Source: http://www.comilva.org/i-fatti-contano/
Timestamp: 2018-07-21 05:27:18+00:00

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I FATTI CONTANO ! | Comilva
scritto da I genitori di Libera Scelta Liguria (us.liberidisceglieretigullio@gmail.com)
Sulla prima pagina di tante testate giornalistiche del 25 Luglio u.s., è riportata la notizia relativa alla sentenza della Corte di Cassazione che nega l’indennizzo chiesto dai genitori di un bambino autistico: “Non è al momento ipotizzabile – sancisce la Corte – una correlazione tra vaccinazione e malattia”. Fanno seguito le dichiarazioni della Ministra Lorenzin che afferma “Dopo la conferma della scienza adesso anche il riconoscimento della giustizia”.
Peccato che chi ci governa e soprattutto chi dovrebbe assicurare giustizia ai cittadini, si siano dimenticati della sentenza del 21 giugno 2017 della Corte di giustizia dell’Unione Europea, Seconda Sezione (https://www.eius.it/giurisprudenza/2017/281.asp), che stabilisce un principio che dovrebbe fare giurisprudenza in tutta l’Unione: non è necessaria la “prova” medico-scientifica per stabilire un nesso tra la somministrazione di un vaccino e la malattia che colpisce in seguito un paziente. Bastano alcuni «indizi», purché siano «gravi, precisi e concordanti».
Per denunciare un rapporto di causa-effetto tra la vaccinazione e la malattia non serve il pronunciamento scientifico e nemmeno la prova certa che la patologia sia stata causata direttamente dalla somministrazione del vaccino. Un verdetto che permetterebbe a molte famiglie di aprire una serie di cause, ottenendo un giusto risarcimento per il grave danno subito.
I giudici della corte di giustizia europea ritengono «indizi sufficienti» il fatto che la malattia sia insorta a poca distanza dalla vaccinazione, l’assenza di precedenti medici personali e familiari e l’esistenza di «un numero significativo di casi repertoriati di comparsa di tale malattia a seguito di simili somministrazioni».
Proprio ciò che succede a milioni di bambini in tutto il mondo: improvvisamente, il giorno stesso, o quello successivo all’inoculazione del vaccino, dopo una terribile nottata di febbre e problemi intestinali, si ritrovano una vita completamente compromessa. Si tratta, infatti, dei primi e inconfondibili sintomi di una futura diagnosi di un disordine dello spettro autistico.
Alla mamma e al papà non occorrono evidenze scientifiche per conoscere lo stato di salute e vitalità del loro bambino prima e dopo il vaccino e per comprendere, di lì a poco, che in quel lasso temporale la loro vita è completamente cambiata.
É un dato di fatto, accolto da diverse sentenze che hanno riconosciuto una netta correlazione tra i vaccini e l’autismo, a cui la stampa non ha dato il dovuto rilievo e tra le quali:
Tribunale di Busto Arsizio, Sentenza 413/2009: “… Ritiene dunque la scrivente che sia sufficiente a provare la sussistenza del nesso eziologico una “ragionevole probabilità” unitamente alla mancanza di altre (con)cause determinanti. … La malattia ha esordito immediatamente dopo la somministrazione dei vaccini del dicembre 1999 con comparsa della perdita di equilibrio e regressione del linguaggio e ciò in una situazione antecedente di pieno benessere (criterio cronologico)”.
Cassazione Civile, II° Sezione, n. 632 del 21.01.2000: “allorché il ricorso alle norme della patologia medica e della medicina legale non possa fornire un grado di certezza assoluta sul nesso di causalità, la ricorrenza del nesso non può essere esclusa sulla base del mero rilievo di margini di relatività a fronte di un serio e ragionevole criterio di probabilità scientifica”.
Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, Sentenza 148/2012 del 15.03.2012: “…l’insorgenza della malattia è riconducibile con ragionevole probabilità scientifica alla somministrazione di vaccino…”
Corte di Cassazione, Sentenza 632/2000: “la ricorrenza del nesso di causalità fra lesione personale ed intervento non può essere esclusa in base al mero rilievo di margini di relatività, a fronte di un serio e ragionevole criterio di probabilità scientifica, specie qualora manchi la prova della preesistenza, concomitanza o sopravvenienza di altri fattori determinanti”.
Cassazione Civile, Sezione Lavoro, Sentenza n. 753/2005: “…pretendere la dimostrazione assoluta e rigorosa del nesso di unica ed esclusiva causalità renderebbe vana la funzione assistenziale e di solidarietà sociale che caratterizza la legge di cui sopra (la legge 210/1992)”.
Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, Sentenza n. 148/2012: “si deve evidenziare come il dies a quo decorra non già dalla diagnosi ovvero dal mero sospetto di una origine da vaccinazione obbligatoria ma dal momento in cui, sulla base della documentazione medica, l’avente diritto risulti aver avuto conoscenza del danno, ossia la consapevolezza della correlazione eziologica tra il danno irreversibile (compresa l’ascrivibilità tabellare) e la causa di vaccinazione (che dà titolo all’indennizzo)”.
Tribunale di Pesaro, Sentenza 260-13: “Le conclusioni del CTU vengono fatte proprie dal giudicante, in quanto esse sono frutto di esaurienti e accurate indagini, immuni da vizi logici o da errori di metodo e, comunque, non specificamente, contestate dalle parti”.
Perchè le istituzioni, i medici, i media, arrivano a negare l’esperienza diretta di moltissime famiglie e quindi l’evidenza della realtà? I fatti oggettivi non dovrebbero essere il punto di partenza per la ricerca della verità? No! Bisogna piuttosto dar rilievo al “successo” ottenuto dalla scienza “ufficiale”, che, non riconoscendo un nesso di causalità fra vaccini e autismo, consente alla giustizia di negare alla famiglia un sostegno economico per i gravi danni subiti, indispensabile per affrontare cure e assistenza.
Nessun nesso causale, nessuna correlazione tra vaccino e autismo: oggi, pare essere l’unica certezza in merito ai disturbi dello spettro autistico, l’unica evidenza scientifica (tant’è vero che i vaccini sono innocui…); origini, cause e cure sono ancora solo ipotesi.
A decenni dalla rilevazione dei primi casi da parte di Kanner, infatti, si dibatte ancora sull’eziologia del disturbo dello spettro autistico ipotizzando diverse teorie e fattori eziologici, ma al momento non si conoscono esattamente quali siano le cause dell’autismo. Il fatto che la magistratura non sia allineata in materia, rispecchia proprio lo stato dell’arte: attualmente è impossibile decretare scientificamente se esista o meno un nesso di causalità tra vaccini e autismo; ci sono studi che vorrebbero dimostrare che non esiste correlazione ed altrettanti studi indipendenti che dimostrerebbero il contrario.
Tra le tante sentenze che hanno riconosciuto il nesso di causalità tra vaccino e autismo, ce n’è una che merita di essere evidenziata: il 23 settembre 2014, il Tribunale di Milano ha stabilito che il Ministero della Salute versi un assegno al bambino affetto da autismo, dopo che nel 2006 gli fu iniettato Infanrix Hexa Sk. Questa sentenza ha portato alla luce un grave scandalo: la multinazionale Glaxo Smith Kline ha omesso intenzionalmente i casi di autismo, insorti durante i trial clinici, dall’elenco degli effetti avversi sottoposto alle autorità sanitarie per l’autorizzazione al commercio del vaccino esavalente. Il documento presenta, in forma di tabelle, le “reazioni avverse al vaccino” elencate nelle varie relazioni mediche redatte dopo la vaccinazione: 3825 casi differenti di complicazioni mediche. Di questi 559 sono considerati più gravi, ma solo 56 sono elencati nel documento ufficiale (a questo link http://www.informasalus.it/it/data/allegati_docsc/2738.pdf è possibile trovare il documento “confidenziale” della GSK, rivolto agli enti regolatori). Nelle tabelle si fa riferimento anche all’autismo, inserito tra i cosiddetti disordini mentali, e ai cinque casi citati dal perito del Tribunale. Il rapporto “ufficiale” conclude affermando che “il profilo beneficio/rischio dell’Infanrix Hexa continua a essere favorevole”. Manca, però, una descrizione dettagliata dei casi e la correlazione con l’autismo. La GSK è una delle multinazionali del farmaco più controverse al mondo, con decine di scandali, denunce e condanne. Si legga a proposito l’articolo “Case farmaceutiche e corruzione: lo scandalo planetario della Glaxo Smith Kline” apparso sul blog del Fatto Quotidiano del 26 Aprile 2014 (https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/26/case-farmaceutiche-e-corruzione-loscandalo-
planetario-della-glaxo-smith-kline/964564/amp/) firmato della giornalista Chiara Daina. Uno scandalo planetario, come titola, che finisce soltanto tra le righe di un blog…
Una stampa che non mette in rilievo i gravi conflitti di interessi dei diversi attori coinvolti in campo vaccinale e gli scandali mondiali che li riguardano, può essere credibile?
Una stampa che mette in prima pagina solo le morti da virus selvaggi e le sentenze contro i danni da vaccino, ma relega le sentenze a favore dei danneggiati e le storie drammatiche dei bimbi deceduti o danneggiati a vita, alle pagine minori, se non addirittura alle pagine ”non scritte”, evidentemente non è una stampa equilibrata e dunque intellettualmente onesta!
I genitori dei bambini danneggiati, sono i primi a non accettare le gravi e pesanti coercizioni e sanzioni legate all’obbligatorietà dei numerosi vaccini, imposte ai bambini italiani. Queste famiglie danno prova del fatto che il danno da vaccino esiste ed è proprio dietro l’angolo.
L’unico modo per dar voce alle loro storie dolorose, sembrerebbe essere quello di scendere in piazza assieme a migliaia di persone che difendono la libertà di scelta in campo vaccinale.
Basandosi sulla loro diretta esperienza, invitano le famiglie italiane a sottrarsi ai rischi impliciti di un protocollo vaccinale standardizzato e massificato. Raccomandano di affrontare la pratica vaccinale in modo pienamente informato, responsabile e consapevole. Evidenziano l’importanza di adottare le misure necessarie di diagnostica pre-vaccinale, utili a scongiurare il più possibile l’eventualità di incorrere in reazioni avverse. Approfittano della piazza anche per testimoniare i loro disagi, il loro isolamento e le preoccupazioni per il futuro dei loro figli. Fra i principali: dover sostenere elevate spese per l’assistenza e le cure riabilitative, la mancanza di un percorso educativo strutturato, in cui potenziare le capacità di questi bambini mirando a una migliore qualità di vita, e in generale, una sottovalutazione degli aspetti sociali legati a queste patologie, che di fatto rendono queste famiglie invisibili agli occhi dei più. “Chi si prenderà amorevolmente cura dei nostri figli quando noi non ci saremo più?” è l’interrogativo più sconfortante di questi genitori.
Come può il Ministro della Salute gioire per una sentenza che, ignorando anche la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nega un giusto risarcimento a una famiglia gravemente colpita da un terribile danno? Danno la cui causa, nei fatti, è riconducibile esclusivamente alla vaccinazione?
Siamo di fronte a una campagna sistematica di disinformazione a tutto campo sul tema vaccinale, messa in atto da chi ci governa con la complicità dei media mainstream e che fa gioco anche a chi dovrebbe assicurare la giustizia.
Questa strumentalizzazione non riuscirà a vincere lo scetticismo, le perplessità, la frustrazione e lo sdegno di migliaia e migliaia di cittadini italiani: i fatti contano più delle evidenze scientifiche della Signora Lorenzin e del suo entourage.

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