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CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIRIGENTI DI AZIENDE ALBERGHIERE - PDF
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1 CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIRIGENTI DI AZIENDE ALBERGHIERE 24 giugno 2004
2 PROPRIETÀ RISERVATA Le Organizzazioni stipulanti intendono salvaguardare la piena e completa proprietà del testo contrattuale e ne inibiscono la riproduzione totale o parziale a enti, organizzazioni, imprese e privati, riservandosi ogni azione a salvaguardia dei loro diritti.
3 CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIRIGENTI DI AZIENDE ALBERGHIERE L'anno 2004, il giorno 24 del mese di giugno, in Roma tra FEDERALBERGHI - Federazione delle Associazioni Italiane Alberghi e Turismo - rappresentata dal proprio Presidente Bernabò Bocca, con la partecipazione della Commissione sindacale guidata da Alessandro Giorgetti, Presidente Comitato Nazionale Attività Stagionali, composta da Giuseppe Arcuri, Presidente del Sindacato Nazionale Villaggi Turistici, Vanni Cecchinelli, Presidente dell Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, Amato Ramondetti, Presidente del Sindacato Italiano Grandi Alberghi, Paolo Giacalone, Presidente del Comitato Nazionale Piccola Impresa, Armando Petromilli, Presidente del Comitato Nazionale Mezzogiorno, assistita dal Direttore Generale Alessandro Cianella, dal Vicedirettore Alessandro Massimo Nucara e dal Capo servizio Angelo Candido e MANAGERITALIA - Federazione Nazionale dei Dirigenti, Quadri e Professional del Commercio, Trasporti, Turismo, Servizi, Terziario Avanzato, rappresentata dal proprio Presidente Claudio Pasini, con la partecipazione della delegazione sindacale costituita dai signori Giorgio Botton, Maurizio Faroldi, Peter Giovanelli e Vito Ladisa, assistita dal Segretario Generale, Massimo Fiaschi visto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti di aziende alberghiere del 27 gennaio 2000 nonché gli accordi del 10 ottobre 2001 e del 24 giugno 2004, si è stipulato il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti di aziende alberghiere.
5 INDICE TITOLO I - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO...11 Articolo 1 - Applicabilità...11 Dichiarazione a verbale...11 Articolo 2 - Assunzione...12 Articolo 3 - Contratto a termine...12 Articolo 4 - Periodo di prova...13 TITOLO II - TRATTAMENTO ECONOMICO...14 Articolo 5 - Determinazione degli elementi della retribuzione...14 Articolo 6 - Minimo contrattuale mensile...14 Articolo 7 - Superminimo contrattuale...14 Articolo 8 - Vitto e alloggio...15 Dichiarazione a verbale...15 Articolo 9 - Retribuzione variabile...16 TITOLO III - SVOLGIMENTO DEL RAPPORTO...17 Articolo 10 - Etica del servizio...17 Articolo 11 - Prestazione lavorativa...17 Articolo 12 - Ferie...17 Articolo 13 - Congedo matrimoniale...18 Articolo 14 - Festività...18 Articolo 15 - Aspettativa...19 Articolo 16 - Trasferimento...19 Articolo 17 - Trasferte...20 Articolo 18 - Malattia e infortunio...20 Articolo 19 - Maternità...21 Articolo 20 - Trasferimento di proprietà dell'azienda...22 Articolo 21 - Aggiornamento e formazione professionale...22 Articolo 22 - Definizione dei programmi di formazione...23 Articolo 23 Finanziamento dei programmi di formazione continua...23 Articolo 24 - Responsabilità civili e penali...23 Articolo 25 - Mutamento di posizione...24 Dichiarazione a verbale...24 TITOLO IV - PREVIDENZA E ASSISTENZA INTEGRATIVE...25 Articolo 26 - Previdenza integrativa...25 Dichiarazione a verbale...26 Articolo 27 - Previdenza integrativa individuale...27 Articolo 28 - Assistenza sanitaria integrativa...28 Dichiarazione delle Parti...29 Dichiarazione a verbale
6 Protocollo d intesa Articolo 29 - Dirigenti di prima nomina TITOLO V - FORME DI TUTELA DEL RAPPORTO Articolo 30 - Rappresentanze sindacali aziendali Articolo 31 - Collegio di conciliazione e arbitrato Dichiarazione a verbale Dichiarazione a verbale Dichiarazione delle Parti Articolo 32 - Commissione di clima sul mobbing TITOLO VI - CESSAZIONE DEL RAPPORTO Articolo 33 - Risoluzione del rapporto di lavoro Articolo 34 - Preavviso o indennità sostitutiva Articolo 35 - Outplacement Articolo 36 - Dimissioni Articolo 37 - Dimissioni per giusta causa Articolo 38 - Trattamento di fine rapporto Norma di attuazione Articolo 39 - Indennità in caso di morte TITOLO VII - DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI Articolo 40 - Condizioni di miglior favore Articolo 41 - Disposizioni generali Articolo 42 - Controversie di applicazione Articolo 43 - Controversie individuali di lavoro Articolo 44 - Decorrenza e durata ALLEGATO A - REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE PARITETICA Articolo Articolo Articolo Articolo ALLEGATO B - SCATTI DI ANZIANITÀ Articolo 9, CCNL 27 gennaio Norma transitoria, CCNL 16 ottobre ALLEGATO C ALTRI ELEMENTI DELLA RETRIBUZIONE Elemento autonomo (articolo 5, comma 6, CCNL 27 gennaio 2000) Elemento di maggiorazione (articolo 8, CCNL 27 gennaio 2000) ALLEGATO D - INDENNITÀ DI CONTINGENZA
7 ALLEGATO E - MINIMO CONTRATTUALE MENSILE...48 ALLEGATO F MISURA DEL VITTO E ALLOGGIO...49 ALLEGATO G - PROTOCOLLO D INTESA...50 ALLEGATO H - SUPERMINIMO CONTRATTUALE...51 ALLEGATO I CONTRIBUTI CONVENZIONE ANTONIO PASTORE PER I DIRIGENTI DI PRIMA NOMINA...52 ALLEGATO L - ACCORDO DEL 24 GIUGNO Articolo 1 - Minimo contrattuale mensile...54 Articolo 2 - Aumento del superminimo contrattuale mensile...54 Articolo 3 - Una tantum...55 Articolo 4 - Vitto e alloggio...55 Articolo 5 - Retribuzione variabile...55 Articolo 6 - Assistenza sanitaria integrativa...56 Articolo 7 - Previdenza integrativa (fondo Mario Negri )...56 Articolo 8 - Dirigenti di prima nomina...57 Articolo 9 - Adeguamenti in materia di collegio di conciliazione ed arbitrato...58 Articolo 10 - Ferie...64 Articolo 11 - Malattia...64 Articolo 12 - Commissione di clima sul mobbing...64 Articolo 13 - Responsabilità civili e penali...64 Articolo 14 - Aggiornamento e formazione professionale...65 Articolo 15 - Decorrenza e durata...65 ALLEGATO M - ACCORDO DEL 10 OTTOBRE Articolo 1 - Minimo contrattuale mensile...66 Articolo 2 - Superminimo contrattuale mensile...66 Articolo 3 - Vitto e alloggio...67 Articolo 4 - Previdenza integrativa (fondo Mario Negri )...67 Articolo 5 - Retribuzione variabile...67 Articolo 6 - Decorrenza e durata
9 TITOLO I - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO Articolo 1 - Applicabilità 1. Sono dirigenti, a norma dell'articolo 2094 del codice civile, ed agli effetti del presente contratto, quei direttori che, rispondendo direttamente all'imprenditore o ad altro dirigente a ciò espressamente delegato, svolgono in concreto funzioni direttive dell'azienda alberghiera con ampia autonomia, discrezionalità, iniziativa, col potere di imprimere le conseguenti direttive, e con responsabilità decisoria nell'ambito dei programmi concordati con l'impresa. 2. La qualifica di dirigente comporta la partecipazione e la collaborazione, con la responsabilità inerente alla propria autonomia, all attività diretta a conseguire l'interesse dell'impresa ed il fine della sua utilità sociale. 3. L'effettiva esistenza delle condizioni di cui sopra comporta il riconoscimento, da parte dell'azienda, della qualifica di dirigente e l'applicazione del presente contratto. 4. Sono altresì da considerare dirigenti, a tutti gli effetti, coloro ai quali tale qualifica sia stata assegnata dall'azienda. 5. In caso di divergenza sul riconoscimento della qualifica, le relative controversie saranno sottoposte al Collegio di conciliazione e arbitrato di cui all'articolo 31 costituito tra le Associazioni periferiche delle Organizzazioni stipulanti, sempre che non sia in contestazione l'esistenza del rapporto di lavoro subordinato. 6. Su tale argomento può adire il Collegio direttamente l'associazione sindacale dei dirigenti su mandato degli interessati. 7. Tutte le forme di tutela, previdenza, assistenza e assicurazione previste dal presente contratto, si applicano ai dirigenti iscritti ai Sindacati aderenti a Manageritalia. Dichiarazione a verbale Le Organizzazioni stipulanti e le aziende del settore, nell'ambito delle azioni positive raccomandate dal Governo dirette al conseguimento dell'effettiva parità, dichiarano il proprio intendimento a porre in atto tutte le misure dirette ad eliminare eventuali discriminazioni nei piani di carriera e nella promozione, direttamente o indirettamente collegati all'appartenenza all'uno o all'altro sesso, al fine di creare le condizioni necessarie a che unico metro di valutazione e di scelta per la promozione a superiori posizioni sia la professionalità, il merito e la capacità di gestione. 11
10 Articolo 2 - Assunzione 1. L'assunzione o la nomina del dirigente deve risultare da atto scritto nel quale deve essere indicato: a) la data di inizio del rapporto di lavoro e la decorrenza dalla nomina; b) l'eventuale periodo di prova per i dirigenti di nuova assunzione; c) la sede di residenza iniziale; d) la dichiarazione di applicazione integrale del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti di Aziende Alberghiere nonché dell'accordo economico vigente al momento dell'assunzione e successive variazioni; e) l'indicazione delle funzioni, dei poteri e delle responsabilità inerenti al mandato affidato; f) l eventualità di trasferimento, secondo quanto previsto dal successivo articolo 16; g) il trattamento economico; h) eventuali altri elementi utili a determinare la posizione del dirigente nell'ambito dell'azienda; i) l eventuale opzione per il trattamento previdenziale previsto per i dirigenti di prima nomina dal successivo articolo 29; 2. Il documento di cui al precedente comma deve essere sottoscritto per accettazione dal dirigente. 3. Ogni variazione delle condizioni di assunzione che intervenga nel corso del rapporto deve essere comunicata per iscritto. 4. La nomina a dirigente di un dipendente già in servizio con altra qualifica non interrompe il rapporto di lavoro agli effetti del preavviso e del trattamento di fine rapporto. Articolo 3 - Contratto a termine 1. L'assunzione può essere fatta con prefissione di termine; in tal caso valgono le disposizioni di legge. 2. Al dirigente assunto con contratto a tempo determinato spettano le ferie, la tredicesima e quattordicesima mensilità, il trattamento di fine rapporto e ogni altro trattamento previsto per i dirigenti assunti con contratto a tempo indeterminato, in proporzione al periodo lavorativo prestato, sempreché non sia obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a termine. 3. Per quanto non previsto dal presente articolo valgono le norme di legge. 12
11 Articolo 4 - Periodo di prova 1. La eventuale determinazione del periodo di prova, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2096 del codice civile, potrà essere convenuta soltanto per il dirigente di nuova assunzione e per un periodo non superiore a mesi sei. Dal computo sono esclusi eventuali periodi di sospensione del rapporto. 2. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro durante il periodo di prova al dirigente saranno corrisposti i ratei di mensilità supplementari e l indennità sostitutiva delle ferie maturate nonché il trattamento di fine rapporto con espressa esclusione del preavviso. 13
12 TITOLO II - TRATTAMENTO ECONOMICO Articolo 5 - Determinazione degli elementi della retribuzione 1. Il trattamento economico sarà fissato fra l'imprenditore e il dirigente e sarà oggetto di specificazione nell'atto scritto di cui all'articolo Esso dovrà comprendere: a) il minimo contrattuale mensile di cui all articolo 6; b) l eventuale superminimo contrattuale di cui all articolo 7; c) la valutazione attribuita al vitto e alloggio di cui all articolo 8; d) l eventuale elemento autonomo di cui all allegato C; e) l eventuale elemento di maggiorazione di cui all allegato C; f) l eventuale valore degli scatti di anzianità di cui all'allegato B.; g) eventuali aggiunte concordate fra le Parti, come: premi - partecipazioni - provvigioni - superminimi e altro. 3. In ogni caso il trattamento economico del dirigente dovrà essere superiore al trattamento globale effettivo del dipendente meglio retribuito appartenente allo stesso albergo. Articolo 6 - Minimo contrattuale mensile 1 1. A decorrere dal 1 luglio 2004, il minimo contrattuale mensile è determinato in euro 2.200,00 (duemiladuecento) lordi per tutti i dirigenti di aziende alberghiere. 2. Tale misura è comprensiva dell importo di lire (euro 739,69) mensili lorde maturate, alla data del 1 novembre 1991, a titolo di adeguamento automatico delle retribuzioni (indennità di contingenza), soppresso ai sensi dell articolo 4 del dell accordo 10 giugno Articolo 7 - Superminimo contrattuale 1. Ai dirigenti compresi nella sfera di applicazione del presente contratto compete un superminimo contrattuale da corrispondersi nelle misure e con le decorrenze indicate in allegato al presente contratto 3. 1 cfr. allegato E 2 cfr. allegato D 3 cfr. allegato H ed allegato L, articolo 3, per importo una tantum da erogare nel mese di luglio
13 2. Fermo restando il minimo contrattuale di cui all articolo 6, il superminimo contrattuale mensile è incrementato di euro 210,00 (duecentodieci) mensili lorde dal 1 luglio 2004, euro 120,00 (centoventi) mensili lorde dal 1 gennaio 2005, euro 120,00 (centoventi) mensili lorde dal 1 gennaio Gli aumenti, ivi compreso l incremento del minimo contrattuale di cui all articolo 6, potranno essere assorbiti, fino a concorrenza, soltanto da somme concesse dalle aziende successivamente al 31 dicembre 2002 a titolo di acconto o di anticipazione sui futuri miglioramenti economici contrattuali o delle quali sia stato espressamente stabilito l assorbimento all atto della concessione. 4. Ai dirigenti assunti o nominati dal 25 giugno 2004 al 31 dicembre 2004 competono esclusivamente gli aumenti con decorrenza 1 gennaio 2005 e 1 gennaio 2006, indicati al precedente comma 2, mentre ai dirigenti assunti o nominati dal 1 gennaio 2005 al 31 dicembre 2005 sarà dovuto il solo aumento riferito all anno Articolo 8 - Vitto e alloggio 1. In considerazione delle specificità tipiche dell attività alberghiera e della necessità di esercitare con continuità le funzioni direttive nonché di controllo e di vigilanza del complesso aziendale e della qualità dei servizi offerti é prevista la fruizione del vitto e dell'alloggio di servizio adeguata alle funzioni del dirigente, o, in mancanza, della indennità sostitutiva nella misura di cui al comma La misura del vitto e alloggio o eventuale indennità sostitutiva da corrispondersi in dodici mensilità è determinata dal 1 luglio 2004 in euro 272,00 (duecentosettantadue) lordi mensili, di cui euro 100,00 (cento) relativi al vitto e euro 172,00 (centosettantadue) relativi all alloggio Il servizio di vitto potrà essere fornito anche mediante buoni pasto, previe intese tra l azienda e il dirigente. Dichiarazione a verbale Le Parti si danno atto che la valutazione del vitto e alloggio tiene già conto specificatamente dell'incidenza su tutti gli istituti contrattuali e di legge, nonché del fatto che l'istituzione dell'elemento distinto della retribuzione è correlata al nuovo assetto economico e normativo del vitto e alloggio. 4 cfr. allegato F 15
14 Articolo 9 - Retribuzione variabile 1. Nell'ambito degli obiettivi assegnati al dirigente potranno essere concordate quote di retribuzione variabile da correlarsi al raggiungimento degli obiettivi stessi, previa verifica dei risultati ottenuti, ed anche ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi aventi come obiettivi incrementi di produttività, di qualità ed altri elementi di competitività. 16
15 TITOLO III - SVOLGIMENTO DEL RAPPORTO Articolo 10 - Etica del servizio 1. Le Parti sottolineano la particolare importanza che i principi ispiratori del Codice quadro sull'etica del Servizio rivestono per i dirigenti e le imprese, soprattutto nella prospettiva dell'integrazione del mercato unico europeo dove la centralità dell'utenza e le indicazioni sulla trasparenza dei comportamenti aziendali costituiscono linee guida di riferimento. 2. A tal fine le Parti concordano, secondo i termini e le indicazioni derivanti dalle rispettive organizzazioni, sull opportunità di apportare il loro significativo contributo all'interno del Comitato permanente "Etica del Servizio", in vista dell'elaborazione del codice etico d'impresa e del codice etico del dirigente. 3. In quest'ottica le Parti si impegnano a promuovere all'interno delle imprese l'adozione di comportamenti e di atteggiamenti dei fornitori di servizio nei confronti degli utenti, coerenti con i valori etici di comune ispirazione, anche tramite la valorizzazione dell'impegno deontologico del dirigente, con riferimento alle funzioni attribuitegli ed alle responsabilità ed autonomie delegategli, avuto riguardo alle nuove realtà produttive ed alle sempre maggiori esigenze di efficienza e di competitività cui le aziende debbono fare riferimento. Articolo 11 - Prestazione lavorativa 1. In considerazione della posizione delle funzioni e delle responsabilità del dirigente nell'ambito dell'organizzazione aziendale, la sua prestazione lavorativa non è quantificabile, tuttavia essa tende a correlarsi in linea di massima, pur con ampia discrezionalità, all'orario normale praticato dall unità operativa specie per quanto riguarda il riposo settimanale nel quadro delle leggi vigenti. Articolo 12 - Ferie 1. Il dirigente ha diritto, per ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie non inferiore a trenta giorni in una o più soluzioni concordate tra le Parti compatibilmente con le necessità aziendali. 2. Dal computo del periodo di ferie vanno escluse le giornate di riposo settimanale spettante per legge e le festività infrasettimanali considerate tali dalla legge. 3. Le ferie sono irrinunciabili e, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro, non possono essere sostituite, se non per la frazione eccedente il periodo minimo di 17
16 quattro settimane di cui all articolo 10 del decreto legislativo 8 aprile 2003 n. 66 e successive modificazioni ed integrazioni, dalla relativa indennità per ferie non godute da erogarsi entro il mese di luglio immediatamente successivo all anno di maturazione. 4. La risoluzione del rapporto di lavoro per qualsiasi motivo non pregiudica il diritto alle ferie maturate. 5. Durante il periodo di preavviso prestato in servizio possono essere concesse ferie solo se richieste per iscritto dal dirigente. 6. In caso di interruzione o rientro anticipato dalle ferie per necessità aziendali, le spese sostenute dal dirigente sono a carico dell'azienda. 7. Il decorso delle ferie resta interrotto nel caso di sopravvenienza di malattia che per la sua natura e durata pregiudichi il godimento delle ferie stesse. 8. I dirigenti che alla data di entrata in vigore del presente contratto già godono di un periodo di ferie superiore in base alle norme dei precedenti CCNL conservano le condizioni di miglior favore. 9. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro il dirigente ha diritto a tanti dodicesimi di ferie quanti sono i mesi di servizio prestati nel corso dell'anno. Articolo 13 - Congedo matrimoniale 1. In caso di matrimonio spettano al dirigente quindici giorni di calendario per congedo matrimoniale. Durante tale periodo decorre la normale retribuzione. Articolo 14 - Festività 1. Per il trattamento economico e normativo delle festività nazionali (25 aprile, 1 maggio e 2 giugno) ed infrasettimanali, nonché di quelle soppresse dalla legge 5 marzo 1977, n. 54, valgono le norme contrattuali collettive in vigore per i quadri di categoria "A" dipendenti dall'azienda nella quale il dirigente presta la sua attività. 2. Conseguentemente, non sarà operata alcuna variazione della normale retribuzione del dirigente che non sia chiamato a prestare servizio in occasione delle suddette festività. 3. Fermo restando il diritto alle festività di cui al comma precedente, ai dirigenti non si applicano gli ulteriori permessi di cui all'articolo 91 del CCNL Turismo 22 gennaio
17 Articolo 15 - Aspettativa 1. Al dirigente che ne faccia richiesta, per eccezionali giustificati motivi, deve essere concesso un periodo di aspettativa fino a sei mesi con facoltà, da parte dell'azienda, di non corrispondere - in tutto o in parte - la retribuzione. 2. Il periodo di aspettativa di cui al precedente comma può essere eccezionalmente prolungato a mesi dodici in caso di malattia od infortunio non dipendente da cause di servizio. 3. Il periodo di aspettativa di cui al punto precedente sarà considerato come trascorso in servizio agli effetti del preavviso e del trattamento di fine rapporto. 4. Per i dirigenti chiamati a funzioni pubbliche elettive a qualsiasi livello o a ricoprire cariche sindacali valgono le norme di legge. Articolo 16 - Trasferimento 5 1. Il trasferimento del dirigente può avvenire solo per comprovate ragioni tecniche organizzative e produttive dell'azienda. 2. Il trasferimento verrà comunicato per iscritto all'interessato con un preavviso di almeno quattro mesi ovvero di sei mesi per coloro che abbiano familiari a carico. 3. Qualora particolari ragioni di urgenza non consentano di rispettare i termini di preavviso di cui al comma precedente, il dirigente verrà considerato in trasferta, salvo che usufruisca di vitto e alloggio in albergo, sino alla scadenza dei suddetti termini. 4. Il dirigente licenziato per mancata accettazione del trasferimento ha diritto al trattamento di fine rapporto ed alla indennità sostitutiva del preavviso. 5. Il dirigente che proceda alla risoluzione del rapporto entro sessanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 2, motivando il proprio recesso con la mancata accettazione del trasferimento, ha diritto, oltre al trattamento pari all indennità sostitutiva del preavviso spettante in caso di licenziamento ed al trattamento di fine rapporto, ad una indennità supplementare pari ad un terzo del corrispettivo del preavviso individuale maturato. 5 vedi dichiarazione a verbale in calce all articolo
18 6. In caso di licenziamento non determinato da giusta causa, intervenuto entro tre anni dal trasferimento, competerà al dirigente e/o alla sua famiglia il rimborso delle spese effettive per il rientro nel luogo di prima assunzione o in altro luogo che non comporti oneri superiori. 7. Non può essere trasferito un dirigente che sia stato eletto a funzioni pubbliche: membro del Parlamento nazionale o di Assemblee regionali, provinciali o comunali, per tutta la durata della carica. 8. Il datore di lavoro corrisponderà al dirigente il rimborso delle spese preventivamente concordate cui va incontro per effetto del trasferimento per sé e per i familiari a carico, ivi comprese quelle relative al trasloco del mobilio. 9. Il datore di lavoro corrisponderà inoltre per una durata da convenirsi tra le Parti l'eventuale differenza di canone, esistente all'atto dell'insediamento in alloggio dello stesso tipo di quello occupato nella sede di provenienza, tenendo conto delle condizioni medie di mercato. 10. Nel caso di trasferimento all'estero, il dirigente che non sia accompagnato dalla famiglia avrà diritto ad un minimo di due rientri all'anno, con spese a carico dell'azienda. Articolo 17 - Trasferte 1. Per eventuali trasferte o missioni, concordate con l'azienda, al dirigente compete il rimborso delle spese documentate di viaggio, vitto e alloggio nei limiti della normalità. Compete altresì il rimborso di ogni altra spesa sostenuta in esecuzione del mandato nell'interesse dell'azienda. 2. Nel caso di uso autorizzato di autovettura di proprietà del dirigente, verrà riconosciuto un rimborso chilometrico la cui misura sarà definita tra le Parti sulla base di parametri desumibili dalle tariffe ACI. Articolo 18 - Malattia e infortunio 1. In caso di malattia o infortunio non dipendente da cause di servizio, l'azienda conserverà al dirigente non in prova il posto per un periodo di dodici mesi, durante i quali gli corrisponderà l'intera retribuzione. 2. Alla scadenza del termine suddetto, perdurando lo stato di malattia, è facoltà del dirigente di richiedere l'aspettativa di cui all'articolo 15 del presente contratto. 20
19 3. Alla scadenza del termine indicato al comma 1 o del periodo di aspettativa eventualmente richiesto dal dirigente ai sensi del comma 2, ove per il perdurare dello stato di malattia il rapporto di lavoro venga risolto da una delle due parti, sarà dovuto al dirigente, oltre al trattamento di fine rapporto, anche l'indennità sostitutiva del preavviso di cui al successivo articolo 34, senza pregiudizio per quanto altro spettante per forme di assistenza e di previdenza in atto. 4. Nel caso di interruzione del servizio per invalidità temporanea causata da infortunio avvenuto per causa di servizio o da malattia professionale prevista dalla legge, l'azienda conserverà al dirigente il posto e gli corrisponderà l'intera retribuzione fino ad accertata guarigione e, in ogni caso, per un periodo non superiore ai ventiquattro mesi dal giorno in cui si è verificato l'infortunio o ha avuto inizio la malattia. 5. L'azienda deve stipulare, a proprio carico e nell'interesse del dirigente, una polizza contro i rischi e gli infortuni e malattie professionali, nonché per i rischi di volo e danni conseguenti ad agitazioni, sommosse, tumulti, attentati sia di carattere politico che sindacale che assicuri: a) in aggiunta al normale trattamento di liquidazione in caso di invalidità permanente causata da infortunio o malattia professionale che non consenta la prosecuzione del lavoro, una somma pari a sei annualità della retribuzione di fatto; b) in caso di invalidità permanente parziale, causata da infortunio o malattia professionale, una somma che, riferita all'importo del capitale assicurato di cui al punto a), sia proporzionale al grado di invalidità determinato in base alla tabella annessa al testo unico approvato con decreto Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124; c) in aggiunta al normale trattamento di liquidazione, in caso di morte causata da infortunio o malattia professionale, una somma a favore degli aventi diritto pari a cinque annualità della retribuzione globale di fatto. Articolo 19 - Maternità 1. Per il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro previsto dalle vigenti disposizioni legislative sulla maternità, l'azienda conserverà all'interessata il suo posto di lavoro, corrispondendole l'intera retribuzione mensile. 2. Per il periodo di congedo parentale, fino a sei mesi, sarà corrisposto il 30% della retribuzione. 3. Tali trattamenti sono sostitutivi di quelli previsti dalle leggi vigenti in materia. 21
20 Articolo 20 - Trasferimento di proprietà dell'azienda 6 1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 2112 del codice civile, in caso di trasferimento di proprietà dell'azienda, ivi compresi i casi di concentrazione, fusioni, scorpori, non debbono in alcun modo essere pregiudicati i diritti a qualsiasi titolo acquisiti dal dirigente. 2. Tenuto conto delle particolari caratteristiche del rapporto dirigenziale, il dirigente il quale, nei casi sopra previsti, non intenda continuare il proprio rapporto potrà procedere, entro 180 giorni dall'avvenuta comunicazione formale del trasferimento di proprietà, alla risoluzione del rapporto stesso con diritto all indennità sostitutiva del preavviso di cui all'articolo 33. Articolo 21 - Aggiornamento e formazione professionale 7 1. Le Parti - allo scopo di offrire alle aziende ed ai dirigenti opportunità di formazione ed aggiornamento particolarmente mirate alle problematiche peculiari del settore ed alla loro evoluzione in riferimento alla nuova realtà dell'unione europea - concordano di aderire alle attività espletate a favore dei dirigenti compresi nella sfera di applicazione del presente contratto dal CFMT - Centro di Formazione per il Management del Terziario. 2. Tali attività saranno realizzate attraverso: a) corsi di prima formazione al ruolo manageriale per neo dirigenti; b) corsi avanzati con contenuti individuati sia nelle aree specialistiche che in quelle della formazione manageriale indifferenziata. 3. I programmi di formazione così individuati saranno fruibili dai dirigenti a titolo gratuito. 4. Le giornate di formazione scelte dall'azienda per l'aggiornamento e lo sviluppo di singoli dirigenti saranno - per quanto riguarda le eventuali spese di viaggio e di permanenza - a carico dell'azienda e le giornate stesse saranno considerate lavorative. 5. Le giornate di formazione scelte dal dirigente saranno - per quanto riguarda le eventuali spese di viaggio e di permanenza - a carico del dirigente e le giornate stesse saranno detraibili dal monte ferie individuale. 6 vedi dichiarazione a verbale in calce all articolo 24 7 cfr. Protocollo di intesa (Allegato G) 22
21 6. La copertura degli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo viene finanziata, a decorrere dal 1 luglio 1992, mediante un contributo pari a euro 129,11 annui a carico dell'azienda e a euro 129,11 annui a carico del dirigente trattenuti dall'azienda sulla retribuzione. 7. In via transitoria, tali contributi saranno versati al fondo di previdenza "Mario Negri" con i criteri, le modalità ed i sistemi previsti per i versamenti dei contributi di pertinenza del fondo stesso. Articolo 22 - Definizione dei programmi di formazione 1. In relazione agli impegni assunti con il protocollo d intesa 12 maggio 1999, le parti concordano di istituire entro il 1 settembre 2004 un organismo paritetico per l aggiornamento e la formazione professionale dei dirigenti di aziende alberghiere, cui attribuire i seguenti compiti: - analisi dei fabbisogni formativi del settore alberghiero e conseguente definizione di programmi di formazione specifici e funzionali; - attribuzione al CFMT dell incarico per la realizzazione di tali programmi, con conseguente assegnazione allo stesso ente delle risorse necessarie, a valere sui contributi riscossi ai sensi dell articolo 22 del CCNL 27 gennaio 2000 e successive modifiche ed integrazioni. Articolo 23 Finanziamento dei programmi di formazione continua 1. Le Parti individuano in FONDIR (Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua dei dirigenti del Terziario) il fondo cui le imprese faranno riferimento per usufruire delle risorse destinate dal legislatore al finanziamento di programmi per la formazione continua, ai sensi dell articolo 118, legge 23 dicembre 2000, n. 388 e successive modificazioni ed integrazioni. Articolo 24 - Responsabilità civili e penali 1. Ogni responsabilità civile verso terzi, per fatti commessi dal dirigente nell'esercizio delle proprie funzioni, è a carico dell'azienda. 2. Ove si apra procedimento penale nei confronti del dirigente per fatti che siano direttamente connessi all'esercizio delle funzioni attribuitegli, ogni spesa per tutti i gradi di giudizio è a carico dell'azienda. 23
22 3. E' in facoltà del dirigente di farsi assistere da un legale di propria fiducia, con onere a carico dell'azienda. 4. Il rinvio a giudizio del dirigente per fatti direttamente attinenti all'esercizio delle funzioni attribuitegli non costituisce di per sé giustificato motivo di licenziamento; in caso di privazione della libertà personale il dirigente avrà diritto alla conservazione del posto con decorrenza della retribuzione. 5. Le garanzie e le tutele di cui al secondo comma del presente articolo si applicano al dirigente anche successivamente all'estinzione del rapporto di lavoro, sempreché si tratti di fatti accaduti nel corso del rapporto stesso. 6. Le garanzie e le tutele di cui ai commi precedenti sono escluse nei casi di dolo o colpa grave del dirigente, accertati con sentenza passata in giudicato. 7. Le garanzie e le tutele di cui ai commi precedenti possono essere assicurate anche attraverso la stipula di apposita polizza, con onere a totale carico dell azienda. Articolo 25 - Mutamento di posizione 1. Il dirigente che a seguito di mutamento delle proprie mansioni sostanzialmente incidente sulla sua posizione, risolva, entro sessanta giorni, il rapporto di lavoro, avrà diritto, oltre al trattamento di fine rapporto, anche all indennità sostitutiva del preavviso per il caso di licenziamento. Dichiarazione a verbale Le Parti chiariscono che le disposizioni contenute nei commi 4 e 5 dell articolo 16 (trasferimento), nel comma 2 dell articolo 20 (trasferimento di proprietà dell azienda) e nell articolo 25 (mutamento di posizione) si applicano solo nel caso in cui l evento risulti sostanzialmente incidente sulla posizione del dirigente determinando nei confronti di quest ultimo una effettiva situazione di detrimento. 24
23 TITOLO IV - PREVIDENZA E ASSISTENZA INTEGRATIVE Articolo 26 - Previdenza integrativa 1. A favore dei dirigenti compresi nella sfera di applicazione del presente contratto è previsto un trattamento di previdenza integrativa dell assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti dell INPS e/o di fondi obbligatori sostitutivi gestito dal fondo Mario Negri. 2. A decorrere dal 1 gennaio 2003 il contributo dovuto per ogni dirigente iscritto a tale fondo è composto da un contributo ordinario ed un contributo integrativo. 3. Il contributo ordinario è dato dalla somma del contributo a carico del datore di lavoro e del contributo a carico del dirigente pari rispettivamente al 10,14% e 1% della retribuzione convenzionale annua di cui al comma Il contributo integrativo, comprensivo della quota di cui all accordo specifico a titolo di contributo sindacale, a carico del datore di lavoro, è pari all 1,48% della retribuzione convenzionale annua di cui al comma 6 e confluisce nel conto generale. Ferma restando la retribuzione convenzionale, il contributo integrativo è pari all 1,50% a decorrere dal 1 gennaio 2004, all 1,52% a decorrere dal 1 gennaio 2005 ed all 1,54% a decorrere dal 1 gennaio Fermo restando il contributo ordinario a carico del dirigente indicato al comma 3, il contributo ordinario a carico del datore di lavoro per i dirigenti di prima nomina come definiti al successivo articolo 29, a decorrere dall anno 2004, è pari al 2,84% della retribuzione convenzionale annua di cui al comma 6, mentre il contributo integrativo viene confermato nelle medesime misure indicate al comma I contributi di cui ai precedenti commi sono riferiti ad una retribuzione convenzionale annua di euro , Accordi aziendali stipulati, a decorrere dal 1 luglio 2004, tra dirigenti e datori di lavoro, potranno statuire di destinare alla previdenza integrativa contributi addizionali alla contribuzione integrativa ed ordinaria, sulla base di criteri stabiliti dal consiglio di amministrazione del fondo Mario Negri. 8. La contribuzione al fondo, calcolata sulla base delle indicazioni fornite nei commi precedenti, viene versata con cadenza trimestrale per tutti i periodi in cui è dovuta la retribuzione, ivi compreso il periodo di preavviso sostituito da indennità. 9. Il fondo di previdenza per i dirigenti di aziende commerciali e spedizioni e trasporto "Mario Negri" è disciplinato da un apposito statuto e regolamento concordati tra le parti che hanno stipulato il presente accordo. 25
24 Dichiarazione a verbale Le parti, - visto quanto disposto nel secondo periodo dell'articolo 3, comma 120, di cui alla legge 24 dicembre 2003, n. 350, nel quale viene riconosciuto che, per i fondi di previdenza, come il "Mario Negri", i quali, gestiti in via prevalente secondo il sistema tecnico finanziario della ripartizione e in presenza di rilevanti squilibri finanziari, abbiano presentato istanza al Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi dei commi 8 bis e 8 ter dell'articolo 18 del decreto legislativo n. 124 del 1993, sia - per tale motivo - ammessa la possibilità di operare in deroga alla normativa vigente secondo le modalità fissate attraverso la contrattazione collettiva nazionale delle parti costituenti; - vista la disciplina regolamentare del Fondo Mario Negri che per quanto riguarda il conto individuale di previdenza, per i periodi anteriori al 2003 e dall'1 gennaio 1988, disponeva che questo fosse costituito esclusivamente dalla quota parte di contributo a carico del dirigente iscritto, oltre agli interessi annui accreditati; - vista la disciplina regolamentare entrata in vigore all'1 gennaio 2003 con la quale, da un lato sono stati determinati nuovi criteri per la quantificazione della "dotazione" da accreditare ai conti individuali di previdenza con effetto dalla stessa data, e dall'altro, per fronteggiare l'insufficienza delle disponibilità destinate al finanziamento delle prestazioni dovute agli iscritti, è stata istituita una contribuzione integrativa ad esclusivo carico delle aziende, non di pertinenza degli iscritti, che confluisce in un conto generale separato; - considerato che si rende opportuna una corretta interpretazione della composizione dei conti individuali e, quindi, della consistenza degli importi a ciascuno riferentesi ai fini della entità dei trattamenti previsti dalla disciplina nei casi di riscatto del conto individuale di previdenza, o di trasferimento ad altro fondo, di cui al regolamento del Fondo in vigore dall'1 gennaio 2003 nonché alla regolamentazione in vigore per i periodi precedenti, in merito alla liquidazione ed al trasferimento dell intera posizione individuale si danno atto che per intera posizione individuale deve intendersi il conto individuale di cui al vigente regolamento del Fondo ed il conto di previdenza individuato nell'articolo 9 del regolamento in vigore sino al 31 dicembre 2002, e quindi il diritto alla liquidazione del conto individuale di previdenza previsto per gli iscritti in possesso dei requisiti richiesti di cui all'articolo 28 (liquidazione del conto individuale) del vigente 26
25 regolamento del Fondo e della regolamentazione in vigore prima dell'1 gennaio 2003 ed il corrispondente diritto al trasferimento ad altri fondi di previdenza deve intendersi come diritto alla liquidazione o al trasferimento delle somme accantonate nel proprio conto individuale secondo la disciplina regolamentare tempo per tempo in vigore, ovvero: 1) per i riscatti o trasferimenti nel periodo dall 1 gennaio 1988 fino al 31 dicembre 2002: diritto alla liquidazione o trasferimento delle somme corrispondenti alla sola quota di contribuzione a carico del dirigente iscritto, salve le maggiorazioni previste in funzione dell'anzianità contributiva maturata, oltre agli interessi accreditati; 2) per gli iscritti presenti alla data dell 1 gennaio 2003: a) senza contribuzione per i periodi successivi alla data dell'1 gennaio 2003: il diritto alla liquidazione o trasferimento delle somme costituenti la consistenza iniziale del conto individuale (articoli 40 e 44 del regolamento) determinata in base agli accordi sindacali stipulati dalle parti costituenti il Fondo, oltre alle corrispondenti quote di risultato di esercizio eventualmente attribuite; b) con contribuzione per periodi successivi alla data dell'1 gennaio 2003: il diritto alla liquidazione o trasferimento di quanto previsto dalla precedente lettera a) oltre alle sole quote di contribuzione ordinaria versata per i periodi successivi all'1 gennaio 2003 sia dal dirigente iscritto che dal datore di lavoro. Articolo 27 - Previdenza integrativa individuale 1. A favore dei dirigenti compresi nella sfera di applicazione del presente contratto viene istituito un trattamento di previdenza individuale. 2. L associazione Antonio Pastore è preposta alla stipulazione e conclusione di appositi contratti di assicurazione, nonché all esazione dei contributi da versare come premi alle imprese di assicurazione prescelte. 3. A decorrere dal 1 ottobre 1997 verrà versato un contributo del 10% a carico del datore di lavoro riferito ad una retribuzione convenzionale annua di lire , elevata a lire (euro ,75) a decorrere dal 1 gennaio 2000, ed un contributo del 10% a carico del dirigente, riferito ad una retribuzione convenzionale annua di lire , elevata a lire (euro 7.746,85) a decorrere dal 1 gennaio Ai dirigenti di prima nomina di cui al successivo articolo 29 saranno assicurate le medesime garanzie sul rischio riservate alla generalità dei dirigenti in base alla convenzione Antonio Pastore. A tale fine è dovuto dalle aziende un contributo 27
26 annuo sufficiente a coprire il premio relativo alle garanzie assicurative previste nella citata convenzione 8. La suddetta contribuzione dovrà essere versata all associazione Antonio Pastore per la predisposizione delle relative convenzioni assicurative. 5. La contribuzione calcolata sulla base delle indicazioni fornite nei commi precedenti viene versata con cadenza trimestrale per tutti i periodi in cui è dovuta la retribuzione, ivi compreso il periodo di preavviso sostituito da indennità. 6. A decorrere dal 30 settembre 1997 cessa la forma di assicurazione e previdenza supplementare di cui all articolo 25, primo comma lettera b) ed all'articolo 25 secondo comma, lettera b) del CCNL 3 luglio Articolo 28 - Assistenza sanitaria integrativa 1. A favore dei dirigenti compresi nella sfera di applicazione del presente contratto è istituito un fondo di assistenza sanitaria (fondo Mario Besusso ) integrativo del Servizio Sanitario Nazionale, finanziato mediante un contributo che, a decorrere dal 1 gennaio 2004 è fissato nella misura del 5,7% a carico dell azienda e dell 1,87% a carico del dirigente, riferito ad una retribuzione convenzionale annua di euro ,00, comprensivo della quota di cui all accordo specifico a titolo di contributo sindacale o della quota di servizio. Le maggiori entrate derivanti dall incremento della contribuzione rispetto all anno 2003 verranno destinate al finanziamento di specifici programmi di prevenzione sanitaria per i dirigenti in servizio ed i prosecutori volontari. 2. Il contributo va versato con cadenza trimestrale per tutti i periodi in cui è dovuta la retribuzione, ivi compreso il periodo di preavviso sostituito da indennità. 3. Hanno diritto alle prestazioni del fondo, ad esclusione dei programmi di prevenzione sanitaria riservati ai soli dirigenti ed ai prosecutori volontari, anche i familiari del dirigente individuati dal regolamento. 4. Sono iscritti al fondo, in presenza dei requisiti previsti dal regolamento, i dirigenti titolari di pensione a carico di forme di previdenza obbligatoria, i superstiti beneficiari di pensione di reversibilità o indiretta INPS (o di altre forme obbligatorie sostitutive, esclusive o esonerative) nonché i dirigenti che intendano proseguire volontariamente l iscrizione in caso di sospensione o cessazione del rapporto di lavoro. 5. La contribuzione a carico del prosecutore volontario è pari alla somma degli importi dovuti al fondo dal dirigente in attività e dall azienda. 8 cfr. allegato I 28
27 6. A decorrere dal 1 gennaio 2002 la contribuzione annua a carico dei dirigenti pensionati è fissata in euro 877,98. Tale importo è soggetto a rivalutazione tenendo conto anche delle esigenze di equilibrio tecnico del fondo. 7. A decorrere dal 1 luglio 2004, si stabilisce l introduzione di un contributo a carico dei superstiti che beneficiano dell assistenza sanitaria ai sensi del regolamento del fondo, pari al 60% - con gli opportuni arrotondamenti - di quello previsto a carico dei dirigenti pensionati. Dichiarazione delle Parti Qualora in futuro non venisse confermato dal legislatore l attuale limite annuo di deducibilità (corrispondente a euro 3.615,20) per i contributi versati ai fondi di assistenza sanitaria integrativa, ai sensi dell articolo 1 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 41, le parti si impegnano ad incontrarsi con urgenza al fine di concordare i necessari provvedimenti per evitare che le aziende debbano sopportare costi aggiuntivi. Le parti, al fine di rendere efficace l iniziativa di prevenzione, concordano nel destinare le relative risorse, contabilmente evidenziate, nel rispetto di un percorso diagnostico predefinito in seno al fondo Mario Besusso, adeguato alle esigenze sanitarie del dirigente, tenuto conto del sesso e dell età. Gli organi direttivi del fondo Mario Besusso provvederanno a monitorare periodicamente l adeguatezza del progetto, anche sotto l aspetto della razionalizzazione della spesa sanitaria nel suo complesso. Dichiarazione a verbale Manageritalia ribadisce il proprio impegno a svolgere le azioni opportune a consentire la partecipazione di Federalberghi alla gestione del fondo "Mario Negri" e del fondo "Mario Besusso". Protocollo d intesa Le Parti, nel riconfermare che l iscrizione ai Fondi di Previdenza e di Assistenza integrative è consentita esclusivamente alle aziende ed ai dirigenti aderenti, convengono che laddove manchi tale requisito associativo, dietro istanza degli interessati e previo consenso delle rispettive organizzazioni, potranno accordare, con provvedimenti di assenso esonerativi e sostitutivi del requisito associativo predetto, l iscrizione ai Fondi, fermo restando l accollo della aliquota contributiva ricompresa nella contribuzione, prevista dalla contrattazione collettiva e dagli specifici accordi. Tale procedura si applica anche alle aziende aderenti alla Federalberghi all atto dell iscrizione ai Fondi che successivamente non dovessero riconfermare il rapporto associativo. 29
28 Articolo 29 - Dirigenti di prima nomina 1. A titolo sperimentale e con riferimento esclusivo alla contribuzione versata ai sensi degli articoli 26 e 27 del presente contratto, le aziende possono optare per forme di contribuzione ridotta con riferimento ai dirigenti di prima nomina come di seguito definiti. 2. Ai sensi del precedente comma 1, sono considerati dirigenti di prima nomina coloro che, avendo un età non superiore a trentanove anni compiuti o, avendo maturato un anzianità nella categoria di quadro pari o superiore a cinque anni, anche presso aziende diverse, vengano nominati dirigenti entro il compimento del quarantottesimo anno di età. 3. La permanenza nella categoria sopra definita ha carattere temporaneo. Decorso un triennio dalla data di nomina, al dirigente si applicherà automaticamente la normativa contrattuale generale. In caso di nomina di dirigenti di prima nomina residenti o domiciliati e con sede di lavoro nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, la permanenza nella suddetta area potrà essere prolungata di un ulteriore triennio sempre che continuino a sussistere entrambi i requisiti (residenza/domicilio e sede di lavoro) sopra indicati. 4. Stante il carattere sperimentale della presente norma, le parti concordano nel limitarne l applicabilità ai soli dirigenti assunti o nominati con contratto di lavoro a tempo indeterminato dal 1 luglio 2004 e fino al 31 dicembre Le parti si riservano, quindi, di valutare l impatto della norma e di confermarne l applicabilità in occasione del prossimo rinnovo del CCNL. 30
29 TITOLO V - FORME DI TUTELA DEL RAPPORTO Articolo 30 - Rappresentanze sindacali aziendali 1. I Sindacati dei dirigenti competenti per territorio ed aderenti a Manageritalia possono istituire proprie rappresentanze sindacali nelle aziende. 2. In tal caso gli stessi Sindacati provvederanno a comunicare i nominativi dei dirigenti investiti di tale rappresentanza, oltre che a Manageritalia, alle aziende interessate ed alla organizzazione imprenditoriale competente. 3. Per le aziende i cui dirigenti sono dislocati in località diverse, potrà essere costituita una rappresentanza sindacale unica a livello nazionale e in questo caso direttamente a cura di Manageritalia. Articolo 31 - Collegio di conciliazione e arbitrato 1. E' istituito, a cura delle associazioni territoriali competenti aderenti alle organizzazioni stipulanti il presente contratto, un collegio arbitrale, che dovrà pronunciarsi sui ricorsi previsti dal presente contratto. 2. Il Collegio è composto da tre membri due dei quali sono designati rispettivamente da ciascuna delle due Organizzazioni territorialmente competenti ed un terzo, con funzioni di Presidente, scelto di comune accordo dalle due Organizzazioni. In caso di mancato accordo sulla designazione del terzo membro, quest'ultimo verrà sorteggiato tra i nominativi compresi in una apposita lista di nomi non superiori a sei, preventivamente concordata o, in mancanza di ciò, sarà designato, su richiesta di una o di entrambe le organizzazioni predette, dal Presidente del tribunale competente per territorio. 3. Alla designazione del supplente del Presidente si procede con gli stessi criteri sopra indicati per la scelta di quest ultimo. 4. Il Collegio dura in carica un anno ed è rinnovabile. 5. Ognuno dei rappresentanti delle rispettive Organizzazioni può essere sostituito di volta in volta. 6. Le funzioni di segreteria saranno svolte, previo diretto accordo, a cura di una delle Organizzazioni territoriali competenti. 7. Se il tentativo obbligatorio di conciliazione di cui all articolo 410, comma 1, del codice di procedura civile o all articolo 43 del presente contratto non riesce o 31
30 comunque è decorso il termine previsto, per il suo espletamento, nel comma 1 dell articolo 410 bis del codice di procedura civile, ciascuna delle parti può promuovere il deferimento della controversia al Collegio arbitrale, secondo le norme previste dal presente articolo, ferma restando la facoltà di adire l autorità giudiziaria, secondo quanto previsto dalla legge 11 agosto 1973, n Il Collegio arbitrale sarà investito della vertenza su istanza, a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, dell organizzazione territoriale competente aderente a Manageritalia che trasmetterà al Collegio il ricorso, sottoscritto dal dirigente, entro trenta giorni successivi al ricevimento del ricorso stesso ai sensi del comma 4 dell articolo Copia dell'istanza e del ricorso debbono, sempre a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, essere trasmesse contemporaneamente, a cura della organizzazione di cui al precedente comma, alla corrispondente organizzazione territoriale imprenditoriale e, per conoscenza, al datore di lavoro interessato. 9. La competenza territoriale, fatto salvo eventuale diverso accordo, è stabilita con riferimento alla sede di lavoro del dirigente ove ha avuto luogo la risoluzione del rapporto. 10. Il Collegio deve riunirsi entro trenta giorni dall'avvenuto ricevimento dell'istanza di cui sopra da parte dell'organizzazione imprenditoriale. 11. Il Collegio, presenti le parti in causa, o eventualmente i loro procuratori, rinnoverà il tentativo di conciliazione e, avuta l irrevocabile adesione esplicita alla procedura arbitrale di entrambe le parti alla prima riunione avanti il Collegio, procederà all interrogatorio e all istruttoria. Le parti saranno interrogate su quanto costituisce materia della controversia e delle loro dichiarazioni sarà redatto verbale. Il Collegio, su istanza di parte e nel rispetto del contraddittorio, potrà assumere prove testimoniali al fine dell istruttoria della controversia, assegnando alle parti termini per deduzioni istruttorie scritte e produzioni documentali. Dell istruttoria sarà redatto processo verbale. 12. Ove non si raggiunga la conciliazione, il Collegio, tenendo conto anche dell eventuale carenza di motivazione contestuale del licenziamento nonché dell eventuale assenza immotivata di una delle parti, emetterà il proprio lodo entro sessanta giorni dalla data di riunione di cui al comma 10, dandone tempestiva comunicazione alle parti interessate, salva la facoltà del Presidente di disporre una proroga fino ad un massimo di ulteriori trenta giorni, in relazione a necessità inerenti lo svolgimento della procedura. Nella pronuncia del lodo si applica l articolo 429, comma 3, del codice di procedura civile. 13. Durante i mesi di agosto e dicembre sono sospesi i termini di cui al presente articolo, compreso quello di cui al comma 4 del successivo articolo

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