Source: http://www.avvocato-penalista-bologna.it/news/avvocato-penalista-bologna/avvocato-penale-bologna-reati-contro-patrimonio-estorsione/
Timestamp: 2017-11-20 00:17:57+00:00

Document:
TITOLO XIII Dei delitti contro il patrimonio
Capo I Dei delitti contro il patrimonio mediante violenza alle cose o alle persone
Art. 624. Furto.
Art. 624-bis. Furto in abitazione e furto con strappo.
Art. 625. Circostanze aggravanti.
Art. 625-bis. Circostanze attenuanti.
Art. 626. Furti punibili a querela dell’offeso.
Sottrazione di cose comuni (1)
(1) Articolo abrogato dall’art. 1, comma 1, lett. d), D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 7; vedi, anche, l’art. 4, comma 1, lett. b) del medesimo D.Lgs. 7/2016.
Art. 628. Rapina.
Art. 629. Estorsione.
La pena è della reclusione da sei a venti anni e della multa da euro 5.000 a euro 15.000 (2) se concorre taluna delle circostanze indicate nell’ultimo capoverso dell’articolo precedente.
La differenza tra il delitto di estorsione e quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni consiste nell’elemento soggettivo che per il primo caso si concreta nel fine di conseguirne un profitto, sapendo di non averne alcun diritto, mentre per il secondo si ha la ragionevole opinione, anche se eventualmente errata, della sussistenza di esso. (Cassazione Penale, sezione II, sentenza 9 marzo 1978 – 9 novembre 1978, n. 13617).
In tema di delitto di estorsione, l’elemento dell’ingiusto profitto si individua in qualsiasi vantaggio, non solo di tipo economico, che l’autore intenda conseguire, e che non si collega ad un diritto o è perseguito con uno strumento antigiuridico, o ancora con uno strumento legale ma avente uno scopo tipico diverso. (Fattispecie in cui la Suprema Corte ha annullato la decisione di merito, che aveva ritenuto la non ingiustizia del profitto perché le violenze e le minacce erano state esercitate in danno della persona offesa, amministratore di una società di capitali, per l’adempimento di un’obbligazione assunta dalla società). (Cassazione penale, sezione II, sentenza 4 settembre 2006, n. 29563)
6 Integra il delitto di estorsione il fatto di colui che costringe taluno, con minacce dirette a lui e alla sua famiglia, ad acquistare un quantitativo di stupefacente superiore a quello richiesto. (Cassazione penale, sezione VI, 1 febbraio 2007, n. 4137)
7 Il concorso nel reato di estorsione sussiste anche quando il contributo causale del correo sia limitato alla fase finale della riscossione dei proventi, in quanto nella fattispecie plurisoggettiva l’attività antigiuridica di ciascuno, ponendosi inscindibilmente con quella di altri correi, confluisce in un’azione delittuosa che va considerata unica e produce l’effetto di far ritenere giuridicamente attribuibile a ciascuno dei concorrenti il risultato finale dell’evento cagionato. (Cassazione Penale, sezione I, sentenza 15 dicembre 2006, n. 41177)
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Questo articolo è stato pubblicato in Avvocato Penalista Bologna il 14 novembre 2016 da Armaroli.
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Art. 624

Art. 625

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Art. 626

Art. 628

Art. 629
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