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Timestamp: 2018-03-24 05:03:14+00:00

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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Sezione staccata SENTENZA. - PDF
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1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Sezione staccata di Brescia - ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n.8/98 promosso da Carlo Di Fiore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Gianfranco Fontana e Italo Ferrari ed elettivamente domiciliato presso il loro studio in Brescia, via XXV Aprile n. 32 contro Il Comune di Brescia, in persona del Sindaco pro-tempore costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dall avv. Silvana Bini ed elettivamente domiciliato presso l Avvocatura civica in Brescia via Corsetto S. Agata n.11/b PER L'ANNULLAMENTO Del provvedimento del avente ad oggetto diniego di restituzione delle somme versate a titolo di contributi di urbanizzazione e costruzione per intervento edilizio effettuato in via S. Antonio n. 24; e per l accertamento dell infondatezza della pretesa di L a titolo di contributo di concessione e urbanizzazione; e per la condanna
2 alla restituzione della somma di L corrispondente alla parte di contributo già versato e trattenuto indebitamente dall amministrazione, oltre interessi dal giorno del versamento. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell Amministrazione resistente; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle proprie difese; Visti gli atti tutti della causa; Data per letta, alla pubblica udienza del la relazione del dr.o.m. Caputo; Uditi i difensori delle parti; Ritenuto in fatto e in diritto quanto segue: FATTO Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con il quale il Comune di Brescia ha espresso il diniego sulla richiesta di restituzione delle somme versate a titolo di contributi di urbanizzazione e costruzione per l intervento edilizio di ristrutturazione consistente nell accorpamento di due appartamenti facenti parte di una villa sita in via S.Antonio n. 24. Dopo aver premesso di avere versato a titolo di contributi per oneri di urbanizzazione e costruzione al solo fine di ottenere la concessione edilizia, il ricorrente ha dedotto l infondatezza della richiesta da parte dell amministrazione di pagamento dell indicato importo poiché l intervento edilizio sarebbe esente da contributo ai sensi dell art. 9, lett. d) l.n. 10/77. L impugnazione è sorretta dai seguenti motivi: La ristrutturazione dell edificio unifamiliare, non comportando aumento volumetrico e senza alcun aggravio del carico urbanistico, sarebbe esente a norma dell art. 9, lett. d) l. n. 10/77 dall imposizione del pagamento degli
3 oneri di urbanizzazione. L amministrazione si è costituita precisando che l edificio ristrutturato è stato in parte destinato a studio professionale, e che, comunque, in relazione all accorpamento di due unità immobiliari comprese nella villa difetterebbe il presupposto previsto dalla norma della tipologia unifamiliare del manufatto. Alla pubblica udienza del la causa su richiesta delle parti è stata trattenuta in decisione. DIRITTO Il ricorso è infondato. Vanno preliminarmente precisate le acquisizioni processuali in fatto. Il ricorrente in data ha presentato istanza di concessione edilizia per la ristrutturazione di un edificio sito in Brescia in via S. Antonio n.24. L intervento edilizio descritto in dettaglio nella relazione tecnica allegata alla richiesta di concessione consiste: nell accorpamento dei due appartamenti di cui è composta la villa da ristrutturare; nell abbassamento della soletta tra il primo piano ed il rifacimento del sottotetto con il recupero abitativo dello stesso; e nell allargamento del piano interrato; ed infine nella modifica del prospetto posteriore ivi inclusa il sistema distributivo al piano terra con la realizzazione di uno studio professionale. E indiscusso pertanto che la villa originariamente a due piani, divisa in due distinti appartamenti, dopo l intervento di ristrutturazione è stata ricondotta ad un unica unità immobiliare. Per tale tipologia di intervento di ristrutturazione non trova applicazione l esenzione dai contributi di urbanizzazione prevista dall art. 9, lett. d) l. n. 10/77. Mette conto infatti rilevare che la norma espressamente subordina
4 l esenzione agli interventi di ristrutturazione e di ampliamento in misura non superiore al 20% di edifici unifamiliari. Il manufatto oggetto dell intervento deve essere, fin dall origine, ante opera, unifamiliare. E ciò in conformità ad una serie di concorrenti elementi univocamente convergenti con il dato letterale. Sotto quest ultimo profilo non va passato sotto silenzio l orientamento giurisprudenziale consolidato che considera tassativa l elencazione dei casi di concessione edilizia gratuita, escludendo l applicazione di essi in via analogica ( Cons. St., sez. V, 14 ottobre 1992 n. 987; Tar Lazio, sez. Latina, 1 agosto 1994 n. 752; Tar Lombardia; sez.ii, 5 giugno 1995 n. 800). La ratio che ispira la specifica esenzione è di derivazione sociale: l edificio unifamiliare, nell accezione socio economica assunta dalla norma, coincide con la piccola proprietà immobiliare, tale da meritare per gli interventi di ristrutturazione un trattamento differenziato rispetto alle altre tipologie edilizie ( cfr.- Tar Lombardia, sez.ii, 10 ottobre 1996 n. 1480). Pertanto l esenzione è strettamente connessa con gli immobili di piccole dimensioni, per l appunto unifamiliari, che già in origine prima dell intervento di ristrutturazione siano tali ( cfr. Tar Marche 12 febbraio 1998 n. 250). In definitiva si vogliono incentivare le opere atte ad adeguare le case unifamiliari alle necessità abitative del nucleo familiare, senza estendere l esenzione ad altre tipologie di intervento che prescindano dall entità strutturale e dalla dimensione spaziale dell immobile comparata con il suo valore economico. Nel caso che ne occupa la villa ( si vedano le planimetrie e la
5 documentazione fotografica in atti), oltre ad essere di notevole pregio, era composta da due separate e distinte unità immobiliari, che per dimensione delle superfici occupate e caratteristiche strutturali non è assimilabile all edificio unifamiliare preso in considerazione dalla norma. Alla medesima stregua si deve respingere la richiesta formulata in via subordinata di esenzione dagli oneri di urbanizzazione. A fronte della natura dell intervento il contributo di urbanizzazione è legittimo, poiché la ristrutturazione, in riferimento alle opere innanzi analiticamente descritte, incide comunque in misura rilevante sul carico urbanistico ( Tar Lombardia, Brescia, 23 gennaio 1998 n. 34) Del resto lo stesso ricorrente nella memoria presentata all udienza di discussione ( dd ) ha ammesso che nell edificio è stato ricavato uno studio per l esercizio dell attività professionale della moglie. Sicchè il parziale mutamento di destinazione d uso, in origine solo abitativo, è ex se ostativo all esenzione dagli oneri di urbanizzazione Le spese di causa seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo P.Q.M. il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia- Sezione staccata di Brescia-definitivamente pronunciando, respinge il ricorso in epigrafe. Condanna il ricorrente alla rifusione delle spese di lite in favore dell amministrazione resistente che si liquidano in complessive euro. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso, in Brescia, dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, in Camera di Consiglio, del con l'intervento dei Signori: Francesco MARIUZZO, presidente Oreste Mario CAPUTO, Giudice
6 relatore Elena QUADRI Giudice. NUMERO SENTENZA 100 / 2002 DATA PUBBLICAZIONE

References: SENTENZA 
 art. 9
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 sentenza 
 SENTENZA