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Timestamp: 2020-01-25 23:56:47+00:00

Document:
Reg.(CE)338/97
Regolamento (CE) 338/97 del Consiglio del 9 dicembre 1996
(G.U.C.E. L/61 del 3 marzo 1997)
relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo dei loro commercio
Art.1 obiettivo / Art.2 definizioni / Art.3 campo di applicazione / Art.4 introduzione nella comunità / Art.5 esportazione o riesportazione dalla comunità / Art.6 rigetto delle domande di licenze e certificati di cui agli articoli 4, 5 e 10 / Art.7 deroghe / Art.8 disposizioni relative al controllo delle attività commerciali / Art.9 spostamento degli esemplari vivi / Art.10 certificati / Art.11 validità delle licenze e dei certificati e condizioni speciali di rilascio / Art.12 luoghi di introduzione nella Comunità e di esportazione dalla medesima / Art.13 organi di gestione, autorità scientifiche ed altri organi competenti / Art.14 controllo dell'osservanza del regolamento e indagini sulle violazioni / Art.15 comunicazione delle informazioni / Art.16 sanzioni / Art.17 gruppo di consulenza scientifica / Art.18 il comitato / Art.19 / Art.20 disposizioni finali / Art.21 / Art.22
li presente regolamento si applica nel rispetto degli obiettivi, dei principi e delle disposizioni della Convenzione definitiva all'articolo 2.
a) "comitato", il comitato per il commercio della flora e fauna selvatiche, istituito a norma dell'articolo 18;
b) "Convenzione", la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES);
c) "paese di origine", il paese in cui un esemplare è stato catturato o prelevato dall'ambiente naturale, allevato in cattività o riprodotto artificialmente;
d) "notifica d'importazione", la notifica data dall'importatore o da un suo agente o rappresentante, al momento dell'introduzione nella Comunità di un esemplare appartenente a una delle specie incluse negli allegati C o D dei presente regolamento, su un formulario prescritto dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 18;
e) "introduzione dal mare", l'introduzione di un esemplare nella Comunità direttamente dall'ambiente marino da cui è stato prelevato, non soggetto alla giurisdizione di alcuno Stato, ivi compreso lo spazio aereo sovrastante, il fondo marino e il relativo sottosuolo;
f) "rilascio", l'espletamento di tutte le procedure connesse alla preparazione e al perfezionamento di animi licenza o di un certificato e la sua consegna al richiedente;
g) "organo di gestione" un organo di gestione nazionale designato da uno Stato membro secondo l'articolo 13, paragrafo 1, lettera a), o , nel caso di Stato terzo parte contraente della Convenzione, in conformità dell'articolo IX della Convenzione stessa;
h) "Stato membro di destinazione", lo Stato membro di destinazione menzionato nel documento utilizzato per esportare o riesportare un esemplare; nel caso di introduzione dal ridare, lo Stato membro responsabile del luogo di destinazione di un esemplare;
i) "offerta in vendita", l'offerta in vendita e qualsiasi atto ragionevolmente interpretabile come tale, comprese le offerte al pubblico o gli atti aventi il medesimo effetto, nonché l'invito a trattare;
j) "oggetti personali o domestici", esemplari morti. , parti e prodotti derivati, che appartengano a un privato e che facciano parte o siano destinati a far parte normalmente dei suoi,beni ed effetti personali;
k) "luogo di destinazione", il luogo normalmente destinato alla custodia degli esemplari, al momento della loro introduzione nella Comunità. nel caso di esemplari vivi, esso è il primo luogo nel quale si intendono custodire gli esemplari, dopo l'eventuale periodo di quarantena o di isolamento per esami e controlli sanitari;
1) "popolazione" un numero totale di esemplari biologicamente o geograficamente distinto;
m) "fini prevalentemente commerciali", i fini i cui aspetti non commerciali non predominano in modo manifesto;
n) "riesportazione dalla Comunità", l'esportazione dal territorio della Comunità di un esemplare precedentemente introdottovi;
o)"reintroduzione nella Comunità", l'introduzione nel territorio della Comunità di un esemplare precedentemente esportato o riesportato;
p) "alienazione", qualsiasi forma di alienazione. Ai fini del presente regolamento la locazione, la permuta o lo scambio sono assimilati all'alienazione; espressioni affini sono interpretate nello stesso senso;
q) "autorità scientifica ", un'autorità scientifica designata da uno Stato membro secondo l'articolo 13, paragrafo 1, lettera b), o, nel caso di un paese terzo che sia parte della Convenzione, in base all'articolo IX della Convenzione;
r) "gruppo di consulenza scientifica", organo consultivo istituito in base all'articolo 17;
s) "specie", una specie, sottospecie o una loro popolazione;
t) "esemplare" qualsiasi pianta o animale, vivo o morto delle specie elencate negli allegati da A a D; qualsiasi parte o prodotto che da essi derivi, contenuto o meno in altre merci, nonché qualsiasi altra merce, se da un documento di accompagnamento, ovvero dall'imballaggio, dal marchio, dall'etichetta o da altra circostanza, risulti trattarsi di parti o di prodotti derivati da animali o da piante appartenenti a queste specie, salvo esplicita esclusione di tali parti o prodotti dall'applicazione delle disposizioni del presente regolamento o di quelle correlate all'allegato ove è elencata la relativa specie, in base ad una indicazione in tal senso contenuta nei rispettivi allegati.
Si considera appartenente ad una delle specie elencate negli allegati da A a D l'esemplare, animale o pianta, di cui almeno un "genitore" appartenga a una specie ivi elencata, o che di tale animale o pianta sia parte o prodotto. Qualora i "genitori" di tale animale o pianta siano di specie elencate in allegati diversi, ovvero di specie una sola delle quali vi figuri, si applicano le disposizioni dell'allegato più restrittivo. Tuttavia, se uno solo dei "genitori" di un esemplare di pianta ibrida è di una specie inserita nell'allegato A, le disposizioni dell'allegato più restrittivo si applicano soltanto se tale specie è indicata a tal fine nell'allegato;
u) "commercio", l'introduzione nella Comunità, compresa l'introduzione dal mare, e l'esportazione e riesportazione dalla stessa, nonché l'uso', lo spostamento e il trasferimento del possesso all'interno della Comunità e dunque anche all'interno di uno Stato membro, di esemplari soggetti alle disposizioni del presente regolamento;
v) "transito", il trasporto di esemplari fra due punti all'esterno della Comunità passando attraverso il territorio della Comunità stessa, spediti a un destinatario nominalmente individuato e durante'11 quale qualsiasi interruzione della circolazione sia resa necessaria esclusivamente dalle modalità inerenti a questo tipo di traffico;
w) "esemplari lavorati acquisiti da oltre cinquant'anni", esemplari che hanno subito una significativa alterazione rispetto al loro naturale stato grezzo per uso nella gioielleria, ornamentale, artistico, pratico o nel settore degli strumenti musicali, più di cinquant'anni prima dell'entrata in vigore del presente regolamento e che sono stati acquisiti in tali condizioni a giudizio dell'organo di gestione dello Stato membro interessato. Tali esemplari sono considerati come lavorati soltanto se riconducibili univocamente a una delle categorie sopra menzionate e se non richiedano ulteriori interventi di taglio, lavorazione o manifattura per servire ai relativi scopi;
x) "verifiche all'introduzione, esportazione, riesportazione e al transito" il controllo documentale relativo ai certificati, alle licenze e alle notifiche previsti dal presente regolamento e qualora disposizioni comunitarie lo prevedano o in altri casi mediante sondaggio rappresentativo delle spedizioni - l'esame degli esemplari corredato da un eventuale prelievo di campioni per una analisi o un controllo approfondito.
l. L'allegato A comprende:
a) le specie che figurano nell'appendice 1 della Convenzione e per le quali gli Stati membri non hanno avanzato riserve;
a) le specie che figurano nell'appendice Il delle Convenzione , salvo quelle elencate nell'allegato A e per le quali gli Stati membri. non hanno avanzato riserve;
b) le specie che figurano nell'appendice 1 della Convenzione per le quali è stata avanzata una riserva;
d) le specie per le quali si è stabilito che l'inserzione di specie vive nell'ambiente naturale delle Comunità costituisce un pericolo ecologico per alcune specie di fauna e di flora selvatiche indigene della Comunità.
b) le specie elencate nell'appendice Il della Convenzione per le quali è stata avanzata una riserva.
a) alcune specie non elencate negli allegati da A a C di cui l'importanza dei volume delle importazioni comunitarie giustifica una vigilanza;
Qualora lo stato di conservazione di specie soggette al presente regolamento esiga la loro inclusione in una delle appendici della Convenzione gli Stati membri contribuiranno alle necessarie modifiche.
l. L'introduzione nella Comunità di esemplari di specie di cui all'allegato A dei presente regolamento è subordinata all'attuazione delle verifiche necessarie e alla previa presentazione, presso l'ufficio doganale frontaliero di introduzione, di una licenza di importazione rilasciata da un organo di gestione dello Stato membro di destinazione.
- per altri fini pregiudizievoli per la sopravvivenza della specie interessata;
ii) tuttavia il rilascio di licenze di importazione per le specie elencate nell'allegato A secondo l'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), non richiede la suddetta prova documentale; l'originale di tali licenze di importazione è però trattenuto dalle autorità in attesa della presentazione della licenza di esportazione o del certificato di riesportazione da parte dei richiedente;
e) l'organo di gestione ha accertato, previa consultazione della competente autorità scientifica, l'inesistenza al altri fattori relativi alla conservazione della specie che ostino al rilascio della licenza di importazione; e
2. L'introduzione nella Comunità di esemplari di specie elencate nell'allegato B del presente regolamento è subordinata all'attuazione delle verifiche necessarie e alle previa presentazione, presso l'ufficio doganale frontaliero d'introduzione, di tale licenza d'importazione rilasciata da un organo di gestione dello Stato membro di destinazione.
Tale licenza di importazione è rilasciata soltanto nell'osservanza delle restrizioni imposte ai sensi dei paragrafo 6 e nel rispetto dei seguenti presupposti:
a) l'autorità scientifica competente, previo esame dei dati disponibili e tenendo conto di ogni parere dei gruppo di consulenza scientifica , è dei parere che non vi siano indicazioni che l'introduzione nella Comunità non abbia effetti negativi sullo stato di conservazione della specie o sull'estensione del territorio occupato dalla popolazione della specie interessata, dato il livello attuale o previsto del commercio. Tale parere rimane valido per le importazioni ulteriori finché i suddetti elementi non siano variati in modo significativo;
4. L'introduzione nella Comunità di esemplari delle specie elencate nell'allegato D dei presente regolamento è subordinata all'attuazione delle verifiche necessarie e alla previa presentazione, presso l'ufficio doganale frontaliero di introduzione, di una notifica di importazione.
6. In consultazione con i paesi di origine interessati e in conformità della procedura prevista all'articolo 18 e tenendo conto di ogni parere del gruppo di consulenza scientifica, la Commissione può stabilire restrizioni, sia , generali sia riguardanti alcuni paesi di origini, all'introduzione nella Comunità:
a) in base ai presupposti di cui al paragrafo 1, lettera a) punto i), o e), di esemplari delle specie comprese nell'allegato A;
c) di esemplari vivi di specie comprese nell'allegato B che presentano un tasso elevato di mortalità al momento dei trasporto o per le quali si è stabilito che hanno poche probabilità di sopravvivere allo stato di cattività per una parte considerevole della loro potenziale durata di vita; ovvero
ii) gli esemplari delle specie non elencati nell'appendice I della Convenzione non saranno utilizzati per scopi prevalentemente commerciali o
nel caso di esportazione di esemplari delle specie di cui all'articolo 3, paragrafo l. lettera a) del presente regolamento in uno Stato parte contraente della Convenzione, è stata rilasciata una licenza di importazione;
3. Il certificato di riesportazione è rilasciato soltanto qualora ricorrano i presupposti di cui al paragrafo 2, lettere e) e d), e qualora il richiedente fornisca la prova documentale che gli esemplari:
b) se introdotti nella Comunità prima della entrata in vigore del presente regolamento, lo siano stati a norma del regolamento (CEE) n. 3626/82, oppure
c) se introdotti nella Comunità prima dei 1984, siano stati immessi sul mercato internazionale in conformità della Convenzione, oppure
4. L'esportazione o riesportazione dalla Comunità di esemplari delle specie inserite negli allegati B e C è subordinata all'attuazione delle verifiche necessarie e alla previa presentazione, presso l'ufficio doganale in cui vengono assolte le formalità doganali di una licenza di esportazione o di un certificato di riesportazione rilasciata dall'organo di gestione dello Stato membro nel cui territorio gli esemplari si trovano.
Il certificato di riesportazione è rilasciato soltanto qualora ricorrano i presupposti di cui al paragrafo 2, lettere c), punto 19, e d), e di cui al paragrafo 3, lettere da a) a d).
6. 1 presupposti per il rilascio di una licenza di esportazione o di un certificato di riesportazione di cui al paragrafo 2, lettere a) e c), punto ii) non si applicano a:
ii) esemplari morti, parti e prodotti derivati da-lí stessi, in relazione ai quali il richiedente esibisca la prova documentale della loro legale acquisizione prima che fossero loro applicabili il presente regolamento, il regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio, o la Convenzione.
1. Quando uno Stato membro rigetta una domanda di licenza o certificato e questo rappresenta un caso rilevante per quanto riguarda gli obbiettivi del presente regolamento, ne informa immediatamente la Commissione precisando i motivi del rigetto.
2. La Commissione comunica agli altri Stati membri le informazioni ricevute a norma dei paragrafo 1 per assicurare un'applicazione uniforme del presente regolamento.
4. a) Gli Stati membri riconoscono la decisione di rigetto di una domanda emessa dalle competenti autorità degli altri Stati membri, quando tali rigetti sono motivati dalle disposizioni dei presente regolamento.
l. Esemplari nati e allevati in cattività o riprodotti artificialmente
a) In deroga all'articolo 4, per gli esemplari in transito nella Comunità non sono richieste la verifica e la presentazione all'ufficio doganale frontaliero d'introduzione della licenza, notifiche e certificati prescritti.
e) Se tale documento non è stato rilasciato prima dell'esportazione o riesportazione, l'esemplare è trattenuto e può essere eventualmente confiscato, a meno che il documento sia presentato a titolo retroattivo alle condizioni stabilite dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 18.
1 documenti di cui agli articoli 4, 5, 8 e 9 non sono richiesti per gli esemplari da erbario e da museo conservati, essiccati o in inclusione, né per le piante vive recanti un'etichetta il cui modello sia stato fissato in conformità della procedura di cui dall'articolo 18, ovvero un'etichetta analoga rilasciata o approvata da un organo di gestione di un paese terzo, quando si tratti di prestiti, donazioni e scambi a scopi non commerciali tra scienziati ed Istituzioni scientifiche registrati da un organo di gestione dello Stato in cui si trovano.
a) siano stati acquisiti o introdotti nella Comunità prima che le disposizioni relative alle specie elencate nell'appendice I della Convenzione o nell'allegato Cl dei regolamento (CEE) n. 3626/82, ovvero nell'allegato A del presente regolamento, siano divenute applicabili a tali esemplari; ovvero
e) siano necessari, in circostanze eccezionali, per il progresso della scienza o per essenziali finalità biomediche nel rispetto della direttiva 891609/CEE dei Consiglio, dei 24 novembre 1986, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici (6) , ove la specie in questione risulti essere l'unica adatta a tali fini e non si disponga di esemplari di tale specie nati e allevati in cattività; ovvero
h) abbiano origine in uno Stato membro e siano stati rimossi dal loro habitat naturale dì origine in conformità della legislazione in vigore in tale Stato membro.
4. La Commissione può definire secondo la procedura di cui all'articolo 18 esenzioni generali dai divieti di cui al paragrafo 1, sulla base delle condizioni di cui al paragrafo 3, nonché esenzioni generali relative a specie comprese nell'allegato A, a norma dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b) punto ii). Tali esenzioni devono rispettare i requisiti di altre normative comunitarie sulla conservazione della fauna e della flora selvatiche.
5. 1 divieti di cui al paragrafo 1 si applicano altresì agli esemplari delle specie elencate nell'allegato B, salvo che all'autorità competente dello Stato membro interessato sia prodotta una prova sufficiente della loro acquisizione e, ove abbiano origine al di fuori della Comunità, della loro introduzione in conformità della legislazione vigente in materia di conservazione della flora e fauna selvatiche.
6. Le autorità competenti degli Stati membri possono alienare. a loro discrezione gli esemplari delle specie elencate negli allegati da B a D che siano stati sequestrati in base al presente regolamento, a condizione che non vengano restituiti direttamente alla persona fisica o giuridica cui sono stati sequestrati o che ha partecipato all'infrazione. Tali esemplari sono equiparati a tutti gli effetti agli esemplari oggetto di acquisizione legale.
1. Qualsiasi spostamento all'interno della Comunità di un esemplare vivo di una delle specie inserite nell'allegato A dalla località indicata nella licenza d'importazione o in un certificato rilasciato in conformità del presente regolamento, è soggetto alla previa autorizzazione di un organo di gestione dello Stato membro in cui l'esemplare si trova. Negli altri casi di spostamento, il responsabile dello spostamento dell'esemplare 'dovrà, se dei caso, poter fornire la prova dell'origine legale dell'esemplare.
a) può essere concessa soltanto qualora l'autorità scientifica competente di tale Stato membro o, in caso di spostamento verso un altro Stato membro, l'autorità scientifica competente di quest'ultimo, si sia assicurata che la sistemazione prevista nel luogo di destinazione dell'esemplare vivo è adeguatamente attrezzata per conservano e trattarlo con cura;
b) è attestata dal rilascio dei certificato; e
e) se del caso, è immediatamente comunicata a un organo di gestione dello Stato membro nel quale l'esemplare deve essere collocato.
3. Tale autorizzazione non è tuttavia necessaria se un animale vivo deve essere spostato per un'urgente trattamento veterinario ed è riportato direttamente nella località per esso localizzata.
5. Qualsiasi esemplare vivo che sia trasportato nella, dalla ovvero all'interno della Comunità, o vi sia trattenuto in periodi di transito o trasbordo, viene preparato, spostato e assistito in modo da ridurre al minimo il rischio di lesioni, danni alla salute o maltrattamento, e, nel caso di animati, in conformità della legislazione comunitaria sulla protezione degli animali durante il trasporto.
4. Qualsiasi licenza di importazione rilasciata sulla base di una copia della corrispondente licenza di esportazione o dei certificato di riesportazione è valida ai fini dell'introduzione degli esemplari nella Comunità soltanto se accompagnata dall'originale della licenza di esportazione o dei certificato di riesportazione validi.
Luoghi di introduzione nella Comunità e dì esportazione dalla medesima
l. Gli Stati membri designano gli uffici doganali che espletano le verifiche e formalità per l'introduzione nella Comunità di esemplari di specie previste dal presente regolamento ai fini della loro destinazione doganale ai sensi del regolamento (CEE) n. 2913192 e per la loro esportazione dalla Comunità, precisando quelli specificamente incaricati degli esemplari vivi.
1. Tutti gli uffici designati ai sensi del paragrafo 1 sono notificati alla Commissione, che ne pubblica un elenco nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
2. In casi eccezionali, e conformemente ai criteri stabiliti secondo la procedura di cui all'articolo 18, un organo di gestione può consentire l'introduzione nella Comunità ovvero l'esportazione o riesportazione dalla stessa presso un ufficio doganale diverso da quelli designati nel paragrafo 1.
Gli Stati membri hanno cura che il pubblico sia informato, ai posti di frontiera, delle disposizioni di esecuzione del presente regolamento.
l. a) Ogni Stato membro designa un organo di gestione responsabile in via principale dell'esecuzione del presente regolamento e delle comunicazioni con la Commissione.
b) Ogni Stato membro può inoltre designare ulteriori organi di gestione e altri organi competenti incaricati di cooperare nell'applicazione del regolamento; in tal caso l'organo di gestione principale ha il compito dì fornire agli organi aggiuntivi tutte le informazioni necessarie alla corretta applicazione del regolamento.
b) Le autorità competenti che, in qualsiasi momento, abbiano motivo di ritenere violate le presenti disposizioni, adottano le iniziative appropriata per assicurarne l'osservanza o per esperire azioni giudiziarie.
2. La Commissione segnala alle autorità competenti degli Stati membri le materie per le quali ritiene necessarie indagini in base al presente regolamento. Gli Stati membri informano del risultato di tali indagini la Commissione, nonché, per quanto concerne le specie elencate nelle appendici della Convenzione, il segretariato di quest'ultima,
3. a) istituito un gruppo "Esecuzione" composto di rappresentanti delle autorità di ciascuno Stato membro con la responsabilità di assicurare l'attuazione delle disposizioni dei presente regolamento. Il gruppo è presieduto dal rappresentante della Commissione.
b) Il gruppo "Esecuzione" studia le questioni tecniche relative all'applicazione dei presente regolamento presentate dal presidente di propria iniziativa oppure su richiesta dei membri del gruppo del comitato.
c) La Commissione trasmette al comitato i pareri espressi in sede di gruppo "Esecuzione".
l. Gli Stati membri e la Commissione si comunicano reciprocamente le informazioni necessarie all'applicazione del presente regolamento.
d) In base alle informazioni di cui alla lettera c), !a Commissione pubblica ogni due anni entro il 31 ottobre, e per la prima volta nel 1999, un rapporto sull'applicazione e sul rispetto del presente regolamento.
6. In conformità della direttiva 90/313/CEE del Consiglio, del 7 giugno 1990, concernente la libertà di accesso all'informazione in materia di ambiente (7), la Commissione adotta le misure adeguate per tutelare il carattere riservato delle informazioni ottenute in applicazione dei presente regolamento.
a) introduzione di esemplari' nella Comunità ovvero esportazione o riesportazione dalla stessa, senza il prescritto certificato o licenza ovvero con certificato o licenza falsi, falsificati o non validi, ovvero alterati senza l'autorizzazione dell'organo che li ha rilasciati,
b) inosservanza delle prescrizioni specificate in una licenza o in un certificato rilasciati in conformità dei presente regolamento;
g) uso di esemplari delle specie elencate nell'allegato A difforme dall'autorizzazione concessa all'atto dei rilascio della licenza di importazione o successivamente;
k) uso di un licenza o di un certificato per un esemplare diverso da quello per il quale sono stati rilasciati;
2. I provvedimenti di cui al paragrafo 1 debbono essere commiserati alla natura e alla gravità delle violazioni e contemplare norme sul sequestro e, se del caso, sulla confisca degli esemplari.
a) previa consultazione dell'autorità scientifica di tale Stato membro, colloca o comunque cede l'esemplare alle condizioni che ritenga appropriato e secondo gli obiettivi e le disposizioni della Convenzione e dei presente regolamento; e
4. Se un esemplare vivo di una specie elencato negli allegati B o C giunge, in provenienza da un paese terzo, a un luogo di introduzione senza la prescritta licenza o certificato validi, l'esemplare può essere sequestrato e confiscato oppure, ove il destinatario rifiuti di riconoscere l'esemplare, le autorità competenti dello Stato membro responsabili del luogo di introduzione possono, se dei caso, respinge la spedizione e imporre al vettore di rinviare l'esemplare al luogo di partenza.
1. E' istituito un gruppo di consulenza scientifica composto dai rappresentanti della o delle autorità scientifiche di ogni Stato membro e presieduto dal rappresentante della Commissione.
2. a) Il gruppo di consulenza scientifica esamina qualsiasi questione scientifica, relativa alla applicazione del presente regolamento - in particolare quelle concernenti l'articolo 4, paragrafo 1 a), 2 a) e 6 - sollevata dal presidente di propria iniziativa ovvero su richiesta di un suo competente o del comitato.
l. La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. li comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. li parere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per ['adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni al comitato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precisato. Il presidente non partecipa alla votazione.
La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere dei comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. li Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
In conformità della procedura prevista dell'articolo 18, la Commissione:
1. stabilisce le disposizioni e criteri uniformi per :
i) il rilascio, la validità, e l'uso dei documenti di cui agli articoli 4, 5, 7, paragrafo 4, e 10; essa ne determina la forma;
4) adotta, se necessario, ulteriori misure intese a dare applicazione alle risoluzioni della conferenza delle parti della Convenzione, a decisioni o raccomandazioni dei comitato permanente della Convenzione e raccomandazione dei segretariato della Convenzione.
Ogni Stato membro notifica alla Commissione e al segretariato della Convenzione le disposizioni specificamente emanate , ai fini dell'applicazione del presente regolamento, nonché tutti gli strumenti giuridici e le azioni intraprese per la sua applicazione ed esecuzione.
Il presente regolamento è obbligatorio in tut ciascuno degli Stati membri.
l. Il regolamento (CEE) n. 3626182 è abrogato.
2. In attesa dell'adozione delle misure previste all'articolo 19, paragrafi 1 e 2, gli Stati membri possono mantenere o continuare ad applicare le misure adottate conformemente al regolamento (CEE) n. 3626182 e al regolamento (CEE) n. 3418/83 della Commissione, del 28 novembre 1983, recante modalità uniformi per il rilascio e per l'uso dei documenti richiesti ai fini dell'applicazione nella Comunità della convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (8).
a) verifica che nessun elemento giustifichi restrizioni all'introduzione nella Comunità delle specie dell'allegato Cl dei regolamento (CEE) n. 3626182 non incluse nell'allegato A del presente regolamento;

References: Art.1
 Art.2
 Art.3
 Art.4
 Art.5
 Art.6
 Art.7
 Art.8
 Art.9
 Art.10
 Art.11
 Art.12
 Art.13
 Art.14
 Art.15
 Art.16
 Art.17
 Art.18
 Art.19
 Art.20
 Art.21
 Art.22