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Consiglio Regionale del Lazio - leggi regionali (testo coordinato) - legge num. 21 del 29 novembre 2006
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Disciplina dello svolgimento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande. Modifiche alle leggi regionali 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e 18 novembre 1999, n. 33 (Disciplina relativa al settore del commercio) e successive modifiche (1)
Numero BUR: 34 S.O. 10
L.R. 29 Novembre 2006, n. 21
CAPO III REQUISITI PER LO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE E FORMAZIONE PROFESSIONALE
Art. 8 Abrogato (Requisiti per lo svolgimento dell’attività)
Art. 9 Abrogato (Corsi di aggiornamento e di riqualificazione)
Art. 11 Esercizio dell'attività
Art. 12 Esercizio temporaneo
a) la trasparenza del mercato, l’incremento dei livelli di concorrenza nel settore, la libertà di impresa e la libera circolazione delle merci;
b) la promozione di forme e stili di consumo responsabile;
i) la salvaguardia e lo sviluppo qualificato dei livelli occupazionali, con particolare riguardo al rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro e degli accordi integrativi territoriali;
l) la promozione e lo sviluppo della concertazione e della partecipazione amministrativa come principali metodi di relazione e collaborazione tra gli enti locali e le categorie economiche, anche ai fini della programmazione del settore;
1) la vendita ed il relativo servizio per il consumo di alimenti e bevande nei locali dell’esercizio ovvero in una superficie attrezzata, aperti al pubblico, ivi comprese le aree pubbliche come definite dall’articolo 36 della l. r. 33/1999;
2) l’organizzazione del servizio di somministrazione di alimenti e bevande rivolto esclusivamente al consumatore, ai suoi familiari e alle persone da lui invitate nel domicilio del consumatore stesso;
b) per domicilio del consumatore, la privata dimora nonché i locali in cui il consumatore si trova per motivi di lavoro, studio o per lo svolgimento di congressi, convegni, cerimonie o altro tipo di eventi;
c) per esercizi di somministrazione, gli esercizi che svolgono l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione;
d) per organizzazioni dei pubblici esercizi maggiormente rappresentative a livello provinciale, le organizzazioni aderenti o facenti parte di quelle previste dalla lettera e); (1a)
3. In conformità al principio di differenziazione stabilito dall’articolo 118, primo comma, della Costituzione e dall’articolo 16, comma 1, dello Statuto, il Comune di Roma, in considerazione dell’alta rilevanza artistico-monumentale, del crescente livello dei flussi turistici e delle particolari caratteristiche demografiche e strutturali, può determinare i criteri ed utilizzare gli indici o parametri numerici di cui al comma 1 anche in deroga agli indirizzi regionali, con particolare riferimento alla città storica così come definita nel proprio piano regolatore urbanistico.
l) in locali situati all’interno delle strutture di vendita di cui all’articolo 24, comma 1, lettere b), numero 2 e c) della l.r. 33/1999 e successive modifiche; (1b)
1. Con regolamento regionale sono dettate, nel rispetto della potestà normativa dei comuni, ai sensi dell’articolo 117, sesto comma, della Costituzione e dell’articolo 4 della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3) e sentiti i rappresentanti regionali delle organizzazioni dei pubblici esercizi maggiormente rappresentative a livello nazionale, le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale e le organizzazioni dei consumatori, disposizioni attuative ed integrative della presente legge, con particolare riguardo agli aspetti la cui disciplina è espressamente rinviata al regolamento stesso, nonché:
a) (1c);
b) ai criteri generali per l’adozione da parte dei comuni degli strumenti normativi e dei relativi piani finalizzati al rilascio o alla revoca delle concessioni di occupazione di suolo pubblico; (1d)
Requisiti per lo svolgimento dell’attività di somministrazione di
alimenti e bevande e formazione professionale
Art. 8 (4a)
a) avere frequentato con esito positivo appositi percorsi formativi, denominati percorsi integrati assistiti, analoghi a quelli previsti dall’articolo 5 della l. r. 33/1999, come da ultimo modificato dall’articolo 111 della legge regionale 28 aprile 2006, n. 4, ovvero un corso professionale per la somministrazione di alimenti e bevande istituito o riconosciuto da un’altra regione o dalle Province autonome di Trento e Bolzano ovvero essere in possesso di un diploma di scuola alberghiera o attestato o titolo equipollente legalmente riconosciuto; (1e)
b) avere prestato la propria opera, per almeno due anni continuativi nell’ultimo quinquennio, presso imprese esercenti la somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato addetto alla somministrazione o, se trattasi di coniuge, parente o affine entro il terzo grado dell’imprenditore, in qualità di coadiutore familiare comprovata dall’iscrizione all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) o, nel caso di partecipazione a società in qualità di socio, aver prestato la propria opera, per almeno due anni continuativi nell’ultimo quinquennio, in ambito aziendale con carattere di abitualità e prevalenza; (1f)
2 bis. La realizzazione dei percorsi integrati assistiti (PIA) è affidata, sulla base di apposito bando regionale di validità triennale, in convenzione ai soggetti aggiudicatari. (2)
3. Con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta congiunta degli assessori competenti in materia di formazione professionale e di commercio, sono stabiliti:
a) la durata e le materie dei percorsi formativi indicati dal comma l, lettera a) nonché requisiti per l’accesso alle relative prove finali;
b) i requisiti per la partecipazione al bando regionale di cui al comma 2 bis. (3)
4. Il requisito di cui al comma 1, lettere a), b) e c), è valido anche ai fini dell’attività commerciale nel settore alimentare. (3a)
5. Nel caso di società, associazioni o organismi collettivi, i requisiti di cui al comma 1 devono essere posseduti , al momento della presentazione dell’istanza di autorizzazione di cui all’articolo 11, dal legale rappresentante o da altra persona specificamente preposta all’attività di somministrazione. (3b)
Art. 9 (4a)
1. Con la deliberazione della Giunta regionale di cui all’articolo 8, comma 3 sono stabiliti contenuti, periodicità e durata dei corsi finalizzati all’aggiornamento professionale e alla riqualificazione degli operatori del settore della somministrazione di alimenti e bevande e dei loro dipendenti. La realizzazione di tali corsi avviene con le modalità previste dall’articolo 8, comma 2bis. (4)
2. Gli esercizi di cui al presente articolo, aperti al pubblico, hanno facoltà di vendita per asporto degli alimenti e bevande somministrati, ivi compresi i generi di pasticceria, gelateria, i pastigliaggi e ogni altro prodotto alimentare preconfezionato all’origine. (5)
Art. 11 (6)
4. All’avvio e all’esercizio delle attività di somministrazione previste dall’articolo 6, comma 1, si provvede mediante SCIA da presentare al SUAP competente per territorio.
5. Relativamente alle attività di cui all’articolo 6, comma 1, lettere d), e) ed o) nonché a quelle esercitate all’interno degli stabilimenti balneari, si applica la specifica normativa regionale vigente in materia, fermi restando i requisiti previsti all’articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno) e successive modifiche.
6. Le attività di cui all’articolo 6, comma 1, lettere a), l) e m) non possono essere esercitate disgiuntamente rispettivamente dall’attività prevalente, dalle strutture di cui all’articolo 24, comma 1, lettera b), numero 2), e lettera c) della l.r. 33/1999 e dai mercati all’ingrosso.
7. L’avvio e l’esercizio dell’attività è comunque soggetto al rispetto delle norme urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e di sicurezza nei luoghi di lavoro nonché all’effettiva disponibilità dei locali e deve essere avviata, salvo proroga, entro il termine di cui all’articolo 15, comma 2, lettera a) decorrente dalla data di rilascio dell’autorizzazione o da quella di presentazione della SCIA.
8. Nella presentazione della SCIA o nell’istanza di rilascio dell’autorizzazione, deve essere indicato, a pena d’improcedibilità, il locale nel quale si intende esercitare l’attività di somministrazione nonché il possesso dei requisiti di cui all’articolo 71 del d.lgs. 59/2010, sia per il richiedente che per le eventuali persone specificamente preposte all’attività di somministrazione.
9. Nelle fattispecie previste al comma 2, l’esame della richiesta di autorizzazione non è subordinata:
a) alla disponibilità dei locali nei quali si intende svolgere l’attività, che deve invece sussistere al momento dell’avvio dell’esercizio dell’attività;
b) alla presentazione preventiva del certificato di prevenzione incendi, se richiesto dalla legge.
10. L’autorizzazione di cui al comma 2 è rilasciata a tempo indeterminato e ha validità esclusivamente in relazione ai locali in essa indicati.
11. La somministrazione di bevande alcoliche può essere limitata o vietata dal comune, mediante ordinanza, in ragione di comprovate esigenze di prevalente interesse pubblico. Nel caso in cui il comune vieti la vendita di bevande alcoliche in tutto il territorio comunale o in una sua parte limitata, il divieto si intende esteso anche alla vendita per asporto di bevande alcoliche effettuata in esercizi commerciali diversi da quelli di somministrazione di alimenti e bevande, ma ricadenti nella medesima zona.
12. Gli esercizi di somministrazione, senza necessità di ulteriori titoli abilitativi, hanno facoltà di vendere per asporto i prodotti che somministrano, ivi compresi i generi di pasticceria, gelateria, i pastigliaggi e ogni altro prodotto alimentare, nel rispetto delle norme igienico- sanitarie.
13. L’autorizzazione o la presentazione della SCIA abilitano all’installazione ed all’uso di apparecchi radiotelevisivi ed impianti in genere per la diffusione sonora, di immagini e giochi, secondo quanto previsto dalle normative vigenti.
14. Il comune stabilisce le condizioni e le modalità per lo svolgimento delle attività di somministrazione in forma stagionale.
15. L’ampliamento dei locali in cui si svolge l’attività di somministrazione è soggetto a previa presentazione di SCIA o di domanda di autorizzazione, ai sensi del d.lgs. 222/2016, al SUAP competente per territorio.
16. Nella SCIA di cui al comma 15 il soggetto interessato dichiara di aver rispettato i regolamenti di polizia urbana e di igiene sanitaria, i regolamenti edilizi e le norme urbanistiche, nonché quelle relative alla destinazione d’uso e alle condizioni di sicurezza dei locali oggetto di concessione edilizia per l’ampliamento strutturale.
Art. 12 (7)
(Esercizio temporaneo)
1. In occasione di fiere, feste, mercati o di altre riunioni straordinarie di persone, l’attività di somministrazione, fatto salvo il divieto di somministrazione di bevande superalcoliche su aree pubbliche o aperte al pubblico, può essere esercitata, temporaneamente, nello spazio comunale ove si svolge la manifestazione, previa presentazione da parte dell’interessato di SCIA al SUAP competente per territorio e non è soggetta ai requisiti professionali di cui all’articolo 71, comma 6, del d.lgs. 59/2010.
2. La presentazione della SCIA di cui al comma 1 consente l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande per una durata non superiore a quella della manifestazione e solo in relazione ai locali o ai luoghi in cui si svolge la manifestazione.
3. Il Comune, in occasione degli eventi di cui al comma 1, garantisce l’ubicazione delle attività temporanee di somministrazione di alimenti e bevande valutandone la posizione anche con riferimento all’offerta merceologica degli esercizi in sede fissa già presenti nell’area di svolgimento dell’evento.
4. Le attività di somministrazione di alimenti e bevande svolte in forma occasionale e completamente gratuite, anche laddove esercitate da enti no profit negli ambiti di cui al comma 1, non sono soggette alle disposizioni di cui al presente articolo, fatto salvo il rispetto delle norme igienico-sanitarie.
1. Il trasferimento della titolarità dell’esercizio di somministrazione è soggetto a comunicazione al comune in cui ha sede l’esercizio stesso, da effettuarsi, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dalla stipula dell’atto e che determina, d’ufficio, la reintestazione, con efficacia immediata, dell’autorizzazione nei confronti del subentrante, a condizione che sia provato l’effettivo trasferimento, che il subentrante sia in possesso dei requisiti di cui all’articolo 8 e che il subentrato abbia effettivamente avviato l’attività per almeno sessanta giorni. (9)
2. Nel caso di subingresso per causa di morte, colui che succede, qualora intenda proseguire l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, può chiedere la reintestazione dell’autorizzazione, continuando a svolgere l’attività stessa e dimostrando il possesso dei requisiti di cui all’articolo 8, entro un anno a decorrere dalla data della morte del titolare, salvo proroga in comprovati casi di forza maggiore. Nel caso in cui colui che succede per causa di morte non intenda continuare l’attività e la ceda ad altri, il comune provvede alla reintestazione dell’autorizzazione a favore del subentrante ai sensi del comma 1.
b) per un periodo non inferiore a cinque giorni e non superiore a dieci giorni, in caso di recidiva per il mancato rispetto dei limiti di orario di cui all’articolo 17, comma 2;(9a)
e) quando, nel caso di subingresso, non si avvii o non si prosegua l’attività secondo le modalità previste all’articolo 14 e nel termine di cui alla lettera a). (10)
4. La proroga di cui al comma 2, lettere a) e d) non è concessa nel caso di mancato espletamento degli adempimenti in materia igienico-sanitaria, ovvero del mancato rilascio delle concessioni, autorizzazioni o abilitazioni edilizie, nonché in caso di ritardo colpevole nell’avvio o nella conclusione delle opere di sistemazione edilizia dei locali. (11)
Art. 17 (12)
1. Gli orari di apertura e chiusura al pubblico degli esercizi di somministrazione, compresi quelli in cui sono svolte congiuntamente le attività di somministrazione e di intrattenimento musicale e danzante, sono rimessi alla libera determinazione degli esercenti.
2. I titolari degli esercizi di somministrazione hanno l’obbligo di comunicare al pubblico l’orario mediante esposizione di un apposito cartello ben visibile.
3. Il comune, per gravi e urgenti motivi relativi all’ordine pubblico, alla sicurezza, al decoro, alla salute, alla viabilità e alla quiete pubblica può, con ordinanza, prevedere limiti e condizioni agli orari di apertura e chiusura dei pubblici esercizi, anche in aree delimitate del territorio e per periodi determinati.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alle attività di somministrazione di cui all’articolo 6, comma 1, lettere c), d), e), f), g), h), i) ed l).
5. Le attività di somministrazione svolte in locali situati all’interno delle strutture di cui all’articolo 6, comma 1, lettere a), l) ed m), devono osservare gli orari di apertura e chiusura delle strutture medesime.
1. L’installazione di distributori automatici per la somministrazione di alimenti e bevande in locali esclusivamente destinati a tale attività e all’uopo attrezzati è soggetta alle disposizioni di cui all’articolo 11. (13)
1. Chiunque svolge l’attività di somministrazione di alimenti e bevande senza i prescritti titoli abilitativi, o quando questi sono decaduti o sospesi ovvero viola le disposizioni di cui agli articoli 11,12 e 18, comma 2, salvo quanto previsto dal comma 2 del presente articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 3 mila euro a 10 mila euro. (14)
2. Chiunque viola le disposizioni contenute nell’articolo 16 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2 mila 500 euro a 7 mila 500 euro.
3. In caso di particolare gravità o di recidiva, il Sindaco, fatto salvo quanto disposto all’articolo 15, comma 1, può inoltre disporre la sospensione dell’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande per un periodo non superiore a dieci giorni.
4. Il comune provvede all’accertamento, irrogazione, e riscossione delle sanzioni di cui al presente articolo con le modalità e procedure previste dalla normativa vigente in materia.
5. Per fini di tutela e dell’ordine e della sicurezza pubblica, gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza effettuano i controlli e le autorità di pubblica sicurezza adottano i provvedimenti previsti dalle leggi vigenti in materia.
1. La legge regionale 12 agosto 1978, n. 40 (Determinazione, ai sensi dell’articolo 54, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, dei criteri regionali in materia di disciplina oraria dei pubblici esercizi di vendita e consumo di alimenti e bevande) è abrogata.
“a bis) la definizione degli indirizzi per la determinazione da parte dei comuni dei criteri per lo sviluppo degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e degli orari di apertura degli esercizi che svolgono attività di intrattenimento musicale e danzante congiuntamente a quella di somministrazione di alimenti e bevande ;”
2. Coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono titolari di autorizzazioni o di altri titoli rilasciati ai sensi delle leggi e dei regolamenti statali per l’esercizio di somministrazione hanno diritto ad estendere la relativa attività. Il comune provvede alla conversione d’ufficio delle autorizzazioni senza obbligo di comunicazione da parte del titolare. (16)
6. Fino alla definizione degli indirizzi della Regione di cui all’articolo 4 e alla determinazione dei criteri di cui all’articolo 5 non possono essere autorizzati nuovi esercizi di somministrazione nei comuni con popolazione residente superiore a cinquemila abitanti, ad eccezione dei casi di subingresso e di trasferimento di sede nonché di procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. (17)
8 bis. Nelle more della realizzazione dei percorsi integrati assistiti e fino all’affidamento in convenzione ai soggetti aggiudicatari di cui all’articolo 8, comma 2 bis sono considerati in possesso del requisito professionale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), coloro che:
a) hanno frequentato, con esito positivo, i percorsi integrati assistiti previsti dall’articolo 5 della l.r. 33/1999 svolti presso i centri di assistenza tecnica di cui all’articolo 6 della stessa l.r. 33/1999;
b) hanno frequentato, con esito positivo, i corsi professionali relativi al settore merceologico alimentare, autorizzati dalla Regione ai sensi della legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23 “Ordinamento della formazione professionale” e successive modifiche. (18)
(1) Legge pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 9 dicembre 2006, n. 34, s.o. n. 10
(1a) Lettera sostituita dall'articolo 3, comma 1 della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(1b) Lettera modificata dall'articolo 3, comma 2 della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(1c) Lettera abrogata dall'articolo 3, comma 3, lettera a) della legge regionale 30 ottobre 2008, nl 19
(1d) Lettera sostituita dall'articolo 3, comma 3, lettera b) della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(1e) Lettera modificata dall'articolo 3, comma 4, lettera a) della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(1f) Lettera modificata dall'articolo 3, comma 4, lettera b) della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(2) Comma inserito dall'articolo 31, comma 2, lettera a), numero 1) della legge regionale 6 agosto 2007, n. 15
(3) Comma sostituito dall'articolo 31, comma 2, lettera a), numero 2) della legge regionale 6 agosto 2007, n. 15
(3a) Comma modificato dall'articolo 3, comma 4, lettera c) della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(3b) Comma modificato dall'articolo 3, comma 4, lettera d), numeri 1) e 2) della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(4) Comma modificato dall'articolo 31, comma 2, lettera b), numeri 1) e 2) della legge regionale 6 agosto 2007, n. 15
(4a) Articolo abrogato dall'articolo 32, comma 1, lettera a), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(5) Comma modificato dall'articolo 3, comma 5 della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(6) Articolo sostituito dall'articolo 32, comma 1, lettera b), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(7) Articolo sostituito dall'articolo 32, comma 1, lettera c), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(9) Comma sostituito dall'articolo 3, comma 7 della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(9a) Lettera sostituita dall'articolo 32, comma 1, lettera d), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(10) Lettera modificata dall'articolo 3, comma 8, lettera a) della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(11) Lettera modificata dall'articolo 3, comma 8, lettera b) della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(12) Articolo sostituito dall'articolo 32, comma 1, lettera e), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(13) Comma modificato dall'articolo 32, comma 1, lettera f), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(14) Comma modificato dall'articolo 32, comma 1, lettera g), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(15) Articolo sostituito dall'articolo 3, comma 10 della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(16) Comma modificato dall'articolo 3, comma 11, lettera a) della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(17) Comma modificato dall'articolo 3, comma 11, lettera b), numeri 1) e 2) della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19
(18) Comma aggiunto dall'articolo 32, comma 2 della legge regionale 28 dicembre 2007, n. 26

References: Art. 8

Art. 9

Art. 11

Art. 12

Art. 8

Art. 9

Art. 11

Art. 12

Art. 17