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Federico Aldrovandi	« perchè tutto abbia un termine e un limite
Una delle tantissime cose, di questa assurda storia, che ha minato irreparibilmente la mia esistenza e soprattutto la vita di un innocente, è anche questa. Consiste nel fatto, come anche dichiarato a processo dall'Ispettore della Digos Nicola Solito, amico nostro di famiglia, del perchè non abbiano coperto quel corpo, con la frase: "perchè non lo coprite". Federico era ormai morto, 4 persone gli avevano cagionato la morte senza una ragione, anzi era stato ucciso, ma coprirlo sarebbe stato un piccolo gesto di rispetto per una vita strappata a un ragazzino che mai e poi mai aveva fatto del male ad alcuno e che quando vedeva un ragno sul muro e mi vedeva intento a schiacciarlo mi sgridava dicendomi: "lascialo vivere papà, che male ti ha fatto, perchè lo uccidi". Aveva ragione, anche quello... è un essere vivente, ma quella mattina, un altro essere vivente fu schiacciato. Fino in fondo Federico, fino in fondo, perchè chi ti ha fatto del male paghi sulla terra quello che è emerso in questi lunghi 6 anni, attraverso atti processuali e non per sentito dire o altro. Nessuna invenzione. Solo fatti. Poi chissà... Lino Aldrovandi PS: mi raccomando di non offendere “nessuno”. Quello che si chiede è soltanto la richiesta di raggiungere una piccola giustizia, viste le responsabilità emerse e palesi, e forse, insieme alle stesse istituzioni, con il cuore dei cittadini, ce la faremo, nell’interesse della vita, preziosa e insostituibile di ogni essere vivente in cui batta un cuore.
Scritto martedì, 14 febbraio 2012 alle 09:50
I commenti e i pings sono disabilitati.	15 commenti a “il silenzio assordante delle coscienze” Coprire Federico ?
Non hanno fatto nessun gesto , dico nessuno , che abbia avuto un minimo di umanità , ne loro , ne tutti gli altri .
Dai veri filmati mi sembra che si vede bene quante persone erano presenti ........
Postato martedì, 14 febbraio 2012 alle 10:08 da duccio siena Un totem, un trofeo esibito fino a quando non sono terminati gli impegni relativi ai potenziali testimoni e qualcuno ha finalmente deciso di far trasportare all'obitorio la salma di quel povero ragazzino sensibile, immotivatamente torturato, ucciso e vilipeso.
Manco a dire che abbiano aspettato il sopralluogo del pm reperibile, già furbescamente depistato.
Il silenzio assordante delle coscienze è il cuore di certa polizia, che aggiunge al lutto irreparabile lo sgomento e l'amarezza di un cuore di padre.
Postato martedì, 14 febbraio 2012 alle 12:20 da Giorgio Anche lo stupido fraqseggiare, il futile commento sul portafoglio, la (orribile) risata...tutto denota una disarmante, incredibile assenza di una ben che minima umanita'!
Non fosse altro che x la giovanissima eta' di quel ragazzo visibilmente percosso a sangue e lasciato li' su quel freddo selciato con una orripilante noncuranza...
Mi verrebbe voglia di urlare a tutti coloro che erano presenti:
"Ma ce l'avete un cuore?!?!" E,se la risposta e' affermativa:
"Dove l'avete lasciato quella maledetta mattina di settembre del 2005?!"
A mio avviso e' imperdonabile la crudelta' di quanto e' stato fatto a Federico, prima e dopo, semplicemente: imperdonabile.
Un abbraccio di amore infinito al blog e una carezza lieve lieve a quel bellissimo angelo abbandonato sul freddo asfalto.
Postato martedì, 14 febbraio 2012 alle 17:10 da CAROLINA La Cassazione, ha confermato i 9 anni e 4 mesi a Spaccarotelle, il poliziotto che ha sparato a Gabriele Sandri.
Piccola meteore di luce in un cielo nero come la pece.
Postato martedì, 14 febbraio 2012 alle 17:18 da nonno antonio http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/442515/
Postato martedì, 14 febbraio 2012 alle 17:57 da Patrizia A SENTENZA
Sandri, condanna definitiva per l'agente
La Cassazione: fu omicidio volontario
La Corte ha confermato il verdetto dell'Appello che ha condannato Spaccarotella a 9 anni e 4 mesi. Per il sostituto procuratore Iacoviello: "L'agente non sparò alle gomme". Il padre di Gabbo: "Voglio giustizia". L'ex poliziotto verso il carcere
Sandri, condanna definitiva per l'agente La Cassazione: fu omicidio volontario Gabriele Sandri
Caso Sandri, videoricostruzione del delitto
L'Espresso Parla Spaccarotella
La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 9 anni e quattro mesi di reclusione per l'ex agente della polizia stradale di Arezzo, Luigi Spaccarotella, per l'omicidio del tifoso della Lazio e Dj Gabriele Sandri, ucciso con un colpo di pistola l'11 novembre del 2007 nell'area di servizio autostradale Badia al Pino. La Corte di Cassazione ha quindi rigettato il ricorso, così come richiesto dal sostituto pg Francesco Iacoviello, presentato dai legali di Spaccarotella contro la sentenza emessa dalla Corte d'assise d'Appello di Firenze che ha riconosciuto l'omicidio volontario con dolo eventuale.
Per la Procura Generale della Cassazione l'uccisione di Gabriele Sandri fu omicidio volontario. Per questo il Pg, Francesco Iacoviello, ha chiesto di confermare la condanna a 9 anni e 4 mesi per Luigi Spaccarotella.
La vicenda dell'omicidio del tifoso della Lazio e dj ucciso con un colpo di pistola alla testa dall'agente Luigi Spaccarotella l'11 novembre del 2007 mentre si trovava sui sedili posteriori di un'autovettura nell'area di servizio Badia al Pino, ad Arezzo, è davanti alla Suprema Corte. Per la vicenda Spaccarotella è stato condannato dalla Corte d'Assise d'Appello di Firenze a 9 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio volontario.
Due processi: in primo grado l'agente aveva avuto una condanna più mite, 6 anni per omicidio colposo con colpa cosciente. I giudici del secondo grado hanno invece accolto la tesi dell'accusa riconoscendo nella condotta di Spaccarotella il reato di omicidio
volontario con dolo eventuale. Il Viminale ha risarcito i familiari di Gabriele Sandri. Lo si è appreso da fonti della difesa dell'imputato. Michele Monaco, legale dei Sandri, ha confermato la notizia pur non rivelando l'entità della cifra, precisando che è stata ritenuta ''congrua'' anche se ''non potrà mai riparare alla perdita di Gabriele''.
La Corte d'Assise d'appello di Firenze ha emesso una condanna a 9 anni e 4 mesi, riducendo la richiesta iniziale di 14 anni di reclusione sulla base del rito abbreviato e delle attenuanti generiche. Luigi Spaccarotella ha sparato con la propria arma di ordinanza mentre si trovava nella corsia di marcia opposta a quella dove era ferma l'auto con Gabriele Sandri a bordo. Il giovane era partito da Roma insieme ad amici per raggiungere Milano, dove si doveva giocare Inter-Lazio.
L'agente della Polstrada, Luigi Spaccarotella, non stava mirando alle gomme della Renault sulla quale si trovava Gabriele Sandri, ma sparò perché ''voleva colpire la macchina e l'ha colpita'', ha detto il sostituto procuratore della Cassazione Francesco Iacoviello aggiungendo che ''la vittima è stata colpita al collo, se ci fosse stata una deviazione della rete, al massimo, sarebbe stata attinta al petto". La requisitoria del pg è durata circa un'ora e si è conclusa con la richiesta del rigetto del ricorso presentato dai legali di Spaccarotella, avvocati Federico Bagattini e Francesco Molino. L'udienza si svolge innanzi alla Prima sezione penale della Cassazione gremita di amici e parenti di Gabriele Sandri. "Siamo qui per Gabriele - spiega un portavoce degli amici - perché un cittadino italiano è stato ucciso intenzionalmente". In prima fila, insieme al legale di parte civile, avvocato Michele Monaco, siedono, con grande compostezza il fratello e il padre della giovane vittima, Cristiano e Giorgio. Spaccarotella che in attesa del giudizio definitivo è stato sospeso dal servizio, si trova in stato di libertà. Nel pomeriggio dovrebbe essere emesso il verdetto della Suprema Corte.
''Se Spaccarotella sparando avesse centrato un'auto in transito - ha detto il pg Iacoviello - forse si sarebbe potuto parlare di omicidio colposo. Ma c'è diversità tra sparare verso un'auto e colpire un'occupante di quella autovettura, e sparare dall'altra parte della strada e colpire un'auto di passaggio''. Il sostituto procuratore generale della Cassazione si è inoltre soffermato anche sulla mancanza del movente, sottolineando che ''il movente non conta quando si ha a che fare con il dolo eventuale. Il poliziotto che spara - ha detto il pg Francesco Iacoviello - è chiaro che non ha un movente per uccidere, ma anche il ladro che scappa non lo ha. Entrambi vogliono impedire qualcosa e accettano il rischio, il movente non cambia tanto da una parte e dall'altra''. Iacoviello ha definito la sentenza di secondo grado, che ha condannato Luigi Spaccarotella, ''una sentenza pregevolissima''.
Per Iacoviello, quindi, Spaccarotella agì sparando sulla macchina dei tifosi biancocelesti come in risposta allo ''smacco o alla beffa per il fatto che non si erano fermati né all'azionamento della sirena delle forze dell'ordine, né dopo che lui stesso aveva sparato un colpo in aria''. Per il pg questa reazione dell'agente fu ''abnorme tanto che gli altri tre poliziotti che erano con lui non spararono e reagirono diversamente''. Iacoviello iniziando la sua requisitoria nella quale aveva premesso di voler trattare ''solo argomenti di diritto'' tra le prime osservazioni non ha mancato di rilevare che ''se a sparare fosse stato un pregiudicato, anzichè un poliziotto, il giudice avrebbe impiegato solo una manciata di secondi per condannarlo per omicidio volontario con dolo eventuale'' come, nella vicenda Sandri, è avvenuto solo nel secondo grado di giudizio anzichè fin dal primo".
La requisitoria del sostituto procuratore generale della Cassazione, Francesco Iacoviello, è stata "molto apprezzata e condivisibile" dalla famiglia Sandri. Il padre e il fratello di gabbo hanno rilevato come la difesa di Spaccarotella, anche in Cassazione, ''si è solo limitata a riproporre la smentita linea di difesa dello sparo involontario''. "Mi aspetto giustizia. Voglio essere fiducioso. Anche perché non confermare la condanna per omicidio volontario sarebbe sconcertante". Poche parole, sussurrate con il volto dentro al cappotto, ma convinte quelle di Giorgio Sandri, padre di Gabbo. Nell'aula Brancaccio della prima sezione penale dove si è svolta l'udienza anche alla presenza del padre del ragazzo ucciso e del fratello, Cristiano. Molti anche gli amici del dj, tifoso laziale, presenti in aula. Alcuni di loro indossano cappelli con l'Aquila, simbolo della fede biancoceleste.
"Il procuratore generale ha sostenuto quello che noi abbiamo detto sin dall'inizio. E' un caso di scuola di dolo eventuale. L'azione dell'agente di polizia è un'azione che si focalizza nel dolo eventuale, è un operatore di polizia e non aveva una carabina di precisione che ti permette di capire cosa colpisci - ha detto Cristiano Sandri, fratello di Gabriele al termine della requisitoria del procuratore generale Iacoviello - Ci sono testimonianze cristallizzate che hanno descritto benissimo l'agente Spaccarotella nella sua posizione. Ha solo accettato il rischio che colpendo la macchina avrebbe colpito uno degli occupanti. Noi ci attendiamo la conferma della sentenza di appello. Se venisse legittimata la sentenza di primo grado - ha commentato Cristiano Sandri - allora tutte le strade italiane diventerebbero un far-west nel quale alle forze dell'ordine sarebbe lecito sparare per nulla. All'ergastolo siamo stati condannati noi familiari di Gabriele e non l'imputato che, con i benefici, sconterà al massimo la metà della pena: dico questo da avvocato, senza contestare l'ordinamento penitenziario ma solo per dire come stanno le cose obiettivamente". Cristiano poi ci ha tenuto a sottolineare che "l'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella non ci ha mai scritto alcuna parola di vicinanza o richiesta di perdono". Uno dei difensori di Spaccarotella, l'avvocato Federico Bagattini, ha spiegato che l'agente ''aveva scritto una lettera tramite il vescovo di Arezzo, che doveva farla pervenire al cardinal Bertone, ma questa missiva non è mai arrivata alla famiglia Sandri''
La difesa di Spaccarotella, sostenuta anche dal legale Francesco Molino, punta su una "mal motivazione in punto di sussistenza dell'elemento psicologico del dolo" della sentenza d'appello. Che, se dimostrata, potrebbe portare all'annullamento del processo e all'inizio di uno nuovo. Di certo, se la Cassazione confermasse il verdetto dell'Appello l'imputato (che attende il verdetto ad Arezzo), a distanza di oltre quattro anni dai fatti, finirebbe in carcere scontando la pena per intero in quanto non ha periodi di carcerazione preventiva già trascorsi.
Postato martedì, 14 febbraio 2012 alle 18:17 da stefania Neanche un gesto di pietà. Arriverà quella piccola Giustizia, tanto attesa ma tutto questo orrore mai e poi mai potrà essere cancellato.
Postato martedì, 14 febbraio 2012 alle 18:34 da elena Vero Elena nessuna giustizia potra' mai lavare simili misfatti, per quello che non doveva succedere ma e' accaduto, per tutte quelle manovre con le quali hanno cercato di occultare le tante verita', per tutta la mancanza di umanita' noi dobbiamo come ESSERI UMANI urlare che non ci stiamo ne' ora ne' mai.
Potranno toglierci tutto ma non il cuore e il sentimento e con quello seguiteremo a percorrere tante strade trascinando passo dopo passo il nostro pesante bagaglio, pesante si ma non tanto da fermarci.
Postato martedì, 14 febbraio 2012 alle 20:56 da stefania ho sentito ieri sera la condanna definitiva per l'uccisione di gabriele sandri... già buono 9 anni, ma ancora troppo poco.... intanto una persona colpevole di omicidio volontario comincia a varcare la porta del carcere......... gabriele però non lo restituisce piu nessuno, una piccola consolazione quella della condanna ma meglio che restare impuniti!! che dire cari amici, i nostri figli nessuno ce li puo piu rendere..... noi continueremo a soffrire per l'eternità come te stefania, che renato nessuno piu te lo riporterà in vita, come voi cari Aldro e tutti gli altri genitori orfani dei figli, ora siamo noi la loro voce per render loro giustizia, le nostre sofferenze saranno comunque lunghe come tutta la nostra vita, non ci sarà mai tregua per noi, ....... vi abbraccio tutti cari amici.......
Postato mercoledì, 15 febbraio 2012 alle 13:09 da silvana Andare a cercare le coscienze in quei corpi muti e vuoti sarebbe opera grandiosa..................pensare di trovarle poi equivalerebbe ad una macroscopica perdita di tempo.
Chi ha ucciso Federico, chi ha provato e perseguito nell'intento di occultare, depistare , manovrare, inciuciare su fatti assolutamente chiari DEVE pagare in primis su questa terra in base alle leggi degli Uomini per poi rassegnarsi al vero Inferno di una Giustizia Divina, e lì, davvero, non si usa fare sconti a nessuno !
Postato mercoledì, 15 febbraio 2012 alle 15:08 da Rolando Aldrovandi Ho seguito la notizia della condanna per la morte di Gabriele Sandri e penso che un minimo di giustizia sia stata fatta...continuo a pormi una domanda.... com'è possibile che gli ......... di Federico siano stati finora condannati per omicidio colposo e non per omicidio volontario?...dovrebbero finire in carcere per non meno di 21 anni (pena prevista all'art 575 del codice penale per l'omicidio volontario). seguo sempre questo meraviglioso blog...un saluto a tutti!
Postato mercoledì, 15 febbraio 2012 alle 17:25 da arianna Devo dire che anch'io continuo ad essere stupefatta, come Arianna, della lievissima pena comminata a chi ha causato la morte di Federico anche in rapporto ad altre situazioni simili (quale ad. es. quella di Gabriele) dove mi pare che la pena sia almeno un poco di più adeguata al delitto commesso.
E' evidente che nessuna pena ai colpevoli può mai essere adeguata al danno commesso quando si interrompono giovani vite ma, in attesa di una giustizia ultraterrena, vorremmo almeno una giustizia terrena che sia esemplare! Oltrettutto mi pare che la morte di Federico sia avvenuta in modi e circostanze ancora più tremende di quelle di tanti altri innocenti.
Con questo non si vogliono certo fare graduatorie di gravità perchè ripeto che togliere la vita ad un giovane è sempre e comunque ingiustificabile ma davvero la storia di Federico continua ad apparirmi abbastanza unica nella sua tragicità ed immotivazione e di conseguenza la sentenza per i colpevoli, comunque vada, sarà sempre inadeguata.
Secondo me anche loro meriterebbero il carcere come l'agente riconosciuto colpevole dell'uccisione di Gabriele.
Postato sabato, 18 febbraio 2012 alle 13:02 da Gibi Roba da matti, davvero impossibile accettare, davvero impossibile PERDONARE...
non si riesce a capire il perchè di tanta crudeltà gratuita!
E tutta quell'indifferenza poi; questa foto è agghiacciante, si vede il corpo di Federico e un gruppetto di esseri intenti a far cosa o a dir cosa? Come se la morte del ragazzo fosse in secondo piano e le loro preoccupazioni ben altre, ovvero come giustificare quella violenza!
Postato martedì, 21 febbraio 2012 alle 11:15 da Stesi esprimo la mia solidarietà alla mamma di Aldrovandi.
Grazie e resta forte ed umana
Postato venerdì, 24 febbraio 2012 alle 22:21 da Medardo Alpi Basita, addolorata nel vedere quel figlio lì, disteso nell'indifferenza, nulla di umano, niente pietà ; ho il disgusto per quelle divise indossate da ipocriti e neanche bestiali persone, le bestie sono buone.
Un caro abbraccio alla Fam. di Federico
Postato sabato, 10 marzo 2012 alle 00:01 da daniela I video

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