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Timestamp: 2016-10-21 19:04:23+00:00

Document:
⭐Regolamento sull ordinamento degli uffici e dei servizi
1 Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 371 del 4 Giugno 2002 Ultima modifica: deliberazione della Giunta Comunale n. 182 del 3 Giugno 2009 Comune di Udine Regolamento sull ordinamento degli uffici e dei servizi Parte I Regolamento di organizzazione L assetto organizzativo del Comune di Udine - L attribuzione di responsabilità gestionali per l attuazione degli obiettivi - I sistemi di coordinamento - L esercizio delle funzioni di direzione - Le linee procedurali di gestione del personale.2 INDICE CAPO I - PRINCIPI GENERALI... 4 ARTICOLO 1 - AUTONOMIA ORGANIZZATIVA... 4 ARTICOLO 2 - LE FONTI... 4 ARTICOLO 3 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO... 4 ARTICOLO 4 CRITERI INFORMATIVI DEL MODELLO ORGANIZZATIVO... 4 ARTICOLO 5 - PRINCIPI DI ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO... 5 CAPO II - LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL COMUNE... 5 ARTICOLO 6 - ARTICOLAZIONE E ASSETTO DELLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA... 5 ARTICOLO 7 DIPARTIMENTI... 6 ARTICOLO 8 - SERVIZI... 6 ARTICOLO 9 - UNITÀ ORGANIZZATIVE AUTONOME... 6 ARTICOLO 10 - ARTICOLAZIONE INTERNA DEI SERVIZI... 7 ARTICOLO 11 - UNITÀ DI PROGETTO... 7 ARTICOLO 12 - ORGANIGRAMMA FUNZIONALE... 7 ARTICOLO 13 - CATALOGO DELLE ATTIVITÀ E DEI PRODOTTI... 8 CAPO III DOTAZIONE ORGANICA E GESTIONE DELLE RISORSE UMANE... 8 ARTICOLO 14 - DOTAZIONE ORGANICA... 8 ARTICOLO 15 - SISTEMA DEI PROFILI PROFESSIONALI... 8 ARTICOLO 16 - MODIFICA DI PROFILO PROFESSIONALE... 8 ARTICOLO 17 - QUADRO DI ASSEGNAZIONE DELL ORGANICO E MOBILITÀ INTERNA... 9 ARTICOLO 18 - PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE DELLE RISORSE UMANE... 9 ARTICOLO 19 - PIANO TRIENNALE DEL PERSONALE ARTICOLO 20 - PIANO ANNUALE DEL PERSONALE ARTICOLO 21 - GESTIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO ARTICOLO 22 - RICOSTITUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO ARTICOLO 23 - ATTRIBUZIONE DI MANSIONI SUPERIORI ARTICOLO 24 - COMANDI ARTICOLO 25 - FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ARTICOLO 26 - UFFICIO COMPETENTE PER I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI ARTICOLO 27 UFFICI DI SUPPORTO AGLI ORGANI DI DIREZIONE POLITICA...12 CAPO IV - TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO ARTICOLO 28 - CRITERI GENERALI ARTICOLO 29 - SORVEGLIANZA SANITARIA ARTICOLO 30 - INIDONEITÀ ALLA MANSIONE CAPO V - IL SEGRETARIO GENERALE ARTICOLO 31 - IL SEGRETARIO GENERALE ARTICOLO 32 - IL VICESEGRETARIO CAPO VI - FUNZIONI DI DIREZIONE ARTICOLO 33 - FUNZIONE DI DIREZIONE GENERALE3 ARTICOLO 34 DIRETTORE GENERALE ARTICOLO 36 - IL DIRETTORE DI DIPARTIMENTO ARTICOLO 37 - IL DIRIGENTE DI SERVIZIO ARTICOLO 38 - IL RESPONSABILE DI UNITÀ ORGANIZZATIVA AUTONOMA ARTICOLO 39 - SOSTITUZIONE TEMPORANEA DEL RESPONSABILE DI STRUTTURA ORGANIZZATIVA ARTICOLO 40 - ASSEGNAZIONE DI INCARICHI DIRIGENZIALI ARTICOLO 41 - NUCLEO DI VALUTAZIONE ARTICOLO 42 - REVOCA DEGLI INCARICHI DIRIGENZIALI ARTICOLO 43 - ESCLUSIONE DAL CONFERIMENTO DI INCARICHI CORRISPONDENTI. RECESSO DAL RAPPORTO DI LAVORO ARTICOLO 44 - AREA DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE CAPO VII PIANIFICAZIONE DELLA GESTIONE ARTICOLO 45 - PROCESSO NEGOZIATO DI PIANIFICAZIONE DELLA GESTIONE ARTICOLO 46 - VARIAZIONI AL PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE CAPO VIII STRUTTURE DI COORDINAMENTO ARTICOLO 47 - COMITATO DI DIREZIONE ARTICOLO 48 - CONFERENZA DEI DIRIGENTI ARTICOLO 49 - COMITATO OPERATIVO CAPO IX - TIPOLOGIA DEGLI ATTI DI ORGANIZZAZIONE ARTICOLO 50 - TIPOLOGIA DEGLI ATTI DI ORGANIZZAZIONE ARTICOLO 51 - IL DECRETO SINDACALE ARTICOLO 52 - LA DIRETTIVA ARTICOLO 53 LA DETERMINAZIONE ORGANIZZATIVA ARTICOLO 54 - L ORDINE DI SERVIZIO ARTICOLO 55 - L ATTO DI GESTIONE ORGANIZZATIVA CAPO X - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE ARTICOLO 56 - NORME IN CONTRASTO ARTICOLO 57 - NORME TRANSITORIE4 CAPO I - PRINCIPI GENERALI Articolo 1 - Autonomia organizzativa 1. Nell ambito dei principi generali dell ordinamento, in conformità ed in attuazione di quanto previsto dallo Statuto del Comune di Udine, l autonomia funzionale ed organizzativa del Comune di Udine è piena e si esercita attraverso i poteri regolamentari e, nei limiti della regolamentazione, attraverso l esercizio delle autonome competenze degli organi di governo e dei dipendenti e delle dipendenti che esercitano funzioni di direzione. Articolo 2 - Le fonti 1. L assetto e la dinamica organizzativa del Comune di Udine sono informati ai principi definiti: a) dalle leggi sull ordinamento degli enti locali; b) dallo Statuto del Comune di Udine; c) dai criteri deliberati dal Consiglio Comunale. Articolo 3 - Oggetto del Regolamento 1. Il presente Regolamento disciplina: a) l assetto organizzativo del Comune di Udine; b) l attribuzione di responsabilità gestionali per l attuazione degli obiettivi; c) i sistemi di coordinamento; d) l esercizio delle funzioni di direzione; e) le linee procedurali di gestione del personale. 2. La normativa contenuta nel presente Regolamento è fonte primaria per l organizzazione del Comune di Udine. Ad essa dovranno adeguarsi le altre disposizioni regolamentari, relativamente alle parti inerenti materie organizzative. Articolo 4 Criteri informativi del modello organizzativo 1. Il modello organizzativo del Comune di Udine si fonda sui seguenti criteri: a) centralità dei cittadini e delle loro esigenze, delle loro forme associative e imprenditoriali e delle istituzioni locali; b) distinzione tra responsabilità di indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e attività di gestione amministrativa, tecnica e finanziaria attribuita ai dirigenti; c) chiara individuazione delle responsabilità, dei poteri e dei livelli di autonomia di tutte le posizioni direttive e di lavoro, con riferimento agli obiettivi e alle risorse assegnate; semplificazione procedimentale, unicità di direzione e coerenza organizzativa; d) garanzia di trasparenza dell azione amministrativa, di esercizio del diritto di accesso agli atti e ai servizi, di informazione e di partecipazione all attività amministrativa; e) sviluppo della progettualità, della produttività quantitativa e qualitativa e della flessibilità nell utilizzo delle risorse umane; f) valorizzazione delle risorse umane, garantendo il miglioramento delle condizioni lavorative, la crescita professionale del personale, le pari opportunità tra uomini e donne per l accesso ed il trattamento sul lavoro; g) ottimizzazione dell utilizzo delle risorse professionali, tecniche e finanziarie; h) sviluppo dei sistemi di monitoraggio delle politiche di governo e delle attività di gestione; i) riqualificazione e controllo, anche allo scopo del contenimento, della spesa del personale. 45 Articolo 5 - Principi di organizzazione del lavoro 1. L organizzazione del lavoro del personale persegue l ottimizzazione del processo di erogazione dei servizi e di attuazione degli interventi ed è fondata sulla partecipazione dei dipendenti e delle dipendenti e sulla loro adeguata e piena responsabilità e professionalità. 2. All interno del sistema di programmazione, l organizzazione del lavoro assicura una corretta distribuzione dei carichi di lavoro, nell ambito dell unitarietà di tutti i compiti, con riferimento agli specifici campi di attività. 3. L organizzazione del lavoro è improntata alla certezza e semplicità delle procedure, alla razionalità del sistema informativo e informatico. 4. Il lavoro di gruppo e la flessibilità di utilizzo del personale sono condizione per la crescita della professionalità, dell esperienza e dello sviluppo dell organizzazione. 5. Il confronto con le organizzazioni e le rappresentanze sindacali è garantito con le modalità e negli ambiti previsti dai contratti collettivi di lavoro ed è considerato elemento di qualificazione dell organizzazione del lavoro. 6. L Amministrazione indirizza il proprio operato nei rapporti con il personale dipendente in maniera da eliminare disparità fra uomini e donne nell accesso al lavoro, nella progressione di carriera, nella formazione e nell aggiornamento professionale. A tal fine evita modalità organizzative che siano pregiudizievoli nei confronti delle lavoratrici, promuove l inserimento delle donne nelle attività e nei punti di lavoro in cui non siano adeguatamente rappresentate, adotta modalità organizzative atte a favorire la partecipazione delle donne ai corsi di formazione ed aggiornamento professionale, consentendo la conciliazione tra vita professionale e vita familiare. CAPO II - LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL COMUNE Articolo 6 - Articolazione e assetto della struttura organizzativa 1. La struttura organizzativa del Comune si articola in: a) dipartimenti b) servizi (interni ai dipartimenti e autonomi); c) unità organizzative autonome; d) unità organizzative interne ai servizi; e) unità di progetto. 2. La Giunta, su proposta del Direttore Generale, delibera l assetto della struttura organizzativa relativamente all articolazione dei dipartimenti e dei servizi. 3. Possono essere costituiti, con decreto del Sindaco, Uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, della Giunta e degli Assessori, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo assegnate dalla legge agli organi di indirizzo politico, nonché in funzione di supporto per le relazioni di collegamento con i cittadini e con organi di rappresentanza politica, sociale ed economica, ferme restando le competenze delle strutture operative deputate a svolgere i compiti assegnati dal Regolamento. Con identico provvedimento e per le medesime finalità, possono essere individuate strutture già esistenti cui affidare le predette funzioni. 4. Agli uffici di cui al comma 3. sono assegnati dipendenti dell'ente, o dipendenti appositamente assunti con contratto a tempo determinato in possesso di idonee competenze ed esperienze professionali oltre che dei requisiti generali per l'assunzione nella Pubblica Amministrazione, ovvero - ove ne sussista la necessità - soggetti con cui si siano stipulati contratti di collaborazione professionale e/o di consulenza. 5. Il Comune di Udine è dotato di una Avvocatura Civica, con struttura organizzativa autonoma e unitaria, inserita nell assetto dell Ente. All Avvocatura Civica è attribuita l esclusiva cura della tutela legale, giudiziale e stragiudiziale, dei diritti e degli interessi del Comune, oltre che le consultazioni legali richieste dagli organi e dai responsabili delle strutture dell Ente. Le modalità di esercizio delle funzioni dell Avvocatura Civica sono definite da apposito 56 regolamento. Articolo 7 Dipartimenti 1. I Dipartimenti sono le strutture funzionali che realizzano l unità tra le scelte politicoamministrative degli organi di governo, la programmazione direzionale effettuata dal Direttore Generale (se nominato) e l attività gestionale mediante: a) il supporto al Direttore Generale per l elaborazione delle politiche d intervento negli ambiti di competenza e la determinazione dei conseguenti programmi attuativi; b) la supervisione e il coordinamento dell attività e la verifica dei risultati di gestione delle strutture interne, da attuarsi sulla base degli indirizzi del Direttore Generale; c) l esercizio di attività e funzioni riservate alla loro competenza dal regolamento, dalla delibera di Giunta istitutiva o affidate dal Sindaco o dal Direttore Generale, anche attraverso l istituto della delega. 2. I Dipartimenti dispongono di una elevata autonomia progettuale ed operativa nell'ambito degli indirizzi strategici, delle politiche di gestione, degli obiettivi e delle risorse assegnate dagli organi di governo e dal Direttore Generale. Dispongono inoltre delle competenze amministrative e tecniche e degli strumenti gestionali necessari al raggiungimento dei risultati, nei limiti dei criteri di efficienza ed economicità complessiva. 3. I Dipartimenti sono individuati sulla base delle grandi aree di intervento in cui si esplica l'azione politico-amministrativa del Comune, e si distinguono tra Dipartimenti operativi e Dipartimenti di supporto. 4. I Dipartimenti operativi sono responsabili del soddisfacimento delle esigenze della comunità locale; assicurano le attività di governo del territorio, la regolazione dell'attività dei soggetti terzi, l erogazione dei servizi finali alla città. 5. I Dipartimenti di supporto sono responsabili del presidio delle esigenze di funzionamento generale; assicurano le attività di programmazione generale, di gestione complessiva delle risorse ed il supporto specialistico a servizio di tutta la struttura organizzativa. 6. I Dipartimenti possono articolarsi in servizi e unità organizzative autonome. Articolo 8 - Servizi 1. I servizi sono le strutture operative di riferimento per: a) la gestione di sistemi autonomi di funzioni o servizi, siano essi rivolti a funzioni trasversali, di prevalente utilizzo interno, oppure a servizi finali, destinati all'utenza esterna; b) l elaborazione e la gestione dei piani operativi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi fissati dagli organi di governo o assegnati dal Direttore Generale o dal Direttore di Dipartimento, secondo le rispettive competenze; c) la verifica e la valutazione dei risultati degli interventi; d) la gestione dei budget economici; e) l attuazione dei sistemi di controllo di gestione. 2. Il servizio è denominato interno, quando inserito in un Dipartimento; autonomo, quando non inserito in alcun Dipartimento. 3. Il servizio può articolarsi in unità organizzative interne. 4. Possono essere istituite strutture organizzative afferenti alle competenze del Segretario Generale. Articolo 9 - Unità organizzative autonome 67 1. Le unità organizzative autonome sono strutture finalizzate all'espletamento di specifiche funzioni trasversali e di supporto o specialistiche che, per le caratteristiche e la natura delle funzioni, non sono inserite in alcuno dei servizi previsti. 2. Quando non altrimenti previsto in specifici atti di valenza regolamentare, la costituzione, le finalità, le modalità e le procedure di gestione nonché le funzioni e gli incarichi di responsabilità delle unità organizzative autonome, sono definite, secondo le rispettive competenze: a) con decreto del Sindaco; b) con ordine di servizio del Direttore Generale; c) con ordine di servizio del Direttore di Dipartimento; Articolo 10 - Articolazione interna dei servizi 1. Nell'ambito di ogni servizio possono essere individuate unità organizzative intermedie e di base secondo criteri di razionale suddivisione dei compiti e di flessibilità. 2. Tali unità costituiscono suddivisioni interne di natura non rigida, ma ridefinibili in ragione dell'evoluzione delle esigenze d intervento e delle risorse disponibili. 3. Le unità intermedie e di base vengono stabilite e modificate con ordine di servizio del responsabile della struttura organizzativa di appartenenza. 4. La struttura con competenze in materia di organizzazione e personale, definisce le modalità di costituzione e le tipologie di denominazione delle unità organizzative intermedie e di base, nel rispetto di quanto previsto dai contratti collettivi di lavoro. Articolo 11 - Unità di progetto 1. Al fine di adempiere a funzioni specifiche di durata limitata o per la gestione di specifici progetti previsti negli atti di programmazione gestionale, possono essere istituite unità di progetto all'interno delle strutture operative, oppure interessanti più strutture operative. 2. La definizione delle stesse avviene: a) per ordine di servizio del dirigente del servizio interessato, quando il progetto interessi un solo servizio; b) per ordine di servizio del Direttore di Dipartimento, sentiti i responsabili interessati, quando il progetto interessi due o più servizi o unità organizzative autonome dello stesso Dipartimento; c) con ordine di servizio del Direttore Generale, quando il progetto interessi più Dipartimenti o servizi autonomi. 3. Con gli ordini di servizio di costituzione delle unità di progetto vengono determinati: a) i componenti l'unità; b) il responsabile dell'unità; c) l'obiettivo di attività; d) i tempi necessari per il raggiungimento dell'obiettivo; e) le risorse finanziarie ed operative disponibili e le specifiche competenze di gestione; f) le procedure di rendicontazione e di controllo. Articolo 12 - Organigramma funzionale 1. L organigramma funzionale, nell ambito delle competenze generali previste dalla macrostruttura, identifica le funzioni e le materie attribuite alla competenza di ciascuna unità organizzativa di cui all articolo 6, comma La definizione e gli aggiornamenti dell organigramma vengono effettuati: 78 a) per i dipartimenti e i servizi autonomi, con provvedimento del Direttore Generale; b) per i Servizi interni, con ordine di servizio del Direttore di Dipartimento competente; c) per le unità organizzative interne ai servizi, con ordine di servizio del dirigente di servizio. 3. L'organigramma ufficiale dell'ente è tenuto costantemente aggiornato dalla struttura organizzativa con competenze in materia di organizzazione e personale e trasmesso, in aggiornamento, al Direttore Generale, ai Direttori di Dipartimento e ai dirigenti di servizio autonomo. 4. In base all attribuzione di nuove competenze ed al trasferimento o modificazione di quelle esistenti, di portata tale da non poter essere recepite con la sola modificazione dell organigramma, il Direttore Generale, sentita la struttura organizzativa con competenze in materia di organizzazione e personale, formula le proposte di adozione degli atti di adeguamento della macrostruttura organizzativa. Articolo 13 - Catalogo delle attività e dei prodotti 1. Il Catalogo delle attività e dei prodotti raccoglie e descrive tutte le funzioni fondamentali svolte dall'ente e per ciascuna di esse individua le attività elementari che la costituiscono e che vengono classificate secondo un criterio di omogeneità che le assegna alle diverse articolazioni strutturali. 2. La struttura organizzativa con competenze in materia di organizzazione e personale cura la formazione e l'aggiornamento del Catalogo. CAPO III DOTAZIONE ORGANICA E GESTIONE DELLE RISORSE UMANE Articolo 14 - Dotazione organica 1. La dotazione organica generale dell'ente consiste nell'elenco dei posti di lavoro previsti, classificati in base alle categorie di inquadramento contrattuale in vigore. 2. La dotazione organica e le sue variazioni sono deliberate dalla Giunta, su proposta del Direttore Generale. Articolo 15 Sistema dei profili professionali 1. I profili professionali identificano specifiche aree di competenze teorico-pratiche, necessarie per svolgere determinati compiti. I profili, la relativa declaratoria, i loro requisiti di accesso dall esterno e gli eventuali requisiti di accesso attraverso progressione verticale, sono organicamente composti in sistema, rivolto a coprire complessivamente il fabbisogno di risorse professionali dell'ente combinando la necessaria specializzazione con la risposta all'esigenza di flessibilità. 2. II sistema dei profili professionali è definito dalla struttura organizzativa con competenze in materia di organizzazione e personale. Articolo 16 - Modifica di profilo professionale 1. La modifica del profilo professionale si ispira al criterio della flessibilità di gestione delle risorse umane e può costituire elemento di sviluppo professionale dei dipendenti all'interno della struttura organizzativa; è accompagnata, ove necessario, da adeguate iniziative formative atte a coadiuvare il dipendente ad inserirsi nel nuovo profilo professionale, in particolare dalla formazione obbligatoria in materia di prevenzione e sicurezza. 2. La modifica del profilo professionale di un dipendente all'interno della categoria di appartenenza può avvenire: a) per mobilità interna; b) per esigenze organizzative connesse a modifiche dell'organizzazione del lavoro che possono comportare l'istituzione, la soppressione o la variazione di mansioni; c) per inidoneità psicofisica a svolgere le mansioni previste dal profilo di appartenenza, secondo i criteri e le procedure previste dal comma 5 lettera b). 89 3. L'inserimento nel nuovo profilo professionale avviene a condizione che il dipendente sia in possesso di titoli culturali e/o professionali adeguati al nuovo profilo, e previa verifica di idoneità psicofisica alle mansioni previste dal profilo di destinazione, quando queste siano soggette alla sorveglianza sanitaria obbligatoria ai sensi delle norme vigenti, o comunque allorquando la modifica del profilo professionale avviene per i motivi di cui al precedente comma 2 lettera c). 4. Periodicamente, la struttura competente in materia di organizzazione e personale procede ad una revisione di tutti i profili professionali dell'ente, per adeguarli ai mutamenti della realtà organizzativa; la revisione può comportare la modifica del profilo professionale dei dipendenti interessati ai mutamenti organizzativi. 5. La modifica del profilo professionale è attuata con atto di gestione organizzativa della struttura competente in materia di organizzazione e personale: a) d'ufficio o su richiesta delle direzioni nei casi previsti dal comma 2 lettere a) e b); b) d'ufficio nei casi previsti dal comma 2 lettera c). Articolo 17 - Quadro di assegnazione dell organico e mobilità interna 1. Il quadro di assegnazione dell'organico è la riconduzione schematica della distribuzione del personale in servizio alle strutture organizzative apicali di cui all articolo 6, comma Il quadro di assegnazione viene annualmente disposto dal Direttore Generale, in applicazione del Piano esecutivo di gestione. 3. Qualora, in conseguenza di esigenze non preventivabili, si manifesti la necessità di variazioni di assegnazione del personale tra le diverse strutture organizzative, gli spostamenti sono disposti con atto di gestione organizzativa: a) del Direttore di Dipartimento, se i servizi o le unità organizzative autonome interessati rientrano nello stesso dipartimento; b) del Direttore Generale, se le strutture organizzative interessate appartengono a Dipartimenti differenti, ovvero quando siano interessati servizi autonomi. 4. Le variazioni di assegnazione del personale all interno dei servizi sono disposte con atti di organizzazione dei rispettivi dirigenti. 5. Ogni variazione del quadro di assegnazione interno alle strutture è comunicata alla struttura con competenze in materia di organizzazione e personale. Articolo 18 - Pianificazione e programmazione delle risorse umane 1. La pianificazione e la programmazione delle risorse umane sono funzionali alle politiche e agli obiettivi che l'amministrazione intende perseguire. 2. Su proposta del Direttore Generale, la Giunta approva il Piano triennale del personale, predisposto dalla struttura competente in materia di organizzazione e personale, tenuto conto della programmazione complessiva dell'ente, e delle indicazioni contenute nella relazione previsionale e programmatica, e nel rispetto dei vincoli di spesa contenuti nei documenti di bilancio. 3. In relazione al Piano esecutivo di gestione e al Piano triennale del personale, con provvedimento del Direttore Generale, viene approvato il Piano annuale del personale, predisposto dalla struttura competente in materia di organizzazione e personale sulla base delle indicazioni e delle esigenze manifestate dai dipartimenti e dai servizi autonomi, in relazione agli obiettivi rispettivamente assegnati, nel rispetto dei vincoli e dei criteri indicati dagli organi di governo dell'ente. 4. Con provvedimento del Direttore Generale, viene altresì approvato il programma annuale delle assunzioni di personale a tempo determinato, predisposto dalla struttura competente in materia di organizzazione e personale sulla base delle esigenze manifestate dai dipartimenti e dai servizi autonomi, in relazione ad attività di carattere temporaneo e straordinario comunque programmabili. 910 Articolo 19 - Piano triennale del personale 1. Il Piano triennale del personale definisce il fabbisogno di personale dell'ente per il triennio di riferimento. 2. Il Piano triennale deve altresì contenere indicazioni di massima circa le modalità con cui realizzare la copertura degli organici prevista, garantendo complessivamente un adeguato accesso dall'esterno dell'ente. Esso si configura, inoltre, come atto propedeutico autorizzatorio per l'avvio delle procedure di assunzione. Articolo 20 - Piano annuale del personale 1. Il Piano annuale del personale è la programmazione di dettaglio, relativa al primo anno di vigenza, nell'ambito del Piano triennale del personale. Esso è approvato con le modalità previste dal precedente articolo 18 comma Il Piano annuale del personale definisce il fabbisogno di personale per l'anno di riferimento, tenuto conto delle variazioni dovute alle cessazioni programmate, previa valutazione dell'adeguatezza quantitativa e qualitativa degli organici effettivi delle diverse strutture organizzative nell'anno precedente, in relazione agli obiettivi del Piano esecutivo di gestione e secondo le priorità indicate dalla Giunta. 3. La valutazione di cui al comma 2 è effettuata mediante l'utilizzo di metodologie e tecniche di rilevazione dei fabbisogni e dei costi del personale messe a punto dalla struttura competente in materia di organizzazione e personale. 4. Il Piano annuale del personale comprende il piano di programmazione degli organici e il programma delle assunzioni. 5. Il piano di programmazione degli organici indica l'organico dell Ente previsto al 1 gennaio dell'anno di riferimento e l'organico atteso al 31 dicembre. Esso si compone dell'elenco numerico del personale suddiviso per categorie e profili. 6. Il programma delle assunzioni indica l'elenco dei posti che si intendono ricoprire attraverso modalità che danno luogo a nuovi oneri per l'ente, vale a dire attraverso assunzione dall'esterno, anche attraverso procedure di mobilità, nonché attraverso sviluppi verticali di carriera, o comunque implicanti una modifica di profilo professionale onerosa per l'ente. Le modalità di reclutamento del personale di cui al presente comma devono essere esplicitamente indicate. 7. Le attività di pianificazione del personale, in particolare quando prevedono un cambio di profilo professionale, sono accompagnate, ove necessario, da adeguate iniziative formative; di esse si terrà conto in sede di predisposizione del piano annuale di formazione ai sensi del successivo articolo 25. Articolo 21 Gestione dei rapporti di lavoro 1. I rapporti di lavoro dei dipendenti del Comune di Udine sono disciplinati, a norma di legge, dai contratti collettivi di lavoro, dai contratti individuali di lavoro, nonché dalle disposizioni di legge e regolamentari. 2. Il personale è inserito nella struttura dell Ente secondo criteri di funzionalità e flessibilità operativa. 3. I dipendenti dell Ente sono inquadrati con specifico contratto individuale in una categoria e in un profilo professionale, secondo il vigente contratto collettivo nazionale di lavoro. 4. Ogni dipendente è responsabile della validità delle prestazioni sviluppate nell'ambito della posizione di lavoro assegnata. 5. La struttura organizzativa con competenze in materia di organizzazione e personale definisce, con specifiche direttive, le modalità di applicazione ovvero l interpretazione delle disposizioni contrattuali, di legge e regolamentari relative al personale dipendente. 6. Sulla base di esigenze connesse all attuazione dei piani operativi, il responsabile di struttura organizzativa può assegnare al personale inserito nella propria unità mansioni non prevalenti 1011 della categoria superiore ovvero, occasionalmente e ove possibile con criteri di rotazione, compiti o mansioni immediatamente inferiori, senza che ciò comporti alcuna variazione del trattamento economico. 7. Nel rispetto delle norme contrattuali e delle effettive capacità professionali dell'operatore o dell operatrice, la posizione di lavoro assegnata può essere modificata in ogni momento, con atto di gestione organizzativa del responsabile di struttura organizzativa. Articolo 22 - Ricostituzione del rapporto di lavoro 1. Può presentare domanda di ricostituzione del rapporto di lavoro, in base alle norme vigenti, il dipendente cessato dall'impiego per dimissioni da non più di cinque anni che abbia prestato servizio presso il Comune di Udine per almeno un anno. 2. Costituiscono elementi di valutazione della domanda di ricostituzione del rapporto di lavoro: a) il curriculum formativo e professionale; b) elementi inerenti i precedenti rapporti di lavoro; c) motivi di disagio sociale, personale e/o familiare adeguatamente documentati. 3. Il personale di cui al presente articolo è inquadrato nella medesima categoria rivestita al momento delle dimissioni e, di norma, nel profilo professionale di provenienza. Per particolari esigenze organizzative, l'amministrazione può valutare l'opportunità di ricostituire il rapporto di lavoro attribuendo al dipendente, purché in possesso di requisiti di esperienza e/o culturali adeguati, un profilo diverso della stessa categoria. 4. Il dipendente interessato dalla ricostituzione del rapporto di lavoro è soggetto al periodo di prova; può esserne esentato nel caso non siano decorsi più di 3 anni tra le dimissioni e la ricostituzione del rapporto. 5. La ricostituzione del rapporto di lavoro è disposta con provvedimento della struttura competente in materia di organizzazione e personale, ed è consentita unicamente a soggetti in possesso di tutti i requisiti necessari per l accesso all impiego con concorso pubblico. Articolo 23 - Attribuzione di mansioni superiori 1. Il responsabile della struttura organizzativa interessata, previo conforme parere obbligatorio della struttura competente in materia di organizzazione e personale, adotta il provvedimento di attribuzione di mansioni superiori, nei limiti previsti dal contratto di lavoro, dopo aver verificato la sussistenza dei presupposti di legge e la necessaria copertura finanziaria. 2. Per mansioni superiori si intendono anche quelle dirigenziali. Articolo 24 - Comandi 1. Il dipendente può essere comandato a prestare servizio presso altre pubbliche amministrazioni od altri soggetti esercenti funzioni pubbliche, purché tale servizio risponda a finalità di pubblico interesse. 2. Al comando si provvede, con il consenso dell'interessato, con provvedimento della struttura competente in materia di organizzazione e personale, a seguito di un atto dell'amministrazione di destinazione in cui si manifesta la volontà ad usufruire del comando. 3. Il comando è sempre disposto a tempo determinato, ed in via eccezionale può essere rinnovato; la data di scadenza del comando deve essere espressamente indicata nel provvedimento che lo dispone. 4. Il Comune di Udine può richiedere in comando personale appartenente ad altre pubbliche amministrazioni o a soggetti esercenti funzioni pubbliche, con le medesime procedure di cui ai commi precedenti. Articolo 25 - Formazione e aggiornamento professionale 1. L'Ente incentiva lo sviluppo e la formazione professionale come condizione essenziale di 11 Vedere altro
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