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Timestamp: 2020-06-07 10:58:58+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23285 del 05/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23285 del 05/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/10/2017, (ud. 19/07/2017, dep.05/10/2017), n. 23285
sul ricorso 19595/2016 proposto da:
EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE S.P.A., (C.F. (OMISSIS)), in persona
ROMA, VIA DELLA PINETA SACCHETTI, n. 482, presso lo studio
dell’avvocato EMANUELA VERGINE, rappresentata e difesa dall’avvocato
MARIA ROSARIA SAVOIA;
Avv. R.M., quale Curatore dell’eredità del Sig.
avverso la sentenza n. 1765/22/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
30/07/2015;
che Equitalia Servizi di Riscossione S.p.a propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia, che aveva parzialmente accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Lecce. Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto il ricorso di G.C. avverso una cartella di pagamento, avente ad oggetto IRPEF, Irap, Iva e interessi, per l’anno 2004;
che, nella decisione impugnata, la CTR – per quel che qui interessa – affermava la legittimità della cartella, ad eccezione della parte riguardante gli interessi, giacchè di essi non sarebbero state specificate le modalità di calcolo.
che, il ricorso è affidato ad un motivo, col quale Equitalia S.p.a. assume la nullità della sentenza per vizio di ultrapetizione, con violazione dell’art. 112 c.p.c. e della L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 165, lamentando che la relativa domanda non era stata formulata dal contribuente e che le modalità di calcolo degli interessi sarebbero stabilite ex lege;
che il G. non ha resistito, mentre si è costituita l’Agenzia delle Entrate, aderendo al ricorso principale e svolgendo un motivo di appello incidentale per denunciare la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 20, 25 e 30 e D.M. n. 321 del 1999, art. 6, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3: la CTR non avrebbe considerato che il contenuto della cartella è normativamente predeterminato, sicchè ove l’agente nel compilare la cartella rispetti la previsione di legge, riportando il contenuto della norma e si attenga al modello ministeriale, la cartella avrebbe dovuto reputarsi correttamente compilata sotto il profilo contenutistico e motivazionale. Il D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, non farebbe rientrare nel contenuto necessario della cartella l’indicazione del saggio di interessi applicato e del relativo tasso, essendo esso normativamente stabilito;
che, inoltre, la sentenza avrebbe omesso di specificare se gli interessi, in tesi non dovuti, fossero quelli relativi ai tardivi o omessi pagamenti delle imposte oppure quelli relativi agli interessi di mora;
che la Corte deve dare atto che, nelle more della discussione, la ricorrente Equitalia ha dichiarato che, essendo intervenuto uno sgravio totale della cartella di pagamento oggetto di impugnativa, era venuto meno l’interesse alla prosecuzione del giudizio;
che, in tema di impugnazioni, la ratio del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1,comma 17, che pone a carico del ricorrente rimasto soccombente l’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, va individuata nella finalità di scoraggiare le impugnazioni dilatorie o pretestuose, sicchè tale meccanismo sanzionatorio si applica per l’inammissibilità originaria del gravame ma non per quella sopravvenuta (Sez. 6-2, n. 13636 del 02/07/2015).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 6
 art. 25
 sentenza 
 art. 13
 art. 1