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Timestamp: 2019-06-19 19:08:16+00:00

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Le decisioni di spesa assunte dall’amministrazione condominiale devono intendersi ratificate se l’assemblea abbia successivamente approvato l’operato – Sentenza del 7 ottobre 2010 – Confederazione Giudici di Pace
Procedimento: Sentenza del 7 ottobre 2010
Le decisioni di spesa assunte dall’amministrazione condominiale devono intendersi ratificate se l’assemblea abbia successivamente approvato l’operato
Con la sentenza emessa il 7 ottobre 2010 il Giudice di Pace di Palermo, dott. Vincenzo Vitale, ha rigettato l’opposizione a decreto ingiuntivo con la quale una condomina sollevava la prescrizione del credito vantato dal Condominio, contestando la circostanza di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione dall’opposto Condominio, circa le richieste di pagamento per quote condominali ed evidenziando il fatto che, essendo separata dal proprio coniuge, quest’ultimo non l’aveva mai avvisata della questione.
Con la sentenza qui in commento il Giudice di Pace ha osservato che – per giurisprudenza consolidata della Suprema Corte – tutte le decisioni di spesa assunte dall’amministrazione condominiale devono intendersi comunque ratificate, e con effetto retroattivo, se l’assemblea abbia successivamente approvato l’operato dell’amministrazione medesima. E fra le approvazioni da parte dell’assemblea – con effetto di ratifica – rientra anche l’approvazione dei consuntivi della gestione condominiale (così Cass. Civ. 2133/95), oltre che del preventivi di spesa, e dei rendiconti della gestione.
Secondo dunque l’orientamento della Suprema Corte, “l’obbligazione in base alla quale ciascuno dei condomini è tenuto a contribuire alle spese per la conservazione e manutenzione delle parti comuni dell’edificio, qualora la ripartizione delle spese sia avvenuta soltanto con l’approvazione del rendiconto annuale dell’amministratore, ai sensi dell’art. 1135 n. 3 cod. civ., sorge soltanto dal momento della approvazione della delibera assembleare di ripartizione delle spese. Ne consegue che la prescrizione del credito nei confronti di ciascun condomino inizia a decorrere soltanto dalla approvazione della ripartizione delle spese e non dall’esercizio di bilancio” (così, cass. Civ. 11981/92).
Alla luce delle suesposte considerazioni, Il Giudice ha pertanto rigettato l’eccezione di prescrizione sollevata dall’opponente.
nella causa civile iscritta al n. 8684/10 R. G. degli affari civili contenziosi promossa
Il Condominio di via A. n. .., in persona dell’amministratore pro-tempore, elettivamente domiciliato in p.tta B. n. …, presso lo studio dell’Avv. F. M., che lo rappresenta e difende per mandato a margine del decreto ingiuntivo opposto
Oggetto: Opposizione a Decreto Ingiuntivo n. 542/2010 emesso dal Giudice di Pace di Palermo.
Con atto di citazione in opposizione al decreto ingiuntivo n. 542/2010 emesso dal Giudice di Pace di Palermo, regolarmente notificato all’opponente, ed ingiungente l’importo di € 938,26, oltre spese del monitorio, la Sig.ra L. C. eccepiva la prescrizione del credito condominiale (relativo a quote ordinarie straordinarie, decorrenti dall’anno 1999 e fino al marzo del 2009).
Costituitosi in giudizio, il resistente Condominio confutava l’eccezione di prescrizione sollevata, precisando che all’assemblea condominiale del 04/01/2010, alla presenza dell’opponente, veniva approvato il rendiconto fino al 2009, con la specifica indicazione di tutte le quote dovute dalla ricorrente: in tal senso ne forniva, ex art. 2697 c.c., prova documentale.
Va anzitutto osservato che – per giurisprudenza consolidata della Suprema Corte – tutte le decisioni di spesa assunte dall’amministrazione condominiale devono intendersi comunque ratificate, e con effetto retroattivo, se l’assemblea abbia successivamente approvato l’operato dell’amministrazione medesima.
E fra le approvazioni da parte dell’assemblea – con effetto di ratifica – rientra, secondo i Giudici di Legittimità, l’approvazione dei consuntivi della gestione condominiale (così Cass. Civ. 2133/95 ), oltre che del preventivi di spesa, e dei rendiconti della gestione.
Nel caso di specie, la Suprema Corte appare chiara nell’affermare che “l’obbligazione in base alla quale ciascuno dei condomini è tenuto a contribuire alle spese per la conservazione e manutenzione delle parti comuni dell’edificio, qualora la ripartizione delle spese sia avvenuta soltanto con l’approvazione del rendiconto annuale dell’amministratore, ai sensi dell’art. 1135 n. 3 cod. civ., sorge soltanto dal momento della approvazione della delibera assembleare di ripartizione delle spese. Ne consegue che la prescrizione del credito nei confronti di ciascun condomino inizia a decorrere soltanto dalla approvazione della ripartizione delle spese e non dall’esercizio di bilancio” (così, cass. Civ. 11981/92 ).
Alla luce delle suesposte considerazioni, va rigettata l’eccezione di prescrizione sollevata dall’opponente, ritenendosi conseguentemente il decreto ingiuntivo n. 542/2010 legittimamente emesso.
Le spese di lite seguono la soccombenza e si determinano, in riferimento alle tariffe forensi, nell’importo di € 980,00, oltre Iva e Cpa.
Visti gli artt. 645 e ss. del Codice di Procedura Civile;
Visti gli artt. 2697 e ss. del Codice Civile;
Rigetta l’opposizione a decreto ingiuntivo, proposta da L. C. A., come sopra rappresentata e difesa, in data 24/06/2010.
Conseguentemente, convalida il decreto ingiuntivo n. 542/2010, emesso dal Giudice di Pace di Palermo in data 15/02/2010.
Condanna l’opponente L. C. A. al pagamento delle spese processuali, che determina in euro 980,00, oltre Iva e Cpa, in favore del resistente Condominio di via A. n. .., in persona dell’amministratore pro-tempore, come sopra rappresentato e difeso.
Così deciso in Palermo il 07/10/2010.

References: Sentenza 
 Sentenza 
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 Cass. 
 cass. 
 art. 2697
 Cass. 
 cass.