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Timestamp: 2020-08-13 21:07:17+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8538 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8538 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/03/2017, (ud. 22/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8538
sul ricorso 19556-2015 proposto da:
C.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA VARRONE 9,
rappresenta e difende unitamente agli avvocati DANIELE MONARI, ELISA
VACCARI;
avverso la sentenza n. 115/10/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE dell’EMILIA ROMAGNA, depositata il 20/01/2015;
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di C.L. dell’avviso di accertamento con il quale era stato rettificato, del D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, comma 4, il reddito dichiarato nell’anno 2007 la Commissione tributaria regionale, con la sentenza indicata in epigrafe, riformava parzialmente la decisione di primo grado, dichiarando la parziale illegittimità dell’accertamento, e ordinando che, nella determinazione del reddito, si tenesse conto dell’incidenza delle spese per le rate del mutuo fondiario, nella loro entità effettiva.
Avverso la sentenza ricorre l’Agenzia delle Entrate con due motivi.
1. Con il primo motivo si deduce la violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, commi 4, 5 e 6, laddove con la sentenza impugnata il Giudice di appello aveva ritenuto applicabile la novella del D.P.R. citato art. 38 e disapplicato il coefficiente relativo alle quote di mutuo.
1.1. La censura è fondata alla luce dei principi ribaditi di recente tra le altre da Ordinanza n. 16912 del 10/08/2016 “in tema di accertamento in rettifica delle imposte sui redditi delle persone fisiche, la determinazione effettuata con metodo sintetico, sulla base degli indici previsti dai Decreti Ministeriali del 10 settembre e 19 novembre 1992, riguardanti il cd. redditometro, dispensa l’Amministrazione da qualunque ulteriore prova rispetto all’esistenza dei fattori – indice della capacità contributiva, sicchè è legittimo l’accertamento fondato su essi, restando a carico del contribuente, posto nella condizione di difendersi dalla contestazione dell’esistenza di quei fattori, l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore. (massime precedenti conformi: n. 9539 del 2013; n. 1332 del 2016; Ordinanza n. 17487 del 01/09/2016 la quale ha avuto modi di ribadire che” la disponibilità di un alloggio e di un autoveicolo integra, ai sensi del D.P.R. citato, art. 2, nella versione ratione temporis vigente, una presunzione di capacità contributiva “legale” ai sensi dell’art. 2728 c.c., imponendo la stessa legge di ritenere conseguente al fatto (certo) di tale disponibilità l’esistenza di una “capacità contributiva”, sicchè il giudice tributario, una volta accertata l’effettività fattuale degli specifici “elementi indicatori di capacità contributiva” esposti dall’Ufficio, non ha il potere di privarli del valore presuntivo connesso dal legislatore alla loro disponibilità, ma può soltanto valutare la prova che il contribuente offra in ordine alla provenienza non reddituale (e, quindi, non imponibile perchè già sottoposta ad imposta o perchè esente) delle somme necessarie per mantenere il possesso di tali beni). In punto, poi, di vigenza temporale della norma in questione questa Corte (Cass. n. 21041 del 06/10/2014) ha, già condivisibilmente statuito che “in tema di accertamento in rettifica delle imposte sui redditi delle persone fisiche, la determinazione effettuata con metodo sintetico, sulla base degli indici previsti dai dd.mm. del 10 settembre e 19 novembre 1992, riguardanti il cosiddetto redditometro, non pone alcun problema di retroattività, stante la natura procedimentale e non sanzionatoria che ne comporta, pertanto, l’applicabilità in rapporto al momento dell’accertamento”.
2. Il secondo motivo con il quale si deduce sotto l’egida dell’art. 360 c.p.c., n. 5, l’omesso esame dell’appello incidentale è inammissibile dovendo essere la censura proposta ex art. 360 c.p.c., n. 4 e, comunque, il mezzo non è autosufficiente.
3. Ne consegue, in accoglimento del primo motivo di ricorso, dichiarato inammissibile il secondo, la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio alla C.T.R. dell’Emilia Romagna la quale provvederà al riesame, adeguandosi ai superiori principi, ed al regolamento delle spese di questo giudizio.
In accoglimento del primo motivo di ricorso, inammissibile il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 sentenza 
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 art. 38
 sentenza 
 art. 38
 art. 2
 art. 360
 sentenza 
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