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Timestamp: 2019-05-20 00:49:50+00:00

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Al termine dell'iter approvativo, il 12.03.2018 è stata approvata la norma ISO 45001:2018 - <<Occupational Health and Safety Management Systems – Requirements with guidance for use>>, tradotta in italiano dall'UNI e adottata come UNI ISO 45001:2018 - <<Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro - Requisiti e guida per l'uso>>. La versione italiana contiene un'appendice informativa recante i riferimenti legislativi nazionali.
Il nuovo standard è associabile alle norme ISO 9001 (Qualità) e 14001 (Ambiente). Il punto di partenza è costituito dallo standard BS OHSAS 18001:2007, emessa nel 1999 e rivista nel 2007, in Gran Bretagna, dal relativo ente normatore nazionale (BSI). Quest'ultimo standard è richiamato nell'art. 30 del D.Lgs. n. 81/2008 (unitamente alla norma UNI INAIL); pertanto, in conseguenza dell'introduzione della nuova ISO 45001, potrebbero attendersi modifiche a tale disposizione.
Lo scorso gennaio l'International Accreditation Forum - IAF - ha rilasciato i seguenti documenti:
IAF MD 21:2018, contenente le indicazioni per la migrazione alla ISO 45001:2018 dalla OHSAS 18001:2007;
IAF MD 22:2018, per l'applicazione coerente della ISO/IEC 17021-1 per l'accreditamento degli Organismi di Certificazione che forniscono la certificazione dei sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro.
Sono in corso i lavori mirati all'emanazione di un nuovo standard ISO relativo al sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (ISO 45001), attualmente in versione draft. L’iter di emissione, che dovrebbe concludersi tra la fine del 2017 e il marzo 2018, è iniziato nel 2013; esso prevede la valutazione di tutti i commenti provenienti dai membri aventi diritto di voto e delle parti interessate (più di 3000 in tutto il mondo). Il nuovo standard è associabile alle norme ISO 9001 (Qualità) e 14001 (Ambiente). Il punto di partenza è costituito dallo standard BS OHSAS 18001:2007, emessa nel 1999 e rivista nel 2007, in Gran Bretagna, dal relativo ente normatore nazionale (BSI). Quest'ultimo standard è richiamato nell'art. 30 del D.Lgs. n. 81/2008 (unitamente alla norma UNI INAIL); pertanto, in conseguenza dell'introduzione della nuova ISO 45001, potrebbero attendersi modifiche a tale disposizione.
Con la sentenza n. 39449 del 28.08.2017, la Corte di Cassazione, Sez. 3^ pen., ha stabilito che il pagamento dell'oblazione amministrativa effettuato dalla società (ai sensi dell'art. 24, D.Lgs. n. 758/1994) riverbera l'effetto estintivo del reato in materia di salute e sicurezza sul lavoro anche a favore dei dipendenti contravventori che abbiano operato come persone fisiche all'interno dell'azienda. Si riporta qui di seguito uno stralcio della sentenza riferito a tale massima:
"Va, infatti, in proposito ricordato che l'art. 301 d.lgs. n. 81 del 2008, di cui il ricorrente ha lamentato la violazione, prevede l'applicazione delle disposizioni in materia di prescrizione ed estinzione del reato di cui agli articoli 20, e seguenti, del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro previste da tale decreto nonché da altre disposizioni aventi forza di legge, per le quali (come quelle ascritte al ricorrente) sia prevista la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda, ovvero la pena della sola ammenda.
L'art. 24, comma 1, di tale d.lgs. 758/94 prevede l'estinzione delle contravvenzioni in materia di lavoro nel caso di adempimento delle prescrizioni impartite dall'organo di vigilanza nel termine fissato (nella specie non esigibile a causa della ripresa della gestione dei servizi cimiteriali da parte del Comune di Beinasco) e di pagamento delle somme previste dall'art. 21, comma 2, del medesimo decreto legislativo (e cioè di una somma pari al quarto del massimo dell'ammenda stabilita per la contravvenzione commessa).
Questa Corte ha al riguardo già affermato che il pagamento della sanzione amministrativa effettuato ai sensi dell'art. 24 d.lgs. 19 dicembre 1994, n. 758 dal legale rappresentante della società riverbera l'effetto estintivo anche a favore del dipendente-contravventore, che abbia operato come persona fisica all'interno dell'azienda (cfr. Sez. 3, n. 18914 del 15/02/2012, Simone, Rv. 252394), sottolineando la rilevanza, ai fini estintivi della contravvenzione, dei dati obiettivi della eliminazione delle violazioni e dei pagamento della somma stabilita ai sensi della disposizione citata.
Si tratta di principio che il Collegio condivide e ribadisce, in considerazione della assenza di una previsione circa la necessità del pagamento delle somme dovute da parte del contravventore personalmente, cosicché il pagamento delle stesse da parte dell'ente per il quale il suddetto contravventore operava, nell'ambito della cui attività le violazioni vennero commesse, può, qualora sia congruo, cioè riguardi tutte le violazioni e corrisponda agli importi stabiliti, determinare l'effetto estintivo contemplato dalla disposizione invocata dal ricorrente e di cui lo stesso ha prospettato la violazione."
Con la sentenza del 5 ottobre 2016, n. 1117, la sezione lavoro della Corte di Appello di Messina, si è pronunciata sulla possibilità, per il datore di lavoro, di sopprimere la posizione interna del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp), affidandola a un consulente esterno (approfondisci).
In particolare, la Corte ha stabilito che il servizio di prevenzione e protezione deve essere interno all’azienda, potendo essere esternalizzato solo <<se le competenze nell’impresa e/o nello stabilimento sono insufficienti per organizzare dette attività di protezione e prevenzione>>.
Con la sentenza n. 40033/2016, depositata il 27 settembre 2016 (clicca qui per scaricare la sentenza), la quarta Sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito che: (i) la società committente non è responsabile di un infortunio sul lavoro (nel caso esaminato, mortale), se si limita a conferire l'incarico per la costruzione senza prendere parte ad essa e, nel contempo, provvede alla nomina di un coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e di un coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione; (ii) diversamente, l'appaltatore che procede a subappaltare l'esecuzione delle opere non perde automaticamente la qualifica di datore di lavoro, neppure se il subappalto riguardi formalmente la totalità dei lavori, essendo destinatario di obblighi specifici di vigilanza sulla sicurezza dei lavori effettuati dalla imprese subappaltatrici (in particolare, con riferimento alla valutazione circa l'adeguatezza del piano operativo di sicurezza - POS - adottato dalle stesse imprese); (iii) in caso di infortunio sul lavoro originato dall'assenza o inidoneità delle misure di prevenzione, nessuna efficacia causale esclusiva può essere attribuita al comportamento del lavoratore infortunato, che abbia eventualmente dato occasione all'evento, quando questo sia da ricondursi anche alla mancanza o insufficienza di quelle cautele che, se adottate, sarebbero valse a neutralizzare il rischio di siffatto comportamento; (iv) chiunque abbia assunto, in qualsiasi modo, posizione di preminenza rispetto agli altri lavoratori, così da poter loro impartire ordini, istruzioni o direttive sul lavoro da eseguire, deve essere considerato, per ciò stesso, tenuto all'osservanza ed all'attuazione delle prescritte misure di sicurezza ed al controllo del loro rispetto da parte dei singoli lavoratori.
Riguardo a quanto sopra, riportando alcuni stralci della citata sentenza, si precisa, rispettivamente, quanto segue:
(i) <<... (omissis) ... Occorre innanzitutto rilevare che nel quadro delle molteplici posizioni di garanzia previste dalla normativa di settore al fine del rafforzamento del sistema della prevenzione e sicurezza sul lavoro, attraverso la sinergia di interventi di diversi soggetti destinatari degli obblighi di protezione, è prevista la figura del committente, introdotta dal d.lgs 14.8.1996 n. 494, (riguardante i cantieri mobili o mobili), le cui norme sono state trasfuse nel Testo Unico per la sicurezza del lavoro (d.lgs 9.4.2008 n. 81). ... (omissis) ... La designazione dei tecnici coordinatori per la sicurezza nelle due fasi della progettazione e dell'esecuzione può esonerare da responsabilità il committente o, per lui, il responsabile dei lavori, se nominato, fatta salva la verifica dell'adempimento da parte dei responsabili per la sicurezza degli obblighi ad essi facenti carico, fra i quali, in primis, la redazione del piano di coordinamento e di sicurezza e del documento di valutazione dei rischi per il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e, per il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, l'azione di coordinamento e di controllo circa l'osservanza delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento e la verifica del piano di sicurezza . ... (omissis) ... quella del committente può definirsi, come ripetutamente affermato in diverse pronunce di questa Corte, una funzione tecnica di "alta vigilanza" sulla sicurezza del cantiere che riguarda la generale configurazione delle lavorazioni e non il puntuale e continuo controllo di esse, né la specificità di determinati rischi connessi alla particolarità o complessità della lavorazione, controlli facenti capo ad altri soggetti, destinatari di ben più pregnanti obblighi di protezioni, quale il datore di lavoro, il preposto, il direttore di cantiere).
Con la nomina dei coordinatori per la sicurezza, il committente trasferisce tale funzione di alta vigilanza a dette figure che assumono gli obblighi al medesimo facenti carico dimodochè il committente rimane titolare di una posizione di garanzia limitata alla verifica che il tecnico nominato adempia al suo obbligo (sez quarta n. 37738 del 28.5.2013, rv 256637, imp. Gandolla). Difatti, secondo l'art. 93 9.4.2008 n. 81 (testo Unico in materia della salute e della sicurezza) " il committente è esonerato dalle responsabilità connesse all'adempimento degli obblighi limitatamente all'incarico conferito al responsabile dei lavori". ... (omissis) ... E' dunque evidente che la società rappresentata da … (omissis) … si era limitata a conferire l'incarico per la costruzione senza prendere parte ad essa. … (omissis) …, nella sua qualità di legale rappresentante della società committente, aveva peraltro nominato il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, funzioni conferite entrambe all'ing, divenuto quindi destinatario degli obblighi previsti dagli art. 4 e 5 d.lvo 494/1996 (trasfusi negli art. 91 e 92 del d.lgs n. 81/2008). Di conseguenza, data la totale estraneità alla realizzazione dell'opera e considerata comunque la presenza di un tecnico che rappresentava la committenza, destinatario degli obblighi di protezione previsti a carico delle figure dei coordinatori responsabili della sicurezza, nessun addebito può essere mosso a… (omissis) ….>>;
(ii) <<Innanzitutto, come risulta dall'imputazione e dalla stessa sentenza impugnata, il predetto viene considerato responsabile del reato attribuitogli in quanto subcommittente. Difatti all'epoca dei fatti … (omissis) … era l'amministratore unico della … (omissis) … cui la … (omissis) … aveva commissionato la costruzione della Palazzina destinata a civile abitazione. Per l'esecuzione di detta opera, … (omissis) … aveva subappaltato i lavori a due imprese la … (omissis) … e la … (omissis) …, mantenendo però un controllo sulla realizzazione dell'opera quale Direttore Tecnico del Cantiere.
... (omissis) ... Ora, a prescindere da tale denominazione che non trova riscontro nei testi legislativi, ciò che rileva è che lo stesso sia qualificabile come sub committente/subappaltatore e, quindi, destinatario di specifici obblighi di vigilanza sulla sicurezza dei lavori effettuati dalle imprese subappaltatrici. Obblighi comprensivi anche di una valutazione circa l'adeguatezza del piano operativo di sicurezza adottato dalle stesse. E nel caso di specie certamente è mancata una approfondita valutazione del POS ... (omissis). in tema di prevenzione degli infortuni, l'appaltatore che procede a subappaltare l'esecuzione delle opere non perde automaticamente la qualifica di datore di lavoro ciò neppure se il subappalto riguardi formalmente la totalità dei lavori. Egli continua ad essere responsabile del rispetto della normativa antinfortunistica qualora, come nel caso di specie, eserciti una continua ingerenza e controlli la prosecuzione dei lavori (Cass. Sez. III n. 50996/2013 RV 258299; Cass. Sez. IV n. 7954/2014 RV 259274). … (omissis) …>>;
(iii) <<La Suprema Corte ha però costantemente precisato che, in caso di infortunio sul lavoro originato dall'assenza o inidoneità delle misure di prevenzione, nessuna efficacia causale esclusiva può essere attribuita al comportamento del lavoratore infortunato, che abbia eventualmente dato occasione all'evento, quando questo sia da ricondursi anche alla mancanza o insufficienza di quelle cautele che, se adottate, sarebbero valse a neutralizzare il rischio di siffatto comportamento>>;
(iv) <<Orbene tale qualifica — di preposto o capocantiere — dev'essere attribuita, più che in base a formali qualificazioni giuridiche o alla sussistenza di specifiche deleghe, con riferimento alle mansioni effettivamente svolte dal soggetto all'interno del cantiere. Ne consegue che chiunque abbia assunto, in qualsiasi modo, posizione di preminenza rispetto agli altri lavoratori, così da poter loro impartire ordini, istruzioni o direttive sul lavoro da eseguire, deve essere considerato, per ciò stesso, tenuto all'osservanza ed all'attuazione delle prescritte misure di sicurezza ed al controllo del loro rispetto da parte dei singoli lavoratori (Cass. Sez. IV n. 35666/2007 RV 237468)>>.
Con la circolare n. 45 del 30 novembre 2016, l’INAIL ha fornito indicazioni operative in merito all’accesso ai dati contenuti nel “Cruscotto infortuni” da parte dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (aziendali e territoriali), a seguito dell’abolizione registro infortuni (a partire dal 23.12.2015, per effetto dell'art. 21, comma 4, D.Lgs. 14.09.2015, n. 151).
In particolare, <<Grava ... sui datori di lavoro l’obbligo di favorire la fruibilità delle ... informazioni>> sugli infortuni e le malattie professionali <<da parte degli Rls, a esempio mediante visualizzazione o stampa di copia delle schermate dell’applicativo, come peraltro già avveniva con l’abrogato Registro cartaceo.>>
Il Ministero del Lavoro ha pubblicato la versione aggiornata a giugno 2016 del D.Lgs. n. 81/2008 - Testo Unico Sicurezza Lavoro (clicca qui per scaricare il documento).
Tra le modifiche normative si citano le seguenti:
modifiche introdotte agli articoli 20, 28, 36, 37, 50, 222, 223, 227, 228, 229, 234 comma 1, 235, 236 comma 4, e agli allegati XV, XXIV, XXV sezione 3.2, XXVI sezioni 1 e 5 e XLII dal D.Lgs. n. 39/2016 (G.U. n.61 del 14.03.2016, in vigore dal 29.03.2016);
interpelli dal n. 6 al n. 10 del 02.11.2015, dal n. 11 al n. 16 del 29.12.2015, dal n.1 al n. 4 del 21.03.2016 e dal n. 5 al n. 10 del 12.05.2016;
sostituito il decreto dirigenziale del 29 settembre 2014 con il decreto dirigenziale del 18 marzo 2016, riguardante il dodicesimo elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71, comma 11;
inserita la lettera Circolare prot. n. 2597 del 10.02.2016 sulla Redazione del POS per la mera fornitura di calcestruzzo;
corretti gli importi della sanzione per inottemperanza al provvedimento di sospensione riportati nella circolare n. 33/2009;
inserito un estratto della Circolare n. 26 del 12.10.2015 e la nota prot. n. 19570 del 16.11.2015 sulle modifiche alla sospensione dell’attività imprenditoriale di cui all’art. 14;
corretto il riferimento al punto 2 lett. c) dell’allegato II, punto 3.2.3, del D.M. 11.04.2011;
inserite note riguardanti l’abrogazione della direttiva Direttiva 89/686/CEE sui dispositivi di protezione individuale a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 31 marzo 2016, L. 81/51 del nuovo Regolamento (UE) 2016/425.
Videosorveglianza nei luoghi di lavoro. Il 24 settembre 2015 è entrato in vigore il nuovo disposto dell'art. 4 della Legge n. 300 del 1970, come modificato dal Decreto Legislativo 14.09.2015, n. 151. La norma stabilisce che gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha predisposto un apposito modulo di richiesta preventiva di autorizzazione all'utilizzo di impianti di video sorveglianza (per scaricare il modulo clicca qui).
La materia di videosorveglianza dovrà essere oggetto di un aggiornamento del precedente provvedimento generale del Garante privacy (dell'8 aprile 2010 - doc. web. n. 1712680), aggiornamento che si rende necessario alla luce delle novità tecnologiche e normative in più campi (sicurezza urbana) e ai nuovi principi del testo del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (pubblicato sulla Gazzetta dell’Unione Europea del 4 maggio 2016).
Sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è disponibile il testo del D.Lgs. n. 81/2008, annotato, aggiornato a dicembre 2014 (clicca qui per scaricare il provvedimento).
Qui di seguito si evidenziano le più recenti novità al documento:
modifica degli artt. 28, comma 3-bis, e 29, comma 3 (art. 13, Legge 30.10.2014, n. 161, recante "Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea - Legge europea 2013-bis", pubblicata sulla G.U. n. 261 del 10.11.2014 (entrata in vigore il 25.11.2014);
sostituzione del Decreto dirigenziale 22.01.2014 con il Decreto dirigenziale 29.09.2014, riguardante il nono elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71, comma 11 (avviso pubblicato nella G.U. n. 230 del 3.10.2014);
inserimento del Decreto interministeriale 9.09.2014, riguardante i modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dell'opera nonché del piano di sicurezza sostitutivo (avviso pubblicato nella G.U. n. 212 del 12.09.2014);
inserimento del Decreto interministeriale 22.07.2014, recante "Disposizioni che si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività";
sostituzione del Decreto dirigenziale 31.03.2014 con il Decreto dirigenziale 21.07.2014, riguardante il quarto elenco dei soggetti abilitati a effettuare i lavori sotto tensione in sistemi di II e III categoria;
inserimento degli interpelli dal n. 10 al n. 15 dell'11.07.2014, dal n. 16 al n. 23 del 06.10.2014 e dal n. 24 al n. 25 del 04.11.2014.
Con un comunicato pubblicato sulla G.U. n. 212 del 12.09.2014, è stato segnalato il decreto interministeriale (Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ed il Ministro della Salute) con cui sono stati semplificati i modelli per la redazione del piano operativo di sicurezza (POS), del piano di sicurezza e di coordinamento (PSC), del fascicolo dell'opera (FO) e del piano di sicurezza sostitutivo (PSS).
I modelli da utilizzare sono allegati al decreto, e dopo 24 mesi dalla sua entrata in vigore, si provvederà ad effettuarne il monitoraggio, modificandone eventualmente i contenuti ove ciò si rendesse necessario.
Valutazione dei rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro: prossime novità con la Legge europea 2013-bis
Il 10 giugno 2014 la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge “Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013-bis” (provvedimento AC-1864A).
L’articolo 11 di questo provvedimento, modificato durante l'esame dalla Commissione, interviene sul tema della valutazione dei rischi per risolvere la procedura di infrazione n. 2010/4227, per il non corretto recepimento degli articoli 5 e 9 della Direttiva n. 391/1989 sulla sicurezza sul lavoro.
Tale disposizione prevede che in caso di costituzione di nuova impresa e di modifiche significative del processo produttivo o dell’organizzazione di lavoro il datore di lavoro ha l’obbligo di adempiere a specifici obblighi in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, attraverso idonea documentazione, e ha l'obbligo, anche in caso di rielaborazione della valutazione dei rischi, di evidenziare immediatamente, con idonea documentazione, l’aggiornamento delle misure di prevenzione. Inoltre il datore di lavoro ha l’obbligo di dare immediata comunicazione della documentazione al rappresentante del lavoratori per la sicurezza (il quale, peraltro, come previsto nell'originario testo, accede alla documentazione su propria specifica richiesta).
Criteri di qualificazione dei "formatori per la salute e sicurezza sul lavoro"
Il 18 marzo 2014 entrerà in vigore (dopo un anno dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale) il Decreto interministeriale 6 marzo 2013, emanato in attuazione dell'art. 6, comma 8, lettera m-bis del D.Lgs. n. 81/2008.
Il provvedimento stabilisce i criteri di qualificazione per lo svolgimento di attività quale "formatore per la salute e sicurezza sul lavoro" con riferimento ai corsi di cui agli artt. 34 e 37 del D.Lgs. n. 81/2008, quali regolati dagli accordi sanciti dalla Conferenza permanente dei rapporti tra lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 21 dicembre 2011.
Tali criteri sono precisati nell'Allegato del Decreto.
25.02.2014 (Comunicato pubblicato su www.lavoro.gov.it)
Pubblicato il decreto ministeriale 13 febbraio 2014.
Con decreto ministeriale del 13 febbraio 2014 sono state recepite le procedure semplificate per l'adozione e la efficace attuazione dei modelli di organizzazione e di gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese (cioè agli enti che impiegano meno di 250 occupati e hanno un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro), ai sensi dell'art. 30, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 81/2008 e s.m.i., anche noto come Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le piccole e medie imprese potranno modificare ed integrare la modulistica, disponibile nella presente sezione, a seconda della complessità tecnico organizzativa della struttura aziendale.
Per scaricare il Decreto, il Documento e la Modulistica clicca qui.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 art. 91
 sentenza 
 Cass. Sez.