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Timestamp: 2020-08-06 20:08:11+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25821 del 14/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25821 del 14/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 14/12/2016, (ud. 10/11/2016, dep.14/12/2016), n. 25821
sul ricorso 25183/2015 proposto da:
T.L., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CARDINAL DE
LUCA 10, presso lo studio dell’avvocato MARCO GIONTELLA, che la
avverso la sentenza n. 95/2/2015 della COMMISSIONI TRIBUTARIA DI 2^
GRADO di BOLZANO del 27/07/2015, depositata il 17/08/2015;
L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Trentino-Alto Adige, che aveva rigettato il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Bolzano. Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto l’impugnazione di T.L. avverso l’avviso di liquidazione ed irrogazione di sanzioni, per l’omessa dichiarazione ai fini IRPER, IVA e IRAP, della compravendita di un terreno, edificabile al momento della cessione.
Nella decisione impugnata, la CTR ha ribadito che un’area è da considerare fabbricabile solo a decorrere dall’adozione dello strumento urbanistico, ossia, nella specie, dall’adozione della variante al piano urbanistico comunale deliberata dal Consiglio comunale, mentre eventuali decisioni o pareri prodromici rientrerebbero nelle attività istruttorie e preparatorie dell’iter di variazione dello strumento urbanistico programmatico.
Il ricorso è affidato ad un unico motivo, col quale si denuncia violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 67, comma 1, lett. b), D.L. n. 223 del 2006, art. 36, L. n. 413 del 1991, art. 11 e della L.P. n. 13 del 1998, art. 87, ai sensi dell’art. 360 c.p.c. , n. 3.
Sostiene la ricorrente che, all’epoca della cessione, l’Amministrazione comunale (futura acquirente) aveva già deliberato di procedere all’acquisto dell’arca, ai sensi e per gli effetti di cui alla L.P. n. 13 del 1998, art. 87, che condiziona il finanziamento provinciale appunto all’acquisto di aree suscettibili di essere destinate all’edificazione, previo cambiamento della destinazione urbanistica. Pertanto, in virtù dell’interpretazione sostanzialistica accreditata dalla giurisprudenza di legittimità, anche prima della formale approvazione da parte del Consiglio comunale, l’area avrebbe acquistato una potenzialità edificatoria economicamente apprezzabile, anche a fronte del corrispettivo effettivamente pagato.
Con un orientamento ormai consolidato, questa Suprema Corte ha affermato che, in tema di imposte sui redditi, ai fini dell’applicabilità del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 81, comma 1, lett. b), come interpretato dal D.L. 4 luglio 2006, n. 233, convertito, con modificazioni, dalla L. 4 agosto 2006, n. 248 e della tassazione delle plusvalenze realizzate a seguito di cessione a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria, occorre che sussista un effettivo strumento urbanistico di pianificazione territoriale generale, adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione della Regione e dall’adozione degli strumenti attuativi del medesimo, e quindi che sia già intervenuta, quanto meno, l’approvazione di una variante al piano regolatore generale (Sez. 5, n. 13142 del 11/06/2014; Sez. 5, n. 7909 del 20/04/2016). Pertanto, come chiarito dalla sentenza impugnata, un’aspettativa – anche giuridica, corrispondente ad un acquisto L.P. n. 13 del 1998, ex art. 87 – non può ritenersi equivalente ad un atto formale di adozione di uno strumento urbanistico, perfino meramente attuativo.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 67
 art. 36
 art. 11
 art. 87
 art. 87
 art. 81
 sentenza 
 art. 87