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Timestamp: 2018-04-24 04:31:28+00:00

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settembre | 2011 | Francesco Colaci's BLOG
UTILIZZABILI CONTRATTI SVILUPPO
In conformita’ alla previsione normativa ,dal 29 .9.2011 risulta possibile presentare la domanda di agevolazione per i contratti di sviluppo ,che è il nuovo strumento messo in campo dal Ministero dello Sviluppo Economico, che prevede agevolazioni finanziarie a sostegno degli investimenti delle imprese.
Lo strumento, che prende il posto degli accordi di programmi e dei patti territoriali, è stato istituito dall’art .43 del D.L. 112/2008 convertito, con modificazioni , dalla legge n .133/2008, reso operativo del D.M. 24 settembre 2010 ,pubblicato sulla G.U. del 24 dicembre dell’anno passato.,contenente gli elementi informativi ed operativi al riguardo ,completato dal DM 11.5.2011 e dalla – CIRCOLARE 16 giugno 2011 , n. 21364.
Di seguito si riportano le informazioni tratte dal sito di INVITALIA sui contratti di sviluppo
Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere di tipo industriale, turistico o commerciale. Si articola in uno o più progetti di investimento e, eventualmente, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra loro. Può prevedere anche la realizzazione di funzionali opere infrastrutturali, a totale carico delle risorse pubbliche.
Destinatarie delle agevolazioni sono:
l’impresa “proponente”, promotrice dell’iniziativa imprenditoriale, responsabile della coerenza tecnica ed economica del Programma di sviluppo; può anche essere costituita all’estero, purché abbia una sede con rappresentanza stabile nel territorio italiano
eventuali altre imprese “aderenti” che realizzino progetti di investimento nell’ambito dello stesso Programma di sviluppo
Il proponente assume nei confronti di Invitalia il ruolo di interlocutore formale anche per conto dei soggetti aderenti.
I progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale possono essere realizzati in tutto il territorio nazionale.I contributi a fondo perduto andranno dal 20 al 60%a fronte di programmi di investimento di importo minimo di 1,5 milioni. L’importo globale minimo per contratto cambia a seconda del settore in cui viene presentato; va dai 7,5 milioni dell’industria di trasformazione o commercializzazione dei prodotti agricoli fino a i 30 mln dell’industria tradizionale.
I con tratti di sviluppo hanno ad oggetto la realizzazione, su iniziativa di una o più imprese, di un programma di sviluppo in uno dei settori individuati.
Anche le imprese costituite all’estero potranno proporsi, purché si impegnino ad istituire una sede secondaria con rappresentanza stabile nel territorio itali ano, nell’ambito del programma di sviluppo e a mantenerla per almeno cinque anni dall’ultimazione del programma di sviluppo, ovvero , nel caso di piccole e medie imprese , per almeno tre anni dalla stessa data.
un programma di sviluppo industriale: rientra in questo campo un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’ investimento industriale, e, eventualmente, progetti di ricerca industriale a prevalente sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione al processo di produzione dei prodotti finali;
un programma di sviluppo turistico: quando si tratta di un’iniziativa imprenditoria le finalizzata allo sviluppo dell’offerta turistica, attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva , delle attività integrative l’offerta ricettiva e dei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento, ed , eventualmente, progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione alla definizione di offerta turistica per il territorio di riferimento;
un programma di sviluppo commerciale : in questo caso si tratta di un’iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo del settore commercial e, attraverso il potenziamento e la qualificazione dell’offerta distributiva del territorio, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento ed eventualmente, progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra loro in relazione alla definizione dell’offerta distributiva per il territorio di riferimento.
Per poter partecipare al progetto il singolo proponente deve presentare un progetto con un importo minimo pari a 1,5 mln di euro. L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili degli investimenti presentato da tutti i partecipanti al contratto non deve essere inferiore a:
30 milioni di euro , con riferimento ai programmi di sviluppo industriale, importo che può essere ridotto a 7,5 milioni di euro qualora tali programmi riguardino esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.
Il proponente principale deve prevedere una spese ammissibile di importo complessivo non inferiore a 15 milioni di euro, a parte eventuali progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale, ovvero 3 milioni di euro se tali programmi riguardano esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
22,5 milioni di euro, con riferimento ai programmi di sviluppo turistico
Importo minimo degli investimenti, in milioni di euro
nel suo complesso* Progetto d’investimento
proponente** Ciascun progetto
aderenti**
Industriale 30 15 1,5
esclusivamente per attività
di trasformazione e commercializzazione
di prodotti agricoli 7,5 3 1,5
Turistico 22,5 12 1,5
Commerciale 30 13 1,5
*Importo complessivo dei progetti d’investimento e degli eventuali progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, al netto di eventuali opere infrastrutturali.
**Importo dei soli progetti d’investimento, al netto di eventuali progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
dei prodotti agricoli Attività di trasformazione
dei prodotti agricoli Progetti
DATI DI SINTESI DEL CONTRATTO DI SVILUPPO
Regione * AbruzzoBasilicataCalabriaCampaniaEmilia RomagnaFriuli Venezia GiuliaLazioLiguriaLombardiaMarcheMolisePiemontePugliaSardegnaSiciliaToscanaTrentino Alto AdigeUmbriaValle d’AostaVenetoStato (da specificare)
Denominazione impresa proponente
Attività impresa proponente
Codice Classificazione Ateco 2007 *
Numero imprese aderenti 1 – 56 – 10> 10
Tipologia programma di sviluppo * industrialeindustriale – agroindustriaturisticocommerciale
Descrizione dell’attività relativa all’iniziativa da realizzare
Progetti di R&D si
Opere infrastrutturali si
Investimenti complessivi del Contratto di Sviluppo (€/000)
Nuova occupazione prevista
Investimenti previsti dall’Impresa proponente (€/000)
Altro (progettazione)
Chiarimenti richiesti *
Dichiaro di aver preso visione dei requisiti di legge previsti dallo Strumento
Presentazione dell’istanza di accesso
Il soggetto proponente presenta a Invitalia l’istanza di accesso alla procedura di negoziazione, composta dal modulo di domanda (Allegato 1 per Programmi di Sviluppo presentati dal solo soggetto proponente o Allegato 2 per Programmi di Sviluppo presentati da più soggetti – proponente e aderenti) e dalla proposta di massima (Allegato 3), a cui vanno allegati i seguenti documenti:
certificato antimafia ai sensi degli artt. 3 e 10 del D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252, rilasciato in data non anteriore al mese precedente quello di presentazione dell’istanza di accesso, ovvero copia dell’avvenuta richiesta del medesimo
dichiarazione dell’impresa proponente relativa all’eventuale esistenza o necessità di infrastrutture e di fonti energetiche funzionali agli investimenti previsti (Allegato 4)
bilanci, relativi ai tre esercizi precedenti la data di presentazione della domanda di agevolazioni, corredati di allegati esplicativi; qualora l’ultimo bilancio non fosse stato ancora approvato, può essere trasmessa la bozza sottoscritta dai legali rappresentanti dell’impresa e corredata dagli allegati esplicativi delle varie poste; per le imprese che alla data di presentazione dell’istanza non dispongano ancora di un bilancio, situazione patrimoniale alla data di presentazione della domanda sottoscritta dai legali rappresentanti dell’impresa
dichiarazione del legale rappresentante in merito alla disponibilità degli immobili e alla cantierabilità del progetto di investimento, anche con riferimento al rispetto dei vincoli edilizi e urbanistici
certificato di iscrizione al Registro delle Imprese, completo di vigenza e dicitura antimafia; le imprese costituite all’estero forniscono documentazione comprovante la regolare costituzione nel Paese di origine, con allegata traduzione giurata e dichiarazione della Ambasciata in Italia del Paese di origine attestante che il documento presentato costituisce certificazione di regolare costituzione e vigenza nel Paese di origine
Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) in corso di validità per le imprese attive con dipendenti
dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà relativa alla determinazione della dimensione aziendale ai sensi del DM 18 aprile 2005 (Allegato 5).
lettera di disponibilità da parte di un istituto bancario a valutare la concessione di un finanziamento a medio-lungo termine (Allegato 6)
In caso di partecipazione di una o più grandi imprese, ai fini della verifica dell’effetto incentivante delle agevolazioni (art. 8 del Regolamento GBER), deve essere allegata anche la documentazione di cui all’art. 7, comma 2 del DM 24 settembre 2010.
L’istanza, completa degli allegati, deve essere inviata a partire dal 29 settembre 2011 in formato cartaceo e in copia elettronica registrata su adeguato supporto informatico (CD – DVD – Memoria Pendrive) a:
Il solo modulo di domanda scansionato, sottoscritto dai legali rappresentanti delle imprese coinvolte, dovrà preventivamente essere trasmesso all’indirizzo di posta elettronica contrattidisviluppo@invitalia.it
Documenti correlati (Ved.sito Invitalia)
Allegato 1 – Domanda un solo soggetto
Allegato 2 – Domanda più soggetti
Allegato 3 – Proposta di massima
Allegato 4 – Infrastrutture e fonti energetiche
Allegato 5 – Dimensione impresa
Allegato 6 – Lettera disponibilità bancaria
Ammissibilità e negoziazione
Invitalia registra le istanze di accesso pervenute in formato cartaceo assegnando a ciascuna di esse un numero di protocollo progressivo e provvede a inviarne tempestivamente copia al MSE e alle Regioni interessate ai fini dell’acquisizione di un eventuale parere preliminare.
Invitalia verifica le condizioni di ammissibilità, nonché la compatibilità dell’istanza con i criteri di priorità e le risorse finanziarie disponibili, in base alle indicazioni fornite dal MSE.
In caso di esito positivo di tale valutazione, Invitalia avvia la negoziazione con il soggetto proponente per verificare la validità e la fattibilità del Programma e per fornire eventuali prescrizioni per la proposta definitiva di Contratto di Sviluppo.
Conclusa la fase di negoziazione, Invitalia ne comunica l’esito al soggetto proponente, al MSE e alle Regioni interessate.
Presentazione della proposta definitiva e istruttoria
Il soggetto proponente predispone e presenta a Invitalia, in forma cartacea e in formato elettronico, la proposta definitiva di Contratto di Sviluppo, redatta secondo l’apposito format (Allegato 1) e corredata degli elementi previsti dall’art. 8 c. 2 del DM 24 settembre 2010 e dal punto 5.2 della Circolare esplicativa 16 giugno 2011. Invitalia trasmette tempestivamente copia elettronica della proposta definitiva al MSE e alle Regioni.
Invitalia effettua l’istruttoria e ne comunica l’esito al MSE, anche ai fini dell’eventuale notifica alla Commissione Europea.
Il MSE comunica a Invitalia eventuali modifiche/integrazioni da apportare alla proposta di Contratto.
In assenza di rilievi da parte del MSE, Invitalia:
approva la proposta di Contratto
ne dà comunicazione al soggetto proponente, al MSE e alle Regioni interessate
acquisisce da queste ultime gli atti attestanti la deliberazione dell’eventuale cofinanziamento
sottoscrive il Contratto di Sviluppo con il soggetto proponente, con gli altri soggetti beneficiari e con le Amministrazioni Pubbliche eventualmente coinvolte.
Allegato 1 – Proposta definitiva (Ved. sito Invitalia)
DM 24/09/10 – Agevolazioni per la realizzazione di investimenti di rilevanti dimensioni
DM 11/05/11 – Indirizzi operativi per la gestione dei Contratti di Sviluppo
Circolare esplicativa 16 giugno 2011 per la concessione delle agevolazioni
Carta Aiuti 2007-2013
Decreto MAP su dimensioni aziendali
INPS: ATTIVAZIONE NUOVI SERVIZI ON LINE
Con il comunicato stampa sotto allegato l’Inps informa circa l’avvio dall’1.10.2011 ,dopo un periodo transitorio in cui è stato consentito l’uso del cartaceo ,di nuovi servizi on line.
Inps: dal 1° ottobre online le domande di visite mediche, assegni familiari per agricoli autonomi e versamenti volontari per Fondo Gas, Ferrovie dello Stato e Ipost
A partire dal prossimo 1° ottobre, nuovi servizi saranno coinvolti nel processo di
telematizzazione che si concluderà a metà del prossimo anno, quando tutte le domande
di prestazioni e servizi saranno disponibili online.
Dal 1° ottobre potranno essere presentate online le seguenti domande:
· visite mediche di controllo da parte dei datori di lavoro, per cui inizia il periodo
transitorio che terminerà il 30 novembre (circolare n. 118 del 12 settembre
· assegni familiari per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni, per i quali inizia il
periodo transitorio che terminerà il 30 novembre (circolare n. 121 del 16
settembre 2011);
· autorizzazione ai versamenti volontari per il Fondo di previdenza per il personale
dipendente delle aziende private del gas, il Fondo speciale per il personale
dipendente dalla Ferrovie dello Stato S.p.a. e l’Istituto Postelegrafonici (IPOST),
per cui inizia il periodo transitorio, che terminerà il 31 dicembre (circolale n. 111
del 30 agosto 2011).
Come è noto, il processo di digitalizzazione delle domande di prestazione avviene con
gradualità per ciascun servizio, assicurando un periodo transitorio durante il quale le
consuete modalità di presentazione continuano comunque ad essere in vigore.
Terminato il periodo transitorio, le domande non possono più essere presentate in
modalità cartacea, ma solo attraverso uno dei seguenti canali:
· Web – avvalendosi dei servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite
PIN attraverso il portale dell’Istituto, www.inps.it;
· telefono – contattando il contact center integrato, al numero verde 803164;
· patronati e tutti gli intermediari dell’Istituto – usufruendo dei servizi telematici offerti
COMUNICATO INPS DOMANDE PENSIONE LAVORI USURANTI
Si segnala il sotto riportato Messaggio 26 settembre 2011, n. 18290 con cui l’Inps evidenzia alcuni aspetti normativi relativi al pensionamento anticipato pe le attivita’ usuranti e rappresenta ai lavoratori interessati che l’imminente scadenza del termine di presentazione della domanda daarte di coloro che maturano i requisiti entro il 31.12.2011.
Il beneficio pensionistico consiste nell’anticipazione dell’età anagrafica richiesta per l’accesso alla pensione di anzianità e nella riduzione delle quote previste dalla d. lgs. 8/4/2003, n.66), ai lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena” e ai conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizi pubblici di trasporto.
LEGISLAZIONE: decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66;
PRASSI: inps – messaggio 25 agosto 2011, n. 16762;
TRATTAMENTO ECONOMICO SPETTA ANCHE DOCENTI PRECARI DURANTE DOTTORATO RICERCA
Quanto previsto dal titolo ,che interessa i docenti a tempo determinato in congedo straordinario per il dottorato di ricerca , risulta deciso dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Verona con sentenza n.360 del 26.5.2011I ,a cui si era rivolto un insegnante precario impugnando laprevisione della circolare Miur n.15 del 22.2.2011,in cui si stabilisce quanto segue: Ricordando che si intende come personale a tempo determinato, il personale destinatario di contratto durata annuale o fino al 30 giugno, ad essi devono essere applicate le disposizioni riguardanti i congedi per il personale ammesso alla frequenza dei dottorati di ricerca, precisando che le predette disposizioni esplicano la propria validità esclusivamente sotto il profilo giuridico (riconoscimento del servizio ai fini previsti delle vigenti disposizioni) non ritenendosi che le stesse possano esplicare la validità sotto il profilo economico (conservazione della retribuzione per il periodo di frequenza del dottorato).
Invece la sent. n.360/2011 ha stabilito che ai contratti a t.d. debbano riconoscere il diritto non diversamente dai contratti a t.i.
Il docente precario sul caso del quale il giudice ha sentenziato era stato tra gli idonei di un concorso per dottorato di ricerca, in posizione di graduatoria tale da non poter accedere a una delle borse di studio messe a disposizione dall’università .
Pertanto, aveva chiesto di mantenere lo stipendio di insegnante, secondo il diritto riconosciuto al personale con contratto a t.i. Il Tribunale si è espresso in modo favorevole al ricorrente.
Di conseguenza le organizzazioni sindacali si sono attivate affinche’ il Miur ,prendendo atto della sentenza citata,corregga la previsione negatia contenuta nel circolare n.15/2o11.
Si coglie l’occasione per ricordare le modifiche apportate dal decreto legislativo n.119/2011, in vigore dall’11 agosto c.a. .alla disciplina dell’istituto del dottorato di ricerca
contenuta nella legge 13 agosto 1984, n 476, ,il cui art 2 ,prima dell’entrata in vigore del dec.legvo 119/2011, recitava quanto segue:
”1. Il pubblico dipendente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca è collocato a domanda in congedo
straordinario per motivi di studio senza assegni per il periodo di durata del corso ed usufruisce della
borsa di studio ove ricorrano le condizione richieste.
In caso di ammissione a corsi di dottorato di ricerca senza borsa di studio, o di rinuncia a questa,
l’interessato in aspettativa conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in
godimento da parte dell’amministrazione pubblica presso la quale è instaurato il rapporto di lavoro.
Qualora, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca, il rapporto di lavoro con l’amministrazione
pubblica cessi per volontà del dipendente nei due anni successivi, è dovuta la ripetizione degli importi
corrisposti ai sensi del secondo periodo. (comma aggiunto dall’art.52,comma 57, L.28/12/2001 n.448)
2. Il periodo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di
quiescenza e di previdenza.”
Le modifiche apportte dall’ art.5 del dec.legvo n.119 /2011 al testo dell’art. 2 della legge n,476/84 sono le seguenti:
a) sostituzione del terzo periodo del primo comma con il seguente:
il rapporto di lavoro o di impiego con qualsiasi amministrazione
pubblica per volonta’ del dipendente nei due anni successivi, e’
dovuta la ripetizione degli importi corrisposti ai sensi del secondo
b) in serimento dopo il primo comma del seguente:
«Le norme di cui al presente articolo si applicano anche al
personale dipendente dalla pubbliche amministrazioni disciplinato in
base all’articolo 2, commi 2 e 3, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, in riferimento all’aspettativa prevista dalla
Pertanto, il nuovo testo dell’art.2 della legge in questione, dall’11.8.2011, è cosi composto :
Qualora, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca, cessi
1 bis.Le norme di cui al presente articolo si applicano anche al
2 Il periodo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di
SOTTOSCRITTA IPOTESI RINNOVO CCNL ADDETTI STUDI PROFESIONALI
Il 27 settembre 2011 si è concluso positivamente il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale degli addetti degli studi professionali ,scaduto il 30 settembre del 2010 .
Il documento sottoscritto ,composto da più di 120 pagine , costituisce un vero e proprio contratto per il settore che occupa più di un milione di lavoratori, costituito per l’88% da donne e giovani.
Nel merito l’intesa di rinnovo, raggiunta ,come prima detto,a circa un anno dalla scadenza, recepisce integralmente la riforma del modello contrattuale in ordine alla durata triennale, con decorrenza dal 1° ottobre 2010, ed all’avvio della contrattazione decentrata con l’introduzione di un elemento economico di garanzia.
Circa la parte economica si prevede al 3° livello un aumento contrattuale pari ad 87,50 euro a regime, da riparametrare per gli altri livelli ,che verra’ corrispost0 nei seguenti due scaglioni ,tenendo conto degli arretrati e del periodo di vacanza contrattuale :ad ottobre 2011 sara’ corrisposto l’80% ,mentre il restante 40% sara’ liquidato a gennaio 2012.
Inoltre è stato adeguato il valore degli scatti di anzianità.
In caso di mancato avvio della contrattazione decentrata sarà inoltre riconosciuto al 3° livello un elemento economico di garanzia quantificato in 90 euro da riparametrare per gli altri livelli.
Sulla parte normativa ,si segnala che l’apprendistato entra a pieno titolo tra i profili riconosciuti,evidenziando che per quelli di alta formazione e professionalizzante gli importi del compenso sono calcolati in percentuale rispetto alle retribuzioni normali.
Invece per i praticanti ,per cui i sindacati chiedevano un equo compenso minimo ,si è registrata la posizione intransigente negativa dei datori di lavoro,per cui se ne riparlera’ nel prossimo futuro.
Da evidenziare altresì che nell’ipotesi sottoscritta si estendono i così detti pachetti welfare e famiglia anche ai professionisti collaboratori ,iscritti all’Albo professionale, ma in rapporto di collaborazione e partita IVA e speso di monocommittenza .Pertanto saràpossibile il rimborso parziale ,se documentato,di visite pediatriche specialistiche,spese di asilo nido o assistenza socio sanitaria a familiari anziani o disabili.
Infine per i collaboratori è previsto anche un contributo per la formazione professionale continua,il rionoscimento delle norme per la sicurezza sul lavoro ed una modalita’ di reciproco preavviso sul lavoro ,da valere per il titilare e per il collaboratore ,pur senza valenza contrattuale del predetto.
aumentato l’importo del contributo alla cassa di assistenza sanitaria integrativa Cadiprof a carico del datore di lavoro, sono state estese le norme riferite al welfare anche alle figure professionali cosìddette non regolamentate ed è stata valorizzata l’attività del fondo interprofessionale per la formazione continua Fondoprofessioni
FIRMATO DECRETO MONITORAGGIO SEMESTRALE PATTO STABILITA’ ENTI LOCALI
Risulta firmato il decreto del Ministro economia n.95560 del 7.9.2011, relativo al monitoraggio semestrale del Patto di stabilità interno per l’anno 2011 per le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti di cui all’articolo 1, comma 109, della legge 13 dicembre 2010, n. 220. I prospetti per il monitoraggio semestrale, disponibili a far data dal 3 ottobre 2011, devono essere trasmessi, con riferimento a ciascun semestre, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito http://www.pattostabilita.rgs.tesoro.it. , entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in gazzetta ufficiale ,che ancora non è intervenuta.
Di seguito si riporta il testo del decreto in questione e dei modelli da utilizzare per il monoitoraggio semestrale da parte degli enti interessati.
N. 0095560 – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – I.GE.P.A.
VISTO l’articolo 1, comma 109, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, che dispone che, per il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di stabilità interno e per acquisire gli elementi informativi utili per la finanza pubblica anche relativamente alla situazione debitoria, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti trasmettano semestralmente al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito ”www.pattostabilita.rgs.tesoro.it”, le informazioni riguardanti le risultanze in termini di competenza mista, attraverso un prospetto e con le modalità definiti con decreto del predetto Ministero, sentitala Conferenza Stato-città ed autonomie locali;
VISTO il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n. 69882 del 7 giugno 2011 che definisce il prospetto dimostrativo dell’obiettivo determinato per ciascun ente locale ai sensi dell’articolo 1, commi 91, 92 e 93, della citata legge n. 220 del 2010;
VISTO il comma 88, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che introduce il nuovo meccanismo di determinazione del saldo obiettivo, applicando alla spesa corrente media registrata nel triennio 2006-2008, come desunta dai conti consuntivi, le percentuali ivi indicate e distinte per province e comuni;
VISTO il comma 89, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che introduce il saldo finanziario tra le entrate finali e le spese finali, calcolato in termini di competenza mista, quale somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti ed impegni, per la parte corrente, e dalla differenza fra incassi e pagamenti, per la parte in conto capitale, al netto, rispettivamente, delle entrate derivanti dalle riscossioni di crediti e delle spese derivanti dalle concessioni di crediti, considerando come valori di riferimento quelli desunti dai conti consuntivi;
VISTO il comma 91, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che introduce un meccanismo finalizzato a neutralizzare gli effetti della riduzione dei trasferimenti erariali di cui al comma 2, dell’articolo 14, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e per il quale ogni ente soggetto al patto di stabilità interno, per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, deve conseguire un saldo finanziario di competenza mista non inferiore al valore individuato ai sensi del comma 88, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010 diminuito di un importo pari alla riduzione dei trasferimenti di cui al citato comma 2, dell’articolo 14, del decreto-legge n. 78 del 2010;
VISTO il comma 92, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che, nell’introdurre un fattore correttivo di calcolo, dispone che, per l’anno 2011, il suddetto saldo finanziario, di cui al comma 91, e` ridotto di una misura pari al 50 per cento della differenza tra l’obiettivo di saldo determinato ai sensi del comma 91 e quello determinato ai sensi dall’articolo 77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 se la differenza risulta positiva; tale saldo è incrementato nella stessa misura del 50 per cento se la differenza risulta negativa;
VISTO il comma 93, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che introduce, per il solo anno 2011, misure correttive del patto di stabilità interno – anche al fine di tenere conto delle spese per gli interventi necessari in ragione di impegni internazionali e di garantire una più equa distribuzione del contributo degli enti locali alla manovra di finanza pubblica – da definire mediante decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali;
VISTO il comma 103, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che, per il solo anno 2011, esclude dal saldo rilevante ai fini della verifica del patto di stabilità interno del comune di Milano, le risorse provenienti dallo Stato e le spese sostenute per gli interventi necessari per la realizzazione dell’Expo Milano 2015 nel limite dell’importo individuato ai sensi del summenzionato comma 93;
VISTO il comma 37, dell’articolo 2, del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, che dispone che fino al 31 dicembre 2011, le disposizioni di cui al citato comma 103, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, nel limite di spesa ivi indicato, si applicano anche alla provincia di Milano;
VISTI gli articoli 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 marzo 2011, emanato, in attuazione del comma 93, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, di intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, che ripartiscono la somma di 480 milioni, destinando 130 milioni di euro all’esclusione dal patto di stabilità interno delle spese sostenute per la realizzazione degli interventi connessi all’Expò 2015 – nei limiti di 20 milioni di euro per la provincia di Milano e di 110 milioni di euro per il comune di Milano – 40 milioni di euro alla redistribuzione del contributo delle province alla manovra e i restanti 310 milioni di euro alla redistribuzione del contributo dei comuni;
VISTO il decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 10 dicembre 2010 con cui è stata definita, per l’anno 2010, la ripartizione tra i comuni del contributo di 200 milioni di euro di cui al comma 13 dell’articolo 14 del decreto legge n. 78 del 2010;
VISTO il comma 94, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che esclude dal saldo finanziario gli accertamenti, per la parte corrente, e le riscossioni, per la parte in conto capitale, delle risorse provenienti dallo Stato per l’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza, nonché gli impegni di spesa di parte corrente ed i pagamenti in conto capitale connessi alle citate risorse provenienti dallo Stato;
VISTO il comma 96, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che ha equiparato, ai fini del patto di stabilità interno, gli interventi realizzati dagli enti locali in relazione allo svolgimento delle iniziative per le quali è intervenuta la dichiarazione di grande evento e rientranti nella competenza del Dipartimento della protezione civile – di cui all’articolo 5-bis, comma 5, del decreto legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401 – agli interventi di cui al citato comma 94;
VISTO il comma 97, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che esclude dal saldo di cui al comma 89 le risorse provenienti direttamente o indirettamente dall’Unione Europea, nonché le connesse spese di parte corrente ed in conto capitale sostenute dalle province e dai comuni, ad eccezione delle spese connesse ai cofinanziamenti nazionali;
VISTO il comma 98, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che prevede che, qualora l’Unione Europea riconosca importi inferiori a quelli considerati ai fini dell’applicazione di quanto stabilito dal citato comma 97, l’importo corrispondente alle spese non riconosciute è incluso tra le spese del patto di stabilità interno relativo all’anno in cui è comunicato il mancato riconoscimento ovvero in quello dell’anno successivo, se la comunicazione è effettuata nell’ultimo quadrimestre;
VISTO il comma 99, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che esclude dal saldo rilevante ai fini del rispetto del patto le risorse provenienti dai trasferimenti autorizzati dai commi 704 e 707 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), destinati ai comuni i cui consigli comunali sono stati sciolti a seguito di fenomeni di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso, ai sensi dell’articolo143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) e le relative spese in conto capitale sostenute da detti comuni;
VISTO il comma 100, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che prevede che gli enti locali individuati dal Piano generale di censimento di cui al comma 2 dell’articolo 50 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, come affidatari di fasi delle rilevazioni censuarie e gli enti locali individuati dal Piano generale del 6° censimento dell’agricoltura di cui al numero ISTAT SP/1275.2009 del 23 dicembre 2009, e di cui al comma 6, lett. a), del citato articolo 50 del decreto legge n. 78 del 2010, escludono dal saldo finanziario in termini di competenza mista rilevante ai fini della verifica del patto, le risorse trasferite dall’ISTAT e le spese per la progettazione e l’esecuzione dei censimenti nei limiti delle stesse risorse trasferite;
VISTO il comma 101, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010 che prevede la possibilità per i comuni dissestati della provincia dell’Aquila di escludere dal saldo del patto di stabilità interno del biennio 2011-2012 gli investimenti in conto capitale deliberati entro il 31 dicembre 2010, anche a valere sui contributi già assegnati negli anni precedenti, nel limite di 2,5 milioni di euro, demandando ad un decreto del Ministro dell’interno, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, l’individuazione delle modalità di ripartizione;
VISTO il comma 102, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che esclude dal saldo rilevante ai fini della verifica del patto di stabilità interno del comune di Parma, le risorse provenienti dallo Stato e le spese sostenute per la realizzazione degli interventi straordinari volti all’adeguamento delle dotazioni infrastrutturali di carattere viario e ferroviario e alla riqualificazione urbana della città di Parma connessi con l’insediamento dell’Autorità Europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e per la realizzazione della Scuola per l’Europa di Parma, nei limiti di 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013;
VISTO il comma 104, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che esclude l’applicazione dei vincoli relativi al rispetto del patto di stabilità interno alle procedure di spesa relative ai beni trasferiti ai sensi della disciplina del federalismo demaniale di cui al decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, per un importo corrispondente alle spese già sostenute dallo Stato per la gestione e la manutenzione dei beni trasferiti, demandando i criteri e le modalità per la determinazione dell’importo ad apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di cui al comma 3 dell’articolo 9 del citato decreto legislativo n. 85 del 2010;
VISTO l’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 marzo 2011 che dispone che nel saldo finanziario – individuato ai sensi del comma 89, dell’articolo 1, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno – sono considerate le entrate originate dalla cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali, nonché quelle derivanti dalla distribuzione dei dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere dalle predette società, qualora quotate in mercati regolamentati, e le risorse relative alla vendita del patrimonio immobiliare, di cui al comma 10 dell’articolo 7-quater del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n.33, come richiamato dal comma 4-quinquies dell’articolo 4 del decreto legge 25 gennaio 2010, n.2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42;
VISTO il comma 106, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010, che abroga le disposizioni che individuano esclusioni di entrate o di uscite dai saldi rilevanti ai fini del patto di stabilità interno non previste dai commi da 87 a 124;
VISTO il comma 138, dell’articolo 1, della legge n. 220 del 2010 che prevede, a partire dal 2011, la possibilità per le regioni, escluse la regione Trentino-Alto Adige e le province di Trento e Bolzano, di autorizzare gli enti locali del proprio territorio a peggiorare il loro saldo programmatico attraverso un aumento dei pagamenti in conto capitale, rideterminando contestualmente il proprio obiettivo in termini di cassa o di competenza;
RAVVISATA l’opportunità di procedere – al fine di dare attuazione alle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 109, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 – all’emanazione del decreto ministeriale recante il prospetto e le modalità per il monitoraggio degli adempimenti del patto di stabilità interno;
CONSIDERATO che gli allegati del presente decreto possono essere aggiornati dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – a seguito di successivi interventi normativi volti a prevedere esclusioni dai saldi rilevanti ai fini del patto di stabilità interno, dandone comunicazione alla Conferenza Stato-città ed autonomie locali, all’ANCI e all’UPI;
SENTITAla Conferenza Stato-cittàed autonomie locali che ha espresso parere favorevole nella seduta del 27 luglio 2011;
Le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti forniscono al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – le informazioni per il monitoraggio semestrale del patto di stabilità interno per l’anno 2011 – di cui all’articolo 1, comma 109, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 – con le modalità e i prospetti definiti nell’allegato A al presente decreto. Detti prospetti devono essere trasmessi con riferimento a ciascun semestre, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito www.pattostabilita.rgs.tesoro.it”.
PATTO DI STABILITA’ INTERNO 2011 (Leggi n. 122/2010, n. 220/2010 e n. 10/2011)
PROVINCE – COMUNI con popolazione superiore a 5.000 abitanti
MONITORAGGIO SEMESTRALE DELLE RISULTANZE DEL PATTO PER L’ANNO 2011
ENTRATE FINALI a tutto il … semestre
E1 TOTALE TITOLO 1° Accertamenti
E2 TOTALE TITOLO 2° Accertamenti
E3 TOTALE TITOLO 3° Accertamenti
a detrarre: E4 Entrate correnti provenienti dallo Stato destinate all’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza (art. 1, comma 94, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.1). Accertamenti
E5 Entrate correnti provenienti dallo Stato a seguito di dichiarazione di grande evento (art. 1, comma 96, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.2). Accertamenti
E6 Entrate correnti provenienti direttamente o indirettamente dall’Unione Europea (art. 1, comma 97, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.3). Accertamenti
(2) E7 Entrate correnti provenienti da trasferimenti di cui al comma 704 dell’art. 1, legge n. 296/2006 (art. 1, comma 99, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.5). Accertamenti
E8 Entrate provenienti dall’ISTAT connesse alla progettazione ed esecuzione dei censimenti di cui all’articolo 1, comma 100, legge n. 220/2010 (rif. par. B.1.6). Accertamenti
(3) E9 Entrate correnti provenienti dallo Stato a favore del comune e della provincia di Milano per gli interventi necessari per la realizzazione dell’Expò Milano 2015 (art. 1, comma 103 legge n. 220/2010 e art. 2, comma 37, legge 10/2011) – (rif. par. B.1.9). Accertamenti
(4) E10 Entrate relative al contributo attribuito ai comuni per un importo complessivo di 200 milioni, di cui all’art. 14, comma 13, legge n. 122/2010) – (rif. par. B.1.12). Accertamenti
Totale entrate correnti nette (E1+E2+E3-E4-E5-E6-E7-E8-E9-E10) Accertamenti
E11 TOTALE TITOLO 4° Riscossioni (1)
a detrarre: E12 Entrate derivanti dalla riscossione di crediti (art. 1, comma 89, legge n. 220/2010). Riscossioni (1)
E13 Entrate in conto capitale provenienti dallo Stato destinate all’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza (art. 1, comma 94, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.1). Riscossioni (1)
E14 Entrate in conto capitale provenienti dallo Stato a seguito di dichiarazione di grande evento (art. 1, comma 96, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.2). Riscossioni (1)
E15 Entrate in conto capitale provenienti direttamente o indirettamente dall’Unione Europea (art. 1, comma 97, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.3). Riscossioni (1)
E16 Entrate in conto capitale provenienti dallo Stato a favore del comune di Parma per la realizzazione degli interventi di cui al comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge , n. 113/2004 e per la realizzazione della Scuola per l’Europa di Parma di cui alla legge n. 115/2009 (art. 1, comma 102, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.8). Riscossioni (1)
(3) E17 Entrate in conto capitale provenienti dallo Stato a favore del comune e della provincia di Milano per gli interventi necessari per la realizzazione dell’Expò Milano 2015 (art. 1, comma 103 legge n. 220/2010 e art. 2, comma 37, legge 10/2011) – (rif. par. B.1.9). Riscossioni (1)
Totale entrate in conto capitale nette (E11-E12-E13-E14-E15-E16-E17) Riscossioni (1)
EF N ENTRATE FINALI NETTE (E1+E2+E3-E4-E5-E6-E7-E8-E9-E10+E11-E12-E13-E14-E15-E16-E17)
MONIT/11
SPESE FINALI a tutto il … semestre
S1 TOTALE TITOLO 1° Impegni
a detrarre: S2 Spese correnti sostenute per l’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza (art. 1, comma 94, legge n. 220/2010) – (rif.par. B.1.1). Impegni
S3 Spese correnti sostenute a seguito di dichiarazione di grande evento (art. 1, comma 96, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.2). Impegni
S4 Spese correnti relative all’utilizzo di entrate correnti provenienti direttamente o indirettamente dall’Unione Europea (art. 1, comma 97, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.3). Impegni
S5 Spese connesse alle risorse provenienti dall’ISTAT per la progettazione ed esecuzione dei censimenti di cui all’articolo 1, comma 100, legge n. 220/2010. (rif. par. B.1.6). Impegni
(3) S6 Spese correnti sostenute dal comune di Milano e dalla provincia di Milano per gli interventi necessari per la realizzazione dell’Expo Milano 2015 (art. 1, comma 103 legge n. 220/2010 e art. 2, comma 37, legge 10/2011) – (rif. par. B.1.9). Impegni
S7 Spese correnti relative ai beni trasferiti di cui al decreto legislativo n. 85/2010 (federalismo demaniale), per un importo corrispondente alle spese già sostenute dallo Stato per la gestione e la manutenzione dei beni trasferiti. (art. 1, comma 104, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.10). Impegni
Totale spese correnti nette (S1-S2-S3-S4-S5-S6-S7) Impegni
S8 TOTALE TITOLO 2° Pagamenti (1)
a detrarre: S9 Spese derivanti dalla concessione di crediti (art. 1, comma 89, legge n. 220/2010). Pagamenti (1)
S10 Spese in conto capitale sostenute per l’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza (art. 1, comma 94, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.1). Pagamenti (1)
S11 Spese in conto capitale sostenute a seguito di dichiarazione di grande evento (art. 1, comma 96, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.2). Pagamenti (1)
S12 Spese in conto capitale relative all’utilizzo di Entrate in conto capitale provenienti direttamente o indirettamente dall’Unione Europea (art. 1, comma 97, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.3). Pagamenti (1)
(2) S13 Spese in conto capitale sostenute a valere sui trasferimenti di cui ai commi 704 e 707 dell’art. 1, legge n. 296/2006 (art. 1, comma 99, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.5). Pagamenti (1)
S14 Spese in conto capitale sostenute dai comuni della provincia de L’Aquila in stato di dissesto relative agli investimenti deliberati entro il 31 dicembre 2010 (art. 1, comma 101, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.7). Pagamenti (1)
S15 Spese in conto capitale sostenute dal comune di Parma per la realizzazione degli interventi di cui al comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge n. 113/2004 e per la realizzazione della Scuola per l’Europa di Parma di cui alla legge n. 115/2009 (art. 1, comma 102, legge n. 220/2010)- (rif. par. B.1.8). Pagamenti (1)
(3) S16 Spese in conto capitale sostenute dal comune di Milano e dalla provincia di Milano per gli interventi necessari per la realizzazione dell’Expo Milano 2015 (art. 1, comma 103 legge n. 220/2010 e art. 2, comma 37, legge 10/2011) – (rif. par. B.1.9). Pagamenti (1)
S17 Spese in conto capitale relative ai beni trasferiti di cui al decreto legislativo n. 85/2010 (federalismo demaniale), per un importo corrispondente alle spese già sostenute dallo Stato per la gestione e la manutenzione dei beni trasferiti (art. 1, comma 104, legge n. 220/2010) – (rif. par. B.1.10). Pagamenti (1)
Totale spese in conto capitale nette (S8-S9-S10-S11-S12-S13-S14-S15-S16-S17) Pagamenti (1)
SF N SPESE FINALI NETTE (S1-S2-S3-S4-S5-S6-S7+S8-S9-S10-S11-S12-S13-S14-S15-S16-S17)
SFIN 11 SALDO FINANZIARIO (EF N- SF N)
OB OBIETTIVO PROGRAMMATICO ANNUALE SALDO FINANZIARIO 2011 (determinato ai sensi dei commi da 88 a 93 o ai sensi dei commi da 138 a 143 dell’art. 1, legge n. 220/2010 )
(5) DIFFERENZA TRA IL RISULTATO NETTO E OBIETTIVO ANNUALE SALDO FINANZIARIO (SFIN 11- OB)
(2) L’esclusione è operata solo dai comuni. Per gli anni 2010 e 2011 l’intervento di cui al comma 707 non è stato rifinanziato, pertanto, la relativa entrata non è richiamata nel prospetto.
(3) L’esclusione è operata solo dal comune e dalla provincia di Milano.
(4) L’esclusione è operata solo dai comuni che accertano nell’anno 2011 il contributo di cui al comma 13, dell’articolo 14, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, la cui ripartizione è stata operata con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 10 dicembre 2010.
(5) Con riferimento alla sola situazione annuale, in caso di differenza positiva, o pari a 0, il patto è stato rispettato. In caso di differenza negativa, il patto non è stato rispettato.
INDENNITA’ ACCOMPAGNAMENTO E RICOVERO ISTITUTO
Si richiama l’attenzione sul messaggio inps 26 settembre 2011, n. 18291 ,il cui testo si riporta di seguito,contenente precisazioni e chiarimenti sul rapporto tra l’indennita’ di accompagnamento in caso di ricovero in istituto .
Con riguardo ai casi di ricovero presso le strutture pubbliche o riabilitative di lunga degenza, si osserva che, in linea generale e ferma restando la necessità di un esame puntuale delle singole concrete situazioni, i ricoveri in quelle strutture (ad esempio le residenze sanitarie assistenziali), autorizzate dalle Regioni, con funzioni socio-sanitarie di assistenza alle persone anziane, non sono equiparati a quelli in reparti di lungo degenza e/o riabilitativi che escludono l’erogazione della prestazione economica
Si ricorda infine che l’interessato, con la dichiarazione di responsabilità ex n. 45/1986, deve dichiarare l’esistenza o meno di periodi di ricovero gratuito in istituto e, in caso affermativo, deve indicarne la durata.
I periodi di ricovero devono essere dichiarati all’INPS annualmente, rilasciando la dichiarazione ICRIC al CAF ovvero, per i possessori del PIN dispositivo, utilizzando l’apposita procedura on line presente sul sito – funzione dichiarazione ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS.
Al riguardo, si coglie l’occasione per far presente che non vi sono elementi per limitare tali certificati a quelli redatti da medici specialisti ovvero da medici incaricati di un pubblico servizio. Ne discende che qualsiasi medico in costanza di iscrizione all’albo professionale può certificare la sussistenza dei requisiti per l’esonero.
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References: sentenza 
 sentenza 
 art.5
 articolo 50
 art. 2
 art. 2
 art. 2
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