Source: http://www.neldiritto.it/appdottrina.asp?id=9011
Timestamp: 2019-02-19 15:46:19+00:00

Document:
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | MARTEDÌ 19 FEBBRAIO AGGIORNATO ALLE 16:46
Sulla validità degli accordi prematrimoniali
Si anticipa un estratto dell’Approfondimento di diritto Civile che sarà inserito nel fascicolo di Febbraio della Rivista cartacea NelDiritto
Corte di Cassazione, Sez. I Civile, 21 dicembre 2012, n. 23713
Famiglia – Regime patrimoniale – Obbligazioni e contratti – accordo prematrimoniale – contratto atipico – validità
E’ valido l’impegno negoziale assunto dai nubendi in caso di “fallimento” del matrimonio, in quanto qualificabile non come accordo prematrimoniale in vista del divorzio, ma come contratto atipico con condizione sospensiva lecita, espressione dell’autonomia negoziale dei coniugi diretto a realizzare interessi meritevoli di tutela, ai sensi dell’art. 1322, secondo comma c.c.
Con il secondo lamenta la ricorrente insufficiente e contraddittoria motivazione della sentenza impugnata all'interpretazione della predetta scrittura. La scrittura privata. sottoscritta dai nubendi il giorno prima della celebrazione del matrimonio, prevede che, in caso di suo fallimento (separazione o divorzio), la P. cederà al marito un immobile di sua proprietà, quale indennizzo delle spese sostenute dallo stesso per la ristrutturazione di altro immobile, pure di sua proprietà, da adibirsi a casa coniugale; a saldo, comunque, l' O. trasferirà alla moglie un titolo BOT di L. 20.000.000.
Giurisprudenza più recente di questa Corte ha invece sostenuto che tali accordi non sarebbero di per sè contrari all'ordine pubblico:
più specificamente il principio dell'indisponibilità preventiva dell'assegno di divorzio dovrebbe rinvenirsi nella tutela del coniuge economicamente più debole, e l'azione di nullità (relativa) sarebbe proponibile soltanto da questo (al riguardo, tra le altre, Cass. N. 8109 del 2000; n. 2492 del 2001; n. 5302/2006).
Vanno pertanto rigettati i due motivi, in quanto infondati e, conclusivamente, il ricorso stesso. […Omissis…]
Due nubendi stipulano prima del matrimonio un accordo con il quale prevedono che la moglie, in caso di fallimento del matrimonio, trasferisca al marito la proprietà di un immobile.
Il matrimonio entra successivamente in crisi e, nel relativo contenzioso, il giudice di primo grado, nel dichiarare la cessazione degli effetti civili del matrimonio, affida alla madre i figli minori, ponendo a carico del padre un contributo periodico al loro mantenimento, ma, al contempo, rigetta la domanda riconvenzionale dell' ex marito, volta ad ottenere sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c., per la esecuzione in forma specifica dell'impegno assunto con il menzionato accordo.
La Corte d’appello, di contro, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di primo grado, dichiara valido ed efficace, nei confronti del marito, il predetto impegno negoziale della moglie, omettendo peraltro pronuncia ex art. 2932 c.c., ed invitando la parte interessata ad attivarsi, al riguardo, in separata sede.
Contro questa statuizione propone ricorso per Cassazione la ex moglie, ma la Corte di legittimità, come visto, ritiene valido l’impegno negoziale assunto dai nubendi prima del matrimonio qualificandolo come contratto atipico con condizione sospensiva lecita.
La Cassazione torna, dopo poco tempo[1], ad affrontare nuovamente la questione della validità degli accordi intercorsi tra i futuri coniugi, in vista di un possibile non buon esito del matrimonio. Rinviando a quanto già detto nella Rassegna di dicembre in riferimento alle tipologie di accordi prematrimoniali e alla posizione che tradizionalmente ha assunto al riguardo la giurisprudenza, appare opportuno richiamare in modo precipuo il rilievo che viene riconosciuto ormai, anche nella materia de qua, all’autonomia negoziale.
Com’è noto[2], infatti, la disciplina attinente i rapporti personali e patrimoniali all’interno della famiglia è fortemente improntata alla tutela di interessi marcatamente pubblici, essendo presenti esigenze di tutela di soggetti deboli, e presidiata – per quanto attiene ai rapporti personali tra i coniugi - da precisi obblighi legali, quali la coabitazione, la fedeltà, l’assistenza e la collaborazione. Un ambito più ampio nel quale può dispiegarsi tale autonomia è, senza dubbio, quello attinente ai rapporti patrimoniali.
Le maggiori difficoltà interpretative si spostano, allora, nella necessità di contemperare la possibilità di demandare all’autonomia privata la disciplina degli aspetti strettamente attinenti alla sfera patrimoniale con la tutela degli status familiari e degli aspetti indisponibili dei rapporti umani, che possono essere indirettamente lesi da una non corretta disciplina dei suddetti rapporti patrimoniali.
[1] Corte di Cassazione, 2 ottobre 2012, n. 16767, in questa Rivista, 11, 1859 ss.
[2] Cfr., in via esemplificativa, F. R. Fantetti, I contratti matrimoniali, in Famiglie, persone e successioni, 2010, 537 ss.

References: sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 2932
 sentenza 
 art. 2932