Source: http://www.decesare.info/commissione_di_vigilanza_PARCONDICIO_122006.htm
Timestamp: 2020-01-23 04:32:37+00:00

Document:
COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L
238a Seduta
Seguito dell'esame di un provvedimento in materia di comunicazione politica, messaggi autogestiti e informazione della concessionaria pubblica nonché Tribune elettorali per le elezioni per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica previste per i giorni 9 e 10 aprile 2006.
Riprende la discussione sospesa nella seduta del 31 gennaio 2006.
Il relatore, presidente GENTILONI SILVERI, ricorda che doveva essere votato l'emendamento 5.15, sul quale il suo parere è favorevole.
L'emendamento, posto ai voti, è approvato.
E' altresì approvato l'articolo 5 nel suo complesso.
Senza discussione è approvato l'articolo 6.
Il senatore LABELLARTE rinuncia ad illlustrare gli emendamenti 7.1 e 7.2 che, posti separatamente ai voti, con il parere favorevole del relatore, sono approvati.
Si passa all'esame dell'articolo 8.
Il deputato BUTTI rinuncia ad illlustrare l'emendamento 8.1, sul quale il parere del relatore è favorevole.
Il deputato BUTTI rinuncia ad illlustrare l'emendamento 8.2.
Il RELATORE esprime parere contrario, in analogia al parere contrario già espresso in ordine all'emendamento 3.2.
Il senatore LABELLARTE annuncia il voto contrario all'emendamento ribadendo che una corretta applicazione dei principi ispiratori della legge n. 28 del 2000 imporrebbe di osservare la parità di tempo anche nel periodo precedente alla presentazione delle candidature.
Il deputato BUTTI rinuncia ad illlustrare l'emendamento 8.3.
Il RELATORE invita i presentatori al ritiro dell'emendamento in quanto pleonastico.
I presentatori insistono per la votazione dell'emendamento che, posto ai voti, è approvato.
Il deputato BUTTI rinuncia ad illlustrare l'emendamento 8.4, sul quale il parere del relatore è contrario.
Il senatore FALOMI esprime la propria contrarietà all'emendamento 8.4, così come al successivo 8.5, che ritiene fondamentalmente in contrasto con il dettato della legge 28 del 2000.
Infatti, l'articolo 4 della legge stessa impone che nella fase successiva alla presentazione delle liste il tempo sia ripartito paritariamente fra le liste e le coalizioni.
Poiché gli emendamenti presentati dalla Casa delle Libertà configurano, in realtà lo spazio destinato alle coalizioni come attribuito alle liste che le compongono, si crea una disparità fra liste appartenenti a coalizioni e liste non coalizzate.
Concorda il senatore LABELLARTE il quale ritiene che se alcuni degli emendamenti fin qui approvati, come per esempio l'8.2, appaiono non condivisibili ma non in contrasto con la legge, altri configurano una sostanziale violazione della par condicio che renderà questo regolamento impugnabile per violazione di legge.
Concorda il deputato GIULIETTI che invita i colleghi dell'opposizione a non procedere ad un'approvazione acritica degli emendamenti da loro presentati, ma a riflettere seriamente sulla loro congruità, dimostrando così un interesse ed un rispetto per i lavori parlamentari maggiore di quello manifestato dal presidente Berlusconi che ieri sera nella trasmissione "Porta a Porta" ha dichiarato che le disposizioni in titolo erano già state approvate dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
Il deputato LAINATI dichiara che quanto affermato dal collega Giulietti non corrisponde a verità, dal momento che il presidente Berlusconi non ha affermato ieri sera che il regolamento era stato approvato, ma ha espresso tale notizia in forma dubitativa.
Il deputato GIORDANO, nell'annunciare il suo voto contrario all'emendamento 8.4 e al successivo 8.5, osserva come appare ormai evidente che, non essendo stato possibile abrogare o modificare la legge 28 del 2000, è in atto un tentativo da parte della maggioranza di ridurne, ovviamente nei limiti del possibile, gli effetti per via regolamentare, sostituendo alla parità di condizioni fra competitori elettorali un regime di aperto favore per la maggioranza ed il Presidente del Consiglio.
L'emendamento 8.4, posto ai voti, è approvato.
E' altresì approvato l'emendamento 8.5, sul quale il parere del relatore è contrario.
L'articolo 8 nel suo complesso, posto ai voti, è approvato.
Si passa all'esame dell'articolo 9.
Il deputato BUTTI rinuncia ad illlustrare l'emendamento 9.1.
Il RELATORE esprime parere contrario ed invita i presentatori a ritirare l'emendamento.
L'emendamento 9.2 risulta precluso.
Il deputato CARRA illustra gli emendamenti 9.3 e 9.4, diretti a diminuire la discrezionalità della RAI nell'individuazione dei giornalisti che partecipano alle conferenze-stampa, e modifica l'emendamento 9.4 nel senso di chiedere anche la soppressione delle parole "il predetto".
Gli emendamenti 9.3 e 9.4, posti separatamente ai voti, sono approvati.
Senza discussione è approvato l'emendamento 9.5, sul quale il parere del relatore è favorevole.
Il senatore LABELLARTE nell'illustrare l'emendamento 9.6, diretto a stabilire un criterio più semplice e più equo nella determinazione dell'ordine delle conferenze-stampa, lo modifica sostituendo le parole "nel Parlamento uscente", con le altre "nel Parlamento nazionale uscente, in ordine crescente".
L'emendamento, posto ai voti, con il parere favorevole del relatore, è approvato.
Risultano preclusi gli emendamanenti 9.7, 9.8, 9.9 e 9.10.
Il deputato BUTTI illustra l'emendamento 9.11 che modifica nel senso che il testo proposto diventi un periodo aggiuntivo al nuovo testo del comma 5.
Il RELATORE esprime parere contrario.
E' vero infatti che l'istituto della conferenza stampa del Presidente del Consiglio ha avuto una lunga tradizione nella storia delle tribune elettorali italiane.
Tuttavia essa è sostanzialmente scomparsa con il passaggio al sistema maggioritario, laddove il Presidente del Consiglio ha finito per costituire uno dei soggetti principali della competizione politica, e del resto non è prevista dalla legge 28 del 2000.
Bisogna in realtà considerare che nell'attuale sistema politico-elettorale uno stesso soggetto può essere capo di un partito, capo di una coalizione e Presidente del Consiglio. Ciò determina evidentemente che questo soggetto può già partecipare, da un lato, alle conferenze-dibattito quale capo della coalizione e, dall'altro alle conferenze-stampa quale capo di un partito, e sembra perciò incongruo attribuirgli il diritto ad un'ulteriore conferenza stampa quale capo del Governo.
Il deputato LA RUSSA ritiene che l'emendamento debba essere approvato in quanto viene incontro, in coerenza con una lunghissima tradizione della televisione italiana, all'esigenza di dare un contributo agli elettori per valutare l'azione del Governo.
La preoccupazione espressa dal relatore di evitare una duplicazione delle conferenze-stampa del presidente Berlusconi può essere senza dubbio fugata dall'impegno di Forza Italia a far svolgere la conferenza-stampa di partito ad un soggetto diverso dal Presidente del Consiglio.
Dopo interventi del senatore FALOMI, che condivide le osservazioni del relatore, e del deputato CARRA, il quale segnala come su questo punto la maggioranza farebbe bene a riflettere sull'invito del ministro Fini affinché il regolamento tenga conto del sistema introdotto dalla nuova legge elettorale, il deputato CAPARINI formula l'ipotesi che l'emendamento possa essere integrato prevedendo esplicitamente che il Presidente del Consiglio abbia diritto a svolgere la conferenza-stampa solo se non l'ha già effettuata come responsabile nazionale di lista.
Il deputato ADORNATO non condivide quest'ultima proposta.
Mentre da una parte, infatti, egli ritiene auspicabile ed anzi necessario dare un'autonoma visibilità alla funzione istituzionale di capo del Governo, in coerenza con una lunghissima tradizione delle tribune elettorali della RAI, considera dall'altra improprio introdurre una norma che appaia diretta a coartare l'autonomia di un partito nell'indicare il soggetto che lo dovrà rappresentare. Di fatto è evidente che alla conferenza-stampa di Forza Italia parteciperà un soggetto diverso da Silvio Berlusconi, essendo palese che sul piano della tecnica comunicativa una iterazione della conferenza-stampa non sia opportuna, ma tale scelta non può essere imposta autoritativamente.
Il deputato PANATTONI si dichiara decisamente contrario a questo emendamento.
La conferenza-stampa del Presidente del Consiglio non si svolge più dal 1994 e ciò non a caso, dal momento che in quella data è avvenuto un cambiamento epocale del sistema politico-elettorale, che ha portato alla tendenziale coincidenza fra il capo di uno schieramento politico ed il capo del Governo.
Si tratta in sostanza di un emendamento che, in conformità a quanto precedentemente osservato dal deputato Giordano, si iscrive in una linea diretta a determinare una vera e propria impar condicio.
Concordano il senatore LABELLARTE, il quale ritiene che l'emendamento in questione non sia in alcun modo suffragato dal dettato dell'articolo 4 della legge 28 del 2000, ed anzi lo vìoli apertamente, ed il deputato GIORDANO, il quale, nel condividere le considerazioni del senatore Labellarte, osserva come anche ciò che è stato affermato in punto di fatto dal deputato Adornato - e cioè che sia evidente come per esigenze di efficacia della comunicazione il presidente Berlusconi non sceglierà di essere protagonista di entrambe le conferenze-stampa - sia platealmente contraddetto dalla scelta, compiuta in queste settimane dal Presidente del Consiglio, di essere continuamente presente nei più vari programmi radiotelevisivi, evidentemente perché non ritiene che ciò sia errato dal punto di vista della comunicazione.
Il deputato LAINATI, osserva che l'opportunità di questo emendamento appare evidente se si considera che il presidente Berlusconi è stato a capo del Governo, cosa che non avveniva da decine di anni, per l'intera durata della legislatura, laddove nella scorsa legislatura il centro-sinistra ha espresso tre diversi Presidenti del Consiglio e ne ha candidato un quarto, per cui sarebbe stato difficile identificare chi dovesse essere il titolare di una simile conferenza-stampa.
Il deputato GIULIETTI si riallaccia a quanto affermato dal collega Adornato in ordine alla necessità di non comprimere i diritti individuali del Presidente del Consiglio di svolgere la conferenza-stampa sia nella sua vesta di capo del Governo sia in quella di capo di un partito, e al tempo stesso di non conculcare il diritto del partito di scegliere un suo rappresentante, per osservare che sarebbe stata apprezzabile un'analoga sensibilità da parte della maggioranza nel tutelare i diritti di libertà dei partiti minori, ovvero di professionisti della RAI ai quali è stato negato l'accesso in video con un emendamento squisitamente contra personam.
Il deputato CAPARINI ritiene di non dover formalizzare in un emendamento la proposta da lui precedentemente formulata.
Dopo dichiarazioni di voto contrarie del deputato CARRA e del senatore LABELLARTE e favorevole del deputato LA RUSSA - il quale ritiene che l'impegno di Forza Italia a non far svolgere la conferenza-stampa spettante al partito a Silvio Berlusconi possa essere considerata una garanzia sufficiente - l'emendamento, posto ai voti, è approvato.
E' altresì approvato l'articolo 9 nel testo emendato.
Si passa all'esame dell'articolo 10.
Il deputato LA RUSSA, in considerazione del fatto che il presidente Gentiloni Silveri aveva già preannunciato, anche in pubbliche interviste, un giudizio di inammissibilità su parte dell'emendamento 10.1, fa presente come, a conforto della sua tesi contro l'inappellabilità delle decisioni del Presidente in materia, il ministro Storace gli abbia inviato una lettera nella quale si testimonia un precedente in cui l'allora presidente della Camera dei Deputati Luciano Violante ritenne di doversi pronunciare sull'ammissibilità di una risoluzione che lo stesso ministro Storace, allora presidente della Commissione di vigilanza, aveva ritenuto di presentare.
Il relatore, presidente GENTILONI SILVERI, osserva che a norma dell'articolo 6, comma 1, del Regolamento della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi il Presidente "...presiede le sedute, regolandone le discussioni e le votazioni secondo le norme del presente regolamento e i principi generali comuni contenuti nei Regolamenti della Camera e del Senato".
Non vi è dubbio che i regolamenti della Camera dei Deputati e del Senato configurino la dichiarazione di ammissibilità come un potere tipicamente presidenziale.
Egli elenca quindi una serie di precedenti per quanto riguarda l'esercizio del predetto potere presidenziale da parte del Presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, sia in questa legislatura sia nelle precedenti.
Naturalmente nulla vieta che, ove lo ritengano necessario, i colleghi possano successivamente interpellare i Presidenti delle Camere.
Egli osserva peraltro che effettivamente l'emendamento 10.1, integralmente sostitutivo dell'articolo 10, presenta un profilo di inammissibilità nei primi due periodi del comma 2, laddove si limita ai soli esponenti di soggetti politici che hanno un proprio gruppo parlamentare la possibilità di essere individuati dalla coalizione come protagonisti delle conferenze-dibattito.
Nell'invitare pertanto i presentatori a riformulare questo punto, dichiara comunque che il suo parere nel merito sull'emendamento è contrario.
Il testo da lui originariamente proposto, in primo luogo, limitando il diritto a partecipare ai capi delle coalizioni intendeva cogliere una specificità dell'attuale legge elettorale che viene in qualche modo attenuata dall'emendamento proposto.
Al di là di questo aspetto vi è poi da considerare che mentre sarebbe stata preferibile la maggiore formalizzazione delle conferenze-dibattito prevista dal testo originario al fine di garantire un'effettiva parità fra i partecipanti al confronto, d'altra parte la scelta di non far svolgere le conferenze stesse alla Testata competente per le tribune elettorali, ma di farle effettuare in trasmissioni di approfondimento informativo che dovrebbero avere una maggiore libertà editoriale, rende inopportune le stesse regole proposte dall'emendamento, pur meno stringenti di quelle contenute nel testo da lui proposto.
Il senatore NOVI osserva che la questione posta dal Presidente ripropone una volta di più l'interrogativo se possa essere concessa nel corso della campagna elettorale una sorta di zona franca a trasmissioni tipo "Ballarò" o "Primo Piano", sapientemente costruite su modelli comunicativi diretti a danneggiare i soggetti partecipanti che non siano delle stesse idee politiche dei conduttori.
Il deputato LA RUSSA, che aggiunge la propria firma all'emendamento 10.1 - accogliendo l'invito formulato dal Presidente in sede di valutazione di ammissibilità - riformula l'emendamento nel senso di sostituire i primi due periodi del comma 2 con il seguente: "I rappresentanti della coalizione, al fine di consentire l’equilibrata e completa informazione sui componenti della coalizione stessa, sono individuati dalla coalizione e comunicati dal suo capo."
Egli modifica altresì anche il comma 3 dell'emendamento, nel senso di sostituire alle parole "due esponenti di coalizione" con le altre "un esponente per ciascuna coalizione".
Annunciano voto contrario all'emendamento il senatore LABELLARTE e FALOMI e il deputato GIULIETTI.
L'emendamento, posto ai voti nel testo modificato, integralmente sostitutivo dell'articolo 10, e con il parere contrario del relatore, è approvato.
Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 10.2, 10.3, 10.4, 10.5, 10.6, 10.7, 10.8, 10.9, 10.10, 10.11 e 10.12.
Si passa all'esame dell'articolo 11.
Il deputato BUTTI rinuncia ad illlustrare l'emendamento 11.1, sul quale il parere del relatore è contrario.
Il deputato CARRA illustra l'emendamento 11.2, diretto ad aumentare l'informazione degli elettori italiani residenti all'estero sullo svolgimento della campagna elettorale.
E' altresì approvato l'articolo 11 nel testo emendato.
Senza discussione sono approvati gli articoli 12, 13 e 14.
Il senatore LABELLARTE, a nome di tutti i Gruppi dell'opposizione, annuncia il voto contrario ad un regolamento che, originariamente proposto dal relatore in un testo complessivamente di grande equilibrio, è stato poi modificato dalla maggioranza con emendamenti diretti a ridurre e circoscrivere per quanto possibile quella parità di condizioni fra i protagonisti della competizione elettorale che, a norma della legge 28 del 2000 queste disposizioni avrebbero dovuto invece tutelare.
In particolare egli osserva come siano state introdotte disposizioni dirette ad ampliare lo spazio personale garantito al Presidente del Consiglio, a ridurre le garanzie di parità di condizione nelle conferenze-dibattito, e soprattutto a stabilire una sorta di gerarchia tra i soggetti concorrenti a danno in particolare delle liste non coalizzate o appartenenti a coalizioni di soggetti nuovi, e delle liste minori appartenenti alle grandi coalizioni.
Si tratta di scelte che inficiano la stessa conformità del regolamento alla legge e che - e qui sottolinea di parlare esclusivamente a nome della Rosa nel Pugno e non di tutto lo schieramento del centro-sinistra - potranno indurre la sua parte politica a valutare l'opportunità di ricorsi giurisdizionali contro il provvedimento.
Il regolamento, posto ai voti, è approvato con 17 voti favorevoli, 14 contrari e l'astensione del Presidente.
che nei giorni 9 e 10 aprile 2006 avranno luogo le elezioni per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica;
b) visti, quanto alla tutela del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e della apertura alle diverse forze politiche nel sistema radiotelevisivo, nonché alla tutela delle pari opportunità tra uomini e donne nelle trasmissioni televisive, l’articolo 3 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, l’articolo 1 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, l’articolo 1, comma 3, della vigente Convenzione tra il Ministero delle comunicazioni e la RAI, gli atti di indirizzo approvati dalla Commissione il 13 febbraio ed il 30 luglio 1997 e 11 marzo 2003;
c) viste, quanto alla disciplina delle trasmissioni radiotelevisive in periodo elettorale e le relative potestà della Commissione, la legge 10 dicembre 1993, n. 515, e le successive modificazioni; nonché, per l'illustrazione delle fasi del procedimento elettorale, l'articolo 19 della legge 21 marzo 1990, n. 53;
e) visti, quanto alla disciplina delle elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, il decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni e la legge 27 dicembre 2001, n. 459;
f) consultata l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;
1. Le disposizioni del presente provvedimento si riferiscono alle campagne per le elezioni dei membri della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica previste per i giorni 9 e 10 aprile 2006.
1. Nel periodo di vigenza del presente provvedimento, la programmazione radiotelevisiva nazionale della RAI ha luogo esclusivamente nelle forme e con le modalità indicate di seguito:
a) la comunicazione politica, di cui all'articolo 4, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, può effettuarsi mediante forme di contraddittorio, interviste ed ogni altra forma che consenta il raffronto tra soggetti politici aventi diritto a norma dell’articolo 3. Essa si realizza mediante le Tribune elettorali e politiche disposte dalla Commissione, di cui agli articoli 9 e 12 del presente provvedimento, nonché le conferenze-stampa di cui all'articolo 10 e le conferenze-dibattito di cui all'articolo 11, e con le eventuali ulteriori trasmissioni televisive e radiofoniche autonomamente disposte dalla RAI, di cui all'articolo 3;
b) i messaggi politici autogestiti di cui all'articolo 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28 sono realizzati con le modalità di cui all'articolo 5;
c) l’informazione è assicurata mediante i notiziari ed i relativi approfondimenti, purché la loro responsabilità sia ricondotta a quella di specifiche testate giornalistiche registrate ai sensi dell'articolo 10, comma 1, della legge 6 agosto 1990, n. 223. Essi sono più specificamente disciplinati dall'articolo 6;
d) in tutte le altre trasmissioni della programmazione nazionale o regionale della RAI non è ammessa, ad alcun titolo, la presenza di candidati o di esponenti politici, e non possono essere trattati temi di evidente rilevanza politica ed elettorale né che riguardino vicende o fatti personali di personaggi politici.
(Trasmissioni di comunicazione politica
a diffusione nazionale autonomamente disposte dalla RAI)
b) nei confronti delle forze politiche, diverse da quelle di cui alla lettera a), che hanno eletto con proprio simbolo almeno un rappresentante dell'Italia al Parlamento europeo;
c) nei confronti delle forze politiche, diverse da quelle di cui alle lettere a) e b), che hanno eletto con proprio simbolo almeno un rappresentante nel Parlamento nazionale e che sono oggettivamente riferibili ad una delle minoranze linguistiche indicate dall'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482;
d) nei confronti del Gruppo Misto della Camera dei deputati e del Gruppo Misto del Senato della Repubblica, i cui Presidenti individuano d'intesa fra loro, secondo criteri che contemperino le esigenze di rappresentatività con quelle di pariteticità, le forze politiche diverse da quelle di cui alle lettere a), b) e c), che di volta in volta rappresenteranno i due Gruppi.
3. Nelle trasmissioni di cui al comma 2, i tempi sono ripartiti per l’80% e in modo paritario ai soggetti di cui all’art. 3, comma 2, lettera a), e per il 20% agli altri soggetti di cui all’art. 3, comma 2, lettere b), c) e d) in proporzione alla consistenza di ciascuna forza politica nelle assemblee di riferimento, a partire da un tempo minimo di presenza fissato in tre minuti, assegnato alla componente meno consistente del Gruppo Misto.
a) alle liste presentate con il medesimo simbolo in tanti ambiti territoriali da interessare almeno un quarto del totale degli elettori e alle relative coalizioni, secondo quanto previsto dall’art. 14 bis, comma 3, secondo periodo del D.P.R 30 marzo 1957, n. 361, quando queste siano composte, fra gli altri, da almeno due liste presentate in più di un quarto delle circoscrizioni elettorali sia della Camera, sia del Senato, di cui almeno una lista sia compresa fra i soggetti di cui all’art. 3, comma 2, lettera a);
b) le liste riferite a minoranze linguistiche, eventualmente presentate anche in una sola circoscrizione hanno diritto a spazi nelle trasmissioni di comunicazione politica irradiate esclusivamente nella regione in cui è presente la minoranza linguistica stessa.
5. Nelle trasmissioni di cui agli articoli 5 e 9, il tempo disponibile è riservato per il 50% alle liste e per il 50% alle coalizioni di cui al comma 4, lettera a); il tempo relativo alle liste è a sua volta riservato per il 50% alle liste concorrenti per l’elezione della Camera e per il 50% a quelle concorrenti per l’elezione del Senato; tanto il tempo riservato alle coalizioni quanto quello riservato alle liste è ripartito con criterio paritario fra tutti i soggetti concorrenti: i tempi assegnati a ciascuna coalizione sono da esse ripartiti fra le liste componenti, tenendo presente i principi stabiliti all’articolo 9;
6. In rapporto al numero dei partecipanti ed agli spazi disponibili, il principio delle pari opportunità tra gli aventi diritto può essere realizzato, oltre che nell'ambito della medesima trasmissione, anche nell'ambito di un ciclo di più trasmissioni, purché ciascuna di queste abbia analoghe opportunità di ascolto. E' altresì possibile realizzare trasmissioni anche mediante la partecipazione di giornalisti che rivolgono domande ai partecipanti.
7. In ogni caso la ripartizione degli spazi nelle trasmissioni di comunicazione politica nei confronti dei soggetti politici aventi diritto deve essere effettuata su base settimanale, garantendo l'applicazione dei principi di equità e di parità di trattamento nell'ambito di ciascun periodo di due settimane di programmazione.
8. Le trasmissioni di cui al presente articolo sono sospese nei giorni 8, 9 e 10 aprile 2006.
(Disciplina relativa ai titolari di cariche politico-istituzionali)
1. Durante il periodo di vigenza della presente delibera, i candidati alle elezioni e gli esponenti dei partiti politici, e comunque le persone chiaramente riconducibili ai partiti e alle liste concorrenti, per il ruolo che ricoprono o hanno ricoperto nelle istituzioni nell’ultimo anno, possono partecipare alle trasmissioni della concessionaria pubblica esclusivamente nei programmi e con le modalità previste per i rappresentanti delle liste e delle coalizioni.
1. Dalla data di presentazione delle candidature la RAI trasmette i messaggi politici autogestiti di cui all'articolo 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, ed all'articolo 2, comma 1, lettera b) del presente provvedimento;
2. Entro il quinto giorno dalla data di approvazione della seguente delibera, la RAI comunica all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ed alla Commissione, il numero giornaliero dei contenitori destinati ai messaggi autogestiti di cui all'articolo 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, nonché la loro collocazione nel palinsesto, che deve tener conto della necessità di coprire più di una fascia oraria. La comunicazione della RAI è valutata dalla Commissione con le modalità di cui all'articolo 14 del presente provvedimento.
3. Gli spazi per i messaggi sono ripartiti tra i soggetti di cui all'articolo 3, comma 4, lettera a), secondo i principi stabiliti all’articolo 3, comma 5, i quali ne beneficiano a seguito di loro specifica richiesta presentata alla RAI entro i sette giorni successivi allo scadere dell'ultimo termine per la presentazione delle candidature. In tale richiesta è indicata la durata di ciascuno dei messaggi richiesti ed è specificato se ed in quale misura il richiedente intende avvalersi delle strutture tecniche della RAI, ovvero fare ricorso a filmati e registrazioni realizzati in proprio, purché con tecniche e standard equivalenti a quelli abituali della RAI. I messaggi prodotti con il contributo tecnico della RAI potranno essere realizzati unicamente negli appositi studi televisivo e radiofonico predisposti dalla RAI nella sua sede di Roma.
4. Entro il giorno successivo al termine di cui al comma 3, la RAI provvede a ripartire le richieste pervenute nei contenitori.
5. Per quanto non è espressamente previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui all'articolo 4 della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
6. La RAI provvede a comunicare i recapiti dell'ufficio competente e il responsabile del procedimento.
1. Nel periodo di vigenza del presente provvedimento, i notiziari diffusi dalla RAI ed i relativi programmi di approfondimento si conformano con particolare rigore all’obiettivo di assicurare all’elettorato la più ampia informazione sui soggetti, sui temi e sulle modalità di svolgimento della competizione elettorale, e ai criteri di tutela del pluralismo, dell'imparzialità, dell'indipendenza, della obiettività e della apertura alle diverse forze politiche.
2. I direttori responsabili dei programmi di cui al presente articolo, nonché i loro conduttori e registi, comunque osservano in maniera particolarmente rigorosa ogni cautela atta ad evitare che si determinino anche indirettamente situazioni di vantaggio per alcune delle liste e delle coalizioni concorrenti, considerando non solo le presenze e le posizioni di candidati e esponenti politici, ma le posizioni di contenuto politico espresse da soggetti e persone non direttamente partecipanti alla competizione elettorale. In particolare essi curano che gli utenti non siano oggettivamente nella condizione di poter attribuire, in base alla conduzione del programma, specifici orientamenti politici ai conduttori o alla testata, e che, nei notiziari propriamente detti, non si determini un uso ingiustificato di riprese con presenza diretta di candidati, di membri del Governo, o di esponenti politici.
3. I programmi di approfondimento informativo, qualora in essi assuma carattere rilevante l’esposizione di opinioni e valutazioni politiche, sono tenuti a garantire, su base paritaria, l’accesso e la possibilità di espressione delle diverse coalizioni di cui all’articolo 3, comma 4, lettera a) e complessivamente ad assicurare l’equilibrata presenza dei soggetti politici concorrenti alle elezioni, sempre e comunque in forma di equilibrato contraddittorio, sia tra i rappresentanti più significativi delle coalizioni sia tra gli esponenti delle liste concorrenti, nell’ambito dei due distinti periodi disciplinati dalla presente delibera.
4. La RAI comunica alla Commissione il calendario delle trasmissioni di cui al presente articolo.
1. I programmi nazionali e regionali dell'accesso sono sospesi dalla data di convocazione dei comizi elettorali fino al giorno successivo a quello dello svolgimento della consultazione elettorale.
1. A far luogo almeno dal quinto giorno dalla approvazione della presente delibera, la RAI predispone e trasmette una scheda televisiva e una radiofonica che illustrano gli adempimenti previsti per la presentazione delle candidature e la sottoscrizione delle liste. Nei trenta giorni precedenti il voto la RAI predispone e trasmette altresì una scheda televisiva e una radiofonica che illustrano le principali caratteristiche delle elezioni politiche previste per il 9 e 10 aprile 2006 con particolare riferimento al sistema elettorale ed alle modalità di espressione del voto, ivi comprese le speciali modalità di voto previste per gli elettori affetti da disabilità, con particolare riferimento a quelle previste per i malati intrasportabili
2. Le schede o i programmi di cui al presente articolo saranno trasmessi anche immediatamente prima o dopo i principali notiziari e Tribune, prevedendo la traduzione simultanea nella lingua dei segni che le renda fruibili alle persone non udenti.
1. In riferimento alle elezioni politiche previste per il 9 e 10 aprile 2006 la RAI organizza e trasmette in orari di buon ascolto, preferibilmente prima o dopo i principali telegiornali, Tribune politiche-elettorali, televisive e radiofoniche, ciascuna organizzata con la formula del confronto tra un numero di partecipanti compreso fra tre e sei, e di norma, se possibile, fra quattro partecipanti, curando comunque di assicurare un rapporto equilibrato fra i rappresentanti di coalizioni diverse.
2. Alle Tribune di cui al presente articolo, trasmesse anteriormente allo spirare del termine per la presentazione delle candidature, prende parte un rappresentante per ciascuno dei soggetti politici individuati all'articolo 3, comma 2, secondo quanto stabilito all’art. 3 comma 3.
3. Alle Tribune di cui al presente articolo, trasmesse successivamente allo spirare del termine per la presentazione delle candidature, prende parte un rappresentante per ciascuno dei soggetti politici individuati aventi diritto secondo quanto previsto all’art. 3 comma 4, lettera a).
4. Alle trasmissioni di cui al presente articolo si applicano inoltre le disposizioni di cui all'articolo 3, commi 5, 6, 7, 8 e 9.
5. Alle coalizioni, nel loro complesso, è assegnato un tempo uguale a quello complessivamente riservato alle liste, ulteriormente ripartito, su base paritaria, per ciascuna delle coalizioni concorrenti, e suddiviso in un ciclo di tribune, comunque non superiore a dieci, della durata non superiore a 45 minuti ciascuna.
6. Alle tribune elettorali di coalizione prendono parte due esponenti di forze politiche diverse per ciascuna coalizione. Nessun esponente può partecipare a più della metà delle tribune elettorali spettanti alla relativa coalizione e nessuna forza politica può essere presente, con propri esponenti, in più della metà delle tribune medesime. È possibile derogare al predetto limite qualora il numero di liste componenti una coalizione non sia tale da coprire, su questa base, il numero di presenze ad essa spettanti nelle tribune elettorali.
7. Le Tribune sono registrate e trasmesse dalla sede di Roma della RAI.
8. La ripartizione degli aventi diritto nelle varie trasmissioni, ove necessaria, ha luogo mediante sorteggio, per il quale la RAI può proporre alla Commissione criteri di ponderazione.
10. Tutte le Tribune sono trasmesse di regola in diretta, salvo diverso accordo tra tutti i partecipanti; se sono registrate, la registrazione è effettuata nelle 24 ore precedenti la messa in onda, ed avviene contestualmente per tutti i soggetti che prendono parte alla trasmissione. Qualora le Tribune non siano riprese in diretta, il conduttore ha l'obbligo, all'inizio della trasmissione, di dichiarare che si tratta di una registrazione.
11. L’eventuale rinuncia di un soggetto avente diritto a partecipare alle Tribune non pregiudica la facoltà degli altri di intervenirvi, anche nella medesima trasmissione, ma non determina un accrescimento del tempo loro spettante. Nelle trasmissioni interessate è fatta menzione della rinuncia.
12. La ripresa o la registrazione delle Tribune da sedi diverse da quelle indicate nel presente provvedimento è possibile col consenso di tutti gli aventi diritto e della RAI.
13. Le ulteriori modalità di svolgimento delle Tribune sono delegate alla Direzione delle Tribune e servizi parlamentari, che riferisce alla Commissione tutte le volte che lo ritiene necessario o che ne viene fatta richiesta. Si applicano in proposito le disposizioni dell'articolo 14.
(Conferenza-stampa dei rappresentanti nazionali di lista)
1. La RAI predispone e trasmette, negli ultimi dodici giorni precedenti il voto, in aggiunta alle Tribune di cui all'articolo 9, una conferenza-stampa per ciascuna delle liste di cui all'articolo 3, comma 4, lettera a).
2. A ciascuna conferenza-stampa prende parte il rappresentante nazionale della lista, il quale può delegare altre persone anche non candidate. Non si applica la lettera b) dell'articolo 3, comma 4.
3. Ciascuna conferenza-stampa ha la durata di trenta minuti ed è trasmessa tra le ore 22 e le ore 23.30. Qualora nella stessa serata sia trasmessa più di una conferenza-stampa, le trasmissioni devono essere consecutive. A ciascuna conferenza stampa prendono parte tre giornalisti, non appartenenti alla RAI. Il rappresentante della lista partecipante alla conferenza stampa propone un elenco di tre giornalisti di tre testate diverse dal quale è estratto a sorte un giornalista. Gli altri due giornalisti sono scelti dalla Direzione delle Tribune e dei servizi parlamentari della RAI. La Direzione delle Tribune e dei Servizi parlamentari della RAI sottopone alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi entro dieci giorni dalla data della prima conferenza-stampa l'elenco dei giornalisti e ne attende la ratifica ed entro una settimana dalla data di ciascuna conferenza-stampa i nomi dei giornalisti invitati. Il Presidente, su parere unanime dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi, può disporre la sostituzione di uno o più giornalisti.
4. Le conferenze-stampa sono trasmesse di regola in diretta, salvo diverso accordo tra entrambi i giornalisti e l'intervistato; se sono registrate, la registrazione è effettuata entro le 24 ore precedenti la messa in onda, ed avviene contestualmente per tutti i soggetti che prendono parte alla trasmissione. Qualora le Tribune non siano riprese in diretta, il conduttore ha l'obbligo all'inizio della trasmissione, di dichiarare che si tratta di una registrazione.
5. L’ordine di trasmissione delle conferenze stampa è determinato secondo il numero dei rappresentanti di ciascun soggetto politico nel Parlamento Nazionale uscente, in ordine crescente. Sono trasmesse per prime le conferenze dei soggetti attualmente non rappresentati. In caso di pari rappresentanti si procede per sorteggio. Il ciclo di conferenze stampa si conclude con una conferenza stampa del Presidente del Consiglio dei Ministri.
(Conferenze-dibattito dei rappresentanti delle coalizioni nazionali)
1. La RAI predispone e trasmette, nelle ultime quattro settimane precedenti il voto, negli abituali programmi di approfondimento informativo di cui all’art. 6, in aggiunta alle Tribune di cui all’articolo 9 e alle conferenze-stampa di cui all’articolo 10, una serie di conferenze-dibattito cui partecipano i rappresentanti delle coalizioni di liste collegate, di cui all’articolo 3, comma 4, lettera a).
2. I rappresentanti della coalizione, al fine di consentire l’equilibrata e completa informazione sui componenti della coalizione stessa, sono individuati dalla coalizione e comunicati dal suo capo. In ogni caso, la prima e l’ultima conferenza-dibattito sono riservate ai confronti fra i capi delle coalizioni, individuati secondo quanto previsto dall’art. 14 bis, comma 3, secondo periodo del D.P.R 30 marzo 1957, n. 361.
3. A ciascuna conferenza-dibattito prendono parte in contraddittorio, secondo le modalità di cui al comma 4, un esponente per ciascuna coalizione.
4. Ciascuna conferenza dibattito ha la durata di circa un’ora e quindici ed è trasmessa tra le ore 21 e le ore 22,30 su RAIUNO, possibilmente in date diverse da quelle delle conferenze-stampa di cui all’articolo 10 e comunque in orari non coincidenti. Ad essa prendono parte due giornalisti. Ciascun capo di coalizione partecipante alla conferenza dibattito propone un elenco di tre giornalisti di tre testate diverse dal quale è estratto a sorte un giornalista.
5. La conferenza-dibattito, moderata da un giornalista della RAI, che deve garantire il rigoroso rispetto dei tempi, si svolge in modo tale da garantire il rispetto di principi di equilibrio e correttezza e la parità dei tempi a disposizione dei capi coalizione. Gli altri giornalisti presenti pongono domande, rivolte ad entrambi i capi coalizione, della durata non superiore a 30 secondi.
6. Le conferenze-dibattito sono trasmesse in diretta, la RAI è tenuta a consentirne la trasmissione, anche in contemporanea, alle emittenti private che lo richiedano, purché si impegnino a trasmettere integralmente il ciclo delle conferenze-dibattito previste.
7. La formazione delle coppie di intervistati, qualora i capi delle coalizioni aventi diritto siano più di due, è determinata per sorteggio. Il calendario delle trasmissioni è proposto dalla RAI, fatta salva la possibilità del Presidente della Commissione di chiederne la modifica su conforme parere dell’Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi, in modo da far svolgere nelle date più vicine alla votazione le conferenze dibattito tra i capi delle coalizioni che fanno riferimento ai gruppi parlamentari di maggior consistenza nel Parlamento nazionale uscente.
8. Il numero di conferenze dibattito è di cinque se le coalizioni aventi diritto sono pari a due. Qualora il numero delle coalizioni aventi diritto fossero superiori a due, ciascuna coalizione ha comunque diritto ad almeno tre conferenze dibattito con ciascun altra coalizione.
2. Nel periodo di vigenza del presente provvedimento, i notiziari e i programmi di approfondimento diffusi da Rai International e dai canali nazionali della RAI ricevuti all'estero pongono particolare cura nell'assicurare un'informazione articolata e completa ai cittadini che votano nella circoscrizione estero sul dibattito politico, sulle modalità di espressione del voto nella circoscrizione estero e sulle modalità di partecipazione dei cittadini di italiani residenti all'estero alla vita politica nazionale. Allo stesso scopo, Rai International realizza e trasmette nello stesso periodo un'apposita programmazione, che si deve informare rigorosamente alle disposizioni e ai criteri per l'informazione stabiliti dall'articolo 6.
5. Nei trenta giorni precedenti il primo giorno previsto per le votazioni nella circoscrizione estero, la Direzione delle Tribune e dei Servizi Parlamentari predisporrà una striscia quotidiana della durata di quindici minuti sulla campagna elettorale, con particolare riferimento alla campagna condotta dai candidati della circoscrizione. Questa trasmissione andrà in onda su Rai Uno e su Rai International.
(Trasmissioni per i non udenti)
1. Nel periodo successivo alla presentazione delle liste la RAI cura la pubblicazione di pagine di televideo recanti l'illustrazione dei programmi delle liste e delle loro principali iniziative nel corso della campagna elettorale.
2. I messaggi autogestiti di cui all'articolo 5 possono essere organizzati, su richiesta della forza politica interessata, con modalità che ne consentano la comprensione anche da parte dei non udenti.
(Responsabilità del Consiglio d’amministrazione
e del Direttore generale)
2. La violazione della presente disciplina costituisce inosservanza agli indirizzi della Commissione di vigilanza ai sensi dell'articolo 1, comma 6, lettera c), n. 10, della legge 31 luglio 1997, n. 249.

References: e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario