Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2017-0031_IT.html
Timestamp: 2019-10-21 16:13:47+00:00

Document:
RELAZIONE sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti
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sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti
È importante sottolineare il quadro generale del percorso verso un'economia circolare ed evidenziare le opportunità offerte dalla revisione della direttiva sulle discariche per rafforzare tale transizione.
È importante sottolineare il quadro generale del percorso verso un'economia circolare, evidenziare la necessità di trasformare la gestione dei rifiuti in gestione sostenibile dei materiali e porre in evidenza le opportunità offerte dalla revisione della direttiva sulle discariche per rafforzare tale transizione.
Una migliore gestione dei rifiuti a livello europeo deve essere orientata, oltre che alla protezione dell'ambiente e della salute umana, al migliore utilizzo delle risorse, all'aumento dell'efficienza energetica e alla riduzione della dipendenza dell'Unione dall'utilizzo delle risorse stesse, facendo fronte così ai problemi legati all'approvvigionamento di queste ultime.
L'UE dovrebbe concentrarsi sulla creazione di un'economia circolare pulita ed evitare il possibile rischio di una futura perdita di fiducia del settore pubblico e dei mercati nei materiali riciclati, creando nel contempo un'eredità permanente. L'onere principale per gli operatori del riciclaggio è la presenza di sostanze pericolose nei materiali. L'attenzione dell'UE dovrebbe essere incentrata sull'eliminazione di tali sostanze pericolose dai prodotti e dai rifiuti, senza mettere in pericolo la salute pubblica e l'ambiente con deroghe ai requisiti di sicurezza per talune classi di imprese o prodotti o a causa dell'impossibilità di identificare i materiali contaminati in futuro.
15 COM(2008) 699 definitivo e COM(2014) 297 final.
È importante garantire la coerenza della presente direttiva con l'insieme della legislazione dell'Unione in materia di rifiuti. A tal fine è necessario che, ove opportuno, anche le definizioni contenute nella presente direttiva siano allineate a quelle previste dalla direttiva 1999/31/CE.
Sebbene il collocamento in discarica presenti numerosi aspetti negativi, non dovrebbe essere completamente eliminato come destinazione per alcuni rifiuti, ad esempio il PVC. Può essere il luogo più sicuro per i materiali contenenti sostanze chimiche pericolose e, nel caso delle materie plastiche, le analisi indicano che, se non sono riciclate, il collocamento in discarica è generalmente preferibile all'incenerimento per ragioni climatiche. Di norma, il riciclaggio è chiaramente l'opzione preferibile, inoltre qualsiasi collocamento in discarica dovrebbe essere effettuato secondo gli standard più elevati.
Il divieto di collocare in discarica i rifiuti urbani biodegradabili dovrebbe essere formulato in maniera più rigorosa.
(11) I dati statistici comunicati dagli Stati membri sono indispensabili affinché la Commissione valuti la conformità con la legislazione in materia di rifiuti in tutti gli Stati membri. È necessario migliorare la qualità, l'affidabilità e la comparabilità delle statistiche introducendo un punto di ingresso unico per tutti i dati relativi ai rifiuti, sopprimendo obblighi obsoleti in materia di comunicazione, mettendo a confronto i metodi nazionali di comunicazione e introducendo una relazione di controllo della qualità dei dati. La comunicazione affidabile dei dati statistici relativi alla gestione dei rifiuti è di fondamentale importanza per un'attuazione efficiente e per garantire la comparabilità dei dati tra gli Stati membri. Pertanto, al momento di stilare le relazioni sulla conformità agli obiettivi stabiliti dalla direttiva 19991/31/CE, gli Stati membri dovrebbero essere obbligati a utilizzare la più recente metodologia messa a punto dalla Commissione e dai rispettivi istituti nazionali di statistica.
Allineamento con l'accordo interistituzionale del 13 Aprile 2016.
Allineamento con il trattato di Lisbona.
-1) all'articolo 1 è aggiunto il seguente paragrafo:
"-1. La progressiva eliminazione della collocazione in discarica è una condizione fondamentale per sostenere la transizione dell'Unione verso un'economia circolare.";
È importante includere nell'obiettivo generale della direttiva l'importanza della progressiva eliminazione del collocamento in discarica ai fini della transizione verso un'economia circolare.
Sono inserite le definizioni pertinenti che figurano all'articolo 3 della direttiva 2008/98/CE, tra cui quella di "rifiuto non pericoloso".
"m) «rifiuti biodegradabili»: alimenti, rifiuti dei giardini, carta, cartone, legno e ogni altro rifiuto soggetto a decomposizione aerobica o anaerobica;";
"f) rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata in osservanza dell'articolo 11, paragrafo 2, e dell'articolo 22 della direttiva 2008/98/CE.
"f) rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata in osservanza dell'articolo 11, paragrafo 1, e dell'articolo 22 della direttiva 2008/98/CE e imballaggi e rifiuti di imballaggio ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 94/62/CE.";
"5. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per assicurare che entro il 2030 la quantità di rifiuti urbani collocati in discarica sia ridotta al 5 % del totale dei rifiuti urbani prodotti.
c bis) all'articolo 5 è aggiunto il seguente paragrafo:
L'estrazione mineraria nelle discariche non solo consente il recupero di materiali preziosi che possono essere reintrodotti nel ciclo, ma permette anche di recuperare superfici di territorio, tenuto conto del fatto che gran parte delle 500 000 discariche storiche nell'UE sono situate in un contesto (semi)urbano.
Articolo 5 bis – paragrafo 2 – frase introduttiva
Lo scambio di migliori pratiche e informazioni è importante per consentire a tutti gli Stati membri di conseguire gli obiettivi.
"a) solo i rifiuti trattati vengano collocati a discarica. Tale disposizione può applicarsi ai rifiuti inerti il cui trattamento non è tecnicamente possibile o a qualsiasi altro rifiuto il cui trattamento non contribuisca agli obiettivi di cui all'articolo 1 della presente direttiva, riducendo la quantità dei rifiuti o i rischi per la salute umana o l'ambiente;"
"a) solo i rifiuti trattati vengano collocati a discarica. Tale disposizione può applicarsi ai rifiuti inerti il cui trattamento non è tecnicamente possibile o a qualsiasi altro rifiuto il cui trattamento non contribuisca agli obiettivi di cui all'articolo 1 della presente direttiva, riducendo la quantità dei rifiuti o i rischi per la salute umana o l'ambiente, a condizione che gli Stati membri rispettino gli obiettivi di riduzione di cui all'articolo 5, paragrafo 2, della presente direttiva e gli obiettivi di riciclaggio di cui all'articolo 11 della direttiva 2008/98/CE;";
4) all'articolo 6, lettera a), è aggiunto il seguente comma:
6 bis) è inserito il seguente articolo:
6 ter) è inserito il seguente articolo:
Direttiva 1999/31/UE
9 bis) nell'allegato I, il punto 3.5 è soppresso;
9 ter) nell'allegato II, il punto 5 è soppresso;
GU C 264 del 20.7.2016, pag.98.
Il relatore ha ritenuto, come approccio orizzontale, di concentrarsi sugli ambiti nei quali la dimensione europea presenta un chiaro valore aggiunto.
A tal fine, nella relazione si appoggia un'azione efficace a sostegno dell'utilizzo efficiente delle risorse e della riduzione della produzione di rifiuti e del loro impatto ambientale in modo da stimolare concretamente la transizione verso un'economia circolare.
L'economia circolare rappresenta, prima di tutto, un modello economico efficiente dal punto di vista delle risorse, che ne migliora e al tempo stesso riduce l'utilizzo, affrontando contemporaneamente i problemi legati all'approvvigionamento delle materie prime. Si garantisce così una maggiore tutela dell'ambiente, favorendo anche la reindustrializzazione e l'aumento della competitività europea sul piano globale e stimolando la creazione di posti di lavoro di qualità e nuove opportunità di business.
Un tale cambiamento sistemico richiede politiche ambiziose, sostenute da un quadro legislativo chiaro e capace di dare i giusti segnali agli investitori. Una legislazione europea che non preveda definizioni chiare e obiettivi vincolanti potrebbe pregiudicare il progresso della transizione.
Il relatore vuole ricordare come l'obiettivo principale del Settimo programma d'azione dell'Unione europea per l'ambiente miri a trasformare l'Unione in un'economia verde, a basse emissioni di carbonio ed efficiente dal punto di vista dell'utilizzo delle risorse.
Per questo, occorre un cambio di paradigma che ci porti oltre la mera gestione dei rifiuti, adottando politiche che li considerino come vere e proprie risorse. Per raggiungere quest'obiettivo è necessaria una piena attuazione della normativa sui rifiuti a livello europeo, realizzata attraverso una rigorosa applicazione della gerarchia dei rifiuti e integrata da ulteriori iniziative volte a ridurne la produzione. Il relatore invita più volte a considerare come l'economia circolare debba affrontare il tema della gestione dei rifiuti prima dal punto di vista della prevenzione, e in seguito preoccupandosi di garantirne il rientro nei processi produttivi.
Direttiva relativa alle discariche
La quantità di rifiuti collocata in discarica costituisce un forte indicatore e le restrizioni al collocamento in discarica possono rappresentare un utile strumento nel contesto di un'economia circolare. Gli obiettivi della direttiva relativa alle discariche e della direttiva quadro sui rifiuti sono interconnessi; una riduzione della quantità di rifiuti collocati in discarica può essere unicamente ottenuta, e deve andare di pari passo, con obiettivi più ambiziosi in materia di raccolta e riciclaggio dei rifiuti. Il collocamento in discarica dovrebbe rappresentare una soluzione di ultima istanza per i rifiuti che non possono essere evitati, riciclati o recuperati o, quantomeno, ridotti al minimo e decontaminati. Il relatore accoglie pertanto con favore la proposta della Commissione di modificare la direttiva relativa alle discariche e di imporre ulteriori restrizioni al collocamento in discarica dei rifiuti urbani.
La proposta della Commissione prevede che entro il 2030 la quantità di rifiuti urbani collocati in discarica non debba essere superiore al 10 %. Essa prevede inoltre un periodo transitorio facoltativo di altri cinque anni per sette Stati membri espressamente indicati. Introduce inoltre un sistema di segnalazione preventiva in collaborazione con l'Agenzia europea dell'ambiente e modifica il sistema di comunicazione. Infine, aggiorna le disposizioni del diritto derivato.
Il relatore sostiene la maggior parte degli elementi menzionati, ma suggerisce di modificare alcuni aspetti della proposta, al fine di renderla più coerente e ambiziosa, in particolare:
Graduale eliminazione del collocamento in discarica, anziché la sua riduzione:
Come evidenziato in precedenza, nel lungo termine il collocamento in discarica dovrebbe essere consentito solo se non esistono alternative. Benché ciò potrebbe non avere alcun effetto immediato sull'attuazione, è essenziale utilizzare un linguaggio chiaro in tutto il testo, precisando che un obiettivo di riduzione quantitativa non costituisce un fine in sé e dovrebbe essere funzionale a una gestione sostenibile delle risorse. Di conseguenza, è opportuno precisare nel testo che dovranno essere collocati in discarica solo i rifiuti trattati che non possono più essere riciclati.
Approccio graduale verso un obiettivo più ambizioso nel 2030:
L'esperienza dimostra che l'attuazione della legislazione ambientale richiede un monitoraggio permanente. Il relatore fissa un obiettivo più ambizioso riguardo al collocamento in discarica dei rifiuti residui del 5 % anziché del 10 % per il 2030, il che riflette meglio l'idea di un'economia circolare.
Periodo transitorio supplementare per gli Stati membri che hanno difficoltà di attuazione:
Pur valutando positivamente l'approccio flessibile proposto dalla Commissione, la distinzione operata nel caso di sette Stati membri è arbitraria, ingiusta e demotivante per tutte le parti coinvolte. Il relatore propone di basare il periodo di tolleranza su criteri trasparenti e comprensibili e di stabilire una procedura di autorizzazione chiara per eventuali deroghe.
Possibile restrizione al collocamento in discarica dei rifiuti non pericolosi diversi da quelli urbani:
Il relatore si rammarica della mancanza di ambizione riscontrata nella proposta della Commissione per quanto riguarda i rifiuti diversi da quelli urbani e propone di prevedere un riesame e un obiettivo facoltativo già nel 2018.
Disposizioni uniformi per la determinazione del coefficiente di permeabilità delle discariche e per il campionamento dei rifiuti:
Il relatore osserva che la Commissione non assolve ai compiti di cui agli allegati I e II. Tali disposizioni sono tuttavia necessarie per il funzionamento sicuro delle discariche. Il relatore propone pertanto una formulazione molto precisa per consentire alla Commissione di mettere a punto e adottare le disposizioni tecniche necessarie.
PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (8.11.2016)
Il 2 dicembre 2015 la Commissione ha adottato un nuovo pacchetto sull'economia circolare che contiene un piano di azione per l'economia circolare e quattro proposte legislative sui rifiuti. Lo scopo della proposta legislativa è fissare obiettivi per la riduzione dei rifiuti, compresi obiettivi relativi alle discariche, al riutilizzo e al riciclaggio, da conseguire entro il 2030. La proposta presenta anche un percorso ambizioso e credibile per la gestione dei rifiuti e le attività di riciclaggio.
La modifica della direttiva relativa alle discariche di rifiuti mira a migliorare la gestione dei rifiuti dell'UE mediante l'istituzione di restrizioni al collocamento in discarica da soddisfare entro il 2030 e ulteriori restrizioni sulla raccolta differenziata dei rifiuti, compresi quelli organici. La proposta dovrebbe incoraggiare una cernita e un riciclaggio maggiori dei rifiuti nel rispetto della gerarchia dei rifiuti (cfr. direttiva quadro sui rifiuti). Il relatore accoglie positivamente la proposta e ritiene che le definizioni e le statistiche accurate siano il punto focale di tutta la legislazione in materia di rifiuti e che pertanto siano indispensabili per quantificare i progressi conseguiti nel raggiungimento degli obiettivi della legislazione in materia di rifiuti e dell'economia circolare.
Il relatore vorrebbe sottolineare l'importanza dello scambio di informazioni e migliori pratiche, non soltanto a livello di UE ma anche tra i diversi settori dell'economia, compresa l'industria dei rifiuti, e il settore finanziario. Tale obiettivo potrebbe essere conseguito mediante la creazione di piattaforme di comunicazione che contribuirebbero a sensibilizzare riguardo alle nuove soluzioni industriali, permetterebbero una visione globale migliore delle capacità a disposizione e sosterrebbero le simbiosi industriali, aspetti che possono contribuire in modo consistente alla transizione verso un'economia più circolare. Il relatore ritiene anche che i fondi finanziari stanziati dalla Commissione alla transizione potrebbero essere utilizzati anche per progetti di ricerca sul trattamento dei rifiuti, in particolare per quanto riguarda i rifiuti pericolosi.
Il relatore plaude alla proposta di semplificare gli obblighi di rendicontazione per gli Stati membri, sebbene alcune parti della proposta della Commissione non garantiscano un'interpretazione univoca. La Commissione propone anche un sistema di segnalazione ogni tre anni ma non risulta chiaro come verranno rispettati nella pratica tali termini e quando avrà inizio il processo di segnalazione dopo il recepimento della direttive per disporre di un margine di tempo sufficiente per riflettere e per adottare ulteriori misure, se necessario.
Il relatore è favorevole alle restrizioni sul collocamento in discarica dei rifiuti organici, pur ritenendo che la raccolta differenziata di tali rifiuti dovrebbe essere obbligatoria e che la necessità di istituire tale obbligo dovrebbe essere maggiormente messa in evidenza nella direttiva quadro sui rifiuti. Il relatore presenterà quindi altri emendamenti sull'obbligo della raccolta differenziata per i rifiuti organici nella direttiva quadro sui rifiuti allo scopo di creare un chiaro nesso tra i due fascicoli.
Esistono differenze sostanziali nella quantità assoluta di rifiuti prodotti nei singoli Stati membri. Il metodo di calcolo per gli obiettivi di collocamento in discarica proposto dalla Commissione (in percentuale) non è sufficiente a riflettere tali differenze. Il relatore ritiene che la Commissione dovrebbe anche valutare un ulteriore obiettivo fondato sulla quantità totale di rifiuti che possono essere collocati in discarica, calcolata per chilogrammo per persona per anno. In tal modo sarebbe più semplice procedere a un confronto tra gli Stati membri e a una valutazione migliore della prevenzione dei rifiuti, che occupa il primo posto nella gerarchia dei rifiuti. Si contribuirebbe quindi anche alla riduzione della quantità complessiva di rifiuti prodotti ogni anno.
Il relatore vorrebbe sottolineare la necessità di garantire un'attuazione e un'applicazione corrette della legislazione esistente in materia di rifiuti. Qualsiasi altra misura adottata dalla Commissione dovrebbe prendere in considerazione gli obiettivi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio".
(1) La gestione dei rifiuti nell'Unione dovrebbe essere migliorata per salvaguardare, tutelare e migliorare la qualità dell'ambiente, proteggere la salute umana, garantire un'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, incentivare la transizione e l'efficienza energetiche e promuovere un'economia più circolare che consenta di ridurre la dipendenza dell'Unione dalle risorse naturali.
(2) Dovrebbero essere rivisti gli obiettivi della direttiva 1999/31/CE14 del Consiglio che stabiliscono restrizioni in merito al collocamento in discarica, affinché riflettano più incisivamente l'ambizione dell'Unione di passare a un'economia circolare e di fare progressi nell'attuazione dell'iniziativa unionale "materie prime"15 riducendo gradualmente la collocazione in discarica dei rifiuti destinati alle discariche per rifiuti non pericolosi fino alla sua eliminazione completa.
14Direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti (GU L 182 del 16.7.1999, pag. 1).
(5) Si otterrebbero evidenti benefici ambientali, economici e sociali riducendo ulteriormente il collocamento in discarica, a cominciare dai flussi di rifiuti a cui si applica la raccolta differenziata (cioè plastica, metalli, vetro, carta, rifiuti organici). Il miglioramento della fattibilità tecnica, ambientale ed economica del riciclaggio dovrebbe essere ulteriormente sostenuto al fine di ridurre il più possibile la quantità di rifiuti residui risultanti dalla raccolta differenziata.
I rifiuti della raccolta differenziata che sono riciclabili non dovrebbero essere smaltiti in discarica. Sono necessari ulteriori investimenti per ridurre la quantità dei rifiuti residui.
(6) I rifiuti urbani biodegradabili rappresentano una percentuale elevata dei rifiuti urbani. Il collocamento in discarica di rifiuti biodegradabili non trattati produce significativi effetti ambientali negativi in termini di emissioni di gas a effetto serra e di inquinamento delle acque superficiali, delle acque freatiche, del suolo e dell'atmosfera. Sebbene la direttiva 1999/31/CE stabilisca già obiettivi per diminuire il collocamento in discarica dei rifiuti biodegradabili, è opportuno limitarlo ulteriormente vietandolo per i rifiuti biodegradabili che dovrebbero essere oggetto di raccolta differenziata in osservanza dell'articolo 22 della direttiva 2008/98/CE. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero incoraggiare il ricorso a misure alternative per il trattamento sostenibile dei rifiuti biodegradabili in linea con le nuove tecnologie e tecniche, come il vermicompostaggio o la biodigestione.
(7) Molti Stati membri non hanno ancora completamente sviluppato le infrastrutture necessarie per la gestione dei rifiuti. La definizione di obiettivi chiari di riduzione del collocamento in discarica e l'istituzione di un programma quadro con una calendario per il conseguimento degli obiettivi faciliteranno ulteriormente e incoraggeranno la raccolta differenziata, la cernita e il riciclaggio dei rifiuti. Inoltre, tali obiettivi ambiziosi dovrebbero costituire un contesto adeguato per stimolare maggiori investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture, nella ricerca e nelle competenze, evitando di relegare materiali potenzialmente riciclabili in fondo alla gerarchia dei rifiuti.
(8) La progressiva riduzione del collocamento in discarica è indispensabile per evitare impatti nocivi sulla salute umana e sull'ambiente e assicurare il recupero graduale ed efficace dei materiali di rifiuto con valore economico grazie a una loro adeguata gestione, in linea con la gerarchia dei rifiuti di cui alla direttiva 2008/98/CE. Tale riduzione progressiva del collocamento in discarica comporterà un cambiamento sostanziale nella gestione dei rifiuti in numerosi Stati membri. Grazie a statistiche migliori sulla raccolta e sul trattamento dei rifiuti, dovrebbe essere possibile evitare lo sviluppo di eccessive capacità per il trattamento dei rifiuti residui, quali ad esempio impianti per il recupero dell'energia o per il trattamento meccanico-biologico grossolano dei rifiuti urbani non trattati, perché ciò potrebbe pregiudicare il conseguimento degli obiettivi unionali di lungo termine in materia di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti urbani stabiliti all'articolo 11 della direttiva 2008/98/CE. Allo stesso modo, e per evitare impatti nocivi sulla salute umana e sull'ambiente, sebbene gli Stati membri debbano prendere tutte le misure necessarie per assicurare che solo i rifiuti trattati siano collocati in discarica, l'osservanza di tale obbligo non dovrebbe portare alla creazione di sovracapacità per il trattamento dei rifiuti urbani residui ma contribuire al conseguimento di una qualità elevata dei materiali selezionati. A tal fine è necessario che l'impegno verso l'eliminazione del collocamento in discarica non comporti come conseguenza un aumento delle quantità di rifiuti inceneriti e delle capacità di incenerimento né un utilizzo eccessivo delle discariche. Inoltre, al fine di assicurare coerenza tra gli obiettivi stabiliti all'articolo 11 della direttiva 2008/98/CE e gli obiettivi di riduzione del collocamento in discarica definiti all'articolo 5 della presente direttiva, nonché assicurare una pianificazione coordinata delle infrastrutture e degli investimenti necessari al conseguimento di tali obiettivi, gli Stati membri che possono ottenere una proroga per il conseguimento degli obiettivi di riciclaggio dei rifiuti urbani dovrebbero ottenerla anche per l'obiettivo di riduzione del collocamento in discarica, fissato nella presente direttiva per il 2030. È altresì opportuno garantire che le spedizioni di rifiuti siano trattate nel modo più efficiente dal punto di vista dei costi e più sostenibile possibile in linea con i principi e gli obblighi del regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis, in particolare in linea con il principio della vicinanza e con la priorità al recupero e all'autosufficienza. Pertanto tali spedizioni dovrebbero essere adeguatamente monitorate e coordinate, garantendo in tal modo che siano eseguite coerentemente con i principi e le premesse dell'economia circolare.
1 bis Regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del martedì 14 giugno 2016, relativo alle spedizioni di rifiuti (GU L 190 del 12.7.2006, pag. 1).
(8 bis) La Commissione dovrebbe valutare se è opportuno introdurre un obiettivo sulla quantità totale di rifiuti, di rifiuti urbani o di tutti i tipi di rifiuti a prescindere dall'origine che possono essere collocati in discarica, calcolata in chilogrammi pro capite all'anno. Tale obiettivo faciliterebbe il raffronto tra gli Stati membri e permetterebbe di valutare meglio la prevenzione dei rifiuti, che occupa il primo posto nella gerarchia dei rifiuti. In questo modo si contribuirebbe anche alla riduzione della quantità complessiva di rifiuti prodotti su base annua.
(8 ter) Per contribuire al conseguimento degli obiettivi della direttiva 1999/31/CE, la Commissione dovrebbe promuovere il coordinamento e lo scambio delle informazioni e delle migliori pratiche tra Stati membri, autorità sub-nazionali, in particolare nel caso in cui tali livelli di amministrazione siano competenti per la gestione dei rifiuti, e tra i diversi settori dell'economia, compresa l'industria dei rifiuti e il settore finanziario. Tale obiettivo potrebbe essere conseguito mediante la creazione di piattaforme di comunicazione che contribuirebbero ad aumentare la consapevolezza in merito alle nuove soluzioni industriali, permetterebbero di ottenere una visione globale migliore delle capacità a disposizione e contribuirebbero a collegare l'industria dei rifiuti con il settore finanziario e a sostenere la simbiosi industriale, sempre tenendo presente che è essenziale mantenere la competitività dell'industria europea.
(11) I dati statistici comunicati dagli Stati membri sono indispensabili affinché la Commissione valuti la conformità con la legislazione in materia di rifiuti in tutti gli Stati membri. È opportuno migliorare la qualità, l'affidabilità e la comparabilità delle statistiche definendo una metodologia armonizzata per la raccolta e il trattamento dei dati, introducendo un punto di ingresso unico per tutti i dati relativi ai rifiuti, che dovrebbe essere Eurostat, e sopprimendo obblighi obsoleti in materia di comunicazione, mettendo a confronto i metodi nazionali di comunicazione e introducendo una relazione di controllo della qualità dei dati che dovrebbe essere basata su un modello armonizzato. La comunicazione affidabile di dati statistici confrontabili relativi alla gestione dei rifiuti è di fondamentale importanza per un'attuazione efficiente e per garantire la comparabilità dei dati tra gli Stati membri. Pertanto, al momento di stilare le relazioni sulla conformità agli obiettivi stabiliti dalla direttiva 1999/31/CE, gli Stati membri dovrebbero essere obbligati a utilizzare la più recente metodologia messa a punto dalla Commissione e dai rispettivi istituti nazionali di statistica.
(12 bis) Il collocamento in discarica di rifiuti pericolosi raccolti insieme ai rifiuti non pericolosi (urbani, industriali e altro) può porre un rischio alla salute umana e all'ambiente. I programmi di ricerca sul trattamento dei rifiuti pericolosi contribuirebbero a ridurne il collocamento in discarica. I fondi dell'Unione stanziati a sostegno della transizione verso un'economia circolare potrebbero pertanto essere utilizzati per tali programmi.
(16 bis) La presente direttiva è stata adottata tenendo in considerazione gli impegni stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016 e dovrebbe essere attuata e applicata nel rispetto degli orientamenti contenuti in tale accordo.
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 1 – lettera b bis (nuova)
b bis) la lettera m) è sostituita dalla seguente:
"m) "rifiuti biodegradabili": alimenti, rifiuti dei giardini, carta e cartone, legno e rifiuti agricoli di origine non animale, come la paglia, e qualsiasi altro rifiuto che può essere soggetto a decomposizione aerobica o anaerobica;";
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 2 – lettera -a (nuova)
"1. Non oltre due anni dopo la data prevista nell'articolo 18, paragrafo 1, gli Stati membri elaborano una strategia nazionale al fine di procedere a una più rapida riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare a discarica e la notificano alla Commissione. Detta strategia dovrebbe includere misure intese a realizzare gli obiettivi di cui al paragrafo 2, in particolare mediante il riciclaggio, il compostaggio, la produzione di biogas o il recupero di materiali/energia. Entro trenta mesi dalla data di cui all'articolo 18, paragrafo 1, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione contenente un prospetto delle strategie nazionali.";
Articolo 5 – paragrafi da 5 a 7
5. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per assicurare che entro il 2030 la quantità di rifiuti urbani collocati in discarica sia ridotta al 10% del totale dei rifiuti urbani prodotti.
5 bis. Entro il 31 dicembre 2030, gli Stati membri ammettono nelle discariche per rifiuti non pericolosi solo i rifiuti residui non pericolosi derivanti dai rifiuti urbani, commerciali e industriali.
7. Entro il 31 dicembre 2024, la Commissione esamina l'obiettivo di cui al paragrafo 5, al fine di ridurlo e introdurre restrizioni al collocamento in discarica dei rifiuti non pericolosi diversi da quelli urbani. A tal fine, viene trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione della Commissione corredata, se del caso, di una proposta.
7. Entro il 31 dicembre 2024, la Commissione esamina l'obiettivo di cui al paragrafo 5, al fine di procedere eventualmente a una sua ulteriore riduzione fino al 5%, sottoposta a una valutazione d'impatto, e introdurre restrizioni al collocamento in discarica dei rifiuti non pericolosi diversi da quelli urbani. La Commissione dovrebbe altresì valutare se è opportuno introdurre un obiettivo sulla quantità totale di rifiuti che possono essere collocati in discarica, espressa, ad esempio, in chilogrammi per persona per anno nella zona autorizzata. A tal fine, viene trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione della Commissione corredata, se necessario, di una proposta.
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 4 bis (nuovo)
Articolo 8 – lettera a – punto iii
(4 bis) all'articolo 8, lettera a), il punto iii) è sostituito dal seguente:
"iii) per quanto riguarda il funzionamento della discarica, siano continuamente adottate le misure preventive necessarie per ridurre il pericolo di incidenti e le relative conseguenze;";
1. Al fine di contribuire agli obiettivi fissati dalla presente direttiva, gli Stati membri utilizzano adeguati strumenti economici o altre misure. A tal fine gli Stati membri possono ricorrere agli strumenti economici o alle altre misure riportati nell'allegato III bis.
2. Gli Stati membri riferiscono alla Commissione in merito agli strumenti economici specifici o alle altre misure introdotti in conformità con il paragrafo 1 entro il ... [inserire la data: diciotto mesi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva] e successivamente ogni cinque anni.";
1. Per ogni anno civile, gli Stati membri comunicano alla Commissione i dati relativi all'attuazione dell'articolo 5, paragrafi 2 e 5. Gli Stati membri raccolgono, trattano e comunicano dati confrontabili, secondo una metodologia armonizzata, per via elettronica entro 18 mesi dalla fine dell'anno di riferimento per cui sono raccolti. I dati sono comunicati secondo il formato favorevole agli obiettivi di riutilizzo e di dati aperti stabilito dalla Commissione in conformità del paragrafo 5. Il primo esercizio di comunicazione verte sul periodo compreso tra il 1º gennaio [inserire l'anno di entrata in vigore della presente direttiva + 1 anno] e il 31 dicembre [inserire l'anno di entrata in vigore della presente direttiva + 1 anno].
3. I dati comunicati dallo Stato membro a norma del presente articolo sono accompagnati da una relazione di controllo della qualità. La relazione di controllo della qualità è redatta conformemente al formato armonizzato.
4. La Commissione riesamina i dati comunicati a norma del presente articolo e pubblica una relazione sull'esito di tale esame. La relazione valuta l'organizzazione della raccolta dei dati, delle fonti di dati e della metodologia utilizzata negli Stati membri nonché della completezza, affidabilità, tempestività e coerenza dei dati. La valutazione può includere raccomandazioni specifiche di miglioramento. La relazione è elaborata ogni tre anni.
4. La Commissione riesamina i dati comunicati a norma del presente articolo e pubblica una relazione sull'esito di tale esame. La relazione valuta l'organizzazione della raccolta dei dati, delle fonti di dati e della metodologia utilizzata negli Stati membri nonché della completezza, affidabilità, tempestività e coerenza dei dati, oltre alla disponibilità di dati aperti. La valutazione può includere raccomandazioni specifiche di miglioramento. La relazione è elaborata nove mesi dopo la prima comunicazione dei dati da parte degli Stati membri e successivamente ogni tre anni.
5. La Commissione adotta atti di esecuzione che stabiliscono il formato per la comunicazione dei dati a norma del paragrafo 1. Tali atti di esecuzione sono adottati in conformità della procedura di cui all'articolo 17, paragrafo 2, della presente direttiva.
5. La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 17 bis che stabiliscono il formato per la comunicazione di dati confrontabili e per la metodologia armonizzata a norma del paragrafo 1 e per la relazione di controllo della qualità di cui al paragrafo 3.
2. Il potere di adottare atti delegati previsto agli articoli 15 e 16 è conferito alla Commissione per un periodo di tempo indeterminato a decorrere da [inserire data dell'entrata in vigore della presente direttiva].
Articolo 17 bis – paragrafo 5
5. L'atto delegato adottato in forza dell'articolo 16 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio sollevano obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
5. L'atto delegato adottato ai sensi degli articoli 15 e 16 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 9 bis (nuovo)
Directive1999/31/CE
Allegato I – paragrafo 1 – punto 1.1 – lettera e
(9 bis) nell'allegato I, la lettera e) del punto 1.1 è sostituita dalla seguente:
"e) il rischio posto agli ecosistemi locali e alle specie selvatiche autoctone nonché al patrimonio culturale della zona.";
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 10 bis (nuovo)
Allegato III bis (nuovo)
(10 bis) è aggiunto l'allegato III bis, quale riportato in allegato alla presente direttiva.
È aggiunto il seguente allegato III bis:
1.1. aumento progressivo delle tasse e/o dei diritti sul collocamento in discarica per tutte le categorie di rifiuti (urbani, inerti e altri);
1.8. misure intese a migliorare l'efficienza, in termini di costi, dei regimi di responsabilità del produttore, vigenti e futuri;
2.6. misure volte a garantire un adeguato coordinamento, anche per via digitale, tra tutte le autorità pubbliche competenti che intervengono nella gestione dei rifiuti e a favorire la partecipazione di altri portatori d'interesse rilevanti;
2.7. utilizzo dei Fondi strutturali e di investimento europei per finanziare lo sviluppo delle infrastrutture di gestione dei rifiuti necessarie a conseguire gli obiettivi pertinenti;
2.11. eventuali misure alternative o aggiuntive pertinenti volte a conseguire gli stessi scopi delle misure di cui ai punti da 2.1 a 2.10.".
Direttiva che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche dei rifiuti
Michał Boni, Rosa D'Amato, Esther de Lange, Francesc Gambús, Jens Geier, Benedek Jávor, Olle Ludvigsson, Vladimír Maňka, Marian-Jean Marinescu, Clare Moody, Maria Spyraki
Marco Affronte, Pilar Ayuso, Ivo Belet, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Paul Brannen, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Birgit Collin-Langen, Mireille D'Ornano, Miriam Dalli, Seb Dance, Angélique Delahaye, Mark Demesmaeker, Stefan Eck, José Inácio Faria, Karl-Heinz Florenz, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Julie Girling, Sylvie Goddyn, Françoise Grossetête, Jytte Guteland, György Hölvényi, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Josu Juaristi Abaunz, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Urszula Krupa, Giovanni La Via, Jo Leinen, Peter Liese, Norbert Lins, Susanne Melior, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Piernicola Pedicini, Bolesław G. Piecha, Julia Reid, Frédérique Ries, Michèle Rivasi, Daciana Octavia Sârbu, Annie Schreijer-Pierik, Davor Škrlec, Renate Sommer, Ivica Tolić, Estefanía Torres Martínez, Nils Torvalds, Adina-Ioana Vălean, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

References: Articolo 5

Articolo 1

Articolo 1

Articolo 5

Articolo 1

Articolo 8

Articolo 17

Articolo 1

Articolo 1