Source: http://docplayer.it/1981536-Rendiconto-generale-dell-esercizio-2014-relazioni-sulla-gestione-finanziaria-nei-vari-settori-di-intervento.html
Timestamp: 2017-07-25 23:01:43+00:00

Document:
Rendiconto generale dell esercizio Relazioni sulla gestione finanziaria nei vari settori di intervento - PDF
Rendiconto generale dell esercizio Relazioni sulla gestione finanziaria nei vari settori di intervento
Download "Rendiconto generale dell esercizio 2014. Relazioni sulla gestione finanziaria nei vari settori di intervento"
Bonaventura Martini
1 Rendiconto generale dell esercizio 2014 Relazioni sulla gestione finanziaria nei vari settori di intervento2 INDICE Presidenza pag. 3 Vicepresidenza. Assessorato Politiche di Welfare e Politiche abitative pag. 9 Coordinamento alle politiche europee allo sviluppo, Scuola, Formazione professionale, Università, Ricerca e Lavoro pag. 62 Agricoltura, Caccia e Pesca pag. 95 Turismo e Commercio pag. 115 Attività produttive, Piano energetico, Economia verde e Ricostruzione post-sisma pag. 132 Trasporti, Reti infrastrutture materiali e immateriali, Programmazione territoriale e Agenda digitale pag. 156 Difesa del suolo e della costa, Protezione civile, politiche ambientali e della montagna pag. 232 Cultura, Politiche giovanili e Politiche per la legalità pag. 286 Bilancio, Riordino istituzionale, Risorse umane e Pari opportunità pag. 300 Politiche per la Salute pag3 PRESIDENZA 34 PRESIDENZA SVILUPPO DELLE POLITICHE REGIONALI PER LA SICUREZZA URBANA Nel 2014 sono proseguite le azioni di contrasto e prevenzione, con gli strumenti a disposizione e nel rispetto delle proprie competenze, dei fenomeni legati alla criminalità predatoria, anche in ragione di un andamento crescente delle delittuosità a partire dal Sul fronte della sicurezza urbana tali attività si sono sviluppate attraverso l applicazione della LR. 24/2003, un importante punto di riferimento per lo sviluppo di politiche di promozione della sicurezza urbana. In questo senso sono stati sottoscritti 9 accordi di programma, 8 con amministrazioni comunali ed uno con un amministrazione provinciale, in attuazione della L.R. 24/2003 e volti al miglioramento di rilevanti problemi di sicurezza o di disordine urbano diffuso, per un finanziamento totale pari a Tra le finalità più rilevanti di tali accordi si menzionano: il recupero sociale ed urbanistico ed il controllo del territorio con nuove tecnologie di videosorveglianza di aree della regione fortemente critiche; la prevenzione della devianza giovanile e la valorizzazione del ruolo della polizia locale verso le comunità. In ossequio alla L.R. 48/1996 è stata confermata l adesione annuale della Regione Emilia-Romagna all associazione internazionale Forum Europeo per la Sicurezza Urbana (EFUS), i cui obiettivi sono stati perseguiti attraverso un impegno diretto nella promozione e nello sviluppo del Forum Italiano (FISU), rete italiana dell omonimo Forum europeo, di cui la Regione gestisce segreteria tecnica e sito web, sia in italiano che in lingua inglese (v. e nel lavoro di coordinamento svolto in seno alla Conferenza dei Presidenti di Regione. È stato portato a conclusione il progetto europeo Urbis - Urban manager for security, safety and crisis management, coordinato dall ente di formazione Sinergie, con l'obiettivo di delineare un nuovo profilo europeo (Urban Manager) caratterizzato da competenze multidisciplinari finalizzate ad una gestione integrata della sicurezza nelle aree urbane. In particolare è stato pianificato ed organizzato per i soci aderenti FISU un corso sulle metodologie del problem solving basate sul metodo SARA, applicate alle tematiche della sicurezza urbana. È stato inoltre pubblicato il volume Città Giusta, Città Sicura. Il Manifesto dell Efus nell esperienza dei governi locali FISU e Idee per la sicurezza 2014, che raccoglie i migliori progetti in materia di sicurezza urbana, ideati ad attuati dalle città aderenti al Forum Italiano, in coerenza con le raccomandazioni tematiche del Manifesto EFUS. Sul piano della ricerca in materia di sicurezza sono proseguite le attività orientate ad approfondire le chiavi di comprensione dei fenomeni problematici sia consolidati che emergenti sul territorio: dalla violenza di genere in tutte le sue forme, alle estorsioni o i danneggiamenti seguiti da incendio fino all organizzazione di bande giovanili, fenomeno ancora molto embrionale, ma da tenere costantemente sotto osservazione. È stato realizzato e pubblicato, con riferimento all andamento della delittuosità in Emilia-Romagna, il fascicolo n. 5 delle Statistiche di città sicure con un analisi dei dati delle province e capoluoghi per gli ultimi anni disponibili 2012 e 2013, con riepiloghi regionali per il periodo5 Sempre nell ambito della L.R. 24/2003 la Regione Emilia-Romagna, le Province e i Comuni Capoluogo hanno costituito nel 2004 la Fondazione Emiliano Romagnola per le Vittime di Reato. Si tratta di un ente che fornisce sostegno a chi è vittima di reati non colposi commessi sul territorio regionale o a danno di cittadini ivi residenti, che causino morte o danni gravissimi alle persone. La Fondazione interviene nell immediatezza del fatto senza l intento di risarcire le vittime o i loro familiari, quanto di aiutarle ad affrontare i gravosi ed urgenti problemi conseguenti ai crimini subìti. I tempi d intervento della Fondazione sono di norma di 30 giorni dalla data di ricevimento della richiesta da parte del Sindaco. Nel corso del 2013 la Fondazione ha accolto 30 richieste di aiuto avanzate dai sindaci (sono in totale 223 dalla sua costituzione). Gli importi stanziati a favore di vittime nel 2014 ammontano complessivamente a Nel 2014 gli aiuti erogati sono andati da un minimo di ad un massimo di , per un caso di omicidio. Nel corso della sua esistenza, dalla costituzione nel 2004 a tutto il 2014, la Fondazione ha deliberato interventi in favore delle vittime per un ammontare di quasi 2 Milioni di euro. La Regione ha contribuito al sostegno della Fondazione con propri fondi nel 2014 per un importo pari a Sono proseguite, infine, le azioni dedicate alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne. In questo ambito, in particolare, si è agito seguendo due diverse direttrici: da un lato si è continuato a sostenere e ad aiutare le donne vittime di violenza, sia indirettamente, cioè attraverso i progetti ordinari previsti dalla già citata LR. 24/2003 (contribuendo, per esempio, alla diffusione e al rafforzamento sul territorio regionale della rete di sostegno basata sui centri antiviolenza, ma anche finanziando progetti generali sulla sicurezza urbana, i quali, benché non fossero tutti impostati specificamente secondo un ottica di genere, di fatto erano rivolti anche alle donne), sia direttamente, attraverso le consuete misure di supporto e di assistenza economica alle vittime di violenza - e spesso ai loro figli - della Fondazione Emiliano Romagnola per le Vittime di Reato (che di fatto dedica buona parte del suo lavoro alla gestione di casi che riguardano la violenza di genere); dall altro lato si è continuato ad approfondire e mantenere aggiornato il quadro conoscitivo dei fenomeni che riguardano la violenza e l insicurezza di genere. In particolare, nel 2014 è stato condotto il ventesimo sondaggio annuale sulla sicurezza dei cittadini, il quale prevede una lettura di genere dell insicurezza e della vittimizzazione. Nell anno 2014, inoltre, si è continuato ad alimentare con dati aggiornati le basi statistiche e le banche-dati interne su diversi fenomeni sociali, compreso quello della violenza di genere, che offrono una lettura approfondita della condizione femminile della nostra regione, compreso l aspetto della violenza. SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DELLE STRUTTURE DI POLIZIA LOCALE Nel corso del 2014 Regione ha continuato le proprie attività di sostegno e razionalizzazione del sistema regionale di polizia locale. In particolare dopo l adozione della L.R. 8/2013 e la deliberazione attuativa in materi di standard DGR 56 2071/2013, avvenuta l'anno precedente si è continuato nel processo di armonizzazione delle previsioni della LR. 24/2003 con i principi della LR. 21/2012. In quest'ottica sono stati sottoscritti, previo apposito bando adottato con DGR 293/2014, 6 accordi di programma di durata triennale con altrettante Unioni di Comuni per la promozione e l'istituzione di corpi di polizia locale a norma dell'art. 14 della LR. 24/2003 coincidenti con i rispettivi ambiti territoriali di riferimento; il tutto per un importo riferito al primo anno di , su un valore previsto negli accordi sui tre anni di Contestualmente sono proseguite anche: 1) le attività inerenti gli accordi di programma, sottoscritti negli anni precedenti tutti riguardanti corpi di polizia locale insistenti su territorio rientranti nel cratere del sisma del 2012, per l istituzione e la promozione dei corpi di polizia locale finalizzata ad agevolare l adeguamento agli standard regionali: si tratta di 8 accordi che hanno comportato l impegno per il 2014 di ; 2) il sostegno alle attività della Scuola Interregionale di Polizia Locale attraverso un contributo annuo di ; 3) adeguamento tecnologico dei Comandi mediante la promozione strumenti individuati nell ambito del Piano Telematico Regionale, in particolare la Rete Radiomobile Digitale che ha visto un incremento dei comuni utilizzatori e del numero degli apparati radio utilizzati, raggiungendo quota 178 comuni e radiotrasmittenti ed il Sistema Rilfedeur per la raccolta delle segnalazioni di degrado urbano da parte dei cittadini verso le polizie locali e gli Urp dei comuni, che è stato adottato a fine anno da 126 comuni. Con riferimento ai temi di genere, il sostegno alle polizie locali si esplicita nel sostegno ad un sistema di polizia locale, quello emiliano romagnolo, dove i agenti ed ufficiali sono per il 43% donne (nel 2003 erano 39%). Un dato rilevante se si considera che in Polizia di Stato la componente femminile non va oltre il 15%. Questa caratteristica trasforma l'attività quotidiana connotandone le azioni verso una maggiore attenzione a temi quali i reati contro i minori o la violenza di genere, oggetto - nel di uno specifico seminario di approfondimento organizzato dalla Scuola Interregionale di Polizia Locale. L azione della Regione ha consentito agli Enti Locali, pur in presenza di interventi di contenimento della spesa pubblica che hanno interessato il sistema del pubblico impiego e di orientamento da parte dello Stato alla riduzione delle spese per il personale, di mantenere complessivamente un numero di operatori solo leggermente inferiore a quello dello scorso anno, cioè Da rilevare come la presenza, in tutti comuni, di un servizio di polizia locale sia stata attuata durante il 2014 attraverso 163 strutture di polizia municipale, sia comunali che intercomunali. Questo è stato possibile anche grazie all'impulso fornito dall'attività di riordino territoriale e di promozione dell associazionismo tra Comuni, grazie al quale i primi 33 Comandi di polizia municipale, quelli con più di 30 addetti, servono il 70% dell intera popolazione regionale. 67 SPORT La Giunta regionale, in continuità con il Progetto di miglioramento dello stato di salute dei cittadini emiliano-romagnoli attraverso l attività motoria e sportiva, in attuazione della L.R. 13/2000, ha favorito la collaborazione tra l Assessorato Cultura, Sport e l Assessorato Politiche per la Salute ed ha confermato i seguenti obiettivi anche per l anno 2014: - promuovere lo sport per la salute e contrastare il fenomeno dell abbandono precoce dello stesso da parte dei ragazzi in particolare attraverso interventi che favoriscano l accesso dei bambini e dei ragazzi alla pratica dell attività motoria e dello sport; - diffondere fra la popolazione abitudini a stile di vita attivi aumentando le occasioni di pratica motoria e sportiva nell ambito delle attività quotidiane e in luoghi diversi dai tradizionali impianti. A tal fine è stato sottoscritto un accordo formale con i Comitati regionali di CONI, CIP ed Enti di Promozione sportiva, attraverso il quale si sono per impegnarli a privilegiare, nell ambito delle loro attività, gli aspetti di promozione della salute, formativi e di socializzazione, rispetto ai valori dell agonismo. Per l Associazionismo di livello regionale, è stato dato risalto alle attività finalizzate ad una maggiore qualificazione delle associazioni e alla loro organizzazione nonché al livello di collaborazione offerto per il miglioramento della conoscenza del sistema associativo sportivo regionale. Obiettivo da raggiungere con i progetti da finanziare sono state le attività di tutela e salvaguardia dell ambiente e della sicurezza dei praticanti poste in essere nello svolgimento degli eventi sportivi. Nell ambito delle attività dell Osservatorio del sistema sportivo regionale, previste dalla LR 13/ art. 4, è stato perseguito l obiettivo del miglioramento dei servizi offerti attraverso la georeferenziazione degli impianti sportivi. Con il Programma annuale per la promozione e la diffusione della pratica motoriosportiva sono stati destinati ,00 euro per la realizzazione di interventi specifici e sono stati finanziati 9 fra i 58 progetti presentati, in quanto risultati maggiormente coerenti con gli obiettivi regionali e in particolare con quello relativo alla promuovere stili di vita attivi (78% dei progetti finanziati e 76% del finanziamento totale). Attraverso il Programma annuale di interventi a sostegno dell associazionismo di livello regionale sono stati assegnati ,00 euro alle Associazioni sportive di rilevanza regionale per l attuazione di n. 5 interventi finalizzati alla qualificazione dei propri servizi e ai progetti di salvaguardia ambientale in occasione di eventi sportivi di forte impatto sul territorio Elementi finanziari - Come previsto dall atto di assegnazione dei contributi per i progetti di promozione sportiva (DG 1950/2014) è stato liquidato il 50% dei assegnati al momento dell inizio delle attività, mentre il saldo potrà essere liquidato esclusivamente al termine dei lavori e presentazione della rendicontazione finale prevista entro il 31/10/2015). 78 Per l Associazionismo sportivo di livello regionale i contributi saranno erogati, come previsto dalla Giunta regionale (DG 1120/2014) dopo il termine delle attività e la presentazione dei risultati previsti per il 31/05/2015. Per le Associazioni di livello regionale nulla è stato liquidato in quanto i tempi di realizzazione dei progetti scadono il 31/05/2015 termine stabilito per la trasmissione della rendicontazione e di una relazione sui risultati conseguiti (DG 1120/2014) e un beneficiario ha ottenuto una proroga sul termine dei lavori al 31/08/2015 (DD.1688/2015).Le risorse disponibili, pari a euro, sono state utilizzate per interventi di manutenzione e il miglioramento delle applicazioni WEB in particolare quelle relative all impiantistica sportiva ancora da liquidare. Nulla di nuovo da segnalare per quanto riguarda il sostegno a Programmi di impiantistica sportiva in quanto non sono state rese disponibili risorse nel Bilancio regionale, per cui l attività è proseguita nell attuazione dei progetti relativi a Programmi precedenti e finalizzati alla conservazione e al miglioramento degli impianti e al potenziamento delle strutture sportive. Con riferimento alla L.R. 13/2000, non si è potuto approvare il nuovo Programma triennale relativo all impiantistica e agli spazi destinati alle attività motorie sportive a causa della mancata dotazione di risorse finanziarie sul cap del bilancio regionale. Tuttavia, sullo stesso capitolo di spesa, nel 2014 si è provveduto all attuazione di programmi relativi ad annualità precedenti, impegnando risorse per ,38 e liquidando contributi per ,96 euro, ivi comprese le somme risultate perenti. 89 VICEPRESIDENZA. ASSESSORATO POLITICHE DI WELFARE E POLITICHE ABITATIVE 910 VICEPRESIDENZA ASSESSORATO POLITICHE DI WELFARE E POLITICHE ABITATIVE PREMESSA Nel corso del 2014 sono state stanziati per il finanziamento delle politiche afferenti all Assessorato Promozione delle politiche sociali e di integrazione per l'immigrazione, volontariato, associazionismo e terzo settore circa 58 milioni di euro, di cui 37,5 milioni sono di provenienza regionale e i restanti sono di provenienza statale. Del complesso delle risorse destinate alle politiche sociali il 77%, circa 44,5 milioni di euro, sono state destinate alla programmazione annuale del finanziamento dei piani di zona distrettuali per la salute e il benessere sociale, le cui indicazioni attuative sono state definite dall Assemblea Legislativa con deliberazione n. 117/2013 e le risorse programmate dalla giunta regionale con deliberazione n.339/2014. Le finalità della delibera approvata dall Assemblea legislativa sono state di orientamento della programmazione territoriale per gli anni di individuazione dei bisogni più impellenti, delle aree di intervento da privilegiare e delle principali azioni da sviluppare, per consentire di affrontare meglio la situazione di grave crisi economica e sociale e rilanciare l impegno dell intera comunità regionale per un welfare più adeguato a mettere al centro le persone e i diritti di cui sono titolari. La giunta regionale nell ambito del programma annuale 2014 ha compiuto quali scelte di fondo: 1. Conferma e potenziamento del finanziamento al Fondo Sociale Locale, quale riconoscimento del ruolo centrale dell ambito distrettuale nella programmazione e regolazione del sistema degli interventi sociali e sanitari; 2. Mantenimento delle risorse a favore delle famiglie attraverso il consolidamento e l ampliamento della rete dei Centri per le Famiglie; 3. Mantenimento delle risorse a sostegno dei programmi di assistenza temporanea ed integrazione sociale a favore delle vittime di tratta, sfruttamento e riduzione in schiavitù; 4. Ampliamento delle risorse destinate agli interventi rivolti alle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale, promossi dai Comuni sede di carcere, anche al fine di accompagnare e sostenere il processo di riforma del circuito penitenziario regionale avviato nel corso del 2013 e culminato nella sigla del Protocollo operativo, integrativo del Protocollo d'intesa tra il Ministero della Giustizia e la Regione Emilia-Romagna per l'attuazione di misure volte all'umanizzazione della pena e al reinserimento sociale delle persone detenute, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 44/2014 e siglato in data 27/01/2014; 5. Sostegno alla programmazione di ambito distrettuale per l'attuazione delle linee di indirizzo per la promozione del benessere e la prevenzione del rischio in adolescenza (DGR 590/2013). 1011 Le rimanenti risorse, circa 13,5 milioni, sono state destinate alle seguenti aree: Servizi socio-educativi per la prima infanzia Contributi per il trasporto pubblico locale per anziani, disabili ed altre categorie sociali Economia sociale: associazionismo, volontariato, cooperazione sociale Attuazione degli interventi di servizio civile Iniziative di comunicazione sociale Politiche per le giovani generazioni POLITICHE PER LA PROMOZIONE SOCIALE Fondo Sociale per spese di investimento Nell anno 2014 sono continuate le attività di gestione delle procedure finalizzare all attuazione degli interventi finanziati tramite i contributi, regionali e statali, previsti dal Fondo sociale per spese di investimento (Art. 48 L. R. 2/2003). Si tratta complessivamente di 169 interventi in conto capitale destinate alla costruzione, ristrutturazione o acquisto di strutture socio-assistenziali e sociosanitarie per anziani, persone disabili, minori, immigrati e persone con forte disagio economico e sociale 1, individuati dai territori sulla base dei bisogni emergenti. A tutto il 2014 sono stati realizzati e conclusi oltre il 70% degli interventi programmati, per i restanti interventi i lavori sono ancora in fase di esecuzione. Sul complesso delle risorse statali e regionali assegnate per la loro realizzazione pari a 31 milioni di Euro, i contributi erogati ammontano complessivamente a 20 milioni di Euro. In particolare i contributi liquidati nel 2014 a favore degli Enti attuatori per la realizzazione degli interventi ammontano a 3,4 milioni di Euro. 1 Deliberazioni di Giunta Regionale n. 1355/2009 e s.m.i. e n. 1156/2011. Interventi nell Area Anziani e Disabili Assistenti famigliari privati e caregiver famigliari La qualificazione del lavoro di cura delle assistenti famigliari. Nell ambito degli interventi finanziati con l FRNA, viene realizzato un monitoraggio annuo delle attività di qualificazione dedicate, realizzate a livello distrettuale. Dall ultimo monitoraggio realizzato, gli ambiti distrettuali hanno realizzato complessivamente 163 iniziative di formazione e aggiornamento delle assistenti famigliari coinvolgendo persone, cui si aggiungono le attività di tutoring 1112 domiciliare a cura degli operatori professionali dell assistenza domiciliare. Risultano inoltre attivi 68 punti di ascolto dedicati. Al fine di ampliare il numero di assistenti familiari che il sistema dei servizi è in grado di intercettare e mettere in relazione con la rete dei servizi nel 2014 ha preso avvio una sperimentazione di modalità alternative di aggiornamento delle assistenti famigliari con il coinvolgimento di esperti della rete dei servizi per garantire sostegno e accompagnamento. Il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo dei caregiver famigliari. Nel corso del 2013, stato realizzato un report di sintesi delle esperienze di sostegno ai caregiver di persone anziane e disabili realizzate in Regione che ha messo in evidenza una grande ricchezza di esperienza e competenza e la partecipazione del terzo settore alla maggior parte delle iniziative. Nel 2014 è stata approvata la LR 2/2014 Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare, persona che presta volontariamente cura ed assistenza, il cui obiettivo è di sostenere, nell ambito del percorso di innovazione del sistema di welfare regionale, l importante ruolo svolto dalle persone che prestano volontariamente cura ed assistenza a domicilio a famigliari o persone care, riconoscendone e tutelandone i bisogni e assicurando loro sostegno, affiancamento e inserimento nelle opportunità offerte dalla rete dei servizi. La legge istituisce il Caregiver day regionale che si celebra l ultimo sabato di maggio di ogni anno promuovendo la collaborazione degli Enti locali e delle Aziende sanitarie, la partecipazione del Terzo settore, dei sindacati dei lavoratori e dei pensionati e delle associazioni datoriali. Interventi per la mobilità In continuità con gli anni precedenti, nel 2014 sono state garantite in collaborazione con l Assessorato alla Mobilità, le agevolazioni tariffarie nell ambito Trasporto Pubblico Locale a favore di persone con disabilità, anziani a basso reddito ed altre categorie sociali (DGR 2068/2013). Chi usufruisce delle agevolazioni - pensionati a basso reddito e persone con disabilità ha una riduzione su abbonamenti annuali, urbani, cumulativi o extraurbani, fino a circa il 50% rispetto alla tariffa ordinaria. L abbonamento agevolato dura un anno e consente un numero di corse illimitate su tutti i servizi di bus della regione e su tutte le linee ferroviarie di FER. Ogni anno sono oltre le persone che beneficiano di tali interventi che sono sostenuti da Regione ed Enti locali. Politiche trasversali per l autonomia nell ambiente domestico Nel corso del 2014 è continuata l attività della rete dei Centri per l Adattamento dell Ambiente Domestico (www.retecaad.it) che sono stati avviati nel 2004 presso i Comuni capoluogo di Provincia per dare informazione e consulenza sui temi dell adattamento dell ambiente domestico per anziani e disabili. I Centri provinciali hanno un collegamento più o meno strutturato con i referenti dei servizi sociali e socio-sanitari dei diversi ambiti distrettuali, che con diverse modalità 1213 svolgono funzioni di informazione e di primo filtro delle domande dei cittadini, e nel caso necessitino di una consulenza più approfondita, vengono inviati all èquipe maggiormente specializzata del Centro provinciale. La Regione ha sostenuto l azione della rete dei CAAD attraverso il supporto tecnico e il coordinamento da parte del "Centro Regionale Ausili" di Bologna e del "Centro di Informazione Regionale sul Benessere Ambientale" di Reggio Emilia, che sono i due centri di riferimento regionale ad alta specializzazione in materia di ausili e barriere architettoniche. Nel corso dell anno i Centri, oltre ad occuparsi di informazione e consulenza diretta ai cittadini, hanno rivolto una serie di azioni informative, promozionali e formative non solo alla rete territoriale dei servizi socio-sanitari, ma anche a vari soggetti del mondo professionale, artigiano, associativo e sindacale, ritenuti interlocutori cruciali per diffondere una cultura sulla progettazione accessibile e la qualità della vita a domicilio delle persone anziane e disabili. E continuata inoltre la promozione degli interventi di adattamento dell ambiente domestico per sostenere la vita a domicilio delle persone non autosufficienti, finanziati dal Fondo regionale per la non autosufficienza, attraverso una serie di iniziative rivolte a i servizi socio-sanitari. Un altro ambito di attività ha riguardato gli interventi previsti dalla LR 29/97 per favorire la mobilità e l autonomia nell ambiente domestico delle persone non autosufficienti, che vengono gestiti dai Comuni a livello distrettuale. E da quando viene applicata la Deliberazione della Giunta Regionale n.1161/04, che ha ridefinito il sistema di erogazione dei contributi previsti agli articoli 9 e 10 della LR 29/97, che vengono garantite modalità di accesso, procedure semplificate e criteri di accesso che hanno esteso i contributi per l'acquisto e l'adattamento di automobili a categorie che venivano prima escluse da tali benefici, come chi pur essendo nella medesima situazione di handicap grave può guidare (ad esempio persone paraplegiche titolari di patente speciale), o persone che non possono guidare ma non hanno bisogno di un veicolo adattato (ad esempio minori con disabilità, disabili anche adulti mentali). Inoltre, il governo di questi contributi gestiti da anni a livello distrettuale, garantisce autonomia di programmazione e gestione delle risorse da parte di ogni territorio, rendendo più flessibili le procedure di erogazione, anche a vantaggio dei cittadini, per esempio nella tempistica meno rigida per la presentazione delle domande di contributo. Sono circa cinquecento i cittadini che ogni anno ricevono presso i Comuni i contributi previsti dalla LR 29/97 per un importo complessivo di oltre 600 mila euro. La Regione ha sostenuto l azione dei Comuni attraverso attività di informazione, interpretazione normativa, coordinamento e supporto nell utilizzo del software per la gestione del procedimento ed un attività di monitoraggio sugli interventi realizzati. Area economia sociale: Associazionismo, Volontariato, Cooperazione Sociale Per l Area Volontariato, Associazionismo, Cooperazione Sociale, nel corso del 2014, anche nel rispetto della L.R. n. 8/2014, sono stati perseguiti obiettivi di qualificazione e semplificazione relativamente alla gestione dei registri 1314 regionali delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale. In particolare, in collaborazione con il Sistema Informativo a supporto dell Assessorato Politiche sociali, si è portato avanti il lavoro di informatizzazione delle procedure e all'accertamento preventivo della sussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi per l'iscrizione, nonché l attività di analisi e definizione dei contenuti e delle interfacce della Banca dati regionale dei soggetti del Terzo Settore, programmando in forma sperimentale il sistema informatico per la verifica periodica del permanere dei requisiti per l iscrizione relativamente alle associazioni di promozione sociale, con possibilità di applicazione anche per le verifiche relative alle cooperative sociali. Più nello specifico dei singoli ambiti d'intervento, per quanto riguarda l'associazionismo, anche per il 2014, la Regione 1 ha contribuito, da un lato, a sostenere economicamente per un impegno complessivo di ,00 euro i progetti di sviluppo presentati dalle a ssociazioni iscritte nel registro regionale (di cui ,00 per il sostegno di azioni di approfondimento, studio e ricerca sulla identità delle associazioni di promozione sociale tra impresa sociale e finalità solidaristiche), dall'altro ha contribuito al finanziamento dei piani elaborati dalle Province per il sostegno e lo sviluppo dell'associazionismo locale per ,00 euro. Per quanto riguarda il Volontariato 2, nel corso del 2014 si sono sostenuti economicamente progetti relativi a buone pratiche di volontariato e ad attività di sensibilizzazione dei giovani alla solidarietà presentati dalle organizzazioni iscritte per un impegno complessivo di ,00 euro. Si è data continuità alle azioni di raccordo con il Co.Ge 3 e con il Forum Terzo settore Emilia Romagna, nonché alle azioni di coordinamento della Conferenza regionale del Terzo settore (CTRS). Nel corso del 2014 si è celebrata la prima giornata della Cittadinanza solidale istituita con la su richiamata L.R. n. 8/2014. Per quanto riguarda le Cooperative sociali 4, nel corso del 2014 si è collaborato alla definizione di parti del PDL regionale di revisione della L.R. n. 7/1994, poi approvato come L.R. n. 12/2014. Nel 2014 si è perfezionata e consolidata l'attività della Commissione regionale per la Cooperazione sociale, così come definita con Regolamento regionale n. 2/2009, anche attraverso l attivazione del percorso per la revisione della L.R. n. 7/ Ai sensi della L.R. n. 34/2002 Norme per la valorizzazione delle Associazioni di promozione sociale. Abrogazione della legge regionale 7 marzo 1995, n in attuazione degli interventi previsti dalla L.R. n. 12/2005 Norme per la valorizzazione delle Organizzazioni di volontariato. Abrogazione della L.R. 2 settembre 1996, n COmitato di GEstione del fondo speciale per il volontariato dell Emilia-Romagna 4 in attuazione degli interventi previsti dalla L.R. n. 7/1994 Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale, attuazione della Legge 8 novembre 1991, n15 L attuazione degli interventi di Servizio Civile Servizio Civile Nazionale - Nel 2014 l attuazione del D.Lgs. 77 del 2002 Disciplina del Servizio civile nazionale a norma dell'articolo 2 della L. 6 marzo 2001, n. 64 e successive modifiche e integrazioni è stata ancora una volta caratterizzata dalle ridotte risorse statali dedicate, previste in , che hanno portato il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale (di seguito Dipartimento) alla scelta di accorpare il finanziamento delle annualità 2014 e 2015 per la pubblicazione di un unico bando. Da ricordare che con l emanazione della circolare del Dipartimento 23/9/2013 sull accreditamento e la contemporanea riapertura dello stesso, dal 1 ottobre 2013 è stato superato il vincolo temporale per l accreditamento di Enti e Associazioni, rendendolo quindi possibile in qualunque momento. Questo ha comportato la presentazione di 4 richieste di accreditamento all Albo regionale del servizio civile, il cui iter di valutazione era ancora in corso al 31/12/2014, e di 55 richieste di adeguamento dell iscrizione all Albo, tutte valutate positivamente. istanze esiti Albo regionale Servizio Civile richieste di accreditamento richieste d'adeguamento iscrizione positive negative da valutare 4 archiviate totale nr.istanze positive negative da definire cancellazioni chieste dagli enti archiviate nr.istanze Il primo aprile 2014 è stato organizzato, a Modena, l evento conclusivo dei progetti di servizio civile Per Daniele: Straordinario Come Voi e Ri-partire dalla cultura e dal patrimonio artistico rivolti alle popolazioni dell Emilia colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, che hanno coinvolto dall 8 aprile 2013 al 7 aprile 2014 complessivamente 500 giovani, di cui 100 giovani provenienti da altri Paesi. 1516 In vista del bando di progettazione sono stati approvati i criteri aggiuntivi regionali di valutazione dei progetti di servizio civile nazionale (deliberazione di giunta regionale n. 595/2014), per l attribuzione di 20 punti oltre agli 80 punti del Prontuario nazionale. Il 16 giugno 2014 il Dipartimento ha emanato il Bando per la presentazione dei progetti di servizio civile (scadenza 4 agosto). La valutazione ed approvazione dei progetti di servizio civile nazionale presentati dagli Enti accreditati all Albo regionale è terminata entro il mese di gennaio 2015 nella prospettiva della successiva pubblicazione del bando per i giovani interessati (16/3/2015). numero esiti Bando 2014 progetti giovani coprogettazioni enti coprogettanti approvati approvati con limitazione bocciati totale progetti presentati richiesti approvati presentate approvate presentati approvati progetti straordinario sisma Giovedì 10 luglio 2014 è stata organizzata, presso la Sala A Conferenze della III^ torre della Regione Emilia-Romagna (v.le della Fiera 8, Bologna), la sesta Assemblea regionale dei giovani in servizio civile (oltre 250 i partecipanti), durante la quale sono stati presentati i candidati a rappresentare i giovani in servizio civile del territorio regionale ed è stata eletta la nuova rappresentante dei giovani in scregionale. Il 29 settembre 2014 è stata realizzata la quarta Conferenza regionale del servizio civile (art.19 della L.R.20/2003 e ss.mm.e ii.), presso la Sala Polivalente Guido Fanti della Regione Emilia-Romagna; nell occasione sono state riallestite la mostra fotografica 500 impronte straordinarie, sul servizio civile nelle zone colpite dal sisma del 2012, e la mostra promozionale sul servizio civile all estero. Sono proseguite le attività di verifica dei progetti, previste dall articolo 6, comma 5, del D.Lgs.77/02. In particolare è stato controllato n. 1 progetto (1 progetto nel 2013, 2 nel 2012, 16 nel 2011; 15 nel 2010; 10 nel 2009 e 21 nel 2008). I percorsi formativi sono stati realizzati attraverso i Coordinamenti Provinciali degli Enti di servizio civile (Co.Pr.E.S.C.), ai sensi della L.R. 20/03 e ss.mm. e ii.; di 1617 seguito il riepilogo: FIGURE 2014 Operatore Locale di Progetto formazione generale giovani in sc 2013 (*) nr.percorsi nr.partecipanti nr.ore complessive nr.percorsi nr.partecipanti nr.ore complessive (*) si riferiscono esclusivamente ai corsi per i progetti speciali del sisma Le risorse umane e finanziarie dedicate dalla Regione al servizio civile nel 2014 sono state le seguenti: descrizione tipologia risorse umane e finanziarie impegnate per il servizio civile dalla RER nr.persone coinvolte nell ufficio regionale promozione/ sensibilizzazione formazione integrazione del Fondo Naz.SC (art.11d.lgs.77/02) a tempo pieno a tempo parziale fondi statali fondi regionali fondi statali fondi regionali fondi regionali , , , , , , , , , Servizio Civile Regionale - Le iniziative per l attuazione della legge regionale sul servizio civile, n. 20 del 20 ottobre 2003 e ss.mm., nel corso del 2014 hanno riguardato: - la modifica della predetta legge, intervenuta con l approvazione della legge regionale n.8 del 30 giugno 2014, che ha previsto, tra l altro, una maggiore flessibilità nell accesso e nella progettazione del servizio civile regionale (giovani dai 18 ai 29 anni, impegnati dai 6 fino agli 11 mesi, per un impegno orario settimanale di 15 oppure 20 oppure 25 ore, su 4 o 5 giorni alla settimana) e la possibilità di co- 1718 finanziamento dei progetti da parte degli Enti pubblici e/o privati, accreditati o non accreditati per il servizio civile; - la progettazione del servizio civile regionale 2014 per giovani d età compresa tra i 18 e i 29 anni, mediante l adozione della deliberazione di giunta regionale n. 818 del 9 giugno 2014; - la valutazione dei 76 progetti di servizio civile regionali pervenuti, conclusa con il seguente esito (determinazione n.14773/2014): 76 progetti approvati e finanziati, di cui 26 con limitazioni ad alcune previsioni; - la pubblicazione il 17 ottobre 2014, da parte dei Coordinamenti Provinciali degli Enti di Servizio Civile (Co.Pr.E.S.C.), degli avvisi provinciali per la selezione pubblica di 209 giovani senza distinzione di sesso o di appartenenza culturale o religiosa, di ceto, di residenza o di cittadinanza (art.3 L.R.20/03), per la partecipazione ai progetti di servizio civile regionale dell'emilia-romagna; dei 209 posti, 41 sono stati autofinanziati dagli Enti: 35 nella provincia di Reggio Emilia, dalla Fondazione Manodori e dalla Camera di Commercio, e 6 nella provincia di Modena, dall'unione Comuni Modenesi Area Nord. L'autofinanziamento è previsto dall'articolo 22 della L.R.20/2003, come modificato dalla L.R.8/2014, che senza limiti temporali consente agli enti pubblici e a soggetti privati di destinare risorse allo sviluppo del servizio civile regionale, vincolandole per specifici progetti. Le domande di partecipazione presentate dai giovani sono state 1.700, che corrispondono a circa 8 domande per ogni posto disponibili. SERVIZIO CIVILE REGIONALE anno posti disponibili domande presentate domande per posto disp.le , , , , ,8 Servizio Civile Regionale per l attuazione della Garanzia giovani - L anno 2014 per il settore del servizio civile è stato caratterizzato dalla partecipazione al programma europeo della Garanzia giovani, che a livello nazionale ha previsto anche 1819 la misura 6 «servizio civile» tra quelle proponibili ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, che non lavorano e non studiano. In conformità alla proposta di Piano di Attuazione Regionale della Garanzia per i Giovani, approvata con deliberazione di giunta regionale n. 475/2014, e alla conseguente Convenzione fra Regione Emilia- Romagna e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sottoscritta in data 18/04/2014, con deliberazione di giunta regionale n. 818 del 9 giugno 2014 è stata approvata la progettazione del servizio civile regionale per dare attuazione alla misura 6 «servizio civile». Con successiva determinazione dirigenziale n del 19 agosto 2014 sono stati approvati tutti i 113 progetti ricevuti, di cui 17 con limitati in alcune previsioni con determinazione dirigenziale n del 29/7/2014. Contestualmente è stata pubblicata la banca dati dei progetti per l attuazione della Garanzia giovani per consentire alle persone iscritte a Garanzia giovani di poter scegliere la propria esperienza di servizio civile tra quelle disponibili. L alta adesione dei giovani alla misura 6 «servizio civile», oltre mille rispetto ai 143 posti finanziati, ha portato ad ottobre 2014 alla decisione di chiudere la possibilità di aderire al servizio civile e di organizzare degli incontri informativi a livello provinciale per meglio orientare i giovani nella scelta della misura di Garanzia giovani e in particolare nel progetto di servizio civile regionale. L iter procedurale di individuazione dei giovani da avviare si è concluso all inizio del 2015 (determinazione dirigenziale Responsabile Servizio Lavoro n.202 del 5 febbraio 2015) e ha permesso il 16 marzo 2015 a 143 giovani di iniziare la propria esperienza di servizio civile regionale di Garanzia giovani. SERVIZIO CIVILE REGIONALE anno risorse regionali autofinanziamento enti risorse garanzia giovani , , , / ,00 non previsto non previste SERVIZIO CIVILE REGIONALE SCR 2014 GG (*)20 PROGETTI PRESENTATI PROGETTI APPROVATI PROGETTI FINANZIATI posti PROGETTI NON FINANZIATI posti (*) coprogettazione a favore delle popolazioni colpite dal sisma iniziato nel maggio 2012 La Consulta regionale del servizio civile, prevista dall art. 20 della L.R.20/2003 e ss.mm.e ii., è stata convocata in data: 18 febbraio, 30 maggio e 2 settembre Nella seconda metà del 2014, in attuazione della L.R.20/03, come per gli anni precedenti sono state deliberate le misure a sostegno dell esperienza di servizio civile all estero (giunta regionale n. 1628/2014) e gli obiettivi regionali per i Coordinamenti Provinciali degli Enti di Servizio Civile -Co.Pr.E.S.C. (giunta regionale n.1631/2014). INIZIATIVE DI COMUNICAZIONE SOCIALE Nel progettare la comunicazione dell assessorato Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna, è stato costruito un sistema di interventi e servizi rivolti a tutti i cittadini secondo un principio di equità, innescando un processo di interazione sociale che ha come sfondo l esigibilità dei diritti riconosciuti come la salute, i diritti dei minori e degli anziani, il diritto dei disabili a far parte della vita sociale, il diritto all identità sessuale e personale. Una comunicazione che va dunque letta nella sua triplice accezione di diritto di informare, di informarsi e di essere informati, ma anche come espressione del diritto di cittadinanza, ossia come partecipazione consapevole al processo decisionale pubblico. Le spese relative alle attività di comunicazione sono riassunte nel grafico a torta di pagina Vedere altro
INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007 PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 DEL DISTRETTO N. 1 IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328 E DELLA LEGGE REGIONALE Dettagli * Responsabilità familiari, capacità genitoriali e diritti dei bambini e degli adolescenti;
Delib.Ass.Legisl. 23-11-2006 n. 91 Programma annuale 2006: interventi, obiettivi, criteri generali di ripartizione delle risorse ai sensi dell'art. 47, comma 3, della L.R. n. 2/2003. Stralcio del Piano Dettagli TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007
REGIONE LIGURIA TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007 INTERVENTI DI PREVENZIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE E MISURE Dettagli REGIONE TOSCANA PREAMBOLO
REGIONE TOSCANA L.R. 2 aprile 2009, n. 16 Cittadinanza di genere B.U. Regione Toscana 06 aprile 2009, n. 11 PREAMBOLO Visto l articolo 117, terzo, quarto e settimo comma della Costituzione; Visto l articolo Dettagli Art. 2 Finalità. LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n. 31. Norme regionali per l esercizio del diritto all istruzione
Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 196 del 7-12-2009 25631 LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n. 31 Norme regionali per l esercizio del diritto all istruzione e alla formazione. La seguente legge: Dettagli PROTOCOLLO D INTESA PROGETTO CITTA SOSTENIBILI E AMICHE DEI BAMBINI E DEGLI ADOLESCENTI
Inserire il Logo del Comune PROTOCOLLO D INTESA PROGETTO CITTA SOSTENIBILI E AMICHE DEI BAMBINI E DEGLI ADOLESCENTI Seconda annualità 2014/15 Premesso che i diritti dell Infanzia e dell Adolescenza sono Dettagli IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328, DELLA LEGGE REGIONALE 12 MARZO 2003, N. 2
INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007, PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2007 DEL DISTRETTO DI CESENA VALLE SAVIO E DEI PROGRAMMI PROVINCIALI IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE Dettagli NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA
NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni Dettagli Quattro anni di attività in Consiglio Regionale della Campania. Un anno di attività come Assessore alle Politiche Sociali
Quattro anni di attività in Consiglio Regionale della Campania Un anno di attività come Assessore alle Politiche Sociali Incarichi assunti in seno alla Giunta Regionale della Campania: Assessore regionale Dettagli Fondo Sociale Europeo: Asse E una linea di finanziamento per le Pari Opportunità nel mondo del lavoro
Fondo Sociale Europeo: Asse E una linea di finanziamento per le Pari Opportunità nel mondo del lavoro Linea 3 - possibilità alle aziende che vogliano sperimentare formule di conciliazione dei tempi La Dettagli Obiettivi Impegno degli ambiti distrettuali
Allegato 3 Delibera di Giunta regionale n. 1206 del 30/7/2007 Linee di indirizzo per favorire la qualificazione e la regolarizzazione del lavoro di cura delle assistenti familiari nell ambito delle azioni Dettagli AVVISO PUBBLICO DOTE 3
Area Sviluppo Economico Settore Lavoro PIANO PROVINCIALE DISABILI Annualità 2014 AVVISO PUBBLICO DOTE 3 Azioni finalizzate al sostegno all occupazione dei lavoratori con disabilità psichica o intellettiva Dettagli MISURA 2 Promozione del successo scolastico attraverso strumenti didattici innovativi;
ALLEGATO A AVVISO PUBBLICO per le scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado della Regione Lazio, per la presentazione di progetti rispondenti alle priorità di cui al punto 6.1 dell Allegato alla Dettagli PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE
PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE Definizione obiettivi: descrizione degli obiettivi di piano riferiti agli obiettivi generali Dettagli SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI INSERIMENTO SCOLASTICO DEDICATO AI BAMBINI E AI RAGAZZI ADOTTATI
Allegato A SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI INSERIMENTO SCOLASTICO DEDICATO AI BAMBINI E AI RAGAZZI ADOTTATI Il giorno., dell anno. alle ore., presso la sede Dettagli PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA
PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA Provincia di Lucca Prefettura di Lucca Procura della Dettagli DIREZIONE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
DIREZIONE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Servizio "Programmazione Politiche Attive del Lavoro, Formative e Sociali" Ufficio "Programmazione Politiche Sociali. Dettagli (Finalità e oggetto)
Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale Art. 1. (Finalità e oggetto) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici Dettagli Art. 1 Principi. Art. 2 Finalità
LEGGE REGIONALE 21 agosto 2007, n. 20 Disposizioni per la promozione ed il sostegno dei centri di antiviolenza e delle case di accoglienza per donne in difficoltà. (BUR n. 15 del 16 agosto, supplemento Dettagli LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 7 dicembre 2001, n. 32 concernente Interventi a sostegno della famiglia ;
DELIBERAZIONE N.1177 DEL 23/12/2005 Oggetto: L.r. 7 dicembre 2001, n. 32 Interventi a sostegno della famiglia. Individuazione degli interventi prioritari, nonché delle modalità e dei criteri di riparto Dettagli LA GIUNTA REGIONALE. SU PROPOSTA dell Assessore alle Politiche Sociali e Famiglia;
Oggetto: Piano di utilizzazione annuale 2011 degli stanziamenti per il sistema integrato regionale di interventi e servizi sociali. Approvazione documento concernente Linee guida ai Comuni per l utilizzazione Dettagli NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA
NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA Conoscere per governare 13 novembre 2013 Sala Polifunzionale Via Santa Maria in Via, 37 R o m a I servizi per la prima infanzia: il punto sulle Intese e il Piano di Azione Dettagli Bando Educare con gli Oratori n 5 Anno 2015
Bando Educare con gli Oratori n 5 Anno 2015 100.000 per l individuazione di progetti di utilità sociale Finalità della Fondazione La Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus opera nella provincia di Dettagli REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale Dipartimento Salute e Servizi Sociali Famiglia, Minori, Giovani, Pari Opportunita', Servizio Civile - Servizio
Allegato A INTESA SUI CRITERI DI RIPARTIZIONE DELLE RISORSE, LE FINALITA, LE MODALITA ATTUATIVE NONCHE IL MONITORAGGIO DEL SISTEMA DI INTERVENTI PER FAVORIRE LA CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO, Dettagli PROTOCOLLO D INTESA PER L OFFERTA DEL SERVIZIO EDUCATIVO DENOMINATO SEZIONI PRIMAVERA DESTINATO AI BAMBINI DI ETA COMPRESA TRA I 24 E I 36 MESI
PROTOCOLLO D INTESA PER L OFFERTA DEL SERVIZIO EDUCATIVO DENOMINATO SEZIONI PRIMAVERA DESTINATO AI BAMBINI DI ETA COMPRESA TRA I 24 E I 36 MESI L Ufficio Scolastico Regionale per le Marche e la Regione Dettagli PROTOCOLLO DI INTESA TRA
PROTOCOLLO DI INTESA TRA L Associazione Nazionale Comuni Italiani - ANCI, con sede in Via dei Prefetti n. 46, a Roma, C.F. 80118510587, rappresentata nel presente Protocollo dal Presidente f.f. Alessandro Dettagli Disegno di Legge per le politiche di genere e la conciliazione vita - lavoro
Disegno di Legge per le politiche di genere e la conciliazione vita - lavoro «Certo caro Socrate ci hai plasmato, come uno scultore, dei bei Governanti». «Ma caro Glaucone, se è per questo anche delle Dettagli Progetto di legge regionale della consigliera Paola Marani: Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare
Gruppo Assembleare Regione Emilia-Romagna Progetto di legge regionale della consigliera Paola Marani: Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare 1 Relazione Il caregiver familiare Dettagli D4 -DOTE LAVORO SOSTEGNO ALL OCCUPAZIONE DI DISABILI PSICHICI IN COOPERATIVE SOCIALI DI TIPO B AVVISO PUBBLICO
Settore Lavoro, Istruzione, Politiche Sociali PIANO PROVINCIALE PER IL SOSTEGNO E L INSERIMENTO LAVORATIVO DELLE PERSONE DISABILI 2014-2016 ANNUALITA 2014 Periodo transitorio D4 -DOTE LAVORO SOSTEGNO ALL Dettagli Rete delle RSA. Rete sanitaria delle ASL. Reti della sussidiarietà. Le tre Reti a regime
Rete sanitaria delle ASL Reti della sussidiarietà Rete delle RSA Le tre Reti a regime 1997 1999 2002 2004 2001 2004 2008 Soffermiamo l attenzione sul titolo: GOVERNO DELLA RETE DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI Dettagli PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE CITTADINANZA DI GENERE E CONCILIAZIONE VITA-LAVORO SOMMARIO
PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE CITTADINANZA DI GENERE E CONCILIAZIONE VITA-LAVORO SOMMARIO TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI OGGETTO PRINCIPI E OBIETTIVI art. 1 Oggetto e principi art. 2 Obiettivi TITOLO II Dettagli Competenze-chiave, futuro chiavi in mano: protagonismo giovanile e cittadinanza attiva in provincia di Modena
SCHEDA-PROGETTO PER LE ATTIVITÀ DI SPESA CORRENTE PROMOSSE DA EE.LL. (PUNTO 2.2, LETTERE A. E B. DELL ALLEGATO A) FINALIZZATE AD INTERVENTI RIVOLTI AD ADOLESCENTI E GIOVANI. (L.R. 14/08 "NORME IN MATERIA Dettagli PROTOCOLLO D INTESA in materia di contrasto dei fenomeni di sfruttamento, riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani
PROTOCOLLO D INTESA in materia di contrasto dei fenomeni di sfruttamento, riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani tra Regione Emilia-Romagna Direzione Distrettuale Antimafia Emilia-Romagna Procura Dettagli QUADRO NORMATIVO IN TEMA DI CONCILIAZIONE VITA LAVORO. LA RATIO DI UN ANALISI NORMATIVA
QUADRO NORMATIVO IN TEMA DI CONCILIAZIONE VITA LAVORO. LA RATIO DI UN ANALISI NORMATIVA Come è noto la programmazione dei fondi comunitari trae sempre origine da una analisi del contesto territoriale a Dettagli PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 del Piano di Zona Accordo di programma 2005-2007 della Zona Sociale Ravenna- Cervia - Russi
PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 del Piano di Zona Accordo di programma 2005-2007 della Zona Sociale Ravenna- Cervia - Russi (comprensivo del PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE PER AZIONI DI INTEGRAZIONE SOCIALE A Dettagli CONSIDERATO CONSIDERATO VISTA VISTA VISTA PRESO ATTO VISTA VISTO
INTESA BIENNALE PER GLI ANNI SCOLASTICI 2015/2016 E 2016/2017 TRA L UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER L EMILIA-ROMAGNA E LA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PER LA PROGRAMMAZIONE E LA GESTIONE COMPLESSIVA DELLE SEZIONI Dettagli D.G.R.n.94-4335 del 13.11.2006
D.G.R.n.94-4335 del 13.11.2006 Approvazione criteri per l assegnazione contributi ai Soggetti gestori delle funzioni socioassistenziali per le attività delle Equipe Adozioni e per la promozione dell affidamento Dettagli PIANO PROVINCIALE DISABILI 2014-2016 OLTRE LA CRISI ANNO 2014 SISTEMA DOTALE - AVVISO 3) TIROCINI E ADOZIONI LAVORATIVE
PIANO PROVINCIALE DISABILI 2014-2016 OLTRE LA CRISI ANNO 2014 SISTEMA DOTALE - AVVISO 3) TIROCINI E ADOZIONI LAVORATIVE 1) RIFERIMENTI NORMATIVI Legge 8 novembre 1991 n. 381: Disciplina delle cooperative Dettagli La costituzione degli Organismi della Partecipazione della SdS di Firenze
SOCIETA DELLA SALUTE DI FIRENZE La costituzione degli Organismi della Partecipazione della SdS di Firenze Gruppo di lavoro: Andrea Aleardi Assessorato alla Partecipazione Comune di Firenze Roberto Bocchieri Dettagli ACCORDO DI PROGRAMMA PER L ATTIVAZIONE DI UNA RETE DI COMUNI AMICI DELLA FAMIGLIA
Forum Lombardo delle Lombardia FeLCeAF Associazioni familiari ACCORDO DI PROGRAMMA PER L ATTIVAZIONE DI UNA RETE DI COMUNI AMICI DELLA FAMIGLIA La crisi in atto ormai da alcuni anni porta al contenimento Dettagli REGOLAMENTO ASILO NIDO D INFANZIA IL MELOGRANO
REGOLAMENTO ASILO NIDO D INFANZIA IL MELOGRANO Art.1 Oggetto a. Il presente Regolamento disciplina finalità e attività di gestione dell Asilo Nido d Infanzia Il Melograno, realizzato e gestito dalla Cooperativa Dettagli PROGRAMMA PROVINCIALE IN ATTUAZIONE DELL ART. 25 DELLA L.R
Allegato A alla Deliberazione di G.P. n 271 del 11-11-2008 PROGRAMMA PROVINCIALE IN ATTUAZIONE DELL ART. 25 DELLA L.R. 12/03 INTERVENTI PER IL RAFFORZAMENTO DELL AUTONOMIA DELLE SCUOLE E PER L ARRICCHIMENTO Dettagli PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO MICROKYOTO - IMPRESE
Allegato A alla delibera di Giunta n del. PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO MICROKYOTO - IMPRESE PREMESSO CHE: Il 10 dicembre 1997, nell ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Dettagli Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio Direzione generale. Progetto Attività Motoria e Sport nella Scuola
COMUNE DI ROMA MIUR Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio Direzione generale Progetto Attività Motoria e Sport nella Scuola Protocollo D Intesa 2002-2005 1 Visto l art.21 della Legge 15 Marzo 1997 Dettagli DELIBERAZIONE N. DEL. Direzione Regionale: POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT Area: OSSERVATORIO SULLA POVERTA'
REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. DEL 898 16/12/2014 GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N. 21370 DEL 10/12/2014 STRUTTURA PROPONENTE Direzione Regionale: POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT Area: OSSERVATORIO Dettagli Sportello Europa Informa Bollettino sulle opportunità europee di finanziamento INDICE
COMUNE DI FERRARA Città Patrimonio dell Umanità Assessorato Attività Economiche Servizio Attività Produttive, Commercio e Turismo Ufficio Sportello Europa Sportello Europa Informa Bollettino sulle opportunità Dettagli 1. Sei anni di Fondazione
Relazione tecnica sui primi 6 anni di attività della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati presentata in occasione dell Assemblea dei Soci di novembre 2011 Contenuti del documento 1. 6 Dettagli DGR 399 DD. 20.2.2004 LA GIUNTA REGIONALE
DGR 399 DD. 20.2.2004 LA GIUNTA REGIONALE VISTA la legge regionale 27 marzo 1996, n. 18 e successive modificazioni ed integrazioni ed in particolare l articolo 6, comma 1 della stessa; VISTA la legge 8 Dettagli UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA
L Università degli studi di Messina In collaborazione con il Comitato Pari Opportunità Piano di Azioni positive triennio 2008/2011 Le azioni positive sono, com è noto, lo strumento fondamentale per l attuazione Dettagli Provincia di Parma Assessorato Coordinamento Politiche Sociali e Sanitarie
Prot. n. 20905 del 07/03/2007 BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI ALLE ASSOCIAZIONI PROMOSSE DA CITTADINI STRANIERI PER LA REALIZZAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE LE SETTIMANE DEL MIGRANTE ATTO DI G.P.117 Dettagli Approvato con Deliberazione di G.P. n. 293 del 29/11/2005. Visto:
PROTOCOLLO DI INTESA TRA LA PROVINCIA DI RIMINI, L AZIENDA USL, DELEGATA ALLA GESTIONE DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI MINORI, E GLI ENTI AUTORIZZATI PER L ATTIVITA RELATIVA ALL ADOZIONE INTERNAZIONALE Approvato Dettagli COMUNE DI QUARTU SANT'ELENA Provincia di Cagliari
COMUNE DI QUARTU SANT'ELENA Provincia di Cagliari REGOLAMENTO PER ISTITUZIONE DEL REGISTRO COMUNALE DEL VOLONTARIATO, DELLE CONSULTE TEMATICHE E DEL FORUM DEL VOLONTARIATO. Approvato con deliberazione Dettagli Famiglie, Giovani ed opportunità, interventi sociali per l infanzia e l adolescenza in Emilia-Romagna:
Famiglie, Giovani ed opportunità, interventi sociali per l infanzia e l adolescenza in Emilia-Romagna: la legislazione di riferimento, alcune priorità di lavoro e di prospettiva Ferrara 15 gennaio 2013 Dettagli Il welfare aziendale e l azione del Dipartimento per le Pari Opportunità
Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro Il welfare aziendale e l azione del Dipartimento per le Pari Opportunità Dott.ssa Serenella Martini Dipartimento per le Pari Opportunità Presidenza del Consiglio Dettagli A più voci contro la dispersione scolastica
A più voci contro la dispersione scolastica 1. Contesto dell intervento Abbandoni, interruzioni formalizzate, frequenze irregolari, ripetenze, ritardi : hanno nomi diversi le disfunzioni che caratterizzano Dettagli Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione relativi organismi.
REGIONE PIEMONTE BU28 14/07/2011 Deliberazione della Giunta Regionale 22 giugno 2011, n. 7-2208 Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione Dettagli Art. 1 (Finalità) Art. 2 (Funzioni della Regione)
LEGGE REGIONE MARCHE 11 NOVEMBRE 2008, N. 32 Art. 1 (Finalità) Art. 2 (Funzioni della Regione) Art. 3 (Istituzione del Forum permanente) Art. 4 (Iniziative di prevenzione) Art. 5 (Informazione) Art. 6 Dettagli SINTESI DEI CONTRIBUTI RICEVUTI DALLE ASSOCIAZIONI SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE PLURIENNALE IN TEMA DI POLITICHE DEL LAVORO E DELL INTEGRAZIONE
SINTESI DEI CONTRIBUTI RICEVUTI DALLE ASSOCIAZIONI SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE PLURIENNALE IN TEMA DI POLITICHE DEL LAVORO E DELL INTEGRAZIONE 2015-2020 PREMESSA Il documento è stato inviato alle Associazioni Dettagli la costituzione dell Associazione Casa delle Culture
Protocollo d intesa tra Amministrazione Provinciale di Modena Comune di Modena Associazione Servizi per il Volontariato Modena Associazione Casa delle Culture di Modena per la realizzazione del progetto Dettagli Comune di Ferrara Assessorato alla Salute e Servizi alla Persona. Centro H RAPPORTO SULLE ATTIVITA DEL CENTRO H GENNAIO - DICEMBRE 2005
Comune di Ferrara Assessorato alla Salute e Servizi alla Persona A.I.A.S. Ferrara Associazione di Volontariato Associazione Centro H In collaborazione con: - Azienda USL Ferrara - Centro Servizi alla Persona Dettagli COMUNE DI MESSINA ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI. Per un welfare di comunità partecipato: verso gli stati generali dei servizi sociali
Premessa COMUNE DI MESSINA ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI Per un welfare di comunità partecipato: verso gli stati generali dei servizi sociali In un contesto di forte difficoltà economica e finanziaria Dettagli Albo Comunale delle Associazioni e del Volontariato: Regolamento per l istituzione e la tenuta
Albo Comunale delle Associazioni e del Volontariato: Regolamento per l istituzione e la tenuta Approvato con delibera C.C. n. 61 del 17.12.2004 Art. 1 - Finalità 1. Il presente regolamento disciplina la Dettagli LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 10-07-2006 REGIONE PUGLIA
LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 10-07-2006 REGIONE PUGLIA Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA Dettagli Assessore alle politiche per il il Benessere dei Cittadini. Simona Benedetti
Assessore alle politiche per il il Benessere dei Cittadini Simona Benedetti Persone Persone assistite assistite In aumento anziani, famiglie e minori seguiti Anno 2007 2008 2009 2010 Anziani 1475 1718 Dettagli Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Pari Opportunità
Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Pari Opportunità Regione Calabria Le politiche conciliative nel Por Calabria FSE 2007/2013: la strategia del dual approach per garantire il gender mainstreaming Dettagli LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 7
5454 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 44 suppl. del 6-4-2006 PARTE PRIMA Leggi e Regolamenti Regionali LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 7 Iniziative di promozione e solidarietà per contrastare Dettagli REGIONE PUGLIA P.O. FESR 2007-2013. I servizi per l infanzia. Roma 27 ottobre 2011
REGIONE PUGLIA P.O. FESR 2007-2013 Politiche nel campo dell inclusione sociale I servizi per l infanzia Roma 27 ottobre 2011 1 LE PRIORITA DEL WELFARE PUGLIESE Rimettere le persone al centro delle politiche Dettagli Proposta di Deliberazione della Giunta Regionale. Area politiche per la promozione della salute, delle persone e delle pari opportunità
R E G I O N E P U G L I A Proposta di Deliberazione della Giunta Regionale Area politiche per la promozione della salute, delle persone e delle pari opportunità Codice CIFRA: SSS / DEL / 2009 / 00 OGGETTO: Dettagli 1. Linee di intervento e procedure relative alla completa applicazione della legge 285/97
1. Linee di intervento e procedure relative alla completa applicazione della legge 285/97 1.1 Atti adottati Atti Generali Delibera della Giunta Municipale n. 620/499 del 26/6/01 con la quale sono stati Dettagli AMBITO SOCIALE DI ZONA ALTO AGRI. Regolamento Centri Laboratori per la Comunità
All.B3 R.A/LAB REGIONE BASILICATA DIPARTIMENTO SICUREZZA E SOLIDARIETA SOCIALE AMBITO SOCIALE DI ZONA ALTO AGRI Regolamento Centri Laboratori per la Comunità Art. 1 Definizione I centri laboratori si propongono Dettagli Piano Provinciale Disabili 2011 2012 Finanziamento 2012 Attività 2013 Fondo Regionale diritto al lavoro dei disabili L.R. 13/2003
Piano Provinciale Disabili 2011 2012 Finanziamento 2012 Attività 2013 Fondo Regionale diritto al lavoro dei disabili L.R. 13/2003 DISPOSITIVO PROVINCIALE AZIONI DI SISTEMA Isole formative presso cooperative Dettagli 92 24.12.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 51 DELIBERAZIONE 9 dicembre 2014, n. 1172
92 24.12.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 51 DELIBERAZIONE 9 dicembre 2014, n. 1172 Approvazione bando finalizzato al finanziamento di progetti di investimento sociale e per l eliminazione Dettagli DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE
DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE. R E L A Z I O N E Il disegno di legge, che si compone Dettagli Quartiere San Donato
Quartiere San Donato P.G. N.: 141598/2013 N. O.d.G.:.: 21/2013 2013 Data Seduta : 13/06/2013 Richiesta IE Dati Sensibili Adottato Oggetto: APPROVAZIONE DEI PROGRAMMI OBIETTIVO DEL QUARTIERE SAN DONATO Dettagli Modulo di domanda 1 Progetto per la promozione di DIRITTI UMANI E CULTURA DI PACE
giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO D Dgr n. 1382 del 12/05/2009 pag. 1/10 marca da bollo Indicare il motivo di esenzione : 1 organismi di volontariato iscritti al Registro regionale di cui alla L.R. Dettagli LEGGE REGIONALE N. 30 DEL 09-09-1998 REGIONE LIGURIA
LEGGE REGIONALE N. 30 DEL 09-09-1998 REGIONE LIGURIA RIORDINO E PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI DELLA REGIONE E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 8 AGOSTO 1994 N. 42 IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO Dettagli Programma Ore Preziose
Programma Ore Preziose Assessorato dell Igiene e Sanità e dell Assistenza Sociale Servizio della Programmazione Sociale e dei Supporti alla Direzione Generale Cagliari, 9 marzo 2009 LA CONCILIAZIONE Conciliare Dettagli BANDO PER IL SOSTEGNO DEI PROGETTI SOCIALI PROPOSTI DALLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
Pagina 1 di 6 BANDO PER IL SOSTEGNO DEI PROGETTI SOCIALI PROPOSTI DALLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Premessa Il Centro di Servizio al volontariato CESAVO emana il presente bando finalizzato al sostegno Dettagli AREA SERVIZI ALLA PERSONA
AREA SERVIZI ALLA PERSONA Settore Sociale Direttore PEG ANNO 1 UNIONE RENO GALLIERA : UNIONE RENO GALLIERA : DIRETTORE Centro di costo: SETTORE SOCIALE OBIETTIVI PERMANENTI : Gestione delle attività amministrative Dettagli ALLEGATO 1 C SINTESI DEL PROGRAMMA OPERATIVO PER I CITTADINI
ALLEGATO 1 C SINTESI DEL PROGRAMMA OPERATIVO PER I CITTADINI SINTESI DEL PROGRAMMA OPERATIVO PER I CITTADINI La Regione Emilia-Romagna giunge all appuntamento con il nuovo periodo di programmazione dei Dettagli Il sistema scolastico ed educativo
Il sistema scolastico ed educativo La scuola, in provincia di Siena, in questi ultimi anni, è cresciuta in quantità e qualità. La popolazione scolastica, che ammonta nel 2008-2009 a 32.861 studenti, dalla Dettagli Bilancio dei Bambini
Asili nido comunali: n iscritti 2009 2010 2011 Var. % anno 2011-2010 Numero di strutture Asili nido Capienza dei posti disponibili Numero posti attivati Numero iscritti 27 28 28-1.214 1.254 1.258 0,32% Dettagli GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA
Progr.Num. 172/2009 GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Questo giorno Lunedì 23 del mese di Febbraio dell' anno 2009 si è riunita nella residenza di via Aldo Moro, 52 BOLOGNA la Giunta regionale con l'intervento Dettagli REGOLAMENTO DEL COMITATO CONSULTIVO MISTO DEGLI UTENTI DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI BOLOGNA
REGOLAMENTO DEL COMITATO CONSULTIVO MISTO DEGLI UTENTI DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI BOLOGNA Art. 1 - FUNZIONI e ATTIVITA del COMITATO Il Comitato Consultivo Misto (in sigla CCM), dell Azienda Dettagli La comunicazione istituzionale rappresenta, da oltre un decennio, un tema di rilevante interesse per le amministrazioni pubbliche italiane.
ALLEGATO 1 PROVINCIA DI BRINDISI SERVIZIO 1 SETTORE AMMINISTRAZIONE GENERALE P R O G E T T O UFFICIO STAMPA E SUPPORTO UFFICIO COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE DELLA PROVINCIA DI BRINDISI 1 MOTIVAZIONI La funzione Dettagli Delibera della Giunta Regionale n. 184 del 05/06/2014
Delibera della Giunta Regionale n. 184 del 05/06/2014 Dipartimento 54 - Dipartimento Istr., Ric., Lav., Politiche Cult. e Soc. Direzione Generale 11 - Direzione Generale Istruzione, Formazione,Lavoro e Dettagli MIUR.AOODRER.REGISTRO UFFICIALE(I).0013937.12-11-2014
MIUR.AOODRER.REGISTRO UFFICIALE(I).0013937.12-11-2014 INTESA BIENNALE aa.ss. 2013/2014 2014/2015 TRA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE E REGIONE EMILIA-ROMAGNA PER LA PROGRAMMAZIONE E LA GESTIONE COMPLESSIVA Dettagli PROTOCOLLO D INTESA. tra. Ministero dell Istruzione, dell'università e della Ricerca. (di seguito denominato MIUR) e
PROTOCOLLO D INTESA tra Ministero dell Istruzione, dell'università e della Ricerca (di seguito denominato MIUR) e Libera. Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie (di seguito denominata Libera) attivare Dettagli PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA FONDO SOCIALE EUROPEO 2007-2013
UNIONE EUROPEA REGIONE SICILIANA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA Assessorato regionale del Lavoro, della Previdenza Sociale, della Formazione Professionale e dell Emigrazione Dipartimento regionale Dettagli CRITERI PER LA VALUTAZIONE E IL FINANZIAMENTO DEI PIANI PERSONALIZZATI
Allegato A alla Delib.G.R. n. 45/18 del 21.12.2010 CRITERI PER LA VALUTAZIONE E IL FINANZIAMENTO DEI PIANI PERSONALIZZATI Per la predisposizione e valutazione dei Piani Personalizzati di sostegno relativi Dettagli Comune di Castiglione del Lago (Provincia di Perugia) REGOLAMENTO PER L ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI ED ISTITUZIONE DELLE CONSULTE.
Comune di Castiglione del Lago (Provincia di Perugia) REGOLAMENTO PER L ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI ED ISTITUZIONE DELLE CONSULTE. INDICE TITOLO I ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI art. 1 Finalità Dettagli III Conferenza Europea dei Servizi alla Persona
III Conferenza Europea dei Servizi alla Persona Un Piano Nazionale per lo sviluppo dei SAP in Italia Mario Conclave Italia Lavoro I fenomeni in corso in Italia Fenomeni di medio lungo periodo, che spingono Dettagli POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT DETERMINAZIONE. Estensore PAOLILLO ANDREA. Responsabile del procedimento CESARE PIERDOMINICI
REGIONE LAZIO Direzione Regionale: POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT Area: DETERMINAZIONE N. G05531 del 20/12/2013 Proposta n. 20573 del 10/12/2013 Oggetto: Presenza annotazioni contabili Dettagli 1. DESTINATARI 2. FINALITA GENERALI DEGLI INTERVENTI:
BANDO PER L ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI PER I MIGLIORI PROGETTI PRESENTATI DALLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME FINALIZZATI AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE E DELLA SALUTE DELL INFANZIA ED ADOLESCENZA E Dettagli IL COMMISSARIO STRAORDINARIO
AZIENDA PER L ASSISTENZA SANITARIA N. 1 TRIESTINA TRIESTE REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA Decreto n 238 del 04/06/2015 OGGETTO Avvisi alle Associazioni di Volontariato. Convenzioni volte a garantire Dettagli Ente Bilaterale Artigianato Pugliese
Ente Bilaterale Artigianato Pugliese L Ente Bilaterale dell Artigianato Pugliese, Visto: - la Legge 8 novembre 2000, n. 328 denominata Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi Dettagli Il sistema di governo della programmazione. Ruoli, compiti, responsabilità e funzioni dei soggetti coinvolti nel processo programmatorio
Il sistema di governo della programmazione Ruoli, compiti, responsabilità e funzioni dei soggetti coinvolti nel processo programmatorio Gli organismi coinvolti nel processo programmatorio Assemblea Distrettuale Dettagli ACCORDO DI COLLABORAZIONE TERRITORIALE PER LA PROMOZIONE DELLA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO NEL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI PORDENONE
ACCORDO DI COLLABORAZIONE TERRITORIALE PER LA PROMOZIONE DELLA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO NEL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI PORDENONE Visto: - la L. 10 aprile 1991, n. 125 Azioni positive per Dettagli LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro. Materiale propedeutico al seminario territoriale
LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro Materiale propedeutico al seminario territoriale Il contesto OBIETTIVO REGIONE LOMBARDIA Costruire un Welfare in grado di porre al centro Dettagli 31 dicembre 2010. 14 marzo 2010. Non è stabilita alcuna scadenza per la presentazione delle richieste
Soggetti finanziatori Progetto Scadenza ALLEANZA ASSICURAZIONI Iniziative che hanno come scopo: 1. progetti di formazione e/o inserimento professionale dei giovani finalizzati all'uscita da situazioni Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: art. 4
 articolo 6
 art. 20
 articolo 117
 Art. 2
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 art. 1
 art. 2
 Art.1
 ART. 25
 ART. 25
 art.21
 articolo 6
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 art. 1