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Timestamp: 2018-04-27 09:16:27+00:00

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1 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO G. PASCOLI Via degli Anemoni CICCIANO (NA) - Tel / Fax 081/ Sito web: IL CONSIGLIO D ISTITUTO REGOLAMENTO D ISTITUTO VISTO l art.10, comma 3, lettera a del T.U. 16/04/94, n.297; VISTI gli artt.8 e 9 del DPR 8/03/99, n.275; VISTO il D.I. 01/02/2001, n.44; VALUTATA l opportunità di adottare un nuovo regolamento d istituto, che va a sostituire integralmente quello attualmente in vigore, ritenuto non più in linea e coerente con i principi che connotano l autonomia di cui sono state dotate le istituzioni scolastiche a decorrere dall 1/09/2000; Il Seguente Regolamento: EMANA CAPO I ORGANI COLLEGIALI Art.1 Convocazione L iniziativa della convocazione di un Organo Collegiale è esercitata dal Presidente dell Organo Collegiale stesso o da un terzo dei suoi componenti, nonché dalla Giunta Esecutiva. L atto di convocazione, emanato dal Presidente, è disposto con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data prevista per la seduta e con anticipo di almeno 24 ore nel caso di riunioni d urgenza. In tale ultimo caso la convocazione potrà essere fatta col mezzo rapido. La convocazione deve indicare gli argomenti da trattare, il giorno, l ora, il luogo della riunione e deve essere affissa all albo. Le riunioni devono avvenire in ore non coincidenti con l orario delle lezioni. Art. 2 Validità sedute La seduta si apre all ora indicata nell avviso di convocazione e diventa valida a tutti gli effetti con la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica. Nel numero dei componenti in carica non vanno computati i membri decaduti dalla carica e non ancora sostituiti. Il numero legale deve sussistere non solo al principio della seduta, ma anche al momento della votazione. Se un componente si deve assentare prima della votazione può delegare un altro componente in sua vece. 1
2 Art. 3 Discussione ordine del giorno Il Presidente individua tra i membri dell Organo Collegiale il segretario della seduta. E compito del Presidente porre in discussione tutti gli argomenti all OdG nella successione in cui compaiono nell avviso di convocazione. Gli argomenti indicati nell odg sono tassativi. Se l Organo Collegiale è presente nella maggioranza dei suoi componenti, si possono aggiungere altri argomenti con il voto favorevole di tutti i presenti. L ordine di trattazione degli argomenti può essere modificato su proposta di un componente l Organo Collegiale, previa approvazione a maggioranza. In caso di aggiornamento della seduta dovrà essere mantenuto lo stesso odg. Art.4 Mozione d ordine Prima della discussione di un argomento all odg, ogni membro presente alla seduta può presentare una mozione d ordine per il non svolgimento della predetta discussione (questione pregiudiziale) oppure perché la discussione dell argomento stesso sia rinviata (questione sospensiva). La questione sospensiva può essere posta anche durante la discussione. Sulla mozione d ordine possono parlare un membro a favore ed uno contro. Sull accoglimento della mozione si pronuncia l Organo Collegiale a maggioranza con votazione palese. L accoglimento della mozione d ordine determina la sospensione immediata della discussione all OdG al quale si riferisce. Art. 5 Diritto di intervento Tutti i membri dell Organo Collegiale, avuta la parola dal Presidente, hanno diritto di intervenire, secondo l ordine di iscrizione e per il tempo strettamente necessario, sugli argomenti in discussione. Il Presidente ha la facoltà di replicare agli oratori, quando sia posto in discussione il suo operato quale Presidente e quando si contravvenga alle norme del presente Regolamento. Art. 6 Dichiarazione di voto Dopo che il Presidente ha dichiarato chiusa la discussione, possono aver luogo le dichiarazioni di voto, con le quali i votanti possono, brevemente, esporre i motivi per i quali voteranno a favore o contro il deliberando o i motivi per i quali si asterranno dal voto. La dichiarazione di voto deve essere riportata nel verbale della seduta. Le votazioni sono indette dal Presidente ed al momento delle stesse nessuno può più avere la parola, neppure per proporre mozioni d ordine. Art.7 Votazioni Le votazioni si effettuano in modo palese per alzata di mano. La votazione è segreta quando riguarda determinate persone e avviene mediante il sistema delle schede segrete. I consiglieri che dichiarano di astenersi dal votare si computano nel numero necessario a rendere legale l adunanza, ma non nel numero dei votanti. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi salvo per argomenti già presi in esame dagli altri OO.CC. In caso di parità, ma solo per le votazioni palesi, prevale il voto del Presidente. La votazione, una volta chiusa, non può essere riaperta per il sopraggiungere di altri membri e non può nemmeno essere ripetuta, a meno che non si riscontri che il numero dei voti espressi è diverso da quello dei votanti. 2
3 Art. 8 Processo verbale Nella prima parte del verbale si dà conto della legalità dell adunanza ( data, ora, luogo della riunione, chi presiede, chi svolge la funzione di segretario, l avvenuta verifica del numero legale dei presenti, i nomi con relativa qualifica dei presenti e degli assenti, questi ultimi se giustificati o no, l odg.). Per ogni punto all Odg si indicano molto sinteticamente le considerazioni emerse durante il dibattito, quindi si dà conto dell esito della votazione ( numero dei presenti, numero dei votanti, numero dei voti favorevoli, contrari, astenuti, nulli). Nel verbale sono annotate anche le eventuali dichiarazioni di voto ed il tipo di votazione seguito. Un membro dell Organo Collegiale può richiedere che a verbale risulti il parere espresso da ogni singolo membro sulla materia in oggetto della deliberazione. I membri dell Organo Collegiale hanno facoltà di produrre il testo di una loro dichiarazione da trascrivere a cura del segretario del verbale. I verbali delle sedute degli Organi Collegiali sono raccolti su appositi registri a pagine numerate. timbrate e firmate dal Dirigente Scolastico per vidimazione. I verbali sono numerati progressivamente nell ambito del rinnovo del Consiglio d Istituto. I verbali delle sedute degli Organi Collegiali possono: essere redatti direttamente sul registro; se prodotti con programmi informatici, essere incollati sulle pagine del registro e quindi timbrati e vidimati da segretario e Presidente. Copia del processo verbale viene inviata ad ogni singolo membro dell Organo Collegiale con la convocazione della seduta successiva. Il processo verbale viene approvato prima dell' inizio della seduta. Art. 9 Decadenza I membri dell Organo Collegiale sono dichiarati decaduti quando perdono i requisiti richiesti per l eleggibilità o non intervengono per tre sedute successive senza giustificati motivi. Spetta all Organo Collegiale vagliare le giustificazioni addotte dagli interessati. Art. 10 Surroga di membri cessati Per la sostituzione dei membri elettivi venuti a cessare per qualsiasi causa si procede secondo il disposto dell art. 22 del D.P.R. 416/74. Le eventuali elezioni suppletive si effettueranno, di norma, nello stesso giorno in cui si tengono quelle per il rinnovo degli organi di durata annuale e, comunque, entro il primo trimestre di ogni anno scolastico. I membri subentranti cessano anch essi dalla carica allo scadere del periodo di durata del Consiglio. Art. 11 Dimissioni I componenti eletti dell Organo Collegiale possono dimettersi in qualsiasi momento. le dimissioni sono date per iscritto. E ammessa la forma orale solo quando le dimissioni vengono date dinanzi all Organo Collegiale. In prima istanza, l Organo Collegiale può invitare il dimissionario a recedere dal suo proposito. L Organo Collegiale prende atto delle dimissioni. Una volta che l organo Collegiale abbia preso atto delle dimissioni, queste divengono definitive e irrevocabili. Il membro dimissionario, fino al momento della presa d atto delle dimissioni, fa parte a pieno titolo dell Organo Collegiale e, quindi, va computato nel numero dei componenti l Organo Collegiale medesimo. 3
4 Art. 12 Norme di funzionamento del Consiglio dell Istituzione Scolastica 1. La prima convocazione del C.I.S., immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri risultati eletti, è disposta dal Dirigente Scolastico. 2. Nella prima seduta, il C.I.S. è presieduto dal Dirigente Scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente. L elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori membri del C.I.S. E considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei componenti del C.I.S. 3. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, Il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano presenti la metà più uno dei componenti in carica. In caso di parità si ripete la votazione finché non si determini una maggioranza relativa (D.M. 26 luglio 1983). 4. Il C.I.S. può deliberare di eleggere anche un vice presidente, da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio stesso con le stesse modalità previste per l elezione del Presidente. In caso di impedimento o di assenza del Presidente ne assume le funzioni il vice presidente o, in mancanza anche di questi, il consigliere più anziano di età. 5. Il C.I.S. è convocato dal Presidente. 6. Il Presidente del C.I.S. è tenuto a disporre la convocazione del Consiglio su richiesta del Presidente della Giunta Esecutiva. 7. L ordine del giorno è formulato dal Presidente del C.I.S. su proposta del Presidente della Giunta esecutiva. 8. A conclusione di ogni seduta del C.I.S., singoli consiglieri possono indicare argomenti da inserire nell ordine del giorno della riunione successiva. 9. Il C.I.S. può invitare esperti con funzione consultiva a partecipare ai propri lavori; può inoltre costituire commissioni, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività. 10. Delle commissioni nominate dal C.I.S. possono far parte i membri del Consiglio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola. 11. Le commissioni svolgono la propria attività secondo le direttive e le modalità stabilite dall Organo stesso. Ad esso sono tenute a riferire, per il tramite del loro coordinatore, in merito al lavoro svolto e alle conclusioni cui sono pervenute, nel termine di tempo fissato preventivamente. Delle sedute di commissione viene redatto sintetico processo verbale conclusivo dei lavori. 12. Le sedute del C.I.S., ad eccezione di quelle nelle quali si discutono argomenti riguardanti singole persone, sono pubbliche. Possono assistere, compatibilmente con l idoneità del locale ove si svolgono, gli elettori delle componenti rappresentate e tutti gli altri previsti per legge. 13. Ove il comportamento del pubblico, che comunque non ha diritto alla parola, non sia corretto il Presidente ha il potere di disporre la sospensione della seduta e la sua prosecuzione in forma non pubblica. 14. La pubblicità degli atti del C.I.S. avviene mediante affissione in apposito albo dell istituto, della copia integrale, sottoscritta dal segretario del Consiglio, del testo delle deliberazioni adottate dal Consiglio. 15. L affissione all albo avviene entro il termine di otto giorni dalla relativa seduta del Consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo non inferiore a dieci giorni. 16. I verbali e tutti gli atti preparatori delle sedute sono depositati nell ufficio di segreteria dell istituto e sono consultabili da chiunque ne abbia titolo su richiesta da esaudire entro due giorni dalla presentazione. Tale richiesta, indirizzata al Dirigente Scolastico, è orale per i docenti, personale A.T.A. e genitori; è invece scritta e motivata in tutti gli altri casi. 17. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernente singole persone, salvo contraria richiesta dell interessato. 18. I consiglieri presenti alla seduta sono tenuti a mantenere la riservatezza sullo svolgimento del dibattito. 19. Il consigliere assente per tre volte consecutive sarà invitato dalla Presidenza a presentare per iscritto le giustificazioni dell assenza. Ove risultasse assente alla successiva seduta, sarà 4
5 dichiarato decaduto dal C.I.S., con votazione a maggioranza relativa. Le giustificazioni presentate saranno esaminate dal Consiglio: ove le assenze sono ritenute ingiustificate dalla maggioranza assoluta del Consiglio, il consigliere decade dalla carica. Ogni consigliere giustifica le sue assenze attraverso la segreteria della scuola, al Presidente del C.I.S. Art. 13 Norme di funzionamento della Giunta Esecutiva del Consiglio dell Istituzione Scolastica 1. Il C.I.S. nella prima seduta, dopo l elezione del Presidente, che assume immediatamente le sue funzioni, elegge nel suo seno una Giunta Esecutiva composta da un docente, un componente degli A.T.A., un genitore, secondo modalità stabilite dal Consiglio stesso. 2. Della Giunta Esecutiva fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza dell istituto, ed il D.G.S.A., che svolge anche la funzione di segretario della Giunta stessa. 3. La Giunta esecutiva prepara i lavori del C.I.S., predisponendo tutto il materiale necessario ad una corretta informazione dei consiglieri almeno due giorni prima della seduta del Consiglio. Art. 14 Norme di funzionamento del Collegio dei Docenti 1. Il C.D. si insedia all inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano Annuale delle riunioni concordato e approvato prima dell inizio delle lezioni. 2. Le riunioni sono convocate dal Dirigente Scolastico in seduta ordinaria secondo calendario, in seduta straordinaria ogni qual volta il Dirigente Scolastico ne ravvisi la necessità o quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta. 3. Il C.D., al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o studio. Delle commissioni, nominate dal C.D. possono far parte i membri del Collegio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche e d eventuali esperti qualificati esterni alla scuola. Le commissioni eleggono un coordinatore. Le commissioni possono avanzare proposte relativamente all oggetto per il quale sono state nominate. Art. 15 Norme di funzionamento del Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti 1. Il Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti è convocato dal D.S.: a- alla conclusione dell anno prescritto, agli effetti della valutazione del periodo di prova degli insegnanti, ai sensi degli artt. 438, 439 e 440 del D.L.vo n.297/94; b- ogni qual volta se ne presenti la necessità. Art. 16 Norme di funzionamento dei Consigli di Classe, Interclasse, Intersezione 1. Il Consiglio di Classe, Interclasse, Intersezione è presieduto dal Dirigente Scolastico o da un docente, suo delegato, membro del Consiglio, ed è convocato, a seconda delle materie sulle quali deve deliberare, con la presenza di tutte le componenti ovvero con la sola presenza dei docenti. 2. Il Consiglio di Classe, Inter classe, Intersezione si insedia all inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano delle riunioni concordato e approvato prima dell inizio delle lezioni. 5
6 CAPO II DOCENTI Art. 17 Indicazioni sui doveri dei docenti 1. I docenti che accolgono gli alunni devono trovarsi in classe almeno cinque minuti prima dell inizio delle lezioni. 2. Il docente della prima ora deve segnalare sul registro di classe gli alunni assenti, controllare quelli dei giorni precedenti e segnalare sul registro di classe l avvenuta o mancata giustificazione, se l assenza è superiore a cinque giorni, causata da motivi di salute, deve accertare la presenza del certificato medico. Il docente, qualora un alunno dopo tre giorni dal rientro continui ad essere sprovvisto di giustificazione, segnalerà in Presidenza il nominativo. L assenza superiore a cinque giorni non causata da motivi di salute deve essere segnalata preventivamente al docente. 3. In caso di ritardo dell alunno occorre segnalare l orario di entrata, la giustificazione o la richiesta di giustificazione ed ammetterlo in classe. 4. Un alunno può uscire anticipatamente solo se prelevato da un genitore o da persona maggiorenne da lui autorizzata e solo con permesso scritto di un genitore. Il docente è tenuto ad opporre sul registro di classe l ora in cui l alunno è uscito e la persona che è venuta a prelevarlo. 5. I docenti indicano sempre sul registro di classe i compiti assegnati e gli argomenti svolti. 6. I docenti hanno cura di non lasciare mai, per nessun motivo, gli alunni da soli. 7. Durante le ore di lezione non è consentito fare uscire dalla classe più di un alunno per volta, fatta eccezione per i casi seriamente motivati. 8. Se un docente deve per pochi minuti allontanarsi dalla propria classe occorre che avvisi un collaboratore scolastico o un collega affinché vigili sulla classe. 9. Al termine delle lezioni i docenti accertano che i locali utilizzati vengano lasciati in ordine e i materiali siano riposti negli appositi spazi. 10. Gli insegnanti accompagnano la classe in fila all uscita. 11. I docenti devono prendere visione dei piani di evacuazione dei locali della scuola e devono sensibilizzare gli alunni sulle tematiche della sicurezza. 12. E assolutamente vietato, per qualunque attività, l utilizzo di sostanze che possano rivelarsi tossiche o dannose per gli alunni quali: colle non dichiaratamente atossiche, vernici, vernidas, solventi, etc Prima di proporre agli alunni attività che richiedono l uso di sostanze particolari o alimenti (pasta, farina, legumi, etc ) verificare tramite comunicazione scritta che non vi siano casi di allergie specifiche o intolleranze ai prodotti. 13. E assolutamente vietato ostruire con mobili, arredi, anche solo temporaneamente, le vie di fuga e le uscite di sicurezza. 14. Non è consentito, per ragioni di sicurezza, sistemare mobili bassi accanto a vetrate e finestre, sia in aula che in qualunque altra zona dell edificio scolastico accessibile agli alunni. 15. I docenti, ove accertino situazioni di pericolo, devono prontamente comunicarlo in Presidenza. 16. Eventuali danni riscontrati devono essere segnalati in Presidenza, I danni riscontrati vengono risarciti dal responsabile. Qualora questi non venga individuato, gli insegnati della o delle classi interessate ne discuteranno in C.d.C. con i genitori e il risarcimento sarà effettuato in modo collettivo. 17. I docenti hanno facoltà di richiedere colloqui e/o approfondimenti telefonici con le famiglie nell ottica di un rapporto scuola/ famiglia più trasparente e fattivo. 18. Ogni docente deve prendere visione delle circolari e degli avvisi. Tutte le circolari e gli avvisi affissi all albo della scuola o inseriti nell apposito registro si intendono regolarmente notificati. 19. I docenti non possono utilizzare i telefonini cellulari durante l orario di lavoro. 20. I docenti che utilizzano i telefoni della scuola per motivi personali devono annotare la telefonata sull apposito registro e pagarla. In caso di motivo d ufficio, la telefonata va annotata sull apposito registro, indicando il destinatario, il nome della persona che effettua la telefonata e la durata. 6
7 21. I docenti devono avvisare le famiglie circa le attività didattiche diverse dalle curricolari, che saranno svolte, tramite diario o comunicazione scritta. 22. Il ricorso alla Presidenza per problemi di ordine disciplinare va contenuto al massimo in quanto se da un lato ostacola il complesso e difficile lavoro della presidenza, dall altro provoca nell alunno la convinzione di una certa impotenza educativa da parte dei docenti che, in certe occasioni, può costituire una ragione di rinforzo di condotte errate in situazioni di difficoltà. 23. I registri devono essere debitamente compilati in ogni loro parte e rimanere nel cassetto personale a disposizione della presidenza. 24. Gli insegnanti presenti alla mensa abitueranno gli alunni ad una adeguata igiene personale (lavarsi le mani.) e, durante il pranzo, controlleranno gli stessi e li educheranno ad un corretto comportamento. CAPO III PERSONALE AMMINISTRATIVO Art. 18 Doveri del personale amministrativo 1. Il ruolo del personale amministrativo è indispensabile anche come supporto all azione didattica e la valorizzazione delle loro competenze è decisiva per l efficienza e l efficacia del servizio e per il conseguimento delle finalità educative. 2. Cura i rapporti con l utenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alla documentazione amministrativa prevista dalla legge. 3. Collabora con i docenti. 4. La qualità del rapporto con il pubblico e col personale è di fondamentale importanza, in quanto esso contribuisce a creare il clima educativo della scuola e a favorire il processo comunicativo tra le diverse componenti che dentro o attorno alla scuola si muovono. 5. Il personale amministrativo è tenuto al rispetto dell orario di servizio. Della presenza in servizio fa fede la firma nel registro del personale. 6. Il personale amministrativo indossa, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l intero orario di lavoro. CAPO IV COLLABORATORI SCOLASTICI Art. 19 Norme di comportamento e doveri dei collaboratori scolastici 1. I collaboratori scolastici sono tenuti a prestare servizio, salvo diverse disposizioni, nella zona di competenza secondo le mansioni a loro assegnate. Della presenza in servizio farà fede la firma sul registro del personale. 2. In ogni turno di lavoro i collaboratori scolastici devono accertare l efficienza dei dispositivi di sicurezza, individuali e collettivi, e la possibilità di utilizzarli con facilità. 3. I collaboratori scolastici: indossano, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l intero orario di lavoro; devono essere sull ingresso e sull uscita degli alunni; sono facilmente reperibili da parte degli insegnanti, per qualsiasi evenienza; collaborano al complessivo funzionamento didattico e formativo; comunicano immediatamente con il Dirigente Scolastico o ai suoi Collaboratori l eventuale assenza dell insegnante dall aula, per evitare che la classe resti incustodita; predispongono gli elenchi dei partecipanti al servizio mensa; favoriscono l integrazione degli alunni disabili; vigilano sulla sicurezza e sulla incolumità degli alunni, in particolare negli spostamenti e nelle uscite per recarsi ai servizi o in altri locali; 7
8 possono svolgere, su accertata disponibilità, funzione di accompagnatore durante i viaggi e le visite di istruzione; riaccompagnano nelle loro classi gli alunni che, senza seri motivi, sostano nei corridoi; sorvegliano gli alunni in caso di uscita dalle classi, di ritardo, assenza o allontanamento momentaneo dell insegnante; sono sempre tolleranti e disponibili con gli alunni, non dimenticando mai che la funzione della scuola è quella di educare; evitano di parlare ad alta voce; tengono i sevizi igienici sempre decorosi, puliti e accessibili; provvedono, al termine delle lezioni, alla quotidiana pulizia con acqua e detersivi disinfettanti dei servizi e degli spazi di pertinenza, nonché delle suppellettili delle aule affidate; non si allontanano dal posto di servizio, tranne che per motivi autorizzati dal Direttore S.G.A. o dal Dirigente Scolastico; invitano tutte le persone estranee che non siano espressamente autorizzate dal Dirigente Scolastico ad uscire dalla scuola. A tal proposito si terranno informati sull orario di ricevimento dei genitori, collocati sempre in ore libere da insegnamento; prendono visione del calendario delle riunioni dei consigli di classe, dei collegi dei docenti o dei consigli di istituto, tenendosi aggiornati circa l effettuazione del necessario servizio; sorvegliano l uscita dalle classi e dai cancelli esterni, prima di dare inizio alle pulizie; 4. Ove accertino situazioni di disagio, di disorganizzazione o pericolo, devono prontamente comunicarlo in Segreteria. Segnalano, sempre in segreteria, l eventuale rottura di suppellettili, sedie o banchi prima di procedere alla sostituzione. 5. Accolgono il genitore dell alunno minorenne, che vuol richiedere l autorizzazione all uscita anticipata. Il permesso di uscita sarà firmato dal docente di classe che provvederà anche all annotazione sul registro; dopodiché l alunno potrà uscire dalla scuola. 6. Al termine del servizio tutti i collaboratori scolastici, di qualunque turno e a qualsiasi spazio addetti dovranno controllare, dopo aver fatto le pulizie, quanto segue: che tutte le luci siano spente; che tutti i rubinetti dei servizi igienici siano chiusi; che siano chiuse le porte delle aule, le finestre delle aule e della scuola; che vengano chiuse le porte e i cancelli della scuola; gli ausiliari addetti agli uffici controlleranno che siano chiuse tutte le finestre e spente le luci: 7. Devono apporre la propria firma, per presa visione, sulle circolari e sugli avvisi; in ogni caso tutte le circolari e gli avvisi all albo della scuola o inseriti nel registro degli avvisi della scuola si intendono regolarmente notificati al personale tutto. 8. E fatto obbligo ai collaboratori scolastici prendere visione delle mappe di sfollamento dei locali e di controllare quotidianamente la praticabilità ed efficienza delle vie di esodo. CAPO V ALUNNI Art. 20 Norme di comportamento 1. Gli alunni sono tenuti ad avere nei confronti del Dirigente Scolastico, di tutto il personale e dei compagni, lo stesso rispetto, anche formale, consono ad una convivenza civile; 2. Gli alunni sono tenuti a frequentare regolarmente le lezioni, a favorirne lo svolgimento e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio. La presenza a scuola è obbligatoria anche per tutte le attività organizzate e programmate dal consiglio di classe. 3. Gli alunni entrano alle ore 08,10; la scuola non si assume alcuna responsabilità circa la vigilanza prima del loro ingresso. 8
9 4. Il personale autorizzato accoglierà alle ore gli alunni che debbono entrare a scuola con anticipo per impegni di lavoro dei genitori. Gli impegni di lavoro dei genitori devono essere documentati. 5. I ritardi verranno annotati sul registro di classe e devono essere giustificati dai genitori il giorno successivo tramite il libretto. 6. Gli alunni devono portare quotidianamente il diario scolastico che è il mezzo di comunicazione costante tra scuola e famiglia. 7. Le assenze devono essere giustificate dai genitori tramite l apposito libretto e devono essere presentate al rientro in classe, all inizio della prima ora di lezione all insegnante che provvederà a controfirmare e a prendere nota sul registro. L alunno che non giustifichi la sua assenza entro tre giorni dovrà essere accompagnato da uno dei genitori. Se l assenza dovuta a malattia supera i cinque giorni occorre presentare una certificazione medica. 8. Non è consentito agli alunni di uscire dall edificio prima del termine delle lezioni. In caso di necessità i genitori dovranno venire a prelevare personalmente lo studente (o delegare per iscritto un altra persona maggiorenne che dovrà essere munita di documento di riconoscimento). 9. Al cambio dell insegnante, negli spostamenti da un aula all altra, all ingresso e all uscita, gli alunni devono tenere un comportamento corretto ed educato. Non è permesso correre, uscire dalla classe senza autorizzazione, gridare nei corridoi e nelle aule, ecc 10. Gli alunni possono recarsi in biblioteca, in palestra, nei laboratori, nell aula di informatica solo sotto il controllo di un insegnante che se ne assuma la responsabilità. 11. Durante gli intervalli sia nella scuola che nel cortile sono da evitare tutti i giochi che possono diventare pericolosi (ad es. spingersi, salire e scendere le scale, ecc.) gli alunni dovranno seguire le indicazioni degli insegnanti e dei collaboratori scolastici. 12. I servizi vanno utilizzati in modo corretto e devono essere rispettate le più elementari norme di igiene e pulizia. 13. Saranno puniti con severità tutti gli episodi di violenza che dovessero verificarsi tra gli alunni sia all interno della scuola che negli spazi antistanti la scuola. Tutti devono poter frequentare la scuola con serenità senza dover subire le prepotenze di altri. 14. Nelle aule e nel cortile ci sono appositi contenitori per la raccolta dei rifiuti: è necessario utilizzarli correttamente. 15. Gli insegnanti e i collaboratori scolastici segnaleranno in Presidenza i nominativi degli alunni o le classi che non rispettano queste regole. 16. E vietato utilizzare il cellulare durante le lezioni 17. Gli alunni che, per motivi di salute, non potranno seguire le lezioni di Educazione Fisica dovranno presentare al Dirigente Scolastico la domanda di esonero firmata dal genitore e unita a certificato del medico di famiglia su modulo A.S.L. 18. Gli alunni sono tenuti a portare a scuola solo l occorrente per i compiti e le lezioni e l eventuale merenda. Non è consigliabile portare somme di denaro e oggetti di valore. La scuola, in ogni caso, non risponde comunque di eventuali furti. 19. Ogni studente è responsabile dell integrità degli arredi e del materiale didattico che la scuola gli affida: coloro che provocheranno guasti al materiale e o alle suppellettili della scuola o del Comune dovranno risarcire i danni. 20. Gli alunni sono tenuti a rispettare il lavoro e a seguire le indicazioni dei collaboratori scolastici che assicurano, con i docenti, il buon funzionamento della scuola e in alcuni momenti possono essere incaricati della sorveglianza di una classe o di un gruppo di alunni. 21. In relazione all obiettivo comportamentale, il rispetto di sé e degli altri, gli alunni sono tenuti a venire a scuola con un abbigliamento che salvaguardi il pudore. Art. 21 Diritto di trasparenza didattica 1. L alunno ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. 2. Il coordinatore del CdC si farà carico di illustrare alla classe il POF e recepirà osservazioni e suggerimenti che verranno posti all analisi e alla discussione del consiglio di classe. 9
10 3. I docenti esplicitano le metodologie didattiche che intendono seguire, le modalità di verifica e i criteri di valutazione. 4. La valutazione sarà sempre tempestiva e adeguatamente motivata nell intento di attivare negli alunni processi di autovalutazione che consentano di individuare i propri punti di forza e di debolezza e quindi migliorare il proprio rendimento. CAPO VI GENITORI Art. 22 Indicazioni 1. I genitori sono i responsabili più diretti dell educazione e dell istruzione dei propri figli e pertanto hanno il dovere di condividere con la scuola tale importante compito. 2. Sarebbe opportuno che i genitori cerchino di : trasmettere ai ragazzi che la scuola è di fondamentale importanza per costruire il loro futuro e la loro formazione culturale; stabilire rapporti corretti con gli insegnanti, collaborando a costruire un clima di reciproca fiducia e di fattivo sostegno; controllare, leggere e firmare tempestivamente le comunicazioni sul libretto personale e sul diario; partecipare con regolarità alle riunioni previste; favorire la partecipazione dei figli a tutte le attività programmate dalla scuola; osservare le modalità di giustificazione delle assenze, dei ritardi e delle uscite anticipate; sostenere gli insegnanti controllando l esecuzione dei compiti a casa; educare ad un comportamento corretto durante la mensa. 3. Gli insegnanti sono disponibili ad incontri individuali, tutte le volte che la situazione lo richieda o quando venga fatta esplicita richiesta in tal senso dalla famiglia. In questo caso si concorda tramite il diario degli alunni, l ora di ricevimento. La scuola, in casi urgenti o per segnalare situazioni particolari, invierà alle famiglie degli alunni un invito di convocazione. 4. In caso di sciopero del personale la scuola avvertirà le famiglie con apposito comunicato con preavviso di almeno cinque giorni. Non sempre sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni. E possibile, quindi, che gli alunni presenti in scuola siano suddivisi in gruppi e affidati per la vigilanza ai docenti e/o ai collaboratori scolastici non scioperanti. In situazioni di emergenza verranno comunque impartite opportune disposizioni. 5. Allo scopo di mantenere vivo e proficuo l affiatamento tra le famiglie e la scuola i genitori sono invitati ad utilizzare al massimo le occasioni offerte partecipando alle assemblee di classe ed ai colloqui individuali con i docenti nelle occasioni di ricevimento. Sono gradite e possibili anche altre forme di collaborazione o proposte di riunioni suggerite dai genitori stessi. Art. 23 Diritto di Assemblea 1. I genitori degli alunni hanno diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola secondo le modalità previste dagli articoli 12 e 15 del T.U. n. 297 del 16 aprile Le assemblee si svolgono fuori dell orario delle lezioni. 3. L assemblea dei genitori può essere di classe, sezione, dell Istituzione Scolastica. Art. 24 Assemblea di classe 1- L assemblea di classe è presieduta da un genitore eletto nel Consiglio di Classe. 2- E convocata dal Presidente con preavviso di almeno cinque giorni. La convocazione può essere richiesta: a) dagli insegnanti b) da un quinto delle famiglie degli alunni della classe. 10
11 4. Il Presidente richiede per iscritto l autorizzazione a tenere l assemblea e provvede, anche tramite gli insegnanti, diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l ordine del giorno, alle famiglie. 5. L assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti. 6. Dei lavori dell assemblea viene redatto succinto verbale, a cura di uno dei docenti eventualmente presenti o da un genitore designato dal Presidente dell assemblea. 7. Copia del verbale viene inviata alla scuola. 8. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e gli insegnanti. Art.26 Assemblea dell Istituzione Scolastica 1. L assemblea è presieduta da uno dei genitori, componenti il Consiglio di Istituto o di Classe eletto dall assemblea. 2. L assemblea è convocata dal Presidente con preavviso di almeno sette giorni. 3. La convocazione dell assemblea può essere richiesta: a) da 50 genitori; b) da un quinto dei genitori eletti nei Consigli di Classe; c) dal Consiglio di Istituto; d) dal Dirigente Scolastico. 4. Il Presidente richiede per iscritto l autorizzazione a tenere l assemblea e provvede, anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l ordine del giorno, alle famiglie. 5. L assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti. Dei lavori dell assemblea viene redatto verbale a cura di uno dei partecipanti incaricato dal presidente. 6. Copia del verbale viene consegnato in Presidenza. 7. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e i docenti. Art. 27 Accesso dei genitori nei locali scolastici 1. Non è consentito per nessun motivo la permanenza dei genitori nelle aule e nei laboratori all inizio delle attività didattiche, fatte salve le esigenze di accoglienza delle classi prime ad inizio anno. 2. L ingresso dei genitori nella scuola, durante le attività didattiche, è consentito esclusivamente in caso di uscita anticipata del figlio. Gli insegnanti, pertanto, si asterranno dall intrattenersi con i genitori durante l attività didattica anche per i colloqui individuali riguardanti l alunno. 3. I genitori degli alunni possono accedere agli edifici scolastici nelle ore di ricevimento settimanale dei docenti. CAPO VII MENSA Art. 28 Norme sul servizio mensa 1. Anche l attività mensa è da intendersi come momento pienamente educativo e opportunità formativa. 2. Gli iscritti alla mensa, che per eccezionali motivi non intendono usufruire del servizio, devono giustificare l assenza - rinuncia mediante giustificazione scritta sul libretto personale. 11
12 CAPO VIII LABORATORI Art. 29 Uso dei laboratori e aule speciali 1- I laboratori e le aule speciali sono assegnate dal Dirigente Scolastico all inizio di ogni anno alla responsabilità di un docente che svolge funzioni di subconsegnatario ed ha il compito di mantenere una lista del materiale disponibile, tenere i registri del laboratorio, curare il calendario d accesso allo stesso, proporre interventi di manutenzione, ripristino, sostituzione di attrezzature, ecc.. 2- Il responsabile di laboratorio concorda con i docenti interessati i tempi di utilizzo da parte delle classi e con il Dirigente Scolastico le modalità ed i criteri per l utilizzo del laboratorio in attività extrascolastiche. 3- In caso di danni, manomissioni, furti di attrezzature o ai locali il responsabile del laboratorio o il docente di turno, sono tenuti ad interrompere le attività se le condizioni di sicurezza lo richiedano e a segnalare la situazione tempestivamente in Presidenza per l immediato ripristino delle condizioni di efficienza e al fine di individuare eventuali responsabili. 4- Le responsabilità inerenti l uso dei laboratori e aule speciali, sia per quanto riguarda la fase di preparazione delle attività sia per quella della realizzazione delle stesse con gli allievi, competono all insegnante nei limiti della sua funzione di sorveglianza ed assistenza agli alunni. 5- I laboratori e le aule speciali devono essere lasciate in perfetto ordine. Al fine di un sicuro controllo del materiale, l insegnante prenderà nota della postazione e degli strumenti assegnati allo studente o al gruppo di studenti. 6- L insegnante avrà cura, all inizio e alla fine di ogni lezione, di verificare l integrità di ogni singola postazione e di ogni singolo strumento utilizzato. L insegnante, qualora al fine della lezione dovesse rilevare danni che non erano presenti all inizio, è tenuto a darne tempestiva comunicazione al Dirigente Scolastico. 7- Ogni laboratorio o aula speciale è dotata di registro dove ogni insegnante annota le esercitazioni svolte con la classe ed ogni evento inerente le stesse. Art.30 Sussidi didattici 1. La scuola è fornita di sussidi per il lavoro educativo - didattico e di materiale il cui elenco è esposto e consultabile. I docenti, i non docenti, gli alunni sono tenuti a curare il buon uso, la conservazione e la piena efficienza dei sussidi. Art. 31 Diritto d autore 1. Il materiale cartaceo, audiovisivo ed informatico è sottoposto alla normativa sui diritti d autore, quindi i docenti si assumono ogni responsabilità sulla riproduzione e/o duplicazione dello stesso. Art. 32 Sala e strutture audiovisive 1. La prenotazione per l utilizzazione delle sale audiovisivi dovrà avvenire solo limitatamente alla settimana successiva. In caso di più richieste relative alla stessa ora di lezione, sarà data la precedenza all iniziativa deliberata in sede collegiale rispetto a quella attuata dal singolo docente e quindi alla classe che ne ha usufruito un numero inferiore di volte e, in subordine, alla classe che ne ha usufruito in data anteriore. Art. 33 Uso esterno della strumentazione tecnica (macchine fotografiche, telecamere, portatili, sussidi vari, ecc.) 1. L utilizzo esterno della strumentazione tecnica in dotazione alla scuola è autorizzato dal Dirigente Scolastico; va segnalato sull apposito registro, ove verranno riportati tutti i dati 12
13 richiesti a cura del responsabile. Alla riconsegna dell attrezzatura, l incaricato provvederà alla rapida verifica della funzionalità degli strumenti, prima di deporli. Si riporterà inoltre sull apposito registro la data della avvenuta riconsegna e le eventuali segnalazioni di danno. Art. 34 Utilizzo delle infrastrutture sportive dell istituto 1. Il Dirigente Scolastico nomina all inizio dell anno scolastico uno o più docenti responsabili dell area sportiva dell Istituzione Scolastica che provvederanno alla predisposizione degli orari di utilizzo e di funzionamento delle singole infrastrutture in orario curricolare e al coordinamento delle iniziative extracurricolari. 2. La palestra e le sue attrezzature sono riservate, durante le ore di lezione, agli alunni. Per ragioni di tipo igienico in palestra si dovrà entrare solamente con le scarpe da ginnastica. Art. 35 Uso degli strumenti di scrittura e duplicazione 1. Le attrezzature dell Istituto per la stampa e la riproduzione (fax, fotocopiatrice, computer), oltre al primario uso didattico ed amministrativo, possono essere utilizzate da tutte le componenti scolastiche per attività di esclusivo interesse della scuola. E escluso l utilizzo degli strumenti della scuola per scopi personali. 2. L uso delle fotocopiatrici, per motivi di sicurezza e per evitare guasti, è riservato ai collaboratori scolastici. 3. I docenti devono consegnare ai collaboratori scolastici con anticipo di almeno 1 giorno il materiale da riprodurre. 4. L uso della fotocopiatrice è gratuito per il materiale didattico utilizzato dagli alunni e dagli insegnanti, nei limiti delle copie fissate annualmente. 5. I collaboratori scolastici incaricati terranno appositi registri dove annotare la data, la classe, il richiedente, il numero di copie seguite. Il materiale cartaceo è sottoposto alla normativa sui diritti d autore, quindi i richiedenti si assumono ogni responsabilità sulla riproduzione e/o duplicazione dello stesso. CAPO IX SICUREZZA Art. 36 Norme di comportamento Tenere un contegno corretto da qualsiasi genere di scherzo e dal compiere atti che possano distrarre o arrecare danno ai compagni Osservare scrupolosamente tutte le prescrizioni in materia di sicurezza ed igiene richiamate da specifici cartelli Non usare macchine e attrezzature senza autorizzazione Per accedere agli scaffali alti o a strutture sopraelevate, utilizzare le apposite scale. E opportuno, per le scale, assicurarsi, prima di salirvi, che i tiranti o le catenelle siano in tensione. Non utilizzare le scale appoggiandole a muro né spostarle quando su di esse vi sono delle persone Non rimuovere gli estintori dalla posizione segnalata Depositare i materiali nelle zone prestabilite e comunque in modo da non ingombrare, ostacolare e/o impedire, anche solo parzialmente l accesso alle uscite di sicurezza, al transito sulle vie di fuga (corridoi, scale di sicurezza ecc ), in prossimità di mezzi e impianti atti ad intervenire sugli incendi, ed in generale la normale circolazione Ogni contenitore deve riportare l etichetta con l indicazione ben leggibile del contenuto. Non utilizzare bottiglie di bevande per il contenimento di altri liquidi, né abbandonare quelle vuote sul posto di lavoro 13
14 Segnalare tempestivamente al proprio superiore ogni eventuale anomalia o condizione di pericolo rilevata In caso di infortunio, riferire al più presto ed esattamente ai propri superiori sulle circostanze dell evento Se viene usato il materiale della cassetta di pronto soccorso ripristinare la scorta Non circolare né sostare nei sottopiani degli edifici salvo giustificato e motivo di lavoro e previa autorizzazione dei superiori. Non accedere nelle zone e nei locali in cui vige il divieto di ingresso ai non autorizzati Mantenere pulito e in ordine il proprio posto di lavoro Disporre in modo ordinato, stabile e razionale gli attrezzi di uso comune Adoperare gli attrezzi solamente per l uso cui sono destinati e nel modo più idoneo evitando l uso di mezzi di fortuna o di attrezzi diversi da quelli predisposti o di apportare agli stessi modifiche di qualsiasi genere Mantenere i videoterminali nella posizione definita secondo i principi dell ergonomia delle norme di legge e di buona tecnica. Qualsiasi variazione che si rendesse necessaria deve essere concordata con il proprio responsabile In caso di movimentazione manuale di materiali (risme di carta, dossier, ecc..) mantenere la schiena eretta e le braccia rigide, facendo sopportare lo sforzo principalmente dai muscoli delle gambe. Durante il trasporto a mano, trattenere il carico in modo sicuro nei punti di più facile presa e se necessario appoggiarlo al corpo, con il peso ripartito sulle braccia Manipolare vetri e materiale pungente con i guanti Negli armadi e negli scaffali disporre in basso i materiali più pesanti Non dare in uso scale, utensili e attrezzi al personale di ditte esterne che si trovino a lavorare nella scuola Negli archivi il materiale va depositato lasciando corridoi di 90 cm. Riporre le chiavi nelle apposite bacheche, dopo l uso Per quanto non previsto dalla presente normativa ci si attiene a quanto previsto dal Decreto legislativo n. 626/94 e successive modifiche e integrazioni- D.M. n. 382/98: Sicurezza nei luoghi di lavoro. CAPO X COMUNICAZIONI Art. 37 Distribuzione materiale informatico e pubblicitario 1. Nessun tipo di materiale informatico o di pubblicità varia potrà essere distribuito nelle classi, o comunque nell area scolastica, senza la previa autorizzazione del Dirigente Scolastico. 2. E garantita la possibilità di scambio di circolazione di ogni tipo di materiale utilizzabile nel lavoro scolastico (giornali ecc.) e di quello frutto del lavoro della scuola stessa e delle classi ( giornalino, mostre, ricerche). 3. E garantita la possibilità di informazione ai genitori da parte di Enti, Associazioni culturali, ecc. 4. La scuola non consentirà la circolazione di informazione pubblicitaria a scopo economico e speculativo. 5. Il Dirigente Scolastico disciplinerà la circolazione del materiale. 6. Per gli alunni si prevede di: a) distribuire tutto il materiale che riguarda il funzionamento e l organizzazione della scuola; b) autorizzare la distribuzione del materiale relativo alle attività del territorio a livello Comunale e Comprensoriale, inviato da Enti istituzionali; c) autorizzare la distribuzione di materiale che si riferisca ad iniziative od attività sul territorio, gestite da Enti, Società, Associazioni private che abbiano stipulato accordi di collaborazione con la Scuola, purché l iniziativa non persegua fini di lucro. 14
15 Art. 38 Comunicazioni docenti - genitori 1. Nell orario di servizio settimanale di ogni docente è prevista un ora di colloqui con i genitori. 2. Saranno programmati annualmente incontri pomeridiani delle famiglie con gli insegnanti della scuola. Inoltre, qualora se ne ravvisi la necessità, verranno inviate alle famiglie tempestivamente informazioni scritte relative, secondo i casi, alla frequenza, al profitto, al comportamento dell alunno; in particolare, saranno comunque comunicate alle famiglie le valutazioni quadrimestrali. Art. 39 Informazione sul Piano dell offerta formativa 1. All inizio dell anno scolastico il docente coordinatore illustra alle famiglie le opportunità offerte dal piano dell offerta formativa, comprensivo di tutte le attività e iniziative didattiche e formative facoltative e/o opzionali. 2. Le attività didattiche aggiuntive facoltative saranno organizzate secondo i tempi e le modalità che tengano conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti. 3. Le comunicazioni agli alunni ed ai genitori sono fatte normalmente con circolari scritte inviate in lettura alle classi. In forma ufficiale viene adottata anche la pubblicazione in bacheca, in particolare per gli atti che devono essere riportati a conoscenza di tutti. Art.40 Allegati Gli allegati al presente Regolamento (A-B-C-D-E-F-G-H-I) formano parte integrante dello stesso e sono eventualmente modificabili in base ad ogni eventuale futura disposizione di legge e/o esigenze di questa istituzione scolastica, mediante delibera da parte del presente Organo Collegiale. Art.41 Disposizioni transitorie e finali Il presente Regolamento viene approvato dal Consiglio d Istituto sentito il Dirigente Scolastico e il Direttore di Servizi G.A. Il presente Regolamento ha natura di Regolamento interno. Fa parte del regolamento la modulistica predisposta. Art.42 Entrata in vigore Il presente Regolamento entra in vigore dal primo settembre 2009 Deliberato in consiglio di Istituto il 13 Novembre 2009, all unanimità dei voti,con delibera n 371, verbale n 17.- Presenti n. 14 su 19- Votanti n 14 Favorevoli n. 14 IL SEGRETARIO f.to Prof. ERNESTO GALLUCCIO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO f.to dott. ANTONIO FASULO IL DIRIGENTE SCOLASTICO PROF.SSA EVA CICCONE 15
16 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO G. PASCOLI Via degli Anemoni CICCIANO (NA) - Tel / Fax 081/ Sito web: ALLEGATO A REGOLAMENTO ATTUATIVO DELLO STATUTO DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI Art. 1 Premesse Compito preminente della scuola è educare e formare, non punire. A questo principio è improntata qualsiasi azione disciplinare: ogni Consiglio di Classe potrà, in autonomia, deliberare di non applicare al singolo caso le norme generali, inquadrando tale comportamento anomalo in una strategia di recupero o inserimento più generale. La sanzione deve essere irrogata in modo tempestivo per assicurare la comprensione e quindi l efficacia. Le sanzioni possono essere inflitte anche per mancanze commesse fuori della scuola, ma che siano espressamente collegate a fatti od eventi scolastici e risultino di tale gravità da avere una forte ripercussione nell ambiente scolastico. La convocazione del genitore deve configurarsi come mezzo di informazione e di accordo per una concertata strategia di recupero: tale atto dovrà essere compiuto a livello preventivo, quando possibile, dal singolo docente o dal Consiglio di Classe. Art. 2 Natura e classificazione delle sanzioni o degli interventi scolastici S1. Richiamo verbale S2. Consegna da svolgere in classe S3. Consegna da svolgere a casa S4. Invito alla riflessione guidata sotto l assistenza di un docente S5. Ammonizione scritta sul diario dello studente S6. Ammonizione scritta sul registro di classe e riportata sul diario S7. Sospensione dalle lezioni con obbligo di frequenza S8. Sospensione dalle lezioni Solo in casi eccezionali e per rispondere ad una precisa strategia educativo didattica si può ricorrere a compiti di punizione per tutto il gruppo. Art. 3 Soggetti competenti ad infliggere la sanzione La sospensione dalle lezioni può essere inflitta dal Dirigente Scolastico in concertazione con il Consiglio di Classe.. Solo se la sanzione supera i 15 giorni il Dirigente Scolastico convoca il Collegio dei Docenti. Contro le decisioni in materia disciplinare superiori ai 15 giorni, ai sensi dell art. 19 lettera c) del D.L. 297/94, è ammeso ricorso entro trenta giorni al Dirigente del Centro Servizi Amministrativi della Provincia, che decide in via definitiva. Art. 4 Modalità di irrogazione delle sanzioni Prima di irrogare una sanzione disciplinare occorre che lo studente possa esporre le proprie ragioni. La sospensione può prevedere l allontanamento da tutte le attività oppure: l obbligo di frequenza solo per alcune attività scolastiche; 16
17 la non partecipazione ad attività scolastiche che si svolgono fuori della scuola come uscite didattiche, viaggi, manifestazioni sportive. Su proposta del Consiglio di Classe può essere offerta allo studente la possibilità di convertire la sospensione con attività a favore della comunità scolastica. In caso di sanzione con sospensione se ne dovrà dare comunicazione scritta ai genitori, a cura del Dirigente Scolastico, in essa dovrà essere esplicitata la motivazione e la data a cui si riferisce il provvedimento. Art. 5 Corrispondenza mancanze sanzioni Per le seguenti mancanze sono previste le sanzioni da S1 a S6: ritardi ripetuti ripetute assenze saltuarie ripetute assenze periodiche ripetute assenze o ritardi non giustificati ripetuta mancanza del materiale occorrente ripetuto non rispetto delle consegne a casa ripetuto disturbo delle attività didattiche Per le seguenti mancanze è prevista la sanzione S8: linguaggio irriguardoso o offensivo verso altri violenze psicologiche verso altri violenze fisiche verso gli altri reati e compromissione dell incolumità delle persone Quando la mancanza si riferisce agli oggetti o alla pulizia dell ambiente lo studente dovrà porvi rimedio riparando o ripagando il danno e/o provvedendo alla pulizia e ciò in orario extrascolastico. IL DIRIGENTE SCOLASTICO PROF.SSA EVA CICCONE 17
18 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO G. PASCOLI Via degli Anemoni CICCIANO (NA) - Tel / Fax 081/ Sito web: ALLEGATO B FORMAZIONE DELLE CLASSI Art. 1 Criteri per la formazione delle classi Fermo restando le annuali disposizioni ministeriali, il criterio base che verrà seguito per la formazione delle classi sarà quello della omogeneità fra le varie classi ed eterogeneità nell ambito di ciascuna. Inoltre si applicheranno i seguenti criteri: classi miste in cui equivalga il numero dei maschi e quello delle femmine; integrazione di alunni di diverso livello culturale e comportamentale ( acquisizione di notizie da incontri con i Docenti con le classi ponte), distinti per fasce di livello. In una classe dove è inserito un alunno diversamente abile il numero totale degli alunni non deve essere superiore a 20. La suddetta riduzione deve essere motivata dal certificato P.E.I. Gli alunni ripetenti saranno inseriti nella classe dello stesso corso di appartenenza, salvo specifica richiesta dei genitori, mancata formazione della prima classe del corso e/o opportune motivazioni di carattere riservato a cura del Dirigente Scolastico. Può essere disposto l inserimento dell alunno a richiesta per diritto nel corso dove è iscritto un altro fratello. Può essere presa in considerazione l inserimento di un gruppo di alunni ( max tre alunni) in una stessa classe, se viene richieste e firmata da tutte e tre le famiglie sui moduli di iscrizione di tutti i richiedenti. Gli alunni provenienti da altre scuole da iscrivere ad anno iniziato saranno inseriti nelle classi con minor numero di alunni e/o compatibilmente con le esigenze scolastiche e didattiche. Art. 2 Assegnazione Docenti alle classi E compito del Dirigente scolastico assegnare i Docenti alle classi al fine di dare stabilità e favorire una migliore organizzazione del servizio, il Dirigente terrà conto dei seguenti criteri: - continuità didattica; - graduatoria d Istituto; - accertata e dichiarata disponibilità e competenza a partecipare a progetti sperimentali o no; - formazione di cattedre che consentono la partecipazione uniforme dei Docenti alle attività degli organi collegiali, in particolare del Consiglio di Classe. - Esigenze ed opportunità di servizio specie per i docenti con cattedra esterna. Art. 3 L orario scolastico, compatibilmente con gli impegni dei Docenti in servizio in altre scuole, dovrà soddisfare la fondamentale esigenza di funzionalità didattica. In particolare la distribuzione oraria delle singole discipline dovrà avvenire in modo tale da non rendere eccessivamente gravoso l impegno domestico degli alunni. IL DIRIGENTE SCOLASTICO PROF.SSA EVA CICCONE 18
19 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO G. PASCOLI Via degli Anemoni CICCIANO (NA) - Tel / Fax 081/ Sito web: ALLEGATO C REGOLAMENTO CONTENENTE I CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DI ATTIVITA CHE RICHIEDONO IL CONTRIBUTO ECONOMICO DA PARTE DELLE FAMIGLIE Art. 1 Modalità 1. All inizio di ogni anno scolastico dovranno essere presentate tutte le attività che richiedono un contributo delle famiglie; tale contributo dovrà essere approssimativamente quantificato. 2. Il Consiglio di Istituto all inizio di ogni anno scolastico stabilirà il limite massimo del contributo da richiedere alle famiglie. 3. La realizzazione di tali attività è subordinata alla consultazione della totalità dei genitori interessati e all adesione di tutti gli alunni per quanto riguarda le attività curricolari. 4. L Istituzione scolastica provvederà a recapitare ai genitori un modulo (Allegato 1) dove verranno indicate le caratteristiche delle attività, il costo, il fine e se esistono le alternative allo stesso. Nello stesso modulo verrà richiesto ai genitori di esprimere la propria scelta. 5. Il modulo, compilato e sigillato, verrà consegnato entri i termini indicati, agli uffici dell Istituto per mezzo degli insegnanti. 6. Nel corso del Consiglio di Istituto verranno vagliate le scelte dei genitori per la realizzazione o meno delle attività prevedendo anche, ove possibile, di impegnare gli alunni che non hanno aderito in altre attività. IL DIRIGENTE SCOLASTICO PROF.SSA EVA CICCONE 19
20 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO G. PASCOLI Via degli Anemoni CICCIANO (NA) - Tel / Fax 081/ Sito web: ALLEGATO D REGOLAMENTO VIAGGI E USCITE DIDATTICHE 1. La scuola considera i viaggi di istruzione, le visite guidate a musei, mostre, manifestazioni culturali, di interesse didattico, lezioni con esperti e visite a enti istituzionali o amministrativi, la partecipazione ad attività teatrali e sportive, la partecipazione a concorsi provinciali, regionali, nazionali, a campionati o gare sportive, a manifestazioni culturali o didattiche, i gemellaggi con scuole estere come settori qualificanti dell offerta formativa e momenti privilegiati di conoscenza e socializzazione. 2. Le attività sportive costituiscono parte integrante dell attività didattica e verranno effettuate con la collaborazione di tutti i docenti. Il Consiglio di Classe, prima di esprimere il parere sulle relative attività, le esamina, verificandone la coerenza con le attività previste dalla programmazione collegiale e l effettiva possibilità di svolgimento e nell ipotesi di valutazione positiva, indica gli accompagnatori. 3. Se l iniziativa interessa un unica classe sono necessari 2 accompagnatori, se più classi, 1 accompagnatore ogni 15 alunni; un accompagnatore ogni 2 alunni disabili. La funzione di accompagnatore può essere svolta anche dai collaboratori scolastici. Nel designare gli accompagnatori i Consigli di Classe provvederanno ad indicare sempre un accompagnatore in più per ogni classe per subentro in caso di imprevisto. 4. Le attività approvate e programmate dai Consigli di Classe, dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio di Istituto rientrano nel Piano delle Uscite e dei Viaggi di istruzione della scuola. 5. Le proposte devono essere approvate all inizio dell anno scolastico, salvo casi eccezionali. 6. Si auspica la totale partecipazione della classe. Il limite numerico dei partecipanti al di sotto del quale non verrà concessa l autorizzazione è pari a 2/3 degli alunni frequentanti la classe. 7. Per ogni viaggio di istruzione deve essere individuato un referente. 8. Il docente referente presenta al Dirigente gli appositi moduli correttamente compilati e sottoscritti per dare modo al C.I.S. di scegliere ed approvare i preventivi di spesa. 9. Gli alunni devono versare la quota prevista entro e non oltre il 10 giorno prima della partenza. 10. A norma di legge non è consentita la gestione extra- bilancio, pertanto le quote di partecipazione dovranno essere versate su c/c bancario n... Agenzia di. dal docente referente o da un genitore incaricato. 11. I docenti accompagnatori devono portare con sé un modello per la denuncia di infortunio. 12. L uscita o il viaggio costituiscono vera e propria attività complementare della scuola; quindi vigono le stesse norme che regolano le attività didattiche. 13. Il docente referente, al termine della visita di istruzione, dovrà presentare al Dirigente Scolastico un resoconto dello svolgimento del viaggio corredato, se necessario, di documenti fotografici in caso di danni compiuti dai ragazzi. IL DIRIGENTE SCOLASTICO PROF.SSA EVA CICCONE 20
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE Michelangelo Buonarroti
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE Michelangelo Buonarroti Via Velio Spano, 7 09036 Guspini (VS) Cod. fiscale 82002450920 Cod. Min. CAIS009007 E-Mail: buonarroti@tiscali.it - Web:http://www.buonarrotiguspini.it
Prot. N. Nocera Inferiore 17 settembre 2015 REGOLAMENTO D ISTITUTO
Regolamento d Istituto (Adottato dal Consiglio d Istituto in data 25/03/2011)
CIRCOLO DIDATTICO PIANO GESÙ
Repubblica Italiana Regione Siciliana CIRCOLO DIDATTICO PIANO GESÙ Via Augustea, 9-97015 Modica Tel. 0932752091- fax. 0932754509 C.F. 81003690880 E-mail: rgee02100q@istruzione.it Sito web: http://www.scuolapianogesu.it

References: art.10
 Art.1
 Art. 2
 Art. 3
 Art.4
 Art. 5
 Art. 6
 Art.7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 art. 22
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art.26
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