Source: http://www.svbk.ch/kanton/ticino/tessin.htm
Timestamp: 2014-10-20 11:18:30+00:00

Document:
http://www.alleanzapatriziale.ch
Scopi e compiti dei patriziati ticinesi
Alcuni compiti della sezione degli
enti locali del dipartimento delle instituzioni del canton ticino
Comitato ALPA (2005-2009)
Patriziati ticinesi affiliati
all'ALPA
Scopi e
compiti dei patriziati ticinesi Scopi Il patriziato � una
corporazione di diritto pubblico, autonoma nei limiti stabiliti dalla Costituzione e dalle
leggi, proprietaria di beni duso comune da conservare e utilizzare con spirito
viciniale a favore della comunit�. Sono pure patriziati le corporazioni di diritto pubblico, proprietarie
di beni duso comune, che hanno svolto e svolgono unattivit� d interesse
pubblico riconosciuta dal Consiglio di Stato. I patriziati generali, le corporazioni, le degagne e i vicinati sono
considerati analogamente purch� adempiano ai requisiti di cui ai capoversi precedenti. Compiti
Il patriziato ha il compito di
organizzare il buon governo dei beni patriziali, di garantire l uso pubblico e di
valorizzare le tradizioni locali. In particolare: di curare la conservazione, il miglioramento e la gestione razionale dei boschi e dei
beni agricoli; di assicurare il buon governo dei beni destinati anche all uso sociale e di
promuovere la realizzazione di nuove opere quali il miglioramento o la creazione di
accessi stradali o pedonali, piazze di riposo, posteggi, impianti per lo svago e lo sport
e subordinatamente l edificazione a scopi abitativi; di assicurare l efficienza degli impianti di uso pubblico e di promuoverne dei
nuovi; di promuovere la creazione in proprio o con altri enti di organismi e squadre
specializzate per la cura del pascolo e del bosco, per il taglio o il commercio del
legname; di assicurare e regolare l esercizio del diritto di legnamare, stramare e
pascolare nei boschi patriziali provvedendo anche ad estinguere tali diritti qualora non
fossero pi� usati;
di riscattare eventuali diritti di pascolo, prepascolo e postpascolo, e in genere i
diritti di godimento sui beni patriziali; di integrare le aree boschive e pascolive patriziali con l acquisizione di aree
abbandonate, o in procinto di esserlo, al piano e in montagna; h) di valorizzare i beni
culturali. Indice Alcuni
compiti della sezione degli enti locali del dipartimento delle instituzioni del canton
La Sezione degli enti locali svolge compiti di vigilanza sugli enti
locali, fra i quali anche i Patriziati in base alla specifica legge cantonale (Legge
organica patriziale - LOP); dopo revisione la vigente LOP � entrata in vigore il 1�
gennaio 1995; la Sezione sovrintende inoltre all'amministrazione del Fondo di aiuto
patriziale istituito con il varo della nuova LOP in collaborazione con un'apposita
commissione paritetica nominata dal Consiglio di Stato.
Le diverse applicazioni correnti di tale ufficio sono esposte in sequenza
cronologica com'� rilevabile dalla Legge organica patriziale. Indicazioni sullo stato di
patrizio possono essere fornite su specifica richiesta.
Ratifica alienazioni di beni patriziali - articoli 8 e 9 LOP
Con l'entrata in vigore della LOP 1962 dal 1� gennaio 1963, � stato
parallelamente introdotto il principio dell'inalienabilit� dei beni patriziati per
evitare la loro progressiva privatizzazione; negli anni precedenti si era infatti
assistito a un cospicuo trasferimento di propriet� patriziali ai privati cittadini e in
preponderanza ai Comuni; tale tendenza port� alcuni enti, specialmente cittadini, a
trasferire completamente le loro propriet� ai comuni stessi, fatto che poi port� a
indebolire l'attivit� del Patriziato che per questa ragione dovette riconvertirsi
adeguandosi a un ruolo normalmente di natura socioculturale. Altri enti invece languero a
tal punto che per essere riconosciuti in base alla vigente LOP dovettero dimostrare e in
parte lo devono ancora che avrebbero riattivato l'attivit� dedicandosi in special modo
alla gestione dei beni e attraverso la promozione di nuove iniziative.
Il principio dell'inalienabilit� � stato riconfermato attraverso la
nuova LOP, che all'articolo 8 e 9 ne stabilisce i termini legali cos� sintetizzabili:
i beni amministrativi (ossia quelli che servono all'adempimento dei compiti di diritto
pubblico - cfr. articolo 5 cpv. 2 LOP) sono inalienabili;
i beni patrimoniali (ossia quelli privi di scopo pubblico diretto - cfr. articolo 5 cpv.
3 LOP) possono essere alienati a determinate condizioni;
sono di principio autorizzate le permute di fondi, la vendita di piccole porzioni di
terreno per rettifica di confine o per scopi di miglioria fondiaria, che non hanno
utilit� prevedibile sempre che siano salvaguardati gli interessi patriziali.
Ogni alienazione di propriet� immobiliare (vendite, permute e diritti
di superficie) diventa efficace con la ratifica cantonale (articolo 9 LOP).
Obbligo del pubblico concorso - articoli 12 e 13 LOP
Le alienazioni, gli affitti e le locazioni dei beni patriziali devono
per principio essere realizzati attraverso il pubblico concorso.
A tale principio � possibile derogare quando l'interesse generale lo
pu� giustificare e quello patriziale in particolare � garantito. In questi casi �
esonerare il patriziato dall'obbligo del pubblico concorso;
concedere segnatamente che l'alienazione, la locazione e l'affitto avvengano per
licitazione o a trattative private.
Interventi finanziari - articoli 22 e seguenti LOP
Le competenze riguardano essenzialmente il Fondo di aiuto patriziale
istituito con la vigente LOP.
1. Base legale Il Fondo serve al finanziamento di opere patriziali con un interesse pubblico essenziale
(art. 26 LOP). 2. Amministrazione � affidata al Consiglio di Stato tramite il Dipartimento delle Istituzioni e per delega
alla Sezione degli enti locali. Le applicazioni concernenti la gestione del fondo sono
realizzate con l'assistenza di una Commissione speciale paritetica, composta da 3
rappresentanti dello Stato e da 3 rappresentanti dell'Alleanza patriziale, che siedono nel
suo Consiglio direttivo.
3. Finanziamento Viene alimentato con i contributi dei patriziati che conseguono redditi netti annuali
superiori a fr. 5'000.-- secondo aliquote fissate dal Consiglio di Stato sentita la
speciale Commissione del fondo. Sono soggetti al prelievo i redditi netti conseguiti a
seguito di vendite di beni patriziali, per interessi in capitali, per affitti, locazioni e
diritti di superficie. Lo Stato � chiamato al finanziamento del fondo almeno nella misura in cui vi
contribuiscono complessivamente i Patriziati. Annualmente viene stabilita una somma complessiva di fr. 600'000.-, in modo che i
Patriziati sono chiamati a contribuire con fr. 300'000.--, cos� come lo Stato. 4. Domanda d'aiuto Entrano in considerazione le opere patriziali di pubblica utilit� che potrebbero
cagionare al Patriziato una spesa sproporzionata alla sua potenzialit� finanziaria da
pregiudicarne l'equilibrio finanziario. Le domande devono essere presentate dall'Ufficio
patriziale alla Sezione degli enti locali entro il 31 gennaio di ogni anno. Tali
richieste devono essere corredate: - dai documenti relativi alla decisione dell'Organo legislativo (messaggio UP, rapporto
commissionale ed estratto della risoluzione del legislativo); - dal preventivo e dal piano di finanziamento; - da indicazioni relative a futuri investimenti nell'arco dei prossimi 5-10 anni. 5. Domande preventive Le richieste possono essere presentate anche in forma preliminare corredate da una
descrizione dell'opera e da una previsione della spesa. 6. Trattazione delle domande Le richieste definitive vengono esaminate dal profilo della loro idoneit� a ottenere
finanziamenti dal Fondo. Sono considerati la natura dell'intervento e la sopportabilit� finanziaria in base
alla situazione economica dell'ente richiedente, tenendo in considerazione eventuali
sussidi, contributi e qualsiasi altro introito possibile; altro elemento da considerare
sono gli eventuali impegni futuri relativi a investimenti prevedibili. Il contributo viene stabilito tenendo in considerazione l'onere per investimenti
definitivamente a carico dell'ente; si valuta in sostanza la possibilit� di poter
assorbire eventuali oneri passivi derivanti da un debito bancario, in funzione dei mezzi
liquidi e dei risultati d'esercizio determinatisi negli anni precedenti. In taluni casi
gi� evasi, la Commissione ha dato prova di voler promuovere l'attivit� patriziale
concedendo contributi secondo un approccio meno rigido rispetto all'esclusivo calcolo
matematico. Stabilito che sia il diritto alla percezione e definito l'ammontare del
contributo, la Sezione degli enti locali sottopone la sua proposta alla Commissione del
Fondo per una decisione definitiva. Nel caso in cui � deciso la concessione di un contributo, si procede
al versamento. In presenza di richieste preliminari e dove sono ritenuti ossequiati i
requisiti per l'ottenimento di contributi, viene adottata una decisione di principio, che
permetter� all'ente richiedente di proseguire l'iter d'approvazione del progetto
d'investimento. Di conseguenza la richiesta verr� trattata definitivamente alla
presentazione di tutti gli atti deliberativi come previsto per le istanze complete. In ogni caso sono previste verifiche sulla base dei dati consuntivi a
garanzia che nel complesso dei finanziamenti non sia stato superato il costo lordo
dell'investimento; in questi casi potrebbe entrare in linea di conto la restituzione
parziale o totale del contributo corrisposto. Dati statistici
Dall'istituzione del fondo alla fine del 1999 sono state evase con
esito positivo 56 istanze con un versamento complessivo di fr. 2'654'500.--
agli enti patriziali, mentre ne sono state respinte 22 difettando dei requisiti di
Nell'ambito delle procedure relative al riconoscimento degli Enti
patriziali, � stata prestata particolare attenzione alla problematica aggregazione
nell'ottica di unire, ove gi� sussistevano i presupposti, quegli enti che caso contrario
non avrebbero avuto chances di essere riconosciuti o erano destinati a scomparire.
Un'operazione portata a termine con discreto successo, cos� che il
numero degli enti � stato ridotto di una trentina di unit� (il dato � approssimativo
per il fatto che la posizione di alcuni enti non era chiara gi� nella fase di
riconoscimento attuata con l'entrata in vigore della LOP 1962).
Elezioni degli organi patriziali
Il rinnovo dei poteri patriziali, ossia il consiglio patriziale e
l'ufficio patriziale, avviene ogni 4 anni in aprile alla data fissata dal Consiglio di
Stato entro la fine di agosto dell'anno precedente (articolo 65 LOP). Le prossime elezioni
in ambito patriziale avranno luogo nel mese di aprile 2001. La base legale, oltre a quella
citata, � costituita dalla Legge sull'elezione degli uffici e dei consigli patriziali del
25 marzo 1965 e dalla Legge sull'esercizio dei diritti politici del 7 ottobre 1998 e
relativo regolamento d'applicazione del 18 novembre 1998.
A titolo indicativo si cita che unicamente quattro patriziati hanno
istituito il Consiglio patriziale:
Claro, Daro, Peccia e Generale d'Onsernone.
Regolamenti patriziali
Le competenze che rivengono alla Sezione in questo preciso ambito
consistono nell'approvazione dei regolamenti e sue modifiche, come pure di principio ogni
altra forma di ordinamento di competenza assembleare. In tale ambito vengono svolte
verifiche dal profilo della conformit� alle leggi e ai regolamenti e, se del caso,
vengono apportate modifiche d'ufficio o imposto un nuovo pronunciamento assembleare.
I regolamenti diventano esecutivi unicamente dopo l'approvazione
cantonale delegata alla Sezione degli enti locali.
� istituita dal Consiglio di Stato e con lo scopo di promuovere
l'utilizzazione razionale dei beni di propriet� patriziale in coordinazione con la
pianificazione cantonale e i programmi di sviluppo delle regioni.
La commissione si compone di 6membri, un Presidente e un segretario e
resta in carica per un periodo di 4 anni; vi sono rappresentati l'Alleanza patriziale, i
servizi e gli enti cantonali interessati.
I patriziati sono sottoposti alla vigilanza dello Stato che la esercita
tramite il Dipartimento delle Istituzioni e servizi subordinati.
L'azione di vigilanza � indirizzata al controllo della legalit� e
dell'opportunit� limitata all'arbitrio, alla sorveglianza dell'amministrazione e delle
decisioni concernenti la gestione dei beni patriziali, nonch� ai provvedimenti adottati
dal presidente degli organi legislativi nell'ambito delle proprie funzioni.
Quando vi fosse sospetto di cattiva amministrazione, l'autorit� di
vigilanza � legittimata a intervenire sia su denuncia privata che d'ufficio.
Accertata la violazione il Consiglio di Stato pu� infliggere sanzioni
disciplinari, compresa la sospensione dalla carica e la destituzione nel caso di condanna
alla reclusione per crimini o delitti.
In caso di cattiva amministrazione possono essere adottati
provvedimenti d'eccezione come affiancarsi o sostituirsi all'Ufficio patriziale, oppure
,allorquando l'assemblea non provvede all'elezione dell'Ufficio patriziale, delegare al
locale Municipio l'amministrazione dell'ente patriziale. Dovessero perdurare i motivi
dell'intervento dell'autorit� di vigilanza, pu� essere avviata d'ufficio una procedura
di fusione o di disconoscimento.
Nell'ambito delle competenze di vigilanza viene pure svolta la ratifica
delle decisioni degli organi legislativi concernenti prestiti o aperture di crediti,
previo esame del piano di finanziamento e della situazione economico-finanziaria dell'ente
per accertare la sopportabilit� degli oneri d'investimento.
Infine, se i conti patriziali o parte di essi non sono approvati, viene
ordinata un'inchiesta e adottati adeguati provvedimenti.
Una panoramica sulle applicazioni della Sezione certamente non
esaustiva, comunque sufficiente a fornire un quadro rappresentativo della realt�
patriziale confrontata alle disposizioni della Legge organica patriziale (LOP).
Dati statistici sui Patriziati saranno disponibili non appena sar�
completata la procedura di riconoscimento per alcuni enti che non possono ancora
dimostrare di poter disporre dei requisiti imposti dalla LOP.
Sono comunque disponibili i dati raccolti negli anni ottanta per
consentire il varo della vigente LOP, che sono desumibili dagli atti parlamentari relativi
alla sessione ordinaria primaverile 1992 (Verbali del Gran Consiglio 1992, volume 1).
l'Ispettore dei Patriziati della Sezione degli Enti Locali
Otto Minoli
Indice COMITATO DIRETTIVO ALPA LEGISLATURA
2005-2009 Tiziano Zanetti
Patrizio di Daro, presidente
Via Campagna 3 b, 6503 Bellinzona
091 829 17 77 Germano Mattei
Patrizio di Peccia, vicepresidente
091 759 02 10
CP 16, 6827 Brusino Arsizio
091 996 12 01 Armando Besomi
Patrizio di Gerra Verzasca
Cappella del Marco, 6517 Arbedo
091 829 33 66 Daniele Bindella
Patrizio di Bidogno
091 943 22 12 Giorgio Brazzola
Patrizio di Castel San Pietro
091 683 26 69 Virgilio Conti
Patrizio di Losone
Cara Servetta 23, 6616 Losone
078 666 34 22 Claudio D'Alessandri
Patrizio di Fichengo
Chinchengo, 6760 Faido
091 873 5224 Giuseppe Filippini
Patrizio di Rivera
Capidogno, 6802 Rivera
091 930 61 58 Enzo Mattei
Patrizio di Osogna
Donga, 6703 Osogna
091 863 31 15 Luca Moretti
Patrizio di Cevio con Linescio
091 756 81 94 Giancarlo Pedotti
Patrizio di Bellinzona
091 826 35 32 Elvezio Sartore
Patrizio di Dalpe
091 867 14 39 Carlo Scheggia
Patrizio di Ludiano 6986 Novaggio
091 608 22 65 Giovanmaria Staffieri
Patrizio di Bioggio 6933 Muzzano
091 923 36 39
Ermelindo Taddei
Patrizio di Ponto Valentino 6724 Ponto Valentino
091 871 11 38 Indice Patriziati
ticinesi affiliati all'ALPA
Cassinarescio
delle Tre Terre
Corporazione Boggesi Alpe di Prato **
Boggesi Piora
patrizi gordolesi
di Cala
di Fichengo
Degagna di Molare
di Prato Leventina
di Tarnolgio in Piano
Generale di Osco
generale della terre di Pedemonte con Auressio
Degagnale di Fiesso
di Airolo
di Altanca
di Anzonico
generale di Aquila, Torre e Lottigna
di Aranno
di Arbedo-Castione
di Arogno
di Aurigeno
di Avegno
di Bedigliora Banco e Nerocco
di Bedano
di Bedretto
di Besazio
di Bidogno
di Bignasco
di Bioggio
di Bissone
di Bodio
di Bogno
di Borgnone
di Bosco-Luganese
di Br�
di Brione Verzasca
di Brontallo
di Bruzella
di Buttino Ghirone
di Cabbio
di Cadenazzo
di Cadro
di Cagiallo
di Calonico
di Camignolo
di Camorino **
di Campestro
di Campo-Vallemaggia
di Capolago
di Carasso
di Casima
di Caslano
di Castagnola
di Catto - Lurengo
di Cavagnago
di Cavergno
di Caviano
di Cerentino
di Certara
di Cevio-Linescio
di Chiggiogna
di Cimadera
di Coglio
di Comologno
di Contone
di Contra
di Corippo
di Corticiasca
di Corzoneso
di Cresciano
di Cugnasco
di Curio e Bombinasco
di Davesco-Soragno
di Deggio-Quinto
di Dongio
di Doro, Chiesso e Olina
di Fescoggia
di Fusio
di Gerra Gambarogno
di Gerra Verzasca
di Ghirone 108
di Giornico
di Giumaglio
di Gnosca
di Gordevio
di Gorduno
di Gravesano
di Gribbio 115
di Gudo
di Indemini
di Insone
di Intragna, Golino e Verdasio 119
di Iragna
di Isone
di Lamone
di Lavertezzo
di Leontica
di Lodrino
di Lopagno
di Ludiano
di Lugaggia
di Lumino
di Maggia
di Mairengo
di Maroggia
di Marolta
di Medeglia
di Melano
di Menzonio
di Mezzovico-Vira
di Miglieglia
di Minusio
di Monte-Carasso
di Morbio-Superiore
di Mugena **
di Muzzano e Agnuzzo
di Neggio
di Olivone, Campo e Largario
di Origlio 160
di Orselina
di Osadigo
di Palagnedra e Rasa
di Peccia
di Personico
di Piandera
di Pianezzo
di Piazzogna **
di Pollegio
di Ponte Capriasca
di Ponte Tresa
di Ponto Valentino
di Porza
di Prato Sornico
di Prato v. Maggia
di Preonzo
di Prugiasco
di Ravecchia
di Riva San Vitale
di Robasacco
di Ronco sopra Ascona
di Rossura
di Rovio
di Sala Capriasca
di Salorino
di San Nazzaro
di Scareglia
di Semione
di Sigirino
di Sobrio
di Solduno
di Someo
di Sonogno
di Sonvico
di Tegna
di Torricella-Taverne
di Tremona
di Varenzo
di Vezio
di Villa Luganese **
di Vira Gambarogno
di Vogorno
Generale d'Onsernone 213
generale di Chironico
Generale di Prato Leventina 215
Generale di Quinto
promiscuo Locarnese e Soldunese 217
Terra di Quinto (Fraz.)
pr. patriziati di Brione sopra Minusio, Mergoscia e Minusio
di Ambr� Sopra
di Nivo
Indice Legge
(del 28 aprile
ELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO
visto il messaggio 5 dicembre 1989 n. 3539 del
Definizione e scopo Art. 1
1Il patriziato � una corporazione di diritto
pubblico, autonoma nei limiti stabiliti dalla Costituzione e dalle leggi, proprietaria di
beni d uso comune da conservare e utilizzare con spirito viciniale a favore della
comunit�. 2Sono pure patriziati le corporazioni di diritto pubblico, proprietarie di
beni d uso comune, che hanno svolto e svolgono un attivit� d interesse
pubblico riconosciuta dal Consiglio di Stato. 3I patriziati generali, le corporazioni, le degagne e i vicinati sono
considerati analogamente purch� adempiano ai requisiti di cui ai capoversi precedenti. Altri enti Art. 2 Il regolamento del patriziato stabilisce e disciplina l
esistenza di altri enti o eventuali suddivisioni interne, con i relativi diritti e
obblighi. Garanzia legale Art. 3 1Ogni patriziato secondo l art. 1 deve essere riconosciuto dal
Consiglio di Stato. 2Tale riconoscimento ha effetto dichiarativo. 3Contro il decreto del Consiglio di Stato � dato ricorso al Gran Consiglio
nei modi e nei termini di cui alla Legge di procedura per le cause amministrative del 19
aprile 1966. Garanzia della propriet�: congodimento Art. 4 1La consistenza dei beni di propriet� del patriziato o degli enti patriziali
pu� essere mutata unicamente secondo le norme della legge. 2Il godimento dei beni deve avvenire in comune da parte dei patrizi e dei non
patrizi nei limiti stabiliti dalla legge. TITOLO II Dei beni patriziali Capo I Amministrazione Definizione Art. 5
1I beni patriziali si suddividono in beni
amministrativi e beni patrimoniali. 2I beni amministrativi sono beni che servono all adempimento di
compiti di diritto pubblico. Essi sono in particolare i boschi, gli alpi, i maggenghi, i
prati, i pascoli, le cave, le case patriziali e gli altri edifici di uso pubblico, i
terreni incolti, l archivio e gli altri beni culturali, le strade e gli accessi, gli
acquedotti, le teleferiche, gli impianti sportivi o per il tempo libero, le opere di
premunizione torrentizie e antivalangarie di consolidamento dei terreni. 3I beni patrimoniali sono beni privi di uno scopo pubblico diretto. Essi
sono in particolare i beni mobili, quali i capitali, il denaro contante e i crediti,
nonch� gli edifici utilizzati nella forma del diritto privato (locazione, affitto) o
attraverso la concessione di uno speciale diritto di godimento. 4L ufficio patriziale tiene l inventario dei beni di propriet�
del patriziato, come pure dei beni e dei capitali affidati alla sua amministrazione e
sottoposti alla sua vigilanza. 5Il regolamento di applicazione fissa le norme d esecuzione del
presente articolo. Suddivisione dei beni amministrativi Art. 6 Per lo scopo a
cui sono destinati, i beni amministrativi si suddividono in: a) beni destinati in primo luogo all
esercizio dell attivit� agricola, costituiti dai beni di godimento o primari quali
boschi, alpi, maggenghi, prati, pascoli con i relativi diritti di pascolare, legnamare,
stramare, stabiliti dal regolamento del patriziato; b) beni destinati anche all uso sociale
quali boschi, terreni pascolivi ed altri al piano ed in montagna con le loro vie d
accesso e le relative opere di protezione e le eventuali infrastrutture quali gli
acquedotti e le teleferiche; c) edifici; d) opere di protezione e premunizione torrentizie
e antivalangarie, di consolidamento dei terreni; e) impianti sportivi; f) cave; g) beni culturali quale l archivio. Compiti del patriziato Art. 7
1Il patriziato ha il compito di organizzare
il buon governo dei beni patriziali, di garantire l uso pubblico e di valorizzare le
tradizioni locali. 2In particolare: a) di curare la conservazione, il miglioramento e
la gestione razionale dei boschi e dei beni agricoli; b) di assicurare il buon governo dei beni
destinati anche all uso sociale e di promuovere la realizzazione di nuove opere
quali il miglioramento o la creazione di accessi stradali o pedonali, piazze di riposo,
posteggi, impianti per lo svago e lo sport e subordinatamente l edificazione a scopi
abitativi; c) di assicurare l efficienza degli impianti
di uso pubblico e di promuoverne dei nuovi; d) di promuovere la creazione in proprio o con
altri enti di organismi e squadre specializzate per la cura del pascolo e del bosco, per
il taglio o il commercio del legname; e) di assicurare e regolare l esercizio del
diritto di legnamare, stramare e pascolare nei boschi patriziali provvedendo anche ad
estinguere tali diritti qualora non fossero pi� usati; f) di riscattare eventuali diritti di
pascolo, prepascolo e postpascolo, e in genere i diritti di godimento sui beni patriziali;
g) di integrare le aree boschive e pascolive
patriziali con l acquisizione di aree abbandonate, o in procinto di esserlo, al
piano e in montagna; h) di valorizzare i beni culturali. Alienabilit� dei beni. a) Limiti Art. 8
1I beni amministrativi sono inalienabili. 2I beni patrimoniali possono essere alienati per ammortizzare debiti, per
finanziare opere di pubblica utilit� oppure quando l alienazione sia fatta
nell interesse della collettivit� in genere e non sia comunque pregiudizievole agli
interessi del patriziato. 3� riservato l art. 20 cpv. 2. 4Sono autorizzate la permuta dei fondi, l alienazione di scorpori di
terreno, la cessione di propriet� per la rettifica di confine, o per scopi di miglioria
fondiaria, che non hanno utilit� prevedibile. 5� in ogni caso vietata l assegnazione in godimento di particelle di
boschi (quadrelle). b) Ratifica Art. 9 Ogni
alienazione di propriet� immobiliare diventa efficace con la ratifica da parte del
Consiglio di Stato. c) Diritto di prelazione dei Comuni e del Cantone Art. 10 1Il Comune nella
cui giurisdizione si trovano fondi di propriet� patriziale, subordinatamente il Cantone,
hanno in caso di vendita ai privati un diritto di prelazione su fondi quando siano
destinati a scopi pubblici. 2Il Consiglio di Stato pu� delegare il diritto di prelazione del Cantone a
un altro Comune o a un consorzio di Comuni interessati. 3Le modalit�, i limiti e l esercizio del diritto di prelazione sono
stabiliti nel regolamento di applicazione della legge. Diritto di riscatto Art. 11 1Il Comune ha il
diritto di riscattare, dimostrata la necessit� di utilit� pubblica, o nel caso di
gestione insufficiente, le infrastrutture non agricole di propriet� patriziale. 2L indennit� � calcolata sul valore di costruzione al momento del
riscatto dedotto il deprezzamento per vetust�. 3Restano riservate le cessioni volontarie ad altre condizioni. Pubblico concorso. a) Obbligo; forme Art. 12 1Le alienazioni,
gli affitti e le locazioni dei beni di propriet� del patriziato devono essere fatti per
pubblico concorso. 2Il concorso dev essere accessibile a chiunque e annunciato all
albo per un periodo di almeno quindici giorni consecutivi. 3Il regolamento del patriziato fissa la cifra oltre la quale il concorso
dev essere parimenti pubblicato sul Foglio ufficiale cantonale. b) Eccezione Art. 13 1Quando al
patriziato non ne pu� derivare danno e quando l interesse generale lo giustifica,
il Dipartimento pu�: a) esonerare il patriziato dall obbligo del
pubblico concorso; b) concedere segnatamente che l alienazione,
la locazione e l affitto siano fatti per licitazione o a trattative private. 2Sono riservate le norme di leggi speciali. c) Aggiudicazione Art. 14 1L
aggiudicazione deve essere fatta al miglior offerente, riservati i cpv. 2 e 3. 2Solo in casi straordinari, quando l offerta migliore non presenti, a
giudizio dell ufficio patriziale, sufficienti garanzie, l aggiudicazione pu�
essere fatta ad altro concorrente. 3Quando nessuna delle offerte presenti sufficienti garanzie, oppure quando
i prezzi offerti siano manifestamente svantaggiosi per il patriziato, l ufficio
patriziale pu� decidere la riapertura del concorso. d) Procedura Art. 15 Il regolamento d
applicazione della legge fissa la procedura per i concorsi pubblici e le aggiudicazioni. Costituzione in pegno di beni Art. 16 1I beni
amministrativi non possono essere costituiti in pegno. 2I beni patrimoniali possono essere costituiti in pegno nei limiti
consentiti dagli artt. 173, 174 e 175 della legge di applicazione e complemento del Codice
civile svizzero. Fideiussioni Mutui a terzi Art. 17 1Il patriziato
pu� prestare fideiussioni o concedere mutui a favore di enti pubblici o di associazioni
locali di interesse pubblico. 2Il Consiglio di Stato pu� accordare l autorizzazione anche a favore
di privati quando l interesse del patriziato � evidente. Divieto di speculazioni Art. 18 I beni di propriet� del
patriziato non possono essere impiegati in speculazioni. Contributo per opere pubbliche Art. 19 Quando il Comune fa capo
alla compensazione intercomunale il patriziato pu� essere chiamato, avuto riguardo alla
sua situazione patrimoniale, a contribuire al finanziamento delle opere pubbliche
interessanti il Comune medesimo e la cui esecuzione fosse decisa nel periodo compreso nei
tre anni precedenti e i tre anni successivi alla domanda di compensazione, limitatamente
alle disponibilit� del patriziato. La misura del contributo � stabilita dal Consiglio di
Stato nel limite massimo del 30%. Copertura del fabbisogno, imposta patriziale Art. 20 1Se la
gestione corrente del preventivo di un anno chiude con un disavanzo, l assemblea,
rispettivamente il Consiglio patriziale decidono la copertura a medio termine: a) in primo luogo attingendo alla riserva
disponibile a bilancio; b) in secondo luogo con il prelevamento di
un imposta per ogni fuoco patriziale. L imposta corrisponde al fabbisogno
scoperto ripartito in modo uguale tra i fuochi. Il regolamento del patriziato stabilisce
se l imposta pu� essere pagata, in tutto o in parte sottoforma di lavoro comune. 2Solo in casi straordinari i beni patrimoniali possono essere alienati per
sopperire a bisogni correnti del bilancio, purch� siano salvaguardati gli interessi della
collettivit�. Lavoro comune Art. 21 1Il patriziato
pu� prevedere nel regolamento l introduzione del lavoro comune sottoforma di
prestazione di lavoro per la conservazione o una migliore utilizzazione del suo
patrimonio. 2Il regolamento del patriziato deve prevedere il pagamento della quota
corrispondente se la prestazione non viene data. Capo II Interventi finanziari Fondo di riserva forestale Art. 22 1Il patriziato �
obbligato a devolvere un importo massimo del 10% del reddito netto di ogni taglio di
boschi al proprio fondo di riserva forestale. 2I proventi del fondo di riserva forestale sono da impiegare specialmente
per l esecuzione di lavori forestali. 3Il regolamento d applicazione della legge stabilisce le norme per la
costituzione, il controllo e l impiego di tale fondo. Fiscalit� Art. 23 I patriziati sono esenti
dalla tassa immobiliare, dall imposta sulla sostanza e sul reddito ad eccezione
delle loro aziende forestali. Opere sussidiate supplementari Art. 24 Per le opere destinate
anche all uso sociale di cui all art 6 lett. b), il Cantone pu�
eccezionalmente accordare sussidi supplementari sui costi residui in aggiunta ai sussidi
usuali, al finanziamento del comune e di terzi. Consorzio per spese extra-aziendali Art. 25 Il patriziato pu�
chiedere al Consiglio di Stato la costituzione di un consorzio secondo l art. 36
quando dovesse affrontare spese rilevanti per l esecuzione, il ripristino o la
manutenzione di opere o infrastrutture utilizzate prevalentemente per scopi sociali o
collettivi non agricoli o forestali. Fondo di aiuto patriziale. a) Contributo Art. 26 1� istituito il
fondo di aiuto patriziale. 2Quando l esecuzione o il ripristino di un opera o di un
infrastruttura di interesse pubblico essenziale dovesse cagionare a un patriziato una
spesa sproporzionata ai suoi mezzi e tale da pregiudicare l equilibrio finanziario,
il patriziato pu� chiedere al Cantone un contributo dal fondo di aiuto patriziale. b) Amministrazione e finanziamento Art. 27 1Il fondo di
aiuto patriziale � amministrato dal Consiglio di Stato, tramite il Dipartimento
competente, assistito da una Commissione consultiva composta da uno stesso numero di
membri in rappresentanza dello Stato e di delegati del patriziato. 2Il fondo � alimentato con i seguenti mezzi: a) il contributo annuale dei patriziati, calcolato
tra il 2% e il 10% del reddito netto delle vendite di beni patriziali, dei capitali, degli
affitti, delle locazioni e dei diritti di superficie se complessivamente superano i fr.
5000.-. Il regolamento di applicazione
stabilisce i criteri e le modalit� di determinazione del reddito netto; b) il contributo annuale del Cantone pari almeno a
quello dei patriziati di cui alla lettera a); c) la devoluzione dei beni dei patriziati
disconosciuti. 3Il Consiglio di Stato, sentita la Commissione consultiva, fissa in un
regolamento le percentuali per anno e per categoria di reddito netto, le modalit�, le
condizioni e i criteri per il prelievo ed il versamento del contributo di cui alla lett.
a). 4Il Consiglio di Stato, sentita la Commissione consultiva, pu� ridurre o
abbandonare il contributo su richiesta del patriziato interessato che verrebbe a trovarsi,
a causa del contributo imposto, in una evidente situazione di disagio finanziario. Capo III Modi di godimento Godimento in generale Art. 28 1Il regolamento
del patriziato stabilisce i modi e le condizioni del godimento come pascolare, far erba,
fieno e strame, e l approvvigionamento in legna da ardere. 2Il godimento non pu� essere negato, senza valido motivo, alle famiglie non
patrizie domiciliate nel comune del patriziato, dietro pagamento di un equa tassa
fissata dal regolamento del patriziato. 3Il regolamento del patriziato pu� prevedere il godimento per i non patrizi
domiciliati nel comune del patriziato con aziende agricole, alle stesse condizioni dei
patrizi. 4� riservato l art. 171a della LAC. Assegnazione di legna da ardere lavorata e in piedi Art. 29 1Ai fuochi
patrizi pu� essere concessa, una volta all anno, legna da ardere lavorata per
proprio uso domestico. La stessa assegnazione pu� essere concessa ai fuochi non patrizi
domiciliati nel comune del patriziato. 2I quantitativi da assegnare sono fissati di volta in volta dall
ufficio patriziale, giusta le disponibilit�. 3I fuochi patrizi domiciliati fuori Cantone partecipano all
assegnazione se ne fanno richiesta. 4Il regolamento del patriziato pu� escludere o ridurre proporzionalmente
l assegnazione ai patrizi domiciliati fuori comune, in considerazione delle
particolari condizioni locali. 5Il patriziato pu� esigere dai beneficiari una congrua partecipazione al
costo della lavorazione. 6L assegnazione di legna da ardere in piedi pu� essere fatta
eccezionalmente alle medesime condizioni quando non sia in contrasto con le norme di buon
governo dei boschi. Assegnazione di legna d opera. a) Lavorata Art. 30 1Ad ogni patrizio
maggiorenne pu� essere concessa, a prezzo di favore, legna d opera lavorata per la
costruzione o la riattazione in proprio di case, stalle o altri edifici nella
giurisdizione del comune a cui si estende il patriziato. 2Il quantitativo della legna d opera assegnata non pu� superare la
percentuale della produzione totale di tale legname fissata dal regolamento del
patriziato, ritenuto che il quantitativo massimo assegnato al patrizio non potr� superare
venti metri cubi ogni dieci anni. b) In piedi Art. 31 L assegnazione di
legna d opera in piedi pu� essere fatta nelle medesime condizioni e negli stessi
quantitativi di quella lavorata, solo in casi straordinari, per la costruzione o la
riparazione di case, stalle o altri edifici in zone di montagna di difficile accesso
sempre che il richiedente dia serie garanzie per una corretta esecuzione del taglio. Divieto di cessione e ripartizione Art. 32 1I diritti di
godimento patriziali non possono essere ceduti. 2� vietata ogni ripartizione di rendite o divisione di beni patriziali tra
i patrizi. Destinazione dei redditi e dei ricavi Art. 33 1I redditi ed i
ricavi devono essere destinati dall assolvimento dei compiti del patriziato,
all ammortamento dei debiti del patriziato, oppure al finanziamento di opere di
pubblica utilit� eseguite o da eseguire nel comune del patriziato. 2I ricavi dei boschi devono essere principalmente impiegati per
investimenti a favore dell economia forestale e alpestre. TITOLO III Fusione, consorziamento e disconoscimento Fusione Art. 34 1Due o pi�
patriziati possono essere fusi quando ci� fosse imposto da ragioni d interesse
economico o amministrativo generali. 2In particolare, sentiti i rappresentanti degli enti interessati: a) allo scopo di garantire una maggiore
consistenza economica ed uno sfruttamento pi� razionale dei beni di loro propriet�; b) quando la maggior parte dei patrizi di uno dei
patriziati fossero i medesimi dell altro; c) quando i beni patriziali consistono in diritti
che gravano la propriet� di altro patriziato; d) al fine di costituire una sola gestione dei
beni patriziali in una giurisdizione comunale o in un comprensorio di comuni confinanti. Procedura di fusione Art. 35 1La
procedura di fusione pu� essere avviata: a) su domanda dei singoli patriziati; b) d ufficio dal Consiglio di Stato. 2Il Consiglio di Stato decreta la fusione e ne d� pubblicazione sul Foglio
ufficiale. 3Contro il decreto � ammesso il ricorso al Gran Consiglio da parte dei
patriziati interessati o da parte dei singoli patrizi, entro 30 giorni dalla
pubblicazione. 4Sono per il resto applicabili per analogia le norme della legge sulla
fusione e separazione dei comuni. Consorziamento Art. 36 1I
patriziati possono essere riuniti in consorzio allo scopo di: a) garantire un governo e uno sfruttamento pi�
razionale dei beni immobili di cui essi sono proprietari, specialmente dei boschi, dei
pascoli e degli alpi; b) favorire l esecuzione di opere di
premunizione valangaria e di stabilizzazione del terreno e di altre opere analoghe di
interesse pubblico. 2Il consorzio pu� comprendere anche i comuni nella cui giurisdizione si
trovino i beni patriziali, altri comuni, gli enti turistici, le regioni, quando il fine
del consorzio � l utilizzazione dei fondi patriziali per scopi sociali o collettivi
non agricoli o forestali, come il turismo, lo svago o il ristoro, la protezione
ambientale. Procedura di consorziamento Art. 37 1La
procedura di consorziamento � avviata: a) su domanda dei singoli patriziati; b) su domanda di altri enti interessati; c) d ufficio dal Consiglio di Stato. 2Il Consiglio di Stato decreta il consorziamento e ne d� pubblicazione sul
Foglio ufficiale. 3Sono per il resto applicabili le norme della legge sui consorzi. Disconoscimento Art. 38 1Il patriziato
che non adempie pi� i requisiti di legge viene disconosciuto dal Consiglio di Stato,
sentiti i rappresentanti dell ente. 2Contro il decreto i rappresentanti dell ente ed i singoli interessati
hanno facolt� di ricorso al Gran Consiglio entro 30 giorni dalla pubblicazione. Devoluzione dei beni Art. 39 Il decreto di
disconoscimento stabilisce la devoluzione dei beni dell ente disconosciuto. TITOLO IV Appartenenza al patriziato Capo I Acquisto dello stato di patrizio Presupposti Art. 40 1Lo stato di
patrizio presuppone la cittadinanza ticinese. 2Non si pu� acquistare lo stato di membro di un patriziato, se gi� si
appartiene ad un altro patriziato, salvo in caso di svincolo a norma dell art 43
lett. c). Acquisto dello stato di patrizio. a) Per filiazione Art. 41 1Acquista lo
stato di patrizio il figlio minorenne di genitore patrizio. 2Se i genitori sono membri di patriziati diversi si presume che il figlio
acquisti lo stato di patrizio del padre, a meno che dichiari ai rispettivi uffici
patriziali di scegliere quello della madre. 3La dichiarazione di scelta del patriziato deve essere fatta dal diretto
interessato entro l anno dal compimento della maggiore et�. 4La scelta vale anche per i discendenti. b) Per matrimonio Art. 42 1Una persona
acquista lo stato di patrizio per il fatto del matrimonio con un patrizio o una patrizia. 2Nel caso di matrimonio tra cittadini di patriziati diversi, ciascun
coniuge mantiene il proprio stato di patrizio. 3In ambo i casi � riservato il diritto di opzione nel termine di un anno. c) Per concessione Art. 43 1Lo stato
di patrizio pu� essere concesso dall assemblea o dal consiglio patriziale alle
seguenti condizioni: a) se il richiedente � cittadino ticinese
attinente del comune in cui ha sede il patriziato; b) se il richiedente � cittadino ticinese
domiciliato nel comune da almeno dieci anni; c) se il richiedente, gi� membro di altro
patriziato, domanda lo svincolo dal patriziato precedente. Lo svincolo pu� essere
condizionato all acquisto del nuovo patriziato. 2La domanda di concessione comprende automaticamente i figli minorenni. Rapporto con il patriziato generale Art. 44 L acquisto dello
stato di patrizio di enti o suddivisioni interne di cui all art 2 conferisce
automaticamente lo stato di patrizio generale. Procedura Art. 45 La procedura per l
acquisto dello stato di patrizio � stabilita dal regolamento d applicazione della
legge. Tasse; importo Art. 46 1Per la
concessione dello stato di patrizio pu� essere prelevata una tassa dell importo
massimo di fr. 1000.-. 2La tassa � commisurata alle condizioni economiche del richiedente. Capo II Perdita e riacquisto dello stato di patrizio Perdita Art. 47 Lo stato di patrizio si
perde per le seguenti cause: a) per la perdita della cittadinanza ticinese; b) per la rinuncia allo stato di patrizio; c) per nuovo matrimonio, successivo al divorzio o
vedovanza, dell uomo o della donna che ha acquistato lo stato di patrizio all
atto del matrimonio. Effetti Art. 48 1La perdita dello
stato di patrizio per i motivi di cui alla lett. b) dell art 47 non produce
effetti per il coniuge e per i discendenti del rinunciante. 2La perdita dello stato di patrizio per i motivi di cui alla lett. c)
dell art 47 non produce effetti per i discendenti. Riacquisto Art. 49 Chi riacquista la
cittadinanza ticinese, riacquista lo stato precedente di patrizio. Procedura Art. 50 La procedura per la
rinuncia ed il riacquisto dello stato di patrizio � stabilita dal regolamento d
applicazione della legge. Capo III Esercizio dei diritti patriziali Esercizio dei diritti patriziali. a) In generale Art. 51 1Il patrizio
esercita i diritti patriziali nei limiti stabiliti dalla legge. 2Per la convocazione alle assemblee il patrizio domiciliato fuori dal
comune sede del patriziato deve eleggere un suo recapito presso un patrizio domiciliato
nel comune, a meno che faccia esplicita richiesta ad essere convocato personalmente. Il
recapito deve essere notificato all ufficio patriziale. b) Diritto di voto Art. 521) 1Ogni patrizio ha diritto di voto a
diciotto anni compiuti ed � considerato maggiorenne ai sensi della legge. 2L esercizio del diritto di voto � personale. c) Diritto di godimento Art. 53 1I diritti di
godimento dei beni del patriziato sono esercitati per fuoco. 2Il fuoco patriziale � costituito: a) di un maggiorenne, con economia propria; b) di una comunione di persone patrizie formanti
un unica economia domestica; c) della donna patrizia che mantiene il patriziato
da nubile all atto del matrimonio. Effetti della costituzione o estinzione del fuoco Art. 54 1In caso di
costituzione di un nuovo fuoco, i diritti di godimento si esercitano dal giorno di
iscrizione nel corrispondente registro. 2In caso di estinzione per decesso, rinuncia degli aventi diritto, o per altra
causa, i diritti di godimento cessano con la radiazione del fuoco dal registro. Rappresentanza del fuoco Art. 55 1Per l
esercizio dei diritti di godimento, nei rapporti con l amministrazione patriziale,
il fuoco � rappresentato di regola dal patrizio pi� anziano. 2Il diritto di rappresentanza pu� essere delegato. Capo IV Registro dei patrizi, dei votanti e dei fuochi Registro. a) Contenuto Art. 56 Il registro dei patrizi,
dei votanti e dei fuochi attesta: a) lo stato di patrizio; b) la qualit� di avente diritto di voto; c) i fuochi con diritto di godimento. b) Allestimento Art. 57 L ufficio patriziale
allestisce su formulario stabilito dal Dipartimento, il registro aggiornato ogni anno,
entro la fine di novembre. c) Pubblicazione Art. 58 1Il registro �
pubblicato ogni anno durante i primi venti giorni di dicembre. 2La pubblicazione ha luogo con l esposizione nell ufficio
patriziale o nella cancelleria comunale e, nel caso di patriziati con giurisdizione in
pi� comuni, nella cancelleria del comune sede del patriziato. d) Variazioni; pubblicazioni Art. 59 1Nel corso
dell anno l ufficio patriziale apporta al registro le variazioni ordinate dal
Consiglio di Stato e quelle richieste dagli interessati per cambiamenti di stato civile o
per altra causa comportanti modificazioni nelle famiglie patrizie. 2L ufficio patriziale pubblica le variazioni durante i quindici giorni
consecutivi all albo patriziale. Divieto di variazione nel periodo di pubblicazione Art. 60 1Nessuna
variazione, tranne se ordinata dal Consiglio di Stato, pu� essere apportata al registro
durante il periodo di pubblicazione. 2Le iscrizioni che si rendono necessarie durante il periodo di pubblicazione
sono apportate decorso tale periodo; le corrispondenti variazioni devono essere pubblicate
all albo secondo le norme dell art 59. Ricorsi. a) Legittimazione attiva Art. 61 1Chiunque ha il
diritto di voto nel patriziato pu� contestare le iscrizioni nel registro mediante ricorso
al Consiglio di Stato. 2Il ricorso tendente a ottenere l iscrizione nel registro pu� essere
interposto solo dal patrizio che la chiede o da un suo mandatario. 3La decisione del Consiglio di Stato � definitiva, salvo che sia in
contestazione lo stato di patrizio. b) Termini Art. 62 Il ricorso contro il
registro deve essere interposto: a) nel caso di pubblicazione annuale, durante il
periodo di pubblicazione; b) nel caso di variazione, durante il periodo di
pubblicazione della variazione medesima. Contestazioni sullo stato di patrizio in cause civili Art. 63 Le contestazioni sullo
stato di patrizio che sorgessero nel corso di una causa giudiziaria devono essere
demandate dal giudice civile al Consiglio di Stato. Contro la decisione del Consiglio di
Stato � dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo. TITOLO V Organizzazione del patriziato Capitolo I Generalit� Organi del patriziato Art. 64 1Gli organi del
patriziato sono: I assemblea, il consiglio patriziale dove � stato costituito e
l ufficio patriziale. 2Essi amministrano il patriziato secondo le competenze conferite dalla legge. Elezioni Art. 65 L elezione del
consiglio patriziale e dell ufficio patriziale ha luogo ogni quattro anni in aprile, alla dalla fissata dal Consiglio di Stato
entro la fine di agosto delI anno precedente nei modi stabiliti dalla legge
sull elezione degli uffici e dei consigli patriziali . Sigillo Patriziale Art. 66 1Ogni patriziato
deve avere un sigillo la cui impronta dev essere apposta a ogni atto ufficiale. 2Il sigillo e le sue variazioni devono essere notifica al Dipartimento
competente. Capitolo II Assemblea patriziale Definizione: pubblicit� Art. 67 L assemblea � la
riunione degli aventi diritto di voto in materia patriziale. Essa � pubblica. Competenze Art. 68 L assemblea: a) elegge il consiglio patriziale, I ufficio
patriziale, il suo presidente e i supplenti; b) adotta i regolamenti e li modifica; c) esercita la sorveglianza sull
amministrazione patriziale; d) approva ogni anno il conto preventivo e il
Conto Consuntivo; e) vota i prestiti e i relativi piani d
ammortamento, approva la costituzione di fideiussioni, I accensione di ipoteche, la
costituzione di pegno su beni mobili; f) autorizza l affitto, la locazione,
la permuta, I alienazione, la commutazione delI uso e del godimento dei beni; g) decide l esecuzione delle opere sulla
base di progetti e di preventivi definitivi e accorda i crediti necessari; h) autorizza l ufficio patriziale a
intraprendere o a stare in lite, a transigere e a compromettere, riservate le procedure
amministrative; i) fissa per regolamento gli onorari dei
membri dell ufficio, il rimborso delle spese per le missioni o funzioni
straordinarie, gli stipendi del segretario e degli altri dipendenti o incaricati del
patriziato; I) concde lo stato di patrizio e prende atto
della rinuncia al patriziato; m) nomina la commissione della gestione e le eventuali
commissioni speciali; n) esercita tutte le competenze non conferite
dalla legge ad altro organo del patriziato. Assemblee ordinarie Art. 69 1Le
assemblee ordinarie annuali sono due: a) la prima esamina il rapporto della commissione
della gestione sull esercizio precedente e delibera in merito; b) la seconda esamina il rapporto della
commissione della gestione sul preventivo, delibera sullo stesso e nomina la commissione
della gestione. 2Nelle assemblee ordinarie possono essere trattati altri oggetti purch�
figurino all ordine del giorno. 3I patriziati senza un movimento finanziario importante possono prevedere nel
loro regolamento la tenuta di una sola assemblea ordinaria annuale, fissandone la data non
oltre il 30 aprile. Assemblee straordinarie Art. 70 L assemblea
patriziale si raduna straordinariamente: a) ogni qualvolta l ufficio patriziale lo
ritiene opportuno; b) se richiesto da un numero di aventi diritto di
voto corrispondente almeno ad un sesto del numero dei patrizi domiciliati nel comune o nei
comuni del patriziato. Date e termine Art. 71 1Il regolamento
del patriziato fissa la data delle assemblee ordinarie, ritenuto che l approvazione
della gestione patriziale deve avvenire entro il 30 aprile, e l approvazione del
preventivo entro il 31 dicembre. 2Il termine del 30 aprile pu� essere anche prorogato dal Dipartimento, su
istanza delI ufficio patriziale, fino al 30 giugno. 3Il Dipartimento pu� autorizzare il rinvio per giustificati motivi o nel caso
di concomitanze con votazioni o elezioni federali, cantonali, distrettuali, di circolo o
comunali. Convocazione Art. 72 L ufficio patriziale
convoca l assemblea mediante avviso all albo e contemporaneamente al domicilio
dei patrizi aventi diritto di voto domiciliati nel comune del patriziato e, per i
domiciliati fuori comune, al recapito prescritto dall art. 51, almeno dieci giorni
prima della riunione, indicando il giorno. I ora, il luogo e gli oggetti da
trattare. Numero legale Art. 73 L assemblea pu�
validamente deliberare qualunque sia il numero dei presenti. I membri e supplenti
dell ufficio patriziale non sono computati tra i presenti. Validit� delle risoluzioni: revoca Art. 74 1L
assemblea delibera a maggioranza dei votanti 2Per gli oggetti di cui all art. 68 lett. e), f), g), h), e nel caso di
revoca di risoluzioni precedenti, essa delibera a maggioranza di due terzi dei votanti; in
ogni caso i voti affermativi devono costituire la met� dei presenti. 3In tutti i casi gli astenuti e, per le votazioni a scrutinio segreto, le
schede in bianco non sono computate. Casi di collisione Art. 75 1Il patrizio il
cui interesse personale � in collisione con quello del patriziato nell oggetto
posto in deliberazione non pu� prendere parte n� alla discussione n� al voto . 2Per uguale titolo sono esclusi dalla discussione e dal voto i suoi parenti
nei seguenti gradi: coniuge, genitori, figli, fratelli, zii, nipoti consanguinei, cognati,
suoceri, generi e nuore. L interesse di un ente di diritto pubblico non determina la
collisione di interessi nei suoi membri. 3La collisione esiste invece per gli amministratori di persone giuridiche
aventi scopo di lucro. Verbale delle risoluzioni; pubblicazione Art. 76 1Il verbale viene
letto, approvato seduta stante e firmato dal presidente delI assemblea, dal
segretario e dagli scrutatori. 2Il presidente del patriziato pubblica entro cinque giorni all albo le
risoluzioni dell assemblea con l indicazione dei mezzi e dei termini di
ricorso. Funzionamento dell assemblea Art. 77 1Il regolamento
del patriziato stabilisce le altre modalit� di funzionamento dell assemblea. 2Esso deve in particolare disciplinare: a) il luogo, il giorno e l ordine delle
trattande; b) la composizione dell ufficio
presidenziale e i compiti; c) l verbale delle discussioni, i modi di tenuta e
di approvazione; d) il sistema di voto; e) i messaggi e i rapporti, le forme ed i termini
di presentazione e deposito; f) le commissioni, la loro composizione e
gli attributi; g) le interpellanze e le mozioni con le forme ed i
termini di presentazione; h) I ordine e la pubblicit� dell
assemblea. 3Il presidente i membri ed i supplenti dell ufficio patriziale in carica
o che lo furono nell anno di cui si discute la gestione non possono far parte
dell ufficio presidenziale n� partecipare alle votazioni per la nomina della
commissione della gestione e per l approvazione del consuntivo. Capitolo III Il Consiglio patriziale Istituzione Art. 78 1Il regolamento
del patriziato pu� prevedere l istituzione del consiglio patriziale. 2Esso ne stabilisce il funzionamento richiamati gli artt. 75 e 76
disciplinando in particolare: a) la seduta costitutiva; b) I ufficio presidenziale e i suoi compiti;
c) le sessioni ordinarie e straordinarie; d) il luogo e i modi di convocazione; e) le modalit� di partecipazione; f) il verbale delle discussioni, i modi di
tenuta e di approvazione; g) i messaggi, i rapporti, i modi e i termini di
presentazione e di deposito; h) il sistema e il quoziente di voto; i) le commissioni, la loro composizione e
gli attributi; I) le interpellanze e le mozioni con le
forme e i termini di presentazione. Attributi Art. 79 Il consiglio patriziale
esercita gli attributi dell assemblea patriziale di cui all art. 68 riservato
il diritto di iniziativa e di referendum secondo le modalit� previste dalla legge
organica comunale, ritenuto che i quozienti ivi previsti sono computati sul numero dei
cittadini patrizi domiciliati nel comune o nei comuni del patriziato. Eleggibilit� Art. 80 1Sono eleggibili
in consiglio patriziale gli aventi diritto di voto del patriziato. 2La carica � incompatibile con quella di Consigliere di Stato, di membro
dell ufficio patriziale o supplente e di dipendente del patriziato, salvo che
quest ultima sia esercitata con funzione accessoria. Capitolo IV L ufficio patriziale Composizione Art. 81 1L ufficio
patriziale amministra il patriziato. 2Esso si compone di tre o di cinque membri, compreso il presidente. 3L ufficio di un patriziato la cui giurisdizione si estende a pi�
comuni pu� avere fino a un massimo di nove membri. 4La carica � obbligatoria. 5Nei patriziati ove esiste un ufficio di tre membri occorrono due supplenti. Eleggibilit� Art. 82 1� eleggibile
alla carica di membro e di supplente dell ufficio ogni patrizio maggiorenne con
diritto di voto in materia patriziale. 2Il presidente deve avere il suo domicilio nel comune o nei comuni del
patriziato, salvo eccezioni autorizzate dal Consiglio di Stato. Incompatibilit� a) Per carica Art. 83 La carica di presidente
dell ufficio patriziale � incompatibile con quella di segretario. b) Per parentela Art. 84 Non possono far parte
contemporaneamente dello stesso ufficio come presidente, membro o supplente: coniugi,
genitori e figli, fratelli, suoceri con generi e nuore. Ricusa della carica Art. 85 La carica di presidente,
di membro o di supplente dell ufficio patriziale pu� essere ricusata per un
infermit� che la rende eccessivamente gravosa o per un altro motivo grave. Dimissioni dalla carica Art. 86 Il presidente, i membri e
i supplenti possono dimissionare dalla carica per uno dei seguenti motivi: a) l aver coperto la carica l intero
quadriennio immediatamente precedente; b) l et� di 65 anni; c) un infermit� che la rende eccessivamente
gravosa o altro motivo grave. Procedura Art. 87 1Le dimissioni
per i motivi di cui all art. 86 lett. a) e b) sono inoltrate all ufficio
patriziale e hanno effetto dopo due mesi dalla presentazione. 2La ricusa e le dimissioni di chi invoca il motivo di cui agli artt. 85 e 86
lett. c) sono decise dall ufficio patriziale, riservato il ricorso al Consiglio di
Stato che decide inappellabilmente. Rifiuto di assumere la carica Art. 88 Nel caso in cui il
presidente, un membro o un supplente dell ufficio patriziale rifiutassero, senza
legittimo motivo, di assumere la carica, il Consiglio di Stato diffida formalmente l
interessato a desistere dal diniego. Se la diffida rimane infruttuosa, il Consiglio di
Stato ordina, con decisione inappellabile, la sostituzione del renitente, applicandogli
nel contempo una multa sino a fr..1000.. Periodo di elezione; dichiarazione di
fedelt� alla Costituzione ed alle leggi2) Art. 89 1Il presidente, i
membri e i supplenti dell ufficio patriziale stanno in carica quattro anni e sono
rieleggibili. 2Essi rilasciano la dichiarazione di fedelt� alla Costituzione ed alle
leggi firmando il relativo attestato che viene loro consegnato dal Giudice di pace, entro
tre giorni dalla data della proclamazione.3) Nomina del vicepresidente Art. 90 Nella prima seduta
successiva alla sua elezione l ufficio nomina tra i suoi membri un vicepresidente. Commissioni Art. 91 1L ufficio
pu� nominare, nel suo seno o fuori, commissioni per la sorveglianza di determinati rami
dell amministrazione e per lo studio di oggetti di particolare importanza. 2Di ogni commissione deve far parte un membro dell ufficio, di regola in
qualit� di presidente. 3Le commissioni esercitano la loro vigilanza sui rami dell
amministrazione loro affidati o propongono le misure da attuare. Esse hanno in ogni caso
funzioni consultive. Competenza dell ufficio patriziale. a) In generale Art. 92 L ufficio
patriziale: a) � l organo esecutivo del patriziato; b) dirige l amministrazione, prende ogni
provvedimento a tutela dell interesse della corporazione, comprese le procedure
amministrative; c) formula le sue proposte o fa rapporto su ogni
oggetto di competenza dell assemblea o del consiglio patriziale; d) esegue o fa eseguire le risoluzioni dell
assemblea o del consiglio patriziale; e) d� ragguagli sull amministrazione
all assemblea o al consiglio patriziale con un rapporto scritto annuale; f) decide sulla regolarit� e proponibilit�
della domanda di cui all art. 70 lett. b); g) esercita le competenze a lui particolarmente
conferite dal regolamento o da altre leggi. b) In particolare Art. 93 L ufficio
patriziale, in particolare: a) organizza il buon governo dei beni patriziali e
ne garantisce l uso pubblico; b) provvede all incasso delle imposte
patriziali e dei crediti, soddisfa gli impegni nei limiti del preventivo, come pure
all impiego dei capitali, e vigila sulla conversione dei prestiti; c) allestisce ogni anno il conto preventivo e il
conto consuntivo; d) applica i regolamenti patriziali e punisce con
multa i contravventori alle leggi e ai regolamenti stessi; e) nomina i dipendenti e assegna gli incarichi; f) approva i piani di assestamento dei
boschi e i piani di sistemazione alpestre; g) procede alle aggiudicazioni in seguito a
concorso, a licitazione o a trattativa privata giusta le norme della presente legge; h) allestisce e aggiorna il registro dei patrizi; i) procede ogni quattro anni al controllo
dei confini dei fondi di propriet� del patriziato, di propria iniziativa o quando fosse
richiesto dai confinanti o dall autorit� di vigilanza; l) conserva e aggiorna l archivio
patriziale; m) fissa la sportule di cancelleria. Altre norme sul funzionamento Art. 94 1Il
regolamento del patriziato stabilisce le norme di funzionamento dell ufficio
patriziale a completazione e integrazione di quelle prescritte dalla presente legge. In
particolare esso deve disciplinare: a) il luogo delle sedute; b) il funzionamento delle sedute; c) la chiamata dei supplenti; d) il modo di votazione; e) il verbale delle discussioni e le modalit�
della tenuta e approvazione; f) l obbligo di discrezione, l
esame degli atti e il rilascio di estratti. 2L art. 76 � applicabile per analogia. Lavori e forniture Art. 95 1I lavori
eseguiti dal patriziato e la fornitura allo stesso devono essere aggiudicati per pubblico
concorso quando il loro importo � superiore a fr..5000.. 2Per regolamento del patriziato tale importo pu� essere aumentato sino a
fr..20.000.. 3Il concorso � pubblicato all albo per un periodo di almeno quindici
giorni. 4Il regolamento del patriziato fissa la cifra oltre la quale il concorso
dev essere parimenti pubblicato sul Foglio ufficiale cantonale. 5Sono inoltre applicabili gli artt. da 12 a 15 della presente legge. Validit� della seduta Art. 96 L ufficio patriziale
pu� validamente deliberare se interviene alla seduta almeno la maggioranza assoluta dei
suoi membri e se gli stessi sono stati avvisati almeno 24 ore prima della riunione. Se per
due volte consecutive tale maggioranza fa difetto, l ufficio pu� deliberare la
terza volta, qualunque sia il numero dei presenti. Frequenza Art. 97 La partecipazione alle
sedute � obbligatoria. L assenza ingiustificata � punibile con una multa fino a
fr..20.-- per seduta inflitta dall ufficio patriziale. Validit� delle risoluzioni; revoca Art. 98 1Le risoluzioni
sono prese a maggioranza dei presenti; l astensione non � ammessa. 2Le risoluzioni possono essere revocate con il voto della maggioranza dei
suoi membri, riservati i diritti dei terzi. Collisione Art. 99 Un membro dell
ufficio patriziale non pu� essere presente alle discussioni e al voto su oggetti che
riguardano il suo personale interesse e quello dei suoi parenti secondo l art. 75. Divieto di prestazione Art. 100 Un membro dell ufficio
patriziale non pu� assumere n� direttamente, n� indirettamente lavori, forniture o
mandati a favore del patriziato. Capitolo V I dipendenti del patriziato Nomina procedura Art. 101 1L ufficio
patriziale nomina ogni quadriennio il segretario e gli altri dipendenti, previsti da leggi
speciali o dal regolamento. 2La nomina � fatta per concorso pubblico. Il periodo di nomina scade sei
mesi dopo l elezione dell ufficio patriziale. 3Salvo proroga da accordare dal Dipartimento competente, la riconferma �
tacita se l ufficio patriziale non comunica al dipendente entro quattro mesi dalle
elezioni, presentandone i motivi, la mancata conferma. Provvedimenti disciplinari Art. 102 1La
violazione dei doveri d ufficio � punita dall ufficio patriziale con i
seguenti provvedimenti disciplinari: a) l ammonimento; b) la multa fino a fr..500.--; c) la sospensione dalle funzioni fino a tre mesi; d) il licenziamento. 2L applicazione d ogni provvedimento disciplinare dev
essere preceduta da un inchiesta nella quale all interessato dev essere
data la possibilit� di giustificarsi e di farsi assistere. 3Ogni provvedimento disciplinare dev essere motivato e notificato per
iscritto all interessato. 4I provvedimenti disciplinari sono appellabili da parte dell
interessato al Consiglio di Stato. 5Contro le decisioni del Consiglio di Stato � ammesso ricorso al Tribunale
cantonale amministrativo. Rapporto d impiego; diritti e obblighi Art. 103 Il regolamento del patriziato
oltre alle disposizioni della presente legge stabilisce i requisiti per la nomina, gli
stipendi, gli obblighi e i doveri di servizio e le prestazioni sociali dei dipendenti. Capitolo VI Conti - Esame della gestione Conti A) Anno amministrativo Art. 104 Il conto preventivo e il conto
consuntivo del patriziato si estendono alla gestione dal 1� gennaio al 31 dicembre di
ogni anno. B) Contenuto 1. del conto preventivo Art. 105 Il conto preventivo deve
contenere: a)
previsioni sui ricavi e sulle spese della gestione corrente; b)
indicazioni sulle entrate e sulle uscite di investimento; c)
gestione corrente del conto preventivo devono essere incluse ogni anno una voce
concernente l ammortamento della sostanza nella misura minima dell effettivo
deprezzamento ed una voce relativa agli interessi passivi sui prestiti. 2. del conto consuntivo Art. 106 Il conto consuntivo deve
contenere: a. il conto di gestione corrente; b. il conto degli investimenti; c. il bilancio patrimoniale. C) Forma delle deliberazioni Art. 107 Si procede alle deliberazioni
sul conto preventivo e sul conto consuntivo articolo per articolo e sul complesso. D) Destinazione dei crediti Art. 108 I crediti possono essere
destinati dall ufficio patriziale solo per l oggetto per cui furono accordati.
E) Sorpassi; crediti suppletori Art. 109 L ufficio patriziale non
pu� far spese che non siano iscritte nel bilancio preventivo, n� superare quelle
iscritte, senta il consenso preliminare dell assemblea o del consiglio patriziale,
salvo nei casi di assoluta urgenza per i quali esso dovr� chiedere la ratifica alla
prossima assemblea o riunione del consiglio. F) Prestiti a breve scadenza Art. 110 Quando, nel corso dell
anno, l ufficio patriziale mancasse di liquidit� per sopperire a spese della parte
ordinaria del conto preventivo, potr� far capo a prestiti a breve scadenza, purch� siano
integralmente rimborsati entro l anno successivo. G) Pagamenti e riscossioni; forme Art. 111 I pagamenti e le riscossioni
devono essere fatti per conto corrente postale o bancario. Il regolamento del patriziato
designa gli aventi diritti di firma collettiva con il presidente dell ufficio
patriziale per tutte le operazioni concernenti i conti suddetti. H) tenuta dei conti, pagamenti e riscossioni: esenzioni. Norme
esecutive Art. 112 Le norme particolari circa la
tenuta dei libri contabili e le registrazioni sono stabilite dal regolamento speciale. Contabilit� armonizzata Art. 113 1Il regolamento
del patriziato deve stabilire in base all importanza finanziaria del patriziato se
applicare i principi e le norme di gestione finanziaria, di contabilit� e di controllo,
stabiliti dalla legge organica comunale. 2Il Consiglio di Stato pu� decidere l introduzione graduale della
contabilit� armonizzata in tutti i patriziati. Commissione della gestione; attribuzioni Art. 114 1L esame
della gestione � affidato alla commissione della gestione. 2A tale scopo le � conferita la facolt� di esame degli atti dell
amministrazione patriziale, i verbali e gli archivi. 3La commissione si pronuncia: a) sul preventivo; b) sulle proposte per oggetti che richiedono una
decisione dell assemblea o del consiglio patriziale in virt� dell art. 68
quando l esame non rientri nella competenza esclusiva di un altra commissione;
c) sul consuntivo. 4La carica di membro e di supplente della commissione della gestione �
obbligatoria. Incompatibilit� Art. 115 Non possono far parte della
commissione: a) i membri dell ufficio patriziale ed i
supplenti; b) i congiunti nei gradi seguenti: coniuge,
genitori e figli, fratelli, suoceri con generi e nuore, zii e nipoti consanguinei; c) coloro che si trovano nei detti gradi di
parentela con i membri dell ufficio patriziale, i supplenti ed il segretario. Collisione Art. 116 1Chi ha rivestito
la carica di membro dell ufficio patriziale o di supplente pu� far parte della
commissione della gestione. 2Egli non pu� tuttavia partecipare alla discussione e al voto sulla gestione
che lo concerne. Rapporto Art. 117 1La commissione
della gestione allestisce il rapporto scritto. 2Qualora la commissione non fosse in grado di presentare un rapporto di
merito sui conti, riferisce i motivi all assemblea o al consiglio patriziale. 3L assemblea o il consiglio patriziale stabilisce un nuovo termine
non superiore a un mese. Di ci� l ufficio patriziale d� sollecita comunicazione al
Dipartimento. Capitolo VII Contravvenzioni Competenze Art. 118 1L ufficio
patriziale applica la multa sulle contravvenzioni ai regolamenti patriziali o alle leggi
la cui applicazione gli � affidata. 2Il massimo della multa � di fr..10.000., riservate le leggi
speciali. Rapporti; segnalazioni Art. 119 1I membri
dell ufficio patriziale e i dipendenti di cui all art. 101 che vengono a
conoscenza di una trasgressione ne fanno rapporto al patriziato. 2Le segnalazioni possono essere fatte anche da terzi. Procedura: a) rapporto di contravvenzione Art. 120 Il rapporto di contravvenzione
deve indicare i fatti, il luogo, la data e il periodo in cui le infrazioni sono avvenute e
le norme di legge o di regolamento violate. b) decisione Art. 121 1Accertata
la violazione, l ufficio patriziale infligge la multa; nella decisione devono essere
richiamati: a) il rapporto di contravvenzione; b) i motivi della multa; c) l indicazione delle norme di legge o di
regolamento violate e di quella che reprime la trasgressione; d) l indicazione dei mezzi e dei termini di
ricorso. 2La decisione di multa � appellabile al Consiglio di Stato. 3Contro la decisione del Consiglio di Stato � dato ricorso al Tribunale
cantonale amministrativo. 4La decisione di abbandono del procedimento contravvenzionale dev
essere notificata al denunciato. Prescrizione Art. 122 1L azione
contravvenzionale come pure la pena si prescrivono, ciascuna, in due anni. 2Per la decorrenza dei termini fanno stato le modalit� fissate dal decreto
legislativo che regola la prescrizione in materia di contravvenzione. Pagamento e commutazione Art. 123 1Le multe devono
essere pagate entro un mese da quando sono definitive. 2L ufficio patriziale pu� concedere una proroga non superiore a due
mesi o accordare la possibilit� di pagamento a rate nel termine massimo di sei mesi. 3Se la multa non � pagata tempestivamente, l ufficio patriziale
procede in via esecutiva. 4Non essendo possibile l incasso, il Dipartimento, su istanza
dell ufficio patriziale e previa diffida di dieci giorni, commuta la multa in
arresto in ragione di un giorno ogni fr..30.e per un massimo di tre mesi
comunicandolo per esecuzione all autorit� competente. 5Contro la decisione di commutazione della multa in arresto � ammesso il
ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro 15 giorni dall intimazione.4) TITOLO VI Regolamenti Regolamenti Art. 124 Il patriziato disciplina
mediante regolamenti le materie che rientrano nelle sue competenze. Esposizione Art. 125 I regolamenti patriziali devono
essere esposti al pubblico previo avviso agli albi: a) per un periodo di quindici giorni durante il
quale � ammesso il ricorso al Consiglio di Stato contro le disposizioni in essi
contenute; b) nei patriziati a regime di consiglio patriziale
inoltre per un periodo di trenta giorni durante il quale � data la facolt� di
referendum. Approvazione Art. 126 1Trascorsi i
termini di esposizione di cui all art. 125, i regolamenti sono sottoposti al
Consiglio di Stato per l approvazione. 2Analoga procedura dev essere ossequiata per ogni loro variazione. Facolt� del Consiglio di Stato Art. 127 1Il
Consiglio di Stato nella procedura di approvazione dei regolamenti patriziali, valendosi
dei poteri di vigilanza conferitigli dall art. 130 della legge pu�: a) apportare d ufficio modificazioni o
aggiunte al regolamento per metterlo in consonanza con le norme della costituzione e delle
leggi; b) approvare il regolamento ritenuto lo stralcio
delle disposizioni non conformi alle leggi; c) sospendere l approvazione del regolamento
o di singole sue disposizioni, con invito al patriziato a procedere alle modificazioni e
completazioni del caso, assegnando a tale scopo un termine adeguato. 2Il Consiglio di Stato emana in luogo e vece dell organo patriziale
competente il regolamento, limitatamente alle disposizioni di natura essenziale, quando un
patriziato, trascorso il termine stabilito e previa formale diffida con l
assegnazione di un nuovo termine, non vi avesse provveduto. 3I regolamenti sono approvati dal Consiglio di Stato con la riserva dei
diritti di terzi. Applicabilit� Art. 128 1Con l
approvazione del Consiglio di Stato i regolamenti diventano esecutivi. 2L approvazione non estingue il diritto di ricorso in ogni caso di
applicazione. TITOLO VII Del coordinamento e della vigilanza dei patriziati Capitolo I Coordinamento Promovimento e coordinamento alla pianificazione cantonale Art. 129 1Il Consiglio di
Stato, tramite il Dipartimento competente, promuove l utilizzazione razionale dei
beni di propriet� patriziale, coordinata con la pianificazione cantonale e i programmi di
sviluppo delle regioni. 2Esso si avvale di una commissione in cui sono rappresentati l Alleanza
patriziale, i servizi e gli enti cantonali interessati. 3Il regolamento della commissione ne stabilisce le competenze e il
funzionamento. Capitolo II Vigilanza Vigilanza Art. 130 1I patriziati
sono sottoposti alla vigilanza del Cantone. 2Essa � esercitata dal Consiglio di Stato che designa il Dipartimento
competente. Limiti Art. 131 1La
vigilanza sui patriziati ha per oggetto: a) il controllo di legalit� sull
applicazione delle leggi e dei regolamenti da parte dei patriziati e dei loro organi; b) il controllo di opportunit�, limitato
all arbitrio; c) la sorveglianza sull amministrazione in
genere e sulle decisioni degli organi patriziali riguardanti la gestione e l impiego
dei beni di propriet� patriziale; d) i provvedimenti adottati dal presidente
dell assemblea o del consiglio patriziale nell ambito delle sue competenze. 2A tale scopo � conferita al Dipartimento la facolt� di esame dei registri,
dei libri contabili e degli archivi patriziali come pure sull uso e sulla gestione
dei beni patriziali. 3Quando vi fosse indizio o sospetto di cattiva amministrazione, l
autorit� di vigilanza � legittimata ad intervenire sia su denuncia privata, sia d
ufficio. Annullamento di decisioni degli organi patriziali Art. 132 1Il
Consiglio di Stato come autorit� di vigilanza pu� annullare le risoluzioni degli organi
patriziali: a) quando violano le norme della Costituzione, di
leggi o di regolamenti; b) quando fossero in modo manifesto di grave
pregiudizio agli interessi del patriziato; in questo caso tale facolt� si prescrive nel
termine di dieci anni dalla decisione. 2� riservata ai terzi l azione di risarcimento. Sanzioni disciplinari: a) Nell ambito delle funzioni Art. 133 1Il
Consiglio di Stato pu� infliggere ai membri ed ai supplenti dell ufficio
patriziale, della commissione della gestione, del consiglio patriziale e degli uffici
presidenziali colpevoli di inosservanza delle disposizioni legali, degli ordini dell
autorit� di vigilanza o di grave negligenza nell esercizio delle loro funzioni i
seguenti provvedimenti: a) il richiamo; b) l ammonimento; c) la multa fino a un massimo di fr..2000.--; d) la sospensione dalla carica fino a un massimo
di sei mesi. 2I provvedimenti di cui alle lett. a), b) e c) si applicano pure a coloro che
non sono pi� in carica. 3Ogni provvedimento dev essere motivato e preceduto da un
inchiesta nella quale � data all interessato la possibilit� di giustificarsi. 4Il Consiglio di Stato pu� ordinare la pubblicazione all albo dei
provvedimenti presi; nel caso di sospensione la pubblicazione � obbligatoria. 5I provvedimenti disciplinari si prescrivono nel termine di cinque anni dal
compimento dei fatti. 6Le multe non possono essere messe a carico della cassa patriziale. b) Sospensione per altri motivi Art. 134 1Se un membro
dell ufficio patriziale � perseguito per crimini o delitti, il Consiglio di Stato
pu� sospenderlo dalle sue funzioni. Esso � sostituito in tal caso da un supplente. 2La sospensione pu� inoltre essere decisa dal Consiglio di Stato quando un
membro dell ufficio patriziale si trova in stato di insolvenza e gli interessi del
patriziato potrebbero venirne compromessi. 3L interessato dev essere udito prima del provvedimento. Destituzione Art. 135 1Se un membro
dell ufficio patriziale � condannato alla pena della reclusione o alla detenzione
anche se al beneficio della sospensione condizionale, per reati intenzionali contrari alla
dignit� della carica, il Consiglio di Stato deve destituirlo dalle sue funzioni. 2In tal caso si provvede alla sua sostituzione secondo le norme delle leggi
elettorali. 3Il provvedimento dev essere motivato e preceduto da un inchiesta
nella quale � data all interessato la possibilit� di giustificarsi. Rimedi di diritto Art. 136 La persona contro la quale �
stato preso un provvedimento in applicazione degli artt. da 133 a 135 pu� ricorrere nel
termine di quindici giorni al Tribunale cantonale amministrativo. Obbligo di notifica dell autorit� giudiziaria Art. 137 L autorit� giudiziaria
notifica al Consiglio di Stato l apertura di un procedimento penale a carico di un
membro dell ufficio patriziale quando l ipotesi di reato � tale da
pregiudicare l esercizio della carica. Provvedimenti di eccezione: a) In casi di cattiva amministrazione Art. 138 Quando un patriziato si trova
in difficolt� ad assicurare la normale amministrazione o quando l ufficio
patriziale si sottrae in modo deliberato e continuo ai doveri del suo ufficio, l
autorit� di vigilanza pu�, previa diffida, direttamente o per mezzo di uno o pi�
delegati affiancarsi o sostituirsi all ufficio patriziale nell amministrazione
del patriziato, fintanto che perdurano i motivi che hanno giustificato l intervento.
b) In caso di mancata costituzione dell ufficio patriziale Art. 139 1Se l
assemblea patriziale non provvede alla elezione dell ufficio patriziale, o se
quest ultimo non pu� essere costituito per motivi di incompatibilit� secondo la
norma dell art. 84 tra i membri eletti, il Consiglio di Stato delega al municipio
locale l amministrazione del patriziato. 2Tale misura ha fine tosto che si renda possibile l elezione di un
ufficio patriziale o quando siano cessate le cause d incompatibilit�. c) Competenze dell assemblea Art. 140 Nei casi stabiliti dagli artt.
138 e 139 l assemblea o il consiglio patriziale mantengono nondimeno le proprie
competenze. Fusione; disconoscimento Art. 141 Perdurando i motivi d
intervento di cui agli artt. 138 e 139, il Consiglio di Stato pu� avviare d ufficio
il procedimento di fusione a norma dell art. 36, rispettivamente di disconoscimento
a norma dell art. 38. Spese d intervento e d inchiesta Art. 142 1Il Consiglio di
Stato pu� recuperare le spese d intervento o d inchiesta fino ad un importo
massimo di fr..10.000.--. 2Le spese accollate al patriziato sono a carico della cassa patriziale. Prestiti e aperture di crediti; ratifica Art. 143 Le risoluzioni dell
assemblea o del consiglio patriziale concernenti prestiti o aperture di crediti devono
essere ratificate dal Dipartimento. Mancata approvazione dei conti Art. 144 Se i conti patriziali, o parte
di essi, non sono approvati, l ufficio patriziale ne fa immediato rapporto al
Consiglio di Stato, il quale ordina un inchiesta e adotta adeguati provvedimenti. Inappellabilit� delle decisioni dell autorit� di
vigilanza Art. 145 Le decisioni emanate dal
Consiglio di Stato quale autorit� di vigilanza in applicazione degli artt. da 138 a 144
sono inappellabili. Capitolo III Dei ricorsi contro le decisioni degli organi patriziali Competenza Art. 146 1Contro le
decisioni degli organi patriziali � dato ricorso al Consiglio di Stato, le cui decisioni
sono appellabili al Tribunale cantonale amministrativo, a meno che la legge non disponga
altrimenti. 2Il ricorso ha effetto sospensivo, a meno che la legge o la decisione
impugnata non disponga altrimenti. In questo caso il ricorrente pu� chiedere al
presidente dell autorit� di ricorso la sospensione della decisione. Legittimazione attiva Art. 147 Sono legittimati a ricorrere
contro le deliberazioni degli organi patriziali: a) ogni patrizio avente diritto di voto; b) ogni altra persona o ente che dimostri un
interesse legittimo. Nullit� assoluta Art. 148 Sono nulle e di nessun effetto
le decisioni in materia patriziale emanate da un organo incompetente a decidere. Annullabilit�: a) Di tutte le decisioni degli organi patriziali Art. 149 Tutte le decisioni degli organi
patriziali sono annullabili: a) quando fossero state violate le norme di legge
per la convocazione e quanto tale violazione fosse stata influente sulle deliberazioni; b) quando la riunione fosse stata tenuta in un
locale vietato dalla legge. b) Delle singole decisioni Art. 150 Le singole decisioni degli
organi patriziali sono annullabili: a) se contrarie a norme della Costituzione, di
legge o di regolamenti; b) quando fossero state ammesse a votare persone
non aventi diritto, e quando ci� abbia potuto influire sulle deliberazioni; c) se la votazione non sia stata eseguita secondo
le norme della legge; d) se conseguenti a pratiche illecite, oppure
quando vi fossero stati disordini o intimidazioni tali da presumere che i patrizi non
abbiano potuto esprimere liberamente il voto; e) quando fossero violate formalit� essenziali
prescritte da leggi o da regolamenti. Termini e forma Art. 151 1Le decisioni
degli organi patriziali viziate di nullit� assoluta possono essere impugnate in ogni
tempo. 2Negli altri casi, il ricorso deve essere inoltrato per iscritto, entro
quindici giorni dall intimazione o dalla data di pubblicazione della decisione
impugnata. 3� applicabile la legge di procedura per le cause amministrative, riservate
le disposizioni di altre leggi speciali. TITOLO VIII Norme transitorie, abrogative e finali Acquisto dello stato di patrizio per matrimonio; norma transitoria Art. 152 L art. 42 si applica pure
a coloro che, pur avendo contratto il matrimonio prima dell entrata in vigore della
presente legge, ne fanno richiesta all ufficio patriziale entro un anno da questo
termine. Reintegra nel patriziato da nubile della donna patrizia coniugata
Art. 153 1La donna
patrizia che per matrimonio ha acquistato il patriziato del marito pu� chiedere entro un
anno dall entrata in vigore della presente legge, la reintegra nel patriziato da
nubile mediante notifica scritta all ufficio patriziale del patriziato originario e
copia a quello del patriziato del marito. 2La reintegra comporta il riacquisto del diritto di voto e dei diritti di
godimento, nonch� la costituzione di fuoco ai sensi degli artt. 53 e 54. Figli: opzione e acquisto Art. 154 1I figli
maggiorenni di genitori patrizi la cui madre intende esercitare il diritto di reintegra di
cui all articolo precedente possono parimenti optare per il patriziato della madre
entro il medesimo termine. 2I figli maggiorenni di madre patrizia sposata con un non patrizio possono
acquistare lo stato di patrizio della madre entro un anno dall entrata in vigore
della presente legge se ne fanno richiesta all ufficio patriziale. Appartenenza a pi� patriziati Art. 155 1Il patrizio che
appartiene a pi� patriziati di giurisdizione comunale diversa � tenuto ad optare per uno
di questi entro un anno dall entrata in vigore della presente legge. 2Nel caso di mancata opzione fa stato il patriziato del comune di attinenza. Riconoscimento di patriziati esistenti Art. 156 1Ogni patriziato
� tenuto a presentare un istanza di riconoscimento secondo l art. 3 della
presente legge entro un anno dalla sua entrata in vigore. 2I patriziati che non intendono postulare il riconoscimento o lasciano
decorrere infruttuosamente il termine di cui al cpv. 1 soggiacciono alla procedura di
disconoscimento di cui all art. 38. Modifica dei regolamenti patriziali Art. 157 I patriziati sono tenuti a
conformare le norme dei loro regolamenti alla presente legge entro quattro anni dalla sua
entrata in vigore. Applicazione della legge Art. 158 Il Consiglio di Stato emana i
regolamenti d applicazione della presente legge. Modifica di leggi esistenti Art. 159 Sono modificate le seguenti
leggi: a) legge sull elezione degli uffici e dei
consigli patriziali del 25 marzo 1965: Epoca e sistema di elezione Art. 1 Le elezioni
patriziali avvengono alla data fissata dal Consiglio di Stato ai sensi dell art. 65
della legge organica patriziale, a scrutinio segreto, per schede separate, secondo il
sistema della maggioranza relativa. L assembla, nella forma dello scrutinio popolare, elegge il
presidente, i membri ed i supplenti dell ufficio patriziale e, laddove � istituito,
il consiglio patriziale. b) legge di applicazione e complemento al Codice
civile svizzero: Raccolta di funghi bacche e simili Art. 171a Le modalit� di esercizio, dei limiti e i
diritti relativi all art. 699 CCS sono riservati ai Municipi, sentite le
Amministrazioni patriziali e in conformit� del regolamento cantonale sulla protezione
della flora e della fauna. Disposizioni abrogative Art. 160 La legge organica patriziale
del 29 gennaio 1962 e successive modificazioni � abrogata con l entrata in vigore
della presente legge. Entrata in vigore Art. 161 1Decorsi i
termini per l esercizio del diritto di referendum, la presente legge � pubblicata
nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi. 2Il Consiglio di Stato fissa la data dell entrata in vigore.5)
Pubblicata nel BU 94, 523. Note:
Entrata in vigore anticipata
dal CdS rispetto alla entrata in vigore dell intera legge (1�.1.1995) in data
25.8.1992 - BU 92, 273.
Nota marginale modificata dalla L 7.10.1998 - BU 1998,
391; in vigore dal 2.6.1999 - FU 1999, 5138.
3) Cpv.
modificato dalla L 7.10.1998 - BU 1998, 391; in vigore dal 2.6.1999 - FU 1999,
4) Cpv.
introdotto (prima della entrata in vigore della LOP - 1�.1.1995) dalla L 20.6.1994 - BU 94,
5) Entrata
in vigore: 1� gennaio 1995 - BU 94, 523.

References: articolo 5
 articolo 5
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 art. 1
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 art. 20
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 art. 36
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 art. 171
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 41
 Art. 42
 Art. 43
 Art. 44
 Art. 45
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 48
 Art. 49
 Art. 50
 Art. 51
 Art. 521
 Art. 53
 Art. 54
 Art. 55
 Art. 56
 Art. 57
 Art. 58
 Art. 59
 Art. 60
 Art. 61
 Art. 62
 Art. 63
 Art. 64
 Art. 65
 Art. 66
 Art. 67
 Art. 68
 Art. 69
 Art. 70
 Art. 71
 Art. 72
 art. 51
 Art. 73
 Art. 74
 art. 68
 Art. 75
 Art. 76
 Art. 77
 Art. 78
 Art. 79
 art. 68
 Art. 80
 Art. 81
 Art. 82
 Art. 83
 Art. 84
 Art. 85
 Art. 86
 Art. 87
 art. 86
 Art. 88
 Art. 89
 Art. 90
 Art. 91
 Art. 92
 art. 70
 Art. 93
 Art. 94
 art. 76
 Art. 95
 Art. 96
 Art. 97
 Art. 98
 Art. 99
 art. 75
 Art. 100
 Art. 101
 Art. 102
 Art. 103
 Art. 104
 Art. 105
 Art. 106
 Art. 107
 Art. 108
 Art. 109
 Art. 110
 Art. 111
 Art. 112
 Art. 113
 Art. 114
 art. 68
 Art. 115
 Art. 116
 Art. 117
 Art. 118
 Art. 119
 art. 101
 Art. 120
 Art. 121
 Art. 122
 Art. 123
 Art. 124
 Art. 125
 Art. 126
 art. 125
 Art. 127
 art. 130
 Art. 128
 Art. 129
 Art. 130
 Art. 131
 Art. 132
 Art. 133
 Art. 134
 Art. 135
 Art. 136
 Art. 137
 Art. 138
 Art. 139
 art. 84
 Art. 140
 Art. 141
 art. 36
 art. 38
 Art. 142
 Art. 143
 Art. 144
 Art. 145
 Art. 146
 Art. 147
 Art. 148
 Art. 149
 Art. 150
 Art. 151
 Art. 152
 art. 42

Art. 153
 Art. 154
 Art. 155
 Art. 156
 art. 3
 art. 38
 Art. 157
 Art. 158
 Art. 159
 Art. 1
 art. 65
 Art. 171
 art. 699
 Art. 160
 Art. 161