Source: http://archivio.rivistaaic.it/materiali/convegni/aic200610/Starck.html
Timestamp: 2018-03-22 08:03:34+00:00

Document:
Relazione di Christian Starck
Creazione giudiziale del diritto rispetto alla formulazione del dispositivo (Tenorierung) e all’efficacia delle sentenze sul controllo di costituzionalità delle norme
1. La creazione giudiziale del diritto
Per creazione giudiziale del diritto (richterliche Rechtsfindung) si intende l’intero e complesso percorso decisionale di un giudice, attraverso il quale una fattispecie viene messa in relazione con una norma da interpretare.[3] La rielaborazione di precedenti giudiziali e l’evoluzione del diritto (Rechtsfortbildung) appartengono entrambe all’idea della creazione giudiziale del diritto.
Ciò vale anche per i tribunali costituzionali, che nella creazione del diritto sono anzitutto sottoposti alle regole consolidate di interpretazione delle norme.[4]
Il significato di una norma costituzionale viene accertato sulla base (1) del significato letterale, (2) della costruzione grammaticale della proposizione normativa, (3) della posizione sistematica della norma all’interno dell’intero complesso normativo, (4) dell’intenzione del legislatore storico e, in un legame stretto con questi criteri, attraverso una comprensione obiettivo-teleologica.
In Germania rientrano tra i criteri normativi aggiuntivi l’ “unità della costituzione”, la “concordanza pratica” (praktische Konkordanz) e la “corrispondenza funzionale” (funktionale Richtigkeit), che ricadono visibilmente nel canone dell’interpretazione sistematica. Questa vieta una considerazione isolata della singola norma costituzionale ed impone la considerazione di tutto il resto della costituzione, nella sua specifica e riconosciuta funzione di costituzione dello stato.
I canoni classici consentono in primo luogo di precisare quelle “possibili variazioni di senso” (mögliche Sinnvarianten) che la lettera della norma nasconde[5] ed alle quali il tribunale costituzionale ha fatto di continuo riferimento.[6] La motivazione di decisioni giuridiche problematiche che non affrontasse questi aspetti sarebbe insufficiente e percepita come arbitraria e decisionistica. Alla lunga, simili decisioni pregiudicherebbero l’autorità di un tribunale costituzionale.
Oltre all’interpretazione della costituzione secondo regole consolidate, esiste anche un’evoluzione giudiziale della costituzione (Fortbildung der Verfassung). L’emergenza di nuovi fatti o lo sviluppo di nuove concezioni normative non costituiscono per se stessi ragioni sufficienti ad individuare un’ evoluzione della costituzione. Solo quando può accertarsi e fondatamente motivarsi che, ai fini della conservazione della funzione ordinante e di limite propria della costituzione, tali mutamenti inducono la formazione di regole di nuovo tipo, è possibile parlare di una situazione di evoluzione della costituzione.
Essa trova la propria misura nella funzione costituzionale (verfassungsstaatliche Funktion) di ciascuna costituzione.[7]
L’evoluzione del diritto e della costituzione si rendono necessarie anche quando si avverte che il diritto è lacunoso, poiché non offre risposte adeguate a domande socialmente urgenti.
Riguardo all’evoluzione della costituzione, tuttavia, è necessaria una cautela maggiore, poiché la costituzione, in quanto ordinamento cornice, non regola tutte le questioni, ma piuttosto lascia e deve lasciare spazio alle decisioni politiche del legislatore.
E’ vero che un tribunale costituzionale è collocato dalla costituzione, per ciò che concerne l’interpretazione di questa, al livello più alto e non può essere controllato da nessun altra corte. Un tribunale costituzionale deve questa posizione al suo vincolo normativo alla costituzione.
L’autorità di un tribunale costituzionale discende dunque dalla costituzione, la quale ha un rango più elevato rispetto alla legge (primato della costituzione) e dipende in maniera decisiva dal modo in cui il tribunale motiva il suo percorso di interpretazione della costituzione.
Quando il tribunale decide in maniera incoerente, la sua autorità ne risente.
Un tribunale costituzionale fa parte della realtà giudiziaria ed è vincolato alla dogmatica giuridica del diritto costituzionale e alla dottrina del metodo (Methodenlehre) come viene esercitata nelle facoltà giuridiche. Questo legame si riflette nella composizione del tribunale costituzionale.
In Germania, attualmente, la metà dei membri del Tribunale Costituzionale Federale (Bundesverfassungsgericht) è costituita da professori universitari, quattro in ciascun senato; gli altri giudici provengono per lo più dai tribunali federali supremi. In Italia, tra i 15 giudici della Corte, il numero dei professori è ancora più elevato che in Germania.
Quest’ultimo riferimento è dovuto alla peculiare circostanza del convegno per il Cinquantenario della Corte Costituzionale, non per mera cortesia da parte mia, ma per ragioni sostanziali.
II. Disciplina legislativa della formulazione dei dispositivi nelle decisioni sulla costituzionalità delle norme.
Nella parte seguente si affronta il tema della creazione giudiziale e dell’evoluzione del diritto con riguardo alla formulazione dei dispositivi delle decisioni sulla costituzionalità delle norme e alla loro efficacia.
Il controllo di costituzionalità delle norme consiste in primo luogo nell’esame della corrispondenza, formale o materiale, di una legge con la costituzione.
L’esito di questa indagine deve essere espresso e motivato in un’adeguata formula della decisione (dispositivo, Tenor).
Le regole sulla formulazione della decisione non si trovano normalmente nella costituzione, ma nella legge processuale sui procedimenti dinanzi al tribunale costituzionale. Poiché queste regole legislative sono lacunose, si rendono necessarie decisioni creative dei tribunali costituzionali.
Come viene rappresentato l’esito della creazione giudiziale nel dispositivo?
Esaminiamo anzitutto la disciplina costituzionale e legislativa.
Secondo il diritto tedesco, i controlli sulla costituzionalità delle norme avvengono essenzialmente in tre diversi procedimenti: il controllo astratto (art. 93 1°co. Nr. 2 GG), il controllo concreto sulla base di una rimessione giudiziale (art. 100 1°co GG) ed il ricorso diretto (Verfassungsbeschwerde).
Nell’ambito di quest’ultimo, il controllo di costituzionalità di una legge si esplica o in via immediata, oppure attraverso la decisione giudiziaria che ha applicato la legge controversa (art. 93 1°co Nr. 4a GG).
Nella legge sul Tribunale Costituzionale Federale (BVerfGG), approvata sulla base dell’art. 94 2°co. GG, si dispone che, nel caso di incostituzionalità della legge, questa venga dichiarata nulla (§§ 78, 82 1°co., 85 BVerfGG).
Tradizionalmente, nullità significa in Germania nullità ex tunc, e cioè invalidità fin dal principio. La legge non viene annullata (aufgehoben oder vernichtet), bensì se ne accerta la nullità. In maniera più sottile si dice ai §§ 31 2°co. 2a frase e 79 1°co. BVerfGG, che una legge può essere dichiarata incompatibile con la costituzione. Ciò è previsto in alternativa alla nullità e si fonda su una prassi del Tribunale Costituzionale Federale che è stata confermata nel 1970 in occasione di una modifica legislativa.
L’ordinamento giuridico deve confrontarsi con la questione relativa agli effetti di una dichiarazione di nullità rispetto alle decisioni che si fondano sulla legge dichiarata nulla. Il § 79 BVerfGG dispone che, contro una sentenza penale passata in giudicato che si fonda su una norma incostituzionale dichiarata nulla oppure su una norma interpretata in violazione della Legge Fondamentale, è ammissibile la riapertura del procedimento secondo le relative norme del codice di procedura penale.
Tutte le altre sentenze definitive sono invece intangibili (haben Bestandskraft) e continuano a produrre effetti.
Tali regole sull’efficacia di decisioni che si fondano su una legge dichiarata nulla non sono necessarie in Austria. Qui infatti non vige il dogma della nullità fin dal principio. Secondo l’art. 140 5°co. Cost. austriaca, una legge incostituzionale viene annullata.
L’annullamento produce effetti a partire dal giorno della pubblicazione, se il Tribunale Costituzionale (Verfassungsgerichtshof) non dispone un termine relativo alla perdita di efficacia della legge, termine che non può superare i 18 mesi. All’art. 140 7°co. 2a frase Cost. austriaca è disposto espressamente che la legge è applicabile alle fattispecie realizzatesi prima della pronuncia di annullamento della legge.
Fa eccezione solo il caso che ha occasionato la pronuncia, nella misura in cui il Tribunale Costituzionale non disponga diversamente nella sentenza.
Uno sguardo alla disciplina della materia negli altri paesi europei che hanno un tribunale costituzionale mostra il fronteggiarsi di nullità ex tunc e annullamento (Vernichtbarkeit-Aufhebung). La distinzione, tuttavia, non è netta, come mostrano le rispettive eccezioni, e l’una soluzione rimanda all’altra.
Così, la Spagna ed il Portogallo seguono la soluzione tedesca, anche per quanto riguarda l’intangibilità del giudicato, con l’eccezione delle sentenze penali.[8] L’Italia segue la soluzione austriaca, secondo cui le sentenze passate in giudicato sono intangibili. Rispetto alle sentenze penali, tuttavia, l’esecuzione dev’essere immediatamente sospesa.[9] La soluzione austriaca è accolta anche dai nuovi tribunali costituzionali degli stati dell’Europa centrale ed orientale.
La situazione giuridica finora esposta, relativa alle previsioni legislative e costituzionali sulla formulazione dei dispositivi in Germania ed in Italia, si è palesata insufficiente in entrambi i paesi. I tribunali costituzionali si sono pertanto assunti il compito di sviluppare ulteriori ed adeguate formule della decisione. In Germania, abbiamo le dichiarazioni di non conformità e incompatibilità con la costituzione (Verfassungswidrigerklärungen- Unvereinbarerklärungen, III) ; in Italia le sentenze manipolative, con i loro sottotipi (IV). Entrambi i tribunali hanno sviluppato rispettivamente le cd. sentenze di indirizzo e le Appellentscheidungen (V). Parlerò dunque di questi aspetti. Farò solo un breve cenno all’interpretazione costituzionalmente conforme, e quindi alle sentenze interpretative, che pur appartengono al tema assegnatomi, poiché esse sono oggetto della sessione successiva.
III. Creazione giudiziale integrativa. La soluzione tedesca: la dichiarazione di non conformità/incompatibilità con la costituzione (Verfassungswidrigerklärung- Unvereinbarerklärung)
Il Tribunale Costituzionale Federale ha cercato di aggirare l’efficacia ex tunc delle sentenze di nullità (Nichtigkeitsurteilen) in vari modi. Quando la legge sul Tribunale Costituzionale Federale (BVerfGG) per il caso di incostituzionalità di una legge prevedeva obbligatoriamente soltanto la sua nullità, il Tribunale Costituzionale Federale ha inventato la dichiarazione di non conformità alla Costituzione (Verfassungswidrigerklärung) e la dichiarazione di incompatibilità (Unvereinbarerklärung). Nel 1970 è stata novellato il BVerfGG in modo tale da ricomprendervi anche le dichiarazioni di incompatibilità (Unvereinbarerklärungen: § 31 2°co., § 79 1°co. BVerfGG). Tuttavia, non tutte le questioni relative all’efficacia, soprattutto sotto il profilo temporale, sono state disciplinate, tanto che si è resa necessaria un’ ulteriore evoluzione del diritto in via giudiziale.
-la nullità di una norma aggraverebbe ulteriormente la situazione di incostituzionalità (come ad esempio nel diritto al trattamento economico)[10]
-al legislatore occorre del tempo per raccogliere esperienze ai fini della necessaria e nuova regolamentazione[11]
-la norma è incompleta[12]
il Tribunale Costituzionale Federale si limita a dichiarare che la disciplina è incompatibile (unvereinbar) con la Costituzione, oppure che la stessa assenza di una disciplina è incostituzionale.
Il caso più frequente è rappresentato da un’omissione del legislatore che viene ritenuta incostituzionale. O il legislatore omette di adottare una disciplina richiesta dalla Legge Fondamentale,[13] oppure, nel disciplinare una certa materia- per esempio attribuendo determinati diritti azionabili (Ansprüche)- viola il principio di eguaglianza nel prevedere quali siano i soggetti titolari delle pretese (Anspruchsberechtigte). Qui non c’è niente che possa esser dichiarato nullo. Ad essere incostituzionali sono le omissioni accertate, e queste richiedono un intervento del legislatore.
Per quanto riguarda il ricorso diretto, la dichiarazione di contrarietà alla costituzione (Verfassungswidrigerklärung) si lega all’annullamento della decisione impugnata, e l’intera questione viene rimessa nuovamente al giudice che l’ha emessa.[14] Lo stesso vale per la rimessione della questione di costituzionalità da parte di un giudice.[15] In entrambe i casi, i tribunali devono sospendere il procedimento, finché il diritto costituzionalmente conforme non sia stato accertato. In una decisione del 1990[16] il Tribunale Costituzionale Federale ha messo in guardia dalle sospensioni di procedimento che durano troppo a lungo. La Legge Fondamentale garantisce infatti un’efficace tutela del diritto (wirksamer Rechtsschutz). Se il legislatore non rimuove la violazione della Costituzione entro un termine adeguato, sono i tribunali a dover portare avanti i procedimenti pendenti e a dover decidere in accordo con la Costituzione, anche senza la legge, se non vogliono anch’essi agire incostituzionalmente. In alcuni casi, il Tribunale Costituzionale Federale ha persino indicato al giudice a quo come avrebbe dovuto decidere prima dell’approvazione di una nuova disciplina. In queste circostanze ha per lo più indicato espressamente che la legge dichiarata incostituzionale dev’essere applicata in via provvisoria, prevalentemente entro un termine imposto al legislatore.[17] Ciò per ragioni riconducibili alla certezza del diritto.
Ho fin qui brevemente tratteggiato una creazione giudiziale (Rechtsfindung) del
Tribunale Costituzionale Federale che trova scarso fondamento nella Costituzione e nella legge. Il Tribunale Costituzionale Federale si è trovato dinanzi a problemi decisionali che non potevano essere risolti con una dichiarazione di nullità. La dogmatica della dichiarazione di incompatibilità costituzionale con diversi effetti giuridici, sviluppata nel frattempo dal Tribunale Costituzionale Federale e dalla dottrina, ha fatto poi ingresso con un atto del legislatore nella legge sul Tribunale Costituzionale Federale.
IV. Creazione giudiziale integrativa. La soluzione italiana: sentenze manipolative
Anche riguardo all’annullamento delle leggi incostituzionali, cioè all’invalidità ex nunc, emerge il problema appena descritto per il diritto tedesco, e cioè il fatto che una reazione immediata alla situazione di incostituzionalità spesso non è possibile.
Così la Corte Costituzionale[18] si è aiutata dichiarando una norma incostituzionale nella misura in cui non regola qualcosa: “l’illegittimità è dichiarata nella parte in cui non si prevede, non si include, non si dispone qualcosa nel testo contestato”.[19] Non si tratta di una nullità parziale, poiché l’incostituzionalità risiede nella mancanza di qualcosa. La decisione mira ad un’integrazione: sono le cd. sentenze aggiuntive o additive.[20] La Corte costituzionale va molto lontano, per giungere alle sentenze cd. sostitutive. Questo il tipico dispositivo adottato: “la previsione è incostituzionale nella parte in cui dispone che..anziché..”. Si trattava nel caso specifico della previsione del codice penale sul conferimento dell’autorizzazione a procedere, per il delitto di vilipendio alla Corte Costituzionale, in via esclusiva al Ministro della Giustizia, con riguardo alla posizione della Corte come organo costituzionale. Da un punto di vista formale, la Corte Costituzionale sembra aver modificato la legge. Vezio Crisafulli, che argomenta da un punto di vista materiale, afferma: “La Corte non inventa alcunché, ma estende o esplicita o specifica qualcosa che, seppure allo stato latente, era già compreso nel sistema normativo in vigore”. [21]
L’ambito di applicazione principale delle sentenze sostitutive è il principio di eguaglianza con i suoi peculiari divieti di differenziazione. Le disposizioni impugnate devono soltanto essere riferite agli elementi tipici del divieto. Si tratta di un atto legislativo, prefigurato dalla Costituzione come l’unica possibilità: “una legislazione a rime obbligate” (Crisafulli, loc.cit.).[22]
A me sembrano problematiche le sentenze additive, che implicano un aumento della spesa pubblica,[23] poiché normalmente la violazione del principio di eguaglianza può essere ricomposta anche in maniera neutrale rispetto al profilo finanziario.
Se la Corte Costituzionale non intende emettere una sentenza manipolativa, essa si richiama alla libertà di conformazione del legislatore ed adotta una decisione di inammissibilità. In questo modo, tuttavia, si evita una decisione sul problema costituzionale sollevato e non si realizza il primato della costituzione. Tali decisioni di inammissibilità lasciano irrisolto il dilemma costituzionale. Nel suo libro tedesco sulla giustizia costituzionale italiana (1990),[24] Jörg Luther ha richiamato alcuni autori italiani che si sono espressi a favore della dichiarazione di incompatibilità, da introdursi o in via legislativa, oppure in via di evoluzione del diritto attraverso la giurisprudenza della Corte. Il vantaggio di questa categoria di sentenze sembra essere il comune rispetto sia del primato della costituzione, che della libertà politica di conformazione del legislatore.
V. Appelentscheidungen. Sentenze di indirizzo.
Le decisioni del Tribunale Costituzionale Federale per le quali si è affermata la definizione di Appellentscheidungen,[25] hanno a fondamento le seguenti tre costellazioni:
-Un compito costituzionale non è stato adempiuto - ad es. che ai figli nati fuori del matrimonio siano assicurate in via legislativa le stesse condizioni di sviluppo fisico e spirituale e la stessa posizione nella società dei figli nati in costanza di matrimonio (art. 6 5°co. GG).[26]
-Una legge non può essere dichiarata incostituzionale per motivi riconducibili al necessario funzionamento dello stato, ad es. la legge elettorale dopo lo svolgimento delle elezioni[27] oppure la legge relativa all’imposta sul giro d’affari (Umsatzsteuer)[28]
-Una legge ancora conforme a costituzione potrebbe diventare presto incostituzionale.[29]
L’appello avviene per lo più nei motivi della decisione, laddove il ricorso viene rigettato,[30] più raramente nel dispositivo.[31] Tra le decisioni di indirizzo e le dichiarazioni di incompatibilità, precedentemente trattate, non vi è alcun confine marcato. Numerose decisioni di indirizzo avrebbero potuto essere emesse anche come dichiarazioni di incompatibilità. Prevalentemente sono ragioni di funzionalità dello stato o di riguardo per il legislatore, che inducono il Tribunale Costituzionale Federale a ricorrere a semplici decisioni di indirizzo.
La Appellentscheidung come creazione del Tribunale Costituzionale Federale ha lo scopo di assicurare per il futuro il primato della Costituzione ed allo stesso tempo ha riguardo del legislatore. Viene così garantita la certezza del diritto, come mostrato dalla decisione sulle elezioni e sull’imposta sul giro d’affari.
Gli stessi motivi hanno spinto la Corte Costituzionale ad emettere le cd. sentenze di indirizzo, anche in questo caso in assenza di uno specifico fondamento legislativo. La terminologia non è tuttavia sufficientemente consolidata. Nella terza edizione (2001) del Diritto Costituzionale di Giuseppe de Vergottini[32] si trovano numerose altre denominazioni come sentenze legislative, sentenze paralegislative, sentenze monito. Si rinviene anche l’espressione “sentenze di comandamento”. In queste decisioni la Corte Costituzionale pretende che il legislatore riesamini e modifichi determinate leggi, con o senza indicazione degli obiettivi e delle relative prescrizioni costituzionali.[33] Le sentenze di indirizzo non sono riconoscibili attraverso il dispositivo, ed infatti i corrispondenti rilievi della Corte si rinvengono solo nella motivazione della sentenza. L’effettività di queste sentenze deriva dalla possibilità per la Corte di emettere una sentenza di accoglimento in seguito ad una nuova ordinanza di rimessione.
Anche rispetto alla prassi della Corte Costituzionale italiana può dunque affermarsi che resta alla discrezionalità della Corte decidere di adottare una sentenza manipolativa oppure di indirizzo; anche in Italia il riguardo per il legislatore gioca un ruolo (importante).
VI Interpretazione conforme a costituzione (Verfassungskonforme Auslegung). Sentenze interpretative.
La decisione di un tribunale costituzionale che chiude un procedimento sulla costituzionalità delle norme deve interpretare la legge sottoposta ad esame per poterla confrontare con la costituzione. Se il giudice remittente ritiene la norma incostituzionale mentre invece il tribunale costituzionale, alla luce di un’altra interpretazione, la ritiene conforme a costituzione, allora il rispetto per il legislatore democraticamente eletto impone di conservare la legge, tuttavia con la riserva che l’interpretazione conforme a costituzione sia ritenuta vincolante.
Ma rispetto per il legislatore democratico significa altresì che il tribunale costituzionale non può mutare la legge e che esso stesso agisce come un legislatore “conforme a costituzione”. Il Tribunale Costituzionale Federale ha riassunto in una decisione del plenum i criteri per un’interpretazione conforme a costituzione nel modo seguente:[34] “Ad una legge dal significato univoco secondo la lettera ed il senso, non può essere attribuito in via interpretativa un significato opposto, il contenuto normativo della norma da interpretare non può essere determinato in maniera del tutto nuova, l’obiettivo del legislatore non può essere travisato in un punto essenziale.” Ritengo che questa formulazione del Tribunale Costituzionale Federale possa esser valida in generale per qualsiasi tribunale costituzionale competente ad effettuare un controllo di costituzionalità sulle norme. La citazione esprime efficacemente la differenza, così importante per la separazione dei poteri, tra organo costituzionale che indirizza politicamente ed organo costituzionale che controlla giudizialmente, cioè tra la funzione politica e quella di far rispettare il diritto.
L’interpretazione conforme a costituzione del tribunale costituzionale comporta alcuni problemi per il dispositivo della sentenza.
In Germania, anche una decisione di rigetto ha efficacia normativa ed è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Perciò nel dispositivo dev’essere esplicitato quale norma è stata esaminata ed infine ritenuta costituzionalmente legittima, eventualmente sulla base di un’interpretazione costituzionalmente conforme.
Si è già detto che ciò non vale per l’Italia. Nel caso di un’ interpretazione costituzionalmente conforme, una formulazione di rigetto nel dispositivo può non essere sufficiente. Così la Corte Costituzionale italiana dichiara nel dispositivo che la questione costituzionale sollevata dal giudice a quo è infondata “ai sensi di cui in motivazione”. Tali decisioni non hanno effetti erga omnes, ma solamente per il procedimento pendente dinanzi al giudice remittente. In Germania, la norma oggetto dell’esame viene dichiarata conforme a costituzione espressamente nel dispositivo, e cioè “nell’interpretazione che risulta dai motivi”.[35] Questa formula della decisione viene pubblicata in Gazzetta Ufficiale e rende l’interpretazione conforme a costituzione vincolante erga omnes. Qualora un tribunale non dovesse conformarvisi, un cittadino interessato può impugnare la sentenza con una Verfassungsbeschwerde. Attraverso quest’ultimo procedimento si dimostra che l’efficacia erga omnes della forza di legge (Gesetzeskraft, propria di ogni sentenza del Tribunale Costituzionale Federale) non è tale soltanto sulla carta, ma può essere realizzata in ogni caso concreto.
Il mio schizzo- di più non avrebbe potuto essere dato il tempo assegnatomi- ha mostrato quanto segue:
1. La creazione giudiziale dei tribunali costituzionali avviene nel quadro della realtà giudiziaria, della dogmatica di diritto costituzionale e della dottrina sul metodo, come praticate nelle facoltà giuridiche del paese.
2. Le discipline legislative e costituzionali sul dispositivo delle decisioni sono incomplete.
3. La garanzia del primato della costituzione ed il rispetto per il legislatore democratico costituiscono il fondamento dell’ evoluzione del diritto rispetto ai dispositivi delle decisioni, così come intrapresa dai tribunali costituzionali.
4. Numerosi parallelismi sostanziali sono emersi tra l’Italia e la Germania, per quanto la differenza maggiore risieda ancora nella rispettiva efficacia delle decisioni di costituzionalità delle norme secondo la disciplina legislativa: nullità ex tunc e forza di legge in Germania -annullamento della legge ex nunc con efficacia giuridica immediata solo per il caso a quo in Italia.
[1] Professore emerito di diritto pubblico presso la Georg-August-Universität di Göttingen, Germania.
[2] Traduzione di Alessandra Di Martino
[3] Christian Starck, Die Bindung des Richters an Gesetz und Verfassung, in: Veröffentlichungen der Vereinigung der Deutschen Staatsrechtslehrer, Bd. 34 (1976), S. 43, 60 s.; id., Der demokratische Verfassungsstaat, 1995, p. 72 s.
[4] Christian Starck, Die Verfassungsauslegung, in: Handbuch des Staatsrechts, Band VII, 1992, a cura di Isensee/Kirchhof , p. 189 s.
[5] Konrad Hesse, Grundzüge des Verfassungsrechts, 20. Aufl. 1995, p. 26.
[6] BVerfGE 60, 319, 325; 62, 1, 36 s..; 67, 100, 128 s.; 100, 1, 11.
[7] Sul punto e con esempi, v. Christian Starck, Constitución. Jurisdicción constitucional. Interpretación constitucional, in: La Constitución Española en el Contexto Constitucional Europeo, a cura di Francisco Fernández Segado, Madrid 2003, p. 1157, 1176 s.
[8] Art. 40 Ley organica del Tribunal Constitucional; Art. 282 Nr. 3 Cost. portoghese.
[9] Art. 30 4°co. L. n. 87/1953, Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale
[10] BVerfGE 8, 1, 19 (1958)
[11] BVerfGE 100, 59, 101.
[12] BVerfGE 15, 46, 75
[13] BVerfGE 8, 1, 18
[14] BVerfGE 88, 5, 17, 100, 104, 136
[15] BVerfGE 82, 126, 155.
[16] BVerfGE 82, 126, 155
[17] Ad es., BVerfGE 33, 303, 305; 37, 217, 218; 72, 230, 233; 84, 239; 98, 169, 171
[18] Cfr. Jörg Luther, Die italienische Verfassungsgerichtsbarkeit, 1990, S. 112 ff.; Gustavo Zagrebelsky, La giustizia costituzionale, 1988, S. 255 ff., 296 ff.; Giuseppe de Vergottini, Diritto costituzionale, 3. ed. 2001, p. 633 s., 638 s.
[19] Sul punto con esempi più recenti, v. de Vergottini (Nota n.16), p. 639
[20] Leopoldo Elia, Le sentenze additive e la più recente giurisprudenza della Corte costituzionale, in: Cinquant’anni di Corte costituzionale Tomo II, 2006, p. 963 s.
[21] Vezio Crisafulli, La Corte Costituzionale ha vent’anni, in: La Corte Costituzionale tra norma giuridica e realtà sociale, a cura di N. Occhiocupo, 1978, p. 69, 84.
[22] Così che Corte costituzionale, Sentenza n.109/1986: „estensione logicamente necessaria“.
[23] Cfr.. Elia (Nota n. 18 ), p. ; Zagrebelsky (Nota n.16), p. 318 ff.
[24] p. 125 s.
[25] Tzu-hui Yang, Die Appellentscheidungen des Bundesverfassungsgerichts, 2003, S. 51ff.
[26] BVerfGE 25, 167, 188 (Apposizione di termine fino alla fine della legislatura in corso)
[27] BVerfGE 16, 130, 142, 143: L’incostituzionalità della ripartizione delle circoscrizioni elettorali e dunque la violazione del principio di uguaglianza del voto non era nel settembre 1961 così palese da mettere in questione la costituzionalità di quell’elezione.
[28] BVerfGE 21, 12, 39: La legge non può essere dichiarata incostituzionale a causa del significato dell’imposta sul giro d’affari per le entrate statali e la formazione dei prezzi da parte delle imprese.
[29] BVerfGE 65, 1, 55.
[30] BVerfGE 16, 130, 142 f.; 21, 12, 39, 40 f.;92, 365, 367, 401
[31] BVerfGE 53, 257, 258 (Tenor Nr. II); 65, 1, 3 (Tenor Nr. 1); 73, 118, 121 (Tenor Nr. II).
[32] p. 640.
[33] Sul punto e su quanto segue, Luther (Nota n. 16) p. 127 s.; Michael Dietrich, Der italienische Verfassungsgerichtshof, 1995, p. 111 s.
[34] BVerfGE 54, 277, 299, e la serie di decisioni ivi citata; cfr. Sul puntoSchlaich/Korioth, Das Bundesverfassungsgericht, 5. Aufl. 2001, p. 294 s.
[35] Cfr. ad es. BVerfGE 51, 304.

References: § 79
 sentenza 
 § 31
 § 79
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 40
 Art. 282
 Art. 30
 Sentenza