Source: http://unicomal.blogspot.com/2009/
Timestamp: 2018-03-17 12:38:01+00:00

Document:
UNICOMAL: 2009
RIUNIONE DELLA COMMISSIONE AEROPORTUALE DI MALPENSA
Si riunisce oggi, 6 ottobre, la Commissione aeroportuale di Malpensa, costituita dai Comuni di "sedime", dai Comuni che subiscono elevati livelli di rumore degli aerei, dalle relative Province e Regioni, dalle ARPA, dalla Direzione aeroportuale e da altri soggetti. Obiettivo: non concludere nulla. Sì, perchè un obiettivo, per legge, esiste ed è quello di definire, "entro 90 gg dall'insediamento della Commissione", le rotte e le procedure per la minimizzazione del rumore. Minimizzazione è un eufemismo perchè il rumore degli aerei è un fenomeno acustico di demensione terrificante ma, proprio per questo, definire le rotte meno penalizzanti per i residenti è una questione urgente. Ma, siccome l'insediamento risale ad oltre 7 (sette) anni fa, ecco che i 90 gg sono trascorsi ormai quasi 30 volte. Ma cosa si fa dunque in questa Commissione? Si litiga, ovvio, perchè, per ridurre il rumore aereo su un Comune, si devono spostare le rotte su un altro, il quale non ci sta e si può continuare questo gioco all'infinito. Ed è proprio un gioco anzi, una strategia , perchè, distribuite del rotte, si deve aprire la cassa per distribuire ai Comuni i soldi raccolti con la tassa sul rumore... ed allora concludere i lavori a qualcuno non conviene. Ma i Comuni rappresentati in Commissione non comprendevano, inizialmente, tutti quelli che subiscono sorvoli ed elevato inquinamento acustico e così la Commissione è stata integrata con i Comuni di Castelletto sopra Ticino, Varallo Pombia, Pombia, Marano Ticino ed Oleggio (che avevano bussato per anni ai vari Ministeri), oltre alla Provincia di Novara ed alla Regione Piemonte. E cìè anche qualche altro Comune lombardo che, secondo noi, dovrebbe entrare in Commissione... Tali inserimenti hanno provocato nuove tensioni e discussioni all'interno della Commissione, altro tempo è trascorso invano ed ecco la convocazione diramata da ENAC per la riunione odierna in cui i rappresentanti piemontesi vengono retrocessi a semplici "osservatori" senza diritto di voto. Quindi ENAC, con una cortese formula di invito, esautora i Sindaci ed i rappresentannti della Provincia di Novara e della Regione Piemonte e l'esclusione dei rappresentanti piemontesi avviene contraddicendo il parere di due Ministeri. Si tratta sempre del solito gioco al rinvio? Questo è molto probabile perchè, ovviamente i piemontesi non staranno zitti, le discussioni saranno accese e la conclusione dei lavori sempre più lontana. L'aspetto più grottesco è costituito dal fatto che i Sindaci sono, nello stesso tempo, artefici e vittime del gioco al rinvio. C'è da chiedersi se se ne rendano conto...
Gallarate, 6 ottobre 2009
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LETTERA INVIATA DA UNI.CO.MAL. LOMBARDIA AI SINDACI
DEI COMUNI COMPRESI NEL PIANO D’AREA DI AMLPENSA, L.R. N.° 10/99:
Arsago Seprio, Busto Arsizio, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Ferno, Gallarate, Golasecca, Lonate Pozzolo, Samarate, Sesto Calende, Somma Lombardo, Vergiate, Vizzola Ticino, Castano Primo, Nosate, Robecchetto con Induno, Turbigo.
OGGETTO: SENTENZA 11169/2008 DEL TRIBUNALE CIVILE DI MILANO
Le trasmettiamo, per opportuna conoscenza, la Sentenza 11169/2008 - Quintavalle, emessa dalla Decima Sezione Civile del Tribunale di Milano, ed una relazione di sintesi, relativa alla medesima, redatta per nostro conto dal consulente ambientale Girardi Dott. Walter.
· Considerate le emissioni inquinanti degli aerei in decollo accertate per la rotta 280 che interessa la tenuta Quintavalle,
· Considerati i danni agli alberi provocati da queste emissioni, danni accertati ed indennizzati,
· Considerato che emissioni di uguale natura sono evidentemente presenti in corrispondenza delle altre rotte di decollo e di atterraggio e si diffondono sul territorio,
· Considerato che, in corrispondenza delle altre rotte, la presenza umana è preponderante rispetto a quella arborea,
· Considerato infine che è scientificamente accertata la cancerogenità dei predetti inquinanti,
· riteniamo possa sussistere grave pericolo per la salute umana.
Si pone quindi necessità ed urgenza di azioni appropriate.
Le chiediamo pertanto, ai sensi della legge 07/08/90 N. 241 e s.m.i, di volerci cortesemente informare in ordine alle azioni che la Sua Amministrazione ha intrapreso o intende intraprendere ai fini di tutelare la salute dei cittadini.
Gallarate, 20 aprile 2009
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SENTENZA 11169/2008 (QUINTAVALLE) DEL TRIBUNALE CIVILE DI MILANO
LETTERA DI UNI.CO.MAL. LOMBARDIA AI SINDACI
La sentenza 11169/2008 (Quintavalle) ha posto le condizioni per iniziare a ragionare sulla situazione relativa all’inquinamento prodotto dall’aeroporto di Malpensa e al relativo primo caso di “danno ambientale” causato da un aeroporto.
Preso atto che il risultato delle perizie disposte dal Tribunale di Milano ha confermato quanto rivendicato dall’Azienda Quintavalle ed ha motivato un significativo indennizzo, ci è sembrato automatico il sillogismo “alberi sotto agli aerei = danno ai vegetali, uomini sotto agli aerei = danno agli esseri umani.
Naturalmente non facile da dimostrare, ma:
· Che l’esposizione al rumore sia causa di ipertensione (studio H.Y.E.N.A.),
· Che lo studio “Salus domestica” abbia evidenziato differenze nella qualità della vita di chi abita vicino rispetto a chi abita lontano dall’aeroporto di Malpensa,
· Che l’accordo di delocalizzazione confermi l’esistenza del danno ambientale,
· Che vicino agli aeroporti si viva, in media, 10 anni meno,
ci autorizza a sostenere che sia necessaria maggiore attenzione da parte di tutti, enti locali in primis, sulla questione relativa alla qualità dell’aria e alla qualità della vita, entrambi principi costituzionali garantiti, su cui un Sindaco dovrebbe porre la propria attenzione.
Ecco dunque che, nota la sentenza Quintavalle, evidente lo scarso interesse che ne è seguito, UNI.CO.MAL. Lombardia ha scritto ai Sindaci dei Comuni compresi nel “Piano d’Area di Malpensa” (L.R. N.° 10/99) una lettera per risollevare l’attenzione sul problema.
Ci è sembrato utile allegare alla lettera inviata ai sindaci, oltre al testo integrale della sentenza, una relazione di sintesi sulla sentenza Quintavalle scritta da un consulente ambientale.
E’ altresì evidente che non stiamo puntando ad un indennizzo, cioè non si tratta di “soldi in cambio della salute”, si tratta invece, secondo noi, di accertare, con gli strumenti stabiliti dalle leggi vigenti, quale sia il limite di impatto ambientale sopportabile e compatibile con la residenza umana.
L’attuale situazione di traffico aereo ridotto non ci può illudere che “l’aeroporto sia finalmente ridimensionato” perchè sono noti i piani del gestore SEA e delle molte Istituzioni che puntano non solo al recupero del traffico perso ma al raddoppio (45-50 milioni) nel volgere dei prossimi anni. *
Considerato l’insopportabile disagio causato dai 7-800 voli/giorno degli anni 2006 e 2007, quale vivibilità possiamo ipotizzare per i 38 Comuni esistenti nel raggio di 10 chilometri dalle piste quando il traffico sarà di 1500-1600 movimenti aerei/giorno?
Ritenendo possa sussistere grave pericolo per la salute umana si pone quindi, secondo UNI.CO.MAL. Lombardia, necessità ed urgenza di azioni appropriate.
* Il Presidente di Assoclearance, Ente che assegna gli slot del traffico aereo, ha in questi giorni dichiarato: “La richiesta di slot su Linate è già pressante, ora che si intravede la possibilità di avere più slot, si scateneranno tutti i vettori, le Compagnie che sono a Malpensa chiederanno tutte di spostarsi a Linate (Repubblica, 21/05/09, pag. 29). E’ l’ennesima conferma che “l’operazione Malpensa” è contraria al mercato: da quanti anni lo stiamo dicendo?
Gallarate, 22 maggio 2009
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Venute meno le condizioni che avevano portato alla sospensione
della procedura d'infrazione per carenze nella procedura di VIA
Il 14 aprile scorso Monica Frassoni, Presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, ha presentato un'interrogazione scritta alla Commissione europea in merito all'aumento del traffico di aeromobili e passeggeri allo scalo di Malpensa.
La procedura d'infrazione per la mancata realizzazione della Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) per la costruzione del terzo/terzo dell’aerostazione e per il terzo satellite era stata archiviata nell'aprile 2006 a fronte dell'impegno delle autorità aeroportuali di non aumentare il volume del traffico oltre il limite di 21,3 milioni di passeggeri/anno.
Tale impegno era stato formalmente dichiarato ed assunto dall’allora Ministro dell’ambiente Matteoli che, come da UNI.CO.MAL. Lombardia e dalle altre Associazioni ambientaliste era stato chiaramente evidenziato, aveva adottato questo strategia per evitare la procedura d’infrazione, sconfessando una precedente relazione degli uffici del suo Ministero in cui si ammetteva la necessità di sottoporre a VIA le opere contestate.
Risulta ora dai dati Assaeroporti (http://www.assaeroporti.it) che il traffico nel 2006 è stato di 21,6 milioni di passeggeri mentre nel 2007 è stato di 23,9 milioni di passeggeri, quindi ben 2,5 milioni di passeggeri oltre il limite fissato.
L'Eurodeputata Verde ha in proposito dichiarato: “Certo ci si poteva stupire che alla decisione di ampliare le strutture aeroportuali di Malpensa non corrispondesse un aumento del traffico... A pochi anni di distanza si vede infatti che ancora una volta il Governo italiano si è impegnato a fermare l'azione della Commissione europea piuttosto che tutelare l'ambiente e i cittadini realizzando la necessaria VIA.”
Monica Frassoni ha anche aggiunto: "Nella mia interrogazione, oltre a verificare che la Commissione sia in possesso dei dati dell'Assaeroporti, chiedo di sapere che misure intenda adottare in assenza di Valutazione d'impatto delle stesse opere in relazione alla presenza nelle aree confinanti di siti di rilevanza comunitaria per la tutela degli habitat e delle specie protette: S.I.C. (Sito di Importanza Comunitaria) e Z.P.S. (Zona a Protezione Speciale)."
Di fronte all’evidente volontà dei poteri economici di sacrificare l’Ambiente allo sviluppo incontrollato ed immotivato di Malpensa, noi continuiamo a chiederci se dilapidare un patrimonio come il Parco del Ticino, dichiarato dall’UNESCO “Riserva della Biosfera”, è un lusso che ci possiamo permettere.
Gallarate, 4 maggio 2009
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ammetto che UNI.CO.MAL. Lombardia fosse col fiato sospeso nell’attesa della risposta alla mia “Lettera aperta a Giancarlo Giorgetti”, ma è una sorpresa che la risposta stia in un’intervista di Federico Bianchessi a Francesco Speroni. E dopo la sorpresa ecco la delusione. Ci aspettavamo delle argomentazioni pertinenti, un intervento i cui contenuti corrispondessero, pragmaticamente, alle dimensioni ed alla portata del business e dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Malpensa. Invece nulla di questo. Speroni dice, innanzitutto, che dopo 26 anni è lecito cambiare opinione perchè “la nostra opposizione di allora aveva come oggetto un grande scalo, con tre piste”, ecc. Ma cosa c’è di diverso? E’ proprio quello che sta nell’attuale Piano industriale di S.E.A. (che la Lega appoggia), Piano che contempla tre piste ed una crescita del traffico fino al limite di saturazione dell’aeroporto, cioè con tanti voli quanti ce ne possono stare, a prescindere dagli impatti ambientali. Questa è, in parole povere, l’indicazione dello studio del Mitre (Center for Advanced Aviation System Development) di Washington, presentato il 18 novembre scorso presso l’Università Bocconi di Milano, in assenza di qualsiasi politico. Speroni aggiunge che questa Malpensa “ha superato la Valutazione di Impatto ambientale”, dice che ha “raggiunto un equilibrio accettabile grazie al fatto che gli aerei moderni inquinano e disturbano meno di quelli degli anni ‘80”. Forse giova ricordare a Speroni che la Malpensa, al contrario di quanto lui asserisce, non ha mai superato alcuna Valutazione di Impatto Ambientale (può leggersi al riguardo il Decreto Ronchi-Melandri, 25/11/99) e che vi volano ancora aerei degli anni ’60 e ’70 e ’80, come è noto a tutti e come gli può confermare anche S.E.A. Speroni deve tener presente che, oltre ad avere “memoria storica”, noi conserviamo anche i documenti. Quindi, siccome Speroni accusa me di distorcere la verità storica, ribadisco che le accuse di Bossi, da me riportate, sono ancora attuali perchè l’attuale Malpensa si conferma quella che causò gli anatemi del Capo leghista: avete cambiato opinione ma, siccome l’aeroporto si conferma lo stesso, le accuse di Bossi ricadono ora su di voi. Da più parti, noi che ci occupiamo quotidianamente dei guai di Malpensa, sentiamo dire spesso che “su Malpensa è mancato il controllo della politica”. Lei ce lo conferma. Ci conferma che la politica non si interessa di Malpensa, non è informata. Malpensa è, per i politici, uno scatolone chiuso di cui ignorano il contenuto, la storia, le regole non rispettate ed anche la dichiarazione su “illegalità e soprusi di Malpensa” firmata, su quel monolito che è “Ticinia”, da 87 Sindaci delle Province di Varese, Novara e Milano.
Per concludere. In Provincia di Varese c’è una colonia del Comune di Milano: Malpensa e dintorni. Nei dintorni di Malpensa ci sono, nel raggio di 10 km., 38 Comuni. Sono addirittura 88 i Comuni nel raggio di 15 km., con 500.000 abitanti sotto le rotte, cittadini che subiscono tutti i giorni l’inquinamento certificato dalla recente, pesante, “sentenza Quintavalle” emessa dal Tribunale di Milano. Una sentenza e non un’opinione. Questa colonia abitata da 500.000 cittadini è gestita nell’interesse del Comune di Milano e di lobby affaristiche i cui interessi non coincidono con quelli dei cittadini: tutto questo ci deve andar bene? Dobbiamo subire e tacere? Anche i disoccupati a causa degli errori di programmazione di Malpensa devono tacere? Vorrà mai la politica occuparsi del problema Malpensa? Riteniamo questi temi meritevoli di un confronto a cui la politica si è sempre sottratta.
Presidente di UNI.CO.MAL. Lombardia (Unione Comitati del Comprensorio di Malpensa per la tutela dell’Ambiente e della Salute)
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RIUNIONE DELLA COMMISSIONE AEROPORTUALE DI MALPENS...

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