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Timestamp: 2016-04-30 13:04:41+00:00

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DECRETO DEL DUCE DEL FASCISMO, CAPO DEL GOVERNO, 4 SETTEMBRE 1940 XVIII PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N� 239 DELL�11 OTTOBRE 1940
Disposizioni relative al trattamento dei sudditi nemici internati.
IL DUCE DEL FASCISMO CAPO DEL GOVERNO MINISTERO PER L�INTERNO.
Visto l�art. 289 della legge di guerra, approvata con R.D. 8 luglio 1938 XVI n� 1415;
Visto il R.D. 10 giugno 1940 XVIII, n. 566, che ordina all�applicazione della legge predetta;
Intesi i Ministri degli Affari Esteri e per le finanze;
- ART. I� -
I sudditi nemici internati possono essere raggruppati in speciali campi di concentramento, ovvero essere obbligati a soggiornare in una localit� determinata da provvedimento di internamento.
- ART. 2� -
I campi di concentramento, preveduti dal precedente articolo, sono posti sotto la sorveglianza e il controllo del Ministero dell�Interno.
All�organizzazione e alla disciplina di detti campi, provvede il Ministero predetto per mezzo di un funzionario di pubblica sicurezza, che deve risiedere sul posto. All�uopo il Ministero impartisce le istruzioni per il funzionamento interno del campo.
L�organizzazione del campo di concentramento riflette in particolare i servizi delle abitazioni, dell�alimentazione, dell�assistenza igienica e sanitaria, della amministrazione dei medicinali, del lavoro e del dopolavoro.
La disciplina concerne soprattutto l�orario di libera uscita per gli internati, il divieto di interessarsi, in modo palese od occulto, di argomenti politici o militari, di disturbare il riposo mediante schiamazzi o rumori, di bere, barattare o pignorare effetti di vestiario o altri oggetti forniti dall�Erario.
- ART. 3� -
Se l�internato � obbligato a soggiornare in una localit� diversa dal campo di concentramento, la vigilanza e il controllo sull�internato stesso spettano all�autorit� di pubblica sicurezza, del luogo di soggiorno.
La detta autorit� determina le visite periodiche che l�internato � tenuto a fare all�autorit� locale di pubblica sicurezza, l�orario di libera uscita la localit� nella quale l�internato pu� circolare.
- ART. 4. -
Gli internati possono essere impiegati, in determinati lavori, purch� non eccessivi, conformi al loro rango, e tali da non implicare partecipazioni a reazioni belliche.
In tal caso gl�internati ricevono un equo compenso da determinarsi dal Ministero dell�Interno.
- ART. 5� -
Gli internati devono essere trattati con umanit� e protetti contro ogni offesa e violenza.
Essi non possono essere destinati in localit� esposte al fuoco nemico o insalubri.
- ART. 6� -
La libert� di religione e di culto degli internati � rispettata, con l�osservanze delle norme prescritte dal Ministero dell�Interno per il mantenimento dell�ordine.
- ART. 7� -
Gli internati conservano gli effetti e gli oggetti di uso personale che non siano stati requisiti o sequestrati, semprech� non si tratti di armi munizioni, equipaggiamenti, o documenti militari.
- ART. 8� -
Le spese per il mantenimento del campo di concentramento fanno carico all�Erario, salva rivalsa sui beni dell�internato, o su compenso da questi percepito del suo lavoro.
- ART. 9� -
L�internato che sia obbligato a soggiornare in una localit� diversa dal campo di concentramento, e che non abbia mezzi propri o proventi di lavoro, � alloggiato gratuitamente e percepisce un sussidio giornaliero pel suo sostentamento e per gli altri bisogni della vita.
Il sussidio � corrisposto dal Prefetto nella misura stabilita dal Ministero dell�Interno.
- ART. 10� -
Gli internati in campi di concentramento o in localit� diversa non possono spedire o ricevere corrispondenze postali o telegrafica o pacchi di qualsiasi genere, se non per il tramite delle autorit� di pubblica sicurezza che esercita la diretta vigilanza sugli internati medesimi.
Agli internati � vietato di tenere presso di loro titoli, gioielli, ed oggetti di valore; � inoltrer vietato di tenere somme di denaro che, a giudizio insindacabile, delle autorit� di pubblica sicurezza, siano superiori ai bisogni ordinari.
I titoli, i gioielli, e gli oggetti di valore, sono depositati in cassetti di sicurezza presso un istituto bancario, con le modalit� che saranno stabilite dal Ministero dell�Interno.
Le somme eccedenti i bisogni sono depositate in una banca locale o all�ufficio postale con libretti intestati agli interessati e non possono essere ritirate senza il visto delle autorit� di pubblica sicurezza.
Roma, add� 4 settembre 1940 XVIII.
ACS, Ministero dell�Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 102

References: ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 10