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Timestamp: 2017-12-18 18:19:19+00:00

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DISCIPLINA DIRITTO PRECEDENZA NEL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO | Francesco Colaci's BLOG
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DISCIPLINA DIRITTO PRECEDENZA NEL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO
Come e’ noto ,anche la disciplina del lavoro a termine è stato oggetto di revisione da parte della legge delega n.183/2014 dedicata al jobs act.
In particolare, alla rivisitazione della regolamentazione del lavoro a tempo determinato hanno provveduto gli articoli da 19 a 29 del decreto legvo n.81/2015 ,entrato in vigore dal 24 giugno 2015,mentre le disposizioni riguardanti lo specifico argomento di cui al titolo sono contenute nell’art.24 del richiamato decreto ,i cui aspetti significativi si è interessati ad evidenziare ,sottolineando, peraltro, che sono in gran parte confermate i principi previgenti dettati decreto legvo n.368/01 , precisati nei c.4-ter ,4-quinquies e 4-sexies dell’art.5.
Preliminarmente sembra confacente ricordare che il corpus normativo di regolamentazione del diritto di precedenza nelle assunzioni non è costituito soltanto dalle norme dedicate al lavoro a termine , essendo presenti, invece , ulteriori norme nell’ordinamento giuridico statale ed in proposito si indicano quelle attinenti ai :
a) lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo o in mobilità a seguito di riduzione collettiva di personale,
b) dipendenti che,in caso di cessione d 0ienda, non passano, da ubito, alle dipendenze del nuovo datore,
c) lavoratori a tempo parziale che, a vario titolo, hannouna sorta di priorità a veder trasformato il proprio rapporto a tempo pieno nell’ambito comuna-le, ovvero ai lavoratori che, dopo aver ridotto il pro-prio orario, per doversi sottoporre a terapie onco-logiche, salva vita o cronico degenerative ingravescenti, chiedono di ritrasformare il proprio rap-porto a tempo pieno o, infine, ai lavoratori che .,in luogo del congedo parentale, trasformano il proprio rapporto da tempo pieno a parziale conuna riduzione non inferiore al 50% e che, alla fine del periodo, hanno diritto a tornare a tempo pieno
Premesso quanto sopra,si espone di seguito il testo dell’art.24 , composto da 4 commi ,in cui si stabilisce:
1. Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi, il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o piu’ contratti a tempo determinato presso la stessa azienda, ha prestato attivita’ lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni gia’ espletate in esecuzione dei rapporti a termine.
2. Per le lavoratrici, il congedo di maternita’ di cui al Capo III del decreto legislativo n. 151 del 2001, e successive modificazioni, usufruito nell’esecuzione di un contratto a tempo determinato presso lo stesso datore di lavoro, concorre a determinare il periodo di attivita’ lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza di cui al comma 1. Alle medesime lavoratrici e’ altresi’ riconosciuto, alle stesse condizioni di cui al comma 1, il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi, con riferimento alle mansioni gia’ espletate in esecuzione dei precedenti rapporti a termine.
3. Il lavoratore assunto a tempo determinato per lo svolgimento di attivita’ stagionali ha diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a tempo determinato da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attivita’ stagionali.
4. Il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nell’atto scritto di cui all’articolo 19, comma 4, e puo’ essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volonta’ in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro nei casi di cui ai commi 1 e 2, ed entro tre mesi nel caso di cui al comma 3. Il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.
L’esame dei commi sopra riportati porta ad evidenziare anzitutto che , circa i contratti collettivi previsti dal comma 1 , trova applicazione l’art.54 del medesimo decreto legvo 81/15 ,in cui è stabilito che:
“Salvo diversa previsione, ai fini del presente decreto, per contratti collettivi si intendono:
i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale ;
i contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria.
Il che fa ritenere che , livello aziendale,le modalità individuate dalla pattuizione collettiva, potrebbero subire modifiche e portare all’ individuazione di termini temporali differenti.
Si aggiunge che il diritto di precedenza si matura al superamento del limite dei sei mesi attraverso l’ esecuzione di un unico contratto o la sommatoria di più rapporti a termine presso il medesimo datore di lavoro ,compresa l’ipotesi di periodi svolti presso il cedente ed il cessionario nel trasferimento d’azienda ex art. 2112 c.c.
Questo diritto comporta la precedenza per una assunzione a tempo
indeterminato nelle stesse mansioni già espletate e questo vale pure con riferimento al nuovo testo dell’art.2103 c.c., di cui all’art. 3 del D.Lgs. n.81/2015, che consente una utilizzazione“trasversale”del lavoratore nelle mansioni dello stesso livello all’interno della categoria legale di riferi-mento.
Tutela lavoratrici in maternita’
Passando alla valutazione del comma 2, occorre prendere atto di una significativa novita’ in favore delle lavoratrici rispetto alla precedente golamentazione fornita dal dec,legvo 368/01.,costituita dal fatto che si tiene conto non più della possibilità riservata alle sole donne in astensione obbligatoria ,ossia per i cinque mesi complessivi del pre – post partum(art. 16, comma 1 d.lvo 151(01) ), tenendosi considerazione, ai fini del diritto di precedenza dei giorni correlati ad un eventuale parto prematuroe cumulando tale periodo ai fini del raggiungimento della soglia minima dei sei ,ma altresì di tutte quelle che siano“in godimento”del congedo di maternità disciplinato al Capo III delD.Lgs. n. 151/2001 .,che,di conseguenza,comporta che viene riconosciuto a tale scopo , ad esempio, la situazione delle donne che usufruiscono del congedo obbligatorio anticipato per complicanze nella gestazione o per lavori a rischio, delle donne che usufruiscono del congedo perché entrano nel nucleo familiarei bambini adottati od affidati.
Inoltre, il congedo per maternita’ consente alle stesse lavoratrici di veder
riconosciuto anche il diritto di precedenza per le assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavo-ro nell’arco temporale dei dodici mesi successivi,con riferimento alle mansioni già svolte.
Per completamento non bisogna trascurare la circostanza che ,in relazione alle disposizioni di tutela del lavoro e della maternità,va ricordato il contenuto dell’art. 59 del D.Lgs.n. 151/2001,secondo cui le lavoratrici addette a lavorazioni che diano luogo a disoccupazione stagionale, licenziate per cessazione dell’attività aziendale,hanno diritto ,per tutto il periodo in cui opera il divieto di licenziamento, quando riprende l’attività stagionale, a meno che si trovino in congedo di maternità, alla precedenza nelle riassunzioni.
Riguardo al modo in cui per le donne fruitrici del congedo di maternità, vanno considerati i periodi di astensione dal
lavoro ,si è orientati a ritenere che essi siano calcolati soltanto nel caso
in cui ( essendosi in presenza di un singolo contratto stipulato ovvero a per effetto di sommatoria tra precedenti rapporti relativi alle mansioni già svolte) si raggiunga una durata di oltre sei mesi, non potendo, ovviamente,essere considerato idoneo allo scopo , ad esempio , l’-
nico contratto con una durata di due-tre . restando inteso che la du
rata deve risultare dalla lettera di assunzione e che comunque nel calcolo complessivo rientrano anche le eventuali proroghe e/ o gli sforamenti
dell’iniziale durata .
Prima di procedere all’analisi di altri aspetti relativi al diritto di precedenza negli “ordinari ”contratti a termine, sembra confacente soffermarsi su quelli aventi il carattere della stagionalita’ ,per cui l’art.24 del decreto legvo n 81/15 ha introdotto diverse novità, meritevoli di essere evidenziate di seguito.
In primis ,si rimarca che risulta chiarito cosa si intende per attività stagionale ed in merito ha provveduto l’ art. 21, comma 2 ,in cui si afferma chele attività stagionali saranno indicate in uno specifico
decreto del Ministro del lavoro,mentre nel frattempo n on solo
continuerà a restare in vigore il D.P.R. n. 1525/1963 ,che ne comprende
molte ,alcune ormai superate, integrate da quelle in-
dividuate dalla contrattazione collettiva,che,e qui sta l’importante novita’ introdotta dal decreto delegato , anche aziendale , nel ri-
spetto dell’art.51 del provvedimento in esame.
Resta inteso che in proposito il Legislatore ha confermato un indirizzo amministrativo già prospettato dal Ministero del lavorocon la circolare n. 18/2014.
Inoltre ,si sottolinea che con il comma 4, il legislatore ,prima
ricorda che il diritto diprecedenza deve essere espressamente richiamato
nel contratto, poi chiarisce che lo stesso è condizionato dal fatto che deve essere esercitato per iscritto dal lavoratore nei sei mesi successivi alla data
di cessazione del rapporto, mesi che diventano
tre nei contratti per attività stagionali.
La forma scritta,
introdotta a partire dal 25 giugno 2015, è essen-ziale e costitutiva del diritto, nel senso che lostesso nasce dal giorno in cui il lavoratore ester-
na la propria volontà: se lo stesso, per ragioni personali , entro l’arco dei sei mesi ,non lo ha esprime ,non è un problema del datore di lavoro
sul quale ,e’ da ritenere , non incombe alcun obbligo di portare conoscenza l’opportunità lavorativa a tempo indeterminato a chi non
ha esercitato il diritto della cui esistenza si è fatto chiaramente cenno nella lettera di assunzione.
Obbligo di richiamo nel contratto
Come detto sopra ,il diritto di precedenza va espressamente richia-
mato nella lettera di assunzione, facendo un riferimento alla disposizione normativa contenuta nell’art. 24, comma 4, ovvero riproducendo il contenuto letterale della stessa.
A questo punto sorge spontanea la seguente domanda:Cosa succede se il datore di lavoro non lo ricorda esplicitamente?
Si ritiene che sotto l’aspetto operativo l’omissione datoriale non incide sul rapporto in essere, né sul diritto stesso ad una assunzione a tempo indeterminatoche, comuque ,richiede un comportamento atti-
vo del lavoratore che deve notificare, per iscritto,
al proprio datore di lavoro la volontà di esercitarlo entro sei mesi oppure entro il termine minore individuato dalla contrattazione collettiva( ad es. il ccnl turismo prevede un termine di tre tre mesi ,facendo riferimento
alla singola unità produttiva) ai fini della costituzione di un rapporto da realizzarsi, perle mansioni già espletate, nell’arco temporale di
un anno dalla cessazione del rapporto. L’esercizio del diritto non viene assolutamente intaccato dalla mancata informativa datoriale.
Questo non significa che non si pongono dei problemi ,ma soltanto che trattasi di aspetto che esula dallo scopo della presente esposizione , rappresentando ,invece , che dal Legislatore non e’ stata prevista una sanzione specifica per tale omissione ed il Ministero del lavo-
ro ha ribadito alle proprie articolazioni periferiche con la circolare n. 18/2014, che il comporta-mento non può essere, in alcun modo, punito. Di
conseguenza, non è stata ritenuta applicabile la disposizione ex art. 14
del D.Lgs. n. 124/2004,ipotizzabile sia per i contratti a tempo determina-
to in corso all’ atto dell’accesso ispettivo o, ces-sati da poco (arco temporale dei sei mesi dalla fi-ne del rapporto), in quanto manca, nella situazio-ne evidenziata, il presupposto di un apprezzamento discrezionale esercitabile da parte dell’i-spettore e concernente il“quomodo della condotta”
Le tipologie contrattuali rientranti nel computo dei sei mesi di lavoro svolto alle dipendenze del datore di lavoro
Sono da prendere in considerazione soltanto i contratti a termine che hanno per contenuto le mansioni già svolte, per cui assume una par-
ticolare rilevanza il nuovo art. 2103 c.c. che ritie-
ne possibile una utilizzazione“trasversale”all’interno dello stesso livello o categoria legale.
Pertanto nel calcolo non vanno compresi i trascorsi temporali intervenuti con ilcontratto di somministrazione, il contratto a tem-
po indeterminato o l’apprendistato conclusisi“prima del tempo”,a prescindere dalla causa di risoluzione, l’intermittente, e le prestazioni accessorie,oltre, evidentemente, le ipotesi di lavoro non su-
bordinato, come le associazioni in partecipazione o le collaborazioni coordinate e continuative, anche a progetto.
Diritto di precedenza per rapporto a tempo indeterminato ed apprendistato
Il diritto di precedenza è un diritto finalizzato ad una assunzione a tempo indeterminato per mansioni già espletate
L’apprendistato è una tipologia a tempo indeterminato (art. 41, comma 1, del D.Lgs. n.81/2015), correlata sia ad un limite massimo di
età per l’instaurazione del rapporto (29 anni e 364 giorni) ma anche all’
acquisizione di una qualificazione, secondo
la nuova dizione introdotta dal Legislatore delegato all
’art. 44, comma 1, il quale, peraltro, al successivo art. 47, comma
. lo ha previsto anche, senza limiti di età e fina-lizzato ad una qualifica
zione o riqualificazione professionale anche per i lavoratori in mobilità e
per i disoccupati percettori di una indennità di disoccupazione (Naspi,
Ebbene, è possibile l’assunzione con tale tipologia in presenza di mansioni già espletate?
Secondo il Ministero del lavoro ciò è possibile se la durata del precedente rapporto a termine,intermittente, o in somministrazione (anche in
sommatoria) non ha superato la metà del periodo relativo alla fase formativa dell’apprendistato (18mesi, o più ampio se riferito a qualifiche dell’artigianato): tale orientamento espresso con l’interpello n. 8/2007 e ripreso, in senso positivo, dalmessaggio Inps n. 4152 del 17 aprile 2014, fu
emanato in vigenza del vecchio art. 49 del
D.Lgs. n. 276/2003 ove si parlava di qualifica-zione e non di“qualifica”, concetto ora ripreso,dopo la parentesi dell’art. 4, comma 1, delD.Lgs. n. 167/2011, dall’art. 44, comma 1, delD.Lgs. n. 81/2015.
Diritto di precedenza per rapporto a tempo indeterminato a tempo parziale
L’instaurazione di un rapporto a tempo indeter-minato per mansioni già espletate non esclude assolutamente che ciò possa avvenire a tempo
parziale ,non rinvenendo un tale divieto nell’’art. 24, comma 1.
Resta inteso che dovendo dare esito con l’assunzione a tempo indeterminato ad un diritto di precedenza,se il ccnl da rispettare
preveda un limite minimo per il part time , non si possa andare sotto.
Diritto di precedenza per rapporto a tempo indeterminato intermittente
Si esclude, invece, che il diritto di precedenza, possa essere rispettato dal datore di lavoro attraverso l’offerta di un contratto di lavoro intermit-
tente a tempo indeterminato, pur in presenza dei requisiti oggettivi e sog
gettivi previsti dall’art.13 del D.Lgs. n. 81/2015: infatti la peculiarità di
tale tipologia contrattuale ove la prestazione lavorativa è rimessa soltanto alla volontà ed alla necessità del datore di lavoro di avvalersi della
prestazione dell’ex dipendente, è al di fuori della
previsione dell’art. 24, comma 1, ove il Legislatore delegato si reputa essere riferita ad una prestazione lavorativa caratterizzata dalla continuità.
Diritto di precedenza per trasformazione a t.i. di rapporto a termine
Va ritenuto escluso il diritto di precedenza anche se il datore di lavoro provveda a trasformare un contratto a termine
in corso in un rapporto a tempo indeterminato, inquanto non si tratta di una nuova assunzione, ma di trasformazione di un rapporto in essere.
Criteri di scelta in presenza di più diritti di precedenza
Non di rado puo’ determinarsi soprattutto nei rapporti
stagionali che occorre procedere alla scelta da parte del datore di lavoro
del soggetto (o dei soggetti) da assumere in presenza di posti disponibili inferiori a quelli degli
In tali casi la soluzione è stata trovata ipotizzando, anche
con accordi ovvero con regolamento aziendale criteri selettivi, il nu-
mero dei rapporti precedenti, i carichi familiari, e l’anzianità.
Assunzioni a tempo indeterminato per diritto precedenza ed agevolazioni per il datore
L’assunzione a tempo indeterminato di un lavoratore che ha esercitato il diritto di precedenza avvenuta nel corso del 2015 e nel 2016 risulta assistita dal diritto all’esonero contributivo Inps totale o parziale disciplinato dalle leggi di stabilita in favore del
datore di lavoro, in presenza delle condizioni previste dalla norma,
malgrado l’assunzione sia avvenuta in ottemperanza di un diritto di precedenza stabiliti dalla legge o dal contratto collettivo.ed in merito si rinvia alla circolare Inps n.17/2015
Diritto precedenza per assunzioni nelle pubbliche amministrazioni
Il diritto di precedenza,per quanto attiene ai contratti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione ,i cui datori di lavoro sono indicati nell’ art. 1, comma 2, delD.Lgs. n. 165/2001) ha avuto una specifica disciplina ,secondo cui è stato escluso per le assunzioni di cui
all’art.35 ,comma 1,lettera a) del dec.legvo n.165/01 , cioe’ quelle per cui “l’assunzione avviene con contratto individuale di lavoro tramite procedure selettive”, per le quali e’ richiesto il diploma ovvero la laurea ,” volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno”,mentre e’ stato ammesso per le assunzioni previste dalla lettera b) del citato art 35 comma 1 ,vale a dire quelle in cui le assunzioni avvengono “mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità.”
Infatti , in tali termini è la previsione dell’art.36 ,comma 5 bis del dec.legvo n.165/01 ,secondo cui:”5-bis. Le disposizioni previste dall’articolo 5, commi 4-quater, 4-quinquies e 4-sexies del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 si applicano esclusivamente al personale reclutato secondo le procedure di cui all’articolo 35, comma 1, lettera b), del presente decreto(comma aggiunto dall’art. 17, comma 26, legge n. 102 del 2009).
Premesso quanto sopra,considerato che le disposizioni del decreto legvo n.368/01 richiamate dal comma 5 bis dell’art. 36 del decreto legislativo 165/ 01 sono state abrogate , a far data dal 25 giugno 2015, dall’art.55 ,.comma 1 lett.b) del decreto legvo n.81/2015 viene da chiedersi se sia o meno possibile,mediante interpretazione estensiva ,che ,come e’ risaputo ,consente di applicare la portata letterale della norma a casi non espressamente previsti non per similitudine di rapporti ma per necessità logica ,sostituire le predette disposizioni abrogate con quelle dell’art.24 del decreto legvo n.81/15 che si occupano della medesima materia ,ossia della disciplina del diritto di precedenza per le assunzioni nelle pp.aa.limitatamente del personale reclutato secondo le procedure di cui all’articolo 35, comma 1, lettera b), del decreto legvo n.165/01 ,comunemente noti come reclutamenti di personale tramite gli avviamenti a selezione ex art.16 legge 87/56 .
In tal senso ,sarebbe confacente la pronuncia dei competenti organi istituzionali ,tra cui in primo luogo il Dipartimento della Funzione Pubblica ed il MLPS ,da interessare allo scopo.
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References: art. 2112
 art. 21
 art. 14
 art. 2103
 art. 47
 art. 49
 art. 1
 art.16