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1 N /2015 REG.PROV.COLL. N /2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2271 del 2014, integrato da motivi aggiunti, proposto da: Associazione Respubblica, in persona del legale rapp. p..t, rappresentato e difeso dall'avv. Michele Aiello, con cui è elettivamente domiciliato in Salerno, c/o Segreteria T.A.R. Salerno; 1
2 contro Comune di Amalfi in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Francesco Armenante, con cui è elettivamente domiciliato in Salerno, largo Plebiscito, N. 6 c/o Scarpa; nei confronti di Associazione Culturale Metamorfosi, in persona del legale rapp. p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Massimo Marcucci, con cui è domiciliato in Salerno, Via D.Vecchia c/o Avv.Visone; per l'annullamento del provvedimento con il quale il comune ha ritenuto anomala l'offerta presentata dalla ricorrente ai fini dell'affidamento "della gestione, valorizzazione e promozione del museo della Bussola e del Ducato Marinaro di Amalfi ed ha ritenuto la ricorrente carente del requisito di partecipazione alla gara di appalto; con ricorso per motivi aggiunti per l annullamento 2
3 della determina n del di aggiudicazione definitiva della gara all associazione Metamorfosi. Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Amalfi in Persona del Sindaco P.T. e di Associazione Culturale Metamorfosi; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 29 gennaio 2015 il dott. Maurizio Santise e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO 3
4 Con Determina n. 174/2014 il Comune di Amalfi indiceva una procedura aperta per l appalto di servizi di gestione, valorizzazione, promozione del Museo della Bussola e del Ducato di Amalfi. L Associazione ricorrente partecipava alla gara e risultava migliore offerente, totalizzando il punteggio di 90,00. Con provvedimento n. 2806/2014, il RUP formulava richiesta di giustificazioni ai sensi dell art. 86 e ss. D.lgs. 163/2006. L Associazione ricorrente riscontrava tale richiesta con due note n. 2806/2014 e 5284/2014. Con provvedimento dell la Stazione Appaltante escludeva l associazione ricorrente per carenza dell iscrizione al REA e per l inaffidabilità dell offerta formulata. Con ricorso tempestivamente notificato all amministrazione resistente e regolarmente depositato nella Segreteria del Tar, l associazione ricorrente impugnava il predetto provvedimento, contestandone la legittimità e chiedendone l annullamento. In particolare, deduceva i seguenti motivi di ricorso: Violazione art. 46 D.lgs.163/2006, in quanto non sarebbe prevista da alcuna norma l obbligatorietà dell iscrizione nel REA per la partecipazione alla gara, né tale requisito sarebbe previsto dal bando di gara; Violazione art. 86 d.lgs. 163/2006, in quanto l amministrazione ha proceduto all esclusione dell associazione ricorrente senza valutare la possibilità dell impiego da parte della stessa di lavoratori volontari e, in ogni caso, l offerta sarebbe adeguatamente giustificata; Violazione art. 3 L. 241/1990, in quanto, comunque, il provvedimento non sarebbe adeguatamente motivato. 4
5 Il Comune di Amalfi si costituiva regolarmente in giudizio, contestando l avverso ricorso e chiedendone il rigetto. Con ordinanza cautelare del questo Tar respingeva la domanda cautelare. Con ricorso per motivi aggiunti l associazione ricorrente impugnava, altresì, la determina n del di aggiudicazione definitiva della gara all associazione Metamorfosi, contestandone la legittimità e chiedendone l annullamento alla stregua dei medesimi motivi già articolati nel ricorso principale, oltre al risarcimento dei danni patiti. Si costituiva in giudizio, altresì, l associazione contro interessata, che contestava il ricorso per motivi aggiunti, chiedendone il rigetto. In particolare, deduceva l inammissibilità del ricorso per motivi aggiunti e la conseguente improcedibilità del ricorso principiale. Alla pubblica udienza del 29 gennaio 2015 la causa veniva trattenuta in decisione. In relazione all eccezione preliminare sollevata dall amministrazione resistente va evidenziato che il ricorso per motivi aggiunti introdotto irritualmente, perché notificato personalmente anziché presso il procuratore costituito, come invece prescritto dal comb. disp. degli artt. 43, comma 2, c.p.a. e 170 c.p.c., non è necessariamente inammissibile. Infatti, considerato che la domanda nuova potrebbe essere proposta anche con ricorso separato, notificato evidentemente alla parte personalmente, e potendo poi il giudice provvedere alla riunione dei ricorsi ai sensi dell'art. 70 c.p.a. (art. 43, comma 3, c.p.a.), risulterebbe illogico dichiarare inammissibile un ricorso che, se proposto in via autonoma, poteva essere riunito e deciso con un'unica sentenza, con un esito, dunque, sostanzialmente analogo a quello che si realizza, in termini di concentrazione processuale, con la proposizione di motivi aggiunti. Ne consegue che il ricorso per motivi aggiunti potrebbe andare indenne dalla sanzione dell'inammissibilità per omessa notifica al procuratore costituito, solo ove presenti i requisiti per essere considerato quale autonomo gravame (art. 40 c.p.a.), spettando 5
6 sempre al giudice la qualificazione dell'azione (cfr., T.A.R. Palermo (Sicilia) sez. I, 15/05/2014, n. 1244). Il ricorso per motivi aggiunti proposto dall associazione ricorrente può certamente essere qualificato come un autonomo ricorso, avendo impugnato l aggiudicazione definitiva, deducendo specifici profili di illegittimità. Ne deriva che l eccezione di inammissibilità va rigettata. Tanto premesso, i ricorsi sono infondati nei limiti di seguito specificati. Principiando dal primo motivo di ricorso, va evidenziato che il provvedimento impugnato ha richiesto l iscrizione dell associazione ricorrente al REA quale requisito di partecipazione alla gara. Sul punto va evidenziato che le associazioni di volontariato e/o le ONLUS hanno la capacità di svolgere attività commerciali e produttive e, dunque, possono anche partecipare ai procedimenti di evidenza pubblica, quando non risulta dimostrato che la partecipazione al relativo appalto pubblico non ha il carattere della marginalità, atteso che l'assenza di fini di lucro non esclude che le stesse, anche se non iscritte alla Camera di Commercio o al Registro delle imprese, possano esercitare un'attività economica non costituendo l'iscrizione alla C.C.I.A.A. un requisito indefettibile di partecipazione alle gare di appalto (cfr., T.A.R. Potenza (Basilicata) sez. I, 23/06/2014, n. 411). Nel caso di specie, il bando di gara non conteneva una clausola di esclusione specifica e, quindi, l associazione ricorrente era dotata del requisito di partecipazione alla gara e la stazione appaltante non poteva richiedere ulteriori requisiti non espressamente previsti e non ricollegabili a quelli richiesti dall art. 46 del Codice degli Appalti. 6
7 Ciononostante il provvedimento impugnato è correttamente motivato in ordina all anomalia dell offerta presentata dall associazione ricorrente. Sul punto va precisato che nelle gare pubbliche il giudizio di verifica della congruità di un'offerta potenzialmente anomala ha natura globale e sintetica, vertendo sulla serietà o non dell'offerta nel suo insieme; l'attendibilità della offerta va cioè valutata nel suo complesso, e non con riferimento alle singole voci di prezzo ritenute incongrue, avulse dall'incidenza che potrebbero avere sull'offerta economica nel suo insieme, ma questo ferma restando la possibile rilevanza del giudizio di inattendibilità che dovesse investire voci che, per la loro importanza ed incidenza complessiva, rendano l'intera operazione economica implausibile e, per l'effetto, insuscettibile di accettazione da parte dell'amministrazione, in quanto insidiata da indici strutturali di carente affidabilità (cfr., Consiglio di Stato, sez. V, 16/01/2015, n. 89). Inoltre, l'esame delle giustificazioni presentate dal soggetto tenuto a dimostrare la non anomalia della propria offerta è vicenda che rientra nella discrezionalità tecnica dell'amministrazione, per cui soltanto in caso di macroscopiche illogicità, vale a dire di errori di valutazione evidenti e gravi, oppure di valutazioni abnormi o affette da errori di fatto, il giudice della legittimità può intervenire, restando per il resto la capacità di giudizio confinata entro i limiti dell'apprezzamento tecnico proprio di tale tipo di discrezionalità; in sostanza, nel caso di ricorso proposto avverso il giudizio di anomalia dell'offerta presentata in una pubblica gara, il giudice amministrativo può sindacare le valutazioni compiute dall'amministrazione sotto il profilo della loro logicità e ragionevolezza e della congruità dell'istruttoria, ma non può effettuare autonomamente la verifica della congruità dell'offerta presentata e delle sue singole voci, sovrapponendo così la sua idea tecnica al giudizio, non erroneo né illogico, formulato dall'organo amministrativo cui la legge attribuisce la tutela dell'interesse pubblico nell'apprezzamento del caso concreto giacché, così facendo, il giudice amministrativo invaderebbe una sfera propria della stazione appaltante (cfr., Consiglio di Stato, cit.). Nello stesso senso si era, peraltro, collocata l Ad. Pl., con sentenza 3/2/2014, n. 8, la quale aveva evidenziato che è consentito il sindacato esterno del giudice amministrativo sull operato dell organo deputato all esame delle offerte, in presenza di elementi che il ricorrente elevi a vizio di eccesso di potere in cui la stazione appaltante si assume sia incorsa per una non corretta disamina di elementi contenutistici tali da evidenziare una palese incongruità dell offerta. 7
8 Alla luce delle coordinate ermeneutiche tracciate il provvedimento impugnato, nella parte in cui ha ritenuto anomala l offerta, è adeguatamente motivato. In particolare, la stazione appaltante, con ben due richieste di chiarimenti, ha cercato di verificare l affidabilità dell offerta proposta dall associazione ricorrente. In particolare, inizialmente la Stazione Appaltante aveva riscontrato un disavanzo nell offerta pari a ,00 che rendeva naturalmente inaffidabile l offerta. In riscontro ai secondi chiarimenti richiesti dalla stazione appaltante, con nota n dell 1 luglio 2014, l associazione ricorrente ha evidenziato che il costo inizialmente previsto per il personale non sarebbe stato sostenuto, stante il carattere volontario delle prestazioni offerte dai soci. Con tale specificazione, in sostanza, l associazione ricorrente ha completamente rimodulato l offerta, scorporando la voce del costo del personale, indicata inizialmente nell offerta, solo a seguito dei rilievi formulati dalla stazione appaltante. Secondo l associazione ricorrente non ci sarebbe stata alcuna modifica dell offerta, ma solo un chiarimento. Non può, tuttavia, essere contestato che nell offerta originaria era indicato il costo del personale che poi è stato scorporato e solo grazie a tale operazione il saldo non è stato più negativo. In relazione all offerta originaria il costo del lavoro è stato ritenuto inadeguato dalla Stazione Appaltante che, quindi, ha escluso l associazione ricorrente. Né rilevano le giustificazioni fornite dalla stessa, che hanno condotto sostanzialmente ad una inammissibile rimodulazione dell offerta, con una sostanziale eliminazione del costo del lavoro invece indicato nell originaria offerta. Il provvedimento di esclusione è, quindi, adeguatamente motivato e frutto di discrezionalità tecnica non sindacabile da questo giudice, oltre i limiti sopra evidenziati. Ne deriva che il provvedimento impugnato con ricorso principale è adeguatamente motivato e, pertanto, sia il ricorso principale, che quello per motivi aggiunti vanno respinti. 8
9 Le ragioni che hanno condotto alla presente decisione giustificano la compensazione delle spese di lite tra le parti. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, e sul ricorso per motivi aggiunti, li respinge. Compensa le spese di lite tra le parti. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Salerno nella camera di consiglio del giorno 29 gennaio 2015 con l'intervento dei magistrati: Giovanni Sabbato, Presidente FF Ezio Fedullo, Consigliere 9
10 Maurizio Santise, Referendario, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 10/02/2015 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) 10

References: SENTENZA 
 provvedimento n. 
 art. 86
 art. 46
 art. 86
 art. 3
 art. 46
 sentenza 
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