Source: https://studiocominottocantoni.it/it/articoli-approfondimento/credito-e-pagamenti/65-la-cambiale-e-il-protesto.html
Timestamp: 2019-03-26 21:16:17+00:00

Document:
La cambiale un titolo di credito con che contiene la promessa o l'ordine di pagare una certa somma, ad una determinata scadenza, in un certo luogo, a favore di chi risulta legittimamente possessore del titolo.
Le caratteristiche della cambiale sono le seguenti:
è un titolo all'ordine e quindi circola mediante girata, da apporre sul retro della cambiale;
è un titolo astratto, pertanto non viene fatto riferimento alcuno al rapporto originale tra creditore e debitore è ha dato origine all'emissione della cambiale;
è un titolo esecutivo, in forza di legge, con la regolare applicazione dell'imposta di bollo, ha valore come titolo esecutivo;
è un titolo formale, deve rispettare i requisiti imposti dalla legge per essere considerata una cambiale.
Esistono due tipi di cambiali :
il pagherò o vaglia cambiario:
Il pagherò o vaglia cambiario è una promessa di pagamento con cui un soggetto, il soggetto emittente la cambiale, si impegna a pagare la somma di denaro indicata nel titolo ad un altro soggetto, il soggetto beneficiario.
La cambiale tratta, o semplicemente tratta, esprime un'ordine incondizionato di pagamento: con la cambiale tratta avviene una triangolazione tra un soggetto (traente), un soggetto (trattario) e un soggetto (beneficiario), il soggetto traente ordina soggetto trattario di pagare una determinata somma di denaro, indicata nel titolo, a favore di un terzo soggetto o se stesso (beneficiario). Se il soggetto trattario, appone la firma sul titolo di credito ovvero accetta l'ordine di pagamento, diventa il debitore principale; altrimenti il titolo di credito è comunque valido e il debitore principale rimane di soggetto traente.
La cambiale viene compilata su apposito moduli prestampati, predisposti dall'amministrazione finanziaria, reperibili presso le rivendite di valori bollati.
Per l'esecutività della cambiale è necessario applicare sul retro il bollo ("imposta di bollo") che è proporzionale all'ammontare della somma indicata nella cambiale (l'imposta di bollo è pari al 12 per mille dell'importo facciale della cambiale); in mancanza totale o parziale dell'assolvimento dell'imposta di bollo la cambiale non può essere protestata e pertanto si può ricorrere solo in sede giudiziaria nei confronti del traente o emittente.
Il bollo è costituito dagli apposito contrassegni telematici sempre reperibili nelle rivendite di valori bollati autorizzate all'emissione dai monopoli di stato. L'importo minimo dell'imposta di bollo da applicare è di euro 0,50, le frazioni degli importi dell'imposta di bollo sono arrotondate a 0,10 euro per difetto o per eccesso a seconda che si tratti rispettivamente di frazioni fino a 0,05 euro o superiori a 0,05 euro.
Esempio: Valore dell'effetto cambiario € 17.354,60
1. Calcolo del bollo € 17.354,60/1000*12= € 208,2552
2. arrotondamento al centesimo di euro superiore = € 208,26 di bollo per singola cambiale.
Per la compilazione delle cambiali consideriamo i requisiti essenziali, senza i quali si determina la nullità della cambiale:
Luogo (inteso il comune) e data dell'emissione;
Importo della somma da pagare in cifre;
Data di scadenza della cambiale;
Pagherò (la promessa incondizionata in caso di pagherò o vaglia cambiario) oppure pagherà (l'ordine incondizionato di pagare una determinata somma in caso di tratta), i suffissi possono essere i seguenti : "herò", "herà", "herete", "heremo";
Il nome / denominazione del beneficiario (persona fisica o giuridica) del pagherò o del trattario della tratta; non è ammessa l'emissione di cambiali al portatore;
L'importo espresso in lettere di cui al punto 2, in caso di discordanza vale quanto indicato in lettere;
Il luogo dove deve essere effettuato il pagamento, si può indicare il domicilio del debitore oppure di solito i dati della banca domiciliataria del debitore (ABI e CAB);
I dati del debitore (persona fisica o giuridica), in caso di persona fisica con indicazione del luogo e data di nascita del debitore e del codice fiscale, il caso di persona giuridica l'indirizzo della sede legale e il codice fiscale;
La sottoscrizione del soggetto che emette la cambiale (emittente) in caso di pagherò o del traente in caso di cambiale tratta.
Inoltre vi sono dei requisiti naturali che se vengono a mancare non determinano la nullità della cambiale ma vengono previsti da norme supplettive per definire il rapporto cambiario;
indicazione del luogo di pagamento: in mancanza la cambiale è pagabile accanto al nome del trattario o luogo di emissione; è possibile anche indicare anche il domicilio di un terzo (cambiale domiciliata);
La capacità cambiaria
Con capacità cambiaria si intende l'assunzione di obbligazioni cambiarie in proprio nome, tale capacità è normata dagli artt. 7-8-9-10-11-12-13 del Regio Decreto n.1669/1933:
art. 7 - se la cambiale contiene firme di persone incapaci di obbligarsi cambiariamente, firme false o di persone immaginarie, ovvero firme che per qualsiasi altra ragione non obbligano le persone che hanno firmato la cambiale o col nome delle quali esse stata firmata, le obbligazioni degli altri firmatari restano tuttavia valide.
art. 8 - ogni sottoscrizione cambiaria deve contenere il nome cognome o la ditta di colui che si obbliga. E' valida tuttavia la sottoscrizione la quale il nome si abbreviato o indicato con una sola iniziale.
art. 9 - il minore emancipato non autorizzato all'esercizio del commercio e l'inabilitato non assumono obbligazioni cambiarie se la loro firma non sia accompagnata da quella del curatore con la clausola "per assistenza" o altro equivalente. Se sia omessa detta clausola o altra equivalente il curatore è obbligato personalmente.
art. 10 - il genitore o il tutore non autorizzato all'esercizio del commercio per conto del minore o dell'interdetto si può obbligare cambiariamente in nome di costoro, il primo con l'autorizzazione del tribunale, l'altro con l'autorizzazione del consiglio di famiglia o di tutela omologata dal tribunale, l'una e l'altra anche di carattere generale.
art. 11 - chi appone la firma sulla cambiale quale rappresentante di una persona per la quale non ha il potere di agire, è obbligato cambiariamente come se avesse firmato in proprio e, se ha pagato, ha gli stessi diritti che avrebbe avuto il preteso rappresentato. La stessa disposizione si applica rappresentante che abbia ecceduto i suoi poteri.
art. 12 - la facoltà generale di obbligarsi in nome per conto altrui non fa presumere, salvo prova contraria, la facoltà di obbligarsi cambiariamente. La facoltà generale di obbligarsi in nome per conto di un commerciante comprende anche quella di obbligarsi cambiariamente, salvo che all'atto di rappresentanza.
art. 13 - il traente risponde dell'accettazione e del pagamento. Egli può esonerarsi dalla responsabilità per l'accettazione, che ogni clausola con la quale si esoneri dalla responsabilità per il pagamento si ha per non scritta.
La cambiale, secondo quanto disposto dall'art. 15 del Regio Decreto n. 1669/1933, in quanto titolo di credito all'ordine, può essere ceduta dal soggetto beneficiario in luogo del pagamento di un proprio debito, tale trasferimento si attua mediante la "girata" fatta sul retro della cambiale, deve essere sottoscritta dal girante. La girata deve essere totale per l'intero importo della cambiale (non può essere effettuata una girata parziale), la girata al portatore vale come girata in bianco. La girata è valida ancorché beneficiario non sia indicato o il girante abbia apposto soltanto la firma (girata in bianco). In questo caso la girata per essere valida deve essere scritta a tergo della cambiale.
Chi effettua la girata "il girante", colui che materialmente firma nel retro della cambiale, è responsabile delle riscossione nei confronti del "girante" che lo segue e a sua volta è garantito dal "girante" che lo segue.
La cambiale puo’ essere emessa, Capo V, Regio Decreto n.1669/1933:
a vista: e’ pagabile alla presentazione (che deve avvenire entro un anno dalla data di emissione). Il traente puo' abbreviare o allungare questo termine, i giranti possono solo abbreviarlo;
a certo tempo vista: il termine indicato parte dalla data dell’accettazione della tratta o, in mancanza, da quella del protesto, ad esempio indicando espressioni tipo: "A 30 giorni vista pagherete..."; "A 60 giorni vista pagherete....";
a certo tempo data: è pagabile entro una certa data a decorre dalla data di emissione, es. "A 30 giorni data pagherò...", "paghero' tra 60 giorni ...";
a giorno fisso: in questo caso la data di scadenza è indicata con precisione sulla cambiale, es. "Al 30 aprile 2011 pagherete (o pagherò)...".
altre scadenze sono nulle. In mancanza di indicazioni la scadenza si intende "a vista". Le scadenze "a vista" e "a certo tempo vista" sono tipiche delle cambiali tratte, comunques si considerano pagabili a vista anche i pagherò emessi senza l'indicazione della scadenza.
L'art. 41 del Regio Decreto n.1669/1933, stabilisce che la cambiale avente scadenza a uno o piu’ mesi (data o vista) scade nel giorno corrispondente del mese in cui il pagamento deve essere effettuato. Ad esempio se una cambiale emessa il 10 giugno porta l'indicazione "A 30 giorni data pagherò...", la scadenza della cambiale è il 10 luglio, mentre se la stessa cambiale porta invece l'indicazione "A 60 giorni data pagherò...." la sua scadenza è il 9 settembre (in quanto luglio ha 31 giorni). In mancanza del giorno corrispondente, la cambiale scade l’ultimo del mese.
Se la scadenza, coincide con una domenica, un sabato o un'altra festività, risulta automaticamente prorogata al primo giorno lavorativo.
Le cambiali una volta firmate per accettazione, da parte del soggetto emittente o trattario, vengono inviate alla banca indicata come appoggio ("domiciliazione") per il pagamento. A 10 gg. circa dalla data di scadenza del pagamento arriverà al domicilio indicato nella cambiale del debitore un "avviso di scadenza rata" emesso dalla banca domiciliataria. Per l'incasso di una cambiale solitamente intervengono due banche, la prima banca che opera sulla piazza di chi deve riscuotere la cambiale ed è quella che la riceve per girata con l'incarico di incassarla, la seconda banca che opera sulla piazza del debitore la cui denominazione può essere stata indicata sul titolo (banca domiciliataria), provvede materialmente all'operazione di incasso per conto della prima banca. Avvenuto il pagamento la banca domiciliataria rilascerà al soggetto debitore la cambiale debitamente quietanzata e in tal modo verrà assoltà l'obbligazione costituita dal titolo di credito, solitamente la quietanza viene apposta sulla facciata posteriore della cambiale.
Mancato pagamento della cambiale, protesto e pignoramento dei beni
Quando la cambiale, all'atto di presentazione delle cambiale all'incasso presso l'istituto di credito per l'incasso, non viene pagata alla scadenza, il suo mancato pagamento può essere contestato con un atto formale che consiste nella "levata del protesto" (Art. 51 Regio Decreto n. 1669/1933).
Il protesto è la solenne constatazione, effettuata da un atto pubblico (redatto da notaio o pubblico ufficiale o ufficiale giudiziario) da un pubblico ufficiale (art. 68 Regio Decreto n. 1669/1933), del mancato pagamento della cambiale conseguente all’avvenuta presentazione all'incasso del titolo in tempo utile. Il "protesto" della cambiale, purchè in regola sin dall'inizio con il bollo applicato, costituisce titolo esecutivo per l’ammontare non pagato, se il mancato pagamento è parziale, l’azione esecutiva potrà essere esercitata per quella parte della somma portata dalla cambiale e non pagata. Il proteso deve essere fatto nei luoghi e contro le persone gia’ indicate nella parte relativa al luogo di presentazione pur se queste sono assenti o decedute. La funzione principale del protesto è quella di garantire al portatore del titolo l’esercizio dell’azione di regresso nei confronti dei debitori (art. 51, Regio Decreto n. 1669/1933 ed art. 45 Regio Decreto n.1736/1933). I pubblici ufficiali che hanno effettuato la levata del protesto devono annotarlo nel loro repertorio e poi annotarlo sul bollettino dei protesti cambiari tenuto presso la camera di commercio e su appositi elenchi tenuti dalla cancelleria del tribunale accessibili a tutti.
Il beneficiario ovvero il "portatore" al momento dell'incasso della cambiale potrà comunque richiedere (art. 55 Regio Decreto n. 1669/1933), come risarcimento per il mancato puntuale pagamento della stessa:
In caso di mancato pagamento della cambiale il beneficiario, possessore della cambiale, ha la possibilità di agire giudizialmente scegliendo tra due tipi di azioni cambiarie (artt. 49-50 Regio Decreto n. 1669/1933):
l'azione diretta: rivolta contro gli obbligati principali, ossia l'emittente nel pagherò è il trattario-accettante nella tratta, oppure contro l'avallante dell'emittente o del trattario-accettante;
l'azione di regresso: rivolta contro gli obbligati di regresso, ossia i giranti nel caso del pagherò e il traente e i giranti nel caso della tratta. Il creditore può rivolgersi sia all'ultimo girante sia a uno qualunque dei giranti che appaiono sulla cambiale, scegliendo chi gli dà più affidamento per una rapida riscossione.
Per poter dar corso all'azione di regresso è però condizione indispensabile aver fatto redigere l'atto di protesto, infatti senza la prova che la cambiale non sia stata pagata dagli obbligati principali, ovvero non sia stata protestata, gli obbligati di regresso non vorranno estinguere la cambiale.
Le azioni cambiarie hanno un termine di prescrizione (artt. 52-53-54 Regio Decreto n. 1669/1933) entro le quali posso essere effettuate pena l'inefficacia delle stesse, essi sono per:
le azioni cambiarie dirette si prescrivono in 3 anni a decorrere dalla data della scadenza della cambiale,
le azioni cambiarie di regresso si prescrivono invece in un 1 anno dalla data di protesto o da quella della scadenza del titolo se vi e' la clausola "senza spese".
le azioni dei giranti gli uni contro gli altri e quelle contro il traente, invece, si prescrivono in 6 mesi a decorrere dal giorno in cui il girante ha pagato la cambiale o dal giorno in cui l'azione di regresso e' stata promossa contro di lui.
Con l'azione cambiaria diretta il possessore può iniziare immediatamente l'esecuzione forzata (pignoramento) sul patrimonio del debitore, saltando la fase dell’accertamento da parte del giudice (essendo già il titolo sufficiente a dimostrare al sussistenza del proprio diritto). L'azione che permette di aggredire "giuridicamente" i beni del proprio debitore ha inizio con l'atto di precetto. L'atto di precetto, nella pratica predisposto da un alegale di fiducia, intima al proprio debitore di eseguire entro un termine perentorio (non inferiore a 10 gg) il pagamento della somma dovutagli in base al titolo stesso, nonchè degli eventuali interessi e spese di protesto contenute nell'atto di precetto. Decorso il termine perentorio indicato nell'atto di precetto il creditore potrà iniziare l'esecuzione forzata, il possessore della cambiale può richiedere al pretore la vendita forzata dei beni pignorati, tale vendita avviene generalmente all'asta e con il ricavato si rimborsa il creditore e l'eventuale residuo viene restituito al debitore.
Nel caso in cui non si riesca ad espletare l'azione cambiaria nei confronti del debitore si possono scegliere di effetturare le seguenti azioni giudiziali :
1) Il procedimento per ingiunzione
Il procedimento di ingiunzione è un procedimento speciale disciplinato dagli artt. 633 e seg. del c.p.c.. con il quale, quando non si può far valere il proprio credito sulla base di un titolo esecutivo (la cambiale o l'assegno protestati), si ottiene rapidamente un provvedimento da parte del giudice (il decreto ingiuntivo) che viene riconosciuto dalla legge come titolo esecutivo al fine di consentire l’esecuzione forzata. I requisiti per l'ammissibilità del decreto, da parte del giudice, sono essenzialmente due:
Il ricorrente deve vantare un diritto di credito inesausto, necessariamente fungibile, esigibile e costituente una somma e deve essere certo e determinato.
Deve essere prodotta nel ricorso prova certa e scritta del credito vantato, non essendoci contraddittorio, tale prova seguirà il libero apprezzamento del giudice. La prova può consistere in un contratto, una fattura, una parcella, una promessa unilaterale, un riconoscimento di debito.
2) Il procedimento di cognizione
Con il procedimento di cognizione, allungando di molto rispetto alla procedura di decreto ingiuntivo l'accertamento giudiziale dell'esistenza del credito, se non si è in possesso di un titolo esecutivo e non ci sono elementi per ottenere un decreto ingiuntivo si richiede al giudice di accertare la situazione di fatto esistente tra le parti in controversia, ad individuare la norma giuridica che deve essere applicata nella fattispecie e a decidere con sentenza, definendo la questione sorta. (in sostanta si ricorre al normale iter del processo civile). Il giudice pertanto dovrà accertare l'esistenza e l'ammontare del credito e conseguentemente con sentenza dovrà condannare il debitore a pagare.
3) L'azione di arricchimento
Con l'azione di arricchimento, regolata dall'art. 2041 del c.c., il possessore di una cambiale che abbia perduto la possibilità di esercitare l’azione cambiaria (perché prescritta) e non possa esercitare neppure le altre azioni può ottenere dal traente (se cambiale tratta) o dall’emittente (se pagherò cambiario) o dall’accettante o dal girante la somma di cui costoro si siano ingiustamente arricchiti a suo danno. Tale azione si prescrive in 1 anno dalla perdita dell'azione cambiaria.
Il registro informatico dei protesti - cancellazione del protesto e riabilitazione del debitore
Il Registro informatico dei protesti è il registro nazionale sul quale le camere di commercio pubblicano gli elenchi dei soggetti protestati in ciascuna provincia (persone fisiche e giuridiche), tale elenco contiene i protesti levati fino al giorno 26 di ciascun mese, comprendendo comunque anche quelli relativi al mese anteriore levati dal giorno 27 in poi. La camera di commercio pubblica gli elenchi entro dieci giorni dalla ricezione da parte dei pubblici ufficiali che hanno levato il protesto.
Per ciascun soggetto protestato nel Registro compaiono i dati seguenti:
i dati identificativi del soggetto protestato;
la data ed il luogo di levata;
la data di scadenza, se prevista;
l'ammontare della somma dovuta;
i motivi del rifiuto di pagamento.
Il Registro informatico dei protesti è accessibile al pubblico per consultazioni tramite i terminali della camera di commercio (visura protesti), che a richiesta rilascia certificazione dell'esito della ricerca.
E' possibile ottenere la cancellazione dal Registro informatico dei protesti nei seguenti casi:
Cancellazione per Avvenuto pagamento del titolo cambiario: il debitore che entro 12 mesi dalla data di levata del protesto ha provveduto al pagamento della cambiale (o delle cambiali), unitamente agli interessi maturati ed alle spese per il protesto, ha diritto di ottenere la cancellazione dal Registro presentando apposita istanza alla camera di commercio ove è stato iscritto il protesto.
Cancellazione per illegittimità od erroneità del protesto: il debitore può richiedere la cancellazione delle iscrizioni presentate dai pubblici ufficiali incaricati della levata del protesto ovvero dalle aziende di credito quando si sia proceduto illegittimamente o erroneamente a levare il protesto stesso, rimane a carico del richiedente l'onere di comprovare che che la levata di protesto è erronea od illegittima.
Cancellazione per riabilitazione: Ai sensi dell'art. 17 della Legge 108/96 (Disposizioni contro l'usura) è il Presidente del Tribunale competente per territorio che concede con decreto il provvedimento di riabilitazione a favore del soggetto che abbia subito protesto trascorsi 12 mesi senza che siano intervenuti ulteriori protesti e purché l'obbligazione sia stata adempiuta. La riabilitazione viene accordata con decreto del Presidente del Tribunale su domanda dell'interessato corredata dei documenti giustificativi, tra cui visura aggiornata rilasciata dall'Ufficio Protesti della Camera di Commercio, attestante l'assenza di ulteriori protesti negli ultimi 12 mesi.
Dopo la cancellazione dei dati relativi, il protesto si considera, a tutti gli effetti, come mai avvenuto. I dati relativi a ciascun protesto, in mancanza di cancellazione, sono conservati nel R.I.P. per 5 anni a partire dalla data di iscrizione.
La cancellazione dal registro informatico dei protesti permette di ritornare alla precedente capacità di ottenere finanziamenti e prestiti anche se questo non toglie che il protestato venga considerato come soggetto a maggior rischio creditizio, pertanto i prestiti potranno risultare più difficilmente ottenibili senza la presentazione in futuro di maggiori garanzie.
Regio Decreto n.1669/1933 "Modificazioni alle norme sulla cambiale e sul vaglia cambiario";
Regio Decreto n. 1736 del 21 dicembre 1933 "Legge sull'assegno";
Codice civile, Titolo V, art. 1992 e segg. ("Dei titoli di credito");
Codice civile Art. 2041 c.c.;
Codice di procedura civile - artt. 633 e segg..
Legge 12/6/1973 n.349 "Modificazioni alle norme sui protesti delle cambiali e degli assegni bancari";
Legge 7/3/1996, n.108 "Disposizioni in materia di usura" (artt. 17 e 18) come modificato dall’art. 3, della L. n. 235 del 18/8/00;
Legge 18 agosto 2000, n.235 "Nuove norme in materia di cancellazione dagli elenchi dei protesti cambiari";
Legge 12 Dicembre 2002, n.273 "Misure per favorire l'iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza";
Tribunale di Brescia - riabilitazione del protestato;
Camera di commercio di Brescia - cancellazione dal registro dei protesti.

References: art. 7

art. 8

art. 9

art. 10

art. 11

art. 12

art. 13
 art. 45
 sentenza 
 art. 1992
 Art. 2041