Source: https://suddegenere.wordpress.com/2010/07/22/nel-nome-del-popolo-italiano/
Timestamp: 2017-08-19 03:26:08+00:00

Document:
Nel nome del Popolo italiano. – SUD DE-GENERE
22 luglio 2010 11 settembre 2010 Doriana
” ” IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
composta dai signori: (la presenza di Maria Rita Saulle, “porella”, irrilevante anche nella dicitura)
ha pronunciato la seguente SENTENZA……” ” http://www.giurcost.org/decisioni/index.html (percorso: ricerca cron./2010/265)
Ecco un’altra perla della Consulta, dopo la sentenza 25138 di neanche un mese fa ( solleviamoci ) .
“….Al riguardo, il giudice a quo rileva come molti dei delitti richiamati nel comma 3 dell’art. 275 cod. proc. pen., pur nella loro indubbia gravità, siano comunque meno gravi di altri reati non richiamati….”
“…la misura «estrema» della custodia in carcere non dipenda da una valutazione «quantitativa» della gravità dei delitti, ma da una valutazione di tipo essenzialmente «qualitativo».”
La ratio della custodia cautelare non sarebbe ravvisabile “…in relazione ai reati sessuali cui il legislatore del 2009 ha esteso la presunzione, trattandosi di delitti che, pur nella loro «gravità e odiosità», presentano «una meno spiccata caratterizzazione pubblicistica», essendo offensivi di un bene giuridico prettamente individuale (la libertà sessuale).”
“…l’indagato o imputato si troverebbe a subire una immotivata compressione della propria libertà personale e un trattamento riservato al colpevole, prima della sentenza di condanna….”
Secondo la Corte Costituzionale con la custodia cautelare per i presunti (nella maggior parte dei casi “certi”) reati di violenza sessuale, anche su minori, si userebbe un trattamento ingiustificatamente identico a quello previsto per i delitti di mafia (pericolo per tutta la comunità mentre i reati sessuali vengono definiti come fenomeni di devianza, spesso conseguenti a patologie, le quali possono risultare contenibili, con misure diverse dalla custodia in carcere), e ingiustificatamente più severo di quello stabilito per altri reati (viene citato lo spaccio di droga ai minori).
Leggendo questa sentenza, tutta, mi pare molto chiaro quanto le Istituzioni siano lontane dal voler condannare fermamente la violenza, e quanto poco grave la considerino. Eppure sono tempestive le “Istituzioni”, quando si tratta di togliere un figlio appena nato alla madre, perchè la madre, pur essendo capace di intendere e di volere, senza precedenti penali, e non avendo mai fatto uso di droghe, guadagna onestamente solo 500 euro al mese (come è accaduto qualche giorno fa a Trento); oppure quando si tratta di rimpatriare una donna nigeriana che si era rifugiata a Bologna perchè condannata a morte, nel suo paese, per aver ucciso un connazionale nel tentativo di difendersi dallo stupro ( http://www.donnepensanti.net/2010/07/il-decalogo-di-faith/ decalogo di Faith che vi prego di sottoscrivere).
E’ quindi una questione di diritto di cittadinanza, che le donne mi pare non abbiano appieno, per usare un eufemismo.
La Consulta, ieri, in nome di chi si è espressa? Scriveva un poco di tempo fa Anna Rosa Macri’, a proposito della vicenda di Anna Scarfo’: “Io lo so cosa vuol dire essere stuprata. Lo so perché sono una donna e le donne lo sanno anche se non sono state mai stuprate. Io conosco quella rabbia, quelle lacrime, quella vertigine, e il cielo che ti cade addosso e ti sprofonda con tutta la luna e le stelle; lo so perché sono una donna e a tutte le donne è capitato un giorno di essere stuprate. Io come Anna. Anna come tutte noi.”
Lo stupro è dunque, semplicemente, una “violazione della libertà sessuale”, come si legge nella sentenza, oppure un annientamento della persona (fatta di corpo e psiche), un evento che ruba la vita?
Chi si fa carico delle vite distrutte delle vittime? Le Istituzioni? A proposito della richiesta di messa in prova degli otto minori accusati di violenza sessuale, l’avvocato della giovanissima di Montalto di Castro ricordava che nessuno ha mai pensato al reinserimento di Marinella, mentre gli stupratori vengono aiutati a reinserirsi nella società.
Chi protegge le vittime mentre l’accusato è in attesa di giudizio?Le Istituzioni? Lo ricordiamo l’uomo che ha ucciso le due ex compagne, dopo ben sette denunce per stalking? E i pedofili che sono ad alto rischio di reiterazione del reato?
E in tutto cio’, perchè cosi’ poco interesse, da parte di chi potrebbe avere “voce”, nei confronti dell’ennesimo grave precedente? A quanto pare quando si tratta di “cose nostre”, si trovan tutti daccordo.
stuprata a vent’anni (di Mariagrazia Gerina), i due condannati in contumacia sono scappati mentre erano agli arresti domiciliari, nessun risarcimento dallo Stato. ( fonte: http://www.zeroviolenzadonne.it/ )
(foto: Man Ray, Erotica violata, 1933)
Anna Rosa Macri'
cittadinanza donne
sentenza cassazione 265
Previous a guardar dalla finestra
Next Forme ossessive e paradigmi sociali.
Cinzia Marroccoli ha detto:
22 luglio 2010 alle 3:34 pm
… è l’ennesima sentenza della corte costituzionale che va a demolire quello che faticosamente cerchiamo di portare avanti.. ci… Mostra tuttoò che si costruisce a parole viene sistematicamente distrutto nei fatti…. vedo che sono tutti uomini tranne come tu dici una poverella…. anche questo ha il suo peso…e a monte il fatto che non ci siano donne nei posti giusti… purtroppo molte donne non vogliono capire quanto è importante tale questione e che il fine giustificherebbe il mezzo… certo non la pensiamo tutte allo stesso modo… ma su i temi fondamentali questo ci danneggia…
…trovo questa sentenza oltre che dissacrante della sacralità dell’essere umano donna, anche oltremodo infarcito da un vecchio pregiudizio sulla “libertà sessuale”…nella sentenza si fa riferimento ad essa come ad un “bene individuale” ma non per esaltarne e garantire la sua “inviolabilità” da parte di altri (non è nemmeno necessario che io dica senza che il soggetto acconsenta, perchè nella violenza non c’è mai consenso da parte della vittima, i giudici questo non lo comprendono ancora perchè ragionano col “fallo” e non con la logica), si parla di “libertà individuale” come se essa invece fosse libera di essere alla mercè di chiunque, si confonde la libertà sessuale individuale con la libera violenza sessuale che l’uomo pratica costantemente…
22 luglio 2010 alle 3:48 pm
grazie davvero a tutte e due. condivido pienamente.
[…] 2010: <<La Cassazione, infatti, ha annullato la condanna a 8 mesi di reclusione nei confronti di un marito accusato di aver maltrattato la moglie per tre anni. Dinanzi alla Suprema Corte l’uomo ha sostenuto con successo che non si trattava di maltrattamenti in quanto la moglie “non era per nulla intimorita” dal comportamento del coniuge, ma solo “scossa, esasperata, molto carica emotivamente”.[…] La Cassazione – con la sentenza 25138 – ha dato dunque ragione al marito, rilevando che non si può considerare come “condotta vessatoria” l’atteggiamento aggressivo non caratterizzato da “abitualità”. I fatti “incriminati” in questa vicenda – prosegue la Cassazione – “appaiono risolversi in alcuni limitati episodi di ingiurie, minacce e percosse nell’arco di tre anni (per i quali la moglie ha rimesso la querela), che non rendono di per sé integrato il connotato di abitualità della condotta di sopraffazione”. Così la condanna a 8 mesi è stata annullata “perché il fatto non sussiste”.>>fonte [vedi anche: "nel nome del popolo italiano"] […]

References: sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza