Source: http://docplayer.it/5058386-Fire-safety-engineering-e-codice-di-prevenzione-rto-le-nuove-frontiere-per-affrontare-la-sicurezza-antincendio-prof-ing.html
Timestamp: 2018-07-16 07:42:48+00:00

Document:
FIRE SAFETY ENGINEERING E CODICE DI PREVENZIONE (RTO): LE NUOVE FRONTIERE PER AFFRONTARE LA SICUREZZA ANTINCENDIO Prof. Ing. - PDF
Download "FIRE SAFETY ENGINEERING E CODICE DI PREVENZIONE (RTO): LE NUOVE FRONTIERE PER AFFRONTARE LA SICUREZZA ANTINCENDIO Prof. Ing."
Leo Carmelo Nanni
1 Approccio ingegneristico alla sicurezza contro il rischio di incendio FIRE SAFETY ENGINEERING E CODICE DI PREVENZIONE (RTO): LE NUOVE FRONTIERE PER AFFRONTARE LA SICUREZZA ANTINCENDIO
2 LA NECESSARIA EVOLUZIONE DELL APPROCCIO PRESTAZIONALE Passaggio dal Prescrittivo al Prestazionale D.P.R. 151/2011 Art.4 - SCIA: Segnalazione Certificata di Inizio Attività, «la ricevuta della segnalazione costituisce titolo autorizzatorio» D.M Art.1 Approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio «Regole e giudizi esperti basati sulla valutazione scientifica del fenomeno della combustione» Art.4 Asseverazione Conformità «Attestazione della conformità della attività ai requisiti di prevenzione incendi e di sicurezza antincendio» SICUREZZA ANTINCENDIO
3 BREVE SINTESI STORICA Fino ANNI 80 - Unicamente indirizzi di carattere prescrittivo In Italia sino all anno 2006 emanazione di Decreti e norme specifiche per ogni attività o per ogni «profilo di rischio» Progetto = Rispetto punto per punto delle condizioni imposte dalle norme NESSUNA possibilità alternativa FIRE PERFORMANCE BASED DESIGN In gran parte dei paesi anglosassoni vede la luce l approccio prestazionale 2007 anche in Italia per la prima volta viene posta attenzione alla FSE - Fire Safety Engineering - solo per alcuni aspetti: Resistenza al Fuoco delle Strutture pubblicazione di alcuni Decreti del Ministero dell Interno D.M D.M alcune Circolari M.I.
4 APPROCCIO DI TIPO PRESCRITTIVO Semplice riscontro ed applicazione di regole tecniche in cui sono già definite «a priori» dal Legislatore le misure di dettaglio da adottare per raggiungere la Sicurezza Antincendio. La definizione degli Scenari critici di incendio e la valutazione del Rischio sono definiti dal normatore Le norme e regole tecniche di tipo prescrittivo «impongono» un livello minimo di sicurezza attraverso specifiche misure prescrittive PREGI Regole tecniche di più «facile» applicazione da parte dei professionisti Minore responsabilità da parte del progettista (l Analisi del Rischio viene svolta direttamente dal Normatore) DIFETTI Nessun contributo alternativo può essere apportato dal progettista se non con lo strumento della deroga Notevoli casi in cui la Regola tecnica non risulta applicabile (Troppo rigida) Le Prestazioni e la Qualità sono scelte dal Normatore in modo univoco
5 APPROCCIO DI TIPO PRESTAZIONALE Il Progettista ed il Committente possono individuare e definire il livello di prestazione necessario ed al progettista spetta il compito di verificarne il suo raggiungimento. Definizione di obiettivi comuni generali Maggiore dettaglio nella definizione delle condizioni che concorrono a definire il Rischio presente nell attività Valutazione quantitativa matematica maggiormente avanzata PREGI Massima flessibilità nella progettazione con GRANDE contributo da parte del professionista e con assunzione di responsabilità «maggiormente certa» Migliore individuazione dei sistemi di Protezione Attiva e Passiva in rapporto alla specifica attività e Minimizzazione del rapporto Costi/Benefici conseguenti. Possibilità di supplire alle lacune della norma con analisi di tipo scientifico Riduzione del numero di norme necessarie all applicazione dei criteri di sicurezza DIFETTI Maggiore impegno di risorse e tempi nella fase di progettazione Adozione di un Sistema di Gestione della Sicurezza in grado di mantenere il livello assunto dallo scenario di incendio definito dal progettista
6 FIRE SAFETY ENGINEERING E già oggi in vigore D.M Quali presupposti scientifici condivisi? Quali condizioni MINIME condivise? PRE POST Quali scenari di incendio risultano i più gravosi? I metodi della FSE consentono di risolvere due aspetti peculiari: Salvaguardia della vita - Problema Pre-flashover, legato al movimento dei fumi e del calore con correlazione a RHR ed alla tipologia del focolare Stabilita strutturale - Problema Post-flashover, legato essenzialmente al cimento termico della struttura con correlazione all'energia prodotta dall'incendio (carico d'incendio) e alle condizioni di ventilazione
7 2014 La vera evoluzione Nuovo Codice di Prevenzione Incendi RTO In corso di stesura e pubblicazione
8 Generalità Metodologie comuni applicabili a tutte le attività. Criteri e principi fondamentali Flessibilità Ricchezza di soluzioni progettuali prescrittive o prestazionali Standardizzazione Armonizzazione delle norme italiane anche a standard internazionali Inclusione Per la prima volta in Europa e non solo, diventa parte integrante della progettazione tutte le attenzioni alle diverse disabilità (es. motorie, sensoriali, cognitive,...), temporanee o permanenti Beni Artistico-Storici e Strategici Per la prima volta in Europa e non solo, viene posta particolare attenzione nella Prevenzione Incendi all interno di edifici storici. Il Codice è applicabile ad attività nuove ed esistenti. Aggiornabilità Facilmente aggiornabile per seguire il continuo avanzamento tecnologico e delle conoscenze.
9 METODO PRESTAZIONALE Obiettivi Analisi del Rischio Strategie Antincendio Scenari di Incendio Prestazioni Metodi di calcolo e metodi di verifica Soluzioni Conformi Soluzioni Alternative
13 Analisi del Rischio - R vita
14 Profili di Rischio - R vita LIVELLI DI PRESTAZIONE
15 Profilo di Rischio - R beni Attenzione particolare dell Italia Profilo di Rischio - R ambiente
16 Capitolo 6 «Resistenza al Fuoco» Richieste di Prestazione Livello I Livello II Livello III Livello IV Livello V Nessun requisito specifico di resistenza al fuoco dove le conseguenze della perdita dei requisiti stessi siano accettabili o dove il rischio di incendio sia trascurabile Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per un periodo sufficiente all evacuazione degli occupanti in luogo sicuro all esterno della costruzione Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per un periodo congruo con la gestione dell emergenza Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo la fine dell incendio, un limitato danneggiamento della costruzione Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo la fine dell incendio, il mantenimento della totale funzionalità della costruzione stessa
17 Capitolo 6 «Resistenza al Fuoco» Viene introdotta la possibilità di utilizzare il Livello I
18 Capitolo 6 «Resistenza al Fuoco» Abbassate E stata tolta la Classe 20 Carichi d incendio specifico di progetto q f,d Classe Non superiore a 100 MJ/m 2 0 Non superiore a 200 MJ/m 2 15 Non superiore a 300 MJ/m 2 20 Non superiore a 450 MJ/m 2 30 Non superiore a 600 MJ/m 2 45 Non superiore a 900 MJ/m 2 60 Non superiore a 1200 MJ/m 2 90 Non superiore a 1800 MJ/m Non superiore a 2400 MJ/m Superiore a 2400 MJ/m 2 240
19 Capitoli vari «Resistenza al Fuoco» Attività con capitoli identificati da Regola Tecnica Verticale RESISTENZA AL FUOCO MINIMA R60 Esempio: Scuole
20 E davvero una nuova sfida per i professionisti? Gran parte degli obiettivi sono già fissati dalle norme e dalle Leggi oggi in vigore Le STRATEGIE ANTINCENDIO sono già note e in parte consolidate nel tempo Quale libertà progettuale oggi possibile nell ordinario? Ben poche - per non dire nessuna La vera novità? - Livelli di Prestazione - Strategie alternative - Procedure di calcolo aggiornate
21 Attuali Norme Verticali Cogenti Art.2 Obiettivi Nuova Regola Tecnica Orizzontale (RTO) Obiettivi Art.3.2 Reazione al fuoco dei materiali Reazione al Fuoco (Capitolo 5) Art.3.1 Resistenza al fuoco Resistenza al Fuoco (Capitolo 6) Art.3.3 Compartimentazione Compartimentazione (Capitolo 7) Art.2.2 Comunicazioni e separazioni Separazione (Capitolo 7) Art.4 Misure per l esodo Esodo (Capitolo 8) Art.10 Organizzazione e gestione della sicurezza (Anche Art.11 e Art.12) Gestione della Sicurezza Antincendio (Capitolo 9) Art.7 Mezzi ed impianti di estinzione Controllo e spegnimento (Capitolo 10) Art.8 Impianti di rivelazione e allarme (+ Art.6) Rivelazione ed allarme (Capitolo 11) Controllo di fumi e calore (Capitolo 12) Art.6 Impianti Elettrici Operatività antincendio (Capitolo 13) Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio (Capitolo 14)
22 Capitolo 8 «Esodo» Attuali Norme Verticali Cogenti Densità di Affollamento (Sulla base di valutazioni Statistiche) Capacità di deflusso 50 37,5 33 i numeri magici? [Riscontro scientifico «datato» ( ) - imposti dal normatore] Lunghezza massima delle vie di esodo (60m 40m 30m 15m) [Scarso riscontro scientifico] Larghezza minima delle vie di uscita 1,20 m Quanti problemi in particolare con gli edifici storici!
23 Capitolo 8 «Esodo» Densità di Affollamento [Praticamente invariata, con riferimento a letteratura autorevole, dichiarata dal titolare] Capacità di deflusso (mm/persona) A1 R vita A2, B1, C1, E1 B2, C2, D1, E2 A3 Tipologia Occupanti : stato di veglia con familiarità + incendio con sviluppo lento (Palestra, industria, ecc) Occupanti: stato di veglia con familiarità + incendio con sviluppo medio (ufficio non aperto al pubblico, aula, archivio, ecc.) Occupanti: stato di veglia senza familiarità + incendio con sviluppo medio (ufficio per pubblico, sala conferenze, ecc.) Occupanti: stato di veglia senza familiarità + incendio con sviluppo veloce (Centro Commerciale, ecc.) Larghezza Unitaria [mm/persona] Capacità di deflusso [persone/modulo 60 cm] 3,3 91 3,6 83 4,1 73 4,6 65 A4, B3, C3, D2, E3 Ospedali, Biblioteche, ecc. 6 50
24 Capitolo 8 «Esodo» Lunghezza massima delle vie di uscita [estesa e in funzione dell Analisi del rischio R vita ] Larghezza minima delle vie di uscita 0,90 m
25 Capitolo 8 «Esodo» Esodo orizzontale progressivo Esodo per Fasi Protezione sul posto Luogo sicuro, Luogo sicuro temporaneo Esodo in presenza di persone con disabilità Spazio calmo Benefici in funzione delle misure antincendio presenti Vie di esodo indipendenti
26 Capitolo 30 «Salvaguardia della vita con la progettazione prestazionale» Metodi di calcolo e verifica alternativi Criterio ASET > RSET ISO
27 Capitolo 30 «Salvaguardia della vita con la progettazione prestazionale» Metodi di calcolo e verifica alternativi FED FEC XFED Verifica in funzione della esposizione a gas tossici (FED Fractional Effective Dose) Verifica in funzione della esposizione a gas irritanti (FEC Fractional Effective Concentration) Verifica in funzione della esposizione all irraggiamento (XFED) Verifica in funzione della visibilità residua in presenza di fumi Metodo semplificato: Altezza minima dei fumi stratificati 2 2,5 metri ANALISI AVANZATE CON METODI CFD
28 Capitoli 28, 29, 30 «Ingegneria della Sicurezza Antincendio» NON SIGNIFICA PERCORRERE ISTANZA DI DEROGA Strumenti «ordinariamente» a disposizione del progettista PROGETTAZIONE PRESTAZIONALE NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE ADOTTARE CALCOLI CFD Introdotti molti metodi semplificati
29 Capitolo 19 «Autorimesse» Rilascio di calore da parte di autoveicolo Struttura Rilascio di calore da parte di furgone
30 Capitolo 28 «Scenari di Incendio per la progettazione prestazionale»
32 Grazie per l attenzione Domande?

References: Art.4
 Art.1
 Art.4
 Art.2
 Art.3
 Art.3
 Art.3
 Art.2
 Art.4
 Art.10
 Art.11
 Art.12
 Art.7
 Art.8
 Art.6
 Art.6