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Timestamp: 2014-04-21 07:09:01+00:00

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FIERE: arriva la semplificazione per le Partite IVA - Postilla CATALOGO
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28 febbraio 2011 FIERE: arriva la semplificazione per le Partite IVA Tweet
Dopo un anno esatto dall’entrata in vigore del cd. “VAT PACKAGE” che, con decorrenza 1 gennaio 2010, ha radicalmente modificato il regime della territorialità IVA delle prestazioni di servizi, assistiamo all’entrata in vigore del nuovo regime previsto, tra l’altro, per le manifestazioni fieristiche.
In pratica, i servizi relativi alle fiere, che fino al 31.12.2010 erano regolati dalla norma derogatoria di cui all’art. 7-quinquies del D.P.R. n. 633/1972 (tassazione all’origine), a far data dal 1° gennaio di quest’anno rientrano tra le cd. “prestazioni generiche“, ex art. 7-ter del citato decreto, attratte dal tributo nel Paese di stabilimento del committente se soggetto passivo (tassazione a destinazione).
Questa innovazione, tra l’altro già prevista dalla Direttiva comunitaria 2008/8/CE e, conseguentemente, dalla norma domestica di recepimento della medesima, D.Lgs. n. 18/2010 (che contengono norme in progessione), rappresenta per le imprese residenti una non trascurabile semplificazione per la partecipazioni alle fiere svolte in ambito comunitario.
Infatti, basti pensare che ora per la locazione di spazi espositivi, nonché per i servizi accessori a dette attività, per manifestazioni svolte in altri Paesi dell’Ue le imprese residenti riceveranno la relativa fattura dal fornitore comunitario esclusa da IVA locale, in quanto il serizio rileva territorialmente in Italia ove ha sede il committente soggetto passivo del tributo in argomento, che assolverà l’obbligo attraverso il sempre più usato meccanismo contabile del reverse charge.
Tale innovazione, comporta un duplice vantaggio, costituito in primis dal non dover corrispondere l’IVA al fornitore comunitario (evitando l’esborso finaziario del tributo) e dal non doverne chiedere, poi, il successivo rimborso allo Stato comunitario del prestatore, sopportando così un adempimento burocratico in meno.
Ovviamente, rientrando ora le fiere tra le cd. prestazioni generiche imponibili, i committenti residenti dovranno includere queste prestazioni nelle dichiarazioni periodiche “INTRASTAT-SERVIZI”.
In proposito, giova ricordare che detta semplificazione non interessa le prestazioni relative all’accesso alla fiera e servizi accessori, che rimangono ancora regolati dalle disposizioni già in vigore dal 2010. In sintesi, per queste ultime prestazioni l’IVA resta dovuta nel Pese dove effettivamente viene eseguita la prestazione, indipendentemente dallo status del committente (soggetto passivo o mene del tributo).
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20 Commenti a “FIERE: arriva la semplificazione per le Partite IVA”
Caterina Claudi scrive:
Scritto il 1-3-2011 alle ore 17:43 Buonasera,
ho letto con interesse il Suo articolo essendo un consulente che segue il settore “organizzazione eventi convegni ecc.” e le nuove norme in vigore dal 1° gennaio 2011 sono oggetto di riflessione quasi quotidiana.
In particolare mi ha colpito la frase che Le riporto integralmente: “la locazione di spazi espositivi, nonché per i servizi accessori a dette attività, per manifestazioni svolte in altri Paesi dell’Ue le imprese residenti riceveranno la relativa fattura dal fornitore comunitario esclusa da IVA locale, in quanto il servizio rileva territorialmente in Italia ove ha sede il committente soggetto passivo del tributo in argomento, che assolverà l’obbligo attraverso il sempre più usato meccanismo contabile del reverse charge”.
Essendo in essere la deroga prevista dall’art. 7 quater per le “prestazioni relative a beni immobili” non ritiene che la locazione di uno spazio fisico espositivo rientri proprio nella tipologia prevista dall’art. 7 quater?
Scritto il 2-3-2011 alle ore 13:06 Condivido la perplessità.
Ma mi sembra che la norma si ponga come derogatoria rispetto alla disciplina delle prestazioni relative agli immobili e pertanto varrà dal 2011 il nuovo regime.
Restano aperti due dubbi.
I servizi accessori relativi alla locazione di spazi espositivi quali sono ? Comprendono anche i buffet, le conferenze stampa con i più svariati ospiti anche se li rendono fornitori diversi da quelli che forniscono gli stessi spazi espositivi ? E così pure come si distinguono ( o quanto possono confendersi ) con i servizi accessori a quelli di semplice ingresso alla fiera che rimangono attratti al vecchio regime che radica la territorialità nel luogo dove vengono effettuate le prestazioni ?
Ci sono lumi in proposito rintracciabili da qualche parte ( direttiva, lavori prepaparatori; riunoni di Comitato IVA Ec ecc. ) ?
Scritto il 2-3-2011 alle ore 18:31 Lumi purtroppo al momento ancora nulla …. ma le discussioni in seno al settore sono molte e soprattutto legate alla corretta identificazione delle “prestazioni di accesso” .
Infatti uno dei problemi più importanti è cercare di identificare bene cosa si intende per prestazione di accesso: personalmente ritengo che la prestazione di accesso sia il corrispettivo pagato per poter ACCEDERE ad una manifestazione aperta al pubblico, e quindi vi collocherei sia il biglietto per l’entrata ad una fiera o ad una mostra che la quota di iscrizione ad un convegno quando questa quota non prevede altri servizi se non la partecipazione al convegno ed al limite il libro degli abstract.
Diversa valutazione la darei alle quote di iscrizione ad un convegno quando a fronte del corrispettivo vi sia il diritto a ricevere una prestazione complessa ( es.: partecipazione al convegno, coffee break, lunch e cena di gala, materiale congressuale ecc. ecc. ).
Però al momento non vi è alcuna indicazione in merito se non la risoluzione 367 del 2008.
Invece per quanto riguarda la locazione degli spazi espositivi all’interno di una fiera personalmente non sono proprio certa che non segua la deroga del 7/quater ma come già detto nessuna indicazione precisa esiste al momento.
Scritto il 2-3-2011 alle ore 19:33 Ho letto il nuovo commento e la cortese risposta della dr.ssa Claudi che ringrazio anche per la segnalazione della risoluzione.
Leggendola mi è parsa riduttiva della portata delle prestazioni accessorie ( creando dei vincoli eccessivi affinchè si determini il legame di accessorietà ed esponedendo dei principi che mi sembra non collimino con i principi comunitari ).
Ritengo comunque che sia il primo punto ( locazione spazi espositivi e chiarimenti se assimilabile al 7 ter o al 7 quater ) e ambito specifico delle fattispecie richiedano un urgente intervento in sede comunitaria onde evitare nuovi problemi in sede di recuperi di IVA all’estero: mi riferisco anche alla classificazione adottata anche nel “portale” dei rimborsi IVA ue delle spese di rappresentanza in business e non business, dove le prime non sarebbero neppure un problema se rientrassero nelle ” accessorie” alla locazione agli spazi espositivi e se ne trovasse una nozione sufficientemente ampia da comprendere anche quelle rese da terzi rispetto al prestaore delle prestrazione principale ed anche se non a sue spese o per suo conto ma nell’interesse di chi le riceve.
Scritto il 2-3-2011 alle ore 22:22 In risposta alla gentile Claudia.
A mio parere, pur riconoscendo che le disposizioni IVA in generale e, più nello specifico, quelle inerenti alla territorialità del tributo sono di non facile interpretazione, non ho dubbi nell’affermare che le prestazioni in esame esulano dalla fattispecie di prevista dall’art. 7 quater del Decreto IVA che si occupa delle “prestazioni relative a beni immobili”, si ritiene, in senso lato. Infatti, le prestazioni in esame, cioè la locazione di stand fieristici e prestazioni accessorie, come l’allestimento dello stand medesimo, che può essere effettuato anche da soggetti terzi rispetto all’organizzatore, rientra nella diversa fattispecie regolata puntualmente dal successivo comma quinquies dell’art. 7 che, tra l’altro, si occupa proprio dei servizi inerenti alle fiere ed esposizioni.
A conforto della mia tesi, oltre alla dottrina (si veda tra gli altri il Portale ne Il Sole 24-Ore del 2 gennaio 2011 – pag. 19), si richiamano le recenti conclusioni dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Ue che, in Causa C-530/09 del 13 gennaio 2011, pronunciandosi in merito alla fattispecie in parola ritiene che la messa a disposizione temporanea degli espositori di stand fieristici, è un prestazione accessoria alle attività fieristiche e di esposizione e, pertanto, la stessa rientra in questa diposizione. Quindi, in pratica, traducendo il pensiero dell’Avvocato Generale, queste prestazioni dal 2011 rese tra B2B sono imponibili esclusivamente nel Paese del committente del servizio.
In conclusione, penso che gli operatori interessati debbano prestare la massima attenzione, specialmente in fase di prima applicazione del nuovo regime IVA delle fiere, per evitare indebiti assoggettamenti ad IVA locale delle prestazioni in esame. Ciò in quanto, si ricorda che in caso di erronea applicazione del tributo, il Paese comunitario ove è stata effettuata alla fiera non rimborserà l’imposta a seguito di specifica istanza, in virtù del fatto che in ambito comunitario (ma anche nazionale) vige il principio che l’IVA non è dovuta dal cliente per il semplice fatto di essere stata addebitata in fattura, ma richiede quale imprescindibile presupposto che trattasi di un’operazione imponibile.
Scritto il 17-3-2011 alle ore 09:36 La questione è di grande interesse.
Sono molto interessanti i riferimenti alle conclusioni dell’Avvocato Generale. In effetti la norma lasciava aperti diversi dubbi.
Una ulteriore questione che voglio sottoporre – sperando di non prendere qualche abbaglio – è la seguente.
Siccome il 7 quinquies trova applicazione anche anche alle prestazioni didattiche, la fattura di un relatore è una prestazione accessoria all’organizzazione?
In sostanza sembra che sia più facile definire le prestazioni di accesso e dire che tutto il resto è organizzazione….. Condividete il mio approccio?
Scritto il 17-3-2011 alle ore 13:02 In risposta al Dr. Vial.
In linea di principio, possiamo dire che le «prestazioni di accesso» consistono in quelle che, previa acquisizione di un tiket o di un altro titolo similare, conferiscono il diritto all’ingresso di una manifestazione culturale, artistica o sportiva liberamente aperta al pubblico. Tale diritto di ingresso si riferisce anche alla partecipazione a conferenze, seminari, convegni e simili, di carattere culturale, scientifico ed educativo purché liberamente aperte al pubblico.
A contrario, non si dovrebbero considerare come prestazioni di accesso, la partecipazione a convegni, seminari ed altri eventi, per cui sia prevista una specifica e preventiva iscrizione che non consente, quindi, a chiunque di parteciparvi (in tal senso Portale in “Telefisco 2011”).
Con specifico riferimento alle prestazioni didattiche, anch’esse regolate fino a tutto il 2010 dall’art. 7-quinquies, si è del parere che ora devono essere assoggettate ad IVA seguendo la regola del Paese del committente soggetto passivo del tributo. Ad esempio, per un convegno organizzato in Italia da un a società comunitaria che si serve di relatori professionisti residenti, ne consegue che dal gennaio 2011 il professionista deve emettere la relativa fattura «fuori campo IVA», ex art. 7-ter, che sarà assolta nel Paese del committente con il meccanismo del reverse-charge. Ovviamente il professionista deve presentare il modello INTRA-SERVIZI.
In proposito, si ricorda che la C.M. 21.6.2010, n. 36/E, già riteneva che i corsi di formazione e addestramento del personale, rientravano nella categoria delle prestazioni generiche, disciplinate dall’art. 7-ter e questo già in vigenza dell’art. 7-quinquies ante 2011.
In conclusione, a mio parere, possiamo dire che la prestazione didattica, che gode ora del regime IVA di cui al richiamato art. 7-ter, è tra le attività principali per la realizzazione di un convegno, senza la quale non è possibile realizzare l’evento.
Scritto il 20-3-2011 alle ore 08:54 Buongiorno,
volevo segnalare ai cortesi lettori e commentatori che sull’argomento è stato pubblicato un mio recente approfondimento sulla n. 4/2011 della Rivista “L’IVA” – Ipsoa editore: http://www.ipsoa.it, rubricato come segue.
Lo studio di un caso – Manifestazioni fieristiche in ambito comunitario:
la nuova territorialità IVA.
Scritto il 31-3-2011 alle ore 14:10 Mi rivolgo al Collega Veneruso da fiscalista: ottimo sapere che hai scritto un articolo sull’argomento, ti pregherei, se puoi, di farmelo avere via email( pietro.coluzzi@yahoo.it ). Se possibile vorrei confrontarmi anche con te su questa notizia. Ieri in Assolombarda si è parlato di nuovo del tema della locazione ed installazione degli stand fieristici. Il nodo è sempre quello delle prestazioni accessorie ( ed al distinguo con le prestazioni di mero accesso alle fiere ).
Per includere queste attività nelle prestazioni accessorie a quelle ” per l’accesso a fiere esposizioni” di cui alla lettera b) del testo vignete dal 2011 del comma 1 dell’art. 7-quinquies, si è fatto riferimento alle conclusioni dell’Avoocato Generale nel pending case c-530/09 e probabilmente questa posizione verrà confermata nell’attesa circolare.
Che ne pensi ? E poi: allestimento dello stand significa anche: hostess, buffet, gadget ai giornalisti ecc. ?
Scritto il 4-4-2011 alle ore 00:35 Caro Pietro, come vedi l’argomento in questione, come da te (e non solo) rilevato, continua a suscitare tanto interesse da parte degli addetti ai lavori che si trovano a districarsi nell’applicazione pratica della nuova territorialità Iva applicabile alle “Fiere” a partire dal 1° gennaio 2011.
Comunque, sintetizzando, per individuareare il corretto regime IVA delle prestazioni in argometo, è fondamentale distinguere i servizi:
a)	di locazione e installazione di stand fieristici, per i quali si concretizza una cd. prestazione fieristica, nel cui ambito, a mio parere, rientrano anche le spese accessorie da te evidenziate, come le hostess, i buffet, ecc. In tal caso ne discende la nuova regola generale per la quale detti servizi sono tassabili nel Paese del committente se soggetto passivo dell’IVA; quindi, esemplificando, se il prestatore non è stabilito in Italia, il committente residente dovrà ricorrere all’autofattura ex art. 17, D.P.R. n. 633/1972;
da quelli:
b)	relativi alla partecipazione del soggetto passivo (o privato) ad una manifestazione fieristica da altri organizzata in veste di spettatore, visitatore, ecc. Questi servizi, aventi ad oggetto l’accesso alla predetta manifestazione, rimangono tutt’ora soggetti a tassazione nel luogo dove si svolge la manifestazione (nulla è cambiato rispetto al 2010). In proposito, segnalo il recente Regolamento del Consiglio dell’Ue. 15 marzo 2011, n. 282/2011 (Gazzetta Ufficiale U.E – L77/2011 del 23 marzo 2011) http://eur-lex.europa.eu, in vigore dal 12 aprile 2011, anche se, per espressa previsione normativa, le sue norme trovano applicazione dal 1° luglio 2011. Il richiamato regolamento fornisce, tra l’altro, importanti chiarimenti relativi alla tassazione delle prestazioni di servizi, tra cui quelli per l’accesso a manifestazioni in cambio di un biglietto, individuandone le caratteristiche essenziali. A breve, credo, sarà emanata anche la Circolare dell’Agenzia delle entrate che, recependo i recenti pronunciamenti giurisprudenziali e normativi, fornirà utili indicazioni per affrontare al meglio il nuovo regime che ha inciso sulla territorialità Iva dei servizi in esame.
Scritto il 12-4-2011 alle ore 12:15 Scusate la domanda forse poco pertinente…ma con la nuova normativa sulle fiere per quanto riguarda l’indicazione in intrastast servizi vale la data di pagamento del servizio ricevuto o il momento di effettuazione del servizio??
Nel caso specifico se ricevo una fattura dall’ente fiera per l’organizzazione (mi danno uno stand per l’esposizione)in anticipo rispetto allo svolgimento della fiera che data vale ai fini intrastat??
Gianni Colcera scrive:
Scritto il 12-1-2012 alle ore 20:24 In considerazione che i servizi relativi alle fiere, a far data dal 1° gennaio 2011 rientrano tra le cd. “prestazioni generiche“, ex art. 7-ter del citato decreto,vorrei sapere a quale codice CPA devo assoggettarlo negli elnchi INTRASTAT
Scritto il 16-1-2012 alle ore 21:40 Ritengo che il codie CPA da utilizzare per i servizi dell specie (non rilevando il codice inerenta la partecipazione) sia il seguente:
- 823012 Servizi di organizzazione di fiere.
Scritto il 19-1-2012 alle ore 17:59 Caro Antonio, ho necessità di un chiarimento in merito ad EVENTI (ad invito – no ticket) svolti in Italia e i COMMITTENTI sono esteri (extra ue). Dal 2011, per evitare errori di fatturazione, mi chiedo come fatturare visto che l’evento è composto da tante voci (allestimenti, buffet, hostess, pubblicità, ncc, pulizia, affitto locale, etc.).
Scritto il 20-1-2012 alle ore 23:20 Daniele,
a mio parere, tale prestazione se resa a soggetti passivi residenti in Paesi extra-ue, dall’1.1.2011 costituisce un’operazione esclusa da Iva e non soggetta all’obbligo di fatturazione (al contrario se resa nei confronti di soggetto passivo di altro Stato membro, ancorché esclusa da Iva è, comunque, soggetta all’obbligo di fatturazione).
Quanto sopra, a condizione che l’evento principale sia costituito dalla partecipazione alla fiera. Conseguentemente, gli altri addebiti indicati in fattura (buffet, hostess, pubblicità, ncc, pulizia, affitto locale, etc.), quali oneri accessori, seguono lo stesso trattamento dell’operazione principale, scontando lo stesso regime di esclusione da Iva, non potendo rilevare come operazioni distinte ed autonome dalla partecipazione all’evento fieristico.
Giuseppina Lunghi scrive:
Scritto il 31-7-2013 alle ore 07:50 Buongirono,
avrei bisogno di qualche chiarimento perche’ all’interno della mia azieda sono nate forti polemiche sulla base dell’applicazione della nuova normativa del 2011. Lavoro presso un’agenzia che si occupa di partecipazione ai congressi/fieri per con di prorpio clienti. Generlamente noi lavoriamo nei paesi UE utilizzando a nostra volta dei corrispondenti (altre agenize che ci foniscono i servizi richiesti es. pernottamenti , F&b, noleggio, sale attrezzature tecniche, spazi espositivi ecc.) Possiamo richedere a questi fornitori di servizi complessi di emetterci la fattura in reverse charge? Noi lavoriamo sopratutto in Spagna, dove il recupero dell’iva e’ piuttosto problematico, possiamo richiedere la fattura in reverse charge?
Scritto il 29-8-2013 alle ore 07:00 Per Giuseppina:
come in precedenza già evidenziato, si ritiene che l’organizzazione dei eventi congressuali e/o fieristici, comprendenti una serie di servizi differenti, poiché finalizzati ad un unico scopo deve essere considerata nel suo complesso, così come ha avuto di precisare l’Agenzia delle Entrate nel corso della Risoluzione del 6 agosto 2002, n. 267/E.
Dal contenuto del richiamato documento di prassi, si ricava che la prestazione costituita da un unico servizio sotto il profilo economico non deve essere suddivisa in più parti per non alterare la funzionalità del sistema dell’Iva. Per l’esatta qualificazione dell’operazione, occorre poi fare riferimento al contenuto del contratto, per verificare se le diverse attività rese sono strumentali o meno al risultato finale dell’operazione che, nel caso di specie, è l’organizzazione dell’evento (congresso e/o fiera).
Alla luce di quanto sopra evidenziato, si è del parere che qualora il contratto contempli l’organizzazione del cd. “pacchetto Congresso/Fiera chiavi in mano”, comprendente le attività sopra menzionate ( es. pernottamenti , F&b, noleggio, sale attrezzature tecniche, spazi espositivi ecc.), il servizio rileva ai fini dell’Iva nel Paese del committente soggetto passivo d’imposta.
Pertanto, nel caso in esame, si ritiene che la fattura dell’unico prestatore/colletore del servizio in parola nei confronti del committente -operatore residente – possa essere emessa facendo riferimento alla prestazione principale (Congresso e/o Fiera), citando gli estremi del relativo contratto ove è descritto sia l’attività principale che e quella strumentale necessaria per realizzare l’evento nella sua complessità, laddove, così come precisato dalla già richiamata Risoluzione, le diverse attività strumentali al risultato finale dell’operazione rilevano solo come elementi di costo della stessa e, quindi, non autonomamente.
Scritto il 10-10-2013 alle ore 16:10 per una fiera svoltasi a Milano, devo fatturare
come rimborso spese, ad un ns consociato UE.
Non ho ancora ricevuto fatt. da ente fiera, ma poi
come mi devo comportare x rifatturare ?
Scritto il 10-10-2013 alle ore 16:29 scusate…volevo aggiungere che i csoti sostenuti per la fiera sono: noleggio postazione stand,allestimento stand e costi per alloggio hotel.
Vi ringrazio x l’attenzione
Scritto il 15-10-2013 alle ore 22:57 Per Rita:
In considerazione di quanto chiarito sopra, si ritiene che qualora la fattura dell’ente fiera sia inerente al cd. “pacchetto fiera”, allora il riaddebito alla consociata deve essere fatto in toto facendo riferimento ai servizi generici, ex art. 7-ter del decreto Iva.
Al contrario, se per i predetti costi (noleggio stand – allestimento e vitto e alloggio) si ricevono separati addebiti, in tal caso si ritiene che le singole prestazioni debbano essere rifatturate alla consociata Ue applicando la relativa norma: servizi generici per la fiera e deroga per vitto e alloggio, in quanto rilevante nel luogo in cui viene consumato il servizio.
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