Source: http://altrapsicologia.com/la-revisione-del-codice-deontologico-larticolo-21-in-due-parole/2013/06/
Timestamp: 2018-08-14 06:59:57+00:00

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L'articolo 21 in tre parole: lotta all'abusivismo. - AltraPsicologiaAltraPsicologia
Cosa rimane uguale tra vecchio e nuovo articolo 21?
Il nuovo articolo 21 ribadisce il divieto di insegnare le tecniche e gli strumenti della professione di psicologo a chi psicologo non è.
Si tratta di un principio fondamentale che sottolinea il fatto che lo psicologo sia una “vera” professione, che prevede come tale delle riserve. Come il medico o l’avvocato anche lo psicologo viene definito da una legge che autorizza a praticare solo coloro che hanno affrontato un percorso accademico definito.
L’esame di Stato è lo spartiacque che “autorizza” a fare alcune cose, gli atti tipici della professione, riservati ai soli psic. Si pensi alla delicatezza ad esempio della situazione del tirocinante, che non può ad esempio vedere un paziente da solo o somministrare un test: non lo fa perché quell’atto è riservato allo psicologo. L’articolo 21 sostiene che non siamo “tutti un pò psicologi” ma che la nostra è una professione. Come tale i suoi atti tipici, i tecnicismi imparati come “teorie e tecniche” durante la laurea o la scuola di psicoterapia non possono essere svenduti per ragioni di lucro, perché di mezzo c’è la salute delle persone. E’ questo un principio fondamentale, sancito dalle legge a tutela della salute dei cittadini: la cura della psiche è un atto riservato ad alcuni professionisti.
Cosa cambia con il nuovo articolo 21?
La chiarezza anzitutto. Particolarmente necessaria in tempi in cui l’abusivismo professionale si sta nuovamente diffondendo, forse anche con la complicità della crisi economica che spinge le persone a cercare occasioni di impiego anche superando i limiti di legge.
Ora, si diceva che non tutti possono fare tutto. Agli psicologi sono riservati strumenti e atti precisi: i test, il colloquio clinico, ecc.
Il “nuovo” articolo 21 è più chiaro nel definire cosa sia un atto tipico e cosa invece si possa e debba insegnare liberamente.
Nello specifico rende chiaro che la formazione a educatori, infermieri, insegnanti al fine di sensibilizzarli al rapporto con il paziente è del tutto lecita e anzi auspicabile, a meno che si insegnino loro tecniche che li illudano di potere “esercitare” atti tipici della professione di psicologo al posto dello psicologo stesso.
Questo produce danni. In questi anni ho spesso ricevuto in OPL i “pazienti” che si sono rivolti a finti psicologi e poi chiedono aiuto per riparare ai danni subìti. In moltissimi vengono danneggiati dalla plateale incapacità di chi accetta volentieri il massimo sconto possibile di tempi e fatiche ma vuole a tutti i costi curare la psiche della gente senza prendere neppure una laurea. A questi, agli improvvisatori, a coloro che creano sacche di illegalità a mio parere bisogna dire un secco no. L’articolo 21 dice di no a chi svende la professione per denaro, generando un danno alla nostra comunità professionale in cambio di un piccolo vantaggio personale. Il nuovo articolo 21 definisce questa operazione come particolarmente grave. Nessuno psicologo si deve prestare a vendere le proprie competenze mettendo a rischio la salute delle persone per pochi denari. Difende la legalità, il rispetto delle scuole serie, quelle che insegnano le tecniche della psicoterapia solo a psicologi abilitati e difende altresì migliaia di studenti e professionisti che si formano secondo le regole, con sacrificio, nei tempi necessari e senza sconti.
L’articolo 21 tutela queste persone, la parte fertile, pulita della nostra comunità, e la salute dei cittadini che viene affidata ai professionisti per il tramite di una legge che dice con esattezza come si forma uno psicologo.
Cinque motivi per votare SÌ
1. Perché con il nuovo articolo 21 diciamo che è importante tutelare il bene costituzionale primario che ci viene affidato, la salute dei cittadini che meritano certezze e tutela quando sperimentano una sofferenza.
2. Perché sottolinea l’importanza e la responsabilità del ruolo dello psicologo
3. Perché definisce per la prima volta in una norma come il Codice Deontologico cosa sia definibile come atto tipico della professione di psicologo.
4. Perché non impedisce di formare infermieri o educatori, ma solo di insegnare a fare lo psicologo senza avere affrontato il percorso previsto dalla legge, con “lo sconto”. Non sanziona il lavoro onesto ma l’incitamento a commettere un reato.
5. Perché la crisi esiste ma questo non può significare che le istituzioni devono chiudere un occhio sull’illegalità. Per tutelare le scuole serie e i professionisti che si formano impiegando il giusto tempo e affrontando fatica e sacrificio.
I paesi sono diversi l’uno dall’altro. Alcuni hanno una tradizione liberista, altri tutelano di più i cittadini con l’intervento diretto dello Stato. Ci sono paesi in cui il casco non è obbligatorio e i contributi previdenziali si possono anche non versare, con il rischio di trovarsi da anziani senza la pensione. Il nostro, l’Italia è un paese in cui lo Stato decide di tutelare i cittadini. Perché la cura della psiche dovrebbe fare eccezione, ed essere lasciata all’improvvisazione?
Una frase per il SÌ
VOTA SÌ alla revisione dell’articolo 21.
TAG: abuso professionale, counselling, counsellor, formazione, psicologo, tutela
1 giugno 2013 at 16:22
“Il nostro, l’Italia è un paese in cui lo Stato decide di tutelare i cittadini.”
hahahahahahahahahhaha grandissimo
4 giugno 2013 at 08:10
Vorrei capire “prima” di votare come si porrà il fronte del si rispetto all’abusivismo “medico” tutelato dal camice bianco, da quello dei Consulenti del Lavoro (ed altri Consulenti simili) tutelato dagli Imprenditori….insomma spiegatemi prima come accadrà che la lotta all’abusivismo non si ridurrà alla caccia la vu’ cumprà che infesta le ormai peraltro semideserte spiagge italiane ed i nostri centri storici….quali azioni concrete si propone fin d’ora questo fronte rispetto a questi problemi? Grazie
4 giugno 2013 at 22:55
Solo una curiosità: in che senso i Consulenti del Lavoro sarebbero abusivi? e di quale professione?
12 giugno 2013 at 20:08
Quando, ad esempio, come da decenni accade, le imprese si rivolgono a questi professionisti per faccende come la selezione del personale…mi chiedo con che strumenti lo fanno, chi vigila? Come mai l’applicazione del Dlgs 81/2008 sui rischi di stress lavoro correlato è delegata a professionisti come Ingegneri e simili che nulla sanno dell’argomento (è esperienza diretta personale)? Vorrei capire, insomma, l’Ordine che fa per sollecitare il Ministero a vigilare sull’applicazione dell’esclusività della professione di psicologo?
Direi che dopo la legge 04/2013 l’articolo 21 è un male davvero minore!
11 giugno 2013 at 11:45
un solo chiarimento per favore; l’articolo 21 novellato indicherebbe, con più forza, al 3° capoverso che.. sono specifici della professione di psicologo tutti gli strumenti tecnici conoscitivi…. relazionali, emotivi, cognitivi, comportamentali….
Le chiedo: quali sono esattamente questi strumenti? Ad esempio se uno psichiatra può somministare un Rorchach da dove l’ha imparato? Chi glielo ha insegnato? Oppure, nel caso passasse questo referendum, non può più impararlo o insegnarlo?
Poi.. come mai le Matrici di Raven sono inserite nella categoria B2 e non C?
Non mi pare che ci siano strumenti della professione psicologi che siano di stretta fruizione solo dagli stessi. Potremmo trovarci, dunque, in una situazione e in cui non-psicologi possono somministrare test psicometrici o di personalità e insegnarli a successivi non-psicologi senza incorrere in nessuno penalizzazione? Così come invece ci incorrerebbero gli psicologi!
Ho l’impresisone, mi scusi, che si cerchi di risolvere un problema agendo punitivamente dall’interno, quando, al contrario, un Ordine Professionale a tutela dei propri iscritti dovrebbe semmai procedere a chiarire quali sono gli strumenti di competenza e escluderne l’uso e l’insegnamento da parte di altre categorie.
D’Andreagiovannio
12 giugno 2013 at 20:09
A proposito a tutt’oggi il mio Ordine non ha recapitato al mio indirizzo alcun KIT referendario….che devo fare?
Mario, devi chiederlo al tuo Ordine. In teoria, e spero in pratica, dovrebbero avere dei kit per votare pronti all’uso.
24 giugno 2013 at 18:36
Grazie Ale, ho ricevuto tutto e ho già votato. Grazie per il consiglio. Detto per inciso, letti anche alcuni interessanti commenti, mi sembra che questa battaglia sia del tutto strabica, per così dire. Confermo la mia idea che la lotta all’abusivismo va fatta prima di tutto tenendo fuori dall’esercizio “pratico” le figure che non hanno titoli formativi, più che legali, per trattare certe materie. Se pensiamo, come sosteneva il disegno di legge dello Psicologo di Base, che anche un Odontoiatra, pur con un solo esame di Psicologia in curriculum, possa fare lo Psicologo, permettimi, il resto è del tutto inutile accademia giurisprudenziale. Questo Ordine non ha nel proprio curriculum un solo atto che sia andato nella direzione che ritengo moltissimi tra noi auspicano, ovvero di riconoscere l’assoluta indipendenza di questa professione da altre che, per quanto legittimamente argomentino, non hanno le basi per esercitare la medesima funzione e compiere i medesimi atti. Basdti il fatto che a rappresentare queste istanze fu delegato Cancrini….e sappiamo come è andata a finire……. D’altra parte l’errore, ritengo oggi, è stato quello legato alla procedura transitoria, grazie alla quale si giunse a squalificare, di fatto, tutta la formazione umanistica che, prima della 56/89, animava moltissimi professionisti (anche medici). Francamente ritengo la formazione umanistica di uno Psicologo molto più importante, anche se soprattutto ai fini della pratica Psicoterapica…….
28 giugno 2013 at 18:00
Ho votato 3 Si! Sono un clinico e non ho paura della formazione continua, che peraltro già faccio in abbondanza. Non ho neanche paura dei “counselor” ma mi disturbano molto di più alcuni colleghi. Mi piacerebbe, invece, che questi fossero più onesti e che riflettessero di più sul concetto che il “bene comune” è il bene di tutti.
Non conosco nessuno di AltraPsy (almeno personalmente) ma ritengo che facciate un buon servizio a tutti noi, e anche tanto esercizio di pazienza, nello spiegare mille volte le cose, ma ho poca fiducia nel fatto che verranno veramente applicate delle sanzioni (se vinceranno i SI), specialmente a certi personaggini del nostro ambiente. Rimango dell’idea che si dovrebbe fare più “lobbing” (non è mica una parolaccia!) ma sarà difficile! Quello che vedo non mi piace. Spesso, arrivano mail e comunicazioni affini di colleghi o sedicenti associazioni tutelative che trovo …. a dir poco “schiaffeggianti” l’intelligenza di chiunque (forse …anche la loro) che fanno corsi a “cani e porci” e, come se non bastasse, consigliano anche di votare contro noi stessi!!! Qualche giorno fa ho dovuto usare tutta la mia pazienza per spiegare ad un’amica/collega la questione della formazione continua, spero di esserci riuscita. Le avevano mandato una mail a dir poco terrorizzante, convincendola (posso immaginare con quali argomentazioni) a votare NO.
Ultimamente, poi, in un capannello ad un Convegno, ho sentito che anche un collega, membro di un Ordine (che tanto dice di combattere l’abuso di professione e …titì e tatà..), farebbe attività di docenza in alcune scuole “note” per la loro grande apertura verso il “COUNSELING PER TUTTI”. Devo dire la verità,lì per lì, sono rimasta un po’ sorpresa, poi ho controllato. Purtroppo era vero (forse un altro caso di porcitudine pulita??).
Grazie comunque a tutti voi per questo servizio utile e gratuito.
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