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Timestamp: 2020-07-05 21:20:50+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14496 del 09/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14496 del 09/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 09/06/2017, (ud. 04/04/2017, dep.09/06/2017), n. 14496
sul ricorso 9942-2016 proposto da:
V.M.S., domiciliata in ROMA presso la Cancelleria della
Corte di cassazione, e rappresentata e difesa dall’avv. MATTEO
MESSINA giusta procura in calce al ricorso;
CASA LAVORO E PREGHIERA DI PADRE MESSINA;
avverso la sentenza n. 1925/2015 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,
depositata il 28/12/2015;
Il Tribunale di Palermo con la sentenza del 14 maggio 2009 dichiarava aperta la successione di C.G. dichiarando l’attrice V.M.S. unica erede giusta testamento olografo del 12 giugno 2001, con il quale era stato revocato il precedente testamento olografo del 16/7/1994, attesa l’inesistenza di cause di invalidità.
A seguito di appello della Casa di lavoro e Preghiera di Padre Messina, la Corte d’Appello di Palermo, con la sentenza n. 1925 del 28/12/2015, riformava la sentenza gravata annullando il testamento che vedeva la nomina quale erede universale della V., ritenendo che, sebbene fosse infondata la pretesa di ottenere l’invalidità del testamento per difetto di olografia ovvero per incapacità della de cuius, era invece fondata la tesi dell’appellante secondo cui il testamento era frutto di captazione posta in essere dalla appellata.
Infatti, dalle prove raccolte emergeva che la V. aveva approfittato dello stato di debolezza della testatrice per indurla a modificare la sua precedente volontà testamentaria, a tal fine avendo anche trasferito la C. dalla casa di cura, ove la stessa V. prestava la propria attività lavorativa, alla abitazione di quest’ultima, allontanandola in tal modo dai parenti prossimi.
V.M.S. ha proposto ricorso avverso tale sentenza sulla base di un motivo con il quale denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 624 c.c.
L’intimata non ha svolto attività difensiva in questa fase.
Ritiene il Collegio che il ricorso sia improcedibile per la violazione dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2, in quanto, pur avendo la stessa parte ricorrente dichiarato che la sentenza impugnata è stata notificata in data 12/2/2016, non risulta però depositata copia autentica con la relazione di notificazione, avendo la parte solo depositato copia della sentenza di appello con attestazione di conformità, ma priva appunto della relata di notifica.
Poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è dichiarato improcedibile, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto il comma 1-quater del testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.
Dichiara il ricorso improcedibile;

References: Sentenza 
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 art. 1
 art. 13