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Timestamp: 2018-11-13 02:46:28+00:00

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RACCOLTA SENTENZE su MANCATA COMUNICAZIONE DATI
126 bis comunicazione dati New Topic Reply to Topic
Posted - 15/06/2010 : 10:06:06
tempo fa lessi di una sentenza che annullava la sanzione ex art. 126 bis cds poichè il pgamento della saznione principale (eccesso di velocità) equivaleva ad una comunicazione dei dati per fatti concludenti, poichè il proprietario, ritenendosi trasgressore aveva immediatamente pagato.
non riesco più a rintracciarla.
Posted - 15/06/2010 : 13:30:41
MAI SAPUTO DI UNA SENTENZA DEL GENERE..EPPURE CREDO DI ESSERE DISCRETAMENTE INFORMATO SULLE SENTENZE.
Posted - 15/06/2010 : 15:03:04
Che si tratti di questa? Decisamente non recente pero'..
IL GIUDICE DI PACE IN MESAGNE
nella persona del dott. Luigi Dore ha pronunciato la seguente
nella causa civile iscritta in prima istanza al n………… R.G. avente per oggetto:
..., residente in ..., rappresentato e difeso, in virtù di procura stesa a margine del ricorso, dall’Avv...., ed entrambi elettivamente domiciliati, ai fini del presente giudizio, in Mesagne, presso lo studio dell’Avv. …
COMUNE di MESAGNE, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dal suo Funzionario, Mar. di P.M.,…, in forza di apposita delega in atti
…, con ricorso depositato in data 3 maggio 2006, proponeva opposizione avverso il verbale, notificatogli il 10 aprile 2006, dalla Polizia Municipale di Mesagne, che gli contestava la violazione dell’art. 126/bis co. 2, con sanzione prevista dall’art. 180 co. 8 del C.d.S., poiché “in qualità di proprietario del veicolo ometteva di fornire i dati personali e della patente di guida del conducente al momento della commessa violazione”.
Tale obbligo discendeva dal verbale n…. elevato al ricorrente per violazione dell’art. 142/8 C.d.S in data 4 agosto 2005.
Deduceva l’opponente che in data 8 novembre 2005 aveva regolarmente eseguito il pagamento della sanzione pecuniaria comminatagli con quest’ultimo verbale e riteneva con ciò, quale reo confesso, di aver implicitamente confermato di essere l’autore della violazione; eccepiva, comunque, il mancato rispetto dei termini all’uopo previsti nell’emissione del provvedimento impugnato.
Disposta la comparizione delle parti il Comune di Mesagne si costituiva in giudizio con un proprio funzionario, depositava la documentazione prescritta dall’art. 23 della legge n. 689/81 e chiedeva il rigetto del ricorso perché infondato in fatto ed in diritto.
La causa veniva, quindi, all’udienza del 5 luglio 2006, immediatamente decisa, sulla base della documentazione agli atti, come da dispositivo letto in udienza e riservata per la sola motivazione.
La giurisprudenza costituzionale e di legittimità hanno concordemente ritenuto che, in materia di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al codice della strada, il ricorso al Prefetto avverso il verbale di accertamento dell’infrazione al C.d.S. non costituisce presupposto processuale per poter adire il giudice ordinario e quindi il previo esperimento di tale ricorso amministrativo è meramente facoltativo, potendo l’interessato avvalersi, nei sessanta giorni dalla contestazione della violazione o dalla notificazione del relativo verbale, di un ventaglio di possibilità: pagamento in misura ridotta della sanzione, proposizione del ricorso al prefetto, proposizione dell’opposizione davanti all’autorità giudiziaria.
Nessun dubbio può nutrirsi, pertanto, in ordine alla giurisdizione dell’ A.G.O. nè, dopo la pubblicazione del Decreto Legislativo 30 dicembre 1999 n. 507, sulla competenza di quest’ Ufficio a decidere la causa.
Preliminarmente va dichiarata l’ammissibilità del presente ricorso, attesa l’illegittimità costituzionale dell’art. 204 bis del vigente Codice della Strada, nella parte in cui prevede, all’atto del deposito del detto ricorso, il versamento di una cauzione.
Può quindi passarsi al merito della causa.
La decisione della controversia involge, in via preliminare ed assorbente delle ulteriori doglianze, la risoluzione della questione concernente la legittimità della contestazione fatta ai sensi dell’art. 126 bis, co. 2.
Orbene la 2^ parte del detto articolo recitava “ …nel caso di mancata identificazione di questi, la segnalazione deve essere effettuata a carico del proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi, entro trenta giorni dalla richiesta, all’organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Se il proprietario del veicolo risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all’organo di polizia che procede. Se il proprietario del veicolo omette di fornirli, si applica a suo carico la sanzione prevista dall’art. 180, co.8”.
E’ evidente che gli ultimi due periodi di questo articolo si riferiscono al caso di intestazione del veicolo a persone giuridiche, altrimenti il legislatore avrebbe prodotto così una norma ovviamente incostituzionale prevedendo una doppia sanzione a carico delle persone fisiche e una sola a carico delle persone giuridiche.
Quindi, la sanzione della decurtazione dei punti si riferiva, quale sanzione accessoria, alle persone fisiche, mentre, non potendosi applicare ovviamente alle persone giuridiche alcuna decurtazione di punti, alle stesse era applicabile la sanzione pecuniaria ex art. 180 del C.d.S.­
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 27 del 24.01.2005, ha dichiarato “....l’art. 126 bis, co. 2, del codice della strada, nella parte in cui assoggetta il proprietario del veicolo alla decurtazione dei punti della patente quando ometta di comunicare all’Autorità amministrativa procedente le generalità del conducente che abbia commesso l’infrazione alle regole della circolazione stradale, deve essere dichiarato costituzionalmente illegittimo”.
In detta sentenza, seguivano, poi, alcuni suggerimenti su come avrebbe dovuto formularsi la norma perché non fosse in contrasto con i principi costituzionali.
Il legislatore accoglieva tali suggerimenti e con l’art. 1 del D.L. 21.09.2005 modificava il comma 2 dell’art. 126 bis e, prevedendo un illecito omissivo applicabile a tutti i proprietari, generalizzava l’obbligo di comunicazione.
Sennonché tale decreto non veniva convertito e quindi decadeva, ripristinando il vuoto che la sentenza della Corte Costituzionale aveva creato con la sua decisione.
Al momento va, quindi, interpretato l’art. 126 bis C.d.S. nel testo originario, laddove, a seguito della citata sentenza, nel caso in cui non sia stato identificato il responsabile, a carico del proprietario persona fisica, non è prevista alcuna decurtazione di punti per la sua omissione di comunicare i dati richiesti, mentre la reticenza del proprietario - persona giuridica - è punita con la sanzione ex art. 180, co. 8.
Consegue, per il principio di legalità - nullum crimen sine lege ­nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge vigente - l’illegittimità e l’annullamento del provvedimento impugnato.
Ricorrono giusti motivi per dichiarare compensate le spese di giudizio, alla luce delle normative e sentenze che hanno reso problematico per l’interprete e, a maggior ragione, per l’utente il districarsi in prescrizioni contraddittorie e poco chiare.
Il Giudice di Pace, accogliendo la domanda presentata con ricorso depositato in data 3 maggio 2006 da…
il verbale di contestazione di violazione di norme del Codice della Strada n…. - Prot. nr. …, elevato in data 29 marzo 2006 dalla Polizia Municipale di Mesagne nei confronti del ricorrente e notificatogli il 10 aprile successivo, nonché tutti gli atti dal verbale medesimo dipendenti;
Così deciso in Mesagne, il 5 luglio 2006
dott. Luigi Dore
http://www.altalex.com/index.php?idnot=10649
Posted - 15/06/2010 : 16:32:06
Grazie, ma questa sentenza già la conoscevo..e trova la mia condivisibilità per fatti accertati priva dell'entrata in vigore del:
D.L. 21.09.2005
modificava il comma 2 dell’art. 126 bis e, prevedendo un illecito omissivo applicabile a tutti i proprietari, generalizzava l’obbligo di comunicazione.""
Infatti nella medesima sentenza del 24.01.2005 ci si riferisce ad una storica sentenza della Cassazione.
..Per la quale, la medesima si riferisce solo in data antecedentemente al Decreto Legge del
ne sentenziava L'INCOSTIZIONALITA'.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 27 del
, ha dichiarato “....l’art. 126 bis, co. 2, del codice della strada, nella parte in cui assoggetta il proprietario del veicolo alla decurtazione dei punti della patente quando ometta di comunicare all’Autorità amministrativa procedente le generalità del conducente che abbia commesso l’infrazione alle regole della circolazione stradale, deve essere dichiarato costituzionalmente illegittimo”.
Posted - 15/06/2010 : 22:13:15
Ragà... ci sarebbe da fare un bell'apprpfondimento del 126 bis perchè noi contestiamo questo:
CONSIDERATO CHE NON SONO AMMESSI VERBALI PER ART. 126bis CONDUCENTE CON L’APPLICAZIONE DELLA SOSPENSIONE DELLA RELATIVA COMUNICAZIONE CHE DEVE ESSERE RICHIESTA COME CHIARAMENTE RIPORTATO DALL’ART. 126 “A DEFINIZIONE DEL VERBALE” OVVERO AL TERMINE DEL PAGAMENTO O DELL’ITER GIUDIZIARIO DEL RICORSO CON SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO E NON IN CONTEMPORANEA CON IL VERBALE.
(vedasi CdStrada - Cassazione - Sentenza n. 3234 05/05/2008 Tribunale di Torino - GDPace diversi)
Il sottoscritto xxxxx
in qualità di proprietario in solido del veicolo oggetto della presunta violazione riflettente il disposto del Codice della Strada con il veicolo munito di targa xxxxx, nella consapevolezza delle sanzioni civili e penali previste per chi fornisce false e mendaci dichiarazioni alla pubblica amministrazione al momento NON riesce a risalire con precisione a chi fosse alla guida del veicolo indicato al momento della presunta infrazione ed in base a quanto su esposto si evidenzia l’illegittimità della richiesta fatta in contemporanea con l’invio del verbale in oggetto.
chennedite ???
Posted - 15/06/2010 : 23:32:44
Questa linea di difesa piu' volte e' stata intentata, ma quasi sempre con esito negativo per il ricorrente.
..Se rammenti, io in altro post l'avevo suggerita.
E se Ti leggi attentamente il 126 bis la soluzione è intrinseca proprio nel medesimo articolo.
..E LA QUESTIONE E' STATA GIA' DA ME E DA ILLUSTRI AMICI ESPOSTA QUI:
http://www.strademulte.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=14465&whichpage=1
http://www.strademulte.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=14465&whichpage=2
Posted - 16/06/2010 : 02:40:24
Silvio tu che hai tutto sottomano... inseriresti paro paro l'art. 126 o 126bis del CdS così approfondiamo per bene ???
evvaiiiiiiiiiiiiiiiiiii...
Posted - 16/06/2010 : 10:46:49
Codice della strada Successive modificazioni
TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALITITOLO II - DELLA COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADETITOLO III - DEI VEICOLITITOLO IV - GUIDA DEI VEICOLI E CONDUZIONE DEGLI ANIMALITITOLO V - NORME DI COMPORTAMENTOTITOLO VI - DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONITITOLO VII - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
2. L'organo da cui dipende l'agente che ha accertato la violazione che comporta la perdita di punteggio, ne dà notizia, entro 30 giorni dalla definizione della contestazione effettuata, all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. La contestazione si intende definita quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi. Il predetto termine di 30 giorni decorre dalla conoscenza da parte dell'organo di polizia dell'avvenuto pagamento della sanzione, della scadenza del termine per la proposizione dei ricorsi, ovvero dalla conoscenza dell'esito dei ricorsi medesimi. La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione.
Se il proprietario del veicolo risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all'organo di polizia che procede. Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 263 a euro 1.050. La comunicazione al Dipartimento per i trasporti terrestri avviene per via telematica. (3)
4. Fatti salvi i casi previsti dal comma 5 e purché il punteggio non sia esaurito, la frequenza ai corsi di aggiornamento, organizzati dalle autoscuole ovvero da soggetti pubblici o privati a ciò autorizzati dal Dipartimento per i trasporti terrestri, consente di riacquistare sei punti. Per i titolari di certificato di abilitazione professionale e unitamente di patente B, C, C+E, D, D+E, la frequenza di specifici corsi di aggiornamento consente di recuperare 9 punti . A tale fine, l'attestato di frequenza al corso deve essere trasmesso all'ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, per l'aggiornamento dell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabiliti i criteri per il rilascio dell'autorizzazione, i programmi e le modalità di svolgimento dei corsi di aggiornamento.
(2) È rilevante sulla materia anche quanto disposto dall'art. 6-ter del decreto-legge n. 151/2003, come modificato dalla legge di conversione n. 214 del 1° agosto 2003:
1. Per i titolari di patente rilasciata da uno Stato estero nel quale non vige il sistema della patente a punti, che commettono sul territorio italiano violazioni di norme del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni è istituita presso il Centro elaborazione dati (CED) del Dipartimento per i trasporti terrestri del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una banca dati che è progressivamente alimentata con i dati anagrafici dei conducenti che hanno commesso le infrazioni, associando a ciascuno di essi i punti di penalizzazione secondo le modalità previste dal medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992. Le infrazioni sono comunicate allo stesso CED dagli organi di polizia di cui all'articolo 12 del citato decreto legislativo n. 285 del 1992.
(3) Comma così modificato dal Decreto Legge 3 ottobre 2006 n. 262 convertito con modificazioni dalla Legge 24 novembre 2006, n. 286.
Posted - 16/06/2010 : 10:51:16
19.02.09 - Art. 126 bis cds: prima è necessaria la definizione dei procedimenti giurisdizionali
Codice della Strada - Sentenze, In Primo Piano
Art. 126 bis cds: prima è necessaria la definizione dei procedimenti giurisdizionali
La decurtazione dei punti dalla patente del proprietario non conducente non può effettuarsi finchè non siano stati esperiti tutti i gradi di giudizio e l'iter giudiziario non si sia concluso con una sentenza passata in giudicato – Incostituzionalità dell’Art. 126-bis e decorrenza termini per comunicazione.
Si segnala la sentenza n. 147/09 del Giudice di Pace di Roma, Sez. II, Angelo Manetta, secondo il quale “Il proprietario del mezzo non è tenuto a rilevare i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali per l’annullamento del verbale di contestazione dell'infrazione ( cfr. art. 126 bis n.2 del C.d.S. con i chiari menti forniti dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 27 del 24.1.2005)”.
Va precisato, continua il Giudice nella citata sentenza, che, “in caso di rigetto del ricorso e dalla definizione del procedimento giurisdizionale, decorrono i termini per la prevista comunicazione; l'omissione della stessa legittima la P .A. ad elevare il verbale per violazione della norma suddetta”.
1. Come ben noto, la Corte Cost., con la su enunciata sentenza ha ribadito a chiare lettere che “L’art. 126-bis, comma 2, del codice della strada, nella parte in cui assoggetta il proprietario del veicolo alla decurtazione dei punti della patente quando ometta di comunicare all’Autorità amministrativa procedente le generalità del conducente che abbia commesso l’infrazione alle regole della circolazione stradale, è costituzionalmente illegittimo per violazione del principio di ragionevolezza”.
Si aggiunga che il Decreto Legge 21.09.2005 n° 184, il quale prevedeva che “spetta al proprietario del veicolo, ovvero ad altro obbligato in solido in caso di mancata identificazione, fornire all’organo di polizia i dati personali e della patente del conducente responsabile della violazione contestata…”, tuttavia è decaduto a causa della mancata conversione in legge del decreto nel termine dei 60 giorni dalla sua pubblicazione;
2. Come rilevato dal TAR Lecce, con sentenza 20.04.2005 n° 2376, la decurtazione dei punti dalla patente del proprietario non conducente non può effettuarsi qualora non sia stato individuato il trasgressore per la dichiarata illegittimità costituzionale dell'art.126 bis del Codice della Strada;
Ciò postula che la decurtazione dei punti dalla patente del proprietario non conducente non può effettuarsi finchè non siano stati esperiti tutti i gradi di giudizio e l'iter giudiziario non si sia concluso con una sentenza passata in giudicato (TAR Lecce n. 2376/2005). Conforme anche la sentenza del TAR Lombardia, n° 1188 del 12.05.2006, con cui l’autorità interpellata, ha ribadito il principio secondo cui l'avvenuta proposizione del ricorso dinanzi al Giudice di pace avverso il verbale di contestazione o anche la sola pendenza dei termini per l'esperimento dei rimedi giurisdizionali o amministrativi, privando la "contestazione" della necessaria definitività, costituiscono circostanze di per sé ostative al perfezionarsi della decurtazione del punteggio, e quindi anche all'eventuale revisione della patente.
3. Se al destinatario della notifica del verbale di accertamento di una violazione al CDS viene richiesto di fornire i dati ex Art. 126-bis CDS, ma il presunto trasgressore dichiari di non ricordare chi si trovasse alla guida della sua auto al momento dell’accertamento, appare opportuno comunicare alla Autorità richiedente anche che avverso detto verbale si è proposto ricorso. In tal modo, l’Organo accertatore che elevasse (rectius.. che sempre più spesso eleva…) un secondo verbale per omessa comunicazione dei dati della patente, non potrà lamentare di non aver avuto notizia dell’esistenza di un procedimento pendente avente ad oggetto il prodromico verbale relativo alla violazione originaria.(“risulta che all’organo verbalizzante …. era stato, precedentemente al verbale, comunicato di non ricordare chi si trovasse alla guida ma non della proposizione del ricorso da parte del ricorrente”, sentenza n. 147/09 del Giudice di Pace di Roma, Sez. II, Manetta).
Roma, lì 19/2/2009
Dott. Fabrizio PLAGENZA
fabrizioplagenza@hotmail.it
http://www.polizialocalebg.it/news/tabid/59/ctl/ArticleView/mid/378/articleId/4968/190209--Art-126-bis-cds-prima-e-necessaria-la-definizione-dei-procedimenti-giurisdizionali.aspx
Posted - 16/06/2010 : 15:37:17
riporto alla veloce quanto inserito dal nostro GRANDE VIPER nei ricorsi...
8) SULLA COMUNICAZIONE DEI DATI PERSONALI.
A distanza di tempo dalla presunta infrazione commessa, il ricorrente interessato non ricorda il possessore del veicolo utilizzato durante le coordinate temporali identificate nel verbale ed entro i 60 giorni dalla data della notifica inviava tempestivamente una raccomandata con ricevuta di ritorno all’ organo accertatore una esplicita dichiarazione diversa adducendo l’ esistenza di idonei (giustificati e documentati) motivi diversi dal contenuto del modello allegato all’ atto amministrativo.
La portata di tali adempimenti temporali (ossia dalla decorrenza dei 60 giorni) doveva essere concretizzata unicamente nella previsione di tre fondamentali eccezioni a pena di inefficacia, secondo il parametro della definitività giuridica, come specificato dalla sentenza della Corte Costituzionale del 24 gennaio 2005, n. 27 e del 2° comma dell’ articolo 126 – bis del Codice della Strada):
1) dalla conoscenza della data del pagamento dell’ intervenuta oblazione della violazione contestata;
2) alla conclusione dell’ azione di esperibilita’ dei provvedimenti e delle sentenze passate in giudicato, in relazione all’ azione dinamica dei rimedi ammessi in sede amministrativa (proposizione del ricorso al Prefetto) ed in sede giurisdizionale (presentazione del ricorso al Giudice di Pace ed appello in Tribunale).
3) della scadenza del termine per la proposizione dei medesimi ricorsi.
Pertanto, la mancata comunicazione o la sua omissione non precludono minimamente la possibilita’ di ricorrere nelle opportune sedi per ottenere il riconoscimento dell’ infondatezza dell’ asserita infrazione alla quale consegue la non detraibilita’ dei punti dal documento che lo abilita alla guida.
Di analogo parere risulta il contenuto delle sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali “”Puglia”” – Sezione di Lecce del 20 aprile 2005, n. 2376, “”Liguria”” del 20 luglio 2004, n. 1126, “”Emilia Romagna”” – Sezione di Bologna del 19 novembre 2004, n. 3753 e Sezione di Parma del 23 marzo 2005, n. 1172, “”Piemonte”” del 20 aprile 2005, n. 1090 e “”Lombardia”” del 12 maggio 2006, n. 118.
Giurisprudenza onoraria correlata: sentenze dei Giudici di Pace dei Mandamenti di Gemona del Friuli (UDINE) del 10 gennaio 2005, di Arcidosso (GROSSETO) dell’ 8 marzo 2005, di Bassano del Grappa (VICENZA) del 6 maggio 2005, di TARANTO del 16 settembre 2006, del 26 ottobre 2005, del 30 settembre 2005 e del 27 gennaio 2005, di Priverno (LATINA) del 25 gennaio 2006, n. 249 - 06 e del 16 marzo 2006, di Carinola (CASERTA) dell’ 11 ottobre 2005, di Vignola (MODENA) del 12 marzo 2006, di Pozzuoli (NAPOLI) del 19 luglio 2006, di Lendinara (ROVIGO) del 23 marzo 2006, n. 293 – 06, di Riva del Garda (VERONA) del 3 febbraio 2006, n. 14 - 06, di ROMA del 20 – 23 gennaio 2006, n. 3027 – 06 e del 19 ottobre 2006, del 13 aprile 2006, n. 21293 - 06, del 20 aprile 2006, n, 20586 - 06, di EMPOLI del 16 giugno 2006, n. 156 – 06, di Amantea (COSENZA) del 26 settembre 2006, di Vizzini (CATANIA) del 5 aprile 2006, n. 83 – 06, di Teano (CASERTA) del 20 aprile 2007, di Mesagne (BRINDISI) del 5 luglio 2006 e di Gragnano (NAPOLI) del 5 ottobre 2006.-
Sezione I, 20 aprile 2005, n. 1090
evvaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...
Posted - 16/06/2010 : 17:32:31
CARO GIAN LUIGI, HAI GIUSTAMENTE USATO L'APPELLATIVO CORRETTO RIFERENDOTI AL NOSTRO AMICO MAURIZIO ALIAS IL VIPERO.
INFATTI, EGLI GIUSTAMENTE TENDE A SPIEGARNE RAGIONEVOLMENTE I MOTIVI DEL NON RICORDO:
""A distanza di tempo dalla presunta infrazione commessa, il ricorrente interessato non ricorda il possessore del veicolo utilizzato durante le coordinate temporali identificate nel verbale""
E CHE COMUNQUE, AGGIUNGE DI BEN ALTRO DI MOLTO IMPORTANTE:
""ed entro i 60 giorni dalla data della notifica inviava tempestivamente una raccomandata con ricevuta di ritorno all’ organo accertatore una esplicita dichiarazione diversa adducendo l’ esistenza di idonei (giustificati e documentati) motivi diversi dal contenuto del modello allegato all’ atto amministrativo.
La portata di tali adempimenti temporali (ossia dalla decorrenza dei 60 giorni) doveva essere concretizzata unicamente nella previsione di tre fondamentali eccezioni a pena di inefficacia, secondo il parametro della definitività giuridica, come specificato dalla sentenza della Corte Costituzionale del 24 gennaio 2005, n. 27 e del 2° comma dell’ articolo 126 – bis del Codice della Strada):"".
Posted - 08/07/2010 : 22:08:17
PER GIAN LUIGI.
Posted - 09/07/2010 : 03:08:52
evvaiiiiiiiiiiii... senza di te come faremmo ???
LUNGA VITA A SILVIO !!!

References: sentenza 
 art. 126
 SENTENZA 
 art. 180
 sentenza 
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 art. 180
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 ART. 126
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 Sentenza 
 Art. 126

Art. 126
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 articolo 126
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