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Timestamp: 2013-06-20 13:33:06+00:00

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Al di sopra (e al di fuori) della Legge | Lettere alla Redazione | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale
Al di sopra (e al di fuori) della Legge
commenti di: Orazio Fergnani Al Comando stazione dei Carabinieri
Querela/Denuncia contro:
Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate e Presidente di Equitalia S.p.A sig.r Massimo Romano;
Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Presidente di Equitalia S.p.A sig.r Attilio Befera (dal 2008).
Il Vice Presidente Equitalia sig.r Antonio Mastrapasqua;
Il direttore generale di Equitalia sig.r Marco Cuccagna;
Il Vice Direttore Generale di Equitalia sig.r Luciano Mattonelli;
Il Vice Direttore Generale di Equitalia sig.r Renato Raffaele Vicario;
L’Amministratore Delegato di Equitalia nord sig.r Giancarlo Rossi;
L’Amministratore Delegato di Equitalia centro sig.r Antonio Piras;
L’Amministratore Delegato di Equitalia sud sig.r Benedetto Mineo;
I ministri delle finanze succedutisi a partire dall’emissione di sentenze in merito fin dal 2009 fra
I ministri dello sviluppo economico succedutisi a partire dall’emissione di sentenze in merito fin
tutti i dirigenti del consiglio d’amministrazione di Poste Italiane S.p.A., fra cui il sig.r Giovanni
titolari di agenzie recupero credito adottanti procedure postali per notificare cartelle esattoriali;
Ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini
LUOGO DI COMMISSIONE: Tutto il territorio nazionale
a) delitto di furto, quando ricorre la circostanza aggravante prevista dall’articolo 4 della legge 8 agosto 1977 n. 533 o taluna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 625 comma 1 numeri 1, 2 prima ipotesi e 4 seconda ipotesi del codice penale (1);
b) delitto di rapina previsto dall’articolo 628 del codice penale e di estorsione previsto dall’articolo 629 del codice penale;
c) delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni;
d) delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere prevista dall’articolo 416 commi 1 e 3 del codice penale, se l’associazione è diretta alla commissione di più delitti fra quelli previsti dal comma 1 o dalle lettere a), b), c), d), f), g), i) del presente comma.
Tale prova si ottiene solo con l’esibizione in giudizio delle copie delle cartelle insieme alle rispettive relate di notifica da parte del concessionario della riscossione.
Ebbene, tale comportamento se da una parte prova la ricezione di “un atto”, dall’altra parte non prova assolutamente il contenuto dell’atto stesso.
Dunque, tale sentenza rinnova un orientamento già espresso in passato con la seguente giurisprudenza:
Sentenza n. 40/01/10 della Commissione Tributaria Provinciale di Parma;
Sentenza n.559/10 del Giudice di Pace di Campi Salentina;
Sentenza n.133/2012 della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso;
Sentenza n.4486 del Giudice di Pace di Genova;
Sentenza CTP di Milano 68.2.12 La cartella va prodotta in giudizio
Sentenza CTP di Bari n.51.02.12 Notifica Cartella
Sentenza CTR di Venezia n18.7.10 Cartella e calcolo interessi
Sentenza CTP di Parma n.15.07.10 Onere di produrre la cartella
Sentenza CTP di Milano n.306.23.11 Valenza dei documenti in copia
Sentenza CTP di Milano n. 03.25.11 Cartella esattoriale per posta
Sentenza CTP Lecce n.197.05.11- cartella per posta
Sentenza CTP Taranto n 470 05 2010 del 15.04.2010 - Cartella per posta
Sentenza CTP Milano n.264 del 14.6.10 - Cartelle nulle per posta
Sentenza Tribunale Udine n. 1183.09 - Cartelle nulle per posta
Sentenza CTR Milano n. 61.22.2010 Vizio notifica cartella
Sentenza CTP Genova n. 125.12.2008 notifica cartella inesistente
Sentenza CTP Lecce n.909/05/2009 notifica cartella inesistente
Ed infine il recepimento dell’orientamento in questione anche da parte del Giudice di Pace di Genova nella citata sentenza n.4486 del 26 giugno 2012 ha stabilito la nullità delle cartelle esattoriali notificate da Equitalia via posta senza il passaggio di un messo comunale o ufficiale giudiziario. Questo in ossequio al dettato dell’art.26, comma 1, del D.P.R. 602/1973 che si impone al concessionario di avvalersi dell’ausilio di uno dei soggetti indicati per effettuare le notificazioni delle cartelle esattoriali e delle multe.
Insomma, la notifica con raccomandata A/R effettuata da Equitalia senza il tramite degli ufficiali della riscossione o altri soggetti abilitati dal concessionario, dei messi comunali o degli agenti della polizia municipale, è causa di nullità della cartella esattoriale.
Di conseguenza ogni altro atto, fra cui l’iscrizione ipotecaria, è illegittima se Equitalia non dimostra la corretta notifica di tutte le cartelle esattoriali per cui procede.
Come già espresso chiaramente, tale comportamento prova sì la ricezione di un atto ma non prova assolutamente il contenuto dell’atto stesso.
In particolare, quest’ultima sentenza chiarisce espressamente che: “L’Ente incaricato per la riscossione, ha sempre l’obbligo di produrre l’atto a cui si è fatto riferimento (nella specie la cartella esattoriale)”.
Ed ancora, in riferimento alla contestazione del contribuente, specifica che:
“E’ come se il debitore cambiario, prima di pagare il credito vantato dal presunto creditore, chiede con diritto di essere posto a conoscenza del titolo cambiario da lui sottoscritto in forma autografa ed il creditore che ne richiede il pagamento ha l’obbligo di esibire il titolo”.
Il Giudice di Pace, infine, in riferimento alla mancata esibizione della cartella, chiarisce ancora:
“Tanto meno va considerata prova a tutti gli effetti la copia della cartolina di avvenuta notifica della cartella esattoriale, senza la produzione della cartella medesima”.
Potrebbe esserci circostanza più chiara?
Nonostante tutto ciò le agenzie delle entrate, e tutta la “filiera” di gestione del recupero del “Credito” continuano disinvoltamente ed ostinatamente a procedere “contra legem” e contro le sentenze, insensibili a qualunque richiamo e rampogna.
Una volta si faceva rispettare (come tuttora previsto da molte leggi dello Stato) e si richiedeva il requisito di onorabilità a chi doveva svolgere un qualunque tipo di attività pubblica, in particolare quelle a contatto con la raccolta di denaro (come previsto dal TUB 385/93 e poi anche dal Decreto 30 dicembre 1998, n. 517 del Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica Articolo 1 - Onorabilità dei partecipanti al capitale di intermediari finanziari, ed anche Decreto 30 dicembre 1998 n. 516 del Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica Articolo 4 - Requisiti di onorabilità).
E non ultimo il Codice civile art.2387 - Lo statuto può subordinare l’assunzione della carica di amministratore al possesso di speciali requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza, anche con riferimento ai requisiti al riguardo previsti da codici di comportamento redatti da associazioni di categoria o da società di gestione di mercati regolamentati. Si applica in tal caso l’articolo 2382.
Questo solo per citare alcuni testi di legge… ma qui dove sono l’onorabilità e la morale?
Tornando a ciò che le sentenze succitate hanno definito, ovvero la nullità della cartella esattoriale se effettuata da Equitalia tramite notifica con raccomandata A/R senza il tramite degli ufficiali della riscossione o altri soggetti abilitati dal concessionario, dei messi comunali o degli agenti della polizia municipale, vale la pena evidenziare un dato: in pratica, il 100% delle raccomandate recapitate ai malcapitati cittadini da Poste Italiane S.p.A è spedito da Equitalia, in palese violazione della legge, come innumerevoli volte sentenziato da giudici in lungo e in largo in tutta Italia.
Tradotto in linguaggio volgare si potrebbe spiegare il comportamento di Equitalia in questo modo: “Equitalia continua a strafottersene beatamente degli obblighi di adeguamento imposti dalle sentenze… E da delinquenti impenitenti quali sono proseguono a vessare in maniera del tutto truffaldina, rapinatrice, estortiva ed usuraria gli sventurati che le capitano a tiro”.
Sarebbe ora che la “giustizia” cominciasse a far rispettare le sentenze
sanzionando e punendo Equitalia e tutta la filiera della procedura, a partire dai responsabili del Ministero delle Finanze fino all’ultimo impiegato… Tutti - dal primo all’ultimo, al contrario di quanto imposto dalle reiterate sentenze, in totale dispregio della Giustizia (in senso supremo e pragmatico) - continuano insolenti e imperterriti nella loro illegale ed illegittima condotta operativa e esecutiva.
Se si configurino le ipotesi di reato in calce evidenziate e finora descritte, valutare di procedere per la penale punizione dei colpevoli, nonché preliminarmente, richiedere gli opportuni sequestri di
Questo naturalmente non può valere per i denunciati se ricoprono importanti cariche istituzionali e all’interno dell’Agenzia, come Ministri, Direttori generali, dirigenti, amministratori delegati.
Costoro NON POSSONO AFFERMARE DI ESSERE IGNORANTI E, QUINDI, IN BUONA FEDE. Al contrario sarebbero doppiamente responsabili nei confronti della legge, dei cittadini e della storia.
Ricordo, sottolineo ed enfatizzo - ad uso di chi mi legge - l’obbligatorietà dell’azione penale in caso di evidenti violazioni di legge e l’altrettanto obbligatorio arresto in caso di flagranza di reato.
Ricordo altresì il giuramento prestato nei confronti della Legge, delle Istituzioni, della Repubblica, dello Stato, dei Cittadini italiani tutti e SOPRATTUTTO DELL’ARTICOLO 54 DELLA COSTITUZIONE, A CUI I DENUNCIATI IN CALCE, NEL LORO RUOLO E NELLA LORO CARICA DI FUNZIONARI DELLO STATO E/O CONCESSIONARI DELLO STATO FACENTI FUNZIONI DI PUBBLICI UFFICIALI HANNO L’OBBLIGO DI RISPETTARE LE LEGGI E DI ADEGUARSI ED UNIFORMARSI A QUANTO VIENE SANCITO NELLE SENTENZE DEI TRIBUNALI DELLA REPUBBLICA.
Si comunica infine che questa querela sarà ripresentata in tutte le Procure della Repubblica.
Chiedo quindi la punizione nei termini di legge per tutti i reati sopra contestati, e quant’altro ravvisabile nell’esposizione dei fatti e scaturenti dalle indagini, il ripristino della legalità, della giustizia e le più severe sanzioni e condanne previste dalla LEGGE.
Orazio Fergnani Articolo letto: 3222 volte (07 Agosto 2012)

References: sentenza 

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 Articolo 1
 Articolo 4
 art.2387