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Timestamp: 2019-09-18 12:15:13+00:00

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Untitled | European Economic Community | Hygiene
Avis juridique important 31989L0654 Direttiva 89/654/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa alle prescriz ioni
minime di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro (prima direttiva par ticolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE) Gazzetta ufficiale n. L 393 del 30/12/1989 pag. 0001 - 0012 edizione speciale finlandese: capitolo 5 tomo 4 pag. 0170 edizione speciale svedese/ capitolo 5 tomo 4 pag. 0170 DIRETTIVA DEL CONSIGLIO del 30 novembre 1989 relativa alle prescrizioni minime d i sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro (prima direttiva particolare ai s ensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE) (89/654/CEE) IL CONSIGLIO DELLE COMUNIT EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunit economica europea, in particolare l'a rticolo 118 A, vista la proposta della Commissione (1), presentata previa consultazione del com itato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la tutela della salute sul luogo d i lavoro, in cooperazione con il Parlamento europeo (2), visto il parere del Comitato economico e sociale (3), considerando che l'articolo 118 A del trattato prevede che il Consiglio adotti, mediante direttiva, prescrizioni minime per promuovere il miglioramento in parti colare dell'ambiente di lavoro, per garantire un pi elevato livello di protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori; considerando che, a norma dell'articolo precitato, le direttive evitano di impor re vincoli amministrativi, finanziari e giuridici di natura tale da ostacolare l a creazione e lo sviluppo di piccole e medie imprese; considerando che la comunicazione della Commissione circa il suo programma nel s ettore della sicurezza, dell'igiene e GU n. C 115 dell'8. 5. 1989, pag. 34 e GU n. C 284 del 10. 11. 1989, pag. 8. GU n. C 256 del 9. 10. 1988, pag. 51. della salute sul luogo di lavoro (4) prevede l'adozione di una direttiva volta a garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro; considerando che il Consiglio, nella risoluzione del 21 dicembre 1987 concernent e la sicurezza, l'igiene e la salute sul luogo di lavoro (5), ha preso atto dell 'intenzione della Commissione di presentargli a breve termine prescrizioni minim e riguardo alla sistemazione del luogo di lavoro; considerando che il rispetto delle prescrizioni minime atte a garantire un maggi or livello di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro costituisce un impera tivo per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori; considerando che la presente direttiva una direttiva particolare ai sensi dell'a rticolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento del la sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (6); che di consegu enza le disposizioni di quest'ultima direttiva si applicano pienamente al settor e dei luoghi di lavoro, fatte salve le disposizioni pi vincolanti e/o specifiche contenute nella presente direttiva; considerando che la presente direttiva costituisce un elemento concreto nell'amb ito della realizzazione della dimensione sociale del mercato interno; considerando che, a norma della decisione 74/325/CEE (7), modificata da ultimo d all'atto di adesione del 1985, la Commissione consulta il comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la tute la della salute sul luogo di lavoro, ai fini dell'elaborazione di proposte in qu esto settore, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: SEZIONE I DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1 Oggetto 1. La presente direttiva, che la prima direttiva particolare ai sensi dell'artic olo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE, stabilisce precisazioni minime d i sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro di cui all'articolo 2. 2. La presente direttiva non si applica: a) ai mezzi di trasporto utilizzati fuori dell'impresa e/o dello stabilimento, n onch ai luoghi di lavoro all'interno dei mezzi di trasporto; b) ai cantieri temporanei o mobili; c) alle industrie estrattive; d) ai pescherecci; e) ai campi, boschi e altri terreni facenti parte di un'impresa agricola o forestal e, ma situati fuori dell'area edificata dell'impresa. 3. Le disposizioni della direttiva 89/391/CEE si applicano interamente a tutto i l settore di cui al paragrafo 1, fatte salve le disposizioni pi vincolanti e/o sp ecifiche contenute nella presente direttiva. Articolo 2 Definizione Ai sensi della presente direttiva, s'intendono per luogo di lavoro i luoghi dest inati a contenere posti di lavoro ubicati all'interno degli edifici dell'impresa e/o dello stabilimento, compresi ogni altro luogo nell'area dell'impresa e/o de llo stabilimento accessibile al lavoratore nell'ambito del suo lavoro. SEZIONE II OBBLIGHI DEI DATORI DI LAVORO Articolo 3 Luoghi di lavoro utilizzati per la prima volta I luoghi di lavoro utilizzati per la prima volta successivamente al 31 dicembre 1992 devono soddisfare le prescrizioni minime di sicurezza e di salute di cui al l'allegato I. Articolo 4 Luoghi di lavoro gi utilizzati I luoghi di lavoro gi utilizzati prima del 1g gennaio 1993 devono soddisfare le p rescrizioni minime di sicurezza e di salute di cui all'allegato II, al massimo t re anni dopo tale data. Tuttavia, per quanto concerne la Repubblica portoghese, i luoghi di lavoro gi uti lizzati prima del 1g gennaio 1993 devono soddisfare le prescrizioni minime di si curezza e di salute di cui all'allegato II al massimo quattro anni dopo tale dat a. Articolo 5 Modifiche dei luoghi di lavoro Qualora ai luoghi di lavoro vengano apportate, successivamente al 31 dicembre 19 92, modifiche, ampliamenti e/o trasformazioni, il datore di lavoro prende le mis ure necessarie affinch tali modifiche, ampliamenti e/o trasformazioni siano confo rmi alle corrispondenti prescrizioni minime di cui all'allegato I. Articolo 6 Obbligazioni generali Per preservare la sicurezza e la salute dei lavoratori, il datore di lavoro deve provvedere: - a che le vie di circolazione che conducono a uscite e uscite d'emergenza, nonc h le uscite e uscite d'emergenza stesse siano sgombre, in modo da poter essere ut ilizzate in ogni momento; - alla manutenzione tecnica dei luoghi di lavoro e degli impianti e dispositivi, segnatamente quelli di cui agli allegati I e II, nonch all'eliminazione, quanto pi rapida possibile, dei difetti rilevati che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori; - alla regolare pulitura dei luoghi di lavoro e degli impianti e dispositivi, se
gnatamente quelli di cui all'allegato I, punto 6 e all'allegato II, punto 6, ond e assicurare condizioni di igiene adeguate; - alla regolare manutenzione e al controllo del funzionamento degli impianti e d ispositivi di sicurezza, in particolare quelli di cui agli allegati I e II, dest inati alla prevenzione o all'eliminazione dei pericoli. Articolo 7 Informazione dei lavoratori Fatto salvo l'articolo 10 della direttiva 89/391/CEE, i lavoratori e/o i loro ra ppresentanti sono informati di tutte le misure da prendere per quanto concerne l a sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro. Articolo 8 Consultazione e partecipazione dei lavoratori La consultazione e la partecipazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti si svolge conformemente all'articolo 11 della direttiva 89/391/CEE per tutte le materie disciplinate dalla presente direttiva, compresi i suoi allegati. SEZIONE III DISPOSIZIONI VARIE Articolo 9 Adattamento degli allegati Gli adattamenti di carattere prettamente tecnico degli allegati, in funzione: - dell'adozione di direttive in materia di armonizzazione tecnica e di normalizz azione, relative alla progettazione, alla fabbricazione o alla costruzione di co mponenti di luoghi di lavoro, e/o - del progresso tecnico, dell'evoluzione delle normative o delle specifiche inte rnazionali e delle conoscenze nel campo dei luoghi di lavoro, sono adottati secondo la procedura prevista all'articolo 17 della direttiva 89/3 91/CEE. Articolo 10 Disposizioni finali 1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva al pi tardi il 31 dicembre 1992. Essi ne info rmano immediatamente la Commissione. Tuttavia, per la Repubblica ellenica, la data applicabile il 31 dicembre 1994. 2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di d iritto interno che hanno gi adottato o che adottano nel settore disciplinato dall a presente direttiva. 3. Gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione quinquennale sull' attuazione pratica delle disposizioni della presente direttiva, indicando i punt i di vista delle parti sociali. La Commissione ne informa il Parlamento europeo, il Consiglio, il Comitato econo mico e sociale ed il comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro. 4. La Commissione presenta periodicamente al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale una relazione sull'attuazione della presente dir ettiva, tenendo conto dei paragrafi 1, 2 e 3. Articolo 11 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Bruxelles, add 30 novembre 1989. Per il Consiglio Il Presidente J. P. SOISSON (1) GU n. C 141 del 30. 5. 1988, pag. 6;(2) GU n. C 326 del 19 .12. 1988, pag. 1 23 e(3) GU n. C 175 del 4. 7. 1988, pag. 28.(4) GU n. C 28 del 3. 2. 1988, pag. 3. (5) GU n. C 28 del 3. 2. 1988, pag .1. (6) GU n. L 183 del 29. 6. 1989, pag. 1. (7) GU n. L 185 del 9. 7. 1974, pag. 15. ALLEGATO I PRESCRIZIONI MINIME DI SICUREZZA E DI SALUTE PER I LUOGHI DI LAVORO U TILIZZATI PER LA PRIMA VOLTA, DI CUI ALL'ARTICOLO 3 DELLA DIRETTIVA 1.
Osservazione preliminare Gli obblighi previsti nel presente allegato sono di applicazione ogniqualvolta l o richiedano le caratteristiche del luogo di lavoro o dell'attivit, le circostanz e o un rischio. 2. Stabilit e solidit Gli edifici che ospitano i luoghi di lavoro devono essere stabili e possedere un a solidit che corrisponda al loro tipo d'impiego. 3. Impianto elettrico L'impianto elettrico deve essere concepito e realizzato in modo da non costituir e un pericolo d'incendio ed esplosione e far s che le persone siano protette in m odo adeguato dai rischi di infortunio che possono essere causati da contatti dir etti o indiretti. La concezione, la realizzazione e la scelta del materiale e dei dispositivi di p rotezione devono tener conto della tensione, dei condizionamenti esterni e della competenza delle persone aventi accesso a parti dell'impianto. 4. Vie e uscite di emergenza 4.1. Le vie e uscite di emergenza devono rimanere sgombre e sboccare il pi rapidamente possibile all'aperto o in una zona di sicurezza. 4.2. In caso di pericolo tutti i posti di lavoro devono poter essere evacuati rapidam ente e in piena sicurezza da parte dei lavoratori. 4.3. Il numero, la distribuzione e le dimensioni delle vie e uscite d'emergenza dipen dono dall'uso, dall'attrezzatura e dalle dimensioni dei luoghi di lavoro, nonch d al numero massimo di persone che possono essere presenti in detti luoghi. 4.4. Le porte di emergenza devono aprirsi verso l'esterno. Le porte di emergenza non devono essere chiuse, in modo da poter essere aperte f acilmente e immediatamente da parte di qualsiasi persona che abbia bisogno di ut ilizzarle in caso di emergenza. Le porte scorrevoli e le porte a bussola che costituiscono specificamente porte d'emergenza sono vietate. 4.5. Le vie e uscite specifiche di emergenza devono essere oggetto di una segnaletica conforme alle norme nazionali che hanno recepito la direttiva 77/576/CEE (;). Detta segnaletica deve essere apposta nei luoghi appropriati ed essere durevole. 4.6. Le porte d'emergenza non devono essere chiuse a chiave. Le vie e uscite d'emerge nza, nonch le vie di circolazione e le porte che vi danno accesso non devono esse re ostruite da oggetti, in modo da poter essere utilizzate in ogni momento senza impedimenti. 4.7. Le vie e uscite d'emergenza che richiedono un'illuminazione devono essere dotate di un'illuminazione di sicurezza di intensit sufficiente nei casi di guasto dell 'impianto elettrico. 5. Rilevazione e lotta antincendio 5.1. A seconda delle dimensioni e dell'uso degli edifici, delle attrezzature presenti , delle caratteristiche fisiche e chimiche delle sostanze presenti, nonch del num ero massimo di persone che possono essere presenti, i luoghi di lavoro devono es sere dotati di dispositivi adeguati per combattere l'incendio, e se del caso, di rilevatori di incendio e di sistemi di allarme. (;) GU n. L 229 del 7. 9. 1977, pag. 12. 5.2.
I dispositivi non automatici di lotta antincendio devono essere facilmente acces sibili e utilizzabili. Essi devono essere oggetto di una segnaletica conforme alle regole nazionali che hanno recepito la direttiva 77/576/CEE. Questa segnaletica deve essere apposta nei luoghi appropriati ed essere durevole . 6. Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi 6.1. Nei luoghi di lavoro chiusi, necessario far s che, tenendo conto dei metodi di la voro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongan o di aria salubre in quantit sufficiente. Se viene utilizzato un impianto d'aerazione, esso deve essere sempre mantenuto f unzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando c i sia necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori. 6.2. Se impianti di condizionamento dell'aria o di ventilazione meccanica sono utiliz zati, essi devono funzionare in modo che i lavoratori non siano esposti a corren ti d'aria fastidiose. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato pe r la salute dei lavoratori dovuto all'inquinamento dell'aria respirata deve esse re eliminato rapidamente. 7. Temperatura dei locali 7.1. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano dur ante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sfo rzi fisici imposti ai lavoratori. 7.2. La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza , dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali. 7.3. Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono permettere di evitare un sol eggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro, tenendo conto del tipo di attivit e de lla natura del luogo di lavoro. 8. Illuminazione naturale e artificiale dei locali 8.1. I luoghi di lavoro devono disporre, nella misura del possibile, di sufficiente l uce naturale ed essere dotati di dispositivi che consentano un'illuminazione art ificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori. 8.2. Gli impianti di illuminazione dei locali di lavoro e delle vie di circolazione d evono essere installati in modo che il tipo d'illuminazione previsto non rappres enti un rischio di infortunio per i lavoratori. 8.3. I luoghi di lavoro nei quali i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell'illuminazione artificiale, devono disporre di un'illumina zione di sicurezza di sufficiente intensit. 9. Pavimenti, muri, soffitti e tetti dei locali 9.1. I pavimenti dei locali devono essere esenti da protuberanze, cavit o piani inclin ati pericolosi; devono essere fissi, stabili e antisdrucciolevoli. I luoghi di lavoro in cui sono installati posti di lavoro devono essere provvist i di un isolamento termico sufficiente, tenuto conto del tipo di impresa e dell' attivit fisica dei lavoratori. 9.2.
Le superfici dei pavimenti, dei muri e dei soffitti nei locali devono essere tal i da poter essere pulite e deterse per ottenere condizioni adeguate d'igiene. 9.3. Le pareti trasparenti o traslucide, in particolare le pareti completamente vetra te, nei locali o nelle vicinanze dei posti di lavoro e delle vie di circolazione devono esere chiaramente segnalate e costituite da materiali di sicurezza ovver o essere separate dai posti di lavoro e dalle vie di circolazione succitati, in modo tale che i lavoratori non possano entrare in contatto con le pareti n essere feriti qualora esse vadano in frantumi. 9.4. L'accesso ai tetti costituiti da materiali non sufficientemente resistenti pu ess ere autorizzato soltanto se sono fornite attrezzature che permettano di eseguire il lavoro in tutta sicurezza. 10. Finestre e lucernari dei locali 10.1. Le finestre, i lucernari e i dispositivi di ventilazione devono poter essere ape rti, chiusi, regolati e fissati dai lavoratori in tutta sicurezza. Quando sono a perti, essi non devono essere posizionati in modo da costituire un pericolo per i lavoratori. 10.2. Le finestre e i lucernari devono essere concepiti congiuntamente con l'attrezzat ura o dotati di dispositivi che consentano la loro pulitura senza rischi per i l avoratori che effettuano tale lavoro, nonch per i lavoratori presenti nell'edific io e intorno ad esso. 11. Porte e portoni 11.1. La posizione, il numero, i materiali di realizzazione e le dimensioni delle port e e dei portoni sono determinati dalla natura e dall'uso dei locali o degli spaz i. 11.2. Sulle porte trasparenti deve essere apposto un segno indicativo all'altezza degl i occhi. 11.3. Le porte e i portoni a battente devono essere trasparenti o essere muniti di pan nelli trasparenti. 11.4. Se le superfici trasparenti o traslucide di porte e portoni non sono costituite da materiali di sicurezza e c' da temere che i lavoratori possano essere feriti s e una porta o un portone va in frantumi, dette superfici devono essere protette contro lo sfondamento. 11.5. Le porte scorrevoli devono disporre di un sistema di sicurezza che impedisca lor o di uscire dalle guide e di cadere. 11.6. Le porte e i portoni che si aprono verso l'alto devono disporre di un sistema di sicurezza che impedisca loro di ricadere. 11.7. Le porte situate sul percorso delle vie di emergenza devono essere contrassegnat e in maniera appropriata. Esse devono poter essere aperte ad ogni momento dall'interno senza aiuto special e. Quando i luoghi di lavoro sono occupati, le porte devono poter essere aperte. 11.8. Immediatamente accanto ai portoni destinati essenzialmente alla circolazione dei veicoli devono esistere, a meno che il passaggio dei pedoni sia sicuro, porte p er la circolazione dei pedoni che devono essere segnalate in modo visibile e ess ere sgombre in permanenza. 11.9.
Le porte e i portoni meccanici devono funzionare senza rischi di infortuni per i lavoratori. Essi debbono essere muniti di dispositivi di arresto di emergenza facilmente ide ntificabili ed accessibili e poter essere aperte anche manualmente, salvo che si aprano automaticamente in caso di mancanza di corrente. 12. Vie di circolazione - zone di pericolo 12.1. Le vie di circolazione, comprese scale, scale fisse e banchine e rampe di carico , devono essere situate e calcolate in modo tale che i pedoni o i veicoli possan o utilizzarle facilmente in piena sicurezza e conformemente alla loro destinazio ne e che i lavoratori operanti nelle vicinanze di queste vie di circolazione non corrano alcun rischio. 12.2. Il calcolo delle dimensioni delle vie di circolazione per persone e/o merci dovr basarsi sul numero potenziale di utenti e sul tipo di impresa. Qualora sulle vie di circolazione siano utilizzati mezzi di trasporto, dovr esser e prevista per i pedoni una distanza di sicurezza sufficiente. 12.3. Le vie di circolazione destinate ai veicoli devono passare ad una distanza suffi ciente da porte, portoni, passaggi per pedoni, corridoi e scale. 12.4. Nella misura in cui l'uso e l'attrezzatura dei locali lo esigano per garantire l a protezione dei lavoratori, il tracciato delle vie di circolazione deve essere evidenziato. 12.5. Se i luoghi di lavoro comportano zone a rischio in funzione della natura del lav oro e presentano rischi di cadute dei lavoratori o rischi di cadute d'oggetti, t ali luoghi dovranno essere dotati, nella misura del possibile, di dispositivi pe r impedire che i lavoratori non autorizzati possano accedere a dette zone. Devono essere prese misure appropriate per proteggere i lavoratori autorizzati a d accedere alle zone a rischio. Le zone a rischio devono essere segnalate in modo chiaramente visibile. 13. Misure specifiche per le scale e i marciapiedi mobili Le scale e i marciapiedi mobili devono funzionare in piena sicurezza. Essi devono essere muniti dei necessari dispositivi di sicurezza. Essi devono possedere dispositivi di arresto di emergenza facilmente identificab ili e accessibili. 14. Banchine e rampe di carico 14.1. Le banchine e rampe di carico devono essere adeguate alle dimensioni dei carichi trasportati. 14.2. Le banchine di carico devono disporre di almeno un'uscita. Ove sia tecnicamente possibile, le banchine di carico che superano una certa lun ghezza devono disporre di un'uscita a ciascuna estremit. 14.3. Le rampe di carico devono offrire, per quanto possibile, una sicurezza tale da e vitare che i lavoratori possano cadere. 15. Dimensioni e volume d'aria nei locali, spazio per la libert di movimento sul post o di lavoro 15.1. I locali di lavoro devono avere una superficie, un'altezza e un volume d'aria ta li da permettere ai lavoratori di eseguire il lavoro senza rischi per la sicurez za, la salute e il benessere. 15.2. Le dimensioni della superficie libera senza mobili del posto di lavoro devono es
sere calcolate in modo tale che il personale disponga di sufficiente libert di mo vimento per le sue attivit. Se questo criterio nun pu essere rispettato per motivi propri al posto di lavoro, il lavoratore deve poter disporre nelle vicinanze del suo posto di lavoro di un altro spazio libero sufficiente. 16. Locali di riposo 16.1. Quando la sicurezza e la salute dei lavoratori, segnatamente a causa del tipo di attivit o del numero dei lavoratori, superiore ad un determinato limite, lo rich iedano, i lavoratori devono poter disporre di un locale di riposo facilmente acc essibile. Questa disposizione non si applica quando il personale lavora in uffici o in ana loghi locali di lavoro che offrano equivalenti possibilit di riposo durante la pa usa. 16.2. I locali di riposo devono avere dimensioni sufficienti e essere dotati di un num ero di tavoli e di sedili con schienale in funzione del numero dei lavoratori. 16.3. Nei locali di riposo si devono adottare misure adeguate per la protezione dei no n fumatori contro gli inconvenienti del fumo. 16.4. Quando il tempo di lavoro interrotto regolarmente e frequentemente e non esiston o locali di riposo, devono essere messi a disposizione del personale altri local i affinch questi possa soggiornarvi durante l'interruzione del lavoro nel caso in cui la sicurezza o la salute dei lavoratori lo esiga. In detti locali opportuno prevedere misure adeguate per la protezione dei non fu matori contro gli inconvenienti del fumo. 17. Donne incinte e madri che allattano Le donne incinte e le madri che allattano devono avere la possibilit di riposarsi in posizione distesa in condizioni appropriate. 18. Servizi sanitari 18.1. Spogliatoi e armadi per il vestiario 18.1.1. Spogliatoi appropriati devono essere messi a disposizione dei lavoratori quando questi devono indossare indumenti di lavoro speciali e non si possa loro chieder e, per ragioni di salute o di decenza, di cambiarsi in un altro locale. Gli spogliatoi devono essere facilmente accessibili, avere una capacit sufficient e ed essere muniti di sedili. 18.1.2. Gli spogliatoi devono avere dimensioni sufficienti ed essere dotati di attrezzat ure che consentano a ciascun lavoratore di chiudere a chiave i propri indumenti durante il tempo di lavoro. Ove le circostanze lo richiedano (ad esempio, sostanze pericolose, umidit, sporci zia), gli armadi per gli indumenti da lavoro devono essere separti da quelli per gli indumenti privati. 18.1.3. Spogliatoi separati o un'utilizzazione separata degli stessi devono essere previ sti per gli uomini e per le donne. 18.1.4. Qualora gli spogliatoi non risultino necessari ai sensi del punto 8.1.1, ciascun lavoratore deve poter disporre di uno spazio per riporre i propri indumenti. 18.2. Docce, lavabi 18.2.1. Docce sufficienti ed appropriate devono essere messe a disposizione dei lavorato ri quando il tipo di attivit o la salubrit lo esigano.
Devono essere previsti locali per le docce separati per uomini e donne o un'util izzazione separata degli stessi. 18.2.2. I locali delle docce devono avere dimensioni sufficienti per permettere a ciascu n lavoratore di rassettarsi senza impacci e in condizioni appropriate di igiene. Le docce devono essere dotate di acqua corrente calda e fredda. 18.2.3. Qualora le docce non risultino necessarie ai sensi del punto 18.2.1, primo comma , nelle vicinanze dei posti di lavoro devono essere collocati lavabi sufficienti ed appropriati con acqua corrente calda, se necessario. Devono essere previsti lavabi separati per uomini e donne ovvero un'utilizzazion e separata dei lavabi, qualora ci sia necessario per motivi di decenza. 18.2.4. Bench siano locali separati, le docce o i lavabi e gli spogliatoi devono facilmen te comunicare tra loro. 18.3. Gabinetti e lavabi I lavoratori devono disporre in prossimit dei loro posti di lavoro dei locali di riposo, degli spogliatoi, delle docce o lavabi di locali speciali dotati di un n umero sufficiente di gabinetti e di lavabi. Per uomini e donne devono essere previsti gabinetti separati o un'utilizzazione separata degli stessi. 19. Locali adibiti al pronto soccorso 19.1. Qualora l'importanza dei locali, il tipo di attivit in essi svolta a la frequenza degli infortuni lo richiedano, occorre prevedere uno o pi locali adibiti al pron to soccorso. 19.2. I locali adibiti al pronto soccorso devono essere dotati di apparecchi e di mate riale di pronto soccorso indispensabili ed essere facilmente accessibili con bar elle. Essi devono essere oggetto di una segnaletica conforme alle regole nazionali che hanno recepito la direttiva 77/576/CEE. 19.3. Il materiale di pronto soccorso deve inoltre essere disponibile in tutti i luogh i in cui le condizioni di lavoro lo richiedano. Esso deve essere oggetto di una segnaletica appropriata e deve essere facilmente accessibile. 20. Lavoratori portatori di handicap I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, di even tuali lavoratori portatori di handicap. Questo obbligo vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, le scal e, le docce, i lavatoi, i gabinetti e i posti di lavoro utilizzati od occupati d irettamente da lavoratori portatori di handicap. 21. Luoghi di lavoro esterni (disposizioni particolari) 21.1. I posti di lavoro, le vie di circolazione e altri luoghi o impianti all'aperto u tilizzati od occupati dai lavoratori durante le loro attivit devono essere concep iti in modo tale che la circolazione dei pedoni e dei veicoli possa avvenire in modo sicuro. I punti 12, 13 e 14 sono altres applicabili alle vie di circolazione principali s ul terreno dell'impresa (vie di circolazione che portano a posti di lavoro fissi ), alle vie di circolazione utilizzate per la regolare manutenzione e sorveglian za degli impianti dell'impresa, nonch alle banchine di carico. Il punto 12 si applica per analogia ai luoghi di lavoro esterni. 21.2.
I luoghi di lavoro all'aperto devono essere opportunamente illuminati con luce a rtificiale quando la luce del giorno non sufficiente. 21.3. Quando i lavoratori occupano posti di lavoro all'aperto, questi posti devono ess ere strutturati, per quanto possibile, in modo tale che i lavoratori: a) siano protetti contro gli agenti atmosferici e, se necessario, contro la cadu ta di oggetti; b) non siano esposti a livelli sonori nocivi o ad agenti esterni nocivi (ad esem pio, gas, vapori, polveri); c) possano abbandonare rapidamente il posto di lavoro in caso di pericolo o poss ano essere soccorsi rapidamente; d) non possano scivolare o cadere. ALLEGATO II PRESCRIZIONI MINIME DI SICUREZZA E DI SALUTE PER I LUOGHI DI LAVORO GI UTILIZZATI, DI CUI ALL'ARTICOLO 4 DELLA DIRETTIVA 1. Osservazioni preliminari Gli obblighi previsti nel presente allegato sono di applicazione ogniqualvolta l e caratteristiche del luogo di lavoro o dell'attivit, le circostanze o un rischio lo richiedano. 2. Stabilit e solidit Gli edifici che ospitano i luoghi di lavoro devono possedere strutture e solidit corrispondenti al loro tipo di utilizzazione. 3. Impianto elettrico L'impianto elettrico non deve costituire un pericolo d'incendio o di esplosione; le persone devono essere protette in modo adeguato dai rischi di infortunio che possono essere causati da contatti diretti o indiretti. L'impianto elettrico e i dispositivi di protezione devono tener conto della tens ione, dei condizionamenti esterni e della competenza delle persone aventi access o a parti dell'impianto. 4. Vie e uscite di emergenza 4.1. Le vie e uscite di emergenza devono restare sgombre e sboccare il pi direttamente possibile all'aperto o in una zona di sicurezza. 4.2. In caso di pericolo, tutti i posti di lavoro devono poter essere evacuati rapida mente e in piena sicurezza per i lavoratori. 4.3. Le vie e uscite di emergenza devono essere in numero sufficiente. 4.4. Le porte di emergenza devono aprirsi verso l'esterno. Le porte di emergenza non devono essere chiuse, in modo da poter essere aperte f acilmente e immediatamente da parte di qualsiasi persona che abbia bisogno di ut ilizzarle in caso di emergenza. Le porte scorrevoli e le porte a bussola che costituiscono specificamente porte di emergenza sono vietate. 4.5. Le vie e uscite specifiche di emergenza devono essere oggetto di una segnaletica conforme alle regole nazionali che hanno recepito la dirittiva 77/576/CEE. Questa segnaletica deve essere apposta nei luoghi appropriati e deve essere dure vole. 4.6. Le porte d'emergenza non devono essere chiuse a chiave. Le vie e uscite d'emerge nza, nonch le vie di circolazione e le porte che vi danno accesso non devono esse re ostruite da oggetti, in modo da poter essere utilizzate in ogni momento senza impedimenti. 4.7. Le vie e uscite d'emergenza che richiedono un'illuminazione devono essere dotate di un'illuminazione di sicurezza di intensit sufficiente nei casi di guasto all'
impianto elettrico. 5. Rilevazione e lotta antincendio 5.1. A seconda delle dimensioni e dell'uso degli edifici, delle attrezzature presenti , delle caratteristiche fisiche e chimiche delle sostanze presenti, nonch del num ero massimo di persone che possono essere presenti, i luoghi di lavoro devono es sere dotati di dispositivi adeguati per combattere l'incendio e, se del caso, di rilevatori di incendio e di sistemi di allarme. 5.2. I dispositivi non automatici di lotta antincendio devono essere facilmente acces sibili e utilizzabili. Essi devono essere oggetto di una segnaletica conforme alle regole nazionali che hanno recepito la direttiva 77/576/CEE. Questa segnaletica deve essere apposta nei luoghi appropriati ed essere durevole . 6. Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi Nei luoghi di lavoro chiusi, necessario far s che, tenendo conto dei metodi di la voro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongan o di aria salubre in quantit sufficiente. Se viene utilizzato un impianto d'aerazione, esso deve essere sempre mantenuto f unzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando c i sia necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori. 7. Temperatura dei locali 7.1. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano dur ante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sfo rzi fisici imposti ai lavoratori. 7.2. La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza , dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali. 8. Illuminazione naturale e artificiale dei locali 8.1. I luoghi di lavoro devono disporre, nella misura del possibile, di sufficiente l uce naturale ed essere dotati di dispositivi che consentano un'illuminazione art ificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori. 8.2. I luoghi di lavoro nei quali i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell'illuminazione artificiale, devono disporre di un'illumina zione di sicurezza di sufficiente intensit. 9. Porte e portoni 9.1. Sulle porte trasparenti deve essere apposto un segno indicativo all'altezza degl i occhi. 9.2. Le porte e i portoni a battente devono essere trasparenti o essere muniti di pan nelli trasparenti. 10. Zone di pericolo Se i luoghi di lavoro comportano zone a rischio, in funzione della natura del la voro e presentano rischi di cadute dei lavoratori o rischi di cadute d'oggetti, tali luoghi devono essere dotati, nella misura del possibile, di dispositivi per impedire che i lavoratori non autorizzati possano accedere a dette zone. Devono essere prese misure appropriate per proteggere i lavoratori autorizzati a
d accedere alle zone a rischio. Le zone a rischio devono essere segnalate in modo chiaramente visibile. 11. Locali e posti di riposo 11.1. Quando la sicurezza o la salute dei lavoratori, segnatamente a causa del tipo di attivit o del numero dei lavoratori, superiore ad un determinato limite, lo rich iedano, i lavoratori devono poter disporre di un locale o posto appropriato di r iposo facilmente accessibile. Questa disposizione non si applica quando il personale lavora in uffici o in ana loghi locali di lavoro che offrano equivalenti possibilit di riposo durante la pa usa. 11.2. I locali e posti di riposo devono essere dotati di tavoli e di sedili con schien ale. 11.3. Nei locali e posti di riposo si devono adottare misure adeguate per la protezion e dei non fumatori contro gli inconvenienti del fumo. 12. Donne incinte e madri che allattano Le donne incinte e le madri che allattano devono avere la possibilit di riposarsi in posizione distesa in condizioni appropriate. 13. Servizi sanitari 13.1. Spogliatoi e armadi per il vestiario 13.1.1. Spogliatoi appropriati devono essere messi a disposizione dei lavoratori quando questi devono indossare indumenti di lavoro speciali e non si possa loro chieder e, per ragioni di salute o di decenza, di cambiarsi in un altro locale. Gli spogliatoi devono essere facilmente accessibili ed avere una capacit sufficie nte. 13.1.2. Gli spogliatoi devono essere dotati di attrezzature che consentano a ciascun lav oratore di chiudere a chiave i propri indumenti durante il tempo di lavoro. Ove le circostanze lo richiedano (ad esempio, sostanze pericolose, umidit, sporci zia), gli armadi per gli indumenti da lavoro devono essere separati da quelli pe r gli indumenti privati. 13.1.3. Spogliatoi separati o un'utilizzazione separata degli stessi devono essere previ sti per gli uomini e per le donne. 13.2. Docce, gabinetti e lavabi 13.2.1. I luoghi di lavoro devono essere strutturati in modo che i lavoratori dispongano nelle vicinanze: - di docce, se la natura delle loro attivit lo richiede; - di locali speciali muniti di un numero sufficiente di gabinetti e lavabi. 13.2.2. Le docce ed i lavabi devono essere dotati di acqua corrente calda, se necessario . 13.2.3. Docce separate o un'utilizzazione separata delle stesse devono essere previste p er gli uomini e per le donne. Gabinetti separati o un'utilizzazione separata degli stessi devono essere previs ti per gli uomini e per le donne. 14. Materiali di pronto soccorso I locali di lavoro devono essere dotati di materiale di pronto soccorso. Il materiale deve essere oggetto di una segnaletica appropriata e deve essere fa
cilmente accessibile. 15. Lavoratori portatori di handicap I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, dei lav oratori portatori di handicap. Questa disposizione si applica in particolare per le porte, le vie di comunicazi one, le scale, le docce, i lavatoi, i gabinetti e i posti di lavoro utilizzati e d occupati direttamente da lavoratori portatori di handicap. 16. Circolazione dei pedoni e dei veicoli I luoghi di lavoro interni ed esterni devono essere concepiti in modo tale che l a circolazione dei pedoni e dei veicoli possa avvenire in modo sicuro. 17. Luoghi di lavoro esterni (disposizioni particolari) Quando i lavoratori occupano posti di lavoro all'aperto, questi posti devono ess ere strutturati, per quanto possibile, in modo tale che i lavoratori: a) siano protetti contro gli agenti atmosferici e, se necessario, contro la cadu ta di oggetti: b) non siano esposti a livelli sonori nocivi o ad agenti esterni nocivi (ad esem pio, gas, vapori, polveri); c) possano abbandonare rapidamente il posto di lavoro in caso di pericolo o poss ano essere soccorsi rapidamente; d) non possano scivolare o cadere. Gestito dall'Ufficio delle pubblicazioni
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STATUTO Del Partito Sardo d'Azione
DL 52 1997 sostanze pericolose
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Rendiconto Luciano Vecchi 2010-2014

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11