Source: https://www.interfred.it/Aziende/Legislazione/DL_27-1-92_n.110.asp
Timestamp: 2020-02-19 05:12:27+00:00

Document:
DL 27 gennaio 1992 n.110
Attuazione della direttiva 89/108/CEE in materia di alimenti surgelati destinati all'alimentazione umana.
Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana - Serie generale - n. 272 del 21-11-1995
Visto l'art. 50 della legge 29 dicembre 1990, n.428, recante delega al Governo per l'attuazione della direttiva 89/108/CEE del Consigli del 21 dicembre 1988, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sugli alimenti surgelati destinati all'alimentazione umana;
Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, dell'industria, del commercio e dell’artigianato e della sanità;
1. Il presente decreto disciplina la produzione, la distribuzione e la vendita degli alimenti surgelati destinati all'alimentazione umana.
I gelati non sono considerati alimenti surgelati.
a) sottoposti ad un processo speciale di congelamento, detto "surgelazione", che permette di superare con la rapidità necessaria, in funzione della natura del prodotto, la zona di cristallizzazione massima e di mantenere la temperatura del prodotto in tutti i suoi punti, dopo la stabilizzazione termica, ininterrottamente a valori pari o inferiori a -18°C;
Art. 3. - Materie prime
2. La preparazione dei prodotti da surgelare e l'operazione di surgelazione devono essere effettuate senza indugio mediante le attrezzature tecniche tali da contenere al minimo le modifiche chimiche, biochimiche e microbiologiche.
3. Le materie prime utilizzate nella produzione degli alimenti surgelati composti possono essere sottoposte ad un precedente trattamento di conservazione e contenere additivi nei limiti stabiliti dai decreti ministeriali emanati ai sensi degli articoli 5, lettera g) e 22 della legge 30 aprile 1962, n. 283.
4. Nella produzione degli alimenti surgelati composti è consentita l'aggiunta di additivi, ivi compresi gli antiossidanti con esclusione degli additivi conservanti, nelle quantità massime stabilite, per i corrispondenti prodotti non surgelati, dai decreti ministeriali emanati ai sensi degli articoli 5, lettera g) e 22 della legge 30 aprile 1962. n. 283.
Art. 4. - Temperature
1. La temperatura degli alimenti surgelati deve essere mantenuta in tutti i punti del prodotto ad un valore pari o inferiore a -18°C.
a) durante il trasporto, brevi fluttuazioni verso l'alto non superiori a 3 °C della temperatura del prodotto:
b) durante la distribuzione locale e negli armadi e nei banchi frigoriferi per la vendita al consumatore, fluttuazioni verso l'alto della temperatura del prodotto non superiori a 3 °C.
Art.5. - Mezzi criogeni
1. I mezzi criogeni che possono essere usati per il contatto diretto con gli alimenti da surgelare sono:
Art. 6. - Produzione ed immagazzinamento
1. La produzione ed il confezionamento degli alimenti surgelati devono avvenire in stabilimenti autorizzati dall'autorità sanitaria competente, ai sensi dell'art. 2 della legge 30 aprile 1962, n. 283.
2. Per i prodotti della pesca le operazioni preliminari possono essere effettuate a bordo delle navi purché seguite da immediata surgelazione e da idoneo confezionamento temporaneo; le successive operazioni di lavorazione o di confezionamento devono essere effettuate negli stabilimenti autorizzati di cui al comma 1, ovvero su navi officina riconosciute idonee dalla competente autorità sanitaria locale nel rispetto delle condizioni stabilite con il decreto ministeriale di cui al comma 4.
3. Per operazioni preliminari si intendono operazioni manuali o meccaniche quali la decapitazione, la depinnazione, la decaudazione, la eviscerazione, il dissanguamento.
Art. 7. - Confezionamento degli alimenti surgelati destinati al consumatore
1. Gli alimenti surgelati destinati al consumatore devono essere venduti in confezioni originali chiuse dal fabbricante o dal confezionatore e preparatore con materiale idoneo a proteggere il prodotto dalle contaminazioni microbiche o di altro genere e dalla disidratazione.
Art. 8. - Etichettatura degli alimenti surgelati destinati al consumatore
c) le istruzioni relative alla conservazione del prodotto dopo l'acquisto completate dalla indicazione della temperatura di conservazione o dell’attrezzatura richiesta per la conservazione;
Art. 9. - Etichettatura degli alimenti surgelati non destinati al consumatore
a) la denominazione di vendita completata dal termine “surgelato”;
b) la quantità netta espressa in unità di massa;
Art. 10. - Importazione alimenti surgelati provenienti da Paesi non appartenenti alla CEE
1. Fermo restando le disposizioni comunitarie relative alla condizioni per l’importazione di determinati prodotti, gli alimenti surgelati provenienti da Paesi non appartenenti alla CEE sono ammessi all’importazione nel territorio nazionale solo se presentano i seguenti requisiti:
b) siano stati prodotti in stabilimenti riconosciuti idonei dalle competenti autorità nazionali ed inclusi in elenchi ufficiali notificati alle autorità del Paese interessato.
Art. 11. - Trasporti ed apparecchiature frigorifere nella fase di vendita
2. L’art. 4 della legge 27 gennaio 1968, n. 32 è così sostituito:
“Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il Ministro della sanità sono stabilite le disposizioni da osservare nel trasporto degli alimenti surgelati nonché le caratteristiche richieste per gli armadi ed i banchi frigoriferi destinati alla conservazione ed alla vendita degli alimenti surgelati. Fino alla data di entrata in vigore del suddetto decreto si applica la normativa vigente.”.
Art. 12 - Metodo di controllo delle temperature
1. I decreti di cui agli articoli 5, comma 2, 6, comma 4, 11, comma 2, e 12 sono adottati ai sensi dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400.
“L’autorizzazione amministrativa è concessa per l’unica voce alimenti surgelati”.
2. Si applicano negli additivi impiegati ai sensi dell’art. 3 nella produzione di alimenti surgelati, le disposizioni contenute negli articoli 5 e 6, comma 4, della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modifiche ed integrazioni.
4. Salvo che il fatto costituisca reato, le infrazioni alle disposizioni previste dagli articoli 4, 7 e 11, commi 1 e 2.
5. L’infrazione al disposto degli articoli 5, 6, commi 2, 5, 10, comma 2, e 14, comma 2 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire sei milioni a lire trentasei milioni.
Dato a Roma, addì’ 27 gennaio 1992
Bodrato, Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
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References: Art. 3

Art. 4

Art.5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12