Source: https://www.exeo.it/free/concessione-derivazione-di-acqua-pubblica
Timestamp: 2019-05-20 11:22:42+00:00

Document:
Il diritto della P.A. concedente ad ottenere il pagamento del relativo canone trova il proprio fondamento nel legittimo prelievo dell'acqua, di cui il canone costituisce il corrispettivo. L'ordine di rilascio delle acque naturalmente fluenti non ha bisogno di essere motivato. Il concessionario uscente proseguirà la gestione della derivazione, fino al subentro dell'aggiudicatario della gara. Il principio di temporaneità delle concessioni di derivazione fissa il loro limite massimo a 30 anni.
L'abrogazione, da parte del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 175, sia della L. n. 36 del 1994, art. 18 che del D.Lgs. n. 152 del 1999, art. 26, decorre dalla data di entrata in vigore della parte terza del D.Lgs. n. 152 del 2006, restando validi ed efficaci, secondo il D.Lgs. n. 151 del 2006, art. 170, comma 11, fino all'emanazione dei corrispondenti atti adottati in attuazione della medesima parte terza, i provvedimenti e gli atti emanati in attuazione delle disposizioni di legge abrogate dall'art. 175.
... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...EMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE DI DERIVAZIONE ACQUE --> AREE PROTETTE
Il dimezzamento del canone per la derivazione di acque pubbliche di cui alla l. 5 gennaio 1994, n. 36, art. 18, comma 1, lett. d), non è subordinato soltanto alla verificazione dell'avvenuto rispetto dei limiti tabellari concernenti lo scarico di acque reflue, ma anche al fatto che dette acque siano restituite, a seguito dello scarico dall'impianto industriale, senza alcun impoverimento qualitativo e, pertanto, con le stesse caratteristiche organolettiche e chimiche che esse avevano prima del prelievo. Ne consegue che l'onere della prova di tali presupposti, sui quali si basa la richiesta di riduzione del canone, incombe sul soggetto beneficiario e non sul concedente, trattandosi di circostanze favorevoli al ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...>
Il canone per la derivazione di acque deve essere ragguagliato ai moduli d'acqua utilizzabili e, quindi, in caso di sottoutilizzazione, il concessionario ha l'onere di chiedere la revisione della concessione, in tal modo consentendo alla P.A. di destinare eventualmente ad altre utilità l'acqua così recuperata.
La concessione di acqua ad uso industriale è finalizzata al soddisfacimento di un pubblico generale interesse, sicché se il concessionario non utilizza l'acqua assentita e vuole pagare il canone nella misura corrispondente a quella utilizza... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ere di chiedere all'autorità concedente la revisione della concessione per ottenere la variazione della misura del canone - che costituisce corrispettivo globale del servizio ed è volto a coprire i costi di investimento ed esercizio - provando la riduzione della quantità di acqua utilizzabile onde consentire alla P.A. di riacquistare la piena disponibilità dell'acqua non utilizzata per destinarla ad altri scopi di utilità generale, ma non può unilateralmente modificare il contenuto della concessione formalmente e bilateralmente stabilito.
In materia di concessioni di derivazione, il diritto dell'amministrazione concedente ad ottenere il pagamento del relativo canone trova il proprio fondamento nel legittimo prelievo dell'acqua, di cui il canone costituisce il corrispettivo; pertanto, poiché quest'ultimo integra una prestazione periodica, il diritto al relativo pagamento è soggetto a prescrizione quinquennale ai sensi dell'art. 2948, n. 4), cod. civ., decorrente singolarmente da ogni scadenza del periodo di commisurazione del canone stesso; né può avere rilievo - in relazione al pagamento di canoni relativi ad acque divenute pubbliche a seguito dell'entrata in vigore della legge 5 gennaio 1994, n... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...atto che l'ente creditore abbia provveduto a richiedere il pagamento cumulato di canoni relativi a più anni, perché ciò non muta la natura periodica dell'obbligazione in questione.
Il disciplinare della concessione di cui al R.D. n. 1775 del 1933, artt. 11 e 40, è atto amministrativo che integra la concessione e le cui previsioni, applicabili esclusivamente al rapporto concessorio regolato, non hanno carattere di generalità ed astrattezza: l'interpretazione delle clausole del disciplinare deve essere dunque condotta con i criteri valevoli per l'interpretazione degli atti amministrativi, non già con quelli dettati dalle disposizioni sulla legge in generale; dette clausole, inoltre, non sono conosciute d'ufficio dal giudice e, qualora la loro censura formi oggetto di ricorso... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ione, fermi i limiti del giudizio di legittimità, esse devono essere integralmente riprodotte nel ricorso.
Il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 168 riservando allo Stato di disporre in ordine alla utilizzazione dell'acqua invasata a scopi idroelettrici, va riferito all'acqua già presente negli invasi al momento dell'insorgere dell'emergenza idrica e tale competenza gli è conferita al fine di fronteggiare, nell'interesse nazionale, ogni tipo di situazione di emergenza idrica, intesa come situazione di scarsità d'acqua, sia essa imprevedibile ed eccezionale, ovvero suscettibile di prevedibile reiterazione nel tempo.
Nell'ordinare, per finalità di uso agricoli, il rilascio di acque già invasate a scopo idroelettrico, la Regione deve tener conto della preferenza per gli usi agricoli solo in quanto norma generale d'indirizzo, dovendo prendere in considerazione, però, anch... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ze dei concessionari idroelettrici, sulla base del principio generale, fissato dal D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 144 secondo il quale "le acque costituiscono una risorsa che va utilizzata secondo criteri di solidarietà".
È incostituzionale la norma regionale che consenta ai titolari di concessioni di derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico di chiedere l'accorpamento delle stesse, prevedendo che in tal caso il termine di scadenza delle concessioni corrisponde alla scadenza della concessione accorpata con la durata residua più lunga.
L'art. 7, comma 7, ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...933 consente all'amministrazione, in tema di domande per nuove concessioni ed utilizzazioni di acque pubbliche, la pronuncia d'inammissibilità delle domande medesime, in via preventiva e senza necessità di accertamenti istruttori, non soltanto nel caso di inattuabilità delle relative istanze, ma anche allorquando esse siano contrarie al buon regime delle acque o ad altri interessi generali.
Il procedimento di cui agli art. 7 e ss. del R.D. n. 1775/1933 presuppone che l'amministrazione abbia scelto di perseguire gli interessi pubblici e privati con il mantenimento del sistema dell'attribuzione di singole concessioni.
La possibilità o meno, per l'ente concedente una derivazione idrica ad uso idroelettrico, di imporre delle prescrizioni, ai concessionari, volte ad evitare che gli stessi intercettino nei propri invasi acque naturalmente fluenti, deviandole e/o sottraendole, del tutto, dall'alveo naturale, è legittima e non viene meno, neppure se nella motivazione del provvedimento con il quale sono imposte le prescrizioni, non si prenda in esame l'interesse dei concessionari.
L... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... disciplinano le procedure di assegnazione delle concessioni di derivazione di acque pubbliche a scopo idroelettrico, disciplinandone i tempi di indizione, la durata dei titoli, le condizioni e i criteri di ammissione alla gara, le procedure di affidamento e i criteri di valutazione dell'offerta rientrano nella potestà legislativa esclusiva in materia di tutela della concorrenza, e quindi vincolano anche le Regioni a statuto speciale e le Province autonome.
L'art. 37, co. 4-8, d.l. 83/2012 mira ad agevolare l'accesso degli operatori economici al mercato dell'energia secondo condizioni uniformi sul territorio nazionale, regolando le relative procedure di evidenza pubblica con riguardo alla tempistica delle gare e al contenuto dei relativi bandi, nonché all'onerosità delle concessioni messe a gara: le norme in esso contenute, al pari di quelle che disciplinano l'espletamento della gara ad evidenza pubblica per i casi di scadenza, decadenza, rinuncia o revoca di concessione di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico rientrano nella materia «tutela della concorrenza», di competenza esclusiva dello Stato.
La omessa presentazione di tutta la documentazione prescritta, determina, ai sensi del regolamento regionale ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...29 luglio 2003, n. 10/R, l'improcedibilità della domanda di derivazione di acqua pubblica, mentre solo nel caso in cui tutti i documenti necessari siano stati presentati e taluno di essi richieda una regolarizzazione è normativamente prevista un'attivazione dell'Ufficio per la relativa richiesta alla parte istante, da assolversi in un termine definito.
Il giudizio sulla compatibilità tra le domande di concessione di derivazione d'acqua pubblica va effettuato con riferimento alle domande come presentate e non alle variazioni che nel corso del procedimento possono essere apportate ai progetti relativi in ottemperanza ad interventi della Pubblica Amministrazione, titolare del relativo potere: in questo caso, occorre concludere il procedimento principale e solo in seguito può riaprirsi, ove del caso, un nuovo procedimento finalizzato all'eventuale rilascio di concessione di derivazione di acque.
Con la valutazione degli interessi pubblici considerati prevalenti rispetto a quelli degli aspiranti alla derivazione dell'acqua dal fiume e la scelta dello strumento ritenuto più appropriato per realizzarli, viene meno l'obbligo della Provincia di provvedere all'esame delle domande di concessione incompatibili con tale strumen... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...
La concessione di derivazione di acque è incompatibile con la natura del project financing, che è contraddistinto da una indiscutibile unitarietà, logico-giuridica, del procedimento.
Per realizzare le opere idrauliche non è necessario osservare il procedimento predisposto dal R.D. n. 1775 del 1933.
Il procedimento disciplinato dagli artt. 7 e segg. del R.D. 1775/1933 è finalizzato esclusivamente a disciplinare l'istruttoria e selezione delle domande di nuove concessioni e utilizzazione di acqua pubblica per consentire all'autorità preposta di valutare i vari interessi in gioco e di individuare quale sia la soluzione più idonea a soddisfare nel contempo l'interesse pubblico e quello privato allo sfruttamento dell'acqua.
Dagli artt. 7 e segg. del R.D. n. 1775 del 1933 non può ricavarsi l'obbligo dell'amministrazione di perseguire qualsiasi tipologia di interessi sottesi alle opere idrauliche da realizzare con il sistema delle singole concessioni.
L'intera disciplina di cui al R.D. 1775/1933 non è più invoca... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... l'amministrazione abbia preferito avvalersi di strumenti diversi dalla derivazione di acque per il conseguimento di interessi pubblici generali ritenuti prevalenti rispetto a quelli del richiedente la concessione.
Qualora la pubblica amministrazione opti per il perseguimento di interessi pubblici generali mediante strumenti diversi dalla derivazione di acque, nel confronti del richiedente la concessione residua soltanto un obbligo di informazione delle scelte effettuate.
Essendo stata caducata dalla Corte costituzionale la L. 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 485 (Legge Finanziaria 2006), la materia delle concessioni di grandi derivazioni di acque a scopo idroelettrico è rimasta disciplinata dal D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79, art. 12, al quale l'amministrazione necessariamente è tenuta ad attenersi, senza quindi poter modificare la scadenza, legislativamente stabilita, della concessione.
Ai sensi dell'art. 12, comma 8-bis, D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79, qualora alla data di scadenza di una concessione non sia ancora concluso il procedimento per l'individuazione del nuovo concessionario... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...sionario uscente proseguirà la gestione della derivazione, fino al subentro dell'aggiudicatario della gara, alle stesse condizioni stabilite dalle normative e dal disciplinare di concessione vigenti, con la conseguenza che la scadenza della concessione, sin quando non sia individuato il nuovo concessionario, non comporta un regime normativo diverso da quello proprio della concessione scaduta.
È incostituzionale la norma regionale che preveda il rinnovo automatico delle concessioni di derivazione di acqua pubblica, in quanto lesiva dei principi di temporaneità e di apertura alla concorrenza e, impedendo l'espletamento della procedure di v.i.a., anche della potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di ambiente.
È costituzionalmente illegittima la proroga delle concessioni di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico disposta dall'art. 15, co. 6-ter, lett. b) e d) d.l. 78/2010 conv. in legge 122/2010: tale disposizione, infatti, si pone come norma di dettaglio invasiva delle potestà legislativa regionale concorrente in materia di «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia» ed è, altresì, contrastante con i principi generali di rango comunitario dela... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...tà delle concessioni e dellì'apertura alla concorrenza, impedendo l'accesso di altri potenziali operatori economici al mercato e ponendo barriere all'ingresso tali da alterare la concorrenza tra imprenditori.
Il mai abrogato R.D. n. 1285 del 1920, art. 44 prescrive di chiedere il rinnovo della concessione di derivazione di acque almeno due anni prima della scadenza, ma non sanziona con l'inammissibilità il mancato rispetto del predetto termine, con la conseguenza che l'inammissibilità della domanda di rinnovo presentata oltre i due anni rappresenterebbe una conseguenza sproporzionata rispetto alle finalità perseguite dal citato art. 44.
All'istanza di rinnovo di concessione di derivazione di acque non si applica l'art. 10 R.D. n. 1285 del 1920, che prescrive l'irricevibilità le domande sprovviste della prescritta documentazione, in quanto, oltre a non essere esplicitamente menzionato dall'art. 44, non può ritenersi neanche implicitamente richiamato, essendo ben diversa la posizione di chi domanda il rilascio ex novo di una concessione, da quella di chi ne chiede soltanto la pr... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...
In tema di concessioni di derivazioni di acque, la L. 7 agosto 1982, n. 529, che ha previsto la possibilità, per l'Ente nazionale per l'energia elettrica, di rinunciare temporaneamente al suo diritto di subentrare ai privati titolari di concessioni in scadenza, a fronte dell'impegno di costoro a eseguire lavori di potenziamento e ristrutturazione, non si applica laddove sia mancato il necessario decreto ministeriale di approvazione.
... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... sostanziale della concessione di derivazione d'acqua è parificata, ai fini autorizzatori, ad una concessione già esistente.

References: art. 175
 art. 18
 art. 26
 art. 170
 art. 18
 art. 168
 art. 144
 art. 7
 art. 1
 art. 12
 art. 44
 art. 44