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Timestamp: 2020-04-09 07:06:43+00:00

Document:
Aedon 2/2010 - D.lgs. 29 giugno 1996, n. 367
(Gazzetta Ufficiale n. 161 dell'11 luglio 1996)
(testo in vigore dopo la conversione del decreto legge 30 aprile 2010, n. 64)
Art. 2 - Enti di prioritario interesse nazionale operanti nel settore musicale [1]
b) ad altri enti operanti nel settore della musica, del teatro e della danza, identificati, sulla base di criteri previamente definiti dal Ministro per i beni e le attività culturali, anche con riferimento alle categorie previste dal titolo III della legge 14 agosto 1967, n. 800, e successive modificazioni [2] [3].
2. Gli enti di cui alla lettera b) del comma 1, sono individuati entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, dall'autorità di Governo competente per lo spettacolo, d'intesa con le regioni e sentiti i comuni nel cui territorio tali enti, associazioni ed istituzioni sono ubicati [4].
3. Gli enti di cui al comma 2 definiscono con lo statuto, adottato ai sensi dell'art. 6, i propri organi, nonché i poteri, i compiti e la durata dei medesimi. A tali enti si applicano l'art. 14 in tema di collegio dei revisori e le altre disposizioni del presente decreto, in quanto compatibili [5].
1. La deliberazione di trasformazione deve essere assunta dall'organo dell'ente competente in materia statutaria, nella forma di atto pubblico, entro il termine di tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Per gli enti di cui all'art. 2, comma 1, lettera b), il termine decorre dall'adozione del decreto previsto dall'art. 2, comma 2 [6].
2. Alla seduta devono prendere parte i componenti in carica eventualmente nominati dallo Stato, dalla regione e dal comune. L'organo può deliberare in loro assenza nella terza seduta consecutiva nella quale l'argomento è posto all'ordine del giorno [7].
3. Nel periodo intercorrente tra l'adozione della deliberazione di trasformazione e l'iscrizione della fondazione nel registro di cui all'art. 33 del codice civile non si applica la disposizione del quarto comma dello stesso articolo [8].
3. Lo statuto deve prevedere altresì le modalità di partecipazione dei fondatori privati, il cui apporto complessivo al patrimonio della fondazione non può superare la misura del 40 per cento del patrimonio stesso. Lo statuto prevede altresì che possono nominare un rappresentante nel consiglio di amministrazione fondatori che, come singoli o cumulativamente, oltre ad un apporto al patrimonio, assicurano per almeno due anni consecutivi un apporto annuo non inferiore all'8 per cento del totale dei finanziamenti statali erogati per la gestione dell'attività della fondazione, verificato con riferimento all'anno in cui avviene il loro ingresso nella fondazione, fermo restando quanto previsto in materia di composizione del consiglio di amministrazione. La permanenza nel consiglio di amministrazione dei rappresentanti nominati dai fondatori privati è subordinata all'erogazione da parte di questi dell'apporto annuo per la gestione dell'ente. Per raggiungere tale entità dell'apporto, i fondatori privati interessati dichiarano per atto scritto di volere concorrere collettivamente alla gestione dell'ente nella misura economica indicata. Ciascun fondatore privato non può sottoscrivere più di una dichiarazione [9].
1. Lo statuto deve prevedere che la fondazione sia gestita da un consiglio di amministrazione, composto da sette a nove membri, compreso chi lo presiede [10].
2. Lo statuto disciplina la nomina dei componenti, nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 10, comma 3, e 11, e prevede requisiti di onorabilità e professionalità dei componenti dell'organo, anche con riferimento al settore specifico di attività della fondazione. In ogni caso, nel consiglio di amministrazione devono essere rappresentati l'autorità di Governo competente per lo spettacolo e la regione nel territorio della quale ha sede la fondazione. A ciascuno di tali soggetti è attribuito almeno un rappresentante nel consiglio di amministrazione, indipendentemente dalla misura del loro apporto al patrimonio. Per le fondazioni il cui consiglio di amministrazione è composto da nove membri, lo statuto deve prevedere che all'autorità di Governo in materia di spettacolo siano attribuiti almeno due rappresentanti [11].
3. Il consiglio di amministrazione della fondazione conseguente alla trasformazione dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia è composto da tredici membri, compresi il presidente ed il sindaco di Roma, dei quali uno designato dall'autorità di Governo competente per lo spettacolo, uno dalla regione nel cui territorio la fondazione ha sede e cinque eletti dal corpo accademico [12].
5. I componenti del consiglio di amministrazione, ad eccezione del presidente, durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati una sola volta [13].
d) nomina e revoca, sentito il consiglio di amministrazione, il direttore artistico, i cui requisiti professionali sono individuati dallo statuto [14];
2. Il sovrintendente è scelto tra persone dotate di specifica e comprovata esperienza nel settore dell'organizzazione musicale e della gestione di enti consimili; può nominare collaboratori, tra cui il direttore musicale, ferme restando le competenze del direttore artistico, della cui attività risponde direttamente [15].
1. Il collegio dei revisori è nominato con decreto del Ministro del tesoro di concerto con l'autorità di Governo competente in materia di spettacolo. Il collegio si compone di tre membri effettivi e di un supplente, di cui un membro effettivo ed uno supplente designati in rappresentanza del Ministero del tesoro, un membro effettivo designato dall'autorità di governo competente in materia di spettacolo, e l'altro scelto tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero di grazia e giustizia [16].
1. La fondazione può accettare donazioni o eredità e conseguire legati, senza l'autorizzazione prevista dall'art. 17 del codice civile [17].
5. Entro trenta giorni dall'approvazione, una copia del bilancio deve essere, a cura degli amministratori, trasmessa al Ministero del tesoro e depositata presso l'ufficio del registro delle imprese [18].
d) abbiano previsto forme di incentivazione della produzione musicale nazionale, nel rispetto dei principi comunitari.
1. Il Ministro per i beni e le attività culturali, anche su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze:
b) [dispone in ogni caso lo scioglimento del consiglio di amministrazione della fondazione quando i conti economici di due esercizi consecutivi chiudono con una perdita del periodo complessivamente superiore al 30 per cento del patrimonio, ovvero sono previste perdite del patrimonio di analoga gravità] [19] [20].
1-bis. L'autorità di cui al comma 1 dispone in ogni caso lo scioglimento del consiglio di amministrazione della fondazione quando i conti economici di due esercizi consecutivi chiudono con una perdita del periodo complessivamente superiore al 30 per cento del patrimonio disponibile, ovvero sono previste perdite del patrimonio disponibile di analoga gravità] [21].
2. Con il decreto di scioglimento vengono nominati uno o più commissari straordinari, viene determinata la durata del loro incarico, non superiore a sei mesi, rinnovabile una sola volta, nonché il compenso loro spettante. I commissari straordinari esercitano tutti i poteri del consiglio di amministrazione [22].
2. Al personale artistico e tecnico della fondazione non si applicano le disposizioni dell'art. 2 della legge 18 aprile 1962, n. 230.
3. Alle erogazioni liberali in denaro a favore dei corpi artistici organizzati si applica la disciplina prevista dagli articoli 13-bis, comma 1, lettera i), 65, comma 2, lettera c-quinquies), e 110-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con d.p.r. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.
1. I criteri di ripartizione della quota del Fondo unico per lo spettacolo destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche sono determinati con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali. Tali criteri sono determinati sulla base degli elementi quantitativi e qualitativi della produzione offerta e tengono conto degli interventi di riduzione delle spese. Gli interventi di riduzione delle spese sono individuati nel rapporto tra entità della attività consuntivata e costi della produzione nell'anno precedente la ripartizione, nonché nell'andamento positivo dei rapporti tra ricavi della biglietteria e costi della produzione consuntivati negli ultimi due esercizi precedenti la ripartizione [23].
1. Restano confermate, per le erogazioni liberali in denaro a favore delle fondazioni di cui all'art. 2 del presente decreto, nonché dei soggetti ivi previsti non trasformati in fondazioni, le disposizioni previste dagli articoli 13-bis, comma 1, lettera i), 65, comma 2, lettera c-quinquies), e 110-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con d.p.r. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.
2. Per le somme versate al patrimonio della fondazione dai soggetti privati al momento della loro partecipazione, per le somme versate come contributo alla gestione della medesima nell'anno in cui è pubblicato il decreto di cui all'articolo 8, e per le somme versate come contributo alla gestione della fondazione per i tre periodi di imposta successivi alla data di pubblicazione del predetto decreto, fermo quanto previsto dal comma 1 in relazione alla misura della detrazione dell'imposta lorda, il limite del 2 per cento, previsto dagli articoli 13-bis, comma 1, lettera i), e 65, comma 2, lettera c-quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi approvato dal d.p.r. 22 dicembre 1986, n. 917, è elevato al 30 per cento. I soggetti privati erogatori che intendono versare contributi alla gestione per i tre periodi di imposta successivi alla data di pubblicazione del decreto di approvazione della trasformazione devono impegnarsi con atto scritto, conservato presso la fondazione, al versamento di una somma costante per i predetti tre periodi di imposta. Si provvede al recupero delle somme detratte nel caso di mancato rispetto dell'impegno assunto. La destinazione a fondo di dotazione non costituisce mancato utilizzo da parte del percettore [24].
[1] La rubrica, il primo e il terzo comma del presente articolo, sono stati modificati dall'art. 6, d.lg. 23 aprile 1998, n. 134. Con sentenza 13-18 novembre 2000, n. 503, della Corte costituzionale, il d.lg. 134/1998 è stato dichiarato illegittimo per eccesso di delega.
[2] La rubrica, il primo e il terzo comma del presente articolo, sono stati modificati dall'art. 6, d.lg. 23 aprile 1998, n. 134. Con sentenza 13-18 novembre 2000, n. 503, della Corte costituzionale, il d.lg. 134/1998 è stato dichiarato illegittimo.
[3] Lettera così sostituita dall'art. 7, d.lg. 21 dicembre 1998, n. 492.
[4] Il presente comma, abrogato dall'art. 6, d.lg. 23 aprile 1998, n. 134, è da ritenersi vigente a seguito della sentenza 13-18 novembre 2000, n. 503, della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il d.lg. 134/1998.
[5] La rubrica, il primo e il terzo comma del presente articolo, sono stati modificati dall'art. 6, d.lg. 23 aprile 1998, n. 134. Con sentenza 13-18 novembre 2000, n. 503, della Corte costituzionale, il d.lg. 134/1998 è stato dichiarato illegittimo.
[6] Il presente comma, abrogato dall'art. 6, d.lg. 23 aprile 1998, n. 134, è da ritenersi vigente a seguito della sentenza 13-18 novembre 2000, n. 503, della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il d.lg. 134/1998.
[7] Il presente comma, abrogato dall'art. 6, d.lg. 23 aprile 1998, n. 134, è da ritenersi vigente a seguito della sentenza 13-18 novembre 2000, n. 503, della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il d.lg. 134/1998.
[8] Il presente comma, abrogato dall'art. 6, d.lg. 23 aprile 1998, n. 134, è da ritenersi vigente a seguito della sentenza 13-18 novembre 2000, n. 503, della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il d.lg. 134/1998.
[9] Comma prima modificato dall'art. 2, decreto legge 24 novembre 2000, n. 354, poi sostituito dall'art. 2, decreto legge 22 marzo 2004, n. 72, nel testo integrato dalla legge di conversione, ed successivamente modificato dall'art. 3-ter, decreto legge 31 gennaio 2005, n. 7, nel testo integrato dalla legge di conversione. Precedenza il presente comma era stato modificato dall'art. 4, d.lg. 23 aprile 1998, n. 134, dichiarato costituzionalmente illegittimo.
[10] Comma così modificato dall'art. 39-vicies sexies, decreto legge 30 dicembre 2005, n. 273, nel testo integrato dalla legge di conversione.
[11] Periodo aggiunto dall'art. decreto legge 10 gennaio 2006, n. 4.
[12] Comma così modificato dall'art. 1-decies, decreto legge 5 dicembre 2005, n. 250, nel testo integrato dalla legge di conversione.
[13] Comma così modificato dal comma 389 dell'art. 2, legge 24 dicembre 2007, n. 244.
[14] Lettera così modificata dall'art. 3-ter, d.l. 31 gennaio 2005, n. 7, nel testo integrato dalla legge di conversione.
[15] Comma così modificato dall'art. 3-ter, d.l. 31 gennaio 2005, n. 7, nel testo integrato dalla legge di conversione.
[16] Comma così modificato dall'art. 3-ter, d.l. 31 gennaio 2005, n. 7, nel testo integrato dalla legge di conversione.
[17] Comma così modificato dalla lettera e-ter) del comma 3 dell'art. 8, d.l. 30 aprile 2010, n. 64, aggiunta dalla legge di conversione.
[18] Il presente comma è stato modificato dall'art. 6, d.lg. 23 aprile 1998, n. 134, dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza 13-18 novembre 2000, n. 503, della Corte costituzionale.
[19] Comma così sostituito a decorrere dal 1 gennaio 2006, dall'art. 3-ter, d.l. 31 gennaio 2005, n. 7, nel testo integrato dalla legge di conversione.
[20] Lettera abrogata dal comma 389 dell'art. 2, legge 24 dicembre 2007, n. 244.
[21] Comma aggiunto dal comma 389 dell'art. 2, legge 24 dicembre 2007, n. 244.
[22] Comma così modificato dal comma 389 dell'art. 2, legge 24 dicembre 2007, n. 244.
[23] Articolo dapprima sostituito dall'art. 2, d.l. 22 marzo 2004, n. 72, nel testo integrato dalla legge di conversione, e dal comma 1148 dell'art. 1, legge 27 dicembre 2006, n. 296, successivamente modificato dal comma 395 dell'art. 2, legge 24 dicembre 2007, n. 244.
[24] Il presente comma è stato modificato dall'art. 6, d.lg. 23 aprile 1998, n. 134, dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza 13-18 novembre 2000, n. 503, della Corte costituzionale.

References: Art. 2
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