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Timestamp: 2018-05-21 00:05:48+00:00

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REGOLAMENTO D USO MARCHIO COLLETTIVO GEOGRAFICO GENOVA GOURMET - PDF
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1 REGOLAMENTO D USO MARCHIO COLLETTIVO GEOGRAFICO GENOVA GOURMET Art. 1 Definizioni CCIAA: Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Genova, titolare del marchio; Elenco dei piatti e vini tipici: documento contenente la lista dei piatti, dei prodotti e dei vini che presentano un legame con la tradizione enogastronomica del territorio della provincia di Genova e viene definito dal titolare del marchio (CCIAA); Licenza d'uso del Marchio: atto mediante il quale viene concesso il diritto d'uso del Marchio al Soggetto interessato; Licenziatario: soggetto che ha ottenuto la licenza d'uso del marchio; Marchio: il Marchio Collettivo Geografico, costituito dalla dicitura Genova Gourmet ; Soggetto interessato: soggetto singolo o associato, iscritto al Registro imprese della CCIAA, operante nel territorio della provincia di Genova nel settore della ristorazione e interessato alla concessione del Marchio; Organismo di Controllo (ODC): organo interno alla CCIAA oppure soggetto terzo e indipendente adeguato alla norma UNI EN incaricato dalla CCIAA di effettuare i controlli sulla conformità dell attività del Licenziatario alle condizioni stabilite nel presente Regolamento; Piano dei controlli: descrizione delle attività e delle disposizioni relative all esecuzione dei controlli; Rapporto di Conformità: documento mediante il quale l ODC dichiara che, sulla base dei controlli effettuati, l attività del Licenziatario è o non è conforme al presente Regolamento. Art. 2 Finalità del Marchio e oggetto del Regolamento d uso del Marchio La CCIAA ha istituito il Marchio con le seguenti finalità: a) assicurare le caratteristiche della tradizione enogastronomica del territorio della provincia di Genova; b) informare i consumatori sulle caratteristiche di tale tradizione; c) promuovere e sostenere la sua diffusione. Il presente Regolamento d uso definisce le condizioni e le modalità per la richiesta, la concessione e l utilizzo del Marchio. 1
2 Art. 3 - Condizioni generali e requisiti richiesti Possono far richiesta d uso del Marchio i Soggetti interessati che ne condividano gli scopi e che soddisfino i requisiti stabiliti nel presente Regolamento. I Soggetti interessati per ottenere la Licenza d uso del marchio dovranno in particolare impegnarsi a inserire e a mantenere nel loro menu quotidiano la proposta di almeno n. 4 piatti (di cui almeno 1 primo ed 1 secondo) e n. 4 vini DOC liguri (o n. 3 vini DOC e 1 vino IGT) di cui almeno due della provincia di Genova, scelti fra quelli contenuti nell elenco dei piatti e dei vini tipici predisposti all uopo dal titolare del marchio. I medesimi Soggetti dovranno altresì impegnarsi a: - utilizzare per i condimenti esclusivamente olio extravergine di oliva della Riviera Ligure DOP (Denominazione di Origine Protetta); - utilizzare prodotti tutelati ai sensi dei Reg. CE 509/2006 e 510/2006 ovvero protetti attraverso Marchi collettivi geografici regolarmente depositati tutte le volte che gli stessi siano espressamente menzionati come ingredienti nell Elenco dei piatti. - Art. 4 - Modalità di richiesta e concessione della licenza d uso del Marchio Il Soggetto interessato che intenda ottenere la licenza d'uso del marchio deve presentare alla CCIAA apposita richiesta (Richiesta di Licenza d uso del Marchio) completa della seguente documentazione: a) Dati anagrafici e aziendali; b) Indicazione della persona che ha la rappresentanza legale dell'azienda; c) Dichiarazione di libero esercizio dei diritti; d) Dichiarazione di impegno ad osservare il presente Regolamento; e) Documentazione attestante lo svolgimento dell attività di ristorazione. Il Soggetto interessato dovrà inoltre comprovare l iscrizione al Registro Imprese da almeno 2 anni negli ultimi 5 anni nello specifico settore per cui si richiede il riconoscimento. La CCIAA decide in merito alla concessione dell uso del Marchio solo previa istruttoria della Commissione di valutazione di cui all art. 5. La CCIAA, presa visione del verbale della Commissione di valutazione, decide in merito alla richiesta di Licenza d uso e provvede a darne comunicazione al Soggetto interessato. La comunicazione, in caso di reiezione della domanda, dovrà contenere l'indicazione dei motivi che l'hanno determinata. Il Soggetto interessato, nel caso in cui non accetti la reiezione della domanda, potrà ricorrere secondo le modalità previste dall art. 19 del presente Regolamento. Art. 5 Commissione di valutazione La Commissione di valutazione ha il compito di esprimere una valutazione tecnica in merito alla Concessione della licenza d uso del marchio al Soggetto interessato e di proporre le sanzioni al Licenziatario che abbia assunto comportamenti in violazione del presente Regolamento. La Commissione è composta da 3 a 5 membri nominati dalla CCIAA tra funzionari della stessa e tecnici ed esperti di fama riconosciuta nel settore agroalimentare che abbiano maturato una particolare esperienza relativamente agli aspetti tecnici, storici, culturali, promozionali e turistici collegati alle produzioni del territorio e alla sua tradizione enogastronomica. Tale composizione potrà essere integrata con due esperti in rappresentanza delle Associazioni di categoria territoriali, i quali saranno chiamati a svolgere funzioni di consulenza senza diritto di voto. All'atto della nomina dei componenti la Commissione, la CCIAA provvede anche a nominarne il Presidente. La Commissione, una volta ricevuta la documentazione presentata, provvede a: - verificarne la completezza e la congruità; - verificare l esistenza o sussistenza dei requisiti indicati all art. 3; - formulare un verbale definitivo da trasmettere alla CCIAA circa l ammissibilità o meno del Soggetto interessato. 2
3 Nel corso dell istruttoria la Commissione di valutazione ha facoltà di richiedere al Soggetto interessato chiarimenti in merito alla documentazione presentata ed eventualmente un integrazione della stessa. La Commissione delibera entro 60 giorni dall arrivo della documentazione del Soggetto interessato o della documentazione relativa al comportamento del Licenziatario in violazione del presente Regolamento, presente almeno la metà più uno dei componenti e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. La valutazione viene espressa in un verbale firmato dal Presidente della Commissione. Tale verbale andrà trasmesso alla CCIAA non oltre il termine di 15 giorni dalla conclusione dei lavori di valutazione. La CCIAA potrà affidare alla Commissione anche compiti di carattere consultivo su temi che abbiano pertinenza con l'attività di valorizzazione della tradizione enogastronomica del territorio. Art. 6 - Modalità di espletamento dei controlli La CCIAA si riserva di verificare la rispondenza dell attività del Licenziatario alle condizioni stabilite nel presente Regolamento mediante opportuni controlli sistematici o a campione effettuati dall ODC. I controlli sono svolti sulla base di un Piano dei controlli predisposto dall ODC, il quale potrà avvalersi di altri soggetti terzi ed indipendenti a ciò espressamente autorizzati dalla CCIAA e, ove necessario, di laboratori accreditati per le analisi sui prodotti. Il numero e la frequenza delle verifiche disposte dall ODC possono essere incrementati sulla base di esigenze motivate rappresentate dalla CCIAA. Gli esiti delle verifiche effettuate sono evidenziati nel Rapporto di conformità, che dovrà essere inoltrato da parte dell ODC alla CCIAA. L ODC potrà richiedere al Soggetto interessato azioni correttive nonché eseguire ulteriori prove o ispezioni entro un tempo indicato. In questo caso, le spese relative alle ulteriori prove o ispezioni dovranno essere poste a carico del Soggetto interessato. Art. 7 Quota contributiva a carico dei Licenziatari Ogni Licenziatario è tenuto al versamento alla CCIAA di un contributo per l uso del marchio, definito, di regola ogni anno, dalla CCIAA, tenuto conto dei costi sopportati da quest ultima per l attività di gestione del marchio e/o per le iniziative promozionali e pubblicitarie tese alla valorizzazione del marchio. Art. 8 - Licenza d'uso del Marchio Il marchio è di proprietà della CCIAA, che ne concede l'uso ai Soggetti interessati alle condizioni previste dal presente Regolamento e ne sorveglia il corretto uso avvalendosi di un ODC. Il documento di concessione dell'uso del marchio è la Licenza d'uso del marchio. La Licenza d'uso del Marchio contiene i dati anagrafici del Licenziatario, il numero identificativo dello stesso, la data di rilascio e di scadenza della licenza d'uso, nonché le condizioni alle quali l'uso del Marchio viene concesso. Il Licenziatario viene iscritto in uno speciale Elenco dei Licenziatari del Marchio tenuto presso la CCIAA e aperto alla consultazione pubblica. Tale Elenco viene continuamente aggiornato con inserimenti e/o cancellazioni. La licenza d'uso del Marchio e i diritti che ne derivano non sono trasmissibili. Art. 9 - Durata e rinnovo della licenza d'uso del Marchio La durata di validità della Licenza d'uso del marchio è di tre anni e si intende tacitamente rinnovata se la CCIAA non ne dispone la sospensione o la revoca ai sensi del presente Regolamento oppure se il Licenziatario non provvede a inoltrare comunicazione di recesso. 3
4 Art Diritti e doveri del Licenziatario Con la Licenza d'uso del Marchio il Licenziatario acquisisce il diritto all'utilizzo del Marchio alle condizioni e nei limiti indicati nel presente Regolamento e assume in particolare i seguenti obblighi: a) osservare fedelmente quanto prescritto nel presente Regolamento e nei correlati allegati; b) assoggettarsi alle verifiche dell'odc, consentendo il libero accesso agli ispettori, garantendo ogni assistenza durante le visite e fornendo loro ogni informazione utile per l'espletamento dell'incarico; c) adempiere a tutte le azioni correttive delle non conformità prescritte dall'odc; d) mantenere inalterate tutte le condizioni che hanno permesso il rilascio della Licenza d'uso del marchio; e) utilizzare il marchio esclusivamente per gli scopi per i quali è stata rilasciata la licenza d'uso; f) utilizzare il marchio nella sua interezza e senza modifiche, rispettandone le forme, anche dimensionali, che lo rendano immediatamente distinguibile, nonché i colori e le proporzioni; g) utilizzare il marchio esclusivamente su carta intestata, insegne, vetrofanie e simili, rete internet, materiale promozionale o pubblicitario e pubblicazioni pertinenti; h) utilizzare eventuali altri segni, scritte o informazioni in modo da non ingenerare confusione con il marchio o trarre in inganno i destinatari del messaggio i) non compiere alcun atto o omissione che possa danneggiare o, comunque, ledere la reputazione del marchio; j) non utilizzare il marchio se la Licenza d'uso del Marchio è stata oggetto di revoca, recesso o sospensione; k) non partecipare ad altri organismi le cui finalità o attività siano incompatibili con quelle del marchio; l) non depositare o registrare marchi analoghi o tali da generare rischi di confusione con il marchio; m) cooperare attivamente alla realizzazione delle attività collettive tese alla promozione e valorizzazione del marchio. Art Modifiche ed aggiornamenti all Elenco dei piatti e vini tipici I Licenziatari, singolarmente o collettivamente, nonché tramite le loro Organizzazioni di rappresentanza, possono richiedere alla CCIAA modifiche ed aggiornamenti dell Elenco dei piatti e vini tipici. La CCIAA, riconosciuta la fondatezza e congruità delle motivazioni addotte, potrà al riguardo provvedere direttamente o avvalendosi di esperti della materia. Le modifiche e gli aggiornamenti dovranno essere tempestivamente comunicati a tutti i Licenziatari, comunque entro un mese dalla loro approvazione. Nella comunicazione dovrà essere contenuto l'invito ad uniformarsi alle nuove prescrizioni, entro un termine di volta in volta fissato in considerazione dell'entità delle modifiche e/o aggiornamenti apportati. La CCIAA si riserva comunque il diritto di disporre nuove verifiche sulla conformità dell attività dei Licenziatari ai requisiti del nuovo Elenco dei piatti e vini tipici. È facoltà del Licenziatario non accettare le variazioni e rinunciare pertanto alla Licenza d'uso. Art Non conformità e sanzioni Le non conformità possono essere: - lievi: quando non pregiudicano né l immagine del marchio né la caratterizzazione della tradizione enogastronomica del territorio che il marchio intende tutelare; - gravi: quando sono tali da pregiudicare l immagine del marchio e/o la caratterizzazione della tradizione enogastronomica del territorio che il marchio intende tutelare. 4
5 A fronte delle non conformità sopra descritte la CCIAA può applicare, salvo in ogni caso l'eventuale risarcimento del danno, le seguenti sanzioni ai Licenziatari responsabili: il verbale di ammonizione, la sanzione pecuniaria, la sospensione e la revoca. I provvedimenti contenenti le sanzioni e le relative motivazioni vengono comunicati ai Licenziatari interessati con lettera raccomandata, fax o altro mezzo equivalente. La sanzione pecuniaria, la sospensione e la revoca devono essere annotate nell'elenco dei Licenziatari. Le sanzioni a fronte di non conformità gravi possono essere accompagnate dalla pubblicazione, a cura della CCIAA e a spese del Licenziatario, del relativo provvedimento su di un quotidiano o rivista specializzata. Art Verbale di ammonizione Il verbale di ammonizione è la sanzione applicabile a fronte di non conformità lievi. Art Sanzione pecuniaria La sanzione pecuniaria è applicabile a fronte di non conformità gravi o della reiterazione per almeno tre volte di non conformità lievi. Essa varia da un minimo di euro 500,00 ad un massimo di euro 5.000,00 e può essere aggiornata annualmente con provvedimento della CCIAA. Art. 15 Sospensione La sospensione, con o senza sanzione pecuniaria, è applicabile per un tempo determinato non superiore ad un anno a fronte di non conformità gravi. La sospensione deve essere comunque applicata quando: - sia stato constatato un uso improprio del marchio; - il Licenziatario abbia rifiutato per due volte consecutive e senza giustificato motivo la visita degli ispettori di controllo; - sia stato assunto un provvedimento cautelativo da parte dell'autorità giudiziaria; - non sia stato versato l'importo della sanzione pecuniaria applicata ai sensi dell'articolo precedente; - non sia stata corretta nei tempi indicati una non conformità grave riscontrata. La sospensione e la relativa motivazione vengono comunicate dalla CCIAA al Licenziatario con lettera raccomandata o mezzo equivalente, nella quale è indicato il periodo e le condizioni alle quali può essere annullata. La sospensione può essere comunque revocata anticipatamente quando la CCIAA abbia accertato l'adempimento delle condizioni richieste. La sospensione può essere applicata anche su richiesta motivata del Licenziatario. In questo caso, la CCIAA, preso atto della richiesta del Licenziatario, gli comunica la sospensione per un periodo determinato con lettera raccomandata o con mezzi equivalenti. L'annullamento della sospensione deve essere annotato nell'elenco dei Licenziatari. Art. 16 Revoca La revoca, con o senza sanzione pecuniaria, viene applicata a fronte di una non conformità grave. Essa è comunque disposta nei seguenti casi: - reiterazione di una non conformità grave; - fallimento o cessazione dell'attività del Licenziatario; - utilizzo del Marchio in termini illegali o fraudolenti; - contravvenzione alle prescrizioni di cui all art. 10, lettere e), i), j), k), l),m); - mancato versamento delle somme dovute alla CCIAA e persistenza nell'inadempimento nonostante la messa in mora e la diffida inviate; - mancata esecuzione delle deliberazioni della CCIAA, salvo quanto previsto all art. precedente.. La revoca comporta la cancellazione dall'elenco dei Licenziatari. 5
6 Art. 17 Recesso Il Licenziatario, prima della scadenza della concessione, può in qualsiasi momento rinunciare alla Licenza d uso del Marchio. A tal fine deve inviare alla CCIAA una esplicita comunicazione, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. L operatività del recesso decorre dal momento della avvenuta ricezione della comunicazione. Art Effetti del recesso e della revoca Nel caso di recesso o di revoca, al Licenziatario non sarà riconosciuto alcun rimborso delle somme versate nel corso dell anno cui si riferisce il recesso o la revoca. Inoltre egli resta obbligato ai versamenti di pertinenza del periodo in cui è stato Licenziatario del Marchio. Il recedente ed il revocato sono altresì responsabili verso la CCIAA e verso i terzi per tutte le obbligazioni assunte dalla CCIAA sino alla data in cui essi sono stati Licenziatari del marchio. A seguito del recesso o della revoca, il Licenziatario viene cancellato dall'elenco dei Licenziatari e cessa altresì ogni suo diritto all'utilizzo del Marchio. Art. 19 Ricorsi Avverso le decisioni assunte è ammesso presentare ricorso alla CCIAA entro il termine di 30 giorni dalla data di notifica della decisione. L esito del ricorso sarà comunicato al ricorrente entro 90 giorni dal suo ricevimento. Tutte le controversie relative all interpretazione e/o l applicazione del presente Regolamento saranno deferite alla Camera di Conciliazione della CCIAA e risolte secondo il vigente Regolamento, che le parti dichiarano di conoscere ed accettare. In caso di mancata conciliazione, le controversie saranno risolte mediante arbitrato di equità, in conformità al Regolamento della Camera Arbitrale di Genova, da un Arbitro da nominarsi secondo il vigente Regolamento che le parti dichiarano di conoscere e di accettare. Art Obbligo di riservatezza Gli atti e le informazioni riguardanti il Soggetto interessato ed il Licenziatario sono considerati riservati, salvo disposizioni di legge contrarie o autorizzazione scritta del Soggetto interessato stesso o del Licenziatario. La CCIAA e l'odc sono vincolati al segreto professionale. 6

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 art. 5
 art. 19
 Art. 5
 art. 3
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 15
 Art. 16
 art. 10
 Art. 17
 Art. 19