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Timestamp: 2019-10-17 18:24:34+00:00

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Note legali sul possesso di semi e coltivazione di Cannabis
Ogni persona in possesso di un campione dei nostri semi per scopo collezionistico, al momento del ricevimento dichiara di aver preso visione delle note legali contenute in questa pagina.
I semi sono esclusi dalla nozione legale di Cannabis, ciò significa che essi non sono da considerarsi sostanza stupefacente (L. 412 del 1974, art. 1, comma 1, lett. B; Convenzione unica sugli stupefacenti di New York del 1961 e tabella II del decreto ministeriale 27/7/1992). In Italia la coltivazione di Cannabis è vietata (artt. 28 e 73 del DPR 309/90) se non si è in possesso di apposita autorizzazione (art. 17 DPR 309/90). Pertanto i semi potranno essere utilizzati esclusivamente a scopo collezionistico e per la preservazione genetica. Vendiamo i semi di cannabis con la riserva che essi non siano usati da terze parti in conflitto con la legge e solo esclusivamente a clienti maggiorenni. Ogni informazione contenute in questa pagina, sugli opuscoli, sulle confezioni e sul materiale promozionale ha scopo puramente informativo e non intende in alcun modo condonare, promuovere o incitare l’uso di sostanze illegali o violazione della legge.
In particolare dichiara di avere ricevuto da Compagnia Delle Indiche una informazione piena e completa sul divieto di coltivazione di tutti i semi forniti da Compagnia Delle Indiche stabilito in Italia dagli art. 28 e 73 del DPR 309/90, se il consumatore è soggetto alla legge italiana.
Compagnia Delle Indiche cede ai terzi le proprie sementi con la riserva che essi non siano usati in contrasto con le leggi a cui i terzi sono soggetti, e si solleva da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dall’uso improprio dei prodotti da essa forniti.
(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 28 – decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 3, comma 4 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32, comma 1)
5. Quando, per i mezzi, per la modalità o le circostanze dell’azione ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, i fatti previsti dal presente articolo sono di lieve entità, si applicano le pene della reclusione da uno a sei anni.
5. bis. Nell’ipotesi di cui al comma 5, limitatamente ai reati di cui al presente articolo commessi da persona tossicodipendente o da assuntore di sostanze stupefacenti o psicotrope, il giudice, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, su richiesta dell’imputato e sentito il pubblico ministero, qualora non debba concedersi il beneficio della sospensione condizionale della pena, può applicare, anzichè le pene detentive e pecuniarie, quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste. Con la sentenza il giudice incarica l’Ufficio locale di esecuzione penale esterna di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. L’Ufficio riferisce periodicamente al giudice. In deroga a quanto disposto dall’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata. Esso può essere disposto anche nelle strutture private autorizzate ai sensi dell’articolo 116, previo consenso delle stesse. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, in deroga a quanto previsto dall’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, su richiesta del pubblico ministero o d’ufficio, il giudice che procede, o quello dell’esecuzione, con le formalità di cui all’articolo del codice di procedura penale, tenuto conto dell’entità dei motivi e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena con conseguente ripristino di quella sostituita. Avverso tale provvedimento di revoca è ammesso ricorso per Cassazione, che non ha effetto sospensivo. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di due volte.

References: art. 1
 art. 28
 art. 28
 art. 3
 art. 32
 sentenza 
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