Source: https://www.amministrazionidicondominio.com/blog-del-condominio/la-divisione-delle-spese-dellacqua-in-condominio-contatori-di-sottrazione-millesimi-teste-e-bollette-smat
Timestamp: 2019-06-25 04:47:36+00:00

Document:
La Divisione delle Spese dell'Acqua in Condominio: Contatori di Sottrazione, Millesimi, Teste e Bollette SMAT
Se un condomino ha installato il contabilizzatore dell'acqua, può richiedere di pagare per quanto consuma?
Oppure può richiedere che tutti i condomini si adeguino facendo inserire a tutti i contatori di sottrazione?
C’è un interesse collettivo al voler risparmiare sui consumi idrici generali: magari solo per risparmiare denari sulla bolletta dell’acqua o per reale vocazione a salvaguardia del pianeta. In ogni caso, è costante e crescente, l’interesse dei condomini in assemblea e la volontà di razionalizzare i consumi.
In media, un condominio torinese spende per persona dagli 80 ai 110 euro e la maggioranza dei regolamenti di condominio in Torino e provincia indicano che i consumi vadano ripartiti per teste; cioè per numero di persone che effettivamente abitano l’alloggio. Molto spesso vi sono regole particolari per la ripartizione delle spese d’acqua per gli alloggi sfitti o vuoti: solitamente il regolamento di condominio fa calcolare un minimo per coprire le spese di pulizia scale ed i fissi (addebitati dalla SMAT indipendentemente dai consumi - v. articolo: SMAT: quanto costa l'acqua potabile a Torino e provincia?).
È possibile anche trovare regolamenti che impongano la divisione sulla base dei millesimi oppure tramite contatore di sottrazione: quest'ultimo metodo solitamente negli stabili più recenti.
L’installazione dei contatori dell’acqua: la posizione della Giurisprudenza di Cassazione
La Cassazione ci fa riflettere sul fatto che è “da rilevare, del resto, che l'installazione di contatori per il consumo dell'acqua in ogni singola unità abitativa (nonché di contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano) costituisce misura alla quale il legislatore guarda con particolare favore, in quanto volta a razionalizzare i consumi e ad eliminare gli sprechi e quindi a conseguire, in una prospettiva di tutela ambientale, il risparmio della risorsa idrica (art. 5 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, e, ora, art. 146 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152)” così nella Sentenza di Cassazione Sent. Sez. 2 Civile Num. 17557 del 2014 in cui la Corte cita l’art. 146 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 il quale indica che “Entro un anno dalla data di entrata in vigore della parte terza del presente decreto, le regioni, sentita l'Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, nel rispetto dei principi della legislazione statale, adottano norme e misure volte a razionalizzare i consumi e eliminare gli sprechi ed in particolare a: (…) c) realizzare, in particolare nei nuovi insediamenti abitativi, commerciali e produttivi di rilevanti dimensioni, reti duali di adduzione al fine dell'utilizzo di acque meno pregiate per usi compatibili; d) promuovere l'informazione e la diffusione di metodi e tecniche di risparmio idrico domestico e nei settori industriale, terziario ed agricolo; f) installare contatori per il consumo dell'acqua in ogni singola unità abitativa nonché' contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano; g) realizzare nei nuovi insediamenti, quando economicamente e tecnicamente conveniente anche in relazione ai recapiti finali, sistemi di collegamento differenziati per le acque piovane e per le acque reflue e di prima pioggia”.
Tale indicazione era già contenuta nella vecchia normativa della Legge 5 gennaio 1994, n. 36 art. 5 il quale mirava al Risparmio Idrico “conseguito, in particolare, mediante la progressiva estensione delle seguenti misure: (…) c) installazione di contatori in ogni singola unità abitativa nonché di contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano; d) diffusione dei metodi e delle apparecchiature per il risparmio idrico domestico e nei settori industriale, terziario ed agricolo”.
La posizione della Regione Piemonte
Avendo inquadrato il punto normativo e giurisprudenziale, non ci resta che indicare la posizione della Regione Piemonte in tema di ripartitori di sottrazione d’acqua, siccome tale materia è rientrante nell’alveo di competenza della Regione (ex art. 117 della Costituzione), infatti la norma indica che “le regioni, sentita l'Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, nel rispetto dei principi della legislazione statale, adottano norme e misure volte a razionalizzare i consumi e eliminare gli sprechi”. Tuttavia la Regione Piemonte non ha, sin d’ora, ottemperato a questo impegno legislativo e pertanto non vi sono indicazioni di sorta su “norme o misure” pensate per razionalizzare i consumi. Pertanto, in assenza di una specifica disposizione di legge speciale regionale su tale punto non è possibile “obbligare” alcun condominio ad installare i ripartitori a consumo d’acqua.
È in questo contesto che lo Studio Amministrazioni dott. Mecca Luca si fa portavoce presso il Comune di Torino e presso la Regione Piemonte di una richiesta di parere sul tema, in modo da risolvere la questione, (così come fu fatto al tempo) per i ripartitori di calore.
Quali maggioranze sono necessarie in assemblea di condominio per deliberare una ripartizione diversa delle spese d’acqua?
A parere di chi scrive, sono necessarie le maggioranze indicate dall’art. 1138 del Codice Civile ovvero la maggioranza dei condòmini (1/3 condòmini in seconda convocazione) che rappresentino almeno i 667 (334 in seconda convocazione) relativamente al Quorum Costitutivo; e la maggioranza degli intervenuti (idem in seconda convocazione) che rappresentino almeno i 500 (idem in seconda convocazione) relativamente al Quorum Deliberativo. In tale senso, la sentenza n° 17557/2014 e la sentenza 10859/2014.
Se un condomino ha installato il contabilizzatore dell'acqua, può richiedere di pagare per quanto consuma? Un condomino può richiedere che tutti i condomini si adeguino facendo inserire a tutti i contatori di sottrazione?
Per tornare alle domande in apertura ovvero se un condomino che ha installato il contabilizzatore può “obbligare” gli altri i condomini ad inserire i contatori di sottrazione? La risposta più prudente è no. Vi sono tuttavia anche delle indicazioni differenti e volti a consigliare di percorrere la via legale e far causa al condominio richiedendo al Tribunale di competenza di applicare le normative di cui abbiamo dato menzione per forzare coattivamente alcuni condomini o, addirittura, tutto il condominio (primo parere, secondo parere - link).
Modesto Verga link
16/6/2018 09:10:14 am
Problema : regolamento contrattuale condominiale che prevede la spesa acqua per millesimi e unanimità per cambiarlo. Se un condomino installa il contatore nel suo appartamento senza obbligare gli altri a farlo, può pretendere di pagare per il suo consumo e lasciare agli altri che non hanno il contatore di pagare per millesimi? Questa domanda perchè mi pare che la difficoltà stia nell'imporre il contatore a chi non lo vuole mentre non lo sarebbe per chi lo installa di sua volontà senza danneggiare nessuno . GRAZIE
23/6/2018 03:51:02 pm
http://www.quotidianodelcondominio.it/condominio/contatori-individuali-dacqua-e-obbligo-di-installazione-il-caso-del-piemonte/
La risposta è che non si può fare. Bisogna o metterle tutti oppure si usa il regolamento.

References: art. 146
 Sentenza 
 art. 5
 art. 117
 sentenza 
 sentenza