Source: http://docplayer.it/5235982-Il-collegio-di-roma-estensore-avv-michele-maccarone-membro-designato-dal-conciliatore-bancario-e-finanziario.html
Timestamp: 2018-11-19 17:09:49+00:00

Document:
1 IL COLLEGIO DI ROMA composto dai Signori: Dott. Giuseppe Marziale Dott. Claudia Rossi Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Avv. Massimiliano Silvetti Membro designato dalla Banca d'italia [Estensore] Avv. Michele Maccarone Membro designato dal Conciliatore Bancario e Finanziario Prof. Avv. Maddalena Rabitti Membro designato dal C.N.C.U. nella seduta del 31/10/2012 dopo aver esaminato il ricorso e la documentazione allegata; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica; le controdeduzioni dell intermediario e la relativa documentazione. Fatto Nel gennaio 2006 il ricorrente diveniva titolare di una carta di credito emessa dall intermediario. Il rimborso degli utilizzi era previsto mediante addebito in conto corrente a mezzo R.I.D. I pagamenti da parte del ricorrente risultavano regolari sino al 2010, quando si verificano alcuni insoluti. Segnatamente, la richiesta di incasso di 1.750,48, con scadenza il 5 luglio 2010, veniva respinta per mancanza di fondi. Pertanto, in data 15 luglio 2010, la banca procedeva al blocco della carta di credito, in attesa della regolarizzazione del rimborso, preavvisando il ricorrente, con lettera del 12 luglio 2010, che sarebbe stato iscritto nelle Centrali Rischi se non avesse regolarizzato la sua posizione. In data 23 marzo 2011, il ricorrente provvedeva ad estinguere la propria posizione debitoria. Ciò nonostante, in data 26 luglio 2011 l intermediario resistente, senza alcun preavviso, segnalava il nominativo del ricorrente alla Centrale d Allarme Pag. 2/7
2 Interbancaria (segmento Carter ). Afferma il ricorrente che, a seguito della predetta segnalazione, che assume illegittima, per oltre un mese tutte le carte di credito a lui intestate sono state bloccate. Con reclamo del 1 agosto 2011, il ricorrente, adducendo la avvenuta estinzione del suo debito, contestava la legittimità dell iscrizione nella Centrale d Allarme Interbancaria e formulava nei confronti della resistente istanza di cancellazione dei propri dati personali negativi. Il 25 agosto 2011 la banca si limitava a rispondere che nulla era più dovuto dal ricorrente con riferimento al rapporto di carta di credito. Con lettera del 21 settembre 2011, un procuratore legale del ricorrente reiterava quindi la richiesta di cancellazione della segnalazione negativa e formulava una generica richiesta di risarcimento per i danni derivanti dall ingiusta segnalazione. Con missiva dell 11 ottobre 2011, la banca riscontrava negativamente tale ulteriore richiesta sottolineando significativamente, in primo luogo, che gli insoluti verificatisi nel corso del 2010 venivano regolarizzati solo in data 6 aprile In secondo luogo, la banca rappresentava che, a seguito dell insolvenza manifestatasi in data 12 luglio 2010, il nominativo del ricorrente avrebbe dovuto essere iscritto nell archivio informatizzato della Centrale d Allarme Interbancaria CAI (segmento Carter ) ma, a seguito di un disguido tecnico, ciò non è avvenuto. ( ) A sistemazione di ciò, nel corso dell agosto scorso si è provveduto a riallineare gli archivi delle Centrali Rischi per tutte quelle posizioni a suo tempo non segnalate, tra le quali anche quella [del ricorrente], al quale, il 3 agosto 2011, è stata inviata apposita informativa circa la tardiva iscrizione nella Centrale d Allarme Interbancaria. Poiché tale iscrizione, in ottemperanza alla normativa in vigore, permane negli archivi C.A.I. per due anni, Le confermiamo che si è provveduto comunque a rettificare la data di scadenza della segnalazione tenendo conto della sua originaria mancata iscrizione, e che la stessa sarà cancellata decorsi 24 mesi dalla data originaria di revoca del rapporto di carta di credito, ossia dal 26 novembre Con ricorso depositato in data 14 febbraio 2012, il ricorrente chiede che l Arbitro Bancario Finanziario accerti l illegittimità della segnalazione in Centrale d Allarme Interbancaria (segmento Carter ), disponendo la revoca immediata dell iscrizione, effettuata quando aveva già interamente saldato il proprio debito Pag. 3/7
3 con la banca e senza il preavviso richiesto dalla legge; nonché il diritto al risarcimento del danno pari a 5.000,00, dato che al ricorrente sono state bloccate per oltre un mese tutte le carte di credito delle quali è titolare, comprese quelle usate per l attività lavorativa. Nel costituirsi in giudizio, la banca fornisce una ricostruzione dei fatti sostanzialmente coincidente con quella effettuata dal ricorrente, specificando di aver inviato un avviso di segnalazione nella Centrale d Allarme Interbancaria al ricorrente dapprima il 15 luglio 2010 e poi, a segnalazione avvenuta, il 3 agosto L intermediario richiama quindi quanto già affermato nella sua comunicazione al ricorrente datata 11 ottobre 2011, ovvero che il ricorrente avrebbe dovuto essere segnalato nella Centrale d Allarme Interbancaria (segmento Carter ) già nel corso del 2010 per l esattezza il 25 novembre 2010, a seguito del mancato rispetto di un piano di rientro ma che, a seguito di un riallineamento interno degli archivi delle Centrale Rischi per tutte quelle posizioni che non erano state segnalate a tempo debito, la segnalazione è stata effettuata solo il 28 luglio L intermediario afferma infine di aver rettificato la data di scadenza della segnalazione (28 luglio 2013), tenendo conto della originaria mancata iscrizione: l iscrizione sarà cancellata, pertanto, il 26 novembre 2012, decorsi n. 24 mesi dalla data originaria. Nel sottolineare la correttezza del proprio comportamento, l intermediario chiede al Collegio che il ricorso sia respinto, perché infondato. Diritto 1. La questione su cui si fonda il ricorso attiene alla verifica della legittimità della segnalazione del nominativo del ricorrente nella Centrale d Allarme Interbancaria (segmento Carter ) a seguito del blocco della sua carta di credito. Tale verifica deve essere condotta con particolare riferimento a tre circostanze concrete: a) la asserita mancanza del preavviso di segnalazione da parte della banca; b) l estinzione da parte del ricorrente della propria posizione debitoria, avvenuta prima della segnalazione del suo nominativo nella Centrale d Allarme Interbancaria; c) la tardività della segnalazione rispetto alla revoca della carta di credito. 2. Ritiene il Collegio che - pur essendo evidente che il preavviso effettuato il 15 luglio 2010, dato il lungo tempo trascorso, non possa essere correlato alla Pag. 4/7
4 segnalazione contestata, avvenuta, dopo circa un anno, il 26 luglio 2011, quando l esposizione debitoria era già stata eliminata- la doglianza relativa alla mancata ricezione del preavviso di segnalazione sia priva di pregio. L iscrizione del nominativo del ricorrente nella Centrale d Allarme Interbancaria (segmento Carter ), non potrebbe infatti, sotto tale profilo, essere considerata illegittima, contrariamente a quanto affermato nel ricorso. L obbligo di preavviso previsto dall art. 4.7 del Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, adottato con provvedimento del Garante della Privacy n. 8/2004, non è invero estensibile al caso di specie. Esso si riferisce, infatti, alle segnalazioni nelle banche dati private che gli intermediari sono tenuti ad effettuare al verificarsi di ritardi nei pagamenti. Il preavviso in tali casi è diretto a consentire al debitore di evitare la segnalazione eliminando, entro un termine prefissato, il proprio stato di inadempienza: in mancanza di tale presupposto la segnalazione va conseguentemente ritenuta illegittima per essere stata effettuata senza che all interessato sia stata offerta tale opportunità. Nel caso di specie, invece, la segnalazione trova il suo presupposto in una situazione determinata da un iniziativa dell intermediario (revoca, dell autorizzazione all utilizzo della carta di credito: art. 10, bis, l. 15 dicembre 1990; art. 7, D.M. 7 novembre 2001, n. 458) i cui effetti non possono essere eliminati da un comportamento del debitore, come nel caso di mancato pagamento di assegno emesso in mancanza di autorizzazione (art. 9, 2, lett. a, l. 15 dicembre 1990, n. 386): questo spiega perché, sia nell uno che nell altro caso non sia stato posto a carico del segnalante un obbligo di preavviso analogo a quello previsto dall art. 4.7 del codice deontologico. Il nuovo testo dell art. 125, comma 3, TUB, introdotto dal D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141 è tuttavia così formulato: I finanziatori informano preventivamente il consumatore la prima volta che segnalano a una banca dati le informazioni negative previste dalla relativa disciplina. Pag. 5/7
5 La disposizione, di indubbia portata generale, è da ritenersi applicabile anche alle segnalazioni previste dal citato art. 7. D.m. 458/01: a tali segnalazioni, infatti, non può non essere riconosciuta valenza negativa per il segnalato, se si considera che esse trovano il loro presupposto nel mancato pagamento o nella mancata costituzione dei fondi relativi alle transazioni effettuate. E tuttavia da escludere, ad avviso del Collegio, che la mancata osservanza dell obbligo di informazione preventiva possa determinare l illegittimità della segnalazione e comportarne la cancellazione. Come si è già osservato, la segnalazione in tal caso trova infatti il suo presupposto in una situazione ormai consolidata (la revoca dell autorizzazione all uso della carta), che il titolare della carta, anche se tempestivamente informato, non avrebbe alcuna possibilità di eliminare. La violazione dell obbligo d informazione preventiva potrà pertanto assumere rilievo, rilievo, sempre che ne ricorrano i presupposti, solo sul piano risarcitorio. 3. È pacifico che gli insoluti che hanno dato origine alla revoca risalivano al luglio Per stessa ammissione della banca, pertanto, a seguito dell insolvenza manifestatasi in data 12 luglio 2010, fin da allora il nominativo del ricorrente avrebbe dovuto essere iscritto nell archivio informatizzato della Centrale d Allarme Interbancaria CAI (segmento Carter ). Invece, ammette la stessa banca, a seguito di un disguido tecnico, ciò non è avvenuto. Soltanto il 28 luglio 2011, all esito di un riallineamento interno degli archivi delle Centrale Rischi per tutte quelle posizioni che non erano state segnalate a tempo debito, la segnalazione de qua è stata effettuata. La abnorme tardività dell iscrizione è indiscutibile. Ciò si pone in aperta violazione - oltre che dei principi di buona fede e correttezza che gli intermediari sono tenuti ad osservare nelle relazioni con i propri clienti - dell art. 8 del Reg. Banca d Italia 29 gennaio 2002, che in caso di revoca all utilizzo delle carte di pagamento prescrive l iscrizione dei dati relativi alla carta e [del]le generalità del titolare nello stesso giorno in cui è disposta la revoca. La tempestività dell iscrizione assurge a requisito di conformità della medesima rispetto a quanto prescritto dalla disciplina. Invero, essendo la avvenuta allorquando il ricorrente aveva già da tempo interamente sanato la propria esposizione, i suoi effetti informativi risultano distorti e ingiustamente penalizzanti per la persona segnalata. Pag. 6/7
6 4. Il ricorrente chiede che la banca sia condannata a corrispondergli la somma di 5.000,00 a titolo di risarcimento dei danni. Il pregiudizio che il ricorrente asserisce di aver patito e di cui chiede il ristoro non risulta tuttavia provato, né riguardo all an, né riguardo al quantum, né in relazione al profilo del nesso eziologico con l evento dell iscrizione del nominativo nel segmento Carter della Centrale d Allarme Interbancaria. Il ricorrente si limita infatti ad affermare, a supporto della propria domanda risarcitoria, che, a seguito dell iscrizione, tutte le carte di credito di cui è titolare sono state bloccate. Tuttavia non offre la benché minima evidenza probatoria a sostegno della propria domanda. La domanda non può pertanto trovare accoglimento. 5. Alla luce delle motivazioni che precedono, il Collegio, accogliendo la prima domanda dispiegata nel ricorso ed in considerazione della rilevata illegittimità della segnalazione, dispone che l intermediario si adoperi per l immediata rimozione delle evidenze negative per il ricorrente presso il segmento Carter della Centrale d Allarme Interbancaria, ove le stesse fossero ancora presenti. Rigetta la domanda risarcitoria. P.Q.M. Il Collegio accoglie parzialmente il ricorso nei sensi di cui in motivazione. Dispone, inoltre, ai sensi della vigente normativa, che l intermediario corrisponda alla Banca d Italia la somma di Euro 200,00 (duecento/00) quale contributo alle spese della procedura e al ricorrente quella di Euro 20,00 (venti/00) quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso. IL PRESIDENTE firma 1 Pag. 7/7

References: art. 4
 art. 10
 art. 7
 art. 4
 art. 125
 art. 7
 art. 8