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Timestamp: 2020-07-04 19:40:35+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2648 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2648 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 11/01/2017, dep.01/02/2017), n. 2648
sul ricorso 13835/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 229/2014 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
emessa il 5/2/2015 e depositata il 31/12/2014;
– il Tribunale di Perugia accoglieva il ricorso proposti da P.M. (socia ed amministratrice della Tutto Souvenir s.r.l.) avverso la cartella esattoriale con la quale l’I.N.P.S., sul presupposto della sussistenza dell’obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti, aveva chiesto il pagamento dei relativi contributi per gli anni 2005-2006 (per l’importo di Euro 773,25). La Corte di appello di Perugia confermava tale decisione sul rilievo che fosse mancata la prova dell’esercizio da parte della P. di attività abituale e prevalente nell’ambito dell’impresa;
– per la cassazione di tale decisione ricorre l’I.N.P.S., in proprio e quale mandatario della S.C.C.I. S.p.A., affidando l’impugnazione ad unico motivo.
– P.M. è rimasta solo intimata;
– l’Istituto denunzia violazione e falsa applicazione della L. n. 662 del 1996, art. 1, commi 203 e 208, come interpretato dal D.L. n. 78 del 2010, art. 12, comma 11, conv. dalla L. n. 122 del 2010, in relazione all’art. 2697 c.c., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3. Assume che le norme richiamate della L. n. 662 del 1996, avevano inteso estendere l’obbligo di iscrizione a soggetti, tra i quali i soci di società a responsabilità limitata, prima esclusi in ragione della limitazione della loro responsabilità, e che il requisito della personale partecipazione al lavoro aziendale con abitualità e prevalenza, previsto ai fini dell’iscrizione alla Gestione Commercianti, doveva estendersi a quelle prestazioni di lavoro relative alle attività connesse, grazie alle quali il servizio veniva reso. Evidenzia che sarebbero rilevanti ai fini di detto obbligo tanto l’espletamento di un’attività esecutiva quanto quella organizzativa e direttiva di natura intellettuale, indipendentemente dal giudizio di prevalenza destinato ad operare solo in un ambito di gestioni speciali;
– quando vi sia già l’adempimento dell’obbligo in favore della Gestione Separata, per il doppio onere occorre una “coesistenza” di attività riconducibili, rispettivamente, al commercio e all’amministrazione societaria;
– il decisum della Corte territoriale, incentrato sullo svolgimento da parte della P. della sola attività di amministratore, con un apporto operativo all’attività materiale ed esecutiva della società (svolta stabilmente attraverso la collaborazione di ben cinque dipendenti presso l’unico negozio di vendita all’ingrosso) di certo non prevalente rispetto agli altri fattori produttivi, non è stato validamente infirmato dalla parte ricorrente e dal mezzo d’impugnazione articolato.
– va dato atto dell’applicabilità del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, in quanto l’obbligo del previsto pagamento aggiuntivo non è collegato alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo del rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l’impugnante, del ricorso) (così Cass. Sez. un. n. 22035/2014).

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 12
 art. 13
 art. 1
 Cass. Sez.