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Francia: il culto aumista non gode della stessa libertà delle altre religioniDiritti Europa
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Posted by: Roberto Federico Proto in Categorie Violazioni CEDU, Editoriale, In evidenza, Libertà d'espressione, coscienza e religione 7 febbraio 2013
Violazione della Libertà di Religione – Sentenza Associazione Religiosa del Tempio Piramide v. Francia, 31 gennaio 2013
Giovedì 31 gennaio 2013, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con tre sentenze ha condannato la Francia a versare un risarcimento complessivo di quasi 5 milioni di euro, per aver violato in tre casi analoghi la Libertà di pensiero, di coscienza e di religione – principio sancito all’art 9 della Convenzione – a causa di un trattamento fiscale troppo severo e rigido nei confronti della Chiesa Evangelica Missionaria di Besançon (sentenza Eglise Evangelique Missionnaire et Salaûn c. France) e di due associazioni, l’Associazione Religiosa del Tempio Piramide e all’Associazione dei Cavalieri del Loto d’Oro (sentenza Association des Chevaliers du Lotus d’or vs France), che fanno capo alla religione Aumista.
L’Aumisme è una setta religiosa fondata in Francia nel 1969 da Gilbert Bourdin (1923-1998), un cittadino francese nato in Martinica, frequentatore in gioventù di ambienti esoterici e aderente in età più avanzata alla Società Teosofica e alla massoneria della Gran Loggia di Francia, considerato dai suoi fedeli come “sua Santità il signore Hamsah Manarah”. La Religione Aumista è una “religione mistica”, fortemente influenzata dall’induismo, buddismo e dall’esoterismo, che si professa come la Religion universelle de l’Unité des visages de Dieu (Dogma essenziale dell’aumismo), ossia “la religione universale della nuova era”. Nel 1995 la commissione parlamentare sulle sette in Francia l’ha riconosciuta come un culto ufficiale.
Dal 1990 in seguito alla relazione parlamentare sulle sette, intitolato “Sette in Francia”, e ad alcuni presunti scandali sessuali che hanno coinvolto gli uomini di culto di queste sette, entrambi i gruppi religiosi sono nell’occhio del ciclone mediatico e in cattiva luce dinanzi alle istituzioni francesi.
Il CASO – il ricorrente di questa vicenda è un associazione senza scopo di lucro, ai sensi della legge sui contratti di associazione del 1 luglio 1901, l’Associazione Religiosa del Tempio Piramide. Creata il 3 aprile 1993 con lo scopo di edificare il monastero del Mandarom, presso la La Città Santa di Mandarom Shambhasalem (la città santa per la religione aumista ndr), e di professare e celebrare il culto Aumista.
Ma dopo la sentenza di annullamento dell’autorizzazione per edificare il monastero emessa dalla Corte amministrativa d’Appello di Lione nel 1994, confermata in seguito dal Consiglio di Stato, l’associazione aumista decide di sciogliersi e di conferire l’intero patrimonio all’Associazione Vajra Trionfante, che perseguiva il medesimo scopo sociale.
Nel dicembre 1995, in forza ad una relazione parlamentare sulle sette, intitolato “Sette in Francia“, l’associazione ha subito due verifiche fiscali, durante il periodo di liquidazione, tese ad accertare la registrazione e la legalità fiscale dei doni ricevuti per diversi anni. Dopo la prima verifica e la comunicazione al liquidatore, l’amministrazione fiscale emette un giudizio di revisione della contabilità dell’associazione per l’anno fiscale 1992, dal quale si apprendeva che alcuni doni non erano stati registrati ed erano suscettibili di tassazione, ai sensi dell’art 757 bis del Codice Fiscale. In seguito alla verifica l’ufficio delle imposte di Saint-André-les-Alpes costituisce in mora l’associazione, e i libri regali vengono tassati al 60%. Durante la seconda verifica, l’amministrazione emette come da prassi un giudizio di revisione notificato al liquidatore – che copre il periodo che va dal 1 ° gennaio 1993 al 12 ottobre 1995 – dalla quale emerge l’esistenza, anche questa volta, di doni non registrazione ed invitata l’associazione a presentare una dichiarazione di queste oblazioni. Ma in assenza di alcuna dichiarazione, l’ufficio delle imposte di Saint-André-les-Alpes gli notifica il tasso di imposta automatico del 60%.Oltre a questi adeguamenti fiscali, l’associazione ha subito una penale del 80% delle donazioni ricevute e un tasso di interesse dello 0,75% per ogni mese di ritardo. Pertanto all’Associazione gli vennero richiesti 2.544.582 € a titolo di oneri fiscali arretrati, acquisiti successivamente in forza di una azione revocatoria da parte delle autorità fiscali.
Poi nel dicembre del 1999 l’associazione, nella persona del liquidatore, presenta un ricorso presso l’Alta Corte di Digne-les-Bains; ma il ricorso venne respinto. La decisione della corte di primo grado viene anche confermata dalla Corte di Appello con la sentenza del 3 novembre 2005. L’associazione, allora, adirà anche la corte di cassazione, rivendicando, inoltre, la violazione degli articoli 9, 11 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo; ma il ricorso sarà ritenuto infondato.
IL RICORSO – Infine l’Associazione Religiosa del Tempio Piramide, nella persona del liquidatore, il 14 novembre 2007, presenta un ricorso contro la Francia presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo; ove rivendicherà la violazione dell’art 9 CEDU, a causa dell’interferenza dello stato che ha impedito la costruzione di un luogo di culto mediante azioni fiscali, che diminuiranno il patrimonio conferito all’associazione affina a quella ricorrente. Questa interferenza limiterà pertanto la libera manifestazione del proprio culto religioso da parte dell’associazione. Infatti la quantità di donazioni ricevute nel periodo 1992/1995 è pari 2.197.337 €, mentre l’importo totale delle risorse nello stesso periodo era 2.858.896 €. Inoltre l’associazione lamenta la violazione dell’art 1 protocollo 1 e dell’art 14 della Convenzione accusando di aver subito un trattamento discriminatorio per motivi religiosi nel godimento dei diritti sanciti dagli articoli 9 e 11 della Convenzione. In fine richiede € 2.544.582 a titolo di danno patrimoniale e € 87068 a titolo di rimborso spese.
IL GOVERNO – rivendica l’invalidità del ricorso a causa dell’abuso di potere da parte del liquidatore, che nel depositare un ricorso presso la Corte europea supera i limiti dei poteri conferiti. Inoltre ritiene che la censura riguardante la violazione della libertà di religione sia infondata, per il fatto che l’associazione ormai non esiste più giuridicamente, e pertanto non esercita un culto o una religione.
LA CORTE – con la sentenza del 31 gennaio 2013, ha affermato che vi è stata violazione dell’articolo 9 CEDU, a causa dell’interferenza dello stato francese che ha reso difficoltoso e ha limitato l’esercizio del diritto della libertà di religione; ed inseguito ha respinto le altre censure sollevate. In fine ha condannato lo stato convenuto al versamento di € 3.599.551 a titolo di danno patrimoniale e € 49 568 a titolo di rimborso spese.
Ritengo che da questa vicenda si debba trarre un forte segnale di allarme che fa emergere, anche in Francia, gravi problemi di riconoscimento effettivo e di tutela della libertà di professare un culto religioso da parte di una minoranza, come possono essere i fedeli dell’Aumisme o della Chiesa Evangelica Missionaria di Besançon, e di tolleranza nei loro confronti. Purtroppo le violazioni della libertà di religione, o meglio comportamenti discriminatori o offensivi per motivi religiosi, sono un fenomeno che non stenta a diminuire e che coinvolge e tocca trasversalmente sia l’occidente che l’oriente. Come non dimenticare lo scandalo e il clamore che causarono nel mondo islamico le vignette satiriche su Maometto, pubblicate il 30 settembre 2005 sul quotidiano danese Jyllands-Posten. Un fatto sicuramente inopportuno, tenuto conto dei fragili equilibri internazionali con i paesi del medio-oriente, che ha messo a repentaglio o ha causato la morte di molti presbiteri o sacerdoti di diversi culti residenti nei paesi di religione mussulmana. Come nel caso di Don Andrea Santoro che venne ucciso da un giovane turco perché sconvolto da quelle vignette. O come non menzionare i sacerdoti cristiani perseguitati o che hanno perso la vita in Cina e in India (solo nel 2008 a Orissa 40 persone hanno perso la vita e 134 sono rimaste ferite). Ma casi del genere coinvolgono anche stati “occidentali” come la Russia, dove si sta sempre più diffondendo e radicando un sentimento antisemita e razzista che ha determinato il compimento di gesti estremi.
Per sensibilizzare questo problema ogni anno la Commissione USA sulla libertà religiosa internazionale (USCIRF) pubblica un rapporto, l’Annual Report on International Religious Freedom, ove menziona “la situazione religiosa” e analiticamente descrive per ogni stato le violazione religiose che si sono verificate. Ma tutto ciò non basta! Anche perché, soprattutto se si tratta un ambito che coinvolge la sfera religiosa-interiore, si è ciecamente convinti che chi professa una religione diversa dalla nostra sia nel torto; e pertanto la probabilità che si preferisca percorrere la strada dell’imposizione o dell’intolleranza religiosa a quella della tolleranza o della coesistenza è altissima, se non si educa alla “cultura del diverso”. Dovremmo tener maggiormente a mente, parafrasando uno spezzone del rapporto dell’ USCIRF, che “la libertà religiosa è un diritto innato di ogni persona, a prescindere da quale fede si professi o non si professi”.
La sentenza è reperibile qui: sentenza Associazione Religiosa del Tempio Piramide vs Francia,31 gennaio 2013
E qui reperibile: Annual Report on International Religious Freedom 2012
Articolo da PresseOcean.fr: La secte du Mandarom fait condamner la France devant la Cour des droits de l’homme
Articolo di La nuova Bussola Quotidiana: Sventato l’attacco francese alla libertà religiosa di Massimo Introvigne
Dal sito Le Religioni in Italia: La Religione Aumista e il Mandarom
Ossimori e palindromi euristici: l’aumismo, fra religione ed esoterismo di PierLuigi Zoccatelli
Articolo da L’Occidente orientamento quotidiano: Lo stato di salute della libertà religiosa nel mondo di John Flynn
Art 9 CEDU Francia Mark Villiger Quinta Sezione	2013-02-07
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