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RIFERIMENTO NORMATIVO (codice civile) MATERIA
Art. 2463 n. 2 Sede legale
Possibilità di prevedere conferimenti non in denaro
Art. 2464, comma 6 Polizza assicurativa o fideiussione bancaria per garantire il conferimento mediante prestazione d’opera o di servizi
Art. 2468, comma 2 Quote di partecipazione
Possibilità di attribuzione a singoli soci di particolari diritti riguardanti l’amministrazione della società o la distribuzione di utili
Art. 2469, commi 1 e 2 Trasferimento quote
Art. 2473 bis Esclusione del socio
Possibilità di prevedere amministratori non soci
Art. 2475, comma 4 In presenza di consiglio di amministrazione possibilità di prevedere la consultazione scritta o consenso espresso scritto
Gli adeguamenti statutari obbligatori, facoltativi e le deroghe per le Srl
Art. 2462, comma 2
Responsabilità nel caso di insolvenza delle società, per le obbligazioni sorte nel periodo in cui l’intera partecipazione è appartenuta ad una sola persona
Art. 2463 n. 2
Indicazione del solo comune in cui è posta la sede sociale
Art. 2464, comma 3
Art. 2464, comma 4
Facoltà del socio di sostituzione del versamento in denaro con polizza assicurativa o fideiussione bancaria
Art. 2464, comma 6
Polizza assicurativa o fideiussione bancaria per garantire il conferimento mediante prestazione d’opera o di servizi
Postergazione del rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della società rispetto alla soddisfazione degli altri creditori. Restituzione del finanziamento quando avvenuto nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento.Nel secondo comma si individuano i finanziamenti soggetti a questa disciplina
Art. 2468, comma 2
Possibilità di determinare le partecipazioni dei soci in misura non proporzionale al conferimento
Art. 2468, comma 3
Art. 2468, comma 4
Per la modifica dei particolari diritti del comma 3 è possibile escludere l’unanimità dei soci
Art. 2469, commi 1 e 2
Possibilità di prevedere l’intrasferibilità assoluta della partecipazione, il gradimento o limiti o condizioni anche in caso di morte (salvo il diritto inderogabile di recesso)
Art. 2473, comma 1
Casi di recesso
Introduzione di cause di recesso ulteriori rispetto a quelle legali
Art. 2473, comma 2
Preavviso maggiore di sei mesi ma comunque non superiore a un anno per il diritto di recesso del socio
Art. 2473, comma 3
Criteri di determinazione del valore della partecipazione in favore del socio receduto e termini per il rimborso
Art. 2473, comma 4
Procedimento di liquidazione della partecipazione del socio receduto
Art. 2473 bis
Possibilità di definire ipotesi di esclusione per giusta causa
Art. 2475, comma 1
Art. 2475, comma 3
Possibilità di disporre l’amministrazione congiunta o disgiunta
Art. 2475, comma 4
In presenza di consiglio di amministrazione possibilità di prevedere la consultazione scritta o consenso espresso scritto
Art. 2475 comma 5
Competenza minima dell’organo amministrativo
Art, 2475 bis, comma 2
Possibilità di definire limitazioni ai poteri
Art. 2475 ter, comma 2
Art. 2476, comma 2
Controllo dei soci che non partecipano all’amministrazione (diritto di consultazione libri e documenti, anche tramite professionisti)
Art. 2476, comma 3
Azione di responsabilità contro gli amministratori promossa dal singolo socio
Art. 2476, comma 5
Possibile deroga alla facoltà di rinuncia o transazione sull’azione di responsabilità
Art. 2476, comma 7
Responsabilità amministratori e soci
Art. 2477, comma 1
L’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e i poteri, la nomina di un collegio sindacale o di un revisore anche quando non è obbligatorio
Art. 2477, commi 2 e 3
Casi in cui è obbligatorio il collegio sindacale
Art. 2477, comma 4
Il controllo contabile è svolto dal collegio sindacale. Possibilità, tuttavia, di deroga in statuto
Inderogabile e dispositiva
Art. 2478 bis, comma 1
Tempi di presentazione del bilancio e possibilità di fissare un maggior termine sempre nei limiti dell’art. 2364
Art. 2479, comma 1
Possibilità di riservare particolari materie alle decisioni dei soci
Art. 2479, comma 2
Competenze riservate alle decisioni dei soci
Art. 2479, comma 3
Possibilità che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o consenso espresso per iscritto
Art. 2479, comma 5
Possibilità di modificare il quorum deliberativo (il limite legale è almeno metà del capitale sociale)
Art. 2479 bis, comma 1
L’atto costitutivo determina i modi di convocazione dell’assemblea
Art. 2479 bis, comma 2
Possibilità di escludere la rappresentanza
Art. 2479 bis, comma 3
Possibilità di derogare al quorum costitutivo
Art. 2479 bis, comma 5
La deliberazione s’intende adottata quando partecipa l’intero capitale sociale e tutti gli amministratori e sindaci sono presenti o informati e nessuno si oppone alla trattazione
Art. 2479 ter
Invalidità delle decisioni dei soci e impugnazione
Art. 223 sexies disp. trans.
Regime transitorio applicabile alle deliberazioni anteriori alla data del 1° gennaio 2004
Art. 2481, comma 1
Possibilità di attribuire agli amministratori la facoltà di aumentare il capitale, determinandone i limiti e le modalità di esercizio
Art. 2481 bis, comma 1
In caso di decisione di aumento di capitale sociale mediante nuovi conferimenti spetta ai soci il diritto di sottoscrivere in proporzione delle partecipazione da essi possedute e a quelli che non hanno consentito alla decisione il diritto di recesso
L’atto costitutivo può prevedere che l’aumento di capitale possa essere attuato anche mediante offerta di quote di nuova emissione a terzi (diritto di recesso dei soci)
Art. 2481 bis, comma 4
In caso di aumento del capitale mediante nuovi conferimenti i sottoscrittori devono, all’atto della sottoscrizione, versare alla società almeno il 25% della parte di capitale sottoscritta
Può aver luogo a prescindere dall’esuberanza rispetto al conseguimento dell’oggetto sociale
Possibilità per la società di emettere titoli di debito
Art. 2497 bis
La società deve indicare nell’atto costitutivo l’eventuale soggezione ad altrui attività di direzione e coordinamento negli atti e nella corrispondenza, nonché mediante iscrizione, a cura degli amministratori, presso l’apposita sezione del registro delle imprese
Art. 2497 quater
Casi di recesso nelle società soggette ad attività di direzione e coordinamento
Conciliazione ed arbitrato (norme applicabili sia alle Spa che alle Srl)
Art. 34 del d.lgs. 5/2003
Possibilità per le società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio di prevedere la devoluzione ad arbitri di alcune o di tutte le controversie insorgenti tra i soci ovvero tra i soci e le società che abbiano ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale
E’ obbligatorio che queste prevedano anche il numero e le modalità di nomina degli arbitri, conferendo in ogni caso, a pena di nullità, il potere di nomina di tutti gli arbitri a un soggetto estraneo alla società
In ogni caso escluso che le controversie nelle quali la legge preveda l’intervento obbligatorio del p.m. possano essere oggetto di clausola compromissoria
Le modifiche dell’atto costitutivo relative all’introduzione o alla soppressione di clausole compromissorie, devono essere approvate dai soci che rappresentino almeno i due terzi del capitale, con la possibilità per i soci assenti o dissenzienti di esercitare il diritto di recesso entro i successivi novanta giorni
Art. 38 e ss. d.lgs. 5/2003
Possibilità di introdurre clausole di conciliazione per le controversie societarie
Art. 37 del d.lgs. 5/2003
Gli atti costitutivi possono anche contenere clausole con le quali di deferiscono ad uno o più terzi i contrasti tra coloro che hanno il potere di amministrare in ordine alle decisioni da adottare nella gestione della società
Articolo 223-bis delle disposizioni di attuazione e transitorie
Il Consiglio notarile di Milano ha elaborato una serie di massime sul nuovo diritto societario, una delle quali ha per oggetto l’art. 223-bis sopra riportato. Di seguito, viene trascritta la massima e la relativa motivazione.
L’art. 223–bis, comma 3, disp. att. c.c., quale risultante dal d.lgs. 6 febbraio 2004 n. 37, in vigore dal 29 febbraio 2004, permette di modificare l’atto costitutivo/statuto di società di capitali con deliberazione sorretta dalla maggioranza semplice dei legittimati al voto intervenuti in assemblea, in deroga alle più qualificate maggioranze previste dalla legge o dall’atto costitutivo/statuto per le modifiche dello stesso, nei seguenti casi:
a) mero adattamento a norme inderogabili introdotte dalla nuova normativa, anche laddove ciò comportasse l’adozione di scelte discrezionali, purché necessariamente dipendenti dalla modificazione imposta dalle nuove norme inderogabili;
b) inserimento di clausole miranti a disapplicare norme derogabili introdotte dalla nuova normativa in modifica della precedente, se (e solo se) l’inserimento sia finalizzato a continuare ad applicare – in quanto consentito dalla nuova legge – la vecchia disciplina, sinora applicabile nel silenzio dell’atto costitutivo/statuto ovvero in forza del generico rinvio alla legge, in esso contenuto.
ii) nel periodo anteriore all’adeguamento e, in difetto, sino al 30 settembre 2004:
a) dai patti contenuti nell’atto costitutivo/statuto, ancorché contrastanti con la nuova normativa (anche inderogabile), purché conformi alla precedente; nonché
La massima discende dal confronto tra il precedente e il nuovo testo dell’art. 223-bis, anche alla luce dei commenti e delle non sempre convergenti interpretazioni del primo testo della citata disposizione, oltre che in considerazione degli intenti manifestati dal legislatore nella relazione accompagnatoria al decreto correttivo e in altre sedi.
a) Il "mero adattamento a norma inderogabile" si ha non solo quando il contrasto di una clausola statutaria con la nuova normativa implichi un unico modo di configurare la clausola affinché risulti conforme alla nuova normativa, ma anche quando la nuova normativa impone l’introduzione nello statuto di una clausola assente e in tale introduzione si abbiano dei margini di libertà, come avviene ad esempio per il recesso nella s.r.l. in forza dell’art. 2473 c.c. (laddove impone di disciplinarne "le relative modalità") In simili situazioni si può dire che la regola della maggioranza semplice, motivata dalla indispensabilità dell’adeguamento, si estende inevitabilmente ai profili di discrezionalità concessi dalla disposizione alla quale viene adattata la clausola. Ciò, tra l’altro, si desume dalla constatazione che, se così non fosse, mancherebbe una vera ragione per permettere l’adattamento a maggioranza semplice, posto che una mera uniformazione alla nuova normativa inderogabile si verificherebbe sempre di diritto mediante sostituzione automatica della clausola affetta da nullità sopravvenuta.
b) L’introduzione, a maggioranza semplice, di clausola tendente a disapplicare una nuova norma derogabile rappresenta una novità del decreto correttivo, il cui dichiarato scopo conduce a limitarne la portata, in sede interpretativa, rispetto a quella in astratto consentita dalla lettera della disposizione (riduzione teleologica della norma).
Lo scopo della disposizione – che unitamente a quella che segue (v. infra) è nella sua genesi strettamente legata alle discussioni sul controllo contabile nella fase transitoria, controllo sinora generalmente svolto dal collegio sindacale e adesso, in virtù di norma (a date condizioni) derogabile, da attribuire al revisore – consiste nel dare l’opportunità di mantenere, ove possibile, gli equilibri esistenti nel rapporto sociale, senza dover dar principio a rinegoziazioni tra soci controllanti di fatto (i quali si giovano della regola della maggioranza semplice) e soci di minoranza per il mantenimento dello status quo. La disposizione, per contro, certamente non intende permettere, ai soci controllanti di fatto, di modificare a piacere le "regole del gioco", sfruttando i più ampi spazi concessi dalla nuova normativa e prescindendo dai consensi necessari per integrare i quorum normalmente richiesti per le modifiche statutarie.
- l’attribuzione del controllo contabile al collegio sindacale, sussistendone i presupposti stabiliti per la s.p.a. dalla nuova legge;
- il deposito delle azioni almeno cinque giorni prima dell’assemblea ai fini della legittimazione ad intervenire alla riunione;
- l’attribuzione della competenza per l’emissione delle obbligazioni non convertibili all’assemblea straordinaria;
- la fissazione dei quorum per le decisioni dei soci nella s.r.l. secondo quanto previsto dal vecchio art. 2486 c.c. (maggioranza del capitale sociale per decisioni che in passato sarebbero state di competenza dell’assemblea ordinaria; due terzi del capitale sociale per decisioni che in passato sarebbero state di competenza dell’assemblea straordinaria).
La seconda parte della massima ricostruisce la complessa regolamentazione giuridica delle società di capitali durante la fase transitoria, quale deriva dall’ultimo periodo del (nuovo) terzo comma dell’art. 223-bis: disposizione introdotta a complemento di quella contenuta nel periodo precedente (disapplicazione di nuove norme derogabili per mantenere invariato il rapporto sociale), onde garantire la continuazione invariata del rapporto sociale nel mutato quadro normativo sino al momento in cui si adegui l’atto costitutivo/statuto o, alternativamente, sino al 30 settembre 2004.
- sino a che l’atto costitutivo/statuto non viene adeguato, il controllo contabile continua ad essere esercitato dal collegio sindacale in conformità alla vecchia normativa (né si potrà, senza previamente adeguare lo statuto, nominare un revisore, salvo che ciò sia imposto dalla nuova legge con norma inderogabile, come avviene per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio o che siano tenute alla redazione del bilancio consolidato: art. 2409-bis, ult. comma);
Peraltro, la disposizione in commento, se pur primariamente pensata per il problema del controllo contabile, si presenta generalizzata ad ogni altro aspetto del rapporto sociale non regolato dall’atto costitutivo/statuto (se non con un rinvio esplicito o implicito alla legge) e dalla nuova normativa diversamente regolato – ma consentendo il ritorno al passato - rispetto a quanto faceva la precedente. Ne deriva che in tutti i casi in cui, come sopra ricordato, si può a maggioranza semplice disapplicare la nuova normativa per ritornare al passato (o, meglio, per mantenerlo fermo anche dopo il 30 settembre 2004), il passato sopravvive e costituisce regola presente. Tale sopravvivenza delle norme derogabili vigenti prima del 1° gennaio 2004, tuttavia, è prevista allorché sia possibile "l’introduzione nello statuto di clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni di legge, derogabili con specifica clausola statutaria", come dispone il citato art. 223-bis, comma 3, disp.att. c.c., il che avviene allorché la nuova norma derogabile preveda espressamente la "specifica clausola statutaria" che ne esclude l’applicazione o che comunque la deroghi.
Continueranno pertanto a trovare applicazione, ad esempio, in presenza di uno statuto che nulla dica o che semplicemente rinvii alla legge, le norme in tema di deposito delle azioni almeno cinque giorni prima dell’assemblea (art. 4 l. 1745/1962, in parziale modifica del vecchio art. 2370 c.c.), di competenza per l’emissione di obbligazioni (vecchio art. 2365 c.c.), nonché di quorum dell’assemblea di s.r.l. (vecchio art. 2486 c.c.). Al contrario, e sempre a titolo esemplificativo, non dovrebbero trovare applicazione, in virtù dell’art. 223-bis, comma 3, disp.att.c.c., le norme in tema di requisiti per l’assemblea totalitaria (vecchio art. 2366, comma 3, c.c.) o di limiti quantitativi all’emissione di obbligazioni (vecchio art. 2410 c.c.).
Resta infine da chiedersi se l’adeguamento anche di una sola parte dello statuto debba ritenersi sufficiente a determinare l’applicazione integrale della nuova disciplina oppure se debba da ciò desumersi una volontà implicita di mantenimento della vecchia disciplina per quanto non si sia tradotto in espresso adeguamento alla nuova. In realtà pare corretto affermare che si tratti di una questione da risolvere caso per caso, sulla base dell’interpretazione della singola deliberazione assembleare, nel contesto di ogni singola società, non potendosi desumere a priori una soluzione nell’una o nell’altra direzione. Per salvaguardare le ovvie esigenze di certezza, piuttosto, appare consigliabile l’esplicito chiarimento in occasione delle deliberazioni di modifica dell’atto costitutivo/statuto, prima del 1° ottobre 2004, che il parziale adeguamento deliberato intende o meno alterare la situazione quo ante sugli aspetti non considerati.
elenco: notiziario -> istituzionale.nsf -> 4bdabe27eb7a0e50c1256f4d0045bf1d
istituzionale.nsf -> Il settore del marmo nel vicentino
istituzionale.nsf -> Il nuovo codice dei contratti pubblici decreto Legislativo 12 aprile 2006, n
istituzionale.nsf -> Le sanzioni amministrative e I provvedimenti della P. A. nei confronti dell’impresa
4bdabe27eb7a0e50c1256f4d0045bf1d -> Il Capo VI della legge regionale 7 novembre 2003, n
notiziario -> Via Petrarca, 44 10126 Torino
istituzionale.nsf -> Diritto e competenza interculturale Regola di base ai fini della prova: documentazione scritta

References: Art. 2463

Art. 2464

Art. 2468

Art. 2469

Art. 2473

Art. 2475

Art. 2462

Art. 2463

Art. 2464

Art. 2464

Art. 2464

Art. 2468

Art. 2468

Art. 2468

Art. 2469

Art. 2473

Art. 2473

Art. 2473

Art. 2473

Art. 2473

Art. 2475

Art. 2475

Art. 2475

Art. 2475

Art. 2475

Art. 2476

Art. 2476

Art. 2476

Art. 2476

Art. 2477

Art. 2477

Art. 2477

Art. 2478

Art. 2479

Art. 2479

Art. 2479

Art. 2479

Art. 2479

Art. 2479

Art. 2479

Art. 2479

Art. 2479

Art. 223

Art. 2481

Art. 2481

Art. 2481

Art. 2497

Art. 2497

Art. 34

Art. 38

Art. 37

Articolo 223
 art. 2486
 art. 2409
 art. 223
 art. 2370
 art. 2365
 art. 2486
 art. 2366
 art. 2410