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Timestamp: 2017-11-22 08:54:31+00:00

Document:
Circolare 123/2001
Roma, 30 agosto 2001
CIRCOLARE N. 123/2001
OGGETTO: TRIBUTI – DEPOSITO DELLE BEVANDE ALCOLICHE – D.P.R. 18.5.2001, N.310, SU G.U. N. 178 DEL 2.8.2001.
Accogliendo le istanze della Confetra, con il regolamento indicato in oggetto sono state semplificate le disposizioni sui depositi dei prodotti alcolici soggetti ad accisa gestiti dai magazzini generali e dalle imprese di spedizione e di trasporto.
L’articolo 28 del T.U. accise prevede che nei recinti dei depositi di prodotti alcolici in regime sospeso non possano essere detenuti prodotti ad imposta assolta. Questa disposizione ha imposto fino ad oggi l’obbligo di detenere i prodotti in regime sospeso e quelli ad accisa assolta in locali diversi, divisi tra loro con opere murarie o recinzioni fisse.
La Confetra aveva chiesto da tempo l’introduzione di una maggiore flessibilità per i magazzini di logistica al fine di ottimizzare la loro piena funzionalità. Il regolamento in oggetto ha ora stabilito che, nei depositi di prodotti alcolici confezionati gestiti dai magazzini generali e dalle imprese di spedizione e trasporto, ai fini dell’applicazione dell’articolo 28, per recinto s’intende la “delimitazione” dei locali o degli spazi destinati ai prodotti in regime sospeso, distinti dai locali o dagli spazi (anch’essi opportunamente delimitati) dove sono custoditi gli analoghi prodotti ad accisa assolta. Ferma restando l’opportunità di attendere i chiarimenti dell’amministrazione doganale, si ritiene che i magazzini di logistica dovrebbero ora poter delimitare le varie aree del deposito semplicemente utilizzando strutture mobili.
Il regolamento specifica inoltre che per i prodotti ad accisa assolta è sempre necessario tenere un registro di carico-scarico,anche quando si tratti di prodotti per la cui detenzione non è prevista la denuncia agli Uffici Tecnici di Finanza (es. bevande alcoliche confezionate in recipienti inferiori a 5 litri).
G.U. n. 178 del 2-8-2001 (fonte Guritel)
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 maggio 2001, n.310
Regolamento di semplificazione dei procedimenti relativi al controllo, alla commercializzazione e al deposito degli alcoli (n. 85 dell'allegato 1 della legge n. 59/1997).
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 28, comma 4, del decreto
legislativo  26 ottobre  1995, n. 504, nei depositi fiscali di alcole
etilico,  birra  e  prodotti  alcoligeni  intermedi,  confezionati in
recipienti  ermeticamente  chiusi,  istituiti nelle aree dei depositi
doganali  di  tipo A di cui all'articolo 504 del regolamento (CEE) n.
2454  della  Commissione del 2 luglio 1993 ed in quelle di pertinenza
degli  esercenti  l'autotrasporto  di  cose  per  conto terzi e degli
esercenti  l'attivita'  di  spedizione,  per  recinto  si  intende la
delimitazione  dei  locali  o  degli spazi destinati a tali prodotti,
distinti   dai   locali   o  dagli  spazi,  anch'essi  opportunamente
delimitati, dove sono custoditi gli analoghi prodotti assoggettati ad
accisa. Per tali ultimi prodotti, anche quando la loro detenzione non
e' soggetta alla denuncia di cui all'articolo 29 del predetto decreto
legislativo  n.  504  del  1995,  e'  tenuto,  distintamente per ramo
d'imposta,  un  registro  di  carico  e scarico, con riferimento alla
documentazione attinente alla loro movimentazione, redatto secondo le
disposizioni  di  cui  all'articolo 12 del decreto del Ministro delle
finanze 9 luglio 1996, n. 524. I mezzi di trasporto stazionanti nelle
aree  suddette  ed  impegnati  nel carico e nello scarico delle merci
sono considerati operanti, a seconda dei casi, nell'ambito dei locali
o  spazi  gestiti  in  regime  di  deposito  fiscale od in quello dei
reparti  di stoccaggio dei prodotti ad imposta assolta. La disciplina
di  cui  al  presente comma si rende applicabile anche per ogni altro
impianto,  escluse le fabbriche, svolgente attivita' per conto di una
pluralita'  di soggetti, per il quale venga riconosciuto dall'Agenzia
delle  dogane  che  l'adozione della procedura per la reimmissione in
regime  sospensivo  di  cui  all'articolo 6,  comma  6,  del predetto
decreto legislativo n. 504 del 1995 sia incompatibile con le esigenze
1.  Ai  sensi dell'articolo 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997,
n.  59, della data di entrata in vigore del presente regolamento sono
abrogate le seguenti disposizioni:
a) regio decreto 25 novembre 1909, n. 762;
b) regio decreto-legge 6 novembre 1930, n. 1585;
c) regio decreto 27 novembre 1933, n. 1604;
d)  decreto-legge  18 aprile 1950, n. 142, convertito dalla legge
16 giugno 1950, n. 331;
e) legge 28 marzo 1968, n. 415;
f) decreto legislativo 27 novembre 1992, n. 464;
g)  articolo  14-bis  del  decreto-legge  26 maggio 1978, n. 216,
convertito, con modificazioni, della legge 24 luglio 1978, n. 388;
h)  decreto  del Ministro delle finanze 5 luglio 1980, pubblicato
nella  Gazzetta  Ufficiale n. 200 del 23 luglio 1980, recante esonero
dalla  tenuta  del  registro di carico e scarico per l'alcole etilico
denaturato  con  il  denaturante  generale  dello  Stato  detenuto in
confezioni  fino  a  due  litri,  cosi'  come  modificato dal decreto
23 gennaio  1984,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale n. 40 del 9
febbraio  1984 e dal decreto 2 agosto 1985, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 185 del 7 agosto 1985.
1.  Il  presente regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno
successivo  a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
Letta,   Ministro  dell'industria,  del
commercio   e  dell'artigianato  e  del
Pecoraro    Scanio,    Ministro   delle
Registrato alla Corte dei conti il 16 luglio 2001
Ministeri istituzionali, registro n. 10, foglio n. 242
-  Si  trascrivono  i  testi  dell'art.  28,  comma 4 e
dell'art.  29  del  decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.
504 (per il riferimento al decreto legislativo si vedano le
note alle premesse):
4.  Nei  recinti  dei  depositi  fiscali  non possono
essere  detenuti  prodotti  alcolici  ad  imposta  assolta,
eccetto   quelli  strettamente  necessari  per  il  consumo
aziendale,   stabiliti   per   quantita'   e  qualita'  dal
competente ufficio tecnico di finanza".
"Art. 29 (art. 25 testo unico spiriti 1924 - articoli 5
e  6  regio  decreto-legge  n.  23/1933  - articoli 20 e 22
decreto-legge  n.  1200/1948  -  art.  20  decreto-legge n.
142/1950  -  articoli 4 e 13 decreto-legge n. 3/1956 - art.
14-bis  decreto-legge  n.  216/1978 - art. 8 legge 11 marzo
1988,  n.  67  -  art.  5  legge  28 marzo  1968,  n. 415.)
(Deposito  di  prodotti alcolici assoggettati ad accisa). -
1.   Gli   esercenti   impianti   di   trasformazione,   di
condizionamento  e  di  deposito  di  alcole  e  di bevande
alcoliche   assoggettati   ad   accisa  devono  denunciarne
l'esercizio  all'ufficio tecnico di finanza, competente per
2.  Sono soggetti alla denuncia di cui al comma 1 anche
gli  esercizi di vendita ed i depositi di alcole denaturato
con  denaturante  generale  in  quantita'  superiore  a 300
3.   Sono   esclusi  dall'obbligo  della  denuncia  gli
esercenti il deposito di:
a) alcole,  frutta  allo spirito e bevande alcoliche,
confezionati  in  recipienti di capacita' non superiore a 5
litri  ed  aromi  alcolici per liquori o per vermouth e per
altri  vini aromatizzati confezionati in dosi per preparare
non piu' di un litro di prodotto, muniti di contrassegno di
Stato, ai sensi dell'art. 13, comma 2;
b) alcole  non denaturato, aromi alcolici per bevande
diverse   dai  liquori,  bevande  alcoliche,  frutta  sotto
spirito  e  profumerie  alcoliche  prodotte  con alcole non
denaturato, in quantita' non superiore a 20 litri;
c) aromi   alcolici  per  liquori  in  quantita'  non
superiore  a  0,5  litri o a 0,5 chilogrammi, non destinati
d) profumerie   alcoliche  prodotte  con  alcole  non
denaturato,  condizionate  secondo  le  modalita' stabilite
dall'amministrazione finanziaria in quantita' non superiore
a 5000 litri;
e) birra,  vino e bevande fermentate diverse dal vino
e   dalla   birra   se  non  destinate,  queste  ultime,  a
distillerie;
f) vini    aromatizzati,    liquori    e   acquaviti,
addizionati  con  acqua  gassata,  semplice  o  di soda, in
recipienti   contenenti   quantita'   non  superiore  a  10
centilitri  ed  aventi  titolo  alcolometrico non superiore
all'11 per cento in volume.
4.  Gli  esercenti  impianti,  depositi  ed esercizi di
vendita  obbligati alla denuncia di cui ai commi 1 e 2 sono
muniti  di  licenza fiscale, valida fino a revoca, soggetta
al  pagamento  di  un  diritto  annuale  e sono obbligati a
contabilizzare  i prodotti in apposito registro di carico e
scarico.   Sono   esclusi  dall'obbligo  della  tenuta  del
predetto  registro  gli  esercenti  la  minuta  vendita  di
prodotti  alcolici  e  gli esercenti depositi di profumerie
alcoliche  condizionate  fino  a  litri  8.000  anidri. Con
decreto  del  Ministro  delle  finanze, da emanare ai sensi
dell'art.  17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
possono  essere  modificati  i casi di esclusione di cui al
comma  3  e  possono essere stabilite eccezioni all'obbligo
della  tenuta del predetto registro. La licenza e' revocata
o  negata a chiunque sia stato condannato per fabbricazione
clandestina  o per evasione dell'accisa sull'alcole e sulle
bevande alcoliche".
-  Si  trascrive il testo dell'art. 504 del regolamento
CEE  n.  2454  della  Commissione  del  2 luglio  1993 (ora
divenuto  art.  525  del  regolamento  CEE  n.  2454  della
Commissione    del   2 luglio   1993,   a   seguito   delle
modificazioni  di cui all'art. 1 del regolamento CE n. 993,
del 4 maggio 2001, entrato in vigore dal 1o luglio 2001):
"Art.  525.  -  1.  I  depositi  doganali pubblici sono
classificati come segue:
a) tipo  A,  se  sono  sotto  la  responsabilita' del
b) tipo  B,  se  sono  sotto  la  responsabilita'  di
ciascun depositante;
c) tipo F, se sono gestiti dall'autorita' doganale.
2.  Quando  i  depositi  doganali  sono  privati  e  la
responsabilita'  ricade  sul depositante, che si identifica
con    il   depositario,   senza   essere   necessariamente
proprietario   delle   merci,   si   applica   la  seguente
a) tipo  D,  se  l'immissione  in  libera  pratica si
effettua  secondo  la  procedura  di  domiciliazione e puo'
basarsi sulla specie, il valore in dogana e la quantita' di
merci  da  prendere  in  considerazione al momento del loro
vincolo al regime;
b) tipo  E, se il regime si applica, sebbene le merci
non  debbano essere immagazzinate in un locale riconosciuto
come deposito doganale;
c) tipo C, se non si applica nessuna delle situazioni
specifiche di cui alle lettere a) e b).
3.  Un'autorizzazione  per  un  deposito di tipo E puo'
prevedere il ricorso alle procedure relative al tipo D.".
-  Si  trascrive  il testo dell'art. 12 del decreto del
Ministro  delle  finanze  9 luglio  1996,  n.  524  (per il
riferimento  al decreto ministeriale si vedano le note alle
premesse):
"Art. 12 (Scritturazione e conservazione dei registri).
-  1.  I  registri previsti dal presente regolamento devono
essere  approntati  dalle  ditte  interessate e sottoposti,
prima  del  loro  uso, alla vidimazione dell'UTF competente
per  territorio.  Alla  fine  dell'esercizio  finanziario i
registri  devono  essere  chiusi  e  le  giacenze effettive
finali  devono  essere  riportate  sui  registri  dell'anno
successivo.  E'  fatto obbligo all'esercente di custodire i
registri  e  la  documentazione  di  accompagnamento  per i
cinque   anni   successivi   alla  chiusura  dell'esercizio
2.  I registri possono essere costituiti da schede o da
fogli mobili, numerati progressivamente, oppure predisposti
in  modelli,  idonei alla scritturazione mediante procedure
informatizzate,  preventivamente  approvati  dal competente
3.  I registri ed i documenti di accompagnamento devono
essere  scritturati  senza  correzioni  o  raschiature;  le
parole  e  i numeri errati devono essere annullati mediante
una  linea  orizzontale  in  modo  da restare leggibili; le
annotazioni    esatte    devono    essere    riportate   in
4. Oltre che nei casi di scritturazione non conforme al
precedente  comma  3, si considera irregolare la tenuta del
registro  quando  la differenza fra la giacenza contabile e
quella  effettiva  superi i limiti previsti dalla normativa
doganale".
-  Si  trascrive  il  testo  del  comma  6, art. 6, del
decreto   legislativo  26 ottobre  1995,  n.  504  (per  il
riferimento  al  decreto legislativo si vedano le note alle
"6.  Le  disposizioni del comma 3 si applicano anche ai
prodotti  assoggettati  ad accisa e gia' immessi in consumo
quando,  su  richiesta di un operatore nell'esercizio della
propria  attivita'  economica,  sono avviati ad un deposito
fiscale;  la  domanda  di rimborso dell'imposta assolta sui
prodotti   deve   essere   presentata   prima   della  loro
spedizione.  Per  il  rimborso si osservano le disposizioni
dell'art. 14".

References: articolo  14
 art.  20
 art.
14
 art. 8
 art.  5
 art.  525
 art. 6