Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/32955-concorrenza-e-mercato-in-ambito-civile.asp
Timestamp: 2019-12-13 21:00:55+00:00

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Concorrenza e mercato in ambito civile
Il mercato viene definito come il luogo d' incontro tra la domanda e l' offerta. Innumerevoli sono i soggetti protagonisti del sistema economico. Breve guida su concorrenza e mercato
di Chiara Ruggiero - Il mercato può essere definito come il luogo di incontro tra domanda ed offerta. All'interno del mercato vanno ad operare innumerevoli soggetti all' interno del sistema economico.
Per ognuna delle componenti di tale sistema esiste uno specifico mercato, ad es.:
- quello dei capitali
- dei prodotti
Inizialmente il mercato era circoscritto ad una unità fisica, dove materialmente si incontravano e dialogavano tra loro i soggetti del processo produttivo. Già da molti anni il mercato da entità fisica si è trasformato in uno spazio ideale, sempre più virtuale e globalizzato.
Con l' espansione dei mercati si è avvertita l' esigenza di garantire informazione e trasparenza che vengono definiti come due elementi fondamentali al fine di un corretto funzionamento del mercato.
La libertà di iniziativa economica privata va a segnare la libertà di poter accedere al mercato.
Tradizionalmente la concorrenza è stata configurata come conseguenza derivante dalla libertà di iniziativa economica.
La libertà di iniziativa dei singoli operatori viene tradotta nella concorrenza degli stessi quando in un determinato tempo o area geografica, più operatori offrono o domandando gli stessi prodotti che possono essere sia cose che servizi.
All' interno del codice civile sono previste varie restrizioni alla concorrenza. Bisogna specificare che le limitazioni legali della concorrenza vanno ad operare solo nella prospettiva di tutela dei soli imprenditori. Si vuole evitare che vincoli troppo incisivi o molto prolungati possano svuotare la libertà di iniziativa economica.
In particolare viene posta l' attenzione sul divieto di concorrenza nel caso di alienazione d' azienda art. 2557 c.c. e al divieto di concorrenza del prestatore di lavoro in pendenza del rapporto di lavoro art. 2105 c.c.
Secondo l' art. 2598 c.c. compie atti di concorrenza sleale chiunque vada a compiere atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l' attività di un concorrente, oppure che vada a determinare il discredito di altrui o si impossessa di pregi dei prodotti o dell' impresa di un concorrente, e più genericamente si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo che non è conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo ad andare a danneggiare l' azienda di altro soggetto.
L' unica norma contemplata a tutela della generalità del pubblico è quella riguardante l' obbligo di contrarre nel caso di monopolio: l' art. 2597 c.c. recita: chi esercita un' impresa in condizioni di monopolio legale ha l' obbligo di contrarre con chiunque richieda le prestazioni che formano oggetto dell' impresa, osservando la parità di trattamento.
Possiamo affermare che la struttura concorrenziale del mercato diventa il presupposto e non più la conseguenza della libertà di iniziativa economica privata.
In particolare con la l. n. 10.10.1990, n. 287 (legge antitrust), che è stata modellata sugli artt. 85 e 86 del Trattato CE attualmente artt 81 e 82, che va a mutare la configurazione della concorrenza.
L' art. 1 della legge annette alla struttura concorrenziale del mercato una rilevanza costituzionale, come esplicazione del principio della libertà di iniziativa economica ex art. 41 Cost, perché l' attività dei singoli operatori viene valutata anche in relazione al mercato, che viene configurato come luogo di incontro della domanda e dell' offerta e quindi di composizione di interessi che vi vanno ad affluire .
Il bene giuridico che si vuole tutelare non è più solo la libertà di iniziativa economica delle imprese, ma anche la struttura concorrenziale del mercato, che deve seguire precise regole di lealtà e trasparenza.
A tutela della concorrenza è stata istituita l'Autorità garante della concorrenza e del mercato. L'autorità ha poteri di regolazione ma anche di immissione di diffide e sanzioni.
Per approfondimenti vai alla guida legale La concorrenza
(29/12/2018 - Chiara Ruggiero )

References: art. 2557
 art. 2105
 art. 2598
 art. 2597
 art. 1
 art. 41