Source: http://www.tuttononprofit.com/
Timestamp: 2014-11-23 12:53:53+00:00

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La tua email: giovedì 20 novembre 2014
Risoluzione 102/E del 19.11.14 dell'Agenzia delle Entrate: obbligo di tracciabilità dei pagamenti per le Associazioni
Abbiamo riportato i passaggi più rilevanti della risoluzione n. 102/E pubblicata ieri da Agenzia Entrate finalizzata a chiarire quali categorie di contribuenti siano destinatarie dell'obbligo di tracciabilità previsto dall'art. 25 co. 5 della L. 133/99.
- le associazioni e società sportive dilettantistiche;
- le associazioni bandistiche e cori amatoriali, filodrammatiche, di musica e danza popolare;
- le associazioni pro-loco.
Come rispettare l'obbligo? Tutti i versamenti ed i pagamenti di importo superiore a 516,46 euro effettuati dai predetti Enti non profit devono avvenire attraverso conti correnti bancari o postali intestati agli Enti stessi oppure mediante carte di credito/debito oppure ancora con assegni non trasferibili.
Quale il "prezzo" della violazione? L'applicazione del tributo con il regime ordinario a partire dal mese successivo a quello in cui sono venuti meno i requisiti, con conseguente perdita delle agevolazioni fiscali di cui alla L. 398/91.
Se per certi versi la risoluzione di Agenzia Entrate può lasciare un po interdetti, da altri non stupisce chi scrive ... perchè? Leggete QUI.
art. 25 L. 133/1999,
legge 398 del 1991,
risoluzione 102/E,
ONLUS, iscrizione all'Anagrafe Unica: perseguimento esclusivo di finalità di solidarietà sociale
Cari lettori, chi ci segue dagli albori sa che questo blog è nato con l'obiettivo (molto ambizioso) di fornire supporti diretti ed immediati a tutti gli operatori di Enti Non Profit. Ebbene, molto spesso i nostri articoli sono dedicati alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche, e questo in ragione del fatto che il settore sportivo è costituito principalmente da queste tipologie di Enti non commerciali.
Ciò premesso oggi abbiamo deciso di dedicare questo approfondimento alle ONLUS ed all'individuazione puntuale dei pochi e tassativi scopi sociali che possono essere perseguiti attraverso queste particolari tipologie di Enti (obbligati altresì ad iscriversi all'Anagrafe Unica delle ONLUS).
Presupposto fondamentale per il riconoscimento dello status di ONLUS ad un Ente è che lo stesso persegua esclusivamente finalità di solidarietà sociale, come prescritto dalla lettera b) del primo comma dell'articolo 10 del D. Lgs. 460/97. In base al principio dell'esclusività, desumibile da quanto disposto dalle lettere a), b) e c) del comma 1 del citato articolo 10, il requisito del perseguimento di finalità di solidarietà sociale deve risultare soddisfatto con riferimento a tutte le attività svolte dall'Ente: ne consegue che la carenza del perseguimento di solidarietà sociale, anche per una sola delle attività istituzionali espletate, comporta la mancanza del requisito necessario per la qualifica di ONLUS.
La qualifica di ONLUS consegue primariamente ad una precisa conformazione statutaria presentata dal singolo soggetto, individuata sulla base di presupposti e requisiti costitutivi figuranti come oggetto esplicito di previsioni statutarie ai sensi dell'articolo 10 del D. Lgs. 460/97 atti ad assicurare il perseguimento esclusivo di finalità di solidarietà sociale. Fra le attività teoricamente atte a perseguire tali finalità ve ne sono alcune (assistenza sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione della cultura e dell'arte non finanziata dall'Amministrazione centrale dello Stato , e tutela dei diritti civili, ex articolo 10, D. Lgs. 460/1997) per cui il perseguimento risulta verificato solo nel caso in cui i destinatari siano soggetti interessati da situazioni di svantaggio fisico, psichico, economico, sociale o famigliare, così come definite nella Circolare Ministeriale n. 168//E del 26.06.1968 (attività a cosiddetto "solidarismo condizionato", si veda a tale proposito il comma 2, articolo 10 del D. Lgs. 460/97). Diversamente, per le attività di assistenza sociale e socio sanitaria, beneficenza, tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico di cui alla legge 1089/1939, tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, promozione della cultura e dell'arte finanziata dall'Amministrazione centrale dello Stato e ricerca scientifica di particolare interesse sociale (attività a cosiddetto "solidarismo immanente"), ex articolo 10, D. Lgs. 460/97, il perseguimento di finalità di solidarietà sociale è considerato insito nello svolgimento delle attività stesse.
Per quanto concerne la attività a "solidarismo immanente" riconducibili ai settori di attività di cui ai numeri 1 (assistenza sociale e socio sanitaria) e 3 (beneficenza) della lettera a), primo comma, articolo 10, del D. Lgs. 460/97, esse saranno riconosciute idonee a perseguire finalità di solidarietà sociale esclusivamente se esercitate a beneficio di soggetti in condizione di disagio connesso a situaizoni psico - fisiche particolarmente invalidanti, a situazioni di devianza, di degrado, o grave disagio economico familiare, o di emarginazione sociale. Ciò, in base al principio affermato dall'Agenzia per le ONLUS / Agenzia per il terzo Settore (organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge n. 662 del 23.12.1996, soppresso con l'articolo 8 comma 23 del D. L. 16 del 02.03.2012 convertito con modificazioni dalla L. 44 del 26.04.2012, che ne ha trasferito le funzioni al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale per il terzo Settore e le Formazioni Sociali), mutuato dalla Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 75/E del 21.05.2001, secondo cui "il principio di immanenza del fine solidaristico nelle attività di beneficenza / assistenza sociale e socio sanitaria va inteso nel senso che dette attività devono necessariamente essere rivolte nei confronti di categorie particolarmente vulnerabili, al fine di assicurarne la protezione sociale".
Inoltre, la normativa richiede che gli atti costitutivi o gli statuti delle ONLUS includano espressamente i requisiti formali indicati dalle lettere b), c), d), e), f), g), h), i), del primo comma dell'articolo 10 del D. Lgs. 460/97.
art. 10 D. Lgs. 460/97,
Arriva il venerdì la telefonata che non ti aspetti: "Buongiorno, è la redazione del programma televisivo "Mi Manda RAI 3", stiamo cercando il Dottor Stefano Bertoletti ...". E' così che scopri che occorre un tuo supporto tecnico per comprendere come sia possibile che in Roma si trovi un circolo privato presso un locale accatastato C/2 (magazzini e locali di deposito) che impone la tessera (ovviamente rilasciata contestualmente ...) a tutti coloro che desiderino entrare anche solo per bersi qualcosa.
- "Ce l'avete la tessera?"
- "No. Bisogna fare la tessera?"
- "Che tessera, scusa?"
- "Per entrare. Stasera ci sta il concerto. Quindi sono 5 euro inclusa la tessera. Stasera ve la diamo in omaggio."
- "Possiamo dare un'occhiata?"
- "Stiamo aspettando tre amici che devono arrivare."
- "No, no, state, cioè se volete bere una cosa ..."
Cosa ne pensa il Dottor Bertoletti: "Gli Enti di tipo associativo sono stati ritenuti meritevoli dal legislatore di una serie di agevolazioni fiscali in funzione del fatto che esercitano un'attività di finalità sociale, quindi l'attività commerciale, come ad esempio può essere la somministrazione di alimenti e bevande, deve essere necessariamente secondaria e sussidiaria rispetto all'attività istituzionale. La somministrazione può essere riservata esclusivamente ai soci, tant'è che la licenza, che ha subito anche una sospensione in funzione del fatto che era stata accertata un'illecita somministrazione, non ha ragione di esistere in questo contesto qui, poichè non è possibile somministrare a non soci".
Alcune indicazioni tecniche sulla puntata (andata in onda in diretta su RAI 3 martedì 11.11.14 e visionabile cliccando QUI o sull'immagine dell'articolo): inizio del nostro caso "convivenze difficili" al minuto 6:46, intervento al minuto 11:54 e termine del servizio al minuto 21:27. Di seguito, invece, potete visionare esclusivamente la parte della trasmissione relativa al servizio sul circolo ricreativo costituito in associazione culturale.
1. da quanto si è potuto vedere nel servizio la sede (completamente seminterrata) non appare idonea ad ospitare attività alcuna (chissà inoltre se l'Ente ha richiesto ed ottenuto la deroga disposta dall'art. 65 comma 2 del D. L. 81/2008);
2. il rilascio di una tessera sociale contestuale alla richiesta rientra sicuramente nella "top ten" delle presunzioni che possono con ragione portare a ritenere che l'attività svolta abbia connotazioni marcatamente commerciali: quante volte chi vi scrive ne ha già parlato? Per un rapido refresh leggete QUI;
3. somministrare alimenti e bevande per un Ente non profit è sì consentito (ai soli soci ...), ma se nei fatti rappresenta l'unica attività effettivamente esercitata ci si trova senza dubbio alcuno di fronte ad una vera e propria attività commerciale, al di là di qualsiasi considerazione o giustificazione di sorta, circostanza che non rende l'Ente esercente meritevole di agevolazione fiscale alcuna;
4. storture di questo genere danneggiano proprio tutti: in primo luogo i gestori degli Enti commerciali, che si trovano "concorrenti" che versano imposte sulla parte imponibile in misura inferiore al 2% a dispetto del loro 50% circa; in secondo luogo i VERI Enti non profit, che a causa di qualche furbetto vengono ritenuti tutti "circoli dell'evasione" (termine caro alla stessa RAI 3, come abbiamo avuto modo di parlare QUI).
Se un soggetto ha una finalità lucrativa (ovviamente più che mai lecita!) DEVE perseguirla attraverso gli strumenti all'uopo previsti dal Legislatore, non sfruttandone illecitamente altri ritenuti da questo meritevoli di agevolazioni fiscali per le loro finalità non economiche.
Per qualsiasi necessità di supporto non esitate a contattarci alle mail segnalate in calce! PS: un grazie particolare a Simona e Caterina per la cortesia, disponibilità ed organizzazione grazie alle quali mi hanno permesso di vivere questa splendida esperienza formativa. © riproduzione riservata
somministrazione bevande e alimenti,
stefano bertoletti,
tessera contestuale

References: art. 25
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 10
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art. 10