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Timestamp: 2019-09-15 06:41:09+00:00

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legge 28 gennaio 1977 n. 10 Bucalossi (GU n.27 del 29-1-1977 )
Testo originario in vigore dal 30 gennaio 1977
Art. 1. – (Trasformazione urbanistica del territorio e concessione di edificare)
Art. 2. – (Piani di zona e demani comunali di aree)
Per le aree comprese nei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167, e per quelle acquisite ai sensi degli articoli 27 e 51 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, resta fermo il regime previsto dalle norme della stessa legge n. 865.
Il primo comma dell’articolo 3 della legge 18 aprile 1962, n. 167, già sostituito dall’articolo 29 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, è sostituito dal seguente:
“L’estensione delle zone da includere nei piani è determinata in relazione alle esigenze dell’edilizia economica e popolare per un decennio e non può essere inferiore al 40 per cento e superiore al 70 per cento di quella necessaria a soddisfare il fabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo considerato”.
L’articolo 26 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, è abrogato. Le aree già vincolate ai sensi di detto articolo sono assoggettate al regime previsto dall’articolo 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, salvo quanto previsto nell’undicesimo, nel sedicesimo e nel diciottesimo comma dello stesso articolo 35 per ciò che concerne i requisiti soggettivi.
Nei comuni con popolazione superiore a ventimila abitanti, secondo i dati risultanti dall’ultimo censimento, l’articolo 51 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni, si applica fino alla data dal 31 dicembre 1980.
Art. 3. – (Contributo per il rilascio della concessione)
La concessione comporta la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza delle spese di urbanizzazione nonchè al costo di costruzione.
Art. 4. – (Caratteristiche della concessione)
La concessione è data dal sindaco al proprietario dell’area o a chi abbia titolo per richiederla con le modalità, con la procedura e con gli effetti di cui all’articolo 31 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni ed integrazioni, in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi e, nei comuni sprovvisti di detti strumenti, a norma dell’articolo 41-quinquies, primo e terzo comma, della legge medesima, nonchè delle ulteriori norme regionali.
Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno; il termine di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere abitabile o agibile, non può essere superiore a tre anni e può essere prorogato con provvedimento motivato, solo per fatti estranei alla volontà del concessionario, che siano sopravvenuti a ritardare i lavori durante la loro esecuzione.
Un periodo più lungo per l’ultimazione dei lavori può essere concesso esclusivamente in considerazione della mole dell’opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive; ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari.
A decorrere dal 1 gennaio 1979, salva l’applicazione dell’articolo 4 della legge 1 giugno 1971, n. 291, nei comuni sprovvisti degli strumenti urbanistici generali e in mancanza di norme regionali e fino all’entrata in vigore di queste, la concessione deve osservare i seguenti limiti:
Art. 5. – (Determinazione degli oneri di urbanizzazione)
L’incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, previsti dall’articolo 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847, modificato dall’articolo 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, nonchè dalle leggi regionali, è stabilita, ai fini del precedente articolo 3, con deliberazione del consiglio comunale in base alle tabelle parametriche che la regione definisce, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, per classi di comuni in relazione:
d) ai limiti e rapporti minimi inderogabili fissati in applicazione dall’articolo 41-quinquies, penultimo e ultimo comma, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modifiche e integrazioni, nonchè delle leggi regionali.
Art. 6. – (Determinazione del costo di costruzione)
Il costo di costruzione di cui al precedente articolo 3 per i nuovi edifici è determinato annualmente, con decreto del Ministro per i lavori pubblici, sulla base del costo dell’edilizia agevolata di cui all’articolo 8, terzo comma, del decreto-legge 6 settembre 1965, n. 1022, convertito, con modificazioni, nella legge 1 novembre 1965, n. 1179.
Con lo stesso provvedimento sono identificate classi di edifici con caratteristiche tipologiche superiori a quelle considerate dalla citata legge per le quali sono determinate maggiorazioni del detto costo di costruzione in misura non superiore al 50 per cento.
Il contributo afferente alla concessione comprende una quota di detto costo, variabile dal 5 al 20 per cento, quota che viene determinata dalla regione in funzione delle caratteristiche e delle tipologie delle costruzioni e della loro destinazione e ubicazione.
Nella prima applicazione della presente legge il decreto di cui al primo e secondo comma deve essere emanato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge medesima.
Nel caso di interventi su edifici esistenti il costo di costruzione è determinato in relazione al costo degli interventi stessi cosi’ come individuati dal comune in base ai progetti presentati per ottenere la concessione.
Art. 7. – (Edilizia convenzionata)
Per gli interventi di edilizia abitativa, ivi compresi quelli sugli edifici esistenti, il contributo di cui al precedente articolo 3 è ridotto alla sola quota di cui all’articolo 5 qualora il concessionario si impegni, a mezzo di una convenzione con il comune, ad applicare prezzi di vendita e canoni di locazione determinati ai sensi della convenzione tipo prevista dal successivo articolo 8.
Fino all’approvazione da parte della regione della convenzione-tipo, le convenzioni previste dal presente articolo sono stipulate in conformità ad uno schema di convenzione-tipo, deliberato dal consiglio comunale, contenente gli elementi di cui al successivo articolo 8.
La convenzione o l’atto d’obbligo unilaterale sono trascritti nei registri immobiliari a cura del comune e a spese del concessionario.
Art. 8. – (Convenzione-tipo)
Ai fini della concessione relativa agli interventi di edilizia abitativa di cui al precedente articolo 7, la regione approva una convenzione-tipo, con la quale sono stabiliti i criteri nonchè i parametri, definiti con meccanismi tabellari per classi di comuni, ai quali debbono uniformarsi le convenzioni comunali nonchè gli atti di obbligo in ordine essenzialmente a:
b) la determinazione dei prezzi di cessione degli alloggi, sulla base del costo delle aree, cosi’ come definito dal comma successivo, della costruzione e delle opere di urbanizzazione, nonchè delle spese generali, comprese quelle per la progettazione e degli oneri di preammortamento e di finanziamento;
La regione stabilisce criteri e parametri per la determinazione del costo delle aree, in misura tale che la sua incidenza non superi il 20 per cento del costo di costruzione come definito ai sensi del precedente articolo 6.
Per un periodo di 10 anni dall’entrata in vigore della presente legge il concessionario può chiedere che il costo delle aree, ai fini della convenzione, sia determinato in misura pari al valore definito in occasione di trasferimenti di proprietà avvenuti nel quinquennio anteriore alla data della convenzione.
Art. 9. – (Cessione gratuita)
Il contributo di cui al precedente articolo 3 non è dovuto:
a) per le opere da realizzare nelle zone agricole, ivi comprese le residenze, in funzione della conduzione del fondo e delle esigenze dell’imprenditore agricolo a titolo principale, ai sensi dell’articolo 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153;
e) per le modifiche interne necessarie per migliorare le condizioni igieniche o statiche delle abitazioni, nonchè per la realizzazione dei volumi tecnici che si rendano indispensabili a seguito della installazione di impianti tecnologici necessari per le esigenze delle abitazioni;
f) per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti nonchè per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di strumenti urbanistici;
Per le opere realizzate dai soggetti di cui al secondo comma dell’articolo 4 il contributo per la concessione – da determinarsi dal comune ai sensi del precedente articolo 5 – è commisurato alla incidenza delle sole opere di urbanizzazione.
Restano ferme le norme di cui agli articoli 29 e 31, secondo comma, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni.
Art. 10. – (Concessione relativa ad opere o impianti non destinati alla residenza)
La concessione relativa a costruzioni o impianti destinati ad attività industriali o artigianali dirette alla trasformazione di beni ed alla prestazione di servizi comporta la corresponsione di un contributo pari alla incidenza delle opere di urbanizzazione, di quelle necessarie al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi e di quelle necessarie alla sistemazione dei luoghi ove ne siano alterate le caratteristiche. La incidenza di tali opere è stabilita con deliberazione del consiglio comunale in base a parametri che la regione definisce con i criteri di cui alle lettere a) e b) del precedente articolo 5, nonchè in relazione ai tipi di attività produttiva.
La concessione relativa a costruzioni o impianti destinati ad attività turistiche, commerciali e direzionali comporta la corresponsione di un contributo pari all’incidenza delle opere di urbanizzazione, determinata ai sensi del precedente articolo 5, nonchè una quota non superiore al 10 per cento del costo documentato di costruzione da stabilirsi, in relazione ai diversi tipi di attività, con deliberazione del consiglio comunale.
Qualora la destinazione d’uso delle opere indicate nei commi precedenti, nonchè di quelle nelle zone agricole previste dal precedente articolo 9, venga comunque modificata nei dieci anni successivi all’ultimazione dei lavori, il contributo per la concessione è dovuto nella misura massima corrispondente alla nuova destinazione, determinata con riferimento al momento della intervenuta variazione.
Art. 11. – (Versamento del contributo afferente alla concessione)
La quota di contributo di cui al precedente articolo 5 è corrisposta al comune all’atto del rilascio della concessione. A scomputo totale o parziale della quota dovuta, il concessionario può obbligarsi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione con le modalità e le garanzie stabilite dal comune.
La quota di contributo di cui al precedente articolo 6 è determinata all’atto del rilascio della concessione ed è corrisposta in corso d’opera con le modalità e le garanzie stabilite dal comune e, comunque, non oltre sessanta giorni dalla ultimazione delle opere.
Art. 12. – (Destinazione dei proventi delle concessioni)
I proventi delle concessioni e delle sanzioni di cui agli articoli 15 e 18 sono versati in un conto corrente vincolato presso la tesoreria del comune e sono destinati alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici, nonchè all’acquisizione delle aree da espropriare per la realizzazione dei programmi pluriennali di cui al successivo articolo 13.
Art. 13. – (Programmi pluriennali di attuazione)
Nella formulazione dei programmi deve essere osservata la proporzione tra aree destinate all’edilizia economica e popolare e aree riservate all’attività edilizia privata, stabilita ai sensi dell’articolo 3 della legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni, come modificato ai sensi dell’articolo 2 della presente legge.
La regione stabilisce con propria legge, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il contenuto ed il procedimento di formazione dei programmi pluriennali di attuazione, individua i comuni: esonerati, anche in relazione alla dimensione, all’andamento demografico ed alle caratteristiche geografiche, storiche ed ambientali – fatta comunque eccezione per quelli di particolare espansione industriale e turistica – dall’obbligo di dotarsi di tali programmi e prevede le forme e le modalità di esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti dei comuni inadempienti.
Nei comuni obbligati ai sensi del terzo comma la concessione di cui all’articolo 1 della presente legge è data solo per le aree incluse nei programmi di attuazione e, al di fuori di esse, per le opere e gli interventi previsti dal precedente articolo 9, sempreché non siano in contrasto con le prescrizioni degli strumenti urbanistici generali.
Art. 14. – (Indennità di espropriazione)
Al primo comma dell’articolo 12 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, modificato dall’articolo 6 del decreto-legge 2 maggio 1974, n. 115, convertito, con modificazioni, nella legge 27 giugno 1974, n. 247, la cifra “30 per cento”, è sostituita dalla cifra “50 per cento”.
All’articolo 12 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, sono aggiunti i seguenti commi:
L’articolo 15 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, è sostituito dal seguente:
“Qualora l’indennità non sia accettata nel termine di cui al primo comma dell’articolo 12, il presidente della giunta regionale richiede la determinazione della indennità alla commissione competente per territorio di cui all’articolo 16. La commissione, entro trenta giorni dalla richiesta del presidente della giunta regionale determina l’indennità sulla base del valore agricolo con riferimento alle colture effettivamente praticate sul fondo espropriato, anche in relazione all’esercizio della azienda agricola e la comunica all’espropriante.
L’espropriante comunica le indennità ai proprietari degli immobili ai quali le stime si riferiscono mediante avvisi notificati nelle forme degli atti processuali civili; deposita la relazione della commissione nella segreteria del comune e rende noto al pubblico l’eseguito deposito nei modi previsti dal secondo comma dell’articolo 10.”.
I primi quattro commi dell’articolo 16 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, sono sostituiti dai seguenti:
“Con provvedimento della regione è istituita, in ogni provincia, una commissione composta dal presidente dell’amministrazione provinciale o da un suo delegato, che la presiede, dall’ingegnere capo dell’ufficio tecnico erariale o da un suo delegato, dall’ingegnere capo del genio civile o da un suo delegato, dal presidente dell’Istituto autonomo delle case popolari della provincia o da un suo delegato, nonchè da due esperti nominati dalla regione in materia urbanistica ed edilizia e da tre esperti in materia di agricoltura e di foreste scelti dalla regione stessa su terne proposte dalle associazioni sindacali agricole maggiormente rappresentative.
L’indennità di espropriazione, per le aree esterne ai centri edificati di cui all’articolo 18, è commisurata al valore agricolo medio di cui al comma precedente corrispondente al tipo di coltura in atto nell’area da espropriare.
Per la determinazione dell’indennità relativa alle aree comprese nei centri edificati, la commissione di cui al primo comma è integrata dal sindaco o da un suo delegato”.
Il primo comma dell’articolo 17 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, è sostituito dal seguente:
“Nel caso che l’area da espropriare sia coltivata dal proprietario diretto coltivatore, nell’ipotesi di cessione volontaria ai sensi dell’articolo, 12, primo comma, il prezzo di cessione è determinato in misura tripla rispetto all’indennità provvisoria, esclusa la maggiorazione prevista dal suddetto articolo”.
Al primo comma dell’articolo 19 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, le parole: “dell’ufficio tecnico erariale”, sono sostituite dalle seguenti: “della commissione di cui all’articolo 16”.
Al terzo comma dell’articolo 20 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, le parole: “L’ufficio tecnico erariale provvede”, sono sostituite dalle seguenti: “La commissione di cui all’articolo 16 provvede” e le parole: “un ventesimo dell’indennità”, sono sostituite dalle seguenti: “un dodicesimo dell’indennità”.
All’articolo 20 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, è aggiunto in fine il seguente comma:
“Il disposto del secondo comma del presente articolo deve intendersi applicabile anche alle occupazioni preordinate alla realizzazione delle opere e degli interventi previsti dall’articolo 4 del decreto-legge 2 maggio 1974, n. 115, convertito, con modificazioni, nella legge 27 giugno 1974, n. 247.”.
Art. 15. – (Sanzioni amministrative)
La vigilanza sulle costruzioni è esercitata dal sindaco ai sensi dell’articolo 32 della legge 17 agosto 1942, n. 1150.
I contributi, le sanzioni e le spese di cui alla presente legge vengono riscossi con l’ingiunzione prevista dall’articolo 2 del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, che è emessa dal sindaco del comune interessato.
Non si precede alla demolizione ovvero all’applicazione della sanzione di cui al comma precedente nel caso di realizzazione di varianti, purchè esse non siano in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti e non modifichino la sagoma, le superfici utili e la destinazione d’uso delle costruzioni per le quali è stata rilasciata la concessione. Le varianti dovranno comunque essere approvate prima del rilascio del certificato di abitabilità.
Le opere eseguite da terzi, in totale difformità dalla concessione o in assenza di essa, su suoli di proprietà dello Stato e di enti territoriali, sono gratuitamente acquisite, rispettivamente, al demanio dello Stato e al patrimonio indisponibile degli enti stessi (salvo il potere di ordinarne la demolizione, da effettuarsi a cura e spese del costruttore entro sessanta giorni, qualora l’opera contrasti con rilevanti interessi urbanistici ed ambientali. In caso di mancata esecuzione dell’ordine, alla demolizione provvede il comune, con recupero delle spese ai sensi del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.
Art. 16. – (Tutela giurisdizionale)
I ricorsi giurisdizionali contro il provvedimento con il quale la concessione viene data o negata nonchè contro la determinazione e la liquidazione del contributo e delle sanzioni previste dagli articoli 15 e 18 sono devoluti alla competenza dei tribunali amministrativi regionali, i quali, oltre i mezzi di prova previsti dall’articolo 44, primo comma, del regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, possono disporre altresi’ le perizie di cui all’articolo 27 del regio decreto 17 agosto 1907, n. 642.
Art. 17. – (Sanzioni penali)
Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato e ferme le sanzioni previste dal precedente articolo 15 si applica:
a) l’ammenda fino a lire 2 milioni per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dalla presente legge, dalla legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni ed integrazioni, in quanto applicabile, nonchè dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dalla concessione;
b) l’arresto fino a sei mesi e l’ammenda fino a lire 5 milioni nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o in assenza della concessione o di prosecuzione di essi nonostante l’ordine di sospensione o di inosservanza del disposto dell’articolo 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni.
Art. 18. – (Norme transitorie)
Rimangono salve le licenze edilizie già rilasciate, anche in attuazione di piani di lottizzazione, prima della data di entrata in vigore della presente legge, purché i lavori siano completati entro quattro anni dalla stessa data, cosi’ da rendere gli edifici abitabili o agibili. Per la parte non completata entro tale termine dovrà essere richiesta la concessione.
Fermi restando gli oneri di urbanizzazione, la quota di cui all’articolo 6 riguardante il costo di costruzione:
Le disposizioni del precedente comma non si applicano qualora le istanze non siano corredate dagli atti, documenti ed elaborati previsti dalle vigenti norme urbanistico-edilizie ovvero i progetti presentati vengano assoggettati a varianti essenziali su richiesta del concessionario prodotta oltre i termini su indicati.
In ordine alle istanze di cui al secondo comma la concessione con i benefici ivi previsti non può essere data dopo un anno dalla presentazione delle istanze stesse, salvo che sia successivamente intervenuta decisione di annullamento del silenzio-rifiuto o di un provvedimento negativo emesso dal comune.
I lavori oggetto delle concessioni di cui sopra debbono essere completati entro tre anni dalla data di rilascio, cosi’ da rendere gli edifici abitabili o agibili.
In caso di mancato completamento delle opere entro il termine su indicato, il concessionario è tenuto al pagamento di una sanzione pari al doppio del contributo di concessione dovuto per la parte dell’opera non ultimata.
Per i piani di lottizzazione convenzionata di cui all’articolo 8 della legge 6 agosto 1967, n. 765, già approvati, restano fermi gli oneri di urbanizzazione convenzionata. Il rilascio delle singole concessioni è subordinato soltanto al pagamento della quota del costo di costruzione, secondo le norme della presente legge.
Art. 19. – Le disposizioni di cui al precedente articolo 14, in materia di determinazione dell’indennità di espropriazione e di occupazione, non si applicano ai procedimenti in corso se la liquidazione dell’indennità predetta sia divenuta definitiva o non impugnabile o definita con sentenza passata in giudicato alla data di entrata in vigore della presente legge.
Fino all’insediamento delle commissioni di cui all’articolo 14, le competenze attribuite a queste sono svolte dall’ufficio tecnico erariale, il quale applica i criteri previsti dalla presente legge per la determinazione dell’indennità di espropriazione e di occupazione.
Art. 20. – (Norme tributarie)
Ai provvedimenti, alle convenzioni e agli atti d’obbligo previsti dalla presente legge si applica il trattamento tributario di cui all’articolo 32, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601.
Art. 21. – (Disposizioni finali)
Restano altresi’ in vigore le norme della legge urbanistica 17
agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni ed integrazioni, semprechè non siano incompatibili con quelle della presente legge ed intendendosi la espressione “licenza edilizia” sostituita dall’espressione “concessione”.
Data a Roma, addi’ 28 gennaio 1977
ANDREOTTI – GULLOTTI –
COSSIGA – BONIFACIO –
MORLINO – PANDOLFI –
STAMMATI – MARCORA –

References: Art. 1

Art. 2
 articolo 35

Art. 3

Art. 4

Art. 5
 articolo 3

Art. 6
 articolo 3

Art. 7
 articolo 3
 articolo 8
 articolo 8

Art. 8
 articolo 7
 articolo 6

Art. 9
 articolo 3
 articolo 5

Art. 10
 articolo 5
 articolo 5
 articolo 9

Art. 11
 articolo 5
 articolo 6

Art. 12
 articolo 13

Art. 13
 articolo 9

Art. 14
in fine

Art. 15

Art. 16

Art. 17
 articolo 15

Art. 18

Art. 19
 articolo 14
 sentenza 

Art. 20

Art. 21