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Timestamp: 2014-09-01 18:33:52+00:00

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Indici delle leggi Legge 23 dicembre 2000, n. 388
"Disposizioni per la formazione del bilancio
e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)"
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2000
- Supplemento Ordinario n. 219
Artt. 1 - 100 Artt. 101 - 158 Allegati
DISPOSIZIONI DI CARATTERE FINANZIARIO Art. 1.
(Risultati differenziali) 1. Per l'anno 2001, il livello massimo del saldo netto da finanziare resta determinato
in termini di competenza in lire 74.000 miliardi, al netto di lire 34.349 miliardi per
regolazioni debitorie, nonche' degli importi posti a carico del bilancio dello Stato ai
sensi dell'articolo 68, comma 8. Tenuto conto delle operazioni di rimborso di prestiti, il
livello massimo del ricorso al mercato finanziario di cui all'articolo 11 della legge 5
agosto 1978, n. 468, come modificato dall'articolo 2, commi 13, 14, 15, 16 e 17, della
legge 25 giugno 1999, n. 208, ivi compreso l'indebitamento all'estero per un importo
complessivo non superiore a lire 4.000 miliardi relativo ad interventi non considerati nel
bilancio di previsione per il 2001, resta fissato, in termini di competenza, in lire
455.200 miliardi per l'anno finanziario 2001.
2. Per gli anni 2002 e 2003 il livello massimo del saldo netto da finanziare del
bilancio pluriennale a legislazione vigente, tenuto conto degli effetti della presente
legge, e' determinato, rispettivamente, in lire 73.500 miliardi ed in lire 55.000
miliardi, al netto di lire 11.429 miliardi per l'anno 2002 e lire 6.029 miliardi per
l'anno 2003, per le regolazioni debitorie; il livello massimo del ricorso al mercato e'
determinato, rispettivamente, in lire 339.500 miliardi ed in lire 328.000 miliardi. Per il
bilancio programmatico degli anni 2002 e 2003, il livello massimo del saldo netto da
finanziere e' determinato, rispettivamente, in lire 62.600 miliardi ed in lire 49.200
miliardi ed il livello massimo del ricorso al mercato e' determinato, rispettivamente, in
lire 328.000 miliardi ed in lire 323.000 miliardi.
3. I livelli del ricorso al mercato di cui ai commi 1 e 2 si intendono al netto delle
operazioni effettuate al fine di rimborsare prima della scadenza o ristrutturare
passivita' preesistenti con ammortamento a carico dello Stato.
4. Le eventuali maggiori entrate rispetto alle previsioni iniziali riscontrate nel 2001
a seguito dell'approvazione degli atti di cui all'articolo 17, commi primo e secondo,
della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono destinate prioritariamente a garantire il
conseguimento degli obiettivi pluriennali relativi all'indebitamento netto delle pubbliche
amministrazioni e ai saldi di finanza pubblica definiti dal Documento di programmazione
economico-finanziaria 2001-2004, come approvato dalla relativa risoluzione parlamentare,
nonche' dalla presente legge. Le eventuali maggiori entrate eccedenti rispetto a tali
obiettivi e non riconducibili alla maggiore crescita economica rispetto a quella prevista
nel Documento di programmazione economico-finanziaria sono destinate alla riduzione della
pressione fiscale, salvo che si renda necessario finanziare interventi urgenti e
imprevisti connessi a calamita' naturali, pericoli per la sicurezza del Paese o situazioni
di emergenza economico-finanziaria. CAPO II DISPOSIZIONI PER LA RIDUZIONE DEL CARICO FISCALE DELLE FAMIGLIE Art. 2. (Disposizioni in materia di imposte sui redditi relative alla riduzione delle aliquote
e alla disciplina delle detrazioni e delle deduzioni) 1. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni: a) all'articolo 10, comma 3-bis, primo periodo, in materia di deduzione per
l'abitazione principale, le parole: "fino a lire 1.800.000" sono sostituite
dalle seguenti: "fino all'ammontare della rendita catastale dell'unita' immobiliare
stessa e delle relative pertinenze,"; nel medesimo comma il secondo periodo e'
b) all'articolo 10, comma 3-bis, il quinto periodo e' sostituito dal seguente:
"Non si tiene conto della variazione della dimora abituale se dipendente da ricovero
permanente in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che l'unita' immobiliare non
risulti locata";
c) all'articolo 11, comma 1, concernente le aliquote e gli scaglioni dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche:
1) la lettera a), relativa al primo scaglione di reddito, e' sostituita dalla seguente:
"a) fino a lire 20.000.000 ........ 18 per cento;";
2) la lettera b), relativa al secondo scaglione di reddito, e' sostituita dalla seguente:
"b) oltre lire 20.000.000 e fino a lire 30.000.000 .... 24 per cento, per l'anno
2001, 23 per cento, per l'anno 2002, e 22 per cento, a decorrere dall'anno 2003;";
3) nella lettera c), relativa al terzo scaglione di reddito, le parole: "33,5 per
cento" sono sostituite dalle seguenti: "32 per cento a decorrere dall'anno
4) nella lettera d), relativa al quarto scaglione di reddito, le parole: "39,5 per
cento" sono sostituite dalle seguenti: "39 per cento, per l'anno 2001, 38,5 per
cento, per l'anno 2002, e 38 per cento, a decorrere dall'anno 2003";
5) nella lettera e), relativa al quinto scaglione di reddito, le parole: "45,5 per
cento" sono sostituite dalle seguenti: "45 per cento, per l'anno 2001, 44,5 per
cento, per l'anno 2002, e 44 per cento, a decorrere dall'anno 2003";
d) all'articolo 12, comma 1, lettera b), in materia di detrazioni per carichi di famiglia,
sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "L'importo di lire 516.000 per l'anno
2001 e di lire 552.000 a decorrere dal 1� gennaio 2002 e' aumentato, rispettivamente, a
lire 552.000 per l'anno 2001 e a lire 588.000 a decorrere dal 1o gennaio 2002, a
condizione che il reddito complessivo non superi lire 100.000.000. I predetti importi sono
aumentati a lire 616.000 per l'anno 2001 e a lire 652.000 a decorrere dal 1o gennaio 2002,
quando la detrazione sia relativa ai figli successivi al primo, sempre che il reddito
complessivo non superi lire 100.000.000";
"1. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu' redditi di
lavoro dipendente spetta una detrazione dall'imposta lorda, rapportata al periodo di
lavoro o di pensione nell'anno, anche a fronte delle spese inerenti alla produzione del
reddito, secondo i seguenti importi:
a) lire 2.220.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente non supera
lire 12.000.000;
b) lire 2.100.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 12.000.000 ma non a lire 12.300.000;
c) lire 2.000.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 12.300.000 ma non a lire 12.600.000;
d) lire 1.900.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 12.600.000 ma non a lire 15.000.000;
e) lire 1.750.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 15.000.000 ma non a lire 15.300.000;
f) lire 1.600.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 15.300.000 ma non a lire 15.600.000;
g) lire 1.450.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 15.600.000 ma non a lire 15.900.000;
h) lire 1.330.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 15.900.000 ma non a lire 16.000.000;
i) lire 1.260.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 16.000.000 ma non a lire 17.000.000;
l) lire 1.190.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 17.000.000 ma non a lire 18.000.000;
m) lire 1.120.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 18.000.000 ma non a lire 19.000.000;
n) lire 1.050.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 19.000.000 ma non a lire 30.000.000;
o) lire 950.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore a
lire 30.000.000 ma non a lire 40.000.000;
p) lire 850.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore a
lire 40.000.000 ma non a lire 50.000.000;
q) lire 750.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore a
lire 50.000.000 ma non a lire 60.000.000;
r) lire 650.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore a
lire 60.000.000 ma non a lire 60.300.000;
s) lire 550.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore a
lire 60.300.000 ma non a lire 70.000.000;
t) lire 450.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore a
lire 70.000.000 ma non a lire 80.000.000;
u) lire 350.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore a
lire 80.000.000 ma non a lire 90.000.000;
v) lire 250.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore a
lire 90.000.000 ma non a lire 90.400.000;
z) lire 150.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore a
lire 90.400.000 ma non a lire 100.000.000;
aa) lire 100.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente e' superiore
a lire 100.000.000";
2) nel comma 2, all'alinea, dopo le parole: "redditi di pensione" sono inserite
le seguenti: "redditi di terreni per un importo non superiore a lire 360.000";
3) nel comma 2-ter, le parole: "il reddito derivante dagli assegni periodici
percepiti in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o
annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili" sono soppresse e
le parole: "il reddito derivante da rapporti di lavoro dipendente di durata inferiore
all'anno" sono sostituite dalle seguenti: "il reddito derivante da rapporti di
lavoro dipendente con contratti a tempo indeterminato di durata inferiore all'anno";
4) dopo il comma 2-ter, e' inserito il seguente:
"2-quater. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto il
reddito, non superiore alla deduzione prevista dall'articolo 10, comma 3-bis,
dell'unita' immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze, il
reddito derivante dai rapporti di lavoro dipendente con contratto a tempo determinato di
durata inferiore all'anno e il reddito derivante dagli assegni periodici percepiti in
conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del
matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, spetta una detrazione secondo i
a) lire 400.000, se l'ammontare del reddito complessivo non supera lire 9.100.000;
b) lire 300.000, se l'ammontare del reddito complessivo supera lire 9.100.000 ma non lire
c) lire 200.000 se l'ammontare del reddito complessivo supera lire 10.000.000 ma non lire
d) lire 100.000 se l'ammontare del reddito complessivo supera lire 11.000.000 ma non lire
12.000.000";
5) il comma 3 e' sostituito dal seguente:
"3. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu' redditi di
lavoro autonomo di cui al comma 1 dell'articolo 49 o d'impresa di cui all'articolo 79,
spetta una detrazione dall'imposta lorda, non cumulabile con quella prevista dal comma 1,
a) lire 1.110.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa
non supera lire 9.100.000;
b) lire 1.000.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa
e' superiore a lire 9.100.000 ma non a lire 9.300.000;
c) lire 900.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa e'
superiore a lire 9.300.000 ma non a lire 9.600.000;
d) lire 800.000 se l'ammontare complessivo, dei redditi di lavoro autonomo e di impresa e'
superiore a lire 9.600.000 ma non a lire 9.900.000;
e) lire 700.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa e'
superiore a lire 9.900.000 ma non a lire 15.000.000;
f) lire 600.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa e'
superiore a lire 15.000.000 ma non a lire 15.300.000;
g) lire 480.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa e'
superiore a lire 15.300.000 ma non a lire 16.000.000;
h) lire 410.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa e'
superiore a lire 16.000.000 ma non a lire 17.000.000;
i) lire 340.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa e'
superiore a lire 17.000.000 ma non a lire 18.000.000;
l) lire 270.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa e'
superiore a lire 18.000.000 ma non a lire 19.000.000;
m) lire 200.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa e'
superiore a lire 19.000.000 ma non a lire 30.000.000;
n) lire 100.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa e'
superiore a lire 30.000.000 ma non a lire 60.000.000";
1) al primo periodo, le parole: "sei mesi" sono sostituite dalle seguenti:
"un anno";
2) al secondo periodo, le parole: "nei sei mesi antecedenti o successivi" sono
sostituite dalle seguenti: "nell'anno precedente o successivo";
3) dopo il terzo periodo e' inserito il seguente: "In caso di acquisto di unita'
immobiliare locata, la detrazione spetta a condizione che entro tre mesi dall'acquisto sia
stato notificato al locatario l'atto di intimazione di licenza o di sfratto per finita
locazione e che entro un anno dal rilascio l'unita' immobiliare sia adibita ad abitazione
4) al quarto periodo, le parole: "il contribuente dimora abitualmente" sono
sostituite dalle seguenti: "il contribuente o i suoi familiari dimorano
abitualmente";
5) dopo il quinto periodo sono inseriti i seguenti: "Non si tiene conto, altresi',
delle variazioni dipendenti da ricoveri permanenti in istituti di ricovero o sanitari, a
condizione che l'unita' immobiliare non risulti locata. Nel caso l'immobile acquistato sia
oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia, comprovata dalla relativa concessione
edilizia o atto equivalente, la detrazione spetta a decorrere dalla data in cui l'unita'
immobiliare e' adibita a dimora abituale, e comunque entro due anni dall'acquisto";
6) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Se il mutuo e' intestato ad entrambi i
coniugi, ciascuno di essi puo' fruire della detrazione unicamente per la propria quota di
interessi; in caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro la detrazione spetta a
quest'ultimo per entrambe le quote";
g) all'articolo 13-bis, comma 1, lettera c), in materia di detrazioni per spese
sanitarie, dopo il nono periodo e' inserito il seguente: "La medesima ripartizione
della detrazione in quattro quote annuali di pari importo e' consentita, con riferimento
alle altre spese di cui alla presente lettera, nel caso in cui queste ultime eccedano,
complessivamente, il limite di lire 30 milioni annue";
h) all'articolo 13-ter, in materia di detrazioni per canoni di locazione:
1) al comma 1, lettera a), le parole: "lire 640.000" sono sostituite dalle
seguenti: "lire 960.000";
2) al comma 1, lettera b), le parole: "lire 320.000" sono sostituite dalle
seguenti: "lire 480.000";
3) dopo il comma 1, e' aggiunto il seguente:
"1-bis. A favore dei lavoratori dipendenti che hanno trasferito o
trasferiscono la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi nei
tre anni antecedenti quello di richiesta della detrazione, e siano titolari di qualunque
tipo di contratto di locazione di unita' immobiliari adibite ad abitazione principale
degli stessi e situate nel nuovo comune di residenza, a non meno di 100 chilometri di
distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione, spetta una
detrazione, per i primi tre anni, rapportata al periodo dell'anno durante il quale
sussiste tale destinazione, nei seguenti importi:
b) lire 960.000, se il reddito complessivo supera lire 30 milioni ma non lire 60 milioni;
i) all'articolo 48-bis, comma 1, lettera a-bis), concernente la
determinazione del reddito del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale per
l'attivita' libero-professionale intramuraria esercitata presso studi professionali
privati, le parole: "nella misura del 90 per cento" sono sostituite dalle
seguenti: "nella misura del 75 per cento".
2. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, concernente detrazioni per
interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio privato, sono apportate le seguenti
a) al comma 1, terzo periodo, dopo le parole: "alla eliminazione delle barriere
architettoniche," sono inserite le seguenti: "aventi ad oggetto ascensori e
montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la
robotica e ogni altro mezzo di tecnologia piu' avanzata, sia adatto a favorire la
mobilita' interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap in
situazioni di gravita', ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.
104, all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti
illeciti da parte di terzi," e dopo le parole: "sulle parti strutturali"
sono aggiunte le seguenti: ",e all'esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni
domestici";
b) al comma 6, le parole: "nel periodo d'imposta in corso alla data del 1� gennaio
2000" sono sostituite dalle seguenti: "nei periodi d'imposta in corso alla data
del 1o gennaio degli anni 2000 e 2001".
3. All'articolo 13 della legge 15 dicembre 1998, n. 441, concernente norme per la
diffusione e la valorizzazione dell'imprenditoria giovanile in agricoltura, le parole:
"nel periodo d'imposta, 2000" sono sostituite dalle seguenti: "nei periodi
d'imposta 2000 e 2001 ".
4. Ai fini delle detrazioni di cui all'articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
per i lavori iniziati entro il 30 giugno 2000, si considerano validamente presentate le
comunicazioni di cui al decreto del Ministro delle finanze 18 febbraio 1998, n. 41,
trasmesse entro novanta giorni dall'inizio dei lavori.
5. Ai fini della determinazione del reddito delle cooperative edilizie a proprieta'
indivisa si deduce un importo pari alla rendita catastale di ciascuna unita' immobiliare
adibita ad abitazione principale dei soci assegnatari e delle relative pertinenze.
6. All'articolo 17 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive
modificazioni, il comma 3 e' abrogato.
7. All'articolo 6 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, i commi 9, 10 e 11 sono
8. Le disposizioni del comma 1, lettere a), e), numero 2), e h), numeri 1) e 2), si
applicano a decorrere dal periodo d'imposta 2000; quelle di cui al medesimo comma, lettere
b), c), d), e), numeri 1), 3), 4) e 5), f), g) e h), numero 3), e i), si applicano a
decorrere dal periodo d'imposta 2001. Le disposizioni dei commi 5 e 6 si applicano a
decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre
9. Le modifiche apportate dalle disposizioni di cui al presente titolo in materia di
imposta sul reddito delle persone fisiche valgono ai fini della restituzione del drenaggio
fiscale disciplinata dall'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, e dall'articolo 9,
comma 1, del decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384, convertito, con modificazioni, dalla
10. In deroga all'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
e successive modificazioni, sono legittimi gli atti compiuti dai sostituti di imposta che,
nell'ipotesi in cui abbiano impiegato somme proprie per corrispondere l'acconto di cui
all'articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2000, n. 268, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 novembre 2000, n. 354, abbiano utilizzato il relativo credito in
compensazione con i versamenti da effettuare nel mese di dicembre 2000. Art. 3. (Disposizioni fiscali in materia di pensioni, assegni di fonte
estera, nonche' di redditi da lavoro dipendente prestato all'estero) 1. Per i periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2000, i redditi
derivanti da pensioni di ogni genere ed assegni ad esse equiparati di fonte estera,
imponibili in Italia per effetto di disciplina convenzionale, possono essere dichiarati
entro il 30 giugno 2001 con apposita istanza. A tali redditi si applica l'aliquota
marginale del contribuente ovvero quella del 25 per cento in caso di omessa presentazione
all'applicazione di soprattasse, pene pecuniarie ed interessi a condizione che sia versata
una somma pari al 25 per cento delle imposte cosi' calcolate. Le somme dovute ai sensi del
presente comma devono essere versate in quattro rate di pari importo da corrispondere
entro le date del 15 dicembre 2001, del 15 giugno 2002, del 15 dicembre 2002 e del 15
giugno 2003 senza applicazione di interessi. Le disposizioni del presente comma si
applicano altresi' alle controversie pendenti originate da avvisi di accertamento
riguardanti i redditi di cui al presente comma nonche' a coloro i quali si siano avvalsi
della facolta' di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, anche entro i termini
stabiliti dall'articolo 38 della legge 8 maggio 1998, n. 146, e dall'articolo 45, comma
14, della legge 17 maggio 1999, n. 144.
2. Per l'anno 2001, i redditi derivanti da lavoro dipendente prestato, in via
continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, all'estero in zone di frontiera ed in
altri Paesi limitrofi da soggetti residenti nel territorio dello Stato sono esclusi dalla
base imponibile; i percettori dei suddetti redditi non possono in alcun caso essere
considerati fiscalmente a carico e, se richiedono prestazioni sociali agevolate alla
pubblica amministrazione, sono comunque tenuti a dichiararli all'ufficio erogatore della
prestazione, ai fini della valutazione della propria situazione economica. CAPO III DISPOSIZIONI FISCALI PER FAVORIRE LO SVILUPPO EQUILIBRATO Art. 4. (Riduzione della aliquota IRPEG) 1. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 14, comma 1, in materia di credito d'imposta per gli utili distribuiti da
societa' ed enti, le parole: "pari al 58,73 per cento" sono sostituite dalle
seguenti: "pari al 56,25 per cento, per le distribuzioni deliberate a decorrere dal
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 1� gennaio 2001, e al 53,85 per cento,
per le distribuzioni deliberate a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in
corso al 1� gennaio 2003,";
b) all'articolo 91, in materia di aliquota dell'imposta sul reddito delle persone
giuridiche, le parole: "con l'aliquota del 37 per cento" sono sostituite dalle
seguenti: "con l'aliquota del 36 per cento, a decorrere dal periodo d'imposta in
corso al 1� gennaio 2001, e del 35 per cento, a decorrere dal periodo d'imposta in corso
al 1� gennaio 2003",
c) all'articolo 105, comma 4, in materia di credito d'imposta ai soci o partecipanti sugli
utili distribuiti, le parole: "nella misura del 58,73 per cento" sono sostituite
dalle seguenti: "nella misura del 56,25 per cento, per i proventi conseguiti a
decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1� gennaio 2001, e del 53,85 per cento, per i
proventi conseguiti a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1� gennaio 2003,";
d) all'articolo 105, comma 5, le parole: di un importo pari al 58,73 per cento" sono
sostituite dalle seguenti: "di un importo pari al 56,25 per cento, per le
distribuzioni deliberate a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al
1� gennaio 2001, e al 53,85 per cento, per le distribuzioni deliberate a decorrere dal
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 1� gennaio 2003,".
2. All'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 467, in
materia di imposta sostitutiva della maggiorazione di conguaglio e di credito di imposta
sugli utili societari, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: "A tale fine si
considera come provento non assoggettato a tassazione la quota del 47,22 per cento di
dette plusvalenze e di detto reddito conseguiti a decorrere dal periodo d'imposta in corso
al 1� gennaio 2001, e del 45,72 per cento delle plusvalenze e dei redditi medesimi
conseguiti a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1� gennaio 2003; per le societa'
quotate, tali misure sono pari rispettivamente, all'80,56 e all'80 per cento".
3. Per il reddito del periodo d'imposta in corso alla data del 1� gennaio 2001, la
misura del 48,65 per cento, prevista dall'articolo 2, comma 10, della legge 13 maggio
1999, n. 133, in materia di reddito d'impresa, e' ridotta al 47,22 per cento.
4. La misura dell'acconto dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche, per il
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2001, e' ridotta dal 98 per cento al 93,5 per
cento; per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2002, e' aumentata dal 98 per
cento al 98,5 per cento; a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2003,
e' aumentata dal 98 per cento al 99 per cento. Art. 5.
(Emersione di basi imponibili e riduzione del carico tributario sui redditi d'impresa)
1. Le maggiori entrate che risulteranno dall'aumento delle basi imponibili dei tributi
erariali e dei contributi sociali per effetto dell'applicazione delle disposizioni per
favorire l'emersione, di cui all'articolo 116 della presente legge, sono destinate ad un
fondo istituito presso lo stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica finalizzato, con appositi provvedimenti, alla riduzione
dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche e dell'imposta sul reddito delle persone
fisiche gravanti sul reddito d'impresa. La riduzione e' effettuata con priorita' temporale
nelle aree e nei territori di cui al comma 10 dell'articolo 7.
2. Con decreto del Ministro delle finanze, da adottare entro il 31 marzo 2002, sono
determinate le maggiori entrate di cui al comma 1, derivanti dai contratti di
riallineamento e di emersione registrati entro il 30 novembre 2001, in relazione
all'aumento, nel corso degli anni dal 2001 al 2005, delle basi imponibili e alla
progressiva riduzione delle agevolazioni concesse ai soggetti aderenti ai contratti di
3. In relazione alle stime del maggior gettito, determinato ai sensi del comma 2, e'
disposta, a decorrere dal 2002, la riduzione delle imposte di cui al comma 1. Art. 6 (Disposizioni in materia di tassazione del reddito di impresa) 1. All'articolo 16, comma 1, lettera d), del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia
di redditi soggetti a tassazione separata, sono aggiunte, in fine, le parole: "e
delle societa' di persone".
2. All'articolo 79, comma 8, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernente la
determinazione del reddito delle imprese autorizzate all'autotrasporto, dopo il primo
periodo, e' inserito il seguente: "Per le medesime imprese compete, altresi', una
deduzione forfetaria annua di lire 300.000 per ciascun motoveicolo e autoveicolo avente
massa complessiva a pieno carico non superiore a 3.500 chilogrammi".
3. Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 21 della legge 23 dicembre 1998, n.
448, in materia di deduzione forfetaria in favore degli esercenti di impianti di
distribuzione di carburante, si applicano per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre
2001 e per i due periodi di imposta successivi.
4. All'articolo 2, comma 11, primo periodo, della legge 13 maggio 1999, n. 133, dopo le
parole: "sono applicabili" sono inserite le seguenti: "per i periodi di
imposta 1999 e 2000".
5. Al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 466, in materia di riordino delle
imposte sul reddito per favorire la capitalizzazione delle imprese, sono apportate le
a) all'articolo 1, il comma 3, in materia di applicazione dell'aliquota ridotta, e'
"3. La parte della remunerazione ordinaria di cui al comma 1 che supera il reddito
complessivo netto dichiarato e' computata in aumento del reddito assoggettabile
all'aliquota ridotta dei periodi d'imposta successivi, ma non oltre il quinto";
b) all'articolo 6, comma 1, concernente l'applicazione dell'aliquota ridotta alle societa'
quotate, le parole da: "le aliquote di cui ai commi" fino alla fine del periodo
sono sostituite dalle seguenti: "l'aliquota di cui al comma 1 dell'articolo 1 e'
ridotta al 7 per cento".
6. Le disposizioni del comma 2 si applicano a decorrere dal periodo d'imposta
successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2000; a decorrere dal medesimo
periodo d'imposta si applicano le disposizioni del comma 5, fermo restando il diritto al
riporto a nuovo maturato in base alle disposizioni previgenti.
7. I soggetti che, avendo in precedenti esercizi imputato gli ammortamenti anticipati a
riduzione del costo dei beni, adottino la diversa metodologia contabile di imputazione
alla speciale riserva prevista dall'articolo 67, comma 3, del testo unico delle imposte
sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917, possono riclassificare gli ammortamenti anticipati pregressi imputandoli alla
suddetta riserva, al netto dell'importo destinato al fondo imposte differite.
8. All'articolo 14, comma 1, alinea, della legge 15 dicembre 1998, n. 441, recante
norme a favore dell'imprenditoria giovanile in agricoltura, le parole: "a fondi
rustici" sono sostituite dalle seguenti: "ai beni costituenti l'azienda, ivi
compresi i fabbricati, le pertinenze, le scorte vive e morte e quant'altro strumentale
all'attivita' aziendale".
9. All'articolo 14, comma 6, della legge 15 dicembre 1998, n. 441, il primo periodo e'
sostituito dal seguente: "Per favorire l'introduzione e la tenuta della contabilita'
da parte delle imprese condotte da giovani agricoltori o da societa' di cui all'articolo
2, il Ministro delle politiche agricole e forestali, d'intesa con le regioni interessate,
e' autorizzato a stipulare accordi o convenzioni per fornire assistenza, formazione e
informatizzazione".
10. Per le finalita' di cui al comma 9 possono essere utilizzati anche i fondi residui
disponibili sul capitolo 7627 dello stato di previsione del Ministero delle politiche
11. Alle persone fisiche in possesso della qualifica di imprenditore agricolo,
partecipanti ad imprese familiari o socie delle societa' semplici, in nome collettivo, in
accomandita semplice si applicano le condizioni previste dall'articolo 13 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, sempre che le suddette societa' o
imprese familiari rivestano la qualifica di soci nella stessa cooperativa agricola.
12. All'articolo 45, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, recante
istituzione dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, le parole: "e al 1�
gennaio 1999" sono sostituite dalle seguenti: ", al 1� gennaio 1999 e al 1�
gennaio 2000"; nel medesimo comma le parole: "per i quattro periodi d'imposta
successivi, l'aliquota e' stabilita, rispettivamente, nelle misure del 2,3, del 2,5"
sono sostituite dalle seguenti: "per i tre periodi d'imposta successivi, l'aliquota
e' stabilita, rispettivamente, nella misura del 2,5".
13. La quota di reddito delle piccole e medie imprese destinata a investimenti
ambientali, come definiti al comma 15, non concorre a formare il reddito imponibile ai
fini delle imposte sul reddito.
14. Se i beni oggetto degli investimenti agevolati di cui al comma 13 sono ceduti entro
il secondo periodo d'imposta successivo a quello in cui gli investimenti ambientali sono
effettuati, reddito escluso dall'imposizione si determina diminuendo l'ammontare degli
investimenti ambientali di un importo pari alla differenza tra i corrispettivi derivanti
dalle predette cessioni e i costi sostenuti nello stesso periodo d'imposta per la reazione
degli investimenti ambientali.
15. Per investimento ambientale si intende il costo di acquisto delle immobilizzazioni
materiali di cui all'articolo 2424, primo comma, lettera B), n. II, del codice civile,
necessarie per prevenire, ridurre e riparare danni causati all'ambiente. Sono in ogni caso
esclusi gli investimenti realizzati in attuazione di obblighi di legge. Gli investimenti
ambientali vanno calcolati con l'approccio incrementale.
16. A decorrere dal 1� gennaio 2001, le imprese interessate sono tenute a
rappresentare nel bilancio di esercizio gli investimenti ambientali realizzati.
17. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa con il
Ministro dell'ambiente che si avvale dell'Agenzia nazionale per la protezione
dell'ambiente, sentite le categorie professionali interessate, effettua nell'anno 2001 un
censimento degli investimenti ambientali realizzati.
18. All'onere derivante dalle misure agevolative di cui ai commi da 13 a 17 si provvede
mediante l'istituzione di un apposito fondo presso il Ministero delle finanze con una
dotazione di lire 7,7 miliardi per il 2001, 150 miliardi per il 2002 e 150 miliardi per il
19. A decorrere dal secondo periodo di imposta successivo a quello in corso alla data
di entrata in vigore della presente legge, la quota di reddito di cui al comma 13
corrisponde all'eccedenza rispetto alla media degli investimenti ambientali realizzati nei
due periodi di imposta precedenti.
20. All'articolo 65, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
modificazioni, concernente oneri di utilita' sociale, dopo la lettera c-nonies)
"c-decies) le erogazioni liberali in denaro a favore di organismi di
gestione di parchi e riserve naturali, terrestri e marittimi, statali e regionali, e di
ogni altra zona di tutela speciale paesistico-ambientale come individuata dalla vigente
disciplina, statale e regionale, nonche' gestita dalle associazioni e fondazioni private
indicate alla lettera a) del comma 2-bis dell'articolo 114, effettuate per
sostenere attivita' di conservazione, valorizzazione, studio, ricerca e sviluppo dirette
al conseguimento delle finalita' di interesse generale cui corrispondono tali ambiti
protetti. Il Ministro dell'ambiente individua con proprio decreto, periodicamente, i
soggetti e le categorie di soggetti che possono beneficiare delle predette erogazioni
liberali; determina, a valere sulla somma allo scopo indicata, le quote assegnate a
ciascun ente o soggetto beneficiario. Nel caso che in un dato anno le somme
complessivamente erogate abbiano superato la somma allo scopo indicata o determinata i
singoli soggetti beneficiari che abbiano ricevuto somme di importo maggiore della quota
assegnata dal Ministero dell'ambiente, versano all'entrata dello Stato un importo pari al
37 per cento della differenza".
21. Le disposizioni di cui al comma 20 si applicano a decorrere dal periodo di imposta
in corso al 31 dicembre 2002.
22. Ai fini di quanto previsto al comma 20, il Ministro dell'ambiente determina
l'ammontare delle erogazioni deducibili in misura complessivamente non superiore a 15
miliardi di lire a decorrere dall'anno 2002.
23. L'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
601, e' sostituito dal seguente:
"Art. 12. - (Somme ammesse in deduzione dal reddito). - 1. Per le societa'
cooperative e loro consorzi sono ammesse in deduzione dal reddito le somme ripartite tra i
soci sotto forma di restituzione di una parte del prezzo dei beni e servizi acquistati o
di maggiore compenso per i conferimenti effettuati. Le predette somme possono essere
24. Al comma 8 dell'articolo 2 della legge 13 maggio 1999, n. 133, le parole: "il
successivo" sono sostituite dalle seguenti: "i due successivi". Art. 7. (Incentivi per l'incremento dell'occupazione) 1. Ai datori di lavoro, che nel periodo compreso tra il 1� ottobre 2000 e il 31
dicembre 2003 incrementano il numero dei lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a
tempo indeterminato e' concesso un credito di imposta. Sono esclusi i soggetti di cui
all'articolo 88 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
2. Il credito di imposta e' commisurato, nella misura di lire 800.000 per ciascun
lavoratore assunto e per ciascun mese, alla differenza tra il numero dei lavoratori con
contratto di lavoro a tempo indeterminato rilevato in ciascun mese rispetto al numero dei
lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato mediamente occupati nel periodo
compreso tra il 1� ottobre 1999 e il 30 settembre 2000. Il credito di imposta decade se,
su base annuale, il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, a tempo indeterminato e
a tempo determinato, compresi i lavoratori con contratti di lavoro con contenuto
formativo, risulta inferiore o pari al numero complessivo dei lavoratori dipendenti
mediamente occupati nel periodo compreso tra il 1� ottobre 1999 e il 30 settembre 2000.
Per le assunzioni di dipendenti con contratti di lavoro a tempo parziale il credito
d'imposta spetta in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto
nazionale. Il credito d'imposta e' concesso anche ai datori di lavoro operanti nel settore
agricolo che incrementano il numero dei lavoratori operai, ciascuno occupato per almeno
230 giornate all'anno.
3. L'incremento della base occupazionale va considerato, al netto delle diminuzioni
occupazionali verificatesi in societa' controllate o collegate ai sensi dell'articolo 2359
del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto. Per
i soggetti che assumono la qualifica di datore di lavoro a decorrere dal 1� ottobre 2000,
ogni lavoratore dipendente assunto costituisce incremento della base occupazionale. I
lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale si assumono nella base
occupazionale in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto
4. Il credito d'imposta, che non concorre alla formazione del reddito e del valore
della produzione rilevante ai fini dell'imposta regionale sulle attivita' produttive ne ai
fini del rapporto di cui all'articolo 63 del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e'
utilizzabile, a decorrere dal 1� gennaio 2001, esclusivamente in compensazione ai sensi
5. Il credito d'imposta di cui al comma 1 spetta a condizione che:
a) i nuovi assunti siano di eta' non inferiore a 25 anni;
b) i nuovi assunti non abbiano svolto attivita' di lavoro dipendente a tempo indeterminato
da almeno 24 mesi o siano portatori di handicap individuati ai sensi della legge 5
c) siano osservati i contratti collettivi nazionali anche con riferimento ai soggetti che
non hanno dato diritto al credito d'imposta;
d) siano rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste
dai decreti legislativi 19 settembre 1994, n. 626, e 14 agosto 1996, n. 494, e loro
successive modificazioni, nonche' dai successivi decreti legislativi attuativi di
direttive comunitarie in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.
6. Nel caso di impresa subentrante ad altra nella gestione di un servizio pubblico,
anche gestito da privati, comunque assegnata, il credito d'imposta spetta limitatamente al
numero di lavoratori assunti in piu' rispetto a quello dell'impresa sostituita.
7. Qualora vengano definitivamente accertate violazioni non formali, e per le quali
sono state irrogate sanzioni di importo superiore a lire 5 milioni, alla normativa fiscale
e contributiva in materia di lavoro dipendente, ovvero violazioni alla normativa sulla
salute e sulla sicurezza dei lavoratori, prevista dai decreti legislativi 19 settembre
1994, n. 626, e 14 agosto 1996, n. 494, e loro successive modificazioni, nonche' dai
successivi decreti legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia di sicurezza
ed igiene del lavoro, commesse nel periodo in cui si applicano le disposizioni del
presente articolo e qualora siano emanati provvedimenti definitivi della magistratura
contro il datore di lavoro per condotta antisindacale ai sensi dell'articolo 28 della
legge 20 maggio 1970, n. 300, le agevolazioni sono revocate. Dalla data del definitivo
accertamento delle violazioni, decorrono i termini per far luogo al recupero delle minori
imposte versate o del maggiore credito riportato e per l'applicazione delle relative
8. Le agevolazioni previste dal presente articolo sono cumulabili con altri benefici
eventualmente concessi.
9. Entro il 31 dicembre 2001 il Governo provvede ad effettuare la verifica ed il
monitoraggio degli effetti delle disposizioni di cui al presente articolo, identificando
la nuova occupazione generata per area territoriale, sesso, eta' e professionalita'.
10. Le disposizioni di cui all'articolo 4 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e
successive modificazioni, restano in vigore per le assunzioni intervenute nel periodo
compreso tra il 1� gennaio 1999 e il 31 dicembre 2000. Per i datori di lavoro che nel
periodo compreso tra il 1� gennaio 2001, e il 31 dicembre 2003 effettuano nuove
assunzioni di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato da destinare a
unita' produttive ubicate nei territori individuati nel citato articolo 4 e nelle aree di
cui all'obiettivo 1 del regolamento (CE) n. 1260/1999, del Consiglio, del 21 giugno 1999,
nonche' in quelle delle regioni Abruzzo e Molise, spetta un ulteriore credito d'imposta.
L'ulteriore credito d'imposta, che e' pari a lire 400.000 per ciascun nuovo dipendente,
compete secondo la disciplina di cui al presente articolo. All'ulteriore credito di
imposta di cui al presente comma si applica la regola de minimis di cui alla comunicazione
della Commissione delle Comunita' europee 96/C68/06, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita' europee C68 del 6 marzo 1996, e ad esso sono cumulabili
altri benefici eventualmente concessi ai sensi della predetta comunicazione purche' non
venga superato il limite massimo di lire 180 milioni nel triennio.
11. Ai fini delle agevolazioni previste dal presente articolo, i soci lavoratori di
societa' cooperative sono equiparati ai lavoratori dipendenti. Art. 8. (Agevolazione per gli investimenti nelle aree svantaggiate) 1. Ai soggetti titolari di reddito d'impresa, esclusi gli enti non commerciali, che, a
decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2000 e fino alla chiusura del
periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006, effettuano nuovi investimenti
nelle aree territoriali individuate dalla Commissione delle Comunita' europee come
destinatarie degli aiuti a finalita' regionale di cui alle deroghe previste dall'articolo
87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato che istituisce la Comunita' europea, come
modificato dal Trattato di Amsterdam di cui alla legge 16 giugno 1998, n. 209, e'
attribuito un credito d'imposta entro la misura massima consentita nel rispetto dei
criteri e dei limiti di intensita' di aiuto stabiliti dalla predetta Commissione. Per il
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2000 sono agevolabili i nuovi investimenti
acquisiti a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge o, se
successiva, dall'approvazione del regime agevolativo da parte della Commissione delle
Comunita' europee. Il credito d'imposta non e' cumulabile con altri aiuti di Stato a
finalita' regionale o con altri aiuti che abbiano ad oggetto i medesimi beni che fruiscono
2. Per nuovi investimenti si intendono le acquisizioni di beni strumentali nuovi di cui
agli articoli 67 e 68 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, esclusi i costi relativi
all'acquisto di "mobili e macchine ordinarie di ufficio" di cui alla tabella
approvata con decreto del Ministro delle finanze 31 dicembre 1988, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 1989,
concernente i "coefficienti di ammortamento", destinati a strutture produttive
gia' esistenti o che vengono impiantate nelle aree territoriali di cui al comma 1, per la
parte del loro costo complessivo eccedente le cessioni e le dismissioni effettuate nonche'
gli ammortamenti dedotti nel periodo d'imposta, relativi a beni d'investimento della
stessa struttura produttiva. Sono esclusi gli ammortamenti dei beni che formano oggetto
dell'investimento agevolato effettuati nel periodo d'imposta della loro entrata in
funzione. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si
assume il costo sostenuto dal locatore per l'acquisto dei beni; detto costo non comprende
le spese di manutenzione. Per le grandi imprese, come definite ai sensi della normativa
comunitaria, gli investimenti in beni immateriali sono agevolabili nel limite del 25 per
cento del complesso degli altri investimenti agevolati.
3. Agli investimenti localizzati nei territori di cui all'obiettivo 1 del regolamento
(CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, nonche' in quelli delle regioni
Abruzzo e Molise, si applica la deduzione degli ammortamenti nella misura del 90 per
cento. Le disposizioni del presente comma si applicano agli investimenti acquisiti a
decorrere dalla approvazione del regime agevolativo da parte della Commissione delle
4. All'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 466, sono
aggiunte, in fine, le seguenti parole: "differenziabile in funzione del settore di
attivita' e delle dimensioni dell'impresa, nonche' della localizzazione".
5. Il credito d'imposta e' determinato con riguardo ai nuovi investimenti eseguiti in
ciascun periodo d'imposta e va indicato nella relativa dichiarazione dei redditi. Esso non
concorre alla formazione del reddito ne' della base imponibile dell'imposta regionale
sulle attivita' produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui all'articolo 63 del
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed e' utilizzabile esclusivamente in compensazione,
ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dalla data di
sostenimento dei costi.
6. Il credito d'imposta a favore di imprese o attivita' che riguardano prodotti o
appartengono ai settori soggetti a discipline comunitarie specifiche, ivi inclusa la
disciplina multisettoriale dei grandi progetti, e' riconosciuto nel rispetto delle
condizioni sostanziali e procedurali definite dalle predette discipline dell'Unione
europea e previa autorizzazione della Commissione delle Comunita' europee. Il Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato procede all'inoltro alla Commissione
della richiesta di preventiva autorizzazione, ove prescritta, nonche' al controllo del
rispetto delle norme sostanziali e procedurali della normativa comunitaria.
7. Se i beni oggetto dell'agevolazione non entrano in funzione entro il secondo periodo
d'imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione, il credito d'imposta
e' rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati in
funzione. Se entro il quinto periodo d'imposta successivo a quello nel quale sono entrati
in funzione i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalita' estranee
all'esercizio dell'impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che
hanno dato diritto all'agevolazione, il credito d'imposta e' rideterminato escludendo
dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti; se nel periodo di imposta in cui
si verifica una delle predette ipotesi vengono acquisiti beni della stessa categoria di
quelli agevolati, il credito d'imposta e' rideterminato escludendo il costo non
ammortizzato degli investimenti agevolati per la parte che eccede i costi delle nuove
acquisizioni. Per i beni acquisiti in locazione finanziaria le disposizioni precedenti si
applicano anche se non viene esercitato il riscatto. Il minore credito d'imposta che
deriva dall'applicazione del presente comma e' versato entro il termine per il versamento
a saldo dell'imposta sui redditi dovuta per il periodo d'imposta in cui si verificano le
ipotesi ivi indicate.
8. Con uno o piu' decreti del Ministero delle finanze, di concerto con il Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica e con il Ministero dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, verranno emanate disposizioni per l'effettuazione delle
verifiche necessarie a garantire la corretta applicazione delle presenti disposizioni.
Tali verifiche, da effettuare dopo almeno dodici mesi dall'attribuzione del credito di
imposta, sono altresi' finalizzate alla valutazione della qualita' degli investimenti
effettuati, anche al fine di valutare l'opportunita' di effettuare un riequilibrio con
altri strumenti aventi analoga finalita'. Art. 9. (Tassazione del reddito d'impresa con aliquota proporzionale) 1. Il reddito d'impresa degli imprenditori individuali, determinato ai sensi
dell'articolo 52 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, puo' essere escluso dalla formazione
del reddito complessivo di cui all'articolo 8 del medesimo testo unico e assoggettato
separatamente all'imposta sul reddito delle persone fisiche secondo le disposizioni dei
2. L'imposta e' commisurata al reddito di cui al comma 1 con l'aliquota prevista
dall'articolo 91 del citato testo unico delle imposte sui redditi, come modificato dalla
presente legge; si applicano le disposizioni dell'articolo 1 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 466, come modificato dalla presente legge, e dell'articolo 91-bis
3. L'imposta e' versata, anche a titolo d'acconto, con le modalita' e nei termini
previsti per il versamento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche; i crediti di
imposta, i versamenti in acconto e le ritenute d'acconto sui proventi che concorrono a
formare il reddito di cui al comma 1 sono scomputati dall'imposta ai sensi degli articoli
92, 93 e 94 del citato testo,unico delle imposte sui redditi. Si applicano le disposizioni
4. La perdita di un periodo d'imposta puo' essere computata in diminuzione del reddito
d'impresa dei periodi d'imposta successivi, ma non oltre il quinto, con le regole
stabilite dall'articolo 102 del citato testo unico delle imposte sui redditi.
5. Il regime di cui al comma 1 e' applicato su opzione revocabile. L'opzione e la
revoca sono esercitate nella dichiarazione dei redditi e hanno effetto a decorrere dal
periodo d'imposta successivo a quello cui si riferisce la dichiarazione.
6. Ai fini dell'accertamento si applica l'articolo 40, primo comma, del decreto del
7. Gli utili dei periodi d'imposta nei quali e' applicato il regime di cui al comma 1,
se prelevati dal patrimonio dell'impresa, costituiscono per l'imprenditore redditi ai
sensi dell'articolo 41, comma 1, lettera e), del citato testo unico delle imposte sui
redditi e per essi spetta il credito d'imposta secondo i criteri dell'articolo 14 di detto
testo unico, come modificato della presente legge; si applicano gli articoli 105, 105-bis
e 106-bis dello stesso testo unico. A tale fine nella dichiarazione dei redditi
vanno indicati separatamente il patrimonio netto formato con gli utili non distribuiti dei
periodi d'imposta nei quali e' applicato il regime di cui al comma 1 e le altre componenti
del patrimonio netto.
8. Le somme trasferite dal patrimonio dell'impresa a quello personale
dell'imprenditore, al netto delle somme versate nello stesso periodo d'imposta,
costituiscono prelievi degli utili dell'esercizio in corso e, per l'eccedenza, di quelli
degli esercizi precedenti. L'importo che supera il patrimonio si considera prelievo degli
utili dei periodi d'imposta successivi, da assoggettare a tassazione in tali periodi.
9. In caso di revoca, si considerano prelevati gli utili ancora esistenti al termine
dell'ultimo periodo d'imposta di applicazione del regime di cui al comma 1.
10. Per le imprese familiari, le disposizioni dei commi da 7 a 9 si applicano al
titolare dell'impresa e ai collaboratori in proporzione alle quote di partecipazione agli
utili determinate secondo le disposizioni del comma 4 dell'articolo 5 del citato testo
11. Le disposizioni dei commi da 1 a 9 si applicano, su opzione, anche alle societa' in
nome collettivo e in accomandita semplice. In tale caso, dette societa' sono considerate
soggetti passivi d'imposta assimilati alle societa' di cui all'articolo 87, comma 1,
lettera a), del citato testo unico delle imposte sui redditi e ad esse si applicano, in
quanto compatibili, le relative disposizioni.
12. Le disposizioni del presente articolo decorrono dal periodo d'imposta successivo a
quello in corso al 1� gennaio 2001. Art. 10. (Soppressione della tassa di proprieta' sugli autoscafi) 1. All'articolo 1 del testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39, le parole: ", la
navigazione in acque pubbliche degli autoscafi" sono soppresse, e le parole:
"sono soggette" sono sostituite dalle seguenti: "e' soggetta".
2. All'articolo 13 del citato testo unico approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39, le parole: "Gli autoveicoli, i rimorchi e gli
autoscafi" sono sostituite dalle seguenti: "Gli autoveicoli e i rimorchi" e
le parole: "su strade, aree od acque pubbliche" sono sostituite dalle seguenti:
"su strade od aree pubbliche".
3. La tariffa E allegata al citato testo unico approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39, e' soppressa. Art. 11 (Trattamento fiscale delle imprese che esercitano la pesca costiera o
nelle acque interne e lagunari) 1. Per la salvaguardia dell'occupazione della gente di mare, i benefici di cui agli
articoli 4 e 6 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, sono estesi, per gli anni 2001, 2002 e 2003 e nel
limite del 70 per cento, alle imprese che esercitano la pesca costiera, nonche' alle
imprese che esercitano la pesca nelle acque interne e lagunari Art. 12. (Trattamento fiscale degli avanzi di gestione di Consorzi) 1. Il trattamento fiscale degli avanzi di gestione, di cui al comma 2-bis
dell'articolo 41 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive
modificazioni, e' esteso, alle medesime condizioni, anche agli eventuali avanzi di
gestione accantonati dal Consorzio obbligatorio batterie al piombo esauste e rifiuti
piombosi (COBAT), nonche' dal Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli olii e
dei grassi vegetali ed animali, esausti. Art. 13. (Regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e
di lavoro autonomo) 1. Le persone fisiche che intraprendono un'attivita' artistica o professionale ovvero
d'impresa, ai sensi, rispettivamente, degli articoli 49 e 51 del testo unico delle imposte
917, possono avvalersi, per il periodo d'imposta in cui l'attivita' e' iniziata e per i
due successivi, di un regime fiscale agevolato che prevede il pagamento di un'imposta
sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, pari al 10 per cento del
reddito di lavoro autonomo o d'impresa, determinato rispettivamente ai sensi dell'articolo
50 o dell'articolo 79 del citato testo unico. Nel caso di imprese di cui all'articolo 5,
comma 4, dello stesso testo unico, l'imposta sostitutiva e' dovuta dall'imprenditore.
a) il contribuente non abbia esercitato negli ultimi tre anni attivita' artistica o
b) l'attivita' da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra
attivita' precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il
caso in cui l'attivita' precedentemente svolta consista nel periodo di pratica
c) sia realizzato un ammontare di compensi di lavoro autonomo non superiore a lire 60
milioni o un ammontare di ricavi non superiore a lire 60 milioni per le imprese aventi per
oggetto prestazioni di servizi ovvero a lire 120 milioni per le imprese aventi per oggetto
altre attivita';
d) qualora venga proseguita un'attivita' d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto,
l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di
riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a lire 60 milioni per le imprese
aventi per, oggetto prestazioni di servizi ovvero a lire 120 milioni per le imprese aventi
per oggetto altre attivita';
3. Il regime agevolato cessa di avere efficacia e il contribuente e' assoggettato a
a) a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello nel quale i compensi o i ricavi
conseguiti superano gli importi indicati al comma 2, lettera c);
b) a decorrere dallo stesso periodo d'imposta nel quale i compensi o i ricavi superano del
50 per cento gli importi indicati al comma 2, lettera c); in tale caso sara' assoggettato
a tassazione nei modi ordinari l'intero reddito d'impresa o di lavoro autonomo conseguito
nel periodo d'imposta.
4. I contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di cui al comma 1 possono farsi
assistere negli adempimenti tributari dall'ufficio delle entrate competente in ragione del
domicilio fiscale. In tal caso, devono munirsi di un'apparecchiatura informatica corredata
di accessori idonei da utilizzare per la connessione con il sistema informativo del
5. Ai contribuenti che si avvalgono del regime di cui al presente articolo, e'
attribuito un credito d'imposta, utilizzabile in compensazione ai sensi del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nella misura del 40 per cento della parte del prezzo
unitario d'acquisto dell'apparecchiatura, informatica e degli accessori di cui al comma 4.
Il predetto credito e' riconosciuto per un importo non superiore a lire seicentomila e
spetta anche in caso di acquisizione dei beni in locazione finanziaria. In tale caso il
credito e' commisurato al 40 per cento del prezzo di acquisto ed e' liquidato con
riferimento ai canoni di locazione pagati in ciascun periodo d'imposta, fino a concorrenza
di lire seicentomila. Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito
imponibile e non e' rimborsabile.
6. Fermi restando l'obbligo di conservare, ai sensi dell'articolo 22 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, i
documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di
certificazione dei corrispettivi, i soggetti ammessi al regime agevolato previsto al comma
1 sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili,
rilevanti ai fini delle imposte dirette, dell'IRAP e dell'imposta sul valore aggiunto
(IVA), nonche' dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'IVA
7. Ai fini contributivi, previdenziali ed extratributari, nonche' del riconoscimento
delle detrazioni per carichi di famiglia ai sensi dell'articolo 12, comma 3, del testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, la posizione dei contribuenti che si
avvalgono del regime previsto al comma 1 e' valutata tenendo conto dell'ammontare che, ai
sensi dello stesso comma 1, costituisce base imponibile per l'applicazione dell'imposta
8. Per l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso, si applicano, in
quanto compatibili, le disposizioni in materia di imposte sui redditi. Nei confronti dei
contribuenti che hanno fruito del regime di cui al presente articolo e per i quali
risultino inesistenti le condizioni richieste per fruire dello stesso si applicano, in
particolare, le sanzioni di cui all'articolo 1, commi 2 e 3, del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 471.
9. Con uno o piu' decreti del Ministero delle finanze sono dettate le disposizioni
necessarie per l'attuazione del presente articolo. Art. 14. (Regime fiscale delle attivita' marginali) 1. Le persone fisiche esercenti attivita' per le quali risultano applicabili gli studi
di settore possono avvalersi del regime disciplinato nel presente articolo a condizione
che i ricavi e i compensi del periodo d'imposta precedente risultino di ammontare non
superiore al limite individuato con appositi decreti ministeriali, tenuto conto delle
dimensioni medie degli operatori del settore. Tale limite, differenziato in relazione ai
diversi settori di attivita', non puo', comunque, essere superiore a 50 milioni di lire.
2. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni contenute nel presente articolo per
ricavi e compensi si intendono i ricavi e i compensi minimi di riferimento determinati in
base all'applicazione, degli studi di settore dopo aver normalizzato la posizione del
contribuente tenendo conto delle peculiarita' delle situazioni di marginalita', anche in
riferimento agli indici di coerenza economica che caratterizzano il contribuente stesso.
Per il primo periodo di applicazione ai fini della ammissione al regime si fa riferimento
ai ricavi e ai compensi conseguiti nell'anno precedente.
3. I contribuenti indicati al comma 1 presentano domanda all'ufficio delle entrate
competente in ragione del domicilio fiscale entro il mese di gennaio dell'anno a decorrere
dal quale si intende fruire del Predetto regime. Nell'anno 2001 la domanda e' presentata
4. I soggetti che si avvalgono del regime fiscale delle attivita' marginali sono tenuti
al versamento di un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche.
L'imposta sostitutiva e' pari al 15 per cento del reddito di lavoro autonomo o di impresa
determinato rispettivamente ai sensi dell'articolo 50 o dell'articolo 79 del testo unico
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. Nel caso di imprese di cui all'articolo
5, comma 4, del citato testo unico l'imposta sostitutiva e' dovuta dall'imprenditore.
5. Il regime fiscale delle attivita' marginali cessa di avere efficacia e il
contribuente e' assoggettato a tassazione ordinaria:
a) a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello nel quale i ricavi o i compensi
valutati in base agli studi di settore applicabili nel periodo di riferimento, prendendo a
base i dati dichiarati dal contribuente o rettificati dall'ufficio, superano il limite
individuato dai decreti di cui al comma, 1, in relazione allo specifico settore di
b) a decorrere dallo stesso periodo d'imposta in cui i ricavi o i compensi conseguiti
ovvero valutati in base agli studi di settore applicabili nel periodo di riferimento,
prendendo a base i dati dichiarati dal contribuente o rettificati dall'ufficio, superano
il limite, individuato nei decreti di cui al comma 1 in relazione allo specifico settore
di attivita', del cinquanta per cento del limite stesso; in tal caso sara' assoggettato a
tassazione nei modi ordinari l'intero reddito d'impresa o di lavoro autonomo conseguito
nel periodo d'imposta;
c) in caso di rinuncia da parte del contribuente mediante comunicazione all'ufficio delle
entrate competente in ragione del domicilio fiscale da effettuare entro il mese di gennaio
dell'anno a decorrere dal quale si intende rinunciare al predetto regime.
rilevanti ai fini delle imposte dirette, dell'IRAP e dell'IVA, nonche' dalle liquidazioni
e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'IVA previsti dal decreto del Presidente
della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100.
7. I contribuenti che si avvalgono del regime fiscale delle attivita' marginali possono
farsi assistere negli adempimenti tributari dall'ufficio delle entrate competente in
ragione del domicilio fiscale. In tal caso, devono munirsi di un'apparecchiatura
informatica corredata di accessori idonei da utilizzare per la connessione con il sistema
informativo del Dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze.
8. Ai contribuenti che si avvalgono del regime di cui al presente articolo e'
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nella misura del quaranta per cento della parte del
prezzo unitario d'acquisto dell'apparecchiatura informatica e degli accessori di cui al
comma 7. Il predetto credito e' riconosciuto per un importo non superiore a lire
seicentomila e spetta anche in caso di acquisizione dei beni in locazione finanziaria. In
tal caso il credito e' commisurato al quaranta per cento del prezzo di acquisto ed e'
liquidato con riferimento ai canoni di locazione pagati in ciascun periodo d'imposta, fino
a concorrenza di lire seicentomila. Il credito d'imposta non concorre alla formazione del
reddito imponibile e non e' rimborsabile.
9. Ai fini contributivi, previdenziali ed extratributari, nonche' del riconoscimento
dicembre 1986, n. 917, la posizione dei contribuenti che si avvalgono del regime previsto
dal comma 1 e' valutata tenendo conto dell'ammontare che, ai sensi del comma 4,
costituisce base imponibile per l'applicazione dell'imposta sostitutiva.
10. Per l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso si applicano, in
11. Con uno o piu' decreti del Ministero delle finanze sono dettate le disposizioni
necessarie per l'attuazione del presente articolo. Art. 15. (Agevolazioni fiscali in materia di scambi di servizi fra aziende
agricole dei comuni montani) 1. Il comma 1 dell'articolo 17 della legge 31 gennaio 1994, n. 97, e' sostituito dal
"1. I coltivatori diretti, singoli o associati, i quali conducono aziende agricole
ubicate nei comuni montani, in deroga alle vigenti disposizioni di legge possono assumere
in appalto sia da enti pubblici che da privati, impiegando esclusivamente il lavoro
proprio e dei familiari di cui all'articolo 230-bis del codice civile, nonche'
utilizzando esclusivamente macchine ed attrezzature di loro proprieta', lavori relativi
alla sistemazione e manutenzione del territorio montano, quali lavori di forestazione, di
costruzione di piste forestali, di arginatura, di sistemazione idraulica, di difesa dalle
avversita' atmosferiche e dagli incendi boschivi nonche' lavori agricoli e forestali tra i
quali l'aratura, la semina, la potatura, la falciatura, la mietitrebbiatura, i trattamenti
antiparassitari, la raccolta di prodotti agricoli, il taglio del bosco, per importi non
superiori a cinquanta milioni di lire per ogni anno. Tale importo e' rivalutato
annualmente con decreto del Ministro competente in base all'indice dei prezzi al consumo
per le famiglie di operai e impiegati rilevato dall'Istituto nazionale di
2. Dopo il comma 1 dell'articolo 17 della citata legge n. 97 del 1994, come sostituito
dal comma 1 del presente articolo, sono inseriti i seguenti:
"1-bis. I lavori di cui al comma 1 non sono considerati prestazioni di
servizi ai fini fiscali e non sono soggetti ad imposta, se sono resi tra soci di una
stessa associazione non avente fini di lucro ed avente lo scopo di migliorare la
situazione economica delle aziende agricole associate e lo scambio interaziendale di
1-ter. I soggetti di cui al comma 1 possono trasportare il latte fresco fino alla
propria cooperativa per se' e per altri soci della stessa cooperativa impiegando mezzi di
trasporto di loro proprieta', anche agricoli, iscritti nell'ufficio meccanizzazione
agricola (UMA). Tale attivita' ai fini fiscali non e' considerata quale prestazione di
servizio e non e' soggetta ad imposta.
1-quater. I contributi agricoli unificati versati dai coltivatori diretti
all'INPS, gestione agricola, garantiscono la copertura assicurativa infortunistica per i
soggetti e le attivita' di cui ai commi 1-bis e 1-ter.
1-quinquies. I soggetti di cui al comma 1 possono assumere in appalto da enti
pubblici l'incarico di trasporto locale di persone, utilizzando esclusivamente automezzi
di proprieta'". Art. 16. (Disposizioni in materia di base imponibile IRAP) 1. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, concernente l'imposta regionale
sulle attivita' produttive, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 10-bis, comma 1, dopo il secondo periodo e' inserito il seguente:
"Sono in ogni caso escluse dalla base imponibile le borse di studio e gli altri
interventi di sostegno erogati dalle regioni, dalle province autonome e dai relativi
organismi regionali per il diritto allo studio universitario, nonche' dalle universita',
ai sensi della legge 2 dicembre 1991, n. 390";
b) all'articolo 11, comma 1, lettera a), dopo le parole: "relative agli
apprendisti," sono inserite le seguenti: "ai disabili";
c) all'articolo 11, dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti:
"4-bis. Per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) ad e),
sono ammessi in deduzione dalla base imponibile, fino a concorrenza, i seguenti importi:
4-ter. I soggetti di cui all'articolo 4, comma 2, applicano la deduzione di cui
al comma 4-bis sul valore della produzione netta prima della ripartizione dello
stesso su base regionale.";
d) all'articolo 41, commi 2 e 3, le parole: "per il 1998 e 1999", ovunque
ricorrano, sono soppresse;
e) all'articolo 42, comma 7, primo periodo, le parole: "per gli anni 1998 e
1999" sono sostituite dalle seguenti: "per gli anni dal 1998 al 2002" e al
medesimo comma, la parola: "2000" e' sostituita dalla seguente:
2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettera c), si applicano a decorrere dal periodo
d'imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 1999. Art. 17. (Interpretazione autentica sull'inderogabilita' delle clausole
mutualistiche da parte delle societa' cooperative e loro consorzi) 1. Le disposizioni di cui all'articolo 26 del decreto legislativo del Capo provvisorio
dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, ratificato, con modificazioni dalla legge 2 aprile
1951, n. 302, all'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 601, e all'articolo 11, comma 5, della legge 31 gennaio 1992, n. 59, si
interpretano nel senso che la soppressione da parte di societa' cooperative o loro
consorzi delle clausole di cui al predetto articolo 26 comporta comunque per le stesse
l'obbligo di devolvere il patrimonio effettivo in essere alla data della soppressione,
dedotti il capitale versato e rivalutato ed i dividendi eventualmente maturati, ai fondi
mutualistici di cui al citato articolo 11, comma 5. Allo stesso obbligo si intendono
soggette le stesse societa' cooperative e loro consorzi nei casi di fusione e di
trasformazione, ove non vietati dalla normativa vigente, in enti diversi dalle cooperative
per le quali vigono le clausole di cui al citato articolo 26, nonche' in caso di decadenza
dai benefici fiscali. CAPO IV DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FISCALITA' SUGLI IMMOBILI Art. 18. (Modifica alla disciplina dei versamenti ICI) 1. All'articolo 10 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, recante la
disciplina dell'imposta comunale sugli immobili, il comma 2 e' sostituito dal seguente:
"2. I soggetti indicati nell'articolo 3 devono effettuare il versamento dell'imposta
complessivamente dovuta al comune per l'anno in corso in due rate delle quali la prima,
entro il 30 giugno, pari al 50 per cento dell'imposta dovuta calcolata sulla base
dell'aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente. La seconda rata
deve essere versata dal 1� al 20 dicembre, a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno,
con eventuale conguaglio sulla prima rata versata. Il versamento dell'imposta puo' essere
effettuato anche tramite versamenti su conto corrente postale con bollettini conformi al
modello indicato con circolare del Ministero delle finanze. Resta in ogni caso nella
facolta' del contribuente provvedere al versamento dell'imposta complessivamente dovuta in
unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 30 giugno".
2. Al comma 12 dell'articolo 30 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, le parole:
"Fino all'anno di imposta 1999", sono sostituite dalle seguenti: "Fino
all'anno di imposta 2000".
3. All'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e'
aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nel caso di concessione su aree demaniali
soggetto passivo e' il concessionario". 4. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n.
212, concernente l'efficacia temporale delle norme tributarie, i termini per la
liquidazione e l'accertamento dell'imposta comunale sugli immobili, scadenti al 31
dicembre 2000, sono prorogati al 31 dicembre 2001, limitatamente alle annualita' d'imposta
1995 e successive. Il termine per l'attivita' di liquidazione a seguito di attribuzione di
rendita da parte degli uffici del territorio competenti di cui all'articolo 11, comma 1,
ultimo periodo, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e' prorogato al 31
dicembre 2001 per le annualita' d'imposta 1994 e successive. Art. 19. (Versamento dell'ICI nel caso di immobili con diritti di godimento a tempo parziale) 1. Per i beni immobili sui quali sono costituiti diritti di godimento a tempo parziale,
di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 9 novembre 1998, n.
427, il versamento dell'ICI e' effettuato dall'amministratore del condominio o della
2. L'amministratore e' autorizzato a prelevare l'importo necessario al pagamento
dell'ICI dalle disponibilita' finanziarie del condominio attribuendo le quote al singolo
titolare dei diritti di cui al comma 1 con addebito nel rendiconto annuale. Art. 20. (Semplificazione per l'INVIM decennale) 1. Per gli immobili di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 643, concernente l'imposta comunale sull'incremento di valore degli
immobili, e successive modificazioni, per i quali il decennio si compie tra il 1� gennaio
e il 31 dicembre 2002, puo' essere corrisposta entro il 30 marzo 2001, in luogo
dell'imposta INVIM decennale, un'imposta sostitutiva pari allo 0,10 per cento del loro
valore al 31 dicembre 1992, determinato con l'applicazione alla rendita catastale, anche
presunta, dei moltiplicatori di cui al decreto del Ministro delle finanze del 14 dicembre
1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 1991.
2. Per gli immobili suscettibili di destinazione edificatoria l'imposta sostitutiva di
cui al comma 1 e' commisurata al valore finale dichiarato o definitivamente accertato per
l'imposta INVIM di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 643, e successive modificazioni.
3. Per gli immobili assoggettati all'imposta INVIM straordinaria di cui al
decreto-legge 13 settembre 1991, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 18
novembre 1991, n. 363, imposta sostitutiva di cui al comma 1 e' commisurata al valore
finale dichiarato o definitivamente accertato per la medesima imposta straordinaria. In
tal caso e' escluso l'obbligo della dichiarazione di cui all'articolo 18 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643.
4. Con decreto del Ministero delle finanze sono individuati i casi di esclusione
dell'obbligo della dichiarazione di cui all'articolo 18 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, nonche' ogni altra disposizione necessaria
all'attuazione del presente articolo. CAPO V DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TASSAZIONE DELL'ENERGIA Art. 21. (Disposizioni concernenti l'esenzione dall'accisa sul biodiesel) 1. A decorrere dal 1� luglio 2001, il comma 6 dell'articolo 21 del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi, approvato
con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, e' sostituito
"6. Le disposizioni del comma 2 si applicano anche al prodotto denominato
"biodiesel", ottenuto dalla esterificazione di oli vegetali e loro derivati
usato come carburante, come combustibile, come additivo, ovvero per accrescere il volume
finale dei carburanti e dei combustibili. La fabbricazione o la miscelazione con gasolio o
altri oli minerali del "biodiesel" e' effettuata in regime di deposito fiscale.
Il "biodiesel", puro o in miscela con gasolio o con oli combustibili in
qualsiasi percentuale, e' esentato dall'accisa nei limiti di un contingente annuo di
300.000 tonnellate nell'ambito di un programma triennale, tendente a favorire lo sviluppo
tecnologico. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, con il Ministro dell'ambiente e con il
Ministro delle politiche agricole e forestali, sono determinati i requisiti degli
operatori, le caratteristiche tecniche degli impianti di produzione, nazionali ed esteri,
le caratteristiche fiscali del prodotto con i relativi metodi di prova, le modalita' di
distribuzione ed i criteri di assegnazione dei quantitativi esenti agli operatori. Per il
trattamento fiscale del "Biodiesel" destinato al riscaldamento valgono, in
quanto applicabili, le disposizioni dell'articolo 61".
2. Al fine di promuovere l'impiego del prodotto denominato "biodiesel", di
cui al comma 1, come carburante per autotrazione, il Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato e' autorizzato alla realizzazione di un progetto pilota che,
in deroga a quanto previsto dall'articolo 2, comma 4, del decreto del Ministro delle
finanze 22 maggio 1998, n. 219, preveda l'avvio al consumo del "biodiesel" puro
presso utenti in rete, a partire dalle aree urbane a maggiore concentrazione di traffico.
3. Tra i soggetti beneficiari di quote del quantitativo di 125.000 tonnellate di
"biodiesel" esente da accisa nell'ambito del progetto-pilota triennale di cui
all'articolo 21, comma 6, del citato testo unico approvato con decreto legislativo 26
ottobre 1995, n. 504, nel testo previgente alla data di entrata in vigore della presente
legge, relativo al periodo 1� luglio 2000-30 giugno 2001 sono ripartiti,
proporzionalmente alle relative quote e purche' vengano immessi in consumo nel suddetto
periodo, i quantitativi di "biodiesel" esente complessivamente non immessi in
consumo nei due precedenti periodi 1� luglio 1998-30 giugno 1999 e 1� luglio 1999-30
giugno 2000. In caso di rinuncia, totale o parziale, delle quote risultanti dalla suddetta
ripartizione da parte di un beneficiario, le stesse sono redistribuite, proporzionalmente
alle relative assegnazioni, fra gli altri beneficiari. Art. 22. (Riduzione dell'accisa su alcuni prodotti a fini di tutela ambientale) 1. All'articolo 21 del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le
imposte sulla produzione e sui consumi approvato, con decreto legislativo 26 ottobre 1995,
n. 504, e successive modificazioni, dopo il comma 6, sono inseriti i seguenti:
"6-bis. Allo scopo di incrementare l'utilizzo di fonti energetiche che
determinino un ridotto impatto ambientale e' stabilita, nell'ambito di un progetto
sperimentale, una accisa ridotta, secondo le aliquote di seguito indicate, applicabili sui
seguenti prodotti impiegati come carburanti da soli od in miscela con oli minerali:
a) bioetanolo derivato da prodotti di origine agricola... lire 560.000 per 1.000 litri;
b) etere etilterbutilico (ETBE), derivato da alcole di origine agricola... lire 560.000
c) additivi e riformulati prodotti da biomasse:
1) per benzina senza piombo... lire 560.000 per 1.000 litri;
2) per gasolio, escluso il biodiesel... lire 475.000 per 1.000 litri.
6-ter. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, il Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, il Ministro dell'ambiente ed il Ministro delle politiche
agricole e forestali sono fissati, entro il limite complessivo di spesa di lire 30
miliardi annue, comprensivo dell'imposta sul valore aggiunto, i criteri di ripartizione
dell'agevolazione tra le varie tipologie e tra gli operatori, le caratteristiche tecniche
dei prodotti singoli e delle relative miscele ai fini dell'impiego nella carburazione,
nonche' le modalita' di verifica della loro idoneita' ad abbattere i principali agenti
dinamici, valutata sull'intero ciclo di vita".
2. Il progetto sperimentale di cui al comma 1 ha la durata di un triennio a decorrere
dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 23 (Riduzione dell'accisa per alcuni impieghi agevolati) 1. I punti 12 e 13 della tabella A allegata al testo unico delle disposizioni
legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi, approvato con decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504. sono sostituiti dai seguenti:
"12. Azionamento delle autovetture da noleggio da piazza, compresi i motoscafi che in
talune localita' sostituiscono le vetture da piazza e quelli lacuali, adibiti al servizio
pubblico da banchina per il trasporto di persone:
benzina e benzina senza piombo... 40 per cento aliquota normale della benzina senza
gas di petrolio liquefatti (GPL)... 40 per cento aliquota normale, gas metano... 40 per
cento aliquota normale.
L'agevolazione e' concessa entro i seguenti quantitativi giornalieri presumendo, in caso
di alimentazione promiscua a benzina e GPL o gas metano, un consumo di GPL o gas metano
pari al 70 per cento del consumo totale:
a) litri 18 o metri cubi 18 relativamente al gas metano per ogni autovettura circolante
nei comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti;
b) litri 14 o metri cubi 14 relativamente al gas metano per ogni autovettura circolante
nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, ma non a 500.000 abitanti;
c) litri 11 o metri cubi 11 relativamente al gas metano per ogni autovettura circolante
nei comuni con popolazione di 100.000 abitanti o meno.
13. Azionamento delle autoambulanze, destinate al trasporto degli ammalati e dei feriti di
pertinenza dei vari enti di assistenza e di pronto soccorso da determinare con
provvedimento dell'amministrazione finanziaria (nei limiti e con le modalita' stabiliti
con il decreto del Ministro delle finanze di cui all'articolo 67):
benzina senza piombo... 40 per cento aliquota normale;
gas di petrolio liquefatti (GPL)... 40 per cento aliquote normali;
gas - metano... 40 per cento aliquota normale.
Le agevolazioni previste per le autovettura da noleggio da piazza e per le autoambulanze,
di cui ai punti 12 e 13, sono concesse mediante crediti d'imposta da utilizzare in
compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e
successive modificazioni, ovvero mediante buoni d'imposta. I crediti ed i buoni d'imposta
non concorrono alla formazione del reddito imponibile e non vanno considerati ai fini del
rapporto di cui all'articolo 63 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
modificazioni". Art. 24. (Riduzione delle aliquote delle accise sui prodotti petroliferi) 1. Al fine di compensare le variazioni dell'incidenza sui prezzi al consumo derivanti
dall'andamento, dei prezzi internazionali del petrolio, a decorrere dal 1� gennaio 2001 e
fino al 30 giugno 2001, le aliquote di accisa dei seguenti prodotti petroliferi sono
stabilite nella sottoindicata nusura:
d) emulsioni stabilizzate di oli da gas ovvero di olio combustibile denso con acqua
contenuta in misura variabile dal 12 al 15 per cento in peso, idonee all'impiego nella
carburazione e nella combustione:
1) emulsione con oli da gas usata come carburante: lire 474.693 per mille litri;
2) emulsione con oli da gas usata come combustibile per riscaldamento: lire 474.693 per
3) emulsione con olio combustibile denso usata come combustibile per riscaldamento:
3.1) con olio combustibile ATZ: lire 192.308 per mille chilogrammi;
3.2) con olio combustibile BTZ: lire 57.154 per mille chilogrammi;
4) emulsione con olio combustibile denso per uso industriale:
4.1) con olio combustibile ATZ: lire 80.717 per mille chilogrammi;
4.2) con olio combustibile BTZ: lire 40.359 per mille chilogrammi;
1) usati come carburante: lire 509.729 per -mille chilogrammi;
2) usati come combustibile per riscaldamento: lire 281.125 per mille chilogrammi;
2.1) per usi domestici di cottura di cibi e produzione di acqua calda di cui alla tariffa
T1 prevista dal provvedimento CIP n. 37 del 26 giugno 1986: lire 56,99 per metro cubo;
2.2) per uso riscaldamento individuale a tariffa T2 fino a 250 metri cubi annui: lire
124,62 per metro cubo;
2.3) per altri usi civili: lire 307,51 per metro cubo;
3) per i consumi nei territori di cui all'articolo 1 del testo unico delle leggi sugli
interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo
1978, n. 218, si applicano le seguenti aliquote:
3. 1) per gli usi di cui ai numeri 2.1) e 2.2): lire 46,78 per metro cubo;
3.2) per altri usi civili: lire 212,46 per metro cubo.
2. Il regime agevolato previsto dall'articolo 7, comma 1-ter, del
decreto-legge 30 dicembre 1991, n. 417, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
febbraio 1992, n. 66, concernente il gasolio destinato al fabbisogno della provincia di
Trieste e dei comuni della provincia di Udine gia' individuati dal decreto del Ministro
delle finanze 30 luglio 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 27
settembre 1993, e' ripristinato per l'anno 2001. Il quantitativo e' stabilito per la
provincia di Trieste in litri 7,2 milioni, mentre per i comuni della provincia di Udine in
litri 3,6 milioni. Il costo complessivo e' fissato in lire 8 miliardi.
3. Per il periodo 1� gennaio 2001-30 giugno 2001 il gasolio utilizzato nelle
coltivazioni sotto serra e' esente da accisa. Per le modalita' di erogazione del beneficio
si applicano le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 127, secondo periodo, della
4. L'aliquota normale di riferimento per il gasolio destinato agli impieghi di cui al
numero 5 della tabella A allegata al testo unico delle disposizioni legislative
concernenti le imposte sulla produzione e consumi, approvato con decreto legislativo 26
ottobre 1995, n. 504 ivi compreso il riscaldamento delle serre, e quella prevista per il
5. A decorrere dal 1� gennaio 2001 e fino al 30 giugno 2001, l'accisa sul gas metano,
stabilita con il citato testo unico approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.
504, e successive modificazioni, e' ridotta del 40 per cento per gli utilizzatori
industriali, termoelettrici esclusi, con consumi superiori a 1.200.000 metri cubi per
anno. Art. 25. (Agevolazioni sul gasolio per autotrazione impiegato dagli autotrasportatori) 1. A decorrere dal 1� gennaio 2001, e fino al 30 giugno 2001, l'aliquota prevista
nell'allegato I annesso al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le
imposte sulla produzione e sui consumi, approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995,
n. 504, e successive modificazioni, per il gasolio per autotrazione utilizzato dagli
esercenti le attivita' di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva
superiore a 3,5 tonnellate e' ridotta di lire 100.000 per mille litri di prodotto.
2. La riduzione prevista al comma 1 si applica altresi' ai seguenti soggetti:
a) agli enti pubblici ed alle imprese pubbliche locali esercenti l'attivita' di trasporto
di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e relative leggi regionali di
b) alle imprese esercenti autoservizi di competenza statale, regionale e locale di cui
alla legge 28 settembre 1939, n. 1822, al regolamento (CEE) n. 684/92 del Consiglio del 16
marzo 1992, e successive modificazioni, e al decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422;
c) agli enti pubblici e alle imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per
3. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale
entro il 20 luglio 2001, e' eventualmente rideterminata, a decorrere dal 30 giugno 2001,
l'aliquota di cui al comma 1, in modo da compensare l'aumento del prezzo di vendita al
consumo del gasolio per autotrazione, rilevato settimanalmente dal Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, purche' lo scostamento del medesimo
prezzo che risulti alla fine del semestre, rispetto al prezzo rilevato nella prima
settimana di gennaio 2001, superi mediamente il 10 per cento in piu' o in meno
dell'ammontare di tale riduzione. Con il medesimo decreto vengono altresi' stabilite le
4. Per ottenere il rimborso di quanto spettante, anche mediante la compensazione di cui
all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni
i destinatari del beneficio di cui ai commi 1 e 2 presentano, entro il termine del 31
agosto 2001, apposita dichiarazione ai competenti uffici del Dipartimento delle dogane e
delle imposte indirette, con l'osservanza delle modalita' stabilite con il regolamento di
cui all'articolo 3, comma 13, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive
modificazioni. E' consentito ai medesimi destinatari di presentare dichiarazione relativa
ai commi effettuati nel primo trimestre dell'anno 2001; in tal caso, nella successiva
dichiarazione, oltre agli elementi richiesti, sara' indicato l'importo residuo spettante,
determinato anche in attuazione delle disposizioni stabilite con il decreto di cui al
comma 3. Art. 26. (Soggetti obbligati nel settore dell'accisa sul gas metano) 1. I commi 4 e 5 dell'articolo 26 del testo unico delle disposizioni legislative
concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi, approvato con decreto legislativo
26 ottobre 1995, n. 504, sono sostituiti dai seguenti:
"4. L'accisa e' dovuta, secondo le modalita' previste dal comma 8, dai soggetti che
vendono direttamente il prodotto ai consumatori o dai soggetti consumatori che si
avvalgono delle reti di gasdotti per il vettoriamento di prodotto proprio. Sono
considerati consumatori anche gli esercenti i distributori stradali di gas metano per
autotrazione che non abbiano, presso l'impianto di distribuzione, impianti di compressione
per il riempimento di carri bombolai. Possono essere riconosciuti soggetti obbligati al
pagamento dell'accisa i titolari di raffinerie, di impianti petrolchimici e di impianti di
produzione combinata di energia elettrica e di calore.
5. Sono gestiti in regime di depositi fiscali:
a) l'impianto utilizzato per le operazioni di liquefazione del gas naturale, o di scarico,
stoccaggio e rigassificazione di GNL;
b) l'impianto utilizzato per lo stoccaggio di gas naturale di proprieta' o gestito da
un'impresa di gas naturale; l'insieme di piu' concessioni di stoccaggio relative ad
impianti ubicati nel territorio nazionale e facenti capo ad un solo titolare possono
costituire, anche ai fini fiscali, un unico doposito fiscale;
c) il terminale di trattamento ed il terminale costiero con le rispettive pertinenze;
d) le reti nazionali di gasdotti e le reti di distribuzioni locali, comprese le reti
interconnesse;
2. Dopo il comma 8 dell'articolo 26 del citato testo unico approvato con decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e' aggiunto il seguente:
"8-bis. I depositari autorizzati e tutti i soggetti che cedono gas metano
sono obbligati alla dichiarazione annuale anche quando non sorge il debito di
imposta". Art. 27. (Agevolazioni sul gasolio e sul GPL impiegati nelle zone montane ed
in altri specifici territori nazionali) 1. Per il periodo 1� gennaio - 30 giugno 2001, l'ammontare della riduzione minima di
costo prevista dall'articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 23 dicembre 1998, n.
448, come modificato dal comma 4 dell'articolo 12 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e
successive modificazioni, e' aumentato di lire 50 per litro di gasolio usato come
combustibile per riscaldamento e di lire 50 per chilogrammo di gas di petrolio liquefatto.
2. Le agevolazioni per il gasolio e per il gas di petrolio liquefatto usati come
combustibili per riscaldamento in particolari zone geografiche, di cui alla lettera c) del
comma 10 dell'articolo 8 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come sostituita
dall'articolo 12, comma 4, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, sono concesse, fino alla
data di entrata in vigore di un successivo regolamento da emanare ai sensi dell'articolo
8, comma 13, della citata legge n. 448 del 998, secondo le procedure di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 30 settembre 1999, n. 361, in quanto applicabili, e secondo le
istruzioni fornite con decreto dirigenziale del Ministero delle finanze.
3. All'articolo 4, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2000, n. 268,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2000, n. 354, dopo le parole:
"n. 412," sono inserite le seguenti: "ubicate, a qualsiasi quota, al di
fuori del centro abitato ove ha sede la casa comunale".
4. Per gli anni 2001 e 2002, per i consumi di gas metano per combustione per usi civili
nelle province nelle quali oltre il 70 per cento dei comuni ricade nella zona climatica F
di cui alla lettera c) del comma 10 dell'articolo 8 della citata legge n. 448 del 1998, si
a) per uso riscaldamento individuale a tariffe T2 fino a 250 metri cubi annui: lire 78,79
per metro cubo;
5. Per il periodo dal 1� gennaio al 30 giugno 2001, l'ammontare della agevolazione
fiscale con credito d'imposta prevista dall'articolo 8, comma 10, lettera f), della legge
23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, e' aumentata di lire 30 per ogni
chilovattora (Kwh) di calore fornito, per un onere complessivo pari a lire 8 miliardi. Art. 28. (Razionalizzazione delle imposte e norme in materia di energia elettrica) 1. L'addizionale erariale di cui all'articolo 4 del decreto-legge 30 settembre 1989, n.
332, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre 1989, n. 384, come da ultimo
modificato dall'articolo 10, comma 5, della legge 13 maggio 1999, n. 133, e' soppressa e
il predetto articolo 4 e' abrogato.
2. Al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla
produzione e sui consumi, approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e
a) all'articolo 3, comma 4, le parole: "entro il giorno 15" sono sostituite
dalle seguenti: "entro il giorno 16";
b) all'articolo 52, comma 2, e' aggiunta, in fine, la seguente lettera:
"o-bis) utilizzata in opifici industriali aventi un consumo mensile
superiore a 1.200.000 kWh, per i mesi nei quali tale consumo si e' verificato. Ai fini
della fruizione dell'agevolazione gli autoproduttori dovranno trasmettere all'ufficio
tecnico di finanza, competente per territorio, entro il 20 di ogni mese, i dati relativi
al consumo del mese precedente";
c) all'articolo 52, comma 3, e' aggiunta, in fine, la seguente lettera:
"e-ter) impiegata come materia prima nei processi industriali
elettrochimici, elettrometallurgici ed elettrosiderurgici";
d) all'articolo 53, comma 2, e' aggiunta, in fine, la seguente lettera:
"b-bis) che l'acquistano da due o piu' fornitori";
e) all'articolo 56, comma 2, primo e secondo periodo, il numero "20" e'
sostituito dal numero "16";
f) la lettera b) del comma 3 dell'articolo 63 e' sostituita dalla seguente:
"b) officine di produzione, cabine e punti di presa a scopo commerciale: lire
150.000";
g) all'articolo 63, comma 4, le parole: "dal 1� al 15" sono sostituite dalle
seguenti: "dal 1� al 16";
h) all'allegato I le parole: "lire 4,10 fino a 200.000 kWh di consumo al mese e lire
2,45 per l'ulteriore consumo mensile" sono sostituite dalle seguenti: "lire 6 al
kWh".
3. All'imposta erariale di consumo di cui all'articolo 52 del citato testo unico
approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni,
sono estese tutte le agevolazioni previste, fino alla data di entrata in vigore della
presente legge, per l'addizionale erariale sull'energia elettrica.
4. L'articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1995, n. 250, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 349, e' abrogato.
5. I clienti grossisti di cui al decreto legislativo" 16 marzo 1999, n. 79, non
sono tenuti alla corresponsione del diritto di licenza.
6. Per i tributi previsti dal citato testo unico approvato con decreto legislativo 26
ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, per la tassa sulle emissioni di anidride
solforosa e di ossidi di azoto di cui all'articolo 17, comma 29, della legge 27 dicembre
1997, n. 449, nonche' per l'imposta di consumo sul carbone, coke di petrolio e
sull'orimulsion di cui all'articolo 8, comma 7, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, i
versamenti per i quali la scadenza e' prevista il 31 dicembre dovranno essere effettuati
entro il giorno 27 dello stesso mese.
7. A decorrere dal 1� marzo 2001 i pagamenti delle somme di cui alle lettere a), e) e
g) del comma 2, nonche' di cui al comma 6 possono essere effettuati, limitatamente a
quelle che affluiscono ai capitoli di bilancio dello Stato e alla contabilita' speciale ai
sensi dell'articolo 3, comma 12, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, anche mediante il
versamento unitario previsto dall'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241, con possibilita' di compensazione con altre imposte e contributi.
8. La potenza nominale media di cui al comma 4 dell'articolo 28 della legge 30 aprile
1999, n. 136, deve essere intesa come prodotto della portata massima utilizzata in fase
produttiva, per il salto quantificato pari alla differenza tra le quote massime di
regolazione degli invasi superiore ed inferiore, per l'accelerazione di gravita'.
9. I sovracanoni provenienti dagli impianti di produzione per pompaggio sono liquidati
a) quelli riguardanti i bacini imbriferi montani, ai sensi dell'articolo 1 della legge 22
dicembre 1980, n. 925, per il 50 per cento ai consorzi costituiti tra i comuni compresi
nel bacino imbrifero montano, come delimitato con decreti del Ministro dei lavori
pubblici, e per il restante 50 per cento ai comuni non consorziati in base alle
percentuali loro attribuite con decreto del Ministro dei lavori pubblici;
b) quelli riguardanti i comuni rivieraschi ai sensi dell'articolo 2 della legge 22
dicembre 1990, n. 925, per l'80 per cento a favore dei comuni territorialmente interessati
dagli impianti e in base alle percentuali di cui alla lettera a) e per il restante 20 per
cento a favore delle relative province.
10. I sovracanoni di cui al comma 9 sono immediatamente esigibili dagli aventi diritto
senza attendere la formalizzazione dei decreti di concessione degli impianti.
11. All'articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, dopo le
parole: "eccedenti i 100 GWh" sono inserite le seguenti: ", nonche' al
netto dell'energia elettrica prodotta da impianti di gassificazione che utilizzino anche
carbone di origine nazionale, l'uso della quale fonte e' altresi' esentato dall'imposta di
consumo e dall'accisa di cui all'articolo 8 della legge 23 dicembre 1998, n. 448". Art. 29. (Norme in materia di energia geotermica) 1. Al fine di sviluppare l'utilizzazione dell'energia geotermica quale fonte di energia
rinnovabile, ferme restando le agevolazioni previste dalla normativa vigente, dal 1�
gennaio 2001, agli utenti che si collegano ad una rete di teleriscaldamento alimentata da
tale energia, e' concesso un contributo pari a lire 40.000 per ogni kW di potenza
impegnata. Il contributo e' trasferito all'utente finale sotto forma di credito d'imposta
a favore del soggetto nei cui confronti e' dovuto il costo di allaccio alla rete.
2. Agli utenti che si collegano a reti di teleriscaldamento alimentate da biomassa
devono intendersi applicabili le stesse agevolazioni previste per l'utilizzazione di
energia geotermica, secondo analoghe modalita'. CAPO VI DISPOSIZIONI DI ADEGUAMENTO ALL'ORDINAMENTO COMUNITARIO Art. 30. (Disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto) 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate
a) all'articolo 10, relativo alle operazioni esenti dall'imposta, nel primo comma, il
numero 6) e' sostituito dal seguente:
"6) le operazioni relative all'esercizio del lotto, delle lotterie nazionali, dei
giochi di abilita' e dei concorsi pronostici riservati allo Stato e agli enti indicati nel
decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496, ratificato con legge 22 aprile 1953, n. 342, e
successive modificazioni, nonche' quelle relative all'esercizio dei totalizzatori e delle
scommesse di cui al regolamento approvato con decreto del Ministro per l'agricoltura e per
le foreste 16 novembre 1955, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 26
novembre 1955, e alla legge 24 marzo 1942, n. 315, e successive modificazioni, ivi
comprese le operazioni relative alla raccolta delle giocate";
b) all'articolo 10, relativo alle operazioni esenti, dopo il numero 27-quinquies),
"27-sexies) le importazioni nei porti effettuate dalle imprese di pesca
marittima, dei prodotti della pesca allo stato naturale o dopo operazioni di conservazione
ai fini della commercializzazione, ma prima di qualsiasi consegna";
c) all'articolo 74, e' abrogato il settimo comma, concernente il regime speciale IVA
applicabile ai giochi di abilita' ed ai concorsi pronostici.
2. Al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, concernente il riordino
dell'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse, l'articolo 7 e' sostituito
"Art. 7 - (Rapporto tra imposta unica e altri tributi) - 1. L'imposta unica
e' sostitutiva, nei confronti del CONI e dell'UNIRE, di ogni imposta e tributo erariale e
locale relativi all'esercizio dei concorsi pronostici ad esclusione dell'imposta di bollo
sulle cambiali, sugli atti giudiziari e sugli avvisi al pubblico".
3. All'alinea del comma 1 dell'articolo 7 della legge 23 dicembre 1999, n. 488,
concernente le prestazioni assoggettate ad aliquota del 10 per cento, le parole:
"fino alla data del 31 dicembre 2000" sono sostituite dalle seguenti: "fino
alla data del 31 dicembre 2001 ".
4. L'indetraibilita' dell'imposta sul valore aggiunto afferente le operazioni aventi
per oggetto ciclomotori, motocicli, autovetture e autoveicoli di cui alla lettera c) del
comma 1 dell'articolo 19-bis 1 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, prorogata da ultimo al 31 dicembre 2000 dall'articolo 7, comma 3,
della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e' ulteriormente prorogata al 31 dicembre 2001;
tuttavia limitatamente all'acquisto, all'importazione e all'acquisizione mediante
contratti di locazione finanziaria, noleggio e simili di detti veicoli la indetraibilita'
e' ridotta al 90 per cento del relativo ammontare ed al 50 per cento nel caso di veicoli
con propulsori non a combustione interna.
5. Per le cessioni dei veicoli per i quali l'imposta sul valore aggiunto e' stata
detratta dal cedente solo in parte a norma del comma 4, la base imponibile e' assunta per
il 10 per cento ovvero per il 50 per cento del relative ammontare nel caso di veicoli con
propulsioni non a combustione interna.
6. Il regime speciale previsto, per i rivenditori di beni usati, negli articoli 36 e
seguenti del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 marzo 1995, n. 85, si applica anche alle cessioni dei veicoli per l'acquisto dei
quali ha trovato applicazione la disposizione di cui al comma 5 del presente articolo.
7. Le agevolazioni di cui all'articolo 8 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, sono
estese ai soggetti con handicap psichico o mentale di gravita' tale da aver determinato il
riconoscimento dell'indennita' di accompagnamento e agli invalidi con grave limitazione
della capacita' di deambulazione o affetti da pluriamputazioni, a prescindere
8. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e' autorizzato
ad iscrivere nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attivita' culturali
un importo pari al maggior gettito acquisito per effetto delle disposizioni del comma 2. CAPO VII DISPOSIZIONI IN MATERIA DI IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO E ALTRE IMPOSTE INDIRETTE Art. 31. (Ulteriori disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto) 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate
a) all'articolo 19-bis 1, comma 1, concernente limiti alla detrazione per alcuni
1) alla lettera g), dopo le parole: "50 per cento;", sono aggiunte le seguenti:
"la predetta limitazione non si applica agli impianti di telefonia fissa installati
all'interno dei veicoli utilizzati per il trasporto di merci da parte delle imprese di
2) alla lettera h), sono aggiunte, in fine, le parole: ", tranne quelle sostenute per
l'acquisto di beni di costo unitario non superiore a lire cinquantamila";
b) all'articolo 74, nono comma, concernente disposizioni relative a particolari settori,
dopo la lettera e-bis) sono aggiunte le seguenti:
"e-ter) filo di rame con diametro superiore a 6 millimetri (vergella) (v.d.
7408.11);
(vergella) (v.d. 7605.11);
(vergella) (v.d. 7605.21)";
c) all'articolo 74-bis e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
"In deroga a quanto disposto dal primo comma dell'articolo 38-bis, i
rimborsi previsti nell'articolo 30, non ancora liquidati alla data della dichiarazione di
fallimento o di liquidazione coatta amministrativa e i rimborsi successivi, sono eseguiti
senza la prestazione delle prescritte garanzie per un ammontare non superiore a lire
cinquecento milioni";
d) alla tabella A, parte II, relativa a beni e servizi soggetti all'aliquota del 4 per
1) al numero 18), dopo le parole: "dispacci delle agenzie di stampa, libri,
periodici," sono inserite le seguenti: "anche in scrittura braille e su
supporti audio-magnetici per non vedenti e ipovedenti,";
2) al numero 35), dopo le parole: "prestazioni relative alla composizione," sono
inserite le seguenti: "montaggio, duplicazione,"; e dopo le parole:
"legatori e stampa" sono inserite le seguenti: ", anche in scrittura braille
e su supporti audio-magnetici per non vedenti e ipovedenti,".
2. All'articolo 11 del decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 313, concernente il
regime speciale per i produttori agricoli, come modificato dal decreto-legge 15 febbraio
2000, n. 21, convertito dalla legge 14 aprile 2000, n. 92, sono apportate le seguenti
a) al comma 5, le parole: "Per gli anni 1998, 1999 e 2000" sono sostituite dalle
seguenti: "Per gli anni 1998, 1999, 2000 e 2001" e le parole: "negli anni
1998, 1999 e 2000" sono sostituite dalle seguenti: "negli anni 1998, 1999, 2000
e 2001";
b) al comma 5-bis, le parole: "a decorrere dal 1� gennaio 2001" sono
sostituite dalle seguenti: "a decorrere dal 1� gennaio 2002".
3. Per i soggetti che esercitano l'opzione di cui al comma 1 dell'articolo 7 del
decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542, le somme da versare ai
fini dell'imposta sul valore aggiunto sono maggiorate degli interessi nella misura dell'1
per cento, previa apposita annotazione nei registri di cui agli articoli 23 e 24 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. La predetta misura puo'
essere rideterminata con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della
4. L'articolo 45 della legge 21 novembre 2000, n. 342, concernente il regime speciale
per gli esercenti agenzie di vendite all'asta, previsto ai fini dell'applicazione
dell'imposta sul valore aggiunto, si applica a decorrere dal 1� gennaio 2001. Art. 32. (Semplificazione degli adempimenti fiscali per le societa' sportive dilettantistiche) 1. All'articolo 18 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60, e' aggiunto, in
"2-bis. Con regolamento da emanare entro centottanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente disposizione, ai sensi dell'articolo 3, comma 136, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono dettate modalita' semplificate di certificazione dei
corrispettivi per le societa' sportive dilettantistiche". Art. 33. (Disposizioni in materia di imposta di registro e altre imposte
indirette e disposizioni agevolative) 1. All'articolo 8 della tariffa, parte I, allegata al testo unico delle disposizioni
concernenti l'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica
26 aprile 1986, n. 131, relativo agli atti dell'autorita' giudiziaria soggetti a
registrazione in termine fisso, sono apportate le seguenti modificazioni:
"1-bis. Atti del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali
che definiscono, anche parzialmente, il giudizio, compresi i decreti ingiuntivi esecutivi,
che recano condanna al pagamento di somme di danaro diverse dalle spese processuali: 3 per
b) nella nota II) le parole: "Gli atti di cui alla lettera b)" sono sostituite
dalle seguenti: "Gli atti di cui al comma 1, lettera b), e al comma 1-bis".
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano a decorrere dal 1� marzo 2001.
3. I trasferimenti di beni immobili in aree soggette a piani urbanistici
particolareggiati, comunque denominati regolarmente approvati ai sensi della normativa
statale o regionale, sono soggetti all'imposta di registro dell'1 per cento e alle imposte
ipotecarie e catastali in misura fissa, a condizione che l'utilizzazione edificatoria
dell'area avvenga entro cinque anni dal trasferimento.
4. Alla Tabella di cui all'allegato B del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 642, e successive modificazioni, recante gli atti, documenti e registri
esenti dall'imposta di bollo sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 7, primo comma, le parole: "ricevute ed altri documenti relativi a
conti correnti postali" sono sostituite dalle seguenti: "ricevute, quietanze ed
altri documenti recanti addebitamenti o accreditamenti formati, emessi ovvero ricevuti
dalle banche nonche' dagli uffici della societa' Poste Italiane SPA";
b) dopo l'articolo 8 e' inserito il seguente: "Art. 8-bis. Certificati
anagrafici richiesti dalle societa' sportive, su disposizione delle rispettive federazioni
e di enti ed associazioni di promozione sportiva di appartenenza";
c) dopo l'articolo 13 e' inserito il seguente: "Art. 13-bis. Contrassegno
invalidi, rilasciato ai sensi dell'articolo 381 del regolamento di esecuzione del nuovo
codice della strada, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre
1992, n. 495, a soggetti la cui invalidita' comporta ridotte o impedite capacita' motorie
permanenti".
5. All'articolo 25 della legge 13 maggio 1999, n. 133, come modificato dall'articolo 37
della legge 21 novembre 2000, n. 342, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
"1-bis. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano anche alle
associazioni proloco".
6. A decorrere dal 1� gennaio 2001 la Croce Rossa Italiana e' esonerata dal pagamento
del canone radio complessivamente dovuto per tutte le attivita' assistenziali, di
protezione civile e di soccorso sanitario. Per la Croce Rossa Italiana sono altresi'
autorizzati i collegamenti esercitati alla data del 31 dicembre 2000, che non risultino
incompatibili con impianti di telecomunicazione esistenti appartenenti ad organi dello
Stato o ad altri soggetti autorizzati.
7. All'articolo 9, comma 8, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, sono aggiunte, in
fine, le parole: "nonche' i procedimenti di rettificazione di stato civile, di cui
all'articolo 454 del codice civile".
8. Il comma 10 dell'articolo 9 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e' abrogato.
9. All'articolo 9, comma 11, secondo periodo, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, la
parola: "sei" e' sostituita dalla seguente: "dodici".
10. L'articolo 45 della legge 20 maggio 1985, n. 222, in materia di imposta comunale
sull'incremento di valore degli immobili, si interpreta nel senso che le relative
disposizioni trovano applicazione anche con riferimento agli immobili appartenenti agli
enti rappresentativi delle confessioni religiose aventi personalita' giuridica, nonche'
agli enti religiosi riconosciuti in base alle leggi attuative delle intese stipulate dallo
Stato ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione. Non si fa comunque luogo a rimborsi di
versamenti gia' effettuati.
11. All'articolo 56, comma 6, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e
successive modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In caso di
fusione tra societa' esercenti attivita' di locazione di veicoli senza conducente, le
iscrizioni e le trascrizioni gia' esistenti al pubblico registro automobilistico relative
ai veicoli compresi nell'atto di fusione conservano la loro validita' ed il loro grado a
favore del cessionario, senza bisogno di alcuna formalita' o annotazione".
12. Alla lettera a) del comma 1 della nota II-bis all'articolo, 1 della
tariffa, parte I, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di
registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e
successive modificazioni, le parole: "entro un anno dall'acquisto" sono
sostituite dalle seguenti: "entro diciotto mesi dall'acquisto".
13. All'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640,
come sostituito dal decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60, dopo il comma 3 e'
aggiunto il seguente: "3-bis. I soggetti che hanno optato ai sensi della legge 16 dicembre 1991,
n. 398, nonche' le associazioni di promozione sociale di cui all'articolo 5 del decreto
legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, per le attivita' di intrattenimento a favore dei soci
sono esonerati dall'obbligo di utilizzare i misuratori fiscali di cui al presente
articolo". CAPO VIII DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RISCOSSIONE E DI GIOCHI E ALTRE DISPOSIZIONI FISCALI Art. 34. (Disposizioni in materia di compensazione e versamenti diretti) 1. A decorrere dal 1� gennaio 2001 il limite massimo dei crediti di imposta e dei
contributi compensabili ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997,
n. 241, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, e' fissato in lire 1
miliardo per ciascun anno solare.
3. All'articolo 3, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, e' aggiunta, in fine, la seguente lettera:
"h-bis) le ritenute operate dagli enti pubblici di cui alle tabelle A e B
allegate alla legge 29 ottobre 1984, n. 720".
4. Se le ritenute o le imposte sostitutive sui redditi di capitale e sui redditi
diversi di natura finanziaria di cui al decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, non
sono state operate ovvero non sono stati effettuati dai sostituti d'imposta o dagli
intermediari i relativi versamenti nei termini ivi previsti, si fa luogo in ogni caso
esclusivamente all'applicazione della sanzione nella misura ridotta indicata nell'articolo
13, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, qualora gli
stessi sostituti o intermediari, anteriormente alla presentazione della dichiarazione
nella quale sono esposti i versamenti delle predette ritenute e imposte, abbiano eseguito
il versamento dell'importo dovuto, maggiorato degli interessi legali. La presente
disposizione si applica se la violazione non e' stata gia' constatata e comunque non sono
iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attivita' di accertamento delle quali il
sostituto d'imposta o l'intermediario hanno avuto formale conoscenza e sempre che il
pagamento della sanzione sia contestuale al versamento dell'imposta.
5. All'articolo 37, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, le parole: "entro il termine previsto dall'articolo 2946 del
codice civile" sono sostituite dalle seguenti: "entro il termine di decadenza di
quarantotto mesi".
6. All'articolo 38, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, le parole: "di diciotto mesi" sono sostituite dalle
seguenti: "di quarantotto mesi". Art. 35. (Regime fiscale di proventi spettanti a istituzioni o a soggetti
stranieri e internazionali) 1. All'articolo 6, comma 1, ultimo periodo, del decreto legislativo 1� aprile 1996, n.
239, riguardante il regime fiscale degli interessi, premi ed altri frutti delle
obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati, e successive modificazioni, sono
aggiunte, in fine, le seguenti parole: "nonche' quelli percepiti, anche in relazione
all'investimento delle riserve ufficiali dello Stato, dalle Banche centrali di Paesi che
non hanno stipulato con la Repubblica italiana convenzioni per evitare la doppia
imposizione sul reddito, purche' tali Paesi non siano comunque inclusi nella lista di cui
al decreto del Ministro delle finanze emanato in attuazione dell'articolo 76, comma 7-bis,
del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni".
2. All'articolo 8 del citato decreto legislativo 1� aprile 1996, n. 239, e successive
modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
"3-ter. Le disposizioni del presente articolo e quelle dell'articolo 7 non
si applicano altresi' ai proventi non soggetti ad imposizione in forza dell'articolo 6
quando essi sono percepiti da enti e organismi internazionali costituiti in base ad
accordi internazionali resi esecutivi in Italia, o da Banche centrali estere, anche in
relazione all'investimento delle riserve ufficiali dello Stato". Art. 36. (Modalita' di riscossione dei tributi da parte di regioni ed enti locali) 1. Ferma restando l'eventuale utilizzazione di intermediari previsti da norme di legge
o di regolamento, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti locali possono
prevedere la riscossione spontanea dei propri tributi secondo modalita' che, velocizzando
le fasi di acquisizione delle somme riscosse, assicurino la piu' ampia diffusione dei
canali di pagamento e la sollecita trasmissione all'ente creditore dei dati del pagamento
stesso. Art. 37. (Modifiche al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) 1. All'articolo 17-bis, comma 3, del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni,
le parole: "escluse le attivita' previste all'articolo 126," sono soppresse.
2. All'articolo 86 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni dopo il secondo comma, e'
"La licenza e' altresi' necessaria per l'attivita' di distribuzione di apparecchi e
congegni automatici, semiautomatici ed elettronici di cui al quinto comma dell'articolo
110, e di gestione, anche indiretta, dei medesimi apparecchi per i giochi consentiti. La
licenza per l'esercizio di sale pubbliche da gioco in cui sono installati apparecchi o
congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco di cui al presente comma e la
licenza per lo svolgimento delle attivita' di distribuzione o di gestione, anche
indiretta, di tali apparecchi, sono rilasciate previo nulla osta dell'Amministrazione
finanziaria, necessario comunque anche per l'installazione degli stessi nei circoli
3. All'articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, sono apportate le
"In tutte le sale da biliardo o da gioco e negli altri esercizi, compresi i circoli
privati, autorizzati a praticare il gioco o ad installare apparecchi da gioco deve essere
esposta una tabella, vidimata dal questore, nella quale sono indicati, oltre ai giochi
d'azzardo anche quelli che l'autorita' stessa ritenga di vietare nel pubblico interesse, e
le prescrizioni e i divieti specifici che ritenga di disporre nel pubblico
interesse";
"Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici il
gioco d'azzardo quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente
aleatorie di un qualsiasi premio in denaro o in natura o vincite di valore superiore ai
limiti fissati al comma seguente, escluse le macchine vidimatrici per i giochi gestiti
dallo Stato";
c) al quinto comma:
1) dopo le parole: "all'elemento aleatorio", sono inserite le seguenti: "ed
il valore del costo della partita non supera il valore della moneta metallica corrente di
valore non superiore ad un euro";
2) le parole da: "Tali apparecchi" fino a: "finalita' di lucro" sono
sostituite dalle seguenti: "Tali apparecchi possono distribuire premi che consistono,
per ciascuna partita ed immediatamente dopo la sua conclusione, nel prolungamento o nella
ripetizione della partita stessa fino ad un massimo di dieci volte. La durata di ciascuna
partita noti puo' essere inferiore a dodici secondi"
d) i commi sesto e settimo sono sostituiti dal seguente:
"Appartengono altresi' alla categoria dei giochi leciti gli apparecchi in cui il
giocatore possa esprimere la sua abilita' fisica, mentale o strategica, attivabili
unicamente con l'introduzione di una moneta metallica o di un gettone per un importo
complessivo non superiore, per ciascuna partita, a quello della moneta metallica corrente
di valore non superiore ad un euro, che distribuiscono, direttamente e immediatamente dopo
la conclusione della partita, premi consistenti in prodotti di piccola oggettistica, non
convertibili in denaro o scambiabili con premi di diversa specie, di valore complessivo
non superiore a dieci volte il costo della partita";
e) dopo l'ultimo comma e' aggiunto il seguente:
"Oltre a quanto previsto dall'articolo 100, il questore, quando sono riscontrate
violazioni alle disposizioni concernenti gli apparecchi di cui al presente articolo, puo'
sospendere la licenza del trasgressore, informandone l'autorita' competente al rilascio,
per un periodo non superiore a tre mesi. Il periodo di sospensione disposto a norma del
presente comma e' computato nell'esecuzione della sanzione accessoria. In caso di
sequestro degli apparecchi, l'autorita' procedente provvede a darne comunicazione
all'Amministrazione finanziaria".
4. L'articolo 98 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773, e' sostituito dal seguente: "Art. 88. 1. La licenza
per l'esercizio delle scommesse puo' essere concessa esclusivamente a soggetti
concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti ai quali la legge
riserva la facolta' di organizzazione e gestione delle scommesse, nonche' a soggetti
incaricati dal concessionario o dal titolare di autorizzazione in forza della stessa
concessione o autorizzazione".
5. All'articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni,
sono aggiunti in fine i seguenti commi:
"4-bis. Le sanzioni di cui al presente articolo sono applicate a chiunque,
privo di concessione, autorizzazione o licenza ai sensi dell'articolo 88 del testo unico
delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e
successive modificazioni, svolga in Italia qualsiasi attivita' organizzata al fine di
accettare o raccogliere o comunque favorire l'accettazione o in qualsiasi modo la
raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da
chiunque accettate in Italia o all'estero.
4-ter. Fermi restando i poteri attribuiti al Ministero delle finanze
dall'articolo 11 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, ed in applicazione dell'articolo 3,
comma 228, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, le sanzioni di cui al presente articolo
si applicano a chiunque effettui la raccolta o la prenotazione di giocate del lotto, di
concorsi pronostici o di scommesse per via telefonica o telematica, ove sprovvisto di
apposita autorizzazione all'uso di tali mezzi per la predetta raccolta o
prenotazione". Art. 38. (Nulla osta rilasciato dall'Amministrazione finanziaria per gli
apparecchi da divertimento e intrattenimento) 1. L'Amministrazione finanziar

References: Art. 1
 Art. 2
in fine
in fine
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
in fine
 Art. 7
 articolo 4
 Art. 8
in fine
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 articolo 26
 articolo 11
 articolo 26
 Art. 18
in fine
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 articolo 4
in fine
in fine
in fine
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
in fine
in fine
 Art. 32
 Art. 33
in fine
 Art. 34
in fine
 Art. 35
in fine
in fine
 Art. 36
 Art. 37
in fine
 Art. 38