Source: http://docplayer.it/338225-Legge-regionale-n-15-del-6-luglio-2012.html
Timestamp: 2017-06-22 14:42:41+00:00

Document:
LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 6 LUGLIO PDF
Download "LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 6 LUGLIO 2012"
1 LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 6 LUGLIO 2012 MISURE PER LA SEMPLIFICAZIONE, IL POTENZIAMENTO E LA MODERNIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DEL WELFARE REGIONALE E DEI SERVIZI PER LA NON AUTOSUFFICIENZA. IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA La seguente legge: Art. 1 (Modifiche alla legge regionale 11/2007) 1.La legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11 (Legge per la dignità e la cittadinanza sociale. Attuazione della legge 8 novembre 2000, n. 328) è così modificata: a) alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 8 le parole "che definisce principi di indirizzo e coordinamento per la programmazione e la realizzazione del sistema integrato d'interventi e servizi sociali e socio-sanitari" sono sostituite dalle seguenti: "che definisce i principi di coordinamento per la programmazione e la realizzazione del sistema integrato di interventi socio-sanitari, nonché gli indirizzi per la redazione e la presentazione dei Piani di zona di ambito"; b) la lettera d) del comma 1 dell'articolo 8 è sostituita dalla seguente: d) disciplina, con regolamento di attuazione da emanarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le procedure, le condizioni, i requisiti soggettivi e strutturali, i criteri di qualità, per l autorizzazione, l accreditamento e la vigilanza delle strutture e dei soggetti che provvedono alla gestione e all offerta degli interventi e dei servizi del sistema integrato, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:2 1) agevolare l'accesso ai servizi e il loro esercizio; 2) semplificare le procedure relative all'accesso ai servizi e al loro esercizio in applicazione delle disposizioni della presente legge; 3) prevedere requisiti non discriminatori, oggettivi, trasparenti e accessibili tali da assicurare il raggiungimento degli standard di qualità delle prestazioni e le condizioni di tutela dei cittadini; 4) prevedere strumenti di verifica dell efficienza, dell'efficacia e dell'economicità dei servizi erogati; 5) garantire l omogeneità territoriale; 6) garantire la qualità dell offerta dei servizi; ; c) dopo la lettera f) del comma 1 dell articolo 8 è aggiunta la seguente: f bis) istituisce il fondo regionale per la non autosufficienza, che è parte integrante del fondo sociale regionale previsto dall articolo 50, anche quale strumento finalizzato a finanziare i PTRI sostenuti con i BdS di cui all articolo 46 della legge regionale 27 gennaio 2012, n. 1; ; d) alla lettera g) del comma 1 dell'articolo 8 dopo le parole "delle istituzioni" sono inserite le seguenti: "e aziende"; e) alla lettera l) del comma 1 dell'articolo 8 le parole ", ai sensi dell'articolo 46," sono soppresse; f) alla fine della lettera t) del comma 1 dell'articolo 8 sono aggiunte le parole: "e con gli indirizzi per la redazione e la presentazione dei piani"; g) alla lettera f) dell'articolo 9 dopo le parole "delle istituzioni" sono inserite le seguenti: "e aziende"; h) alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 10 le parole "e modalità di gestione" sono sostituite dalle seguenti: "per l esercizio delle funzioni e delle modalità di gestione degli interventi ; i) la lettera c) del comma 2 dell'articolo 10 è sostituita dalla seguente: "c) istituiscono il fondo unico di ambito di cui all'articolo 52 bis e si dotano degli strumenti di controllo di regolarità amministrativa e contabile, di gestione e di valutazione e controllo strategico di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 (Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell attività svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell articolo 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59) ; l) alla lettera d) del comma 2 dell'articolo 10 dopo le parole "del fondo" è inserita la seguente: "unico"; m) al numero 1) della lettera e) del comma 2 dell articolo 10 le parole "gli articoli 43 e" sono sostituite dalle seguenti: "l'articolo"; n) il numero 3) della lettera e) del comma 2 dell articolo 10 è sostituito dal seguente: "3) alle modalità del controllo di regolarità amministrativa e contabile, di gestione e di valutazione e controllo strategico di cui al decreto legislativo n. 286/1999 ; o) alla fine della lettera a) del comma 3 dell'articolo 10 sono aggiunte le seguenti parole: "e della sussistenza dei requisiti per l'esercizio delle attività"; p) alla lettera c) del comma 3 dell'articolo 10 le parole "in caso di accertata inadempienza dei contenuti della carta dei servizi di cui all'articolo 26" sono sostituite dalle seguenti: "previste dall'articolo 48 bis"; q) alla fine del comma 2 dell'articolo 11 sono aggiunte le parole: " o loro delegati"; r) il comma 3 dell'articolo 11 è così modificato:3 1) alla lettera c) le parole "di forme associative e modalità di gestione permanenti" sono sostituite dalle seguenti: "della forma associativa"; 2) alla lettera d) le parole "e la modalità di gestione permanente" sono sostituite dalle seguenti: "per l'esercizio delle funzioni e la modalità di gestione"; 3) la lettera e) è così sostituita: e) nomina il coordinatore, istituisce l ufficio di piano dell ambito territoriale di cui all articolo 23, regola il funzionamento ed i rapporti con il comune capofila e i comuni associati, nel rispetto delle direttive regionali e della forma associativa prescelta; ; s) al comma 4 dell'articolo 11 le parole "e alla lettera f) comma 3," sono soppresse; t) al comma 2 dell'articolo 12 le parole "o modalità di gestione" sono soppresse; u) l'articolo 14 è così modificato: 1) al comma 4 le parole legge regionale 8 febbraio 1993, n. 9 sono sostituite dalle seguenti: legge 11 agosto 1991, n. 266 (Legge-quadro sul volontariato) ; 2) al comma 5 le parole "di cui alla legge regionale n. 9/93" sono soppresse; 3) il comma 6 è abrogato; 4) al comma 7 la parola semestrali è sostituita dalla seguente: biennali ; v) dopo l'articolo 16 sono inseriti i seguenti: Art. 16 bis (Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza) 1. La Giunta regionale è autorizzata a disciplinare con regolamento ai sensi dell'articolo 56, comma 4, dello Statuto il riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza di cui alla legge 17 luglio 1890, n (Norme sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza), ispirandosi alle disposizioni del decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207 (Riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, a norma dell articolo 10 della legge 8 novembre 2000, n.328), e in osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: a) ridefinire l assetto delle istituzioni secondo modelli improntati a criteri di efficienza, efficacia ed economicità funzionali alla erogazione di servizi alla persona di qualità; b) prevedere la trasformazione delle istituzioni già amministrate dagli enti comunali di assistenza o in questi concentrate e delle istituzioni che erogano direttamente servizi socio-assistenziali il cui valore patrimoniale complessivo non è inferiore a euro ,00 in aziende pubbliche di servizi alla persona, di seguito denominate aziende; c) prevedere la trasformazione, a seconda del loro carattere e della loro organizzazione, in associazioni o fondazioni di diritto privato senza scopo di lucro disciplinate dal codice civile degli enti equiparati dall'articolo 91 della legge 6972/1890 e delle istituzioni: 1) che erogano direttamente servizi socio-assistenziali il cui valore patrimoniale complessivo è inferiore a euro ,00 ad eccezione delle istituzioni già amministrate dagli enti comunali di assistenza o in questi concentrate; 2) nei confronti delle quali è alternativamente accertato il carattere o l'ispirazione di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 febbraio 1990 (Direttiva alle regioni in materia di riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato alle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza a carattere regionale ed infraregionale); 3) che operano in settori diversi da quello socio-assistenziale;4 4) che operano prevalentemente nel settore scolastico; 5) che svolgono prevalentemente attività di culto o di gestione di edicole e cappelle funerarie; 6) che gestiscono seminari, case di riposo o altre strutture residenziali per religiosi o svolgono attività assistenziali a sostegno esclusivo del clero o di soggetti appartenenti a ordini religiosi; 7) che svolgono indirettamente attività socio-assistenziali i cui statuti non prevedono anche la erogazione diretta dei servizi; d) prevedere che gli enti equiparati alle istituzioni dall'articolo 91 della legge 6972/1890 e le istituzioni di cui ai numeri 4), 5), 6) della lettera c) deliberano la trasformazione in associazione o fondazione di diritto privato a prescindere dalla loro natura originaria e dalla sussistenza del requisito patrimoniale previsto dal regolamento concernente la materia delle persone giuridiche private emanato con decreto del Presidente della Giunta Regionale 22 settembre 2003, n. 619 (Regolamento concernente la materia delle persone giuridiche private, di cui al decreto Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n.361); e) prevedere la esclusione dalla trasformazione delle istituzioni inattive nel campo socio-assistenziale da oltre due anni e di quelle che hanno esaurito i lasciti testamentari o le finalità statutarie; f) prevedere che le istituzioni inattive in campo socio-assistenziale da meno di due anni e le istituzioni per le quali non sussistono le condizioni e i requisiti patrimoniali previsti per la trasformazione possono comunicare alla Regione un piano di risanamento tale da consentire, anche mediante la fusione con altre istituzioni, la trasformazione; g) prevedere la estinzione delle istituzioni di cui alla lettera e) e delle istituzioni per le quali non sussistono le condizioni e i presupposti per la trasformazione, salvaguardando la effettiva destinazione dei patrimoni appartenenti alle istituzioni estinte nel rispetto delle tavole di fondazione o, in mancanza di disposizioni specifiche delle stesse, a favore, prioritariamente, dei comuni o di altre istituzioni del territorio con vincolo di destinazione del patrimonio a scopi sociali; h) prevedere che le aziende e le associazioni o fondazioni conservano i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione e subentrano nella titolarità delle situazioni giuridiche attive e passive facenti capo alle istituzioni dalle quali derivano; i) prevedere che l'attuazione del riordino non costituisce causa di risoluzione del rapporto di lavoro col personale dipendente che ha in corso un rapporto di lavoro a tempo indeterminato; l) prevedere l'intervento sostitutivo della Regione nei confronti degli organi di amministrazione delle istituzioni che non ottemperano, nei termini e con le modalità stabiliti dal regolamento, agli adempimenti previsti per l'attuazione del riordino. 2. Nel periodo transitorio previsto per il riordino, alle istituzioni è fatto divieto di alienare o trasformare beni immobili o titoli, di costituire diritti reali sugli stessi, di stipulare contratti di locazione, salvo quanto necessario per l'attuazione del piano di risanamento di cui alla lettera f) del comma 1. Art. 16 ter (Le aziende pubbliche di servizi alla persona)5 1. La Giunta regionale col regolamento di cui all'articolo 16 bis disciplina l'ordinamento delle aziende pubbliche di servizi alla persona prevedendo che le aziende: a) sono enti con personalità giuridica di diritto pubblico senza fini di lucro destinati alla erogazione di servizi alla persona, connotati da autonomia statutaria, regolamentare, patrimoniale, contabile e gestionale nell'ambito delle leggi della finanza pubblica; b) operano con criteri imprenditoriali e informano le attività di gestione ai principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza e a criteri di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l equilibrio dei costi e dei ricavi, ivi compresi i trasferimenti; c) si conformano al principio della separazione dei poteri di indirizzo e programmazione dai poteri di gestione; d) godono, ai sensi degli articoli 4, commi 2 e 7, e 5, comma 8, del decreto legislativo 207/2001, dei benefici derivanti dalla estensione della disciplina delle erogazioni liberali prevista dall'articolo 13 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 (Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e delle agevolazioni previste dall'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 (Disciplina delle agevolazioni tributarie) e dall'articolo 88, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi); e) stabiliscono, con lo statuto, gli scopi istituzionali e i limiti territoriali entro cui svolgono le attività e definiscono, tra l'altro, nel rispetto del regolamento di cui all'articolo 16 bis, il proprio assetto funzionale e organizzativo, i criteri, le modalità e le procedure per la nomina del direttore, la durata del mandato, le attribuzioni e il numero dei componenti del consiglio di amministrazione e dell'organo di revisione in misura non superiore, rispettivamente, a cinque e a tre membri compreso il presidente; f) disciplinano il rapporto di lavoro del personale dipendente in conformità al disposto dell'articolo 11 del decreto legislativo 207/2001; g) si dotano degli strumenti di controllo di regolarità amministrativa e contabile, di gestione, di valutazione della dirigenza e di valutazione e controllo strategico di cui al decreto legislativo 286/1999; h) informano la gestione economico-finanziaria e patrimoniale ai principi del codice civile prevedendo, tra l'altro: 1) l'adozione del bilancio economico pluriennale di previsione, del bilancio preventivo economico annuale e del bilancio consuntivo annuale corredato del bilancio sociale; 2) la tenuta di una contabilità analitica per centri di costo e responsabilità tale da consentire analisi comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati; 3) l'obbligo di rendere pubblici, annualmente, i risultati delle proprie analisi dei costi, dei rendimenti e dei risultati per centri di costo e responsabilità;6 4) il piano di valorizzazione del patrimonio immobiliare; i) provvedono alla gestione del patrimonio secondo criteri di economicità e di efficienza in conformità alle disposizioni dell'articolo 13 del decreto legislativo 207/ Il regolamento di cui all'articolo 16 bis: a) prevede l'applicabilità agli amministratori delle disposizioni dell articolo 87 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali); b) prevede che gli amministratori svolgano le loro funzioni a titolo onorifico salvo la corresponsione, se previsto dallo statuto delle singole aziende, di un gettone di presenza e del rimborso delle spese di viaggio sostenute per la partecipazione effettiva alle sedute del consiglio di amministrazione formalmente convocate; c) prevede forme di controllo coerenti con l'autonomia delle aziende relative agli organi di amministrazione, agli statuti, ai bilanci previsionali e consuntivi, agli atti di dismissione, di alienazione e di trasferimento a terzi dei diritti reali sugli immobili, alla qualità delle prestazioni e dei servizi erogati; d) contempla le ipotesi di estinzione delle aziende salvaguardando la effettiva destinazione dei patrimoni a favore prioritariamente dei comuni dove è ubicata la sede legale e dei comuni dove si trovano i beni e, in via graduata, di altre aziende ed enti pubblici o privati che esplicano la propria attività nel campo socio-assistenziale; e) disciplina l'intervento sostitutivo della Regione nei casi di gravi violazioni di legge, di statuto o di regolamento, di persistente inattività in campo socio-assistenziale, di gravi irregolarità nella gestione amministrativa, contabile e patrimoniale, di mancata approvazione dei bilanci previsionali e consuntivi, di perdite per più di due esercizi finanziari consecutivi, di ritardata o irregolare costituzione del consiglio di amministrazione."; z) dopo l articolo 18 è inserito il seguente: Art. 18 bis (Procedure per l offerta dei servizi) 1. I soggetti pubblici e privati che intendono erogare i servizi di cui alla presente legge presentano all'amministrazione competente dell'ambito territoriale apposita istanza di cui all articolo 8, comma 1, lett. d) e secondo le procedure indicate nel regolamento di attuazione della stessa garantendo opportune semplificazioni amministrative, secondo la normativa vigente. ; aa) al comma 2 dell'articolo 20 le parole "con scadenza annuale" sono sostituite con le seguenti: alla scadenza del periodo di vigenza del Piano Sociale Regionale e le parole con i soggetti di cui al comma 1 sono soppresse; bb) alla lettera l) del comma 4 dell'articolo 20 le parole "e per l'assegnazione e utilizzo dei titoli per l'acquisto dei servizi di cui all'articolo 10, comma 2, lettera e)" sono soppresse; cc) il comma 2, dell'articolo 21, è sostituito dal seguente: "2. Il piano di zona di ambito è adottato previa concertazione con le province, le comunità montane, le aziende di pubblici servizi alla persona, i soggetti del terzo settore di cui all articolo 13, le organizzazioni sindacali, gli altri soggetti della solidarietà locale di cui all articolo 17, gli altri soggetti privati di cui all articolo 18, che partecipano all accordo di programma di cui al comma 1 attraverso la sottoscrizione di protocolli di adesione ed è comunicato7 alla Regione entro venti giorni dalla adozione per le verifiche di conformità di cui alla lettera t) del comma 1 dell'articolo 8. In caso di rilevata difformità, la Regione ne da comunicazione, a secondo della forma associativa prescelta, al comune capofila, al consorzio o all'unione di comuni dell ambito interessato entro trenta giorni dalla ricezione del piano di zona di ambito con l indicazione delle modificazioni e delle integrazioni da apportare. Le modificazioni e le integrazioni al piano di zona devono pervenire alla Regione entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della comunicazione di rilevata difformità. Se le richieste modificazioni e integrazioni non superano i rilievi formulati dalla Regione o nel caso di decorso del termine di trenta giorni in assenza della ricezione delle modificazioni e integrazioni al piano di zona, la Regione provvede in via sostitutiva attraverso la nomina di un commissario ad acta secondo la disciplina recata dall'articolo 47."; dd) all articolo 21, comma 4, lettera a) dopo la parola garantisce è aggiunta la seguente: prioritariamente ; ee) alla lettera b) del comma 4 dell'articolo 21 le parole "assegnazione di titoli per l'acquisto dei servizi" sono soppresse; ff) al comma 2 dell'articolo 26 le parole "lettera o)" sono sostituite dalle seguenti "lettera q)"; gg) l articolo 32 è sostituito dal seguente: Art. 32 (Le politiche per le persone con disabilità) 1. La Regione promuove interventi volti ad assicurare servizi destinati a persone con disabilità, assegnando particolare priorità alle persone con disabilità gravi. 2.Gli anziani ultrasessantacinquenni e le persone non autosufficienti che necessitano di un alto grado di assistenza tutelare e di un basso livello di assistenza sanitaria possono essere ospitati nelle strutture tutelari per persone non autosufficienti, al fine di: a) rimuovere ogni forma di discriminazione e mancanza di pari opportunità che limitano o ostacolano il pieno godimento dei diritti e l inclusione sociale; b) sostenere il miglioramento della qualità della vita attraverso progetti personalizzati rivolti alla formazione e all inserimento mirato nel mondo del lavoro e nei normali circuiti di vita relazionale, all accrescimento delle capacità e delle abilità individuali e familiari, al conseguimento del massimo livello di vita autonoma, autodeterminata, indipendente ed interindipendente; c) sostenere le famiglie che hanno al proprio interno persone con disabilità gravi nel compito genitoriale e promuovere forme di auto-aiuto e misure alternative al ricovero in istituti educativo-assistenziali; d) realizzare una rete di servizi alla persona che rimuovono ostacoli, barriere e condizioni di svantaggio sociale sulla base di una personalizzazione dell offerta rispondente ai bisogni dei beneficiari. hh) Il Titolo V (L integrazione socio-sanitaria) e l articolo 37 sono sostituiti dai seguenti: TITOLO V SERVIZI SOCIALI E SANITARI INTEGRATI PER LA NON AUTOSUFFICIENZA Art. 37 (Principi generali) 1. La presente legge riconosce, promuove e sostiene l integrazione tra servizi, interventi e prestazioni sociali e sanitarie per la non autosufficienza, quale strategia in grado di promuovere risposte in rete a bisogni complessi dei cittadini che sono portatori sia di problemi di salute che di tutela sociale, garantendo l uniformità su tutto il territorio regionale di livelli essenziali di assistenza sanitaria e sociale.8 2. L integrazione socio-sanitaria per persone non autosufficienti prevede il coordinamento tra servizi, prestazioni e interventi di natura sanitaria e di natura sociale, a fronte di bisogni di salute molteplici e complessi, sulla base di progetti assistenziali personalizzati. 3. Ai fini della presente legge sono non autosufficienti le persone che solo con l aiuto determinante di altri possono provvedere alle azioni quotidiane della vita (cura di se, mobilità e relazioni con gli altri) e le persone con disabilità che necessitano di interventi socio-riabilitativi e assistenziali continui. 4. I servizi, le prestazioni e gli interventi sociali e sanitari integrati per le persone non autosufficienti sono programmati, prescritti e progettati in sede di Unità di Valutazione Integrata (UVI). Unitamente al progetto personalizzato, contenente la prescrizione analitica dei servizi, delle prestazioni e degli interventi e la loro articolazione, intensità e durata, l UVI provvede ad assegnare all utente un case manager scelto tra operatori in carico ai servizi sanitari o ai servizi sociali in base alla prevalenza del bisogno accertato. La prevalenza è definita in relazione al livello di intensità del bisogno accertato che varia nel tempo in rapporto agli esiti della cura. Pertanto a una maggiore intensità del bisogno sanitario corrisponde una titolarità sanitaria del coordinamento delle cure, e a una maggiore intensità del bisogno sociale corrisponde una titolarità del coordinamento sociale degli interventi assistenziali. Nei casi di lungo-assistenza per utenti non autosufficienti stabilizzati, bisognosi di una elevata intensità di assistenza tutelare e di una bassa intensità di assistenza sanitaria, la titolarità del coordinamento delle cure, dei servizi, degli interventi e delle prestazioni è sempre sociale e a totale titolarità dei comuni associati. 5. I servizi, le prestazioni e gli interventi a contenuto sanitario o i cui contenuti riabilitativi sono riconducibili all area sanitaria sono a carico del fondo sanitario regionale, nei limiti dei livelli essenziali di assistenza sanitaria attualmente definiti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre I servizi, le prestazioni e gli interventi a contenuto sociale o i cui contenuti sono riconducibili all area dell inclusione sociale sono a carico del fondo sociale regionale, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza sociale. 6. Nei casi in cui le prestazioni riabilitative hanno la finalità di recuperare prioritariamente funzioni fisiche o fisiologiche la titolarità della cura è esclusivamente sanitaria. Quando dal recupero delle prestazioni fisiche o fisiologiche si passa al recupero delle funzioni sociali e relazionali, la titolarità transita ai comuni associati. In sede di UVI è definita la titolarità sociale o sanitaria dei servizi e delle prestazioni da erogare e il carattere sanitario o sociale della struttura diurna o residenziale presso cui collocare l utente unitamente alla definizione dei tempi di permanenza in detta struttura. Le strutture a titolarità sanitaria sono a totale carico del fondo sanitario. Le strutture a titolarità sociale sono a totale carico del fondo sociale. Ai costi delle prestazioni a titolarità sociale si applica la compartecipazione secondo quanto previsto dal regolamento. Il regolamento per l accesso, per l erogazione e per la compartecipazione al costo delle prestazioni dei servizi sociali integrati con i servizi sanitari costituisce allegato al piano sociale di zona e deve necessariamente comprendere i seguenti elementi: a) procedure unitarie di accesso alle prestazioni integrate, sia attraverso la rete territoriale dei punti di segretariato sociale sia attraverso la rete dei servizi sanitari/medici di base, con compiti di informazione, decodifica dei bisogni,9 orientamento, trasmissione delle richieste ai servizi competenti (sociali, sanitari, unità di valutazione integrate); b) istituzione, composizione, modalità e procedure di funzionamento di una UVI, composta da professionisti dei distretti sanitari e professionisti degli ambiti territoriali, con compiti di valutazione dei bisogni, definizione e prescrizione dei servizi e delle prestazioni da erogare, definizione del progetto personalizzato e individuazione del case manager; c) criteri di individuazione dei case manager tra il personale degli ambiti territoriali e dei distretti sanitari; d) programmazione dei cicli di aggiornamento professionale per gli operatori sociali e sanitari e di formazione per i case driver familiari. 7. La Giunta regionale, previa sperimentazione semestrale, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta uno strumento unitario di valutazione del bisogno sociale e sanitario e di definizione della titolarità del coordinamento della cura e dei servizi, prestazioni e interventi. 8. La Giunta regionale, ai sensi della normativa nazionale e regionale vigente, attraverso gli assessorati competenti, annualmente: a) effettua la ricognizione del fabbisogno di prestazioni sociali e sanitarie per utenti non autosufficienti portatori di bisogni integrati valutati in UVI e della relativa spesa a carico del fondo sanitario regionale e del fondo sociale regionale; b) apposta su un capitolo della spesa dedicato e denominato Fondo sociale per prestazioni erogate a utenti non autosufficienti valutati in UVI, le risorse regionali da trasferire agli Ambiti territoriali sociali quale quota di sostegno regionale alla spesa sociale territoriale per gli utenti portatori di bisogni integrati parzialmente o totalmente non autosufficienti. c) stanzia, per il primo anno di entrata in vigore della presente norma, risorse pari ad euro dedicate all avvio del nuovo sistema di offerta dei servizi alle persone non autosufficienti da prelevare sulla UPB ii) l articolo 38 è sostituito dal seguente: Art. 38 (Coordinamento regionale per la programmazione socio-sanitaria) 1. Per garantire la regolare attuazione del sistema territoriale dei servizi per la non autosufficienza, è istituito, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, presso la Presidenza della Giunta regionale, il coordinamento regionale per la programmazione sociale e sanitaria integrata per la non autosufficienza. 2. Il coordinamento, fermo restando le competenze attribuite ad altre amministrazioni pubbliche in materia e in raccordo funzionale con queste ultime, ha il compito di: a) definire, con apposito regolamento da proporre alla Giunta regionale, le modalità e le procedure di coordinamento dei servizi sociali e sanitari per le persone non autosufficienti di cui all articolo 37; b) definire i criteri per l individuazione e l accertamento della non autosufficienza anche sulla base dei principi della International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF) dell Organizzazione mondiale della sanità (OMS); c) definire e sperimentare lo strumento di valutazione del bisogno sociale e sanitario integrato di cui all articolo 37, comma 6, da proporre alla Giunta regionale;10 d) emanare indirizzi operativi unitari ai comuni associati e alle aziende sanitarie locali per la redazione rispettivamente della programmazione e valutazione sociale e sanitaria in materia di servizi e prestazioni a persone non autosufficienti con bisogno integrato e di prestazioni riabilitative sociali e sanitarie; e) emanare indirizzi in materia di sistema informativo dei servizi e delle prestazioni sociali e sanitarie integrate per persone non autosufficienti; f) definire i criteri di riparto del fondo di cui all articolo 42; 3. Il coordinamento è composto da: a) il dirigente dell area di coordinamento politiche sociali o suo delegato; b) il dirigente dell area di coordinamento politiche sanitarie o suo delegato; c) il dirigente dell area di coordinamento istruzione, formazione e lavoro o suo delegato; d) il dirigente dell area di coordinamento rapporti con il sistema delle autonomie o suo delegato. 4. Il coordinamento è presieduto dal coordinatore regionale per l integrazione sociosanitaria, individuato sulla base di comprovata esperienza nelle attività di integrazione socio-sanitaria e nominato dal Presidente della Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente in materia di politiche sociali. ; ll) l articolo 39 è sostituito dal seguente: Art. 39 (Coordinamento della programmazione) 1. Per realizzare un offerta di interventi e servizi sociali e sanitari coordinata e integrata a garanzia di livelli uniformi ed essenziali di assistenza che risulti efficace in relazione ai bisogni complessi dei cittadini non autosufficienti, i comuni associati in ambiti territoriali e le aziende sanitarie di riferimento, articolate per distretti sanitari o loro multipli o sottomultipli, raccordano attraverso la sottoscrizione di specifici protocolli d intesa i rispettivi atti programmatori: piani di zona e programmi delle attività territoriali dei distretti sanitari. 2. Gli atti programmatori di cui al comma 1 devono prevedere il sistema dell offerta dei servizi sociali e sanitari da erogare agli utenti non autosufficienti portatori di bisogni integrati, in modo da assicurare la effettiva esigibilità dei servizi e delle prestazioni prescritte dalle unità di valutazione integrate. 3. Il coordinamento degli atti programmatori per gli aspetti di integrazione tra servizi e prestazioni sociali e sanitarie è garantito da: a) l acquisizione da parte delle aziende sanitarie locali del parere dei sindaci sulla programmazione sanitaria e dell intesa dei sindaci sulla programmazione delle prestazioni sanitarie da integrare alle prestazioni sociali, entrambe incluse nei programmi delle attività territoriali dei distretti sanitari; b) la sottoscrizione da parte del direttore generale dell azienda sanitaria locale dell accordo di programma di cui agli articoli 10 e 21, per l approvazione del piano di zona sociale per la programmazione dei servizi e delle prestazioni sociali da erogare agli utenti portatori di bisogni integrati. ; mm) l articolo 40 è sostituito dal seguente: Art. 40 (Contenuti degli atti di programmazione relativi al sistema di offerta integrata) 1. I programmi delle attività territoriali dei distretti sanitari, recepiti nel piano attuativo locale, devono riportare l offerta di servizi sanitari da erogare in integrazione con i servizi sociali e precisamente:11 a) il numero di posti e i volumi di prestazioni, in ore, erogabili in regime domiciliare a utenti parzialmente o totalmente non autosufficienti (prestazioni mediche, specialistiche, infermieristiche e riabilitative); b) il numero di posti e i volumi di prestazioni, in ore, erogabili in regime semi-residenziale in centri diurni a utenti parzialmente o totalmente non autosufficienti, portatori di bisogni ad elevata intensità sanitaria (prestazioni mediche, specialistiche, infermieristiche e tutelari); c) il numero dei posti letto e i volumi di prestazioni erogabili in regime residenziale in Residenze sanitarie assistenziali (RSA) a utenti parzialmente o totalmente non autosufficienti, portatori di bisogni ad elevata intensità sanitaria (prestazioni mediche, specialistiche, infermieristiche e tutelari); d) il regolamento e le procedure di accesso e le modalità di erogazione di servizi e prestazioni; e) le risorse finanziarie necessarie ad assicurare la esigibilità delle prestazioni programmate. 2. I Piani di zona sociali, approvati con accordo di programma, devono riportare l offerta di servizi sociali da erogare in integrazione con i servizi sanitari e precisamente: a) il numero di posti e i volumi di prestazioni, in ore, erogabili in regime domiciliare a utenti parzialmente o totalmente non autosufficienti (prestazioni di aiuto domestico, di aiuto infermieristico e di assistenza tutelare); b) il numero di posti e i volumi di prestazioni, in ore, erogabili in regime semi-residenziale in centri diurni polifunzionali a utenti parzialmente o totalmente non autosufficienti stabilizzati dal punto di vista sanitario, portatori di bisogni ad elevata intensità sociale (prestazioni socio-assistenziali, riabilitative sociali, di animazione, ricreative e socializzanti); c) il numero dei posti letto e i volumi di prestazioni erogabili in regime residenziale in comunità tutelari o in strutture residenziali assistite o protette, erogate a utenti parzialmente o totalmente non autosufficienti stabilizzati dal punto di vista sanitario con bisogni ad elevata intensità sociale (prestazioni socio-assistenziali, riabilitative sociali, di animazione, ricreative e inclusive); d) il regolamento e le procedure di accesso e le modalità di erogazione di servizi e prestazioni; e) le risorse finanziarie necessarie ad assicurare la esigibilità delle prestazioni programmate. ; nn) al comma 2 dell'articolo 41 le parole "gli articoli 43 e" sono sostituite dalle seguenti: l articolo ; oo) l articolo 42 è sostituito dal seguente: Art. 42 (Fondo sociale per la non autosufficienza) 1. La Regione Campania, al fine di assicurare alle persone non autosufficienti la esigibilità delle prestazioni sanitarie e sociali integrate di cui agli articoli 37 e 40, nonché di tutelare le famiglie e i familiari che le assistono, istituisce e disciplina il Fondo sociale per le prestazioni erogate a utenti non autosufficienti valutati in UVI. Sono comprese al suo interno le risorse provenienti dal fondo nazionale per la non autosufficienza. 2. Il Fondo finanzia le prestazioni sociali integrate a quelle sanitarie per le persone non autosufficienti, a titolarità sociale e a carico dei comuni associati. Non sono a carico del Fondo le prestazioni sanitarie, incluse quelle relative ai livelli essenziali di assistenza. 3. Sono a carico del Fondo tutte le prestazioni sociali erogate a persone non autosufficienti12 in integrazione o coordinamento con prestazioni sanitarie di cui all articolo 40, comma 2, e precisamente: a) prestazioni socio-assistenziali domiciliari anche sotto forma di assegni di cura; b) prestazioni socio-assistenziali e socio-riabilitative erogate in regime semiresidenziale e in lungo-assistenza anche unitamente a prestazioni sanitarie di vigilanza e mantenimento (bassa intensità), nell ambito di programmi riabilitativi a favore di persone anziane o disabili non autosufficienti, comprensive delle prestazioni riabilitative, educative e di socializzazione e di mantenimento funzionale delle attività, anche quando attengono al sollievo della famiglia; c) prestazioni socio-assistenziali e socio-riabilitative erogate in regime residenziale e in lungo-assistenza anche unitamente a prestazioni sanitarie di vigilanza e mantenimento (bassa intensità), nell ambito di programmi riabilitativi a favore di persone anziane o disabili non autosufficienti, comprensive delle prestazioni riabilitative, educative e di socializzazione e di mantenimento funzionale delle attività, anche quando attengono al sollievo della famiglia; d) interventi di telesoccorso e telecontrollo; e) prestazioni a carattere previdenziale, quali oneri sociali e contributi figurativi per i soggetti che assistono persone non autosufficienti. 4. Il coordinamento regionale di cui all articolo 38 propone annualmente alla Giunta regionale i criteri di riparto del Fondo sulla base di: a) indicatori demografici e socio-economici; b) indicatori relativi alla incidenza della popolazione in condizioni di disabilità e non autosufficienza; c) indicatori relativi alla consistenza della dotazione territoriale di servizi per la non autosufficienza e la lungo-assistenza. 5. Le risorse appartenenti al Fondo sono assegnate agli Ambiti territoriali sociali con vincolo di destinazione e devono essere utilizzate esclusivamente per finanziare i servizi e le prestazioni così come definite dal comma Le prestazioni garantite dal Fondo non sono sostitutive bensì integrative e aggiuntive di quelle sanitarie o di rilievo sanitario che restano in carico al fondo sanitario, e sono finalizzate alla esclusiva copertura dei costi delle prestazioni socio assistenziali e socioriabilitative a titolarità sociale e a carico degli ambiti territoriali di cui al comma Ai beneficiari delle prestazioni a carico del Fondo si applica il regolamento per la compartecipazione ai costi di cui all articolo 37, comma Il Fondo è alimentato dalle risorse finanziarie di seguito elencate: a) stanziamenti regionali per le persone non autosufficienti; b) assegnazioni dello Stato finalizzate alle prestazioni per i non autosufficienti; c) contributi degli enti locali; d) eventuali ulteriori entrate provenienti da fondi europei; e) eventuali ulteriori risorse comunque disposte da soggetti pubblici o privati, anche sotto forma di lasciti e donazioni. ; pp) l'articolo 43 è abrogato; qq) l articolo 44 è sostituito dal seguente: Art. 44 (Modalità di gestione e affidamento dei servizi) 1. I comuni provvedono alla gestione dei servizi programmati nel piano sociale di ambito in forma associata ai sensi dell'articolo 7 con modalità che promuovono il miglioramento della qualità delle prestazioni. I comuni associati gestiscono i servizi nelle forme previste dalla13 legislazione comunitaria, statale e regionale in materia di contratti della pubblica amministrazione avendo cura di applicare i CCNL delle rispettive categorie di lavoratori impegnati nei servizi, anche per i servizi esternalizzati vanno applicati i CCNL delle rispettive categorie di lavoratori. 2. I comuni associati erogano i servizi di cui alla presente legge privi di rilevanza economica anche avvalendosi dell'apporto, a mezzo di convenzioni, delle aziende pubbliche di servizi alla persona, dei soggetti del terzo settore che operano in attività di carattere sociale comprese nel novero delle aree di intervento di cui all'articolo 27. La stipula delle convenzioni, secondo la disciplina recata dalle leggi di settore, avviene nel rispetto dei principi di imparzialità, pubblicità e trasparenza previsti dalla normativa comunitaria, statale e regionale in materia di servizi. 3. I comuni associati possono affidare i servizi sociali di rilevanza economica a soggetti terzi operanti in attività di carattere sociale individuati mediante le procedure di affidamento dei contratti pubblici previste dalle disposizioni, statali e regionali, vigenti in materia e nel rispetto dei principi desumibili dal diritto comunitario. 4. In relazione al carattere peculiare dei servizi di cui alla presente legge e al fine di assicurare il raggiungimento degli standard di qualità e le condizioni di tutela dei cittadini, i comuni associati che ricorrono alla esternalizzazione dei servizi selezionano le offerte, di norma, con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. 5. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche ai soggetti costituiti per l'esercizio delle funzioni inerenti l erogazione dei servizi del sistema integrato locale. ; rr) il comma 2 dell'articolo 45 è sostituito dal seguente: 2. Il regolamento definisce la composizione della Consulta e disciplina la partecipazione e le modalità di svolgimento delle elezioni."; ss) al comma 3 dell'articolo 45 le parole "che entra in vigore il giorno successivo alla sua approvazione da parte della Giunta regionale" sono soppresse; tt) al comma 1 dell'articolo 46 le parole, nel piano sociale," sono soppresse e dopo le parole "individua e adotta" sono inserite le seguenti " parametri e indicatori di misura,"; uu) al comma 2 dell articolo 47 dopo la parola l art. 21 è aggiunta la seguente: e 52 bis ; vv) al comma 1 dell'articolo 48 le parole "Presso ciascun ambito territoriale è istituito" sono sostituite dalle parole: "Ciascun ambito territoriale istituisce, di norma presso l'ufficio relazioni con il pubblico,"; zz) il comma 2 dell'articolo 48 è sostituito dal seguente: 2. Gli ambiti territoriali disciplinano il funzionamento e l'esercizio delle attività dell'ufficio degli utenti"; aaa) i commi 3 e 4 dell'articolo 48 sono abrogati; bbb) dopo l'articolo 48 è inserito il seguente: Art. 48 bis (Sanzioni amministrative) 1. E' disposta l'applicazione delle sanzioni amministrative di seguito specificate: a) nel caso di inottemperanza dell'obbligo di presentazione all'amministrazione competente della segnalazione certificata di inizio di attività si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro a euro ; b) nel caso di omessa comunicazione all'amministrazione competente, entro dieci giorni dal verificarsi dell'evento, delle variazioni temporanee di uno o più elementi del servizio si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro a euro 5.000;14 c) nel caso di omessa comunicazione all'amministrazione competente, entro dieci giorni dal verificarsi dell'evento, della sospensione del servizio si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro a euro 2.000; d) nel caso di accertata inadempienza dei contenuti della carta dei servizi da parte dei soggetti erogatori si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro a euro L'amministrazione competente dell'ambito territoriale procede all'accertamento delle violazioni, alla contestazione e all'irrogazione delle sanzioni pecuniarie. ; ccc) dopo il comma 1 bis dell'articolo 52 è inserito il seguente: 1 ter. Le risorse stanziate dai comuni e dalle province per la realizzazione del sistema integrato locale confluiscono nel fondo unico di ambito di cui all'articolo 52 bis. ; ddd) dopo l'articolo 52 è inserito il seguente: Art. 52 bis (Fondo unico di ambito) 1. I comuni associati negli ambiti territoriali costituiscono il fondo unico di ambito per la realizzazione del piano di zona attraverso l'istituzione, nel bilancio del comune capofila o della forma associativa prescelta se diversa dalla convenzione, di uno o più capitoli dedicati nei quali confluiscono le risorse destinate al finanziamento del sistema integrato locale. 2. Il fondo unico di ambito è costituito da: a) risorse provenienti dal fondo sociale regionale di cui all'articolo 50; b) risorse del sistema delle autonomie locali di cui all'articolo 52; c) fondi europei a disposizione dell'ambito per la realizzazione di interventi che rientrano nel piano di zona; d) risorse provenienti da altri soggetti del settore pubblico o privato. 3. I comuni associati assicurano la tenuta di una contabilità separata analitica per centri di costo e responsabilità tale da consentire analisi comparative dei costi e dei risultati. 4. Le risorse del FUA non possono essere utilizzate dal comune capofila per altri fini se non quelli previsti dal piano di zona. ; eee) Dopo l'articolo 59 è inserito il seguente: Art. 59 bis (Disposizioni transitorie) 1. Le strutture residenziali e semiresidenziali già provvisoriamente autorizzate all'esercizio degli interventi e dei servizi si adeguano ai requisiti previsti dal regolamento entro il 1 luglio Nel periodo transitorio previsto per l'adeguamento del regolamento di cui all'articolo 8, comma 1, lettera d) seguitano ad applicarsi le disposizioni del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta Regionale 23 novembre 2009, n.16 (Regolamento di attuazione della legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11 (Legge per la dignità e la cittadinanza sociale. Attuazione della legge 8 novembre 2000, n.328) in quanto non contrastanti con le disposizioni della presente legge. 3. In attuazione di quanto stabilito dall articolo 2, comma 186, lettera e) della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale delle Stato - Finanziaria 2010), i consorzi di funzioni costituiti ai sensi dell articolo 31 del decreto legislativo 267/2000 per la gestione dei servizi sociali legge 328/2000, sono soppressi. ; fff) al comma 1 dell'articolo 60 è aggiunto il seguente: 1 bis. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 16 bis è abrogata15 la legge regionale 15 marzo 1984, n.14 (Regolamentazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza).". Art. 2 (Disposizioni in materia di asili-nido. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 4 settembre 1974, n. 48) 1. La legge regionale 4 settembre 1974, n. 48 (Costituzione, gestione e controllo degli asili-nido comunali) è così modificata: a) il comma 8 dell articolo 10 è sostituito dal seguente: 8. La struttura che ospita l asilo nido deve prevedere uno spazio interno, destinato ai bambini di superficie utile netta non inferiore a sei metri quadri per bambino. La superficie utile netta tra spazi interni ed esterni, non può essere inferiore a dieci metri quadri per bambino. ; b) alla lettera c) dell articolo 11 sono aggiunte alla fine le seguenti parole: I micro-nidi hanno una capacità ricettiva non inferiore a sei e non superiore a ventinove bambini. ; c) l articolo 18 è sostituito dal seguente: Art Nel rispetto di quanto previsto dalla normativa statale in materia di figure professionali con i relativi profili e titoli abilitanti, la dotazione organica del personale degli asili nido preposto all attività pedagogica e assistenziale, si compone nel seguente modo: a) un professionista con funzioni di coordinatore, in possesso del titolo di laurea in psicologia o in sociologia, in scienze dell educazione, in scienze della formazione, in scienze dei servizi sociali; b) laureati in scienze dell educazione o in scienze della formazione; c) assistenti sociali; d) educatori professionali; e) operatori di infanzia. Nell asilo nido è presente almeno una figura professionale ogni sei bambini di età inferiore a un anno e almeno una ogni dieci bambini di età superiore. ; d) gli articoli 17, 19 e 20 sono abrogati. Art. 3 (Disposizioni transitorie) 1. Per l'intero periodo di vigenza del piano di rientro dal disavanzo sanitario le competenze riconosciute dalla presente legge in capo alla Regione, ove rientranti nelle materie dell'accordo sottoscritto in attuazione dell'articolo 1, comma 180 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato- Legge finanziaria 2005) e disciplinate ai sensi dell'articolo 2, comma 88 della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato Legge finanziaria 2010), sono esercitate dal Commissario ad acta.16 Art. 4 (Norma finanziaria) 1. All onere finanziario derivante dalla presente legge, valutato per il 2012 in euro ,00, si fa fronte mediante prelievo dall Unità Previsionale di Base (UPB) (Capitolo 1010) dello stato di previsione della spesa, che è conseguentemente ridotto di pari importo per l incremento della UPB All onere per gli anni successivi si provvede, nei modi disposti dall articolo 58, comma 2, della legge regionale 11/2007 e compatibilmente agli stanziamenti della legge di bilancio. Art. 5 (Entrata in vigore) 1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del vigente Statuto ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania. La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania. E fatto obbligo a chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Campania. Caldoro17 Note Avvertenza: il testo della legge viene pubblicato con le note redatte dal Settore Legislativo, al solo scopo di facilitarne la lettura (D.P.G.R.C. n. 15 del 20 novembre Regolamento di disciplina del Bollettino ufficiale della regione Campania in forma digitale ). Note all articolo 1. Legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11: Legge per la dignità e la cittadinanza sociale. Attuazione della legge 8 novembre 2000, n Comma 1, lettere a), b), c), d), e) e f). Articolo 8: La Regione. Comma 1, lettere b), d), f), g), l) e t): 1. La Regione esercita con il concorso degli enti locali e delle formazioni sociali le funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento degli interventi sociali e ne disciplina l'integrazione con gli interventi in materia di sanità, istruzione, cultura e lavoro, nonché con le attività di valorizzazione e sviluppo del territorio e con quelle rivolte a garantire la sicurezza dei cittadini. La Regione a tal fine: b) adotta il piano sociale regionale, di cui all'articolo 20, che definisce principi di indirizzo e coordinamento per la programmazione e la realizzazione del sistema integrato d'interventi e servizi sociali e socio-sanitari; d) definisce, con regolamento di attuazione da emanarsi entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, le procedure, le condizioni, i requisiti soggettivi e strutturali, i criteri di qualità, per l'autorizzazione, l'accreditamento e la vigilanza delle strutture e dei soggetti che provvedono alla gestione e all'offerta degli interventi e dei servizi del sistema integrato; f) ripartisce le risorse erogate dal fondo sociale regionale secondo le modalità stabilite dall'articolo 49 e seguenti; g) contribuisce all'elaborazione, di intesa con le province, dei piani per la formazione e l'aggiornamento professionale del personale degli enti locali, delle istituzioni pubbliche e del terzo settore impegnato nella realizzazione del sistema integrato; l) definisce, ai sensi dell'articolo 46, strumenti di monitoraggio, di valutazione e di controllo di gestione, per verificare, in termini di efficacia e di efficienza, la corrispondenza tra la programmazione regionale e la programmazione locale, nonché lo stato di attuazione degli interventi ed il raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano di zona d'ambito; t) verifica la conformità dei piani sociali d'ambito con il piano sociale regionale;. Comma 1, lettera g). Articolo 9: La Regione. Comma 1, lettera f): 1. Le province concorrono alla definizione del piano sociale regionale e dei piani di zona d'ambito. Provvedono alla loro attuazione anche attraverso: f) l'elaborazione, di intesa con la Regione, dei piani per la formazione e l'aggiornamento professionale del personale degli enti locali e delle istituzioni pubbliche impegnato nella realizzazione del sistema integrato.. Comma 1, lettere h), i), l), m), n), o) e p). Articolo 10: I comuni. Comma 2, lettere b), c), d), e) e comma 3, lettere a) e c): 1. I comuni sono titolari della programmazione, della realizzazione e valutazione a livello locale degli interventi sociali e, di concerto con le ASL, degli interventi socio-sanitari, nonché delle funzioni amministrative inerenti l'erogazione dei servizi e delle prestazioni del sistema integrato locale.18 2. Per la realizzazione del sistema integrato degli interventi e servizi sociali, nell'ambito delle direttive regionali ed in coerenza con il piano sociale regionale, i comuni associati in ambiti territoriali ai sensi dell'articolo 19: b) adottano, su proposta del coordinamento istituzionale di cui all'articolo 11, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, le forme associative e modalità di gestione degli interventi e dei servizi programmati nel piano sociale di ambito, ai sensi del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"; c) assicurano che la gestione associata sovra-comunale determini, in ogni caso un unico centro di costo e di responsabilità relativa alla gestione del fondo d'ambito per l'implementazione del piano di zona di ciascun ambito territoriale; d) assicurano che il fondo d'ambito per l'implementazione del piano di zona contenga tutti i servizi e gli interventi realizzati dagli enti associati per le finalità di cui alla presente legge; e) adottano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i regolamenti di ambito necessari alla gestione del sistema integrato locale con particolare riguardo: 1) ai criteri di scelta delle procedure di affidamento dei servizi al terzo settore ed agli altri soggetti privati in coerenza con gli articoli 43 e 44, con l'inserimento di criteri premiali per l'accesso dei soggetti a prevalente rappresentanza femminile alla gestione dei servizi; 3) ai criteri e modalità di erogazione, su richiesta degli utenti, di titoli validi per l'acquisto dei servizi presso i soggetti accreditati in coerenza con gli articoli 43 e 44; 3. Nell'ambito dei compiti previsti ai commi 1 e 2, i comuni garantiscono il raggiungimento di obiettivi di qualità attraverso: a) il controllo e la vigilanza sui servizi erogati con verifiche dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità; c) l'irrogazione di sanzioni amministrative nei confronti dei soggetti erogatori in caso di accertata inadempienza dei contenuti della carta dei servizi di cui all'articolo 26;. Comma 1, lettere q), r) e s). Articolo 11: Il coordinamento istituzionale d'ambito. 1. È istituito il coordinamento istituzionale d'ambito, quale soggetto deputato alla funzione d'indirizzo programmatico, di coordinamento e di controllo della realizzazione della rete integrata d'interventi e servizi sociali e socio-sanitari d'ambito. 2. Il coordinamento istituzionale è composto, per ciascuno degli ambiti territoriali, dai sindaci dei comuni associati, dal presidente della provincia e, in materia d'integrazione socio-sanitaria, dai sindaci dei comuni associati, dal presidente della provincia e dal direttore generale della ASL di riferimento. 3. Il coordinamento istituzionale al fine di esercitare le funzioni di cui al comma 1: a) si dota di un proprio regolamento; b) promuove l'adozione e definisce, anche attraverso l'individuazione degli obiettivi e delle finalità, gli indirizzi per l'adozione degli atti di cui all'articolo 10, commi 2 e 3; c) attribuisce, sino alla adozione di forme associative e modalità di gestione permanenti, ad uno dei comuni associati il ruolo di comune capofila d'ambito, con funzioni di coordinamento e responsabilità di gestione amministrativa e contabile del piano di zona; d) propone, ai comuni associati nell'ambito territoriale, entro novanta giorni dalla entrata in vigore della presente legge, la forma associativa e la modalità di gestione permanente degli interventi e dei servizi programmati nel piano sociale di ambito, ai sensi del testo unico degli enti locali;19 e) istituisce l'ufficio di piano dell'ambito territoriale di cui all'articolo 23, ne regola il funzionamento ed i rapporti con il comune capofila e i comuni associati, nel rispetto delle direttive regionali e delle forme associative e modalità di gestione scelte; f) verifica la corrispondenza dell'attività gestionale con le finalità e la programmazione del piano di zona; g) approva con atto deliberativo, congiuntamente al piano di zona, il bilancio del piano di zona. 4. Il coordinamento istituzionale conserva le funzioni di cui al comma 1 e alla lettera f), comma 3, se la natura e l'ordinamento istituzionale della forma associativa lo consentono.. Comma 1, lettera t). Articolo 12: La consulta regionale delle autonomie locali per la realizzazione del sistema integrato di servizi ed interventi sociali. Comma 2: 2. La consulta è composta dall'assessore regionale alle politiche sociali o suo delegato, dall'assessore regionale ai rapporti con le autonomie locali o suo delegato, dall'assessore regionale alle pari opportunità o suo delegato, dall'assessore regionale alla sanità o suo delegato, dall'assessore regionale all'urbanistica o suo delegato, dall'assessore regionale allo sviluppo o suo delegato, dal presidente della competente commissione consiliare regionale o suo delegato, dai presidenti delle cinque province o loro delegati, e da un rappresentante designato da ciascun coordinamento istituzionale o da un rappresentante della forma associativa o modalità di gestione scelta. Comma 1, lettera u), punti 1), 2), 3) e 4). Articolo 14: Le organizzazioni di volontariato. Commi 4, 5, 6 e 7: 4. Gli enti pubblici stabiliscono forme di collaborazione con le organizzazioni di volontariato anche attraverso le convenzioni previste dalla legge regionale 8 febbraio 1993, n Con proprio regolamento la Regione valorizza l'apporto dei centri di servizi per il volontariato, di cui alla legge regionale n. 9/1993, alla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. 6. Le organizzazioni di volontariato, già iscritte al registro regionale del volontariato che per loro natura e tipologia di intervento sono abilitate a partecipare al sistema integrato di interventi e servizi sociali, si iscrivono alla corrispondente sezione dell'albo istituito ai sensi dell'articolo Con proprio regolamento la Regione disciplina, altresì, le modalità e le procedure per l'iscrizione delle organizzazioni di volontariato al registro regionale del volontariato, prevedendo semestrali verifiche della sussistenza dei requisiti richiesti per l'iscrizione, la semplificazione e la trasparenza delle procedure, nonché la reiscrizione dei soggetti già iscritti che hanno rinnovato la richiesta di iscrizione. Comma 1, lettera v). Articolo 16: Le cooperative sociali. 1. La Regione, ai sensi della legge 8 novembre 1991, n. 381, riconosce, promuove e sostiene lo sviluppo e la qualificazione delle cooperative sociali o loro consorzi, valorizzandone il ruolo di soggetto erogatore d'interventi e servizi sociali. 2. La Regione individua le modalità per promuovere la cooperazione sociale per l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Comma 1, lettera z). Articolo 18: Altri soggetti privati. 1. Alla gestione e all'offerta degli interventi e dei servizi di cui alla presente legge, concorrono, altresì, i soggetti privati a scopo di lucro operanti in attività di carattere sociale, garantendo le pari opportunità di genere nell'accesso alla gestione e all'offerta dei servizi. Comma 1, lettere aa) e bb).20 Articolo 20: Il piano sociale regionale. Commi 2 e 4 lettera l): 2. La Regione verifica, con scadenza annuale, l'andamento della programmazione del sistema integrato d'interventi e servizi, con i soggetti di cui al comma Il piano sociale regionale è lo strumento di programmazione sociale che definisce i principi d'indirizzo e coordinamento per la realizzazione, da parte degli enti locali associati, del sistema integrato d'interventi e servizi. Il piano sociale regionale, in particolare, indica: l) criteri per la determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni di cui all'articolo 53 e per l'assegnazione e utilizzo dei titoli per l'acquisto dei servizi di cui all'articolo 10, comma 2, lettera e);. Comma 1, lettere cc), dd) e ee). Articolo 21: Il piano di zona di ambito territoriale. Commi 2 e 4 lettere a) e b): 2. Il piano di zona di ambito è adottato previa concertazione con le province, le comunità montane, le aziende di pubblici servizi alla persona, i soggetti del terzo settore di cui all'articolo 13, le organizzazioni sindacali, gli altri soggetti della solidarietà locale di cui all'articolo 17, gli altri soggetti privati di cui all'articolo 18, che partecipano all'accordo di programma di cui al comma 1 attraverso la sottoscrizione di protocolli di adesione ed è comunicato alla Regione. In caso di rilevata difformità, la Regione ne dà comunicazione al comune capofila dell'ambito interessato entro trenta giorni dalla ricezione del piano di zona di ambito con la indicazione delle modificazioni e delle integrazioni da apportare. Nel caso di mancata adozione delle richieste modificazioni ed integrazioni al piano di zona, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione di cui al precedente capoverso, la Regione provvede alla nomina di un commissario ad acta che vi provvede entro il termine di trenta giorni dal conferimento dell'incarico. 4. Il piano di zona di ambito è strumento di programmazione e di realizzazione locale del sistema integrato di interventi e servizi sociali, ed a tal fine, in particolare, definisce: a) il sistema locale dei servizi sociali che garantisce i livelli essenziali delle prestazioni sociali; b) le modalità organizzative della erogazione dei servizi: criteri di accesso, compartecipazione degli utenti al costo dei servizi, assegnazione di titoli per l'acquisto dei servizi;. Comma 1, lettera ff). Articolo 26: La carta dei servizi. Comma 2: 2. La carta dei servizi, redatta in conformità con lo schema generale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera o), contiene: a) le informazioni sulle diverse prestazioni offerte; b) l'indicazione dei soggetti autorizzati ed accreditati; c) i criteri di accesso; d) le modalità di erogazione e le modalità di funzionamento dei servizi; e) gli standard di qualità, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza; f) le regole e gli indennizzi da applicare in caso di mancato rispetto degli standard previsti, nonché le modalità di ricorso da parte degli utenti.. Comma 1, lettera gg). Articolo 32: Le politiche per le persone con disabilità. 1. La Regione promuove interventi volti ad assicurare servizi destinati a persone con disabilità, assegnando particolare priorità alle persone con disabilità gravi, al fine di: a) rimuovere ogni forma di discriminazione e mancanza di pari opportunità che limitano o ostacolano il pieno godimento dei diritti e l'inclusione sociale; b) sostenere il miglioramento della qualità della vita attraverso progetti personalizzati rivolti alla formazione e all'inserimento mirato nel mondo del lavoro e nei normali circuiti di vita relazionale, all'accrescimento delle capacità e delle abilità individuali e familiari, al Vedere altro
Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell A.G.C. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata Dettagli (Il Governo con delibera C.d.M. del 14 febbraio 2012, ha deciso di impugnare l articolo 2, comma 3 e l articolo 11) Art. 1 (Oggetto e finalità)
Legge regionale 20 dicembre 2011, n. 44 Norme per il sostegno di persone non autosufficienti Fondo per la non autosufficienza (BUR n. 23 del 16 dicembre 2011, supplemento straordinario n. 3 del 22 dicembre Dettagli Legge Regionale n. 33 Norme sugli interventi regionali per il diritto allo studio universitario IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA.
Legge Regionale n. 33 Norme sugli interventi regionali per il diritto allo studio universitario Il Consiglio regionale ha approvato La seguente legge Art. 1 (Oggetto) IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA Promulga Dettagli LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013
LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DALLA REGIONE CAMPANIA DEL POLO SVILUPPO, RICERCA E I.C.T. IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato Dettagli LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 25-02-2010 REGIONE PUGLIA
LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 25-02-2010 REGIONE PUGLIA Istituzione del fondo regionale per il sostegno delle persone non autosufficienti e loro nuclei familiari Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PUGLIA Dettagli CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA III^ Commissione Permanente Attività Sociali - Sanitarie - Culturali - Formative
Disegno di legge n. 41/9^ Norme per il sostegno delle persone non autosufficienti. Fondo per la non autosufficienza Proponente: Giunta regionale Depositato presso la Segreteria Assemblea del Consiglio Dettagli D.M. 21 maggio 2001, n. 308 Requisiti strutture a ciclo residenziale Preambolo, Art.1, Art.2, Art. 3, Art. 4, Art. 5, Art. 6, Art. 7, Art. 8, Art.
D.M. 21 maggio 2001, n. 308 Requisiti strutture a ciclo residenziale Preambolo, Art.1, Art.2, Art. 3, Art. 4, Art. 5, Art. 6, Art. 7, Art. 8, Art. 9, Preambolo IL MINISTRO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE Visto Dettagli Art. 2 (Soggetti destinatari)
Testo vigente LEGGE REGIONALE 6 novembre 2002, n. 20 Disciplina in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale ( B.U. 14 novembre Dettagli LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 20-07-2001 REGIONE BASILICATA
LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 20-07-2001 REGIONE BASILICATA "PROMOZIONE DELL'ACCESSO AL LAVORO DELLE PERSONE DISABILI". Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA N. 49 del 24 luglio 2001 IL CONSIGLIO Dettagli Art. 2. Strutture e servizi soggetti ai requisiti minimi per l'autorizzazione
DECRETO MINISTERIALE 21 maggio 2001, n. 308 Regolamento concernente "Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione all'esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale e Dettagli Legge regionale 9 novembre 2015, n. 13. IL CONSIGLIO REGIONALE. ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE. promulga
Legge regionale 9 novembre 2015, n. 13. Istituzione del Fondo regionale per il sostegno socio-educativo, scolastico e formativo dei figli delle vittime di incidenti mortali sul lavoro. IL CONSIGLIO REGIONALE Dettagli Delibera della Giunta Regionale n. 483 del 21/09/2012
Delibera della Giunta Regionale n. 483 del 21/09/2012 A.G.C. 20 Assistenza Sanitaria Settore 3 Interventi a favore di fasce socio-sanitarie particolarmente 'deboli' Oggetto dell'atto: DISCIPLINA E DEFINIZIONE Dettagli D.M 21 maggio 2001, n.308
D.M. 21 maggio 2001, n. 308, regolamento concernente "REQUISITI MINIMI STRUTTURALI E ORGANIZZATIVI PER L'AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO DEI SERVIZI E DELLE STRUTTURE A CICLO RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE, Dettagli (Finalità e oggetto)
Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale Art. 1. (Finalità e oggetto) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici Dettagli REGOLAMENTO del 12 ottobre 2011, n. 7. Regolamento Disciplina del registro regionale delle associazioni di promozione sociale LA GIUNTA REGIONALE
REGOLAMENTO del 12 ottobre 2011, n. 7 Regolamento Disciplina del registro regionale delle associazioni di promozione sociale LA GIUNTA REGIONALE ha deliberato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE visto Dettagli LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 23 OTTOBRE 2007 LEGGE PER LA DIGNITA E LA CITTADINANZA SOCIALE. ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328.
LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 23 OTTOBRE 2007 LEGGE PER LA DIGNITA E LA CITTADINANZA SOCIALE. ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328. IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA Dettagli LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA
LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA Disciplina del sistema regionale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Abrogazione delle leggi regionali 15 dicembre 1994, n. 77, Dettagli 3. Gli atti di trasformazione e di 3. Identico.
Pag. 142-143 Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, pubblicato nel supplemento ordinario n. 152/L alla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 2008. Testo del decreto-legge Testo del decreto-legge comprendente Dettagli Legge Regionale 16 agosto 2001, n. 40 Disposizioni in materia di riordino territoriale e di incentivazione delle forme associative di comuni.
Legge Regionale 16 agosto 2001, n. 40 Disposizioni in materia di riordino territoriale e di incentivazione delle forme associative di comuni. Bollettino Ufficiale n. 27, parte prima, del 27.08.2001 Art. Dettagli DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE
DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE. R E L A Z I O N E Il disegno di legge, che si compone Dettagli DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.
DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità Dettagli TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014
TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014 D.D.L. n. 367: Disciplina delle Aziende pubbliche di servizi alla persona e fondazioni derivanti Dettagli Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 28 agosto 1998, n. 400;
D.M. 21 maggio 2001, n. 308, regolamento concernente "REQUISITI MINIMI STRUTTURALI E ORGANIZZATIVI PER L'AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO DEI SERVIZI E DELLE STRUTTURE A CICLO RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE, Dettagli LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 3 AGOSTO 2001 REGIONE VENETO
LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 3 AGOSTO 2001 REGIONE VENETO Norme per il diritto al lavoro delle persone disabili in attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 e istituzione servizio integrazione lavorativa Dettagli Trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e istituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona
Trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e istituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona CAPO I TRASFORMAZIONE DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA Dettagli d) definisce le misure di promozione, sostegno e sviluppo della cooperazione sociale;
Legge Regionale 17 febbraio 2005, n. 9 "Norme sulla cooperazione sociale" B.U.R. 4 marzo 2005, n. 10 Art.1 (Oggetto e finalità) 1. Con la presente legge la Regione riconosce il rilevante valore e la finalità Dettagli PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE DECRETO 21 maggio 2001, n. 308 REGOLAMENTO "Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione all'esercizio Dettagli Riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, fusione e trasformazione in Aziende Regionali di Servizi alla Persona (ARSP)
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE DEL LAZIO N. 88 DEL 17 OTTOBRE 2013 Sistema Integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio Proposta emendativa-integrativa a Dettagli DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO
DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 (Oggetto) 1. La presente legge riordina Dettagli INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010)
REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE 7 DICEMBRE 2010 N. 19 INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010) Il Consiglio regionale Dettagli Dipartimento Salute e Servizi Sociali. Art. 21 (Fondazioni ex IPAB privatizzate ai sensi del D.P.C.M. 16 febbraio 1990) Capo IV
1. Ai dipendenti delle ex IPAB e delle ASP che si sono trasformate in associazioni o fondazioni si applicano le disposizioni di cui all articolo 4 comma 2 del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito Dettagli «Istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale.»
LEGGE REGIONALE 18 OTTOBRE 2006, N. 13 «Istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale.» BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE UMBRIA N. 50 DEL 31 OTTOBRE Dettagli Legge Regionale Sardegna 22/8/2007 n. 9 (B.U.R 31/8/2007 n. 28) Norme in materia di polizia locale e politiche regionali per la sicurezza
Legge Regionale Sardegna 22/8/2007 n. 9 (B.U.R 31/8/2007 n. 28) Norme in materia di polizia locale e politiche regionali per la sicurezza Articolo 1 - Oggetto e finalità Oggetto e finalità 1. La presente Dettagli Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio
Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Il quadro Istituzionale organizzativo in Regione Veneto Dirigente Regionale Servizi Sociali dott. Mario Modolo Dettagli Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267. "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162 TITOLO Dettagli Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI. Art. 1 (Finalità e oggetto)
Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 (Finalità e oggetto) 1. In attuazione dei principi della Costituzione italiana e della Carta dei diritti fondamentali Dettagli IL CONSIGLIO REGIONALE. Ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA
LEGGE REGIONALE N. 36 DEL 21 DICEMBRE 2012 DISPOSIZIONI PER LA REALIZZAZIONE DELLE INIZIATIVE REGIONALI IN APPLICAZIONE DELLA LEGGE 1 AGOSTO 2003, N. 206 (DISPOSIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA FUNZIONE Dettagli Linee di indirizzo dell Ambito S9 per l'applicazione del Regolamento Regionale n. 4/2014
Linee di indirizzo dell Ambito S9 per l'applicazione del Regolamento Regionale n. 4/2014 Il Regolamento n. 4/2014 della Regione Campania (di seguito Regolamento) ha disciplinato le procedure, le condizioni, Dettagli REGIONE TOSCANA PREAMBOLO
REGIONE TOSCANA L.R. 2 aprile 2009, n. 16 Cittadinanza di genere B.U. Regione Toscana 06 aprile 2009, n. 11 PREAMBOLO Visto l articolo 117, terzo, quarto e settimo comma della Costituzione; Visto l articolo Dettagli LEGGE REGIONALE N. 50 DEL 13-04-1995 REGIONE MARCHE. Norme di attuazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale.
LEGGE REGIONALE N. 50 DEL 13-04-1995 REGIONE MARCHE Norme di attuazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MARCHE N. 29 del 27 aprile Dettagli Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006)
Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006) Art.1 (Oggetto e finalità) 1. La Regione con la presente legge, in armonia Dettagli IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 33, sesto comma, 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Schema di decreto legislativo recante la disciplina per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei in attuazione della delega prevista Dettagli LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 18-02-2010 REGIONE PIEMONTE
LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 18-02-2010 REGIONE PIEMONTE Servizi domiciliari per persone non autosufficienti. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PIEMONTE N. 8 del 25 febbraio 2010 Il Consiglio regionale Dettagli LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 23-10-2007 REGIONE CAMPANIA LEGGE PER LA DIGNITA' E LA CITTADINANZA SOCIALE. ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328.
LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 23-10-2007 REGIONE CAMPANIA LEGGE PER LA DIGNITA' E LA CITTADINANZA SOCIALE. ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA Dettagli Valorizzazione e promozione del volontariato (B.U. 7 settembre 1994, n. 36)
Legge regionale 29 agosto 1994, n. 38. Valorizzazione e promozione del volontariato (B.U. 7 settembre 1994, n. 36) Il Consiglio regionale ha approvato. Il Commissario del Governo ha apposto il visto. IL Dettagli L.R. 18 dicembre 2008, n. 66. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza.
Testo Aggiornato al 24 luglio 2013 L.R. 18 dicembre 2008, n. 66. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. Il Consiglio regionale ha approvato Il Presidente della Giunta Promulga la seguente Dettagli Legge 8 novembre 2000, n. 328. "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali"
Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2000 - Supplemento ordinario Dettagli Legge Regionale 5 agosto 2013 n. 5 Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo patologico (GAP).
Legge Regionale 5 agosto 2013 n. 5 Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo patologico (GAP). (Lazio, BUR 8 agosto 2013, n. 64) IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato IL PRESIDENTE Dettagli LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO
LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO "Norme in materia di autorizzazione all'apertura ed al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali" Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE Dettagli Articolo 1 Finalità. Articolo 2 Azioni e funzioni del Garante
73 Articolo 1 Finalità LEGGE REGIONALE 16 marzo 2007 n. 9 Disciplina dell Ufficio del Garante regionale dei diritti dell infanzia e dell adolescenza (Bollettino Ufficiale 28 marzo 2007 n. 7, parte prima) Dettagli PROVINCIA DI BARLETTA-ANDRIA-TRANI REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI
PROVINCIA DI BARLETTA-ANDRIA-TRANI REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 3 del 11 Marzo 2013 Sommario TITOLO I PRINCIPI E FINALITÀ...1 ART. 1 (Finalità)...1 Dettagli Art. 1 (Finalità) Art. 2 (Fondo regionale per l'occupazione dei disabili)
Legge regionale 3 aprile 2000, n. 24. Norme per favorire l'occupazione dei disabili. (BUR 41 del 13.04.2000) Art. 1 (Finalità) 1. La Regione, considerando di preminente interesse tutte le attività volte Dettagli LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 6 LUGLIO 2012 NORME PER IL COMPARTO DEL LAVORO AUTONOMO IN FAVORE DEI GIOVANI PROFESSIONISTI IL CONSIGLIO REGIONALE
LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 6 LUGLIO 2012 NORME PER IL COMPARTO DEL LAVORO AUTONOMO IN FAVORE DEI GIOVANI PROFESSIONISTI IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROMULGA La seguente Dettagli Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Piano Nazionale di edilizia abitativa Visto il decreto legge 25 giugno 2008, n 112 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n 133, recante Dettagli DECRETO DEL MINISTRO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE
DECRETO DEL MINISTRO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE 21 maggio 2001, n. 308 "Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione all'esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale Dettagli Legge regionale 16 agosto 2002, n. 22 (BUR n. 82/2002) AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI
AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI TITOLO I - Principi ed ambito di applicazione Art. 1 - Principi generali. 1. La Regione promuove la qualità dell assistenza Dettagli REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE 3 NOVEMBRE 2009 N. 47 SEMPLIFICAZIONI NORMATIVE A VANTAGGIO DEL TERZO SETTORE
REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE 3 NOVEMBRE 2009 N. 47 SEMPLIFICAZIONI NORMATIVE A VANTAGGIO DEL TERZO SETTORE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA N. 19 DEL 4 NOVEMBRE 2009) Il Consiglio regionale Dettagli A relazione dell'assessore Ferrari:
REGIONE PIEMONTE BU45 12/11/2015 Deliberazione della Giunta Regionale 26 ottobre 2015, n. 16-2315 Fondo statale per le non autosufficienze, annualita' 2015. Approvazione "Programma attuativo" di cui al Dettagli IL MINISTRO PER LA SOLIDARIETÀ SOCIALE
Decreto ministeriale 21 maggio 2001, n. 308 Gazzetta Ufficiale 28 luglio 2001, n. 174 Testo aggiornato al 1 giugno 2004 Regolamento concernente «Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione Dettagli Statuto di una fondazione - Onlus
Statuto di una fondazione - Onlus TITOLO I - DENOMINAZIONE E SEDE Art. 1 E' istituita la Fondazione...-Onlus, (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), con sede in..., via... La Fondazione assume Dettagli IL COMUNE IN MATERIA DI SERVIZI SOCIALI (legge regionale 2/2003) Funzioni di programmazione
IL COMUNE IN MATERIA DI SERVIZI SOCIALI (legge regionale 2/2003) Funzioni amministrative e i compiti di programmazione, progettazione e realizzazione del sistema locale dei servizi sociali a rete ed erogano Dettagli Piano nazionale di edilizia abitativa
ALLEGATO Piano nazionale di edilizia abitativa Art. 1 (Linee d intervento) 1. Il piano è articolato in sei linee di intervento, di seguito indicate: a) costituzione di un sistema integrato nazionale e Dettagli DECRETO LEGGE 16 maggio 2008 n. 85
DECRETO LEGGE 16 maggio 2008 n. 85 Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Pubblicato nella Dettagli Art. 1. Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale
1 1 LEGGE REGIONALE 14 aprile 2004, n. 8#LR-ER-2004-8# MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 10 GENNAIO 2000, N. 1 RECANTE "NORME IN MATERIA DI SERVIZI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA" (Legge di pura modifica. Dettagli Consiglio Regionale della Toscana
Consiglio Regionale della Toscana PROPOSTA DI LEGGE n. 35 Istituzione del Servizio civile regionale D iniziativa della Giunta Regionale Agosto 2005 1 Allegato A Istituzione del servizio civile regionale Dettagli REGOLAMENTO 22 febbraio 2013, n. 2
REGOLAMENTO 22 febbraio 2013, n. 2 Riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza. Disciplina delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona LA GIUNTA REGIONALE ha deliberato IL PRESIDENTE Dettagli STATUTO della FONDAZIONE CONTE CARLO BUSI ONLUS
STATUTO della FONDAZIONE CONTE CARLO BUSI ONLUS Art.1 - Denominazione, sede ed origine - 1. Ai sensi dell art.14 e seguenti del Codice Civile è costituita la fondazione denominata Fondazione Conte Carlo Dettagli Bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 169 del 20/12/2013
Bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 169 del 20/12/2013 LEGGE REGIONALE 13 dicembre 2013, n. 43 Contrasto alla diffusione del gioco d azzardo patologico (GAP). IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO Dettagli 7. AFFIDAMENTO E GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI I PUGLIA
7. AFFIDAMENTO E GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI I PUGLIA MODELLI GESTIONALI PER L EROGAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI IN PUGLIA Il ruolo delle ASP nei Piani Sociali di Zona ed il rapporto delle stesse con altri Dettagli LEGGE REGIONALE N. 36 DEL 27-11-2006 REGIONE PIEMONTE. Autorizzazione ed accreditamento dei soggetti operanti nel mercato del lavoro regionale.
LEGGE REGIONALE N. 36 DEL 27-11-2006 REGIONE PIEMONTE Autorizzazione ed accreditamento dei soggetti operanti nel mercato del lavoro regionale. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PIEMONTE N. 48 del Dettagli REGOLAMENTO PER L ACCESSO AI TITOLI SOCIALI
REGOLAMENTO PER L ACCESSO AI TITOLI SOCIALI Art. 1 Oggetto del regolamento Il presente regolamento disciplina, all interno di un sistema integrato di interventi e servizi sociali di competenza dei comuni Dettagli 2. La Regione, altresì, riconosce e valorizza il ruolo di rilevanza sociale delle associazioni regionali di tutela delle categorie dei disabili.
L.R. 21 luglio 2003, n. 19 (1). Norme per il diritto al lavoro delle persone disabili. Modifiche all'articolo 28 della legge regionale 7 agosto 1998, n. 38 (Organizzazione delle funzioni regionali e locali Dettagli Articolo 7. (Patrimonio dello Stato S.p.a.) Articolo 8. (Società per il finanziamento delle infrastrutture)
SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA N. 1425 DISEGNO DI LEGGE presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri (BERLUSCONI) e dal Ministro dell economia e delle finanze (TREMONTI) di concerto col Dettagli CAPO I. Interventi regionali per il diritto allo studio. Art. 1
Legge regionale 26 maggio 1980, n. 10 Norme regionali in materia di diritto allo studio. 1 Quando le disposizioni della presente legge menzionano un Assessorato, la menzione si intende riferita alla Direzione Dettagli DECRETO LEGISLATIVO 4 MAGGIO 2001, N. 207
DECRETO LEGISLATIVO 4 MAGGIO 2001, N. 207 RIORDINO DEL SISTEMA DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA, A NORMA DELL'ARTICOLO 10 DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328 1 Titolo I DISPOSIZIONI Dettagli STATUTO DELL'AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI. Art. 1. Natura giuridica
STATUTO DELL'AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI Art. 1. Natura giuridica 1. L'Agenzia nazionale per i giovani, di seguito denominata: "Agenzia", e' agenzia di diritto pubblico ai sensi dell'articolo 8 del Dettagli L'ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE. ha approvato IL PRESIDENTE DELLA REGIONE. promulga. la seguente legge: TITOLO I.
Emilia-Romagna L.R. 4-7-2013 n. 5 Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate. Dettagli Legge Regionale 13 novembre 2009 n. 40 Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale ( B. U. REGIONE BASILICATA N. 51 bis del 16 novembre 2009)
Legge Regionale 13 novembre 2009 n. 40 Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale ( B. U. REGIONE BASILICATA N. 51 bis del 16 novembre 2009) Articolo 1 Finalità e oggetto della legge 1. La Regione, Dettagli 4a Tutela della salute l.r. 45/2013 1 PREAMBOLO... 1. 1 CAPO I - Oggetto... 2. 2 Art. 1 - Oggetto... 2
4a Tutela della salute l.r. 45/2013 1 Legge regionale 2 agosto 2013, n. 45 famiglie e dei lavoratori in difficoltà, per la coesione e per il contrasto al disagio sociale. Interventi di sostegno finanziario Dettagli Vigente al: 05-03-2011 La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
LEGGE 19 novembre 1990, n. 341 Riforma degli ordinamenti didattici universitari. Vigente al: 05-03-2011 La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Dettagli Legge Regionale 10 novembre 2015 n. 18. Misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito. (Valle D'Aosta, BUR 24 novembre 2015, n.
Legge Regionale 10 novembre 2015 n. 18 Misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito. (Valle D'Aosta, BUR 24 novembre 2015, n. 47) IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato; IL PRESIDENTE DELLA REGIONE Dettagli Regolamento Albo regionale delle cooperative sociali, consorzi e organismi analoghi, ai sensi dell'art. 27 della l.r. n. 1/2008
Regolamento Regionale 17 marzo 2015, n. 1 Regolamento Albo regionale delle cooperative sociali, consorzi e organismi analoghi, ai sensi dell'art. 27 della l.r. n. 1/2008 (BURL n. 12, suppl. del 20 Marzo Dettagli PROVINCIA DI CROTONE REGOLAMENTO
PROVINCIA DI CROTONE REGOLAMENTO DEL REGISTRO DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO AVENTI SEDE NEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI CROTONE Articolo 1 Finalità ed Istituzione dell Albo Dettagli Art. 1 (Principi e finalità)
Regione Lazio L.R. 20 Marzo 2009, n. 4 Istituzione del reddito minimo garantito. Sostegno al reddito in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati (1) Art. 1 (Principi e finalità) 1. La Dettagli Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute e il Ministro dell Economia e delle Finanze
la legge 31 dicembre 2009, n. 196 Legge di contabilità e finanza pubblica ; il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, con particolare riguardo all articolo 3-septies Dettagli CIRCOLO RICREATIVO AZIENDALE LAVORATORI DI POSTE ITALIANE. CRALPoste REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLO STATUTO
CIRCOLO RICREATIVO AZIENDALE LAVORATORI DI POSTE ITALIANE CRALPoste REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLO STATUTO Roma, 31 Marzo 2005 INDICE Art. 1 Denominazione e logo dell Associazione pag. 3 Art. 2 Scopi Dettagli DL 112 del 25 giugno 2008 Convertito con modificazione dalla. L. 133 del 6 agosto 2008
DL 112 del 25 giugno 2008 Convertito con modificazione dalla L. 133 del 6 agosto 2008 (G.U. n. 195 del 21/8/08) Capo IV Casa e infrastrutture Art. 11. Piano Casa 1. Al fine di garantire su tutto il territorio Dettagli BOLLETTINO UFFICIALE della REGIONE CAMPANIA n. 48 del 3 agosto 2009. Atti della Regione PARTE I
A.G.C. 19 - Piano Sanitario Regionale e Rapporti con le UU.SS.LL. - Deliberazione n. 1274 del 16 luglio 2009 Piano di rientro - Interventi per il raggiungimento dell obiettivo di razionalizzazione e contenimento Dettagli Il 26 ottobre 2012 è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il regolamento relativo alle quote di genere nelle società
Il 26 ottobre 2012 è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il regolamento relativo alle quote di genere nelle società pubbliche. Mentre per le società quotate, con delibera emanata Dettagli LEGGE 7 agosto 2015, n. 124. Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. (15G00138) Vigente al: 17-11-2015
LEGGE 7 agosto 2015, n. 124 Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. (15G00138) Vigente al: 17-11-2015 Capo IV DELEGHE PER LA SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA Art. 17 Dettagli REGOLAMENTO ISEE PER L ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE, IN APPLICAZIONE DEL DPCM 5 DICEMBRE 2013, N.
REGOLAMENTO ISEE PER L ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE, IN APPLICAZIONE DEL DPCM 5 DICEMBRE 2013, N. 159 Approvato con deliberazione del consiglio dell unione n Dettagli IL CONSIGLIO REGIONALE. ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE. promulga. la seguente legge: CAPO I. Principi generali
Legge regionale 29 marzo 2013 n. 15 Norme sui servizi educativi per la prima infanzia. (Calabria, BUR 2 aprile 2013, n. 7, S.S. 5 aprile 2013, n. 3) IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato IL PRESIDENTE DELLA Dettagli REGOLAMENTO PER L ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE, IN APPLICAZIONE DEL DPCM 5 DICEMBRE 2013, N.
REGOLAMENTO PER L ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE, IN APPLICAZIONE DEL DPCM 5 DICEMBRE 2013, N. 159 1. SCOPO DEL REGOLAMENTO L I.S.E.E. è lo strumento di valutazione Dettagli Disciplina delle fattorie didattiche e degli agrinido, agriasilo e agritata. Indice
Consiglio Regionale Disciplina delle fattorie didattiche e degli agrinido, agriasilo e agritata Indice CAPO I... 2 DISPOSIZIONI GENERALI... 2 Art. 1... 2 Finalità... 2 CAPO II... 2 FATTORIE DIDATTICHE... Dettagli Visto l'articolo 3, comma 3, l'articolo 4, comma 1, lettera q), e l'articolo 59 dello Statuto;
Legge Regionale 1 ottobre 2014 n. 57 Riconoscimento del ruolo sociale e culturale delle società di mutuo soccorso ed interventi a tutela del loro patrimonio. (Toscana, BUR 8 ottobre 2014, n. 48, parte Dettagli LEGGE REGIONALE N. 18 DEL 9-06-1994 REGIONE PIEMONTE
LEGGE REGIONALE N. 18 DEL 9-06-1994 REGIONE PIEMONTE Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381 > Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PIEMONTE Dettagli Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca
Schema di regolamento recante Revisione dell assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell infanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell'articolo 64 del decreto legge 25 giugno Dettagli Art. 2 (Natura giuridica e forme di autonomia delle agenzie)
L.R. 01 Febbraio 2008, n. 1 Norme generali relative alle agenzie regionali istituite ai sensi dell'articolo 54 dello Statuto. Disposizioni transitorie relative al riordino degli enti pubblici dipendenti Dettagli Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari
Legge Regionale 25 maggio 2015, n. 15 Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari (BURL n. 22, suppl. del 28 Maggio 2015 ) urn:nir:regione.lombardia:legge:2015-05-25;15 Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: Art. 1
 articolo 8
 articolo 50
 articolo 46
 articolo 11
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 23
 Art. 16
 articolo 10
 Art. 16
 articolo 87
 articolo 18
 Art. 18
 articolo 8
 articolo 13
 articolo 17
 articolo 18
 articolo 21
 articolo 32
 Art. 32
 articolo 37
 Art. 37
 articolo 38
 Art. 38
 articolo 37
 articolo 37
 articolo 42
 articolo 39
 Art. 39
 articolo 40
 Art. 40
 articolo 42
 Art. 42
 articolo 40
 articolo 38
 articolo 37
 articolo 44
 Art. 44
 articolo 47
 art. 21
 Art. 48
 Art. 52
 Art. 59
 articolo 2
 articolo 31
 Art. 2
 articolo 10
 articolo 11
 articolo 18
 Art. 3
 Art. 4
 articolo 58
 Art. 5
 articolo 1
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11
 Articolo 12
 Articolo 14
 Articolo 16
 Articolo 18
 Articolo 20
 Articolo 21
 Articolo 26
 Articolo 32
 articolo 2
 articolo 11
 Art. 1
 Art. 1
 Art.1
 Art.2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art.1
 Art.2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 2
 Art. 2
 Art. 1
 ART. 1
 Art.1
 Art.1
 Art. 21
 articolo 4
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 1
 articolo 117
 Art.1
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 1
 ART. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art.1
 art.14
 Art. 1
 Articolo 7
 Articolo 8
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Articolo 1
 Art. 1
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 1
 articolo 3
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 11
 Art. 17
 Art. 1
 Art. 2