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Timestamp: 2019-10-15 17:26:29+00:00

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I nuovi Servizi segreti: riformati ma non troppo
Published by Silendo on agosto 21, 2007 | 170 Responses
Il 1° agosto la Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il disegno di legge riguardante il “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica”1.
Dopo esattamente 30 anni2, e diversi tentativi falliti nel corso delle precedenti legislature, l’Italia ha una nuova legge in materia di Servizi segreti.
Con il consenso unanime delle forze politiche e con sorprendente velocità3 il Parlamento è riuscito a riformare questo delicato e vitale settore delle Istituzioni.
La legge da poco approvata riprende molti dei principi contenuti nel progetto di riforma presentato dalla c.d. “Commissione Jucci” al Governo nel dicembre del 1997.
Istituita dal Presidente del Consiglio Prodi con l’obiettivo di predisporre un testo-base per la riforma dei Servizi, la Commissione era presieduta dal generale Roberto Jucci4 e composta dal generale Domenico Corcione5 , dai professori Paolo Savona6 e Andrea Manzella, dai magistrati Gaetano Silvestri7, Loris D’Ambrosio ed Elisabetta Cesqui. A conclusione dei lavori la Commissione presentò una dettagliata relazione comprensiva di una bozza di articolato. La c.d. “bozza Jucci” costituì l’ossatura del disegno di legge8 n° 4162 che, nel luglio del 1999, il Governo D’Alema presentò al Senato. Il disegno, però, non venne approvato.
Ad un attento esame non può sfuggire come la legge 124 – costruita attorno alla bozza elaborata dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, con il supporto del Comitato Parlamentare di Controllo – abbia diversi punti di contatto con il disegno di legge presentato al Senato nel 1999.
Vediamo, quindi, che cosa cambierà per l’Intelligence italiana, soffermandoci in particolare sugli aspetti più rilevanti della nuova disciplina: la struttura del Sistema di Informazione, le garanzie funzionali e le norme riguardanti le operazioni svolte dai Servizi, il personale, il controllo parlamentare e ed il Segreto di Stato.
E’ importante chiarire che l’analisi sarà inevitabilmente limitata dalla mancanza dei regolamenti attuativi che il Governo emanerà nei 180 giorni successivi al 12 ottobre, data di entrata in vigore della legge.
La struttura dell’Intelligence italiana
Innanzitutto la nuova normativa introduce il concetto di “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica”.
Tale Sistema “è composto dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), dall’Autorità delegata (…), ove istituita, dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), dall’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) e dall’Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI)”9 e cioè da tutti i soggetti dell’Intelligence nazionale.
L’elenco è tassativo e le funzioni attribuite al DIS, all’AISE ed all’AISI sono esclusive non potendo “essere svolte da nessun altro ente, organismo o ufficio”10 .
Nell’elenco non è compreso il Reparto Informazioni e Sicurezza (RIS) dello Stato Maggiore della Difesa che, ex art. 8, II comma, “svolge esclusivamente compiti di carattere tecnico militare e di polizia militare, e in particolare ogni attività informativa utile al fine della tutela dei presıdi e delle attività delle Forze armate all’estero”. Il RIS, quindi, non è un organismo di Intelligence e non sarà soggetto alla relativa normativa. Come già stabilito dalla precedente legislazione il RIS opererà in stretto collegamento con l’AISE (ex SISMi)11 .
Il ruolo del Presidente del Consiglio
Un primo, importante, cambiamento apportato dalla legge 124/07 è costituito dal rafforzamento dei poteri del Presidente (e della Presidenza) del Consiglio dei Ministri. Ciò avviene soprattutto come conseguenza della perdita di poteri da parte dei Ministri (e dei Ministeri) della Difesa e dell’Interno.
Fino ad oggi, infatti, se al Presidente del Consiglio era attribuita “l’alta direzione, la responsabilità politica generale e il coordinamento della politica informativa e di sicurezza”12 erano comunque il Ministro della Difesa e dell’Interno, dal quale i Servizi dipendevano13 , a stabilire gli ordinamenti di SISMi e SISDe.
Con la legge appena approvata, invece, i Ministri della Difesa e dell’Interno perdono il controllo sulle due strutture di Intelligence le quali saranno, sì, tenute ad informare “tempestivamente e con continuità il Ministro dell’interno, il Ministro degli affari esteri e il Ministro della difesa per i profili di rispettiva competenza”14 ma d’ora in avanti dipenderanno completamente dal Capo del Governo15 .
La riforma ha quindi attuato una centralizzazione della catena di comando in favore del Presidente (e della Presidenza) del Consiglio anche se questo non ha mancato di suscitare qualche perplessità, sia in sede parlamentare che tra tecnici ed esperti del settore.
In un recente convegno svoltosi presso la Link Campus University di Roma16 si è affermato che la perdita del SISMi e del SISDe potrebbe spingere la Difesa e l’Interno a dotarsi informalmente di nuove strutture di Intelligence per far fronte alle loro necessità informative17.
A mio avviso la possibilità che ciò avvenga è reale più in relazione al Ministero dell’Interno – in considerazione delle sue attribuzioni in materia di sicurezza ed ordine pubblico18 e delle relative esigenze di acquisizione ed elaborazione di informazioni – che non riguardo al Ministero della Difesa. Come detto in precedenza infatti questo dispone di un Reparto Informazioni, peraltro considerato di alto livello, per far fronte alle proprie esigenze tecnico-operative.
Riguardo al Ministero dell’Interno, invece, molto dipenderà dal livello di integrazione ed interscambio che sarà raggiunto sia tra DIS (vedi infra) e Forze di Polizia sia all’interno del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR, vedi infra) tra i Ministri che lo compongono.
Considerata l’impossibilità di curare nel dettaglio la gestione di strutture così complesse la legge permette al Presidente del Consiglio (sulla base di una scelta autonoma e discrezionale) di delegare le funzioni di cui non ha la titolarità esclusiva19 ad una c.d. “Autorità delegata” che potrà essere un Sottosegretario di Stato o un Ministro senza portafoglio20. Il Capo del Governo dovrà però essere costantemente informato sulle modalità di esercizio dei poteri delegati21 e l’Autorità stessa potrà occuparsi soltanto di Servizi segreti non potendo esercitare ulteriori funzioni di governo22 .
La legge di riforma, quindi, da un lato conferma la prassi finora seguita dalla maggior parte dei Presidenti del Consiglio della Repubblica (e cioè il conferimento delle deleghe sui Servizi ad un Sottosegretario di Stato o più raramente ad un Ministro senza Portafoglio, come nel caso del Ministro per la Funzione Pubblica Frattini tra il giugno 2001 ed il novembre 2002) dall’altro fa chiarezza riguardo ai limiti ed all’esercizio delle funzioni delegate.
La legge 801, infatti, non specificava quali fossero i poteri effettivamente delegabili e quali gli eventuali limiti accennando solo genericamente alla possibilità, da parte del Presidente del Consiglio, di delegare ad un Sottosegretario di Stato la presidenza del CESIS23 .
Il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica
La legge di riforma mantiene in vita il Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza (art. 2 legge 801/77 e DPR 756/94) cambiando il nome in Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR)24 ma confermandone, nella sostanza, composizione e funzioni25.
Istituito presso la Presidenza del Consiglio il CISR sarà composto dal Presidente del Consiglio che lo presiede, dall’Autorità delegata se istituita26, dal Ministro dell’Interno, dal Ministro della Difesa, dal Ministro della Giustizia e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze27. Il Presidente del Consiglio potrà chiamare a partecipare, senza diritto di voto, anche altri Ministri, i Direttori delle Agenzie e autorità civili e militari. Il Direttore generale del DIS sarà il segretario del Comitato28.
Il CISR avrà “funzioni di consulenza, proposta e deliberazione sugli indirizzi e sulle finalità generali della politica dell’informazione per la sicurezza”29 e delibererà su risorse finanziarie e bilanci degli apparati di Intelligence30. Dovrà inoltre esprimere il proprio parere sulla nomina e sulla revoca dei Direttori del DIS, dell’AISE e dell’AISI31.
Nel precedente sistema il ruolo del Comitato interministeriale è stato complessivamente poco incisivo limitandosi spesso a confermare quanto già deciso in separata sede dal Presidente del Consiglio e dai Ministri dell’Interno e della Difesa, veri referenti dei due Servizi. Nel sistema disegnato dalla legge 124, invece, con la sottrazione delle Agenzie di Intelligence al controllo dei due Ministeri, il Comitato dovrebbe diventare il principale (se non l’unico) luogo di pianificazione (a “collegialità ristretta”) della politica di informazione per la sicurezza del Governo.
Chi scrive è del parere che il legislatore abbia perso un’importante occasione non istituendo un organo di supporto al Governo nel settore della sicurezza nazionale: un National Security Council adattato al sistema costituzionale italiano32 .
Senza entrare nel merito della questione tale organo dovrebbe essere un comitato interministeriale con compiti sia di pianificazione, preparazione e consulenza sia di coordinamento e raccordo amministrativo. Per la sua creazione sarebbe sufficiente una legge ordinaria senza necessità di modifiche costituzionali.
Il legislatore quindi, con la legge 124, avrebbe potuto compiere un passo in questa direzione istituendo un “CISR allargato”, con compiti cioè non limitati alla sola politica delle informazioni per la sicurezza ma estesi alla totalità delle politiche di difesa e sicurezza nazionale.
Il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS)
Presieduto dal Presidente del Consiglio o dall’Autorità delegata il Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza (CESIS) era composto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, dal Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Capo della Polizia, dal Segretario Generale del Ministero degli Esteri, dai Comandanti Generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza, dai Direttori del SISMi e del SISDe, dal Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Segretario Generale del CESIS.
Alla sue dirette dipendenze il Comitato ha fornito al Presidente del Consiglio il supporto tecnico ai fini della funzione di coordinamento tra SISMi e SISDe33 .
Il ruolo del CESIS è stato quindi influenzato dal livello di attenzione che i Capi del Governo hanno manifestato nei confronti dei Servizi ed è parere generalmente condiviso che l’organo, nel corso dei suoi 30 anni di vita, non abbia funzionato al pieno delle proprie potenzialità.
Il legislatore lo ha eliminato ma ha mantenuto la Segreteria Generale del CESIS34 rafforzandone i compiti e trasformandola in un Dipartimento, il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS).
Il DIS, esattamente come avvenuto fino ad oggi con la Segreteria del CESIS, sarà lo strumento attraverso il quale il Presidente del Consiglio e l’Autorità delegata eserciteranno le loro competenze in materia35 ed è evidente che in un sistema in cui le Agenzie di Intelligence dipenderanno unicamente dal Presidente del Consiglio il Dipartimento, di cui questi si servirà per gestirle, è destinato ad acquisire maggiore importanza e centralità.
Riguardo ai compiti assegnati al DIS la legge 124 entra nel dettaglio.
Pur non avendo una sovraordinazione gerarchica su AISE ed AISI il Dipartimento dovrà36:
a) coordinare l’intera attività di informazione per la sicurezza, verificando i risultati delle attività svolte dalle Agenzie, trasmettendo al Presidente del Consiglio le informazioni e le analisi raccolte dal Sistema di Intelligence e predisponendo progetti di ricerca informativa i quali dovranno essere approvati dal Capo del Governo (dopo aver sentito il CISR, vedi infra);
b) svolgere la c.d. attività di “All Source Analysis” (attraverso la raccolta delle informazioni e delle analisi prodotte non solo dai Servizi ma anche dalle Forze Armate, dalle Forze di Polizia37, dalle Amministrazioni dello Stato38 e da enti di ricerca privati) elaborando analisi strategiche e previsionali;
c) produrre analisi globali da sottoporre al CISR;
d) elaborare, d’intesa con le due Agenzie, il piano di acquisizione delle risorse materiali ed umane, impartendo “gli indirizzi per la gestione unitaria del personale”;
e) esercitare, attraverso un Ufficio ispettivo (vedi infra), il controllo interno sull’attività dei Servizi;
f) diffondere la cultura dell’Intelligence ed occuparsi della comunicazione istituzionale.
A capo del DIS viene posto un Dirigente di prima fascia nominato direttamente dal Presidente del Consiglio (sentito il parere del CISR) il cui incarico avrà una durata massima di quattro anni rinnovabili solo una volta.
Diversamente da quanto scritto da alcuni giornalisti il Direttore del Dipartimento non sarà gerarchicamente sovraordinato agli uffici ed al personale dei due Servizi.
In sostanza, AISE ed AISI si configurano come Agenzie autonome, non inserite all’interno del Dipartimento delle Informazioni, ed alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio e non del Direttore del Dipartimento39 .
Rispetto alla precedente organizzazione della Segreteria Generale del CESIS (di cui, come abbiamo visto, il DIS è l’evoluzione) la legge 124 introduce tre importanti novità: l’Ufficio Ispettivo, l’Ufficio Centrale degli Archivi ed una Scuola di Formazione unica.
L’Ufficio Ispettivo, la cui organizzazione ed il cui funzionamento verranno disciplinati da apposito regolamento, avrà il compito di verificare la conformità delle attività dei Servizi a norme di legge, regolamenti e direttive40. Dietro autorizzazione del Capo del Governo, l’Ufficio potrà compiere vere e proprie inchieste su comportamenti e su episodi riguardanti gli apparati di Intelligence41 . Tali verifiche però, salva specifica autorizzazione del vertice politico, non dovranno interferire con le operazioni in corso42 .
L’Ufficio Centrale degli Archivi oltre a gestire l’Archivio del DIS dovrà vigilare sulla gestione degli archivi delle due Agenzie disciplinandone accesso e funzionamento. Sarà inoltre compito esclusivo dell’Ufficio Centrale la conservazione della documentazione riguardante attività e bilanci dei Servizi e della documentazione riguardante le c.d. “Garanzie funzionali” (vedi infra).
Viene creata una Scuola di formazione unica per il personale del DIS e per quello delle due Agenzie.
La Scuola si occuperà di fornire addestramento di base, aggiornamenti e formazione permanente.I programmi verranno stabiliti annualmente in base “alle esigenze operative dei servizi (…), ai mutamenti dello scenario internazionale e all’evoluzione del quadro strategico internazionale” 43.
La Scuola avrà una direzione composta da “rappresentanti dei Ministeri interessati”44 e da “esponenti qualificati dei centri di eccellenza universitari nei settori di interesse”.
Il collegamento stabile con il mondo accademico costituisce un’importante novità che, se correttamente sviluppata, potrà incidere positivamente sulla formazione del personale e sulla capacità, da parte dei Servizi, di rispondere alle sfide strategiche.
L’Ufficio Centrale per la Segretezza (UCSe) ed il Nulla Osta di Sicurezza (NOS)
Un discorso più approfondito merita l’ufficio che svolgerà funzioni direttive, di consulenza, coordinamento e controllo in merito alle classifiche di segretezza e alle tutela amministrativa del Segreto di Stato45 : l’UCSe.
L’Ufficio Centrale per la Segretezza, inserito organicamente all’interno del Dipartimento, prenderà il posto dell’UCSi (o Ufficio Centrale per la Sicurezza), una struttura che nel corso degli anni ha sollevato anche dubbi di conformità alle leggi46.
Alle dipendenze dell’Autorità Nazionale per la Sicurezza (ANS)47 l’UCSi, pur svolgendo compiti di primaria importanza, ha operato solo sulla base di norme secondarie48 ed in gran parte riservate.
Affermava il Comitato Parlamentare sui Servizi di Informazione e Sicurezza: “Non si può che ribadire un giudizio già formulato: per un ufficio che appare così rilevante e che oggi è esclusivamente organizzato sulla base di disposizioni regolamentari ed amministrative a carattere riservato sarebbe necessaria una regolamentazione legislativa e forme certe di controllo.
Il rilascio dei Nulla osta di segretezza, che è il compito più rilevante (anche se non l’unico) affidato all’UCSi, continua ad avere effetti rilevanti nella vita professionale di numerosissimi soggetti (in gran parte militari e dipendenti pubblici) così come nelle attività e negli affari di molte imprese. Per tutti coloro che, nello svolgimento del proprio lavoro trattano documenti riservati o si occupano di attività rilevanti per la sicurezza dello Stato (siano essi soggetti singoli o imprese) è, infatti, necessario il possesso del Nos.
Si tratta di un’abilitazione che può avere diversi livelli, a seconda delle attività svolte, e che viene rilasciata sulla base di una raccolta di informazioni sul soggetto o sull’impresa. Questo accertamento viene svolto riservatamente, di solito è affidato ai carabinieri e, per gran parte dei casi, fa capo all’UCSi. Le deliberazioni di questo ufficio possono modificare radicalmente carriere individuali, possono far partecipare l’una o l’altra impresa ad appalti remunerativi o possono escluderla. E’ grande il potere che così può essere esercitato. Ma si tratta di un potere che, come si è osservato, non si fonda su alcuna regola legislativa e che è svincolato da ogni controllo.”49
La legge 124 ha risolto questi problemi in primo luogo confermando la competenza dell’UCSe in materia di rilascio e revoca dei Nulla Osta e di gestione degli archivi collegati50, in secondo luogo disciplinando nel dettaglio le procedure riguardanti il NOS51 .
Le due Agenzie
Come abbiamo visto la legge 801 disegnava una comunità di Intelligence strutturata su due Servizi operativi, SISMi e SISDe, dipendenti rispettivamente dal Ministero della Difesa e da quello dell’Interno, con il coordinamento affidato ad un Comitato esecutivo, il CESIS, ed alla sua Segreteria.
Le competenze dei due Servizi venivano stabilite non sulla base di una ripartizione geografica interno/estero (come spesso erroneamente sostenuto) ma secondo un modello “funzionale”, in base cioè all’interesse da tutelare.
Al SISMi era affidata l’attività informativa per la difesa dello Stato da pericoli di tipo militare52, al SISDe era affidata l’attività informativa per la difesa delle Istituzioni democratiche da pericoli di tipo eversivo53 . Una ripartizione delle competenze su base geografica venne stabilita solo con la legge n° 410 del 199154 e limitatamente al contrasto alla criminalità organizzata55.
Il sistema disegnato dal legislatore del 1977 rispondeva chiaramente ai requisiti di sicurezza della Guerra Fredda laddove, storicamente, i pericoli principali per il Paese provenivano dal Patto di Varsavia (competenza SISMi) ma con un’allarmante crescita della terrorismo interno (competenza SISDe) ed internazionale (competenza SISMi) dagli anni ’70 in poi.
L’evoluzione e la crescente complessità della minaccia non è stata accompagnata nel corso degli anni da interventi legislativi volti a ridistribuire adeguatamente le competenze56. In tale quadro normativo il Servizio che ha avuto maggiore libertà di movimento è stato il SISMi, vero ed unico Servizio “generalista”.
E’ opinione ampiamente condivisa, infatti, che all’interno dell’Intelligence community italiana il c.d. Servizio militare abbia avuto un ruolo dominante rispetto al c.d. Servizio civile.
Mentre il primo ha avuto competenze praticamente su tutte le materie (intelligence strategica politica e militare, controspionaggio, controproliferazione, controterrorismo) spaziando sia all’estero che all’interno57, il SISDe di fatto si è occupato “solo” di eversione e, dal 1991, di criminalità organizzata interna58.
La legge 124/07, come abbiamo visto, istituisce due Agenzie autonome ed apporta alcune rilevanti modifiche nella divisione dei compiti.
All’AISE è affidato il compito di “ricercare ed elaborare (…) tutte le informazioni utili alla difesa dell’indipendenza, dell’integrità e della sicurezza della Repubblica (…) dalle minacce provenienti dall’estero”59. All’AISI, invece, è affidato “il compito di ricercare ed elaborare (…) tutte le informazioni utili a difendere (…) la sicurezza interna della Repubblica e le istituzioni democratiche (…) da ogni minaccia, da ogni attività eversiva o da ogni forma di aggressione criminale o terroristica” 60 . Con i regolamenti che verranno emanati successivamente il Governo stabilirà nel dettaglio tali compiti.
In definitiva il legislatore ha adottato, pur con una formulazione un po’ macchinosa, un criterio di ripartizione delle competenze su base geografica. L’AISE opererà all’estero e l’AISI all’interno del Paese.
Ciascuna Agenzia potrà compiere operazioni al di fuori della propria area geografica di competenza ma solo se in collaborazione con l’altra Agenzia e solo se tali operazioni sono strettamente connesse ad attività svolte all’interno della propria area di competenza61. Spetterà al Direttore del DIS garantire il coordinamento ed il “raccordo informativo” per evitare sovrapposizioni, duplicazioni e conflitti.
Anche il controspionaggio sarà quindi strutturato secondo il criterio “interno/estero”: l’AISE competente al di fuori del territorio nazionale e l’AISI competente all’interno. Si tratta di una novità storica.
La materia è stata storicamente di esclusiva competenza degli apparati militari (SIFAR/SID) e neanche la riforma del ’77, con l’introduzione in Italia di un modello binario e “civile”62, ha modificato tale assetto, lasciando al SISMi tutto il controspionaggio, sia sul territorio nazionale che all’estero63 .D’ora in avanti invece sarà l’AISI ad occuparsi dell’attività di contrasto allo spionaggio sul nostro territorio.
Un aspetto fondamentale del funzionamento di un sistema di Intelligence è costituito poi dalla trasmissione delle informazioni al decisore politico. A questo proposito la legge stabilisce che le Agenzie dovranno informare con continuità il Presidente del Consiglio (o l’Autorità delegata) per il tramite del DIS o, in caso di urgenza, direttamente. I Servizi, inoltre, dovranno informare tempestivamente, per i settori di loro competenza, il Ministro della Difesa, il Ministro degli Esteri ed il Ministro dell’Interno.
L’articolo 21 della legge dispone che, mediante successivo regolamento, si determini il contingente speciale del personale64 dell’Intelligence nonché le modalità di reclutamento ed il trattamento economico.
E’ prevista l’istituzione di un ruolo unico del personale e la definizione di adeguate modalità selettive (per il personale della P.A.) e concorsuali (per il personale esterno alla P.A.). Il regolamento di cui sopra fisserà la percentuali minime del personale del ruolo unico per il DIS e per ciascuna delle due Agenzie. Viene fatto divieto di assunzione diretta – senza cioè procedure selettive/concorsuali – salvo casi di “alta e particolare specializzazione debitamente documentata, per attività assolutamente necessarie all’operatività” del DIS o dei Servizi65 e comunque in questo caso le assunzioni potranno avvenire solo a tempo determinato66 . In casi eccezionali è però possibile affidare incarichi ad esperti esterni “nei limiti ed in relazione a particolari profili professionali, competenze o specializzazioni”67 .
Il regolamento fisserà la quota di personale chiamato a collaborare direttamente con i Direttori ma in questo caso il personale cesserà dall’incarico assieme ai Direttori stessi.
Viene inoltre fatto divieto di affidare incarichi a tempo indeterminato a chi “è cessato per qualunque ragione dal rapporto di dipendenza” dai Servizi68 e vengono stabilite le ipotesi di incompatibilità riguardanti rapporti di parentela, affinità, convivenza, “cointeressenza” economica69 nonché quelle derivanti da determinate condizioni personali, da incarichi ricoperti e da attività svolte70 .
Non potranno essere assunti né adoperati come collaboratori o consulenti: membri del parlamento italiano o di quello europeo, membri del Governo, consiglieri regionali, provinciali o comunali, membri delle rispettive giunte, dipendenti degli organi costituzionali, magistrati, giornalisti e ministri di confessioni religiose71 .
Il legislatore ha quindi voluto fissare delle regole chiare e trasparenti chiudendo quella che è stata per anni una falla nella legislazione dei nostri Servizi e cioè la mancanza di criteri prestabiliti in materia di assunzione del personale.
Una prima valutazione
Ma cosa cambia effettivamente a livello di struttura del sistema di Intelligence con la legge di riforma appena approvata?
Viene mantenuto il sistema binario ma i due Servizi, che prima facevano capo a due Ministri, d’ora in avanti dipenderanno solo dal Presidente del Consiglio.
Politicamente i soggetti “perdenti” di questa riforma sono proprio i Ministeri – Difesa ed Interno – che si vedono sottratti i due Servizi, laddove i “vincenti” sono il Capo del Governo – che, direttamente o per il tramite del Sottosegretario, diventa il perno dell’intero comparto – ed il Ministro degli Esteri. A questo proposito c’è da dire che la Farnesina di fatto costituiva già uno dei soggetti di riferimento – seppur secondario rispetto alla Difesa ed all’Interno – dei Servizi senza però che vi fosse una apposita norma di legge. Con la legge 124 tale ruolo viene riconosciuto espressamente ed il Ministro degli Esteri viene collocato sullo stesso piano del Ministro della Difesa e del Ministro dell’Interno.
La verticalizzazione della linea di comando verso il Presidente del Consiglio dovrebbe comportare, indirettamente, un rafforzamento del ruolo del CISR (ex CIIS) in quanto unico foro di pianificazione politico-strategica in un sistema di governo collegiale come quello italiano.
Amministrativamente i soggetti “vincenti” sono il DIS (ex Segreteria Generale del CESIS) e l’AISI (ex SISDe).
Il primo sarà l’organo di supporto del vertice decisionale, cinghia di trasmissione delle direttive dell’autorità politica nonché, grazie ad un rafforzamento dei poteri, punto di coordinamento e di controllo delle due Agenzie. Dipenderà poi dai regolamenti e, soprattutto, dalla reale gestione delle strutture se il Dipartimento saprà sviluppare il suo ruolo naturale che in un sistema di intelligence come il nostro è quello di centro di analisi strategica72 .
L’AISI ha ottenuto un riequilibrio delle attribuzioni a proprio favore e a discapito dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (vedi sopra). Essendo stato adottato un modello di ripartizione dei compiti “interno/estero” è evidente, infatti, che l’AISE vedrà ridotti i propri margini di azione a tutto vantaggio dell’Agenzia “interna”.
Probabilmente il cambiamento più rilevante però riguarderà il personale dei Servizi.
In passato il SISMi, pur formalmente civile, era di fatto una struttura militare in quanto composta quasi esclusivamente – soprattutto a livello dirigenziale – da personale proveniente dalle Forze Armate, o al massimo dalle Forze di Polizia. Da qui in avanti, invece, “la “militarietà” (…) è una caratteristica destinata a diluirsi nel tempo e progressivamente a sparire”73. Si dovrebbe assistere, in definitiva, ad una maggiore apertura verso l’esterno, sia verso altri settori della Pubblica Amministrazione sia, soprattutto, nel senso di un maggiore reclutamento al di fuori della Pubblica Amministrazione74.
Identiche dinamiche di maggiore apertura e di cambiamento, anche profondo, nella composizione del personale dovrebbero riguardare anche il SISDe ed il CESIS75 .
In particolare dovrebbe ridursi ad una percentuale minoritaria il c.d. “distacco”: e cioè il personale proveniente da altre Amministrazioni che, per periodi limitati, presta servizio all’interno degli apparati di Intelligence.
Fino ad ora i Servizi sono stati costituiti da personale in prestito dalla Difesa o dagli Interni che dopo un numero di anni variabile rientrava nell’Amministrazione di provenienza. Soprattutto a livello dirigenziale questo avveniva con una certa velocità. In genere in base ai cambiamenti dei Direttori del Servizio.
Tutto questo ha gravemente inciso sul livello dei Servizi stessi. Per la dottrina anglosassone, ad esempio, è un dato acclarato che, in base al tipo di training e di applicazione sul campo cui viene sottoposto, per addestrare un analista servono non meno di tre/cinque anni e questo solo per metterlo in condizione di fare analisi in autonomia e con un sufficiente livello di conoscenza della materia.
Più in generale, il lavoro nell’Intelligence richiede una specifica professionalità che, tranne rare eccezioni, ha poco o nulla a che vedere con quella del militare o del poliziotto. Basti pensare alla differenza che c’è tra raccogliere ed analizzare informazioni in un contesto di polizia giudiziaria e raccoglierle ed analizzarle in ambito intelligence. Spesso si tratta di attività opposte e non semplicemente differenti.
La riforma dovrebbe – ma il condizionale è d’obbligo– risolvere questo problema, facendo nascere una burocrazia autonoma, correttamente selezionata ed addestrata, e rendendo così effettiva la separazione tra Servizi e Ministeri della Difesa e dell’Interno76 .
La tutela degli operatori: garanzie funzionali, identità di copertura e attività simulate
Un’importante novità introdotta dalla legge 124 è costituita dalle c.d. “Garanzie funzionali”.
Fino ad ora la legge non permetteva al personale dei Servizi di compiere, per fini istituzionali, attività configuranti reati (ad esempio: effrazioni di domicilio, di posta, furti ecc.), con il risultato che gli strumenti di raccolta informativa dell’Intelligence risultavano limitati, in buona sostanza, alle sole attività HUMINT e di intercettazione ed in quest’ultimo caso solo ai fini di contrasto al terrorismo.
Oltre ad esporre il personale a rischi di natura giudiziaria77 l’assenza di garanzie funzionali (giuridicamente si tratta di speciali cause di giustificazione) ha inciso negativamente sull’operatività degli apparati e sulla loro efficacia. Limiti resi più evidenti, peraltro, dagli ampi poteri investigativi di cui invece dispone la polizia giudiziaria78. Con la legge 124 il legislatore fornisce ai Servizi gli strumenti indispensabili per la loro attività.
Gli artt. 17, 18 e 19 fissano regole dettagliatissime per quanto riguarda limiti e procedure79.
Brevemente, gli agenti segreti potranno compiere reati solo se autorizzati dal Presidente del Consiglio o dall’Autorità delegata se istituita. L’autorizzazione verrà inoltrata dal Direttore del Servizio il quale informerà della richiesta anche il Direttore del DIS. Nei casi di “assoluta urgenza” l’autorizzazione verrà fornita dallo stesso Direttore del Servizio dando però immediata comunicazione al Presidente del Consiglio il quale, entro 10 giorni, la ratificherà se sussistono i presupposti.
Tutta la documentazione riguardante le richieste di autorizzazione saranno conservate presso il DIS in un “apposito schedario segreto, unitamente alla documentazione circa le relative spese” ed entro 30 giorni dalla conclusione delle operazioni nell’ambito delle quali sono state autorizzate tali attività il Presidente del Consiglio informerà il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (vedi infra).
L’autorizzazione non potrà essere concessa per il compimento di “delitti diretti a mettere in pericolo o a ledere la vita, l’integrità fisica, la personalità individuale, la libertà personale, la libertà morale, la salute o l’incolumità di una o più persone”, di reati di attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali, di reati contro i diritti politici del cittadino, nonché – salvo casi specifici, individuati per legge – di delitti contro l’amministrazione della giustizia.
Infine, le garanzie funzionali non saranno valide riguardo alle sedi di partiti politici rappresentati in Parlamento o in un’assemblea o consiglio regionale, alle sedi di organizzazioni sindacali e nei confronti di giornalisti professionisti. Più in generale, si è previsto espressamente il divieto di autorizzare il compimento di reati per i quali non sia opponibile il segreto di Stato, fatti salvi i casi di infiltrazione in organizzazioni criminali di stampo mafioso o in formazioni eversive80.
Qualora vengano avviate indagini della Magistratura su taluna delle condotte autorizzate, il Direttore del Servizio opporrà l’esistenza della causa di giustificazione al magistrato e questi chiederà conferma al Presidente del Consiglio. Entro e non oltre dieci giorni il Capo del Governo deve confermare altrimenti la risposta si intende negativa81.
Sempre in tema di strumenti operativi, l’articolo 24 e l’articolo 25 autorizzano il ricorso a identità di copertura82 ed alle c.d. “attività simulate”83.
Il controllo parlamentare
Come abbiamo visto la riforma rafforza sia il potere del Presidente del Consiglio sia le capacità operative dei Servizi. Il legislatore ha quindi ritenuto indispensabile un parallelo rafforzamento dei poteri di controllo parlamentare attraverso un potenziamento delle competenze del Comitato parlamentare, ora chiamato “Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica”.
Compito del Comitato sarà quello di “verificare, in modo sistematico e continuativo, che l’attività del Sistema di informazione per la sicurezza si svolga nel rispetto della Costituzione, delle leggi, nell’esclusivo interesse e per la difesa della Repubblica e delle sue istituzioni”84. Qualora riscontri condotte contrarie alle norme dovrà informare il Presidente del Consiglio ed i Presidenti delle Camere85.
I membri del Comitato passano da 8 a 10, cinque deputati e cinque senatori scelti dai Presidenti di Camera e Senato in modo da garantire la rappresentanza paritaria di maggioranza ed opposizione. Il presidente sarà scelto “tra i componenti appartenenti ai gruppi dell’opposizione”.
Il Comitato potrà audire il Presidente del Consiglio, l’Autorità delegata, i Ministri componenti il CIRS, i Direttori di DIS, AISE ed AISE e, in casi eccezionali, anche dipendenti del Sistema di sicurezza86. Potrà inoltre ascoltare ogni persona non appartenente all’Intelligence ma in grado di fornire elementi utili ai fini dell’esercizio del controllo.
Al Comitato sono attribuiti consistenti poteri di accesso alla documentazione dei Servizi – compresa quella riguardante le spese relative alle operazioni concluse – e agli atti giudiziari87 nonché, fisicamente, agli uffici del Sistema di sicurezza.
Il Comitato dovrà essere informato preventivamente riguardo alle nomine dei Direttori e dei vice Direttori e sugli schemi di decreti e/o regolamenti riguardanti l’organizzazione del Sistema di informazione e lo stato del personale88.
Il Presidente del Consiglio ogni sei mesi (30 settembre e 31 marzo) dovrà presentare al Comitato una relazione89 sull’attività dei Servizi ed un’analisi della situazione e dei pericoli per il Paese. Tale relazione conterrà anche il resoconto sull’andamento della gestione finanziaria nonché i dati su organico e reclutamento, sugli eventuali casi di assunzione mediante “chiamata diretta nominativa con l’indicazione dei criteri adottati e delle prove sostenute”90.
A sua volta il Comitato parlamentare presenterà una relazione annuale al Parlamento sull’attività svolta91.
La nuova disciplina del segreto di Stato
Con la legge 124 il legislatore ha apportato modifiche anche alla disciplina riguardante il segreto di stato. Una disciplina che, nel corso degli anni, aveva mostrato carenze e limiti di un certo rilievo.
Ex art. 39 sono coperti da segreto gli atti, i documenti, le notizie ed ogni altra cosa la cui diffusione è idonea a recar danno all’integrità della Repubblica, alla difesa delle Istituzioni, all’indipendenza dello Stato, alla preparazione ed alla difesa militare. In nessun caso però potranno essere coperti dal segreto di Stato documenti, notizie o cose che riguardanti fatti di terrorismo o eversivi dell’ordine costituzionale, delitti di strage e di associazione di stampo mafioso. Il segreto non potrà durare complessivamente per più di 30 anni92. Sarà il Presidente del Consiglio, come in passato, ad essere l’autorità responsabile per l’apposizione o la cessazione del segreto.
La legge prevede l’obbligo di astenersi dal deporre su fatti coperti da segreto di Stato. Di fronte all’opposizione del segreto l’autorità giudiziaria chiederà conferma al Presidente del Consiglio e se il segreto viene confermato – entro e non oltre 30 giorni – l’autorità giudiziaria non potrà tentare di acquisire in alcun modo, neanche indirettamente, le notizie coperte dal segreto. Inoltre, se per la definizione del processo è essenziale la conoscenza di quanto coperto dal segreto, il giudice dichiarerà di non doversi procedere.
Il segreto, però, non potrà mai essere opposto alla Corte Costituzionale. In tal modo il legislatore ha voluto garantire alla Corte l’effettivo esercizio dei propri poteri in materia di risoluzione dei conflitti di attribuzione, permettendole di conoscere approfonditamente la questione sulla quale dovrà giudicare.
Nella consapevolezza che qualunque riforma amministrativa impiega anni a produrre i suoi effetti e che, di conseguenza, non può essere valutata prima che sia trascorso un congruo periodo di tempo, non si può non riconoscere al Parlamento il grosso merito di avere riordinato il comparto Intelligence approvando alla quasi unanimità una legge di riforma che, seppur forse troppo articolata, era divenuta oramai assolutamente indispensabile. Soprattutto in relazione a settori – si pensi alla materia del segreto di Stato o del rilascio del NOS – in cui le carenze legislative erano considerevoli.
Anche se da più parti93 si riteneva essenziale superare il modello binario con la creazione di un unico Servizio, il legislatore ha optato per una riforma meno netta puntando ad un rafforzamento della guida politica e della sua struttura di supporto – il Presidente del Consiglio ed il DIS – assieme ad una più bilanciata distribuzione dei compiti tra i due Servizi94.
Come insegna, però, l’esperienza statunitense degli ultimi anni, l’elemento chiave per il buon funzionamento di un Servizio di Intelligence è il personale più che la sua struttura organizzativa.
Pur non sottovalutando l’importanza che le strutture hanno sul livello di efficacia ed efficienza di un’amministrazione95 è facile dedurre, quindi, che sarà la capacità di selezione e addestramento che farà la differenza in futuro.
(1) Legge 3 agosto 2007, n°124.
(2) La legge precedente è la n° 801 del 1977.
(3) I lavori parlamentari sono iniziati a dicembre 2006 e si sono conclusi il primo agosto 2007.
(4) Già comandante del SIOS Esercito e dell’Arma dei Carabinieri.
(5) Già comandante dell’Esercito e Capo di Stato Maggiore della Difesa è stato Ministro della Difesa nel Governo Dini.
(6) Economista e Docente universitario è stato Ministro dell’Industria nel Governo Ciampi.
(7) Docente di Diritto Costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina, dal 2005 è Giudice della Corte Costituzionale.
(8) XII Legislatura, Atto Senato n° 4162.
(9) L. 124/07, art. 2, I comma.
(10) L. 124/07, art. 8, I comma
(11) L. 801/77, Articolo 5, I comma: “I reparti e gli uffici addetti alla informazione, sicurezza e situazione esistenti presso ciascuna forza armata o corpo armato dello Stato hanno compiti di carattere esclusivamente tecnico-militare e di polizia militare limitatamente all’ambito della singola forza armata o corpo. Essi agiscono in stretto collegamento con il SISMI”.
Fino al 1997 ciascuna Forza Armata disponeva di un Servizio Informazioni Operative e Situazione (SIOS). Con la legge 25/97 è stato creato un unico Reparto Informazioni e Sicurezza (RIS) a livello interforze ed alle dipendenze dirette del Capo di Stato Maggiore della Difesa.
(12) L. 801/77, art. 1, I comma.
(13) L.801/77, art. 4, II comma: “Il Ministro della Difesa, dal quale il Servizio dipende, ne stabiliscel’ordinamento e ne cura l’attività sulla base delle direttive e delle disposizioni del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’articolo 1”; art.6, II comma: “Il Ministro per l’Interno, dal quale il Servizio dipende, ne stabiliscel’ordinamento e ne cura l’attività sulla base delle direttive e delle disposizioni del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’articolo 1”.
(14) L. 124/07, artt 6, VI comma e 7, VI comma.
(15) L’articolo 1, III comma stabilisce che: “Il Presidente del Consiglio dei ministri provvede al coordinamento delle politiche dell’informazione per la sicurezza, impartisce le direttive e, sentito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, emana ogni disposizione necessaria per l’organizzazione e il funzionamento del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.”
(16) Il Convegno è stato organizzato dal “Centro Studi Intelligence e Sicurezza” della Link Campus e si è svolto a Roma il 19 aprile.
(17) Il Ministero dell’Interno ad esempio, prima del 1977, disponeva di una propria struttura informativa: il Servizio di Sicurezza. Con la nascita del SISDe il Servizio di Sicurezza venne poi sostituito dall’Ufficio Centrale per le Investigazioni Generali e le Operazioni Speciali (detto anche UCIGOS). Per maggiori info vedi: http://www.interno.it.
(18) Non bisogna dimenticare che il Ministro dell’Interno è l’Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza, vedi L. 121/81, art. 1.
(19) Ex L. 14/07, articolo 1, I comma sono funzioni esclusive del Presidente del Consiglio: “a) l’alta direzione e la responsabilità generale della politica dell’informazione per la sicurezza, nell’interesse e per la difesa della Repubblica e delle istituzioni democratiche poste dalla Costituzione a suo fondamento; b) l’apposizione e la tutela del segreto di Stato; c) la conferma dell’opposizione del segreto di Stato; d) la nomina e la revoca del direttore generale e di uno o più vice direttori generali del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza; e) la nomina e la revoca dei direttori e dei vice direttori dei servizi di informazione per la sicurezza; f) la determinazione dell’ammontare annuo delle risorse finanziarie per i servizi di informazione per la sicurezza e per il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, di cui dà comunicazione al Comitato parlamentare di cui all’articolo 30”.
(20) In deroga alla legge 800/88 ove l’Autorità delegata sia un Ministro senza portafoglio il Presidente del Consiglio potrà conferire le deleghe senza previo parere del Consiglio dei Ministri, vedi art. 4, III comma della L. 124/07.
(21) Poteri che potranno essere avocati dal Presidente del Consiglio, totalmente o parzialmente, in ogni momento.
(22) Vedi L. 124/07, art. 3, II comma.
(23) L. 801/77, articolo 3, III comma: “Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per sua delega, da un Sottosegretario di Stato”.
(24) Legge 124/07, articolo 5.
(25) Per l’elenco delle funzioni del CIIS vedi anche: http://www.serviziinformazionesicurezza.gov.it/pdcweb.nsf/pagine/ciis
(26) Né nella legge 801/77 né nel DPR 756/94 si parla espressamente della partecipazione al CIIS del Sottosegretario di Stato con delega ai Servizi.
(27) Nel CIIS sedeva anche il Ministro dell’Industria.
(28) Nel CIIS le funzioni di segretario erano svolte dal Segretario generale del CESIS, vedi l’articolo 2 del DPR 756/94.
(29) Legge 124/07, art. 5 I comma. Nello svolgimento di tali funzioni la legge istituisce un canale diretto da DIS e CISR laddove stabilisce che tra i compiti del Dipartimento rientra anche quello di elaborare analisi globali da sottoporre al Comitato interministeriale, vedi art. 4, III comma, lettera d)
(30) A grandi linee il processo di ripartizione delle risorse finanziarie, ex art. 29, sarà il seguente: all’inizio di ogni esercizio finanziario il Presidente del Consiglio, sentiti i Direttori del DIS e delle due Agenzie e previa deliberazione del CISR, assegnerà le risorse ai vari organismi e stabilirà le somme da assegnare ai fondi ordinari e quelle da assegnare ai fondi riservati. Lo stesso procedimento sarà adottato in caso di variazioni adottate nel corso dell’anno. Di tale ripartizione e delle eventuali modifiche deve essere data comunicazione al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
In materia di contabilità la legge stabilisce che il bilancio preventivo, contenente l’indicazione delle somme destinate alle spese riservate, ed il bilancio consuntivo delle spese ordinarie siano approvati con decreto del Presidente del Consiglio previa deliberazione del CISR. Presso il DIS sarà istituita una sezione staccata della Corte dei Conti la quale effettuerà il controllo di legittimità e regolarità della gestione sul bilancio consuntivo.
Le spese ordinarie saranno sottoposte a controllo preventivo da parte della Presidenza del Consiglio. Il bilancio consuntivo delle spese ordinarie sarà inviato al Comitato parlamentare assieme alla relazione della Corte dei Conti.
Le spese riservate, che possono essere adottate esclusivamente dai Direttori del DIS o dei Servizi e la cui documentazione dovrà essere conservata presso l’Ufficio centrale degli archivi, saranno rendicontate trimestralmente al Presidente del Consiglio al quale andrà indirizzata anche una relazione finale annuale. Un’informativa sulle “linee essenziali della gestione finanziaria delle spese riservate” dovrà essere contenuta nella relazione semestrale che il Presidente del Consiglio invierà al Comitato parlamentare.
(31) Ex artt. 6, VIII comma e 7, VIII comma i Direttori delle due Agenzie devono presentare al CISR un “rapporto annuale sul funzionamento e sull’organizzazione dell (e) Agenzi(e)”.
(32) Sulla necessità di un tale organo si rimanda ad un interessante articolo del costituzionalista De Vergottini, “L’Italian Security Council”, Fondazione Liberal n° 16 , reperibile presso http://www.liberalfondazione.it/archivio/fl/numero16/devergotti.htm
(33) Relazione del Comitato Parlamentare per i Servizi di Informazione e Sicurezza sull’attività svolta nella XIV Legislatura, pag. 16 – http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/034/004/pdf002.pdf .
(34) Molto spesso, soprattutto sulla stampa, si è adoperato il termine CESIS per indicare sia il Comitato (ossia l’organo collegiale) sia la sua Segreteria Generale (ossia gli uffici a capo dei quali è posto il Segretario Generale del Comitato).
Nel corso degli anni il peso del Segretario Generale e degli uffici da questo dipendenti si è accresciuto. Si legge nella Relazione del Comitato Parlamentare per i Servizi di Informazione e Sicurezza sull’attività svolta nella XIV Legislatura: “Il Segretario generale di questo Comitato esecutivo, che appare nella legge come organo servente del Collegio, ha assunto un ruolo di sempre maggiore rilievo. La svolta si è verificata nel 1991, quando per la prima volta a questo organo sono state affidate, per delega del Presidente del Consiglio ed anche sulla base di impegni assunti nell’ambito della Nato, le funzioni di Autorità nazionale per la sicurezza, di cui fino ad allora e a partire dagli anni ’50, era stato titolare il capo del servizio segreto militare. L’allargamento ed il rafforzamento dei poteri del Segretario generale del CESIS sono un prodotto della prassi”, Relazione CoPaSIS, pag. 16, disponibile presso http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/034/004/pdf002.pdf .
(35) L. 124/07, I e II comma: “Per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 3 è istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS).
Il Presidente del Consiglio dei ministri e l’Autorità delegata, ove istituita, si avvalgono del DIS per l’esercizio delle loro competenze, al fine di assicurare piena unitarietà nella programmazione della ricerca informativa del Sistema di informazione per la sicurezza, nonché nelle analisi e nelle attività operative dei servizi di informazione per la sicurezza.”
(36) Vedi L. 14/07, art. 4.
(37) Sarà inoltre compito del DIS “promuovere e garantire” lo scambio informativo tra Servizi e Forze di Polizia, vedi articolo 4, III comma, punto e)
(38) E’ interessante notare come la legge preveda un rapporto biunivoco tra DIS ed Amministrazioni, vedi articolo 4, III comma, punto f)
(39) Vedi art. 4, V comma.
(40) Vedi art. 4, III comma, punto i)
(41) La legge prevede che gli ispettori che compongono l’Ufficio vengano selezionati e formati appositamente e, per tutelare la loro indipendenza, stabilisce l’impossibilità di transitare dall’Ufficio ispettivo alle Agenzie.
(42) “Finora le due braccia operative hanno agito senza alcun controllo interno, essendo sottoposte semplicemente a controlli esterni: quello all’interno dell’amministrazione, da parte del Governo; quello parlamentare, attraverso gli strumenti a ciò delegati; e quello della magistratura, che interviene come extrema ratio nel momento in cui siano state riscontrate violazioni reali o presunte della legge (…). L’istituzione di questo ufficio ispettivo porrebbe il comparto intelligence in una condizione più o meno unica all’interno dell’amministrazione, quella cioè di un organismo con un primo istituto di controllo al proprio interno. Considerata peraltro la delicatezza della materia trattata, la creazione di questo ufficio appare opportuna.”, audizione del Generale Cucchi di fronte alla I Commissione “Affari Costituzionali” del Senato della Repubblica, 8 maggio 2007, pagg. 5 e 6 del resoconto stenografico.
(43) Art. 11, III comma.
(44) La legge non chiarisce quali siano le Amministrazioni interessate rimandando probabilmente ai regolamenti attuativi.
(45) Art. 9, I comma: “E ` istituito nell’ambito del DIS, ai sensi dell’articolo 4, comma 7, l’Ufficio centrale per la segretezza (UCSe), che svolge funzioni direttive e di coordinamento, di consulenza e di controllo sull’applicazione delle norme di legge, dei regolamenti e di ogni altra disposizione in ordine alla tutela amministrativa del segreto di Stato e alle classifiche di segretezza di cui all’articolo 42.”
(46) L’articolo 10 della legge 801/77 stabiliva che “nessuna attività comunque idonea per l’informazione e la sicurezza può essere svolta al di fuori degli strumenti, delle modalità, delle competenze e dei fini previsti dalla presente legge”. Dell’UCSi, però, non c’è traccia all’interno della medesima legge.
(47) Fino al 1991 Autorità Nazionale per la Sicurezza sono stati, su delega del Presidente del Consiglio, i Direttori del SISMi. Da quella data la qualifica è stata attribuita ai Segretari del CESIS.
Essendo dipendente dall’ANS l’UCSi ha seguito tale spostamento ricollocandosi organicamente dal SISMi alla Segreteria Generale del CESIS – III Reparto.
(48) vedi D.P.C.M. 7 giugno 2005.
(49) Relazione del Comitato Parlamentare per i Servizi di Informazione e Sicurezza sull’attività svolta nella XIV Legislatura, pag. 17, disponibile presso http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/034/004/pdf003.pdf .
(50) Art. 9, II comma: “Competono all’UCSe: a) gli adempimenti istruttori relativi all’esercizio delle funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri quale Autorità nazionale per la sicurezza, a tutela del segreto di Stato; b) lo studio e la predisposizione delle misure volte a garantire la sicurezza di tutto quanto è coperto dalle classifiche di segretezza di cui all’articolo 42, con riferimento sia ad atti, documenti e materiali, sia alla produzione industriale; c) il rilascio e la revoca dei nulla osta di sicurezza (NOS), previa acquisizione del parere dei direttori dei servizi di informazione per la sicurezza e, ove necessario, del Ministro della difesa e del Ministro dell’interno; d) la conservazione e l’aggiornamento di un elenco completo di tutti i soggetti muniti di NOS.”
(51) Vedi art. 9, dal III al XI comma.
(52) Il SISMi, fino ad oggi, ha avuto la responsabilità esclusiva dell’attività di controspionaggio sia all’estero che all’interno del Paese.
(53) L. 801/77, artt. 4 e 6, I comma.
(54) La l. 410/91 ha convertito in legge, con modifiche, il decreto legge 29 ottobre 1991, n° 345.
(55) Il SISMi competente all’estero ed il SISDe competente all’interno.
(56) Se si escludono poche eccezioni come la legge 410/91.
(57) Esiste “una forte struttura del SISMi operante ancora per compiti particolari che sono ad esso assegnati all’interno del Paese: il 20 per cento della forza SISMi, circa 450 persone, è orientato in tal senso”, audizione del Generale Cucchi di fronte alla I Commissione “Affari Costituzionali” del Senato della Repubblica, 8 maggio 2007, pag. 4 del resoconto stenografico.
(58) In tal senso si veda l’audizione del Prefetto Gabrielli di fronte alla I Commissione “Affari Costituzionali” del Senato della Repubblica, 10 maggio 2007, pag. 27 del resoconto stenografico.
(59) L. 124/07, art. 6.
(60) L. 124/07, art. 7.
(61) L. 124/07, artt. 6 e 7, IV comma.
(62) Fino al 1977 il Servizio di Intelligence era unico e militare (SIFAR dal 1949 al 1965, SID dal 1965 al 1977).
(63) Affermava il Prefetto Gabrielli nella sua audizione di fronte alla I Commissione del Senato della Repubblica, il giorno 10 maggio 2007: “Tornando al SISDe, il servizio non ha controspionaggio. Siamo l’unico servizio latamente interno che si confronta nel consesso internazionale senza avere il controspionaggio, a differenza dell’MI5, della DST, del BFV e di tutti i servizi che non sono servizi unici (tipo il CNI o il MIT)”, pagina 27 del resoconto stenografico.
(64) Può essere interessante esaminare il disegno di legge n° 4162 presentato in Senato nel 1999 che, come abbiamo visto, ha costituito il punto di partenza per l’elaborazione dell’attuale legge. Dalla lettura degli artt. 14 e 15 del ddl 4162 nonché della relazione introduttiva si evince che il contingente speciale sarebbe stato costituito dal personale del ruolo unico (che il ddl fissava in percentuale non superiore al 70% del contingente) stabilmente assunto dai Servizi e da personale non di ruolo assunto temporaneamente o perché distaccato da altre Amministrazioni, dopo apposite procedure selettive, o perché assunto mediante concorso dall’esterno della Pubblica Amministrazione. Il personale assunto a tempo determinato (sia dall’esterno che dall’interno della P.A.) dopo 3/6 anni sarebbe cessato dall’incarico. Solo al termine di tale periodo il personale a tempo determinato avrebbe potuto esercitare l’opzione per il transito al ruolo unico. In tal modo si voleva garantire un equilibrio tra “l’esigenza di un adeguato ricambio del personale (che consente tra l’altro di avvalersi di professionalità esterne) e quella, di segno opposto, di salvaguardare la specifica professionalità degli addetti agli organismi informativi”.
(65) L. 124/07, art. 21, II comma, punto e)
(66) L. 124/07, art. 21, II comma, punto c)
(67) L. 124/07, art. 21, II comma, punto i)
(68) L. 124/07, art. 21, II comma, punto g)
(69) L. 124/07, art. 21, II comma, punto f)
(70) L. 124/07, art. 21, IX comma.
(71) Personalmente aver ricompresso in questa lista anche i giornalisti ed ministri di culto costituisce un errore.
(72) Audizione dell’Ammiraglio Branciforte di fronte alla I Commissione “Affari Costituzionali” del Senato della Repubblica, 10 maggio 2007: “A mio parere è noto che nel settore d’intelligence tre sono i fattori di cui è necessario tener conto per assicurare un supporto informativo efficace: l’integrazione delle informazioni, la condivisione delle stesse con tutti gli enti interessati e la tempestività del supporto informativo. Peraltro, la tecnologia moderna consente oggi di fare ciò che fino a qualche anno fa non era possibile: informare in tempo reale tutti coloro che hanno bisogno di conoscere (…).
L’aggiornamento che oggi il SISMi fornisce giornalmente, settimanalmente o mensilmente alle autorità politiche ed al CESIS non può essere trasmesso per il tramite di un organismo che non può aggiungere o modificare nulla su questa informazione. L’informazione deve giungere il più rapidamente possibile al destinatario il quale, se avrà bisogno di chiarimenti, dovrà colloquiare direttamente con chi ha prodotto l’informazione.
La vera valenza del DIS come capo del Dipartimento di sicurezza del Presidente del Consiglio, oltre che nel ruolo di indirizzo e coordinamento dell’intera attività d’intelligence, dovrebbe risiedere nella valorizzazione delle informazioni ricevute dai servizi per l’elaborazione delle opzioni strategiche da sottoporre all’esame del Presidente del Consiglio nei vari settori dell’economia, della sicurezza e dei rapporti internazionali”, pag. 5 del resoconto stenografico.
(73) in tal senso vedi l’audizione del Generale Cucchi davanti alla I Commissione “Affari Costituzionali” del Senato della Repubblica, 8 maggio 2007.
(74) Afferma il Generale Cucchi: “Quindi, vi è un cambiamento rilevante, un’apertura molto maggiore, e questo succederà un po’ con tutto. Si pensi ai settori di intelligence economica: il SISMi, per esempio, ha un settore di intelligence economica che è composto unicamente da ufficiali della Guardia di Finanza, perché finora si è proceduto al reclutamento in modo tale che, considerato che era un servizio per così dire con le stellette, il settore di riferimento era la Guardia di Finanza. Adesso (ne abbiamo discusso), per qualsiasi analisi economica tutto si apre, tutto si amplia: dobbiamo reclutare facendo riferimento al Ministero degli affari esteri per la parte economica e per la Direzione affari economici, alla Banca d’Italia, all’Ufficio cambi, e così via dicendo, quindi in sostanza all’interno di tutta quella che può essere la realtà economica italiana. In un certo senso, ciò rappresenta un grosso passo in avanti perché può portare ad una maggiore efficacia in molti settori
La perdita di queste due etichette precise da parte dei servizi consente anche una differenziazione nel reclutamento. Di fatto, avevamo una parte che era esclusivamente militare, il SISMi, e dall’altra un SISDe che era costituito per circa tre quarti da personale di polizia e per la parte restante da personale proveniente dalla carriera prefettizia, quindi con un reclutamento concentrato tutto sul Ministero dell’Interno. Ora, un’opera di intelligence che sia veramente aperta in tutte le direzioni, come serve ad un Paese come il nostro, richiede un reclutamento molto più vasto e molto più variato. In quest’ottica, il venir meno di queste due etichette rende molto più agevole (per lo meno, noi pensiamo che renda più agevole) procedere ad un reclutamento che sia più diffuso e variato e quindi più rispondente alle esigenze che si prospettano.”, audizione di fronte alla I Commissione “Affari Costituzionali” del Senato della Repubblica, 8 maggio 2007, pagg. 14 e 15 del resoconto stenografico.
(75) “Il CESIS, di cui ho la responsabilità, in questo momento è un organismo il cui reclutamento, per la sua storia, ha avuto luogo soprattutto a livello di Ministero dell’Interno, come il SISDE; poiché il CESIS deve diventare un organismo di coordinamento innestato nella Presidenza del Consiglio, anch’esso, in un certo senso, progressivamente e compatibilmente con le esigenze di sistemazione del personale esistente, dovrà perdere questa caratteristica ed assumerne un’altra molto più varia e differenziata.”, audizione del Generale Cucchi, di fronte alla I Commissione “Affari Costituzionali” del Senato della Repubblica, 8 maggio 2007, pag. 15 del resoconto stenografico.
(76) E’ infatti evidente che i due Ministeri continuerebbero ad esercitare informalmente un’influenza non trascurabile sul comparto Intelligence nel caso in cui, come avviene adesso, la quasi totalità del personale fosse da questi distaccato.
La separazione, d’altronde, nel medio-lungo periodo potrebbe far emergere conflitti tra differenti apparati dello sicurezza ove questi si trovino ad operare sulle stesse materie. Soprattutto adesso che la legge finalmente fornisce all’Intelligence gli strumenti necessari (vedi infra) per poter svolgere autonomamente e compiutamente la propria attività di ricerca informativa. Conflitti che fino ad oggi sono stati in parte evitati o comunque contenuti proprio dall’appartenenza alle medesime Amministrazioni. Per fare un esempio basti pensare al potenziale di competizione/conflittualità insito nei rapporti tra AISI e Polizia di Prevenzione in materia di terrorismo e, più in generale tra AISI e Ministero dell’Interno.
(77) Si sono verificati casi in cui, a causa della mancanza delle c.d. garanzie funzionali, il Governo è dovuto intervenire apponendo il Segreto di Stato per evitare al personale dei Servizi coinvolgimenti in procedimenti giudiziari o condanne penali. Per un esempio si legga “Un singolare caso di conflitto tra potere politico e potere giudiziario in tema di segreto di stato”, di I. F. Caramazza, Per Aspera ad Veritatem n° 15 – Settembre/Dicembre 1999, disponibile presso http://www.sisde.it/sito/Rivista15.nsf/servnavig/9
(78) “Mentre nel corso del tempo la polizia giudiziaria ha avuto enormi poteri (l’attività under covering, che con la legge n. 146 del 2006 ha completato tutti i possibili scenari di penetrazione informativa; tutte le possibilità di intercettazione ambientale di carattere sia giudiziario che preventivo), il SISDe può svolgere solo attività HUMINT e di intercettazione limitatamente al terrorismo, come previsto dalla legge n. 155 del 2005. Allora, mi e vi domando, un servizio siffatto, rispetto alle corazzate della polizia giudiziaria (ROS, GICO, SCICO, SCO, DIA, DCSA, squadre mobili), quale prodotto può garantire in termini preventivi?
Credo che quel poco che oggi riusciamo a fare sia il frutto dell’abnegazione di molte persone che lavorano all’interno del servizio con grande difficoltà e sforzo, ma senza strumenti idonei.”, Audizione del Prefetto Gabrielli di fronte alla I Commissione “Affari Costituzionali” del Senato della Repubblica, 10 maggio 2007, pagg. 27 e 28 del resoconto stenografico.
(79) Diversi esperti, riuniti presso la Link Campus University di Roma per un convegno sulla legge di riforma, hanno espresso parere negativo su questa parte della legge proprio per la rigidità delle procedure stabilite oltre che per i limiti fissati.
(80) Vedi “Servizi Segreti verso la riforma: la discussione in Parlamento”, C. Scajola, Gnosis n. 1/2007, disponibile presso http://www.sisde.it/Gnosis/Rivista10.nsf/ServNavig/5
(81) Ove sorgano conflitti di attribuzione tra Magistratura e Governo la legge prevede che la Corte Costituzionale abbia “pieno accesso agli atti del procedimento e al provvedimento di autorizzazione del Presidente del Consiglio dei ministri, con le garanzie di segretezza che la Corte stabilisce.”, L. 124/07, art. 19, VIII comma.
(82) L. 124/07, art. 24: “1. Il direttore generale del DIS, previa comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità delegata, ove istituita, può autorizzare, su proposta dei direttori dell’AISE e dell’AISI, l’uso, da parte degli addetti ai servizi di informazione per la sicurezza, di documenti di identificazione contenenti indicazioni di qualità personali diverse da quelle reali. Con la medesima procedura può essere disposta o autorizzata l’utilizzazione temporanea di documenti e certificati di copertura.
2. I documenti indicati al comma 1 non possono attestare le qualità di agente e di ufficiale di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza.
3. Con apposito regolamento sono definite le modalità di rilascio e conservazione nonché la durata della validità dei documenti e dei certificati di cui al comma 1. Presso il DIS è tenuto un registro riservato attestante i tempi e le procedure seguite per il rilascio dei documenti e dei certificati di cui al comma 1. Al termine dell’operazione, il documento o il certificato è conservato in apposito archivio istituito presso il DIS.”
(83) L. 124/07, art. 25: “1. Il direttore generale del DIS, previa comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità delegata, ove istituita, può autorizzare, su proposta dei direttori dell’AISE e dell’AISI, l’esercizio di attività economiche simulate, sia nella forma di imprese individuali sia nella forma di società di qualunque natura.
2. Il consuntivo delle attività di cui al comma 1 è allegato al bilancio consuntivo dei fondi riservati.
3. Con apposito regolamento sono stabilite le modalità di svolgimento delle attività di cui al comma 1.”
(84) L. 124/07, art. 30, II comma.
(85) L. 124/07, art. 34.
(86) L. 124/07, art. 31
(87) In particolare vedi L. 124/07, art. 30, commi dal IV al XII.
(88) L. 124/07, artt. 32 e 33.
(89) Le relazioni semestrali al Comitato parlamentare non devono essere confuse con la relazione annuale che il Governo dovrà trasmettere al Parlamento in merito alla politica dell’informazione e sui risultati ottenuti, ex art. 38.
(90) L. 124/07, art. 33.
(91) L. 124/07, art. 35.
(92) Precedentemente il segreto di Stato era teoricamente illimitato con la legge di riforma invece viene fissato un termine massimo di 15 anni decorsi i quali chiunque vi abbia interesse potrà richiedere al Presidente del Consiglio di avere accesso ai documenti coperti da segreto. Entro 30 giorni dalla richiesta o viene concesso l’accesso oppure, con provvedimento motivato trasmesso anche al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, il Capo del Governo proroga il segreto. Complessivamente, comprese eventuali proroghe, il segreto non può superare i trenta anni.
(93) Art. 202, VII comma C.P.P come modificato dall’art. 40 della l. 124/07: “Quando è sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, qualora il conflitto sia risolto nel senso dell’insussistenza del segreto di Stato, il Presidente del Consiglio dei ministri non può più opporlo con riferimento al medesimo oggetto. Qualora il conflitto sia risolto nel senso della sussistenza del segreto di Stato, l’autorità giudiziaria non può né acquisire né utilizzare, direttamente o indirettamente, atti o documenti sui quali è stato opposto il segreto di Stato”.
(93) Ad esempio, l’ex Ministro dell’Interno Pisanu ed il Presidente emerito Cossiga.
(94) Tramite i regolamenti e attraverso la funzione di coordinamento sarà necessario evitare, o ridurre al minimo, le sovrapposizioni di competenze e le duplicazioni in settori caratterizzati, per così dire, da alta “fluidità” territoriale (ad es.: il terrorismo e la grande criminalità organizzata).
(95) Per un interessante studio sul ruolo delle strutture organizzative nell’Intelligence Community USA vedi: “Spying Blind – The CIA, the FBI, and the Origins of 9/11” di Amy Zegart, Princeton Press.
Senzapiutempo settembre 2, 2007 at 09:24 | Permalink
io di commenti tecnici non sono capace di farne, per cui ti chiedo semplicemete : è stromboli la foto che campeggia il tuo blog?
Silendo settembre 2, 2007 at 09:31 | Permalink
Assolutamente sì !!!
Non è magnifica ???
utente anonimo settembre 5, 2007 at 21:01 | Permalink
non so perchè, ma sento odor di “partigianeria” nei confronti dell’AISI (ex SiSde)…e, al tempo stesso, avverto una forma di avversione nei confronti dell’AISE (ex SISMi)….mi sbaglio??
Silendo settembre 5, 2007 at 21:59 | Permalink
No, ti sbagli… e non sai quanto
Semplicemente le competenze, fino ad oggi, sono state troppo sbilanciate a favore di uno dei due Servizi e questo, in un sistema delicato come un sistema di Intelligence, non è funzionale.
Ritengo invece che sia sbagliato e non fisiologico che Forze Armate e Forze di Polizia, di fatto, detengano il monopolio dell’Intelligence strategica.
Non perchè non abbia la più grande stima per i nostri militari e per i nostri poliziotti (anzi…) ma perchè non è il loro mestiere. Non sono addestrati per questo e generalmente non lo sanno fare.
utente anonimo settembre 6, 2007 at 13:49 | Permalink
Hai ragione ,e non sai quanto
Silendo ottobre 12, 2007 at 06:12 | Permalink
Il Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica
[..] Come annunciato: ci siamo ! Da stamattina entra in vigore la legge 124/2007 che riordina il comparto Intelligence, creando il Da stamattina, e dopo 30 anni, SISMi SISDe e CESIS cessano di esistere ed al loro posto vengono istituiti il Dipartimento del [..]
utente anonimo luglio 10, 2008 at 08:26 | Permalink
Egregio Prof. Silendo,
Se AISE-AISI dipenderanno dal PdCM, chi dara’ sostegno informativo/decisionale al Min. della Difesa.
Chi svolgera’ attivita’ informativa sugli aspetti militari dato che il RIS non e’ un organo informativo.
(il mondo della conoscenza e’ molto ampio e ognuno dovrebbe essere investito dell’onere/onore di trattare cio’ che e’ di propria naturale competenza. Non si pensera’ mica di esternalizzare ai ”filippini” il lavoro e poi prendersene il merito. Un ringraziamento sincero per la tempestiva risposta.
–lettore assiduo e fedele–
Silendo luglio 10, 2008 at 09:22 | Permalink
Il problema che tu sollevi, tra l’altro, si pone anche per il Ministero dell’Interno.
La mia risposta è che a fornire informazioni al Ministro della Difesa deve essere il RIS, ovviamente, e ti confesso che non ho ancora capito perchè il RIS è stato escluso dal “Sistema di Informazione”. Qualcuno mi ha detto che è stato fatto apposta per sottrarre la sua attività al controllo parlamentare (mah…).
In linea generale tutto dipende da come verrà formulato l’apposito regolamento… 😉
utente anonimo luglio 10, 2008 at 13:14 | Permalink
purtroppo credo che la questione sia piu’ semplice di quanto tu possa immaginare. Il problema credo sia legato all’inquadramento amministrativo degli elementi facenti parte il reparto. (Molto banalmente non si vuole riparire la torta). Spero almeno che in futuro sia riconosciuto il livello gerarchico dell’ente, tipo una elevazione a Direttorato (Direttorato Generale delle informazioni militari)–DIGIM–Dal tuo punto di vista, cosa prevedi possa succedere nei prossimi mesi, hai percepito rumors o altro..? Ti sarei veramente grato. GRAZIE
Silendo luglio 10, 2008 at 14:39 | Permalink
Ecco, ti confesso che avevo avuto il dubbio che si trattasse di banalisi questioni di divisione della torta…
Per quanto riguarda il mio punto di vista, non ho sentito niente in questo periodo.
So solo che gli schemi dei regolamenti sono già pronti.
Tra l’altro l’argomento suscita il mio più vivo interesse perchè sono davvero curioso di vedere come verrà risolta la questione del coordinamento tra Agenzie e Ministeri dell’Interno e della Difesa.
Zabetta luglio 10, 2008 at 18:10 | Permalink
“Egregio Prof.”?!?
Silendo luglio 10, 2008 at 18:14 | Permalink
Tzè… donna… rispetta ruoli e titoli…. tzè….
Zabetta luglio 10, 2008 at 18:16 | Permalink
Dai, ammettilo che te li sei scritti da solo quei commenti, o hai pagato qualcuno, o li ha scritti Fede 😀
Silendo luglio 10, 2008 at 18:19 | Permalink
Shhhhhhhhhhh !!! Che c’ho messo due anni a creare dei cloni…..
Zabetta luglio 10, 2008 at 18:22 | Permalink
Non è che tu stesso sei un clone di quel certo personaggio altresì conosciuto con lo pseudonimo di JT?! :O
Silendo luglio 10, 2008 at 18:23 | Permalink
JT ???? E chi è !?!?!?!? :OO
utente anonimo dicembre 16, 2008 at 11:14 | Permalink
c’e’ odore di grandi cambiamenti nell’AISE….vedi link.
Buone feste a silendo e affezionati…
http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=16-12-2008&pdfIndex=13
giovanninacci dicembre 16, 2008 at 13:08 | Permalink
Sti giornalisti so proprio forti… vabè che Branciforte è di Marina ed è pure Ammiraglio, il che la dice lunga sulle sue possibilità e capacità (…perdonatemi, sono un po’ di parte anche in questo caso…) ma che si occupasse anche di SIGINT su altri pianeti (“intercettazioni planetari-E”) non lo sapevo!!! :-)))
Questo è quel che significa quando si dice: “la super-intelligence della Marina”! 😉
Sti ragazzi della Marina la sanno proprio lunga! 😉
Un caro aluto alla voce
Vabè era ovviamente “Saluto alla voce”…
Scusate… è l’entusiasmo :)))
Silendo dicembre 16, 2008 at 15:57 | Permalink
Giovanni, tu sottovaluti i potenti mezzi dei nostri Servizi
daniele67 dicembre 16, 2008 at 19:14 | Permalink
tagazzi…previsione…se ciò che è descritto nell’articolo…dovesse avverarsi…che fine farebbereo le “decinaia e decinaia” di reclutati con la divisa bianca degli ultimi mesi?????
ai posteri l’ardua sentenza!!!:-)
un saluto ai frequentatori ed..ovviamente al boss!!! ( lui sa:-))
AllegraBrigata dicembre 16, 2008 at 19:52 | Permalink
Tornerebbero alle navi?
giovanninacci dicembre 16, 2008 at 20:11 | Permalink
“Decinaia e decinaia?” E come? E dove? E quando? …accidenti m’hanno lasciato a terra!
Vedi tu se son scherzi da farsi questi! (eh vabè, sti marinai… non sono cattivi ma certe volte sono troppo goliardici :-))
Beh vabè – lo sapete – io sono di parte (un pochettino…) per me l’intelligence è NAVALE e MILITARE. Tutto il resto è noia 😉
Sosterrò questa tesi anche di fronte a prove schiaccianti :-))) Sono e sarò pronto a negare l’evidenza :-))))
Saluti all’arma bianca 😀
giovanninacci dicembre 16, 2008 at 20:15 | Permalink
ADDENDA (per chi -per sua fortuna- non mi conosce): no, non è che lo sto dicendo per essere richiamato in servizio
E’ che la penso proprio così ! :-))
Giano08 dicembre 16, 2008 at 22:08 | Permalink
oh! ma che succede?
non me posso allontana’ 2 giorni!
che sta cosa de il giornale? si vedrà!
saluto, giovanni, dan e roberto!
Silendo dicembre 16, 2008 at 22:13 | Permalink
Ricambio affettuosamente i saluti 😉
utente anonimo dicembre 17, 2008 at 01:21 | Permalink
eri sottinteso anche te sile nei miei saluti… ma come al solito facevo altro mentre scrivevo e me so perso…
daniele67 dicembre 17, 2008 at 11:59 | Permalink
roberto..tornare alle navi???? e con quali soldi??? hanno le movimentazioni bloccaate!!!!:-)
..ci siamo capiti no!!!:-)
GIOVANNIIIIIIIIIIII…no comment:-))))
AllegraBrigata dicembre 17, 2008 at 12:04 | Permalink
Infatti era proprio quello il senso della mia battuta 😉
giovanninacci dicembre 17, 2008 at 15:23 | Permalink
A parte il fatto che il cuore di ogni vero Ufficiale di Marina (“U” ed “M” maiuscole…) è SEMPRE su una nave…
Dicevo a parte questo fatto per tutto il resto della sintomatologia da “movimentazioni bloccate” è utile questo rimedio http://www.expresschemist.co.uk/pics/products/2457/2/Lasonil_40g.jpg
Basta applicarlo lì dove si verifica il “blocco” e in un paio d’ore il sintomo sparisce :-))))
Cari saluti da bordo! (magari…)
P.S.: ora non cominciate a leggere doppi sensi :-))) L’immagine era solo una battuta!!!
E poi un pizzico (ma solo un pizzico…) di “dietrologia” ogni tanto è come il “pizzico di sale” nell’impasto del ciambellone: serve a far “lievitare” meglio il prodotto… no? 😉
utente anonimo maggio 29, 2009 at 12:23 | Permalink
Domanda da 6 Mld per il caro Silendo,
Se le centrali nucleatri diventeranno un sito militare, (fatto preannunciato simile ad acerra ma non a tempo determinato) chi avrà la responsabilità di fornire il supporto informativo contro eventuali minacce anarchiche interne, terrorismo….
—Grazie in anticipo–
nemesi68
Silendo maggio 29, 2009 at 13:29 | Permalink
Gli organi di polizia, CC in primis…. I think
Verticalpoint maggio 29, 2009 at 14:39 | Permalink
Egregio Dott. SILENDO,
sto post e relativi commenti non li avevo proprio visti, ma leggendo leggendo ho appreso qualcosa che proprio non mi lascia indifferente.
Il fatto che i DUE servizi rimangano appannaggio escusivo delle FF.PP e delle FF.AA. effettivamente non va bene. Ma è opportuni fare alcune precisazioni in merito. L’intelligence come ben saprai è materia complicata e articolata. Polizia e Militari sono le persona meno indicate per analisi e pianificazione ma al tempo stesso (e sfido chiunqua a provare il contrario) le attività HUMINT (quelle condotte in modo serio e professionale) data la loro complessità, richiedono una “preparazione” non indifferente. Nessuno nasce soldato o poliziotto, “chiunque” se adeguatamente addestrato (almeno 36 mesi full immersion) potrebbe svolgere tali attività, ma poi entrerebbero in gioco diversi fattori, strutture di formazione adeguate,modalità di reclutamento, N.O.S. ecc. ecc., che purtroppo per il nostro paese sono ancora fantascienza. Discorso differente è invece l’analisi. Militari e poliziotti mi duole ammetterlo non sono le persone più indicare, sia per in discorso di forma mentis sia per il loro livello di preparazione. Senza ombra di dubbio l’analisi deve essere condotta da personale “civile”, adeguatamente formato (magari all’estero), Giovane, e di indubbia fedeltà allo stato.
Silendo maggio 30, 2009 at 13:16 | Permalink
Mi sembra di capire, non vorrei sbagliare, che tu ritieni che, da un lato, l’analisi andrebbe meglio se fatta da non militari/poliziotti. Preferendo professionalità appositamente formate.
Dall’altro lato, però, il ramo operativo è meglio che venga “curato” da militari e/o poliziotti.
Verticalpoint maggio 30, 2009 at 23:22 | Permalink
Silendo maggio 31, 2009 at 00:16 | Permalink
Ti dico come la vedo io, sperando di riuscire ad articolare un discorso di senso compiuto data l’ora.
Tra l’altro chiedo venia ai lettori. Ho già scritto qualche volta quello che penso su questo argomento e mi dispiace annoiare ripetendolo.
Dovrei linkare il commento… solo che non ricordo minimanente in quale post si trova.
Io non ne faccio, di per sè, una questione di “divisa”.
Ci può essere un ufficiale dei CC capacissimo come analista di relazioni internazionali. Così come può esserci un civile bravissimo ad infilarsi dentro un gruppo eversivo (ce ne sono stati diversi, tra l’altro…).
Io ne faccio una questione di professionalità. Mi spiego meglio.
L’Intelligence è una professione ed è una professione “autonoma” (come tutte le professioni, altrimenti non sarebbero tali…). Fare l’operativo di un Servizio di Intelligence non è la stessa cosa che fare il poliziotto alla Digos o l’incursore di Marina.
Così come fare l’analista di un Servizio non è la stessa cosa che fare l’analista in un centro studi o il docente universitario.
Sono professioni diverse.
E’ chiaro che hanno elementi comuni (così come elementi di differenza, anche consistenti, qualche volta…) ma, al quaglio, sono attività differenti.
Si tratta quindi di effettuare una selezione attenta delle persone in entrata, a prescindere se indossino una divisa (e quale) o no.
Si tratta di fare nè più nè meno quello che si fa in qualunque altra organizzazione pubblica o privata del mondo.
C’è necessità di assumere un analista? Bene, si individuano quelle persone che hanno le caratteristiche professionali “in entrata” necessarie.
Tra queste persone ci possono essere militari, poliziotti o civili. Indifferentemente.
Si sceglie quello che ha le caratteristiche migliori.
Idem per il settore operativo.
Ad esempio, Vertical, se è vero che un carabinere del ROS tendenzialmente è più capace di svolgere un’attività informativa nei confronti (faccio un esempio) di un gruppo criminale rispetto ad un civile… è anche vero che l’Intelligence non è solo contro-terrorismo o intelligence militare.
L’intelligence è anche (direi forse: soprattutto) spionaggio contro questo o quel Paese, contro questa o quella azienda straniera. E’ attività informativa in materia economica e finanziaria. Tanto per fare alcuni esempi.
Tutti settori nei quali non è che il carabiniere del ROS sia di per sè (in quanto carabiniere, intendo) tendenzialmente più capace di un civile.
Poi, magari, lo sarà in quanto persona ma non è che la professionalità “carabiniere” gli dà competenze da sfruttare quando si tratta di penetrare, tiro a caso, la leadership moscovita o la banca d’affari svizzera.
Si tratta, quindi, di competenze e professionalità.
L’importante è non limitarsi ad individuare risorse umane solo in un determinato settore della Nazione, come ad esempio Forze Armate e Forze di Polizia.
Ma lo stesso discorso varrebbe se si assumessero solo diplomatici o solo prefetti o solo civili.
Non so se mi spiego?
Come dici tu è una questione di strutture. Esattamente.
Uffici Risorse Umane (chiamiamoli così…), scuole di formazione e addestramento, UCSE, ecc… insomma tutte quelle strutture che devono (o dovrebbero) individuare, selezionare, formare, monitorare, sorvegliare, ecc. 😉
Verticalpoint maggio 31, 2009 at 00:54 | Permalink
Grazie per la risposta anzi, un doppio grazie data anche l’ora e la celerità con cui hai risposto.
giovanninacci maggio 31, 2009 at 10:23 | Permalink
beh… allora siamo tutti d’accordo che fare l’Incursore di Marina è meglio, no? :)))))))))))))))))
P.S.: …domando scusa ma una occasione così non potevo mica lasciarmela scappare 😉
Verticalpoint maggio 31, 2009 at 11:39 | Permalink
max risp. per i nostri incursori caro giovanni ma i tuoi amatissimi armadi del comsubin non passerebbero inosservati in ambiente operativo.
giovanninacci maggio 31, 2009 at 12:23 | Permalink
Verticalpoint perdonami, deve essere l’appetito che a quest’ora comincia a limitare le mie capacità intellettive :))) (non che dopo mangiato migliorino poi di molto 😉 ma.. non ho capito bene se il tuo post è in senso positivo o negativo.
Cioè, intendi dire che – in quanto incursori – “dovrebbero” passare inosservati durante l’operazione e invece capita di no?
Silendo maggio 31, 2009 at 13:02 | Permalink
:)) Giovanni, credo che Vertical volesse dire che gli operativi dei Servizi non dovrebbero assomigliare a Rambo ;))
giovanninacci maggio 31, 2009 at 13:16 | Permalink
Ahhh ecco (vedete? dopo pranzo sono più… “operativo” :)).
Beh si è vero, verissimo. Ma i boys del Comsubin se c’è qualcosa a cui non vogliono assomigliare (e non ci assomigliano) è proprio un fisico “rambesco”.
Nuocerebbe infatti alla operatività subacquea ;)))
giovanninacci maggio 31, 2009 at 13:23 | Permalink
Cari Silendo e Verticalpoint, riflettevo su una cosa che mi ha divertito alquanto e cioè: se assiomatizziamo il fatto che personalmente non ho nè un fisico da operativo dei servizi nè tantomeno da operativo Comsubin…. vuol forse dire che definisco in termini il tipico fisico di un (in)operativo Osint??
Ah ah ah!!!! :)))
Ancora più saluti di prima 😉
ga78 maggio 31, 2009 at 14:09 | Permalink
Io sono una civile!!…E vi posso garantire che,..più di una volta,ho superato ,in capacità mentali,…cc,poliziotti,..o militari!!
Quindi a voi le conclusioni!!! 😉
Hai ragione silendo per quanto riguarda la capacità addestrativa,…ma parzialmente quella mentale!
Verticalpoint maggio 31, 2009 at 14:47 | Permalink
AllegraBrigata maggio 31, 2009 at 16:02 | Permalink
“Parzialmente quella mentale” ?
ga78 maggio 31, 2009 at 16:25 | Permalink
Si vittorio!…Sai bene che non serve il solo addestramento,in certi casi!…Serve anche il gioco mentale! pensaci bene!
AllegraBrigata maggio 31, 2009 at 16:57 | Permalink
Lo so. Non capivo (e non capisco tutt’ora) la tua frase.
Giano08 maggio 31, 2009 at 21:32 | Permalink
io, invece, sono curioso di capire come hai realizzato, insomma come hai potuto “misurare” il fatto di “superare in capacità mentali” cc, poliziotti o militari…
ga78 maggio 31, 2009 at 21:39 | Permalink
Sai quel’è il difetto dei milirari e dei corpi di polizia??..e che si credon superiori a tutti,anche in intelligenza!..e sottovalutano i civili!.. mai sottovalutare nessuno,..non solo il nemico!
Giano08 maggio 31, 2009 at 21:41 | Permalink
sottovalutare gli altri è un difetto abbastanza trasversale al genere unano tutto…
comunque…non mi hai risposto
Giano08 maggio 31, 2009 at 21:42 | Permalink
sottovalutare gli altri è un difetto abbastanza trasversale al genere umano tutto…
utente anonimo maggio 31, 2009 at 23:40 | Permalink
i civili sono sempre e comunque ‘relativamente’ inferiori dal punto di vista psichico (non hanno una mente ‘istruita’ ed ‘inquadrata’ per capirci..) , anche perche non seguono determinate metodologie di pensiero che per certi ruoli militari sono addirittura routine (vedasi chi proviene dalle accademie..). In pratica ai civili manca quello ‘studio’ e quell’ordinamento tipico che i militari hanno di base, quindi è ovvio che hanno una marcia in meno nel ruolo dell’intelligence. La mente è importante ma non siamo tutti dei geni incompresi anche quando crediamo davvero di esserlo 😉
Giano08 giugno 1, 2009 at 01:17 | Permalink
non sono affatto d’accordo con te. Perché mi pare di capire che per te l’educazione alla vita militare sia di per sé “strutturante” per la mente. Quando spesso e volentieri – guarda proprio chi viene dall’accademia – tale addestramento non va oltre la capacità di far parte di una struttura gerarchizzata e di seguire ordini: tutte doti che servono a livello organizzativo (militare, appunto), ma nulla aggiungono ad un eventuale analista o operativo che non deve fare il digossino. Troppi ne ho visti di ufficiali di carriera ottimamente “inquadrati” dalle loro accademie e… basta!
Silendo, riprendendo vertical, è stato chiarissimo: le doti richieste in questo campo possono essere possedute tanto da un militare, cc, ecc, quanto da un civile. Personalmente io poi ritengo che aver un eccessivo inquadramento è deleterio per quella “fantasia” che serve a certi settori dell’intelligence, perché imbriglia la persona in una forma mentis che non è quella richiesta.
Anche se in Italia, e di questo abbiamo parlato per ore e ore, questo settore è visto come di diretto appannaggio della gente in divisa.. ma credo sia inutile ripetere quello che ci siamo detti e ridetti.
Quindi, come non capisco come ga78 sia stata capace di capire di aver superato in intelletto chi che sia, allo stesso modo – caro anonimo – per me i militari e simili non hanno una marcia più dei civili all’infuori del campo militare stesso.
Non confondiamo la capacità di prendere ordini dai superiori come chissà quale dote. Per carità, è ovvio che una struttura organizzata si deve anche saper stare al “posto proprio”, ma prendi un giurista o un economista: credi che abbiano una mente meno fine o educata di un militare di carriera?
parlerò forse da civile? Forse…
Ma te sei di certo un uomo in divisa 😉
utente anonimo giugno 1, 2009 at 07:08 | Permalink
e bravo Giano, attenta ed astuta la tu a ‘analisi’ 😉 un elemento molto richiesto (utile, ma non per questo obbligatorio) nell’intelligence è anche l’attitudine a saper leggere tra le notizie e ‘capire’ o ‘distillare’ l’informazione. Per esempio con un banale ‘trucchetto’ che si impara in alcuni corsi, è stato fin troppo banale farti credere (tranquillo era solo un gioco..) che io fossi un militare vedi che ho ragione che ‘certi’ insegnamenti sono molto utili? Intendevo militari con la marcia in più, riferito a chi magari svolge attività formative di un ceeto livello, non accessibili ai ruoli militare.. un’infarinatura che fa la differenza insegnando metodi e metodologie, che il civile magari anche se conosce, purtroppo (non per colpa sua, ovvio), non sa come ‘mettere in pratica’. Non so quale accademia tu abbia fatto, ma da alcune parti fanno anche dei corsi di psicologia appositi, e non insegnano solo a saper rispettare le scale gerarchiche (lo farebbe benissimo anche un civile con un po di attenzione e dedizione..). Si, anche la fantasia è importante nell’analisi, ma senza il lavoro di gruppo e i metodi serve a poco davvero. Un saluto a tutti voi, qualcuno anche ‘inventando teorie verosimili’ si avvicina davvero molto o quasi alla realtà dell’intelligence nostrana 😉
utente anonimo giugno 1, 2009 at 07:18 | Permalink
scusa gli errori di battitura, capitano spesso.. Dimenticavo di sottolineare uno dei motivi perche a mio dire i civili non sono molto ‘attendibili’. Non per quanto ‘civili’, ma perche mancano di alcuni ‘indottrinamenti essenziali’. Basta vedere la differenza tra polizia e carabinieri.. i primi sembrano a volte, o troppo spesso degli ‘sceriffi’ abbronzati che spavaldano nella loro pantera blu brilluccicante abbronzati e bellocci stile playboy per fal colpo sulle belle ragazze ad un improbabile posto di blocco, i secondi allo stesso modo hanno a mio dire un modus-peandi di gran lunga più professionale (punti di vista ! ma fai una statistica e osserva i numeri..). Poi se capiti in qualche arsenale militare.. e haia che fare con dei civili.. beh, ti cascano le braccia.. alla faccia dell’operatività militare.. il civile diventa troppo spesso il simbolo dello ‘statale’ che timbra il cartellino…. oopss no-coment ! Entra nei ministeri e te ne rendi conto. Sarà forse che il militare è ?costretto’ a lavorare ed il civile è ‘protetto’ dai sindacati? boh… mistero.. anche l’assenteismo… Anche negli enti di intelligence abbiamo lo stesso problema.. guardate all’ex sisde e agli ‘allontanati’ che hanno messo in mezzo i sindacati per difendere il posto di lavoro.. dimenticandosi forse che il loro era un lavoro ‘differente dagli altri’ e meritevole di riservatezza 😉
AllegraBrigata giugno 1, 2009 at 07:56 | Permalink
Anonimo, è solo questione di formazione e di incentivi.
I militari hanno più ‘forma mentis’ perchè hanno fatto un certo percorso che molto spesso i civili, quei civili, non fanno e non lo fanno perchè nessuno glielo fa fare…
utente anonimo giugno 1, 2009 at 08:26 | Permalink
FARSI TANTE PASSEGGIATE FRA IRAQ AFGHANISTAN E AFRICA…PER NN PARLARE DI BALCANI PER UN PERIODO DICIAMO DI 10 ANNI è BEN DIVERSO DA FARE L’ERASMUS E GIRARE FRA CAMPUS UNIVERSITARI AMERICANI…PER QUESTO LA “FORMA MENTIS” è DIVERSO…METTICI CHE MAGARI OGNI TANTO TI SPARANO PURE ADDOSSO E IL MILITARE ACQUISISCE QUEL QUID…CHE MAGARI…PUO’ AIUTARE…PER MOLTI LAVORI NELL’APPARATO INFORMATIVO IL MILITARE E/O FORZE DI POLIZIA AVRA’ SEMPRE UN PASSO IN PIU’….SENZA NULLA TOGLIERE AI BRAVISSIMI ANALISTI CIVILI E AD ECCEZIONI…LA GENIALITA’ TIPICAMENTE ITALIACA..MA AFRFRONTANDO PERCENTUALI BEH…NON CI PUO’ ESSERE STORIA…
AllegraBrigata giugno 1, 2009 at 10:02 | Permalink
Ovviamente. La formazione di un militare è diversa da quella di un civile.
Ma il punto è, questa forma mentis è funzionale a svolgere compiti informativi non militari?
utente anonimo giugno 1, 2009 at 10:04 | Permalink
“aggiungo” la mia, io conosco ottimi analisti civili, conosco pessimi “lavoratori” civili, nelle FF.AA, conosco ottimi analisti in divisa, conosco “pessime” persone in divisa…..!!
Molto spesso è tutto lasciato “all amor proprio” per questo mestiere…dove, secondo me, una cosa è certa…manca la formazione!!!
La suddivisione dei compiti, chiaramente, fa selezione, intendo dire che, per attivita humint..sicuramente sono richieste caratteristiche particolari ( e devo dire che ci si sta organizzando in questa direzione), mentre l’analista vero e proprio, quello da “scrivania” ( ma non per questo meno operativo!!) ha bisogno di un altro tipo di formazione…MA NE HA BISOGNO!!!
spero di essere stato chiaro…dalla mia scrivania…
Verticalpoint giugno 1, 2009 at 10:09 | Permalink
PERMETTETEMI DI FARE ALCUNE PRECISAZIONI, VISTO CHE IL MIO QUESITO RIVOLTO A SILENDO HA INNESCATO QUESTA REAZIONE COLLETTIVA.
BISOGNA DISTINGUERE INNANZITUTTI A QUALE ATTIVITA’ DELL’INTELLIGENCE CI RIFERIAMO.
L’ANALISI A MIO MODESTO PARERE SPETTEREBBE A UN CIVILE, NON PERCHE’ UN MILITARE NON NE SIA CAPACE, MA INQUANTO TALE NON PUO’ AVERE UN BACKGROUND FORMATIVO CHE, AL CONTRARIO UN CIVILE POTREBBE AVERE.
ELINT, IMINT, TECHINT, SIGINT, SONO ATTIVITA’ MOLTO DELICATE CHE RICHIEDONO ANCH’ESSE UNA PADRONANZA E CONOSCENZA DEGLI STRUMENTI E DELLE RISORSE A DISPOSIZIONE CHE SIA CIVILI CHE MILITARI POSSONO AVERE.
L’HUMINT E’ PIUTTOSTO COMPLICATA E ARTICOLATA INQUANTO ENTRA IN GIOCO IL FATTORE UMANO.
FATTORI INSINDACABILI CHE OGNI BUON AGENTE DOVREBBE POSSEDERE SONO:
– TOTALE E INCONDIZIONATA FEDELTA’ AL PROPRIO PAESE;
– ATTITUDINE AL ATTIVITA’ INFORMATIVA TESTATA IN APPOSITI ENTI DI FORMAZIONI (inesistenti nel nostro paese);
– TOTALE DISINTERESSAMENTO A PROSPETTIVE DI CARRIERA, OSSESSIONI DI ARRIVISMO E TORNACONTO ECONOMICO (in Italia è un dramma sto punto);
POI CHE SIA UN CIVILE O UN MILITARE DIPENDE DAL TIPO DI ATTIVITA’ CHE SI VA A SVOLGERE, DAL LUOGO E DA UNA SERIE DI FATTORI CHE POTREBBERO FAR RICADERE LA SCELTA SULL’INDIVIDUO PIU’ IDONEO.
SE L’ATTIVTA’ CONSISTE NELL’ACQUISIRE INFO SU UN DETERMINATO SETTORE DELL’ECONOMIA DI UN DATO PAESE ALLORA ABBIAMO BISOGNO DI GENTE CHE ABBIA UNA BUONA CONOSCENZA DELLA SITUAZIONE DI QUELLA DATA ZONA, SIA INTEGRATA O NON VI SIANO OSTACOLI OGGETTIVI AD UNA RAPIDA INTEGRAZIONE, CONOSCA LA MATERIA E LA LINGUA, INEVITABILMENTE, IN QUESTO CASO LA SCELTA RICADREBBE SU UN CIVILE. SE, AL CONTRARIO, L’ATTIVITA’ INFORMATIVA PREVEDA DEI RISVOLTI DI TIPO TATTICO, IN CONTESTO “WAR” ALLORA LA SCELTA, PER OVVIE RAGIONI RICADE SU UN MILITARE CON PREGRESSA ESPERIENZA IN AMBIENTI ANALOGHI.
LA FORMA MENTIS NON LA SI ACQUISISCE NELLE ACCADEMIE O NELLE UNIVERSITA’ MA APPOSITA FORMAZIONE PRESSO ENTI SPECIFICI. POI MI PERMETTO DI RICHIAMARE L’ATTENZIONE DI QUANTI HANNO UN’IDEA MOLTO CINEMATOGRAFICA DELL’AGENTE OPERATIVO. NON BISOGNA ESSERE RAMBO, NON BISOGNA ESSERE BELLI DA PAURA (vale per entrambi i sessi), NON AVERE UN FISICO PALESTRATO, NON BISOGNA ESSERE UN BUON TIRATORE, UN BUON PARACADUTISTA, UN BUON INCURSORE, UN ESPERTO IN ARTI MARZIALI……NON BISOGNA ESSERE NULLA DI TUTTO CIO’. UN AGENTE DEVE ESSERE SOLO UNA PERSONA MENTALMENTE E TECNICAMENTE PREPARATA A REPERIRE E TRASMETTERE INFORMAZIONI – SOLO E SOLO QUESTO FA UN AGENTE -.
MI DISPIACE DELUDERE QUANTI PENSANO CHE UN AGENTE OPERATIVO E’ “ER MEJO DER MEJO”….NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO.
UN AGENTE DEVE SEMBRARE E COMPORTARSI COME IL UN COMUNISSIMO CITTADINO, UNO DEI TANTI INDIVIDUI CHE ABITANO SU QUESTO PIANETA, UNA PERFETTA FIGURA ANONIMA, DOVE PER ANONIMO NON INTENDO IDENTITA’ SUPER SEGRETA STILE “JASON BOURNE” MA MARIO ROSSI NATO A VELLETRI E IMPIEGATO NEL CAMPO DELL’IMPORT-EXPORT.
OPS….DIMENTICAVO IL FATTORE ETA’. UN BUON AGENTE NON DOVREBBE MAI AVERE MENO DI 35 ANNI CON ALMENO 10-15 ANNI DI ESPERIENZA IN UN DETERMINATO SETTORE FUORI DALL’INTELLIGENCE.
P.S.: HO FATTO LA DISTINZIONE TRA CIVILI E MILITARI, MA SIA CHIARO E NESSUNO SI SENTA OFFESO, PER MILITARI INTENDO MILITARI, CC E FORZE DI POLIZIA.
E IL MIO INTERVENTO RIGUARDAVA ENTRAMBI I SERVIZI, AISE – AISI.
AllegraBrigata giugno 1, 2009 at 10:10 | Permalink
AllegraBrigata giugno 1, 2009 at 10:12 | Permalink
Il mio “Infatti…” si riferiva al commento di Daniele.
Giano08 giugno 1, 2009 at 10:22 | Permalink
davide grazie: con il tuo post n° 62 mi hai svoltato la giornata e risparmiato un post chilometrico.
è che qui siamo ancora alle solite e, non me ne vogliate, all’ABC: si confonde ancora l’intelligence e la si vede materia affine a qualcosa di militare.
e poi ci chiediamo perché in Italia siamo indietro rispetto ad altri colleghi europei e non solo
daniele invece ha detto MEGLIO quello che ho provato a dire il stanotte!!! grazie caro!
cmq davvero, la faccio breve, non mi piace ripetermi… sto dibattito sarà almeno la terza volta che lo facciamo.. e tra breve interverrà il sommo Sensei che chiuderà la diatriba con il solito mitico post risolutivo :)))
Giano08 giugno 1, 2009 at 10:26 | Permalink
ps: caro anonimo, ma se qualche utente mi avesse chiesto un parere, che ne so, magari scrivendomi in pvt, su chi sei.. credi avrei risposto che sei un militare?
o che potresti sembrare un militare?
la logica la si apprende al liceo.
hai voglia a fare accademie e università, master all’estero e erasmus se le basi non le hai
Verticalpoint giugno 1, 2009 at 11:32 | Permalink
Condivido a pieno il commento #68
utente anonimo giugno 1, 2009 at 11:55 | Permalink
per il post nr 64 di vertical point, quando dici :
-L’HUMINT E’ PIUTTOSTO COMPLICATA E ARTICOLATA INQUANTO ENTRA IN GIOCO IL FATTORE UMANO.
– ATTITUDINE AL ATTIVITA’ INFORMATIVA TESTATA IN APPOSITI ENTI DI FORMAZIONI (inesistenti nel nostro paese); –
posso dirti che non è propio cosi riguardo agli appositi enti di formazione, ci si sta lavorando già da un po, i risultati?? vedremo, ma i corsi…si fanno!!!
(sempre che ioabbia capito bene a cosa ti riferisci, altrimenti..scusa!!:-))
p.s. grazie Giano, grazie D.
..ma silendo?? nuota???:-)
giovanninacci giugno 1, 2009 at 12:16 | Permalink
Permettetemi una piccolissima parentesi che apro qui perchè attualmente è il post più… frequentato.
Volevo solo augurare di cuore a tutti vuoi un BUON 2 GIUGNO :))
Ci tenevo moltissimo a farlo.
Saluti carissimi a tutti.
utente anonimo giugno 1, 2009 at 12:19 | Permalink
grazie Giovanni!! anche a te!!! e…vento in poppa!!!
Silendo giugno 1, 2009 at 12:25 | Permalink
“..ma silendo?? nuota???:-)”
Magari… oggi niente piscina… mi rifarò domani con i pesi 😀
Riguardo al 2 giugno… ricambio gli auguri… in particolare a chi sfilerà ;))
daniele67 giugno 1, 2009 at 12:28 | Permalink
caro Silendo!!! certo che la psicina..è sicuramente più divertente dei pesi…almeno li…stanno tutti/e in costume!!
Appena ci vediamo ti aggiorno su una tecnica di allenamento con i pesi che chiamano “stripping”..molto interessante!!!
Silendo giugno 1, 2009 at 12:33 | Permalink
Daniele carissimo, il primo amore (i pesi) non si scorda mai :))
Premetto che accetto qualunque consiglio, soprattutto da gente preparata come te, però lo conosco già lo stripping.
Dà ottimi risultati a livello di massa muscolare ma mi fa perdere in potenza perchè abbassa la soglia nervosa e fa lavorare le fibbre rosse o intermedie. Almeno nella mia esperienza
Lo uso con molta cautela proprio per questo. Ho sempre puntato a non riempirmi di muscoli perdendo in potenza e rallentandomi.
daniele67 giugno 1, 2009 at 12:36 | Permalink
…mentre lo scrivevo pensavo..”adesso mi prendo una pesciata”!!! ed é arrivata!!
scherzi a parte, in alcuni manuali, è consigliato ai nuotatori, ecco perchè te lho detto!!
abbraccioni!!!
Silendo giugno 1, 2009 at 12:46 | Permalink
:)) No, hai fatto benissimo ed è vero che è una tecnica consigliata per tutti quelli che usano i pesi come preparazione per sport “misti”. Solo che io, al contrario, preferisco usare i pesi per compensare la perdita di potenza (inevitabile) conseguente all’allenamento in vasca. Quindi in palestra punto tutto su forza e potenza
giovanninacci giugno 1, 2009 at 13:04 | Permalink
amici carissimi, vedrete che se fate come me, non avrete nessun problema di scelta tra un esercizio e un altro, tra una tecnica e un’altra, tra la perdita di potenza e il riempirsi di muscoli 😉
P.S.: come diceva un vecchio Capo di Marina: “c’è un unico muscolo da allenare” 😉
Saluti cari e buon 2 giugno a tutti
Verticalpoint giugno 1, 2009 at 13:17 | Permalink
INTERESSANTI STI DISCORSI SPORTIVI…MA…C’E’ QUALCUNO CHE ARRAMPICA?
Felsina giugno 1, 2009 at 13:38 | Permalink
Io penso che sia sbagliato a priori affermare che i civili siano migliori o più capaci dei poliziotti/militari o viceversa. Non è una questione di tassonomia o di appartenenza ad una categoria. Il fatto è che le qualità/capacità richieste dall’intelligence, che variano a seconda dei ruoli, possono essere possedute sia da civili che da poliziotti/militari, in particolare per il discorso analisi.
Ciò non toglie però che i poliziotti/militari possano essere agevolati (data la loro formazione ed esperienza professionale) a ricoprire certi ruoli. Penso ad esempio ad un poliziotto che si è sempre occupato di intercettazioni per la p.g.. È ovvio che esso rappresenterà il candidato migliore per svolgere lo stesso ruolo all’interno dei servizi, anche se le informazioni ottenute verranno utilizzate in modo diverso. È però anche vero che un civile, se opportunamente addestrato, potrà svolgere altrettanto bene lo stesso compito.
Dove sta allora la differenza? Perché non assumere personale ex novo ed addestrarlo? La risposta la sapete tutti. Lo Stato deve agire in termini di massima economicità per cui se al proprio interno ha già persone formate per quel ruolo, è per esso più economico trasferirle da un’amministrazione all’altra. Questo può essere più o meno giusto, ma alla fine è questo il punto.
Per il resto, buon 2 giugno a tutti
Silendo giugno 1, 2009 at 14:18 | Permalink
“Lo Stato deve agire in termini di massima economicità per cui se al proprio interno ha già persone formate per quel ruolo, è per esso più economico trasferirle da un’amministrazione all’altra.”
Ecco, Felsina, è su questo che bisogna riflettere. Perchè non è così, in effetti. Per lo Stato non è un risparmio, anzi, esattamente il contrario
Premesso: faccio un discorso molto generale.
Se io addestro un poliziotto o un militare non lo addestro per l’intelligence. Lo addestro per fare il poliziotto o il militare.
Quando poi distacco, per esempio, 2/3000 poliziotti/militari presso altre strutture (i Servizi, appunto) di fatto li sottraggo a ciò per cui sono stati realmente addestrati.
Con un doppio danno economico per lo Stato:
1) ho addestrato del personale per svolgere incarichi che non svolgono,
2) ma la cosa più grave è che questo personale non libera i “posti” all’interno dell’amministrazione di provenienza rimanendo stabilmente all’interno di quella di arrivo. Il personale distaccato in pratica è fluttuante e l’amministrazione di arrivo non “stabilizza” una propria, vera, burocrazia.
Quindi, Felsina, è proprio dis-economico, in un’ottica di “sistema” statale.
Le motivazioni sono altre… 😉
ga78 giugno 1, 2009 at 14:25 | Permalink
Vedi felsina,..io intendevo questo. Non la superiorità di uno o dell’altro. Tutto qua,..è normale che le capacità che acquistano i civili,non addestrati,saranno differenti ,alle capacità che i militari o poliziotti,ma è vero anche il contrario!!!….La parola da me utilizzata “sottovalutare”,..indica comportamenti che avvengono,volontari ed involontari,da parte di talune persone!Scusatemi se,..con le mie parole ho “offeso” qualcuno!Non volevo!
Felsina giugno 1, 2009 at 14:31 | Permalink
Silendo, grazie per il chiarimento. Concordo al 100% con quello che dici. Avevo qualche sospetto che ci fossero altri motivi a dir la verità 😉
Verticalpoint giugno 1, 2009 at 14:37 | Permalink
EGREGIO, ILLUSTRISSIMO DOTT. SILENDO (mo mi cazzia!), CONCORDO CON LEI SU QUASI TUTTO.
P.S.: MI AUGURO CHE DOMANI TUTTI GLI UTANTI DI STO BLOG SI RIVERSINO IN VIA DEI FORI IMP. PER LA FESTA DELLA NOSTRA AMATA REPUBBLICA…..NON SI ACCETTANO SCUSE!!!
Felsina giugno 1, 2009 at 14:41 | Permalink
Ciao Ga, no aspetta, stavo facendo una considerazione in generale che anzi avvalla quello che tu stessa hai detto.
Tu dici che i civili non devono essere sottovalutati ed è verissimo.
Io aggiungevo solo che non bisogna generalizzare né in un senso né nell’altro e l’importante è che ai fini selettivi non vengano fatte delle discriminazioni che non giovano a nessuno.
Come diceva Giovanni…non è che i militari siano “incivili”
Felsina giugno 1, 2009 at 14:49 | Permalink
Ga ti avevo risposto ma è sparito tutto…
Volevo dirti che stavo facendo un discorso in generale che, anzi, avvalla quello che tu stessa hai detto. L’importante è non fare discriminazioni né in un senso né nell’altro, tutto qui.
Felsina giugno 1, 2009 at 15:40 | Permalink
Mi scuso per la svista…volevo scrivere “avallare” ovviamente e non “avvallare” che cambia completamente il significato…
giovanninacci giugno 1, 2009 at 16:00 | Permalink
Oh che bello mi date l’opportunità di fare uno di quei bei miei post che non servono a nulla ma che vi tocca sopportare lo stesso :))
Dunque Felsina è vero, alternando i due termini la frase muta la semantica però… però, però… la radice dei due termini è la stessa (pare una ovvietà ma non lo è :))).
Nel senso che il concetto di “avallo” (inteso come “garanzia”) pare derivare (fonte etimo.it) da una metafora del francese “avaler” (“mettera al basso”) in riferimento alla firma che si mette “a valle” (“avvallare” = “andare a valle”, stessa fonte) di una cambiale a garanzia del (futuro 😉 pagamento.
Tutto ciò giusto per riflettere sul fatto di come una “v” ti possa cambiare lo sviluppo di una discussione (e relativi malintesi, incomprensioni eccetera).
Beh non vi lamentate, ve l’avevo detto dall’inizio che era un commento inutile ;)))
Carissimi avallati (da me) saluti 😉
giovanninacci giugno 1, 2009 at 16:17 | Permalink
P.S.: mi dicono dalla regia, che dei ragionamenti tipo il mio li fanno in una trasmissione TV dove signorine in decoltè girano una ruota e comprano vocali, che poi una biondona con ampio gonnellino svolazzante “accende” su un tabellone…
Ma com’è che me lo sono sempre perso sto programma?
Felsina giugno 1, 2009 at 16:49 | Permalink
Giovanni i tuoi commenti non sono mai inutili 😉
utente anonimo giugno 1, 2009 at 17:03 | Permalink
Comunque, dopo tutto sto discorso, ci vanno sempre e i soliti raccomandati !!!
Giano08 giugno 1, 2009 at 17:10 | Permalink
daje co sto brandy…
AllegraBrigata giugno 1, 2009 at 17:54 | Permalink
Vertical, più che altro qualcuno sale e scende dai canaponi… :))))
utente anonimo giugno 1, 2009 at 19:44 | Permalink
Senza offesa per nessuno ! che sia chiaro ! già lo so che ora partiranno mille commenti dei permalosi di turno :– ) civili o militari? mistero..
Ma voi ve li immaginate i dipendenti dell’Azienda che appena tornati in ufficio, dopo un bel caffè al bar, un tramezzino anonimo.. rientrano in sezione e in pieno relax dato che il caapo è distratto, si concedono una navigata sul web leggendo i vostri messaggi ? Sicuramente avrebbero anche voglia di partecipare e rispondervi per le rime, ma meglio evitare di rischiare il posto per un ‘gioco’ davvero troppo divertente ! E che sfotuna ! neppure da casa…da anonimi.. la direttiva è “chiara ed esplicita!” 😉 E’ pensare che l’analista nel frattempo sta vedendo sul pc dove prenotare la vacanza per tutta la famiglia.. l’estate si avvicina ! tutti in cabina ministeriale.. ovvio Che tempi… la modernità.. evviva la calderini di una volta 😉 quando al posto del pc forse ci stava la fotocopiatrice con quell’odore acre di ammoniaca e quel catatrofico e lentissimo microfilm che si inceppava spesso dopo le prime venti schede personali
Sicuramente oggi qualcuno almeno parla e “straparla” dei servizi.. è bello ! Altro che vedere un film ! quì si può fantasticare ascoltando e sognando.. tra tutte le teorie e i teoremi degli esperti e navigati incursori e missionari all’estero… e pensare che invece una volta a parlarne sottovoce addirittura si faceva ‘peccato’ 😉 E la vecchietta sul bus chiedeva al conducente se poteva scendere due fermate dopo quella dei ‘servizi segreti’ ? eheheh che tempi ragazzi !
Giano08 giugno 1, 2009 at 19:51 | Permalink
il mio vecchio amstrad cpc 464 avrebbe risposto:
con l’immancabile cursore verde lampeggiante alla fine della frase.
giovanninacci giugno 1, 2009 at 19:55 | Permalink
Data la mia ignoranza (nella materia specifica 😉 perdonerete una domanda di una certa rilevanza strategica… che cos’è un “canapone”??? :)))))
Silendo giugno 1, 2009 at 19:58 | Permalink
:)) Giovanni, è questo: http://wwwimre.imre.oc.uh.cu/cmblog/wp-content/uploads/2008/02/fast-rope-mp-type-3.JPG
… che serve per questo: http://www.traks-me.com/images/Yates/442_TSOP_FastRope01.jpg
utente anonimo giugno 1, 2009 at 20:01 | Permalink
incredibile la celerità nel postare i vari canaponi…complimenti al padrone di casa…
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:03 | Permalink
Giano! se un Amstradista! ;)))
Io, avendo qualche primavera in più, sono nato e cresciuto su un CBM 8032 e relativa unità dischi CBM 3040 (mi pare).
Che tempi ragazzi… “syntax error” come se piovesse ;))
Silendo giugno 1, 2009 at 20:05 | Permalink
Eeeh… sai… con tutta l’esperienza accumulata in quegli anni, nelle giungle asiatiche…
http://www.ilcinemaniaco.com/wp-content/uploads/2009/02/rambo_first_blood_part_ii1.jpg
utente anonimo giugno 1, 2009 at 20:10 | Permalink
rispondere a postate….ma sono li tutti pronti…però….
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:12 | Permalink
trattasi di impiego poco ortodosso (…direi in senso upside down :))) di “cima da ormeggio” 😉
Saluti alla voce
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:14 | Permalink
Silendo carissimo… ma quando eri nella “jungla” portavi i capelli così lunghi? :)))
utente anonimo giugno 1, 2009 at 20:15 | Permalink
no no…molto ortodosso…capisco che un marinaio….però ti garantisco ci si diverte da pazzi…sempre che il pilota ed il rope master guardino bene sotto…se no si arriva e puff finisce la corda e ci sono ancora un paio di metri abbondanti (mi è successo) poco piacevole..ma alla fine ti raccoglie le vertebre e ti fai una risata…e poi cerchi di purgare il rope master allo spaccio… 😉
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:17 | Permalink
Caro anonimo, se mancano un paio di metri abbondanti… preferirei di gran lunga almeno un’altro paio di metri d’acqua sotto!!!
Che scherziamo :)))))))))))))
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:18 | Permalink
..non fate caso a quel maledetto apostrofo tra “un” e “altro” …
Giano, come vedi, troppo accidenti
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:19 | Permalink
…beh insomma era “troppo brandy accidenti”.
Basta non scrivo più :)))))
Silendo giugno 1, 2009 at 20:20 | Permalink
Sì, Giovanni. Poi mi hanno costretto a tagliarli quasi a zero. In occasione dell’ultima medaglia d’oro vinta… 😀
http://www.apcom.net/bin/content_3/Olimpiadi2008/imgs/C_3_Olimpiadi2008_414_foto.jpg
utente anonimo giugno 1, 2009 at 20:23 | Permalink
beh dai comunque sei attaccato su…nel senso perdi il contatto con le braccia sopra …nn è un saltone infinito…alla fine come un lancio col tondo…ps stasera la velocità è sorprendente!
AllegraBrigata giugno 1, 2009 at 20:23 | Permalink
Per Anonimo 94: eh… i tempi cambiano…
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:26 | Permalink
Eh capisco, so traumi… anche io da ragazzo portavo i capelli lunghi :)))).
Poi gli ho tagliati a zero ma non ho mai vinto un XXXXXX 😉
P.S.: ragazzi, stasera è uno spasso!
AllegraBrigata giugno 1, 2009 at 20:27 | Permalink
… e le vecchiette muoiono :)))))
Silendo giugno 1, 2009 at 20:28 | Permalink
Infatti… cosa vi è preso stasera??? :))
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:32 | Permalink
Caro Anonimo, sarà che non sono mai sceso da una cima da ormeggio sottosopra (non sono affatto capace) ma sono certo che mi perdonerai… continuo decisamente a preferire un paio di metri d’acqua!
Ovviamente si parla di un paio di metri d’acqua senza alligatori e bestioline similari 😉
Anzi se ci fosse qualche bella figliola mi butterei con maggior impeto*
* vabè Anonimo, mettimici qualche bella figliola e mi butto da due metri anche sulla terraferma!
Certo, non so come arrivo… ma di sicuro mi butto!!! Quando si dice la “prova di ardimento”… :)))
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:35 | Permalink
Sensei, confesso… ormai non ha più senso mentire: sono stato io… siccome mi sentivo emarginato, ho regalato una cassa di brandy a tutti!
P.S.: fa effetto eh? ;))
utente anonimo giugno 1, 2009 at 20:38 | Permalink
caro silendo propongo di infilare una specie di chat…tipo facebook in basso a sinistra….
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:42 | Permalink
…io invece pensavo a quel malcapitato poveretto che va su google e fa una ricerca con la chiave “brandy” perchè magari deve fare un regalo elegante ad un amico…
Vi immaginate la sua faccia nel momento in cui legge sto post? Da diventarci astemio! :)))
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:45 | Permalink
Anonimo, la chat forse è meglio metterla in basso… a destra
P.S.: non ci fate caso, mi sto allenando perchè devo fare un provino: quelli della pubblicità cercano un nuovo talento per scrivere le battute al gorilla del Crodino…
Silendo giugno 1, 2009 at 20:45 | Permalink
Anonimo… uhm… ci penserò, grazie
ilraffa giugno 1, 2009 at 20:47 | Permalink
AllegraBrigata giugno 1, 2009 at 20:49 | Permalink
Giovanni, TI ORDINO di non bere più brandy prima di collegarti a questo blog!!!!!!!!! :))))))
utente anonimo giugno 1, 2009 at 20:51 | Permalink
grazie silendo…ps mi scordo sempre di scrivere chi sono ora si svelerà l’arcano….è che di solito va in automatico…simpatica serata….
folgore 77
ps2 saluti dal kosovo
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:52 | Permalink
Se è un ordine… ubbidisco.
P.S.: Federico, tu non ci crederai mai ma… non bevo mai nel pieno di una “operazione” (e nemmeno prima, ovviamente! :)))))
Silendo giugno 1, 2009 at 20:53 | Permalink
Tranquillo Folgore, l’avevo capito che eri tu 😉
giovanninacci giugno 1, 2009 at 20:54 | Permalink
Folgore77, concordo: bella serata. Senza dubbio
utente anonimo giugno 1, 2009 at 20:57 | Permalink
sgamato….ecco…però l’idea della chat…e tutti i test cretini di facebook…mica male..poi davvero tutti a bere!
daniele67 giugno 1, 2009 at 20:58 | Permalink
Federico…quoto!! Giovanni..passa al moijto!!!:-)
Cari amici, dopo una giornata tosta, leggervi è veramente fantastico!! a me piace!!! buona serata a tutti!!
giovanninacci giugno 1, 2009 at 21:01 | Permalink
Bere?!??
Chi ha detto “bere”!
Ho sentito “bere”???
Ragazzi qui ogni post è una promessa eh… io all’ordine diretto ho ubbidito (con disciplina e direi anche onore).
Mi aspetto però che tutti facciano lo stesso: o si beve tutti o nessuno!
P.S.: Sensei, questa serata è da inserire negli annali :))
utente anonimo giugno 1, 2009 at 21:02 | Permalink
Folgore 77 mi porti un bel saluto a Pec ? 😉 mi raccomando non abbandonarmi la chiesa altrimenti la buttano giù
utente anonimo giugno 1, 2009 at 21:04 | Permalink
pec tiene alla grande…coi nostri prodi soldati che vigilano per decane…beh padre andrey è sempre tostissimo…nn ci vado spessissimo ma l’ho sentito stasera e stava da dio…
Silendo giugno 1, 2009 at 21:06 | Permalink
Giovanni, tu mi spaventi!!! :O
utente anonimo giugno 1, 2009 at 21:06 | Permalink
se continua cosi altro che “cavalieri vice direttore,..,.”arriviamo a 1000 post…comunque sempre un piacere una serata “virtuale” fra brandy canaponi e vecchi ricordi…
AllegraBrigata giugno 1, 2009 at 21:08 | Permalink
Sì, Giovanni spaventa anche me…
giovanninacci giugno 1, 2009 at 21:13 | Permalink
…ecco perchè le figliole che stavano in quei due metri d’acqua erano così spaventate mentre aspettavano che mi buttassi tra loro…
Devo essere un uomo… “di peso” :)))))
AllegraBrigata giugno 1, 2009 at 21:14 | Permalink
non giovanni… questa no…….
……. non dovevi……….
giovanninacci giugno 1, 2009 at 21:15 | Permalink
Caro Folgore, questa è la serata più “reale” fra quelle “virtuali” che mi sia capitato di trascorre :))
Perciò è bello qui.
Un saluto veramente caro
Felsina giugno 1, 2009 at 21:23 | Permalink
Giovanni ormai si è lanciato per la prossima edizione di Zelig ;))
utente anonimo giugno 1, 2009 at 21:26 | Permalink
un club…una specie di circolo degli scacchi …ma molto piu divertente…se ho capito bene (nn sono silendo però ci provo…) ora sono arrivate anche le donne…nn ci manca nulla…però…sai le risate domani quando tutti aprono la pagine e trovano 2 milioni di commenti su un qualcosa vechio di due anni?
giovanninacci giugno 1, 2009 at 21:32 | Permalink
Felsina… l’hai saputo… s’è sparsa la voce…
E ora come glielo dico a Vanessa?
accidenti che problema ragazzi… :(((
giovanninacci giugno 1, 2009 at 21:34 | Permalink
Folgore, non l’hai mai sentita quella pubblicità, dove c’è quel tizio brizzolato, bassetto, un po’ goffo, che fa il bacchettone con le ragazze che stanno ballando alla festa e dice loro… “no Silendo? no party”?
utente anonimo giugno 1, 2009 at 21:35 | Permalink
silendo me sgama co 2 post…pure io cerco un attimo di fare i compiti a casa…il famoso mandraghismo…comunque devo dire che trovo questo blog…veramente validissimo sotto tutti i punti di vista…
utente anonimo giugno 1, 2009 at 21:37 | Permalink
ok…ora sono certo il brandy lo hai bevuto sul serio…comunque a parte tutto ho avuto sempre un certo come dire feeling coi marinai sempre grandi risate…
Felsina giugno 1, 2009 at 21:38 | Permalink
Giò, e mo’ chi ti ferma più stasera? ;))
Se il blog avesse l’auditel credo che registrerebbe i più alti indici di ascolto…
AllegraBrigata giugno 1, 2009 at 21:39 | Permalink
ATTENZIONE: UN PAZZO SI E’ IMPOSSESSATO DELLA PASSWORD DI GIOVANNI E STA CERCANDO DI SABOTARE IL BLOG.
ATTENZIONE…INDIVIDUARE…SEGNALARE…ABBATTERE…
giovanninacci giugno 1, 2009 at 21:39 | Permalink
E non hai ancora visitato la cantina! ;)))
utente anonimo giugno 1, 2009 at 21:42 | Permalink
a parte tutto…stiamo veramente incasinando il blog…il padrone di casa…comprensivo…tra un po’ perde la pazienza e ci manda giustamente tutti a letto…beh visto che di cazziatoni per oggi ho fatto il pieno questo lo sfuggo e vado a nanna…nei miei appartamenti reali(camera singola con bagno in camera) mai successa una cosa cosi in missione…a voi tutti un saluto…e buon 2 giugno…io la sfilata me la vedo in tv…
giovanninacci giugno 1, 2009 at 21:44 | Permalink
In realtà è Silendo che mi paga in casse di brandy per aumentare la popolarità del blog.
Io lo faccio un po’ di nascosto perchè, sapete, ho una esclusiva con quella famosa trasmissione di comici… e se mi beccano mi stracciano il contratto.
per gli Amici, questo ed altro.
Saluti cari :)))
P.S.: io – data l’età, porto le mie stanche ossa in branda ;))) Spero di risentirvi a questo livello anche domani, che la giornata domani “merita”.
Buonanotte e buon 2 giugno, ragazzi, di vero cuore.
ga78 giugno 2, 2009 at 00:06 | Permalink
cari ragazzi,..sono motra dal ridere a sentir giovanni che sparava!!!!
Vi auguro una buonanotte a tutti!!
E BUON 2GIUGNO A TUTTI!!!!!!!!!
Giano08 giugno 2, 2009 at 01:34 | Permalink
e che è?!
non me posso allontana’ una sera che fate l’inferno!
Silendo, ma dico io…mi meraviglio di te!
ma insomma.. ma io non lo so! come puoi permettere una cosa simile?
ma ti pare?!?!?!
ma non avevo io l’esclusiva sulle caxxate??? :))))))
ahhh! ho capito! forse è un incarico dato per “regione”! :)))))
un caro saluto a tutti e notte 😉
utente anonimo gennaio 20, 2010 at 08:12 | Permalink
GRANDI NOVITA’ —-VI DICE QUALCOSA LA PAROLA DIGIM
Silendo gennaio 20, 2010 at 08:19 | Permalink
uhm…. Direzione Generale Intelligence Militare???
utente anonimo gennaio 20, 2010 at 10:36 | Permalink
DIGIM sembra una parola coniata dal Ministro. "DIGIamolo pure"
Silendo gennaio 20, 2010 at 10:50 | Permalink
:)) è proprio su questo che mi sono basato per formulare la mia ipotesi 😀
giovanninacci gennaio 20, 2010 at 13:28 | Permalink
Voglio provarci anch’io! :)))
A me piace questo: "Dipartimento Informazioni Guerra (elettronica) e Intelligence Militare"
utente anonimo aprile 29, 2010 at 10:43 | Permalink
qualcuno dei saccenti che in questo sito effettuano voli pindarici su estemporanee argomentazioni, mi sa dire perche c'e sempre di mezzo gente dell'A1SE?
VEDETE L'ARTICOLO:
http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_29/soldi_in_nero_con_80_assegni_per_l_immobile_di_scajola_sarzanini_626606f4-534e-11df-afe0-00144f02aabe.shtml
CIAO!!!!!!!!!!!!!!!
utente anonimo aprile 29, 2010 at 11:13 | Permalink
anonimo #155
estemporaneamente, ti faccio notare che sull'articolo del Corriere da te linkato (e sugli altri organi d'informazione pubblica) si parla di un presunto coinvolgimento di un funzionario dell'AISI e NON dell'AISE.
ma prendila come un'osservazione…pindarica! :))
AllegraBrigata aprile 29, 2010 at 11:48 | Permalink
utente anonimo aprile 29, 2010 at 13:43 | Permalink
probabile che all'anonimo #155 gli sia rimasta in mente l'ultima lettera.. la "E" che tempo fa stava al SiSdE 😉
p.s. non sei il solo che fa confusione… Sarà per la confusione dell'ultima Lettera che molti ex sismi infatti ora entrano dagli ingressi dell'aisi 😉
utente anonimo aprile 29, 2010 at 13:52 | Permalink
PER BARRY LINDOM DA 155:
BRAVOOO! COMPLIMENTI
utente anonimo aprile 29, 2010 at 14:18 | Permalink
Qui c'è qualcosa che mi sfugge…. 😉
Frattaz
utente anonimo aprile 29, 2010 at 16:10 | Permalink
…e bravoFrattaz come al solito il tuo intuito non fallisce mai
Gazzella fan in agguato 😉
utente anonimo aprile 29, 2010 at 17:24 | Permalink
Scusate, ma voi pensate che lo Stato che state o volete “servire” o per il quale siete disposti a “sacrificarvi” e’ quello che ha un Ministro non si dimette quando viene pizzicato con gli assegni circolari dell’ imprenditore che batteva le mani alle 3,5 di notte del terremoto del L’Acquila o quel Generale della Guardia di Finanza passato nei ruoli amministrativi (nb Responsabile logistica leggasi forniture e lavori) che anche lui accetta assegni circolari dal medesimo imprenditore per acquistare 2 appartamenti , uno per lui ed uno per la figlia ? Ricordo che anche nel caso di un ex. Direttore dell’ AISE ( non e’ questione di I o di E) si e’ “parlato” dell’ acquisto della villa a Mostacciano. Povero Amm. Martini …. altra stoffa !!!!!!
utente anonimo aprile 29, 2010 at 23:59 | Permalink
Facciamo un mondo di auguri al nostro amato e grande amico Presidente Emerito Francesco Cossiga,
abbiamo bisogno della sua insostituibile coscienza critica e del suo "occhio" affettuoso.
Gli auguriamo un mondo di bene e tanta salute!!!!!!!!!!!!!!
Presidente sei nei nostri cuori, ti aspettiamo con immensa stima e simpatia.
Il venditore di angurie, triste.
utente anonimo aprile 30, 2010 at 08:18 | Permalink
relativamente all'articolo stampa citato al post #155 ed al gen della GdiF,
allo stato ancora Vice Dir. Amm/vo AISI, risulta che quest'ultimo sia stato anche richiesto Superiormente di 'rivedere' la sua posizione/permanenza presso il 'noto Ente'..
L'alto Ufficiale non ha inteso rispondere (si dice che abbia anche affrontato le SS.AA. con atteggiamento arrogante e spavaldo..'dicunt'..)
Si potrebbe usare la seguente espressione che meglio riassume l'episodio: "Sto bene quì dove stò".
..e cmq anche questa volta la vicenda ha poca attinenza con il titolo del post…
utente anonimo aprile 30, 2010 at 08:19 | Permalink
# 165… Nathan Muir
utente anonimo aprile 30, 2010 at 10:52 | Permalink
in riferimento al 164#…
Caro venditore di angurie… sono a conoscenza probabilmente come te della situazione, ma ho preferito rimanere in silenzio in merito
Colgo l'occasione comunque di fare anche io tanti cari e sinceri Auguri a Francesco affinche possa al più presto tornare in forma.
Per non essere troppo off-topic, sicuramente lui ha sempre avuto le idee BEN chiare sull'operato del Servizio e quando doveva dare picconate di certo non si tirava mai indietro 😉 Facendosi Amici e nemici allo stesso tempo, ma rendendosi univoco nel metodo.
Oggi come vediamo molte persone sono più legate alla "poltrona" e sempre più distanti dalla professionalità del "mestiere" che dovrebbero svolgere nel migliore dei modi e soprattutto lontanissimi dall'onestà professionale.
Comunque la riforma come ho sempre detto ha più similitudine con quei medicinali palliativi che con una seria riforma a cui molti aspiravano. Manca gente con le P….. !!!! Tutti si lamentano , ma poi nessuno "scappa" dalla baracca 😉
utente anonimo aprile 30, 2010 at 11:27 | Permalink
Ciao CL 😉
utente anonimo settembre 3, 2010 at 12:29 | Permalink
x silendo, cosa ne pensi?
INTERROGATIVI SUI SERVIZI SEGRETI E SIMILARI
Postato da Redazione Tibereide (10 agosto 2010)
MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. –Per sapere – premesso che:
On. Maurizio Turco
secondo quanto riportato sul sito webdel Ministero della difesa il II reparto informazioni e sicurezza, in aderenza a quanto previsto dalla normativa vigente, è l’elemento di staffdello Stato maggiore della difesa preposto alla definizione delle linee di indirizzo intelligencee guerra elettronica nel settore tecnico-militare, definizione degli obiettivi ed allo sviluppo della ricerca informativa nel settore tecnico-militare, direzione, coordinamento e controllo delle attività di sicurezza in ambito Forze armate, definizione delle linee di indirizzo per le attività di polizia militare in ambito Forze armate; alla trattazione delle problematiche di pertinenza relative agli uffici degli addetti per la difesa all’estero, degli addetti esteri in Italia, nonché quelle relative agli uffici militari delle rappresentanze italiane presso le organizzazioni internazionali (ONU, NATO, CFE, OSCE, e altre), alla emanazione di direttive relative alla sicurezza, alle informazioni e alla controinformazione in ambito Forze armate, alla trattazione delle attività collaborative interministeriali e di coordinamento in ambito difesa nel settore dei materiali d’armamento e ad alta tecnologia;
il II reparto informazioni e sicurezza è retto da un maggior generale – o gradi corrispondenti – a rotazione tra ufficiali generali di Esercito, Marina ed Aeronautica che dipende dal sottocapo dello Stato maggiore della difesa; per quanto attiene agli aspetti inerenti all’intelligence strategico-militare, a quella operativa, alla sicurezza e alla controinformazione, il capo reparto può corrispondere direttamente con il Capo di Stato maggiore della difesa; per l’espletamento delle sue funzioni il II reparto informazioni e sicurezza è articolato in un capo reparto, da cui dipendono la segreteria particolare, la segreteria di reparto, la sezione amministrativa e due vice capo reparto; dal vice capo reparto (settore rappresentanze e sicurezza) dipendono l’ufficio rappresentanze militari, l’ufficio materiali di armamento e ad alta tecnologia, l’ufficio sicurezza difesa, l’ufficio analisi minaccia asimmetrica; dal vice capo reparto (settore informazioni) dipendono l’ufficio di politica informativa e guerra elettronica, l’ufficio di polizia militare, il centro intelligenceinterforze, il centro interforze di formazione intelligence/GE; un’agenzia stampa del 18 dicembre 2009 (Velino) riportava le dichiarazioni del Ministro della difesa «Credo che un servizio di sicurezza di intelligence a struttura militare, che una volta c’era e che ora non c’è più, potremmo immaginare di riproporlo nel 2010»;sempre secondo fonti di stampa dell’epoca, il Ministro della difesa avrebbe rilanciato l’ipotesi di rendere autonomo il Reparto informazione e sicurezza dello Stato maggiore difesa per farne la terza agenzia di intelligence, affiancandola all’Agenzia per l’informazione e la sicurezza interna ed a quella per la sicurezza esterna; nella citata nota di stampa si legge inoltre che «il Ris attualmente coopera strettamente con l’Aise ma da tempo i generali delle tre forze armate ne chiedono l’autonomia funzionale ed anche economica identica a quella delle altre due agenzie»;l’articolo 8 della legge n. 124 del 2007, nel disciplinare l’esclusività delle funzioni attribuite al DIS, all’AISE e all’AISI stabilisce, al comma 1, che «Le funzioni attribuite dalla presente legge al DIS, all’AISE e all’AISI non possono essere svolte da nessun altro ente, organismo o ufficio», mentre al successivo comma 2 afferma che «Il Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della difesa (RIS) svolge esclusivamente compiti di carattere tecnico militare e di polizia militare, e in particolare ogni attività informativa utile al fine della tutela dei presidi e delle attività delle Forze armate all’estero, e non è parte del Sistema di informazione per la sicurezza. Il RIS agisce in stretto collegamento con l’AISE secondo la disciplina regolamentare approvata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, emanato previa deliberazione del CISR, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge»;sempre secondo fonti della stampa «da tempo lo stato maggiore della Difesa chiede che gli 007 militari del Ris vengano equiparati, anche economicamente, ai loro colleghi delle due agenzie e del Dis, il Dipartimento per l’informazione e la sicurezza. Ma la creazione di una nuova agenzia di 007, seppure esclusivamente militare, contrasterebbe con lo spirito della legge 124 voluta dal Parlamento per evitare doppioni e razionalizzare il settore della sicurezza e del controspionaggio. Riforma che ha affidato i compiti a due soli soggetti, l’Msi e l’Aise, appunto, preposti il primo alla sicurezza interna e l’altro alle ingerenze esterne. Le resistenze dello Stato maggiore della difesa contro l’Aise hanno da tempo bloccato il regolamento attuativo e resi difficili i rapporti fra i militari e l’intelligence che, se il governo dovesse approvare la “terza” agenzia informativa, perderebbe una fonte di primaria importanza per la sicurezza del Paese e che, fra l’altro, non farebbe più capo direttamente alla presidenza del Consiglio. Le schermaglie bloccano il dibattito anche al Comitato per la sicurezza della Repubblica, ma i “generali” insistono ed hanno trovato in La Russa il loro sponsor»;
il 30 luglio 2010 una nota dell’agenzia AGI, riportando fonti del senatore Felice Casson, dava anche la notizia che, «Il Ministro La Russa avrebbe istituito, nell’ambito del proprio dicastero, una nuova struttura cui sarebbero state attribuite funzioni di intelligence»;ad avviso degli interroganti, se ciò corrispondesse al vero, si tratterebbe di un’iniziativa di dubbia legittimità e di significativa gravità, in primo luogo perché non è chiaro su quale norma si fondi il potere esercitato dal Ministro con l’istituzione di tale ulteriore agenzia per la sicurezza, dal momento che la legge n. 124 del 2007 non sembra attribuirgli tale competenza e in secondo luogo perché proprio l’articolo 8 citato attribuisce in via esclusiva tali funzioni al Dis, all’Aise e all’Aisi. Funzioni che l’esistenza di una struttura come quella ipotizzata dal Ministro …
Silendo settembre 3, 2010 at 13:09 | Permalink
Anonimo, cosa ne penso di quanto scritto nell'interrogazione?
Penso che alcuni deputati, a seguito di alcune (a mio avviso imprecise) notizie di stampa, vogliano avere chiarimenti su quanto eventualmente fatto dal Governo
Silendo settembre 3, 2010 at 13:12 | Permalink
A proposito, qui si può leggere nella sua interezza l'interrogazione 4-08337 del 3 agosto.
Anonimo giugno 24, 2017 at 17:12 | Permalink
Dalla caccia ai mafiosi ai servizi segreti: inizia la nuova vita del capitano "Ultimo"
Sergio De Caprio, ora colonnello, entra nell'Aise. Controllerà l'operato degli 007
Luca Fazzo – Gio, 12/01/2017 – 08:21
Ha dato la caccia prima ai mafiosi e poi ai politici corrotti. Adesso per il carabiniere più famoso d'Italia arriva una sfida nuova e di scottante attualità: fare pulizia all'interno dei servizi segreti, dare la caccia agli 007 che giocano sporco o lavorano per il nemico.
Alla faccia della Riservattezza !!!
E' vero che non è facile reperire foto di Capitano Ultimo …però ….

References: art. 8
 art. 39
 art. 2
 art. 8
 Articolo 5
 art. 1
 art. 4
 art.6
 art. 1
 articolo 1
 art. 4
 art. 3
 articolo 3
 articolo 5
 art. 5
 art. 4
 art. 29
 art. 4
 articolo 4
 articolo 4
 art. 4
 art. 4
 Art. 11
 Art. 9
 Art. 9
 art. 9
 art. 6
 art. 7
 art. 21
 art. 21
 art. 21
 art. 21
 art. 21
 art. 21
 art. 19
 art. 24
 art. 25
 art. 30
 art. 34
 art. 31
 art. 30
 art. 38
 art. 33
 art. 35
 Art. 202