Source: http://www.editrice-edis.it/index/rivista/atti-legislativi-o-regolamentari-legge-23-giugno-2017-n-103-gazzetta-ufficiale-n-154-del-4-luglio-2017-modifiche-al-codice-penale-al-codice-di-procedura-penale-e-all-ordinamento-penitenziario/ZWRpc19ibHQ=/NDE0NDU=.html
Timestamp: 2020-05-31 19:58:14+00:00

Document:
(Gazzetta Ufficiale n. 154 del 4 luglio 2017)
1. Dopo l'articolo 162-bis del Codice penale è inserito il
"Art. 162-ter. (Estinzione del reato per condotte riparatorie) - Nei casi di procedibilità a querela soggetta a remissione, il Giudice dichiara estinto il reato, sentite le Parti e la persona offesa, quando l'imputato ha riparato interamente, entro il termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, il danno cagionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimento, e ha eliminato, ove possibile, le conseguenze dannose o pericolose del reato. Il risarcimento del danno può essere riconosciuto anche in seguito ad offerta reale ai sensi degli articoli 1208 e seguenti del Codice civile, formulata dall'imputato e non accettata dalla persona offesa, ove il Giudice riconosca la congruità della somma offerta a tale titolo.
Quando dimostra di non aver potuto adempiere, per fatto a lui non addebitabile, entro il termine di cui al comma 1, l'imputato può chiedere al Giudice la fissazione di un ulteriore termine, non superiore a 6 mesi, per provvedere al pagamento, anche in forma rateale, di quanto dovuto a titolo di risarcimento; in tal caso il Giudice, se accoglie la richiesta, ordina la sospensione del processo e fissa la successiva udienza alla scadenza del termine stabilito e comunque non oltre 90 giorni dalla predetta scadenza, imponendo specifiche prescrizioni. Durante la sospensione del processo, il corso della prescrizione resta sospeso. Si applica l'articolo 240, comma 2.
Il Giudice dichiara l'estinzione del reato, di cui al comma 1, all'esito positivo delle condotte riparatorie".
3. L'imputato, nella 1ª udienza, fatta eccezione per quella del giudizio di legittimità, successiva alla data di entrata in vigore della presente legge, può chiedere la fissazione di un termine, non superiore a 60 giorni, per provvedere alle restituzioni, al pagamento di quanto dovuto a titolo di risarcimento e all'eliminazione, ove possibile, delle conseguenze dannose o pericolose del reato, a norma dell'articolo 162-ter del Codice penale, introdotto dal comma 1. Nella stessa udienza l'imputato, qualora dimostri di non poter adempiere, per fatto a lui non addebitabile, nel termine di 60 giorni, può chiedere al Giudice la fissazione di un ulteriore termine, non superiore a 6 mesi, per provvedere al pagamento, anche in forma rateale, di quanto dovuto a titolo di risarcimento.
4. Nei casi previsti dal comma 3, il Giudice, se accoglie la richiesta, ordina la sospensione del processo e fissa la successiva udienza alla scadenza del termine stabilito ai sensi del citato comma.
3. Durante la sospensione del processo, il corso della prescrizione resta sospeso. Si applica l'articolo 240, comma 2, del Codice penale.
5. All'articolo 416-ter, comma 1, del Codice penale, le parole: "da 4 a 10 anni" sono sostituite dalle seguenti: "da 6 a 12 anni".
a) al comma 1, le parole: "è punito con la reclusione da uno a 6 anni e con la multa da € 309 a € 1.032" sono sostituite dalle seguenti: "è punito con la reclusione da 3 a 6 anni e con la multa da € 927 a € 1.500";
b) al comma 3, le parole: "La pena è della reclusione da 3 a 10 anni e della multa da € 206 a € 1.549" sono sostituite dalle seguenti: "La pena è della reclusione da 4 a 10 anni e della multa da € 927 a € 2.000";
"Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 625-bis, concorrenti con una o più delle circostanze aggravanti di cui all'articolo 625, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alle predette circostanze aggravanti".
7. All'articolo 625, comma 1, alinea, del Codice penale, le parole: "La pena per il fatto previsto dall'articolo 624 è della reclusione da 1 a 6 anni e della multa da € 103 a € 1.032" sono sostituite dalle seguenti: "La pena per il fatto previsto dall'articolo 624 è della reclusione da 2 a 6 anni e della multa da € 927 a € 1.500".
a) al comma 1, le parole: "è punito con la reclusione da 3 a 10 anni e con la multa da € 516 a € 2.065" sono sostituite dalle seguenti: "è punito con la reclusione da 4 a 10 anni e con la multa da € 927 a € 2.500";
b) al comma 3, le parole: "La pena è della reclusione da 4 anni e 6 mesi a 20 anni e della multa da € 1.032 a € 3.098" sono sostituite dalle seguenti: "La pena è della reclusione da 5 a 20 anni e della multa da € 1.290 a € 3.098";
"Se concorrono 2 o più delle circostanze di cui al comma 3 del presente articolo, ovvero se una di tali circostanze concorre con altra fra quelle indicate nell'articolo 61, la pena è della reclusione da 6 a 20 anni e della multa da € 1.538 a € 3.098".
9. All'articolo 629, comma 2, del Codice penale, le parole: "da 6 a 20 anni" sono sostituite dalle seguenti: "da 7 a 20 anni".
"Per i reati previsti dall'articolo 392, comma 1-bis, del Codice di procedura penale, se commessi nei confronti di minore, il termine della prescrizione decorre dal compimento del 18° anno di età della persona offesa, salvo che l'azione penale sia stata esercitata precedentemente. In quest'ultimo caso il termine di prescrizione decorre dall'acquisizione della notizia di reato".
"1) autorizzazione a procedere, dalla data del provvedimento con cui il Pubblico Ministero presenta la richiesta sino al giorno in cui l'Autorità competente la accoglie;
2) deferimento della questione ad altro giudizio, sino al giorno in cui viene decisa la questione";
"3-ter) rogatorie all'estero, dalla data del provvedimento che dispone una rogatoria sino al giorno in cui l'Autorità richiedente riceve la documentazione richiesta, o comunque decorsi 6 mesi dal provvedimento che dispone la rogatoria";
"Il corso della prescrizione rimane altresì sospeso nei seguenti casi:
1) dal termine previsto dall'articolo 544 del Codice di procedura penale per il deposito della motivazione della sentenza di condanna di primo grado, anche se emessa in sede di rinvio, sino alla pronuncia del dispositivo della sentenza che definisce il grado successivo di giudizio, per un tempo comunque non superiore a un anno e 6 mesi;
2) dal termine previsto dall'articolo 544 del Codice di procedura penale per il deposito della motivazione della sentenza di condanna di secondo grado, anche se emessa in sede di rinvio, sino alla pronuncia del dispositivo della sentenza definitiva, per un tempo comunque non superiore a un anno e 6 mesi.
I periodi di sospensione di cui al comma 2 sono computati ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere dopo che la sentenza del grado successivo ha prosciolto l'imputato ovvero ha annullato la sentenza di condanna nella parte relativa all'accertamento della responsabilità o ne ha dichiarato la nullità ai sensi dell'articolo 604, commi 1, 4 e 5-bis, del Codice di procedura penale.
Se durante i termini di sospensione di cui al comma 2 si verifica un'ulteriore causa di sospensione di cui al comma 1, i termini sono prolungati per il periodo corrispondente";
12. All'articolo 160, comma 2, del Codice penale, dopo le parole: "davanti al Pubblico Ministero" sono inserite le seguenti: "o alla Polizia giudiziaria, su delega del Pubblico Ministero,".
13. Il comma 1 dell'articolo 161 del Codice penale è sostituito dal seguente:
"L'interruzione della prescrizione ha effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato. La sospensione della prescrizione ha effetto limitatamente agli imputati nei cui confronti si sta procedendo".
14. Al comma 2 dell'articolo 161 del Codice penale, dopo le parole: "della metà" sono inserite le seguenti: "per i reati di cui agli articoli 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322-bis, limitatamente ai delitti richiamati dal presente comma, e 640-bis, nonchè".
16. Il Governo è delegato ad adottare, nel termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, decreti legislativi per la modifica della disciplina del regime di procedibilità per taluni reati e delle misure di sicurezza personali e per il riordino di alcuni settori del codice penale, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) prevedere la procedibilità a querela per i reati contro la persona puniti con la sola pena edittale pecuniaria o con la pena edittale detentiva non superiore nel massimo a 4 anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, fatta eccezione per il delitto di cui all'articolo 610 del Codice penale, e per i reati contro il patrimonio previsti dal Codice penale, salva in ogni caso la procedibilita' d'ufficio qualora ricorra una delle seguenti condizioni:
c) revisione della disciplina delle misure di sicurezza personali ai fini della espressa indicazione del divieto di sottoporre a misure di sicurezza personali per fatti non preveduti come reato dalla legge del tempo in cui furono commessi; rivisitazione, con riferimento ai soggetti imputabili, del regime del cosiddetto doppio binario, prevedendo l'applicazione congiunta di pena e misure di sicurezza personali, nella prospettiva del minor sacrificio possibile della libertà personale, soltanto per i delitti di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a), del Codice di procedura penale e prevedendo comunque la durata massima delle misure di sicurezza personali, l'accertamento periodico della persistenza della pericolosità sociale e la revoca delle misure di sicurezza personali quando la pericolosità sia venuta meno; revisione del modello definitorio dell'infermità, mediante la previsione di clausole in grado di attribuire rilevanza, in conformità a consolidate posizioni scientifiche, ai disturbi della personalità; previsione, nei casi di non imputabilità al momento del fatto, di misure terapeutiche e di controllo, determinate nel massimo e da applicare tenendo conto della necessità della cura, e prevedendo l'accertamento periodico della persistenza della pericolosità sociale e della necessità della cura e la revoca delle misure quando la necessità della cura o la pericolosità sociale siano venute meno; previsione, in caso di capacità diminuita, dell'abolizione del sistema del doppio binario e previsione di un trattamento sanzionatorio finalizzato al superamento delle condizioni che hanno diminuito la capacità dell'agente, anche mediante il ricorso a trattamenti terapeutici o riabilitativi e l'accesso a misure alternative, fatte salve le esigenze di prevenzione a tutela della collettività;
17. I decreti legislativi di cui al comma 16 sono adottati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, su proposta del Ministro della Giustizia. I relativi schemi sono trasmessi alle Camere, corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi, per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. I pareri sono resi nel termine di 45 giorni, decorsi i quali i decreti legislativi possono essere comunque emanati. Qualora tale termine venga a scadere nei 30 giorni antecedenti la scadenza del termine di delega previsto dal comma 16, o successivamente, quest'ultimo termine è prorogato di 60 giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari sono espressi entro 20 giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque emanati.
a) rivedere la disciplina del casellario giudiziale adeguandola alle modifiche intervenute nella materia penale, anche processuale, e ai princìpi e criteri contenuti nella normativa nazionale e nel diritto dell'Unione europea in materia di protezione dei dati personali, perseguendo gli obiettivi di semplificazione e di riduzione degli adempimenti amministrativi, e provvedere all'abrogazione del comma 1 dell'articolo 5 del Testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, nonchè rivedere i presupposti in tema di eliminazione delle iscrizioni per adeguarli all'attuale durata media della vita umana;
c) eliminare la previsione dell'iscrizione dei provvedimenti applicativi della causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto, prevedendo che sia il pubblico ministero a verificare, prima che venga emesso il provvedimento, che il fatto addebitato sia occasionale; rimodulare i limiti temporali per l'eliminazione delle iscrizioni delle condanne per fatti di modesta entità, quali quelle irrogate con decreto penale, con provvedimento della giurisdizione di pace, con provvedimento applicativo della pena su richiesta delle Parti, per pene determinate in misura comunque non superiore a 6 mesi, in modo tale da favorire il reinserimento sociale con modalità meno gravose.
19. Il decreto legislativo di cui al comma 18 è adottato, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, su proposta del Ministro della Giustizia. Il relativo schema è trasmesso alle Camere, corredato di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria del medesimo, per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. I pareri sono resi nel termine di 45 giorni, decorsi i quali il decreto può essere comunque emanato. Qualora tale termine venga a scadere nei 30 giorni antecedenti la scadenza del termine di delega previsto dal comma 18, o successivamente, quest'ultimo termine è prorogato di 60 giorni.
21. All'articolo 71, comma 1, del Codice di procedura penale, dopo le parole: "partecipazione al procedimento" sono inserite le seguenti: "e che tale stato è reversibile" e le parole: "che questo" sono sostituite dalle seguenti: "che il procedimento".
"Art. 72-bis. (Definizione del procedimento per incapacità irreversibile dell'imputato) - 1. Se, a seguito degli accertamenti previsti dall'articolo 70, risulta che lo stato mentale dell'imputato è tale da impedire la cosciente partecipazione al procedimento e che tale stato è irreversibile, il Giudice, revocata l'eventuale ordinanza di sospensione del procedimento, pronuncia sentenza di non luogo a procedere o sentenza di non doversi procedere, salvo che ricorrano i presupposti per l'applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca".
23. All'articolo 345, comma 2, del Codice di procedura penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", nonchè quando, dopo che è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere o di non doversi procedere a norma dell'articolo 72-bis, lo stato di incapacità dell'imputato viene meno o si accerta che è stato erroneamente dichiarato".
"4-bis. L'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non ha effetto se l'Autorità che procede non riceve, unitamente alla dichiarazione di elezione, l'assenso del difensore domiciliatario".
25. All'articolo 104, comma 3, del Codice di procedura penale, dopo le parole: "indagini preliminari" sono inserite le seguenti: "per i delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater".
26. All'articolo 335 del Codice di procedura penale, dopo il comma 3-bis e' aggiunto il seguente:
"3-ter. Senza pregiudizio del segreto investigativo, decorsi 6 mesi dalla data di presentazione della denuncia, ovvero della querela, la persona offesa dal reato può chiedere di essere informata dall'Autorità che ha in carico il procedimento circa lo stato del medesimo".
27. All'articolo 90-bis, comma 1, del Codice di procedura penale, la lettera b) e' sostituita dalla seguente:
"b) alla facoltà di ricevere comunicazione del procedimento e delle iscrizioni di cui all'art. 335, c. 1, 2 e 3-ter".
"4-bis. La riserva di cui al comma 4 perde efficacia e non può essere ulteriormente formulata se la richiesta di incidente probatorio non è proposta entro il termine di 10 giorni dalla formulazione della riserva stessa".
29. All'articolo 360, comma 5, del Codice di procedura penale sono premesse le seguenti parole: "Fuori del caso di inefficacia della riserva di incidente probatorio previsto dal comma 4-bis,".
a) all'articolo 407, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: "3-bis. In ogni caso il Pubblico Ministero è tenuto a esercitare l'azione penale o a richiedere l'archiviazione entro il termine di 3 mesi dalla scadenza del termine massimo di durata delle indagini e comunque dalla scadenza dei termini di cui all'articolo 415-bis.
Nel caso di cui al comma 2, lettera b), del presente articolo, su richiesta presentata dal Pubblico Ministero prima della scadenza, il Procuratore generale presso la Corte di appello può prorogare, con decreto motivato, il termine per non più di 3 mesi, dandone notizia al Procuratore della Repubblica. Il termine di cui al 1° periodo del presente comma è di 15 mesi per i reati di cui al comma 2, lettera a), numeri 1), 3) e 4), del presente articolo. Ove non assuma le proprie determinazioni in ordine all'azione penale nel termine stabilito dal presente comma, il Pubblico Ministero ne dà immediata comunicazione al Procuratore generale presso la Corte di appello";
b) il 1° periodo del comma 1 dell'articolo 412 è sostituito dal seguente: "Il Procuratore generale presso la Corte di appello, se il Pubblico Ministero non esercita l'azione penale o non richiede l'archiviazione nel termine previsto dall'articolo 407, comma 3-bis, dispone, con decreto motivato, l'avocazione delle indagini preliminari".
a) al comma 3, le parole: "nel termine di 10 giorni" sono sostituite dalle seguenti: "nel termine di 20 giorni";
b) al comma 3-bis, dopo le parole: "per i delitti commessi con violenza alla persona" sono inserite le seguenti: "e per il reato di cui all'articolo 624-bis del Codice penale" e le parole: "20 giorni" sono sostituite dalle seguenti: "30 giorni".
a) al comma 2, 1° periodo, dopo le parole: "il Giudice" sono inserite le seguenti: "entro 3 mesi";
b) al comma 4 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", altrimenti provvede entro 3 mesi sulle richieste";
"Art. 410-bis. (Nullità del provvedimento di archiviazione) - 1. Il decreto di archiviazione è nullo se è emesso in mancanza dell'avviso di cui ai commi 2 e 3-bis dell'articolo 408 e al comma 1-bis dell'articolo 411 ovvero prima che il termine di cui ai commi 3 e 3-bis del medesimo articolo 408 sia scaduto senza che sia stato presentato l'atto di opposizione. Il decreto di archiviazione è altresì nullo se, essendo stata presentata opposizione, il Giudice omette di pronunciarsi sulla sua ammissibilità o dichiara l'opposizione inammissibile, salvi i casi di inosservanza dell'articolo 410, comma 1.
3. Nei casi di nullità previsti dai commi 1 e 2, l'interessato, entro 15 giorni dalla conoscenza del provvedimento, può proporre reclamo innanzi al Tribunale in composizione monocratica, che provvede con ordinanza non impugnabile, senza intervento delle Parti interessate, previo avviso, almeno 10 giorni prima, dell'udienza fissata per la decisione alle Parti medesime, che possono presentare memorie non oltre il 5° giorno precedente l'udienza.
4. Il Giudice, se il reclamo è fondato, annulla il provvedimento oggetto di reclamo e ordina la restituzione degli atti al Giudice che ha emesso il provvedimento. Altrimenti conferma il provvedimento o dichiara inammissibile il reclamo, condannando la parte privata che lo ha proposto al pagamento delle spese del procedimento e, nel caso di inammissibilità, anche al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende nei limiti di quanto previsto dall'articolo 616, comma 1".
34. Al comma 1 dell'art. 411 del Codice di procedura penale, le parole: "degli artt. 408, 409 e 410" sono sostituite dalle seguenti: "degli artt. 408, 409, 410 e 410-bis".
"2-bis. Il termine di cui al comma 2 dell'articolo 405 decorre dal provvedimento del Giudice".
37. All'articolo 15, comma 1, della legge 16 aprile 2015, n. 47, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "La relazione contiene inoltre i dati relativi alle sentenze di riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione, pronunciate nell'anno precedente, con specificazione delle ragioni di accoglimento delle domande e dell'entità delle riparazioni, nonchè i dati relativi al numero di procedimenti disciplinari iniziati nei riguardi dei Magistrati per le accertate ingiuste detenzioni, con indicazione dell'esito, ove conclusi".
38. All'articolo 428, commi 1, alinea, e 2, 1° periodo, del Codice di procedura penale, le parole: "ricorso per Cassazione" sono sostituite dalla seguente: "appello".
39. All'articolo 428 del Codice di procedura penale, il 2° periodo del comma 2 è soppresso.
"3. Sull'impugnazione la Corte di appello decide in Camera di consiglio con le forme previste dall'articolo 127. In caso di appello del Pubblico Ministero, la Corte, se non conferma la sentenza, pronuncia decreto che dispone il giudizio, formando il fascicolo per il dibattimento secondo le disposizioni degli articoli 429 e 431, o sentenza di non luogo a procedere con formula meno favorevole all'imputato. In caso di appello dell'imputato, la Corte, se non conferma la sentenza, pronuncia sentenza di non luogo a procedere con formula più favorevole all'imputato.
3-ter. Sull'impugnazione la Corte di Cassazione decide in Camera di consiglio con le forme previste dall'articolo 611".
"4. Sulla richiesta il Giudice provvede con ordinanza con la quale dispone il giudizio abbreviato. Quando l'imputato chiede il giudizio abbreviato immediatamente dopo il deposito dei risultati delle indagini difensive, il giudice provvede solo dopo che sia decorso il termine non superiore a 60 giorni, eventualmente richiesto dal Pubblico Ministero, per lo svolgimento di indagini suppletive limitatamente ai temi introdotti dalla difesa. In tal caso, l'imputato ha facoltà di revocare la richiesta".
"5-bis. Con la richiesta presentata ai sensi del comma 5 può essere proposta, subordinatamente al suo rigetto, la richiesta di cui al comma 1, oppure quella di applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444".
"6-bis. La richiesta di giudizio abbreviato proposta nell'udienza preliminare determina la sanatoria delle nullità, sempre che non siano assolute, e la non rilevabilità delle inutilizzabilità, salve quelle derivanti dalla violazione di un divieto probatorio. Essa preclude altresì ogni questione sulla competenza per territorio del Giudice".
44. Al 1° periodo del comma 2 dell'articolo 442 del Codice di procedura penale, le parole: "è diminuita di 1/3" sono sostituite dalle seguenti: "è diminuita della metà se si procede per una contravvenzione e di 1/3 se si procede per un delitto".
45. All'articolo 452, comma 2, del Codice di procedura penale, dopo le parole: "442 e 443;" sono inserite le seguenti: "si applicano altresì le disposizioni di cui all'articolo 438, comma 6-bis;".
46. All'articolo 458, comma 1, del Codice di procedura penale sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 438, comma 6-bis. Con la richiesta l'imputato può eccepire l'incompetenza per territorio del Giudice".
"2. Il Giudice fissa con decreto l'udienza in Camera di consiglio dandone avviso almeno 5 giorni prima al Pubblico Ministero, all'imputato, al difensore e alla persona offesa. Qualora riconosca la propria incompetenza, il Giudice la dichiara con sentenza e ordina la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero presso il Giudice competente. Nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all'articolo 441-bis, comma 4, il Giudice, revocata l'ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l'udienza per il giudizio immediato".
48. All'articolo 464, comma 1, del Codice di procedura penale, dopo le parole: "442 e 443;" sono inserite le seguenti: "si applicano altresì le disposizioni di cui all'articolo 438, comma 6-bis;".
49. All'articolo 130 del Codice di procedura penale, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
"1-bis. Quando nella sentenza di applicazione della pena su richiesta delle Parti si devono rettificare solo la specie e la quantità della pena per errore di denominazione o di computo, la correzione è disposta, anche d'ufficio, dal Giudice che ha emesso il provvedimento. Se questo è impugnato, alla rettificazione provvede la Corte di Cassazione a norma dell'articolo 619, comma 2".
"2-bis. Il Pubblico Ministero e l'imputato possono proporre ricorso per Cassazione contro la sentenza solo per motivi attinenti all'espressione della volontà dell'imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, all'erronea qualificazione giuridica del fatto e all'illegalità della pena o della misura di sicurezza".
"e) la concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la decisione è fondata, con l'indicazione dei risultati acquisiti e dei criteri di valutazione della prova adottati e con l'enunciazione delle ragioni per le quali il giudice ritiene non attendibili le prove contrarie, con riguardo:
4) all'accertamento dei fatti dai quali dipende l'applicazione di norme processuali".
"1-bis. Nel caso di irrogazione di una pena pecuniaria in sostituzione di una pena detentiva, il Giudice, per determinare l'ammontare della pena pecuniaria, individua il valore giornaliero al quale può essere assoggettato l'imputato e lo moltiplica per i giorni di pena detentiva. Nella determinazione dell'ammontare di cui al periodo precedente il Giudice tiene conto della condizione economica complessiva dell'imputato e del suo nucleo familiare. Il valore giornaliero non può essere inferiore alla somma di € 75 di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva e non può superare di 3 volte tale ammontare. Alla pena pecuniaria irrogata in sostituzione della pena detentiva si applica l'articolo 133-ter del Codice penale".
54. All'articolo 571, comma 1, del Codice di procedura penale sono premesse le seguenti parole: "Salvo quanto previsto per il ricorso per Cassazione dall'articolo 613, comma 1,".
"Art. 581. (Forma dell'impugnazione) - 1. L'impugnazione si propone con atto scritto nel quale sono indicati il provvedimento impugnato, la data del medesimo e il Giudice che lo ha emesso, con l'enunciazione specifica, a pena di inammissibilità:
d) dei motivi, con l'indicazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta".
"Art. 599-bis. (Concordato anche con rinuncia ai motivi di appello) - 1. La Corte provvede in Camera di consiglio anche quando le Parti, nelle forme previste dall'articolo 589, ne fanno richiesta dichiarando di concordare sull'accoglimento, in tutto o in parte, dei motivi di appello, con rinuncia agli altri eventuali motivi. Se i motivi dei quali viene chiesto l'accoglimento comportano una nuova determinazione della pena, il Pubblico Ministero, l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria indicano al Giudice anche la pena sulla quale sono d'accordo.
2. Sono esclusi dall'applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, i procedimenti per i delitti di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, comma 1, 2, 3, e 5, 600-quater, comma 2, 600-quater.1, relativamente alla condotta di produzione o commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies del Codice penale, nonchè quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza.
4. Fermo restando quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 53, il Procuratore generale presso la Corte di appello, sentiti i Magistrati dell'Ufficio e i Procuratori della Repubblica del distretto, indica i criteri idonei a orientare la valutazione dei Magistrati del Pubblico Ministero nell'udienza, tenuto conto della tipologia dei reati e della complessità dei procedimenti".
57. All'articolo 602 del Codice di procedura penale, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
"1-bis. Se le Parti richiedono concordemente l'accoglimento, in tutto o in parte, dei motivi di appello a norma dell'articolo 599-bis, il Giudice, quando ritiene che la richiesta deve essere accolta, provvede immediatamente; altrimenti dispone la prosecuzione del dibattimento. La richiesta e la rinuncia ai motivi non hanno effetto se il Giudice decide in modo difforme dall'accordo".
"3-bis. Nel caso di appello del Pubblico Ministero contro una sentenza di proscioglimento per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa, il Giudice dispone la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale".
a) al comma 6 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", che può essere aumentata fino al doppio, tenuto conto della causa di inammissibilità della richiesta";
"6-bis. Gli importi di cui al comma 6 sono adeguati ogni 2 anni con decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, in relazione alla variazione, accertata dall'Istituto nazionale di statistica, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nel biennio precedente".
60. All'articolo 325, comma 3, del Codice di procedura penale, le parole: "dell'articolo 311, commi 3 e 4" sono sostituite dalle seguenti: "dell'articolo 311, commi 3, 4 e 5".
61. All'articolo 610, comma 1, 4° periodo, del Codice di procedura penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "con riferimento al contenuto dei motivi di ricorso".
"5-bis. Nei casi previsti dall'articolo 591, comma 1, lettere a), limitatamente al difetto di legittimazione, b), c), esclusa l'inosservanza delle disposizioni dell'articolo 581, e d), la Corte dichiara senza formalità di procedura l'inammissibilità del ricorso. Allo stesso modo la Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso contro la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle Parti e contro la sentenza pronunciata a norma dell'articolo 599-bis. Contro tale provvedimento è ammesso il ricorso straordinario a norma dell'articolo 625-bis".
63. All'articolo 613, comma 1, del Codice di procedura penale, le parole: "Salvo che la parte non vi provveda personalmente," sono soppresse.
64. All'articolo 616, comma 1, 2° periodo, del Codice di procedura penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", che può essere aumentata fino al triplo, tenuto conto della causa di inammissibilità del ricorso".
"1-bis. Gli importi di cui al comma 1 sono adeguati ogni 2 anni con decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, in relazione alla variazione, accertata dall'Istituto nazionale di statistica, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nel biennio precedente".
"1-bis. Se una Sezione della Corte ritiene di non condividere il principio di diritto enunciato dalle Sezioni unite, rimette a queste ultime, con ordinanza, la decisione del ricorso.
1-ter. Il principio di diritto può essere enunciato dalle Sezioni unite, anche d'ufficio, quando il ricorso è dichiarato inammissibile per una causa sopravvenuta".
"l) se la Corte ritiene di poter decidere, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, o di rideterminare la pena sulla base delle statuizioni del Giudice di merito o di adottare i provvedimenti necessari, e in ogni altro caso in cui ritiene superfluo il rinvio".
68. All'articolo 625-bis, comma 3, del Codice di procedura penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e senza formalità. L'errore di fatto può essere rilevato dalla Corte di cassazione, d'ufficio, entro 90 giorni dalla deliberazione".
"1-bis. Se il Giudice di appello pronuncia sentenza di conferma di quella di proscioglimento, il ricorso per Cassazione può essere proposto solo per i motivi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 dell'articolo 606".
70. L'articolo 625-ter del Cod. di proc. pen. è abrogato.
"Art. 629-bis. (Rescissione del giudicato) - 1. Il condannato o il sottoposto a misura di sicurezza con sentenza passata in giudicato, nei cui confronti si sia proceduto in assenza per tutta la durata del processo, può ottenere la rescissione del giudicato qualora provi che l'assenza è stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo.
2. La richiesta è presentata alla Corte di appello nel cui distretto ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento, a pena di inammissibilità, personalmente dall'interessato o da un difensore munito di procura speciale autenticata nelle forme previste dall'articolo 583, comma 3, entro 30 giorni dal momento dell'avvenuta conoscenza del procedimento.
4. Si applicano gli articoli 635 e 640".
a) al 1° periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", dando notizia dell'imputazione";
b) il 3° periodo è soppresso.
"f-bis) ai processi relativi ai delitti di cui agli articoli 317, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321 e 322-bis del Codice penale".
75. All'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106, dopo le parole: "azione penale" sono inserite le seguenti: ", l'osservanza delle disposizioni relative all'iscrizione delle notizie di reato".
76. All'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106, dopo le parole: "azione penale" sono inserite le seguenti: ", l'osservanza delle disposizioni relative all'iscrizione delle notizie di reato".
"1. La persona che si trova in stato di detenzione per taluno dei delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-bis, nonchè nell'articolo 407, comma 2, lettera a), numero 4), del Codice, partecipa a distanza alle udienze dibattimentali dei processi nei quali è imputata, anche relativi a reati per i quali sia in libertà. Allo stesso modo partecipa alle udienze penali e alle udienze civili nelle quali deve essere esaminata quale testimone";
"1-bis. La persona ammessa a programmi o misure di protezione, comprese quelle di tipo urgente o provvisorio, partecipa a distanza alle udienze dibattimentali dei processi nei quali è imputata";
"1-ter. Ad esclusione del caso in cui sono state applicate le misure di cui all'articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, il Giudice può disporre con decreto motivato, anche su istanza di parte, la presenza alle udienze delle persone indicate nei commi 1 e 1-bis del presente articolo qualora lo ritenga necessario.
1-quater. Fuori dei casi previsti dai commi 1 e 1-bis, il Giudice può disporre con decreto motivato la partecipazione a distanza anche quando sussistano ragioni di sicurezza, qualora il dibattimento sia di particolare complessità e sia necessario evitare ritardi nel suo svolgimento, ovvero quando si deve assumere la testimonianza di persona a qualunque titolo in stato di detenzione presso un istituto penitenziario";
"2. Il Presidente del Tribunale o della Corte di assise nella fase degli atti preliminari, oppure il Giudice nel corso del dibattimento, dà comunicazione alle Autorità competenti nonchè alle Parti e ai difensori della partecipazione al dibattimento a distanza";
"4-bis. In tutti i processi nei quali si procede con il collegamento audiovisivo ai sensi dei commi precedenti, il Giudice, su istanza, può consentire alle altre Parti e ai loro difensori di intervenire a distanza assumendosi l'onere dei costi del collegamento".
a) al comma 1, le parole: "Nei casi previsti dall'articolo 146-bis, commi 1 e 1-bis," sono soppresse e dopo le parole: "avviene a distanza" sono inserite le seguenti: "nei casi e secondo quanto previsto dall'articolo 146-bis, commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater";
b) al comma 2, le parole: "disposta dal Giudice con ordinanza o dal Presidente del Collegio con decreto motivato, che sono comunicati o notificati" sono sostituite dalle seguenti: "comunicata o notificata dal Giudice o dal Presidente del Collegio";
c) al comma 3, dopo le parole: "3, 4" è inserita la seguente: ", 4-bis".
79. All'articolo 134-bis, comma 1, delle Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, le parole: "e 1-bis" sono sostituite dalle seguenti: ", 1-bis e 1-quater".
80. All'articolo 7 del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il comma 8 è sostituito dal seguente: "8. Per l'esame dei testimoni si applicano le disposizioni degli articoli 146-bis e 147-bis delle Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Codice di procedura penale".
81. Le disposizioni di cui ai commi 77, 78, 79 e 80 acquistano efficacia decorso un anno dalla pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale, fatta eccezione per le disposizioni di cui al comma 77, relativamente alle persone che si trovano in stato di detenzione per i delitti di cui agli articoli 270-bis, comma 1, e 416-bis, comma 2, del Codice penale, nonchè di cui all'articolo 74, comma 1, del testo unico di cui al D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni.
82. Il Governo è delegato ad adottare decreti legislativi per la riforma della disciplina in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni e di giudizi di impugnazione nel processo penale nonchè per la riforma dell'Ordinamento penitenziario, secondo i princìpi e criteri direttivi previsti dai commi 84 e 85.
83. I decreti legislativi di cui al comma 82 sono adottati, su proposta del Ministro della Giustizia, relativamente alle materie a cui si riferiscono i princìpi e criteri direttivi di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del comma 84 nel termine di 3 mesi, e relativamente alle restanti materie nel termine di un anno, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. I termini per l'esercizio delle deleghe decorrono dalla data di entrata in vigore della presente legge. I relativi schemi sono trasmessi alle Camere, corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi, per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. I pareri sono resi nel termine di 45 giorni, decorsi i quali i decreti possono essere comunque emanati. Qualora tale termine venga a scadere nei 30 giorni antecedenti la scadenza del termine di delega, o successivamente, quest'ultimo termine è prorogato di 60 giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari sono espressi entro il termine di 10 giorni dalla data della nuova trasmissione.
84. Nell'esercizio della delega di cui al comma 82, i decreti legislativi recanti modifiche alla disciplina del processo penale, per i profili di seguito indicati, sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
b) prevedere che costituisca delitto, punibile con la reclusione non superiore a 4 anni, la diffusione, al solo fine di recare danno alla reputazione o all'immagine altrui, di riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche, svolte in sua presenza ed effettuate fraudolentemente. La punibilità è esclusa quando le registrazioni o le riprese sono utilizzate nell'ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario o per l'esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca;
5) siano utilizzati soltanto programmi informatici conformi a requisiti tecnici stabiliti con decreto ministeriale da emanare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al presente comma, che tenga costantemente conto dell'evoluzione tecnica al fine di garantire che tali programmi si limitino ad effettuare le operazioni espressamente disposte secondo standard idonei di affidabilità tecnica, di sicurezza e di efficacia;
6) fermi restando i poteri del Giudice nei casi ordinari, ove ricorrano concreti casi di urgenza, il Pubblico Ministero possa disporre le intercettazioni di cui alla presente lettera, limitatamente ai delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del Codice di procedura penale, con successiva convalida del Giudice entro il termine massimo di 48 ore, sempre che il decreto d'urgenza dia conto delle specifiche situazioni di fatto che rendono impossibile la richiesta al giudice e delle ragioni per le quali tale specifica modalità di intercettazione sia necessaria per lo svolgimento delle indagini;
g) prevedere che il Procuratore generale presso la Cor-te di appello possa appellare soltanto nei casi di avocazione e di acquiescenza del Pubblico Ministero presso il Giudice di primo grado;
i) prevedere la legittimazione dell'imputato ad appellare avverso la sentenza di condanna, nonchè avverso la sentenza di proscioglimento emessa al termine del dibattimento salvo che sia pronunciata con le formule: "il fatto non sussiste" o "l'imputato non ha commesso il fatto";
c) revisione della disciplina concernente le procedure di accesso alle misure alternative, prevedendo che il limite di pena che impone la sospensione dell'ordine di esecuzione sia fissato in ogni caso a 4 anni e che il procedimento di sorveglianza garantisca il diritto alla presenza dell'interessato e la pubblicità dell'udienza;
q) attuazione, sia pure tendenziale, del principio della riserva di Codice nella materia penale, al fine di una migliore conoscenza dei precetti e delle sanzioni e quindi dell'effettività della funzione rieducativa della pena, presupposto indispensabile perchè l'intero Ordinamento penitenziario sia pienamente conforme ai princìpi costituzionali, attraverso l'inserimento nel Codice penale di tutte le fattispecie criminose previste da disposizioni di legge in vigore che abbiano a diretto oggetto di tutela beni di rilevanza costituzionale, in particolare i valori della persona umana, e tra questi il principio di uguaglianza, di non discriminazione e di divieto assoluto di ogni forma di sfruttamento a fini di profitto della persona medesima, e i beni della salute, individuale e collettiva, della sicurezza pubblica e dell'ordine pubblico, della salubrità e integrità ambientale, dell'integrità del territorio, della correttezza e trasparenza del sistema economico di mercato;
s) revisione delle norme vigenti in materia di misure alternative alla detenzione al fine di assicurare la tutela del rapporto tra detenute e figli minori e di garantire anche all'imputata sottoposta a misura cautelare la possibilità che la detenzione sia sospesa fino al momento in cui la prole abbia compiuto il 1° anno di età;
88. Ai fini della ristrutturazione e della razionalizzazione delle spese relative alle prestazioni di cui all'art. 5, c. 1, lett. i-bis), del Testo unico di cui al D.P.R. 30/5/2002, n. 115, all'art. 96 del Codice di cui al D.L.vo 1/8/2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, la parola: "repertorio" è sostituita dalla seguente: "decreto";
"2. Ai fini dell'adozione del canone annuo forfetario per le prestazioni obbligatorie di cui al comma 1, con decreto del Ministro della Giustizia e del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, da emanare entro il 31/12/2017, è attuata la revisione delle voci di listino di cui al decreto del Ministro delle Comunicazioni 26 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 2001. Il decreto:
a) disciplina le tipologie di prestazioni obbligatorie e ne determina le tariffe, tenendo conto dell'evoluzione dei costi e dei servizi, in modo da conseguire un risparmio di spesa di almeno il 50% rispetto alle tariffe praticate. Nella tariffa sono ricompresi i costi per tutti i servizi contemporaneamente attivati o utilizzati da ogni identità di rete;
c) definisce gli obblighi dei soggetti tenuti alle prestazioni obbligatorie e le modalità di esecuzione delle stesse, tra cui l'osservanza di procedure informatiche omogenee nella trasmissione e gestione delle comunicazioni di natura amministrativa, anche con riguardo alle fasi preliminari al pagamento delle medesime prestazioni";
c) al comma 3, la parola: "repertorio" è sostituita dalla seguente: "decreto";
d) al c. 4, le parole: ", 2° periodo," sono soppresse.
89. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite, con decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, le prestazioni funzionali alle operazioni di intercettazione e sono determinate le corrispondenti tariffe. Il decreto, da aggiornare ogni 2 anni, sulla base delle innovazioni scientifiche, tecnologiche e organizzative e delle variazioni dei costi dei servizi:
b) determina la tariffa per ogni tipo di prestazione in misura non superiore al costo medio di ciascuna, come rilevato, nel biennio precedente, dal Ministero della Giustizia tra i 5 centri distrettuali con il maggiore indice di spesa per intercettazioni, così da conseguire un risparmio della spesa complessiva;
95. La presente legge, salvo quanto previsto dal comma 81, entra in vigore il 30° giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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 articolo 408
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