Source: https://www.avvocatomatteomami.it/assegno-divorzile/
Timestamp: 2020-04-01 14:54:52+00:00

Document:
Ciò è giustificato dal fatto che l’instaurazione di una nuova famiglia interrompe ogni collegamento con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa unione coniugale e, dunque, fa venir meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge.
Il diritto all’assegno divorzile non rimane solo sospeso finché dura il nuovo rapporto familiare, ma cessa definitivamente, pertanto, anche in caso di conclusione dello stesso, l’altro coniuge deve considerarsi ormai definitivamente esonerato dall’obbligo di corrispondere l’assegno divorzile.
Infatti la formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ex art. 2 Cost., come formazione stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell’individuo – è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà post – matrimoniale con l’altro coniuge.
Ordinanza 29 settembre 2016, n. 19345
a) Nullità della sentenza per vizio di extra petizione a cagione di difetto di corrispondenza tra chiesto e pronunciato nonché per violazione de/ giudicato interno formatosi, nell’assenza di impugnazione, sull’astratta spettanza dell’assegno divorzile – violazione dell’art. 112 c.p.c. e art. 329 c.p.c. , comma 2, nonché art. 2909 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c. , n. 4 e all’art. 360 c.p.c. , n. 3.
b) Violazione della L. n. 898 del 1970, art. 5,m in relazione all’art. 360 c.p.c. , n. 3, – nullità della sentenza per omessa pronuncia sui motivi di cui ai nn. 2/b e 3 dell’atto di appello in relazione all’art. 360 c.p.c. , n. 4, nonché all’art. 112 c.p.c.
c) Violazione della L. n. 898 del 1970, art. 5, – omesso esame circa la sussistenza di una “famiglia di fatto”, fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto tra le parti in relazione all’art. 360 c.p.c. , nn. 3 e 5, – violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. e art. 2697 c.c. , con riguardo all’art. 2700 c.c. e alla L. n. 1228 del 1954, art. 1, in relazione all’art. 360 c.p.c. , nn. 3 e 5, per aver denegato qualsiasi dignità di prova alle dichiarazioni della ricorrente e alle prove documentate dotate di fede pubblica relativa alla sussistenza di mera convivenza (more uxorio) nonché della cessazione della convivenza; dimostrative dell’assenza di contributo della convivente, dell’indisponibilità di mezzi adeguati e dell’indigenza della ricorrente.
5. Il ricorso deve considerarsi infondato alla stregua della giurisprudenza di questa Corte (Cass. civ. sezione 1^ n. 6855 del 3 aprile 2015 e sez. 6^ – 1 n. 2466 dell’a febbraio 2016) secondo cui l’instaurazione di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore e il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale fa venire meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, cosicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Infatti la formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ex art. 2 Cost., come formazione stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell’individuo – è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà post – matrimoniale con l’altro coniuge, il quale deve considerarsi ormai definitivamente esonerato dall’obbligo di corrispondere l’assegno divorzile.
La Corte, letta la memoria difensiva della ricorrente, condivide la relazione sopra riportata e rileva inoltre, quanto al primo motivo di ricorso, che è da escludersi qualsiasi interesse all’impugnazione da parte di D.P.S. della sentenza di primo grado, mentre, quanto al terzo motivo, che il ricorso consiste in una contestazione della valutazione, compiuta dalla Corte di appello, del materiale probatorio, secondo un criterio logico e coerente quale l’attribuzione alla prolungata convivenza della P., e del figlio A. con il suo nuovo compagno del carattere di una nuova famiglia di fatto, valutazione questa che deve ritenersi prettamente di merito e incensurabile nel presente giudizio ai sensi del nuovo testo dell’art. 360 c.p.c. , n. 5;
Tags: Assegno divorzile, Corte di Cassazione, Divorzio, Ex-coniuge

References: art. 2
 sentenza 
 art. 329
 art. 2909
 art. 5
 sentenza 
 art. 5
 art. 2697
 art. 1
 art. 2
 sentenza