prescrizione medica, sarà esatto colle norme vigenti per la riscossione delle entrate comunali .»>…
Della sanità marittima.
Art. 17. In tutti gli scali di approdo del Regno sono stabiliti uffici di sanità marittima.
Nei principali scali e nei lazzaretti il servizio è affidato ad apposito personale governativo; negli altri luoghi provvederà il prefetto.
Apposito regolamento approvato con decreto reale determinerà la classificazione degli scali e dei porti in ordine al servizio sanitario, il personale relativo e le norme speciali alla sanità marittima, fermo il disposto delle vigenti leggi.
Le infrazioni alle disposizioni di questo regolamento saranno punite con pene pecuniarie da L. 5 a L. 500, salvo le applicazioni di quelle maggiori pene portate dal codice penale e da altre leggi.
Dell’assistenza e vigilanza zooiatrica.
Art. 18. In ogni provincia la vigilanza zooiatrica sarà affidata ad un veterinario provinciale scelto dal ministro… Il prefetto, ove la quantità del bestiame e la estensione della provincia il richiedano, potrà incaricare altri veterinari…
Art. 19. Il veterinario provinciale veglia sulla salute degli animali nell’interesse della sanità pubblica; a tal fine fa, o fa eseguire dai veterinari che lo coadiuvano, ispezioni nelle stalle, nei macelli e negli spacci di carne.
Avvisa il prefetto della comparsa delle episoozie, e gli propone i provvedimenti per impedirne la diffusione e i danni alla pubblica igiene.
Cura l’esecuzione degli ordini del prefetto riguardanti il ramo di servizio affidatogli.
Art. 20. Il prefetto… potrà imporre ad alcuni comuni di nominare un veterinario municipale…
Art. 21. Si istituiranno veterinari di confine e di porto, i quali visiteranno ogni genere di animali (o parti di animali) che entrano nello Stato e proibiranno l’ingresso a quelli affetti da malattie contagiose o sospetti di esserlo. I veterinari di confine e di porto sono nominati dal ministro dell’Interno.

References: Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21