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Timestamp: 2014-12-20 18:32:25+00:00

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Sabato 24 Aprile 2010 16:59	amministratore	REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOTRIBUNALE DI ROSSANOII Tribunale di Rossano in composizione monocratica, in persona del GiudiceUnico dott. Massimiliano Sacchi, ha pronunciato la seguente:SENTENZAnella causa civile iscritta al n. 1371 del 2004, avente ad oggetto: appelloavverso sentenza del Giudice di Pace di Rossano, numero 536 del 30.8.2004,vertente tra:WWWWW, elettivamente domiciliato in Possano, presso lo studiodel avv. EEEEEEEE, dal quale è rappresentato e difeso, unitamente agliavvocati RRRRRRRRR del foro di Varese, comeda procura a margine dell'atto di appello;APPELLANTEEEcoross s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., elettivamentedomiciliata in Possano, presso lo studio dell'avv. YYYYYY, dalquale è rappresentata e difesa come da procura a margine della comparsa dicostituzione;APPELLATACONCLUSIONICome da verbale di udienza del 2.3.2006.SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con atto di citazione, ritualmente notificato, la società Ecoross conveniva,dinanzi al Giudice di Pace di Possano, XXXXXX esponendo che: indata 29.3.2003, il XXX, sulla base di una sentenza emessa dal Giudicedi Pace di Gavirate, notificava alla Ecoross un atto di precetto con il qualeintimava alla stessa di pagare la somma di Euro 2.182,67; il precetto eranullo in quanto, a margine del medesimo, non risultava apposta la procuraalle liti in favore degli avvocati XXXXXXXXXXXXX;nel merito le somme, delle quali il XXXXX intimava il pagamento a titolodi interessi, diritti ed onorari, non corrispondevano a quanto al medesimospettante.Sulla base di tali premesse, concludeva perché il Giudice di Pace dichiarassela nullità dell'atto di precetto o riconoscesse come non dovuta la sommaprecettata e di conseguenza accertasse l'insussistenza del diritto delconvenuto di procedere ad esecuzione forzata.XXXXX, benché ritualmente citato, non si costituiva, per cui ilGiudice di Pace ne dichiarava la contumacia.Con la sentenza oggetto del presente gravame, l'adito Giudice di Pace, inaccoglimento del primo motivo di opposizione, dichiarava la nullità dell'attodi precetto notificato dal XXX alla Ecoross per mancanza di validaprocura alle liti e condannava l'opposto, alla rifusione, in favore della societàopponente, delle spese del giudizio.Con atto di citazione, ritualmente notificato, XXXXX conveniva,dinanzi al Tribunale di Rossano, la società Ecoross, deducendo che:l'atto dicitazione in opposizione era nullo poiché nel medesimo la data dell'udienzadi prima comparizione era indicata in maniera incerta ed univoca, essendoriportata quella del 21 maggio giugno 2004; inoltre, l'opposizione propostadalla Ecoross doveva qualificarsi come opposizione agli atti esecutivi e,pertanto, avrebbe dovuto essere proposta nel termine di cinque giorni dallanotificazione del titolo esecutivo e del precetto; l'atto di precetto venivasottoscritto da difensore regolarmente munito di procura alle liti;quest'ultima era stata apposta, infatti, a margine dell'atto di citazione con ilquale veniva instaurato il procedimento dinanzi al Giudice di Pace diGavirate; tale procura doveva ritenersi estesa anche alla fase esecutiva; anchenel merito l'opposizione era infondata, in quanto gli interessi erano staticomputati dalla data del fatto dannoso e i diritti e gli onorari erano staticalcolati sulla base del valore precettato.Concludeva, pertanto, perché, in riforma della sentenza appellata, fossedichiarata la nullità dell'atto di citazione in appello per incertezza sulla datadell'udienza di comparizione, l'inammissibilità dell'opposizione e, nelmerito, il rigetto della medesima.Costituitasi in giudizio, la Ecoross s.r.l., esponeva che: sussisteva il difetto digiurisdizione del Tribunale a conoscere dell'appello proposto dal XXXX,in quanto la sentenza del Giudice di Pace poteva essere impugnata soltantocon ricorso per cassazione o regolamento di competenza; l'eccezione diinammissibilità dell'opposizione era infondata, in quanto la medesima venivaproposta nei cinque giorni dalla notifica del precetto; la decisione del primoGiudice era corretta, atteso che, a margine dell'atto di precetto, non risultavaapposta alcuna procura, ne poteva ritenersi idonea quella rilasciata a marginedell'atto di citazione introduttivo del giudizio dinanzi al Giudice di Pace diGavirate; l'atto di opposizione a precetto veniva notificato presso laCancelleria del Giudice di Pace di Rossano, in quanto il XXX, nell'attodi precetto, aveva eletto domicilio nel Comune di Varese; la condottadell'appellante integrava gli estremi della mala fede ex art. 96 c.p.c..Concludeva, pertanto, perché fosse dichiarato il difetto di giurisdizione delTribunale di Possano a conoscere dell'appello e, nel merito, per il rigettodello stesso.Quindi, precisate dinanzi a questo Giudice le conclusioni, all'udienza del2.3.2006, la causa veniva trattenuta in decisione con concessione alle partidel termine di giorni sessanta per il deposito di comparse conclusionali e digiorni venti per repliche.MOTIVI DELLA DECISIONEGiova preliminarmente soffermarsi sull'eccezione di inammissibilitàdell'appello, sollevata dalla società Ecoross.Al riguardo, va, anzitutto, rilevato che, ad onta della terminologia adoperatadalla parte, che del tutto impropriamente invocava, sul punto, una pronunciadi difetto di giurisdizione del Tribunale di Rossano, la censura debba essereintesa come rivolta a far valere l'inammissibilità del mezzo di impugnazione,sperimentato dall'appellante, per essere la pronuncia, oggetto di gravame,censurabile esclusivamente con gli strumenti del ricorso per cassazione e delregolamento di competenza.Tanto chiarito, rileva il Giudicante che l'eccezione sia fondata.Sul punto giova, in primo luogo, rilevare che, per costante giurisprudenza, lasentenza pronunciata in sede di opposizione agli atti esecutivi, non essendosoggetta ai normali mezzi di impugnazione (art. 618 comma terzo c.p.c.), èimpugnabile, oltre che con il regolamento di competenza ai sensi dell'art.187 d. att. c.p.c., esclusivamente con ricorso straordinario per cassazione aisensi dell'art. 111 Cost.. Quando contro una sentenza non impugnabile, comequella così definita dall'ari. 618 c.p.c., è proposto appello, questo èinammissibile e il giudice deve dichiaralo d'ufficio. L'individuazione delmezzo di impugnazione esperibile contro un provvedimento giurisdizionaledeve essere fatta in base al principio dell'apparenza, ossia con riferimentoesclusivo alla qualificazione dell'azione proposta, così come è stata compiutadal giudice nel provvedimento stesso, indipendentemente dalla sua esattezza,(che è sindacabile soltanto dal giudice cui spetta la cognizionedell'impugnazione prescelta, secondo il predetto criterio) e dallaqualificazione dell'azione data dall'opponente o dalla parte che proponel'impugnazione. Pertanto la sentenza emessa nel giudizio di opposizioneesecutiva è impugnabile con l'appello, se l'azione è stata qualificata comeopposizione all'esecuzione; è, invece, esperibile ricorso per cassazione, exart. 111 Cost., qualora l'azione sia stata definita come opposizione agli attiesecutivi, (cfr. Cass. civ. sent. n. 5081/96, 55580/97, 7929/97, 3400/01,5506/03, 568/03).Ciò posto, deve evidenziarsi che, nella sentenza oggetto del presentegravame, il Giudice di Pace, sia pure in maniera implicita, qualificaval'opposizione, sottoposta alla sua cognizione, in termini di opposizione agliatti esecutivi.In tal senso depone, infatti, il rilievo per cui, nell'affermare la fondatezza delprimo motivo di opposizione, mediante il quale la Ecoross faceva valere lamancanza, nell'atto di precetto ad essa notificato ad istanza del xxx, diuna valida procura alle liti in capo al difensore di quest'ultimo, e neldichiarare la conseguente nullità dell'atto di precetto, ritenendo, altresì,assorbite le ulteriori censure sollevate dall'opponente, il giudice di primogrado faceva espresso richiamo a quell'orientamento giurisprudenziale (cfi.Cass. civ. sent. n. 4483/94) secondo cui il difetto di procura alle liti puòessere fatta valere come motivo di opposizione agli atti esecutivi (cfr.sentenza del Giudice di Pace allegata al fascicolo dell'appellata).Da quanto osservato consegue, pertanto, che la sentenza resa dal Giudice diPace, avendo qualificato in termini di opposizione agli atti esecutivi quellaproposta dalla Ecoross, avrebbe dovuto essere impugnata con ricorso perCassazione ex art. Ili Cost. e non con il rimedio dell'appello. Ne discendeche l'impugnazione sperimentata dal xxxx debba essere dichiaratainammissibile e che ogni ulteriore valutazione in merito alle censure dalmedesimo sollevate si riveli superflua.In ordine al governo delle spese processuali, rileva il Giudicante che, lanatura meramente processuale della presente pronuncia, induca a riteneresussistenti giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese delgiudizio.Da ultimo deve rilevarsi che la domanda di risarcimento dei danni ex art. 96c.p.c., proposta dall'appellata, sia infondata, non avendo la parte fornitoalcuna prova dei pregiudizi che assumeva di avere sofferto in ragione dellacondotta processuale della controparte. Oltre a ciò, rileva il Giudicante che,nella specie, difetti anche il requisito soggettivo della responsabilitàaggravata, atteso che, anche in ragione della particolarità delle questionigiuridiche esaminate con la presente pronuncia, nel gravame spiegato dal xxx non è ravvisabile il requisito della mala fede o della colpa graverichiesto dall'ari 96 c.p.c..P.Q>M.Il Tribunale di Rossano, definitivamente pronunciando, ogni contrariaistanza, eccezione e deduzione disattesa, così provvede:a) dichiara inammissibile l'appello proposto dal XXX avverso lasentenza del Giudice di Pace di Rossano, numero 536 del 30.8.2004;b) compensa integralmente tra le parti le spese del presente grado digiudizio;e) rigetta la domanda ex art. 96 c.p.c. proposta dall'appellata. Rossano 24.7.2006
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 art. 96
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