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Timestamp: 2020-07-03 20:59:37+00:00

Document:
Massimario di legittimità - Numero 3-2001, March 2001 - Rivista penale - Libri e Riviste - VLEX 465382
Pagine: 295-321
@Abusivo esercizio di una professione - Configurabilità - Condizioni - Scopo di lucro
Ai fini della configurabilità del reato di esercizio abusivo di una professione, non rileva - considerata l'indisponibilità dell'interesse protetto dalla norma incriminatrice - l'assenza di scopo di lucro nell'autore o il movente di carattere meramente privato, e neppure il consenso alla prestazione manifestato dal destinatario, essendo sufficiente la consapevolezza della mancanza del titolo abilitativo. (Nella fattispecie: procuratore legale).
Cass. pen., sez. II, 21 ottobre 2000, n. 10816 (ud. 22 agosto 2000), Magaddino. (C.p., art. 348). [RV217219]
@Abusivo esercizio di una professione - Consulente del giudice - Mancata iscrizione al relativo albo - Configurabilità del reato
È configurabile il reato di esercizio abusivo di una professione anche nell'ipotesi in cui l'atto posto in essere da parte del soggetto non iscritto all'apposito albo (nella specie, il ruolo dei periti assicurativi) consista nell'espletamento di consulenza tecnica per l'autorità giudiziaria, non rilevando la circostanza che le norme regolanti la nomina di consulenti e periti abbiano carattere ordinario e che l'autorità giudiziaria possa nominare persone munite di particolare competenza, in determinate materie, indipendentemente dall'iscrizione in apposito albo, atteso che, in ogni caso, la scelta non è assolutamente discrezionale e che un'indicazione eccentrica rispetto al normale accesso agli albi esige adeguata motivazione, la cui mancanza rende impugnabile la nomina.
Cass. pen., sez. VI, 14 luglio 2000, n. 2811 (c.c. 15 giugno 2000), P.M. in proc. Campiano ed altri. (C.p.p., art. 348; c.p.p., art. 221; att. c.p.p., art. 67; c.p.c., art. 61). [RV216935]
@Abusivo esercizio di una professione - Consulente del lavoro - Configurabilità - Elaborazione di buste paga da parte di soggetto non iscritto nell'apposito albo
Integra il reato di esercizio abusivo della professione di consulente del lavoro, riservata dagli artt. 1 e 2 della legge 2 novembre 1979, n. 12 agli iscritti nell'apposito albo, l'attività di chi, non munito di abilitazione professionale, provvede all'elaborazione delle buste-paga e agli adempimenti connessi, rilasciando anche ai clienti fatture per la propria opera, atteso che tale attività, richiedendo la individuazione, interpretazione e applicazione di una normativa complessa e di difficile coordinamento, non è qualificabile come attività di mera esecuzione.
Cass. pen., sez. VI, 20 dicembre 1999, n. 14354 (ud. 2 novembre 1999), Rosini. (L. 2 novembre 1979, n. 12, art. 1; L. 2 novembre 1979, n. 12, art. 2). [RV216827]
@Abuso d'ufficio - Estremi - Inosservanza da parte del comitato di gestione di una Usl delle norme disciplinanti le graduatorie per l'affidamento di incarichi - Configurabilità del reato
È configurabile il reato di abuso di ufficio nell'attività dei componenti del comitato di gestione di una Usl che abbiano stipulato convenzioni con biologi senza rispettare le formalità all'uopo previste dagli accordi collettivi a livello nazionale (che hanno natura regolamentare e sono resi esecutivi, ai sensi dell'art. 48 L. n. 833 del 1978, con decreto del Presidente della Repubblica), e, in particolare, senza attingere alla graduatoria nella quale, a norma dei citati accordi collettivi, devono iscriversi i professionisti che, provvisti dei prescritti requisiti, aspirino a svolgere la propria attività nel Servizio Sanitario, a nulla rilevando la mancata approvazione della suddetta graduatoria per l'anno in corso, atteso che tale circostanza non può esimere il comitato di gestione dal rispetto delle altre formalità previste (quali la pubblicazione degli incarichi da conferire nel bollettino ufficiale della regione e il prioritario interpello dei professionisti già titolari di altro incarico ambulatoriale presso le Usl della regione), né impedisce di fare ricorso alla graduatoria provvisoria in corso di approvazione, ovvero la graduatoria approvata per l'anno precedente.
Cass. pen., sez. VI, 18 maggio 2000, n. 5779 (ud. 31 marzo 2000), Stendardo S. e altro. (C.p., art. 323; L. 23 dicembre 1978, n. 833, art. 48). [RV216890]
@Abuso d'ufficio - Estremi - Revoca delle concessioni di commercio ambulante - Inconfigurabilità del reato
In tema di abuso d'ufficio, non integra violazione di legge, ma esercizio legittimo del potere discrezionale della pubblica amministrazione, il provvedimento con il quale il sindaco, in ossequio all'art. 3, comma tredicesimo, della L. n. 112 del 1991, nel revocare le concessioni di commercio ambulante in area monumentale, contestualmente ne sospenda gli effetti in attesa di individuare le aree alternative da assegnare ai commercianti, sempre che risulti accertato che il comportamento del sindaco non sia stato pretestuosamente dilatorio.
Cass. pen., sez. VI, 8 febbraio 2000, n. 3992 (c.c. 29 novembre 1999), P.M. in proc. Floriani. (C.p., art. 323; L. 28 marzo 1991, n. 112, art. 3). [RV216837]
@Acque pubbliche e private - Inquinamento - Scarichi - Autorizzazione
Anche la immissione diretta dei reflui in vasche o serbatoi costituisce scarico in senso tecnico e deve essere autorizzata ex legge 152 del 1999.
Cass. pen., sez. III, 19 giugno 2000, n. 7138 (ud. 29 febbraio 2000), Lorini G. ed altro. (L. 11 maggio 1999, n. 152, art. 59). [RV217013]
@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Concorso con la sospensione condizionale della pena - Prevalenza di quest'ultima
La sospensione condizionale della pena prevale sull'indulto in quanto può determinare, una volta realizzatesi le condizioni previste dalla legge, l'estinzione del reato. (Fattispecie in cui è stata annullata la decisione del giudice di appello che, in assenza di censure sul punto dell'appellante, aveva dichiarato condonate le pene relative ad alcuni reati per i quali in primo grado era stata disposta la sospensione condizionale della pena).
Cass. pen., sez. VI, 2 febbraio 2000, n. 1315 (ud. 7 gennaio 2000), D'Angelo. (C.p., art. 163; c.p., art. 174). [RV216839]
@Antichità e belle arti - Cose di interesse artistico e storico - Commercio di opere contraffatte - Opere di pittura dichiarate non autentiche
L'art. 128 del D.P.R. n. 490 del 1999 prevede che le disposizioni del precedente art. 127, il quale punisce la contraffazione di opere d'arte e la loro messa in commercio, non si applichino, tra l'altro, a chi pone in vendita copie di opere di pittura dichiarate espressamente non autentiche mediante annotazione sull'opera stessa ovvero, quando ciò non sia possibile, in dichiarazione separata. Ne consegue che in tal caso, non potendo configurarsi reato, non è possibile disporre la confisca di un quadro dichiaratamente falso, né è possibile, una volta confermata in appello l'assoluzione dal reato di commercio di un quadro contraffatto, oggetto, ciò nonostante, di confisca in primo grado, disporne la restituzione, subordinandola all'apposizione, su di esso, di una dicitura di accertata contraffazione in sede giudiziaria, essendone lecita la detenzione per uso esclusivamente personale.
Cass. pen., sez. III, 25 settembre 2000, n. 10058 (ud. 23 giugno 2000), Fumarola ed altro. (D.L.vo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 127; D.L.vo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 128). [RV217004]
@Appalto (Contratto di) - Subappalto - Per la fornitura di pasti a scuole materne - Configurabilità del reato di cui all'art. 21 L. n. 646/82
Il subappalto non autorizzato relativo alla fornitura di pasti a scuole materne non può essere punito a norma dell'art. 21 della legge 13 settembre 1982, n. 646, nel testo precedente alle modifiche intervenute con legge 11 febbraio 1994, n. 109, vigente all'epoca dei fatti, che ha per oggetto solo il subappalto non autorizzato di opere per le quali fosse necessaria l'iscrizione all'albo nazionale dei costruttori e pertanto non quello, come nella specie, relativo ad un contratto di somministrazione.
Cass. pen., sez. IV, 14 luglio 2000, n. 8243 (ud. 7 giugno 2000), Cilio F. (C.c., art. 1559; L. 13 settembre 1982, n. 646, art. 21). [RV216806]
@Appello penale - Cognizione del giudice di appello - Pena patteggiata - Ricorso per cassazione
Nell'ipotesi del c.d. «patteggiamento in appello» (previsto dagli artt. 599 e 602 c.p.p., e caratterizzato dalla medesima natura pattizia dell'ipotesi regolamentata dall'art. 444 c.p.p.), non è consentito all'imputato rimettere in discussione la descrizione del fatto e la sua qualificazione giuridica una volta che, sulla base di esse, si sia raggiunto un accordo con il pubblico ministero; ne consegue che deve dichiararsi l'inammissibilità del ricorso per cassazione,Page 296 proposto avverso la sentenza pronunciata in appello in esito all'accordo raggiunto ai sensi del citato art. 599 e fondato sull'inesattezza della qualificazione giuridica del fatto (prospettata come nullità di carattere generale ed insanabile, riconducibile all'attività del P.M. e all'esercizio dell'azione penale), atteso che, in tal modo, l'imputato tende a conseguire l'effetto, incompatibile con l'irrevocabilità e immodificabilità del consenso prestato, di rimettere in discussione l'accordo già raggiunto.
Cass. pen., sez. III, 5 giugno 2000, n. 6609 (ud. 25 gennaio 2000), Pantaleo A. (C.p.p., art. 599; c.p.p., art. 602; c.p.p., art. 444). [RV216965]
@Appello penale - Dibattimento - Rinnovazione dell'istruzione - Motivazione
In tema di rinnovazione, in appello, della istruzione dibattimentale, il giudice, pur investito - con i motivi di impugnazione - di specifica richiesta, è tenuto a motivare solo nel caso in cui a detta rinnovazione acceda; invero, in considerazione del principio di presunzione di completezza della istruttoria compiuta in primo grado, egli deve dare conto...
Condizioni detenzione

References: Cass. 
 art. 348

Cass. 
 art. 348
 art. 221
 art. 67
 art. 61

Cass. 
 art. 1
 art. 2

Cass. 
 art. 323
 art. 48

Cass. 
 art. 323
 art. 3

Cass. 
 art. 59

Cass. 
 art. 163
 art. 174
 art. 127

Cass. 
 art. 127
 art. 128

Cass. 
 art. 1559
 art. 21
 sentenza 
 art. 599

Cass. 
 art. 599
 art. 602
 art. 444