Source: http://www.lombardia.ance.it/docs/competenze.aspx?id=172&pid=158&pcid=162&docId=37827
Timestamp: 2020-07-02 15:13:48+00:00

Document:
Legge regionale sulla Rigenerazione urbana
È stato approvato dal Consiglio regionale nel corso della seduta del 12 novembre 2019 il testo della Legge regionale recante ’‘Misure di semplificazione e incentivazione per la rigenerazione urbana e territoriale, nonché per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio) e ad altre leggi regionali».
Il nuovo provvedimento legislativo è stato approvato al termine di un percorso iniziato nel mese di luglio 2017 quando, nel corso dell’Assemblea annuale di ANCE Lombardia, l’allora Presidente Luigi Colombo, propose al Presidente della Regione Roberto Maroni di scrivere assieme una nuova legge sulla Rigenerazione urbana. Fin da subito questo invito venne accolto e come associazione dei costruttori lombardi siamo stati invitati a partecipare a pieno titolo– insieme ad ANCI Lombardia – al Tavolo Interdirezionale per la Rigenerazione urbana da cui sono nati i primi semi che hanno portato alla scrittura della nuova legge. Questo lavoro fruttuoso e di collaborazione è poi continuato nell’attuale legislatura regionale che ci ha visto collaborare con l’Assessore Foroni e con la Direzione generale al territorio nel redigere un testo propositivo volto a dare una decisiva spinta al recupero del patrimonio edilizio esistente anche come possibilità di sviluppo del settore sempre più necessaria dopo l’entrata in vigore della normativa sulla riduzione del consumo di suolo.
Articolo 2 – Modifiche alla L.r. 31/2014
Inoltre, la L.r. n. 31/2014 viene modificata all’articolo 4, nella parte riguardante gli incentivi connessi all’efficientamento energetico degli edifici, prevedendo che anche per gli interventi di demolizione e ricostruzione compresi quelli con diversa localizzazione nel lotto e con diversa sagoma, con mantenimento della medesima volumetria dell'immobile sostituito, si applichi la norma che dispone che per gli interventi che consentono di raggiungere una riduzione superiore al 10 per cento dell’indice di prestazione energetica la superficie lorda, i volumi e i rapporti di copertura dell’edificio interessato sono calcolati al netto dei muri perimetrali, portanti e di tamponamento, nonché dei solai che costituiscono l’involucro esterno degli edifici. Viene inoltre disposto che per gli interventi finalizzati al miglioramento dei valori di trasmittanza termica delle strutture opache verticali e orizzontali, il maggior spessore dei rivestimenti non viene considerato per la verifica del rispetto delle distanze minime e delle altezze massime, fatto salvo il rispetto delle distanze minime stabilite dal Codice civile.
Articolo 3 – Modifiche alla L.r. 12/2015 – Interventi di rigenerazione urbana
Con riferimento al Documento di piano disciplinato all’articolo 8, viene prevista l’individuazione in ciascun Comune degli Ambiti della rigenerazione, cioè gli ambiti in cui avviare processi di rigenerazione urbana e territoriale, prevedendo specifiche modalità di intervento e adeguate misure di incentivazione. E’ inoltre previsto che fino all’adeguamento del PGT ai principi contenuti nel PTR, i Comuni individuino tali ambiti della rigenerazione, con delibera del Consiglio comunale da adottarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge. Con tale provvedimento i Comuni individuano azioni volte alla semplificazione e accelerazione dei procedimenti amministrativi e alla riduzione dei costi; incentivano gli interventi di rigenerazione di elevata qualità ambientale; prevedono gli usi temporanei anche prima del recupero degli immobili; prevedono lo sviluppo della redazione di studi di fattibilità urbanistica ed economico-finanziaria. Inoltre, è stato disposto che fino alla individuazione degli ambiti della rigenerazione, i Comuni non possono accedere agli specifici finanziamenti previsti dalla legge per gli interventi di rigenerazione e i relativi studi di fattibilità economica e urbanistica. Per gli interventi di rigenerazione sono riconosciute premialità nei finanziamenti regionali di settore.
a) realizzazione di servizi abitativi pubblici e sociali;
b) sicurezza relativamente al rischio sismico e di esondazioni;
c) demolizione di opere edilizie situate in aree a rischio idraulico e idrogeologico;
d) rispetto del principio di invarianza idraulica e idrologica, gestione sostenibile delle acque meteoriche;
e) riqualificazione ambientale e paesaggistica, utilizzo di coperture a verde;
f) tutela e restauro degli immobili di interesse storico-artistico;
g) demolizione di opere edilizie incongrue;
h) realizzazione di interventi destinati alla mobilità;
i) recupero dei rifiuti demolizione e utilizzo di materiali di recupero da rifiuti;
j) bonifica degli edifici e dei suoli contaminati (con esclusione dalle agevolazioni del soggetto responsabile della contaminazione);
k) interventi di chiusura dei vani per il risparmio energetico
l) sistemi integrati di sicurezza per i rischi di cantiere
Articolo 4 – Modifiche alla L.r. 12/2015 – Recupero del patrimonio edilizio
Con la nuova Legge regionale n. viene introdotto il nuovo articolo 40 bis della L.r. 12/2005 con il quale viene prevista una procedura speciale per favorire il recupero degli immobili dismessi da più di cinque anni, oggetto di degrado ambientale ed urbanistico. Gli immobili interessati vengono individuati con delibera del Consiglio comunale da adottarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore della Legge, oppure a seguito di istanza accompagnata da una perizia asseverata che ne attesti il degrado, presentata dalla proprietà. Entro tre anni dall’individuazione dell’immobile la proprietà dovrà presentare il progetto di recupero che potrà usufruire di un bonus volumetrico pari al 20% dei diritti edificatori derivanti dall’applicazione dell’indice di edificabilità massimo previsto o, se maggiore di quest’ultimo, della superficie lorda esistente. Il progetto sarà anche esentato dall’eventuale obbligo di reperimento di aree per servizi e attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale, ad eccezione di quelle aree da reperire all’interno dei comparti edificatori o degli immobili, già puntualmente individuate all’interno degli strumenti urbanistici e da quelle dovute ai sensi della pianificazione territoriale sovraordinata. Nei casi di demolizione l'incremento dei diritti edificatori del 20% si applica per un periodo massimo di dieci anni dalla data di individuazione dell'immobile quale dismesso. Un ulteriore incremento del 5% della Superficie Lorda è previsto per gli interventi che assicurino una superficie deimpermealizzata e destinata a verde non inferiore all’incremento di SL realizzato, nonché per interventi che conseguano una diminuzione dell’impronta al suolo pari ad almeno il 10%.
Qualora il proprietario dell’immobile non intervenga entro i tre anni dall’individuazione dell’immobile, presentando un progetto di recupero, il Comune ingiunge la demolizione entro un anno. Se questa è effettuata dalla proprietà, determina il diritto ad un quantitativo di diritti edificatori pari alla superfice lorda dell’edificio demolito fino all’indice di edificabilità previsto per l’area. I diritti edificatori generati dalla demolizione edilizia possono sempre essere perequati e confluiscono nel registro delle cessioni dei diritti edificatori. Se il proprietario non effettua alla demolizione, provvede il Comune in via sostitutiva, con obbligo di rimborso delle relative spese a carico della proprietà, cui è riconosciuta la Superficie Lorda esistente fino all’indice di edificabilità previsto dallo strumento urbanistico.
Anche per gli edifici rurali dismessi o abbandonati da più di tre anni ed esistenti alla data di entrata in vigore della nuova Legge, è prevista la possibilità di recupero con uso anche diverso dall’agricolo, riconoscendo una possibilità di ampliamento del 20% sella superficie lorda esistente. Sono comunque escluse le destinazioni d’uso produttivo-industriale e commerciale (ad eccezione degli esercizi di vicinato).
1. Gli interventi di bonifica dei suoli e quegli di gestione sostenibile delle acque meteoriche vengono ricompresi tra gli oneri di urbanizzazione secondaria, rendendoli quindi scomputabili;
2. Viene disposta ex lege la riduzione di almeno il 60% degli oneri di urbanizzazione per gli interventi di ristrutturazione edilizia nonché di demolizione e ricostruzione, anche con diversa sagoma e/o di ampliamento mediante l’utilizzo di premialità dei diritti edificatori;
3. Viene prevista la riduzione ex lege di almeno il 50% del contributo di costruzione per gli interventi di ristrutturazione urbanistica negli ambiti della rigenerazione. Nei casi di convenzionamento, è possibile rimodulare il contributo sulla base di apposita relazione economico-finanziaria.
4. Sono introdotte ulteriori riduzioni degli oneri e del costo di costruzione per tutti gli altri interventi sugli edifici esistenti, che verranno definiti con un’apposita delibera della Giunta regionale. Tali riduzioni sono finalizzate al raggiungimento di specifici obbiettivi, tra i quali l’efficientamento energetico, l’applicazione dell’invarianza idraulica, la bonifica dei siti contaminati, il tracciamento dei rifiuti da demolizione.
5. Viene disposta una maggiorazione fino al 40% del contributo relativo al costo di costruzione per interventi che consumano suolo agricolo e pari al 50% per gli interventi di logistica non ricadenti in aree di rigenerazione.
Viene, inoltre, introdotto l’articolo 51 bis per disciplinare gli usi temporanei degli immobili sia pubblici che privati, che sono consentiti per una sola volta e per un periodo di tempo non superiore a tre anni, prorogabili di altri due, previo rispetto dei requisiti igienico sanitari, ambientali e di sicurezza, che può sempre essere assicurato sia con opere edilizie sia mediante l'installazione di impianti e attrezzature tecnologiche, e purché non compromettano le finalità perseguite dalle destinazioni funzionali previste dal PGT.
Articolo 5 – Riallineamento delle disposizioni edilizie alla normativa nazionale
Articolo 7 – Modifiche alla L.r. n. 6/2010 – Medie strutture di vendita
Articolo 8 – Modifiche alla L.r. n. 7/2017 – Recupero dei piani terra esistenti
Il numero che appare sulla copertina del documento allegato non è ancora il numero della Legge, ma solo un numero progressivo attribuito dalla Segreteria del Consiglio, in attesa della pubblicazione sul BURL.
1063_ALLEGATO_RIGENERAZIONE URBANA pdf 454,3 Kb

References: Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4
 articolo 40

Articolo 5

Articolo 7

Articolo 8