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PREMESSO CHE: Autorità di bacino Alto Adriatico Comitato Istituzionale - delibera n. 4/ Pagina 2 - PDF
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1 DELIBERA N. 4 Seduta del 21 dicembre 2010 OGGETTO: Adozione del Piano stralcio per l assetto idrogeologico del bacino del fiume Livenza. IL COMITATO ISTITUZIONALE VISTO il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 recante Norme in materia ambientale e s.m.i. ed in particolare gli articoli 53-72, relativi alla parte III; VISTO l art. 170, comma 2-bis, così come, da ultimo, modificato dall art. 1 del D.L. 30 dicembre 2008, n. 208, recante Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente convertito, con modificazioni, nella L. 27 febbraio 2009 n. 13 che ha previsto la proroga delle Autorità di bacino di cui alla L. 18 maggio 1989, n. 183, stabilendo che fino alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono fatti salvi gli atti posti in essere dalle Autorità di bacino di cui al presente articolo dal 30 aprile VISTO il comma 11 del medesimo art. 170 ai sensi del quale Fino all emanazione di corrispondenti atti adottati in attuazione della parte III del presente decreto, restano validi ed efficaci i provvedimenti e gli atti emanati in attuazione delle disposizioni di legge abrogate dall articolo 175 ; VISTA la L. 7 agosto 1990, n. 241 e s.m.i. ed in particolare l art. 8, comma 2, lettera d) ed il comma 3, l art. 21-bis e l art. 26; VISTO il D.P.C.M. 10 agosto 1989 recante Costituzione dell Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta- Bacchiglione ; VISTO il D.P.R recante la delimitazione del bacino idrografico di rilievo nazionale del Livenza; VISTO il D.P.C.M. 29 settembre 1998 contenente indirizzi e criteri per l'individuazione e la perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico per le quali prevedere misure di salvaguardia; VISTO il decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 1998, n. 267; VISTO il decreto-legge 13 maggio 1999, n. 132, coordinato con la legge di conversione 13 luglio 1999, n. 226; VISTO il decreto legge 12 ottobre 2000, n. 279, coordinato con la legge di conversione 11 dicembre 2000, n. 365; Autorità di bacino Alto Adriatico Comitato Istituzionale - delibera n. 4/ Pagina 1
2 VISTO il comma 2 del suddetto art. 170 secondo il quale Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1 del decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 dicembre 2000, n. 365, i riferimenti in esso contenuti all'articolo 1 del decretolegge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, devono intendersi riferiti all'articolo 66 del presente decreto; i riferimenti alla legge 18 maggio 1989, n. 183, devono intendersi riferiti alla sezione prima della parte terza del presente decreto, ove compatibili. ; CONSIDERATO CHE il Comitato Istituzionale: - con delibera n. 2 del 25 febbraio 2003, ha adottato il Progetto di Piano stralcio per l assetto idrogeologico del bacino del fiume Livenza (PAIL) ; - con delibera n. 3 del 25 febbraio 2003, ha adottato anche le misure di salvaguardia relative al sopraccitato Progetto di Piano stralcio per l assetto idrogeologico e al Piano per la sicurezza idraulica del Livenza sottobacino del Cellina-Meduna ; - con delibera n. 1 del , ha adottato il Progetto di Piano stralcio per l assetto idrogeologico del bacino del Livenza Pericolosità da valanga e le relative misure di salvaguardia; PREMESSO CHE: - con delibera n. 8 del 10 novembre 1999, il Comitato Istituzionale ha approvato il Piano straordinario diretto a rimuovere le situazioni a rischio idrogeologico molto elevato nei bacini di rilievo nazionale di competenza, ed ha adottato le misure temporanee di salvaguardia per le aree perimetrate a rischio; - il Comitato istituzionale, con delibera n. 2 del 25 febbraio 2003, ha adottato il Progetto di Piano stralcio per l assetto idrogeologico del bacino del fiume Livenza, ai sensi dell articolo 1, comma 1, del decreto legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 1998, n. 267; - ai sensi del comma 3 dell art. 18 della legge 18 maggio 1989, n. 183 è stata data notizia dell adozione del Progetto di piano stralcio di che trattasi nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del 6 maggio 2003, nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto n. 50 del 23 maggio 2003 e nel Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia n. 20 del 14 maggio 2003, con le precisazioni previste dal succitato articolo; - con deliberazione n. 44/CR di data 6 aprile 2004, la Giunta regionale del Veneto ha adottato la proposta di parere regionale sul Progetto di piano in argomento, trasmettendolo al Consiglio regionale per l espressione del parere; - in ottemperanza a quanto previsto dall art. 1-bis del citato D.L. 279/2000, la Regione del Veneto ha tenuto la conferenza programmatica, per il territorio di competenza, in data 28 settembre 2004; - con delibera n. 19 del 27 febbraio 2007 il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il parere sul Progetto di piano in argomento, contenente, tra l altro, le proprie controdeduzioni alle osservazioni e l esito della conferenza programmatica; - con deliberazione n del 15 settembre 2006 la Giunta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha incaricato l Assessore all ambiente e lavori pubblici di provvedere alla convocazione della conferenza programmatica per il territorio di competenza e di presentare, nella stessa sede, le proposte di modifica al piano in argomento formulate dagli uffici regionali, anche integrate con le osservazioni pervenute dagli enti locali; Autorità di bacino Alto Adriatico Comitato Istituzionale - delibera n. 4/ Pagina 2
3 - in ottemperanza a quanto previsto dall art. 68 del citato D.Lgs. 152/2006, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha articolato la conferenza programmatica, per il territorio di competenza, in due distinte sedute, di cui la prima tenutasi in data 27 novembre 2006 e la seconda in data 8 maggio 2007; - che con delibera di generalità n del 8 giugno 2007 la Giunta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha preso atto del parere della conferenza programmatica, che recepisce le proposte dell amministrazione regionale e quelle, qualora diverse, degli enti locali; - che con delibera n. 7 del 5 ottobre 2004 il Comitato istituzionale ha provveduto alla ratifica dei decreti segretariali n. 21/2004, 22/2004, 24/2004, 27/2004, 28/2004 aventi per oggetto aggiornamenti del piano in argomento a seguito di studi ed interventi, giusta disposizione dell art. 6 delle norme di attuazione; - che con delibera n. 2 del 26 luglio 2005 il Comitato istituzionale ha provveduto alla ratifica dei decreti segretariali n. 25/2004, 5/2005, 6/2005 aventi per oggetto aggiornamenti del piano in argomento a seguito di studi ed interventi, giusta disposizione dell art. 6 delle norme di attuazione; - che con delibera n. 2 del 19 giugno 2007 il Comitato istituzionale ha provveduto alla ratifica dei decreti segretariali n. 17/2006, 13/2007, 16/2006, 3/2007, 1/2006, 31/2006, 29/2006 aventi per oggetto aggiornamenti del piano in argomento a seguito di studi ed interventi, giusta disposizione dell art. 6 delle norme di attuazione; - che con decreto segretariale n. 3 del , il Segretario generale ha approvato l aggiornamento del piano in argomento riguardante i Comuni di Pasiano e Prata di Pordenone; CONSIDERATO che il "Piano stralcio per l assetto idrogeologico del bacino idrografico del Livenza elaborato dal Comitato Tecnico, recepisce le conoscenze attualmente disponibili relative agli studi sulla sicurezza idraulica e geologica eseguite dalla Segreteria Tecnica, dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Regione Veneto; CONSIDERATO che tale piano è costituito, secondo le indicazioni del D.P.R. 18 luglio 1995: - da una Relazione generale costituita dalle fasi conoscitiva, propositiva e programmatica, che illustra, tra l altro, il sistema delle conoscenze disponibili, le metodologie utilizzate e le analisi effettuate nella definizione delle diverse classi di pericolosità e di rischio, il quadro degli interventi di mitigazione ed il relativo fabbisogno economico; - dalla cartografia con la perimetrazione delle aree pericolose ovvero a rischio; - dalle norme di attuazione; CONSIDERATA la necessità di realizzare un quadro omologato di conoscenze tra i diversi livelli istituzionali a cui compete la previsione ed il controllo del rischio idraulico e idrogeologico; CONSIDERATO che in relazione a quanto previsto dall' Atto di indirizzo e coordinamento di cui al D.P.C.M. 29 settembre 1998 le indicazioni del Piano in esame vanno intese come suscettibili di revisione e perfezionamento, a causa delle attuali carenze conoscitive della dinamica evolutiva dei versanti. E ciò non solo dal punto di vista della metodologia di individuazione dei possibili comportamenti dei fenomeni riconosciuti (quiescenti ma riattivabili), e prevalentemente oggetto di interpretazione, ma anche, delle metodologie di perimetrazione del territorio potenzialmente interessato e quindi della Autorità di bacino Alto Adriatico Comitato Istituzionale - delibera n. 4/ Pagina 3
4 conseguente classificazione delle aree pericolose e delle aree a rischio; CONSIDERATO che allo stato attuale sono in via di completamento gli iter di adozione definitiva dei PAI riguardanti i bacini dell Isonzo, Tagliamento, Piave e Brenta-Bacchiglione; RITENUTO opportuno, su proposta del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, reintrodurre all art. 6 (Aggiornamento del piano a seguito di studi ed interventi) delle Norme di Attuazione, la partecipazione dei comuni territorialmente interessati all iter di approvazione delle varianti di aggiornamento del PAIL, ripristinando la formulazione testuale del Progetto di PAIL, adottato dal Comitato Istituzionale nella seduta del , nell attesa dell ormai imminente completamento degli iter approvativi dei P.A.I. dei bacini Isonzo, Tagliamento, Piave e Brenta-Bacchiglione e della inevitabile attività di armonizzazione della normativa per tutti i bacini di competenza che seguirà; VISTO il parere favorevole espresso dal Comitato Tecnico nella seduta del 19 febbraio 2003, sui contenuti del Progetto di piano di cui all oggetto, che recepisce le proposte della Regione Veneto e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in merito alla identificazione dei fenomeni di pericolosità idraulica e geologica, così come dedotto dalle conoscenze attualmente disponibili; VISTA la delibera del Consiglio Regionale del Veneto n. 19 del 27 febbraio 2007; VISTA la delibera di generalità della Giunta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia n del 8 giugno 2007; VISTI i pareri del Comitato tecnico n. 4 del , n. 9 del , n. 12 del , n. 14 del e n. 27 del ; VISTO l art. 3, comma 6 dell Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 novembre 2010, n. 3906, pubblicata nella G.U. n. 272 del 20 novembre 2010, per cui le misure di salvaguardia del PAI del bacino idrografico del Livenza, adottate con delibera n. 3/2003, continuano ad applicarsi sino al completamento degli iter di adozione dei Piani corrispondenti e comunque per un periodo non superiore a dodici mesi dalla data di pubblicazione; D E L I B E R A Articolo 1 1. In conformità con quanto prescritto dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, e s.m.i., e dal D. Lgs. 152/2006, parte III, tenuto conto delle determinazioni della conferenze programmatiche della Regione del Veneto e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è adottato il "Piano stralcio per l assetto idrogeologico del bacino del fiume Livenza elaborato dal Comitato tecnico dell Autorità di bacino, con la prescrizione di cui al seguente punto In attesa dell adozione definitiva dei P.A.I. dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Piave, Brenta-Bacchiglione e conseguente attività di armonizzazione della normativa dei PAI di tutti i bacini di competenza, è confermato il testo dell art. 6 delle Norme di Attuazione (Aggiornamento del piano a seguito di studi ed interventi) nella formulazione del Progetto di PAIL adottato dal Comitato Istituzionale nella seduta del Autorità di bacino Alto Adriatico Comitato Istituzionale - delibera n. 4/ Pagina 4
5 3. Il piano, allegato alla presente delibera di cui costituisce parte integrante, è costituito dai seguenti elaborati: - relazione, articolata in: - fase conoscitiva; - fase propositiva; - fase programmatica; - norme di attuazione; - bibliografia; - elaborati cartografici riguardanti: - gli allagamenti dell evento alluvionale del novembre 1966 (n. 5 tavole); - la criticità idraulica (n. 1 tavola); - la perimetrazione e classificazione delle aree in relazione alla pericolosità idraulica (n. 36 tavole); - perimetrazione e classificazione delle aree in relazione alla pericolosità geologica nella Regione Veneto (tavole n. 18 relative a n. 8 Comuni); - la perimetrazione e classificazione delle aree in relazione alla pericolosità geologica nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (tavole n. 41 relative a n. 16 Comuni). Articolo 2 Ai sensi dell art. 65, comma 4 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, le disposizioni concernenti le Norme di attuazione del piano stralcio approvato hanno carattere immediatamente vincolante per le Amministrazioni ed Enti pubblici, nonché per i soggetti privati. Articolo 3 Ai sensi dell art. 65, comma 6 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, le Regioni, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale o nei Bollettini Ufficiali, dell approvazione del piano di bacino, emanano, ove necessario, le disposizioni concernenti l attuazione del Piano stesso nel settore urbanistico. Decorso tale termine, gli enti territorialmente interessati dal Piano stralcio sono comunque tenuti a rispettarne le prescrizioni nel settore urbanistico. Qualora gli Enti predetti non provvedano ad adottare i necessari adempimenti relativi ai propri strumenti urbanistici entro sei mesi dalla data di comunicazione delle predette disposizioni, e comunque entro nove mesi dalla pubblicazione dell approvazione del piano di bacino, all adeguamento provvedono d ufficio le regioni. Articolo 4 Copia del Piano stralcio è trasmessa al Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per gli adempimenti di cui all art. 57, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 3 aprile 2006, n ARTICOLO 5 La presente delibera ed il Piano stralcio sono consultabili sul sito istituzionale dell Autorità di bacino all indirizzo web Autorità di bacino Alto Adriatico Comitato Istituzionale - delibera n. 4/ Pagina 5
6 Roma, 21 dicembre 2010 F.to IL SEGRETARIO GENERALE Ing. Roberto Casarin F.to IL PRESIDENTE MINISTRO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE On. Stefania Prestigiacomo La presente delibera consta di n. 6 pagine. Allegato: Piano stralcio per l assetto idrogeologico del bacino del fiume Livenza Autorità di bacino Alto Adriatico Comitato Istituzionale - delibera n. 4/ Pagina 6

References: art. 170
 art. 1
 art. 170
 articolo 175
 art. 8
 art. 21
 art. 26
 art. 170
 articolo 1
 art. 18
 art. 1
 art. 68
 art. 6
 art. 6
 art. 6
 art. 6
 art. 3
 Articolo 1
 art. 6
 Articolo 2
 art. 65
 Articolo 3
 art. 65
 Articolo 4
 art. 57
 ARTICOLO 5