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Timestamp: 2017-11-19 06:59:54+00:00

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DECRETO LEGISLATIVO 28 giugno 2012, n. 104 - Attuazione della direttiva 2010/30/UE, relativa all'indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all'energia, mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relativa ai prodotti. (12G0126) - (GU n. 168 del 20-7-2012 | Edilone.it
<MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 4 luglio 2012
DIRETTIVA 2012/19/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 4 luglio 2012>
DECRETO LEGISLATIVO 28 giugno 2012, n. 104 – Attuazione della direttiva 2010/30/UE, relativa all’indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all’energia, mediante l’etichettatura ed informazioni uniformi relativa ai prodotti. (12G0126) – (GU n. 168 del 20-7-2012
DECRETO LEGISLATIVO 28 giugno 2012, n. 104 - Attuazione della direttiva 2010/30/UE, relativa all'indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all'energia, mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relativa ai prodotti. (12G0126) - (GU n. 168 del 20-7-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 21/07/2012
DECRETO LEGISLATIVO 28 giugno 2012 , n. 104
Attuazione della direttiva 2010/30/UE, relativa  all’indicazione  del
consumo  di  energia  e  di  altre  risorse  dei  prodotti   connessi
all’energia,  mediante  l’etichettatura  ed   informazioni   uniformi
relativa ai prodotti. (12G0126)
Vista  la  direttiva  2010/30/UE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 19 maggio 2010 concernente l’indicazione  del  consumo
di energia e di altre  risorse  dei  prodotti  connessi  all’energia,
mediante  l’etichettatura  ed  informazioni  uniformi   relative   ai
Visti i regolamenti delegati (CE) n. 1059/2010,  n.  1060/2010,  n.
1061/2010 e n. 1062/2010 della Commissione, tutti  del  28  settembre
2010,  che  integrano  la  citata  direttiva  2010/30/UE  per  quanto
riguarda   l’etichettatura   indicante    il    consumo    d’energia,
rispettivamente,  delle  lavastoviglie  per  uso   domestico,   degli
apparecchi di refrigerazione per uso domestico, delle  lavatrici  per
Visto il regolamento delegato della Commissione  (CE)  n.  626/2011
europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’etichettatura indicante
il consumo d’energia dei condizionatori d’aria;
comunitaria 1994 ed, in particolare, l’articolo 47;
1. Il presente decreto stabilisce,  nel  quadro  di  armonizzazione
istituito dall’Unione europea, le misure nazionali  sull’informazione
degli  utilizzatori  finali,  realizzata  in   particolare   mediante
etichettatura e informazioni uniformi sul prodotto,  sul  consumo  di
energia e, se del caso, di altre risorse  essenziali  durante  l’uso,
nonche’  informazioni   complementari   per   i   prodotti   connessi
all’energia, in modo che gli utilizzatori  finali  possano  scegliere
prodotti piu’ efficienti.
altre risorse essenziali durante l’uso.
c) alla piastrina, o l’equivalente della piastrina, indicante  la
– La direttiva 2010/30/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
– Il testo dell’articolo 9, comma 1 e 6 e dell’articolo
24,  comma  1,  della  legge  15  dicembre  2011,  n.   217
«Art. 24  (Disposizioni  finali). –  1.  Nell’esercizio
procedure di cui all’articolo 1 della medesima legge.
«Art.  1.  (Delega  al  Governo  per  l’attuazione   di
direttive  da  attuare,  i  decreti  legislativi   di   cui
all’articolo  1  sono  informati  ai  seguenti  principi  e
– La decisione 768/2008/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
– Il regolamento (UE) n. 1059/2010 e’ pubblicato  nella
– Il regolamento (UE) n. 1060/2010 e’ pubblicato  nella
– Il regolamento (UE) n. 1061/2010 e’ pubblicato  nella
– Il regolamento (UE) n. 1062/2010 e’ pubblicato  nella
– Il regolamento (UE) n. 626/2011 e’  pubblicato  nella
sistema penale) e’ pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  30
– Il testo dell’articolo  47  della  legge  6  febbraio
1996, n. 52 (Disposizioni  per  l’adempimento  di  obblighi
europee  –  legge  comunitaria  1994),   pubblicata   nella
a) prodotto connesso all’energia o prodotto: qualsiasi  bene  che
abbia un impatto sul consumo di energia  durante  l’uso,  immesso  in
commercio ovvero messo in servizio, comprese le  parti  destinate  ad
essere integrate in prodotti connessi  all’energia  disciplinati  dal
parti a se’ stanti per gli utilizzatori finali e di cui e’  possibile
b) scheda: una tabella informativa standardizzata relativa ad  un
c) altre risorse essenziali: acqua, prodotti chimici o  qualsiasi
altra  risorsa  consumata  da  un   prodotto   durante   il   normale
d) informazioni complementari:  altre  informazioni  relative  al
funzionamento e alle caratteristiche del prodotto  che  riguardano  o
servono a valutare il suo consumo  di  energia  o  di  altre  risorse
e)  impatto  diretto:  l’impatto  dei  prodotti   che   consumano
effettivamente energia durante l’uso;
f) impatto indiretto: l’impatto dei prodotti  che  non  consumano
energia ma contribuiscono  alla  conservazione  dell’energia  durante
h) fornitore: il fabbricante o il suo rappresentante  autorizzato
nell’Unione europea oppure  l’importatore  che  immette  o  mette  in
servizio il prodotto sul mercato dell’Unione. In mancanza  di  questi
e’ considerato fornitore la persona fisica o  giuridica  che  immette
sul mercato o mette in servizio  prodotti  contemplati  dal  presente
sul mercato dell’Unione  europea  un  prodotto  in  vista  della  sua
distribuzione o del  suo  utilizzo  all’interno  dell’Unione,  contro
compenso o anche a titolo gratuito ed a prescindere dalla tecnica  di
l) messa in servizio: il primo impiego di un prodotto  utilizzato
ai fini previsti dall’utilizzatore finale nell’Unione;
m) uso non autorizzato dell’etichetta: l’uso  dell’etichetta,  da
parte di un soggetto diverso dalle istituzioni dello Stato  membro  o
delle istituzioni dell’Unione europea, in una  maniera  non  prevista
dal presente decreto o da un atto delegato adottato  ai  sensi  della
n) atto delegato:  regolamento  delegato  mediante  il  quale  la
Commissione  dell’Unione  europea  definisce  gli  elementi   tecnici
specifici riguardanti l’etichetta e la scheda  per  ciascun  tipo  di
prodotto ai sensi  dell’articolo  10  della  direttiva  2010/30/UE  e
Per i riferimenti alla  direttiva  2010/30/UE  si  veda
1. Le informazioni relative al consumo  di  energia  elettrica,  di
altre forme di energia nonche’,  ove  utilizzate,  di  altre  risorse
essenziali durante l’uso e le informazioni  complementari,  ai  sensi
degli atti delegati, sono rese note agli utilizzatori finali con  una
scheda e con un’etichetta relativa al prodotto  offerto  in  vendita,
affitto, locazione finanziaria – vendita, o esposto  all’utilizzatore
finale sia direttamente sia indirettamente nell’ambito di una vendita
2. Le informazioni di cui al comma 1,  riguardanti  i  prodotti  da
incasso o installati sono fornite solo  ove  richiesto  dal  relativo
3. La pubblicita’ di uno specifico  modello  di  prodotto  connesso
all’energia  disciplinato  da  un  atto  delegato,  in  cui  figurano
informazioni relative  al  consumo  energetico  o  sul  prezzo,  deve
includere un riferimento alla classe  di  efficienza  energetica  del
4.  Il  materiale  tecnico  promozionale  in  materia  di  prodotti
connessi all’energia che descrive i parametri tecnici specifici di un
fabbricante, siano essi su supporto cartaceo  oppure  disponibili  in
formato  elettronico,  deve  fornire  agli  utilizzatori  finali   le
informazioni necessarie sul consumo  energetico  o  fare  riferimento
5. E’  vietata  l’apposizione  di  etichette,  marchi,  simboli   o
iscrizioni, non conformi ai requisiti  dal  presente  decreto  e  dei
tale apposizione possa indurre  in  errore  o  ingenerare  confusione
eventualmente di altre risorse essenziali durante l’uso, nonche’  per
6. Il Ministero dello sviluppo economico autorizza  l’etichettatura
volontaria conforme ai principi del presente decreto per  i  prodotti
di atti delegati. Tale autorizzazione e’ concessa fino alla  data  di
applicazione dei pertinenti atti delegati e limitatamente ai casi  in
cui i prodotti interessati e le indicazioni  ovvero  i  parametri  da
riportare  sulle  relative   etichette   sono   concordati   mediante
protocolli di intesa stipulati tra le associazioni di categoria  piu’
rappresentative del settore interessato e l’Agenzia nazionale per  le
nuove tecnologie, l’energia e lo  sviluppo  economico  sostenibile  –
ENEA. Detti protocolli d’intesa prevedono in particolare:
a) le modalita’ per l’effettuazione di controlli a  campione  sui
prodotti, con onere a  carico  delle  associazioni  o  delle  imprese
b) il tipo di prove e le modalita’ di esecuzione delle  prove  da
effettuare, con onere a carico delle  associazioni  o  delle  imprese
interessate,  ai  fini  della  verifica  della   corrispondenza   dei
c) le modalita’ di revisione del protocollo quando e’  necessario
procedere all’aggiornamento dello stesso.
1. Le funzioni di vigilanza sulla  conformita’  dei  prodotti  alle
disposizioni del presente decreto  legislativo  sono  esercitate  dal
Ministero dello sviluppo economico. Quest’ultimo  si  avvale  a  tale
ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 31 marzo  1998,  n.
112, e dell’articolo 2, comma 2, lettera l), della legge 29  dicembre
1993, n. 580, e successive modificazioni, e della Guardia di  finanza
ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera  m),  e  dell’articolo  3,
3. Ai fini  dello  svolgimento  delle  funzioni  di  vigilanza,  il
Ministero dello sviluppo economico si avvale del supporto  dell’ENEA,
ai sensi dell’articolo 11, e puo’ avvalersi per le  prove  necessarie
in sede di controllo, con onere a  carico  dei  fornitori,  anche  di
organismi  di  valutazione  della  conformita’  come   previsto   dal
responsabili dei  controlli,  in  attuazione  del  presente  decreto,
cooperano fra di loro e si forniscono reciprocamente, anche  al  fine
di fornirle alla Commissione  dell’Unione  europea,  informazioni  ai
fini dell’applicazione  del  presente  decreto.  Il  Ministero  dello
sviluppo economico assicura il necessario coordinamento con le  altre
Amministrazioni interessate, anche convocando  periodiche  conferenze
di servizi  con  i  rappresentanti  delle  predette  Amministrazioni,
collabora  con  le  Autorita’  responsabili  dell’applicazione  della
direttiva 2010/30/UE negli altri Stati membri e scambia con queste  e
con  la  Commissione   europea   informazioni   atte   ad   agevolare
l’attuazione del presente decreto. A tale  fine  il  Ministero  dello
sviluppo  economico  e  le  altre  amministrazioni   interessate   si
avvalgono  quanto  piu’  possibile   dei   mezzi   di   comunicazione
elettronica e, in particolare, di quelli  supportati  dai  pertinenti
programmi dell’Unione europea,  e  garantiscono  la  sicurezza  e  la
riservatezza delle operazioni di trattamento nonche’  la  tutela  dei
– Il testo dell’articolo 20 del decreto legislativo  31
marzo 1998, n. 112  (Conferimento  di  funzioni  e  compiti
92, S.O., cosi’ recita:
artigianato  e  agricoltura). –  1.  Sono  attribuite  alle
– Il testo dell’articolo 2, comma 2, lettera  l)  della
legge 29 dicembre 1993, n. 580 (Riordinamento delle  camere
di  commercio,  industria,  artigianato   e   agricoltura),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 11 gennaio 1994, n.  7,
«Art. 2 (Compiti e funzioni). – 1. (Omissis).
l) vigilanza  e  controllo  sui  prodotti  e  per  la
– Il testo dell’articolo  2,  comma  2,  lettera  m)  e
dell’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 19  marzo
2001, n.  68  (Adeguamento  dei  compiti  del  Corpo  della
Guardia di finanza, a norma dell’articolo  4  della  L.  31
marzo 2000, n. 78), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  26
marzo 2001, n. 71, S.O., cosi’ recita:
«Art. 2 (Tutela del bilancio). – 1. (Omissis).
«Art.   3   (Collaborazione   con   organi   ed    enti
nazionali). – 1. Il Corpo  della  Guardia  di  finanza,  in
relazione alle proprie competenze in  materia  economica  e
finanziaria, collabora con gli  organi  costituzionali.  La
stessa  collaborazione,  previe  intese  con   il   Comando
generale, puo’ essere fornita  agli  organi  istituzionali,
alle  Autorita’  indipendenti  e  agli  enti  di   pubblico
– Per i riferimenti al  regolamento  (CE)  765/2008  si
– Per i riferimenti alla direttiva 2010/30/UE  si  veda
Responsabilita’ dei fornitori
1. I fornitori che immettono sul mercato o che mettono in  servizio
i prodotti che rientrano in un atto delegato forniscono  un’etichetta
e una scheda in conformita’ al presente decreto e al pertinente  atto
delle lingue ufficiali della Comunita’, e sufficiente a consentire di
valutare l’esattezza dei dati che  figurano  sull’etichetta  e  sulla
b)  ove  disponibili,  i  risultati   dei   calcoli   progettuali
c) i risultati  delle  prove,  se  disponibili,  comprese  quelle
effettuate da pertinenti  organismi  notificati,  quali  definiti  in
altre regolamentazioni dell’Unione e nelle relative  norme  nazionali
riferimenti che permettono l’identificazione di tali modelli.
3. Ai fini di cui al comma  2  i  fornitori  possono  avvalersi  di
documentazione gia’ predisposta in base alle  disposizioni  stabilite
dalla pertinente legislazione dell’Unione.
4. I fornitori tengono la documentazione tecnica di cui al comma  2
a disposizione, a fini di ispezione, per un periodo di almeno  cinque
anni dalla data di fabbricazione dell’ultimo prodotto interessato.
5. Su richiesta del Ministero  dello  sviluppo  economico  o  delle
altre Amministrazioni responsabili dei controlli i fornitori  mettono
o delle altre Amministrazioni  responsabili  della  sorveglianza  del
6. In seguito ad una richiesta  motivata  da  parte  del  Ministero
dello sviluppo economico o delle altre  Amministrazioni  responsabili
dei controlli, il  fornitore  fornisce  una  traduzione  delle  parti
pertinenti della documentazione tecnica in  italiano  o  in  inglese.
Qualora a un fornitore sia richiesta la documentazione tecnica  o  la
traduzione di parti di essa dal Ministero dello  sviluppo  economico,
questo puo’ fissare a tal fine un termine pari  a  trenta  giorni,  a
meno che non vi siano elementi di gravita’ ed urgenza e imminenti che
giustificano una scadenza piu’ breve.
7. Riguardo  all’etichettatura  e  alle  informazioni  relative  ai
prodotti,  i  fornitori  forniscono   gratuitamente   le   necessarie
etichette ai distributori. Fatta salva la facolta’ dei  fornitori  di
su richiesta dei distributori essi provvedono affinche’ le  etichette
al prodotto e la inseriscono in tutti gli opuscoli  illustrativi  sul
prodotto stesso.  Qualora  tali  opuscoli  non  siano  provvisti  dal
fornitore, quest’ultimo  fornisce  le  schede  insieme  all’ulteriore
9. I fornitori sono responsabili dell’esattezza delle  etichette  e
delle schede da essi fornite. La  fornitura  dell’etichetta  e  della
scheda  consente  di  presupporre  il  consenso  del  fornitore  alla
Responsabilita’ dei distributori
1.  I  distributori  espongono  nella  posizione  specificata   nel
e presentano la scheda nell’opuscolo del prodotto  o  in  ogni  altra
documentazione che  correda  i  prodotti  quando  sono  venduti  agli
utilizzatori finali. La  scheda  informativa  e’  redatta  in  lingua
1. Per i casi in cui i prodotti sono posti in  vendita,  affitto  o
tramite televendita o in qualsiasi  altra  forma  implicante  che  il
potenziale  utilizzatore  finale  non  possa  prendere  visione   del
prodotto esposto, si applicano le disposizioni  dei  pertinenti  atti
delegati atte a garantire che ai potenziali utilizzatori finali  sono
fornite le informazioni indicate sull’etichetta del prodotto e  nella
scheda prima di acquistare il prodotto nonche’ a specificare, se  del
caso, le modalita’ di apposizione dell’etichetta  e  della  scheda  o
delle informazioni indicate sull’etichetta o  nella  scheda  o  della
1. E’ consentita l’immissione sul mercato, la commercializzazione e
la messa in servizio, dei prodotti  che  sono  oggetto  del  presente
decreto e dell’atto delegato applicabile solo se tali  prodotti  sono
2. Le etichette e le schede sono considerate conformi  al  presente
decreto e agli atti delegati fino a  prova  contraria.  Il  Ministero
dello sviluppo economico, qualora ha motivo di sospettare  che  dette
informazioni non sono corrette prescrive ai fornitori di  comprovare,
entro un termine congruo e determinato e in conformita’  all’articolo
5, l’accuratezza delle informazioni fornite nelle etichette  o  nelle
1.  Se  un  prodotto  e’  contemplato  da  un  atto   delegato   le
amministrazioni aggiudicatrici che concludono contratti  pubblici  di
lavori, forniture o servizi di cui  alla  parte  II  del  codice  dei
contratti pubblici di cui al decreto legislativo 12 aprile  2006,  n.
163, che non rientrano nei settori di cui agli articoli 17,  18,  19,
22, 23, 24, 25 e 30 del medesimo decreto legislativo, acquistano  ove
possibile  soltanto  i  prodotti  che   soddisfano   i   criteri   di
conseguimento dei livelli massimi di prestazione  e  di  appartenenza
alla migliore classe di efficienza energetica, salvo i  casi  in  cui
prevalgono diverse  esigenze  di  efficienza  in  termini  di  costi,
fattibilita’ economica, idoneita’ tecnica e adeguata concorrenza.
2. Il comma 1 si applica ai contratti  aventi  un  importo  pari  o
superiore alle soglie di cui all’articolo 28 del codice dei contratti
3. Quando le amministrazioni pubbliche prevedono incentivi  per  un
prodotto contemplato da  un  atto  delegato,  esse  si  prefiggono  i
massimi  livelli  di  prestazione  inclusa  la  migliore  classe   di
efficienza energetica  di  cui  al  relativo  atto  delegato.  Misure
fiscali e  di  bilancio  non  costituiscono  incentivi  ai  fini  del
4. Quando le  amministrazioni  pubbliche  prevedono  incentivi  per
determinati prodotti, sia  per  gli  utilizzatori  finali  che  usano
prodotti ad elevata efficienza che per le industrie che promuovono  e
producono tali prodotti, ne esprimono i livelli di prestazione  sotto
forma di classi quali istituite nei rispettivi atti delegati,  tranne
quando impongono livelli di prestazione  piu’  elevati  della  soglia
prevista per la migliore classe di  efficienza  energetica  nell’atto
delegato. Possono essere imposti livelli di prestazione piu’  elevati
nell’atto delegato.
– La parte II del decreto legislativo 12  aprile  2006,
n. 163 (Codice dei contratti pubblici  relativi  a  lavori,
servizi  e  forniture   in   attuazione   delle   direttive
2004/17/CE  e  2004/18/CE),   pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale 2 maggio 2006, n. 100, S.O., e’ cosi’ rubricata:
Contratti  pubblici  relativi  a  lavori,   servizi   e
– Il testo degli articoli 17, 18, 19, 22, 23,  24,  25,
28 e 30 del citato decreto legislativo 12 aprile  2006,  n.
163 (Codice  dei  contratti  pubblici  relativi  a  lavori,
2004/17/CE e 2004/18/CE), cosi’ recita:
misure  di  sicurezza)  –  (articoli  14  e  57,  direttiva
2004/18; art. 21, direttiva  2004/17;  art.  4,  D.Lgs.  n.
358/1992; art. 33, L.  n.  109/1994;  art.  82,  D.P.R.  n.
554/1999; art. 5, D.Lgs. n. 157/1995;  art.  8,  D.Lgs.  n.
n. 109/1994, art. 24, co.  7,  L.  n.  289/2002). –  1.  Le
a) per i contratti al cui oggetto, atti  o  modalita’
di esecuzione e’ attribuita una classifica di segretezza;
b) per i contratti  la  cui  esecuzione  deve  essere
accompagnata  da   speciali   misure   di   sicurezza,   in
conformita’ a  disposizioni  legislative,  regolamentari  o
2. Ai fini dell’esclusione di cui al comma  1,  lettera
provvedimento motivato, le  classifiche  di  segretezza  ai
sensi dell’articolo 42 della legge 3 agosto 2007,  n.  124,
ovvero di altre norme vigenti. Ai fini  dell’esclusione  di
cui al comma 1, lettera b), le amministrazioni e  gli  enti
usuari dichiarano, con provvedimento motivato, i lavori,  i
servizi e le forniture eseguibili con  speciali  misure  di
3. I contratti di cui  al  comma  1  sono  eseguiti  da
operatori economici in possesso dei requisiti previsti  dal
presente codice e del nulla osta di sicurezza, ai  sensi  e
nei limiti di cui all’articolo 42, comma 1-bis, della legge
4. L’affidamento  dei  contratti  di  cui  al  presente
sono  invitati  almeno  cinque  operatori   economici,   se
all’oggetto del contratto e sempre che la negoziazione  con
piu’ di un  operatore  economico  sia  compatibile  con  le
5. I contratti di cui al  presente  articolo  posti  in
«Art.  18  (Contratti  aggiudicati  in  base  a   norme
internazionali) – (articoli 15  e  57,  direttiva  2004/18;
artt. 12  e  22,  direttiva  2004/17;  art.  4,  D.Lgs.  n.
358/1992; art. 5, D.Lgs. n. 157/1995;  art.  8,  D.Lgs.  n.
158/1995). – 1.  Il  presente  codice  non  si  applica  ai
contratti  pubblici  disciplinati  da   norme   procedurali
a)  ad  un  accordo   internazionale,   concluso   in
conformita’ del trattato, tra l’Italia e uno o  piu’  Paesi
terzi e  riguardante  forniture  o  lavori  destinati  alla
realizzazione o allo sfruttamento congiunti di un’opera  da
alla realizzazione comune o  alla  gestione  comune  di  un
progetto da parte degli Stati firmatari;  ogni  accordo  e’
comunicato a cura del Ministero degli  affari  esteri  alla
Commissione, che puo’ consultare il comitato consultivo per
gli appalti pubblici di cui all’articolo 77 della direttiva
2004/18 del 31 marzo 2004 e di cui  all’articolo  68  della
alla presenza di truppe di  stanza  e  concernente  imprese
c) alla particolare  procedura  di  un’organizzazione
degli enti aggiudicatori, gli stessi  applicano  condizioni
favorevoli quanto quelle che sono concesse dai Paesi  terzi
agli   operatori   economici   italiani   in   applicazione
dell’accordo che istituisce l’Organizzazione  mondiale  del
«Art. 19. (Contratti di servizi esclusi) – (articoli 16
e 18, direttiva 2004/18; artt. 24 e 25, direttiva  2004/17;
art. 5, D.Lgs. n. 157/1995; art. 8, D.Lgs. n.  158/1995). –
a) aventi per  oggetto  l’acquisto  o  la  locazione,
quali che  siano  le  relative  modalita’  finanziarie,  di
terreni, fabbricati  esistenti  o  altri  beni  immobili  o
riguardanti diritti su tali beni; tuttavia, i contratti  di
servizi finanziari conclusi anteriormente,  contestualmente
o successivamente al contratto di acquisto o  di  locazione
rientrano, a prescindere dalla loro  forma,  nel  campo  di
b) aventi per oggetto  l’acquisto,  lo  sviluppo,  la
produzione  o  coproduzione  di  programmi  destinati  alla
trasmissione  da  parte  di  emittenti  radiotelevisive   e
c)   concernenti   i   servizi   d’arbitrato   e   di
d)   concernenti    servizi    finanziari    relativi
all’emissione,   all’acquisto,   alla    vendita    e    al
capitale  delle  stazioni  appaltanti,  nonche’  i  servizi
forniti dalla Banca d’Italia;
f) concernenti servizi di ricerca e sviluppo  diversi
da quelli i cui risultati appartengono esclusivamente  alla
stazione appaltante, perche’ li  usi  nell’esercizio  della
sua attivita’, a condizione che la prestazione del servizio
2. Il presente  codice  non  si  applica  agli  appalti
pubblici  di  servizi  aggiudicati  da   un’amministrazione
aggiudicatrice o  da  un  ente  aggiudicatore  ad  un’altra
amministrazione  aggiudicatrice  o  ad  un’associazione   o
consorzio di amministrazioni aggiudicatrici, in base ad  un
diritto esclusivo di cui  esse  beneficiano  in  virtu’  di
disposizioni legislative,  regolamentari  o  amministrative
pubblicate, purche’ tali disposizioni siano compatibili con
«Art.  22.  (Contratti  esclusi   nel   settore   delle
telecomunicazioni) – (articoli 13 e 57, direttiva 2004/18).
– 1.  Il  presente  codice  non  si  applica  ai  contratti
pubblici  principalmente  finalizzati  a  permettere   alle
gestione  di  reti  pubbliche  di  telecomunicazioni  o  la
prestazione  al  pubblico  di  uno  o   piu’   servizi   di
«Art. 23 (Contratti relativi a servizi al  pubblico  di
autotrasporto  mediante  autobus)  –  (art.  12,  direttiva
2004/18; art. 5.2, direttiva 2004/17) . –  1.  Il  presente
codice  non  si  applica  agli   appalti   delle   stazioni
appaltanti relativi alla  prestazione  di  un  servizio  al
pubblico di autotrasporto mediante  autobus,  gia’  esclusi
dal campo di  applicazione  della  direttiva  93/38/CEE  in
virtu’ dell’articolo 2, paragrafo 4, della stessa.».
locazione a terzi) – (art. 12, direttiva 2004/18; art.  19,
direttiva 2004/17; art. 4, lett. b),  D.Lgs.  n.  358/1992;
art. 8, comma 1, lett. b), D.Lgs.  n.  158/1995). –  1.  Il
presente codice non si applica agli appalti nei settori  di
cui alla parte III aggiudicati a scopo di  rivendita  o  di
locazione a terzi, quando l’ente aggiudicatore non gode  di
alcun diritto speciale o esclusivo  per  la  vendita  o  la
locazione dell’oggetto di tali appalti e quando altri  enti
possono liberamente venderlo  o  darlo  in  locazione  alle
2. Gli enti aggiudicatori comunicano alla  Commissione,
su  sua  richiesta,  tutte  le  categorie  di  prodotti   o
attivita’ che considerano escluse in virtu’  del  comma  1,
entro il  termine  stabilito  dalla  Commissione  medesima.
Nelle comunicazioni  possono  indicare  quali  informazioni
«Art. 25 (Appalti aggiudicati per l’acquisto di acqua e
per la fornitura di energia  o  di  combustibili  destinati
alla produzione di energia) – (art. 12, direttiva  2004/18;
n. 158/1995). – 1. Il presente codice non si applica:
a)  agli  appalti  per  l’acquisto   di   acqua,   se
aggiudicati  da  amministrazioni  aggiudicatrici   o   enti
aggiudicatori  che   esercitano   le   attivita’   di   cui
all’articolo 209, comma 1 (acqua);
b) agli appalti per la  fornitura  di  energia  o  di
combustibili  destinati  alla  produzione  di  energia,  se
aggiudicatori che esercitano un’attivita’ di cui ai commi 1
e  3   dell’articolo   208   (gas,   energia   termica   ed
elettricita’) e all’articolo 212 (prospezione ed estrazione
«Art. 28 (Importi delle soglie dei  contratti  pubblici
di  rilevanza  comunitaria)  –  (articoli  7,  8,  56,   78
CE n. 2083/2005). – 1. Fatto salvo quanto previsto per  gli
appalti   di   forniture   del   Ministero   della   difesa
dall’articolo 196, per i contratti  pubblici  di  rilevanza
comunitaria il valore stimato  al  netto  dell’imposta  sul
valore aggiunto (i.v.a.) e’ pari o  superiore  alle  soglie
b.1) per gli appalti pubblici  di  forniture  e  di
b.2)  per  gli   appalti   pubblici   di   servizi,
per oggetto servizi della categoria 8 dell’allegato  II  A,
servizi   di   telecomunicazioni    della    categoria    5
dell’allegato II A, le cui voci nel  CPV  corrispondono  ai
numeri di  riferimento  CPC  7524,  7525  e  7526,  servizi
elencati nell’allegato II B;
c) 5.278.000 euro per gli appalti di lavori pubblici  e
per le concessioni di lavori pubblici.».
«Art. 30 (Concessione di servizi) – (articoli 3  e  17,
direttiva 2004/18; art. 3, co. 8,  L.  n.  415/1998). –  1.
Salvo   quanto   disposto   nel   presente   articolo,   le
disposizioni del codice non si applicano  alle  concessioni
2. Nella concessione di servizi la controprestazione  a
favore del concessionario consiste unicamente  nel  diritto
di gestire funzionalmente e di sfruttare economicamente  il
servizio. Il soggetto concedente stabilisce in sede di gara
anche un prezzo, qualora al concessionario venga imposto di
praticare nei confronti degli  utenti  prezzi  inferiori  a
quelli corrispondenti alla somma del costo del  servizio  e
dell’ordinario  utile  di  impresa,  ovvero   qualora   sia
necessario assicurare al  concessionario  il  perseguimento
dell’equilibrio economico – finanziario degli  investimenti
e della connessa gestione in relazione  alla  qualita’  del
servizio da prestare.
3. La  scelta  del  concessionario  deve  avvenire  nel
rispetto  dei  principi  desumibili  dal  Trattato  e   dei
particolare,  dei   principi   di   trasparenza,   adeguata
pubblicita’, non discriminazione, parita’  di  trattamento,
mutuo   riconoscimento,   proporzionalita’,   previa   gara
informale a cui sono invitati almeno cinque concorrenti, se
all’oggetto della concessione, e con predeterminazione  dei
criteri selettivi.
4. Sono fatte salve discipline specifiche che prevedono
forme piu’ ampie di tutela della concorrenza.
5.  Restano  ferme,  purche’   conformi   ai   principi
dell’ordinamento comunitario le discipline  specifiche  che
prevedono, in luogo delle concessione di servizi  a  terzi,
l’affidamento di servizi a soggetti che sono a  loro  volta
6. Se un’amministrazione aggiudicatrice concede  ad  un
soggetto  che  non  e’  un’amministrazione   aggiudicatrice
diritti speciali o esclusivi di esercitare un’attivita’  di
servizio pubblico, l’atto di concessione prevede  che,  per
gli appalti di forniture conclusi con terzi nell’ambito  di
tale attivita’, detto soggetto rispetti il principio di non
discriminazione in base alla nazionalita’.
7. Si applicano le  disposizioni  della  parte  IV.  Si
applica, inoltre, in  quanto  compatibile  l’articolo  143,
Funzioni e responsabilita’
1. Il Ministero dello sviluppo economico che esercita  le  funzioni
di vigilanza di cui all’articolo 4:
a) vigila affinche’ i fornitori e i  distributori  rispettino  le
prescrizioni del presente decreto e dei pertinenti atti  delegati  e,
in particolare, adempiano agli obblighi stabiliti agli articoli 5 e 6
b) promuove campagne di  informazione  a  carattere  educativo  e
promozionale, destinate a promuovere l’efficienza energetica e un uso
piu’ responsabile dell’energia da parte degli utilizzatori finali  in
particolare in occasione dell’introduzione del sistema di etichette e
schede sul consumo o sulla conservazione dell’energia in  generale  e
per i  singoli  prodotti  oggetto  delle  disposizioni  del  presente
decreto e dei relativi atti delegati;
c) organizza controlli della conformita’ dei prodotti oggetto del
presente decreto e del pertinente  atto  delegato  e,  a  tale  fine,
dispone il prelievo, presso il fornitore o distributore, di  campioni
di prodotti per sottoporli a controlli di conformita’ ed esige  dalle
parti interessate la fornitura di tutte le  informazioni  necessarie,
come specificato nel presente decreto e nel pertinente atto  delegato
d)  garantisce  un’efficace  sorveglianza  del  mercato  ai  fini
e) tiene informata la Commissione  europea  dei  risultati  della
sorveglianza del mercato e, in particolare, informa la Commissione  e
gli altri Stati  membri  dell’Unione  europea  dei  provvedimenti  di
ritiro dal mercato o di divieto di immissione sul mercato adottati e,
ogni quattro anni, trasmette alla Commissione una relazione in merito
alle attivita’ di controllo dell’applicazione della normativa  ed  al
livello di conformita’ all’interno del territorio nazionale.
Supporto dell’ENEA all’attivita’ di vigilanza
1. L’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,  l’energia  e
lo sviluppo  economico  sostenibile,  fornisce  supporto  tecnico  al
Ministero dello sviluppo economico ai fini  dello  svolgimento  delle
funzioni di vigilanza ad  esso  assegnate.  Per  tali  finalita’,  il
suddetto  ente  provvede  con  le  risorse   umane,   strumentali   e
2. Il Ministero dello sviluppo economico si avvale, in particolare,
dell’apporto  e  delle  competenze  dell’ENEA   per   l’esame   delle
risultanze emerse nei controlli di cui  all’articolo  12  e  si  puo’
avvalere dell’apporto dei laboratori  dell’ENEA  per  l’effettuazione
delle prove necessarie nell’ambito delle attivita’ di vigilanza.
Controlli e poteri inerenti l’attivita’ di vigilanza
1. Il  Ministero  dello  sviluppo  economico,  quando  accerta  con
riferimento  al  presente  decreto  e  al  pertinente  atto  delegato
applicabile  al  prodotto  che  l’etichetta  prevista   e’   assente,
incompleta o  inesatta,  o  che  la  scheda  prevista  e’  assente  o
incompleta o inesatta o non redatta in  lingua  italiana,  o  che  la
documentazione tecnica e’ incompleta o insufficiente  per  consentire
di valutare l’esattezza dei dati che figurano sull’etichetta o  sulla
scheda, ordina al fornitore di  far  cessare  l’infrazione  entro  un
termine perentorio  non  superiore  a  trenta  giorni  disponendo  il
divieto temporaneo di immissione sul mercato, di  commercializzazione
e di messa in  servizio.  Decorso  inutilmente  tale  termine,  vieta
definitivamente l’immissione sul mercato, la commercializzazione e la
messa in servizio del prodotto sul territorio nazionale e  ne  ordina
il ritiro e, se del caso, il richiamo.
2.  Il  Ministero  dello  sviluppo  economico,  quando  accerta  la
contemporanea  mancanza  dell’etichetta  e  della  scheda  o  che  la
documentazione tecnica e’ assente o non e’ tenuta  a  disposizione  o
messa a disposizione entro i termini stabiliti dall’articolo 5, comma
5, dispone nei confronti del fornitore il divieto di  immissione  sul
mercato, di commercializzazione e di messa in servizio del  prodotto,
ne ordina il ritiro e, se del caso, il richiamo.
3.  Il  Ministero  dello  sviluppo  economico,  quando  accerta  la
presenza sul prodotto di etichettature energetiche non autorizzate  o
di simboli, marchi iscrizioni o etichette tali da indurre in errore o
ingenerare confusione negli utilizzatori finali per  quanto  riguarda
il consumo di energia o eventualmente  di  altre  risorse  essenziali
durante l’uso, ordina al fornitore di far cessare l’infrazione  entro
un termine perentorio non superiore a  trenta  giorni  disponendo  il
4. Le  misure  di  cui  ai  commi  da  1  a  3  sono  adottate  con
ricorrere. I costi relativi sono a carico dei fornitori e,  ove  cio’
non sia in tutto o in parte possibile, a carico dei distributori.
1. Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  sono  soggetti  alle
seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:
a) da 4.000 a 40.000 euro, il  fornitore  che  non  ottempera  ai
provvedimenti adottati dal  Ministero  dello  sviluppo  economico  ai
sensi dell’articolo 12, commi da 1 a 3;
b) da 3.000 a 30.000 euro, il fornitore che immette sul  mercato,
commercializza o mette in servizio prodotti  privi  dell’etichetta  o
della scheda prescritta o la cui documentazione tecnica non e’ tenuta
a disposizione  o  non  e’  messa  a  disposizione  entro  i  termini
c) da 2.000 a 20.000 euro, il fornitore che immette sul  mercato,
commercializza o mette in servizio prodotti con etichetta  incompleta
o inesatta, o  prodotti  con  scheda  incompleta  o  inesatta  o  con
documentazione tecnica incompleta o insufficiente per  consentire  di
valutare l’esattezza dei dati che  figurano  sull’etichetta  o  sulla
scheda, ovvero prodotti con etichette non autorizzate o prodotti  sui
quali sono apposti simboli, marchi iscrizioni  o  etichette  tali  da
indurre in errore o ingenerare confusione negli  utilizzatori  finali
per quanto riguarda il consumo di energia o  eventualmente  di  altre
risorse essenziali durante l’uso;
d) da 1.000 a 10.000 euro, il distributore  che  espone  prodotti
privi di etichetta oppure prodotti privi della prevista scheda;
e) da 500 a 5.000 euro, il distributore che espone  prodotti  con
etichetta posta in maniera non visibile e leggibile, oppure  prodotti
sui quali non e’ apposta la prevista scheda o per i quali tale scheda
non  e’  redatta  in  lingua  italiana,  o  prodotti  con   etichetta
energetica non autorizzata o sui quali sono apposti  simboli,  marchi
iscrizioni o  etichette  tali  da  indurre  in  errore  o  ingenerare
confusione negli utilizzatori finali per quanto riguarda  il  consumo
di energia o eventualmente di altre risorse essenziali durante l’uso.
2. Le sanzioni di cui al  presente  articolo  sono  irrogate  dalla
Per i riferimenti alla legge 24 novembre 1981,  n.  689
(Modifiche al sistema  penale)  si  veda  nelle  note  alle
a) il decreto del Presidente della Repubblica 9  marzo  1998,  n.
107, recante norme per l’attuazione  della  direttiva  92/75/CEE  del
Consiglio, del  22  settembre  1992,  concernente  l’indicazione  del
consumo di energia e di altre  risorse  degli  apparecchi  domestici,
b) il decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982,  n.
783, di attuazione della direttiva, 79/530/CEE del Consiglio, del  14
maggio 1979, relativa all’informazione, mediante  etichettatura,  sul
consumo di energia degli apparecchi domestici;
c)  l’articolo  23  della  legge  29   maggio   1982,   n.   308,
sull’etichettatura degli apparecchi di riscaldamento;
d) il decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre  1982,
n.784, di attuazione della direttiva (CEE) n.  79/531  relativa  alla
applicazione ai forni  elettrici  della  direttiva  (CEE)  n.  79/530
concernente l’informazione, mediante etichettatura, sul consumo degli
apparecchi domestici;
e) i seguenti provvedimenti  attuativi  della  direttiva  94/2/CE
della Commissione, del 21 gennaio 1994, che stabilisce  modalita’  di
applicazione della direttiva 92/75/CEE  del  22  settembre  1992  per
quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo di  energia  dei
frigoriferi  elettrodomestici,  dei  congelatori  elettrodomestici  e
delle relative combinazioni:
1) il decreto del  Ministro  dell’industria,  del  commercio  e
dell’artigianato 2 aprile 1998, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
della Repubblica italiana n. 104 del 7 maggio 1998;
2) gli articoli 7 e 8 del decreto del Ministro  dell’industria,
del commercio e dell’artigianato 7  ottobre  1998,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 248  del  23  ottobre
3) il  decreto  del  Ministro  delle  attivita’  produttive  21
italiana n. 229 del 1° ottobre 2005;
f) limitatamente alle disposizioni relative  alle  lavatrici  per
uso domestico, gli allegati I-a, II-a, III-a e IV-a del  decreto  del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato  7  ottobre
1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana
n. 248 del 23 ottobre 1998,  recante  norme  per  l’attuazione  delle
direttive 96/89/CE  della  Commissione  del  17  dicembre  1996,  che
modifica la direttiva 95/12/CE della Commissione del 23 maggio  1995,
95/13/CE  della  Commissione  del  23  maggio  1995  e  96/60/CE  del
Consiglio del  19  settembre  1996,  che  stabiliscono  modalita’  di
quanto riguarda  l’etichettatura  indicante  il  consumo  di  energia
rispettivamente delle  lavatrici,  delle  asciugabiancheria  e  delle
lavasciuga ad uso domestico;
g) il  decreto  del  Ministro  dell’industria,  del  commercio  e
dell’artigianato  10  novembre  1999,   pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n.  269  del  16  novembre  1999,
recante modalita’ di applicazione della etichettatura energetica alle
lavastoviglie  ad  uso  domestico,  in  conformita’  alle   direttive
comunitarie 92/75/CE e 97/17/CE.
2. Per effetto dell’applicazione delle corrispondenti  disposizioni
del regolamento delegato della Commissione (CE)  n.  626/2011  del  4
maggio 2011, che integra la direttiva 2010/30/UE per quanto  riguarda
l’etichettatura indicante il consumo di  energia  dei  condizionatori
d’aria, e’ abrogato, a decorrere dal 1° gennaio 2013, il decreto  del
Ministro delle attivita’ produttive 2 gennaio 2003, pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.  23  del  29  gennaio
2003, recante attuazione della  direttiva  2002/31/CE  del  22  marzo
2002,  che  stabilisce  modalita’  di  applicazione  della  direttiva
92/75/CEE del 22 settembre 1992 per quanto  riguarda  l’etichettatura
indicante il consumo di energia dei  condizionatori  d’aria  per  uso
– Il decreto del Presidente della  Repubblica  9  marzo
1998, n. 107 (Regolamento recante  norme  per  l’attuazione
della direttiva 92/75/CEE concernente le  informazioni  sul
consumo di energia degli  apparecchi  domestici),  abrogato
dal  presente  decreto,  e’   pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale 17 aprile 1998, n. 89.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 12  agosto
1982, n. 783 (Attuazione della direttiva  (CEE)  n.  79/530
relativa  all’informazione,  mediante  etichettatura,   sul
consumo di energia degli apparecchi domestici)  ,  abrogato
Ufficiale 29 ottobre 1982, n. 299.
– Il testo dell’articolo 23 della legge 29 maggio 1982,
n. 308 (Norme sul contenimento dei consumi  energetici,  lo
sviluppo delle fonti rinnovabili di energia  e  l’esercizio
di centrali elettriche alimentate con combustibili  diversi
dagli idrocarburi), pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  7
giugno 1982, n. 154, abrogato dal presente decreto, reca:
«Etichettatura degli apparecchi di riscaldamento».
–  Il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica   10
settembre 1982, n. 784 (Attuazione della direttiva (CEE) n.
79/531 relativa alla applicazione ai forni elettrici  della
direttiva  (CEE)  n.  79/530  concernente   l’informazione,
mediante  etichettatura,  sul  consumo  di  energia   degli
apparecchi domestici),  abrogato  dal  presente  decreto,e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  29  ottobre  1982,  n.
– La direttiva 94/2/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.  17
febbraio 1994, n. L 45.
– La direttiva 92/75/CEE e’ pubblicata  nella  G.U.C.E.
13 ottobre 1992, n. L 297.
– Il testo  degli  articoli  7  e  8  del  decreto  del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 7
ottobre  1998,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale   23
ottobre 1998, n. 248, abrogato dal presente decreto,  cosi’
«Art. 7 (Scheda informativa).».
«Art. 8 (Divieto di vendita).».
– La rubrica degli allegati I-a, II-a, III-a e IV-a del
citato decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 7 ottobre 1998, cosi’ recita:
«Allegato I-a
Etichetta lavatrici
Modello dell’etichetta
Allegato II-a
Scheda lavatrici
Allegato III-a
Vendita per corrispondenza o altro tipo  di  vendita  a
distanza per lavatrici
Allegato IV-a
Classi di efficienza energetica per lavatrici.».
– Per i riferimenti al  regolamento  (UE)  626/2011  si
Disposizione transitoria ed entrata in vigore
1.  I  prodotti  conformi  alle  disposizioni  abrogate  ai   sensi
dell’articolo 14 o per effetto dell’entrata in  vigore  di  ulteriori
atti delegati, purche’  immessi  sul  mercato  anteriormente  a  tale
abrogazione o alla data a tal  fine  indicata  negli  atti  delegati,
possono continuare ad  essere  commercializzati  nel  rispetto  delle
relative prescrizioni, salvo le  eventuali  diverse  indicazioni  dei
pertinenti atti delegati.
2. Le disposizioni abrogate ai sensi  dell’articolo  14,  comma  1,
lettere a), b) e c), continuano transitoriamente ad essere  applicate
per i prodotti gia’ soggetti in base a  tali  norme  ad  obblighi  di
etichettatura per i quali non sono ancora applicabili atti delegati.
3. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
DECRETO LEGISLATIVO 28 giugno 2012, n. 104 – Attuazione della direttiva 2010/30/UE, relativa all’indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all’energia, mediante l’etichettatura ed informazioni uniformi relativa ai prodotti. (12G0126) – (GU n. 168 del 20-7-2012 redazione redazione 2015-05-19T08:46:39+00:00

References: art. 21
 art.  4
 art. 33
 art.  82
 art. 5
 art.  8
 art. 24
 art.  4
 art. 5
 art.  8

art. 5
 art. 8
 art. 5
 art.  19
 art. 4

art. 8
 art. 3