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1. LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI DI LAVORO 2. I RAPPORTI DI COLLABORAZIONE NELLO SPORT - PDF
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1 Guida Associativa la Disciplina dei Rapporti SOMMARIO 1. LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI DI LAVORO 2. I RAPPORTI DI COLLABORAZIONE NELLO SPORT 109
2 la Disciplina dei Rapporti AICS - Associazione Italiana Cultura Sport 1. LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI DI LAVORO PREMESSA Al fine di organizzare le proprie attività, le associazioni ed i circoli si avvalgono di collaboratori, siano essi dirigenti, animatori o atleti, artisti o quant altro. I rapporti di lavoro che si instaurano possono essere: a carattere gratuito a titolo oneroso Il rapporto a titolo oneroso può essere di natura subordinata (cioè di dipendenza) o autonoma (cioè libero-professionale) A seconda della tipologia di rapporto di lavoro instaurato, (lavoro subordinato, collaborazione a progetto, collaborazione coordinata e continuativa, collaborazione professionale, collaborazione occasionale, ecc.) l associazione potrà avere obblighi di natura: fiscale (versamento di ritenute quale sostituto d imposta), contributiva (inquadramento previdenziale ed assistenziale) assicurativa e preventiva (contro gli infortuni sul lavoro). La forma di lavoro scelta non può essere unilaterale, va definita da entrambe le parti costituenti il rapporto, sotto forma di espressa volontà. La sola espressione di volontà non è, però, sufficiente a fare considerare un rapporto in un modo piuttosto che in un altro, ma occorre la presenza o meno di altri importanti elementi tra cui spicca quello della subordinazione gerarchica che, se c è, qualifica il rapporto in lavoro subordinato, se manca, fa propendere lo stesso in lavoro autonomo. LA COLLABORAZIONE GRATUITA E la fattispecie più frequente di collaborazione nell ambito delle attività svolte da una associazione. Rientrano in questo ambito tutte le forme di collaborazione in cui il soggetto lavora semplicemente per passione, pago delle soddisfazioni che gli provengono dall aver contributo alle varie iniziative poste in essere dal circolo, senza richiedere o ricevere alcun tipo di compenso per l attività prestata. Nei confronti di questi collaboratori, le associazioni ed i circoli non hanno alcun obbligo di natura fiscale, retributiva, contributiva, assicurativa e di prevenzione ambientale nel luogo di lavoro. E preferibile formalizzare la qualifica di collaboratore volontario attraverso una espressa dichiarazione sottoscritta dal collaboratore all inizio dell attività. Nella dichiarazione dovrà essere specificato che: l attività si intende prestata volontariamente e a titolo gratuito al solo fine di contribuire al raggiungimento delle finalità perseguite dall associazione il collaboratore svolge l attività sotto la sua personale responsabilità e che non potrà di conseguenza rivalersi sull associazione per danni da lui subiti nello svolgimento dell attività lavorativa di lasciare indenne l associazione da ogni pretesa risarcitoria da parte di terzi, in ordine a danni causati e/o derivanti dall attività da lui svolta. L unica forma di corrispettivo monetario compatibile con una collaborazione a titolo gratuito è il rimborso delle spese di viaggio, alloggio e vitto sostenute dal collaboratore nello svolgimento della sua attività a favore dell associazione, fuori dal territorio comunale. Per dimostrare l effettiva correlazione tra spese sostenute ed incarico svolto, sarà necessaria un apposita delibera da parte dell organo statutario preposto (solitamente il consiglio direttivo del circolo), oppure una lettera d incarico a firma del legale rappresentante. E bene ricordare che tra le spese di viaggio sono da inserire anche i rimborsi chilometrici per l utilizzo dell auto propria da parte del collaboratore. Si precisa che: il termine fuori dal territorio comunale deve essere inteso come comune del domicilio fiscale del collaboratore. Le spese per trasferte rimborsate debbono essere dettagliatamente documentate e la documentazione deve esse- 110
3 Guida Associativa la Disciplina dei Rapporti re acquisita in originale dall associazione. Inoltre i giustificativi dì spesa devono essere intestati al collaboratore che ha sopportato la spesa con l indicazione del corrispondente codice fiscale. Il requisito dell intestazione non necessita per taluni documenti di viaggio (per esempio biglietti ferroviari) come pure per i prospetti di liquidazione delle indennità chilometriche in quanto in modo manifesto collegati, rispet-tivamente, all incarico conferito al collaboratore e alla specifica autorizzazione all uso dei mezzi propri. Per quel che concerne i rimborsi chilornetrici per l utilizzo d auto propria è previsto un importo non superiore alle tabelle ACI. DISTINZIONE TRA LAVORO SUBORDINATO E LAVORO AUTONOMO Il lavoro subordinato L articolo 2094 del Codice Civile identifica come lavoratore subordinato colui che si obbliga, mediante retribuzione, a collaborare nell impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell imprenditore. Gli organi di vigilanza - Direzioni Provinciali del Lavoro, Inps ed Inail - nel corso delle verifiche effettuate hanno avuto come riferimento i seguenti elementi caratteristici: a) Inserimento del lavoratore nell attività dell impresa esercitata dal datore di lavoro; b) Il lavoratore entra a far parte di uno schema organizzativo, con legami funzionali di interdipendenza reciproca con le altre componenti della struttura organizzativa; c) Subordinazione del lavoratore al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro; d) Remunerazione commisurata alla quantità e qualità del lavoro svolto e non al risultato del lavoro medesimo; e) Assenza di rischio imprenditoriale che resta, totalmente,in capo al datore di lavoro. Il lavoro autonomo L articolo 2222 del codice civile descrive come lavoratore autonomo colui che si obbliga a compiere, verso un corrispettivo, un opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente. Gli organi di vigilanza - Direzioni Provinciali del Lavoro, Inps ed Inail - nel corso delle verifiche effettuate hanno avuto come riferimento i seguenti elementi caratteristici: a) Assenza di vincolo di subordinazione; b) Compenso commisurato al lavoro ed utilità dell opera richiesta, con esclusione di qualsiasi correlazione alla durata ed alla complessità del lavoro svolto; c) Assunzione degli oneri relativi alla esecuzione della prestazione e del rischio inerente all esecuzione medesima. Rientrano le fattispecie di lavoro autonomo: le prestazioni rese da professionisti le collaborazioni coordinate e continuative le collaborazioni a progetto le collaborazioni occasionali le prestazioni di lavoro accessorio LE PRESTAZIONI RESE DA PROFESSIONISTI Il professionista abituale (che può essere un avvocato, un dottore commercialista, un ragioniere ecc.) è un soggetto titolare di partita IVA. Al momento della fatturazione il compenso percepito sarà assoggettato ad IVA nella misura del 20%. All atto della corresponsione del compenso l associazione deve operare una ritenuta d acconto del 20% sul compenso lordo (IVA esclusa). La ritenuta d acconto operata, deve essere versata entro il 16 del mese successivo a quello in cui il compenso è corrisposto mediante modello F 24 indicando il codice tributo Entro il 15 marzo del successivo anno solare l associazione dovrà inviare al professionista la certificazione dei 111
4 la Disciplina dei Rapporti AICS - Associazione Italiana Cultura Sport compensi corrisposti nel precedente anno e delle corrispondenti ritenute operate e versate. LE COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE I redditi percepiti sulla base dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa a partire dal 1 gennaio 2001 vengono qualificati fiscalmente come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e non più come "altri redditi di lavoro autonomo" (anche se la riforma sul Lavoro che l attuale Governo ha in cantiere prevede un ritorno a tale originaria impostazione). Con tale modifica è stato portato a compimento anche sotto il profilo fiscale quel processo di progressiva assimilazione dei lavoratori c.d. parasubordinati ai lavoratori dipendenti, iniziato con l introduzione dell obbligo di assicurazione previdenziale mediante iscrizione del collaboratore all INPS e proseguito con l obbligo di iscrizione all INAIL per la copertura assicurativa degli infortuni sul lavoro. L associazione dovrà: operare le ritenute in base agli scaglioni d'imposta IRPEF (così come modificate dalla recente Finanziaria per il 2003); effettuare le detrazioni spettanti come per i lavoratori dipendenti, nonché quelle per carichi di famiglia; effettuare il conguaglio di fine anno per l'irpef e per le addizionali; - rilasciare entro il mese di marzo dell'anno successivo il modello CUD. In assenza di altre tipologie di redditi, i collaboratori saranno esonerati dall obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi. Sono soggette al sistema contributivo INPS con percentuali diverse a seconda della posizione soggettiva del collaboratore, di cui 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del percipiente pari al 17,80% per i non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria pari al 10% per: i collaboratori iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria; i lavoratori che hanno contributi volontari o figurativi; i titolari di pensione di reversibilità. pari al 15% per i titolari di pensione diretta, cioè quella derivante da contributi versati per il proprio lavoro; Rimane inoltre l obbligo di iscrizione all INAIL e il pagamento del relativo premio assicurativo. Tali contratti con l entrata in vigore della legge Biagi sono stati sostituiti dalle cosiddette collaborazioni a progetto salvo le ipotesi di esclusione di seguito indicate. LE COLLABORAZIONI A PROGETTO Il Decreto Legislativo di attuazione della riforma del mercato del lavoro (c.d. Legge Biagi) ha introdotto una nuova tipologia contrattuale, il lavoro a progetto. Il contratto di lavoro a progetto è un contratto di collaborazione coordinata e continuativa caratterizzato dal fatto di: essere riconducibile a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso essere gestito autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con l'organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione dell'attività lavorativa. La disciplina prevista in materia di lavoro a progetto è finalizzata a prevenire l'utilizzo improprio delle collaborazioni coordinate e continuative e a tutelare maggiormente il lavoratore. I rapporti instaurati senza l individuazione del progetto, programma o fase di lavoro vengono qualificati come rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Esclusione per le associazioni sportive dilettantistiche. Le società ed associazioni sportive dilettantistiche sono state esonerate dalla nuova disciplina. 112
5 Guida Associativa la Disciplina dei Rapporti Il comma 3 dell art. 61 del D.Lgs. di attuazione della legge n. 30/2003, esclude dal cosiddetto lavoro a progetto "i rapporti e le attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., come individuati e disciplinati dall'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289". Sono inoltre escluse: le prestazioni occasionali, che per la prima volta nell ambito della riforma sono individuate nei rapporti di durata complessiva non superiore a 30 giorni nel corso dell anno solare con lo stesso committente, a condizione che il compenso complessivamente percepito nell anno non ecceda _ 5.000; le professioni intellettuali, per le quali è richiesta l iscrizione negli Albi professionali esistenti alla data di entrata in vigore delle nuove norme; i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società i partecipanti a collegi e commissioni i titolari di una pensione di vecchiaia Caratteristiche Il contratto di lavoro a progetto deve essere redatto in forma scritta e deve indicare, a fini della prova, i seguenti elementi: durata della prestazione di lavoro: può essere determinata (indicata specificamente) o determinabile in quanto il rapporto dura finché non sia stato realizzato il progetto, il programma o la fase di lavoro individuazione e descrizione del contenuto caratterizzante del progetto o programma di lavoro, o fase di esso corrispettivo e criteri per la sua determinazione, tempi e modalità di pagamento, disciplina dei rimborsi spese forme di coordinamento tra lavoratore a progetto e committente sull'esecuzione (anche temporale) della prestazione lavorativa eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore a progetto (oltre a quelle previste in applicazione delle norme relative all'igiene e sicurezza del lavoratore sul luogo di lavoro) Il contratto termina quando il progetto, il programma o la fase vengono realizzati. Il recesso anticipato può avvenire per giusta causa o in base alle modalità previste dalle parti nel contratto individuale. Il compenso per la prestazione a progetto deve essere di ammontare proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e deve tenere conto del compenso normalmente corrisposto per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione delle stesse. E prevista una maggior tutela, rispetto alle collaborazioni coordinate e continuative, del lavoratore in caso di malattia, infortunio e gravidanza: la malattia e l'infortunio del lavoratore comportano solo la sospensione del rapporto che però non è prorogato e cessa alla scadenza indicata nel contratto o alla fine del progetto, programma o fase di lavoro. Il committente può comunque recedere se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita nel contratto (quando determinata) ovvero superiore a 30 giorni per i contratti di durata determinabile la gravidanza comporta la sospensione del rapporto e la proroga dello stesso per 180 giorni Inoltre il lavoratore ha facoltà di svolgere la propria attività per più committenti (salvo diversa previsione del contratto individuale) e il diritto di essere riconosciuto autore dell'invenzione fatta nello svolgimento del lavoro a progetto. Attuazione La disciplina relativa al lavoro a progetto si applica alle collaborazioni coordinate e continuative stipulate dopo 113
6 la Disciplina dei Rapporti AICS - Associazione Italiana Cultura Sport l'entrata in vigore della norma (24 ottobre 2003). Le collaborazioni coordinate e continuative stipulate prima del 24 ottobre 2003 senza il riferimento a un progetto o a una fase di esso, mantengono efficacia fino alla loro scadenza e in ogni caso non oltre un anno dall'entrata in vigore del Dlgs 276/2003, senza possibilità di rinnovo o proroga. Decorso il termine del 24 ottobre 2004 le collaborazioni non ricondotte a un progetto cessano automaticamente. Possono essere stipulati accordi aziendali che stabiliscano che le collaborazioni non riconducibili a un progetto siano trasformate in una forma di lavoro subordinato che può essere individuata sia fra quelle previste dal decreto 276/2003 (lavoro intermittente, ripartito, distacco, somministrazione, appalto), sia fra quelle già disciplinate (contratto a termine o a tempo parziale). Questi accordi possono anche prevedere un termine di efficacia più ampio di quello del 24 ottobre 2004, ma comunque non superiore al 24 ottobre LE COLLABORAZIONI OCCASIONALI Dai lavori a progetto vengono distinte le collaborazioni occasionali, che non dovranno avere una durata superiore ai trenta giorni nel corso di un anno e un compenso superiore ai cinquemila euro (con lo stesso committente) per anno solare. Se il compenso percepito è superiore ai cinquemila euro o supera i trenta giorni, il rapporto di lavoro non può più considerarsi occasionale e ricade nelle disposizioni previste per il lavoro a progetto Il compenso corrisposto è assoggettato a ritenuta d'acconto pari al 20%. A partire dal 1 gennaio 2004 scatta per gli esercenti attività di lavoro occasionale l'obbligo di iscrizione nella gestione separata dei collaboratori se il reddito annuo derivante da tale attività è superiore ai E LE PRESTAZIONI DI LAVORO ACCESSORIO Le prestazioni di lavoro accessorio sono attività lavorative di natura occasionale svolte da soggetti a rischio di esclusione sociale o, comunque, non ancora entrati nel mercato del lavoro o in procinto di uscirne. Il contratto di lavoro occasionale accessorio ha due finalità: far emergere il sommerso che caratterizza alcune prestazioni lavorative, tutelando maggiormente lavoratori che altrimenti opererebbero senza protezione favorire l'inserimento lavorativo di fasce deboli del mercato del lavoro, aumentando le possibilità di lavoro presso le famiglie e gli enti senza fine di lucro. Lavoratori disoccupati da oltre un anno casalinghe, studenti, pensionati disabili e soggetti in comunità di recupero lavoratori extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro. Datori di lavoro Il Dlgs 276/2003 non indica espressamente i soggetti a favore dei quali può essere prestata l'attività, ma, sulla base di quanto stabilito dalla legge 30/2003, si può ritenere che questi siano: famiglie enti senza fine di lucro soggetti non imprenditori o, se imprenditori, al di fuori dell'esercizio della propria attività. Settori e attività piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa l'assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap insegnamento privato supplementare piccoli lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici e monumenti realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli collaborazione con enti pubblici e associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di solidarietà o di emergenza, come quelli dovuti a calamità o eventi naturali improvvisi La forma del contratto è libera. Il rapporto di lavoro occasionale, anche con più datori di lavoro, non può supe- 114
7 Guida Associativa la Disciplina dei Rapporti rare i trenta giorni di durata nel corso dell'anno solare e i euro annui per lavoratore. È prevista una particolare procedura per il pagamento del corrispettivo: i lavoratori sono retribuiti attraverso la consegna di buoni lavoro del valore nominale fissato da un Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, acquistati in precedenza dai datori di lavoro presso le rivendite autorizzate. Il valore nominale dei buoni deve essere stabilito da un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, tenuto conto della media delle retribuzioni rilevate per le attività lavorative affini. Una volta effettuata l'attività e ricevuti i buoni, il lavoratore deve presentarli ai centri autorizzati i quali, rispetto al valore nominale del buono: trattengono una percentuale (fissata dal suddetto decreto ministeriale) come rimborso spese del servizio prestato versano i contributi Inps (13%) e Inail (7%) dovuti pagano il restante importo al lavoratore Il compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupazione o inoccupazione del lavoratore accessorio. 2. I RAPPORTI DI COLLABORAZIONE NELLO SPORT Per i soggetti che operano nel settore sportivo dilettantistico sono previste delle norme particolari sotto il profilo fiscale. Il legislatore tributario, infatti, con vari provvedimenti normativi succedutisi nel tempo, ha previsto delle norme particolari per i soggetti che operano nel settore sportivo. Sulla base di quanto indicato dall art 67 lettera m) del DPR 917/1986 distinguiamo due tipologie: indennita' di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati nell'esercizio diretto di attivita' sportive dilettantistiche (introdotte dall art. 37, comma 1, legge 342/2000) compensi per collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale (introdotti dall art. 90, comma 3, Legge 289/2002) COMPENSI CORRISPOSTI NELL ESERCIZIO DIRETTO DI ATTIVITÀ SPORTIVA DILETTANTISTICA La prima tipologia riguarda le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall'unione Nazionale per l'incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalita' sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Mentre è ben chiaro chi sono i soggetti che possono erogare queste somme più problematico può essere individuare i soggetti percettori. La norma infatti si limita a parlare di esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica senza fornire indicazioni su cosa debba intendersi per esercizio diretto. Il ministero delle Finanze è intervenuto sul punto con la risoluzione n. 34 del 26/03/2001 chiarendo che: Sono, pertanto, da considerare in primo luogo corrisposti nell'esercizio diretto dell'attivita' sportiva dilettantistica, i compensi erogati agli atleti dilettanti, agli allenatori, ai giudici di gara, ai commissari speciali che durante le gare o manifestazioni, aventi natura dilettantistica, devono visionare o giudicare l'operato degli arbitri. Inoltre ricomprende tra i soggetti ai quali possa essere applicata la tassazione agevolata dei compensi anche coloro tutti quei soggetti le cui prestazioni sono funzionali alla manifestazione sportiva dilettantistica, determinandone, in sostanza, la concreta realizzazione, ivi compresi coloro che nell'ambito e per effetto delle funzioni di rappresentanza dell'associazione di norma presenziano all'evento sportivo. 115
8 la Disciplina dei Rapporti AICS - Associazione Italiana Cultura Sport Questa affermazione consente di aggiungere all elenco sopra riportato anche quei soggetti che svolgono incarichi di dirigente accompagnatore impegnati nelle manifestazioni agonistiche ufficiali nonché quei dirigenti dell AICS sportivi che sono preposti a quelle funzioni (formazione calendari, designazioni arbitrali, giustizia sportiva, ect) senza le quali diventa impossibile realizzare l avvenimento sportivo. LE COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE DI CARATTERE AMMINISTRATIVO-GESTIONALE A partire dal 1 gennaio 2003 anche i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo usufruiscono dell agevolazione fiscale prevista per i compensi sportivi. L Agenzia delle Entrate, con la Circolare n 21 del 22/04/2003 chiarisce che la norma integra la previsione dell'art. 81, comma 1, lett. m), (dal 1 gennaio 2004 art. 67) del TUIR, riconducendo fra i redditi diversi e nel regime fiscale agevolativi previsto dagli articoli 83, (dal 1 gennaio 2004 Art. 69 comma 2) del TUIR particolari rapporti di collaborazione coordinata e continuativa che presentino le seguenti caratteristiche: - carattere amministrativo-gestionale; - natura non professionale; - resi a società o associazioni sportive dilettantistiche. Quali rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, le prestazioni in argomento si caratterizzano per la continuità nel tempo, la coordinazione, l'inserimento del collaboratore nell'organizzazione economica del committente e l'assenza del vincolo di subordinazione. Per quanto riguarda la natura non professionale del rapporto bisogna valutare se per lo svolgimento dell'attività di collaborazione siano necessarie conoscenze tecnico giuridiche direttamente collegate all'attività di lavoro autonomo esercitata abitualmente. Sono, pertanto, escluse le prestazioni rientranti nell'oggetto dell'arte o della professione. Il carattere amministrativo-gestionale delle collaborazioni limita la previsione dell'art. 81, comma 1, lett. m), alla collaborazione nell'attività amministrativa e di gestione dell'ente. Rientrano, pertanto, nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale i compiti tipici di segreteria di un'associazione o società sportiva dilettantistica, quali ad esempio la raccolta delle iscrizioni, la tenuta della cassa e la tenuta della contabilità da parte di soggetti non professionisti. Ulteriore chiarimento è stato poi fornito, anche se non in forma ufficiale, in occasione di un convegno riguardante la disciplina fiscale delle società ed associazioni sportive dilettantistiche che si è svolto il 18 giugno 2004 presso la Scuola Superiore dell economia e finanze. In tale sede autorevoli esponenti del Ministero delle Finanze rispondendo ad una precisa domanda se fosse possibile applicare l agevolazione anche nei confronti dell addetto alla manutenzione dei campi da tennis, il magazziniere dell impianto sportivo, l addetto alla pulizia, e così via hanno dato una interpretazione restrittiva. L orientamento è quello di attribuire all espressione amministrativo-gestionale una portata limitata. L espressione gestionale deve essere dunque interpretata congiuntamente alla parola amministrativo. Secondo l Agenzia delle entrate il sistema di tassazione agevolata, previsto per gli sportivi dilettanti, può essere esteso solo a coloro che svolgono, in base a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, funzioni amministrative finalizzate alla gestione del sodalizio sportivo. Pertanto le prestazioni materiali come, ad esempio, quelle eseguite dall addetto alla manutenzione degli impianti sportivi, ancorché finalizzate alla gestione delle attività sportive esercitate, proprio in quanto non hanno carattere amministrativo, sono soggette a tassazione secondo i normali criteri. Si ricorda che tali collaborazioni non devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro non applicandosi la disciplina prevista dalla c.d. Legge Biagi (D. Lgs. N. 276 del 10 settembre 2003) 116
9 Guida Associativa la Disciplina dei Rapporti A partire dal 1 gennaio 2005, (Legge Finanziaria 2005 n. 311/204, comma 235) questa normativa viene estesa anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa svolti dal: direttore collaboratori tecnici di associazioni bandistiche, cori amatoriali, filodrammatiche, di musica e danza popolare che siano legalmente costituite e non abbiano fini di lucro. ASPETTI FISCALI E PREVIDENZIALI DEI COMPENSI SPORTIVI Trattamento fiscale Gli emolumenti erogati nell esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica e le collaborazioni amministrativo-gestionali, ai sensi della nuova lettera m), comma 1, art. 67, TUIR (Redditi diversi) nonché del nuovo comma 2 dell art. 67, TUIR, vengono disciplinati nel seguente modo: fino ad euro 7.500,00 per anno solare, risultano completamente irrilevanti ai fini tributari. Ciò vuol dire che il collaboratore che percepisce somme inferiori a tale limite non è sottoposto ad alcun prelievo fiscale. In proposito si ricorda che tale limite è riferito all'ammontare complessivo di tutti gli emolumenti percepiti dal singolo collaboratore (quindi anche corrisposti da più sodalizi sportivi) nello svolgimento di attività sportive dilettantistiche in un anno solare. fino ad euro ,28, ad esclusione delle somme che comunque non costituiscono reddito (ossia euro 7.500,00), i compensi devono essere assoggettati ad una ritenuta a titolo d imposta nella misura fissata per il primo scaglione di reddito (23%) maggiorata dell addizionale regionale (0,9%) ed eventuale addizionale comunale; oltre euro ,28 i compensi sono assoggettati ad una ritenuta a titolo di acconto. Su tali somme il percipiente, in sede di dichiarazione dei redditi, determinerà l aliquota e, quindi, l imposta definitiva. Non concorrono in ogni caso a formare il reddito del percipiente i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale. Ai soli fini della determinazione delle aliquote per scaglioni di reddito, la parte dell imponibile assoggetta a ritenuta a titolo d imposta concorre alla formazione del reddito complessivo. Si ricorda, inoltre, che per verificare il superamento del limite previsto di _ occorre aver riguardo alle somme percepite con riferimento all anno solare, anche nel caso in cui l associazione (o le associazioni) eroganti abbiano previsto nello statuto un esercizio sociale diverso dall anno solare (il limite di euro è da verificarsi in capo ad ogni percipiente). Adempimenti Il collaboratore dovrà autocertificare alla società o associazione sportiva eventuali compensi della stessa natura erogati da altri soggetti. L ente, inoltre, certificherà al percipiente le somme corrisposte, anche se non assoggettate a ritenuta, e sarà tenuto alla presentazione della dichiarazione dei sostituti d imposta. Per il versamento delle ritenute operate, sia a titolo d'imposta che a titolo d'acconto, sui compensi che eccedono la fascia esente di 7.500,00 euro il codice tributo da indicare nel modello di pagamento F24 è il Trattamento previdenziale A differenza di quanto previsto per le collaborazioni coordinate e continuative e per le collaborazioni a progetto, le somme erogate nell esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche non sono soggette al contributo previdenziale INPS della Gestione Separata (Circolare INPS n. 32 del 7 febbraio 2001). L esclusione dal contributo INPS ed INAIL vale anche per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche infatti: L INPS, con circolare n. 42 del 26/02/2003 ha chiarito che su tali compensi non si applicano i contributi previdenziali INPS per la parte eccedente i euro annui. 117
10 la Disciplina dei Rapporti AICS - Associazione Italiana Cultura Sport L INAIL con nota n. AD/126/03 del 19 marzo 2003 ha stabilito che, a decorrere dalla data del 1 gennaio 2003, non è più obbligatoria l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per coloro che hanno dei rapporti con società e associazioni sportive dilettantistiche "di carattere amministrativo - gestionale di natura non professionale". Esclusione dalla base imponibile IRAP A partire dal 1 gennaio 2003 i compensi per attività sportiva dilettantistica non vanno più a costituire la base imponibile sulla quale le associazioni e le società sportive dilettantistiche devono scontare l IRAP. DIPENDENTI PUBBLICI A partire dal 1 gennaio 2003 anche i dipendenti pubblici possono svolgere un attività a favore di un associazione sportiva dilettantistica. L articolo 90 della legge 289/2002 al comma 23 testualmente recita I dipendenti pubblici possono prestare la propria attività, nell ambito delle società e associazioni sportive dilettantistiche, fuori dall orario di lavoro, purché a titolo gratuito e fatti salvi gli obblighi di servizio, previa comunicazione all amministrazione di appartenenza. Ai medesimi soggetti possono essere riconosciuti esclusivamente le indennità e i rimborsi di cui all art. 81, comma 1, lettera m), del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al D.P.R 22 dicembre 1986, n E sufficiente una semplice comunicazione che è molto meno vincolante per il lavoratore e ne rende molto più snella la procedura rispetto a quanto previsto in precedenza dove era necessario ottenere una esplicita autorizzazione da parte del datore di lavoro. L attività deve essere svolta a titolo gratuito salva la possibilità di riconoscere loro le indennità di trasferta e i rimborsi forfetari di cui all art 67, comma 1, lett m) del TUIR. Ciò vuol dire che i dipendenti pubblici non possono percepire somme di denaro qualificabili come compensi predeterminati ma possono beneficiare solo di indennità e rimborsi. 118
140 La guida associativa 2009 La disciplina amministrativa 141 Il modello va nuovamente presentato, entro il 31/03 dell'anno successivo, in caso di variazione dei dati comunicati, ripresentandolo nella
Codice fiscale o Partita IVA? Disciplina fiscale generale
LA DISCIPLINA FISCALE * le variazioni sopravvenute dopo la pubblicazione della seguente guida saranno oggetto di periodici aggiornamenti che saranno inviati ai Comitati ed ai Circoli dalla Direzione Nazionale.

References: articolo 2094
 articolo 2222
 art. 61
 art. 37
 art. 90
 art. 67
 Art. 69
 art. 67
 art. 67
 articolo 90
 art. 81