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Timestamp: 2020-08-04 02:55:59+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 9123 del 07/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9123 del 07/04/2017
Cassazione civile, sez. II, 07/04/2017, (ud. 02/03/2017, dep.07/04/2017), n. 9123
sul ricorso 20491-2012 proposto da:
R.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ENNIO Q
VISCONTI 99, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO PALMA, che lo
CONDOMINIO VIA (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
LUDOVISI 35, presso lo studio dell’avvocato ANDREA MORETTI,
rappresentato e difeso dagli avvocati PAOLO PECORA, FRANCESCO
AMBROSINO;
FONDIL SUD s.r.l., EDILAN SUD s.c. a r.l.;
avverso la sentenza n. 2324/2011 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
02/03/2017 dal Consigliere Dott. ANTONIO SCARPA;
udito l’Avvocato Biamonte per delega dell’Avvocato Palma;
MISTRI Corrado, il quale ha concluso per il rigetto del ricorso.
R.F. ha proposto ricorso articolato in tre motivi avverso la sentenza della CORTE D’APPELLO di NAPOLI n. 2324/2011, depositata il 23/06/2011. Resiste con controricorso il Condominio di via (OMISSIS), mentre rimangono intimate, senza svolgere attività difensive, la Edilan Sud s.r.l. e la Fondil Sud s.r.l.
Il giudizio era iniziato con decreto ingiuntivo per l’importo di Lire 249.820.926, emesso su domanda di R.F. nei confronti del Condominio di via (OMISSIS), dal Tribunale di Napoli in data 21.11.2000. Tale importo costituiva il saldo del corrispettivo (al netto degli acconti già versati pari a Lire 175.225.000) per l’appalto dei lavori di ristrutturazione e consolidamento statico del fabbricato di via (OMISSIS), conseguenti al sisma del 1980, in forza di contratto del 07.06.1995, con cui la Fondil s.r.l. aveva ceduto l’esecuzione delle opere in subappalto alla Cooperativa Edilan Sud a r.l. in associazione in partecipazione al 50% col R.. Il Condominio si era opposto al decreto ingiuntivo, deducendo che l’intera vicenda inerente la concessione del contributo pubblico per i lavori e la commissione dei lavori alla Edilan Sud s.r.l. era stata gestita, senza alcuna apposita investitura, da tale F.A., inquilino dell’IACP che aveva edificato lo stabile. Direttore dei lavori era stato nominato il geometra R.F.. Dopo che l’appaltatrice aveva rivolto richieste di pagamento ad alcuni condomini, l’assemblea condominiale nella riunione del 19.02.1997 aveva ratificato l’operato del F. ed incaricato lo stesso di stipulare una transazione con la Edilan Sud s.r.l. e con la Fondil Sud s.r.l., subappaltatrice in forza di contratto d’appalto in data 07.06.1995. Tale transazione era stata quindi conclusa il 09/04/1997 tra le due imprese, il direttore dei lavori R. ed il F., stabilendosi l’importo dovuto da ciascun condomino. Dopo la stipula di questa transazione, R.F. aveva inviato al F. richieste di pagamento, sostenendo che gli spettasse il 50% del prezzo dei lavori sulla scorta di una scrittura privata avente pari data dell’appalto del 07.06.1995, ma le stesse richieste erano state ignorate dal Condominio, non risultando il R. parte del contratto. Il Condominio di via (OMISSIS), allegava, quindi, il difetto di legittimazione attiva del ricorrente in sede monitoria, la carenza della propria legittimazione passiva, l’inefficacia del contratto concluso da un falsus procurator, la mancanza di procura speciale notarile in capo al R. rilasciata dall’appaltatrice, come comunque previsto nella scrittura da quest’ultimo prodotta a sostegno dell’ingiunzione, nonchè altre eccezioni legate ai limiti di obblighi e responsabilità spettanti al F.. Costituitosi l’opposto R., ed integrato il contraddittorio nei confronti della Edilan Sud s.r.l. e della Fondil Sud s.r.l., il Tribunale di Napoli accoglieva l’opposizione e revocava il decreto ingiuntivo.
Proposto appello in via principale da R.F. e in via incidentale dal Condominio di via (OMISSIS) (il secondo relativo alla domanda di danni ex art. 96 c.p.c. ed alla compensazione delle spese), la Corte d’Appello rigettava entrambe le impugnazioni. La Corte d’Appello condivideva il ragionamento del primo giudice, per cui il R. non poteva agire per l’incasso dell’importo intimato, in quanto sprovvisto di procura notarile, come imposto dalla scrittura del (OMISSIS). Tale contratto, sottoscritto dal F. come amministratore del condominio, dall’appaltatrice Fondil Sud s.r.l., dalla subappaltatrice Edilan Sud s.r.l. e dal R., e trascritto nella sentenza impugnata, prevedeva che la Fondil Sud s.r.l. dovesse “concedere delega notarile irrevocabile a vantaggio della Ditta Edilan Sud e del Geometra R.F., tale che il D.A., titolare della Edilan Sud, potrà incassare la sua quota parte del 50%… direttamente dall’Amministratore dello stabile F.A., ed il geometra R.F. potrà incassare la sua quota parte del 50%… direttamente dall’amministratore dello stabile (…). La delega notarile, composta secondo le regole di legge, dovrà essere IRREVOCABILE ED INTRASFERIBILE e tale per tutte le somme considerate innanzi… Le deleghe notarili irrevocabili dovranno estendersi anche all’aumento per l’aggiornamento prezzi ed alle quote di accollo spese. Le medesime dovranno eseguirsi prima delle firme dei contratti di appalto e subappalto (…) il Geometra R.F., per le sue spettanze, in qualità di associato, percepita direttamente dall’Amministratore del Fabbricato il 50%, in riferimento all’Associazione al 50%. Nessuno potrà incassare al posto di altri pena la ripetizione del pagamento da parte dell’Amministratore e l’accusa di appropriazione indebita nei confronti del trasgressore…”. La Corte di Napoli conveniva col Tribunale che tale accordo contemplasse un subappalto come anche la cessione in favore del subappaltatore e del suo associato di una parte del credito futuro vantato dall’appaltatrice Fondil Sud nei confronti del Condominio committente, con assunzione da parte di quest’ultimo dell’obbligo di pagamento diretto di una parte dei corrispettivi dei lavori in favore della Edilan e del R.. Ciò considerato, i giudici del gravame affermavano l’essenzialità delle previste deleghe notarili per l’incasso dei crediti, viste anche le modalità di pagamento disciplinate dall’art. 20 della scrittura. Nè potevano rilevare i pregressi pagamenti effettuati dal F. al R., pur in mancanza delle deleghe notarili, in quanto il contratto poteva essere modificato solo col consenso delle altre parti Fondil Sud ed Edilan, l’assemblea condominiale del 22.11.1997 aveva raccomandato l’osservanza “scrupolosa” del regolamento negoziale e la disposizione in esame doveva ritenersi pattuita anche proprio nell’interesse del Condominio.
Il ricorrente ha presentato memoria ex art. 378 c.p.c.
Il primo motivo di ricorso di R.F. denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 1260 c.c. e ss., degli artt. 1268 c.c. e ss., e in particolare dell’art. 1264 c.c. e dell’art. 1188 c.c. Viene criticata la legittimità, stimata dalla Corte d’Appello di Napoli, del rifiuto di pagamento opposto dal Condominio (debitore ceduto ed accettante), in assenza di delega irrevocabile all’incasso dell’appaltatore principale (cedente) al R. (cessionario accettato). Stante il collegamento negoziale tra i due contratti, ravvisato dagli stessi giudici del merito, si contesta la ritenuta necessità di una procura irrevocabile proveniente dall’appaltatrice Fondil Sud. Si invocano perciò le norme di cui all’art. 1264 c.c. ed all’art. 1188 c.c., si afferma che il credito fosse uscito dalla sfera della cedente e si rappresenta l’ormai intervenuta modificazione soggettiva del rapporto obbligatorio.
Il secondo motivo di ricorso denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 1322 e 1362 c.c. e ss., nonchè dell’art. 1372 c.c., in relazione al contratto del 7 giugno 1995 tra il Condominio, la Fondil Sud s.r.l., la Edilan Sud s.c.r.l. e lo stesso R.F.. Viene prospettata l’erronea supposizione, contenuta nella sentenza impugnata, della necessità della “delega notarile irrevocabile” quale presupposto di legittimazione all’incasso delle somme ovvero come condizione di esigibilità del credito o di legittimità del pagamento. Si assume che tali deleghe irrevocabili da parte della Fondil Sud in favore della Edilan Sud e di R.F. fossero stabilite nell’interesse esclusivo della medesima sub committente Fondil Sud, e non del Condominio. Il ricorrente richiama all’uopo due ulteriori clausole del contratto, quelle contenute nell’art. 6 e nell’art. 16, “dimenticate” dai giudici di merito.
Il terzo motivo di ricorso censura la contraddittorietà e insufficienza della motivazione della sentenza impugnata, perchè essa non spiegherebbe le ragioni della contestuale instaurazione di un rapporto diretto tra il Condominio e il R. e della previsione della necessità di una delega all’incasso.
I tre motivi di ricorso possono essere esaminati congiuntamente, per la loro connessione, e si rivelano infondati.
La Corte d’appello di Napoli ha operato un accertamento della volontà negoziale dei contraenti nella scrittura del (OMISSIS), sulla base di un’indagine di fatto che è riservata al giudice di merito, ed è censurabile in cassazione o per violazione delle regole ermeneutiche, ex artt. 1362 e ss. c.c., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, o per inadeguatezza della motivazione, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nella formulazione, qui applicabile, antecedente alla novella di cui al D.L. n. 83 del 2012. L’apprezzamento in tal senso svolto dalla Corte di Napoli sul contenuto contrattuale risulta, tuttavia, congruamente motivato sul piano logico-giuridico, e il ricorrente, con i motivi che lamentano la violazione delle norme in materia di cessione del credito, di delegazione, di autonomia contrattuale e di efficacia del contratto, in realtà allega non un’erronea ricognizione da parte del provvedimento impugnato della fattispecie astratta recata da tali disposizioni di legge, quanto un’erronea ricognizione della fattispecie concreta, alla luce delle risultanze di causa, il che ancora una volta inerisce alla tipica valutazione del giudice di merito. Quanto poi alla denuncia degli errori di diritto nell’interpretazione della scrittura del (OMISSIS), le censure si risolvono nella mera contrapposizione tra l’interpretazione del ricorrente e quella accolta nella sentenza impugnata, la quale, per essere colpita dal sindacato di legittimità, non deve essere l’unica possibile, o la migliore in astratto, ma soltanto una delle plausibili interpretazioni dell’accordo (Cass. Sez. 1, 17/03/2014, n. 6125; Cass. Sez. 3, 20/11/2009, n. 24539; Cass. Sez. 1, 02/05/2006, n. 10131).
La Corte d’Appello di Napoli ha affermato, in sostanza, che il contratto del (OMISSIS), concluso da F.A., quale amministratore del Condominio di via (OMISSIS), dall’appaltatrice e subcommittente Fondil Sud s.r.l., dalla subappaltatrice Edilan Sud s.r.l. e da R.F., non consentisse a quest’ultimo di pretendere dal Condominio, debitore ceduto in relazione al corrispettivo dovuto per le opere appaltata, l’importo azionato in sede monitoria, perchè a tal fine avrebbe dovuto premunirsi di delega notarile. La Corte di Napoli ha citato stralci della scrittura contrattuale, che disponeva che la Fondil Sud s.r.l. dovesse “concedere delega notarile irrevocabile a vantaggio della Ditta Edilan Sud e del Geometra R.F.”, in forza della quale “il geometra R.F. potrà incassare la sua quota parte del 50%… direttamente dall’amministratore dello stabile (…)”. Il contratto diceva che tale delega dovesse essere “IRREVOCABILE ED INTRASFERIBILE e tale per tutte le somme considerate innanzi”. Per i giudici del merito, le parti avevano così dato luogo ad un subappalto con cessione in favore del subappaltatore e del suo associato di una frazione del credito futuro per il corrispettivo spettante all’appaltatrice Fondil Sud nei confronti del Condominio committente, con assunzione da parte di quest’ultimo dell’obbligo del relativo pagamento diretto in favore (della Edilan e) del R., previo rilascio delle indispensabili deleghe notarili per l’incasso.
In sostanza, secondo la convincente ricostruzione del programma obbligatorio operata dalla Corte d’appello, R.F. era subappaltatore (ovvero, associato in partecipazione al subappalto) delle opere di consolidamento statico e ristrutturazione del fabbricato condominiale di via (OMISSIS), nonchè cessionario parziale del credito futuro nascente in favore della Fondil Sud s.r.l. dall’esecuzione del contratto di appalto. Tuttavia, il Condominio, debitore ceduto, non poteva liberarsi delle proprie obbligazioni adempiendo in favore del R. se non dopo che la creditrice cedente gli avesse rilasciato apposita delega notarile irrevocabile, sicchè tale ulteriore adempimento formale, convenuto dai contraenti, implicava un vero e proprio differimento dell’effetto traslativo dei crediti.
Invero, a differenza del mandato irrevocabile all’incasso (che non trasferisce la titolarità del credito, ma solo la legittimazione a riscuoterlo), il contratto di cessione del credito, per la sua natura consensuale, comporta, di regola, che il credito si trasferisce dal patrimonio del cedente a quello del cessionario per effetto dell’accordo, mentre l’efficacia e la legittimazione del cessionario a pretendere la prestazione dal debitore conseguono alla notificazione o all’accettazione della cessione al contraente ceduto. Tuttavia, in ipotesi di contratto di cessione di credito futuro, connesso, come nella specie, ad un contratto di subappalto, nulla osta a che le parti possano determinare convenzionalmente la specifica forma che cedente e cessionario intendano adottare per dare efficacia al trasferimento della corrispondente legittimazione al momento dell’effettiva insorgenza del diritto dell’appaltatore al corrispettivo, ovvero dopo ed a causa dell’esecuzione delle opere, prevedendo che la cessione sia poi perfezionata mediante scrittura notarile. Dall’esplicitazione di una tale volontà negoziale consegue, piuttosto, che, in deroga pure al principio posto dall’art. 1264 c.c., comma 2, il pagamento effettuato dal debitore ceduto al cessionario, anzichè al cedente, pur dopo che gli sia stata notificata la cessione non effettuata nella forma convenzionale indicata, non produce effetto liberatorio.
Conseguono il rigetto del ricorso e la regolazione secondo soccombenza delle spese del giudizio di cassazione in favore del controricorrente Condominio di via (OMISSIS), mentre non occorre provvedere al riguardo per le altre intimate Edilan Sud s.r.l. e Fondi Sud s.r.l., che non hanno svolto attività difensive.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente a rimborsare al controricorrente Condominio di via (OMISSIS), le spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 5.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre a spese generali e ad accessori di legge.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione seconda civile della Corte Suprema di Cassazione, il 2 marzo 2017.
Depositato in Cancelleria il 7 aprile 2017

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 96
 sentenza 
 art. 378
 sentenza 
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 art. 360
 sentenza 
 Cass. Sez. 
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