Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-13546-del-01-07-2016
Timestamp: 2020-08-09 09:45:56+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 13546 del 01/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13546 del 01/07/2016
Cassazione civile sez. VI, 01/07/2016, (ud. 26/05/2016, dep. 01/07/2016), n.13546
sul ricorso 14092/2014 proposto da:
LA TECA ANTIQUARIATO E GIOIELLI SRL;
avverso la sentenza n. 203/39/2013 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DI ROMA SEZIONE DISTACCATA di LATINA del 20/02/2013,
La CTR di Roma ha respinto l’appello dell’Agenzia – appello proposto contro la sentenza n. 126/05/2009 della CTP di Latina che aveva già accolto il ricorso della parte contribuente “La Teca Antiquariato e Gioielli srl” – ed ha così annullato cartella di pagamento e l’intimazione di pagamento notificate dal concessionario per la riscossione dei tributi dovuti in conseguenza della decadenza dai benefici di cui alla sanatoria fiscale della L. n. 289 del 2002, ex art. 12, per omesso versamento della seconda delle rate dovute.
La predetta CTR ha motivato la decisione ritenendo che, nulla prevedendo espressamente l’art. 12 circa le conseguenze del mancato pagamento nei termini previsti dalla norma, “non possa non tenersi nella dovuta considerazione la volontà espressa dalla contribuente, di voler aderire alla sanatoria, fermo restando che la residua somma (ancora eventualmente dovuta) con gli interessi di legge debba essere senz’altro corrisposta dalla contribuente”.
Infatti, con il motivo di impugnazione (rubricato come: “Violazione della L. n. 289 del 2002, art. 12 – art. 360, n. 3”) la ricorrente si duole in sostanza che il giudice di appello abbia ritenuto sufficiente il pagamento della sola prima rata dell’importo dovuto per la definizione agevolata, con conseguente inefficacia del provvedimento di revoca (o diniego di efficacia) dell’istanza di definizione dei pagamenti ritardati o omessi.
Infatti, con indirizzo condivisibile e qui puntualmente applicabile per l’identità di fattispecie, questa Corte ha già avuto modo di evidenziare che: “In tema di condono fiscale, della L. n. 289 del 2002, art. 12, applicabile esclusivamente con riferimento a cartelle esattoriali relative ad IRPEF ed ILOR, nel disciplinare una speciale procedura per la definizione dei carichi inclusi in ruoli emessi da uffici statali e affidati ai concessionari del servizio nazionale della riscossione fino al 31 dicembre 2000, mediante il pagamento del 25% dell’importo iscritto a ruolo, oltre alle spese eventualmente sostenute dal concessionario, non prevede alcuna attestazione di regolarità del condono e del pagamento integrale dell’importo dovuto, gravando integralmente sul contribuente l’onere di provare la corrispondenza tra quanto versato e il ruolo oggetto della controversia. Ne consegue che tale forma di sanatoria costituisce una forma di condono clemenziale e non premiale come, invece deve ritenersi per le fattispecie regolate della L. n. 289 del 2002, artt. 7, 8, 9, 15 e 16, le quali attribuiscono al contribuente il diritto potestativo di chiedere un accertamento straordinario, da effettuarsi con regole peculiari rispetto a quello ordinario, con la conseguenza che, nell’ipotesi di cui al citato art. 12, non si determina alcuna incertezza in ordine alla determinazione del “quantum”, esattamente indicato nell’importo normativamente indicato da versarsi da parte del contribuente per definire favorevolmente la lite fiscale.
L’efficacia della sanatoria, è, pertanto condizionata all’integrale pagamento dell’importo dovuto, mentre l’omesso o anche soltanto il ritardato versamento delle rate successive alla prima regolarmente pagata, escludono il verificarsi della definizione della lite pendente” (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 20746 del 06/10/2010).
Non resta che concludere che la sentenza di appello, che non si è conformata ai predetti principi, merita senz’altro la cassazione, sicchè poi la Corte potrà restituire la lite al giudice del merito onde quest’ultimo valuti se residuano in controversia questioni ulteriori rispetto a quella che è stata accolta dalla sentenza impugnata e che ha costituito la ragione della cassazione.
La Corte accoglie il ricorso. Cassa la decisione impugnata e rinvia alla CTR Lazio che, in diversa composizione, provvederà anche sulle spese di lite del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 12
 art. 12
 art. 360
 art. 12
 art. 12
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza