Source: https://www.foroeuropeo.it/il-codice-deontologico-forense-2/il-codice-deontologico-forense/7046-art-40-rapporti-con-i-praticanti-20141
Timestamp: 2019-07-23 03:38:15+00:00

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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la controparte – Esercizio dell’attività professionale mediante l’ausilio di collaboratori – Dovere di controllo – Assenza di suità della condotta – Irrilevanza – Fattispecie – Attività di parcellazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 ottobre 2010, n. 84 La responsabilità del professionista che si avvale di altri per l’espletamento di attività che rientrano nel suo mandato è responsabilità che si giustifica quale manifestazione dell’obbligo di controllo del comportamento altrui, né, in senso contrario, può in alcun modo rilevare il difetto di suità della condotta (art. 3 c.d.f.), atteso che volontarietà non significa che la volontà deve presidiare la produzione dell’effetto, quanto piuttosto il se dell’atto. (In applicazione di tale principio, il C.N.F. ha ritenuto che il demandare a terzi l’attività di parcellazione costituisce piena e consapevole manifestazione dell’esistenza di una volontà di porre in essere una sequenza causale che, in potenza, può dar vita ad effetti diversi da quelli voluti, quali, nello specifico, l’esposizione di importi eccessivi e per giunta nemmeno corrispondenti all’attività professionale effettivamente espletata). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 ottobre 2010, n. 84...
Avvocato – Norme deontologiche – Conferimento mandato difensivo a praticante avvocato – Responsabilità disciplinare ex art. 26 c.d.f. – Sussistenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 ottobre 2008, n. 133 Deve ritenersi sussistente la responsabilità disciplinare ex art. 26 c.d.f. del professionista forense che, “dominus” o non, incarichi il praticante avvocato pur abilitato al patrocinio per farsi rappresentare in una causa civile dal valore indeterminato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 ottobre 2008, n. 133...
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con i praticanti – Controllo della pratica da parte dell’avvocato – Attestazione della veridicità delle annotazioni e delle circostanze – Omessa effettuazione del controllo – Illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 febbraio 2002, n. 3 Secondo il disposto del d.p.r. n. 101/1990 e nell’art. 26 c.d.f., l’avvocato che abbia presso lo studio un praticante deve controllare la veridicità della annotazioni (con riferimento alla esistenza del caso trattato), e la veridicità delle circostanze (con riferimento alla soluzione data) che il praticante riporta nel libretto della pratica, senza indulgere a motivi di favore o di amicizia; pone in essere, pertanto, un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che attesti falsamente la veridicità di quanto scritto nel libretto della pratica. (Nella specie è stato assolto il professionista in considerazione del fatto che lo stesso era convinto di non poter entrare nel merito della soluzione scritta sul libretto dal praticante, pur essendo questa illecita e diversa da quella adottata in realtà presso lo studio). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 febbraio 2002, n. 3...

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 26
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