Source: http://www.sgslweb.it/2016/09/27/accordo-stato-regioni-2016-rspp/
Timestamp: 2018-01-18 02:18:05+00:00

Document:
Accordo stato regioni 2016 RSPP – Sgsl Web Sicurweb HSE
Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni. Accordo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281
Individuazione di ulteriori titoli di studio validi al fini dell’esonero dalla frequenza al corsi di formazione
Individuazione del soggetti formatori e sistema di accreditamento
Requisiti del docenti
Organizzazione del corsi
Riconoscimento formazione pregressa (ex accordo stato-regioni del 26 gennaio 2006) rispetto alla nuova articolazione del modulo b.
Conferenza Stato-Regioni Repertorio atti n. 128/CSR del 7 luglio 2016
VISTO il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante: “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007. n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, e, in particolare, l’articolo 32, il quale detta disposizioni relative alla individuazione delle capacità e dei requisiti professionali dei responsabili e· degli addetti dei servizi di prevenzione e protezione (RSPP e ASPP);
VISTA la nota n. 29700033137P del 24 maggio 2016, con la quale il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ufficio legislativo, ha trasmesso l’Accordo
finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni, che è stato diramato alle Regioni il successivo 27 maggio 2016;
CONSIDERATO che, per l’esame del documento in parola è stata convocata una riunione, a livello tecnico, il 15 giugno 2016, nel corso della quale sono state condivisi alcuni perfezionamenti del testo riferiti, tra l’altro, alla sostituzione del nuovo Allegato IV, concernente le “Indicazioni metodologiche per la progettazione ed erogazione dei corsi”, specificamente:
CONSIDERATO che, al riguardo, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ufficio legislativo, a seguito di quanto condiviso nel corso della citata
riunione tecnica del 15 giugno 2016, ha trasmesso con nota n. 29/0003824/L del 16 giugno 2016, la nuova formulazione dello schema di accordo in argomento, che
è stata diramata, il 21 giugno 2016, alle Regioni ed alle Province autonome;
CONSIDERATO che, nella seduta di questa Conferenza le Regioni hanno espresso avviso favorevole sull’accordo in parola, con le modifiche condivise nella
formulazione diramata il 21 giugno 2016;
– Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni (di seguito d.lgs. n. 81/2008), all’articolo 32 detta le disposizioni relative all’individuazione delle capacità e dei requisiti professionali dei responsabili e degli addetti dei servizi di prevenzione e protezione (RSPP e ASPP) rinviando, per la definizione dei contenuti dei percorsi formativi, all’Accordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del14 febbraio 2006;
– è stata ravvisata la necessità di procedere ad una revisione di tale Accordo in quanto non più coerente con il quadro normativa delineato dal d.lgs. n. 81/2008 e dagli Accordi del 21 dicembre 2011 (ai sensi degli articoli 34 e 37 del d.lgs. n. 81/2008), dall’Accordo sull’uso delle attrezzature di lavoro ai sensi dell’articolo 73, comma 5, e dal Decreto del Ministro-del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministro della Salute del 6 marzo 2013, emanato in attuazione dell’articolo 6, comma 8, lettera m bis), del d.lgs. rn. 81/2008, con il quale sono stati individuati i criteri del formatore;
– analogamente, è stata rawisata la necessità di procedere alla sostituzione dell’allegato l all’Accordo del21 dicembre 2011 per laformazione dei lavoratori, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008, con l’allegato Il al presente Accordo, relativo alla formazione in modalità e-learning, al fine di superare le incertezze applicative in tema di formazione emerse in sede di prima applicazione della pertinente disciplina;
– si è reputato opportuno, ai fini di rendere uniforme la disciplina dettata dagli Accordi del 21 dicembre 2011 ex art1. 34 e 37 e dalle successive linee interpretative del 25 luglio 2012 con quanto previsto nel presente Accordo, eliminare qualsiasi riferimento agli enti bilaterali in quanto non contemplati dal d.lgs. n. 81/2008;
– si è, inoltre, proceduto ad una modifica del punto 9.2 dell’accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, concernente “le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori al fine di superare alcuni problemi applicativi relativamente al riconoscimento della formazione pregressa;
– infine, in attuazione di quanto previsto dalll’articolo 32, comma 1, lettere c) e d), del decreto-legge n. 69/2013 (c.d. decreto del fare) convertito, con modificazioni, dalla’ legge n. 98/2013, il presente Accordo reca nell’allegato III, la disciplina relativa al riconoscimento dei crediti formativi in caso di percorsi formativi i cui contenuti si sovrappongano, in tutto o in parte, tra loro;
– al punto 2.7 “Sperimentazione” dell’Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006 attuativo dell’articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5 del decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195 che integra il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2006;
– ai commi 4 e 5 dell’articolo 32 del d.lgs. n. 81/2008
2. attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. responsabili e gli addetti dei servizi dì prevenzione e protezione sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento.
Si rappresenta, inoltre, che per i corsi in materia di salute e sicurezza la modalità e-learning è da ritenersi valida solo se espressamente prevista da norme e Accordi Stato-Regioni o dalla contrattazione collettiva, con le modalità disciplinate dal presente Accordo e nel rispetto delle disposizioni di cui all’allegato Il.
1. INDIVIDUAZIONE DI ULTERIORI TITOLI DI STUDIO VALIDI Al FINI DELL’ESONERO DALLA FREQUENZA Al CORSI DI FORMAZIONE
Ulteriori titoli di studio possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra le Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. In attuazione di quanto disposto dall’articolo 32, comma 5, ultimo periodo, del d.lgs. n. 81/2008 sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui all’articolo 32, comma 2, primo periodo, coloro che sono in possesso di laurea in una delle seguenti classi: laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a LM 25, da LM 27 a LM 35, di cui al decreto del Ministro Università e ricerca del 16 marzo 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2007; laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica del 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001; laurea magistrale conseguita nella classe LM/SNT 4 di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica del 8 gennaio 2009, pubblicato ne! supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 2009; laurea conseguita nella classe USNT 4 di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica del 19 febbraio 2009, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 119 del 25 maggio 2009.
Costituisce altresì titolo di esonero dalla frequenza dei corsi previsti (moduli A-B-C) nel presente Accordo, relativamente a ciascun modulo (moduli A-8-C), il possesso di un certificato universitario attestante il superamento di uno o più esami relativi ad uno o più insegnamenti specifici del corso di laurea nel cui programma siano presenti i contenuti previsti nel presente Accordo o l’attestato di partecipazione ad un corso universitario di specializzazione, perfezionamento o master i cui contenuti e te relative modalità di svolgimento siano conformi ai contenuti del presente Accordo.
Nell’allegato l è riportato l’elenco delle classi di laurea per l’esonero dalla frequenza ai corsi di formazione di cui all’articolo 32, comma 2, primo periodo, del d.lgs. n. 81/2008.
l) le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e gli organismi paritetici quali definiti all’art. 2, comma 1, lettera ee), del d.lgs n. 81/2008 per lo svolgimento delle funzioni di cui all’art. 51 del d.lgs. n. 81/2008, limitatamente allo specifico settore di riferimento;
l corsi devono essere tenuti da docenti in possesso dei requisiti previsti dal Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministro della Salute del 6 marzo 2013, emanato in attuazione dell’articolo 6, comma 8, lettera m-bis), del d.fgs. n. 81/2008.
UNITÀ DIDATTICA A1 – 8 ORE Obiettivi formativi Contenuti del modello
Presentazione e apertura del corso Conoscere gli obiettivi, i contenuti e le
modalità didattiche del Modulo Gli obiettivi didattici del Modulo.
L’approccio alla prevenzione nel d.lgs.
n. 81/2008 Conoscere l’aproccio alla prevenzione e
protezione disciplinata nel d.lgs. n. 81/2008 per un percorso di
miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori. La filosofia del d.lgs. n. 81/2008 in
riferimento al carattere gestionale-organizzativo dato dalla
legislazione al sistema di prevenzione aziendale.
normative di riferimento Conoscere la normativa in tema di salute
e sicurezza sul lavoro. L’evoluzione legislativa sulla salute e
Lo Statuto dei lavoratori e la normativa sull’assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni e le malattie professionali.
L’impostazione di base data al d.lgs. n. 81/2008 dal
legislatore,riferendo la trattazione anche ai principi costituzionali ed
agli obblighi civili e penali dati dall’ordinamento giuridico nazionale
II quadro giuridico europeo (direttive, regolamenti, raccomandazioni,
La legislazione relativa a particolari categorie di lavoro:
lavoro minorile, lavoratrici madri, lavoro notturno, lavori atipici, ecc
Le principali norme tecniche UNI, CEI, accenni sulle attività
di normalizzazione nazionali ed europee.
Il sistema istituzionale della
prevenzione Conoscere il sistema istituzionale della
prevenzione Capo II del Titolo I del d.lgs. n.
Il sistema di vigilanza e assistenza Conoscere il funzionamento del sistema
pubblico di prevenzione. Vigilanza e controllo.
Azienda Sanitaria, Direzione Territoriale del Lavoro, Vigili del Fuoco,
INAIL, ARPA.
DIDATTICA A2 – 4 ORE
aziendale secondo il D.lgs. n. 81/2008 Individuare i ruoli dei soggetti del
sistema prevenzionale con riferimento ai loro compiti, obblighi e
responsabilità. II sistema sicurezza aziendale secondo il
d.lgs. n. 81/2008:
– rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza terrirtoriale e di sito;
– addetti alia prevenzione incendi, evacuazione dei lavoratori e primo
DIDATTICA A3 – 8 ORE
Il processo di valutazione dei rischi Conoscere i concetti di pericolo,
rischio, danno, prevenzione e protezione.Conoscere i principali metodi e criteri per la valutazione dei rischi.
Essere in grado di redigere lo schema di un documento di valutazione dei rischiConcetti di pericolo, rischio danno, prevenzione e protezione. Principio di precauzione: attenzione alle lavoratrici in stato di gravidanza. alle differenze di genere, all’età, alla provenieza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro. Analisi degli infortuni: cause, modalià di accadimento, indicatori, analisi statistica, e andamento nel tempo, registro infortuni. Analisi delle malattie professionali: cause, modalità di accedimento, indicatori, analisi statistica e andamento nel tempo. Le fonti statistiche: strumenti e materiale informativo disponibile. Valutazione dei rischi: metodologie e criteri per la valutazione dei rischi. Fasi e attività del processo valutativo. Il contesto di applicazione delle procedure standardizzate. Contenuti struttura e organizzazione del documento di valutazione dei rischi. La valutazione dei rischi da interferenze e la gestione dei contratti di appalto o d’opera o di somministrazione.
Contenuti del modelloLe ricadute applicative e organizzative della valutazione dei rischiConoscere i principali rischi trattati dal d.lgs. n. 81/2008 e le misure di prevenzione e protezione.La classificazione dei rischi specifici in relazione alla relativa normativa di salute e sicurezza. La segnaletica di sicurezza. I dispositivi di protezione individuale: criteri scelta utilizzo.La gestione delle emergenzeConoscere le modalità di gestione del rischio incendio e primo soccorso.Conoscere le modalità per la stesura di un piano di emergenza.Il rischio incendio: caratteristiche e procedure di gestione.Il piano di emergenza e di primo soccorso: ambiti e applicazioni.La sorveglianza sanitariaConoscere gli obblighi relativi alla sorveglianza sanitaria.Sorveglianza sanitaria: obiettivi e obblighi, specifiche tutele per le lavoratrici madri, minori, invalidi, visite mediche e giudizi di idoneità, ricorsi.
Contenuti del modelloGli istituti relazionali: informazione, formazione, addestramento, consultazione e partecipazione.Conoscere i principali obblighi informativi, formativi, addestramento, consultazione e partecipazione. Informazione, formazione e addestramento dei soggetti previsti nel d.lgs. n. 81/2008. La consultazione aziendale della sicurezza. Le relazioni tra i soggeti del sistema prevenzione.
Il Modulo B è il corso correlato alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. Come il Modulo A anche il Modulo B è necessario per lo svolgimento delle funzioni di RSPP e ASPP. L’articolazione degli argomenti formativi e delle aree tematiche del Modulo 8 è strutturata prevedendo un Modulo comune a tutti i settori produttivi della durata di 48 ore. Il suddetto Modulo B comune è esaustivo per tutti i settori produttivi ad eccezione di quattro per i quali il percorso deve essere integrato con la frequenza dei moduli di specia!izzazione indicati nella tabella sotto riportata. Il Modulo B comune è propedeutico per l’accesso ai moduli di specialìzzazione. Le durata dei corsi non comprende le verifiche di apprendimento finali.
Cave – Costruzioni B – Estrazioni di minerali da cave e
Sanità residenziale Q – sanità e assistenza sociale (86.1 –
Servizi ospedalieri e 87 – Servizi di assistenza sociale residenziale) 12 ore
Chimico – Petrolchimico C – Attività manifatturiere (19 –
Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del
petrolio e 20 – Fabbricazione di prodotti chimici) 16 ore
– individuare le misure di prevenzione e protezione presenti negli specifici comparti, compresi i OPI, in riferimento alla specifica natura del rischio e dell’attività lavorativa;
– contribuire ad individuare adeguate soluzioni tecniche, organizzative
e procedurali di sicurezza per ogni tipologia di rischio.
UD1 Tecniche specifiche di valutazione dei
rischi e analisi degli incidenti
UD3 Rischio incendio e gestione delle
Movimentazione merci: apparecchi di sollevamento e attrezzature per
UD6 Rischi di natura ergonomica e legati
all’organizzazione del lavoro:
UD9 Agenti chimici, cancerogeni e mutageni,
Ambienti confinanti e/o sospetti di inquinamento, attività su strada,
Rischi connessi all’assunzione di sostanze stupefacenti, psicotrope ed
Modulo B-SP1 : Agricoltura – Pesca (12 ore)
Organizzazione del lavoro: ambienti di
lavoro nel settore agricolo, nella silvicoltura o zootecnico e nel
del settore agricolo, zootecnico e della pesca
Macchine. attrezzature agricole e
forestali e attrezzature di lavoro e a bordo
cancerogeni e biologici utilìzzati in agricoltura
Esposizione ad agenti fisici: rumore e
vibrazione. nel settore agricolo e ittico
Rischio incendio e gestione
Rischio cadute dall’alto, a bordo e fuori
Organizzazione, fasi lavorative e aree di
lavoro dei cantieri
Cadute dall’alto e opere provvisionalì
Impianti elettrici e illuminazione di
Rischio meccanico: macchine e
Movimentazione merci: apparecchi di
cancerogeni e mutageni, amianto nei cantieri
Esposizione ad agenti fisici nei
cantieri: rumori e vibrazioni
Rischio incendio ed esplosione nelle
attività estrattive e nei cantieri
lavoro nel settore sanitario, ospedaliero e ambulatoriale e
Rischio elettrico e normativa CEI per
strutture e impianti nel settore sanitario
Rischi infortunistici apparecchi,
impianti e attrezzature sanitarie e attività sanitaria specifica (es.
ferite da taglio e da punta)
cancerogeni e biologici utilizzati nel settore sanitario
Esposizione ad agenti fisici: rumore,
microclima, campi elettromagnetici, radiazioni ionizzanti, vibrazione
Processo produttivo, organizzazione
del lavoro e ambienti di lavoro nel settore chimico-petrolchimico
Normativa CEI per strutture e
Impianti nel settore chimico e
cancerogeni e mutageni nel settore chimico e petrolchimico
Esposizione ad agenti fisici nel
Rischi incendi esplosioni e gestione
Manutenzione impianti e gestione
UNITA’ DIDATTICA C1 – 8 ore Obiettivi formativi Contenuti del modello
modalità didattiche del Modulo. Gli obiettivi didattici del Modulo.
Ruolo dell’informazione della formazione Evidenziare la stretta connessione e
coerenza tra il documento di valutazione dei rischi e la predisposizione
dei piani della informazione e formazione.Effettuare una ampia panoramica delle metologie e degli strumenti
disponibili per realizzare una corretta informazione sul posto di
Conoscere le metodologie didattiche utilizzabili per le diverse esigenze formative e i principali elementi della progettazione didattica.Dalla valutazione dei rischi alla predisposizione dei piani di informazione e formazione in azienda (d.lgs. n. 81/2008 e altre direttive europee). Le fonti informative su salute e sicurezza del lavoro. Metodologie per una corretta informazione in azienda (riunioni, gruppi di lavoro specifici, conferenze, seminari informativi, ecc.). Strumenti di informazione su salute e sicurezza sul lavoro circolari, cartellonistica, opuscoli, audiovisivi, awisi, news, sistemi in rete, ecc.). la formazione: il concetto di apprendimento. Le metodologie didattiche attive: analisi e presentazione delle principali metodologie utilizzate nell’andragogia. Elementi di progettazione didattica: analisi del fabbisogno, definizione degli obiettivi didattici, scelta dei contenuti in funzione degli obiettivi, metodologie didattiche, sistemi di valutazione dei risultati della formazione in azienda.
UNITA’ DIDATTICA C2 – 8 ore
Contenuti del modelloOrganizzazione e sistemi di gestioneConoscere la struttura di un SGSL secondo le principali normative. Organizzare il coordinamento dei processi amministrativi interni (capitolati, specifiche prestazionali di beni e servizi) ed esterni dell’azienda che hanno impatto sui rischi introdotti. Conoscere i principali elementi di “organizzazione aziendale”.
– conoscenza del sistema di organizzazione aziendale come base per l’individuazione e ranalisi dei rischi con particolare riferimento ad obblighi, responsabilità e deleghe funzionali ed organizzative;
– elaborazione d i metodi per il controllo della efficacia ed efficienza nel tempo dei prowedimenti di sicurezza adottati.
UNITA’ DIDATTICA C3 – 4 ore
Contenuti del modello Il sistema delle relazioni e della comunicazioneIdentificare il sistema di relazioni intemo/esterno tra i diversi soggetti della prevenzione e il flusso comunicativo. Illustrare sia i concetti e i principi della comunicazione sia i metodi e le tecniche finalizzate alla migliore efficacia della comunicazione per la sicurezza. Gestire efficacemente la riunione periodica per meglio valutare le condizioni di salute e sicurezza del posto di lavoro e per monitorare l’attuazione delle eventuali decisioni adottate al riguardo.Il sistema delle relazioni: RLS, datore di lavoro. medico competente, lavoratori, enti pubblici, fornitori, lavoratori autonomi, appaltatori, ecc. Caratteristiche e obiettivi che incidono sulle relazioni. Ruolo della comunicazione nelle diverse situazioni di lavoro. lndividuazione dei punti di consenso e disaccordo per mediare le varie posizioni. Cenni ai metodi, tecniche e strumenti della comunicazione. La rete di comunicazione in azienda. Gestione degli incontri di lavoro e della riunione periodica. Chiusura della riunione e pianificazione delle attività. Attività post-riunione. La percezione individuale dei rischi.Aspetti sindacaliComprendere cosa si intende per relazioni sindacali. Elementi di contatto e differenziazioni fra relazioni sindacali e sistema della sicurezzaNegoziazione e gestione delle relazioni sindacali. Art. 9 della legge n. 300/1970. Rapporto fra gestione della sicurezza e aspetti sindacali. Criticità e punti di forza.
UNITA’ DIDATTICA C4 – 4 ore
Contenuti del modelloBenessere organizzativo compresi i fattori di natura ergonomica e da stress lavoro correlato Conoscere gli elementi relativi allo stress da lavoro correlato in funzione del benessere aziendale. Conoscere i principi base legati alla motivazione delle persone.Cultura della sicurezza:
– aspetti metodo logici per la gestione del team bullding finalizzato al benessere organizzativo .
– test, somministrabili anche in itinere, per un totale minimo di 30 domande ciascuna con almeno tre risposte alternative {esito positivo dato dalla risposta corretta ad almeno il 70% delle domande);
– una prova finale di tipo descrittivo basata sulla risoluzione di almeno 5 domande aperte su casi reali o una simulazione finalizzata alla verifica delle competenze tecnico-professionali attinenti il ruolo di ASPP e ASPP nel contesto lavorativo;
Sono fatti salvi i percorsi formativi effettuati in vigenza dell’accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006, pertanto gli RSPP e ASPP che non cambiano settore produttivo e continuano ad operare esclusivamente all’intero o di esso non dovranno integrare il proprio percorso formativo per adeguarsi alle previsioni del presente accordo.
CORSO FREQUENTATO Credito riconosciuto sul presente accordo
Stato -Regioni
In fase di prima applicazione e per un periodo non superiore a 5 anni dall’entrata in vigore del presente accordo, la frequenza del Modulo 8 comune o di uno o più Moduli B di specializzazione, può essere riconosciuta ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento, degli RSPP e ASPP formati ai sensi dell’accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006.
L’obbligo dell’aggiornamento per RSPP e ASPP si inquadra a pieno titolo nella dimensione della life long learning cioè della formazione continua nell’arco della vita lavorativa. In relazione ai compiti di RSPP e ASPP, l’aggiornamento non deve essere di carattere generale o mera riproduzione di argomenti e contenuti già proposti nei corsi base ma deve trattare evoluzioni, innovazioni, applicazioni pratiche e approfondimenti collegate al contesto produttivo e ai rischi specifici del settore.
– fonti di rischio specifiche dell’attività lavorativa o del
settore produttivo dove viene esercitato il ruolo compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, quelli collegati allo stress lavoro-correlato, quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro;
L’aggiornamento è consentito, per tutto il monte ore, in modalità e-learning secondo i criteri previsti nell’allegato Il.
Per ciascun convegno o seminario è richiesta la tenuta del registro di presenza dei partecipanti da parte del soggetto che realizza l’iniziativa e non vi è alcun vincolo sul numero massimo di partecipanti. l corsi di aggiornamento, compresi quelli erogati in modalità e-learning, i convegni e i seminari devono essere organizzati e realizzati dai soggetti formatori indicati al punto 2 del presente accordo “lNDIVIDUAZIONE DEl SOGGETTI FORMATORI E SISTEMA DI ACCREDITAMENTO”.
Ai fini dell’aggiornamento per RS!PP e ASPP, la partecipazione a corsi di aggiornamento per formatore per la sicurezza sul lavoro, ai sensi del decreto interministeriale 6 marzo 2013, è da ritenersi valida e viceversa.
In riferimento all’assolvimento dell’aggiornamento del coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori per il tramite di convegni o seminari, la frase “L’aggiornamento può essere svolto anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari con un numero massimo di 100 partecipanti” di cui al paragrafo MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DEl CORSI dell’Allegato XIV del d.lgs. n. 81/2008 è sostituita dalla presente:
Resta inteso che, in analogia con quanto previsto per gli RSPP e ASPP, qualora la formazione costituisca a tutti gli effetti un titolo abilitativo all’esercizio della funzione esercitata – come a titolo esemplificativo, nel caso del Coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione, gli addetti al Primo Soccorso, gli operatori addetti all’uso delle attrezzature di cui all’Accordo del 22 febbraio 2012 per le quali è richiesta una specifica abilitazione, ecc .- tale funzione deve ritenersi non esercitabile se non viene completato l’aggiornamento riferito al perìodo indicato dalle specifiche norme (ad esempio, quinquennio, triennio, ecc.).
Le Regioni e Province autonome riconoscono reciprocamente gli attestati rilasciati nei rispettivi territori. Presso il soggetto formatore deve essere conservato per almeno 10 anni il “Fascicolo del corso” contenente:
In tutti i corsi obbligatori di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, fatti salvi quelli nei quali i requisiti dei docenti siano già previsti da norme specifiche, i docenti devono essere in possesso dei requisiti previsti dal decreto interministeriale 6 marzo 2013, emanato in attuazione dell’articolo 6, comma 8, lettera m bis), del d.lgs. n. 81/2008, entrato in vigore il 18 marzo 2014.
Il medico competente che svolge la sua opera in qualità di dipendente del datore di lavoro (art. 39, comma 2, lettera c) del d.lgs. n. 81/2008) è esonerato dalla partecipazione ai corsi di formazione previsti dall’art. 37, comma 1, del d.lgs. n. 81/2008 sia perché soggetto ad una formazione continua ai sensi dell’art. 38, comma 3, del d.lgs. n. 81/2008 sia perchè collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 25 del d.lgs. n. 81/2008.
Sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui all’art. 32 comma 2 primo periodo del d.lgs. n. 81/2008 coloro che, non più in servizio, abbiano svolto attività tecnica in materia di salute e sicurezza, per almeno cinque anni, in qualità di pubblici ufficiali o di incaricati di pubblico servizio.
La formazione dei lavoratori in caso di somministrazione di lavoro ai sensi dell’art. 35, comma 4 del d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81 viene effettuata a carico del somministratore che informa i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive e li forma e addestra all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale essi vengono assunti. Il contratto di somministrazione può prevedere che tale obbligo sia adempiuto dall’utilizzatore.
Il mutuo riconoscimento tra Regioni consiste nell’accettazione di ulteriori “progetti sperimentali in e-!earning”, purché espressamente previsti nelle delibere regionali (criteri, tempi, modalità) e documentati attraverso la presenza nei documenti/attestati dell’awenuta formazione dei seguenti riferimenti:
Nelle aziende inserite nel rischio basso, così come riportato nella 1abella di cui all’allegato Il dell’accordo del 21 dicembre 2011 , è consentito il ricorso alla modalità e-learn:ing, nel rispetto delle disposizioni di cui all’allegato Il e a condizione che i discenti abbiano possibilità di accesso alle tecnologie impiegate, familiarità con l’uso del computer e buona conoscenza della lingua utilizzata, per l’erogazione della formazione specifica dei lavoratori di cui all’accordo sancito sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 21 dicembre 2011 relativo alla individuazione dei contenuti della formazione dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti. Tale indicazione vale anche per la formazione specifica dei lavoratori che, a prescindere dal settore di appartenenza, non svolgono mansioni che comportino la loro presenza, anche saltuaria, nei reparti produttivi, così come indicato al primo periodo cilel paragrafo 4 ucondizioni particolari” dell’accordo del 21 dicembre 2011.
L’aggiornamento per lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro che intendono svolgere i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione di cui agli accordi del 21 dicembre 2011 e quello per il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza previsto dall’art. 37, comma 11, del d.lgs. n. 81/2008 può essere ottemperato per mezzo della partecipazione a convegni o seminari nella misura non superiore al 50% del totale di ore previste.
La lettera a) del paragrafo 1. “INDIVIDUAZIONE DEl SOGGETTI FORMATORI E SISTEMA DI ACCREDITAMENTO” dell’accordo del 21 dicembre 2011 (ex
art. 34 d.lgs. n. 81/2008) repertorio atti 223/CSR è sostituita con la seguente:
h) gli organismi paritetici quali definiti all’art. 2 comma 1 lettera ee), del D.Lgs. n. 81/08 e per lo svolgimento delle funzioni di cui all’art. 51 del D.Lgs. n. 81/08;
Nota: in coerenza con le previsioni di cui all’articolo 37, comma 12, del D.Lgs. n. 81/08, i corsi di formazione per i lavoratori vanno realizzati previa richiesta di collaborazione agli organismi paritetici, cosi come definiti all’articolo 2, comma 1, lettera ee), del D.Lgs. 81/08, ove esistenti sia nel territorio che nel settore nel quale opera l’azienda. In mancanza, il datore di lavoro procede alla pianificazione e realizzazione delle attività di formazione. Ove la richiesta riceva riscontro da parte dell’organismo paritetico, delle relative indicazioni occorre tener conto nella pianificazione e realizzazione delle attività di formazione, anche ove tale realizzazione non sia affidata agli organismi paritetici. Ove la richiesta di cui al precedente periodo non riceva riscontro dall’organismo paritetico entro quindici giorni dal suo invio, il datore di lavoro procede autonomamente alla pianificazione e realizzazione delle attività di formazione.
Si rappresenta, inoltre che devono intendersi soppressi i riferimenti agli enti Bilaterali contenuti nel paragrafo “Collaborazione degli organismi paritetici alla formazione” dell’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sul documento proposto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali recante «Adeguamento e linee applicative degli accordi ex articolo 34, comma 2 e 37, comma 2 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e integrazioni» (Repertorio atti n. 153/CSR del 25 luglìo 2012).
12.11 Modifiche all’accordo per l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, ai sensi dell’articolo 73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (53/CSR del 22 febbraio 2012).
i) gli organismi paritetici quali definiti all’articolo 2, comma 1, lettera ee). del D.Lgs. n. 81/2008 e per lo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 51 del D.Lgs. n. 81/2008, istituiti nel settore di impiego delle attrezzature oggetto della formazione;
Gli attestati di abilitazione conseguenti ai corsi di cui al
punto 9.1 hanno validità di 5 anni a decorrere rispettivamente dalla data di entrata in vigore del presente Accordo per quelli di cui alla lettera a), dalla data di aggiornamento per quelli di cui alla lettera b) e dalla data di attestazione di superamento della verifica finale di apprendimento per quelli di cui alla lettera c).
In fase di prima applicazione e comunque non oltre dodici mesi dall’entra1a in vigore del presente accordo, possono essere avviati corsi di formazione per responsabili e addetti del servizio di prevenzione e protezione rispettosi dell’accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006.
– accordo sancito il 8 ottobre 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra il Governo e le Regioni e le Province autonome relativo all’emanazione delle linee guida interpretative dell’accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni il 26 gennaio 2006, in attuazione dell’articolo 8-bis, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, introdotto dall’articolo 2 del decreto legislativo del 23 giugno 2003, n. 195 in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori suil luoghi di lavoro. (Repertorio atti n. 2635) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del7 dicembre 2006.
L8 l ngegneria dell’informazione
– essere soggetto previsto al punto 2 (INDIVIDUAZIONE DEl SOGGETTI FORMATORI E SISTEMA DI ACCREDITAMENTO) dell’allegato A;
– garantire la disponibilità dei profili di competenze per la gestione didattica e tecnica della formazione e-learning quali:
responsabile/coordinatore scientifico del corso, mentor/tutor di contenuto, tutor di processo, personale tecnico per la gestione e manutenzione della piattaforma (sviluppatore della piattaforma);
– le modalità e il superamento delle valutazioni di apprendimento intermedie e finale realizzabili anche
– in modalità e-learning.
Mentor/tutor di contenuto:
figura professionale di esperto dei contenuti – in possesso dei requisiti previsti per i formatori/docenti dal decreto interministeriale del 6 marzo 2013 “Criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”- che assicura e presidia il supporto scientifico di assistenza ai discenti per l’apprendimento dei contenuti, fornendo chiarimenti ed approfondimenti ed integrazioni in un arco di tempo adeguato alla efficacia didattica e alle modalità di erogazione scelte nel progetto formativo.
Tutor di processo: figura
professionale che assicura il supporto ai partecipanti mediante la gestione delle attività relative alla piattaforma, alle dinamiche di interazione e di interfaccia con i discenti facilitando l’accesso ai diversi ambienti didattici e ai contenuti, la dinamica di apprendimento, monitorando e valutando l’efficacia delle soluzioni adottate per la fruizione dei contenuti .
Sviluppatore della piattaforma:
profilo professionale che ha il compito di sviluppare il progetto formativo nell’ambito della piattaforma utilizzata, organizzando gli elementi tecnici e metodologici garantendo le attività di gestione tecnica della piattaforma (LMS).
Le attestazioni di frequenza e superamento delle verifiche finali (a completamento della fruizione del corso) devono essere consegnate o trasmesse, anche su supporti informatici, personalmente ai discenti. L’organismo di erogazione dovrà tenere traccia delle registrazioni delle avvenute consegne degli attestati.
Ai fini degli esoneri di cui al presente accordo, alle
condizioni specificate in questo allegato, occorre fornire evidenza documentale – con qualunque mezzo idoneo allo scopo – dell’avvenuto completamento del/dei percorso/i formativo/i di riferimento, dal quale discenda l’esonero dai percorso/percorsi formativo/i di contenuto analogo.
TOTALE: si intende il r;iconoscimento completo della formazione acquisita e quindi l’esonero totale dalla frequenza del monte ore di formazione o di aggiornamento previsto per il soggetto individuato.
d.lgs. n. 81/2008 NORME DI RIFERIMENTO
RSPP Formazione Modulo A+B+C Art. 32 d.lgs. n. 81/2008 accordo 26 gennaio 2006
– Modulo metodologico/organizzatlvo: 16 ore
RSPP con Esonero art. 32 Formazione
Modulo CArt. 32 d.lgs. n. 81/2008 accordo 26
gennaio 2006Presente accordoFREQUENZA
gennaio 2006Presente accordoFREQUENZAPARZIALE
* L’accordo ex art. 34 del 21 dicembre 2011 stabilisce che non sono tenuti a frequentare i nuovi corsi di formazione i datori di lavoro in possesso dei requisiti per svolgere i compiti del servizio di prevenzione e protezione ai sensi dell’art. 32, commi 2, 3 e 5 del d.lgs. n. 81/2008, che abbiano svolto i corsi secondo quanto previsto dall’accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006.
RSPP Moduli A+B+C RSPP
esonerato Modulo C
DL 16 ore DL 32 ore DL 48 ore
COORDINATORE SICUREZZA Art. 98 d.lgs. n. 81/2008 allegato XIV
d.lgs. n. 81/2008 PARZIALE
– 60 ore (Accordo 26.1.2006)
Moduli B-SP1, SP3 o SP4Modulo C
DDL che svolge i compiti propri del SPP –
16 ore Art. 34 d.lgs. n. 81/2008 accordo 21
dicembre 2011 PARZIALE
(UD A1:8 ore + UD A2: 4 ore)
(UD A3:8 ore + UD A4: 4 ore+ UD A5 4 ore)
FREQUENZA FREQUENZA — PARZIALE
necessaria frequenza n. 32
ore e contenuti
32 ore Art. 34 d.lgs. n. 81/2008 accordo 21
– 28 ore
giuridico: 28 ore
TOTALE — PARZIALE
necessaria frequenza n. 16
48 ore Art. 34 d.lgs. n. 81/2008 accordo 21
DIRIGENTE Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 accordo 21
dicembre 2011 FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA
Formazione generale Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 accordo 21
dicembre 2011 FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA
Formazione specifica Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 accordo 21
PREPOSTO Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 accordo 21
A+B+C Art. 32 d.lgs. n. 81/2008 accordo 26
gennaio 2006 TOTALE TOTALE TOTALE*
Formazione Modulo C Art. 32 d.lgs. n. 81/2008 accordo 26
gennaio 2006 TOTALE TOTALE TOTALE* TOTALE TOTALE
Formazione Modulo A + B Art. 32 d.lgs. n. 81/2008 accordo 26
ASPP con esonero art. 32 Art. 32 d.lgs. n. 81/2008 accordo 26
COORDINATORE SICUREZZA Art. 98 d.lgs. n. 81/2008 allegato
XIV d.lgs. n. 81/2008 TOTALE TOTALE TOTALE* TOTALE TOTALE
DDL autonominato RSPP – 16 ore Art. 34 d.lgs. n. 81/2008 accordo 21
dicembre 2011 FREQUENZA TOTALE TOTALE* TOTALE TOTALE
autonominato RSPP – 32 ore Art. 34 d.lgs. n. 81/2008 accordo 21
autonominato RSPP – 48 ore Art. 34 d.lgs. n. 81/2008 accordo 21
RLS Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 — TOTALE FREQUENZA PARZIALE
– Modulo relazionale TOTALE
dicembre 2011 FREQUENZA — FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA
dicembre 2011 FREQUENZA — — FREQUENZA FREQUENZA
dicembre 2011 PARZIALENecessaria frequenza:
n. 16 ore e contenuti TOTALE TOTALE* — TOTALE
PARZIALE Necessaria frequenza:
24 ore e contenuti *FREQUENZAFREQUENZAPARZIALE
– Modulo relazionale—
CSP/CSE 40 ore
DL 6 ore DL 10 ore DL 14 ore
RSPP 40/60/100 ore Art. 32 d.lgs. n. 81/2008 accordo
26 gennaio 2006 TOTALE TOTALE TOTALE
40 ore Presente accordo TOTALE
ASPP 28 ore Art. 32 d.lgs. n. 81/2008 accordo
26 gennaio 2006 TOTALE
20 ore Presente accordo —
frequenza n. 20 ore
CSP/CSE 40 ore Art. 98 d.lgs. n. 81/2008
allegato XIV D.LGS. N. 81/2008 TOTALE TOTALE — TOTALE TOTALE TOTALE
ore Art. 34 d.lgs. n. 81/2008 accordo
FREQUENZA — PARZIALE
frequenza n. 8 ore
FREQUENZA TOTALE —
frequenza n. 4 ore
FREQUENZA TOTALE TOTALE —
DIRIGENTE 6 ore Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 accordo
RLS 4/8 ore annue Art. 37 d.lgs. n. 81/2008
Formazione specifica 6 ore Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 accordo
PREPOSTO 6 ore Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 accordo
RSPP 40-60-100 ore Art. 32 d.lgs. n. 81/2008 accordo 26
gennaio 2006 — TOTALE TOTALE TOTALE
RSPP 40
ore Art. 32 d.lgs. n. 81/2008
Presente accordo — TOTALE TOTALE TOTALE
ASPP 20
CSP/CSE 40 ore Art. 98 d.lgs. n. 81/2008 allegato
XIV d.lgs. n. 81/2008 TOTALE TOTALE TOTALE TOTALE
accordo 21 dicembre 2011 — TOTALE TOTALE TOTALE
DL 10 ore Art. 34
2011 — TOTALE TOTALE TOTALE
DL 14 ore Art. 34
RLS 4/8 ore annue Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 — TOTALE TOTALE TOTALE
Formazione specifica 6 ore Art. 34
2011 FREQUENZA — FREQUENZA TOTALE
6 ore Art. 37
2011 FREQUENZA TOTALE — TOTALE
PREPOSTO 6 ore Art. 37
2011 FREQUENZA TOTALE TOTALE —
L’attribuzione di tali compiti rendono in particolare il coordinatore del servizio, I’RSPP, insieme al datore di lavoro, protagonista dell’organizzazione aziendale in materia di sicurezza e salute dei lavoratori; sono infatti affidate a questa figura le funzioni progettuali ed attuative delle misure di sicurezza, nonché la realizzazione tecnica di quanto programmato.
L’RSPP, pertanto, è destinatario di una formazione manageriale di base, in quanto ha la responsabilità di promuovere un approccio gestionale diffuso alla prevenzione, nonché di una formazione specifica diretta alfa gestione delle diverse problematiche connesse alla prevenzione, ovvero agli aspetti più tecnici del rischio e alle modalità di intervento più idonee a perseguirne la riduzione e alle gestione delle relazioni da attivare per il coinvolgimento, la partecipazione e la motivazione di tutti gli attori del sistema di sicurezza.
• conoscenza della norma·tiva di salute e sicurezza sul lavoro e dell’organizzazione della prevenzione (ruoli, responsabilità, processi);
Nella fase di progettazione e sviluppo dell’azione formativa bisognerà considerare che il d.lgs. 81/2008 prevede come titolo di studio per l’accesso al percorso formativo almeno il diploma di istruzione secondaria, dunque non necessariamente una preparazione di tipo tecnico. Pertanto in termini di fabbisogni formativi si rende necessario colmare con i! Modulo 8 comune il gap tra le competenze e le conoscenze richieste per svolgere il ruolo e quelle in ingresso (si danno per acquisite le competenze derivanti dalla frequenza del Modulo A). Ciò comporta, in sede di progettazione, una particolare attenzione nella scelta dei contenuti, del linguaggio e delle metodologie didattiche.
Declinati i profili di competenza e i bisogni formativi generali degli RSPP e ASPP e considerando le competenze di base acquisite con la frequenza del Modulo A propedeutico, è necessario strutturare il percorso formativo mediante la progettazione, che traduce il bisogno formativo in una coerente e pertinente risposta formativa, tenendo presente l’ambito dell’obiettivo generale, riportato nel d.lgs. 81/2008, di “trasferimento di conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e all’identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi”.
– la strategia formativa e le metodologia didattica;
– le modalità e i criteri di verifica dell’apprerndimento;
É necessario identificare gli obiettivi specifici relativi alla singola unità didattica; tipicamente gli obiettivi vengono declinati mediante parole chiave come trasferire, illustrare, far conoscere, far acquisire, fornire, favorire, definire., delineare etc. Strettamente correlati agli obiettivi sono i “risultati attesi” dall’azione formativa che dovranno essere coerenti con tali obiettivi, conseguibili con la partecipazione al percorso formativo. Il raggiungimento dei risultati attesi dipende in buona misura dalla coerenza e adeguatezza progettuale, in termini di contenuti didattici e strategia formativa. t risultati attesi non dovranno limitarsi alla semplice acquisizione di nozioni, ma dovranno riflettere gli aspetti relativi al sapere agire, alla soluzione dei problemi e agli aspetti relazionali durante te attività che si è chiamati a svolgere. Tipicamente i risultati attesi possono essere declinati mediante parole chiave che possano descrivere sinteticamente il tipo di competenze e abilità (nella dimensione del saper fare e del saper essere) che dovranno possedere i discenti in uscita dal percorso formativo, come ad esempio essere in grado di, saper individuare, saper svolgere, conoscere, acquisire metodi, criteri e strumenti etc.
– l contenuti dell’unità didattica e la durata
Definire la strategia formativa significa identificare le metodologie e gli strumenti più idonei in relazione alla specificità del percorso formativo e al target previsto, considerando che l’azione formativa è rivolta ad adulti in un contesto di formazione continua sul lavoro. E’ necessario dunque adottare un approccio di tipo andragogico che tenga conto della specificità dei processi di apprendimento e di coinvolgimento tipici degli adulti. In tal senso non si può prescindere dall’adozione di metodologie didattiche attive che prevedono il coinvolgimento diretto da parte del soggetto da formare. Il progetto formativo dovrà dunque indicare quali metodologie didattiche attive saranno adottate nell’intero percorso formativo e in ciascuna unità didattica. Le metodologie didattiche attive si basano sul presupposto che l’apprendimento effettivo è di tipo esperienziale e relazionale risultando particolarmente efficaci quando si tratta di acquisire atteggiamenti, capacità di analisi e soluzioni di problemi e incrementare specifiche capacità come nel caso delle figure di RSPP/ASPP
Il lavoro di gruppo è la metodologia più utilizzata tra le quelle attive e si è dimostrata una tecnica di apprendimento molto efficace soprattutto nella formazione degli adulti. Il lavoro di gruppo comporta la suddivisione dei partecipanti in gruppi di dimensioni ridotte a cui viene assegnato un determinato compito da svolgere in un tempo prefissato. L’efficacia del lavoro di gruppo dipende anche dalla corretta collocazione cronologica nell’articolazione dell’unità didattica.
E’ una metodologia attiva il cui obiettivo è quello di sviluppare la capacità di analisi e di soluzione di situazioni o problemi più o meno complessi, meglio se reali e calati nella realtà lavorativa e nel contesto relazionale dei partecipanti. Possono essere svolti sia individualmente che in gruppo. Sono molto utilizzati nella formazione sulla sicurezza sul lavoro, soprattutto nello svolgimento di momenti didattici orientati alla acquisizione di competenze specialistiche con particolare riferimento agli aspetti legati alla individuazione, trattamento e controllo dei rischi.
– Simulazioni.
Le simulazioni consistono nel far riprodurre da parte dei partecipanti azioni e comportamenti sia individuali che interpersonali su situazioni circoscritte e limitate come può essere l’utilizzo di una procedura, di una tecnica, di un metodo, in un contesto che simula e ricalca l’ambiente e l’attività lavorativa, in modo da rendere più agevole la trasposizione di quanto appreso in aula alla realtà lavorativa.
• le specifiche per
il controllo e la verifica:
– le modalità .e i criteri di verifica e di valutazione dell’apprendimento, (sia per quanto riguarda le verifiche intermedie che finali)
CORSI DI FORMAZIONE BASE – l
SOGGETTI 81 NORME DI RIFERIMENTO CATEGORIA RISCHIO
MODALITA’ VALUTAZIONE
DDL che svolge le funzioni di RSPP Art. 34 d.lgs. n. 81/2008 accordo n.
223 21 dicembre 2011
n. 3 categorieBasso
soggetti indicati nell’accordo n. 223 e
Si Colloquio o test 35 Si
Possibile solo per Modulo 1 e 2
RSPP e ASPP Art. 32 d.lgs. n. 81/2008 Presente
comune + evemntuali 4 moduli specialistici (Agricoltura Edilizia
sanità Petrolchimico) soggetti indicati all’ art. 32 d.lgs.
n. 81/2008, presente accordo e soggetti accreditati requisiti previsti dal decreto 6
marzo 2013 Si Modulo A
test e colloquio35SiPossibile solo per Modulo A
Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 Presente
accordo e CCNL
/requisiti previsti dal decreto 6
marzo 2013Si*/*35*No*No*DIRIGENTEArt. 37 d.lgs. n. 81/2008 accordo n.
221 21 dicembre 2011
marzo 2013SiColloquio o test35SiPossibile per tutto il corsoPREPOSTOArt. 37 d.lgs. n. 81/2008 accordo n.
221 21 dicembre 2011//requisiti previsti dal decreto 6
marzo 2013SiColloquio o test35SiPossibile solo da punto 1 a punto 5LAVORATOREArt. 37 d.lgs. n. 81/2008 accordo n.
221 21 dicembre 2011 e presente accordon. 3
Alto/requisiti previsti dal decreto 6
marzo 2013solo per e-learningsecondo la piattaforma e-learning35SiPossibile per la formazione generale
e specifica basso rischio
CORSI DI FORMAZIONE BASE – lI
(con eventuale collaborazione di altro personale specializzato per la
parte pratica)
/ / 35 Si No
ADDETTO PREVENZIONE INCENDI d.m. 10 marzo 1998 allegato IX 3 livelli
COORDINATORE SICUREZZA Art. 98 d.lgs. n. 81/2008 allegato XIV No ope legis requisiti previsti dal decreto 6 marzo
2013 Si simulazione e test
Modulo teorico 60Modulo pratico 30
Possibile solo per Modulo Normativo – giuridico
VALUTAZIONE N. MASSIMO
PARTECIPANTI IN AULA EROGABILI IN
E-LEARNING PERIODICITA’
DDL che svolge le funzioni di RSPP Art. 34 d.lgs. n. 81/2008 accordo n. 223
medesimi dei corsi di formazione
requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 No 35 Si 5 anni
accordo / medesimi dei corsi di formazione requisiti previsti dal decreto 6 marzo
2013 No 35 Si 5 anni Si
* fatto salvo diverse indicazioni CCNL Art. 37 d.lgs. n. 81/2008
per numero di addetti – 2 classificazioni
/ requisiti previsti dal decreto 6 marzo
2013 No 35* /* annuale Si*
PREPOSTO Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 No / requisiti previsti dal decreto 6 marzo
LAVORATORE Art. 37 d.lgs. n. 81/2008 No / requisiti previsti dal decreto 6 marzo
parte pratica) No 35 No 3 anni almeno per la capacità di
intervento pratico No
COORDINATORE SICUREZZA Art. 98 d.lgs. n. 81/2008 allegato XIV No / requisiti previsti dal decreto 6 marzo
2013 No 35 Si
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References: Art. 9

art. 34
 articolo 34
 Art. 32
 art. 32
 art. 34
 Art. 98
 Art. 34
 Art. 34
 Art. 34
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 32
 Art. 32
 Art. 32
 art. 32
 Art. 32
 Art. 98
 Art. 34
 Art. 34
 Art. 34
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 Art. 98
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