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Timestamp: 2020-08-09 17:50:27+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11775 del 08/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11775 del 08/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 08/06/2016, (ud. 27/04/2016, dep. 08/06/2016), n.11775
D.M.B., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE GIULIO
CESARE 14, presso lo studio dell’avvocato SIPALA ALDO,
rappresentato e difeso dall’avvocato SCHIAVI ALDO, giusta delega a
margine del ricorso di appello;
avverso la sentenza n. 5280/40/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE SEZIONE DISTACCATA di LATINA del 19/06/2014, depositata il
21/08/2014;
27/04/2016 dal Consigliere Dott. CONTI ROBERTO GIOVANNI.
L’Agenzia delle Entrate ricorre contro D.M.B. per la cassazione della sentenza con cui la CTR del Lazio, confermando la sentenza di primo grado, ha accolto la domanda di rimborso IRPEF avanzata dal contribuente con riferimento alle ritenute effettuate dal suo datore di lavoro sulle somme corrisposte quale incentivo alle dimissioni; domanda basata sul contrasto – accertato con la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 21.7.05, in causa C-207/04 – tra la Direttiva comunitaria 76/207 CE e la disposizione dettata dall’art. 19, comma 4 bis, T.U.I.R..
Secondo la Commissione Tributaria Regionale la domanda di rimborso era stata correttamente ritenuta tempestiva dal giudice di primo grado, decorrendo il termine di decadenza dalla pubblicazione della decisione della Corte di Giustizia Vergani.
Con l’unico motivo proposto la difesa erariale censura la sentenza gravata denunciando la violazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38 e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21 in cui la Commissione Tributaria Regionale sarebbe incorsa ancorando la decorrenza del termine decadenziale previsto da tale disposizione non alla data del versamento indebito ma a quella della sentenza della Corte di Giustizia.
La parte intimata, costituitasi con controricorso, ha eccepito l’infondatezza della censura.
Il ricorso è manifestamente fondato. La questione di diritto proposta dalla presente causa dall’Agenzia ricorrente è stata risolta dalle Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza n. 13676/14. Si è in tale occasione affermato il principio che, nel caso in cui un’imposta venga dichiarata incompatibile con il diritto comunitario da una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea, il termine di decadenza previsto dalla normativa tributaria (per le imposte sui redditi, D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38) per l’esercizio del diritto al rimborso, attraverso la presentazione di apposita istanza, decorre dalla data del versamento dell’imposta e non da quella, successiva, in cui è intervenuta la pronuncia che ha sancito la contrarietà della stessa all’ordinamento comunitario.
Il discorso non sembra potere mutare sotto il profilo della tutela dell’affidamento, dovendosi ancora una volta richiamare l’affermazione, espressa dalle Sezioni Unite nel precedente già ricordato, a cui tenore allorchè un’imposta sia stata pagata sulla base di una norma successivamente dichiarata in contrasto con il diritto dell’Unione europea, i principi elaborati dalla giurisprudenza di legittimità in tema di “overruling” non sono invocabili per giustificare la decorrenza del termine decadenziale del diritto al rimborso dalla data della pronuncia della Corte di giustizia, piuttosto che da quella in cui venne effettuato il versamento o fu operata la ritenuta, termine fissato per le imposte sui redditi dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 38, dovendosi ritenere prevalente una esigenza di certezza delle situazioni giuridiche – tanto più cogente nella materia delle entrate tributarie – che resterebbe vulnerata attesa la sostanziale protrazione a tempo indeterminato dei relativi rapporti.
Alla stregua di tali principi, si propone al Collegio che il ricorso sia accolto e la sentenza gravata cassata con rinvio ad altra sezione della CTR del Lazio anche per la verifica dell’epoca dell’istanza di rimborso rispetto alle somme percette dalla parte contribuente nonchè per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR della Toscana anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 27 aprile 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 38
 art. 21
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 art. 38
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