Source: http://www.anai.org/anai-cms/cms.view?munu_str=0_0_5&numDoc=14
Timestamp: 2017-06-29 03:55:46+00:00

Document:
Associazione Nazionale Archivistica Italiana - Codici deontologici
L'osservanza del codice deontologico è condizione indispensabile per fare parte dell'Associazione che pertanto, sulla scorta dell'invito rivolto dal Consiglio Internazionale degli Archivi, esorta «gli organismi datori di lavoro e le istituzioni archivistiche ... ad adottare programmi generali e pratiche quotidiane che consentano l'applicazione di questo codice» e si impegna a migliorare con la sua azione la qualità professionale degli associati, ricorrendo, se del caso, a comminare le opportune sanzioni nei casi di inosservanza del medesimo. Titolo I - Principi generali Art. 1. Principi ispiratori dell'attività dell'archivista
I principi fondamentali cui deve ispirarsi l'archivista sono la responsabilità, l'imparzialità, la probità, la correttezza, la lealtà, l'equità, l'obiettività, la riservatezza, la competenza, la diligenza, l'aggiornamento professionale, la legalità, lo spirito collaborativo. Art. 2. Ambito di applicazione
Le norme deontologiche si applicano a tutti gli archivisti iscritti all'Associazione nell'esercizio della loro attività professionale e nei rapporti tra loro e con i terzi. Le disposizioni specifiche di questo codice non limitano l'applicazione dei principi generali di correttezza, competenza e lealtà professionale. In particolare, il Codice internazionale di deontologia degli archivisti approvato dall'assemblea generale del Consiglio internazionale degli archivi a Pechino il 6 settembre 1996, il Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici (allegato A 2 del d.lgs 196/2003), la Dichiarazione universale degli archivi adottata dall'UNESCO il 7 novembre 2011, e i Principi fondamentali relativi al ruolo degli archivisti e dei gestori di documenti per la tutela dei diritti umani adottati come documento di lavoro dal Consiglio Internazionale degli Archivi nel settembre 2016 sono da considerarsi a tutti gli effetti parte integrante delle presenti norme deontologiche. Art. 3. Responsabilità
L'archivista, consapevole che la possibilità di disporre di archivi ordinati, affidabili ed accessibili contribuisce al migliore funzionamento di una società democratica, ispira il proprio comportamento ad un'etica delle responsabilità che tiene conto sia della necessità di salvaguardia della documentazione sia dei diritti e delle esigenze di cittadini, committenti, utenti e colleghi. Qualora tali interessi risultino tra loro contradditori, l'archivista persegue il più equo contemperamento dei medesimi, minimizzando e motivando le necessarie limitazioni. L'archivista si fa carico di difendere la professione per la sua utilità sociale, nel proteggere l'integrità e il valore probatorio degli archivi presta particolare attenzione a quelli che documentano diritti umani e libertà fondamentali, promuove l'autonomia e l'efficienza dell'istituzione per la quale lavora e si astiene dal porsi in concorrenza con essa. Art. 4. Creazione, gestione, conservazione e tutela
L'archivista non effettua acquisizioni rischiose per l'integrità e la sicurezza dei documenti. Egli documenta le attività di trattamento di cui è autore, inoltre procede ad attività di conservazione preventiva ricorrendo a restauri solo ove necessario per la salvaguardia dei documenti e comunque con effetti reversibili. Ove opportuno, rinuncia a restauri invasivi e mette a disposizione dei ricercatori adeguate riproduzioni. Al fine di facilitare la consultazione, predispone o consente restauri virtuali; in tal caso l'archivista rende disponibile anche lo stato della riproduzione che precede il suo miglioramento artificiale. Art. 5. Descrizione, comunicazione e fruizione
L'archivista attua la valorizzazione degli archivi a lui affidati avendo cura di offrire per un verso comunicazioni quanto più possibile oggettive e per altro verso di rendere trasparenti i criteri adottati di carattere interpretativo, la cui legittima pluralità discende dalla loro natura soggettiva. L'archivista si propone di mantenere il rapporto di fiducia basato sull'imparzialità professionale, anche con gli utenti che non condividono le sue interpretazioni. L'archivista evita l'esposizione permanente di documenti la cui esposizione alla luce, anche se debole, possa danneggiarli. Ove egli ricorra all'utilizzo di facsimili, cura che la loro produzione non danneggi gli originali e rende noto agli utenti che si tratta di riproduzioni. Art. 6. Riservatezza.
L'archivista rispetta il dovere di riserbo anche dopo la cessazione della propria attività. Art. 7. Aggiornamento dei dati.
L'archivista favorisce l'esercizio del diritto degli interessati all'aggiornamento, alla rettifica o all'integrazione dei dati, garantendo la conservazione sia della documentazione aggiornata e della testimonianza dell'intervento effettuato, compreso il suo riferimento temporale, sia delle fonti nella loro originaria formulazione. Nel prendere in considerazione le richieste di aggiornamento riguardanti persone decedute e documenti assai risalenti nel tempo, l'archivista valuta anche il tempo trascorso. Art. 8. Fonti orali.
Egli si astiene da situazioni e comportamenti che creerebbero anche solo l'apparenza di un conflitto di interessi; evita o almeno segnala agli interessati situazioni di conflitto che possano compromettere la qualità delle sue prestazioni professionali e nel dubbio consulta il Collegio dei probiviri. Non accetta dono né trae vantaggi personali in relazione a compiti istituzionali. Egli favorisce i controlli e le indagini delle autorità e non incoraggia illeciti commerci con acquisizioni di dubbia origine. In mancanza di dati sicuri accetta soltanto depositi d'emergenza. Coopera al rimpatrio e alla consegna dei documenti alle istituzioni di conservazione più appropriate. Art. 11. Equità e obiettività
Art. 14. Pubblicità. L'archivista che pubblicizza la propria attività professionale lo fa in forme veritiere, non parziali e non ingannevoli, che comunque non rechino offesa alla dignità della professione. Titolo II - Rapporti con i colleghi
L'archivista si comporta in modo collaborativo e leale nei confronti dei propri colleghi e di quelli delle professioni parallele. Si aggiorna e condivide esperienze e risultati con i colleghi, astenendosi dal diffondere critiche denigratorie su di essi. Art. 16 Divieto di concorrenza sleale.
L'archivista, nell'ambito delle proprie responsabilità, sceglie i propri collaboratori esclusivamente sulla base delle competenze specifiche, senza compiere discriminazioni di sorta in base ad altre caratteristiche personali. Compensa le collaborazioni in misura equa e proporzionata all'apporto ricevuto. Consente ai propri collaboratori o dipendenti di migliorare la preparazione professionale. Consente e favorisce un'adeguata formazione dei praticanti, seguendone le attività e partecipando ad essi la sua esperienza. Gestisce correttamente il personale dipendente senza metterlo in situazioni di conflitto etico; accoglie e organizza l'eventuale intervento del volontariato in modo da arricchire il servizio senza che ciò costituisca concorrenza sleale con i professionisti. L'archivista esige dai collaboratori, dipendenti e praticanti il rispetto delle norme deontologiche. Titolo III - Rapporti con i datori di lavoro.
Codice deontologico approvato mediante referendum ed entrato in vigore il 18 maggio 2009 Aggiornato alla luce dello Statuto e del Regolamento di iscrizione e delle attestazioni professionali
entrati in vigore il 1° gennaio 2015 Preambolo Con la finalità dichiarata, ripresa dagli intenti espressi anche dal Consiglio Internazionale degli Archivi, di «fornire alla professione regole di condotta di alto livello» e di «ispirare al pubblico fiducia nella professione», l'Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI) ha predisposto le seguenti norme deontologiche di comportamento previste dall'art. 12 dello Statuto. Va precisato, in linea con quanto affermato in sede internazionale e con la situazione italiana, che con il termine "archivista" si intende chiunque abbia «responsabilità ... di controllare, prendere in gestione, trattare, conservare, restaurare e amministrare gli archivi», sia egli/ella dipendente in pianta stabile di una amministrazione archivistica o di altri soggetti pubblici e privati, oppure libero professionista, che presta la sua opera in forme differenti (ad esempio collaborazione esterna, consulenza, progettazione, etc.). L'osservanza del codice deontologico è condizione indispensabile per fare parte dell'ANAI, che pertanto, sulla scorta dell'invito rivolto dal Consiglio Internazionale degli Archivi, esorta «gli organismi datori di lavoro e le istituzioni archivistiche ... ad adottare programmi generali e pratiche quotidiane che consentano l'applicazione di questo codice» e si impegna a migliorare con la sua azione la qualità professionale degli associati, ricorrendo, se del caso, a comminare le opportune sanzioni nei casi di inosservanza del medesimo.
Titolo II - Rapporti con i colleghi Art. 11. Rapporto di colleganza L'archivista deve mantenere sempre nei confronti dei colleghi un atteggiamento di collaborazione e lealtà. Non deve diffondere critiche denigratorie sui colleghi. Art. 12. Divieto di accaparramento di incarichi L'archivista si asterrà da qualsiasi comportamento che possa essere qualificato come "concorrenza sleale". Inoltre l'archivista non deve sfruttare o diffondere informazioni, eventualmente ottenute, riguardanti i propri committenti o i committenti di altri colleghi o altri colleghi per accaparrarsi incarichi. Art. 13. Rapporti con collaboratori, dipendenti e praticanti L'archivista, nell'ambito delle proprie responsabilità, deve scegliere i propri collaboratori esclusivamente sulla base delle competenze specifiche, senza compiere discriminazioni di sorta in base ad altre caratteristiche personali. Deve compensare le collaborazioni in misura equa e proporzionata all'apporto ricevuto. Deve consentire ai propri collaboratori o dipendenti di migliorare la preparazione professionale. Deve consentire e favorire un'adeguata formazione dei praticanti, seguendone le attività e partecipando ad essi la sua esperienza. L'archivista deve esigere dai collaboratori, dipendenti e praticanti il rispetto delle presenti norme deontologiche.
Il rapporto con il committente è di natura fiduciaria e deve essere improntato alla massima lealtà, correttezza e riservatezza. L'archivista deve svolgere la sua attività con l'obbligo di tutelare gli interessi del committente e la salvaguardia degli archivi. Art. 15. Mancata prestazione di attività
La responsabilità disciplinare discende dalla volontaria inosservanza dei doveri e delle regole di cui al presente codice, anche se determinata da una condotta omissiva. Oggetto di valutazione da parte del Collegio dei Probiviri, ai fini dell'erogazione delle sanzioni è non solo la violazione specifica addebitata, ma anche il comportamento complessivo dell'associato, tenuto conto della gravità del fatto, dell'eventuale recidiva e delle specifiche circostanze soggettive ed oggettive che hanno concorso a determinare l'infrazione. Art. 19. Potestà disciplinare e regolamentare
Ove l'associato violi una o più regole deontologiche che si è impegnato a rispettare con l'iscrizione all'associazione, il Consiglio Direttivo Nazionale, su segnalazione ricevuta o a seguito di propria inchiesta, lo deferisce al Collegio dei Probiviri, il quale entro 60 (sessanta giorni), sentita in contraddittorio la difesa dell'interessato, adotta le opportune sanzioni, proporzionali all'infrazione commessa. Art. 20. Sanzioni
Le violazioni del Codice di deontologia sono punite con le sanzioni di cui all'art. 13 dello Statuto. Le sanzioni inflitte dal Collegio dei Probiviri sono pubblicate negli elenchi degli iscritti (Soci) e degli aderenti (Sostenitori e Amici) di cui all'art. 6 del Regolamento di iscrizione e delle attestazioni professionali e nel Registro delle attestazioni professionali di cui all'art. 14 dello Statuto". Art. 21. Revisione
CONSIGLIO INTERNAZIONALE DEGLI ARCHIVI CODICE INTERNAZIONALE DI DEONTOLOGIA DEGLI ARCHIVISTI
Pubblicato sulla G.U. n. 80 del 5/4/2001 I sottoindicati soggetti pubblici e privati sottoscrivono il presente codice sulla base delle seguenti premesse:
Art. 1. Finalità e ambito di applicazione 1. Le presenti norme sono volte a garantire che l'utilizzazione di dati di carattere personale acquisiti nell'esercizio della libera ricerca storica e del diritto allo studio e all'informazione, nonché nell'accesso ad atti e documenti, si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone interessate, in particolare del diritto alla riservatezza e del diritto all'identità personale.
Art. 2. Definizioni 1. Nell'applicazione del presente codice si tiene conto delle definizioni e delle indicazioni contenute nella disciplina in materia di trattamento dei dati personali e, in particolare, delle disposizioni citate nel preambolo. Ai medesimi fini si intende, altresì: a) per "archivista", chiunque, persona fisica o giuridica, ente o associazione, abbia responsabilità di controllare, acquisire, trattare, conservare, restaurare e gestire archivi storici, correnti o di deposito della pubblica amministrazione, archivi privati dichiarati di notevole interesse storico, nonché gli archivi privati di cui al precedente art. 1, comma 4; b) per "utente", chiunque chieda di accedere o acceda per scopi storici a documenti contenenti dati personali, anche per finalità giornalistiche o di pubblicazione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero; c) per "documento", qualunque testimonianza scritta, orale o conservata su qualsiasi supporto che contenga dati personali.
Art. 8. Fonti orali 1. In caso di trattamento di fonti orali, è necessario che gli intervistati abbiano espresso il proprio consenso in modo esplicito, eventualmente in forma verbale, anche sulla base di una informativa semplificata che renda nota almeno l'identità e l'attività svolta dall'intervistatore nonché le finalità della raccolta dei dati.
Art. 9. Regole generali di condotta 1. Nell'accedere alle fonti e nell'esercitare l'attività di studio, ricerca e manifestazione del pensiero, gli utenti, quando trattino i dati di carattere personale, secondo quanto previsto dalla legge e dai regolamenti, adottano le modalità più opportune per favorire il rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone interessate.
Art. 10. Accesso agli archivi pubblici 1. L'accesso agli archivi pubblici è libero. Tutti gli utenti hanno diritto ad accedere agli archivi con eguali diritti e doveri.
Art. 12. Applicazione del codice 1. I soggetti pubblici e privati, comprese le società scientifiche e le associazioni professionali, che siano tenute ad applicare il presente codice si impegnano, con i modi e nelle forme previste dai propri ordinamenti, a promuoverne la massima diffusione e la conoscenza, nonché ad assicurarne il rispetto.
Art. 13. Violazione delle regole di condotta 1. Nell'ambito degli archivi pubblici le amministrazioni competenti applicano le sanzioni previste dai rispettivi ordinamenti.
Art. 14. Entrata in vigore 1. Il presente codice si applica a decorrere dal dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 11

Art. 14
 Art. 16
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 15
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21

Art. 1

Art. 2
 art. 1

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 12

Art. 13

Art. 14