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Timestamp: 2020-08-03 18:28:51+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 32589 del 17/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32589 del 17/12/2018
Cassazione civile sez. lav., 17/12/2018, (ud. 14/06/2018, dep. 17/12/2018), n.32589
sul ricorso 22872-2015 proposto da:
A.F., + ALTRI OMESSI, tutti elettivamente domiciliati
in ROMA, VIA COLA DI RIENZO 28, presso lo studio dell’avvocato
RICCARDO BOLOGNESI, che li rappresenta e difende giusta delega in
CENTER), C.R., CI.AU., D.M.;
avverso la sentenza n. 2933/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 25/06/2015 r.g.n. 6095/2013;
SERVELLO Gianfranco, che ha concluso per M. e S.,
La Corte di Appello di Roma, con sentenza nr. 2933 del 2015, in accoglimento dell’appello proposto dai lavoratori avverso la sentenza emessa dal Tribunale di Roma nr. 2963 del 2013 (di rigetto della domanda in origine proposta nei confronti di Telecom Italia Spa e Telecom Italia Information Technology srl (già Shared Service Center – SSC srl) per l’accertamento di nullità della cessione del ramo di azienda “IT Operations” dall’una all’altra società) dichiarava la nullità della cessione dei contratti di lavoro e la prosecuzione dei rapporti alle dipendenze di Telecom Italia S.p.A.
La Corte territoriale osservava come la struttura ceduta, pur preesistente, non avesse le caratteristiche di autonomia tale da poter essere identificata quale entità indipendente ai fini della cessione, mantenendo Telecom Italia spa, anche dopo il trasferimento, una macroscopica ed invasiva ingerenza nella gestione organizzativa della cessionaria SSC srl (id est Shared Service Center srl e poi Telecom Italia Information Technology srl).
Telecom Italia SpA ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c., anche nella qualità di incorporante la società Telecom Italia Information Technology (TI.IT), con la quale ha chiesto dichiararsi la cessazione della materia del contendere.
La parte controricorrente ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c. con riferimento alle posizioni di M.R. ed S.A., dato atto della sopravvenuta conciliazione della lite in sede sindacale, ha chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere; con riferimento alle restanti posizioni, invece, ha insistito per l’accertamento di illegittimità della cessione del ramo di azienda.
M.R. ed S.A. hanno conciliato la presente lite con verbale redatto in sede sindacale, rispettivamente il 24 febbraio 2016 ed il 26 ottobre 2016.
La sopravvenuta transazione comporta la cessazione della materia del contendere nel presente giudizio, anche in relazione alle spese (regolate in sede di accordo) per quanto riguarda la posizione di M.R.; le spese del giudizio di legittimità si compensano per intero, invece, per quanto riguarda il controricorrente S., considerato che nel verbale di conciliazione relativo a quest’ultimo, le parti nulla hanno pattuito al riguardo e trova, pertanto, applicazione l’art. 92 c.p.c., u.c. (in virtù del quale, in assenza di specifica pattuizione nel verbale di conciliazione, le spese si intendono compensate, cfr. Cass. nr. 7307 del 2018).
La Corte dichiara cessata la materia del contendere in relazione a M.R. ed S.A., anche per le spese quanto a M.R., compensandole per S.A.; per il resto, dichiara inammissibili i ricorsi e condanna Telecom Italia SpA, anche quale incorporante di Telecom Italia Information Technology Srl, al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che liquida, in favore dei controricorrenti, in Euro 20.000,00 per compensi professionali, Euro 400,00 per esborsi, oltre spese forfettarie nella misura del 15% ed accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 378
 art. 378
 Cass.