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Timestamp: 2017-11-23 01:34:00+00:00

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IusTutor: Diritto Privato: I Vizi della Volontà
Diritto Privato: I Vizi della Volontà
Essendo il Contratto un negozio giuridico, l'espressione del volere individuale è fondamentale, per questo deve essere attendibile e correttamente formulata.
Essa non lo è quando:
- sia effettuata da un soggetto senza capacità d'agire: comporta l'annullabilità del Contratto
- il processo decisionale che ha portato a concludere un certo contratto ha subito, interferenze o turbamenti: tali situazioni comportano l'invalidità del Contratto.
I vizi della volontà cui la legge attribuisce rilevanza sono: l'errore, il dolo e la violenza.
Risulta quindi importante la manifestazione del volere: se il dichiarante manifesta all'esterno (per errore) un volere diverso da quello interno, si dovrebbe annullare il negozio. Però il legislatore ha pensato di tutelare anche il terzo contraente, quindi ha previsto per tutti i negozi patrimoniali la c.d. Teoria dell'Affidamento.
Questa tutela il terzo che si affida alla dichiarazione del dichiarante.
Passando a trattare dei vizi della volontà, come primo analizziamo l'errore.
Esso consiste in una falsa conoscenza della realtà dell'individuo (ad esso è equiparata l'ignoranza).
L'errore si estende anche agli atti unilaterali recettizi a contenuto patrimoniale (non vale per il testamento e per il matrimonio).
L'errore si distingue in: l'errore ostativo che è quello che cade sulla dichiarazione o formulazione dove la volontà è correttamente formata ma non rispecchia quella interna; e l'errore vizio che è quello dove il soggetto ha malamente valutato e accertato le circostanze ed i presupposti del negozio: si ha una costruzione della volontà errata.
Secondo l'art. 1428 cod.civ, si ha l'annullamento del Contratto per errore se:
- sia essenziale:
Secondo l'art. 1429 cod.civ. che elenca i casi di essenzialità dell'errore: errore sulla natura o l'oggetto del Contratto, errore sull'identità dell'oggetto della prestazione, errore sull'identità del soggetto, c.d. errore di diritto.
- sia riconoscibile dall'altro: il quale secondo l'art. 1431 cod.civ. è quando la controparte usando la normale diligenza avrebbe potuto accorgersene: è una quaestio facti.
Se si incorre in un Contratto ad un errore bilaterale (ovvero effettuato da entrambi le parti) basta la caratteristica dell'essenzialità art.1429 cod.civ. per far valere tale vizio della volontà e quindi annullare il contratto.
Il dolo in questione risulta diverso dal dolo come elemento soggettivo psicologico (utile nel c.d. fatto illecito art. 2043 cod.civ.).
Si intende qui per dolo l'inganno. Si distingue in:
- art. 1439 cod.civ. dolo determinante: comporta l'eliminazione del negozio poichè è stato posto in conseguenza di raggiri perpetrati da parte dell'autore.
Per porlo in essere debbono concorrere:
- il raggiro avvenuto
- errore del raggirato: dolo risulta rilevante a commettere l'errore della sua vittima
- provenienza dell'inganno dall'altra parte (se proviene da un terzo risulta valido solo se l'altra parte ne era a conoscenza)
- art. 1440 cod.civ. dolo incidente: con questo l'acquirente conclude comunque il Contratto poichè questo si limita ad il raggiro su qualche condizione contrattuale, si ha solo l'annullamento di qualche clausola contrattuale: comporta comunque il risarcimento del danno.
Essa si distingue in 2 tipologie:
- vis complusiva: la c.d. violenza psichica, la quale risulta la minaccia di un male ingiusto rivolta ad una persona allo specifico scopo di estorcere il consenso per stipulazione di un Contratto o di un altro negozio giuridico.
Questa comporta l'annullabilità del Contratto come vizio della volontà.
Si produce lo stesso effetto anche a causa dell'esercitazione di un terzo all'insaputa del beneficiario.
- vis absoluta: c.d. violenza fisica, si ha quando manca del tutto la volontà di emettere la dichiarazione e "l'atto fisico" in cui consiste la manifestazione della volontà è il risultato di un comportamento materiale di un terzo.
Si ha qui direttamente la nullità del negozio.
Differente dalla violenza come vizio della volontà è il timore reverenziale art.1437 cod.civ. , il quale non comporta né l'annullabilità né la nullità del negozio.
Ancora risulta diverso dalla violenza lo stato di pericolo art.1447 cod.civ., il quale comporta la rescissione del contratto.
Etichette: Diritto Privato, dolo, errore, teoria dell'affidamento, timore reverenziale, violenza, vizi della volontà

References: art.1429
 art. 2043
 art. 1439
 art. 1440
 art.1437
 art.1447