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Timestamp: 2018-07-16 12:25:37+00:00

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Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 11 Scadenze ROC: Comunicazione annuale e IES, pagina 12 Firmato il 20 luglio 2016, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2016, con possibilità di rinnovo annuale
RINNOVATO L’ACCORDO USPI-FNSI PER IL LAVORO GIORNALISTICO NELLE TESTATE LOCALI E NON PROFIT ESTESO A TUTTE LE TESTATE ONLINE DI INFORMAZIONE TERRITORIALE ISCRITTE ALL’USPI Introdotte nuove norme che ne estendono la validità anche ai rapporti di lavoro di natura giornalistica svolti in tutte le testate online di informazione territoriale-locale, trasmesse mediante qualsiasi piattaforma, di aziende iscritte all’USPI - La Commissione Paritetica potrà estendere l’applicabilità di tale Accordo agli editori medio-piccoli, iscritti all’USPI, che ne faranno richiesta Il 20 luglio scorso, L’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI) e la Federazione Nazionale della Stampa (FNSI) hanno firmato il rinnovo dell’Accordo contrattuale per il lavoro giornalistico nelle testate locali e non profit, sottoscritto il 30/03/2010 e confermato, di anno in anno, fino al 30/03/2016. Non è solo un semplice rinnovo, perché USPI e FNSI hanno innovato i termini dell’accordo, introducendo nuove norme che ne estendono la validità anche ai rapporti di lavoro di natura giornalistica svolti in tutte le testate online di infor2
USPI E “LA SAPIENZA” INSIEME PER LA FORMAZIONE Programmate conferenze illustrative, tirocini formativi e/o professionali, corsi per studenti e giornalisti sui temi: studio della realtà editoriale italiana; analisi delle dinamiche evolutive e dei mutamenti che hanno recentemente investito la stessa; analisi dell’andamento di un settore, all’interno del Corso di Laurea Magistrale in “Editoria e Scrittura” – L’Accordo è al visto del Rettorato – Previsti altri accordi con singoli Dipartimenti Il 15 luglio scorso, l’USPI ed il Dipartimento di Storia, Culture, Religioni dell’Università “La Sapienza” di Roma hanno sottoscritto un importante Accordo di collaborazione, finalizzata all’effettuazione di ricerche nel settore di editoria e gestione dell’impresa editoriale. Con il presente accordo e per tutta la durata prevista, le parti si impegnano ad una collaborazione scientifica concernente i seguenti temi di ricerca: studio della realtà editoriale italiana; analisi delle dinamiche evolutive e dei mutamenti che hanno recentemente investito la stessa; analisi dell’andamento di un settore professionale - quello pubblicistico-editoriale - cui si rivolge specificamente il Corso di Laurea Magistrale in “Editoria e Scrittura”.
L’USPI ha confermato la propria disponibilità a promuovere, anche su proposta de La Sapienza: 7
Mentre prosegue l’esame del disegno di legge n. 2271 al Senato
“La nostra conoscenza, se paragonata alla realtà, è primitiva e infantile. Eppure è il bene più grande di cui disponiamo”.
Albert Einstein, fisico e filosofo tedesco naturalizzato svizzero e statunitense (Ulma, 14 marzo 1879 – Princeton, 18 aprile 1955)
Sottoscritto un importante Accordo fra la nostra Unione e la Prima Università di Roma
SLITTA A FINE ANNO LA RIFORMA DELL’EDITORIA? Il sottosegretario Lotti: attendiamo che la legge arrivi in seconda lettura, se serve in terza, ma vedrà la luce per tempo Stretta di mano fra Vetere (USPI), a sin., e Lorusso (FNSI) dopo la firma del rinnovo dell’Accordo sul lavoro giornalistico dipendente
“L’incontro è andato molto bene”.
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 52° - MENSILE - 11 NUMERI - 7-8 luglio/agosto 2016 Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma
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RINNOVATO L’ACCORDO USPI-FNSI 1
mazione territoriale-locale, trasmesse mediante qualsiasi piattaforma, di aziende iscritte all’USPI. Confermata la Commissione Paritetica tra le parti a cui tutti gli editori medio-piccoli potranno rivolgersi per applicare, nelle loro aziende, le norme contrattuali ed economiche del citato Accordo. «Il rinnovo dell’Accordo USPI-FNSI – ha dichiarato il Segretario Generale dell’USPI Francesco Saverio Vetere – rappresenta un importante passo verso la costruzione di un sistema di regole e di costi del lavoro giornalistico adatto, finalmente, alla piccola e media editoria». «L’apertura dell’Accordo a tutte le testate locali online, in particolare, – ha sottolineato il Vice Segretario Generale con delega all’online Sara Cipriani – segna un momento di svolta fondamentale verso la regolarizzazione e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro nelle numerose testate telematiche, che hanno una dimensione economica molto inferiore rispetto alle aziende di area Fieg, dando loro uno strumento contrattuale agile e sostenibile». Soddisfatto anche il Segretario Generale della Federazione della Stampa, Raffaele Lorusso, che ha commentato: «È l’inizio di un percorso che ci auguriamo potrà portare alla definizione di regole chiare anche nel variegato mondo dell’editoria online, riconoscendo diritti e garanzie a chi oggi non ne ha perché lavora in nero». L’accordo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2016. Entro tale data, USPI e FNSI si sono impegnate a definire un nuovo testo che possa meglio regolamentare gli aspetti normativi, professionali, assistenziali e previdenziali dei giornalisti che operano nelle testate e nelle aziende interessate dall’Accordo. Il verbale di Accordo è pubblicato a pagina 4 di questo Notiziario.
tra l’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) rappresentata da Francesco Saverio Vetere (Segretario Generale)… e la FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) rappresentata dal Segretario Generale Franco Siddi… è stato sottoscritto il presente accordo per la regolamentazione di specifiche prestazioni lavorative dei giornalisti professionisti e pubblicisti, in regime di lavoro subordinato, che non comportino vincolo di orario o che siano tenuti ad una prestazione non eccedente, di norma, un orario settimanale di 24 ore. ARTICOLO 1 CAMPO DI APPLICAZIONE “Il presente accordo si applica nelle aziende editoriali aderenti all’Uspi ai rapporti di lavoro di natura giornalistica svolti nelle testate periodiche di informazione a diffusione locale, pubblicate anche on line, nonché nelle testate a diffusione nazionale no profit quando non siano collegate con aziende editrici di quotidiani o con gruppi editoriali nazionali che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo Fieg-Fnsi. Il presente accordo si applica altresì ai rapporti di lavoro di natura giornalistica svolti nelle testate on line di informazione territoriale-locale, trasmesse mediante qualsiasi piattaforma, purché non collegate con aziende editrici o gruppi editoriali nazionali che rientrano nel campo di applicazione del Contratto Collettivo Fieg-Fnsi. Le aziende editrici di testate periodiche non previste nel comma precedente potranno richiedere l’applicazione del presente accordo alla Commissione Paritetica Uspi-Fnsi, di cui al successivo articolo 13, che dovrà deliberare all’unanimità.” (Articolo così modificato con Verbale di Accordo del 20 luglio 2016, sottoscritto dal Segretario Generale USPI, Francesco Saverio Vetere, e dal Segretario Generale FNSI, Raffaele Lorusso)
Pubblichiamo, quindi, il testo innovato dell’Accordo USPI-FNSI:
ARTICOLO 2 COLLABORATORE REDAZIONALE Si intende per collaboratore redazionale il giornalista, professionista o pubblicista, che presti la sua opera nella redazione di un periodico senza vincolo di orario e di prestazione quotidiana purché sussistano continuità di prestazione, vincolo di dipendenza e responsabilità di un servizio.
VERBALE DI ACCORDO In Roma il 30 marzo 2010
Sussiste continuità di prestazione allorquando il collaboratore redazionale assicuri una prestazione non occasionale rivolta a
Il nuovo Accordo ha modificato l’articolo 1 del precedente testo del 2010, ampliando la platea delle redazioni a cui si potrà applicare il contratto a tutte le testate telematiche locali.
in questo numero Rinnovato l’Accordo USPI-FNSI per il lavoro giornalistico nelle testate locali e non profit (pagine 1, 2, 5, 6) USPI e “La Sapienza” insieme per la formazione (pagine 1, 7, 8) Slitta a fine anno la riforma dell’editoria? (pagine 1, 8) Le quote associative USPI per l’anno 2016 (pagina 3) Testo del verbale di Accordo USPI-FNSI (pagina 4) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 11) In America i giornalisti sportivi rimpiazzati dai robot (pagina 11) Relazione AGCOM: Liberalizzazione e concorrenza nel settore dei servizi postali (pagina 12) Scadenze ROC (pagina 12) Notizie dall’INPGI: La relazione della Corte dei conti (pagine 13, 14, 15) Macelloni Presidente INPGI: Un richiamo da non sottovalutare (pagina 14) Eco della Stampa (pagina 15) Notizie editoria e Comunicazione (pagina 16) soddisfare le esigenze formative o informative del periodico. Sussiste vincolo di dipendenza allorquando l’impegno del collaboratore redazionale non venga meno in relazione agli obblighi legati alla specifica prestazione e alle esigenze di produzione del periodico. Sussiste responsabilità di un servizio allorquando al collaboratore redazionale sia affidata la responsabilità di uno specifico impegno lavorativo con carattere di continuità. Il collaboratore redazionale ha diritto ad una retribuzione mensile proporzionata all’impegno di frequenza della collaborazione e alla natura, importanza e impegno lavorativo della prestazione. Tale retribuzione non può essere inferiore a quella fissata nella tabella allegata. Il collaboratore redazionale ha, inoltre, diritto a percepire nel mese di dicembre una tredicesima mensilità pari ai 30/26esimi della retribuzione dello stesso mese. Ha anche diritto ad un periodo di ferie di quattro settimane. ARTICOLO 3 Notiziario USPI n° 7-8/2016
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PUBBLICISTA Ai giornalisti che abbiano lo status professionale di pubblicisti ai sensi della legge professionale 3.2.1963 n. 69, assunti per prestare la loro opera in un periodico con orario settimanale di lavoro non inferiore alle 18 ore e non superiore alle 24 ore ripartite secondo gli obblighi specificatamente concordati, è riconosciuta una retribuzione mensile secondo la tabella allegata. Il pubblicista assunto ai sensi del presente articolo ha, inoltre, diritto: 1) per ogni anno di servizio prestato ad un periodo di ferie retribuite pari a: - 26 giorni lavorativi per coloro che hanno un’anzianità aziendale fino a 5 anni; - 30 giorni lavorativi per coloro che hanno un’anzianità aziendale di oltre 5 anni. 2) a percepire nel mese di dicembre una tredicesima mensilità pari ai 30/26esimi della retribuzione dello stesso mese. 3) in caso di prestazione lavorativa domenicale e/o festiva ad 1/26° della retribuzione mensile maggiorato del 55% in aggiunta alla retribuzione stessa, ovvero alla sola maggiorazione del 55% ed al riposo compensativo. 4) In sostituzione delle festività soppresse, di cui all’art.1 della legge 5.3.1977 n. 54 ed a seguito del D.P.R. 25.12.1985, n.792, saranno concessi 4 giorni di permessi individuali retribuiti. ARTICOLO 4 ASSUNZIONE E PERIODO DI PROVA L’assunzione del giornalista per i rapporti previsti ai sensi dell’art. 2 e 3 del presente accordo deve risultare da atto scritto rilasciato al momento della sua entrata in servizio. All’atto dell’assunzione potrà essere convenuto per iscritto un periodo di prova non superiore a tre mesi. Durante tale periodo il rapporto di lavoro potrà essere risolto da ciascuna delle parti senza preavviso e con la sola corresponsione del compenso dovuto al giornalista per il periodo del servizio prestato. Quando il rapporto sia divenuto definitivo, il servizio prestato durante il periodo di prova verrà computato a tutti gli effetti nella determinazione dell’anzianità di servizio. Il periodo di prova non è rinnovabile in alcun caso. ARTICOLO 5 AUMENTI PERIODICI DI ANZIANITÀ Ai giornalisti assunti ai sensi degli artt. 2 e Notiziario USPI n° 7-8/2016
3 del presente accordo spetta, indipendentemente da qualsiasi aumento di merito, una maggiorazione di anzianità aziendale dello stipendio mensile fino a un massimo di 7 scatti biennali. Tale maggiorazione sarà pari al 3% del minimo tabellare. Gli aumenti periodici di anzianità decorrono dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il biennio di anzianità. ARTICOLO 6 INFORTUNIO E MALATTIA In caso di infortunio o malattia riconosciuta al collaboratore redazionale o al pubblicista non in prova sarà conservato il posto di lavoro sino alla raggiunta idoneità con corresponsione della retribuzione intera per i primi 6 mesi di assenza e di metà di essa per i successivi 6 mesi. Il predetto trattamento economico cesserà qualora il giornalista con più periodi di malattia raggiunga in complesso durante 36 mesi consecutivi un periodo di assenza di 15 mesi. Qualora dopo il periodo di assenza di 15 mesi il giornalista abbia prestato effettiva attività lavorativa per un periodo di 12 mesi avrà diritto a percepire la retribuzione intera. L’assenza per malattia o infortunio deve essere comunicata immediatamente al datore di lavoro salvo casi di giustificato impedimento. A richiesta dell’azienda il giornalista è tenuto a esibire il certificato medico. In caso di permanente inidoneità fisica al lavoro giornalistico, constatata da enti pubblici o da istituti specializzati di diritto pubblico, l’azienda potrà risolvere il rapporto di lavoro corrispondendo al giornalista il trattamento di fine rapporto e l’indennità di mancato preavviso. ARTICOLO 7 MATRIMONIO E MATERNITÀ Al collaboratore redazionale e al pubblicista che contragga matrimonio è dovuto, in occasione delle nozze, un congedo matrimoniale retribuito di 15 giorni. Nessun compenso sostitutivo è dovuto a coloro che rinuncino volontariamente a tutto o a parte di detto permesso. La giornalista che, in caso di gravidanza o a seguito di parto, chieda la risoluzione del rapporto di lavoro ha diritto alla corresponsione dell’indennità di mancato preavviso (così come prevista dall’art.8) aumentata di una mensilità, oltre che del trattamento di fine rapporto.
Durante i periodi di assenza obbligatoria dal lavoro per gravidanza e puerperio le giornaliste hanno diritto alla retribuzione intera, fatta deduzione di quanto percepiscono dall’Inpgi o da altri istituti previdenziali per atti di previdenza ai quali l’azienda è tenuta per disposizione di legge. ARTICOLO 8 RISOLUZIONE DEL RAPPORTO Al momento della risoluzione del rapporto di lavoro ove la risoluzione sia attivata dal datore di lavoro (con l’esclusione dell’ipotesi di giusta causa), il giornalista ha diritto a percepire il trattamento di fine rapporto secondo le disposizioni della legge 29 maggio 1982 n. 297 e all’indennità di mancato preavviso nella misura di tre mensilità di retribuzione quando abbia un’anzianità aziendale di almeno 24 mesi o nella misura di due mensilità quando abbia un’anzianità aziendale inferiore a 24 mesi. Il giornalista non potrà abbandonare l’azienda senza dare il preavviso di due mesi. L’inosservanza di tale disposizione darà diritto all’editore di avere un’indennità equivalente all’importo della retribuzione correlativa al periodo di preavviso per il quale è mancata la prestazione del giornalista. Dichiarazione a verbale Le parti dichiarano di aver inteso convenire che data la particolare natura del rapporto giornalistico in caso di recesso del rapporto da parte dell’editore è da escludersi la possibilità di un periodo di preavviso lavorato. ARTICOLO 9 INPGI L’azienda provvede all’apertura delle posizioni previdenziali e al versamento all’INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani) dei relativi contributi per tutti i giornalisti assunti ai sensi del presente accordo. È costituito un comitato di coordinamento tra USPI, FNSI e INPGI con il compito di monitorare l’andamento di applicazione del presente accordo, la regolarità contributiva delle aziende ed esaminare le problematiche di natura previdenziale del settore che dovessero emergere nel corso della vigenza dell’accordo stesso. ARTICOLO 10 PENSIONE COMPLEMENTARE I giornalisti assunti ai sensi del presente accordo possono, su richiesta, aderire al Fondo di Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani. L’iscrizione al Fondo deve essere notifica all’azienda dal singolo giornalista interessato. Con l’iscrizione il giornalista destina alla pensione complementare l’impor6 5
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to annuo del trattamento di fine rapporto maturato in azienda dalla data di iscrizione al Fondo. In aggiunta al TFR il giornalista può destinare al Fondo un contributo della propria retribuzione mensile in misura percentuale. Quando tale contributo sia pari o comunque superiore allo 0,10% della retribuzione, l’azienda è tenuta a versare un contributo a suo carico pari all’1% della retribuzione mensile. È compito dell’azienda provvedere alle trattenute mensili e ai versamenti al Fondo, secondo le modalità previste dal Fondo stesso. ARTICOLO 11 ASSICURAZIONE INFORTUNI I giornalisti assunti ai sensi del presente accordo o i loro aventi causa, indicati nell’art.4 del Regolamento di attuazione deliberato dall’INPGI d’intesa con la FNSI, hanno diritto alla copertura assicurativa in caso di infortunio sul lavoro nelle misure indicate dal Regolamento. Per il finanziamento dei trattamenti previsti e degli oneri connessi le aziende verseranno all’INPGI con modalità analoghe a quelle previste per le assicurazioni sociali obbligatorie un contributo mensile di € 11,88. Per la valutazione delle invalidità e dei relativi gradi nonché per la liquidazione delle indennità si applicano le tabelle e le norme del regolamento di attuazione deliberate dal Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi. ARTICOLO 12 RAPPRESENTANZA SINDACALE Nelle aziende editoriali di periodici che abbiano alle proprie dipendenze esclusivamente giornalisti regolati dal presente accordo la rappresentanza sindacale degli stessi deve essere composta con i seguenti criteri: - un Fiduciario di redazione nelle aziende che occupano da 5 fino a 10 giornalisti; - un Comitato di redazione composto da 2 giornalisti nelle aziende che occupano più di 10 giornalisti dipendenti e fino a 20; - un Comitato di redazione composto da 3 giornalisti nelle aziende che occupano più di 20 giornalisti. È compito della rappresentanza sindacale: a) mantenere il collegamento con l’Associazione Regionale di Stampa e i giornalisti dipendenti dell’azienda; 6
b) vigilare sull’applicazione del presente accordo; c) tentare la conciliazione delle controversie sorte tra le parti; d) esprimere pareri e formulare proposte sulla struttura informativa dell’impresa, sulle sue iniziative e su ogni iniziativa aziendale che possa recare pregiudizio alle specifiche prerogative dei giornalisti. Nelle aziende che occupano meno di 5 giornalisti i predetti compiti sono affidati su richiesta dei giornalisti all’Associazione Regionale di Stampa, ove ha sede l’azienda. Il Fiduciario e il Comitato di redazione sono eletti dall’assemblea di redazione alla quale partecipano con diritto di voto tutti i giornalisti collaboratori redazionali e pubblicisti. La nomina del Comitato di redazione o del Fiduciario deve essere notificata all’azienda e alla Commissione paritetica nazionale. Tutela sindacale Nelle aziende con oltre 10 giornalisti dipendenti, coloro che ricoprono una carica sindacale ai sensi del presente articolo non possono essere licenziati o trasferiti senza il nullaosta della Commissione paritetica nazionale. Tale tutela è estesa ai dirigenti delle Associazioni regionali di stampa nonché ai componenti del Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. ARTICOLO 13 COMMISSIONE PARITETICA NAZIONALE E COLLEGIO DI CONCILIAZIONE Le parti costituiscono una Commissione paritetica nazionale formata da 3 rappresentanti dell’USPI e 3 rappresentanti della FNSI (che terrà conto delle proprie rappresentanze territoriali) alla quale è demandata la gestione applicativa del presente accordo. Il parere della Commissione può essere richiesto dal singolo giornalista o dalla singola azienda qualora a livello aziendale dovessero insorgere difformità interpretative sul presente accordo. La Commissione funge anche, ai sensi dell’art.410 del C.P.C., da Collegio nazionale per la conciliazione delle controversie, con il compito di promuovere un tentativo di composizione delle vertenze di lavoro prima di adire le vie giudiziarie con esclusione del contenzioso relativo alla risoluzione del rapporto di lavoro.
ARTICOLO. 14 TRATTENUTA QUOTE SINDACALI Le aziende in quanto espressamente delegate per iscritto dai singoli giornalisti tratterranno sulla retribuzione mensile dei medesimi l’aliquota dello 0,30% a titolo di quota di servizio per assistenza contrattuale a favore dell’organizzazione sindacale di categoria stipulante. ARTICOLO 15 VALIDITÀ E DURATA Il presente accordo ha valore nel territorio della Repubblica Italiana ed ha durata biennale. Ha decorrenza dal 1° aprile 2010 e avrà validità fino al 31 marzo 2012. Alla sua scadenza, qualora non sia stato ancora rinnovato, troveranno applicazione le disposizioni di cui all’accordo interconfederale 23 luglio 1993 relative all’indennità di vacanza contrattuale. Qualora non venisse disdetto da una delle parti contraenti, almeno 4 mesi prima della scadenza, si intenderà rinnovato di anno in anno. NORME TRANSITORIE ARTICOLO 1 RAPPORTI DI LAVORO A TEMPO PIENO Entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente accordo le parti si impegnano a concordare la regolamentazione economica e normativa dei rapporti di lavoro dei giornalisti (professionisti e pubblicisti) chiamati a prestare attività quotidiana e a tempo pieno (36 ore a settimana) nelle testate periodiche di informazione locale, che abbiano periodicità di pubblicazione settimanale o plurisettimanale, anche, eventualmente, con riferimento a specifiche aree territoriali. ARTICOLO 2 ASSISTENZA INTEGRATIVA SANITARIA Nell’arco temporale di vigenza del presente accordo le parti si impegnano a formalizzare misure di integrazione sanitaria, a favore dei giornalisti di cui agli artt. 2 e 3, sulla base delle diverse articolazioni che dovessero essere realizzate dalla Casagit. TABELLA DEI MINIMI DI STIPENDIO (comprensivi dell’ex indennità di contingenza) Collaboratore Redazionale: € 1.300,00 Pubblicista (24 ore): € 1.300,00
Firmato: Federazione Nazionale Stampa Italiana Unione Stampa Periodica Italiana Notiziario USPI n° 7-8/2016
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- conferenze illustrative concernenti le attività svolte; - tirocini formativi e/o professionali. Oltre alle forme sopra riportate, potranno essere individuate e realizzate anche altre modalità di collaborazione, nei termini ritenuti più idonei per il conseguimento dei fini oggetto dell’accordo. Il presente accordo di collaborazione avrà durata di anni 3 a decorrere dalla data di sottoscrizione e potrà essere rinnovato per un uguale periodo di tempo, previo accordo sottoscritto dalle parti. Alla scadenza dell’accordo le parti redigeranno una relazione valutativa sulla collaborazione e sui risultati raggiunti nonché sugli obiettivi futuri. Ecco il testo dell’Accordo: ACCORDO DI COLLABORAZIONE TRA Il Centro di Spesa (di seguito denominato Centro) Dipartimento di Storia, Culture, Religioni, con sede e domicilio fiscale in Roma P.le Aldo Moro, 5 C.F. n. 80209930587, rappresentato dal Direttore prof.ssa Emanuela Prinzivalli
ta prevista, le parti si impegnano ad una collaborazione scientifica concernente i seguenti temi di ricerca: studio della realtà editoriale italiana; analisi delle dinamiche evolutive e dei mutamenti che hanno recentemente investito la stessa; analisi dell’andamento di un settore professionale - quello pubblicistico-editoriale - cui si rivolge specificamente il CdLM in Editoria e Scrittura. ARTICOLO 3 Le Parti convengono che la collaborazione di cui al precedente art. 2 debba essere svolta a condizione di reciprocità. ARTICOLO 4 L’Ente e/o Società dichiara la propria disponibilità a promuovere, anche su proposta della Sapienza: - conferenze illustrative concernenti le attività svolte; - tirocini formativi e/o professionali. ARTICOLO 5 I Responsabili scientifici dell’accordo di collaborazione in argomento sono: - per il Centro Dipartimento di Storia, Culture, Religioni, la Prof. ssa E. Prinzivalli - per l’Ente/Società Unione Stampa Periodica Italiana il Segretario Generale, Francesco Saverio Vetere.
E l’Ente/Società Unione Stampa Periodica Italiana (nel seguito denominata “Ente”/“Società”) con sede e domicilio fiscale in Roma, V.le B. Bardanzellu 95 C.F. n 80188110581 rappresentata dal rappresentante legale, dott. Francesco Saverio Vetere. PREMESSO - che le Parti sono interessate ad una reciproca collaborazione finalizzata all’effettuazione di ricerche nel settore di editoria e gestione dell’impresa editoriale, - che è interesse delle Parti formalizzare attraverso apposito atto convenzionale tale rapporto di collaborazione; SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE ARTICOLO 1 Le premesse costituiscono parte integrante del presente atto. ARTICOLO 2 Con il presente accordo e per tutta la duraNotiziario USPI n° 7-8/2016
ARTICOLO 6 I risultati delle attività sviluppate in forza del presente atto saranno di proprietà comune. Eventuali pubblicazioni dei risultati ottenuti nell’ambito del rapporto di collaborazione, verranno effettuate previa intesa tra le Parti. In caso di risultati brevettabili, questi saranno di proprietà comune e verranno depositati congiuntamente, fatto salvo il diritto morale degli autori/inventori ai sensi delle vigenti leggi e nel rispetto dell’effettivo apporto inventivo. Con appositi accordi successivi verranno disciplinati gli aspetti inerenti la co-titolarità, la gestione della proprietà intellettuale e le azioni e attività rivolte alla valorizzazione, ed allo sfruttamento industriale e/o commerciale dell’invenzione e i relativi diritti patrimoniali. ARTICOLO 7 Le Parti si impegnano a tutelare e promuovere l’immagine dell’iniziativa comune e quella di ciascuna di essa. In particolare, i loghi delle Parti potranno essere utilizzati nell’ambito delle attività comuni oggetto della presente Convenzione.
Il presente accordo non implica alcuna spendita del nome, e/o concessione e/o utilizzo del marchio e dell’identità visiva dell’università per fini commerciali, e/o pubblicitari. Tale utilizzo, straordinario e/o estraneo all’azionale istituzionale, dovrà esser regolato da specifici accordi, approvati dagli organi competenti e compatibili con la tutela dell’immagine dell’Università. L’utilizzazione dei loghi, straordinaria o estranea all’azione istituzionale corrispondente all’oggetto di cui all’Art.2 del presente atto, richiederà il consenso della parte interessata. ARTICOLO 8 Oltre alle forme sopra riportate, potranno essere individuate e realizzate anche altre modalità di collaborazione, nei termini ritenuti più idonei per il conseguimento dei fini oggetto dell’accordo. ARTICOLO 9 Il presente accordo di collaborazione avrà durata di anni 3 a decorrere dalla data di sottoscrizione e potrà essere rinnovato per un uguale periodo di tempo, previo accordo sottoscritto dalle parti. Alla scadenza dell’accordo le parti redigeranno una relazione valutativa sulla collaborazione e sui risultati raggiunti nonché sugli obiettivi futuri. ARTICOLO 10 Ciascuna delle parti potrà recedere dal presente accordo con preavviso di almeno 3 mesi. Tale preavviso dovrà essere notificato alla controparte con lettera raccomandata A.R ARTICOLO 11 Ciascuna parte provvederà alle coperture assicurative di legge del proprio personale che, in virtù del presente accordo, verrà chiamato a frequentare le sedi di esecuzione delle attività. L’utilizzo degli spazi della Sapienza sarà disciplinato dal “Regolamento per l’utilizzo temporaneo e/o occasionale dei locali e degli spazi interni ed esterni di proprietà dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza” emanato con D.R. 469/2010. ARTICOLO 12 Il personale di entrambe le Parti contraenti è tenuto ad uniformarsi ai regolamenti disciplinari e di sicurezza in vigore nelle sedi di esecuzione delle attività attinenti alla presente convenzione, nel rispetto reciproco della normativa per la sicurezza dei lavoratori di cui al D.Lgs. 9 aprile 2008, n.81, osservando in particolare gli obblighi di cui all’art.20 del Decreto citato, nonché le disposizioni del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Il personale di entrambe le parti,
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compresi eventuali collaboratori esterni dalle stesse comunque designati, sarà tenuto, prima dell’accesso nei luoghi di pertinenza delle parti, sedi di espletamento delle attività, ad acquisire le informazioni riguardanti le misure di sicurezza, prevenzione, protezione e salute, rilasciando all’uopo apposita dichiarazione. Gli obblighi previsti dall’art.26 del D.Lgs 81/2008 e la disponibilità di dispositivi di protezione individuale (DPI), in relazione ai rischi specifici presenti nella struttura ospitante, sono attribuiti al soggetto di vertice della struttura ospitante. Tutti gli altri obblighi ricadono sul responsabile della struttura/ente di provenienza. ARTICOLO 13 In caso di controversia nell’interpretazione
o esecuzione del presente contratto, la questione verrà in prima istanza definita in via amichevole. Qualora non fosse possibile, il foro competente sarà quello di Roma. ARTICOLO 14 Il presente accordo è soggetto a registrazione ai sensi dell’Art. 4 della tariffa parte seconda, allegata al DPR. 131/1986. Le spese di registrazione faranno carico alla parte richiedente. Le spese per l’imposta di bollo sono a carico della società. ARTICOLO 15 Le Parti dichiarano reciprocamente di essere informate che i dati personali forniti, anche verbalmente per l’attività precontrattuale o comunque raccolti in conseguenza e nel corso dell’esecuzione del presente accordo, vengono trattati esclusivamente
SLITTA A FINE ANNO LA RIFORMA DELL’EDITORIA? 1
Questo il commento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, intervistato a margine di un seminario sul Mezzogiorno alla Uil, in merito all’incontro tenuto con la Fnsi sul disegno di legge di riforma dell’editoria. “Ci auguriamo che la legge possa arrivare finalmente in seconda lettura, poi se servirà anche la terza – ha dichiarato Lotti – ma entro la fine dell’anno finalmente anche la riforma di questo importante settore potrà vedere la luce”. Agcom, il presidente Cardani: “Serve rinnovare il sostegno alle imprese e riformare la professione giornalistica”
apprezzabile riscontro rispetto all’obiettivo di ampliamento del panorama informativo ma non sembra neanche soddisfare i criteri di efficienza allocativa statica e dinamica, avendo creato un sistema debole, non autosufficiente, e fortemente dipendente dal sostegno dello Stato”. Nel momento in cui tali fondi, per motivi di finanza pubblica, stanno riducendosi fortemente - si legge nell’indagine - è lo stesso sistema informativo finanziato da questi interventi ad entrare in crisi. Sembra necessario, dunque, uno stimolo verso sistemi di finanziamento misti, che coniughino finanziamenti privati e pubblici. In questo senso, si legge ancora, “il supporto a strumenti quali il crowdfunding (che incoraggia il finanziamento privato di progetti meritevoli o, almeno, graditi dal pubblico e che sta trovando numerose applicazioni a livello internazionale nel finanziare progetti informativi) e gli incentivi ad investire in innovazione di prodotto e di processo, appare preferibile rispetto ai tradizionali interventi a sostegno del settore”.
Occorre “rinnovare radicalmente le politiche di sostegno pubblico alle imprese editoriali”. È l’invito espresso dal presidente dell’Autorità per le Comunicazioni, Angelo Cardani, in occasione della presentazione dell’indagine conoscitiva su “Informazione e internet in Italia. Modelli di business, consumi e professione”. Nello studio – rileva una nota – si sottolinea l’esigenza di ripensare completamente il ruolo dell’intervento pubblico a sostegno del sistema informativo, nazionale e locale.
Cardani ha poi aggiunto che “bisogna riformare l’ordinamento della professione giornalistica, non più rappresentativo del quadro attuale”.
“Il sistema dei contributi che ha caratterizzato l’intervento pubblico nel passato recente (trasversale e, quindi, non selettivo) – dice l’Agcom – non solo non ha trovato
E ancora sulle politiche di sostegno pubblico, il presidente Agcom ha infine spiegato che si tratta di “un mondo che ha subito moltissime modificazioni.
per le finalità dell’accordo, mediante consultazione, elaborazione, raffronto con altri dati e/o ogni ulteriore elaborazione manuale e/o automatizzata e inoltre, per fini statistici, con esclusivo trattamento dei dati in forma anonima, mediante comunicazione a soggetti pubblici, qualora ne facciano richiesta per il perseguimento dei propri fini istituzionali, nonché a soggetti privati, qualora lo scopo della richiesta sia compatibile con i fini istituzionali delle Parti contraenti, consapevoli che il mancato conferimento può comportare la mancata o la parziale esecuzione della convenzione. Le Parti dichiarano infine di essere informate sui rispettivi diritti ed obblighi sanciti dall’art. 7 del D.Lgs n. 196/2003. Firmato: IL CENTRO DI SPESA - Dipartimento di Storia, Culture, Religioni, Università La Sapienza, Roma L’USPI I singoli hanno molto da fare, ma le imprese hanno il ruolo principale. Dobbiamo capire come generale profitti sfruttando la rete che è un’opportunità straordinaria”. Fonte: fnsi.it - 16 Giugno 2015 La Fnsi incontra il presidente dl Senato Pietro Grasso: ribadito l’impegno per il via libera alla riforma Una delegazione della Fnsi è stata ricevuta dal Presidente Grasso ed ha ribadito al presidente, che ha sempre manifestato una particolare sensibilità su questi temi, la necessità di arrivare quanto prima al via libera definitivo alle norme di riordino del settore. «Secondo quanto Pietro Grasso si apprende in ambienti della maggioranza – prosegue una nota della Federazione - l’intenzione del governo sarebbe quella di non accogliere molte delle proposte di modifica presentate e di puntare invece all’approvazione di emendamenti che potrebbero essere presentati dal relatore. Ma il relatore Cociancich non vuole neanche commentare l’ipotesi limitandosi a dichiarare: “Farò quanto posso per accelerare l’iter del provvedimento. È un’esigenza molto sentita quella di fare presto. Se ci fosse una condivisione ampia su alcuni emendamenti che non comportino ulteriori discussioni alla Camera sono pronto a recepirle”». Notiziario USPI n° 7-8/2016
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Disponibile online sul sito www.fnsi.it
“Lineamenti di diritto deL Lavoro giornaListico”: iL nuovo Libro di giancarLo tartagLia Nella sezione “Sulla professione” dell’area del sito dedicata al lavoro autonomo - Un utile vademecum che in maniera agile e completa affronta le principali questioni legale allo svolgimento della professione giornalistica.
dialogando dialogando È online nella sezione “Sulla professione” dell’area del sito dedicata al lavoro autonomo il nuovo libro del direttore della FNSI, Giancarlo Tartaglia, “Lineamenti di diritto del lavoro giornalistico”, un utile vademecum che in maniera agile e completa affronta le principali questioni legale allo svolgimento della professione giornalistica. Dalle norme sull’ordinamento professionale, all’organizzazione sindacale dei giornalisti, passando per la regolamentazione contrattuale del rapporto di lavoro nelle redazioni dei diversi media, il volume presenta gli elementi che caratterizzano quello che una volta era considerato il “mestiere più bello del mondo”.
Premessa L’esercizio della professione giornalistica, sia in regime di subordinazione che in regime di autonomia, ha una sua specificità nell’ambito del diritto del lavoro in considerazione del particolare ruolo sociale che il giornalismo è chiamato a svolgere in una società democratica. Soprattutto nella società contemporanea che, non a caso, viene definita società dell’informazione, il giornalista, in quanto mediatore sociale, ha assunto un ruolo di estrema rilevanza per la sua possibilità di influire nella formazione dell’opinione pubblica.
sprudenza di Cassazione che più volte è intervenuta per individuare i requisiti che consentono di definire come giornalistica una specifica prestazione. Per tutte citiamo la sentenza del 20 febbraio 1995 n. 1827, mediante la quale la Suprema Corte ha chiarito che “per attività giornalistica deve intendersi la prestazione di lavoro intellettuale volta alla raccolta, al commento e all’elaborazione di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale attraverso gli organi di informazione”.
Proprio per questo il giornalismo ha rilievo costituzionale in quanto richiamato dall’articolo 21 della Costituzione che sancisce il diritto alla libertà di stampa e di espressione del proprio pensiero, ma anche, indirettamente, il diritto dei cittadini ad essere informati.
“Il giornalista - ha aggiunto la Corte - si pone pertanto come mediatore intellettuale fra il fatto e la diffusione della conoscenza di esso, nel senso, cioè, che sua funzione è quella di acquisire esso stesso la conoscenza dell’evento, valutarne la rilevanza in funzione della cerchia dei destinatari del! ‘informazione e confezionare quindi il messaggio con apporto soggettivo e creativo”.
Giancarlo Tartaglia è Direttore della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Consigliere di amministrazione della Scuola di giornalismo di Urbino, autore di saggi di storia contemporanea e docente all’Università Luiss.
La particolarità del lavoro giornalistico trova, peraltro, una sua legittimazione legislativa nella legge istitutiva dell’Ordine professionale, che pone in capo al giornalista non solo il diritto alla libertà di informazione e di critica, ma anche e soprattutto doveri inerenti la deontologia professionale, l’obbligo di tutelare la personalità altrui e di rispettare la verità sostanziale dei fatti, nonché di rettificare le notizie inesatte e di (come recita l’art. 2 della legge istitutiva dell’ ordinamento professionale) “riparare eventuali errori”.
A questi requisiti di contenuto devono aggiungersi anche quelli legati alla temporalità, nel senso che per definire un’attività come giornalistica assumono rilievo “la continuità o la periodicità del servizio, del programma o della testata, nel cui ambito il lavoro è utilizzato, nonché l’attualità delle notizie trasmesse, in ordine alle quali si rinnova quotidianamente l’interesse della generalità dei lettori, differenziandosi la professione giornalistica da altre professioni intellettuali proprio in ragione di una tempestività di informazione diretta a sollecitare i cittadini a prendere conoscenza e coscienza di tematiche meritevoli, per la loro novità, della dovuta attenzione e considerazione”. (in senso conforme cfr. Cass. 19 maggio 1990 n. 4547, Cass. 1 giugno 1998 n. 5370, Cass. 19 novembre 2015 n. 23695).
Ciò premesso, non esiste, però, una definizione giuridica dell’attività giornalistica né nella legge professionale, né nei contratti collettivi.
Questa carenza è stata colmata dalla giuri-
Per quanto riguarda il mezzo attraverso il quale si può espletare l’attività giornalistica, sempre la Cassazione ha stabilito che costituisce “attività giornalistica qualsiasi forma di manifestazione del pensiero con finalità di informazione”, che 10
Una professione che, grazie all’importanza costituzionalmente riconosciuta al ruolo dei giornalisti, si è negli anni arricchita di fondamentali strumenti, istituti e tutele quali la previdenza di categoria, di primo e di secondo pilastro, e l’assistenza sanitaria integrativa. Il manuale, disponibile in versione pdf, è scaricabile gratuitamente dalla sezione “Sulla professione” dell’area del sito della Federazione della Stampa dedicata al lavoro autonomo. Dopo la premessa, che riportiamo di seguito, il libro analizza, in successione, l’ordinamento professionale, l’organizzazione sindacale dei giornalisti, i contratti vigenti nel settore (FNSI- FIEG; FNSIAeranti Corallo; l’Accordo USPI-FNSI), la previdenza INPGI e complementare, e l’assistenza sanitaria della CASAGIT.
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“si esprima mediante la scrittura, la parola o l’immagine” (Cass. 18 marzo 2013 n. 5456). Sulla base di questa definizione giurisprudenziale nel corso degli anni sono stati allargati i confini della prestazione giornalistica, facendo rientrare in essa figure professionali precedentemente escluse. E’ il caso, per esempio, del “grafico”, che deve essere considèrato giornalista quando “mediante l’espletamento di attività inerenti la progettazione e la realizzazione della pagina di giornale, esprime, con la collocazione del singolo pezzo giornalistico, come pure mediante la scelta dei caratteri tipografici con il quale lo stesso viene riportato sulla pagina, una valutazione sulla rilevanza della notizia, valutazione rapportata ad un giudizio sull’idoneità del fatto ivi riferito ad incidere sul convincimento del lettore” (Cass. 1 febbraio 1996 n. 889). Ben potendo il grafico “nel sottolineare la rilevanza o la preminenza della notizia, incidere per un verso, sulla qualità e sul valore della comunicazione e, peraltro, concorrere a quella rappresentazione complessiva della realtà che è il risultato ultimo, quanto incessante, dell’attività informativa” (Cass. 18 marzo 2016 n. 5456). Criteri di valutazione della natura giornalistica della prestazione che valgono anche nel caso del “disegnatore” (App. Roma 22 novembre 1994), del “vignettista” (Cass. 20 ottobre 1978 n. 4761), del “segretario di redazione”, in quanto regolatore del flusso di notizie, (Cass. 22 novembre 1989 n. 5009), del “telecinefotoreporter”, figura giornalistica riconosciuta per legge, quando eserciti in autonomia decisionale la propria attività per organi di informazione attraverso immagini che completano o sostituiscono l’informazione scritta (Dpr. 19 luglio 1976 n. 649, legge 25 febbraio 1987 n. 67).
Giornalismo: lavoro autonomo o lavoro subordinato? Il lavoro giornalistico è regolato, storicamente, dal Contratto Nazionale di Lavoro, tempo per tempo vigente, che la Federazione Nazionale della Stampa stipulò per la prima volta con l’Unione degli Editori nel lontano 1911. 10
Ciò non toglie che possano sorgere dubbi sull’inquadramento del lavoro giornalistico, considerando che si tratta pur sempre di una prestazione di lavoro intellettuale. Occorre premettere che secondo il condiviso orientamento della giurisprudenza della Cassazione “ogni attività umana economicamente rilevante può essere oggetto sia di rapporto di lavoro subordinato sia di rapporto di lavoro autonomo, a seconda delle modalità del suo svolgimento, dovendo l’elemento tipico che contraddistingue il primo dei suddetti tipi di rapporto individuarsi nella sussistenza della subordinazione, intesa quale disponibilità del prestatore nei confronti del datore di lavoro con assoggettamento alle direttive da quest’ultimo impartite circa le modalità di esecuzione dell’attività lavorativa” (Cass. sez. lavo n. 10833 de15 maggio 2010). Ciò premesso, la differenza tra lavoro autonomo (locatio operis) e lavoro subordinato (locatio operarum) si evince da una numerosa e costante interpretazione giurisprudenziale, che ha individuato come elementi caratterizzanti la classificazione dei rapporti di lavoro i seguenti requisiti: la collaborazione, la subordinazione, il rischio e l’oggetto della prestazione. La collaborazione, di norma e salvo le alterazioni normative cui è stato sottoposto il Codice Civile nell’ultimo decennio dal nostro legislatore, dovrebbe essere un elemento presente nel solo lavoro subordinato, consistendo nella prestazione delle proprie energie lavorative in modo continuativo e sistematico (Cass. sent. 3569 del 9/12/1971) inserite nell’organizzazione dell’impresa (Cass. sent. 1432 del 15/5/1971). Quindi caratterizzano la collaborazione la sistematicità e la continuità della prestazione, che nel caso del lavoro giornalistico non devono essere valutate in funzione temporale ma con riguardo alle concrete esigenze dell’impresa. Si ha, pertanto, continuità e sistematicità e quindi collaborazione nel caso di un giornalista che sia vincolato a semplici prestazioni come, per esempio, la compilazione e la cura di una rubrica. La subordinazione, anch’essa elemento presente ovviamente nella sola figura di lavoro subordinato, si concretizza, in via di generica definizione, quando sussista un vincolo di dipendenza gerarchica e disciplinare del prestatore nei confronti del datore di lavoro. La stessa Corte di Cassazione ha, però, precisato che “quando l’elemento dell’assoggettamento del lavoratore alle direttive altrui non sia agevolmente apprezzabile a
causa della peculiarità delle mansioni (e, in particolare, della loro natura intellettuale o professionale) e del relativo atteggiarsi del rapporto, occorre fare riferimento a criteri complementari. e sussidiari” (Cass. sez. lavo n. 10833 del 5 maggio 2010). Di conseguenza, nelle imprese giornalistiche, data la particolare attività svolta dai giornalisti, la subordinazione assume una configurazione particolare e deve essere intesa come sistematica inserzione dell’opera professionale nell’organizzazione unitaria dell’impresa (Cass. sent. 995 del 5/04/1971) quando la prestazione sia soggetta alle modalità indicate dal datore (Cass. sent. 3569 del 9/12/1971). In altre parole, per conforme indicazione giurisprudenziale, nel rapporto di lavoro giornalistico la subordinazione deve considerarsi un elemento “affievolito” desumibile, pertanto, da altri requisiti. Il fatto che un giornalista sia vincolato a scrivere articoli a scadenze fisse, prestabilite dal direttore della testata, in quanto titolare dell’organizzazione del lavoro giornalistico, o che curi una rubrica periodica e come tale inserita nell’organizzazione della testata, o che copra organicamente uno specifico spazio informativo, anche territoriale, configura il requisito della etero direzione e quindi della subordinazione. Il rischio, a sua volta, è un elemento presente soltanto nei rapporti di lavoro autonomo, quando il prestatore d’opera sia partecipe all’alea dell’impresa e assuma su di se il rischio del proprio lavoro, organizzato autonomamente. L’assenza del rischio, che si ha ogni qualvolta il giornalista svolge la sua attività inserita in un processo produttivo, è indice del rapporto di lavoro subordinato (Cass. sent. 3569 del 9/12/1971). Infine, l’oggetto della prestazione, che è costituito nel rapporto di lavoro autonomo dalla singola opera, nel rapporto di lavoro subordinato è caratterizzato da una pluralità consequenziale di opere. Quindi, per quanto riguarda l’oggetto, nella distinzione tra lavoro autonomo e lavoro subordinato, è decisiva la presenza o meno della continuità del rapporto di collaborazione e il suo inserimento organico e sistematico nella confezione del prodotto giornalistico, sia esso quotidiano o periodico. Sempre per quanto riguarda la distinzione tra lavoro autonomo e lavoro subordinato la giurisprudenza ha stabilito che non ha rilieNotiziario USPI n° 7-8/2016
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vo determinante il criterio di retribuzione adottato dal datore di lavoro o la circostanza che il prestatore d’opera esplichi altra prestazione lavorativa.
Fnsi sono stati realizzati nel tempo gli altri strumenti di tutela giuridica, sia di natura pubblica che di natura privata, del giornalismo e del lavoro giornalistico.
Un ulteriore elemento che ci consente di considerare “affievolito” il requisito della subordinazione nel rapporto di lavoro giornalistico è contenuto proprio nell’art. 1 del Contratto Collettivo di Lavoro sottoscritto tra la Federazione della Stampa e la Federazione degli Editori, laddove si richiama esplicitamente la legge istitutiva dell’ordinamento professionale il quale “garantisce l’autonomia professionale dei giornalisti e fissa i contenuti della loro deontologia professionale”, svincolandoli in questo modo in termini sostanziali dall’obbligo di fedeltà che vincola, cosi come prescrive il Codice Civile, tutti i lavoratori subordinati al datore di lavoro.
L’Inpgi, l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, che assicura ai giornalisti non soltanto i tratta-
Il welfare di settore Nel corso dei decenni, in oltre un secolo di storia, il giornalismo italiano è riuscito a edificare un complesso di normative e di istituti, che nella loro articolazione presidiano all’esercizio della professione, creando una rete di tutele che comprendono non soltanto il campo contrattuale, ma anche quello previdenziale e assistenziale, oltre ovviamente quello tipicamente professionale. Alla base di questa intelaiatura normativa e di istituti si pone l’organizzazione sindacale unitaria dei giornalisti italiani, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, costituita nel 1908, attraverso la cui azione sono stati sottoscritti, a partire dal 1911, i contratti collettivi di lavoro di categoria, rinnovatisi negli anni. Grazie all’azione politico sindacale della DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI Nei mesi di luglio e agosto si diversificano gli oneri del “deposito legale” per gli associati, in base alla sede e alla periodicità, secondo il seguente calendario: ENTRO IL MESE DI LUGLIO - Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 2° trimestre dell’anno (aprile-giugno 2016). Notiziario USPI n° 7-8/2016
A cornice di questo quadro complessivo si pone l’ordinamento professionale, voluto dal legislatore su forte pressione della categoria giornalistica e sulla base della preesistente esperienza dell’albo professionale. Di seguito ci soffermiamo sulla natura e le funzioni degli organismi categoriali e sui più rilevanti aspetti contrattuali per illustrare, sia pure in una sintesi articolata, le linee di quell’insieme di norme e di tutele che formano il corpo di quello che possiamo definire il diritto del lavoro giornalistico.
Esperimento dell’ Associated Press menti pensionistici, ma anche prestazioni di natura sociale derivanti dalla legge, come gli ammortizzatori sociali, o dal contratto, come l’assicurazione infortuni, è nato nel 1926 ed è stato riconosciuto nel dopoguerra, nel 1951, come ente di diritto pubblico e a partire dal 1994 come soggetto di diritto privato sottoposto al controllo pubblico.
IN AMERICA I GIORNALISTI SPORTIVI VENGONO RIMPIAZZATI DAI ROBOT
La Casagit, la Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani, che assicura ai giornalisti prestazioni integrative del sistema sanitario nazionale, nata nel 1974, è anche essa frutto di una scelta solidaristica di categoria realizzata mediante la contrattazione collettiva. Identico discorso riguarda il Fondo di Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani costituito nel 1987 sulla base di un precedente fondo integrativo sindacale.
(Ansa.it) Dopo le notizie di finanza, un software scriverà anche le news relative agli sport minori. L’esperimento al via all’Associated Press, il sistema sarà utilizzato per coprire la Minor League Baseball. Le storie verranno generate automaticamente da un sistema di Intelligenza Artificiale. L’agenzia ci ha messo un anno per rodarlo coinvolgendo anche i giornalisti sportivi che hanno contribuito a migliorare il software. E quando la notizia è generata in questo modo, piuttosto che da un giornalista in carne ed ossa, viene specificato espressamente al lettore. “Dobbiamo assicurarci che tutto quello che va in rete sia accurato al 100%. Ma una volta configurato in maniera appropriata il software questo non è un problema”, spiega Barry Bedlan, responsabile dell’AP per i prodotti sportivi. L’Associated Press non è l’unica testata ad utilizzare questo sistema: secondo il sito niemanreports.org ci sono anche ProPublica, Forbes, The New York Times, Oregon Public Broadcasting, Yahoo.
- Gli editori di: QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati; con sede principale in:
GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 2° trimestre (aprile-giugno 2016).
VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° semestre dell’anno (gennaio-giugno 2016).
- Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di agosto NON devono effettuare alcuna consegna.
La sua realizzazione è stata il frutto di un lungo impegno della categoria, preceduto dalle esperienze associative delle Casse Pie e da approfondimenti tecnici, oltre che politici della Federazione della Stampa.
ENTRO IL MESE DI AGOSTO - Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA
***** Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Gli editori della Lombardia iscritti all’USPI possono avvalersi della convenzione stipulata con la Regione Lombardia - Sovrintendenza beni librari ed effettuare il deposito legale regionale secondo le cadenze già stabilite con le due biblioteche nazionali. 11
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Marcello Cardani, Presidente AGCOM: Relazione annuale 2016
LiberaLiZZaZione e concorrenZa neL settore dei serviZi PostaLi Quanto al neo-liberalizzato settore dei servizi postali, l’ultimo anno è stato caratterizzato dalla quotazione nel mercato azionario del 35,3% del capitale sociale di Poste Italiane. La privatizzazione di Poste Italiane si inserisce in un contesto internazionale che, di recente, ha visto la quotazione in borsa di altri operatori postali “storici” incaricati di fornire il servizio universale, come Royal Mail e Japan Post. Anche se i benefici si avvertiranno maggiormente nel medio periodo, è possibile registrare sin da ora una diminuzione del livello di concentrazione del mercato dei servizi postali connesso all’aumento di soggetti operanti nel settore. Lo scenario di riferimento dei servizi postali vede l’avvento della liberalizzazione proprio in un momento di strutturale crisi del settore. In particolare, il calo della domanda è ascrivibile al notevole sviluppo dei servizi digitali – quali la posta elettronica semplice e certificata. In una perdurante situazione di declino della domanda di servizi postali (–8,5% rispetto al 2014), l’attività regolatoria è stata concentrata sulle condizioni di entrata sia di tipo amministrativo, sia di tipo tecnico-economico. L’impegno dell’Autorità nell’ultimo anno si è concentrato nella regolamentazione del servizio postale universale, sia in attuazione di quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2015 (le nuove condizioni economiche e qualitative di offerta dei servizi ricompresi nel servizio universale; le nuove modalità di recapito degli invii postali a giorni alterni), sia in previsione del rinnovo del Contratto di programma tra lo Stato e Poste Italiane fino al 2019. Gli aspetti prospettici del settore postale sembrano polarizzarsi attorno ad obiettivi che puntano ad utilizzare la rete postale come leva per la realizzazione di un modello di gestione che incrementi la partecipazione dei cittadini. Inoltre appare delinearsi la possibilità che la rete degli uffici postali possa essere utilizzata anche come rete “istituzionale”, quale presidio fisico di supporto all’erogazione di servizi digitali della pubblica amministrazione. 12
L’INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA - IES Anche quest’anno i termini per la comunicazione all’Informativa Economica di Sistema (IES) sono anticipati e il modello IES potrà essere inviato dal 1° giugno al 31 luglio 2016. Sono esentati dall’obbligo i soggetti che abbiano, nell’anno di riferimento, ricavi totali, pari a zero euro. La comunicazione all’Informativa Economica di Sistema è una dichiarazione annuale cui sono obbligati gli operatori dei settori dei media e riguarda i dati anagrafici ed economici sull’attività svolta dagli operatori interessati, al fine di raccogliere gli elementi necessari per adempiere a precisi obblighi di legge e consentire l’aggiornamento della base statistica degli operatori di comunicazione. L’Autorità ha disciplinato l’Informativa Economica di Sistema, da ultimo con la delibera n. 397/13/CONS, come modificata dalla delibera n. 235/15/CONS. I soggetti obbligati sono gli operatori di rete, i fornitori di un bouquet di programmi pay tv, i fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici, i fornitori di servizi interattivi associati e/o di servizi di accesso condizionato, i soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione, le imprese concessionarie di pubblicità (ivi compresi i soggetti che esercitano attività di pubblicità online e pubblicità cinematografica), le agenzie di stampa a carattere nazionale (ivi compresi i soggetti i cui notiziari siano distribuiti in abbonamento, a titolo oneroso, qualunque sia il mezzo di trasmissione utilizzato, ad almeno un editore a carattere nazionale che realizzi un prodotto ai sensi della legge n. 62 del 2001), gli editori, anche in formato elettronico, di giornali quotidiani, periodici o riviste, altre pubblicazioni periodiche ed annuaristiche e altri prodotti editoriali. Sono esentati dall’obbligo dell’invio della Informativa Economica di Sistema i soggetti che, pur obbligati nell’ambito della suddetta normativa, abbiano, nell’anno di riferimento, ricavi totali, incluse le provvidenze pubbliche e le convenzioni con soggetti pubblici, riferibili alle attività rilevate dall’Informativa Economica di Sistema, pari a zero euro. L’adempimento consiste nella compilazione del modello elettronico pubblicato ogni anno, che deve essere inviato dal 1° giugno al 31 luglio da un indirizzo di posta elettronica certificata all’indirizzo: ies@cert.agcom.it. Per ulteriori chiarimenti è possibile contattare: info_ies@agcom.it. Notiziario USPI n° 7-8/2016
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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI Allarme sostenibilità dell’Inpgi
pari a circa 39,6 milioni di euro (in lieve flessione rispetto ai 41,2 del 2014).
tizzatori sociali a carico dell’Istituto medesimo.
La relazione della Corte dei conti, che chiede all’ente previdenziale dei giornalisti di fare di più per la stabilità delle finanze
CORTE DEI CONTI SEZIONE DEL CONTROLLO SUGLI ENTI
Nell’estate del 2015, il Consiglio di amministrazione ha approvato una riforma del sistema previdenziale con interventi sia dal lato delle entrate, sia da quello delle uscite. Riforma approvata nel febbraio del 2016 dai Ministeri vigilanti con riguardo a molti – ma non tutti – degli interventi proposti.
Allarme sostenibilità per le casse dell’Inpgi. Come illustrato dalla Corte dei Conti nella relazione 2015 al Parlamento, la Gestione principale dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani chiude il bilancio 2015 con un avanzo economico di 21,070, milioni di euro a fronte dei 17,020 milioni del 2014. La gestione previdenziale, tuttavia, mostra, con un risultato di segno negativo per 111,940 milioni, un netto peggioramento sul precedente esercizio, di circa 30,320 milioni. Saldo ancor più preoccupante, spiegano i giudici contabili, se riguardato con riferimento all’ultimo quinquennio, in cui la gestione previdenziale, in negativo già dal 2011, vede negli ultimi tre anni aumentare le perdite in modo assai sensibile e nell’ordine di circa 30 milioni in ciascun esercizio. Si tratta, dunque, nel giudizio della Corte, di “dati molto preoccupanti sulla stessa sostenibilità della gestione anche nel breve periodo, su cui ha inciso una crisi – molto pesante, se non divenuta ormai strutturale – del settore dell’editoria, con una progressiva contrazione del numero degli occupati ed un progressivo aumento degli oneri per ammortizzatori sociali a carico dell’Istituto”. Sono 956, infatti, i contratti di lavoro persi nel 2015 (-5,8%), ma il crollo è addirittura maggiore nell’ultimo quinquennio (-16%). L’invito dei magistrati contabili agli organi di amministrazione dell’Istituto, dunque, “è quello di porre responsabilmente in essere – come del resto richiesto dagli stessi Ministeri vigilanti – ulteriori interventi per rimediare ad una situazione che parrebbe, altrimenti, seriamente compromessa”. Tra il 2014 e il 2015 aumenta ancora, infatti, “la forbice tra gettito contributivo Ivs (che diminuisce del 2,32%) e spesa per pensioni (+ 3,78%), con un’incidenza quindi sempre maggiore di questi oneri sulle relative entrate. Il saldo tra il gettito di tutti i contributi e tutte le prestazioni obbligatorie è negativo per oltre 140 milioni”. L’avanzo economico dell’Inpgi 2, invece, è Notiziario USPI n° 7-8/2016
Determinazione e relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA DEI GIORNALISTI ITALIANI “GIOVANNI AMENDOLA” (INPGI) | 2015 | Determinazione del 14 giugno 2016, n. 60 Premessa Con la presente relazione la Corte riferisce, ai sensi degli articoli 2 e 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259 e 3 del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, sul risultato del controllo eseguito sulla gestione, relativa all’esercizio 2015, dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani “Giovanni Amendola”, con riferimento anche ai principali eventi sino a data corrente. La relazione, come i precedenti referti, è suddivisa in tre parti. La prima contiene notazioni di carattere generale, concernenti l’inquadramento normativo dell’Istituto e le caratteristiche principali delle sue attività istituzionali, nelle due diverse forme di previdenza affidate a gestioni distinte sul piano normativo e contabile costituite, l’una, dalla Gestione sostitutiva dell’Ago (acronimo di assicurazione generale obbligatoria), denominata anche “Gestione principale” (Inpgi 1), e, l’altra, dalla Gestione separata (Inpgi 2). La seconda e la terza parte riguardano l’analisi di dettaglio sotto il profilo economico-finanziario e dei risultati di bilancio, rispettivamente, della gestione previdenziale e assistenziale della Gestione sostitutiva dell’Ago e della Gestione separata. Considerazioni finali relative alla Gestione principale Va premesso che nella relazione relativa allo scorso esercizio la Corte dei conti ebbe a sottolineare come il perdurante andamento negativo dei saldi della gestione previdenziale e assistenziale imponesse alla governance dell’Inpgi l’adozione urgente di severe misure atte a ristabilire un equilibrio previdenziale pesantemente compromesso da una profonda crisi del settore dell’editoria, contraddistinta dalla sensibile contrazione dei contratti di lavoro e dal peso sempre crescente degli oneri per ammor-
Come e quanto le misure adottate – alcune delle quali in vigore già dal gennaio del 2016 – fossero in grado di incidere sugli equilibri previdenziali restava rimesso ad un bilancio tecnico richiesto dagli stessi Ministeri vigilanti. Nell’esercizio oggetto del presente referto le risultanze finali economiche della Gestione sostitutiva – pur sempre di segno positivo – mostrano, ancora, dati non confortanti. Ancorché, infatti, il risultato di esercizio si incrementi, sul 2014, di un importo di poco superiore ai quattro milioni, peggiora ulteriormente il saldo della gestione previdenziale e assistenziale (pari a -111,9 milioni, a fronte di - 81,620 milioni nel 2014, -51,649 milioni nel 2013, 7,391 milioni nel 2012), con un decremento sul 2014 che supera i 30 milioni (+37,1 per cento) per effetto di minori ricavi (-10,7 milioni) e di maggiori costi (+19,6 milioni). In assenza delle plusvalenze (per oltre 90 milioni) conseguenti alla cessione al “Fondo immobiliare Inpgi” di ulteriori quote del patrimonio immobiliare dell’ente, i risultati economici sarebbero stati, come nel 2014, fortemente negativi. Nel 2015, non accenna a scemare la crisi occupazionale nel settore dell’editoria e la flessione dei rapporti di lavoro non mostra cenni di rallentamento. Nell’esercizio in esame, infatti, la diminuzione si attesta su una percentuale del 5,8 per cento (-956 contratti, a fronte dei -538 del 2014). Se, poi, si guarda ad un arco temporale più largo, si rileva che nel periodo 2010-2015 i rapporti di lavoro decrescono di ben 3.048 unità, per una percentuale del 16 per cento. Nell’ultimo triennio, dunque, l’equilibrio di bilancio dell’Istituto è da ricondurre ai proventi derivanti dal percorso di dismissione del patrimonio immobiliare, diverso da quello ad uso di struttura. Patrimonio, questo, che al 1° gennaio 2013 era, ai valori di bilancio, di 696,486 milioni e che a fine 2015 ammonta a 308,164 milioni. Già nella scorsa relazione non si
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mancava di porre in evidenza come, ove negli anni a venire i risultati della gestione caratteristica registrassero perdite uguali o maggiori di quelle del triennio 2013-2015, i proventi straordinari da plusvalenze potrebbero contribuire per un numero sempre più limitato di anni all’equilibrio della gestione. Quanto ai dati economici e patrimoniali – nel 2014 l’avanzo economico era di 17,020 milioni, mentre il patrimonio netto si attestava su 1.805,6 milioni – nell’esercizio in esame l’avanzo della gestione è di 21,070 milioni, mentre il patrimonio netto raggiunge i 1.826,6 milioni. L’ammontare della riserva di garanzia IVS è risultato, anche nel 2015, sempre superiore a quello della riserva legale minima prevista dalla legge n. 449 del 1997 ed ha raggiunto nell’esercizio medesimo una consistenza (dopo la destinazione dell’avanzo di gestione) pari a 12,13 annualità delle pensioni in essere al 31 dicembre 1994. Ben diverso valore, però, assume il medesimo indice con riguardo alle prestazioni correnti, attestandosi nel 2015 su 3,93 annualità dell’onere delle pensioni a fine dell’esercizio medesimo, con un’ulteriore flessione dell’indice rispetto ai precedenti cinque anni (4,03 nel 2014; 4,16 nel 2013; 4,23 nel 2012; 4,38 nel 2011; 4,62 nel 2010). Delle due principali aree del conto economico, costituite dalla gestione previdenziale e assistenziale e dalla gestione patrimoniale, quest’ultima registra un incremento di quasi 50 milioni sul 2014, essenzialmente da ricondurre al miglior risultato del portafoglio mobiliare (54,028 milioni circa, al netto delle componenti straordinarie), controbilanciato dal minor saldo della gestione immobiliare (3,655 milioni circa). Avuto riguardo al valore di mercato dell’investimento mobiliare (comprensivo cioè del saldo positivo tra plusvalenze e minusvalenze implicite, pari a 46,6 milioni) il rendimento si attesta sull’1,70 per cento. La redditività netta del patrimonio immobiliare si attesta sull’1,45 per cento, contro l’1,60 del 2014, avuto riguardo al valore medio di bilancio dei medesimi cespiti. Dei risultati della gestione previdenziale e assistenziale già si è fatto cenno. Si accentua, ancora di più, nel 2015 il trend negativo del precedente esercizio, con un saldo della gestione che chiude in negativo per 111,9 milioni, cui corrisponde un tasso di decremento dei ricavi del 2,6 per cento e 14
di aumento dei costi del 4 per cento. Sempre con riferimento alla medesima gestione è da rilevare come il gettito contributivo IVS corrente, in diminuzione tra il 2014 e il 2015 del 2,8 per cento (331,8 milioni, contro i 341,5 milioni nel 2014),
MACELLONI (PRESIDENTE INPGI):
faccia registrare complessivamente tra il 2008 e il 2015 una diminuzione del 9 per cento circa, a fronte di una crescita continua della spesa pensionistica. La spesa per pensioni IVS è, infatti, nel 2015 di 460,9 milioni, con un tasso di aumento del 3,8 per cento sull’esercizio
“Non possiamo sottovalutare il richiamo della Corte dei conti”, ha ammonito il presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, “a porre in essere ulteriori severi interventi per rimediare a una situazione altrimenti compromessa”.
entrate per contributi IVS, in flessione del 2,8% rispetto all’esercizio precedente, valore che sale fino al 9% se si prendono in considerazione gli ultimi sette anni. Sale invece la spesa per prestazioni pensionistiche (+ 3,8% rispetto al 2014, ma pari al + 38% nel periodo 2008-2015), con un saldo finale tra contributi e prestazioni in negativo per circa 112 milioni di euro.
“Il Consiglio di amministrazione – ha concluso – è già fortemente impegnato in questa direzione e presenterà al più presto ai Ministeri vigilanti un nuovo pacchetto di misure che possano riportare la gestione in equilibrio”.
Tra gli indicatori evidenziati dalla Corte dei conti a conferma dell’aumento della spesa previdenziale troviamo, in crescita dal 2009, le uscite per ammortizzazione sociale relativamente a contratti di solidarietà, esodi incentivati e prepensionamenti.
“La Corte dei conti nella sua relazione – ha dichiarato la Presidente dell’Inpgi Marina Macelloni – conferma che lo squilibrio della gestione dell’Inpgi deriva sostanzialmente dal pesante stato di crisi strutturale del settore dell’editoria e da’ atto al Consiglio di amministrazione di essere già intervenuto con una riforma in p a r t e approvata d a i Ministeri. La relazione si chiude con un f o r t e richiamo, che non possiamo sottovalutare, a porre in essere ulteriori severi interventi per rimediare a una situazione altrimenti compromessa. Il Consiglio di amministrazione – ha concluso la Presidente Macelloni – è già fortemente impegnato in questa direzione e presenterà al più presto ai Ministeri vigilanti un nuovo pacchetto di misure che possano riportare la gestione in equilibrio”
Relazione della Corte dei conti 2015: sui bilanci dell’Ente pesa la crisi del settore, ora ulteriori misure per il riequilibrio della gestione: “La Sezione controllo Enti della Corte dei conti ha riferito in Parlamento sul risultato del controllo eseguito sulle gestioni – principale e separata – dell’Istituto. Nella relazione sull’esercizio 2015 si evidenzia un avanzo economico per l’esercizio 2015 di circa 21 milioni di euro, rispetto ai 17 milioni del 2014. Avanzo economico garantito, come per il precedente esercizio, dalle plusvalenze generate dalla scelta di trasferire gradualmente l’intero patrimonio immobiliare dell’Inpgi all’interno del Fondo immobiliare “Inpgi – Giovanni Amendola” di cui l’Ente è quotista unico. Sul versante della gestione previdenziale, la Corte dei conti evidenzia il grave stato di crisi occupazionale del settore dell’editoria con una emorragia di posti di lavoro che non accenna a rallentare; emorragia che, nel solo 2015 è stata pari al 5,8% con 956 contratti di lavoro persi, ma che nel quinquennio 2010-2015 vale il 16% dell’intero sistema editoriale italiano, con un impatto netto sulle dinamiche del rapporto contributi/prestazioni e quindi sull’equilibrio della gestione principale stessa. Il 2015 vede in ulteriore diminuzione le
Per quanto riguarda la Gestione previdenziale separata, la Corte dei conti evidenzia come il 2015 si sia chiuso con un avanzo economico di circa 39,6 milioni di euro (in lieve flessione rispetto ai 41,2 del 2014) e che la criticità di tale gestione riguardi unicamente l’inadeguatezza dell’assegno pensionistico atteso.” Notiziario USPI n° 7-8/2016
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precedente, la cui spesa in valori assoluti era di 444,1 milioni. Nel periodo 2008- 2015 gli oneri pensionistici si incrementano complessivamente del 38 per cento. Va inoltre evidenziato che nel 2015 gli iscritti attivi non titolari di pensione hanno raggiunto, a fine esercizio, il numero di 15.340 (16.227 nel 2014); il rapporto tra iscritti attivi e pensioni (queste ultime, passate complessivamente dalle 8.234 del 2014 alle 8.643 dell’esercizio in esame) è pari a 1,77 (1,97 nel 2014); l’indice di copertura della spesa pensionistica IVS da parte del correlato gettito contributivo corrente si attesta su un valore di 0,72 (0,78 nel 2014); l’incidenza delle uscite complessive della gestione previdenziale e assistenziale sul complesso delle entrate della medesima gestione è stata del 128 per cento, con un netto peggioramento rispetto a quella del 2014 (120 per cento). Il bilancio tecnico acquisito dall’Istituto nel maggio 2016, che tiene conto della normativa vigente (dell’effetto, cioè, dei soli interventi di riforma approvati dai Ministeri vigilanti), espone una situazione, a giudizio dello stesso attuario, di non solvibilità della gestione, con un patrimonio che si azzera nel 2030 e torna ad essere positivo solo dal 2060. Il quadro che emerge dai risultati del 2015 è reso, dunque, ancor più preoccupante dall’andamento prospettico della gestione ed impone agli organi di amministrazione dell’Inpgi di porre responsabilmente in essere ulteriori, severi interventi per rimediare ad una situazione, altrimenti, in modo serio compromessa. Considerazioni
Gestione separata La Gestione separata chiude il 2015 con un avanzo che, come nel 2014, mostra una flessione rispetto al precedente esercizio. Il risultato economico si attesta, infatti, su 39,627milioni, a fronte dei 41,206 milioni del 2014. Questo risultato è da ricondurre, in tutta prevalenza, ai risultati della gestione patrimoniale, che diminuisce, tra i due esercizi, di 2,715 milioni, e della gestione previdenziale che flette per 2,707 milioni. In valori assoluti il saldo della gestione previdenziale 2015 è positivo per 43,604 milioni, quello della gestione patrimoniale per 5,621 milioni.
Può aggiungersi come il minor avanzo di esercizio del 2015 rispetto al 2014 (-1,579 milioni), determinato, come si è detto, dai minori valori delle gestioni previdenziale e patrimoniale, sia in parte compensato dal saldo delle componenti straordinarie, di segno positivo per 3,704 milioni. Il risultato a conto economico del portafoglio titoli, in ragione di un saldo positivo tra ricavi e costi degli investimenti mobiliari, comprese le svalutazioni del portafoglio circolante, si attesta nel 2015 su valori più favorevoli rispetto a quelli del 2014 (rispettivamente, 1,620 milioni e 0,647 milioni), principalmente a causa della minore inci-
denza dei costi per svalutazioni e imposte/tasse, solo in parte controbilanciata dal decremento dei ricavi. Al 31 dicembre 2015 il patrimonio netto è pari a 506,381 milioni, di cui 466,754 iscritti a riserva legale e 39,627 derivanti dal risultato della gestione economica. Può, inoltre, essere evidenziato come nel 2015: - è ammontato a 41.188 – di cui 32.454 “obbligati” – il numero complessivo degli iscritti (pubblicisti e professionisti, rimanendo modesto il numero dei praticanti e dei pubblicisti/praticanti), con un tasso di crescita dell’1,6 per cento sul 2014; - i trattamenti pensionistici IVS in essere a fine esercizio hanno raggiunto il numero di 1.316, con un onere complessivo di €/mgl 1.491 (a fronte di 1.429 nel 2014; 1.305 nel 2013; 1.213 nel 2012; 893 del 2011 e di 703 del 2010) e il totale delle prestazioni l’importo di €/mgl 5.333 (€/mgl 5.324 nel 2014). Nell’esercizio in esame la gestione ha corrisposto, ai sensi delle vigenti disposizioni regolamentari, liquidazioni in capitale per 2,426 milioni; - le entrate da contributi obbligatori mostrano una ulteriore flessione e sono pari nel 2015 a €/mgl 44.677, con un decremento di €/mgl 3.792 sul precedente esercizio. Come già posto in evidenza nelle scorse relazioni, restano, a fronte della sostanziale sostenibilità della gestione, anche nelle proiezioni attuariali di lungo periodo, le criticità costituite dall’adeguatezza dell’assegno pensionistico atteso in relazione a tassi di sostituzione molto contenuti, specie per quanto riguarda i soggetti che esercitano attività libero professionale.
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Notizie editoria e Comunicazione ITALIA QUINTA IN EUROPA ER RICAVI DALL’ EPUBLISHING Ebook, quotidiani e settimanali in versione digitale valgono più di 200 milioni Secondo un’infografica di “Statista” realizzata per la Federazione internazionale della stampa periodica (Fipp), il mercato dell’epublishing in Italia vale 204 milioni di euro (225 milioni di dollari). Davanti all’Italia si piazzano: il Regno Unito al primo posto con 955 milioni di euro di ricavi (1,053 miliardi di dollari), la Germania con 630 milioni di euro (694 milioni di dollari), la Francia con 473 milioni di euro (521 milioni di dollari), la Spagna con 245 milioni di euro (270 milioni di dollari). Dal conteggio della Fipp sono esclusi i ricavi dalle sezioni a pagamento dei siti di news di quotidiani e periodici. **********
I GIORNALI COME LE BIRRE I giornali faranno la fine delle birre, secondo l’editore Ruggeri: diversi i brand, identici prezzo e contenuti. Ma con meno addetti e lavori più poveri I giornali faranno la fine delle birre, per le quali, dopo una stagione di consolidamenti fra grandi società, sono rimasti solo i marchi a distinguerle, mentre il liquido bevuto è divenuto lo stesso, come identiche sono le reti distributive e le politiche di prezzo. Eccezion fatta per le birre artigianali. A scriverlo è l’editore di Grantorino libri ed ex dirigente Fiat, Riccardo Ruggeri, su ItaliaOggi. Il destino dei giornali “lo vedo segnato”, scrive Ruggeri, precisando di non credere “alle tesi catastrofiste oggi prevalenti. “È evidente che il ceocapitalism – aggiunge – essendo al contempo tavola della legge e tavola pitagorica del potere, pretende che i grandi comparti di business, pubblico e privato, siano focalizzati per raggiungere un modello duale, stile Airbus-Boeing, ove la competizione sia a priori esclusa”.
Motivo per cui, prosegue Ruggeri, “a chi fosse interessato a fare paralleli, suggerisco di studiare l’interessante processo di concentrazione-fusione del business delle birre”. Dove, “dopo i recenti consolidamenti, sono rimasti i marchi, le etichette che ci ricordano la nostra giovinezza, ma il liquido è diventato lo stesso, stesse le reti distributive, stesse le politiche prezzi: solo meno addetti, lavori più poveri, minor qualità”. Mentre i “giovani colleghi”, giornalisti, stanno seduti “alle postazioni web costretti a un frenetico ‘copiaincolla’ di agenzie che li trasforma in autentici brasseur del Nulla”. “Lo stesso avverrà per i giornali?”, si domanda Ruggeri, secondo cui “il giornale non sarà più il nobile portatore di libertà, ma un prodotto patinato di bell’aspetto, con la stessa dignità di una lattina di birra”, conclude il ragionamento Ruggeri, che lamenta il fatto di cercare, “con più giornali, di farne uno, ma non ci riesco, non mi trasferiscono più emozioni, neppure suggestioni”. Se non altro, fa notare Ruggeri, “questi processi di successivi consolidamenti, nel caso delle birre, hanno fatto nascere, di contro, molte birre artigianali”. Tratto da:Primaonline.it
Il n. 7-8 luglio/agosto 2016 è stato stampato il 28 luglio 2016
Notiziario USPI Edizione Luglio/Agosto 2016

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