Source: https://legislazionetecnica.it/rubrica/normativa-ue?page=1
Timestamp: 2020-07-13 04:35:50+00:00

Document:
Indice analitico EuroBLT n. 3/2012
Indice analitico EuroBLT n. 2/2012
Indice analitico EuroBLT n. 1/2012
FAST FIND : GP18028
Mancata sottoscrizione offerta tecnica
Appalti e contratti pubblici - Presentazione delle offerte - Omessa sottoscrizione dell’offerta tecnica dal professionista abilitato (geologo) - Conseguenze.
E' illegittima la previsione della lex specialis recante una espressa e diretta comminatoria di esclusione per il mero difetto di sottoscrizione di un documento costitutivo dell’offerta tecnica da parte di un tecnico (geologo iscritto al relativo albo), risultando la stessa irragionevole e sproporzionata rispetto al fine perseguito. Ed invero, l’esigenza sottesa alla previsione che impone la sottoscrizione del documento in questione, e cioè che l’offerta tecnica sia redatta e fatta propria, oltre che dal concorrente, da un professionista abilitato, a garanzia della bontà e correttezza tecnica delle soluzioni individuate, ben può essere soddisfatta comminando l’esclusione dell’operatore economico non per il mero estrinseco - e per molti versi accidentale - difetto di sottoscrizione del documento medesimo, ma all’esito dell’accertamento che il documento in questione non sia effettivamente stato elaborato da un tecnico abilitato.
FAST FIND : GP18027
Irreperibilità della pratica edilizia
Procedimenti amministrativi - Accesso agli atti - Irreperibilità della pratica - Diniego di accesso - Dimostrazione della oggettiva impossibilità di consentire il diritto di accesso - Necessità - Mancata indicazione puntuale delle ragioni concrete di tale impossibilità - Illegittimità del diniego.
Alla stregua del principio ad impossibilia nemo tenetur, anche nei procedimenti di accesso ai documenti amministrativi l’esercizio del relativo diritto non può che riguardare, per evidenti motivi di buon senso e ragionevolezza, i documenti esistenti e non anche quelli distrutti o comunque irreperibili, non essendo tuttavia sufficiente - al fine di dimostrare l’oggettiva impossibilità di consentire il diritto di accesso e quindi di sottrarsi agli obblighi tipicamente incombenti sull’amministrazione in base alla normativa primaria in tema di accesso - la mera e indimostrata affermazione in ordine all’indisponibilità degli atti quale mera conseguenza del tempo trascorso e delle modifiche organizzative medio tempore succedutesi, in quanto spetta all’Amministrazione destinataria dell’istanza di accesso l’indicazione, sotto la propria responsabilità, degli atti inesistenti o indisponibili che non è in grado di esibire, con l’obbligo di dare dettagliato conto delle ragioni concrete di tale impossibilità. In simili situazioni l’Amministrazione è tenuta ad eseguire con la massima accuratezza e diligenza sollecite ricerche per rinvenire i documenti chiesti in visione e a dare conto al privato delle ragioni dell’impossibilità di ricostruire gli atti mancanti, delle eventuali responsabilità connesse a tale mancanza (smarrimento, sottrazione, ecc.) e dell’adozione degli atti di natura archivistica che accertino lo smarrimento/irreperibilità in via definitiva dei documenti medesimi.
In senso conforme vedi TAR Lombardia-Milano sentenza 20/02/2020, n. 343.
FAST FIND : GP18026
Sent. Corte Cost. 06/07/2020, n. 134
G.U. 08/07/2020, n. 28
Giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 7, 8, 10, 22, 23 e 31 della legge della Regione Liguria 19 aprile 2019, n. 3, recante "Modifiche alla legge regionale 22 febbraio 1995, n. 12 (Riordino delle aree protette) e alla legge regionale 10 luglio 2009, n. 28 (Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione della biodiversità)".
1) dichiara inammissibile l’intervento dell’Associazione Verdi Ambiente e Società (VAS);
7) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 7, 10, 22 e 31 della legge della Regione Liguria n. 3 del 2019, promosse, in riferimento all’art. 97 della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe;
8) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 23 della legge della Regione Liguria n. 3 del 2019, che sostituisce l’art. 33 della legge della Regione Liguria n. 12 del 1995, promosse, in riferimento agli artt. 97 e 117, secondo comma, lettera s), Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe;
9) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 7 della legge della Regione Liguria n. 3 del 2019, nella parte in cui sostituisce l’art. 11, commi 4 e 5, della legge della Regione Liguria n. 12 del 1995, promossa, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe;
10) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 10 della legge della Regione Liguria n. 3 del 2019, nella parte in cui sostituisce l’art. 17, comma 6, della legge della Regione Liguria n. 12 del 1995, promossa, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe;
11) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 22 della legge della Regione Liguria n. 3 del 2019, nella parte in cui sostituisce l’art. 32, comma 3, della legge della Regione Liguria n. 12 del 1995, promossa, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe.
FAST FIND : GP18025
Sent. C. Giustizia UE 02/04/2020, n. C-567/18
G.U.U.E. C 06/07/2020, n. 222
Rinvio pregiudiziale - Marchio dell’Unione europea - Regolamento (CE) n. 207/2009 - Articolo 9 - Regolamento (UE) 2017/1001 - Articolo 9 - Diritti conferiti dal marchio - Uso - Stoccaggio di prodotti al fine di offrirli o di immetterli in commercio - Magazzinaggio in vista della spedizione di prodotti, venduti su un sito per il commercio on-line, che violano un diritto di marchio.
L’articolo 9, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio [dell’Unione europea], e l’articolo 9, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2017, sul marchio dell’Unione europea, devono essere interpretati nel senso che una persona che conservi per conto di un terzo prodotti che violano un diritto di marchio, senza essere a conoscenza di tale violazione, si deve ritenere che non stocchi tali prodotti ai fini della loro offerta o della loro immissione in commercio ai sensi delle succitate disposizioni, qualora non persegua essa stessa dette finalità.
FAST FIND : GP18024
Sent. C. Giustizia UE 19/03/2020, n. C-45/19
Rinvio pregiudiziale - Regolamento (CE) n. 1370/2007 - Servizi pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia - Articolo 8 - Regime transitorio - Articolo 8, paragrafo 3 - Scadenza dei contratti di servizio pubblico - Calcolo del periodo massimo fissato a 30 anni di durata - Determinazione della data a partire dalla quale il periodo massimo di 30 anni di durata inizia a decorrere.
L’articolo 8, paragrafo 3, secondo comma, seconda frase, del regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai servizi pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia e che abroga i regolamenti (CEE) n. 1191/69 e (CEE) n. 1107/70 del Consiglio, dev’essere interpretato nel senso che il periodo massimo di 30 anni di durata previsto da detta disposizione per i contratti di cui all’articolo 8, paragrafo 3, primo comma, lettera b), del medesimo regolamento, inizia a decorrere dal giorno in cui è entrato in vigore detto regolamento.
FAST FIND : GP18023
Clausole abusive nei contratti stipulati con il condominio
Sent. C. Giustizia UE 02/04/2020, n. C-329/19
Rinvio pregiudiziale - Tutela dei consumatori - Direttiva 93/13/CEE - Clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori - Articolo 1, paragrafo 1 - Articolo 2, lettera b) - Nozione di “consumatore” - Condominio.
FAST FIND : GP18022
Decorrenza del termine per impugnare l’aggiudicazione della gara
Appalti e contratti pubblici - Processo amministrativo - Aggiudicazione - Termine per l’impugnazione - Dies a quo - Individuazione.
Il termine per l’impugnazione dell’aggiudicazione decorre dalla pubblicazione generalizzata degli atti di gara, tra cui devono comprendersi anche i verbali di gara, ivi comprese le operazioni tutte e le valutazioni operate dalle commissioni di gara delle offerte presentate, in coerenza con la previsione contenuta nell’art. 29, d.lgs. n. 50 del 2016. La pubblicazione degli atti di gara, con i relativi eventuali allegati, ex art. 29 del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50, è idonea a far decorrere il termine di impugnazione. Sono idonee a far decorrere il termine per l’impugnazione dell’atto di aggiudicazione anche le forme di comunicazione e di pubblicità individuate nel bando di gara ed accettate dai partecipanti alla gara, purché gli atti siano comunicati o pubblicati unitamente ai relativi allegati.
Appalti e contratti pubblici - Processo amministrativo - Aggiudicazione - Termine per l'impugnazione - Informazioni - Accesso agli atti di gara - Proposizione di ricorso principale - Motivi aggiunti - Ammissibilità.
Le informazioni previste, d’ufficio o a richiesta, dall’art. 76 del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50, nella parte in cui consentono di avere ulteriori elementi per apprezzare i vizi già individuati ovvero per accertarne altri, consentono la proposizione non solo dei motivi aggiunti, ma anche di un ricorso principale; la proposizione dell’istanza di accesso agli atti di gara comporta la ‘dilazione temporale’ quando i motivi di ricorso conseguano alla conoscenza dei documenti che completano l’offerta dell’aggiudicatario ovvero delle giustificazioni rese nell’ambito del procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta.
La stipulazione di un contratto preliminare di preliminare, ossia di un accordo in virtù del quale le parti si obblighino a concludere un successivo contratto che preveda anche solamente effetti obbligatori (e con l'esclusione dell'esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento) è valido ed efficace, e dunque non è nullo per difetto di causa, ove sia configurabile un interesse delle parti, meritevole di tutela, ad una formazione progressiva del contratto, fondata su una differenziazione dei contenuti negoziali, e sia identificabile la più ristretta area del regolamento di interessi coperta dal vincolo negoziale originato dal primo preliminare.
Ordine di demolizione per opere soggette a SCIA
Il rifacimento della pavimentazione esterna può rientrare tra gli interventi di manutenzione che non necessitano del permesso di costruire e che pertanto non possono essere sanzionati con la demolizione. Peraltro, al di là della considerazione che la pavimentazione esterna sia o meno compresa nel concetto di manutenzione, sono comunque riconducibili ad attività edilizia libera le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni (lett. e-ter, dell’art. 6, comma 1, D.P.R. 380/2001) e il rifacimento e/o sostituzione della pavimentazione esterna pertinenziale (D. Min. Infrastrutture e Trasp. 02/03/2018).
È illegittima la sanzione demolitoria irrogata in luogo di quella pecuniaria ex art. 37, D.P.R. 380/2001 a fronte della realizzazione di opere che, considerata la modesta consistenza, appaiono rientrare tra gli interventi soggetti a SCIA. Ed infatti per gli interventi realizzati in violazione del regime di denuncia (o segnalazione) di attività, ai sensi dell’art. 37, comma 1, del D.P.R. 380/2001, l’amministrazione può comminare unicamente una sanzione pecuniaria e non anche la demolizione delle opere, salvo i casi ivi previsti.
Sul tema vedi anche TAR. Campania Salerno 27/11/2019, n. 2116.
FAST FIND : GP18017
Cessione di cubatura - Requisito della vicinanza dei fondi
Sent. TAR. Puglia Lecce 28/05/2020, n. 566
Edilizia e immobili - Titoli abilitativi - Cessione di cubatura - Requisito della contiguità dei fondi - Effettiva e significativa vicinanza - Necessità.
La cessione di cubatura può avvenire tra suoli che, oltre ad avere la medesima destinazione urbanistica, risultino “quanto meno dotati del requisito della reciproca prossimità”, inteso quale elemento strutturale minimo della cessione di cubatura, che deve necessariamente sussistere, ed essere in concreto riscontrato, per consentire l’accorpamento dei suoli senza stravolgere l’assetto del territorio concepito dagli strumenti della pianificazione urbanistica. Ne deriva che al requisito della omogeneità della destinazione urbanistica deve accompagnarsi l’ulteriore requisito della “vicinanza” tra i suoli, che deve essere opportunamente declinato, non già in senso rigido ed astratto, ma ad un livello più concreto e dinamico, tenuto conto delle caratteristiche morfologiche dell’area interessata dall’intervento, delle sue dimensioni e delle relative esigenze urbanistiche, al precipuo scopo di addivenire alla verifica della “dipendenza dei fondi dalle medesime strutture di urbanizzazione” ed all’accertamento della “non alterazione del carico urbanistico per effetto del trasferimento”.
Sul tema vedi anche C. Cass. pen. 22/10/2019, n. 43253.

References: sentenza 
 Articolo 9
 Articolo 9
 Articolo 8
 Articolo 8
 Articolo 1
 Articolo 2
 art. 29
 art. 37
 Cass.