Source: http://www.cittadinieuropei.it/2014/08/08/agcm-nuovo-regolamento-sulle-procedure-istruttorie-in-materia-di-pubblicita-ingannevole/
Timestamp: 2019-02-23 20:39:11+00:00

Document:
Agcm: nuovo regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole - Cittadini Europei
Con delibera del 5 giugno 2014 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha approvato il “Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, clausole vessatorie” con i relativi n. 2 formulari.
e) «consumatore»: qualsiasi persona fisica che, ai sensi dell’ articolo 18, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo, agisce per fini che non rientrano nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale;
f) «professionista»: l’operatore pubblicitario di cui all’ articolo 2, lett. e), del decreto sulla pubblicità ingannevole, nonché i soggetti di cui all’ articolo 18, comma 1, lett. b), del Codice del Consumo;
g) «microimprese»: le entità, società o associazioni che, ai sensi dell’ articolo 18, comma 1, lett. d-bis) del Codice del Consumo, a prescindere dalla forma giuridica, esercitano un’attività economica, anche a titolo individuale o familiare, occupando meno di dieci persone e realizzando un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a due milioni di euro, ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 3, dell’allegato alla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003;
g-bis) «diritti dei consumatori nei contratti»: i diritti dei consumatori nei contratti conclusi tra un professionista ed un consumatore, di cui alle sezioni da I a IV del Capo I del titolo III della parte III del Codice del Consumo;
h) «clausole vessatorie»: le clausole inserite nei contratti tra professionisti e consumatori che si concludono mediante adesione a condizioni generali di contratto o con la sottoscrizione di moduli, modelli o formulari di cui all’articolo 37- bis, comma 1, del Codice del Consumo, che risultino vessatorie ai sensi degli articoli 33, 34, 35 e 36, comma 2, del Codice del Consumo;
i) «Bollettino»: il Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, pubblicato sul sito internet istituzionale.
1. Il presente regolamento si applica ai procedimenti dell’Autorità in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, di pratiche commerciali scorrette, di violazioni dei diritti dei consumatori nei contratti, nonché di clausole vessatorie.
1. Responsabile del procedimento è il responsabile preposto all’unità organizzativa competente per materia, istituita ai sensi dell’articolo 10, comma 6, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, o altro funzionario dallo stesso incaricato.
2. Il responsabile del procedimento acquisisce ogni elemento utile alla valutazione della fattispecie. A tal fine può richiedere informazioni e documenti a ogni soggetto pubblico o privato. Ove ne ricorrano i presupposti comunica l’avvio del procedimento e provvede agli adempimenti di competenza per lo svolgimento dell’attività istruttoria.
c) ogni elemento ritenuto utile alla valutazione dell’Autorità, copia eventuali reclami già inoltrati al professionista e l’esito degli stessi, nonché copia della corrispondenza intercorsa con il medesimo professionista e/o della documentazione contrattuale; inoltre, ove disponibile, copia dei messaggi oggetto dell’istanza di intervento.
2. Il responsabile del procedimento comunica l’avvio dell’istruttoria, alle Parti e ne informa gli altri soggetti interessati che abbiano presentato istanza di intervento ai sensi dell’articolo 4. In ragione del numero elevato delle istanze di intervento, questa comunicazione può essere attuata anche tramite avviso sul bollettino pubblicato sul sito internet istituzionale dell’Autorità. Se le comunicazioni non possono avere luogo, le stesse sono effettuate mediante pubblicazione sul medesimo bollettino. Dell’avvio dell’istruttoria può anche esserne data comunicazione tramite la diffusione di un comunicato stampa, informato il Collegio.
3. Nella comunicazione di avvio di cui al comma 2 sono indicati l’oggetto del procedimento, gli elementi acquisiti d’ufficio o contenuti nell’istanza di intervento, il termine per la conclusione dell’istruttoria, l’ufficio e la persona responsabile del procedimento, l’ufficio presso cui si può accedere agli atti, la possibilità di presentare memorie scritte o documenti ed il termine entro cui le memorie e i documenti possono essere presentati.
2. Nel caso in cui il professionista sia residente, domiciliato o abbia sede all’estero, il termine per la conclusione del procedimento è di centottanta giorni decorrenti dalla data di protocollo della comunicazione di avvio e di duecentodieci giorni quando si debbano chiedere pareri ai sensi dell’ articolo 8, comma 6, del decreto legislativo sulla pubblicità ingannevole ovvero, in procedimenti di pratiche commerciali scorrette, ai sensi dell’ articolo 27, commi 1-bis e 6, del Codice del Consumo.
4. Nel caso in cui, ai sensi dell’articolo 20 del presente regolamento, il Collegio disponga la sospensione del procedimento, i termini di cui al comma 1 restano sospesi in attesa della pronuncia dell’organismo di autodisciplina e, comunque, per un periodo, non superiore a trenta giorni, stabilito dal Collegio.
1. In caso di particolare urgenza, ai sensi dell’articolo 8, comma 3, del decreto legislativo sulla pubblicità ingannevole e dell’articolo 27, comma 3, del Codice del Consumo, l’Autorità può disporre, d’ufficio e con atto motivato, la sospensione della pubblicità ritenuta ingannevole o della pubblicità comparativa ritenuta illecita ovvero della pratica commerciale ritenuta scorretta.
3. Il Collegio può disporre con atto motivato la sospensione in via provvisoria del messaggio pubblicitario o della pratica commerciale anche senza acquisire le memorie delle parti quando ricorrano particolari esigenze di indifferibilità dell’intervento. Entro il termine di sette giorni dal ricevimento del provvedimento con il quale è stata adottata la misura cautelare provvisoria, il professionista interessato può presentare memorie scritte e documenti. Valutate le argomentazioni del professionista, il Collegio delibera la conferma o la revoca della sospensione provvisoria del messaggio pubblicitario o della pratica commerciale entro il termine di 30 giorni dalla notifica del provvedimento cautelare.
4. Il provvedimento dell’Autorità di sospensione della pubblicità ritenuta ingannevole o della pubblicità comparativa ritenuta illecita o della pratica commerciale ritenuta scorretta deve essere immediatamente eseguita a cura del professionista. Il ricorso avverso il provvedimento di sospensione dell’Autorità non sospende l’esecuzione dello stesso. Dell’avvenuta esecuzione del provvedimento di sospensione, il professionista dà comunicazione all’Autorità entro cinque giorni dal ricevimento del provvedimento stesso.
2. L’Autorità valuta gli impegni e:
a) qualora li ritenga idonei, dispone con provvedimento la loro accettazione rendendoli obbligatori per il professionista, chiudendo il procedimento senza accertare l’infrazione; nei casi in cui è previsto un parere ai sensi dell’articolo 8, comma 6, del decreto legislativo sulla pubblicità ingannevole e dell’articolo 27, commi 1-bis e 6, del Codice del Consumo, l’Autorità, ove non ritenga la pubblicità/pratica commerciale manifestamente grave e ingannevole/illecita/scorretta ovvero non ritenga manifestamente inidonei gli impegni proposti, procede alla richiesta del parere secondo le modalità di cui all’articolo 16 del presente regolamento;
3. Successivamente alla decisione di accettazione di impegni, il procedimento potrà essere riaperto d’ufficio, laddove:
1. I soggetti portatori di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui può derivare un pregiudizio dalle infrazioni oggetto dell’istruttoria, hanno facoltà di intervenire nel procedimento in corso, inoltrando apposito atto, debitamente sottoscritto, contenente:
1. Il diritto di accesso ai documenti formati o stabilmente detenuti dall’Autorità nei procedimenti di cui al presente regolamento è riconosciuto nel corso dell’istruttoria dei procedimenti stessi ai soggetti cui è stato comunicato l’avvio del procedimento, ai sensi dell’articolo 6, comma 2, nonché ai soggetti ammessi ad intervenire di cui all’articolo 10.
5. Sono sottratte all’accesso le note, le proposte ed ogni altra elaborazione degli uffici con funzione di studio e di preparazione del contenuto di atti.
6. Possono essere sottratti all’accesso, in tutto o in parte, i verbali delle adunanze del Collegio, nonché i documenti inerenti a rapporti tra l’Autorità e le istituzioni dell’Unione europea, nonché tra l’Autorità e gli organi di altri Stati o di altre organizzazioni internazionali, dei quali non sia stata autorizzata la divulgazione.
7. I soggetti che intendono salvaguardare la riservatezza o la segretezza delle informazioni fornite devono presentare agli uffici una apposita richiesta che deve contenere l’indicazione dei documenti o delle parti di documenti che si ritiene debbano essere sottratti all’accesso, specificandone i motivi.
10. Le informazioni contenute nella documentazione acquisita nell’esercizio delle competenze di cui all’articolo 2 del presente Regolamento sono tutelate dal segreto d’ufficio anche nei riguardi delle pubbliche amministrazioni, fatti salvi gli obblighi di denuncia di cui all’articolo 331 del codice di procedura penale, di leale collaborazione con l’Autorità Giudiziaria e quelli di collaborazione di cui al regolamento CE n. 2006/2004.
4. Dello svolgimento delle audizioni è redatto verbale, contenente le principali dichiarazioni delle parti intervenute alle audizioni. Il verbale è sottoscritto, al termine dell’audizione, dal responsabile del procedimento e dalle parti medesime. Quando taluna delle parti non vuole o non è in grado di sottoscrivere il verbale ne è fatta menzione nel verbale stesso con l’indicazione del motivo. Al termine dell’audizione è consegnata una copia del verbale alle parti intervenute che ne facciano richiesta.
2. Le università, i centri di ricerca o gli istituti a carattere scientifico incaricati dall’Autorità, designano i periti e i consulenti ritenuti professionalmente più idonei a compiere l’accertamento tecnico richiesto.
3. Nel caso in cui l’Autorità disponga perizie e consulenze, ne è data comunicazione alle parti del procedimento.
5. I soggetti ai quali è stato comunicato l’avvio del procedimento e quelli intervenuti ai sensi dell’articolo 10, possono nominare, dandone comunicazione al responsabile del procedimento, un loro consulente, il quale può assistere alle operazioni svolte dal consulente dell’Autorità e presentare, nel termine di dieci giorni dalla comunicazione di cui al comma 4, scritti e documenti in cui svolgere osservazioni sui risultati delle indagini tecniche.
1. Qualora il responsabile del procedimento disponga, ai sensi dell’articolo 8, comma 5, del decreto legislativo sulla pubblicità ingannevole ovvero dell’articolo 27, comma 5, del Codice del Consumo, che il professionista fornisca prove sull’esattezza dei dati di fatto connessi alla pratica commerciale o alla pubblicità, comunica tale incombente istruttorio alle parti, indicando gli elementi di prova richiesti, la motivazione della richiesta stessa e il termine per la produzione della prova.
Chiusura dell’istruttoria e richiesta dei pareri
2. Conclusa la fase istruttoria, il responsabile del procedimento rimette gli atti al Collegio per l’adozione del provvedimento finale.
3. Il responsabile del procedimento, nei casi di cui all’articolo 8, comma 6, del decreto legislativo sulla pubblicità ingannevole ovvero all’articolo 27, comma 6, del Codice del Consumo, prima dell’adempimento di cui al comma 2 del presente articolo, richiede il parere all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, alla quale trasmette gli atti del procedimento secondo le modalità di cui all’ articolo 19, comma 1. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni comunica il proprio parere entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta.
4. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere o senza che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni abbia rappresentato esigenze istruttorie, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato procede indipendentemente dall’acquisizione del parere stesso. Nel caso in cui l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni abbia rappresentato esigenze istruttorie, il termine di conclusione del procedimento è sospeso, per un periodo massimo di trenta giorni, dalla data di ricezione, da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, delle notizie e documenti richiesti sino alla data in cui pervenga il relativo parere.
5. Il presente articolo trova applicazione anche con riferimento ai procedimenti in cui sono previsti i pareri di cui all’articolo 27, comma 1-bis, del Codice del Consumo. Nell’ambito di questi procedimenti, in caso di presentazione di impegni, ove l’Autorità non ritenga la pratica commerciale manifestamente grave e scorretta ai sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo ovvero non ritenga manifestamente inidonei gli impegni proposti, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera a) del presente regolamento, il termine per rendere il parere è di quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta ed il termine del procedimento si estende di quindici giorni.
2. Il provvedimento finale dell’Autorità contiene l’indicazione del termine ed il soggetto presso cui è possibile ricorrere.
1. L’Autorità, con il provvedimento con cui dichiara l’ingannevolezza della pubblicità o l’illiceità della pubblicità comparativa ovvero la scorrettezza della pratica commerciale posta in essere dal professionista può disporre la pubblicazione della pronuncia, integralmente o per estratto, ovvero di una dichiarazione rettificativa, a cura e spese del professionista, ai sensi dell’articolo 8, comma 8, del decreto legislativo sulla pubblicità ingannevole ovvero dell’articolo 27, comma 8, del Codice del Consumo. L’Autorità può altresì disporre la pubblicazione degli impegni ottenuti dal professionista a cura e spese del medesimo. In tali casi l’Autorità determina il mezzo e le modalità di tali adempimenti ed il termine entro cui gli stessi devono essere effettuati. Copia del provvedimento che dispone la pubblicazione della pronuncia, integralmente o per estratto, ovvero di una dichiarazione rettificativa, ovvero degli impegni, viene inviata al proprietario del mezzo attraverso il quale la pubblicazione deve essere effettuata. La dichiarazione rettificativa può essere disposta in forma di comunicazione personale quando il messaggio pubblicitario o la pratica commerciale è indirizzata personalmente ai destinatari e questi sono determinabili.
2. Effettuata la pubblicazione della pronuncia o della dichiarazione rettificativa ovvero degli impegni di cui al comma 1, il professionista ne dà immediata comunicazione all’Autorità, trasmettendo copia di quanto pubblicato o dell’elenco dei destinatari cui è stata indirizzata la comunicazione individuale quando, ai sensi del comma 1, debba essere indirizzata personalmente ai destinatari dell’originario messaggio pubblicitario o pratica commerciale.
2. Alle Parti interessate e ai soggetti eventualmente intervenuti nel procedimento le comunicazioni vengono effettuate per posta elettronica o al domicilio dagli stessi indicato. Al professionista le comunicazioni vengono effettuate presso l’ultima residenza, domicilio o sede conosciuti o comunque risultanti da pubblici registri. Se le comunicazioni non possono avere luogo, le stesse sono effettuate mediante pubblicazione di un avviso nel bollettino pubblicato sul sito istituzionale dell’Autorità.
3. L’avvio del procedimento di inottemperanza è comunicato con le modalità di cui al comma 1.
1. I soggetti che, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo sulla pubblicità ingannevole ovvero dell’articolo 27-ter del Codice del Consumo, richiedono la sospensione del procedimento dinanzi all’Autorità, devono inoltrare apposita istanza, fornendo prova dell’esistenza del procedimento dinanzi all’organismo di autodisciplina, con le indicazioni idonee ad individuare tale organismo e l’oggetto del procedimento stesso.
2. Il responsabile del procedimento, ricevuta l’istanza di sospensione di cui al comma 1 del presente articolo, ne dà comunicazione alle parti, fissando un termine per la presentazione di osservazioni. Il responsabile del procedimento comunica alle parti la pronuncia del Collegio sull’istanza. Il responsabile del procedimento dà altresì tempestiva comunicazione alle parti della cessazione della causa di sospensione.
PROCEDURE ISTRUTTORIE IN MATERIA DI VIOLAZIONI DEI DIRITTI DEI CONSUMATORI NEI CONTRATTI
1. I procedimenti in materia di tutela amministrativa contro le clausole vessatorie di cui all’ articolo 37-bis, commi 1 e 2, del Codice del Consumo sono disciplinati dai seguenti articoli del presente regolamento, in quanto compatibili: articolo 3; articolo 5; articolo 6; articolo 10; articolo 11; articolo 12; articolo 13; articolo 14; articolo 16, commi 1 e 2; articolo 17, commi 2 e 3; articolo 19. Ai medesimi procedimenti si applicano altresì le disposizioni di cui ai successivi commi del presente articolo.
3. Le Camere di Commercio o loro unioni, possono presentare denunce all’Autorità ai sensi dell’articolo 37-bis, comma 1, del Codice del Consumo, in particolare nell’ambito delle competenze ad esse attribuite dall’ articolo 2, comma 2, lett. h) ed i), della legge n. 580/1993 e successive modificazioni.
6. Entro 30 giorni dall’avvio dell’istruttoria il responsabile del procedimento – informata l’Autorità – provvede alla pubblicazione, nell’apposita sezione del sito internet istituzionale dell’Autorità, di un comunicato ai fini della consultazione di cui all’articolo 37-bis, comma 1, del Codice del Consumo. Il comunicato indica, tra l’altro, la clausola, il settore economico specificamente interessato dall’istruttoria ed altre informazioni utili ai fini delle consultazione. Possono partecipare alla consultazione le associazioni di categoria rappresentative dei professionisti a livello nazionale e le camere di commercio o loro unioni che risultino interessate dalle clausole oggetto del procedimento, in ragione della specifica esperienza maturata nel settore. Possono altresì partecipare alla consultazione le associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale riconosciute e iscritte nell’elenco di cui all’articolo 137 del Codice del Consumo. Ai fini della partecipazione alla consultazione i soggetti interessati devono fornire le informazioni indicate nella citata sezione del sito internet relative alla loro qualificazione e alla sussistenza dell’interesse alla consultazione. Entro il termine perentorio di trenta giorni dalla pubblicazione del comunicato i soggetti aventi le caratteristiche sopra indicate possono inviare i propri commenti per iscritto all’Autorità tramite una casella di posta elettronica dedicata alla consultazione (consultazione obbligatoria).
8. Nei procedimenti di cui all’articolo 37-bis, commi 1 e 2, del Codice del Consumo, il responsabile del procedimento comunica il provvedimento finale dell’Autorità alle parti e ai soggetti eventualmente intervenuti nel procedimento. Oltre a quanto disposto dall’articolo 17, comma 3, del presente regolamento, il provvedimento che accerta la vessatorietà è altresì pubblicato, entro venti giorni dalla sua adozione, anche per estratto, in apposita sezione del sito internet istituzionale dell’Autorità, nonché, entro venti giorni dalla comunicazione della sua adozione, a cura e spese dell’operatore che ha adottato la clausola ritenuta vessatoria, nel sito dell’operatore stesso e mediante qualsiasi altro mezzo che l’Autorità abbia ritenuto opportuno e idoneo per informare compiutamente i consumatori.
2. Ai fini del prodursi degli effetti di cui al comma 3 dell’ articolo 37-bis del Codice del Consumo, l’impresa richiedente l’interpello deve indicare compiutamente le ragioni e gli obiettivi che motivano l’inserimento della singola clausola, la sua non vessatorietà anche in relazione all’eventuale rilevanza di altre clausole contenute nel medesimo contratto o in altro contratto al quale il primo è collegato o dal quale dipende, nonché le modalità e circostanze in cui avverrà la negoziazione e conclusione del contratto.
5. Il responsabile del procedimento può chiedere alle autorità di regolazione o vigilanza dei settori interessati dalla clausola oggetto di interpello, nonché alle camere di commercio o alle loro unioni, di esprimere un parere in merito alla clausola entro trenta giorni dalla richiesta. Informata l’Autorità, detta consultazione può avvenire anche attraverso le modalità indicate dall’articolo 21, comma 6, del presente regolamento.
2. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento non trovano più applicazione le discipline di cui al regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, clausole vessatorie di cui alla delibera 8 agosto 2012, n. 23788 (Gazzetta Ufficiale del 28 agosto 2012, n. 200).
1. Le norme del presente regolamento sulle violazioni dei diritti dei consumatori nei contratti sono applicabili a partire dal 13 giugno 2014.
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References: articolo 18
 articolo 2
 articolo 18
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 articolo 8
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 articolo 19
 articolo 37
 articolo 3
 articolo 5
 articolo 6
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 articolo 11
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 articolo 14
 articolo 16
 articolo 17
 articolo 19
 articolo 2
 articolo 37