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Rischio biologico nelle strutture sanitarie - PDF
Rischio biologico nelle strutture sanitarie
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1 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Rischio biologico nelle strutture sanitarie Il problema La Normativa Valutazione del rischio Sorveglianza sanitaria Informazione e Formazione Policy Procedura Aziendale Infortunio a Rischio Biologico2 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Condizioni di sicurezza Carichi pesanti Agenti biologici Sostanze chimiche Radiazioni Microclima Illuminazione Vibrazioni Rumore Fattori di rischio legati all ambiente fisico Percezione del rischio nell ambiente ospedaliero da parte di esperti di 10 Paesi europei (European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions, Dublin, 1995)3 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Agenti biologici Carico muscolo-scheletrico Sostanze chimiche Stress Aziende Sindacati Organizzazioni statali Altri Turni di lavoro % I 5 principali rischi e fattori di rischio dell ambiente ospedaliero Percezione del rischio da parte di diversi organismi 10 Paesi europei (European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions, Dublin, 1995)4 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Rischi degli Operatori Sanitari Pubblicazioni recensite dall archivio di riferimento Medline (National Library of Medicine, Bethesda) nei periodi , , , e negli anni dal 1990 al 1996 con le parole chiave occupational disease o occupational risk + health care worker(s) (n = 4993) * * * * *media/anno5 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Rischi degli Operatori Sanitari Pubblicazioni recensite dall archivio di riferimento Medline negli anni dal 1990 al 1996 con le parole chiave occupational disease o occupational risk + health care worker(s) (n = 1978). Distribuzione di 1433 pubblicazioni selezionate e classificate in base al rischio Rischio biologico Rischio allergico Rischi da organizzazione del lavoro Rischio ergonomico Rischio chimico Rischio fisico6 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Rischi degli Operatori Sanitari Pubblicazioni recensite dall archivio di riferimento Medline negli anni dal 1990 al 1996 con le parole chiave occupational disease o occupational risk + health care worker(s) (n = 1978). Distribuzione di 1433 pubblicazioni selezionate e classificate in base al rischio Rischio chimicorischio fisico Rischio ergonomico 6% 1% 9% Rischi da organizzazione del lavoro 9% 11% 64% Rischio allergico Rischio biologico7 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Rischio biologico degli Operatori Sanitari Pubblicazioni recensite dall archivio di riferimento Medline negli anni dal 1990 al 1996 con le parole chiave occupational disease o occupational risk + health care worker(s). Distribuzione di 910 pubblicazioni selezionate e classificate in base al rischio biologico Altre infezioni TB 11% 14% HCV 7% 15% 6% 47% HIV HBV HIV + HBV/HCV/TB8 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Normativa in tema di sicurezza e tutela della salute degli operatori sanitari prima del decreto legislativo 626/94 norme generali per la sicurezza e igiene del lavoro (DPR 303/56) norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (DPR 547/55) accertamenti di medicina preventiva (art. 24, DPR 384/90) vaccinazioni (varie normative) utilizzo di formaldeide (CM 56/83) utilizzo di ossido di etilene (CM 57/83) utilizzo di anestetici volatili (CM 5/89)9 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Applicazione dei decreti legislativi 626/94 e 242/96 nelle strutture sanitarie norme generali (titolo I), luoghi (titolo II) e attrezzature di lavoro (titolo III), dispositivi di protezione personale (titolo IV) movimentazione manuale dei carichi (titolo V) uso di attrezzature munite di videoterminali (titolo VI) protezione da agenti cancerogeni (titolo VII) protezione da agenti biologici (titolo VIII)10 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Gli Attori del decreto legislativo 626/94 nelle Aziende sanitarie ll Direttore Generale ll Direttore Sanitario ll DirettoreAmministrativo Il Servizio di Prevenzione e Protezione Il Medico Competente11 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Attività del Medico Competente In collaborazione con: Datore di lavoro e Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Attività di pertinenza esclusiva del Medico Competente Valutazione del rischio Formazione Informazio Sorveglianza Sanitaria12 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Il titolo VIII del decreto legislativo 626/94 (Biological Agents 90/679/EC) Campo di Applicazione (Capo I, Art. 73) Le norme del presente titolo si applicano a tutte le attività lavorative nelle quali vi è rischio di esposizione ad agenti biologici (comma 1) Esempi di attività lavorative che possono comportare la presenza di agenti biologici (allegato IX) Attività nei servizi sanitari, comprese le unità di isolamento e post-mortem Attività nei laboratori clinici, veterinari e diagnostici, esclusi i laboratori di diagnosi microbiologica Attività in impianti si smaltimento rifiuti e raccolta di rifiuti speciali potenzialmente infetti13 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Il titolo VIII del decreto legislativo 626/94 (Biological Agents 90/679/EC) Definizioni (Capo I, Art. 74) Agente biologico: qualsiasi microorganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni (comma 1, lettera a) Microorganismo: qualsiasi entità microbiologica, cellulare o meno, in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico (comma 1, lettera b) Coltura cellulare: il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi unicellulari (comma 1, lettera c)14 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Il titolo VIII del decreto legislativo 626/94 (Biological Agents 90/679/EC) Classificazione degli agenti biologici (Capo I, Art. 75) Probabilità di causare danno nell uomo 1 + Probabilità di diffusione nelle comunità Disponibilità di misure preventive e terapeutiche 2 +/ /15 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Il titolo VIII del decreto legislativo 626/94 (Biological Agents 90/679/EC) Esempi di classificazione degli agenti biologici (Allegato XI) Probabilità di causare danno nell uomo Probabilità di diffusione nelle comunità Disponibilità di misure preventive e terapeutiche 2: Clostridium tetani, Staphylococcus aureus; Virus dell epatite A, Virus della poliomielite; Necator americanus 3: Brucella melitensis, Mycobacterium tuberculosis, Salmonella typhi; Virus dell epatite B, Virus dell epatite C, Virus dell AIDS, Agenti non classificati associati con la malattia di Creutzfeldt-Jacob 4: Virus Ebola16 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Il titolo VIII del decreto legislativo 626/94 (Biological Agents 90/679/EC) Misure specifiche per le strutture sanitarie e veterinarie (Capo I, Art. 81) Valutazione del rischio presenza di agenti biologici nell organismo di pazienti e nei campioni biologici Misure di prevenzione applicazione di procedure per manipolare, decontaminare e eliminare i materiali e i rifiuti contaminati Misure di contenimento per i servizi di isolamento a potenziale contaminamento di agenti dei gruppi 3 e 4 sono previste particolari misure di contenimento (allegato XII)17 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Il titolo VIII del decreto legislativo 626/94 (Biological Agents 90/679/EC) Sorveglianza sanitaria (Capo I, Art. 86) I lavoratori addetti alle attività per le quali la valutazione dei rischi ha evidenziato un rischio per la salute sono sottoposti a sorveglianza sanitaria (comma 1) accertamenti preventivi e periodici allontanemento temporaneo messa a disposizione di vaccini efficaci informare i lavoratori informare il datore di lavoro dell insorgenza di anomalie imputabili all agente e conseguente rivalutazione del rischio18 Cattedra di Medicina del lavoro Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Modena Servizio di Sorveglianza Sanitaria Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena Il titolo VIII del decreto legislativo 626/94 (Biological Agents 90/679/EC) Registro degli esposti e degli eventi accidentali (Capo I, Art. 87) I lavoratori addetti ad attività comportanti uso di agenti del gruppo 3 o 4 sono iscritti in un registro in cui sono riportati, per ciascuno di essi, l attività svolta, l agente utilizzato e gli eventuali casi di esposizione individuale (comma 1) Il datore di lavoro istituisce e aggiorna il registro di cui al comma 1 e ne cura la tenuta tramite il medico competente. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il rappresentante per la sicurezza hanno accesso a detto registro (comma 2)19 Boston Medical Center (university teaching hospital, medical school, dental school): Policy Identification and reporting of infected providers 2. Self-reporting policies for infected providers 3. Categorization of exposure-prone procedures by risk 4. Educational programs for infected providers 5. Programs to monitor infected persons for safety compliance 6. Protective measures to prevent transmission in procedures 7. Limitations on practice for infected persons 8. Informed consent by patients for infected providers 9. Disclosure of exposures to patients who are exposed to blood 10. Testing policies for providers who expose a patient to blood 11. Disclosure of provider test results to exposed patients 12. Reasonable accommodation policies for infected providers20 Rischio biologico: Epatiti e sindrome HIV Definizioni e valutazione delle situazioni a rischio Cattedra e Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro dell Università di Modena e Reggio Emilia Con la collaborazione della dottssadott.ssa Luciana Verni21 Rischio biologico: definizione delle situazioni a rischio Il rischio di infezione da patogeni a trasmissione ematica in ambiente sanitario è un fenomeno ben conosciuto e riconducibile a 3 modalità: nosocomiale propriamente detta (dall ambiente ai pazienti oppure crociata tra i pazienti) occupazionale (da paziente infetto ad operatore) da operatore infetto a paziente22 Infortunio a rischio biologico: definizione Infortunio sul lavoro: evento dannoso per la salute avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro Le infezioni professionalmente trasmesse sono da considerarsi infortunio sul lavoro Gli infortuni sono considerati a rischio biologico quando: la tipologia dell incidente è a rischio (puntura o taglio con aghi, bisturi o altro presidio contaminato con materiali organici a rischio) avviene la contaminazione di mucose (nasale, orale e congiuntivale) o cute non integra con sangue o qualsiasi altro materiale biologico visibilmente contaminato da sangue Il materiale biologico proviene da paziente con infezione accertata da HBV, HCV, HIV oppure da paziente fonte a rischio ma di cui non è nota la sierologia o che sia risultato negativo ad un test effettuato più di tre mesi prima23 Rischio biologico: Epatiti virali e sindrome da HIV Gli operatori sanitari sono a rischio di esposizione occupazionale a patogeni a trasmissione ematica, inclusi il virus dell epatite B (HBV), epatite C (HCV), e il virus dell immunodeficienza umana (HIV) Il rischio di contrarre una specifica infezione per gli operatori sanitari dipende: dalla incidenza delle malattie infettive nella popolazione assistita dal tipo di trasmissibilità del microrganismo dal tipo e dalla frequenza di esposizione dal rischio definito per singola esposizione24 Rischio biologico: epatiti virali e sindrome da HIV La maggior parte delle esposizioni non determina una infezione In seguito a specifiche esposizioni, il rischio di infezione può variare a seconda dei seguenti fattori: il patogeno coinvolto il tipo di esposizione la quantità di sangue coinvolta durante l esposizione la quantità di virus presente nel sangue del paziente infetto al tempo dell esposizione25 Personale a rischio Personale sanitario maggiormente coinvolto negli infortuni a rischio biologico : personale infermieristico personale di laboratorio medici odontoiatri ausiliari personale addetto all assistenza al letto del malato26 Situazioni a rischio Procedure invasive a rischio: penetrazione chirurgica in tessuti, cavità o organi, o la sutura di ferite traumatiche maggiori effettuate in sala operatoria o sala parto, pronto soccorso o ambulatorio sia medico che chirurgico; La cateterizzazione cardiaca e procedure angiografiche Il parto naturale o cesareo o altre operazioni ostetriche durante le quali possono verificarsi sanguinamenti La manipolazione, la sutura o la rimozione di ogni tessuto orale o periorale, inclusi i denti, manovre durante le quali si verifica il sanguinamento o esiste il rischio di sanguinamento27 Rischio biologico: epatite B L esposizione è a rischio solo per i lavoratori non immuni all HBV Il tasso di trasmissione di HBV in operatori sanitari non vaccinati varia dal 6 al 30% dopo una singola esposizione a puntura con ago con paziente HBV infetto (CDC1997 b) Se un lavoratore non vaccinato è esposto all HBV, la profilassi post esposizione con immunoglobuline e l esecuzione del ciclo vaccinale contro l epatite B, risulta efficace nel 90% nel prevenire l infezione da HBV (CDC 1997 b)28 Rischio biologico: epatite B Decremento delle infezioni da quando nel 1982 è diventato disponibile il vaccino anti HBV Decremento del 90% nel numero di casi di infezione da HBV in operatori sanitari dal 1985 al Il declino è dovuto alla campagna di vaccinazione degli operatori sanitari e all adozione di precauzioni universali ed altre misure richieste dal Occupational Safety and Health Administration (OSHA) La copertura vaccinale tra gli operatori sanitari è del 73% nelle aree del Nord Italia e del 51% nel sud (documento n 109 linee guida per diagnosi, la terapia ed il controllo delle epatiti Roma, 22 luglio 1998)29 Rischio biologico: epatite B e Precauzioni Universali (DMS, 1990) Le Precauzioni Universali stabiliscono che ogni paziente deve essere considerato come potenzialmente infetto e pertanto le stesse misure vanno applicate e tutti i pazienti Le misure da applicare per la prevenzione delle infezioni trasmesse per via ematica, incluso l HBV in tutti i contesti pubblici e privati Tutti gli operatori sanitari dovrebbero, nel rispetto della normativa vigente, essere sottoposti a vaccinazione contro l epatite B quanto prima possibile e, comunque, al momento dell assunzione30 Rischio biologico: epatite C Studi prospettici su operatori sanitari esposti ad HCV dopo infortunio a rischio biologico (puntura con ago o imbrattamento con sangue su cute lesa) hanno trovato che l incidenza di siero conversione per HCV era attorno al 1,8% (intervallo tra lo 0% e il 7%) per ferita. (CDC 1998 b) Allo stato attuale non esiste un vaccino efficace per prevenire l infezione da HCV; non è raccomandata neppure una terapia antivirale o con immunoglobuline come profilassi post-esposizione31 Rischio biologico da epatite C: Gruppi a rischio I gruppi a rischio sono: persone che fanno uso di droghe iniettive pazienti in emodialisi personale sanitario rapporti sessuali con persone infette sangue destinato a trasfusioni donato prima del 1992 bambini nati da madre infetta Su tali gruppi dovrebbe essere eseguito routinariamente la determinazione dell HCV32 Rischio biologico da epatite C La trasmissione nosocomiale di HCV è possibile se le tecniche di controllo dell infezione o le procedure di disinfezione non sono adeguate Gli operatori sanitari e gli operatori addetti all emergenza (medici e paramedici) e operatori del settore pubblico (vigili del fuoco, addetti all assistenza dei disabili, forze dell ordine) che hanno una esposizione a sangue in ambito lavorativo sono a rischio di infettarsi con HCV La prevalenza di HCV tra gli operatori sanitari inclusi ortopedici, chirurghi, odontoiatri non è maggiore rispetto alla popolazione generale, con un tasso del 1-2%, ed è 10 volte più bassa rispetto all infezione da HBV Tra gli operatori infetti con HCV, all anamnesi si rilevava un pregresso infortunio a rischio biologico33 Situazioni a rischio: Epatite C Il rischio di trasmissione dell infezione da paziente a operatore è clinicamente rilevante se sono soddisfatte contemporaneamente le seguenti condizioni: procedure a rischio (exposure-prone) ruolo di primo operatore nell esecuzione dell intervento positività per il paziente per anti HCV, HCV- RNA34 Attività associate ad infortunio a rischio biologico Circa il 38% di punture percutanee avvengono durante l uso dei dispositivi e il 42% avvengono o prima o dopo l uso (EPINet 1999) Le attività lavorative che espongono ad un rischio maggiore di infortunio a rischio biologico sono: reincappucciamento di aghi trasferimento di fluidi organici in più contenitori errate procedure di inserimento di aghi, siringhe, provette negli appositi contenitori rigidi35 Attività associate ad infortunio a rischio biologico Diversi studi hanno dimostrato che percentuali varianti dal 10% al 25% degli infortuni a rischio biologico avvenivano durante il reincappucciamento di aghi usati (Ruben et al. 1983; Krasinski et al. 1987; McCormick and Maki 1981; Yassi and McGill 1991) Inoltre se aghi o oggetti taglienti vengono lasciati incustoditi nell area di lavoro o vengono smaltiti in contenitori non adatti ne può esitare un infortunio a rischio biologico36 Epatite C e precauzioni riguardanti gli operatori sanitari In emodialisi deve essere fatto uno sforzo maggiore nella formazione del personale sanitario Le precauzioni nei centri di emodialisi sono più restrittive rispetto alle precauzioni standard. Le precauzioni standard richiedono ad esempio l uso di guanti solo se si manipola sangue, secrezioni, fluidi organici. In emodialisi l uso di guanti è richiesto anche quando si viene a contatto con il paziente e quando si manipola l attrezzatura di dialisi L appropriato uso di precauzioni nei centri di emodialisi dovrebbe prevenire la trasmissione di HCV tra i pazienti emodializzati e la trasmissione da paziente ad operatore sanitario L isolamento dei pazienti HCV positivi allo stato attuale non è necessario né raccomandato37 Epatite C e precauzioni riguardanti gli operatori sanitari Gli operatori sanitari dovrebbero essere informati sui rischi e formati sugli interventi da adottare per prevenire le infezioni trasmesse con il sangue Dovrebbe essere implementato l uso di dispositivi di protezione e l adeguamento a protocolli standardizzati I protocolli devono essere ben visibili e posti in luoghi accessibili a tutti. Devono contenere il follow up che l operatore deve eseguire in caso di esposizione percutanea o mucosale a sangue o fluidi contenenti sangue38 Procedura da seguire in caso di infortunio a rischio biologico (1) Immediatamente dopo un infortunio a rischio biologico si deve: lavare la ferita e la cute con sapone o acqua lavare naso, bocca, cute dopo imbrattamento/schizzi di sangue sul viso irrigare gli occhi con acqua pulita, salina o sterile dopo schizzi di sangue nel occhio Non esistono evidenze scientifiche che l uso di antisettici o spremere la ferita per fare uscire sangue riducano il rischio di trasmissione da agenti patogeni trasmessi con il sangue39 Procedure da seguire in caso di infortunio a rischio biologico (2) Successivamente ad un infortunio a rischio biologico il lavoratore deve: informare il servizio responsabile della gestione degli infortuni a rischio biologico dell avvenuta esposizione (a rapida informazione è essenziale in quanto, in alcuni casi, è raccomandato il trattamento post-esposizione e questo deve essere iniziato il prima possibile) Discutere con l infettivologo i possibili rischi di acquisire l epatite B e C e la necessità di un trattamento post-esposizione Iniziare, se necessario, il ciclo vaccinale contro l epatite B. Il vaccino è sicuro ed efficace nel prevenire l infezione da HBV40 Dispositivi associati a infortuni a rischio biologico (puntura con ago) Gli operatori sanitari utilizzano diversi tipi di aghi e diversi dispositivi taglienti per provvedere alle cure del paziente Solo pochi aghi o dispositivi taglienti sono associati alla maggioranza degli infortuni (International Health Care Worker safety Center 1997; EPINet 1999) Il 62% degli infortuni erano dovuti a puntura con ago, soprattutto aghi ipodermici attaccati a siringhe (29%) e punture con aghi di tipo butterfly (13%) (5000 infortuni riportati tra il giugno 1995 e il luglio 1999)41 Regolamentazione: OSHA Le linee guida dell OSHA si applicano a tutti gli esposti a sangue o altro materiale potenzialmente infetto. Esse riguardano: piani di controllo scritti e ben esposti per minimizzare o eliminare l esposizione a patogeni trasmessi con il sangue compliance per quanto riguarda le precauzioni universali (trattare tutti i materiali come se fossero materiali infetti da patogeni) utilizzare i dispositivi di protezione individuale proibire il reincappucciamento, rimozione di aghi contaminati o altri oggetti taglienti seguendo soltanto procedure standardizzate offrire la vaccinazione contro l epatite B a lavoratori esposti occupazionalmente a patogeni trasmessi con il sangue predisporre corsi di informazione e formazione per i lavoratori in caso di infortunio a rischio biologico proporre eventualmente la profilassi post-esposizione e seguire il dipendente per il follow up42 Regolamentazione: FDA Le linee della Food Drug Administration si occupano in particolare della sicurezza dei dispositivi di protezione: i dispositivi devono essere catalogati, etichettati e devono possedere i requisiti di buona pratica per qualsiasi nuovo dispositivo messo in commercio si deve dimostrare che il nuovo dispositivo è sostanzialmente equivalente ai dispositivi legalmente registrati deve essere documentata la sicurezza e l efficacia del nuovo dispositivo sia per i pazienti sia per gli operatori sanitari43 Caratteristiche desiderabili dei dispositivi Sono disponibili una varietà e un numero sempre crescente di dispositivi di protezione, ma molti di questi dispositivi hanno solo un limitato uso nella pratica clinica Questi dispositivi dovrebbero essere progettati per soddisfare criteri di sicurezza dell operatore sanitario e per soddisfare i seguenti requisiti: deve essere sicuro ed affidabile deve essere accettato dall operatore non deve avere effetti avversi per il paziente Se un operatore utilizza dispositivi con sistemi di sicurezza, deve seguire precise linee guida per potere validare lo strumento44 Caratteristiche desiderabili dei dispositivi Le caratteristiche desiderabili di un dispositivo dovrebbero essere: il dispositivo dovrebbe essere senza punte il dispositivo di sicurezza deve essere parte integrante del dispositivo il dispositivo deve preferibilmente lavorare passivamente. Se è richiesta attivazione da parte dell operatore, il dispositivo deve essere impugnato con una sola mano e l altra deve rimanere lontano dal raggio di azione del dispositivo il dispositivo deve essere semplice da usare e pratico sicuro ed efficace per il paziente il dispositivo di sicurezza non può essere disattivato45 Raccomandazioni per il datore di lavoro Al fine di proteggere i lavoratori dagli infortuni a rischio biologico, il datore di lavoro dovrebbe garantire un luogo di lavoro sicuro, dispositivi con meccanismi di sicurezza e programmi di sicurezza efficaci garantire la privacy Il datore di lavoro dovrebbe adottare le seguenti azioni per implementare un programma che riduca gli infortuni a rischio biologico eliminare l uso di dispositivi appuntiti quando sono disponibili alternative sicure ed efficaci utilizzare dispositivi con meccanismo di sicurezza fornire linee guida o procedure agli operatori sanitari istituire corsi di formazione/informazione46 Raccomandazioni per gli operatori sanitari (formazione) Eliminare i dispositivi appuntiti quando sono disponibili alternative sicure ed efficaci Aiutare il datore di lavoro nella scelta del dispositivo con meccanismo di sicurezza e preferire l utilizzo di tali dispositivi Evitare di reincappucciare gli aghi Organizzare il piano e la zona di lavoro prima di utilizzare dispositivi taglienti o appuntiti Riporre aghi o oggetti taglienti negli appositi contenitori rigidi Denunciare tutti gli infortuni a rischio biologico in maniera tale da iniziare immediatamente un appropriato follow up Partecipare ai corsi di formazione/informazione messi a disposizione dal datore di lavoro47 La prevenzione si basa sulla valutazione del rischio da TB individuale e collettivo (CDC, 1994 * ) 1. Valutazione del rischio di trasmissione nosocomiale della TB 2. Definizione di protocolli mirati alla riduzione dell esposizione a persone infette 3. Attivazione di un programma di sorveglianza sanitaria 4. Attuazione di interventi strutturali 5. Uso di dispositivi di protezione individuale * Actions recommended are consistent with general standard of good infection control (Tuberculosis in the workplace, National Academy of Sciences, 2001)48 Valutazione del rischio da TB Fattori che influiscono sulla dose aumentando la contagiosità Presenza di lesioni cavitarie Dimostrazione nell espettorato di bacilli acido-alcol resistenti Diagnosi tardiva Ritardo nell attuazione del trattamento Sospensione prematura del trattamento49 Valutazione del rischio da TB Fattori legati alla suscettibilità individuale che influiscono sull effetto/risposta Condizioni morbose (diabete, infezione HIV, neoplasie, silicosi, patologia infettiva intestinale, magrezza patologica) Fattori non controllabili (età e immunodepressione genetica) Uso di farmaci immunosopressivi50 Programma di sorveglianza sanitaria per il rischio da TB 1. Screening con PPD di tutti i nuovi assunti in fase preassuntiva 2. Screening con PPD con periodicità annuale degli operatori dei reparti a maggiore rischio 3. Screening con PPD degli operatori potenzialmente infetti dopo un contatto con un paziente contagioso51 Screening con periodicità annuale degli operatori dei reparti a maggiore rischio: cutipositività nel triennio Esposti Tisiologia Malattie infettive Microbiologia Anatomia patologica Controlli % PPD Dati riferiti a 97 operatori su 141 (16 cutipositivi tra i 42 vaccinati con BCG)52 Screening degli operatori potenzialmente infetti dopo un contatto con un paziente contagioso: cuticonversioni nel quadriennio Reparto, anno N screening/operatori esposti cuticonversioni Pronto soccorso, 1998 Medicina 3, 1999 Anatomia patologica, 2000 Ortopedia, 2000 Pronto soccorso, 2000 Medicina 2, 2000 DH Ematologia, 2000 Chirurgia toracica, 2000 Ortopedia, 2000 Cardiologia, 2000 Ortopedia, 2001 Medicina 3, 2001 DH Prenatale, 2001 Chirurgia, /20 1/2 1/4 15/23 6/10 3/13 10/22 26/53 21/32 8/21 17/28 14/29 2/8 0/53 Screening degli operatori potenzialmente infetti dopo il contatto con una paziente contagiosa affetta da MDR-TB Reparto Ostetricia Nido Sala Parto Pediatria Servizi pulizia N screening/operatori esposti 34/36 28/29 15/15 9/9 5/5 cuticonversioni Dati aggiornati al 13 febbraio 200254 Valutazione del rischio da TB (CDC, 1994) nel Policlinico di Modena N casi popolazione generale N ricoveri TB/anno Tasso cuticonversione N casi TB negli operatori Classificazione del rischio 0 0 Minimo 0 TB solo ambulatorio Molto basso <6 = popolazione generale Basso >6 = popolazione generale No Intermedio 16% >6 ~150 ( ) > popolazione generale 52% vs 16% Sì (1) Alto Dati tratti da S. Martinelli, Tesi di laurea in Medicina, a.a e da A. Franchi, Tesi di Specializzazione in Medicina del lavoro, a.a Relatore G Franco55 Prevenzione del rischio da TB Valutazione del rischio Piano di prevenzione Attuazione del piano Politica della Qualità Missione aziendale56 Piano di prevenzione (CDC, 1994 Ministero della Sanità, 1998) Misure di controllo Rischio Minimo Rischio Molto Basso Rischio Basso Rischio Intermedio Rischio Alto Valutazione rischio di base r r r r r Profilo TB nella comunità a a a a a Sorveglianza del presidio c c c c c Analisi test PPD operatori no o a 6-12 m 3 m Revisione cartelle casi di TB no o a 6-12 m 3 m Osservazione misure di controllo no no a 6-12 m 3 m Valutazione interventi di bonifica o o a 6-12 m 3 m Programma di controllo scritto r r r r r Rivalutazione del rischio a a a 6-12 m 3 m Protocollo identificazione casi TB r r r r r Protocollo diagnosi TB no r r r r Protocollo trasmissione dati laboratorio no r r r r Protocollo trattamento casi TB no r r r r Isolamento pazienti con TB no no r r r Dispositivi di protezione individuale no o r r r Protocollo per aerosol o altre manovre o o r r r Educazione/addestramento operatori r r r r r Counseling operatori r r r r r Protocollo per screening malattia r r r r r Test tubercolinico iniziale o r r r r Esecuzione periodica test no o a 6-12 m 3 m Protocollo gestione infetti r r r r r Protocollo gestione casi TB attiva r r r r r Protocollo indagini epidemiologiche r r r r r Notifica tempestiva dei casi r r r r r r = raccomandato, a = annuale, c = continua, o = opzionale Documenti analoghi
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