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Timestamp: 2020-02-17 06:29:26+00:00

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Cassazione civile sez. III 03 dicembre 2009 n. 25396 - testo integrale Sentenza
Cassazione civile sez. III 03 dicembre 2009 n. 25396
Turismo · viaggi · pacchetti turistici · consumatori · agenzia · animali · danni ai viaggiatori
Si ringrazia l'avv. Giovanni Maglio www.giovannimaglio.it e l'Avv. Gerlando Gibilaro www.indiritto.it per la collaborazione rispondendo alla segnalazione via Gloxa.eu
"Il punto, allora, è solo quello di stabilire se sia configurabile una responsabilità contrattuale di un albergatore per le lesioni fisiche provocate al cliente da un animale selvatico (nella specie una piccola scimmia) che egli tenga in albergo e nelle aree di pertinenza, lasciandolo libero di circolare al prospettato scopo di divertire i clienti. Ove la risposta fosse positiva, la responsabilità dell'organizzatore del viaggio verso il consumatore direttamente discenderebbe dal disposto del cit. art. 14, comma 2, salvo il suo diritto di rivalersi verso il prestatore di servizi."
sul ricorso 12142-2005 proposto da:
U.R., considerata domiciliata "ex lege" in ROMA, presso
dall'avvocato ALFIERI ARTURO, MAGGIORELLI PAOLO giusta delega in
GENERALI ASSICURAZIONI SPA in persona dei legali rappresentanti Dr.
R.S. e Dr. G.M., elettivamente domiciliata
in ROMA, VIA DI PIETRA PAPA 4, presso lo studio dell'avvocato
TRICANICO FRANCESCO, che la rappresenta e difende giusta delega a
Alfa SPA in persona del legale rappresentante pro tempore,
considerata domiciliata "ex lege" in ROMA, presso la CANCELLERIA
DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e di fesa dall'Avvocato
ARATO MARCO giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 1664/2004 della CORTE D'APPELLO di TORINO, 3^
SEZIONE CIVILE, emessa il 02/04/2004, depositata il 18/10/2004,
R.G.N. 987/2003;
03/11/2 009 dal Consigliere Dott. AMATUCCI ALFONSO;
Il (OMISSIS) U.R., durante un viaggio organizzato in (OMISSIS) dal tour operator Alfa s.p.a. che le aveva venduto il pacchetto, riportò lesioni personali al polpaccio a causa del morso di una piccola scimmia presente nell'albergo dove soggiornava e che il proprietario teneva allo scopo di divertire i turisti.
Nell'(OMISSIS) agì giudizialmente nei confronti di Alfa, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni (indicati in L. 24.163.000) ai sensi del D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 14.
La convenuta resi stette e chiamò in causa le Assicurazioni Generali s.p.a., dalla quale chiese di essere garantita e che a sua volta resistette negando la responsabilità della propria assicurata.
Con sentenza del 20 gennaio 2003 l'adito Tribunale di Cuneo rigettò la domanda.
La Corte d'appello di Torino ha respinto il gravame della soccombente e la ha condannata alle spese del grado con sentenza n. 1664 dei 2004, avverso la quale la U. ricorre per cassazione affidandosi a tre motivi, cui le società intimate resistono con distinti controricorsi.
a) che la diligenza richiesta a chi abbia organizzato il viaggio è quella del buon padre di famiglia di cui all'art. 1176 c.c. e che nella specie il servizio alberghiero in (OMISSIS) era stato pienamente rispondente alle aspettative della cliente quanto al vitto ed all'alloggio, sicchè non v'erano spazi per ravvisare un colpa di Alfa per non avere adeguatamente scelto l'esecutore ( (OMISSIS)), alla stregua dei principi enunciati da Cass. n. 9643 del 1996;
2. - Se ne duole la ricorrente U., articolando tre motivi di ricorso, coi quali deduce violazione del D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 14 ed insufficienza e contraddittorietà della motivazione (primo e secondo motivo), nonchè violazione e falsa applicazione dell'art. 112 c.p.c. in relazione all'art. 2052 c.c. (terzo motivo).
La critica attiene all'essersi riferita la Corte Territoriale, quanto al primo argomento, all'art. 15 della Convenzione di Bruxelles, ormai sostituito dal D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 14, pacificamente applicabile al caso di specie come già ritenuto dal tribunale, sicchè l'organizzatore era tenuto a rispondere direttamente del fatto del prestatore di servizi di cui sì era avvalso (con l'eccezione dei casi previsti dalla legge), salvo il regresso nei suoi confronti; e ciò indipendentemente dalia colpa nell'individuazione di quest'ultimo, alla sola condizione che sia ravvisabile un obbligo risarcitorio a carico del medesimo.
La ricorrente definisce del tutto incomprensibile l'opinione della Corte territoriale che il fatto non fosse avvenuto nel corso delle prestazioni contrattualmente assunte, essendo invece certo che la scimmia era utilizzata, per trattenere i clienti, dall'albergatore prestatore di servizi di cui Alfa si era avvalsa, ed essendo indifferente che l'evento dannoso fosse avvenuto all'ingresso dell'albergo o sulla spiaggia di pertinenza. Era del pari indifferente che il fatto fosse riconducibile a responsabilità extracontrattuale dell'albergatore.
Nè la lettera nè la ratio dell'art. 14, comma 2, - che inequivocamente mira a rendere più agevole per il consumatore la tutela dei propri diritti - correlano la responsabilità dell'organizzatore del pacchetto turistico ad un suo difetto di diligenza nella scelta del prestatore di servizi di cui si avvalga, ovvero alla possibilità di controllarne in concreto le modalità operative nell'esecuzione della prestazione, essendo invece posta la regola secondo la quale, quante volte sarebbe configurabile la responsabilità contrattuale diretta del prestatore di servizi nei confronti del consumatore per il servizio resogli (o non resogli), allora l'acquirente del pacchetto turistico può senz'altro rivolgersi all'organizzatore, che assume del resto un'obbligazione di risultato (Cass., n. 21343/2004) nell'ambito del rischio d'impresa.
Il punto, allora, è solo quello di stabilire se sia configurabile una responsabilità contrattuale di un albergatore per le lesioni fisiche provocate al cliente da un animale selvatico (nella specie una piccola scimmia) che egli tenga in albergo e nelle aree di pertinenza, lasciandolo libero di circolare al prospettato scopo di divertire i clienti. Ove la risposta fosse positiva, la responsabilità dell'organizzatore del viaggio verso il consumatore direttamente discenderebbe dal disposto del cit. art. 14, comma 2, salvo il suo diritto di rivalersi verso il prestatore di servizi.
Dovrà in proposito considerarsi che l'assunzione dell'obbligazione di somministrare vitto e alloggio non esaurisce l'ambito della prestazione alberghiera, che necessariamente implica anche doveri accessori di salvaguardia dell'incolumità dei clienti (in relazione alle caratteristiche proprie del contesto in cui il soggiorno ha luogo), la cui violazione può comportare una responsabilità di natura contrattuale.
Nè è rilevante che la scelta di tenere la scimmia fosse stata fatta dal responsabile dell'albergo come soggetto privato anzichè come gestore (secondo la distinzione effettuata dalla Corte d'appello), volta che gestore egli comunque era e che la scimmia comunque girovagava nella struttura dove al consumatore era prestato il servizio alberghiero, che non può ragionevolmente ipotizzarsi essere stato implicitamente dedotto in obbligazione come potenzialmente pericoloso per la non esplicitamente esclusa presenza di animali non domestici.
4.- La sentenza va dunque cassata con rinvio alla medesima Corte d'appello in diversa composizione, perchè decida nel rispetto degli enunciati principi di diritto e liquidi anche le spese del giudizio di legittimità.
LA CORTE DI CASSAZIONE Accoglie il ricorso, cassa e rinvia, anche per le spese, alla Corte d'appello di Torino in diversa composizione.
Così deciso in Roma, il 3 novembre 2009.
Turismo Viaggi Pacchetti turistici Consumatori Agenzia Animali Danni ai viaggiatori

References: Sentenza

 art. 14
 sentenza 
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 Cass. 
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