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Timestamp: 2018-02-20 20:53:42+00:00

Document:
Novità fiscali del 4 febbraio 2010: nuove aliquote di contribuzione alla gestione separata, la circolare; artigiani e commercianti: contributi per l’anno 2010; approvato il modello unico SP2010
in DIARIO FISCALE 2010, Modello Redditi - Unico, Unico 2010
1) Tempi lunghi per l’obbligo della fattura elettronica
2) Premio di occupazione: Decreto solo da pubblicare in G.U.
3) Nuove aliquote di contribuzione alla Gestione Separata: Circolare Inps
4) Per gli utenti Inps, accesso all’estratto conto di Equitalia
5) Artigiani e commercianti: Contributi per l’anno 2010
6) Approvato il Modello Unico SP 2010
Si profilano tempi lunghi per l’introduzione nel nostro paese degli adempimenti comunitari di natura semplificativa in materia di fattura elettronica.
Prevista l’introduzione nel nostro ordinamento fiscale di due tipi di fattura (sotto l’aspetto formale), una semplificata (per importi fino a € 200,00) ed una completa.
E’ quanto si denota nel documento n. 6/2010 dell’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili interamente dedicato alla fattura elettronica.
Infatti, riguardo alla tempistica della relativa all’attuazione delle disposizioni contenute nella proposta di Direttiva Ue, viene evidenziato che gli Stati membri dovrebbero adottare e pubblicare entro il 31.12.2012 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per dare attuazione alla Direttiva; mentre le medesime disposizioni potranno essere applicate, all’interno dei singoli territori nazionali, solo a decorrere dal 1° gennaio 2013.
Fino all’entrata in vigore della nuova normativa comunitaria, le uniche disposizioni vigenti in materia di fatturazione elettronica rimangono, quindi, quelle contenute nella Direttiva 2001/115/CE, successivamente confluita nella Direttiva 2006/112/CE, cui è improntata la normativa nazionale di riferimento.
Il legislatore italiano ha recepito la citata Direttiva 2001/115/CE mediante l’emanazione del D.Lgs 20.02.2004, n. 52, che ha sostituito l’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972.
La pubblicazione del D.Lgs n. 52/2001 è stata preceduta dall’emanazione di un Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (D.M. 23.01.2004), recante le modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici e alla loro riproduzione in diversi tipi di supporto.
In base alla vigente normativa interna, la fattura può essere emessa in forma cartacea (fattura analogica) oppure in formato elettronico, nonché essere trasmessa e conservata secondo i sistemi tradizionali, ovvero nel rispetto degli obblighi previsti dall’apposita normativa riguardante i documenti digitali.
Come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 45/E del 2005, la fattura elettronica consiste in un documento informatico a rilevanza fiscale, di tipo “statico e non modificabile”, vale a dire, un documento emesso in modo tale che il suo contenuto non risulti alterabile né durante le fasi di accesso e conservazione del medesimo, né successivamente.
Per possedere tali caratteristiche un documento informatico non deve contenere “macroistruzioni” o “codici eseguibili”, tali da attivare funzionalità che possano modificare quanto in esso originariamente rappresentato.
Attraverso l’apposizione su ciascuna fattura del riferimento temporale e della firma elettronica qualificata dell’emittente, ovvero mediante l’utilizzo di sistemi EDI di trasmissione elettronica della fattura, il soggetto emittente la fattura elettronica deve garantire il rispetto dei seguenti requisiti: Attestazione della data, autenticità dell’originale e integrità del contenuto.
Se mancano detti requisiti, la fattura è considerata analogica, a prescindere dalle modalità di formazione e trasmissione della medesima e dovrà quindi essere materializzata su supporto cartaceo.
La fattura elettronica è considerata emessa all’atto della sua trasmissione per via elettronica al destinatario (art. 21, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, come modificato dall’art. 1, del D.Lgs. n. 52/2004).
In particolare, la fattura elettronica si considera regolarmente emessa sempreché la medesima sia messa a disposizione del destinatario, anche mediante il semplice invio di un messaggio di posta elettronica contenente un protocollo di comunicazione e un link di collegamento al server ove la fattura è reperibile.
La trasmissione elettronica della fattura può avere luogo unicamente previo accordo con il destinatario della medesima, questo al fine di garantire che entrambe le parti siano dotate dei mezzi necessari per la gestione informatica della contabilità e, quindi, assicurare che siano rispettati i vincoli di conservazione connessi con la fatturazione elettronica, di cui si dirà nel prosieguo.
La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 36/E del 2006 ha chiarito che sono “macroistruzioni”, tra l’altro, i comandi che permettono l’aggiornamento automatico della data, la quale, per espressa previsione normativa, deve, invece, restare immutata; rientrano, invece, nel concetto di “codici eseguibili” “le istruzioni non sempre visibili all’utente, in grado di controllare, in modo non pilotato da chi apre il documento informatico, l’aspetto e il contenuto dello stesso”.
Le modalità di formazione dell’accordo tra le parti sono rimesse alla libera determinazione delle medesime; tuttavia, se manca l’accordo preventivo, la fattura, seppur emessa dall’emittente come elettronica, può essere consegnata o spedita al destinatario unicamente attraverso i sistemi tradizionali e, in tal caso, il ricevente dispone di una fattura a tutti gli effetti analogica, fermo restando che per l’emittente la fattura resta emessa come elettronica.
Lo stesso soggetto passivo IVA può utilizzare sia fatture analogiche sia elettroniche, anche nei confronti dello stesso cliente; a tal fine, tuttavia, è necessario adottare delle distinte serie di numerazioni progressive e rispettive modalità per la registrazione, tanto per le fatture emesse che per quelle ricevute (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 267/E del 2007).
Infine, la risoluzione n. 360/E del 2008 ha ampliato l’ambito di applicazione della descritta procedura anche in assenza di una contabilità separata per ciascuna attività, sempre che sia garantita l’omogeneità della conservazione per tipologie documentali.
Con riferimento agli obblighi connessi alla fatturazione elettronica, viene, inoltre, sottolineato che la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 158/E del 2009 ha escluso la possibilità di unificare la duplice indicazione temporale presente sulle fatture elettroniche, vale a dire il riferimento temporale che deve essere apposto insieme con la firma digitale qualificata.
Secondo l’Amministrazione finanziaria, infatti, tale duplice indicazione è necessaria giacché la data di formazione della fattura, che viene certificata dall’apposizione del riferimento temporale, non sempre coincide con la data di emissione della medesima, che va indicata sul documento; posto che, soprattutto con riferimento alle ipotesi di fatturazione differita (art. 21, comma 4, del D.P.R. n. 633 del 1972), può verificarsi la non coincidenza delle due indicazioni temporali.
Semplificazioni in stand by
A qualche anno di distanza dall’emanazione della Direttiva 2001/115/CE, tuttavia, <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Commissione europea ha dovuto prendere atto del fatto che le disposizioni contenute nella medesima Direttiva non hanno pienamente raggiunto l’obiettivo della semplificazione, modernizzazione e armonizzazione delle norme sulla fatturazione IVA, soprattutto perché le varie opzioni esistenti in materia, hanno consentito agli Stati membri di adottare norme eterogenee in materia di fatturazione e, in particolare, sulla fatturazione elettronica.
La proposta di Direttiva vuole introdurre un insieme moderno di norme armonizzate che semplifichino gli obblighi in materia di fatturazione, pur dotando le autorità fiscali di mezzi efficaci per assicurare il pagamento dell’IVA. Una maggiore diffusione dello strumento della fatturazione elettronica, infatti, dovrebbe da un canto ridurre gli oneri a carico delle imprese, così favorendo, principalmente, le piccole e medie imprese e, dall’altro, consentire l’adozione di nuovi strumenti di controllo, idonei a contribuire alla lotta contro le frodi IVA.
Viene anticipato che, per quanto concerne gli altri profili, inerenti l’obbligo di fatturazione, la proposta di Direttiva intende, inoltre:
– fissare, per le operazioni intracomunitarie, una data unica alla quale l’imposta diviene esigibile (la data del fatto generatore);
– prevedere che la fattura sia rilasciata entro il 15 del mese successivo a quello in cui si è verificato il fatto generatore;
– intervenire sul periodo di conservazione delle fatture, limitando a 6 anni, la durata di detto periodo;
– implementare la lotta contro la frode, rendendo più rigorose le norme relative alla funzione della fattura nella detrazione dell’IVA.
A tale ultimo proposito, la proposta di Direttiva opera su due fronti: da un canto, impone l’obbligo del possesso della fattura ai fini del diritto alla detrazione (sebbene sia data facoltà agli Stati membri di continuare ad accordare il diritto alla detrazione dietro presentazione di altri documenti giustificativi) e, dall’altro, estende a tutte le microimprese la deroga di posticipare il diritto alla detrazione fino alla data in cui si effettua il pagamento a favore dei fornitori/prestatori, sempreché autorizzati a posticipare, fino al ricevimento del pagamento, il momento in cui l’imposta diventa esigibile.
Sotto il profilo formale, la proposta di Direttiva vuole introdurre l’obbligo di adottare due sole tipologie di fattura: una fattura semplificata, quando l’importo della fattura è inferiore a 200 euro (facoltativa in alcuni casi, obbligatoria in altri) e una fattura completa (contenente un ampio insieme di dati), obbligatoria per le operazioni effettuare tra imprese (B2B).
Via libera ai progetti di formazione per i lavoratori sospesi.
E’ in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo per i progetti volti alla formazione o alla riqualificazione professionale di lavoratori sospesi percettori di sostegno al reddito.
Lo rende noto una nota del 03.02.2010 del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.
In via sperimentale per gli anni 2009 e 2010, i datori di lavoro che hanno in atto sospensioni dal lavoro possono utilizzare i lavoratori sospesi, percettori di sostegno al reddito, in progetti volti alla formazione o alla riqualificazione professionale, che possono includere attività produttiva di beni o servizi connessa all’apprendimento.
Beneficiari dei progetti sono:
a) lavoratori sospesi in cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) ai sensi della legge n. 164/1975;
b) lavoratori sospesi in cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) ai sensi della legge n. 223/1991;
c) lavoratori sospesi a seguito di stipula di contratti di solidarietà ai sensi dell’art. 1 del D.L. n. 726/1984, convertito nella legge n. 863/1984;
e) lavoratori sospesi ai sensi dell’art. 19, comma 1, del D.L. n. 185/2008, convertito nella legge n. 2/2009.
Il datore di lavoro deve sottoscrivere specifico accordo in sede di Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali – Direzione Generale Tutela condizioni di lavoro, e, dove previsto, con le medesime parti sociali che hanno sottoscritto l’accordo relativo agli ammortizzatori sociali.
(Decreto 18.12.2009 – in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale)
L’Inps, con la circolare n. 13 del 02.02.2010, ha ribadito l’incremento di un punto percentuale dell’aliquota contributiva relativa agli iscritti alla Gestione Separata senza altra forma di previdenza.
In particolare, le aliquote contributive per l’anno 2010 sono:
– 26,72% (26,00 aliquota IVS più 0,72 di aliquota aggiuntiva), per tutti i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie;
– 17,00% per i soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria.
L’Istituto chiarisce che le predette aliquote sono applicabili fino al raggiungimento del massimale di reddito che per l’anno 2010 è pari a euro 92.147,00, mentre per quanto riguarda l’accredito dei contributi, il minimale di reddito per l’anno 2010 è pari ad euro 14.334,00.
I dati contenuti nel “cassetto” di Equitalia sono accessibili anche con il pin per i servizi telematici previdenziali (Inps).
Possono beneficiarne i contribuenti, persone fisiche, che utilizzano i servizi telematici dell’Inps e che potranno usare il medesimo pin rilasciato dall’Istituto per conoscere la loro situazione debitoria con il Fisco, dal 2000 a oggi, senza necessità di ulteriori registrazioni.
L’estratto conto on line consente al cittadino di verificare rapidamente e con facilità, dal proprio computer, eventuali cartelle esattoriali a suo carico, debiti pendenti, procedure attivate, sospensioni e rateazioni in corso.
Per accedere all’estratto conto on line di Equitalia, i possessori delle credenziali Inps (codice fiscale e pin) hanno una doppia scelta: Possono ,infatti, accedere tramite i siti del Gruppo Equitalia o tramite quello dell’Inps.
Chi è sprovvisto delle credenziali dell’Istituto previdenziale, può richiederle collegandosi al sito www.inps.it e cliccando su “Servizi online – Richiesta pin online”.
Sono state rese note le aliquote contributive 2010 per gli iscritti alla gestione artigiani ed esercenti attività commerciali.
La circolare dell’Inps n. 14 del 02.02.2010 ha confermato le percentuali del 2009: 20% per gli artigiani e 20,9% per i commercianti, che scendono rispettivamente a 17% e 17,9% nel caso di giovani collaboratori di età non superiore a 21 anni.
Si continua ad applicare la riduzione del 50% per i lavoratori con più di 65 anni, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto.
Il reddito minimo da prendere in considerazione ai fini contributivi per il 2010 è stato fissato a 14.334 euro.
Su questa base annua, dunque, gli artigiani dovranno versare 2.874,24 euro, i commercianti 2.887,14 euro (per i collaboratori fino a 21 anni di età, gli importi diventano rispettivamente 2.444,22 e 2.457,12 euro).
Per la quota eccedente il reddito minimo e fino al limite di retribuzione annua pensionabile (pari, per il 2010, a 42.364 euro), i contributi vanno calcolati – applicando le suddette aliquote del 20% e del 20,9% – sulla totalità dei redditi di impresa prodotti nel 2009.
Per il reddito eccedente i 42.364 euro e fino a 70.607 euro ( massimale entro il quale sono dovuti i contributi Ivs – invalidità, vecchiaia, superstiti), è confermato l’aumento delle aliquote di un punto percentuale (art. 3-ter della legge 438/1992), che diventano quindi 21% per gli artigiani e 21,9% per i commercianti.
Il limite di 70.607 euro riguarda esclusivamente i lavoratori che possono far valere anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.
Per gli iscritti con decorrenza gennaio 1996 o successiva, il massimale annuo per il 2010 sale a 92.147 euro, non rapportabile ai mesi di attività.
Questi i contributi massimi dovuti per il 2010:
a) lavoratori con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995:
– artigiani 14.403,83 euro (12.285,62 per i collaboratori fino a 21 anni di età)
– commercianti 14.467,38 euro (12.349,17 per i collaboratori fino a 21 anni di età)
b) lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti dal 1996 o dopo
– artigiani 18.927,23 euro (16.162,82 per i collaboratori fino a 21 anni di età)
– commercianti 19.010,16 euro (16.245,75 per i collaboratori fino a 21 anni di età).
Con il provvedimento direttoriale del 01.02.2010, pubblicato il 03.02.2010, è stato infatti approvato il Modello Unico SP 2010.
Si tratta del modello che va utilizzato per dichiarare i redditi delle società di persone ed equiparate del periodo d’imposta 2009.
Tra le più rilevanti novità normative recepite nel modello, emergon: L’incentivo introdotto dall’art. 5 del D.L. 78/2009 (“Tremonti-ter”), vale a dire l’esclusione dall’imposizione sul reddito di impresa del 50% degli investimenti in nuovi macchinari e apparecchiature compresi nella divisione 28 della tabella Ateco, e i nuovi limiti di deducibilità delle spese alberghiere e per la somministrazione di alimenti e bevande.
– Una nuova colonna (“Maggiore Iva”) che deve essere compilata dai contribuenti che intendono adeguarsi alle risultanze degli studi di settore (questo dato, in precedenza, veniva riportato nella dichiarazione annuale Iva);
– un campo per il credito d’imposta relativo alle spese sostenute per la riparazione o ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dal sisma in Abruzzo;
– l’eliminazione, dal quadro RQ, delle sezioni riguardanti la determinazione dell’imposta sostitutiva per la rivalutazione dei beni e per l’affrancamento del saldo di rivalutazione;
– l’introduzione, nello stesso quadro RQ, delle sezioni per determinare l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da metalli preziosi e per la tassa etica (quest’ultima già presente in Unico 2009, ma nel quadro RS);
– due nuovi righi nel quadro RJ per l’indicazione, rispettivamente, delle perdite provenienti da esercizi precedenti e degli incentivi “Tremonti-ter” e “bonus capitalizzazione”;
– nel quadro RP, la nuova detrazione d’imposta del 20% relativa alle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati all’arredo degli immobili ristrutturati;
– un campo nel quadro RK dove indicare le ritenute imputate ai soci o associati per la quota da questi restituita alla società o associazione;
– una sezione nel quadro RS per evidenziare le maggiori perdite che scaturiscono a seguito della presentazione dell’istanza rimborso da Irap;
– l’inserimento, nel quadro RT, dei righi per il calcolo dell’imposta tenendo conto anche delle eventuali minusvalenze derivanti dall’anno precedente, e di una nuova sezione per gestire le plusvalenze derivanti dalle cessioni effettuate a partire dal 01.01.2009, imponibili nella misura del 49,72%.
– Registro ONLUS: Giudice tributario per le liti sul diniego di iscrizione
Poiché l’unico effetto significativo del provvedimento è la legittimazione a trattamenti fiscali privilegiati, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione ravvisano nella fattispecie una lite fiscale, come tale sottoposta alla giurisdizione del giudice tributario.
(Corte di Cassazione, ordinanza, Sez. SS.UU., n. 1625 del 27.01.2010)
– TARSU subito iscrivibile a ruolo pur se non accertata in via definitiva
In tema di riscossione della TARSU, l’art. 72, D.Lgs. n. 507/1993, non includendo tra le disposizioni richiamate quella relativa alla misura delle iscrizioni a ruolo in caso di accertamenti non definitivi, consente l’immediata iscrizione integrale a ruolo della tassa, pur se non accertata in via definitiva.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 753 del 19.01.2010)
– Per contestare l’errore nella multa non è necessaria la querela di falso
Le percezioni sensoriali dei verbalizzanti, siccome passibili di erroneità nella valutazione (non essendo i fatti avvenuti in loro presenza), possono essere contestate anche mediante il ricorso a prove di tutte le categorie previste dal codice, senza necessità di previa presentazione della querela di falso
(Corte di Cassazione, sentenza n. 25676 del 04.12.2009)
– L’imposta di registro si calcola solo sui cespiti della persona uscita dalla comunione
Nel caso di divisioni di immobili tra una coppia di coniugi e un terzo soggetto, l’imposta di registro va calcolata non sull’intera massa che è stata oggetto della divisione, ma solo sul valore dei cespiti assegnati alla persona che non fa più parte della comunione
(Commissione Tributaria Provinciale di Perugia, sentenza n. 05/01/10 del 07.01.2010)
– Ipoteca volontaria a seguito di riconoscimento del debito: Niente imposta di registro del 3%
La Commissione Tributaria Provinciale di Perugia, con una Sentenza depositata il 07.01.2010, ha stabilito che, qualora venga riconosciuto un debito quale presupposto di costituzione di ipoteca volontaria, non si deve applicare l’imposta di registro del 3%.
– Click day crediti d’imposta ricerca & sviluppo: contenzioso
Il contribuente, avendolo maturato, mantiene il diritto all’assegnazione del credito d’imposta per la ricerca, ciò anche se ha ricevuto il diniego per fruire dell’agevolazione, in seguito all’inoltro dell’apposito formulario.
L’autorizzazione richiesta al centro operativo di Pescara, infatti, serve solo a stabilire la scansione temporale delle compensazioni, in funzione delle risorse disponibili.
Questo quanto hanno stabilito due pronunce della Commissione tributaria provinciale di Pescara.
Sono, quindi, a favore dei contribuenti le prime decisioni della C.T.P. di Pescara in merito al diniego per esaurimento dei fondi in materia di credito d’imposta per ricerca e sviluppo che, nella primavera dello scorso anno, aveva visto assegnati tutti i fondi disponibili nei primi tre secondi dall’apertura del canale telematico.
– Per l’ Abruzzo ampliata la sospensione contributiva
Con messaggio n. 2831/2010 , l’Inps ha reso noto che i datori di lavoro privati e i lavoratori autonomi, anche del settore agricolo, operanti alla data dell’evento sismico nei territori interessati, possono beneficiare del differimento del termine di sospensione degli adempimenti e dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali fino al 30 giugno 2010 (art. 1, comma 1, dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3837 del 30 dicembre 2009, modificato ed integrato dall’art. 9 dell’OPCM 3843/2010). Le sedi dell’Istituto provvederanno ad eliminare da tali posizioni contributive, con decorrenza “novembre 2009”, il codice di autorizzazione “2Q”.
Per il recupero dei contributi sospesi da aprile a novembre 2009 il pagamento della prima rata dovrà essere effettuato entro il 16 giugno 2010 ed i successivi pagamenti rateali devono essere effettuati entro il giorno 16 di ogni mese, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente in tema di versamenti unificati.
– Inps: modifica del saggio di interesse legale
L’Inps, con la circolare n. 12 del 02.02.2010, ha comunicato la variazione all’1% del saggio di interesse legale dal 1° gennaio 2010, fissata dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 04.12.2009 pubblicato sulla G.U. n. 291 del 15.12.2009.
– Tassabili le indennità risarcitorie per le perdite economiche
Sono assimilate alle stesse categorie dei redditi sostituiti o perduti per cause risolutive del rapporto.
L’indennità ricevuta dal lavoratore, a seguito di transazione della controversia, a titolo di risarcimento per l’ipotesi di licenziamento ingiustificato o di recesso per giusta causa, è assoggettata a tassazione.
In base all’art. 6, comma 2, del Tuir, tutti i compensi conseguiti dal lavoratore a titolo di risarcimento danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi da lavoro dipendente.
(Corte di Cassazione, ordinanza n. 1349 del 25.01.2010)
– Il sequestro conservativo scatta anche per i tributi
Le misure cautelari a tutela dell’Erario si applicano non solo alle sanzioni ma anche per i tributi non versati ed al fine di attivare le procedure è sufficiente l’emissione di un avviso di accertamento preceduto dal P.V.C..
(Corte di Cassazione, sentenza n. 1838/2010)
– E’ nulla la cartella preceduta da avviso bonario inviato al commercialista, anziché al contribuente
L’avviso bonario emesso dall’Agenzia delle Entrate deve essere notificato a pena di nullità al contribuente e non all’intermediario avendo quest’ultimo veste di mandatario senza rappresentanza dell’impresa.
(Commissione Tributaria Provinciale di Genova, sentenza depositata il 28.01.2010)
– Opzione Irap: Società di persone e imprese individuali in regime di contabilità ordinaria
Scade il 01 marzo 2010 il termine per presentare in via telematica la comunicazione dell’opzione per determinare il valore della produzione netta ai fini Irap con le stesse modalità utilizzate dalle società di capitali
– Istituito il codice tributo per il versamento, mediante il modello F24 Accise, delle somme dovute all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato dai concessionari aderenti al gioco del bingo con partecipazione a distanza (art. 9 del decreto direttoriale del 28.02.2007)
Per consentire tale versamento, mediante il modello F24 Accise, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il seguente codice tributo:
“5212” denominato “Prelievo erariale e compenso per il controllore centralizzato del gioco del bingo effettuato con partecipazione a distanza – Art. 9 del decreto direttoriale 28 febbraio 2007 e successive modifiche”.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 4/E del 03.02.2010)

References: sentenza 
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 Sentenza 
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 Art. 9