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Timestamp: 2019-06-24 13:17:17+00:00

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BOLOGNA AVVOCATO DISCONOSCIMENTO PATERNITA’ disconoscimento di paternità test di paternità test paternità riconoscimento paternità riconoscimento figlio riconoscimento di paternità riconoscimento figlio naturale figlio naturale paternità
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BOLOGNA AVVOCATO PER TESTAMENTO, BOLOGNA AVVOCATO PER EREDE EREDE LESIONE LEGITTIMA QUANDO UNA VENDITA NASCONDE UNA DONAZIONE
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Armaroli testamento successioni erede 27 Luglio 2016	 14 Aprile 2018
BOLOGNA AVVOCATO DISCONOSCIMENTO PATERNITA’
Avvocati a bologna disconoscimento paternita’ Si tratta dell’azione che deve proporre chi intenda far accertare e, di conseguenza, dichiarare la mancanza del rapporto biologico tra un padre e un figlio nato durante il matrimonio.
Avvocati a bologna disconoscimento paternita’
SE IL BAMBINO E’ NATO DURANTE IL MATRIMONIO?
In questa ipotesi, la legge presume che il marito della madre sia anche il padre del bambino (si parla, a riguardo di «presunzione» di paternità).
Il padre nel termine di un anno dal giorno della nascita quando egli si trovava nel luogo in cui è nato il figlio, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza se prova di aver ignorato la propria impotenza di generare ovvero l’adulterio della moglie al tempo del concepimento; la madre nel termine di sei mesi dal giorno della nascita oppure dal giorno in cui è venuta a conoscenza dell’impotenza di generare del marito al tempo del concepimento; il figlio sempre.
Il decreto legislativo n. 154/2013 26Modifiche all’articolo 255 del codice civile
All’articolo 255 del codice civile le parole: “legittimi e dei suoi figli naturali riconosciuti” sono soppresse.
Modifiche all’articolo 262 del codice civile
All’articolo 262 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:
Modifiche all’articolo 263 del codice civile
L’articolo 263 del codice civile è sostituito dal seguente:
Modifiche all’articolo 264 del codice civile
L’articolo 264 del codice civile è sostituito dal seguente:
L’impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità può essere altresì promossa da un curatore speciale nominato dal giudice, assunte sommarie informazioni, su istanza del figlio minore che ha compiuto quattordici anni, ovvero del pubblico ministero o dell’altro genitore che abbia validamente riconosciuto il figlio, quando si tratti di figlio di età inferiore.”.
All’articolo 267 del codice civile dopo il primo comma sono aggiunti i seguenti:
“Nel caso indicato dal primo comma dell’articolo 263, se l’autore del riconoscimento è morto senza aver promosso l’azione, ma prima che sia decorso il termine previsto dal terzo comma dello stesso articolo, sono ammessi ad esercitarla in sua vece i discendenti o gli ascendenti, entro un anno decorrente dalla morte dell’autore del riconoscimento o dalla nascita del figlio se si tratta di figlio postumo o dal raggiungimento della maggiore età da parte di ciascuno dei discendenti.
All’articolo 269 del codice civile la parola: “naturale”, ovunque presente, è soppressa.
che subito dopo la separazione la moglie era andata a convivere con xxx, che dopo il divorzio, pronunciato con sentenza dd. Xxx il padre era stato via via escluso dalla vita dei figli; che in una circostanza la signora xxx aveva affermato al signor xxx, padre dell’attore, che i bambini xxx e xxx non erano figli di xxx.
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Alla luce di questi elementi l’attore proponeva azione di disconoscimento della paternità concludendo come in epigrafe specificato.
Ritualmente costituitasi, la convenuta contestava le pretese attoree svolgendo domanda riconvenzionale ex art.96 c.p.c.
In causa interveniva il PM e veniva nominato il curatore speciale dei minori che si costituiva e chiedeva la reiezione delle domande attoree
Danno morte famigliari incidenti stradali risarcimento, danno mortale indennizzo incidente stradale,
Tali elementi, unitamente alla circostanza che la signora xxx andò a vivere con il xxx subito dopo la separazione e poco dopo il battesimo della bambina, al quale pure era presente il futuro convivente, denotano una situazione che va interpretata nel senso di un verosimile avvenuto adulterio.
E’ evidente che la prova dell’adulterio, salvo casi “fortunati”, è molto difficile da raggiungere pienamente e solo la sussistenza di indizi può portare al convincimento del giudice.
Nel caso di specie tale convincimento si è formato anche prima della CTU che il Collegio ha disposto con finalità non meramente esplorative, ben consapevole dei suoi costi in termini umani prima che economici, ritenendo dagli elementi sopra citati preliminarmente ed autonomamente provata la circostanza dell’adulterio (cfr. Cass. 8087/1998).
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI TRENTO
In composizione collegiale, composto dai magistrati:
dott. Battista Palestra presidente
dott.ssa Patrizia Collino giudice rel.
Dott.ssa Anna Mantovani giudice
Nella causa iscritta al n.503 del ruolo generale affari civili contenziosi per l’anno 200e e promossa da
elettivamente domiciliato in Trento vai Grazioli n.67 presso la dott.ssa Mara Roncoletta Avvocato che lo rappresenta e difende in virtù di procura speciale a margine dell’atto di citazione
elettivamente domiciliata in Trento, via Zambra 11 presso il dott. Luciano Botteon avvocato che la rappresenta e difende in virtù di procura speciale in margine alla comparsa di risposta
Rappresentati e difesi, in qualità di curatore speciale, dall’avv. Anita Bazzicalupo del foro di Trento, con studio in via Mazzini n.23, giusta nomina da parte del Tribunale di Trento
PUBBLICO MINISTERO presso il Tribunale di Trento
avente per oggetto: disconoscimento di paternità
– accertata e dichiarata la insussistenza del rapporto di paternità biologica tra xxx nato a xxx il xxx e xxx nata a xxx il xxx e con l’attore, dichiarare disconosciuta la paternità di xxx sui minori xxx
– respingersi la domanda riconvenzionale proposta dalla signora xxx di condanna dell’attore ex art.96 c.p.c. al risarcimento dei danni in suo favore, perché infondata, inammissibile e carente dei presupposti di legge;
In ogni caso, con vittoria di spese, diritti ed onorari di lite, al 10% spese generali, I.V.A. e C.N.A. come per legge.
– si chiede l’ammissione di prova per testi sulle circostanze dedotte in narrativa a mezzo dei testi xxx e xxx, con espressa riserva di integrare le istanze istruttorie sulla prova certa del tradimento del coniuge nonché la lista testimoniale nei termini che il G.I. vorrà concedere ex art.184 c.p.c.
– si chiede vengano disposti gli accertamenti genetici ed ematologici su xxx e xxx ed il presunto padre al fine di dimostrare l’insussistenza del rapporto di paternità biologica dei minori con l’attore xxx”.
Per la convenuta: “Nel merito: per le causali di cui in narrativa, respingersi integralmente le avversarie domande e conclusioni.
In via riconvenzionale: condannarsi l’attore ex art.96 c.p.c. al risarcimento dei danni in favore della signora xxx per avere agito temerariamente in giudizio, con dolo o colpa grave, nella misura che verrà di giustizia determinata tenendo conto tuttavia della gravità dell’azione promossa e delle accuse rivolte alla convenuta, con interessi e rivalutazione monetaria sino al saldo.
Con vittoria di spese di causa.
Riservata ogni istanza istruttoria, ci si oppone sin d’ora alle istanze svolte dall’attore in atto di citazione in quanto genericamente formulate”.
Per i convenuti in persona del curatore: “respingersi ogni domanda così come formulata dall’attore. Con vittoria di spese”
Per il P.M. intervenuto: “accogliersi il ricorso”.
Con atto di citazione notificato il 18.4.2002 xxx esponeva di avere contratto matrimonio con xxx il xxx e che dall’unione erano nati tre figli xxx, xxx, xxx che i coniugi si erano separati il xxx e i figli erano rimasti affidati alla madre con facoltà di visita per il padre e con obbligo di contributo al mantenimento per lire 600.000 mensili;
In causa interveniva il PM e veniva nominato il curatore speciale dei minori che si costituiva e chiedeva la reiezione delle domande attoree.
Veniva espletata la fase istruttoria, con assunzione di prove orali, all’esito delle quali il Collegio disponeva CTU al fine di accertare la paternità biologica di xxx nei confronti dei minori xxx e xxx.
Dopo il deposito della suddetta CTU, la causa veniva nuovamente trattenuta in decisione sulle conclusioni in epigrafe specificate.
Gli elementi raccolti prima dell’ordinanza ammissiva della CTU permettono di ritenere sussistenti gli indizi gravi e concordanti in ordine all’adulterio della moglie.
Dalle prove orali assunte è infatti emerso che subito dopo la separazione, nel gennaio 1995, la signora xxx è andata a vivere con il signor xxx, il quale frequentava la famiglia anche precedentemente, che xxx e xxx hanno sempre chiamato papà questa persona mentre chiamavano nonno il ricorrente
Il teste xxx il quale appare capace non avendo interesse attuale e concreto all’intervento in giudizio, ha anche fatto riferimento ad un colloquio, avvenuto in un bar, volto a comprendere il motivo per il quale la convenuta escludesse il ricorrente dalla vita dei fili.
Nel corso dello stesso la convenuta avrebbe confessato che xxx non era il padre dei bambini.
Il colloquio e il suo contenuto sono indirettamente confermati dalla teste xxx.
Anche la teste xxx, di parte convenuta, ha confermato che i bambini chiamavano papà il xxx e nonno il ricorrente.
L’esito della CTU, eseguita da professionisti qualificati, ha evidenziato con motivazione analitica e documentata, che si condivide, che sussistono elementi di incompatibilità genetica tra xxx e i minori xxx e xxx.
In questo quadro la domanda del ricorrente va accolta.
Alla soccombenza seguono le spese che si liquidano come in dispositivo.
Il Tribunale di Trento, sezione 1^ civile, in composizione collegiale, così provvede: accertata l’insussistenza del rapporto di paternità biologica tra xxx e xxx e xxx dichiara disconosciuta la paternità dello stesso nei confronti dei suddetti minori; respinge ogni altra domanda; condanna la convenuta xxx al rimborso delle spese legali nei confronti del ricorrente in € 3.280,00 per onorari, € 1.778,07, € 238,99 per spese, oltre I.V.A., C.N.P.A. e rimborso spese generali ex art.15 T.F.
Così deciso in Trento 15.12.2005
Il Presidente Dott. Battista Palestra
Depositata in Cancelleria il 12 gennaio 2006.
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References: sentenza 
 art.96
 Cass. 
 art.96
 art.184
 art.96
 art.15