Source: https://www.praticandoildiritto.it/2016/11/modello-ricorso-per-reintegrazione-nel.html
Timestamp: 2020-05-25 17:44:49+00:00

Document:
Praticando il Diritto: Modello ricorso per reintegrazione nel possesso
Il Sig._________________, nato a __________________(SA), il __/__/____, CF__________________, ed ivi residente alla via _______________n. __, rappresentato e difeso dall’Avv. _______________, (CF._______________) come da procura in calce al presente atto ed elettivamente domiciliato presso il suo studio sito in _________________________(SA) in via _________________n.____ (tel e fax____________________pec.________________________)
- Che, nel settembre 1988/89 circa, il sig.__________________ha acquistato la proprietà del fondo sito nel Comune di ___________, alla località denominata “______________”, delle dimensioni di circa 4 ettari, permutandolo con il proprio sito in ____________alla località “___________”, con accordo verbale tenuto con il sig. ___________________.Tale fondo è identificato alla particella __, foglio __ in catasto, e risulta confinante con la SS__, con la proprietà di ___________ e di _________________ e con i canali di bonifica.
- Che, il possesso è stato ininterrotto ed in buona fede, in quanto il sig.______________ è anche coltivatore diretto dello stesso fondo a partire da allora.
- Che, da quando lo possiede, il terreno è stato sempre messo a coltura di mais ed erba medica.
- Che, in data __/__/20__, (avvertito da _______________) recatosi sul fondo de quo, sito in agro di ______________alla località “___________”, il sig. ________ constatò che l’intera coltivazione di erba medica era stata distrutta. Inoltre, era stata apposta una catena all’ingresso del fondo che non consentiva l’accesso.
- Che, per scoprire l’autore del misfatto, il sig. ________________seguì la traccia di terreno lasciato dal trattore sulla strada che lo portò in _______________presso alcuni capannoni di ___________. Lì il trattorista _____________, da _______________________, piana ________, riferì che l’aratura del campo gli era stata ordinata dal suo datore di lavoro. Senza sentire altre ragioni il sig. _____________ tolse la catena che era stata apposta ed andò via.
- Che successivamente il ricorrente è venuto a conoscenza che a compiere quanto innanzi detto erano stati:____________________, ___________________;
- Che, in data 08/04/2009 il sig. ____________recatosi sul fondo ha potuto constatare che la catena era stata di nuovo apposta, impedendo il libero accesso al medesimo e che attualmente insiste sul fondo;
- Che, la condotta dei resistenti, i quali hanno apposto una recinzione con la catena a delimitazione dell’ingresso del fondo, può, senza dubbio, considerarsi uno spoglio del possesso esercitato dal ricorrente sul proprio fondo, avendone precluso le connesse facoltà di godimento. Dello spoglio sussistono tutti i requisiti. La violenza, che si configura come qualsiasi comportamento che produca la privazione totale o parziale del possesso (o del compossesso) contro la volontà espressa o anche solo presunta del possessore – Cass. 1577/87 – ed indipendentemente dalla convinzione dell’agente di operare secondo diritto – Cass. 1204/99 – e l’animus spoliandi la cui integrazione non richiede, necessariamente, la consapevolezza dolosa di sottrarre il possesso della cosa, essendo esso insito nel comportamento di colui che sovverta la situazione possessoria contro la volontà del possessore e rimanendo irrilevante l’intento di nuocere o meno dell’agente, così come la sua convinzione di esercitare un proprio diritti e la stessa sua ignoranza della preesistenza dell’altrui possesso – Cass. 4226/84, Cass. 6583/88; Cass. 1132/85; Cass. 1204/99 ed altre-,
- Che, pertanto, ai sensi dell’art. 1168 c.c. deve, quindi, essere ordinata la rimozione della recinzione, concretando tale opera una vera e propria privazione del possesso del ricorrente, ripristinando così lo stato di fatto preesistente. Per costante giurisprudenza, inoltre, deve pure essere riconosciuto il risarcimento del danno provocato dalla lesione del possesso posta in essere dal resistente, poiché trattasi di pregiudizio sicuramente risarcibile. In particolare si chiede il risarcimento del danno provocato dall’estirpazione delle colture di erba medica, a seguito dell’invasione del fondo.
PREMESSO IN DIRITTO
1. che, l’art. 1168 del c.c. prevede che chi sia stato violentemente od occultamente spogliato del possesso può, entro l'anno dal sofferto spoglio, chiedere contro l'autore di esso la reintegrazione del possesso medesimo;
2. Che, il richiamato articolo, al comma 3, prevede che se lo spoglio è clandestino, il termine per chiedere la reintegrazione decorre dal giorno della sua scoperta;
3. Che la reintegrazione deve ordinarsi dal giudice sulla semplice notorietà del fatto, e senza dilazione ai sensi dell’art. 1168c.c.;
4. Che, nel caso di specie la reintegrazione del possesso può essere ottenuta mediante il ripristino dello stato dei luoghi ovvero attraverso la rimozione della recinzione illegittimamente apposta dal resistente (cfr. da ultimo Cass. civ., Sez. II, 18/02/2010, n. 3933);
5. che,”in tema di giudizio possessorio può legittimamente presumersi la sussistenza dell'animus spoliandi nell'agente in conseguenza del solo fatto di aver privato del godimento della cosa il possessore contro la sua volontà anche tacita, indipendentemente dalla convinzione dell'agente stesso di operare secondo diritto. Ne consegue che la ricorrenza dell'elemento soggettivo può essere esclusa soltanto qualora risulti provato, ma il relativo onere grava sul convenuto e non sullo spogliato, il ragionevole convincimento dell'autore dello spoglio dell'esistenza di un consenso del possessore alla modifica o privazione del suo possesso (cfr. per tutte Cass. civ., Sez. II, 14/02/2005, n. 2957);
6. che, è diritto del ricorrente ottenere la reintegrazione nel possesso del bene sopradescritto e che il medesimo intende introdurre l’azione di merito, in ipotesi di accoglimento del ricorso introduttivo, avente il seguente oggetto:
a. conferma dei provvedimenti cautelari eventualmente concessi;
b. ordine di ripristino dello stato dei luoghi “quo ante”, a spese del resistente;
c. condanna al risarcimento di tutti i danni subiti, nonché delle spese legali.
Il sottoscritto avvocato, nella qualità,
Che, l’On.le Tribunale di __________________________, previa fissazione dell’udienza di comparizione delle parti, Voglia, ai sensi degli artt. 1168 c.c. e 703 c.p.c., respinta ogni contraria istanza, eccezione e deduzione, così disporre:
In via cautelare, reintegrare il ricorrente nel pieno e pacifico possesso del bene di cui è stato spogliato e per l’effetto ordinare al __________________, ___________________ da _____________, l’immediata reintegrazione dl sig.________________ nel possesso del fondo sito in loc. “___________”, nel Comune di ____________, identificato alla particella _, foglio_ in catasto di _________________, anche mediante la rimozione della catana apposta.
Nel merito, all’esito dell’ordinaria istruttoria, reintegrare il ricorrente nel pieno e pacifico possesso del bene del quale è stato spogliato e per l’effetto condannare il sig. ______________________, __________________ a rimuovere definitivamente le opere di cui in precedenza ed a risarcire il danno patito dal medesimo ricorrente per il danneggiamento delle coltivazioni esistenti sul fondo.
Condannare i resistenti al pagamento delle spese processuali secondo quanto disposto dal DM 55/2014.
Si chiede l’audizione dei testimoni sig.ri ______________________ residente in __________alla via ____________, ____________________, residente in ______________alla via__________ sulle seguenti circostanze di fatto:
- Vero o meno che, nel settembre 88/89 circa il ricorrente ha acquistato la proprietà del fondo sito ______________________________;
- Vero o meno che, il possesso è stato ininterrotto ed in buona fede, in quanto il sig. ________________ è anche coltivatore diretto dello stesso fondo a partire da allora;
- Vero o meno che, da quando lo possiede, il terreno è stato sempre messo a coltura di mais ed erba medica;
- Vero o meno che in data __/__/____, (avvertito da _________________) recatosi sul fondo de quo, sito in agro di ___________ il sig. ____________constatò_________________;
- Copia di denuncia querela;
- Attestazione di ubicazione del fondo nel comune di ______________;
- Fotografie raffiguranti lo stato dei luoghi;
- Certificato Inps di contribuzione agricola;
- Stralcio di mappa catastale.
Ai sensi dell’art. 14, comma 2, DPR n. 115/2002 si dichiara che il valore della presente causa è fino a euro ______________________, dovrà pertanto applicarsi il C.U. nella misura determinata in relazione allo scaglione di appartenenza diminuito della metà, per un importo di € _____, _
_____________________, lì
Nota 1: il valore delle cause possessorie deve determinarsi attraverso l'applicazione analogica delle regole dettate per la valutazione delle cause relative al diritto il cui contenuto corrisponde al potere di fatto sulla cosa di cui si controverte (Cass. Civ. 24644/2011);
Posted by Unknown on novembre 15, 2016

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