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Timestamp: 2020-04-01 05:17:17+00:00

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Norme Casellario giudiziale DPR 313/2002 Testo unico in materia di casellario giudiziale
(Gazz. Uff., 13 febbraio, n. 36 - Suppl. Ord. n. 22)
Art. 1 (L) – (Oggetto)
Art. 2 (R) – (Definizioni)
a) “casellario giudiziale” è l’insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari e amministrativi riferiti a soggetti determinati;
b) “casellario dei carichi pendenti” è l’insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari riferiti a soggetti determinati che hanno la qualità di imputato;
c) “anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato” è l’insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari che applicano, agli enti con personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica, le sanzioni amministrative dipendenti da reato, ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
d) “anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato” è l’insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari riferiti agli enti con personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica, cui è stato contestato l’illecito amministrativo dipendente da reato, ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
e) “ente” è l’ente fornito di personalità giuridica, la società e l’associazione, anche priva di personalità giuridica, ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
f) “provvedimento giudiziario” è la sentenza, il decreto penale e ogni altro provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria;
g) “provvedimento giudiziario definitivo” è il provvedimento divenuto irrevocabile, passato in giudicato o, comunque, non più soggetto a impugnazione con strumenti diversi dalla revocazione;
h) “codice identificativo” è il codice fiscale o il codice individuato ai sensi dell’articolo 43;
i) “numero identificativo del procedimento” è il numero del procedimento assegnato dal sistema al momento dell’iscrizione nel registro di cui all’articolo 335, del codice di procedura penale;
m) “ufficio iscrizione” è l’ufficio presso l’autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento giudiziario soggetto a iscrizione o a eliminazione, che ha competenze nella materia del presente testo unico;
n) “ufficio territoriale” è l’ufficio presso il giudice di pace, che ha competenze nella materia del presente testo unico;
o) “ufficio locale” è l’ufficio presso il tribunale e presso il tribunale per i minorenni, che ha competenze nella materia del presente testo unico;
p) “ufficio centrale” è l’ufficio presso il Ministero della giustizia, che ha competenze nella materia del presente testo unico;
q) “sistema” è il sistema informativo automatizzato del casellario giudiziale, del casellario dei carichi pendenti, dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato, dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato.
Art. 3 (L) – (Provvedimenti iscrivibili)
a) i provvedimenti giudiziari penali di condanna definitivi, anche pronunciati da autorità giudiziarie straniere se riconosciuti ai sensi degli articoli 730 e seguenti, del codice di procedura penale, salvo quelli concernenti contravvenzioni per le quali la legge ammette la definizione in via amministrativa, o l’oblazione limitatamente alle ipotesi di cui all’articolo 162, del codice penale, sempre che per quelli esclusi non sia stata concessa la sospensione condizionale della pena;
g) i provvedimenti giudiziari definitivi di condanna alle sanzioni sostitutive e i provvedimenti di conversione di cui all’articolo 66, terzo comma e all’articolo 108, terzo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689;
h) i provvedimenti giudiziari del pubblico ministero previsti dagli articoli 656, comma 5, 657 e 663, del codice di procedura penale;
n) i provvedimenti giudiziari di riabilitazione, di cui all’articolo 15, della legge 3 agosto 1988, n. 327;
o) i provvedimenti giudiziari di riabilitazione speciale relativi ai minori, di cui all’articolo 24, del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, e successive modificazioni;
p) i provvedimenti giudiziari definitivi di interdizione e inabilitazione e quelli di revoca, nonché i decreti che istituiscono, modificano o revocano l’amministrazione di sostegno; [1]
r) i provvedimenti giudiziari relativi all’espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione, ai sensi dell’articolo 16, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come sostituito dall’art. 15, della legge 30 luglio 2002, n. 189;
s) i provvedimenti amministrativi di espulsione e i provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso i primi, ai sensi dell’articolo 13, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dall’art. 12, della legge 30 luglio 2002, n. 189;
(art. 686 c.p.p.; art. 194 att. c.p.p.; artt. 4 e 14, r.d. n. 778/1931; art. 24, parte del sesto comma, r.d.l. n. 1404/1934, convertito, con modificazioni, l. n. 835/1935; art. 58 bis, l. n. 354/1975; art. 73, l. n. 689/1981)
1 Lettera modificata dall’art. 18, comma 1, L. 9 gennaio 2004, n. 6, a decorrere dal 19 marzo 2004.
Art. 4 (R) – (Estratto del provvedimento iscrivibile)
b) pena principale e pena accessoria, circostanze, sanzione sostitutiva, sospensione condizionale della pena e non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, misure alternative alla detenzione, con riferimento a ciascun reato, anche nelle ipotesi di cui all’articolo 81, del codice penale e dell’articolo 6, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274;
Art. 5 (L) – (Eliminazione delle iscrizioni)
a) ai provvedimenti giudiziari revocati a seguito di revisione, o a norma dell’articolo 673, del codice di procedura penale;
b) ai provvedimenti giudiziari dichiarati mancanti o non esecutivi o dei quali è stata sospesa l’esecuzione o disposta la restituzione nel termine, ai sensi dell’articolo 670, del codice di procedura penale;
c) ai provvedimenti giudiziari di proscioglimento o di non luogo a procedere per difetto di imputabilità, trascorsi dieci anni in caso di delitto o tre anni in caso di contravvenzione dal giorno in cui il provvedimento è divenuto irrevocabile o, nel caso di non luogo a procedere, dal giorno in cui è scaduto il termine per l’impugnazione;
d) ai provvedimenti giudiziari di condanna per contravvenzioni per le quali è stata inflitta la pena dell’ammenda, salvo che sia stato concesso alcuno dei benefici di cui agli articoli 163 e 175 del codice penale, trascorsi dieci anni dal giorno in cui la pena è stata eseguita ovvero si è in altro modo estinta;
i) ai provvedimenti giudiziari con i quali l’imprenditore è stato dichiarato fallito ed è stato chiuso il fallimento, quando il fallimento è revocato con provvedimento definitivo;
4. Le iscrizioni di provvedimenti giudiziari relativi a minori di età sono eliminate al compimento del diciottesimo anno di età della persona cui si riferiscono, eccetto quelle relative al perdono giudiziale, che sono eliminate al compimento del ventunesimo anno, ed eccetto quelle relative ai provvedimenti di condanna a pena detentiva, anche se condizionalmente sospesa. (art. 687 c.p.p.; art. 36, c. 1, lett. a), r.d. n. 778/1931; art. 15, d.P.R. n. 448/1988; artt. 46 e 63 c. 2, d.lgs. n. 274/2000)
Art. 6 (L) – (Provvedimenti iscrivibili)
a) i provvedimenti giudiziari di cui all’articolo 60, comma 1, del codice di procedura penale, il provvedimento di revoca della sentenza di non luogo a procedere, il decreto di citazione di cui all’articolo 636, comma 1, del codice di procedura penale, i provvedimenti giudiziari di cui all’articolo 3, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274;
(art. 110, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 271/1989, e raccordo con l’art. 60, c. 3, c.p.p.)
Art. 7 (R) – (Estratto del provvedimento iscrivibile)
f) pena principale e pena accessoria, circostanze, sanzione sostitutiva, sospensione condizionale della pena e non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, anche nelle ipotesi di cui all’articolo 81, del codice penale e dell’articolo 6, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274;
Art. 8 (L) – (Eliminazioni delle iscrizioni)
(art. 110, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 271/1989 ed estensione del principio di cui all’art. 687, c. 1, c.p.p.)
Art. 9 (L) – (Provvedimenti iscrivibili)
Art. 10 (R) – (Estratto del provvedimento iscrivibile)
Art. 11 (L) – (Eliminazione delle iscrizioni)
1. Le iscrizioni nell’anagrafe delle sanzioni amministrative sono eliminate trascorsi cinque anni dal giorno in cui è stata eseguita la sanzione pecuniaria, o trascorsi dieci anni dal giorno in cui è cessata l’esecuzione di qualunque altra diversa sanzione, se negli stessi periodi non è stato commesso un ulteriore illecito amministrativo. (art. 80, c. 2, d.lgs. n. 231/2001)
Art. 12 (L) – (Provvedimenti iscrivibili)
(art. 110, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 271/1989, e raccordo con gli artt. 36 e 59, d.lgs. n. 231/2001)
Art. 13 (R) – (Estratto del provvedimento iscrivibile)
Art. 14 (L) – (Eliminazione delle iscrizioni)
1. Le iscrizioni dell’anagrafe dei carichi pendenti delle sanzioni amministrative sono eliminate alla cessazione della qualità di ente sottoposto al procedimento di accertamento relativo agli illeciti amministrativi dipendenti da reato. (art. 110, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 271/1989, raccordo tra l’art. 35, d.lgs. n. 231/2001 e l’art. 60, c. 2, c.p.p.)
Art. 15 (R) – (Ufficio iscrizione)
Art. 16 (R) – (Comunicazioni all’ufficio iscrizione)
Art. 17 (R) – (Ufficio territoriale)
1. L’ufficio territoriale rilascia i certificati, esclusi quelli richiesti da autorità straniere, e consente la visura delle iscrizioni. (art. 51, d.lgs. n. 274/2000 e art. 20, d.m. n. 204/2001)
Art. 18 (R) – (Ufficio locale)
1. L’ufficio locale rilascia i certificati, compresi quelli richiesti da autorità straniere, e consente la visura delle iscrizioni. (art. 2, c. 3, r.d. n. 778/1931)
Art. 19 (R) – (Ufficio centrale)
2-bis. L’ufficio centrale iscrive nel sistema l’estratto delle decisioni definitive adottate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti dello Stato italiano, concernenti i provvedimenti giudiziali ed amministrativi definitivi delle autorità nazionali già iscritti, di seguito alla preesistente iscrizione cui esse si riferiscono, su richiesta del Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della giustizia. [1]
2-ter. L’iscrizione può essere effettuata anche su istanza del soggetto o dei soggetti interessati. In tale caso, l’istanza è presentata direttamente all’ufficio centrale ovvero, qualora si tratti di decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo relative a provvedimenti giudiziari, all’ufficio iscrizione del casellario giudiziale presso l’autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento cui la decisione si riferisce. L’ufficio iscrizione trasmette senza indugio la richiesta all’ufficio centrale, che provvede alla successiva iscrizione, acquisito il parere del Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della giustizia. [1]
a) fornisce al Ministero della giustizia i dati relativi all’esecuzione dei provvedimenti giudiziari in materia penale.
(art. 3, r.d. n. 778/1931)
1 Comma inserito dall’art. 1, comma 1, D.P.R. 28 novembre 2005, n. 289.
Art. 20 (R) – (Comunicazioni all’ufficio centrale)
4. Con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia sono stabilite le modalità tecnico operative per consentire la rapida trasmissione, anche telematica, dei provvedimenti e delle informazioni, sentita la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, per le modalità telematiche, e sentito il Garante per la protezione dei dati personali. [1]
1 Il provvedimento previsto dal presente comma è stato emanato con decreto 25 gennaio 2007.
Art. 21 (L) – (Certificato del casellario giudiziale e del casellario dei carichi pendenti acquisito dall’autorità giudiziaria)
2. Previa autorizzazione del giudice procedente, il pubblico ministero acquisisce dal sistema lo stesso certificato concernente la persona offesa dal reato o il testimone, per le finalità riconosciute dal codice di procedura penale. (art. 688 c.p.p.: c. 1, primo periodo, c. 2; art. 110, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 271/1989)
Art. 22 (L) – (Certificato del casellario giudiziale e del casellario dei carichi pendenti richiesto dal difensore)
1. Previa autorizzazione del giudice procedente, il difensore ha diritto di ottenere il certificato di tutte le iscrizioni esistenti riferite ad un determinato soggetto, avente la qualità di persona offesa dal reato o di testimone, per le finalità riconosciute dal codice di procedura penale. (art. 688 c.p.p., c. 2, secondo periodo; art. 110, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 271/1989)
Art. 23 (L) – (Certificati del casellario giudiziale richiesti dall’interessato)
1. L’interessato ha il diritto di ottenere il certificato generale, il certificato penale, il certificato civile, di cui agli articoli 24, 25 e 26, senza motivare la richiesta. (art. 689 c.p.p.)
Art. 24 (L) – (Certificato generale del casellario giudiziale richiesto dall’interessato)
e) ai provvedimenti previsti dall’articolo 445, del codice di procedura penale e ai decreti penali;
m) ai provvedimenti di interdizione, di inabilitazione e relativi all’amministrazione di sostegno, quando esse sono state revocate; [1]
2. Se è stata dichiarata la riabilitazione speciale ai sensi dell’articolo 24, del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835 e successive modificazioni, non è riportata alcuna iscrizione relativa al minore. (art. 689 c.p.p., 194, c. 2, att. c.p.p.; artt. 45 e 63, c. 2, d.lgs. n. 274/2000; art. 24, settimo comma, r.d.l. n. 1404/1934, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 835/1935)
1 Lettera sostituita dall’art. 18, comma 2, L. 9 gennaio 2004, n. 6, a decorrere dal 19 marzo 2004.
Art. 25 (L) – (Certificato penale del casellario giudiziale richiesto dall’interessato)
m) ai provvedimenti giudiziari definitivi di interdizione e inabilitazione e quelli di revoca, nonché ai decreti che istituiscono, modificano o revocano l’amministrazione di sostegno; [1]
o) ai provvedimenti amministrativi di espulsione e ai provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso i primi, ai sensi dell’articolo 13, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dall’art. 12, della legge 30 luglio 2002, n.189.
1 Lettera modificata dall’art. 18, comma 3, L. 9 gennaio 2004, n. 6, a decorrere dal 19 marzo 2003.
Art. 26 (L) – (Certificato civile del casellario giudiziale richiesto dall’interessato)
a) ai provvedimenti giudiziari definitivi di interdizione e inabilitazione, salvo che siano stati revocati, ai decreti che istituiscono, modificano o revocano l’amministrazione di sostegno, salvo che siano stati revocati; [1]
c) ai provvedimenti amministrativi di espulsione e ai provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso i primi, ai sensi dell’articolo 13, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dall’art. 12 della legge 30 luglio 2002, n. 189;
1 Lettera modificata dall’art. 18, comma 4, L. 9 gennaio 2004, n. 6, a decorrere dal 19 marzo 2004.
Art. 27 (L) – (Certificato del casellario dei carichi pendenti richiesto dall’interessato)
d) ai provvedimenti previsti dall’articolo 445 del codice di procedura penale e ai decreti penali;
Art. 28 (L) – (Certificato richiesto dalle amministrazioni pubbliche e dai gestori di pubblici servizi)
1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi hanno diritto di ottenere i certificati di cui all’articolo 23 e all’articolo 27, relativo a persone maggiori di età, quando tale certificato è necessario per l’esercizio delle loro funzioni. (art. 688, c. 1, c.p.p., art. 14, c. 3, del d.P.R. n. 448/1988)
Art. 29 (L) – (Certificato del casellario giudiziale per ragioni di elettorato)
1. Il certificato per ragioni di elettorato contiene solo le iscrizioni esistenti nel casellario giudiziale che incidono sul diritto elettorale, ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223 e successive modificazioni.
2. L’interessato ha diritto di ottenere il certificato senza motivare la richiesta; soggetti diversi dall’interessato possono richiedere lo stesso certificato ai sensi dell’articolo 29, secondo comma e dell’articolo 32, primo comma , n. 5, del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223 e successive modificazioni. (art. 688, c. 3, c.p.p., art. 195 att. c.p.p.)
Art. 30 (L) – (Certificato dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato acquisito dall’autorità giudiziaria)
1. Per ragioni di giustizia, gli uffici che esercitano la giurisdizione penale e quelli del pubblico ministero acquisiscono dal sistema il certificato di tutte le iscrizioni esistenti riferite ad un determinato ente. (art. 81, c. 1, primo periodo, c. 2, d.lgs. n. 231/2001)
Art. 31 (L) – (Certificato dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato richiesto dall’ente interessato)
2. Nel certificato sono rispettivamente riportate le iscrizioni esistenti nell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e nell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato, ad accezione di quelle relative ai provvedimenti di applicazione della sanzione su richiesta e ai provvedimenti di applicazione della sanzione pecuniaria all’esito del procedimento per decreto. (art. 81, c. 3 e 4, d.lgs. n. 231/2001)
Art. 32 (L) – (Certificato richiesto dalle amministrazioni pubbliche e dai gestori di pubblici servizi)
1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi hanno diritto di ottenere i certificati di cui all’articolo 31, quando sono necessari per l’esercizio delle loro funzioni. (art. 81, c. 1, secondo periodo, d.lgs. n. 231/2001)
Art. 33 (R) – (Visura delle iscrizioni da parte della persona o dell’ente interessato)
1. La persona o l’ente interessato può conoscere senza motivare la richiesta, ma senza efficacia certificativa, tutte le iscrizioni ad esso riferite, comprese quelle di cui non è fatta menzione nei certificati di cui agli articoli 24, 25, 26, 27 e 31. [1]
2. Con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia sono stabilite le modalità tecnico operative per consentire tale conoscibilità, sentita la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie per le modalità telematiche, e sentito il Garante per la protezione dei dati personali. [2]
1 Per l’attuazione parziale e transitoria del presente articolo, vedi decreto 1° agosto 2005.
2 Il provvedimento previsto dal presente comma è stato emanato con decreto 25 gennaio 2007.
Art. 34 (R) – (Esclusione del codice identificativo dal certificato)
Art. 35 (R) – (Ufficio competente al rilascio del certificato)
2. Il certificato può essere rilasciato da altri uffici, anche diversi da quelli giudiziari, individuati con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, che definisce altresì le modalità tecniche di collegamento telematico finalizzate all’utilizzabilità del sistema da parte di detti uffici, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie e il Garante per la protezione dei dati personali. [1]
Art. 36 (R) – (Certificato di emergenza)
Art. 37 (L) – (Certificati richiesti da autorità straniere)
2. La richiesta di certificati da parte di altre autorità straniere è disciplinata da convenzioni internazionali, nel rispetto del principio di reciprocità. (art. 35, c. 1, r.d. n. 778/1931)
Art. 38 (R) – (Termine per il rilascio di certificato)
Art. 39 (R) – (Consultazione diretta del sistema da parte dell’autorità giudiziaria e da parte delle amministrazioni pubbliche e dei gestori di pubblici servizi)
1. Le modalità tecnico operative per consentire alle amministrazioni pubbliche e ai gestori di pubblici servizi, eventualmente con differenziazioni territoriali e per tipo di certificato, la consultazione del sistema ai fini delle acquisizioni d’ufficio, di cui all’articolo 46, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e dei controlli, di cui all’articolo 71, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, o ai fini dell’acquisizione dei certificati di cui agli articoli 28 e 32, nonché per consentire all’autorità giudiziaria l’acquisizione dei certificati di cui agli articoli 21 e 30, sono individuate con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie e il Garante per la protezione dei dati personali. [1]
Art. 40 (L) – (Questioni concernenti le iscrizioni e i certificati)
2. Sulle questioni concernenti le iscrizioni e i certificati dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato decide il Tribunale di Roma, in composizione monocratica e con le forme stabilite dall’articolo 666, del codice di procedura penale, in quanto applicabili. (art. 690 c.p.p.; art. 82, d.lgs. n. 231/2001)
Art. 41 (R) – (Principi e funzioni)
Art. 42 (R) – (Regole tecniche del sistema)
1. Le regole tecniche di funzionamento del sistema, attinenti alle procedure degli uffici e tra gli uffici interessati, alle procedure concernenti l’utilizzazione del codice identificativo e il numero identificativo, ai relativi tempi, e ai servizi certificativi, sono stabilite con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, nel contesto della disciplina generale di cui all’articolo 41, comma 3, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie e il Garante per la protezione dei dati personali.
2. Per le procedure concernenti l’utilizzazione del codice identificativo di cui all’articolo 43, il decreto dirigenziale è adottato sentito altresì il Ministero dell’interno. Per le procedure concernenti l’utilizzazione del codice fiscale, fatte salve la disciplina in materia di anagrafe tributaria e codice fiscale e le relative competenze del Ministero dell’economia e delle finanze e delle agenzie fiscali, il decreto è adottato altresì sulla base delle prescrizioni tecniche stabilite con decreto dirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze. [1]
Art. 43 (R) – (Codice identificativo sulla base delle impronte digitali)
1. Al fine di consentire la sicura riferibilità di un procedimento ad un cittadino di Stato appartenente all’Unione europea, che non abbia il codice fiscale, o ad un cittadino di Stato non appartenente all’Unione europea, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell’interno, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie – e il Garante per la protezione dei dati personali, sono stabilite le regole tecniche che consentono, nei casi previsti dal presente testo unico, l’adozione di un codice identificativo attraverso l’utilizzazione del sistema di riconoscimento delle impronte digitali esistente presso il Ministero dell’interno, come eventualmente modificato o integrato dalla normativa di attuazione prevista dall’art. 34 della legge 30 luglio del 2002, n. 189 e successive modificazioni [1].
2. Con lo stesso decreto di cui al comma 1, possono essere determinate le modalità di collegamento tra il sistema previsto dall’art. 2 comma 7 del decreto legge 9 settembre 2002, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 ottobre 2002, n. 222, e il casellario giudiziale.
Art. 44 (R) – (Eliminazione di iscrizioni incompatibili)
Art. 45 (L) – (Esclusione dai certificati ed eliminazione di iscrizioni per i reati di competenza del giudice di pace commessi prima del 2 gennaio 2002)
1. Le iscrizioni relative ai reati di cui all’articolo 4, commi 1 e 2, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, commessi prima del 2 gennaio 2002, non sono riportate nei certificati di cui agli articoli 24, 25 e 27, e sono eliminate secondo le previsioni dell’articolo 5, comma 2, lettere e), g) ed h). (art. 63, c. 2, d.lgs. n. 274/2000 e raccordo con l’art. 64, c. 2, d.lgs. n. 274/2000, nella parte in cui rinvia all’art. 63, c. 2, stesso d.lgs.)
Art. 46 (R) – (Regole tecniche sino alla completa operatività del sistema)
1. Sino alla completa operatività del sistema, le regole tecniche di cui agli articoli 39 e 42 sono disciplinate con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie per le modalità telematiche, e sentito il garante per la protezione dei dati personali, in modo che, a seconda delle concrete possibilità tecniche, le procedure possano svolgersi su supporto cartaceo o informatico, anche con differenziazioni territoriali. [1]
Art. 47 (R) – (Eliminazioni di iscrizioni per morte della persona effettuate dall’ufficio locale)
Art. 48 (R) – (Termine per il rilascio di certificato)
1. Sino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 40, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, il certificato è rilasciato entro il giorno successivo o, se è richiesto il rilascio immediato, nel medesimo giorno.
Art. 49 (R) – (Modifica dell’articolo 46, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445)
1. All’articolo 46, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera aa) dopo le parole: “che riguardano l’applicazione” sono aggiunte le seguenti: “di misure di sicurezza e”;
b) dopo la lettera bb) è inserita la seguente:
“bb-bis) di non essere l’ente destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni amministrative di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;”.
Art. 50 (R) – (Termine per l’emanazione dei decreti dirigenziali)
Art. 51 (R) – (Raccordo con norme esterne al testo unico)
Art. 52 (L) – (Abrogazioni di norme primarie)
– all’articolo 24, del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, e successive modificazioni: al sesto comma, le parole: “ed è iscritto nel casellario giudiziario”, nonché il settimo comma;
– l’articolo 17, secondo comma, ultimo periodo, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
– l’articolo 32, primo comma , n. 3, del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, come sostituito dall’articolo 9, della legge 16 gennaio 1992, n. 15, limitatamente alle parole: “alla formazione delle schede e dei fogli complementari”;
– del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 gli articoli: 45; 46; 51, comma 1, lettera b); 63, comma 2; 64, comma 2, limitatamente alle parole “e 2” e, conseguentemente, la parola “commi” è sostituita dalla seguente: “comma”;
Art. 53 (L) – (Abrogazioni parziali e riformulazioni conseguenti di norme)
1. Nell’articolo 110, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, le parole: “delle iscrizioni relative ai procedimenti per i quali la persona ha assunto la qualità di imputato” sono sostituite dalle seguenti: “del casellario dei carichi pendenti”.
2. Negli articoli 730, comma 1 e731, comma 1, del codice di procedura penale, le parole: “competente ai fini dell’iscrizione” sono sostituite dalle seguenti: “locale del luogo di nascita della persona cui è riferito il provvedimento giudiziario straniero, o presso la Corte di appello di Roma”.
3. Nell’articolo 732, comma 1, del codice di procedura penale, le parole: “competente ai fini dell’iscrizione” sono sostituite dalle seguenti: “locale del luogo di nascita della persona cui è riferito il provvedimento giudiziario straniero, o alla Corte di appello di Roma”.
Art. 54 (R) – (Abrogazioni di norme secondarie)
– decreto del Ministro Segretario di Stato per la giustizia e per gli affari di culto 6 ottobre 1931, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 235 del 10 ottobre 1931;
– decreto del Ministro di grazia e giustizia 30 novembre 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 296 del 19 dicembre 1988;
– – decreto del Ministro della giustizia 10 novembre 1999 pubblicato nel Bollettino Ufficiale del Ministero della giustizia, n. 2 del 31 gennaio 2000;
Art. 55 (L) – (Norma finale)
1. Le disposizioni del presente testo unico hanno effetto a decorrere dal quarantacinquesimo giorno a partire dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.
Tavola di corrispondenza dei riferimenti previgenti al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3
 art. 194
 art. 24
 art. 58
 art. 73

Art. 4

Art. 5
 art. 36
 art. 15

Art. 6
 sentenza 

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17
 art. 20

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21
 art. 110

Art. 22
 art. 110

Art. 23

Art. 24
 art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28
 art. 14

Art. 29
 art. 195

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40
 art. 82

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55