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Società Italiana per le Imprese all Estero S. p. A. Principi del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. - PDF
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1 Società Italiana per le Imprese all Estero S. p. A. Principi del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001 APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE IL 19 NOVEMBRE
2 Prefazione Quadro Normativo Fattispecie di reato Autori del reato: soggetti in posizione apicale e soggetti sottoposti all altrui direzione Sindacato di idoneità Responsabilità amministrativa nei gruppi di imprese Modello di organizzazione, gestione e controllo Attività Rilevanti Attività Rilevanti in relazione ai reati nei rapporti con la pubblica Amministrazione Attività Rilevanti in relazione ai reati informatici Attività Rilevanti in relazione ai reati societari Attività Rilevanti in relazione ai reati aventi finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico Attività Rilevanti in relazione agli abusi di mercato Attività Rilevanti in relazione ai reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro Attività Rilevanti in relazione ai reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita nonché autoriciclaggio Attività Rilevanti in relazione ai delitti in materia di violazione del diritto d autore Attività Rilevante in relazione ai reati di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria e favoreggiamento personale Attività Rilevante in relazione ai reati ambientali Attività Rilevante in relazione al reato di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Principi di controllo Organismo di Vigilanza Funzioni e poteri dell Organismo di Vigilanza Composizione e requisiti per la nomina a membro dell Organismo di Vigilanza Flussi informativi Reporting verso l Organismo di Vigilanza Reporting dell Organismo di Vigilanza verso il vertice societario Sistema disciplinare Funzione del sistema disciplinare Principi generali nell applicazione delle sanzioni per i Dipendenti Sanzioni nei confronti del personale dipendente privo della qualifica dirigenziale Sanzioni nei confronti del personale dipendente in posizione dirigenziale Sanzioni nei confronti degli amministratori Sanzioni nei confronti dei sindaci Sanzioni nei confronti di Collaboratori, Partner, Consulenti e Fornitori
3 5 Formazione e Comunicazione Premessa Componenti degli organi statutari e Dipendenti Altri destinatari Pendenza e sopravvenienza di circostanze rilevanti ai fini del D.Lgs. n. 231/
4 Prefazione Con il Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 (di seguito, il D.Lgs. n. 231/2001 oppure Decreto ), emanato in attuazione della delega conferita al Governo con l art. 11 della Legge n. 300 del 29 settembre 2000, è stata dettata la disciplina della responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato. Tale disciplina si applica agli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica. Il D.Lgs. n. 231/2001 trova la sua genesi primaria in alcune convenzioni internazionali e comunitarie ratificate dall Italia che impongono di prevedere forme di responsabilità degli enti collettivi per talune fattispecie di reato. Secondo la disciplina introdotta dal D.Lgs. n. 231/2001, infatti, le società possono essere ritenute responsabili per alcuni reati (generalmente dolosi, talvolta colposi) commessi o tentati, nell interesse o a vantaggio delle società stesse, da esponenti dei vertici aziendali (i c.d. soggetti in posizione apicale o semplicemente apicali ) e da coloro che sono sottoposti alla direzione o vigilanza di questi ultimi (i c.d. soggetti sottoposti all altrui direzione o semplicemente sottoposti ) 1. Tale ampliamento di responsabilità mira sostanzialmente a coinvolgere nella punizione di determinati reati il patrimonio delle società e, in ultima analisi, gli interessi economici dei soci. Aspetto fondamentale del D.Lgs. n. 231/2001 è l attribuzione di un valore esimente ai modelli di organizzazione, gestione e controllo della società. In caso di reato commesso da un soggetto in posizione apicale, infatti, la società non risponde se prova che (art. 6, comma 1, del D.Lgs. n. 231/2001): - l organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi; - il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo della società dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo; - le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; - non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell organismo di vigilanza. 1 Art. 5, comma 1, del D.Lgs. n. 231/
5 Nel caso, invece, di un reato commesso da un soggetto sottoposto all altrui direzione o vigilanza, la società risponde se la commissione del reato è stata resa possibile dalla violazione degli obblighi di direzione o vigilanza alla cui osservanza la società è tenuta (art. 7 del D.Lgs. n. 231/2001). 5
6 1. Quadro Normativo 1.1. Fattispecie di reato In base al D.Lgs. n. 231/2001, le fattispecie di reato rilevanti al fine di configurare la responsabilità amministrativa dell ente sono soltanto quelle espressamente elencate dal Legislatore, in ossequio al principio di legalità, confermato dall art. 2 del D.Lgs. n. 231/2001, e possono essere comprese, per comodità espositiva, nelle seguenti categorie: - reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione articoli 24 e 25 del D.Lgs. 231/2001, quest ultimo come modificato dall articolo 1, comma 77, della Legge 6 novembre 2012, n. 190; - delitti informatici e trattamento illecito dei dati, introdotti dall articolo 7 della Legge 18 marzo 2008, n. 48, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 24-bis; - delitti di criminalità organizzata, introdotti dall articolo 2, comma 29, della Legge 15 luglio 2009, n. 94, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 24-ter; - reati in tema di falsità in monete, carte di pubblico credito, in valori in bollo e in strumenti o segni di riconoscimento, introdotti dall articolo 6 del D.L. n. 350/2001 (L. n. 409/2001), che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25-bis, come modificato dall articolo 15, comma 7, lett. a), della Legge 23 luglio 2009, n. 99; - delitti contro l industria e il commercio, introdotti dall articolo 15, comma 7, lett. b), della Legge 23 luglio 2009, n. 99, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25-bis.1; - reati in materia societaria, introdotti dal Decreto Legislativo 11 aprile 2002, n. 61, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25-ter come modificato dall articolo 1, comma 77, della Legge 6 novembre 2012, n. 190); - delitti aventi finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico, introdotti dalla Legge 14 gennaio 2003, n. 7, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25-quater; - delitti di pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili introdotti dalla Legge 9 gennaio 2006, n. 7, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25-quater.1; - delitti contro la personalità individuale, introdotti dalla Legge 11 agosto 2003, n. 228, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25-quinquies; - reati di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato previsti dalla Legge 18 aprile 2005, n. 62, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25-sexies; - reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, introdotti dalla Legge 3 agosto 2007, n. 123, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25-septies; 6
7 - reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita nonché autoriciclaggio, introdotti dal Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25-octies (integrato, con il reato di autoriciclaggio, dalla L. n. 186/2014); - delitti in materia di violazione del diritto d autore, introdotti dall articolo 15, comma 7, lett. c), della Legge 23 luglio 2009, n. 99, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25-novies; - reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria, introdotto dall art. 4 della Legge 3 agosto 2009, n. 116, come sostituito dall art. 2, co. 1, Decreto Legislativo 7 luglio 2011, n. 121, che ha inserito nel D.Lgs. n. 231/2001 l articolo 25-decies; - reati ambientali, introdotti dall art. 2, co. 2, Decreto Legislativo 7 luglio 2011, n. 121, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25 undecies (emendato ad opera della L. n. 68/2015); - reato di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, introdotto dall art. 2 del Decreto Legislativo 16 luglio 2012, n. 109, che ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 l articolo 25 duodecies; - reati transnazionali, introdotti dalla Legge 16 marzo 2006 n. 146, Legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale ; 1.2. Autori del reato: soggetti in posizione apicale e soggetti sottoposti all altrui direzione Come sopra anticipato, secondo il D.Lgs. n. 231/2001, la società è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: - da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dell ente stesso (i sopra definiti soggetti in posizione apicale o apicali ; art. 5, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 231/2001); - da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti apicali (i c.d. soggetti sottoposti all altrui direzione ; art. 5, comma 1, lett. b), del D.Lgs. n. 231/2001). La società non risponde, per espressa previsione legislativa (art. 5, comma 2, del D.Lgs. n. 231/2001), se le persone su indicate hanno agito nell interesse esclusivo proprio o di terzi. 7
8 1.3. Sindacato di idoneità L accertamento della responsabilità della società, attribuito al giudice penale, avviene mediante: - la verifica della sussistenza del reato presupposto per la responsabilità della società; e - il sindacato di idoneità sui modelli organizzativi adottati Responsabilità amministrativa nei gruppi di imprese L applicazione dei principi introdotti dal D.Lgs. n. 231/2001 nell ambito dei gruppi societari pone la delicata questione della possibile estensione, alla holding o ad altre società appartenenti al Gruppo, della responsabilità amministrativa conseguente all accertamento di un reato commesso nell ambito di una delle società del Gruppo. Peraltro, considerando che il D.Lgs. n. 231/2001 prevede un criterio di imputazione della responsabilità ancorato al singolo ente e non al Gruppo nel suo insieme, tale estensione rende opportuno rinvenire il fondamento teorico della migrazione di responsabilità dall una all altra società del Gruppo. Tale fondamento è stato individuato, da un ordinanza del Tribunale di Milano 2, nel concetto di interesse di gruppo, evidenziando come ai fini della responsabilità dell ente, il reato possa essere destinato a soddisfare contestualmente l interesse di diversi soggetti e che l interesse di gruppo si caratterizza [ ] per non essere proprio ed esclusivo di uno dei membri del gruppo, ma comune a tutti i soggetti che ne fanno parte. Anche la Corte di Cassazione 3 afferma claris verbis che in effetti la holding o altre società del gruppo possono rispondere ai sensi della legge 231. La Corte ha così individuato i presupposti necessari della responsabilità della Capogruppo (o delle altre società del Gruppo) per i reati commessi da altra società appartenente al Gruppo: (i) commissione di uno dei reati presupposto indicati nel Decreto nell ambito di una società appartenente al Gruppo; (ii) concorso di un soggetto che agisce per conto della Capogruppo nella commissione del reato sub (i); (iii) commissione del reato nell interesse o a vantaggio (anche) della Capogruppo. Sempre la Corte di Cassazione, VI Sez. pen., sent del 2014 afferma che non è possibile desumere la responsabilità delle società controllate dalla mera esistenza del rapporto di controllo o 2 Trib. Milano, 20 settembre Corte di Cass. sez. V pen., 20 giugno 2011, n
9 di collegamento all interno di un gruppo di società. Il giudice deve esplicitamente individuare e motivare la sussistenza dei criteri di imputazione della responsabilità da reato anche in capo alle controllate. Infine, il controllo societario o l attività di direzione e coordinamento non sono condizione sufficiente per imputare ai soggetti apicali della controllante il reato omissivo previsto dall art. 40 comma 2 del c.p. («Non impedire un evento, che si ha l obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo»), qualora l illecito venga commesso nell attività della controllata. Peraltro, non c è alcuna disposizione che preveda in capo agli apicali della controllante l obbligo giuridico e i poteri necessari per impedire i reati della controllata. Nelle società del gruppo, giuridicamente autonome, le funzioni di gestione e controllo sono svolte dai relativi amministratori, i quali potranno legittimamente discostarsi dalle indicazioni provenienti dalla holding, senza incorrere in responsabilità verso quest ultima 4. 4 Cfr. Linee Guida Confindustria approvate il 7 marzo 2002 e aggiornate a marzo
10 2. Modello di organizzazione, gestione e controllo 2.1 Attività Rilevanti Attività Rilevanti in relazione ai reati nei rapporti con la pubblica Amministrazione Di seguito sono elencate le Attività Rilevanti identificate con riferimento ai rapporti con la pubblica amministrazione. Attività Rilevanti dirette 1. Gestione degli investimenti 1.1 Monitoraggio degli investimenti 1.2 Gestione delle attività di istruttoria nell ambito delle opportunità di investimento della Simest 1.3 Gestione dei rapporti con esponenti pubblici e privati nell ambito di attività di investimento 2. Finanziamenti agevolati alle imprese 2.1 Finanziamenti a valere sul Fondo 394/81 destinati ad operazioni di interesse pubblico per sostenere l internazionalizzazione delle imprese 2.2 Finanziamenti a valere sul Fondo 295/73 destinati ad operazioni di interesse pubblico per sostenere l internazionalizzazione delle imprese 3. Gestione dei rapporti istituzionali 4. Attività di consulenza professionale alle imprese 4.1 Advisory per la realizzazione di un progetto di investimento all'estero 4.2 Advisory per la prestazione delle attività di Business Scouting 5. Gestione del contenzioso 6. Gestione dei rapporti con altre autorità pubbliche relativi ad attività di ispezione, di controllo, di informazione 6.1 Rapporti con la P.A. (ASL, Vigili del Fuoco, INPS, INAIL, ecc) 10
11 6.2 Gestione degli adempimenti fiscali 6.3 Gestione dei rapporti con l'amministrazione Tributaria e con gli organi di polizia tributaria in occasione di ispezioni ed accertamenti 7. Gestione delle richieste di informazioni e degli accertamenti da parte dell'autorità. 8. Gestione dei rapporti con Autorità di Vigilanza in sede di verifiche e accertamenti. Attività Rilevanti strumentali 1. Acquisti di beni e servizi e affidamento incarichi di consulenza 2 Gestione delle Risorse Umane 2.1 Reclutamento e selezione del personale 2.2 Valutazione del personale 3. Contabilità e Bilancio 3.1 Gestione delle fatture passive 4. Budget e Controllo di Gestione 5. Sponsorizzazioni e liberalità 6. Gestione dei rimborsi spese e della piccola cassa 7. Sistemi Informativi 7.1 Gestione delle attività correnti di Information Technology (IT) 7.2 Definizione di regole di accesso a software di soggetti pubblici 7.3 Accesso a software di soggetti pubblici o forniti da terzi per conto di soggetti pubblici, con possibilità di visualizzazione, inserimento, modifica o estrazione di dati da software di soggetti pubblici o forniti da terzi per conto di soggetti pubblici 11
12 2.1.2 Attività Rilevanti in relazione ai reati informatici L attività ritenuta rilevante in relazione ai reati informatici è: 1. Sistemi informativi 1.1 Accesso alle connessioni di rete 1.2 Utilizzo di strumenti e di sistemi informatici aziendali 1.3 Gestione degli strumenti e dei sistemi informatici aziendali 1.4 Gestione e manutenzione delle reti e dell infrastruttura informatica aziendale 1.5 Accesso alle apparecchiature informatiche o telematiche aziendali 1.6 Definizione di regole di accesso a software di soggetti pubblici 1.7 Accesso a software di soggetti pubblici o forniti da terzi per conto di soggetti pubblici, con possibilità di visualizzazione, inserimento, modifica o estrazione di dati da software di soggetti pubblici o forniti da terzi per conto di soggetti pubblici Attività Rilevanti in relazione ai reati societari Le attività ritenute rilevanti in relazione ai reati societari sono: 1. Gestione degli investimenti 1.1 Monitoraggio degli investimenti 1.2 Gestione adempimenti amministrativi relativi a partecipazioni detenute dalla Simest 1.3 Gestione dei rapporti con esponenti pubblici e privati nell ambito di attività di investimento 2. Finanziamenti agevolati alle imprese 2.1 Finanziamenti a valere sul Fondo 394/81 destinati ad operazioni di interesse pubblico per sostenere l internazionalizzazione delle imprese 2.2 Valutazione delle poste relative a finanziamenti a valere sul Fondo 394/81 da inserire in bilancio 12
13 2.3 Finanziamenti a valere sul Fondo 295/73 destinati ad operazioni di interesse pubblico per sostenere l internazionalizzazione delle imprese 3. Contabilità e bilancio 3.1 Predisposizione delle relazioni infrannuali e del bilancio di esercizio 3.2 Gestione dei libri contabili obbligatori (Libro Giornale, Registro IVA, ecc.) 3.3 Gestione delle fatture passive 3.4 Gestione dell informativa sui rischi e sulle relative politiche di copertura 4. Sponsorizzazioni e liberalità 5. Budget e controllo di gestione 6. Gestione dei rimborsi spese e della piccola cassa 7. Attività di consulenza professionale alle imprese 7.1 Advisory per la realizzazione di un progetto di investimento all'estero 8. Gestione dei rapporti istituzionali 9. Comunicazioni esterne 10. Gestione del contenzioso 11. Gestione delle risorse umane 11.1 Reclutamento e selezione del personale 11.2 Valutazione del personale 11.3 Valutazione delle poste relative al personale da inserire in bilancio 12. Acquisti di beni e servizi e affidamento incarichi di consulenza 13. Gestione dei rapporti con Autorità di Vigilanza in sede di verifiche e accertamenti 14. Rapporti con soggetti a cui la legge attribuisce attività di controllo (es. Collegio Sindacale) 13
14 2.1.4 Attività Rilevanti in relazione ai reati aventi finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico Le attività ritenute rilevanti in relazione ai reati aventi finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico sono: 1. Gestione degli investimenti 1.1 Gestione delle attività di istruttoria nell ambito delle opportunità di investimento della Simest 2. Finanziamenti agevolati alle imprese 2.1 Finanziamenti a valere sul Fondo 394/81 destinati ad operazioni di interesse pubblico per sostenere l internazionalizzazione delle imprese 2.2 Finanziamenti a valere sul Fondo 295/73 destinati ad operazioni di interesse pubblico per sostenere l internazionalizzazione delle imprese 3. Contabilità e bilancio 3.1 Gestione delle fatture passive 4. Gestione degli incassi e dei pagamenti 5. Acquisti di beni e servizi e affidamento incarichi di consulenza 6. Gestione delle Risorse Umane 6.1 Reclutamento e selezione del personale Attività Rilevanti in relazione agli abusi di mercato Le attività ritenute rilevanti in relazione agli abusi di mercato sono: 1. Gestione delle informazioni privilegiate 1.1 Gestione di informazioni relativamente a partecipazioni in Società terze 1.2 Attività di assistenza all'amministratore Delegato per l'analisi di nuove opportunità di sviluppo della Società 2. Attività di consulenza professionale alle imprese 14
15 2.1 Advisory per la realizzazione di un progetto di investimento all'estero 3. Gestione dei rapporti istituzionali 4. Comunicazioni esterne 5. Gestione e divulgazione delle informazioni e delle comunicazioni interne ed esterne alla Società 5.1 Gestione di informazioni relative a partecipazioni in Società rilevanti 5.2 Gestione di informazioni relative a Società destinatarie di finanziamenti 6. Gestione delle informazioni acquisite nell ambito delle attività di rispettiva competenza Attività Rilevanti in relazione ai reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro L attività ritenuta rilevante in relazione ai reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro è: 1. Gestione del sistema di sicurezza sul lavoro della sede 2. Gestione di attività operative e di consulenza, manutenzioni, forniture e servizi in appalto a soggetti terzi 3. Ingressi da parte di visitatori presso la sede 4. Gestione dell organizzazione interna che richiede precisa suddivisione di ruoli, incarichi e responsabilità, soprattutto tra i soggetti che sono chiamati a svolgere compiti specifici in base al TUS 5. Gestione ed aggiornamento della documentazione 6. Gestione dell attività formativa ed informativa e dei presidi in materia di sorveglianza sanitaria 7. Adozione dei sistemi di protezione collettiva ed individuale 8. Gestione del processo relativo all acquisto di materiale, ivi inclusi gli strumenti di lavoro 15
16 2.1.7 Attività Rilevanti in relazione ai reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita nonché auto riciclaggio Le attività ritenute rilevanti in relazione ai reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita nonché autoriciclaggio sono: 1. Gestione degli investimenti 1.1 Gestione del processo di disinvestimento 1.2 Gestione delle attività di istruttoria nell ambito delle opportunità di investimento della Simest 2. Finanziamenti agevolati alle imprese 2.1 Finanziamenti a valere sul Fondo 394/81 destinati ad operazioni di interesse pubblico per sostenere l internazionalizzazione delle imprese 2.2 Finanziamenti a valere sul Fondo 295/73 destinati ad operazioni di interesse pubblico per sostenere l internazionalizzazione delle imprese 3. Contabilità e bilancio 3.1 Predisposizione delle relazioni infrannuali e del bilancio di esercizio 4. Gestione degli incassi e dei pagamenti 5. Acquisti di beni e servizi e affidamento incarichi di consulenza 6. Gestione del contenzioso 7. Gestione dei rapporti con altre autorità pubbliche relativi ad attività di ispezione, di controllo, di informazione 7.1 Gestione degli adempimenti fiscali Attività Rilevanti in relazione ai delitti in materia di violazione del diritto d autore L attività ritenuta rilevante in relazione ai reati di violazione del diritto d autore è: 1. Acquisti di beni e servizi e affidamento incarichi di consulenza 16
17 2.1.9 Attività Rilevante in relazione ai reati di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria e favoreggiamento personale L attività ritenuta rilevante in relazione al reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria e favoreggiamento personale è: 1. Gestione delle richieste di informazioni e degli accertamenti da parte dell'autorità Giudiziaria Attività Rilevante in relazione ai reati ambientali L attività ritenuta rilevante in relazione ai reati ambientali è: 1. Gestione e smaltimento dei rifiuti aziendali Attività Rilevante in relazione al reato di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare L attività ritenuta rilevante in relazione al reato di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare è: 1. Gestione delle Risorse Umane 2.2 Principi di controllo SIMEST S.p.A. (di seguito SIMEST o Società ) ha inteso predisporre un Modello che tenesse conto della propria peculiare realtà aziendale, in coerenza con il proprio sistema di governo ed in grado di valorizzare i controlli e gli organismi esistenti. Il sistema dei controlli, identificato dalla Società prevede, con riferimento alle Attività Rilevanti individuate: - Principi generali di controllo relativi alle Attività Rilevanti; - Protocolli specifici applicati alle singole Attività Rilevanti. 17
18 I Principi generali di controllo posti a base degli strumenti e delle metodologie utilizzate per strutturare i presidi specifici di controllo possono essere sintetizzati come segue: Regolamentazione: esistenza di funzionigramma, regolamenti, procedure, istruzioni operative, disposizioni organizzative, costituenti le disposizioni aziendali formalizzate, idonee a fornire principi di comportamento e le modalità operative per lo svolgimento delle Attività Rilevanti; Segregazione dei compiti: separazione delle attività tra chi autorizza, chi esegue e chi controlla; Definizione dei poteri autorizzativi e di firma: i poteri autorizzativi e di firma devono: i) essere coerenti con le responsabilità organizzative e gestionali assegnate, prevedendo, ove richiesto, l indicazione delle soglie di approvazione delle spese; ii) essere chiaramente definiti e conosciuti all interno della Società e dai terzi che con essa operano; Tracciabilità: ogni operazione relativa alle Attività Rilevanti deve essere adeguatamente registrata. Il processo di decisione/autorizzazione, svolgimento e controllo dell Attività Rilevante deve essere verificabile ex post, anche tramite appositi supporti documentali e, in ogni caso, devono essere disciplinati in dettaglio le modalità di archiviazione della documentazione rilevante ed i casi e le modalità dell eventuale possibilità di cancellazione o distruzione della stessa e delle registrazioni effettuate; Informazione e Formazione: le comunicazioni aziendali devono avvenire secondo un efficiente sistema di flussi informativi a tutti i livelli gerarchico-funzionali. I soggetti operanti per Simest devono essere messi in grado di conoscere e comprendere, attraverso adeguate e pertinenti attività di formazione, le disposizioni aziendali finalizzate a prevenire i rischi di commissione dei Reati. Il Modello, in definitiva, rappresenta l insieme coerente di principi, regole e disposizioni che: a) incidono sul funzionamento interno della Società e sulle modalità con le quali la stessa si rapporta con l esterno; b) regolano la diligente gestione di un sistema di controllo dei Processi e delle Attività Rilevanti, finalizzato a prevenire la commissione, o la tentata commissione, dei Reati richiamati dal Decreto; c) declinano in termini organizzativi i valori fondamentali di riferimento enunciati nel Codice di comportamento, ribadendo che ogni forma di comportamento illecito è condannata dalla Società in quanto (anche nel caso in cui la stessa fosse apparentemente in condizione di 18
19 trarne vantaggio) comunque contraria ai principi etico - sociali cui intende attenersi nell espletamento della propria missione aziendale. E compito del management effettuare i controlli di linea e curare la verifica della completezza e della idonea formalizzazione delle procedure aziendali e, in generale, la coerenza della normativa interna con i principi del presente Modello; 19
20 3. Organismo di Vigilanza 3.1. Funzioni e poteri dell Organismo di Vigilanza All Organismo di Vigilanza (di seguito, per brevità, anche OdV ) è affidato il compito di vigilare sul funzionamento, sull osservanza del Modello e di curare il suo aggiornamento così come stabilito dall art. 6 co. 1 lett. b) del Decreto. Per lo svolgimento delle funzioni e dei propri compiti sopra indicati, vengono attribuiti all OdV i seguenti poteri: accedere in modo ampio e capillare ai vari documenti aziendali e, in particolare, a quelli riguardanti i rapporti di natura contrattuale e non instaurati dalla Società con terzi; avvalersi del supporto e della cooperazione delle varie strutture aziendali e degli organi sociali che possano essere interessati, o comunque coinvolti, nelle attività di controllo; conferire specifici incarichi di consulenza ed assistenza a professionisti esperti in materia legale e/o di revisione ed implementazione di processi e procedure. Ulteriori modalità di esercizio dei poteri dell OdV possono essere definite con un atto interno adottato dall Organismo di Vigilanza stesso di cui viene data informazione al CdA Composizione e requisiti per la nomina a membro dell Organismo di Vigilanza L OdV della Simest è organo collegiale composto da tre membri, nominati, previa verifica dei requisiti di onorabilità, dal Consiglio di Amministrazione: il Presidente, scelto dal Consiglio di Amministrazione; un Membro effettivo esterno scelto dal Consiglio di Amministrazione; il Chief Audit Officer della Capogruppo o altro dipendente del Gruppo CDP da lui designato in possesso di elevata esperienza in materia di Sistema dei Controlli Interni (Membro effettivo interno). I componenti devono possedere, complessivamente, adeguata professionalità in materia giuridico - penale ed in materia economico - aziendale. Non possono essere nominati coloro che si trovino in una delle condizioni di ineleggibilità e di decadenza previste dall art del Codice civile. 20
21 Per il componente interno non trovano applicazione le condizioni di ineleggibilità previste dall art. 2399, comma 1, lettera c) del Codice civile. Trovano altresì applicazione per i componenti dell Organismo di Vigilanza le ulteriori cause di ineleggibilità e decadenza previste per gli amministratori e i sindaci della Società dalle disposizioni statutarie e normative tempo per tempo vigenti Flussi informativi Reporting verso l Organismo di Vigilanza L Organismo di Vigilanza deve essere tempestivamente informato, mediante apposito sistema di comunicazione interna, in merito a quegli atti, comportamenti o eventi che: 1) possono determinare una violazione o sospetta violazione del Modello tale da esporre la Simest al rischio di reato (flussi straordinari o violazioni ); 2) possano considerarsi rilevanti ai fini del Decreto (flussi ordinari ). Flussi straordinari o violazioni Per quanto attiene alla prima categoria di flussi informativi, gli obblighi di informazione in merito ad eventuali comportamenti contrari alle disposizioni contenute nel Decreto o nel Modello rientrano nel più ampio dovere di diligenza e obbligo di fedeltà del prestatore di lavoro stabiliti dal Codice civile e trovano, in ogni caso, la loro fonte nell ambito del rapporto contrattuale che lega tutti i soggetti che operano in nome e/o per conto della Simest. Il corretto adempimento dell obbligo di informazione da parte del prestatore di lavoro non può dar luogo all applicazione di sanzioni disciplinari. In proposito, quali prescrizioni di carattere generale, devono essere comunicate eventuali segnalazioni relative a: provvedimenti e/o notizie provenienti da organi di polizia giudiziaria, o da qualsiasi altra autorità, dai quali si evinca lo svolgimento di indagini, anche nei confronti di ignoti, per i reati contemplati dal Decreto e che possano coinvolgere la Simest; le richieste di assistenza legale inoltrate dai dipendenti in caso di avvio di procedimento giudiziario nei loro confronti ed in relazione ai reati di cui al Decreto, salvo espresso divieto dell Autorità Giudiziaria; 21
22 le notizie riguardanti i procedimenti disciplinari svolti e le eventuali sanzioni irrogate (ivi compresi i provvedimenti assunti verso i Dipendenti) ovvero i provvedimenti di archiviazione di tali procedimenti con le relative motivazioni; la commissione, o il ragionevole pericolo di commissione, dei reati richiamati dal Decreto; comportamenti non in linea con le disposizioni aziendali; comportamenti che, in ogni caso, possono determinare una violazione del Modello. Coloro che segnalano le suddette circostanze in buona fede sono garantiti contro qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione o penalizzazione ed in ogni caso è assicurata la riservatezza dell identità del segnalante, fatti salvi gli obblighi di legge e la tutela dei diritti della Società o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede. Le informazioni, segnalazioni, relazioni o report previsti nel Modello sono conservati dall Organismo di Vigilanza in un apposito archivio (informatico o cartaceo). Tutti i Destinatari del presente Modello sono tenuti a segnalare all OdV, per iscritto e in forma non anonima, attraverso appositi canali di informazione riservati, ogni violazione o sospetto di violazione tale da esporre la Simest al rischio di reato ; l Organismo di Vigilanza provvede ad un analisi della segnalazione. Le segnalazioni devono essere inviate con la seguente modalità: lettera: all indirizzo Simest S.p.A., Corso Vittorio Emanuele II 323, 00186, Roma - Funzione Compliance. L OdV valuterà le segnalazioni ricevute con discrezionalità e responsabilità. A tal fine potrà ascoltare l autore della segnalazione e/o il responsabile della presunta violazione. L OdV agisce in modo da garantire i segnalanti contro qualsiasi tipo di ritorsione, intesa come atto che possa dar adito anche al solo sospetto di discriminazione o penalizzazione. È inoltre assicurata la riservatezza dell identità del segnalante, fatti salvi gli obblighi di legge. Flussi ordinari Per quanto attiene la seconda tipologia di flussi aventi ad oggetto atti, comportamenti o eventi che possano risultare rilevanti ai fini del Decreto (flussi ordinari ) si segnalano, a titolo meramente esemplificativo: 22
23 operazioni percepite come a rischio (ad esempio: attività relative alla richiesta, erogazione e utilizzo di finanziamenti agevolati alle imprese; attività di investimento/disinvestimento di partecipazioni; ecc.); ispezioni delle autorità pubbliche (ad es. Guardia di Finanza, ASL o altre Autorità di Vigilanza); i rapporti predisposti dai responsabili di altre funzioni aziendali nell ambito della loro attività di controllo, dai quali possano emergere fatti, atti, eventi od omissioni con profili di criticità rispetto all osservanza delle norme del Decreto; i cambiamenti organizzativi; le eventuali comunicazioni del Collegio Sindacale in merito ad aspetti che possono indicare carenze nel sistema dei controlli interni, fatti censurabili, osservazioni sul bilancio della Società; la dichiarazione di veridicità e completezza delle informazioni contenute nelle comunicazioni sociali; la copia dei verbali delle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale; ogni altra informazione che, sebbene non ricompresa nell elenco che precede, risulti rilevante ai fini di una corretta e completa attività di vigilanza ed aggiornamento del Modello. All OdV, infine, deve essere comunicato il sistema delle deleghe adottato dalla Società e ogni sua successiva modifica e integrazione. È facoltà dell OdV dettare ulteriori e specifiche disposizioni in ordine agli obblighi di flusso informativo in relazione alle varie tipologie di reato di cui al Decreto. Per quanto attiene alle modalità di conservazione e di inoltro dei flussi ordinari, si rinvia a quanto già previsto per i flussi straordinari e le violazioni Reporting dell Organismo di Vigilanza verso il vertice societario L OdV della Simest segnala al Consiglio di Amministrazione e/o al Collegio Sindacale, per le materie di rispettiva competenza, tutte le notizie che ritiene rilevanti ai sensi del Decreto, nonché le proposte di modifica del Modello per la prevenzione dei reati. L OdV della Simest potrà essere convocato dal Consiglio di Amministrazione in qualsiasi momento, per il tramite del Presidente dell OdV medesimo, per riferire in merito al funzionamento del Modello od a situazioni specifiche. 23
24 Più in particolare, l OdV è tenuto: nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale nonché dell Organismo di Vigilanza di CDP, a comunicare tempestivamente eventuali problematiche connesse alle attività, laddove rilevanti; nei confronti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale a relazionare, su base almeno semestrale, in merito all attività svolta ed all attuazione del Modello. Inoltre, l OdV è tenuto a rendicontare annualmente al Consiglio di Amministrazione le spese sostenute a fronte dell espletamento degli adempimenti di propria competenza. L OdV potrà richiedere di essere convocato dai suddetti organi per riferire in merito al funzionamento del Modello o a situazioni specifiche. Gli incontri con gli organi sociali a cui l OdV riferisce devono essere verbalizzati. Copia di tali verbali sarà custodita dall OdV. L OdV potrà, valutando le singole circostanze: comunicare i risultati dei propri accertamenti ai responsabili delle funzioni e/o dei processi qualora dalle attività scaturissero aspetti suscettibili di miglioramento. In tale fattispecie sarà necessario che l OdV ottenga dai responsabili dei processi un piano delle azioni, con relativa tempistica, per l implementazione delle attività suscettibili di miglioramento nonché il risultato di tale implementazione; segnalare all alta dirigenza eventuali comportamenti/azioni significativamente non in linea con il Modello. 24
25 4. Sistema disciplinare 4.1. Funzione del sistema disciplinare Il Decreto indica, quale condizione per un efficace attuazione del Modello di organizzazione gestione e controllo, l introduzione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello stesso. Pertanto, la definizione di un adeguato sistema disciplinare costituisce un presupposto essenziale della valenza scriminante del Modello di organizzazione, gestione e controllo rispetto alla responsabilità amministrativa degli enti. Le sanzioni previste dal sistema disciplinare saranno applicate ad ogni violazione delle disposizioni contenute nel Modello a prescindere dalla commissione di un reato e dallo svolgimento ed esito del procedimento penale eventualmente avviato dall autorità giudiziaria Principi generali nell applicazione delle sanzioni per i Dipendenti L osservanza delle disposizioni e delle regole comportamentali previste dal Modello costituisce adempimento da parte dei Dipendenti degli obblighi previsti dall art. 2104, comma 2, e 2015 del Codice civile; di tali obblighi il contenuto del medesimo Modello rappresenta parte sostanziale e integrante. Il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello da parte dei Dipendenti costituisce, pertanto, illecito disciplinare, da cui deriva l applicazione di sanzioni disciplinari, ai sensi dell art c.c. Il tipo e l entità delle sanzioni specifiche saranno applicate in base ai seguenti criteri generali: a) elemento soggettivo della condotta (dolo, colpa); b) rilevanza degli obblighi violati; c) potenzialità del danno derivante alla Società e dell eventuale applicazione delle sanzioni previste dal Decreto e da eventuali successive modifiche o integrazioni; d) livello di responsabilità gerarchica o tecnica del soggetto interessato; e) presenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo alle precedenti prestazioni lavorative svolte dal soggetto destinatario del Modello e ai precedenti disciplinari dell ultimo biennio; f) eventuale condivisione di responsabilità con altri Destinatari o terzi in genere che abbiano concorso nel determinare la violazione. 25
26 Il Sistema Disciplinare, il Codice di comportamento e l intero Modello sono stati resi accessibili ai Dipendenti attraverso la loro pubblicazione nella intranet aziendale, cui ad essi è consentito libero accesso. Tali modalità di pubblicazione garantiscono, quindi, il pieno rispetto delle previsioni di cui al comma I, dell art. 7 della L. n. 300/70 ( Statuto dei Lavoratori ). Le sanzioni disciplinari dovranno essere irrogate ai Dipendenti nel rispetto complessivo dell art. 7 dello Statuto dei Lavoratori e di tutte le altre disposizioni legislative e contrattuali esistenti in materia, per quanto riguarda le sanzioni applicabili, la forma di esercizio del potere disciplinare, le garanzie e le tutele riconosciute al lavoratore, con particolare riferimento a: - il principio di proporzionalità della sanzione rispetto all infrazione compiuta, ai sensi dell art c.c.; - il diritto alla difesa del lavoratore, che impedisce l irrogazione di una sanzione in assenza della preventiva contestazione dell infrazione cui essa si riferisce e impone al datore di lavoro di sentire il lavoratore in sua difesa, eventualmente con l assistenza di un rappresentante sindacale; - uno specifico limite alla rilevanza della recidiva, ovvero l impossibilità di prendere in considerazione, ai fini della comminazione e/o graduazione della sanzione, le infrazioni commesse in precedenza dal lavoratore, trascorsi due anni dall applicazione della relativa sanzione. Per quanto concerne l accertamento delle infrazioni concernenti il presente Modello, i procedimenti disciplinari e la comminazione delle sanzioni, restano validi i poteri già conferiti, nei limiti delle rispettive deleghe e competenze. In ogni caso l Organismo di Vigilanza dovrà ricevere informazione dei procedimenti disciplinari svolti e delle eventuali sanzioni irrogate ovvero dei provvedimenti di archiviazione di tali procedimenti con le relative motivazioni Sanzioni nei confronti del personale dipendente privo della qualifica dirigenziale Le sanzioni irrogabili nei riguardi dei Dipendenti della Società privi della qualifica dirigenziale rientrano tra quelle previste dal Contratto collettivo nazionale di lavoro per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali, come di seguito elencate: - rimprovero verbale; - rimprovero scritto; - sospensione dal servizio e dal trattamento economico per un periodo non superiore a 10 giorni; - licenziamento per giustificato motivo; 26
27 - licenziamento per giusta causa (senza preavviso). Quando sia richiesto dalla natura della violazione e dalla modalità relative alla sua commissione oppure dalla necessità di accertamenti conseguenti alla medesima, la Società in attesa di deliberare il definitivo provvedimento disciplinare può disporre l allontanamento temporaneo del lavoratore dal servizio per il periodo strettamente necessario Sanzioni nei confronti del personale dipendente in posizione dirigenziale Nei casi di: - violazione, da parte dei dirigenti, delle norme del Modello nonché del Codice di comportamento e dei protocolli aziendali e/o delle procedure (che di volta in volta verranno implementate dalla Società a seguito di eventuali aggiornamenti e integrazioni e opportunamente comunicate), o - adozione, nell espletamento di attività a rischio reato, di un comportamento non conforme alle prescrizioni dei documenti sopra citati, le misure di natura sanzionatoria da adottare saranno valutate secondo i principi del presente sistema disciplinare relativo al complesso dei dipendenti e, considerando il particolare rapporto di fiducia che vincola i profili dirigenziali alla Società, anche in conformità ai principi espressi dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Dirigenti Credito e dal sistema normativo Sanzioni nei confronti degli amministratori Alla notizia di violazione delle disposizioni e delle regole di comportamento del Modello da parte di membri del Consiglio di Amministrazione, l Organismo di Vigilanza dovrà tempestivamente informare dell accaduto il Collegio Sindacale, l Organismo di Vigilanza della Capogruppo e l intero Consiglio di Amministrazione. I soggetti destinatari dell informativa dell Organismo di Vigilanza potranno assumere gli opportuni provvedimenti al fine di adottare le misure più idonee previste dalla legge Sanzioni nei confronti dei sindaci I sindaci non sono soggetti apicali, tuttavia, in relazione alla posizione che occupano in società è astrattamente ipotizzabile, e per cui da scongiurare, il loro coinvolgimento in violazioni delle norme del Modello organizzativo. Alla notizia di violazione delle disposizioni e delle regole di comportamento del Modello da parte di uno o più sindaci, l Organismo di Vigilanza dovrà 27
28 tempestivamente informare dell accaduto l intero Collegio Sindacale, l Organismo di Vigilanza della Capogruppo e il Consiglio di Amministrazione. I soggetti destinatari dell informativa dell Organismo di Vigilanza potranno assumere, secondo quanto previsto dallo Statuto e dalla legge, gli opportuni provvedimenti tra cui, ad esempio, la convocazione dell assemblea dei soci, al fine di adottare le misure più idonee ed opportune Sanzioni nei confronti di Collaboratori, Partner, Consulenti e Fornitori La Violazione compiuta dai Partner, dai Consulenti, dai Collaboratori, dai Fornitori e dalle controparti delle attività di business costituisce inadempimento rilevante anche ai fini della risoluzione del contratto in essere tra gli stessi e la Società, secondo clausole opportunamente sottoscritte, di cui al successivo capitolo. Inoltre, nell ambito di tutte le tipologie contrattuali di cui al presente paragrafo, è prevista l adozione di rimedi contrattuali, quale conseguenza della commissione di una violazione. In particolare, nel caso di commissione di una Violazione da parte di Partner, Consulenti, Collaboratori e Fornitori la Società, avrà titolo, in funzione delle diverse tipologie contrattuali adottate e/o del diverso stato di esecuzione degli obblighi derivanti dal contratto, (a) di recedere dal rapporto, nel caso in cui il contratto non abbia ancora avuto esecuzione, ovvero (b) di risolvere il contratto ai sensi dell articolo 1456 del Codice civile, nel caso in cui l esecuzione del contratto abbia avuto inizio. Ai Collaboratori, Consulenti, Partner, Fornitori ed alle controparti delle attività di business è garantita la possibilità di accedere e consultare sul sito web della Simest il Codice di comportamento. Inoltre, in tutti i contratti la controparte dovrà assumere l impegno a risarcire, manlevare e tenere indenne la Simest rispetto ad ogni costo, spesa, perdita passività od onere, sostenuto e dimostrato che non si sarebbe verificato ove le dichiarazioni e garanzie rilasciate dalla controparte contenute nel contratto fossero state veritiere, complete, corrette ed accurate e gli impegni sopra descritti fossero stati puntualmente adempiuti. 28
29 5 Formazione e Comunicazione 5.1. Premessa Simest, al fine di dare efficace attuazione al Modello, intende assicurare una corretta divulgazione dei contenuti dello stesso all interno ed all esterno della propria organizzazione. In particolare, obiettivo della Società è estendere la comunicazione dei contenuti del Modello a tutti i suoi Destinatari. L attività di comunicazione e formazione, diversificata a seconda dei Destinatari cui essa si rivolge, è, in ogni caso, improntata a principi di completezza, chiarezza, accessibilità e continuità al fine di consentire ai diversi destinatari la piena consapevolezza di quelle disposizioni aziendali che sono tenuti a rispettare e delle norme etiche che devono ispirare i loro comportamenti. L Organismo di Vigilanza monitora e verifica l effettivo svolgimento delle attività di comunicazione e formazione, prestando ove occorra la propria collaborazione alle strutture aziendali competenti. 5.2 Componenti degli organi statutari e Dipendenti Ogni componente degli organi statutari ed ogni Dipendente è tenuto a dichiarare: i) di aver preso visione e di conoscere integralmente i principi del Codice di Comportamento e del Modello; ii) l impegno a non porre in essere alcun comportamento diretto ad indurre e/o obbligare a violare i principi specificati nel Codice di comportamento e nel Modello stessi: a) le persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione della Simest o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale; (b) le persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera (a), e (c) i collaboratori esterni della Simest. Al fine di garantire un efficace e razionale attività di comunicazione, la Società promuove ed agevola la conoscenza dei contenuti del Modello da parte dei componenti degli organi statutari e dei Dipendenti, con grado di approfondimento diversificato a seconda del grado di coinvolgimento nelle Attività Rilevanti. Deve essere garantita ai componenti degli organi statutari ed ai Dipendenti la possibilità di accedere e consultare, anche sulla rete INTRANET aziendale, la documentazione costituente il Modello. Ogni componente degli organi statutari e Dipendente deve poter ottenere una copia cartacea del Modello. Inoltre, al fine di agevolare la comprensione del Modello, i Dipendenti, con modalità diversificate secondo il loro grado di coinvolgimento nelle Attività Rilevanti, sono tenuti a partecipare ad una specifica attività formativa. 29
30 Ai nuovi componenti degli organi statutari ed ai nuovi Dipendenti sarà messa a disposizione copia della Parte Generale e delle Parti Speciali del Modello nonché del Codice di comportamento e sarà fatta loro sottoscrivere dichiarazione di conoscenza e di osservanza dei contenuti ivi iscritti. Idonei strumenti di comunicazione saranno adottati per aggiornare i componenti degli organi statutari ed i Dipendenti circa le eventuali modifiche apportate al Modello, nonché ogni rilevante cambiamento procedurale, normativo o organizzativo. 5.3 Altri destinatari L attività di comunicazione dei contenuti del Modello è indirizzata anche nei confronti di quei soggetti terzi che intrattengano con la Società rapporti di natura contrattuale, ma non siano Dipendenti della Simest, né componenti degli organi statutari. Tra questi, si annoverano, a titolo esemplificativo, coloro che prestano la loro opera in via continuativa a favore della Società, in coordinamento con la stessa, senza che sussista alcun vincolo di subordinazione ( Collaboratori ), coloro che agiscono in nome e/o per conto della Società in forza di un contratto di mandato o di altro rapporto contrattuale avente ad oggetto una prestazione professionale ( Consulenti ), le controparti contrattuali con le quali la Società addivenga ad una qualche forma di collaborazione, tra cui, a titolo esemplificativo: associazioni temporanee d'impresa, joint venture, consorzi, licenze, agenzie, collaborazioni in genere ecc., ove destinati a cooperare con la Società nell'ambito delle Attività Rilevanti ( Partner ), i fornitori di beni e servizi non professionali della Società che non rientrano nella definizione di Partner ( Fornitori ) nonché le controparti direttamente coinvolte nell esercizio dell oggetto sociale della Società. A tal fine, come detto, ai predetti soggetti è garantita la possibilità di accedere e consultare sul sito web di Simest il Codice di comportamento e i principi del Modello. Inoltre, SIMEST adotta adeguate clausole contrattuali standard, finalizzate a rafforzare l efficacia del Modello nella prevenzione dei reati ex D.Lgs. n. 231/2001 e la riduzione dei rischi reputazionali e creditizi. Per tutti i contratti SIMEST richiede una dichiarazione della controparte di presa visione e di conoscenza integrale dei principi del Codice di comportamento e del Modello, nonché l impegno a non porre in essere alcun comportamento in violazione dei medesimi o che induca in qualsiasi modo i destinatari del Codice di comportamento e del Modello a violarli. Per i contratti stipulati con soggetti rientranti nell ambito soggettivo del D.Lgs. n. 231/2001 al fine di una adeguata valutazione dei connessi rischi reputazionali e creditizi, SIMEST richiede una dichiarazione della controparte: 30

References: art. 11
 Art. 5
 art. 2
 articolo 1
 articolo 7
 articolo 24
 articolo 2
 articolo 24
 articolo 6
 articolo 25
 articolo 15
 articolo 15
 articolo 25
 articolo 25
 articolo 1
 articolo 25
 articolo 25
 articolo 25
 articolo 25
 articolo 25
 articolo 25
 articolo 15
 articolo 25
 art. 4
 art. 2
 articolo 25
 art. 2
 articolo 25
 art. 2
 articolo 25
 art. 5
 art. 5
 Cass. sez. 
 art. 40
 art. 6
 art. 2399
 art. 2104
 art. 7
 art. 7
 articolo 1456