Source: http://www.eius.it/giurisprudenza/2003/128.asp
Timestamp: 2013-05-20 00:25:09+00:00

Document:
EIUS - Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 28 ottobre 2003, n. 6673
1. Il dottor Francesco Romanelli, dipendente dell'ufficio del Garante per la radiodiffusione e l'editoria, ha chiesto all'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni di partecipare alla procedura selettiva per l'assunzione ai sensi della legge 31 luglio 1997, n. 249.
A seguito di alcune vicende che hanno riguardato la fase precedente allo svolgimento del colloquio, il direttore del dipartimento risorse umane e finanziarie dell'Autorit�, con l'atto n. 17792 del 17 dicembre 1999, ha comunicato al dottor Romanelli l'esito della procedura selettiva e il suo mancato inserimento nella graduatoria.
Col ricorso n. 1288 del 2000, proposto al TAR per il Lazio, il dottor Romanelli ha impugnato tale nota, nonch� la delibera del consiglio dell'Autorit� n. 293 del 17 novembre 1999.
Con la sentenza n. 736 del 2001, il TAR ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando l'inammissibilit� della impugnazione di una graduatoria da parte di chi non abbia svolto la prova orale.
2. Col ricorso n. 1130 del 2000 (proposto al TAR per il Lazio), il signor Romanelli (unitamente ad altri colleghi) ha impugnato la delibera n. 293 del 17 novembre 1999, con cui il consiglio dell'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato le graduatorie del concorso bandito per la copertura dei posti di dirigente, funzionario, di personale esecutivo ed operativo.
La sentenza n. 5298 del 2002 � stata impugnata:
- con l'appello n. 8112 del 2002, dal dottor Francesco Romanelli;
- con l'appello n. 9889 del 2002, dai signori Paola D'Argento, Luisa Tudisco, Rita Di Virgilio, Cinzia Belli, Sabina Massarelli, Maria Grazia Gagliardi, Riccardo Mollo.
Essi, tra l'altro, hanno dedotto che i provvedimenti da essi impugnati sono stati gi� annullati in sede giurisdizionale, con sentenze su cui si � formato il giudicato.
3. Nel corso dei giudizi, l'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni si � costituita in giudizio, per resistere ai gravami.
In data 1� agosto 2003, presso la Segreteria della Sezione sono stati depositati gli atti, in esecuzione della decisione interlocutoria.
Gli appellanti hanno depositato una memoria di replica alla relazione dell'Autorit�.
1. Con la deliberazione presidenziale del 31 luglio 1998, l'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni ha indetto le selezioni previste dall'art. 1, comma 20, della legge 31 luglio 1997, n. 249, per l'assunzione - nei limiti dei posti disponibili - di dirigente, di funzionario e di personale operativo ed esecutivo del personale gi� dipendente dall'Ufficio del Garante per l'editoria.
Gli odierni appellanti (con i ricorsi di primo grado nn. 1130 e 1288 del 2000, proposti al TAR per il Lazio) hanno impugnato la deliberazione n. 293 del 17 novembre 1999, con cui il Consiglio dell'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato le graduatorie finali delle selezioni.
In particolare, con il ricorso n. 1288 del 2000, il dott. Francesco Romanelli:
- ha rilevato che non ha svolto la prova orale, dopo che ha ricusato la commissione esaminatrice - convocata per la medesima prova - sia perch� illegittimamente costituita, sia per la specifica ricusazione del presidente della commissione.
Il ricorso n. 1130 del 2000 � stato proposto dal medesimo dott. Romanelli e da altri ventisei dipendenti fuori ruolo e in servizio presso l'Autorit�.
2. Il TAR per il Lazio, con la sentenza n. 736 del 2002, ha dichiarato inammissibile il ricorso n. 1130 del dott. Romanelli, rilevando il suo difetto di interesse perch� "non ha partecipato sino alla fine della suddetta procedura".
Tale accoglimento parziale � stato disposto perch� - con la precedente sentenza n. 3183 del 2001 - il TAR ha annullato gli atti del medesimo procedimento, per la ravvisata illegittimit� della composizione della commissione esaminatrice e per l'elaborazione di criteri di selezione del personale, diversi da quelli fissati dal bando.
3. Con gli appelli nn. 3459 e 8112 del 2002, il dott. Romanelli ha impugnato la sentenza n. 736 del 2002 (che lo ha visto unico soccombente), nonch� la sentenza n. 5298 del 2002 (per la parte che ha riguardato la sua soccombenza).
4. Cos� ricostruite le complesse vicende che hanno condotto agli appelli in esame (gi� riuniti con la precedente decisione interlocutoria n. 3269 del 2002), ritiene la Sezione che vadano esaminati con priorit� gli appelli proposti dal dott. Romanelli.
- le impugnate sentenze del TAR non avrebbero dovuto dichiarare inammissibile il suo ricorso individuale n. 1288 del 2000 e (in parte qua) il ricorso n. 1130 del 2000 proposto collettivamente, poich� egli ha partecipato al concorso e si � presentato alla prova orale (anche se in concreto non l'ha svolta, dopo la proposizione di istanze di ricusazione sia nei confronti della commissione nel suo complesso, sia nei confronti del presidente della commissione);
- con alcune sentenze su cui si � gi� formato il giudicato, sono stati annullati gli atti del procedimento selettivo e, in particolare, la delibera che ha nominato la commissione esaminatrice e la delibera n. 293 del 1999, che ha approvato le graduatorie;
- le statuizioni su cui si � formato il giudicato rilevano nel presente giudizio e comportano che anche nei suoi confronti va rinnovato il procedimento.
5.1. Per quanto riguarda l'ammissibilit� delle censure di primo grado del dott. Romanelli, con riferimento alla sua specifica posizione non pu� condividersi l'applicazione che il TAR ha operato del principio per il quale � inammissibile il ricorso giurisdizionale proposto avverso una graduatoria concorsuale, da parte del candidato che non abbia partecipato alle prove orali.
Tale principio (di per s� condivisibile e affermato dalla risalente giurisprudenza di questo Consiglio) non � applicabile quando, come nella specie, il candidato abbia chiesto di partecipare al concorso e sia stato ammesso alle prove orali, ma poi - senza disinteressarsene - sia pure "a suo rischio e pericolo" abbia ritenuto di non svolgerle in ragione della illegittimit� della composizione esaminatrice, tempestivamente dedotta dapprima in sede amministrativa e poi in sede di impugnazione avverso la graduatoria finale e gli atti precedenti.
In tal caso, il candidato (nel manifestare un personale e perdurante interesse al procedimento ed alla sua legittimit�, con l'originaria domanda di partecipazione e la dichiarazione di non svolgere la prova orale per l'illegittima composizione della commissione) � senz'altro legittimato ad impugnare l'atto di nomina dei suoi componenti, che lo ha determinato a comunicare all'Amministrazione la sua scelta.
Inoltre, il suo interesse a formulare le censure sulla legittimit� della composizione diventa attuale quando termina il procedimento, col provvedimento che approva la graduatoria finale e rispetto al quale si manifestano le posizioni dei controinteressati.
Nella specie, il dott. Romanelli:
- si � presentato alla commissione in pari data, nel giorno fissato per lo svolgimento della prova orale, insistendo nella domanda di ricusazione del presidente della commissione e "richiamando... le rimostranze" gi� formulate con l'istanza scritta e l'ancora precedente ricorso;
- col ricorso di primo grado n. 1288 del 2000 (rivolto avverso la graduatoria e il presupposto atto di nomina della commissione), ha pertanto ritualmente formulato il sesto motivo (reiterato in questa sede a p. 18 del gravame), fondato sulla medesima ragione gi� pi� volte in precedenza dedotta e cio� sulla violazione dell'art. 36, terzo comma, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29.
5.2. Ravvisata l'ammissibilit� delle censure di primo grado, osserva la Sezione che - nel corso del giudizio - gli atti impugnati sono stati gi� annullati dal giudice amministrativo, con statuizioni (su cui si � formato il giudicato) rese in accoglimento di censure pressoch� identiche a quelle proposte in questa sede, sulla violazione del richiamato art. 36, terzo comma.
- con la sentenza n. 3183 del 2001 (gravata dall'Amministrazione con l'appello n. 10153 del 2001, che non risulta ancora deciso), ha annullato gli atti del procedimento, ravvisandone l'illegittimit� sia per l'illegittima composizione della commissione esaminatrice, sia per la modifica dei criteri di selezione, avvenuta dopo la pubblicazione del bando della selezione;
- con cinque successive sentenze (n. 6789 del 2001 e nn. 5293, 5297, 5300 e 5398 del 2002, su cui si � formato incontestabilmente il giudicato, come ha rilevato l'Autorit� nella sua relazione istruttoria) ha integralmente richiamato le statuizioni della precedente sentenza n. 3183 del 2001 ed ha annullato gli atti impugnati anche con riferimento ai ricorrenti in quelle sedi.
Nel presente giudizio, � dunque decisivo rilevare come gli atti impugnati dal dott. Romanelli siano stati gi� annullati, in ragione della constatata violazione del medesimo art. 36, terzo comma (poich� tre dei cinque componenti della commissione sono stati scelti tra i componenti dell'organo di direzione politica dell'Autorit�).
Sotto tale aspetto, va considerata irrilevante la questione sollevata dall'Autorit� nella medesima relazione istruttoria (secondo la quale per il procedimento selettivo in questione non sarebbe applicabile lo stesso art. 36, terzo comma), poich� in questa sede:
- non pu� essere verificata - tanto meno in via incidentale - l'ipotizzata legittimit� di provvedimenti ormai gi� annullati in sede giurisdizionale (con efficacia di giudicato);
- si tratta unicamente di constatare come il dott. Romanelli non possa essere considerato "rinunziante" al procedimento e, dunque, possa anch'egli avvalersi del gi� disposto annullamento degli atti impugnati (ai fini della rinnovazione del procedimento).
In tali limiti, vanno pertanto accolti i gravami nn. 3459 e 8112 del 2002 (col corrispondente accoglimento dei ricorsi di primo grado del dott. Romanelli). 6. Passando all'esame della posizione degli altri appellanti nel giudizio n. 9889 del 2002 e al corrispondente ricorso cumulativo di primo grado n. 1130 del 2002, in considerazione del contenuto della gravata sentenza n. 5298 del 2002 e in via preliminare osserva la Sezione che:
- quando � proposto un ricorso cumulativo di legittimit�, vi � l'onere di ciascun ricorrente di dimostrare come la sua situazione sia sostanzialmente coincidente o assimilabile a quella degli altri ricorrenti (ovvero in quale misura diverga), al fine di determinare con chiarezza l'oggetto del giudizio e di consentire la verifica se sussista l'interesse personale alla definizione della lite;
- qualora dalle deduzioni delle parti e dalla documentazione acquisita non risultino elementi tali da definire le singole e diverse posizioni individuali, il ricorso va dichiarato inammissibile nella sua interezza, poich� la sentenza del TAR non pu� enunciare principi astratti senza destinatari determinati, ma deve prendere in considerazione le specifiche posizioni individuali, con analitiche statuizioni in ordine alle questioni preliminari di carattere processuale, alla fondatezza delle censure e alle spese ed agli onorari del giudizio;
- qualora solo alcuni ricorrenti comprovino la loro legittimazione a ricorrere, il T.A.R. non pu� limitarsi ad indicare il criterio sulla base del quale vanno individuati i soggetti da considerare legittimati all'impugnativa, ma deve indicare nominativamente i soggetti che considera legittimati, indicando distintamente coloro la cui impugnazione va dichiarata inammissibile (Sez. V, 4 novembre 1994, n. 1257).
Solo in tal modo, infatti, si pu� dare luogo ad una compiuta ricostruzione dell'oggetto del giudizio, delle statuizioni del giudice di primo grado, degli obblighi di esecuzione dell'Autorit� amministrativa e dell'oggetto dell'eventuale giudizio di secondo grado o di ottemperanza:
6.1. Ci� premesso, nella specie l'impugnata sentenza n. 5298 del 2002:
- ha "suddiviso" gli originari 27 ricorrenti - compreso il dott. Romanelli - "tra coloro che non hanno partecipato ovvero non hanno portato a termine le prove concorsuali e coloro i quali pur avendo partecipato non sono risultati vincitori";
6.2. La specifica posizione individuale dei medesimi sette appellanti neppure pu� essere ricostruita in base al gravame o alla relazione esplicativa trasmessa dall'Autorit� in esecuzione della decisione interlocutoria n. 3269 del 2003.
Infatti, il gravame n. 5298 del 2002 si � particolarmente soffermato sull'avvenuto annullamento degli atti di gara da parte del TAR per il Lazio con le sentenze sopra richiamate al punto 5.2., ma non ha fornito specifici elementi tali da chiarire se i sette appellanti abbiano presentato la domanda per partecipare alla selezione e per ricoprire specifiche qualifiche, ovvero se non si siano presentati alla prova orale o alla fase del procedimento costituita dai test o ancora se abbiano a suo tempo formulato una riserva di impugnare successivamente gli atti delle selezioni.
Similmente, anche dalla relazione trasmessa dall'Autorit� (e acquisita in data 1� agosto 2003) non risultano specifici elementi sulle loro posizioni e sulla effettiva proposizione delle domande (a differenza di quanto l'Autorit� ha rilevato a proposito del dott. Romanelli).
Infine, anche dalla lettura delle graduatorie (approvate con la delibera del consiglio dell'Autorit� n. 293 del 17 novembre 1999) non si evince che essi - neppure menzionati - siano stati ammessi alle prove orali o che vi abbiano rinunciato, ovvero abbiano formulato una riserva di impugnazione.
- nel gravame non vi � stata una chiara, univoca e comprovata contestazione delle statuizioni del TAR, sulla inammissibilit� delle censure di primo grado dei sette appellanti, per l'assenza di un'analitica esposizione delle loro specifiche posizioni in punto di fatto;
- anche a volere ritenere che le complessive deduzioni degli appellanti vadano intese come contestazioni delle medesime statuizioni, dall'esame della ponderosa documentazione acquisita non sono emersi elementi tali da chiarire in questa sede le specifiche situazioni di ciascun appellante e l'ammissibilit� delle relative doglianze di primo grado e reiterate in queste sede.
La conferma delle statuizioni del TAR sulla originaria inammissibilit� delle censure degli appellanti comporta l'irrilevanza delle vicende che hanno condotto all'annullamento degli atti del procedimento e preclude che anche in loro favore possa essere statuito l'obbligo dell'Autorit� di rinnovare le selezioni. 7. Per le ragioni che precedono, gli appelli nn. 3459 e 8112 del 2002 vanno accolti e vanno accolti i ricorsi di primo grado come proposti dal dott. Romanelli, nei sensi sopra precisati, mentre va respinto l'appello n. 9889 del 2002, con la conferma delle relative statuizioni di inammissibilit� del ricorso di primo grado.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), rilevata la gi� disposta riunione degli appelli in epigrafe:
Ordina che la presente decisione sia eseguita dalla Autorit� amministrativa.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 art. 36
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza