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Timestamp: 2018-07-19 16:56:24+00:00

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Di funerali e di riti di passaggio | Serbatoio di pensieri occasionali
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37 pensieri su “Di funerali e di riti di passaggio”
pesopiuma 5 febbraio 2013 alle 15:35
La mia mente acefala pensa ancora che il funerale serva solo ai vivi, sia una specie di saluto formale, e basta. E non sono mai stata meglio, dopo. Mi occorre tempo per scrollarmi la tristezza mia e degli altri, che si appiccica proprio come le lacrime non asciugate. Forse crescendo un pochino, la vedrò diversamente.
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 16:55
Beh io ci ho messo parecchio, a cambiare idea. E non e’ mica detto che sia quella giusta… 🙂
黒子 くろこ kuroko 5 febbraio 2013 alle 15:42
senza fiato. e basta.
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 16:56
gli abbracci me li prendo tutti. e provo a respirare.
Bibi 5 febbraio 2013 alle 15:44
da noi c’è un usanza molto particolare per il “dopo” funerale.
non si torna subito in casa, ma si va in un bar, a consumare un qualcosa, anche un caffè.
ed è in quel momento che ci si sente meglio, tutto diventa ovattato e se le lacrime versate durante il funerale ti hanno rincoglionito abbastanza, tutto diventa un pelino più facile, almeno in quel momento.
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 16:58
si’. ricordo il funerale di mia suocera. dopo andammo tutti a mangiare da dei parenti. e’ stato bello condividere la tavola. pensavo sarebbe stato imbarazzante. e invece no.
Katia 5 febbraio 2013 alle 15:44
Ema 5 febbraio 2013 alle 15:53
pat, pat, pat… (qualche piccola pacca sulla spalla) seguita da un abbraccio
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 16:59
ma anche due o tre, ema. gli abbracci li prendo tutti.
masticone 5 febbraio 2013 alle 15:53
Tutti quanti ridono al funerale.
Alla fine. Quando la tensione è scesa. Quando ci si sta per preparare al ritorno “tra i vivi”.
Hai riso. Lo so bene.
E’ la vita che vince sulla morte. E hai pensato che al tuo amico piacesse così. Che si divertisse a guardarvi soffrire prima e poi ,piano piano, vedermvi capire che per voi la strada è ancora lunga e ci sono una marea di curve ancora da prendere. Di pieghi da fare, con il ginocchio a terra. E che con il sorriso vi ha lasciato andare.
Ho in testa, da quando ho letto il tuo post, l’immagine del film “City angel” il remake del film di Wenders. In particolare quando l’angelo che decide di cadere e diventare uomo torna sulla spiaggia dove tutti gli angeli ascoltano la musica di Dio. Lui, adesso uomo, non può sentire più nulla di tutto ciò. E mentre i suoi ex amici lo guardano con tristezza lui in qualche modo si accorge di questo e si butta a mare e fa il bagno e urla e ride per il freddo dell’acqua loro non lo possono sentire. E non possono vivere le emozioni da umano.
Ecco questo mi sono immaginato leggendo il tuo post.
Te che alla fine ridi.
E non ridi più.
Perchè hai un altro incontro più importante da fare. Un altro rito di passaggio e in cuor tuo speri che non sia un altro funerale. Perchè due funerali nella stessa settimana ucciderebbe anche Mr. Positivo.
Io sono certo che farai di tutto perchè tu possa vivere una Pasqua, un’epifania piuttosto che un altro servizio funebre.
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 17:00
e si’. e sei caro. davvero.
Biancaneve Suicida #OVERDRIVE# 5 febbraio 2013 alle 16:18
Quanti interrogativi sul peso dell’anima, sul perché l’anima debba sempre essere leggera…forse perché se in vita ha dato tanto è probabile che per sé abbia mantenuto solo l’essenziale. I funerali servono a piangere insieme, perché come tutte le manifestazioni di emozioni pubbliche confluiscono e vanno via. Se il dolore lo affronti da solo impiega molto più tempo a lasciarti il cuore. E poi c’è il saluto e la sensazione di esserci stati, per l’ultima volta. Tutto il resto, le letture, le scritture etc non lo so, non le ho mai capite, alla fine sembrano quasi livellare al comune qualcosa che comune non è ma singolo, unico e privato. Ma i funerali sono una cosa complessa, il tentativo di cauterizzare una ferita che a volte, come spesso accade, si rimargina male.
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 17:04
gli egizi sostenevano che piu’ ti distaccavi dalle cose terrene, piu’ aumentava la tua spiritualita’. e quindi la tua anima si alleggeriva, lasciando a terra le pesantezze materiali. e a me piace molto questa immagine di leggerezza. la leggerezza e’ alla base del pensiero positivo. e i riti di passaggio sono per forza collettivi, e’ la comunita’ intera che e’ coinvolta. poi ciascuno li vive in modo personale.
Male 5 febbraio 2013 alle 16:52
Per quello che conta, sicuramente molto poco, sono contento di essermi “leccato le ferite” insieme a te stamattina.
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 16:53
conta molto, invece. ed e’ reciproco.
Gaia aka Harley749 5 febbraio 2013 alle 17:04
Grazie x queste tue parole…..Harley
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 17:05
grazie a te per essere passata. sono contento di averti abbracciato.
gerasimone 5 febbraio 2013 alle 18:13
non sono bravo a scrivere di emozioni, quindi lascio solo un abbraccio per gli amici colonnari
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 18:22
e un abbraccio è quello che ci vuole.
tramedipensieri 5 febbraio 2013 alle 18:43
Accogli anche il mio abbraccio….
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 19:03
Volentieri Marta, grazie molte.
Bea 5 febbraio 2013 alle 19:39
che posso dire? continuo ad abbracciarti e basta.
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 19:54
e io continuo a prendermi tutti gli abbracci che arrivano.
elinepal 5 febbraio 2013 alle 20:45
Vabbè, vabbè…. io ho aspettato e aspettato che passasse l’emozione per ciò che è arrivato dalle tue parole per poter scrivere un messaggio di sostegno ad un cuore addolorato. Solo che tu ora hai aggiunto questo video. E’ troppo. Non riesco a consolarti, l’emozione è troppa. Piangi Max che fa bene. I buddisti dicono soffri per quel che c’è da soffrire e gioisci per quel che c’è da gioire …. (il resto è mantra e magari non ti interessa). Solo una cosa. Quando morirò, perchè comunque succede a tutti, spero di avere tanti amici così.
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 21:39
Mi interessa il mantra, mi interessa eccome.
E sì. E’ stato emozionante. Per quando stupido possa sembrare. Perché quello è stato un momento “vero”. Un momento costruito intorno ad una passione che ci accomuna. Con l’espressione di un sentimento attraverso dei gesti semplici, come la rotazione di un polso. Il punto è che dietro la rotazione del polso c’è un universo. Un universo fatto di tempo rallentato, fatto di decimi di secondo, fatto di riflessi, fatto di sensazioni estreme. Vicine al delirio di onnipotenza. Che viene ahimé smentito in modo brutale in questi momenti. E allora riviverlo ti fa sentire vivo. Vabbè, deliri di una mente malata, come dico spesso 🙂
Ma grazie, Eli. Grazie per essere passata, grazie per avere atteso, grazie per aver condiviso l’emozione. Perché è sempre lì il punto. Condividere. E non credere. Il tuo messaggio è più consolatorio di quanto immagini.
Hariel 5 febbraio 2013 alle 20:56
io ti dico solo che “ascoltare” il video mi ha commosso… perchè sono d’accordo con te sul “saluto”..ognuno ha il suo, e questo era quello di Fabrizio. Un abbraccio Max.
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 21:41
Sono contento. Perché hai capito. Grazie.
Claudio 5 febbraio 2013 alle 21:04
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 21:40
Nanook 5 febbraio 2013 alle 22:19
Beh stamattina non ce l’ho fatta… non so se il mio corpo ha voluto impedirmi di essere lì…non so….la mia anima avrebbe voluto esserci ed invece sono qui che mi emoziono anch’io ad ascoltare il saluto fragoroso di tutti gli abbracci degli amici di tante pieghe.
Avrei voluto essere li per condividere un altro abbraccio con te Max ed aggiungere il suono di un altro motore per salutare Fabrizio….
Wish aka Max Autore articolo 5 febbraio 2013 alle 22:27
Ma tu c’eri, Marco. C’eri. Credimi.
tittisissa 6 febbraio 2013 alle 10:19
Il mio commento a questo tuo bellissimo post è per sbaglio (chissà come è potuto accadere) finito nell’altro tuo post ” di morte,di tristezza, di proponimenti” scusami…..
tittisissa 6 febbraio 2013 alle 10:21
Non ci sono parole mai in queste occasioni, in grado di confortare, alleviare. Che possano contenere il dolore. Circoscriverlo.
(L’ho riportato al suo posto, che era questo!)
Wish aka Max Autore articolo 6 febbraio 2013 alle 12:02
Sì come ho scritto a Bibi è molto bello dividere la tavola. Ed è un peccato che da noi non sia una tradizione consolidata.
Rosanna 7 febbraio 2013 alle 22:19
Toccante…fino all’anima…
Wish aka Max Autore articolo 7 febbraio 2013 alle 22:28

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