Source: http://guerrapopolare-india.blogspot.com/2017/03/
Timestamp: 2018-06-20 23:25:18+00:00

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COMITATO DI SOSTEGNO ALLA GUERRA POPOLARE IN INDIA: marzo 2017
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L’India è uno dei paesi più poveri al mondo, ma i cui governi spendono di più per l’ammodernamento militare (circa 50 miliardi di dollari nel 2015), soprattutto per la guerra contro “la più grande minaccia interna”, come si espresse l’ex primo ministro Manmohan Singh riferendosi alla guerra popolare diretta dai maoisti, ma anche per l’occupazione militare del Kasmir ecc.; spende così tanto che i mass media parlano, anche per questo paese, di nuova corsa agli armamenti. E negli scontri con l’EGPL dei maoisti questo viene a galla come raccontato dall’articolo che riportiamo sotto.
Una settimana dopo lo scontro di Sukma, i maoisti rilasciano le fotografie di armi moderne in possesso della CRPF (Central Reserve Police Force – Forze Centrali di Riserva di Polizia)
Una settimana dopo lo scontro di Sukma, in cui sono stati uccis 12 militari della CRPF, il partito maoista ha rilasciato un comunicato stampa che riporta l'immagine di armi moderne che erano in
possesso del personale ucciso della CRPF.
La foto, con la dichiarazione rilasciata dal Comitato di Divisione Sud Bastar del CPI (Maoista), mostrava quattro fucili d’assalto AK-47, sei fucili INSAS (Indian Small Arms System-Sistema indiano di armi leggere), una mitraglietta, uno lanciagranate, due dispositivi senza fili e oltre 1130 cartucce di proiettili portati via dai ribelli.
I maoisti hanno espresso il loro apprezzamento per i loro quadri dell’Esercito Guerrigliero Popolare di Liberazione (PLGA) - il braccio armato dell’organizzazione messa al bando – che ha 'messo in esecuzione' l'attacco durante una manifestazione pubblica, uccidendo dodici soldati (jawans) della CRPF a Sukma l’11 marzo.
Nel frattempo, la polizia del Bastar ha stigmatizzato la nota stampa maoista come 'nient’altro che propaganda'.
La dichiarazione della brigata rossa contiene anche denunce sulle atrocità che le forze di sicurezza commettono contro gli abitanti dei villaggi tribali locali nel Bastar, Chhattisgarh meridionale.
Questo è il terzo importante scontro di questo mese nella zona irrequieta del Bastar. Giovedì, due membri del CPI (Maoista) sono stati uccisi a Narayanpur e l'11 marzo i maoisti armati hanno teso un'imboscata ad una manifestazione pubblica di partito, uccidendo dodici jawans della CRPF in Sukma.
I maoisti sono presenti in almeno 16 dei 27 distretti dello Stato, ma sono più attivi nel sud della regione del Bastar, Stato del Chhattisgarh.
Fonte: http://avaninews.com/article.php?page=1027
Pubblicato da RED BLOCK a 22:11 Nessun commento:
Londra - l'associazione dei lavoratori indiani in GB per la liberazione di Saibaba e altri prigionieri politici
IWA-GB (Associazione dei lavoratori indiani in GB)
Condanniamo la sentenza contro il Prof GN Saibaba e altri 5 in India!
Condanniamo la parodia di giustizia e lo strangolamento delle voci democratiche di dissenso!
Abolizione delle leggi liberticide come l’UAPA!
La condanna all’ergastolo emessa il 7 marzo 2017 dal dal Tribunale distrettuale Gadchiroli, stato del Maharashtra, contro il Professor G N Saibaba della Delhi University è scandalosamente ingiusta. La corte lo ha condannato insieme ad altri cinque in base alla draconiana legislazione antiterrorismo, Unlawful Activities Prevention Act (UAPA). I cinque condannati insieme a Saibaba sono il giornalista e attivista Prashant Rahi, lo studente della Jawaharlal Nehru University Hem Mishra e gli adivasi Pandu Narote, Mahesh Tirki e Vijay Tirki. (i primi cinque sono stati condannati all’ergastolo, Vijay Tirki a 10 anni di carcere).
È chiaro che la sentenza è stata decisa per terrorizzare tutte le voci democratiche di dissenso contro il governo delle caste superiori Brahmaniche Hindutva del BJP. Se il giudice afferma che le accuse contro gli imputati sono state “dimostrate oltre ogni ragionevole dubbio”, secondo l’avvocato difensore non vi è quasi nessuna prova contro di loro. Va ricordato che nel 2013 la polizia per due volte perquisì illegalmente l’abitazione del dottor Saibaba, sequestrando i dischi rigidi dei suoi computer senza sigillarli (come richiesto dalla procedura di polizia), gli stessi che hanno poi prodotto in tribunale come prova. Quei dischi rigidi possono essere stati facilmente manomessi mentre erano in possesso della polizia. Successivamente, nell’aprile 2014, la polizia del Maharashtra ha sequestrato lo stesso professore, costretto su sedia a rotelle, e lo ha incriminato in base a diversi articoli del UAPA, accusandolo di fare guerra allo Stato indiano. Nell’aprile 2016 la Corte Suprema ha concesso Saibaba la libertà su cauzione incondizionata, motivata dal suo stato di salute - soffre di disabilità al 90% - e dal fatto che tutti i testimoni nel processo erano già stati interrogati.
Durante i due anni trascorsi in attesa di giudizio nella prigione centrale di Nagpur, a Saibaba sono state negate terapie e assistenza medica, causando il rapido peggioramento della sua salute. Dopo la libertà su cauzione, lo scorso anno, Saibaba è stato in cura per problemi cardiaci, calcoli alla cistifellea, pancreatite e ipertensione arteriosa. È stato anche sottoposto a fisioterapia per le varie complicazioni ortopediche che si erano sviluppate alla schiena e alle spalle mentre in prigione. È stato ricoverato in terapia intensiva in un ospedale di Delhi ed è stato dimesso solo il 28 febbraio 2017. Si stava preparando a sottoporsi ad intervento chirurgico per la rimozione della cistifellea, che avrebbe dovuto effettuarsi entro un mese, quando, il 6 marzo, si è recato al tribunale di Gadchiroli per assistere alla lettura della sentenza. A Saibaba era stato lasciato intendere che avrebbe dovuto solo presenziare in tribunale per un paio d’ore e che sarebbe stato assolto. Invece, all’arrivo in tribunale Saibaba è stato immediatamente preso in custodia e condannato al carcere a vita. La corte ha anche illegittimamente rigettato la richiesta del suo difensore di emettere, sulla base delle sue condizioni ortopediche e degli altri disturbi, un ordine aggiuntivo che garantisse in carcere a Saibaba l’assistenza e le cure mediche per lui vitali.
Il professor Saibaba ha sempre lottato per i diritti dei contadini senza terra, delle popolazioni adivasi (indigeni), dei dalit (intoccabili), della classe operaia e degli settori sfruttati e oppressi della società indiana. Il professore è stato e resta una voce ascoltata contro la razzia degli stati centrali e orientali dell'India, dove gli Adivasi stanno difendendo le loro acque, le foreste e le terre per impedire che diventino preda dell’avidità delle compagnie minerarie. Ha instancabilmente denunciato il dispiegamento da parte del governo di oltre 100.000 forze paramilitari, in tutte le sue forme, dalla Operazione Green Hunt agli eserciti privati appoggiati dallo stato, come il Salwa Judum. È questa voce coraggiosa del professor Saibaba e dei suoi compagni che lo Stato indiano vuole soffocare. La sentenza del tribunale distrettuale è una prova di quanto docilmente i tribunali in India sono pronti a piegarsi alle pressioni dello stato di polizia.
Condanniamo la sentenza contro il professor Saibaba, Prashant Rahi, Hem Mishra, Pandu Narote, Mahesh Tirki e Vijay Tirki. Chiediamo che a tutti sia concessa la libertà su cauzione, garantito un processo equo, e che il professore Saibaba, costretto su sedia a rotelle, sia trattato in modo umano, conformemente alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
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Costruiamo un vasto movimento democratico unito per chiedere il rilascio del Prof. G.N. Saibaba e altri: Varavara Rao Un appello al popolo, alle organizzazioni democratiche, ai singoli individui, alle organizzazioni di massa e ai partiti politici
Costruiamo un vasto movimento democratico unito per chiedere il rilascio del Prof. G.N. Saibaba, Hem Mishra, Prashant Rahi, Mahesh Tirke, Pandu Narote e Vijay Tirke condannati secondo la legge UAPA (Legge Prevenzione Attività Illegali) dal giudice del tribunale di Gadchiroli, Maharastra; lottiamo anche per il ritiro della stessa legge draconiana UAPA.
Il Fronte Democratico Rivoluzionario non è un'organizzazione di fronte del PCI (Maoista) e non è un'organizzazione proibita a Delhi, Maharastra e in alcuni altri stati.
Il tribunale distrettuale di Gadchiroli, nel Maharastra, ha pronunciato la sentenza contro il Prof. G.N. Saibaba e altre cinque persone il 7 marzo 2017 sotto stretta sorveglianza della polizia armata. Poliziotti armati in uniforme con AK-47 e armi sofisticate sono stati ammessi nell’aula del tribunale dove si suppone debba stare il pubblico che segue l'udienza.
Dal lato degli accusati solo i parenti di sangue sono stati autorizzati oltre gli avvocati della difesa.
Il giudice ha pronunciato la sentenza alle 15 dicendo che ha trovato gli “accusati colpevoli” e verso le 5 le copie di 827 pagine rilegate della sentenza in inglese sono state consegnate agli accusati, agli avvocati della difesa e dell'accusa. La corte ha rifiutato di consentire anche l’applicazione degli ordini precedenti dati da essa stessa per quanto riguarda le medicine, la frutta ecc. necessari al Prof. G.N. Saibaba, dicendo che le autorità della prigione si prenderanno cura di tutto. Questa pregiudizio predeterminato contro G.N. Saibaba si può leggere nella sentenza stessa. Si dice che 'sebbene G.N. Saibaba sia disabile al 90%, egli è mentalmente sveglio'.
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