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Timestamp: 2019-05-23 07:09:00+00:00

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PROTEZIONE DA AGENTI CHIMICI Articolo 221 Campo di applicazione
Il presente decreto determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possono derivare, dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o come risultato di ogni attività lavorativa che comporti la presenza di agenti chimici.
I requisiti individuati dal presente titolo si applicano a tutti gli agenti chimici pericolosi che sono presenti sul luogo di lavoro, fatte salve le disposizioni relative agli agenti chimici per i quali valgono provvedimenti di protezione radiologica regolamentati dal decreto legislativo del 17 marzo 1995, n. 230, e successive modifiche.
Art. 222 Definizioni
Nella valutazione dei rischi (articolo 28), il datore di lavoro determina, preliminarmente l’eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti, prendendo in considerazione in particolare:
I valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici; di cui un primo elenco è riportato negli allegati XXXVIII e XXXIX;
Ancora sulla valutazione dei rischi
Nella valutazione dei rischi il datore di lavoro indica quali misure di prevenzione sono state adottate.
Il fornitore o il produttore di agenti chimici pericolosi è tenuto a fornire al datore di lavoro acquirente tutte le ulteriori informazioni necessarie per la completa valutazione del rischio.
Il datore di lavoro aggiorna periodicamente la valutazione e, comunque, in occasione di notevoli mutamenti che potrebbero averla resa superata ovvero quando i risultati della sorveglianza medica ne mostrino la necessità.
Art. 224 Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi
Il datore di lavoro, sulla base della valutazione dei rischi di cui all’articolo 223, provvede affinché il rischio sia eliminato o ridotto mediante la sostituzione, qualora la natura dell’attività lo consenta, con altri agenti o processi che, nelle condizioni di uso, non sono o sono meno pericolosi per la salute dei lavoratori.
Quando la natura dell’attività non consente di eliminare il rischio attraverso la sostituzione?
In questi casi il datore di lavoro garantisce che il rischio sia ridotto mediante l’applicazione delle seguenti misure da adottarsi nel seguente ordine di priorità:
Art. 226 Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze
Nel caso di incidenti o di emergenza, il datore di lavoro adotta immediate misure dirette ad attenuarne gli effetti ed in particolare, di assistenza, di evacuazione e di soccorso e ne informa i lavoratori.
Il datore di lavoro adotta:
misure adeguate per porre rimedio alla situazione quanto prima.
le misure necessarie per approntare sistemi d’allarme e altri sistemi di comunicazione necessari per segnalare tempestivamente l’incidente o l’emergenza.
Art. 227 Informazione e formazione per i lavoratori
Il datore di lavoro garantisce che i lavoratori o i loro rappresentanti dispongano di:
Dati ottenuti attraverso la valutazione del rischio e ulteriori informazioni ogni qualvolta modifiche importanti sul luogo
lavoro determinino un cambiamento di tali dati;
informazioni sugli agenti chimici pericolosi presenti sul luogo
lavoro, quali l’identità degli agenti, i rischi per la sicurezza
e la salute, i relativi valori limite di esposizione professionale
e altre disposizioni normative relative agli agenti;
formazione ed informazioni su precauzioni ed azioni adeguate da intraprendere per proteggere loro stessi ed altri lavoratori sul luogo di lavoro;
Art. 229 Sorveglianza Sanitaria
Sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria i lavoratori esposti agli agenti chimici pericolosi per la salute che rispondono ai criteri per la classificazione come molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo.
La sorveglianza sanitaria viene effettuata:
periodicamente, di norma una volta l’anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori, in funzione della valutazione del rischio e dei risultati della sorveglianza sanitaria;
all’atto della cessazione del rapporto di lavoro. In tale occasione il medico competente deve fornire al lavoratore le eventuali indicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare.
Nel caso in cui all’atto della sorveglianza sanitaria si evidenzi, in un lavoratore o in un gruppo di lavoratori esposti in maniera analoga ad uno stesso agente, l’esistenza di effetti pregiudizievoli per la salute imputabili a tale esposizione o il superamento di un valore limite biologico, il medico competente informa individualmente i lavoratori interessati ed il datore di lavoro.
sottoporre a revisione la valutazione dei rischi effettuata a norma dell’articolo 223;
sottoporre a revisione le misure predisposte per eliminare o ridurre i rischi;
tenere conto del parere del medico competente nell’attuazione delle misure necessarie per eliminare o ridurre il rischio;
prendere le misure affinché sia effettuata una visita medica straordinaria per tutti gli altri lavoratori che hanno subito un’esposizione simile.
Art. 230 Cartelle Sanitarie e di Rischio
Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori sottoposti a “sorveglianza sanitaria”istituisce ed aggiorna la cartella sanitaria (secondo quanto previsto dall’articolo 25, obblighi del medico competente, comma 1, lettera c ) .
Nella cartella di rischio sono, tra l’altro, indicati i
livelli di esposizione professionale individuali
forniti dal Servizio di Prevenzione e Protezione.
Su richiesta, è fornita agli organi di vigilanza copia della cartella sanitaria.
Art. 233 Campo di Applicazione
Fatto salvo quanto previsto per le attività disciplinate dal Capo III (protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto) e per i lavoratori esposti esclusivamente alle radiazioni previste dal trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia
atomica, le norme del presente titolo si applicano a tutte le attività nelle quali i lavoratori sono o possono essere esposti ad agenti cancerogeni o
mutageni a causa della loro attività lavorativa.
Art. 234 Definizioni
1. Una sostanza che risponde ai criteri della classificazione nelle categorie cancerogene 1 o 2 della normativa sulla classificazione D.lgs. 52/97 (R45 “può provocare il cancro”, R49 “può provocare il cancro per inalazione”).
2. Un preparato contenente una o più sostanze di cui al punto 1), quando la concentrazione di una o più delle singole sostanze risponde ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparato nelle categorie cancerogene 1 o 2.
3. Una sostanza, un preparato o un processo di cui all'allegato XLII, nonché una sostanza od un preparato emessi durante un processo previsto dall'allegato XLII;
Allegato XLII Elenco di sostanze preparati e processi
forti nella fabbricazione di alcool
1. Una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione nelle categorie mutagene 1 o 2, stabiliti dal decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni (R46 può provocare alterazioni genetiche ereditarie);
2. Un preparato contenente una o più sostanze di cui al punto 1), quando la concentrazione di una o più delle singole sostanze risponde ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparato nelle categorie mutagene 1 o 2.
R45 o R49
Sostanze note per gli effetti sull’uomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale fra esposizione e sviluppo di tumori.
Sostanze che dovrebbero considerarsi cancerogene per l’uomo. Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che l’esposizione possa determinare l’insorgere della neoplasia in generale sulla base di:
-adeguati studi a lungo termine effettuati sugli animali -altre informazioni specifiche.
Sostanze da considerare con sospetto per i possibili effetti cancerogeni sull’uomo per le quali tuttavia le informazioni disponibili non sono ancora sufficienti per procedere ad una valutazione soddisfacente. Esistono alcune prove ottenute da adeguati studi su animali che non bastano tuttavia per classificare la sostanza nella categoria 2
Categoria 1 e 2 Simbolo: T e Teschio
Frase di Rischio:
R45 (può provocare il cancro) R49 (può provocare il cancro per inalazione)
Simbolo: Nocivo Xn
Frase di rischio: R40 “possibilità di effetti cancerogeni - prove insufficienti”
Sostanze note per gli effetti mutageni sull’uomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra l’esposizione e lo sviluppo di alterazioni genetiche ereditarie.
Sostanze che dovrebbero considerarsi mutagene per l’uomo.
Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che l’esposizione possa provocare lo sviluppo di alterazioni genetiche ereditarie, in generale sulla base di:
- adeguati studi a lungo termine effettuati sugli animali
Sostanze da considerare con sospetto per i possibili effetti mutageni sull’uomo per le quali tuttavia le informazioni disponibili non sono ancora sufficienti per procedere ad una valutazione soddisfacente.
Esistono alcune prove ottenute da adeguati studi su animali che non bastano tuttavia per classificare la sostanza nella categoria 2.
Categoria 1 e 2
Simbolo: T e Teschio
Frasi di rischio: R46 “può provocare alterazioni genetiche ereditarie”
Simbolo: Xn Nocivo
Frasi di rischio: R68 “possibilità di effetti irreversibili”
L’esposizione non deve comunque superare il valore limite dell’agente stabilito nell’allegato XLIII.
Valore limite esposizione
2001 il valore
(=9,75
Cloruro di vinile monomer o
Note alla tabella Allegato XLIII
( 1 ) EINECS: Inventario europeo delle sostanze chimiche esistenti (European Inventory of Existing Chemical Susbstances).
( 2 ) CAS: Numero Chemical Abstract Service.
( 3 ) mg/m 3 = milligrammi per metro cubo d'aria a 20° e 101,3 Kpa (corrispondenti a 760 mm di mercurio).
( 4 ) ppm = parti per milione nell'aria (in volume: ml/m3).
( 5 ) Valori misurati o calcolati in relazione ad un periodo di riferimento di otto ore.
( 6 ) Sostanziale contributo al carico corporeo totale attraverso la possibile esposizione cutanea.
( 7 ) Frazione inalabile; se le polveri di legno duro sono mescolate con altre polveri di legno, il valore limite si applica a tutte le polveri di legno presenti nella miscela in questione .
Fatto salvo quanto previsto all'articolo 235, il datore di lavoro effettua una valutazione dell'esposizione a agenti cancerogeni o mutageni, i risultati della quale sono riportati nel documento di valutazione dei rischi (art 236);
Adotta misure protettive di natura (art. 237 e 238) :
Effettua per i lavoratori interventi di tipo formativo e informativo (art.
Sottopone i lavoratori, interessati alla valutazione di cui all’articolo 236, ad opportuna sorveglianza sanitaria (art. 242);
Art. 246 Campo di applicazione
Fermo restando quanto previsto dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, le norme del presente decreto si applicano alle ulteriori attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, il rischio di esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti
amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate.
Art. 247 Definizioni
• l'actinolite d'amianto, n. CAS 77536-66-4;
• la grunerite d'amianto (amosite), n. CAS
• l'antofillite d'amianto, n. CAS 77536-67-5; • il crisotilo, n. CAS 12001-29-5; • la crocidolite, n. CAS 12001-28-4; • la tremolite d'amianto, n. CAS 77536-68-6.
Art. 248 Individuazione della presenza di amianto
Se vi è il minimo dubbio sulla presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, applica le disposizioni previste dal presente titolo.
Art. 249 Valutazione del rischio
Nella valutazione di cui all'articolo 28, il datore di lavoro valuta i rischi dovuti alla polvere proveniente dall'amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il grado dell’esposizione e le misure preventive e protettive da attuare.
Il datore di lavoro effettua nuovamente la valutazione ogni qualvolta si verifichino modifiche che possono comportare un mutamento significativo dell'esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto.
Prima dell'inizio dei lavori di cui all'articolo 246, il datore di lavoro presenta una notifica all'organo di vigilanza competente per territorio.
La notifica comprende almeno una descrizione sintetica dei seguenti elementi:
misure adottate per limitare l'esposizione dei lavoratori all'amianto.
Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori o i loro rappresentanti abbiano
accesso, a richiesta, alla documentazione oggetto della notifica di cui ai commi l e
Il datore di lavoro, ogni qualvolta una modifica delle condizioni di lavoro possa comportare un aumento significativo dell'esposizione alla polvere proveniente dall'amianto o da materiali contenenti amianto, effettua una nuova notifica.
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References: Articolo 221

Art. 222

Art. 224

Art. 226

Art. 227

Art. 229

Art. 230

Art. 233

Art. 234

Art. 246

Art. 247

Art. 248

Art. 249