Source: https://docgo.net/embed/obbligo-di-registrare-la-pubblicazione-on-line-quale-testata-giornalistica
Timestamp: 2019-10-23 13:55:33+00:00

Document:
Embed of Obbligo di registrare la pubblicazione on line quale testata giornalistica
IL DIRITTO INDUSTRIALE N. 3/2009
DIRITTO D’AUTORE•OPINIONI
Le srcini della questione
Come si rammenterà, anteriormente all’emanazionedella L. n. 62/2001 (già ispirata dalla L. n. 388/2000) sierano evoluti due diversi orientamenti di pensiero: unovolto ad ammettere la possibilità di registrare, quale pe-riodico il sito
, l’altro volto invece a negare una talefacoltà(1).Il Tribunale di Roma, Sezione per la stampa e l’infor-mazione, ritenne, ad esempio, che un periodico telema-tico potesse beneficiare della tutela rappresentata dall’i-scrizione presso il registro della stampa di cui all’art. 5 L.n. 47/1948 (legge sulla stampa), in quanto dotato, siasul piano ontologico, sia su quello finalistico, della fun-zione di diffondere notizie, pur se con una tecnica dipubblicazione diversa dalla stampa tradizionale(2).Più cautamente si era, da parte di altri, precisato comela suddetta L. n. 47/1948 fosse applicabile unicamentealle pubblicazioni realizzate su supporto cartaceo e nonanche a quelle effettuate tramite le moderne tecnichetelematiche; alle quali, pertanto, poteva essere estesa, alpiù, in via di interpretazione analogica. Argomentandoda tale posizione se ne era desunta, quale logico corolla-rio, l’applicabilità alla pubblicazione
delle soleprescrizioni amministrative e civilistiche contenutenella L. n. 47/1948, con l’espressa esclusione delle nor-me, ad esse relative, di natura penale, in ragione delsussistente divieto di interpretazione analogica a sfavoredel reo, vigente in ambito penale.Da altra parte - in aperta contrapposizione con la ri-chiamata decisione della curia romana - si era giunti anegare l’iscrivibilità del sito Internet nel registro dellastampa, in base alla considerazione che - a tal fine -avrebbe necessitato, comunque, una riproduzione tipo-grafica o altrimenti ottenuta con mezzi meccanici o fisi-co-chimici; mentre, di contro, un giornale telematiconon poteva ritenersi ottenuto con alcuno di quei mezzisingolarmente indicati dall’art. 1 della L. n. 47/1948(3).
Obbligo di registrarela pubblicazione
quale testata giornalistica
di Iacopo PietroCimino
che abbiano le stesse caratteristiche e la stessa natura di quellescritte o radio-televisive e che, quindi, abbiano una periodicità regolare, un titolo identificativo (te-stata) e che diffondano presso il pubblico informazioni legate all’attualità devono essere inscritte,nell’apposito registro tenuto dai tribunali civili. L’Autore propone una rilettura della nozione di “pro-dotto editoriale” di cui alla L. n. 62/2001 mirante a circoscrivere l’ambito applicativo della stessasulla base del coordinamento con le norme già vigenti nell’ordinamento giuridico.
(1)In senso negativo rispetto alla possibilità di registrazione si era affer-mato in dottrina che: «i tentativi di estendere alle comunicazioni tele-matiche la vigente normativa sulla stampa costituiscono maldestre ope-razioni di disciplina giuridica di realtà assai diverse e ben più complesse»cfr. Zeno Zencovich,
La pretesa estensione alla telematica del regime dellastampa
, 1998, 12. Impostazione condivisa, tra gli altri, ancheda Clarizia,
I giornali telematici
, 1998, 148; da Costanzo,
Libertàdi manifestazione del pensiero e «pubblicazione» in Internet
,1998, 375; Sala,
La stampa su Internet
, 2000, 1310. In sensoconforme ancora: Costanzo,
Ancora a proposito dei rapporti tra diffusionein Internet e pubblicazione a mezzo stampa
, 2000, 657, secondoil quale occorre sfuggire da suggestioni “pangiornalistiche” che partendoda: «un’ovvia affermazione della responsabilità per la diffusione di opi-nioni e notizie, pervenga di necessità al suo inquadramento nella disci-plina della stampa (e in quella paracorporativa della relativa attivitàprofessionale)»; Corrias Lucente,
Il diritto penale dei mezzi di comunicazio-ne di massa
, Padova, 2000, 260; Clarizia,
,1998, 149, il quale esclude: «l’applicazione della legge sulla stampa aigiornali telematici, in quanto l’oggetto della disciplina della prima nonè assolutamente identificabile con questi ultimi: la trasmissione telema-tica non è equiparabile ad uno stampato».(2)Trib. Roma, 6 novembre 1997 (ord.), in
Dir. inf
., 1998, 75. Per l’e-stensione analogica dell’obbligo di registrazione e di nomina di un diret-tore responsabile iscritto all’ordine dei giornalisti, anche: Trib. Voghera,28 gennaio 2000, in
, 2000, 715.(3)Trib. Salerno, 18 gennaio 2001, in
, 2002, 85; Trib. Napoli,18 marzo 1997, in
, 1997, I, 2307; nonché in
Dir. giur.
, 1997,186, con nota adesiva di Catalano,
Il regime giuridico della stampa elettro-nica e dei «siti» Internet
; nonché in questa
, 1997, 718, con notacritica di Antonelli, Montini,
Registrazione di una pubblicazione diffusaon-line mediante Internet
; nonché in
, 1998, 559, con nota di Lava-gnini.
Dal finanziamento ai quotidiani
dei movimenti politici alla L. n. 62/2001
Nel ricordato contesto di alterne e contrastanti decisionigiurisprudenziali riguardo la possibilità di provvedere allaiscrizione della rivista telematica nel registro della stampa,si inseriva la novella posta dall’art. 153 della L. n.388/2000 (legge Finanziaria del 2001). Tale norma dispo-se che i giornali telematici dei partiti e dei movimenti po-litici, al fine di godere dei contributi e delle agevolazionistatali, potessero essere registrati presso il tribunale delluogo di diffusione, ai sensi dell’art. 5 L. n. 47/1978(4).La registrabilità dei periodici
(seppure limitata-mente ad un settore specifico) divenne, dunque, princi-pio operante, per la prima volta, nel nostro ordinamen-to mediante l’art. 153 della suddetta L. n. 388/2000 enon, come comunemente si ritiene, attraverso la già ci-tata L., 7 marzo 2001, n. 62 (art. 1, comma 3).Sul solco dell’antecedente legge Finanziaria, la novelladel 2001 ampliò unicamente la portata applicativa diun principio di diritto già introdotto nell’ordinamento;stabilendo, in maniera a dire il vero un po’ approssima-tiva, che: «per prodotto editoriale si intende il prodottorealizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, osu supporto informatico, destinato alla pubblicazione o,comunque, alla diffusione di informazioni presso il pub-blico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso laradiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione deiprodotti discografici o cinematografici» (art. 1).Data per ammessa la facoltà del titolare del sito Inter-net di iscrivere la propria rivista telematica nel registrodella stampa, ci si domandava, a questo punto, se taleiscrizione costituisse una mera possibilità, demandataad una scelta liberamente espressa, ovvero se la registra-zione si imponesse quale obbligo di legge(5).Sul punto alcuni interpreti evidenziarono che l’incisoiniziale “ai fini della presente legge” (di cui all’art. 1,comma 1, L. n. 62/2001) rivelasse l’intento del Legisla-tore di introdurre un onere di registrazione unicamenteper quei prodotti editoriali relativamente ai quali l’edi-tore avesse inteso accedere alle provvidenze per l’edito-ria (finanziate dalla legge del 2001).Altra parte della dottrina(6)e qualche tribunale(7)ha invece assunto l’art. 1, L. n. 62/2001 a fondamentodi un obbligo generale di registrazione di qualsiasi pro-dotto editoriale telematico periodico, a prescindere da-gli scopi perseguiti dal suo curatore.Si sosteneva, in tale ottica, che in base agli artt. 2 e 3 L.n. 47/1948 i prodotti editoriali
, analogamente aquanto avviene per gli stampati (quotidiani, periodici,agenzie di stampa), fossero comunque tenuti ad offrirealcuni elementi identificativi, quali il luogo, l’anno e ladata della pubblicazione, il nome e il domicilio dellostampatore (
) e per le pubblicazio-ni periodiche, il nome del proprietario e del direttore ovice direttore responsabile.Si richiamava, quindi, il disposto dell’art. 16 L. n.47/1948, il quale sanziona il reato di stampa clandestinacon la reclusione fino a due anni o con la multa fino alire cinquecentomila(8).L’applicazione giudiziale della L. n. 62/2001, nell’inter-pretazione suddetta avrebbe avuto l’effetto pratico diporre nell’illegalità la quasi totalità degli
(9)e dei titolari di sito
avente un contenuto infor-mativo, tale da rappresentare prodotto editoriale(10).All’alba dell’entrata in vigore della L. n. 62/2001 si ve-rificò, tuttavia, una curiosa situazione. Da una parte, silevarono voci accorate che in nome della libertà dipensiero additavano la L. n. 62/2001 di attentare allaCostituzione e ne domandavano l’abrogazione median-te un’imponente petizione di protesta giunta a racco-gliere migliaia di firme; dall’altra l’impatto applicativodella nuova legge ebbe una scarsissima rilevanza nelleaule di giustizia. Non si ebbe, in vero, quella fioritura digeneralizzate incriminazioni per il reato di stampa clan-destina, molto temute(11).
(4)Art. 153 L. n. 388/2000: «I quotidiani e i periodici telematici organidi movimenti politici di cui al comma 2 debbono essere comunque regi-strati presso i tribunali. Le richieste di contributi, ai sensi del presentearticolo, per tali testate non sono cumulabili con nessuna altra richiestaanaloga, che viene automaticamente annullata».(5)Tra gli altri, Scorza,
I veri rischi della L. n. 62/2001
, in Internet al sito
, 2001.(6)In questo senso, Peron,
Resp. civ. e prev.
,2001, 486, per la quale dall’art. 1 L. n. 62/2001 ne discende: «non solo,che le testate telematiche sono soggette all’obbligo di registrazione ma, al-tresì, che per i giornali
devono essere indicati il luogo e la data dipubblicazione, il nome del proprietario e del direttore responsabile (il qua-le deve essere iscritto negli elenchi dell’Albo tenuto dal Consiglio dell’Or-dine dei giornalisti). Il Tribunale presso il quale deve effettuarsi la registra-zione della testata telematica va infine individuato nel Tribunale del luo-go in cui si trova la sede della redazione». Del medesimo avviso anche,Turini,
Anche l’informazione on line è tenuta a rispettare le regole
supp. a
del 12 dicembre 2001, 14, la quale evidenzia che: «letestate caratterizzate dalla periodicità devono essere iscritte nelle Cancel-lerie dei Tribunali, ai sensi dell’articolo 5 della L. 47/1948, tutti i prodottieditoriali debbono soddisfare i requisiti dell’articolo 2 della stessa legge».(7)Sia pure in senso critico e sollevando dubbi di costituzionalità dellanorma, si esprime per l’obbligatorietà della registrazione del periodico
, Trib. Salerno, 16 marzo 2001, in
, 2002, 635.(8)Risponde penalmente per il reato di stampa clandestina, oltre a chiun-que intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza chesia stata eseguita la registrazione prescritta dall’art. 5 della medesima L. n.47/48, coloro i quali pubblichino uno stampato non periodico dal quale nonrisulti il nome dell’editore, né quello dello stampatore, ovvero nel qualequesti elementi identificativi siano indicati in modo non conforme al vero.(9)Tali si definiscono quei fornitori di servizi telematici che provvedo-no a locare uno “spazio web”, cioè una porzione di memoria fisica su uncomputer connesso stabilmente ad Internet.(10)Sulla base della L. n. 62/2001, si è affermato che avrebbe naturaeditoriale qualunque sito i cui contenuti siano destinati alla pubblicazio-ne o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico. Tra isiti caratterizzati dalla periodica diffusione al pubblico di informazioni,oltre ai veri e propri giornali
, si è ritenuto possano essere collocati- se non tutti - moltissimi
.(11)Tanto più che accedendo alla tesi, tutti i prodotti editoriali (anchenon periodici) diffusi per via telematica,
art. 1, primo comma, L. n.47/1948, avrebbero dovuto riportare le informazioni che si trovano soli-tamente contenute nel
dei libri: luogo e anno della pubblica-zione e, soprattutto, nome e domicilio dell’editore o dello stampatore.
Il precedente giudiziario che negala sussistenza del reato di stampa clandestina
Una delle rarissime vicende penali in narrativa è offertada un procedimento giudiziario giunto all’attenzionedel tribunale di Aosta, nel febbraio del 2002(12).Con atto depositato il 16 ottobre del 2001, il pubblicoministero presso il Tribunale di Aosta aveva chiesto, in-fatti, l’emissione di un decreto penale di condanna peril reato previsto e punito dagli artt. 2 e 16 della L. n.47/1948
art. 1 L. n. 62/2001 (stampa clandestina), inrelazione all’omessa indicazione del nome dell’editore edello stampatore su di un sito Internet, mediante il qua-le si diffondevano (non periodicamente) notizie einformazioni. Il giudice investito del procedimento, inforza del principio espresso dall’art. 1 c.p. e 14 delle pre-leggi, affermava non potersi ritenere che la pubblicazio-ne di informazioni mediante sito Internet fosse assimi-labile allo stampato, se non in base ad un’operazioneanalogica in
malam partem
, non consentita dal nostroordinamento.In altri termini, secondo il magistrato aostano, l’intro-duzione nell’ordinamento dell’obbligo amministrativodi indicare sulla pubblicazione
i dati di cui all’art.2 legge stampa (ma anche provvedere alla registrazione-
art. 5 legge stampa - di un prodotto editoriale diffu-so periodicamente al pubblico mediante Internet), nonavrebbe implicato
l’estensione delle disposi-zioni penali dettate per la
prodotto edito-riale
. Se interpretiamo bene il (laconico) ragionamentoseguito dal giudice presso il tribunale di Aosta, ci paredi capire che il
di cui alla L. n.62/2001 si debba porre in rapporto di
di cui alla L. n. 47/1948. Sicché,mentre ogni stampato è anche prodotto editoriale, nonogni prodotto editoriale è anche stampato; con la con-seguenza di dover escludere l’applicazione (analogica)delle norme penali previste per le “pubblicazioni astampa” alle pubblicazioni “non a stampa”(13). Tiran-do le fila del ragionamento, si dovrebbe, pertanto, desu-mere che, pur sussistendo l’obbligo amministrativo - aisensi della L. n. 62/2001 - di provvedere alla registrazio-ne del prodotto editoriale periodicamente diffuso
, la violazione di tale adempimento non sarebbe, tut-tavia, assistita dal precetto penale: in quanto applicabi-le, quest’ultimo, unicamente agli stampati e non a tuttii prodotti editoriali diffusi periodicamente
La dottrina fautrice della tesi dell’insussistenzadell’obbligo giuridicodi provvedere alla registrazione
art. 5L. n. 47/1948 per i periodici diffusi
Pur nel solco della medesima apprensione verso il ri-schio della copiosa fioritura di incriminazioni, la preci-tata decisione si schierava, quindi, su posizioni noncoincidenti con quelle assunte da quella parte delladottrina che si era espressa sfavorevolmente in meritoall’applicazione - sia pure limitatamente agli obblighiamministrativi - della legge sulla stampa ai periodici
. Invero tale dottrina si era fatta sostenitrice della(più radicale) tesi secondo cui la L. n. 62/2001 nonaveva affatto imposto, neppure quale obbligo ammini-strativo, di iscrivere il sito Internet, periodicamente ag-giornato, nel registro della stampa(15); essendosi limi-tata, infatti, a prevedere la facoltà (
, l’onere) diuna tale iscrizione, ai soli fini del conseguimento delleprovvidenze per l’editoria, ponendo così termine alleincertezze manifestatesi sul punto.Si affermava dunque che tutta la problematica interpre-tativa sollevata dalla novella del 2001 era riducibile aduna semplice constatazione esegetica: la L. n. 62/2001non aveva introdotto alcun limite all’informazione
, ma semmai offerto nuove opportunità, estendendoanche ai titolari di siti Internet la possibilità di ottenerele sovvenzioni e i contributi statali previsti per la stam-pa. Si aggiungeva, pertanto, che perfino i titolari di sitiInternet svolgenti professionalmente od esclusivamenteinformazione, non erano tenuti, ai sensi della L. n.62/2001, ad alcuna registrazione. Sicché, in conclusio-ne, la registrazione del periodico
era da ritenersi- secondo quest’opinione - un mero onere e non già unobbligo, neppure avente unicamente carattere ammini-strativo(16).
La legge Comunitaria 2001 e il D.Lgs. n. 70/2003
Tale restrittiva lettura del dato normativo introdottodalla L. n. 62/2001 - già suffragata (forse) dal preceden-
(12)Trib. Aosta, 15 febbraio 2002, in
, 2002, 765.(13)«Il concetto di riproduzione, che costituisce il fulcro della defini-zione di stampato
art. 1 L. n. 47/1948, presuppone - da un punto divista logico - una distinzione fisicamente percepibile tra l’oggetto da ri-produrre e le sue riproduzioni, essendo poi indifferente il procedimentofisico-chimico mediante il quale la riproduzione viene posta in essere. Iltesto pubblicato su sito internet non può invece essere considerato unariproduzione. Il relativo file, invero, si trova in unico srcinale sul sitostesso, e può essere consultato dall’utente mediante l’accesso al sito. Lariproduzione del file, del tutto eventuale, viene posta in essere solo inseguito dallo stesso utente il quale, se lo desidera, può provvedere astampare il file scaricato» cfr. Trib. Aosta, 15 febbraio 2002, n. 22, in
, 2002, 765.(14)In dottrina, per la tesi dell’obbligatorietà della registrazione del pe-riodico
, tra gli altri: De Angelis,
La legge 7 marzo 2001 e la defini-zione di prodotto editoriale
, 2002, 636; Boggiano,
Nuovi spuntisulla stampa telematica alla luce della l. 7 marzo 2001, n. 62
,2002, I, 85.(15)Né tanto meno, in relazione al sito Internet avente contenutoinformativo ma non aggiornato periodicamente, quello di indicare illuogo e l’anno della pubblicazione, nonché il nome e il domicilio dellostampatore e dell’editore,
art. 2 L. n. 47/1948.(16)Su tutti: Zeno-Zencovich,
I prodotti editoriali elettronici nella legge 7marzo 2001, n. 62 e il preteso obbligo di registrazione
, 2001,154; G. Floridia,
E-law e comunicazione: l’applicazione della normativa sul-la stampa alle attività informative e giornalistiche compiute sulla rete
, in que-sta
, 2003, 145, il quale afferma che: «sarebbe un assurdo pensareche con la sua ambigua definizione di prodotto editoriale il legislatoreabbia inteso abbattere ogni distinzione tra informazione professionale enon professionale».
te intervento legislativo costituito dall’art. 153, comma3, della citata legge Finanziaria del 2001 - venne suc-cessivamente ulteriormente avallata dall’ulteriore inter-vento (sia pure maldestro) del Legislatore(17). La leg-ge Comunitaria per il 2001 (L. 1°marzo 2002, n. 39),ha introdotto, infatti, una norma volta a circoscriverel’ambito di applicazione della L. n. 62/2001. L’art. 31della citata legge delegava, infatti, l’esecutivo ad ema-nare una disposizione mirante a chiarire che l’obbligodi registrazione si applicasse esclusivamente alle attivitàper le quali i prestatori del servizio avessero intenzionedi avvalersi delle provvidenze (sgravi fiscali, contributi,ecc.) previste dalla legge sulla stampa(18).In esecuzione della legge delega, venne successivamen-te emanato l’art. 7, comma 3, D.Lgs. n. 70/2003 (d’at-tuazione della Direttiva n. 31/2000 sul commercio elet-tronico).Anche tale ultimo intervento del Legislatore, lungi dal-l’aver risolto definitivamente la problematica, ha tutta-via sollevato ulteriori questioni(19), molte delle qualiriversatesi nella sentenza in commento resa dal Tribu-nale di Modica.
interpretativo delle normenelle argomentazioni di condanna
Sulla questione è recentemente intervenuto il Tribuna-le di Modica(20), con un provvedimento che ha l’in-dubbio pregio di averci imposto di rimeditare il com-plesso intreccio delle disposizioni (assai frequentementesgrammaticate, ancor prima che carenti di tecnica legi-slativa) che disciplinano la diffusione
di conte-nuti. Troppo spesso nel recente passato si è mancato diapprofondire l’esegesi delle norme (farraginose quantosi vuole) che il Legislatore ci ha offerto “in dono”. Sic-ché ogni qual volta siamo stati evocati - quali giuristi -da giornalisti,
, curatori di
ecc., per essereinterrogati sul comportamento da assumere nella pub-blicazione di informazioni e notizie
, abbiamo for-nito risposte al più interlocutorie, tentennanti, alle vol-te perfino imbarazzate, mai comunque chiare o risoluti-ve(21).Stante il giudizio di vaghezza e imprecisione attribuibilealla nozione di “prodotto editoriale”, forse pigramente,noi interpreti (almeno quelli tra noi inclini ad esclude-re un’equivalenza
tra quanto pubblicato
e quanto oggetto di diffusione a mezzo stampa), cisiamo (troppo facilmente) adagiati su postulati di prin-cipio - pur condivisibili e autorevolmente sostenuti -miranti ad escludere
la possibilità che dalla L. n.62/2001 debbano trarsi indicazioni di sistema. Argo-mentando attorno all’asserita evidenza che Internet, vi-sta “dal buco della serratura” della L. n. 62/2001, appa-rirebbe quale un gigantesco contenitore/veicolatore di“prodotti editoriali”(22), si è pertanto accantonata laquestione(23). In proposito ci si è dunque (troppospesso) limitati a ripetere quanto da altri opportuna-mente già evidenziato: cioè, che il principio dell’inter-pretazione conservativa (oltre al senso del ridicolo) do-vrebbe indurre gli interpreti a scartare una tale “globa-lizzante ed elefantiaca” lettura della L. n. 62/2001(24).Si è, in definitiva, omesso di aggiungere alcun ulteriorepasso esegetico, che andasse nella direzione di un in-quadramento
della suddetta normativa nell’am-bito delle altre fonti dell’ordinamento giuridico.L’inerzia di un tale atteggiamento si è inoltre probabil-mente avvantaggiata dell’entrata in vigore del precitatoart. 7, comma 3, D.Lgs. n. 70/2003, il quale ha dispostoche: «la registrazione della testata editoriale telematicaè obbligatoria esclusivamente per le attività per le qualii prestatori del servizio intendano avvalersi delle prov-videnze previste dalla legge 7 marzo 2001, n. 62».Tale comodo riparo è stato, tuttavia, preso oggi d’asse-dio dalle pungenti osservazioni critiche avanzate dall’e-stensore della sentenza in commento. Questi - nel trar-re fuori la L. n. 62/2001 dall’angusto ambito degli inter-venti normativi aventi l’esclusivo scopo di individuare isoggetti beneficiari delle elargizioni statali(25)- ha
(17)L’incertezza linguistica, prima ancora che sistematica, dell’inter-vento normativo in questione è acutamente evidenziata da Scorza,
“Te-stata editoriale telematica”: le sviste del legislatore
, 2003.(18)Art. 31 L. n. 39/2002: «deve essere reso esplicito che l’obbligo diregistrazione della testata editoriale telematica si applica esclusivamentealle attività per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delleprovvidenze previste dalla L. 7 marzo 2001, n. 62, o che comunque nefacciano specifica richiesta».(19)Di Fabio,
Il giornalismo telematico: profili giuridici, diritti degli autori e problemi aperti
, 2006, 68, il quale osserva che tale legge nonha, infatti, portato l’auspicata chiarezza in una materia che ha registratopolemiche e conflitti tra gli operatori.(20)Trib. Modica, 8 maggio 2008, Giud. Di Marco.(21)Il suggerimento più seguito è quello di inserire
del seguente tenore: «gli articoli pubblicati su questo sito non sono pe-riodici e costituiscono comunicazioni estemporanee non a caratteregiornalistico».(22)L’art. 1, secondo comma, L. n. 62/2001 esclude dalla nozione diprodotto editoriale i prodotti destinati esclusivamente all’informazioneaziendale, sia ad uso interno che ad uso esterno. Per questa via - secon-do alcuni - rientrerebbero nella nozione di prodotto editoriale anche ic.d. motori di ricerca: sul punto, Senni,
La nuova legge sull’editoria e le sueconseguenze sullo sviluppo dell’editoria elettronica
, 2001,529.(23)Si è, in altri termini, dato per pacifico che la L. n. 62/2001 non ab-bia una portata applicativa generale nell’ambito dell’ordinamento giuri-dico, ma sia unicamente rilevante ai fini dell’elargizione dei contributistatali all’editoria.(24)La tesi va soprattutto ascritta a merito di Zeno-Zencovich,
I pro-dotti editoriali elettronici nella legge 7 marzo 2001, n. 62 e il preteso obbligo diregistrazione
, 2001, 154.(25)Nella sentenza si sottolinea che già il titolo della legge del 2001 re-ca: «Nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche allaL. 5 agosto 1981, n. 416, il che lascia intuire che l’intenzione del legisla-tore non fosse solo quella di dettare regole sulle provvidenze, ma anchedi introdurre modifiche attinenti all’intero settore dell’editoria. Pertan-to l’inciso contenuto nell’art. 1 della legge in esame ai fini della presentelegge avrebbe valore generale e non limitato all’erogazione dei contribu-ti».
evidenziato come l’orientamento che interpreta restrit-tivamente l’art. 1 della L. n. 62/2001(26), non possaritenersi condivisibile: «in ragione dell’emanazione delD.Lgs. n. 70/2003, il quale ha dovuto introdurre, suc-cessivamente e all’uopo, una disposizione
, che, siribadisce, non è di interpretazione autentica e che esen-ta dalla registrazione le testate editoriali telematiche ri-feribili alle società di servizi». In altri termini - ci obiet-ta l’estensore - l’art. 7 D.Lgs. n. 70/2003 è disposizionespeciale e derogatoria rispetto all’applicazione nell’ordi-namento giuridico dell’art. 1 della L. n. 62/2001. L’art.7 D.Lgs. n. 70/2003, infatti, non esenta
dal-l’obbligo di registrare la rivista periodica
(comesarebbe se la norma fosse di interpretazione autentica)ma unicamente «i prestatori del servizio», vale a dire lepersone fisiche o giuridiche che forniscono un’attivitàeconomica
(27).Sicché - ne desume il giudicante - il complesso sistema-tico delle norme impone un’esegesi delle medesime nelsenso che al singolo, il quale non svolga la propria atti-vità di pubblicazione
: «in forma economica eche non presta servizi in favore di una società di infor-mazione, non può applicarsi la disposizione di cui al-l’art. 7, comma 3, D.Lgs. n. 70/2003, che esonera dallaregistrazione le testate editoriali telematiche che nonintendono accedere alle provvidenze di cui alla L. n.62/2001, perché tale disposizione riguarda solamente ilc.d. prestatore di servizi, rimanendo conseguentementeil singolo giornalista sottoposto all’obbligo di cui all’art.1, comma 3 ultimo periodo, della L. n. 62/2001».Verrebbe, a questo punto, da obiettare che - così inter-pretata - la norma sarebbe tacciabile di incostituziona-lità, per violazione del principio della parità di tratta-mento (tra operatori economici e privati cittadini). Mail giudicante supera, in qualche modo, anche questoostacolo, osservando che tale differenziazione: «si giu-stifica in considerazione del fatto che detti enti colletti-vi sono già sottoposti ad una normativa che consentefacilmente di individuarli e, dunque, garantisce la tra-sparenza e il controllo sullo svolgimento della loro atti-vità (vedi appunto D.Lgs. n. 70/2003 e segnatamente lostesso art. 7, commi i e 2, che impone al prestatore(n.d.r. di servizi) l’obbligo di fornire una serie di detta-gliate informazioni circa la propria attività)»(28). An-zi, il magistrato siciliano contrattacca l’accusa di inco-stituzionalità e rilanciando la palla nel campo avversa-rio, afferma che una diversa interpretazione delle dispo-sizioni in commento sarebbe, essa sì, suscettibile di irra-gionevolezza e in contrasto con il principio di egua-glianza sancito dall’art. 3 della Costituzione. Poiché:«qualora dovesse ritenersi che la disposizione di cui al-l’art. 7 comma 3, D.Lgs. n. 70/2003 abbia escluso l’ob-bligo della registrazione di cui all’art. 5 della L. n.47/1948 per tutti coloro i quali pubblicano un periodicotramite la rete Internet, si creerebbe un’ingiustificatadisparità di trattamento tra i giornalisti della cartastampata, i quali soli sarebbero costretti a rispettare ildettato della legge del 1948 sulla stampa, e i giornalistitelematici i quali, invece, potrebbero pubblicare in retesenza alcuna limitazione e senza alcuna forma di con-trollo».Superando anche l’ostacolo (prettamente penalistico)rappresentato dal divieto di applicazione analogica delreato di stampa clandestina(29)alle pubblicazioni pe-riodiche
(30)- già risolutivo, in senso assoluto-rio, nel richiamato antecedente del tribunale di Aosta -segue, a questo punto inevitabile, la condanna: «perchél’imputato non ha svolto l’attività d’informazione percui è processo in forma commerciale o comunque eco-nomica, né ha operato quale prestatore di servizi per lesocietà di servizi d’informazione».
Un’esegesi differente delle norme:le conclusioni proposte
Alla luce del provvedimento reso dal tribunale di Mo-dica appare oggi doveroso intraprendere la via di quellosforzo d’interpretazione cui si accennava e pertanto,tentare cioè un’esegesi
delle disposizioni nor-mative in questione nell’ambito dell’ordinamento giuri-dico(31), confrontandoci - sul piano del diritto positi-vo - con gli argomenti posti in campo dall’estensore.Pur essendo molteplici le prospettive di indagine (alcu-ne di esse anche di profilo costituzionale)(32), il nodocruciale della questione ruota - in ultima analisi - attor-no all’esegesi dell’art. 1 della L. n. 62/2001(33). In par-ticolare attorno all’individuazione dell’ambito oggetti-vo di applicazione della norma. Occorre, infatti, accer-
(26)Affermando che, in realtà, tale norma sancisce l’obbligo di regi-strazione solo per le testate giornalistiche
che vogliano accedereai finanziamenti statali.(27)Così l’art. 2 D.Lgs. n. 70/2003.(28)Si può tuttavia replicare che gli obblighi
in capo al pre-statore
che sono a capo dell’editore di un pe-riodico non possono affatto ritenersi sovrapponibili; bastando la consi-derazione che l’editore di un periodico deve dotarsi di una ben precisaorganizzazione del lavoro, che preveda almeno la figura di un direttoreresponsabile nominato tra gli iscritti all’ordine dei giornalisti.(29)Dettato per gli stampati.(30)Afferma, sul punto, il giudicante che: «il richiamo contenuto nel-l’art. 1, comma 3, L. n. 62/2001 agli att. 2 e 5 L. n. 47/1948 implica au-tomaticamente il richiamo anche all’art. 16 della stessa legge e, quindi,alle sanzioni penali prescritte per l’ipotesi di inottemperanza alle disposi-zioni di cui agli artt. 2 e 5. Sicché l’art. 16 della legge sulla stampa si ap-plica anche ai giornali telematici non già in via analogica, come da al-cuni sostenuto, ma perché è lo stesso legislatore che rinvia a detta dispo-sizione nel momento in cui impone alle testate periodiche l’obbligo del-la registrazione».(31)Muovendo, cioè, dall’assunto che si tratti di norme di portata e ap-plicazione generale.(32)Si pensi, ad esempio, alla questione del sequestro del sito
, af-frontata in giurisprudenza da: Trib. Milano, 16 maggio 2002, in
Giur.milanese
, 2003, 79; Trib. Latina, 7 giugno 2001, in
, 2001,1362.(33)Oltre che dell’art. 7 comma 3, D.Lgs. n. 70/2003.
Share Obbligo di registrare la pubblicazione on line quale testata giornalistica
Obbligo di registrare la pubblicazione on line quale testata giornalistica

References: art. 1

art. 1

art. 5

art. 5

art. 1

art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 7