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Timestamp: 2020-08-07 19:10:48+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 33780 del 19/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33780 del 19/12/2019
Cassazione civile sez. VI, 19/12/2019, (ud. 24/10/2019, dep. 19/12/2019), n.33780
sul ricorso 25349-2018 proposto da:
B.G., R.G.;
avverso la sentenza n. 862/5/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del LAZIO, depositata il 13/02/2018;
partecipata del 24/10/2019 dal Consigliere Relatore Dott. LORENZO DI
Rilevato che la Commissione Tributaria Provinciale di Roma respingeva il ricorso della parte contribuente avverso l’atto con il quale l’Agenzia del territorio di Roma aveva provveduto a rivalutare la rendita catastale di immobile sito in (OMISSIS), nella (OMISSIS) della città di (OMISSIS) L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335, ritenendo tale provvedimento sufficientemente motivato;
che la Commissione Tributaria Regionale accoglieva l’appello della parte contribuente affermando per un verso che per procedere al nuovo classamento occorre tenere conto di specifiche caratteristiche della microzona tali da spiegare l’incremento di valore della microzona rispetto al classmanto che viene modificato e dall’altro che le caratteristiche indicate (presenza in zona della città giudiziaria, l’essere alle pendici di (OMISSIS), la presenza di molteplici sedi dell’emittente televisiva nazionale) sono circostanze notoriamente antecedenti rispetto all’incremento della redditività successivo alla rideterminazione degli estimi catastà del 1991 che l’atto impugnato modifica;
Con l’unico motivo d’impugnazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Agenzia delle entrate denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, in quanto le ragioni dell’operato riclassamento si sostanziano in circostanze notorie e di immediata percezione, indicati nell’atto di accertamento.
Pertanto, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento in termini sintetici e quindi generici al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, senza specificare le fonti, i modi e i criteri con cui questi dati sono stati ricavati ed elaborati. Viceversa, l’atto deve contenere l’indicazione: a) degli elementi che hanno in concreto interessato una determinata microzona; b) di come essi incidano sul diverso classamento della singola unità immobiliare (Cass. n. 22671 del 2019; Cass. n. 23051 del 2019)
Del resto questa Corte ha affermato che in tema di estimo catastale, qualora il nuovo classamento sia stato adottato ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, nell’ambito di una revisione dei parametri catastali della microzona in cuì l’immobile è situato, giustificata dal significativo scostamento del rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale in tale microzona rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al suddetto rapporto e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, allorchè da questi ultimi non siano evincibili gli elementi (come la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata, le caratteristiche edilizie del fabbricato) che, in concreto, hanno inciso sul diverso classamento e ciò al duplice fine di consentire, da un lato, al contribuente di individuare agevolmente il presupposto dell’operata riclassificazione ed approntare le consequenziali difese, e, dall’altro, per delimitare, in riferimento a dette ragioni, l’oggetto dell’eventuale successivo contenzioso, essendo precluso all’Ufficio di addurre, in giudizio, cause diverse rispetto a quelle enunciate nell’atto (Cass. nn. 25960/2018; 23792/2018; 17413/2018; 17412/2018; 8741/2018); e ciò anche considerando che l’attribuzione di una determinata classe è correlata sia alla qualità urbana del contesto in cui l’immobile è inserito (infrastrutture, servizi, eccetera), sia alla qualità ambientale (pregio o degrado dei caratteri paesaggistici e naturalistici) della zona di mercato immobiliare in cui l’unità stessa è situata, sia infine alle caratteristiche edilizie dell’unità stessa e del fabbricato che la comprende (l’esposizione, il grado di rifinitura, eccetera) (Cass. nn. 25960/2018; 23792/2018; 22900/2017; 3156/2015).
La CTR si è, in definitiva, uniformata ai predetti principi, rilevando la genericità della motivazione esposta nell’atto impugnato, affermando per un verso che per procedere al nuovo classamento occorre tenere conto di specifiche caratteristiche della microzona tali da giustificare l’incremento di valore della microzona rispetto al classamento che viene modificato e dall’altro che le caratteristiche indicate (presenza in zona della città giudiziaria, l’essere alle pendici di (OMISSIS), la presenza di molteplici sedi dell’emittente televisiva nazionale) sono circostanze notoriamente antecedenti rispetto all’incremento della redditività successivo alla rideterminazione degli estimi catastali del 1991 che l’atto impugnato modifica.
Ritenuto che, pertanto, il ricorso va respinto e che nulla va statuito in merito alle spese non essendosi costituita la parte contribuente.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 1
 Cass. 
 art. 1