Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4972:tessili-giocattoli-industria-ccnl-4-marzo-1987&catid=63&Itemid=139
Timestamp: 2019-06-26 06:28:45+00:00

Document:
Tessili - Giocattoli, Industria: CCNL, 4 marzo 1987
Validità: 01.04.1987- 31.12.1990
Art. 3 - Distribuzione del contratto - Quota di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale
Art. 4 - Esclusiva di stampa
Art. 8 - Contrazione temporanea dell’orario di lavoro
Art. 9 - Mobilità interna della manodopera
Art. 10 - Mobilità esterna della manodopera
Art. 11 - Decentramento
Art. 13 - Commissione interna e delegato d’impresa
Art. 15 - Permessi per cariche sindacali ed aspettativa
Art. 16 - Affissioni
Art. 17 - Versamento dei contributi sindacali
Art. 18 - Patronati
Art. 19 - Fondo di solidarietà
Art. 20 - Assunzione - Visite mediche
Art. 23 - Lavoro delle donne e dei minori
Art. 24 - Handicappati e invalidi
Art. 25 - Inquadramento del personale
Art. 26 - Passaggio di qualifica
Art. 29 - Inizio e fine del lavoro
Art. 30 - Flessibilità dell’orario normale settimanale di lavoro
Art. 31 - Lavoro straordinario, notturno e festivo
Art. 32 - Maggiorazioni per lavoro straordinario, notturno, festivo
Art. 33 - Regime di orario part-time
Art. 34 - Lavoro a turni
Art. 35 - Lavori discontinui
Art. 38 - Recupero delle ore di lavoro perdute
Art. 39 - Minimi contrattuali
Art. 41 - Premio di produzione
Art. 42 - Determinazione della retribuzione oraria
Art. 43 - Corresponsione della retribuzione
Art. 44 - Tredicesima mensilità
Art. 46 - Permessi di entrata e di uscita
Art. 48 - Assenza per malattia e infortunio non sul lavoro
Art. 50 - Tutela della maternità
Art. 53 - Diritto allo studio e facilitazioni ai lavoratori studenti
Art. 56 - Disciplina aziendale
Art. 57 - Divieti
Art. 58 - Consegna e conservazione degli utensili e del materiale Art. 59 - Visita di inventario e controllo
Art. 63 - Trattenute per risarcimento danni
Art. 64 - Trasformazione, trapasso, cessazione e fallimento dell’azienda
Art. 65 - Certificato di lavoro e restituzione documenti di lavoro
Art. 67 - Indennità in caso di morte
Art. 68 - Apprendistato
Art. 69 - Sospensione e interruzione di lavoro
Art. 70 - Cambio mansioni
Art. 71 - Trasferte
Art. 72 - Trasferimento
Art. 74 - Trattamento economico di malattia
Art. 75 - Modalità di corresponsione della retribuzione
Art. 77 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 78 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 79 - Clausola di rinvio
Art. 81 - Lavoratori con funzioni direttive
Art. 82 - Indennità maneggio denaro - Cauzione
Art. 83 - Trattamento economico di malattia
Art. 85 - Elementi della retribuzione
Art. 89 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 90 - Previdenza
Art. 91 - Norme particolari per i quadri
Allegato n. 1 - Tabelle dei minimi contrattuali di paga o stipendio
Allegato n. 3 - Declaratorie ed esemplificazioni (dall’1/1/1984)
Allegato n. 4 - Tabella dei valori mensili del premio di produzione
Allegato n. 5 - Aumenti periodici di anzianità
8) Permessi retribuiti
9) Lavoro notturno e festivo
10) Pagamento della retribuzione
11) Fornitura materiale
Allegato n. 7 - Accordo interconfederale dell’8 maggio 1986
Protocollo n. 3 - Commissione paritetica per l’inquadramento
Protocollo n. 6 - Protocollo sulle modalità di effettuazione della ritenuta delle quote di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti dalle aziende produttrici di: bambole - automobiline a pedali - biciclette e tricicli per bambini - giocattoli e giochi - hobby e modellismo - ornamenti natalizi e alberi di Natale - articoli per il Presepe - articoli e giochi didattici - articoli e giochi per la prima infanzia - articoli e giochi per il carnevale - strumenti musicali giocattolo - articoli affini - loro accessori - nonché tutto ciò che come corredo al giocattolo sia atto ad illustrarne il significato o complementarlo, con qualsiasi materia prima (metalli - materie plastiche - legno - stoffa, ecc.) e procedimento di lavorazione (meccanica - elettronica - plastica, ecc.) siano fabbricati
Addì 4 marzo 1987, in Roma tra l’Assogiocattoli - Associazione italiana fabbricanti giocattoli e giochi, hobby e modellismo, ornamenti natalizi e articoli per la prima infanzia, con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana e la Federazione italiana dei lavoratori tessili e dell’abbigliamento (Filta), con l’assistenza della Confederazione italiana sindacato lavoratori (Cisl), la Federazione italiana lavoratori tessili - abbigliamento (Filtea), con l’assistenza della Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil), l’Unione italiana lavoratori tessili e abbigliamento (Uilta), con l’assistenza della Unione italiana del lavoro (Uil); è stato stipulato il presente Contratto di lavoro, da valere per le aziende e per i lavoratori dipendenti delle aziende produttrici di: bambole - automobiline a pedali - biciclette e tricicli per bambini - giocattoli e giochi - hobby e modellismo - ornamenti natalizi e alberi di Natale - articoli per il Presepe - articoli e giochi didattici - articoli e giochi per la prima infanzia - articoli e giochi per il carnevale - strumenti musicali giocattolo - articoli affini - loro accessori - nonché tutto ciò che come corredo al giocattolo sia atto ad illustrarne il significato o complementarlo, con qualsiasi materia prima (metalli - materie plastiche - legno - stoffa, ecc.) e procedimento di lavorazione (meccanica - elettronica - plastica, ecc.) siano fabbricati.
Le parti si danno atto di aver tenuto presente, nella redazione del presente contratto, l’accordo interconfederale del 22 gennaio 1983 e dell’8 maggio 1986, le cui norme, anche se non esplicitamente citate, si intendono qui richiamate ad ogni effetto utile.
Le Associazioni industriali sono impegnate ad operarsi per la osservanza delle condizioni pattuite da parte delle aziende associate, mentre le Organizzazioni dei lavoratori si impegnano a non promuovere o a intervenire perché siano evitate azioni e rivendicazioni a qualsiasi livello comunque intese a modificare, integrare, innovare quanto ha formato oggetto del presente accordo.
I reclami e le controversie individuali che non abbiano carattere interpretativo saranno esaminate ed eventualmente risolte tra lavoratore e datore di lavoro, con l’intervento delle Rappresentanze sindacali aziendali o del Delegato di impresa.
A tale scopo, entro 15 giorni dall’esito negativo del predetto tentativo di componimento, la parte interessata richiederà - tramite la propria Organizzazione territoriale - l’apertura del procedimento in parola; entro 5 giorni dalla ricezione della richiesta, l’Organizzazione rappresentante la controparte comunicherà l’assenso di quest’ultima. Le due Organizzazioni costituiranno - entro i 10 giorni successivi a detta risposta - un Collegio sino ad un massimo di 5 membri, composto rispettivamente da 1 o 2 membri designati dall’Organizzazione territoriale dei lavoratori interessata, da 1 o 2 membri designati dall’Organizzazione dei datori di lavoro, da un membro presidente scelto di comune accordo anche su lista precostituita.
In caso di disaccordo su tale scelta dovrà essere richiesta la designazione al competente Ufficio del lavoro.
Le controversie per le interpretazioni e quelle collettive per l’applicazione del presente contratto saranno deferite, a seconda della loro natura, per l’ulteriore esame e risoluzione, le prime alle competenti Associazioni nazionali, le seconde a quelle territoriali.
Per le controversie relative ai provvedimenti disciplinari si fa riferimento alle disposizioni di cui all’art. 60 nonché alle norme di legge vigenti in materia.
- all’andamento dell’occupazione giovanile, in relazione all’accordo interconfederale 8 maggio 1986 sui contratti di formazione lavoro, nonché all’andamento dell’occupazione femminile e allo stato di applicazione della legge n. 903/77 con le possibili azioni positive in linea con la raccomandazione CEE 1984;
2) A livello Regionale, di norma annualmente, o su richiesta di una delle parti, l’Associazione imprenditoriale firmataria unitamente alle Associazioni territoriali imprenditoriali interessate, fornirà al sindacato di categoria e alle sue articolazioni regionali intervenute nel corso di un apposito incontro, informazioni globali in merito a:
- all’andamento dell’occupazione giovanile, in relazione all’accordo interconfederale 8 maggio 1986 sui contratti di formazione e lavoro, nonché all’andamento dell’occupazione femminile e allo stato di applicazione della legge n. 903/77 con le possibili azioni positive in linea con la raccomandazione CEE 1984;
4) Livello aziendale, di norma annualmente, tramite l’Associazione territoriale imprenditoriale, le aziende con più di 70 dipendenti, su richiesta delle Organizzazioni sindacali di categoria competenti per territorio, forniranno nel corso di un apposito incontro al CdF ed alle Organizzazioni medesime informazioni riguardanti:
- l’andamento dell’occupazione giovanile, in relazione all’accordo interconfederale 8 maggio 1986 sui contratti di formazione e lavoro, nonché all’andamento dell’occupazione femminile e allo stato di applicazione della legge n. 903/77 con le possibili azioni positive in linea con la raccomandazione CEE 1984.
Su tali problemi, a richiesta di una delle parti, seguirà un incontro allo scopo di consentire al CdF e/o alle Organizzazioni sindacali territoriali di categoria di esprimere la loro autonoma valutazione in ordine all’occupazione ed alle condizioni ambientali ed ecologiche.
Nei casi in cui, secondo le vigenti disposizioni di legge in materia di finanziamenti o altre agevolazioni a favore delle imprese, da parte degli Enti pubblici a ciò preposti venisse richiesto parere alle competenti Organizzazioni sindacali degli imprenditori e dei lavoratori, le parti stipulanti riconoscono che le Organizzazioni medesime, nel proprio autonomo parere, debbano espressamente richiamare il requisito dell’applicazione del CCNL di pertinenza.
Le parti, nel prendere atto del ricorso strutturale nell’ambito dei settori rappresentati a lavorazioni presso terzi per l’effettuazione di produzioni presenti o meno nel ciclo di lavoro delle aziende committenti, affermano che il lavoro presso terzi debba avvenire nel rispetto delle leggi e dei contratti.
In presenza di eventuali situazioni di aziende che non diano corso all’applicazione del contratto collettivo di lavoro di pertinenza e delle leggi sul lavoro, le parti esprimono il loro rifiuto di tali forme e si impegnano ad adoperarsi nell’ambito delle proprie competenze per il superamento di dette situazioni.
Per esprimere questa volontà e per consentire di conseguenza una più efficace tutela dei lavoratori occupati in imprese del settore rappresentati svolgenti lavorazioni per conto terzi presenti nel ciclo produttivo dell’azienda committente:
1) le aziende committenti lavorazioni a terzi, inseriranno nel contratto di commessa apposita clausola richiedente alle imprese esecutrici, operanti nel territorio nazionale, l’impegno all’applicazione del CCNL di loro pertinenza e delle leggi sul lavoro;
2) anche in riferimento ai problemi occupazionali, nei casi in cui le aziende committenti, a causa di situazioni temporanee di mercato o di crisi economiche settoriali o locali o per ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali, facciano ricorso a riduzione o sospensione di orario di lavoro o riduzione del personale, nel corso delle procedure previste dall’art. 5 della legge 20 maggio 1975, n. 164, dalla legge 12 agosto 1977, n. 675 e dall’Accordo interconfederale 5 maggio 1965, daranno anche comunicazione, per un esame in materia, dell’eventuale ricorso a lavoro presso terzi presente nel ciclo produttivo delle stesse aziende committenti;
4) di norma annualmente, su richiesta delle Organizzazioni sindacali di categoria di pari livello, le Associazioni imprenditoriali territorialmente competenti si incontreranno con le stesse al fine di acquisire elementi conoscitivi necessari alla valutazione del fenomeno.
A tale scopo l’Associazione imprenditoriale territoriale consegnerà, nel corso di tale incontro, l’elenco delle aziende che commettono lavoro esterno relativamente a fasi di lavorazioni presenti nel ciclo produttivo aziendale o che erano comunque presenti alla data di entrata in vigore del CCNL 22 aprile 1976.
Per ciascuna delle aziende committenti verrà fornito l’elenco delle aziende a cui il lavoro viene commesso, con l’indicazione della loro localizzazione (anche fuori del territorio di competenza), il tipo di lavorazione effettuata, la loro natura industriale o artigianale;
5) annualmente, di norma al termine della stagione produttiva, su richiesta delle Organizzazioni sindacali di categoria di pari livello, le Associazioni imprenditoriali territorialmente competenti invieranno alle stesse un documento contenente i dati aggregati per territorio della quantità di lavoro esterno commesso, al fine di consentire una cognizione costante dell’evolversi del fenomeno;
6) qualora l’evoluzione del fenomeno presentasse un andamento anomalo, su richiesta del Sindacato territoriale di categoria, le parti si incontreranno per accertarne le cause;
7) qualora siano accertate eventuali situazioni di aziende che non diano corso all’applicazione del contratto collettivo di lavoro di loro pertinenza e delle leggi sul lavoro, espletate le iniziative più opportune al fine di pervenire alla loro regolarizzazione, permanendo la disapplicazione contrattuale, fra Associazioni imprenditoriali e Organizzazioni dei lavoratori verrà presa in esame la connessione tra le aziende per cui tale problema sussiste.
Tutto il sistema che precede sarà concretamente attuato a condizione che analoga normativa risulti inserita in ogni altro contratto nazionale stipulato dalle Organizzazioni sindacali firmatarie il presente contratto, con altre Organizzazioni imprenditoriali dei settori rappresentati.
Le parti si danno atto che la regolamentazione che precede si riferisce a fasi di lavoro per conto terzi presenti contemporaneamente nel ciclo produttivo aziendale delle ditte committenti o che comunque erano presenti alla data di entrata in vigore del CCNL 22 aprile 1976 e che eventuali altri problemi di mancata applicazione di norme di legge e di contratto trovano soluzione nelle usuali procedure di intervento previste dalle norme esistenti.
Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia, le Aziende con più di 70 dipendenti informeranno preventivamente in apposito incontro il CdF e, tramite l’Associazione imprenditoriale territoriale, le OO.SS. dei lavoratori competenti per territorio, degli spostamenti non temporanei nell’ambito dello stabilimento che interessino significative aliquote di lavoratori, nei casi in cui tali spostamenti non rientrino nelle necessità collegate alle normali esigenze tecniche, organizzative e produttive dell’attività aziendale.
Le aziende con più di 70 dipendenti informeranno preventivamente, tramite l’Associazione territoriale imprenditoriale, il sindacato provinciale di categoria su eventuali operazioni di decentramento al di fuori dello stabilimento di importanti fasi dell’attività produttiva in atto nel caso in cui tali operazioni influiscano direttamente sui livelli occupazionali.
b) che nel Consiglio di fabbrica, composto soltanto da lavoratori in forza alle unità produttive eletto democraticamente, si identificano unitariamente le rappresentanze sindacali aziendali di cui alla legge 20 maggio 1970, n. 300.
Per i rapporti con la Direzione aziendale, il Consiglio di fabbrica, fermi restando i propri poteri decisionali e di indirizzo, si avvale di una struttura esecutiva all’uopo costituita nel suo ambito. I nominativi dei componenti di questa struttura - il cui numero potrà essere al massimo di 12 per le unità maggiori - verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del Consiglio di fabbrica.
Per l’espletamento dei propri compiti il Consiglio di fabbrica può disporre di permessi retribuiti per un monte annuo di 2 ore per ogni dipendente in forza presso l’unità produttiva alla data del 1o gennaio di ogni anno.
Dette riunioni avranno luogo su convocazioni unitarie o singole delle Organizzazioni sindacali congiuntamente stipulanti il presente contratto o delle loro Rappresentanze sindacali aziendali.
Potranno aver luogo riunioni congiunte di lavoratori appartenenti a più aziende, che non occupino ciascuna più di 50 dipendenti, per la trattazione delle materie di cui al primo comma su convocazione delle Organizzazioni sindacali congiuntamente stipulanti.
Qualora la convocazione sia unitaria è ammesso lo svolgimento delle stesse anche durante l’orario di lavoro entro il limite massimo di 10 ore nell’anno solare, per le quali verrà corrisposta la retribuzione di fatto. Tali riunioni dovranno normalmente aver luogo verso la fine o all’inizio dei periodi di lavoro.
Le riunioni potranno riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi.
In quest’ultimo caso le riunioni potranno aver luogo durante l’orario di lavoro, quando non impediscano o riducano la normale attività dei lavoratori ad esse non interessati.
Alle riunioni hanno facoltà di partecipare i Segretari nazionali e provinciali delle Organizzazioni di categoria o dirigenti sindacali, i nominativi dei quali ultimi saranno preventivamente comunicati all’azienda.
Il contratto a termine è consentito nelle circostanze e con le modalità fissate dalle leggi vigenti e dal Protocollo allegato al presente contratto (vedi Prot. n. 1).
Restano salve le disposizioni di legge per gli effetti da essi previsti.
Fermo restando l’orario di 40 ore settimanali, sino al 31 dicembre 1989 la riduzione di orario annuo complessiva sarà pari a 48 ore per i lavoratori giornalieri e lavoratori turnisti.
A decorrere dall’1 gennaio 1990 al pacchetto annuo di riduzione di orario sopra previsto saranno aggiunte ulteriori:
- 8 ore in ragione di anno per complessive 56 ore per i lavoratori giornalieri;
- 4 ore in ragione di anno per complessive 52 ore annue per i lavoratori turnisti.
In tale trattamento viene corrispondentemente assorbito quello relativo alla ex festività del 2 giugno.
Le aziende potranno stabilire, previo esame congiunto con il CdF, modalità di diversa utilizzazione, compatibilmente con le specifiche esigenze aziendali.
Nessun lavoratore deve abbandonare il suo posto di lavoro prima del segnale di cessazione.
Per quanto riguarda la disciplina relativa all’accesso dei lavoratori allo stabilimento, all’inizio ed alla cessazione del lavoro, restano in vigore le consuetudini in atto presso ciascuna azienda.
L’orario settimanale di lavoro di cui al primo comma dell’art. 28 potrà essere realizzato, in relazione alle esigenze produttive e/o organizzative aziendali, con diversi regimi su un arco di più settimane e potrà riguardare l’intera azienda, singoli reparti o uffici.
Le ore che ai sensi del precedente comma potranno essere lavorate oltre le 40 settimanali e non oltre le 48 settimanali saranno contenute nel limite di 96 per ciascun anno.
La direzione aziendale procederà, di norma annualmente, alla comunicazione al CdF del programma d’orario, con l’indicazione dei periodi previsti di superamento e di riduzione dell’orario contrattuale e delle ore necessarie.
Le modalità applicative, relative alla distribuzione delle ore nel periodo di superamento dell’orario contrattuale e all’utilizzo delle corrispondenti riduzioni, rapportate alle esigenze organizzative aziendali, saranno definite congiuntamente, in tempo utile, in sede di esame tra direzione e CdF.
Gli eventuali scostamenti dal programma saranno portati a conoscenza del CdF in tempo utile.
Il lavoro straordinario di produzione ha carattere volontario individuale. Al fine di soddisfare le esigenze aziendali determinate da stati di necessità (ad esempio: consegne urgenti, termine di lavorazioni in corso, allestimento dei campionari, recupero dei ritardi di produzione per cause tecniche), a fronte di disponibilità volontarie alle prestazioni di lavoro straordinario inadeguate, si seguirà la seguente procedura: la direzione ne darà notizia in tempo utile al CdF. Le parti, nell’ambito della volontarietà individuale, procederanno all’esame della situazione per rimuovere le difficoltà esistenti, assicurando la disponibilità delle prestazioni straordinarie necessarie.
Qualora la prestazione di lavoro straordinario sia richiesta a interi reparti l’azienda informerà preventivamente il CdF.
Su richiesta del CdF le aziende daranno annualmente notizia del livello di utilizzo del monte-ore aziendale.
Richiamandosi all’accordo interconfederale del 26 gennaio 1977, le parti concordano sulla necessità di una puntuale applicazione delle norme di legge e contrattuali che regolano le prestazioni lavorative eccedenti l’orario contrattuale e si impegnano ad adoperarsi attivamente tramite le rispettive strutture per rimuovere eventuali ostacoli o comportamenti contrastanti con la piena osservanza delle norme suddette.
Dichiarazioni a verbale comuni agli artt. 28, 30 e 31
1) Le parti riconoscono che le disposizioni introdotte in materia sia di procedure per il ricorso al lavoro straordinario che di flessibilità dell’orario normale di lavoro sono state concordate al fine di migliorare il livello di competitività delle imprese, anche a sostegno dell’occupazione.
La durata dell’orario contrattuale di lavoro degli addetti ai lavori discontinui e di semplice attesa o custodia - di cui alla tabella annessa al RD 6 dicembre 1923, n. 2657 - non può superare le 50 ore settimanali con un massimo di 10 ore giornaliere.
Il personale ammesso a non fruire del riposo settimanale in coincidenza della domenica, come ad esempio il personale addetto a lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, dovrà usufruire del riposo compensativo in altro giorno della settimana.
È consentita la facoltà di recupero, a regime normale, delle ore e dei periodi di sospensione di lavoro dovuti a causa di forza maggiore, nonché di quelli dovuti a soste concordate tra le parti, purché il recupero stesso sia contenuto nei limiti di un’ora al giorno e si effettui entro i trenta giorni seguenti al periodo in cui è avvenuta l’interruzione o la sospensione.
I lavoratori licenziati o sospesi non potranno entrare nello stabilimento senza speciale permesso della Direzione. Salvo speciale permesso della Direzione, non è consentito al lavoratore di entrare o trattenersi nello stabilimento in ore non comprese nel loro orario di lavoro.
È vietato adibire al trasporto ed al sollevamento di pesi nonché a lavori pericolosi, faticosi ed insalubri di cui all’art. 5 del DPR 25 novembre 1976, n. 1026 e nei casi di uso di sostanze tossiche, le lavoratrici durante il periodo di gestazione e fino a sette mesi dopo il parto. Per tale periodo le lavoratrici saranno addette ad altre mansioni.
Qualora la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, vale il disposto dell’art. 6, lettera c), della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, sulla tutela delle lavoratrici madri.
- promuove la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione, a norma dell’art. 9 della legge n. 300/1970, di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica del lavoratore;
- concorda con la direzione aziendale, ogni qualvolta se ne ravvisi l’esigenza, l’effettuazione di indagini ed accertamenti sull’ambiente di lavoro da affidarsi, in relazione a quanto previsto dall’art. 20, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle Unità sanitarie locali o ad enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo. I medici ed i tecnici appartenenti agli Istituti predetti sono vincolati al segreto sulle tecnologie e sulle tecniche di produzione di cui possono venire a conoscenza nello svolgimento dell’incarico loro affidato.
Il Consiglio di fabbrica nello svolgimento dei propri compiti, potrà, di volta in volta, farsi affiancare dai lavoratori dei reparti per i quali vengono promosse o attuate rilevazioni o iniziative di miglioramento ambientale.
a) il registro dei dati ambientali, tenuto e aggiornato a cura dell’azienda, nel quale saranno annotati i risultati delle rilevazioni effettuate dagli Enti di cui sopra, in ordine ai seguenti fattori: microclima ed altri fattori che interessano gli ambienti di lavoro, es.: fumo, gas, vapori, ecc.;
Fermo restando il rispetto del segreto industriale le aziende forniranno alle CdF, su richiesta:
- copia delle comunicazioni che ai sensi dell’art. 20 della legge 833/1978 debbono essere inviate alle USL, con l’indicazione delle sostanze presenti nel ciclo produttivo o delle loro caratteristiche tossicologiche;
- dati inerenti le denunce d’esercizio e le denunce di infortunio di cui rispettivamente agli artt. 16 e 33 del TU 30 giugno 1955, n. 1124;
Le disposizioni contrattuali contenute nella presente regolamentazione saranno da coordinare con norme di legge disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento alle norme di attuazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
Per quanto riguarda i valori limite dei fattori di nocività di origine chimica, fisica e biologica, si fa riferimento a quanto previsto dagli artt. 4 ultimo comma e 24 n. 14 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
Le parti si danno atto che quanto previsto dal presente articolo attua il disposto dell’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
1) In applicazione di quanto previsto al secondo comma, il CdF potrà promuovere indagini tra i lavoratori relativamente all’ambiente di lavoro, anche allo scopo di formulare le osservazioni di cui al successivo punto 3).
2) I dati delle rilevazioni effettuate dagli Enti di cui al secondo comma saranno a cura dell’azienda riportati sui registri di cui al quarto comma, conformi ai modelli che saranno fissati dal Ministero della Sanità.
3) In applicazione di quanto previsto al sesto comma, il CdF e l’azienda effettueranno periodici esami dei dati delle rilevazioni e formuleranno le proprie osservazioni che saranno riportate in apposito verbale che sarà allegato ai registri di cui al punto 2.
La documentazione così formulata potrà essere oggetto di ulteriore esame e discussione tra CdF ed azienda.
Durante l’orario di lavoro nell’interno della fabbrica, sono vietate le collette, le raccolte di firme, le vendite di biglietti, di oggetti e simili.
Art. 58 - Consegna e conservazione degli utensili e del materiale
Ai sensi della legge 15 luglio 1966, n. 604:
A) Il licenziamento, con preavviso, può essere inflitto al lavoratore che commetta infrazioni alla disciplina ed alla diligenza del lavoro che, pur essendo di maggior rilievo di quelle contemplate nell’art. 61 non sono così gravi da rendere applicabile la sanzione di cui alla lettera B).
8) recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell’art. 61 quando siano stati comminati negli ultimi due anni provvedimenti disciplinari di cui all’art. 60.
B) Il licenziamento con immediata rescissione del rapporto di lavoro può essere inflitto, con la perdita dell’indennità del preavviso, al lavoratore che provoca all’azienda grave nocumento morale o materiale o che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro. In via esemplificativa ricadono sotto questo provvedimento le seguenti infrazioni:
8) grave insubordinazione ai superiori.
È considerato apprendista il lavoratore che venga assunto dall’azienda per conseguire attraverso l’insegnamento teorico e l’addestramento pratico la capacità tecnica inerente le lavorazioni per le quali è previsto l’apprendistato.
Il periodo di addestramento iniziato presso altra ditta deve essere computato per intero nella nuova azienda ai fini del compimento del periodo prescritto, sempreché riguardi le stesse mansioni e non sia intercorsa tra un periodo e l’altro un’interruzione superiore ai 18 mesi.
Il periodo di prova non può essere superiore a 20 giorni di effettivo lavoro.
Per la partecipazione dell’apprendista ai corsi di istruzione professionale, ai sensi dell’art. 17 del DPR 30 dicembre 1956, n. 1668, sono concesse quattro ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi. Tali ore fanno parte dell’orario contrattuale di cui all’art. 28.
Per quanto non previsto nel presente articolo, valgono le norme di legge e le disposizioni contrattuali relative alla qualifica per cui viene svolta l’apprendistato, in quanto applicabili.
Livelli Durata % di paga
IV 18 mesi
1º semestre 80
2º semestre 85
3º semestre 90
III 12 mesi 1º semestre 85
2º semestre 90
1) Allo scopo di conseguire l’incremento della produzione è ammesso il lavoro a cottimo sia collettivo che individuale secondo le possibilità tecniche. Nel caso in cui la valutazione della prestazione richiesta all’operaio o ad una squadra di operai sia fatta in base al risultato della misurazione dei tempi di lavorazione oppure la prestazione sia vincolata all’osservanza di un determinato ritmo produttivo in conseguenza dell’organizzazione del lavoro e sia richiesta all’operaio una prestazione più intensa di quella del normale lavoro ad economia o la realizzazione di un risultato produttivo predeterminato superiore a quello conseguibile attraverso il lavoro ad economia, l’operaio o la squadra di operai dovranno essere retribuiti a cottimo o con altre forme di retribuzione a rendimento soggette alla disciplina del lavoro a cottimo.
5) In caso di introduzione di nuovi sistemi di cottimo, superato il necessario periodo sperimentale, l’azienda procederà alla comunicazione di cui al punto 4). Alla comunicazione potrà seguire, a richiesta, un esame congiunto tra l’organizzazione sindacale che rappresenta l’azienda e i sindacati provinciali dei lavoratori.
La modifica di taluno dei criteri che hanno formato oggetto della comunicazione informativa di cui al primo comma del punto 4), purché non alteri il sistema in atto, non costituisce variazione del sistema stesso ai sensi del comma precedente, fermo restando l’obbligo della comunicazione informativa.
14) I reclami riguardanti le applicazioni delle norme del presente articolo saranno presentati dai lavoratori ai capi incaricati dalla Direzione.
Nei casi in cui il lavoratore ritenga soddisfacente l’esito potrà avanzare reclamo scritto alla Direzione tramite il CdF.
Nel caso di mancato accordo la controversia esaminata entro i quindici giorni successivi in sede sindacale tra le organizzazioni sindacali territoriali rispettive.
La subordinazione, agli effetti del presente regolamento ed a miglioramento di quanto stabilito dall’articolo 2094 CC, ricorre quando il lavoratore a domicilio è tenuto a osservare le direttive dell’imprenditore circa le modalità di esecuzione, le caratteristiche e i requisiti del lavoro da eseguire, e il suo lavoro consiste nella esecuzione parziale, nel completamento dell’attività dell’imprenditore committente.
Non è lavoratore a domicilio e deve a tutti gli effetti considerarsi dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato chiunque esegue, nelle condizioni di cui al comma precedente lavori in locali di pertinenza dello stesso imprenditore, anche se per l’uso di tali locali e dei mezzi di lavoro in esso esistenti corrisponde al datore di lavoro un compenso di qualsiasi natura.
Le tariffe di cottimo pieno potranno essere definite o a livello provinciale o a livello di zone omogenee (prevalentemente tra le parti), entro 9 mesi dall’entrata in vigore del presente CCNL
Le Commissioni di cui sopra potranno convocare aziende e CdF di aziende interessate al lavoro a domicilio per acquisire tutti gli elementi utili al fine di facilitare la determinazione delle tariffe di cottimo pieno.
Esperito senza successo anche questo tentativo i CdF di singole imprese potranno rivolgersi alla commissione al fine di concordare in quella sede tariffe di cottimo valevoli per l’azienda. Tale livello di contrattazione è esperibile solo laddove la materia non abbia già formato oggetto di accordi di livello territoriale o di zona.
Le parti stipulanti il presente contratto demandano agli organismi sindacali l’esame dei problemi relativi al lavoro a domicilio nei limiti fissati dal punto 1 del presente regolamento al fine di evitare riduzioni di orario ai lavoratori dipendenti e, ove possibile, incrementare l’occupazione aziendale.
Le aziende forniranno al CdF e ai Sindacati provinciali i dati, quantità e tipo di lavoro a domicilio commissionato e i nominativi dei soggetti che effettuano tale lavoro con il relativo indirizzo. Dati e indirizzi dovranno essere tempestivamente aggiornati. Le aziende forniranno inoltre al CdF tutti i dati che costituiscono la tariffa di cottimo pieno.
Sulla base degli elementi di cui sopra il CdF può chiedere alla Direzione aziendale un esame dei problemi relativi al lavoro a domicilio al fine di prevenire conseguenze sull’orario di lavoro e sui livelli di occupazione.
Per l’effettuazione di tale esame il CdF potrà farsi assistere da un lavoratore a domicilio designato da ciascuna delle OO.SS. firmatarie del presente contratto e scelto tra quelli che esplicano la loro opera continuativamente per l’Azienda interessata.
Le parti stipulanti dichiarano la loro disponibilità a darsi reciproca comunicazione della composizione delle commissioni di cui all’art. 5 della legge 18 dicembre 1973, n. 877 oltre che al paragrafo e) dell’art. 5 del presente regolamento e ad adoperarsi congiuntamente per rimuovere le eventuali cause che impediscono la costituzione delle citate Commissioni.
Roma, 21 dicembre 1987 tra l’Assogiocattoli - Associazione italiana fabbricanti giocattoli, giochi, hobby e modellismo, ornamenti natalizi e articoli per la prima infanzia e la Federazione italiana lavoratori tessili e dell’abbigliamento (Filta), la Federazione italiana lavoratori tessili e dell’abbigliamento (Filtea), la Federazione italiana lavoratori tessili e dell’abbigliamento (Uilta);
Tra le parti, in attuazione di quanto specificatamente demandato alle parti dall’art. 23 punto 1) della legge 28 febbraio n. 56 ed in conformità alla lettera di intenti allegata al verbale di accordo 4 marzo 1987, ferme restando tutte le possibilità previste dai vari istituti contrattuali in materia di flessibilità di prestazione,
B) Ai sensi e per gli effetti dell’art. 23, punto 1) della legge 28 febbraio 1987 n. 56, le parti hanno individuato le ipotesi e le condizioni nelle quali è consentita la stipulazione di contratti a termine, che vengono di seguito indicate:
2) Punte di intensa attività derivanti da allestimento dei campionari, nonché da fluttuazioni o da maggiori richieste del mercato che non sia possibile evadere con il normale potenziale produttivo per i volumi e/o per la specificità del prodotto e/o delle lavorazioni richieste e per far fronte alla quale non appaia idonea l’attivazione della flessibilità dell’orario normale di lavoro;
Le parti dichiarano che, fermo restando il corso alle altre disposizioni di legge nei casi da queste previste, con la regolamentazione di cui al paragrafo B) del presente articolo hanno dato attuazione alle disposizioni di cui all’art. 23 punto 1) della legge 28 febbraio 1987, n. 56.

References: Art. 3

Art. 4

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 38

Art. 39

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 46

Art. 48

Art. 50

Art. 53

Art. 56

Art. 57

Art. 58
 Art. 59

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 74

Art. 75

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 85

Art. 89

Art. 90

Art. 91

Art. 58