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Timestamp: 2020-07-12 14:18:18+00:00

Document:
CIRCOLARE 7 marzo 2006, n. 7
Oggetto: Disposizioni applicative relative al D.P.C.M. del 15.02.2006 , concernente "Programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2006".
urn:nir:ministero.lavoro.politiche.sociali;direzione.generale.immigrazione:circolare:2006-03-07;7
Alla Provincia Autonoma di Bolzano Rip. 19 - Uff. Lavoro - Isp. Lavoro - Bolzano
Alla Regione Autonoma Friuli V.G. Servizio per il Lavoro - Trieste
Alla Regione Siciliana Assessorato al Lavoro - Uff. Reg.le Lavoro Ispett. Reg.le Lavoro - Palermo
e, p.c.: Al Ministero dell'Interno Gabinetto del Ministro Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione - Direz. C.le per le Politiche dell'Immigrazione e dell'Asilo - Dipartimento della Pubblica Sicurezza - Direz. C.le dell'Immigrazione e della Polizia delle frontiere - Roma
Al Ministero degli Affari Esteri Gabinetto del Ministro D.G.I.E.P.M. - Uff. VI Centro Visti - Roma
Quote massime d'ingresso di lavoratori extracomunitari per l'anno 2006
Si comunica che è stato pubblicato in data odierna sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - serie generale, n. 55 - il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15.02.2006 , concernente "Programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2006".
Nell'ambito della quota massima di cui all' articolo 1 , gli articoli da 2 a 5 contengono l'ulteriore specificazione delle quote d'ingresso.
L' articolo 2 prevede una quota di 78.500 ingressi per motivi di lavoro subordinato non stagionale di cittadini stranieri extracomunitari residenti all'estero di nazionalità non predeterminata, riservandone 45.000 agli ingressi per motivi di lavoro domestico e di assistenza alla persona, 2.500 per il settore della pesca marittima, 1.000 per dirigenti o personale altamente qualificato, 2.000 per la conversione di permessi di soggiorno per studio in permessi di soggiorno per lavoro subordinato, 2.000 per la conversione di permessi di soggiorno per tirocinio in permessi di soggiorno per lavoro subordinato, 2.000 ingressi per cittadini che abbiano completato programmi di istruzione e formazione nei Paesi di origine ai sensi dell' articolo 23 del testo unico sull'immigrazione . Le restanti quote generiche, pari a 24.000 ingressi per motivi di lavoro subordinato non stagionale, vengono così suddivise: 10.000 per il settore edile; 14.000 per altri settori produttivi.
L' articolo 3 stabilisce una quota di 3.000 ingressi di cittadini stranieri extracomunitari per lavoro autonomo, riservata a: ricercatori; imprenditori che svolgono attività di interesse per l'economia nazionale; liberi professionisti; soci e amministratori di società non cooperative; artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati. All'interno di tale quota, sono ammesse, sino ad un massimo di 1.500 unità, unicamente le conversioni di permessi di soggiorno per motivi di studio e formazione professionale in permessi di soggiorno per lavoro autonomo. Le restanti 1.500 unità sono destinate ad ingressi diretti dall'estero e sono gestite dal Ministero degli Affari Esteri.
L' articolo 4 stabilisce una quota massima di 500 ingressi per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, riservata a lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay e Venezuela, inseriti - in base a quanto previsto dall' articolo 32-bis del DPR 394/1999 come modificato dal DPR 334/2004 - in un elenco in cui vengono specificate anche le qualifiche professionali, istituito presso le rappresentanze diplomatiche o consolari italiane nei Paesi indicati.
Al riguardo si confermano le indicazioni applicative già fornite con riferimento all'analoga quota prevista per gli anni 2004 e 2005. L'inserimento nell'elenco implica l'accertamento, da parte della rappresentanza diplomatica o consolare, del requisito dell'origine italiana entro il grado prescritto. È previsto che tale inserimento sia reso conoscibile mediante la consultazione dell'elenco attraverso il sistema informativo di questo Ministero, condiviso dalle Direzioni Provinciali del Lavoro. Nei casi in cui l'inserimento nell'elenco non risultasse verificabile attraverso il sistema informativo, esso può essere documentato mediante apposita certificazione rilasciata dalla rappresentanza diplomatica o consolare che vi ha provveduto.
L' articolo 5 stabilisce una quota massima di 38.000 ingressi per lavoro subordinato non stagionale riservati a cittadini di Paesi che hanno sottoscritto, o stanno per sottoscrivere, specifici accordi in materia migratoria, ripartita come segue:
- 4.500 cittadini albanesi;
- 3.500 cittadini tunisini;
- 4.000 cittadini marocchini;
- 7.000 cittadini egiziani;
- 1.500 cittadini nigeriani;
- 5.000 cittadini moldavi;
- 3.000 cittadini dello Sri Lanka;
- 3.000 cittadini del Bangladesh;
- 3.000 cittadini filippini;
- 100 cittadini somali;
- 1.000 cittadini ghanesi;
- 1.400 cittadini di altri Paesi che concludano accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi d'ingresso e delle procedure di riammissione.
Nell'ambito della quota massima di cui all'articolo 1, l' articolo 6 stabilisce una quota di 50.000 ingressi di lavoratori stranieri extracomunitari per le esigenze di carattere stagionale.
- cittadini stranieri di Serbia-Montenegro, Croazia, Bosnia e Herzegovina, Ex Repubblica Yugoslava di Macedonia, Bulgaria e Romania;
- cittadini stranieri di Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria: Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto;
- cittadini stranieri extracomunitari titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale nell'anno 2003, 2004 o 2005.
Le modalità di applicazione del D.P.C.M. del 15.02.2006 concernente "Programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2006" corrispondono a quelle già stabilite nella circolare n. 1 del Ministero dell'Interno in data 09.02.2006 , trasmessa a suo tempo via fax a tutte le Direzioni Provinciali del Lavoro e disponibile anche sul sito intranet di questa Amministrazione.
Un base a quanto previsto dall' articolo 30-bis, comma 8, del DPR 394/1999 come modificato dal DPR 334/2004 ed a quanto stabilito nelle direttive congiunte del Ministro dell'Interno e del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali in data 13.05.2005, le Direzioni Provinciali del Lavoro svolgono l'istruttoria di relativa pertinenza con riferimento alla verifica della regolarità delle condizioni contrattuali applicate, nonché del numero di richieste presentate dallo stesso datore di lavoro in relazione alla sua capacità economica, oltre che la verifica della sussistenza di quote. Per quanto attiene alla verifica delle quote disponibili, come avvenuto nel 2005 le Direzioni Provinciali del Lavoro si avvalgono del sistema informatizzato SILEN, nel quale affluiscono in via telematica i dati relativi alle richieste spedite agli sportelli unici per l'immigrazione.
Qualora necessario per lo svolgimento dell'istruttoria di propria competenza, le Direzioni Provinciali del Lavoro richiedono l'integrazione della documentazione al datore di lavoro tramite lo sportello unico per l'immigrazione. Le Direzioni Provinciali del Lavoro, una volta completata l'istruttoria di propria competenza, rilasciano il previsto parere positivo o negativo utilizzando le apposite maschere informatiche presenti nel sistema. Una volta concluso il procedimento da parte delle Direzioni Provinciali del Lavoro ed effettuati gli altri adempimenti previsti, i nulla osta al lavoro vengono rilasciati nel corso di apposite riunioni convocate dal dirigente dello sportello unico per l'immigrazione.
Nel caso in cui le Direzioni Provinciali del Lavoro avessero a disposizione quote riservate da attribuire, rispetto alle quali non è stato effettuato il caricamento integrale dei dati, possono individuare le pratiche all'interno del sistema telematico, richiamando in forma digitale gli estremi della scheda riepilogativa, per poi chiedere a Poste Italiane S.p.A. - tramite gli sportelli unici per l'immigrazione - di effettuare il caricamento integrale dei dati relativi alle richieste corrispondenti alle quote disponibili.
Nella Regione Sardegna le funzioni attribuite allo sportello unico per l'immigrazione - secondo quanto stabilito nelle direttive congiunte del Ministro dell'Interno e del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali in data 13.05.2005 - sono svolte dagli stessi uffici già competenti prima dell'entrata in vigore del D.P.R. n. 334/2004 . Pertanto le Direzioni Provinciali del Lavoro devono svolgere le funzioni attribuite agli sportelli unici per l'immigrazione, con quanto ciò comporta riguardo alla ricezione delle richieste ed al rilascio dei nulla osta al lavoro.
Con particolare riguardo al settore del lavoro domestico e di assistenza alla persona, per la verifica della capacità economica del datore di lavoro si rinvia alle disposizioni già impartite con la circolare ministeriale n. 1 del 25.01.2005. Rimane confermato che il reddito minimo richiesto come necessario potrà risultare anche dal cumulo dei redditi dei parenti di primo grado conviventi e non conviventi o, in mancanza, degli altri soggetti tenuti legalmente all'assistenza sulla base di un'autocertificazione dei medesimi. Si precisa che ai sensi dell' articolo 30-bis, comma 3, lettera c) del DPR 394/99 come modificato dal DPR 334/2004 , la retribuzione mensile da assicurare al lavoratore non deve, comunque, essere inferiore all'importo minimo previsto per l'assegno sociale che, per l'anno 2006, risulta pari ad Euro 381,72.
Inoltre, si ricorda che ai sensi del comma 8 dello stesso articolo sopra richiamato, nel caso di lavoratori domestici addetti all'assistenza di persone non autosufficienti, le norme relative alla verifica della congruità della capacità economica del datore di lavoro non si applicano qualora la richiesta di assunzione provenga da un datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza, il quale intende assumere uno straniero addetto alla sua assistenza.
Al fine di assicurare l'effettiva disponibilità di manodopera alle imprese le cui esigenze di impiego di lavoratori stagionali non sono differibili, in quanto si collocano temporalmente nei primi mesi dell'anno (per es. coltivazioni agricole), le Direzioni Provinciali del Lavoro procedono alla trattazione delle pratiche - nell'ambito delle richieste di nulla osta al lavoro rientranti nelle quote disponibili - in base alla data di inizio della prestazione lavorativa individuabile nella sezione del modulo relativa a "precedenti periodi lavorativi per attività stagionale", in cui il datore di lavoro avrà cura di indicare la data presunta di inizio e termine della prestazione lavorativa per il corrente anno.
Relativamente al settore agricolo si segnala che, come previsto dal CCNL operai agricoli e florovivaisti, la retribuzione viene generalmente riferita alla paga oraria o giornaliera. Pertanto, nel valutare la congruità della retribuzione si dovrà tener conto della possibilità che anziché una retribuzione mensile sia stata indicata quella oraria o giornaliera.
Dopo il secondo permesso di soggiorno per lavoro stagionale, il datore di lavoro può richiedere allo Sportello Unico per l'immigrazione, in favore del lavoratore straniero, anche il rilascio di un nullaosta al lavoro stagionale pluriennale. La richiesta viene formulata sull'apposito modulo a lettura ottica (Mod. C-STAG), barrando la casella corrispondente all'indicazione pluriennale e indicando i due precedenti periodi lavorativi per attività stagionale.
La richiesta di nulla osta al lavoro pluriennale (valido per un periodo massimo di 3 anni) può essere fatta dal datore di lavoro a favore di un lavoratore straniero che ha prestato per due anni di seguito un'attività di lavoro stagionale in Italia, con dimostrazione dell'avvenuto rientro del lavoratore straniero nel Paese di origine al termine dei precedenti periodi di lavoro stagionale.
Il rilascio di tale nulla osta avviene nei limiti delle quote di ingresso previste per lavoro stagionale. Le Direzioni Provinciali del Lavoro verificano la sussistenza della quota per lavoro stagionale e la regolarità delle condizioni contrattuali applicate, nonché la sussistenza dei requisiti per il rilascio del nulla osta pluriennale ai sensi dell' articolo 5, comma 3-ter, del testo unico sull'immigrazione .
La richiesta, rivolta a verificare la sussistenza di una quota per lavoro subordinato, va redatta sul modello V (del quale va compilato il riquadro B) - scaricabile dal sito www.welfare.gov.it e dal sito http://www.interno.it/ - ed inviata allo sportello unico per l'immigrazione competente per territorio mediante spedizione postale raccomandata A.R.
d) copia del passaporto del richiedente in corso di validità, con i visti d'ingresso per lavoro stagionale e timbro d'uscita dal territorio nazionale.
Per "Grandi Opere" si intendono le infrastrutture e gli insediamenti produttivi strategici individuati a mezzo del programma approvato, in attuazione dell' articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443 , dal CIPE con delibera n. 121 del 21.12.2001 ed inseriti nel D.P.E.F. - Documento di programmazione economica e finanziaria 2004-2007. Le Direzioni Provinciali del Lavoro, a fronte di specifiche richieste di nulla osta al lavoro inviate agli sportelli unici per l'immigrazione utilizzando l'apposita modulistica disponibile sul sito www.welfare.gov.it (Mod. B-GO), provvedono a verificare che la manodopera deve essere effettivamente adibita alla realizzazione di "Grandi Opere" e, una volta accertata l'esistenza dei presupposti per esprimere parere positivo, chiedono a questo Ufficio, tramite le Direzioni Regionali del Lavoro, l'assegnazione delle quote necessarie per il rilascio dei nulla osta al lavoro da parte degli sportelli unici per l'immigrazione.

References: articolo 1
 articolo 2
 articolo 23
 articolo 3
 articolo 4
 articolo 32
 articolo 5
 articolo 6
 articolo 30
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 articolo 5
 articolo 1