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Timestamp: 2017-12-11 01:46:47+00:00

Document:
laboratoriomilano-articolo51: aprile 2012
L'ALTRAMETA' DEL CIELO+1
Associazione Articolo 51 -
L'Altra Metà Del Cielo +1
“Quanta strada ha fatto 'Bartali' da Pechino 1995...
Quanta strada ancora da fare...”
Venerdì, 11 Maggio 2012, ore 15.00
Sala Affreschi Palazzo Isimbardi,
L'associazione Articolo 51 - Laboratorio di Democrazia Paritaria presenta “Quanta strada ha fatto 'Bartali' da Pechino 1995...Quanta strada ancora da fare...”, primo convegno nazionale bi-partisan che, a quasi vent’anni dalla IV Conferenza dell’ONU svoltasi a Pechino, vuole puntare i riflettori sull’uguaglianza o meglio sulla disuguaglianza di genere in ambito politico.
Nel 1995, infatti, alla IV Conferenza ONU sulle donne, capo della Delegazione del Governo Italiano era la Signora Susanna Agnelli, primo ed unico Ministro degli Esteri donna della storia d’Italia. In quell’occasione la Signora Agnelli affermò: “la conferenza si propone di riequilibrare la rappresentanza politica a favore delle donne e di discutere di accesso ai mass media".
Oggi, dopo tanti anni da quello storico evento, a che punto siamo? Il convegno sarà occasione per confrontarsi e valutare possibili soluzioni insieme a donne autorevoli.
Dopo il saluto di Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano, interverranno:
- Patrizia Siliprandi, Delegata a Pechino 1995
- Tiziana Maiolo, Delegata CEDAW-ONU 2005
- Marilena Adamo, Senatora della Repubblica
- Mara Carfagna, Deputata, ex Ministro Pari Opportunità
- Isabella Rauti, Consigliera Regione Lazio
- Sarah Valmaggi, Vice Presidente Consiglio Regione Lombardia
- Licia Ronzulli, Euro Deputata
- Lara Comi, Euro Deputata
- Cristina Stancari, Assessora Pari Opportunità della Provincia di Milano
- Francesca Zajczyk, Delegata per le Pari Opportunità del Comune di Milano
- Carolina Pellegrini, Consigliera di Parità
Il tempo della conquista è passato.
Ora è il tempo del riconoscimento e dell’occupazione.
Per info: tel. 0239440283/ 3349455338
ass.articolo51@yahoo.it
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LETTERA AL PRESIDENTE FORMIGONI: PERCHE' IL TRIBUNALE
Pubblicato da articolo51 a 06:15 Nessun commento:
ABBIAMO VINTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E SU FORMIGONI!
Formigoni presenta i nuovi nomi in giunta: "Non è un rimpasto ma una sotituzione forzata"
Martedì, 17 aprile 2012 - 17:56:00
Nella giunta regionale Luciana Ruffinelli (Lega) prende il posto della collega di partito Monica Rizzi come assessore a Sport e Giovani e, per il Pdl Margherita Peroni sostituisce il dimissionario Stefano Maullu all'assessorato Commercio Turismo e Servizi. Lo ha ufficializzato il presidente della Regione Roberto Formigoni durante una conferenza stampa. "Un operazione in pieno accordo con i partiti di maggioranza", ha spiegato Formigoni che per quanto riguarda le dimissioni di Maullu ha spiegato che la decisione "e' stata presa venerdì' scorso quando abbiamo raggiunto la certezza che il Consiglio di Stato avrebbe ritenuto la giunta inadepiente" alle "quote rosa".
"NO RIMPASTO MA SOSTITUZIONE FORZATA MASCHIO-FEMMINA" - Quello avvenuto nella giunta regionale non e' un rimpasto ma "una sostituzione forzata dall'esterno di maschio con femmina", ha precisato il presidente della Regione. Il governatore ha infatti voluto sottolineare che le dimissioni in particolare di Maullu, sono state dettate dall'imminente sentenza del Consiglio di Stato sul mancato rispetto della rappresenta femminile al governo regionale. Formigoni ha poi affermato di non ritenere opportuno "che i tribunali debbano intervenire in maniera cosi' pesante nella composizioni delle giunte" e sottolineando che la Regione "e' sempre stata attenta a valorizzare la rappresentanza femminile", ha inoltre spiegato che "il potere e' pero' nelle mani del popolo". "In consiglio regionale per la maggioranza il popolo ha eletto 3 donne su 50, il 6 per cento - ha ricordato - Oggi nella mia giunta ci sono 3 assessori e un sottosegretario donna su 20 componenti, il 16 per cento: il più' del doppio della percentuale scelta dagli elettori".
Pubblicato da articolo51 a 10:12 Nessun commento:
VITTORIA GRANDE INASPETTATA IMPORTANTE......
Con l'annuncio delle dimissioni dell'Assessore Maullu, che ringraziamo per il passo indietro operato, Articolo 51 Laboratorio di Democrazia paritaria, può celebrare una prima vittoria per una democrazia paritaria che sia effettiva e non soltanto ideologica.
Le donne di Articolo 51, donne vicine al centrodestra, sono orgogliose di aver per prime sollevato la questione di genere in Regione Lombardia e considerano una vittoria politica storica, aver visto il Presidente Formigoni, dover arrendersi ad un nuovo rimpasto, proprio nella consapevolezza che un equilibrio di genere è un percorso che deve essere compreso e condiviso, ma che è necessario imporre, a volte, anche grazie alle sentenze dei Tribunali.
Le donne di Articolo 51 non conosco l'esito dell'udienza di domani presso il Consiglio di Stato, ma si considerano già vittoriose, proprio per l'attenzione cui hanno costretto il Presidente Formigoni e gli uomini della Giunta sulla questione delle quote di genere.
Qualsiasi scelta opererà il Presidente Formigoni al femminile troverà concordi le donne di Articolo 51,che continuano a chiedere un cambio di passo netto, proponendo, ancora una volta, due donne che rappresentano la forza dell'esperienza, Tiziana Maiolo, e l'entusiasmo della giovane militanza, Elena Paganelli.
Pubblicato da articolo51 a 16:05 Nessun commento:
INCREDIBILE, MA VERO: QUANDO LA PARITA' INFASTIDISCE!
Redazione 26 marzo 2012 Bassa
Niente femminismo ma coscienza civile dunque…
In effetti l’iter della norma non è stato facile, ho dovuto infatti presentare la modifica statutaria per ben tre volte in consiglio comunale, finchè alla terza tornata la stessa fu approvata con il voto favorevole anche di chi, oggi, ne vuole l’abolizione. Mi riferisco ai consiglieri di allora ed attuali, Pignatelli, Mangano, Minuti.
Pubblicato da articolo51 a 11:38 Nessun commento:
NON E' UN PAESE PER DONNE IN POLITICA!
Non è una politica per donne
Ancora pochi i risultati del dibattito avviato sulla sottorappresentanza femminile nelle istituzioni. Importante il testo di legge in discussione alla Camera
Donne e politica: quello della sottorappresentanza femminile nelle istituzioni è un problema antico che ancora oggi le statistiche denunciano impietosamente: in base al numero degli eletti in Parlamento nella XVI legislatura risultano alla Camera dei Deputati 135 donne (pari al 21,59%) e 495 uomini sui 630 di cui si compone l’organo e al Senato della Repubblica 60 donne (pari al 18.69%) e 261 uomini, su un totale di 321 senatori.
Le donne nelle Istituzioni sono poche, troppo poche, e l’obiettivo da raggiungere è la percentuale del 30% per arrivare poi al traguardo del 50%; quello che garantisce la democrazia paritaria. Il dibattito sulla questione del riequilibrio della rappresentanza femminile nelle Istituzioni è da sempre aperto e si susseguono le iniziative, e cito sole le ultime in ordine di tempo: il tavolo di confronto in materia di parità di accesso agli organi delle società di Roma Capitale, organizzato dalla Fondazione Bellisario e presentato l’8 marzo al Comune di Roma; il Convegno “Democrazia paritaria: parità di accesso alle cariche elettive”, promosso da F.i.d.a.p.a, (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) che si è svolto il 20 marzo a Palazzo Valentini a Roma; il Convegno di Catanzaro lunedì 26 marzo, “La democrazia paritaria”, promosso dalla Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna della Calabria e dalla F.i.d.a.p.a.
Molte le iniziative negli anni, pochi i risultati! Per puntare ad impegnare le Istituzioni a trovare soluzioni concrete è stato organizzato, nel novembre scorso, il I° Forum delle Elette nei Consigli regionali e nelle Province Autonome – a cui ho preso parte in qualità di Consigliera regionale e membro del Comitato promotore – che ha approvato un documento conclusivo, rivolto ai Presidenti delle Assemblee legislative regionali per il riequilibrio della rappresentanza di genere nelle cariche elettive e nelle Istituzioni politiche. Il documento definisce le linee guida e di indirizzo per il riequilibrio indicando la necessità di intervenire sugli Statuti delle Regioni e sulle leggi elettorali regionali in maniera incisiva e coordinata, introducendo il principio vincolante della rappresentanza di genere (doppia preferenza o collegi binominali), e stabilisce l’avvio di un dialogo strutturale con le Commissioni per le Pari opportunità, con le Commissioni parlamentari competenti, con le elette nelle Assemblee degli enti locali e con tutte le organizzazioni che operano a favore del raggiungimento della parità di genere e con gli organismi associativi di riferimento. La richiesta di democrazia rappresentativa e della rimozione degli ostacoli che impediscono la piena parità di genere nelle istituzioni, formalizzata dal I° Forum delle Elette, apre ad una visione programmatica che supera le stesse quote-rosa per collocarsi su un livello più alto di funzionalità dei sistemi democratici.
Nelle regioni la rappresentanza femminile è marginale e pari all’11.5% nei Consigli Regionali, e al 17.6% nelle Giunte, mentre due sole donne sono le Presidenti di Regione (Lazio e Umbria), (Fonte Anci, Luglio 2010). Ci sono regioni, come ad esempio la Calabria, dove – malgrado lo Statuto menzioni l’obbligo di candidature femminili nelle liste elettorali, pur senza stabilire alcuna proporzione rispetto alle candidature maschili – non figurano donne elette in Consiglio Regionale.
Sul fronte della rappresentanza di genere in termini di previsioni legislative, la Regione Lazio è sicuramente all’avanguardia, considerato che nel suo Statuto si stabilisce nella Giunta la rappresentanza femminile di un terzo e anche una quota di rappresentanza di genere nell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, nonché il 50% di candidature femminili nel listino. Diverso il caso della Campania, dove il Consiglio regionale rappresenta, in questo senso, un modello di riferimento, in quanto ha tradotto in norma il principio di democrazia paritaria, introducendo, nelle ultime elezioni amministrative, la doppia preferenza di genere nella propria legge elettorale regionale. E’ evidente, dunque, che la revisione degli Statuti e delle leggi elettorali regionali rappresenti un passaggio fondamentale e prioritario, perché senza l’introduzione di nuove regole, il nostro non sarà mai un “Paese per donne”. Un deficit di democrazia paritaria che denuncia una vera e propria malattia ed asimmetria del nostro sistema democratico, che rischia di endemizzare una situazione critica legata anche alla tardiva introduzione in Italia, nel 1946, del diritto di voto per le donne. Una risposta fondamentale può arrivare allora dalla discussione in corso alla Camera del testo di legge “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei Consigli e nelle Giunte delle Regioni e degli Enti locali”: un punto d’arrivo e, al tempo stesso, di partenza per ridisegnare la geografia politica nei luoghi della decisione, politica ed economica. Solo rafforzando le politiche di promozione della parità di genere e realizzando una presenza equilibrata tra uomini e donne nella gestione della vita politica del Paese, si puó garantire l’efficacia di un sistema veramente democratico.
Pubblicato da articolo51 a 23:13 Nessun commento:
VERSO LA SCONFITTA DELLA DEMOCRAZIA DIMEZZATA
LEGGE BIPARTISAN SU PARITA', MA NON SONO QUOTE ROSA
Scritto da On. Beatrice Lorenzin
La commissione Affari Costituzionali alla Camera lo scorso 8 marzo ha dato il via libera alla proposta di legge bipartisan perla parità di genere dei consigli e nelle giunte degli enti locali. Le promotrici e la relatrice, Beatrice Lorenzin, hanno annunciato in conferenza stampa a Montecitorio il successo ottenuto proprio nella giornata dedicata alla donna, l'8 marzo. Presenti in conferenza stampa anche numerose parlamentari ed esponenti del Pdl tra cui la responsabile nazionale del settore Pari Opportunità, l'On. Barbara Saltamartini ed anche la vice presidente della Consulta Femminile regionale del lazio, Federica De Pasquale.
Il testo unificato che assorbe diverse proposte presentate in questa legislatura tra cui quella del governo precedente su iniziativa del ministro Mara Carfagna, porta la firma di esponenti di tutti i partiti che sostengono il governo Monti: Lorenzin, Pdl, Sesa Amici, Pd, Anna Teresa Formisano, Udc. Non si tratta di quote rosa - hanno precisato - ma di un'azione antidiscriminatoria. Questo testo di legge, che a breve sarà calendarizzato in Aula, prevede di dare la facoltà all'elettore di esprimere, solo se vuole, due preferenze necessariamente di genere diverso. Il via libera in Commissione del mandato al relatore è il primo passo ma fa ben sperare. "Subito
dopo - hanno aggiunto in conferenza stampa le promotrici - dobbiamo impegnarci per la legge nazionale". "Questo meccanismo può davvero agevolare e incrementare la presenza delle donne nelle assemblee rappresentative locali", ha aggiunto lMara Carfagna, ricordando la proposta avanzata dal precedente governo approvata in cdm e poi sostenuta da tutte le forze politiche. "Le donne hanno competenze più qualificate, si laureano prima degli uomini, non utilizzare queste competenze significa sprecare il talento di metà della popolazione, non ce lo possiamo permettere soprattutto in un momento in cui la politica perde credibilità. Da oggi iniziamo la battaglia per approvare la legge in Aula con l'obiettivo di scrivere una bella pagina per il Parlamento e per il paese". La relatrice del provvedimento Beatrice Lorenzin ha illustrato i dati della rappresentanza femminile nelle amministrazioni locali: "poco meno del 15%" e ha lanciato un allarme in vista della nuova legge che prevede una riduzione del 20% dei posti negli enti locali: "Con meno posti a disposizione rischiamo l'estinzione della rappresentanza femminile". Questa legge, ha spiegato la deputata Pdl "spinge i partiti a candidare più donne, perchè prevede che siano almeno il 30% nelle liste, e la doppia preferenza anche se non assicura l'elezione di una donna può favorire una competizione virtuosa tra i partiti. Speriamo la legge sia pronta per le elezioni amministrative del 2013. Abbiamo provato una strada nuova dal momento che le misure adottarefinora non hanno dato risultati". Nella proposta di legge è prevista anche la pari opportunità anche nei mezzi di comunicazione e nelle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni.
Pubblicato da articolo51 a 14:41 Nessun commento:
LETTERA AL PRESIDENTE FORMIGONI: PERCHE' IL TRIBUN...
ABBIAMO VINTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E SU...
INCREDIBILE, MA VERO: QUANDO LA PARITA' INFASTIDIS...

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