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Timestamp: 2017-10-21 08:25:34+00:00

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Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: PIANO ARIA SICILIA IL COPIATO RIGA DOPO RIGA NON SOLO DAL PIANO ARIA DEL VENETO
Piano Aria Sicilia Il Copiato Riga Dopo Riga Non Solo Dal Piano Aria Del Veneto by Pino Ciampolillo
Il Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana: aspetti generali, di merito e quantitativi circa la copiatura dal Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria della Regione Veneto (anno 2000) e da altre fonti documentali
Alcuni aspetti generali e di merito
Il Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana, approvato con il D.A. n. 176/GAB del 9 agosto 2007 e che costituisce “piano di settore del Piano regionale di tutela e risanamento ambientale”, risulta frutto di un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti (rectius, copiati) da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni.
Gli autori hanno utilizzato come “mirror” il Piano Regionale di Tutela e Risanamento della Regione Veneto, datato anno 2000 e cioè “vecchio” di 7 anni, con ovvie e disastrose conseguenze derivanti principalmente dal divario temporale tra i due documenti, dalle differenti caratteristiche ambientali e dal diverso assetto amministrativo delle due Regioni, nonché dalla non conoscenza, giusto il caso, che il Piano del Veneto era stato già bocciato dalla Comunità Europea (vedasi, ALLEGATO 1, l’interrogazione presentata il 2 maggio 2006 al Consiglio Regionale del Veneto dal consigliere regionale verde Gianfranco Bettin).
Del tutto inconsistente appare la pretesa giustificazione della parte accusante secondo cui la “comunanza” di porzioni di testo – a dire il vero di notevole entità, come si dimostrerà appresso – tra il documento “siciliano” e quello “veneto” consistente nell’identicità della sequenza e dei titoli dei capitoli e dei paragrafi è stata una scelta obbligata dal dover rispettare lo schema riportato nel DM n. 261 dell’ottobre 2002, per almeno due evidenti motivi:
1) lo schema del citato DM si rivela solo una traccia esemplificativa per la redazione dei Piani e non certamente un obbligo da rispettare, in quanto, altrimenti, ci sarebbe stato un espresso richiamo; in ogni caso, per fugare ogni possibile dubbio è sufficiente rifarsi alla lettura degli indici dei Piani redatti dalle altre Regioni, laddove la traccia ministeriale è stata sviluppata in vari casi in modo autonomo ed originale nella strutturazione dei documenti, ma, soprattutto, laddove non si riscontrano anomale “comunanze” tra Piani (ALLEGATO 2);
2) quel che emerge in tutta e preoccupante evidenza non è tanto che i titoli dei capitoli e dei paragrafi del Piano siciliano e del Piano veneto risultano uguali, quanto, piuttosto, che ad essere identici sono in porzioni più o meno estese i loro contenuti.
In particolare, per rendere più facile la lettura comparativa dei due testi riguardo alle parti in comune alla lettera si è provveduto a fornire copia degli stessi in cui :
Ø Le parti che si sono evidenziate in giallo risultano testualmente identiche nei due Piani, laddove gli “autori” siciliani si sono limitati alla semplice sostituzione di parole del tipo “Veneto” , “ARPAV” , ecc., con “Sicilia”, “ARPA”, ecc.;
Ø Le parti che si sono evidenziate in rosso, oltre ad essere in comune, segnalano anche macroscopiche incongruenze determinatesi con la trasposizione testuale dal Piano Veneto a quello Siciliano. Per brevità, qui di seguito si citano solo alcune tra le più eclatanti, mentre per le altre si rimanda alla lettura del testo:
d) tra le misure da adottare per il decongestionamento del traffico urbano da e verso i centri storici è prevista la realizzazione di “percorsi ciclabili protetti…utilizzando gli argini di fiumi e canali” (salvo a creare – ci si permetta la battuta - prima i fiumi ed i canali da immettere nei centri storici dei Comuni siciliani !);
Ø Alla luce di quanto sopra, appare evidente che le parti suddette non siano state neppure riviste dagli “autori”, anche considerato che risultano presenti gli stessi refusi del documento del Veneto e, soprattutto, perché al cap. 1, § 1.6, sotto § 1.6.1, pag. 26, dopo l’ultimo capoverso che recita “Per una trattazione di maggiore dettaglio sulla normativa inerente la qualità dell’aria e le emissioni in atmosfera si rimanda al Cap. 4” è stato “dimenticato” il link http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm, che è giusto il collegamento (interno) web al cap. 4 del Piano del Veneto. Per accedere dall’esterno al capitolo basta anteporre www. all’indirizzo sopra riportato <servizigenerali.org/…. >;
Ø Le parti che sono state riquadrate in vari bordi colorati. risultano “prelevate” integralmente, con lo stesso sistema del “copia ed incolla”, da varie pubblicazioni (ALLEGATO n. 3) quali, per citarne alcune, : a) Annuari ARPA, capitolo “Atmosfera” (2004, 2005, 2006, ecc.), b) Relazione sullo stato dell’ambiente della città di Palermo (2006, Agenda 21), c) Carta climatica ed atlante climatologico della Sicilia, ecc., che gli “autori” riportano tra le fonti bibliografiche o i documenti di riferimento. Come già detto, tuttavia, non si è in presenza di spunti o di citazioni bibliografiche, ma di un vero e proprio copiato di interi brani e capitoli. Altre parti, ancora, risultano “prelevate” persino da tesi di laurea di Istituti Universitari non siciliani come anche da siti web di facile reperimento, che però non figurano tra le fonti indicate.
Ø Alcuni Progetti da attuarsi in regime di convenzione, elaborati già negli anni passati da Istituti Universitari e proposti all’Assessorato Territorio e Ambiente al fine di fornire “Attività di supporto tecnico-scientifico” per la “redazione” del Piano, risultano inseriti, pur rimasti del tutto invariati i soggetti proponenti ed il contenuto della proposta, non già per le finalità originarie, bensì per la “revisione” e l’attuazione del Piano stesso. I soggetti proponenti, che figurano tra gli “autori” del Piano, si sono limitati a ritoccare il titolo del Progetto, sostituendo la parola “redazione” con “revisione” (ALLEGATI n. 4-6). Per qualche altro Progetto non si è persino ritenuto di cambiare il titolo. Inoltre, fanno parte dell’elenco dei Progetti - non si comprende a quale titolo e finalità - un Progetto della Regione Lombardia, corredato di tanto di stralcio di Decreto di approvazione del 2004 e di citazione di varie Delibere della Giunta lombarda, un Progetto messo sulla carta dal Comune di Palermo nel 2006 ed abortito già all’epoca ed un presunto Progetto “Analisi della Climatologia Urbana e Qualità del Clima”, presunto nel senso che non è dato a comprendere di cosa effettivamente si tratti, dato che si limita ad una sintetica spiegazione delle modalità e dei criteri per classificare i climi della terra. Insomma, brani inseriti integralmente, tout court, e nulla più.
Ø Se c’è un capitolo che più di altri lascia esterrefatti per via del livello di copiatura pedissequa ed acritica mostrato dagli autori questo è probabilmente il sesto. Il capitolo, trasposto tal quale, parola per parola, da quello del Piano del Veneto, riporta “Le azioni del Piano”, ossia gli interventi e le misure da adottare per contenere e contrastare i fenomeni di inquinamento sul territorio siciliano ed avviare le opere di risanamento. Il risultato è che ne scaturisce un pot-pourri di dati siciliani e soluzioni venete.
Ø Tra le innumerevoli perplessità, a chi legge non può non sorgere una ovvia domanda: dove sono, nel Piano, gli impianti industriali della Regione ? Dove sono i Petrolchimici, le Centrali Termoelettriche, i Cementifici, la Distilleria più grande d’Europa, ecc. per finire agli impianti di minori dimensione ed impatto sulla qualità dell’aria ?
Ma – ci sarebbe da chiedersi e da chiedere - il Bilancio regionale e, soprattutto, quello dei Comuni ne erano a conoscenza?
Il 12 marzo 2008, cioè a 7 mesi di distanza dall’approvazione del Piano, l’Assessore pro tempore del Territorio e dell’Ambiente emanava il D.A. n. 43/GAB (ALLEGATO n. 7) con il quale si apportavano correzioni ad alcune di quelle parti del Piano definite “refusi” e frutto di “errori materiali non sostanziali”. Ben prima, ma senza alcun atto formale o correzione ufficiale, era stato fatto sparire alla chetichella dal testo del Piano pubblicato nel sito dell’Assessorato il link al Piano della Regione Veneto http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm, maldestramente dimenticato al § 1.6.1, pag. 26.
In realtà, per quanto riguarda i cosiddetti “refusi” si tratta di quei refusi irrilevanti citati nella conferenza stampa di Legambiente del 21 novembre del 2007 al solo scopo di evidenziare che dal “copia e incolla” del Piano veneto non si erano salvati neppure gli errori di battitura… del testo veneto; per quanto riguarda i cosiddetti “errori materiali non sostanziali” resta incomprensibile come e perché si possa arrivare a definire tali i riferimenti al “sistema aerologico padano”, alle “piste ciclabili sugli argini di fiumi e canali”, alle limitazioni temporali di accensione del riscaldamento domestico e ad altre risibilità del genere nel contesto siciliano, frutto anch’essi del “copia e incolla” cieco ed indiscriminato.
Peraltro, le correzioni riguardano solo una piccola parte delle strafalcionerie messe sinteticamente in evidenza nella citata conferenza stampa di Legambiente, non risultando prese in considerazione tante altre parti di cui non era stata fatta esplicita menzione.
In definitiva, nel copia e incolla, i refusi da “refusi veneti” sono diventati “refusi siciliani” e gli autori siciliani, con il citato D.A. n. 43, dopo 7 mesi li hanno corretti facendoli comparire come propri errori di stampa.
Su questo aspetto specifico si rimanda al paragrafo “L’italiano stravolto dal Piano di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliano”
Un’ultima chiosa : soltanto il 29/04/2009, il Capo di Gabinetto dell’Assessore pro tempore era costretto a comunicare (ALLEGATO n. 8), con malcelato imbarazzo, che la Commissione ispettiva assessoriale, appositamente costituita per far luce sui fatti “non aveva reso alcuna relazione conclusiva”.
Un’affermazione criptica per cercare di stendere il velo su una vicenda insostenibile ed indifendibile.
L’italiano stravolto dal Piano di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliano
Nella vicenda del Piano di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliano si è assistito ad un uso disinvolto di termini della lingua italiana, in particolare “refuso” e “copiare”, del tutto snaturati dal loro effettivo significato etimologico.
E’ facile evidenziare che il primo dei due termini, “refuso”, è stato utilizzato per tentare di giustificare la presenza di talune macroscopiche abnormità riportate nel Piano “siciliano”, semplici parole o anche intere frasi, che, all’evidenza oggettiva, non hanno alcun collegamento, né linguistico, nè logico, con la singola parola o la frase di cui sarebbero un “refuso”.
Analogo stravolgimento si è registrato per i termini “copiare” o “copiato”; in questo caso, però, il tentativo è stato quello di negare che interi capitoli o paragrafi o sottoparagrafi o brani più o meno estesi, riportati pedissequamente da altre fonti nel Piano “siciliano” senza rispetto delle regole canoniche di riproduzione della fonte originale, possano essere definiti “copiatura”.
La notorietà ed il diffuso utilizzo di detti termini nell’accezione comune dovrebbero rendere persino banale la questione etimologica sul loro effettivo significato.
Purtroppo, il motivo per cui è causa impone, invece, di richiamare per dovuta chiarezza le definizioni che il dizionario della lingua italiana “Devoto e Oli” fornisce per i termini “refuso” e “copiare”:
Refuso : errore di stampa dovuto a uno scambio o a uno spostamento di caratteri
Copiare : riprodurre uno scritto da un modello in modo pedissequo anche fraudolento
La semplice lettura comparativa del Piano “siciliano” e del Piano “veneto”, nella forma documentale fornita da questa difesa al fine di un immediato e migliore esame visivo, con le parti evidenziate in giallo che stanno ad indicare le righe pedissequamente “traslate” con copia ed incolla dal modello elaborato in originale del Veneto all’assemblato siciliano, non lascia margini di dubbio o di equivoco sul quel che è avvenuto riguardo al significato del termine “copiare”, come sopra ricordato dal dizionario Devoto e Oli.
Sotto l’aspetto meramente quantitativo del conteggio delle righe “traslate” si è già evidenziato trattarsi del 47,26%, che è una percentuale che non necessita di alcun commento.
Come si è anche sottolineato, estendendo il conteggio comparativo alle altre 27 fonti documentali da cui gli autori siciliani hanno attinto pedissequamente, la percentuale schizza soltre l’89%.
Ma è sotto l’aspetto della giustificazione della presunta presenza dei c.d. “refusi” che la vicenda ha assunto livelli persino parossistici.
Per brevità di esposizione si prenderà come modello di riferimento il D.A. dell’Assessore pro tempore dell’Assessorato Territorio e Ambiente n. 43/GAB del 12 marzo 2008 (ALLEGATO n. 7), emanato proprio “per la correzione di alcuni refusi presenti nel testo [del Piano]” e si forniranno una serie di esempi esplicativi (N.B. termini e/o frasi sono “traslati” assieme al contesto):
• pag. 91, cap. 2, riga 25, cassare “comunità montane” [refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano veneto, pag. 70, cap. 2, § 2.2.1;
• pag. 205, cap. 6, riga 35, cassare “protetti (zone off-road) da e verso i centri storici, utilizzando ad esempio gli argini di fiumi e canali ” [refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano veneto, pag. 191, § 6.1.1;
• pag. 206, cap. 6, riga 21, sostituire la parola “incenti ” con “incentivi “ [refuso vero, ma copiato tal quale dal testo veneto]; fonte originaria Piano veneto, pag. 192, § 6.1.2;
• pag. 207, cap. 6, § 6.1.3 riga 18, cassare “regionale e di bacino aerologico padano ” [refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano veneto, pag. 193, § 6.1.3;
• pag. 208, cap. 6, § 6.1.4, riga 31, sostituire la frase “sull’intero territorio pianeggiante della regione ” con “prevalentemente sulle zone pianeggianti della regione” [refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano veneto, pag. 195, § 6.1.4;
• pag. 212, cap. 6, § 6.2.1, riga 1, sostituire la frase “la revisione, l’aggiornamento e l’integrazione dei provvedimenti per la mobilità sostenibile, per il raggiungimento degli obiettivi fissati, saranno stabiliti con Deliberazione della Giunta Regionale” con “La revisione, l’aggiornamento e l’integrazione dei provvedimenti per la mobilità sostenibile, per il raggiungimento degli obiettivi fissati, saranno stabiliti seguendo le procedure vigenti nella Regione Siciliana ed in linea con quanto previsto in merito alla normativa nazionale e della U.E ” [refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano veneto, pag. 199, § 6.2.1;
• pag. 212, cap. 6, § 6.2.1.1, riga 12, sostituire la frase “Le Province attivano entro il 1.7.2005 degli Osservatori di…” con “Le Province attivano entro il 1.7.2008” [possibile refuso se la frase non fosse estratta assieme al contesto della fonte veneta]; fonte originaria Piano veneto, pag. 199, § 6.2.1.1;
• pag. 212, cap. 6, § 6.2.1.1, riga 30, sostituire la frase “20% nel 2007; 30% nel 2009” con “20% nel 2009; 30% nel 2010” [possibile refuso se il passo non fosse estratto assieme al contesto della fonte veneta]; fonte originaria Piano veneto, pag. 199, § 6.2.1.1;
• sostituire il § 6.4 del cap. 6 con il seguente: “I successivi aggiornamenti del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente ed i piani ed i programmi attuativi saranno adottati anche per quanto riguarda l’informazione al pubblico, seguendo le procedure vigenti nella Regione Siciliana ed in linea con quanto previsto in merito alla normativa nazionale e della U.E.” [refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano veneto, pag. 219, § 6.4;
• sostituire il § 6.7 del cap. 6 con il seguente: “In fase di avviamento del piano con la prima revisione saranno introdotti i risultati di alcune attività in corso di completamento (inventario delle emissioni, mappatura delle zone A, B e C, analisi dei trend, simulazioni con modelli, ecc.). La prima revisione del piano sarà eseguita nel 2008, e successivamente ogni tre anni. Gli aggiornamenti del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente ed i piani ed i programmi attuativi saranno adottati seguendo le procedure vigenti nella Regione Siciliana, anche per quanto riguarda l’informazione al pubblico, in linea con quanto previsto in merito alla normativa nazionale e della U.E.” [refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano veneto, pag. 222, § 6.7.
Alla luce di quanto esaustivamente si è esposto, non sembra possano sussistere dubbi riguardo alla pacifica evidenza dei fatti, alla loro quantificazione percentuale, persino agli aspetti semantici, tutti concordi nel comprovare l’opera di copiatura e di assemblaggio con cui è stato maldestramente costruito ciò che in modo improprio viene etichettato come Piano di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliano.
Pubblicato da isolapulita@gmail.com a 08:47
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