Source: http://hermete.it/la-cooperativa/statuto.html
Timestamp: 2017-11-22 21:57:17+00:00

Document:
E' costituita, con sede in San Pietro in Cariano (VR), Frazione Pedemonte, Viale Alberto Bolla n. 36, una Piccola Società cooperativa sociale a responsabilità limitata sotto la denominazione “HERMETE - Piccola Società Cooperativa Sociale a r.l. - ONLUS".
La società potrà istituire sedi secondarie ed operative anche altrove.
Art. 2 - Durata -
La Società avrà durata fino al 31/12/2031 (trentuno dicembre duemilatrentuno) e potrà essere prorogata con deliberazione dell'assemblea straordinaria.
Art. 3 - Scopo ed oggetto
La Piccola Cooperativa Sociale, con riferimento ai principi ed al metodo delle mutualità, senza finalità di speculazione privata, ha lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità volto alla promozione umana e all’integrazione sociale attraverso l’attivazione di servizi socio assistenziali ed educativi.
1. La produzione di attività educative e culturali anche in collaborazione con istituti scolastici e formativi di ogni ordine e grado, pubbliche amministrazioni, enti associativi ed altri organismi pubblici e privati. A titolo esemplificativo possono essere realizzati:
- Centri estivi per minori e centri infanzia;
- Servizi collegati all’università popolare;
- Laboratori educativi per giovani adolescenti;
- Percorsi di animazione e ricreazione sociale;
- Eventi che promuovono il protagonismo e la partecipazione giovanile;
- Collaborazioni tra associazioni e realtà di volontariato del territorio;
- Percorsi formativi e di socializzazione anche con strumenti informatici ed attività connesse.
2. La realizzazione di servizi di cura alle persone quali assistenza alla famiglia, ai suoi componenti (minori, anziani, disabili), sia nella forma domiciliare, residenziale che semiresidenziale.
La società opererà inoltre per creare opportunità di lavoro anche a soggetti svantaggiati in ambiti collegati funzionalmente a quanto indicato ai punti sub. 1 e 2 del presente articolo e ciò con riferimento alla Legge 381/91 e successive modificazioni ed integrazioni.
La piccola cooperativa potrà altresì svolgere qualunque altra attività connessa ed affine agli scopi suaccennati, e compiere tutti gli atti e tutte le operazioni contrattuali di natura immobiliare e industriale necessari e/o utili agli scopi.
Potrà tra l’altro assumere la concessione in convenzione e/o appalto di lavori e servizi dallo Stato, da Enti Pubblici e privati.
La piccola cooperativa potrà raccogliere prestiti da soli soci per destinarli esclusivamente al conseguimento dell’oggetto sociale, e da remunerare nei limiti previsti dalla legislazione vigente.
La piccola cooperativa non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse o di quelle accessorie per natura a quelle statutarie, in quanto integrative delle stesse.
Art. 4 - Presupposti e condizioni di ammissione a socio -
Il numero dei soci è limitato ma non potrà essere inferiore al minimo di tre .
Possono essere soci tutti coloro che, in possesso dei requisiti previsti dalla legge e dallo statuto sociale, si impegnano concretamente per la realizzazione degli scopi della piccola società cooperativa.
Sono soci lavoratori della cooperativa coloro che stabiliscono con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo ulteriori e distinti rapporti di lavoro, sia di lavoro subordinato, sia di lavoro autonomo, anche in forma coordinata e continuativa con cui contribuiscono al raggiungimento degli scopi sociali nei limiti e secondo le modalità previste da apposito regolamento.
Sono soci volontari coloro che prestano la loro attività gratuitamente fatto salvo l’eventuale rimborso delle spese effettivamente sostenute.
Essi sono indicati in una speciale sezione del libro soci.
Possono essere soci della piccola Cooperativa elementi tecnici ed amministrativi nel numero strettamente necessario alle esigenze della cooperativa stessa.
Possono essere altresì soci gli enti e le persone giuridiche che intendano sostenere gli obiettivi della cooperativa sociale.
L’adesione alla società è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.
Non possono, invece, essere soci coloro che si trovano o abbiano interessi contrastanti con quelli della società.
La responsabilità dei soci, per le obbligazioni sociali, è limitata all'ammontare delle quote sottoscritte.
Art. 7 - Adesione -
Coloro che desiderano diventare soci della cooperativa sono tenuti a presentare una richiesta scritta al consiglio d'amministrazione, nella quale, oltre a dichiarare di obbligarsi all'osservanza del presente statuto e delle deliberazioni degli organi sociali, devono risultare chiaramente evidenziati:
- il nome, il cognome, la data di nascita, la residenza, l'attività svolta e il codice fiscale.
- il numero delle quote che si propone di sottoscrivere.
- le persone giuridiche debbono nominare il loro rappresentante.
Al Consiglio d'Amministrazione compete di esaminare la richiesta a decidere in merito all'accoglimento della stessa.
Art. 9 - Quote di ammissione -
Il nuovo socio ammesso è tenuto a versare almeno Euro 25,00 (venticinque/00) all'atto della domanda di adesione. La restante parte potrà essere rateizzata secondo le regole stabilite dal consiglio di amministrazione.
Art. 10 - Obblighi dei soci -
- al pagamento delle quote sociali sottoscritte nei termini stabiliti dal presente statuto;
- ad osservare, sia le norme dello statuto, sia le delibere legalmente prese dall'assemblea e dal consiglio di amministrazione.
Art. 11 - Perdita della qualifica di socio -
La qualifica di socio si perde per morte, per recesso, per decadenza, per esclusione. Nel caso di morte di un socio, gli eredi hanno diritto al rimborso delle quote versate dal loro dante causa, nella misura e con le modalità previste dal presente statuto, salvo la loro eventuale responsabilità a norma di legge.
Il recesso, oltre nei casi previsti dall'art. 2437 del Codice Civile, è consentito al socio che:
a) perde i requisiti per l'ammissione alla qualità di socio della cooperativa;
b) viene a non trovarsi più in condizioni di partecipare al raggiungimento degli scopi sociali.
Al Consiglio d'Amministrazione compete di constatare se ricorrono i motivi che, ai sensi del presente statuto e della legge, legittimino il recesso.
Art. 13 - Decadenza -
Al Consiglio di Amministrazione compete deliberare la decadenza nei confronti del socio che viene a trovarsi in una delle situazioni indicate dall'art.5 del presente Statuto o nella situazione di aver perduto i requisiti per l'ammissione nella società.
Art. 14 - Esclusione -
Il socio, oltre che nei casi previsti dalla legge, può essere escluso dal consiglio d'amministrazione, nei casi in cui si manifesta:
- la non osservanza delle disposizioni statutarie o delle delibere dell'assemblea e del consiglio di amministrazione, legalmente prese;
- il non adempimento puntuale, senza giustificato motivo, degli obblighi assunti a qualunque titolo verso la società;
- la morosità nel pagamento delle quote sottoscritte tenendo presente che, in questo caso, il socio stesso deve essere invitato, a mezzo lettera raccomandata, a mettersi in regola con i pagamenti e, di conseguenza, l'esclusione potrà aver esecuzione solamente trascorsi due mesi dall'invito, sempre che continui a sussistere l'inadempienza;
- lo svolgimento di attività contrastanti con quella della cooperativa.
Le delibere assunte dal consiglio di amministrazione e riguardanti i soci esclusi, devono essere comunicate, a mezzo lettera raccomandata, all'interessato, al quale è riservata la possibilità di ricorrere al collegio arbitrale. Il ricorso deve essere proposto, pena la decadenza, con lettera raccomandata, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di esclusione .
La liquidazione delle quote versate:
- agli eredi del socio defunto;
- al socio receduto o dichiarato decaduto, avrà luogo sulla base del bilancio d'esercizio nel quale il rapporto sociale si scioglie, limitatamente al socio.
Il socio escluso ha diritto al rimborso delle quote versate, secondo i risultati del bilancio d'esercizio in cui l'esclusione diventa efficace, in misura, in ogni caso, non superiore al valore nominale delle quote medesime.
Al consiglio d'amministrazione è riservata la facoltà, quando a suo giudizio sussistono particolari motivi per garantire la società ed i soci, di rimandare il rimborso per un periodo non superiore ai due anni dall'approvazione del bilancio predetto.
Art. 17 - Costituzione del patrimonio -
- dal capitale sociale, che è variabile ed è costituito da un numero illimitato di quote sociali del valore nominale di Euro 25,00 (venticinque/00) ciascuna;
- dal fondo di riserva ordinario, formato dalle somme di cui all'art.20 e/o con le quote sociali eventualmente non rimborsate ai soci deceduti, decaduti od esclusi ed agli eredi o legatari dei soci defunti;
- da eventuali riserve straordinarie indivisibili, deliberate dall’Assemblea. Le riserve sia ordinarie che straordinarie non possono essere ripartire fra i soci durante l’intera vita della società;
- da qualunque altro importo che pervenga alla società per atti di liberalità e non destinato all’esercizio;
- da ogni altra riserva costituita e/o prevista per legge.
In ogni caso nessun socio può possedere quote della società il cui importo superi il limite massimo stabilito dalla legge.
Le quote sociali sono sempre nominative e non possono nè essere sottoposte a pegno, nè essere cedute, nemmeno ad altri soci, con effetto verso la società.
Art. 20 - Esercizio sociale -
L'esercizio sociale inizia il 1° gennaio e si conclude il 31 dicembre di ogni anno.
Alla fine di ogni esercizio, il consiglio di amministrazione provvederà alla redazione del bilancio a norma di legge.
Nella relazione al bilancio devono essere specificatamente indicati i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento degli scopi statutari in conformità con il carattere cooperativo della società.
Gli avanzi di gestione del bilancio saranno così destinati:
a) il venti per cento al fondo di riserva legale;
b) una quota ad eventuale retribuzione del capitale versato, mediante assegnazione di un dividendo ai soci, non superiore alla misura massima stabilita per legge, commisurata al capitale effettivamente versato;
c) una quota pari al 3% al fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione;
d) una quota non superiore al limite di legge, aggiuntiva dei salari correnti ad eventuale integrazione salariale;
e) la quota di utili che non è assegnata ai sensi dei commi precedenti e che non è utilizzata per la rivalutazione delle quote, o assegnata ad altre riserve o fondi, o distribuita ai soci, nei limiti di legge, deve essere destinata a fini mutualistici.
Art. 21 - Organi sociali -
Sono organi della cooperativa
Art. 22 - Assemblee -
L'assemblea ordinaria deve essere convocata, dal consiglio di amministrazione, ogni anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio sociale.
Per speciali ragioni l'assemblea annuale potrà essere convocata entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio sociale.
b) la nomina del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale;
c) la nomina del presidente e del Vice-Presidente;
d) la trattazione di tutti gli argomenti che sono di sua competenza e che siano stati posti all'ordine del giorno.
I soci hanno la facoltà di richiedere l'inserzione nell'ordine del giorno di determinati argomenti o di richiedere la convocazione dell'assemblea, a condizione che la domanda relativa sia presentata per iscritto, da almeno un quinto dei soci che hanno diritto di voto nell'assemblea stessa.
In quest'ultima ipotesi, l'assemblea deve essere convocata dal consiglio di amministrazione entro 20 (venti) giorni dalla richiesta.
La convocazione dell'assemblea ordinaria o straordinaria, deve essere effettuata a mezzo di avviso contenente l'ordine del giorno, da affiggersi in modo visibile nei locali della sede sociale almeno 8 (otto) giorni prima dell'adunanza e mediante invio di lettera scritta inviata almeno 8 (otto) giorni prima dell'adunanza.
Nello stesso avviso, deve essere anche indicata la data dell'eventuale seconda convocazione, che non potrà aver luogo nello stesso giorno stabilito per la prima convocazione.
L'assemblea, in difetto dell'adempimento delle formalità predette, si deve considerare regolarmente costituita solo se risultano, presenti o rappresentati, tutti i soci con diritto di voto e tutti gli amministratori.
L'assemblea, ordinaria o straordinaria, è valida, in prima convocazione, quando è presente o rappresentata almeno la maggioranza dei soci e, in seconda convocazione qualunque sia il numero dei presenti o rappresentati nell'adunanza.
Le deliberazioni devono essere prese a maggioranza assoluta di voti dei soci presenti o rappresentati nelle adunanze.
Quando si tratta di deliberare:
- sullo scioglimento anticipato della società
- sulla sua trasformazione o fusione
- sul cambiamento dell'oggetto sociale
l'assemblea, per essere valida, deve essere costituita, tanto in prima quanto in seconda convocazione, da almeno tre quinti dei soci e le deliberazioni devono essere prese da un numero di soci che rappresenti la maggioranza dei voti attribuiti a tutti i soci.
Nell'assemblea hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da almeno tre mesi nel libro dei soci.
Ciascun socio ha diritto ad un solo voto, qualunque sia il numero delle quote sociali sottoscritte.
In caso di malattia o di altro impedimento, i soci possono farsi rappresentare nell'assemblea da altri soci mediante deleghe scritte che devono essere conservate dalla società.
In ogni caso ciascun socio non può rappresentare, per delega, più di un altro socio.
L'assemblea, tanto in sede ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione o, in sua assenza o impedimento, da altra persona designata dall’Assemblea.
Alla designazione e alla nomina del segretario dell’assemblea provvede il Presidente della stessa. Il segretario può anche essere una persona non socia.
Le delibere devono essere fatte constatare da un verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario.
Art. 26 - Consiglio di Amministrazione -
Il Consiglio di Amministrazione è composto da tre a sette membri soci, eletti dall'Assemblea. Durano in carica tre esercizi.
Il Consiglio di Amministrazione deve essere convocato dal Presidente tutte le volte che lo ritiene utile o quando ne è stata fatta domanda da almeno due consiglieri. La convocazione deve essere effettuata a mezzo lettera o fax da recapitarsi almeno tre giorni prima dell'adunanza.
Le adunanze sono valide se è presente la maggioranza assoluta degli amministratori.
Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della società.
Nel caso in cui, nel corso dell'esercizio sociale, vengano a mancare uno o più amministratori, quelli che rimangono in carica devono provvedere alla loro sostituzione. I consiglieri, così nominati, restano in carica fino alla prima assemblea. Se, invece, viene meno la maggioranza degli amministratori, quelli che restano sono obbligati a convocare l'assemblea per la sostituzione dei consiglieri venuti a meno.
Art. 29 - Legale rappresentante -
Al Presidente spetta la rappresentanza e la firma sociale.
Pertanto, egli rappresenta, a tutti gli effetti, la società di fronte ai terzi ed in giudizio.
Egli potrà altresì delegare la firma e la rappresentanza sociale a terzi, anche non soci, ma ciò soltanto per singoli atti, nonchè per gruppi e/o categorie di atti.
Nell'assenza o nell'impedimento del presidente, tutte le mansioni da lui svolte spettano al Vice-Presidente.
Art. 30 - Clausola compromissoria -
Qualsiasi divergenza in dipendenza degli affari e dei rapporti sociali o dell’applicazione ed esecuzione del presente Statuto che potesse insorgere anche nella fase di liquidazione della società, fra società e soci, amministratori e liquidatori oppure fra soci e amministratori e liquidatori o anche solo tra soci, dovrà (escluse quelle rimesse alla competenza esclusiva dell’Autorità Giudiziaria) essere obbligatoriamente rimessa ad un Collegio arbitrale di tre persone composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo designato dai primi due o, in caso di disaccordo, dal Presidente della Camera di Commercio del luogo ove ha sede la società su istanza del più diligente. Rientrano in particolare, nella competenza del collegio arbitrale le decisioni sulle controversie riguardanti il rapporto associativo, le controversie in materia di decadenza, recesso ed esclusione.
Qualora le parti siano più di due, ciascuna nominerà il proprio arbitro e le medesime o il Presidente della Camera di Commercio dovranno nominare tanti arbitri quanti siano necessari per rispettare il principio di disparità.
Il Presidente della Camera di Commercio nominerà anche l’arbitro per la parte che non potesse o si rifiutasse di nominarlo.
Il Collegio Arbitrale è domiciliato presso la sede della società e giudicherà quale amichevole compositore anche in via di equità, con dispensa da ogni formalità di procedura, secondo il rito dell’arbitrato irrituale, intendendosi gli arbitri come mandatari delle parti.
Art. 31 - Scioglimento e liquidazione -
In caso di scioglimento della società l'assemblea, con la maggioranza stabilita dall'art.23 del presente statuto, nomina uno o più liquidatori, stabilendone i poteri.
Nel caso di cessazione della piccola società, l'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il rimborso del capitale effettivamente versato dai soci, deve essere devoluto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui alla legge 59/92 art.11.
Per tutto quanto non è contemplato nel presente statuto valgono le disposizioni legislative sulle società cooperative a responsabilità limitata rette coi principi della mutualità, come stabilito agli effetti tributari.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 7

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 13

Art. 14

Art. 17

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 26

Art. 29

Art. 30

Art. 31
 art.11