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Timestamp: 2019-02-17 07:04:46+00:00

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Decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213 - Disposizioni per l'introduzione dell'EURO nell'ordinamento...
GU 157 del 08/07/1998 - SO n. 116
c) "tasso di conversione" : il tasso di cambio irrevocabilmente fissato tra l'euro e la moneta nazionale di uno Stato membro partecipante e tra l'euro e l'ecu;
l) "società " finanziaria": la società indicata nell'articolo 59, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 che redige il bilancio ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87;
o) "moneta" di conto": la moneta, lira o euro, che risulta in prevalenza utilizzata, a partire da un dato momento, per la rilevazione delle operazioni di gestione;
q) "attività , passività e operazioni fuori bilancio": gli elementi dell'attivo e del passivo del bilancio nonché le garanzie rilasciate, gli impegni a erogare o a ricevere fondi, i contratti di compravendita non ancora regolati e i contratti derivati;
r) "organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR)": i fondi comuni di investimento aperti e chiusi e le società di investimento a capitale variabile;
t)"società quotata": società emittente strumenti finanziari negoziati sui mercati regolamentati italiani;
Art. 2 - Parametri di indicizzazione
1. A decorrere dal 1° gennaio 1999 e per un periodo massimo di cinque anni la Banca d'Italia determina periodicamente un tasso la cui misura sostituisce quella della cessata ragione normale dello sconto (tasso ufficiale di sconto), di cui all'articolo 1 della legge 7 febbraio 1992, n. 82, al fine dell'applicazione agli strumenti giuridici che vi facciano rinvio quale parametro di riferimento. Detto tasso è inizialmente determinato nella misura dell'ultimo tasso di sconto e successivamente modificato dal Governatore della Banca d'Italia, con proprio provvedimento da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, tenendo conto delle variazioni riguardanti lo strumento monetario adottato dalla Banca Centrale Europea che la Banca d'Italia considererà pià¹ comparabile al tasso ufficiale di sconto in termini di funzione, di frequenza, di variazioni e tipo di effetto.
2. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1, i parametri finanziari di indicizzazione venuti meno a seguito dell'introduzione dell'euro si considerano automaticamente sostituiti dai nuovi parametri finanziari che il mercato nel quale i parametri cessati venivano rilevati adotta in loro sostituzione. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentita la Banca d'Italia, dichiara con proprio decreto l'avvenuta sostituzione
Art. 3 - Calcoli intermedi
Art. 4 - Importi in lire contenuti in norme vigenti
1. A decorrere dal 1° gennaio 1999, quando un importo in lire contenuto in norme vigenti, ivi comprese quelle che stabiliscono tariffe, prezzi amministrati o comunque imposti non costituisce autonomo importo monetario da pagare o contabilizzare ed occorre convertito in euro, l'importo convertito va utilizzato con almeno:
b) i commi primo, secondo e terzo dell'articolo 2474 del codice civile sono sostituiti dai seguenti:
"La società deve costituirsi con un capitale non inferiore a diecimila euro.
Le quote di conferimento dei soci possono essere di diverso ammontare, ma in nessun caso inferiori ad un euro.
Se la quota di conferimento è superiore al minimo, deve essere costituita da un ammontare multiplo di un euro.";
c) i commi primo e secondo dell'articolo 2521 del codice civile sono sostituiti dai seguenti:
"Nelle società cooperative nessun socio può avere una quota superiore a cinquantamila euro, né tante azioni il cui valore nominale superi tale somma.
Il valore nominale di ciascuna quota o azione non può essere inferiore a venticinque euro. Il valore nominale di ciascuna azione non può essere superiore a cinquecento euro.";
d) il comma 2 dell'articolo 29 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, è sostituito dal seguente:
"2. Il valore nominale delle azioni non può essere inferiore a due euro.";
e) il comma 4 dell'articolo 33 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, è sostituito dal seguente:
"4. Il valore nominale di ciascuna azione non può essere inferiore a venticinque euro né superiore a cinquecento euro.";
f) il comma 4 dell'articolo 34 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, è sostituito dal seguente:
"4. Nessun socio può possedere azioni il cui valore nominale complessivo superi cinquantamila euro.";
g) il comma 1 dell'articolo 10 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 174, è sostituito dal seguente:
"1. Il capitale delle società per azioni e il fondo di garanzia delle società di mutua assicurazione non possono essere inferiori a cinque milioni di euro";
h) il comma 1 dell'articolo 12 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 175, è sostituito dal seguente:
"1. Il capitale delle società per azioni e il fondo di garanzia delle società di mutua assicurazione non possono essere inferiori a:
c) unmilionecinquecentomila euro quando l'esercizio comprende le assicurazioni dei rami indicati ai numeri 9 e 17 del punto A) della suddetta tabella.";
h-bis) il comma 1 dell'articolo 3 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, è sostituito dal seguente:
"Ogni socio ha diritto ad almeno un voto nell'assemblea. Se la quota è multipla di un euro, il socio ha diritto a un voto per ogni euro".
Art. 5 - Ridenominazione dei titoli di Stato in lire
2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica può determinare con proprio decreto le caratteristiche tecniche dei Certificati di Credito del Tesoro (CCT) da emettere per il rimborso dei crediti di imposta, in coerenza con la loro denominazione in euro a decorrere dal 1° gennaio 1999.
Art. 6 - Ridenominazione dei prestiti internazionali denominati nella valuta di uno Stato partecipante
Art. 7 - Modalità di ridenominazione
4. Per i titoli emessi dalle Ferrovie dello Stato e riconosciuti come debiti dello Stato ai sensi dell'articolo 2, comma 12, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per taglio minimo si intende il taglio pià¹ basso in cui è frazionato ciascun prestito secondo quanto indicato nel prospetto di emissione.
5. [rettificare in 6 - n.d.r.] I prestiti ridenominati sono costituiti da strumenti finanziari di taglio e valore nominale unitario pari ad un centesimo di euro.
Art. 8 - Pagamenti e negoziazioni riguardanti i titoli ridenominati
Art. 9 - Disposizioni sul debito pubblico non negoziabile
Art. 10 - Disposizioni sui titoli obbligazionari emessi da enti pubblici territoriali
1. Durante il periodo transitorio, le regioni che abbiano effettuato emissioni di titoli obbligazionari ai sensi degli articoli 35 e 37 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 hanno facoltà di ridenominare in euro i relativi prestiti nei termini e con le modalità prescritti per gli strumenti finanziari privati, previsti negli articoli 12 e 13 del presente decreto.
2. Per quanto riguarda la ridenominazione dei titoli obbligazionari emessi dagli enti locali territoriali ai sensi degli articoli 35 e 37 della predetta legge n. 724 del 1994, il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica può apportare le necessarie modifiche al Decreto 5 luglio 1996, n. 420, contenente il Regolamento di disciplina delle emissioni di titoli obbligazionari da parte degli enti locali, tenuto conto dell'esigenza di tutelare i sottoscrittori e rispettare il piano di ammortamento deliberato per ciascun prestito.
Art. 11 - Ridenominazione degli strumenti finanziari privati
Art. 12 - Modalità di ridenominazione degli strumenti finanziari privati
2. La ridenominazione degli strumenti di cui all'articolo 11 è effettuata secondo i tempi e i modi indicati nell'apposito regolamento da emanarsi da parte della Consob, sentita la Ban ca d'Italia.
Art. 13 - Ridenominazione degli strumenti finanziari privati denominati nella valuta di uno Stato partecipante
Art. 14 - Trattamento dei riferimenti alla lira degli strumenti non ridenominati
Art. 15 - Unità di conto per le negoziazioni sul mercati regolamentati
L'euro, la moneta di conto e i documenti contabili obbligatori a rilevanza esterna
Art. 16 - Adozione dell'euro quale moneta di conto
b) all'articolo 29 del decreto legislativo 9 aprile 1991 n. 127 è aggiunto il seguente comma 6:
"6. Il bilancio consolidato può essere redatto in migliaia di euro.";
c) il comma 7 dell'articolo 7 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87 è sostituito dal seguente:
"7. Il bilancio è redatto in unità di euro, senza cifre decimali, ad eccezione della nota integrativa che può essere redatta in migliaia di euro. Gli atti di cui all'articolo 5 possono imporre che la nota integrativa sia redatta in migliaia di euro oppure consentire o imporre un grado di sintesi maggiore delle migliaia, sentita la Consob per le società quotate. E' ammessa la tenuta di una contabilità plurimonetaria.";
d) all'articolo 30 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87 è aggiunto il seguente comma 3:
"3. Il bilancio consolidato può essere redatto in migliaia di euro. Gli atti di cui all'articolo 5 possono imporre che il bilancio consolidato sia redatto in migliaia di euro oppure consentire o imporre un grado di sintesi maggiore delle migliaia, sentita la Consob per le società quotate.";
e) il comma 4 dell'articolo 9 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173 è sostituito dal seguente:
"4. Il bilancio è redatto in unità di euro, senza cifre decimali, ad eccezione della nota integrativa che può essere redatta in migliaia di euro. Nell'esercizio dei poteri indicati all'articolo 6, l'ISVAP può imporre che la nota integrativa sia redatta in migliaia di euro oppure consentire o imporre un grado di sintesi maggiore delle migliaia sentita la Consob per le società quotate. E' consentita la tenuta di una contabilità plurimonetaria.";
f) all'articolo 65 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173 è aggiunto il seguente comma 6:
"6. Il bilancio consolidato può essere redatto in migliaia di euro. Nell'esercizio dei poteri indicati all'articolo 6, l'ISVAP può imporre che il bilancio consolidato sia redatto in migliaia di euro oppure consentire o imporre un grado di sintesi maggiore delle migliaia, sentita la Consob per le società quotate.";
g) alle società quotate, diverse da quelle soggette alle norme di cui alle lettere da c) ad f), la Consob può imporre che la nota integrativa del bilancio d'impresa e il bilancio consolidato siano redatti in migliaia di euro, oppure consentire o imporre un grado di sintesi maggiore delle migliaia.
Art. 17 - Conversione in euro del capitale sociale
1. Le società con azioni il cui valore nominale è superiore a lire duecento, che intendono avvalersi di quanto disposto dal comma 5, provvedono a convertirle in euro applicando il tasso di conversione ed arrotondando il risultato ai centesimi secondo quanto stabilito dall'articolo 5 del Regolamento (CE) n. 1103/97. In alternativa, le medesime società possono avvalersi di quanto disposto al comma 6.
5. Le operazioni di cui ai commi da 1 a 4 sono deliberate dagli amministratori in deroga agli articoli 2365 e 2376 del codice civile e, con riferimento all'operazione di aumento del capitale sociale di cui al comma 2, anche in deroga all'articolo 2443 del codice civile. Nei casi indicati ai commi 3 e 4 non si applica il terzo comma dell'articolo 2445 del codice civile. I verbali delle predette deliberazioni vengono depositati e iscritti a norma dell'articolo 2436 del codice civile. Per l'iscrizione nel registro delle imprese le delibere, anche se risultano da verbale non ricevuto da notaio, non sono soggette alla omologazione di cui al secondo comma dell'articolo 2411 del codice civile. Al notaio che riceve il verbale compete l'onorario fisso previsto per i verbali di assemblea di cui all'articolo 7 della tariffa professionale. Gli amministratori riferiscono del loro operato alla prima assemblea utile.
6. Le società con azioni che attribuiscono un privilegio commisurato al valore nominale delle azioni medesime o il cui valore nominale sia pari o inferiore a lire duecento provvedono a convertirle in euro, anche in deroga al comma 1, con non pià¹ di due cifre decimali. A tal fine è ammessa una riduzione del capitale sociale, da attuarsi mediante accredito della riserva legale, non superiore al cinque per cento del relativo ammontare; alla deliberazione dell'assemblea non si applica il terzo comma dell'articolo 2445 del codice civile. E' consentita la movimentazione delle riserve, in contropartita del capitale sociale, come prevista nei commi 2 e 4, nonché l'acquisto delle azioni proprie in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 2357 del codice civile. Le assemblee speciali deliberano la conversione in prima e in seconda convocazione col voto favorevole di tante azioni che rappresentino rispettivamente almeno il venti e il dieci per cento delle azioni in circolazione; in terza convocazione le assemblee speciali deliberano la conversione a maggioranza dei presenti, qualunque sia la parte di capitale rappresentata dai soci intervenuti.
6-bis. In applicazione del principio di neutralità sancito dalla lettera b) del comma 1 dell'articolo 2 della legge 17 dicembre 1997, n. 433, le deliberazioni adottate all'esclusivo fine delle conversioni di cui ai commi precedenti, sono esenti dalle imposte di registro e di bollo.
10. Alle quote di società a responsabilità limitata e società cooperative si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dei commi precedenti. Le operazioni di conversione in euro del capitale sociale possono essere deliberate dall'organo amministrativo secondo le stesse modalità di cui al comma 5
10-bis. In presenza di obbligazioni convertibili in azioni, il comma 6 dell'articolo 2420-bis del codice civile si applica anche nei casi previsti dai commi 3 e 4, nonché quando si modifica il valore nominale delle obbligazioni convertibili a seguito della ridenominazione di cui agli articoli 11, 12 e 13 del presente decreto.
Art. 18 - Criteri di rilevazione delle operazioni e di trattamento delle relative differenze cambio
8. L'iscrizione nello stato patrimoniale delle differenze cambioderivanti dall'applicazione dei commi 5 e 6 avviene direttamente.
Art. 19 - Bilancio consolidato
Art. 20 - Operatori economici diversi dalle imprese
Art. 21 - Criteri di rilevazione delle operazioni e di trattamento delle relative differenze cambio
2. Le attività , le passività e le operazioni fuori bilancio denominate in valute aderenti o comunque variabili in funzione dell'andamento dei tassi di cambio delle valute aderenti sono tradotte nella moneta di conto, anche ai fini della determinazione del reddito d'impresa, applicando i rispettivi tassi di conversione e nel rispetto degli articoli 4 e 5 del Regolamento (CE) n. 1103/97. Le partecipazioni, le immobilizzazioni materiali e quelle immateriali che non sono coperte né globalmente né specificamente sul mercato a pronti o su quello a termine possono essere tradotte nella moneta di conto, anche ai fini della determinazione del reddito d'impresa, al tasso di cambio corrente alla data del loro acquisto.
4. In alternativa a quanto disposto nel comma 3, alle differenze cambio relative alle immobilizzazioni finanziarie, materiali e immateriali che non sono coperte né globalmente né specificamente sul mercato a pronti o su quello a termine può essere riservato il seguente trattamento:
b) le differenze cambio relative alle partecipazioni, alle immobilizzazioni materiali e a quelle immateriali, se positive, sono accreditate direttamente in una riserva, specificamente costituita, non distribuibile se non in misura corrispondente ai valori realizzati per effetto di cessioni, di ammortamenti o di svalutazioni, se negative, sono addebitate direttamente alle riserve preesistenti ivi compresa l'anzidetta riserva non distribuibile.
Art. 22 - Organismi di investimento collettivo del risparmio
Art. 23 - Bilancio consolidato
Art. 24 - Criteri di rilevazione delle operazioni e di trattamento delle relative differenze cambio
7. Al fine dell'indicazione nella nota integrativa di quanto richiesto dal comma 7 dell'articolo 16 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173, si adotta in ogni caso il rispettivo tasso di conversione.
Art. 25 - Bilancio consolidato
Art. 26 - Adozione dell'euro quale moneta di conto
Art. 27 - Criteri di rilevazione delle operazioni
1. Nei documenti contabili obbligatori a rilevanza estrema dei fondi pensione, riferiti a una data pari o successiva al 31 dicembre 1998, le attività , le passività e le operazioni fuori bilancio denominate in valute aderenti o comunque variabili in funzione dell'andamento dei tassi di cambio delle valute aderenti sono tradotte nella moneta di conto applicando i rispettivi tassi di conversione e nel rispetto degli articoli 4 e 5 del Regolamento (CE) n. 1103/97.
Art. 29 - Sistema di gestione accentrata
Art. 30 - Attribuzioni della società di gestione e dell'intermediario
1. Il trasferimento degli strumenti finanziari soggetti alla disciplina del presente Titolo V, e l'esercizio dei relativi diritti patrimoniali, può effettuarsi soltanto tramite intermediari autorizzati a norma del testo unico delle disposizioni sui mercati finanziari approvato con decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nonché di altri soggetti indicati nel regolamento di cui all'articolo 36, comma 1, che individua i requisiti che tali soggetti debbono possedere e le attività , previste dal presente decreto, che i soggetti stessi sono abilitati a svolgere.
3. L'intermediario, qualora incaricato dello svolgimento del servizio, registra per ogni titolare di conto gli strumenti finanziari di sua pertinenza, nonché il trasferimento, gli atti di esercizio ed i vincoli di cui all'articolo 34, disposti dal titolare o a carico del medesimo in conti distinti e separati sia tra loro sia rispetto agli eventuali conti di pertinenza dell'intermediario stesso. In ogni altro caso l'intermediario fornisce comunicazione dell'avvenuta operazione all'intermediario presso cui il titolare ha aperto il conto, per i successivi adempimenti.
Art. 31 - Compiti dell'intermediario
2. Il deposito delle certificazioni rilasciate dall'intermediario sostituisce, ad ogni effetto di legge, il deposito del titolo previsto da
Art. 32 - Diritti del titolare del conto
Art. 33 - Eccezioni opponibili
1. All'esercizio dei diritti inerenti agli strumenti finanziari da parte del soggetto in favore del quale è avvenuta la registrazione l'emittente può opporre soltanto le eccezioni personali al soggetto stesso e quelle comuni a tutti gli altri titolari degli stessi diritti.
Art. 34 - Costituzione di vincoli
Art. 35 - Responsabilità dell'intermediario
Art. 36 - Regolamenti di attuazione
e) le forme e le modalità che la società di gestione accentrata deve osservare nella tenuta dei conti e nelle registrazioni sugli stessi, rispettando il principio di separatezza tra i conti propri e quelli intestati ai singoli intermediari:
f) le forme e le modalità che gli intermediari devono osservare nella tenuta dei conti e nell'effettuazione delle registrazioni sugli stessi, rispettando il principio di separatezza tra i conti propri e quelli intestati al singoli titolari dei conti;
Art. 37 - Sistema di amministrazione accentrata della società Monte Titoli S.p.A.
1. A partire dal giorno successivo all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 36, comma 1, non potrà pià¹ essere esercitata la facoltà di ritiro dei titoli dalla Società Monte Titoli S.p.A.
Art. 38 - Disciplina transitoria
1. I diritti relativi al titoli ed ai certificati assoggettati alla disciplina del presente Titolo V sono esercitati previa consegna ad un intermediario autorizzato, che provvede all'apertura del conto, all'annullamento dei titoli o certificati, trasmettendo i relativi documenti all'emittente per l'immissione nel sistema di gestione accentrata, mediante segnalazione alla società di gestione accentrata.
Art. 39 - Dematerializzazione dei titoli di Stato
2. Ai titoli di Stato appartenenti a prestiti vigenti non si applicano le norme speciali del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1993, n. 1343 e successive modificazioni, se incompatibili con le disposizioni del presente decreto.
3. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ha la facoltà di applicare le disposizioni del presente decreto ai prestiti di debito pubblico emessi sui mercati internazionali ai sensi dell'articolo 9, comma 1 del decreto legge 20 maggio 1993, n. 149, convertito con modificazioni nella legge 19 luglio 1993, n. 237, nel caso in cui i medesimi siano disciplinati dalla legge italiana ovvero allorquando la legge straniera applicabile ai medesimi non preveda la cartolarità dei relativi titoli.
Art. 40 - Ritiro delle materialità e immissione in gestione accentrata
2. A partire dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di cui al comma 1, il Tesoro non rilascia pià¹ titoli o certificati provvisori o definitivi con o senza cedole rappresentativi di prestiti.
4. A partire dal giorno successivo all'entrata in vigore del decreto ministeriale di cui al comma 1, i titoli in gestione accentrata non possono pià¹ essere ritirati.
Art. 41 - Rimborso dei titoli con taglio inferiore a cinque milioni di lire
2. I titoli nominativi di cui al comma 1, purché non sottoposti a vincolo cauzionale, sono rimborsati previo accertamento dell'identità dell'esibitore senza ulteriore documentazione o formalità . I titoli medesimi, qualora sottoposti a vincolo cauzionale, sono rimborsati secondo le ordinarie procedure di rimborso del debito pubblico.
Art. 42 - Adempimenti amministrativo-contabili del Tesoro
Art. 43 - Disposizioni riguardanti la Cassa Depositi e Prestiti
Art. 44 - Commissioni di gestione dei titoli dematerializzati
Art. 45 - Disposizioni transitorie sulla gestione accentrata dei titoli di Stato
Art. 46 - Rendicontazione sui pagamenti dei titoli di Stato
Art. 47 - Dichiarazioni, attestazioni e regolamenti in euro con le pubbliche amministrazioni
2. Le dichiarazioni relative alle imposte sui redditi e sul valore aggiunto e quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), nonché le dichiarazioni dei sostituti d'imposta, possono essere presentate con gli importi indicati in euro, a partire dai periodi d'imposta aventi decorrenza dal 1° gennaio 1999 ovvero chiusi nel corso di tale anno, secondo le modalità stabilite dell'amministrazione tributaria in relazione ai diversi tipi di imposta.
4. All'adeguamento della modulistica, ancorché prevista con atti normativi, si provvede in via amministrativa, nell'ambito delle competenze spettanti ai dirigenti ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modifiche e integrazioni
Art. 48 - Pagamenti e versamenti in euro nei rapporti con le pubbliche amministrazioni
1. Ai sensi dell'articolo 12, comma 2, della legge 17 dicembre 1997, n. 433, nel periodo transitorio, nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, i creditori possono, a richiesta, ottenere i pagamenti in euro ed i debitori possono effettuate in euro i versamenti, qualora le operazioni di pagamento e versamento non avvengano in contanti.
Art. 49 - Attività contrattuale delle pubbliche amministrazioni
Art. 50 - Documenti contabili delle pubbliche amministrazioni
Conversione in euro delle sanzioni in lire
Art. 51 - Conversione delle sanzioni pecuniarie penali o amministrative
Art. 52 - Modifica dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689
1. Nell'articolo 16, primo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, le parole: "...o, se pià¹ favorevole, al doppio del minimo della sanzione edittale" sono sostituite dalle seguenti: "...o, se pià¹ favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo".
1. Le monete metalliche si prescrivono a favore dell'erario decorsi dieci anni dalla data di cessazione del corso legale.
1-bis. Le monete in lire possono essere convertite in euro presso le filiali della Banca d'Italia non oltre il 28 febbraio 2012.
Art. 52-quater. - Falsificazione di banconote e monete in euro non aventi corso legale
Art. 52-quinquies. - Responsabilità amministrativa degli enti per falsità in monete euro non aventi corso legale
1. Per i delitti indicati nell'articolo 25-bis del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, che hanno ad oggetto banconote o monete metalliche in euro che ancora non hanno corso legale ovvero valori di bollo espressi in moneta euro che ancora non ha corso legale, si applicano all'ente le sanzioni pecuniarie previste dal citato articolo 25-bis, diminuite di un terzo. La diminuzione non opera nei casi di falsificazione quando il colpevole ha posto in circolazione le monete o i valori di bollo successivamente al 31 dicembre 2001.
Cooperative a mutualità prevalente: calcolo IRES 2018 - Bologna, 21 ore fa

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

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Art. 10

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Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 52

Art. 52
 articolo 25