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Timestamp: 2018-04-23 21:24:07+00:00

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Segnaletica stradale poco visibile: multa contestabile
Lo sai che? Segnaletica stradale poco visibile: multa contestabile
Quando una multa è nulla per il cartello stradale scarabocchiato, coperto dagli alberi o dai cespugli, spostato, scolorito o rovinato.
Si può contestare la multa se la segnaletica stradale è poco visibile, a patto che la mancata visibilità della prescrizione stradale sia effettivamente poco chiara o leggibile per chi procede in auto e il conducente abbia la prova di ciò che afferma.
Quando la segnaletica verticale non è visibile
La segnaletica verticale (ossia i cosiddetti “cartelli stradali”) è, di norma, quella più importante perché prevale sempre ossia tanto nel caso di contrasto con quella orizzontale tanto qualora quest’ultima sia poco visibile (perché magari cancellata dalla pioggia e dal tempo) [1].
La segnaletica verticale, tuttavia, deve essere collocata dall’ente titolare della strada in modo che sia chiaramente visibile e/o leggibile dall’automobilista ad una velocità media secondo i limiti prescritti dal tratto specifico di strada e tenendo conto di una vista ordinaria (tale, cioè, da consentire il superamento dei test fisici per la patente o il rinnovo della stessa).
La multa è contestabile se la scarsa visibilità del cartello sia tale da poter escludere la responsabilità del conducente.
Questo significa, tanto per fare qualche esempio, che:
il cartello stradale deve essere delle dimensioni e all’altezza stabilita dagli standard ministeriali: ad esempio, il cartello di divieto di transito, che per un difetto di ancoraggio sia sceso dal palo e si sia collocato a metà dello stesso, non è valido; di conseguenza è nulla anche la multa;
il cartello stradale non deve essere coperto dalla vegetazione attorno, anche solo in buona parte e non completamente, tanto da non renderlo immediatamente percepibile: un semplice ramoscello che si sia frapposto sul cartello non rende lo stesso inefficace nei confronti degli automobilisti salvo che la copertura sia stata tale da non consentirne l’immediata comprensione;
il cartello non deve essere coperto da altri cartelli stradali, anch’essi con ulteriori prescrizioni: l’eccessiva accozzaglia di diverse prescrizioni stradali, tutte tra loro difformi in colori, messaggi e dimensioni rende poco percepibile al conducente i vari obblighi e divieti [2];
il cartello non deve essere stato scarabocchiato con spray e graffiti, tanto da renderne illeggibile il contenuto, ma deve essere chiaro e immediatamente percepibile;
il cartello non deve essere stato spostato e rivolto da un altro lato della strada, ma deve essere prospiciente il senso di marcia dell’automobilista. Il rigore di questa prescrizione può essere mitigata in caso di cartello di divieto di sosta, il quale può ben essere letto dall’automobilista nel momento in cui scende dall’auto e, quindi, a piedi verifica se sul lato del marciapiedi è presente un cartello che vieta di lasciare l’auto;
il cartello non deve essere stato spostato dal vento;
il cartello non deve essere scolorito dagli agenti atmosferici e dal sole, tanto da renderlo non leggibile: la pubblica amministrazione, proprietaria della strada, ha infatti sempre l’obbligo di conservare in buon stato di manutenzione i cartelli stradali.
L’automobilista deve dare dimostrazione che, pur adottando la diligenza del caso, non ha avuto la possibilità di percepire il cartello ed il suo significato. Nell’ambito del processo civile, la prova può essere generalmente fornita con:
dichiarazioni testimoniali.
Quanto alla documentazione fotografica, essa deve essere stata acquisita dall’automobilista prima della causa, onde evitare che il cartello possa essere regolarizzato in un momento successivo all’elevazione della multa. Attenzione però: la semplice foto potrebbe essere facilmente contestata poiché non vi è certezza della data in cui la stessa è stata fatta. Pertanto, per contestualizzarla in senso temporale, si potrà:
scattare una foto al cartello con una copia di un quotidiano del giorno, in modo tale da dimostrare che, a quella precisa data, il segnale si presentava in quel particolare modo “viziato”;
avvalorare la foto con la dichiarazione di un testimone che confermi che, alla data della multa, il segnale si presentava per come riprodotto sulla foto.
In assenza della fotografia, si può anche chiamare a testimoniare un altro soggetto (magari il passeggero presente in auto) che possa confermare lo stato di cattiva manutenzione del cartello stradale.
[1] Cass. sent. n. 339/2012.
[2] Trib. Firenze, sent. n. 1154/14.
Cass. sent. n. 9033/2016
In materia di accertamento di violazioni delle norme sui limiti di velocità, compiuto mediante dispositivi o mezzi tecnici di controllo, il cartello di avviso della presenza della postazione di rilevamento deve essere apposto in modo da garantirne la corretta percepibilità e leggibilità, ex art.79, comma 5, d.P.R. n. 495 del 1992, sicché è illegittimo l’accertamento eseguito mediante foto-rilevazione avvenuta prima (nella specie, a più di duecento metri) del cartello mobile di avviso.
Cass. sent. n. 7709/2016
In tema di segnaletica stradale, l’omessa indicazione, sul retro del segnale verticale di prescrizione, degli estremi della relativa ordinanza di apposizione – come invece imposto dall’art. 77, comma 7, del d.P.R. n. 495 del 1992 e succ. mod.- non determina l’illegittimità del segnale, né, tantomeno, esime l’utente della strada dall’obbligo di rispettarne la prescrizione e, conseguentemente, non comporta l’illegittimità del verbale di contestazione dell’infrazione alla condotta da osservare.
Cass. sent. n. 13364/2014
In relazione a qualunque tipo di strada, l’ente proprietario o gestore ha sempre la possibilità di collocare la segnaletica prevista dal Codice della Strada, con la conseguenza che, ove si prospetti l’esistenza di un rapporto causale fra l’inidoneità della segnaletica e un sinistro stradale, non può predicarsi l’esclusione dell’applicazione del paradigma dell’art. 2051 c.c. per il solo fatto che la strada sia extraurbana.
Cass. sent. 11018/2014
Cass. sent. n. 339/2012
Se anche lo stallo di divieto di sosta è scolorito resta valido il verbale redatto dalla polizia municipale in presenza del segnale verticale che evidenzia necessariamente l’area interdetta; la presenza di segnaletica verticale integra, infatti, l’eventuale carenza di quella orizzontale (confermata, nella specie, la multa per divieto di sosta nello spazio riservato agli invalidi).
Trib. Roma, sent. del 11.07.2015
Ove, in una strada aperta alla circolazione, sia stata rimossa o non sia comunque percepibile la segnaletica verticale ivi installata dall’autorità amministrativa, il conducente non è tenuto a conformarvisi, trovando applicazione in tal caso le regole generali di condotta previste dal codice della strada.
Cass. sent. dell’11.04.1983
I divieti posti dalla segnaletica orizzontale costituita da righe sulla carreggiata hanno carattere cogente non diversamente da quelli imposti dalla segnaletica verticale. Pertanto, le strisce continue longitudinali non possono mai essere oltrepassate, a meno che non ricorra una situazione riconducibile nell’ambito dello stato di necessità o della forza maggiore.

References: Cass. 

Cass. 
 art.79

Cass. 

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