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Timestamp: 2020-07-12 23:58:13+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21279 del 20/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21279 del 20/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 20/10/2016, (ud. 08/07/2016, dep. 20/10/2016), n.21279
sul ricorso 15024/2014 proposto da:
S.A., elettivamente domiciliato in ROMA VIA MONTE ZEBIO 19,
presso lo studio dell’avvocato ORNELLA RUSSO, rappresentato e difeso
dall’avvocato SALVATORE BIANCA giusta delega a margine;
avverso la sentenza n. 327/2013 della COMM. TRIB. REG. della SICILIA
SEZ. DIST. di SIRACUSA, depositata il 17/09/2013;
udito per il controricorrente l’Avvocato LO GIUDICE per delega
dell’Avvocato BIANCA che si riporta agli atti;
In data (OMISSIS) S.A., di anni 53, risolveva anticipatamente il proprio rapporto di lavoro dipendente con Enel spa, percependo una somma a titolo di indennità supplementare per incentivo all’esodo, sulla quale veniva applicata l’aliquota Irpef nella misura piena, per difetto del requisito dell’età maggiore di anni 55 richiesto dal D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 17, comma 4 bis, ai fini dell’applicazione della aliquota Irpef nella misura ridotta del 50%.
In data (OMISSIS) S.A. presentava istanza di rimborso della somma di Euro 9.606, corrispondente al 50% della ritenuta Irpef operata sulla somma percepita a titolo di incentivo all’esodo, in ragione della applicabilità anche ai lavoratori di sesso maschile dell’aliquota ridotta del 50% prevista in favore delle lavoratrici donne di età superiore ai 50 anni.
A seguito del silenzio rifiuto della Agenzia delle Entrate S.A. proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Siracusa che lo accoglieva con sentenza del 14.2.2011.
L’Agenzia delle Entrate proponeva appello alla Commissione tributaria regionale della Sivilia sez. distaccata di Siracusa che lo rigettava con sentenza del 17.9.2013. Preliminarmente, il giudice di appello riteneva inammissibile l’eccezione di intervenuta decadenza del contribuente dalla facoltà di richiedere il rimborso, poichè formulata dall’Ufficio soltanto in grado di appello in violazione del divieto di eccezioni nuove stabilito dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 57.
Contro la sentenza di appello l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 57, comma 2, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. n. 4, nella parte in cui non ha ritenuto la rilevabilità d’ufficio della decadenza prevista dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 38.
Il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57, comma 2, stabilisce il divieto per le parti di proporre, nel giudizio tributario di appello, eccezioni nuove “che non siano rilevabili d’ufficio”. Sul punto deve essere ribadito l’orientamento interpretativo secondo cui, in materia tributaria, la decadenza del privato dall’esercizio di un potere nei confronti dell’amministrazione finanziaria, in quanto stabilita in favore di quest’ultima ed attinente a situazioni da questa non disponibili, è rilevabile anche d’ufficio ai sensi dell’art. 2969 c.c., ed è conseguentemente sottratta al regime del divieto di eccezioni nuove in grado di appello stabilito dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 57 (Sez. 5, Sentenza n. 5862 del 08/03/2013, Rv. 626413; Sez. L, Sentenza n. 18610 del 28/08/2006, Rv. 592265).
Con riguardo alla decorrenza del termine di decadenza previsto dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 38, questa Corte ha stabilito che esso decorre dalla “data del versamento” o da quella in cui “la ritenuta è stata operata”, anche nel caso in cui l’imposta sia stata pagata sulla base di una norma successivamente dichiarata in contrasto con il diritto dell’Unione europea da una sentenza della Corte di giustizia, atteso che l’efficacia retroattiva di detta pronuncia – come quella che assiste la declaratoria di illegittimità costituzionale incontra il limite dei rapporti esauriti, ipotizzabile allorchè sia maturata una causa di prescrizione o decadenza, trattandosi di istituti posti a presidio del principio della certezza del diritto e delle situazioni giuridiche. (Sez. U, Sentenza n. 13676 del 16/06/2014, Rv. 631442).
Per le ragioni esposte il ricorso deve essere accolto. Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto (la presentazione dell’istanza di rimborso in data 23 ottobre 2006 e la risoluzione del rapporto di lavoro in data (OMISSIS), con contestuale versamento dell’imposta, sono dati di fatto pacifici) la causa deve essere decisa nel merito con rigetto del ricorso introduttivo del contribuente per intervenuta decorrenza del termine per la presentazione dell’istanza di rimborso, previsto a pena di decadenza dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 38.
Si compensano le spese dell’intero giudizio in ragione dei contrasti esistenti, prima della intervenuta pronuncia delle Sez. U., in ordine alla individuazione della data di decorrenza del termine decadenziale previsto dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 38.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta il ricorso introduttivo del contribuente. Compensa le spese dell’intero giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 17
 sentenza 
 sentenza 
 art. 57
 sentenza 
 art. 57
 art. 38
 art. 57
 art. 57
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 38
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 38
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 sentenza