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Timestamp: 2020-08-10 03:40:09+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23217 del 04/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23217 del 04/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 04/10/2017, (ud. 22/06/2017, dep.04/10/2017), n. 23217
sul ricorso 13566-2016 proposto da:
P.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
CASTELFIDARDO, 60, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCA BEATRICE
SURACE, rappresentato e difeso dall’avvocato CONCETTO PIRROTTINA;
SOCIETA’ CATTOLICA DI ASSICURAZIONE coop. a r.l. P.IVA (OMISSIS) in
qualità di cessionaria giusto atto di scissione del 24/04/2011 del
portafoglio assicurativo della DUOMO UNIONE assicurazioni S.P.A., in
persona del delegato alla rappresentanza e firma sociale,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA A. BERTOLONI, 55, presso lo
studio degli avvocati FEDERICO MARIA CORBO’ e FILIPPO MARIA CORBO’,
che la rappresentano e difendono.
M.M., G.R.;
avverso la sentenza n. 114/2016 della CORTE D’APPELLO di REGGIO
CALABRIA, depositata il 06/05/2016;
che la Corte d’appello di Reggio Calabria, in parziale riforma della sentenza di primo grado, pronunciando sulla domanda di risarcimento danni proposta da P.F. nei confronti di G.R. e M.M. e della compagnia assicurativa Unione Assicurazioni s.p.a. (oggi Cattolica Assicurazione), in accoglimento dell’appello incidentale proposto da quest’ultima, ha dichiarato il concorso di colpa pari misura dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro;
che il P. ha proposto ricorso per la cassazione di tale sentenza per quattro motivi;
che la Società Cattolica di Assicurazione coop. a r.l. (succeduta nel diritto controverso) ha resistito con controricorso; che gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva.
che il ricorso è manifestamente infondato, in quanto:
– il primo motivo concerne la valutazione delle risultanze delle deposizioni testimoniali e il secondo motivo l’esistenza di circostanze di fatto idonee a superare la presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054 cod. civ.: sono entrambe doglianze relative alla ricostruzione della dinamica fattuale del sinistro, il cui accertamento è rimesso in via esclusiva al giudice di merito;
il terzo motivo concerne il danno morale ex art. 2059 cod. civ., del quale il ricorrente lamenta la denegata liquidazione: in realtà la sentenza impugnata motiva ampiamente sul carattere omnicomprensivo del risarcimento, talchè il danno morale deve intendersi – non già denegato, bensì – già compreso nella liquidazione giudiziale;
con il quarto motivo si deduce la violazione dell’art. 132 cod. proc. civ., sotto il profilo dell’assenza di motivazione, ma la motivazione della sentenza impugnata è certamente al di sopra del “minimo costituzionale” (Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014, Rv. 629830);
che sussistono i presupposti per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento, in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 5.600,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2059
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 13