Source: http://feir.cois.it/database/regioni/lombardia/Scuole%20paritarie/L.R.%201974%2059%20Lombardia%20Scuole%20paritarie.html
Timestamp: 2020-01-29 01:09:41+00:00

Document:
REGIONE LOMBARDIA L.R. n. 59, 09-09-1974
NORME PER L'ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO
BUR n. 37 del 11 settembre 1974
IL VISTO DEL COMMISSARIO DEL GOVERNO SI
INTENDE APPOSTO PER DECORSO DEL TERMINE
L.R. Lombardia n. 32 del 1976, art. 1
Al fine di concorrere all'attuazione degli artt. 3 e 34 della Costituzione, e inadempienza all'art. 3 dello Statuto, la Regione e gli enti da essa delegati promuovono e programmano, nell'ambito delle rispettive competenze, i servizi previsti dalla presente legge, in modo da perseguire le seguenti finalità :
a) rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che determinano l'evasione all'obbligo scolastico, la ripetenza, il disadattamento, lo scarso rendimento;
b) garantire il proseguimento degli studi ai capaci e meritevoli, privi di mezzi;
c) favorire il compimento dell'obbligo scolastico da parte degli adulti e l' accesso dei lavoratori ai vari gradi di istruzione;
d) assicurare ai minori in difficoltà di sviluppo e di apprendimento, laddove sia possibile, l'inserimento nelle normali strutture scolastiche e, comunque, lo assolvimento dell'obbligo scolastico, e facilitare loro la frequenza alle scuole di istruzione secondaria superiore;
e) garantire, attraverso la predisposizione di servizi collettivi e di azioni di sostegno didattico, la piena ed omogenea funzionalità educativa di tutte le scuole ed in particolare di quelle situate in zone depresse o di quelle la cui ubicazione determini per gli alunni situazioni di particolare disagio.
La Regione, nel perseguire queste finalità , promuove il coordinamento dei servizi per il diritto allo studio con i servizi sanitari, sportivi, ricreativi, turistici, sociali ed assistenziali, e con le attività integrative, della scuola.
I servizi, di cui alla presente legge, sono destinati agli alunni delle scuole statali o autorizzate a rilasciare titoli di studio riconosciuti dallo Stato, e agli alunni delle scuole materne statali e non statali.
L.R. Lombardia n. 32 del 1976, art. 2
L.R. Lombardia n. 76 del 1980, art. 4
(Servizi a favore delle scuole materne e dell'obbligo)
Per il raggiungimento delle finalità di cui all' art. 1, possono essere attuati, nella fascia della scuola materna e dell'obbligo, i seguenti servizi:
a) fornitura gratuita di libri e di altro materiale didattico ad uso individuale;
b) fornitura gratuita di libri alle biblioteche di classe e di istituto, e di altro materiale didattico di uso collettivo, con particolare riguardo alle esigenze della sperimentazione;
c) attività parascolastiche nella prospettiva della scuola dell'obbligo a tempo pieno e dotazione del materiale necessario;
d) interventi per assicurare la frequenza alle scuole materne;
e) assistenza sociale e provvidenze, anche economiche, per eliminare i casi di evasione e di inadempienza dell'obbligo scolastico, nonchè di disadattamento alla vita scolastica;
f) mense scolastiche o altri interventi sostitutivi;
g) trasporti gratuiti o facilitazioni di viaggio;
h) assistenze e provvidenze particolari per i minorati e per gli invalidi;
i) servizi sociali e psicopedagogici per l' orientamento delle famiglie e degli alunni e per l' aggiornamento degli insegnanti;
l) iniziative per la qualificazione degli educatori e degli operatori addetti ai servizi previsti dalla presente legge;
m) servizio di sostegno didattico e di recupero del rendimento scolastico;
n) interventi a favore dei lavoratori studenti e degli adulti che frequentino scuole o corsi per il compimento dell'obbligo scolastico;
o) assicurazione, a favore degli alunni e del personale dirigente, docente ed ausiliario, per gli eventi dannosi connessi alle attività scolastiche e parascolastiche e al trasporto;
p) ogni altra iniziativa volta a favorire il diritto allo studio.
L.R. Lombardia n. 32 del 1976, art. 3
(Servizi a favore delle scuole di ordine secondario superiore)
Per il raggiungimento delle finalità di cui all'art. 1, possono essere attuati, nella fascia delle scuole di istruzione secondaria superiore ed artistica, ivi compresi gli istituti professionali, le scuole magistrali e i conservatori musicali, i seguenti servizi:
c) mense scolastiche o altri interventi sostitutivi;
d) trasporti gratuiti o facilitazioni di viaggio;
e) assistenze e provvidenze particolari per i minorati e per gli invalidi;
f) servizi sociali e psicopedagogici per l' orientamento delle famiglie, degli alunni e per l'aggiornamento degli insegnanti;
g) iniziative per la qualificazione degli educatori e degli operatori addetti ai servizi previsti dalla presente legge;
h) servizi di sostegno didattico e di recupero del rendimento scolastico;
i) interventi a favore dei lavoratori studenti e degli adulti che frequentino scuole o corsi di scuola secondaria superiore;
l) assicurazione, a favore degli alunni e del personale dirigente, docente ed ausiliario, per gli eventi dannosi connessi alle attività scolastiche e parascolastiche e al trasporto;
m) istituzione di residenze e convitti studenteschi;
n) ogni forma di intervento volto a garantire ai capaci e meritevoli il proseguimento degli studi, ivi compresa l'erogazione di assegni di studio;
o) ogni altra iniziativa volta a favorire il diritto allo studio.
(Competenze degli organi regionali)
Il Consiglio regionale esercita la potestà regolamentare nella materia della presente legge. Esso può impartire direttive generali per adeguare l'esercizio delle funzioni amministrative delegate alle finalità prioritarie individuate nei piani e programmi della Regione.
Spettano alla Giunta regionale le funzioni amministrative in ordine alle istituzioni locali operanti nella materia della assistenza scolastica, ivi compresa la nomina dei rappresentanti della Regione negli organi deliberanti e nei collegi dei revisori, fatta salva la riserva di cui all' art. 3 del DPR 14 gennaio 1972, n. 3.
La Giunta regionale può trasmettere agli enti delegati indicazioni operative per lo svolgimento e il coordinamento delle funzioni delegate in materia di diritto allo studio.
Il Presidente della Giunta regionale cura l'esecuzione dei provvedimenti adottati dalla Regione a norma della presente legge; adotta altresì i provvedimenti necessari per l' esercizio della vigilanza sulle istituzioni di cui al 2º comma del presente articolo.
L'Assessore regionale all'istruzione, se delegato dal Presidente della Giunta regionale, esercita le funzioni del Presidente, firma gli atti della Regione e sovraintende agli uffici preposti al settore.
L.R. Lombardia n. 32 del 1976, art. 4
L.R. Lombardia n. 23 del 1979, art. 1
Sono delegate ai Comuni le funzioni di cui all'art. 2, fatta eccezione per quelle indicate alle lettere i), l), n), o).
I Comuni deliberano le modalità di realizzazione dei servizi, nel quadro degli indirizzi e dei criteri stabiliti dalla presente legge e dal piano annuale regionale.
I Comuni possono avvalersi dei Consigli di circolo e di istituto.
Sono delegate alle Province le funzioni di cui all'articolo 3, fatta eccezione per quelle indicate alle lettere f), g), i), l).
Le Province deliberano le modalità di realizzazione dei servizi, nel quadro degli indirizzi e dei criteri stabiliti dalla presente legge e dal piano annuale regionale.
Le Province possono avvalersi dei distretti scolastici e dei consigli di istituto.
Le Province possono assumere opportune iniziative per attuare forme di collegamento delle attività delegate in base alla presente legge.
(Funzioni non delegate, interventi straordinari e integrativi)
La Giunta regionale cura l' esecuzione dei servizi non delegati, anche mediante la concessione di contributi a singoli enti locali o ad altre istituzioni riconosciute particolarmente idonee.
Per la promozione e la consulenza nelle materie di cui al terzo comma dell'articolo 7 della legge 30 luglio 1973, n. 477, la Regione può avvalersi dei distretti scolastici.
E' riservata alla Giunta regionale una quota non superiore al 5% del totale delle somme attribuite agli enti delegati per interventi di carattere straordinario o temporaneo, su richiesta degli enti delegati medesimi.
Gli interventi di cui al comma precedente sono effettuati dalla Giunta regionale, informata la competente Commissione consiliare.
(Piano annuale regionale)
Il Consiglio regionale approva, su proposta della Giunta e tenuto conto delle esigenze espresse dagli Enti locali delegati, il piano per l' attuazione del diritto allo studio relativo all'anno scolastico successivo, entro il mese di febbraio.
Il piano indica le finalità da raggiungere con priorità da parte della Regione e degli enti delegati e determina i finanziamenti articolati per provincia, da assegnare alle Province e ai Comuni per l'esercizio delle funzioni loro rispettivamente delegate, nonchè ai finanziamenti destinati all'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 7.
Le somme destinate all'esercizio delle funzioni delegate sono erogate dalla Regione direttamente alle Province e ai Comuni, sulla base dei piani di cui all'articolo 9 della presente legge.
Le Amministrazioni provinciali e comunali sono tenute a fornire tutti i dati richiesti per la formulazione del piano di cui al primo comma del presente articolo.
L.R. Lombardia n. 32 del 1976, art. 7
L.R. Lombardia n. 23 del 1979, art. 3
(Piano annuale provinciale)
Ogni Provincia, sulla base delle finalità, dei criteri e delle priorità del piano di cui all'articolo precedente, delibera il piano di utilizzo delle somme ad essa assegnate, tenendo conto degli interventi che essa intende attuare a carico del proprio bilancio, entro sessanta giorni dalla comunicazione del piano annuale regionale.
Il piano provinciale determina l'impiego delle disponibilità finanziarie, distinguendo i finanziamenti destinati all'esercizio delle funzioni delegate alle Province, suddivisi secondo le voci di cui all'articolo 3, ed i finanziamenti destinati ai singoli Comuni.
La Provincia approva altresì il piano di coordinamento del trasporto alunni di cui all'articolo 15, sentiti i Comuni e le loro forme associative, e le Comunità montane.
Copia delle delibere è trasmessa alla Giunta regionale, ai Comuni e alle loro forme associative, alle Comunità montane della provincia.
Ogni Provincia stabilisce le forme e i modi di partecipazione democratica alla programmazione dei servizi di propria competenza, assicurando in ogni caso il concorso del Consiglio provinciale scolastico, dei distretti scolastici, degli Enti locali e delle loro forme associative, delle Comunità montane.
L.R. Lombardia n. 32 del 1976, art. 8
L.R. Lombardia n. 23 del 1979, art. 4
(Piano annuale comunale)
I Comuni deliberano, entro il mese di luglio, l'impiego dei mezzi finanziari messi a loro disposizione per la realizzazione dei servizi di cui all'art. 2, coordinando le attività svolte nell'esercizio della delega con quelle a carico del proprio bilancio.
Copia delle delibere è trasmessa alla Provincia ed alla Regione.
Ogni Comune decide le forme e i modi di partecipazione democratica alla programmazione dei servizi di propria competenza, assicurando in ogni caso il concorso degli organi collegiali di governo della scuola.
L.R. Lombardia n. 32 del 1976, art. 9
I controlli sugli atti emanati dalle Province e dai Comuni nell'esercizio della delega sono svolti dal competente organo regionale di controllo sugli Enti locali.
Gli enti delegati sono tenuti a trasmettere alla Giunta regionale, entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione sull'attività svolta e sui risultati conseguiti nell'anno scolastico precedente.
La Giunta regionale presenta al Consiglio una relazione generale.
Qualora gli enti delegati non adottino entro i termini stabiliti la delibera di cui agli artt. 9 e 10, la Giunta regionale, sentite le Amministrazioni interessate e previa fissazione di un ulteriore breve termine, si sostituisce nell'adempimento degli atti di loro competenza.
L.R. Lombardia n. 32 del 1976, art. 10
(Testi e materiale didattico)
La fornitura gratuita di testi, di libri e di altro materiale didattico ad uso individuale di cui agli artt. 2, lettera a), e 3, lettera a), può essere effettuata a titolo di proprietà o di comodato. Nell'assegnazione si dovrà tenere conto della situazione ambientale e socio - economica della scuola, nonché della classe di frequenza dell'alunno e delle condizioni economiche della sua famiglia.
Per l'acquisto dei testi a favore delle biblioteche di classe o di istituto, ovvero di materiale diretto a favorire la sperimentazione, di cui agli artt. 2, lettera b), e 3, lettera b), si terrà conto delle proposte degli organi collegiali di governo della scuola.
(Scuole materne)
Al fine di favorire la frequenza degli alunni alla scuola materna, gli interventi di cui all'art. 2, lettera d), possono consistere anche in contributi di gestione agli enti che apprestino i servizi necessari.
I servizi di cui agli artt. 2, lettera g), e 3, lettera d), sono svolti sulla base di un piano di coordinamento elaborato dalle Province, sentiti i Comuni e le loro forme associative, e le Comunità montane.
Gli interventi possono tradursi in servizi gratuiti di trasporto, in rimborsi totali o parziali delle spese di viaggio, in altre facilitazioni o provvidenze.
Il piano provinciale può prevedere anche l'acquisto e la assegnazione di scuola - bus.
(Servizi per minorati ed invalidi)
Gli interventi di cui agli artt. 2, lettera h), e 3, lettera e), sono a favore dei minorati fisici, psichici e sensoriali, degli invalidi per cause di guerra, di lavoro, di servizio, degli invalidi civili, nonché a favore dei ciechi e dei sordomuti, e possono tradursi anche in servizi di accompagnamento e trasporto, lezioni individuali o collettive aventi carattere integrativo, fornitura di mezzi e strumenti didattici particolari, riserve di assegni di studio o di posti nei convitti e residenze.
Ai mutilati e invalidi civili sono garantite le provvidenze di cui all'art. 28 della legge 30 marzo 1971, n. 118.
L.R. Lombardia n. 32 del 1976, art. 11
I servizi di cui agli artt. 2 e 3 della presente legge sono destinati, oltre che ai lavoratori studenti frequentanti le scuole di cui all'ultimo comma dell'art. 1, anche agli adulti che frequentano corsi finalizzati al conseguimento della licenza di scuola media e a quelli che frequentano scuole serali secondarie superiori gestite da enti pubblici o morali.
La Regione può contribuire a sostenere le spese relative al funzionamento delle Commissioni speciali d' esame di licenza media nominate dalla autorità scolastica competente.
Nell'assegnazione gratuita dei libri e del materiale didattico di cui alle lettere a) e b) degli artt. 2 e 3 della presente legge si deve dare la priorità agli alunni delle scuole serali statali e non statali purchè gestite da enti pubblici o morali.
L.R. Lombardia n. 23 del 1979, art. 5
(Assegni di studio)
Nell'ambito degli interventi di cui all'art. 3, lettera n), possono essere istituiti dalle Province assegni di studio a favore degli alunni iscritti a scuole secondarie superiori, con sede in Lombardia.
Gli assegni di studio sono concessi al fine di consentire la frequenza agli alunni che risiedono in località disagiate rispetto alla sede scolastica.
Gli assegni di studio vengono concessi mediante concorso per soli titoli.
Al concorso sono ammessi:
a) gli alunni iscritti al primo anno di scuola secondaria superiore;
c) i candidati esterni che hanno conseguito l' idoneità alla classe successiva.
Le Province stabiliscono il numero degli assegni di studio da mettere a concorso, il loro importo, le modalità di assegnazione e gli istituti ai quali si riferiscono.
Nel determinare i criteri di valutazione dei titoli, le Province devono tenere conto delle condizioni economiche e sociali della famiglia.
L'assegno di studio, permanendo le condizioni per cui è stato concesso, è confermato per l' intera durata del corso di studi, comprese le classi di sperimentazione, anche se l' alunno cambi indirizzo di studio.
L'assegno di studio non è cumulabile con altri assegni o borse di studio, col posto gratuito in collegio o convitto, anche se a carico di altri enti, associazioni o istituzioni. All'alunno è data facoltà di opzione.
(Residenze e convitti)
La Regione può mettere a disposizione delle Province gli immobili necessari alla realizzazione delle residenze e dei convitti scolastici.
I posti gratuiti nei convitti sono assegnati dalle Province mediante concorso, osservando, in quanto applicabili, le norme previste dalla presente legge per la concessione degli assegni di studio.
Le Province possono altresì intervenire a favore degli alunni ospiti di convitti gestiti da altri enti.
Le assicurazioni di cui agli artt. 2, lettera o), e 3, lettera l), coprono dai rischi da infortunio gli alunni, il personale dirigente, docente ed ausiliario delle scuole materne statali e non statali e delle scuole dell'obbligo e secondarie superiori statali o autorizzate a rilasciare titoli di studio riconosciuti dallo Stato.
L'assicurazione copre ogni infortunio che possa verificarsi nel percorso da casa a scuola e viceversa, nello svolgimento delle attività didattiche o culturali, ricreative, sportive, promosse dalle autorità scolastiche o col consenso delle stesse, anche in orario extra - scolastico, compresi i percorsi per accedere alle sedi delle attività stesse; copre altresì i rischi connessi al trasporto degli alunni da casa a scuola e viceversa, con qualsiasi mezzo esso venga attuato.
(Servizio di statistica scolastica regionale)
Al fine di disporre delle informazioni e dei dati necessari per la programmazione degli interventi connessi all'attuazione del diritto allo studio, è istituito il servizio di statistica scolastica regionale, da affidarsi ad un istituto pubblico regionale mediante apposita convenzione.
(Indagini e studi)
Al fine di rendere i servizi di cui agli articoli precedenti meglio rispondenti alle necessità ambientali, socio - economiche e personali degli alunni, la Regione promuove ricerche ed indagini e ne cura la pubblicazione e diffusione; promuove altresì incontri di studio, convegni e congressi, o vi partecipa.
Alle attività previste dal comma precedente, si provvede in conformità e con l'osservanza delle norme stabilite dalla legge regionale 22 aprile 1974, n. 21.
Gli Enti delegati, previa intesa con la Regione, possono effettuare indagini e studi necessari per la migliore conoscenza del settore e delle sue implicazioni territoriali, sociali, economiche e pedagogiche, utilizzando i fondi messi a loro disposizione dalla Regione ai sensi della presente legge.
(Soppressione dei Patronati scolastici)
Le funzioni dei Patronati scolastici di cui all'articolo 2 della legge 4 marzo 1958, n. 261, sono attribuite ai Comuni che le esercitano secondo le norme previste dalla presente legge.
Le funzioni di cui al primo comma del presente articolo sono trasferite ai Comuni, a partire dal 1º luglio 1975; dalla stessa data i Patronati scolastici sono soppressi.
Con decreto del Presidente della Giunta regionale è nominato, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un commissario straordinario per l'amministrazione di ogni Patronato, fino alla data della sua soppressione; dalla stessa data di soppressione il commissario assume le funzioni di liquidatore dell'ente.
I beni mobili ed immobili dei Patronati scolastici, già destinati alle loro attività istituzionali, sono trasferiti al patrimonio dei rispettivi Comuni.
Agli stessi Comuni si trasferiscono gli altri rapporti giuridici facenti capo ai Patronati scolastici alla data del 1º luglio 1975; la individuazione di tali rapporti sarà effettuata dal commissario di cui al terzo comma del presente articolo, e l' eventuale saldo passivo alla data del 30 giugno 1974 sarà a carico della Regione.
Il personale amministrativo ed ausiliario di ruolo dipendente dal Patronato scolastico in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge è trasferito al Comune.
Al personale trasferito sono garantiti l'anzianità maturata e gli altri diritti acquisiti.
Il Comune è autorizzato ad imputare le spese per il personale di cui al sesto comma del presente articolo sul contributo regionale, anche oltre i limiti di cui all'articolo 28 della presente legge.
(Soppressione dei Consorzi provinciali dei Patronati scolastici)
Le funzioni dei Consorzi provinciali dei Patronati scolastici sono attribuite alle Province che le esercitano secondo le norme previste dalla presente legge.
I Consorzi provinciali dei Patronati scolastici sono soppressi a partire dal 1º luglio 1975.
Con decreto del Presidente della Giunta regionale è nominato, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un commissario straordinario per l'amministrazione di ogni Consorzio provinciale dei Patronati scolastici, fino alla data della sua soppressione; dalla stessa data di soppressione il commissario assume le funzioni di liquidatore.
I beni mobili ed immobili dei Consorzi provinciali dei Patronati scolastici, già destinati alle loro attività istituzionali, sono trasferiti al patrimonio delle
rispettive Province.
Alle stesse Province si trasferiscono gli altri rapporti giuridici facenti capo ai Consorzi provinciali dei Patronati scolastici alla data del 1º luglio 1975; l'individuazione di tali rapporti sarà effettuata dal commissario di cui al terzo comma del presente articolo, e l' eventuale saldo passivo alla data del 30 giugno 1974 sarà a carico della Regione.
Il personale amministrativo ed ausiliario di ruolo dipendente dal Consorzio provinciale dei Patronati scolastici in servizio dalla data di entrata in vigore della presente legge è trasferito alla Provincia.
Al personale trasferito sono garantiti l' anzianità maturata e gli altri diritti acquisiti.
La Provincia è autorizzata ad imputare le spese per il personale di cui al sesto comma del presente articolo sul contributo regionale, anche oltre i limiti di cui all'articolo 28 della presente legge.
L.R. Lombardia n. 32 del 1976, art. 12
(Gestione dei servizi scolastici da parte dei Comuni)
I Comuni deliberano le modalità di realizzazione dei servizi e decidono le forme e i modi di partecipazione democratica alla relativa gestione.
I Comuni possono gestire i servizi delegati direttamente oppure indirettamente, affidandoli in tutto o in parte ad enti di gestione, anche di natura consortile.
Qualora il Comune decida di ricorrere alla gestione indiretta dei servizi scolastici ad esso delegati, lo ente di gestione sarà istituito con deliberazione del Consiglio comunale, nella quale saranno indicati specificatamente la composizione, la durata e i compiti dell'ente medesimo.
(Programmazione biennale)
Per l'attuazione della presente legge è autorizzata, per ciascuno degli anni scolastici 1975- 1976 e 1976- 1977, la spesa di lire 12.000 milioni.
Per il finanziamento del servizio di cui all'articolo 21 è autorizzata per ciascuno degli anni finanziari 1975 e 1976, la spesa di lire 150 milioni.
Le spese per i bienni successivi verranno determinate con appositi provvedimenti legislativi.
(Modalità di finanziamento del piano annuale)
Al fine della formulazione del piano di cui all'articolo 8, le spese autorizzate come al precedente articolo 26 sono così ripartite:
- lire 6.000 milioni a carico del bilancio regionale 1975;
- lire 12.000 milioni a carico del bilancio regionale 1976;
- lire 6.000 milioni a carico del bilancio regionale 1977.
(Rimborso spese per funzioni delegate)
Per far fronte alle spese da sostenere per l'esercizio delle funzioni delegate ai sensi della presente legge, ciascuna Provincia e ciascun Comune potranno trattenere rispettivamente l' 1% e il 2% sul totale delle somme loro assegnate.
(Personale regionale a disposizione)
La Regione, per l' esercizio delle funzioni delegate, può mettere a disposizione delle Province e dei Comuni personale da essa dipendente.
In tal caso il personale regionale dipenderà funzionalmente dalla Provincia o dal Comune, che forniranno alla Regione le valutazioni in ordine al servizio prestato e potranno richiedere sulla base di un motivato rapporto, l' apertura di eventuali procedimenti disciplinari avanti ai competenti organi regionali.
Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si provvede, per gli anni 1975, 1976 e 1977, con gli stanziamenti annuali che verranno iscritti sugli stati di previsione della spesa corrente dei bilanci regionali di competenza in appositi capitoli denominati rispettivamente: << Attuazione del diritto allo studio >> e << Spese per il servizio di statistica scolastica regionale >>.
Al maggior onere annuale complessivo di lire 632 milioni, derivanti dall'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 26, rispetto alle spese già iscritte per lo stesso titolo nel bilancio 1974 in lire 11.518 milioni, si provvede con l' incremento naturale delle entrate regionali, derivante dal gettito della tassa regionale di circolazione.
(Borse di studio già di competenza ministeriale)
Sono confermate fino al loro esaurimento le borse di studio poliennali già assegnate dal Ministero della pubblica istruzione ai sensi delle leggi vigenti.
Nell'ambito dei finanziamenti di cui alla presente legge, le Province provvedono al loro pagamento a favore degli aventi diritto.
(Disciplina transitoria degli interventi)
Gli interventi in atto all'entrata in vigore della presente legge, e quelli relativi all'anno scolastico 1974- 1975, continueranno ad essere regolati dalle norme della legge regionale 6 giugno 1972, n. 13, che cesserà di avere applicazione dal 1º ottobre 1975.
Dall'entrata in vigore della presente legge, le Province erogano direttamente ai Comuni i contributi di cui alle lettere a), c) e h) dell'articolo 2 della legge regionale 6 giugno 1972, n. 13.
La presente legge regionale è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Lombardia.
Milano, 9 settembre 1974
(Approvata dal Consiglio nella seduta del 29 luglio 1974)

References: art. 1
 art. 2
 art. 4
 art. 1
 art. 3
 art. 3
 art. 4
 art. 1
 art. 7
 art. 3
 art. 8
 art. 4
 art. 9
 art. 10
 art. 11
 art. 5
 art. 12
 articolo 26