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Timestamp: 2018-02-21 09:17:54+00:00

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4 maggio 2015 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Indicazioni INPS sulla DIS-COLL
29 aprile 2015 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Si forniscono indicazioni in ordine alla nuova indennità di disoccupazione mensile (DIS-COLL) introdotta, in via sperimentale per il 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2015, per i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perso involontariamente la propria occupazione.
Sono destinatari dell’indennità DIS-COLL i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto – con esclusione degli amministratori e dei sindaci – iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’Inps, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che soddisfino congiuntamente i seguenti requisiti:
– siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione;
– possano far valere almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento (accredito contributivo di tre mensilità);
– possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro, 1 mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad 1 mese e che abbia dato luogo ad un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione (requisito contributivo/reddituale).
Tale indennità DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati – derivante dai rapporti di collaborazione di cui al comma 1 del citato articolo 15 – relativo all’anno solare in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno solare precedente, diviso per il numero di “mesi di contribuzione, o frazione di essi”, ottenendo così l’importo del reddito medio mensile.
L’indennità, rapportata al reddito medio mensile come sopra determinato, è pari al 75 per cento del suddetto reddito medio mensile nel caso in cui tale reddito sia pari o inferiore, per l’anno 2015, all’importo di 1.195 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente.
L’indennità DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un periodo pari alla metà dei mesi o frazioni di essi di durata del rapporto o dei rapporti di collaborazione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento. Ai soli fini della durata, non sono computati i periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di precedente DIS-COLL. La durata massima dell’indennità non può comunque superare i sei mesi di fruizione.
L’Inps precisa che, in caso di fruizione parziale della prestazione, ipotizzando ad esempio nel primo caso la fruizione di soli 2 dei 5 mesi spettanti, ai fini del non computo – in occasione di una nuova domanda di DIS-COLL – dei periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di precedente prestazione DIS-COLL, non saranno computati 4 mesi di lavoro. Analogamente, ipotizzando nel secondo caso la fruizione di 1 solo dei 3 mesi spettanti, ai fini del non computo – in occasione di una nuova domanda di DIS-COLL – dei periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di precedente prestazione DIS-COLL, non saranno computati 2 mesi di lavoro.
Per la fruizione dell’indennità DIS-COLL i lavoratori con contratto di collaborazione di cui al comma 1 del richiamato articolo 15 devono presentare apposita domanda all’Inps, esclusivamente in via telematica, entro il termine previsto a pena di decadenza di sessantotto giorni dalla data di cessazione del contratto di collaborazione.
Nell’ipotesi di evento di maternità o di degenza ospedaliera indennizzabili insorti entro sessantotto giorni dalla data di cessazione del rapporto di collaborazione, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di maternità o di degenza ospedaliera indennizzabili e riprende a decorrere, al termine del predetto evento, per la parte residua.
Al fine di consentire l’avvio delle operazioni di istruttoria delle domande e di relativa liquidazione della prestazione, fino alla data dell’11 maggio 2015, entro la quale saranno resi disponibili i servizi di presentazione telematica, la domanda di DIS–COLL sarà accettata, sia proveniente da parte del cittadino che da parte degli Enti di Patronato, anche in forma cartacea mediante l’apposito modulo disponibile nel sito www.inps.it. all’interno della Sezione “Moduli” e poi sezione “Prestazioni a sostegno del reddito” o tramite PEC indirizzata alla Struttura INPS territoriale competente il cui indirizzo è reperibile sul predetto sito INPS alla Sezione ” Le sedi INPS” – Ricerca Testuale – Nome Sede Inps o Comune di Residenza”.
Fino alla stessa data dell’11 maggio 2015 non sarà possibile la presentazione della domanda attraverso il canale del Contact Center.
I collaboratori rientranti nel campo di applicazione della Legge n. 92/2012 accedono fino al 31 dicembre 2015 esclusivamente all’indennità DIS-COLL in presenza di tutti i requisiti richiesti per detta indennità dal Decreto Legislativo n. 22 del 2015. Al riguardo, l’Inps precisa, infatti, che i collaboratori che nell’anno 2014 hanno maturato tre mesi di contribuzione presso la gestione separata Inps trovano tutela attraverso la DIS-COLL, in quanto il requisito minimo di tre mesi di contribuzione – introdotto dall’articolo 15, comma 2, lett. b) del decreto legislativo in argomento – andrà ricercato nell’arco temporale che va dal 1 gennaio 2014 alla data dell’evento di cessazione dal lavoro verificatosi nel 2015.
Il beneficiario decade dall’indennità, con effetto dal verificarsi dell’evento interruttivo, in caso di:
– partecipazione irregolare alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti;
– assunzione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a cinque giorni;
– inizio di un’attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o di un’attività parasubordinata senza che il lavoratore comunichi all’INPS entro trenta giorni, dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DISCOLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività;
– acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per l’indennità DIS-COLL.
Società cooperative e trattamento economico, precisazioni
Fino alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative, in presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell’ambito di applicazione di quei contratti di categoria, applicano ai propri soci lavoratori i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria.
Il chiarimento del Ministero del lavoro (Lettera circolare n. 7068/2015) giunge a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 51/2015 la quale ha concluso per l’infondatezza della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Lucca nei confronti dell’articolo 7, comma 4, del Decreto Legge n. 248 del 2007, sostenendo che, tale articolo, “lungi dall’assegnare ai contratti collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, efficacia erga omnes, in contrasto con quanto statuito dall’art. 39 Cost., mediante un recepimento normativo degli stessi, richiama i predetti contratti, e più precisamente i trattamenti economici complessivi minimi ivi previsti, quale parametro esterno di commisurazione, da parte del giudice, nel definire la proporzionalità e la sufficienza del trattamento economico da corrispondere al socio lavoratore, ai sensi dell’art. 36 Cost. Tale parametro è richiamato – e dunque deve essere osservato – indipendentemente dal carattere provvisorio del medesimo art. 7, che fa riferimento «alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative»”.
Alla luce di tale principio, il Ministero del lavoro ha precisato che, il personale ispettivo, in caso di applicazione da parte della cooperativa di un diverso CCNL rispetto a quello stipulato fra le organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale della categoria, deve, pertanto, procedere al recupero delle differenze retributive, mediante l’adozione della diffida accertativa.
Con l’entrata in vigore del suddetto articolo 7 si è, infatti, assistito ad una intensa attività ispettiva, promossa dal Ministero del lavoro, per ribadire che, in presenza di più contratti collettivi nazionali di lavoro nello stesso settore merceologico vanno applicati i trattamenti economici previsti dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, così come disposto dall’articolo 7 in relazione alle tipologie dei rapporti di lavoro instaurati alla luce del regolamento interno ex articolo 6, comma 1, lettera a), della Legge n. 142 del 2001.
METALMECCANICA-CONFAPI: il via al congedo parentale su base oraria
28 aprile 2015 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Siglato il 15/4/2015 tra Unionmeccanica Confapi e Fiom-Cgil, l’accordo per la fruizione del congedo parentale su base oraria per i lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese associate ad UNIONMECCANICA.
Il contratto Unionmeccanica è il primo accordo nazionale che recepisce la nuova normativa sul congedo parentale adeguata alla Direttiva Europea del 2010, migliorando le condizioni delle madri lavoratrici e dei padri lavoratori e rendendo realmente fruibili le disposizioni legislative e contrattuali.
Il congedo parentale, pertanto, potrà essere fruito in maniera frazionata ad ore individuando una soglia minima di due ore, riproporzionata per i rapporti di lavoro part-time, e la fruizione oraria non potrà essere programmata per un periodo inferiore, nel mese di utilizzo, ad una giornata lavorativa.
Inoltre sono stati definiti:
– i criteri di calcolo per la determinazione della retribuzione oraria, stante la frazionabilità massima stabilita in gruppi di due ore e la programmazione di una fruizione minima di otto ore al mese, i criteri restano i medesimi applicati ad oggi nel calcolo dell’indennità dovuta su giornata piena di 8 ore che rappresenta l’ordinaria prestazione lavorativa (lavoro di otto ore giornaliere per cinque giorni la settimana);
– il monte orario complessivo che rientra nella disponibilità della madre lavoratrice e del padre lavoratore che, relativo a sei mesi di congedo, verrà effettuato come segue: giorni medi annui 365,25 : 7 giorni in una settimana = 52,18 settimane medie annue x 40 ore settimanali = 2.087,20 ore annue : 12 mesi = 173,93 ore medie mensili x 6 mesi = 1.044 ore totali di congedo parentale.

References: articolo 15
 articolo 15
 sentenza 
 art. 7
 articolo 7
 articolo 6