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Timestamp: 2018-12-14 11:54:24+00:00

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Tematica: Penale
Misure cautelari nei reati sessuali
La Corte Costituzionale con la sentenza del 7 luglio 2010 n. 265 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, secondo e terzo periodo, del codice di procedura penale, perché, nello stabilire le condizioni per l’applicazione della misura cautelare in carcere per i delitti di cui agli articoli 600-bis, primo comma (prostituzione minorile), 609-bis (violenza sessuale) e 609-quater (atti sessuali con minorenne) del codice penale, non considera, quale ipotesi di esclusione...
Tratta di persone: aggravanti speciali
L’Italia ha ratificato con la legge 2 luglio 2010, n. 108 (pubblicata sulla G.U. n. 163 del 15 luglio 2010 ed entrata in vigore il 30 luglio 2010), la Convenzione europea sulla lotta alla tratta di esseri umani, sottoscritta a Varsavia il 16 maggio 2005, per contrastare il fenomeno del traffico e della riduzione in schiavitù, legato allo sfruttamento della prostituzione e al prelievo e traffico di organi. Con questo intervento legislativo, che completa l’adeguamento alla normativa i...
La Corte di cassazione, Sezione VI penale, con la sentenza 30 agosto 2010 n. 32404 ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari, disposta dal Tribunale di Potenza nei confronti di un ragazzo accusato del reato di atti persecutori (stalking) nei confronti della ex fidanzata, ritenendo che anche le molestie attuate da quest’ultimo tramite messaggi su Facebook integrano "gravi indizi di colpevolezza" in ordine al reato contestato in quanto avevano creato nella vittima «uno stato d...
La Corte di Cassazione, Sezione III Penale con la sentenza 7 luglio-7 ottobre 2010 n. 35950 ha stabilito che la reazione violenta della vittima dopo che ha subito uno stupro non prova che la stessa forza poteva essere usata per difendersi. Sulla base di tale ragionamento i Supremi Giudici hanno confermato una condanna inflitta in primo grado e annullata in secondo, a carico di tre imputati del reato di violenza sessuale. La sentenza emessa in secondo grado che aveva cancellato la condanna s...
Arresti domiciliari: va in carcere chi usa Facebook
La Corte di Cassazione, Sez. II Penale, con la sentenza del 29 settembre-18 ottobre 2010 n. 37151, dispone che gli arresti domiciliari vanno sostituiti con la custodia in carcere se la persona che ha usufruito del beneficio chatta su facebook. Infatti, con la predetta sentenza n. 37151 la Suprema Corte afferma che al divieto di avere rapporti con persone diverse dai familiari conviventi, disposto dal giudice con il provvedimento applicativo della misura degli arresti domiciliari ex art. 284 ...
Responsabilità penale del funzionario della manutenzione stradale per lesioni a un passante
La Corte di Cassazione – IV sezione penale, con la sentenza 7 aprile 2011 n. 13775 ha stabilito la penale responsabilità del funzionario comunale addetto alla manutenzione della rete stradale che non si sia reso conto di una bolla sul pavimento stradale sulla quale sia caduta una persona procurandosi lesioni. Nella sentenza sopra citata, infatti, i giudici della Suprema Corte confermano la sentenza di condanna per il reato di lesioni colpose emessa nei confronti di un funzionario comunale ad...
La Corte di Cassazione, Sezione I Penale, con la sentenza del 26 aprile 2011 n. 16307 ha ribadito che nella diffamazione via Web il luogo in cui viene commesso il reato va individuato nel punto in cui le offese e le denigrazioni sono percepite dal maggior numero di persone. I giudici di legittimità affrontando un caso di diffamazione in cui i server erano dislocati ad Arezzo e l’amministratore del sito era di Sassari hanno precisato che "il locus commissi delicti della diffamazione telematic...
Riabilitazione fallito anche senza estinzione debiti
La Corte di Cassazione, Sez. I penale, con la sentenza del 11 maggio 2011, n. 18600, ha ritenuto accoglibile la domanda di riabilitazione presentata da un soggetto fallito che, sebbene non sia riuscito a ripagare tutti i debiti, ha dimostrato che tale inadempimento non sia a lui imputabile, perché, chiarisce la sentenza, «l'impossibilità di adempiere le obbligazioni civili derivanti dal reato non va intesa in senso restrittivo, e cioè come sinonimo di impossidenza economica, ma ricomprende tu...
Nessuna sanzione penale per omissione del Durc
La Corte di Cassazione, sezione III penale, con la sentenza del 31 maggio 2011 n. 21780, ha precisato che la mancata tempestiva presentazione del Durc non determina sanzioni penali, ma esclusivamente amministrative. Difatti, precisa la sentenza, il Durc (documento unico di regolarità contributiva), previsto per le opere edilizie dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, articolo 90 (T. U. sulla sicurezza del lavoro) è un certificato che attesta la regolarità di un'impresa nei pagamenti ...
Delitto tentato: recesso attivo
La 1^ Corte di Assise di Appello di Roma, con sentenza del 5.5 – 1.6.2011 n. 23 ha precisato che nei reati a forma libera (nella specie l’omicidio), l'ipotesi del recesso attivo (detto anche, impropriamente, pentimento operoso; articolo 56, comma 4, c.p.) ricorre quando il soggetto, avendo esaurito la condotta tipica, agisce per impedire l'evento e riesce effettivamente ad impedirlo. Si esclude l’applicabilità del recesso attivo quando il soggetto abbia contribuito con la sua condotta ad imp...
Imputabilità: vizio totale o parziale di mente
La 1^ Corte di Assise di Appello di Roma, con sentenza del 5.5 – 1.6.2011 n. 23 ha affermato che ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, seppur il concetto di infermità previsto dalla norma, con la nota sentenza delle Sezioni Unite n. 9163 del 25.1.2005, è stato ampliato anche ai disturbi della personalità non inquadrati nelle categorie nosografiche tradizionali (schizofrenia, paranoia, depressione maggiore, oligofrenie), è necessario accertare rigorosamente se il de...
Determinazione della pena conseguente a giudizio abbreviato
La 1^ Corte di Assise di Appello di Roma, con sentenza del 5.5 – 1.6.2011 n. 23 ha precisato che la riduzione della pena conseguente a giudizio abbreviato deve essere effettuata solo dopo la determinazione della pena irrogabile in concreto, operazione quest’ultima da attuarsi tenendo conto di tutti quei limiti di natura sostanziale previsti dall’ordinamento a temperamento del principio del cumulo materiale delle pene e perciò anche nel rispetto del limite massimo di trent’anni di reclusione ...
Con la sentenza n. 33330/2011, depositata l'8.9.2011, la Suprema Corte ha chiarito che affinché sussista il reato di truffa - e non la semplice evasione - ai danni di un ente pubblico è sufficiente che il datore di lavoro induca in errore l’istituto previdenziale. La Cassazione, dunque, con la suddetta pronuncia ha rigettato il ricorso del presidente di una cooperativa di pastori sardi reo di avere presentato, tramite i modelli DM 10, all'I.N.P.S. la richiesta di conguaglio di Euro 6.940,02 ...
Truffa aggravata per il dirigente che non sanziona i dipendenti assenteisti
La Corte di cassazione sezione II penale con la sentenza n. 35344 del 29 settembre 2011 ha affermato che rischia una condanna per truffa aggravata in concorso il dirigente che invece di adoperarsi per sanzionare i dipendenti assenteisti che attestano falsamente la loro presenza in ufficio ostenti nei loro confronti un atteggiamento di favore tale da incoraggiarne la condotta fraudolenta e tale da scoraggiare la denuncia da parte dei colleghi per paura di mettersi contro il capo. Sostiene infa...
Con la sentenza del 7 ottobre 2011, n. 36392 la Corte di Cassazione torna ad occuparsi del reato di favoreggiamento della prostituzione previsto dalla legge 20 febbraio 1958, n. 75, chiarendo che "non integra il reato di favoreggiamento della prostituzione la condotta del cliente che, dopo la consumazione del rapporto di meretricio, accompagni in auto la donna nel luogo di esercizio della prostituzione". Con ricorso alla Suprema Corte un Procuratore generale della Repubblica impugnava una se...
Il c.d. spamming non integra il reato di molestia
Con la sentenza 27 settembre – 12 ottobre 2011, n. 36779 la I Sezione Penale della Corte di Cassazione, richiamando un proprio precedente indirizzo giurisprudenziale (sentenza 30 giugno 2010, n. 24510), ritiene che nel caso di spamming non possa applicarsi l’art. 660 c.p. che punisce le molestie o disturbi alle persone, per cui, anche se odiosa, la pratica dello spamming non è qualificabile come reato. La Suprema Corte fonda il proprio ragionamento sulle diverse caratteristiche dei mezzi di ...
Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 37954/11 hanno affrontato la questione se, in caso di cessione di parte della retribuzione dal lavoratore al suo creditore, integri il reato di appropriazione indebita la condotta del datore di lavoro che ometta di versare la quota dovuta al cessionario. La sentenza della Corte d’Appello impugnata innanzi alla Cassazione ha ritenuto che costituiva appropriazione indebita la condotta contestata all'imputato che, agen...
La Corte di cassazione - Sezione III penale – con la sentenza del 19 dicembre 2011 n. 46785 ha stabilito che l’utilizzo di fatture materialmente false per certificare operazioni inesistenti di cui poi si chiede la detrazione integra il reato di dichiarazione fraudolenta, prevista dall’articolo 2 del Dlgs 74/2000, e non la più morbida contestazione di dichiarazione infedele, regolata dall’articolo 4 dello stesso decreto. La sentenza 46785/2011 suddetta, ha quindi annullato l’ordinanza del tri...
Dichiarazione fraudolenta per falsa scheda carburante
La Corte di Cassazione, Sez. III Penale con la sentenza 13 gennaio 2012, n.912 stabilisce che integra il reato di cui all'art. 2 del d.lgs. n. 74/2000 (dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) la condotta di chi utilizza, al fine di evadere le imposte sui redditi ed il valore aggiunto, fatture e documenti per operazioni inesistenti o comunque aumentate nell'importo e la conseguente indicazione nella dichiarazione dei redditi di elementi p...
Ordine di demolizione riesaminabile dal giudice dell'esecuzione
La Corte di Cassazione, Sezione III penale con la sentenza del 24 gennaio 2012 n. 2860, si è pronunciata in merito all’ordine di demolizione di un fabbricato a seguito di una condanna per abusivismo edilizio, stabilendo che tale sanzione sfugge alla regola del giudicato ed è riesaminabile in fase esecutiva. La Suprema Corte ha chiarito infatti che il giudice dell’esecuzione è sempre competente a valutare la compatibilità dell’ordine di demolizione con i provvedimenti dell’autorità amministra...
Guida in stato di ebbrezza e lavoro di utilità sociale
La Corte di Cassazione, Sez. IV, con la sentenza del 8 febbraio 2012, n. 4927 ha stabilito che per la concessione della misura alternativa del lavoro di utilità sociale per gli imputati di guida in stato di ebbrezza, non è prevista alcuna necessaria istanza dell'imputato o presentazione di documentazione, ma è sufficiente la sua non opposizione. In merito la Corte di Cassazione rileva che la normativa non prevede alcuna istanza dell'imputato, ma è sufficiente la sua non opposizione. Pertanto...
È estorsione costringere il lavoratore a paghe inferiori
La Corte di Cassazione, Sez. II penale, con la sentenza del 1 febbraio 2012, n. 4290 ha stabilito che «integra il delitto di estorsione la condotta del datore di lavoro che, approfittando della situazione del mercato di lavoro a lui favorevole per la prevalenza dell'offerta sulla domanda, costringa i lavoratori, con la minaccia larvata di licenziamento, ad accettare la corresponsione di trattamenti retributivi deteriori e non adeguati alle prestazioni effettuate, e più in generale condizioni ...
Non è reato di illecita concorrenza di cui all'art. 513 bis c.p. l'interposizione commerciale per fini leciti anche se parassitaria.
La Corte di Cassazione, Sezione I penale, con la sentenza 17.2.2012 n. 6541 ha affermato che l'interposizione commerciale, civilisticamente riferibile al contratto di mediazione ovvero anche a negoziazione atipica, sorretta però da una causa civile volta al perseguimento di finalità pratiche non contra legem ed anzi riconosciuta in tutte le pratiche di compravendita (mobiliare ed immobiliare) non appare idonea ad integrare, sol perché qualificata parassitaria, condotta riconducibile al reato ...
L'impedito controllo dell'amministratore si perfeziona con la conoscenza del danno
La Corte di Cassazione, Sez. V Pen, con la sentenza del 27 marzo 2012, n.11639 ha stabilito che il reato di impedito controllo da parte dell’amministratore, con danno per i soci, si perfeziona non dalla condotta posta in essere dall’amministratore, ma al verificarsi dell’evento dannoso, che è necessariamente successivo alla condotta dell’amministratore. Il suddetto reato, previsto dall’art. 2625, comma 2, del Codice civile punisce gli amministratori che occultano documenti o mettono in atto...
Intestazione fittizia di società
La Corte di Cassazione, Sez. II penale, con la sentenza del 11/04/2012, n. 13421, ha ritenuto non preclusivi della configurabilità dell’intestazione fittizia di una società, reato previsto e punito dall’articolo 12-quinquies del Decreto Legge 8 giugno 1992, n. 306, conv. in Legge 7 agosto 1992, n. 356 (Modifiche urgenti al nuovo codice di procedura penale e provvedimenti di contrasto alla criminalità mafiosa), la titolarità fittizia in capo a soggetti muniti di redditi significativi e l’intes...
Il sequestro delle quote non limita la gestione sociale
La Corte di Cassazione, Sez. VI Penale, con la sentenza del 21 maggio 2012 n. 19219 ha stabilito che la misura cautelare del sequestro delle quote sociali non limita la gestione della società da parte dell’organo amministrativo, ivi compresa la cessione di un ramo d’azienda. La vicenda in esame nasce da un provvedimento del giudice civile con il quale veniva disposto il sequestro delle quote sociali in seguito al rifiuto di un socio, nonché amministratore unico della società, di ritrasferire...
No alla presunzione assoluta di spaccio se si supera la quantità personale
La Corte di Cassazione, sez. V penale, con la sentenza 11.09.2012 n° 34758 ha confermato che il superamento dei limiti massimi indicati nel decreto ministeriale cui fa riferimento l’art. 73, comma 1-bis, lettera a), del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, non costituisce una presunzione assoluta in ordine alla condotta di “spaccio” del detentore, essendo necessario valutare anche altre circostanze che siano indicative di un uso non esclusivamente personale dello stupefacente detenuto, giacché tale...
Bancarotta semplice anche per l'amministratore apparente
La Corte di Cassazione, Sez. V pen., con la sentenza del 18 ottobre 2012, n. 40929 ha stabilito che nell’ambito dei reati fallimentari, le eventuali condotte illecite poste in essere dall’amministratore di fatto, in presenza di determinate condizioni, possono essere ascritte anche in capo all’amministratore apparente (c.d. testa di legno). Difatti, la Corte Suprema ha evidenziato come in capo all’amministratore apparente, «sotto il profilo oggettivo, devono essere ascritte le conseguenze del...
Reato di bancarotta per distrazione fra società collegate
La Corte di cassazione, Sez. I pen., con la sentenza del 13 dicembre 2012 n. 48327, ha stabilito che integra il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione la condotta di colui che trasferisca, senza alcuna contropartita economica, beni di una società in difficoltà economiche ad altra del medesimo gruppo in analoghe difficoltà, respingendo così il ricorso dell’amministratore di una società che sosteneva la non configurabilità del reato di bancarotta fraudolenta per distrazione essendo le ...
Colpa professionale medica - Decreto Balduzzi - "Abolitio criminis" parziale
La Corte di Cassazione, IV Sez. penale, con decisione del 29 gennaio 2013 n. 2, ha ritenuto che l’art.3 della legge 8 novembre 2012, n. 189 c.d. decreto Balduzzi (a norma del quale "L’esercente le professioni sanitarie che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’art. 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella d...
Il reato di omesso versamento dell'IVA prescinde dall'incasso
La Corte di Cassazione, Sezione III Penale, con la sentenza depositata il 3 maggio 2013 n. 19099, si è pronunciata in ordine al reato di omesso versamento dell’IVA, fornendo un’interpretazione particolarmente rigorosa. La Suprema Corte infatti, nella predetta sentenza, ha stabilito che il reato di omesso versamento IVA è commesso anche se l’impresa non ha incassato l’imposta, in quanto ciò che ha rilevanza è il dato risultante dalla dichiarazione e non la percezione del corrispettivo, salvo ...
La presunzione fiscale può fondare la condanna penale per infedele dichiarazione
La sentenza Corte di Cassazione n. 46165 depositata il 18.11.2013 ha confermato la condanna penale per infedele dichiarazione sancendo il principio per cui la condanna penale può fondarsi sugli stessi elementi posti a base dell’accertamento fiscale, ancorché presuntivi, se il Giudice penale li ritiene idonei a provare la condotta elusiva. Il caso esaminato fa riferimento ad un esercente l’attività immobiliare che si era visto condannare per dichiarazione infedele dei redditi e dell’Iva avend...
Non colpevole l'imprenditore che non versa le ritenute per pagare gli stipendi
Va assolto l’imprenditore che ha pagato gli stipendi ai lavoratori, ma poi in crisi di liquidità non ha versato le ritenute al Fisco La Corte di Cassazione Sez. III Penale, con la sentenza n. 5905 depositata il 7.2.2014, ha stabilito che può essere esclusa per carenza del dolo, la colpevolezza dell'imprenditore che omette di versare le ritenute operate, se non dispone della provvista necessaria per aver utilizzato le ultime risorse finanziarie disponibili per pagare gli stipendi ai dipe...
Omesso versamento IVA responsabilità non automatica dei precedenti amministratori
La Corte di cassazione penale con la sentenza n. 12248 depositata il 14.3.2014 ha chiarito i requisiti che fanno scattare la responsabilità dei precedenti amministratori in ordine al reato di omesso versamento dell’IVA da parte della società, responsabilità che quindi non è da considerarsi automatica. La Corte ha infatti stabilito che in caso di omesso versamento dell’iva, la perseguibilità penale dei precedenti amministratori richiede la prova dell’esistenza di un loro contributo causale, m...
La delega al professionista non esclude la responsabilità dellâamministratore per omesso versamento dei contributi
La Corte di Cassazione Sez. III Penale con la sentenza n. 14432 ha chiarito che la delega ad un professionista nella gestione dell’azienda in crisi non esonera il legale rappresentante dalla responsabilità penale per omesso versamento delle ritenute. Secondo la Corte, infatti, pur in presenza della delega, il legale rappresentante ha comunque l’onere di vigilare sulla corretta gestione ed in particolare sul versamento delle ritenute nonché di intervenire per impedire condotte illecite. Tale...
Omesso versamento IVA incostituzionale la soglia di punibilità più bassa rispetto alla dichiarazione infedele
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 80 depositata l’8/4/2014, ha dichiarato incostituzionale l’art. 10-ter del Decreto Legislativo 74/2000 nella parte in cui, con riferimento ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011, punisce l’omesso versamento dell’Iva per importi superiori a euro 50.000, ma inferiori ad euro 103.291,38 Il motivo di tale pronuncia si fonda sulla violazione del principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione tenuto conto che le condotte punite ...
Reato di accesso abusivo al credito solo se c'è il fallimento
Con sentenza n. 44857 depositata il 27.10.2014 la V sez. della Corte di Cassazione Penale si è pronunciata sul reato di accesso abusivo al credito prendendo le distanze dalla giurisprudenza maggioritaria. Infatti in tale sentenza i giudici, pur consapevoli del diverso orientamento espresso in passato dalla Suprema Corte (v., ad es., Sez. 1, n. 4021 del 09/06/1997 Zarri, Rv. 208331), ritengono di aderire all'opzione interpretativa recepita da Sez. V, n. 23796 del 04/05/2004, Narducci, Rv. 228...
Incompatibilità tra reati fiscali e truffa e insussistenza del "riciclaggio anticipato"
La Corte di Cassazione, seconda sezione penale, con la sentenza 13 gennaio 2015, n. 981 ha affermato il principio della sostanziale incompatibilità tra i reati fiscali e il reato di truffa ed ha sancito la necessità che il reato presupposto al reato di riciclaggio, previsto e punito ex art. 648 bis c.p., debba essersi perfezionato in un momento antecedente alla sostituzione o trasferimento del denaro oggetto della condotta sanzionata da detta norma. Infatti, confutando il ricorso proposto da...
Il proprietario incolpevole non è tenuto alla bonifica del sito contaminato
Con sentenza del 5.3.2015 – causa C – 534/13 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in risposta ad un quesito pregiudiziale posto dal Consiglio di Stato in adunanza plenaria (21/2013), ha stabilito che i principi comunitari di tutela dell’ambiente non impongono la bonifica del sito contaminato al proprietario che non è stato responsabile della contaminazione. La sentenza europea quindi conferma la piena conformità alla direttiva sul danno ambientale 2004/35/Ce dell’impianto normativo naz...
Non applicabile in sede penale l'accertamento presuntivo ammesso in sede tributaria
Il Tribunale Penale di Roma, IV sezione, con sentenza del 13.4.2015 depositata il 5.5.2015, ha assolto il rappresentante legale di una società multinazionale estera, operante nel settore della fornitura e manutenzione di impianti per la produzione di energia elettrica, difeso dal nostro studio, dall’accusa di dichiarazione infedele (art. 4 D.Lgs. 74/2000) che prevede la pena della reclusione da 1 a 3 anni. L’accusa ha sostenuto che la multinazionale al fine di evadere le imposte sui redditi ...
LA LEGGE 27 MAGGIO 2015, n. 69 La legge 27 maggio 2015, n. 69 (c.d. “Legge Anticorruzione”) ha introdotto disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso ed ha apportato significative modifiche al codice penale, di procedura penale e al codice civile, riformando il sistema punitivo dei reati societari e reintroducendo il reato del falso in bilancio o, per meglio dire, delle ”false comunicazioni sociali”. Il regime previgente al 2015 ...
Con sentenza n. 890 del 12 gennaio 2016 la V sezione della Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla nuova formulazione dell’art. 2621 c.c. così come modificato dalla l. 69/2015, con particolare riferimento alla modifica che ha interessato il c.d. “falso valutativo”. Infatti, tra le altre modifiche rilevanti, dottrina e giurisprudenza hanno evidenziato fin da subito la scelta del legislatore di elidere dal nuovo art. 2621 c.c. il previgente riferimento all’esposizione di “fatti mat...
A seguito delle modifiche apportate al regime penale tributario dal d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158 (in vigore dal 22 ottobre 2015) ed al regime amministrativo tributario (in vigore dal 1°gennaio 2016) si è creato, in alcuni ambiti, un regime più favorevole ai trasgressori sia in ordine alle sanzioni amministrative e sia in ordine ai parametri soglia di punibilità di alcuni reati. Si è posto quindi il problema dell’applicabilità del c.d. favor rei, che la sentenza della Corte di Cassazione ...
Il nuovo reato di autoriciclaggio: configurabilità se il delitto presupposto sia stato commesso prima dell'entrata in vigore della legge n. 186/14
Reato di bancarotta impropria da falso in bilancio per mancata svalutazione crediti inesigibili
Non svalutare crediti inesigibili configura la condotta tipica del c.d. falso in bilancio e, laddove porti al dissesto della società, integra la fattispecie di bancarotta impropria ai sensi dell’art. 223 comma 2, n. 1 R.d. 16 marzo 1942 n. 267 (c.d. legge fallimentare) Così ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza del 15 giugno 2017 n. 29885 nel pronunciarsi su un caso in cui l’imprenditore non aveva svalutando crediti inesigibili come previsto dai principi contabili, aggravando...
La falsificazione degli attestati di frequenza ai corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro rilasciati da un organismo paritetico non costituisce falso in scrittura privata – fattispecie abrogata dal D.lgs. n.7/2016 – ma costituisce un falso punibile ai sensi della legge penale. Ciò emerge da un recentissimo caso nel quale un organismo paritetico per la formazione, seguito dal nostro Studio, denunciava la falsità di tre attestati di frequenza a corsi di formazione pre...

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 articolo 90
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 art. 648
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 art. 2621
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