Source: http://sit.hsh.it/areasistema/index.php?option=com_content&task=view&id=889&Itemid=291
Timestamp: 2016-08-27 11:32:00+00:00

Document:
Area Sistema - Vincolo Idrogeologico
Vincolo Idrogeologico	Vincoli Idrogeologici <<I vincoli idrogeologici sono mezzi di tutela volti al controllo dell'utilizzazione dei terreni montani e dei luoghi boscati, ricompresi nei bacini fluviali.
L'apposizione del vincolo idrogeologico determina il divieto di apportare modificazioni o d'introdurre forme di utilizzazioni che possano far perdere stabilit� ai terreni o turbare il regime delle acque.
L'inedificabilit� assoluta che ne deriva determina indennizzo a favore dei proprietari dei lotti vincolati.>>(da "Repertorio di Edilizia ed Urbanistica" de "Il Sole 24ore").
L'art 866 del C.C. "Vincoli per scopi idrogeologici e per altri scopi" stabilisce che:
<<Anche indipendentemente da un piano di bonifica, i terreni di qualsiasi natura e destinazione possono essere sottoposti a vincolo idrogeologico, osservate le forme e le condizioni stabilite dalla legge speciale, al fine di evitare che possano con danno pubblico subire denudazioni, perdere la stabilit� o turbare il regime delle acque.
L'utilizzazione dei terreni e l'eventuale loro trasformazione, la qualit� delle colture, il governo dei boschi e dei pascoli sono assoggettati, per effetto del vincolo, alle limitazioni stabilite dalle leggi in materia.
Parimenti, a norma della legge speciale, possono essere sottoposti a limitazione nella loro utilizzazione i boschi che per la loro speciale ubicazione difendono terreni o fabbricati dalla caduta di valanghe, dal rotolamento dei sassi, dal sorrenamento e dalla furia dei venti, e quelli ritenuti utili per le condizioni igieniche locali.>>.
La disciplina che regolamenta l'utilizzo delle zone destinate a vincolo idrogeologico � contenuta all'interno del R.D. 3267/1923 alla quale si rimanda integralmente.
Regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n. 3267 (in Gazz. Uff., 17 maggio 1924, n. 117). Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani (1) (2) (3) (4).
(1) Il riferimento a soprattasse e/o a pene pecuniarie, nonch� ad ogni altra sanzione amministrativa, ancorch� diversamente denominata, contenuto nel presente provvedimento, � sostituito con il riferimento alla sanzione pecuniaria di uguale importo (art. 26, comma 1, d.lg. 18 dicembre 1997, n. 472). I riferimenti eventualmente contenuti nelle singole leggi di imposta a disposizioni abrogate si intendono effettuati agli istituti e alle previsioni corrispondenti risultanti dal citato d.lg. 472/1997. Salvo diversa espressa previsione, i procedimenti di irrogazione delle sanzioni disciplinati dal citato d.lg. 472/1997, si applicano all'irrogazione di tutte le sanzioni tributarie non penali (art. 26, comma 1, d.lg. 18 dicembre 1997, n. 472).
(2) Il d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51, ha soppresso l'ufficio del pretore e, fuori dai casi espressamente previsti dal citato decreto, le relative competenze sono da intendersi trasferite al tribunale ordinario. Lo stesso decreto ha soppresso l'ufficio del pubblico ministero presso la pretura circondariale e ha provveduto a trasferirne le relative funzioni all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale ordinario. Pertanto, i riferimenti a pretore ed a pretura sono sostituiti, rispettivamente, dai riferimenti al presidente del tribunale e al tribunale. Inoltre, qualora il presente provvedimento attribuisca funzioni amministrative alternativamente al pretore e ad organi della P.A., le attribuzioni pretorili si intendono soppresse; sono altres� soppresse le funzioni amministrative di altre autorit� giurisdizionali, eccezion fatta per il giudice di pace, se attribuite in via alternativa tanto al pretore che ad organi della P.A. Inoltre il potere del pretore di rendere esecutivi atti emanati da autorit� amministrative � soppresso e gli atti sono esecutivi di diritto. Infine, qualora il presente provvedimento preveda l'obbligo di determinati soggetti di rendere giuramento innanzi al pretore per l'esercizio di attivit�, questo si intende reso innanzi al sindaco o ad un suo delegato.
(3) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti alla materia delle risorse idriche e della difesa del suolo, ad eccezione di quelle espressamente mantenute allo Stato.
(4) A partire dal 1� gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1� gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento � tradotta in Euro secondo il tasso di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in decimali, la cifra � arrotondata eliminando i decimali (art. 51, D.Lgs. 24 giugno 1998, n. 213).
LIMITAZIONI ALLA PROPRIETA' TERRIERA.
Sono sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici i terreni di qualsiasi natura e destinazione che, per effetto di forme di utilizzazione contrastanti con le norme di cui agli artt. 7, 8 e 9 possono con danno pubblico subire denudazioni, perdere la stabilit� o turbare il regime delle acque.
La determinazione dei terreni di cui all'articolo precedente sar� fatta per zone nel perimetro dei singoli bacini fluviali.
A tale scopo l'Amministrazione forestale segner� per ogni Comune su di una mappa catastale, o, in mancanza, su di una carta del regio Istituto geografico militare possibilmente in scala da 1 a 10.000, i terreni da comprendersi nella zona da vincolare, descrivendone i confini.
In apposita relazione esporr� ed illustrer� le circostanze ed i motivi che consigliarono la proposta.
Un esemplare della carta topografica, con la descrizione dei confini delle zone proposte per il vincolo, dovr�, a cura del Sindaco, restare affisso per 90 giorni all'albo pretorio del Comune.
Una copia della relazione rester� invece depositata presso la segreteria del Comune a disposizione degli interessati.
La pubblicazione di cui sopra terr� luogo di notificazione.
I reclami avverso la proposta di determinazione della zona da vincolare, redatti in carta libera, devono essere presentati alla segreteria del Comune entro il termine stabilito dall'articolo precedente.
Scaduto detto termine, il Sindaco trasmetter� tutti i reclami nonch� l'esemplare della carta topografica, con la descrizione dei confini delle zone, e la relazione dell'Ispettorato forestale (1), al
Comitato costituito a norma dell'art. 181 (2).
Il Comitato decider�, sentito, ove lo ritenga necessario, uno o pi� membri da esso delegati ad apposito sopraluogo.
Contro le decisioni del Comitato � ammesso ricorso al Consiglio di Stato entro novanta giorni dalla notificazione della decisione.
(1) La relazione � di competenza degli Ispettorati ripartimentali delle foreste, in base agli artt. 3 e 4 d.lg. 12 marzo 1948, n. 804.
(2) Ora, Regioni.
Esaurito l'esame dei ricorsi, il Comitato forestale (1) dar� notizia dell'esito di essi all'Ispettorato forestale. Questo, entro sessanta giorni dall'annuncio, curer� la pubblicazione all'albo di ogni Comune di un esemplare della carta topografica con l'indicazione delle zone definitivamente vincolate e con la descrizione dei confini delle zone stesse.
Ad ogni effetto di legge la determinazione delle zone vincolate, s'intender� definitiva quindici giorni dopo la pubblicazione anzidetta.
(1) Ora, Regioni.
Le variazioni da apportarsi alla delimitazione delle zone vincolate in seguito alle decisioni dei ricorsi al Consiglio di Stato, saranno pubblicate nei modi e nei termini stabiliti dall'art. 5.
Per i terreni vincolati la trasformazione dei boschi in altre qualit� di coltura e la trasformazione di terreni saldi in terreni soggetti a periodica lavorazione sono subordinate ad autorizzazione del Comitato forestale (1) e alle modalit� da esso prescritte, caso per caso, allo scopo di prevenire i danni di cui all'art. 1.
Per i terreni predetti il Comitato forestale (1) dovr� prescrivere le modalit� del governo e della utilizzazione dei boschi e del pascolo nei boschi e terreni pascolativi, le modalit� della
soppressione e utilizzazione dei cespugli aventi funzioni protettive, nonch� quelle dei lavori di dissodamento di terreni saldi e della lavorazione del suolo nei terreni a coltura agraria, in quanto ci� sia ritenuto necessario per prevenire i danni di cui all'art. 1.
Nei terreni vincolati l'esercizio del pascolo sar�, in ogni caso, soggetto alle seguenti restrizioni:
a) nei boschi di nuovo impianto o sottoposti a taglio generale o parziale, oppure distrutti dagli incendi, non pu� essere ammesso il pascolo prima che lo sviluppo delle giovani piante e dei nuovi virgulti sia tale da escludere ogni pericolo di danno;
b) nei boschi adulti troppo radi e deperenti � altres� vietato il pascolo fino a che non sia assicurata la ricostituzione di essi;
c) nei boschi e nei terreni ricoperti di cespugli aventi funzioni protettive �, di regola, vietato il pascolo delle capre.
Su conforme parere dell'Autorit� forestale, il Comitato (1) potr� autorizzare il pascolo nei boschi e determinare le localit� in cui potr� essere eccezionalmente tollerato il pascolo delle capre.
Le prescrizioni di massima, di cui agli artt. 8 e 9, compilate in forma di regolamento, sono rese esecutive dal Ministro per l'economia nazionale (1), il quale potr�, udito il Consiglio di Stato,
annullarne o modificarne le parti riconosciute contrarie ai fini ed alle disposizioni del titolo I del presente decreto ed alle leggi ed ai regolamenti generali.
(1) Ora, Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali.
Il Comitato (1), nel determinare le norme di polizia forestale, stabilir� anche le pene per i trasgressori, senza eccedere i limiti fissati dall'art. 434 del codice penale (2).
(2) La Corte cost., con sent. 23 marzo 1966, n. 26, ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del presente articolo.
I proprietari dei terreni compresi nelle zone vincolate possono separatamente chiedere che i propri terreni siano in tutto od in parte esclusi dal vincolo.
Per ottenere tale esclusione dovranno farne domanda al Comitato forestale (1). Per l'ulteriore procedura si seguiranno le norme stabilite negli artt. 4, 5 e 6.
I terreni esclusi dal vincolo saranno indicati in un elenco da pubblicarsi a cura dell'Ispettorato forestale.
Le zone vincolate, nelle quali, per lavori eseguiti, per mutate forme di utilizzazione dei terreni o per altre cause, risulti cessato il pericolo di danni, di cui all'art. 1, possono dal Comitato forestale (1), su proposta dell'Amministrazione forestale o su richiesta degli interessati, essere dichiarate esenti dal vincolo.
Il Comitato forestale (1) potr� del pari dichiarare totalmente o parzialmente esenti dalle limitazioni imposte dalle prescrizioni di massima i proprietari di terreni compresi nelle zone vincolate, qualora si verifichino le circostanze previste dal precedente comma.
L'esenzione avr� carattere personale; a tutti gli altri effetti di legge anche questi terreni s'intenderanno vincolati.
Le zone ed i terreni esenti dal vincolo possono, per iniziativa dell'Amministrazione forestale, o di chiunque vi abbia interesse, essere sottoposte a vincolo.
Per combattere le epidemie di parassiti animali e vegetali nei boschi, anche se non vincolati, si osserveranno le disposizioni contenute nella L. 26 giugno 1913, n. 888 (1), per prevenire e
combattere le malattie delle piante, in quanto trovino applicazione nel caso particolare.
(1) Vedi, ora, la l. 18 giugno 1931, n. 987.
Gli estimi dei terreni vincolati, che nella formazione del catasto siano stati applicati senza tener conto degli effetti del vincolo, saranno riveduti e ridotti in proporzione della diminuzione di reddito causata dal vincolo stesso.
VINCOLO PER ALTRI SCOPI
I boschi, che per la loro speciale ubicazione, difendono terreni o fabbricati dalla caduta di valanghe, dal rotolamento di sassi, dal sorrenamento e dalla furia dei venti, e quelli ritenuti utili per le condizioni igieniche locali, possono su richiesta delle Province, dei Comuni o di altri enti e privati interessati, essere sottoposti a limitazioni nella loro utilizzazione.
Le limitazioni di cui al comma precedente sono stabilite dalle Amministrazioni interessate in seguito ad accordi col Ministero dell'economia nazionale (1).
Per la diminuzione di reddito derivante dalle limitazioni di cui al primo e secondo comma del presente articolo sar� dovuto ai proprietari o possessori di boschi un congruo indennizzo. Questo, insieme con le spese per l'imposizione dei detti vincoli, sar� a carico di coloro che promossero le limitazioni e ne trarranno vantaggio.
Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai casi considerati nel testo unico di legge 16 maggio 1900, n. 401, sulle servit� militari (2).
(1) Ora, Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali.
(2) Vedi, ora, la l. 20 dicembre 1932, n. 1849.
La necessit� dei vincoli sui boschi, di cui al primo comma dell'articolo precedente, sar�, caso per caso, dichiarata dal Comitato forestale (1) in seguito a domanda motivata degli enti o privati interessati ed a relazione scritta di una Commissione di membri del Comitato (1), incaricata dei necessari accertamenti.
Nei casi di vincolo per ragioni igieniche dovr� essere sentito anche il Consiglio sanitario provinciale.
Contro la dichiarazione della necessit� del vincolo � ammesso ricorso al Consiglio di Stato nel termine stabilito dall'art. 4.
Torna su BOSCHI E FORESTE
La domanda di dichiarazione della necessit� del vincolo o provvedimento dell'autorit�, di cui all'art. 17, comma secondo, deve notificarsi al proprietario o a colui che a qualsiasi titolo abbia nell'attualit� il godimento del bosco.
Dal momento della notificazione fino all'esaurimento della procedura relativa alla dichiarazione ed imposizione del vincolo, il proprietario o possessore del bosco non potr� compiere in esso alcun taglio di piante.
Esso per� potr� chiedere, in sede di liquidazione dell'indennizzo, un compenso per il pregiudizio economico subito a causa della sospensione dei tagli.
Riconosciuta la necessit� del vincolo di cui al primo comma dell'art. 17, verranno determinate le forme e le modalit� del godimento del bosco. A tal uopo il Comitato (1) informer� l'Amministrazione forestale e le parti interessate delle proprie deliberazioni.
Analoga notificazione sar� fatta dall'autorit� che promosse la dichiarazione di vincolo, di cui al secondo comma dell'articolo stesso.
Entro trenta giorni dalle dette notificazioni, l'Amministrazione forestale invier� al Sindaco, per la pubblicazione nell'albo pretorio del Comune, un esemplare della carta topografica col tracciato del terreno boschivo sottoposto a vincolo, ed un estratto delle norme relative alla utilizzazione di esso.
L'affissione all'albo sar� fatta per un periodo di giorni quindici, dopo del quale la determinazione del vincolo s'intender� definitiva ad ogni effetto di legge.
Sulla base dei minori redditi derivanti dalle limitazioni imposte alla consuetudinaria utilizzazione del bosco sar� stabilito l'ammontare dell'indennizzo.
Qualora manchi l'accordo fra le parti, la misura dell'indennizzo sar� fissata, su richiesta della parte pi� diligente, da tre arbitri, nominati uno dal proprietario o possessore del bosco, l'altro dall'ente o privato che promosse il vincolo ed il terzo dagli arbitri scelti dalle parti, e, in caso di mancato accordo, dal Presidente del Tribunale della circoscrizione, tra gli ingegneri, i laureati in scienze agrarie, i periti forestali ed i geometri iscritti nell'albo dei periti del Tribunale (1).
Lo stesso Presidente, su richiesta della parte pi� diligente, proceder� alla nomina dell'arbitro non designato dall'altra parte
La decisione del Collegio arbitrale, ove non sia diversamente stabilito dalle parti, sar� suscettibile dei gravami previsti dalla legge (1).
(1) La Corte cost., con sent. 27 dicembre 1991, n. 488, ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del presente comma.
Il Collegio arbitrale, di cui all'articolo precedente, nel determinare la misura dell'indennizzo, stabilir� anche le modalit� del pagamento, che pu� aver luogo sotto forma di canone annuo.
Qualora il bosco vincolato agli effetti dell'articolo 17 sia vincolato anche per scopi idrogeologici, l'eventuale indennizzo sar� stabilito senza computare le diminuzioni di reddito derivanti da questo secondo vincolo.
In casi d'urgenza e qualora si abbia fondato motivo per ritenere che boschi situati nelle condizioni di cui all'art. 17 possano essere utilizzati in modo da produrre i danni previsti dall'articolo stesso, il Comitato forestale, (1), su richiesta di chiunque vi abbia interesse, nonch� le Amministrazioni dello Stato, nel caso previsto dal secondo comma del detto articolo, potranno imporre l'astensione da qualsiasi forma di utilizzazione di essi, fino all'esaurimento della procedura, di cui agli articoli precedenti.
DISPOSIZIONI PENALI E DI POLIZIA
Il proprietario o possessore di terreni vincolati, il quale non osserver� le norme emanate dal Comitato forestale (1) per l'applicazione dell'art. 7, e quelle relative alle modalit� della soppressione ed utilizzazione dei cespugli ed alle modalit� dei lavori di dissodamento nei terreni saldi e della lavorazione del suolo nei terreni a coltura agraria, di cui all'art. 8, incorrer� nella sanzione amministrativa da lire 96.000 a lire 800.000 per ogni decara di terreno, non mai per� inferiore a lire 320.000 (1), e considerandosi come decara intera una frazione di decara, ed avr� l'obbligo di compiere i lavori impostigli dal Comitato entro il termine da questo stabilito.
(2) La sanzione originaria dell'ammenda � stata depenalizzata dall'art. 32, l. 24 novembre 1981, n. 689, e cos� elevata dall'art. 1, l. 4 agosto 1984, n. 424.
In caso d'inosservanza dell'obbligo stabilito nell'articolo precedente, il contravventore dovr�, entro trenta giorni dalla diffida del Comitato (1), depositare presso la Sezione di regia Tesoreria provinciale la somma corrispondente alla spesa prevista, restando a cura del Comitato di far eseguire direttamente i lavori.
Non effettuandosi il deposito, o quando nell'esecuzione dei lavori sia stata sorpassata la somma prevista, la relativa riscossione, sull'ordinanza del Presidente del Comitato (1), sar� fatta con le norme stabilite per l'esazione delle contribuzioni dirette.
Coloro che nei boschi vincolati per scopi idrogeologici o per gli scopi previsti dall'art. 17, taglino o danneggino piante o arrechino altri danni, in contravvenzione alle prescrizioni emanate dal Comitato forestale (1) ed alle disposizioni impartite dalle autorit�, di cui al comma secondo dell'articolo predetto, saranno puniti con una pena pecuniaria, dal doppio al quadruplo del valore delle piante tagliate o del danno commesso salvo gli obblighi imposti dagli articoli precedenti.
Gli amministratori dei corpi morali incorreranno personalmente nella massima pena, ove si rendessero colpevoli delle infrazioni previste negli articoli precedenti, senza pregiudizio delle pene, nelle quali fossero incorsi qualora avessero commesso il reato a proprio profitto.
Le infrazioni di cui agli art. 24 e 26, commesse da chi non � proprietario, possessore od amministratore, saranno punite non solo colle pene minacciate dai detti articoli, ma altres� con quelle corporali inflitte dalle leggi penali generali quando costituiscano un reato da esse previsto. La pena per i reati previsti dall'art. 26 non sar� inferiore ai tre quinti del massimo, e, per gli altri reati, non sar� inferiore ai due terzi del massimo, se trattasi di aggiudicatari di tagli, di fittavoli di pascoli, e generalmente di persone che abbiano diritto di fermarsi nei boschi.
La pena non sar� inferiore al sestuplo, se il danno avr� avuto luogo nei vivai e semenzai dell'Amministrazione forestale.
Nei reati forestali la valutazione delle piante tagliate o del danno arrecato sar� fatta dagli agenti forestali con le norme da stabilirsi nel regolamento per l'esecuzione del presente decreto. Le parti interessate potranno impugnare, innanzi all'Autorit� giudiziaria, la valutazione fatta dagli agenti forestali.
Ove i reati di cui nel presente decreto per qualunque motivo cadessero sotto le disposizioni delle leggi penali generali, e fossero da queste pi� gravemente puniti, sar� inflitta la pena da esse minacciata, ma non potr� essere applicata nella misura del minimo, salva la disposizione dell'art. 28.
I delitti contro le propriet� commessi sui boschi vincolati, anche quando non diano luogo ad azione privata, sono perseguibili d'ufficio nei casi previsti dalle prescrizioni del Comitato forestale (1) e dai provvedimenti delle autorit�, delle quali � cenno nel secondo comma dell'art. 17.
Senza tener conto dell'esistenza o meno di vincoli, qualora nei boschi si sviluppi un'epidemia di parassiti animali o vegetali, tale da minacciarne l'esistenza e da far temere la propagazione ad altri boschi, il proprietario o possessore � tenuto a darne subito avviso all'Autorit� forestale pi� vicina, in conformit� di quanto sar� ordinato dalle norme di Polizia forestale, di cui all'art. 10.
Chiunque, in occasione d'incendio nei boschi, vincolati o no, rifiuta, senza giustificato motivo, il proprio aiuto o servizio al funzionario che dirige l'opera di spegnimento, � punito a norma dell'articolo 435 del codice penale (1).
(1) Ora art. 652 c.p. del 1930.
Le pene pecuniarie stabilite dal presente decreto saranno, nel caso di non effettuato pagamento, commutate nell'arresto, a seconda del suo ammontare, osservato il ragguaglio ed il limite stabiliti dal codice penale.
Le contravvenzioni alle disposizioni del presente decreto potranno essere conciliate davanti all'Ispettore capo del ripartimento nella cui circoscrizione l'infrazione fu commessa (1).
Per tale conciliazione il contravventore dovr� pagare una somma corrispondente al minimo della pena per la prima volta, al minimo aumentato della met� del minimo per la seconda volta ed al doppio del minimo per la terza volta, salvi gli aumenti stabiliti dall'art. 28.
Se si tratti di contravvenzione a pena fissa, dovr� pagare per la prima volta la met� di essa, per la seconda volta i tre quinti e per la terza volta l'intera pena.
(1) Comma cos� modificato dall'art. 2, r.d.l. 3 gennaio 1926, n. 23, conv. in l. 24 maggio 1926, n. 898.
La domanda di conciliazione pu� esser fatta verbalmente o per iscritto all'Ispettore forestale capo del dipartimento entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del verbale di contravvenzione.
L'Ispettore, ammettendo la conciliazione, stabilisce il termine entro il quale il contravventore potr� dimostrare di avere versato, presso gli uffici e nei modi che saranno indicati dal regolamento, la somma dovuta a titolo di pena.
Detto termine non potr� superare i sessanta giorni. Qualora la conciliazione non sia stata invocata o l'ammenda non pagata nei termini suddetti, l'Ispettore trasmetter� il verbale di contravvenzione al Pretore competente per l'ulteriore corso di giustizia.
Chi nel periodo di due anni abbia commesso tre infrazioni alle disposizioni del presente decreto, per le quali sia intervenuta condanna o conciliazione, a norma dell'art. 35, od oblazioni ai sensi dell'art. 101 del codice penale (1), non sar� ammesso a conciliazione per altri reati, previsti dal presente decreto, accertati nel biennio successivo.
Agli effetti delle disposizioni precedenti, sar� sempre considerata come prima contravvenzione quella commessa dopo due anni dall'ultima condanna, conciliazione od oblazione.
La conciliazione potr� aver luogo anche per i danni senza limite di valore.
(1) Ora art. 162 c.p. del 1930.
Le notificazioni, le domande, i verbali, le quietanze e qualsiasi altro atto relativo alle conciliazioni regolate dall'art. 36 sono esenti da ogni diritto e spesa di bollo e registro.
SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALE DEI BACINI MONTANI
Le opere di sistemazione dei bacini montani sono eseguite a cura e spese dello Stato.
1) opere di sistemazione idraulico-forestale, consistenti in rimboschimenti, rinsaldamenti e opere costruttive immediatamente connesse;
2) altre opere idrauliche eventualmente occorrenti.
Le prime sono di competenza del Ministero della economia nazionale (1), che vi provvede con fondi stanziati nel proprio bilancio e con l'opera del Corpo reale delle foreste (2), le seconde sono di competenza del Ministero dei lavori pubblici, che vi provvede con fondi stanziati nel proprio bilancio e con l'opera del Corpo reale del genio civile (3).
(2) Ora, Corpo forestale dello Stato.
(3) Ora, Genio civile.
I lavori di sistemazione idraulico-forestale dei bacini montani, necessariamente coordinati ad opere di bonifica, continueranno ad essere compresi nei progetti di tali opere, secondo l'articolo 7, lettera b), del testo unico, approvato con R.D. 22 marzo 1900, n. 195, ed il riparto della relativa spesa continuer� ad essere regolato dalle disposizioni dello stesso testo unico. A questi lavori saranno applicabili le disposizioni degli artt. 43, 44, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57 e 58 del presente decreto.
Nei progetti di sistemazione dei bacini montani potranno essere considerati gli eventuali lavori occorrenti per raccogliere le acque del bacino ed utilizzarle a scopo di irrigazione o forza motrice.
Tra l'Amministrazione dei lavori pubblici e quella forestale saranno presi accordi circa l'ordine di esecuzione delle opere in rapporto alle disponibilit� dei fondi stanziati nei rispettivi bilanci e circa la prosecuzione delle opere in corso alla data dell'entrata in vigore del presente decreto, che potr� continuare a rimanere affidata all'Amministrazione che ha dato inizio alle opere stesse.
Gli Uffici del Genio civile e quelli di Ispettorato forestale determineranno d'accordo i perimetri dei bacini da sistemare. Gli uffici stessi compileranno in collaborazione, ove sia necessario, i progetti di massima, facendo in questi risultare, mediante apposito verbale, la distinzione delle opere di competenza delle rispettive Amministrazioni secondo l'art. 39.
L'esame delle proposte di determinazione dei perimetri e dei progetti di massima delle opere da eseguire � deferito alla sezione seconda del Consiglio superiore dei lavori pubblici, della quale sono chiamati a far parte il Direttore generale delle foreste e demani ed un Ispettore superiore forestale, designato dal Ministro per l'economia nazionale (1).
Per i bacini compresi nel compartimento del Magistrato alle acque il detto esame � deferito al Comitato tecnico di magistratura.
Compilato il progetto di massima, gli Ispettorati forestali determineranno, distintamente per ciascun Comune, i terreni da sistemare considerati nel progetto e cureranno, in conformit� di quanto � disposto nell'art. 3, la pubblicazione delle carte topografiche relative al perimetro delle zone da sistemare e dell'elenco dei terreni, distinti per zone.
Entro trenta giorni dalla pubblicazione delle carte e dell'elenco, di cui all'articolo precedente, l'elenco � notificato gratuitamente ai proprietari interessati, i quali avranno sessanta giorni per ricorrere o fare opposizione.
Trascorso detto termine, il Sindaco invier� i reclami all'Ispettorato forestale il quale, con la copia del progetto, delle carte topografiche e degli elenchi, li trasmetter� al Ministero dell'economia nazionale (1).
Questo decider� definitivamente, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, o, trattandosi di bacini compresi nel compartimento del Magistrato alle acque, il Comitato tecnico di questo.
In seguito alla decisione sui reclami da parte del Ministero (1), l'elenco dei terreni diverr� definitivo e, dopo quindici giorni dalla data della pubblicazione del decreto di approvazione, i terreni compresi nell'elenco s'intenderanno sottoposti al vincolo di cui al titolo I, capo I, sezione I, del presente decreto, ed i proprietari interessati non potranno opporsi alla esecuzione delle opere di sistemazione.
L'approvazione dei progetti esecutivi delle opere di cui all'art. 39 equivale, per tutti gli effetti di legge, a dichiarazione di pubblica utilit�.
Nei progetti di sistemazione dovranno indicarsi i terreni da rimboschire, nonch� quelli da consolidare mediante inerbamento o creazione di pascoli alberati, e stabilirsi, per questi ultimi, norme per l'esercizio del pascolo.
Ai proprietari dei terreni da sistemare, e nei quali per l'esecuzione dei lavori progettati risulti indispensabile una totale o parziale sospensione di godimento, � assegnata un'indennit� annua in somma fissa tenuto conto del reddito netto all'epoca dell'inizio dei lavori di rinsaldamento e rimboschimento.
In caso di mancato accordo, l'indennit� sar� liquidata nei modi previsti dall'art. 21 (1).
L'indennit� decorre dalla data della presa di possesso dei terreni da parte dell'Amministrazione dello Stato per la esecuzione dei lavori e cessa con la riconsegna al proprietario del terreno rinsaldato o rimboschito, la quale avverr� dopo che i lavori siano collaudati e, trattandosi di boschi, dopo che questi saranno diventati redditizi.
Il giudizio dell'Amministrazione � insindacabile, tanto per l'approvazione del collaudo, quanto per la dichiarazione di compimento dei lavori.
(1) Vedi art. 21, nota 1.
Se ai fini del rimboschimento dei terreni compresi negli elenchi di cui all'art. 45 l'Amministrazione forestale riconosca sufficiente una temporanea sospensione del pascolo, potr� adottare questo provvedimento assegnando al proprietario od utente un'indennit�, da liquidarsi secondo le norme stabilite dall'articolo precedente, tenendo conto della diminuzione di reddito che ne consegue e dell'esenzione dalla imposta fondiaria di cui all'art. 58.
I proprietari dei terreni da rinsaldare o da rimboschire, compresi nei detti elenchi, possono chiedere, prima dell'inizio dei lavori, di sistemare agrariamente i loro terreni mediante opere di sistemazione superficiale e regolando la condotta delle acque, purch� tali opere siano riconosciute idonee ai fini della sistemazione del bacino.
La relativa concessione sar� fatta con le norme stabilite dall'art. 55.
La razionale sistemazione agraria dei terreni compresi nel perimetro dei bacini montani potr� essere anche prevista nei progetti di sistemazione purch� i proprietari interessati ne assumano l'esecuzione con le norme di cui al detto articolo.
Compiuti e collaudati i lavori di sistemazione relativi ad un determinato perimetro, le opere di rinsaldamento e rimboschimento dei terreni saranno consegnate ai proprietari, che dovranno mantenerle secondo le norme stabilite dall'articolo seguente.
Qualora il proprietario dei terreni rinsaldati o rimboschiti intenda rinunciare alla riconsegna di essi, il Ministero dell'economia nazionale (1) nei limiti degli stanziamenti del bilancio, potr� procedere al loro acquisto, anche a trattative amichevoli.
In ogni caso per� il prezzo di questi terreni non potr� mai superare quello corrispondente alla valutazione fatta a norma degli artt. 113 e 114.
Nei terreni rimboschiti per effetto del presente decreto non sar� mai permessa la coltura agraria.
Il pascolo sar� in essi regolato in conformit� delle norme contenute nell'art. 9.
Il proprietario dei terreni rinsaldati e rimboschiti deve compiere le operazioni di governo boschivo in conformit� al piano di coltura e di conservazione approvato dal Ministero dell'economia nazionale (1).
Le infrazioni alle prescrizioni sopraindicate sono punite con la sanzione amministrativa estensibile fino a lire 50.000 e, in caso di recidiva, fino a lire 200.000; salvo le maggiori pene comminate dalle disposizioni del titolo I, capo II, del presente decreto (2).
Ove a carico di un proprietario siano accertate, nel corso di dodici mesi, due o pi� contravvenzioni agli obblighi predetti, il Ministero dell'economia nazionale, anche quando l'azione penale sia prescritta o altrimenti estinta, su proposta dell'ufficio forestale, pu� autorizzare detto ufficio a prendere possesso del terreno per un tempo determinato, senza alcuna indennit�, ed a provvedere, a spese del proprietario negligente, ai lavori occorrenti in base al piano prestabilito di coltura conservazione.
(2) La sanzione originaria dell'ammenda � stata depenalizzata dall'art. 32, l. 24 novembre 1981, n. 689, e cos� elevata dall'art. 114, primo comma, della citata l. 24 novembre 1981, n. 689.
Il Ministro per l'economia nazionale (1) sentito, a seconda dei casi, il Consiglio superiore dei lavori pubblici o il Comitato tecnico del Magistrato alle acque, pu� consentire che i lavori di rimboschimento dei terreni compresi negli elenchi, di cui all'art. 45, siano eseguiti dai proprietari soli o riuniti in consorzio, entro un congruo termine, secondo il progetto approvato e in base ad un regolare atto di sottomissione.
Il rimborso non si accorder� per intero se non dopo cinque anni dalla compiuta coltura.
Alla custodia ed alla manutenzione delle opere d'arte comprese nei perimetri dei bacini montani provvedono le Amministrazioni che le hanno eseguite, coi fondi stanziati in apposito capitolo della parte ordinaria dei bilanci dei Ministeri dell'economia nazionale (1) e dei lavori pubblici.
Le disposizioni del presente articolo non sono applicate quando il Ministero dell'economia nazionale (1) deliberi di procedere all'acquisto dei terreni per aggregarli al Demanio forestale dello Stato.
Allorch� le opere di sistemazione sono compiute da societ� od imprenditori, la manutenzione di esse � assunta dall'Amministrazione interessata a partire dal 10 gennaio successivo alla data di approvazione del collaudo finale delle opere concesse.
I terreni privati, compresi nei perimetri dei bacini montani, che dai loro proprietari siano rimboschiti e mantenuti regolarmente a bosco, secondo il piano di coltura e di conservazione di cui al terzo comma dell'art. 54, sono esenti dall'imposta fondiaria erariale e dalla sovrimposta provinciale e comunale per anni quaranta, quando si tratti di boschi di alto fusto, e per quindici, quando si tratti di boschi cedui.
L'imposta sgravata non dar� lungo a reimposizione delle Province nelle quali non � stato attivato il nuovo catasto rustico e fino a che in esse sono in vigore gli antichi catasti; di essa sar� fatta proporzionale riduzione in ordine al contingente stabilito dalla L. 14 luglio 1864, n. 1831.
L'esenzione dalla sovrimposta comunale non potr� mai superare l'uno per cento dell'ammontare della sovrimposta medesima nei singoli Comuni.
Lo sgravio e l'esenzione si otterranno annualmente mediante domanda in carta semplice rivolta all'agenzia delle imposte, corredata di certificato pure in carta libera, dell'Ispettorato forestale comprovante l'esecuzione del lavoro di rimboschimento e la sua conservazione in conformit� del relativo piano di coltura.
L'Ispettorato suddetto � tenuto a rilasciare tale certificato previo, ove occorra, accertamento a spese dello Stato.
Le Province, i Comuni, gli enti morali ed i proprietari interessati, da soli o riuniti in consorzio, nonch� le societ� ed i privati imprenditori, anche nel compartimento del Magistrato alle acque, potranno essere autorizzati ad eseguire direttamente le opere di sistemazione dei bacini montani.
Alla concessione dell'esecuzione delle dette opere provvederanno i Ministeri dei lavori pubblici e della economia nazionale (1) d'accordo col Ministero delle finanze, udito il Consiglio superiore dei lavori pubblici od il Comitato tecnico del Magistrato alle acque per le opere comprese nel rispettivo compartimento e, nei casi in cui � richiesto per legge, il Consiglio di Stato.
Alle persone indicate nell'articolo precedente lo Stato rimborser� le spese a seconda delle convenzioni stipulate caso per caso e nei limiti degli stanziamenti del bilancio.
Il costo effettivo delle opere che, comprese le spese impreviste, risulta dal progetto approvato per la sistemazione montana, potr� in corrispettivo di spese generali ed altri oneri del concessionario, essere aumentato fino al 20 per cento.
Qualora l'importo delle spese accertate e liquidate, come sopra, dall'Ufficio del Genio civile o da quello forestale competente, secondo il caso, superi quello delle annualit� convenute da parte dello Stato in ordine agli stanziamenti di bilancio, sar� corrisposto sulle maggiori somme anticipate dai concessionari l'interesse del 4 per cento annuo dalla data della liquidazione fino a quella dell'emissione del decreto di rimborso.
Le societ� o i singoli imprenditori, i quali intendano chiedere la concessione di opere di sistemazione dei bacini montani devono presentarne domanda al competente Ufficio del Genio civile o dell'Ispettorato forestale.
a) una corografia con la proposta del perimetro della sistemazione e l'indicazione grafica delle opere da eseguire;
b) un progetto sommario di massima dei lavori di sistemazione;
c) i documenti atti a dimostrare la idoneit� tecnica e la capacit� finanziaria ad eseguire le opere.
L'Ufficio del Genio civile o l'Ispettorato forestale, accertata la regolarit� degli atti, cura la inserzione per estratto della domanda nel Foglio annunzi legali della Provincia.
Dopo un mese dall'inserzione di cui al precedente articolo, il Ministro per i lavori pubblici o quello per l'economia nazionale (1) o il Magistrato alle acque, per le opere da farsi nel suo compartimento, dispone la pubblicazione della domanda e dei relativi atti, determinandone le modalit�.
Compiute le pubblicazioni, il Ministro per i lavori pubblici o quello per l'economia nazionale o entrambi d'accordo, sentito, a seconda dei casi, il Consiglio superiore dei lavori pubblici od il Comitato tecnico del Magistrato alle acque, decidono sulla ammissibilit� della domanda e fissano il termine per la presentazione del progetto o dei progetti esecutivi.
Nello stesso termine di un mese � ammessa la presentazione di domande concorrenti da parte di altre societ� e imprenditori, purch� corredate dei documenti prescritti. Sono concorrenti le domande che riflettono la sistemazione di uno stesso bacino o di una parte di esso.
Dopo la pubblicazione di tutte le domande a termini del primo comma del precedente articolo, il Ministro per i lavori pubblici o quello per l'economia nazionale (1) o entrambi d'accordo, sentito, a seconda dei casi, il Consiglio superiore dei lavori pubblici od il Comitato tecnico del Magistrato alle acque, decidono quale domanda sia da preferire, tenendo conto dell'estensione del territorio che i richiedenti si propongono di sistemare, della richiesta di procedere alla bonifica agraria dopo il compimento della sistemazione, della migliore rispondenza delle opere proposte dall'uno o dall'altro concorrente agli scopi della sistemazione e ad altri interessi pubblici, nonch� del maggiore affidamento di sollecita esecuzione dell'opera, derivante sia dalla capacit� tecnica e finanziaria del richiedente sia dall'attendibilit� e compiutezza dei preliminari studi tecnici esibiti.
A parit� di tutte le dette condizioni di preferenza, vale il criterio della priorit� di presentazione della domanda.
Quando alla data della presentazione della prima domanda esista il consorzio fra i proprietari interessati, nessuna decisione sulle domande di societ� e imprenditori potr� essere presa, se non dopo trascorso il termine di tre mesi, entro il quale, pu� dal consorzio stesso essere esercitato un diritto di prelazione.
Alle societ� ed agli imprenditori concessionari di lavori di sistemazione, si pu�, dopo l'approvazione di ciascun collaudo parziale, restituire una quota del deposito cauzionale, di cui all'art. 1 del D.L. 8 agosto 1918, n. 1256, in proporzione dell'importo di ciascun lotto collaudato.
Gli uffici del catasto debbono fornire alle societ� ed agli imprenditori tutte le notizie e gli elementi da essi posseduti, che siano necessari per la formazione e conservazione degli elenchi delle propriet� interessate, mediante il solo rimborso delle spese effettive per tale scopo incontrate.
Il personale tecnico, adibito dai concessionari alla sorveglianza e custodia delle opere di sistemazione, pu� elevare verbali di accertamento delle contravvenzioni, purch� presti giuramento innanzi al Pretore del mandamento o innanzi al Sindaco del Comune ove il personale stesso risiede.
La Cassa depositi e prestiti � autorizzata, per il periodo di anni sei dalla pubblicazione del presente decreto, a concedere, con le norme del proprio istituto e con estensione anche al disposto dell'art. 78 del T.U. 2 gennaio 1913, n. 453, alle Provincie, ai Comuni ed ai consorzi, concessionari di opere di sistemazione, i mutui occorrenti per lo svolgimento del programma di esecuzione delle opere concesse.
I mutui saranno accordati gradualmente in corrispondenza ai vari lotti di opere indicati in detto programma, e, nell'esclusivo riguardo della graduatoria dei mutui da concedersi, sar� sentito il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
La Cassa depositi e prestiti � autorizzata ad anticipare sui mutui da essa concessi ai consorzi, di cui al precedente articolo, le somme necessarie per l'inizio dei lavori, quando questi si eseguano in economia o siano affidati a cooperative di produzione e lavoro.
Nell'anticipazione potr� essere compreso l'importo della spesa occorsa per la redazione del progetto tecnico.
Le successive somministrazioni saranno fatte dalla Cassa depositi e prestiti in relazione all'avanzamento dei lavori in modo che gli enti suddetti abbiano i fondi necessari per proseguirli.
Ad opere ultimate dovr� dimostrarsi l'erogazione delle somme complessive riscosse per mutui.
Le annualit� che lo Stato deve corrispondere ai concessionari per opere di sistemazione, saranno calcolate con lo stesso tasso di interesse annualmente stabilito dalla Cassa depositi e prestiti per i mutui ordinari, ai sensi degli artt. 9 e 73 del menzionato testo unico di legge approvato con R.D. 2 gennaio 1913, n. 453.
Le concessioni di opere di sistemazione possono anche essere fatte a condizione che il contributo dello Stato sia corrisposto in annualit� costanti, non eccedenti il numero di cinquanta, comprensivo di una quota di contributo e di interessi non superiore al 4 per cento.
Lo Stato ha sempre facolt� di riscattare in tutto o in parte le annualit� stabilite per il pagamento del suo contributo nella spesa di ciascuna sistemazione, pagando il capitale corrispondente alle annualit� stesse depurato degli interessi non maturati.
In pendenza di progetti regolarmente approvati, le casse di risparmio possono concedere mutui ai consorzi concessionari di opere di sistemazione per l'esecuzione delle opere stesse. A detti mutui sono estese le disposizioni dell'art. 16 della L. 11 dicembre 1910, n. 855.
Le convenzioni relative alla concessione di opere di sistemazione sono esenti da bollo e da qualsiasi altro tributo, nonch� da diritti di segreteria e di archivio, e saranno registrate col solo diritto fisso di lire 2000 (1).
(1) Imposta cos� elevata dall'art. 1, comma terzo, l. 21 luglio 1961, n. 707.
RIMBOSCHIMENTO E RINSALDAMENTO DI TERRENI VINCOLATI
L'Amministrazione forestale, le Province ed i Comuni, allo scopo di meglio garantire le finalit� previste dall'art. 1 potranno, da soli o riuniti in consorzio, promuovere il rimboschimento dei terreni vincolati e la ricostituzione dei boschi estremamente deteriorati anch'essi sottoposti a vincolo.
L'Amministrazione forestale e gli enti suddetti potranno altres�, da soli od in consorzio, promuovere l'imboschimento delle dune e delle sabbie mobili.
Sia nel primo che nel secondo caso, allorch� lo Stato concorra nelle spese, la direzione delle opere � affidata all'Ispettorato forestale sotto la vigilanza dei Comitati forestali (1) e, nelle Province comprese nel compartimento del Magistrato alle acque, sotto la vigilanza di quest'ultimo.
I proprietari dei terreni di cui all'articolo precedente possono eseguire per proprio conto i lavori indicati nell'articolo stesso, impegnandosi ad iniziarli ed a compierli nei modi e nel termine stabiliti dal Comitato forestale (1).
Qualora si riconosca la necessit� d'inerbare e rinsaldare terreni nudi destinati a pascolo, sottoposti a vincolo, l'Amministrazione forestale e gli enti di cui all'art. 75, in seguito ad autorizzazione del Comitato forestale (1) possono imporre ai proprietari dei terreni la sospensione del godimento di essi per un periodo massimo di dieci anni, ovvero procedere all'occupazione temporanea dei terreni stessi e compiervi i lavori occorrenti, senza per altro mutarne la destinazione.
L'indennit� di espropriazione o di occupazione temporanea dei terreni, nonch� di sospensione dall'esercizio del pascolo, di cui ai precedenti articoli, sar� stabilita nei modi previsti dall'art. 21.
I proprietari di terreni vincolati possono riunirsi in consorzio al fine di provvedere al rimboschimento dei terreni stessi.
La formazione di tale consorzio pu� anche venire ordinata dall'Autorit� giudiziaria, a norma dell'art. 659 del codice civile (1), quando dai lavori di rimboschimento possano derivare vantaggi ad altri proprietari.
I proprietari dissidenti hanno facolt� di esimersi da siffatto obbligo, cedendo i terreni al consorzio a prezzo di stima, nel qual caso � obbligatorio pel consorzio l'acquisto di essi.
Ove questa facolt� non venga esercitata, i promotori del consorzio possono, nel caso che rappresentino almeno i quattro quinti dell'area del rimboschimento, procedere all'espropriazione dei terreni dei proprietari dissidenti, corrispondendo il prezzo che verr� stabilito nei modi previsti dall'art. 21.
(1) Ora art. 862 c.c. del 1942.
L'amministrazione del consorzio ha la capacit� giuridica di rappresentare, col mezzo del suo capo, il consorzio nei giudizi, nei contratti ed in tutti gli atti che interessino l'ente, entro il limite dei poteri stabiliti dal regolamento o statuto.
La responsabilit� dei consortisti � limitata alla quota da ciascuno conferita in societ� o determinata nel regolamento.
� data facolt� ai consorzi di stabilire, nell'atto della loro costituzione, o nel regolamento, che le controversie tra soci, o tra soci ed il consorzio, siano decise col mezzo di arbitri e che questi possano rendere le loro decisioni immediatamente esecutive, nonostante l'appello ai Tribunali ordinari.
Ai consorzi, i quali dimostrino che la superficie dei terreni da rimboschimento non sia inferiore a 20 ettari, pu� essere accordata con decreto reale la facolt� di riscuotere coi privilegi e nelle forme fiscali il contributo dei soci.
La domanda, accompagnata dal regolamento o statuto del consorzio, viene presentata al Prefetto della Provincia che la rassegna al Ministro per l'economia nazionale (1) colle sue osservazioni per la emanazione del decreto reale.
Non sono soggetti che ad un diritto fisso di registro di lire 2000 (1), ove non sia minore per legge, gli atti di costituzione, attuazione e primo stabilimento del consorzio e gli atti successivi che per la durata di sei anni dalla data dell'atto costitutivo, occorrano per l'esecuzione dei lavori di rimboschimento.
Per la durata di un triennio dall'entrata in vigore del presente decreto, il Ministero dell'economia nazionale (1) in base ad apposite convenzioni, � autorizzato a concedere contributi ai consorzi di rimboschimento, nonch� a Provincie, Comuni e consorzi di Comuni, che assumano a proprio carico la gestione dei vivai forestali governativi, istituiti per la distribuzione gratuita di piantine forestali.
Per la Basilicata le spese occorrenti per il rimboschimento e rinsaldamento dei terreni demaniali dello Stato e della Provincia e di quelli patrimoniali e demaniali ex-feudali dei Comuni, che fossero vincolati o vincolabili a norma del titolo I, capo I, del presente decreto, e le spese necessarie per la ricostituzione dei boschi deteriorati di natura demaniale ex-feudale, e per la costruzione delle case di guardia, delle siepi e delle stradelle necessarie per l'impianto, la buona conservazione e la razionale utilizzazione dei nuovi boschi, sono a totale carico dello Stato.
Ai Comuni sar� corrisposta un'indennit� annua pari al reddito medio da essi percepito nell'ultimo quinquennio durante il periodo in cui i terreni nudi da rimboschire ed i boschi deteriorati da ricostituire resteranno affidati all'Amministrazione forestale.
Tutti i terreni rimboschiti a cura dello Stato, delle Province e dei Comuni, esclusi da questi ultimi quelli demaniali ex-feudali, formeranno parte, fin dall'inizio dei lavori di rimboschimento, del Demanio forestale dello Stato. Per� la rendita netta della loro razionale utilizzazione andr� a vantaggio della Cassa provinciale di credito agrario, per i beni demaniali dello Stato e della Provincia, e a vantaggio dei monti frumentari; per i beni comunali patrimoniali fatta deduzione della precedente rendita percepita dalla Provincia o dai Comuni, che continueranno a riscuoterla.
A tale effetto il Ministro dell'economia nazionale (1) provveder�, a suo tempo, al riparto della rendita netta di cui sopra, ai termini del regolamento.
Le disposizioni dell'articolo precedente si intendono estese anche alle Province della Calabria per il rimboschimento e rinsaldamento dei terreni dei privati, acquistati od espropriati per essere rimboschiti o ridotti a pascolo senza per� che questi entrino a far parte del demanio forestale dello Stato.
Dalla rendita netta dei terreni delle Province e dei Comuni sar� a quelle ed a questi attribuita una quota corrispondente alla rendita percepita precedentemente dai proprietari.
In Sardegna i lavori di rimboschimento sui terreni ex-ademprivili, consegnati ai locali Ispettorati forestali, saranno eseguiti a cura e spese dello Stato.
Le disposizioni generali contenute nel presente capo si estendono ai terreni compresi nella zona carsica, che, per effetto delle leggi provinciali dell'ex-Impero austro-ungarico, relative ad essi, erano destinati all'imboschimento.
INCORAGGIAMENTI A FAVORE DELLA SILVICOLTURA E DELL'AGRICOLTURA
ESENZIONI FISCALI E CONTRIBUTI FINANZIARI DELLO STATO
Gli enti ed i privati che razionalmente e sotto la vigilanza dell'Autorit� forestale compiano lavori di rimboschimento di terreni cespugliati, erbati o nudi, di loro appartenenza, siano o no sottoposti a vincolo, godranno delle esenzioni fiscali di cui all'art. 58.
Il Ministero dell'economia nazionale (1) � autorizzato ad accordare gratuitamente la direzione tecnica dei lavori per la formazione di nuovi boschi o per la ricostituzione di boschi estremamente deteriorati, nonch� contributi nella misura non superiore ai due terzi (2) della relativa spesa, determinata insindacabilmente dall'Amministrazione forestale.
Quando ne riconosca l'opportunit�, potr� altres� accordare gratuitamente i semi e le piantine occorrenti e, nel caso che non abbia fornito gratuitamente tali materiali, nella determinazione del contributo, dovr� tener conto anche del costo delle piantine e dei semi impiegati nelle colture.
Se per� la formazione e ricostituzione di boschi siano state iniziate anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto, detti contributi saranno concessi, anche se i terreni non si trovino nelle condizioni di cui al precedente comma e sempre che i rispettivi proprietari o possessori abbiano osservate le norme in vigore all'inizio dei lavori.
I proprietari o possessori debbono compiere le operazioni di governo in conformit� del piano di coltura e di conservazione stabilita dall'Autorit� forestale.
I contributi non si conferiranno per intero se non trascorsi cinque anni dalla compiuta coltura.
(2) L'art. 3, quarto comma, l. 25 luglio 1952, n. 991, ha elevato al 75% della spesa tale misura.
(1) Articolo abrogato dall'art. 119, r.d. 13 febbraio 1933, n. 215.
ISTRUZIONE, PROPAGANDA ED ASSISTENZA
Il Ministero dell'economia nazionale (1), provvede all'istruzione forestale, all'assistenza ed alla consulenza nel campo della silvicoltura, della pastorizia e dell'agricoltura montana ed in quello delle industrie forestali.
L'istruzione forestale si distingue in superiore e secondaria.
L'istruzione superiore � impartita nel Regio Istituto superiore agrario e forestale (1) di cui alle LL. 24 luglio 1912, n. 384, e 3 aprile 1921, n. 724, ed al R.D. 31 ottobre 1923, n. 2492. Al detto Istituto superiore (1) � annessa una Stazione sperimentale di silvicoltura (2).
L'istruzione secondaria � impartita nelle regie scuole agrarie medie, in conformit� di quanto � stabilito nel R.D. 30 dicembre 1923, n. 3214.
(1) Ora, Facolt� di scienze forestali dell'Universit� di Firenze.
(2) La Stazione � successivamente divenuta una delle Stazioni sperimentali agrarie ai sensi del d.l. 25 novembre 1929, n. 2226.
Il Ministro per l'economia nazionale (1), ha facolt� d'istituire borse di studio presso l'Istituto superiore agrario e forestale (2) e presso istituti analoghi dei Paesi esteri.
(2) Ora, Facolt� di scienze forestali dell'Universit� di Firenze.
Nelle Province, nelle quali esiste una cattedra ambulante di agricoltura, il Ministro per l'economia nazionale (1), ha facolt� di promuovere e sussidiare l'istituzione di speciali sezioni per la propaganda e l'assistenza nel campo della silvicoltura, della pastorizia e dell'agricoltura montana.
Alle dette sezioni possono essere preposti coloro che hanno seguito il corso di studi presso il regio Istituto superiore agrario e forestale (2) o i laureati in scienze agrarie che abbiano compiuto corsi di integrazione presso l'Istituto anzidetto (2).
� istituita [nel Regno] (1) la festa degli alberi.
Essa sar� celebrata ogni anno nelle forme che saranno stabilite d'accordo tra i Ministeri dell'economia nazionale (2) e dell'istruzione pubblica.
(1) Nella Repubblica italiana.
(2) Ora, Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali.
L'Amministrazione forestale presta gratuitamente l'assistenza e la consulenza ai silvicoltori ed agli industriali forestali principalmente pel conseguimento dei seguenti scopi:
a) la difesa della piccola propriet� montana e l'incoraggiamento alla costituzione di associazioni e consorzi di propriet� di boschi per l'esercizio dell'industria silvana, per la prevenzione e l'estinzione degli incendi, per la difesa contro i parassiti animali e vegetali, per il taglio e la vendita dei prodotti forestali;
b) il miglioramento dei boschi e pascoli, l'impianto di nuovi boschi, le esperienze forestali di acclimazione di specie pi� redditizie e la creazione delle piccole industrie forestali;
c) il miglioramento razionale ed economico della utilizzazione dei boschi e l'incremento della produzione e del commercio dei prodotti forestali.
Il Ministro per l'economia nazionale (1) potr� inoltre concedere medaglie al merito silvano.
GESTIONE DEI PATRIMONI SILVO-PASTORALI DELLO STATO, DEI COMUNI E DI
AZIENDA DEL DEMANIO FORESTALE DI STATO
(1) Vedi, ora, artt. 66-78, d.p.r. 24 luglio 1977, n. 616.
PATRIMONI SILVO-PASTORALI DEI COMUNI ED ALTRI ENTI
Sezione. I
I boschi appartenenti ai Comuni e ad altri enti, escluse le societ� anonime, debbono essere utilizzati in conformit� di un piano economico approvato o, in caso di mancata presentazione, del progetto prescritto dal Comitato forestale (1).
Degli incassi realizzati per tagli straordinari nei boschi degli enti di cui al precedente articolo, l'Ispettorato forestale stabilir� la somma da impiegarsi in opere di miglioramento del patrimonio rustico degli enti stessi.
S'intendono per tagli straordinari tutti quelli che vengono eseguiti all'infuori delle prescrizioni dei piani economici, ove essi esistono o che in genere superano la media delle utilizzazioni ordinarie fatte nell'ultimo decennio.
La misura delle somme da prelevarsi, ai sensi dell'art. 131, sar� determinata caso per caso, tenuto conto dell'importanza dei tagli eseguiti e delle somme incassate, dell'estensione e dello stato dei boschi e delle condizioni finanziarie dell'ente proprietario, in base ad un progetto sommario dei lavori da eseguirsi, approvato dal Comitato forestale (1). Tale importo non potr� tuttavia superare il 25 per cento del ricavato del taglio.
Le somme cos� fissate saranno depositate presso le Tesorerie delle Province a disposizione dell'Amministrazione forestale, cui saranno consegnate, a misura del bisogno, con ordini di pagamento del Prefetto della Provincia, al quale gli Ispettori forestali daranno conto, a norma delle disposizioni vigenti sulla contabilit� dello Stato.
I pascoli montani appartenenti agli enti di cui all'art. 130 devono essere utilizzati in conformit� di apposite norme approvate o prescritte dal Comitato forestale (1).
Contro le disposizioni del Comitato � ammesso ricorso al Ministero della economia nazionale (2) entro sessanta giorni dalla notificazione di esse.
Le infrazioni alle norme predette sono punite con la sanzione amministrativa fino a lire 40.000 (3).
(3) Vedi art. 54, nota 2.
Quando un pascolo montano appartiene in condominio a pi� proprietari, le norme stabilite, oltre che per l'amministrazione ed il godimento della cosa comune anche per le migliorie, saranno valide per la minoranza dissenziente, quando siano state deliberate da coloro che rappresentano la maggioranza degli interessi ed almeno il terzo dei componenti la comunione.
Il Ministero dell'economia nazionale (1) potr� concedere contributi agli enti di cui all'articolo 130, che provvedano alla compilazione di piani economici per i boschi e di regolamenti per l'uso dei pascoli, allo scopo di conseguire un miglioramento del loro patrimonio silvo-pastorale.
I contributi saranno commisurati all'importanza ed alla spesa di formazione dei detti piani e regolamenti, debitamente approvati.
GESTIONE DEI PATRIMONI SILVO-PASTORALI DELLO STATO, DEI COMUNI E DI ALTRI ENTI
La vigilanza sull'applicazione dei piani economici dei patrimoni silvo-pastorali, di cui al presente capo, � demandata all'Ispettore forestale capo del ripartimento. � per� in facolt� degli enti interessati di affidare a persone tecniche la compilazione dei progetti di taglio e vendita di piante, di utilizzazione dei prodotti boschivi, di affitto dei pascoli e degli altri terreni, nonch� dei progetti dei lavori di cui all'art. 133, e la redazione delle norme per l'esercizio del pascolo, di cui all'art. 135.
Uguale facolt� hanno gli enti che abbiano provveduto alla formazione dei piani economici in ottemperanza alle disposizioni dell'art. 130.
COSTITUZIONE DELLE AZIENDE SPECIALI
(1) Vedi, ora, d.p.r. 4 ottobre 1986, n. 902; l. 8 giugno 1990, n. 142 e l. 31 gennaio 1994, n. 97.
AZIENDE PER LA GESTIONE DEI DOMINI COLLETTIVI
ALTRE FORME DI GESTIONI DEI PATRIMONI SILVO-PASTORALI DEI COMUNI E DI
GESTIONE A CURA DELLO STATO DEI PATRIMONI SILVO-PASTORALI DEI COMUNI
E DEGLI ALTRI ENTI
DIRITTO D'USO SUI BOSCHI E SUI TERRENI VINCOLATI (1)
(1) Vedi, anche, l. 16 giugno 1927, n. 1766.
Nessun diritto d'uso eccedente i limiti dell'art. 521 del codice civile (1) potr� essere concesso sui boschi e sui terreni vincolati.
(1) Ora art. 1021 c.c. del 1942.
Ove altrimenti non disponessero le parti interessate, l'affrancazione si far� mediante la cessione in propriet�, agli utenti, di una parte, del bosco o delle terre gravate da diritti di uso, aventi un valore uguale a quello che si giudichi competere al diritto di uso che rimane abolito, o mediante un compenso in denaro.
Nel caso che l'esercizio del pascolo o di altri diritti di uso sia riconosciuto in tutto od in parte necessario ad una popolazione, il Ministero dell'economia nazionale (1), intesi il Consiglio comunale, il Comitato forestale (2) ed il Consiglio di Stato, potr� sospendere, per quel periodo di tempo che si chiarir� indispensabile, il diritto di affrancazione, regolando per� l'esercizio dei diritti di uso.
Ove i diritti di uso sieno esercitati da intere popolazioni o da parte di esse la rappresentanza delle medesime, tanto nelle trattative e nelle convenzioni, quanto nei giudizi, verr� assunta dalle rispettive Amministrazioni municipali.
� riservata in ogni caso ai singoli utenti la facolt� di far valere direttamente i loro diritti.
ORGANI DELL'AMMINISTRAZIONE FORESTALE
(1) Vedi, ora, l. 4 dicembre 1993, n. 491.
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE (1)
(1) Le norme contenute nel presente Titolo sono da ritenersi
(1) Le disposizioni contenute nel presente articolo sono da ritenersi superate.
(1) Le norme contenute nel presente Titolo sono da ritenersi superate.
PIANO URBANISTICO TERRITORIALE TEMATICO �PAESAGGIO� NTA DISPOSIZIONI GEN.
- ART.1-TITOLO 1- DISPOSIZIONI GENERALI
- ART. 2 - TITOLO II � AMBITI TERRITORIALI ESTESI
- ART. 3- TITOLO III � AMBITI TERRITORIALI DISTINTI
- ART. 4- TITOLO IV � INTERVENTI DI RILEVANTE TRASFORMAZIONE
- ART. 5 - TITOLO V � AUTORIZZAZIONI, PARERI, ADEMPIMENTI
- ART. 6- TITOLO VI � COMPETENZE E STRUTTURE
- ART. 7- TITOLO VII � DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
- ALLEGATO A1: Elaborati da allegare alla domanda di Autorizzazione Paesaggistica (Art. 5.01)
- ALLEGATO A2: Piani di Interventi di Recupero Territoriale
- ALLEGATO 3: Interv. Connessi Attivit� Estrattiva e Proced. per Attestaz. di Compatibilit� PUTT/P
Vincolo Galasso costa 300 m.
Vincolo paesaggistico 1497-39
Vincolo Galasso boschi
Area rispetto cimiteri
Perimetrazione aree urbane
Perimetrazione aree produttive
PUTT segnalazione architettonica
PUTT vincolo architettonico
Vincoli urbanistici vari PRG
PUTT vincolo archeologico
PUTT Segnalazione archeologica
Vincolo Galasso zone umide
Vincolo Galasso parchi
Vincolo Galasso archeologico
Vincolo Galasso canali 150 m.
Parchi dai comuni
Siti archeologici dai comuni
Motore di Ricerca	Privacy - Note del Sito - Condizioni d'uso

References: art. 24
 art. 652
 art. 162
 art. 21
 art. 862
 art. 54
 art. 1021
 ART.1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7