Source: http://adiscuola.it/prime-considerazioni-sullo-schema-di-regolamento-sul-sistema-nazionale-di-valutazione/
Timestamp: 2017-09-21 14:11:13+00:00

Document:
Prime considerazioni sullo schema di Regolamento sul Sistema nazionale di valutazione – ADi
ADi > Tutte le Brevi > Prime considerazioni sullo schema di Regolamento sul Sistema nazionale di valutazione
Il 25 agosto 2012 è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri lo Schema di Regolamento sul Sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione, che ora deve fare tutto l’iter di legge. Tale Regolamento dà applicazione, con oltre un anno di ritardo, all’art 2 comma c. 4-noviesdecies della Legge n. 10 del 26 febbraio 2011 (mille proroghe). All’interno le prime valutazioni dell’ADi e una sintesi del Regolamento
L’origine del Regolamento: legge n. 10/2011 (milleproroghe)
Quando si affronta un Regolamento bisogna sempre risalire alla legge che lo ha determinato, solo così si può capire anche ciò che non viene detto.
Lo Schema di Regolamento sul Sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione approvato in via preliminare il 25 agosto 2012 dal Consiglio dei Ministri (e che ora deve fare tutto l’iter di legge prima di diventare DPR) dà applicazione, con oltre un anno di ritardo, all’art 2 comma c. 4-noviesdecies della Legge n. 10 del 26 febbraio 2011 (mille proroghe). Quella legge ha stabilito:
Art. 2 c. 4-noviesdecies. Con regolamento (…..), è individuato il sistema nazionale di valutazione definendone l’apparato che si articola:
1) nell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, con compiti di sostegno ai processi di miglioramento e innovazione educativa, di formazione in servizio del personale della scuola e di documentazione e ricerca didattica;
2) nell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione, con compiti di predisposizione di prove di valutazione degli apprendimenti per le scuole di ogni ordine e grado, di partecipazione alle indagini internazionali, oltre alla prosecuzione delle indagini nazionali periodiche sugli standard nazionali;
3) nel corpo ispettivo, autonomo e indipendente, con il compito di valutare le scuole e i dirigenti scolastici secondo quanto previsto dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.
Va ricordato che questo comma comma 4-noviesdecies dell’art. 2 fu aggiunto in extremis (come riferimmo nella Breve INSEGNANTI: VALUTAZIONE, MERITO E PREMI NEL DESERTO del 19 febbraio 2011) per volontà del Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, Dott. Biondi, che aveva insediato in precedenza una Commissione per discutere della prospettiva dell’INVALSI, ma che non la utilizzò mai a questo scopo, impegnandola unicamente per il progetto Valorizza (la nota Valutazione dei docenti) e per il progetto VSQ (Valutazione per lo Sviluppo e la Qualità delle scuole).
Ma analizziamo ora con ordine il decreto, partendo dalle tre gambe.
Alcune prime considerazioni sulle tre gambe
Occorre necessariamente partire dal dato di fatto che il Regolamento, come sopra ricordato, è applicativo della legge la quale aveva già previsto che il sistema nazionale di valutazione fosse composto da tre gambe, nel seguente ordine: INDIRE, INVALSI, Corpo ispettivo.
Nel prendere atto del suo inserimento nell’SNV, non possiamo, però, non sottolineare il fatto che l’INDIRE con il sistema nazionale di valutazione non c’entra nulla. Il suo inserimento pare avvenuto da un lato per una scelta di valorizzazione dell’Istituto da parte del dott. Biondi, che dell’INDIRE è stato lungamente Direttore e al quale è rimasto profondamente legato, dall’altro per calcare l’accento sul binomio valutazione-miglioramento, una sorta di captatio benevolentiae nei confronti di chi continua ad opporsi alla valutazione.
Il ruolo delineato per l’INVALSI appare troppo ampio rispetto alla struttura dell’istituto e nel contempo è inadeguato perché impreciso. Ribadendo una posizione già formulata dall’ADI, è indispensabile rendere totalmente autonomo questo istituto e fornire le risorse necessarie per potenziarne la competenza scientifica. Va aggiunto che nello schema di regolamento si fa confusione tra indicatori e valutazione. All’INVALSI è attribuito il compito di definire gli indicatori di efficienza e di efficacia, ossia una funzione molto diversa dalla valutazione. Inoltre all’INVALSI incombe la responsabilità di fornire gli indicatori di risultato a vari livelli del sistema scolastico. Orbene la transizione dalla valutazione alla produzione di indicatori non è affatto un’ operazione semplice, banale, automatica. Si dà come ovvia questa transizione senza presupporre quanto sia complessa
E’ noto a tutti che attualmente il numero degli ispettori è estremamente esiguo e residuale e che il concorso è bloccato da anni. In questa situazione, si è facili profeti nel prevedere la loro sostituzione con esperti esterni. Non a caso nello schema di Regolamento i nuclei di valutazione sono costituiti da un dirigente tecnico del contingente ispettivo e da due esperti, la cui selezione e formazione spetta all’INVALSI. Rimane pertanto la necessità di un chiarimento della struttura, dell’organizzazione e del finanziamento del contingente ispettivo.
I pro e i contro del Regolamento
1) Meglio poco che niente!
In un Paese come il nostro, in gravissimo ritardo sui temi della valutazione, riteniamo che non si debba assolutamente bloccare od ostacolare questo processo, ma piuttosto cercare di coglierne gli aspetti positivi e, pur rilevandone i limiti, spingere per la sua attuazione. In questo schema va colta positivamente la volontà di uscire dalla fase sperimentale e di dare un assetto definitivo al sistema nazionale di valutazione. Ugualmente positiva ci pare la valutazione esterna delle scuole, dopo i fallimenti dell’autovalutazione nonchè una più circoscritta definizione della valutazione dei dirigenti scolastici (valutazione bloccata irresponsabilmente da anni). Ma …
2) Nessun richiamo su risorse e modalità di finanziamento
Qualsiasi sistema di valutazione ben fatto, efficace, plausibile, credibile, utile costa. Non si costruisce un sistema nazionale di valutazione a costo zero. Orbene, lo schema di regolamento non dice assolutamente nulla sulle risorse e le modalità di finanziamento.
3) Concezione arcaica del sistema educativo di istruzione e formazione
Nello schema di Regolamento si parla di Sistema nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (v. art. 1), ma non si fornisce nessuna definizione di questo sistema educativo. Non se ne conoscono i limiti. La prima esigenza in uno schema di regolamento sarebbe quella di definire cosa si intende per sistema educativo di istruzione. In modo implicito il decreto limita il sistema educativo all’istruzione formale obbligatoria e non obbligatoria. Orbene, il sistema d’istruzione non si limita agli istituti scolastici. Invece tutto il decreto è impostato come se la scuola fosse l’unico elemento da valutare e il sistema di istruzione si limitasse a quanto succede nelle scuole. Questa è una concezione arcaica, inesatta, confusa del sistema educativo, che esclude le competenze del MIUR e dei suoi uffici decentrati, mai soggetti a valutazione. E ce ne sarebbe bisogno …
In conclusione, mentre ribadiamo con forza che un apparato di valutazione ben costruito, efficace, trasparente, democratico, è utile per la scuola e per la politica scolastica, sottolineiamo che il modello di sistema nazionale di valutazione schizzato in questo schema di regolamento è ancora confuso e non coinvolge gangli vitali.
E’ quindi lecito chiedersi : “A chi serve un decreto formulato in questo modo?”
La valutazione conta e ovunque si svolga una valutazione sistematica dei sistemi scolastici si sono avuti miglioramenti inconfutabili dei livelli di istruzione nella popolazione scolastica. Non sembra che qui ci siano le giuste premesse.
E ancora vorremmo aggiungere, che se vogliamo che nel nostro Paese la valutazione spicchi il volo devono essere considerate priorità assolute 1) la formazione dei valutatori e 2) la ricerca scientifica nel campo della psicometria.
Concludendo il nostro giudizio ci sentiamo di dire che in un certo senso lo schema di Regolamento dovrebbe essere ridotto e limitato a una ridefinizione del ruolo, delle competenze, delle risorse dell’INVALSI e ad un chiarimento della struttura, dell’organizzazione e del finanziamento del contingente ispettivo.
Solo suggerimenti, ma nessuna volontà di bloccare il Regolamento che deve continuare il suo iter. Aspetteremo di vedere i risultati….
SINTESI DELLO SCHEMA DI REGOLAMENTO SUL SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE IN MATERIA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE (25/08/12)
Definisce i termini utilizzati nel decreto, tra questi chiarisce che per SNV si intende Sistema Nazionale di Valutazione del Sistema educativo di istruzione e formazione
Art. 2 Obiettivi e organizzazione dell’SNV
il Servizio Nazionale di Valutazione è composto dall’INVALSI, dall’INDIRE e dal contingente ispettivo;
il Ministro individua ogni 3 anni le priorità strategiche della valutazione del sistema educativo di istruzione, dei quali l’INVALSI tiene conto ai fini del coordinamento funzionale;
per quanto riguarda il sistema di istruzione e formazione professionale Il Ministero definisce linee guida d’intesa con la Conferenza unificata previo concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali;
è istituita presso l’INVALSI la CONFERENZA PER IL COORDINAMENTO FUNZIONALE DEL SNV, composta da:
1) Presidente dell’INVALSI che la presiede,
2) Presidente dell’INDIRE,
3) Dirigente tecnico del contingente ispettivo;
la CONFERENZA adotta su proposta dell’INVALSI i protocolli di valutazione nonché il programma delle visite alle scuole;
le istituzioni scolastiche saranno soggette a periodiche rilevazioni nazionali sugli apprendimenti sulle competenze degli studenti, su base censuaria nelle classi 2^ e 5^ della primaria, 1^ e 3^ della secondaria di 1° grado, 2^ e ultime della secondaria superiore;
Art.3 Il ruolo dell’Invalsi
Il compito dell’INVALSI si può sintetizzare in 8 punti:
proporre protocolli di valutazione e il programma delle visite alle istituzioni scolastiche da parte dei nuclei di valutazione esterna
definire gli indicatori di efficienza e di efficacia per l’individuazione delle istituzioni scolastiche e formative che necessitano di supporto e da sottoporre prioritariamente a valutazione esterna
curare la selezione, formazione l’inserimento in un apposito elenco degli esperti dei nuclei per la valutazione esterna, oltre alla formazione degli ispettori che partecipano a questi nuclei
Art. 4 Il ruolo dell’INDIRE
L’Indire ha il compito di:
fornire supporto alle istituzioni scolastiche nella definizione e attuazione dei piani di miglioramento, come diffusione e utilizzo delle nuove tecnologie, progetti di ricerca tese al miglioramento della didattica, nonché interventi di consulenza e di formazione del personale docente, amministrativo e dirigenziale;
sviluppare ambienti e servizi di e-learning;
sviluppare un sistema di documentazione;
collaborare alla realizzazione di misure di accompagnamento alle innovazioni relative agli ordinamenti scolastici, l’istruzione degli adulti e all’istruzione tecnica superiore;
cooperare con il ministero per la gestione di programmi e progetti promossi dall‘UE
Art. 5 Contingente ispettivo
Art. 6 Norme di valutazione
auto valutazione: 1. Analisi e verifica del proprio servizio sulla base dei dati resi disponibili del sistema informativo del ministero, delle rilevazioni sugli apprendimenti, dell’elaborazione sul valore aggiunto restituite dall’Invalsi, oltre a ulteriori elementi significativi integrati dalla stessa scuola; 2. Elaborazione di un rapporto di autovalutazione in formato elettronico secondo un quadro di riferimento predisposto dall’Invalsi, e formulazione di un piano di miglioramento;
valutazione esterna: 1. Individuazione delle situazioni da sottoporre a verifica, sulla base di indicatori di efficienza ed efficacia definiti dall’Invalsi; 2. Visite dei nuclei di valutazione e ridefinizione dei piani di miglioramento in base agli esiti delle analisi effettuate dai nuclei;
rendicontazione sociale: pubblicazione, diffusione dei risultati raggiunti, attraverso indicatori e dati comparabili, sia in una dimensione di trasparenza sia in una dimensione di condivisione e promozione al miglioramento del servizio con la comunità di appartenenza.
Art. 7 Nuclei di valutazione
i nuclei di valutazione siano costituiti da un dirigente tecnico del contingente ispettivo e da due esperti;
le azioni di valutazione delle istituzioni scolastiche siano volte a evidenziare le aree di miglioramento organizzativo e gestionale direttamente riconducibili al dirigente scolastico ai fini della valutazione dei risultati dell’azione dirigenziale;
infine, i piani di miglioramento con i risultati conseguiti dalle singole istituzioni scolastiche e formative, siano comunicati al direttore generale dell‘USR, che ne tiene conto ai fini della individuazione degli obiettivi che assegnerà al dirigente scolastico in sede di conferimento del successivo incarico e della valutazione
Testo dello Schema di Regolamento sul Sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione approvato in via preliminare il 25 agosto 2012 dal Consiglio dei Ministri

References: Art. 2
 art. 1

Art. 2

Art.3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7