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REPUBBLICA ITALIANA. In nome del popolo italiano LA CORTE DEI CONTI. Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio SENTENZA - PDF
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1 Sentenza n. 672/2013 REPUBBLICA ITALIANA In nome del popolo italiano LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio composta dai seguenti magistrati: DE MUSSO Ivan MAIO Giuseppina RONDONI Cristiana PRESIDENTE Rel. CONSIGLIERE CONSIGLIERE ha pronunciato la seguente SENTENZA Nei giudizi iscritti ai nn e del registro di segreteria e promossi dalla Procura regionale nei confronti del Sig. Augusto Minzolini, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Federico Tedeschini e Fabiana Seghini e presso lo studio del primo in Roma, Largo Messico n. 7 elettivamente domiciliato; Uditi alla pubblica udienza del 26 settembre 2013, con l assistenza della Segretaria dott. ssa Antonella Cirillo, il relatore Pres. Ivan De Musso, il P.M. nella persona del VPG dott. Marco Smiroldo e l Avv. Federico Tedeschini per il convenuto Augusto Minzolini; Visti gli atti di citazione ed esaminati tutti gli atti e i documenti di causa; SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con due separati atti, entrambi depositati in data 8 aprile 2013, la Procura regionale ha citato in giudizio il Sig. Augusto MINZOLINI perché, in qualità di direttore del Tg.1 della Rai-Radiotelevisione Italiana s.p.a., determinando, durante la campagna
2 elettorale per le elezioni provinciali e comunali fissate per i giorni 15 e 16 maggio 2011, il mancato equilibrio degli spazi concessi alla maggioranza ed all opposizione stabilito dalla l.n. 28/2000 subiva, con delibere nn. 132/11/CSP del e 113/11/CSP del , l irrogazione da parte dell AGCOM della sanzione pecuniaria, rispettivamente di euro ,00 (giudizio n ) ed euro ,00 (Giudizio n ), entrambe interamente pagate dalla Rai. La Procura ritiene che il pagamento delle predette sanzioni pecuniarie, maggiorato di rivalutazione ed interessi legali, costituisca un danno per la Rai del quale deve rispondere il Sig. Augusto Minzolini in considerazione della carica al tempo rivestita di direttore del Tg.1 e del comportamento gravemente colposo tenuto dal medesimo in aperto e reiterato contrasto con precedenti delibere emanate dalla stessa AGCOM (delibere nn. 243/10, 179/11, 224/11), nonché con il provvedimento in data emanato dalla Commissione parlamentare per l indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, ove all art. 8.3, si impone ai direttori responsabili dei telegiornali di acquisire settimanalmente i dati del monitoraggio del pluralismo relativi alla testata diretta e di correggere eventuali disparità di trattamento. Il Sig. Augusto Minzolini si è costituito con memoria depositata in data nella quale ha eccepito in via pregiudiziale l inammissibilità e/o la nullità dell atto di citazione sotto due profili: a) mancata e/o irregolare notifica dell invito a dedurre, per essere stato tale atto notificato ai sensi dell art. 143 c.p.c. mentre la residenza del convenuto era conosciuta dalla Procura che in precedenza aveva avuto modo di notificare un invito a comparire per un audizione personale al corretto indirizzo di via dei Coronari n. 14 e che, pertanto, la notifica sarebbe dovuta avvenire con le formalità previste dall art. 140 c.p.c., tanto è vero che proprio ai sensi dell art. 140
3 c.p.c. è stato successivamente notificato l atto di citazione; b) la violazione e falsa applicazione dell art. 5 della l.n. 20/1994, atteso che la Procura ha depositato l atto di citazione (sottoscritto già il ) per la fissazione di udienza decretata dal Presidente della Sezione il , perlomeno lo stesso giorno , e quindi in data anteriore allo spirare del termine di trenta concesso per il deposito di controdeduzioni da individuare nel giorno 15/16 aprile a fronte di un invito a dedurre la cui notifica ai sensi dell art. 143, comma 3 c.p.c. si ha per eseguita nel ventesimo giorno successivo a quello in cui sono compiute le formalità prescritte (avvenute il ). Nel merito, si sostiene la non definitività del danno essendo state le due delibere sanzionatorie dell Agcom impugnate di fronte al Tar Lazio, sulla cui legittimità deve ancora pronunciarsi, e la mancanza dell elemento soggettivo imputabile al convenuto tanto più sotto forma di colpa grave il quale, al contrario, ha sempre rispettato il principio della par condicio e dell equilibrio dell informazione così come prescritto dalla l.n. 28/2000 e dagli organi di controllo e regolazione. In entrambi i giudizi, patrocinata dall Avv. Emanuela Rotolo, ha prodotto intervento ad adiuvandum la Rai s.p.a. con separati atti, ma di identico contenuto, depositati in data nei quali dopo aver sottolineato la congruità e la tempestività con cui la Società ha fornito a tutti i direttori di rete idonee direttive orientate al pieno rispetto del quadro normativo vigente e specifici richiami al rispetto della par condicio televisiva in campagna elettorale, ha concluso per l accoglimento delle domande spiegate dal Procuratore regionale. All udienza pubblica odierna, aperta la discussione sulle eccezioni pregiudiziali sollevate dalla difesa del Minzolini, ha chiesto sul punto la parola il P.M. che ha riconosciuto la fondatezza della eccezione relativa alla ritualità della notificazione ex
4 art. 143 c.p.c. dell invito a dedurre, che avrebbe dovuto essere eseguita invece ex art. 140 c.p.c., con la conseguente improcedibilità dell atto di citazione, pur regolarmente notificato ex art. 140 c.p.c.. L Avv. Tedeschini, per il convenuto, ha aderito alla richiesta del P.M. mentre l Avv. Rotolo per la Rai s.p.a. si è riportata all atto di intervento. MOTIVI DELLA DECISIONE Gli atti di citazione relativi ai giudizi nn e 72936, previamente riuniti per connessione oggettiva e soggettiva, devono essere dichiarati inammissibili. Infatti, così come del resto ammesso dallo stesso Requirente, la notificazione (in entrambi i giudizi) dell invito a dedurre avvenuta ex art. 143 c.p.c. deve ritenersi irrituale e la nullità dalla quale è inficiato l atto si estende a tutta la fase preprocesssuale compromettendo l esercizio dell azione della Procura regionale promossa con l emissione e la notificazione dell atto di citazione, pur validamente avvenuta ex art. 140 c.p.c.. Ed è proprio la notificazione ex art. 140 c.p.c. dell atto di citazione che prova come la residenza del convenuto Sig. Augusto Minzolini in Roma, via dei Coronari n. 14/A, int. 3, fosse conosciuta o conoscibile usando l ordinaria diligenza e come l impossibilità di ricevere l atto (invito a dedurre) fosse dovuto ad una sua momentanea irreperibilità e non alla non conoscenza della residenza che sola avrebbe potuto giustificare il ricorso alla notificazione ex art. 143 c.p.c.. Costituisce costante insegnamento del giudice di legittimità quello secondo cui la circostanza che il destinatario della notificazione risulti ripetutamente assente dal luogo di residenza indicato nei registri anagrafici non legittima, di per sé, l applicazione dell art. 143 c.p.c., dovendo il notificante preventivamente accertare se tale assenza sia imputabile ad un trasferimento, sia pure di fatto, ovvero ad un
5 temporaneo (anche se prolungato) allontanamento, risultando legittimo solo nel primo caso il ricorso alle formalità di cui all art. 143 c.p.c., mentre nel secondo è d obbligo procedere ai sensi dell art. 140 c.p.c. (Cass. n. 7964/08, 18385/03). Nella fattispecie, nonostante il P.M. agente avesse avvertito (v. nota all Unep di Roma del ) il notificante di una precedente notifica avvenuta presso la residenza risultante dai registri anagrafici e la difficoltà di reperibilità del Minzolini, l ufficiale giudiziario non ha usato al momento della notifica dell invito a dedurre (ex art. 143 c.p.c.) la stessa diligenza poi spesa nella notifica dell atto di citazione (ex art. 140 c.p.c.), che ha portato all individuazione dell esatto numero civico (14/A di via dei Coronari) e l interno (n. 3) dell abitazione del Minzolini il quale, da parte sua, ha favorito le difficoltà di notificazione trascurando di comunicare all ufficio anagrafico l esatto indirizzo della propria residenza (rimasta quella di via dei Coronari 14, scala Unica, int. 4). La non conoscenza da parte del convenuto dell atto di invito a dedurre, in entrambi i giudizi nei quali è stato citato, ha pregiudicato il suo diritto di difesa e rende improponibile l azione della Procura regionale intrapresa con gli atti di citazione relativi ai giudizi nn e per mancanza appunto del presupposto della regolare costituzione del contraddittorio pre-dibattimentale di cui all art. 5, comma 1, l.n. 19/1994. Rimangono assorbite le altre eccezioni sollevate. PQM La Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, definitivamente pronunciando, DICHIARA
6 La nullità degli inviti a dedurre per invalidità della loro notifica e la conseguente inammissibilità degli atti di citazione che hanno dato luogo ai giudizi riuniti nn e Nulla per le spese trattandosi di giudizi conclusisi con pronuncia in rito senza assoluzione nel merito del convenuto. Manda alla Segreteria per le comunicazioni di competenza. Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del 26 settembre Depositato in Segreteria il 4 ottobre 2013 Il Presidente Est. F.to Ivan De Musso P. IL DIRIGENTE IL RESPONSABILE DEL SETTORE GIUDIZI DI RESPONSABILITÀ F.to Luigi DE MAIO

References: SENTENZA 
 Sentenza 
 SENTENZA 
 art. 8
 art. 143
 art. 140
 art. 140
 art. 5
 art. 143
 art. 143
 art. 140
 art. 140
 art. 143
 art. 140
 art. 140
 art. 143
 art. 143
 art. 143
 art. 140
 art. 143
 art. 140
 art. 5