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Timestamp: 2018-06-23 06:27:55+00:00

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Art. 1452 codice civile: Effetti della rescissione rispetto ai terzi
Codice civile Art. 1452 codice civile: Effetti della rescissione rispetto ai terzi
La rescissione del contratto non pregiudica i diritti acquistati dai terzi, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di rescissione (1).
(1) Mentre la rescissione cancella gli effetti del contratto prodotti nei confronti delle parti contraenti [v. 1447-1448] sono salvi i diritti acquistati dai terzi (soggetti estranei al contratto) da una delle parti del contratto rescisso, anche se l’acquisto è avvenuto in malafede [v. 1445 nota (1)]. Quando la domanda di rescissione è soggetta a trascrizione, l’acquisto dei terzi è salvo, purché esso sia trascritto prima della trascrizione della domanda giudiziale diretta a far valere la rescissione; nel caso contrario, la sentenza di rescissione farà stato pure nei confronti dei terzi, che perderanno il diritto acquisito.
A differenza dell’annullamento, la rescissione non pregiudica i diritti dei terzi, non solo nel caso in cui l’acquisto sia a titolo oneroso (dietro corrispettivo) ma anche quando esso è a titolo gratuito (senza corrispettivo); inoltre, non è richiesta la buona fede del terzo.
Il recesso del contraente non inadempiente produce l'estinzione del contratto, ossia un effetto analogo alla risoluzione per inadempimento disciplinata dagli art. 1453 ss. c.c. Ne risulta che anche il recesso è uno strumento di risoluzione del contratto, che trova una condizione legittimante nell'importanza concreta dell'altrui inadempimento, ai sensi dell'art. 1452 c.c.
Cassazione civile sez. III 11 ottobre 2005 n. 19757
L'avvenuta notifica del preliminare al proprietario confinante avente diritto alla prelazione, effettuata dal promittente venditore convenuto in giudizio per l'esecuzione coattiva del preliminare non implica rinuncia alla rescissione del contratto fatta valere, in riconvenzionale, nei confronti dell'originario promissario acquirente.
Cassazione civile sez. III 23 novembre 2000 n. 15139
La rescissione del contratto preliminare per lesione può essere fatta valere anche se è già decorso un anno dalla conclusione di tale contratto (nella specie il convenuto in un giudizio volto a conseguire una sentenza produttiva degli effetti del contratto definitivo non concluso aveva in riconvenzionale esercitato l'azione di rescissione).
In virtù della stretta ed intensa consequenzialità fra l'aggiudicazione della gara pubblica e la stipulazione del relativo contratto, l'annullamento giurisdizionale, ovvero l'eliminazione a seguito di autotutela o di ricorso giustiziale, degli atti della procedura amministrativa importa la caducazione automatica degli effetti negoziali del contratto successivamente stipulato, con la precisazione che tale fenomeno tuttavia non dà luogo alla fattispecie della nullità dell'atto di natura privatistica bensì a quella dell'inefficacia successiva, con la conseguenza che, pur agendo retroattivamente, incontra il duplice limite delle situazioni soggettive che si siano già consolidate in capo ai terzi fino alla domanda volta a far dichiarare l'inefficacia (argomentando dagli art. 1452, 1458, comma 2, 1467 e 2901, c.c.) e delle prestazioni già eseguite nei negozi di durata.
Consiglio di Stato sez. V 28 maggio 2004 n. 3465
L'inefficacia successiva, al pari della nullità successiva, agisce retroattivamente ma, differentemente dalla seconda, incontra il duplice limite delle situazioni soggettive che si siano già consolidate in capo ai terzi fino alla domanda volta a far dichiarare l'inefficacia (arg. ex art. 1452, 1458, comma 2, 1467 e 2901 c.c.) e delle prestazioni già eseguite nei negozi di durata.
Nel caso di annullamento, in sede giurisdizionale, giustiziale ovvero di autotutela spontanea, degli atti di una procedura selettiva pubblica per l'affidamento del servizio di gestione e manutenzione del patrimonio impiantistico di un'Asl, in forza del rapporto di consequenzialità necessaria tra la procedura di gara e il contratto successivamente stipulato, questo subisce un'inefficacia successiva.
L'inefficacia successiva, al pari della nullità successiva, agisce retroattivamente ma, diversamente dalla nullità, incontra il duplice limite delle situazioni soggettive che si siano già consolidate in capo ai terzi fino alla domanda volta a far dichiarare l'inefficacia (ex art. 1452, 1458, comma 2, 1467 e 2901, c.c.) e delle prestazioni già eseguite nei negozi di durata.
Consiglio di Stato sez. V 24 maggio 2004 n. 3465
Il contratto con il quale il proprietario trasferisce un terreno ad un costruttore in cambio di parti dell'edificio che l'acquirente si impegna a realizzare sul terreno medesimo, deve qualificarsi come permuta di cosa presente contro cosa futura qualora l'attività costruttiva sia presa in considerazione solo in via strumentale rispetto alla realizzazione dell'edificio, e produce l'effetto del trasferimento immediato dalla proprietà dell'area e della costituzione della obbligazione dell'acquirente di tenere il comportamento necessario affinché la cosa da consegnare venga ad esistenza.
Cassazione civile sez. II 27 aprile 1993 n. 4926

References: Art. 1452
 sentenza 
 art. 1453
 sentenza 
 art. 1452
 art. 1452
 art. 1452