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PubblicatoMichelangela Rubino
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Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Il dirigente valutatore e il rapporto con il valutato nell’Ateneo della riforma Pietro Bevilacqua FORMEZ 14 aprile 2014
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro 1.I principi della valutazione nella norma e nelle prassi a)La finalità della valutazione b)Gli strumenti della valutazione c)Il processo di valutazione 2.Il nuovo sistema di valutazione a)Un aiuto a cambiare passo b)Informare, formare, dare segnali veri di cambiamento c)La prima applicazione del nuovo sistema 3.Il valutatore interno e il valutato a)La linea valutativa dell’Ateneo b)L’omogeneità valutativa c)L’esempio
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Art. 3 c. 1. La misurazione e la valutazione della performance sono volte al miglioramento della qualità dei servizi … alla crescita delle competenze professionali attraverso la valorizzazione del merito e l’erogazione dei premi per i risultati perseguiti dai singoli e dalle unità organizzative in un quadro di pari opportunità di diritti e doveri, trasparenza dei risultati … e delle risorse impiegate … a)La finalità DLgs 150/2009 – 1 I principi nella norma e nelle prassi
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro I principi nella norma e nelle prassi Art. 3 c. 4. Le amministrazioni pubbliche adottano metodi e strumenti idonei a misurare, valutare e premiare la performance individuale e quella organizzativa secondo criteri strettamente connessi al soddisfacimento dell’interesse del destinatario dei servizi e degli interventi. Art. 3 c. 5. Il rispetto delle disposizioni del presente Titolo è condizione necessaria per l’erogazione di premi legati al merito ed alla performance. a) La finalità DLgs 150/2009 – 2
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro sistemi premianti selettivi l’attribuzione selettiva di incentivi sia economici sia di carriera Art. 18 c. 1. Le amministrazioni pubbliche promuovono il merito e il miglioramento della performance organizzativa e individuale, anche attraverso l’utilizzo di sistemi premianti selettivi, secondo logiche meritocratiche, nonché valorizzano i dipendenti che conseguono le migliori performance attraverso l’attribuzione selettiva di incentivi sia economici sia di carriera. a) La finalità DLgs 150/2009 – 3 Art. 18 c. 2. È vietata la distribuzione in maniera indifferenziata o sulla base di automatismi di incentivi e premi collegati alla performance in assenza delle verifiche e attestazioni sui sistemi di misurazione e valutazione adottati ai sensi del presente decreto. I principi nella norma e nelle prassi
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro •Art. 7 c. 1. Le amministrazioni pubbliche valutano annualmente la performance organizzativa e individuale. A tal fine adottano con apposito provvedimento il Sistema di misurazione e valutazione della performance. •Art. 7 c. 2. La funzione di misurazione e valutazione delle performance è svolta: … lett. c) dai dirigenti di ciascuna amministrazione, secondo quanto previsto agli articoli 16 e 17, comma 1, lettera e-bis), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificati dagli articoli 38 e 39 del presente decreto. DLgs 165/2001 art. 17 c. 1. I dirigenti … lett. e-bis) effettuano la valutazione del personale assegnato ai propri uffici, nel rispetto del principio del merito, ai fini della progressione economica e tra le aree, nonché della corresponsione di indennità e premi incentivanti. b) Gli strumenti DLgs 150/2009 - 1 I principi nella norma e nelle prassi
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Art. 7 c. 3. Il SMiVaP di cui al comma 1, individua (…): a) le fasi, i tempi, le modalità, i soggetti e le responsabilità del processo di misurazione e valutazione della performance, in conformità alle disposizioni del presente decreto; b) le procedure di conciliazione relative all’applicazione del sistema di misurazione e valutazione della performance; c) le modalità di raccordo e di integrazione con i sistemi di controllo esistenti; d) le modalità di raccordo e integrazione con i documenti di programmazione finanziaria e di bilancio. Gli strumenti DLgs 150/2009 - 2 I principi nella norma e nelle prassi
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Art. 9 c. 2. La misurazione e la valutazione svolte dai dirigenti sulla performance individuale del personale sono effettuate sulla base del sistema di cui all’articolo 7 e collegate: a)al raggiungimento di specifici obiettivi di gruppo o individuali; b) alla qualità del contributo assicurato alla performance dell’unità organizzativa di appartenenza, alle competenze dimostrate, ai comportamenti professionali e organizzativi. b) Gli strumenti DLgs 150/2009 - 3 I principi nella norma e nelle prassi
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro 1.Valutazione ex ante: a)Attribuzione obiettivi di risultato; b)Attribuzione obiettivi di miglioramento, aggiornamento, adeguamento delle competenze/adeguamento dei comportamenti; 2.Valutazione in itinere: a)Monitoraggio (su obiettivi, competenze, comportamenti); b)Eventuali azioni correttive; 3.Valutazione ex post: a)Verifica consuntiva; b)Valutazione di performance e indicazioni per il miglioramento della prestazione; c)Eventuale attribuzione premialità. c) Il processo di valutazione I principi nella norma e nelle prassi
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro L’implementazione del nuovo sistema Individuare le criticità dell’approccio precedente per capire DOVE e COME agire. Ad esempio: –Non si valutava; –Si valutava ma in modo indifferenziato; –Si distribuiva il premio a tutti pur sapendo bene l’esistenza di performance qualitativamente molto diverse; –Pur valutando non si davano indicazioni di miglioramento; –Il premio era quantitativamente irrilevante o inesistente; –La valutazione veniva vissuta dal valutatore con fastidio e percezione di inutilità/tempo perso, …; –La valutazione veniva vissuta dal valutato con paura o come indebita ingerenza, …; –… Cambiare passo
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro L’Ateneo deve individuare l’intensità con cui realizzare il cambiamento: •Minimale (soft, quasi non ci si accorge del cambiamento. Forse non c’è?) •Micro salti (cambiamento chiaramente percepibile ma metabolizzabile) •Salto (hard, cambiamento traumatico: talvolta può servire, ma richiede condizioni particolari e rare) L’implementazione del nuovo sistema Cambiare passo
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro •Informare (informare, articolando un vero e proprio piano della comunicazione, oltre al livello sindacalmente dovuto, tutti i soggetti coinvolti: vertice d’Ateneo, apicali, personale) •Formare (formare i valutatori interni e coordinarne l’azione) •Dare segnali (sia di processo sia di risultato) L’implementazione del nuovo sistema Informare formare Dare segnali
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro •Rinnovare l’attenzione al processo di valutazione e alle sue regole (ex ante, in itinere ed ex post) •Generare da subito risultati tangibili (anche piccoli ma concreti e visibili) •Curare con attenzione “l’esempio” direzionale (agire su noi stessi per rafforzare la credibilità del processo valutativo) •Far capire a tutti i soggetti coinvolti che la valutazione è un’opportunità e non una minaccia Pietro Bevilacqua L’implementazione del nuovo sistema La prima applicazione
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Il valutatore interno Individuare e seguire una linea valutativa a livello Ateneo, definita di concerto tra vertice d’Ateneo e tecnostruttura, cui i valutatori si conformino: 1.Individuare gli aspetti critici dell’organizzazione; 2.Selezionare quegli aspetti critici su cui la valutazione può intervenire; 3.Trasformarli in obiettivi concreti del processo valutativo, monitorarli e perseguirli 4.Definire il grado di selettività della valutazione e la conseguente graduazione della premialità Pietro Bevilacqua
Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Il valutatore interno Curare e coordinare l’omogeneità nell’applicazione del sistema di valutazione da parte dei valutatori interni: 1.Azione di coordinamento da parte del Direttore Generale; 2.Formazione dei valutatori interni; 3.Peer review (revisione tra pari) delle valutazioni prima del rilascio di queste ultime. Pietro Bevilacqua
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Presentazioni simili La valutazione individuale e il ruolo del dirigente valutatore 1 A cura di Gaetana Gagliano ARPA SICILIA Giornata della trasparenza 16 dicembre 2014.

References: Art. 3
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 18
 Art. 18
 art. 17
 Art. 7
 Art. 9