Source: https://news.avvocatoandreani.it/articoli/sezioni-unite-chiarimenti-materia-giurisdizione-tributaria-esecuzione-forzata-104877.ahtml
Timestamp: 2020-08-12 01:49:08+00:00

Document:
La Commissione Tributaria Regionale sollevava conflitto di giurisdizione in ordine al ricorso proposto contro l'Agenzia della Riscossione a seguito di riassunzione, da parte della contribuente, conseguente alla declaratoria, da parte del GOT del Tribunale, che quale giudice dell'esecuzione della procedura avente ad oggetto l'opposizione al pignoramento presso terzi, aveva declinato la giurisdizione.
La Commissione Tributaria Provinciale riteneva escluse dalla giurisdizione tributaria, ai sensi dell'art. 2 D.Igs 546/92, le controversie aventi ad oggetto gli atti di esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento.
Le Sezioni Unite, rilevata l'ammissibilità del conflitto negativo di giurisdizione proposto, dichiarano la giurisdizione del Giudice tributario.
Prima di richiamarsi a due recenti pronunce, il Consesso rileva che «Non è controverso che l'esecuzione concernesse pretese di natura tributaria (imposte dovute a seguito di liquidazione della dichiarazione di successione del dante causa C.G.).Tra i motivi dell'opposizione sollevati dalla contribuente avverso il pignoramento presso terzi eseguito dall'agente per la riscossione viene dedotta., la decadenza della notifica della cartella esattoriale».
Poi afferma la giurisdizione del giudice tributario «in forza del condivisibile arresto di questa Corte che ha rilevato che "in materia di esecuzione forzata tributaria, l'opposizione agli atti esecutivi avverso l'atto di pignoramento asseritamente viziato per omessa o invalida notificazione della cartella di pagamento (o di altro atto prodromico al pignoramento), è ammissibile e va proposta - ai sensi degli artt. 2, comma 1, e 19 del d.lgs. n. 546 del 1992, dell'art. 57 del d.P.R. n. 602 del 1973 e dell'art. 617 c.p.c. - davanti al giudice tributario, risolvendosi nell'impugnazione del primo atto in cui si manifesta al contribuente la volontà di procedere alla riscossione di un ben individuato credito tributario"(Cass. Sez., Sentenza n. 13913 del 05/06/2017, Cass. Sez. 5 , Sentenza n. 11481 del 11/05/2018)».
Le Sezioni Unite chiariscono meglio: «Infatti l'impugnazione dell'atto di pignoramento è strumentale all'impugnazione della cartella di pagamento per far valere un vizio della stessa (nel caso di specie la decadenza) e non un vizio proprio degli atti di pignoramento; trattasi della soluzione in concreto praticabile per far valere il vizio della cartella ed arrestare la procedura esecutiva in considerazione delle limitazioni, in materia fiscale, nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi, previste dall'art. 57 d.p.r. 602/1973, nella parte in cui stabilisce che non sono ammesse le opposizioni regolate dall'art. 617 c.p.c. riguardanti la regolarità formale e la notificazione del titolo esecutivo. Tale inammissibilità va interpretata nel senso che comporta solo il divieto di proporre dette opposizioni davanti al Giudice ordinario, senza però che ciò impedisca di proporre la questione al Giudice tributario, impugnando, unitamente al pignoramento, la cartella di pagamento per mancata notificazione o per eccepirne la decadenza (cfr Cass. S.U., 5.6.2017 n. 13916)».
Ciò che rileva al fine di individuare la giurisdizione è, principalmente, «il dedotto vizio dell'atto di esecuzione forzata, cioè, nel caso di specie, la decadenza della notifica della cartella esattoriale (di natura tributaria), e non la natura di primo atto dell'espropriazione forzata (art. 491 cod. proc. civ.)».
Per la Cassazione, «la soluzione compatibile con il rispetto del diritto di difesa, sancito dall'articolo 24 Cost., è data dal riconoscimento della facoltà per il contribuente di impugnare davanti al giudice tributario la cartella di pagamento (atto presupposto), congiuntamente all'atto di precetto (atto successivo), ai sensi dell'art. 19, comma 3, D.Igs 546/92».
E, infatti, «L'art. 19, comma 3, D.Igs n. 546/92 prevede un'ipotesi d'impugnazione congiunta che consente di impugnare un atto autonomamente impugnabile "non conosciuto" unitamente al successivo atto notificato e, quindi, "conosciuto" al fine di farne valere eventuali profili di illegittimità; la eccepita decadenza della cartella di pagamento rende, quindi, il pignoramento impugnabile, unitamente alla cartella di pagamento, dinanzi alla commissione tributaria.»
Vigente al: 14-12-2018
Art. 57 - Opposizione all'esecuzione o agli atti esecutivi
2. Se è proposta opposizione all'esecuzione o agli atti esecutivi, il giudice fissa l'udienza di comparizione delle parti avanti a sè con decreto steso in calce al ricorso, ordinando al concessionario di depositare in cancelleria, cinque giorni prima dell'udienza, l'estratto del ruolo e copia di tutti gli atti di esecuzione.
AGGIORNAMENTO: La Corte Costituzionale, con sentenza 17 aprile - 31 maggio 2018, n. 114 (in G.U. 1ª s.s. 6/6/2018, n. 23), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della lettera a) del comma 1 del presente articolo "nella parte in cui non prevede che, nelle controversie che riguardano gli atti dell'esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento o all'avviso di cui all'art. 50 del d.P.R. n. 602 del 1973, sono ammesse le opposizioni regolate dall'art. 615 del codice di procedura civile
Cassazione civile Sezioni Unite ordinanza n.30756/2018
Avviso notificato ex art. 140 cpc senza raccomandata informativa: nullità della cartella esattoriale Legge di Bilancio 2019: prorogato il bonus per le ristrutturazioni edilizie

References: Sentenza 
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 Cass. 

Art. 57
 sentenza 
 art. 140