Source: http://www.pangeavicenza.org/statuto/
Timestamp: 2018-05-21 04:45:47+00:00

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Statuto e Codice Etico – Associazione Pangea Vicenza Onlus
ARTICOLO 1 – DENOMINAZIONE E SEDE E’ costituita l’organizzazione di volontariato, denominata “Associazione Pangea Vicenza Onlus” che assume la forma giuridica di associazione. L’organizzazione ha sede in Vicenza, Piazzale Giusti, 23 piano primo interno 5.
ARTICOLO 2 – STATUTO1. L’organizzazione di volontariato Associazione Pangea Vicenza Onlus è disciplinata dal presente statuto, ed agisce nei limiti della legge 11 agosto 1991 n. 266, delle leggi regionali di attuazione e dei principi generali dell’ordinamento giuridico. 2. L’assemblea delibera l’eventuale regolamento di esecuzione dello statuto per la disciplina degli aspetti organizzativi più particolari.
ARTICOLO 3 – EFFICACIA DELLO STATUTO1. Lo statuto vincola alla sua osservanza gli associati dell’organizzazione; esso costituisce la regola fondamentale di comportamento dell’attività della organizzazione stessa.
ARTICOLO 4 – MODIFICAZIONE DELLO STATUTO 1. Il presente statuto è modificato con deliberazione dell’assemblea adottata con la presenza di almeno tre quarti degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
1. Lo statuto è interpretato secondo le regole della interpretazione dei contratti e secondo i criteri dell’art.12 delle preleggi al codice civile.
ARTICOLO 6 – FINALITÀ E OBIETTIVI
1. L’Associazione non ha scopo di lucro, è apartitica e apolitica.
2. La specifica finalità dell’organizzazione di volontariato è quella di perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale con l’obiettivo di :
i. valorizzare la persona e la famiglia quale nucleo fondamentale della società;
ii. organizzare attività di assistenza alle persone bisognose, bambini e famiglie in primo luogo, in campo educativo, sanitario e sociale;
iii. mettere in atto un’attività di ascolto attivo e di reinserimento sociale per le persone svantaggiate che si trovino in situazioni di difficoltà, disagio, discriminazione;
iv. raccogliere risorse e attuare i progetti di sviluppo in Tanzania o in altre nazioni del sud del mondo;
v. stimolare l’accoglienza e l’integrazione nella società italiana delle persone immigrate dal sud del mondo;
vi. promuovere attività di autoformazione e di formazione atte a sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche relative alla mondialità, alla pace, alla giustizia, alla cooperazione internazionale; pag. 2\r\n
vii. diffondere, attraverso le esperienze vissute dai soci, la realtà economica, sociale, politica di altre nazioni del sud del mondo;
viii. proporre esperienze significative ai giovani e non, che mostrino sensibilità verso nuovi stili di vita e verso situazioni di sottosviluppo, in particolare della Tanzania;
ix. collaborare con gruppi o associazioni o enti che abbiano finalità affini a quelle dell’Associazione (Partenariato).
3. La sua attività consiste in:\r\ni. organizzazione di corsi, incontri, seminari o giornate di formazione, informazione e autoformazione in campo scolastico, medico, sociale;\r\nii. coinvolgimento dei soci nella conduzione delle sopraddette attività, ciascuno per le proprie competenze e secondo la propria sensibilità, stimolando altresì il contributo volontario di altre persone qualificate e competenti;\r\niii. organizzazione di corsi pratici o teorici sull’artigianato, la lingua, le usanze delle popolazioni della Tanzania o di altri paesi del sud del mondo;\r\niv. organizzazione di serate evento, cene o feste finalizzate alla realizzazione dei progetti dell’associazione;\r\nv. offerta ai propri soci della possibilità di svolgere l’attività di volontariato prestando il proprio servizio sia localmente che in altri paesi del sud del mondo.\r\n4. L’Associazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate ad eccezione di quelle ad esse strettamente connesse, non continuative e non commerciali, o di quelle accessorie a quelle statutarie.\r\n\r\n
ARTICOLO 7 – AMBITO DI ATTUAZIONE DELLE FINALITÀ\r\n1. L’organizzazione opera prevalentemente nel comune di Vicenza, nella provincia di Vicenza e nella regione Veneto.\r\n\r\nARTICOLO 8 – AMMISSIONE\r\n1. Sono associati dell’organizzazione tutte le persone che condividono le finalità dell’organizzazione e sono mosse da spirito di solidarietà.\r\n2. L’ammissione all’organizzazione è deliberata dal consiglio direttivo, su domanda del richiedente.\r\n3. L’iscrizione all’Associazione è aperta ed estesa a tutti i cittadini. Possono aderire le persone di ambo i sessi, indipendentemente dalla propria appartenenza politica e religiosa, cittadinanza, appartenenza etnica e professione.\r\n\r\n ARTICOLO 9\r\nDIRITTI\r\n1. Gli Associati hanno il diritto di eleggere gli organi dell’organizzazione e di essere eletti negli stessi.\r\n2. Essi hanno il diritto di essere informati sulle attività dell’associazione e di controllo sull’andamento della medesima, come stabilito dalle leggi e dallo statuto.\r\n\r\nARTICOLO 10 – DOVERI\r\n1. Gli Associati devono:\r\ni. rispettare il presente statuto e l’eventuale regolamento interno\r\nii. svolgere la propria attività verso gli altri in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro.\r\niii. versare la associativa secondo l’importo annualmente stabilito.\r\npag. 3\r\n2. Il comportamento verso gli altri associati all’esterno dell’organizzazione è animato da spirito di solidarietà ed attuato con correttezza, buona fede, onestà.\r\n\r\nARTICOLO 11 – ESCLUSIONE\r\n1. L’aderente all’organizzazione che contravviene gravemente ai doveri stabiliti dallo statuto può essere escluso dall’organizzazione.\r\n2. L’esclusione è deliberata dall’assemblea con voto segreto e dopo aver ascoltato le giustificazioni dell’interessato.\r\n\r\nARTICOLO 12 – INDICAZIONE DEGLI ORGANI\r\n1. Sono organi dell’Associazione: l’assemblea degli associati, il consiglio direttivo e il presidente.\r\n\r\nARTICOLO 13 – L’ASSEMBLEA – COMPOSIZIONE\r\n1. L’assemblea è composta da tutti gli associati.\r\n2. L’assemblea è presieduta dal presidente del consiglio direttivo o, in caso di sua assenza o impedimento, dal vicepresidente; in mancanza, su designazione dei presenti, da un altro membro del consiglio direttivo oppure da qualsiasi altro associato.\r\n\r\nARTICOLO 14 – CONVOCAZIONE\r\n1. L’assemblea si riunisce almeno due volte all’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo e del bilancio preventivo. Essa inoltre:\r\ni. provvede alla nomina del consiglio direttivo, del presidente e del vicepresidente del consiglio direttivo, del tesoriere;\r\nii. delinea gli indirizzi generali dell’attività dell’associazione;\r\niii. delibera sulle modifiche al presente statuto;\r\niv. approva i regolamenti che disciplinano lo svolgimento dell’attività dell’associazione; delibera sull’eventuale destinazione di utili di gestione comunque denominati, nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione qualora ciò sia consentito dalla legge e dal presente statuto;\r\nv. delibera lo scioglimento e la liquidazione dell’associazione e la devoluzione del suo patrimonio.\r\n2. L’Assemblea è convocata dal presidente dell’associazione ogniqualvolta questi lo ritenga opportuno oppure ne sia fatta richiesta da almeno il 40% degli associati o da almeno 3 consiglieri. Salvo motivi eccezionali, l’Assemblea è convocata nel territorio della Provincia.\r\n3. La convocazione è fatta mediante lettera raccomandata o anche non raccomandata, oppure tramite lettera e-mail o tramite fax, contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione sia di prima che di seconda convocazione e l’elenco delle materie da trattare, spedita a tutti gli associati all’indirizzo risultante dal Libro degli Associati all’associazione, nonché ai componenti del consiglio direttivo e almeno dieci giorni prima dell’adunanza, oppure mediante avviso affisso nella sede dell’associazione.\r\n4. Per la nomina del presidente, l’approvazione dei regolamenti, le modifiche statutarie, occorre il voto favorevole della maggioranza dei voti dei presenti, tanto in prima che in seconda convocazione. Per le deliberazioni di scioglimento dell’associazione e di devoluzione del suo patrimonio occorre il voto favorevole dei tre quarti dei voti degli attribuiti, tanto in prima che in seconda convocazione.\r\npag. 4\r\n\r\nARTICOLO 15 – VALIDITÀ DELL’ASSEMBLEA\r\n1. In prima convocazione l’assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno degli associati, presenti in proprio o per delega da conferirsi ad altro associato.\r\n2. In seconda convocazione l’assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli associati presenti, in proprio o per delega.\r\n3. Non è ammessa più di una delega per ciascun associato.\r\n4. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità i consiglieri non hanno diritto di voto (art. 21 codice civile).\r\n\r\nARTICOLO 16 – VOTAZIONE\r\n1. L’assemblea delibera a maggioranza dei voti dei presenti ferme le limitazioni previste per l’approvazione e modificazione dello statuto e per scioglimento dell’associazione.\r\n2. I voti sono palesi, tranne quelli riguardanti persone (e le qualità delle persone).\r\n\r\nARTICOLO 17 – VERBALIZZAZIONE\r\n1. Le discussioni e le deliberazioni dell’assemblea sono riassunte in verbale redatto dal segretario e sottoscritto dal presidente.\r\n2. Il verbale è tenuto, a cura del presidente, nella sede dell’associazione.\r\n3. Ogni associato ha diritto di consultare il verbale e di trarne copia.\r\n\r\nARTICOLO 18 – COMPOSIZIONE\r\n1. Il consiglio direttivo è composto da sette a nove membri, eletti dall’assemblea tra gli associati, compresi il presidente, il vicepresidente e il tesoriere.\r\n2. Il consiglio direttivo è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei componenti.\r\n\r\n ARTICOLO 19 – PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO\r\n1. Il presidente della associazione è il presidente del consiglio direttivo ed è nominato dall’assemblea assieme agli altri componenti il consiglio.\r\n\r\nARTICOLO 20 – DURATA E FUNZIONI\r\n1. Il consiglio direttivo dura in carica per il periodo di due anni e può essere revocato dall’assemblea, con la maggioranza degli associati.\r\n2. Il consiglio direttivo è l’organo di governo e di amministrazione dell’associazione ed opera in attuazione delle volontà e degli indirizzi generali dell’assemblea alla quale risponde direttamente.\r\n3. Le deliberazioni del consiglio direttivo sono assunte a maggioranza dei presenti.\r\n4. Qualora per qualsiasi motivo venga meno la maggioranza dei consiglieri, l’intero consiglio direttivo si intende decaduto e occorre far luogo alla sua rielezione.\r\n5. In caso di cessazione per qualsiasi motivo di un membro del consiglio direttivo, il consiglio stesso fa luogo alla sua cooptazione. Il consigliere cooptato dura in carica fino alla prossima assemblea, al cui ordine del giorno deve essere posto l’argomento della sostituzione del consigliere cessato; chi venga eletto in luogo del consigliere cessato dura in carica per lo stesso periodo residuo durante il quale sarebbe rimasto in carica il consigliere cessato.\r\n6. Dalla nomina a consigliere non consegue alcun compenso.\r\n7. Al consiglio direttivo sono attribuite le seguenti funzioni:\r\npag. 5\r\ni. la gestione della associazione in ogni suo aspetto secondo gli indirizzi delineati dall’assemblea e, in particolare, il compimento di atti di amministrazione ordinaria e straordinaria in relazione agli indirizzi ricevuti;\r\nii. l’ammissione alla assemblea di nuovi associati;\r\niii. la predisposizione annuale del bilancio preventivo e del rendiconto consuntivo.\r\n8. Il consiglio direttivo è convocato dal presidente ogniqualvolta questi lo ritenga opportuno oppure ne sia fatta richiesta da almeno 3 consiglieri. La convocazione è fatta mediante lettera raccomandata o anche non raccomandata, oppure tramite lettera email o tramite fax, contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione sia di prima che di seconda convocazione e l’elenco delle materie da trattare, spedita a tutti i componenti del consiglio direttivo almeno cinque giorni prima.\r\n9. Il consiglio direttivo è comunque validamente costituito ed è atto a deliberare, anche in assenza delle suddette formalità di convocazione, qualora siano presenti tutti i suoi membri.\r\n10. Il consiglio direttivo è presieduto dal presidente o, in caso di sua assenza o impedimento, dal vicepresidente.\r\n\r\nARTICOLO 21 – ELEZIONE\r\n1. Il presidente è eletto dall’assemblea tra i suoi componenti a maggioranza dei presenti.\r\n\r\nARTICOLO 22 – DURATA\r\n1. Il presidente dura in carica quanto il consiglio direttivo.\r\n2. L’assemblea, con la maggioranza dei presenti, può revocare il presidente.\r\n3. Almeno un mese prima della scadenza del proprio mandato, il presidente convoca l’assemblea per la elezione del nuovo presidente.\r\n\r\nARTICOLO 23 – FUNZIONI\r\n1. Il presidente rappresenta l’organizzazione di volontariato e compie tutti gli atti che impegnano l’organizzazione.\r\n2. Il presidente presiede il consiglio direttivo e cura l’ordinato svolgimento dei lavori.\r\n3. Il presidente sottoscrive il verbale dell’assemblea, e cura che sia custodito presso la sede dell’associazione, dove può essere consultato dagli associati.\r\n4. Al presidente della associazione compete, sulla base delle direttive emanate dall’assemblea e dal consiglio direttivo, al quale comunque il presidente riferisce circa la attività compiuta, l’ordinaria amministrazione della Associazione; in casi eccezionali di necessità e urgenza il presidente può anche compiere atti di straordinaria amministrazione, ma in tal caso deve contestualmente convocare il Consiglio Direttivo per la ratifica del suo operato.\r\n5. Il presidente convoca e presiede l’assemblea e il consiglio direttivo, ne cura l’esecuzione delle relative deliberazioni, sorveglia il buon andamento amministrativo della Associazione, verifica l’osservanza dello statuto e dei regolamenti, ne promuove la riforma ove se ne presenti la necessità.\r\n6. Il presidente cura la predisposizione del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo da sottoporre per l’approvazione al consiglio direttivo e poi all’assemblea, corredandoli di apposite relazioni.\r\npag. 6\r\n\r\n ARTICOLO 24 – IL VICEPRESIDENTE\r\n1. Il vicepresidente sostituisce il presidente in ogni sua attribuzione ogniqualvolta questi sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni. Il solo intervento del vicepresidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento del presidente.\r\n\r\nARTICOLO 26 – IL TESORIERE\r\n1. Il tesoriere cura la gestione della cassa della associazione e ne tiene idonea contabilità, effettua le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili, predispone, dal punto di vista contabile, il bilancio consuntivo e quello preventivo, accompagnandoli da idonea relazione contabile.\r\n\r\nARTICOLO 27 – INDICAZIONE DELLE RISORSE\r\n1. Le risorse economiche dell’associazione sono costituite da:\r\ni. Beni, immobili e mobili;\r\nii. Contributi e quote associative;\r\niii. Donazioni e lasciti;\r\niv. Proventi da attività marginali di carattere commerciale e produttivo;\r\nv. Ogni altro tipo di entrate ai sensi della legge 266/1991.\r\n\r\nARTICOLO 28 – I BENI\r\n1. I beni dell’organizzazione sono beni immobili, beni registrati mobili e beni mobili.\r\n2. I beni immobili ed i beni registrati mobili possono essere acquistati dall’organizzazione e sono ad essa intestati.\r\n3. I beni immobili, i beni registrati mobili, nonché i beni mobili che sono collocati nella sede dell’organizzazione sono elencati nell’inventario, che è depositato presso la sede dell’associazione e può essere consultato dagli associati.\r\n4. L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitali durante la propria vita, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre associazioni che per legge, statuto o regolamento, perseguano scopi analoghi.\r\n5. L’associazione ha l’obbligo di impiegare gli eventuali utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse strettamente connesse.\r\n\r\nARTICOLO 29 – CONTRIBUTI\r\n1. I contributi ordinari sono costituiti dalla quota associativa degli associati, stabilita annualmente dall’assemblea su proposta consiglio direttivo.\r\n2. I contributi straordinari sono elargiti dagli associati, o dalle persone fisiche o giuridiche estranee all’associazione.\r\n\r\nARTICOLO 31 – PROVENTI DERIVANTI DA ATTIVITÀ MARGINALI\r\n1. I proventi derivanti da attività commerciali o produttive marginali sono inseriti in apposita voce del bilancio dell’associazione.\r\n2. L’assemblea delibera sulla utilizzazione dei proventi, che deve essere comunque in armonia con le finalità statutarie dell’associazione e con i principi della legge 266/91.\r\npag. 7\r\n\r\nARTICOLO 32 – DEVOLUZIONE DEI BENI\r\n1. In caso di scioglimento o cessazione dell’organizzazione, i beni dopo la liquidazione saranno devoluti ad altre organizzazioni di volontariato o enti non lucrativi socialmente utili, aventi scopi analoghi a quelli indicati nel presente statuto e comunque al perseguimento di finalità di pubblica utilità sociale.\r\n\r\nARTICOLO 33 – BILANCIO E CONTO CONSUNTIVO\r\n1. I documenti di bilancio dell’associazione sono annuali e decorrono dal primo gennaio.\r\n2. Il bilancio consuntivo contiene tutte le entrate intervenute e le spese sostenute relative all’anno trascorso.\r\n3. Il bilancio preventivo contiene le previsioni di spesa e di entrata per l’esercizio annuale successivo.\r\n\r\nARTICOLO 34 – FORMAZIONE E CONTENUTO DEL BILANCIO\r\n1. Il bilancio preventivo per l’esercizio annuale successivo è elaborato dal consiglio direttivo. Esso contiene, suddivise in singole voci, le previsioni delle spese e delle entrate all’esercizio annuale successivo.\r\n2. Il bilancio consuntivo è elaborato dal consiglio direttivo. Esso contiene le singole voci di spesa e di entrata relative all’anno in corso.\r\n\r\nARTICOLO 36\r\nAPPROVAZIONE DEL BILANCIO\r\n1. Il bilancio preventivo è approvato dall’assemblea con voto palese e con la maggioranza dei presenti.\r\n2. Entro il 30 ottobre di ciascun anno il consiglio direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio preventivo del successivo esercizio da sottoporre all’approvazione dell’assemblea.\r\n3. Entro il 28 febbraio di ciascun anno il consiglio direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.\r\n4. Il bilancio consuntivo è approvato dall’assemblea con voto palese e con la maggioranza dei presenti entro il 30 aprile.\r\n5. I bilanci debbono restare depositati presso la sede dell’associazione nei 15 (quindici) giorni che precedono l’assemblea convocata per la loro approvazione, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla loro lettura. La richiesta di copie è soddisfatta dall’associazione a spese del richiedente.\r\n\r\nARTICOLO 37 – DELIBERAZIONI DELLE CONVENZIONI\r\n1. Le convenzioni tra l’associazione di volontariato ed altri enti e soggetti sono deliberate dal consiglio direttivo.\r\n2. Copia di ogni convenzione è custodita a cura del presidente, nella sede della associazione.\r\n\r\nARTICOLO 38 – STIPULAZIONE DELLA CONVENZIONE\r\nLa convenzione è stipulata dal presidente dell’associazione di volontariato.\r\n\r\nARTICOLO 39 – ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE\r\nIl consiglio direttivo delibera sulle modalità di attuazione della convenzione.\r\n\r\nARTICOLO 40 – DIPENDENTI\r\n1. L’organizzazione di volontariato può assumere dei dipendenti, nei limiti previsti dalla legge 266/91.\r\n2. I rapporti tra l’associazione e i dipendenti sono disciplinati dalla legge e da apposito regolamento adottato dall’associazione.\r\n3. I dipendenti sono, ai sensi di legge e di regolamento, assicurati contro le malattie, infortunio, e per la responsabilità civile verso i terzi.\r\nARTICOLO 41 – COLLABORATORI DI LAVORO AUTONOMO\r\n1. L’associazione per sopperire a specifiche esigenze può giovarsi dell’opera di collaboratori di lavoro autonomo.\r\n2. I rapporti tra l’associazione ed i collaboratori di lavoro autonomo sono disciplinati dalla legge.\r\n3. I collaboratori di lavoro autonomo sono ai sensi di legge e regolamento assicurati contro le malattie, infortunio, e per la responsabilità civile verso i terzi.\r\n\r\nARTICOLO 42 – RESPONSABILITÀ ED ASSICURAZIONE DEGLI ASSOCIATI\r\n1. Gli associati sono assicurati per malattie, infortunio, e per la responsabilità civile verso i terzi ai sensi dell’art.4 delle legge 266/91.\r\n\r\nARTICOLO 43 – RESPONSABILITÀ DELL’ORGANIZZAZIONE\r\n1. L’organizzazione di volontariato risponde, con le proprie risorse economiche, dei danni causati per inosservanza delle convenzioni e dei contratti stipulati.\r\n\r\nARTICOLO 44 – ASSICURAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE\r\n1. L’associazione di volontariato può assicurarsi per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extra contrattuale dell’associazione stessa.\r\n\r\nARTICOLO 45 – RAPPORTI CON ALTRI ENTI E SOGGETTI\r\n1. L’organizzazione disciplina con apposito regolamento i rapporti con altri soggetti pubblici o privati.\r\n\r\n ARTICOLO 46 – DISPOSIZIONI FINALI\r\n1. Per quanto non è previsto dal presente statuto, si fa riferimento alla normativa vigente ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico.\r\n
CODICE ETICO DELL’ASSOCIAZIONE PANGEA VICENZA ONLUS
\r\nIl codice etico dell’Associazione PANGEA VICENZA ONLUS nasce dall’esigenza di fissare dei criteri etici di riferimento per tutti coloro che fanno attività di volontariato nell’associazione, affinché chiunque voglia contribuire con il proprio entusiasmo alla sua missione possa conoscere, comprendere e necessariamente condividere i valori e i principi fondamentali e non negoziabili su cui essa si fonda.\r\nL’associazione è apartitica, apolitica, senza scopo di lucro ed ha i seguenti obiettivi:\r\n
creare progetti educativi in Tanzania in aree rurali fortemente discriminate, che non avendo accesso all’istruzione non hanno possibilità di sviluppo: il 45% della popolazione ha meno di 15 anni;
organizzare attività finalizzate a raccogliere fondi per finanziare i progetti di sviluppo;
diffondere, attraverso le esperienze vissute dagli aderenti all’Associazione, la conoscenza della realtà economica, sociale, culturale dei luoghi in cui si trova ad operare;
promuovere esperienze significative per giovani e non, che mostrino sensibilità verso realtà diverse e situazioni di sottosviluppo, in particolare della Tanzania.
\r\nIl codice etico e di buona condotta è il modello di comportamento cui hanno obbligo di attenersi e conformarsi coloro che operano e agiscono per l’associazione.\r\n Il presente Codice Etico integra quanto non è esplicitato nello Statuto dell’Associazione.\r\n\r\nTutti i volontari associati di Pangea Vicenza Onlus devono leggere e sottoscrivere i valori proposti in questo codice, nella consapevolezza che ogni trasgressione potrà portare all’allontanamento dall’Associazione.\r\n
\r\nPremesso che i volontari di Pangea sono cittadini responsabili e che rispettano le leggi del nostro paese e di quello in cui sono ospiti, essi si impegnano anche a rispettare i principi etici e i diritti umani che possono andare oltre la conformità alle leggi esistenti.
1. IL VOLONTARIO: GRATUITÀ – IMPARZIALITÀ – INTEGRAZIONE – RISPETTO\r\nIl volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri in maniera gratuita. La gratuità è l’elemento distintivo dell’agire volontario e lo rende originale rispetto ad altre forme di impegno civile: ciò comporta assenza di guadagno economico, libertà da ogni forma di potere e rinuncia a vantaggi diretti ed indiretti.\r\nIl volontario di Pangea nell’esecuzione dei propri compiti è onesto, imparziale ed equo. Evita qualunque comportamento arbitrario che possa recare danno a persone, a gruppi o a qualsiasi altra entità. Non fa nessuna discriminazione riguardo a nazionalità, razza, lingua, genere, censo, opinioni politiche, filosofiche o religiose, considerando la diversità come un punto di forza. Il rispetto, oltre che verso le persone, si intende anche verso i beni dell’Associazione, che non possono essere utilizzati per finalità personali o di terzi, nella consapevolezza che sono stati faticosamente acquisiti con il contributo di tutti.
\r\n2. AUTONOMIA\r\nPangea afferma la propria autonomia rispetto a qualsiasi condizionamento economico, politico, confessionale, sociale e scientifico che possa in qualche modo pregiudicare la sua indipendenza. Pangea si relaziona con i rappresentanti delle Istituzioni qualsiasi sia la loro appartenenza politica.\r\n\r\n3. TUTELA DELLE INFORMAZIONI E RISERVATEZZA\r\nTutti coloro che operano a qualsiasi titolo per conto di Pangea sono tenuti a mantenere la massima riservatezza sulle informazioni apprese durante l’esercizio delle proprie funzioni, nel rispetto delle leggi sulla privacy e della dignità delle persone. Costituiscono informazioni riservate o segrete tutte le notizie di qualsiasi natura, la cui diffusione ed utilizzazione possano provocare un pericolo o un danno a Pangea. In particolare non è consentito pubblicare o commentare sui propri profili personali nei social network informazioni riservate relative ad avvenimenti o immagini di Pangea. La violazione dei doveri di riservatezza da parte dei volontari inficia gravemente il rapporto fiduciario con l’Associazione e può determinarne l’allontanamento.\r\n\r\n4. TRASPARENZA\r\nPangea si impegna a mettere a disposizione di chiunque sia interessato all’Associazione stessa l’accesso ad ogni settore della sua attività mediante adeguati sistemi di informazione e comunicazione.\r\nLe risorse finanziare necessarie al funzionamento dell’Associazione devono essere reperite in maniera trasparente, secondo l’interesse esclusivo dell’Associazione e mai a vantaggio personale o di terzi.\r\nTutte le risorse devono essere utilizzate secondo il criterio della buona gestione per fini conformi a quelli indicati nello Statuto e propri della missione dell’Associazione e, qualora siano manifestate, rispettando le indicazioni dei donatori.\r\nCon la pubblicazione del bilancio annuale, Pangea rende noto l’utilizzo dei finanziamenti destinati alle attività dell’associazione, attraverso scritture contabili accurate che devono essere una fedele rappresentazione della situazione patrimoniale/finanziaria e dell’attività di gestione.\r\n\r\n5. RAPPORTI CON I DONATORI\r\nPangea si propone di analizzare attentamente i sostenitori che offrono aiuti economici, escludendo quei finanziatori che potrebbero condizionare l’autonomia dell’Associazione o per i quali sia stato accertato, o pubblicamente conosciuto, il probabile coinvolgimento in situazioni eticamente riprovevoli o comunque in contrasto con i valori promossi dall’associazione. Ad esempio Pangea non accetterà finanziamenti da aziende che producono armi e da quelle che sfruttano il lavoro minorile. Il logo di Pangea deve rappresentare un valore aggiunto per l’immagine dell’azienda sostenitrice, ma non deve essere sfruttato da questa commercialmente.\r\n\r\n6. RAPPORTI CON GLI ORGANI DI STAMPA E CON I SOCIAL NETWORK\r\nPangea si rivolge agli organi di stampa e di comunicazione di massa unicamente attraverso i responsabili interni a ciò delegati, che operano con un atteggiamento di massima correttezza, disponibilità e trasparenza, nel rispetto della politica di comunicazione stabilita dal Consiglio Direttivo.\r\nOgni atto posto in essere per conto dell’Associazione o nel suo interesse non deve in alcun modo lederne l’immagine e la rispettabilità. Tutti i membri dell’Associazione sono tenuti a rispettarne il buon nome e a non recare danno alla reputazione dell’istituzione.\r\n\r\n7. MOTIVAZIONE, FORMAZIONE E CRESCITA CONTINUA\r\nConsiderato il delicato ambito in cui Pangea opera, i volontari devono essere animati da una forte spinta motivazionale e da un grande equilibrio che li aiuteranno a superare tutte le inevitabili difficoltà che incontreranno nel loro lavoro. Per questo, per prestare servizio nell’Associazione come volontario, è necessario partecipare al percorso formativo di base e, per tutta la durata del servizio in associazione, ai momenti di formazione permanente, intesi come momenti di confronto, crescita e sostegno.\r\n\r\n8. INTEGRITÀ MORALE\r\nL’integrità morale deve sempre prevalere in qualsiasi contesto della vita dell’associazione.\r\nAi volontari che operano nei progetti di Pangea è proibito intrattenere rapporti intimi con membri delle comunità dei paesi ospiti ed in particolar modo con minori, durante lo svolgimento dei loro incarichi nei luoghi di missione.\r\nI volontari, specialmente in paesi stranieri, devono mantenere un atteggiamento equilibrato e attento, un abbigliamento ed una cura della persona adeguati al contesto, al ruolo e rispettoso degli ospiti e degli altri volontari.\r\nI volontari devono astenersi dall’uso di stupefacenti e dall’uso eccessivo di alcool.\r\nLe condotte personali di vita non dovranno essere in evidente contraddizione con le finalità dell’Associazione.\r\nAnche se le regole scritte non sono sufficienti a dirimere la moltitudine dei casi pratici che si possono presentare, esse rappresentano comunque un’indicazione valida per le scelte da prendere. Qualora persistano dei dubbi, ci si può rivolgere al Consiglio Direttivo dell’Associazione.\r\n\r\nEntrata in vigore del Codice Etico\r\nIl presente codice etico è stato adottato, con delibera dell’assemblea dei soci dell’Associazione Pangea Vicenza Onlus, in data 16 febbraio 2016\r\nPer mantenere intatta la sua efficacia il Codice Etico può essere rivisitato e modificato ad intervalli regolari.

References: ARTICOLO 1

ARTICOLO 2

ARTICOLO 3

ARTICOLO 4

ARTICOLO 6

ARTICOLO 7
 ARTICOLO 9
 ARTICOLO 19
 ARTICOLO 24
 ARTICOLO 46