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Timestamp: 2020-05-29 16:36:56+00:00

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Informativa ANC Napoli Nord n° 44-2018
Ti trasmettiamo il numero 44-2018 della nostra newsletter settimanale, sperando di fare cosa gradita. Ti invitiamo a consultare il nostro portale internet, dove potrai trovare tutti i riferimenti per effettuare o rinnovare l'iscrizione, che ti consentirà di accedere a tutti i nostri servizi associativi. Nel segnalarti che potrai seguire le attività dell’Associazione Napoli Nord anche sul nostro profilo Facebook, ti ricordiamo che le informative precedenti, relative agli anni precedenti ed all’anno in corso, sono consultabili sul sito nell'apposita sezione. Un caro saluto e una buona lettura!
Informativa ANC Napoli Nord n° 44-2018 - 22 dicembre 2018
Quello che si sta per chiudere è stato un anno impegnativo per tutti noi. Non meno intenso si profila il nuovo anno, ricco di tante novità per le imprese e, soprattutto, per i nostri studi.
Tante le incertezze che si profilano all’orizzonte, di carattere non solo normativo, ma ANC Napoli Nord, sempre vicina alle esigenze dei Colleghi, continuerà ad offrire soluzioni ai Colleghi, come fatto sinora. A tal riguardo voglio rivolgere un ringraziamento agli amici del Consiglio direttivo di ANC Napoli Nord ed ai Revisori per l’impegno che hanno profuso per la riuscita di tutte le iniziative messe in campo dall’Associazione, che sono state numerosissime.
Solo per ricordarne alcune: la prima campagna di comunicazione realizzata a giugno sul territorio di Napoli Nord “rivolgiti solo a Professionisti iscritti all’Ordine”; i numerosi convegni di aggiornamento professionale gratuiti; l’apprezzato servizio informativo settimanale, al quale si è aggiunta la rassegna stampa quotidiana trasmessa per email. Diverse sono state poi le attività sindacali svolte a tutela degli Iscritti e della Categoria sul territorio, nei confronti di Enti ed Istituzioni. Numerose, infine, le convenzioni di favore che la nostra Associazione ha sottoscritto e che hanno trovato apprezzamenti da parte dei Colleghi: dalla piattaforma “privacy”, all’utilizzo di banche dati, alla piattaforma per la fatturazione elettronica per studio e clientela.
Tutte queste iniziative non sarebbero state possibili senza i preziosi suggerimenti ed il contributo economico degli Associati, ai quali formulo i miei più sinceri ringraziamenti.
Da parte mia e da parte del Consiglio direttivo di ANC Napoli Nord, infine, rivolgo un augurio a tutti i Colleghi, Associati e lettori dell’informativa, di un sereno Natale e di un anno nuovo migliore di quello trascorso.
ANC e Fattura Elettronica: “bisogna fare chiarezza”!
Il Presidente di ANC, Marco Cuchel, con un’accorata lettera aperta ha voluto fare chiarezza sulle motivazioni che hanno spinto ANC a promuovere la causa in via d’urgenza presso il Tribunale civile di Roma in merito ai problemi di Privacy sulla fattura elettronica.
La comunicazione si è resa necessaria in virtù di alcune “letture” che sono state date sui social e sulla stampa.
Leggi la lettera del Presidente Cuchel
Portale fatturazione elettronica HUB B2B del CNDCEC ancora in alto mare.
Dopo la falsa partenza del portale Cndcec, dovuto a problemi tecnici di UNIMATICA, la società che gestisce la piattaforma fatturazione elettronica, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti aveva comunicato che "UNIMATICA sta inoltrando a tutti gli iscritti le PEC di attivazione alla piattaforma HUB B2B". Ad oggi 22 dicembre, il tanto atteso portale per la fatturazione elettronica promosso dal Cndcec non è ancora disponibile per tantissimi colleghi, che non hanno ricevuto la Pec per registrarsi e accedere alla piattaforma ed iniziare a lavorare.
Sulla pagina facebook del CNDCEC, nella tarda mattinata di ieri è stata comunicata la mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.t) ed il numero di telefono (051 4195195) a cui rivolgersi in caso di mancata ricezione della pec.
I tanti colleghi che hanno invano tentato di contattare telefonicamente UNIMATICA sia a mezzo telefono che a mezzo mail, ad oggi non hanno ricevuto nulla.
Doppio mandato: la Cassazione si è espressa anche per gli Avvocati.
La Cassazione è tornata ad esprimersi in tema di elezioni dei Consigli degli Ordini.
Questa volta a suscitare l’interesse della Corte sono stati gli Ordini forensi. La recente sentenza a Sezioni Unite n. 32781, infatti, fornendo interpretazione delle leggi n. 247 del 2012 e n. 113 del 2017, statuisce il divieto del doppio mandato anche per coloro che lo avevano svolto, anche parzialmente, prima dell'entrata in vigore della legge stessa.
Secondo il segretario generale dell'Associazione Nazionale Forense, Luigi Pansini, “Si tratta di un importante passo verso una rappresentanza effettivamente democratica e rispondente alle dinamiche del territorio, che fa venire meno quei ‘centri di potere' che pervicacemente continuavano a sussistere in seno alle istituzioni forensi”.
È grave - continua Pansini - che i giudici di legittimità debbano evidenziare ancora una volta agli avvocati un principio basilare di legalità e democrazia per evitare “una cristallizzazione di posizioni di potere nella gestione delle compagini rappresentative a causa della protrazione del loro espletamento ad opera delle stesse persone: protrazione che è, a sua volta, fomite o incentivo di bene prevedibili tendenze all'autoconservazione a rischio di prevalenza o negativa influenza su correttezza ed imparzialità dell’espletamento delle funzioni di rappresentanza”.
La ratio della sentenza e quella di evitare che la carica di consigliere diventi un mestiere. Principio applicabile a tutti gli ordini e professioni regolamentate.
Aggiornamento dell’elenco dei revisori dei conti degli enti locali con efficacia dal 1° gennaio 2019
Si comunica che è stato approvato l’elenco dei revisori dei conti degli enti locali, riferito agli enti locali appartenenti al territorio delle regioni a statuto ordinario, aggiornato ai sensi dell’articolo 8, comma 5, del Regolamento di cui al Decreto del Ministro dell’interno 15 febbraio 2013. I Revisori iscritti per il 2019 sono 15.548. L’elenco, stilato in ordine alfabetico per ciascuna articolazione regionale, a norma dell’articolo 2, comma 2, del citato Regolamento, è reso pubblico sulle pagine del sito internet del Ministero dell’interno – Dipartimento per gli affari interni e territoriali, con effetti di pubblicità legale ai sensi dell’articolo 32, della legge 18 giugno 2009, n. 69.
Nel corso dell’anno 2019 verranno effettuati gli ulteriori controlli, anche a campione, a norma delle disposizioni di cui agli articoli 71 e seguenti del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sulla veridicità delle dichiarazioni contenute nelle domande di iscrizione in ordine al possesso dei prescritti requisiti.
Consulta l’elenco dei Revisori EE LL per il 2019
Scadenza al 31 dicembre 2018 per i crediti revisori legali 2017 2018.
Scade il 31 dicembre 2018 il termine relativo alla formazione per i revisori legali delle annualità 2017 e 2018.
Si ricorda che, entro il triennio 2017/2019, ogni revisore legale dovrà aver conseguito 60 CFU.
In merito si precisa che dovranno essere conseguiti almeno 20 crediti formativi in ogni anno solare che compone il triennio 2017-2019.
In particolare, ogni anno, almeno 10 dei 20 crediti formativi dovranno essere conseguiti seguendo corsi vertenti su materie caratterizzanti espressamente indicate dal MEF, materie del gruppo A:
Per i restanti 10 crediti formativi il revisore è libero di scegliere tra corsi che vertano su materie dei gruppi B e C quali contabilità generale, analitica e di gestione; disciplina del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato; principi contabili nazionali ed internazionali; analisi finanziaria; diritto civile, commerciale, societario e fallimentare; diritto tributario; diritto del lavoro e della previdenza sociale; informatica e sistemi operativi; economica politica, aziendale e finanziaria; principi fondamentali di gestione finanziaria; matematica e statistica.
Dividendi 2017-2018 secondo la DRE Piemonte.
Con la risposta all’istanza di interpello n. 901-498/2018 la Direzione Regionale Entrate del Piemonte è intervenuta sul trattamento fiscale delle distribuzioni di dividendi deliberate nel 2017 ed eseguite nel 2018.
Le distribuzioni effettuate a favore di persone fisiche titolari di partecipazioni qualificate mantengano il previgente regime impositivo, senza scontare quindi la ritenuta a titolo d’imposta del 26%.
In tema di disciplina transitoria dei dividendi (art. 1, c. 1006, L. 205/2017) l’interpretazione risolve una questione rilevante sia per i soci percipienti, che per le società emittenti (gravate degli obblighi derivanti dalla posizione di sostituto d’imposta). In termini generali, la modifica del regime fiscale dei dividendi percepiti dalle persone fisiche non imprenditori assimila gli utili derivanti dal possesso di partecipazioni qualificate a quelli delle partecipazioni non qualificate.
Per effetto dell’intervento normativo gli utili che derivano dal possesso di partecipazioni qualificate non concorrono alla formazione del reddito complessivo del percipiente in misura parziale, ma scontano invece la ritenuta a titolo d’imposta, che esclude ogni obbligo dichiarativo a carico del percipiente.
La modifica vale per i redditi di capitale percepiti dal 1.01.2018. Tuttavia, per distribuzioni di utili (prodotti fino all’esercizio 2017) derivanti da partecipazioni qualificate deliberate dal 1.01.2018 al 31.12.2022 continuano ad applicarsi le disposizioni del D.M. 26.05.2017.
Tali dividendi quindi concorrono alla formazione del reddito complessivo della persona fisica in misura parziale, senza subire la ritenuta a titolo d’imposta.
Gestione Separata INPS anche per professionisti che non versano il contributo soggettivo.
Sono obbligati ad iscriversi alla Gestione Separata INPS (L. n. 335/1995), e versare quindi la relativa contribuzione alla cassa dell’Istituto previdenziale, anche quei professionisti che, pur essendo tenuti ad iscriversi all’Albo di categoria, non versano il corrispondente contributo soggettivo alla Cassa previdenziale di appartenenza.
Ciò ha prodotto negli ultimi anni numerose controversie tra l’INPS e la compagine dei professionisti. Ultimo intervento della giurisprudenza, che sembra chiarire definitivamente la posizione tra la pubblica amministrazione ed i professionisti sono le sentenze n. 32506/2018 e 32508/2018 della Corte di Cassazione.
Innanzitutto, appare utile comprendere chi sono i soggetti tenuti ad iscriversi alla Gestione Separata INPS, e perché nasce questa nuova forma di contribuzione. La predetta gestione nasce dalla L. n. 335/1995 (c.d. Riforma Dini), avente l’obiettivo di assicurare una tutela previdenziale a tutte quelle categorie di lavoratori fino ad allora escluse, scoperte dal punto di vista previdenziale, e dunque con il rischio di non percepire alcun trattamento previdenziale alla pensione.
Concerto Gospel per Natale 2018 e visita guidata alle catacombe di San Gennaro.
Il 29 Dicembre 2018 in programma il Concerto Gospel con musica degli Halerm Voices Feat. Eric B. Turner e visita guidata nelle suggestive catacombe.
Compresa nel biglietto del concerto anche una fantastica visita guidata alle Catacombe di San Gennaro, situate sotto la Basilica e tra le più antiche aree cimiteriali del mondo risalenti al II secolo. Inizio concerto ore 21:00, visita guidata alle catacombe ore 20:00, prezzo: 22 euro. Info: 0817443714. Per le prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Evento Facebook
Natale a Napoli 2018.
Il Natale 2018 a Napoli offre tanta scelta per chi vuole divertirsi e visitare la città con mostre, concerti e tanto altro. Fino al 6 gennaio 2018 e per tutto il mese di dicembre 2018 a Napoli sono stati organizzati tantissimi eventi adatti a tutti gusti per godere a 360° della città in occasione di questo Natale con tanti eventi, concerti, mostre e artigianato locale. Il fitto programma di manifestazioni prevede il ciclo di eventi “Fatti belli” che celebra la bellezza paesaggistica e non solo della città fra trekking urbano, passeggiate fra luci d’artista, mostre di presepi e porcellane, arte musicale con i concerti nelle chiese di “Sacro Sud”. Fino al 6 gennaio 2018. Info: Sito ufficiale
L'agenzia delle Entrate non può essere difesa da un legale esterno.
La Ctp di Reggio Emilia, con la sentenza 271/2/2018 del 27 novembre, si allinea alla più recente sentenza della Cassazione, dichiarando irregolare la costituzione nei gradi di merito dell'agenzia delle EntrateRiscossione, con il patrocinio di un avvocato del libero foro, né, tantomeno, è possibile per il giudice invitare l'agente della riscossione a sanare questa irregolarità, così come avviene nel rito civile.
La vicenda nasce dall'impugnazione, da parte del contribuente, di una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria. L'agenzia delle Entrate si è costituita in giudizio con un avvocato del libero foro e il ricorrente ne ha eccepito l'irregolarità. L'articolo 11 del Dlgs 546/1992, che disciplina la capacità di stare in giudizio, così come modificato dalla delega fiscale (Dlgs 156/2015), prevede infatti che l'agente della riscossione è tenuto a stare in giudizio direttamente o tramite la struttura territoriale sovraordinata.
Previsione confermata dal Dl 193/2016 (articolo 1, comma 8) che ha regolato la soppressione delle società del gruppo Equitalia e ha previsto l'istituzione dell'agenzia delle Entrate-Riscossione.
L'articolo 11 citato ha di fatto concentrato, per quanto riguarda l'agente, nella medesima struttura (interna), la capacità di stare in giudizio e l'assistenza tecnica. Dalla lettura delle norme, come sottolineato dalla Ctp, si evince che l'agenzia delle EntrateRiscossione, dal 1° gennaio 2016 (data di entrata in vigore del Dlgs 156/2015), non può farsi rappresentare in giudizio da un professionista esterno alla propria struttura. Si tratta, in sintesi, dell'affermazione dell'inammissibilità della rappresentanza processuale volontaria, come già rilevato dalla Cassazione nella sentenza 28684/2018. Pronuncia che pare mettere un punto fermo sul tema, dopo l'ordinanza 25625, di alcuni giorni precedente, che in un passaggio stringato ammetteva gli avvocati "esterni". Rispetto al principio generale che esclude i legali del libero foro, fanno eccezione le ipotesi (non nei gradi di merito) in cui è possibile, per l'agente - sebbene non appartenga propriamente all'ambito delle amministrazioni statali - avvalersi della difesa dell'Avvocatura dello Stato (articolo 1, comma 8, del Dl 193/2016). Con la conseguenza che, se si ricorre a professionisti del libero foro, la costituzione è da ritenersi illegittima e, quindi, gli atti posti in essere dall'agente non dovrebbero essere considerati a fini probatori.
Ancora, un tale tipo di procura rilasciata a un soggetto esterno è da intendersi alla stregua di un atto preprocessuale affetto da un vizio di carattere extraformale e, pertanto, affetta da nullità non sanabile per il raggiungimento dello scopo (articolo 156 del Codice di procedura civile).
Né, infine, come rilevato dalla Ctp, si potrebbe ritenere applicabile l'articolo 182 del Codice di procedura civile che consentirebbe di sanare, d'ufficio, l'irregolarità della costituzione in giudizio. L'operatività di questa norma è prevista dall'articolo 12, comma 10, del Dlgs 546/1992 che, però, disciplina l'istituto dell'assistenza tecnica, mai rivolta all'agente della riscossione.
La Sentenza 32254 del 13 dicembre 2018 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione torna sul concetto di inerenza nella sua considerazione qualitativa e non quantitativa, in linea con la giurisprudenza più recente della Corte stessa.
Assenza del modello organizzativo 231 e onere della prova.
Nell’ambito della responsabilità amministrativa da reato di cui al D.Lgs. 231/2001, il principio giuridico dell’onere della prova agisce diversamente a seconda che il reato sia commesso da persona in posizione apicale o da persona sottoposta alla direzione e vigilanza di uno dei soggetti apicali.
Se il reato è commesso da soggetto apicale, per escludere la sua responsabilità, l’ente deve dimostrare di aver preventivamente adottato e attuato idoneo modello organizzativo finalizzato a prevenire reati della specie di quello verificato; affidato a un organismo dotato di autonomi poteri il compito di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del modello; che vi è stata la fraudolenta elusione del modello; la non omessa o insufficiente azione di vigilanza dell’organismo.
Mentre in caso di reato commesso da un sottoposto, l’ente è responsabile se la commissione è stata resa possibile dell’inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza di un soggetto apicale, inosservanza comunque da escludere in caso di preventiva adozione e attuazione di idonei modelli organizzativi.
In entrambe le ipotesi, adozione e attuazione del modello organizzativo sono fattori scriminanti, posto che la responsabilità amministrativa da reato degli enti “può essere esclusa solo nel caso di preventiva adozione di idonei modelli organizzativi, cui sia correlato un proficuo e mirato sistema di prevenzione”. Sistema di prevenzione che necessariamente deve tener conto dei rischi inerenti alle specifiche attività svolte dall’ente, per esempio: se opera con la Pubblica amministrazione dovrà stimare come proprio della sua attività il rischio di pratiche corruttive e di conseguenza approntare le più opportune misure di prevenzione.
Qualora il modello organizzativo sia assente quale configurazione assume la responsabilità amministrativa? Con la sentenza n. 54640/2018, la Suprema Corte fornisce indicazioni al riguardo: nel caso di reato commesso da soggetto apicale “la mancata adozione è di per sé bastevole al fine di suffragare la responsabilità dell’ente”, perché di base manca un sistema tale da costituire un oggettivo parametro di riferimento anche per coloro che sono chiamati a esprimere direttamente la volontà dell’ente medesimo. Se il reato è invece commesso da persona sottoposta alla direzione e vigilanza di un apicale, in assenza del modello organizzativo “la colpa di organizzazione risulta comunque sottesa a un deficit di direzione o vigilanza – incentrata su un sistema di regole cautelari -, che abbia in concreto propiziato il reato”.
Nel caso in esame una società, imputata ai sensi dell’art. 25, c. 2 D.Lgs. 231/2001 (istigazione alla corruzione) e priva del modello organizzativo, ricorreva alla Corte di Cassazione per violazione delle norme processuali: alla società era contestato l’illecito nel presupposto del ruolo apicale dell’agente, mentre la condanna correlava il reato al ruolo non apicale del medesimo. Argomentano i giudici, in caso di mancata adozione del modello organizzativo, a seconda che si tratti di apicale o sottoposto, i presupposti della responsabilità dell’ente “differiscono solo alla condizione che sia concretamente attestato un assetto, ispirato a regole cautelari, destinato comunque ad assicurare quell’azione preventiva”. L’assenza del modello organizzativo è comunque indice di carenze organizzative che si manifestano con la mancanza di misure di prevenzione, per tale motivo il ricorso è stato rigettato.
Circolare vademecum per il controllo e la vigilanza dei Collegi sindacali degli enti del Servizio sanitario nazionale.
Con la corposa circolare 35 del 13 dicembre 2018, a firma congiunta Ministero dell’economia e delle finanze e Ministero della Salute, viene fornito uno strumento di supporto alle funzioni svolte dai Collegi sindacali degli enti del Servizio sanitario nazionale, la cui attività è rivolta a garantire la legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa, nonché la rigorosa gestione delle risorse pubbliche, anche in considerazione dell’attività di monitoraggio della spesa pubblica.
Dall’inizio dell’anno alla data odierna le procedure pubblicate sui portali di servizio sono 116 e 11 i concordati. Nel 2017 sono state 190 le procedure fallimentari e 14 i concordati.
n.d. n.d. 115 n.d. n.d. n.d. n.d.
n.d. n.d. 112 n.d. n.d. n.d. n.d.
n.d. n.d. 110 n.d. n.d. n.d. n.d.
18/01/2018 Restart Aversa ANC Napoli Nord Gratuito aula In attesa

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