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Timestamp: 2020-07-09 07:12:02+00:00

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I tempi di approvazione della riforma dell'Università al Senato si allungano. Era atteso per questa settimana, infatti, il parere della commissione Bilancio sugli emendamenti (ben 800) al disegno di legge Gelmini. Ma la commissione ha dovuto occuparsi di altro, del decreto sugli enti locali. Così è stato tutto rinviato. Forse a dopo Pasqua. Tanto che la commissione Istruzione ha già spostato al 13 di aprile l'avvio del voto sugli emendamenti, inizialmente previsto per il 30 marzo. Un voto che richiederà piu' giorni, vista la quantità di proposte di modifica avanzate da maggioranza e opposizione che riguardano essenzialmente tre punti del testo: la governance degli atenei (i senatori vogliono più poteri per Senato accademico e rettore), il fondo per il merito degli studenti (sia Pd che Pdl esprimono perplessità sui test standardizzati per distribuire borse di studio e c'e' chi non vuole che la gestione del fondo sia affidata alla società privata Consap), il reclutamento dei docenti (c'è da decidere cosa ne sarà dei ricercatori a tempo indeterminato delle università, visto che questa figura andrà ad esaurimento). La commissione, comunque, dovrà lavorare in fretta. Il ministro ha già detto che ci sono "i tempi" per approvare la riforma entro l'estate. Si dice che nel passaggio in Aula sarà presentato un emendamento "ufficiale" per sopprimere il comma 10 dell'articolo 10, quello che impone di conteggiare anche i periodi di assegno già svolti nel computo del limite massimo di 10 anni per la somma assegni + TD e che terrebbe fuori dalla tenure track gran parte degli attuali precari. (diregiovani 25-03-2010)
La Giunta nazionale dell’USPUR nella riunione del 19 marzo 2010 si è dichiarata sostanzialmente favorevole agli emendamenti al DDL 1905 proposti dal sen. G. Valditara e pertanto ha deciso di valutare il documento nella sua interezza e, dove ritenuto necessario, proporre precisazioni per evidenziare il pensiero e la posizione sindacale dell’USPUR.
Il Segretario nazionale prof. A. Liberatore ha dato lettura degli emendamenti Valditara, e registrato i seguenti suggerimenti di modifica via via proposti e votati dopo ampia discussione:
art. 1, comma 1, sostituirlo con il seguente: “Le università, istituzioni di alta cultura, sono sede primaria della ricerca e dell’istruzione superiore e strumento per l’elaborazione e la diffusione delle conoscenze. Sono dotate di personalità giuridica e, nel rispetto dell’art. 33 della Costituzione, hanno autonomia didattica, scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile, che esercitano, in attuazione dell’indirizzo e del coordinamento del Ministro competente, nell’interesse del progresso culturale, civile ed economico della Repubblica”;
art. 2, comma 2, lettera f, riga nona: sostituire la parola “corsi” con “corsi di laurea”;
art. 5 bis, comma 5, rigo 17: cancellare “libero professionale”; rigo 20: prima di “13”, inserire “11”;
art. 5 bis, comma 6: modificare le ultime tre righe in maniera da leggere “fermo il trattamento economico in vigore”;
art. 5 bis, comma 7: modificare le ultime tre righe in maniera da leggere “fermo il trattamento economico in vigore”;
art. 5 quater, comma 3, lettera b: se ne chiede la cancellazione. (rimane così in vigore quanto previsto dal DPR 382/80, e successive integrazioni);
art. 8, comma 3, lettera i, terza riga: sostituire “tre” con “due”;
art. 9: abolire il comma 3 e il comma 4;
art. 12, comma 9, rigo tredicesimo: cancellare la parola “eminenti” (infatti la lista dei sorteggiati potrebbe non contenere professori eminenti).
Prevediamo che tutte le attività di ricerca che si compiono nelle università si realizzino con un contratto unico di ricerca a tempo determinato, al quale sono collegate tutele assistenziali e previdenziali e un trattamento economico definito con la contrattazione collettiva. Tali contratti di ricerca si applicano sia ai “ricercatori in formazione” (per un periodo massimo di tre anni), sia a “ricercatori in percorso di ruolo” (tenure track), per i quali, a differenza del DDL Gelmini, prevediamo un percorso chiaro: già alla firma del contratto le università devono aver provveduto alla programmazione delle risorse necessarie per la loro immissione in ruolo, nel caso di valutazione positiva delle loro attività. In tal modo la possibilità di chiamata in ruolo diviene reale. La stessa procedura di chiamata diretta, sempre in seguito all’abilitazione, diviene applicabile ai ricercatori a tempo indeterminato e determinato (ex L. 230/2005). (Dagli emendamenti del PD al DDL 1905)
Il meccanismo previsto per il reclutamento del personale docente (idoneità nazionale e chiamata locale) può funzionare a patto che i raggruppamenti disciplinari siano i più larghi possibile, l’idoneità sia a numero aperto e le modalità per le chiamate da parte dei singoli atenei siano definite localmente negli statuti. È chiaro che il meccanismo non funzionerà se, com’è sempre avvenuto nel passato, i ministri non rispetteranno la periodicità prevista dalla legge per le idoneità nazionali. (P. Blasi, rivistauniversitas 114, 2009)

References: art. 1

art. 2

art. 5

art. 5

art. 5

art. 5

art. 8

art. 9

art. 12