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Timestamp: 2019-12-09 23:04:55+00:00

Document:
Legge Regionale - Regione Sicilia 31 luglio 2003, n. 10
“Norme per la tutela e la valorizzazione della famiglia.”
(Pubblicata sulla Gazz. Uff. Reg. Sic. 1° agosto 2003, n. 34)
Art. 1 Finalità ed ambiti d'intervento.
1. La Regione riconosce e valorizza, in attuazione dei princìpi sanciti dagli articoli 2, 3, 29, 31 e 37 della Costituzione, nonché dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, il ruolo della famiglia fondata sul matrimonio o, comunque, su vincoli di parentela, filiazione, adozione, affinità o di affido quale soggetto sociale di primario riferimento per le politiche di promozione della famiglia ed, in particolare, per la programmazione e l'attuazione degli interventi socio-assistenziali, socio-sanitari, socio-culturali ed educativi operati in àmbito regionale.
Art. 2 Obiettivi della politica regionale per la famiglia.
Art. 3 Interventi e garanzie creditizie (1).
3. Nei casi previsti dal comma 2, lettera b), punto 2 e lettera c), punto 3, il contributo di cui al comma 1 è dovuto anche per la ristrutturazione o l'adeguamento della prima abitazione alle esigenze della persona portatrice di handicap.
(1) Con Decreto del Presidente Regionale 25 maggio 2004 sono stati approvati i criteri di accesso al contributo di cui al presente articolo. Con Decreto del Presidente Regionale 24 novembre 2004 è stato approvato il nuovo schema di convenzione per l'attuazione del presente articolo.
Art. 4 Interventi abitativi.
3. Il 20 per cento delle quote di riserva individuato ai sensi del comma 1 è destinato a famiglie monoparentali con almeno un figlio minorenne convivente, nonché alle donne che possono inoltrare istanza durante il periodo di gravidanza (3).
5. L'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali è autorizzato ad intervenire in favore delle famiglie di nuova costituzione per l'abbattimento totale degli interessi sui prestiti per l'acquisto della prima casa mediante limite quindicennale di impegno di 2.000 migliaia di euro a decorrere dall'esercizio finanziario 2004 (4). Con decreto del medesimo Assessore si determinano i criteri ed i parametri per l'individuazione dei soggetti beneficiari. Nei parametri si tiene, comunque, conto di quanto previsto dalle lettere a) e b) del comma 4, nonché dell'età dei componenti della famiglia di nuova costituzione (5).
(3) Con Decreto del Presidente Regionale ione degli alloggi di edilizia pubblica convenzionata o sovvenzionata di cui al presente comma.
(4) Periodo così modificato dall'art. 16, comma 1, L.R. 31 maggio 2004, n. 9.
(5) Con Decreto Assessoriale 14 giugno 2004 sono stati approvati i criteri, parametri e modalità di accesso ai contributi previsti dal presente comma. Vedi, anche, il Decreto Assessoriale 15 novembre 2004.
Art. 5 Interventi per il sostegno e la promozione della procreazione responsabile.
1. È fatto obbligo pariteticamente ai consultori pubblici e privati convenzionati di assicurare la realizzazione di programmi informativi e formativi riguardanti la procreazione, rivolti a gruppi omogenei di popolazione.
2. Nell'àmbito di tali programmi sono offerte modalità di sostegno e consulenza personalizzata che garantiscano la libertà delle scelte procreatrici nel rispetto delle convinzioni etiche e dell'integrità psicofisica delle persone.
Art. 6 Tutela della maternità e della vita nascente (6).
5. Al fine di garantire e promuovere la riduzione ed il superamento degli ostacoli di ordine economico alla procreazione per le famiglie meno abbienti, l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali è autorizzato ad erogare un bonus di 1.000 euro per ogni nascituro, sulla base di parametri reddituali predeterminati ed in conformità alle competenze in materia delegate dallo Stato alle autonomie locali (7).
(6) Vedi, anche, la Circolare Assessoriale 28 aprile 2004, n. 4 e il Decreto Assessoriale. 9 dicembre 2014.
(7) Con Decreto Assessoriale 31 marzo 2004, con Circolare Assessoriale 9 settembre 2004, n. 12, con Decreto Assessoriale 13 aprile 2006 e con Decreto Assessoriale 15 aprile 2005 sono stati approvati i criteri e le priorità per l'erogazione del bonus per ogni nascituro, di cui al presente comma. Vedi, anche, la Circolare Assessoriale 19 maggio 2004, n. 5 e il Decreto Assessoriale 7 agosto 2015.
Art. 7 Concorso alle spese per le adozioni internazionali.
Art. 8 Interventi per il sostegno alle relazioni familiari ed alle responsabilità educative.
1. Al fine di garantire un approccio globale ai bisogni d'aiuto espressi dalla famiglia, sia sotto il profilo dell'armonia delle relazioni familiari che dell'assunzione delle responsabilità educative, l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali è autorizzato a concedere, in favore dei consultori del servizio sanitario, di quelli privati convenzionati, delle istituzioni scolastiche, oratori e delle associazioni di solidarietà familiare appositamente accreditate, contributi finalizzati al rilancio degli interventi sociali ed educativi complementari alle prestazioni sanitarie e sociali a rilievo sanitario già erogate dai consultori medesimi ai sensi della legge regionale 24 luglio 1978, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni (8).
(8) Comma così modificato dall’art. 93, comma 1, L.R. 12 maggio 2010, n. 11, a decorrere dal 1° gennaio 2010 (ai sensi di quanto disposto dall’art. 130, comma 2, della stessa legge).
Art. 9 Centri di accoglienza (9).
1. La Regione eroga contributi per la copertura delle spese di primo impianto alle associazioni di donne che organizzano centri di accoglienza per donne vittime di maltrattamenti in famiglia e per i loro figli minori o diversamente abili, a prescindere dall'età, o a rischio di maltrattamento fisico o psichico (10).
(9) Vedi anche l’art. 17, L.R. 3 gennaio 2012, n. 3, per le modalità di attuazione e di raccordo tra le disposizioni della suddetta legge e il presente articolo.
(10) Comma così modificato dall’art. 94, comma 1, L.R. 12 maggio 2010, n. 11, a decorrere dal 1° gennaio 2010
Art. 10 Buono socio-sanitario (11).
1. L'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali è autorizzato a promuovere, anche mediante i comuni, interventi di carattere innovativo e sperimentale in àmbito socio-sanitario da realizzare attraverso l'attribuzione, in base a livelli di reddito predeterminati, di erogazioni finanziarie denominate buoni socio-sanitari, da corrispondere con carattere periodico, in alternativa alle prestazioni di natura residenziale eventualmente dovute, ai sensi della vigente normativa, a nuclei familiari i quali comprendano nel loro àmbito anziani non autosufficienti o disabili gravi.
2. Il buono può essere, altresì, impiegato dalla famiglia per l'acquisto di prestazioni socio-sanitarie a carattere domiciliare, in favore dei medesimi soggetti di cui al comma 1, offerte da enti ed organismi no profit, accreditati secondo strumenti e modalità in grado di consentire la libera scelta dell'utente nell'àmbito di una gamma di prestazioni determinate riconducibili alla condizione dell'utente medesimo, nonché una concreta ed effettiva verifica, in rapporto alla natura delle prestazioni stesse richieste dalla famiglia, sull'appropriatezza dell'intervento, sulla qualità dei comportamenti dell'ente erogatore e dei singoli operatori.
(11) Con Decreto del Presidente Regionale 7 luglio 2005 sono stati definiti i criteri per l'erogazione del buono socio-sanitario a nuclei familiari con anziani non autosufficienti o disabili gravi, ai sensi del presente articolo.
Art. 11 Madri di giorno.
a) la determinazione del corrispettivo relativo al servizio ricevuto in conformità a quanto stabilito al comma 3;
Art. 12 Attività di formazione ed informazione.
1. La Regione, nell'àmbito dell'attività di formazione professionale di sua competenza e preferibilmente con l'intervento dei comuni e delle province, promuove, organizza e finanzia:
2. La Regione riconosce e sovvenziona i servizi alla famiglia erogati da soggetti pubblici e privati accreditati per svolgere attività di informazione e formazione sulla vita coniugale e familiare e sulla valorizzazione personale e sociale della maternità e della paternità. I consultori familiari pubblici e privati autorizzati realizzano programmi di formazione dei giovani al futuro ruolo di coniugi e di genitori, nonché programmi formativi ed informativi riguardanti la procreazione responsabile, rivolti a gruppi omogenei di popolazione. Nell'àmbito di tali programmi sono offerte modalità di sostegno e di consulenza personalizzata, che garantiscano la libertà di scelta procreativa, nel rispetto della deontologia professionale degli operatori e delle convinzioni etiche e della integrità psicofisica delle persone. Nell'àmbito di tali programmi è, altresì, data adeguata informazione sui diritti della donna in stato di gravidanza e sui servizi socio-sanitari ed assistenziali esistenti sul territorio a favore del bambino ed a tutela dei suoi diritti.
Art. 13 Tutela dell'equilibrio psico-fisico dei bambini nelle strutture sanitarie.
1. Al fine di garantire l'equilibrio e il benessere psico-fisico del bambino, i presìdi sanitari pubblici e privati convenzionati della Regione garantiscono, sia nelle modalità organizzative della degenza, sia nell'attuazione degli interventi diagnostico-terapeutici, il rispetto delle esigenze affettive, cognitive ed espressive proprie dell'età del bambino, facilitando la continuità del rapporto con la famiglia, nonché per i bambini in età scolare, con la classe frequentata.
5. Le disposizioni dei commi precedenti, in quanto applicabili, valgono anche per le attività ambulatoriali e di day hospital di tutti i presìdi sanitari pubblici e privati convenzionati.
Art. 14 Coordinamento degli orari, pianificazione dei servizi e banche del tempo.
Art. 15 Sportelli per la famiglia.
1. I comuni, singoli e associati, attivano, nell'àmbito delle risorse destinate dal piano socio-assistenziale, appositi sportelli per la famiglia, che assicurino attività di supporto per agevolare la conoscenza delle norme e dei provvedimenti nazionali, regionali e locali in materia di politiche familiari e l'accesso ai servizi rivolti ai nuclei familiari.
Art. 16 Riconoscimento e valorizzazione dell'associazionismo di solidarietà familiare.
3. Le associazioni di solidarietà familiare iscritte nel Registro regionale possono stipulare le convenzioni di cui all'articolo 11, partecipano attraverso proprie rappresentanze nelle forme previste dagli atti di programmazione regionale in materia socio-assistenziale e socio-sanitaria, alla progettazione e alla gestione dei servizi, possono beneficiare dell'utilizzo mediante comodato gratuito di beni mobili dismessi o di beni immobili in proprietà della Regione, degli enti locali, delle aziende unità sanitarie locali e di ogni altro ente di cui all'articolo 1, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.
Art. 17 Studi, ricerche, monitoraggio e divulgazione.
1. Al fine di consentire una permanente implementazione delle politiche regionali socio-assistenziali e socio-sanitarie, nel quadro di un crescente livello d'integrazione e di qualità del sistema di welfare regionale e locale, l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali è autorizzato a finanziare studi, ricerche, monitoraggi ed attività di comunicazione o divulgazione concernenti l'analisi sociale, socio-economica, socio-culturale e statistica del contesto regionale, l'elaborazione di innovativi modelli gestionali dei servizi o degli interventi, l'elaborazione e l'utilizzo di sistemi di verifica e rilevamento della qualità prodotta e percepita, l'impatto delle politiche adottate, la promozione e la diffusione di tematiche comunque inerenti il sistema di protezione sociale.
Art. 18 Osservatorio permanente sulle famiglie (12).
(12) Vedi anche l’art. 17, L.R. 3 gennaio 2012, n. 3, per le modalità di attuazione e di raccordo tra le disposizioni della suddetta legge e il presente articolo.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18