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Timestamp: 2018-04-20 03:09:39+00:00

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limiti Archivi - Studio Legale Sdanganelli & AssociatiStudio Legale Sdanganelli & Associati
Pubblicato il 5 aprile 2018 da uxs04548
L’Adunanza Plenaria, ai sensi dell’art. 99, comma 1, c.p.a., è chiamata a pronunziarsi: a) sul carattere tassativo delle ipotesi di annullamento con rinvio di cui all’art. 105 c.p.a., ovvero, ove se ne riconosca la natura di clausola generale, individuare i criteri che devono guidare il giudice nell’attività di interpretazione dei fatti processuali, onde qualificarli come cause di annullamento con rinvio; b) se l’erronea declaratoria di inammissibilità del ricorso per difetto di interesse debba (o possa) essere ricompresa nella categoria della lesione dei diritti della difesa, come perdita del doppio grado di giudizio nel merito, con conseguente annullamento della sentenza con rinvio al primo giudice; c) se ed entro quali limiti e secondo quali criteri possa riconoscersi al giudice di secondo grado il potere di sindacare il contenuto della motivazione della sentenza impugnata, al fine di riqualificare il (formale) dispositivo di declaratoria di inammissibilità per carenza di interesse in un (sostanziale) accertamento della violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato (art. 112 c.p.c.) o dell’obbligo di motivazione (artt. 74 e 88 c.p.a.), intesa – questa – come elemento essenziale della sentenza, rispetto all’oggetto del processo; d) se dette ultime ipotesi costituiscano rispettivamente, lesione dei diritti della difesa o ipotesi di nullità della sentenza, ai sensi dell’art. 105, comma 1, c.p.a.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato accertamento, adunanza Plenaria, annullamento, annullamento con rinvio, art. 105 c.p.a., art. 112 c.p.c., art. 99 comma 1 c.p.a., artt. 74 e 88 c.p.a., attività, carenza, categoria, cause, chiesto e pronunciato, clausola generale, conseguente, contenuto, corrispondenza, criteri, declaratoria, difesa, difetto, diritti, dispositivo, doppio, elaborazione, elemento, erronea, essenziale, fatti, formale, giudice, giudizio, giurisprudenziale, grado, impugnata, inammissibilità, interesse, interpretazione, intesa, ipotesi, lesione, limiti, merito, motivazione, natura, nullità, obbligo, oggetto, perdita, potere, primo, principio, processo, processuali, qualificare, ricompresa, riconoscersi, ricorso, riqualificare, sdanganelli, secondo grado, sentenza, sentenza con rinvio, sindacare, sostanziale, tassatività, violazione
Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Toscana, sentenza 16 novembre 2017 n.270
Pubblicato il 19 novembre 2017 da uxs04548
Il dirigente ed il funzionario comunali preposti al servizio competente rispondono del danno erariale arrecato all’ente per aver omesso la vigilanza sul rispetto del limite di spesa previsto dall’art.6, comma 8, d.l. 31 maggio 2010 n.78, per le spese di relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza. La configurabilità della condotta gravemente colposa non va esclusa laddove, pur avendo segnalato il problema del superamento del limite di spesa, essi non hanno manifestato il proprio dissenso in ordine alle determinazioni di spesa e, avendo apposto il visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria, hanno disatteso la precedente segnalazione dei revisori dell’illecito sforamento dei limiti rigorosi delle risorse disponibili e dei vincoli complessivi della finanza pubblica previsti dalla normativa.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato art.6 comma 8 d.l. 31 maggio 2010 n.78, colpa, colposa, competente, complessivi, comunale, condotta, configurabilità, contabile, convegni, copertura, corte dei conti, danno erariale, determinazioni, dirigente, disponibili, dissenso, dopo, finanza, finanziaria, funzionario, grave, gravemente, illecito, limite, limiti, mostre, normativa, omesso, previsti, pubblica, pubblicità., rappresentanza, regolarità, relazioni pubbliche, responsabilità, revisori, risorse, rispetto, sdanganelli, segnalato, segnalazione, servizio, sforamento, spesa, spese, superamento, vigilanza, vincoli, visto
Pubblicato il 9 agosto 2017 da uxs04548
E’ consentito il soccorso istruttorio nei limiti in cui il chiarimento richiesto al concorrente sia circoscritto ad una mera precisazione circa un elemento aggiuntivo dell’offerta tecnica, quale l’impegno alla sostituzione del software offerto in sede di gara, già valutato dalla Commissione come idoneo e completo delle richieste caratteristiche minime, con altro più evoluto di prossima uscita. Non avendo comportato alcuna richiesta e/o accettazione di integrazione o modifica dell’offerta tecnica, esitando in una mera conferma delle precedenti valutazioni già svolte dalla stazione appaltante circa la completezza dell’offerta tecnica prodotta, le richieste di precisazioni all’operatore vanno considerate del tutto ammissibili, non essendosi violata la par condicio tra i concorrenti. Nell’esercizio del potere discrezionale di richiedere ai candidati chiarimenti sulla loro offerta, l’amministrazione aggiudicatrice deve trattarli in maniera paritaria e leale, di modo che, all’esito della procedura di selezione delle offerte e tenuto conto del suo risultato, non possa apparire che la richiesta di chiarimenti abbia indebitamente favorito o sfavorito il candidato o i candidati cui essa è stata rivolta. Spetta all’amministrazione aggiudicatrice assicurarsi che la richiesta di chiarimenti di un’offerta non conduca, da parte dell’offerente interessato, alla presentazione di quella che in realtà sarebbe una nuova offerta.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato aggiuntivo, amministrazione aggiudicatrice, ammissibili, candidati, candidato, caratteristiche, chiarimenti, chiarimento, chiarire, circoscritto, commissione, completezza, completo, concorrente, concorrenti, conferma, consentito, elemento, evoluto, favorire, favorito, gara, idoneo, impegno, in sede, indebitamente, integrazione, istruttorio, leale, limiti, minime, Modifica, non comporta, nuova offerta, offerta, offerta tecnica, offerto, par condicio, potere discrezionale, precedenti, precisazione, prossima, richiesta di chiarimenti, richieste, richiesto, Sdanganelli. Tar puglia, sfavorire, sfavorito, Soccorso, software, sostituzione, stazione appaltante, tecnica, trattamento, trattare, uguale, uscita, valutato, valutazioni
Tribunale di Napoli, Giudice Lupi, sentenza 21 luglio 2017 n. 8466
Pubblicato il 25 luglio 2017 da uxs04548
Qualora l’organo straordinario statale – Commissariato di Governo per l’Emergenza Bonifiche e Tutela delle Acque nella Regione Campania delegato ex O.P.C.M. n. 2425/96 e successive – abbia ceduto per legge talune competenze alla Regione senza cessare come struttura commissariale, non si è verificata l’estinzione dell’ente, ipotesi riconducibile alla fattispecie di cui all’art. 110 c.p.c. applicabile solo nel caso di definitiva cessazione di ogni funzione dell’ente. Nella fattispecie, quindi, trova applicazione l’art. 111 c.p.c. e, non sussistendo l’obbligo di riassumere il giudizio nei confronti della Regione, essa avrebbe potuto intervenire in giudizio o essere chiamata in causa. Poiché ciò non si è verificato, la sentenza, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 111 c.p.c. produce, comunque, effetti nei confronti della Regione, successore a titolo particolare. Negli appalti pubblici l’autonomia dell’appaltatore, pur essendo meno ampia di quella degli appaltatori privati per l’ingerenza dell’amministrazione appaltante (attraverso la nomina obbligatoria del direttore dei lavori ed una sorveglianza intensa e costante), continua, tuttavia, a sussistere in limiti più ristretti, sicché anche l’appaltatore di opera pubblica, di regola, è l’unico responsabile dei danni cagionati a terzi nel corso dei lavori, mentre una responsabilità dell’amministrazione committente resta configurabile, in via concorrente e solidale, allorché il fatto dannoso sia stato posto in essere in esecuzione del progetto o di direttive della medesima e, in via esclusiva, solo quando l’ingerenza di detta amministrazione abbia compromesso ogni margine di libertà ed autonomia dell’appaltatore nell’organizzazione ed esecuzione dei lavori.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato amministrazione, ampia, appaltante, appaltatore, appalti pubblici, applicabile, applicazione, art. 110 c.p.c., art. 111 c.p.c., autonomia, cagionati, campania, ceduto, cessare, cessazione, cessione, chiamata in causa, commissariale, Commissariato di Governo, committente, competenze, concorrente, corso, costante, danni, dannoso, definitiva, delegato, di regola, direttive, direttore, effetti, Emergenza Bonifiche, ente, esecuzione, estinzione, fatto, funzione, giudizio, in via, in via esclusiva, ingerenza, intensa, intervenire, ipotesi, lavori, legge, libertà, limiti, margine, meno, nei confronti, nomina, non sussiste, O.P.C.M. n. 2425/96, obbligatoria, obbligo, ogni, opera pubblica, organizzazione, organo, privati, progetto, Regione, responsabile, responsabilità, riassumere, ristretti, sentenza, senza, solidale, sorveglianza, Statale, stato, straordinario, struttura, successore, sussiste, talune, terzi, titolo particolare, trasferimento, Tutela delle Acque, unico
Corte Costituzionale, sentenza 22 novembre 2016 n.243. Il sindacato della Corte Costituzionale sulle elezioni regionali in Calabria
Pubblicato il 22 novembre 2016 da uxs04548
Nel silenzio dello Statuto regionale sull’estensione dei poteri del Consiglio regionale durante la fase di prorogatio, ai consigli regionali è riconosciuto l’esercizio di poteri attenuati, confacenti alla loro situazione di organi in scadenza limitati al solo esercizio delle attribuzioni relative ad atti necessari ed urgenti, dovuti o costituzionalmente indifferibili, dovendo ritenersi immanente all’istituto della prorogatio l’esistenza di tali limiti. Ove a seguito dell’impugnazione governativa di talune disposizioni elettorali regionali il Consiglio Regionale in prorogatio adotti un provvedimento legislativo con l’obiettivo di adeguarsi ai rilievi formulati dal Presidente del Consiglio dei Ministri e di scongiurare il pericolo di invalidazione dell’imminente consultazione elettorale, la misura legislativa appare idonea a giustificare il carattere necessario ed indifferibile dell’intervento. E’ illegittima per violazione dell’art.123 Cost. in relazione alle norme dello statuto regionale, la normativa regionale elettorale adottata in regime di prorogatio al di fuori dei limiti di indifferibilità ed urgenza.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato art.123 Cost., attenuati, atti, calabria, consiglio regionale, consultazione elettorale, costituzionalmente, dovuti, governativa, Governo, impugnazione, indifferibili, invalidazione, legge elettorale, limiti, necessari, pericolo, poteri, prorogatio, Regione, ricorso corte costituzionale, scadenza, Statuto regionale, urgenti

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 105
 art. 112
 art. 99
 sentenza 
 sentenza 
 art.6
 sentenza 
 art. 110
 art. 111
 sentenza 
 art.123