Source: http://www.iusetnorma.it/costituzione_statuti/statuti/trentino_alto_adige.asp
Timestamp: 2019-06-26 20:34:05+00:00

Document:
STATUTI REGIONALI - TRENTINO ALTO ADIGE
Il Trentino - Alto Adige, comprendente il territorio delle province di Trento e di Bolzano, è costituito in regione autonoma, fornita di personalità giuridica, entro l'unità politica della Repubblica italiana, una e indivisibile, sulla base dei principi della Costituzione e secondo il presente statuto (2).
Nella regione è riconosciuta parità di diritti ai cittadini, qualunque sia il gruppo linguistico al quale appartengono, e sono salvaguardate le rispettive caratteristiche etniche e culturali (3).
Ferme restando le disposizioni sull'uso della bandiera nazionale, la regione, la Provincia di Trento e quella di Bolzano hanno un proprio gonfalone ed uno stemma, approvati con decreto del Presidente della Repubblica (4).
Funzioni della regione (5)
In armonia con la Costituzione e i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica e con il rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali - tra i quali è compreso quello della tutela delle minoranze linguistiche locali - nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, la regione ha la potestà di emanare norme legislative nelle seguenti materie (6):
3) ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni (7);
4) espropriazione per pubblica utilità non riguardante opere a carico prevalente e diretto dello Stato e le materie di competenza provinciale (8);
5) impianto e tenuta dei libri fondiari (9);
6) servizi antincendi (10);
7) ordinamento degli enti sanitari ed ospedalieri (11);
8) ordinamento delle camere di commercio (12);
9) sviluppo della cooperazione e vigilanza sulle cooperative (13);
10) contributi di miglioria in relazione ad opere pubbliche eseguite dagli altri enti pubblici compresi nell'ambito del territorio regionale (14).
1) omissis (15)
2) ordinamento delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (16);
3) ordinamento degli enti di credito fondiario e di credito agrario, delle casse di risparmio e delle casse rurali, nonché delle aziende di credito a carattere regionale (17).
Le prestazioni di dette casse mutue a favore degli interessati non possono essere inferiori a quelle dell'istituto predetto (18).
Con leggi della regione, sentite le popolazioni interessate, possono essere istituiti nuovi comuni e modificate le loro circoscrizioni e denominazioni (19).
Funzioni delle province (20)
Le province hanno la potestà di emanare norme legislative entro i limiti indicati dall'art. 4, nelle seguenti materie (21):
1) ordinamento degli uffici provinciali e del personale ad essi addetto (22);
2) toponomastica, fermo restando l'obbligo della bilinguità nel territorio della provincia di Bolzano (23);
4) usi e costumi locali ed istituzioni culturali (biblioteche, accademie, istituti, musei) aventi carattere provinciale; manifestazioni ed attività artistiche, culturali ed educative locali, e, per la Provincia di Bolzano, anche con i mezzi radiotelevisivi, esclusa la facoltà di impiantare stazioni radiotelevisive (24);
5) urbanistica e piani regolatori (25);
6) tutela del paesaggio (26);
8) ordinamento delle minime proprietà colturali, anche agli effetti dell'art. 847 del codice civile; ordinamento dei "masi chiusi" e delle comunità familiari rette da antichi statuti o consuetudini (27);
9) artigianato (28);
10) edilizia comunque sovvenzionata, totalmente o parzialmente, da finanziamenti a carattere pubblico, comprese le agevolazioni per la costruzione di case popolari in località colpite da calamità e le attività che enti a carattere extra provinciale, esercitano nelle province con finanziamenti pubblici (29);
13) opere di prevenzione e di pronto soccorso per calamità pubbliche (30);
14) miniere, comprese le acque minerali e termali, cave e torbiere (31);
15) caccia e pesca (32);
16) alpicoltura e parchi per la protezione della flora e della fauna (33);
17) viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse provinciale (34);
18) comunicazioni e trasporti di interesse provinciale, compresi la regolamentazione tecnica e l'esercizio degli impianti di funivia (35);
19) assunzione diretta di servizi pubblici e loro gestione a mezzo di aziende speciali (36);
21) agricoltura, foreste e corpo forestale, patrimonio zootecnico ed ittico, istituti fitopatologici, consorzi agrari e stazioni agrarie sperimentali, servizi antigrandine, bonifica (37);
25) assistenza e beneficenza pubblica (38);
29) addestramento e formazione professionale (39).
2) istruzione elementare e secondaria (media, classica, scientifica, magistrale, tecnica, professionale e artistica) (40);
3) commercio (41);
6) spettacoli pubblici per quanto attiene alla pubblica sicurezza (42);
8) incremento della produzione industriale (43);
9) utilizzazione delle acque pubbliche, escluse le grandi derivazioni a scopo idroelettrico (44);
10) igiene e sanità, ivi compresa l'assistenza sanitaria e ospedaliera (45);
I cittadini residenti nella provincia di Bolzano hanno diritto alla precedenza nel collocamento al lavoro nel territorio della provincia stessa, esclusa ogni distinzione basata sulla appartenenza ad un gruppo linguistico o sull'anzianità di residenza (46).
La provincia nomina il presidente e il vice presidente della cassa di risparmio, sentito il parere del Ministero del tesoro (47).
Il ministero competente adotta i provvedimenti concernenti l'attività dell'Ente nazionale per l'energia elettrica (ENEL) nella regione, sentito il parere della provincia interessata (48).
Sulle domande di concessione per grandi derivazioni idroelettriche presentate, nelle province di Trento e di Bolzano, in concorrenza dall'ENEL e dagli enti locali, determinati in base a successiva legge dello Stato, provvede il Ministro per i lavori pubblici di concerto col Ministro per l'industria, il commercio e l'artigianato e d'intesa con la provincia territorialmente interessata (49).
L'utilizzazione delle acque pubbliche da parte dello Stato e della provincia, nell'ambito della rispettiva competenza, ha luogo in base a un piano generale stabilito d'intesa tra i rappresentanti dello Stato e della provincia in seno a un apposito comitato (50).
La Provincia di Trento assicura la destinazione di stanziamenti in misura idonea a promuovere la tutela e lo sviluppo culturale, sociale ed economico della popolazione ladina e di quelle mochena e cimbra residenti nel proprio territorio, tenendo conto della loro entità e dei loro specifici bisogni (51).
La delega di funzioni amministrative dello Stato, anche se conferita con la presente legge, potrà essere modificata o revocata con legge ordinaria della Repubblica (52).
Le province possono delegare alcune loro funzioni amministrative ai comuni o ad altri enti locali o avvalersi dei loro uffici (53).
Per l'eventuale istituzione di università nel Trentino - Alto Adige, lo Stato deve sentire preventivamente il parere della regione e della provincia interessata (54).
Restano ferme le attribuzioni devolute ai sindaci quali ufficiali di pubblica sicurezza o ai funzionari di pubblica sicurezza distaccati (55).
I provvedimenti dell'autorità statale adottati per motivi di ordine pubblico, che incidono, sospendono o comunque limitano l'efficacia di autorizzazioni dei presidenti delle province in materia di polizia o di altri provvedimenti di competenza della provincia, sono emanati sentito il Presidente della Provincia competente, il quale deve esprimere il parere nel termine indicato nella richiesta (56).
Per l'osservanza delle leggi e dei regolamenti regionali e provinciali il Presidente della Regione e i presidenti delle province possono richiedere l'intervento e la assistenza della polizia dello Stato, ovvero della polizia locale urbana e rurale (57).
La regione e le province utilizzano - a presidio delle norme contenute nelle rispettive leggi - le sanzioni penali che le leggi dello Stato stabiliscono per le stesse fattispecie (58).
Sono organi della regione: il Consiglio regionale, la Giunta regionale e il Presidente della Regione (59).
Per l'esercizio del diritto elettorale attivo in provincia di Bolzano è richiesto il requisito della residenza nel territorio regionale per un periodo ininterrotto di quattro anni. Per l'esercizio del diritto elettorale attivo in provincia di Trento è richiesto il requisito della residenza nel territorio provinciale per un periodo ininterrotto di un anno. L'elettore che abbia maturato il periodo di residenza ininterrotta quadriennale nel territorio della regione è iscritto, ai fini delle elezioni dei consigli provinciali, nelle liste elettorali del comune della provincia ove ha maturato il maggior periodo di residenza nel quadriennio, oppure, nel caso di periodi di pari durata, nel comune di sua ultima residenza. Per l'elezione dei consigli provinciali e per quella dei consigli comunali prevista dall'articolo 63 durante il quadriennio l'elettore esercita il diritto di voto nel comune di precedente residenza (60).
Il nuovo consiglio si riunisce entro venti giorni dalla proclamazione degli eletti dei consigli provinciali di Trento e di Bolzano su convocazione del Presidente della Regione in carica (61).
L'ufficio di consigliere provinciale e regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere, di un altro consiglio regionale, ovvero del Parlamento europeo (62).
I vice presidenti coadiuvano il presidente, il quale sceglie il vice presidente chiamato a sostituirlo in caso di assenza o di impedimento (64).
Se il Presidente della Regione non convoca il consiglio regionale entro quindici giorni dalla scadenza del termine prescritto nel comma precedente, la convocazione ha luogo a cura del commissario del Governo (65).
I consigli provinciali disciolti continuano ad esercitare le loro funzioni sino alla elezione dei nuovi consigli provinciali (66).
Nelle materie non appartenenti alla competenza della regione, ma che presentano per essa particolare interesse, il Consiglio regionale può emettere voti e formulare progetti. Gli uni e gli altri sono inviati dal Presidente della Regione al Governo per la presentazione alle Camere e sono trasmessi in copia al commissario del Governo (67).
Gli assessori supplenti sono chiamati a sostituire gli effettivi nelle rispettive attribuzioni, tenendo conto del gruppo linguistico al quale appartengono i sostituiti (68).
I componenti la Giunta regionale appartenenti ad un Consiglio provinciale disciolto continuano ad esercitare il loro ufficio fino alla elezione del nuovo Consiglio provinciale (69).
Il Presidente della Regione o gli assessori che non adempiano agli obblighi stabiliti dalla legge sono revocati dal Consiglio regionale (70).
Qualora per morte, dimissioni o revoca del Presidente della Regione o degli assessori occorra procedere alle loro sostituzioni, il Presidente del Consiglio regionale convoca il consiglio entro quindici giorni (71).
Egli interviene alle sedute del Consiglio dei ministri, quando si trattano questioni che riguardano la regione (72).
Il Presidente della Regione dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla regione, conformandosi alle istruzioni del Governo (73).
Il Presidente della Regione determina la ripartizione degli affari tra i singoli assessori effettivi con proprio decreto da pubblicarsi nel Bollettino della regione (74).
Il Presidente della Regione emana, con suo decreto, i regolamenti deliberati dalla giunta (75).
5) l'adozione in caso di urgenza di provvedimenti di competenza del consiglio, da sottoporsi per la ratifica al consiglio stesso nella sua prima seduta successiva (76).
Se le leggi sono state approvate a maggioranza dei due terzi dei componenti il Consiglio provinciale, si fa luogo a referendum soltanto se, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, la richiesta è sottoscritta da un quindicesimo degli aventi diritto al voto per l'elezione del Consiglio provinciale (77).
La prima riunione del nuovo Consiglio provinciale ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalla proclamazione degli eletti su convocazione del Presidente della Provincia in carica (78).
I membri del Consiglio provinciale non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni e dei voti espressi nell'esercizio delle loro funzioni (79).
Nei primi trenta mesi di attività del Consiglio provinciale di Bolzano il presidente è eletto tra i consiglieri appartenenti al gruppo di lingua tedesca; per il successivo periodo il presidente è eletto tra i consiglieri appartenenti al gruppo di lingua italiana. Può essere eletto un consigliere appartenente al gruppo linguistico ladino previo assenso, per i rispettivi periodi, della maggioranza dei consiglieri del gruppo linguistico tedesco o italiano (80).
Ai consigli provinciali si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 31, 32, 34, 35 e 38 (81).
Con decreto motivato del Presidente della Repubblica e con l'osservanza delle forme di cui al terzo comma è disposta la rimozione del Presidente della Provincia, se eletto a suffragio universale e diretto, che abbia compiuto atti contrari alla Costituzione o reiterate e gravi violazioni di legge. La rimozione può altresì essere disposta per ragioni di sicurezza nazionale (82).
L'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Provincia eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione o le dimissioni dello stesso comportano le dimissioni della giunta e lo scioglimento del Consiglio provinciale (83).
Si applicano al presidente e agli assessori provinciali le disposizioni dell'articolo 37, in quanto compatibili (84).
Egli interviene alle sedute del Consiglio dei ministri, quando si trattano questioni che riguardano la provincia (85).
Il Presidente della Provincia emana, con suo decreto, i regolamenti deliberati dalla giunta (86).
7) l'adozione, in caso di urgenza, di provvedimenti di competenza del consiglio da sottoporsi per la ratifica al consiglio stesso nella sua prima seduta successiva (87).
Le leggi regionali e quelle provinciali sono promulgate rispettivamente dal Presidente della Regione o dal Presidente della Provincia e sono vistate dal commissario del Governo competente (88).
Il ricorso non ha effetto sospensivo (89).
Le leggi regionali e provinciali ed i regolamenti regionali e provinciali sono pubblicati nel "Bollettino ufficiale" della regione, nei testi italiano e tedesco, ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della loro pubblicazione, salvo diversa disposizione della legge (90).
Con legge regionale sono regolati l'esercizio dell'iniziativa popolare e il referendum per le leggi regionali (91).
Nei comuni della provincia di Bolzano ciascun gruppo linguistico ha diritto di essere rappresentato nella giunta municipale se nel consiglio comunale vi siano almeno due consiglieri appartenenti al gruppo stesso (92).
Le norme sulla composizione degli organi collegiali degli enti pubblici locali in provincia di Bolzano garantiscono la rappresentanza del gruppo linguistico ladino (93).
Per l'esercizio del diritto elettorale attivo nelle elezioni dei consigli comunali della provincia di Bolzano si applicano le disposizioni di cui all'ultimo comma dell'art. 25 (94).
L'ordinamento del personale dei comuni è regolato dai comuni stessi, salva l'osservanza dei principi generali che potranno essere stabiliti da una legge regionale (95).
Le province, in corrispondenza delle nuove materie attribuite alla loro competenza, succedono, nell'ambito del proprio territorio, nei beni e nei diritti demaniali e patrimoniali di natura immobiliare dello Stato e nei beni e diritti demaniali e patrimoniali della regione, esclusi in ogni caso quelli relativi al demanio militare, a servizi di carattere nazionale e a materie di competenza regionale (96).
b) i due decimi dell'imposta sul valore aggiunto, esclusa quella relativa all'importazione, al netto dei rimborsi effettuati ai sensi dell'articolo 38 bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, determinata assumendo a riferimento i consumi finali;
d) omissis (97)
1. È devoluto alle province il provento dell'imposta erariale, riscossa nei rispettivi territori, sull'energia elettrica ivi consumata (98).
1. Le province possono stabilire imposte e tasse sul turismo (99).
1 bis. Le province, relativamente ai tributi erariali per i quali lo Stato ne prevede la possibilità, possono in ogni caso modificare aliquote e prevedere esenzioni, detrazioni e deduzioni purché nei limiti delle aliquote superiori definite dalla normativa statale (100).
1. La regione e le province possono ricorrere all'indebitamento solo per il finanziamento di spese di investimento, per una cifra non superiore alle entrate correnti. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dalle stesse contratti (101).
2. omissis (102)
3. Salvo quanto diversamente disposto con le disposizioni di cui all'articolo 107, i gettiti di spettanza provinciale dell'imposta sul reddito delle società e delle imposte sostitutive sui redditi di capitale, qualora non sia possibile la determinazione con le modalità di cui al comma 2, sono quantificati sulla base dell'incidenza media dei medesimi tributi sul prodotto interno lordo (PIL) nazionale da applicare al PIL regionale o provinciale accertato dall'Istituto nazionale di statistica (103).
omissis (105)
1. La regione e le province concorrono al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà e all'esercizio dei diritti e dei doveri dagli stessi derivanti nonché all'assolvimento degli obblighi di carattere finanziario posti dall'ordinamento comunitario, dal patto di stabilità interno e dalle altre misure di coordinamento della finanza pubblica stabilite dalla normativa statale:
4. Le disposizioni statali relative all'attuazione degli obiettivi di perequazione e di solidarietà, nonché al rispetto degli obblighi derivanti dal patto di stabilità interno, non trovano applicazione con riferimento alla regione e alle province e sono in ogni caso sostituite da quanto previsto dal presente articolo. La regione e le province provvedono alle finalità di coordinamento della finanza pubblica contenute in specifiche disposizioni legislative dello Stato, adeguando la propria legislazione ai princìpi costituenti limiti ai sensi degli articoli 4 e 5 (106).
1 bis. Nelle materie di competenza le province possono istituire nuovi tributi locali. Nel caso di tributi locali istituiti con legge dello Stato, la legge provinciale può consentire agli enti locali di modificare le aliquote e di introdurre esenzioni, detrazioni o deduzioni nei limiti delle aliquote superiori definite dalla normativa statale e può prevedere, anche in deroga alla disciplina statale, modalità di riscossione.
1 ter. Le compartecipazioni al gettito e le addizionali a tributi erariali che le leggi dello Stato attribuiscono agli enti locali spettano, con riguardo agli enti locali del rispettivo territorio, alle province. Ove la legge statale disciplini l'istituzione di addizionali tributarie comunque denominate da parte degli enti locali, alle relative finalità provvedono le province individuando criteri, modalità e limiti di applicazione di tale disciplina nel rispettivo territorio (107).
Allo scopo di adeguare le finanze dei comuni al raggiungimento delle finalità e all'esercizio delle funzioni stabilite dalle leggi, le province di Trento e di Bolzano corrispondono ai comuni stessi idonei mezzi finanziari, da concordare fra il Presidente della relativa Provincia ed una rappresentanza unitaria dei rispettivi comuni (108).
1. Le attività di accertamento dei tributi nel territorio delle province sono svolte sulla base di indirizzi e obiettivi strategici definiti attraverso intese tra ciascuna provincia e il Ministro dell'economia e delle finanze e conseguenti accordi operativi con le agenzie fiscali (109).
La regione, le province ed i comuni hanno un proprio bilancio per l'esercizio finanziario che coincide con l'anno solare. La regione e le province adeguano la propria normativa alla legislazione dello Stato in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici (110).
Limitatamente ai capitoli definiti con la procedura di cui ai commi precedenti, la legge di approvazione del bilancio può essere rinviata o impugnata dal Governo solo per motivi di illegittimità concernenti violazioni della Costituzione o del presente statuto (111).
Per l'approvazione dei bilanci e dei rendiconti finanziari della regione è necessario il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri della Provincia di Trento e di quelli della Provincia di Bolzano. Se tale maggioranza non si forma, l'approvazione stessa è data da un organo a livello regionale. Detto organo non può modificare le decisioni in ordine ai capitoli di bilancio eventualmente contestati in base a quanto previsto ai commi terzo, quarto e quinto del presente articolo e definiti con la procedura ivi contemplata (112).
Il commissario del Governo in Trento esercita le attribuzioni di cui al n. 2) del precedente comma nei riguardi della regione e delle altre amministrazioni pubbliche aventi competenza sull'intero territorio regionale (113).
Le disposizioni sulla riserva e ripartizione proporzionale tra i gruppi linguistici italiano e tedesco dei posti esistenti nella provincia di Bolzano sono estese al personale della magistratura giudicante e requirente. È garantita la stabilità di sede nella provincia stessa ai magistrati appartenenti al gruppo linguistico tedesco, ferme le norme dell'ordinamento giudiziario sulle incompatibilità. Si applicano anche al personale della magistratura in provincia di Bolzano i criteri per la attribuzione dei posti riservati ai cittadini di lingua tedesca, fissati nel quarto comma del presente articolo (114).
Parimenti gli atti amministrativi di cui al primo comma ritenuti lesivi del principio di parità tra i cittadini di lingua italiana, ladina, mochena e cimbra, residenti nella provincia di Trento, possono essere impugnati dinanzi al tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento da parte dei consiglieri regionali o provinciali e, in caso di provvedimenti dei comuni, anche da parte dei consiglieri comunali dei comuni delle località ladine, mochene o cimbre, qualora la lesione sia riconosciuta da un quinto del consiglio comunale (115).
Nei comuni del territorio della provincia di Bolzano, per la nomina a conciliatori, viceconciliatori, cancellieri ed uscieri degli uffici di conciliazione è richiesta la piena conoscenza delle lingue italiana e tedesca (116).
La legge regionale può, altresì, essere impugnata da uno dei consigli provinciali della regione; la legge provinciale dal Consiglio regionale o dall'altro Consiglio provinciale della regione (117).
Le leggi e gli atti aventi valore di legge della Repubblica possono essere impugnati dal Presidente della Regione o da quello della provincia, previa deliberazione del rispettivo consiglio, per violazione del presente statuto o del principio di tutela delle minoranze linguistiche tedesca e ladina (118).
Copia dell'atto di impugnazione e del ricorso per conflitto di attribuzione deve essere inviata al commissario del Governo in Trento, se trattasi della regione o della Provincia di Trento, e al commissario del Governo in Bolzano, se trattasi della Provincia di Bolzano (119).
Salvo i casi previsti espressamente - e la regolazione con norme di attuazione dei casi di uso congiunto delle due lingue negli atti destinati alla generalità dei cittadini, negli atti individuali destinati ad uso pubblico e negli atti destinati a pluralità di uffici - è riconosciuto negli altri casi l'uso disgiunto dell'una o dell'altra delle due lingue. Rimane salvo l'uso della sola lingua italiana all'interno degli ordinamenti di tipo militare (120).
Nelle scuole dei comuni della provincia di Trento ove è parlato il ladino, il mocheno o il cimbro è garantito l'insegnamento della lingua e della cultura ladina o tedesca (121).
Le modifiche allo statuto approvate non sono comunque sottoposte a referendum nazionale (122).
Le disposizioni di cui agli articoli 30 e 49, relative al cambiamento del Presidente del Consiglio regionale e di quello del Consiglio provinciale di Bolzano, possono essere modificate con legge ordinaria dello Stato su concorde richiesta del Governo e, rispettivamente, della regione o della Provincia di Bolzano (123).
Nelle materie attribuite alla competenza della regione o della provincia, fino a quando non sia diversamente disposto con leggi regionali o provinciali, si applicano le leggi dello Stato (124).
In seno alla commissione di cui al precedente comma è istituita una speciale commissione per le norme di attuazione relative alle materie attribuite alla competenza della Provincia di Bolzano, composta di sei membri, di cui tre in rappresentanza dello Stato e tre della provincia. Uno dei membri in rappresentanza dello Stato deve appartenere al gruppo linguistico tedesco; uno di quelli in rappresentanza della provincia deve appartenere al gruppo linguistico italiano (125).
Con norme di attuazione da emanare entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale 10 novembre 1971, n. 1, sono determinati i beni di cui all'art. 68 del presente statuto che passano alle province, nonché le modalità per la consegna dei beni stessi (126).
Qualora le norme di cui ai commi precedenti non siano emanate nel termine stabilito, le province possono assumere, con legge, le relative funzioni amministrative (127).
In relazione al trasferimento di competenze dalla regione alle province, disposto dalla legge costituzionale 10 novembre 1971, n. 1, si provvede al passaggio di uffici e personale dalla regione alle province, con decreto del Presidente della Regione, sentita la Giunta provinciale interessata, facendo salvi la posizione di stato e il trattamento economico del personale trasferito, e tenendo conto delle esigenze familiari, della residenza e del gruppo linguistico dei dipendenti (128).
(1) Questo testo unico, che raccoglie e coordina le disposizioni della l. cost. 26 febbraio 1948, n. 5, della l. 31 dicembre 1962, n. 1777 (g.u. 12 gennaio 1963, n. 10), della l. cost. 10 novembre 1971, n. 1 e della l. cost. 23 febbraio 1972, n. 1, è stato modificato dalla l. cost. 12 aprile 1989, n. 3 (g.u. 14 aprile 1989, n. 87), dalla l. 30 novembre 1989, n. 386, dalla l. cost. 23 settembre 1993, n. 2 (g.u. 25 settembre 1993, n. 226), dalla l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2 e dalla l. 23 dicembre 2009, n. 191. In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 14 dicembre 1993, n. 438. L'art. 116 della Costituzione, come sostituito dall'art. 2 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3 (g.u. 24 ottobre 2001, n. 248), ha richiamato la regione usando la denominazione "Trentino - Alto Adige/Südtirol".
(2) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 17 novembre 2010, n. 328.
(3) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 28 dicembre 1970, n. 192.
(4) Per il gonfalone e lo stemma della Provincia di Trento vedi il d.p.r. 4 gennaio 1988.
(5) L'attribuzione di competenze legislative alla regione dev'essere riletta in seguito alla sostituzione dell'art. 117 della Costituzione da parte dell'art. 3 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3 (g.u. 24 ottobre 2001, n. 248), dato che l'art. 10 di quest'ultima legge ha esteso alle regioni a statuto speciale e alle province autonome le parti della legge che "prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite".
(6) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 26 giugno 1956, n. 6, 18 maggio 1960, n. 32, 15 giugno 1960, n. 40, 22 dicembre 1961, n. 68, 14 luglio 1971, n. 172, 1 marzo 1972, n. 37, 18 ottobre 1983, n. 312, 15 maggio 1987, n. 167 e 28 aprile 1989, n. 242.
(7) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 5 maggio 1959, n. 23, 10 giugno 1966, n. 60, 21 maggio 1975, n. 114 e 31 marzo 2006, n. 132.
(8) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 19 dicembre 1966, n. 118. 10 febbraio 1969, n. 13 e 29 aprile 1971, n. 92.
(9) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 16 giugno 1988, n. 646.
(10) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 28 dicembre 1971, n. 208.
(11) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 5 novembre 1984, n. 245, 7 aprile 1987, n. 107, 25 luglio 1995, n. 373 e 23 febbraio 2007, n. 50.
(12) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 1 aprile 1982, n. 65.
(13) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 30 dicembre 1958, n. 80 e 1 luglio 1986, n. 166.
(14) Articolo così modificato dall'art. 6 della l. cost. 23 settembre 1993, n. 2 (g.u. 25 settembre 1993, n. 226) e dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. Relativamente al n. 10 vedi la sentenza della corte costituzionale 6 febbraio 1969, n. 7 e l'art. 3, secondo comma del d.p.r. 28 marzo 1975, n. 473.
(15) Numero abrogato dall'art. 6 della l. cost. 23 settembre 1993, n. 2 (g.u. 25 settembre 1993, n. 226). (16) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 26 giugno 1965, n. 51.
(17) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 9 luglio 1956, n. 16, 28 novembre 1990, n. 525, 8 giugno 1994, n. 224 e 20 dicembre 2007, n. 438, nonché l'ordinanza della corte costituzionale 28 novembre 2002, n. 504.
(18) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 28 dicembre 1970, n. 192 e 11 maggio 1971, n. 95.
(19) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 2 aprile 1964, n. 28.
(20) L'attribuzione di competenze legislative alle province dev'essere riletta in seguito alla sostituzione dell'art. 117 della Costituzione da parte dell'art. 3 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3 (g.u. 24 ottobre 2001, n. 248), dato che l'art. 10 di quest'ultima legge ha esteso alle regioni a statuto speciale e alle province autonome le parti della legge che "prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite".
(21) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 10 giugno 1988, n. 633 e 9 marzo 1989, n. 102.
(22) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 28 gennaio 1991, n. 32 e 24 ottobre 2001, n. 340.
(23) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 2 aprile 1964, n. 28.
(24) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 11 luglio 1961, n. 46, 14 aprile 1988, n. 450, 12 febbraio 1996, n. 29 e 15 ottobre 2003, n. 312.
(25) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 29 aprile 1971, n. 92 e 27 ottobre 1988, n. 999.
(26) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 22 luglio 2009, n. 226.
(27) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 1 marzo 1972, n. 35.
(28) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 14 luglio 1988, n. 796 e 19 dicembre 2006, n. 423.
(29) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 13 novembre 1985, n. 287 e 25 febbraio 1988, n. 217.
(30) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 10 febbraio 1969, n. 13, 28 dicembre 1971, n. 208, 15 ottobre 2003, n. 312 e 1 aprile 2011, n. 109.
(31) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 12 maggio 1988, n. 532 e 7 aprile 2011, n. 112.
(32) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 21 aprile 2011, n. 151.
(33) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 14 novembre 2007, n. 378, 1 agosto 2008, n. 329, 25 novembre 2008, n. 387 e 21 aprile 2011, n. 151.
(34) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 19 dicembre 1966, n. 118, 19 maggio 1988, n. 555 e 29 dicembre 2004, n. 428.
(35) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 14 aprile 1988, n. 449 e 13 ottobre 2006, n. 327.
(36) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 28 gennaio 1991, n. 32.
(37) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 3 dicembre 1987, n. 433.
(38) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 18 marzo 2005, n. 106.
(39) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 28 dicembre 1970, n. 192 e 14 luglio 2009, n. 213.
(40) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 14 luglio 2009, n. 213 e 17 novembre 2010, n. 328.
(41) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 19 febbraio 1965, n. 8.
(42) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 26 febbraio 2010, n. 72.
(43) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 14 luglio 1988, n. 796, 22 giugno 2006, n. 237 e 26 febbraio 2010, n. 72.
(44) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 7 marzo 1964, n. 13 e 30 settembre 1987, n. 302.
(45) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 26 giugno 1965, n. 51, 22 dicembre 1977, n. 154, 16 febbraio 2006, n. 59, 13 giugno 2006, n. 222, 28 dicembre 2006, n. 449, 23 febbraio 2007, n. 50, 16 marzo 2007, n. 80, 14 marzo 2008, n. 62, 14 novembre 2008, n. 371 e 1 aprile 2011, n. 109.
(46) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 6 febbraio 1991, n. 48.
(47) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 2 febbraio 1990, n. 45, 28 novembre 1990, n. 525, 8 giugno 1994, n. 224 e 20 dicembre 2007, n. 438.
(48) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 31 marzo 1961, n. 20, 1 aprile 1985, n. 94, 22 maggio 1987, n. 182 e 27 dicembre 1991, n. 482.
(49) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 31 marzo 1961, n. 20, 7 marzo 1964, n. 13, 3 agosto 1976, n. 217, 22 maggio 1987, n. 182, 11 febbraio 1988, n. 157 e 27 dicembre 1991, n. 482.
(50) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 12 maggio 2011, n. 165.
(51) Comma aggiunto dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 10 giugno 1988, n. 633 e 10 novembre 1992, n. 427.
(52) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 9 luglio 1956, n. 16, 9 marzo 1957, n. 39, 28 aprile 1989, n. 242 e 19 luglio 2004, n. 236.
(53) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 9 marzo 1957, n. 39 e 15 giugno 1960, n. 40.
(54) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 28 aprile 1976, n. 101, 23 dicembre 1994, n. 445 e l'ordinanza della corte costituzionale 19 dicembre 2006, n. 430.
(55) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 14 luglio 1986, n. 191, 25 febbraio 1988, n. 211, 28 gennaio 1991, n. 32 e 1 luglio 2009, n. 196.
(56) Comma così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(57) Comma così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(58) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 25 novembre 2008, n. 387.
(59) Comma così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(60) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 17 febbraio 1987, n. 42, 21 ottobre 1998, n. 356 e 16 giugno 2006, n. 232.
(61) Articolo già sostituito dall'art. 5 della l. cost. 12 aprile 1989, n. 3 (g.u. 14 aprile 1989, n. 87), e così sostituito dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(62) Comma aggiunto dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(63) Articolo abrogato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(64) Articolo così sostituito dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(65) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(66) Articolo così sostituito dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(67) Comma così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(68) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(69) Comma aggiunto dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(70) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(71) Comma così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(72) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 29 maggio 1974, n. 151.
(73) Comma così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(74) Comma così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(75) Comma così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(76) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 28 luglio 1959, n. 50 e 15 giugno 1960, n. 40.
(77) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(78) Articolo così sostituito dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(79) Articolo aggiunto dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(80) Articolo aggiunto dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(81) Articolo così sostituito dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(82) Articolo aggiunto dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(83) Articolo così sostituito dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(84) Articolo così sostituito dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(85) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 30 dicembre 1961, n. 72, 19 febbraio 1976, n. 34, 16 marzo 1976, n. 45, 22 luglio 1976, n. 180, 15 luglio 1985, n. 206, 4 maggio 1990, n. 224, 31 luglio 1990, n. 381, 28 gennaio 1991, n. 32, 31 gennaio 1991, n. 37 e 1 luglio 2009, n. 196.
(86) Comma così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(87) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 5 maggio 1959, n. 23, 13 luglio 1963, n. 128,15 maggio 1987, n. 167, 17 ottobre 1991, n. 386 e 6 giugno 2012, n. 142.
(88) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 7 aprile 1987, n. 107, 30 dicembre 1987, n. 611, 9 marzo 1989, n. 102, 26 luglio 2002, n. 408 e 20 dicembre 2002, n. 533.
Anche in base alla giurisprudenza costituzionale si ritiene che il controllo preventivo del Governo sulle leggi regionali e provinciali, previsto dall'articolo qui annotato, sia superato in seguito alla sostituzione dell'art. 127 della Costituzione da parte dell'art. 8 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3 (g.u. 24 ottobre 2001, n. 248), dato che l'art. 10 di quest'ultima legge ha esteso alle regioni a statuto speciale e alle province autonome le parti della legge che "prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già ttribuite".
(89) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 21 ottobre 1998, n. 356.
(90) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 25 maggio 1987, n. 188.
(91) Articolo così sostituito dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(92) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 23 maggio 1985, n. 155, 28 luglio 1987, n. 289 e 19 giugno 1995, n. 261.
(93) Articolo così sostituito dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 10 giugno 1994, n. 233 e 19 giugno 1995, n. 261.
(94) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 17 febbraio 1987, n. 42.
(95) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 25 giugno 1980, n. 100 e 31 marzo 2006, n. 132.
(96) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 20 marzo 1978, n. 22 e 13 novembre 1985, n. 287.
(97) Articolo così sostituito dall'art. 1 della l. 30 novembre 1989, n. 386 e modificato dall'art. 2, comma 107 della l. 23 dicembre 2009, n. 191. Vedi anche il comma 108 di quest'ultimo articolo.
(98) Articolo così sostituito dall'art. 2 della l. 30 novembre 1989, n. 386. Vedi anche il comma 108 della l. 23 dicembre 2009, n. 191.
(99) Articolo così sostituito dall'art. 9 della l. 30 novembre 1989, n. 386 (l'art. 12 della legge in questione detta alcune disposizioni transitorie relative alle modificazioni). In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 2 marzo 1987, n. 62.
(100) Articolo così sostituito dall'art. 10 della l. 30 novembre 1989, n. 386 (l'art. 12 della stessa legge detta alcune disposizioni transitorie relative alle modificazioni), e modificato dall'art. 2, comma 107 della l. 23 dicembre 2009, n. 191. In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 6 febbraio 1969, n. 7, 14 luglio 1986, n. 191, 2 marzo 1987, n. 62, 15 dicembre 2010, n. 357, 25 novembre 2011, n. 323 e 12 gennaio 2012, n. 2, nonché l'ordinanza 24 marzo 1988, n. 360.
(101) Articolo così sostituito dall'art. 2, comma 107 della l. 23 dicembre 2009, n. 191. In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 2 marzo 1987, n. 62 e 29 dicembre 2004, n. 425.
(102) Articolo così sostituito dall'art. 3 della l. 30 novembre 1989, n. 386 e modificato dall'art. 2, comma 107 della l. 23 dicembre 2009, n. 191 (vedi anche il comma 108 di quest'ultimo articolo). In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 23 febbraio 1994, n. 52, 6 luglio 2007, n. 256 e 6 giugno 2012, n. 142.
(103) Articolo aggiunto dall'art. 2, comma 107 della l. 23 dicembre 2009, n. 191. Vedi anche i commi 110 e 111 di quest'ultimo articolo.
(104) Articoli confluiti nell'art. 75, come sostituito dall'art. 3 della l. 30 novembre 1989, n. 386.
(105) Articolo già sostituito dall'art. 4 della l. 30 novembre 1989, n. 386, modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2 e abrogato, ora, dall'art. 2, comma 107 della l. 23 dicembre 2009, n. 191. Per una disposizione transitoria connessa all'abrogazione vedi il comma 114 di quest'ultimo articolo. Sul testo previgente vedi le sentenze della corte costituzionale 22 luglio 1976, n. 180, 5 novembre 1984, n. 245, 21 dicembre 1985, n. 356, 21 dicembre 1985, n. 357, 15 luglio 1986, n. 195, 3 dicembre 1987, n. 433, 10 giugno 1988, n. 633, 30 giugno 1988, n. 745, 29 dicembre 1988, n. 1145, 10 novembre 1992, n. 427, 23 febbraio 1994, n. 52 e 27 luglio 1994, n. 355, nonché l'ordinanza della corte costituzionale 11 febbraio 1988, n. 165.
(106) Articolo così sostituito dall'art. 2, comma 107 della l. 23 dicembre 2009, n. 191 (vedi anche i commi 117-125 di quest'ultimo articolo). In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 15 luglio 1986, n. 195.
(107) Articolo così sostituito dall'art. 7 della l. 30 novembre 1989, n. 386 e modificato dall'art. 2, comma 107 della l. 23 dicembre 2009, n. 191.
(108) Comma così sostituito dall'art. 8 della l. 30 novembre 1989, n. 386 e modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(109) Articolo già sostituito dall'art. 11 della l. 30 novembre 1989, n. 386, e così sostituito dall'art. 2, comma 107 della l. 23 dicembre 2009, n. 191.
(110) Articolo così modificato dall'art. 2, comma 107 della l. 23 dicembre 2009, n. 191.
(111) Si ritiene che la possibilità di rinvio da parte del Governo, prevista da questo comma, sia superata in seguito alla sostituzione dell'art. 127 della Costituzione da parte dell'art. 8 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3 (g.u. 24 ottobre 2001, n. 248), dato che l'art. 10 di quest'ultima legge ha esteso alle regioni a statuto speciale e alle province autonome le parti della legge che "prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite".
(112) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 30 dicembre 1987, n. 611.
(113) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. La figura del commissario del Governo dev'essere riletta alla luce dell'abrogazione dell'art. 124 della Costituzione da parte dell'art. 9 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3 (g.u. 24 ottobre 2001, n. 248), dato che l'art. 10 di quest'ultima legge ha esteso alle regioni a statuto speciale e alle province autonome le parti della legge che "prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite". In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 30 dicembre 1961, n. 74, 18 febbraio 1988, n. 177, 28 aprile 1989, n. 242, 17 ottobre 1991, n. 386, 19 maggio 1994, n. 191, 29 dicembre 2004, n. 428, 26 luglio 2005, n. 321 e 19 luglio 2004, n. 236.
(114) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 28 luglio 1987, n. 289, 7 luglio 1988, n. 768 e 4 maggio 1990, n. 224.
(115) Comma aggiunto dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(116) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 11 marzo 1961, n. 1.
(117) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 15 giugno 1960, n. 40.
(118) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 16 aprile 1975, n. 86.
(119) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(120) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 18 maggio 1960, n. 32, 11 marzo 1961, n. 1 e 25 maggio 1987, n. 188.
(121) Articolo così sostituito dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 10 giugno 1994, n. 233.
(122) Articolo così sostituito dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.
(123) Articolo così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2. In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 22 luglio 1976, n. 180, 2 marzo 1987, n. 62 e 15 aprile 2010, n. 133.
(124) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 1 marzo 1972, n. 35.
(125) In materia vedi le sentenze della corte costituzionale 18 maggio 1960, n. 32, 11 maggio 1971, n. 95, 12 gennaio 1977, n. 7, 14 febbraio 1989, n. 37, 24 marzo 1994, n. 95, 6 aprile 1995, n. 109 e 6 maggio 2009, n. 132.
(126) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 24 maggio 1985, n. 160.
(127) In materia vedi la sentenza della corte costituzionale 24 maggio 1985, n. 160.
(128) Comma così modificato dall'art. 4 della l. cost. 31 gennaio 2001, n. 2.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza