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Timestamp: 2019-05-22 08:44:07+00:00

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Pietro Ichino | I DANNI PER I CITTADINI DELL’INAMOVIBILITÀ DEI DIPENDENTI PUBBLICI
Cinque pagine estratte dal libro di Francesco Giavazzi e Giorgio Barbieri, I signori del tempo perso – I burocrati che frenano l’Italia e come provare a sconfiggerli, Longanesi, 2017, pp. 184, € 15 – Della sentenza della Corte Suprema della California sul caso Vergara vs. California avevamo dato notizia in questo sito nel giugno 2014 con l’articolo di Andrea Ichino, La protezione del professore incompetente sacrifica l’interesse degli studenti – In argomento v. anche, ultimamente, il mio articolo Licenziamenti nelle p.a.: un errore che può ancora essere evitato .
I nove ricorrenti
Nel 2012 nove studenti che frequentavano scuole pubbliche in diverse contee della California, appartenenti a minoranze etniche o a famiglie economicamente svantaggiate, depositarono, grazie all’aiuto della fondazione Students Matter, un ricorso in tribunale chiedendo che gli insegnanti delle scuole pubbliche meno meritevoli potessero essere licenziati. Il loro obiettivo, come si legge nelle carte processuali della causa «Vergara vs. California », era tutelare l’uguaglianza nell’accesso a una istruzione pubblica decente. Infatti, si sosteneva nel ricorso, se gli insegnanti sono inamovibili, gli studenti più svantaggiati hanno maggiori possibilità di trovarsi bloccati in corsi di qualità inferiore che li penalizzeranno per tutta la vita.
Students Matter è un’organizzazione americana no profit (il suo sito è studentsmatter.org) finanziata da alcuni imprenditori della Silicon Valley e dedicata al miglioramento dell’istruzione nelle scuole pubbliche degli Stati Uniti. L’organizzazione agisce attivando cause specifiche nei tribunali americani. Vergara vs. California è la causa più celebre vinta da Students Matter nel 2014.
Una manifestazione a sostegno dell’iniziativa
Le norme contro le quali gli studenti fecero ricorso erano tre articoli delle leggi che regolano l’impiego degli insegnanti nelle scuole pubbliche californiane: quelle relative al licenziamento, la regola cosiddetta LIFO (l’ultimo a entrare è il primo a uscire) che protegge gli insegnanti con maggiore anzianità rispetto a quelli assunti di recente, e le leggi che più in generale proteggono i dipendenti pubblici dello Stato. In particolare gli studenti contestavano una previsione del contratto degli insegnanti delle scuole pubbliche: la cosiddetta «tenure» (analoga alla nostra posizione di insegnante di «ruolo») che li protegge, salvo alcune eccezioni, dal licenziamento e ne determina promozioni e livelli salariali sulla base dell’anzianità e non dell’effettiva competenza. In California, per esempio, il periodo di prova degli insegnanti prima di diventare di ruolo dura solo 16 mesi, diversamente da altri Stati dove si rimane in prova dai 3 ai 5 anni. In California, inoltre, gli aumenti di stipendio sono legati soprattutto all’anzianità. Infine licenziare un insegnante impreparato o fannullone costa 250-450.000 dollari in più che in altri Stati. Non è sorprendente che ogni anno, in media, soltanto 2,2 insegnanti californiani vengano licenziati per demerito.
Il ricorso fu accolto in primo grado dal tribunale della contea di Los Angeles. La causa si chiuse in soli due anni. Nel 2014 il giudice decise che se il dipendente della Pubblica Amministrazione è inamovibile viene meno il principio di uguaglianza dei cittadini previsto dalla Costituzione. Ha anche stabilito che impedire il licenziamento di insegnanti incompetenti (il giudizio riguarda solo le scuole pubbliche) danneggia la qualità dell’istruzione offerta agli studenti, in particolare a quelli meno privilegiati, che vengono così privati di un diritto sancito dalla Costituzione.
Il criterio dell’anzianità solo nel 16% dei casi porta a risultati congruenti rispetto al criterio del risultato della prestazione
Durante il processo, Students Matter chiamò a testimoniare alcuni degli economisti più noti degli Stati Uniti, ad esempio Raj Chetty e Thomas Kane dell’università di Harvard. Essi osservarono che ogni anno un insegnante in California ha una possibilità su 125.000 di essere licenziato per incompetenza. Il lavoro di un insegnante californiano è quindi circa 3750 volte più sicuro di quello dei lavoratori del settore privato. Thomas Kane dimostrò poi che uno studente afroamericano di Los Angeles, cui capiti un insegnante con gravi carenze, perde l’equivalente di 1,08 mesi di apprendimento l’anno rispetto a uno studente bianco. Uno studente latino perde 1,55 mesi. Raj Chetty stimò che uno studente cui capiti uno di questi insegnanti mediocri perde 50.000 dollari di reddito nell’arco della sua vita lavorativa, rispetto a uno studente che abbia la fortuna di avere insegnanti migliori. Una classe con 28 alunni perde quindi 1,4 milioni di dollari nell’arco della sua vita lavorativa. Se il numero degli insegnanti incompetenti, fra i 275.000 insegnanti californiani, fosse il 3 per cento, ogni anno si accumulerebbe una perdita pari a 11,6 miliardi di dollari. Osservavano anche che uno studente afroamericano ha il 43 per cento di possibilità in più di uno bianco di avere un insegnante incompetente; uno studente latino il 68 per cento in più.
Questi numeri convinsero il giudice Rolf Michael Treu che un sistema così concepito non può che aumentare le disuguaglianze sociali. E citando nella sua sentenza lo storico caso Brown vs. Board of Education del 1954, con il quale la Corte suprema vietò la segregazione razziale nelle scuole, il giudice dichiarò incostituzionali le cinque norme che blindano la carriera di un insegnante californiano. «Se la sentenza del 1954 protesse il diritto fondamentale di tutti gli studenti all’eguaglianza dell’esperienza educativa», si legge nella sentenza, «questa applica lo stesso principio alla qualità dell’esperienza educativa. E’ infatti dubbio che ogni ragazzo possa ragionevolmente avere successo nella vita se gli sarà negata l’opportunità di una educazione. Questa opportunità, visto che lo Stato si è impegnato a fornirla, è un diritto che deve valere per tutti allo stesso modo». (Nel contesto europeo sarebbe interessante esplorare la possibilità di avviare simili azioni ricorrendo alla Corte di giustizia europea.)
Chi abbia avuto più di un insegnante che non insegnava è ben difficile che possa recuperare quel che ha perso
Il giudice Treu scrive anche, citando le testimonianze, che nelle aule delle scuole della California ci sono più di 8000 insegnanti poco preparati. Una popolazione, scrive, «che ha un impatto diretto, reale, apprezzabile e negativo su un numero significativo di studenti della California, adesso e anche in futuro per tutto il tempo che gli insegnanti restano al lavoro».
Commentando questa sentenza il settimanale The Economist scrive: «Il caso evidenzia una nuova tattica messa in campo da chi vuole riformare il sistema dell’istruzione: impostare il caso come una difesa dei diritti civili degli allievi non appare infatti come un attacco agli insegnanti, tanto che il provveditore delle scuole di Los Angeles, testimone per gli studenti, aveva paragonato la negazione di un’istruzione adeguata ai ragazzi delle minoranze etniche al rifiuto di servire il caffè nelle tavole calde agli studenti neri oltre 50 anni fa». In altre parole, l’esperienza degli studenti californiani ha dimostrato che per rimuovere i privilegi e le rendite dei dipendenti di una Pubblica Amministrazione non conviene presentare il caso come un attacco populista contro burocrati privilegiati. «Tutelare a ogni costo gli ignoranti può ledere le opportunità e i diritti dei cittadini»: questo è stato l’argomento vincente. Un altro esempio, dopo quello dell’imperatore Matsuhito, del successo di una strategia volta ad aggirare l’opposizione dei funzionari pubblici alle riforme – in quel caso i samurai, in questo gli insegnanti. Dovremo far tesoro di questi esempi quando, nell’ultimo capitolo del libro, ci chiederemo come disegnare riforme della Pubblica Amministrazione capaci di sopravvivere all’opposizione dei funzionari pubblici.
Nell’agosto del 2016, due anni dopo la sentenza del giudice Treu, la Corte suprema della California ha accolto l’appello presentato dai sindacati dei docenti annullando quella sentenza. Alla fine i ragazzi sono quindi stati sconfitti, ma la sentenza del giudice Treu potrebbe costituire un precedente storico.

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