Source: https://e-justice.europa.eu/content_maintenance_claims-47-lv-it.do?member=1
Timestamp: 2019-09-22 12:35:33+00:00

Document:
Controversie in materia di alimenti - Lettonia
17 Qualora questo Stato membro non sia vincolato dal protocollo dell'Aia del 2007, quale legge sarà applicabile alla domanda di mantenimento in base alle norme di diritto private internazionale? Quali sono le corrispondenti norme di diritto privato internazionale?
La normativa nazionale lettone non contiene una definizione generale della nozione di alimenti; esiste tuttavia una lettura comune di specifiche questioni attinenti agli obblighi alimentari a favore di un'altra persona. Per "alimenti" a favore del figlio si intendono, ad esempio, le spese che ciascun genitore è tenuto a sostenere per esso a prescindere dalla sua situazione finanziaria e il cui importo minimo è fissato dal governo (Ministru kabinets, il "Consiglio dei ministri"). La relativa definizione è contenuta nella legge sul fondo di garanzia per gli alimenti.
Per molte questioni attinenti agli alimenti — cui è possibile riferirsi con espressioni diverse, quali "alimenti" (uzturlīdzekļi) o "risorse necessarie a mantenere il precedente tenore di vita" (līdzekļi iepriekšējā labklājības līmeņa nodrošināšanai) — la lettura comune si basa sulla giurisprudenza sviluppatasi in materia. Ad esempio, generalmente per "alimenti" tra coniugi si intende un sostegno finanziario a lungo termine fornito da un coniuge all'altro coniuge che abbia patito un peggioramento della sua situazione finanziaria.
Persone obbligate a versare gli alimenti:
I genitori sono obbligati nei confronti dei loro figli
I genitori sono tenuti a versare gli alimenti a favore dei propri figli fintantoché essi siano in grado di provvedere al proprio sostentamento. Quest'obbligo, pertanto, non cessa quando i figli diventano maggiorenni. Tuttavia, il giudice può valutare se la richiesta di alimenti debba essere accolta ove il figlio sia maggiorenne, non segua un percorso di studi o di formazione professionale e sia in grado di procurarsi mezzi adeguati con il proprio lavoro ma ometta di farlo. Occorre ricordare che l'obbligo dei genitori di mantenere i propri figli deve essere proporzionato alla situazione finanziaria di ciascuno di essi. Ciononostante, ogni genitore è tenuto a garantire il livello minimo fissato dal Consiglio dei Ministri indipendentemente dalla propria situazione economica. L'obbligo di mantenere i figli è vincolante a prescindere dal fatto che i figli vivano con uno o entrambi i genitori oppure separatamente.
Provvedere al mantenimento di un figlio significa fornirgli vitto, vestiario, alloggio e cure mediche e personali, nonché crescerlo ed educarlo (garantendo lo sviluppo sia fisico che mentale, con la dovuta attenzione alla sua personalità individuale, alle sue attitudini e ai suoi interessi, e preparandolo ad un'attività remunerativa).
I figli sono obbligati nei confronti dei loro genitori
L'obbligo di mantenere i genitori grava in pari misura su tutti i figli. Se versano in situazioni finanziarie non equivalenti, il giudice può fissare il suddetto obbligo in proporzione alle disponibilità di ciascuno di essi.
Il coniuge è obbligato nei confronti dell'altro coniuge
Se il matrimonio viene annullato e solo uno degli ex coniugi era consapevole di tale possibilità di annullamento al momento della sua conclusione, l'altro coniuge – che non ne era a conoscenza ‑ ha diritto di chiedere al primo un contributo proporzionato alla sua situazione finanziaria ove necessario a mantenere il precedente tenore di vita. Analogamente, all'atto del divorzio o successivamente, un ex coniuge può chiedere all'altro un contributo proporzionato alla sua situazione finanziaria ove necessario a mantenere il precedente tenore di vita.
Non vi è alcun obbligo di garantire all'ex coniuge un contributo sufficiente a mantenere il precedente tenore di vita se:
il tempo decorso dal divorzio o dall'annullamento del matrimonio è pari alla durata dello stesso o della convivenza in costanza del matrimonio che è stato annullato;
l'ex coniuge ha contratto nuove nozze;
il reddito dell'ex coniuge è sufficiente a coprire il suo mantenimento;
l'ex coniuge rinuncia a procurarsi i mezzi per il proprio sostentamento mediante il proprio lavoro;
l'ex coniuge tenuto a versare gli alimenti non ha mezzi di sostentamento sufficienti o è divenuto inabile al lavoro;
l'ex coniuge ha commesso un reato contro l'altro ex coniuge o contro la vita, l'integrità fisica, la libertà, il diritto di proprietà o l'onore dei parenti in linea ascendente o discendente dell'altro ex coniuge;
l'ex coniuge ha lasciato l'altro ex coniuge in uno stato di impotenza anche se poteva assisterlo;
l'ex coniuge ha falsamente accusato ‑ intenzionalmente ‑ le persone indicate al punto 6 di aver commesso un reato;
l'ex coniuge ha tenuto una condotta immorale o ha dissipato i propri beni;
uno dei coniugi è deceduto o è stato dichiarato morto;
in presenza di altre importanti ragioni.
I nonni sono obbligati nei confronti dei nipoti
In mancanza di genitori o se i genitori non sono in grado di versare gli alimenti al proprio figlio, l'obbligo in parola grava sui nonni in eguale misura. Se i nonni versano in situazioni finanziarie differenti, il giudice può fissare il suddetto obbligo in proporzione alle disponibilità di ciascuno di essi.
I nipoti sono obbligati nei confronti dei nonni
Allo stesso modo, l'obbligo di mantenere i nonni grava, se necessario, su tutti i nipoti in pari misura. Se i nipoti versano in situazioni finanziarie differenti, il giudice può fissare il suddetto obbligo in proporzione alle disponibilità di ciascuno di essi.
Obbligo di versare gli alimenti su base contrattuale
Le parti possono pattuire, mediante contratto, l'obbligo di corrispondere gli alimenti. In base a tale contratto, una delle parti riconosce all'altra un certo vantaggio materiale, in denaro o in natura, mentre l'altra si impegna, in cambio, a corrispondere alla prima gli alimenti per la durata della sua vita, salvo sia prevista una diversa durata. Gli alimenti comprendono, in mancanza di un diverso accordo, il vitto, l'alloggio, il vestiario e le cure; se il beneficiario è un minore, essi comprendono anche l'educazione e l'istruzione nelle scuole primarie.
Obblighi alimentari derivanti da una lesione personale
Se una persona tenuta a versare gli alimenti a favore di un'altra decede a seguito di lesioni personali, l'obbligo si trasferisce in capo alla persona responsabile del decesso del ferito. L'importo di tale compensazione è fissato dal giudice tenendo conto dell'età della persona deceduta, della sua capacità di provvedere a se stesso quando era in vita e, infine, delle esigenze del beneficiario degli alimenti. Quest'ultima non può vantare alcun diritto se dispone di mezzi sufficienti al proprio sostentamento.
I genitori sono tenuti a versare gli alimenti a favore dei propri figli fintantoché essi siano in grado di provvedere al proprio sostentamento. Quest'obbligo, pertanto, non cessa quando i figli diventano maggiorenni. Il giudice può tuttavia valutare se la richiesta di alimenti debba essere accolta ove il figlio sia maggiorenne, non segua un percorso di studi o di formazione professionale e sia in grado di procurarsi mezzi adeguati con il proprio lavoro ma ometta di farlo.
La normativa lettone non definisce cosa si intenda per risorse necessarie a garantire all'altro coniuge il precedente tenore di vita. Essa non indica neppure cosa comprenda l'obbligo nei confronti di genitori e nonni.
In base alla normativa lettone, provvedere al mantenimento di un figlio significa fornirgli vitto, vestiario, alloggio e cure mediche e personali, nonché crescerlo ed educarlo (garantendo lo sviluppo sia fisico che mentale, con la dovuta attenzione alla sua personalità individuale, alle sue attitudini e ai suoi interessi, e preparandolo ad un'attività remunerativa). La portata degli alimenti dipende dal diritto del figlio di beneficiare di adeguate condizioni di vita e dalle sue effettive esigenze.
Per ottenere il riconoscimento di una qualsiasi forma di alimenti, il richiedente deve rivolgersi al giudice nel rispetto della procedura stabilita dal codice di procedura civile. Il ricorrente deve presentare al giudice una richiesta in tal senso accompagnata da tutta la documentazione necessaria.
I genitori possono aver stipulato un accordo, sotto forma di atto notarile (notarial akts), che prevede il pagamento degli alimenti a cadenza mensile. Un tale accordo costituisce una transazione civile munita di effetti giuridici, in quanto vincola entrambe le parti a rispettare e adempiere le disposizioni di un contratto validamente concluso. Se uno dei genitori non rispetta le disposizioni di un accordo in materia di pagamenti fissi o periodici degli alimenti, l'accordo può essere presentato all'ufficiale giudiziario (tiesu izpildītājs) affinché vi dia esecuzione.
La Lettonia ha istituito un Fondo di garanzia per gli alimenti (Uzturlīdzekļu garantiju fonds) volto a corrispondere gli alimenti ai figli minorenni utilizzando risorse del bilancio centrale del governo. Il titolare dei fondi è l'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti (Uzturlīdzekļu garantiju fonda administrācija) che dipende direttamente dal ministero della Giustizia.
È possibile ottenere la corresponsione degli alimenti da parte del Fondo di garanzia per gli alimenti solo se è stato preventivamente esperito un tentativo di ottenerli attraverso un procedimento giudiziario. Ove non sia possibile dare esecuzione al credito, il richiedente può rivolgersi all'Amministrazione del Fondo.
L'Amministrazione del Fondo anticipa gli alimenti solo se l'esecuzione della decisione giudiziale che dispone il recupero degli alimenti conformemente al diritto processuale civile applicabile è stata dichiarata impossibile o se il debitore rispetta la decisione giudiziale in parola, ma non versa l'importo minimo stabilito dal governo.
L'Amministrazione del Fondo è tenuta ad agire in via esecutiva nei confronti del debitore senza che sia necessario uno specifico provvedimento giudiziario al fine di recuperare gli importi versati dal Fondo a titolo di alimenti.
La procedura per ottenere la corresponsione degli alimenti dall'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti è la seguente:
Il richiedente – il soggetto beneficiario degli alimenti previsti a favore del figlio ‑ deve rivolgersi direttamente all'Amministrazione del Fondo presentando una domanda corredata dei seguenti documenti:
una copia della decisione giudiziale che riconosce gli alimenti;
una dichiarazione rilasciata da un ufficiale giudiziario atta a comprovare che è impossibile eseguire la decisione sugli alimenti nei confronti del debitore o che il debitore ha adempiuto la decisione giudiziale che dispone il recupero degli alimenti, ma ha omesso di versare l'importo minimo fissato a titolo di alimenti dal governo; la dichiarazione in parola deve essere presentata all'Amministrazione del Fondo entro un mese dalla data della sua emissione;
se gli alimenti sono richiesti per il tramite di un rappresentante, un documento attestante la relativa autorizzazione ad agire.
Sì, un rappresentante autorizzato può presentare una domanda per conto di un parente o di uno stretto congiunto. Nel caso di figli minori, la domanda può essere presentata dai loro rappresentanti legali, ossia dai loro genitori o tutori.
Le disposizioni in materia di competenza prevedono che per il recupero degli alimenti a favore di un figlio sia competente il tribunale distrettuale o della città [rajona (pilsētas) tiesa].
In Lettonia, il giudice è competente in base alle seguenti disposizioni:
regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari (in prosieguo: il "regolamento sulle obbligazioni alimentari");
trattati bilaterali e multilaterali vincolanti per la Repubblica di Lettonia;
ove non trovino applicazione le disposizioni del regolamento sulle obbligazioni alimentari o dei trattati bilaterali e multilaterali vincolanti per la Repubblica di Lettonia, il codice di procedura civile.
Il codice di procedura civile stabilisce che i seguenti giudici lettoni sono competenti a conoscere delle controversie in materia di alimenti:
la domanda può essere proposta dinanzi al giudice del luogo di residenza del convenuto;
se il luogo di residenza del convenuto non è noto o se il convenuto non ha un luogo di residenza permanente in Lettonia, la domanda può essere proposta dinanzi al giudice del luogo in cui si trovano i suoi beni immobili o dinanzi al giudice del suo ultimo luogo di residenza noto;
un'azione diretta ad ottenere il recupero degli alimenti dovuti al figlio o al genitore può essere proposta anche dinanzi al giudice del luogo di residenza del ricorrente;
una domanda in materia di alimenti che tragga origine da lesioni personali può essere presentata nel luogo di residenza del ricorrente o nel luogo in cui è stata arrecata la lesione.
Per proporre una domanda o presentare reclamo in sede giudiziale, il richiedente non è tenuto ad avvalersi dei servizi di un avvocato o di un altro intermediario. Il ricorrente non deve neppure esperire alcun tentativo di conciliazione prima che la questione possa essere esaminata dal giudice.
Tuttavia, durante la preparazione del processo, il giudice è tenuto a cercare di conciliare le parti, che sono quindi incoraggiate a tentare di addivenire a una definizione consensuale prima che la richiesta sia esaminata giudizialmente.
Va inoltre sottolineato che le parti possono trovare un accordo senza adire le vie legali.
In base all'articolo 43 del codice di procedura civile, le seguenti persone sono esentate dal pagamento allo Stato delle spese giudiziali [contributo statale (valsts nodeva), diritto di cancelleria (kancelejas nodeva) e spese di procedura (ar lietas izskatīšanu saistītie izdevumi)]:
i ricorrenti, nelle domande vertenti sul recupero degli alimenti a favore di figli o genitori e nelle domande di accertamento della paternità, se l'azione è proposta contestualmente alla domanda di recupero degli alimenti a favore del figlio;
i richiedenti, in caso di riconoscimento o riconoscimento ed esecuzione di una decisione emessa da uno Stato estero, in materia di alimenti a favore di figli o genitori;
i ricorrenti rispetto a domande che traggono origine da lesioni personali che comportano mutilazioni o altri danni alla salute o il decesso di una persona;
i convenuti nei procedimenti in materia di riduzione dell'importo dovuto a titolo di alimenti a favore di figli o genitori, disposto in sede giudiziale.
Una domanda (prasības pieteikumu) può essere una domanda principale o una domanda riconvenzionale, una domanda presentata nel corso di un procedimento già pendente da una parte terza che avanza una richiesta autonoma rispetto all'oggetto della controversia, una domanda proposta in un procedimento speciale di accertamento o qualsiasi altra domanda presentata al giudice che sia prevista nella normativa applicabile; per ciascuna domanda è dovuto un contributo statale nella seguente misura:
sino a 2 134 EUR: 15% dell'importo azionato, ma non meno di 71,14 EUR;
da 2 135 EUR a 7 114 EUR: 320,10 EUR oltre al 4% dell'importo azionato eccedente i 2 134 EUR;
da 7 115 EUR a 28 457 EUR: 519,30 EUR oltre al 3,2% dell'importo azionato eccedente i 7 114 EUR;
da 28 458 EUR a 142 287 EUR: 1 202,28 EUR oltre all'1,6% dell'importo azionato eccedente i 28 457 EUR;
da 142 288 EUR a 711 435 EUR: 3 023,56 EUR oltre all'1% dell'importo azionato eccedente i 142 287 EUR;
per importi superiori a 711 435 EUR: 8 715,04 EUR oltre allo 0,6% dell'importo azionato eccedente i 711 435 EUR.
Nelle cause vertenti sul recupero degli alimenti l'importo azionato è il totale dovuto in un anno.
In Lettonia, l'autorità centrale nominata in conformità con il regolamento, ossia l'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti, concede il gratuito patrocinio ai creditori o richiedenti stranieri che ne abbiano titolo in base al regolamento sulle obbligazioni alimentari. L'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti garantisce il gratuito patrocinio e la rappresentanza dinanzi ai giudici e agli organi esecutivi lettoni ai creditori di alimenti nazionali o stranieri aventi titolo al gratuito patrocinio in base al regolamento.
Nei casi non previsti dal regolamento sulle obbligazioni alimentari, lo Stato lettone riconosce il gratuito patrocinio alle persone che versano in una situazione particolare o che, in ragione dei loro beni e delle loro entrate, non sono in grado di agire a tutela dei propri diritti. Il gratuito patrocinio è accordato in conformità della legge statale sul gratuito patrocinio.
In tali casi, il gratuito patrocinio copre le spese per la redazione degli atti processuali, la consulenza legale nel corso del procedimento e la rappresentanza in giudizio. Nelle controversie transnazionali, oltre all'assistenza succitata, la persona ha anche diritto di beneficiare dei servizi di un interprete, alla traduzione di determinati documenti giudiziali o stragiudiziali o dei documenti presentati dal ricorrente che sono necessari ai fini della definizione della causa, nonché, in taluni casi, persino al pagamento delle spese di viaggio per presenziare alle udienze. Lo Stato non copre le spese giudiziali. Tali spese comprendono il contributo statale, il diritto di cancelleria e le spese di procedura, quali gli importi dovuti a testimoni e periti, le spese collegate all'audizione dei testi, le spese relative alla notifica della richiesta del ricorrente e della citazione, ecc. Il giudice, tuttavia, dopo aver considerato le condizioni materiali in cui versa l'interessato, può esonerarlo in tutto o in parte dal pagamento delle spese giudiziali allo Stato o autorizzarlo a pagare a rate.
Il giudice, nel riconoscere gli alimenti a favore del figlio, può concederli sotto forma di un importo fisso o sotto altra forma, ad esempio, vitto, abbigliamento, alloggio ecc., o entrambe.
Nel valutare e concedere un determinato importo a titolo di alimenti, il giudice prende in considerazione, anzitutto, la situazione materiale delle parti, le loro condizioni di vita e i rispettivi contesti familiari, tenendo debitamente conto delle prove da essi prodotte.
Nel riconoscere il recupero degli alimenti a favore di un figlio, il giudice è tenuto ad esaminare tutte le circostanze e le prove del caso e a stabilire l'importo degli alimenti. L'importo minimo che ciascun genitore è tenuto a versare mensilmente a titolo di alimenti, in linea con le disposizioni fissate dal governo, per ciascun figlio, dalla sua nascita sino al compimento dei 7 anni, è pari al 25% dello stipendio minimo mensile fissato dal governo; per ogni figlio tra i 7 e i 18 anni, è pari al 30% del suddetto stipendio minimo mensile.
Una volta concessi gli alimenti, ogni modifica dell'importo o della cadenza e ogni esenzione dal pagamento richiedono la presentazione di una nuova domanda da parte del soggetto interessato. Il giudice può rivedere l'importo degli alimenti, nell'ambito di procedimenti avviati ex novo, tenendo conto delle modifiche verificatesi nella situazione materiale e nel contesto familiare delle parti coinvolte e adeguando, verso l'alto o verso il basso, i pagamenti dovuti.
Il soggetto tenuto a versare gli alimenti deve effettuare il relativo pagamento a favore della parte beneficiaria. In caso di domanda di alimenti a favore di un figlio minorenne presentata da uno dei suoi genitori o dal suo tutore, gli alimenti devono essere versati a tale persona e non al figlio. Tradizionalmente, gli alimenti sono corrisposti periodicamente come importo fisso, ad esempio, sotto forma di trattenute dallo stipendio; più di rado il pagamento avviene con modalità diverse.
Se il debitore non versa spontaneamente gli alimenti, il soggetto cui sono concessi può ottenere un ordine di esecuzione (izpildu raksts) dal giudice che si è pronunciato sul caso. Il suddetto ordine di esecuzione o l'ordine di esecuzione emesso in un altro Stato membro dell'Unione europea deve essere presentato per l'esecuzione a un ufficiale giudiziario (tiesu izpildītājs) entro dieci anni dal momento in cui la decisione del tribunale o la sentenza del giudice è divenuta esecutiva, fatta salva l'applicazione di un diverso termine di prescrizione (in caso di recupero di pagamenti periodici dovuti in forza di una sentenza giudiziale, l'ordine di esecuzione resta efficace per tutto il periodo per il quale sono stati disposti i pagamenti periodici e il termine di prescrizione inizia a decorrere dall'ultimo giorno di ciascun pagamento). L'ufficiale giudiziario dà avvio all'esecuzione sulla base di una richiesta scritta proveniente dalla parte che chiede l'esecuzione. L'ufficiale giudiziario deve accettare l'ordine di esecuzione se il luogo di residenza del debitore, il luogo in cui si trovano i suoi beni o il suo luogo di lavoro ricadono nel suo distretto (iecirknis). L'ufficiale giudiziario può anche accettare altri ordini di esecuzione che devono essere eseguiti nella giurisdizione del tribunale regionale (apgabaltiesa) cui esso fa riferimento: si tratta dell'area in cui l'ufficiale giudiziario è legittimato ad agire.
Tra le misure di esecuzione forzata rientrano: il pignoramento dei beni mobili del debitore, compresi i beni in possesso di terzi, e dei suoi beni immateriali, mediante la loro vendita; il pignoramento di importi dovuti al debitore da terzi (compensi per il lavoro svolto e importi ad esso equiparabili o altre entrate del debitore, depositi presso istituti di credito); il pignoramento dei beni immobili del debitore mediante la loro vendita o altre misure disposte in sentenza.
In base all'articolo 570 del codice di procedura civile, non può essere richiesto il pignoramento dei beni del debitore se quest'ultimo lavora o percepisce una pensione o una borsa di studio e l'importo da recuperare non eccede quella parte di entrate mensili su cui può essere esercitata, per legge, l'esecuzione. Il codice di procedura civile specifica le categorie di beni che non possono essere assoggettati ad esecuzione, ad esempio, determinati elettrodomestici, accessori domestici, o gli indumenti necessari al debitore o ai suoi famigliari a carico. A norma dell'articolo 594 del codice di procedura civile, fintantoché il debito non è saldato, devono essere applicate – in linea con la documentazione relativa all'esecuzione ‑ delle trattenute sullo stipendio e sui pagamenti ad esso equivalenti effettuati a favore del debitore alle seguenti condizioni:
nei casi di recupero di alimenti dovuti per il sostentamento di figli minori o a beneficio dell'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti, non può essere toccata una quota dello stipendio del debitore e dei pagamenti ad esso assimilabili pari al 50% dello stipendio minimo mensile e, per ogni figlio minore a carico, non può essere toccato un importo pari alle prestazioni statali di sicurezza sociale;
in altri casi di recupero di alimenti, la somma trattenuta dallo stipendio del debitore e dai pagamenti ad esso assimilabili può arrivare al 50%, ma non può essere toccata una somma pari allo stipendio minimo mensile e, per ogni figlio minore a carico, non può essere toccato un importo pari alle prestazioni statali di sicurezza sociale.
A norma dell'articolo 632 del codice di procedura civile, escluse determinate situazioni, un creditore o un debitore riconosciuti come tali in sentenza possono presentare un reclamo motivato contestando gli atti posti in essere da un ufficiale giudiziario nell'esecuzione di una sentenza o il rifiuto da parte di quest'ultimo di procedere; il reclamo deve essere presentato dinanzi al giudice distrettuale o municipale del luogo in cui si trova la sede dell'ufficiale giudiziario entro dieci giorni dalla data in cui gli atti contestati sono stati compiuti o, se la data e il luogo in cui dovevano essere compiuti non sono stati notificati al reclamante, dalla data in cui quest'ultimo ne è venuto a conoscenza. A norma dell'articolo 634 del codice di procedura civile, se una sentenza che è già stata oggetto di esecuzione è annullata e se, in sede di riesame della questione, è emanata una decisione che respinge il reclamo o è adottata una decisione con cui è disposta la cessazione della materia del contendere o se è stabilito che la questione non deve essere decisa, l'esecuzione della sentenza è revocata e ogni bene pignorato al convenuto a vantaggio del ricorrente in forza della sentenza ora annullata deve essergli restituito.
A norma dell'articolo 546 del codice di procedura civile, i titoli esecutivi devono essere presentati ai fini dell'esecuzione forzata entro dieci anni dal momento in cui la decisione del tribunale o del giudice è divenuta esecutiva, fatta salva l'applicazione di un diverso termine di prescrizione. In caso di recupero di pagamenti periodici dovuti in forza di una sentenza giudiziale, il titolo esecutivo resta efficace per tutto il periodo per il quale sono stati disposti i pagamenti periodici e il termine di prescrizione inizia a decorrere dall'ultimo giorno di ciascun pagamento.
È possibile rivolgersi all'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti per ottenere la corresponsione degli alimenti a favore di un minore se l'esecuzione della decisione giudiziale, che dispone il recupero degli alimenti conformemente al diritto processuale civile applicabile, è stata dichiarata impossibile o se il debitore adempie la decisione giudiziale che dispone il recupero ma omette di versare l'importo minimo a titolo di alimenti.
A norma del regolamento sulle obbligazioni alimentari, è possibile richiedere all'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti il recupero dei crediti alimentari da una persona che non vive più in Lettonia. L'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti svolge in Lettonia la funzione di autorità centrale ai fini del regolamento.
A norma del regolamento sulle obbligazioni alimentari, chi ha il diritto di percepire gli alimenti può rivolgersi all'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti e presentare una domanda indirizzata a un altro Stato membro dell'Unione europea al fine di:
ottenere una decisione che dispone il recupero degli alimenti nel paese di residenza del convenuto;
ottenere l'adeguamento dell'assegno alimentare (verso l'alto o verso il basso);
ottenere una decisione che dispone il recupero degli alimenti e l'accertamento della paternità nel paese di residenza del convenuto;
ottenere il riconoscimento di una decisione di un giudice lettone che dispone il recupero degli alimenti, che essa sia dichiarata esecutiva oppure eseguita.
L'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti agisce in luogo del soggetto tenuto al versamento degli alimenti a favore di un figlio se l'esecuzione della decisione giudiziale, che dispone il recupero degli alimenti conformemente al diritto processuale civile applicabile, è stata dichiarata impossibile o se il debitore adempie la decisione giudiziale che dispone il recupero degli alimenti ma omette di versare l'importo minimo fissato a titolo di alimenti dal governo. Se l'Amministrazione del Fondo corrisponde gli alimenti, essa ha titolo ad agire per recuperare gli importi versati, maggiorati degli interessi di legge (v. supra, quesito 3).
Se il creditore e il figlio hanno la residenza permanente in Lettonia, ma il soggetto debitore degli alimenti risiede all'estero, il creditore può rivolgersi all'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti se l'esecuzione della decisione giudiziale, che dispone il recupero degli alimenti conformemente al diritto processuale civile applicabile, è stata dichiarata impossibile o se il debitore adempie la decisione giudiziale che dispone il recupero degli alimenti, ma omette di versare l'importo minimo a titolo di alimenti.
Se il debitore risiede all'estero e non ha beni in Lettonia che possano essere sottoposti ad esecuzione, il creditore deve chiedere il riconoscimento e l'esecuzione della decisione giudiziale nel rispettivo Stato estero prima di rivolgersi all'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti. Se risulta impossibile dare esecuzione alla decisione nel suddetto Stato, il creditore può chiedere all'Amministrazione del Fondo di sostituirsi al debitore per quanto attiene ai crediti alimentari esecutivi.
L'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti svolge la funzione di autorità centrale ai sensi del regolamento sulle obbligazioni alimentari (v. quesiti 3 e 13); è possibile rivolgersi ad essa per ottenere assistenza nell'ambito del regolamento.
Se un giudice lettone emette una decisione in materia di esecuzione degli alimenti e un residente in Lettonia desidera che detta decisione sia riconosciuta e/o eseguita in un altro Stato membro dell'Unione europea oppure desidera ottenere una decisione giudiziale contro un debitore residente in un altro Stato membro dell'Unione europea, l'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti lo assiste nell'ambito del regolamento sulle obbligazioni alimentari, nell'inoltrare la decisione del giudice lettone allo Stato estero interessato ai fini del riconoscimento e/o dell'esecuzione e al fine di ottenere una decisione sulla domanda proposta.
L'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti può agire in luogo del debitore e versare gli alimenti al figlio minore e fornire informazioni in materia di alimenti.
(v. quesiti 3 e 13).
Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti (Uzturlīdzekļu garantiju fonda administrācija)
Indirizzo: Pulkveža Brieža iela 15, Riga
LV-1010, Lettonia
Telefono: +371 67830626
Fax: +371 67830636
e-mail: pasts@ugf.gov.lv
Se il beneficiario degli alimenti si trova in un altro Stato membro dell'UE e il soggetto tenuto a corrisponderli è in Lettonia, il creditore può rivolgersi, in base al regolamento sulle obbligazioni alimentari, all'autorità centrale del paese in cui esso risiede. La domanda è diretta a ottenere una decisione che dispone il recupero degli alimenti in Lettonia, paese in cui risiede il debitore, oppure una decisione che dispone il recupero del credito unitamente all'accertamento della paternità in tale paese, oppure, ancora, una decisione con cui è dichiarata l'esecutività in Lettonia di una decisione straniera che dispone il recupero o una decisione che dà esecuzione alla decisione straniera. In base al regolamento, l'autorità centrale dello Stato estero compie tutte le necessarie formalità e inoltra la richiesta del creditore all'autorità centrale lettone individuata in conformità del regolamento. L'autorità centrale lettone — l'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti— assiste il creditore straniero nel presentare una decisione giudiziale emessa all'estero ai fini della sua esecuzione o del suo riconoscimento ed esecuzione in Lettonia o lo assiste nel presentare, dinanzi al giudice lettone del luogo di residenza del debitore, una domanda diretta a ottenere il recupero degli alimenti o una domanda diretta ad ottenere il recupero degli alimenti e il contestuale accertamento della paternità in Lettonia.
Se l'esecuzione della decisione giudiziale che dispone il recupero degli alimenti conformemente al diritto processuale civile applicabile è stata dichiarata impossibile o se il debitore adempie la decisione giudiziale che dispone il recupero degli alimenti ma omette di versare l'importo minimo fissato a titolo di alimenti, chi risiede abitualmente in Lettonia con il proprio figlio può chiedere, se entrambi hanno dichiarato di risiedere in Lettonia, all'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti la corresponsione degli alimenti.
A norma del regolamento sulle obbligazioni alimentari, è possibile rivolgersi all'autorità centrale del paese di residenza. Chi risiede in Lettonia deve rivolgersi all'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti al fine di:
ottenere, in un altro Stato membro dell'Unione europea in cui risiede il convenuto, una decisione che dispone il recupero degli alimenti;
ottenere, in un altro Stato membro dell'Unione europea in cui risiede il convenuto, una decisone che dispone il recupero degli alimenti e accerta contestualmente la paternità;
se è già stata emessa una decisione che dispone il recupero del credito, ottenere che essa sia riconosciuta, dichiarata esecutiva ed eseguita in un altro Stato membro dell'Unione europea in cui risiede il convenuto.
Se l'esecuzione della decisione giudiziale che dispone il recupero degli alimenti conformemente al diritto processuale civile applicabile è stata dichiarata impossibile o se il debitore adempie la decisione giudiziale che dispone il recupero degli alimenti, ma omette di versare l'importo minimo a titolo di alimenti, chi risiede stabilmente in Lettonia con il proprio figlio può rivolgersi, se entrambi hanno dichiarato di risiedere in tale paese, all'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti chiedendo la corresponsione degli alimenti.
Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti(Uzturlīdzekļu garantiju fonda administrācija)
Indirizzo: Pulkveža Brieža iela. 15, Riga
A norma del regolamento sulle obbligazioni alimentari, l'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti svolge le funzioni dell'autorità centrale in Lettonia.
L'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti anticipa l'assegno alimentare al creditore in luogo del debitore se l'esecuzione della decisione giudiziale che dispone il recupero degli alimenti conformemente al diritto processuale civile applicabile è stata dichiarata impossibile o se il debitore adempie la decisione giudiziale che dispone il recupero degli alimenti ma omette di versare l'importo minimo fissato a titolo di alimenti.
La Lettonia è vincolata dal protocollo dell'Aia del 2007.
In base all'articolo 43 del codice di procedura civile, le seguenti persone sono esentate dal pagamento delle spese giudiziali allo Stato:
i ricorrenti nelle domande vertenti sul recupero degli alimenti a favore di figli o genitori e nelle domande di accertamento della paternità se l'azione è proposta contestualmente alla domanda di recupero degli alimenti a favore del figlio;
i richiedenti in caso di riconoscimento o riconoscimento ed esecuzione di una decisione emessa da uno Stato estero in materia di alimenti a favore di figli o genitori;
Quando un ex coniuge presenta una domanda diretta a recuperare il contributo dovuto per garantirgli il precedente tenore di vita o quando una siffatta domanda è proposta da un ricorrente che chiede il riconoscimento o il riconoscimento e l'esecuzione di una decisione straniera in materia di recupero degli alimenti a favore di un ex coniuge o di un'altra persona, a norma della quarta parte dell'articolo 43, il tribunale o il giudice può, tenuto conto della situazione finanziaria del singolo, esentarlo in tutto o in parte dal pagamento allo Stato delle spese giudiziali o può posticiparne il pagamento o prevedere un pagamento rateale.
La Lettonia ha modificato una serie di leggi e di regolamenti nazionali al fine di permettere all'autorità centrale nominata in conformità del regolamento sulle obbligazioni alimentari di adempiere le funzioni indicate nell'articolo 51. Come modificate, le leggi e i regolamenti lettoni garantiscono il riconoscimento del gratuito patrocinio ai creditori e ai ricorrenti transnazionali aventi diritto al gratuito patrocinio come disposto dal regolamento, compresa la rappresentanza della persona interessata in giudizio e dinanzi agli organi dell'esecuzione. Al fine di individuare il luogo di residenza del debitore o del creditore in Lettonia o al fine di ottenere informazioni sulle entrate del debitore o del creditore o sulla collocazione di ogni eventuale bene di loro proprietà sito in Lettonia, l'autorità centrale lettone, ossia l'Amministrazione del Fondo di garanzia per gli alimenti, ha accesso diretto – in tale paese ‑ a vari registri contenenti informazioni al riguardo. Le informazioni che l'autorità centrale può acquisire direttamente dai rispettivi registri possono permetterle di ottenere documenti ed elementi di prova. Al fine di avviare o facilitare i procedimenti, garantire l'adozione di misure provvisorie necessarie e ottenere elementi di prova, l'Amministrazione del Fondo ha diritto di rivolgersi ai giudici in Lettonia per conto dei creditori o dei ricorrenti. L'Amministrazione del Fondo può, per conto del creditore, avanzare una richiesta di accertamento della paternità direttamente in sede giudiziale se la domanda è proposta unitamente a quella per il recupero degli alimenti.

References: sentenza 
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