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Timestamp: 2020-07-02 13:29:53+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2741 del 02/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2741 del 02/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 02/02/2017, (ud. 06/12/2016, dep.02/02/2017), n. 2741
sul ricorso 20181/2015 proposto da:
M.R., P.E., nella qualità di genitori
esercenti la potestà genitoriale sul figlio minore M.B.,
elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI GRANAI DI NERVA 42,
presso lo studio dell’avvocato TERESA ERMOCIDA, rappresentati e
difesi dall’avvocato VINCENZA MATACERA, giusta procura speciale in
SUL LAVORO (OMISSIS), in persona del Direttore Centrale della
Direzione Centrale Prestazioni Economiche, elettivamente domiciliato
in ROMA, VIA IV NOVEMBRP7, 144, presso lo studio dell’avvocato
ANDREINA AMATO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato
VITO ZAMMATARO giusta procura speciale in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 838/2015 del TRIBUNALE di CATANZARO,
udito l’Avvocato Alfonso Guido (delega avvocato Vincenzo Matacera)
difensore dei ricorrenti che si riporta agli scritti;
udito l’Avvocato Andreina Amato difensore del controricorrente che si
“1. M.R. ed P.E., quali genitori del figlio minore M.B. (iscritto ad una società sportiva), convennero in giudizio, davanti al Giudice di pace di Chiaravalle Centrale, l’INAIL, perchè venisse condannato al risarcimento del danno derivante dalle lesioni personali subite dal figlio a causa di una caduta dalla bicicletta durante l’abituale allenamento.
Si costituì in giudizio l’INAIL, eccependo l’intervenuta prescrizione e chiedendo il rigetto della domanda.
Il Giudice di pace accolse in parte la domanda e condannò l’INAIL, al pagamento della somma di Euro 289,22, con il carico delle spese di lite.
2. Nei confronti della sentenza è stato proposto appello dall’ente previdenziale e il Tribunale di Catanzaro, con sentenza del 26 maggio 2015, ha accolto il gravame, rigettando la domanda degli attori e condannandoli al pagamento delle spese dei due gradi di giudizio.
Ha ritenuto il Tribunale che la sentenza di primo grado fosse palesemente contraddittoria in quanto, dopo aver affermato che la pretesa risarcitoria era ormai prescritta, ha tuttavia riconosciuto il diritto degli attori al pagamento della somma suindicata.
3. Contro la sentenza d’appello ricorrono M.R. ed P.E. con unico atto affidato ad un motivo.
Resiste l’INAIL, con controricorso.
5. Il primo ed unico motivo di ricorso lamenta, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3) e 5), violazione e falsa applicazione degli artt. 1988, 2944 e 2952 c.c., osservando che la somma di curo 289,22 era stata riconosciuta dall’INAIL, durante la fase stragiudiziale e che la sentenza del Tribunale non ne avrebbe tenuto conto.
5.1. Il ricorso è inammissibile per due concorrenti ragioni.
Da un lato, infatti, esso non ha rivolto alcuna censura contro l’affermazione della sentenza impugnata secondo cui, non avendo gli odierni ricorrenti proposto appello incidentale contro la sentenza di primo grado, la declaratoria di intervenuta prescrizione era divenuta ormai irrevocabile.
Da un altro lato, poi – così come eccepito nel controricorso – il motivo risulta redatto con una tecnica non rispettosa dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6), perchè fa riferimento ad una serie di atti del processo – tra i quali la presunta quietanza – senza indicare nè se nè dove tali atti siano stati messi a disposizione di questa Corte per la relativa consultazione (Sezioni Unite, sentenza 3 novembre 2011, n. 22726).
6. Si ritiene, pertanto, che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile”.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna i ricorrenti in solido al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in complessivi Euro 1.000, di cui Euro 200 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge.

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