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Timestamp: 2018-12-15 19:57:20+00:00

Document:
Domenica Casagrande
1 Pubblicata il 11/10/2016 N /2016REG.PROV.COLL. N /2016 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA ex artt. 38 e 60 cod. proc. amm. sul ricorso numero di registro generale 4870 del 2016, proposto da: **, rappresentato e difeso dall'avvocato Stefania Amato (C.F. MTASFN70E41D150R), domiciliato ex art. 25 cpa presso la Segreteria Sezionale C.d.S in Roma, piazza Capo di Ferro, n.13; contro il Ministero dell'interno, la Questura di Brescia, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge
2 dall'avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, n. 12; per la riforma della sentenza del T.A.R. LOMBARDIA - SEZ. STACCATA DI BRESCIA: SEZIONE I n. 400 del 2016, resa tra le parti, concernente il diniego del permesso di soggiorno per lungo periodo Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'interno e della Questura di Brescia; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 6 ottobre 2016 il Cons. Stefania Santoleri e udito per la parte appellata l avvocato dello Stato Marco La Greca; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; 1.- Con istanza del 23 agosto 2012 l appellante, cittadino del Senegal residente in Italia dal 1999, già titolare di permesso di soggiorno per lavoro autonomo, ha chiesto il rilascio del permesso di soggiorno per soggiornanti UE di lungo periodo ex art. 9 del D.Lgs. 286/ Con il decreto del 16 agosto 2014 il Questore di Brescia ha respinto la sua istanza in considerazione delle condanne del Tribunale di Ferrara del 13/1/2011 per il reato di commercio di prodotti con falsi segni continuato e ricettazione (art. 81, 474 e 648 c.p.) alla pena di mesi 5 di reclusione e 600,00 di multa, e del 5/6/2012 per il reato di ricettazione (art. 648 c. 2 c.p.) alla pena della reclusione di mesi 2, di 200,00 di multa.
3 2. - Avverso detto provvedimento il signor Ousseynou Gueye ha proposto ricorso dinanzi al T.A.R. Lombardia, Sezione staccata di Brescia che, con ordinanza n del 2104 ha accolto la domanda cautelare ai fini del riesame Con successivo provvedimento del 18 giugno 2015, la Questura di Brescia ha confermato il precedente provvedimento di diniego richiamando le sentenze penali ed evidenziando che all Agenzia delle Entrate non risultava alcuna dichiarazione riguardante i redditi del Tale atto è stato impugnato dal cittadino straniero con motivi aggiunti nei quali ha evidenziato, con riferimento alla dichiarazione dei redditi, di averla inoltrata tardivamente confermando la propria capacità di produrre reddito allegando alcun fatture relative alla distribuzione di materiale pubblicitario per conto della Pizzeria Diaz di Brescia. Con la sentenza n. 400 del 2016 il T.A.R. ha respinto il ricorso Avverso detta decisione l interessato ha proposto appello deducendo censure di violazione dell art. 9 del D.lgs. 286/98 e di eccesso di potere sotto diversi profili Alla camera di consiglio fissata per la trattazione della domanda cautelare la causa è stata trattenuta in decisione, ai sensi degli artt. 38 e 60 c.p.a., previo preavviso alle parti L appello è fondato e va dunque accolto. La giurisprudenza di questa Sezione è ormai consolidata nell'affermare che l'odierna previsione dell' art. 9, comma 4, del D.Lgs. n. 286 del 1998, come sostituito dall' art. 1 del D.Lgs. n. 5 del 2007, in attuazione della normativa dell'unione
4 Europea, richiede che l'eventuale diniego di rilascio del "permesso per lungo soggiornanti (c.d. carta di soggiorno) sia sorretto da un giudizio di pericolosità sociale dello straniero, con una motivazione articolata non solo con riguardo alla circostanza dell'intervenuta condanna, ma su più elementi, ed in particolare con riguardo alla durata del soggiorno nel territorio nazionale e all'inserimento sociale, familiare e lavorativo dell'interessato, escludendo l'operatività di ogni automatismo in conseguenza di condanne penali riportate" (v., ex plurimis, Cons. St., sez. III, , n. 3095; Cons. St., sez. III, , n nonché, da ultimo, Cons. St., sez. III, , n. 1342; Cons. Stato Sez. III, 29/04/2015, n. 2184) Ora è evidente che il provvedimento del Questore, pur sottolineando la pericolosità delle condotte poste in essere dal richiedente (pericolosità, a dire il vero, in concreto attenuata, trattandosi di reati di commercio di prodotti con segni falsi e di ricettazione per i quali il cittadino straniero ha subito due condanne a 5 e 2 mesi di reclusione oltre alla multa con sospensione condizionale della pena e non menzione), non si è fatto carico in alcun modo di esaminare l'inserimento sociale e lavorativo dell'interessato, e di operare un bilanciamento tra questo fondamentale elemento e il pur rilevante disvalore delle condotte penalmente sanzionate. Né ha preso in considerazione quanto dichiarato dal Comandante della Stazione dei Carabinieri di Roncadelle (BS) secondo cui il cittadino straniero risulta persona di normale condotta morale e civile, agli atti di questo ufficio nulla risulta Si è bene inserito nel contesto sociale.
5 E titolare di una ditta individuale che si occupa di distribuzione di volantini Ne consegue la fondatezza del primo motivo di appello con il quale l appellante ha dedotto la violazione dell art. 9 del D.Lgs. 286/98 e di eccesso di potere per difetto di motivazione Quanto ai requisiti reddituali, l appellante ha depositato in giudizio le dichiarazioni dei redditi relative agli anni 2011, 2013, 2014 (doc. n. 12, 14, 15 del fascicolo documenti di parte ricorrente) dalla quali si evince la disponibilità di redditi da attività lecite L appello va dunque accolto e, in riforma della sentenza di primo grado, vanno accolti il ricorso ed i motivi aggiunti di primo grado con conseguente annullamento dei provvedimenti con essi impugnati Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) accoglie l appello RG 4870 del 2016 e, per l effetto, in riforma della sentenza n. 400 del 2016 del TAR Lombardia, Sezione staccata di Brescia, accoglie il ricorso ed i motivi aggiunti proposti in primo grado ed annulla i provvedimenti con essi impugnati.
6 Condanna l Amministrazione appellata al pagamento delle spese di lite che liquida in complessivi 2.000,00 (duemila/00) oltre accessori di legge. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 6 ottobre 2016 con l'intervento dei magistrati: Marco Lipari, Presidente Giulio Veltri, Consigliere Pierfrancesco Ungari, Consigliere Stefania Santoleri, Consigliere, Estensore Raffaello Sestini, Consigliere L'ESTENSORE Stefania Santoleri IL PRESIDENTE Marco Lipari IL SEGRETARIO
Pubblicata il 11/10/2016 N. 04194/2016REG.PROV.COLL. N. 05212/2016 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) ha pronunciato
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per l' Abruzzo. sezione staccata di Pescara (Sezione Prima)
N. 00248/2016 REG.PROV.COLL. N. 00030/2016 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per l' Abruzzo sezione staccata di Pescara (Sezione Prima) ha pronunciato
Pubblicata il 28/10/2016 N. 01218/2016 REG.PROV.COLL. N. 00767/2013 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza) ha pronunciato

References: SENTENZA 
 art. 25
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 art. 9
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 art. 9
 art. 9
 art. 1
 art. 9
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