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Timestamp: 2020-07-07 20:00:53+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 5181 del 04/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5181 del 04/03/2011
Cassazione civile sez. un., 04/03/2011, (ud. 15/02/2011, dep. 04/03/2011), n.5181
PROVINCIA DI VICENZA, A.G.;
1321/2005 del TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE di VENEZIA;
udito l’avvocato Emanuele MIO per delega dell’avvocato Luisa Londei;
L’Impresa individuale AUTOSERVIZI A.G. ha gestito e gestisce servizio di pubblico autotrasporto nell’ambito provinciale della Regione Veneto, per il periodo dal 1996 al 2000 in base ad un atto di concessione adottato ai sensi della L.R. Veneto n. 54 del 1985 (ed alla stregua del disposto della Legge Quadro Statale n. 161 del 1981) e per il periodo dal 2000 al 2006 in forza di un contratto di servizio stipulato con la Provincia in base alla L.R. n. 25 del 1998 (attuativa del disposto del D.Lgs. n. 422 del 1997).
L’Impresa ha quindi chiesto al TAR per il Veneto di determinare le compensazioni alla stessa spettanti alla stregua degli obblighi di servizio assunti prima come concessionaria, destinataria di contributi, e poi come contraente del contratto di servizio, anche previa invalidazione delle clausole del contratto stipulate in violazione del suo diritto alla revisione dei prezzi, e comunque di determinare aggiuntivamente ed ai sensi dell’art. 2041 c,c. l’utile di impresa e i costi generali (nel 10% dei contributi erogandi). La Regione Veneto si è costituita difendendosi nel merito e, per quel che rileva, in limine eccependo la carenza di giurisdizione del G.A. e quindi, con atto dei 29.04.2010, proponendo ricorso per regolamento di giurisdizione. Nel ricorso per regolamento la Regione ha premesso che la controversia radicata innanzi al TAR in realtà conteneva una pretesa correlata ad importi del finanziamento pubblico al settore dell’autotrasporto; ha quindi osservato che, nel regime di cui alla L.R. n. 54 del 1985 attuativo della Legge Statale n. 151 del 1981, la determinazione dei contributi erogandi era correlata alla disponibilità di finanziamenti adeguati e che il ricorso metteva in dubbio la loro accettabilità, dovendo di contro prevalere il disposto del reg. CEE 1191/69; ha anche soggiunto che, per il periodo dal 2001 al 2006 di efficacia del contratto di servizio, la pretesa di disapplicare le disposizioni contrattuali per dare ingresso a dati di compensazione direttamente rivenienti dal reg. CEE 1191/69 escludeva alcuna ipotesi di giurisdizione amministrativa; ha quindi osservato che la inerenza della domanda di revisione dei prezzi ad un contratto di servizio e la sua esclusione esplicita dalla applicazione della revisione prezzi per i pubblici appalti, facevano ritenere anche tale domanda appartenente alla cognizione del G.O.; ha quindi affermato che per la domanda di nullità del contratto di servizio per previsione di compensazioni contra legem, essa, difettando la P.A. di alcun potere autoritativo e neanche operando l’attrazione per connessione con la materia dei vizi della aggiudicazione, non poteva che spettare al G.O.; ha concluso affermando che pari sorte cognitiva meritava la domanda di cui all’art. 2041 c.c..
L’impresa di autoservizi dell’ A. non ha svolto difese.
L’intimata Provincia di Vicenza non ha svolto difese.
Il requirente P.G. nelle articolate richieste del 12.10.2010, premessa una ricostruzione del quadro normativo nazionale e regionale, ha argomentato dalla assenza di alcuna discrezionalità o valutazione di merito in sede di ripartizione ed erogazione dei contributi per dedurre la spettanza al G.O. delle controversie sulla erogazione di tali importi, tanto per il periodo di vigenza della concessione quanto per quello di applicazione del contratto di servizio. Ciò anche alla stregua dei recenti pronunziati delle S.U. con riguardo alla giurisdizione a conoscere delle domande analoghe degli esercenti l’autotrasporto nella Regione Calabria. Spettante al G.A. di contro sarebbe la cognizione delle pretese rivenienti dalla clausola di revisione prezzi.
La Regione ha depositato memoria finale, anche in relazione ai più recenti pronunziati della Corte regolatrice (sulla base dei quali il requirente ha oralmente modificato le proprie richieste, a suo avviso spettando al G.O. anche la controversia sulla “revisione prezzi”).
Il difensore ha illustrato oralmente le difese.
Il Collegio ritiene di dover dare continuità all’indirizzo formulato – quanto alla individuazione del giudice munito di giurisdizione – in controversie afferenti i contributi all’autotrasporto della Regione Calabria, dalle sentenze 13338 e 22621 del 2010 di queste Sezioni Unite, in tali pronunziati, emessi in sede di esame delle questioni di giurisdizione ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 1, essendo stati adottati argomenti assai di recente ribaditi ed in parte qua specificati, proprio con riguardo alle pretese di alcune imprese esercenti l’autotrasporto nella Regione Veneto, dalle ordinanze da 397 a 400 del 2011 adottate in sede di regolamento di giurisdizione.
E tanto e sentenze del 2010 quanto le assai recenti ordinanze del 2011 hanno preso le mosse dal principio posto, in piena continuità con i precedenti pronunziati (in particolare n. 15216 del 2006, n. 12372 del 2008 e n. 3685 del 2009), dalla sentenza n. 27618 del 2008 delle S.U. di questa Corte che ha individuato il presupposto della insorgenza della giurisdizione nella inesistenza di una discrezionalità amministrativa nella determinazione della entità del credito controverso alla stregua dei criteri tecnici posti dalle successivi L.R. Calabria n. 7 del 1982, L.R. Calabria n. 22 del 1983, L.R. Calabria n. 12 del 1997 e L.R. Calabria n. 14 del 2000.
La complessità della diversa normativa regionale veneta obbliga, peraltro , ad una puntuale correlazione degli argomenti di cui sopra a detta disciplina, alla stregua di quanto fatto dalle più recenti pronunzie rese nel 2011 proprio in relazione ad essa.
Ad avviso del Collegio, che in tal modo ritiene di integrare l’iter argomentativo seguito dalla pronunzia del 2008 di queste Eiezioni Unite, il procedimento legale determinativo del contributo spettante a ciascuna impresa esercente l’autotrasporto in concessione nella Regione Veneto, vuoi regolato dalle norme individuatrici del contributo sulla base di criteri “forfetari” e predeterminati per tutte le imprese vuoi rimodulato alla stregua del criterio della compensazione a consuntivo per ciascun gestore del contratto di servizio, non comporta alcuna valutazione degli interessi in gioco si che solo con la sua conclusione possa predicarsi la sostituzione dell’interesse pretensivo con il diritto soggettivo.
Sia le vecchie sia le nuove norme, e pervero in conformità alle norme poste dal richiamato reg. CEE 1191/1969 che all’art. 11, commi 1 e 2 impone la erogazione di compensazioni a copertura degli extracosti propri dell’autotrasportatore gravato da “obblighi di servizio”, regolano condizioni oggettive e momenti di mero accertamento conclusi dalla individuazione del contributo o della compensazione all’esito di un confronto finale tra risorse in bilancio e disavanzo di ciascun beneficiario. Nè la soluzione da attingere in punto di giurisdizione sui contributi da erogare, con riguardo alla vicenda normativa sottoposta, presenta alcun profilo di originalità nella giurisprudenza di queste Sezioni Unite, sol che si rammenti la soluzione data, in tema di contributo di cui al D.L. n. 367 del 1990, art. 2 comma 2, conv. in L. n. 31 del 1991, tra le altre da S.U. n. 12727 del 2005.
Altro è, infatti, che il diritto soggettivo possa scaturire all’esito di un procedimento di accertamento delle condizioni legali di sua insorgenza (il disavanzo standardizzato di cui alla L.R. Veneto n. 54 del 1985, art. 24 attuativa del disposto della Legge Quadro n. 151 del 1981, art. 6, lett. c), o l’importo di compensazione a consuntivo di cui alla L.R. Veneto n. 25 del 1998, art. 30, comma 1, art. 31, comma 1, lett. H, attuativa del disposto della Legge Delegata Nazionale n. 422 del 1997, art. 19, comma 3, lett. E e comma 4), tanto essendo sufficiente a radicare la giurisdizione del giudice ordinario le volte in cui non siano ravvisagli nel procedimento di accertamento momenti di ponderazione comparativa degli interessi privati e pubblici in gioco.
della L.R. n. 54 del 1985, art. 24 ed della L.R. n. 25 del 1998, art. 31, lett. M) è del resto inderogabilmente correlata alla provvista regionale, a sua volta frutto della assegnazione dal Fondo Nazionale (L. n. 151 del 1981, art. 9, comma 8 ed D.Lgs. n. 422 del 1997, art. 20), ed alla ripartizione che la Regione annualmente effettua (L.R. n. 54 del 1985, art. 24, comma 2 ed L.R. n. 25 del 1998, art 32, comma 1), in tal guisa emergendo l’esistenza di un tetto alla erogabilità delle vecchie e nuove “compensazioni” oggetti va mente costituito – come d’obbligo trattandosi di erogazione di contributi pubblici – dalle risorse finanziarie disponibili ed impegnate.
Nè a diverse conclusioni è lecito pervenire in relazione al periodo in tesi regolato dal contratto di servizio, contratto contenente previsione di compensazioni correlate alle disponibilità accreditate alla Regione (L.R. Veneto n. 25 del 1998, art. 32, comma 1) e finalizzate ad attuare le erogazioni di cui al D.Lgs. 422 del 1997, art. 3, lett. E. Ebbene anche con riguardo a tali corrispettivi la contestazione, limitata ai presupposti di erogazione e non attingente la struttura della convenzione, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinano, come, in relazione alle controversie sulla entità dei corrispettivi nelle convenzioni-contratto, ripetutamente affermato da queste Sezioni Unite (tra le ultime n. 24785 e n. 27333 del 2008, n. 8113 del 2009, n. 14126 del 2010). E con riguardo alla determinazione di detti corrispettivi non si scorge la plausibilità della ipotesi delle “scelte di composizione tariffaria” per accreditare la tesi della discrezionalità amministrativa stante il difetto di una esplicita previsione contrattuale: nell’ipotesi di un deficit di regolamentazione del contratto di servizio rispetto ai contenuti precettivi della L.R. Veneto n. 25 del 1998, art. 31, comma 1, lett. G ed H non vi è spazio alcuno per l’imposizione di clausole da parte della P.A., questa essendo facoltà semmai situata “a monte” del contratto e destinata a riempirne le clausole convenute; e pertanto, quand’anche la clausola del contratto non fosse stata in tal guisa e come previsto determinata, resterebbe solo la facoltà di liquidare il “vecchio” contributo correlato al disavanzo standardizzato, nell’una e nell’altra ipotesi non ponendosi problemi di valutazione ma solo di determinazione del contributo o della “compensazione” spettante.
Quanto alla possibilità, oggetto di autonoma domanda, che la pretesa a maggiori compensazioni sia correlata ad un meccanismo di revisione dei prezzi sulla quale è attribuito il sindacato alla giurisdizione esclusiva del G.A. (S.U. 9152 del 2009), essa appare recisamente da escludere. Anche a tacere del rilievo fatto da S.U. 398 del 2011 citata per il quale, per gli appalti in materia di autotrasporto mediante autobus, non si potevano applicare le vecchie norme (disciplinanti la revisione prezzi), perchè abrogate, nè quelle di cui al D.Lgs. n. 163 del 2006 art. 244, data l’esclusione posta dall’art. 23, si può affermare, più radicalmente, che nella previsione della L.R. n. 25 del 1998, art. 31, comma 1, lett. H e J e art. 32, comma 1 attuative del D.Lgs. n. 422 del 1997, art. 19, comma 4 non sia presente alcuna ipotesi di ordinaria revisione prezzi. Si tratta infatti solo di un meccanismo predeterminato su base convenzionale diretto alla integrazione del contributo rientrante nel sistema annuale di finanziamento (art. 32, comma 1 cit.), un meccanismo operante attraverso la predeterminazione convenzionale della erogazione di (maggiori) compensazioni a consuntivo, in ipotesi previste e regolate dai contraenti, e che nulla ha a che vedere con la revisione prezzi nei contratti ad esecuzione continuata o periodica per la quale, come anche di recente rammentato da questa Corte (S.U. 16285 del 2010) è stata statuita la giurisdizione esclusiva del G.A. nelle ipotesi di assenza di un atto ricognitivo del diritto (del D.Lgs. n. 163 del 2006, art. 115 e art. 244, comma 3 – D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 133, comma 2, lett. E).
Conclusivamente deve essere dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario e pertanto disposta la rimessione delle parti innanzi al Tribunale competente. La proposizione del ricorso per regolamento in epoca di poco precedente la prima decisione di queste Sezioni Unite – che ha affrontato con peculiare approccio la questione della giurisdizione sulle domande di contributo all’autotrasporto regionale – giustifica la decisione di compensare le spese del proposto regolamento, restando pertanto irripetibili quelle sostenute dalla ricorrente Regione.
Dichiara la giurisdizione del giudice ordinario e rimette le parti innanzi al tribunale ordinario competente; compensa per intero le spese del regolamento.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 24
 art. 6
 art. 30
 art. 31
 art. 19
 art. 24
 art. 31
 art. 9
 art. 20
 art. 24
 art. 32
 art. 3
 art. 31
 art. 244
 art. 31
 art. 32
 art. 19
 art. 115
 art. 244
 art. 133