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Timestamp: 2020-07-11 22:08:20+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21402 del 24/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21402 del 24/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 24/10/2016, (ud. 20/07/2016, dep. 24/10/2016), n.21402
sul ricorso 2030-2015 proposto da:
POSTE ITALIANE SRL, (OMISSIS), società con socio unico, in persona
ROMA, VIALE EUROPA 190, presso lo studio dell’avvocato ROSSANA
CLAVELLI dell’AREA LEGALE TERRITORIALE CENTRO DI POSTE ITALIANE,
rappresenta e difesa dall’Avvocato ANDREA AMBROZ, giusta delega a
D.D.D.S.L., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato PIERGIOVANNI
ALLEVA, giusta procura speciale a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 413/2014 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
depositata il 14/07/2014;
20/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROSA ARIENZO;
udito l’Avvocato ROSSANA CLAVELLI, delega verbale Avvocato AMBROZ,
difensore del ricorrente, che insiste nella estinzione e
Con sentenza del 14.7.2014, la Corte di appello di Ancona respingeva il gravame proposto da Poste Italiane avverso la pronuncia di primo grado che aveva dichiarato la nullità della clausola di apposizione del termine al contratto di lavoro c.d. “acausale” stipulato a norma del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 2, comma 1 bis e dichiarato sussistente tra la società e la D.D. un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con decorrenza dal (OMISSIS), con condanna della resistente al ripristino del rapporto ed al pagamento in favore del lavoratore di un’indennità omnicomprensiva pari a tre mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.
Per la cassazione di tale decisione ricorre la società, affidando l’impugnazione a sei motivi, cui resiste, con controricorso, la D.D.D.S..
La ricorrente ha depositato verbale di conciliazione intervenuto fra le parti in data (OMISSIS) in sede sindacale, cui è seguito atto di rinuncia al giudizio del (OMISSIS), accettata dalla controparte.
Dal suddetto verbale di conciliazione, debitamente sottoscritto dalla lavoratrice interessata e dal rappresentante della Poste Italiane S.p.A., risulta che le parti hanno raggiunto un accordo transattivo concernente la controversia de qua, dandosi atto dell’intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a tutti gli effetti di legge e dichiarando che, in caso di fasi giudiziali ancora aperte, le stesse sarebbero state definite in coerenza con il verbale stesso; tale verbale di conciliazione si appalesa idoneo a dimostrare l’intervenuta cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo.
Le spese del presente giudizio di legittimità sono compensate.
La Corte dichiara la cessazione della materia del contendere e compensa tra le parti le spese del giudizio.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso
Art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 13

Art. 13